DISCORSO DEL PRESIDENTE MINA

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DISCORSO DEL PRESIDENTE MINA
DISCORSO DEL PRESIDENTE MINA GIANNANDREA IN OCCASIONE DEL PRIMO
CONVEGNO DI FEDERstrade “Le proposte dei commercianti di vicinato”
Cari amici,
illustri ospiti,
Voglio innanzitutto ringraziarvi tutti per la vostra calorosa presenza, così come
ringrazio le istituzioni che ci hanno onorato della loro partecipazione.
E’ dallo scorso gennaio che ci siamo messi in movimento.
Tutti voi sapete che noi stessi siamo tutti negozianti, commercianti come voi,
animati unicamente dalla passione di tutelare e difendere il nostro lavoro.
FEDERstrade nasce così, spontaneamente, e nonostante sia nata da un movimento
dal basso, auto-organizzandosi e su base volontaria, già le principali vie commerciali
di Roma hanno già deciso di aderire.
Perché questa mobilitazione? Perché tante persone hanno deciso di mettersi
insieme e utilizzare il loro – peraltro scarso – tempo libero per organizzarsi? Cosa ci
ha spinto ad unire le nostre forze?
Sappiamo tutti quanto il commercio abbia sofferto in questi anni. Soprattutto noi
piccoli esercenti, stretti fra la crisi economica e le nuove modalità organizzative
introdotte dai grandi operatori e centri commerciali.
La crisi economica morde i bilanci delle famiglie. Sono di pochi giorni fa i dati che ci
comunicano quello che noi negozianti sappiamo da molto tempo: per la prima volta
dal 1995 i redditi degli italiani sono diminuiti. Questa grave congiuntura pesa
tantissimo sul nostro lavoro.
Ma non c’è solo crisi. La secca diminuzione della domanda, unita alle modalità
introdotte dai centri commerciali, fa sì che sia quasi impossibile per molti di noi
mantenere il necessario equilibrio fra costi e ricavi così che giorno dopo giorno
facciamo più fatica a tenere aperti i nostri negozi.
Questa situazione difficile perdura oramai da molto tempo. E noi che siamo nei
nostri negozi tutti i giorni lo sappiamo bene. Eppure, le risposte da chi avrebbe
dovuto aiutarci e da chi avrebbe dovuto offrire soluzioni concrete non sono arrivate.
Anzi, abbiamo assistito a un incremento di fattori penalizzanti. Nuovi centri
commerciali sono stati aperti e nessuna regolamentazione a sostegno degli esercizi
di vicinato è stata introdotta. Né ci sono stati quei significativi interventi di
riqualificazione delle vie commerciali che avrebbero potuto attirare un maggior
afflusso di consumatori nelle nostre strade, che poi dovrebbero rappresentare il
cuore pulsante dei quartieri, specialmente nelle zone più periferiche e popolari della
città.
Cito solo alcuni dati, ben sapendo che aldilà dei numeri c’è la nostra e la vostra
esperienza quotidiana che li certifica.
Bene, nell’ultimo trimestre del 2010 l’INPS certifica che nel Lazio c’è stata una secca
contrazione del numero delle imprese commerciali, che erano già diminuite nel
2009. Nel dettaglio, il saldo tra imprese commerciali iscritte e cessate nel 2009 è
stato di meno 351 imprese di cui 180 relative al commercio al dettaglio. Sempre
negativo anche il saldo 2010 che è di -128!
Gli occupati nel commercio nel 3° trim del 2009 erano 325 mila (di cui 199 mila
come dipendenti e 126 mila autonomi).
Nel 3° trim 2010, gli occupati sono scesi a 275 mila! Il calo è stato molto consistente
e ha riguardato sia i lavoratori dipendenti sia quelli autonomi. In termini percentuali,
si tratta di una contrazione del 16%, valore molto più consistente del dato generale
sulla disoccupazione in Italia.
E non parliamo solo di noi commercianti. Quando soffriamo noi, soffrono anche i
nostri collaboratori, i commessi e le commesse. Nel Lazio l'espulsione dei lavoratori
dipendenti del commercio nel 2010 è stata del 20%! Un dato allarmante!
A fronte di questo non potevamo rimanere inerti!
La gravità di questa situazione ci ha spinto a rimboccarci le maniche e organizzarci
da soli per rappresentare direttamente tutte quelle esigenze del piccolo commercio
al dettaglio, che sono troppo spesso trascurate dalle altre associazioni che per
dimensioni e tipologia di aderenti rimangono troppo distanti dalla realtà quotidiana
dei piccoli negozianti.
E crediamo fortemente che difendere il nostro lavoro significhi difendere i nostri
negozi, ma anche i nostri commessi e le nostre commesse, il nostro indotto fatto di
piccoli trasportatori, rappresentanti, agenti di commercio e anche tutti i
consumatori che vogliono continuare ad avere i loro negozi di quartiere, e i cittadini
che meritano di avere delle strade vive e vitali in ogni zona della città.
Cosa vogliamo fare?
Vogliamo essere vicino ai piccoli commercianti e affrontare tutti insieme i problemi
della categoria con soluzioni concrete e condivise: chiedendo nuove regole per le
attività commerciali, difendendo gli interessi di categoria dall’ abusivismo, dalle
irregolarità e dalle speculazioni, e proponendo forme nuove di incentivi ai consumi
che consentano la sopravvivenza dei piccoli esercizi di vicinato e delle botteghe
storiche.
Tanti sono i nostri obiettivi! Ve ne cito solo alcuni, così che possiate capire meglio la
nostra natura.
Vogliamo prima di tutto sostenere e promuovere la funzione economica e sociale
che i negozi di vicinato svolgono come luogo di incontro e di vita dei quartieri
cittadini. Le strade sono il nostro luogo di lavoro e difendendo la bellezza e la
sicurezza delle strade difendiamo anche noi stessi.
Vogliamo contribuire alla definizione di nuove regole che permettano anche ai
piccoli esercizi di sopravvivere, nell’ambito dei cambiamenti in atto nel mondo del
commercio. Bisogna trovare regole e modi attraverso i quali vengano contemperate
le modalità della grande distribuzione con il diritto del piccolo commerciante di
vicinato di esistere e non morire!
Vogliamo che ci sia attenzione ai problemi della sicurezza ed al contrasto della
microcriminalità nelle strade e salvaguardare i consumatori e il nostro lavoro
attraverso la lotta all'abusivismo.
Vogliamo mettere in atto un costante e collaborativo confronto con la Pubblica
Amministrazione, soprattutto in questa difficile crisi economica, nel rispetto dei
diversi ruoli di governo ma essendo determinati a far sentire la nostra voce.
Vogliamo essere alleati delle comunità locali, dei residenti dei cittadini e dei
consumatori, perché sono loro i nostri clienti e la fortuna dei nostri esercizi dipende
principalmente da loro. E per questo vogliamo contribuire con la nostra azione ad
uscire dal vecchio stereotipo del piccolo commerciante. Vogliamo stabilire un nuovo
rapporto tra consumatori ed esercizi commerciali basato sulla reciproca fiducia. Il
nostro impegno nei confronti della comunità è quello di garantire che la nostra
attività di commercianti sia improntata sempre alla massima serietà e
professionalità.
Soprattutto Federstrade vuole essere un soggetto accessibile e concreto a cui tutti i
negozianti possano rivolgersi sapendo di poterci contare.
Per questo stiamo già lavorando per costituirci rapidamente in sindacato di
categoria in modo da rappresentare più efficacemente gli interessi degli iscritti e
delle iscritte e per definire una governance interna che possa ascoltare e
rappresentare le istanze di ogni associato.
Tutti noi siamo personalmente impegnati affinchè già nelle prossime settimane
Federstrade possa mettere a disposizione dei propri associati una serie di servizi
concreti, tra cui:
- Uno Sportello di consulenza fiscale e tributaria
- Una Newsletter quindicinale informativa e un portale web
- Uno Sportello di ascolto per ogni “via” associata
- Convenzioni con banche, assicurazioni, operatori di telefonia e altri per
beneficiare di tariffe agevolate
- Un calendario di riunioni sul territorio per scambiare opinioni ed esperienze
E qui fatemi sottolineare che non si tratta di mettere a disposizione servizi generici
calati “dall’alto”. Tutti noi che animiamo, in maniera volontaria, Federstrade siamo
commercianti veri, è questo il nostro mestiere.
Questa è la prima garanzia che sappiamo di cosa parliamo! Noi conosciamo la realtà
del commercio al dettaglio, e quindi sappiamo, per concreta esperienza personale,
quali sono le esigenze che i nostri iscritti possono avere ed è su questo che vogliamo
impegnarci.
Ma FEDERstrade vuole essere anche uno stimolo per le pubbliche amministrazioni.
Ed è importante la presenza oggi del Sindaco, della Presidente della Regione, del
Presidente della Provincia e degli Assessori. vi ringraziamo sinceramente di essere
venuti e ci auguriamo che sia l’inizio di un confronto costruttivo
Per noi tutelare il commercio di vicinato infatti significa anche preservare e
migliorare le zone dove lavoriamo tutti i giorni. E’ necessario e non più
procrastinabile migliorare la qualità delle strade commerciali nel tessuto urbano, a
partire da proposte concrete sul decoro, l’arredo e la sicurezza. Il buon commercio
di vicinato è da sempre alleato delle comunità locali, dei quartieri cittadini e dei
consumatori.
Oggi abbiamo invitato qui il Sindaco, la Presidente della Regione e il Presidente
della Provincia perchè vogliamo aprire un dialogo che porti presto risposte
concrete.
E qui voglio subito mettere sul piatto i 5 argomenti prioritari su cui aspettiamo una
collaborazione fattiva da parte delle istituzioni e risposte certe
Primo argomento i Saldi
E’ inutile commentare ulteriormente quanto negativo sia il bilancio di quest’anno,
lo sappiamo tutti. Ma questo bilancio negativo su noi piccoli pesa il doppio !!.
Alcuni di noi hanno il 40% di invenduto in magazzino e non siamo come le grande
catene di distribuzione. Noi la compriamo la merce, non possiamo permetterci di
avere i magazzini pieni a fine stagione.
Sono anni che lo chiediamo: la data dei saldi deve tornare unica a livello nazionale
e non può essere così a ridosso delle festività natalizie. Che i saldi tornino ad
essere VERAMENTE DI FINE STAGIONE e quindi spostati di nuovo alla fine del mese
di gennaio, per permettere a tutti noi di lavorare la merce di stagione con i tempi
necessari.
Secondo argomento I CORTEI
In una città come Roma nell'arco dell’anno il Centro diventa teatro di
manifestazioni quasi ogni settimana, alcune anche con risvolti violenti. Non siamo
contro il diritto a manifestare, ma vogliamo che questo diritto sia esercitato nel
rispetto del nostro diritto a svolgere il nostro lavoro. Per questo c’è bisogno di una
regolamentazione più efficace, che stabilisca percorsi alternativi al centro storico e
che non colpisca ogni settimana le vie commerciali, soprattutto in giornate
tradizionalmente dedicate allo shopping come il sabato.
TERZO ARGOMENTO I CENTRI COMMERCIALI NATURALI
I centri commerciali naturali sono quei luoghi - strade, piazze, centri storici - che,
per la forte presenza e l’integrazione di attività, hanno in sé le caratteristiche di un
vero e proprio centro commerciale all’aperto. E’ una iniziativa in corso con La
Regione Lazio già da un po’ di tempo che deve essere potenziata e meglio gestita
per poter dare dei frutti.
Bisogna che il bando regionale sia rinnovato e che i fondi messi a disposizione
siano gestiti oculatamente e in stretta collaborazione con i negozianti, con
l’obiettivo di essere un vero aiuto alla crescita, soprattutto in questa difficile fase
economica.
Nessuna risorsa può essere sprecata o malgestita, in un settore in crisi come il
nostro non possiamo permettercelo!
Abbiamo assistito allo scandalo di contributi deliberati e non erogati per mancanza
di coordinamento fra i diversi enti, abbiamo assistito all’utilizzo dei fondi a scopi
diversi da quelli per cui erano stati stanziati.
Noi crediamo fortemente che solo noi che operiamo quotidianamente nelle
nostre strade sappiamo veramente come far fruttare al massimo le risorse
disponibili, e vogliamo essere consultati e coinvolti nelle scelte e nella gestione,
affinchè ogni minima risorsa sia utilizzata al meglio con beneficio delle comunità
residenti e dei commercianti che vi operano.
QUARTO ARGOMENTO LA TURNAZIONE DELLE APERTURE DOMENICALI
Noi siamo piccoli esercizi. Talvolta abbiamo una sola commessa e certe volte
neanche quella e possiamo contare soltanto sul nostro lavoro. Non ci è possibile
stare aperti tutte le domeniche o gestire turni del personale come i grandi centri
commerciali o le grandi catene della distribuzione.
Dobbiamo tornare alla turnazione delle aperture domenicali dei negozi, con l’unica
eccezione del centro storico.
Due municipi ogni domenica aperti. Così i consumatori potranno tornare a
riscoprire quartieri e vie commerciali che hanno magari dimenticato e ciascuno di
noi potrà organizzarsi al meglio, senza dover negare ai propri collaboratori la
possibilità di passare la domenica con la famiglia e senza dover anche noi
rinunciare totalmente a una vita privata e familiare.
La crisi ci consegna un quadro sconfortante sulla disponibilità economica delle
famiglie italiane. La domanda è assai inferiore all’offerta e questo è sotto gli occhi
di tutti. È inutile continuare a dilatare a dismisura, senza regole e senza criterio, gli
orari di apertura dei negozi. Non è solo un danno per i piccoli esercizi, è
ANTIECONOMICO.
Bisogna pianificare meglio, condividendo gli obiettivi, contemperando le esigenze
dei consumatori, dei negozianti e di chi nei negozi lavora.
Facciamolo prima che sia troppo tardi.
QUINTO ARGOMENTO ILLUMINAZIONE E SICUREZZA
Vogliamo che i quartieri delle città, dal centro alla periferia, siano mantenuti belli,
puliti e sicuri e che lo shopping nel vicinato sia un’occasione di socialità e di
riappropriazione degli spazi urbani da parte della collettività. La sera è importante
che le strade siano illuminate. Per la sicurezza di tutti.
Chiediamo facilitazioni in bolletta per poter mantenere le insegne e le vetrine
accese anche la notte, così da illuminare maggiormente ogni strada e rendere
quindi la città, in tutti i suoi quartieri più vivibile e sicura.
Ma non vogliamo limitarci al nostro territorio. Questi esempi che stiamo facendo
per la città di Roma, anche perché abbiamo qui oggi l’occasione di parlare
direttamente con i vertici delle amministrazioni di questo territorio, vale per ogni
città d’Italia.
E ringrazio coloro, che in tanti sono venuti qui questa mattina da altre parti d’Italia
per sostenere la nostra iniziativa.
Federstrade è nata a Roma, ma vuole essere un’associazione nazionale, perché i
problemi e le esigenze dei piccoli commercianti sono le stesse in tutt’Italia e in
tutt’Italia faticano a trovare risposte e soluzioni.
Sui 5 punti che vi ho detto innanzitutto e sulla questione del commercio di vicinato
in generale siamo qui a chiedere risposte, pronti a fare la nostra parte e ad avanzare
proposte e soluzioni concrete e fattibili.
E ora che siamo nati – vi assicuro – non ci fermeremo finche’ queste risposte non le
avremo avute.
Ringrazio ancora i nostri illustri ospiti di oggi che speriamo vogliano rispondere nel
merito dei punti sollevati stabilendo un proficuo confronto che sia costante e
duraturo nel tempo.
Ma soprattutto grazie ancora a tutti voi per la forza che ci date e che – vi prometto faremo di tutto per ripagare.
Io sono prima di tutto una di voi
Mina Giannandrea
Presidente FEDERstrade