tradizione ed evoluzione di una proposta culturale.

Transcript

tradizione ed evoluzione di una proposta culturale.
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
Indirizzo Scienze delle Comunicazioni
Lo studio del caso www.berlinerzimmer.de.
I salons letterari tedeschi:
tradizione ed evoluzione di una
proposta culturale.
Relatrice:
Chiar.ma Prof.ssa Elena AGAZZI
Correlatrice:
Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
Tesi di laurea di:
Gesuina GAITI
matr. 24013
ANNO ACCADEMICO 2001-2002
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
1
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
A mio padre e a mia madre,
la cui generosità senza riserve
mi ha permesso di arrivare fin qui.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
2
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
INDICE GENERALE
INTRODUZIONE
p. 6
CAPITOLO PRIMO: Il salon letterario: la tradizione, i “Berliner Zimmer”
e il declino
1.1 Origine della “Salonkultur”
p. 11
1.2 Definizione e caratteristiche principali del salon
p. 15
1.2.1 L’arte della conversazione
p. 20
1.3 Differenze tra il salon e le altre forme di aggregazione sociale
p. 26
1.4 Ruolo e importanza della Salonnière
p. 31
1.4.1 Le Salonnières berlinesi e il salotto ebraico come luogo
proposto all’emancipazione femminile
p. 37
1.4.2 Rahel Levin Varnhagen
p. 40
1.5 Origine del salotto nell’area austro-germanica
p. 48
1.6 Tarda fioritura del salon: gli eredi di Rahel tra Restaurazione e età
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
3
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
moderna
p. 50
1.7 Il declino del fenomeno di costume verso il XX secolo
p. 53
CAPITOLO SECONDO: La letteratura digitale e la sperimentazione
online
2.1 I media e la letteratura: la “connessione” te(le)matica
p. 58
2.2 “Literatur im Netz”, letteratura digitalizzata e “letteratura offline”
p. 63
2.1.1 Gli amanuensi del III millennio: il progetto “Gutenberg”
p. 69
2.2.2 Il progetto “Manuzio”
p. 75
2.3 “Computerliteratur”
p. 79
2.4 “Netzliteratur” e la sperimentazione online
p. 93
2.4.1 La sperimentazione tedesca: i primi tentativi
2.5 Concetto di comunità virtuale
p. 95
p.100
CAPITOLO TERZO: Studio del caso www.berlinerzimmer.de
3.1 La rinascita dei salotti berlinesi: alla ricerca del paradiso perduto? p.116
3.1.1 “Das gesellige Canapé” di Cornelia Saxe
p.118
3.2 Il salotto online come “Salon der Zukunft”
p.126
3.3 Il case study
p.131
3.4 www.berlinerzimmer.de
p.134
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
4
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
3.4.1 Sabrina Ortmann, Salonnière berlinese del XXI secolo
p.139
3.4.2 Analisi dei contenuti del portale
p.140
3.4.2 L’estetica e l’usabilità del sito
p.143
3.4.3 Tage-Bau: il progetto di scrittura creativa e collaborativa
p.147
3.4.4 La chat
p.150
CONCLUSIONE: Verso una personal home page?
p.153
APPENDICE A: Glossario
p.162
APPENDICE B: Materiale iconografico
p.174
APPENDICE C: L’intervista
p.178
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
p.188
RINGRAZIAMENTI
p.206
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
5
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
INTRODUZIONE
“Il est évident que s’il n’y a personne autour de vous,
vous allez vous retrouver avec la vieille question :
«L’arbre qui tombe dans la forêt fait-it du
bruit s’il n’y a personne pour l’entendre?».
Pour qu’il y ait communication, il faut la présence
d’au moins une autre personne.”
PAUL W ATZLAWICK
Il lavoro qui presentato vuole essere un contributo che si colloca nel
punto d’intersezione di due tradizioni, quella dei salotti letterari e quella della
letteratura in/di Rete, e suggerisce un modello strutturato in cui queste due
realtà possano coesistere.
I salotti letterari della tradizione sono stati studiati e esaminati in modo alquanto
circostanziato e la bibliografia su tale argomento è piuttosto consistente. Di
conseguenza, una tesi che tentasse di affrontare solo i salotti storici, pur
delimitando il campo d’analisi all’ambito tedesco, sembrerebbe una mera
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
6
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
panoramica dispersiva e generalizzante, oppure un tentativo riassuntivo di
volumi che già hanno saputo trattare l’argomento in modo esaustivo.
Quindi è ritenuta opportuna l’idea di istituire un confronto fra il salon tradizionale
e un modello del tutto innovativo, ovvero il “salotto online”. Questo è stato il filo
conduttore della tesi stessa, il punto di riferimento che ha consentito di condurre
il lavoro ad un risultato omogeneo, senza correre il rischio di disperdersi nella
consistente bibliografia riguardante la teoria della letteratura digitale da una
parte e la cultura del salon dal Settecento a oggi dall’altra.
Il primo capitolo apre con la descrizione del concetto di “Salonkultur”, per poi
esporre le caratteristiche principali del salon come forma di aggregazione
sociale, la cui occupazione principale risiede nell’arte della conversazione. Era
necessario a questo punto stabilire non solo i tratti che definiscono il salotto
letterario, ma anche quelli che lo distinguono da altre forme di aggregazione
sociale, quali i Club privés, i circoli culturali, i caffè letterari, le associazioni o i
ricevimenti. Si è voluto dunque analizzare il ruolo e l’importanza della
Salonnière, della padrona di casa che apre il suo salotto a letterari, artisti,
politici, con particolare accenno alla figura di Rahel Levin Varnhagen e delle
Salonnières berlinesi: con esse nasce l’idea del salotto ebraico come luogo
proposto all’emancipazione femminile. Questa panoramica generale sulla
tradizione si conclude con la esposizione della tarda fioritura del salon,
caratterizzata dalla presenza degli eredi di Rahel tra Restaurazione e età
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
7
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
moderna e infine si annuncia il declino del fenomeno di costume verso il XX
secolo.
Il secondo capitolo ha come scopo l’esame di quella che viene considerata
“digitale Literatur”, distinguendola da quella che è “unechte digitale Literatur”. Si
prendono in esame i primi tentativi di sperimentazione letteraria in ambito
tedesco, introducendo un collegamento te(le)matico tra i media e la letteratura
stessa, esplorando come e in che misura i media possano essere al servizio
della letteratura e siano sinonimo di morte del libro. Accanto all’esposizione dei
tentativi, delle illusioni, dei primi risultati, poveri, ma concreti, si è voluto
accennare al concetto di comunità virtuale, come luogo in cui tutta questa
sperimentazione può avere luogo, ma soprattutto grazie all’interazione di più
utenti.
Il terzo capitolo riguarda lo studio del caso www.berlinerzimmer.de, con la
presentazione di Sabrina Ortmann, Salonnière berlinese del XXI secolo e con
l’analisi delle diverse componenti del “salotto online”, quali i contenuti del
portale, l’estetica e l’usabilità del sito, la chat e il Tage-Bau, cioè il progetto di
scrittura creativa e collaborativa. Il case study è stato anticipato però da
un’introduzione che ha affrontato due tematiche principali: innanzitutto la
rinascita dei salotti berlinesi, chiedendosi se questa rappresentasse la ricerca di
un paradiso ormai perduto, e da ultimo il confronto quindi inevitabile col salotto
letterario tradizionale, definito offline in contrapposizione alla tipologia online.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
8
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Questo confronto è stato dunque il filo conduttore di tutto il lavoro, è stata l’idea
attorno alla quale si è sviluppato tutto il resto. Questo non significa che si è
voluto
giudicare
una
modalità
migliore
rispetto
all’altra,
elogiando
le
caratteristiche di una e sminuendo quelle dell’altra. L’intento era di mostrare
come si formino nuove forme di aggregazione sociale alla soglia del XXI secolo,
come il fenomeno delle comunità online o di salotti letterari in Rete che trattano
di letteratura digitale sia particolarmente sentito in ambito tedesco, e di come
queste recenti modalità sfruttino idee già consolidate, quale la forma antica del
salotto o l’importanza di una buona conversazione, pur avvalendosi dei
vantaggi di una società computerizzata.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
9
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
CAPITOLO PRIMO
Il salon letterario, dalla tradizione ai “Berliner
Zimmer”
“MASCARILLE – Ils me rendent tous visite; et
je puis dire que je ne me lève jamais sans
une demi-douzaine de beaux esprits.
MAGDELON – Eh ! mon Dieu, nous vous serons
obligées de la dernière obligation, si vous nous
faites cette amitié; car enfin il faut avoir la
connoissance de tous ces Messieurs-là, si l’on
veut être du beau monde. Ce sont ceux qui
donnent le branle à la réputation dans Paris,
et vous savez qu’il y en a tel dont il ne faut
que la seule fréquentation pour vous donner
bruit deconnoisseuse, quand il n’y auroit
rien autre chose que cela.”
MOLIERE, Les précieuses ridicules [scène IX]
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
10
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
CAPITOLO PRIMO
Il salon letterario: la tradizione, i “Berliner Zimmer” e
il declino
1.1 Origine della “Salonkultur”
Il “salotto letterario” è uno dei fenomeni più affascinanti della storia della
cultura europea. È caratterizzato da una lunga tradizione definita da diversi
momenti di fioritura e di declino e concernente molti paesi d’Europa. Dal suo
primo manifestarsi, ovvero dalle forme che assume durante il Rinascimento fino
al suo estinguersi nel XX secolo, il salon è stato il luogo-simbolo della
cristallizzazione della cultura e delle personalità dei secoli passati.
Questa mia ricerca non può tener conto di tutti gli aspetti particolari che questa
realtà assume, ma si propone in ogni caso di offrire, attraverso una panoramica
delle tappe più significative e interessanti che contrassegnano l’evoluzione del
salotto letterario, un’immagine paradigmatica della sua scintillante varietà.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
11
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Le prime forme di aggregazione sociale e di promozione del sapere sono
individuabili nell’ambito cortese dell’Alto Medioevo3. Il latino è la lingua della
koinè degli intellettuali di tutta Europa. Le corti continuano a svolgere questo
nobile e prestigioso ruolo di agglomerazione di energie intellettuali fino al XVII
secolo, quando la corte di Versailles si trova in conflitto con la “république des
lettres”, non promuovendo un’ideale di uguaglianza e non dando accesso a
persone appartenenti al ceto medio della popolazione.
Tuttavia l’humus spirituale per lo sviluppo del salotto letterario è preparato dalla
“res publica letteraria”4, i cui inizi risalgono al XII secolo. Si tratta di una
comunità di studiosi disponibile al contributo di ogni erudito europeo, il cui
scopo principale è quello di offrire un’alternativa culturale al ruolo istituzionale
delle università, favorendo il libero scambio di idee5.
Partendo da questo breve inquadramento storico, l’attività del primo salotto
della storia culturale europea merita un cenno particolare. È quello fondato dalla
marchesa di Rambouillet6 nel 1610, non nella metropoli francese, bensì a
Versailles. Essa costituisce il modello per molte altre dame durante il XVII e
XVIII secolo, poiché non solo le si riconosce il merito di aver fondato un
influente salotto, ma anche di aver creato il canone del salotto ideale, stampo
3
Cfr. l’articolo di S. Ortmann che introduce la tematica dei salons, disponibile in Rete all’URL:
<http://www.berlinerzimmer.de/ortmann/wissenschaft/salons.htm>.
4
V. von der Heyden-Rynsch, Europäische Salons: Höhepunkte einer versunkenen weiblichen
Kultur, Artemis & Winkler, München, 1992, p. 12 (trad. it., I salotti d’Europa: nella cultura,
nell’arte, nella politica, nella diplomazia, Garzanti, Milano, 1996).
5
J. A. Barbey d’Aurevilly, Le XIX siècle des oeuvres et des hommes, [“È un bene che i giovani
imparino il disgusto per le Accademie e per lo spirito accademico, vedendo come sviliscano il
talento degli uomini di talento”]. Scrivendo questo nel 1863, il pensiero di Barbey si fa portavoce
delle accuse indirizzate all’Académie Française.
6
Cfr. Appendice B, Fig. 3.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
12
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
degli attuali salons culturali, la cui impostazione classica prevede una spiccata
propensione alla Geselligkeit, intesa come condizione di esercizio della
conversazione par excellence.
Durante l’Illuminismo, il salotto letterario assume un nuovo significato che si può
riassumere
con
l’espressione
“savoir
et
savoir
vivre”7,
inteso
come
dichiarazione dell’importanzadi disporre di una buona preparazione culturale,
ma soprattutto di un comportamento elegante e ricercato. Questa simbiosi
interessa tutto il grand siècle, il periodo di maggior fioritura dei salotti in Francia.
In conflitto col razionalismo propugnato dall’Illuminismo, sorge sul finire del
XVIII secolo una tendenza che riconosce nella cultura della sensibilità e del
Genio l’unica e autentica fonte della creatività umana: il Romanticismo. Durante
questo periodo, le passioni e la fantasia soppiantano i principi dell’intelletto e
della volontà, e diventano i principali fattori di riferimento della vita culturale.
Quest’orientamento, che nasce verso la fine del XVIII secolo, avrà fortuna fino
al 1830, assorbendo e poi cancellando ogni traccia del razionalismo del periodo
precedente. Importante testimone di quest’epoca e valida mediatrice di cultura
è Madame de Genlis8, la quale fonda più d’un salotto, il primo tra i quali già nel
1761, in una modesta abitazione di Parigi.
Si ricorda inoltre la figura di Madame de Staël9, donna illuminata e colta,
importante e controversa, ma anche audace e romantica, le cui tipiche soirées
7
[“sapere e sapere vivere”]. Qui e altrove, senza alcuna ulteriore segnalazione, le traduzioni si
intendono eseguite da chi scrive.
8
Cfr. Appendice B, Fig. 9.
9
Cfr. Appendice B, Fig. 2.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
13
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
del venerdì non cessano nemmeno nel 1817, l’anno in cui una paralisi
progressiva la inchioda a letto.
Tra fine Settecento e inizio Ottocento è doveroso segnalare la presenza di
salotti ebraici nella capitale della Prussia, considerati forti varianti del salotto
tradizionale per il loro orientamento rivoluzionario.
A partire dal 1806 s’impongono soprattutto i circoli politico-patriottici, rispetto ai
quali le arti fungono da catalizzatore. L’unico caso particolare, che si sottrae
all’urgenza del discorso economico-politico, è rappresentato dal “Circolo di
Serapione”, fondato dal poeta E.T.A. Hoffmann nel 1818,. Qui non viene
affrontato alcun argomento politico, ma si privilegia la lettura di brani letterari ed
in particolare l’ascolto di storie bizzarre ed inquietanti, sulla scia del gusto per
l’elemento fantastico e perturbante inaugurato dalla gothic novel inglese.
Nella seconda metà dell’Ottocento si rileva invece una tarda fioritura della
cultura salottiera: un esempio è offerto dal salotto della principessa Marie
Radziwill, la cui figura sarà descritta con maggior dovizia di particolari nel corso
del paragrafo 1.6.
Durante il XX secolo il salotto letterario sembra destinato a scomparire. In
Europa il fenomeno del salon assume molteplici forme. Solo in Francia esso ha
degna vita anche dopo le due guerre mondiali: qui se ne conserva più a lungo e
fino ai giorni nostri l’antico aspetto di convivialità, forse per nostalgia nei
confronti di un dibattito letterario libero e disimpegnato, oppure per l’inclinazione
a un dilettantismo colto e ricco di spirito. È per questo motivo che, concludendo
questo breve excursus sulla nascita e sullo sviluppo del salon letterario, si può
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
14
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
quindi affermare che solo in terra francese si è in grado parlare di un una certa
“professionalizzazione” del fenomeno di quest’ambiente culturale, quale è il
salotto letterario.
1.2 Definizione e caratteristiche principali del salon
La cultura legata al salotto letterario investe tre secoli di storia, ma i primi
segnali culturali di questa realtà hanno un’origine parecchio più antica della
parola che li definisce. Da questa considerazione, risulta quindi arduo affidarsi
ad una precisa definizione del concetto.
Per cercare di redigere una concreta cronologia, è necessario risalire sino alla
prima volta della storia della cultura salottiera europea in cui si menziona il
termine salon, ovvero
“Das Wort ‘Salon’ ist erst 1664 im Französischen
nachweisbar und meinte zunächst den Empfangssaal
eines Schlosses, diente also rein räumlicher Begriff.
Allmählich verband sich dann damit der kulturelle
Zweck“.10
10
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 14, [“Il termine ‘salon’ può essere documentato per la
prima volta in ambito francese nel 1664; esso indicava in primo luogo una sala del castello per i
ricevimenti e aveva perciò un’accezione spaziale. Solo in seguito e gradualmente vi si aggiunse
lo scopo culturale”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
15
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Lo “scopo culturale” sopraccennato prevarrà nel momento in cui al Louvre
verranno allestite sin dal 1737 le prime esposizioni d’arte, all’interno
dell’apposito salon carré11.
Il momento decisivo in cui si trasforma la concezione fin qui delineata di salotto
letterario viene fatto coincidere con la pubblicazione, a cura del filosofo Denis
Diderot, delle note di critica d’arte intitolate Salons12.
Il significato odierno di salotto letterario, in quanto istituzione sociale e luogo
preposto alla conversazione, è rintracciabile nell’opera di Madame de Staël del
1807, Corinne ou l’Italie13. All’interno del boudoir si riuniscono persone che
amano conversare su argomenti concernenti le belles lettres. La marquise
Marie du Deffand14, una delle più brillanti Salonnières del XVIII secolo,
preferisce utilizzare il termine “bureau d’esprit”15, riferendosi al comportamento
(“bel esprit”) che doveva tenere l’ospite, il cui ritratto ideale rimanda al profilo di
un personaggio colto e arguto, portato alla conversazione, che si muove con
disinvoltura in uno spazio aperto-chiuso come quello del salon16.
11
Ibid. p.14, [“salone quadrato“].
D. Diderot, Salons, texte établi et présenté par J. Seznec et J. Adhemar, 2. édition,
Clarendon, Oxford, 1975.
13
Questo romanzo, in cui viene offerta una rappresentazione di un universo di emozioni
femminili romantico ed esaltato, delineando una personificazione della donna ideale, dà fama
mondiale a Madame de Staël. In De Corinne vers de l'Allemagne: 9 novembre 1805-9 mai
1809, Klincksieck, [S. l.], 1993 (trad. it., Corinna o l'Italia, G. Casini, Roma, 1961) il concetto di
salon viene utilizzato senza alcun’altra precisazione aggiuntiva, col significato di luogo di
conversazione, nel senso cioè in cui oggi intendiamo il salotto letterario del passato e in
particolare quello francese.
14
Cfr. Appendice B, Fig. 7.
15
Per delucidazioni più precise sul termine “esprit” si rimanda al paragrafo 2.1.
16
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., pp. 11-13.
12
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
16
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Ma quale definizione dunque può essere considerata particolarmente
appropriata per descrivere tale fenomeno? Quali sono le caratteristiche proprie
ed esclusive di questa forma di aggregazione sociale?
La risposta a tale domanda non è affatto immediata, esaminata la varietà di
forme che questo fenomeno culturale assume e riassume; è quindi difficile
tracciarne una definizione univoca ed esauriente, senza correre il rischio di
liquidare l’argomento per mezzo di triviali generalizzazioni. Si può tuttavia
tentare un avvicinamento al nucleo della questione, cercando di individuare
alcune linee di condotta metodologica. La critica cerca di analizzare questa
forma aggregativa in quanto modello sociologico, considerandola più nelle sue
linee di permanenza (da città a città, da momento a momento) che secondo
caratteristiche di volta in volta peculiari, delineando perciò una certa tipologia di
salotto, si potrebbe dire, universalmente valida.
La storica Petra Wilhelmy-Dollinger individua sette criteri formali che
caratterizzano il salotto letterario, con particolare riferimento a quelli berlinesi. Il
primo criterio recita: “Ein Salon kristallisiert sich um eine Frau. Er ist die
‘Hofhaltung’ einer Dame“17, sottolineando la centralità della figura femminile. Il
secondo criterio afferma che “ein Salon stellte eine gesellschaftiliche Institution,
meist mit festgesetzen Empfangstagen (‘jours fixes’), dar”18: in quanto
istituzione sociale organizzata che si rispetti, atta alla consuetudine del
17
P. Wilhelmy-Dollinger, Die Berliner Salon: mit kulturhistorischen Spaziergängen, Walter De
Gruyter, Berlin/New York, 2000, p. 38, [“Un salone si cristallizza attorno ad una donna.
Rappresenta l’attitudine cortigiana di una signora”].
18
Ibid., p. 38, [“un salotto rappresentava un’istituzione sociale, nella maggior parte dei casi con
giorni di ricevimento prestabiliti (‘jours fixes’)”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
17
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
ricevimento, essa prevede anche degli ospiti, i quali vi sono invitati “ein für alle
Mal”19, il che significa che si crea un rapporto privilegiato tra l’ospite ed alcuni
frequentatori del salotto, che non implica continui inviti, poiché gli ospiti
diventano a tutti gli effetti degli “habitués”20. A proposito di quest’ultimi, come
terzo criterio si legge:
“Die Salongäste gehören im Idealfall verschiedenen
Gesellschaftsschichten, Lebens- und Berufkreisen
an. Unter ihnen können sich sowohl Berühmtheiten
als auch völlig unbekannte Künstler oder Literaten
befinden, die sich ein Publikum erhoffen. Junge,
noch unbekannte Talente werden von der Salonnière
und den anderen Gästen häufig ermutigt und
protegiert.“21
La cerchia che si riunisce intorno alla Salonnière esprime il gusto di stare in
compagnia e in essa s’impone il concetto di nobiltà interiore e spirituale,
contrapposta a quella meramente di rango e d’appartenenza. Il quarto criterio
infatti dichiara che il salotto si trasforma in “Schauplatz zwangloser
Geselligkeit”22.
In particolare, per quanto riguarda la Germania, il salotto viene vissuto come
luogo d’incontro disinibito e aperto. Gli spazi fisici di cui esso si avvale hanno
19
Ibid. p. 38, [“una volta per tutte”].
[“frequentatori” – “persone avvezze”].
21
Ibid. p. 38, [“Gli ospiti del salon appartengono idealmente a livelli sociali, circoli culturali o
ambiti lavorativi diversi. Fra loro si possono ritrovare personalità di spicco, come artisti o letterati
perfettamente sconosciuti, i quali sperano di trovare un pubblico. Talenti giovani e ancora ignoti
sono incoraggiati assiduamente e protetti dalla salonnière e dagli altri ospiti”].
22
Ibid. p. 38, [“(il salotto) è teatro di una società libera da costrizioni”].
20
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
18
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
scarsa influenza: l’essenziale era potersi incontrare senza problemi, compresi i
limiti di tempo.
La conversazione è dunque aperta a qualsiasi argomento, anche se,
ovviamente i temi predominanti vertono preferibilmente sull’arte, sulla
letteratura, sulla filosofia, sulla musica e sulla politica, fungendo da tematiche
unificanti in un ambiente che ha caratteristiche liberali, in quanto non pone
barriere di tipo sociale.
Attraverso il quinto criterio s’intuisce che la Salonnière offre diverse opportunità,
oltre alla semplice conversazione. Di fatto:
“es können auch Dichterlesungen, Musikvorträge,
Laien-
Theateraufführungen
Veranstaltungen
im
Rahmen
oder
eines
ähnliche
Salons
stattfinden. Die Bewirtung bleibt Nebensache“.23
Infine il sesto criterio spiega che il salotto in generale è visto come la
riproduzione della corte: esso è in un certo senso una “micro-corte”, “ein
gesellschaftlicher Mikrokosmos”24, che si orienta sul modello della corte vera e
propria.
In questa sede si preferisce non concludere con l’esposizione del settimo ed
ultimo criterio di definizione di un salon, in quanto ritenuto illuminante per
l’argomentazione del terzo paragrafo.
23
Ibid., p. 38, [“Nell’ambito di un salotto possono avere luogo anche letture poetiche, incontri
musicali, rappresentazioni teatrali dilettantesche o simili manifestazioni. L’accoglienza rimane
un fattore marginale”].
24
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 11, [“un microcosmo sociale“].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
19
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
1.2.1 L’arte della conversazione
In Europa, all’inizio dell’età moderna, il termine “conversazione” viene
utilizzato in diverse lingue e in una gamma di significati molto più vasta di quella
odierna. Il verbo inglese “to converse”, ad esempio, che in italiano si può
tradurre con “ragionare”, in francese viene reso da “deviser”. Invece nel tardo
latino classico di Seneca, “conversatio” significa “intimità”25.
Col passare del tempo, nel corso del XVI secolo, il genere della conversazione
ottiene una solida credibilità fino a far venire alla luce numerosi trattati26 che
puntano la loro attenzione sull’arte della conversazione. Questi manuali, di fatto,
non sono che la punta di un imponente iceberg. A prescindere dal titolo di
questi testi, oltre a prescrivere ai propri lettori il modo in cui parlare nella vita di
tutti i giorni e in occasioni particolari. Queste opere meritano lo studio di studiosi
della storia sociale della lingua, di storici e di linguisti contemporanei, sia per la
ricostruzione dei modi di parlare propri di particolari epoche, sia per la
documentazione delle interazioni tra le modalità di comunicazione orale e quella
scritta.
25
Il dialogo platonico (coevo della commedia di Aristofane e della tragedia di Sofocle) non è
l’origine della storia della conversazione: ne è il centro, la fonte.
Continua M. Fumaroli, Il salotto, l’accademia, la lingua: tre istituzioni letterarie, Adelphi, Milano,
2001, p. 144, [“C’è conversazione quando il vivace gruppetto formato da Socrate e dai suoi
Ateniesi si avvicina; non c’è più quando si allontana. Si può discutere, polemizzare,
intrattenersi, (…) ma da Platone in poi entrare in una conversazione significa abbandonare
queste modalità barbariche del discorso per accedere alla naturalezza della parola umana, e
raggiungere nuovamente la luce attica” ].
26
Ci si riferisce in particolar modo a Il libro del Cortegiano di Castiglione (1528), La Civil
Conversazione di Guazzo (1574) e Il Galateo di Della Casa (1558). Questi tre trattati italiani
sono da considerarsi preminenti sia per l’attenzione riservata al tema, che per il clamore
riscosso all’epoca della loro uscita, testimoniata dalle svariate ristampe.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
20
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
È ovvio che nessun manuale potrà essere totalmente esaustivo e proporre una
storia della conversazione; compiere questo tentativo “può sembrare
irragionevole quanto tentare una storia delle lacrime, degli addii, dei primi
appuntamenti, verba volant scripta manent”27; già affermava Sainte-Beuve:
“La
storia
della
conversazione…
mi
sembra
impossibile a realizzarsi, come la storia di tutto ciò
che è per natura relativo e passeggero, che
appartiene alla sfera delle impressioni.”28
Grazie ai vari trattati analitici sull’argomento ci si chiede se le conversazioni
seguano regole o principi e in quale senso essi vadano intesi. Peter Burke29
descrive il momento della conversazione come un insieme di caratteristiche
inter-relazionali. Quattro di esse sono particolarmente rilevanti, ovvero: il
principio di cooperazione fra gli utenti, l’ugual distribuzione dei diritti del
parlante, la spontaneità e informalità degli scambi, da ultimo il tono non
affaristico, nonché il parlare al di là delle effettive finalità del discorso.
Di nuovo, Burke sostiene l’idea che l’arte del conversare sia “un’invenzione
francese, come l’amore o l’haute cuisine”30. Ne conviene lo stesso Marc
Fumaroli, asserendo che “la conversazione francese è effettivamente
un’istituzione francese nel pieno senso del termine”31. A tale proposito non va
27
M. Fumaroli, op. cit., p. 141.
C. A. Sainte-Beuve, Portraits de femmes, nuova edizione, riveduta e corretta, Garnier, Paris,
1870, p. 476.
29
Burke, Peter, The Art of Conversation, Polity Press, Oxford, 1993 (trad. it. L’arte della
conversazione, Il Mulino, Bologna, 1997, p. 21).
30
Ibid., p. 19.
31
Ibid., p. 35.
28
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
21
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
dimenticato il parallelismo francese tra la conversazione e il tennis, oggi forse
banale, ma del tutto originale, formulato dallo scrittore François La Mothe,
attorno al 1640: “Così come è inutile nel gioco della palla [‘au jeu de la palme’]
colpire forte la palla, se questa non viene scagliata indietro con forza, anche la
conversazione non è piacevole se manca una risposta valida”32.
Assodato che l’arte della conversazione scaturisce da una tradizione, bisogna
introdurre allora anche il molto diffuso termine esprit, con cui non si intende
vagamente lo spirito, ma un genere particolare di spirito. Esso, in sé, è il buon
senso coniugato all’intelligenza. Il buon senso consiste a sua volta nel
confrontare i termini del discorso tra loro e nel discernerne l’aspetto positivo e la
valenza relativa.
“Lo spirito di conversazione è ciò che i francesi
chiamano ‘esprit’. Consiste in un dialogo solitamente
brioso, in cui ognuno, senza molto ascoltare, parla e
risponde, e tutto viene trattato in modo frammentario,
spigliato
e
vivace.
Lo
stile
e
il
tono
della
conversazione si imparano, intendo dire lo stile del
dialogo. Vi sono nazioni che ignorano totalmente lo
spirito di conversazione.”33
Benché spontaneamente diffuso in tutta la società francese, il gusto naturale
della conversazione implica una certa arte.
32
F. La Mothe, Opuscules académiques, contenant le discours de réception à l’Académie
Française, Fénelon, éd. classique, revue et annotée par C. O. Delzon, Hachette, Paris, 1886.
33
C. de Secondat de Montesquieu, “Mes pensées”, in Œuvres complètes, Bibliothèque de la
Pléiade, Paris, 1949, Gallimard, vol. I, n. 1740, p. 1417. Le nazioni che ignorano lo spirito di
conversazione sono quelle, per esempio, in cui non vi è vita collettiva e in particolare in cui la
gravità costituisce il fondamento dei costumi.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
22
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Infine Mme de Staël definisce la conversazione tramite due caratteristiche
principali, ovvero l’istruzione e la fiducia reciproca; quest’ultima sembra proprio
essere la fonte del “brio” e dell’intimità senza i quali l’esprit, questa fiamma che
la conversazione accende, non potrebbe sprigionarsi. Nessuno meglio di Mme
de Staël conosceva quel sentimento acuto di nostalgia di cui soffrivano gli
emigrati francesi, non solo perché la libertà dei suoi discorsi l’aveva resa
insopportabile a Napoleone, ma perché
“nell’atto stesso di rivendicare nel suo grande libro,
De L’Allemagne (apparso nel 1814) la centralità della
conversazione nella cultura nazionale francese, la
scrittrice
doveva
essere
consapevole
di
commemorare un fenomeno ormai storicamente
concluso. (…) Perché era senza dubbio nel rito della
conversazione che, per quasi due secoli, l’esprit de
société aveva realizzato la sua aspirazione più
profonda: quella di riuscire a creare una condizione
di armonia e di benessere capace di trascendere il
peso della realtà.”34
Come magia, l’arte della parola spandeva intorno a sé un balsamo rigenerante,
producendo un’atmosfera di consenso e di concordia, svagando, divertendo,
istruendo, ed esorcizzando, sia pure per la durata di qualche ora, le “noiose
molestie, delle quali la nostra vita è piena”35.
34
B. Craveri, Le civiltà della conversazione, Adelphi, Milano, 2001, p. 456.
35
Castiglione, Il libro del Cortegiano, libro secondo, cap. XLV, vol. I, p. 184.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
23
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Tornando al tema principale, si può affermare che nei salons letterari ci si trova
per leggere pagine di letteratura, per eseguire composizioni musicali, sebbene
“die Konversation (…) dominiert den Salon”36: il fattore unificante fra gli ospiti è
proprio la conversazione, qui intesa come arte, che serve da collante, da
requisito caratterizzante per tutti i partecipanti. L’arte del conversare è una
pratica riservata agli ospiti e in generale è sempre colta e ricreativa, ma
soprattutto elegante.
“La conversazione praticata (…) nei circoli privati
assume le proporzioni di una contro-istituzione, (…)
con le sue regole del gioco, la sua etica, i suoi riti, il
suo o i suoi stili: è egualitaria nella misura in cui, a
quel gioco, il rango e i titoli, la ricchezza e il potere
contano poco. Solo il merito personale, quale si
manifesta in questo sport della parola, definisce il
rango di ogni partecipante entro l’ordine dello
spirito.”37
Mantenendo la metafora di Fumaroli, si potrebbe aggiungere che lo scopo
principale di questo “sport della parola” di fungere da unione degli spiriti rimane
invariato nel corso del tempo, anche se cambiano lievemente le opzioni
tematiche di svolgimento a seconda del campo di gioco in cui ci si trova. In altre
parole si è notato che nel XVI secolo la conversazione è sorretta dalla diffusa
ansia di conoscenza del mondo, nel XVIII secolo è improntata dal patrimonio
concettuale dell’Illuminismo e delle scienze naturali, mentre nel XIX secolo,
36
37
P. Wilhelmy-Dollinger, op. cit., p. 38: [“la conversazione domina il salotto”].
M. Fumaroli, op. cit., p.154.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
24
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
subito dopo le guerre napoleoniche, emergono in primo piano i temi politici.
Questo lascia intendere che, pur nella disparità tematica, la conversazione in
quanto tale continua ad essere l’attività per eccellenza che caratterizza la vita
del salotto.
Il dialogo, grazie al fenomeno del salon, viene elevato nel XVII secolo a quel
grado di perfezione artistica in cui intelligenza, gusto e raffinata cortesia
concorrono tra loro, dando vita ad un nuovo concetto d’uomo. All’ospite ideale
si richiede di rivolgersi ai suoi simili non da pedante onnisciente, bensì da
“dilettante”, ovvero come una persona che non si confronta aristocraticamente
con la cultura, ma si diletta di sapere. E perché ciò avvenga c’è bisogno anche
di un tocco di grazia che solo lui possiede, il dono della parola scelta, dell’abilità
dell’articolazione verbale.
Questa tendenza alla perfezione genera un eccesso assai diffuso in quel
periodo, meglio conosciuto col termine francese di “préciosité”38: si dimostra di
avere una inclinazione “précieuse” allorché si fa uso della conversazione come
mera esibizione: quando il formalismo ed il manierismo linguistico prendono il
sopravvento, essi inficiano il dialogo liberatorio e rischiano di trasformare una
conversazione piacevole in una ostentazione di artificio.
38
Il termine è stato coniato in realtà da Molière in (1659) Les précieuses ridicules, in Oeuvres
complètes, textes établis, présentés et annotés par Georges Couton, Gallimard, Paris, 1995
(trad. it., Le preziose ridicole, Rizzoli, Milano, 1983). Indica la tendenza delle coquettes (le
dame superficiali perché tanto preziose da risultare ridicole) al raffinamento dei sentimenti, delle
maniere e dell’espressione letterarie, che si manifesta in Francia nei salotti e che sfocia
nell’affettazione nella forma, linguaggio e stile. In quest’ultima ottica il genio di Molière ha
mischiato la farsa alla comédie des moeurs, presentando un quadro satirico, buffonesco e
fedele talvolta, dei cercles précieux allora in voga, denudandoli di fronte ai loro vizi.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
25
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
L’intento puramente unificante, stabilito sulla base del canone francese, viene
meno, poiché il tutto si riduce in sterile stilizzazione: ciò che conta è l’abilità di
parola, ciò che rende migliori è la prontezza di percezione e reazione da parte
di chi ascolta, ciò che stupisce è la complessità delle allusioni. Si genera
un’ottica distorta dell’attività del salotto, l’obiettivo prioritario dunque non è più il
semplice stare in compagnia e discorrere, bensì sublimare questo stare in
compagnia a livello di un’opera d’arte, graziare i partecipanti di un’epifania che
rinasce ad ogni intervento edificante e colto.
Ma questa della préciosité non è altro che una parentesi negativa nella
meravigliosa sfera della conversazione intesa come arte, che rimane un mito,
radicato nella natura e nella ragione, il quale porta con sé una delle vocazioni
europee della Francia. La conversazione “(…) è un lusso dello spirito
inseparabile dal genio di certi luoghi, che, per essere ritrovato, vuol essere
amato, compreso, coltivato, anche con perseveranza. Ritrovarlo significa anche
ritrovare la libertà”39, conclude degnamente Fumaroli40.
1.3 Differenza tra il salon e le altre forme di aggregazione sociale
39
M. Fumaroli, op. cit., p. 228.
Questo paragrafo è stato possibile grazie alla consultazione simultanea dei vari volumi, già
peraltro citati, sulla storia della conversazione e della società moderna e progredita, come N.
Elias, Über den Prozess der Zivilisation, Suhrkamp, Frankfurt, 1969 (trad. it., La civiltà delle
buone maniere, Il Mulino, Bologna, 1982); P. Burke, The Art of Conversation, Polity Press,
Oxford, 1993 (tr. it. L’arte della conversazione, Il Mulino, Bologna, 1997); B. Craveri, Le civiltà
della conversazione, Adelphi, Milano, 2001.
40
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
26
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Cosa sia e rappresenti in realtà un salotto letterario è stato appurato a
sufficienza nel paragrafo precedente. Un’ulteriore problema nasce dall’esigenza
di stabilire non solo i tratti che lo definiscono, ma anche quelli che lo
contraddistinguono da altre forme di aggregazione sociale, quali i Club privés, i
circoli culturali, i caffè letterari, le associazioni o i ricevimenti.
L’intento primario degli studi compiuti negli ultimi anni è quello di definire nette
distinzioni tra le varie forme associative alla luce del termine “sociabilité”41,
inteso come strumento storiografico e come insieme delle forze associative. Il
termine sociabilità quindi sembra essere utile per interpretare storicamente il
salotto letterario, sottraendolo alle rievocazioni curiose e “diaristiche”,
differenziandolo soprattutto dalle forme mondane di ricevimento tanto in voga al
giorno d’oggi nelle capitali e nelle città più in vista, in cui i temi principali
sembrano essere la moda, le ultime sfilate e i protagonisti, i nuovi arrampicatori
sociali42, gli habitués, gli stilisti, i politici, i chirurghi estetici e quant’altro.
La storiografia e la critica recente sta cercando di restituire dignità in particolare
a una forma di ritrovo letterario, quale è il salotto, riscattandola dalla
trivializzazione aneddotica, causata dall’assenza di veri codici interpretativi e da
41
Tradotto letteralmente come “sociabilità” o “socievolezza”. La categoria della sociabilité è
stata proposta nella storiografia da M. Agulhon come strumento per indagare i modi di
formazione della politica e della società in Francia tra Settecento e Ottocento. Si veda a tal
proposito Le cercle dans la France bourgeoise. Étude d’une mutation de sociabilité, Colin,
Paris, 1977, (trad. it. Il salotto, il circolo, e il caffè. I luoghi della sociabilità nella Francia
borghese, Donzelli, Roma, 1993).
42
A tal proposito si sfogli il volume di A. Boralevi, Far salotto, Mondadori, Milano, 1985, che
fornisce un’ampia descrizione dei salotti mondani italiani tra gli anni Settanta e Novanta del
secolo scorso, in cui il momento di discussione più accesa sembra riservare al “giorno dopo” un
ruolo del tutto speciale, in quanto nel salotto ci si incontra primariamente per osservare, non
principalmente per conversare (la letteratura e le arti cadono ovviamente in secondo piano),
mentre il giorno dopo serve a giudicare. Due le regole: esserci rigorosamente, ma anche dire
che il giorno prima ci si è annoiati e che per il prossimo incontro si cerca qualcosa di meglio.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
27
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
una documentazione storica adeguata: le uniche fonti sono costituite da
carteggi editi ed inediti oppure da semplice memorialistica, nella maggior parte
dei casi redatta dalle stesse Salonnières.
“Oggetto di fascino e di curiosità per le molte
implicazioni tra il mondano ed il culturale che
sollecita, questa pratica sociale [il salotto letterario] è
stata fino agli anni recenti tema prediletto (…) per
una
numerosa
produzione
editoriale
di
tipo
aneddotico e narrativo, attenta a renderne il colore
ed a descriverne l’andamento, in una sorta di
prolungamento postumo, agiografico e un po’
nostalgico, dei tanti libri di memorie prodotti dai
protagonisti di quel mondo passato”.43
Il salotto si differenzia da altre tipologie associative perché è sinonimo di
ambiente libero. Di conseguenza la società salottiera è tollerante, aperta, libera
da leggi e statuti o dogmi ideologici; è la costituzione di una società sulle
proprie volontà, la quale, libera da costrizioni, persegue un unico scopo, ovvero
il giusto mezzo tra la formazione e l’educazione. Petra Wilhelmy-Dollinger ne
parla a proposito del settimo criterio per la descrizione dei caratteri tipici di un
salotto letterario, ed in particolare vi si legge:
“Der Salon stellt einen Freiraum dar. Die Geselligkeit
des Salons ist frei von Statuten, Satzungen und
unantastbaren
ideologischen
Dogmen,
sie
ist
43
M. T. Mori, Salotti: la sociabilità delle élite nell’Italia dell’Ottocento, Carocci, Roma, 2000,
tratto dall’introduzione, p. 13.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
28
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
tolerant.
Materielle
Geschäftsinteressen
spielen
keine Rolle, auch politische Salons werden nicht zu
reinen Parteizentralen. Es handelt sich bei den
Salons um eine Geselligkeit um ihrer selbst willen.“44
Tolleranza e assenza di pregiudizi sono vitali per l’esistenza dei salotti, che
servono da rifugio e da tempio per i letterati, i quali non devono più
assecondare le volontà letterarie dei principi, né concepire opere su
commissione. Nel salotto sono loro gli attori principali, circondati da un pubblico
che ascolta con attenzione quanto proposto, senza giudicare.
“Del resto, non essendo prevista la concessione di
titoli nobiliari ai letterati (errore fondamentale della
corte), le grandi padrone di casa non hanno altro
mezzo per ottenere la consacrazione delle loro ‘star’.
Mme de Lambert, Mme de Tencin, Mme du Deffand,
Mme Geoffrin45, Mme Necker, Mlle de Lespinasse,
sono efficienti agenti letterari."46
Tornando al confronto per affinità o contrasto con altre modalità di incontro quali
caffè, gabinetti, circoli di lettura, ricevimenti o Club privés, si deve distinguere
tra incontro più o meno occasionale e festaiolo e salotto letterario, inteso come
44
P. Wilhelmy-Dollinger, op. cit., pp. 38-39, [“Il salotto rappresenta uno spazio libero. La
sociabilità del salotto è libera da statuti, regolamenti e dogmi ideologici inviolabili, essa è
tollerante. Interessi affaristici materiali non giocano nessun ruolo, nemmeno i salotti politici si
trasformano in vere e proprie sedi di partito. Nel caso dei salons si ha una socievolezza fine a
se stessa”].
45
Cfr. Appendice B, Fig. 1, Salon de Mme Geoffrin (détail par Anicet Charles G. Le Monnier,
Una serata da Mme Geoffrin nel 1775. Musée nationale du Château de Malmaison).
46
M. Fumaroli, op. cit., p. 97.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
29
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
consapevole comportamento sociale, come momento di ritrovo volontario e
strutturato.
Nelle forme di associazione usualmente studiate come il Club privato o il caffè,
infatti, la normativa scritta sancisce precise regole comportamentali e definisce
un codice etico che deve essere rispettato. Come è già stato detto nella
partecipazione ad un salotto si deve ottemperare a regolamenti statutari o
stilare liste di aderenti; quindi la struttura appare in questo modo più incerta e
sfumata nei contorni. È però altrettanto vero che i protagonisti si sentono
coinvolti dal gruppo e che è chiara la volontà di riconoscersi in un momento di
incontro fortemente caratterizzato:
“Sta qui la linea di discriminazione tra il salotto inteso
come ‘sociabilità’ e la festa da ballo o il ricevimento:
modo di incontro organizzato e consuetudinario,
autoreferenziale, strutturato intorno ad un nucleo
‘forte’ di habitués il primo; occasionali e del tutto
eterogenei
i
secondi.
L’uno
fonda
la
propria
motivazione soprattutto sull’attività prioritaria della
conversazione animata da un soggetto centrale, la
padrona di casa (…); gli altri sul divertimento, la
danza, il rinfresco, l’incontro estemporaneo, insomma
la pura e semplice festa mondana.”47
Di certo si tratta di tipologie di socializzazione diverse, ma esse hanno punti in
comune, ad esempio la condivisione della dimensione dell’intrattenimento e la
collocazione di uno spazio identico, a metà tra la famiglia e il pubblico. Altre
47
M. T. Mori, op. cit., p. 15.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
30
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
caratteristiche universali vanno ricercate nel salon aristocratico della Francia
settecentesca dove l’arte del parlare, l’esercizio dello spirito e l’affermazione
dell’individuo nel gioco reciproco confronto, raggiungono la perfezione di un
archetipo, perciò ecco la condivisione di valori come la “causerie”48, il forte
coinvolgimento emotivo, la galanteria49, la funzione di iniziazione al mondo per i
giovani, la presenza di regole non scritte, ma vincolanti. La tesi sposata da
Maria Teresa Mori, pur avendo la sua ricerca uno sguardo concentrato
sull’Ottocento, è che tutte queste forme associative, nessuna esclusa, pur nelle
loro diversità, riescano a contribuire alla formazione dell’élite dirigente.
1.4 Ruolo e importanza della Salonnière
Il salotto è espressione di una socialità legata all’idea originaria di
occasione di ritrovo e di svago; è il luogo d’incontro distaccato dai legami
familiari, dai ranghi e dalle professioni. In questa già citata “université de
l’esprit”50 esiste una sorta di campo magnetico, entro cui gli habitués sono
48
[ “conversazione”].
Cfr. il volume di N. Elias, Über den Prozess der Zivilisation, Suhrkamp, Frankfurt, 1969 (trad.
it., La civiltà delle buone maniere, Il Mulino, Bologna, 1982). In questa opera l’autore sostiene la
tesi della “civilizzazione” come processo progressivo e lineare comune all’Ottocento europeo. Il
salotto opera la “razionalizzazione” della società e l’”incivilimento” dell’individuo, agendo
soprattutto attraverso l’azione della sua attività principale, la conversazione, efficace esercizio di
scambio reciproco, di sottigliezza psicologica, di conoscenza del mondo, di sublimazione degli
istinti individuali.
49
50
M. Fumaroli, op. cit., p. 170.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
31
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
catturati e preparati alle insidie e alle sottigliezze degli intrighi e delle ambizioni
di corte. Questo elemento attraente è la “Salonnière”51
Se ne trova una definizione, quanto mai esaustiva, da parte di Verena von der
Heyden-Rynsch nella trattazione sui salotti d’Europa:
“Bei der Salonière handelt sich um eine wohlhabende
Dame, deren Geist und Witz als Magnet wirken. Sie
stiftet eine kultivierte Atmosphäre, in die eine leicht
erotische
Note
einfließt,
provoziert
amüsante
Gespräche, gleicht Gegensätze aus und erzeugt
seelisches Behagen wie geistige Bewegung. Ihre
unangefochtene, sanfte Autorität zielt stets auf
Vermittlung.“52
La portata dell’influenza che esercita, fungendo da fattore di stimolo, di
mediazione e di equilibrio nei rispettivi contesti culturali e sociali, è oggi quasi
inimmaginabile.
Allo stesso modo, di magnete parla anche Fumaroli quando afferma che:
“La conversazione mondana proiettata nella cornice
urbana e privata del salotto della ‘ruelle’, della cena a
tarda ora, un copione letterario (…): tale copione
attribuisce alla dama di nobile lignaggio una funzione
51
Non vi è una traduzione appropriata di salonnière, si preferisce utilizzare questo termine
sempre in lingua francese, altrimenti se ne perderebbe il senso.
52
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 18, [“La salonnière è una signora ricca o comunque
benestante, capace di fungere da calamita per acutezza di spirito e sensibilità Conferisce al
salotto un’atmosfera colta e raffinata, in cui si insinua anche una leggera nota erotica. Sa
suscitare conversazioni divertenti, comporre divergenze, mettere tutti a loro agio e stimolare la
vivacità intellettuale. La sua indiscussa, ma mite autorità mira sempre alla mediazione”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
32
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
di ‘magnete’ della parola e del comportamento civili
per gli uomini che si assoggettano alle sue leggi.”53
Questo ruolo, svolto da alcune nobili dame, merita qualche ulteriore
considerazione, poiché la conversazione, intesa come arte, non si limita a un
dialogo tra nobili e letterati54. Il dialogo è possibile solo grazie alla presenza di
un terzo elemento: “l’honneste femme”55. Quest’ultima beneficia nell’alta nobiltà
di una tradizione pedagogica propriamente femminile che ha radici antiche56.
Rinnovata dal Rinascimento italiano, questa tradizione trova in Francia un
terreno favorevole durante il XVII secolo, nel fervore della Riforma cattolica e
negli ordini religiosi femminili. La fierezza femminile, oggetto di tanti attacchi di
marca erudita o licenziosa, già citati precedentemente, trova sostegno in
questa tradizione.
In ogni caso va fatta una breve ricostruzione dell’evoluzione della figura della
donna, per poter spiegare l’essenza di quella della Salonnière.
Solo il Medioevo cavalleresco sa attribuire dichiaratamente alla donna un ruolo
culturale nella vita sociale, considerazione che cresce nel XI secolo. L’etica
cortese, la diffusione del culto mariano e il conseguente tributo di ammirazione
e venerazione da riservare a certe donne di alto lignaggio fanno nascere una
nuova e diversa valutazione dell’amore e, nel contempo, della donna.
53
M. Fumaroli, op. cit., p. 166.
Secondo la definizione di Mme de Staël.
55
F. di Sales, Introduction à la vie dévote, parte terza, cap. XXVII, [“De l’honnesteté des paroles
et du respect que l’on doit aux personnes”], trad. it. di F. Marchisano, UTET, Torino, 1969,
[“Onestà delle parole e del rispetto dovuto alle persone”], pp. 236-38.
56
A tal proposito si prediliga dunque la lettura di opere quali P. Constant, Un monde à l'usage
des demoiselles, Gallimard, Paris, 1987; C. C. Lougee, Le paradis des femmes: Women,
Salons and Social Stratification in Seventeenth-Century France, Princeton University Press,
54
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
33
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Ovviamente, fino a questo periodo storico, alla nobildonna si concedeva un
ruolo ancora non attivo. Solo con la lirica espressa dalla cultura trovadorica
cesserà di essere oggetto amato, diventando parte attiva dell’evento, ovvero
del corteggiamento e delle sue conseguenze57. Anche nel Rinascimento cresce
ulteriormente la stima per la donna, anche se non mancano i sostenitori
dell’inferiorità del bel sesso58.
Solo con l’avvento dei primi salotti letterari, costituitisi alla fine del XVII secolo,
viene conferito alla donna un ruolo attivo sotto molti punti di vista. Forse è
troppo presto per parlare di vera e propria emancipazione, per tutto questo è
necessario attendere i movimenti femministi di fine Ottocento. In ogni caso, la
Salonnière è l’epicentro della promozione della vita culturale e letteraria. Ciò
nonostante questa affascinante figura presenta, nella sua evoluzione,
numerose sfaccettature.
Prima fra tutte nasce l’idea della signora elegante e colta, la padrona di casa
che riceve gli habitués e mette a suo agio anche le cosiddette “celebrità”, che
saltuariamente fanno il loro ingresso nella comunità, spezzando il ritmo della
routine salottiera. La dama rende omaggio alla presunta figura di primo piano,
cercando di assimilarla al meglio nella discussione del salotto, le cui regole non
le sono ancora note. A tal proposito un’ulteriore delucidazione può essere
fornita da questo pensiero:
Princeton, 1976; I. McLean, Woman Triumphant: Feminism in French Literature, Clarendon
Press, Oxford, 1977.
57
I risvolti erotici dell’amore sono stati rappresentati con intensa plasticità nei Minnesänger, i
poeti cantori della tradizione medievale tedesca.
58
In questo periodo Ariosto nelle sue satire descrive la donna come una creatura litigiosa e
pericolosa.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
34
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
“In dieser Enklave geselligen Umgangs fördert sie die
Originalität der verschiedensten Begabungen, wirbelt
sie durcheinander und verbindet sie zu einem
spezifischen
Ganzen,
das
alle
Anwesenden
bereichert.“59
Oltre alla figura seria della padrona di casa e a quella troppo ricercata della
précieuse, c’è un’altra protagonista che spicca nel XVII secolo e che in quegli
anni gode di una notevole fama: quella della mazarinette, ovvero della tipica
scatenata e vivacissima nipote di Giulio Mazzarino (1602-1661), la cui
specialità consiste nell’abbandonarsi senza ritegno al divertimento personale e
alla “joie de vivre”60. La fortunata parente del cardinale ha l’opportunità di
essere regolarmente invitata ai ricevimenti letterari o al Louvre. Si tratta di una
figura all’inizio accolta con scetticismo, poi quasi accettata, infine stroncata
dagli eventi storici nel 165161. È importante segnalare la mazarinette all’interno
della scena letteraria, anche se la sua esistenza è considerata fugace, perché
è ritenuta una sfumatura della figura imponente che assume la donna nella vita
salottiera e oltre.
Nel nostro tempo non si può più parlare di Salonnière, perché il fenomeno dei
salotti letterari è sfumato in una nuova espressione di azione comunicativa e di
coesione sociale, fino ad assumere i tratti di una sorta di mondanità impegnata.
La figura della Salonnière tende a cambiare radicalmente, indossando le vesti
59
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 18, [“In questa enclave di socialità la salonnière sa
sollecitare contributi originali, è capace di “spremere“ le varie doti e inclinazioni degli ospiti, le
mescola fra di loro e le compatta in modo tale che tutti ne traggano arricchimento”].
60
[“gioia di vivere”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
35
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
di giornalista sul piano intellettuale, in tempo successivo di pubblicista, poi di
femminista convinta, abbandonando quelle della padrona di casa, servizievole
e gentile. Attualmente la donna rifiuta il suo ruolo di mediatrice: la cultura la
appaga, ma preponderante resta la proiezione su una carriera soddisfacente.
Sabrina Ortmann spiega molto chiaramente in un suo articolo pubblicato online
il nuovo ruolo che la donna sa assumere, facendosi largo con tenacia nella
società:
“Die neu erkämpfte Stellung der Frau in der
modernen
Gesellschaft
und
das
sich
daraus
ergebende Selbstverständnis haben unweigerlich
dazu geführt, dass berufliches Engagement und
persönliche
Karriere
erstrebenswerter
und
notwendiger geworden sind. (...) Beruf und Salon
konnten sich zwar auch ergänzen, wie Emma Vely,
aber schon bei ihr stand der Beruf im Vordergrund“.62
Ortmann prosegue sostenendo che, mentre galanteria e “Koketterie”63
rappresentano da sempre la costellazione basilare del salon, la nuova donna
non può più rivestire questo ruolo, vista la tensione verso la parità dei diritti.
61
Anno in cui Mazzarino deve abbandonare la patria per disordini interni contro la monarchia.
62
Cfr. S. Ortmann, “Literarische Salons in Berlin: Freiräume weiblicher Emanzipation?“,
consultabile online sul suo portale letterario www.berlinerzimmer.de. L’URL esatta è:
<http://www.berlinerzimmer.de/ortmann/wissenschaft/salons.htm>, [“La posizione da poco
acquisita con fatica dalla donna nella società moderna e l’autoconsapevolezza che ne è
derivata hanno portato inevitabilmente al fatto che l’engagement lavorativo e la carriera
personale sono diventati più degni di uno sforzo per raggiungere l’obiettivo e più necessari. (…)
Lavoro e salotto si potevano integrare certamente, come per Emma Vely, ma il lavoro doveva
rimanere in primo piano”]. Sullo stesso tema si è consultato anche l’articolo di R. Mehnert,
“Berliner
Salon:
Wiederbelebung
einer
Tradition“,
in
<http://www.juedischesberlin.de/Zeitgeschichte/Salons.htm>.
63
[“civetteria” - “cochetteria”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
36
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
La motivazione di tali sfaccettature così eterogenee fra loro della figura della
Salonnière sono da ricercare nella radice del salotto stesso, visto come spazio
di contatti sociali, in cui però le situazioni nuove64 modificano nel tempo il
carattere di questi sodalizi, portando anche i protagonisti a mettersi in
discussione e a trovare volti sempre più adatti alle circostanze storico-culturali.
1.4.1 Le Salonnières berlinesi e il salotto ebraico come luogo proposto
all’emancipazione femminile
Una variante del tutto particolare del salotto tradizionale è costituita dai
circoli culturali ebraici che, nella capitale della Prussia, svolgono un ruolo
d’incomparabile rilievo nella storia della cultura tedesca. Anche se per Berlino,
Parigi rimane il punto di riferimento costante, le fonti d’ispirazione risiedono
nella ducale corte delle muse di Weimar e nel salotto borghese di Johanna
Schopenhauer, ma questo argomento verrà trattato nel paragrafo seguente a
proposito della nascita del salon in Germania.
Se in un primo tempo i salotti berlinesi si orientano quasi esclusivamente
sull’esempio di quelli francesi, sviluppano, ben presto, una piega rivoluzionaria,
propugnando uno sviluppo dell’emancipazione politico-culturale e sostenendo
una forte critica sociale. Lo spirito dell’illuminismo, unito alla voglia di
64
Ad esempio la politica, che gioca un ruolo determinante in questa epoca storica.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
37
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
conoscenza e di tolleranza universale, fanno sì che si inaugurino spazi di libertà
fino ad allora impraticabili.
Le prime Salonnières berlinesi nascono quindi in un ambiente del tutto
innovativo, fuori dagli schemi e convenzioni. Sabrina Ortmann parla di loro
come di “gesellschaftliche Außenseiterinnen und unkonventionelle Frauen”65.
Grazie a esse, la cultura salottiera non è più caratterizzata dalla presenza
centrale di un ceto esclusivo, bensì da un gruppo marginale, da un gruppo
considerato in ogni caso senza agganci socio-culturali con le élites del tempo.
Questa è l’eccezionale novità: in un’epoca in cui gli ebrei in Germania sono
soggetti ad alcune forme di discriminazione, pur detenendo un notevole potere
economico, si compie una sorta di miracolo sociale, che permette un ritrovato
dialogo tra tradizioni culturali ebraiche e prussiane.
Le donne sono escluse dalle cosiddette associazioni d’intellettuali del tardo
periodo federiciano, soprattutto le ebree, a partire dalla fine del XVIII secolo,
che mettono in discussione l’ormai stantia tradizione: si svincolano prima dai
rapporti familiari patriarcali, poi emergono socialmente nel ruolo di Salonnières,
contribuendo in tal modo all’emancipazione66 propria, degli ebrei, ma in
generale delle donne in Germania.
I loro salotti non sono da meno dei modelli francesi. Anzi, ne assumono l’eredità
e contemporaneamente mostrano un cambiamento anche esteriormente: “Die
aristokratische, nicht mehr ganz junge Pariser Salonière weicht der
65
[“donne non convenzionali” - “outsider della società”].
Si legga a tal proposito il volume P. Wilhelmy-Dollinger, “Emanzipation durch Geselligkeit. Die
Salons jüdischer Frauen in Berlin zwischen 1780 und 1830“, in M. Awerbuch - S. Jersch-
66
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
38
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
gesellschaftlich nicht integrierten, blutjungen Berliner Jüdin”67. Le figlie ribelli di
alcuni ebrei ricchi, anche se prive di diritti, trovano lo spazio in cui operare,
ovvero quello della letteratura68. Con i loro modi non conformi alle tradizioni e
capaci di infrangere le barriere tradizionali, esercitano un’irresistibile attrazione
nei confronti di tutti coloro che, al di là dei regolamentari rapporti sociali fra ceti
e della piattezza culturale borghese, vanno in cerca di fermenti intellettuali e di
occasioni di impegno sociale.
Queste “fesselnden, meist exzentrischen jungen Damen” sono le Salonnières
berlinesi che frequentano tutte l’accogliente e colta casa di Moses
Mendelssohn69 (1729-1786): personaggio controverso, sottratto a furia di
lavoro alle poverissime condizioni del ghetto di Dessau, fino a diventare
comproprietario di una manifattura di seta a Berlino, acquisisce profonde
conoscenze filosofico-letterarie, si occupa del miglioramento dei rapporti fra
tedeschi ed ebrei, ospitando in casa sua personaggi dei più disparati ambienti,
spezzando di conseguenza l’isolamento sociale degli ebrei. “Mendelssohn war
nicht allein der Vater der originellen und eigenwilligen Dorothea Schlegel70;
Henriette Herz71 und Rahel Levin sind seine geistigen Töchter gewesen“72.
Ecco pertanto le tre Salonnières berlinesi più importanti della scena letteraria,
Wenzel (eds.), Bild und Selbstbild der Juden Berlins zwischen Aufklärung und Romantik, Berlin
1992, pp. 121-138.
67
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 133, [“L’aristocratica non più giovane salonnière
parigina soppiantata dalla giovanissima ebrea berlinese, socialmente emarginata o quanto
meno non integrata”].
68
Il loro idolo Goethe e sono tutte ammiratrici del Werther.
69
Cfr. Appendice B, Fig. 4.
70
Cfr. Appendice B, Fig. 8.
71
Cfr. Appendice B, Fig. 6.
72
Ibid., p. 135, [“Mendelssohn non è stato soltanto padre dell’originale quanto estrosa Dorothea
Schlegel; Henriette Herz e Rahel Levin sono diventate, in ogni senso, sue figlie spirituali“].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
39
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
anche se Rahel Varnhagen73 ne è la figura di spicco74. Tutte partecipano
regolarmente alle serate in casa di Mendelssohn, nel corso delle quali hanno
modo di incontrare studiosi e scrittori, di scoprire la loro inclinazione per la
cultura tedesca. Sia la loro sete di libertà, sia il loro desiderio di istruirsi sono
alimentate dal mondo ideale di Mendelssohn, il quale getta le basi di quei
salotti berlinesi, tanto famosi in futuro.
Allora a Berlino si riuniscono diverse compagnie dalle caratteristiche simili a
quelle dei salotti e prevalentemente volte agli interessi culturali: alcune
modellate secondo la tradizione aristocratica, come ad esempio lo splendido
gruppo della duchessa Dorothea von Kurland; altre esercitano la pratica più
leziosa dello “ästhetischer Tee”75, come la scrittrice ebrea Rebecca
Friedländer; ma quando si parla dei celebri salotti ebraici di Berlino, non è a
questi tempi che ci si vuol riferire, bensì alla terna ormai leggendaria di donne
già precedentemente citata, in cui la figura di Rahel si distingue per
anticonformismo ed eccentricità76.
1.4.2 Rahel Levin Varnhagen
73
Cfr. Appendice B, Fig. 5.
Ovviamente, nei paragrafi che seguiranno, si darà ampio spazio alla descrizione di questa
figura, per poterne delineare in modo più completo i tratti principali.
74
75
Ibid., p.135, [“tè estetico“], espressione che indica la pratica alquanto vezzosa ed affettata
delle signore dell’alta società di ritrovarsi a parlare di letteratura, storia o filosofia attraverso un
appuntamento in cui si consuma l’eccitante bevanda.
76
Tanto da dover essere descritta per questo motivo in maggior misura nel paragrafo seguente.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
40
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
La personalità di Rahel Levin Varnhagen (1771-1833) è straordinaria e
impetuosa. Petra Wilhelmy-Dollinger, che la descrive in una frase sintetica, ma
capace di riassumerla in modo illuminante, afferma che Rahel “bezauberte
durch Originalität”77.
Figlia di un gioielliere ebreo ed entusiasta seguace della rivoluzione francese,
inaugura all’inizio degli anni Novanta del XVIII secolo, in una piccola mansarda
della casa paterna, un salotto letterario che, più tardi, diventa il più famoso di
tutto il periodo del Romanticismo e il primo in assoluto ad essere aperto da una
donna non sposata.
La caratteristica di questo salon che si nota principalmente è la sua volontà di
distinguersi nettamente dalla grande ed aperta casa di Henriette Herz, trovando
invece la sua congeniale ubicazione nella stanza della soffitta nella
Jägerstrasse78, la quale è disadorna e non dispone che di limitati mezzi lasciati
dal padre.79
“Der prunkvolle Rahmen der ‘Bureaux d’esprit’ war hier einer romantischen
Gemütlichkeit gewichen, der fast etwas Kleinbürgerliches anhaftete”80. Rahel
non è né bella, né appariscente, però estremamente vivace anticonvenzionale.
Lei stessa, donna d’instancabile curiosità, non vuole piacere, ma operare,
considerando il suo piccolo spazio berlinese un luogo libero e disponibile
77
P. Wilhelmy-Dollinger, op. cit., p. 83, [“incantava attraverso la sua originalità“].
Sempre a Berlino.
79
Una curiosità: una anziana e bizzarra inserviente offre del tè (sostituendo la cioccolata anche
nei salotti francesi) e si permette talvolta di interloquire nelle conversazioni per esprimere il suo
parere.
80
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 142, [“La cornice sfarzosa dei ‘bureau d’esprit’ aveva
ceduto il passo a una romantica e familiare semplicità, dai toni quasi piccolo-borghesi”].
78
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
41
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
all’analisi critica degli eventi dell’epoca e alla riunione di una compagnia umana
e colta, piena di gusto pur nella disparità per ceto e rango, interessi e
convenzioni.
Alla composizione molto eterogenea del celebre salotto contribuiscono anche
Wilhelm von Humboldt, il principe di Ligne, Jean Paul, Friedrich Schlegel e le
figlie di Mendelssohn. A tal proposito Peter Seibert propone una teoria,
secondo la quale l’arte salottiera di Rahel costituisce “ein ästhetisches
Projekt“81, poiché la struttura tipicamente dialogica su cui ha organizzato le basi
del suo salotto conferisce al salotto stesso queste qualità estetiche, di cui parla
nel suo volume sui salotti letterari.
Rahel è ben consapevole del suo spiccato talento di animatrice, ospita infatti
dame dell’aristocrazia, ma anche donne dalla condotta cosiddetta “equivoca”,
riuscendo ad orchestrare i loro rapporti e a farle conversare fra di loro. Scelte
simili, alquanto azzardate per l’epoca, attirano i pareri contrastanti della critica,
la quale le attribuisce una scarsa capacità di scegliere e un modo provocatorio
di comporre la sua variegata compagnia. Non si può certo dichiarare che Rahel
miri a quell’estetizzazione della convivialità delineata dai manuali sulla teoria
del comportamento sociale. Ben diverso è il suo interesse, che punta a scoprire
ogni potenzialità umana capace di incidere sulla società, trasformandola.
Evidente è in lei l’emergere di un nuovo ideale femminile, tendente
all’eliminazione della dittatura delle “drei preußischen Ks (Küche, Kinder,
81
P. Seibert, Der literarische Salon. Literatur und Geselligkeit zwischen Aufklärung und
Vormärz, J.B.Metzler, Stuttgart, 1993, pp. 326-27, [“un progetto estetico“].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
42
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Kirche)”82 e alla promozione dell’indipendenza e dell’autorealizzazione per la
donna.
Oltre alle riunioni in casa propria, Rahel frequenta con regolarità anche amici e
letterati di altri sodalizi, eventi nei quali non cessa mai di manifestare la sua
geniale personalità, non dimenticando le sue origini ebraiche, pur soffrendone:
Rahel imputa al suo stato israelita ogni sofferenza e disgrazia. Cerca di
aggirare molti problemi connessi all’odiata origine anche mediante il matrimonio
con un aristocratico prussiano83.
Il primo salotto di Rahel chiude i battenti dopo il vittorioso ingresso di
Napoleone a Berlino, nel 1806. La compagnia degli ebrei comincia a risultare
sgradita e l’imperativo è “essere tedeschi”. In questo periodo vengono
pubblicati
anche
i
Discorsi
alla
nazione
tedesca
di
Fichte
e
contemporaneamente svariati pamphlets contro gli ebrei. La sconfitta della
Prussia infligge un duro colpo alla vita sociale berlinese, comportando la
chiusura dei salotti ebraici.
Queste novità si ripercuotono profondamente sulla vita della gloriosa
salonnière, la quale si ritrova prima tanto festeggiata, poi sola ed abbandonata.
Ma la demotivazione ha vita corta, poiché Rahel non si perde d’animo,
abbandona lo spirito antifrancese, tanto che riprende lo studio della lingua
considerata da lei “europea” e recupera la corrispondenza epistolare.
Successivamente, nel 1819, apre il suo secondo salotto a Berlino, nella
Französische Strasse, che, malgrado l’assenza di tanti vecchi amici, diventa
82
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 144, [“tre K prussiane (cucina, figli e chiesa)“].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
43
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
luogo d’incontro di pensatori ed artisti, anche se connotato da un maggiore
interesse per la politica, rispetto il precedente. Fra gli ospiti ricorrenti si
annovera il filosofo Hegel, lo storico Leopold von Ranke, l’austriaco Franz
Grillparzer e Heinrich Heine. A proposito del giovane poeta Heine, si afferma
che nel 1821 ha chiesto una raccomandazione del suo editore per farsi
accogliere nel salotto di Rahel: la figura della salonnière diventa il personaggio
centrale di tutti i malinconici ricordi che continuano a legarlo al periodo
berlinese, durante il quale Heine le dedica la poesia “Die Heimkehr” (18231824), compresa nel suo Buch der Lieder, e ne descrive chiaramente la
rilevanza storica affermando che Rahel aiuta a seppellire i “vecchi tempi” e che
funge da “levatrice” di quelli nuovi.
Rahel condivide completamente le critiche acri e sarcastiche che Heine rivolge
alla rigidità e al sentimentalismo di maniera dei cosiddetti salotti berlinesi
postnapoleonici, che sono per lo più delle modeste e contegnose riunioni per il
tè. La poesia “Sie saßen und tranken am Teetisch“, contenuta in Lyrisches
Intermezzo (1822-1823), all’interno del Buch der Lieder84, tratteggia questi
sodalizi e si commenta da sé:
″Sie saßen und tranken am Teetisch,
Und sprachen von Liebe viel.
Die Herren waren ästhetisch,
Die Damen von zartem Gefühl.
83
Karl August Varnhagen von Ense.
H. Heine, (1827) Buch der Lieder, Joseph Kiermeier-Debre (ed.), Dt. Taschenbuch-Verlag,
München, 1997 (trad. it., Il libro dei canti, Vittorio Santoli (ed.), Einaudi, Torino, 1962).
84
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
44
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Die Liebe muß sein platonisch,
Der dürre Hofrat sprach.
Die Hofrätin lächelt ironisch,
Und dennoch seufzet sie: Ach!
Der Domherr öffnet den Mund weit:
Die Liebe sei nicht zu roh,
Sie schadet sonst der Gesundheit.
Das Fräulein lispelt: Wie so?
Die Gräfin spricht wehmütig:
Die Liebe ist eine Passion!
Und präsentieret gütig
Die Tasse dem Herrn Baron.“85
Proprio in considerazione dello squallore dilagante, caratterizzato da discorsi
pseudo-sentimentalistici e da “Teetisch”, Rahel lamenta la scomparsa dell’aura
cosmopolita di un tempo e si dedica con slancio al compito di conferire un tono
elevato e un contenuto critico alla conversazione che si porta avanti nel suo
salon. Una delle sue principali preoccupazioni diventa quella di suscitare la
vivacità conviviale, di dare spazio alle riunioni serali, accanto al dibattito
sull’arte, agli eventi politici e sociali quotidiani.
85
[“Riuniti attorno al tavolo da tè,/ parlavano molto d’amore./ I signori erano estetici,/ le signore
di teneri sentimenti./ “L’amore deve essere platonico”,/ dice il secco consigliere di corte./ La
signora consigliera sorride con ironia/ ma poi sospira anche lei: ah!/ Il prevosto spalanca la
bocca:/ “L’amore non sia troppo rozzo,/ altrimenti nuoce alla salute.”/ La signorina bisbiglia:
“Come mai?”/ La contessa dichiara malinconica:/ “L’amore è una passione!”/ e porge
benevolmente/ la tazza al signor barone”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
45
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Rahel, che descrive se stessa come una “ebrea non carina, ignorante, senza
grazia, senza talento e senza istruzione”86, entra nella storia della cultura
europea non soltanto come salonnière, ma anche per la sua straordinaria
corrispondenza, costantemente modellata sul modello della marchesa di
Sévigné, celebre promotrice della cronaca della vita di corte del XVII secolo. Le
lettere di Rahel valgono come documenti insostituibili d’analisi e sono reputate
di grande rilevanza storica, oltre che psicologica. Similmente al suo salotto,
anche la corrispondenza mira soprattutto a favorire e incoraggiare i rapporti
umani. Si riporta qui di seguito uno stralcio di epistola che il 4 febbraio 1815
Rahel invia da Vienna a Friederike Liman a Berlino:
“Wann schreibt man seinen Freunden? Wenn man
etwas von ihnen will. Wer sind unsere Freunde? Die
klügsten
Menschen,
die
da
wißen87
was
Freundschaft ist. Was ist Freundschaft? Das was sie
seyn88 kann. Die Gabe, anderer Persönlichkeit zu
durchschauen, die Tugend sie zu respektiren89 und
anzuerkennen wie die eigene; das Glük90 eine
gefunden zu haben, deren Wesen und bloßes
Daseyn91 uns gefällig ist.“92
86
Questa autodescrizione di se stessa è tratta dalle righe dell’immenso epistolario da lei
lasciato con la società del tempo.
87
“wissen”.
88
“sein”.
89
“respektieren”.
90
“Glück“.
91
“Dasein“.
92
A. B. Birgit, Friederike Liman. Briefwechsel mit Rahel Levin Varnhagen und Karl Gustav von
Brinckmann sowie Aufzeichnungen von Rahel Levin Varnhagen und Karl August Varnhagen,
Dissertation zur Erlangung des Grades des Doktors der Philosophie beim Fachbereich
Sprachwissenschaften der Universität Hamburg. Eine historisch-kritische Edition mit Nachwort,
Hamburg, 1996, p. 194, in <http://ww.sub.uni-hamburg.de/disse/395/Dissertation.pdf>,
[“Quando si scrive a un proprio amico? Quando si desidera qualcosa da lui. Chi sono i nostri
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
46
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
L’inizio di questa lettera è vistoso e colpisce innanzitutto perché manca
l’intestazione e perché sembra essere un piccolo discorso programmatico
sull’amicizia rivolto non a qualcuno di particolare, bensì all’umanità in generale.
Questo è un esempio di come Rahel ama fare delle sue lettere un surrogato o
una continuazione delle conversazioni nel suo salotto.
Deborah Hertz, nel suo lavoro, definisce persino il periodo di maggiore attività
come “Rahelzeit”93:
“Der gesellschaftliche Erfolg dieser jüdischen Frauen
prägte die kulturelle Lebendigkeit der ‘Rahelzeit’. In
dem Vierteljahrhundert zwischen 1780 und 1806
erfuhren die Berliner Salons im In- und Ausland
große Beachtung. Berliner- Besucher aus ganz
Europa
waren
Assimilation
der
insbesondere
jüdischen
von
der
Salonières
raschen
angetan,
welche ihr gesellschaftliches Ansehen zu einer Zeit
erlangten“.94
Questa, seppur delineata a brevi tratti, è la figura di Rahel Levin Varnhagen,
connotata da vivacità, immediatezza e profondità di sentimenti. Certamente, il
amici? Gli uomini più intelligenti, che perciò sanno cosa sia l’amicizia. Che cosa è l’amicizia?
Ciò che essa può rappresentare. Il dono di ispezionare un’altra personalità, la virtù di rispettarla
e di riconoscerla come la propria; la fortuna di averne trovata una, la cui natura e il suo essere
allo scoperto ci fanno piacere.”].
93
D. Hertz, Jewish High Society in Old Regime Berlin, 1988, Yale University (tr. ted. di Gabriele
Neunmann-Kloth, Die jüdischen Salons im alten Berlin, Hain, Frankfurt am Main, 1991), I
capitolo, [“epoca di Rahel”].
94
Ibid., [“Il successo mondano di queste donne ebree coniò la vitalità culturale del tempo col
termine di ‘Rahelzeit’. Nel quarto di secolo tra il 1780 e il 1806 i salotti berlinesi conobbero un
grande riconoscimento sia dal di territorio nazionale che dall’estero. I visitatori da tutta Europa
vennero investiti dalla veloce assimilazione delle Salonnières berlinesi, le quali in quel periodo
ottennero il loro prestigio sociale”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
47
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
ritratto fin qui abbozzato le conferisce un’individualità forte, tipica di una
persona che non si arrende, anche quando gli eventi storico-politici le
sottraggono quanto di più caro ha, ovvero la compagnia dei vecchi conoscenti
e la possibilità di tornare a risplendere nel suo salotto.
1.5 Origine del salotto nell’area austro-germanica
Prima di affrontare la vera origine del salotto letterario in Germania è
necessaria una premessa, ovvero dall’incontro fra personaggi di corte e
rappresentanti della république des lettres, fra artisti e studiosi, scaturisce una
nuova cultura elitaria che si diffonde per tutta l’Europa. Ovunque si tenta di
imitare la capitale della cultura, Parigi.
Questo fenomeno, nel XVIII secolo, si verifica soprattutto in Germania, dove
sorgono luoghi d’incontro per lo scambio di idee su argomenti letterari ed
artistici. La tendenza è introdotta grazie all’influenza di Federico II di Prussia
(1712-1786), il quale, dichiaratamente francofilo, si impegna per consentire
l'ingresso alla corte di Berlino uno stile di vita più raffinato, fungendo da motivo
di richiamo e di esempio per tutto il paese. Ovviamente egli tenta di uscire dal
cliché radicalmente prussiano del padre, Federico Guglielmo I, chiamato il “re
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
48
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
soldato”, e di instaurare lo stile lieve e disinvolto tipicamente di marca
francese95.
Un'altra occasione importante per la diffusione dei salotti letterari in Germania è
rappresentata dal ruolo svolto dal circolo letterario, “Gemeinschaft der
Heiligen”96, rappresenta un ulteriore momento di fioritura degli incontri sociali.
Senza dar troppa importanza agli elementi di stravaganza sentimentale che
connotano questa cerchia un po’ folle, occorre sottolinearne il contributo che sa
dare al raffinamento della sensibilità letteraria in Germania.
All’introduzione della tradizione salottiera di origine francese, nell’area austrogermanica, collabora anche la duchessa Anna Amalia von Sachsen-Weimar
(1739-1807), nipote di Federico il Grande e brillante rappresentante della
cultura aristocratica del periodo del rococò.
Oltre alla corte delle muse di Anna Amalia, esiste a Weimar un altro cenacolo
artistico dalle caratteristiche simili a quelle di un salotto, fondato però da una
borghese: Johanna Schopenhauer, madre del noto filosofo.
Infine un’ulteriore variante del salotto è rappresentata dai circoli di lettura,
caratterizzati da un’atmosfera familiare e borghese. Fra le serate più famose di
questo tipo, in Europa, si ricordano quelle svolte a Sorrento e a Roma presso
Malwida von Meysenbug, la quale una volta acquisita una certa notorietà quale
autrice di scritti densi di fermenti d’emancipazione femminile97, viene ricordata
95
Nella mentalità germanica nasce non più solo l’inclinazione alla disciplina e al senso del
dovere, ma anche ai piaceri.
96
[“comunità dei santi”].
97
Ricordiamo fra gli altri scritti il più famoso, ovvero Memorien einer Idealistin (1869), Verlag
Schuster und Löffler, Berlin, 1917, letteralmente Memorie di una idealista. Malwida von
Meysenbug è una delle attiviste durante la rivoluzione del ’48 in Germania. Combatte per la
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
49
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
per l’amicizia intrecciata con Rahel Levin Varnhagen. Però, a differenza di
quest’ultima, Malwida non apre nessun salotto: preferisce vivere all’ombra di
uomini più famosi, privilegiando la più modesta, ma anche più intima e
colloquiale, organizza serate di lettura non troppo impegnative.
Il quadro fin qui evidenziato esamina in particolar modo l’affermarsi dei primitivi
fermenti letterari, lungo tutto il XVIII secolo, che solo successivamente danno
luogo alla formazione dei veri e propri salotti letterari in Germania, ovvero quelli
nati tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, in altre parole grazie i salotti
ebraici98.
1.6 Tarda fioritura del salon: gli eredi di Rahel tra Restaurazione e età moderna
A partire dal XIX secolo, anche in Germania si osserva la fase di
passaggio dal salotto letterario a quello politico. Se fino ad allora prevale il
salotto femminile con le arti e la letteratura a fungere da catalizzatori, da
quell’anno in poi si impongono i circoli politico-patriottici e, parallelamente,
anche società letterarie dichiaratamente maschili.
Un esempio significativo della grande importanza acquisita da questa tipologia
di salotto è offerto dalla principessa Marie Radzwill (1840-1915), la quale,
democrazia e la libertà, in particolare delle donne nei confronti del dogma cristiano, dalle
convenzioni e dalla famiglia. La sua bibliografia è connotata dal conflitto di poter legare la sua
fortuna personale con le sue esigenze morali e politiche. Malgrado tutte le difficoltà non ha mai
cessato di combattere per i diritti delle donne.
98
Cfr. tutto il paragrafo 4, comprensivo dei sottoparagrafi 4.1 e 4.2.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
50
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
francese di nascita e di esplicita vocazione cattolica, fa del suo salon
un’occasione di scambio culturale e politico con la Polonia99:
“Ihr gastliches Berliner Haus, in dem überwiegend
Politiker und Diplomaten verkehrten, wurde zu einem
Kristallisationspunkt heftiger Auseinandersetzungen
mit Bismarck, die im Kulturkampf ihren Höhepunkt
erreichten.“100
Concentrandosi sulle tematiche politiche la salonnière polacca mette in
secondo piano gli impulsi consolidatisi intorno alle sciences humaines
dell’epoca precedente.
Questa è solo una delle personalità che si possono annoverare tra le cosiddette
“Erbinnen der Rahel”101 che hanno un loro spessore, poiché il periodo di
maggior fortuna dei salotti berlinesi cessa con la morte della stessa Rahel; nel
1833 le sue figlie spirituali cercano di amministrarne l’eredità e anche la
leggenda nei loro salotti, senza però riuscire a sviluppare dei modelli innovativi
o comunque senza introdurre nuove dinamiche relazionali autonome. A
complicare la situazione giunge, dopo le guerre di liberazione e di
indipendenza, la rinnovata importanza attribuita alla rigida suddivisione e
delimitazione dei ceti sociali, che restringe gli spazi di libertà.
99
Il marito era un magnate polacco-lituano.
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 176, [“La sua ospitale casa di Berlino, frequentata
prevalentemente da uomini politici e diplomatici, divenne centro di animati dibattiti sulla politica
svolta da Bismarck, discussioni che divennero particolarmente accese attorno alla sua
controversa politica in materia religiosa e scolastica”].
101
Ibid. p.177, [“Le eredi di Rahel“].
100
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
51
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Un “Salon des Übergangs”102, l’ultima grande espressione del realismo
borghese, è quello di Fanny Lewald, le cui memorie costituiscono per così dire il
suggello conclusivo del periodo vero e proprio della convivialità salottiera.
La giovane scrittrice Emma Vely (1848-1934) è la seconda erede di Rahel e ha
la possibilità di conoscere questa famosa salonnière verso il 1882 e descrive la
sua figura con queste parole: “Ein ganzer, völlig abgeklärter, aber auch sehr
selbstbewusster Mensch trat mir in dieser bedeutenden Frau entgegen”103.
Anche Emma apre un salotto dedicato non solo alle arti, ma anche alla politica,
e ben presto la compagnia riunitale attorno diventa un luogo di raccolta per i
rivoluzionari del 1848. La donna si impegna a favore dei moti per l’unità d’Italia,
stimolata fra l’altro dalla personale conoscenza di Garibaldi, uno dei protagonisti
della
lotta
per
l’Indipendenza.
L’atmosfera
del
salotto
del
“Großen
Kurfürsten”104, chiamata così per il portamento maestoso e per la particolare
acconciatura dei capelli, è contrassegnata dalla costante tolleranza e da libertà
di pensiero. Si aggiungono a tutto ciò anche le rivendicazioni spregiudicate del
movimento d’emancipazione femminile. La fede nel cosmopolitismo e negli
ideali romantici è ormai svanita. Si mantiene molto vivo il ricordo della bella
società che alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo ha una grande influenza
sulla storia culturale che caratterizza il tempo di Fanny. Così si richiamano alla
memoria personaggi come Humboldt, Rahel Levin, Schleiermacher, Schlegel.
102
Ibid., p. 177, [“salotto di transizione“].
P. Wilhelmy-Dollinger, op. cit., [“Un uomo vero e pienamente decantato, ma anche uno
completamente sicuro di sé, si scontravano in questa famosa signora”].
104
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 178, [“grande principe elettore“].
103
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
52
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Ma la politica diventa l’argomento centrale del crescente numero dei salotti
della Berlino sul finire del XIX secolo. Le discussioni, più che le conversazioni,
delle serate conviviali ruotano attorno ad un unico tema: l’adesione o il rifiuto
nei confronti della politica di Bismarck. Gli argomenti letterari affiorano solo
incidentalmente, perché le serate sono caratterizzate quasi sempre solo da
violenti scontri fra opposte fazioni.
Il salotto sembra ormai destinato all’estinzione. Il tono lieve, spiritoso e non
impegnativo, caratteristico della conversazione del XVIII e in gran parte anche
del XIX secolo, cede il passo alle esigenze decisamente pratiche e concrete
indotte da interessi politici e economici. Le Salonnières e le loro amiche
cessano di interessarsi alla scoperta o al sostegno di qualche personalità
maschile, per lo più un famoso letterato: assurgono esse stesse al rango di
artiste, di pittrici o di scrittrici al centro degli avvenimenti politici o culturali,
proponendosi spesso nelle vesti di risolute interlocutrici d’un dibattito che si può
definire ormai professionale.
1.7 Il declino del fenomeno di costume verso il XX secolo
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
53
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Le ultime forme assunte dal salotto in Europa durante il XX secolo sono
assai differenti. Questo paragrafo conclusivo intende affrontare un discorso di
sintesi circa il declino di questo fenomeno, in particolar modo in area
germanica, anche se è opportuno tener conto del fatto che spetta alla Francia
l’onore di essere il primo e poi anche l’ultimo paese, in cui questo fenomeno di
storia della cultura si manifesta.
L’associazione culturale è da sempre un’istituzione tedesca ed è mantenuta in
vita in modo dinamico solo da due poli culturali nel corso del XX secolo, ovvero
da Berlino e da Monaco di Baviera.
Nella capitale tedesca degli anni Venti si tenta ripetutamente di ridare nuova
forma alla tradizione del salotto letterario, ma la più famosa delle compagnie
che tenta di opporsi all’estinguersi della cultura da salon è quella che si riunisce
attorno ad Melene von Nostiz-Wallwitz (1878-1944). A questa cerchia si
annodano e si approfondiscono contatti culturali franco-tedeschi, come dice la
ricorrente presenza di personaggi come Jean Giono, Gabriel Marcel e Jean
Paulhan. Purtroppo, nonostante tutto l’impegno della salonnière, la cultura
salottiera non riesce a rifiorire. La “risurrezione della salonnière” e la
“risurrezione del salotto” vengono sì proclamate e sorrette sul piano
giornalistico, ma non hanno conseguenze su quello pratico. In questa nuova
Berlino si sviluppa la variante più moderna e professionale del sodalizio
d’interessi culturali, a svantaggio ovviamente del salotto tradizionale.
Il secondo esempio è costituito dalla città di Monaco di Baviera, chiamata anche
la “Firenze tedesca”. L’amore per l’arte e il conseguente generoso mecenatismo
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
54
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
della casa reale dei Wittelsbach sono ormai leggendari, perché offrono alla città
la possibilità di essere il centro culturalmente più vivo e stimolante della
Germania del XX secolo.
Molti sono gli artisti prussiani e stranieri che si sentono attratti da questa città,
come Andersen, Fontane, Heinrich Heine, i quali vi conferiscono un tono di
“internazionalità”. La scena culturale è dominata dalla serate letterarie riservate
a piccole e scelte compagnie, nel corso delle quali si coltiva il rito delle letture
poetiche. É significativo che non ci sia una padrona di casa, ma solo ed
esclusivamente un autore a fungere da elemento catalizzante, conferendo così
a questi sodalizi monacensi un carattere diverso del tipico salon.
Questi
appena
descritti
sono
tutti
esempi
di
come
la
tradizione
dell’aggregazione sociale non perda di significato, anche se in Germania, come
in tutta Europa, sono ormai evidenti i sintomi di decadenza; purtroppo quel che
si pensa in Baviera d’un salotto presieduto da una donna, fenomeno che gode
di un periodo di grande fortuna in Berlino, viene espresso in una fase irridente
ed irriverente indirizzata alle gentildonne che coltivano l’idea di aprirne uno.
Josef Ruederer105 scrive: “Das sind bloß übertünchte Gräber, in denen irgend
etwas süßlich schwatzt und boshaft ratscht. Aufgetakelte Lemuren wollen sich
wichtig machen“106.
Le cause di questo declino sono molteplici e sono da attribuirsi in particolar
modo ai disordini politici seguiti alla Restaurazione, al cambiamento di stile e dei
105
Josef Ruederer (1861-1915). Si legga a riguardo: C. Müller-Stratmann, J. R: Leben und
Werk eines Münchner Dichters der Jahrhundertwende, 1994.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
55
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
rapporti all’interno della comunità che non conferisce più alla conversazione il
ruolo privilegiato di sempre, ed infine alla negata possibilità del libero scambio di
idee, costantemente minacciato dalla censura.107
106
V. von der Heyden-Rynsch, op. cit., p. 211, [“I salotti? Sono solo delle tombe ridipinte nelle
quali si chiacchiera sdolcinatamente o si bisbiglia malignamente. E intanto lemuri gonfi e bardati
cercano di darsi delle arie”].
107
Questi ultimi due paragrafi sono stati possibili grazie alla consultazione simultanea dei vari
volumi sulla storia dei salotti letterari in Europa, peraltro più volte citati in questo primo capitolo,
quali P. Seibert, Der literarische Salon. Literatur und Geselligkeit zwischen Aufklärung und
Vormärz, J.B.Metzler, Stuttgart, 1993; R. Simanowski, “Einleitung: Der Salon als dreifache
Vermittlungsinstanz“ in Simanowski, Roberto - Turk, Horst - Schmidt, Thomas (eds), Europa ein Salon? Beiträge zur Internationalität des literarischen Salons, Wallstein Verlag, Göttingen,
1999, pp. 9-39.; V. von der Heyden-Rynsch, Europäische Salons: Höhepunkte einer
versunkenen weiblichen Kultur, Artemis & Winkler, München, 1992 (trad. it., I salotti d’Europa:
nella cultura, nell’arte, nella politica, nella diplomazia, Garzanti, Milano, 1996); M. T. Mori,
Salotti: la sociabilità delle élite nell’Italia dell’Ottocento, Carocci, Roma, 2000; D. Hertz, Jewish
High Society in Old Regime Berlin, Yale University, New Haven, London, 1988 (trad. ted., Die
jüdischen Salons im alten Berlin, Hain, Frankfurt am Main, 1991); P. Wilhelmy-Dollinger, Die
Berliner Salons: mit kulturhistorischen Spaziergängen, Walter De Gruyter, Berlin/New York,
2000.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
56
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
CAPITOLO SECONDO
La letteratura digitale e la sperimentazione online
“Abbiate fiducia nel progresso,
che ha sempre ragione
anche quando ha torto.”
FILIPPO TOMMASO MARINETTI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
57
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
CAPITOLO SECONDO
La letteratura digitale e la sperimentazione online
2.2
I media e la letteratura: la “connessione” te(le)matica
La nostra società sta subendo radicali cambiamenti e per comprenderli
non si deve negarne o esaltarne i caratteri, bensì demistificarli, dissipandone
l’aurea mitica che li circonda, con distacco e con ironia108. Un atteggiamento
incantato risulterà quindi improprio, poiché tipico di colui che è incapace di
analizzare la realtà della Rete senza demonizzarla o beatificarla: ciò dimostra
come la fulminea diffusione di Internet abbia mostruosamente dilatato e
potenziato il ruolo escatologico (e apocalittico) che le nuove tecnologie109
svolgono nell’immaginario collettivo della tarda modernità.
108
Tesi sostenuta sin dalle prime pagine dell’opera di C. Formenti, Incantati dalla rete:
immaginari, utopie e conflitti nell’epoca di Internet, Raffaello Cortina, Milano, 2000.
109
Si fa riferimento anche ai volumi G. Bettetini, - F. Colombo, Le nuove tecnologie della
comunicazione, Bompiani, Milano, 1993; M. D‘Ambrosio - B. Parrella, Web Multimedia. La
comunicazione multimediale dai graffiti a Internet. Storia, strategie e tecniche, Apogeo, Milano,
1998; N. P. Negroponte, Being Digital: The Road Map for Survival on the Information
Superhigway, Hodder & Stoughton, London, 1995 (trad. it., Essere digitali, Sperling & Kupfer,
Milano, 1995); R. Silverstone, Why Study the Media?, Sage, London, 1999 (trad. it., Perché
studiare I media?, Il Mulino, Bologna, 2002).
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
58
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
“Le tecnologie della comunicazione hanno segnato il
passo della storia umana. È possibile leggere
l’evoluzione dell’uomo attraverso l’evoluzione dei modi
di comunicare: è questo un tema classico dei più
importanti teorici dei mass media”110.
Questi studiosi hanno formulato la cosiddetta “medium theory”111, la quale non si
concentra sul contenuto dei messaggi inviati, quanto sulle peculiarità dei mezzi di
comunicazione stessi, su ciò che rende un medium fisicamente, psicologicamente e
socialmente diverso da altri media e dall’interazione faccia a faccia, a prescindere
dai particolari messaggi che sono comunicati per suo mezzo. Questa concezione
rifiuta quindi l’immagine dei media come contenitori passivi o come veicoli
dell’elemento informatico112. Al contrario, ad assumere dignità di oggetto di ricerca
sono i media stessi e non il loro contenuto, si ritiene che i media debbano essere
intesi come ambienti in cui avvengono interazioni, che assumono un senso di
familiarità globale, che ci accompagnano in ogni angolo del pianeta113:
“l’altro, lo straniero, l’ignoto ora non sono più categorie
che riguardano una dimensione esterna e lontana, ma
costituiscono una presenza interna e quotidiana”.114
Vi è un superamento dei confini delle classiche categorie sociali, espresso nella dedifferenziazione delle attività quotidiane.
L’introduzione di una nuova tecnologia nell’universo della comunicazione comporta
di per sé una profonda revisione del rapporto che sussiste tra il messaggio e il suo
materiale. I media sono i messaggi stessi. Prima di accettare l’assunto che la
110
L. Paccagnella, La comunicazione al computer, Il Mulino - Universale Paperbacks, Bologna,
2000, p.47.
111
J. Meyrowitz, “Medium Theory”, in D. Crowley e D. Mitchell (eds), Communication Theory
today, Cambridge, Polity Press, 1994.
112
Non si ritiene che questa sia la sede per procedere con una trattazione più estesa a
riguardo. A tal proposito si consultino i volumi J. D. Bolter, Writing Space: The Computer,
Hypertext and the Hystory of Writing, LEA, Hillsdale (NJ), 1991 (trad. it., Lo spazio dello
scrivere, Vita e Pensiero, Milano, 1993); J. D. Bolter,– R. Grusin, Remediation: Understanding
New Media, MIT Press, Cambridge, 1999; M. McLuhan, Understanding Media, Routeledge &
Kegan Paul, London, 1964 (trad. it., Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano, 1967);
M. McLuhan, The Gutenberg Galaxy: The Making of Typografic Man, University of Toronto
Press, Toronto, 1962 (trad. it., La galassia Gutenberg: nascita dell’uomo tipografico, Armando,
Roma, 1976).
113
Anche se è prevedibile il lato negativo della medaglia, ovvero la sensazione di spaesamento,
P. Berger parla di “mente senza dimora” in The Homeless Mind, New York, Pelican, 1974.
114
L. Paccagnella, op. cit., p.48.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
59
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
tecnologia modifichi le cose, dobbiamo considerare che la stessa tecnologia come
costrutto sociale, la cui definizione come artefatto è precedente a qualsiasi effetto
sociale che le si possa attribuire, in quanto è essa stessa un effetto sociale.
Tutte queste premesse assumono maggiore importanza soprattutto oggi che il
cambiamento provocato dagli ipertesti, dagli ipermedia e da Internet
(l’infrastruttura telematica per eccellenza, tanto da poter essere indicata
comunemente “la Rete”) sta dispiegando tutto il suo potenziale trasformativo nei
confronti della letteratura, generando ora l’impressione di una frattura epocale.
Internet permette la fruizione del testo da parte di nuovi lettori, attraverso
un’organizzazione decentrata, favorendo una lettura non più lineare del testo.
Di fronte ai problemi della scrittura e della lettura115 che si vengono a porre, dei
caratteri
e
della
tipologia
dell’ipertesto,
bisogna
interrogarsi
sul
ridimensionamento delle nuove figure e dei nuovi ruoli, a partire da quello
dell’autore116:
“L’autore dell’ipertesto è colui il quale introduce le
marche di riferimento ipertestuale che ancorano
reciprocamente i testi.
Questo livello di attività
autoriale non richiede che competenze tecniche,
acquisibili rapidamente e dipendenti solo dalla
natura del software e dell’hardware usati. Un livello
superiore implica la capacità di stabilire collegamenti
ipertestuali in grado di far emergere un nuovo testo
115
A tal proposito si leggano i volumi G. Lughi, “Browsing e controllo del testo: intorno agli
ipertesti narrativi” in Ricciardi, Mario (a cura di), Lingua, letteratura, computer, Bollati
Boringhieri, Torino, 1996, pp. 94-114; G. Lughi, Parole on line: dall’ipertesto all’editoria
multimediale, Guerini, Milano, 2001; G. Gigliozzi, Il testo e il computer, Bruno Mondadori,
Milano, 1997; D. Fiormonte, “Il computer e la scrittura: limiti e forme di un influsso” in Ricciardi,
Mario (a cura di), Lingua, letteratura, computer, Bollati Boringhieri, Torino, 1996, pp. 65-92.
116
Si consulti M. Masi, L’autore nella rete. Creatività e proprietà intellettuale nell’editoria
multimediale, Guerini, Milano, 2000.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
60
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
vero e proprio, dotato di una specifica autonomia
semantica”.117
L’autore dell’ipertesto deve essere però in grado di stabilire ciò che deve essere
collegato e dove collocare il legame tra i testi. “Si tratta di decisioni che portano
immediatamente nel campo delle scelte ermeneutiche, inevitabili in ogni lettura,
tanto più se selettiva (come è quella di individuare i documenti da inserire
nell’ipertesto)”118.
Siccome ognuno in Rete può definirsi un “autore”, di conseguenza anche la
funzione del lettore va ridimensionata: da una ricezione manipolativa della
letteratura, quest’ultimo ora viene chiamato a decidere sulla validità qualitativa
di un testo. Sulla novità del rapporto autore/lettore, forse uno dei punti più
complessi della riflessione sulle trasformazioni introdotte dall’ipertesto, si misura
secondo molti teorici la “convergenza fra teoria letteraria e tecnologia
informatica”119. Secondo Landow “si può distruggere (ciò che chiamiamo)
l’autore, inteso come istanza di esclusiva paternità, eliminando l’autonomia del
testo”120. Questa è una tesi molto radicale, che prevede la morte dell’autore e
può sembrare in conflitto con quanto affermato sopra, in riferimento alla tesi di
Cadioli, che ne presuppone invece il ridimensionamento.
Inoltre il lettore paga lo scotto di poter scegliere i testi senza precisi punti di
riferimento, in tutta autonomia, con l’impegno gravoso di una notevole
117
L. De Carli, Internet: memoria ed oblio, Bollati Berlinghieri, Torino, 1997, p. 18.
A. Cadioli, Il critico navigante: saggio sull’ipertesto e la critica letteraria, Marietti, Genova,
1998, p. 82.
119
G. P. Landow, Hypertext 2.0: The Convergence of Contemporary Critical Theory and
Technology, The Johns Hopkins University Press, Baltimore, 1997, trad. it. di Viviana
Musumeci, L’ipertesto: tecnologie digitali e critica letteraria, Mondadori, Milano, 1998, p. 88.
118
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
61
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
dispersione d’energia impiegatavi nel cercare proposte valide all’interno della
Rete, spesso paragonata ad un “caos cognitivo”, visto il sovraffollamento
dell’informazione. Il web è cresciuto esponenzialmente come ragnatela dai
contenuti molto eterogenei. Il lato positivo è rappresentato dalla formazione di
una dimensione orizzontale della Rete, congetturando una estrema facilità
d’utilizzo; quello, se non negativo, quantomeno critico, presuppone buone
capacità critiche di chi recepisce l’informazione. Paccagnella puntualizza:
“l’utente deve essere in grado di saper distinguere
ciò che lo interessa da ciò che intende solo catturare
la sua attenzione a scopi commerciali, ciò che è
verosimile da ciò che non lo è.”121
Il ruolo del lettore si inserisce ora in quello che J. Bolter chiama “spazio della
scrittura”122, che non è più separato dal tempo della lettura come è stato
tradizionalmente. Le modalità di lettura del testo a stampa e dell’ipertesto nel suo
complesso123 sono diverse, dal momento che diversa di per sé è la trasmissione del testo
che il lettore ha davanti a sé.
In questo capitolo si analizzeranno le possibilità del mezzo Internet e il
contributo conoscitivo apportato dai nuovi media alla letteratura, stabilendo fra
quest’ultimi due elementi una connessione tematica ancor prima che
120
Ibid., p. 91.
L. Paccagnella, op. cit., p. 86.
122
J. D. Bolter, Writing Space: The Computer, Hypertext and the Hystory of Writing, LEA
Hillsdale (NJ), Hove and London, 1991, trad. it. di Giovanni Stella, revisione di Ilaria Grazzani,
Lo spazio dello scrivere, Vita e Pensiero, Milano, 1993.
121
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
62
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
informatica, attraverso un piano di lavoro tripartito: dapprima verranno illustrate
e chiarite le varie forme di letteratura digitale124 (“Literatur im Netz”,
“Computerliteratur”, “Netzliteratur”) con le loro rispettive distinzioni ulteriori; in
seguito verranno enunciati l’importanza, le illusioni e il caos a proposito dei
multiformi esperimenti online; infine, sulla base di quest’ultime delucidazioni, si
tenterà un approccio al fenomeno delle comunità virtuali, ridimensionando in
chiave sociale le caratteristiche dell’aggettivo “virtuale” inteso come non-reale,
potenziale ed eventuale.
2.3
“Literatur im Netz” , letteratura digitalizzata e “letteratura offline”
La cosiddetta letteratura digitale, di cui si sente tanto parlare all’interno
del dibattito culturale degli ultimi tempi, presenta in sé numerose sfumature: può
123
Basti pensare a un ipertesto creativo con costanti rimandi a lessie, tutte collegate tra loro,
ma non in modo consequenziale.
124
Per una completa visione sul tema “digitale Literatur“ sono state consultate le seguenti
opere: R. Simanowski, - A. L. Heinz, “Digitale Literatur”, Edition Text u. Kritik, Heft 152, Richard
Boorberg Verlag, München, 2001; N. M. A. Alef, Digitale Literatur: Produktion, Rezeption und
Distribution, 2000, in <http://www.retiaria.de>; S. Dötterl, “Das Internet im Dienst der Literatur
und
der
literarischen
Kommunikation“,
(Facharbeit),
1999,
in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/doetterl/doetterl.htm>; C. Heibach,“Creamus ergo
sumus“, in <http://www.update.ch/beluga/digital/99/heibach.htm>; C. Heibach, “Literatur im
Internet: Theorie und Praxis einer kooperativen Ästhetik“, Berlin, 2000; disponibile anche in
formato elettronico in <http://www.dissertation.de/PDF/ch267.pdf>; C. Klinger, “Was ist Internet
Literatur?“, in <http://home.snafu.de/klinger/lit/netlit.htm>; R. Simanowski, “Digitale Literatur:
Begriffbestimmung und Typologisierung”, in <http://www.dichtung-digital.de/Simanowski/28-Mai99-1/typologie.htm>; M. Klarmann, “Wo Literatur schneller und kürzer wird“, in
<http://www.heise.de/tp/deutsch/inhalt/buch/9507/1.html>; R. Simanowski, “Digitale Literatur:
Begriffbestimmung und Typologisierung”, in <http://www.dichtung-digital.de/Simanowski/28-Mai99-1/typologie.htm>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
63
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
essere distinta inizialmente in due vaste categorie: “Literatur im Netz” (o
“letteratura in Rete”) e “Netzliteratur” (o “letteratura di Rete”).
Questo paragrafo si occuperà della prima forma di letteratura digitale, detta
anche “digitalizzata” o “offline” e di quelle che sono le ulteriori forme che si
diramano da essa.
La “letteratura in Rete” è formata da testi organizzati linearmente e redatti nella
loro tipica struttura tradizionale. Essi non sono stati assegnati a una modalità
d’esistenza digitale. Sono stati immagazzinati e memorizzati (specialmente nel
World Wide Web), per favorirne una distribuzione più veloce e priva di costi
aggiuntivi. Si tratta in origine di testi già esistenti nel loro originale formato
libresco, che solo in un secondo momento hanno ottenuto una seconda
modalità di pubblicazione, in Internet.
Al genere Literatur im Netz125 appartengono i classici, liberi da copyright126, che
vengono digitalizzati, cioè “trasferiti in un ambiente nel quale ogni elemento
della scrittura (dalla singola lettera al singolo spazio bianco) si rifà a una
codifica leggibile solo con un’apparecchiatura elettronica”127, ambiente che è la
125
Per una ulteriore descrizione di questo genere di letteratura si legga C. Böhler, Literatur im
Netz. Projekte, Hintergründe, Strukturen und Verlage im Internet, Triton-Verlag, Wien, 2001;
126
<http://promo.net/pg/vol/pd.html> è l’url ufficiale del „Progetto Gutenberg”, contenente lo
statuto del copyright (“United States Public Domain and Copyright Rules”), che prevede come
primo punto: “1. Works first published before January 1, 1923 with proper copyright notice
entered the public domain no later than 75 years from the date copyright was first secured.
Hence, all works whose copyrights were secured before 1923 are now in the public domain.
(This is the rule Project Gutenberg uses most often). Works published from 1923-1977 retain
copyright for 95 years. No such works will enter the public domain until 2019”.
Dal sito si legge inoltre: “We cannot publish any texts still in copyright. This generally means
that our texts are taken from books published pre-1923. (It's more complicated than that, as our
Copyright Page (<http://promo.net/pg/vol/pd.html>) explains, but 1923 is a good first rule-ofthumb for the U.S.A.)”.
127
A. Cadioli, op. cit., p. 7.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
64
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Rete stessa: è il caso del “progetto Gutenberg”, il quale merita un accenno più
dettagliato all’interno del sottoparagrafo che seguirà.
Altresì l’editoria in Rete è considerata appartenente alla categoria di letteratura
in Rete. Ad ogni modo una premessa è d’obbligo: il mondo dell'editoria
elettronica online è molto complesso e articolato, e necessiterebbe di una
trattazione approfondita a sé stante. Già la semplice definizione di cosa sia una
pubblicazione online propriamente detta si presenta assai meno semplice di
quanto non possa apparire a prima vista. Da un certo punto di vista qualsiasi
sito web può essere considerato come un prodotto editoriale128.
Ma una simile generalizzazione, se da un parte coglie un aspetto interessante
del modo in cui Internet modifica i meccanismi di formazione e di diffusione
delle conoscenze e dell'informazione129, democratizzandone il carattere,
dall'altra ostacola una opportuna descrizione tassonomica dei nuovi fenomeni
comunicativi.
Per questo motivo s’intende procedere rapidamente con la sola analisi di quelle
che sono le e-zine, le cosiddette riviste online130.
Si tratta di riviste ad uscite generalmente periodiche e possono mostrarsi in due
diverse tipologie: sotto forma di risposte online di riviste già esistenti o riviste
ex-novo.
128
A dimostrazione di ciò si ricorda che la legislazione italiana equipara formalmente un sito
Web ad una pubblicazione.
129
In questa sede si preferisce utilizzare il termine „informazione” e i suoi derivati nel senso
comune di insieme delle notizie e dei fatti rilevanti, o di apparato dei media deputato alla loro
diffusione sociale, e non nel senso tecnico proprio della teoria dell'informazione.
130
Si veda a tal proposito F. Pasquali, “I giornali online”, in "Problemi dell'informazione", 23, 1,
pp.109-123.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
65
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Al primo modello aderiscono le testate di settore che hanno aperto un loro sito
web. Il numero di testate disponibili online ammonta ormai a diverse migliaia. Si
va dalle grandi riviste di rilievo internazionale fino ai piccoli quotidiani locali che
trovano su Internet una utenza tipicamente comunitaria, limitata ma assai fedele
e attenta. La maggior parte dei siti a carattere giornalistico sono la versione
online di testate cartacee, e da esse ereditano contenuti e struttura131. In alcuni
casi, tuttavia, soprattutto per i siti delle testate più importanti, la versione online
si è evoluta fino ad assumere il carattere di una iniziativa editoriale autonoma,
spesso dotata di una redazione specifica.
Ma forse di maggiore interesse è il fenomeno delle riviste nate direttamente per
la Rete, senza avere un loro corrispettivo cartaceo. A differenza di quanto
avviene nel settore dell'informazione quotidiana, che impone dei costi notevoli e
una struttura redazionale complessa, alla portata di imprese editoriali già
consolidate, nell'ambito della stampa periodica la distribuzione online
rappresenta una vera e propria nuova frontiera, aperta a chiunque abbia buone
idee e volontà di sperimentare. Grazie all'abbattimento degli alti costi di
produzione e distribuzione imposti dalla stampa cartacea, la Rete può infatti
dare voce a realtà sociali, politiche e culturali che avrebbero difficoltà ad
emergere nel panorama editoriale tradizionale.
Un esemplare di questa seconda tipologia di e-zine fra le tante riviste di matrice
letteraria è offerto da “Erosa”132, rivista online per la letteratura erotica che
131
Si deve tener conto dei problemi di adattamento al nuovo ambiente nel rispetto della sua
complessità. Un’altra tematica da affrontare è “il processo di negoziazione cui le testate tesse,
entrando in rete, devono sottoporsi”, ibid., p. 122.
132
Il sito ufficiale è: <http://www.erosa.de>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
66
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
appare esclusivamente in Rete, in quanto appendice dell’iniziativa del salotto
berlinese online “Berliner Zimmer” promosso da Sabrina Ortmann.
Con ciò si chiude la succinta esposizione dell’ampio panorama riguardante la
“pubblicazione online”133. Ora si prosegue con l’ultimo prototipo di Literatur im
Netz, ovvero la home page di un autore134, in cui egli si presenta con i propri
testi letterari. Generalmente vi si trovano indicazioni bibliografiche, fotografie e
ulteriori rimandi. Il lato positivo riguarda l’effettiva possibilità per chiunque di
pubblicare la propria pagina online con una tale velocità, facilità e libertà di
contenuto, che i vincoli autore/editore possono essere considerati come
spezzati135: ecco la spiegazione al boom di produzione di home page da parte
di autori conosciuti.
Tuttavia la mancanza di case editrici e di un commercio delle opere digitali
implica enormi problemi economici. Un’opinione comune degli autori e dei critici
letterari che si interessano alla letteratura in/di Rete è sovvenzionare le opere
letterarie con festival, concorsi e convegni. Dirk Schröder, un teorico molto
presente nelle discussioni sulla letteratura digitale afferma che:
“Der Grund liegt also nicht in den Mängeln der
Inkassosysteme,
sondern
eher
in
der
Aussichtslosigkeit, Kunst im Netz zu verkaufen. Dies
133
Su tale argomento si consiglia la consultazione del volume: M. Calvo - F. Ciotti - G.
Roncaglia - A. M. Zela, Internet 2000: manuale per l’uso della rete, Laterza, Roma-Bari, 2000,
pp. 388-394.
134
Esempi di home page di autori letterari: i testi del poeta Rainer Maria Rilke, collegati ad un
particolare design in <http://www.rilke.de> oppure i testi di Elfriede Jelinek in
<http://www.ourworldcompuserve.com/homepages/>, comprensivo di altre informazioni
sull’autrice.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
67
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
entstammt
der
Selbsteinschätzung
des
Kultur-
Freelancers.”136
Un altro aspetto interessante delle home page personali, che in questa sede
non verrà ulteriormente indagato, poiché oggetto di studio di una appendice
finale di questa ricerca, riguarda quella che è la presentazione del sé in Rete. Di
certo si mostra come un argomento molto attuale, basti pensare alla necessità
dell’uomo della nostra società di conoscersi e farsi conoscere, di costruire la
propria identità a distinzione degli altri e anche attraverso gli altri, grazie ai
mezzi di comunicazione che penetrano la sua epoca. E di certo non poteva
sottrarsi alle incalcolabili potenzialità offerte dal più attuale dei media, quale è il
world wide web.
2.3.1 Gli amanuensi del III millennio: il progetto “Gutenberg”
La fine dell’impero romano, con la grande rivoluzione sociale che portava
con sé, stava chiudendo un’epoca, rischiando di escludere, fino a eliminare,
un’intera fetta quanto mai consistente di passato. Se i testi antichi non sono
andati irrimediabilmente perduti, l’intera Umanità lo deve a dei monaci,
135
Sul tema della pubblicazione in Internet si legga: E. Peter, “Publizieren ohne Papier: anhand
von
Literaturzeitschriften
im
World
Wide
Web“,
(ein
Studienarbeit),
in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/pop/index.htm>.
136
Dirk Schröder, Gibt es Netzliteratur? in <http://www.textgalerie.de/notizen/netzliteratur.htm>,
[“Il motivo non è la mancanza di un sistema di incassi, ma piuttosto nella mancanza di
prospettive di vendere arte in rete. Una sfiducia nata da una considerazione degli stessi
promotori della cultura”]. Qui e altrove, senza alcuna ulteriore segnalazione, le traduzioni si
intendono eseguite da chi scrive.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
68
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
cosiddetti amanuensi, che trascrissero diligentemente a mano i vecchi libri
oramai consunti dal tempo137.
Come è stato già affermato nel primo paragrafo, oggi è in atto una significativa
rivoluzione sociale, conosciuta sotto il nome di Internet, la quale chiude la fase
dell’informazione costosa ed ingombrante, costituita da tomi voluminosi, per
aprirne una nuova, quella dell’e-text.
Nel 1971 entra in scena quindi il progetto “Gutenberg”, la risorsa principale
dedicata alla letteratura anglo-americana. L’archetipo a cui si ispira ricorda un
po’ la filosofia espressa in Fahrenheit 451138, il famoso romanzo di Bradbury. Lì
si trattava di salvare i libri dalla distruzione imparandoli a memoria, qui di
riversarli in formato elettronico.
“Gutenberg” è il primo archivio in assoluto di testi elettronici e, allo stato attuale
delle cose, anche il più ricco fra i disponibili. Questa proposta, coordinata da
Michael Hart139 e tradotta in realtà da una nutrita schiera di volontari, gli
amanuensi del III millennio per l’appunto, ha un obiettivo decisamente
ambizioso: entro la fine del 2003140 rendere godibili in forma elettronica più di
10000 opere sul sito ufficiale <http://www.promo.net/pg>:
137
U. Eco, Il nome della rosa, Bompiani, Milano, 1986.
R. Bradbury, Fahrenheit 451, Ballatine Books, New York, 1991, trad. it. di Giorgio Monicelli,
Fahrenheit 451: gli anni della fenice, Mondatori, Milano, 1972.
139
Nel 1971 l'allora giovanissimo Michael Hart ebbe la possibilità di accedere al mainframe
Xerox Sigma V della University of Illinois. Hart decise che tanta potenza poteva essere
veramente utile solo se fosse stata usata per diffondere il patrimonio culturale dell'umanità al
maggior numero di persone possibile. E digitò manualmente al suo terminale il testo della
Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.
140
Dati aggiornati al 18 settembre 2002, tratti dalla newsletter settimanale: “[gweekly] Project
Gutenberg Weekly Newsletter”: “PGWeekly_September_18.txt. September is “Literacy
Awareness Month”: hand out a few eBooks floppies! Banned Book Week starts Saturday…
hand out copies of Huckleberry Finn, “The Most Banned Book in America”. !!!Only 23 To Go
138
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
69
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
All’interno di esso si può trovare oltre alla descrizione della storia e
dell’ideologia del piano di lavoro141, anche l’invito a diventare un “Gutenberger”,
i cui compiti principali consistono nel cercare copie di libri di pubblico dominio,
tramutarle in e-text, verificarne la correttezza e inviarli all’ideatore stesso o a
uno dei “posting team” per consentirne la pubblicazione in Internet.
Until We Reach eBook #6,000 !!! [Which will be our first eBook in Polish]. ******* 68 New
eBooks This Week - 39 New eBooks Last Week - 1685 New eBooks in 2002 - 1240 New
eBooks in 2001 - 5977 Total Project Gutenberg eBooks - 97 eBooks From Project Gutenberg of
Australia.”
141
Piano di lavoro che comporta una selezione degli e-text del Progetto “Gutenberg” in tre
diramazioni: “Light Literature” (come Alice nel paese delle meraviglie, Peter Pan, le Favole di
Esopo), “Heavy Literature” (la Bibbia e altri documenti religiosi, Shakespeare, Paradise Lost di
Milton) e “References” (almanacchi, dizionari, enciclopedie).
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
70
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Bisogna tener conto del fatto il coordinatore di quest’idea ha iniziato caricando
in media quattro libri al mese sui suoi siti ftp. Oggi, attraverso questa iniziativa,
sono addirittura disponibili contenuti linguistici diversi con formule espressive di
vario tipo, come le animazioni dello sbarco sulla luna o edizioni MIDI di sinfonie
di musica classica e centinaia di testi.
Gli e-text sono file di testo lineari e leggibili come su una pagina di un libro.
Simanowski definisce questi testi come “unechte digitale Literatur”142. Sono
flussi di parole senza corpo che possono viaggiare da un capo all’altro del
mondo attraverso i computer, la cui “informazione ha la facoltà di manifestarsi
qui e là, senza vincoli (…) tanto da conquistare una condizione di sostanziale
ubiquità”143. A tal proposito l’autore aggiunge una delucidazione sul senso e
non-senso del luogo virtuale e sul significato del viaggio per l’uomo, spiegando
che
“più l’immagine di sintesi appare in grado di
acquisire caratteristiche di ubiquità, più essa sembra
minacciare (…) l’essenza del mondo. L’uomo
contemporaneo appare tanto più immobile quanto
più viaggia. (…) più circola l’informazione, più noi
restiamo inchiodati allo schermo”.144
142
R. Simanowski, Digitale Literatur, Begriffsbestimmung und Typologisierung, in
<http://www.dichtung-digital.de/Simanowski/28-Mai-99-1/typologie.htm>,
[“falsa
letteratura
digitale”].
143
C. Formenti, op. cit., p.30.
144
Ibid., p. 33. In altre parole è la fisicità del territorio e dei corpi che pian piano si perde. Noi
non viaggiamo, transitiamo; nello spazio rimpicciolito si altera l’idea stessa del viaggio, fino a
diventare un non-luogo.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
71
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Tipico prodotto della postmodernità, i non-luoghi sono, secondo la definizione
dell’antropologo francese Marc Augé, luoghi sottratti alla storia, all’unicità e al
sedimentarsi delle identità. È il caso di luoghi di transito quali autogrill, sale
d’attesa, aeroporti. È il caso, per estensione, di luoghi di transito telematici
come portali o strumenti di comunicazione multiutente che gli stessi produttori
designano come comunità virtuali ma che più assomigliano a luoghi deputati a
incontri casuali, rapidi e poco persistenti nel tempo.
Dunque gli e-text non sono né di libri fisici e tangibili, né di riproduzioni
fotografiche. I testi sono programmaticamente in formato ASCII a sette bit (il
cosiddetto Plain Vanilla ASCII). Michael Hart, infatti, ha sempre affermato di
volere realizzare una banca dati che potesse essere utilizzata da chiunque, su
qualsiasi sistema operativo, e in qualsiasi epoca: tale universalità è a suo
avviso garantita solo da questo formato. Lo stesso Hart ha più volte declinato gli
inviti a realizzare edizioni scientifiche dei testi. Infatti lo spirito del progetto
Gutenberg è di rivolgersi al novantanove per cento degli utenti fornendo loro in
maniera del tutto gratuita testi affidabili145. Come ha più volte affermato, fare un
passo ulteriore richiederebbe dei costi che non sono alla portata di un progetto
interamente basato sul volontariato, e sarebbe al di fuori degli obiettivi di questa
iniziativa.
Le opere non sono consultabili online, ma semplicemente scaricabili in formato
compresso. Ma il progetto Gutenberg per la sua notorietà è replicato su
moltissimi server FTP, e viene anche distribuito su CDROM dalla Walnut Creek.
145
Queste sono le parole dello stesso promotore all’interno del sito ufficiale.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
72
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Se si riflette sul dato della gratuità di questa immensa banca dati, è facile anche
percepirne la portata epocale e le conseguenze pratiche per l’utente: la lettura
di tutti i classici della letteratura avverrà gratuitamente. Inoltre per trovare ed
ottenere un’opera, basterà sfogliare l’elenco sempre aggiornato dei testi
attualmente disponibili o digitarne il titolo, autore o parole chiave nell’apposito
motore di ricerca del sito ufficiale, senza dover fare il giro delle librerie e
biblioteche146, con un dispendio di energie ridotto al minimo e con un risparmio
notevole di spazio, annullando il problema dell’ingombro dei testi.
Al progetto “Gutenberg” sono anche dedicati una mail list e un newsgroup,
denominato “bit.listserv.gutenberg”, tramite i quali si possono avere informazioni
sui titoli inseriti nella biblioteca, si può essere aggiornati sulle nuove edizioni, e
si possono seguire i dibattiti che intercorrono tra i suoi moltissimi collaboratori.
Oltre alla realizzazione dei 10000 volumi nell’immediato futuro, gli sviluppi futuri
previsti sono innanzitutto la concretizzazione di una cifra che, in ogni caso, è
destinata a crescere esponenzialmente nel tempo, tanto da passare a milioni di
e-text, fino al raggiungimento dell’intero scibile umano. Inoltre si rende noto che
gli attuali “lettori”, computer portatili specializzati nella visualizzazione di testi
verranno soppiantati dall’e-paper, carta elettronica, nonché un monitor dello
spessore di una pergamena, dalla maggior risoluzione e molto più comoda da
leggere. Infine è previsto il rapido miglioramento di programmi di traduzione,
146
Cfr. il volume, su bibliografia e biblioteconomia nell’era telematica, V. Comba, Comunicare
nell’era digitale, Editrice Bibliografica, Milano, 2000.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
73
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
come Babelfish all’interno del sito <http://www.altavista.it>, che agevoleranno la
lettura di testi non solo in inglese, bensì in qualsiasi lingua.
Con quest’ultima anticipazione si apre un problema ancora irrisolto: quello della
traduzione automatica. È chiaro che nei nostri tempi, nell’era dell’Unione
Europea e di tutte le lingue dei suoi membri, i sistemi di traduzione automatica
sono un punto cardinale per la comunicazione fra le istituzioni. Il materiale da
tradurre è in continua crescita e con ogni nuovo membro le vie bidirezionali di
traduzione si moltiplicano. Non ci sono abbastanza traduttori.
Di conseguenza è da parecchio tempo che sistemi come ad esempio
“SYSTRAN”147 vengono sviluppati sotto il patrocinio della UE. Una cosa
comunque deve essere chiara: nessun sistema di traduzione automatica potrà
mai sostituire un traduttore umano. Le traduzioni automatiche potranno al
massimo aiutare a compiere una parte del lavoro, magari quella più meccanica,
permettendo di fare delle traduzioni approssimative che devono essere sempre
riviste da una persona148.
Il sistema LPS149, incluso nel programma “SYSTRAN”, è un progetto di Jürgen
Rolshoven dell’istituto per il processamento di dati linguistici all’Università di
Köln150. È scritto in un linguaggio di programmazione orientato ad oggetti151.
147
Cfr. <http://www.systransoft.com>.
Per una introduzione fondata nella traduzione automatica sono raccomandati: R. Purwin,
"Maschinelle Übersetzung. Der PC hat als Dolmetscher nicht den besten Ruf." In: FAZ,
4.8.1998; J. Allen, Natural Language Understanding, Benjamin / Cummings, Redwood City,
1995; E. Wehrli, L'analyse syntaxique des langues naturelles. Problèmes et méthodes, Masson,
Paris, 1997.
149
LPS sta per "Linguistische Programmiersprache", cioè '’Linguaggio di programmazione
linguistica'’.
150
Si vedano le tre opere di J. Rolshoven: "GB und sprachliche Informationsverarbeitung mit
LPS", in J. Rolshoven - D. Seelbach (eds), Romanistische Computerlinguistik. Theorien und
Implementationen, Niemeyer, Tübingen, 1991, (= LA 266), 133-158; "Lexikalisches Wissen in
148
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
74
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Per la implementazione linguistica propriamente detta usa un dialetto del
linguaggio logico-dichiarativo “PROLOG”152. Il sistema all'inizio chiede all’utente
di indicare il file contenente le informazioni sulla lingua di partenza e quello
contenente le informazioni sulla lingua di destinazione.
Nonostante il sistema LPS sia ancora in una fase embrionale, si spera, grazie a
questa breve parentesi tematica, di aver reso l'idea del potenziale che si
nasconde dietro un tale sistema, nello specifico dell’esempio ivi apportato, e,
più in generale, dietro gli ultimi progressi riguardanti la problematica della
traduzione automatica.
2.3.2 Il progetto “Manuzio”
In analogia al progetto Gutenberg, altre iniziative dagli intenti simili sono
nate in Rete.
Il Progetto Manuzio, ad esempio, è la più importante collezione di testi in lingua
italiana nata nell'ambito del volontariato telematico. Questa iniziativa prende il
der Maschinellen Über-setzung", in P. Blumenthal, G. Rovere - C. Schwarze (eds), Lexikalische
Analyse romanischer Sprachen, Nie-meyer, Tübingen, 1996, (= LA 353), 85-100; "Sprachliche
Informationsverarbeitung", in U. Hoinkes - W. Dietrich (eds), Kaleidoskop der lexikalischen
Semantik, Narr, Tübingen, 1997, 379-396.
151
BlackBox Component Pascal della ditta Oberon Microsystems, Zürich.
152
Per una introduzione a „PROLOG”, si veda il classico W. Clocksin, - C. Mellish,
Programming in Prolog, Springer, Berlin/Heidelberg, 1984, nonché, per un’applicazione al
campo della linguistica computazionale, M. A. Covington, Natural Language Processing for
Prolog Pro-grammers, Prentice Hall, Englewood Cliffs, 1994.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
75
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
suo nome dal noto stampatore Aldo Manuzio, considerato uno dei massimi
tipografi del Rinascimento. L’iniziativa è gestita sin dal 1993 da una
associazione culturale denominata Liber Liber, che coordina il lavoro offerto - a
titolo del tutto gratuito e volontario - da numerose persone. Grazie a questo
sostegno il progetto ha potuto acquisire in poco tempo numerosi testi, fra cui si
trovano grandi classici quali la Divina Commedia, i Promessi sposi, i
Malavoglia, ma anche opere rare e introvabili da parte di lettori “non specialisti”.
L'archivio del progetto è costituito da testi in formato ISO Latin 1. Alcuni titoli
sono stati codificati anche in formato HTML - e dunque possono essere
consultati direttamente online tramite un browser Web - e in formato RTF. Allo
stato attuale l'archivio comprende circa quattrocento titoli, tutti disponibili
gratuitamente.
Le
pagine
Web
dell'associazione
Liber
Liber,
all'indirizzo
<http://www.liberliber.it>, contengono il catalogo completo dei testi disponibili,
insieme ad informazioni sull'iniziativa.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
76
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Il catalogo è organizzato per autori, e offre per ogni titolo una breve scheda
informativa nella quale, oltre ai dati bibliografici essenziali e una breve nota di
commento, sono indicati l'autore del riversamento, i formati di file disponibili e il
livello di affidabilità del testo. Il progetto, infatti, ha l'obiettivo di fornire testi
completi e filologicamente corretti, compatibilmente con la natura volontaria del
lavoro di edizione.
Il progetto Manuzio è nato come biblioteca153 di classici della letteratura italiana.
In questo ambito si colloca il suo fondo principale, che comprende opere di
Dante, Boccaccio, Ariosto, Leopardi, Manzoni, Verga. Ma con il passare degli
153
Sul tema circa una biblioteca digitale del futuro si legga D. E. Zimmer, Die Bibliothek der
Zukunft: Text und Schrift in den Zeiten des Internet, Hoffmann und Campe, Hamburg, 2000.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
77
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
anni il progetto si è sviluppato in direzione di un modello di biblioteca
generalista; sono infatti state accolte anche traduzioni di testi non italiani, una
serie di opere di saggistica, oltre ai Verbali della Commissione parlamentare
antimafia. La biblioteca ospita anche un'importante rivista scientifica, Studi
Storici, edita dall'Istituto Gramsci.
L'omonimo progetto Gutenberg per la letteratura tedesca, ad esempio, si trova
all'indirizzo <http://gutenberg.aol.de/>.
Il progetto Runeberg per le letterature scandinave è uno dei maggiori archivi
europei di testi elettronici. Nato come progetto volontario, ora è gestito
congiuntamente da Lysator (un centro di ricerca informatico molto importante) e
dalla Università di Linköping. Contiene infatti oltre duecento tra classici letterari
e testi folclorici provenienti da Svezia, Norvegia e Danimarca. I testi sono
consultabili
online
su
World
Wide
Web
all'indirizzo
<http://www.lysator.liu.se/runeberg/>.
Il progetto ABU (Association des Bibliophiles Universels, nome anche
dell'associazione che lo cura, tratto dal romanzo di Umberto Eco Il pendolo di
Foucault) sta realizzando un archivio di testi della letteratura francese. Fino ad
ora possiede un archivio di 200 classici tra cui opere di Molière, Corneille,
Voltaire, Stendhal, Zola, nonché una trascrizione della Chanson de Roland, nel
manoscritto di Oxford. ABU, come il progetto Manuzio, sta accogliendo
contributi originali donati da autori viventi, e alcune riviste. Il progetto ABU ha
una pagina Web all'indirizzo <http://cedric.cnam.fr/ABU/> dalla quale è possibile
consultare ed effettuare ricerche online sui testi archiviati; la stessa pagina
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
78
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
contiene anche un elenco di altre risorse su Internet dedicate alla cultura e alla
letteratura francese.
In conclusione, si può affermare che il progetto “Gutenberg” e gli altri presi in
considerazione ben si collocano all’interno della cornice di quella che, nel
paragrafo precedente, è stata definita col termine tedesco di “Literatur im Netz”,
cioè “letteratura in Rete” e non “di Rete”; si tratta dunque di una letteratura
“digitalizzata”, valere a dire inserita a posteriori nella Rete come oggetto a sé,
svincolato e incondizionato, avente già una sua esistenza principalmente nel
mondo definito come “reale”, resa semplicemente poi fruibile online, in una
maniera più leggera, grazie al mezzo della Rete.
2.4
“Computerliteratur”
All’interno della categoria “letteratura da computer” si trovano due
tipologie sottostanti: “Hyperfiction” e “Multimediale Literatur”.
Va fatta una esame scrupoloso sulla nascita e sulla definizione di ipertesto.
La modernità ci ha abituati a pensare alla scrittura principalmente in due forme,
come prodotto della tipografia o della penna. Spesso nell'ultimo secolo la
seconda forma ha fatto da controvoce alla prima. A volte all'interno della stessa
pratica tipografica si è attuato il tentativo di ampliare o sovvertire le forme
regolari della scrittura, e di sperimentare nuovi spazi, come nel caso del
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
79
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
futurismo e dello sviluppo dei linguaggi della pubblicità154. Da diversi decenni,
tuttavia, si sta scoprendo che la storia plurimillenaria della scrittura, che
sembrava avere il suo apice, di là dalla polarità che si è detta, nella costituzione
moderna del libro, è assai meno univoca e omogenea. A questa visuale più
complessa hanno contribuito, come è noto, studi importanti di storia e
antropologia della cultura, e ricerche sempre più vaste sulle tecnologie
semiotiche e sui mezzi di comunicazione155.
Tuttavia ciò che ha assestato gli ultimi colpi a un'idea immobile di "oggetto
culturale" è la diffusione di massa delle nuove tecnologie digitali, che ha
introdotto nelle case della gente il problema pratico di come e in quali forme
prendere parte, in qualche modo, al "sapere" collettivo dell'umanità. Ci si trova
di fronte a una proliferazione di linguaggi e a una moltiplicazione dei canali
attraverso i quali si può prelevare e diffondere informazione. Soprattutto
sembrano nascere nuovi modi di strutturare l'informazione e di indicizzare e
descrivere il mondo reale. Ai vecchi modi della scrittura si aggiungono i nuovi, e
si rende così necessaria anche la sperimentazione di nuove convenzioni che
permettano di riconoscere determinate pratiche comunicative e discorsive. Se si
allarga il nostro concetto di scrittura e di testualità, recuperando, come si è
detto, la ricchezza di forme dell'intera storia della scrittura e il serbatoio di
154
Su alcuni di questi aspetti si possono utilmente vedere R. Lanham, Digital Rhetoric: Theory,
Practice, and Property, in M. C. Tuman (ed.), Literacy Online. The Promise (and Peril) of
Reading and Writing with Computers, Pittsburg, University of Pittsburg Press, 1992, pp. 221243; A. Petrucci, La scrittura del testo, in Letteratura italiana, vol. IV, L'interpretazione, Torino,
Einaudi, 1985, pp. 285-310.
155
Nel ricco panorama di autori mi limito qui a citare due notevolissimi contributi di uno studioso
italiano, G. R. Cardona, Antropologia della scrittura, Torino, Loescher, 1981 e I linguaggi del
sapere, a cura di Corrado Bologna, Roma-Bari, Laterza, 1990.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
80
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
potenzialità non espresse che essa contiene, non è difficile considerare anche
le nuove tecnologie come l'ultimo sviluppo di questa storia del "lasciare segno".
In prima approssimazione, ciò che distingue i vecchi media (come la
televisione, il cinema, ecc.) dai nuovi (le tecnologie digitali) è proprio il fatto che
mentre i primi creavano per lo più situazioni (il set, lo spettacolo, le persone sul
divano,
ecc.),
gli
ultimi
creano
principalmente
contesti
(configurano,
incorniciano, collegano, gerarchizzano elementi simbolici), e sono quindi a tutti
gli effetti forme di scrittura156.
Ricondurre le nuove tecnologie all'orizzonte della scrittura non riduce
minimamente la novità fondamentale del mondo digitale, ma induce a rendere
più profondo e attento il nostro sguardo verso queste nuove forme di
costruzione dei significati. A un primo esame si può constatare che i manufatti
digitali non sono affatto definiti e uniformi, ma mostrano, anche esplicitamente,
la loro natura sperimentale: le tecnologie su cui si appoggiano sono in continua
evoluzione, i modelli e le metafore a cui si ispirano, in realtà, sono assai
differenziati. Ciò potrebbe anche rivelarsi un loro carattere costitutivo, più che
rappresentare le difficoltà di una nascita. Tuttavia l'elemento che tutti questi
manufatti sembrano avere in comune, di là dalla loro natura digitale, è
l'ipertestualità. Il fatto che molti si sentano in dovere di affermare che
156
Naturalmente non si intende affermare che il cinema o il teatro o la stessa televisione non
possano creare a loro volta "contesti simbolici", e non possano essere considerati per alcuni
aspetti (e nella loro specificità) forme di scrittura; tuttavia ciò non è il loro primario obiettivo
estetico e comunicativo, anche perché tali forme, caratterizzate dal "flusso", condividono solo in
parte uno degli aspetti fondamentali della scrittura, cioè l'indipendenza della temporalità della
fruizione dalla temporalità costitutiva dell'opera.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
81
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
l'ipertestualità è sempre esistita nella pratica artistica157 in realtà non fa che
confermare questa impressione. Ad ogni modo gli ipertesti non sono
certamente nati nella Rete, l’ipertestualità è sempre stata una forma di lettura,
dalla nascita del libro, ma è solo con le creazione delle pagine Web che sono
diventati veri e propri modelli strutturali158.
Di là dai conflitti irrisolti, dalle convivenze separate dei mondi simbolici che
fanno, propriamente, la storia della scrittura, è indubbio però che ogni epoca
tende a fissare propri modelli gnoseologici, o, come scriveva David J. Bolter, a
eleborare un proprio modello di funzionamento del pensiero in base agli
strumenti semiotici di cui dispone: "ogni cultura letterata è inesorabilmente
condotta a definire la mente in rapporto alla scrittura"159.
Esistono moltissime definizioni dell'ipertesto, non tutte ugualmente buone, ma
che, nei loro caratteri indiscutibili, si possono far convergere in questa
definizione generale: "ipertesto", in realtà, è un costrutto teorico, con una lunga
storia concettuale alle spalle e una buona dose di astrattezza, il quale però
trova la sua ragione di sussistenza in una prassi di scrittura che un certo
numero di nuove tecnologie permette di attuare concretamente. La sua
definizione più generale è quella di un insieme di documenti elettronici collegati
tra loro in modo che si possa passare dall'uno all'altro (o da un punto ad un
157
Vedi ad esempio T. Maldonado, Possiamo vivere in un sogno ma alla fine dobbiamo
svegliarci,
in
"Telèma",
199,
n.
16,
pp.
7-10.
<http://www.fub.it/telema/TELEMA16/Maldon16.html>.
158
A. Perissinotto, Il testo multimediale: gli ipertesti tra semiotica e didattica, Utet, Torino, 2000,
pp. 7-103. Secondo l’autore, il passaggio che porta dal testo all’ipertesto non comporta “né
evoluzione, né fratture”.
159
D. J. Bolter, op. cit., p. 263.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
82
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
altro punto dello stesso o di un altro documento), mediante la scelta e
l'esecuzione di un comando. In questo "passare" è implicito il concetto di
successione non meno che quello di esecuzione: si passa da uno "stato" ad un
altro "stato" attraverso la scelta di una particolare "istruzione di collegamento"
che permette di rendere visibile e presente sul visore un determinato
documento.
Cominciamo con la prima. George Landow, nel suo tempestivo libro
sull'ipertesto160, ricorre a Roland Barthes per connotare il suo concetto di
ipertestualità. L'ipertesto, dice Landow, "è un testo composto da blocchi di
testo161 e da collegamenti elettronici fra questi blocchi". Influenzato da sistemi
ipertestuali come Storyspace e Intermedia, che permettono di creare
collegamenti tra i documenti durante la lettura, Landow tende a sfumare, se non
abolire, la distinzione tra scrittura e lettura. Anzi indica in S/Z di Barthes, che è a
ben vedere la messa a punto di una strategia di lettura, un archetipo della
definizione di ipertesto: "In S/Z, Roland Barthes descrive una testualità ideale
che corrisponde precisamente a quello che in seguito è stato chiamato
ipertesto"162.
160
G. P. Landow, Hypertext 2.0: The Convergence of Contemporary Critical Theory and
Technology, The Johns Hopkins University Press, Baltimore, 1992 (trad. it., L’ipertesto:
tecnologie digitali e critica letteraria, Mondadori, Milano, 1993, p.6).
161
Blocchi di testo che Barthes chiama lessìe
162
Ibid., p. 5.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
83
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Nella seconda edizione del libro163, Landow riprende invariate le formulazioni
della prima edizione, ma definisce l'ipertestualità entro una più vasta casistica di
"testualità elettronica":
"Col termine ‘ipertesto’ intendo solo una delle cinque
possibili forme di testualità elettronica. Ognuna delle
altre quattro può esistere in ambienti ipertestuali, ma
non
per
questo
è
ipertestuale.
Sono:
rappresentazione grafica del testo164, semplice testo
digitale
alfanumerico165,
testo
non
lineare166,
simulazione167".
L'ipertesto impone una modalità di pensare il discorso, di organizzare i materiali
che lo costituiscono e le operazioni/rappresentazioni che ne permettono il
funzionamento.
163
G. P. Landow, L'ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria [1997²], Milano, Bruno
Mondadori, 1998, pp. 23-24, nota 8.
164
L'uso di grafica computerizzata fornisce una rappresentazione del testo su cui è impossibile
fare ricerche, analisi grammaticali o altri tipi di manipolazione linguistica.
165
Questa forma di testo elettronico, appare nella posta elettronica, nelle liste di discussione e
nei programmi di video-scrittura.
166
Questa forma di testo, al contrario dell'ipertesto, non permette di effettuare una lettura
multisequenziale. Secondo Espen Aarseth (il cui Nonlinearity and Literary Theory fornisce degli
apporti essenziali a questo riguardo), le varie forme di testualità non lineare includono: (a)
video giochi, (b) ambienti di collaborazione basati sul testo, come i Mud (multi-user domains,
"domini multiutente") e i Mud che utilizzano Moo (multi-user object-oriented environments,
"ambienti multiutente a oggetti"), (e) testi cibernetici, o testi generati da programmi. Cfr. E.
Aarseth, Nonlinearity and Literary Theory, in Hyper/Text/Theory, a cura di G. P. Landow,
Baltimore, The Johns Hopkins University Press, 1994, pp. 51-86.
167
I testi in ambiente simulato possono includere materiali che vanno da esempi di testi
alfanumerici prodotti al computer (e quindi con molti elementi in comune con la forma non
lineare) a esempi di realtà virtuale (o artificiale) all'immersione totale.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
84
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
In un altro libro, abbastanza precoce, Alearda Pandolfi e Walter Vannini
sembrano tener presente con la dovuta attenzione il lato autoriale
dell'ipertestualità, della quale forniscono una definizione "operativa":
"L'ipertesto è un metodo di scrittura che utilizza il
calcolatore per cucire fra loro le componenti di
un'opera
in
(comunemente
una
rete;
detta
la
lettura
"navigazione")
dell'opera
avviene
seguendo un percorso nella rete; il percorso è una
scelta del lettore fra le alternative offerte dall'autore e
viene determinato dal calcolatore sulla base dell'una,
delle altre e di ulteriori condizioni specificate
dall'autore"168.
Qui vediamo che con molta chiarezza sono distinte le operazioni della lettura e
della scrittura. Un altro merito della definizione è proprio quello di tener conto
dell'aspetto processuale dell'ipertesto, che viene soppresso dalle definizioni tipo
"ipertesto = nodi + collegamenti"169.
L'ultima definizione è recente, e si sforza di essere eclettica e vasta, e di
abbracciare l'intero fenomeno della "strutturazione del testo elettronico".
Individua pertanto una serie di "caratteristiche fondamentali", cui farebbe
riferimento l'ipertestualità:
168
A. Pandolfi – W. Vannini, Che cos'è un ipertesto. Guida all'uso di (e alla sopravvivenza a)
una tecnologia che cambierà la nostra vita, anche se noi stavamo benino anche prima, Roma,
Castelvecchi, 1994, p. 13.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
85
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
"l'organizzazione
modulare
e
reticolare
del
contenuto; la presenza di diverse tipologie di legami
che connettono i moduli testuali; l'assenza di una
direzione di lettura unica e obbligata; l'interattività del
rapporto di fruizione, esplicitata nelle due modalità di
navigazione
e
di
‘dialogizzazione’
dell'ipertesto
stesso. In questo senso, l'ipertesto può essere letto
come macrotesto composto di microtesti, tra loro
connessi
in
una
mappa-labirinto
esplorabile
dall'utente, in cui non sono presenti solo le origini dei
rimandi ipertestuali, ma anche le loro destinazioni"170.
Ora si ha l'impressione che nonostante la mole cospicua delle pubblicazioni
sull'argomento171, di ipertesto in quanto tale, in realtà, si sia parlato molto poco.
Ossia si è trascurato di riflettere soprattutto sull'ipertesto come forma di
discorso, a partire in primo luogo da come è fatto. Quando si è sfiorato il
problema, si è considerato per lo più l'ipertesto in termini applicativi, in funzione
di altri ordini di discorso già esistenti; oppure, si sono fatte ricadere su di esso
griglie teoriche preesistenti; o infine si è privilegiato un piano sociologicocomunicativo. Ora io credo invece che si debba prendere in considerazione
l'ipertesto di per se stesso, come forma discorsiva dotata di caratteri propri,
come "forma simbolica" materiale. In altre parole come "grande genere" che,
169
Altro ottimo e precoce libro sulla scrittura e sull'ipertesto, spesso trascurato, è D. Scavetta,
Le metamorfosi della scrittura. Dal testo all'ipertesto, Scandicci (Fi), La Nuova Italia, 1992.
170
G. Bettetini - B. Gasparini - N. Vittadini, Gli spazi dell'ipertesto, Milano, Bompiani, 1999, pp.
XIII-XIV.
171
Oltre alle opere già citate si desidera sottolineare la presenza di altri saggi, quali F. Pasquali,
“L'ipertesto narrativo”, in F. Colombo - R. Eugeni, (a cura di), Il prodotto culturale. Teorie,
tecniche di analisi, case histories, Carocci, Roma, 2001, pp. 303-321; F. Pasquali, “Reticoli”, in
"Nuova Corrente", 43, 118, 1996, pp. 315-344; F. Colombo - R. Eugeni (1996), Il testo visibile,
Carocci, Roma, 2001.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
86
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
proprio per questi suoi caratteri oggettuali e operativi, può influenzare
profondamente il nostro modo di produrre, esprimere, conservare, diffondere e
pensare i saperi. Insomma si è trascurato di osservare certi dispositivi concreti
dell'ipertesto in rapporto a un retaggio di modelli culturali e semiotici, e spesso
anche solo di riflettere sulle sue forme, strutture, processi, dispositivi, metafore.
Riallacciando il discorso circa le diverse tipologie di “Computerliteratur” , gli
ipertesti
narrativi
rappresentano
dunque
il
primo
gradino
verso
una
sperimentazione effettiva del testo elettronico da parte dello scrittore.
La cosiddetta “Hyperfiction” si basa infatti sulla possibilità di costruire trame
narrative a struttura reticolare, all’interno delle quali il lettore può operare delle
scelte e muoversi con relativa libertà. È un campo in cui gli esperimenti datano
ai primi anni Novanta, e i cui sviluppi successivi sono stati seguiti fra gli altri172
da Landow e da case editrici che hanno costruito anche dei nuclei di riflessione
teorica sul problema173.
In Italia i rapporti fra narrativa e computer trovano un osservatore attento in Italo
Calvino, vicino agli esperimenti combinatori dell’Oulipo e impegnato nella
composizione del Castello dei destini incrociati. Calvino è affascinato dalla
possibilità, che intravede nel computer, di classificare tutte le storie possibili, per
giungere a identificare quella particolare combinazione di elementi che, sulla
spinta dell’inconscio, fa scattare l’esperienza estetica.
172
173
Ovvero Aarseth, Douglas, Joyce.
Ad esempio <http://www.eastgate.com/HypertextNow>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
87
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Nel filone di riflessione sulla scrittura si trovano le formulazioni teoriche più
elaborate a proposito sia dell’ipertesto in generale, sia dell’ipertesto come
strumento per la creazione letteraria. I punti di riferimento letterario e teorico su
cui si innesta la riflessione sono molteplici: da grandi sperimentatori del passato
(Rabelais, Sterne, fino a Joyce e Borges), alle avanguardie sperimentali
contemporanee (Robbe-Grillet, Soporta, Pavic), ai teorici della centralità del
lettore (Barthes, Iser), il tutto in un contesto teorico in cui giocano un ruolo
decisivo i concetti di decentramento, segmentazione, Rete, ricondotti a loro
volta alle teorie deconstruizioniste.
Un’altra componente teorica dell’Hyperfiction proviene dalle suggestioni
filosofiche e letterarie che da sempre circondano la figura del labirinto. La
moltiplicazione della possibilità di scelta, l’ansia dello smarrimento, il gusto
dell’esplorazione sono tutti elementi che caratterizzano gli ipertesti, ma che
rimandano anche direttamente a questa simbologia e alle varie forme con cui
questa figura archetipica riaffiora costantemente nelle arti e nella letteratura.
L’accostamento ipertesto/labirinto d’altra parte è estremamente ovvio: è facile
immaginarne il lettore di qualsiasi testo come un viandante sperduto nella
foresta dei segni, un viandante per il quale l’atto della lettura corrisponde alla
scelta di un percorso.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
88
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Anche all’interno del panorama tedesco la critica si è interrogata sul ruolo della
Hyperfiction: Idensen scrive nel suo trattato “Die Poesie soll von allen gemacht
werden!”174 del 1995 che l’hypertext
“dem Leser in einem Wegweiser ausdrücklich
verschiedene Lese-Wege durch den Text anbietet
und ihn wirklich zum Hin- und Herblättern verführt –
u.a. drängen programmierte Endlosschleifen den
Leser zu eigenen Entscheidung.”175
Computer e web sono i mezzi ideali per la pubblicazione di questa forma di
letteratura. A differenza della pubblicazione cartacea, appare il testo a monitor e
lo “Hin- und Herblättern”, lo sfogliare qui e là, si realizza attraverso il semplice e
veloce klick del mouse. Un esempio è offerto dall’autore svizzero Gregor F.
Lüthy col suo hyperpoem176, che comincia in questo modo:
“This is a hyperfiction poem!
enjoy
you won’t get out of here!
enter”
174
Cfr. <http://www.hyperdis.de/txt/alte/poesie.htm>. Uno dei tanti siti che raccoglie il suo
saggio: Die Poesie soll von allen gemacht werden! Von literarischen Hypertexten zu virtuellen
Schreibräumen der Netzwerkkultur. Una suggestionante rivisitazione storico-letteraria in chiave
digitale e ipertestuale, a partire da Jean Paul, passando da autori classici come Cortazar e il già
citato Calvino, fino ad arrivare ai progetti di scrittura creativa e collaborazionale in Rete.
L’utopismo digitale, in questo caso, val la pena di essere letto.
175
Letteralmente: [(L’hypertext) offre al lettore diversi percorsi di lettura espressi in una modalità
esplorativa e lo invita e lo seduce attraverso lo sfogliare qua e là – tra l’altro legami programmati
(link) infiniti spingono il lettore a compiere scelte autonome”].
176
Poema rintracciabile al sito ufficiale: <http://poetrycompany.ch/indexframe.html>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
89
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Il lettore clicca sul link interno177 segnalato dalla parola “enter” e raggiunge una
poesia – hypertext con ulteriori link:
“kein schlaf. Nirgends.
Einer wird alle im
Tv-gebläuten rauch
Traumlos bleibt auch
Diese nacht“
Si tratta di un’opera aperta, che il lettore però non può variare o rielaborare. In
ogni caso testi come questo non hanno bisogno di Internet in sé, per essere
scritti e letti, piuttosto di un computer e un data base. Per questa ragione essi
rientrano esclusivamente nella categoria della “Computerliteratur”.
All’inizio del paragrafo si è dichiarato che appartenenti a questa classificazione
è anche la “Multimediale Literatur”. La cosiddetta “letteratura multimediale” è
caratterizzata dalla presenza di elementi come figure, video, audio, animazioni
e altri mezzi stilistici artistici. “Im Idealfall sind die multimedialen Elemente nicht
nur Dekoration, sondern treten in Interaktion und ergeben in ihrer Gesamtheit
mit dem Text ein Kunstwerk“178.
I diversi elementi collegati fra loro formano più che una coesistenza, si parla
infatti di “ipermedialità”. Un esempio per il riuscito collegamento degli elementi
177
In Internet, un link è una parola o un’immagine appositamente disegnata che, una volta
selezionata, apre l’accesso a un’altra porzione di testo o ad un’altra pagina web. Per la
distinzione tra link interno e link esterno rimandiamo alla presa visione del capitolo primo del
volume di A. Perissinotto, op. cit., pp. 7-48, in particolare la lettura del sottocapitolo 3.2 “Il senso
del link”.
178
S. Ortmann, Netz, Literatur, Projekt: Entwicklung einer neuen Literaturform von 1960 bis
heute, Berlinerzimmer.de Verlag, Berlin, 2001, p. 54, [“idealmente gli elementi multimediali non
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
90
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
testo e audio è il Looppool di Bastian Böttchers. La struttura a ipertesto di
questa opera viene presentata allo user sottoforma di ornamenti. Ad ogni snodo
o link è possibile il passaggio a elementi testuali o musicali. Ecco come si
presenta online il progetto e in particolare la home page del sito ufficiale,
ovvero <http://www.looppool.de/index.htm>:
sono solo decorativi, piuttosto mettono in interazione il testo con l’opera d’arte in sé, e danno
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
91
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
2.5
“Netzliteratur” e la sperimentazione online
La vera sperimentazione online si mette in gioco proprio qui, con quella
che è riconosciuta come letteratura di Rete, che si definisce “als solche Literatur
(…), die durch vernetzte Kommunikation beeinflusst ist”179. Essa può essere
identificata anche dai termini “Web-Literatur“ o “Browserliteratur”.
Per “Netzliteratur”180 si intende la creazione di progetti letterari, che permettono
una comunicazione connessa e interattiva. Ciò significa che devono essere
sfruttate le possibilità comunicative e interattive del mezzo Internet, insieme
all’utilizzo del computer come una componente dell’opera letteraria.
Le difficoltà sorgono nel definire propriamente quali sarebbero queste possibilità
comunicativo-interattive. Sicuramente bisogna sfruttare la sua multimedialità. La
letteratura potrebbe essere accompagnata, completata o arricchita con
immagini e suoni perché, come abbiamo già detto, il computer utilizza un
linguaggio universale per ogni rappresentazione artistica che viene tradotta in
digitale. Inoltre tramite il sistema dei link questa letteratura dovrebbe
presupporre un lettore attivo, un secondo autore che intraprende un proprio
loro unità”].
179
Ibid., p.91, [“come una letteratura che è influenzata da una comunicazione collegata in
Rete”].
180
Per una completa trattazione sul tema “Netzliteratur” sono state consultate le seguenti opere:
R.
Erni,
“Netzliteratur:
(k)eine
Definition”,
in
<http://www.familyclan.com/netzliteratur_keine_def.html>; D. Schröder, “Liebe Netzliteratur“, in
<http://imail.iuveno-net.de:11580/Netzliteratur/Members/juh/DirkScroeder/Inl>;
S.
Ortmann,
“Neu? Netzautoren. Erscheinungsformen der Literatur im Internet”, articolo pubblicato sotto il
titolo di “Literatur im Netz und Netzliteratur” in “Germanistik im Internet“, Ritz, Informationsmittel
für Bibliotheken, Beiheft 8, Deutsches Bibliothekinstitut, 1998, Berlin e in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/netzlautoren/referat2.html>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
92
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
percorso di lettura all’interno ed all’esterno del testo e che attraverso questa
navigazione ipertestuale costruisce il proprio testo.
La Netzliteratur presuppone un nuovo concetto di letteratura e affinché questo
nuovo tipo di approccio letterario si affermi e possa dare dei buoni frutti sono
necessari alcuni importanti presupposti che sono venuti a mancare molte volte
in questi anni. Il lettore deve innanzitutto poter recepire l’opera: non si può
perdere in complicatissimi trucchi tecnologici che portano solo al gioco o alla
provocazione, a meno che questa non sia l’unica intenzione comunicativa
dell’autore. Inoltre ci deve essere una certa selezione delle opere in Rete. In
linea con lo spirito di Internet e con le esigenze umane del lettore, autorevoli
riviste letterarie devono fornire un orientamento alle sue letture, come dire, una
bussola, ma non dei percorsi obbligati.
Sono state formulate diverse tassonomie e fra quelle vi è quella di Sabrina
Ortmann, che prevede all’interno della categoria della Netzliteratur la “E-mailLiteratur”181, i newsgroup letterari, i MUD e i progetti collaborativi di scrittura.
In questa sede ci occuperemo solo di quest’ultima forma, per la spiegazione
riguardante il resto si lascia spazio nel glossario in appendice.
Un progetto di scrittura creativa182 collaborativa utilizza i mezzi comunicativointerattivi di Internet, senza il quale non potrebbe esistere. Internet permette
181
Alcuni autori sfruttano il mezzo delle e-mail per progetti letterari. Le notizie inviate tramite
mail possono essere rielaborate dai destinatari e successivamente rinviate per ulteriori
modifiche: ecco le cosiddette “Wandertexte”, testi nomadi, viandanti. Un esempio è fornito da
Textra, esempio di letteratura tramite e-mail e la mailinglist promossa da Oliver Gassner.
182
Sul tema creatività in Internet si consultino i testi: U. Frömmert, “Internetliteratur und
Interaktivität:
Gestaltungsmöglichkeiten
und
Bedeutung“,
in
<http://userpages.fuberlin.de/~ufrt/lit_im_net.html>; S. Ortmann, “Elektronische Literatur - Kreativität oder Chaos?",
in <http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/chaos/default.html>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
93
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
una scrittura “profonda o espansa”183, che cambia completamente il modo di
pensare e costruire un testo. Sul web il testo acquista un nuovo senso spaziale
rispetto alla carta. “È come passare da un lungo corridoio, percorribile solo
stanza dopo stanza, a un castello a più piani, dalla pianta articolata, piena di
percorsi diversi, ma anche di segrete e passaggi a sorpresa”.184 Tornando al
concetto di scrittura creativa collaborativa, si può dire che essa utilizzi tutte le
caratteristiche appena enunciate e permetta a ogni lettore di riscrivere il testo
che sta leggendo o di interagire con esso in altre forme. Dunque la lettura di un
progetto costituito da tali caratteristiche “assomiglia a una esplorazione, a una
caccia alla ricerca di temi e di spunti interessanti”185. Il lettore potrà dunque
decidere che contributo leggere e con che criterio passare alla lettura di un
secondo, offerto da un altro autore.
Un esempio di tale attività è rappresentato dall’antologia online Null, i cui
contributi sono tutti rintracciabili ciccando sugli snodi del reticolato. Nel 1999
Hettche ha ricevuto una proposta del Dumont Verlag per la creazione di
un’antologia di giovani autori che venisse pubblicata allo scadere del millennio.
Quasi tutti gli autori contattati si sono dimostrati interessati e incuriositi dalla
proposta di Hettche ed hanno risposto all’appello. Nell’antologia Null, troviamo
trenta autori che hanno alle loro spalle almeno una pubblicazione. Molti sono
già stati citati
in questo lavoro, Marcel Beyer, Matthias Altenburg, Thomas
Meinecke, Perikles Monioudis, Terézia Mora, Andrea Neumeister, altri come
183
Ibid., p. 13.
Ibid., p. 13.
185
L. Carrada, Scrivere per Internet, Lupetti, Milano, 2000, p. 11.
184
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
94
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Stefan Beuse, John von Düffel, Georg M. Oswald sono riusciti a pubblicare le
loro opere solo negli ultimi anni, altri ancora come Ilija Trojanow, Leander
Scholz avevano già avuto delle esperienze con il mezzo Internet. Il materiale
spedito tramite e-mail, non doveva mai essere stato pubblicato. Una volta
giunto in redazione veniva convertito in documenti HTML (è il linguaggio usato
dai browser, i programmi che permettono di navigare in Internet) e immesso nel
Webmaster del Dumont Verlag. Il sito <http://www.dumontverlag.de/null> veniva
aggiornato una volta alla settimana. L’esperienza dell’antologia186 è iniziata il 1
gennaio 1999 ed è terminata il 31 dicembre dello stesso anno. Hettche ha
scritto un editoriale per ogni mese.
Un altro progetto di scrittura creativa collaborativa è offerto da tage-bau Schreiben am Tag, proposta appartenente al salotto in Rete “Berliner Zimmer”,
di cui si parlerà lungo il terzo capitolo.
2.5.1 La sperimentazione tedesca
La sperimentazione online in Germania, che ha luogo a partire dagli anni
Novanta, ha portato a un nuovo rapporto positivo della letteratura nei confronti
del computer e della sua scrittura digitale.
186
Vi è anche un’edizione cartacea, curata dallo stesso ideatore del progetto, T. Hettche, (Hg.),
“Null: Online-Version”, Köln, 1999.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
95
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
In questo nuovo settore, il più grande specialista è il docente della Humboldt
Universität di Berlino, Stephan Porombka, il quale sostiene che questo nuovo
atteggiamento nasce in concomitanza alla mostra multimediale Ars Electronica
di Linz del 1989, grazie alla quale gli informatici Heiko Idensen e Matthias Kron
hanno mostrato la loro PooL-Datenbank, un insieme di computer collegati
tramite linea telefonica con un protocollo che permetteva lo scambio dei dati,
idea che ricorda il ruolo di Internet di una Rete interna. Il sito ufficiale della
manifestazione è <http://www.aec.at>, dove si possono leggere, ma anche
vedere e udire187, i contributi del simposio raccolti in un archivio fino alla
edizione più recente di questo “Festival für Kunst, Tecnologie und
Gesellschaft”188, svolto sempre nella stessa città tra il 7 e il 12 settembre 2002.
Il tutto è consultabile gratuitamente, opzione che però negli ultimi tempi viene a
mancare in molti siti, i cui ideatori esigono la fruizione controllata dei prodotti
tramite autenticazione di una password189. All’interno del sito si possono
trovare informazioni riguardanti le passate edizioni dei festival, i premi
assegnati, il “museo del futuro” con proposte di corsi per computer per bambini
e giovani e infine la storia stessa di Ars Electronica, che nasce inizialmente
come centro, che continua a esserlo con orari d’apertura fissi e che compie
ormai vent’anni.
Quella di Linz è stata la prima esperienza di sperimentazione in ambito tedesco
e malgrado i costi delle tecnologie di questi primi tentativi furono troppo elevati,
187
Tramite un apposito Plug-In.
[“Festival d’arte, tecnologia e società”].
189
Questo avviene per molti contributi pubblicata nella rivista online ideata da Roberto
Simanowski in <http://www.dichtung-digital.de>.
188
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
96
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
ce ne furono altre di fiere, come ad esempio il Softmoderne, Literatur im Netz
organizzato per la prima volta a Berlino nel 1995, a cui un’edizione ogni anno
per qualche giorno, presentando progetti, mostrando performance, dando vita
a seminari, dibattiti politici e conferenze. Il tutto è rintracciabile in
<http://new.heimat.de/home/softmoderne/linkbar.html>.
Quindi la IBM e la rivista Die Zeit istituirono il festival letterario Pegasus,
rintracciabile in <http://www.pegasus.de>, che sottolinea il legame con la
tradizione, in quanto rappresenta in ogni caso sempre un concorso, come i
tanti concorsi letterari esistenti. L’unico must era quello che i partecipanti
dovevano presentare testi leggibili, o meglio fruibili, solo in Rete, sfruttandone
le caratteristiche e le potenzialità. Il festival ebbe una durata di tre anni, dal
1996 al 1999. La prima manifestazione dimostrò che c’era ancora molta strada
da fare per perfezionarsi e per centrare nel segno l’idea di Netzliteratur. La
delusione ha contraddistinto all’inizio questo festival, in ogni caso ci si
consolava col fatto che gli stessi giurati sostenevano che i primi esperimenti
dovevano essere capiti e sostenuti.
Sono da annoverare tra gli altri anche il progetto ipertestuale HipertextBerlin
progettato da Stephan Porombka, Hilmar Schmundt, Thomas Wegmann e il
primo Internet-Literaturwettbewerb a Ettlingen nel Land Baden-Württemberg
nel 1999.
Un altro evento è stato Viper Basel, i cui contenuti sono reperibili al sito ufficiale
<http://www.viper.ch>. È molto recente, infatti si è svolto tra il 23 e il 27 ottobre
2002 a Basilea. Con diversi dibattiti, interventi e workshop, si è tentato di
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
97
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
tematizzare
la
problematica
pubblico/privato,
individuale/collettivo
nelle
struttura in Rete e di valutare nuovi canali di distribuzione dell’informazione.
L’elemento distintivo comune di tutti questi eventi è la nuova caratteristica della
scrittura della sperimentazione, ovvero quella di essere nuova, associativa e
ipertestuale, interattiva.
È utile una breve digressione circa il tema dell’interattività190. Sentiamo e
leggiamo questa parola usata in tanti modi diversi, spesso in modo ambiguo.
Sentiamo dire, ad esempio, che un’interfaccia è interattiva perché se diamo un
certo comando, o premiamo un certo pulsante, esegue un ordine; o perché se
scegliamo una domanda, in una serie già predisposta, ci dà la risposta
precostituita. Sarebbe come dire che è interattiva una macchinetta per la
distribuzione del caffè o la spia della pressione dell’olio sul cruscotto della
nostra automobile. Sentiamo dire che un cd-rom è interattivo perché ci
permette di scegliere che cosa vogliamo leggere o vedere, e in risposta a certi
nostri comportamenti può emettere suoni o parole standardizzate. A questa
stregua, è interattivo anche un juke-box, o una bambola che dice “mamma”
quando le schiacciamo il pancino. L’interattività, così definita, è la caratteristica
fondamentale dei nuovi sistemi di comunicazione. E ci offre possibilità
interessanti di dialogo e scambio che non sostituiranno mai altri modi di dialogo
(come il telefono, la “carta stampata” e soprattutto l’incontro personale) ma
hanno una loro caratteristica, una loro identità, un loro linguaggio.
190
Cfr. Saggio sull’interattività di J. F. Jensen, "Interactivity": Tracking a New Concept in Media
and Communication Studies, in P. A. Mayer (ed.), Computer Media Communication: A Reader,
Oxford University Press, Oxford, 1999, pp. 160-187.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
98
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
L’interattività è la caratteristica per cui un media permette un messaggio
bidirezionale, cioè l'intervento nella comunicazione del fruitore. I media non
interattivi permettono come unico intervento nel loro riguardi, quello di
interrompere la comunicazione. Il cinema non è interattivo, e in senso proprio
non lo è neanche la televisione, in cui la possibilità di cambiare canale
corrisponde più a una interruzione del contatto per avviarne un altro che a un
intervento sul messaggio. L'interattività è una caratteristica propria della
comunicazione
tramite
computer,
si
può
dire
in
tutti
i
suoi
usi.
Gli ipermedia191 sono, proprio data la loro ipertestualità, per natura interattivi,
perché
inducono
a
intervenire
scegliendo
percorsi
e
componendo
diversamente tra loro i nodi. Diventano più fortemente interattivi nei casi in cui
permettono al fruitore di fare aggiunte, di prendere appunti in spazi previsti, o
anche
di
intervenire
a
modificare
parti
provocando
conseguenze
e
trasformazioni in altre parti del messaggio.
Digressione a parte, la funzione primaria della breve panoramica condotta in
questo paragrafo, che ha saputo elencare i diversi tasselli di sperimentazione
191
Ipermedialità: Questa parola indica la caratteristica degli ipertesti che non sono solo costituiti
da testo scritto, ma che utilizzano anche altri linguaggi (immagini, suoni). Gli "ipermedia" sono
insieme multimediali e ipertestuali. Il loro messaggio è strutturato in modo reticolare, e
attraverso i links il fruitore si sposta da un testo scritto a un'immagine, da un 'immagine a
un'altra, da un'immagine a un messaggio sonoro, e così via. La complessità del messaggio
ipermediale, che è proprio del computer, deriva dall'unire le due caratteristiche precedenti.
Questo permette arricchimento e flessibilità della comunicazione, ma crea anche problemi di
orientamento, di fruizione finalizzata, di scelta consapevole. E' corretto chiamare ipermedia tutti
i messaggi online e offline che hanno questa caratteristica (anche i giochi). Le abilità tecniche e
gli strumenti necessari per produrre un ipermedia fanno sì che la loro produzione non sia
ancora alla portata di tutti, mentre la loro fruizione è ormai diffusa, e pone problemi interessanti
rispetto all'uso per l'apprendimento scolastico.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
99
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
letteraria in ambito tedesco, è stata quella di mostrare l’entusiasmo dei
principianti, non troppo avvezzi a qualsiasi tipo di programmazione elettronica,
che ha portato allo sviluppo di nuovi orizzonti letterari; in secondo luogo si
riteneva importante segnalare tutti questi sforzi in corrispondenza con dei
risultati, modesti ma consistenti, che gli scrittori hanno conseguito con
esperimenti seppur limitati.
2.6
Concetto di comunità virtuale
È opportuno considerare una premessa192 sulle comunità umane prima
di descrivere le caratteristiche di quelle virtuali.
Comunicazione e comunità sono concetti legati tra loro, una giustificazione di
questo legame deriva dalle comuni radici etimologiche. L’etimologia del termine
latino communitas apre a un percorso tutt’altro che agevole, molte sono le
insidie lessicali e le difficoltà interpretative. Brevemente, communis, aggettivo,
“è ciò che non è proprio, che comincia là dove il proprio finisce. Esso è ciò che
perviene a più di uno, a molti o a tutti – e dunque è pubblico”193. Al proprio
interno vi è il termine da cui proviene: munus composto da mei- (che denota
192
Premessa che si basa sulla consultazione simultanea dei volumi: B. Zygmunt,
Community: seeking safety in an insecure world, Polity Press, Cambridge, 2001 (trad. it. Voglia
di comunità, Laterza, Roma/Bari, 2001); S. Tosoni, Appartenere alla rete: il mito della comunità
virtuale, in Vittadini, Nicoletta (a cura di), Dialoghi in rete, numero monografico di
"Comunicazioni sociali", n. 1, 2002; R. Esposito, Communitas: origine e destino delle comunità,
Einaudi, Torino, 1998.
193
Esposito, Roberto, Communitas: origine e destino delle comunità, Einaudi, Torino, 1998, p.
XII.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
100
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
“scambio”, distinto dal carattere obbligatorio) e –nes (che indica una
caratterizzazione sociale). Generalmente il munus è il dono che si dà, non che
si riceve, non implica la stabilità del possesso, ma perdita, sottrazione, è un
“pegno”; quindi è l’obbligo contratto nei confronti degli altri. Inoltre “il munus è la
reciprocità o mutualità del dare che consegna l’uno all’altro in un impegno, e
diciamo pure in un giuramento, comune”194.
Etimologia a parte, in ogni tipo di comunità umana sono di capitale importanza i
rapporti interpersonali. Infatti
“una
relazione
sociale
deve
essere
definita
‘comunità’ (Vergemeinschaftung) se, e nella misura
in cui la disposizione dell’agire poggia (…) su una
comune
appartenenza
soggettivamente
sentita
(affettiva o tradizionale), degli individui che ad essa
partecipano”195.
In passato il contatto fra i membri della comunità avveniva prevalentemente in
un ambiente fisico condiviso, che dava la possibilità di comunicare, sulla base
di interessi e conoscenze comuni, con interlocutori ben determinati.
L'incontro effettivo di più individui è tuttora lo strumento di base per creare una
comunità196. Ma già da anni esistono forme di comunicazione atte a far nascere
vere e proprie comunità prescindendo dal contatto de visu fra i singoli individui.
194
Ibid. p. XV.
M. Weber, Wirtschaft und Gesellschaft, Tübingen, 1922, trad. it. di P. Rossi, Economia e
società, Milano, 1986, vol. I, p.38.
196
A questo riguardo si consulti il volume: P. Amerio- M. Croce, “Le reti sociali” in Psicologia di
comunità, Il Mulino, Bologna, 2000, pp. 331-363.
195
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
101
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Ad esempio si parla spesso della comunità scientifica internazionale: persone
che hanno in comune scopi, metodi di ricerca e un patrimonio culturale e
cognitivo
relativamente
uniforme,
e
che
comunicano
prevalentemente
attraverso pubblicazioni scientifiche; gli incontri fisici (meeting e convegni) sono
solo occasionali, anche se contribuiscono in maniera forse determinante nel
fornire al singolo il senso di appartenenza alla comunità.
Le possibilità di socializzare, condividere problemi, aspettative, emozioni, nel
caso di simili “comunità a distanza” sono tuttavia abbastanza rare:
nell'immaginario comune termini come “comunità scientifica internazionale”
sono più che altro astrazioni. Quello che manca a questo tipo di comunità non è
la possibilità di comunicare in genere, ma la possibilità di farlo in maniera
realmente continua: manca un luogo, o un insieme di luoghi, che sia
condivisibile e universalmente riconosciuto dai membri della comunità come sito
conventuale.
Oggi un punto d'incontro di questo tipo non deve necessariamente avere una
realtà fisica: può essere un luogo accessibile per via telematica, oppure
utilizzando nel gergo attuale, un luogo virtuale, con tutte le precauzioni del caso
con l’utilizzo di questo termine.
La definizione di comunità virtuale è molto controversa e la definizione migliore
sembra essere quella di Rheingold, il quale di che essa è un’aggregazione
sociale che emerge dalla Rete quando un certo numero di persone porta avanti
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
102
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
delle discussioni pubbliche sufficientemente a lungo, con un certo livello di
emozioni umane197.
Persone provenienti da ogni parte del pianeta si incontrano in un newsgroup, in
un canale IRC o nel loro MUD preferito; discutono di problemi sia personali sia
di lavoro, fanno quattro chiacchiere, o semplicemente giocano insieme.
“Gli utenti delle comunità virtuali si scambiano sullo
schermo parole gentili, discutono, danno vita a
dibattiti
intellettuali,
effettuano
transazioni,
si
scambiano conoscenze, si danno reciprocamente un
sostegno emotivo, fanno progetti, cercano soluzioni
brillanti, (…) si innamorano, trovano e perdono amici
(…): più o meno fanno tutto quello che succede nella
vita reale, ma lasciando fuori il corpo”.198
Queste persone, usufruendo degli strumenti telematici, arrivano a conoscersi a
fondo, con un forte coinvolgimento emotivo e affettivo. “Il mito della comunità
virtuale canta così in primo luogo l’intimità e il calore delle relazioni, l’autenticità
e profondità degli scambi comunicativi mediati dal computer”199. E ciò avviene,
nella maggior parte dei casi, senza che si siano mai incontrate di persona.
Oppure può verificarsi un forte radicamento territoriale200: può succedere la
stessa cosa a persone che intrattengono fra di loro relazioni online e non
immaginerebbero mai di essere vicini di casa.
197
Cfr. Rheingold, Howard, The Virtual Community: Finding Connection in a Computerized
World, Secker & Warburg, London, 1993 (trad. it., Comunità virtuali. Parlare, incontrarsi, vivere
nel cyberspazio, Sperlin & Kupfer, Milano, 1994).
198
Ibid., p. 4.
199
S. Tosoni, Appartenere alla rete: il mito della comunità virtuale, in Vittadini, Nicoletta (a cura
di), Dialoghi in rete, numero monografico di "Comunicazioni sociali", n. 1, 2002, p. 3.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
103
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Le novità e le diversità, in questa diversa forma di socializzazione, risiedono
soprattutto nel modo singolare di comunicare attraverso la Rete: basti pensare
al fatto che i rapporti sociali nel cyberspazio sono tuttora prevalentemente
affidati alla comunicazione scritta. Questo implica sicuramente delle profonde
trasformazioni rispetto ai normali rapporti interpersonali basati sulla conoscenza
diretta dell'interlocutore.
Va fatta una puntualizzazione: il concetto di “virtuale” associato a qualsiasi tipo di
attività che avviene grazie all’utilizzo del mezzo Internet, in particolare nel caso qui
trattato associato alle comunità online, non risulta il più appropriato. Le comunità,
come altre forme dell’agire umano in Rete, non possono più supportare l’accezione di
potenzialità e eventualità, perché sempre più spesso queste hanno implicazioni nella
vita cosiddetta reale degli interlocutori. Di conseguenza, nella cultura di Rete,
l’applicazione in tali contesti dell'aggettivo “virtuale” si carica di sensi impropri. D’ora in
poi l’utilizzo selettivo dei termini online/offline, in contrapposizione al binomio classico
reale/irreale, approva in primo luogo una terminologia più adatta alle nuove tecnologie,
e in secondo luogo una maggior coscienza che sempre più le esperienze condotte in
Rete non hanno il tono di virtuale, quindi di indefinito, eventuale e potenziale, bensì di
reale, provocando per assurdo una discrasia tra le due accezioni.
La stessa riflessione è condotta da Paccagnella nell’introduzione della sua opera,
valutando quella che è stata la sua scelta a proposito di tali termini:
“Sono stato tentato (…) di riferirmi al mondo esterno alle
reti come al mondo della ‘vita quotidiana’, dimenticando
che sempre più spesso e per un numero sempre maggiore
200
Tesi sposata nel saggio di S. Tosoni.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
104
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
di persone le esperienze condotte in rete sono anch’esse
esperienze quotidiane a tutti gli effetti e in tutti i sensi”201.
Il binomio online/offline, che sta a sottolineare rispettivamente ciò che avviene in Rete
e ciò che avviene nel mondo così come l’abbiamo conosciuto fino a pochi decenni fa,
risulta essere perciò il più neutro e meno ambiguo.
Un altro aspetto sottolineato da diversi studi è la dimostrazione di quanto siano
importanti nella vita quotidiana (anche per veicolare i rapporti gerarchici)
messaggi non strettamente verbali come la mimica facciale, il tono della voce,
la gestualità. Molti di questi aspetti nel cyberspazio mancano; da un lato, quindi,
per l'individuo è più semplice proporsi ad una comunità virtuale: non c'è il
rischio di essere discriminati per il proprio aspetto fisico, per il proprio modo di
vestire e di muoversi, e, al limite, per il proprio genere o per la propria
appartenenza etnica.
“Dort kann man Zentner wiegen und fettiges Haare
tragen und dennoch charmant und angenehm
gelten. Denn in der virtuellen Realität gibt es keine
nonverbale Voraussetzung der Kommunikation, dort
ist man, was man tippt: nicht wie man aussieht, sich
bewegt, sich kleidet.”202
Dall'altro l'accettazione all'interno della comunità implica un tipo di “conoscenza”
dei propri interlocutori assai diversa da quella tradizionale. Sono frequenti nelle
201
L. Paccagnella, op. cit., p.9.
202
R. Simanowski, Europa, ein Salon? Beiträge zur Internationalität des literarischen Salons,
Wallstein, Göttingen, 1999, p.348, [„Là (in rete) si può pesare mezzo quintale o portare capelli
sporchi e essere lo stesso affascinanti e piacevoli. Poiché nella realtà virtuale non ci sono
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
105
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
comunità virtuali i casi di mistificazione dell'identità (uno dei fenomeni più
comuni è il dichiarare un genere diverso da quello reale), e da parte degli utenti
esperti della comunicazione telematica c'è sempre una certa diffidenza nei
confronti dei neofiti.
Per supplire alla mancanza di informazioni non verbali si sono sviluppate nelle
comunità virtuali tecniche specifiche. Piccoli espedienti della CMC203 sono ad
esempio gli “emoticons”, simboli convenzionali che cercano di trasferire nella
comunicazione scritta segnali emotivi in genere veicolati da tratti segmentali e
gestuali della comunicazione orale204.
Howard Rheingold205, uno dei più noti studiosi di questi fenomeni, osserva
come le comunità virtuali abbiano caratteristiche tipiche dei gruppi sociali
premoderni, e quindi prescindano dal concetto di nazione o stato. Ma lo stesso
Rheingold ha ipotizzato anche una evoluzione della socialità virtuale. Usando i
termini di Durkheim, egli ha previsto un passaggio dalla Gemeinschaft alla
Gesellschaft206. Affinché questa evoluzione si verifichi, tuttavia, è necessario
che nella comunità telematica si formi il concetto di nazione virtuale. In questa
ottica i siti comunitari telematici costituirebbero il territorio di un 'popolo' che in
questi anni ha appena imparato ad incontrarsi, a conoscersi e a combattere per
i propri diritti.
premesse non verbali della comunicazione, là si è ciò che si digita: non come è, come ci si
muove, cosa si indossa”.]
203
Acronimo che sta per “Computer Mediated Communication”.
204
Ad esempio la faccina triste ':-(' indica uno stato d'animo di sconforto, mentre quella che
sorride ':-)' segnala un atteggiamento allegro o scherzoso (gli emoticons di norma vanno
interpretati ruotandoli di novanta gradi).
205
H. Rheingold, The Virtual Community: Finding Connection in a Computerized World, Secker
& Warburg, London, 1994 (trad. it. di Bruno Osimo, Comunità virtuali. Parlare, incontrarsi, vivere
nel cyberspazio, Sperlin & Kupfer, Milano, 1994).
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
106
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
A dire il vero, gli ultimi sviluppi nell'ambito delle comunità virtuali sembrano
smentire questa affascinante previsione. La comunità virtuale che Rheingold ha
descritto nel suo celebre libro, la famosa The Well207, nata intorno alla metà
degli anni '80, fa parte della storia, ormai remota, della Rete. Oggi la
collocazione sociale e culturale dei milioni di utenti della Rete è decisamente
cambiata, e di conseguenza diverso è il profilo degli attuali partecipanti alle
comunità virtuali. All'epoca in cui The Well fu fondata, l'utenza era più
omogenea e coloro che usavano Internet erano spinti a realizzare insieme
servizi, punti d'incontro, giochi, attraverso quello che appariva come un nuovo
strumento di comunicazione, peraltro completamente autogestito dagli utenti
stessi. Oggi, con la commercializzazione sempre più massiccia della Rete e la
diffusione capillare di Internet su tutto il pianeta, le cose stanno, lentamente ma
inesorabilmente cambiando. Una delle conseguenze di tale cambiamento è la
progressiva perdita di quell'atteggiamento spontaneo e anarchico che
caratterizzava le comunità di un tempo.
Il motivo principale di questa trasformazione, come detto, è da ricercare
nell'esplosione nel numero di utenti della Rete. Questo fatto, lungi dall'essere di
per sé un male, ha tuttavia suscitato gli appetiti di grossi gruppi commerciali
che, investendo nella Rete, considerano gli utenti come una massa di potenziali
acquirenti o come un numero sterminato di contatti pubblicitari da rivendere con
profitto agli sponsor. Sono nate, e continuano a nascere, delle enormi comunità
virtuali che mettono a disposizione servizi gratuiti per attirare gli utenti della
206
[dalla “comunità” alla “società”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
107
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Rete. Ma ovviamente la presenza di potenti gruppi industriali e grossi
investimenti alle spalle di queste comunità lascia molti dubbi sulla capacità di
autogestione di questi spazi elettronici da parte dei loro frequentatori. Ad esser
pessimisti, si potrebbe dire che creare una comunità virtuale (ed organizzare in
modo centralizzato discussioni, concorsi a premi, giochi) potrebbe essere un
modo per concentrare un enorme potere economico, ma forse un giorno anche
politico, in mano a pochi grandi gruppi. Potere basato su forme di
socializzazione che, da valore aggiunto della Rete (nella loro originaria forma
intrinsecamente
democratica
e
fondata
sulla
libera
circolazione
dell'informazione), rischiano di rivelarsi strumenti di controllo sociale indotti
artificialmente. Le comunità virtuali potrebbero così trasformarsi in consessi
frequentati da masse di potenziali consumatori in mano a grandi gruppi
commerciali e a professionisti della comunicazione di massa.
Anche nell'ambito delle comunità virtuali più marcatamente commerciali la
maggior parte delle persone “si incontra” ancora in modo spontaneo: per
passare il tempo, condividere interessi e fare nuovi incontri. La cosa migliore
per quanti vogliano farsi un'idea di questi luoghi comunitari della Rete è
ovviamente la frequentazione diretta.
Sebbene la diffusione della Rete nel nostro paese sia ancora limitata, e i servizi
offerti carenti, negli ultimi anni anche la sezione italiana della Rete ha visto
nascere alcune comunità virtuali con un discreto numero di frequentatori.
207
Acronimo che sta per “Whole Earth 'Lectronic Link”.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
108
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Atlantide, lo spazio virtuale creato e gestito da Telecom Italia208 vanta ormai
decine di migliaia di iscritti e offre una serie di aree tematiche e di appuntamenti
online capaci di offrire spunti di discussione interessanti e in grado di soddisfare
i gusti di tutti gli utenti. È possibile anche creare aree di discussione
personalizzate e, mediante un apposito client di messaggeria istantanea
(denominato 'C6' e scaricabile gratuitamente), sapere in tempo reale quale tra i
“cittadini di Atlantide” è connesso e quindi subito rintracciabile. Digiland209 è la
comunità virtuale sviluppata dal provider Italia On Line (IOL). Offre anch'essa
una serie di aree tematiche di discussione completamente aperte al pubblico e
implementa servizi di forum e chat. Fra le possibilità più interessanti offerte da
Digiland, sulle orme dei colossi americani Geocities e Tripod, c'è la possibilità
offerta agli utenti di ottenere 3 Mbyte di spazio macchina gratuiti per costruire la
propria home page.
Affatto diverso è l'ambiente di Geocities210, una delle comunità virtuali più vaste
della Rete, recentemente acquisita da Yahoo!. Grazie all'assegnazione gratuita
di ben 11 Mbyte di spazio a tutti coloro che intendono realizzare una propria
pagina personale, e grazie ad appositi strumenti dedicati alla creazione online
delle pagine HTML, Geocities è diventata una vera e propria “città di home
page”, divisa in quartieri e isolati. Le migliaia di utenti di Geocities (nel gergo
della città virtuale vengono definiti “homesteaders”, coloni), garantiscono un
impressionante numero di contatti al sito, e permettono a Geocities di vendere a
208
Raggiungibile all'indirizzo: <http://atlantide.tin.it>.
Raggiungibile all'indirizzo: <http://www.digiland.it>.
210
Il cui sito ufficiale è: <http://www.geocities.com>.
209
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
109
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
caro prezzo i propri banner pubblicitari. Al fine di mantenere questo
meccanismo perfetto per la vendita dei contatti, gli utenti, pena la cancellazione,
sono tenuti alla manutenzione delle proprie pagine (un software controlla ogni
quanto tempo vengono effettuati gli aggiornamenti): questo fornisce il doppio
vantaggio di ottenere i contatti degli utenti che aggiornano le pagine e del
pubblico della Rete che trova in Geocities una miniera di informazioni sempre
fresche. Le potenzialità economiche di Geocities, come detto, hanno attirato
l'attenzione dei proprietari di Yahoo!, che, avendo già investito in servizi come
“Yahoo! Games” e “Yahoo! Chat”, ne hanno recentemente rilevato la proprietà.
Terminando questa rassegna, in ambito prettamente tedesco potrebbero essere
segnalate, fra gli innumerevoli esempi, alcune comunità virtuali abbastanza
grandi, anche se non della stessa portata di Geocities. Ad esempio quella che
si forma all’interno della rivista online Der Spiegel, rintracciabile all’indirizzo
<http://www.spiegel.de/>, in cui vi è l’archivio con articoli già pubblicati, con cui
si stabilisce il forum di discussione e l’attività interattiva basata su consigli e
lettere ai lettori.
Un altro esempio, però di entità minore, è offerto da una cerchia di circa 2700
iscritti che si raggruppa attorno al salotto virtuale “Berliner Zimmer”, dalla quale
viene inviata una mensile newsletter, il cui filo conduttore è rappresentato
dall’interesse comune per il dibattito sulla letteratura di Rete e in Rete. Il gruppo
ha l’occasione inoltre di incontrarsi settimanalmente all’interno della chat del
salotto online per stabilire un contatto non solo con i webmaster e ideatori del
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
110
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
progetto berlinesi, ma anche con tutti gli altri homesteaders. Per quanto
riguarda la possibilità di accedere al “Berliner Zimmer”, non vi sono, dunque,
regole specifiche211 all’interazione proposta da questo salotto virtuale tedesco:
occorrono solamente l’iscrizione alla mailinglist del sito stesso e l’interesse
mostrato per la teoria della letteratura digitale.
La traduzione letterale di “Berliner Zimmer” è “stanza berlinese”, anche se
dobbiamo ricordare che in realtà nessuna stanza reale esiste. Ciò introduce un
elemento di novità della CMC rispetto ad altri mezzi di comunicazione è bene
espresso dalla metafora della Rete in quanto luogo. Telefono e posta
tradizionale permettono da tempo di avere contatti frequenti con persone di
tutto il mondo, ma questi contatti avvengono per lo più con persone che si
conoscono già. “In rete, al contrario, è possibile incontrare e conoscere persone
nuove. È possibile frequentare zone particolari della rete, in cui è più probabile
fare incontri che rispondano ai propri interessi del momento”212.
Il senso del luogo è una tematica assai complessa che ha trovato nelle
riflessioni di Paccagnella un valido portavoce attuale, il quale si rifà alla
locuzione di uso quotidiano “navigare in Rete”: il cyberspazio è in prima istanza
uno spazio sociale e cognitivo, anche se generalmente viene inteso come una
simulazione di uno spazio fisico. Infatti
“la navigazione può avvenire attraverso semplici
schermate di testo, procedendo lungo un itinerario
prefissato fino alla destinazione prescelta, oppure
211
212
Ovviamente quelle di netiquette, riguardanti il buon comportamento in Rete.
L. Paccagnella, op. cit., p.51.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
111
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
girovagando a caso. Centrali in questo contesto
sono le possibilità di ‘presenza sociale’ che un
medium può offrire ai suoi utilizzatori”213.
Studi hanno definito il concetto di “presenza sociale” come una qualità del
mezzo di comunicazione. Il senso di presenza che una persona ricava
dall’interazione con le persone attraverso un dato mezzo di comunicazione
“deriva dall’incontro tra alcune caratteristiche del medium, alcune caratteristiche
degli utilizzatori, i modi e le circostanze dell’interazione”214. L’intero linguaggio si
integra con la metafora del cyberspazio215: ci si dà appuntamenti in un dato
punto della Rete, si naviga alla ricerca di musei, supermercati, bar o piazze
online, ci si esprime attraverso verbi come “andare” e “venire”. Tutto ciò non fa
altro che sottolineare la sensazione di essere presenti in un luogo assieme ad
altre persone.
Questo paragrafo si pone a conclusione di un capitolo che ha analizzato in
primo luogo la dimensione creativa del mezzo Internet, attraverso la
sperimentazione online di produzione di testi, rimarcando la frattura epocale
che questo medium porta con sé, intendendo la “rete quale ruolo di produzioneconsumo culturale”216 e sottolineando la necessità di una riformulazione dei
ruoli degli attori classici coinvolti in questo gioco (autore, lettore, editore).
213
Ibid., p. 52.
Ibid., p. 53.
215
Per una lettura filosofica del cyberspazio si legga P. Lévy, L’intelligence collective. Pour une
anthropologie du cyberspace, éditions La Découverte, Paris, 1994 (trad. it., L’intelligenza
collettiva. Per un’antropologia del cyberspazio, Feltrinelli, Milano, 1996).
216
F. Pasquali, “Utopie e topoi: la scrittura creativa in rete”, in I margini della cultura: media e
innovazione, Franco Angeli, Milano, 2001, p. 70.
214
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
112
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Sulla base di tali delucidazioni, il capitolo si è chiuso con una riflessione
riguardante la dimensione sociale di Internet, in particolare analizzando il
fenomeno delle comunità online come luogo di interazione sì, ma anche di
costruzione della persona in Rete. Per concludere, da ciò risulta che “due sono
le costanti che accomunano i siti: una visione comunitaria e libertaria della rete
e una visione espressiva della scrittura”217. Pasquali osserva inoltre che
“scrivere è esprimersi, è comunicare, è rispondere a
una forte esigenza interna che trova nella rete, nella
sua
libertà
e
democraticità,
lo
spazio
di
attualizzazione ideale e strumento principale di
incontro e di condivisione con gli altri”218.
Tali osservazioni offriranno l’opportunità di aprire il terzo capitolo con lo studio
del fenomeno del salotto virtuale, della sua possibile continuazione produttivoconcettuale di quelli della tradizione, e del case study su di esso incentrato.
217
218
Ibid., p. 74.
Ibid., p. 74.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
113
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
CAPITOLO TERZO
Studio del caso www.berlinerzimmer.de
“Wir haben euch gewarnt!
Wir meinen:
Das Berliner Zimmer will
den Tod des Buches!“
<www.zerlinerbimmer.de>
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
114
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
CAPITOLO TERZO
Studio del caso www.berlinerzimmer.de
3.4
La rinascita dei salotti berlinesi: alla ricerca del paradiso perduto?
Riallacciandosi alla problematica denunciata alla fine del primo capitolo,
riguardante il declino del salon tradizionale verso il XX secolo, in questa sede ci
si interroga se oggi, in apertura del XXI secolo, questo fenomeno di costume
possa esistere ancora e, se sì, sotto quali conformazioni e strutture.
La critica attuale sostiene che a ricoprire il ruolo prettamente letterario siano
soprattutto i caffè e le associazioni, in quanto forme di aggregazione sociali
complementari ai salons, la cui disposizione tipica però, con al centro una
dama, attorno alla quale ruotavano i letterati e gli artisti più disparati, sembra
essere scomparsa.
Si è rilevato piuttosto che dalle ceneri del tipico salon letterario siano sorti
modelli di incontri simili ad esso. Lo scopo principale è riassunto dal desiderio di
trovare una via recente e fresca per far rinascere l’antico splendore del salotto e
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
115
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
farne rivivere i momenti di gloria che lo avevano distinto due secoli prima.
Quindi il salotto ha saputo riadattarsi, fino a trasformarsi in un centro letterario di
lettura, con un moderatore a capo, connotandosi dunque di una sfumatura con
una funzione di servizio, atta a non far scomparire del tutto l’antica motivazione
di ritrovo.
Dopo aver vagliato il panorama tedesco, si è giunti a ritenere che una tale
riscoperta di aggregazione sociale berlinese nel XXI secolo prenderebbe forma
attraverso tre tipologie di incontro: una prima tipologia è offerta dai salotti
berlinesi offline di stampo culturale (ovvero non prettamente letterario, come lo
erano nella tradizione, intellettuale in generale, quindi musicale, artistico,
teatrale, mondano, etc). La studiosa principale e portavoce autoriale è Cornelia
Saxe, la cui analisi merita delucidazioni maggiori lungo il paragrafo che seguirà.
Una seconda forma di rivelazione del salon letterario tradizionale ai nostri tempi
è caratterizzata dai centri letterari offline, che talvolta amano riconoscersi come
salotti e che sempre più spesso tengono conto dell’importanza di avere una loro
versione anche online219. Fra gli svariati esempi si vuole citare:
•
Die Reformbühne Heim und Welt - Kaffee Burger
<http://www.kaffeeburger.de>;
•
Kantinelesen - Alte Kantine in der Kulturbrauerei
<http://www.kantinenlesen.de>;
219
Come il caso già descritto nel capitolo precedente circa le riviste o testate giornalistiche
online.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
116
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
•
Der literarische Salon von Britta Gansebohm - Podewil
<http://www.thing.de/gansebohm/>;
•
LiteraturWERKstatt <http://www.literaturwerkstatt.org>;
•
Dr. Seltsams Frühschoppen <http://www.kalkscheune.de>;
•
Literarisches Colloquim Berlin <http://www.lcb.de/home.html>;
•
Literaturforum im Brechthaus <http://www.lfbrecht.de>;
•
Neue Gesellschaft für Literatur
<http://www.goethe.de/it/rom/berlin/7/www.ngl-berlin.de>;
•
Chaussee der Enthusiasten - Keller der "Tagung"
<http://www.enthusiasten.de>;
•
Die Surfpoeten - Mudd Club <http://www.surfpoeten.de>;
•
Liebe Statt Drogen - Keller im "Zosch" <http://www.LSDonline.de>;
•
Mittwochsfazit - Café Schlot <http://www.mittwochsfazit.de>.
Essi hanno una loro collocazione fisico-geografica ben definita, grazie alla quale
persone si incontrano concretamente e allacciano rapporti offline. Pur avendo
una loro sede, si avvalgono del mezzo Internet in un secondo tempo, allo scopo
di sfruttarne i caratteri di immediatezza e di internazionalità.
La spiegazione evidentemente è rappresentata dal fatto che negli ultimi anni è
cresciuta la consapevolezza che un proprio sito web permetta di attuare un
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
117
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
continuo feed back con i membri attraverso forum di discussione e di diffondere
maggiormente le proprie informazioni riguardanti le novità e le attività proposte
attraverso newsletter. Ciò favorisce un più agile raggiungimento di più persone
di diversa nazionalità nel minor tempo possibile.
Infine, come terza forma, vi sono i salotti letterari puramente online,
raggruppamento all’interno del quale spicca l’iniziativa berlinese del già citato
“Berliner Zimmer”, che opera nel panorama letterario tedesco più recente, la cui
scoperta ha dato l’imput essenziale allo sviluppo di quello che è il case study
della tesi che si svilupperà al seguito.
3.4.1 Das gesellige Canapé di Cornelia Saxe
Alla ricerca di quella che sembra essere la “renaissance” dei salotti
berlinesi nel corso del XXI secolo, va Cornelia Saxe, la quale oggi, più di
chiunque altro, conosce la ridestatasi “Berliner Salon-Kultur”220.
“In den neunziger Jahren dieses Jahrhunderts sind
die Salonièren wieder auferstanden, die Salonkultur
blüht
erneut
in
Berlin:
ob
als
literarischer,
kulinarischer oder akademischer Salon, ob als
220
[“la nuova cultura salottiera berlinese”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
118
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
‘Atelier-Salon’,
‘Damensalon’,
oder
‘Salon
in
Beton’.“221
Con il suo volume, Das gesellige Canapé. Die Renaissance der Berliner
Salons, Saxe dipinge il ritratto delle Salonnières più importanti e dei ridotti
riscontri di questo ruolo a livello maschile. Tenta una ricostruzione
dell’incredibile risveglio della cultura salottiera in Berlino, basato perlopiù su
numerosi richiami alla grande tradizione dei salons ebraici. Racconta in modo
umoristico e informativo delle esperienze in una società a metà fra sfera
pubblica e privata. Dà inoltre utili consigli su dove bisogna andare, chi
incontrare, come si può essere invitati, cosa ci si deve aspettare dai salotti
berlinesi: le appendici “Der kleine Salonführer”222 (rivolto a tutti) e “Brevier für
den gelungenen Salon”223 (rivolto in particolare alle Salonnières e ai saloniers)
servono rispettivamente a fornire indirizzi utili per la collocazione dei vari salons
e a dare indicazioni su come dovrebbe essere regolato il salotto stesso.
La motivazione di un tale rinnovamento è da ricercare, secondo l’autrice, nei
cambiamenti politici e sociali degli ultimi decenni del XX secolo, durante i quali
si è rilevato un notevole “Wunsch nach Begegnungen im kleinen Kreis”224. La
Berlino unita costituisce la capitale d’Europa più interessante perché attira a sé
221
C. Saxe, Das gesellige Canapé: die Renaissance des Berliner Salons, Quadriga Verlag,
Berlin, 1999, p. 10, [“negli anni Novanta di questo secolo le Salonnière sono risuscitate, la
cultura salottiera fiorisce rinnovata a Berlino: sia che si tratti di salotto letterario, culinario o
accademico, sia di “salotto-atelier”, “salotto per signore”, “salotto in cemento”.”]. Qui e altrove,
senza alcuna ulteriore segnalazione, le traduzioni si intendono eseguite da chi scrive.
222
[“La piccola guida salottiera”].
223
[“Breviario per il salotto riuscito”].
224
Ibid, p. 10, [“desiderio di incontri in piccole cerchie”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
119
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
un numero in costante aumento di scrittori, artisti, scienziati, giornalisti,
universitari e persone in generale interessate alla cultura.
“Diese Stadt ist süchtig nach den zertrümmerten gesellschaftlichen Formen und
ihren Surrogaten“225. Saxe sostiene che nella città di Berlino si riscontra un
bisogno pressoché vitale per uomini che si conoscono e che confidano l’uno
nell’altro di incontrarsi ogni volta, e per altri con idee e opinioni affini di
conoscersi. Ad una manifestazione sobria, ordinaria e insulsa, si preferisce una
cerchia di conversazione a metà tra il privato e il pubblico, presso la quale “sich
künstlerischer Vortrag, Geselligkeit und Meinungsaustausch ergänzen”226. Ecco
perché il salon, inteso come “regelmäßigen Empfagsabend für einen literarisch
und künstlerisch interessierten Kreis”227, sembra essere la modalità di incontro
più azzeccata.
In una recensione online condotta su Der Spiegel a proposito del volume di
Saxe ci si chiede: “warum immer mehr junge Neu-Berliner gern auf alten Sofas
lümmeln?”228, parlando ironicamente di neonate “literarische Klüngeln”, ovvero
di “cricche” o “combriccole” e utilizzando il verbo “lümmeln”, ovvero
“stravaccarsi”.
Dunque, questo ritorno al passato non deve essere la copia esatta dei salotti
della tradizione, anzi deve mettersi in discussione, anche umoristicamente;
225
Ibid. p. 11, [“Questa città è sempre avida di forme di società frantumate e dei suoi surrogati”].
Ibid, p. 10, [“si integrano esecuzioni artistiche, sociabilità e scambio di opinione”].
227
Ibid, p. 10, [“abituale serata di ricevimento per una cerchia di letterati o artisti interessati”].
228
Aa. Vv., Größenwahn im Poesiealbum, in Der Spiegel, Der Spiegelreporter (1/2000),
Rezension über Das gesellige Canapé. Die Renaissance der Berliner Salons, von Cornelia
Saxe,
in
<http://www.amazon.de/exec/obidos/tg/stores/detail/-/books/3886793311/spiegelreviews/ref=ed_tr_dp_2/302-5262007-3594439>, [“perché sempre più nuovi giovani berlinesi
volentieri si stravaccano su vecchi sofà?“].
226
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
120
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
deve essere rinnovata l’idea stessa di salon “als die Sehnsucht nach etwas
Kostbarem, das verloren gegangen, in der kollektiven Erinnerung aber
irgendwie lebendig geblieben ist, (…) als Modell für etwas Neues”229.
Oggi il concetto di salotto è investito di idee, contenuti e intenti, da iniziatrici e
iniziatori230 tutti differenti tra loro. In contrapposizione ai salotti dei secoli scorsi,
una rappresentazione - generalmente uno spettacolo, un’esecuzione, una
lettura, una conferenza, una messa in scena artistica - forma il già citato
“Kristallisationspunkt”, nonché punto focale della vita salottiera, mentre prima
era rappresentato dalla Salonnière231. Perciò la maggior parte di queste forme
di socievolezza corrispondono piuttosto a una figurazione culturale “mit
dekorativem Ambiente”, in altre parole “con un ambiente decorativo” che cerca
di ottenere pubblico col regresso alla vecchia designazione di salon.
Saxe stila un elenco dei salotti berlinesi attuali e ne descrive i vari stili,
classificandoli nel seguente modo: vi sono i salotti culinari (“Alains Salon” in
Charlottenburg, “Pasta Opera” in Hackeschen Höfen), quelli accademici (“ATW”
il salotto per le scienze teatrali in Charlottenburg, “Miris Salon” al Tiergarten),
quelli artistici (“Bel Etage” in Pankow, “Salon-Kette” di Gisela Kurkhaus-Müller
che si divide ulteriormente in “Atelier-Salon” in Grünau e in “Salon in Beton” in
Marzahn), quelli dedicati alle arti conversazionali (“Berliner Salon” nel
Renaissance Theater, “Tango Salon” nel salone rosso del Volksbühne,
229
C. Saxe, op. cit., pp. 11-12, [“come nostalgia di qualcosa di prezioso, che è andato perso ma
in qualche modo ancora vivente (…) come modello di qualcosa di nuovo”].
230
Da studenti, da professori, da artisti, da casalinghe fino a iniziative e aziende autonome.
231
P. Wilhelmy-Dollinger, op. cit., p.38, “Ein Salon kristallisiert sich um eine Frau. Er ist die
„Hofhaltung“ einer Dame“, [“Un salone si cristallizza attorno ad una donna. Rappresenta
l’attitudine cortigiana di una signora”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
121
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
“Salonabend” nel salone verde del Volksbühne), quelli politici (“BerlinBrandeburg
2000”,
“Queer-Salon”),
quelli
dedicati
alle
sole
donne
(“Damensalon” con la “Sexpertin” in Kreuzberg, “Künstlerinnen-Salon” di Anita
Meier al Tiergarten, “Mosaik” il salotto femminista), quelli caratterizzati da
“Begegnungen
am
anderen
Ufer”232,
di
connotazione
prettamente
“lesbisch/Schwule”233 (“Salon Oriental” in Kreuzberg SO, “Ahoi-Salon” di
Mahilde Lein in Prenzlauer Berg) e infine quelli per i gentlemen (“UnternehmerSalon” di Uwe Fenner in Schöneberg, “Teegesellschaft” di Nicolaus Sombart in
Charlottenburg).
Vi sono ovviamente anche i salotti di stampo letterario, come ad esempio
“Juliettes Literatursalon” in Scheunenviertel, “Bei Blanche” in Lichtenberg, “Die
literarischen Abend bei Carolin Fischer” in Schöneberg, “Ost-westliche Diwan”
in Pankow - Steglitz e “Rubiret Velvet – Tindys Literarischer Salon” nella
fabbrica del cioccolato in Kreuzberg.
Questi sono tutti esempi di iniziative molto valide e consolidate nel tempo, ma si
deve ammettere che “keinem Salon in Berlin haben die Medien bislang solche
Aumerksamkeit geschenkt wie dem Literarischen Salon Britta Gansebohm“234.
Questo salotto è stato più volte oggetto di critiche positive da parte di numerosi
resoconti radiofonici e televisivi; anche all’interno della rubrica Literaturfuehrer
Berlin del progetto online “Berliner Zimmer” vi è una recensione positiva che
dice che “Britta Gansebohm aber ist es gelungen, eine alte Berliner Tradition
232
[“incontri sull’altra sponda”].
[“lesbo/omosessuali”].
234
C. Saxe, op. cit., p. 22, [“a nessun altro salotto in Berlino i media hanno concesso una tale
attenzione e così a lungo, ad eccezione del salotto letterario di Britta Gansebohm”].
233
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
122
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
wieder zum Leben zu erwecken”235 e il suo salon risulta essere “ein
angemessener Rahmen für den Literarischen Salon unserer Tage. Er hält die
Neugier an Ideen und literarischer Kreativität lebendig. Autoren wurden hier
vorgestellt und entdeckt“236. Viene elogiato e festeggiato come “Treffpunkt von
Autoren”237 e come prototipo del nuovo salotto letterario da parte di svariate
riviste come “Tagesspiegel”, “Die Zeit”, “”Brigitte”, “GEO Berlin spezial”,
“Berliner Kurier”, per la sua capacità di calamitare la visita di habitués e di offrire
l’opportunità di star seduti tra il pubblico del calibro di letterati sempre in vista,
come Judith Hermann o Marcel Reich-Ranicki e il suo “Literarischer Quartett”, e
poi ancora personaggi come Dagmar Meschede (cantante lirica), Christian
Jäger (germanista), Claudius Hagemeister (autodefinito “Slampoet”), Tanja
Langer (autrice di prosa), Anna von Selbst (soprano).
Inoltre è stata premiata anche la stessa Salon-Initiatorin per aver saputo
rinnovare l’ambiente (le stanze vengono sempre decorate prima della lettura,
l’ingresso regolato, i microfoni installati, le domande degli intervistatori
soddisfatte, suonata una musica suggestiva a seconda del contesto e infine la
trasmissione
viene
trasmessa
in
Internet
all’indirizzo
<http://www.thing.de/gansebohm>, che si presenta così:
235
[“Britta Gansebohm è riuscita a risvegliare una vecchia tradizione berlinese”].
[“un ambito adeguato per il salotto letterario ai nostri giorni. Esso mantiene viva la curiosità
con idee e creatività letteraria”].
237
Ibid., p. 22, [“punto d’incontro di autori”].
236
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
123
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Ovviamente la Salonnière ha saputo rinnovare anche se stessa nel tempo, a tal
proposito si legge infatti:
“Der Gansebohmsche Zirkel hat sich seit seinen
Anfängen entscheidend verändert, denn aus der
einstigen
Gastgeberin
Kulturmanagerin
ist
geworden,
längst
die
mit
eine
dem
reibungslosen Ablauf des Abends so beschäftig
ist, dass sie kaum noch Zeit hat, die Gäste
zusammenzuführen“.238
238
Ibid., p. 23, [“Il circolo della Gansenbohm si è decisamente evoluto dal suo inizio, poiché la
padrona di casa di una volta è diventata da gran tempo una manager culturale, che è talmente
occupata a far scorrere la serata senza attriti, che ha appena il tempo di riunire gli invitati”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
124
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Conducendo a termine questa breve rassegna e tornando all’argomento che si
sta trattando, nonostante la gran varietà di forme e di intenti perseguiti, il salotto
era e è tuttora sinonimo anche di “Gefühl eines Ungenügens”, un sentimento
dell’insufficiente che si rispecchia nello splendore del termine salon stesso:
proviene da una mancanza, segnala un vuoto sociale e comunicativo.
Un tempo erano esclusivamente le Salonnières che colmavano un tale vacuum
e dominavano le società di conversazione: in un mondo governato dagli uomini,
loro scelsero di trovare spazi alternativi, in modo da renderli accessibili al
pubblico. “Der Salon war eine der wenigen Möglichkeiten für gebildete Frauen,
Aufmerksamkeit und intellektuelle Anerkennung zu erlangen”239. Anche oggi
esiste la rappresentazione della donna che ricalca la sensibilità dei ruoli
conformi alla tradizione, che la vuole come iniziatrice di un salotto, perché solo
lei è in grado di riunire in maniera feconda ospiti che competono tra loro a suo
piacimento. Però la differenza sta nel fatto che i salotti attuali possono essere
diretti non solo esclusivamente da donne, ma anche da uomini o addirittura da
gruppi di persone interessate.
La giovane “Salonkultur”, che si è sviluppata negli ultimi anni, è un fenomeno
vivo e precario, nel senso che cambia volto molto rapidamente e scaturisce da
elementi diversi. Il carattere da manifestazione insito in essa conferma che i
salotti sono rinati e esistono di nuovo, pur con qualche differenza. L’unica
problematica ancora aperta riguarda il fatto se i salotti contemporanei siano
solo un fantasma da inseguire o se abbiano una loro esistenza dignitosa e
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
125
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
autonoma,
anche
con
il
giusto
parallelo
nei
confronti
del
passato.
L’osservazione della Saxe si chiede tutto questo, valutando quanto temporanea
e instabile possa essere la nuova realtà del salotto berlinese o quanto esso sia
solo un piano di proiezione debole del passato. La tesi dell’autrice sostiene che
queste stime sul salotto come elemento passeggero e effimero possano servire
a tratteggiare un quadro stesso della capitale alla fine del XX secolo, nell’ordine
dell’instabilità, dell’incertezza e della provvisorietà.
3.5
Il salotto online come “Salon der Zukunft”
Sulla base della questione irrisolta circa la discrasia fra transitorietà o
effettivo status dei nuovi salotti berlinesi, ci si chiede se un salotto online possa
svolgere le stesse funzioni di uno offline, quando esso risulta essere solo una
mera imitazione della tradizione.
Per salotto offline si intende la vita salottiera condotta fuori dalla Rete. L’intento
è quello di evitare il più possibile il binomio di aggettivi “reale/virtuale” perché
denso di significati ambigui. Pur nel rispetto di tale premessa, si deve
ammettere che in questo paragrafo i suddetti termini potranno essere riscontrati
poiché usati dall’autore preso in considerazione, Roberto Simanowski, il quale
propone uno studio sul concetto di comunità virtuale, definendola sin all’inizio
“Salon der Zukunft”, cioè “salotto del futuro”. Questa analisi trova giusta
239
Ibid., p. 14, [“Il salotto era una delle poche possibilità per una donna colta di ottenere
attenzione e riconoscimento intellettuale”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
126
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
collocazione al termine della conferenza che ha per titolo “Der literarische Salon
als Dreischeibe informeller internationaler Beziehungen und Kontakte”, svoltasi
il 1-5 settembre 1997 a Tbilissi in Georgia.
Lungo la sua trattazione elenca le possibili differenze tra le due modalità di
salotto, online/offline. Inizia affermando che la definizione stessa del salotto
tradizionale non permetterebbe una possibile variante o un surrogato online,
poiché “jeder Versuch eines Vergleichs scheitert bereits an der Präsenz oder
Absenz der Salondame”240. E quand’anche qualcuno si presentasse nel salotto
online nelle vesti di una Salonnière o di un Salonier, mancherebbero tutta una
nuova serie di elementi giudicati necessari:
“so fehlt diesem doch der körperliche Raum des
Salons
mit
seinem
nicht
unwesentlichen
Ambiente, es fehlt die Sichtbarkeit der Salongäste,
es fehlt das Klavier, ganz zu schweigen von Tee,
der im virtuellen Salon nicht getrunken wird”241.
Ciò nonostante Simanowski riconosce che il concetto di “virtueller Salon” non
deve essere limitato all’appoggio sui classici salotti letterari. Esso ha un suo
valore euristico e diventa a tutti gli effetti oggetto di approfondimento se lo si
240
R. Simanowski, „Die virtuelle Gemeinschaft als Salon der Zukunft“ in Simanowski, Roberto Turk, Horst - Schmidt, Thomas (eds), Europa - ein Salon? Beiträge zur Internationalität des
literarischen Salons, Wallstein Verlag, Göttingen, 1999, p. 345, [„qualsiasi tentativo di un
confronto naufraga già sulla presenza o assenza della padrona di casa“].
241
Ibid., p. 345, [“così a questo manca lo spazio fisico del salotto col suo ambiente non di poca
importanza, manca il pianoforte, manca la visibilità degli ospiti, il tutto tacendo di fronte al tè,
che nel salotto virtuale non viene bevuto”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
127
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
considera come forma di società, un valore dunque atto a favorire la scoperta di
nuovi risultati nella ricerca filosofico-scientifica.
Il salotto online sulla soglia del XXI secolo è espressione di un nuovo
paradigma in quanto tipologia di unione informale e senza struttura rigida, a
differenza del salotto offline classico che rappresentava invece una variante di
un pubblico istituzionalizzato, con una struttura corporativa e organizzata in un
luogo e in un tempo generalmente stabiliti, con gli stessi membri242.
Simanowski continua attestando un’ulteriore differenza, basata sul fatto che
“(die)
Salon-Geselligkeit
nicht
auf
verbale
Interaktion reduziert ist, sondern auch äußere
Erscheinung und Körpersprache eine wesentliche,
urteilsbildende Rolle spielen. Mit Blick auf die
digital
vermittelte
Banalität
jedoch
Geselligkeit
an
gewinnt
Bedeutung
durch
diese
ihre
Falsifikation (...) denn in der virtuellen Realität gibt
es
keine
nonverbale
Voraussetzung
der
Kommunikation”243.
Questa tematica era già stata affrontata nel secondo capitolo: si riallaccia a la
presenza/assenza di una persona in Rete, al fatto che si è e si viene giudicati
solo per cosa si digita sulla tastiera, non certo per come si è vestiti, come ci si
242
Ibid., p. 345-346.
243
Ibid., p.348, [“sociabilità salottiera non si riduce alla sola interazione verbale, ma anche
apparizioni esterne e linguaggio del corpo giocano un ruolo essenziale e formatore di giudizio.
Con uno sguardo alla sociabilità mediata dal digitale, questa banalità guadagna significato
attraverso la stessa falsificazione (…)poiché nella realtà virtuale non ci sono premesse non
verbali della comunicazione”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
128
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
muove o come si è fisicamente. In questo caso vi è un superamento netto degli
stereotipi classici basati sull’esteriorizzazione di un elemento.
Il superamento dei limiti fisici permette anche l’accesso a queste “realtà virtuali”
da parte di persone lontane che non hanno i mezzi materiali e la disponibilità
cronologica per assistere e partecipare ad una serata all’interno di un gruppo
letterario. L’argomento in questione verrà riaffrontato parlando della chat del
“Berliner Zimmer”.
Un’altra differenza sta nel fatto che, al posto della Salonnière, ora vi è un
“chanop”, che sta per “channel operator”, ovvero operatore che crea il canale di
comunicazione, lo segue e lo regola in quanto moderatore. Questa figura del
tutto innovativa porta con sé anche la caratteristica dell’estrema fragilità insita
nel salotto virtuale, poiché qui non vi sono i meccanismi di controllo che
generalmente venivano attuati un tempo sulla scelta quantitativa, ma soprattutto
qualitativa nei confronti degli invitati e degli habitués. L’apertura completa e la
mancanza di barriere porta con sé un enorme potenziale positivo. Bisogna
ricordare che queste valutazioni di Simanowski si basano sull’analisi delle
comunità virtuali di Howard Rheingold244, grazie alle quali l’autore conclude il
suo studio qui presentato con questa idea:
244
In particolare si raccomanda la lettura dei due volumi dell’autore circa la tematica virtuale: H.
Rheingold, The Virtual Community: Finding Connection in a Computerized World, Secker &
Warburg, London, 1994 (trad. it., Comunità virtuali. Parlare, incontrarsi, vivere nel cyberspazio,
Sperlin & Kupfer, Milano, 1994); H. Rheingold, Virtual Reality, Touchstone Books, New York,
1992 (trad. it., La realtà virtuale, Baskerwille, Bologna, 1993). A proposito della stessa tematica
si consiglia inoltre: B. Wolley, Virtual Worlds, Blackwell Publishers, 1992 (trad. it., Mondi virtuali,
Bollati Boringhieri, Torino, 1993); M. C. Belloni – M. Rampazi, Luoghi e Reti: tempo, spazio,
lavoro nell‘era telematica, Rubettino, Soveria Mannelli, 1996; S. Ortmann, “Gesellschaft im
Internet“, in <http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/ortmannnetzgesellschaft.pdf>; B. Suter,
"Ein
neues
Literaturmilieu:
zwischen
Transfugalität
und
Event-ualität“,
in
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
129
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
“Der virtuelle Salon sollte als aktuelle und
künftige Form der Geselligkeit ernst genommen
werden
und
bereits
jetzt
verstärkt
unser
wissenschaftliches Interesse erhalten – (als) eine
Vorbereitung auf das 21. Jahrhundert.“245
Quindi, avendo preso in considerazione somiglianze e differenze, lati positivi e
negativi, all’interno di un confronto tra salotti offline e quelli online, bisogna
affermare che anche se talvolta il salotto online presenta mancanze rispetto alla
stabilità della tradizione, occorre ritenerlo un fenomeno in espansione e come
forma di comunicazione del nostro secolo in relazione al panorama letterario
tedesco: ovviamente per questa forma tutta innovativa è necessaria una
prospettiva critica da germanista o da sociologo, non da semplici appassionati a
Internet o da “Cyber-Freak”246.
3.6
Il case study
L’attuale scena letteraria tedesca, in particolar modo berlinese, è
costellata da esempi di progetti in Rete che si definiscono primariamente salotti
<http://www.netzliteratur.net/suter/kassel.htm> o in <http://www.dichtung-digital.de/ForumKassel-Okt-00/Suter/index.htm>.
245
Ibid., p. 367, [“Il salotto virtuale doveva essere seriamente preso some una attuale e futura
forma di sociabilità e già mantenere rafforzato il nostro interesse scientifico (…) come una
preparazione per il XXI secolo”].
246
Ibid., p. 346.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
130
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
letterari online progetti il cui filo conduttore tratta del potenziale estetico offerto
dalla letteratura digitale. Il tentativo di stilare una completa tassonomia risulta
assurdo in partenza e, in quanto incompleto, non restituirebbe dignità
all’eterogeneità di un panorama molto esteso nel suo insieme. L’elenco che
segue cita solo alcuni e serve a sottolineare quanto l’attività più recente dei
cosiddetti
“Surf-Schrifsteller”
o
“Surf-Poeten“247
si
avvalga
spesso
esclusivamente del mezzo Internet:
•
Zitty <http://www.zitty.de/>;
•
Berlin.de <http://www.berlin.de/>;
•
Berliner LeseZeichen <http://www.berliner-lesezeichen.de/>;
•
Salbader <http://www.salbader.prenzl.net/>;
•
Webfehler <http://www.f1.parsimony.net/forum453/index.htm>;
•
Bov liest <http://www.bjerg.de/start.htm>;
•
Übersicht
über
die
wichtigsten
Termine
und
Lesungen
in
Berlin
<http://www.prenzl.net/mailman/listinfo/kabelsalbader/>;
•
42er Autoren <http://www.42erAutoren.de>;
•
Perlentaucher.de <http://www.perlentaucher.de/>.
Tra questi esempi si è voluto prendere in esame il salotto berlinese virtuale
“Berliner Zimmer” allo scopo di verificare le teorie fin qui esposte e analizzare
247
[“scrittori in rete” o “poeti in rete”].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
131
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
direttamente le differenze teoriche che gli studi hanno trovato tra la forma di
salon letterario online e quella offline.
Nasce, dunque, il case study attorno questo salotto in Rete: si è voluto
monitorare da un anno le diverse componenti di questo sito web, sottolineando i
cambiamenti, analizzando le iniziative proposte, criticando l’effettiva usabilità248
e allacciando rapporti249 con l’ideatrice - ma anche autrice, webmaster,
giornalista e redattrice - del progetto, Sabrina Ortmann. Lo studio qui condotto
autorizza il collegamento concettuale alla già delineata panoramica socioculturale dei salotti letterari della tradizione all’interno del primo capitolo.
Alla luce di quanto appena descritto e di un secondo capitolo che ha trattato di
letteratura online e delle prime forme di sperimentazione in Rete, in particolare
in ambito tedesco, si è scelto di presentare la forma più recente e innovativa di
salon, che si inserisce nel quadro della rinascita dei salotti berlinesi. Questa è la
tipologia in assoluto più singolare perché operante interamente in Rete,
attraverso un proprio sito web, senza ovviamente una sede di riferimento
necessaria, sfruttando solo le caratteristiche di un ambiente online, quindi
immaginato, costruito.
La traduzione letterale di “Berliner Zimmer” è “stanza berlinese”, anche se si
deve ricordare che in realtà nessuna stanza reale esiste. Ciò ricorda un
elemento di novità della CMC, rispetto ad altri mezzi di comunicazione, che è
bene espresso dalla metafora della Rete in quanto luogo. Telefono e posta
248
Si rimanda la spiegazione di questo termine ai prossimi paragrafi.
Il tutto viene documentato attraverso due interviste fatta a Sabrina Ortmann, proposte
all’interno dell’appendice C.
249
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
132
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
tradizionale permettono da tempo di avere contatti frequenti con persone di
tutto il mondo, ma questi contatti avvengono per lo più con persone che si
conoscono già. “In rete, al contrario, è possibile incontrare e conoscere persone
nuove. È possibile frequentare zone particolari della rete, in cui è più probabile
fare incontri che rispondano ai propri interessi del momento”250.
Il senso del luogo è una tematica assai complessa che ha trovato nelle
riflessioni di Paccagnella un valido portavoce attuale, il quale si rifà alla
locuzione di uso quotidiano “navigare in Rete”: il cyberspazio è in prima istanza
uno spazio sociale e cognitivo, anche se generalmente viene inteso come una
simulazione di uno spazio fisico. Infatti
“la navigazione può avvenire attraverso semplici
schermate di testo, procedendo lungo un itinerario
prefissato fino alla destinazione prescelta, oppure
girovagando a caso. Centrali in questo contesto
sono le possibilità di ‘presenza sociale’ che un
medium può offrire ai suoi utilizzatori”251.
Studi hanno definito il concetto di “presenza sociale” come una qualità del
mezzo di comunicazione. Il senso di presenza che una persona ricava
dall’interazione con le persone attraverso un dato mezzo di comunicazione
“deriva dall’incontro tra alcune caratteristiche del medium, alcune caratteristiche
degli utilizzatori, i modi e le circostanze dell’interazione”252. L’intero linguaggio si
250
L. Paccagnella, op. cit., p.51.
Ibid., p. 52.
252
Ibid., p. 53.
251
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
133
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
integra con la metafora del cyberspazio: ci si dà appuntamenti in un dato punto
della Rete, si naviga alla ricerca di musei, supermercati, bar o piazze online, ci
si esprime attraverso verbi come “andare” e “venire”. Tutto ciò non fa altro che
sottolineare e aumentare la sensazione di essere presenti in un luogo assieme
ad altre persone, anche se effettivamente si è in tutt’altro luogo.
3.7
www.berlinerzimmer.de
Nel XVIII e XIX secolo i salotti letterari offrirono per i letterati, giornalisti,
scienziati e artisti un punto di incontro sociale, di scambio culturale, di lettura
degli ultimi libri. Questo è ciò che si legge nella breve presentazione inserita
nella home page ufficiale del “Berliner Zimmer”, iniziativa che si definisce come
“der Salon im Netz seit 1998”, ovvero “il salotto online dal 1998”. Si sostiene
che lo scopo principale del progetto sia quello di svolgere una funzione simile
alla tradizione, tanto da diventare un salotto letterario online.
L’home page è importante perché è il primo contatto col resto del mondo,
svolgendo la funzione di biglietto da visita, visto che è il punto in cui il sito si
esteriorizza; qui si trovano informazioni a proposito della letteratura in lingua
tedesca in Internet con una lista commentata di link, con testi teoreticogiornalistici scaricabili e con la newsletter mensile inviata a tutti gli iscritti, allo
scopo di formare nuovi contatti o semplicemente per esibire il proprio sito.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
134
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Nel “Berliner Zimmer” possono incontrarsi artisti berlinesi sconosciuti e
presentare i propri lavori, come nel caso delle fotografie di Pablo Reese von
Lichtenberg. L’idea di base di questo progetto è proprio l’intenzione di fare di
questa home page indipendente un punto di incontro e di orientamento nella
molteplicità di offerte letterarie in Internet.
L’iniziativa è pubblica perché aperta a tutti, però è privata. Questo significa che
è interamente sostenuta dai due ideatori, Sabrina Ortmann e il suo compagno
di vita Enno E. Peter. Ciò comporta un grande onere finanziario, come afferma
la stessa Ortmann all’interno della prima intervista che si trova nell’appendice
C:
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
135
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
„Ja, das Berliner Zimmer ist ein privates Projekt,
keine Firma, wir haben beide ‘ordentliche’ Berufe, mit
denen
wir
unseren
Lebensunterhalt
verdienen.
Natürlich verursacht ein so großes Projekt aber auch
einiges an Kosten. Wir haben einen recht teuren
Provider, da wir ja eine Menge Speicherplatz
brauchen und viel Traffic haben. Dazu kommen recht
hohe Telefonkosten.“253
L’iniziativa è supportata dall’amichevole e gratuito aiuto di persone che fanno
donazioni e di conoscenti, dalla collaborazione da parte della rivista di
letteratura Macondo con le sue recensioni e Jan Ulrich Hasecke con i suoi testi
satirici, e infine dal finanziamento di partner ufficiali, come Amazon,
Bertelsmann und C.H. Beck. “Berliner Zimmer” non è un progetto commerciale,
per questo motivo è sempre alla ricerca di nuovi sostentamenti da parte di
webpartner e sponsor. Questa iniziativa, basata sulla gratuità, non ha dunque
un valore economico, però ha una merce di riscontro, di riconoscimento sociale
e è ciò che le dà prestigio.
In chiusura di questa introduzione si intende mostrare un nuovo volto di questo
salotto online, soprattutto satirico ed è <www.zerlinerbimmer.de>: è evidente il
gioco di parole, peraltro assurdo perché privo di significato, basato sul semplice
scambio delle due iniziali /b/ e /z/ di “Berliner Zimmer” in “Zerliner Bimmer”. Il
253
Cfr. Appendice C, Erstes Gespräch, [“Berliner Zimmer” è un progetto privato, non una
azienda, entrambi svolgiamo attività “strutturate”, conlei quali guadagniamo il nostro
sostentamento. Naturalmente un progetto di tali dimensioni ci procura qualche problema in
termini di costi. Abbiamo un provider alquanto costoso, poiché necessitiamo di un grande
spazio di memoria e abbiamo un grande traffico. Costi telefoniciveramente alti.”]
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
136
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
risultato è un'unica pagina web fine a se stessa, senza link esterni né esterni,
quasi come un cartellone pubblicitario:
Da subito si capisce che viene preso in giro il progetto dei due giovani berlinesi:
il gioco si basa sulla presentazione ironica di entrambi attraverso fotografie
deturpate sugli occhi con dei tratti neri e attraverso slogan e testi provocatori. Il
logo viene riproposto con le fattezze tecniche simili, solo un po’ più ingrandito,
sopra i quale impera l’avvertimento: “Vi abbiamo avvertiti!”.
Altri esempi di frasi di sfida sarcastica sotto la forma di slogan sono:
“Comprende finalmente la verità!”, il cui soggetto è evidentemente lo stesso
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
137
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
“Zerliner Bimmer”, in contrapposizione all’alter ego negativo, di cui si dice “Noi
crediamo: il Berliner Zimmer vuole la morte del libro!”254.
Lungo tutta la pagina web ricorrono diverse imputazioni, ad esempio: “Il
cosiddetto Berliner Zimmer si camuffa sotto le spoglie di salotto letterario”,
“Perché Berlino? Perché camera? Perfidi camuffamenti (“casalingo” “privato”) di
una
perfetta
organizzazione
globale
(prima
Berlino
e
poi
a
livello
internazionale)”, “Perché i fautori si impegnano, senza guadagnare nulla? Loro
vogliono di più! Ma cosa? Prima prendono il tuo testo e poi?”.
A questo punto è d’obbligo una spiegazione:
“Es gab immer mal wieder ein paar paranoide
Menschen im Internet, die uns die obskursten Dinge
unterstellt haben. Das hat uns auf die Idee gebracht,
für all diejenigen eine Anti-Berlinerzimmer-Seite ins
Netz zu stellen, als eigen-Satire sozusagen.“255
Dunque l’idea di questo portale contro il “Berliner Zimmer” è nata proprio dagli
ideatori stessi del salotto online, in risposta a quanti inviavano mail
provocatorie e critiche verso l’operato dei due webmaster. Ortmann replica a
tali mail con l’invito a iscriversi al più presto e diventare membri
dell’associazione “Zerliner Bimmer”.
254
Sullo stesso tema si legga: H. Idensen, “Das Buch ist tot - es lebe das Hyperbuch!“, in
<http://www.heise.de/tp/deutsch/html/result.xhtml?url=/tp/deutsch/inhalt/sa/3462/1.htmlwords=H
yperbuch>.
255
Cfr. Appendice C, Erstes Gespräch, [„Ci sono sempre in Internet un paio di persone
paranoiche, che ci hanno imputato le cose più imperscrutabili. Ciò ci ha fornito l’idea di
immettere in Rete un sito anti-BerlinerZimmer, come per così dire un’auto satira del nostro
nome.]
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
138
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
3.7.1 Sabrina Ortmann, Salonnière berlinese del XXI secolo
Quanto segue tratta una breve, ma doverosa descrizione per raccontare
chi è l’ideatrice di questo progetto online e cosa fa in realtà nella vita, visto e
considerato che il salotto online non ha introiti.
Sabrina Ortmann lavora come PR in un’agenzia di comunicazioni a Berlino dal
2002. Dal 1994 a fine 2001 ha lavorato come giornalista free lance per giornali,
riviste e progetti online. Durante il suo studio alla Freie Universität di Berlino ha
collaborato fornendo rapporti a articoli per molteplici redazioni, tra cui anche in
quella dell’organizzazione internazionale Greenpeace e del giornale online
ZDF. Ha lavorato inoltre per due anni presso la eCOMM Berlin-Brandenburg.
Accanto al lavoro redazionale e giornalistico, ha pubblicato contributi scientifici
per l’università e in particolare la rielaborazione della sua Magisterarbeit256,
Netz Literatur Projekt257. Infine in quanto referente sul tema “Literatur im Netz” è
rappresentante del suo salotto online presso la Neue Gesellschaft für Literatur
di Berlino, la Transmediale 2001, presso diverse università per seminari e circoli
poetici.
256
[“tesi di laurea” ].
S. Ortmann, Netz, Literatur, Projekt: Entwicklung einer neuen Literaturform von 1960 bis
heute, Berlinerzimmer.de Verlag, Berlin, 2001.
257
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
139
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Sin dal 1998 è l’ideatrice e iniziatrice del salon “Berliner Zimmer”, quindi a tutti
gli effetti Salonnière del XXI secolo, ovviamente con alcune differenze rispetto
alle Salondamen della tradizione; oggi è diventata immagine di una donna che
ha trasformato il suo essere padrona di casa a giornalista e donna in carriera.
3.7.2 Analisi dei contenuti del portale
“Berliner Zimmer” forma una comunità online. Raggruppa più di 2700
abbonati interessati al tema, tutti collegati tra loro tramite progetti interattivi,
mailinglist e chat.
Si tratta di un sito molto vasto, strutturato come un portale vastissimo che
contiene più di 2000 pagine html. Accanto alla testata a sinistra il sito propone
di iscriversi alla Newsletter, mentre a destra vi sono quattro link che offrono il
collegamento diretto al forum di discussione online (servizio di chat) che si apre
ogni lunedì sera, un motore di ricerca interno che predilige quindi termini
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
140
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
inerenti alla letteratura digitale, i contatti con gli autori e infine una sorta di
archivio di stampa che raccoglie opinioni o recensioni fornite da articoli di
giornale o da altri siti dal 1998 al 2001.
I contenuti sono inseriti essenzialmente in cinque rubriche rintracciabili nella
home page, che trovano collocazione tramite link in alto sotto la testata e che
sono:
1.
“Literatur im Netz“ (“letteratura in Rete”)
2.
“Interaktiv“ (“interattivo”)
3.
“Erosa“ (la rubrica di letteratura erotica)
4.
“Tage-bau“ (il progetto di scrittura creativa e collaborativa)
5.
“Berliner Künstler“ (“artisti berlinesi“)
Nella prima rubrica, “Literatur im Netz“, vengono illustrati i progetti, il forum, gli
autori, i documenti scientifici pubblicati, le recensioni, i collegamenti con altri siti
con intenti affini, la piccola guida alle manifestazioni, alle istituzioni, ai centri
culturali e letterari in Berlino curata da Peter M. Stephan e infine una lista di link
aggiornata sul tema “letteratura digitale”.
“Interaktiv“ presenta le proposte interattive del salon online, vale a dire tutte le
possibilità che il sito offre all’utente per interagire e partecipare attivamente allo
svolgimento delle iniziative del “Berliner Zimmer”. Tra queste si annovera
principalmente la newsletter redatta dalla Ortmann e inviata mensilmente, la
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
141
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
mailinglist che riunisce tutti gli “homesteaders”, che nel gergo della città virtuale
sono gli abitanti o coloni, il Literaturpreisräts, la chat e il progetto di scrittura
creativa e collaborativa, Tage-Bau, si parlerà in seguito. Fra queste iniziative un
tempo c’era anche un forum di discussione e il guestbook, ma sono stati chiusi
per impossibilità da parte di Sabrina Ortmann di seguire e assistere un tale
carico di lavoro che rappresenta questo progetto online, col solo aiuto del suo
compagno.
“Erosa“258 è la rubrica di letteratura erotica. La valenza positiva insita in questa
rubrica sta nel fatto che chiunque può inviare il proprio testo e essere
pubblicato. È anch’essa una forma di letteratura digitale, in particolare di
letteratura di Rete. Ovviamente la redazione del salotto berlinese compie una
scelta a livello qualitativo dei migliori testi pervenuti.
Della rubrica “Berliner Künstler“ si è già accennato quando nell’introduzione al
sito si è affermato che in questo salon online vi è la possibilità di farsi
conoscere in qualità di artisti e condividere con gli altri le proprie opere. Vi è
anche un archivio con l’elenco di tutti gli artisti berlinesi che sono stati pubblicati
nel portale259.
258
Il cui sito ufficiale è: <http://www.erosa.de>.
Per l’analisi del sito, in particolare per le categorie da esaminare, ci si è avvalsi anche del
volume: Aa. Vv., World tourism organisation, Marketing Tourism Destinations Online: Strategies
for the Information Age, WTOBC, Madrid, 1999.
259
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
142
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
3.7.3 L’estetica e l’usabilità del sito
All’apparenza il portale si presenta semplice nella sua estetica: niente
colori sfarzosi, il tutto si regge su uno sfondo bianco e la testata color bordeaux,
di una linea sobria ed elegante.
I contenuti vengono presentati sottoforma di link, posizionati in due colonne
principali e centrali: a sinistra si elencano le novità a livello cronologico,
proponendo in alto sempre le più recenti, mentre a destra si trova l’unica
fotografia della home page, raffigurante un antico salotto letterario tedesco del
1900, sotto la quale si trova una piccola presentazione di che funzione ricopre il
sito, le idee e le persone.
È stato chiesto a Sabrina Ortmann di descrivere a livello estetico con un
aggettivo l’home page del progetto e lei ha risposto “viel seitig (im wahrsten
Sinne des Wortes) und immer für eine Überraschung gut”260. Molteplice e
versatile lo è di certo per la sua varietà e la vastità dei contenuti. Per quanto
riguarda la sorpresa, l’autrice forse alludeva al fatto che le novità si susseguono
a scadenza quasi bisettimanale lungo la home page nella colonna di
presentazione delle attività, anche se c’è da segnalare il fatto che l’ultimo
aggiornamento purtroppo risale al 7 agosto 2002, data in cui si sono pubblicati i
resoconti della serata di lettura dei progetto tage-bau, disponibile anche in Mp3.
Ecco un due grafici che monitorano quanti aggiornamenti sono stati effettuati
nel corso di un anno, rispettivamente il primo analizza il lasso di tempo che va
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
143
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
da novembre 2001 a aprile 2002 e il secondo quello che va da maggio 2002 a
ottobre 2002. I dati riguardanti gli aggiornamenti sono da intendersi per quanto
riguarda le iniziative proposte e le ultime novità, concernenti recensioni,
discussioni su nuove tematiche, imminenti pubblicazioni, nuovi eventi. C’è da
osservare un netto calo a partire da marzo 2002 circa.
12
10
8
6
4
2
0
nov-01
dic-01
gen-02
feb-02
mar-02
apr-02
4
3
Aggiornamenti
2
1
0
mag-02
giu-02
lug-02
ago-02
set-02
ott-02
Per quanto riguarda il livello di usabilità261 del sito si deve fare prima una
premessa terminologica: per usability di un sito web s’intende quella categoria
260
Cfr. Appendice C, Erstes Gespräch, [“versatile/poliedrico (nel vero senso della parola) e
sempre aperto alla sorpresa”].
261
Sul tema “usabilità” di un sito web si legga: T. K. Landauer, The Trouble with Computers:
Usefulness, Usability and Productivity, MIT Press, Cambridge (Mass.), 1995; J. Nielsen,
Designing Web Usability, New Riders, Indianapolis, 1999 (trad. it., Web Usability, Apogeo,
Milano, 2000); M. Visciola, Usabilità dei siti web, Apogeo, Milano, 2000; J. Preece, Online
Communities: Designing Usability, Supporting Sociability, Wiley & Sons, West Sussex, 2000.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
144
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
di descrizione dei contenuti immessi in Rete che ha per scopo principale la
verifica e la riflessione sistematica della qualità dei siti attraverso i quali i servizi
vengono erogati. Ci si deve chiedere: Come mai, a parità di servizi offerti, un
sito attrae più visite di un altro? Le domande sono complesse e le risposte sono
molteplici, perché molteplici sono gli aspetti interessati dal successo di un sito:
aspetti di comunicazione, aspetti relativi ai contenuti informatici, aspetti
tecnologici.
“Un sito web è usabile quando soddisfa i bisogni
informativi dell’utente finale che lo sta visitando e
interrogando, fornendogli facilità di accesso e di
navigabilità e consentendo un adeguato livello di
comprensione dei contenuti”262
Sulla base di tale nota introduttiva, si può affermare che il livello di usabilità
della home page del “Berliner Zimmer” è buono: il portale risulta essere ben
strutturato, non dispersivo, senza elementi grafici disturbanti come colori
aggressivi o componenti che rallentano la navigazione a causa di immagini
troppo pesanti in termini di byte. Tuttavia all’interno di “Presse”263, la raccolta
completa di articoli di quotidiani e riviste tedesche che descrivono sin dall’inizio
il progetto del salotto virtuale, alla Ortmann era stata rivolta una critica, secondo
la quale il sito avrebbe potuto nel tempo rinnovare la sua veste, così seriosa e
priva di elementi grafici elaborati.
262
263
M. Visciola, Usabilità dei siti web, Apogeo, Milano, 2000, p. 22.
Disponibile in Rete all’url <http://www.berlinerzimmer.de/presse.htm>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
145
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Vi è un motore di ricerca che evidentemente lavora sulle pagine appartenenti al
sito, quindi abbastanza è rapida la ricerca dei dati ai quali non si riesce a risalire
da soli.
È stato notato che manca il contatore delle visite: è un elemento sempre più
presente nelle home page poiché si mette l’utente nella condizione di sapere
quanti sono i visitatori che irrompono nel sito in questione. È un elemento da
non trascurare, perché determina quanto apprezzato possa tale progetto. Nella
prima intervista è stato chiesto a Ortmann il motivo di tale assenza nel “Berliner
Zimmer”, la quale ha risposto che il sito ha un server di statistiche
professionale, che conta le presenza automaticamente.
La usabilità di un sito web è un tema di grande importanza, la cui nozione però
è ancora poco nota, soprattutto in Italia. Forse per il fatto che la sensibilità su
questo argomento, da parte di progettisti di siti e dei loro committenti, è in effetti
ancora molto scarsa, come è ancora praticamente assente la percezione che i
problemi di usabilità vanno affrontati con metodologie e professionalità
specifiche. Un sito ben progettato dal punto della vista della grafica e della
comunicazione può risultare di primo acchito molto attraente, ma in un secondo
momento potrebbe risultare non troppo facile da usare. Ecco perché in questa
sede si è elogiata la linearità e la semplicità con cui vengono classificati e
presentati i contenuti del “Berliner Zimmer”, premiando la scelta improntata su
chiarezza e scorrevolezza di utilizzo da parte di un utente che per esempio si
trova per la prima volta a navigare in questo salotto online berlinese.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
146
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
3.7.4 Tage-Bau: il progetto di scrittura creativa e collaborativa
All’interno del salotto “Berliner Zimmer” ci sono dunque svariate
opportunità di informarsi sulla letteratura digitale; lo si è appurato con l’analisi
dei contenuti e delle numerose rubriche offerte. La “digitale Literatur” è
ovviamente il filo conduttore tematico presente.
Si è accertato inoltre che ci sono anche possibilità di fare della letteratura
digitale, con “Erosa” ad esempio. Ma quello era un progetto di letteratura in
Rete. Vi è anche l’occasione di produrre letteratura di Rete: è il caso del
progetto di scrittura creativa e collaborativa, denominato Tage-Bau, progettato
sempre da Ortmann all’interno del suo salon online, che ha un suo ideato
autonomo all’indirizzo <http://www.tage-bau.de>. Si tratta di una raccolta di
testi, poesie, commenti, fotografie da parte di cinquanta autori e autrici
provenienti da sei paesi (Germania, Austria, Svizzera, Francia, Inghilterra e
Laos).
Il progetto è stato vincitore al concorso organizzato dall’emittente televisiva
franco-tedesca
Arte
nell’autunno
2000264.
Da
quest’esperienza
e
dal
riconoscimento finanziario ottenuto dalla vincita è stato finanziato il marchio
264
Il premio è stato conferito con il seguente commento: “Den „Innovationspreis“ erhält das
literarische Online-Tagebuch „tagebau – Schreiben am Tag“ von Sabrina Ortmann und Enno Peter aus
Berlin, dessen Autoren sich unter dem Motto „Mein Pixel-Ich“ mehrere Wochen lang Themen wie „Der Geburt
einer virtuellen Existenz“, „Identität im Internet“ oder „Vom Cyberflirt zum Flamewar“ zuwandten. Seine
Innovationskraft erhält dieses literarische Gemeinschaftswerk vor allem aus der Spannung, die durch Rede und
Gegenrede sowie die dazugehörigen Kommentare aufgebaut wird, die so durch andere Kommunikationsformen,
wie z. B. Briefwechsel nicht erreichbar wären. Die Beiträge dieser „kreativen Kommunikations-Community“
werden durch Wochenthemen strukturiert, sodass die einzelnen Passagen und „Erzählstränge“ auch später
wieder leicht aufzufinden sind. Als kleine Fußnote sein hierzu noch angemerkt, dass wir uns natürlich auch
darüber gefreut haben, dass der „tage-bau“ durch französische Textpassagen und literatische Zitate, z.B. von
Mallarmé, dem deutsch-französischen Charakter von ARTE Rechnung getragen hat“.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
147
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
editore BerlinerZimmer Verlag e è stato pubblicato il libro Mein Pixel-Ich265,
attuando un processo contrario alla consuetudine che prevede in genere prima
la pubblicazione cartacea e poi sul web266.
I contributi letterari di questi autori continuano ogni giorno da allora fino a
formare una sorta di diario in cui ognuno scrive un pensiero e gli altri possono
aggiungere un commento o continuare il testo a loro piacere. Le tematiche
presenti sono le più disparate, anche se risulta costante la riflessione sui mezzi
espressivi di Internet e della sua portata smisurata coi suoi lati positivi e
negativi. Non manca l’ironia nella trattazione di tali argomenti, come nel caso
del testo “Der Papst im Chat” simulando un possibile dialogo diretto col Papa, in
cui si sottolinea il linguaggio gergale utilizzato negli ambienti come le chat. Qui
viene proposto uno stralcio:
“Der Papst im Chat“ - bientexter @ 10:35 - Freitag, 08. September
2000
Im Internet lernt man jemanden kennen?
Ich habe von den Chat-Rooms gehört, in denen man vorgeben kann,
jemand anderes zu sein. Warum eigentlich? Ich stelle mir vor, ich
gehe in einen und sag' erstmal...
- Hi, Mädels, hier ist Papst Woityla. Wetten, dass mich wer
anquatscht:
- Du bist echt der Papst? Willst Du uns verarschen?
Ich werde darauf bestehen:
- Klar bin ich der Papst!
- Und was willst Du hier, Alter?
- Mal mit Mädels von heute quatschen.
- Kannst Du überhaupt Deutsch?
265
S. Ortmann, Mein Pixel-Ich: Tage-bau.de - ein literarisches Onlinetagebuch,
Berlinerzimmer.de Verlag, Berlin, 2001.
266
Su questo tema si consiglia la lettura di: S. Ortmann, “Vom Netz zum Buch”, in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/vomnetzzumbuch.html>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
148
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
- Für 'n Chat reichts.
- Wenn Du der Papst bist, bist Du ja fast 80.
- Ja und?
- Du bist irre, aber nie im Leben Papst.
- Bin ich wohl!
- Und da willst Dir mal neue Technik reinziehen?
- Genau.
- Naja, aber warum kommst du dann hierher?
- Das ist n Chatraum für "über 30". Ich bin über 30.
(...)
- Mann, ist der blöde! Also, das ist doch nie im Leben der Papst!
- Bin ich wohl!
- Hey, schmeißt den Typen hier raus! Raus aus dem Chat!
- Aber so glaubt mir doch!
- Der Papst! Ich lach' mich fett...
Tja, das wär's dann wohl gewesen. Jedenfalls stelle ich mir vor, dass
sowas passieren kann, wenn man chattet und jemand sein will, der
man nicht ist.
Aber was, wenn das alles wahr wäre und ich jetzt wirklich der Papst?
Un altro esempio significativo della portata sperimentale dei contributi inseriti
nel Tage-Bau è la seguente poesia che si basa sulla disposizione grafica delle
parole tanto da simulare una sorta di caduta e sull’utilizzo voluto dei termini
“tara tara tara ttt hei he he he” e il verbo “heiraten”, sposare. Riportiamo la
pagina web per intero per non rovinare l’effetto grafico desiderato. “Für
Thorsten“ von Hartmut Sörgel @ 22:38 - 19.9.2002:
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
149
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
3.7.5 La chat
Precedentemente la figura di Sabrina Ortmann è stata presentata nella
veste di Salonnière del XXI secolo. Ora le si vuole attribuire un’ulteriore ruolo,
decisamente nuovo, quello di “chanop”, ovvero “channel operator” che inventa
un luogo innovativo in cui poter interagire e fare interagire gli habitués, in cui far
scivolare le sue serate in compagnia di artisti e letterati. È il servizio di chat che
permette tutto questo. Ogni lunedì sera Ortmann invita chiunque, senza
meccanismi di controllo o lista di invitati fissi, come accadeva per i salotti della
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
150
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
tradizione.
L’indirizzo
web
in
cui
si
svolge
il
tutto
è
<http://www.berlinerzimmer.de/chat.html>:
Nella seconda intervista presente in appendice Ortmann puntualizza che “da das
Berliner Zimmer im Internet stattfindet, ist es, der Idee des Erfinders des WWW Tim Berners
Lee folgend, grundsätzlich für alle offen“
267
.
La portata rilevante di un tale servizio è evidente: ogni lunedì sera senza distinzione di razza,
sesso, nazionalità o appartenenza sociale si può partecipare a un dialogo a proposito di
letteratura digitale, ogni lunedì sera ci si può sentire parte di una comunità online berlinese, pur
restando seduti a casa propria.
267
Cfr. Appendice C, zweites Gespräch, [„poichè Berliner Zimmer si trova in Internet, seguendo
l’idea dello scopritore del WWW Tim Berners Lee, esso è aperto a tutti“].
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
151
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Detto ciò si introduce una nuova discordanza fra salotti offline e quelli online:
questi ultimi presentano il carattere inedito della “Entkörperlichung”, della decorporeità o de-materialità. “Das Internet ist das eigentliche Experimentierfeld
der Internationalität”268. Il partner di conversazione esiste solo in quanto testo.
Ciò permette una presa distanza da se stessi o anche uno sdoppiamento, fino
alla creazione di un altro sé, differente da quello che si è in realtà. Nel salotto
offline della tradizione invece il partner di conversazione era soprattutto per
come si presentava, come interagiva nello spazio chiuso del stanza e come si
porgeva con la sua presenza fisica.
La gloria e il pathos dei salotti letterari era costituito dal loro stato effimero e
passeggero. I memoires e le documentazioni sono oggetti preziosi, la loro storia
è segreta, ma è rinnovata ogni volta che la gente si riunisce insieme per
agganciarsi nel rituale più semplice e il più umano, ma anche il più difficile: una
buona conversazione. A differenza della transitorietà delle conversazioni del
passato, Ortmann raccoglie alcuni significativi dialoghi della chat e forma un
archivio online269. Tutto ciò ricorda vagamente i memoires che redigevano le
Salonnières un tempo, per suggellare quegli incontri e non perderli.
268
R. Simanowski, op. cit., p. 359, [“Internet è l’effettivo terreno di sperimentazione
dell’internazionalità”].
269
Consultabile online in <http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/literaturagenturen.htm>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
152
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
CONCLUSIONE
Verso una personal home page?
"Spesso le grandi imprese
nascono da piccole opportunità."
Demostene
Mentre Internet e le varie forme di comunicazione elettronica esistono da
molti anni, il world wide web è stato ideato solo nella prima metà degli anni
Novanta270 e da subito ha costituito la risposta alle esigenze dell’utenza priva di
specifica formazione informatica: è estremamente facile da usare, non è legato
ad architetture hardware e software specifiche e permette di aggiungere
immagini, grafici, fotografie, suoni e video alla comunicazione tradizionale
basata sul solo testo scritto. Inoltre vi è un altro dato da non sottovalutare271,
ovvero:
270
Originariamente il world wide web è stato progettato per distribuire in modo efficace
informazioni scientifiche (nello specifico relative alla fisica nucleare, essendo un prodotto dei
ricercatori del CERN di Ginevra),
271
E che ha contribuito, insieme alla caratteristica enunciata in precedenza, alla fortuna del
web.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
153
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
“alla facilità con cui è possibile ‘navigare’ sul web,
osservando i siti costruiti da altri, si affianca la facilità
con cui è possibile diventare a propria volta fornitori
di informazione, costruendo un proprio sito.”272
È proprio questa semplicità, grazie alla quale chiunque è in piena facoltà di
redigere una nuova pagina web, solo con le proprie capacità, che rispecchia
ovviamente tutte le ambiguità e le insicurezze contenute nella domanda che da
sempre l’uomo si pone nella società, ovvero “chi sono io?”. Fra i tanti
meccanismi offerti dalla Rete per costruire e esprimere la propria persona (chat,
e-mail, forum, etc) vi sono anche le home page personali: esse tentano di dare
una risposta a questo quesito273, poiché appartengono a tutto un discorso della
costruzione del sé online, in particolare della presentazione di sé attraverso
questo mezzo.
La risposta è rivolta a chi si trova a visitarle, ma è ovviamente anche una
risposta che si tenta di dare a se stessi nel momento in cui si progetta e si
mantiene una propria pagina web. “Il web in quanto tale difficilmente può essere
considerato il più interattivo dei mezzi di comunicazione in rete, ma le pagine
web personali costituiscono un tassello di una costruzione interattiva più
ampia”274, questo grazie al fatto che una home page personale spesso ospita
l’indirizzo e-mail dell’interessato, a cui è possibile scrivere, oppure numeri di
telefono, indirizzi e ulteriori informazioni. La comunicazione sociale in Rete è
disincarnata e in qualche misura astratta: le home page personali sono in fondo
272
L. Paccagnella, op. cit., p. 85.
Pur sapendo che un sito non può e non deve essere l’unico mezzo di costruzione e di
scoperta della propria identità.
273
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
154
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
una risposta a questa situazione, e mirano ad evitare che l'astrattezza e
l'immaterialità comportino un’eccessiva spersonalizzazione del messaggio. Non
è un caso che il confine fra informazione personale e informazione
professionale sia in questi casi assai labile: anche chi inserisce in Rete
materiale del tutto tradizionale, commerciale o no, vi affianca spesso una o più
pagine nelle quali al centro dell'attenzione sono i propri interessi, le proprie
curiosità, i propri hobby - in sostanza, la propria persona.
Le home page personali diventano così contemporaneamente uno strumento di
presentazione, di autopromozione e di formazione di una “identità di Rete'” (che
non necessariamente coincide con il modo di essere nella vita quotidiana del
mondo fisico): gli altri avranno una immagine di noi costruita a partire dalle
informazioni che rendiamo disponibili - in genere un curriculum, spesso
fotografie, frammenti della nostra attività (articoli, ma anche immagini o suoni),
e soprattutto notizie e curiosità sugli argomenti che ci interessano.
In alcuni casi, la presentazione della propria personalità e della propria storia
diventa poi sperimentazione letteraria e artistica: la forma dell'ipertesto, il
superamento della linearità della narrazione, la possibilità di integrare in
un'unica costruzione comunicativa linguaggi espressivi assai diversi fra loro,
sembrano corrispondere particolarmente bene al carattere frammentario e
disperso di esperienze, ricordi, singoli momenti della vita di ciascuno di noi.
Negli ultimi anni si è molto discusso, anche a livello strettamente teorico, sulla
possibilità di una narrativa ipertestuale: ebbene, le esperienze forse più riuscite
274
Ibid., p. 86.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
155
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
in questo campo fanno quasi tutte riferimento, in una forma o nell'altra, alla
dimensione autobiografica.
Se la home page diventa un vero e proprio strumento di creazione letteraria, la
funzione di questo “biglietto da visita” in Rete può essere, come si è accennato,
anche autopromozionale: il proprio curriculum ed eventualmente degli esempi
del proprio lavoro permettono a potenziali interlocutori di farsi un'idea delle
competenze, delle capacità menzionate. Nel caso di alcune attività - ad
esempio il giornalista “free lance”, il consulente, l'artista - la disponibilità di uno
spazio pubblico attraverso il quale presentarsi può rivelarsi particolarmente
preziosa, fino a trasformarsi in un essenziale strumento professionale.
L'interesse rivolto alle home page non è solo sociologico ma, come si
accennava, anche culturale: si tratta di un mezzo di comunicazione nuovo, le
cui possibilità e le cui caratteristiche specifiche sono ancora in gran parte da
esplorare.In Italia, la maggior parte dei provider mette a disposizione dei propri
utenti la possibilità di inserire in Rete pagine personali, anche gratuitamente
come Tiscali o Geocities.
Tali considerazioni preliminari rappresentano il motivo per il quale, in questa
fase conclusiva della tesi, si trova l’occasione e il luogo, non esclusivamente
per riassumere banalmente quanto detto precedentemente, bensì per riflettere
su un progetto che prevede una propria home page personale.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
156
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Il motivo cardine è caratterizzato dalla volontà di pubblicare il lavoro stesso in
questa pagina web, sia in modalità online, che in un secondo luogo anche
offline su CD Rom.
Questa pubblicazione ha tre intenti: il primo contempla la possibilità di inserirsi
nella riflessione condotta nel secondo capitolo a proposito delle diverse
tipologie di letteratura digitale. La tesi, che ha già un suo supporto cartaceo,
come peculiarità d’origine, viene digitalizzata e resa accessibile online/offline
come esempio di Literatur im Netz, ovvero letteratura in Rete.
Il secondo motivo è una conseguenza del primo: si è pensato il proprio lavoro
come facente parte di qualcosa di grande, di un insieme che raggruppa sforzi di
altre persone, non fine a se stesso; quindi la tesi è disponibile in Rete come
molti altri documenti, in ottica di condivisione delle risorse e di democrazia di
utilizzo, con tutte le precauzioni del caso poichè ci si addentra in questioni
delicate, come quella del copy right.
Il terzo e ultimo motivo riguarda il fatto che questa home page rappresenta il
frutto di un cammino compiuto in università, in cui si ha voluto unire le
conoscenze linguistico-letterarie, in particolare in ambito tedesco, e le abilità
pratico-tecniche acquisite grazie all’indirizzo in Scienze delle Comunicazioni,
che ha permesso lo studio del web in chiave non solo sociale, ma quindi anche
del linguaggio HTML e della costruzione di pagine web. È ben noto che al
giorno d’oggi questo tipo di preparazione scientifico-letteraria è sempre più
richiesta.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
157
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Alla luce di tali apprendimenti, si è immaginata l’home page come punto di
partenza in cui trovare principalmente la tesi realizzata, in chiave di
democrazia275 di utilizzo e condivisione delle conoscenze, ma anche consigli,
strumenti come il servizio di traduzione automatica276, recapiti e link di
collegamento a altri utili siti, come al portale italiano <http://www.tesionline.it> e
a quello tedesco <http://www.diplomarbeit24.de>: essi si occupano di recupero,
archiviazione, conservazione e divulgazione277 delle tesi di laurea, di dottorato,
di master e di specializzazione.
Tale home page personale si chiama NeMA, acronimo formato dalla fusione
delle
parole
“Netz”,
“Magister”
e
“Arbeit”,
da
cui
nasce
il
termine
“Netzmagisterarbeit”, che significa “tesi di laurea in Rete”.
Il
progetto
viene
ospitato
da
Geocities,
l’indirizzo
ufficiale
è
<http://www.geocities.com/nema_02/>, e si presenta in questo modo:
275
Su questo tema si consiglia la lettura di: S. Kramer, “Demokratie und Internet“, in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/Kramer_demokratie.pdf>.
276
Con tutte le precauzioni del caso, di cui si è già parlato nel secondo capitolo, nell’utilizzo di
tali strumenti online automatici.
277
Divulgazione che è parziale a tutti gli iscritti al portale, ma che può diventare anche integrale
se si prendono accordi con l’autore, che ne autorizza la visione totale. L’Autore della tesi rimane
il solo ed esclusivo proprietario della tesi stessa nonché unico titolare dei relativi diritti d’Autore
in quanto unico creatore dell’opera, particolare espressione del lavoro intellettuale. L’Autore
acconsente che nel database del sito www.tesionline.it appaiano gratuitamente il titolo della
tesi, l’abstract (una breve introduzione) che deve essere redatto dall’Autore stesso, la
bibliografia della tesi, l'indice, alcune pagine (max 15) a scelta dell’Autore ed il nome e cognome
stessi dell’Autore.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
158
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
In questa prima pagina si trovano le motivazioni che hanno portato alla nascita
di tale progetto. Ciccando “entra!” si apre una strutturazione formata da poche
pagine interne e da alcuni link esterni. Viene proposta la tesi digitalizzata in
formato ridotto sulla base dell’introduzione e della conclusione, in power point
attraverso delle slide di presentazione e poi in versione integrale, previo
autorizzazione
dell’autore,
grazie
all’archivio
già
citato
del
sito
<http://www.tesionline.it>.
Una considerazione finale va fatta in relazione al sito che si è analizzato e
monitorato da un anno, fino a ottobre 2002, ovvero al salotto online “Berliner
Zimmer”. Considerati i numerosi contatti che sono stati allacciati in questo lasso
di tempo con l’ideatrice stessa del salon, Sabrina Ortmann e la sua dichiarata
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
159
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
soddisfazione nel constatare tale interesse rivolto al suo portale di letteratura
digitale, nell’ultima intervista ha dichiarato di essere interessata a voler
pubblicare questo lavoro anche sul suo portale, fra le novità e fra gli altri
contributi letterari.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
160
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
APPENDICI
APPENDICE A: GLOSSARIO
APPENDICE B: MATERIALE ICONOGRAFICO
APPENDICE C: L’INTERVISTA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
161
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
APPENDICE A
Glossario
In questa prima appendice si vuole offrire un glossario minimo
comprendente alcuni fra i termini più frequentemente utilizzati nel mondo di
Internet, con la relativa spiegazione a fianco. Quanto segue interpreta le
difficoltà di comprensione del bagaglio linguistico settoriale dell’ambito
telematico. Questa tabella svolge una funzione di servizio, per non doversi
dilungare nella tesi in estese spiegazioni; avendo però compiuto una selezione
nella scelta dei termini, alla luce di quelli utilizzati all’interno della ricerca stessa,
si consiglia la consultazione di glossari più completi e dettagliati, disponibili in
rete, in particolare a quelli in inglese raggiungibili alle URL:
•
<http://www.pcwebopedia.com>;
•
<http://www.whatis.com>;
•
<http://www.zdwebopedia.com>;
o a quelli in italiano alle URL:
•
<http://www.termininformatici.com/dizionario/index.asp>;
•
<http://www.dizionarioinformatico.com>;
•
<http://www.dizionet.it/home.asp>;
•
<http://www.risparmio-internet.it/alfabet/alfabet.php3>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
162
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Termine
Significato
ADSL
Asimmetrical Digital Subscriber Line. Tecnologia di trasmissione
digitale dei dati su normali linee telefoniche, in grado di permettere
uno scambio di dati a velocità comprese fra 1,5 e 9 Mbps in ricezione
e fra 16 e 640 Kbps in trasmissione. Il collegamento a Internet
attraverso linee ADSL è molto più veloce di quello attraverso
tradizionali linee analogiche o ISDN, ma è anche più costoso.
Arpanet
Rete telematica realizzata nel 1969 dall'Advanced Projects Research
Agency (ARPA), una agenzia del Dipartimento della Difesa del
governo USA. È stata la progenitrice di Internet.
ASCII
American Standard Code for Information Interchange. Uno dei codici
più diffusi per la rappresentazione dei simboli numerici e alfabetici
rilasciato dall'ANSI (American National Standard Institution) alla fine
degli anni sessanta. Nel codice ASCII, ad esempio, il carattere 'a'
appare a un computer come la sequenza di bit che ha valore
decimale pari a 65. Il carattere 'b' è pari a 66, ecc. fino a un massimo
di 127 simboli.
Avatar
Alter ego digitale di un utente Internet, dotato in genere di un
nickname (nomignolo) e di un aspetto grafico, che lo rappresenta in
ambienti interattivi.
Bookmark
Marcatore o indirizzo conservato, su nostra richiesta, dal programma
di navigazione, per permettere di tornare in future occasioni su siti e
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
163
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
risorse per noi di particolare interesse. I bookmark (chiamati 'Preferiti'
da
Internet
Explorer)
sono
spesso
organizzati
in
categorie
personalizzabili.
Browser
Programma per la visualizzazione dei documenti multimediali che
costituiscono il World Wide Web. I due browser più diffusi tra gli utenti
della rete sono 'Internet Explorer' e 'Netscape'.
Chat
Sistema di comunicazione in tempo reale che permette a più utenti di
scambiarsi brevi messaggi scritti, emulando una conversazione o
chiacchierata.
Comunità
Sono gruppi costituiti da persone che condividono specifici interessi e
virtuali
che vogliono discuterne in rete.
Download
Il prelievo di un file (ad es. via FTP) da un computer remoto.
Emoticon
Detti anche ‘smiley’, sono la combinazione grafica di caratteri della
tastiera
che
rassomigliano
ad
un
volto
umano
(‘faces’)
e
rappresentano una reazione emotiva. Per esempio, se si inclina la
testa a 90° a sinistra, la combinazione :-) richiama l'immagine di un
volto sorridente: essa quindi ha il significato di allegria. Il loro scopo
principale è quello di sopperire alla mancata possibilità di far
trasparire le emozioni nella CMC, per poter rappresentare lo stato
d'animo di chi scrive.
FAQ
Frequently Asked Questions. Una collezione di risposte alle domande
più frequenti su un certo tema (l'uso di un certo software, le regole da
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
164
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
seguire in un gruppo di dscussione, etc.) diffuse su Internet.
flame
Una guerra di flame ('fiammata') è una serie di messaggi polemici
che vengono scambiati tra utenti di liste e conferenze. Ne abbondano
le conferenze non moderate.
Forum
Spazio on-line in cui si ritrovano gruppi di persone con interessi simili.
FTP
File Transfer Protocol. Protocollo per il trasferimento dei file che
consente agli utenti Internet di prelevare o depositare file da o su
computer remoti.
Gopher
Strumento per l'organizzazione gerarchica e la distribuzione in rete
delle informazioni.
Hardware
Tutto ciò che è concreto in un computer: tastiera, mouse, monitor,
case.
HTML
HyperText Markup Language. Il linguaggio con il quale si codificano i
documenti che costituiscono il World Wide Web.
Home page La prima schermata che appare quando si trova un sito su World
Wide Web. Può indicare anche il sito stesso.
Host
V. nodo di servizio
HTTP
HyperText Transfer Protocol. Protocollo alla base del World Wide
Web, che regola l'interazione tra i client Web (browser) e i server che
gestiscono ed inviano i documenti.
ICQ
Diffuso programma di messaggeria istantanea.
Indirizzo IP Identificativo numerico unico associato a ogni singolo computer
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
165
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
connesso ad Internet. Normalmente, quando il collegamento a
Internet avviene attraverso una linea telefonica, l'indirizzo IP è
assegnato temporaneamente al momento del collegamento e viene
'richiamato', per essere assegnato a qualcun altro, al momento in cui
il
collegamento
finisce
(indirizzo
IP
dinamico).
Per
ulteriori
informazioni si vada alla voce URL.
Interfaccia
Collegamento fra computer e periferiche che segue un determinato
standard (es. ‘Centronics’ per le stampanti, ‘PCI’ per le schede
interne) sia per quel riguarda i connettori (numero, posizione e forma
dei piedini) che la modalità di trasferimento dei dati. Le interfacce si
differenziano, sul lato hardware, per i connettori diversi, e sul lato
software per le diverse velocità.
Internet
La grande rete di reti. Ogni rete è un costituita da un insieme di
computer (nodi) tra loro collegati da protocolli tecnici TCP/IP. I
protocolli consentono agli utenti di una determinata rete l'utilizzazione
dei servizi a disposizione sulle altre reti componenti. Esistono reti che
non si basano sui protocolli TCP/IP e pertanto non sono considerate
appartenenti ad Internet comunque è possibile comunicare con
queste mediante posta elettronica grazie ai gateway, gli interpreti dei
differenti protocolli delle reti interessate. internet nel mondo
Intranet
Rete locale che - pur non essendo necessariamente accessibile
dall'esterno - fa uso di tecnologie Internet.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
166
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Ipertesto
Sistema di organizzazione di informazioni testuali basato su una
struttura non sequenziale in cui ogni unità informativa è collegata ad
altre mediante uno o più link. Per estensione si dice anche delle
singole implementazioni di documenti digitali organizzati in modo
ipertestuale.
IRC
Internet Relay Chat. Strumento per la realizzazione di chat attraverso
Internet. IRC è suddiviso in numerosissimi canali tematici, detti anche
'stanze'.
Linguaggio Linguaggio informatico che permette di segnalare, attraverso
di
markup marcatori o tag, le caratteristiche logiche di un documento e delle sue
o
parti: ad esempio, la funzione di titolo svolta da una determinata
marcatura
porzione di testo. I marcatori possono essere usati da appositi
software per elaborare il documento (ad esempio per visualizzarlo sul
monitor). HTML è un linguaggio di markup.
Lista
di Vedi mail-list.
distribuzio
ne postale
Mailbox
Casella postale di un utente, ospitata in genere dal server del
provider che gli fornisce accesso a Internet. La mailbox ospita
temporaneamente i messaggi di posta elettronica a noi indirizzati, in
attesa che essi vengano scaricati sul nostro computer attraverso un
programma client.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
167
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Mail-list,
Lista di utenti interessati allo scambio di informazioni su un
Mailing-list argomento comune, utilizzando la posta elettronica. Ogni messaggio
spedito alla lista viene distribuito automaticamente a tutti gli utenti
che ne fanno parte. La lista è gestita da un listserver.
Modem
Dispositivo che permette a un computer digitale di comunicare anche
attraverso linee di trasmissione analogiche (come quelle telefoniche
tradizionali) mediante un processo di modulazione e demodulazione
del segnale.
Motore
di Programma in grado di indicizzare automaticamente informazione e
ricerca
rendere possibili ricerche da parte degli utenti sulla relativa base di
dati.
MUD
Acronimo che sta per “Multi(ple) User Dungeon”, che tradotto
dall’inglese sarebbe “prigioni sotterranee multiutente”. Un MUD è un
programma di comunicazione e di gioco, al quale più giocatori in
Internet e contemporaneamente possono partecipare. Gli utenti
interagiscono non solo con il software, ma anche fra di loro,
costruendo un passo dopo l’altro, e scelta dopo scelta, una
complessa avventura collettiva. I MUD sono costituiti da ambienti
diversi, in cui ci si muove attraverso comandi. Ma l’interazione non si
limita negli spostamenti: quasi sempre i partecipanti possono
raccogliere oggetti, dialogare, acquisire poteri, discutere strategie
comuni.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
168
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Netiquette
Net-etiquette. Il 'galateo' della rete, ovvero la serie di norme di
comportamento che è bene seguire nelle interazioni interpersonali su
Internet.
Network
Computer 'nato per la rete', con funzionalità locali (hard disk, software
computer
locale) limitate, ma in grado di utilizzare direttamente software di rete
(ad esempio, programmi Java).
Newbie
Uno dei termini utilizzati, talvolta in senso scherzoso, talvolta in senso
spregiativo, per identificare i 'novellini', coloro che usano Internet da
poco.
Newsgroup Gruppo o forum di discussione tematico accessibile attraverso
Internet. La partecipazione a questo tipo di conferenze è aperta a tutti
e avviene attraverso specifici programmi (detti newsreader). Come
meccanismo di funzionamento ricordano le bacheche delle università.
L’idea di base è semplice ed è stata sperimentata da anni dai sistemi
telematici amatoriali: offrire a tutti uno spazio, in genere dedicato ad
un tema specifico, in cui scrivere messaggi. A differenza della posta, i
messaggi inviati ad un forum non hanno un vero e proprio
destinatario; chi passa di lì ed interessato all’argomento, può leggere
e interagire, decidere se rispondere e lasciare un proprio contributo.
Nodo
di Ognuno dei computer che compongono una rete.
servizio
Online
In linea. Condizione in cui un dispositivo è attivo e pronto per
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
169
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
funzionare.
PDF
Portable Document Format. Diffuso formato per la gestione di
documenti elettronici sviluppato dalla Adobe. I documenti in formato
PDF vengono creati col programma Acrobat, e permettono di
conservare
una
impaginazione
professionale
e
costante,
indipendentemente dalla piattaforma su cui il documento viene letto.
Per la lettura di un documento PDF occorre il Programma Acrobat
Reader, distribuito gratuitamente dalla Adobe.
Plug-In
Moduli software che integrano le funzioni dei browser, e permettono
la gestione di formati di file non standard.
POP
Accezione 1: Post Office Protocol. Protocollo per la gestione della
posta elettronica che consente a un client e-mail di prelevare i
messaggi dalla mailbox dell'utente.
Accezione 2: Point Of Presence. Punto di presenza di un fornitore di
accesso a Internet.
Portal,
Sito Internet che offre una 'porta d'ingresso' alla rete ricca di servizi
portale
per gli utenti, link, notizie di attualità, strumenti di ricerca,
proponendosi come guida e pagina di partenza per la navigazione sul
Web.
Postmaster Responsabile dell'e-mail su un sistema Internet. Ci si rivolge al
postmaster per chiedere ad esempio se un utente ha un indirizzo email o meno sul suo sistema.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
170
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Protocollo
Un protocollo è composto da una serie di standard che permettono la
comunicazione o il trasferimento di file tra due computer è
semplicemente la lingua dei computer, il cui insieme di parametri può
benissimo corrispondere alla nostra grammatica e sintassi che
usiamo noi esseri umani per farci capire.
Server
Programma che gestisce, elabora e fornisce dati a moduli client. Si
dice anche di computer che ospitano risorse e servizi di rete.
Sito
Termine generale con il quale un insieme di pagine Web la cui
responsabilità autoriale o editoriale è attribuita a un unico soggetto
singolo o collettivo.
SMIL
Synchronized Multimedia Integration Language. Linguaggio di
marcatura, basato su XML, che permette di specificare una
presentazione costituita da flussi di informazioni multimediali di tipo
diverso (testo, immagini statiche, suoni, video) che vengono integrate
e sincronizzate al momento della ricezione.
SMTP
Simple Mail Transfer Protocol. Protocollo che controlla l'invio di
messaggi di posta elettronica su Internet.
Software
Tutto ciò che concerne programmi e routines da utilizzare su
qualsiasi computer.
TCP/IP
Transmission
Control
Protocol/Internet
Protocol.
L'insieme
di
protocolli che stanno alla base di Internet e che consentono lo
scambio di dati tra i computer in rete.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
171
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
URL
Uniform Resource Locator. Sistema con il quale si specifica
formalmente la collocazione delle risorse su Internet. È una sorta di
indirizzo elettronico. La URL del sito Internet dell'associazione
culturale Liber Liber, ad esempio, è <http://www.liberliber.it>. Le URL
sono un sottoinsieme delle più generali URI (Universal Resource
Identifier).
Virus
Programma in grado di danneggiare i dati e le applicazioni di un
computer.
WWW,
Enorme
e
multiforme
collezione
di
documenti
multimediali
World Wide organizzata in una struttura ipertestuale distribuita su milioni di host
Web
Internet. Il servizio WWW comprende informazioni ipertestuali e
multimediali che possono essere esplorate con programmi come
‘’Cello’’, ‘’Mosaic’’, ‘‘Netscape’’(grafici) e lynx.
XLL
Extensible
Linking
Language.
Linguaggio
evoluto
per
la
specificazione di complessi collegamenti ipertestuali all'interno di
documenti XML.
XML
Extensible Mark-up Language. Un meta-linguaggio di markup
sviluppato appositamente per la distribuzione di documenti su Web. È
un sottoinsieme di SGML.
XSL
Extensible
Stylesheet
Language.
Linguaggio
evoluto
per
la
specificazione di fogli stile e di procedure di trasformazione applicabili
a documenti XML.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
172
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
ZIP
Popolare formato per la compressione di file. La compressione e
decompressione dei file 'zippati' avviene attraverso un apposito
programma, come PkZip o Winzip.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
173
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
APPENDICE B
Materiale iconografico
Non si ritiene che corredare una ricerca come quella appena svolta con
abbondante materiale iconografico sia di primaria necessità.
Ciò nonostante, al solo scopo di integrazione e di arricchimento, si sono volute
allegare qui immagini, costituite per la maggior parte dalle rappresentazioni di
salotti tipici e da alcune effigi dei personaggi di spicco.
Fig. 1 Salon de Mme Geoffrin [1699-1777]
(détail par Anicet Charles G. Le Monnier, Una serata da Mme
Geoffrin nel 1775. Musée nationale du Château de Malmaison)
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
174
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Fig. 2 Mme de Staël
Fig. 3 Mme de Rambouillet
[1766-1817]
[1588-1655]
Fig. 4 Moses Mendelssohn
[1729-1786]
Fig. 5 Rahel Levin Varnhagen
[1771-1833]
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
175
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Fig. 6 Henriette Herz
Fig. 7 Mme du Deffand
[1764-1847]
[1697-1780]
Fig. 8 Dorothea Schlegel
Fig. 9 Mme de Genlis
[1763-1839]
[1746-1830]
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
176
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Si vuole completare questa appendice iconografica con due scene caricaturali
del mondo del salotto ideate da Zach Trenholm, disegnatore americano che ora
vive in Giappone. Queste immagini sono presenti in Rete all’interno della rivista
online, <http://www.salonmagazine.com>, in particolare alla pagina intitolata “A
brief history of Salons”278. L’autore del periodico stesso, David Talbot, descrive
così il suo progetto: „Salon Magazine is a daily original content Internet
magazine covering books, politics, arts and ideas“279.
Fig. 10
Fig. 11
278
Letteralmente:
“Una
breve
storia
dei
salotti”,
rintracciabile
all’indirizzo:
<http://www.salonmagazine.com/05/bookfront/history.html>.
279
Rintracciabile all’indirizzo: <http://www.salonmagazine.com/contact/whatis.html>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
177
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
APPENDICE C
L’intervista
Si riportano integralmente due interviste informali a Sabrina Ortmann,
ideatrice del salotto on-line “Berliner Zimmer”.
Esse integrano e completano i quesiti che sono già stati posti da tempo alla
Salonnière da parte di vari giornalisti, da studenti e da ricercatori in articoli di
giornali, programmi televisivi, riviste locali universitarie e portali di Netzliteratur.
Tutto questo materiale è raccolto in un archivio sotto il nome di “Presse”,
disponibile in rete all’interno di questo “Salon im Netz“, in particolare all’url
<http://www.berlinerzimmer.de/presse.htm>.
Erstes Gespräch
Februar 2002
1.
Was ist eigentlich <www.zerlinerbimmer.de>? Haben irgend einen
Sinn die Wörter zerliner oder bimmer? Ich glaube das nicht.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
178
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
“Es gab immer mal wieder ein paar paranoide Menschen im Internet, die uns
die obskursten Dinge unterstellt haben. Das hat uns auf die Idee gebracht, für
all diejenigen eine Anti-Berlinerzimmer-Seite ins Netz zu stellen, als EigenSatire
sozusagen.
Das
Wort
bedeutet
nichts,
es
sind
nur
die
Anfangsbuchstaben B und Z vertauscht von unserem Namen.
Wenn wir nun schräge E-mails bekommen mit merkwürdigen Unterstellungen,
dann verwiesen wir die Leute auf zwerlinebrimmer.de und schlagen Ihnen vor,
Mitglied im Verein gegen das berliner Zimmer zu werden. Also: die Seite ist
unsere Antwort auf Spinner im Netz, mehr nicht.“
2.
Berliner Zimmer als “Privates, nicht kommerzielles Angebot“, wie
man online lesen kann. Sie suchen immer neue Finanzierung, aber es gibt
die Anzeige Bertelsmann und C.H. Beck und Amanzon.de. Sind die
Partner? Das heißt, geben sie Geld mit ihrer Werbung?
“Ja, das Berliner Zimmer ist ein privates Projekt, keine Firma, wir haben beide
"ordentliche" Berufe, mit denen wir unseren Lebensunterhalt verdienen.
Natürlich verursacht ein so großes Projekt aber auch einiges an Kosten. Wir
haben einen recht teuren Provider, da wir ja eine Menge Speicherplatz
brauchen und viel Traffic haben. Dazu kommen recht hohe Telefonkosten. Mit
der Werbung versuchen wir, diese Unkosten zu decken, also das Projekt zu
finanzieren. Das ist etwas anderes als Gewinn zu machen. Leider gelingt uns
das nicht immer, denn besonders in letzter Zeit sind die Preise für Anzeigen im
WWW massiv in den Keller gerutscht. Zur Zeit haben wir nur noch
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
179
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Partnerprogramme, wo wir per Klick oder per Sale bezahlt werden. Wir
"verdienen" so ca. 50 € im Monat mit dem Berliner Zimmer. Natürlich hätten wir
nichts dagegen, wenn wir für unsere Arbeit auch Geld verdienen würden. Das
finde ich auch nicht verkehrt, wir stecken sehr viel Zeit und Energie in das
Projekt. Und natürlich möchte jeder gern für seine Arbeit bezahlt werden.“
3.
Gibt’s einen “fil rouge“ zwischen den verschiedenen Schriften, die
publiziert werden? Ich meine, gibt’s immer ein festes Thema? Denn ich
habe bemerkt, dass diese Publikationen oft von digitaler Literatur
handeln. Aber andere Schriften konzentrieren sich oft auf irgendein
aktuelles Thema, z.B. wie die Satire auf Bin Laden zeigt. Gibt’s eine
Redaktion?
“Wir haben ja verschiedene Rubriken. Literatur im Netz: da geht es um Texte
zur Literatur im Netz Satire: da gibt es Satire. Die Satire von Jan Ulrich Hasecke
stammt aus seinem Sudelbuch, dass er per Email versendet, ist also in
gewisser Weise auch Literatur im Netz. Unser Schwerpunkt und unser roter
Faden ist die digitale Literatur, eindeutig. Das heißt aber nicht, dass wir nicht
auch offen für anderes sind. Wir wollen auch mehr Texte mit Berlinbezug
bringen, wie jetzt z.B. den neuen Literaturführer für Berlin von Peter M.
Stephan.“
Und die Redaktion soll eine Auswahl zwischen den Schriften treffen, wie Sie mir
schon gesagt haben. Aber ich frage mich: in Bezug auf die Qualität, oder auch
den Inhalt? Publiziert das “Berliner Zimmer” mehr Beiträge über “Literatur im
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
180
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Netz“ (jede Publikation gilt), mehr “Netzliteratur“ (Beiträge über Netz und
Probleme für die Literatur) oder mehr Beiträge über “Computerliteratur“ (S.48
“Netz Literatur Projekt“)?
“Das alles gehört ja zum Thema ‘Digitale Literatur’.“
Und schließlich als Konsequenz: Bietet Berliner Zimmer ein kollaboratives
Schreibprojekt an? Ich meine: können alle zusammen an einem Projekt
teilnehmen, und alle zusammen ein Stück schreiben?
“Ja, der tage-bau: www.tage-bau.de.“
4.
Warum gibt’s keinen „Counter“ (Zähler) online auf der home page,
damit alle wissen können, wie viele Kontakte die Seite hat?
“Wir haben einen professionellen Statistikserver, der im Hintergrund die
Kontakte zählt. Auf Anfrage teilen wir die Zahlen gern jedem mit. Im Januar
haben wir übrigens erstmals 250 000 Pageimpressions überschritten.“
5.
Haben Sie einen eigenen Verlag? Berlinerzimmer.de Berlin 2001 ist
ein Verlag für das Buch “Netz Literatur Projekt“?
“Nachdem wir für den tage-bau den Innovationspreis vom Kultursender ARTE
erhalten haben, haben wir von dem Preisgeld die Wettbewerbstexte im
Selbstverlag als Buch "Mein Pixel-Ich" herausgegeben, über BoD, Books on
Demand. So kamen wir zu unserem ersten Buch. "Netz Literatur Projekt" ist das
zweite, es handelt sich um eine überarbeitete Version meiner Magisterarbeit.
Sozusagen das Buch zum Berliner Zimmer.“
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
181
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
6.
Wie können Sie Ihre home page definieren und beschreiben?
Kompliziert? Elegant?
“Vielseitig (im wahrsten Sinne des Wortes, über 2000 HTML-Seiten) und immer
für eine Überraschung gut!“
7.
Wie oft müssen Sie Änderungen anbringen ?
“Wir haben das Forum und das Gästebuch geschlossen, da uns die Arbeit zu
viel geworden ist. Zur Zeit suchen wir freie Mitarbeiter, die uns unterstützen. Wir
haben ernsthafte Probleme, dieses riesige Projekt nebenbei alleine weiter zu
betreuen. D.H. das Berliner Zimmer muss schlanker werden.
Ich hoffe, ich konnte helfen... Gruß Sabrina.“
Zweites Gespräch
September 2002
1.
Gibt es einen Kontrollmechanismus des Salons im Netz, wie bei den
realen Salons? Ich meine qualitativ und quantitativ in Bezug auf die Gäste,
die online verbunden sind, auf die Abonnenten, auf die Leute, die ihren
Beitrag zu “Erosa“ senden und leisten und am Ende auf die Gäste des
Forums am Montag Abend? Existiert ein Wahlmechanismus, der alles
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
182
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
überwacht und regelt, wie für die eingeladenen Gäste der Salons der
Tradition?
“Da das Berliner Zimmer im Internet stattfindet, ist es, der Idee des Erfinders
des WWW Tim Berners Lee folgend, grundsätzlich für alle offen. Auch die
Salons hatten ja den Anspruch, möglichst Menschen verschiedenster Stände
und Berufsgruppen zusammen zu bringen. Dies ließ sich durch die
gesellschaftlichen Strukturen in der Praxis jedoch nicht verwirklichen. Das
Internet ist das ideale Medium für diesen Anspruch. Unser Montagschat ist
völlig offen für jeden.
So war es auch mit unserem Forum und dem Gästebuch, dass wir bis vor
einigen Monate hatten. Da wir beide voll berufstätig sind, mussten wir Forum
und Gästebuch jedoch schließen. Wir hatten nicht genügend Zeit, die Beiträge
zu überprüfen. Leider kam es durch die Anonymität im Internet dazu, dass
Besucher politisch extremistische und sexistische Beiträge veröffentlicht und
sich gegenseitig beleidigt haben. Hier liegt ein grundsätzliches Problem für
Foren im WWW: die Anonymität ermöglicht es jedem, den größten Blödsinn zu
veröffentlichen und die ernsthaften Diskussionen anderer zu stören.... Da die
Herausgeber von Internetseiten aber in Deutschland für alle Inhalte
verantwortlich gemacht werden können, müssen wir die Inhalte überprüfen und
unverantwortliche Texte löschen. Das macht, wie gesagt sehr viel Arbeit.
Beim tage-bau wollten wir eine gewisse Qualität und vernünftigen Umgang
miteinander garantieren. Daher ist es den Autoren hier nicht möglich, anonym
zu
schreiben.
Wer
sich
anmeldet,
muss
uns
eine
Kopie
seines
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
183
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Personalausweises zusenden. Dann bekommt er ein Passwort und kann seine
Beiträge jederzeit selbst in den tage-bau schreiben, bearbeiten und löschen.
Das Prinzip scheint zu funktionieren: im tage-bau schreiben seit drei Jahren bis
zu 50 Autoren friedlich vor sich hin. Und das Projekt hat ja vom Fernsehsender
Arte 2000 sogar einen Preis erhalten.
http://www.berlinerzimmer.de/tagebau/default.shtml
http://www.berlinerzimmer.de/tagebau/pixelich.htm
Erosa funktioniert ganz anders, denn es handelt sich ja um ein Magazin mit
festen Ausgaben. Wie bei einem gedruckten Magazin auch, senden uns
Autoren ihre Texte zu. Wir lesen dann alle und wählen die besten für die neue
Erosa aus. D.h. es gibt eine ganz normale redaktionelle Auswahl.“
2.
Welche Themen werden am meistens am Montag Abend online
diskutiert? Und speichern Sie alle diese Aufsätze als “Memoiren“ und als
“Souvenirs“?
“Das ist ganz unterschiedlich. Idealerweise sollte es um die Themen des
Berliner
Zimmers
gehen,
wie
in
unserer
Mailingliste
auch
(http://www.berlinerzimmer.de/liste.htm hier sind übrigens 60 Teilnehmer
angemeldet):
Literatur on- und offline
Schreiben und Lesen im Netz und auf Papier
Kunst und Kultur im Netz allgemein
Vorstellungen von und Diskussionen über Projekte der Teilnehmer
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
184
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Viele der Listenmails sind übrigens archiviert. Den Chat speichern wir nicht. Hin
und wieder veranstalten wir aber Expertenchats zu bestimmten Themen, z.B.
zu Literaturagenturen. Hier haben wir einen Autoren als Experten eingeladen,
der Erfahrung mit Literaturagenturen hat und anderen Autoren ihre Fragen
beantwortet.
Diese
Chats
archivieren
wir:
http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/literaturagenturen.htm.”
3.
Haben sie weitere Projekte für Ihren Salon im Netz für die Zukunft?
“Ideen haben wir sehr viele. Leider können wir mit dem Berliner Zimmer kein
Geld verdienen. Daher können wir es nur in unserer Freizeit nebenbei pflegen.
Eigentlich ist das Projekt dafür jetzt schon zu umfangreich. Neue Projekte
haben wir daher vorerst nicht geplant. Unser neuestes, der Literaturführer für
Berlin, ist ja auch noch nicht ganz fertig:
http://www.berlinerzimmer.de/berlinerliteratur/index.htm
Aber im Winter wird es sicher wieder eine neue Ausgabe von Erosa geben. Und
wir planen wieder eine Lesung der tage-bau Autoren. Die Texte der letzten
Lesung findest du hier zum Anhören oder Lesen:
http://www.einfachrot.de/nightline/nightline_mp3.htm
http://www.berlinerzimmer.de/tagebau/tb_lesung06042002.htm.”
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
185
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
4.
Wer publiziert im Portal? Sie und Enno Peter? Brauchen und
suchen Sie noch Mitarbeiter für das “Berliner Zimmer”? Gibt’s andere
Schriftsteller oder Journalisten, die Ihnen helfen oder nicht?
“Ja,
wir
veröffentlichen
Journalisten,
auch
von
hauptsächlich
Studenten.
Beiträge
Z.B.
anderer
in
Autoren
"Literatur
im
und
Netz".
http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/texte.htm
Jan Ulrich Hasecke veröffentlicht außerdem regelmäßig eine Satire und das
Literaturmagazin Macondo versorgt uns mit aktuellen Rezensionen:
http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/satire.htm
http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/rezensionen.htm
Die Autorin Mone Hartman hilft uns bei der kommentierten Linkliste. Manchmal
schenkt uns auch jemand ein Interview
http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/brussig_interview.htm.”
5.
Ich habe meine schriftliche Arbeit für die Magisterprüfung fast
beendet. Sie besteht aus 3 Kapiteln, die zuerst von der Salongeschichte,
dann von der digitalen Literatur (in der dreifachen Klassifizierung) und
vom online Experimentieren handeln; am Ende geht es um Ihr “Berliner
Zimmer”: Projekt, Ideen, Versuche, Forum, Ästhetik, usability. Es gibt ein
viertes Kapitel als Anhang: eine home page, wo ich vorhabe meine
Magisterarbeit zu publizieren. Ich habe zwischen Ihre Linkliste die Seite
einer Studentin gesehen, Nicol Alef, die dasselbe gemacht hat. Ich habe
nun zwei Fragen:
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
186
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
a.
kann auch meine Arbeit in der Zukunft (ab November) für Ihr
Berliner Zimmer eine Rolle spielen? Kann sie publiziert werden? Oder
kann sie in der Linkliste Ihres “Berliner Zimmer“ erscheinen?
„Ja, sehr gern. Schick mir doch einfach die Arbeit wenn sie fertig ist, als
WinWord oder als PDF.“
b.
Was denken Sie über mein Projekt der Beschreibung Ihres Salons
und über meine persönliche home page?
“Ich freue mich sehr, dass unser Projekt so großes Interesse erweckt
und bin sehr gespannt auf deine Arbeit!“
Danke für Ihre Hilfsbereitschaft und Aufmerksamkeit.
“Gern geschehen. Wenn du noch fragen hast, schreib mir jederzeit. Viele
Grüße, Sabrina.
Sabrina Ortmann - Berliner Zimmer, der Salon im Netz
(http://www.berlinerzimmer.de)
Weinbergsweg 2, 10119 Berlin
Tel: 0177 7105568, Fax: 030 47378641
Email: [email protected]”
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
187
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Nota
Questa ricerca si avvale per una grossa parte del mezzo Internet, quindi
anche di saggi, articoli e pubblicazioni che appaiono in Rete. La già menzionata
evanescenza dei dati digitali non può dunque garantire, anche ai lavori
letterario-scientifici, che la letteratura consultata online si trovi ancora in quella
locazione virtuale, dopo la conclusione di questo lavoro.
Si assicura tuttavia il controllo dell’esistenza dei siti fino a novembre 2002.
Inoltre le URL sono presentate tra parentesi angolari. Questo modo di
procedere è conforme allo stile internazionale MLA (“Modern Language
Association” <http://www.mla.org/>) per la citazione di fonti World Wide Web.
Salonliteratur
AGULHON, MAURICE, Le cercle dans la France bourgeoise. Étude d’une mutation
de sociabilité, Colin, Paris, 1977 (trad. it. Il salotto, il circolo, e il caffè. I luoghi
della sociabilità nella Francia borghese, Donzelli, Roma, 1993).
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
188
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
AMERIO, PIERO - CROCE, MAURO, “Le reti sociali” in Psicologia di comunità, Il
Mulino, Bologna, 2000, pp. 331-363.
BORALEVI, ANTONELLA, Far salotto, Mondatori, Milano, 1985.
BURKE, PETER, The Art of Conversation, Polity Press, Oxford, 1993 (tr. it. L’arte
della conversazione, Il Mulino, Bologna, 1997).
CRAVERI, BENEDETTA, Le civiltà della conversazione, Adelphi, Milano, 2001.
CONSTANT, PAULE, Un monde à l'usage des demoiselles, Gallimard, Paris, 1987.
ELIAS, NORBERT, Über den Prozess der Zivilisation, Suhrkamp, Frankfurt, 1969
(trad. it., La civiltà delle buone maniere, Il Mulino, Bologna, 1982).
ESPOSITO, ROBERTO, Communitas: origine e destino delle comunità, Einaudi,
Torino, 1998.
FUMAROLI, MARC, Il salotto, l’accademia, la lingua: tre istituzioni letterarie,
Adelphi, Milano, 2001.
HERTZ, DEBORAH, Jewish High Society in Old Regime Berlin, Yale University,
New Haven, London, 1988 (trad. ted., Die jüdischen Salons im alten Berlin,
Hain, Frankfurt am Main, 1991).
HEYDEN-RYNSCH, VERENA
VON DER,
Europäische Salons: Höhepunkte einer
versunkenen weiblichen Kultur, Artemis & Winkler, München, 1992 (trad. it., I
salotti d’Europa: nella cultura, nell’arte, nella politica, nella diplomazia, Garzanti,
Milano, 1996).
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
189
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
LA MOTHE, FRANÇOIS, Opuscules académiques, contenant le discours de
réception à l’Académie Française, Fénelon, éd. classique, revue et annotée par
C. O. Delzon, Hachette, Paris, 1886.
LOUGEE, CAROLYN C., Le paradis des femmes : Women, Salons and Social
Stratification in Seventeenth-Century France, Princeton University Press,
Princeton, 1976.
MCLEAN, IAN, Woman Triumphant: Feminism in French Literature, Clarendon
Press, Oxford, 1977.
MEYSENBUG, MALWIDA
VON,
(1869) Memoiren einer Idealistin, Verlag Schuster
und Löffler, Berlin, 1917.
MOLIERE, (1659) Les précieuses ridicules, in Oeuvres complètes, textes établis,
présentés et annotés par Georges Couton, Gallimard, Paris, 1995 (trad. it., Le
preziose ridicole, Rizzoli, Milano, 1983).
MONTESQUIEU, CHARLES DE SECONDAT DE, “Mes pensées”, in Œuvres complètes,
vol. I, n. 1740, Bibliothèque de la Pléiade, Gallimard, Paris, 1949, p. 1417.
MORI, MARIA TERESA, Salotti: la sociabilità delle élite nell’Italia dell’Ottocento,
Carocci, Roma, 2000.
PREECE,
JENNY,
Online
Communities:
Designing
Usability,
Supporting
Sociability, Wiley & Sons, West Sussex, 2000.
RHEINGOLD, HOWARD, The Virtual Community: Finding Connection in a
Computerized World, Secker & Warburg, London, 1993 (trad. it., Comunità
virtuali. Parlare, incontrarsi, vivere nel cyberspazio, Sperlin & Kupfer, Milano,
1994).
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
190
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
RHEINGOLD, HOWARD, Virtual Reality, Touchstone Books, New York, 1992 (trad.
it., La realtà virtuale, Baskerwille, Bologna, 1993).
STAËL-HOLSTEIN, ANNE LOUISE GERMAINE <BARONNE
DE>,
De Corinne vers de
l'Allemagne: 9 novembre 1805-9 mai 1809, Klincksieck, [S. l.], 1993 (trad. it.,
Corinna o l'Italia, G. Casini, Roma, 1961).
SAXE, CORNELIA, Das gesellige Canapé: die Renaissance des Berliner Salons,
Quadriga Verlag, Berlin, 1999.
SEIBERT, PETR, Der literarische Salon. Literatur und Geselligkeit zwischen
Aufklärung und Vormärz, J.B.Metzler, Stuttgart, 1993.
SIMANOWSKI, ROBERTO, ”Die virtuelle Gemeinschaft als Salon der Zukunft“ in
Simanowski, Roberto - Turk, Horst - Schmidt, Thomas (eds.), Europa - ein
Salon? Beiträge zur Internationalität des literarischen Salons, Wallstein Verlag,
Göttingen, 1999, pp. 345-369.
SIMANOWSKI,
ROBERTO,
„Einleitung:
Der
Salon
als
dreifache
Vermittlungsinstanz“ in Simanowski, Roberto - Turk, Horst - Schmidt, Thomas
(eds.), Europa - ein Salon? Beiträge zur Internationalität des literarischen
Salons, Wallstein Verlag, Göttingen, 1999, pp. 9-39.
TOSONI, SIMONE, Appartenere alla rete: il mito della comunità virtuale, in
Vittadini, Nicoletta (a cura di), Dialoghi in rete, numero monografico di
"Comunicazioni sociali", n. 1, 2002.
W ILHELMY-DOLLINGER, PETRA, Die Berliner Salons: mit kulturhistorischen
Spaziergängen, Walter De Gruyter, Berlin/New York, 2000.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
191
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
W ILHELMY-DOLLINGER, PETRA, “Emanzipation durch Geselligkeit. Die Salons
jüdischer Frauen in Berlin zwischen 1780 und 1830“, in Awerbuch, Marianne Jersch-Wenzel, Stefi (eds.), Bild und Selbstbild der Juden Berlins zwischen
Aufklärung und Romantik, Berlin 1992, pp. 121-138.
ZYGMUNT, BAUMAN, Community: seeking safety in an insecure world, Polity
Press, Cambridge, 2001 (trad. it. Voglia di comunità, Laterza, Roma/Bari,
2001).
Netzliteratur
AA. VV., World tourism organisation, Marketing Tourism Destinations Online:
Strategies for the Information Age, WTOBC, Madrid, 1999.
AARSETH, ESPEN, “Nonlinearity and Literary Theory”, in G. P. Landow (ed.),
Hyper/Text/Theory, Baltimore, The Johns Hopkins University Press, 1994.
ALLEN,
JAMES,
Natural
Language
Understanding,
Benjamin/Cummings,
Redwood City, 1995.
BELLONI, M. CARMEN - RAMPAZI, MARITA, Luoghi e Reti: tempo, spazio, lavoro
nell‘era telematica, Rubettino, Soveria Mannelli, 1996.
BERGER, PETER L., The Homeless Mind, New York, Pelican, 1974.
BETTETINI, GIANFRANCO - GASPARINI, BARBARA - VITTADINI, NICOLETTA, Gli spazi
dell’ipertesto, Bompiani, Milano, 1999.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
192
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
BETTETINI, GIANFRANCO - COLOMBO, FAUSto, Le nuove tecnologie della
comunicazione, Bompiani, Milano, 1993.
BÖHLER, CHRISTINE, Literatur im Netz. Projekte, Hintergründe, Strukturen und
Verlage im Internet, Triton-Verlag, Wien, 2001.
BOLTER, JAY DAVID, Writing Space: The Computer, Hypertext and the Hystory of
Writing, LEA, Hillsdale (NJ), 1991 (trad. it., Lo spazio dello scrivere, Vita e
Pensiero, Milano, 1993).
BOLTER, JAY DAVID – GRUSIN, RICHARD, Remediation: Understanding New
Media, MIT Press, Cambridge, 1999.
CADIOLI, ALBERTO, Il critico navigante: saggio sull’ipertesto e la critica letteraria,
Marietti, Genova, 1998.
CALVO, MARCO - CIOTTI, FABIO - RONCAGLIA, GINO - ZELA, A. MARCO, Internet
2000: manuale per l’uso della rete, Laterza, Roma/Bari, 2000.
CARDONA, GIORGIO R., Antropologia della scrittura, Torino, Loescher, 1981.
CARDONA, GIORGIO R., I linguaggi del sapere, a cura di Corrado Bologna,
prefazione di Alberto Asor Rosa, Roma-Bari, Laterza, 1990.
CARRADA, LUISA, Scrivere per Internet, Lupetti, Milano, 2000.
CLOCKSIN, W ILLIAM - MELLISH, CHRIS, Programming in Prolog, Springer,
Berlin/Heidelberg, 1984.
COLOMBO, FAUSTO - EUGENI, RUGGERO, (1996), Il testo visibile, Carocci, Roma,
2001.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
193
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
COMBA, VALENTINA, Comunicare nell’era digitale, Editrice Bibliografica, Milano,
2000.
COVINGTON, MICHAEL A., Natural Language Processing for Prolog Programmers, Prentice Hall, Englewood Cliffs, 1994.
DE CARLI, LORENZO, Internet: memoria ed oblio, Bollati Boringhieri, Torino, 1997.
D‘AMBROSIO, MAX - PARRELLA, BERNARDO, Web Multimedia. La comunicazione
multimediale dai graffiti a Internet. Storia, strategie e tecniche, Apogeo, Milano,
1998.
FIORMONTE, DOMENICO, “Il computer e la scrittura: limiti e forme di un influsso” in
Ricciardi, Mario (a cura di), Lingua, letteratura, computer, Bollati Boringhieri,
Torino, 1996, pp. 65-92.
FORMENTI, CARLO, Incantati dalla rete: immaginari, utopie e conflitti nell’epoca di
Internet, Raffaello Cortina, Milano, 2000.
GIGLIOZZI, GIUSEPPE, Il testo e il computer, Bruno Mondadori, Milano, 1997.
JENSEN J. F., "Interactivity": Tracking a New Concept in Media and
Communication
Studies,
in
Paul
A.
Mayer
(ed.),
Computer
Media
Communication: A Reader, Oxford University Press, Oxford, 1999, pp. 160-187.
LANHAM, RICHARD, “Digital Rhetoric: Theory, Practice, and Property”, in Tuman,
Myron C. (ed.), Literacy Online. The Promise (and Peril) of Reading and Writing
with Computers, Pittsburg, University of Pittsburg Press, 1992.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
194
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
LANDAUER, THOMAS K., The Trouble with Computers: Usefulness, Usability and
Productivity, MIT Press, Cambridge (Mass.), 1995.
LANDOW , GEORGE P., Hypertext 2.0: The Convergence of Contemporary Critical
Theory and Technology, The Johns Hopkins University Press, Baltimore, 1992
(trad. it., L’ipertesto: tecnologie digitali e critica letteraria, Mondadori, Milano,
1993).
LANDOW , GEORGE P., L'ipertesto. Tecnologie digitali e critica letteraria [1997²],
Milano, Bruno Mondadori, 1998.
LEVY, PIERRE, L’intelligence collective. Pour une anthropologie du cyberspace,
éditions La Découverte, Paris, 1994 (trad. it., L’intelligenza collettiva. Per
un’antropologia del cyberspazio, Feltrinelli, Milano, 1996).
LUGHI, GIULIO, “Browsing e controllo del testo: intorno agli ipertesti narrativi” in
Ricciardi, Mario (a cura di), Lingua, letteratura, computer, Bollati Boringhieri,
Torino, 1996, pp. 94-114.
LUGHI, GIULIO, Parole on line: dall’ipertesto all’editoria multimediale, Guerini,
Milano, 2001.
MASI, MAURO, L’autore nella rete. Creatività e proprietà intellettuale nell’editoria
multimediale, Guerini, Milano, 2000.
MCLUHAN, MARSHALL, Understanding Media, Routeledge & Kegan Paul,
London, 1964 (trad. it., Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano,
1967).
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
195
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
MCLUHAN, MARSHALL, The Gutenberg Galaxy: The Making of Typografic Man,
University of Toronto Press, Toronto, 1962 (trad. it., La galassia Gutenberg:
nascita dell’uomo tipografico, Armando, Roma, 1976).
NEGROPONTE, NICHOLAS P., Being Digital: The Road Map for Survival on the
Information Superhigway, Hodder & Stoughton, London, 1995 (trad. it., Essere
digitali, Sperling & Kupfer, Milano, 1995).
NIELSEN, JAKOB, Designing Web Usability, New Riders, Indianapolis, 1999 (trad.
it., Web Usability, Apogeo, Milano, 2000).
ORTMANN,
SABRINA,
Netz,
Literatur,
Projekt:
Entwicklung
einer
neuen
Literaturform von 1960 bis heute, Berlinerzimmer.de Verlag, Berlin, 2001.
ORTMANN,
SABRINA,
Mein
Pixel-Ich:
Tage-bau.de
-
ein
literarisches
Onlinetagebuch, Berlinerzimmer.de Verlag, Berlin, 2001.
PACCAGNELLA, LUCIANO, La comunicazione al computer, Il Mulino, Bologna,
2000.
PANDOLCI, ALEARDA - VANNINI, WALTER, Che cos'è un ipertesto. Guida all'uso di
(e alla sopravvivenza a) una tecnologia che cambierà la nostra vita, anche se
noi stavamo benino anche prima, Roma, Castelvecchi, 1994.
PASQUALI, FRANCESCA, “I giornali online”, in "Problemi dell'informazione", 23, 1,
pp.109-123.
PASQUALI, FRANCESCA, “L'ipertesto narrativo”, in Colombo, Fausto - Eugeni,
Ruggero (a cura di), Il prodotto culturale. Teorie, tecniche di analisi, case
histories, Carocci, Roma, 2001, pp. 303-321.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
196
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
PASQUALI, FRANCESCA, “Reticoli”, in "Nuova Corrente", 43, 118, 1996, pp. 315344.
PASQUALI, FRANCESCA, “Utopie e topoi: la scrittura creativa in rete” in I margini
della cultura: media e innovazione, Angeli, Milano, 2001, pp. 69-81.
PERISSINOTTO, ALESSANDRO, Il testo multimediale: gli ipertesti tra semiotica e
didattica, Utet, Torino, 2000.
PETRUCCI, ARMANDO, “La scrittura del testo”, in Letteratura italiana, vol. IV,
L'interpretazione, Torino, Einaudi, 1985.
ROLSHOVEN, JÜRGEN, "GB und sprachliche Informationsverarbeitung mit LPS" in
Rolshoven, Jürgen - Seelbach, Dieter (eds.), Romanistische Computerlinguistik.
Theorien und Implementationen, Niemeyer, Tübingen, 1991, pp. 133-158.
ROLSHOVEN, JÜRGEN, "Lexikalisches Wissen in der Maschinellen Über-setzung",
in Blumenthal, Peter - Rovere, Giovanni - Schwarze, Christian (eds.),
Lexikalische Analyse romanischer Sprachen, Nie-meyer, Tübingen, 1996, pp.
85-100.
ROLSHOVEN, JÜRGEN, "Sprachliche Informationsverarbeitung", in Hoinkes, Ulrich
- Dietrich, Wolf (eds.), Kaleidoskop der lexikalischen Semantik, Narr, Tübingen,
1997, pp. 379-396.
SCAVETTA, DOMENICO, Le metamorfosi della scrittura. Dal testo all'ipertesto,
Scandicci (Fi), La Nuova Italia, 1992.
SILVERSTONE, ROGER, Why Study the Media?, Sage, London, 1999 (trad. it.,
Perché studiare I media?, Il Mulino, Bologna, 2002).
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
197
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
SIMANOWSKI, ROBERTO - HEINZ, ARNOLD L., “Digitale Literatur”, Edition Text u.
Kritik, Heft 152, Richard Boorberg Verlag, München, 2001.
VISCIOLA, MICHELE, Usabilità dei siti web, Apogeo, Milano, 2000.
W EHRLI, ERIC, L'analyse syntaxique des langues naturelles. Problèmes et
méthodes, Masson, Paris, 1997.
W OLLEY, BENJAMIN, Virtual Worlds, Blackwell Publishers, 1992 (trad. it., Mondi
virtuali, Bollati Boringhieri, Torino, 1993).
ZIMMER, DIETER E., Die Bibliothek der Zukunft: Text und Schrift in den Zeiten
des Internet, Hoffmann und Campe, Hamburg, 2000.
Webliografia
AA. VV., “Presse”, raccolta completa di articoli di quotidiani e riviste tedesche
che descrivono sin dall’inizio il progetto del salotto virtuale „Berliner Zimmer”,
disponibile in rete all’url <http://www.berlinerzimmer.de/presse.htm>.
Aa. Vv., Größenwahn im Poesiealbum, in „Der Spiegel“, Der Spiegelreporter
(1/2000), Rezension über Das gesellige Canapé. Die Renaissance der Berliner
Salons,
von
Cornelia
Saxe,
in
<http://www.amazon.de/exec/obidos/tg/stores/detail//books/3886793311/spiegel-reviews/ref=ed_tr_dp_2/302-5262007-3594439>.
ALEF, NICOLE M. A., Digitale Literatur: Produktion, Rezeption und Distribution,
2000, in <http://www.retiaria.de>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
198
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
BIRGIT, ANNA B., Friederike Liman. Briefwechsel mit Rahel Levin Varnhagen und
Karl Gustav von Brinckmann sowie Aufzeichnungen von Rahel Levin
Varnhagen und Karl August Varnhagen, Dissertation zur Erlangung des Grades
des Doktors der Philosophie beim Fachbereich Sprachwissenschaften der
Universität Hamburg. Eine historisch-kritische Edition mit Nachwort, Hamburg,
1996, p. 194, in <http://ww.sub.uni-hamburg.de/disse/395/Dissertation.pdf>.
DÖTTERL, SEBASTIAN, “Das Internet im Dienst der Literatur und der literarischen
Kommunikation“,
(Facharbeit),
1999,
in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/doetterl/doetterl.htm>.
ERNI,
REGULA,
“Netzliteratur:
(k)eine
Definition”,
in
<http://www.familyclan.com/netzliteratur_keine_def.html>.
FRÖMMERT, UTA, “Internetliteratur und Interaktivität: Gestaltungsmöglichkeiten
und Bedeutung“, in <http://userpages.fu-berlin.de/~ufrt/lit_im_net.html>.
HEIBACH,
CHRISTIANE,
“Creamus
ergo
sumus“,
in
<http://www.update.ch/beluga/digital/99/heibach.htm>.
HEIBACH, CHRISTIANE, “Literatur im Internet: Theorie und Praxis einer
kooperativen Ästhetik“, Berlin, 2000; disponibile anche in formato elettronico in
<http://www.dissertation.de/PDF/ch267.pdf>.
HETTCHE, THOMAS (Hg.), “Null: Online-Version”, Köln, 1999, disponibile anche in
formato elettronico in <http://www.dumontverlag.de/null/>.
IDENSEN, HEIKE, “Das Buch ist tot - es lebe das Hyperbuch!“, in
<http://www.heise.de/tp/deutsch/html/result.xhtml?url=/tp/deutsch/inhalt/sa/3462
/1.htmlwords=Hyperbuch>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
199
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
IDENSEN,
HEIKE,
“Die
Poesie
soll
von
allen
gemacht
werden!“,
in
<http://www.filmladen.de/dokfest/1995/poesie.htm>.
KLARMANN,
MICHAEL,
“Wo
Literatur
schneller
und
kürzer
wird“,
in
<http://www.heise.de/tp/deutsch/inhalt/buch/9507/1.html>.
KLINGER,
CLAUDIA,
“Was
ist
Internet
Literatur?“,
in
Internet“,
in
<http://home.snafu.de/klinger/lit/netlit.htm>.
KRAMER,
SARAH,
“Demokratie
und
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/Kramer_demokratie.pdf>.
MALDONADO, TOMÁS, Possiamo vivere in un sogno ma alla fine dobbiamo
svegliarci,
in
"Telèma",
199,
n.
16,
pp.
7-10,
in
<http://www.fub.it/telema/TELEMA16/Maldon16.html>.
MEHNERT, REINA, “Berliner Salon: Wiederbelebung einer Tradition“, in
<http://www.juedisches-berlin.de/Zeitgeschichte/Salons.htm>.
ORTMANN,
SABRINA,
“Gesellschaft
im
Internet”,
in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/gesellschaftiminternet.html>.
ORTMANN, SABRINA, “Literarische Salons in Berlin: Freiräume weiblicher
Emanzipation?“,
in
<http://www.berlinerzimmer.de/ortmann/wissenschaft/salons.htm>.
ORTMANN, SABRINA, “Elektronische Literatur - Kreativität oder Chaos?", in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/chaos/default.html>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
200
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
ORTMANN, SABRINA, “Neu? Netzautoren. Erscheinungsformen der Literatur im
Internet”, articolo pubblicato sotto il titolo di “Literatur im Netz und Netzliteratur”
in “Germanistik im Internet“, Ritz, Informationsmittel für Bibliotheken, Beiheft 8,
Deutsches
Bibliothekinstitut,
1998,
Berlin
e
in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/netzlautoren/referat2.html>.
ORTMANN,
SABRINA,
“Vom
Netz
zum
Buch”,
in
Internet“,
in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/vomnetzzumbuch.html>.
ORTMANN,
SABRINA,
“Gesellschaft
im
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/ortmannnetzgesellschaft.pdf>.
ORTMANN, SABRINA - PETER, ENNO, “Erosa“, in <http://www.erosa.de>.
ORTMANN, SABRINA - PETER, ENNO, “tage-bau - Schreiben am Tag“, in
<http://www.tage-bau.de>.
PETER, ENNO, “Publizieren ohne Papier: anhand von Literaturzeitschriften im
World
Wide
Web“,
(ein
Studienarbeit),
in
<http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/pop/index.htm>.
PURWIN, RENÉ, "Maschinelle Übersetzung. Der PC hat als Dolmetscher nicht
den besten Ruf", in "FAZ“, 4.8.1998.
SCHRÖDER,
DIRK,
“Liebe
Netzliteratur“,
in
<http://imail.iuveno-
net.de:11580/Netzliteratur/Members/juh/DirkScroeder/Inl>.
SIMANOWSKI,
ROBERTO,
Typologisierung”,
in
“Digitale
Literatur:
Begriffbestimmung
und
<http://www.dichtung-digital.de/Simanowski/28-Mai-99-
1/typologie.htm>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
201
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
SIMANOWSKI, ROBERTO, “Digitale Literatur: Definition und Merkmale”, in
<http://www.dichtung-digital.de/Simanowski/28-Mai-991/Was_ist_digitale_Literatur.htm>.
SUTER, BEAT, "Ein neues Literaturmilieu: zwischen Transfugalität und Eventualität“,
in
<http://www.netzliteratur.net/suter/kassel.htm>
o
in
<http://www.dichtung-digital.de/Forum-Kassel-Okt-00/Suter/index.htm>.
Sitografia
<http://www.berlinerzimmer.de>: “Berliner Zimmer: Der Salon im Netz seit
1998“, il salotto letterario on-line berlinese, fondato da Sabrina Ortmann e Enno
E. Peter.
<http://www.erosa.de>: progetto di letteratura erotica all’interno del salotto
„Berliner Zimmer“.
<http://www.tage-bau.de>: progetto letterario di scrittura creativa e collabotariva
all’interno del salotto „Berliner Zimmer“, in cui cinquanta autori provenienti da
diversi paesi pubblicano i propri contributi e possono commentare o continuare
quelli degli altri autori.
<http://www.retiaria.de>: pubblicazione della „Magisterarbeit” di Nicole Alef,
studentessa alla Ruhr-Universität Bochum, giugno 2001.
<http://www.netlit.de>: portale di letteratura digitale al cui interno si possono
trovare indirizzi di concreto prodotti di letteratura digitale.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
202
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
<http://www.heise.de/tp/>: “Telepolis”, giornale in Rete (“Heise on-line”) con
notizie del giorno riguardanti la Germania.
<http://www.literaturzeitung.de> o <http://www.poetik.de>: giornale letterario
che propone concorsi letterari.
<http://www.netzeitung.de>: giornale on-line con tipologia prettamente per il
web, senza supporto cartaceo.
<http://www.netzliteratur.de>:
portale
della
Mailinglist
riguardante
la
„Netzliteratur”.
<http://www.dichtung-digital.de>: rivista sulla teoria dei media e sull’estetica,
sulla cultura, sull’arte e sulla letteratura digitale, fondata nel 1999 da Roberto
Simanowski.
<http://www.rilke.de>: home page del poeta Rainer Maria Rilke.
<http://www.ourworldcompuserve.com/homepages/>: home page di Elfriede
Jelinek.
<http://www.systransoft.com>: sito in cui si spiega l’utilizzo di sistemi di
traduttori automatici, come „SYSTRAN”, che vengono sviluppati sotto il
patroncinio della UE.
http://www.p0es1s.net>: “p0es1s - internazionale digitale poesie”, il portale di
letteratura e arte digitale e di scrittura creativa.
<http://promo.net/pg/>: url ufficiale del progetto „Gutenberg”.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
203
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
<http://promo.net/pg/vol/wannabe.html>: introduzione all’iniziativa „So you
wanna be a Gutenberger?” per diventare volontari di questa libera
associazione.
<http://www.liberliber.it>: associazione culturale apolitica e senza fini di lucro,
con lo scopo di ottenere sempre nuovi iscritti volontari per la crescita della
biblioteca telematica ad accesso gratuito.
<http://www.liberliber.it/servizi/link/mondo/inglese.html>:
descrizione
delle
diverse iniziative analoghe in giro per il mondo, fra le quali il progetto Manuzio,
ospitato dalla associazione „LiberLiber”.
<http://ipertesi.url.it/siti/lettling/gutenberg.htm>: spiegazione della filosofia che
ispira il progetto „Gutenberg”.
<http://www.spao.it.ch/internet/altri/int661_gutenberg.html>:
descrizione
riassuntiva del progetto „Gutenberg”.
<http://www.gutenberg2000.de>: progetto di creazione e archiviazione di e-text
in lingua tedesca; c’è anche la possibilità di acquistare l’intero archivio offline.
<http://www.mediatel.it/liberliber/siti/mondo>: sito di segnalazione di altri siti di
interesse letterario nel mondo (in particolare letteratura francese, inglese e
americana, norvegese, olandese, spagnola, svedese, tedesca e classiche).
<http://www.mla.org/>: sito ufficiale della „Modern Language Association” che
stabilisce criteri internazionali per le citazioni online.
<http://www.berliner-geschichtsalon.de/html/canape.htm>:
storia
dei
salotti
letterari berlinesi fino ai giorni d’oggi, con riferimento particolare al volume di
Cornelia Saxe, Das gesellige Canapé. Die Renaissance der Berliner Salons.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
204
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
Lista di link per la letteratura digitale e la teoria:
Berliner Zimmer: <http://www.berlinerzimmer.de/eliteratur/links.htm>;
Gegen@nfang: <http://www.provi.de/~stillich/verweise.htm>;
Eletcronic Literature Directory: <http://www.cyberfiction.ch/liste.asp>;
Hyperizon: <http://www.duke.edu/~mshumate/hyper_fic.html>;
Stadtbücherei Stuttgart: <http://www.shuttle.de/buecherei/salon1.htm>;
Wortwaal.de: <http://www.wortwaal.de/>.
Mailinglist per la letteratura digitale:
Netzliteratur: <http://www.netzliteratur.de>;
Nettime: <http://www.nettime.org/>;
Rhizome: <http://www.rhizome.org>;
Rohrpost: <http://www.mikro.org/rohrpost/>.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
205
Tesi di laurea di Gesuina GAITI - matr. 24013: “Lo studio del caso
www.berlinerzimmer.de. I salons letterari tedeschi: tradizione ed evoluzione
di una proposta culturale.”
"E' proprio la possibilità di
realizzare un sogno che
rende la vita interessante."
PAULO COELHO
Colgo l’occasione per ringraziare la Prof.ssa Elena Agazzi e la Prof.ssa
Francesca Pasquali per l’indispensabile aiuto profuso nella coordinazione del
lavoro.
Desidero inoltre esprimere la mia particolare riconoscenza a Sabrina Ortmann,
che ha sempre dimostrato un vivo interesse verso il mio progetto e una ripetuta
disponibilità.
Da ultimo ricordo di cuore chi ha incrociato il proprio cammino dell’università col
mio, chi ha sopportato e supportato le mie scelte per il mio futuro, chi mi ha
sostenuta fino alla stesura della tesi.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Indirizzo Scienze delle Comunicazioni - A. A. 2001-2002 - Relatrice: Chiar.ma
Prof.ssa Elena AGAZZI - Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Francesca PASQUALI
206

Documenti analoghi

Delibera del Direttore Generale n° 921 del 30.12.2011

Delibera del Direttore Generale n° 921 del 30.12.2011 licenze Picasso e Totem, supporto esteso) resta imputato al conto economico cod.0507050101 “Manutenzione software program-

Dettagli

Determinazione n°1693 del 20.06.2014.

Determinazione n°1693 del 20.06.2014. attribuite ai Dirigenti dell’ASL n° 5 di Oristano le funzioni previste dall’art. 4 del D. Lgs n° 165/2001 e s.m.i.; VISTO l’atto deliberativo del Commissario n° 737 del 29/07/2010 con il quale è st...

Dettagli