donna triste

Transcript

donna triste
Nuova Evangelizzazione
Sussidio n° 2
I edizione
P. Massimo Rastrelli S.J.
“…Maria, “Rallegrati…”
Manuale per coloro,
che soffrono di depressione
e per coloro, che li assistono e li aiutano.
“… Le donne spaurite avevano il volto chinato a terra…” (Luca,
24,5)
Istruzioni per l’uso:
In questo manuale trovi una psicoterapia: (la teoria e la
pratica).
Se leggerai tutto,
Se farai quello, che ti viene detto di fare,
tu puoi uscire dalle tue sofferenze
e puoi farlo con le tue capacità e con i tuoi piedi.
Parte prima: psicoterapia teoretica,
necessaria
per una formazione di una mentalità sana.
Ti aiuto per fare una necessaria
concreta “psicoterapia” fondamentale.
e
I° Due, parole a tu per Tu.
Tu soffri molto.
Siccome il dolore ti punge e ti assedia, tu
soffri, e soffri anche di più, perché ti ripieghi sul
tuo dolore: ci pensi continuamente, e tutto il tuo
tempo lo passi a pensare, che sei “depresso”.
Più ci pensi, più ne soffri.
Più ne soffri, più ne parli.
Più ne parli, e più ti convinci, che, se sei
depresso, hai tutte le ragioni di questo mondo per
essere depresso, perché sei effettivamente
depresso, e pensi, che hai ragione di essere
depresso, e che devi essere “depresso”.
Tu ti presenti sempre con il viso lacrimoso.
Il tuo volto è tutto una immagine di tristezza.
Se ti vedi allo specchio, ed il tuo volto ti
rattrista, allora, nel guardarti allo specchio, ecco,
che subito pensi, che sei “depresso”, e ti rattristi
di più.
Chi ti visita, assume, anche lui, un volto triste.
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E lo fa, perché gli sembra brutto mostrare
serenità e gioia, a te, che sei, tutto e soltanto,
tristezza.
Allora, tu che sei sempre triste, rattristi te
stesso, e rattristi la tua famiglia; e rattristi gli
amici.
Ed anche per te vale, quello, che abbiamo
detto.
Tu, triste generi tristezza, e produci tristezza !
A questo punto, tu finisci per credere, che tu
non puoi non essere triste: tu pensi, che hai il
“dovere” di essere triste, e così “ti obblighi” ad
un dovere ambientale, che diventa sempre più
esigente.
Tu ti fai schiavo di un “dittatore mentale e
psicologico” che non esiste in se stesso, ma che è
messo su da te stesso.
Il Professor Giuseppe Moscati:
S. Giuseppe Moscati, diceva: “… questo male è
nella vostra testa…”
E mentre, tu, ti obblighi alla tristezza, che fa
soffrire tanto, tutti quelli, che ti avvicinano, si
obbligano a fare “i tristi”, ed, in questo modo, ti
incoraggiano alla tristezza.
E, se qualcuno non sta a questo gioco, e
trattando con te, si mostra sereno ed allegro,
viene ritenuto persona senza “sensibilità” e
cattiva”.
Viene, addirittura, rimproverato.
Viene rimproverato da uno; poi, viene
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rimproverato da un altro; poi, viene rimproverato
ancora da altri: e finisce, per tal via, anche lui,
per credere, che ha sbagliato: finisce per credere,
che Tu fai bene ad essere triste, e che lui sbaglia
ad essere sereno ed allegro.
Andando a casa, magari, cercherà di essere
triste, anche lui, di fronte alla moglie, e dinanzi ai
figli, e penserà, in questo modo, di diventare “più
maturo”.
Poi, in casa sua avverrà quello, che avviene
sempre, quando ci facciamo tristi: io ti faccio
pensare ad un principio generale, e, tu, vedi un
po’, se non è forse vero !
Marito triste, marito afflitto.
Marito afflitto, marito affliggente.
Marito affliggente, moglie triste ed afflitta.
Moglie afflitta, moglie affliggente.
Moglie affliggente, marito, più che mai afflitto.
E così via…
Questo è il principio generale a cui ti faccio pensare.
Che ne pensi ?
Ti sembra vero come fatto innescato nelle
dinamiche psicologiche interpersonali ?
Non dico, che tu voglia queste cose.
Tu neppure ci pensi.
Ma queste cose, poi, avvengono, e credo che io, che
ci penso, io che le vedo, e che le so, debba proprio
aiutarti, perchè ci pensi un momento anche tu.
II° Caro, amico… Gentile Signora, ma che seme stai
seminando nel bel campo della tua vita gioiosa ?
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Dunque, da quello, che abbiamo detto,
possiamo concludere, e possiamo sapere bene,
che la tristezza è una “cultura”, o, per dirla più
chiaramente, è una “coltivazione”, che, magari,
inconsapevolmente “la si coltiva” in se stessi.
E se coltiviamo in noi stessi, la tristezza, il
campo che, poi, siamo noi: cioè, coltiviamo in un
“campo”, che è la nostra persona stessa,
ne
rimane “contagiato” ed “avvelenato” con dolore
e con danno, che, prima di tutto, è tutto
nostro, ma che fa anche male a coloro che
amiamo.
Tu hai detto, sempre ed a tutti, che sei
“depresso”.
Ma, hai mai pensato, che il “depresso”, soffre
per un “raccolto” di sofferenza, “seminato” e
“coltivato”, che ciascuno fa in se stesso e da Se
stesso ?
Quindi, chi è “depresso”, può fare molto, per
non essere depresso, ma non lo sa, e, quindi,
nulla fa.
Ma chi è “depresso”, qualche volta, o meglio
dovremmo dire quasi sempre, non crede al fatto,
che può fare molto per non coltivare la tristezza,
e che può fare tutto per non coltivare la tristezza.
E, quindi, siccome non crede al fatto, che è
proprio
lui a “coltivare”, in se stesso,
la
tristezza, non fa nulla per correggersi.
E, poi, dice: che lui è sempre depresso.
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III°
Resti
sottomesso
alla
“dittatura”
mentale,
psicologica
ed
ambientale
della
tristezza.
L’essere sotto dittatura è un fatto tristissimo,
che non fa altro, che aggiungere tristezza a
tristezza.
Il consegnarsi ad una “dittatura” è sempre un
fatto folle.
Il consegnarsi ad una “dittatura” è cosa, che
fanno uomini, che per quell’abbandonarsi ad un
“andazzo” circostante della collettività meno
cosciente, vivono senza personalità propria
evoluta, e senza approfondirsi nelle “motivazioni”
della propria vita e senza impegnarsi, neppure
minimamente,
per
valorizzare
quel
dono
immenso, che è la propria vita, che Dio dona e di
cui dovremo rendere conto.
E quando ci si assoggetta ad una “dittatura” ,
si accetta, in partenza, a fare il male, e a fare quel
male, che da se stessi non si penserebbe mai di
fare.
Gli uomini e le donne della nostra generazione
ne hanno fatta una terribile esperienza: ne hanno
fatto, anzi, “terribili esperienze”, che mai
avrebbero pensato di poter fare, e che, poi,
quando, hanno dovuto ammettere che quelle
orribili cose erano avvenute davvero, hanno
dovuto faticare non poco, per ammettere che, le
cose stavano proprio in quel modo.
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E tutto quel male orribile è avvenuto, perché,
qualcuno ha consegnato se stesso a qualche
“dittatura”.
Ma, poi, a pensarci, un po’ dovemmo
ammettere
qualcosa
che
ci
sembrava
inconcepibile, e che, cioè, non qualcuno, non l’una
o l’altra persona, ma popoli interi, si erano
assoggettati alle “dittature”, in cui vennero ad
imbattersi nei giorni della loro esistenza terrena.
Alludo ad un popolo che fu o Nazista o Comunista,
o collaboratore con qualsiasi “dittatura”, che si
instauri sulla faccia della terra.
Parlo di “dittature”, macroscopiche, sociali e
politiche.
Ma la “dittatura” di cui soffre chi si assoggetta
ad una “dittatura” , “mentale”, che si impone alla
propria persona per via di fattori sociali e politici,
ma, che viene instaurata da propri stolti
“assecondamenti” di comodo, a visioni interiori
delle cose, viziose e non vere: fatte di stupidi
luoghi comuni e di occulti orgogli e superbie,
cattive.
Tutto questo è certamente folle, e dimostra,
che chi si abbandona a simili derive, si fa folle, ed
in fin dei conti, vuole, anche, essere folle.
Incredibile !
Posti dinanzi a così assurda realtà, dobbiamo
anche riconoscere, che il “depresso”, è il più folle
dei folli !
IV° La “oppressione”
e la debolezza dei
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volenterosi.
Il depresso è un soggetto “contagioso”.
Chi vive con un “depresso”, rischia fortemente
di divenire “depresso” lui stesso.
Si atteggia a compassione solidale nei riguardi
del “depresso”.
E, nel farlo, si rifugia in una falsa motivazione,
in fondo orgogliosa di se stessa e non buona:
dico: bisogna, forse, compatire ed assecondare,
chi si distrugge da se stesso, come, appunto, fa,
chi si abbandona alla depressione ?
E’difficile stare con un “depresso”: su questo
siamo d’ accordo.
Ma il fatto, che aiutare un “depresso”, sia cosa
difficile e molto costosa, non autorizza a fare un
male; ed a fare un male tanto grande, come
sarebbe assecondare, chi fa a se stesso, un male
tanto grande.
Un problema c’è.
Il problema in questo caso, è in chi sta vicino
al “depresso”.
Il problema sta tutto nel fatto, che si sia
convinti personalmente di quello, che stiamo
dicendo.
Sta il fatto, che il “depresso” è un soggetto
“contagioso”.
Sia chi è “depresso” , sia chi vive accanto ad
un “depresso”, lo sanno bene.
L’ uno e l’altro lo sanno.
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L’ uno e l’altro lo vedono.
Ma entrambi cercano di “rimuovere” questa
brutta e dolorosa realtà.
E la rimuovono psicologicamente e lo fanno,
perché, una siffatta realtà, è a loro tanto sgradita,
e, così facendo, peggiorano il loro male, e
coinvolgono molto negativamente, chi li aiuta.
Chi vive con un “depresso” vive in una
continua “oppressione” psicologica: che lo
“asfissia” e gli “blocca” gli orizzonti interiori, per
cui viene profondamente ridotto, nella sua
“personalità”, nelle sue stesse risorse di
“iniziativa vitale” e di “inventività”.
V°Le medicine. La fiducia nelle medicine.
Chi è “depresso” pone molta fiducia nelle
medicine.
Le medicine lo disobbligano dall’ impegnarsi in
un lavoro psichico, tanto più necessario, quanto
più difficile e faticoso.
“Lavoro psichico”, che proprio perché faticoso,
viene sempre accantonato e non considerato, da
chi dovrebbe impegnarsi a farlo, cioè dal
“depresso” e da chi gli vive accanto.
Al “depresso” bisogna dire senza mezzi
termini:
“Tu speri nelle medicine”.
Qualcuno ti assicura, che le medicine curano e
fanno miracoli.
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Ma questo non è vero, è un inganno di cui
soffri, e che tu stesso ti procuri: perché, alla
prova dei fatti, non è reale.
Se alcune medicine fanno bene, non lo è
certamente per le medicine psichiatriche.
Ci sono medicine psichiatriche, che aiutano nei
casi e nei momenti “parossistici!, perché danno al
soggetto psichicamente “agitato” una certa
“sedazione”, che può, in taluni casi, essere utile
o necessaria.
Ma bisogna rendersi conto di come agiscono,
quei medicinali, cioè,
su quali meccanismi
fisiologici
quei
“medicinali
psichiatrici”
intervengano.
E si sa bene come quei “medicinali
psichiatrici” intervengono.
Intervengono
sul
sistema
nervoso,
producendo una situazione di “blocco”, di
attivazioni nei sistemi nervosi: “blocchi” che sono
utili, quando bisogna fronteggiare una situazione
di agitazione non controllabile, ma, che, poi,
producono un “ottundimento” generale, che porta
ad uno stato di “istupidimento” molto penoso e
non buono.
Ero fuori alla sede di un ambulatorio di “igiene
mentale” in Veneto.
Molti pazienti erano lì.
Ricordo, che uno degli uscieri mi disse: “Qui
nessuno guarisce”.
Si effettuano cure, ma i
malati non
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guariscono.
I malati vengono sedati: si vedono intristire, e
si vede, che “istupidiscono”.
Una donna mi disse che a seguito di medicine
psichiatriche, non era migliorata, ma aveva avuto
delle disfunzioni, per cui si era enormemente
ingrassata.
E questo aveva peggiorata la depressione.
Questo è un fatto: è bene saperlo.
Quando si è in sofferenza, bisogna stare
attenti a non aggravare la propria situazione.
VI°La depressione è un autentico “guaio".
Come ben si vede dalle cose dette, il
"depresso", si ritrova in una
situazione
esistenziale, che è un autentico guaio sia
personale, sia famigliare.
Ma che vita vive.
Si ritrova a chiudere gli occhi su ogni gioia
della vita anche quotidiana, e a tenere gli occhi
esageratamente aperti su tutti i guai e le tristezze
della vita.
Ed alimenta, in
se stesso, soltanto le
tristezze, con l' effetto di "mortificare" la vita
stessa.
La particolarità del guaio di cui soffrono i
depressi, è che questo loro soffrire è purtroppo
volontario, non nel senso, che lo vogliono con
aperta e lucida coscienza, ma nel senso, che
assecondano un lasciarsi "intrappolare", da quei
meccanismi psicologici, che sono abbastanza
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evidenti, ma, che essi nascondono a se stessi,
perchè rifiutano quel minimo sforzo, che
normalmente si deve fare, per controllare la
"luce" o il "buio" del nostro vivere.
Ci sono persone "luminose: le chiamano
"solari".
Per contrasto, ci sono persone oscurate
dentro, ci sono persone psichicamente "oscure" e
che vedono nero: sono persone "tenebrose".
VII° La depressione è un
autentica emergenza sociale.
grave
ed
Ma c'è un fatto, che dobbiamo proprio rilevare.
La "tenebrosità" delle persone
e delle
famiglie in cui vivono le persone depresse, non si
limita alla loro
case, ma è
fortemente
contagiosa, sicché influenzano molto l'ambiente,
quello degli amici, quello del quartiere: ci sono
paesi e città e nazioni, che vivono influenzati da
quella nefasta e sconsolante "tenebrosità".
Attenzione !
Viviamo in una umanità ottenebrata dalle
tristezze, quelle “serie”, e quelle “non serie” , e
talvolta ”immaginarie”.
VIII° La depressione è un peccato: ed è
un peccato obbiettivamente grave.
Il "depresso" si sente "vittima" di un male,
che lo avrebbe attaccato e sopraffatto, e chiede di
essere "compatito".
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Il
"depresso"
non
pensa
neppure
lontanamente di poterne avere, proprio lui,
qualche colpa e qualche responsabilità.
I depressi non ci pensano e sono, quindi, in
buona fede. E non ci pensano, perché sono chiusi
nelle loro “immaginazioni” soggettive e spesso
patologiche.
Per di più, chi visita i "depressi", anche Lui è
preso da un "errore collettivo".
Penserà, che non deve affliggere, chi, già è
tanto afflitto.
Finché le cose rimangono così, tutto resterà
in una situazione ristagnante umanamente
fallimentare.
Tutti se ne accorgono nel senso, che
avvertono un malessere, che fa stare male.
Avvertono quel malessere personale, famigliare
ed ambientale: avvertono il fatto, ma non vanno
oltre, e non guardano alla causa di quel fatto: non
si domandano la causa di quel malessere.
Ma non si approfondiscono sugli atteggiamenti
umani, che determinano quelle tristezze e quella
“tenebrosità” opprimente.
Pensano che quelle “tristezze” vengano dall’
“Ambiente” e dalla stessa condizione della
umanità, collettivamente e socialmente presa.
Tutti
gli
"attori"
del
dramma
della
depressione, menzionati, sono evidentemente
coinvolti in “un accecamento”, ed in “un peccare”
"collettivo”: peccare, che per il fatto di essere di
tutti o di molti, non toglie, che sia, anche, una
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responsabilità personale, di cui ci si deve
esaminare e di cui bisogna proprio pentirsi.
Attenzione !
Il prenderne coscienza, porterà, nella persona
"depressa", ad un aggravio di
preoccupazioni morali e di coscienza di colpa, ma
porterà il beneficio immenso di una liberazione
del mondo interiore della persona del "depresso"
da un errore, che per essere un errore collettivo,
pesa come un “macigno”, che schiaccia e che
uccide.
Ne seguirà un immediato benessere interiore,
che impegnerà il "depresso" a liberarsi di tutte
quelle “tenebre” mentali e psichiche, che sono il
fattore principale del suo male.
Il "depresso" si darà, allora, da fare, per
liberarsi dalle tante sue paure, dal suo acuto
pessimismo, che si credeva fosse caratteriale, e
che, invece, dipendeva dal suo “interiore buio”
fatto dalle sue impressioni, dalle sue sensazioni,
dalle sue idee, e di conseguenza,
dalle sue
esperienze di malato psichico e mentale.
Il "depresso" impara, allora, a vincere quell’
ottenebramento patologico, che prima credeva
invincibile, e, che subiva del tutto passivamente.
Guardiamo in faccia quel nemico, che si
annida nel cuore, perché invitato da chi non lo
conosce e, che, che fino ad oggi lo ha sempre
subito, e che deve imparare, da oggi stesso, a
scoprire ed a riconoscere ed a combattere ad a
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vincere.
Coraggio !
Non dobbiamo avere paura di farci coraggio,
ma dobbiamo avere paura di non farci coraggio e
di restare succubi delle nostre paure.
Il coraggio ci libera, e ci fa uscire dal
“carcere“, in cui nessuno ci ha chiuso, ma nel
quale siamo andati a chiuderci da noi stessi !
Ci siamo chiusi in camera e non abbiamo
aperta più la finestra.
Stiamo tanto male!
Coraggio: apriamo la finestra !
Dobbiamo vedere, che cosa c’è fuori.
Dobbiamo respirare aria salubre, nuova e
pulita !
Dobbiamo imparare a curare il nostro mondo
interiore, con una particolare “igiene interiore”,
psichica, psicologica e mentale”.
Non è difficile.
E’ facile.
Dobbiamo soltanto imparare a farlo.
Tu che dici di essere "depresso", sei uno su
cui sono cadute addosso tante paure.
Ora senti, che le paure ti hanno imprigionato,
e che, tu, non puoi più muoverti.
Vogliamo provare a guardare in faccia quei
pesi che ti schiacciano ?
Vogliamo provare a guardare in faccia a quelle
paure che, tu, non vedi più, ma, che sono lì: ma
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che agiscono e ti schiacciano ?
Prova a dare un volto ed un nome alle tue
paure.
Prova a non subire le tue paure.
Fa in modo da attivare in te una paura
contraria a quella, occulta, che ti opprime.
Per esempio: ti aiuto a portare fuori allo
scoperto una tua paura occulta.
Tu hai paura di essere "depresso".
Allora tu ci pensi e pensi, che sei "depresso",
e lo diventi davvero.
Ma tu hai, anche, paura di essere malato.
Bene, chiarisciti le idee.
Di a te stesso: io ho paura di essere malato.
Di a te stesso: io debbo avere paura di essere
malato.
Se fai, come ti sto dicendo, tu attivi una paura
sana, contro una paura non sana ed occulta, che
tu ti porti dentro.
Se farai così, con decisione ferma, e con forza, e,
se lo farai più volte al giorno: la paura occulta si
dissolverà e tu diventerai libero, e la brutta
“oppressione” del "depresso", si dileguerà, senza
fatica, e tu ti meraviglierai.
Facciamo un altro esempio: Tu hai paura di
dare fastidio a coloro, che ami, e che sono con te.
Tu non vuoi essere di peso a nessuno.
Tu non pensi di essere complice della tua
depressione che ti opprime.
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Se ci penserai, e ci crederai, attiverai contro il
tuo stato di depressione, la paura contraria, e tu
diventerai libero, e la brutta “oppressione” del
"depresso", si allontanerà da te, e si dileguerà,
senza fatica, e tu ti meraviglierai.
Devi attivare dentro di te le paure, che ti
liberano, invece di coltivare dentro di te le paure,
che ti schiacciano e ti bloccano.
Così per dileguare, dentro di te, il peso della
depressione, devi attivare, dentro di te, la forza di
amori, che sono dentro di te, e che sono
profondamente sentiti da te, come “l’amore di
Dio” e della “Volontà di Dio”, cioè l’amore del non
voler, tu, deludere Dio, che ha progettato per te
un meraviglioso progetto di vita umana personale
e sociale, che tu devi realizzare nella storia di
questo nostro tempo, e nel contesto grandioso di
tutti i tempi.
Se ci pensi e, se ti fai un po’ di esame di
coscienza, ti renderai conto, che, a Dio che Ti ama
, e che ha per te progetti meravigliosi, ci pensi
molto poco, o, piuttosto, che non ci pensi mai.
No !
Tu fai così, non perché tu non vuoi amare Dio.
Ma lo fai perchè sei mentalmente bloccato.
Sei chiuso nelle tue tristezze manifeste e
perduranti.
Sei bloccato in paure, che non vuoi, e non puoi
muoverti nell’ amore e negli affetti, che vorresti
vivere e godere.
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Se tu “depresso” pensai po’ di più a coloro che
ti amano, pensa a non rattristarli.
Tu hai il dovere di essere gioioso.
Tu devi proprio sapere, che chi è triste,
rattrista gli altri.
La tristezza è un veleno.
Chi è “depresso” lo sa molto bene, e lo sa
anche più e meglio degli altri.
Quindi, più degli altri, si può e si deve dare da
fare, per non rattristare colui e colei, che lo
amano, e che lui o lei stesso, ama.
Ho visto madri in guai insopportabili, farsi
forza per non rattristare i figli, e riuscirvi, in modo
egregio, non per un giorno, ma per mesi, per anni,
e qualche volta, per una vita intera.
Ho
visto
uomini
illuminati
dal
forte
comportamento di una moglie, che non ha mai
accettato di lasciarsi influenzare dalle tristezze,
anche quando avrebbe avuto tanti motivi seri, per
essere triste.
Ho visto uomini farsi forza per consentire alla
moglie un po’ debole psichicamente di vivere
serena.
Ho visto persone molto giovani e perfino
bambini farsi forza, per non fare preoccupare i
genitori.
La storia è piena di storie di gente umile e
comune, o di Santi, che, da un letto di dolore,
hanno rasserenato il mondo di coloro, che li
incontravano e li visitavano.
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Noi conosciamo molte di queste storie
meravigliose.
Gli esempi dei forti debbono fare scuola e
debbono aiutare i deboli.
C’ è la virtù della “fortezza” che illumina di
serenità e di sano e reale ottimismo la vita degli
uomini.
Il Catechismo della Chiesa cattolica che lo
insegna.
C’ è, poi, un altro dono di Dio che è un dono
dello Spirito Santo: c’ è il dono della “fortezza”,
che potenzia gli uomini che credono e che
pregano: il dono dello Spirito Santo abilita le
persone credenti affinché illuminino di serenità e
di sano e reale ottimismo la vita degli uomini.
Il Catechismo della Chiesa cattolica ce lo
insegna.
La esperienza degli uomini, che contattano
persone credenti e di vera preghiera, lo sanno
molto bene.
Ci sono esperienze umane bellissime, che
possono rasserenarci.
Dobbiamo cercare di farle nostre: dobbiamo
farne tesoro.
Ci sono a nostra disposizione esempi e storie
realissime, che debbono fare scuola, perchè sono
aiuti e sono doni, che la ottima misericordiosa
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Provvidenza di Dio Padre mette a nostra
disposizione, e sarebbe veramente stupido, da
parte nostra, lasciare perdere tali doni e aiuti.
Tu che soffri domandati un po’: Tu conosci
siffatte persone credenti, di preghiera vera e di
gioia ?
Se devi onestamente riconoscere, che non ne
conosci, cerca di conoscerle.
Le troverai certamente e facilmente tra quella
gente, che parla di Dio, e che frequenta la Chiesa.
Sai, quindi, dove cercarle.
Quante persone sono state fortemente aiutate
ad uscire dalle “ombre di morte” di scoraggiamenti e
di depressioni.
E, se loro hanno gioito, ed hanno sperimentata
una resurrezione effettiva psicologica, famigliare,
sociale e morale e religiosa: se loro, perché non
tu ?
Di a te stesso: se loro, perchè non io ?
E se io posso vivere come loro la loro
bellissima esperienza liberatoria: se posso anche
io passare da una vita vissuta nell’ ”..ombra di
morte…”, ad una vita completamente diversa,
irradiata dalla “luce” della trasfigurazione gloriosa
di Gesù: irradiata dalla “luce” della Resurrezione
gloriosa di Gesù: irradiata dalla “luce” della vita
di Gesù Risorto, donata e partecipata da Dio
Padre e da Gesù, a coloro, che credono in Gesù,
vero Uomo e vero Dio, Figlio di Dio, morto e
Risorto.
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Quindi, se vedi, che anche Tu puoi, e puoi
realmente.
Tu, allora, devi darti da fare, e, per prima
cosa, devi prendere una decisione seria.
Non devi fare parole, e discorsi, e propositi,
vuoti ed inconcludenti.
Tu devi prendere una decisione definita con
chiarezza,
pubblicamente
dichiarata
nell’
impegno, che comporta, in modo che, lo sappiano
coloro con cui vivi.
Tu devi dire a coloro, che vivono con te:
attenzione !
Io prendo una decisione seria.
Io mi sono accorto, che sono un grande
egoista, perché oscuro, intristisco e avveleno la
mia e la vostra vita.
Io mi sono accorto, che sono un grande
peccatore, perché, a Dio, che mi ha offerto tanta
vita e tanta gioia, io ho risposto negando tutti i
suoi doni, e accecando i miei occhi, sulla realtà, di
tutto il suo Grande Amore.
Io mi sono accorto, che sono un Grande
peccatore, perché avrei potuto ed avrei dovuto
mettermi vicino a voi, e tra di voi, da persona
“illuminata” e da persona ”illuminante”, e voi ben
sapete come, invece, ho intristito le vostre
persone, che pure pensavo e dicevo di amare.
In questo modo non sono stato, per voi,
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
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“verità” , ma sono stato, purtroppo, “falsità”; non
sono stato per voi “un bene”, ma sono stato per voi
“un male”.
Io, per tutto questo e per tanto altro, prendo
una decisione seria e forte, e confido che, anche
voi, mi vogliate aiutare a passare da tristezza a gioia
di vita bellissima.
IX Raccogliamo le nostre idee
Bene! Adesso credo, che, Tu, abbia capito
bene alcune cose molto importanti.
La prima cosa che hai capito è, che, tu se sei
un “depresso”, lo sei in gran parte, anche perché
lo vuoi, e perchè ti consegni, pigramente, alla
depressione.
La seconda cosa che hai capito è, che, tu se sei
un “depresso”, lo sei in gran parte, anche perché
lo vuoi, e lo vuoi perchè non hai fatto nulla di
tutto quello, che potevi fare, per non deprimerti, e
quindi, ti sei consegnato, pigramente, alla
depressione.
La terza cosa, che hai capito è, che, tu se sei
un “depresso”, lo sei in gran parte, anche perché
lo vuoi, e lo vuoi, perché, non hai mai preso una
decisione possibile e buona, ed, in questo modo, ti
sei dato e ti sei consegnato, pigramente, alla
depressione.
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
La quarta cosa, che hai capito è, che, tu se sei
un “depresso”, lo sei in gran parte, anche perché
lo vuoi, ed hai capito, che non lo devi
assolutamente essere, e che, a tal fine, devi
assolutamente prendere una decisione seria e
forte, perché, se non lo fai, ti consegni,
pigramente, alla depressione.
C’è, poi, una quinta cosa che hai capito: hai
capito come devi fare, cosa che, dal punto di vista
pratico, è molto importante, e direi è la più
importante.
Parte seconda. “Psicoterapia pratica”.
Esercizi da fare effettivamente
e da fare subito, e da fare tutti.
Esercitazioni pratiche:
Copia su fogli questo modello e rispondi a queste domande.
1° Esercizio: guarda in volto le tue paure
occulte: chiama le tue paure occulte per nome.
Paura n° 1__________________
Paura n° 2__________________
Paura n° 3__________________
Paura n° 4__________________
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
23
2° Esercizio: guarda in volto le tue paure sane:
chiama le tue paure sane per nome.
Copia su fogli questo modello e rispondi a queste domande.
Ricorda quello che dicevamo:
“Prova a non subire le tue paure”.
Fa in modo di attivare in te una paura
contraria a quella, occulta, che ti opprime.
Per esempio: ti aiuto a portare fuori allo
scoperto una tua paura occulta.
Tu hai paura di essere "depresso".
Allora tu ci pensi e pensi che sei "depresso", e
lo diventi davvero.
Ma tu hai anche paura di essere malato.
Bene, chiarisciti le idee.
Di a te stesso: io ho paura di essere malato.
Di a te stesso: io debbo avere paura di essere
malato.
Se fai, come ti sto dicendo, tu attivi una paura
sana, contro una paura non sana ed occulta, che
tu ti porti dentro.
Se farai così, con decisione ferma, e con forza, e,
se lo farai più volte al giorno: la paura occulta si
dissolverà e tu diventerai libero, e la brutta
“oppressione” del "depresso", si dileguerà, senza
fatica, e tu ti “meraviglierai.”
Chiama per nome le paure,
permettono di essere “depresso”.
24
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
che
non
ti
Paura sana da attivare
n° 1___________________________
Paura sana da attivare
n° 2___________________________
Paura sana da attivare
n° 3___________________________
Paura sana da attivare
n° 4___________________________
3° Esercizio: guarda in volto i tuoi affetti, che
non devi rattristare: chiama le persone che tu
rattristi per nome.
Copia su fogli questo modello e rispondi a queste domande.
Persone amate da non rattristare
n° 1___________________________
Persone amate da non rattristare
n° 2___________________________
Persone amate da non rattristare
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
25
n° 3___________________________
Persone amate da non rattristare
n° 4___________________________
Ricorda quello che dicevamo:
Così per dileguare, dentro di te, il peso della
depressione, devi attivare, dentro di te, la forza di
amori, che sono dentro di te, e che sono
profondamente sentiti da te, come “l’amore di
Dio” e della “Volontà di Dio”, cioè l’amore del non
voler, tu, deludere Dio, che ha progettato per te
un meraviglioso progetto di vita umana personale
e sociale, che tu devi realizzare nella storia di
questo nostro tempo, e nel contesto grandioso di
tutti i tempi.
Se ci pensi e, se ti fai un po’ di esame di
coscienza. ti renderai conto, che hai Dio che Ti
ama, e che ha per te progetti meravigliosi, ci
pensi molto poco, o, piuttosto, non ci pensi mai.
No !
Tu fai così: non perché tu non vuoi amare Dio.
Ma lo fai perchè sei mentalmente bloccato.
Sei chiuso nelle tue tristezze manifeste e
perduranti.
Sei bloccato in paure che non vuoi, e non puoi
muoverti nell’’ amore e negli affetti che vorresti
vivere e godere.
Se tu “depresso” pensi po’ di più a coloro che
26
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
ti amano, pensa a non rattristarli.
Tu hai il dovere di essere gioioso.
4° Esercizio: guarda in volto le tristezze con
cui suoli rattristare coloro che ami: chiama le
persone che tu rattristi per nome.
Copia su fogli questo modello e rispondi a queste domande.
Tristezza che io comunico a coloro che amo
n° 1___________________________
Tristezza che io comunico a coloro che amo
n° 2___________________________
Tristezza che io comunico a coloro che amo
n° 3___________________________
Tristezza che io comunico a coloro che amo
n° 4___________________________
Ricorda quello che dicevamo:
Tu devi proprio sapere, che chi è triste,
rattrista gli altri.
La tristezza è un veleno.
Chi è “depresso” lo sa molto bene, e lo sa
anche più e meglio degli altri.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
27
Quindi, più degli altri, si può e si deve dare da
fare, per non rattristare colui e colei che lo amano
e che lui o lei stesso, ama
5° Esercizio: guarda in volto le persone che ti
furono di esempio di fortezza nel comunicare
gioia: chiama quelle persone per nome.
Copia su fogli questo modello e rispondi a queste domande.
Persone che furono forti nel comunicare gioia.
n° 1___________________________
Persone che furono forti nel comunicare gioia.
n° 2___________________________
Persone che furono forti nel comunicare gioia.
n° 3___________________________
Persone che furono forti nel comunicare gioia.
n° 4___________________________
Ricorda quello che dicevamo:
Ho visto madri in guai insopportabili, farsi forza per
non rattristare i figli, e riuscirvi, in modo egregio, non
per un giorno, ma per mesi, per anni, e qualche volta,
per una vita intera.
28
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Ho visto uomini illuminati dal forte comportamento
di una moglie, che non ha mai accettato di lasciarsi
influenzare dalle tristezze, anche quando avrebbe avuto
tanti motivi seri, per essere triste.
Ho visto uomini farsi forza per consentire alla
moglie un po’ debole psichicamente di vivere serena.
Ho visto persone molto giovani e perfino bambini
farsi forza, per non fare preoccupare i genitori.
La storia è piena di storie di gente umile e comune,
o di Santi, che, da un letto di dolore, hanno rasserenato
il mondo di coloro, che li incontravano e li visitavano.
Noi conosciamo molte di queste storie meravigliose.
Gli esempi dei forti debbono fare scuola e debbono
aiutare i deboli.
C’ è la virtù della “fortezza” che illumina di serenità
e di sano e reale ottimismo la vita degli uomini.
Il Catechismo della Chiesa cattolica ce lo insegna.
C’ è, poi, un altro dono di Dio che è un dono dello
Spirito Santo: c’ è il dono della “fortezza” che potenzia
gli uomini che credono e che pregano: il dono dello
Spirito Santo abilita le persone credenti affinché
illuminino di serenità e di sano e reale ottimismo la vita
degli uomini.
Il Catechismo della Chiesa cattolica che lo insegna.
Ecc. ecc.
5° Esercizio: guarda in volto le “luci”, che
Gesù ha accese nel mondo in cui tu ed io
viviamo. Guarda in volto le “luci”, che Gesù
ha accese sulla nostra vita: chiama quelle
“Luci” per nome.
Copia su fogli questo modello e rispondi a queste domande.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
29
“Luce” cristiana di consolazione per il
nostro umano gioire.
n° 1___________________________
“Luce” cristiana di consolazione per il
nostro umano gioire.
n° 2___________________________
“Luce” cristiana di consolazione per il
nostro umano gioire.
n° 3___________________________
“Luce” cristiana di consolazione per il
nostro umano gioire.
n° 4___________________________
Ricorda quello che dicevamo:
Ricorda le “luci” della trasfigurazione; della
Resurrezione del Signore; delle Apparizioni del
Risorto, e del Regno di Dio diffuso nel mondo
dalla opera apostolica degli Apostoli, e da Dio
donate agli uomini, ed a me.
30
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
X Il comando cristiano della gioia.
Bisogna proprio, che ricordiamo a noi stessi,
che esiste un preciso e perentorio comando di
Gesù nostro Signore, a recepire e a conservare la
gioia e a comunicare la gioia.
La gioia nostra è un comando di Gesù e noi
dobbiamo saperlo. Il fatto che io non ne abbia
coscienza: il fatto che questo o quello non ne
abbiano coscienza, non conta nulla.
Sta il fatto che Gesù comandi a me ed a tutti
di volere la gioia, di cercare la gioia, di coltivare la
gioia, di custodire la gioia e di comunicare la
gioia.
Credo, che di questo comando, se ne sappia
molto poco.
Se Gesù ci dà un comando, è perché il vivere,
noi, la gioia, secondo quello, che Gesù pensa, è
qualcosa di “non solamente automatico”.
Ma è qualcosa anche di volontario.
E se la gioia è qualche cosa di “volontario”,
questo vuol dire, che dobbiamo volere la gioia, e
dobbiamo cercare la gioia nostra, attivando i
percorsi ed i meccanismi della nostra gioia.
Ma il “depresso”, di questo, che stiamo
dicendo, non ne sa proprio niente: cioè, il
“depresso” non sa, che la gioia si deve cercare, e
non sa neppure, che si possa cercare, e tanto
meno sa come cercare la gioia.
Manchiamo assolutamente di educazione alla
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
31
gioia, e, correlativamente, manchiamo di quella
importantissima educazione a quell’ “igiene
mentale”, che può salvaguardarci dalla tristezza
e, che deve salvaguardarci dalla tristezza.
Attenzione !
Fin qui abbiamo parlato in termini di psicoterapia. Fino a
questo momento abbiamo parlato alla persona “depressa”, e al
malato.
Da questo momento in poi, parleremo in termini di Guida
spirituale per una formazione cristiana alla vita parleremo alla
persona come a cristiano.
XI Le gioie della vita cristiana
Dio, chiamandoci alla vita cristiana, ci ha
immessi in una tale realtà gioiosa, che
dobbiamo proprio vergognarci di esserci
ridotti
ad
una
condizione
di
uomo
“depresso”.
Dobbiamo
vergognarci
e
dobbiamo
pentirci, perché per vivere da “depresso”,
mentre
ci
diciamo
cristiani,
non
è
assolutamente possibile, se
ad una
condizione, che è, poi, essa stessa un
peccato grandissimo.
E, cio è evidente, che posso vivere da
“depresso”, soltanto a condizione di non
considerare minimamente tutte le certezze
32
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
di “Gloria” e di “Gioia”, che Dio ci ha
comunicato, e che costituiscono un insieme
di “Promesse” divine, pensando e credendo
alle quali, si può soltanto colmarsi di gioia
indicibile.
E si possiamo soltanto esprimerci in un
ringraziamento ed in una lode di Dio, da
“illuminare” tutta la vita, che viviamo.
Se ti apri al ringraziamento verso Dio; se
ti apri alla lode di Dio, non ci sarà mai spazio
per
qualsivoglia
tristezza
e
per
la
depressione.
Quindi, se sei depresso, è perché alla
gioia e alla gloria, che Dio ti prepara, non
pensi mai, e questo è un peccato molto
grande.
E non pensi mai a queste realtà
beatifiche, perché la gioia e la gloria, che Dio
ti
prepara
a
te
non
interessano
minimamente.
Ma ti sembra normale, che queste realtà
ci siano; che queste realtà ti siano offerte, e
che, a te, non interessino minimamente ?
Fermati un momento e rifletti: quelle
realtà beatifiche, di cui ti sto parlando,
quelle prospettive di vita e di vita gioiosa ti
sono offerte, ed, al contrario, la tua brutta
depressione in quali esperienze di vita ti
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
33
pone, ed a quali prospettive di vita di apre ?
Fermati un momento, rifletti e rispondi.
Sei tanto superficiale !
Cerca una volta e per un momento di
approfondirti, cerca di scendere dentro di te
nella profondità del pensiero:
cerca di
scendere dentro di te nella profondità delle
tue consapevolezze più vere, nel gusto dei
sapori della tua migliore sensibilità umana e
più intelligente: e trai, poi, le tue decisioni.
E che Dio ti dia di capire e di agire in te
stesso e di agire da forte.
E ricorda bene: questa è soprattutto una
grazia da “chiedere “.
Chi chiede, ottiene, chi non chiede, non
ottiene, e resta senza tutta questa grande
grazia.
E come potrebbe ottenere, se neppure
chiede ?
E, se tu ti comportassi così, con una
persona umana, che ti offrisse tutto il suo
amore, tutta la sua attenzione, tutti i suoi
servizi preziosi, e tu non te ne cureresti, e
non te ne curassi per una stupida pigrizia, e
per una più stupida chiusura in te stesso,
non faresti, tu, una cosa, che non si deve
fare, e non dovresti tu correggerti, e non
34
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
dovremmo, noi che ti vogliamo bene, aiutarti
a correggerti ?
A questo punto tu cominci a farti delle
domande e cominci col dire: ma che gioia Dio
mi da !
Si! È vero: tu non sai, che grandi gioie Dio
ti dà, noi non sappiamo, che grandi gioie Dio
ci dà: e non lo sai, perché non lo dici a te
stesso, ed anche perché anche io non te l’ ho
mai detto.
E comincio a dirlo proprio parlando con
Dio, per chiedergli perdono per non avertelo
mai detto, e per chiederGli la grazia di farti
conoscere le gioie di Dio, e per chiederGli la
grazia di farmi conoscere le gioie di Dio.
Ci sono gioie che Dio ci dà, e che sono già
nella nostra esperienza, sin da questi nostri
giorni, della nostra vita e della nostra
esperienza terrena.
Richiamiamo alla nostra attenzione “la
meraviglia”
delle
tante
realtà
anche
materiali, che ci aiutano a vivere, e che
sentiamo come gradite e piacevoli.
Ti invitiamo a riguardare la utilità di tante
cose: ti invitiamo a riguardare la bellezza di
tante creature, di tanti scenari, e di tante
creature prese anche nella loro particolarità
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
35
e singolarità.
Ti invitiamo a riguardare la ricchezza
complessiva e particolare della creazione.
Ti invitiamo a riguardare la potenza
riposta nelle creature stesse e nella
creazione vista come “Universo”.
Spesso siamo presi di ammirazione
stupefatta, pensando alla bellezza, che è
dappertutto, e che é profusa, per esempio,
nei fiori.
Siamo presi di ammirazione stupefatta,
pensando alla potenza di tante energie, che
possiamo utilizzare, e che rimangono
generalmente misteriose, anche alla stessa
scienza, che talvolta vorrebbe sapere, e non
riesce a sapere: quasi a mandarci un
messaggio di “Verità” assoluta, molto
significativo.
Pare che ci si dica: Non potete sapere
perchè
un
Altro
sa:
rendete
a
Lui
riconoscimenti e collaborazioni, giacché Lui
vi conosce, vi ama e vuole fare con voi
amorevolmente!
Siamo presi di ammirazione stupefatta,
pensando alla realtà, tanto frequente e tanto
diversificata, dei rapporti affettivi.
Sono veramente tanto importanti per
rendere ricca, buona, e gratificante e
gratificata la vita nostra, e quella degli altri,
36
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
specialmente di coloro, che ci amano, e che
noi amiamo.
Tutto questo, e tanto altro, noi vediamo,
noi riceviamo, noi apprezziamo e per tutto
questo, e non dobbiamo, noi, forse,
ringraziare, se tutto ci viene donato con
amore, da Chi vuole farlo: da Chi lo fa, e da
Chi, giustamente si aspetta il nostro
affettuoso e doveroso riconoscimento ?
Ci sono creature di natura materiale, che
ci danno gioia.
Dovremmo pensarci un
po’di più, e
dovremmo prenderne nota, per guardarle in
faccia,
per
rendercene
conto,
e
per
ringraziare Dio, e per fare, che illuminino di
gioia la nostra vita di ogni giorno,
rendendola gioiosa.
Ma ci sono , poi, altre tantissime creature
spirituali, da dover guardare in faccia, da
doverne prendere nota, per esserne coscienti
e gioiosi.
Chi, si affligge, ripiegato sulla propria
depressione, non pensa mai a queste realtà
bellissime.
Così facendo resta senza gioia: e fa il
“depresso”.
E’ normale fare così ?
Continuando a restare in questo nostro
mondo, debbo impegnarmi per prestare un’
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
37
attenzione un po’ concentrata su una
esperienza umana, che è fonte di serenità
dolcissima e di gioia e di gioia grande.
E’ la esperienza dell’ essere amati.
C’ è la esperienza dell’ “amare”.
C’ è la esperienza dell’ “essere amati”.
Sono due esperienze corrispettive, spesso
simultanee, ma molto diverse.
Sono due esperienze belle ed entrambe
possono aiutarti ad uscire, ogni giorno, dalla
brutta tua “depressione”.
Ma se tu guardi al fatto che sei
“depresso” tu non pensi mai a quelli che ti
amano ed al fatto tanto grande ed
importante che ti amano, e che tu li ami e
che tu devi esprimere loro il tuo affetto.
Un marito si ritrovò con una moglie
sprofondata nella chiusura abissale
della
sua depressione, alla quale quella donna si
era del tutto abbandonata.
Le
medicine
non
aiutavano,
e
peggioravano la situazione.
Nessuno dava un consiglio, che potesse
aiutare la situazione.
Il
marito
assecondava
la
moglie
tristissima per non contrariarla.
Fu, anche, abbandonato da tutti, perché
tutti erano spaventati da una pazzia dolorosa
della donna: pazzia, che spaventava tutti.
38
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Una mattina l’uomo prese una decisione:
non
lasciò
la
iniziativa
alla
donna
“depressa”, ma, al contrario prese lui una
sua decisione.
E che fece ?
Affrontò la donna: si atteggiò ad affetto
grande, come mai prima si era atteggiato.
Abbracciò fortemente sua moglie, e non
le permise di parlare, e parlò lui: Le disse:
“Quanto ti amo.
Che gioia averti per sposa.
Grazie per quello che sei, grazie per
avere detto: Si ! alla mia domanda di
amore.”
L’uomo disse tutto con grande calma e
sicurezza, ed accompagnando
le parole,
dette a tono basso e con voce profonda, ed
accompagnò, il tutto, con baci molto sentiti
ed impetuosi.
Poi, senza attendere risposta, si alzò ed
uscì dalla stanza.
La donna
attonita.
“depressa”
rimase
sola
ed
Quando il marito rientrò nella stanza,
qualche minuto dopo, Lui, si asciugava gli
occhi inumiditi dalla commozione, perché
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
39
quella sua decisione e commozione erano
state fortemente volute, a seguito di una
decisione presa tutto “da solo” e “per motivi
affettivi del tutto personali”, che si erano
espressi in atteggiamenti non consueti, ed in
modo straordinariamente forte, ma in
autenticità di sentimenti e senza finzioni.
La donna non era più a letto, ed il suo
volto non era più lacrimoso.
La donna era in piedi, dinanzi allo
specchio, era intenta a tingersi gli occhi.
Il volto era disteso e lei era attenta, ed
intenta alla operazione, cui era applicata.
Sembrava un'altra persona.
Quella donna “triste”, che da anni si era
tutta ripiegata su se stessa, e che, se apriva
bocca, lo faceva soltanto per piangere su se
stessa
e
per
lamentare
la
propria
“depressione”, non c’era più.
Quella donna triste, era scomparsa,
improvvisamente, in un batter d’occhio...,
come di incanto.
Al suo posto c’era una donna giovane,
una donna aperta alla vita di quel giorno
nuovo, che, oggi, sopraggiungeva, e, lei, non
aveva più quella tristezza e quel pessimismo
preconcetto, a cui aveva abituato le persone,
che la avvicinavano: al contrario, accoglieva
quel giorno nuovo, come da tanto tempo non
40
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
faceva più, perché era sempre con l ‘anima
“buia”, occupata da mille pensieri “bui” e
“tristi”, e, avendo sempre l’animo già
occupato da pensieri brutti e sconsolati, e
“senza gioia”.
Quel marito ritrovò, in quel momento, ed
entrando in quella stanza, con sorpresa
grande, quella donna amata, della sua
giovinezza, che aveva “illuminata” la sua
vita e, che lo aveva affascinato.
In quella donna era avvenuto qualcosa di
impensabile.
Tutto quel suo mondo interiore, fatto di
tutte cose brutte e tristi, perturbanti e
conturbanti: si erano, improvvisamente,
dileguati.
Ora gli occhi di quella donna erano liberi
di prestare la dovuta e normale attenzione
alle tante cose, che la vita ci porta, e che Dio
ci offre, sia per aiutarci a fare interessante e
bella la vita, sia, per provarci, a fini di nostro
amore, e di conquista, da parte nostra, di
santità.
Era accaduto un fatto nuovo.
Era accaduto un fatto nuovo perentorio
ed indiscutibile.
Il fatto nuovo, altro non era, che quella
impetuosa,
sincera
e
tenera
e
vera
“manifestazione”
e “comunicazione” di
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
41
“amore” interpersonale.
E questo era accaduto tra due sposi.
La donna si era trovata per la prima volta
nella sua vita, dinanzi ad un affetto sincero e
forte.
Ed aveva sentita la tenerezza di quell’
affetto, tanto che si era trovata spiazzata, in
quella sua ormai consueta tristezza, che, a
quell’affetto reale, non permetteva mai di
pensare.
Il “fatto” di quell’ affetto c’ era.
E “lei” poteva vederlo, o poteva, anche,
rifiutarsi di vederlo.
A
quella
donna
il
rifiutare
di
corrispondere a quell’affetto, sembrò essere
cosa cattiva, che, soltanto una donna cattiva
potrebbe fare, o avrebbe potuto fare.
Quella donna disse a se stessa: “Ma io
non sono una donna cattiva. Io non voglio
fare una simile cattiveria”.
Poi disse a se stessa: Mio marito mi ama,
ed il suo amore aspetta il mio amore.
Ed io che farò ?
Lascerò
disatteso il suo amore, e
continuerò a tenermi chiusa nelle mie
tristezze reali, ma, soprattutto, patologiche
ed immaginarie ?
Nell’atto
42
di
fare
questo
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
pensiero,
la
donna si era trovata libera, da quella
oppressione,
tanto
dolorosa,
della
“depressione”, che era la sua malattia ed il
suo stato abituale.
La donna si accorse, che Lei aveva vissuto
come una persona, che, entrata nella sua
stanza, aveva chiuse le finestre e le imposte.
L’ aria non aveva più potuto rinnovarsi, e la
“luce” del nuovo giorno, non era, mai più
venuta, a pulire e rinnovare la vita.
Pensò: “Che follia”.
Si alzò, e si ritrovo una donna sana.
Tutto avvenne, in forza di una sua
decisione forte e seria.
Tutto avvenne, per una “decisione” tutta
sua personale, e presa nella “luce”,
ragionevole e sana, di pensieri reali e buoni.
Tutto
avvenne,
a
seguito
di
una
comunicazione
potente
di
affetto
interpersonale, da parte del marito.
Tutto avvenne, perché il marito ebbe il
coraggio di quella umiltà umana e cristiana,
che consente ad una persona umana di
aprire il tesoro dei propri sentimenti.
Ecco
un
“fatto
reale”,
veramente
accaduto: un fatto di rapporti umani tra
persone, che accadde lì, tra quelle due
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
43
persone, in seno a quella concreta famiglia,
ma, che potrebbe e dovrebbe accadere in
tante
altre
famiglie
avvelenate
dalla
“depressione” dell’uno o dell’altro coniuge,
o, peggio, dalla “depressione” di entrambi i
coniugi.
Questo fatto ci fa capire e ci dice che il
“depresso” può guarire, e può farlo da se
stesso, e può farlo facilmente.
XII continuando questo discorso forte …
Continuando in questo nostro discorso,
dobbiamo dire, che dovremo ricordare ai
cristiani, che, Gesù, ha comandato ai suoi
seguaci di essere gioiosi.
Gesù ci parlò delle “Beatitudini”: e nella
Sua Legge, ci disse, che la “Beatitudine”
sarebbe stata dei “suoi” “credenti” in Lui: e
parlò di “Promesse”, stupende, per cui i
credenti si sarebbero dovuti aprire a gioie
maggiori.
Il cristianesimo, che Gesù offre a noi, e,
che, noi, ci dobbiamo impegnare a vivere, ci
mostra evidentemente, che la “depressione”
non è compatibile con la esperienza cristiana
vera e seria.
Al “depresso”, che vuole essere cristiano,
44
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
e che vuole prendere la legge della sua vita
da Gesù nostro Signore, debbo dire, che,
come cristiano, non può essere triste.
E per non essere triste, deve sapere, che
la tristezza, in se stessi, può essere, da ogni
persona, o coltivata ed incrementata; o può
essere,
al
contrario,
combattuta
ed
annientata, sempre in se stessi.
Il cristiano, certamente, non può
rassegnarsi alla tristezza, e non può
abbandonarsi alla tristezza.
Ma,
in
questi
nostri
tempi
di
imperversante secolarizzazione e di stolto e
tragico ateismo, dobbiamo dire, che non solo
il cristiano, ma anche il non credente dovrà
farsi dovere di combattere la tristezza e la
depressione, perché, se non vengono
combattute, portano la persona, che li
coltiva, ad un avvelenamento rovinoso, ai
danni per la persona stessa, ed ai danni per
coloro, che avvicinano la persona “depressa”
e, tra questi, per primi, le persone di
famiglia.
Anche il non cristiano, cioè l’ uomo
secolarizzato e la donna secolarizzata
debbono cercare di non rovinare se stessi, e
non devono rovinare coloro, che vogliono
loro bene, ed alle quali persone, la persona
“depressa”, vuole bene o deve volere bene.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
45
Ma ecco, che attraverso questo passaggio
di esperienza illuminante veniamo ad
affacciarci sulla realtà di Dio, e veniamo ad
affacciarci sulla possibilità di coltivare un
nostro rapporto con Dio.
Quando penso alla possibilità di un mio
rapporto con Dio debbo subito riconoscere,
che il rapporto con Dio, è certamente, molto
beatifico.
Ma dobbiamo farci una domanda molto
importante. E la domanda è questa.
Ma di quale Dio voglio parlare: del Dio
vero, o voglio parlare di quell’altro Dio,
quello, che immaginiamo nella mia, nella
tua, o nella nostra fantasia ?
XIII Attenti ai tempi
potrebbero travolgerci.
che
corrono
e
Alcuni si dicono atei, altri si dicono
credenti e devoti, ma alla prova dei fatti si
vede chiaro, che credono ad un “Dio” “a
modo loro”.
Altri
invece
si
guardano
bene
dall’ingannare se stessi e da permettere, a
se stessi, di pensare a Dio “a modo loro”.
Se qualcuno, parlando di me, si permette
di parlare di me “a modo suo” non ha di me
alcun rispetto. Tante cose si possono dire su
46
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
questo fatto, ma un fatto è certo ed
innegabile: ed è il fatto, che chi parla di me
“a modo suo”, di me, non ha alcun rispetto.
Quindi, è anche vero, che chi pensa di Dio
“a modo suo”: è anche vero: che chi parla di
Dio “a modo suo”:non hadi Dio alcun
rispetto e ,quindi, si permetterà, poi, di
atteggiarsi verso Dio “a modo suo”: e,
questo, è, certamente ed assolutamente
scorretto.
Questo è certamente un peccato, ed è un
peccato, non solo personale, ma anche
collettivo: cioè, è un fatto, da noi, voluto e
messo in atto, personalmente, e per questo è
certamente
una
nostra
responsabilità
personale, ed è un peccato personale; ma,
nello stesso tempo, è anche un peccato
collettivo, perché da noi fatto in quanto
chiesto, a noi, dal costume generalizzato del
nostro contesto sociale, e, quindi, in una
nostra evidente connivenza e complicità.
Ed anche questa è una, mia , tua, e
nostra, “responsabilità”, morale e teologale,
che ci fa responsabili di una colpa, cioè di un
peccato specifico, di cui dovremo rendere
conto al cospetto di Dio, se, facendolo, non
avremo, poi, cura di confessarlo, con dovuto
pentimento, per ottenerne il perdono.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
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Il perdono è a mia, è a nostra,
disposizione.
Ma per ottenere il perdono bisogna
attingere alla misericordia di Dio, che
concede il perdono, e, questo, lo si fa
chiedendolo.
Chi cerca il perdono ma non chiede
perdono, non ottiene il perdono.
Il perdono si ottiene sempre, e lo si
ottiene sempre appena lo si chiede, e lo si
ottiene gratuitamente.
Siccome diciamo queste cose, non perchè
le immaginiamo a nostro piacimento, e non
perchè noi le inventiamo per tranquillizzarci:
ma le diciamo perché Dio stesso, il Dio vero,
quello, che si è rivelato ai credenti, ce lo ha
detto.
E sapendo, noi, che Dio si comporta
realmente così, crediamo, proprio, che
dobbiamo
dire,
e
dobbiamo
pensare
onestamente, che Dio è proprio, buono.
Ritornando a ciò, che pensiamo di Dio,
dobbiamo dire che quelli, che non onorano il
Dio vero, quelli, che non onorano quel Dio
che si è rivelato e che si è fatto conoscere,
ma che onorano un Dio immaginato da loro,
a loro uso e consumo, lo immaginano, pur
sempre, in tal modo da trarne qualche
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
conforto.
Penso anche alle religioni naturali, a
quelle, che i popoli si sono costruite per
intraprendere e per intrattenere un qualche
rapporto con Dio, a loro sconosciuto, di cui
non hanno potuto fare a meno, e nel quale
hanno pure trovato tanta forza e conforto, da
poter essere salvaguardate da quel suicidio
autentico, che è la “depressione”, accettata
ed assecondata.
Ma, noi, dobbiamo soprattutto parlare di
quel Dio vero: di quel Dio, cioè, di cui
possiamo e dobbiamo sapere tante cose, e
cose tutte bellissime, perché, Dio si è, a noi,
rivelato, e perché, noi, apparteniamo a
quella parte dell’ umanità, a cui Dio si è
rivelato, e, con cui, ha voluto stabilire un
rapporto di comunicazione arricchente e di
collaborazione costruttiva per noi.
Questo Dio vero ci ha messo sulle labbra
tante parole stupende: “parole” non
inventate da noi, ma dette da Lui a nostro
sostegno, ed a nostra consolazione.
Nel salmo 16 leggo queste parole:
[8] Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
49
sta alla mia destra, non posso vacillare.
[9] Di questo gioisce il mio cuore,
esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
[10] perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.
[11] Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.”
Qui Dio mi fa riflettere, e “mi fa scuola” di
gioia.
Intanto dico: Chi mai ci fa scuola di gioia ?
Dio Si !
Dio ci fa scuola di gioia !
Ed io, ascolto tanto gli uomini, e non
ascolto Dio.
Qualcuno non lo ascolta mai, tanto da
sentire per la prima volta le parole
splendide, che stiamo riportando.
Nella sua scuola di gioia, il nostro Dio
vero, ci dice,. che c’ è una gioia reale e
grandissima, e ci dice, che per sentire la
detta gioia dobbiamo stare nella Sua
presenza, e che per avere la dolcezza senza
fine, bisogna stare alla sua destra.”
Dico a chi si sente “depresso”.
Ma, hai mai sentite queste parole ?
50
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Qualcuno ti ha mai invitato a provare anche tu
a metterti alla presenza del Signore e a vederti
nella sua “destra”, cioè, nella sua potenza ?
Ecco perché tu sei senza gioia, ed,
essendo
senza
gioia,
tu
sei
nella
“depressione”, e stai sciupando tutta la tua
meravigliosa vita, che, appunto, Dio ti ha
donata, e che te la ha donata, perché tu
conoscessi quella gioia e quella dolcezza:
gioia e dolcezza, che, come stiamo vedendo,
ti sono fino ad oggi sconosciute.
Ora ti faccio una confidenza: io ho
creduto a queste parole di Dio, e ci ho
provato: mi sono messo alla presenza di Dio,
mi sono messo alla sua “destra”, cioè
confidando nella sua Onnipotenza, ed ho
conosciuta quella gioia, ed ho conosciuto
quella dolcezza, senza fine.
Fallo anche tu, e vedrai !
Non ti conviene, forse, cambiare le tue
tristezze, che ti uccidono, con le gioie di Dio,
che ti danno la vita ?
Mettiamoci in rapporto di affettuosa
comunicazione con il Dio vero; mettiamoci in
rapporto di affettuosa comunicazione con
quel Dio, che si è rivelato, e, che la tua
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
51
Chiesa cattolica conosce bene, per una tanto
lunga esperienza e fedeltà.
Questo rapporto di viva, calda ed
affettuosa comunicazione con Dio, si chiama:
“preghiera”.
Ma prima di dirti qualcosa sulla preghiera,
che, se vuoi uscire dalla “depressione”, devi
proprio incominciare a fare, debbo dirti del
Dio vero e del tuo rapporto con il Dio vero.
Conosci tu il “Progetto” di Dio su di te ?
Conosci tu le “Promesse” di Dio a te ?
So bene, che tu non conosci né l’uno, né
le altre.
Siamo in tempi di “secolarizzazione”, cioè, di
allontanamento delle “masse” da Dio.
Siamo in tempi di “apostasia”. Che sono
certamente tempi di tristezza e sconsolati.
Siamo,
quindi,
in
“Tempi”,
che
favoriscono la “depressione” e fanno tanto
male ai ”depressi”: siamo in tempi, quindi,
nei quali, i ”depressi”, debbono essere
avvertiti,
che
debbono
sapere,
debbono
combattere, e che debbono vincere.
Siamo in tempi, quindi, nei quali, anche
noi, amici dei “depressi”: noi, che ci
interessiamo a loro, e che vogliamo aiutarli,
dobbiamo sapere, dobbiamo combattere e
dobbiamo assolutamente vincere.
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Se, comincerai ad avvicinarti al Dio vero
ed alla sua Chiesa, ogni giorno, qualche cosa
cambierà in te, e tu, per piccoli passi molto
importanti, comincerai a gustare il Suo
grande amore, e le sue consolazioni.
E la Chiesa ti spiegherà il grandissimo
“Progetto” di Dio, con le sue “bellezze”
inimmaginabili .
Allora ti dispiacerà tanto il fatto, che tu
abbia
trascorso
tanto
tempo
senza
interessarti a Dio, che tanto ti ama, e che ha
doni concreti per te: tanti doni, non solo
temporali e caduchi, ma, anche, definitivi ed
eterni.
E’ urgente, che, tu, cerchi di conoscere il
“bellissimo” “Progetto” di Dio, Grande e
Misericordioso.
Lo devi imparare a conoscere attraverso
una ricerca appassionata.
Lo potrai conoscere per informazioni
molteplici e successive, che, come tasselli di
un mosaico, ti permetteranno di comporre
un mosaico meraviglioso, mai visto, e, mai
neppure immaginato.
Si ! lo potrai conoscere certamente e
potrai farlo per informazioni molteplici e
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
53
successive, ma dovrai fare un’ attenta e
voluta ricerca,
avrai bisogno di molta
fortezza e pazienza, perché dovrai cercare “i
tasselli” del grande Progetto di Dio, da quelli
che li conoscono.
Il Progetto di Dio è molto grande e non
tutti lo conoscono tutto.
Dovrai ricercare quei “tasselli” , da
cristiani sapienti ed istruiti: dovrai ricercare
quei “tasselli” dalla lettura della Bibbia,
prendendo quello, che capirai, o meglio
quello, che Dio ti darà di capire; dovrai
ricercare quei “tasselli” anche leggendo le
vite dei santi. Quanto si impara leggendo le
vite dei santi.
Quanto sarebbe bello, se tu e tua moglie,
o se tu ed altra persona di famiglia o amica,
imparaste
a
pregare
insieme;
quanto
sarebbe bello e fruttuoso spiritualmente, se
tu e tua moglie, o se tu ed altra persona di
famiglia o amica, imparaste a leggere l’una
all’altro le vite dei Santi, o letture spirituali.
Subito la vostra intelligenza si aprirebbe,
e la conoscenza di Dio riempirebbe le vostre
anime.
Sarebbe una esperienza nuova e molto
vivificante.
Pregando
insieme,
e
dicendovi
reciprocamente tante cose di Dio, magari in
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
letture spirituali, ne avreste subito un gran
beneficio, e vi ritrovereste “nuovi” e molto
“arricchiti”
e
“capaci”
di
farvi,
cristianamente e reciprocamente, un gran
bene spirituale e fisico.
Potete farlo.
Perché non farlo ?
Dovete soltanto impegnarvi con un po’ di
buona volontà, aiutandovi anche con i
consigli, che vi sto dando.
Guardando il “Progetto” di Dio, ti
renderai conto del fatto, che molte cose
riguardano il tuo ed il nostro passato. Sono
cose meravigliose, che sono già fatte da Dio
e per cui il nostro Dio e Padre deve essere
affettuosamente ringraziato.
Ci sono cose, tante cose, che stanno
avvenendo oggi ed ora, ed anche per queste
dobbiamo farne conto attento e grato, e
dobbiamo meritare, e dobbiamo ottenerle.
E dobbiamo comprendere bene, che
dobbiamo
farne
domanda
accorata
e
continua a Dio Nostro Signore, perchè ne
abbiamo bisogno: di alcune ne abbiamo,
anzi, assoluto bisogno, e dobbiamo , quindi,
farne continua domanda, umile ed accorata.
E dobbiamo sapere, che altre cose, altre
tantissime cose, ci saranno
date in un
futuro, che sarà fatto di tanti anni di vita
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
55
terrena, ma, poi, ci saranno dati in una
prospettiva indefinita ed infinita, che noi
chiamiamo eternità, nella quale Dio ci
porterà a vivere insieme con Lui, dove tutto
sarà bello, dove l’umanità nostra, e la nostra
personale realtà: approdata alla salvezza
totale e definitiva, ci consentirà di vivere,
dove tutto è deciso da Dio, e dove tutto sarà
per il bene nostro e di tutti i salvati, tra i
quali speriamo di essere, con coloro che ci
amano, e che noi amiamo.
Nel futuro, temporale ed eterno, i doni e
gioie, che Dio ci riserva, e, di cui ci ha dato
notizia, sono assolutamente tanti e tanto
grandi, da richiedere una fede gigantesca,
per acquisirli come reali, e per viverli come
motivi reali di una nostra gioia, indicibile e
continua.
Per aver più dettagliata notizia del
“Progetto” di Dio sul nostro passato, sul
nostro presente, e sul nostro futuro, terreno
ed eterno, vi consigliamo di leggere il
“Catechismo della Chiesa Cattolica”, ai
numeri: 1 7 50ss
112 117 158
205 235 257 280 294
302ss 331 373 387 426
474
502ss 571 599ss
56
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
686
716 751ss
841
1008 1013 1043 1066 1079 1083
1602ss
1009
2062 2387
2426 2336 2426
2571
2600ss 2683 2738 2823.
Attenzione tutto il testo del detto Catechismo è diviso in
paragrafi, che sono indicati con numeri dal n° 1 al n° 2865:
numeri di riferimento, che si usano per poter riscontrare punti
dottrinali da dover considerare. Prendi il testo di detto
Catechismo, ed uno dopo l’ altro leggi e considera i punti
indicati.
“…Gioia piena alla tua presenza…”
Ecco, che abbiamo fatto un cammino.
Ora dopo tutte queste cose, che ci siamo
dette, nella tua intelligenza si sono accese
tante luci di orientamento.
Ritorna su quello, che hai letto, e fa
quello, che ti si dice di fare.
Ti sentirai, certamente, meglio.
XIV Dammi la tua mano
Ma il mio aiuto non è ancora finito.
Ora mi devi dare la tua mano, e dobbiamo
salire una scala, che è dinanzi a noi.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
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Dobbiamo salire scalino dopo scalino, una
scala, che sta dinanzi a noi e che tu non vedi.
Non la vedi, ma c’è.
Nell’atto di salirvi la vedrai anche tu.
Dobbiamo salire questa scala
perché dobbiamo lasciare “i bassifondi” di
questi tuoi occhi, sempre tenuti a terra e tanto
tristi: dobbiamo lasciare “i bassifondi” di
queste tue preoccupazioni fatte tutte da cose di
questa terra: e, dobbiamo alzare gli occhi al
cielo, dove ti attendono liete esperienze di
vita nuova.
Coraggio, dunque, e decisione ferma ed
irreversibile !
Primo scalino: Poniamoci alla presenza del
Signore.
Che vediamo ?
Ecco vediamo: una prima e grandissima
“Verità”.
Vediamo, che Dio ci ama.
Ce lo dicono tanti, e ce lo dice la Chiesa, e
lo vediamo, se ci facciamo attenzione, tutti
giorni, e, tutti i momenti.
Dio ci ama è un fatto reale, grande,
grandissimo:
attuale
ed
eterno,
dalle
conseguenze enormi per me, per te e per tutti
gli uomini, che Dio ha creati: e che Dio ci ha
58
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
donati come compagni di viaggio.
Che Dio ci ama, è un fatto grandissimo,
ma dobbiamo riconoscere, che tanti, e che,
noi con loro, non approfondiamo, e non
approfondiscono, e non valorizzano per
nulla: ma, che noi, molto superficiali e stupidi,
archiviamo tra le tante cose di nessuna
importanza.
Proviamo, allora, ad avvicinarci a questo
fatto ed a questa realtà.
Facciamo in modo che questa notizia
diventi, per te e per me, una esperienza.
Noi sappiamo bene, che cosa succede
quando una persona ama.
Le mamme ed i papà fanno per i figli, quel
bene, che non saprebbero fare neppure per
se stessi.
E perché lo fanno ?
Lo fanno perché amano.
Quindi, giacché Dio ci ama, Dio fa per me
e per te, e fa per tutti gli uomini, quello, che
neppure per Se stesso fa o farebbe.
E questo è vero ed è certo.
Per me, per te, e per tutti gli uomini ha fatto l’
uomo e la donna a propria “Immagine
e
Somiglianza”.
Per me, per te, e per tutti gli uomini si è fatto
uomo, ed è venuto a morire in croce, e lo ha fatto,
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
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amandoci.
Per me, per te, e per tutti gli uomini, Dio
Padre, che ci ama, fece una cosa, che, noi, non
avremmo mai pensato, e, che la sua Onnipotenza,
e, soprattutto, il Suo amore, vuole fare: Dio Padre
risuscitò il Suo e nostro Gesù, quello, che, noi,
avevamo ed abbiamo crocifisso.
Dio ci ama: queste parole, che, noi, sentiamo,
ci dicono queste cose e tante altre. Ma queste
parole dicono “fatti”. E dicono “fatti”molto
importanti.
Le parole si possono capire, mentre i “fatti”
sono, per noi, esperienze, ed esperienze
bellissime.
Per me e per te sono le parole ascoltate e
capite, ma sono anche felicitanti esperienze ?
Oggi, molti hanno le idee, ma mancano
assolutamente le esperienze delle cose, che pur
sanno.
Perciò quelle cose, che pur sanno, restano
senza le esperienze felicitanti, che sono legate ai
“fatti”.
Non colgono i “fatti” e non colgono, neppure,
le esperienze.
E, se non colgono le esperienze, non colgono
la realtà dei “fatti”: e, se non colgono la realtà di
ciò, che mi si dice di Dio: che, cioè, “Dio mi ama”,
non fanno neppure le esperienze di Beatitudine, a cui il
“Progetto di Dio” ha legato la gioia della vita.
E, se non hai gustato la gioia della vita, ecco,
che ti trovi “depresso”.
Ora puoi aprirti alla esperienza felicitante di
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Dio che Ti ama.
Ora puoi aprirti alla esperienza felicitante di
prendere atto, che sei ad “Immagine”
e
“Somiglianza” di Dio, Uno e Trino.
Se vuoi puoi vivere da Dio.
Ora puoi aprirti alla esperienza felicitante di
Gesù, il Dio fattosi uomo, per incontrarti e
permettersi a tua disposizione.
Ora puoi aprirti alla esperienza felicitante di
Gesù, che si è offerto alla passione per togliere i
peccati del mondo, e tra questi, anche i miei ed i
tuoi peccati.
Ora puoi aprirti alla esperienza felicitante
della inaudita Risurrezione di Gesù, che è tornato
alla vita, e, ci cerca, non per recriminare, ma per
darci la sua pace e la sua gioia.
Dimmi, non sono queste realtà che possono e
che debbono rallegrarti ?
Dunque rallegrati !
Secondo scalino: Poniamoci tra gli uomini.
Che vediamo ?
Chi sono mai gli uomini ?
Che vedi ?
Io credo, che, se sei sincero,
e tu sei
certamente sincero, tu debba dirmi, che, giacché
metti gli occhi sugli uomini, tu vedi di tutto.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
61
Ci sono molti uomini, che, sembrano vivere
sentendosi, loro stessi, come cose tra le cose, non si
comportano da uomini.
Ci sono poi, altri uomini, che, pur sentendosi
persone umane, si sentono piene di se stesse e
sono superbe, e si atteggiano ad arroganza
assurda ed amara, che ti disorientano e non ti
aiutano.
Certamente mi dirai che, se tu vedi siffatti
uomini e donne, avrai certamente di che
deprimerti.
Ma non è tutto qui !
Tra le moltitudini umane troverai anche
persone, diverse, ricche interiormente, piene di
fede e di virtù, persone belle ed affascinanti, che
potranno “illuminare” e “rallegrare” la tua vita.
Dovrai imparare a scegliere.
Dovrai imparare ad evitare le persone senza
fede e materialiste.
Vivono esse stesse oppresse e vuote, piene di
paure e disorientate.
Dovrai imparare a fartela con persone piene di
fede e di preghiera, illuminate dentro, e piene del
gusto di Dio, persone rallegrate dalle tante cose
belle di Dio, e della vita, che Dio dona e dispone.
Quindi, a pensarci bene, anche guardando le
persone umane, se vorrai scegliere le persone
62
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
buone, non avrai, tu, di che rallegrarti?
Terzo scalino: “Quello che farete al più piccolo di
questi miei farete a me”.
Ecco, che mentre saliamo il terzo scalino, la
voce di una persona ci ricorda una delle parole più
forti di Gesù.
A dirla certamente è stato uno dei cristiani vivi
e forti di questi nostri tempi.
E’ la voce di uno dei cristiani certamente non
secolarizzato, e che vive ciò, che di più alto dà da
vivere il Vangelo di Gesù.
Dobbiamo
imparar
a
fare
una
chiara
distinzione tra rapporti sociali e rapporti cristiani o
teologali, nel nostro vivere con le persone.
Gesù ci aveva promesso, che sarebbe rimasto
con noi, tutti i giorni fino alla fine dei Tempi.
E lo ha fatto, e lo ha fatto in tanti modi.
E lo ha fatto, anche, in questo
modo
meraviglioso, come, appunto, le parole, che
abbiamo udito ce lo dicono, e ce lo fanno vedere.
Gesù vuole stare con me e con noi !
Dobbiamo proprio dire: Che gioia !
Se
crediamo,
che
negli
uomini,
che
incontriamo dove viviamo, ce ne sono alcuni nei
quali Gesù si riconosce, questo vuol dire, che
Gesù si è reso disponibile ad un rapporto con me.
Tutti potrebbero rivestire questa divina
dignità infinita, ma sappiamo bene, che ci sono,
anche, quelli, che rifiutano Gesù: dobbiamo
imparare a riconoscerli, e per loro possiamo
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
63
soltanto pregare, profondamente addolorati, per
quella loro scelta misteriosa e tanto cattiva.
Ma resta che Gesù fa anche i più piccoli di noi,
suoi rappresentanti.
E questa realtà non deve, forse, rallegrarti e
rallegrarti tanto ?
Intanto penso, che questa stupenda parola di
Gesù, che ci dà tanto, e che deve rallegrarci tanto,
e deve darci tanta gioia, e deve riempire di gioia
la mia vita; e deve riempire di gioia la tua vita,
eppure, quelle parole qualcuno, a me ed a te,
qualcuno ce le ha dovuto ricordare.
Così a me.
E così al mio amico “ex depresso”.
E questo deve farci capire tante cose, e cose
non belle, e cose, da cui debbo ravvedermi.
Posso mai non tenere presente ciò che può, e
deve fare felice la vita ?
Debbo proprio dire: Ma che stupido sono !
Quarto scalino: Poniamoci dinanzi alla Madonna
Santissima, nostra Madre, ed è Essa stessa, dono di
Dio, immenso, fatto a te e fatto a me.
Quanto conforto, e quanta riserva di sicurezza
e di pacificazione abbiamo nella Madonna
Santissima.
E quanta gioia nella vita,mia e tua, di tutti i
giorni.
Quindi, hai, anche, per questo di che
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
rallegrarti.
Perché non ci pensi mai ?
Quindi, bisognerà cominciare a pensarci.
Quinto scalino: Poniamoci dinanzi al comando di
Dio: comando di “amarLo con tutta la mente, con
tutta l’anima, e con tutto il cuore”.
Se cominciamo a vivere questo comando e
cominciamo a corrispondere alle tante grazie, che
Dio ci dà a questo scopo, cioè al fine di farci
vivere questo comandamento; quanta gioia ci può
invadere, e noi abbiamo certamente da rallegrarci
?
Sesto scalino: Dio ci comanda di amare e di
lasciarci amare.
Se
prestiamo
attenzione
a
questo
comandamento facciamo buona e gioiosa la
nostra vita.
“Amare” e “lasciarsi amare” sono due
atteggiamenti, che, se sono condivisi sono anche
rapporti, e sono atteggiamenti e rapporti
assolutamente felicitanti.
E’ beatifico amare, ed è anche più beatifico
fare, che altri ci ami.
Orbene ciò, che è beatifico è, anche,
beatificante, e ciò, che è beatificante, non
consente di essere “tristi” e “depressi”.
Se ti eserciti ad amare, come il comandamento
di Dio ti comanda, non devi anche rallegrarti ?
Settimo scalino: Dio ti comanda di perdonare
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
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subito, sempre e tutti.
Comincia a perdonare.
Il perdono è buono.
Il perdono ti rasserena e ti apre alla gioia.
Il perdono, se ti eserciti in esso, con fortezza e
continuità, nelle tante occasioni della vita, ti farà
più forte dei tuoi nervosismi e di tutti quei brutti
“contrattempi”, che tanto ti disgustano e ti
contristano
e,
che,
quindi,
serpeggiando
silenziosamente dentro di te, fatalmente ed
inesorabilmente ti “deprimono”.
Quindi,
impegnandoti
a
perdonare,
conquisterai il rallegramento della tua vita.
E, se comincerai a rallegrarti, la tua
depressione potrà mai sussistere ?
Ottavo scalino: Dio Ti chiede di pregare.
Dico di “pregare”, che è cosa diversa dal dire
preghiere, cioè, da quel dire preghiere, in cui
chiediamo tutto quello, che vogliamo, senza alcun
discernimento sul reale valore di ciò che
chiediamo, e, che noi facciamo pretendendo di
ottenere subito ciò che chiediamo, e lo facciamo
in tal modo, che ci arrabbiamo, poi, per non
vederci esauditi, come ci aspettavamo.
Dico di “pregare”, cioè di mettermi in quel
“pregare”, che mi immette nel pieno dei divini
sentimenti e nelle stupende volontà di Dio.
Evidentemente, se io mi immetto nel vero
“pregare”, potrò soltanto vedermi “inondare” di
gioia.
E, se la gioia ti inonderà, come potrà
66
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
sussistere la tua depressione ?
Nono scalino: Dio ti comanda di chiedere a Lui
ogni grazia e specialmente le grazie di cui più senti
il bisogno.
Quindi tu devi imparare a chiedere a Dio, che
ti ama, la gioia nella tua vita.
E devi sapere, che c’è l’Onnipotente sempre
disponibile per concederci ciò, che di buono gli
chiediamo;
non è
forse
cosa, che
deve
rallegrarci ?
E non dovremo, noi, rallegrarci, se, con il
salmista, potremo dire: “Ti ho invocato e Tu mi hai
esaudito ?”
Decimo scalino. Dio ti fa fare la bella esperienza
di non essere solo.
La solitudine è causa ed è fonte di tanta
tristezza.
Dio, quando, creò l‘ uomo disse: ”Non è bene,
che l’ uomo sia solo”.
Dio ci colloca in una umana splendida
compagnia: soltanto ci raccomanda di evitare i
cattivi compagni. Ma, di buoni compagni, ne
possiamo avere tanti, o dimoranti, qui in questa
terra o dimoranti in Paradiso.
Abbiamo, quindi, da cercarli e da rallegrarci. !
Undecimo scalino: Dio ti mette con gli Angeli e
con i Santi del cielo e della terra.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
67
Esiste un articolo di Fede nel nostro credo, che
professiamo.
Purtroppo lo professiamo senza capire quello,
che diciamo, e senza approfondirci in quello, che
diciamo.
Ma Dio ci immette nella felicitante comunione
dei Santi, e questo deve farci sentire una gioia
molto grande e piena di sorpresa.
Dodicesimo scalino: Dio ci assicura, che,
finché siamo in questo mondo, mentre ci prega di
non fare peccati, poi, ci dice, che quando
pecchiamo, potremo, sempre, essere perdonati.
La paura di avere peccato è cosa, che rattrista,
e che a ragione rattrista.
Quindi, un “depresso” deve molto rallegrarsi
se viene rassicurato sul pronto ed assoluto
perdono: e deve gioire !
Tredicesimo scalino: La Madonna ci aspetta, e
ci invita a pregare con Lei:
La Madonna ci dice: “Pregate con me e dite
queste parole:”
“L’anima mia magnifica il Signore ed il mio spirito
esulta in Dio mio Salvatore... Ha fatto a me grandi cose
Colui che è Potente…”
Ogni uno di noi può dire e deve dire: “Ha fatto
a me grandi cose Colui che è Potente…”
E più lo dirà, più gioirà.
Quattordicesimo
68
scalino:
La
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Madonna
ci
aspetta, e ci invita a pregare con Lei:
La Madonna ci dice: “Pregate con me e dite
queste parole: “…Dio …ha disperso i superbi nei
pensieri del loro cuore… Dio … ha ribaltato i Potenti dai
troni ed ha innalzato gli umili…”.
Quindicesimo
scalino.
A
questo
punto
fermiamoci un momento.
Diamo uno sguardo al cammino, che abbiamo
fatto.
Abbiamo fatto un gran bel cammino.
Siamo partiti dai “bassifondi della tua
“depressione”.
Vedi quei “bassifondi della tua “depressione”
sono rimasti laggiù.
Tu non sei più laggiù.
Tu hai imparato alcune cose molto importanti.
Tu hai imparato a guardare dentro di te.
Tu hai imparato 1°) a vivere, e 2°) a rifiutare
quel morire, che è la tristezza, e la conseguente
“depressione”.
Hai salito con me quindici scalini.
Ci hai guadagnato.
Vedi quei “bassifondi” sono rimasti laggiù.
E sono rimasti laggiù, perché tu sei salito
quassù.
C’era una scala da salire, ma tu non la vedevi.
Non la vedevi, perché non pensavi, che avresti
dovuto lavorare dentro di te, per cambiare dentro
di te, e, appunto per cambiare, dentro di te
avresti dovuto “faticare”.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
69
E’ una fatica necessaria.
E’ una fatica conveniente.
Devi fare la fatica di lasciare laggiù, nei
bassifondi, le tristezze della depressione.
Devi fare la fatica di conquistare tu per te
stesso le gioie della tua vita.
Ora dovrai continuare a salire questi scalini.
Ad ogni scalino imparerai a conquistare una
gioia, e, appena lo farai, “scriviti” quella
esperienza, per non dimenticarla.
“Scriviti”
quella
esperienza,
per
non
dimenticarla, ma sopratutto ringrazia Dio, che ti
ha aiutato a gioire.
Cosi guarirai.
Continua come hai fatto.
Ora, uscire dalla depressione dipende da te.
Ogni augurio e ti accompagno con la
preghiera.
Ricorda quegli scalini ti attendono… e
riservano qualche sorpresa… bella e gradita !
Attenzione a queste parole di Dio…
Dio ci avverte… ci rassicura …
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
ti
… domandati ci credi tu ?.
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
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Salmo 12
8] Tu, o Signore, ci custodirai,
ci guarderai da questa gente per sempre.
9] Mentre gli empi si aggirano intorno,
emergono i peggiori tra gli uomini.
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Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
Testi di P. Massimo Rastrelli anno 2012
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