Documento di Programmazione e Coordinamento dei

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Documento di Programmazione e Coordinamento dei
Documento di Programmazione e Coordinamento
dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari
Anno 2015
Territorio:
3.465 Km2
333 abitanti/ Km2
Abitanti 1.170.501* di cui:
65-74enni:
119.984
ultra74enni:
115.700
stranieri:
165.804
Comuni 164 di cui 52 organizzati in 3 Comunità Montane
*dato aggiornato al 30.11.2014
Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Indice
1. IL CONTESTO DELL’ASL DI BRESCIA E LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE
LA RETE DEI SERVIZI SANITARI DI BASE
LA RETE DELLE STRUTTURE SANITARIE ED A CONTRATTO
STRUTTURE SANITARIE ACCREDITATE NON A CONTRATTO
LA RETE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI
LE RISORSE E LE STRUTTURE DI EROGAZIONE DELL’ASL
LE IMPRESE DEL TERRITORIO
LA POPOLAZIONE DELL’ASL DI BRESCIA
x
x
x
Cause di mortalità e anni di vita persi
10
I problemi di salute emergenti
15
Epicrisi
20
SINTESI DEI DATI DI ATTIVITÀ RIFERITI AL 2014
2. PROGRAMMAZIONE LOCALE E INTERVENTI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ 23
LE INIZIATIVE DI PROMOZIONE ALLA SALUTE
IL PIANO DELLA PREVENZIONE E TUTELA SANITARIA
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
Gli Screening Oncologici
24
25
25
La Prevenzione Medica
26
La sicurezza alimentare e la sicurezza negli ambienti di vita
26
Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro
26
La prevenzione delle malattie infettive
27
Il Laboratorio di Sanità Pubblica
27
La Prevenzione Veterinaria
28
Le attività pianificate per l’evento Expo
28
29
Programmazione della rete territoriale ed attività di controllo
29
Il Governo dell’Assistenza Farmaceutica
30
Il Governo dell’Assistenza Protesica ed Integrativa
31
31
33
Psichiatria
33
Neuropsichiatria dell’Infanzia e della Adolescenza
33
LA RETE DI OFFERTA DELLE STRUTTURE SANITARIE
x
x
x
x
x
23
24
I Piani di Controllo Integrato della Prevenzione Medica e Veterinaria
LA GESTIONE DELLE MALATTIE CRONICHE
LA SALUTE MENTALE
x
x
21
Salute e Ambiente
IL SISTEMA DELLE CURE PRIMARIE
x
x
x
6
6
6
6
6
7
7
8
34
Produzione Territoriale Ricovero e Cura e Specialistica Ambulatoriale
36
La Programmazione Territoriale: necessità di ordine epidemiologico e proposte di riorganizzazione della rete
40
Piano dei Controlli delle Attività Sanitarie
44
Il Piano di Governo dei Tempi di Attesa
45
La Customer Satisfaction
46
INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA
46
x
x
x
x
x
x
Programmazione e Governo della Rete dei Servizi Socio Sanitari e Sociali
Riorganizzazione della Rete di offerta socio sanitaria: specificità ed innovazione
46
La dimensione della Rete Socio Sanitaria
48
Negoziazione: risorse e contratto
49
Piano annuale di Vigilanza e Controllo sulle Unità di Offerta Sociosanitarie e Sociali
50
Programmazione degli Interventi nell’area delle Dipendenze
51
LE INIZIATIVE DI SEMPLIFICAZIONE E QUALITA’
x
x
x
x
46
Il SISS: Sistema Informativo Socio Sanitario Regionale
53
53
Il Piano di Comunicazione
53
Le Attività di Formazione e lo Sviluppo delle Professionalità
54
Il Piano di Monitoraggio e Valorizzazione dei Processi di Qualità
55
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x
x
Il Piano di Risk Management
55
Le Misure di Prevenzione della corruzione e l’Amministrazione Trasparente
56
3. INTERVENTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI PER IL MIGLIORAMENTO DELL’EFFICACIA 57
I BILANCI E L’AREA DELLA GESTIONE FINANZIARIA
x
x
Il Piano Attuativo della Certificabilità dei Bilanci
58
La Fatturazione Elettronica
58
IL GOVERNO DEI PRINCIPALI FATTORI PRODUTTIVI
LE RISORSE UMANE
x
Il Piano di Gestione delle Risorse Umane
IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE
LA GESTIONE DEGLI ACQUISTI
LA VALORIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO AZIENDALE
x
Il Piano Investimenti
GLOSSARIO
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62
62
63
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Presentazione
L'Azienda Sanitaria della Provincia di Brescia, nel rispetto delle “Regole di Sistema” definite da Regione
Lombardia per l'anno 2015, conferma, consolidandola, la propria funzione di programmazione dell'intera Rete
Socio Sanitaria e di tutela della salute dei propri assistiti.
A fronte di un progressivo invecchiamento della popolazione - in parte mitigato dall'immigrazione
straniera, quasi doppia nel nostro territorio rispetto al dato nazionale – aumentano le condizioni di cronicità e di
fragilità che impongono un rinnovato percorso dell'integrazione sanitaria e socio sanitaria.
Con le risorse effettivamente a disposizione per l'erogazione dei servizi, è confermato l'impegno
dell'Azienda a favorire il costante dialogo tra ospedale e territorio, a valorizzare e rendere trasparenti le
informazioni, in termini di bisogni, servizi e risorse del territorio, a potenziare percorsi di accesso facilitato ai
servizi, anche innovativi e sperimentali, a favore degli utenti.
Consolidare, valorizzare ed attivare sono termini ricorrenti nella programmazione aziendale del corrente
esercizio e nel Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio –Sanitari qui
presentato.
Nell’ambito della promozione della salute, gli impegni si tradurranno nella valorizzazione delle numerose
forme di collaborazione in essere con tutti gli attori del sistema locale, ad iniziare dalle Amministrazioni Comunali,
per proseguire con il mondo dell’Imprenditoria, dell’Università e della Scuola, con le Associazioni di Volontariato.
Relativamente alla prevenzione, proseguiranno, in un approccio sempre integrato al tema “Salute ed
Ambiente”, importanti progetti scientifici condotti con il prezioso contributo dell’Istituto Superiore di Sanità e di
Regione Lombardia. Saranno rinnovate le campagne di screening e gestite, in maniera integrata, le attività di
controllo, anche straordinario legato all’evento EXPO.
La proposta di riorganizzazione della rete di offerta delle strutture sanitarie, espressione delle necessità
locali di ordine epidemiologico, si concretizzerà nell’individuazione di alcune aree di miglioramento per
consolidare gli importanti risultati attesi in termini di riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni più critiche,
qualità delle prestazioni ed ulteriore attenzione alle categorie fragili.
L’area delle cure primarie e la gestione delle malattie croniche saranno protagoniste di importanti processi
di riorganizzazione: in ossequio agli indirizzi regionali, si darà avvio alla costituzione delle Aggregazioni Funzionali
Territoriali dei Medici di Famiglia e saranno sperimentati i nuovi modelli del Centro Socio Sanitario Territoriale e
dei Presidi Ospedalieri Territoriali nei territori di Leno ed Orzinuovi, di concerto con le Aziende Ospedaliere
interessate.
In continuità con l’area delle cronicità, nell’ambito sociosanitario, gli impegni si tradurranno nel
potenziamento e nell’ulteriore sviluppo dell’integrazione sociosanitaria e sociale, al fine di garantire una risposta
adeguata e globale alla pluralità e multidimensionalità dei bisogni espressi dalla persona e dalla famiglia.
Proseguiranno il processo di sviluppo della rete di offerta territoriale e le attività di vigilanza e controllo, nel rispetto
delle più recenti determinazioni regionali.
Relativamente agli aspetti gestionali ed organizzativi, la valorizzazione delle risorse aziendali sarà
accompagnata dal prosieguo dell’attività di analisi delle informazioni di carattere gestionale ed economico. Si
consolideranno progetti gestionali condivisi con altre Aziende Sanitarie che insistono su aree limitrofe.
La struttura del Documento replica quella già adottata negli anni precedenti: dopo la sintetica
rappresentazione del contesto e delle principali attività erogate nel 2014, si dà evidenza all’evoluzione e
caratterizzazione demografica ed ai problemi emergenti di salute. Seguono gli interventi di miglioramento della
qualità a favore del cittadino e le iniziative per il miglioramento dell’efficienza aziendale.
Inoltre, il Documento rinvia, per ogni dettaglio riferito ad obiettivi e risultati attesi, ai principali strumenti di
pianificazione annuale delle attività: il Piano Integrato Locale degli interventi di Promozione alla Salute,
comprensivo degli Interventi nell’Area delle Dipendenze, i Piani della Prevenzione Medica e Veterinaria, i Piani
dei Controlli Sanitari e Socio-Sanitari, quello Attuativo per il Governo dei Tempi di Attesa, il Piano della
Prevenzione della Corruzione e quello delle Performance.
Si conferma, infine, che la realizzazione delle priorità definite sarà periodicamente monitorata e
rendicontata al livello regionale, ai preposti Organismi aziendali; sarà anche occasione di specifiche e significative
attività di comunicazione ai diversi portatori di interessi.
Il Direttore Generale
Carmelo Scarcella
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1.
IL CONTESTO DELL’ASL DI BRESCIA E LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE
Il territorio dell’ASL di Brescia, con una superficie di 3.465 km 2, vanta tre laghi principali (Lago di Garda, Lago
d’Iseo ed il Lago d’Idro), tre fiumi principali (Oglio, Chiese e Mella), due valli (Valtrompia e Valle Sabbia) ed
un’ampia zona pianeggiante a sud del territorio cittadino, conosciuta come la Bassa Bresciana; varie zone collinari
circondano la città e si estendono ad est verso il Veronese e ad ovest verso la Franciacorta. Nella Provincia di
Brescia sono pertanto presenti tutti i tipi di bioclimi dell’Europa, ad eccezione di quello marino costiero.
Anche le attività produttive sono estremamente diversificate sia in termini quantitativi che qualitativi con piccole e
medie imprese operanti prevalentemente nell’agricoltura, nell’industria, nel commercio e nei servizi.
A seguire un elenco di numeri che in modo oggettivo danno immediata evidenza della ricchezza di servizi socio
sanitari presenti e della complessità del tessuto produttivo del territorio.
LA RETE DEI SERVIZI SANITARI DI BASE
721
211
130
298
82
19
12
11
46
Medici di Medicina Generale (455 organizzati in forma associativa)
Medici di Continuità Assistenziale attivi in 30 postazioni
Pediatri di Famiglia (73 organizzati in forma associativa)
Farmacie Territoriali (243 private e 55 Comunali)
Ditte accreditate per forniture protesiche
Esercizi autorizzati e attivi per la distribuzione di prodotti per celiachia
Dispensari
Grossisti depositari di gas medicali/medicinali
Parafarmacie
LA RETE DELLE STRUTTURE SANITARIE ED A CONTRATTO
3
13
18
7
9
7
3
Aziende Ospedaliere (10 Presidi - 3.341 posti letto ordinari + 166 posti letto DH)
Strutture Private Accreditate e 2 IRCCS (2.290 posti letto ordinari + 117 posti letto DH)
Comunità Psichiatriche/Neuropsichiatriche dell’Infanzia e Adolescenza (residenziali e
semiresidenziali)
Servizi di Medicina di Laboratorio
Poliambulatori di cui 6 con attività di diagnostica per immagini
Poliambulatori di Medicina dello Sport
Stabilimenti termali
STRUTTURE SANITARIE ACCREDITATE NON A CONTRATTO
1
Struttura di ricovero e cura a ciclo diurno
LA RETE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI
85
4
4
54
34
30
6
29
21
12
19
6 / 64
RSA autorizzate di cui 84 a contratto (6.105 posti letto a contratto su 6.564 autorizzati e 6.228
accreditati)
Istituti di Riabilitazione (167 posti letto residenziali e 10 posti letto diurno continuo)
Hospice Residenziali (42 posti letto contrattualizzati)
Centri Diurni Integrati di cui 51 contrattati (932 posti a contratto, 1.056 posti autorizzati e 1.026
posti accreditati)
Enti Accreditati per Cure Domiciliari (fra questi anche ASL di Brescia, che eroga ADI in 7 Distretti)
Consultori Familiari (di cui 14 ASL e 16 Privati);
Residenze Sanitarie Disabili (384 posti letto accreditati)
Centri Diurni Disabili (740 posti accreditati)
Comunità Socio Sanitarie (202 posti accreditati)
Servizi Ambulatoriali per le dipendenze (4 SMI, 4 SERT, 4 NOA)
Comunità Terapeutiche accreditate (351 posti)
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LE RISORSE E LE STRUTTURE DI EROGAZIONE DELL’ASL
12
4
1598
89
237
Distretti Socio Sanitari, aggregati in 6 Direzioni Gestionali Distrettuali
Distretti Veterinari
Operatori ASL di cui:
x 356 dirigenti sanitari
x
26 dirigenti tecnico amministrativi
x 778 sanitari del comparto
x 438 tecnico-amministrativi del comparto
sedi di cui:
x 12 di proprietà
x 11 in locazione
x 50 in comodato
x 16 punti di appoggio
automezzi (n. 73 commerciali, n. 158 autovetture, n. 6 tra carrelli/motocicli/quadri cicli): n. 82 di
proprietà e n. 155 a noleggio
LE IMPRESE DEL TERRITORIO
10.642
7.930
68.958
13.344
119
193
6
163
68
189
983
97
27
289
212
442
84
809
Imprese totali oggetto di controllo Igiene Alimenti e Nutrizione di cui
x
455 gelaterie e pasticcerie
x 2.543 ristoranti ed agriturismi
324 mense di varia tipologia
x
x 1.401 laboratori di produzione alimenti
7.930 Imprese totali oggetto di controllo Igiene e Sanità Pubblica di cui
x 1.124 alberghi
878 scuole di ogni ordine e grado
x
x 1.347 ambulatori e poliambulatori
x 2.508 estetisti, parrucchieri, stabilimenti termali, benessere fisico
Imprese totali oggetto di controllo Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro di cui
x 11.617 imprese agricole
x
6.709 imprese siderurgiche, fonderie, lavorazione metalli, ecc..
2.799 fabbricazione motori, meccanica, armi, ecc..
x
x 19.360 imprese di costruzioni
Allevamenti
x
725 avicoli (12.918.224 capi allevati)
4.305 bovidi (442.021 capi allevati)
x
x
1.950 suidi (1.207.565 capi allevati)
1.760 ovicaprini (32.405 capi allevati)
x
x
2.770 equidi (9.502 capi allevati)
x
1.634 altre specie (apiari, pesci, ecc..)
strutture veterinarie
strutture di commercio del farmaco veterinario
strutture di sperimentazione
produzione e commercio mangimi
impianti di trasformazione di sottoprodotti di origine animale
depositi alimenti
esercizi di vendita al dettaglio di prodotti vari
impianti di macellazione riconosciuti
impianti di macellazione registrati
impianti produzione trasformazione di alimenti di origine animale riconosciuti
laboratori di produzione e vendita diretta al consumatore
macellerie, pollerie, pescherie
trasporto alimenti conto terzi
vendita di alimenti su aree pubbliche
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LA POPOLAZIONE DELL’ASL DI BRESCIA
I dati ISTAT più recenti si riferiscono al 1° gennaio 2014: il numero di residenti della nostra Asl risultava essere di
1.160.763 soggetti; allo stesso giorno, risultavano presi in carico dall’Asl un numero di poco superiore rispetto ai
residenti (+0,8%; 1.170.158 assistiti): considerata la sovrapponibilità delle due fonti e la possibilità di avere dati
più recenti dall’anagrafica Asl (ultimo aggiornamento 30.11.2014) si presenteranno di seguito i dati secondo
l’anagrafica regionale assistiti.
Al 30.11.2014 risultavano assistiti nell’Asl di Brescia
1.170.501 soggetti. Si tenga presente che tra gli
assistiti 14.473 (1,2%) risultavano non essere
residenti; inoltre vi erano ulteriori 19.728 soggetti che
erano stati in carico all’ASL per un certo periodo del
2014, ma non lo erano più al 30 novembre, 8.454
perché deceduti, gli altri trasferiti o con tessera
sanitaria cessata.
La densità abitativa della popolazione dell’Asl varia
considerevolmente all’interno del territorio: la zona
della città è ovviamente la più densamente abitata
(>1.000 persone/km 2), così come i comuni limitrofi
alla città e quelli situati sui grandi assi stradali,
mentre la zona montana è quella meno densamente
abitata.
Come evidenziato dalla piramide demografica:
x le femmine rappresentano il 50,8% del totale in
virtù di una loro maggior presenza nelle fasce
oltre i 60 anni: tra le classi sotto i 50 anni risultano inferiori di circa il 2% rispetto ai maschi, la percentuale dei
sessi è simile tra i 50enni, mentre il rapporto si inverte dopo i 60 anni aumentando progressivamente; infatti,
le femmine oltre gli 80 anni sono più del doppio dei maschi (45.346 vs 22.173);
x l’età media della popolazione nel 2014 era di 43,3 anni, più elevata nelle femmine (44,7) che nei maschi
(41,8), mentre l’età media era inferiore rispetto a quella nazionale e regionale (44,2 anni) 1;
x la percentuale di anziani (65 anni e oltre) è pari al 20,1% della popolazione con un indice di vecchiaia pari a
133 (n. anziani su 100 giovani di età inferiore
a 15 anni); entrambi gli indici sono inferiori
rispetto alla media, sia nazionale (21,4% e
154) sia regionale (21,4 e 149), confermando
la maggior “giovinezza” dell’ASL di Brescia,
legata, come si vedrà più avanti, al contributo
della popolazione straniera;
x nel 2014, il 2,8% della popolazione (31.734)
era composta da grandi anziani (85 anni e
oltre), per i ¾ femmine; un dato di poco
inferiore rispetto al 3,1% nazionale (2013);
x negli ultimi 12 mesi i nuovi nati sono pari a
10.639, per un tasso di natalità del 9,1/1.000;
x il numero dei deceduti negli ultimi 12 mesi è
stato di 9.499; il saldo naturale bresciano
(differenza tra nascite e decessi) è quindi
positivo, con un tasso di crescita naturale di
+1,0/1.000, a differenza di quanto riscontrato
a livello nazionale (-1,5) e lombardo (-0,3) .
L’evoluzione demografica negli ultimi anni
Nel corso degli ultimi 13 anni vi sono stati importanti cambiamenti nella popolazione bresciana, come evidenziato
nella sottostante tabella.
1
ISTAT. Popolazione residente 1 gennaio 2014 http://demo.istat.it/pop2014/index.html
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anno
Totale assistiti
2002
2004
2006
2008
1.029.978
1.055.256
1.093.708
1.136.817
% donne
50,87%
50,84%
50,66%
50,50%
età media
41,60
41,84
41,94
41,48
145.739
152.723
161.405
171.584
N° bambini (<15 anni)
% variaz.
2014/02
1.157.391 1.168.168 1.170.158 1.170.501
13,6%
50,60%
50,67%
50,71%
50,78%
-0,2%
42,27
42.72
43,00
43,28
4,0%
176.869
179.362
178.424
176.985
21,4%
15,28%
15,35%
15,25%
15,12%
6,9%
213.585
224.973
231.028
235.684
32,8%
18,45%
19,26%
19,74%
20,14%
16,8%
2010
2012
2013
2014*
% bambini
14,15%
14,47%
14,76%
15,09%
N° pop 65 anni e più
177.493
189.068
199.636
208.630
% anziani
indice vecchiaia
(>=65/<15 anni)
>=85 anni
17,23%
17,92%
18,25%
18,35%
122
124
124
122
121
125
129
133
9,3%
18.993
18.549
21.461
24.851
27.392
30.318
31.871
33.283
% grandi anziani
1,79%
1,69%
1,92%
2,16%
2,35%
2,60%
2,72%
2,84%
N° nuovi nati
10.473
11.145
12.066
12.794
12.408
11.543
10.799
10.639
tasso natalità X 1.000
10,17
10,56
11,03
11,25
10,72
9.88
9,23
9,09
tasso fecondità grezzo
N° morti (integrazione
con registro)
Tasso grezzo mortalità
42,4
44,5
46,8
48,2
46,4
43,7
41,3
41,1
75,2%
59,0%
1,4%
-10,8%
-3,2%
8.879
8.635
8.761
9.201
9.697
9.999
9.774
9.499**
7,0%
8,62
8,18
8,01
8,09
8,38
8,56
8,35
8,12
T. di crescita naturale
1,6
2,6
3,0
3,1
2,6
1,3
0,88
0,97
58.246
77.832
109.895
140.611
160.988
168.011
168.301
165.804
14,4%
14,4%
14,2%
-5,9%
-37,8%
184,7%
150,5%
N° stranieri
% stranieri
5,7%
7,4%
10,0%
12,4%
13,9%
* dati provvisori (novembre 2014) **N° morti ultimi 12 mesi solo in base ad anagrafica
x
x
x
x
x
x
La popolazione è complessivamente cresciuta del 13,6%, in gran parte grazie al contributo della presenza
straniera, ma dal 2010 la crescita è progressivamente rallentata per fermarsi nell’ultimo anno.
L’età media è aumentata di circa 20 mesi (incremento medio annuo pari ad un mese e 20 giorni).
Gli anziani sono aumentati di 58.191 unità tra il 2002 ed il 2014 (+32,8%), mentre i grandi anziani sono
aumentati del 75,2%. Si tenga presente che quest’ultima fascia, secondo le proiezioni nazionali, aumenterà
di un ulteriore 50% nel 2020 e raddoppierà nel 2030.
Dal 2002 al 2011 i bambini sotto i 15 anni erano aumentati del 23% per poi stabilizzarsi e diminuire nell’ultimo
anno; l’indice di vecchiaia è quindi rimasto abbastanza stabile nella nostra ASL fino al 2011, ed è aumentato
negli ultimi anni.
Il tasso di natalità nell’ASL ha avuto un andamento non lineare: è cresciuto del 9,5% dal 2002 al 2008 per poi
scendere rapidamente e costantemente negli ultimi 5 anni (-18,5%). Il tasso di fecondità ha avuto,
ovviamente, un simile andamento.
Il tasso grezzo di mortalità è rimasto sostanzialmente stabile.
La popolazione straniera
Nel 2014 gli stranieri residenti nella Asl di Brescia (senza considerare i soggetti senza permesso di soggiorno)
rappresentavano il 14,2% del totale, una percentuale quasi doppia rispetto a quella nazionale (8,1% nel 2013) e
anche superiore a quella lombarda (11,3%). La popolazione straniera, rispetto a quella italiana, presentava un
profilo diverso:
x l’età media risultava essere di 30,6 anni, molto più bassa rispetto ai 45,4 anni degli italiani;
x la percentuale di bambini era del 24,8% di 11,2 punti percentuali più elevata rispetto agli italiani;
x la percentuale di anziani era molto bassa (2,2% vs 23,1%);
x il tasso di natalità è di 18,2/1.000, vale a dire più elevato di 2,4 volte rispetto a quello degli italiani; il 28% dei
nuovi nati nell’Asl di Brescia è straniero con un tasso di fecondità grezzo quasi doppio nelle donne straniere.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Nel 2014, per la prima volta, il numero e la percentuale di stranieri è in calo, un’inversione di tendenza
probabilmente determinata anche dalla crisi economica:
x la presenza di stranieri è passata dai 58.246 del 2002 ai 169.935 del 2013 (+192%), ma l’incremento più
rilevante era stato tra 2002 e 2008 (+141%) e si era poi ridotto fino ad arrestarsi negli ultimi anni: senza i
nuovi nati stranieri, si sarebbe registrata una flessione maggiore;
x si è passati da una presenza prevalentemente maschile (58,1% nel 2002) ad un aumento della quota
femminile (49,9% nel 2014);
x è più che triplicata la presenza di bambini stranieri, da 12.778 nel 2002 a 41.041 nel 2013 e la stragrande
maggioranza di essi è nata nel nostro paese; nel 2014 il 28,3% dei nuovi nati è straniero: va però fatto rilevare
che dal 2008 nella popolazione straniera vi è stata una diminuzione di circa 1/3 sia del tasso di natalità (da
26,6 a 18,2 x 1.000) sia del tasso di fecondità (da 89 a 59 x 1.000), un calo più consistente di quello fatto
registrare dalle donne italiane (da 41 a 37 pari a -10%).
La popolazione di cittadinanza italiana è cresciuta dal 2002 al 2014 del 3,4%, ma ciò grazie all’immigrazione di
cittadini italiani; il saldo naturale dei soli italiani (differenza tra il numero di nati ed il numero di morti) è stato infatti,
negli ultimi anni, negativo.
Una forte influenza sul trend demografico futuro sarà data dal fatto che la popolazione di donne in età fertile
italiane è stata in costante diminuzione (da 230.695 nel 2002 a 207.891 attuali) e lo sarà ancora nei prossimi anni.
Cause di mortalità e anni di vita persi
Nel corso del 2013 sono decedute 9.774 persone, 4.647 maschi (età media=75,8) e 5.127 femmine (età
media=82,7). Oltre al numero di decessi è possibile quantificare anche gli anni potenziali di vita persa (PYLL 2)
che sono stati 36.599, per il 64% a carico dei maschi (23.505).
Il tasso grezzo di mortalità dell’ASL è stato di 8,35/1.000, inferiore rispetto ai dati nazionali (10,1) e regionali (9,3);
i dati grezzi non tengono però conto del diverso profilo demografico dell’ASL di Brescia. Per confrontare i dati
bresciani con quelli nazionali “aggiustando” per il fattore età si sono utilizzati i relativi SMR calcolati tramite
standardizzazione indiretta (utilizzando gli ultimi tassi età specifici nazionali disponibili): complessivamente, per
tutte le età, i tassi di mortalità della nostra Asl nel biennio 2008-2009, risultavano, rispetto alla media nazionale,
inferiori del 2% nei maschi (SMR=0,98 IC95% 0,96-1,00) ed inferiori del 7% nelle femmine (SMR=0,93 IC95%
0,91-0,94); questo nonostante l’inclusione nella casistica Asl dei deceduti senza scheda di morte.
L’analisi di mortalità fornisce un’importante informazione sullo stato di salute della popolazione quando si
considera il ruolo delle cause di morte, come di seguito sintetizzato:
Percentuale relativa dei decessi per grandi cause (a sinistra) e percentuale relativa PYLL nel 2013
La patologia tumorale ha rappresentato nel 2013 con 3.257 decessi la seconda causa di morte complessiva
(33,3% del totale); in particolare era la prima tra i maschi (38,9%) e la seconda nelle femmine (28,3%). I tumori
da soli causano il 42,4% degli anni potenziali di vita persi (15.509 anni), al primo posto in entrambi i sessi. Nello
2 PYLL (potential years of life lost) è una misura della mortalità prematura. Per ogni individuo l’età di morte è sottratta ad un’età di referenza
(75 anni in genere nei paesi industrializzati); nel caso l’età di morte sia successiva all’età di referenza si attribuisce il valore “0”, in modo da
non avere valori negativi.
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specifico, le cause di mortalità più rilevanti sia in termini di numero di decessi che di anni potenziali di vita persi,
sono stati il tumore delle vie respiratorie nei maschi (648 decessi e 2.943 PYLL) e della mammella nelle femmine
(206 decessi e 1.337 PYLL), seguiti dai tumori del colon/retto (315 decessi e 1.161 PYLL), del fegato (279 decessi
e 1.163 PYLL), del pancreas, del sistema emolinfopoietico e dello stomaco.
Si tenga presente che la mortalità per tumori era stata nel 2009, rispetto alla media nazionale, superiore del 12%
nei maschi e del 6% nelle femmine, eccessi simili a quelli riscontrati per l’intera Regione Lombardia: i tumori del
fegato mostravano, invece, soprattutto nei maschi un eccesso sia rispetto alla media nazionale sia con riguardo
a quella lombarda.
Le patologie del sistema circolatorio sono state la prima causa di morte tra le femmine (38,1%) e la seconda
tra i maschi (30,2%), ma il loro impatto si ridimensiona considerando gli anni di vita persi pari al 14,6% del totale
(5.332 anni); ciò è vero soprattutto per le femmine ove, pur essendo come numero di decessi al primo posto,
provocano “solo” una perdita di 1.446 anni PYLL in quanto l’età media di morte per queste patologie era assai
avanzata (86,9 nelle donne). Per quanto riguarda i maschi, la morte per queste patologie ha colpito in età più
giovane (79,8) con un impatto decisamente superiore in termini di PYLL (3.886 anni); in particolare le malattie
ischemiche cardiache sono state la seconda causa specifica di perdita d’anni negli uomini (1.791 anni). La
mortalità per malattie del sistema circolatorio era stata nel 2009 inferiore rispetto ai dati nazionali per entrambi i
sessi (-12% nei maschi e -17% nelle femmine) ed in linea con i dati lombardi.
Più di 2/3 di tutte le morti e il 57% di tutti i PYLL erano dovute alle due grandi cause prima citate.
I traumi e gli avvelenamenti hanno causato 367 decessi, ma dal momento che avvengono spesso in giovane
età, sono state per i maschi la seconda causa di perdita di anni di vita e, considerando entrambi i sessi, hanno
causato la perdita di 5.353 anni (14,6%). In particolare nei maschi si è notata una forte perdita di anni a causa dei
suicidi (1.747 PYLL per 73 casi, III posto come causa specifica) e degli incidenti di trasporto (1.152 IV posto). La
mortalità per cause esterne era stata nel 2009 nei maschi inferiore rispetto alla media nazionale (-10%) e simile
rispetto alla media regionale, mentre per le femmine era inferiore sia rispetto alla media italiana (-34%) che
lombarda.
Il basso numero di decessi nel gruppo delle “altre patologie” ha un elevato peso sugli anni di vita persi in quanto
numerosi decessi avvengono in età infantile legati a cause perinatali o malformazioni congenite.
Femmine
Maschi
Innalzamento progressivo della sopravvivenza e trend delle cause di mortalità
Per poter meglio comprendere i dati di mortalità è necessario interpretare i medesimi alla luce del loro trend
temporale, sia in termini di mortalità generale sia per singole cause.
Nella tabella sono riportati i tassi grezzi di mortalità e l’età alla morte per sesso nel periodo 2000-2013: l’età media
di morte si è progressivamente innalzata, in particolare è aumentata di 4,8 anni nei maschi (pari a 4,4 mesi/anno)
e di 3,1 anni nelle femmine (2,8 mesi/anno).
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
tasso grezzo
876
883
857
865
820
805
770
791
779
804
791
813
819
799
età media di
morte
71,0
70,8
71,7
72,1
72,3
73,0
73,0
73,4
74,1
74,2
74,5
75,1
75,3
75,8
tasso grezzo
839
822
852
893
804
814
819
815
826
855
870
841
877
857
età media di
morte
79,6
79,9
80,1
80,8
80,5
80,6
80,8
81,6
81,6
81,8
81,9
82,3
82,7
82,7
Tassi grezzi mortalità annuale nei due sessi ed età media di morte (X100.000)
Il numero assoluto dei deceduti è cresciuto nel periodo considerato a causa dell’aumento sia della numerosità sia
dell’età della popolazione; per esaminare il trend temporale di mortalità è necessario quindi utilizzare i tassi
“corretti” per età tramite standardizzazione diretta per fasce d’età. Da tali dati, mostrati nei grafici sottostanti,
emerge che nel periodo 2000-2013:
x
x
x
Le femmine hanno tassi di mortalità notevolmente inferiori rispetto ai maschi.
Per i maschi vi è stata una significativa e costante riduzione dei tassi pari ad un -29%.
per le femmine, dopo il picco di mortalità del 2003 (probabilmente legato all’ondata di calore di quell’estate),
vi è stata una significativa diminuzione (-21%), seppur meno evidente che per i maschi.
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L’analisi del trend di mortalità delle più importanti cause, sia in termini di tassi standardizzati sia di PYLL, permette
di fare le seguenti osservazioni:
La mortalità per tumore è in continua diminuzione nei maschi (-16% negli ultimi 4 anni rispetto al periodo 200004); nelle femmine vi è stata una lieve, ma significativa, diminuzione negli ultimi anni (-6,7%).
x
Mortalità per tumori delle vie respiratorie:
è diminuita di 1/3 nei maschi comportando un analogo calo degli anni di vita persi; al contrario nelle
femmine c’è stato un aumento sia del tasso di mortalità che degli anni di vita persi: tali trend riflettono in
modo diretto la prevalenza del tabagismo con 20-30 anni di latenza.
x
Mortalità per tumori della mammella: è rimasta sostanzialmente stabile fino al 2010 mentre vi è stata
una significativa diminuzione negli ultimi anni (-14%), determinata dal netto calo (-25%) dei tassi nella
fascia d’età tra i 50-75 anni oggetto di screening. La mortalità per le donne oltre i 75 anni è rimasta stabile.
Mortalità per tumori del colon retto: diminuzione sia dei tassi di mortalità sia degli anni di vita persi in
entrambi i sessi; il miglioramento più rilevante si riscontra per le categorie d’età inferiori ai 75 anni.
Mortalità per tumori del fegato: significativa diminuzione nei maschi (-20%), stabilità nelle femmine.
Mortalità per tumori dello stomaco: continua la storica diminuzione di mortalità per questo tumore, in
particolare nel periodo esaminato è diminuita di circa 1/3 in entrambi i sessi.
Mortalità per tumori del pancreas: stabile in entrambi i sessi.
Mortalità per tumori maligni del tessuto linfatico ed ematopoietico: stabile nei maschi (-6%) ed in
diminuzione nelle femmine (-20%) per le quali gli anni di vita persi sono scesi del -26%.
x
x
x
x
x
La mortalità per patologie cardiocircolatorie è diminuita di più di 1/3 in entrambi i sessi; ciò ha comportato una
minor perdita nel 2013 rispetto al 2000 di 2.071 anni nei maschi e di 763 anni nelle donne. Ancora più forte la
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diminuzione limitando l’analisi alla popolazione di età inferiore ai 75 anni: i tassi di mortalità si sono dimezzati in
entrambi i sessi.
La mortalità per traumi e avvelenamenti nel loro insieme non presenta una correlazione lineare con l’età e
varia nei due sessi: molto bassa in entrambi prima dei 15 anni si innalza di 10 volte nei maschi giovani (15 e 34
anni) per poi abbassarsi e riprendere a crescere dopo i 65 anni. Nelle femmine la mortalità per traumi è sempre
molto più bassa che nei maschi e non si nota il “picco” nella fascia giovanile.
Un importante fattore di cui bisogna tener conto è che nei giovani i traumi sono il risultato di un evento “esterno”,
mentre per gli anziani sono molto più spesso conseguenza di una condizione di “fragilità” dell’individuo. Per queste
ragioni il trend temporale dei tassi è stato analizzato separatamente in tre fasce d’età e poi approfondito per le
singole specifiche cause.
I tassi di mortalità nei soggetti con meno di 65 anni sono diminuiti di 1/3 in entrambi i sessi.
Complessivamente per tutta la popolazione vi è stata una minor perdita di anni di vita nel 2013 rispetto al 2000
di 3.451 anni nei maschi (-45%) e di 523 anni nelle donne (-31%).
È stabile la mortalità per traumi tra i 65-74 anni mentre sono in aumento i tassi di mortalità traumatica oltre i 75
anni, ma ciò è in gran parte dovuto all’introduzione della classificazione ICD10 dal 2009 che ha comportato la
riclassificazione delle cause di morte per trauma non specificato di un gran numero di anziani.
Nello specifico le cause più importanti sono:
x La mortalità per accidenti di trasporto che è in continua riduzione dal 2000 al 2013; ciò ha comportato una
minor perdita di 2.950 anni di vita nei maschi (-72%) e di 854 nelle femmine (-76%). La diminuzione della
mortalità tra i giovani (con meno di 30 anni) è stata particolarmente rilevante: dai 65 decessi del 2000 si è
progressivamente giunti ai 10 del 2013, ben 6 volte di meno.
x La mortalità per suicidio e autolesione intenzionale era in calo fino al 2009, ma ha mostrato un aumento
significativo negli ultimi 4 anni rispetto al quinquennio precedente; ciò è dovuto ad un preoccupante aumento
dei suicidi tra i maschi adulti (+43% tra gli uomini di 30-69 anni; P=0,001).
La mortalità nei distretti dell’ASL (2000-2013)
I tassi corretti per fasce d’età per l’intero periodo mostrano un chiaro gradiente di aumento da est verso ovest con
i distretti della città, Brescia Est e Garda che hanno i tassi più bassi in entrambi i sessi, mentre i distretti più a
ovest (Monte Orfano e Oglio Ovest) hanno i tassi più elevati in entrambi i sessi. Va però fatto notare che nel
periodo considerato si è registrata una forte riduzione dei tassi di mortalità in tutti i distretti che ha portato ad una
maggior uniformità (tabella e grafici sottostanti).
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Tassi di mortalità standardizzati (per 100.000 anni/persona su popolazione italiana 2001) per età nei distretti
dell’ASL di Brescia nei maschi e nelle donne per il periodo 2000-2013
Distretto
01-Brescia
maschi
2000-13
969
2000-13
575
2000-4 2005-9 2010-13
624
547
552
899
661
739
649
604
891
889
592
669
563
550
1.037
887
628
697
627
561
1.046
1.020
657
720
649
602
1.235
1.203
1.089
692
761
702
612
1.213
1.139
1.036
674
723
652
651
1.114
1.324
1.114
936
656
730
637
607
1.093
1.279
1.068
939
618
676
611
571
10-Bassa Bresc.Orientale
1.039
1.207
1.024
911
605
664
613
537
11-Garda
1.008
1.135
999
892
604
646
589
579
12-Valle Sabbia
1.073
1.224
1.009
997
621
688
613
560
02-Brescia Ovest
1.065
femmine
2000-4 2005-9 2010-13
1.116
915
885
1.282
969
1.154
04-Valle Trompia
1.051
1.268
05-Sebino
1.101
1.255
06-Monte Orfano
1.180
07-Oglio Ovest
1.125
08-Bassa Bres. Occid.
09-Bassa Bresc. Centrale
03-Brescia Est
1.056
Mortalità infantile, nei bambini e negli adolescenti.
Nel complesso, sia la mortalità infantile sia quella dei bambini più grandi e degli adolescenti risulta essere
sostanzialmente in linea con i tassi nazionali e regionali, ma vi è una forte differenza determinata dalla
cittadinanza: i bambini stranieri hanno tassi di mortalità infantile più che doppi ed, anche nelle età successive,
mostrano tassi nettamente superiori rispetto ai coetanei italiani.
La mortalità infantile (meno di 1 anno) e quella tra 1-4 anni è rimasta sostanzialmente stabile nel periodo
esaminato, mentre, nei bambini più grandi e negli adolescenti, ha mostrato una significativa diminuzione dovuta,
in gran parte, al forte calo delle morti per incidenti stradali ma anche, in misura minore, alle altre cause di morte.
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I problemi di salute emergenti
La mortalità, pur essendo un indicatore di salute fondamentale, ha il limite di non prendere in considerazione una
serie di malattie ed eventi che hanno però un forte impatto sulla disabilità. Nei paesi occidentali e in Italia negli
ultimi anni, infatti, si è verificato un considerevole aumento della sopravvivenza, ma vi è stato poco progresso nel
ridurre la disabilità; di conseguenza, con l’invecchiamento della popolazione, vi è stato un forte aumento degli
anni vissuti con disabilità: se nel 1990 la percentuale di anni di disabilità sul totale dei DALYs 3 era pari al 45%,
nel 2010 ha raggiunto il 52%.
Le cause dominanti che provocano tale disabilità sono i disturbi psichici (depressione, ansia, dipendenze) e i
problemi muscoloscheletrici (lombalgie, cervicalgie ed osteoartriti) 4: nell’età giovane ed adulta queste patologie
sono responsabili di più dei 2/3 delle disabilità. Con l’avanzare dell’età, oltre alle 2 patologie già menzionate, che
continuano ad essere le cause principali di disabilità, si aggiungono anche le patologie cardiovascolari, le malattie
respiratorie croniche, il diabete, le neuropatie ed in minor misura i tumori. Deficit della vista e dell’udito, in età più
avanzata, e cadute ed incidenti, in diverse età, hanno pure un ruolo rilevante nel provocare disabilità.
La stima della disabilità è complessa; al momento è possibile stimare l’incidenza (oltre alla mortalità) di alcune
patologie a forte rilevanza quali gli eventi cardiocerebrovascolari (CCV) e i tumori (tramite l’attività del Registro
Tumori), e valutare la presa in carico per una serie di patologie croniche (Banca Dati Assistiti).
Gli eventi CCV maggiori.
In base ai dati incrociati dei ricoveri e della mortalità è stato possibile stimare incidenza e letalità di Infarto
Miocardico Acuto (IMA) e dell’Ictus per il periodo 2001-2011. I dati più significativi erano i seguenti:
x annualmente si verificano circa 3.000-3.500 episodi di IMA, di cui circa il 40% con esito letale e circa 2.600
episodi di Ictus, di cui circa 1/3 letale;
x vi sono più IMA nei maschi e più Ictus nelle femmine, ma i tassi sono fortemente influenzati dall’età; a parità
di età sono sempre più elevati nei maschi soprattutto nelle classi d’età più giovani;
x i tassi degli eventi totali standardizzati mostrano, per entrambi i sessi e per entrambe le patologie, una
significativa diminuzione nel periodo considerato. Per quanto riguarda l’IMA, la riduzione è stata più evidente
nei maschi e meno nelle femmine;
x i tassi e le percentuali di letalità presentano un significativo e progressivo trend decrescente in entrambi i sessi
sia per Ictus che per Infarto;
x sia per i maschi che per le femmine i mesi di dicembre e gennaio sono quelli con maggior numero relativo di
eventi (soprattutto infarti), mentre i mesi estivi sono quelli ove si registra il numero di eventi inferiore;
x per i casi di IMA ospedalizzati la letalità a 28 giorni e a 1 giorno appare in netto calo mentre tale trend non si
è notato per l’ictus.
Sia i tassi di IMA che di Ictus presentano delle sensibili differenze territoriali nell’ambito ASL:
x si sono avuti tassi di infarto più elevati nella Valle Trompia e nel Sebino, mentre per l’ictus vi è una incidenza
maggiore nei distretti occidentali;
x la città e l’hinterland hanno in genere tassi inferiori di incidenza sia per ictus che per infarto;
x in genere il pattern distrettuale è simile in entrambi i sessi.
Incidenza dei tumori
Con il termine “tumore” ci si riferisce ad un insieme, molto eterogeneo, di circa 200 malattie, con la caratteristica
comune di una crescita cellulare svincolata dai normali meccanismi di controllo dell’organismo, ma con notevoli
differenze per quanto riguarda: andamenti temporali, distribuzione territoriale, fattori eziologici e letalità.
In base ai dati del registro tumori (1999-2006) emerge come l’ASL di Brescia presentasse:
x tassi di incidenza per tutti i tumori più elevati rispetto alla media italiana, ma simili rispetto a quanto riscontrato
dai registri delle aree vicine per i maschi e tra i più elevati per quanto riguarda le femmine (vedasi figura
sottostante);
x tassi d’incidenza rispetto alle aree vicine più elevati per quanto riguarda i tumori del fegato;
x tassi meno elevati rispetto alle aree vicine per quanto riguarda tumori del colon-retto e della vescica;
x incidenze simili a quelle delle aree vicine per le altre forme tumorali.
3
DALYs (Disability Adjusted Life Year) numero di anni dati dalla somma di “anni vissuti con disabilità” e “anni persi per morte prematura”.
4
Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study 2010. http://www.healthmetricsandevaluation.org/gbd
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Tassi incidenza standardizzati sulla popolazione italiana (AIRTUM) 1999-2006
Per quanto riguarda i tumori nel loro insieme nel periodo 1999-2006 si è riscontrato un eccesso di incidenza per
tutti i tumori rispetto alla media ASL nei distretti di Monte Orfano (+4,7%), Brescia Ovest (+4,5%) e Brescia
(+4,4%) che presentavano una differenza statisticamente significativa; anche il distretto di Brescia Est (+3,0%)
presentava un eccesso al limite della significatività statistica. Il distretto del Garda (-8,5%) e quello della Bassa
Bresciana Centrale (-4,0%) presentavano invece un’incidenza più bassa rispetto alla media ASL.
Vi sono però profili diversi, talvolta contrastanti, a seconda delle sedi del tumore e del sesso.
Inoltre vi sono spesso forti differenze anche all’interno dei distretti. La differenziazione su base distrettuale, infatti
non appare adatta a far rilevare eventuali aumenti o riduzioni territoriali dei tumori che possono localizzarsi solo
in alcuni comuni del distretto, o in aree di confine appartenenti a più distretti: per questa ragione si ritiene più
appropriato elaborare le future indagini territoriali sull’incidenza tumorale per le specifiche sedi tumorali su base
comunale aggiustata per la numerosità della popolazione e con ricerca di cluster (si veda l’esempio nella scheda
per il fegato).
I TUMORI DEL FEGATO NELL’ASL DI BRESCIA: distribuzione territoriale e possibili cause
I DATI DI PARTENZA
La mortalità per tumori dell’ASL di Brescia è più elevata
rispetto alla media nazionale (+68% nei maschi e +31%
nelle donne) e lombarda: dai dati storici di mortalità
regionali (1984-1994) si notava un’area con i tassi più
elevati tra Brescia, Bergamo e Cremona. La mortalità si
sta riducendo nei maschi.
I tassi di incidenza a Brescia sono più elevati della
media lombarda ma simili a quelli delle ASL limitrofe di
Bergamo e Cremona.
DIFFERENZE TERRITORIALI ALL’INTERNO DELL’ASL
L’analisi dei dati su base comunale (con livellamento IDW pesato
per popolazione) ha permesso di evidenziare 2 cluster geografici
statisticamente significativi in comuni appartenenti a diversi distretti
(evidenziato in rosso) ed un terzo ai limiti della significatività
statistica (evidenziato in blu).
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POSSIBILI SPIEGAZIONI EZIOLOGICHE
Nelle aree con maggior incidenza tumorale sono più frequenti le esenzioni per epatite C e B (i fattori causali più
importanti per il tumore al fegato).
Gli studi analitici “caso controllo” eseguiti indicavano nell’epatite C (rischio relativo=23) epatite B (RR11) e
consumo rilevante di alcool (RR=4,6) i fattori maggiormente associati al tumore del fegato nella nostra ASL.
Incidenza dei tumori maligni nei bambini e negli adolescenti nel periodo 1999-2012
x
x
x
x
I tassi di incidenza per tutti i tumori maligni nell’ASL
di Brescia risultano essere simili rispetto al resto
d’Italia; simili appaiono anche le tipologie tumorali.
In linea con i dati nazionali più recenti si è registrato
un trend d’incidenza tumorale in diminuzione.
Non sono stati trovati cluster tumorali significativi
sul territorio dell’ASL, né per tutti i tumori né per le
diverse tipologie.
In linea con i dati nazionali, l’80% dei bambini
sopravvive al tumore.
Gravidanze e parti
In linea generale gli indicatori rilevati nell’ASL di Brescia
tramite il flusso del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP) e il flusso SDO sono simili rispetto a quanto notato
a livello nazionale. Alcuni di essi, quali ad esempio il minor ricorso al cesareo (29,3% rispetto al 37,5% nazionale)
ed il tasso di natimortalità (di 1,78 ogni 1.000 nati vs 2,72/1.000), sono inferiori al tasso nazionale ma in linea con
il dato regionale.
Nella situazione bresciana emerge, con maggior forza, la fragilità delle comunità straniere per quanto riguarda la
gravidanza ed il parto, infatti tra le madri straniere si rileva:
x una maggior frequenza di fattori di rischio, quali la consanguineità, il basso livello di istruzione, il parto in
giovanissima età;
x un minor ricorso ai servizi preventivi prenatali (visite di controllo, ecografie raccomandate in gravidanza)
e minor ricorso agli esami prenatali invasivi dopo i 35 anni.
Ciò spiega, almeno in parte, la maggior frequenza di indicatori di salute negativi tra i non italiani, osservati a
diversi livelli:
x una maggior frequenza sia di prematurità (+20%), in particolare quella grave (+50%) sia di macrosomia;
x una prevalenza di malformazioni alla nascita del 50% più elevata;
x una natimortalità doppia.
Nel 2013 le donne straniere hanno avuto inoltre tassi di abortività spontanea e di IVG (interruzioni Volontarie di
Gravidanza) più che doppi rispetto alle italiane: una differenza che sta, comunque, riducendosi rispetto agli anni
precedenti.
Le patologie croniche
La “Banca Dati Assistiti” (BDA), metodologia progressivamente perfezionata dall’ASL di Brescia, mediante
l’integrazione di vari flussi informativi amministrativo-gestionali, permette di identificare gli assistiti presi in carico
per 15 famiglie di patologie croniche. Nel corso del 2013 sono state assistite dall’ASL di Brescia 1.195.164
persone (50,6% femmine), di cui il 29,7% presi in carico per almeno una delle 15 condizioni patologiche
considerate; di questi, 200.778 presentano una sola patologia, 94.056 due patologie, mentre 60.242 ne associano
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un numero superiore. Le cardiovasculopatie (inclusa l’ipertensione arteriosa) sono di gran lunga il gruppo più
rappresentato, con ben 235.502 soggetti presi in carico (19,7% degli assistiti); di questi 104.472 risultavano
portatori della patologia isolata (44,4%), mentre i restanti avevano, invece, una cardiovasculopatia
associata con una o più delle altre patologie. Diabete e Dislipidemie, patologie spesso associate alle
cardiovasculopatie, erano le altre due patologie croniche più frequenti.
Prevalenza negli anni (x1000)
Cardiovasculo-patie
Diabete
Dislipidemie*
Neoplasie
Broncopneumo-patie
Malattie endocrine
E/G/Duodeno-patie
Neuropatie
Epato-enteropatie
M. psichiatriche gravi
Malattie autoimmuni
M. rare
Insufficienza renale
HIV/AIDS
Trapianti
2003
2006
2009
2012
2013
Delta
annuo
173,4
38,9
29,2
35,0
30,3
14,5
9,7
16,0
10,6
7,7
3,7
2,6
3,6
2,2
0,6
188,7
44,4
43,0
36,6
31,8
17,1
13,8
17,6
12,5
8,8
5,0
4,3
4,4
2,5
0,8
188,8
48,7
38,8
38,9
28,3
20,5
14,4
17,4
13,2
9,7
6,8
6,0
4,6
2,7
1,2
196,7
54,0
45,9
42,0
28,3
24,6
22,4
18,5
14,1
9,8
9,4
8,1
5,1
2,8
1,5
197,0
55,4
48,1
43,9
28,9
26,1
25,2
18,7
14,4
9,8
10,5
8,9
5,3
2,9
1,5
1,3%
3,6%
6,0%
2,3%
-0,5%
6,0%
10,5%
1,6%
3,2%
2,5%
11,1%
13,3%
4,1%
3,1%
10,6%
2013
% forme
N. soggetti
isolate sul
totale
235.502
44,4%
66.268
18,9%
57.459
12,1%
52.455
33,0%
34.493
43,0%
31.184
31,8%
30.119
13,8%
22.365
27,1%
17.238
45,7%
11.754
32,6%
12.554
30,2%
10.578
61,4%
6.376
3,8%
3.483
63,3%
1.815
6,8%
totale persone con
251,8
270,9
275,7
291,7
297,1
1,7%
355.076
patologia cronica
senza patologia
748,2
729,1
724,3
708,3
702,9
-0,6%
840.088
cronica
* Nel corso del periodo i valori della Dose Definita Giornaliera sono cambiati e ciò ha comportato una riduzione
artificiale dei soggetti classificati con Dislipidemia dopo il 2008
Nel periodo 2003-2013 il numero complessivo dei soggetti con patologia è aumentato del 35% (da 263.936 a
355.076 assistiti), vi è stata una diminuzione della prevalenza dei soggetti senza alcuna patologia cronica, mentre
sono aumentati i presi in carico per almeno una patologia cronica per un aumento medio annuo pari al 1,7%. È
aumentato anche il numero di persone con più patologie (nel 2013 gli assistiti con patologia cronica avevano in
media 1,67 patologie rispetto al 1,50 nel 2003).
Le malattie rare sono più che triplicate (l’aumento è verosimilmente frutto anche dell’attivazione negli ultimi anni
della “Rete delle malattie rare” che ne ha favorito la diagnosi e la presa in carico). Malattie autoimmuni, esofagogastro-duodenopatie sono più che raddoppiate. L’aumento dei trapiantati dopo il 2007 riflette un cambiamento
metodologico che ha permesso una maggiore sensibilità nell’identificazione degli stessi.
I rilevanti cambiamenti riscontrati nel periodo 2003-2013 possono essere spiegati in parte dall’evoluzione del
quadro anagrafico-epidemiologico locale, ma anche dalla maggior sensibilità e capacità di prendere in carico, per
patologie croniche, soggetti che in precedenza erano misconosciuti e dalla migliorata sopravvivenza (è il caso del
HIV/AIDS: pur essendo diminuiti i nuovi casi si innalza il numero totale dei presi in carico).
Considerando la prevalenza di presa in carico a seconda dell’età e sesso si nota che:
- la prevalenza è bassa e stabile nei primi 3 decenni di vita ed aumenta, in modo esponenziale, con l’aumentare
dell’età (nel 2013 dal 2-6% delle prime decadi al 85% degli ultra 80enni);
- la prevalenza è più elevata tra le femmine (315,5/1.000) rispetto ai maschi (278,2/1.000), ma ciò è dovuto
alla maggiore numerosità femminile nelle fasce d’età più avanzate. Standardizzando per età infatti il tasso
femminile (296,6) risulta essere leggermente inferiore rispetto a quello dei maschi (298,0).
Consumo di risorse secondo BDA
Il consumo di risorse sanitarie è un indicatore dei servizi erogati e della complessità terapeutica dell’assistito. Nel
2013 il consumo di risorse è stato di 1.432 milioni di euro, per un consumo medio pro-capite di € 1.134: la
principale voce è rappresentata dai ricoveri (41,7%) seguita da farmaceutica (22,4%) e dalla specialistica
ambulatoriale (22,8%).
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I portatori di patologia cronica, pari al
29,7% della popolazione totale, hanno
assorbito il 78,7% delle risorse
complessive.
Complessivamente nel periodo 20032013 vi è stato un aumento medio
annuo della spesa pro-capite lorda
dell’1,2% nella popolazione pesata
(+1,8%,
tenendo
conto
della
popolazione grezza), ma l’andamento
non è stato lineare: in crescita costante
dal 2003 al 2010 (+17% complessivo) è
scesa negli ultimi anni (nel 2013 -4%
vs 2010 e
-0,9% vs 2012). Nello
specifico:
x RICOVERI: diminuzione del
-3,4% (aumentato del 10% fino al
2009 e poi sceso del -12,2%).
x FARMACEUTICA: aumentato del
12,9% (aumentato del 18,6% fino al 2010 è poi diminuito del -4,8% negli ultimi anni). Nel dettaglio, la spesa
per farmaceutica territoriale si è ridotta mentre è aumentata la spesa per farmaci “speciali” (file F e doppia
via).
x SPECIALISTICA AMBULATORIALE: è aumentata costantemente per un +59,2%; tra i determinanti di tale
aumento vi è stato anche lo spostamento, in tale regime assistenziale, di alcune prestazioni che prima
venivano effettuate in ricovero.
x RSA: il consumo pro-capite è aumentato del 20,4%;
x PSICHIATRICA: le prestazioni della branca psichiatrica sono aumentate del 47,4%.
DIPENDENZE PATOLOGICHE
Nel corso del 2014 si sono rivolti ai servizi per le dipendenze (SERT - NOA e SMI) n. 6844 persone di cui n. 3036
tossicodipendenti, n. 1953 alcolisti, n. 274 giocatori d’azzardo patologici e n. 166 tabagisti che hanno ricevuto prestazioni
(completano il quadro altri n. 1415 soggetti seguiti per altre problematiche: patenti, appoggiati, lavoratori, consulenze).
Rispetto al passato si riduce la percentuale delle donne con problemi alcool correlati: dal 33,4% nel 2004 al 18,4% nel
2014, probabilmente per il peso degli utenti inviati dalla Commissione Patenti (con rilevante prevalenza maschile) mentre
resta sostanzialmente stabile sul 16% la percentuale delle donne tossicodipendenti. L'età media degli utenti
tossicodipendenti si colloca a 38 anni (deviazione standard 10,3) mentre per gli alcoldipendenti è di 45,5 (deviazione
standard 12,3). Per i tossicodipendenti, la distribuzione in base alle sostanze dichiarate fa registrare un lieve aumento degli
oppiacei, che salgono dal 28,3% al 29,6%, mentre prosegue la flessione della cocaina che, pur restando sostanza più
diffusa nei consumi, scende dal 38,3% al 37,6%, proseguendo un trend iniziato nel 2009.
L'analisi dei dati ha evidenziato la presenza di un lungo tempo di latenza - circa 15 anni - tra l'età dichiarata di primo uso
di una qualsiasi sostanza (la cd. "sostanza di iniziazione") e l'accesso ai servizi.
x
La Demenza
L’interesse e le competenze maturate dall’ASL nell’ambito delle demenze hanno portato alla elaborazione della
seconda edizione del PDTA dedicato. Fra i suoi obiettivi rientra la valorizzazione delle banche dati esistenti, ai
fini del monitoraggio della dimensione locale della patologia e dell’utilizzo dei servizi della rete. Nel 2014 è stata
realizzata un’indagine relativa all’anno precedente, che ha evidenziato il costante incremento dei casi, per un
totale di n. 15.273 pazienti residenti affetti da demenza. Interessante è l’andamento delle prime diagnosi, passate
da n. 7.075 nel 2003 a n. 15.273 nel 2013, con un incremento del 115,9%. La prevalenza è pari a 12,8/1000 per
l’intera popolazione, assai più elevata nelle donne (18/1000); aumenta con l’età: i casi sono 1 per 1000 prima dei
60 anni, mentre dopo i 90 ne è affetto 1 su ogni 4 soggetti.
L’età media è di 83,7 anni in caso di Alzheimer e di 85,8 per altre forme di demenza.
Negli ultimi due anni, l’ASL ha avviato alcune iniziative mirate alla gestione domiciliare dei pazienti; una di queste
ha consentito la presa in carico di n. 251 pazienti con interventi psico-educativi, tramite l’utilizzo del Fondo Non
Autosufficienze. Nel 2014 è stato avviato il Progetto regionale RSA aperta, con l’avvio di progetti per n. 274
situazioni.
Per completezza, si evidenzia che in RSA, sono state ospitate n. 4.830 persone affette da demenza (59,5% degli
ospiti), n. 2.394 in carico all’ADI e n. 717 ospiti di CDI.
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INVECCHIAMENTO, NON AUTOSUFFICIENZA E DISABILITÀ: UNA SFIDA PER I SERVIZI E LA SOCIETÀ
L'incremento del numero di grandi anziani determina, progressivamente, anche l'incremento di persone non autosufficienti,
con necessità di interventi assistenziali di varia natura ed intensità.
La crisi economica ha fatto emergere un cambiamento di tendenza nelle modalità di accudimento di questi utenti. Rispetto
al 2013, infatti, si è registrato un aumento di utenti assistiti a domicilio, passati da n. 10.350 a n. 11.100 nel 2014, con un
incremento del 10,7%; il 58% di questi utenti è stato in carico all’Ente Erogatore ASL, insieme ad altri n. 33 Enti. L’89,6%
degli assistiti in ADI ha un’età superiore ai 65 anni. La complessità della popolazione assistita è confermata dalla
percentuale degli over 75 (il 77,87% - n. 8.644 persone) di cui gli over 85 sono il 45,06% (n. 5.002 persone).
L’incremento degli utenti in assistenza domiciliare non ha però condizionato una deflessione della saturazione dei posti in
RSA che, nel 2014, è rimasta intorno al 99-100% anche per la stabilità del numero di posti letto a contratto. Anche la
popolazione delle RSA rispecchia l’andamento descritto per l’ADI, con un’età media degli ospiti all’ingresso di circa 84 anni
ed un’alta prevalenza degli ospiti nelle classi SOSIA da 1 a 3 a conferma dell’incremento della complessità assistenziale.
A supporto di questa fascia di popolazione e dei caregiver, spesso provati dalla difficoltà di gestione di pazienti complessi
in un contesto economico non facile, sono state messe in atto: la Misura 2 “Residenzialità Leggera”, rivolta ad utenti anziani
in condizioni di parziale autosufficienza, con necessità di soluzioni abitative di protezione socio-sanitaria; la Misura 4 “RSA
Aperta”, rivolta a utenti affetti da Alzheimer o altre forme di demenza con necessità di supporto al caregiver. Sono stati così
presi in carico, rispettivamente, n. 41 e n. 274 utenti. Inoltre da alcuni anni, sono attive forme innovative di residenzialità
leggera: strutture di piccole dimensioni, delocalizzate, ubicate nel centro abitato, aperte, in grado di accogliere persone
anziane con un grado di compromissione da lieve a moderato. Le strutture in funzione sono 6 (Comunità Residenziali),
altre sono di prossimo avvio. Inoltre è stata attivata la prima Comunità Residenziale per persone con demenza lieve.
Le persone disabili in carico alle EOH a dicembre 2014 erano n. 5.840, di cui n. 3.318 con più di 18 anni. Il 55% presentava
una sola patologia di cui il 15% per disabilità fisica, il 3% sensoriale e l'81% disabilità intellettiva/psichica. Il restante 45%
delle persone disabili presentava patologie plurime.
Ne consegue una forte pressione della domanda di servizi, soprattutto residenziali. Le strutture sono sature. È in aumento
il numero delle persone in lista d'attesa e il ricorso a strutture fuori ASL. A dicembre 2014, erano n. 385 gli ospiti accolti
nelle RSD, n. 167 quelli inseriti in strutture fuori ASL e n. 142 in lista d’attesa. Anche per quanto riguarda le CSS, n. 10
utenti erano ospiti in strutture fuori territorio e n. 85 in lista d’attesa.
La gestione delle fragilità, della non autosufficienza e delle disabilità acquisite richiede l’introduzione di una maggior
flessibilità nella rete e l’avvio di sperimentazioni come quelle introdotte da Regione Lombardia.
Epicrisi
La mortalità sta scendendo per quasi tutte le cause e l’aspettativa di vita aumenta; tale tendenza è stata in gran
parte determinata dalla diminuzione della mortalità per malattie cardio-circolatorie ed è stata più evidente nei
maschi che hanno in parte ridotto il gap rispetto alle femmine.
La popolazione ha avuto un progressivo invecchiamento, solo in parte mitigato dall’immigrazione di giovani
stranieri.
In seguito alla crisi economica si nota, dal 2009, una riduzione dei tassi di fertilità e di natalità, destinata,
quest’ultima, ad un’ulteriore diminuzione.
Gli stranieri residenti sono circa il 15% ed hanno un’età notevolmente più giovane e tassi di natalità e fertilità più
elevati degli italiani: circa 1/3 dei nuovi nati e il 24% dei bambini sono stranieri. L’afflusso di stranieri si è fermato
e, per la prima volta, il numero di stranieri regolari è sceso. La comunità straniera presenta una maggior fragilità
per quanto concerne la salute materno infantile: maggior mortalità infantile e nei bambini, maggior prevalenza di
malformazioni, prematurità, aborti spontanei e IVG.
A parità, di età i tassi di mortalità per malattie cardiovascolari sono diminuiti come pure l’incidenza di ictus e
infarto. La prevalenza di soggetti affetti da tali patologie è però in continuo aumento.
La mortalità per tumori sta diminuendo sia nei maschi sia, in modo minore, nelle femmine. L’incidenza e la
mortalità per tumori sono, nell’ASL di Brescia, più elevati rispetto alla media nazionale (+12% nei maschi e +6%
nelle femmine secondo ultime stime) ma sostanzialmente simili rispetto ai tassi regionali. Particolarmente elevata
è l’incidenza del tumore del fegato soprattutto nei distretti occidentali dell’ASL; i tumori delle vie aeree sono in
diminuzione nei maschi e in aumento nelle femmine. Si ricorda che i tumori raggruppano una serie di patologie
con diversi fattori di rischio, diversi trend e diversa distribuzione territoriale.
Vi è stata una forte e continua diminuzione della mortalità per incidenti stradali.
E’ in aumento negli ultimi 4 anni il numero di suicidi tra i maschi adulti.
La presa in carico per le patologie croniche ha mostrato un generale aumento particolarmente rilevante per le
malattie endocrine, esofago-gastro-duodenopatie, malattie rare e autoimmuni.
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La sfida è sempre più quella della cronicità, della disabilità e della compromissione dell’autonomia personale:
quindi è necessario investire sulle cure a lungo termine. Considerando la curva demografica, nei prossimi 20 anni
avremo un rilevante numero di malati cronici e di anziani fragili: il progressivo perfezionamento dei processi di
monitoraggio della cronicità e della disabilità, delle loro varie cause, sarà parte preliminare e fondamentale per
poterle prevenire, curare, mitigare.
SINTESI DEI DATI DI ATTIVITÀ RIFERITI AL 2014
Si riportano di seguito, l’elenco e la dimensione delle principali attività erogate dall’Asl nel corso del 2014.
409.034
19.553
112.791
16.807
16.010
48.228
124.401
71.244
Operazioni di Scelta e Revoca MMG5
Prime iscrizioni
Scelta e Revoca
Revoche
Riattivazioni
Tessere
Esenzioni Ticket
Variazioni Anagrafiche
123.216
Prestazioni di Continuità Assistenziale
8.967
Prestazioni di Guardia Turistica
5.371
Visite fiscali
1.119
30.781
Sedute Commissioni invalidi, ciechi, sordi e L. 68/99
Utenti convocati
320
14.397
Sedute Commissione Medica Locale patenti
Visite Commissione
86.541
Donne invitate Screening citologico
142.861
69.693
5
6
7
8
Persone invitate Screening colon retto
Donne invitate Screening mammografico
166.606
Vaccinazioni obbligatorie e facoltative6 somministrate
121.544
Vaccinazioni antiinfluenzali somministrate
652.392
Attività analitiche Laboratorio di Sanità Pubblica
29.477
Valutazioni Multidimensionali
73.236
Prestazioni Consultori Familiari 7
206.468
Prestazioni Assistenza per le Dipendenze (Ser.t)
51.308
Prestazioni Assistenza per le Dipendenze (NOA)
59.476
33.486
15.281
8.693
1.476
Protesica maggiore
Prescrizioni seguite da fornitura di cui
ausili e protesi personalizzate
ausili non personalizzati
ausili per la ventilazione e attrezzature
altri ausili
74.242
61.355
7.594
5.293
Protesica minore8
n.trattati, di cui per:
ausili ad assorbenza
ausili a raccolta
ausili per stomie
Dato riferito al periodo 01.01.2014/30.11.2014
Esclusa antinfluenzale
Il dato non comprende i pap-test effettuati nell’ambito del programma di screening oncologico
Dati provvisori
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2.665
4.986
14.901
153
2.531
7.334
Ambulatorio Migranti
Prelievi
Prestazioni mediche
Prestazioni infermieristiche (compreso Ambulatorio Grave Disagio)
58
108
28
3.113
12
3
Promozione della Salute
Gruppi di cammino attivi
Panificatori aderenti “Pane a ridotto contenuto di sale”
Comuni aderenti al progetto “Salute in Comune”
Genitori informati in tema di incidenti domestici
Imprese aderenti alla rete promozione salute
Strutture sanitarie aderenti alla rete promozione salute
24.935
200.219
174
10.341
7.039
Ricoveri controllati
Record controllati Prestazioni specialistiche ambulatoriali
Strutture socio-sanitarie controllate
Controlli distrettuali Sicurezza e salute dei lavoratori
Controlli distrettuali Igiene e Sanità Pubblica
15.189
Controlli distrettuali Igiene degli Alimenti e Nutrizione
17.222
Campionamenti effettuati nell’ambito dei controlli
281.696
32.787.676
11.682
9.338
238
810
48.160
1.627
903
Controlli e campionamenti in allevamenti
Capi macellati ispezionati
Controlli nell’ambito della sicurezza alimentare
Lotta al randagismo (cattura cani e anagrafe canina)
Reclami gestiti
Contatti e-mail URP centrale
Formazione per personale dipendente e convenzionato
ore di formazione
dipendenti partecipanti agli eventi
MMG/PLS/MCA partecipanti agli eventi
295
5
Tirocinanti accolti
Frequenze Volontarie
695
Decreti Direttore Generale
898
Determinazioni Dirigenziali
164.373
22 / 64
Ambulatorio MTS
Prelievi
Prestazioni mediche
Prestazioni infermieristiche
Note Protocollate
26.068
Pec ricevute
5.869
Pec spedite
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2.
PROGRAMMAZIONE LOCALE E INTERVENTI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ
LE INIZIATIVE DI PROMOZIONE ALLA SALUTE
Il Piano Integrato Locale degli Interventi di Promozione della Salute (PIL), strutturato per promuovere salute e stili
di vita sani nella popolazione con interventi per i quali sia dimostrata l’efficacia, contiene azioni che agiscono su
molti livelli (conoscenze, competenze, ambiti di vita e politiche) e che costituiscono la continuazione di quanto
avviato negli anni precedenti.
La programmazione 2015 si basa, pertanto, sul proseguo di alcune iniziative ed in coerenza con i macro obiettivi
(MO) previsti dal Piano Nazionale della Prevenzione. In particolare:
MO1 - Ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie
non trasmissibili.
MO3 - Promuovere il benessere mentale nei bambini, adolescenti e giovani.
MO4 - Prevenire le dipendenze da sostanze e comportamenti.
MO5 - Prevenire gli incidenti stradali e ridurre la gravità dei loro esiti.
MO6 - Prevenire gli incidenti domestici e i loro esiti.
La strategia delle azioni contenute è quella di promuovere stili di vita sani, affinché il cittadino sia sempre più
protagonista e capace di intervenire, in modo informato, sulla salute propria e collettiva, nel segno dei principi
generali promossi dall'OMS, sostenendo il passaggio da una prevenzione basata sui rischi ad una promozione
attiva dei "determinanti di salute".
Inoltre, nella consapevolezza che comportamenti e stili di vita non sono ascrivibili solo a scelte e responsabilità
individuali, ma anche e, soprattutto, a determinanti ambientali ed a condizioni e pratiche sociali, gli interventi
previsti considerano l’agire in questi contesti condizione imprescindibile per meglio sostenere l’adozione di
comportamenti e stili di vita protettivi per la salute.
Il Piano, perciò, contempla progetti volti sia a modificare i comportamenti individuali non salutari, sia a creare le
condizioni ambientali atte a favorire l’adozione di corretti stili di vita; individua singoli piani aziendali che adottano
un approccio per ciclo di vita e setting (scuole, ambienti di lavoro, comunità locali, servizio sanitario) e che
prevedono il coinvolgimento di tutti i livelli interessati, dai responsabili politici alle comunità locali.
Per quanto riguarda la struttura del documento, anche l’edizione 2015 del Piano Integrato Locale degli interventi
di Promozione della Salute mantiene l’organizzazione degli ultimi anni: si compone di 3 Piani Aziendali tematici
sotto riportati e di una sezione che contempla progetti che sviluppano azioni diversificate ma collegate e coerenti
con le aree tematiche dei Piani Aziendali.
Inoltre, parte integrante del Piano Integrato Locale degli interventi di Promozione della Salute è il Piano Locale
Prevenzione Dipendenze (allegato al PIL 2014 con valenza biennale), le cui azioni saranno sviluppate e
consolidate anche nel 2015.
Piano aziendale per la promozione di corrette abitudini alimentari e dell’attività fisica
La promozione dell’allattamento materno
Progetti di alimentazione con gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie
Snack consapevoli
Capitolati d’appalto: una risorsa per promuovere una sana alimentazione
Promozione dell’attività fisica negli alunni delle scuole primarie
Promozione dei gruppi di cammino
Con meno sale nel pane c’è più gusto e guadagni in salute
Piano aziendale per la prevenzione del tabagismo
Grazie non fumo. Utilizzo del Minimal Advice nella rete dei servizi del Sistema Sanitario Regionale
Piano aziendale per la prevenzione dell’incidentalità
La prevenzione degli incidenti domestici nei bambini 0-4 anni
La prevenzione degli incidenti domestici negli anziani
La prevenzione degli incidenti stradali
Gli altri progetti
La rete prevenzione delle dipendenze
Life skills training program
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Unplugged
Spazi di ascolto
La rete delle scuole che promuovono salute
Salute in comune
La rete delle aziende bresciane che promuovono salute
Caleidoscopica Adolescenza. Progetto di promozione alla salute affettiva e sessuale negli studenti della scuola
secondaria di secondo grado
Ogni Piano tematico include singoli progetti che si aprono con una breve introduzione che descrive il razionale,
cioè la motivazione delle scelte di programmazione contenute nel Piano, le prove di efficacia e le buone pratiche
e le azioni programmate per perseguire gli obiettivi individuati.
IL PIANO DELLA PREVENZIONE E TUTELA SANITARIA
Analogamente a quanto fatto nell’anno precedente, sarò predisposto, entro il 30.04.2015, il report delle principali
attività di prevenzione attuate nell’anno 2014, con evidenza dei risultati raggiunti, anche in termini di guadagno di
salute. Sarà pubblicato sul sito aziendale a disposizione di tutti i cittadini e portato all’attenzione degli stakeholder
territoriali.
Gli Screening Oncologici
L’ASL di Brescia si è impegnata dal 2004, nelle campagne di prevenzione oncologica e gestisce, in collaborazione
con le Strutture Sanitarie della città e della provincia, i programmi di screening per la prevenzione dei tumori di
cervice uterina, colon-retto e mammella. L’attività è regolata da protocolli condivisi per la gestione omogenea dei
test di screening di I livello e degli approfondimenti diagnostici di II livello.
L’adesione corretta per lo screening mammografico si è attestata al 62%. Il tasso di approfondimento diagnostico
globale è mediamente del 7%. Ogni anno vengono invitate ad eseguire esami di approfondimento, dopo una
mammografia sospetta, circa 3.000 donne, fra queste 220 avranno una diagnosi di tumore maligno.
L’adesione corretta allo screening colon-retto oscilla fra il 55 ed il 60% a seconda degli anni. Il tasso di
approfondimento diagnostico globale è mediamente del 4%. Ogni anno circa 2.800 persone vengono invitate ad
eseguire l’esame di approfondimento di II livello (colonscopia) perché il test di I° livello è risultato positivo.
L’adesione agli approfondimenti è di circa il 90%. Vengono identificati circa 550 adenomi a basso rischio, asportati
nel corso della colonscopia diagnostica e circa 600 adenomi ad alto rischio; anche in questi casi la quasi totalità
viene asportata nel corso della colonscopia. Il programma di screening garantisce i richiami ed i controlli negli
anni successivi. Ogni anno vengono identificati circa 80-85 tumori.
L’adesione corretta allo screening citologico per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina nel 2013 è
stata del 56%. Il tasso di approfondimento diagnostico globale è mediamente del 3%. Ogni anno circa 1500-1600
donne vengono invitate all’esecuzione di approfondimenti diagnostici di II livello (colposcopia) perché il pap test
ha identificato delle anomalie, per lo più lesioni preneoplastiche. L’adesione agli approfondimenti è del 95% circa.
Vengono eseguiti circa 280-300 interventi che, salvo rare eccezioni, sono di tipo conservativo. Il programma di
screening garantisce i richiami e i controlli negli anni successivi fino al ritorno al pap test triennale.
Nel corso del 2014, grazie alla disponibilità di quattro fondazioni, è operativa una unità mobile attrezzata per
l’esecuzione dello screening, con l’obiettivo di avvicinare la prevenzione ai contesti di vita delle persone. Nel
periodo maggio-ottobre sono state realizzate, in collaborazione con le amministrazioni comunali, 74 sedute
itineranti anche occasioni per coinvolgere la popolazione nei programmi di promozione della salute.
Gli obiettivi generali da conseguire nel 2015 – che corrispondono al raggiungimento dei Macro Obiettivi definiti
nel Piano Nazionale della Prevenzione 2014–2018 - sono:
x il sostegno all’ adesione nei percorsi di screening anche incrementando le sedute itineranti
realizzate con l’unità mobile;
x il miglioramento della qualità (audit e valutazione nuove tecnologie screening mammografico);
x l’attivazione del percorso per lo screening della cervice uterina mediante test HPV per le donne di età
compresa fra 30 e 64 anni.
Nella pianificazione dell’attività per il 2015:
1. proseguirà anche quest’anno l’attività di collaborazione con le Strutture Sanitarie coinvolte nella campagna
di prevenzione; il confronto è finalizzato anche alla condivisione dei percorsi diagnostico-terapeutici per
garantire continuità e qualità, in particolare:
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2.
3.
4.
5.
¾ è confermata la collaborazione con i 13 Servizi di endoscopia coinvolti nella realizzazione del programma
di screening per la prevenzione del tumore del colon-retto. Nel 2014 è stato realizzato un corso di
formazione sul campo (FsC n33/14) che proseguirà nel 2015 per la conclusione della stesura e la ratifica
del protocollo;
¾ proseguirà la collaborazione con i Servizi di Radiologia coinvolti nella realizzazione del programma di
screening per la prevenzione del tumore della mammella. Da 3 anni viene realizzata la revisione
radiologica dei Cancri Intervallo;
¾ è stato inserito nel piano di formazione 2015 un progetto dedicato all’analisi ed alla verifica dei percorsi
diagnostico-terapeutici con i Servizi di Colposcopia che partecipano alla realizzazione del programma di
screening per la prevenzione del collo dell’utero.
è confermato un complesso ed articolato lavoro di collaborazione tra Dipartimento Programmazione Acquisto
e Controllo e Dipartimento di Prevenzione Medico per il monitoraggio dei Cancri Intervallo: la ricerca dei
Cancri Intervallo (CI) è uno degli strumenti più efficaci per la valutazione della performance dei programmi
di screening e per il miglioramento della qualità;
per consolidare la collaborazione con i Medici di Medicina Generale, che, oltre ad una funzione di counselling
per i loro assistiti, hanno un ruolo fondamentale nella promozione dell’adesione agli screening, sono state
realizzate, in collaborazione con il Dipartimento Cure Primarie alcune significative iniziative:
¾ per ogni MMG è disponibile su un portale dedicato un report personalizzato, con le percentuali
complessive di adesione ai tre screening e gli elenchi nominativi di donne e uomini non aderenti. Il report
informativo può rappresentare, per il Medico, un utile strumento di valutazione e un'occasione per avviare
un processo di sensibilizzazione verso i propri assistiti non rispondenti e di promozione dell’adesione alle
campagne di prevenzione;
¾ è in fase di definizione un’iniziativa formativa dedicata alla prevenzione oncologica, da realizzarsi in
collaborazione con Società Scientifiche della Medicina di Famiglia, in un piano di formazione annuale,
con iniziative replicate in 6 edizioni nel corso del 2015.
La Regione Lombardia ha inserito l’ASL di Brescia nella fase di sperimentazione del progetto
“Implementazione dei programmi di screening: analisi delle barriere e dei fattori facilitanti, modificabili e non”
per il quale è stato messo a punto uno strumento per facilitare la programmazione e la conduzione di
interventi di potenziamento dell’estensione e dell’adesione: PROGETTO ESECUTIVO - PROGRAMMA CCM
2012 ENTE RESPONSABILE DELL’ESECUZIONE AGENAS che si realizzerà nel primo trimestre 2015.
Viene introdotto il test HPV come test primario nello screening per la prevenzione del tumore del collo
dell’utero. L’implementazione di un nuovo test di screening primario che sostituisca il collaudato Pap test in
un programma organizzato deve essere preceduto dalla valutazione dell’impatto sull’organizzazione
(logistica, software gestionali, ecc.), dalla definizione temporale del percorso che consenta l’embricazione
rispetto al programma tradizionale in uso dato che si modificano in modo radicale, non solo il test utilizzato,
ma i protocolli di approfondimento e i tempi dei richiami. Sono in fase di elaborazione le linee guida di
riferimento da parte di Regione Lombardia.
Salute e Ambiente
Proseguirà nel 2015 il progetto scientifico regionale iniziato nel 2014 sul passaggio dei contaminanti dai suoli ai
prodotti vegetali destinati al consumo zootecnico ed umano.
Il progetto trova la sua collocazione nei terreni agricoli del SIN Brescia Caffaro di Brescia ed in quelli individuati
dalla analisi ARPA nei comuni di Capriano del Colle e Castel Mella, coinvolti nell’inquinamento prodotto dalla
Caffaro attraverso le pratiche di irrigazione dalle rogge inquinate.
Proseguirà, altresì, nel 2015 il progetto ministeriale dell’orto sperimentale, in collaborazione con l’Istituto Pastori
e Istituto Superiore Sanità per la ricerca del trasferimento degli inquinanti dai suoli a differente livello di
inquinamento, provenienti dal SIN Brescia Caffaro, alle essenze orticole più comunemente coltivate negli orti
privati bresciani.
Sarà assicurata la partecipazione al tavolo per la radioprotezione di cui fanno parte anche ARPA,VVF, Ispettorato
del lavoro, e Prefettura per le problematiche connesse con i ritrovamenti di sorgenti orfane e la messa in sicurezza
del materiale radiocontaminato.
Continuerà il monitoraggio della potabilità dell’acqua in tutti i Comuni di competenza, con particolare riguardo alla
tematica relativa al cromo esavalente nella città di Brescia, in stretta collaborazione con l’Amministrazione
Comunale e l’Ente Gestore.
Proseguiranno le attività interdipartimentali per i procedimenti di Valutazione di impatto ambientale , sia regionali
che provinciali e per le Valutazioni di piani e programmi strategici.
I Piani di Controllo Integrato della Prevenzione Medica e Veterinaria
L'attività inerente la prevenzione medica e veterinaria è rivolta principalmente a garantire la salute del
consumatore. Il 2015 sarà occasione per ulteriormente migliorare l’efficienza del sistema dei controlli sulle filiere
agroalimentari, assicurando, nel contempo, le garanzie sanitarie richieste dai Paesi che importano i nostri prodotti
alimentari e riducendo gli oneri burocratici e i costi amministrativi.
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I Dipartimenti di Prevenzione Medico e Veterinario, anche attraverso la capillare presenza sul territorio,
programmano interventi integrati tra di loro e con altre Autorità Competenti. La condivisione di programmi e
strategie di intervento, infatti, evita duplicazioni e sovrapposizioni nello svolgimento delle attività, favorendo una
sinergia positiva delle diverse funzioni proprie di ciascun dipartimento. In tal modo, gli obiettivi di sicurezza
alimentare saranno raggiunti migliorando l’efficienza, l’efficacia e l’appropriatezza dei controlli.
Con la piena e puntuale attuazione di quanto codificato nel Manuale Operativo delle Autorità Competenti Locali
– Standard di organizzazione dei servizi ai sensi del Reg. (CE) 882/2004 in un’ottica di efficacia e di
appropriatezza, sarà perseguito l’obiettivo di standardizzare e uniformare le modalità di organizzazione e
attuazione delle verifiche.
La Prevenzione Medica
Consolidando l’esperienza maturata nelle precedenti annualità, saranno programmate le attività di controllo per
l’anno 2015 attraverso le metodologie auspicate dagli indirizzi regionali, basate:
¾ sulla integrazione con gli altri Dipartimenti aziendali nell’esecuzione degli interventi;
¾ sulla sostenibilità ed efficienza nell’utilizzo delle risorse;
¾ sull’analisi di contesto in base ai dati disponibili nel sistema IMPRES@;
¾ sulla graduazione dei rischi insiti in ogni attività produttiva, commerciale o di servizio.
Il Piano dei Controlli di riferimento, che verrà formalizzato entro il 28.02.2015, si propone di mantenere almeno la
quota di attività dell’anno precedente, fatta salva una diversa programmazione dovuta a incrementi/riduzioni del
personale.
Nella pianificazione è ricercata un’ulteriore garanzia di qualità delle attività di controllo, prevedendo, per le
tipologie di controllo ritenute strategiche, un livello percentuale minimo di ispezioni rispetto al totale dei controlli.
Sono confermate le attività propedeutiche fondamentali, quali la formazione degli operatori e la collaborazione
con gli altri Dipartimenti aziendali interessati.
Proseguirà l’attività interdisciplinare tra Osservatorio Epidemiologico, DPM e DPV, nell’ambito dei procedimenti
di Valutazione di Impatto Ambientale.
Nell’ambito dell’attività di controllo proseguiranno i campionamenti secondo quanto indicato a livello regionale ed
il contesto locale.
Sarà garantita la corretta e puntuale applicazione del D.Lgs 116/2008 e del D.M. 30.03.2010 in materia di acque
di balneazione, in stretta collaborazione con i Comuni rivieraschi.
In tema di REACH e CLP, saranno effettuati almeno due controlli documentali e due analitici, ai sensi dello
specifico regolamento.
Nella programmazione dei controlli, si terrà conto delle indicazioni regionali in tema di residui fitosanitari in alimenti
e del Piano di controllo degli OGM in alimenti.
La sicurezza alimentare e la sicurezza negli ambienti di vita
Le attività di verifica e di campionamento in questi settori saranno programmate, su una quantità almeno pari a
quella effettuata nel 2014, sulla base del numero delle imprese presenti sul territorio, della graduazione del rischio,
dell’analisi dell’attività svolta negli scorsi anni.
Nel rispetto degli indirizzi regionali, sarà garantito un livello di qualità degli interventi di vigilanza identificato dalla
percentuale, non inferiore al 60%, dei controlli eseguiti sul posto, attraverso la tipologia di controllo “ispezione”
(codificate in Impres@ con il codice “02” o “03”), tale da consentire una osservazione più puntuale e più prossima
alla realtà imprenditoriale.
Tale indicazione programmatica deriva dall’evidenza che una reale presenza dell’operatore sanitario presso la
sede produttiva consente, maggiormente, la promozione di collaborazioni e confronti in grado di creare cultura
preventiva ed anche tra le maestranze e gli operatori dei vari settori imprenditoriali.
Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro
Il programma delle attività in questo settore, si innesta in una cornice che necessariamente considera i seguenti
elementi fondamentali:
- gli obiettivi e i contenuti del piano regionale di prevenzione nei luoghi di lavoro 2014-2018;
- le “Regole” di sistema per il 2015 e gli obiettivi quantitativi stabiliti;
- un bilancio delle attività svolte nel 2014 rispetto alle criticità riscontrate;
- le evidenze di efficacia degli interventi di prevenzione (EBP) disponibili.
Elementi qualificanti ed in qualche modo innovativi rispetto ai precedenti piani regionali riguardano il
raggiungimento di standard di attività che:
implementino le azioni di promozione delle leggi regionali e delle “buone prassi” fornendo maggiore assistenza
alle imprese e favorire sempre più percorsi di “autocontrollo” dei rischi;
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mantenendo l’efficienza raggiunta nell’erogazione delle prestazioni, orientino l’attività su percorsi e modalità
che risultano essersi dimostrate maggiormente efficaci nel raggiungimento dell’obiettivo di contenere infortuni
e malattie da lavoro, promuovendo l’emersione di queste ultime.
Risultano confermati, quali ambiti significativi di intervento il settore edile e quello dell’agricoltura, nonché
l’esecuzione di controlli in un numero non inferiore al 5% delle imprese secondo LEA (2.761 imprese totali). Per
il 2015 il numero totale di imprese da controllare è pari a 4.200 come per il 2014.
Strumento essenziale per pianificare ed orientare gli interventi sarà il confronto con enti, istituzioni e parti sociali
all’interno del Comitato Provinciale di Coordinamento (CPC) ex art. 7 D.Lgs. 81/2008.
Nel settore dell’edilizia, tenuto conto del permanere della crisi, le attività di verifica nei cantieri saranno
accompagnate, maggiormente, da azioni di buone prassi rivolte a gruppi di imprese.
Nel settore dell’agricoltura è necessario diversificare il tipo di controlli: da aspetti essenzialmente legati agli
infortuni gravi e mortali, agli aspetti relativi alla salute, con particolare riguardo alla prevenzione del rischio
chimico/cancerogeno e da sovraccarico biomeccanico. La specificità del settore richiede, anche in questo caso,
lo sviluppo di interventi di promozione di buone prassi su temi specifici, non ristretti all’infortunistica.
Con riferimento ai Piani Mirati di Prevenzione (PMP), in altre parole “piani di comparto” con chiari obiettivi di
prevenzione da realizzare in particolari contesti lavorativi, nell’anno 2015 riguarderanno i seguenti ambiti:
- la prevenzione dei rischi nelle imprese di trattamento dei rifiuti;
- la gestione dei rischi lavorativi nelle opere di manutenzione in appalti pubblici;
- la valutazione dei rischi e gestione degli impianti di produzione di biogas.
Saranno oggetto di verifica anche le imprese nelle quali sono accaduti infortuni sul lavoro gravi e malattie da
lavoro da indagare.
Saranno, altresì, effettuati i controlli previsti nel Piano nazionale Reach/CLP ed i controlli, circa 30, previsti nel
progetto CCM (Stress lavoro-correlato), nonché i controlli coordinati e congiunti con l’ARPA e la UOOML; i controlli
congiunti con la DTL riguarderanno prevalentemente i cantieri edili.
Nel 2015 proseguirà l’attività in corso relativa a precedenti progetti speciali, così come si svilupperanno,
ulteriormente, attività di formazione nei confronti delle imprese e degli istituti scolastici.
La prevenzione delle malattie infettive
Le attività volte alla prevenzione delle malattie infettive avranno come obiettivo il mantenimento dei livelli ottimali
già consolidati per le coperture vaccinali raccomandate per Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite, Epatite B,
Morbillo, Parotite, Rosolia, Malattie invasive da Haemophilus inf. tipo b, da Pneumococchi e da Meningococco C.
Inoltre saranno compiuti ulteriori sforzi volti al raggiungimento di una migliore copertura vaccinale contro i
Papillomavirus associati al Ca della cervice uterina nelle ragazze undicenni.
Le indagini epidemiologiche a seguito di casi di Malattia Infettiva che si verificheranno sul territorio dell’ASL nel
2015 saranno monitorate al fine di garantire la miglior compliance della terapia per i casi di TBC, l’invio delle
segnalazioni di sieropositività da HIV redatte con completezza, la rapidità nell’inserire nel software MAINF
regionale le segnalazioni a valenza immediata.
Una particolare attenzione sarà rivolta alla migliore qualità nella gestione dei casi di focolai di tossinfezioni
alimentari e diarree infettive, anche alla luce dei maggiori flussi turistici attesi nel 2015 in concomitanza dell’evento
EXPO.
Il Laboratorio di Sanità Pubblica
Nell’ambito del processo di razionalizzazione della rete dei laboratori di prevenzione delle Asl, si confermano:
la collaborazione con l’ASL di Cremona, per l’esecuzione degli esami chimici in campioni di acqua destinata
al consumo umano e di piscina, della ricerca microbiologica in campioni ambientali di legionella pneumophila
e l’esecuzione degli esami chimico-clinici e sierologici relativi alla ricerca degli anticorpi per i controlli vaccinali
e l’esecuzione della ricerca delle sostanze d’abuso sul capello (ASL di Brescia per ASL di Cremona).
Proseguirà, nel contempo, l’attività di Filth test (ricerca corpi estranei nelle farine e nel pane), ricerca
aflatossine e micotossine, ricerca di OGM in granelle e farine e ricerca di pesticidi nelle acque destinate al
consumo umano (effettuata da ASL di Cremona per ASL di Brescia);
la collaborazione, con l’ASL di Vallecamonica-Sebino che convoglia tutta l’attività presso il Laboratorio Sanità
Pubblica ASL di Brescia;
la collaborazione con le ASL di Bergamo, Mantova, Varese e Lecco per l’effettuazione di ricerche chimiche in
campioni di acqua destinata al consumo umano, di balneazione e di piscina.
Inoltre, poiché il laboratorio dell’ASL di Brescia è dotato di autorizzazione all’effettuazione delle determinazioni di
sostanze stupefacenti sia in urine sia in matrici cheratiniche, proseguirà l’attività in convenzione con il
Dipartimento Dipendenze dell’ASL di Bergamo e per gli SMI operanti nella provincia di Brescia.
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La Prevenzione Veterinaria
Il Piano dei Controlli di riferimento, che verrà formalizzato entro il 28.02.2015, sarà elaborato:
¾ in conformità al documento “Standard di funzionamento delle Aziende Sanitarie Locali”;
¾ in attuazione del Piano Regionale Integrato della Prevenzione Veterinaria 2015/2018 (PRPV);
¾ prevedendo, ove possibile, sulla stessa unità produttiva controlli congiunti con il Dipartimento di
Prevenzione Medico.
Il Piano assicurerà un approccio integrato alla programmazione dei controlli ufficiali basata sulla categorizzazione
del livello di rischio attribuito alle attività produttive e garantendo gli adempimenti previsti dai Piani Regionali per
sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.
La complessità del sistema agroalimentare del territorio, in particolare la spiccata vocazione zootecnica nel
settore avicolo, suinicolo e in quello del latte vaccino, comporta un elevato numero di controlli ufficiali organizzati
in modo che vengano attuati interventi efficaci, proporzionati alla rilevanza dei problemi igienico sanitari e mirati.
L’attività di controllo sarà indirizzata, in particolare,
¾ agli allevamenti zootecnici e nell’ambito dell’igiene degli alimenti zootecnici;
¾ alla tutela sanitaria degli animali d’affezione con particolare attenzione alla prevenzione del randagismo;
¾ alla gestione dei sottoprodotti di origine animale;
¾ alle strutture operanti nel settore della riproduzione animale.
Continuerà l’esecuzione di controlli integrati con l’IZSLER, nell'ambito della sanità animale e del benessere
animale.
IL PROGRAMMA DI AUDIT DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE VETERINARIA
Nel Dipartimento di Prevenzione Veterinario l'attività di Controllo Ufficiale viene eseguita ottemperando agli impegni
previsti nel Piano Regionale Integrato di Prevenzione Veterinaria 2015-2018 e in conformità al documento “Standard di
funzionamento delle Aziende Sanitarie Locali”.
L’audit è lo strumento di controllo privilegiato con il quale gli operatori ufficiali valutano il raggiungimento degli obiettivi
definiti nei regolamenti comunitari, partendo dall'analisi delle modalità di gestione e delle procedure adottate dall’operatore
per i propri processi produttivi al fine di garantire la sicurezza alimentare. La programmazione di tali tipologie di controllo
ufficiale, effettuata con riferimento alla norma volontaria UNI EN ISO 19011:2003, è definita, con l'intento di mantenere,
sul proprio territorio, la medesima pressione in ragione dell'attribuzione del medesimo livello di rischio ai singoli
stabilimenti, non disgiunto da garanzie di trasparenza sulle modalità di esercizio delle attività.
La modulazione degli interventi sulla base delle priorità stabilite, fatte salve tutte le eventuali situazioni di emergenza, si
accompagna con la progressiva diffusione sull'intero territorio di modalità di controllo omogenee e uniformi. L’art. 8 del
Regolamento CE) 882/04 prevede che le autorità competenti stabiliscano procedure al fine di verificare l'efficacia dei
controlli ufficiali eseguiti nell’ambito delle proprie competenze.
Tali procedure di verifica si concretizzeranno con le attività di supervisione, finalizzate a valutare l'appropriatezza,
l’uniformità e l'efficacia dei controlli ufficiali sugli stabilimenti, mediante l'utilizzo di supervisori specificamente formati
mediante corsi dedicati. Si è infatti notato che, nell’ambito delle azioni per il miglioramento delle garanzie sanitarie richieste
dai Paesi Terzi per l'export di prodotti alimentari di origine animale, l’attività di supervisione ha portato tangibili
miglioramenti in termini di efficacia ed appropriatezza del controllo ufficiale.
Ai sensi dell'art. 4 del Regolamento citato, inoltre, le autorità competenti sovraordinate procedono ad audit interni per
verificare che si stiano raggiungendo gli obiettivi previsti dal piano aziendale e, alla luce dei loro risultati, prendono
appropriate misure conseguenti. Entro il 31.01.2015, il Dipartimento predisporrà un programma di audit interni, da attuarsi
entro fine anno, per la valutazione dell’efficacia, dell'efficienza e dell’appropriatezza dell’attività di controllo e di verifica del
raggiungimento degli obiettivi; prevederà anche le azioni da adottare nel caso di riscontro di carenze di conformità.
L'attività di audit interni coinvolgerà tutte le strutture organizzative, a livello dipartimentale e distrettuale, eventualmente
anche con il coinvolgimento delle ASL contigue. Al termine del programma seguirà un'attività di autovalutazione e
l'individuazione di spunti di miglioramento, completata da una azione conclusiva di benchmarcking tra tutti i Distretti.
Le attività pianificate per l’evento Expo
Sottolineato che la Regione Lombardia con il Ministero della Salute e la DG SANCO della Commissione Europea
ha attivato un tavolo di coordinamento finalizzato alla predisposizione di un provvedimento ad hoc per disciplinare
l’introduzione da Paesi terzi nel territorio comunitario degli alimenti destinati a EXPO 2015, al fine di tutelare
adeguatamente la sanità animale e la sanità pubblica dell’UE, è previsto, a livello locale, il potenziamento dei
controlli coordinati/congiunti tra i Dipartimenti di Prevenzione Medica e Veterinaria sulle attività di
somministrazione degli alimenti (ristoranti), presso i laboratori di produzione ed i depositi per il commercio
all’ingrosso, mediante la strutturazione dei seguenti obiettivi organizzativi:
- predisposizione e attuazione delle misure di controllo volte a impedire le importazioni illegali e ad
individuare e gestire le eventuali partite di animali e/o prodotti alimentari importati illegalmente;
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predisposizione e attuazione, in coordinamento tra le diverse Autorità Competenti e con il supporto della
rete dei laboratori, delle misure di controllo volte a garantire la sicurezza alimentare eD a verificare il
rispetto delle condizioni d’impiego degli alimenti;
- predisposizione e attuazione di un piano di controllo sulle merci importate, introdotte, prodotte, lavorate,
trasformate e commercializzate sul nostro territorio;
- azioni di contrasto alle frodi alimentari.
L'attività di controllo ufficiale coordinato e rafforzato nonchè l'adeguatezza delle modalità di sorveglianza saranno
garantite con l'applicazione delle procedure aziendali codificate e l'impiego delle risorse umane appositamente
reclutate per massimizzare l'efficacia degli interventi.
LE PERFORMANCE NELL’AREA DELLA PREVENZIONE
Il sistema di misurazione della performance è sequenziale alla fase di programmazione delle attività dei Distretti Veterinari
e delle Direzioni Gestionali Distrettuali.
Il sistema di misurazione e valutazione adottato è di tipo strategico e multidimensionale poiché abbraccia tutte le
caratteristiche dei servizi afferenti all'area della prevenzione. Si articola in un ciclo che, oltre alla misurazione della
performance, prevede il sistema di audit, di rendicontazione e, infine, l’attività di confronto (benchmarking). Poiché il sistema
qui presentato segue un approccio di tipo strategico, l’orizzonte temporale di riferimento è quello di medio periodo, ovvero
il quadriennio (2015-2018), con declinazione annuale degli obiettivi.
Il ciclo di gestione della performance innesca una logica di miglioramento continuo; tale metodologia permette di supportare
efficacemente il processo volto a prendere decisioni, secondo criteri oggettivi e replicabili, in grado di collegare il livello
strategico con quello operativo.
Nell’ambito medico le performance verranno gestite sulla base di livelli di rischio specifico definiti per le varie attività. Per
ognuna delle quali viene definita una frequenza dei controlli graduata in base ai rischi di volta in volta riscontrati nella realtà
locale. Il Dipartimento di Prevenzione Medico, ai fini della valutazione delle perfomance, continuerà a provvedere alla
misurazione e rendicontazione con confronti incrociati (benchmarking) delle attività svolte. Uno specifico tavolo tecnico
provvede, periodicamente, alla valutazione dei dati d’attività misurati puntualmente per via informatica (software Imprevi@)
svolgendo revisioni periodiche con i Responsabili a livello decentrato delle attività svolte.
Nell'ambito veterinario il processo di pianificazione e definizione delle priorità del Piano regionale si sviluppa anche
mediante l'utilizzo delle scorecard, intese come strumento non autoreferenziale a supporto della definizione delle priorità,
legato all’ individuazione di settori specifici e coerenti con le attività svolte, sui quali quantificare la ricaduta degli elementi
valutati.
IL SISTEMA DELLE CURE PRIMARIE
Programmazione della rete territoriale ed attività di controllo
La programmazione della rete territoriale e dell’attività di controllo sono finalizzate a garantire appropriatezza,
continuità, sistematicità ed economicità delle attività mediante:
x il Sistema di Programmazione e Controllo delle Cure Primarie, riguardante l’attività dei MMG e PDF singoli
e associati, il Servizio di Continuità Assistenziale, l’Assistenza Farmaceutica e la Protesica e Integrativa.
L’attività è effettuata sulla base di un piano elaborato annualmente che definisce le azioni dipartimentali
e territoriali. Per MMG/PDF è prevista la verifica dei sistemi organizzativi, supporti tecnologici,
partecipazione al SISS e archiviazione della documentazione sanitaria, nonché il monitoraggio dell’attività
del medico mediante indicatori epidemiologici, di ricovero, del profilo prescrittivo per farmaceutica e
specialistica ambulatoriale, indicatori di esito clinico sulla base di report periodici riguardanti i dati sui
soggetti presi in carico per patologie croniche (Banca Dati Assistito). Per il Servizio di Continuità
Assistenziale sono previsti controlli diretti soprattutto alla verifica delle interlocuzioni telefoniche del Medico
con gli utenti del servizio, incrociate eventualmente con i dati riportati sul programma informatico aziendale
SISCA. Per l’assistenza protesica sono previsti controlli documentali e diretti sugli ausili erogati agli utenti.
x
Un piano dei controlli che si esplica nell’attività ispettiva verso le Farmacie Territoriali, i Distributori
intermedi e le Parafarmacie, i Fornitori di ausili protesici, le Associazioni di Volontariato convenzionate
deputate al trasporto dei pazienti dializzati e che viene compiuto da Commissioni Ispettive
multiprofessionali.
x
il processo del Governo Clinico dei MMG e PDF, attuato nel rispetto degli Accordi Integrativi Regionali,
che si caratterizza per il monitoraggio sistematico e la registrazione nell’archivio clinico informatizzato, da
parte dei MMG, delle informazioni rilevanti, per ogni assistito, riguardanti la gestione clinica delle principali
patologie croniche in cui è stato elaborato un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale); i
dati estratti dai MMG (584 medici nella rilevazione di fine 2014, pari all’80% del totale) sono inviati dagli
stessi all’ASL, in forma anonima, con modalità informatica su specifico tracciato predisposto ad hoc; l’ASL
elabora e produce un ritorno informativo personalizzato per ogni MMG, che individua la percentuale di
assistiti che ha raggiunto specifici risultati di processo clinico, di adeguatezza del trattamento e di salute.
A livello distrettuale, all’interno di incontri accreditati ECM in piccoli “Gruppi di Miglioramento” (29 nel
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2014), ciascun medico attua un confronto tra pari con gli altri colleghi. Il Governo Clinico si completa con
la consegna a ciascun MMG/PDF della Scheda Medico trimestrale, quale ulteriore ritorno informativo
personalizzato prodotto dall’ASL e relativo ai trattamenti farmacologici prescritti per le principali
problematiche cliniche, accesso a ricoveri, pronto soccorso, assistenza specialistica ambulatoriale. E’
previsto altresì un aggiornamento professionale continuo, anche in collaborazione con le Società
Scientifiche della Medicina di Famiglia, strutturato in un Piano annuale, con iniziative replicate in più
edizioni, coordinato a un sistema di informazione indipendente. Per quanto attiene al SISS e al progetto
ricetta dematerializzata, in collaborazione con gli assetti aziendali deputati, si è provveduto alla
realizzazione a livello centrale di 3 incontri, con relatori di Lombardia Informatica, con MMG e PDF per la
diffusione del progetto, a cui hanno partecipato 394 MMG.
Sulla base dei risultati raggiunti in termini di fattiva collaborazione con i Medici di Medicina Generale, si
confermano le modalità operative già consolidate e progressivamente perfezionate e, secondo le indicazioni
regionali, si individuano i seguenti percorsi di sviluppo e miglioramento per il 2015, da mettere in atto nel rispetto
delle risorse assegnate:
1. mantenimento del Sistema di Monitoraggio e Controllo delle Cure Primarie, attuato in collaborazione con le
DGD, da rendicontarsi mediante l’utilizzo di relazione trimestrale aggiornata ed adeguata agli obiettivi da
conseguire;
2. definizione di un Piano controlli del Dipartimento Cure Primarie che si esplica nell’attività ispettiva inerente
l’Area Farmaceutica, l’Area Protesica, l’Area Specialistica (trasporto dei pazienti dializzati);
3. riproposizione del processo di Governo Clinico attuato nel corso del 2014 tenuto conto delle aree progettuali
presenti nella DGR n. X/2989 del 23.12.2014 e nell’Accordo Integrativo MMG 2015;
4. attuazione del Piano di formazione dei MMG, che sviluppa, tra le altre, alcune aree progettuali, per il governo
clinico; in particolare la partecipazione attiva ai programmi di screening nonché l’appropriatezza delle
prescrizioni di specialistica ambulatoriale;
5. mantenimento, secondo indicazioni regionali, degli Ambulatori Pediatrici nelle giornate di sabato e prefestivi,
già avviati nell’ultimo biennio;
6. prosecuzione delle esperienze in corso di integrazione tra MMG e Specialisti Ospedalieri;
7. conferma della collaborazione, con gli assetti aziendali individuati, al progetto di diffusione della ricetta
dematerializzata.
Il Governo dell’Assistenza Farmaceutica
Negli ultimi anni l’ASL di Brescia ha definito, perfezionandoli nel tempo, Piani Annuali di Governo dell’Assistenza
Farmaceutica, con buoni risultati in termini di promozione dell’utilizzo del farmaco equivalente, di miglioramento
dell’appropriatezza, della continuità e della persistenza delle cure. Nel 2014 gli interventi si sono focalizzati su:
x
x
x
x
x
x
x
x
operatività del Tavolo per il Governo dell’Assistenza Farmaceutica con referenti di tutte le componenti,
professionali ed organizzative, territoriali ed ospedaliere;
prosecuzione della promozione dell’utilizzo di farmaci a brevetto scaduto, con il raggiungimento dell’obiettivo
della percentuale di DDD di farmaci a brevetto scaduto sul totale delle prescritte;
elaborazione e formalizzazione di due Percorsi diagnostici terapeutici condivisi con le Strutture ospedaliere
riguardanti la prescrizione/utilizzo di eritropoietine a brevetto scaduto e la prescrizione dei fattori stimolanti le
colonie granulocitarie (G-CSF) a brevetto scaduto;
realizzazione di due eventi formativi rivolti ai prescrittori dal titolo: “Assistenza farmaceutica e governo clinico:
appropriatezza, sicurezza, farmacovigilanza – sinergia ospedale territorio” e “Percorsi diagnostico-terapeutici
per farmaci biotecnologici a brevetto scaduto dell’area nefrologica, oncologica ed ematologica”;
aggiornamento trimestrale condiviso, e successiva diffusione capillare, del Prontuario Terapeutico delle
Dimissioni;
controllo dei consumi a livello distrettuale, mediante apposito sistema di indicatori con restituzione di report
informativi personalizzati trimestrali a ciascun MMG/PDF;
ricorso alla distribuzione diretta (da parte dell’ASL e/o delle Strutture in regime di File F in tipologia 6 o 11) e
alla “distribuzione per conto” di farmaci per i quali tali vie distributive risultano economicamente convenienti;
trasmissione periodica di tutti i flussi informativi previsti relativi alla farmaceutica.
Per il 2015, si prevedono i seguenti percorsi di ulteriore sviluppo e miglioramento:
1. definizione ed attuazione del Piano di Governo dell’Assistenza Farmaceutica, estendendolo anche alla
farmaceutica ospedaliera (File F), con aggiornamento bimestrale dello stato di avanzamento degli obiettivi e
dei consumi;
2. monitoraggio e governo della distribuzione e uso dei farmaci per il trattamento dell’HCV;
3. prosecuzione delle iniziative di appropriatezza prescrittiva farmaceutica con interventi focalizzati su:
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
farmaci equivalenti e biosimilari;
aggiornamento periodico del Prontuario Terapeutico delle Dimissioni;
diffusione e promozione degli strumenti di governo clinico condivisi tra ASL e Strutture Ospedaliere, in
particolare Prontuario delle Dimissioni e uso dei farmaci a brevetto scaduto, anche biotecnologici;
4. pieno rispetto della tempistica di invio dei flussi informativi relativi all’assistenza farmaceutica;
5. promozione e verifica della corretta modalità di erogazione dei farmaci distribuiti in File F anche con scheda
AIFA;
6. attuazione del progetto regionale per la Distribuzione per conto (DPC) dei farmaci del A-PHT tramite un’unica
Azienda capofila per le ASL della Regione Lombardia.
Il Governo dell’Assistenza Protesica ed Integrativa
Anche per l’Assistenza Protesica e Integrativa, l’ASL di Brescia ha realizzato negli ultimi anni il corrispondente
Piano di Governo annuale, focalizzato su:
x iniziative di informazione, coinvolgimento e responsabilizzazione dei prescrittori e degli operatori degli Uffici
Protesica distrettuali;
x controllo a livello distrettuale, mediante apposito sistema di indicatori mirati;
x acquisto e fornitura capillare dei presidi mediante: gara centralizzata ARCA (presidi ad assorbenza per
l’incontinenza), gare aziendali, anche consortili (ausili di protesica maggiore), convenzione con le farmacie
territoriali a prezzi definiti a livello regionale (presidi per diabetici) o, negli altri casi, comunque a prezzi inferiori
(presidi per stomizzati e ausili raccolta per l’incontinenza);
x consolidamento del software web regionale per la Protesica Maggiore Assist@nt-RL, sperimentato e
progressivamente perfezionato con lo specifico apporto di ASL di Brescia, i cui referenti partecipano al
rispettivo GAT Regionale;
x invio completo, esaustivo e puntuale del flusso informatico di riferimento;
x procedure definite per il recupero di dispositivi già assegnati agli assistiti, ma non utilizzati;
x adesione al Progetto regionale Celiachia-RL, da giugno 2014, con estensione della dispensazione dei prodotti
dietetici per celiaci anche alla Grande Distribuzione Organizzata.
Per il 2015, sulla base di tali premesse organizzative e nel rispetto delle indicazioni regionali, si individuano i
seguenti processi di sviluppo e miglioramento:
1. definizione ed attuazione del Piano di Governo annuale dell’Assistenza Protesica e integrativa, con
aggiornamento bimestrale dello stato di avanzamento degli obiettivi e dei consumi;
2. acquisizione dei presidi protesici/integrativi mediante attivazione/conferma di procedure pubbliche di acquisto
aggregate o tramite ARCA relative all’assistenza protesica e integrativa;
3. attuazione di un sistema di controllo, sia a livello dipartimentale sia distrettuale, sulla base di un piano controlli
codificato e formalizzato;
4. definizione di una nuova modalità per il monitoraggio dei costi della NED (Nutrizione Enterale Domiciliare),
mediante software proprietario o di ditta appaltatrice del servizio.
LA GESTIONE DELLE MALATTIE CRONICHE
L’ASL di Brescia ha sviluppato una strategia organica per la gestione complessiva delle patologie croniche, tesa
a garantire, nel rispetto dei limiti economici attribuiti, la sistematica presa in carico di ciascun assistito, con
appropriatezza degli interventi e continuità delle cure; sono, infatti, stati messi in atto:
x un sistema di monitoraggio integrato permanente, focalizzato sulle malattie croniche mediante
l’elaborazione della Banca Dati Assistiti (BDA);
x i PDTA per la gestione integrata territorio – ospedale delle patologie croniche a prevalenza elevata, definiti
e progressivamente aggiornati;
x i PDTA per la gestione integrata di patologie complesse (demenze, pazienti anziani in riabilitazione,
pazienti con esiti da gravi cerebrolesioni acquisite e pazienti affetti da SLA);
x i risultati del Governo Clinico sulle malattie croniche, focalizzato al miglioramento continuo degli esiti
clinici oltre al coinvolgimento sempre maggiore dei MMG;
x il Centro Territoriale per le Malattie Rare, con il compito di accogliere e accompagnare lungo il proprio
percorso sanitario ciascun malato cronico affetto da tali forme morbose;
x la garanzia di assessment multidimensionale e di un approccio multidisciplinare ed integrato nei confronti
dei malati cronici con compromissione dell’autosufficienza e/o con bisogni assistenziali complessi,
attraverso le UCAM distrettuali, cui è affidato il compito di accogliere, valutare, definire e attivare, per
ciascun assistito, un progetto individuale globale di intervento. In particolare, alle UCAM compete la
definizione dei profili di voucher ADI e la loro autorizzazione e il budget di cura per ogni assistito, che
richiede l’accesso alle nuove Misure regionali;
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
x
x
x
x
x
partecipazione ai Tavoli interaziendali del DIPO per l’elaborazione dei PDTA della mammella e del colon
retto;
valutazione della compliance terapeutica dei pazienti, mediante l’analisi del livello di aderenza e
persistenza terapeutica degli assistiti in trattamento con farmaci antidiabetici e/o antipertensivi;
partecipazione, per conto di Regione Lombardia, alla realizzazione dei progetti “MATRICE” e “LUNA”,
promossi da AGENAS in collaborazione inter-istituzionale con il Ministero della Salute, con l’obiettivo di
progettare e sperimentare procedure informatizzate che consentano di confrontare, tra regioni diverse, il
livello effettivo di attuazione dei PDTA, sia per malati cronici sia per malati multiproblematici, sulla base
della lettura integrata degli archivi informatizzati già a disposizione di ASL e Regioni, sviluppando ed
estendendo la metodologia regionale della Banca Dati Assistito;
nel 2014 è stato sviluppato il nuovo piano organizzativo della rete delle Cure Palliative ed è entrato in
funzione il nuovo sistema di segnalazione e registrazione di inizio e fine intervento per ogni assistito.
Sono proseguite le iniziative formative volte a diffondere gli strumenti ed i modelli ideati e per garantire la
tempestiva ed efficace terapia del dolore. Prosegue anche la realizzazione del progetto triennale avviato
nel 2012 “Modello organizzativo sperimentale di cure palliative con servizi dedicati aggiuntivi nell'ASL di
Brescia”: progettualità, supportata economicamente dalla Fondazione Berlucchi.
In tale ambito è stato predisposto un documento “L’approccio psicologico nelle cure palliative” per favorire
negli operatori stili di comunicazioni efficace.
I risultati positivi, di processo e di salute, generati da tale articolato sistema di governo mirato alle patologie
croniche sono ampiamente esposti sul sito aziendale, nelle sezioni dedicate alle malattie croniche e ai PDTA.
Nel 2015 sono previste le seguenti azioni:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
revisione ed aggiornamento dei PDTA attivati per i quali è opportuna una rivisitazione congiunta con i MMG
e gli Specialisti (ad es. diabete, BPCO, Ipertensione arteriosa);
promozione di iniziative formative sull’educazione terapeutica;
attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), forme organizzative della Medicina Generale dove
vengono valutati i bisogni di salute degli assistiti, attuate azioni di governance nel settore della farmaceutica
e specialistica, partecipando alla definizione e attuazione dei PDTA aziendali, favorendo anche azioni di
empowerment dei propri assistiti secondo obiettivi concordati e pianificati con la ASL. Nella AFT è prevista la
presenza di un coordinatore che garantisce il raccordo con il Distretto; in particolare ASL Brescia ha elaborato
una proposta di azzonamento delle AFT, presentata e condivisa nel Comitato Aziendale della Medicina
Generale del 29.10.2014 e ha stabilito, nel Piano di formazione della Medicina Generale, che gli incontri di
confronto tra pari sul Governo Clinico diventino uno strumento di lavoro per le AFT, per cui i gruppi di
formazione saranno costruiti sulle base delle aggregazioni proposte. Inoltre, la possibilità di adesione a forme
organizzative sperimentali (es. AFT) sarà proposta ai MMG nell’ambito delle aree di attività del Governo
Clinico. Si precisa che, sulla base dell’Accordo Integrativo Regionale per la Medicina Generale per il 2015,
l’ASL individuerà le AFT entro il 30.06.2015;
attivazione di Presidi Ospedalieri Territoriali (POT): è essenziale la presenza dei MMG, con la costituzione di
forme organizzative nuove la cui attività deve caratterizzarsi per la proattività della presa in carico dei pazienti
cronici (medicina di iniziativa) e finanziamento in base ai pazienti cronici gestiti. Assume particolare rilievo il
raccordo con le strutture socio-sanitarie (valutazione multidimensionale UCAM, ADI, gestione inserimenti in
RSA, CDI, RSD, Consultorio Familiare), come pure il raccordo con le attività distrettuali connesse ai bisogni
assistenziali dei cittadini (sportelli di Scelta e Revoca, Ufficio Protesica, Commissione Invalidi) e la presenza
della postazione di Continuità Assistenziale. L’attività specialistica presente e l’attività di ricovero si
caratterizza per la presenza di posti letto per subacuti con gestione clinica da parte dei MMG e assistenza
infermieristica da parte di personale ospedaliero (MAC, BIC, Laboratorio, Diagnostica per immagini);
attivazione, sperimentale, di almeno un Centro Socio Sanitario Territoriale (CSST) secondo le indicazioni
regionali: trattasi di realtà inserita all’interno di Presidi Distrettuali che si caratterizza per la coesistenza di
attività delle cure primarie (MMG organizzati in AFT, postazione di continuità assistenziale), ambulatori
specialistici di primo livello a vocazione territoriale (es. ambulatorio CPS), attività socio sanitarie (ADI,
Consultorio, valutazione multidimensionale) e attività sociali di competenza comunale, in grado di consentire
un’attività di cura improntata sui bisogni complessivi degli assistiti, in una logica di centralità degli stessi e di
integrazione professionale e dei servizi;
consolidamento dell’attività del Dipartimento Interaziendale per le Cure Palliative e prosecuzione di tutte le
iniziative in essere mirate e dedicate alle cure palliative già descritte.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
LA SALUTE MENTALE
Psichiatria
La Regione Lombardia ha autorizzato il proseguimento dei Programmi Innovativi avviati negli anni precedenti,
confermando le tematiche strategiche indicate nella DGR 2633/2011 e la stessa dotazione finanziaria
complessiva assegnata nel 2014 (€ 957.972,00).
In particolare, i Programmi Innovativi dell’ASL di Brescia, validati dall’OCSM, afferiscono alle seguenti tematiche
strategiche:
x Tematica strategica 1 Intervento precoce/Area giovani (n. 2 Programmi: TR09 “Progetto Chimera 2.0” AO
Spedali Civili e TR83 “Progetto Margherita” AO Desenzano del Garda);
x Tematica strategia 3B Presa in carico e lavoro di rete – Inclusione sociale (n. 2 Programmi: TR96 “Il voucher
per l’autonomia : l’inclusione sociale per la salute mentale” AO Spedali Civili e TR13 “Psichiatria di comunità:
sviluppo del sistema di opportunità per favorire l’inclusione sociale di pazienti con disturbi psichici gravi” AO
Chiari);
x Tematica strategica 3C Presa in carico e lavoro di rete – Riabilitazione psicosociale (n. 4 Programmi: TR11
“Interventi di riabilitazione cognitiva integrati nel progetto terapeutico riabilitativo di pazienti con disturbi
mentali gravi e loro impatto sull’esito funzionale a breve e medio termine” AO Spedali Civili, TR12
“Organizzazione dei percorsi di cura nel DSM: l’integrazione delle risorse e la valutazione degli interventi” AO
Desenzano del Garda, TR14 “Modello integrato di sostegno alle autonomie domiciliari” Comunità Fraternità,
TR15 “Interventi psicoeducativi per pazienti con disturbo bipolare e loro famigliari e per pazienti con disturbo
borderline” IRCCS San Giovanni di Dio FBF).
Si prevede l’implementazione, di concerto con le AA.OO., di percorsi di cura finalizzati all’intercettazione delle
attuali domande di salute mentale, favorendo il rinnovamento dell’organizzazione dei servizi e le modalità di lavoro
delle equipe, allo scopo di migliorare l’integrazione della rete psichiatrica per adulti con quella neuropsichiatrica.
Sarà assicurata la continuità dell’attività dell’OCSM e la partecipazione al relativo Comitato Regionale di
coordinamento.
Sarà assicurato il proseguimento dei Programmi di residenzialità leggera.
Proseguirà il monitoraggio delle dimissioni di pazienti lombardi residenti nell’ASL di Brescia dagli ex OPG,
mediante la collaborazione con i DSM e con le Direzioni delle strutture psichiatriche e giudiziarie.
Neuropsichiatria dell’Infanzia e della Adolescenza
Anche nel 2015 proseguiranno i Progetti già avviati negli anni precedenti e così di seguito elencati:
x La rete Ospedale-Territorio: un modello di approccio integrato di “comunità per adolescenti” con disturbi
psichiatrici e problematiche sociali complesse in una società multietnica (AO Spedali Civili capofila € 360.000,
AO Desenzano d.G. € 120.000, AO Chiari € 120.000 – totale € 600.000);
x Diagnosi precoce e terapia nel bambino con disabilità complessa in una società multietnica: un approccio di
rete, multidisciplinare e innovativo (AO Spedali Civili capofila € 260.000, AO Desenzano d.G. € 70.000, AO
Chiari € 70.000 – totale € 400.000);
x Percorsi diagnostico-terapeutici per l’ADHD (AO Spedali Civili capofila € 40.000, 17 UONPIA partner €
255.000, Attività di formazione, informazione e produzione materiali informativi € 45.000, Database,
consulenza e monitoraggio Istituto Mario Negri € 60.000 – totale € 400.000).
In ottemperanza al Piano Operativo elaborato ai sensi della DGR 2189/2014, sarà avanzata da parte di soggetti
cooperativi richiesta di accreditamento per nuovi 5 posti letto di residenzialità e n. 5 posti di semiresidenzialità, in
coerenza con la necessità di incrementare l’offerta di entrambi gli ambiti, nell’ottica del mantenimento, il più
possibile, dell’utente psichiatrico nel luogo di residenza, facilitando in tal modo la continuità dei rapporti sociali e
familiari.
Le risorse occorrenti per l’attuazione di cui sopra tenderanno a ridurre del 50% la spesa 43/SAN sostenuta nel
corso dell’anno 2013.
Le prestazioni residenziali di Neuropsichiatria Infantile prevederanno l’implementazione dei percorsi terapeutici
per utenti complessi e dei percorsi terapeutici per utenti complessi a elevata instabilità clinica.
Proseguirà, nell’ambito dell’OCNPIA, il confronto con le UONPIA per individuare criteri per il contenimento dei
tempi d’attesa, in particolare tra primo contatto e primo accesso.
Sarà garantita la continuità dell’attività dell’OCNPIA e la partecipazione al relativo Comitato Regionale di
coordinamento.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
LA RETE DI OFFERTA DELLE STRUTTURE SANITARIE
Offerta Territoriale delle strutture sanitarie
La rete delle Strutture Sanitarie del territorio bresciano è articolata e complessa.
Per quanto concerne le Strutture di Ricovero e Cura, si rappresenta la distribuzione delle diverse tipologie di posti
letto di tutti gli enti erogatori, a contratto, a fine 2014.
POSTI LETTO ACCREDITATI AL 31-12-2014
ACUTI
RIABILITAZIONE
ORDINARI
DH/DS
TOTALE
ORDINARI
DH
TOTALE
TOT
ORDINARI
ACUTI + RIAB
A.O. SPEDALI CIVILI DI
BRESCIA
2078
91
2169
93
0
93
2171
91
2262
A.O. MELLINO MELLINI
377
22
399
10
0
10*
387
22
409
747
52
799
36
1
37
783
53
836
3202
165
3367
139
1
140
3341
166
3507
98
7
105
53
0
53
151
7
158*
470
34
504
40
0
40
510
34
544
87
9
96
41
1
42
128
10
138
211
27
238
44
4
48
255
31
286
225
15
240
74
1
75
299
16
315
125
14
139
44
0
44
169
14
183
29
1
30
161
4
165
190
5
195
15
0
15
15
0
15
30
0
30
0
0
0
38
0
38
38
0
38
0
0
0
50
0
50
50
0
50
0
0
0
120
0
120
120
0
120
10
0
10
65
0
65
75
0
75
8
0
8
58
0
58
66
0
66
0
0
0
149
0
149
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0
149
0
0
0
60
0
60
60
0
60
1278
107
1385
1012
10
1022
2290
117
2407
4480
272
4752
1151
11
1162
5631
283
5914
AZIENDA
A.O. DESENZANO DEL
GARDA
TOTALE POSTI LETTO
ACCRED. STRUTTURE
PUBBLICHE
OSPEDALE S.ORSOLA *
CASA DI CURA
POLIAMBULANZA
CASA DI CURA S.CAMILLO
ISTITUTO CLINICO S.ANNA
ISTITUTO CLINICO CITTA' DI
BRESCIA
ISTITUTO CLINICO SAN
ROCCO
CASA DI CURA DOMUS
SALUTIS
FOND.RICHIEDEI - Centro
Medico Richiedei
RESIDENZA ANNI AZZURRI
DOMINATO LEONENSE
SANITA'
FOND. DON GNOCCHI Centro Riab. E.Spalenza
CASA DI CURA PRIVATA
VILLA GEMMA
CASA DI CURA VILLA
BARBARANO
FOND.MAUGERI - Centro
Medico Lumezzane
I.R.C.C.S. CENTRO SAN
GIOVANNI DI DIO FBF
TOTALE POSTI LETTO
ACCRED. STRUTTURE
PRIVATE
TOTALE POSTI LETTO
ACCREDITATI
* temporaneamente sospesi
TOT
DH
+DS
TOTALE
Nel corso del 2014 non si è proceduto, come da indirizzi di programmazione regionale, a nuovi accreditamenti,
ma a riorganizzazioni o trasformazioni dell’esistente, non modificando il numero complessivo dell’offerta di posti
letto (4 p.l. acuti per 1000 abitanti e 1 p.l. riabilitazione per 1000 abitanti). La principale variazione è intervenuta
per trasferimento di 15 posti letto dal presidio Ospedale S. Orsola (con contestuale chiusura definitiva della UO
di Cardiologia) alla Casa di Cura Poliambulanza.
La rete sanitaria si avvale anche delle seguenti strutture ambulatoriali, accreditate ed a contratto al 31 dicembre
2014:
7 Servizi di Medicina di Laboratorio;
9 Poliambulatori Accreditati;
7 Centri di Medicina Sportiva;
3 Stabilimenti Termali.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Per quanto riguarda i punti prelievo e le attività di prelievo che fanno riferimento agli SMeL accreditati/a contratto,
nella tabella sottostante è rappresentata la loro distribuzione distrettuale.
In considerazione delle “Regole di Sistema” 2015, che prevedono la possibilità per gli SMeL accreditati e a
contratto di nuove aperture di “attività di prelievo” nel rispetto delle modalità previste (allegato 3 C della DGR n.
VIII/3313/2001), su richiesta delle amministrazioni comunali e per facilitare l’accesso, in particolare, delle
categorie fragili, si ritiene ipotizzabile un potenziamento di tale attività in aree in cui è meno concentrata o mal
distribuita, anche per motivi di conformazione orogeografica.
DGD
Distretto
Numero
Comuni
Punti
prelievo
Attività di
prelievo
Totale
DGD 1
1 - Brescia
2
14
1
15
2 - Brescia Ovest
11
5
3
8
3 - Brescia Est
13
3
13
16
DGD 3
4 - Valle Trompia
18
6
2
8
5 – Sebino
12
2
2
4
DGD 4
6 - Monte Orfano
6
2
0
2
7 – Oglio Ovest
11
4
0
4
8 - Bassa Bresciana Occidentale
15
2
4
6
9 - Bassa Bresciana Centrale
20
9
7
16
10 - Bassa Bresciana Orientale
7
0
4
4
11 – Garda
22
13
0
13
12 - Valle Sabbia
27
7
1
8
DGD 2
DGD 5
DGD 6
Va inoltre evidenziato che negli ultimi anni nel territorio dell’Asl di Brescia sono state realizzate ed implementate
diverse sperimentazioni gestionali sanitarie pubblico – privato, quali strumenti innovativi in diverse aree di
intervento come di seguito indicato:
1. Sperimentazione gestionale A.O. Desenzano d/Garda – Villa Gemma per la riqualificazione dell’offerta
riabilitativa dell’Alto Garda e Vallesabbia;
2. Sperimentazione gestionale A.O. Desenzano d/Garda – Dominato Leonense per la riqualificazione del
percorso riabilitativo nel territorio della bassa Bresciana;
3. Sperimentazione gestionale A.O. Mellino Mellini - Fondazione Richiedei per la riconversione del P.O. di
Palazzolo s/Oglio ad attività socio – assistenziali, orientate alla geriatria e all’ampliamento della gamma
dei servizi;
4. Sperimentazione gestionale A.O. Mellino Mellini - Fondazione Don Gnocchi per la realizzazione del
Presidio Ospedaliero di Riabilitazione post acuta “Nuovo Ospedale” di Rovato.
In particolare, nell’ottica del perseguimento dell’obiettivo progettuale, l’A.O. di Desenzano d/Garda ha
sperimentato, con le Strutture interessate, un protocollo operativo condiviso che ha consentito la realizzazione di
un percorso riabilitativo qualificato ed integrato con il territorio di riferimento (Alto Garda, Vallesabbia e Bassa
Bresciana) con conseguente ottimizzazione dei tempi di attesa. Questo si è reso possibile grazie alla costituzione
presso l’Azienda Ospedaliera di un’area di coordinamento riabilitativo interaziendale (Dipartimento funzionale
interaziendale di riabilitazione) per l’integrazione tra le UU.OO./Servizi riabilitativi aziendali e quelle in
sperimentazione gestionale che, attraverso una sinergica collaborazione, opera per la realizzazione di percorsi
atti a dare risposte appropriate e qualificate al territorio di riferimento.
Altra positiva esperienza nell’ambito della sperimentazione gestionale A.O. Mellino Mellini – Fondazione Richiedei
è stata l’istituzione nel 2010 di un’Unità di riabilitazione alcologica presso il P.O. di Palazzolo s/Oglio che
rappresenta uno dei pochissimi reparti, sul territorio regionale, dove le persone con problemi alcol correlati
possono fruire di un trattamento integrato e completo di disintossicazione e disassuefazione. La suddetta Unità
di riabilitazione si colloca nella struttura di “rete” dei Servizi Territoriali e rappresenta una forma di assistenza
sanitaria intermedia tra Ospedale e territorio, continuativa ed innovativa, a completamento della rete dei servizi
sanitari afferente alle cure del disagio. Gli ottimi risultati raggiunti in termini di compliance, di mantenimento
dell’astinenza nel tempo, di soddisfazione di utenti ed operatori, nonché il continuo invio di pazienti anche da altre
Asl lombarde, confermano l’importanza e l’indubbia necessità di questa tipologia di offerta. Per questo motivo, la
Cabina di Regia istituita presso Asl di Brescia su mandato regionale, ha presentato, recentemente, alle due
Direzioni Generali Regionali, la proposta di istituzione di un nuovo polo alcologico sovraterritoriale presso il P.O.
di Palazzolo s/Oglio.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Produzione Territoriale Ricovero e Cura e Specialistica Ambulatoriale
Ricovero e Cura
Il grafico sotto riportato evidenzia nel quadriennio 2011-2014 un trend in progressiva riduzione del numero di
ricoveri totali, in linea con l’andamento regionale, prevalentemente legato ad un costante decremento dei ricoveri
ordinari e ad una netta riduzione dei ricoveri in DH/DS nell’anno 2012 legata all’attivazione a pieno regime di MAC
e BIC, con conseguente spostamento del setting assistenziale di numerose prestazioni.
Il numero dei ricoveri in riabilitazione si è mantenuto pressoché costante nel corso del quadriennio, ma i tassi di
occupazione delle UU.OO. di riabilitazione presentano notevoli differenze se si confrontano i tre livelli riabilitativi
(specialistica, generale – geriatrica e mantenimento) anche nel corso dell’anno 2013, come rappresentato nel
grafico sottostante.
Le attività di cura sub acute (107 posti tecnici presenti nel territorio dell’Asl) hanno avuto un notevole incremento
nel corso del 2013 vs 2012, che si è stabilizzato nel 2014 e sono legate prevalentemente ad una funzione sub
acuta in dimissione, erogata a favore di pazienti che, pur avendo in larga parte risolto l’instabilità clinica legata al
ricovero in acuzie, per motivi di natura sanitaria non possono essere dimessi.
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In relazione a quanto sopra esposto ed in particolare grazie ad una maggiore appropriatezza organizzativa
dell’ambito di cura, in coerenza con un migliore utilizzo delle risorse ospedaliere, dal ricovero ordinario verso altri
setting assistenziali più adeguati (DH, DS, MAC, BIC, assistenza specialistica), si è osservato nel territorio dell’Asl
a partire dal 2009 un trend in progressiva riduzione del tasso di ospedalizzazione standardizzato, che è passato
dal 164,84 per mille nel 2009 al 147,73 per mille nel 2013 come evidenziato nel grafico sottostante.
Tasso di ospedalizzazione standardizzato ASL BS anni 2009 - 2013
Per quanto riguarda i 108 DRG ad alto rischio di inappropriatezza di cui al Patto della Salute 2010 – 2012, la DGR
2989 del 23/12/2014 considera come soglia su base regionale complessiva il valore del 22% inclusi i ricoveri per
residenti fuori regione. Tale soglia è mutuata dall’indicatore sviluppato dal Ministero della Salute, utilizzato a livello
nazionale per verificare il rispetto da parte delle Regioni degli adempimenti LEA.
Nella Asl di Brescia, come evidenziato nella sottostante tabella, si denota una leggera flessione dei ricoveri
riguardanti i 108 DRG potenzialmente inappropriati nel 2014 (23,3%) rispetto agli anni precedenti.
Anno
Ricoveri
Acuti*
DRG potenzialmente
inappropriati **
%
2012
2013
2014 (gennaio-ottobre)
163.334
162.598
128.186
41.374
41.366
29.938
25,3
25,4
23,3
*I ricoveri acuti sono stati ottenuti non considerando dh, riabilitazione, sub-acuti e cure palliative.
**I 108 DRG potenzialmente inappropriati sono stati considerati senza ulteriori distinzioni.
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L’analisi dei dati disaggregati per Struttura rileva che solo una Azienda Ospedaliera e quattro Strutture private
accreditate hanno una percentuale di produzione dei 108 DRG sopra menzionati superiore al 22%.
Va evidenziato inoltre che nel corso degli anni l’Asl di Brescia ha mantenuto un’attenzione costante nei confronti
della produzione dei 108 DRG potenzialmente inappropriati attraverso l’attività di controllo delle cartelle cliniche,
che rimarrà un obiettivo prioritario anche nel 2015, come riportato nel Piano Controlli.
In particolare nell’ambito dei controlli effettuati nel corso del 2014 sui 108 DRG potenzialmente inappropriati
prodotti dalle Strutture Sanitarie, sono state verificate 3.663 cartelle cliniche delle quali 459 modificate con una
percentuale di correzione pari al 12,6%.
Tempi attesa prestazioni di ricovero (per patologie gravi)
L’analisi dei tempi di attesa riferiti all’attività erogata dalle Strutture pubbliche e private afferenti all’ASL di Brescia
per i ricoveri ordinari programmati individuati a livello nazionale all’interno dell’intesa Stato – Regioni del
28/10/2010, sulla base dell’elaborazione del flusso SDO, ha evidenziato che nel 2014 il 9.6% delle prestazioni di
ricovero oggetto di monitoraggio, è stato effettuato oltre i tempi previsti. Va tuttavia evidenziato che per i ricoveri
motivati da patologie gravi, quali quelli di area oncologica e cardiovascolare, la tempistica di ricovero è comunque
assicurata entro i limiti previsti, fatto salvo per gli interventi di prostatectomia radicale, che hanno avuto comunque
un notevole miglioramento e per l’intervento del ca polmonare, che comunque ha una percentuale molto vicina al
tempo obiettivo regionale.
Tempi di attesa prestazioni di ricovero (flusso SDO)
% entro
limite 2013
% entro
limite 2014
(gennaio-ott)
Angioplastica (PTCA)
96%
96%
Bypass AO-CO
97%
98%
Coronarografia
96%
96%
Prostatectomia radicale
77%
83%
Mastectomia
92%
97%
Interventi ca colon retto
97%
97%
Interventi ca polmone
93%
93%
Interventi ca utero
96%
97%
Tipo ricovero
Produzione di Specialistica Ambulatoriale
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Specialistica Ambulatoriale
La produzione di specialistica ambulatoriale, nell’ambito del quadriennio 2011-2014 ed in particolare nel corso
del 2013, ha avuto un incremento molto netto, passando da una produzione totale pari a 17.819.776 prestazioni
nel 2012 ad una produzione totale pari a 21.467.622 prestazioni nel 2013.
Il grafico sottostante rappresenta l’andamento produttivo del periodo 2011-2014 (11mesi) di alcuni
macroaggregati di prestazioni specialistiche (laboratorio, radiologia, visite mediche, ecografie e altre prestazioni),
disaggregato per attività di Pronto Soccorso e ambulatoriale propriamente detta.
Il trend evidenzia un andamento pressoché costante dell’attività di Pronto Soccorso, mentre a partire dal 2013 si
assiste ad un significativo incremento dell’attività ambulatoriale propriamente detta (+22,6% circa rispetto all’anno
precedente), fenomeno imputabile alle prestazioni di Medicina di Laboratorio la cui produzione è aumentata del
31,5% nel 2013 a causa della riorganizzazione di una Struttura di Laboratorio a cui sono afferiti numerosi punti
prelievo ubicati precedentemente in altre ASL Regionali.
Nell’ambito dell’attività di specialistica ambulatoriale, particolare rilevanza riveste la tematica del tempo di attesa
per le prestazioni sanitarie, che rappresenta la prima risposta che il cittadino riceve dal sistema stesso quando
presenta una richiesta.
Nel corso del 2014 Asl Brescia ha proseguito nell’implementazione di azioni sinergiche con gli Erogatori provinciali
a contratto al fine del rispetto dei tempi obiettivo previsti dalla DGR 1775/2011 nonché con i prescrittori in ambito
di priorità di accesso e di quesito diagnostico.
L’analisi dei dati di monitoraggio quadrimestrali dei tempi di attesa delle prestazioni ritenute critiche attraverso il
flusso 28/san evidenzia un netto miglioramento complessivo della riduzione dei tempi di attesa nel 2014 rispetto
all’anno 2013, pur permanendo alcune situazioni oltre il limite previsto dalla DGR IX/1775 del 24/05/2011.
In particolare dai monitoraggi effettuati si evince che le prime visite specialistiche, ad eccezione di quella
oncologica, risultano essere le prestazioni con tempi di attesa maggiormente critici; è tuttavia presente una
riduzione costante di tali tempi dal 2013 al periodo gennaio-ottobre 2014 come evidenziato nel grafico sotto
riportato.
Anche per le prestazioni di diagnostica ecografica e della patologia della mammella, i tempi di attesa si stanno
riducendo costantemente pur rimanendo lievemente al di sopra dei livelli di accettabilità.
I tempi di attesa per la risonanza magnetica cerebrale, che risultava essere tra le prestazioni maggiormente
critiche, attualmente si sono pressoché ridotti raggiungendo tempi accettabili con percentuale fino al 9% di
prestazioni erogate oltre il limite di tempo massimo previsto dalla normativa vigente.
Tutte le altre prestazioni di radiologia diagnostica (Rx, TAC, RMN) sono erogate nel rispetto dei tempi stabiliti
dalla normativa vigente, così come le prestazioni di radioterapia.
Percentuale prestazioni specialistica ambulatoriale erogate oltre il tempo limite (5% secondo DGR
IX/1775/2011)
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La Programmazione Territoriale: necessità di ordine epidemiologico e proposte di
riorganizzazione della rete
La DGR 2898 del 23.12.2014 concernente le determinazioni per l’esercizio 2015 del servizio socio sanitario
regionale, conferma all’Asl la funzione di regia della programmazione locale quale presa in carico delle richieste
dei cittadini di soddisfacimento dei loro bisogni espressi e inespressi.
In particolare, il cambiamento del quadro demografico precedentemente descritto, evidenzia anche in provincia
di Brescia un incremento dei soggetti anziani, fragili e/o affetti da patologie croniche che richiede una
rimodulazione costante dell’offerta al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza in un quadro di compatibilità
con le risorse assegnate, costantemente monitorate, per conciliare accessibilità, continuità delle cure territoriali e
soddisfacimento della domanda d’assistenza del cittadino.
Pur dando continuità alle modalità operative già consolidate, l’attività di programmazione, acquisto e controllo
delle Strutture Sanitarie si pone come obiettivi principali:
1. la sottoscrizione dei contratti con gli erogatori sanitari nel rispetto dei tempi e delle nuove modalità, che
prevedono la modulazione negoziata di parte delle risorse in relazione a: epidemiologia del territorio di
riferimento, contenimento dei tempi di attesa, appropriatezza prescrittiva, esiti delle attività di controllo,
possibilità di messa a contratto di nuovi enti solo accreditati;
2. definizione e completa attuazione del Piano Annuale Controlli;
3. definizione del Piano per il Governo dei Tempi di Attesa;
4. attuazione, su indicazioni regionali, del riordino della rete di offerta sanitaria, specificamente per: attività di
riabilitazione, cure palliative e terapia del dolore, punti nascita, alte specialità, attività di trapianto di organi,
tessuti e cellule e procreazione medicalmente assistita.
La rete degli erogatori sanitari dell’Asl di Brescia, dotata di un numero elevato di strutture e posti letto, risulta
complessivamente governata ed in equilibrio.
Sono tuttavia presenti criticità locali riconducibili ad eccesso o difetto di consumi per determinate attività, ad aree
di attività con tempi di attesa oltre i limiti e a difficile accessibilità per alcune prestazioni legate alla conformazione
del territorio (aree montane e Lago di Garda).
NECESSITÀ DI ORDINE EPIDEMIOLOGICO
Tenuto conto dell’’offerta, dell’andamento della produzione delle Strutture erogatrici nel quadriennio 2011 – 2014,
anche in termini di regime di erogazione, nonché dell’attività di controllo delle prestazioni di ricovero e cura e di
specialistica ambulatoriale del biennio 2013 – 2014, si individuano le seguenti necessità di ordine epidemiologico
(aree di intervento nell’anno 2015) per una migliore regolazione del sistema di offerta:
- Potenziamento delle attività MAC e BIC favorendo la trasformazione di posti letto medici, o chirurgici o
riabilitativi o grazie ad un miglior utilizzo dei posti tecnici attualmente esistenti, tenendo presente che le suddette
attività rappresentano attualmente nodi importanti della rete di offerta ambulatoriale essendo attività altamente
strutturate che consentono la presa in carico complessiva ed articolata dei bisogni del paziente, sia in termini
di tipologia di prestazioni offerte sia relativamente alle diverse figure professionali sanitarie coinvolte.
- Ulteriore riduzione dei 108 DRG ad elevato rischio di inappropriatezza, attualmente al 23,3%, favorendo
ove possibile la trasformazione di alcuni ricoveri in MAC o BIC e proseguendo nell’attività di controllo di
appropriatezza dei suddetti DRG.
- Migliore utilizzo dei diversi livelli di erogazione nell’ambito delle attività riabilitative soprattutto a favore
della riabilitazione estensiva, che attualmente presenta un tasso di occupazione medio pari al 61% per la
riabilitazione generale geriatrica e pari al 26% per la riabilitazione di mantenimento, o dell’attività MAC ove
possibile.
- Potenziamento dei Posti tecnici di dialisi favorendo la trasformazione di posti letto attivi per ridurre le liste di
attesa attuali, stante l’incremento di pazienti legato prevalentemente all’invecchiamento della popolazione (nel
territorio dell’Asl di Brescia vi sono 115.700 soggetti ultrasettantaquatrenni con una prevalenza di 5,3 x 1000
abitanti di soggetti con insufficienza renale).
- Miglioramento della presa in carico globale di pazienti cronici e con bisogni assistenziali complessi
attraverso l’attivazione dei Presidi Ospedalieri Territoriali (POT) di Leno e Orzinuovi, così come previsto dalla
DGR 2989/14, che rappresentano una nuova forma di attività assistenziale nonché un’evoluzione delle positive
esperienze già messe in atto presso questa Asl con il coinvolgimento sia delle strutture che dei MMG per
promuovere la presa in carico appropriata, sistematica e continua dei malati cronici con particolare riferimento
ai pazienti con bisogni assistenziali complessi.
- Apertura di “attività di prelievo” su richiesta delle amministrazioni locali soprattutto nelle aree in cui l’offerta
è carente come evidenziato nell’ambito dell’offerta di rete.
- Miglioramento tempi d’attesa in ordine a visite specialistiche, ecografie e mammografie che, nonostante un
trend in miglioramento negli ultimi anni, risultano ancora essere prestazioni critiche rispetto ai tempi obiettivo
previsti dalla DGR 1775/2011. La riduzione delle liste di attesa per le suddette prestazioni sarà il principale
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obiettivo contrattuale assegnato per l’attribuzione agli Erogatori delle risorse non storiche di specialistica
ambulatoriale, raggiungibile soprattutto attraverso l’offerta aggiuntiva di prestazioni con ampliamento del
numero di ambulatori e prosecuzione della sperimentazione dell’iniziativa “Ambulatori aperti”, prorogata da
Regione Lombardia con DGR 2989/14 dal 1 gennaio 2015 su tutto il territorio regionale. Tale progetto, già
avviato con successo nel 2014, rappresenta una innovativa organizzazione dei servizi ambulatoriali, finalizzata
ad ampliare l’offerta di visite specialistiche e di prestazioni di radiodiagnostica anche in orari e giornate più
favorevoli ai cittadini. Le specialità cliniche da potenziare e le prestazioni aggiuntive erogabili saranno
individuate per ciascuna Struttura in base alle specifiche aziendali e all’esigenza di snellimento delle liste di
attesa.
- Attenzione alle categorie fragili (disabili, minori, gravide, ecc) favorendo l’accessibilità alle prestazioni
attraverso percorsi dedicati e corsie preferenziali per l’accesso rapido. Al riguardo va evidenziato che questa
Asl, già dal 2011, nell’ambito degli obiettivi negoziali assegnati per le risorse non storiche, ha avviato con una
Strutture Erogatrice un percorso unico nel territorio e riconosciuto particolarmente efficace sotto il profilo clinico
– assistenziale volto al trattamento riabilitativo in acqua di soggetti fragili, in particolare minori affetti da malattia
rara.
PROPOSTE DI RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE
Accreditamento
Le regole di esercizio per l’anno 2015 consentono la rivalutazione parziale del blocco degli accreditamenti
introdotto nel 2014, che dovranno sottostare comunque alle regole programmatorie regionali definite in un
documento di indirizzo specifico.
Viene esplicitato che, nelle more delle indicazioni regionali circa gli ambiti in cui sarà possibile effettuare nuovi
accreditamenti ed orientare le trasformazioni degli assetti accreditati, è consentita la possibilità di trasferire e
trasformare, a parità di numero e di budget e con la valutazione positiva delle Asl, trasmessa alla DG Salute, delle
UU.OO. di ricovero e delle branche ambulatoriali in strutture già accreditate ed a contratto.
Pertanto, con riferimento alle aree di intervento previste nel corso del 2015 e nell’ottica di un miglioramento del
sistema di offerta della rete sanitaria dell’Asl di Brescia, si prevede la possibilità di:
x accreditare nuove MAC e nuove BIC per trasformazione in rapporto 1 a 1 di posti letto attivi
prevalentemente dell’area medica o riabilitativa;
x la trasformazione di branche ambulatoriali, sezioni specialistiche di Servizi di Medicina di Laboratorio,
posti letto in strutture già accreditate;
x l’apertura, negli ambiti carenti, di nuovi posti tecnici di dialisi per trasformazione in rapporto 1 a 1 di posti
letto attivi;
x la possibilità di apertura di “attività di prelievo” per i Servizi di Medicina di Laboratorio (SMeL) accreditati
ed a contratto con il SSR, in ambiti carenti presso locali che dispongano dei requisiti igienico-sanitari
previsti dalla normativa di settore;
x attivare i Presidi Ospedalieri Territoriali di Leno e Orzinuovi.
Nel corso del 2015, in attuazione della DGR n. X/1632/2014, è previsto il perfezionamento della
riorganizzazione/centralizzazione del Sistema Trasfusionale e del processo di adeguamento ai requisiti minimi
strutturali, tecnologici ed organizzativi previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 16/12/2010 introdotti per i Servizi
Trasfusionali.
Negoziazione
L’attività negoziale, insieme all’accreditamento, rappresenta uno dei principali strumenti di governo della rete
sanitaria; pertanto, al fine di promuovere il processo di miglioramento delle criticità locali, riferibili a peculiari
contesti territoriali, ad aree di attività con tempi di attesa oltre i limiti, a singole problematiche di talune
strutture/UO, si prevede il seguente percorso di negoziazione con gli erogatori sanitari per il corrente esercizio:
attivazione di due distinti percorsi procedurali per erogatori a contratto e, limitatamente alla specialistica, per
accreditati non a contratto, con individuazione di distinti indicatori/aree di miglioramento;
possibilità di negoziare la riduzione del budget riservato alle attività di Ricovero e Cura con trasferimento di
equivalenti risorse alla Assistenza Specialistica Ambulatoriale, correlato a specifici percorsi di riorientamento
dell’attività/offerta/qualità;
comunicazione del percorso procedurale a tutti gli erogatori attivi del territorio di competenza mediante
Conferenza degli Erogatori Sanitari con contestuale invio informativa, con precisazione delle aree di
miglioramento oggetto di negoziazione e richiesta di manifestare le proprie proposte, pubblicazione di
eventuale bando aperto agli erogatori accreditati non a contratto, con precisazione delle aree di attività
individuate e richiesta di manifestare la propria disponibilità e per quali/quante attività;
definizione da parte dell’Asl delle risorse assegnate su base non storica, tenendo conto delle necessità
epidemiologiche sopra riportate e delle eventuali proposte formulate da ciascun Erogatore e sulla base dei
criteri esposti di seguito:
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Modalità di negoziazione per l’attività di ricovero e cura:
x definizione ed applicazione indicatori per individuare le possibili aree di miglioramento per ciascuna Struttura:
andamento regime di erogazione quadriennio 2011-2014;
tasso utilizzo sub acuti;
andamento produzione 108 DRG;
indice di occupazione posti letto;
indice di case mix;
risultati controlli biennio 2013-2014;
x sulla base dei risultati degli indicatori sopra esposti, possibilità di negoziare la riduzione del budget con
trasferimento di equivalenti risorse alla specialistica ambulatoriale, correlata a specifiche progettualità di
riorientamento dell’attività/offerta. Tali risorse dovranno essere finalizzate all’esecuzione delle prestazioni
ambulatoriali in orario serale (dalle 17 alle 22) nei giorni feriali, al sabato e alla domenica;
x attribuzione del budget (100% finanziato 2014) rimodulato sulla base dell’indice di performance (± 2%) e degli
indicatori relativi alla qualità di gestione del tumore della mammella e del colon retto elaborati dalla DG Salute;
x consolidamento nel budget 2015 della quota accompagnatori per le UO di Cure palliative e per le UO dedicate
all’età evolutiva, secondo quanto indicato nella DGR 2989/15;
x possibile incremento delle risorse contrattualizzate per le Strutture che rientrano nelle previsioni della DGR
1520/14 e che sono sede di attività di riabilitazione di alta complessità;
x predisposizione delle proposte negoziali relative all’intera annualità ed invio entro il 10 aprile alla DG Salute
per la verifica della loro compatibilità con il quadro economico complessivo di sistema;
x termine delle attività negoziali entro il 30 aprile 2015.
Modalità di negoziazione per l’attività di specialistica ambulatoriale:
x definizione dei criteri per individuare le possibili aree di miglioramento per ciascuna Struttura:
andamento tempi di attesa (ASL vs Struttura): % prestazioni oltre il limite e tempo medio di attesa e
risultato monitoraggio risorse aggiuntive “J” anno 2014;
accessibilità alle prestazioni oltre tempo di attesa obiettivo: valutazione soluzioni adottate per migliorare
l’accessibilità nel 2014, ubicazione territoriale, unicità/pluralità offerta, numero punti prelievo/attività di
prelievo in zone disagiate, apertura ambulatori (fasce serali e festive) per favorire l’accessibilità alle cure
dei lavoratori;
appropriatezza prescrittiva: valutazione delle azioni messe in atto dalla Struttura per valutare/orientare
l’appropriatezza prescrittiva dei propri specialisti;
produzione MAC e BIC negli anni 2013-2014;
risultati customer/reclami vs media regionale (items soddisfazione per tempi di attesa);
x definizione da parte dell’ASL della quota massima di risorse che è possibile destinare a nuovi contratti per
migliorare la risposta diagnostico – riabilitativa nei confronti di specifiche categorie fragili, mentre non si
ravvisa l’esigenza di espandere l’offerta dell’area DH chirurgica;
x definizione da parte dell’ASL per ciascun Erogatore della quota di risorse non assegnata su base storica (max
6%) per il raggiungimento di specifici obiettivi negoziali annuali, sulla base delle necessità epidemiologiche
rilevate e delle possibili aree di miglioramento individuate per ciascuna Struttura;
x previsione di “clausole di salvaguardia” per il fabbisogno di visite specialistiche, attività ecografiche, attività di
screening e mammografie e per garantire un’erogazione omogenea delle prestazioni nel corso dell’anno;
x predisposizione delle proposte negoziali relative all’intera annualità ed invio entro il 10 aprile alla DG Salute
per la verifica della loro compatibilità con il quadro economico complessivo di sistema;
x termine delle attività negoziali entro il 30 aprile 2015.
Specialistica ambulatoriale: assegnazione obiettivi quota risorse non storiche
La quota assegnabile dall’ASL in funzione della propria attività programmatoria e negoziale, è finalizzata al
raggiungimento dei seguenti obiettivi:
1. Miglioramento dei tempi di attesa prestazioni critiche (circa 50% delle risorse negoziate)
2. Miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva
3. Attenzione alle categorie fragili
4. Valorizzazione ricorso alle MAC e BIC
5. Attuazione progetto CRS_SISS
Miglioramento dei tempi di attesa prestazioni critiche (risultato atteso):
x per le Strutture che nel 2014 hanno registrato tempi all’interno delle soglie previste (95%): mantenimento dei
TA al 95% entro soglia;
x per le Strutture che nel 2014 hanno registrato TA oltre la soglia prevista, riduzione della % di prestazioni extra
soglia nell’anno 2015 vs 2014.
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Miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva (risultato atteso):
x adesione ai protocolli di appropriatezza prescrittiva.
Attenzione alle categorie fragili (risultato atteso)
x mantenimento/implementazione dell’attività svolta a favore di RSA, soggetti esenti, ADI.
Valorizzazione ricorso MAC e BIC (risultato atteso):
x per le Strutture che nell’anno 2014 hanno avuto una produzione inferiore alla loro potenzialità di erogazione:
incremento n. totale di MAC/BIC prodotte nell’anno 2015 vs 2014;
x per le Strutture che nell’anno 2014 hanno avuto una produzione uguale o superiore alla loro potenzialità di
erogazione: mantenimento della % MAC e BIC prodotte nell’anno 2015 vs 2014.
La tabella sottostante, che costituirà parte integrante del contratto, specifica per ciascun Erogatore, evidenzia in
sintesi gli obiettivi che verranno assegnati, i risultati attesi, le azioni richieste per il raggiungimento di ciascun
obiettivo, nonché le modalità con cui durante l’anno verrà monitorato il raggiungimento dell’obiettivo.
Obiettivo
Riduzione dei tempi
di attesa per le
prestazioni critiche
(prime
visite,
mammografie,
ecografie)
Attenzione
categorie fragili
Miglioramento
appropriatezza
prescrittiva
Risultato atteso
Azioni
Monitoraggio
Tempistica
raggiungimen
to obiettivo
Riduzione % prestazioni
extra-soglia
nell’anno
2015 vs 2014
Ampliamento fascia oraria
Apertura sabato o domenica
Ampliamento numero ambulatori
Apertura agende aggiuntive per
particolari categorie fragili
Controllo interno corretta tenuta delle
agende di prenotazione
Implementazione
sistema
teleassistenza
Monitoraggio quadrimestrale
% prestazioni oltre soglia
(flusso 28/san)
Monitoraggio quadrimestrale
prestazioni
solvenza/
a
carico SSR
(flusso 28/san)
Monitoraggio corretta tenuta
delle agende di prenotazione
Entro
dicembre 2015
Mantenimento/implemen
tazione attività svolta a
favore di RSA o pazienti
esenti nell’anno 2015 vs
2014
Attivazione/Manteniment
o
prelievi
domiciliari
soprattutto nei Comuni
disagiati
Favorire
l’accessibilità
alle prestazioni sanitarie
di pazienti fragili (disabili,
minori, gravide, etc)
Migliorare
l’appropriatezza
di
erogazione
delle
prestazioni
Valorizzazione
ricorso MAC e/o BIC
Incremento n. totale
MAC/BIC
prodotte
nell’anno 2015 vs 2014
Attuazione progetto
CRS-SISS
Miglioramento/consolida
mento utilizzo dei servizi
CRS-SISS
Obiettivi specifici di
singola Struttura
Specifico
struttura
per
singola
Mantenimento/implementazione
numero convenzioni attivate con
RSA
Percorsi
dedicati
e
corsie
preferenziali per accesso rapido
Definizione ed implementazione di
procedure
intra
aziendali
di
facilitazione per categorie fragili
Monitoraggio
semestrale
numero convenzioni attivate
Monitoraggio
semestrale
applicazione
procedure
aziendali di facilitazione
Trasmissione
entro
fine
giugno 2015
procedure
aziendali
Entro
dicembre 2015
Adesione indicazioni DRG 2313/14
per erogabilità TAC e RMN
Incontri formativi intra aziendali con
specialisti
per
appropriatezza
prescrittiva
Gruppi di lavoro multidisciplinari per
applicazione PDTA
Audit clinici periodici
Diffusione ai propri specialisti
indicazioni procedurali in tema di
specialistica ambulatoriale di ASL
Brescia
Trasformazione
posti
letto
in
MAC/BIC
Potenziamento utilizzo posti letto
MAC/BIC già esistenti
Spostamento livello assistenziale
prestazioni inappropriate (es. 108
DRG) anche sulla base dei risultati
dei controlli dell’anno precedente
Controlli NOCA
Monitoraggio
annuale
svolgimento incontri/audit
Entro
dicembre 2015
Controlli NOCA
Monitoraggio
semestrale
produzione MAC/BIC (flusso
28/san)
Entro
dicembre 2015
Secondo i contenuti del
Piano
Annuale SISS dell’ASL di Brescia
Incontri
semestrali
con
Erogatori
Monitoraggio
semestrale
obiettivi
Entro
dicembre 2015
Specifico per singola struttura
Specifico
struttura
per
singola
Specifico
singola
struttura
per
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Piano dei Controlli delle Attività Sanitarie
Vengono esposte in sintesi, per le diverse tipologie di verifica e controllo, le azioni previste ed analiticamente
precisate nel Piano Controlli Annuale, approvato con apposito decreto Asl e trasmesso alla Direzione Generale
Salute entro il 31.01.2015.
Accreditamento
Si procederà, oltre che con l’attività prevista sotto riportata, anche secondo le modalità di coordinamento e
integrazione interdipartimentale definite da specifico gruppo di lavoro aziendale tra Dipartimento
Programmazione, Acquisto e Controllo e Dipartimento Prevenzione Medico.
Attività previste nei confronti delle Strutture di Ricovero e Cura:
x gestione delle istanze di trasferimento di attività già accreditate e di quelle inerenti la trasformazione di Unità
Operative di ricovero, di branche ambulatoriali e di sezioni specialistiche di Servizi di Medicina di Laboratorio
in strutture già accreditate e a contratto, previa condivisione con la Direzione Generale Salute;
x gestione delle istanze presentate per la trasformazione di UU.OO. di ricovero, applicando il rapporto 2:1 senza
incremento di budget, previa condivisione con la Direzione Generale Salute;
x gestione delle istanze presentate per l’apertura di posti tecnici dialisi, cure subacute, BIC, MAC, per
trasformazione in rapporto 1:1 dei posti letto attivi e senza incremento di budget, in linea con la valutazione
ambiti carenti e la programmazione della rete d’offerta che verrà definita dalla Direzione Generale Salute;
x gestione di istanze, presentate dalle Aziende Ospedaliere, relative a progetti strategici finanziati e già approvati
con specifici provvedimenti regionali che comporteranno l’attivazione di ampliamenti e ristrutturazioni con le
relative modifiche di assetto;
x variazione degli assetti accreditati delle strutture interessate dall’azione di riordino/riallocazione dei posti letto
in altre Unità Operative già accreditate ed a contratto a seguito di specifiche indicazioni regionali in ordine alla
Rete delle Alte Specialità;
x verifica delle “Autocertificazioni quadrimestrali”, ai fini del mantenimento dei requisiti organizzativi specifici,
indicati dal Decreto Regione Lombardia n. 2877/2001, quali strumenti di analisi e confronto di situazioni
specifiche in cui si rilevino criticità;
x monitoraggio al 31.12.2014 dei “Requisiti Tecnologici e Strutturali delle strutture sanitarie di diritto pubblico e
privato” che hanno ottenuto il Decreto di dilazione ai sensi della DGR IX/898/2010;
x acquisizione dell'estratto della relazione annuale dell’Organismo di Vigilanza di cui al Decreto Legislativo
231/2001, per le strutture di ricovero e cura previste dall'Allegato 1 alla DGR X/4606/2012-punto 1;
x attività di verifica ispettiva di Centri di Procreazione Medicalmente Assistita (CPMA) anche sulla base del
perfezionamento dei requisiti di autorizzazione ed accreditamento dei Centri stessi, prevista nel corso
dell’anno, conformemente ai D.Lgs. N. 191/2007 e n. 16/2010 anche alla luce della possibilità di fecondazione
eterologa in seguito alla pronuncia della Corte Costituzionale del 09/04/-10/06/2014, prevista con cadenza
biennale.
Attività previste nei confronti delle attività di Medicina di Laboratorio e Servizi Trasfusionali:
x verifica dell’esecuzione in sede di almeno il 25% del numero delle prestazioni erogate per conto del SSR;
x accoglimento delle richieste in linea con le valutazioni già espresse nel corso dell’anno precedente, ed
attuazione delle modifiche di assetto conseguenti ai progetti di riorganizzazione dei Servizi di Medicina di
Laboratorio (SMeL) condivisi con la Direzione Generale Salute;
x prosecuzione dell’attività di verifica da parte di personale con specifica formazione e presente nell’elenco
nazionale dei “Valutatori del Sistema Sangue” con le visite ispettive alle Strutture Trasfusionali regionali ed
alle Unità di Raccolta a gestione associativa, per la verifica con cadenza biennale, della sussistenza dei
requisiti minimi vigenti.
Attività previste nei confronti dei Poliambulatori accreditati e a contratto:
x pianificazione dei controlli, in continuità con l’attività di verifica degli anni precedenti, a carico degli Erogatori
di prestazioni di specialistica ambulatoriale.
Attività previste nei confronti delle strutture dell’area della Salute Mentale:
x gestione delle richieste di accreditamento delle strutture residenziali o semiresidenziali di Neuropsichiatria
Infantile e Adolescenza (NPIA) che, alla data di approvazione della DGR X/2989 risultino dal registro regionale
delle strutture autorizzate ed accreditate (nuovo programma di gestione ASAN), avere posti tecnici solo
autorizzati per prestazioni di NPIA.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Attività di Controllo sulle Prestazioni di Ricovero e Cura
La pianificazione prevede:
x il controllo di almeno il 14% degli episodi di ricovero e cura erogati nell’anno, calcolato sulla produzione 2014:
− una quota, fino a 3 punti percentuali, riferibile ad attività di Autocontrollo della qualità della
documentazione clinica, a cura dei soggetti erogatori e con specifica verifica dell’Asl anche in loco;
− una quota fino a 4 punti percentuali, riferibile ad attività di Autocontrollo di congruenza ed appropriatezza
generica (o organizzativa) sulle prestazioni di ricovero, a cura dei soggetti erogatori e con specifica
verifica dell’Asl anche in loco;
− per i restanti 7 punti percentuali, la selezione di tipo mirato della casistica, nei termini di congruenza di
codifica ed appropriatezza generica (o organizzativa).
Attività di Controllo sulle Prestazioni di Specialistica Ambulatoriale
La pianificazione prevede:
x il controllo di almeno il 3,5% della produzione delle Strutture calcolato sulla produzione 2014 secondo i criteri
specificati dalla Direzione Generale Salute, privilegiando la modalità di tipo statistico formale;
x almeno un controllo in loco per ciascuna Struttura Erogatrice nel corso dell’esercizio 2015;
x l’estrazione della casistica in modalità mirata; nel caso in cui non emergano situazioni di criticità, saranno
previsti controlli di tipo casuale;
x la revisione e condivisione tra Erogatori e MMG/PDF del documento “Indicazioni procedurali attività di controllo
prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica strumentale” dell’Asl di Brescia;
x la presentazione agli Erogatori delle criticità oggetto di controllo e delle modalità di effettuazione delle verifiche;
x la collaborazione per le specifiche attività con le altre articolazioni aziendali nell’ambito di problematiche
trasversali, particolarmente sul versante dell’appropriatezza prescrittiva.
Il Piano di Governo dei Tempi di Attesa
L’Azienda conferma che l’obiettivo prioritario del governo delle liste di attesa è quello di promuovere la capacità
del sistema di intercettare il reale bisogno di salute, di ridurre l’inappropriatezza e di rendere compatibile la
domanda con la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza nei limiti delle risorse disponibili e della capacità di
offerta del sistema.
In particolare, data la facoltà di negoziare una quota di risorse per l’erogazione di prestazioni di specialistica
ambulatoriale sulla base dei tempi di attesa e sull’accessibilità ai servizi, sono stati assegnati obiettivi specifici e
mirati a tutte le strutture sanitarie.
Inoltre, a seguito della DGR X/2313 del 01.08.2014, che ha stabilito di destinare all’Asl di Brescia risorse
aggiuntive per l’erogazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, sono stati avviati appositi progetti per il
periodo settembre-dicembre 2014 con gli erogatori accreditati.
L’attività specialistica integrativa è stata finalizzata a mantenere e migliorare ulteriormente i tempi di attesa delle
prestazioni ambulatoriali più critiche, favorendo l’accesso ai servizi con l’ampliamento delle fasce orarie serali ed
istituendo attività nelle giornate di sabato e di domenica.
La strategia di programmazione 2015 dell’Asl di Brescia è caratterizzata da:
x governo della domanda;
x razionalizzazione dell’offerta;
x monitoraggio e valutazione del sistema, coordinamento, comunicazione ed informazione.
Tutte le azioni sono previste ed analiticamente precisate nel Piano Attuativo Aziendale per il Governo dei Tempi
di Attesa, anno 2015, approvato con apposito decreto ASL e trasmesso alla Direzione Generale Salute entro il
31.01.2015.
In particolare si prevede:
x la modulazione delle risorse contrattualizzate in relazione al contenimento dei tempi di attesa per le prestazioni
più critiche (prime visite specialistiche, ecografie, mammografie) e favorendo l’accessibilità alle cure attraverso
il mantenimento dell’estensione degli orari di apertura dei servizi nelle fasce serali e festive;
x effettuazione delle 12 rilevazioni dei tempi di attesa previste dal calendario regionale;
x la verifica della accessibilità/diffusione delle informazioni all’utenza e dell’aggiornamento dei tempi di attesa
rilevati;
x il controllo della corretta gestione delle agende e dei registri di prenotazione;
x verifica dell’utilizzo della “classe di priorità” secondo la codifica prevista dalla DGR n. IX/1775/2011;
x analisi dei tempi di attesa anche attraverso il flusso 28/SAN.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
La Customer Satisfaction
Al fine di costruire un sistema di “ascolto della qualità percepita” nell’ottica della valorizzazione del vissuto e della
partecipazione del cittadino, il sistema è orientato all’utilizzo integrato dei dati customer satisfaction e delle
segnalazioni.
Le procedure di raccolta, elaborazione ed invio dei questionari avverranno, anche per l'anno 2015, secondo le
modalità indicate nel Decreto Direzione Generale Sanità n. 282/2009.
INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA
Nell'ambito delle politiche di welfare, in ossequio alle determinazioni regionali, sono proseguite le attività
sperimentali iniziate con DGR 3239/2012 e in fase migliorativa con DGR 499/2013.
Le strutture coinvolte nelle sperimentazioni continueranno l'attività, tramite finanziamento regionale, fino al
31.03.2015.
La DGR 2989/2014 prevede azioni diversificate, a seconda delle aree di intervento:
x Riabilitazione ambulatoriale per minori disabili: gli interventi erogati dalle strutture saranno remunerati
attraverso il Fondo di sostegno alla famiglia e dei suoi componenti fragili, sino alla definizione dei requisiti per
l'accreditamento.
x Dipendenze – Cronicità: gli interventi sperimentali continueranno ad essere remunerati a budget fino alla
definizione dei requisiti specifici per il formale accreditamento.
x Adolescenti, riduzione del rischio: viene confermata, sino alla realizzazione dei progetti europei, la modalità di
remunerazione fino ad ora in atto.
x Nuove forme di abuso/dipendenze: la remunerazione di prestazioni e interventi erogati da SERT e SMI avverrà
secondo il tariffario in uso per le dipendenze.
x Prevenzione selettiva ed indicata: le azioni dovranno rientrare tra le attività programmate nell'ambito del
Comitato Rete Locale prevenzione dipendenze, nel Piano Territoriale Prevenzione Dipendenze e nel Piano
Integrato per la promozione della salute.
x Assistenza post-acuta: gli interventi sperimentali continueranno ad essere remunerati a budget sino alla
definizione dei requisiti specifici per il formale accreditamento.
x Residenzialità leggera/assistita: si riconferma la remunerazione a voucher.
x Consultori: si procederà alla stabilizzazione delle nuove funzioni, con l'inserimento delle eventuali nuove
prestazioni ed adeguamento dei requisiti.
E’ confermato l’impegno a dare attuazione ai provvedimenti regionali che definiranno modalità e criteri di
sistematizzazione delle sperimentazioni in atto.
Programmazione e Governo della Rete dei Servizi Socio Sanitari e Sociali
Per quanto concerne i Piani di Zona 2015-2017, si prevede di consolidare l’azione di governo svolta mediante le
seguenti linee di azione:
x la sperimentazione nei Piani di Zona di una programmazione sociale condivisa tra più Ambiti, riguardante
l’analisi dei bisogni e delle risposte, l’individuazione di obiettivi e azioni condivise per la realizzazione
dell’integrazione sociale e sociosanitaria;
x la sottoscrizione degli Accordi di programma per il triennio;
x lo sviluppo ed il potenziamento della Cabina di regia per la definizione delle azioni di integrazione sociosanitaria da estendere a livello territoriale e per il monitoraggio dei processi di valutazione integrata;
x la realizzazione delle azioni previste nel Piano di intervento 2014-2015 per le persone in esecuzione penale
(L. 8/2005);
x la realizzazione degli interventi a carattere sociosanitario connessi alla tutela dei minori soggetti a
provvedimento penale;
x il monitoraggio della realizzazione delle azioni e valutazione degli interventi delle Alleanze locali per la
conciliazione e delle aggregazioni di impresa.
Per l’anno 2015 si prevede inoltre di consolidare e sviluppare ulteriormente l’azione di governo svolta sino ad ora
secondo i principi di prossimità, presa in carico e valutazione multidimensionale del bisogno e continuità
assistenziale, enucleati nella D.G.R. 2942/2014.
Riorganizzazione della Rete di offerta socio sanitaria: specificità ed innovazione
Il 2014 si è caratterizzato per l’introduzione da parte di Regione Lombardia di una serie di innovazioni inerenti
l'area socio sanitaria, finalizzate ad orientare ed equilibrare domanda ed offerta, anche alla luce dell'emergere di
nuovi bisogni. L'area della fragilità che si amplia per dimensione, per varietà e tipologia richiede flessibilità nelle
risposte.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Nel 2014 lo scenario delle cure domiciliari si è stabilizzato, anche se il numero di enti accreditati è passato da n.
29 nel 2013 a n. 34.
In particolare è stato introdotto ed integrato, dopo adeguata formazione, il nuovo sistema, VAOR Home-Care,
quale strumento di valutazione in sostituzione della precedente scala FIM.
Il 2014 si è caratterizzato anche per il governo delle risorse destinate all’ADI (anche attraverso il percorso di
budget).
Ha richiesto particolare attenzione l’attività svolta relativamente alle nuove Misure previste dalle DGR 740/13 e
856/13 ed alle azioni innovative. L’aspetto trasversale di maggior rilievo riguarda l’introduzione di nuove modalità
e tipologie di risposte ai bisogni della popolazione fragile in senso lato, in un momento storico caratterizzato
dall’urgenza di individuare soluzioni innovative per garantire la sostenibilità del sistema sanitario e socio-sanitario,
ma anche dal bisogno di integrare la rete consolidata con soluzioni più flessibili, modulate e diversificate per livelli
di intensità. Nello specifico, l’attuazione delle varie misure previste dalla DGR 856/2013, considerata la diversità
delle tematiche oltre che delle modalità organizzative, ha richiesto una tempistica diversificata per la loro
funzionalità. La predisposizione di procedure di attivazione specifiche ha comportato anche un confronto con gli
enti interessati, finalizzato alla condivisione di obiettivi e contenuti.
La divulgazione delle informazioni sia alla cittadinanza, sia a MMG/PLS e specialisti è stata significativa al fine di
garantire l’accesso equo alle varie tipologie di prestazioni, pur nella vastità del territorio dell’ASL della provincia
di Brescia.
Per quanto riguarda la residenzialità per anziani e disabili sono stati introdotti criteri e regole orientati a rendere
più flessibile ed articolato il sistema di risposte alle persone in condizioni di fragilità. Sono due le principali criticità
che si riscontrano: da una parte la difficoltà delle famiglie a farsi carico dell’assistenza e la necessità di soluzioni
residenziali, dall’altra l’impossibilità per molti a farsi carico della retta.
Per quanto riguarda l’area della disabilità:
x è stato particolarmente approfondito il settore dedicato ai disturbi pervasivi dello sviluppo (Autismo), sia
attraverso la prosecuzione di servizi dedicati, sia in riferimento alla funzione di Case Management;
x la Protezione Giuridica ha avuto un ulteriore impulso a seguito dell’approvazione delle Linee Guida Locali e
del coordinamento del sistema in capo all'Ufficio di Protezione Giuridica dell’ASL.
Per quanto riguarda l’area materno infantile, nell’ottica di trasformazione dei Consultori Familiari in Centri per la
Famiglia, si è deciso di favorire l’elaborazione e l’attuazione di progetti integrati a supporto della “genitorialità
fragile”. Inoltre è stato avviato l’utilizzo della cartella unica per tutti i nuovi casi presi in carico, importante strumento
teso a rafforzare l’équipe integrata.
Di seguito vengono sintetizzati alcuni particolari interventi attuati nel 2014:
1.
2.
3.
4.
5.
Hanno avuto avvio i PDTA dedicati a due percorsi riabilitativi, mentre sono proseguiti i lavori per la stesura
del PDTA per i pazienti affetti da SLA, con il coinvolgimento del presidio di rete (Neurologia Spedali Civili
di Brescia) e delle altre neurologie delle AA.OO. del territorio, dei rappresentanti di AISLA e dei MMG.
A seguito della DGR 740/2013 è stata posta particolare attenzione al processo di accoglienza e valutativo,
il cui esito concorreva alla definizione del budget di cura ed alla stesura del PI (Progetto Individuale
Assistenziale) informatizzato, garantiti dalle UCAM, anche in collaborazione con Ambiti, MMG/PLS,
specialisti e con le EOH per i disabili. L’estensione dell’attività valutativa per tipologia di utenza e aree di
valutazione ha determinato un notevole incremento del numero di valutazioni multidimensionali effettuate,
n. 29.477 nel 2014 rispetto a n. 18.647 del 2013. Rilevante è stato il riscontro del numero consistente di
situazioni di utenti con età inferiore ai 65 anni in situazione di particolare gravità.
L’impegno a favore dei pazienti affetti da varie forme di demenza ha trovato realizzazione operativa nel
proseguimento del progetto FNA, con interventi psico-educativi domiciliari a supporto del caregiver,
pianificati dall’ ASL ed attuati dagli Enti erogatori ADI. Attraverso la DGR 856/2013 sono state avviate
azioni a favore degli utenti affetti da demenza e delle loro famiglie: hanno aderito al progetto e sottoscritto
il contratto 37 RSA.
Si sono concluse due azioni innovative a favore dei minori e delle loro famiglie, “Evoluzione del Centro
Territoriale Malattie Rare e alle gravi disabilità in età evolutiva”, e degli anziani fragili con particolare
attenzione al carico di stress dei loro caregiver, “Empowerment delle famiglie con anziani non
autosufficienti a carico”. Il 54% dei caregiver ha partecipato alla elaborazione ed attuazione del Progetto
Individuale Assistenziale (PI). Inoltre sono state realizzati n. 12 corsi della Scuola di Assistenza Familiare
a cui hanno partecipato n. 196 caregiver. I contenuti e le procedure di attuazione di entrambi i progetti
sono state condivise con tutti gli Enti Erogatori ADI accreditati, al fine di uniformare le modalità di gestione
della presa in carico domiciliare.
Nell'area disabilità, a sostegno dell'autismo, è stata avviata una cabina di regia che ha consentito di
realizzare una prima mappatura degli utenti minori ed adulti e dei Servizi presenti. Il percorso ha
evidenziato la necessità di interventi integrati sia nella fase diagnostica sia nella realizzazione
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
dell’intervento. I progetti, in collaborazione con il Terzo Settore, hanno messo in evidenza l'importanza
dell'attivazione e integrazione di realtà istituzionali diverse per una lettura multidimensionale del bisogno
e la costruzione di risposte alla persona e alla famiglia. In particolare n. 5 enti gestori dislocati sul territorio
hanno attivato progetti/servizi specifici per minori/adulti con autismo e n. 2 Associazioni gestiscono
ambulatori riabilitativi. La tipologia dei servizi attivati consiste prevalentemente in Ambulatori
Abilitativi/Riabilitativi rivolti a minori, due dei quali rientranti nei progetti innovativi finanziati da Regione
Lombardia (DGR 499/13), n. 2 CDD hanno organizzato moduli specifici che accolgono persone con
autismo. Sono inoltre attivi n. 3 progetti sperimentali per interventi di consulenza e sostegno alle famiglie
gestiti da Enti Gestori in stretta collaborazione con NPIA e ASL, titolare del case management (DGR
392/13).
Nell'ottica di una gestione integrata delle situazioni complesse sono stati definiti protocolli operativi tra
l'area Disabilità e le Psichiatrie e Neuropsichiatrie delle AA.OO. del territorio.
6.
Le aree di sviluppo nel 2015
Nel 2015, è confermato l’impegno a garantire il proseguimento delle Misure 2 e 4 che Regione Lombardia ha
inteso consolidare. In particolare:
x sono in programma la stesura e condivisione di procedure per l’omogenea attuazione sul territorio;
x il Progetto Individuale Assistenziale (PI) verrà rielaborato ed adeguato insieme all’applicativo, alle esigenze
espresse dalla DGR;
x particolare attenzione verrà dedicata all’attività delle équipe UCAM; si prevede di attivare un Tavolo tecnico
per l’aggiornamento di protocolli, procedure e modulistica in uso;
x proseguirà il costante lavoro di governo delle risorse destinate all’ADI; si avvierà un processo di
riorganizzazione dell’ADI erogativa ASL, supportato anche da iniziative formative mirate;
x verrà garantito il potenziamento di interventi a favore di gravi disabilità e in particolare di persone affette da
autismo, favorendo l'integrazione tra servizi pubblici e privato sociale;
x saranno sviluppati gli interventi a favore della genitorialità fragile, anche attraverso una revisione delle attività
di prevenzione del percorso nascita.
La dimensione della Rete Socio Sanitaria
La rete dei servizi a supporto della famiglia nell’area materno infantile.
Nel 2014, la variazione alla rete di Consultori Familiari, riportata nella tabella che segue, ha riguardato
l’individuazione di un’unica sede accreditata per l’ubicazione dei due consultori a gestione ASL in Viale Duca degli
Abruzzi.
Le persone che, nel 2014, hanno fruito di questo servizio sono state n. 40.985.
Consultori Familiari
Pubblici e Privati
accreditati
Gestione ASL
Sedi
principali
14
Gestione Privata
Sedi
distaccate
6
Sedi
principali
16
Sedi
distaccate
4
Totale Sedi
Sedi
principali
30
Sedi
distaccate
10
Nel 2015 i principali obiettivi saranno:
x attuazione delle attività previste dal “Percorso integrato per il sostegno della maternità e paternità fragile”;
x aggiornamento delle modalità di integrazione con gli altri enti nell’area della tutela dei minori vittime di violenza,
nel rispetto delle indicazioni regionali.
La rete a supporto delle disabilità
La rete dell'area disabilità riportata nella tabella che segue, è rimasta invariata per il numero di strutture
accreditate; sono state, invece, contrattualizzate n. 2 CSS, già accreditate negli anni precedenti, e l’aumento della
capacità ricettiva di n. 2 posti in una CSS, n. 2 in RSD e n. 3 in CDD.
Numero e
Tipologia
Struttura
Posti
autorizzati
Posti
accreditati
Pazienti
(dicembre
2014)
6 RSD
21 CSS
29 CDD
386
203
745
384
202
740
385
195
668
48 / 64
Persone in
Lista d’Attesa
(a dicembre
2014)
142
85
14
Persone Bresciane
Inserite Fuori ASL
167
10
6
Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
N. 4 STRUTTURE RIABILITATIVE
CURE INTERMEDIE
REGIME DIURNO
Specialistica
Generale
Geriatrica
Mantenimento
Diurno
Continuo
Prestazioni
Ambulatoriali
Prestazioni
Domiciliari
30
117
20
10
44.845
7.500
Alla luce del bisogno di attivare percorsi assistenziali integrati per garantire l’appropriatezza delle cure e la
semplificazione dell’accesso per le famiglie, si individuano le seguenti azioni per il 2015:
x potenziamento dell’attività della cabina di regia per gli interventi rivolti a minori ed adulti con disturbi dello
spettro autistico;
x realizzazione di incontri con Enti Gestori delle unità d'offerta dell'area disabilità per verificare nuove
progettualità;
x partecipazione alla realizzazione di progetti sperimentali sulla vita indipendente.
La rete a supporto degli anziani e dei malati con bisogni assistenziali complessi
Nel 2014, come da tabelle che seguono, l’offerta delle RSA è rimasta stabile rispetto all’anno precedente; questo
dato comporta, inevitabilmente, un assestamento verso valori bassi dell’indice di copertura ogni 100 abitanti
(calcolato su popolazione di età >75 anni) che già nel 2013 era in riduzione rispetto all’anno prima (5.5 nel 2013
vs 6.1 nel 2012) e risultando così inferiore al valore di riferimento regionale (6.0). E’ stato aumentato di una unità
il numero dei CDI a contratto con incremento di n. 15 posti a contratto, passati da n. 917 nel 2013 a n. 932. E’
stata potenziata anche l’offerta dei posti letto a contratto in Hospice, passati da n. 40 a n. 42 complessivi.
N. RSA
Posti letto
autorizzati
Posti letto
accreditati
Posti letto a
contratto
85 autorizzate di cui 84
accreditate a contratto
6.564
6.228
6.105
N. CDI
Posti autorizzati
Posti accreditati
Posti a contratto
54 autorizzati e accreditati
di cui 51 a contratto
1.056
1.026
932
N. HOSPICE
Posti letto
autorizzati
Posti letto
accreditati
Posti letto a
contratto
4 a contratto
42
42
42
Per l’anno 2015 si prevedono i seguenti principali obiettivi di lavoro:
1. la revisione di modulistica e procedure inerenti l’attivazione locale delle DGR 2655/2014 e 2942/2014 e la
prosecuzione della collaborazione con gli Ambiti per la gestione integrata dei progetti;
2. l’attivazione di un Tavolo tecnico finalizzato alla ridefinizione e rafforzamento dei ruoli degli operatori delle
UCAM;
3. il monitoraggio costante dell’impiego del budget ADI enti esterni e la revisione del modello organizzativo
relativo all’ente erogatore ASL.
Negoziazione: risorse e contratto
Per le Unità d’Offerta a budget, con l’eccezione delle RSA, sarà riconosciuto un budget annuo, calcolato
applicando le tariffe medie e le saturazioni definitive 2014, proprie di ciascuna struttura, ai posti a contratto nel
2015. Ciò con riferimento all’utenza tipica di cittadini lombardi.
Per le RSA, nell’anno 2015, si avvierà un importante percorso di revisione delle modalità di acquisto di prestazioni,
introducendo il concetto di vendor rating e di indicatori di fabbisogno. In particolare il processo prevede:
x la proroga al 28.02.2015 del contratto 2014, con assegnazione di un budget provvisorio pari a 2/12 del budget
sottoscritto;
x la sottoscrizione entro il 28.02.2015 del contratto 2015, con recepimento del sistema di vendor rating e
assegnazione di un budget provvisorio semestrale pari al 50% del budget sottoscritto ai sensi del Decreto n.
2769/2014, ricomprendente il volume di risorse assegnato per il periodo di proroga;
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
x la valutazione degli esiti del sistema di vendor rating entro il 30.06.2015;
x l’assegnazione definitiva 2015 entro il 30.06.2015 sulla base del sistema menzionato.
È previsto un percorso partecipato di condivisione del modello operativo e degli indicatori del sistema, tenendo in
considerazione le esperienze degli enti gestori e le condizioni specifiche territoriali.
Sulla base degli esiti degli indicatori, le strutture con rating B e C, nella rideterminazione del budget annuale
subiranno una riduzione, rispettivamente, del 2% e del 4% dello storico. Il valore economico complessivo
derivante dalle riduzioni di cui sopra verrà ridistribuito dall’ASL privilegiando le strutture virtuose.
Si prevede, inoltre, una dotazione di risorse economiche aggiuntive da destinare al potenziamento dell’offerta
RSA nei territori più carenti definiti sulla base dell’indicatore di fabbisogno. Nella messa a contratto dei posti,
verranno privilegiate le strutture che presenteranno le migliori performance nel sistema di vendor rating.
Verrà valutata, in sede di percorso partecipato con gli Enti gestori, l’opportunità di inserire indicatori di efficienza
gestionale, quale il margine operativo lordo, inteso come differenza tra ricavi caratteristici e costi operativi, al netto
di ammortamenti e svalutazioni.
Per l’ADI si conferma il modello attuale basato sui voucher, con accesso attraverso la valutazione
multidimensionale del bisogno, rafforzando i meccanismi di controllo e monitoraggio da parte dell’ASL, per
assicurare il rispetto delle risorse assegnate.
Per le misure ex DGR 116/2013 si conferma il sistema basato sul contratto di regole nell’ambito del budget
complessivo dell’ASL.
Piano annuale di Vigilanza e Controllo sulle Unità di Offerta Sociosanitarie e Sociali
Il sistema dei controlli è orientato a garantire ai cittadini fragili e alle loro famiglie servizi conformi alle regole che
assicurino un sistema di qualità efficiente e in grado di rispondere alle crescenti esigenze del territorio dell'ASL di
Brescia.
Il Piano Annuale di Vigilanza e Controllo 2015, formalizzato e trasmesso alla Direzione Generale Famiglia entro
il 31.01.2015, prevede:
x la vigilanza per la verifica del possesso dei requisiti di esercizio e di accreditamento del 100% delle SCIA e
delle istanze di accreditamento;
x la verifica del mantenimento dei requisiti di autorizzazione e di accreditamento, generali e specifici (normative
di riferimento per le diverse UdO) nel 50% delle UdO per tutte tipologie;
x il controllo di appropriatezza avverrà nella stessa misura e la percentuale di FaSAS da verificare sarà così
articolata:
- UdO residenziali e semiresidenziali: 15% dei FaSAS relativi all'anno 2014 non escludendo il controllo dei
FaSAS anno 2015;
- UdO regime ambulatoriale: 5% dei FaSAS relativi all'anno 2014 non escludendo il controllo dei FaSAS
anno 2015;
- ADI: 10% FaSAS relativi all'anno 2014 non escludendo il controllo dei FaSAS anno 2015.
Nel Piano Controlli sono individuate differenti tipologie di visite ispettive/verifiche documentali:
x visite ispettive previste dal piano controlli per il raggiungimento degli obiettivi (denominate routinarie) al fine
del controllo del mantenimento dei requisiti autorizzativi, di accreditamento (strutturali, tecnologici,
organizzativi e gestionali). Per tali ispezioni non è previsto il preavviso;
x verifiche delle SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), istanze di accreditamento, SCIA con
contestuale richiesta di accreditamento e CPE per le UdO Sociali (Comunicazione Preventiva d’Esercizio).
Per tali ispezioni è previsto il preavviso;
x visite per il monitoraggio dell’attuazione dei Piani Programma. A tal proposito si specifica che tutte le UdO
accreditate afferenti all’ASL di Brescia hanno ottenuto l’autorizzazione definitiva;
x controllo di appropriatezza delle prestazioni socio-sanitarie. Per tali ispezioni non è previsto il preavviso;
x visite straordinarie, eseguite su segnalazione o a seguito di richieste pervenute da altri enti;
x verifiche di legge delle autocertificazioni prodotte in relazione alle SCIA, alle istanze di accreditamento e al
mantenimento dei requisiti soggettivi di esercizio e di accreditamento.
Gli operatori della U.O. Vigilanza e controllo erogatori socio sanitari effettuano le verifiche presso le UdO
garantendo l’omogeneità nei controlli attraverso l’utilizzo di modelli di verbali e check list conformi alla normativa
vigente.
A partire dall’anno 2015 sarà introdotto, inizialmente per le vigilanze presso le RSA, il verbale informatizzato
redatto con l'ausilio di un applicativo informatico. Tale verbale sarà predisposto sulla base delle indicazioni
operative/modelli elaborati dal Nucleo multiprofessionale costituito presso la competente Direzione Generale.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Come previsto dalla DGR 2569/2014, l'equipe di vigilanza deve verificare, con le modalità suddette,
l'adeguamento ai requisiti aggiuntivi previsti dalla DGR stessa entro 6 mesi dalla sua pubblicazione.
La DGR 2989/2014 prevede la non sanzionabilità delle carenze inerenti gli indicatori di appropriatezza previsti
dalla DGR 1765/2014, prorogando di un semestre (dal 01.07.2015) tale dovere sanzionatorio.
Inoltre si conferma anche per l’anno 2015 la vigilanza incrociata sulle unità d’offerta socio-sanitarie gestite
direttamente dalle ASL: alla nostra Azienda competono i controlli sulle UdO gestite dall'ASL di Mantova (n. 14
Consultori Pubblici, n. 6 SerD e n. 1 ADI). Le vigilanze e i controlli di appropriatezza saranno effettuati, per il 50%,
nell'anno 2015 e, per il restante 50%, nell'anno 2016.
L'equipes di vigilanza sulle UdO sociali sono assistite da personale dei Distretti Territoriali; svolgeranno attività di
vigilanza per la verifica del mantenimento dei requisiti sul 50% delle UdO sociali presenti sul territorio di
competenza di ciascun Distretto e nel 100% delle Comunicazioni Preventive di Esercizio (CPE) pervenute.
Continuerà ad essere garantito, a cura della commissione di vigilanza dedicata, l’esercizio della vigilanza e del
controllo ex-artt. 23 e 25 Cod. Civ. sulle persone giuridiche di diritto privato, prevedendo il controllo delle
autocertificazioni e le visite ispettive come precisato nel piano annuale.
Programmazione degli Interventi nell’area delle Dipendenze
Per quanto riguarda le attività programmate dal Dipartimento per il 2014 si segnala:
x la realizzazione di una ricerca sul rapporto tra giovani e social network;
x la realizzazione di una ricerca sulle problematiche relative al gioco d’azzardo patologico nella popolazione
aperta;
x attivazione dell'iter di valutazione del bisogno e valorizzazione del voucher rivolto ai pazienti GAP e messa a
contratto di n. 4 unità d'offerta SMI e attivazione di n. 2 servizi ambulatoriali per le problematiche relative al
gioco d'azzardo patologico ai sensi della DGR 116/2013;
x la gestione dei flussi informativi, la partecipazione ai lavori del Tavolo Tecnico Regionale degli Osservatori per
le dipendenze e la collaborazione alla stesura del report di sintesi sui dati 2013;
x la prosecuzione della collaborazione tra l'unità operativa Centro Clinico Cocainomani e l'Unità Cocaina Ingrado
di Lugano anche con l'attivazione, da parte di Regione Lombardia, di un percorso formativo specialistico, con
la partecipazione del Direttore Generale e del personale del Centro Clinico Cocainomani dell’ASL di Brescia,
del Direttore Generale di Ingrado e del Responsabile della UO Cocaina di Lugano;
x la stipula di protocolli d'intesa con AA.OO. insistenti sul territorio dell'ASL di Brescia, per la gestione integrata
di persone con problemi alcol-correlati;
x la prosecuzione di attività specifiche per la disassuefazione del tabagismo;
x l’organizzazione e l’implementazione di un progetto di collaborazione con l'Associazione Autoscuole Bresciane
(ABA) di tipo informativo e formativo, della durata di tre mesi, con produzione di materiale specifico dedicato
al personale dell'Associazione;
x l’approvazione delle Linee Guida organizzative a persone che intendono frequentare sia i Servizi per le
Dipendenze sia i Gruppi di Auto-Aiuto attivati dalle Associazioni di Promozione Sociale che ad essi si
riferiscono;
x l’avvio dello studio “Prevalenza di Disturbi di ansia, Disturbi Affettivi o di tratti di vulnerabilità allo stress in
tabagisti che accedono a programmi di disassuefazione integrati presso i CTT. Correlazione con i tassi di
cessazione del fumo”;
x l'utilizzo diffuso di cartelle informatiche condivise in tutte le unità operative finalizzato alla razionalizzazione
della gestione dei materiali di documentazione dei servizi (modulistica, documentazione, relazioni, ...).
Ed ancora, nell'area della prevenzione, sono state realizzate le azioni previste nel Piano Complessivo di intervento
sul gioco d’azzardo patologico:
- nell’area della sensibilizzazione, informazione e formazione;
- nel contesto scolastico, il progetto Life Skills Training per studenti di scuola secondaria di primo
grado;
- nei confronti della popolazione generale, partecipando ad eventi organizzati dalle Amministrazioni
Comunali;
- nei confronti di gruppi/associazioni di genitori, con percorsi formativi.
Sono state inoltre avviate modalità di integrazione di sezioni specifiche sul GAP all’interno di percorsi aziendali
già attivi su altre tematiche di promozione della salute. È stato sviluppato un percorso formativo integrato tra l’U.O.
Educazione alla Salute ed il Dipartimento Dipendenze rivolto agli operatori dell’Amministrazione Penitenziaria
sulle Dipendenze comportamentali, in particolare il GAP. Sono state realizzate collaborazioni per attivare un’area
dedicata al GAP sul sito “Giovaninweb” dedicato ad adolescenti e giovani.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
È stato avviato un lavoro di analisi delle progettualità promosse dagli attori presenti nel Comitato Rete locale
Prevenzione al fine di “aumentarle laddove possibile e qualificare secondo criteri di appropriatezza e qualità
sempre maggiori” (DGR 4225/12).
Si è attivata la collaborazione con il Dipartimento ASSI – Servizio FIEE per la definizione e lo sviluppo di percorsi
formativi congiunti da sviluppare nel contesto scolastico secondo le linee strategiche ed i contenuti definiti
all’interno della “SPS - Rete lombarda delle scuole che promuovono salute”.
Le linee di attività da sviluppare nel 2015 sono individuate sulla base delle indicazione contenute:
x nelle Regole di Sistema per l’esercizio 2015;
x nel Piano Nazionale della Prevenzione 2014 - 2018;
x nella DGR 2934/2014 “Impegno, ai sensi dell’intesa Stato-Regioni del 13 novembre 2014 concernente il Piano
Nazionale della Prevenzione 2014-2018, ad assumere nell’emanando Piano regionale della Prevenzione, la
visione, i principi, le priorità, la struttura dello stesso, attraverso l’individuazione di programmi regionali,
integrati e trasversali ed in coerenza con gli elementi propri del contesto lombardo”;
x in riferimento al consolidamento di alcune azioni previste dal Piano Integrato Locale degli interventi di
promozione della salute con valenza biennale.
In particolare, è confermata:
x l’attivazione del piano annuale di raccolta dati da parte dell'Osservatorio nel rispetto delle indicazioni regionali;
x il consolidamento e stabilizzazione della rete locale prevenzione con particolare riferimento alla prosecuzione
del lavoro di analisi delle progettualità preventive all’interno del Comitato Rete locale Prevenzione;
x la disponibilità di interventi di prevenzione universale e selettiva conformi agli standard quali-quantitativi
regionali con attenzione alla prevenzione degli incidenti stradali: in tal senso si produrranno protocolli d'intesa
con le associazioni autoscuole;
x l’impulso allo sviluppo del “Piano Complessivo d’intervento sul Gioco d’azzardo Patologico – Azione 1
Sensibilizzazione ed informazione alla popolazione”, attraverso forme di collaborazione formalizzate con Enti
Locali ed associazioni/agenzie del territorio;
x il potenziamento del coordinamento operativo, dell’impatto dei programmi e delle azioni preventive in
collaborazione con il Dipartimento ASSI;
x l’implementazione, con modalità organizzative coerenti con le indicazioni regionali del modello di valutazione
multidimensionale del bisogno e del profilo di gravità;
x l’attivazione di protocolli specifici con i gruppi di auto aiuto per la gestione di persone con problemi alcol
correlati e delle loro famiglie;
x l’attuazione di corsi di formazione diretti ai Medici Medicina Generale relativi a percorsi diagnostico-terapeutici
inerenti la gestione di problemi e patologie alcolcorrelate e di dipendenze comportamentali;
x l’attivazione di progetti inerenti ad una migliore efficienza e accessibilità ai servizi territoriali di persone
straniere;
x l’attivazione e verifica dei percorsi di accesso dei pazienti GAP nel rispetto delle vigenti disposizioni;
x la prosecuzione di attività specifiche per la disassuefazione del tabagismo; il prosieguo del progetto di ricerca
sull'esito degli interventi per il tabagismo;
x l’attivazione di protocolli tecnico-operativi di Mindfulness;
x l’aggiornamento dell'opuscolo “Alcol e Guida” per cittadini convocati per guida in stato di ebrezza;
x la prosecuzione dello studio “Prevalenza di disturbi di ansia, disturbi affettivi o di tratti di vulnerabilità allo stress
in tabagisti che accedono a programmi di disassuefazione integrati presso i CTT. Correlazione con i tassi di
cessazione del fumo”.
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LE INIZIATIVE DI SEMPLIFICAZIONE E QUALITA’
Il SISS: Sistema Informativo Socio Sanitario Regionale
I servizi del Sistema Informativo Socio Sanitario della Regione Lombardia sono utilizzati, ad oggi, da circa 70.000
operatori, sono sempre più integrati e pervasivi e sono lo specchio del livello di informatizzazione della Sanità
Regionale.
Il sistema informativo regionale, si caratterizza come:
x sistema federato, in quanto molti servizi erogati sono strutturalmente realizzati mediante la composizione
coerente di contributi forniti da differenti attori distribuiti sul territorio, a formare un servizio omogeneo. Si pensi
ad esempio al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) ed alle Prenotazioni, ottenute dalla composizione di
contributi distribuiti fra Regione ed Enti Erogatori Pubblici (EEP) e Privati Accreditati (EEPA). Si pensi alla
Prescrizione elettronica (e-prescription), ottenuta dalla composizione di componenti analogamente distribuite
con in più l’ulteriore attore rappresentato dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze);
x sistema integrato, in quanto la generalità dei principali processi erogati si caratterizza per la composizione
organica di servizi con diverse missioni ma integrati fra loro. Si pensi al supporto del ciclo prescrittivo-erogativo,
sia ambulatoriale che di ricovero che farmaceutico.
Considerando la sensibilità dei dati trattati ed i rischi connessi, saranno promossi e realizzati servizi al fine di
portare la parte di competenza del sistema ad un appropriato ed uniforme livello di protezione.
Come negli anni precedenti, l’azienda predisporrà, entro il 31 marzo 2015 il proprio piano annuale SISS in cui
saranno definiti gli obiettivi da raggiungere, anche in termini quantitativi, per il governo del sistema informativo. In
particolare, il piano conterrà:
x gli obiettivi di diffusione/utilizzo dei servizi SISS alle aziende EEP e EEPA;
x progressiva diffusione della ricetta dematerializzata, sia in ambito farmaceutico che ospedaliero;
x adeguamento del FSE con evoluzioni per il supporto dei nuovi modelli organizzativi per la cronicità,
l’apertura a nuovi operatori;
x sviluppo di iniziative per la promozione della prenotazione delle prestazioni/servizi via Internet (tramite il
Portale cittadino servizi socio-sanitari);
x In raccordo con le iniziative di AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) relative al nodo dei pagamenti, sarà
inoltre attivato il servizio di pagamento dei ticket sanitari attraverso tutti i canali possibili (Uffici postali,
ATM, home banking, POS virtuale, ecc.) in modo da rendere sempre più agevole ed integrato il processo
di prenotazione e pagamento;
x la comunicazione ai cittadini e le attività di formazione degli operatori socio-sanitari coinvolti nei vari
processi.
Nell’area socio-sanitaria, si completerà lo sviluppo dell’infrastruttura informatica del processo di valutazione del
bisogno. L’ASL ha un forte ruolo di governance nell’accesso ai servizi socio sanitari: l’infrastruttura informatica è
un elemento fondamentale anche in funzione del processo di omogeneizzazione a livello territoriale,
dell’appropriato orientamento del bisogno nell’ambito del sistema dei servizi e dell’integrazione degli attori che, a
livello locale, intervengono nel processo di presa in carico della persona.
Il contesto informatico, quindi, concorrerà, una volta a regime, a facilitare la sinergia tra gli attori impegnati sul
territorio nella valutazione e nella risposta al bisogno.
Verranno altresì implementati gli strumenti informativi e i flussi di dati necessari al monitoraggio e allo sviluppo
dei sistemi di conoscenza a supporto della programmazione sociale locale in continuità con l'attività di supporto
e accompagnamento agli ambiti territoriali (Piani di Zona), in un’ottica di integrazione tra le politiche sociosanitarie
e sociali.
Nell’area amministrativa proseguirà il percorso avviato nell’ultimo semestre del 2014 per l’attivazione della
fatturazione elettronica, ai sensi del D.M. n.55 del 2013 e del D.L. n.66 del 2014 che hanno fissato, a livello
nazionale, gli standard e le scadenze normative per la Pubblica Amministrazione centrale e locale. Saranno
strutturati percorsi organizzativi e gestionali che garantiscano: l’informatizzazione dei processi, la riconciliazione
dei dati nel sistema contabile e la velocizzazione delle procedure di liquidazione.
Il Piano di Comunicazione
Il Piano di comunicazione, che l’Azienda si accinge a definire compiutamente ed a trasmettere al livello regionale,
rappresenta un supporto alla direzione strategica nell’attuazione di obiettivi di salute, di miglioramento
dell’organizzazione e della qualità, anche attraverso il coinvolgimento di tutti i livelli aziendali e la condivisione del
patrimonio di conoscenze. Il piano sintetizza le azioni di comunicazione esterna dedicate ai risultati raggiunti nei
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diversi ambiti di attività dell’azienda; ad orientare i cittadini e gli stakeholder all’organizzazione dei servizi sanitari
e socio-sanitari; è un mezzo utile al funzionamento, alla fruibilità e al corretto utilizzo dei servizi stessi. Le iniziative
di comunicazione intendono inoltre sensibilizzare gli assistiti ad attuare scelte consapevoli per la propria e l’altrui
salute.
Nel Piano sono descritte le aree di intervento e gli strumenti utilizzati, quali prodotti editoriali, web e intranet
aziendale, informazione attraverso i media, sia locali che nazionali.
Nel 2015 la comunicazione si qualifica sempre più come occasione per aumentare il dialogo con i cittadini e con
gli stakeholder, per rafforzare e facilitare la comunicazione tra gli operatori.
Le principali aree su cui si concentreranno le attività di comunicazione esterna sono:
x la trasparenza, e la semplificazione dell’accesso ai servizi;
x il rapporto tra ambiente e salute (corretta informazione sui rischi, sulle attività in corso, sugli esiti di
indagini, consigli utili alla popolazione);
x la prevenzione attraverso il programmi di screening;
x la promozione di sani stili di vita e la prevenzione dell’incidentalità;
x la prevenzione del gioco d’azzardo patologico;
x le misure a sostegno della famiglia fragile.
La programmazione tiene conto e prosegue completando e/o potenziando le iniziative di comunicazione e
informazione avviate nel 2014, in una logica di continuità progettuale; a tal proposito, il piano contiene il resoconto
delle principali azioni intraprese e dei feedback sui principali strumenti a disposizione sia in ambito di
comunicazione interna che esterna.
Le Attività di Formazione e lo Sviluppo delle Professionalità
Il Piano Formazione
Un’organizzazione sanitaria è capace di soddisfare i bisogni di salute della popolazione, intesi nella più vasta
accezione, nella misura in cui riesce a promuovere ed orientare lo sviluppo professionale del proprio personale
in termini di conoscenza, capacità, consapevolezza: il miglioramento di una Azienda non può prescindere dalla
valorizzazione del capitale umano, attuata attraverso azioni e programmi di gestione, sviluppo e investimento
nella formazione.
L’obiettivo che ASL di Brescia persegue con il Piano di Formazione annuale, è assicurare percorsi di crescita
professionale per tutto il personale della Azienda (coerenti con le competenze acquisite o da acquisire, e con i
ruoli/compiti da espletare), valorizzando le esperienze lavorative nell’ambito della propria professionalità, e
garantendo, da un lato, la massima coerenza degli eventi agli obiettivi di interesse regionale e aziendale, e
dall’altro la promozione del miglioramento continuo della qualità.
Il Piano rappresenta lo strumento che permette il monitoraggio della coerenza delle attività con le necessità
dell'organizzazione: agisce sulla cultura organizzativa, sul ruolo delle persone e sul loro sapere professionale.
Nella pianificazione degli eventi formativi per il 2015, è stata posta specifica attenzione ai temi strategici affrontati
a livello regionale, verificando che le iniziative proposte vengano promosse:
x a supporto della qualità, della vision e della mission della Azienda e per il raggiungimento degli obiettivi
strategici,
x combinando la formazione con lo sviluppo professionale e consentendo la condivisione di politiche
operative, in un’ ottica di collaborazione e sussidiarietà;
x valorizzando l’apporto di docenza propria, anche in sinergia tra Aziende sanitarie e favorendo il confronto
tra pari;
x valorizzando le esperienze lavorative che si creano nell’ambito in cui si esercita la propria professionalità,
attraverso l’idoneo riconoscimento della formazione sul campo, finalizzata anche alla predisposizione di
strumenti culturali e funzionali.
Verrà consolidata la metodologia della Formazione a Distanza (FAD), che, grazie allo sviluppo di tecniche
informatiche e digitali, consente di creare una rete di saperi e operatività condivise tra un notevole numero di
partecipanti, su tutte le sedi operative della azienda.
Il Piano di Formazione 2015 è uno strumento fruibile, con una attenzione costante e pervasiva alla qualità; è
flessibile e dinamico, strutturato in linee chiare, come ad esempio i temi prioritari per il processo di
modernizzazione della pubblica amministrazione, intesa nella sua più vasta accezione, i temi della trasparenza,
integrità e anticorruzione da parte della P.A., confronti di natura specialistica e dedicati allo scambio di esperienze
fra i diversi attori coinvolti, seminari e workshop di natura tecnica gestiti da personale interno, oltre a Convegni ed
eventi di rilievo per riflettere sulle sfide della sanità pubblica e della globalizzazione.
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I Corsi di laurea e le attività di tirocinio
L’ASL di Brescia sviluppa il proprio impegno in ambito formativo anche attraverso la gestione, in collaborazione
con l’Università degli Studi di Brescia, di due Corsi di Laurea per le Professioni Sanitarie della Prevenzione: in
Assistenza Sanitaria e in Tecniche della Prevenzione negli Ambienti e nei Luoghi di Lavoro.
Dall’Anno Accademico 2003/2004, l’Azienda è sede accreditata del Corso di Laurea triennale in Assistenza
Sanitaria e ne coordina la didattica (teoria e tirocinio) per la sezione di Brescia.
Ad oggi sono stati laureati complessivamente 129 Assistenti Sanitari e risultano iscritti, nei tre anni in corso, 63
studenti. Ai 25 studenti (più uno straniero) che annualmente si possono immatricolare, l’Azienda offre numerose
opportunità di tirocinio nelle aree centrali e territoriali dell’Azienda; ha attivato alcuni tirocini anche presso Enti
convenzionati esterni.
Riconoscendo il carattere prevalentemente territoriale della figura del Tecnico della Prevenzione negli Ambienti
e nei Luoghi di Lavoro, dall’Anno Accademico 2014/2015 l’Azienda, già sede di tirocinio formativo, è diventata
sede accreditata per la gestione dello specifico Corso di Laurea.
Ogni anno sono previste 20 nuove immatricolazioni (più due riservate agli stranieri) e, complessivamente,
risultano iscritti nei tre anni in corso 55 studenti.
Allo scopo di sostenere al meglio la crescita formativa, vengono offerte opportunità di conoscenza ed esperienza
nelle diverse sedi centrali e territoriali dell’ASL e anche in altre aree e realtà del territorio, in strutture sia pubbliche
sia private, in possesso di adeguati requisiti e standard.
Per entrambi i corsi di laurea, nelle sedi prescelte, gli studenti vengono affidati a professionisti esperti (gli assistenti
di tirocinio) che svolgono funzioni di tutoraggio e facilitano la coniugazione dei saperi teorico-disciplinari con la
prassi operativa. Per l’anno 2015 sarà mantenuto/incrementato il numero di studenti in tirocinio nelle sedi interne
e saranno oggetto di analisi, ed eventuale revisione, le opportunità di apprendimento offerte dalle varie sedi
aziendali in funzione delle specifiche aree di competenza.
Inoltre, al fine di favorire proficui rapporti di collaborazione con le Università e, più in generale, con il mondo della
formazione e della ricerca, l’Azienda - nei termini stabiliti dal Regolamento adottato in materia con decreto D.G.
n. 634 del 18.12.2014 – attiva apposite convenzioni con gli Enti Promotori per l’accoglimento di studenti e laureati
in tirocinio cd. “curriculare” (iscritti a Corsi di Laurea universitari, Scuole di Specializzazione, Master, ecc.) e
“professionalizzante” (tirocini previsti ex lege per il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio di professioni).
Il Piano di Monitoraggio e Valorizzazione dei Processi di Qualità
La politica di gestione della qualità dell'Asl di Brescia è stata improntata all'attivazione di molteplici iniziative, in
atto presso le articolazioni aziendali.
Per la valorizzazione permanente dei singoli processi interni, a partire dal 2013, è stato implementato un apposito
Piano, caratterizzato da una metodologia di analisi unitaria, effettuata secondo quattro “prospettive”: processi
interni; customer satisfaction; economico finanziaria; innovazione e crescita.
Dal monitoraggio 2014, i processi di miglioramento sono risultati essere in totale 1.556, distribuiti in modo
sostanzialmente equilibrato tra tutte le articolazioni aziendali ed emerge che:
tutte le articolazioni aziendali sono coinvolte;
tutte le tipologie di processi di miglioramento sono presenti;
la categoria di processi di miglioramento orientata ad ottimizzare l’efficienza operativa-organizzativa è la più
diffusa;
circa la metà dei processi di miglioramento sono stati introdotti o aggiornati di recente, con una proporzione
che giunge al 65% per i processi di “sostenibilità economico-finanziaria”.
Considerato che il Piano consente una lettura sinottica ed un confronto fra le articolazioni aziendali nei differenti
anni di applicazione, per il 2015 è confermato il percorso ed il metodo.
Il Piano di Risk Management
L’Azienda intende, anche per l’anno 2015, elaborare una strategia per la definizione di linee e azioni finalizzate a
garantire un buon grado di sicurezza per i pazienti e per gli operatori.
A tal fine, sarà finalizzato entro il termine del 31.03.2015, un Piano Annuale di Risk Management (P.A.R.M.), dopo
averlo condiviso con il Gruppo di Coordinamento per la Gestione del Rischio e il Comitato di Valutazione Sinistri,
che proseguiranno nelle loro attività.
Saranno realizzati, in coerenza con le linee strategiche indicate dal livello regionale, almeno n. 2 progetti e n. 2
iniziative formative, scegliendo fra gli ambiti di farmacovigilanza, gestione dei farmaci nelle postazioni di
Continuità assistenziale e prevenzione dei rischi legati all’attività vaccinale.
Si procederà alla regolare segnalazione degli Eventi Sentinella attraverso il SIMES, garantendo l’assolvimento
del debito informativo verso Regione.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Si proseguirà l’aggiornamento del D.B. regionale per il monitoraggio della sinistrosità aziendale, avendo
particolare attenzione alla compilazione del campo “regime di trattamento”; sarà garantito il monitoraggio degli
Eventi Avversi Rilevanti.
Sarà garantita la partecipazione agli incontri a livello regionale relativamente all’Ascolto e Mediazione
trasformativa, per il confronto di casi trattati e per la condivisione di esperienze.
Saranno assicurati il supporto dei mediatori ASL per l’obiettivo di fare rete per l’attività di ascolto/mediazione
trasformativa e la partecipazione del Risk Manager e dei Responsabili CVS ai relativi Network e agli altri eventi
formativi.
Le Misure di Prevenzione della corruzione e l’Amministrazione Trasparente
Nel corso dell’anno 2015, l’Azienda assicura il consolidamento degli adempimenti e il proseguimento delle misure
per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità, già attivate e previste nel piano triennale di
riferimento.
In considerazione del fatto che nel 2014 è stato per la prima volta adottato il Piano Triennale, il 2015 sarà un anno
di consolidamento delle misure di prevenzione previste ed estese ad ulteriori aree ritenute a rischio. Con la Legge
n. 190/2012, il legislatore ha delineato un assetto non privo di complessità sia per l’insieme degli strumenti
introdotti, da integrare con quelli già in essere, sia per le relazioni tra i vari attori istituzionali coinvolti nella sua
attuazione.
La prevenzione dell’illegalità e la promozione di maggiori livelli di trasparenza delle informazioni costituiscono,
dunque, un’area strategica dell’Azienda che conferma l’adozione, entro il termine del 31 gennaio, del Piano
Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) e del Programma Triennale della Trasparenza e Integrità
(PTTI), che, con le risorse a disposizione, delineano obiettivi, tempi e responsabilità per la concreta attuazione.
In riferimento alle finalità ed ai contenuti della legge anticorruzione, si può facilmente rilevare una linea di continuità
rispetto al quadro normativo delineato dal D.Lgs. n. 150/2009, in ragione del forte collegamento funzionale,
presente in entrambi i provvedimenti, tra la trasparenza e l’integrità, ai fini della prevenzione della corruzione.
Le misure di prevenzione, indicate nel PTPC, costituiscono obiettivi per il 2015, da attribuire, nell’ambito del ciclo
delle performance, ai responsabili individuati.
La loro realizzazione viene monitorata periodicamente e sarà oggetto di conseguente valutazione ai fini della
corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio.
Per rendere evidente l’integrazione degli strumenti programmatori, nel Piano della performance è confermato il
riferimento a obiettivi, indicatori e target relativi ai risultati da conseguire tramite la realizzazione dei Piano triennale
di prevenzione della corruzione (PTPC), comprensivo del Programma triennale della trasparenza e dell’integrità
(PTTI).
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
3.
INTERVENTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI PER IL MIGLIORAMENTO DELL’EFFICACIA
L’Azienda – che orienta le proprie azioni al perseguimento degli obiettivi fissati dalla Regione con particolare
riferimento ai principi di efficacia, efficienza ed economicità – conferma l’impegno ad esercitare un forte governo
dei principali fattori produttivi ed a promuovere la razionalizzazione dei processi tecnico-amministrativi.
Dall’inizio del corrente anno, si è data attuazione alle poche modifiche organizzative richieste ed assentite con
DGR n. X/2842 del 05.12.2014, finalizzate ad ulteriore semplificazione e a diversa afferenza di alcune funzioni.
Un ulteriore, necessario, adeguamento organizzativo sarà formalizzato, con le modalità previste dalle disposizioni
regionali, una sola volta nel corso dell’anno.
I BILANCI E L’AREA DELLA GESTIONE FINANZIARIA
L’ASL redige i propri bilanci nel rispetto delle disposizioni nazionali e regionali; si riportano i dati del Bilancio
d’esercizio 2013, CET 4° Trimestre 2014.
EQUILIBRIO ECONOMICO FINANZIARIO (Importi €/1000)
Cod.
Voce
2013
Bilancio d'esercizio
Decreto DG n. 543 del 29.10.2014
2014
CET 4° Trimestre
BILANCIO SANITARIO
RICAVI
ASLR01
ASLR02
ASLR03
ASLR04
ASLR05
ASLR06
ASLR07
ASLR08
ASLR09
ASLR10
Quota Capitaria
Funzioni non tariffate
F.do maggiori consumi DRG
F.do maggiori consumi AMBU
Utilizzi contributi es. precedenti
Altri contributi e fondi da Regione (al
netto rettifiche)
Altri contributi (al netto rettifiche)
Entrate proprie
Libera professione (art. 55 CCNL)
Prestazioni S.S.R.
ASLR11
ASLR13
Proventi finanziari e straordinari
Ricavi da prestazioni sanitarie
Totale Ricavi (al netto capitalizzati)
ASLC01
ASLC02
ASLC03
ASLC04
ASLC05
ASLC06
ASLC07
ASLC08
ASLC09
ASLC10
ASLC11
Drg
Ambulatoriale
Neuropsichiatria
Screening
Farmaceutica+Doppio canale
Protesica e dietetica in convenzione
File F
Psichiatria
Personale
IRAP personale dipendente
Libera professione (art. 55 CCNL) +
IRAP
Ammortamenti (al netto dei
capitalizzati)
Medicina Generale e Pediatri
Beni e Servizi (netti)
Altri costi
Accantonamenti dell'esercizio
Integrativa e protesica non erogata in
farmacia (compresi acq. di beni)
Oneri finanziari e straordinari
Prestazioni sanitarie
Totale Costi (al netto capitalizzati)
Risultato economico
1.436.875
4.088
611
1.430.522
4.088
307
16.239
468
11.012
650
13.274
502
9.691
627
648
199
1.470.790
993
169
1.460.173
635.208
245.556
5.880
2.229
202.167
630
79.416
35.173
75.115
3.720
622.513
243.078
6.582
2.461
201.458
457
85.977
36.584
74.843
3.701
571
573
1.205
101.316
22.854
4.918
1.179
953
102.108
22.412
4.548
2.225
37.776
235
15.642
1.470.790
-
38.007
73
11.620
1.460.173
-
181271
181271
0
186633
186633
0
23870
23870
0
13047
13047
0
COSTI
ASLC12
ASLC13
ASLC14
ASLC15
ASLC16
ASLC17
ASLC18
ASLC19
BILANCIO ASSI
BILANCIO ASSI
RICAVI
COSTI
Risultato economico
BILANCIO SOCIALE
RICAVI
BILANCIO SOCIALE
COSTI
Risultato economico
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Il Piano Attuativo della Certificabilità dei Bilanci
In attuazione del Decreto del Ministero della Salute del 01.03.2013 recante disposizioni sulla definizione dei
Percorsi Attuativi della Certificabilità (PAC) dei Bilanci delle Aziende Sanitarie e delle indicazioni regionali, con
Decreto n. 682 del 30.12.2014, è stato approvato il Piano aziendale che prevede, per ciascuna area tematica, le
relative scadenze massime per il raggiungimento degli obiettivi.
Nel corso dell’anno 2015 - in seguito all’approvazione ministeriale (Economia e Salute) dell’aggiornamento del
piano regionale dei Percorsi Attuativi della Certificabilità – saranno declinate una serie di “sotto azioni” specifiche
e relative scadenze, che rappresenteranno l’impegno che l’Azienda assumerà nei confronti di Regione Lombardia
per raggiungere la certificabilità dei propri bilanci.
La Fatturazione Elettronica
Proseguirà il percorso avviato da Regione Lombardia - nell’ultimo trimestre del 2014 – per l’attivazione della
fatturazione elettronica nelle Aziende Sanitarie Lombarde, ai sensi delle disposizioni vigenti che hanno fissato, a
livello nazionale, gli standard e le scadenze per la Pubblica Amministrazione centrale e locale.
Le procedure attivate hanno previsto l’utilizzo di un HUB regionale (piattaforma centralizzata) per la gestione delle
fatture attive (operativo dal 17.11.2014) e passive delle Aziende Sanitarie da e verso il sistema di interscambio
(SDI) dell’Agenzia delle Entrate.
A decorrere dal 17 febbraio 2015, questa Azienda utilizzerà, in via sperimentale e anticipata rispetto all’obbligo di
legge, il sistema di interscambio di SOGEI per la fatturazione elettronica con i fornitori, con l’applicazione del
Protocollo di Intesa tra Regione Lombardia e Assobiomedica, ai sensi della D.G.R. n.X/2303 del 1.8.2014 e
l’estensione dei vantaggi, riconosciuti dal protocollo, a tutti i fornitori del sistema che utilizzino la fatturazione
elettronica durante il periodo della sperimentazione, ovvero fino al 31.03.2015.
ASL di Brescia partecipa al Gruppo di Lavoro regionale per l’elaborazione di un primo documento di Linee Guida
per i fornitori ASL contenente gli standard individuati da Regione Lombardia per consentire la tracciatura e la
riconciliazione delle fatture nei gestionali aziendali.
IL CONTO GIUDIZIALE
Con Decreto DG n. 663 del 22.12.2014 è stato approvato - nel rispetto delle disposizioni regionali - il Regolamento aziendale
degli Agenti Contabili e della resa del Conto Giudiziale disciplinante i criteri di individuazione, le funzioni, gli obblighi, le
conseguenti responsabilità degli Agenti Contabili nonché i modelli di riferimento per la resa del conto giudiziale e la
documentazione da produrre a corredo dello stesso.
Con Decreto DG n. 664 del 22.12.2014 si è proceduto alla nomina degli Agenti Contabili.
Nel corso dell’anno 2015, sulla base delle linee guida emanate in materia, sarà disposto l’invio alla sezione di competenza
della Corte dei Conti dei conti giudiziali a partire dall’esercizio 2014.
IL GOVERNO DEI PRINCIPALI FATTORI PRODUTTIVI
Il Percorso di budget
Confermando l’esperienza del precedente esercizio ed al fine di rispondere alla situazione economico finanziaria
che prevede una riduzione delle risorse a disposizione, questa Azienda conferma l’impegno a proseguire l’azione
di efficientamento e responsabilizzazione dei costi, anche mediante il sistema interno di controllo delle attività che
permetta l’analisi, sempre più integrata, sia delle informazioni di carattere economico che di quelle gestionali.
Continuerà quindi, anche nel corso del 2015 e nell’ambito del percorso di budget e del più ampio ciclo di gestione
della performance, l’attività di assegnazione ai Centri Negoziatori e di monitoraggio periodico degli obiettivi di
interesse regionale, degli obiettivi aziendali stabiliti dal Comitato di Budget, l’analisi dei dati di attività e dei correlati
indicatori, così come individuati dai Dipartimenti, in collaborazione con gli stessi e con le Direzioni Gestionali
Distrettuali.
Si conferma, nella sostanza, l’impianto strutturato nel corso del 2014, dando evidenza del fatto che nello scorso
mese di dicembre il Comitato di Budget ha provveduto:
-
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alla definizione degli obiettivi economici oggetto del percorso 2015 per Centro Negoziatore (con importi
provvisori in attesa dell’assegnazione delle risorse economiche da parte di Regione Lombardia) ed alla
validazione della scheda economica;
all’aggiornamento ed integrazione, da parte delle Direzioni Aziendali, degli indicatori per consentire
l’analisi dei fenomeni gestionali con particolare attenzione al rapporto tra attività svolta e risorse
assegnate, al rapporto tra valore della produzione ed il valore dei costi nonchè all’andamento della spesa
per l’acquisizione dei beni e servizi.
Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Proseguirà l’attività di monitoraggio trimestrale del budget, anche economico, assegnato e l’analisi dei dati di
attività/indicatori con il coinvolgimento attivo delle articolazioni citate, al fine di fornire informazioni e valutazioni
relative sia al singolo fenomeno sia all’attività nel suo complesso.
Si conferma, infine, il sistema di reporting strutturato nel corso del 2014, verso la Direzione Strategica ed i vari
Centri Negoziatori, differenziato in base ai diversi livelli di responsabilità.
Sarà data particolare attenzione alle elaborazioni di Contabilità Analitica per centri di costo in merito a:
x qualità dei dati, anche alla luce del percorso che verrà avviato nel 2015 in Regione Lombardia nella
prospettiva di una successiva definizione del costo standard di produzione per “attività e processi “
individuati e che necessiterà di valutare i correlati fattori produttivi specifici (anche esterni), direttamente
o indirettamente attribuibili;
x rigoroso rispetto delle nuove tempistiche di trasmissione dei dati dal livello regionale;
x rigoroso rispetto delle nuove disposizioni regionali, per la quadratura con la Contabilità Generale, sia a
livello trimestrale che annuale;
x risorse umane operanti a qualsiasi titolo presso l’ASL e relativi costi: sarà curata la verifica della coerenza
con le informazioni presenti nel Flusso Fluper, in considerazione dell’elevata rilevanza di tali informazioni
ai fini del progetto regionale di individuazione degli standard di fabbisogno di personale.
Infine, il Controllo di Gestione fornirà il supporto richiesto e necessario al Collegio Sindacale per il monitoraggio
della spesa infra-annuale a garanzia del rispetto degli obiettivi economici assegnati e dell’equilibrio di bilancio
nelle varie fasi che accompagnano il processo di bilancio e di revisione dei processi aziendali per una maggior
ottimizzazione delle risorse.
ATTIVITÀ DI INTERNAL AUDITING
Nel corrente esercizio proseguono, anche in riferimento al percorso attivato dal livello regionale di costruzione di una Rete
dedicata - tesa a rafforzare i presidi di controllo interno degli Enti Sanitari – le attività della funzione di Internal Auditing,
operativa in Azienda dal 2006.
In particolare:
x
sarà garantito il processo di formazione e sviluppo delle professionalità impiegate;
x
l’Azienda, che con deliberazione n. 125 del 04.03.2008, si è dotata del Manuale Operativo di riferimento - che
definisce i doveri, responsabilità e procedure operative della funzione di Internal Auditing Aziendale – verificherà
l’aderenza dello stesso al DDUO Sistema dei Controlli e Coordinamento Organismi Indipendenti e, laddove
necessario, apporterà eventuali allineamenti ad esso nei principi e nei criteri;
x
realizzerà nel 2015 il piano di Audit annuale, strumento che guida, in termini di indirizzo, l’attività di pianificazione
della funzione, sulla base dei risultati del precedente esercizio e di una proposta del Responsabile della funzione
che sarà assentita dal Direttore Generale;
x
entro il mese di dicembre 2015 sarà trasmessa, a cura del Responsabile Internal Auditing alla Direzione Generale
Salute, nei termini temporali e con le modalità definite dal livello regionale, la pianificazione annuale dell’attività
per il 2016.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
LE RISORSE UMANE
Questa Azienda, nella programmazione e gestione delle risorse umane, persegue politiche di valorizzazione delle
risorse stesse, di razionalizzazione e contenimento dei costi, nel rispetto dei vincoli derivanti dalle disposizioni
nazionali e regionali in materia, nonché delle Regole di Sistema annuali. In questo contesto, assume un
particolare significato il rigoroso rispetto delle risorse economiche assegnate in sede di budget per il corrente
esercizio.
Per le finalità istituzionali l’Azienda si avvale della collaborazione di 1598 dipendenti (dato riferito al 31.12.2014)
corrispondente a 1497 tempi pieni equivalenti, cosi suddivisi:
F
M
totale al
31.12.2014
situazione al
31.12.2013
Dirigenza Medica
70
78
148
152
Dirigenza Veterinaria
30
81
111
112
Dirigenza Sanitaria non Medica (Psicologi Sitra)
77
20
97
101
Dirigenza Tecnica (ingegneri Analisti Sociologi)
2
11
13
15
Dirigenza Amministrativa
7
6
13
12
186
196
382
392
MACROPROFILO
DIRIGENZA
TOTALE DIRIGENZA
PERSONALE DEL COMPARTO
Sanitario (infermieri assistenti sanitari, ostetriche,
tecnici della prevenzione tecnici di laboratorio)
409
152
561
587
Tecnico (assistenti sociali assistenti tecnici operatori
socio sanitari operatori tecnici)
143
74
217
194
Amministrativo
372
66
438
446
TOTALE COMPARTO
924
292
1216
1227
1110
488
1598
1619
TOTALE GENERALE
di questi, 982 operano a livello territoriale e i restanti negli assetti organizzativi centrali; 343 hanno un contratto di
lavoro a tempo parziale; 264 sono idonei con limitazioni. L’età media dei dipendenti è di 50 anni, di cui 52 per gli
uomini e 49 per le donne.
Il Piano di Gestione delle Risorse Umane
Nell’area delle Risorse Umane saranno perseguiti i seguenti obiettivi:
x Predisposizione di un piano di gestione delle risorse umane, contenente le azioni da mettere in atto per la
copertura del turn over, per le assunzioni a tempo determinato e per gli incarichi di lavoro autonomo e di
somministrazione, nel rispetto del budget complessivo assegnato dalla Regione e con un tendenziale
aumento della quota di personale con contratto a tempo indeterminato rispetto alle altre tipologie di contratto,
ai fini della riduzione del fenomeno del precariato.
x Valutazioni di possibili iniziative per la gestione congiunta ad altre Aziende di concorsi o altre prestazioni
amministrative del Servizio Risorse Umane.
x Consolidamento dei processi volti ad assicurare la massima completezza e una qualità sempre più elevata
dei dati FLUPER in stretto raccordo con l’UO Controllo di Gestione e coordinando gli uffici Aziendali preposti
alla rilevazione delle presenze.
x Compilazione e monitoraggio mensile, alle scadenze e modalità previste, dell’apposito format predisposto
dalla Direzione Generale Salute ai fini dell’avvio di una nuova rilevazione dei fabbisogni.
IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE
Il sistema informativo dell’ASL di Brescia, per soddisfare adeguatamente le richieste dei diversi assetti aziendali,
è in continua evoluzione. Obiettivo primario è fornire risposte adeguate e tempestive agli utenti, siano essi interni
o esterni.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
Attraverso i sistemi hardware e software presenti in azienda è garantita la generazione, l’elaborazione, la
circolazione e la memorizzazione delle informazioni.
Le principali dotazioni aziendali, al 31.12.2014, sono così suddivise:
1612
292
130
1728
45
30
138
106
23
postazioni di lavoro (personal computer)
stampanti per ambulatori e front-office
stampanti multifunzione dipartimentali
apparecchi telefonici (con tecnologia VOIP) con 300 linee su flussi primari
linee voce su flussi primari per servizio di continuità assistenziale con registrazione delle chiamate
linee voce su flussi primari per servizio di CUP con numero verde
cellulari + 21 SIM dati per accesso in remoto tramite APN dedicato
server (virtuali, su 3 host fisici) nel sito di produzione – Storage da 12TeraByte
server (virtuali, su 2 host fisici) nel sito di Disaster Recovery – Storage da 6 TeraByte
La complessità di tale sistema è strettamente connessa alla gestione dei flussi di attività ed economici, che
richiede, in considerazione della loro numerosità, una forte evoluzione verso una strutturazione integrata. Questo
comporta la strategicità delle risorse informatiche che, se non gestite adeguatamente, possono determinare
criticità all’interno dell’azienda e disservizi rilevabili anche dagli utenti esterni.
Attività prioritarie diventano: le azioni volte a garantire unitarietà e coerenza degli interventi, l'apertura del sistema
alle necessità d’interscambio e interazione coi sistemi informativi delle altre Pubbliche Amministrazioni locali
sfruttando i diversi protocolli di cooperazione applicativa, la possibilità di accesso alle informazioni in modo
indipendente e trasparente, l'integrazione fra strumenti e banche dati già esistenti e l'utilizzo della rete per la
diffusione delle informazioni in modo capillare sul territorio.
LA GESTIONE DEGLI ACQUISTI
In coerenza con la strategia regionale, l’Azienda, da diversi anni, promuove l’interazione e l’integrazione con le
altre Aziende Sanitarie in relazione alle procedure di acquisto di beni e servizi. In particolare aderisce, a far data
dal 2003, al Consorzio AIPEL (Accordo Interaziendale Provveditori Est Lombardia), realizzando la gestione di
servizi in comune con utilizzo sinergico delle risorse ed il consolidamento di forme di aggregazione degli acquisti.
Nel rispetto delle Regole 2015, che delineano il percorso e la continuità operativa delle azioni riferite al sistema
acquisti in conformità e attuazione della LR n. 11/2011, si sottolinea che:
x sempre più determinante sarà l’attività dell’Agenzia Regionale Centrale Acquisti (ARCA) che, in qualità
di centrale di committenza, governerà la “domanda” del settore acquisti aziendale; in particolare ed al fine
di ottimizzare l’utilizzo di risorse umane, strumentali ed economiche, l’Azienda gestirà la propria
programmazione, in materia di acquisti di beni e servizi, alla luce del piano di lavoro stilato dall’Agenzia;
x attraverso l’attività del Referente Aziendale per i rapporti con l’ARCA, verrà garantito il raccordo tra le
procedure aziendali e quelle dell’Agenzia, il rispetto dei tempi e della qualità dei flussi informativi e il
raccordo fra gli stessi e i dati degli Osservatori Regionali;
x proseguirà l’esperienza del Consorzio di cui sopra, assolvendo ogni conseguente adempimento previsto,
in accordo con le altre Aziende Sanitarie interessate; il Coordinatore del Consorzio manterrà il ruolo di
figura garante del corretto assolvimento dei flussi informativi da e verso l’Amministrazione Regionale,
nonché del puntuale monitoraggio dell’andamento dell’attività di programmazione del settore acquisti;
x sarà assicurata e promossa la partecipazione a percorsi di formazione per gli operatori della funzione
acquisti, ritenuta strategica per il sistema;
x sarà garantita l’implementazione di sistemi di monitoraggio e verifica, con l’obiettivo di tutelare la
trasparenza del sistema degli acquisti, nonché la corretta conduzione ed esecuzione delle prestazioni
affidate.
Per conseguire un migliore utilizzo delle risorse umane, delle risorse strumentali ed immobiliari aziendali verrà,
inoltre, realizzato un Progetto di integrazione logistica area Magazzini Economale, condiviso con Aziende
Sanitarie ed Ospedaliere che insistono su aree geografiche limitrofe a quella governata dall’ASL di Brescia.
In ragione di quanto sopra, l’ASL di Brescia, in qualità di capofila, ha - nel corso del 2014 - gestito tutte le
operazioni istruttorie volte all’indizione dell’appalto ed all’individuazione dell’operatore economico aggiudicatario,
che gestirà il Magazzino Unico.
Sempre più le Aziende del Sistema Sanitario Regionale saranno chiamate a concentrare l’attenzione verso azioni
ed obiettivi strettamente legati alla propria “mission”, lasciando al mercato esterno, pur mantenendo la funzione
di controllo e governo, la gestione di attività c.d. “no core”. Da ciò deriva l’obiettivo di rafforzare l’interazione e
integrazione tra Aziende Sanitarie, per attuare la completa esternalizzazione delle attività in argomento e
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
raggiungere economie di spesa attraverso la rilevazione del costo standard delle attività amministrative generali
su base numeriche di costo e sul valore economico.
LA VALORIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO AZIENDALE
Il Piano Investimenti
Nel rispetto dei limiti di sistema, nel corso dell’anno 2014, utilizzando una parte delle risorse introitate a seguito
della vendita ad ARPA Lombardia della porzione di proprietà dell’immobile di Via Cantore n. 20 – Brescia, è stata
effettuata la progettazione ed affidata l’esecuzione dei lavori relativi alla “Ristrutturazione dell’Edificio 1 da
destinare ad uffici, studi medici e laboratori presso la sede aziendale di viale Duca degli Abruzzi n. 15, Brescia”.
I lavori si concluderanno, presumibilmente, a metà 2015.
Nell’anno in corso saranno eseguiti gli interventi di seguito elencati utilizzando le risorse previste dall’allegato A
alla DGR n. X/821/2013:
x Lavori di manutenzione straordinaria: opere di completamento per l’adeguamento antincendio dell’Edificio
A – destinato ad archivio - presso la sede Aziendale di Viale Duca degli Abruzzi n. 15.
x Lavori di manutenzione straordinaria: messa a norma ai fini antincendio dell’immobile di via Gheda n. 4,
Brescia.
Continuerà il percorso, iniziato nell’anno 2014, relativo all’attuazione dei seguenti interventi:
x Ristrutturazione dell’Edificio I – da destinare ad uffici e ambulatori – presso la sede Aziendale di Viale Duca
degli Abruzzi n. 15, Brescia (intervento ammesso a finanziamento da Regione Lombardia con decreto n.
9192 del 07.10.2014).
x Ristrutturazione dell’Edificio R presso la sede Aziendale di Viale Duca degli Abruzzi n. 15, Brescia da
destinare ad archivio e deposito (intervento finanziato in parte con fondi propri e in parte con fondi di Regione
Lombardia).
x Ammodernamento di diverse strutture ambulatoriali territoriali, in attuazione alla D.g.r. n. X/1521 del
20.03.2014 (intervento finanziato da Regione Lombardia).
Nel corso del 2015, in linea con le azioni adottate nel 2014 e con le risorse a disposizione verrà ulteriormente
migliorata la security aziendale al fine di prevenire furti, accessi non autorizzati, reati contro il patrimonio e a
danno delle strutture di questa Azienda. Le iniziative finora intraprese hanno avuto il pregio di fungere più che
altro da deterrente ma ciò non garantisce, in termini assoluti, la sicurezza dei locali denotati da una particolare
sensibilità.
Nel rispetto di quanto previsto dal Piano di Emergenza adottato dall’Azienda e senza pregiudizio con quanto
disposto dalle linee guida che disciplinano la safety aziendale, anche mediante la costituzione di un gruppo di
lavoro, saranno analizzati e valutati i rischi di introduzione non autorizzata nelle strutture.
L’obiettivo di security si aggiungerà a quelle misure di sicurezza già adottate a tutela del patrimonio informatico
dell’Azienda contro gli accessi abusivi al sistema, contribuendo a garantire l’inviolabilità dei locali ove sono allocati
i server aziendali, contro accessi non autorizzati.
LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DOCUMENTALE
L’Azienda intende portar avanti il percorso, intrapreso negli anni precedenti, finalizzato alla corretta gestione e
conservazione del proprio patrimonio documentale, cartaceo/analogico e digitale, nel rispetto dei criteri di cui al Decreto
DG 587 del 12.12.2013 ed in conformità ai contenuti del Manuale di Gestione.
Con particolare riguardo ai documenti cartacei/analogici, sarà cura di ogni assetto assicurare lo sfoltimento e
l’organizzazione dei fascicoli sulla base delle indicazioni già condivise e diffuse nonché attivare, per il tramite della
competente U.O. Affari Generali, le richieste di scarto alla competente Soprintendenza Archivistica.
Il corretto ricorso allo strumento dello scarto consentirà, infatti, nell’ambito di una gestione ordinata degli archivi, orientata
alla conservazione dei documenti che mantengono un rilievo giuridico o che hanno assunto un valore storico, l’
ottimizzazione degli spazi a disposizione.
Eventuali aggiornamenti regionali del Titolario di classificazione e del Massimario di scarto verranno tempestivamente
recepiti al fine di consentirne la conseguente applicazione.
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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015
GLOSSARIO
ACB: Associazione Comuni Bresciani
ACN: Accordo Collettivo Nazionale(della
Medicina Generale/Pediatria di Famiglia)
ADI: Assistenza Domiciliare Integrata
AGENAS: Agenzia Nazionale per i servizi
Sanitari Regionali
APN: Access Point Name
ASL: Azienda Sanitaria Locale
ASAN: Sistema di Autorizzazione e
Accreditamento delle Strutture Sanitarie
ASSI: (Dipartimento) Attività Socio
Sanitarie Integrate
ATC classificazione Anatomico
Terapeutico Chimica dei farmaci
ATECO: codice di classificazione delle
attività economiche
BDA: Banca Dati Assistito
BIC: Macroattività Chirurgia a bassa
intensità operativa ed assistenziale
BPCO: Bronco-Pneumopatia Cronico
Ostruttiva
CA: (Servizio di) Continuità Assistenziale
CAV: Centro Assistenza alla Vita
CCC: Centro Clinico Cocainomani
CCV: CardioCerebroVascolare
CCV-LO: Progetti Integrati della Lombardia
Orientale per la patologia CCV
CCM: Comitato Collaborazione Medica
CDD: Centro Diurno per Disabili
CDI: Centro Diurno Integrato
CeAD: Centro Assistenza Domiciliare
CeDAP: Certificato di Assistenza al parto
CLP: Classification, Labelling and
Packaging
CPMA: Centro Procreazione
Medicalmente Assistita
CRA/ARCA: Centro Regionale Acquisti /
Agenzia Regionale Centro Acquisti
CSS: Comunità Socio Sanitaria (per
disabili)
CTMR: Centro Territoriale Malattie Rare
DALYs: Disability Adjusted Life Year
DDD: Dose definita giornaliera (di farmaco)
DGD: Direzione Gestionale Distrettuale
DGR: Delibera Giunta Regionale
DG SANCO: Direzione Generale per la
Salute e i Consumatori
DH: Day Hospital (ricovero a ciclo diurno)
DIPO: Dipartimento Oncologico Provinciale
DPC: Distribuzione (di farmaci) Per Conto
DR:
Disaster Recovery
DRG: Diagnosis Related Group
DS: Day Surgery
DTL: Direzione Tecnica Lavori
DWH: Data Ware House
EBP: Evidence Based Prevention
EE: Ente Erogatore
EEP: Ente Erogatore Pubblico
EEPA: Ente Erogatore Privato Accreditato
EOH: Equipe Operativa Handicap
FaSAS:Fascicolo socio assistenziale e
sanitario
FFL: Fattore Famiglia Lombardo
FNA: Fondo Nazione per le Non
Autosufficienze
FSE: Fascicolo Sanitario Elettronico
GAP: Gioco d'Azzardo Patologico
GAT: Gruppo Approfondimento Tecnico
regionale
HPLC: High-performance liquid
chromatography
IDW: Inverse Distance Weighting
IMA: Infarto Miocardico Acuto
IRCCS: Istituto di Ricovero e Cura a
Carattere Scientifico
ISTAT: Istituto nazionale di Statistica
IZSLER: Istituto Zooprofilattico
Sperimentale Lombardia ed Emilia
Romagna
LEA: Livelli Essenziali di Assistenza
MAC: Macroattività ambulatoriale
complessa e a alta integrazione di risorse
MCA: Medico di Continuità Assistenziale
MMG: Medico di Medicina Generale
MPR: Morbillo, Parotite, Rosolia
MR: Malattie Rare
MTS: Malattie a Trasmissione Sessuale
NOA: Nucleo Operativo Alcologia
NPIA: Neuropsichiatria dell’Infanzia e
dell’Adolescenza
NTR: Nomenclatore Tariffario Regionale
OCSM: Organismo di Coordinamento per la
Salute Mentale
OCNPIA: Organismo di Coordinamento
per la Neuropsichiatria dell’Infanzia e
dell’Adolescenza
ONCO-HD: Progetto Help Desk
ONCOlogico dipartimentale della
Lombardia Orientale
OPG: Ospedali Psichiatrici Giudiziari
PAC: (Dipartimento) Programmazione,
Acquisto e Controllo
PAI: Piano Individuale Assistenziale
PDF: Pediatra di Famiglia
PDTA: Percorso Diagnostico Terapeutico
Assistenziale
PHT: Prontuario (farmaceutico) Ospedale
Territorio
P.I.: Progetto Individuale Assistenziale
P.L.: Posti letto
PIL: Piano Integrato Locale degli Interventi
di Promozione della Salute
PYLL: Potential Years of Life Lost (Anni
potenziali di vita persi)
P.O: Presidio Ospedaliero
P.O.T.: Presidio Ospedaliero Territoriale
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P.T.P.C.: Piano Triennale della
Prevenzione della Corruzione
P.T.T.I.:Programma Triennale della
Trasparenza
REACH: (Regolamento) Registrazione,
Valutazione, Autorizzazione e Restrizione
delle sostanze chimiche
RMN: Risonanza Magnetica Nucleare
RSA: Residenza Sanitaria Assistenziale
RSD: Residenza Sanitaria-assistenziale
per Disabili
SAD: Servizio Assistenza Domiciliare
comunale
SCIA: Segnalazione Certificata di Inizio
Attività
SDO: Scheda di Dimissione Ospedaliera
SerT: Servizio Tossicodipendenze
SIA: Sistema Informativo Aziendale
SIAN: Servizio Igiene degli Alimenti e della
Nutrizione
SIDi: Sistema Informativo Disabilità
SINVSA: Sistema Informativo Nazionale
Veterinario per la Sicurezza Alimentare
SIVI: Sistema Informativo Veterinario
Integrato
SISS: Sistema Informativo Socio-Sanitario
(in Lombardia)
SITRA: Servizio Infermieristico, Tecnico,
Riabilitativo Aziendale
SMeL: Servizio di Medicina di Laboratorio
SMI: Servizio Multidisciplinare Integrato
(per le dipendenze)
SMR: Rapporto Standardizzato di Mortalità
SSN: Servizio Sanitario Nazionale
SSR: Servizio Sanitario Regionale
STEMI: Sindrome coronarica acuta
caratterizzata dal sopraslivellamento del
tratto ST
STER: Servizi Territoriali Regionali
TAC: Tomografia Assiale Computerizzata
UCAM: Unità di Continuità Assistenziale
Multidimensionale (distrettuale)
UdO: Unità d’Offerta
UdP: Ufficio di Piano
UO: Unità Operativa
UOCP: Unità Operativa Cure Palliative
UOI: Unità Operativa Integrata distrettuale
VAOR: Valutazione dell’Anziano Ospite di
Residenza
VOIP: Voice Over IP