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Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari Anno 2015 Territorio: 3.465 Km2 333 abitanti/ Km2 Abitanti 1.170.501* di cui: 65-74enni: 119.984 ultra74enni: 115.700 stranieri: 165.804 Comuni 164 di cui 52 organizzati in 3 Comunità Montane *dato aggiornato al 30.11.2014 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Pagina Vuota 2 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Indice 1. IL CONTESTO DELL’ASL DI BRESCIA E LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE LA RETE DEI SERVIZI SANITARI DI BASE LA RETE DELLE STRUTTURE SANITARIE ED A CONTRATTO STRUTTURE SANITARIE ACCREDITATE NON A CONTRATTO LA RETE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI LE RISORSE E LE STRUTTURE DI EROGAZIONE DELL’ASL LE IMPRESE DEL TERRITORIO LA POPOLAZIONE DELL’ASL DI BRESCIA x x x Cause di mortalità e anni di vita persi 10 I problemi di salute emergenti 15 Epicrisi 20 SINTESI DEI DATI DI ATTIVITÀ RIFERITI AL 2014 2. PROGRAMMAZIONE LOCALE E INTERVENTI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ 23 LE INIZIATIVE DI PROMOZIONE ALLA SALUTE IL PIANO DELLA PREVENZIONE E TUTELA SANITARIA x x x x x x x x x x Gli Screening Oncologici 24 25 25 La Prevenzione Medica 26 La sicurezza alimentare e la sicurezza negli ambienti di vita 26 Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro 26 La prevenzione delle malattie infettive 27 Il Laboratorio di Sanità Pubblica 27 La Prevenzione Veterinaria 28 Le attività pianificate per l’evento Expo 28 29 Programmazione della rete territoriale ed attività di controllo 29 Il Governo dell’Assistenza Farmaceutica 30 Il Governo dell’Assistenza Protesica ed Integrativa 31 31 33 Psichiatria 33 Neuropsichiatria dell’Infanzia e della Adolescenza 33 LA RETE DI OFFERTA DELLE STRUTTURE SANITARIE x x x x x 23 24 I Piani di Controllo Integrato della Prevenzione Medica e Veterinaria LA GESTIONE DELLE MALATTIE CRONICHE LA SALUTE MENTALE x x 21 Salute e Ambiente IL SISTEMA DELLE CURE PRIMARIE x x x 6 6 6 6 6 7 7 8 34 Produzione Territoriale Ricovero e Cura e Specialistica Ambulatoriale 36 La Programmazione Territoriale: necessità di ordine epidemiologico e proposte di riorganizzazione della rete 40 Piano dei Controlli delle Attività Sanitarie 44 Il Piano di Governo dei Tempi di Attesa 45 La Customer Satisfaction 46 INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA 46 x x x x x x Programmazione e Governo della Rete dei Servizi Socio Sanitari e Sociali Riorganizzazione della Rete di offerta socio sanitaria: specificità ed innovazione 46 La dimensione della Rete Socio Sanitaria 48 Negoziazione: risorse e contratto 49 Piano annuale di Vigilanza e Controllo sulle Unità di Offerta Sociosanitarie e Sociali 50 Programmazione degli Interventi nell’area delle Dipendenze 51 LE INIZIATIVE DI SEMPLIFICAZIONE E QUALITA’ x x x x 46 Il SISS: Sistema Informativo Socio Sanitario Regionale 53 53 Il Piano di Comunicazione 53 Le Attività di Formazione e lo Sviluppo delle Professionalità 54 Il Piano di Monitoraggio e Valorizzazione dei Processi di Qualità 55 3 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 x x Il Piano di Risk Management 55 Le Misure di Prevenzione della corruzione e l’Amministrazione Trasparente 56 3. INTERVENTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI PER IL MIGLIORAMENTO DELL’EFFICACIA 57 I BILANCI E L’AREA DELLA GESTIONE FINANZIARIA x x Il Piano Attuativo della Certificabilità dei Bilanci 58 La Fatturazione Elettronica 58 IL GOVERNO DEI PRINCIPALI FATTORI PRODUTTIVI LE RISORSE UMANE x Il Piano di Gestione delle Risorse Umane IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE LA GESTIONE DEGLI ACQUISTI LA VALORIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO AZIENDALE x Il Piano Investimenti GLOSSARIO 4 / 64 57 58 60 60 60 61 62 62 63 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Presentazione L'Azienda Sanitaria della Provincia di Brescia, nel rispetto delle “Regole di Sistema” definite da Regione Lombardia per l'anno 2015, conferma, consolidandola, la propria funzione di programmazione dell'intera Rete Socio Sanitaria e di tutela della salute dei propri assistiti. A fronte di un progressivo invecchiamento della popolazione - in parte mitigato dall'immigrazione straniera, quasi doppia nel nostro territorio rispetto al dato nazionale – aumentano le condizioni di cronicità e di fragilità che impongono un rinnovato percorso dell'integrazione sanitaria e socio sanitaria. Con le risorse effettivamente a disposizione per l'erogazione dei servizi, è confermato l'impegno dell'Azienda a favorire il costante dialogo tra ospedale e territorio, a valorizzare e rendere trasparenti le informazioni, in termini di bisogni, servizi e risorse del territorio, a potenziare percorsi di accesso facilitato ai servizi, anche innovativi e sperimentali, a favore degli utenti. Consolidare, valorizzare ed attivare sono termini ricorrenti nella programmazione aziendale del corrente esercizio e nel Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio –Sanitari qui presentato. Nell’ambito della promozione della salute, gli impegni si tradurranno nella valorizzazione delle numerose forme di collaborazione in essere con tutti gli attori del sistema locale, ad iniziare dalle Amministrazioni Comunali, per proseguire con il mondo dell’Imprenditoria, dell’Università e della Scuola, con le Associazioni di Volontariato. Relativamente alla prevenzione, proseguiranno, in un approccio sempre integrato al tema “Salute ed Ambiente”, importanti progetti scientifici condotti con il prezioso contributo dell’Istituto Superiore di Sanità e di Regione Lombardia. Saranno rinnovate le campagne di screening e gestite, in maniera integrata, le attività di controllo, anche straordinario legato all’evento EXPO. La proposta di riorganizzazione della rete di offerta delle strutture sanitarie, espressione delle necessità locali di ordine epidemiologico, si concretizzerà nell’individuazione di alcune aree di miglioramento per consolidare gli importanti risultati attesi in termini di riduzione dei tempi di attesa delle prestazioni più critiche, qualità delle prestazioni ed ulteriore attenzione alle categorie fragili. L’area delle cure primarie e la gestione delle malattie croniche saranno protagoniste di importanti processi di riorganizzazione: in ossequio agli indirizzi regionali, si darà avvio alla costituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali dei Medici di Famiglia e saranno sperimentati i nuovi modelli del Centro Socio Sanitario Territoriale e dei Presidi Ospedalieri Territoriali nei territori di Leno ed Orzinuovi, di concerto con le Aziende Ospedaliere interessate. In continuità con l’area delle cronicità, nell’ambito sociosanitario, gli impegni si tradurranno nel potenziamento e nell’ulteriore sviluppo dell’integrazione sociosanitaria e sociale, al fine di garantire una risposta adeguata e globale alla pluralità e multidimensionalità dei bisogni espressi dalla persona e dalla famiglia. Proseguiranno il processo di sviluppo della rete di offerta territoriale e le attività di vigilanza e controllo, nel rispetto delle più recenti determinazioni regionali. Relativamente agli aspetti gestionali ed organizzativi, la valorizzazione delle risorse aziendali sarà accompagnata dal prosieguo dell’attività di analisi delle informazioni di carattere gestionale ed economico. Si consolideranno progetti gestionali condivisi con altre Aziende Sanitarie che insistono su aree limitrofe. La struttura del Documento replica quella già adottata negli anni precedenti: dopo la sintetica rappresentazione del contesto e delle principali attività erogate nel 2014, si dà evidenza all’evoluzione e caratterizzazione demografica ed ai problemi emergenti di salute. Seguono gli interventi di miglioramento della qualità a favore del cittadino e le iniziative per il miglioramento dell’efficienza aziendale. Inoltre, il Documento rinvia, per ogni dettaglio riferito ad obiettivi e risultati attesi, ai principali strumenti di pianificazione annuale delle attività: il Piano Integrato Locale degli interventi di Promozione alla Salute, comprensivo degli Interventi nell’Area delle Dipendenze, i Piani della Prevenzione Medica e Veterinaria, i Piani dei Controlli Sanitari e Socio-Sanitari, quello Attuativo per il Governo dei Tempi di Attesa, il Piano della Prevenzione della Corruzione e quello delle Performance. Si conferma, infine, che la realizzazione delle priorità definite sarà periodicamente monitorata e rendicontata al livello regionale, ai preposti Organismi aziendali; sarà anche occasione di specifiche e significative attività di comunicazione ai diversi portatori di interessi. Il Direttore Generale Carmelo Scarcella 5 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 1. IL CONTESTO DELL’ASL DI BRESCIA E LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE Il territorio dell’ASL di Brescia, con una superficie di 3.465 km 2, vanta tre laghi principali (Lago di Garda, Lago d’Iseo ed il Lago d’Idro), tre fiumi principali (Oglio, Chiese e Mella), due valli (Valtrompia e Valle Sabbia) ed un’ampia zona pianeggiante a sud del territorio cittadino, conosciuta come la Bassa Bresciana; varie zone collinari circondano la città e si estendono ad est verso il Veronese e ad ovest verso la Franciacorta. Nella Provincia di Brescia sono pertanto presenti tutti i tipi di bioclimi dell’Europa, ad eccezione di quello marino costiero. Anche le attività produttive sono estremamente diversificate sia in termini quantitativi che qualitativi con piccole e medie imprese operanti prevalentemente nell’agricoltura, nell’industria, nel commercio e nei servizi. A seguire un elenco di numeri che in modo oggettivo danno immediata evidenza della ricchezza di servizi socio sanitari presenti e della complessità del tessuto produttivo del territorio. LA RETE DEI SERVIZI SANITARI DI BASE 721 211 130 298 82 19 12 11 46 Medici di Medicina Generale (455 organizzati in forma associativa) Medici di Continuità Assistenziale attivi in 30 postazioni Pediatri di Famiglia (73 organizzati in forma associativa) Farmacie Territoriali (243 private e 55 Comunali) Ditte accreditate per forniture protesiche Esercizi autorizzati e attivi per la distribuzione di prodotti per celiachia Dispensari Grossisti depositari di gas medicali/medicinali Parafarmacie LA RETE DELLE STRUTTURE SANITARIE ED A CONTRATTO 3 13 18 7 9 7 3 Aziende Ospedaliere (10 Presidi - 3.341 posti letto ordinari + 166 posti letto DH) Strutture Private Accreditate e 2 IRCCS (2.290 posti letto ordinari + 117 posti letto DH) Comunità Psichiatriche/Neuropsichiatriche dell’Infanzia e Adolescenza (residenziali e semiresidenziali) Servizi di Medicina di Laboratorio Poliambulatori di cui 6 con attività di diagnostica per immagini Poliambulatori di Medicina dello Sport Stabilimenti termali STRUTTURE SANITARIE ACCREDITATE NON A CONTRATTO 1 Struttura di ricovero e cura a ciclo diurno LA RETE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI 85 4 4 54 34 30 6 29 21 12 19 6 / 64 RSA autorizzate di cui 84 a contratto (6.105 posti letto a contratto su 6.564 autorizzati e 6.228 accreditati) Istituti di Riabilitazione (167 posti letto residenziali e 10 posti letto diurno continuo) Hospice Residenziali (42 posti letto contrattualizzati) Centri Diurni Integrati di cui 51 contrattati (932 posti a contratto, 1.056 posti autorizzati e 1.026 posti accreditati) Enti Accreditati per Cure Domiciliari (fra questi anche ASL di Brescia, che eroga ADI in 7 Distretti) Consultori Familiari (di cui 14 ASL e 16 Privati); Residenze Sanitarie Disabili (384 posti letto accreditati) Centri Diurni Disabili (740 posti accreditati) Comunità Socio Sanitarie (202 posti accreditati) Servizi Ambulatoriali per le dipendenze (4 SMI, 4 SERT, 4 NOA) Comunità Terapeutiche accreditate (351 posti) Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 LE RISORSE E LE STRUTTURE DI EROGAZIONE DELL’ASL 12 4 1598 89 237 Distretti Socio Sanitari, aggregati in 6 Direzioni Gestionali Distrettuali Distretti Veterinari Operatori ASL di cui: x 356 dirigenti sanitari x 26 dirigenti tecnico amministrativi x 778 sanitari del comparto x 438 tecnico-amministrativi del comparto sedi di cui: x 12 di proprietà x 11 in locazione x 50 in comodato x 16 punti di appoggio automezzi (n. 73 commerciali, n. 158 autovetture, n. 6 tra carrelli/motocicli/quadri cicli): n. 82 di proprietà e n. 155 a noleggio LE IMPRESE DEL TERRITORIO 10.642 7.930 68.958 13.344 119 193 6 163 68 189 983 97 27 289 212 442 84 809 Imprese totali oggetto di controllo Igiene Alimenti e Nutrizione di cui x 455 gelaterie e pasticcerie x 2.543 ristoranti ed agriturismi 324 mense di varia tipologia x x 1.401 laboratori di produzione alimenti 7.930 Imprese totali oggetto di controllo Igiene e Sanità Pubblica di cui x 1.124 alberghi 878 scuole di ogni ordine e grado x x 1.347 ambulatori e poliambulatori x 2.508 estetisti, parrucchieri, stabilimenti termali, benessere fisico Imprese totali oggetto di controllo Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro di cui x 11.617 imprese agricole x 6.709 imprese siderurgiche, fonderie, lavorazione metalli, ecc.. 2.799 fabbricazione motori, meccanica, armi, ecc.. x x 19.360 imprese di costruzioni Allevamenti x 725 avicoli (12.918.224 capi allevati) 4.305 bovidi (442.021 capi allevati) x x 1.950 suidi (1.207.565 capi allevati) 1.760 ovicaprini (32.405 capi allevati) x x 2.770 equidi (9.502 capi allevati) x 1.634 altre specie (apiari, pesci, ecc..) strutture veterinarie strutture di commercio del farmaco veterinario strutture di sperimentazione produzione e commercio mangimi impianti di trasformazione di sottoprodotti di origine animale depositi alimenti esercizi di vendita al dettaglio di prodotti vari impianti di macellazione riconosciuti impianti di macellazione registrati impianti produzione trasformazione di alimenti di origine animale riconosciuti laboratori di produzione e vendita diretta al consumatore macellerie, pollerie, pescherie trasporto alimenti conto terzi vendita di alimenti su aree pubbliche 7 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 LA POPOLAZIONE DELL’ASL DI BRESCIA I dati ISTAT più recenti si riferiscono al 1° gennaio 2014: il numero di residenti della nostra Asl risultava essere di 1.160.763 soggetti; allo stesso giorno, risultavano presi in carico dall’Asl un numero di poco superiore rispetto ai residenti (+0,8%; 1.170.158 assistiti): considerata la sovrapponibilità delle due fonti e la possibilità di avere dati più recenti dall’anagrafica Asl (ultimo aggiornamento 30.11.2014) si presenteranno di seguito i dati secondo l’anagrafica regionale assistiti. Al 30.11.2014 risultavano assistiti nell’Asl di Brescia 1.170.501 soggetti. Si tenga presente che tra gli assistiti 14.473 (1,2%) risultavano non essere residenti; inoltre vi erano ulteriori 19.728 soggetti che erano stati in carico all’ASL per un certo periodo del 2014, ma non lo erano più al 30 novembre, 8.454 perché deceduti, gli altri trasferiti o con tessera sanitaria cessata. La densità abitativa della popolazione dell’Asl varia considerevolmente all’interno del territorio: la zona della città è ovviamente la più densamente abitata (>1.000 persone/km 2), così come i comuni limitrofi alla città e quelli situati sui grandi assi stradali, mentre la zona montana è quella meno densamente abitata. Come evidenziato dalla piramide demografica: x le femmine rappresentano il 50,8% del totale in virtù di una loro maggior presenza nelle fasce oltre i 60 anni: tra le classi sotto i 50 anni risultano inferiori di circa il 2% rispetto ai maschi, la percentuale dei sessi è simile tra i 50enni, mentre il rapporto si inverte dopo i 60 anni aumentando progressivamente; infatti, le femmine oltre gli 80 anni sono più del doppio dei maschi (45.346 vs 22.173); x l’età media della popolazione nel 2014 era di 43,3 anni, più elevata nelle femmine (44,7) che nei maschi (41,8), mentre l’età media era inferiore rispetto a quella nazionale e regionale (44,2 anni) 1; x la percentuale di anziani (65 anni e oltre) è pari al 20,1% della popolazione con un indice di vecchiaia pari a 133 (n. anziani su 100 giovani di età inferiore a 15 anni); entrambi gli indici sono inferiori rispetto alla media, sia nazionale (21,4% e 154) sia regionale (21,4 e 149), confermando la maggior “giovinezza” dell’ASL di Brescia, legata, come si vedrà più avanti, al contributo della popolazione straniera; x nel 2014, il 2,8% della popolazione (31.734) era composta da grandi anziani (85 anni e oltre), per i ¾ femmine; un dato di poco inferiore rispetto al 3,1% nazionale (2013); x negli ultimi 12 mesi i nuovi nati sono pari a 10.639, per un tasso di natalità del 9,1/1.000; x il numero dei deceduti negli ultimi 12 mesi è stato di 9.499; il saldo naturale bresciano (differenza tra nascite e decessi) è quindi positivo, con un tasso di crescita naturale di +1,0/1.000, a differenza di quanto riscontrato a livello nazionale (-1,5) e lombardo (-0,3) . L’evoluzione demografica negli ultimi anni Nel corso degli ultimi 13 anni vi sono stati importanti cambiamenti nella popolazione bresciana, come evidenziato nella sottostante tabella. 1 ISTAT. Popolazione residente 1 gennaio 2014 http://demo.istat.it/pop2014/index.html 8 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 anno Totale assistiti 2002 2004 2006 2008 1.029.978 1.055.256 1.093.708 1.136.817 % donne 50,87% 50,84% 50,66% 50,50% età media 41,60 41,84 41,94 41,48 145.739 152.723 161.405 171.584 N° bambini (<15 anni) % variaz. 2014/02 1.157.391 1.168.168 1.170.158 1.170.501 13,6% 50,60% 50,67% 50,71% 50,78% -0,2% 42,27 42.72 43,00 43,28 4,0% 176.869 179.362 178.424 176.985 21,4% 15,28% 15,35% 15,25% 15,12% 6,9% 213.585 224.973 231.028 235.684 32,8% 18,45% 19,26% 19,74% 20,14% 16,8% 2010 2012 2013 2014* % bambini 14,15% 14,47% 14,76% 15,09% N° pop 65 anni e più 177.493 189.068 199.636 208.630 % anziani indice vecchiaia (>=65/<15 anni) >=85 anni 17,23% 17,92% 18,25% 18,35% 122 124 124 122 121 125 129 133 9,3% 18.993 18.549 21.461 24.851 27.392 30.318 31.871 33.283 % grandi anziani 1,79% 1,69% 1,92% 2,16% 2,35% 2,60% 2,72% 2,84% N° nuovi nati 10.473 11.145 12.066 12.794 12.408 11.543 10.799 10.639 tasso natalità X 1.000 10,17 10,56 11,03 11,25 10,72 9.88 9,23 9,09 tasso fecondità grezzo N° morti (integrazione con registro) Tasso grezzo mortalità 42,4 44,5 46,8 48,2 46,4 43,7 41,3 41,1 75,2% 59,0% 1,4% -10,8% -3,2% 8.879 8.635 8.761 9.201 9.697 9.999 9.774 9.499** 7,0% 8,62 8,18 8,01 8,09 8,38 8,56 8,35 8,12 T. di crescita naturale 1,6 2,6 3,0 3,1 2,6 1,3 0,88 0,97 58.246 77.832 109.895 140.611 160.988 168.011 168.301 165.804 14,4% 14,4% 14,2% -5,9% -37,8% 184,7% 150,5% N° stranieri % stranieri 5,7% 7,4% 10,0% 12,4% 13,9% * dati provvisori (novembre 2014) **N° morti ultimi 12 mesi solo in base ad anagrafica x x x x x x La popolazione è complessivamente cresciuta del 13,6%, in gran parte grazie al contributo della presenza straniera, ma dal 2010 la crescita è progressivamente rallentata per fermarsi nell’ultimo anno. L’età media è aumentata di circa 20 mesi (incremento medio annuo pari ad un mese e 20 giorni). Gli anziani sono aumentati di 58.191 unità tra il 2002 ed il 2014 (+32,8%), mentre i grandi anziani sono aumentati del 75,2%. Si tenga presente che quest’ultima fascia, secondo le proiezioni nazionali, aumenterà di un ulteriore 50% nel 2020 e raddoppierà nel 2030. Dal 2002 al 2011 i bambini sotto i 15 anni erano aumentati del 23% per poi stabilizzarsi e diminuire nell’ultimo anno; l’indice di vecchiaia è quindi rimasto abbastanza stabile nella nostra ASL fino al 2011, ed è aumentato negli ultimi anni. Il tasso di natalità nell’ASL ha avuto un andamento non lineare: è cresciuto del 9,5% dal 2002 al 2008 per poi scendere rapidamente e costantemente negli ultimi 5 anni (-18,5%). Il tasso di fecondità ha avuto, ovviamente, un simile andamento. Il tasso grezzo di mortalità è rimasto sostanzialmente stabile. La popolazione straniera Nel 2014 gli stranieri residenti nella Asl di Brescia (senza considerare i soggetti senza permesso di soggiorno) rappresentavano il 14,2% del totale, una percentuale quasi doppia rispetto a quella nazionale (8,1% nel 2013) e anche superiore a quella lombarda (11,3%). La popolazione straniera, rispetto a quella italiana, presentava un profilo diverso: x l’età media risultava essere di 30,6 anni, molto più bassa rispetto ai 45,4 anni degli italiani; x la percentuale di bambini era del 24,8% di 11,2 punti percentuali più elevata rispetto agli italiani; x la percentuale di anziani era molto bassa (2,2% vs 23,1%); x il tasso di natalità è di 18,2/1.000, vale a dire più elevato di 2,4 volte rispetto a quello degli italiani; il 28% dei nuovi nati nell’Asl di Brescia è straniero con un tasso di fecondità grezzo quasi doppio nelle donne straniere. 9 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Nel 2014, per la prima volta, il numero e la percentuale di stranieri è in calo, un’inversione di tendenza probabilmente determinata anche dalla crisi economica: x la presenza di stranieri è passata dai 58.246 del 2002 ai 169.935 del 2013 (+192%), ma l’incremento più rilevante era stato tra 2002 e 2008 (+141%) e si era poi ridotto fino ad arrestarsi negli ultimi anni: senza i nuovi nati stranieri, si sarebbe registrata una flessione maggiore; x si è passati da una presenza prevalentemente maschile (58,1% nel 2002) ad un aumento della quota femminile (49,9% nel 2014); x è più che triplicata la presenza di bambini stranieri, da 12.778 nel 2002 a 41.041 nel 2013 e la stragrande maggioranza di essi è nata nel nostro paese; nel 2014 il 28,3% dei nuovi nati è straniero: va però fatto rilevare che dal 2008 nella popolazione straniera vi è stata una diminuzione di circa 1/3 sia del tasso di natalità (da 26,6 a 18,2 x 1.000) sia del tasso di fecondità (da 89 a 59 x 1.000), un calo più consistente di quello fatto registrare dalle donne italiane (da 41 a 37 pari a -10%). La popolazione di cittadinanza italiana è cresciuta dal 2002 al 2014 del 3,4%, ma ciò grazie all’immigrazione di cittadini italiani; il saldo naturale dei soli italiani (differenza tra il numero di nati ed il numero di morti) è stato infatti, negli ultimi anni, negativo. Una forte influenza sul trend demografico futuro sarà data dal fatto che la popolazione di donne in età fertile italiane è stata in costante diminuzione (da 230.695 nel 2002 a 207.891 attuali) e lo sarà ancora nei prossimi anni. Cause di mortalità e anni di vita persi Nel corso del 2013 sono decedute 9.774 persone, 4.647 maschi (età media=75,8) e 5.127 femmine (età media=82,7). Oltre al numero di decessi è possibile quantificare anche gli anni potenziali di vita persa (PYLL 2) che sono stati 36.599, per il 64% a carico dei maschi (23.505). Il tasso grezzo di mortalità dell’ASL è stato di 8,35/1.000, inferiore rispetto ai dati nazionali (10,1) e regionali (9,3); i dati grezzi non tengono però conto del diverso profilo demografico dell’ASL di Brescia. Per confrontare i dati bresciani con quelli nazionali “aggiustando” per il fattore età si sono utilizzati i relativi SMR calcolati tramite standardizzazione indiretta (utilizzando gli ultimi tassi età specifici nazionali disponibili): complessivamente, per tutte le età, i tassi di mortalità della nostra Asl nel biennio 2008-2009, risultavano, rispetto alla media nazionale, inferiori del 2% nei maschi (SMR=0,98 IC95% 0,96-1,00) ed inferiori del 7% nelle femmine (SMR=0,93 IC95% 0,91-0,94); questo nonostante l’inclusione nella casistica Asl dei deceduti senza scheda di morte. L’analisi di mortalità fornisce un’importante informazione sullo stato di salute della popolazione quando si considera il ruolo delle cause di morte, come di seguito sintetizzato: Percentuale relativa dei decessi per grandi cause (a sinistra) e percentuale relativa PYLL nel 2013 La patologia tumorale ha rappresentato nel 2013 con 3.257 decessi la seconda causa di morte complessiva (33,3% del totale); in particolare era la prima tra i maschi (38,9%) e la seconda nelle femmine (28,3%). I tumori da soli causano il 42,4% degli anni potenziali di vita persi (15.509 anni), al primo posto in entrambi i sessi. Nello 2 PYLL (potential years of life lost) è una misura della mortalità prematura. Per ogni individuo l’età di morte è sottratta ad un’età di referenza (75 anni in genere nei paesi industrializzati); nel caso l’età di morte sia successiva all’età di referenza si attribuisce il valore “0”, in modo da non avere valori negativi. 10 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 specifico, le cause di mortalità più rilevanti sia in termini di numero di decessi che di anni potenziali di vita persi, sono stati il tumore delle vie respiratorie nei maschi (648 decessi e 2.943 PYLL) e della mammella nelle femmine (206 decessi e 1.337 PYLL), seguiti dai tumori del colon/retto (315 decessi e 1.161 PYLL), del fegato (279 decessi e 1.163 PYLL), del pancreas, del sistema emolinfopoietico e dello stomaco. Si tenga presente che la mortalità per tumori era stata nel 2009, rispetto alla media nazionale, superiore del 12% nei maschi e del 6% nelle femmine, eccessi simili a quelli riscontrati per l’intera Regione Lombardia: i tumori del fegato mostravano, invece, soprattutto nei maschi un eccesso sia rispetto alla media nazionale sia con riguardo a quella lombarda. Le patologie del sistema circolatorio sono state la prima causa di morte tra le femmine (38,1%) e la seconda tra i maschi (30,2%), ma il loro impatto si ridimensiona considerando gli anni di vita persi pari al 14,6% del totale (5.332 anni); ciò è vero soprattutto per le femmine ove, pur essendo come numero di decessi al primo posto, provocano “solo” una perdita di 1.446 anni PYLL in quanto l’età media di morte per queste patologie era assai avanzata (86,9 nelle donne). Per quanto riguarda i maschi, la morte per queste patologie ha colpito in età più giovane (79,8) con un impatto decisamente superiore in termini di PYLL (3.886 anni); in particolare le malattie ischemiche cardiache sono state la seconda causa specifica di perdita d’anni negli uomini (1.791 anni). La mortalità per malattie del sistema circolatorio era stata nel 2009 inferiore rispetto ai dati nazionali per entrambi i sessi (-12% nei maschi e -17% nelle femmine) ed in linea con i dati lombardi. Più di 2/3 di tutte le morti e il 57% di tutti i PYLL erano dovute alle due grandi cause prima citate. I traumi e gli avvelenamenti hanno causato 367 decessi, ma dal momento che avvengono spesso in giovane età, sono state per i maschi la seconda causa di perdita di anni di vita e, considerando entrambi i sessi, hanno causato la perdita di 5.353 anni (14,6%). In particolare nei maschi si è notata una forte perdita di anni a causa dei suicidi (1.747 PYLL per 73 casi, III posto come causa specifica) e degli incidenti di trasporto (1.152 IV posto). La mortalità per cause esterne era stata nel 2009 nei maschi inferiore rispetto alla media nazionale (-10%) e simile rispetto alla media regionale, mentre per le femmine era inferiore sia rispetto alla media italiana (-34%) che lombarda. Il basso numero di decessi nel gruppo delle “altre patologie” ha un elevato peso sugli anni di vita persi in quanto numerosi decessi avvengono in età infantile legati a cause perinatali o malformazioni congenite. Femmine Maschi Innalzamento progressivo della sopravvivenza e trend delle cause di mortalità Per poter meglio comprendere i dati di mortalità è necessario interpretare i medesimi alla luce del loro trend temporale, sia in termini di mortalità generale sia per singole cause. Nella tabella sono riportati i tassi grezzi di mortalità e l’età alla morte per sesso nel periodo 2000-2013: l’età media di morte si è progressivamente innalzata, in particolare è aumentata di 4,8 anni nei maschi (pari a 4,4 mesi/anno) e di 3,1 anni nelle femmine (2,8 mesi/anno). 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 tasso grezzo 876 883 857 865 820 805 770 791 779 804 791 813 819 799 età media di morte 71,0 70,8 71,7 72,1 72,3 73,0 73,0 73,4 74,1 74,2 74,5 75,1 75,3 75,8 tasso grezzo 839 822 852 893 804 814 819 815 826 855 870 841 877 857 età media di morte 79,6 79,9 80,1 80,8 80,5 80,6 80,8 81,6 81,6 81,8 81,9 82,3 82,7 82,7 Tassi grezzi mortalità annuale nei due sessi ed età media di morte (X100.000) Il numero assoluto dei deceduti è cresciuto nel periodo considerato a causa dell’aumento sia della numerosità sia dell’età della popolazione; per esaminare il trend temporale di mortalità è necessario quindi utilizzare i tassi “corretti” per età tramite standardizzazione diretta per fasce d’età. Da tali dati, mostrati nei grafici sottostanti, emerge che nel periodo 2000-2013: x x x Le femmine hanno tassi di mortalità notevolmente inferiori rispetto ai maschi. Per i maschi vi è stata una significativa e costante riduzione dei tassi pari ad un -29%. per le femmine, dopo il picco di mortalità del 2003 (probabilmente legato all’ondata di calore di quell’estate), vi è stata una significativa diminuzione (-21%), seppur meno evidente che per i maschi. 11 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 L’analisi del trend di mortalità delle più importanti cause, sia in termini di tassi standardizzati sia di PYLL, permette di fare le seguenti osservazioni: La mortalità per tumore è in continua diminuzione nei maschi (-16% negli ultimi 4 anni rispetto al periodo 200004); nelle femmine vi è stata una lieve, ma significativa, diminuzione negli ultimi anni (-6,7%). x Mortalità per tumori delle vie respiratorie: è diminuita di 1/3 nei maschi comportando un analogo calo degli anni di vita persi; al contrario nelle femmine c’è stato un aumento sia del tasso di mortalità che degli anni di vita persi: tali trend riflettono in modo diretto la prevalenza del tabagismo con 20-30 anni di latenza. x Mortalità per tumori della mammella: è rimasta sostanzialmente stabile fino al 2010 mentre vi è stata una significativa diminuzione negli ultimi anni (-14%), determinata dal netto calo (-25%) dei tassi nella fascia d’età tra i 50-75 anni oggetto di screening. La mortalità per le donne oltre i 75 anni è rimasta stabile. Mortalità per tumori del colon retto: diminuzione sia dei tassi di mortalità sia degli anni di vita persi in entrambi i sessi; il miglioramento più rilevante si riscontra per le categorie d’età inferiori ai 75 anni. Mortalità per tumori del fegato: significativa diminuzione nei maschi (-20%), stabilità nelle femmine. Mortalità per tumori dello stomaco: continua la storica diminuzione di mortalità per questo tumore, in particolare nel periodo esaminato è diminuita di circa 1/3 in entrambi i sessi. Mortalità per tumori del pancreas: stabile in entrambi i sessi. Mortalità per tumori maligni del tessuto linfatico ed ematopoietico: stabile nei maschi (-6%) ed in diminuzione nelle femmine (-20%) per le quali gli anni di vita persi sono scesi del -26%. x x x x x La mortalità per patologie cardiocircolatorie è diminuita di più di 1/3 in entrambi i sessi; ciò ha comportato una minor perdita nel 2013 rispetto al 2000 di 2.071 anni nei maschi e di 763 anni nelle donne. Ancora più forte la 12 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 diminuzione limitando l’analisi alla popolazione di età inferiore ai 75 anni: i tassi di mortalità si sono dimezzati in entrambi i sessi. La mortalità per traumi e avvelenamenti nel loro insieme non presenta una correlazione lineare con l’età e varia nei due sessi: molto bassa in entrambi prima dei 15 anni si innalza di 10 volte nei maschi giovani (15 e 34 anni) per poi abbassarsi e riprendere a crescere dopo i 65 anni. Nelle femmine la mortalità per traumi è sempre molto più bassa che nei maschi e non si nota il “picco” nella fascia giovanile. Un importante fattore di cui bisogna tener conto è che nei giovani i traumi sono il risultato di un evento “esterno”, mentre per gli anziani sono molto più spesso conseguenza di una condizione di “fragilità” dell’individuo. Per queste ragioni il trend temporale dei tassi è stato analizzato separatamente in tre fasce d’età e poi approfondito per le singole specifiche cause. I tassi di mortalità nei soggetti con meno di 65 anni sono diminuiti di 1/3 in entrambi i sessi. Complessivamente per tutta la popolazione vi è stata una minor perdita di anni di vita nel 2013 rispetto al 2000 di 3.451 anni nei maschi (-45%) e di 523 anni nelle donne (-31%). È stabile la mortalità per traumi tra i 65-74 anni mentre sono in aumento i tassi di mortalità traumatica oltre i 75 anni, ma ciò è in gran parte dovuto all’introduzione della classificazione ICD10 dal 2009 che ha comportato la riclassificazione delle cause di morte per trauma non specificato di un gran numero di anziani. Nello specifico le cause più importanti sono: x La mortalità per accidenti di trasporto che è in continua riduzione dal 2000 al 2013; ciò ha comportato una minor perdita di 2.950 anni di vita nei maschi (-72%) e di 854 nelle femmine (-76%). La diminuzione della mortalità tra i giovani (con meno di 30 anni) è stata particolarmente rilevante: dai 65 decessi del 2000 si è progressivamente giunti ai 10 del 2013, ben 6 volte di meno. x La mortalità per suicidio e autolesione intenzionale era in calo fino al 2009, ma ha mostrato un aumento significativo negli ultimi 4 anni rispetto al quinquennio precedente; ciò è dovuto ad un preoccupante aumento dei suicidi tra i maschi adulti (+43% tra gli uomini di 30-69 anni; P=0,001). La mortalità nei distretti dell’ASL (2000-2013) I tassi corretti per fasce d’età per l’intero periodo mostrano un chiaro gradiente di aumento da est verso ovest con i distretti della città, Brescia Est e Garda che hanno i tassi più bassi in entrambi i sessi, mentre i distretti più a ovest (Monte Orfano e Oglio Ovest) hanno i tassi più elevati in entrambi i sessi. Va però fatto notare che nel periodo considerato si è registrata una forte riduzione dei tassi di mortalità in tutti i distretti che ha portato ad una maggior uniformità (tabella e grafici sottostanti). 13 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Tassi di mortalità standardizzati (per 100.000 anni/persona su popolazione italiana 2001) per età nei distretti dell’ASL di Brescia nei maschi e nelle donne per il periodo 2000-2013 Distretto 01-Brescia maschi 2000-13 969 2000-13 575 2000-4 2005-9 2010-13 624 547 552 899 661 739 649 604 891 889 592 669 563 550 1.037 887 628 697 627 561 1.046 1.020 657 720 649 602 1.235 1.203 1.089 692 761 702 612 1.213 1.139 1.036 674 723 652 651 1.114 1.324 1.114 936 656 730 637 607 1.093 1.279 1.068 939 618 676 611 571 10-Bassa Bresc.Orientale 1.039 1.207 1.024 911 605 664 613 537 11-Garda 1.008 1.135 999 892 604 646 589 579 12-Valle Sabbia 1.073 1.224 1.009 997 621 688 613 560 02-Brescia Ovest 1.065 femmine 2000-4 2005-9 2010-13 1.116 915 885 1.282 969 1.154 04-Valle Trompia 1.051 1.268 05-Sebino 1.101 1.255 06-Monte Orfano 1.180 07-Oglio Ovest 1.125 08-Bassa Bres. Occid. 09-Bassa Bresc. Centrale 03-Brescia Est 1.056 Mortalità infantile, nei bambini e negli adolescenti. Nel complesso, sia la mortalità infantile sia quella dei bambini più grandi e degli adolescenti risulta essere sostanzialmente in linea con i tassi nazionali e regionali, ma vi è una forte differenza determinata dalla cittadinanza: i bambini stranieri hanno tassi di mortalità infantile più che doppi ed, anche nelle età successive, mostrano tassi nettamente superiori rispetto ai coetanei italiani. La mortalità infantile (meno di 1 anno) e quella tra 1-4 anni è rimasta sostanzialmente stabile nel periodo esaminato, mentre, nei bambini più grandi e negli adolescenti, ha mostrato una significativa diminuzione dovuta, in gran parte, al forte calo delle morti per incidenti stradali ma anche, in misura minore, alle altre cause di morte. 14 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 I problemi di salute emergenti La mortalità, pur essendo un indicatore di salute fondamentale, ha il limite di non prendere in considerazione una serie di malattie ed eventi che hanno però un forte impatto sulla disabilità. Nei paesi occidentali e in Italia negli ultimi anni, infatti, si è verificato un considerevole aumento della sopravvivenza, ma vi è stato poco progresso nel ridurre la disabilità; di conseguenza, con l’invecchiamento della popolazione, vi è stato un forte aumento degli anni vissuti con disabilità: se nel 1990 la percentuale di anni di disabilità sul totale dei DALYs 3 era pari al 45%, nel 2010 ha raggiunto il 52%. Le cause dominanti che provocano tale disabilità sono i disturbi psichici (depressione, ansia, dipendenze) e i problemi muscoloscheletrici (lombalgie, cervicalgie ed osteoartriti) 4: nell’età giovane ed adulta queste patologie sono responsabili di più dei 2/3 delle disabilità. Con l’avanzare dell’età, oltre alle 2 patologie già menzionate, che continuano ad essere le cause principali di disabilità, si aggiungono anche le patologie cardiovascolari, le malattie respiratorie croniche, il diabete, le neuropatie ed in minor misura i tumori. Deficit della vista e dell’udito, in età più avanzata, e cadute ed incidenti, in diverse età, hanno pure un ruolo rilevante nel provocare disabilità. La stima della disabilità è complessa; al momento è possibile stimare l’incidenza (oltre alla mortalità) di alcune patologie a forte rilevanza quali gli eventi cardiocerebrovascolari (CCV) e i tumori (tramite l’attività del Registro Tumori), e valutare la presa in carico per una serie di patologie croniche (Banca Dati Assistiti). Gli eventi CCV maggiori. In base ai dati incrociati dei ricoveri e della mortalità è stato possibile stimare incidenza e letalità di Infarto Miocardico Acuto (IMA) e dell’Ictus per il periodo 2001-2011. I dati più significativi erano i seguenti: x annualmente si verificano circa 3.000-3.500 episodi di IMA, di cui circa il 40% con esito letale e circa 2.600 episodi di Ictus, di cui circa 1/3 letale; x vi sono più IMA nei maschi e più Ictus nelle femmine, ma i tassi sono fortemente influenzati dall’età; a parità di età sono sempre più elevati nei maschi soprattutto nelle classi d’età più giovani; x i tassi degli eventi totali standardizzati mostrano, per entrambi i sessi e per entrambe le patologie, una significativa diminuzione nel periodo considerato. Per quanto riguarda l’IMA, la riduzione è stata più evidente nei maschi e meno nelle femmine; x i tassi e le percentuali di letalità presentano un significativo e progressivo trend decrescente in entrambi i sessi sia per Ictus che per Infarto; x sia per i maschi che per le femmine i mesi di dicembre e gennaio sono quelli con maggior numero relativo di eventi (soprattutto infarti), mentre i mesi estivi sono quelli ove si registra il numero di eventi inferiore; x per i casi di IMA ospedalizzati la letalità a 28 giorni e a 1 giorno appare in netto calo mentre tale trend non si è notato per l’ictus. Sia i tassi di IMA che di Ictus presentano delle sensibili differenze territoriali nell’ambito ASL: x si sono avuti tassi di infarto più elevati nella Valle Trompia e nel Sebino, mentre per l’ictus vi è una incidenza maggiore nei distretti occidentali; x la città e l’hinterland hanno in genere tassi inferiori di incidenza sia per ictus che per infarto; x in genere il pattern distrettuale è simile in entrambi i sessi. Incidenza dei tumori Con il termine “tumore” ci si riferisce ad un insieme, molto eterogeneo, di circa 200 malattie, con la caratteristica comune di una crescita cellulare svincolata dai normali meccanismi di controllo dell’organismo, ma con notevoli differenze per quanto riguarda: andamenti temporali, distribuzione territoriale, fattori eziologici e letalità. In base ai dati del registro tumori (1999-2006) emerge come l’ASL di Brescia presentasse: x tassi di incidenza per tutti i tumori più elevati rispetto alla media italiana, ma simili rispetto a quanto riscontrato dai registri delle aree vicine per i maschi e tra i più elevati per quanto riguarda le femmine (vedasi figura sottostante); x tassi d’incidenza rispetto alle aree vicine più elevati per quanto riguarda i tumori del fegato; x tassi meno elevati rispetto alle aree vicine per quanto riguarda tumori del colon-retto e della vescica; x incidenze simili a quelle delle aree vicine per le altre forme tumorali. 3 DALYs (Disability Adjusted Life Year) numero di anni dati dalla somma di “anni vissuti con disabilità” e “anni persi per morte prematura”. 4 Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study 2010. http://www.healthmetricsandevaluation.org/gbd 15 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Tassi incidenza standardizzati sulla popolazione italiana (AIRTUM) 1999-2006 Per quanto riguarda i tumori nel loro insieme nel periodo 1999-2006 si è riscontrato un eccesso di incidenza per tutti i tumori rispetto alla media ASL nei distretti di Monte Orfano (+4,7%), Brescia Ovest (+4,5%) e Brescia (+4,4%) che presentavano una differenza statisticamente significativa; anche il distretto di Brescia Est (+3,0%) presentava un eccesso al limite della significatività statistica. Il distretto del Garda (-8,5%) e quello della Bassa Bresciana Centrale (-4,0%) presentavano invece un’incidenza più bassa rispetto alla media ASL. Vi sono però profili diversi, talvolta contrastanti, a seconda delle sedi del tumore e del sesso. Inoltre vi sono spesso forti differenze anche all’interno dei distretti. La differenziazione su base distrettuale, infatti non appare adatta a far rilevare eventuali aumenti o riduzioni territoriali dei tumori che possono localizzarsi solo in alcuni comuni del distretto, o in aree di confine appartenenti a più distretti: per questa ragione si ritiene più appropriato elaborare le future indagini territoriali sull’incidenza tumorale per le specifiche sedi tumorali su base comunale aggiustata per la numerosità della popolazione e con ricerca di cluster (si veda l’esempio nella scheda per il fegato). I TUMORI DEL FEGATO NELL’ASL DI BRESCIA: distribuzione territoriale e possibili cause I DATI DI PARTENZA La mortalità per tumori dell’ASL di Brescia è più elevata rispetto alla media nazionale (+68% nei maschi e +31% nelle donne) e lombarda: dai dati storici di mortalità regionali (1984-1994) si notava un’area con i tassi più elevati tra Brescia, Bergamo e Cremona. La mortalità si sta riducendo nei maschi. I tassi di incidenza a Brescia sono più elevati della media lombarda ma simili a quelli delle ASL limitrofe di Bergamo e Cremona. DIFFERENZE TERRITORIALI ALL’INTERNO DELL’ASL L’analisi dei dati su base comunale (con livellamento IDW pesato per popolazione) ha permesso di evidenziare 2 cluster geografici statisticamente significativi in comuni appartenenti a diversi distretti (evidenziato in rosso) ed un terzo ai limiti della significatività statistica (evidenziato in blu). 16 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 POSSIBILI SPIEGAZIONI EZIOLOGICHE Nelle aree con maggior incidenza tumorale sono più frequenti le esenzioni per epatite C e B (i fattori causali più importanti per il tumore al fegato). Gli studi analitici “caso controllo” eseguiti indicavano nell’epatite C (rischio relativo=23) epatite B (RR11) e consumo rilevante di alcool (RR=4,6) i fattori maggiormente associati al tumore del fegato nella nostra ASL. Incidenza dei tumori maligni nei bambini e negli adolescenti nel periodo 1999-2012 x x x x I tassi di incidenza per tutti i tumori maligni nell’ASL di Brescia risultano essere simili rispetto al resto d’Italia; simili appaiono anche le tipologie tumorali. In linea con i dati nazionali più recenti si è registrato un trend d’incidenza tumorale in diminuzione. Non sono stati trovati cluster tumorali significativi sul territorio dell’ASL, né per tutti i tumori né per le diverse tipologie. In linea con i dati nazionali, l’80% dei bambini sopravvive al tumore. Gravidanze e parti In linea generale gli indicatori rilevati nell’ASL di Brescia tramite il flusso del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP) e il flusso SDO sono simili rispetto a quanto notato a livello nazionale. Alcuni di essi, quali ad esempio il minor ricorso al cesareo (29,3% rispetto al 37,5% nazionale) ed il tasso di natimortalità (di 1,78 ogni 1.000 nati vs 2,72/1.000), sono inferiori al tasso nazionale ma in linea con il dato regionale. Nella situazione bresciana emerge, con maggior forza, la fragilità delle comunità straniere per quanto riguarda la gravidanza ed il parto, infatti tra le madri straniere si rileva: x una maggior frequenza di fattori di rischio, quali la consanguineità, il basso livello di istruzione, il parto in giovanissima età; x un minor ricorso ai servizi preventivi prenatali (visite di controllo, ecografie raccomandate in gravidanza) e minor ricorso agli esami prenatali invasivi dopo i 35 anni. Ciò spiega, almeno in parte, la maggior frequenza di indicatori di salute negativi tra i non italiani, osservati a diversi livelli: x una maggior frequenza sia di prematurità (+20%), in particolare quella grave (+50%) sia di macrosomia; x una prevalenza di malformazioni alla nascita del 50% più elevata; x una natimortalità doppia. Nel 2013 le donne straniere hanno avuto inoltre tassi di abortività spontanea e di IVG (interruzioni Volontarie di Gravidanza) più che doppi rispetto alle italiane: una differenza che sta, comunque, riducendosi rispetto agli anni precedenti. Le patologie croniche La “Banca Dati Assistiti” (BDA), metodologia progressivamente perfezionata dall’ASL di Brescia, mediante l’integrazione di vari flussi informativi amministrativo-gestionali, permette di identificare gli assistiti presi in carico per 15 famiglie di patologie croniche. Nel corso del 2013 sono state assistite dall’ASL di Brescia 1.195.164 persone (50,6% femmine), di cui il 29,7% presi in carico per almeno una delle 15 condizioni patologiche considerate; di questi, 200.778 presentano una sola patologia, 94.056 due patologie, mentre 60.242 ne associano 17 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 un numero superiore. Le cardiovasculopatie (inclusa l’ipertensione arteriosa) sono di gran lunga il gruppo più rappresentato, con ben 235.502 soggetti presi in carico (19,7% degli assistiti); di questi 104.472 risultavano portatori della patologia isolata (44,4%), mentre i restanti avevano, invece, una cardiovasculopatia associata con una o più delle altre patologie. Diabete e Dislipidemie, patologie spesso associate alle cardiovasculopatie, erano le altre due patologie croniche più frequenti. Prevalenza negli anni (x1000) Cardiovasculo-patie Diabete Dislipidemie* Neoplasie Broncopneumo-patie Malattie endocrine E/G/Duodeno-patie Neuropatie Epato-enteropatie M. psichiatriche gravi Malattie autoimmuni M. rare Insufficienza renale HIV/AIDS Trapianti 2003 2006 2009 2012 2013 Delta annuo 173,4 38,9 29,2 35,0 30,3 14,5 9,7 16,0 10,6 7,7 3,7 2,6 3,6 2,2 0,6 188,7 44,4 43,0 36,6 31,8 17,1 13,8 17,6 12,5 8,8 5,0 4,3 4,4 2,5 0,8 188,8 48,7 38,8 38,9 28,3 20,5 14,4 17,4 13,2 9,7 6,8 6,0 4,6 2,7 1,2 196,7 54,0 45,9 42,0 28,3 24,6 22,4 18,5 14,1 9,8 9,4 8,1 5,1 2,8 1,5 197,0 55,4 48,1 43,9 28,9 26,1 25,2 18,7 14,4 9,8 10,5 8,9 5,3 2,9 1,5 1,3% 3,6% 6,0% 2,3% -0,5% 6,0% 10,5% 1,6% 3,2% 2,5% 11,1% 13,3% 4,1% 3,1% 10,6% 2013 % forme N. soggetti isolate sul totale 235.502 44,4% 66.268 18,9% 57.459 12,1% 52.455 33,0% 34.493 43,0% 31.184 31,8% 30.119 13,8% 22.365 27,1% 17.238 45,7% 11.754 32,6% 12.554 30,2% 10.578 61,4% 6.376 3,8% 3.483 63,3% 1.815 6,8% totale persone con 251,8 270,9 275,7 291,7 297,1 1,7% 355.076 patologia cronica senza patologia 748,2 729,1 724,3 708,3 702,9 -0,6% 840.088 cronica * Nel corso del periodo i valori della Dose Definita Giornaliera sono cambiati e ciò ha comportato una riduzione artificiale dei soggetti classificati con Dislipidemia dopo il 2008 Nel periodo 2003-2013 il numero complessivo dei soggetti con patologia è aumentato del 35% (da 263.936 a 355.076 assistiti), vi è stata una diminuzione della prevalenza dei soggetti senza alcuna patologia cronica, mentre sono aumentati i presi in carico per almeno una patologia cronica per un aumento medio annuo pari al 1,7%. È aumentato anche il numero di persone con più patologie (nel 2013 gli assistiti con patologia cronica avevano in media 1,67 patologie rispetto al 1,50 nel 2003). Le malattie rare sono più che triplicate (l’aumento è verosimilmente frutto anche dell’attivazione negli ultimi anni della “Rete delle malattie rare” che ne ha favorito la diagnosi e la presa in carico). Malattie autoimmuni, esofagogastro-duodenopatie sono più che raddoppiate. L’aumento dei trapiantati dopo il 2007 riflette un cambiamento metodologico che ha permesso una maggiore sensibilità nell’identificazione degli stessi. I rilevanti cambiamenti riscontrati nel periodo 2003-2013 possono essere spiegati in parte dall’evoluzione del quadro anagrafico-epidemiologico locale, ma anche dalla maggior sensibilità e capacità di prendere in carico, per patologie croniche, soggetti che in precedenza erano misconosciuti e dalla migliorata sopravvivenza (è il caso del HIV/AIDS: pur essendo diminuiti i nuovi casi si innalza il numero totale dei presi in carico). Considerando la prevalenza di presa in carico a seconda dell’età e sesso si nota che: - la prevalenza è bassa e stabile nei primi 3 decenni di vita ed aumenta, in modo esponenziale, con l’aumentare dell’età (nel 2013 dal 2-6% delle prime decadi al 85% degli ultra 80enni); - la prevalenza è più elevata tra le femmine (315,5/1.000) rispetto ai maschi (278,2/1.000), ma ciò è dovuto alla maggiore numerosità femminile nelle fasce d’età più avanzate. Standardizzando per età infatti il tasso femminile (296,6) risulta essere leggermente inferiore rispetto a quello dei maschi (298,0). Consumo di risorse secondo BDA Il consumo di risorse sanitarie è un indicatore dei servizi erogati e della complessità terapeutica dell’assistito. Nel 2013 il consumo di risorse è stato di 1.432 milioni di euro, per un consumo medio pro-capite di € 1.134: la principale voce è rappresentata dai ricoveri (41,7%) seguita da farmaceutica (22,4%) e dalla specialistica ambulatoriale (22,8%). 18 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 I portatori di patologia cronica, pari al 29,7% della popolazione totale, hanno assorbito il 78,7% delle risorse complessive. Complessivamente nel periodo 20032013 vi è stato un aumento medio annuo della spesa pro-capite lorda dell’1,2% nella popolazione pesata (+1,8%, tenendo conto della popolazione grezza), ma l’andamento non è stato lineare: in crescita costante dal 2003 al 2010 (+17% complessivo) è scesa negli ultimi anni (nel 2013 -4% vs 2010 e -0,9% vs 2012). Nello specifico: x RICOVERI: diminuzione del -3,4% (aumentato del 10% fino al 2009 e poi sceso del -12,2%). x FARMACEUTICA: aumentato del 12,9% (aumentato del 18,6% fino al 2010 è poi diminuito del -4,8% negli ultimi anni). Nel dettaglio, la spesa per farmaceutica territoriale si è ridotta mentre è aumentata la spesa per farmaci “speciali” (file F e doppia via). x SPECIALISTICA AMBULATORIALE: è aumentata costantemente per un +59,2%; tra i determinanti di tale aumento vi è stato anche lo spostamento, in tale regime assistenziale, di alcune prestazioni che prima venivano effettuate in ricovero. x RSA: il consumo pro-capite è aumentato del 20,4%; x PSICHIATRICA: le prestazioni della branca psichiatrica sono aumentate del 47,4%. DIPENDENZE PATOLOGICHE Nel corso del 2014 si sono rivolti ai servizi per le dipendenze (SERT - NOA e SMI) n. 6844 persone di cui n. 3036 tossicodipendenti, n. 1953 alcolisti, n. 274 giocatori d’azzardo patologici e n. 166 tabagisti che hanno ricevuto prestazioni (completano il quadro altri n. 1415 soggetti seguiti per altre problematiche: patenti, appoggiati, lavoratori, consulenze). Rispetto al passato si riduce la percentuale delle donne con problemi alcool correlati: dal 33,4% nel 2004 al 18,4% nel 2014, probabilmente per il peso degli utenti inviati dalla Commissione Patenti (con rilevante prevalenza maschile) mentre resta sostanzialmente stabile sul 16% la percentuale delle donne tossicodipendenti. L'età media degli utenti tossicodipendenti si colloca a 38 anni (deviazione standard 10,3) mentre per gli alcoldipendenti è di 45,5 (deviazione standard 12,3). Per i tossicodipendenti, la distribuzione in base alle sostanze dichiarate fa registrare un lieve aumento degli oppiacei, che salgono dal 28,3% al 29,6%, mentre prosegue la flessione della cocaina che, pur restando sostanza più diffusa nei consumi, scende dal 38,3% al 37,6%, proseguendo un trend iniziato nel 2009. L'analisi dei dati ha evidenziato la presenza di un lungo tempo di latenza - circa 15 anni - tra l'età dichiarata di primo uso di una qualsiasi sostanza (la cd. "sostanza di iniziazione") e l'accesso ai servizi. x La Demenza L’interesse e le competenze maturate dall’ASL nell’ambito delle demenze hanno portato alla elaborazione della seconda edizione del PDTA dedicato. Fra i suoi obiettivi rientra la valorizzazione delle banche dati esistenti, ai fini del monitoraggio della dimensione locale della patologia e dell’utilizzo dei servizi della rete. Nel 2014 è stata realizzata un’indagine relativa all’anno precedente, che ha evidenziato il costante incremento dei casi, per un totale di n. 15.273 pazienti residenti affetti da demenza. Interessante è l’andamento delle prime diagnosi, passate da n. 7.075 nel 2003 a n. 15.273 nel 2013, con un incremento del 115,9%. La prevalenza è pari a 12,8/1000 per l’intera popolazione, assai più elevata nelle donne (18/1000); aumenta con l’età: i casi sono 1 per 1000 prima dei 60 anni, mentre dopo i 90 ne è affetto 1 su ogni 4 soggetti. L’età media è di 83,7 anni in caso di Alzheimer e di 85,8 per altre forme di demenza. Negli ultimi due anni, l’ASL ha avviato alcune iniziative mirate alla gestione domiciliare dei pazienti; una di queste ha consentito la presa in carico di n. 251 pazienti con interventi psico-educativi, tramite l’utilizzo del Fondo Non Autosufficienze. Nel 2014 è stato avviato il Progetto regionale RSA aperta, con l’avvio di progetti per n. 274 situazioni. Per completezza, si evidenzia che in RSA, sono state ospitate n. 4.830 persone affette da demenza (59,5% degli ospiti), n. 2.394 in carico all’ADI e n. 717 ospiti di CDI. 19 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 INVECCHIAMENTO, NON AUTOSUFFICIENZA E DISABILITÀ: UNA SFIDA PER I SERVIZI E LA SOCIETÀ L'incremento del numero di grandi anziani determina, progressivamente, anche l'incremento di persone non autosufficienti, con necessità di interventi assistenziali di varia natura ed intensità. La crisi economica ha fatto emergere un cambiamento di tendenza nelle modalità di accudimento di questi utenti. Rispetto al 2013, infatti, si è registrato un aumento di utenti assistiti a domicilio, passati da n. 10.350 a n. 11.100 nel 2014, con un incremento del 10,7%; il 58% di questi utenti è stato in carico all’Ente Erogatore ASL, insieme ad altri n. 33 Enti. L’89,6% degli assistiti in ADI ha un’età superiore ai 65 anni. La complessità della popolazione assistita è confermata dalla percentuale degli over 75 (il 77,87% - n. 8.644 persone) di cui gli over 85 sono il 45,06% (n. 5.002 persone). L’incremento degli utenti in assistenza domiciliare non ha però condizionato una deflessione della saturazione dei posti in RSA che, nel 2014, è rimasta intorno al 99-100% anche per la stabilità del numero di posti letto a contratto. Anche la popolazione delle RSA rispecchia l’andamento descritto per l’ADI, con un’età media degli ospiti all’ingresso di circa 84 anni ed un’alta prevalenza degli ospiti nelle classi SOSIA da 1 a 3 a conferma dell’incremento della complessità assistenziale. A supporto di questa fascia di popolazione e dei caregiver, spesso provati dalla difficoltà di gestione di pazienti complessi in un contesto economico non facile, sono state messe in atto: la Misura 2 “Residenzialità Leggera”, rivolta ad utenti anziani in condizioni di parziale autosufficienza, con necessità di soluzioni abitative di protezione socio-sanitaria; la Misura 4 “RSA Aperta”, rivolta a utenti affetti da Alzheimer o altre forme di demenza con necessità di supporto al caregiver. Sono stati così presi in carico, rispettivamente, n. 41 e n. 274 utenti. Inoltre da alcuni anni, sono attive forme innovative di residenzialità leggera: strutture di piccole dimensioni, delocalizzate, ubicate nel centro abitato, aperte, in grado di accogliere persone anziane con un grado di compromissione da lieve a moderato. Le strutture in funzione sono 6 (Comunità Residenziali), altre sono di prossimo avvio. Inoltre è stata attivata la prima Comunità Residenziale per persone con demenza lieve. Le persone disabili in carico alle EOH a dicembre 2014 erano n. 5.840, di cui n. 3.318 con più di 18 anni. Il 55% presentava una sola patologia di cui il 15% per disabilità fisica, il 3% sensoriale e l'81% disabilità intellettiva/psichica. Il restante 45% delle persone disabili presentava patologie plurime. Ne consegue una forte pressione della domanda di servizi, soprattutto residenziali. Le strutture sono sature. È in aumento il numero delle persone in lista d'attesa e il ricorso a strutture fuori ASL. A dicembre 2014, erano n. 385 gli ospiti accolti nelle RSD, n. 167 quelli inseriti in strutture fuori ASL e n. 142 in lista d’attesa. Anche per quanto riguarda le CSS, n. 10 utenti erano ospiti in strutture fuori territorio e n. 85 in lista d’attesa. La gestione delle fragilità, della non autosufficienza e delle disabilità acquisite richiede l’introduzione di una maggior flessibilità nella rete e l’avvio di sperimentazioni come quelle introdotte da Regione Lombardia. Epicrisi La mortalità sta scendendo per quasi tutte le cause e l’aspettativa di vita aumenta; tale tendenza è stata in gran parte determinata dalla diminuzione della mortalità per malattie cardio-circolatorie ed è stata più evidente nei maschi che hanno in parte ridotto il gap rispetto alle femmine. La popolazione ha avuto un progressivo invecchiamento, solo in parte mitigato dall’immigrazione di giovani stranieri. In seguito alla crisi economica si nota, dal 2009, una riduzione dei tassi di fertilità e di natalità, destinata, quest’ultima, ad un’ulteriore diminuzione. Gli stranieri residenti sono circa il 15% ed hanno un’età notevolmente più giovane e tassi di natalità e fertilità più elevati degli italiani: circa 1/3 dei nuovi nati e il 24% dei bambini sono stranieri. L’afflusso di stranieri si è fermato e, per la prima volta, il numero di stranieri regolari è sceso. La comunità straniera presenta una maggior fragilità per quanto concerne la salute materno infantile: maggior mortalità infantile e nei bambini, maggior prevalenza di malformazioni, prematurità, aborti spontanei e IVG. A parità, di età i tassi di mortalità per malattie cardiovascolari sono diminuiti come pure l’incidenza di ictus e infarto. La prevalenza di soggetti affetti da tali patologie è però in continuo aumento. La mortalità per tumori sta diminuendo sia nei maschi sia, in modo minore, nelle femmine. L’incidenza e la mortalità per tumori sono, nell’ASL di Brescia, più elevati rispetto alla media nazionale (+12% nei maschi e +6% nelle femmine secondo ultime stime) ma sostanzialmente simili rispetto ai tassi regionali. Particolarmente elevata è l’incidenza del tumore del fegato soprattutto nei distretti occidentali dell’ASL; i tumori delle vie aeree sono in diminuzione nei maschi e in aumento nelle femmine. Si ricorda che i tumori raggruppano una serie di patologie con diversi fattori di rischio, diversi trend e diversa distribuzione territoriale. Vi è stata una forte e continua diminuzione della mortalità per incidenti stradali. E’ in aumento negli ultimi 4 anni il numero di suicidi tra i maschi adulti. La presa in carico per le patologie croniche ha mostrato un generale aumento particolarmente rilevante per le malattie endocrine, esofago-gastro-duodenopatie, malattie rare e autoimmuni. 20 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 La sfida è sempre più quella della cronicità, della disabilità e della compromissione dell’autonomia personale: quindi è necessario investire sulle cure a lungo termine. Considerando la curva demografica, nei prossimi 20 anni avremo un rilevante numero di malati cronici e di anziani fragili: il progressivo perfezionamento dei processi di monitoraggio della cronicità e della disabilità, delle loro varie cause, sarà parte preliminare e fondamentale per poterle prevenire, curare, mitigare. SINTESI DEI DATI DI ATTIVITÀ RIFERITI AL 2014 Si riportano di seguito, l’elenco e la dimensione delle principali attività erogate dall’Asl nel corso del 2014. 409.034 19.553 112.791 16.807 16.010 48.228 124.401 71.244 Operazioni di Scelta e Revoca MMG5 Prime iscrizioni Scelta e Revoca Revoche Riattivazioni Tessere Esenzioni Ticket Variazioni Anagrafiche 123.216 Prestazioni di Continuità Assistenziale 8.967 Prestazioni di Guardia Turistica 5.371 Visite fiscali 1.119 30.781 Sedute Commissioni invalidi, ciechi, sordi e L. 68/99 Utenti convocati 320 14.397 Sedute Commissione Medica Locale patenti Visite Commissione 86.541 Donne invitate Screening citologico 142.861 69.693 5 6 7 8 Persone invitate Screening colon retto Donne invitate Screening mammografico 166.606 Vaccinazioni obbligatorie e facoltative6 somministrate 121.544 Vaccinazioni antiinfluenzali somministrate 652.392 Attività analitiche Laboratorio di Sanità Pubblica 29.477 Valutazioni Multidimensionali 73.236 Prestazioni Consultori Familiari 7 206.468 Prestazioni Assistenza per le Dipendenze (Ser.t) 51.308 Prestazioni Assistenza per le Dipendenze (NOA) 59.476 33.486 15.281 8.693 1.476 Protesica maggiore Prescrizioni seguite da fornitura di cui ausili e protesi personalizzate ausili non personalizzati ausili per la ventilazione e attrezzature altri ausili 74.242 61.355 7.594 5.293 Protesica minore8 n.trattati, di cui per: ausili ad assorbenza ausili a raccolta ausili per stomie Dato riferito al periodo 01.01.2014/30.11.2014 Esclusa antinfluenzale Il dato non comprende i pap-test effettuati nell’ambito del programma di screening oncologico Dati provvisori 21 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 2.665 4.986 14.901 153 2.531 7.334 Ambulatorio Migranti Prelievi Prestazioni mediche Prestazioni infermieristiche (compreso Ambulatorio Grave Disagio) 58 108 28 3.113 12 3 Promozione della Salute Gruppi di cammino attivi Panificatori aderenti “Pane a ridotto contenuto di sale” Comuni aderenti al progetto “Salute in Comune” Genitori informati in tema di incidenti domestici Imprese aderenti alla rete promozione salute Strutture sanitarie aderenti alla rete promozione salute 24.935 200.219 174 10.341 7.039 Ricoveri controllati Record controllati Prestazioni specialistiche ambulatoriali Strutture socio-sanitarie controllate Controlli distrettuali Sicurezza e salute dei lavoratori Controlli distrettuali Igiene e Sanità Pubblica 15.189 Controlli distrettuali Igiene degli Alimenti e Nutrizione 17.222 Campionamenti effettuati nell’ambito dei controlli 281.696 32.787.676 11.682 9.338 238 810 48.160 1.627 903 Controlli e campionamenti in allevamenti Capi macellati ispezionati Controlli nell’ambito della sicurezza alimentare Lotta al randagismo (cattura cani e anagrafe canina) Reclami gestiti Contatti e-mail URP centrale Formazione per personale dipendente e convenzionato ore di formazione dipendenti partecipanti agli eventi MMG/PLS/MCA partecipanti agli eventi 295 5 Tirocinanti accolti Frequenze Volontarie 695 Decreti Direttore Generale 898 Determinazioni Dirigenziali 164.373 22 / 64 Ambulatorio MTS Prelievi Prestazioni mediche Prestazioni infermieristiche Note Protocollate 26.068 Pec ricevute 5.869 Pec spedite Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 2. PROGRAMMAZIONE LOCALE E INTERVENTI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ LE INIZIATIVE DI PROMOZIONE ALLA SALUTE Il Piano Integrato Locale degli Interventi di Promozione della Salute (PIL), strutturato per promuovere salute e stili di vita sani nella popolazione con interventi per i quali sia dimostrata l’efficacia, contiene azioni che agiscono su molti livelli (conoscenze, competenze, ambiti di vita e politiche) e che costituiscono la continuazione di quanto avviato negli anni precedenti. La programmazione 2015 si basa, pertanto, sul proseguo di alcune iniziative ed in coerenza con i macro obiettivi (MO) previsti dal Piano Nazionale della Prevenzione. In particolare: MO1 - Ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili. MO3 - Promuovere il benessere mentale nei bambini, adolescenti e giovani. MO4 - Prevenire le dipendenze da sostanze e comportamenti. MO5 - Prevenire gli incidenti stradali e ridurre la gravità dei loro esiti. MO6 - Prevenire gli incidenti domestici e i loro esiti. La strategia delle azioni contenute è quella di promuovere stili di vita sani, affinché il cittadino sia sempre più protagonista e capace di intervenire, in modo informato, sulla salute propria e collettiva, nel segno dei principi generali promossi dall'OMS, sostenendo il passaggio da una prevenzione basata sui rischi ad una promozione attiva dei "determinanti di salute". Inoltre, nella consapevolezza che comportamenti e stili di vita non sono ascrivibili solo a scelte e responsabilità individuali, ma anche e, soprattutto, a determinanti ambientali ed a condizioni e pratiche sociali, gli interventi previsti considerano l’agire in questi contesti condizione imprescindibile per meglio sostenere l’adozione di comportamenti e stili di vita protettivi per la salute. Il Piano, perciò, contempla progetti volti sia a modificare i comportamenti individuali non salutari, sia a creare le condizioni ambientali atte a favorire l’adozione di corretti stili di vita; individua singoli piani aziendali che adottano un approccio per ciclo di vita e setting (scuole, ambienti di lavoro, comunità locali, servizio sanitario) e che prevedono il coinvolgimento di tutti i livelli interessati, dai responsabili politici alle comunità locali. Per quanto riguarda la struttura del documento, anche l’edizione 2015 del Piano Integrato Locale degli interventi di Promozione della Salute mantiene l’organizzazione degli ultimi anni: si compone di 3 Piani Aziendali tematici sotto riportati e di una sezione che contempla progetti che sviluppano azioni diversificate ma collegate e coerenti con le aree tematiche dei Piani Aziendali. Inoltre, parte integrante del Piano Integrato Locale degli interventi di Promozione della Salute è il Piano Locale Prevenzione Dipendenze (allegato al PIL 2014 con valenza biennale), le cui azioni saranno sviluppate e consolidate anche nel 2015. Piano aziendale per la promozione di corrette abitudini alimentari e dell’attività fisica La promozione dell’allattamento materno Progetti di alimentazione con gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie Snack consapevoli Capitolati d’appalto: una risorsa per promuovere una sana alimentazione Promozione dell’attività fisica negli alunni delle scuole primarie Promozione dei gruppi di cammino Con meno sale nel pane c’è più gusto e guadagni in salute Piano aziendale per la prevenzione del tabagismo Grazie non fumo. Utilizzo del Minimal Advice nella rete dei servizi del Sistema Sanitario Regionale Piano aziendale per la prevenzione dell’incidentalità La prevenzione degli incidenti domestici nei bambini 0-4 anni La prevenzione degli incidenti domestici negli anziani La prevenzione degli incidenti stradali Gli altri progetti La rete prevenzione delle dipendenze Life skills training program 23 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Unplugged Spazi di ascolto La rete delle scuole che promuovono salute Salute in comune La rete delle aziende bresciane che promuovono salute Caleidoscopica Adolescenza. Progetto di promozione alla salute affettiva e sessuale negli studenti della scuola secondaria di secondo grado Ogni Piano tematico include singoli progetti che si aprono con una breve introduzione che descrive il razionale, cioè la motivazione delle scelte di programmazione contenute nel Piano, le prove di efficacia e le buone pratiche e le azioni programmate per perseguire gli obiettivi individuati. IL PIANO DELLA PREVENZIONE E TUTELA SANITARIA Analogamente a quanto fatto nell’anno precedente, sarò predisposto, entro il 30.04.2015, il report delle principali attività di prevenzione attuate nell’anno 2014, con evidenza dei risultati raggiunti, anche in termini di guadagno di salute. Sarà pubblicato sul sito aziendale a disposizione di tutti i cittadini e portato all’attenzione degli stakeholder territoriali. Gli Screening Oncologici L’ASL di Brescia si è impegnata dal 2004, nelle campagne di prevenzione oncologica e gestisce, in collaborazione con le Strutture Sanitarie della città e della provincia, i programmi di screening per la prevenzione dei tumori di cervice uterina, colon-retto e mammella. L’attività è regolata da protocolli condivisi per la gestione omogenea dei test di screening di I livello e degli approfondimenti diagnostici di II livello. L’adesione corretta per lo screening mammografico si è attestata al 62%. Il tasso di approfondimento diagnostico globale è mediamente del 7%. Ogni anno vengono invitate ad eseguire esami di approfondimento, dopo una mammografia sospetta, circa 3.000 donne, fra queste 220 avranno una diagnosi di tumore maligno. L’adesione corretta allo screening colon-retto oscilla fra il 55 ed il 60% a seconda degli anni. Il tasso di approfondimento diagnostico globale è mediamente del 4%. Ogni anno circa 2.800 persone vengono invitate ad eseguire l’esame di approfondimento di II livello (colonscopia) perché il test di I° livello è risultato positivo. L’adesione agli approfondimenti è di circa il 90%. Vengono identificati circa 550 adenomi a basso rischio, asportati nel corso della colonscopia diagnostica e circa 600 adenomi ad alto rischio; anche in questi casi la quasi totalità viene asportata nel corso della colonscopia. Il programma di screening garantisce i richiami ed i controlli negli anni successivi. Ogni anno vengono identificati circa 80-85 tumori. L’adesione corretta allo screening citologico per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina nel 2013 è stata del 56%. Il tasso di approfondimento diagnostico globale è mediamente del 3%. Ogni anno circa 1500-1600 donne vengono invitate all’esecuzione di approfondimenti diagnostici di II livello (colposcopia) perché il pap test ha identificato delle anomalie, per lo più lesioni preneoplastiche. L’adesione agli approfondimenti è del 95% circa. Vengono eseguiti circa 280-300 interventi che, salvo rare eccezioni, sono di tipo conservativo. Il programma di screening garantisce i richiami e i controlli negli anni successivi fino al ritorno al pap test triennale. Nel corso del 2014, grazie alla disponibilità di quattro fondazioni, è operativa una unità mobile attrezzata per l’esecuzione dello screening, con l’obiettivo di avvicinare la prevenzione ai contesti di vita delle persone. Nel periodo maggio-ottobre sono state realizzate, in collaborazione con le amministrazioni comunali, 74 sedute itineranti anche occasioni per coinvolgere la popolazione nei programmi di promozione della salute. Gli obiettivi generali da conseguire nel 2015 – che corrispondono al raggiungimento dei Macro Obiettivi definiti nel Piano Nazionale della Prevenzione 2014–2018 - sono: x il sostegno all’ adesione nei percorsi di screening anche incrementando le sedute itineranti realizzate con l’unità mobile; x il miglioramento della qualità (audit e valutazione nuove tecnologie screening mammografico); x l’attivazione del percorso per lo screening della cervice uterina mediante test HPV per le donne di età compresa fra 30 e 64 anni. Nella pianificazione dell’attività per il 2015: 1. proseguirà anche quest’anno l’attività di collaborazione con le Strutture Sanitarie coinvolte nella campagna di prevenzione; il confronto è finalizzato anche alla condivisione dei percorsi diagnostico-terapeutici per garantire continuità e qualità, in particolare: 24 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 2. 3. 4. 5. ¾ è confermata la collaborazione con i 13 Servizi di endoscopia coinvolti nella realizzazione del programma di screening per la prevenzione del tumore del colon-retto. Nel 2014 è stato realizzato un corso di formazione sul campo (FsC n33/14) che proseguirà nel 2015 per la conclusione della stesura e la ratifica del protocollo; ¾ proseguirà la collaborazione con i Servizi di Radiologia coinvolti nella realizzazione del programma di screening per la prevenzione del tumore della mammella. Da 3 anni viene realizzata la revisione radiologica dei Cancri Intervallo; ¾ è stato inserito nel piano di formazione 2015 un progetto dedicato all’analisi ed alla verifica dei percorsi diagnostico-terapeutici con i Servizi di Colposcopia che partecipano alla realizzazione del programma di screening per la prevenzione del collo dell’utero. è confermato un complesso ed articolato lavoro di collaborazione tra Dipartimento Programmazione Acquisto e Controllo e Dipartimento di Prevenzione Medico per il monitoraggio dei Cancri Intervallo: la ricerca dei Cancri Intervallo (CI) è uno degli strumenti più efficaci per la valutazione della performance dei programmi di screening e per il miglioramento della qualità; per consolidare la collaborazione con i Medici di Medicina Generale, che, oltre ad una funzione di counselling per i loro assistiti, hanno un ruolo fondamentale nella promozione dell’adesione agli screening, sono state realizzate, in collaborazione con il Dipartimento Cure Primarie alcune significative iniziative: ¾ per ogni MMG è disponibile su un portale dedicato un report personalizzato, con le percentuali complessive di adesione ai tre screening e gli elenchi nominativi di donne e uomini non aderenti. Il report informativo può rappresentare, per il Medico, un utile strumento di valutazione e un'occasione per avviare un processo di sensibilizzazione verso i propri assistiti non rispondenti e di promozione dell’adesione alle campagne di prevenzione; ¾ è in fase di definizione un’iniziativa formativa dedicata alla prevenzione oncologica, da realizzarsi in collaborazione con Società Scientifiche della Medicina di Famiglia, in un piano di formazione annuale, con iniziative replicate in 6 edizioni nel corso del 2015. La Regione Lombardia ha inserito l’ASL di Brescia nella fase di sperimentazione del progetto “Implementazione dei programmi di screening: analisi delle barriere e dei fattori facilitanti, modificabili e non” per il quale è stato messo a punto uno strumento per facilitare la programmazione e la conduzione di interventi di potenziamento dell’estensione e dell’adesione: PROGETTO ESECUTIVO - PROGRAMMA CCM 2012 ENTE RESPONSABILE DELL’ESECUZIONE AGENAS che si realizzerà nel primo trimestre 2015. Viene introdotto il test HPV come test primario nello screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero. L’implementazione di un nuovo test di screening primario che sostituisca il collaudato Pap test in un programma organizzato deve essere preceduto dalla valutazione dell’impatto sull’organizzazione (logistica, software gestionali, ecc.), dalla definizione temporale del percorso che consenta l’embricazione rispetto al programma tradizionale in uso dato che si modificano in modo radicale, non solo il test utilizzato, ma i protocolli di approfondimento e i tempi dei richiami. Sono in fase di elaborazione le linee guida di riferimento da parte di Regione Lombardia. Salute e Ambiente Proseguirà nel 2015 il progetto scientifico regionale iniziato nel 2014 sul passaggio dei contaminanti dai suoli ai prodotti vegetali destinati al consumo zootecnico ed umano. Il progetto trova la sua collocazione nei terreni agricoli del SIN Brescia Caffaro di Brescia ed in quelli individuati dalla analisi ARPA nei comuni di Capriano del Colle e Castel Mella, coinvolti nell’inquinamento prodotto dalla Caffaro attraverso le pratiche di irrigazione dalle rogge inquinate. Proseguirà, altresì, nel 2015 il progetto ministeriale dell’orto sperimentale, in collaborazione con l’Istituto Pastori e Istituto Superiore Sanità per la ricerca del trasferimento degli inquinanti dai suoli a differente livello di inquinamento, provenienti dal SIN Brescia Caffaro, alle essenze orticole più comunemente coltivate negli orti privati bresciani. Sarà assicurata la partecipazione al tavolo per la radioprotezione di cui fanno parte anche ARPA,VVF, Ispettorato del lavoro, e Prefettura per le problematiche connesse con i ritrovamenti di sorgenti orfane e la messa in sicurezza del materiale radiocontaminato. Continuerà il monitoraggio della potabilità dell’acqua in tutti i Comuni di competenza, con particolare riguardo alla tematica relativa al cromo esavalente nella città di Brescia, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’Ente Gestore. Proseguiranno le attività interdipartimentali per i procedimenti di Valutazione di impatto ambientale , sia regionali che provinciali e per le Valutazioni di piani e programmi strategici. I Piani di Controllo Integrato della Prevenzione Medica e Veterinaria L'attività inerente la prevenzione medica e veterinaria è rivolta principalmente a garantire la salute del consumatore. Il 2015 sarà occasione per ulteriormente migliorare l’efficienza del sistema dei controlli sulle filiere agroalimentari, assicurando, nel contempo, le garanzie sanitarie richieste dai Paesi che importano i nostri prodotti alimentari e riducendo gli oneri burocratici e i costi amministrativi. 25 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 I Dipartimenti di Prevenzione Medico e Veterinario, anche attraverso la capillare presenza sul territorio, programmano interventi integrati tra di loro e con altre Autorità Competenti. La condivisione di programmi e strategie di intervento, infatti, evita duplicazioni e sovrapposizioni nello svolgimento delle attività, favorendo una sinergia positiva delle diverse funzioni proprie di ciascun dipartimento. In tal modo, gli obiettivi di sicurezza alimentare saranno raggiunti migliorando l’efficienza, l’efficacia e l’appropriatezza dei controlli. Con la piena e puntuale attuazione di quanto codificato nel Manuale Operativo delle Autorità Competenti Locali – Standard di organizzazione dei servizi ai sensi del Reg. (CE) 882/2004 in un’ottica di efficacia e di appropriatezza, sarà perseguito l’obiettivo di standardizzare e uniformare le modalità di organizzazione e attuazione delle verifiche. La Prevenzione Medica Consolidando l’esperienza maturata nelle precedenti annualità, saranno programmate le attività di controllo per l’anno 2015 attraverso le metodologie auspicate dagli indirizzi regionali, basate: ¾ sulla integrazione con gli altri Dipartimenti aziendali nell’esecuzione degli interventi; ¾ sulla sostenibilità ed efficienza nell’utilizzo delle risorse; ¾ sull’analisi di contesto in base ai dati disponibili nel sistema IMPRES@; ¾ sulla graduazione dei rischi insiti in ogni attività produttiva, commerciale o di servizio. Il Piano dei Controlli di riferimento, che verrà formalizzato entro il 28.02.2015, si propone di mantenere almeno la quota di attività dell’anno precedente, fatta salva una diversa programmazione dovuta a incrementi/riduzioni del personale. Nella pianificazione è ricercata un’ulteriore garanzia di qualità delle attività di controllo, prevedendo, per le tipologie di controllo ritenute strategiche, un livello percentuale minimo di ispezioni rispetto al totale dei controlli. Sono confermate le attività propedeutiche fondamentali, quali la formazione degli operatori e la collaborazione con gli altri Dipartimenti aziendali interessati. Proseguirà l’attività interdisciplinare tra Osservatorio Epidemiologico, DPM e DPV, nell’ambito dei procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale. Nell’ambito dell’attività di controllo proseguiranno i campionamenti secondo quanto indicato a livello regionale ed il contesto locale. Sarà garantita la corretta e puntuale applicazione del D.Lgs 116/2008 e del D.M. 30.03.2010 in materia di acque di balneazione, in stretta collaborazione con i Comuni rivieraschi. In tema di REACH e CLP, saranno effettuati almeno due controlli documentali e due analitici, ai sensi dello specifico regolamento. Nella programmazione dei controlli, si terrà conto delle indicazioni regionali in tema di residui fitosanitari in alimenti e del Piano di controllo degli OGM in alimenti. La sicurezza alimentare e la sicurezza negli ambienti di vita Le attività di verifica e di campionamento in questi settori saranno programmate, su una quantità almeno pari a quella effettuata nel 2014, sulla base del numero delle imprese presenti sul territorio, della graduazione del rischio, dell’analisi dell’attività svolta negli scorsi anni. Nel rispetto degli indirizzi regionali, sarà garantito un livello di qualità degli interventi di vigilanza identificato dalla percentuale, non inferiore al 60%, dei controlli eseguiti sul posto, attraverso la tipologia di controllo “ispezione” (codificate in Impres@ con il codice “02” o “03”), tale da consentire una osservazione più puntuale e più prossima alla realtà imprenditoriale. Tale indicazione programmatica deriva dall’evidenza che una reale presenza dell’operatore sanitario presso la sede produttiva consente, maggiormente, la promozione di collaborazioni e confronti in grado di creare cultura preventiva ed anche tra le maestranze e gli operatori dei vari settori imprenditoriali. Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro Il programma delle attività in questo settore, si innesta in una cornice che necessariamente considera i seguenti elementi fondamentali: - gli obiettivi e i contenuti del piano regionale di prevenzione nei luoghi di lavoro 2014-2018; - le “Regole” di sistema per il 2015 e gli obiettivi quantitativi stabiliti; - un bilancio delle attività svolte nel 2014 rispetto alle criticità riscontrate; - le evidenze di efficacia degli interventi di prevenzione (EBP) disponibili. Elementi qualificanti ed in qualche modo innovativi rispetto ai precedenti piani regionali riguardano il raggiungimento di standard di attività che: implementino le azioni di promozione delle leggi regionali e delle “buone prassi” fornendo maggiore assistenza alle imprese e favorire sempre più percorsi di “autocontrollo” dei rischi; 26 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 mantenendo l’efficienza raggiunta nell’erogazione delle prestazioni, orientino l’attività su percorsi e modalità che risultano essersi dimostrate maggiormente efficaci nel raggiungimento dell’obiettivo di contenere infortuni e malattie da lavoro, promuovendo l’emersione di queste ultime. Risultano confermati, quali ambiti significativi di intervento il settore edile e quello dell’agricoltura, nonché l’esecuzione di controlli in un numero non inferiore al 5% delle imprese secondo LEA (2.761 imprese totali). Per il 2015 il numero totale di imprese da controllare è pari a 4.200 come per il 2014. Strumento essenziale per pianificare ed orientare gli interventi sarà il confronto con enti, istituzioni e parti sociali all’interno del Comitato Provinciale di Coordinamento (CPC) ex art. 7 D.Lgs. 81/2008. Nel settore dell’edilizia, tenuto conto del permanere della crisi, le attività di verifica nei cantieri saranno accompagnate, maggiormente, da azioni di buone prassi rivolte a gruppi di imprese. Nel settore dell’agricoltura è necessario diversificare il tipo di controlli: da aspetti essenzialmente legati agli infortuni gravi e mortali, agli aspetti relativi alla salute, con particolare riguardo alla prevenzione del rischio chimico/cancerogeno e da sovraccarico biomeccanico. La specificità del settore richiede, anche in questo caso, lo sviluppo di interventi di promozione di buone prassi su temi specifici, non ristretti all’infortunistica. Con riferimento ai Piani Mirati di Prevenzione (PMP), in altre parole “piani di comparto” con chiari obiettivi di prevenzione da realizzare in particolari contesti lavorativi, nell’anno 2015 riguarderanno i seguenti ambiti: - la prevenzione dei rischi nelle imprese di trattamento dei rifiuti; - la gestione dei rischi lavorativi nelle opere di manutenzione in appalti pubblici; - la valutazione dei rischi e gestione degli impianti di produzione di biogas. Saranno oggetto di verifica anche le imprese nelle quali sono accaduti infortuni sul lavoro gravi e malattie da lavoro da indagare. Saranno, altresì, effettuati i controlli previsti nel Piano nazionale Reach/CLP ed i controlli, circa 30, previsti nel progetto CCM (Stress lavoro-correlato), nonché i controlli coordinati e congiunti con l’ARPA e la UOOML; i controlli congiunti con la DTL riguarderanno prevalentemente i cantieri edili. Nel 2015 proseguirà l’attività in corso relativa a precedenti progetti speciali, così come si svilupperanno, ulteriormente, attività di formazione nei confronti delle imprese e degli istituti scolastici. La prevenzione delle malattie infettive Le attività volte alla prevenzione delle malattie infettive avranno come obiettivo il mantenimento dei livelli ottimali già consolidati per le coperture vaccinali raccomandate per Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite, Epatite B, Morbillo, Parotite, Rosolia, Malattie invasive da Haemophilus inf. tipo b, da Pneumococchi e da Meningococco C. Inoltre saranno compiuti ulteriori sforzi volti al raggiungimento di una migliore copertura vaccinale contro i Papillomavirus associati al Ca della cervice uterina nelle ragazze undicenni. Le indagini epidemiologiche a seguito di casi di Malattia Infettiva che si verificheranno sul territorio dell’ASL nel 2015 saranno monitorate al fine di garantire la miglior compliance della terapia per i casi di TBC, l’invio delle segnalazioni di sieropositività da HIV redatte con completezza, la rapidità nell’inserire nel software MAINF regionale le segnalazioni a valenza immediata. Una particolare attenzione sarà rivolta alla migliore qualità nella gestione dei casi di focolai di tossinfezioni alimentari e diarree infettive, anche alla luce dei maggiori flussi turistici attesi nel 2015 in concomitanza dell’evento EXPO. Il Laboratorio di Sanità Pubblica Nell’ambito del processo di razionalizzazione della rete dei laboratori di prevenzione delle Asl, si confermano: la collaborazione con l’ASL di Cremona, per l’esecuzione degli esami chimici in campioni di acqua destinata al consumo umano e di piscina, della ricerca microbiologica in campioni ambientali di legionella pneumophila e l’esecuzione degli esami chimico-clinici e sierologici relativi alla ricerca degli anticorpi per i controlli vaccinali e l’esecuzione della ricerca delle sostanze d’abuso sul capello (ASL di Brescia per ASL di Cremona). Proseguirà, nel contempo, l’attività di Filth test (ricerca corpi estranei nelle farine e nel pane), ricerca aflatossine e micotossine, ricerca di OGM in granelle e farine e ricerca di pesticidi nelle acque destinate al consumo umano (effettuata da ASL di Cremona per ASL di Brescia); la collaborazione, con l’ASL di Vallecamonica-Sebino che convoglia tutta l’attività presso il Laboratorio Sanità Pubblica ASL di Brescia; la collaborazione con le ASL di Bergamo, Mantova, Varese e Lecco per l’effettuazione di ricerche chimiche in campioni di acqua destinata al consumo umano, di balneazione e di piscina. Inoltre, poiché il laboratorio dell’ASL di Brescia è dotato di autorizzazione all’effettuazione delle determinazioni di sostanze stupefacenti sia in urine sia in matrici cheratiniche, proseguirà l’attività in convenzione con il Dipartimento Dipendenze dell’ASL di Bergamo e per gli SMI operanti nella provincia di Brescia. 27 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 La Prevenzione Veterinaria Il Piano dei Controlli di riferimento, che verrà formalizzato entro il 28.02.2015, sarà elaborato: ¾ in conformità al documento “Standard di funzionamento delle Aziende Sanitarie Locali”; ¾ in attuazione del Piano Regionale Integrato della Prevenzione Veterinaria 2015/2018 (PRPV); ¾ prevedendo, ove possibile, sulla stessa unità produttiva controlli congiunti con il Dipartimento di Prevenzione Medico. Il Piano assicurerà un approccio integrato alla programmazione dei controlli ufficiali basata sulla categorizzazione del livello di rischio attribuito alle attività produttive e garantendo gli adempimenti previsti dai Piani Regionali per sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria. La complessità del sistema agroalimentare del territorio, in particolare la spiccata vocazione zootecnica nel settore avicolo, suinicolo e in quello del latte vaccino, comporta un elevato numero di controlli ufficiali organizzati in modo che vengano attuati interventi efficaci, proporzionati alla rilevanza dei problemi igienico sanitari e mirati. L’attività di controllo sarà indirizzata, in particolare, ¾ agli allevamenti zootecnici e nell’ambito dell’igiene degli alimenti zootecnici; ¾ alla tutela sanitaria degli animali d’affezione con particolare attenzione alla prevenzione del randagismo; ¾ alla gestione dei sottoprodotti di origine animale; ¾ alle strutture operanti nel settore della riproduzione animale. Continuerà l’esecuzione di controlli integrati con l’IZSLER, nell'ambito della sanità animale e del benessere animale. IL PROGRAMMA DI AUDIT DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE VETERINARIA Nel Dipartimento di Prevenzione Veterinario l'attività di Controllo Ufficiale viene eseguita ottemperando agli impegni previsti nel Piano Regionale Integrato di Prevenzione Veterinaria 2015-2018 e in conformità al documento “Standard di funzionamento delle Aziende Sanitarie Locali”. L’audit è lo strumento di controllo privilegiato con il quale gli operatori ufficiali valutano il raggiungimento degli obiettivi definiti nei regolamenti comunitari, partendo dall'analisi delle modalità di gestione e delle procedure adottate dall’operatore per i propri processi produttivi al fine di garantire la sicurezza alimentare. La programmazione di tali tipologie di controllo ufficiale, effettuata con riferimento alla norma volontaria UNI EN ISO 19011:2003, è definita, con l'intento di mantenere, sul proprio territorio, la medesima pressione in ragione dell'attribuzione del medesimo livello di rischio ai singoli stabilimenti, non disgiunto da garanzie di trasparenza sulle modalità di esercizio delle attività. La modulazione degli interventi sulla base delle priorità stabilite, fatte salve tutte le eventuali situazioni di emergenza, si accompagna con la progressiva diffusione sull'intero territorio di modalità di controllo omogenee e uniformi. L’art. 8 del Regolamento CE) 882/04 prevede che le autorità competenti stabiliscano procedure al fine di verificare l'efficacia dei controlli ufficiali eseguiti nell’ambito delle proprie competenze. Tali procedure di verifica si concretizzeranno con le attività di supervisione, finalizzate a valutare l'appropriatezza, l’uniformità e l'efficacia dei controlli ufficiali sugli stabilimenti, mediante l'utilizzo di supervisori specificamente formati mediante corsi dedicati. Si è infatti notato che, nell’ambito delle azioni per il miglioramento delle garanzie sanitarie richieste dai Paesi Terzi per l'export di prodotti alimentari di origine animale, l’attività di supervisione ha portato tangibili miglioramenti in termini di efficacia ed appropriatezza del controllo ufficiale. Ai sensi dell'art. 4 del Regolamento citato, inoltre, le autorità competenti sovraordinate procedono ad audit interni per verificare che si stiano raggiungendo gli obiettivi previsti dal piano aziendale e, alla luce dei loro risultati, prendono appropriate misure conseguenti. Entro il 31.01.2015, il Dipartimento predisporrà un programma di audit interni, da attuarsi entro fine anno, per la valutazione dell’efficacia, dell'efficienza e dell’appropriatezza dell’attività di controllo e di verifica del raggiungimento degli obiettivi; prevederà anche le azioni da adottare nel caso di riscontro di carenze di conformità. L'attività di audit interni coinvolgerà tutte le strutture organizzative, a livello dipartimentale e distrettuale, eventualmente anche con il coinvolgimento delle ASL contigue. Al termine del programma seguirà un'attività di autovalutazione e l'individuazione di spunti di miglioramento, completata da una azione conclusiva di benchmarcking tra tutti i Distretti. Le attività pianificate per l’evento Expo Sottolineato che la Regione Lombardia con il Ministero della Salute e la DG SANCO della Commissione Europea ha attivato un tavolo di coordinamento finalizzato alla predisposizione di un provvedimento ad hoc per disciplinare l’introduzione da Paesi terzi nel territorio comunitario degli alimenti destinati a EXPO 2015, al fine di tutelare adeguatamente la sanità animale e la sanità pubblica dell’UE, è previsto, a livello locale, il potenziamento dei controlli coordinati/congiunti tra i Dipartimenti di Prevenzione Medica e Veterinaria sulle attività di somministrazione degli alimenti (ristoranti), presso i laboratori di produzione ed i depositi per il commercio all’ingrosso, mediante la strutturazione dei seguenti obiettivi organizzativi: - predisposizione e attuazione delle misure di controllo volte a impedire le importazioni illegali e ad individuare e gestire le eventuali partite di animali e/o prodotti alimentari importati illegalmente; 28 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 - predisposizione e attuazione, in coordinamento tra le diverse Autorità Competenti e con il supporto della rete dei laboratori, delle misure di controllo volte a garantire la sicurezza alimentare eD a verificare il rispetto delle condizioni d’impiego degli alimenti; - predisposizione e attuazione di un piano di controllo sulle merci importate, introdotte, prodotte, lavorate, trasformate e commercializzate sul nostro territorio; - azioni di contrasto alle frodi alimentari. L'attività di controllo ufficiale coordinato e rafforzato nonchè l'adeguatezza delle modalità di sorveglianza saranno garantite con l'applicazione delle procedure aziendali codificate e l'impiego delle risorse umane appositamente reclutate per massimizzare l'efficacia degli interventi. LE PERFORMANCE NELL’AREA DELLA PREVENZIONE Il sistema di misurazione della performance è sequenziale alla fase di programmazione delle attività dei Distretti Veterinari e delle Direzioni Gestionali Distrettuali. Il sistema di misurazione e valutazione adottato è di tipo strategico e multidimensionale poiché abbraccia tutte le caratteristiche dei servizi afferenti all'area della prevenzione. Si articola in un ciclo che, oltre alla misurazione della performance, prevede il sistema di audit, di rendicontazione e, infine, l’attività di confronto (benchmarking). Poiché il sistema qui presentato segue un approccio di tipo strategico, l’orizzonte temporale di riferimento è quello di medio periodo, ovvero il quadriennio (2015-2018), con declinazione annuale degli obiettivi. Il ciclo di gestione della performance innesca una logica di miglioramento continuo; tale metodologia permette di supportare efficacemente il processo volto a prendere decisioni, secondo criteri oggettivi e replicabili, in grado di collegare il livello strategico con quello operativo. Nell’ambito medico le performance verranno gestite sulla base di livelli di rischio specifico definiti per le varie attività. Per ognuna delle quali viene definita una frequenza dei controlli graduata in base ai rischi di volta in volta riscontrati nella realtà locale. Il Dipartimento di Prevenzione Medico, ai fini della valutazione delle perfomance, continuerà a provvedere alla misurazione e rendicontazione con confronti incrociati (benchmarking) delle attività svolte. Uno specifico tavolo tecnico provvede, periodicamente, alla valutazione dei dati d’attività misurati puntualmente per via informatica (software Imprevi@) svolgendo revisioni periodiche con i Responsabili a livello decentrato delle attività svolte. Nell'ambito veterinario il processo di pianificazione e definizione delle priorità del Piano regionale si sviluppa anche mediante l'utilizzo delle scorecard, intese come strumento non autoreferenziale a supporto della definizione delle priorità, legato all’ individuazione di settori specifici e coerenti con le attività svolte, sui quali quantificare la ricaduta degli elementi valutati. IL SISTEMA DELLE CURE PRIMARIE Programmazione della rete territoriale ed attività di controllo La programmazione della rete territoriale e dell’attività di controllo sono finalizzate a garantire appropriatezza, continuità, sistematicità ed economicità delle attività mediante: x il Sistema di Programmazione e Controllo delle Cure Primarie, riguardante l’attività dei MMG e PDF singoli e associati, il Servizio di Continuità Assistenziale, l’Assistenza Farmaceutica e la Protesica e Integrativa. L’attività è effettuata sulla base di un piano elaborato annualmente che definisce le azioni dipartimentali e territoriali. Per MMG/PDF è prevista la verifica dei sistemi organizzativi, supporti tecnologici, partecipazione al SISS e archiviazione della documentazione sanitaria, nonché il monitoraggio dell’attività del medico mediante indicatori epidemiologici, di ricovero, del profilo prescrittivo per farmaceutica e specialistica ambulatoriale, indicatori di esito clinico sulla base di report periodici riguardanti i dati sui soggetti presi in carico per patologie croniche (Banca Dati Assistito). Per il Servizio di Continuità Assistenziale sono previsti controlli diretti soprattutto alla verifica delle interlocuzioni telefoniche del Medico con gli utenti del servizio, incrociate eventualmente con i dati riportati sul programma informatico aziendale SISCA. Per l’assistenza protesica sono previsti controlli documentali e diretti sugli ausili erogati agli utenti. x Un piano dei controlli che si esplica nell’attività ispettiva verso le Farmacie Territoriali, i Distributori intermedi e le Parafarmacie, i Fornitori di ausili protesici, le Associazioni di Volontariato convenzionate deputate al trasporto dei pazienti dializzati e che viene compiuto da Commissioni Ispettive multiprofessionali. x il processo del Governo Clinico dei MMG e PDF, attuato nel rispetto degli Accordi Integrativi Regionali, che si caratterizza per il monitoraggio sistematico e la registrazione nell’archivio clinico informatizzato, da parte dei MMG, delle informazioni rilevanti, per ogni assistito, riguardanti la gestione clinica delle principali patologie croniche in cui è stato elaborato un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale); i dati estratti dai MMG (584 medici nella rilevazione di fine 2014, pari all’80% del totale) sono inviati dagli stessi all’ASL, in forma anonima, con modalità informatica su specifico tracciato predisposto ad hoc; l’ASL elabora e produce un ritorno informativo personalizzato per ogni MMG, che individua la percentuale di assistiti che ha raggiunto specifici risultati di processo clinico, di adeguatezza del trattamento e di salute. A livello distrettuale, all’interno di incontri accreditati ECM in piccoli “Gruppi di Miglioramento” (29 nel 29 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 2014), ciascun medico attua un confronto tra pari con gli altri colleghi. Il Governo Clinico si completa con la consegna a ciascun MMG/PDF della Scheda Medico trimestrale, quale ulteriore ritorno informativo personalizzato prodotto dall’ASL e relativo ai trattamenti farmacologici prescritti per le principali problematiche cliniche, accesso a ricoveri, pronto soccorso, assistenza specialistica ambulatoriale. E’ previsto altresì un aggiornamento professionale continuo, anche in collaborazione con le Società Scientifiche della Medicina di Famiglia, strutturato in un Piano annuale, con iniziative replicate in più edizioni, coordinato a un sistema di informazione indipendente. Per quanto attiene al SISS e al progetto ricetta dematerializzata, in collaborazione con gli assetti aziendali deputati, si è provveduto alla realizzazione a livello centrale di 3 incontri, con relatori di Lombardia Informatica, con MMG e PDF per la diffusione del progetto, a cui hanno partecipato 394 MMG. Sulla base dei risultati raggiunti in termini di fattiva collaborazione con i Medici di Medicina Generale, si confermano le modalità operative già consolidate e progressivamente perfezionate e, secondo le indicazioni regionali, si individuano i seguenti percorsi di sviluppo e miglioramento per il 2015, da mettere in atto nel rispetto delle risorse assegnate: 1. mantenimento del Sistema di Monitoraggio e Controllo delle Cure Primarie, attuato in collaborazione con le DGD, da rendicontarsi mediante l’utilizzo di relazione trimestrale aggiornata ed adeguata agli obiettivi da conseguire; 2. definizione di un Piano controlli del Dipartimento Cure Primarie che si esplica nell’attività ispettiva inerente l’Area Farmaceutica, l’Area Protesica, l’Area Specialistica (trasporto dei pazienti dializzati); 3. riproposizione del processo di Governo Clinico attuato nel corso del 2014 tenuto conto delle aree progettuali presenti nella DGR n. X/2989 del 23.12.2014 e nell’Accordo Integrativo MMG 2015; 4. attuazione del Piano di formazione dei MMG, che sviluppa, tra le altre, alcune aree progettuali, per il governo clinico; in particolare la partecipazione attiva ai programmi di screening nonché l’appropriatezza delle prescrizioni di specialistica ambulatoriale; 5. mantenimento, secondo indicazioni regionali, degli Ambulatori Pediatrici nelle giornate di sabato e prefestivi, già avviati nell’ultimo biennio; 6. prosecuzione delle esperienze in corso di integrazione tra MMG e Specialisti Ospedalieri; 7. conferma della collaborazione, con gli assetti aziendali individuati, al progetto di diffusione della ricetta dematerializzata. Il Governo dell’Assistenza Farmaceutica Negli ultimi anni l’ASL di Brescia ha definito, perfezionandoli nel tempo, Piani Annuali di Governo dell’Assistenza Farmaceutica, con buoni risultati in termini di promozione dell’utilizzo del farmaco equivalente, di miglioramento dell’appropriatezza, della continuità e della persistenza delle cure. Nel 2014 gli interventi si sono focalizzati su: x x x x x x x x operatività del Tavolo per il Governo dell’Assistenza Farmaceutica con referenti di tutte le componenti, professionali ed organizzative, territoriali ed ospedaliere; prosecuzione della promozione dell’utilizzo di farmaci a brevetto scaduto, con il raggiungimento dell’obiettivo della percentuale di DDD di farmaci a brevetto scaduto sul totale delle prescritte; elaborazione e formalizzazione di due Percorsi diagnostici terapeutici condivisi con le Strutture ospedaliere riguardanti la prescrizione/utilizzo di eritropoietine a brevetto scaduto e la prescrizione dei fattori stimolanti le colonie granulocitarie (G-CSF) a brevetto scaduto; realizzazione di due eventi formativi rivolti ai prescrittori dal titolo: “Assistenza farmaceutica e governo clinico: appropriatezza, sicurezza, farmacovigilanza – sinergia ospedale territorio” e “Percorsi diagnostico-terapeutici per farmaci biotecnologici a brevetto scaduto dell’area nefrologica, oncologica ed ematologica”; aggiornamento trimestrale condiviso, e successiva diffusione capillare, del Prontuario Terapeutico delle Dimissioni; controllo dei consumi a livello distrettuale, mediante apposito sistema di indicatori con restituzione di report informativi personalizzati trimestrali a ciascun MMG/PDF; ricorso alla distribuzione diretta (da parte dell’ASL e/o delle Strutture in regime di File F in tipologia 6 o 11) e alla “distribuzione per conto” di farmaci per i quali tali vie distributive risultano economicamente convenienti; trasmissione periodica di tutti i flussi informativi previsti relativi alla farmaceutica. Per il 2015, si prevedono i seguenti percorsi di ulteriore sviluppo e miglioramento: 1. definizione ed attuazione del Piano di Governo dell’Assistenza Farmaceutica, estendendolo anche alla farmaceutica ospedaliera (File F), con aggiornamento bimestrale dello stato di avanzamento degli obiettivi e dei consumi; 2. monitoraggio e governo della distribuzione e uso dei farmaci per il trattamento dell’HCV; 3. prosecuzione delle iniziative di appropriatezza prescrittiva farmaceutica con interventi focalizzati su: 30 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 farmaci equivalenti e biosimilari; aggiornamento periodico del Prontuario Terapeutico delle Dimissioni; diffusione e promozione degli strumenti di governo clinico condivisi tra ASL e Strutture Ospedaliere, in particolare Prontuario delle Dimissioni e uso dei farmaci a brevetto scaduto, anche biotecnologici; 4. pieno rispetto della tempistica di invio dei flussi informativi relativi all’assistenza farmaceutica; 5. promozione e verifica della corretta modalità di erogazione dei farmaci distribuiti in File F anche con scheda AIFA; 6. attuazione del progetto regionale per la Distribuzione per conto (DPC) dei farmaci del A-PHT tramite un’unica Azienda capofila per le ASL della Regione Lombardia. Il Governo dell’Assistenza Protesica ed Integrativa Anche per l’Assistenza Protesica e Integrativa, l’ASL di Brescia ha realizzato negli ultimi anni il corrispondente Piano di Governo annuale, focalizzato su: x iniziative di informazione, coinvolgimento e responsabilizzazione dei prescrittori e degli operatori degli Uffici Protesica distrettuali; x controllo a livello distrettuale, mediante apposito sistema di indicatori mirati; x acquisto e fornitura capillare dei presidi mediante: gara centralizzata ARCA (presidi ad assorbenza per l’incontinenza), gare aziendali, anche consortili (ausili di protesica maggiore), convenzione con le farmacie territoriali a prezzi definiti a livello regionale (presidi per diabetici) o, negli altri casi, comunque a prezzi inferiori (presidi per stomizzati e ausili raccolta per l’incontinenza); x consolidamento del software web regionale per la Protesica Maggiore Assist@nt-RL, sperimentato e progressivamente perfezionato con lo specifico apporto di ASL di Brescia, i cui referenti partecipano al rispettivo GAT Regionale; x invio completo, esaustivo e puntuale del flusso informatico di riferimento; x procedure definite per il recupero di dispositivi già assegnati agli assistiti, ma non utilizzati; x adesione al Progetto regionale Celiachia-RL, da giugno 2014, con estensione della dispensazione dei prodotti dietetici per celiaci anche alla Grande Distribuzione Organizzata. Per il 2015, sulla base di tali premesse organizzative e nel rispetto delle indicazioni regionali, si individuano i seguenti processi di sviluppo e miglioramento: 1. definizione ed attuazione del Piano di Governo annuale dell’Assistenza Protesica e integrativa, con aggiornamento bimestrale dello stato di avanzamento degli obiettivi e dei consumi; 2. acquisizione dei presidi protesici/integrativi mediante attivazione/conferma di procedure pubbliche di acquisto aggregate o tramite ARCA relative all’assistenza protesica e integrativa; 3. attuazione di un sistema di controllo, sia a livello dipartimentale sia distrettuale, sulla base di un piano controlli codificato e formalizzato; 4. definizione di una nuova modalità per il monitoraggio dei costi della NED (Nutrizione Enterale Domiciliare), mediante software proprietario o di ditta appaltatrice del servizio. LA GESTIONE DELLE MALATTIE CRONICHE L’ASL di Brescia ha sviluppato una strategia organica per la gestione complessiva delle patologie croniche, tesa a garantire, nel rispetto dei limiti economici attribuiti, la sistematica presa in carico di ciascun assistito, con appropriatezza degli interventi e continuità delle cure; sono, infatti, stati messi in atto: x un sistema di monitoraggio integrato permanente, focalizzato sulle malattie croniche mediante l’elaborazione della Banca Dati Assistiti (BDA); x i PDTA per la gestione integrata territorio – ospedale delle patologie croniche a prevalenza elevata, definiti e progressivamente aggiornati; x i PDTA per la gestione integrata di patologie complesse (demenze, pazienti anziani in riabilitazione, pazienti con esiti da gravi cerebrolesioni acquisite e pazienti affetti da SLA); x i risultati del Governo Clinico sulle malattie croniche, focalizzato al miglioramento continuo degli esiti clinici oltre al coinvolgimento sempre maggiore dei MMG; x il Centro Territoriale per le Malattie Rare, con il compito di accogliere e accompagnare lungo il proprio percorso sanitario ciascun malato cronico affetto da tali forme morbose; x la garanzia di assessment multidimensionale e di un approccio multidisciplinare ed integrato nei confronti dei malati cronici con compromissione dell’autosufficienza e/o con bisogni assistenziali complessi, attraverso le UCAM distrettuali, cui è affidato il compito di accogliere, valutare, definire e attivare, per ciascun assistito, un progetto individuale globale di intervento. In particolare, alle UCAM compete la definizione dei profili di voucher ADI e la loro autorizzazione e il budget di cura per ogni assistito, che richiede l’accesso alle nuove Misure regionali; 31 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 x x x x x partecipazione ai Tavoli interaziendali del DIPO per l’elaborazione dei PDTA della mammella e del colon retto; valutazione della compliance terapeutica dei pazienti, mediante l’analisi del livello di aderenza e persistenza terapeutica degli assistiti in trattamento con farmaci antidiabetici e/o antipertensivi; partecipazione, per conto di Regione Lombardia, alla realizzazione dei progetti “MATRICE” e “LUNA”, promossi da AGENAS in collaborazione inter-istituzionale con il Ministero della Salute, con l’obiettivo di progettare e sperimentare procedure informatizzate che consentano di confrontare, tra regioni diverse, il livello effettivo di attuazione dei PDTA, sia per malati cronici sia per malati multiproblematici, sulla base della lettura integrata degli archivi informatizzati già a disposizione di ASL e Regioni, sviluppando ed estendendo la metodologia regionale della Banca Dati Assistito; nel 2014 è stato sviluppato il nuovo piano organizzativo della rete delle Cure Palliative ed è entrato in funzione il nuovo sistema di segnalazione e registrazione di inizio e fine intervento per ogni assistito. Sono proseguite le iniziative formative volte a diffondere gli strumenti ed i modelli ideati e per garantire la tempestiva ed efficace terapia del dolore. Prosegue anche la realizzazione del progetto triennale avviato nel 2012 “Modello organizzativo sperimentale di cure palliative con servizi dedicati aggiuntivi nell'ASL di Brescia”: progettualità, supportata economicamente dalla Fondazione Berlucchi. In tale ambito è stato predisposto un documento “L’approccio psicologico nelle cure palliative” per favorire negli operatori stili di comunicazioni efficace. I risultati positivi, di processo e di salute, generati da tale articolato sistema di governo mirato alle patologie croniche sono ampiamente esposti sul sito aziendale, nelle sezioni dedicate alle malattie croniche e ai PDTA. Nel 2015 sono previste le seguenti azioni: 1. 2. 3. 4. 5. 6. revisione ed aggiornamento dei PDTA attivati per i quali è opportuna una rivisitazione congiunta con i MMG e gli Specialisti (ad es. diabete, BPCO, Ipertensione arteriosa); promozione di iniziative formative sull’educazione terapeutica; attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), forme organizzative della Medicina Generale dove vengono valutati i bisogni di salute degli assistiti, attuate azioni di governance nel settore della farmaceutica e specialistica, partecipando alla definizione e attuazione dei PDTA aziendali, favorendo anche azioni di empowerment dei propri assistiti secondo obiettivi concordati e pianificati con la ASL. Nella AFT è prevista la presenza di un coordinatore che garantisce il raccordo con il Distretto; in particolare ASL Brescia ha elaborato una proposta di azzonamento delle AFT, presentata e condivisa nel Comitato Aziendale della Medicina Generale del 29.10.2014 e ha stabilito, nel Piano di formazione della Medicina Generale, che gli incontri di confronto tra pari sul Governo Clinico diventino uno strumento di lavoro per le AFT, per cui i gruppi di formazione saranno costruiti sulle base delle aggregazioni proposte. Inoltre, la possibilità di adesione a forme organizzative sperimentali (es. AFT) sarà proposta ai MMG nell’ambito delle aree di attività del Governo Clinico. Si precisa che, sulla base dell’Accordo Integrativo Regionale per la Medicina Generale per il 2015, l’ASL individuerà le AFT entro il 30.06.2015; attivazione di Presidi Ospedalieri Territoriali (POT): è essenziale la presenza dei MMG, con la costituzione di forme organizzative nuove la cui attività deve caratterizzarsi per la proattività della presa in carico dei pazienti cronici (medicina di iniziativa) e finanziamento in base ai pazienti cronici gestiti. Assume particolare rilievo il raccordo con le strutture socio-sanitarie (valutazione multidimensionale UCAM, ADI, gestione inserimenti in RSA, CDI, RSD, Consultorio Familiare), come pure il raccordo con le attività distrettuali connesse ai bisogni assistenziali dei cittadini (sportelli di Scelta e Revoca, Ufficio Protesica, Commissione Invalidi) e la presenza della postazione di Continuità Assistenziale. L’attività specialistica presente e l’attività di ricovero si caratterizza per la presenza di posti letto per subacuti con gestione clinica da parte dei MMG e assistenza infermieristica da parte di personale ospedaliero (MAC, BIC, Laboratorio, Diagnostica per immagini); attivazione, sperimentale, di almeno un Centro Socio Sanitario Territoriale (CSST) secondo le indicazioni regionali: trattasi di realtà inserita all’interno di Presidi Distrettuali che si caratterizza per la coesistenza di attività delle cure primarie (MMG organizzati in AFT, postazione di continuità assistenziale), ambulatori specialistici di primo livello a vocazione territoriale (es. ambulatorio CPS), attività socio sanitarie (ADI, Consultorio, valutazione multidimensionale) e attività sociali di competenza comunale, in grado di consentire un’attività di cura improntata sui bisogni complessivi degli assistiti, in una logica di centralità degli stessi e di integrazione professionale e dei servizi; consolidamento dell’attività del Dipartimento Interaziendale per le Cure Palliative e prosecuzione di tutte le iniziative in essere mirate e dedicate alle cure palliative già descritte. 32 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 LA SALUTE MENTALE Psichiatria La Regione Lombardia ha autorizzato il proseguimento dei Programmi Innovativi avviati negli anni precedenti, confermando le tematiche strategiche indicate nella DGR 2633/2011 e la stessa dotazione finanziaria complessiva assegnata nel 2014 (€ 957.972,00). In particolare, i Programmi Innovativi dell’ASL di Brescia, validati dall’OCSM, afferiscono alle seguenti tematiche strategiche: x Tematica strategica 1 Intervento precoce/Area giovani (n. 2 Programmi: TR09 “Progetto Chimera 2.0” AO Spedali Civili e TR83 “Progetto Margherita” AO Desenzano del Garda); x Tematica strategia 3B Presa in carico e lavoro di rete – Inclusione sociale (n. 2 Programmi: TR96 “Il voucher per l’autonomia : l’inclusione sociale per la salute mentale” AO Spedali Civili e TR13 “Psichiatria di comunità: sviluppo del sistema di opportunità per favorire l’inclusione sociale di pazienti con disturbi psichici gravi” AO Chiari); x Tematica strategica 3C Presa in carico e lavoro di rete – Riabilitazione psicosociale (n. 4 Programmi: TR11 “Interventi di riabilitazione cognitiva integrati nel progetto terapeutico riabilitativo di pazienti con disturbi mentali gravi e loro impatto sull’esito funzionale a breve e medio termine” AO Spedali Civili, TR12 “Organizzazione dei percorsi di cura nel DSM: l’integrazione delle risorse e la valutazione degli interventi” AO Desenzano del Garda, TR14 “Modello integrato di sostegno alle autonomie domiciliari” Comunità Fraternità, TR15 “Interventi psicoeducativi per pazienti con disturbo bipolare e loro famigliari e per pazienti con disturbo borderline” IRCCS San Giovanni di Dio FBF). Si prevede l’implementazione, di concerto con le AA.OO., di percorsi di cura finalizzati all’intercettazione delle attuali domande di salute mentale, favorendo il rinnovamento dell’organizzazione dei servizi e le modalità di lavoro delle equipe, allo scopo di migliorare l’integrazione della rete psichiatrica per adulti con quella neuropsichiatrica. Sarà assicurata la continuità dell’attività dell’OCSM e la partecipazione al relativo Comitato Regionale di coordinamento. Sarà assicurato il proseguimento dei Programmi di residenzialità leggera. Proseguirà il monitoraggio delle dimissioni di pazienti lombardi residenti nell’ASL di Brescia dagli ex OPG, mediante la collaborazione con i DSM e con le Direzioni delle strutture psichiatriche e giudiziarie. Neuropsichiatria dell’Infanzia e della Adolescenza Anche nel 2015 proseguiranno i Progetti già avviati negli anni precedenti e così di seguito elencati: x La rete Ospedale-Territorio: un modello di approccio integrato di “comunità per adolescenti” con disturbi psichiatrici e problematiche sociali complesse in una società multietnica (AO Spedali Civili capofila € 360.000, AO Desenzano d.G. € 120.000, AO Chiari € 120.000 – totale € 600.000); x Diagnosi precoce e terapia nel bambino con disabilità complessa in una società multietnica: un approccio di rete, multidisciplinare e innovativo (AO Spedali Civili capofila € 260.000, AO Desenzano d.G. € 70.000, AO Chiari € 70.000 – totale € 400.000); x Percorsi diagnostico-terapeutici per l’ADHD (AO Spedali Civili capofila € 40.000, 17 UONPIA partner € 255.000, Attività di formazione, informazione e produzione materiali informativi € 45.000, Database, consulenza e monitoraggio Istituto Mario Negri € 60.000 – totale € 400.000). In ottemperanza al Piano Operativo elaborato ai sensi della DGR 2189/2014, sarà avanzata da parte di soggetti cooperativi richiesta di accreditamento per nuovi 5 posti letto di residenzialità e n. 5 posti di semiresidenzialità, in coerenza con la necessità di incrementare l’offerta di entrambi gli ambiti, nell’ottica del mantenimento, il più possibile, dell’utente psichiatrico nel luogo di residenza, facilitando in tal modo la continuità dei rapporti sociali e familiari. Le risorse occorrenti per l’attuazione di cui sopra tenderanno a ridurre del 50% la spesa 43/SAN sostenuta nel corso dell’anno 2013. Le prestazioni residenziali di Neuropsichiatria Infantile prevederanno l’implementazione dei percorsi terapeutici per utenti complessi e dei percorsi terapeutici per utenti complessi a elevata instabilità clinica. Proseguirà, nell’ambito dell’OCNPIA, il confronto con le UONPIA per individuare criteri per il contenimento dei tempi d’attesa, in particolare tra primo contatto e primo accesso. Sarà garantita la continuità dell’attività dell’OCNPIA e la partecipazione al relativo Comitato Regionale di coordinamento. 33 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 LA RETE DI OFFERTA DELLE STRUTTURE SANITARIE Offerta Territoriale delle strutture sanitarie La rete delle Strutture Sanitarie del territorio bresciano è articolata e complessa. Per quanto concerne le Strutture di Ricovero e Cura, si rappresenta la distribuzione delle diverse tipologie di posti letto di tutti gli enti erogatori, a contratto, a fine 2014. POSTI LETTO ACCREDITATI AL 31-12-2014 ACUTI RIABILITAZIONE ORDINARI DH/DS TOTALE ORDINARI DH TOTALE TOT ORDINARI ACUTI + RIAB A.O. SPEDALI CIVILI DI BRESCIA 2078 91 2169 93 0 93 2171 91 2262 A.O. MELLINO MELLINI 377 22 399 10 0 10* 387 22 409 747 52 799 36 1 37 783 53 836 3202 165 3367 139 1 140 3341 166 3507 98 7 105 53 0 53 151 7 158* 470 34 504 40 0 40 510 34 544 87 9 96 41 1 42 128 10 138 211 27 238 44 4 48 255 31 286 225 15 240 74 1 75 299 16 315 125 14 139 44 0 44 169 14 183 29 1 30 161 4 165 190 5 195 15 0 15 15 0 15 30 0 30 0 0 0 38 0 38 38 0 38 0 0 0 50 0 50 50 0 50 0 0 0 120 0 120 120 0 120 10 0 10 65 0 65 75 0 75 8 0 8 58 0 58 66 0 66 0 0 0 149 0 149 149 0 149 0 0 0 60 0 60 60 0 60 1278 107 1385 1012 10 1022 2290 117 2407 4480 272 4752 1151 11 1162 5631 283 5914 AZIENDA A.O. DESENZANO DEL GARDA TOTALE POSTI LETTO ACCRED. STRUTTURE PUBBLICHE OSPEDALE S.ORSOLA * CASA DI CURA POLIAMBULANZA CASA DI CURA S.CAMILLO ISTITUTO CLINICO S.ANNA ISTITUTO CLINICO CITTA' DI BRESCIA ISTITUTO CLINICO SAN ROCCO CASA DI CURA DOMUS SALUTIS FOND.RICHIEDEI - Centro Medico Richiedei RESIDENZA ANNI AZZURRI DOMINATO LEONENSE SANITA' FOND. DON GNOCCHI Centro Riab. E.Spalenza CASA DI CURA PRIVATA VILLA GEMMA CASA DI CURA VILLA BARBARANO FOND.MAUGERI - Centro Medico Lumezzane I.R.C.C.S. CENTRO SAN GIOVANNI DI DIO FBF TOTALE POSTI LETTO ACCRED. STRUTTURE PRIVATE TOTALE POSTI LETTO ACCREDITATI * temporaneamente sospesi TOT DH +DS TOTALE Nel corso del 2014 non si è proceduto, come da indirizzi di programmazione regionale, a nuovi accreditamenti, ma a riorganizzazioni o trasformazioni dell’esistente, non modificando il numero complessivo dell’offerta di posti letto (4 p.l. acuti per 1000 abitanti e 1 p.l. riabilitazione per 1000 abitanti). La principale variazione è intervenuta per trasferimento di 15 posti letto dal presidio Ospedale S. Orsola (con contestuale chiusura definitiva della UO di Cardiologia) alla Casa di Cura Poliambulanza. La rete sanitaria si avvale anche delle seguenti strutture ambulatoriali, accreditate ed a contratto al 31 dicembre 2014: 7 Servizi di Medicina di Laboratorio; 9 Poliambulatori Accreditati; 7 Centri di Medicina Sportiva; 3 Stabilimenti Termali. 34 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Per quanto riguarda i punti prelievo e le attività di prelievo che fanno riferimento agli SMeL accreditati/a contratto, nella tabella sottostante è rappresentata la loro distribuzione distrettuale. In considerazione delle “Regole di Sistema” 2015, che prevedono la possibilità per gli SMeL accreditati e a contratto di nuove aperture di “attività di prelievo” nel rispetto delle modalità previste (allegato 3 C della DGR n. VIII/3313/2001), su richiesta delle amministrazioni comunali e per facilitare l’accesso, in particolare, delle categorie fragili, si ritiene ipotizzabile un potenziamento di tale attività in aree in cui è meno concentrata o mal distribuita, anche per motivi di conformazione orogeografica. DGD Distretto Numero Comuni Punti prelievo Attività di prelievo Totale DGD 1 1 - Brescia 2 14 1 15 2 - Brescia Ovest 11 5 3 8 3 - Brescia Est 13 3 13 16 DGD 3 4 - Valle Trompia 18 6 2 8 5 – Sebino 12 2 2 4 DGD 4 6 - Monte Orfano 6 2 0 2 7 – Oglio Ovest 11 4 0 4 8 - Bassa Bresciana Occidentale 15 2 4 6 9 - Bassa Bresciana Centrale 20 9 7 16 10 - Bassa Bresciana Orientale 7 0 4 4 11 – Garda 22 13 0 13 12 - Valle Sabbia 27 7 1 8 DGD 2 DGD 5 DGD 6 Va inoltre evidenziato che negli ultimi anni nel territorio dell’Asl di Brescia sono state realizzate ed implementate diverse sperimentazioni gestionali sanitarie pubblico – privato, quali strumenti innovativi in diverse aree di intervento come di seguito indicato: 1. Sperimentazione gestionale A.O. Desenzano d/Garda – Villa Gemma per la riqualificazione dell’offerta riabilitativa dell’Alto Garda e Vallesabbia; 2. Sperimentazione gestionale A.O. Desenzano d/Garda – Dominato Leonense per la riqualificazione del percorso riabilitativo nel territorio della bassa Bresciana; 3. Sperimentazione gestionale A.O. Mellino Mellini - Fondazione Richiedei per la riconversione del P.O. di Palazzolo s/Oglio ad attività socio – assistenziali, orientate alla geriatria e all’ampliamento della gamma dei servizi; 4. Sperimentazione gestionale A.O. Mellino Mellini - Fondazione Don Gnocchi per la realizzazione del Presidio Ospedaliero di Riabilitazione post acuta “Nuovo Ospedale” di Rovato. In particolare, nell’ottica del perseguimento dell’obiettivo progettuale, l’A.O. di Desenzano d/Garda ha sperimentato, con le Strutture interessate, un protocollo operativo condiviso che ha consentito la realizzazione di un percorso riabilitativo qualificato ed integrato con il territorio di riferimento (Alto Garda, Vallesabbia e Bassa Bresciana) con conseguente ottimizzazione dei tempi di attesa. Questo si è reso possibile grazie alla costituzione presso l’Azienda Ospedaliera di un’area di coordinamento riabilitativo interaziendale (Dipartimento funzionale interaziendale di riabilitazione) per l’integrazione tra le UU.OO./Servizi riabilitativi aziendali e quelle in sperimentazione gestionale che, attraverso una sinergica collaborazione, opera per la realizzazione di percorsi atti a dare risposte appropriate e qualificate al territorio di riferimento. Altra positiva esperienza nell’ambito della sperimentazione gestionale A.O. Mellino Mellini – Fondazione Richiedei è stata l’istituzione nel 2010 di un’Unità di riabilitazione alcologica presso il P.O. di Palazzolo s/Oglio che rappresenta uno dei pochissimi reparti, sul territorio regionale, dove le persone con problemi alcol correlati possono fruire di un trattamento integrato e completo di disintossicazione e disassuefazione. La suddetta Unità di riabilitazione si colloca nella struttura di “rete” dei Servizi Territoriali e rappresenta una forma di assistenza sanitaria intermedia tra Ospedale e territorio, continuativa ed innovativa, a completamento della rete dei servizi sanitari afferente alle cure del disagio. Gli ottimi risultati raggiunti in termini di compliance, di mantenimento dell’astinenza nel tempo, di soddisfazione di utenti ed operatori, nonché il continuo invio di pazienti anche da altre Asl lombarde, confermano l’importanza e l’indubbia necessità di questa tipologia di offerta. Per questo motivo, la Cabina di Regia istituita presso Asl di Brescia su mandato regionale, ha presentato, recentemente, alle due Direzioni Generali Regionali, la proposta di istituzione di un nuovo polo alcologico sovraterritoriale presso il P.O. di Palazzolo s/Oglio. 35 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Produzione Territoriale Ricovero e Cura e Specialistica Ambulatoriale Ricovero e Cura Il grafico sotto riportato evidenzia nel quadriennio 2011-2014 un trend in progressiva riduzione del numero di ricoveri totali, in linea con l’andamento regionale, prevalentemente legato ad un costante decremento dei ricoveri ordinari e ad una netta riduzione dei ricoveri in DH/DS nell’anno 2012 legata all’attivazione a pieno regime di MAC e BIC, con conseguente spostamento del setting assistenziale di numerose prestazioni. Il numero dei ricoveri in riabilitazione si è mantenuto pressoché costante nel corso del quadriennio, ma i tassi di occupazione delle UU.OO. di riabilitazione presentano notevoli differenze se si confrontano i tre livelli riabilitativi (specialistica, generale – geriatrica e mantenimento) anche nel corso dell’anno 2013, come rappresentato nel grafico sottostante. Le attività di cura sub acute (107 posti tecnici presenti nel territorio dell’Asl) hanno avuto un notevole incremento nel corso del 2013 vs 2012, che si è stabilizzato nel 2014 e sono legate prevalentemente ad una funzione sub acuta in dimissione, erogata a favore di pazienti che, pur avendo in larga parte risolto l’instabilità clinica legata al ricovero in acuzie, per motivi di natura sanitaria non possono essere dimessi. 36 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 In relazione a quanto sopra esposto ed in particolare grazie ad una maggiore appropriatezza organizzativa dell’ambito di cura, in coerenza con un migliore utilizzo delle risorse ospedaliere, dal ricovero ordinario verso altri setting assistenziali più adeguati (DH, DS, MAC, BIC, assistenza specialistica), si è osservato nel territorio dell’Asl a partire dal 2009 un trend in progressiva riduzione del tasso di ospedalizzazione standardizzato, che è passato dal 164,84 per mille nel 2009 al 147,73 per mille nel 2013 come evidenziato nel grafico sottostante. Tasso di ospedalizzazione standardizzato ASL BS anni 2009 - 2013 Per quanto riguarda i 108 DRG ad alto rischio di inappropriatezza di cui al Patto della Salute 2010 – 2012, la DGR 2989 del 23/12/2014 considera come soglia su base regionale complessiva il valore del 22% inclusi i ricoveri per residenti fuori regione. Tale soglia è mutuata dall’indicatore sviluppato dal Ministero della Salute, utilizzato a livello nazionale per verificare il rispetto da parte delle Regioni degli adempimenti LEA. Nella Asl di Brescia, come evidenziato nella sottostante tabella, si denota una leggera flessione dei ricoveri riguardanti i 108 DRG potenzialmente inappropriati nel 2014 (23,3%) rispetto agli anni precedenti. Anno Ricoveri Acuti* DRG potenzialmente inappropriati ** % 2012 2013 2014 (gennaio-ottobre) 163.334 162.598 128.186 41.374 41.366 29.938 25,3 25,4 23,3 *I ricoveri acuti sono stati ottenuti non considerando dh, riabilitazione, sub-acuti e cure palliative. **I 108 DRG potenzialmente inappropriati sono stati considerati senza ulteriori distinzioni. 37 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 L’analisi dei dati disaggregati per Struttura rileva che solo una Azienda Ospedaliera e quattro Strutture private accreditate hanno una percentuale di produzione dei 108 DRG sopra menzionati superiore al 22%. Va evidenziato inoltre che nel corso degli anni l’Asl di Brescia ha mantenuto un’attenzione costante nei confronti della produzione dei 108 DRG potenzialmente inappropriati attraverso l’attività di controllo delle cartelle cliniche, che rimarrà un obiettivo prioritario anche nel 2015, come riportato nel Piano Controlli. In particolare nell’ambito dei controlli effettuati nel corso del 2014 sui 108 DRG potenzialmente inappropriati prodotti dalle Strutture Sanitarie, sono state verificate 3.663 cartelle cliniche delle quali 459 modificate con una percentuale di correzione pari al 12,6%. Tempi attesa prestazioni di ricovero (per patologie gravi) L’analisi dei tempi di attesa riferiti all’attività erogata dalle Strutture pubbliche e private afferenti all’ASL di Brescia per i ricoveri ordinari programmati individuati a livello nazionale all’interno dell’intesa Stato – Regioni del 28/10/2010, sulla base dell’elaborazione del flusso SDO, ha evidenziato che nel 2014 il 9.6% delle prestazioni di ricovero oggetto di monitoraggio, è stato effettuato oltre i tempi previsti. Va tuttavia evidenziato che per i ricoveri motivati da patologie gravi, quali quelli di area oncologica e cardiovascolare, la tempistica di ricovero è comunque assicurata entro i limiti previsti, fatto salvo per gli interventi di prostatectomia radicale, che hanno avuto comunque un notevole miglioramento e per l’intervento del ca polmonare, che comunque ha una percentuale molto vicina al tempo obiettivo regionale. Tempi di attesa prestazioni di ricovero (flusso SDO) % entro limite 2013 % entro limite 2014 (gennaio-ott) Angioplastica (PTCA) 96% 96% Bypass AO-CO 97% 98% Coronarografia 96% 96% Prostatectomia radicale 77% 83% Mastectomia 92% 97% Interventi ca colon retto 97% 97% Interventi ca polmone 93% 93% Interventi ca utero 96% 97% Tipo ricovero Produzione di Specialistica Ambulatoriale 38 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Specialistica Ambulatoriale La produzione di specialistica ambulatoriale, nell’ambito del quadriennio 2011-2014 ed in particolare nel corso del 2013, ha avuto un incremento molto netto, passando da una produzione totale pari a 17.819.776 prestazioni nel 2012 ad una produzione totale pari a 21.467.622 prestazioni nel 2013. Il grafico sottostante rappresenta l’andamento produttivo del periodo 2011-2014 (11mesi) di alcuni macroaggregati di prestazioni specialistiche (laboratorio, radiologia, visite mediche, ecografie e altre prestazioni), disaggregato per attività di Pronto Soccorso e ambulatoriale propriamente detta. Il trend evidenzia un andamento pressoché costante dell’attività di Pronto Soccorso, mentre a partire dal 2013 si assiste ad un significativo incremento dell’attività ambulatoriale propriamente detta (+22,6% circa rispetto all’anno precedente), fenomeno imputabile alle prestazioni di Medicina di Laboratorio la cui produzione è aumentata del 31,5% nel 2013 a causa della riorganizzazione di una Struttura di Laboratorio a cui sono afferiti numerosi punti prelievo ubicati precedentemente in altre ASL Regionali. Nell’ambito dell’attività di specialistica ambulatoriale, particolare rilevanza riveste la tematica del tempo di attesa per le prestazioni sanitarie, che rappresenta la prima risposta che il cittadino riceve dal sistema stesso quando presenta una richiesta. Nel corso del 2014 Asl Brescia ha proseguito nell’implementazione di azioni sinergiche con gli Erogatori provinciali a contratto al fine del rispetto dei tempi obiettivo previsti dalla DGR 1775/2011 nonché con i prescrittori in ambito di priorità di accesso e di quesito diagnostico. L’analisi dei dati di monitoraggio quadrimestrali dei tempi di attesa delle prestazioni ritenute critiche attraverso il flusso 28/san evidenzia un netto miglioramento complessivo della riduzione dei tempi di attesa nel 2014 rispetto all’anno 2013, pur permanendo alcune situazioni oltre il limite previsto dalla DGR IX/1775 del 24/05/2011. In particolare dai monitoraggi effettuati si evince che le prime visite specialistiche, ad eccezione di quella oncologica, risultano essere le prestazioni con tempi di attesa maggiormente critici; è tuttavia presente una riduzione costante di tali tempi dal 2013 al periodo gennaio-ottobre 2014 come evidenziato nel grafico sotto riportato. Anche per le prestazioni di diagnostica ecografica e della patologia della mammella, i tempi di attesa si stanno riducendo costantemente pur rimanendo lievemente al di sopra dei livelli di accettabilità. I tempi di attesa per la risonanza magnetica cerebrale, che risultava essere tra le prestazioni maggiormente critiche, attualmente si sono pressoché ridotti raggiungendo tempi accettabili con percentuale fino al 9% di prestazioni erogate oltre il limite di tempo massimo previsto dalla normativa vigente. Tutte le altre prestazioni di radiologia diagnostica (Rx, TAC, RMN) sono erogate nel rispetto dei tempi stabiliti dalla normativa vigente, così come le prestazioni di radioterapia. Percentuale prestazioni specialistica ambulatoriale erogate oltre il tempo limite (5% secondo DGR IX/1775/2011) 39 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 La Programmazione Territoriale: necessità di ordine epidemiologico e proposte di riorganizzazione della rete La DGR 2898 del 23.12.2014 concernente le determinazioni per l’esercizio 2015 del servizio socio sanitario regionale, conferma all’Asl la funzione di regia della programmazione locale quale presa in carico delle richieste dei cittadini di soddisfacimento dei loro bisogni espressi e inespressi. In particolare, il cambiamento del quadro demografico precedentemente descritto, evidenzia anche in provincia di Brescia un incremento dei soggetti anziani, fragili e/o affetti da patologie croniche che richiede una rimodulazione costante dell’offerta al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza in un quadro di compatibilità con le risorse assegnate, costantemente monitorate, per conciliare accessibilità, continuità delle cure territoriali e soddisfacimento della domanda d’assistenza del cittadino. Pur dando continuità alle modalità operative già consolidate, l’attività di programmazione, acquisto e controllo delle Strutture Sanitarie si pone come obiettivi principali: 1. la sottoscrizione dei contratti con gli erogatori sanitari nel rispetto dei tempi e delle nuove modalità, che prevedono la modulazione negoziata di parte delle risorse in relazione a: epidemiologia del territorio di riferimento, contenimento dei tempi di attesa, appropriatezza prescrittiva, esiti delle attività di controllo, possibilità di messa a contratto di nuovi enti solo accreditati; 2. definizione e completa attuazione del Piano Annuale Controlli; 3. definizione del Piano per il Governo dei Tempi di Attesa; 4. attuazione, su indicazioni regionali, del riordino della rete di offerta sanitaria, specificamente per: attività di riabilitazione, cure palliative e terapia del dolore, punti nascita, alte specialità, attività di trapianto di organi, tessuti e cellule e procreazione medicalmente assistita. La rete degli erogatori sanitari dell’Asl di Brescia, dotata di un numero elevato di strutture e posti letto, risulta complessivamente governata ed in equilibrio. Sono tuttavia presenti criticità locali riconducibili ad eccesso o difetto di consumi per determinate attività, ad aree di attività con tempi di attesa oltre i limiti e a difficile accessibilità per alcune prestazioni legate alla conformazione del territorio (aree montane e Lago di Garda). NECESSITÀ DI ORDINE EPIDEMIOLOGICO Tenuto conto dell’’offerta, dell’andamento della produzione delle Strutture erogatrici nel quadriennio 2011 – 2014, anche in termini di regime di erogazione, nonché dell’attività di controllo delle prestazioni di ricovero e cura e di specialistica ambulatoriale del biennio 2013 – 2014, si individuano le seguenti necessità di ordine epidemiologico (aree di intervento nell’anno 2015) per una migliore regolazione del sistema di offerta: - Potenziamento delle attività MAC e BIC favorendo la trasformazione di posti letto medici, o chirurgici o riabilitativi o grazie ad un miglior utilizzo dei posti tecnici attualmente esistenti, tenendo presente che le suddette attività rappresentano attualmente nodi importanti della rete di offerta ambulatoriale essendo attività altamente strutturate che consentono la presa in carico complessiva ed articolata dei bisogni del paziente, sia in termini di tipologia di prestazioni offerte sia relativamente alle diverse figure professionali sanitarie coinvolte. - Ulteriore riduzione dei 108 DRG ad elevato rischio di inappropriatezza, attualmente al 23,3%, favorendo ove possibile la trasformazione di alcuni ricoveri in MAC o BIC e proseguendo nell’attività di controllo di appropriatezza dei suddetti DRG. - Migliore utilizzo dei diversi livelli di erogazione nell’ambito delle attività riabilitative soprattutto a favore della riabilitazione estensiva, che attualmente presenta un tasso di occupazione medio pari al 61% per la riabilitazione generale geriatrica e pari al 26% per la riabilitazione di mantenimento, o dell’attività MAC ove possibile. - Potenziamento dei Posti tecnici di dialisi favorendo la trasformazione di posti letto attivi per ridurre le liste di attesa attuali, stante l’incremento di pazienti legato prevalentemente all’invecchiamento della popolazione (nel territorio dell’Asl di Brescia vi sono 115.700 soggetti ultrasettantaquatrenni con una prevalenza di 5,3 x 1000 abitanti di soggetti con insufficienza renale). - Miglioramento della presa in carico globale di pazienti cronici e con bisogni assistenziali complessi attraverso l’attivazione dei Presidi Ospedalieri Territoriali (POT) di Leno e Orzinuovi, così come previsto dalla DGR 2989/14, che rappresentano una nuova forma di attività assistenziale nonché un’evoluzione delle positive esperienze già messe in atto presso questa Asl con il coinvolgimento sia delle strutture che dei MMG per promuovere la presa in carico appropriata, sistematica e continua dei malati cronici con particolare riferimento ai pazienti con bisogni assistenziali complessi. - Apertura di “attività di prelievo” su richiesta delle amministrazioni locali soprattutto nelle aree in cui l’offerta è carente come evidenziato nell’ambito dell’offerta di rete. - Miglioramento tempi d’attesa in ordine a visite specialistiche, ecografie e mammografie che, nonostante un trend in miglioramento negli ultimi anni, risultano ancora essere prestazioni critiche rispetto ai tempi obiettivo previsti dalla DGR 1775/2011. La riduzione delle liste di attesa per le suddette prestazioni sarà il principale 40 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 obiettivo contrattuale assegnato per l’attribuzione agli Erogatori delle risorse non storiche di specialistica ambulatoriale, raggiungibile soprattutto attraverso l’offerta aggiuntiva di prestazioni con ampliamento del numero di ambulatori e prosecuzione della sperimentazione dell’iniziativa “Ambulatori aperti”, prorogata da Regione Lombardia con DGR 2989/14 dal 1 gennaio 2015 su tutto il territorio regionale. Tale progetto, già avviato con successo nel 2014, rappresenta una innovativa organizzazione dei servizi ambulatoriali, finalizzata ad ampliare l’offerta di visite specialistiche e di prestazioni di radiodiagnostica anche in orari e giornate più favorevoli ai cittadini. Le specialità cliniche da potenziare e le prestazioni aggiuntive erogabili saranno individuate per ciascuna Struttura in base alle specifiche aziendali e all’esigenza di snellimento delle liste di attesa. - Attenzione alle categorie fragili (disabili, minori, gravide, ecc) favorendo l’accessibilità alle prestazioni attraverso percorsi dedicati e corsie preferenziali per l’accesso rapido. Al riguardo va evidenziato che questa Asl, già dal 2011, nell’ambito degli obiettivi negoziali assegnati per le risorse non storiche, ha avviato con una Strutture Erogatrice un percorso unico nel territorio e riconosciuto particolarmente efficace sotto il profilo clinico – assistenziale volto al trattamento riabilitativo in acqua di soggetti fragili, in particolare minori affetti da malattia rara. PROPOSTE DI RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE Accreditamento Le regole di esercizio per l’anno 2015 consentono la rivalutazione parziale del blocco degli accreditamenti introdotto nel 2014, che dovranno sottostare comunque alle regole programmatorie regionali definite in un documento di indirizzo specifico. Viene esplicitato che, nelle more delle indicazioni regionali circa gli ambiti in cui sarà possibile effettuare nuovi accreditamenti ed orientare le trasformazioni degli assetti accreditati, è consentita la possibilità di trasferire e trasformare, a parità di numero e di budget e con la valutazione positiva delle Asl, trasmessa alla DG Salute, delle UU.OO. di ricovero e delle branche ambulatoriali in strutture già accreditate ed a contratto. Pertanto, con riferimento alle aree di intervento previste nel corso del 2015 e nell’ottica di un miglioramento del sistema di offerta della rete sanitaria dell’Asl di Brescia, si prevede la possibilità di: x accreditare nuove MAC e nuove BIC per trasformazione in rapporto 1 a 1 di posti letto attivi prevalentemente dell’area medica o riabilitativa; x la trasformazione di branche ambulatoriali, sezioni specialistiche di Servizi di Medicina di Laboratorio, posti letto in strutture già accreditate; x l’apertura, negli ambiti carenti, di nuovi posti tecnici di dialisi per trasformazione in rapporto 1 a 1 di posti letto attivi; x la possibilità di apertura di “attività di prelievo” per i Servizi di Medicina di Laboratorio (SMeL) accreditati ed a contratto con il SSR, in ambiti carenti presso locali che dispongano dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa di settore; x attivare i Presidi Ospedalieri Territoriali di Leno e Orzinuovi. Nel corso del 2015, in attuazione della DGR n. X/1632/2014, è previsto il perfezionamento della riorganizzazione/centralizzazione del Sistema Trasfusionale e del processo di adeguamento ai requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 16/12/2010 introdotti per i Servizi Trasfusionali. Negoziazione L’attività negoziale, insieme all’accreditamento, rappresenta uno dei principali strumenti di governo della rete sanitaria; pertanto, al fine di promuovere il processo di miglioramento delle criticità locali, riferibili a peculiari contesti territoriali, ad aree di attività con tempi di attesa oltre i limiti, a singole problematiche di talune strutture/UO, si prevede il seguente percorso di negoziazione con gli erogatori sanitari per il corrente esercizio: attivazione di due distinti percorsi procedurali per erogatori a contratto e, limitatamente alla specialistica, per accreditati non a contratto, con individuazione di distinti indicatori/aree di miglioramento; possibilità di negoziare la riduzione del budget riservato alle attività di Ricovero e Cura con trasferimento di equivalenti risorse alla Assistenza Specialistica Ambulatoriale, correlato a specifici percorsi di riorientamento dell’attività/offerta/qualità; comunicazione del percorso procedurale a tutti gli erogatori attivi del territorio di competenza mediante Conferenza degli Erogatori Sanitari con contestuale invio informativa, con precisazione delle aree di miglioramento oggetto di negoziazione e richiesta di manifestare le proprie proposte, pubblicazione di eventuale bando aperto agli erogatori accreditati non a contratto, con precisazione delle aree di attività individuate e richiesta di manifestare la propria disponibilità e per quali/quante attività; definizione da parte dell’Asl delle risorse assegnate su base non storica, tenendo conto delle necessità epidemiologiche sopra riportate e delle eventuali proposte formulate da ciascun Erogatore e sulla base dei criteri esposti di seguito: 41 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Modalità di negoziazione per l’attività di ricovero e cura: x definizione ed applicazione indicatori per individuare le possibili aree di miglioramento per ciascuna Struttura: andamento regime di erogazione quadriennio 2011-2014; tasso utilizzo sub acuti; andamento produzione 108 DRG; indice di occupazione posti letto; indice di case mix; risultati controlli biennio 2013-2014; x sulla base dei risultati degli indicatori sopra esposti, possibilità di negoziare la riduzione del budget con trasferimento di equivalenti risorse alla specialistica ambulatoriale, correlata a specifiche progettualità di riorientamento dell’attività/offerta. Tali risorse dovranno essere finalizzate all’esecuzione delle prestazioni ambulatoriali in orario serale (dalle 17 alle 22) nei giorni feriali, al sabato e alla domenica; x attribuzione del budget (100% finanziato 2014) rimodulato sulla base dell’indice di performance (± 2%) e degli indicatori relativi alla qualità di gestione del tumore della mammella e del colon retto elaborati dalla DG Salute; x consolidamento nel budget 2015 della quota accompagnatori per le UO di Cure palliative e per le UO dedicate all’età evolutiva, secondo quanto indicato nella DGR 2989/15; x possibile incremento delle risorse contrattualizzate per le Strutture che rientrano nelle previsioni della DGR 1520/14 e che sono sede di attività di riabilitazione di alta complessità; x predisposizione delle proposte negoziali relative all’intera annualità ed invio entro il 10 aprile alla DG Salute per la verifica della loro compatibilità con il quadro economico complessivo di sistema; x termine delle attività negoziali entro il 30 aprile 2015. Modalità di negoziazione per l’attività di specialistica ambulatoriale: x definizione dei criteri per individuare le possibili aree di miglioramento per ciascuna Struttura: andamento tempi di attesa (ASL vs Struttura): % prestazioni oltre il limite e tempo medio di attesa e risultato monitoraggio risorse aggiuntive “J” anno 2014; accessibilità alle prestazioni oltre tempo di attesa obiettivo: valutazione soluzioni adottate per migliorare l’accessibilità nel 2014, ubicazione territoriale, unicità/pluralità offerta, numero punti prelievo/attività di prelievo in zone disagiate, apertura ambulatori (fasce serali e festive) per favorire l’accessibilità alle cure dei lavoratori; appropriatezza prescrittiva: valutazione delle azioni messe in atto dalla Struttura per valutare/orientare l’appropriatezza prescrittiva dei propri specialisti; produzione MAC e BIC negli anni 2013-2014; risultati customer/reclami vs media regionale (items soddisfazione per tempi di attesa); x definizione da parte dell’ASL della quota massima di risorse che è possibile destinare a nuovi contratti per migliorare la risposta diagnostico – riabilitativa nei confronti di specifiche categorie fragili, mentre non si ravvisa l’esigenza di espandere l’offerta dell’area DH chirurgica; x definizione da parte dell’ASL per ciascun Erogatore della quota di risorse non assegnata su base storica (max 6%) per il raggiungimento di specifici obiettivi negoziali annuali, sulla base delle necessità epidemiologiche rilevate e delle possibili aree di miglioramento individuate per ciascuna Struttura; x previsione di “clausole di salvaguardia” per il fabbisogno di visite specialistiche, attività ecografiche, attività di screening e mammografie e per garantire un’erogazione omogenea delle prestazioni nel corso dell’anno; x predisposizione delle proposte negoziali relative all’intera annualità ed invio entro il 10 aprile alla DG Salute per la verifica della loro compatibilità con il quadro economico complessivo di sistema; x termine delle attività negoziali entro il 30 aprile 2015. Specialistica ambulatoriale: assegnazione obiettivi quota risorse non storiche La quota assegnabile dall’ASL in funzione della propria attività programmatoria e negoziale, è finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi: 1. Miglioramento dei tempi di attesa prestazioni critiche (circa 50% delle risorse negoziate) 2. Miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva 3. Attenzione alle categorie fragili 4. Valorizzazione ricorso alle MAC e BIC 5. Attuazione progetto CRS_SISS Miglioramento dei tempi di attesa prestazioni critiche (risultato atteso): x per le Strutture che nel 2014 hanno registrato tempi all’interno delle soglie previste (95%): mantenimento dei TA al 95% entro soglia; x per le Strutture che nel 2014 hanno registrato TA oltre la soglia prevista, riduzione della % di prestazioni extra soglia nell’anno 2015 vs 2014. 42 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva (risultato atteso): x adesione ai protocolli di appropriatezza prescrittiva. Attenzione alle categorie fragili (risultato atteso) x mantenimento/implementazione dell’attività svolta a favore di RSA, soggetti esenti, ADI. Valorizzazione ricorso MAC e BIC (risultato atteso): x per le Strutture che nell’anno 2014 hanno avuto una produzione inferiore alla loro potenzialità di erogazione: incremento n. totale di MAC/BIC prodotte nell’anno 2015 vs 2014; x per le Strutture che nell’anno 2014 hanno avuto una produzione uguale o superiore alla loro potenzialità di erogazione: mantenimento della % MAC e BIC prodotte nell’anno 2015 vs 2014. La tabella sottostante, che costituirà parte integrante del contratto, specifica per ciascun Erogatore, evidenzia in sintesi gli obiettivi che verranno assegnati, i risultati attesi, le azioni richieste per il raggiungimento di ciascun obiettivo, nonché le modalità con cui durante l’anno verrà monitorato il raggiungimento dell’obiettivo. Obiettivo Riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni critiche (prime visite, mammografie, ecografie) Attenzione categorie fragili Miglioramento appropriatezza prescrittiva Risultato atteso Azioni Monitoraggio Tempistica raggiungimen to obiettivo Riduzione % prestazioni extra-soglia nell’anno 2015 vs 2014 Ampliamento fascia oraria Apertura sabato o domenica Ampliamento numero ambulatori Apertura agende aggiuntive per particolari categorie fragili Controllo interno corretta tenuta delle agende di prenotazione Implementazione sistema teleassistenza Monitoraggio quadrimestrale % prestazioni oltre soglia (flusso 28/san) Monitoraggio quadrimestrale prestazioni solvenza/ a carico SSR (flusso 28/san) Monitoraggio corretta tenuta delle agende di prenotazione Entro dicembre 2015 Mantenimento/implemen tazione attività svolta a favore di RSA o pazienti esenti nell’anno 2015 vs 2014 Attivazione/Manteniment o prelievi domiciliari soprattutto nei Comuni disagiati Favorire l’accessibilità alle prestazioni sanitarie di pazienti fragili (disabili, minori, gravide, etc) Migliorare l’appropriatezza di erogazione delle prestazioni Valorizzazione ricorso MAC e/o BIC Incremento n. totale MAC/BIC prodotte nell’anno 2015 vs 2014 Attuazione progetto CRS-SISS Miglioramento/consolida mento utilizzo dei servizi CRS-SISS Obiettivi specifici di singola Struttura Specifico struttura per singola Mantenimento/implementazione numero convenzioni attivate con RSA Percorsi dedicati e corsie preferenziali per accesso rapido Definizione ed implementazione di procedure intra aziendali di facilitazione per categorie fragili Monitoraggio semestrale numero convenzioni attivate Monitoraggio semestrale applicazione procedure aziendali di facilitazione Trasmissione entro fine giugno 2015 procedure aziendali Entro dicembre 2015 Adesione indicazioni DRG 2313/14 per erogabilità TAC e RMN Incontri formativi intra aziendali con specialisti per appropriatezza prescrittiva Gruppi di lavoro multidisciplinari per applicazione PDTA Audit clinici periodici Diffusione ai propri specialisti indicazioni procedurali in tema di specialistica ambulatoriale di ASL Brescia Trasformazione posti letto in MAC/BIC Potenziamento utilizzo posti letto MAC/BIC già esistenti Spostamento livello assistenziale prestazioni inappropriate (es. 108 DRG) anche sulla base dei risultati dei controlli dell’anno precedente Controlli NOCA Monitoraggio annuale svolgimento incontri/audit Entro dicembre 2015 Controlli NOCA Monitoraggio semestrale produzione MAC/BIC (flusso 28/san) Entro dicembre 2015 Secondo i contenuti del Piano Annuale SISS dell’ASL di Brescia Incontri semestrali con Erogatori Monitoraggio semestrale obiettivi Entro dicembre 2015 Specifico per singola struttura Specifico struttura per singola Specifico singola struttura per 43 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Piano dei Controlli delle Attività Sanitarie Vengono esposte in sintesi, per le diverse tipologie di verifica e controllo, le azioni previste ed analiticamente precisate nel Piano Controlli Annuale, approvato con apposito decreto Asl e trasmesso alla Direzione Generale Salute entro il 31.01.2015. Accreditamento Si procederà, oltre che con l’attività prevista sotto riportata, anche secondo le modalità di coordinamento e integrazione interdipartimentale definite da specifico gruppo di lavoro aziendale tra Dipartimento Programmazione, Acquisto e Controllo e Dipartimento Prevenzione Medico. Attività previste nei confronti delle Strutture di Ricovero e Cura: x gestione delle istanze di trasferimento di attività già accreditate e di quelle inerenti la trasformazione di Unità Operative di ricovero, di branche ambulatoriali e di sezioni specialistiche di Servizi di Medicina di Laboratorio in strutture già accreditate e a contratto, previa condivisione con la Direzione Generale Salute; x gestione delle istanze presentate per la trasformazione di UU.OO. di ricovero, applicando il rapporto 2:1 senza incremento di budget, previa condivisione con la Direzione Generale Salute; x gestione delle istanze presentate per l’apertura di posti tecnici dialisi, cure subacute, BIC, MAC, per trasformazione in rapporto 1:1 dei posti letto attivi e senza incremento di budget, in linea con la valutazione ambiti carenti e la programmazione della rete d’offerta che verrà definita dalla Direzione Generale Salute; x gestione di istanze, presentate dalle Aziende Ospedaliere, relative a progetti strategici finanziati e già approvati con specifici provvedimenti regionali che comporteranno l’attivazione di ampliamenti e ristrutturazioni con le relative modifiche di assetto; x variazione degli assetti accreditati delle strutture interessate dall’azione di riordino/riallocazione dei posti letto in altre Unità Operative già accreditate ed a contratto a seguito di specifiche indicazioni regionali in ordine alla Rete delle Alte Specialità; x verifica delle “Autocertificazioni quadrimestrali”, ai fini del mantenimento dei requisiti organizzativi specifici, indicati dal Decreto Regione Lombardia n. 2877/2001, quali strumenti di analisi e confronto di situazioni specifiche in cui si rilevino criticità; x monitoraggio al 31.12.2014 dei “Requisiti Tecnologici e Strutturali delle strutture sanitarie di diritto pubblico e privato” che hanno ottenuto il Decreto di dilazione ai sensi della DGR IX/898/2010; x acquisizione dell'estratto della relazione annuale dell’Organismo di Vigilanza di cui al Decreto Legislativo 231/2001, per le strutture di ricovero e cura previste dall'Allegato 1 alla DGR X/4606/2012-punto 1; x attività di verifica ispettiva di Centri di Procreazione Medicalmente Assistita (CPMA) anche sulla base del perfezionamento dei requisiti di autorizzazione ed accreditamento dei Centri stessi, prevista nel corso dell’anno, conformemente ai D.Lgs. N. 191/2007 e n. 16/2010 anche alla luce della possibilità di fecondazione eterologa in seguito alla pronuncia della Corte Costituzionale del 09/04/-10/06/2014, prevista con cadenza biennale. Attività previste nei confronti delle attività di Medicina di Laboratorio e Servizi Trasfusionali: x verifica dell’esecuzione in sede di almeno il 25% del numero delle prestazioni erogate per conto del SSR; x accoglimento delle richieste in linea con le valutazioni già espresse nel corso dell’anno precedente, ed attuazione delle modifiche di assetto conseguenti ai progetti di riorganizzazione dei Servizi di Medicina di Laboratorio (SMeL) condivisi con la Direzione Generale Salute; x prosecuzione dell’attività di verifica da parte di personale con specifica formazione e presente nell’elenco nazionale dei “Valutatori del Sistema Sangue” con le visite ispettive alle Strutture Trasfusionali regionali ed alle Unità di Raccolta a gestione associativa, per la verifica con cadenza biennale, della sussistenza dei requisiti minimi vigenti. Attività previste nei confronti dei Poliambulatori accreditati e a contratto: x pianificazione dei controlli, in continuità con l’attività di verifica degli anni precedenti, a carico degli Erogatori di prestazioni di specialistica ambulatoriale. Attività previste nei confronti delle strutture dell’area della Salute Mentale: x gestione delle richieste di accreditamento delle strutture residenziali o semiresidenziali di Neuropsichiatria Infantile e Adolescenza (NPIA) che, alla data di approvazione della DGR X/2989 risultino dal registro regionale delle strutture autorizzate ed accreditate (nuovo programma di gestione ASAN), avere posti tecnici solo autorizzati per prestazioni di NPIA. 44 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Attività di Controllo sulle Prestazioni di Ricovero e Cura La pianificazione prevede: x il controllo di almeno il 14% degli episodi di ricovero e cura erogati nell’anno, calcolato sulla produzione 2014: − una quota, fino a 3 punti percentuali, riferibile ad attività di Autocontrollo della qualità della documentazione clinica, a cura dei soggetti erogatori e con specifica verifica dell’Asl anche in loco; − una quota fino a 4 punti percentuali, riferibile ad attività di Autocontrollo di congruenza ed appropriatezza generica (o organizzativa) sulle prestazioni di ricovero, a cura dei soggetti erogatori e con specifica verifica dell’Asl anche in loco; − per i restanti 7 punti percentuali, la selezione di tipo mirato della casistica, nei termini di congruenza di codifica ed appropriatezza generica (o organizzativa). Attività di Controllo sulle Prestazioni di Specialistica Ambulatoriale La pianificazione prevede: x il controllo di almeno il 3,5% della produzione delle Strutture calcolato sulla produzione 2014 secondo i criteri specificati dalla Direzione Generale Salute, privilegiando la modalità di tipo statistico formale; x almeno un controllo in loco per ciascuna Struttura Erogatrice nel corso dell’esercizio 2015; x l’estrazione della casistica in modalità mirata; nel caso in cui non emergano situazioni di criticità, saranno previsti controlli di tipo casuale; x la revisione e condivisione tra Erogatori e MMG/PDF del documento “Indicazioni procedurali attività di controllo prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica strumentale” dell’Asl di Brescia; x la presentazione agli Erogatori delle criticità oggetto di controllo e delle modalità di effettuazione delle verifiche; x la collaborazione per le specifiche attività con le altre articolazioni aziendali nell’ambito di problematiche trasversali, particolarmente sul versante dell’appropriatezza prescrittiva. Il Piano di Governo dei Tempi di Attesa L’Azienda conferma che l’obiettivo prioritario del governo delle liste di attesa è quello di promuovere la capacità del sistema di intercettare il reale bisogno di salute, di ridurre l’inappropriatezza e di rendere compatibile la domanda con la garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza nei limiti delle risorse disponibili e della capacità di offerta del sistema. In particolare, data la facoltà di negoziare una quota di risorse per l’erogazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale sulla base dei tempi di attesa e sull’accessibilità ai servizi, sono stati assegnati obiettivi specifici e mirati a tutte le strutture sanitarie. Inoltre, a seguito della DGR X/2313 del 01.08.2014, che ha stabilito di destinare all’Asl di Brescia risorse aggiuntive per l’erogazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, sono stati avviati appositi progetti per il periodo settembre-dicembre 2014 con gli erogatori accreditati. L’attività specialistica integrativa è stata finalizzata a mantenere e migliorare ulteriormente i tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali più critiche, favorendo l’accesso ai servizi con l’ampliamento delle fasce orarie serali ed istituendo attività nelle giornate di sabato e di domenica. La strategia di programmazione 2015 dell’Asl di Brescia è caratterizzata da: x governo della domanda; x razionalizzazione dell’offerta; x monitoraggio e valutazione del sistema, coordinamento, comunicazione ed informazione. Tutte le azioni sono previste ed analiticamente precisate nel Piano Attuativo Aziendale per il Governo dei Tempi di Attesa, anno 2015, approvato con apposito decreto ASL e trasmesso alla Direzione Generale Salute entro il 31.01.2015. In particolare si prevede: x la modulazione delle risorse contrattualizzate in relazione al contenimento dei tempi di attesa per le prestazioni più critiche (prime visite specialistiche, ecografie, mammografie) e favorendo l’accessibilità alle cure attraverso il mantenimento dell’estensione degli orari di apertura dei servizi nelle fasce serali e festive; x effettuazione delle 12 rilevazioni dei tempi di attesa previste dal calendario regionale; x la verifica della accessibilità/diffusione delle informazioni all’utenza e dell’aggiornamento dei tempi di attesa rilevati; x il controllo della corretta gestione delle agende e dei registri di prenotazione; x verifica dell’utilizzo della “classe di priorità” secondo la codifica prevista dalla DGR n. IX/1775/2011; x analisi dei tempi di attesa anche attraverso il flusso 28/SAN. 45 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 La Customer Satisfaction Al fine di costruire un sistema di “ascolto della qualità percepita” nell’ottica della valorizzazione del vissuto e della partecipazione del cittadino, il sistema è orientato all’utilizzo integrato dei dati customer satisfaction e delle segnalazioni. Le procedure di raccolta, elaborazione ed invio dei questionari avverranno, anche per l'anno 2015, secondo le modalità indicate nel Decreto Direzione Generale Sanità n. 282/2009. INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA Nell'ambito delle politiche di welfare, in ossequio alle determinazioni regionali, sono proseguite le attività sperimentali iniziate con DGR 3239/2012 e in fase migliorativa con DGR 499/2013. Le strutture coinvolte nelle sperimentazioni continueranno l'attività, tramite finanziamento regionale, fino al 31.03.2015. La DGR 2989/2014 prevede azioni diversificate, a seconda delle aree di intervento: x Riabilitazione ambulatoriale per minori disabili: gli interventi erogati dalle strutture saranno remunerati attraverso il Fondo di sostegno alla famiglia e dei suoi componenti fragili, sino alla definizione dei requisiti per l'accreditamento. x Dipendenze – Cronicità: gli interventi sperimentali continueranno ad essere remunerati a budget fino alla definizione dei requisiti specifici per il formale accreditamento. x Adolescenti, riduzione del rischio: viene confermata, sino alla realizzazione dei progetti europei, la modalità di remunerazione fino ad ora in atto. x Nuove forme di abuso/dipendenze: la remunerazione di prestazioni e interventi erogati da SERT e SMI avverrà secondo il tariffario in uso per le dipendenze. x Prevenzione selettiva ed indicata: le azioni dovranno rientrare tra le attività programmate nell'ambito del Comitato Rete Locale prevenzione dipendenze, nel Piano Territoriale Prevenzione Dipendenze e nel Piano Integrato per la promozione della salute. x Assistenza post-acuta: gli interventi sperimentali continueranno ad essere remunerati a budget sino alla definizione dei requisiti specifici per il formale accreditamento. x Residenzialità leggera/assistita: si riconferma la remunerazione a voucher. x Consultori: si procederà alla stabilizzazione delle nuove funzioni, con l'inserimento delle eventuali nuove prestazioni ed adeguamento dei requisiti. E’ confermato l’impegno a dare attuazione ai provvedimenti regionali che definiranno modalità e criteri di sistematizzazione delle sperimentazioni in atto. Programmazione e Governo della Rete dei Servizi Socio Sanitari e Sociali Per quanto concerne i Piani di Zona 2015-2017, si prevede di consolidare l’azione di governo svolta mediante le seguenti linee di azione: x la sperimentazione nei Piani di Zona di una programmazione sociale condivisa tra più Ambiti, riguardante l’analisi dei bisogni e delle risposte, l’individuazione di obiettivi e azioni condivise per la realizzazione dell’integrazione sociale e sociosanitaria; x la sottoscrizione degli Accordi di programma per il triennio; x lo sviluppo ed il potenziamento della Cabina di regia per la definizione delle azioni di integrazione sociosanitaria da estendere a livello territoriale e per il monitoraggio dei processi di valutazione integrata; x la realizzazione delle azioni previste nel Piano di intervento 2014-2015 per le persone in esecuzione penale (L. 8/2005); x la realizzazione degli interventi a carattere sociosanitario connessi alla tutela dei minori soggetti a provvedimento penale; x il monitoraggio della realizzazione delle azioni e valutazione degli interventi delle Alleanze locali per la conciliazione e delle aggregazioni di impresa. Per l’anno 2015 si prevede inoltre di consolidare e sviluppare ulteriormente l’azione di governo svolta sino ad ora secondo i principi di prossimità, presa in carico e valutazione multidimensionale del bisogno e continuità assistenziale, enucleati nella D.G.R. 2942/2014. Riorganizzazione della Rete di offerta socio sanitaria: specificità ed innovazione Il 2014 si è caratterizzato per l’introduzione da parte di Regione Lombardia di una serie di innovazioni inerenti l'area socio sanitaria, finalizzate ad orientare ed equilibrare domanda ed offerta, anche alla luce dell'emergere di nuovi bisogni. L'area della fragilità che si amplia per dimensione, per varietà e tipologia richiede flessibilità nelle risposte. 46 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Nel 2014 lo scenario delle cure domiciliari si è stabilizzato, anche se il numero di enti accreditati è passato da n. 29 nel 2013 a n. 34. In particolare è stato introdotto ed integrato, dopo adeguata formazione, il nuovo sistema, VAOR Home-Care, quale strumento di valutazione in sostituzione della precedente scala FIM. Il 2014 si è caratterizzato anche per il governo delle risorse destinate all’ADI (anche attraverso il percorso di budget). Ha richiesto particolare attenzione l’attività svolta relativamente alle nuove Misure previste dalle DGR 740/13 e 856/13 ed alle azioni innovative. L’aspetto trasversale di maggior rilievo riguarda l’introduzione di nuove modalità e tipologie di risposte ai bisogni della popolazione fragile in senso lato, in un momento storico caratterizzato dall’urgenza di individuare soluzioni innovative per garantire la sostenibilità del sistema sanitario e socio-sanitario, ma anche dal bisogno di integrare la rete consolidata con soluzioni più flessibili, modulate e diversificate per livelli di intensità. Nello specifico, l’attuazione delle varie misure previste dalla DGR 856/2013, considerata la diversità delle tematiche oltre che delle modalità organizzative, ha richiesto una tempistica diversificata per la loro funzionalità. La predisposizione di procedure di attivazione specifiche ha comportato anche un confronto con gli enti interessati, finalizzato alla condivisione di obiettivi e contenuti. La divulgazione delle informazioni sia alla cittadinanza, sia a MMG/PLS e specialisti è stata significativa al fine di garantire l’accesso equo alle varie tipologie di prestazioni, pur nella vastità del territorio dell’ASL della provincia di Brescia. Per quanto riguarda la residenzialità per anziani e disabili sono stati introdotti criteri e regole orientati a rendere più flessibile ed articolato il sistema di risposte alle persone in condizioni di fragilità. Sono due le principali criticità che si riscontrano: da una parte la difficoltà delle famiglie a farsi carico dell’assistenza e la necessità di soluzioni residenziali, dall’altra l’impossibilità per molti a farsi carico della retta. Per quanto riguarda l’area della disabilità: x è stato particolarmente approfondito il settore dedicato ai disturbi pervasivi dello sviluppo (Autismo), sia attraverso la prosecuzione di servizi dedicati, sia in riferimento alla funzione di Case Management; x la Protezione Giuridica ha avuto un ulteriore impulso a seguito dell’approvazione delle Linee Guida Locali e del coordinamento del sistema in capo all'Ufficio di Protezione Giuridica dell’ASL. Per quanto riguarda l’area materno infantile, nell’ottica di trasformazione dei Consultori Familiari in Centri per la Famiglia, si è deciso di favorire l’elaborazione e l’attuazione di progetti integrati a supporto della “genitorialità fragile”. Inoltre è stato avviato l’utilizzo della cartella unica per tutti i nuovi casi presi in carico, importante strumento teso a rafforzare l’équipe integrata. Di seguito vengono sintetizzati alcuni particolari interventi attuati nel 2014: 1. 2. 3. 4. 5. Hanno avuto avvio i PDTA dedicati a due percorsi riabilitativi, mentre sono proseguiti i lavori per la stesura del PDTA per i pazienti affetti da SLA, con il coinvolgimento del presidio di rete (Neurologia Spedali Civili di Brescia) e delle altre neurologie delle AA.OO. del territorio, dei rappresentanti di AISLA e dei MMG. A seguito della DGR 740/2013 è stata posta particolare attenzione al processo di accoglienza e valutativo, il cui esito concorreva alla definizione del budget di cura ed alla stesura del PI (Progetto Individuale Assistenziale) informatizzato, garantiti dalle UCAM, anche in collaborazione con Ambiti, MMG/PLS, specialisti e con le EOH per i disabili. L’estensione dell’attività valutativa per tipologia di utenza e aree di valutazione ha determinato un notevole incremento del numero di valutazioni multidimensionali effettuate, n. 29.477 nel 2014 rispetto a n. 18.647 del 2013. Rilevante è stato il riscontro del numero consistente di situazioni di utenti con età inferiore ai 65 anni in situazione di particolare gravità. L’impegno a favore dei pazienti affetti da varie forme di demenza ha trovato realizzazione operativa nel proseguimento del progetto FNA, con interventi psico-educativi domiciliari a supporto del caregiver, pianificati dall’ ASL ed attuati dagli Enti erogatori ADI. Attraverso la DGR 856/2013 sono state avviate azioni a favore degli utenti affetti da demenza e delle loro famiglie: hanno aderito al progetto e sottoscritto il contratto 37 RSA. Si sono concluse due azioni innovative a favore dei minori e delle loro famiglie, “Evoluzione del Centro Territoriale Malattie Rare e alle gravi disabilità in età evolutiva”, e degli anziani fragili con particolare attenzione al carico di stress dei loro caregiver, “Empowerment delle famiglie con anziani non autosufficienti a carico”. Il 54% dei caregiver ha partecipato alla elaborazione ed attuazione del Progetto Individuale Assistenziale (PI). Inoltre sono state realizzati n. 12 corsi della Scuola di Assistenza Familiare a cui hanno partecipato n. 196 caregiver. I contenuti e le procedure di attuazione di entrambi i progetti sono state condivise con tutti gli Enti Erogatori ADI accreditati, al fine di uniformare le modalità di gestione della presa in carico domiciliare. Nell'area disabilità, a sostegno dell'autismo, è stata avviata una cabina di regia che ha consentito di realizzare una prima mappatura degli utenti minori ed adulti e dei Servizi presenti. Il percorso ha evidenziato la necessità di interventi integrati sia nella fase diagnostica sia nella realizzazione 47 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 dell’intervento. I progetti, in collaborazione con il Terzo Settore, hanno messo in evidenza l'importanza dell'attivazione e integrazione di realtà istituzionali diverse per una lettura multidimensionale del bisogno e la costruzione di risposte alla persona e alla famiglia. In particolare n. 5 enti gestori dislocati sul territorio hanno attivato progetti/servizi specifici per minori/adulti con autismo e n. 2 Associazioni gestiscono ambulatori riabilitativi. La tipologia dei servizi attivati consiste prevalentemente in Ambulatori Abilitativi/Riabilitativi rivolti a minori, due dei quali rientranti nei progetti innovativi finanziati da Regione Lombardia (DGR 499/13), n. 2 CDD hanno organizzato moduli specifici che accolgono persone con autismo. Sono inoltre attivi n. 3 progetti sperimentali per interventi di consulenza e sostegno alle famiglie gestiti da Enti Gestori in stretta collaborazione con NPIA e ASL, titolare del case management (DGR 392/13). Nell'ottica di una gestione integrata delle situazioni complesse sono stati definiti protocolli operativi tra l'area Disabilità e le Psichiatrie e Neuropsichiatrie delle AA.OO. del territorio. 6. Le aree di sviluppo nel 2015 Nel 2015, è confermato l’impegno a garantire il proseguimento delle Misure 2 e 4 che Regione Lombardia ha inteso consolidare. In particolare: x sono in programma la stesura e condivisione di procedure per l’omogenea attuazione sul territorio; x il Progetto Individuale Assistenziale (PI) verrà rielaborato ed adeguato insieme all’applicativo, alle esigenze espresse dalla DGR; x particolare attenzione verrà dedicata all’attività delle équipe UCAM; si prevede di attivare un Tavolo tecnico per l’aggiornamento di protocolli, procedure e modulistica in uso; x proseguirà il costante lavoro di governo delle risorse destinate all’ADI; si avvierà un processo di riorganizzazione dell’ADI erogativa ASL, supportato anche da iniziative formative mirate; x verrà garantito il potenziamento di interventi a favore di gravi disabilità e in particolare di persone affette da autismo, favorendo l'integrazione tra servizi pubblici e privato sociale; x saranno sviluppati gli interventi a favore della genitorialità fragile, anche attraverso una revisione delle attività di prevenzione del percorso nascita. La dimensione della Rete Socio Sanitaria La rete dei servizi a supporto della famiglia nell’area materno infantile. Nel 2014, la variazione alla rete di Consultori Familiari, riportata nella tabella che segue, ha riguardato l’individuazione di un’unica sede accreditata per l’ubicazione dei due consultori a gestione ASL in Viale Duca degli Abruzzi. Le persone che, nel 2014, hanno fruito di questo servizio sono state n. 40.985. Consultori Familiari Pubblici e Privati accreditati Gestione ASL Sedi principali 14 Gestione Privata Sedi distaccate 6 Sedi principali 16 Sedi distaccate 4 Totale Sedi Sedi principali 30 Sedi distaccate 10 Nel 2015 i principali obiettivi saranno: x attuazione delle attività previste dal “Percorso integrato per il sostegno della maternità e paternità fragile”; x aggiornamento delle modalità di integrazione con gli altri enti nell’area della tutela dei minori vittime di violenza, nel rispetto delle indicazioni regionali. La rete a supporto delle disabilità La rete dell'area disabilità riportata nella tabella che segue, è rimasta invariata per il numero di strutture accreditate; sono state, invece, contrattualizzate n. 2 CSS, già accreditate negli anni precedenti, e l’aumento della capacità ricettiva di n. 2 posti in una CSS, n. 2 in RSD e n. 3 in CDD. Numero e Tipologia Struttura Posti autorizzati Posti accreditati Pazienti (dicembre 2014) 6 RSD 21 CSS 29 CDD 386 203 745 384 202 740 385 195 668 48 / 64 Persone in Lista d’Attesa (a dicembre 2014) 142 85 14 Persone Bresciane Inserite Fuori ASL 167 10 6 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 N. 4 STRUTTURE RIABILITATIVE CURE INTERMEDIE REGIME DIURNO Specialistica Generale Geriatrica Mantenimento Diurno Continuo Prestazioni Ambulatoriali Prestazioni Domiciliari 30 117 20 10 44.845 7.500 Alla luce del bisogno di attivare percorsi assistenziali integrati per garantire l’appropriatezza delle cure e la semplificazione dell’accesso per le famiglie, si individuano le seguenti azioni per il 2015: x potenziamento dell’attività della cabina di regia per gli interventi rivolti a minori ed adulti con disturbi dello spettro autistico; x realizzazione di incontri con Enti Gestori delle unità d'offerta dell'area disabilità per verificare nuove progettualità; x partecipazione alla realizzazione di progetti sperimentali sulla vita indipendente. La rete a supporto degli anziani e dei malati con bisogni assistenziali complessi Nel 2014, come da tabelle che seguono, l’offerta delle RSA è rimasta stabile rispetto all’anno precedente; questo dato comporta, inevitabilmente, un assestamento verso valori bassi dell’indice di copertura ogni 100 abitanti (calcolato su popolazione di età >75 anni) che già nel 2013 era in riduzione rispetto all’anno prima (5.5 nel 2013 vs 6.1 nel 2012) e risultando così inferiore al valore di riferimento regionale (6.0). E’ stato aumentato di una unità il numero dei CDI a contratto con incremento di n. 15 posti a contratto, passati da n. 917 nel 2013 a n. 932. E’ stata potenziata anche l’offerta dei posti letto a contratto in Hospice, passati da n. 40 a n. 42 complessivi. N. RSA Posti letto autorizzati Posti letto accreditati Posti letto a contratto 85 autorizzate di cui 84 accreditate a contratto 6.564 6.228 6.105 N. CDI Posti autorizzati Posti accreditati Posti a contratto 54 autorizzati e accreditati di cui 51 a contratto 1.056 1.026 932 N. HOSPICE Posti letto autorizzati Posti letto accreditati Posti letto a contratto 4 a contratto 42 42 42 Per l’anno 2015 si prevedono i seguenti principali obiettivi di lavoro: 1. la revisione di modulistica e procedure inerenti l’attivazione locale delle DGR 2655/2014 e 2942/2014 e la prosecuzione della collaborazione con gli Ambiti per la gestione integrata dei progetti; 2. l’attivazione di un Tavolo tecnico finalizzato alla ridefinizione e rafforzamento dei ruoli degli operatori delle UCAM; 3. il monitoraggio costante dell’impiego del budget ADI enti esterni e la revisione del modello organizzativo relativo all’ente erogatore ASL. Negoziazione: risorse e contratto Per le Unità d’Offerta a budget, con l’eccezione delle RSA, sarà riconosciuto un budget annuo, calcolato applicando le tariffe medie e le saturazioni definitive 2014, proprie di ciascuna struttura, ai posti a contratto nel 2015. Ciò con riferimento all’utenza tipica di cittadini lombardi. Per le RSA, nell’anno 2015, si avvierà un importante percorso di revisione delle modalità di acquisto di prestazioni, introducendo il concetto di vendor rating e di indicatori di fabbisogno. In particolare il processo prevede: x la proroga al 28.02.2015 del contratto 2014, con assegnazione di un budget provvisorio pari a 2/12 del budget sottoscritto; x la sottoscrizione entro il 28.02.2015 del contratto 2015, con recepimento del sistema di vendor rating e assegnazione di un budget provvisorio semestrale pari al 50% del budget sottoscritto ai sensi del Decreto n. 2769/2014, ricomprendente il volume di risorse assegnato per il periodo di proroga; 49 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 x la valutazione degli esiti del sistema di vendor rating entro il 30.06.2015; x l’assegnazione definitiva 2015 entro il 30.06.2015 sulla base del sistema menzionato. È previsto un percorso partecipato di condivisione del modello operativo e degli indicatori del sistema, tenendo in considerazione le esperienze degli enti gestori e le condizioni specifiche territoriali. Sulla base degli esiti degli indicatori, le strutture con rating B e C, nella rideterminazione del budget annuale subiranno una riduzione, rispettivamente, del 2% e del 4% dello storico. Il valore economico complessivo derivante dalle riduzioni di cui sopra verrà ridistribuito dall’ASL privilegiando le strutture virtuose. Si prevede, inoltre, una dotazione di risorse economiche aggiuntive da destinare al potenziamento dell’offerta RSA nei territori più carenti definiti sulla base dell’indicatore di fabbisogno. Nella messa a contratto dei posti, verranno privilegiate le strutture che presenteranno le migliori performance nel sistema di vendor rating. Verrà valutata, in sede di percorso partecipato con gli Enti gestori, l’opportunità di inserire indicatori di efficienza gestionale, quale il margine operativo lordo, inteso come differenza tra ricavi caratteristici e costi operativi, al netto di ammortamenti e svalutazioni. Per l’ADI si conferma il modello attuale basato sui voucher, con accesso attraverso la valutazione multidimensionale del bisogno, rafforzando i meccanismi di controllo e monitoraggio da parte dell’ASL, per assicurare il rispetto delle risorse assegnate. Per le misure ex DGR 116/2013 si conferma il sistema basato sul contratto di regole nell’ambito del budget complessivo dell’ASL. Piano annuale di Vigilanza e Controllo sulle Unità di Offerta Sociosanitarie e Sociali Il sistema dei controlli è orientato a garantire ai cittadini fragili e alle loro famiglie servizi conformi alle regole che assicurino un sistema di qualità efficiente e in grado di rispondere alle crescenti esigenze del territorio dell'ASL di Brescia. Il Piano Annuale di Vigilanza e Controllo 2015, formalizzato e trasmesso alla Direzione Generale Famiglia entro il 31.01.2015, prevede: x la vigilanza per la verifica del possesso dei requisiti di esercizio e di accreditamento del 100% delle SCIA e delle istanze di accreditamento; x la verifica del mantenimento dei requisiti di autorizzazione e di accreditamento, generali e specifici (normative di riferimento per le diverse UdO) nel 50% delle UdO per tutte tipologie; x il controllo di appropriatezza avverrà nella stessa misura e la percentuale di FaSAS da verificare sarà così articolata: - UdO residenziali e semiresidenziali: 15% dei FaSAS relativi all'anno 2014 non escludendo il controllo dei FaSAS anno 2015; - UdO regime ambulatoriale: 5% dei FaSAS relativi all'anno 2014 non escludendo il controllo dei FaSAS anno 2015; - ADI: 10% FaSAS relativi all'anno 2014 non escludendo il controllo dei FaSAS anno 2015. Nel Piano Controlli sono individuate differenti tipologie di visite ispettive/verifiche documentali: x visite ispettive previste dal piano controlli per il raggiungimento degli obiettivi (denominate routinarie) al fine del controllo del mantenimento dei requisiti autorizzativi, di accreditamento (strutturali, tecnologici, organizzativi e gestionali). Per tali ispezioni non è previsto il preavviso; x verifiche delle SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), istanze di accreditamento, SCIA con contestuale richiesta di accreditamento e CPE per le UdO Sociali (Comunicazione Preventiva d’Esercizio). Per tali ispezioni è previsto il preavviso; x visite per il monitoraggio dell’attuazione dei Piani Programma. A tal proposito si specifica che tutte le UdO accreditate afferenti all’ASL di Brescia hanno ottenuto l’autorizzazione definitiva; x controllo di appropriatezza delle prestazioni socio-sanitarie. Per tali ispezioni non è previsto il preavviso; x visite straordinarie, eseguite su segnalazione o a seguito di richieste pervenute da altri enti; x verifiche di legge delle autocertificazioni prodotte in relazione alle SCIA, alle istanze di accreditamento e al mantenimento dei requisiti soggettivi di esercizio e di accreditamento. Gli operatori della U.O. Vigilanza e controllo erogatori socio sanitari effettuano le verifiche presso le UdO garantendo l’omogeneità nei controlli attraverso l’utilizzo di modelli di verbali e check list conformi alla normativa vigente. A partire dall’anno 2015 sarà introdotto, inizialmente per le vigilanze presso le RSA, il verbale informatizzato redatto con l'ausilio di un applicativo informatico. Tale verbale sarà predisposto sulla base delle indicazioni operative/modelli elaborati dal Nucleo multiprofessionale costituito presso la competente Direzione Generale. 50 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Come previsto dalla DGR 2569/2014, l'equipe di vigilanza deve verificare, con le modalità suddette, l'adeguamento ai requisiti aggiuntivi previsti dalla DGR stessa entro 6 mesi dalla sua pubblicazione. La DGR 2989/2014 prevede la non sanzionabilità delle carenze inerenti gli indicatori di appropriatezza previsti dalla DGR 1765/2014, prorogando di un semestre (dal 01.07.2015) tale dovere sanzionatorio. Inoltre si conferma anche per l’anno 2015 la vigilanza incrociata sulle unità d’offerta socio-sanitarie gestite direttamente dalle ASL: alla nostra Azienda competono i controlli sulle UdO gestite dall'ASL di Mantova (n. 14 Consultori Pubblici, n. 6 SerD e n. 1 ADI). Le vigilanze e i controlli di appropriatezza saranno effettuati, per il 50%, nell'anno 2015 e, per il restante 50%, nell'anno 2016. L'equipes di vigilanza sulle UdO sociali sono assistite da personale dei Distretti Territoriali; svolgeranno attività di vigilanza per la verifica del mantenimento dei requisiti sul 50% delle UdO sociali presenti sul territorio di competenza di ciascun Distretto e nel 100% delle Comunicazioni Preventive di Esercizio (CPE) pervenute. Continuerà ad essere garantito, a cura della commissione di vigilanza dedicata, l’esercizio della vigilanza e del controllo ex-artt. 23 e 25 Cod. Civ. sulle persone giuridiche di diritto privato, prevedendo il controllo delle autocertificazioni e le visite ispettive come precisato nel piano annuale. Programmazione degli Interventi nell’area delle Dipendenze Per quanto riguarda le attività programmate dal Dipartimento per il 2014 si segnala: x la realizzazione di una ricerca sul rapporto tra giovani e social network; x la realizzazione di una ricerca sulle problematiche relative al gioco d’azzardo patologico nella popolazione aperta; x attivazione dell'iter di valutazione del bisogno e valorizzazione del voucher rivolto ai pazienti GAP e messa a contratto di n. 4 unità d'offerta SMI e attivazione di n. 2 servizi ambulatoriali per le problematiche relative al gioco d'azzardo patologico ai sensi della DGR 116/2013; x la gestione dei flussi informativi, la partecipazione ai lavori del Tavolo Tecnico Regionale degli Osservatori per le dipendenze e la collaborazione alla stesura del report di sintesi sui dati 2013; x la prosecuzione della collaborazione tra l'unità operativa Centro Clinico Cocainomani e l'Unità Cocaina Ingrado di Lugano anche con l'attivazione, da parte di Regione Lombardia, di un percorso formativo specialistico, con la partecipazione del Direttore Generale e del personale del Centro Clinico Cocainomani dell’ASL di Brescia, del Direttore Generale di Ingrado e del Responsabile della UO Cocaina di Lugano; x la stipula di protocolli d'intesa con AA.OO. insistenti sul territorio dell'ASL di Brescia, per la gestione integrata di persone con problemi alcol-correlati; x la prosecuzione di attività specifiche per la disassuefazione del tabagismo; x l’organizzazione e l’implementazione di un progetto di collaborazione con l'Associazione Autoscuole Bresciane (ABA) di tipo informativo e formativo, della durata di tre mesi, con produzione di materiale specifico dedicato al personale dell'Associazione; x l’approvazione delle Linee Guida organizzative a persone che intendono frequentare sia i Servizi per le Dipendenze sia i Gruppi di Auto-Aiuto attivati dalle Associazioni di Promozione Sociale che ad essi si riferiscono; x l’avvio dello studio “Prevalenza di Disturbi di ansia, Disturbi Affettivi o di tratti di vulnerabilità allo stress in tabagisti che accedono a programmi di disassuefazione integrati presso i CTT. Correlazione con i tassi di cessazione del fumo”; x l'utilizzo diffuso di cartelle informatiche condivise in tutte le unità operative finalizzato alla razionalizzazione della gestione dei materiali di documentazione dei servizi (modulistica, documentazione, relazioni, ...). Ed ancora, nell'area della prevenzione, sono state realizzate le azioni previste nel Piano Complessivo di intervento sul gioco d’azzardo patologico: - nell’area della sensibilizzazione, informazione e formazione; - nel contesto scolastico, il progetto Life Skills Training per studenti di scuola secondaria di primo grado; - nei confronti della popolazione generale, partecipando ad eventi organizzati dalle Amministrazioni Comunali; - nei confronti di gruppi/associazioni di genitori, con percorsi formativi. Sono state inoltre avviate modalità di integrazione di sezioni specifiche sul GAP all’interno di percorsi aziendali già attivi su altre tematiche di promozione della salute. È stato sviluppato un percorso formativo integrato tra l’U.O. Educazione alla Salute ed il Dipartimento Dipendenze rivolto agli operatori dell’Amministrazione Penitenziaria sulle Dipendenze comportamentali, in particolare il GAP. Sono state realizzate collaborazioni per attivare un’area dedicata al GAP sul sito “Giovaninweb” dedicato ad adolescenti e giovani. 51 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 È stato avviato un lavoro di analisi delle progettualità promosse dagli attori presenti nel Comitato Rete locale Prevenzione al fine di “aumentarle laddove possibile e qualificare secondo criteri di appropriatezza e qualità sempre maggiori” (DGR 4225/12). Si è attivata la collaborazione con il Dipartimento ASSI – Servizio FIEE per la definizione e lo sviluppo di percorsi formativi congiunti da sviluppare nel contesto scolastico secondo le linee strategiche ed i contenuti definiti all’interno della “SPS - Rete lombarda delle scuole che promuovono salute”. Le linee di attività da sviluppare nel 2015 sono individuate sulla base delle indicazione contenute: x nelle Regole di Sistema per l’esercizio 2015; x nel Piano Nazionale della Prevenzione 2014 - 2018; x nella DGR 2934/2014 “Impegno, ai sensi dell’intesa Stato-Regioni del 13 novembre 2014 concernente il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, ad assumere nell’emanando Piano regionale della Prevenzione, la visione, i principi, le priorità, la struttura dello stesso, attraverso l’individuazione di programmi regionali, integrati e trasversali ed in coerenza con gli elementi propri del contesto lombardo”; x in riferimento al consolidamento di alcune azioni previste dal Piano Integrato Locale degli interventi di promozione della salute con valenza biennale. In particolare, è confermata: x l’attivazione del piano annuale di raccolta dati da parte dell'Osservatorio nel rispetto delle indicazioni regionali; x il consolidamento e stabilizzazione della rete locale prevenzione con particolare riferimento alla prosecuzione del lavoro di analisi delle progettualità preventive all’interno del Comitato Rete locale Prevenzione; x la disponibilità di interventi di prevenzione universale e selettiva conformi agli standard quali-quantitativi regionali con attenzione alla prevenzione degli incidenti stradali: in tal senso si produrranno protocolli d'intesa con le associazioni autoscuole; x l’impulso allo sviluppo del “Piano Complessivo d’intervento sul Gioco d’azzardo Patologico – Azione 1 Sensibilizzazione ed informazione alla popolazione”, attraverso forme di collaborazione formalizzate con Enti Locali ed associazioni/agenzie del territorio; x il potenziamento del coordinamento operativo, dell’impatto dei programmi e delle azioni preventive in collaborazione con il Dipartimento ASSI; x l’implementazione, con modalità organizzative coerenti con le indicazioni regionali del modello di valutazione multidimensionale del bisogno e del profilo di gravità; x l’attivazione di protocolli specifici con i gruppi di auto aiuto per la gestione di persone con problemi alcol correlati e delle loro famiglie; x l’attuazione di corsi di formazione diretti ai Medici Medicina Generale relativi a percorsi diagnostico-terapeutici inerenti la gestione di problemi e patologie alcolcorrelate e di dipendenze comportamentali; x l’attivazione di progetti inerenti ad una migliore efficienza e accessibilità ai servizi territoriali di persone straniere; x l’attivazione e verifica dei percorsi di accesso dei pazienti GAP nel rispetto delle vigenti disposizioni; x la prosecuzione di attività specifiche per la disassuefazione del tabagismo; il prosieguo del progetto di ricerca sull'esito degli interventi per il tabagismo; x l’attivazione di protocolli tecnico-operativi di Mindfulness; x l’aggiornamento dell'opuscolo “Alcol e Guida” per cittadini convocati per guida in stato di ebrezza; x la prosecuzione dello studio “Prevalenza di disturbi di ansia, disturbi affettivi o di tratti di vulnerabilità allo stress in tabagisti che accedono a programmi di disassuefazione integrati presso i CTT. Correlazione con i tassi di cessazione del fumo”. 52 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 LE INIZIATIVE DI SEMPLIFICAZIONE E QUALITA’ Il SISS: Sistema Informativo Socio Sanitario Regionale I servizi del Sistema Informativo Socio Sanitario della Regione Lombardia sono utilizzati, ad oggi, da circa 70.000 operatori, sono sempre più integrati e pervasivi e sono lo specchio del livello di informatizzazione della Sanità Regionale. Il sistema informativo regionale, si caratterizza come: x sistema federato, in quanto molti servizi erogati sono strutturalmente realizzati mediante la composizione coerente di contributi forniti da differenti attori distribuiti sul territorio, a formare un servizio omogeneo. Si pensi ad esempio al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) ed alle Prenotazioni, ottenute dalla composizione di contributi distribuiti fra Regione ed Enti Erogatori Pubblici (EEP) e Privati Accreditati (EEPA). Si pensi alla Prescrizione elettronica (e-prescription), ottenuta dalla composizione di componenti analogamente distribuite con in più l’ulteriore attore rappresentato dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze); x sistema integrato, in quanto la generalità dei principali processi erogati si caratterizza per la composizione organica di servizi con diverse missioni ma integrati fra loro. Si pensi al supporto del ciclo prescrittivo-erogativo, sia ambulatoriale che di ricovero che farmaceutico. Considerando la sensibilità dei dati trattati ed i rischi connessi, saranno promossi e realizzati servizi al fine di portare la parte di competenza del sistema ad un appropriato ed uniforme livello di protezione. Come negli anni precedenti, l’azienda predisporrà, entro il 31 marzo 2015 il proprio piano annuale SISS in cui saranno definiti gli obiettivi da raggiungere, anche in termini quantitativi, per il governo del sistema informativo. In particolare, il piano conterrà: x gli obiettivi di diffusione/utilizzo dei servizi SISS alle aziende EEP e EEPA; x progressiva diffusione della ricetta dematerializzata, sia in ambito farmaceutico che ospedaliero; x adeguamento del FSE con evoluzioni per il supporto dei nuovi modelli organizzativi per la cronicità, l’apertura a nuovi operatori; x sviluppo di iniziative per la promozione della prenotazione delle prestazioni/servizi via Internet (tramite il Portale cittadino servizi socio-sanitari); x In raccordo con le iniziative di AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) relative al nodo dei pagamenti, sarà inoltre attivato il servizio di pagamento dei ticket sanitari attraverso tutti i canali possibili (Uffici postali, ATM, home banking, POS virtuale, ecc.) in modo da rendere sempre più agevole ed integrato il processo di prenotazione e pagamento; x la comunicazione ai cittadini e le attività di formazione degli operatori socio-sanitari coinvolti nei vari processi. Nell’area socio-sanitaria, si completerà lo sviluppo dell’infrastruttura informatica del processo di valutazione del bisogno. L’ASL ha un forte ruolo di governance nell’accesso ai servizi socio sanitari: l’infrastruttura informatica è un elemento fondamentale anche in funzione del processo di omogeneizzazione a livello territoriale, dell’appropriato orientamento del bisogno nell’ambito del sistema dei servizi e dell’integrazione degli attori che, a livello locale, intervengono nel processo di presa in carico della persona. Il contesto informatico, quindi, concorrerà, una volta a regime, a facilitare la sinergia tra gli attori impegnati sul territorio nella valutazione e nella risposta al bisogno. Verranno altresì implementati gli strumenti informativi e i flussi di dati necessari al monitoraggio e allo sviluppo dei sistemi di conoscenza a supporto della programmazione sociale locale in continuità con l'attività di supporto e accompagnamento agli ambiti territoriali (Piani di Zona), in un’ottica di integrazione tra le politiche sociosanitarie e sociali. Nell’area amministrativa proseguirà il percorso avviato nell’ultimo semestre del 2014 per l’attivazione della fatturazione elettronica, ai sensi del D.M. n.55 del 2013 e del D.L. n.66 del 2014 che hanno fissato, a livello nazionale, gli standard e le scadenze normative per la Pubblica Amministrazione centrale e locale. Saranno strutturati percorsi organizzativi e gestionali che garantiscano: l’informatizzazione dei processi, la riconciliazione dei dati nel sistema contabile e la velocizzazione delle procedure di liquidazione. Il Piano di Comunicazione Il Piano di comunicazione, che l’Azienda si accinge a definire compiutamente ed a trasmettere al livello regionale, rappresenta un supporto alla direzione strategica nell’attuazione di obiettivi di salute, di miglioramento dell’organizzazione e della qualità, anche attraverso il coinvolgimento di tutti i livelli aziendali e la condivisione del patrimonio di conoscenze. Il piano sintetizza le azioni di comunicazione esterna dedicate ai risultati raggiunti nei 53 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 diversi ambiti di attività dell’azienda; ad orientare i cittadini e gli stakeholder all’organizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari; è un mezzo utile al funzionamento, alla fruibilità e al corretto utilizzo dei servizi stessi. Le iniziative di comunicazione intendono inoltre sensibilizzare gli assistiti ad attuare scelte consapevoli per la propria e l’altrui salute. Nel Piano sono descritte le aree di intervento e gli strumenti utilizzati, quali prodotti editoriali, web e intranet aziendale, informazione attraverso i media, sia locali che nazionali. Nel 2015 la comunicazione si qualifica sempre più come occasione per aumentare il dialogo con i cittadini e con gli stakeholder, per rafforzare e facilitare la comunicazione tra gli operatori. Le principali aree su cui si concentreranno le attività di comunicazione esterna sono: x la trasparenza, e la semplificazione dell’accesso ai servizi; x il rapporto tra ambiente e salute (corretta informazione sui rischi, sulle attività in corso, sugli esiti di indagini, consigli utili alla popolazione); x la prevenzione attraverso il programmi di screening; x la promozione di sani stili di vita e la prevenzione dell’incidentalità; x la prevenzione del gioco d’azzardo patologico; x le misure a sostegno della famiglia fragile. La programmazione tiene conto e prosegue completando e/o potenziando le iniziative di comunicazione e informazione avviate nel 2014, in una logica di continuità progettuale; a tal proposito, il piano contiene il resoconto delle principali azioni intraprese e dei feedback sui principali strumenti a disposizione sia in ambito di comunicazione interna che esterna. Le Attività di Formazione e lo Sviluppo delle Professionalità Il Piano Formazione Un’organizzazione sanitaria è capace di soddisfare i bisogni di salute della popolazione, intesi nella più vasta accezione, nella misura in cui riesce a promuovere ed orientare lo sviluppo professionale del proprio personale in termini di conoscenza, capacità, consapevolezza: il miglioramento di una Azienda non può prescindere dalla valorizzazione del capitale umano, attuata attraverso azioni e programmi di gestione, sviluppo e investimento nella formazione. L’obiettivo che ASL di Brescia persegue con il Piano di Formazione annuale, è assicurare percorsi di crescita professionale per tutto il personale della Azienda (coerenti con le competenze acquisite o da acquisire, e con i ruoli/compiti da espletare), valorizzando le esperienze lavorative nell’ambito della propria professionalità, e garantendo, da un lato, la massima coerenza degli eventi agli obiettivi di interesse regionale e aziendale, e dall’altro la promozione del miglioramento continuo della qualità. Il Piano rappresenta lo strumento che permette il monitoraggio della coerenza delle attività con le necessità dell'organizzazione: agisce sulla cultura organizzativa, sul ruolo delle persone e sul loro sapere professionale. Nella pianificazione degli eventi formativi per il 2015, è stata posta specifica attenzione ai temi strategici affrontati a livello regionale, verificando che le iniziative proposte vengano promosse: x a supporto della qualità, della vision e della mission della Azienda e per il raggiungimento degli obiettivi strategici, x combinando la formazione con lo sviluppo professionale e consentendo la condivisione di politiche operative, in un’ ottica di collaborazione e sussidiarietà; x valorizzando l’apporto di docenza propria, anche in sinergia tra Aziende sanitarie e favorendo il confronto tra pari; x valorizzando le esperienze lavorative che si creano nell’ambito in cui si esercita la propria professionalità, attraverso l’idoneo riconoscimento della formazione sul campo, finalizzata anche alla predisposizione di strumenti culturali e funzionali. Verrà consolidata la metodologia della Formazione a Distanza (FAD), che, grazie allo sviluppo di tecniche informatiche e digitali, consente di creare una rete di saperi e operatività condivise tra un notevole numero di partecipanti, su tutte le sedi operative della azienda. Il Piano di Formazione 2015 è uno strumento fruibile, con una attenzione costante e pervasiva alla qualità; è flessibile e dinamico, strutturato in linee chiare, come ad esempio i temi prioritari per il processo di modernizzazione della pubblica amministrazione, intesa nella sua più vasta accezione, i temi della trasparenza, integrità e anticorruzione da parte della P.A., confronti di natura specialistica e dedicati allo scambio di esperienze fra i diversi attori coinvolti, seminari e workshop di natura tecnica gestiti da personale interno, oltre a Convegni ed eventi di rilievo per riflettere sulle sfide della sanità pubblica e della globalizzazione. 54 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 I Corsi di laurea e le attività di tirocinio L’ASL di Brescia sviluppa il proprio impegno in ambito formativo anche attraverso la gestione, in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, di due Corsi di Laurea per le Professioni Sanitarie della Prevenzione: in Assistenza Sanitaria e in Tecniche della Prevenzione negli Ambienti e nei Luoghi di Lavoro. Dall’Anno Accademico 2003/2004, l’Azienda è sede accreditata del Corso di Laurea triennale in Assistenza Sanitaria e ne coordina la didattica (teoria e tirocinio) per la sezione di Brescia. Ad oggi sono stati laureati complessivamente 129 Assistenti Sanitari e risultano iscritti, nei tre anni in corso, 63 studenti. Ai 25 studenti (più uno straniero) che annualmente si possono immatricolare, l’Azienda offre numerose opportunità di tirocinio nelle aree centrali e territoriali dell’Azienda; ha attivato alcuni tirocini anche presso Enti convenzionati esterni. Riconoscendo il carattere prevalentemente territoriale della figura del Tecnico della Prevenzione negli Ambienti e nei Luoghi di Lavoro, dall’Anno Accademico 2014/2015 l’Azienda, già sede di tirocinio formativo, è diventata sede accreditata per la gestione dello specifico Corso di Laurea. Ogni anno sono previste 20 nuove immatricolazioni (più due riservate agli stranieri) e, complessivamente, risultano iscritti nei tre anni in corso 55 studenti. Allo scopo di sostenere al meglio la crescita formativa, vengono offerte opportunità di conoscenza ed esperienza nelle diverse sedi centrali e territoriali dell’ASL e anche in altre aree e realtà del territorio, in strutture sia pubbliche sia private, in possesso di adeguati requisiti e standard. Per entrambi i corsi di laurea, nelle sedi prescelte, gli studenti vengono affidati a professionisti esperti (gli assistenti di tirocinio) che svolgono funzioni di tutoraggio e facilitano la coniugazione dei saperi teorico-disciplinari con la prassi operativa. Per l’anno 2015 sarà mantenuto/incrementato il numero di studenti in tirocinio nelle sedi interne e saranno oggetto di analisi, ed eventuale revisione, le opportunità di apprendimento offerte dalle varie sedi aziendali in funzione delle specifiche aree di competenza. Inoltre, al fine di favorire proficui rapporti di collaborazione con le Università e, più in generale, con il mondo della formazione e della ricerca, l’Azienda - nei termini stabiliti dal Regolamento adottato in materia con decreto D.G. n. 634 del 18.12.2014 – attiva apposite convenzioni con gli Enti Promotori per l’accoglimento di studenti e laureati in tirocinio cd. “curriculare” (iscritti a Corsi di Laurea universitari, Scuole di Specializzazione, Master, ecc.) e “professionalizzante” (tirocini previsti ex lege per il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio di professioni). Il Piano di Monitoraggio e Valorizzazione dei Processi di Qualità La politica di gestione della qualità dell'Asl di Brescia è stata improntata all'attivazione di molteplici iniziative, in atto presso le articolazioni aziendali. Per la valorizzazione permanente dei singoli processi interni, a partire dal 2013, è stato implementato un apposito Piano, caratterizzato da una metodologia di analisi unitaria, effettuata secondo quattro “prospettive”: processi interni; customer satisfaction; economico finanziaria; innovazione e crescita. Dal monitoraggio 2014, i processi di miglioramento sono risultati essere in totale 1.556, distribuiti in modo sostanzialmente equilibrato tra tutte le articolazioni aziendali ed emerge che: tutte le articolazioni aziendali sono coinvolte; tutte le tipologie di processi di miglioramento sono presenti; la categoria di processi di miglioramento orientata ad ottimizzare l’efficienza operativa-organizzativa è la più diffusa; circa la metà dei processi di miglioramento sono stati introdotti o aggiornati di recente, con una proporzione che giunge al 65% per i processi di “sostenibilità economico-finanziaria”. Considerato che il Piano consente una lettura sinottica ed un confronto fra le articolazioni aziendali nei differenti anni di applicazione, per il 2015 è confermato il percorso ed il metodo. Il Piano di Risk Management L’Azienda intende, anche per l’anno 2015, elaborare una strategia per la definizione di linee e azioni finalizzate a garantire un buon grado di sicurezza per i pazienti e per gli operatori. A tal fine, sarà finalizzato entro il termine del 31.03.2015, un Piano Annuale di Risk Management (P.A.R.M.), dopo averlo condiviso con il Gruppo di Coordinamento per la Gestione del Rischio e il Comitato di Valutazione Sinistri, che proseguiranno nelle loro attività. Saranno realizzati, in coerenza con le linee strategiche indicate dal livello regionale, almeno n. 2 progetti e n. 2 iniziative formative, scegliendo fra gli ambiti di farmacovigilanza, gestione dei farmaci nelle postazioni di Continuità assistenziale e prevenzione dei rischi legati all’attività vaccinale. Si procederà alla regolare segnalazione degli Eventi Sentinella attraverso il SIMES, garantendo l’assolvimento del debito informativo verso Regione. 55 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Si proseguirà l’aggiornamento del D.B. regionale per il monitoraggio della sinistrosità aziendale, avendo particolare attenzione alla compilazione del campo “regime di trattamento”; sarà garantito il monitoraggio degli Eventi Avversi Rilevanti. Sarà garantita la partecipazione agli incontri a livello regionale relativamente all’Ascolto e Mediazione trasformativa, per il confronto di casi trattati e per la condivisione di esperienze. Saranno assicurati il supporto dei mediatori ASL per l’obiettivo di fare rete per l’attività di ascolto/mediazione trasformativa e la partecipazione del Risk Manager e dei Responsabili CVS ai relativi Network e agli altri eventi formativi. Le Misure di Prevenzione della corruzione e l’Amministrazione Trasparente Nel corso dell’anno 2015, l’Azienda assicura il consolidamento degli adempimenti e il proseguimento delle misure per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità, già attivate e previste nel piano triennale di riferimento. In considerazione del fatto che nel 2014 è stato per la prima volta adottato il Piano Triennale, il 2015 sarà un anno di consolidamento delle misure di prevenzione previste ed estese ad ulteriori aree ritenute a rischio. Con la Legge n. 190/2012, il legislatore ha delineato un assetto non privo di complessità sia per l’insieme degli strumenti introdotti, da integrare con quelli già in essere, sia per le relazioni tra i vari attori istituzionali coinvolti nella sua attuazione. La prevenzione dell’illegalità e la promozione di maggiori livelli di trasparenza delle informazioni costituiscono, dunque, un’area strategica dell’Azienda che conferma l’adozione, entro il termine del 31 gennaio, del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) e del Programma Triennale della Trasparenza e Integrità (PTTI), che, con le risorse a disposizione, delineano obiettivi, tempi e responsabilità per la concreta attuazione. In riferimento alle finalità ed ai contenuti della legge anticorruzione, si può facilmente rilevare una linea di continuità rispetto al quadro normativo delineato dal D.Lgs. n. 150/2009, in ragione del forte collegamento funzionale, presente in entrambi i provvedimenti, tra la trasparenza e l’integrità, ai fini della prevenzione della corruzione. Le misure di prevenzione, indicate nel PTPC, costituiscono obiettivi per il 2015, da attribuire, nell’ambito del ciclo delle performance, ai responsabili individuati. La loro realizzazione viene monitorata periodicamente e sarà oggetto di conseguente valutazione ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio. Per rendere evidente l’integrazione degli strumenti programmatori, nel Piano della performance è confermato il riferimento a obiettivi, indicatori e target relativi ai risultati da conseguire tramite la realizzazione dei Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), comprensivo del Programma triennale della trasparenza e dell’integrità (PTTI). 56 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 3. INTERVENTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI PER IL MIGLIORAMENTO DELL’EFFICACIA L’Azienda – che orienta le proprie azioni al perseguimento degli obiettivi fissati dalla Regione con particolare riferimento ai principi di efficacia, efficienza ed economicità – conferma l’impegno ad esercitare un forte governo dei principali fattori produttivi ed a promuovere la razionalizzazione dei processi tecnico-amministrativi. Dall’inizio del corrente anno, si è data attuazione alle poche modifiche organizzative richieste ed assentite con DGR n. X/2842 del 05.12.2014, finalizzate ad ulteriore semplificazione e a diversa afferenza di alcune funzioni. Un ulteriore, necessario, adeguamento organizzativo sarà formalizzato, con le modalità previste dalle disposizioni regionali, una sola volta nel corso dell’anno. I BILANCI E L’AREA DELLA GESTIONE FINANZIARIA L’ASL redige i propri bilanci nel rispetto delle disposizioni nazionali e regionali; si riportano i dati del Bilancio d’esercizio 2013, CET 4° Trimestre 2014. EQUILIBRIO ECONOMICO FINANZIARIO (Importi €/1000) Cod. Voce 2013 Bilancio d'esercizio Decreto DG n. 543 del 29.10.2014 2014 CET 4° Trimestre BILANCIO SANITARIO RICAVI ASLR01 ASLR02 ASLR03 ASLR04 ASLR05 ASLR06 ASLR07 ASLR08 ASLR09 ASLR10 Quota Capitaria Funzioni non tariffate F.do maggiori consumi DRG F.do maggiori consumi AMBU Utilizzi contributi es. precedenti Altri contributi e fondi da Regione (al netto rettifiche) Altri contributi (al netto rettifiche) Entrate proprie Libera professione (art. 55 CCNL) Prestazioni S.S.R. ASLR11 ASLR13 Proventi finanziari e straordinari Ricavi da prestazioni sanitarie Totale Ricavi (al netto capitalizzati) ASLC01 ASLC02 ASLC03 ASLC04 ASLC05 ASLC06 ASLC07 ASLC08 ASLC09 ASLC10 ASLC11 Drg Ambulatoriale Neuropsichiatria Screening Farmaceutica+Doppio canale Protesica e dietetica in convenzione File F Psichiatria Personale IRAP personale dipendente Libera professione (art. 55 CCNL) + IRAP Ammortamenti (al netto dei capitalizzati) Medicina Generale e Pediatri Beni e Servizi (netti) Altri costi Accantonamenti dell'esercizio Integrativa e protesica non erogata in farmacia (compresi acq. di beni) Oneri finanziari e straordinari Prestazioni sanitarie Totale Costi (al netto capitalizzati) Risultato economico 1.436.875 4.088 611 1.430.522 4.088 307 16.239 468 11.012 650 13.274 502 9.691 627 648 199 1.470.790 993 169 1.460.173 635.208 245.556 5.880 2.229 202.167 630 79.416 35.173 75.115 3.720 622.513 243.078 6.582 2.461 201.458 457 85.977 36.584 74.843 3.701 571 573 1.205 101.316 22.854 4.918 1.179 953 102.108 22.412 4.548 2.225 37.776 235 15.642 1.470.790 - 38.007 73 11.620 1.460.173 - 181271 181271 0 186633 186633 0 23870 23870 0 13047 13047 0 COSTI ASLC12 ASLC13 ASLC14 ASLC15 ASLC16 ASLC17 ASLC18 ASLC19 BILANCIO ASSI BILANCIO ASSI RICAVI COSTI Risultato economico BILANCIO SOCIALE RICAVI BILANCIO SOCIALE COSTI Risultato economico 57 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Il Piano Attuativo della Certificabilità dei Bilanci In attuazione del Decreto del Ministero della Salute del 01.03.2013 recante disposizioni sulla definizione dei Percorsi Attuativi della Certificabilità (PAC) dei Bilanci delle Aziende Sanitarie e delle indicazioni regionali, con Decreto n. 682 del 30.12.2014, è stato approvato il Piano aziendale che prevede, per ciascuna area tematica, le relative scadenze massime per il raggiungimento degli obiettivi. Nel corso dell’anno 2015 - in seguito all’approvazione ministeriale (Economia e Salute) dell’aggiornamento del piano regionale dei Percorsi Attuativi della Certificabilità – saranno declinate una serie di “sotto azioni” specifiche e relative scadenze, che rappresenteranno l’impegno che l’Azienda assumerà nei confronti di Regione Lombardia per raggiungere la certificabilità dei propri bilanci. La Fatturazione Elettronica Proseguirà il percorso avviato da Regione Lombardia - nell’ultimo trimestre del 2014 – per l’attivazione della fatturazione elettronica nelle Aziende Sanitarie Lombarde, ai sensi delle disposizioni vigenti che hanno fissato, a livello nazionale, gli standard e le scadenze per la Pubblica Amministrazione centrale e locale. Le procedure attivate hanno previsto l’utilizzo di un HUB regionale (piattaforma centralizzata) per la gestione delle fatture attive (operativo dal 17.11.2014) e passive delle Aziende Sanitarie da e verso il sistema di interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. A decorrere dal 17 febbraio 2015, questa Azienda utilizzerà, in via sperimentale e anticipata rispetto all’obbligo di legge, il sistema di interscambio di SOGEI per la fatturazione elettronica con i fornitori, con l’applicazione del Protocollo di Intesa tra Regione Lombardia e Assobiomedica, ai sensi della D.G.R. n.X/2303 del 1.8.2014 e l’estensione dei vantaggi, riconosciuti dal protocollo, a tutti i fornitori del sistema che utilizzino la fatturazione elettronica durante il periodo della sperimentazione, ovvero fino al 31.03.2015. ASL di Brescia partecipa al Gruppo di Lavoro regionale per l’elaborazione di un primo documento di Linee Guida per i fornitori ASL contenente gli standard individuati da Regione Lombardia per consentire la tracciatura e la riconciliazione delle fatture nei gestionali aziendali. IL CONTO GIUDIZIALE Con Decreto DG n. 663 del 22.12.2014 è stato approvato - nel rispetto delle disposizioni regionali - il Regolamento aziendale degli Agenti Contabili e della resa del Conto Giudiziale disciplinante i criteri di individuazione, le funzioni, gli obblighi, le conseguenti responsabilità degli Agenti Contabili nonché i modelli di riferimento per la resa del conto giudiziale e la documentazione da produrre a corredo dello stesso. Con Decreto DG n. 664 del 22.12.2014 si è proceduto alla nomina degli Agenti Contabili. Nel corso dell’anno 2015, sulla base delle linee guida emanate in materia, sarà disposto l’invio alla sezione di competenza della Corte dei Conti dei conti giudiziali a partire dall’esercizio 2014. IL GOVERNO DEI PRINCIPALI FATTORI PRODUTTIVI Il Percorso di budget Confermando l’esperienza del precedente esercizio ed al fine di rispondere alla situazione economico finanziaria che prevede una riduzione delle risorse a disposizione, questa Azienda conferma l’impegno a proseguire l’azione di efficientamento e responsabilizzazione dei costi, anche mediante il sistema interno di controllo delle attività che permetta l’analisi, sempre più integrata, sia delle informazioni di carattere economico che di quelle gestionali. Continuerà quindi, anche nel corso del 2015 e nell’ambito del percorso di budget e del più ampio ciclo di gestione della performance, l’attività di assegnazione ai Centri Negoziatori e di monitoraggio periodico degli obiettivi di interesse regionale, degli obiettivi aziendali stabiliti dal Comitato di Budget, l’analisi dei dati di attività e dei correlati indicatori, così come individuati dai Dipartimenti, in collaborazione con gli stessi e con le Direzioni Gestionali Distrettuali. Si conferma, nella sostanza, l’impianto strutturato nel corso del 2014, dando evidenza del fatto che nello scorso mese di dicembre il Comitato di Budget ha provveduto: - 58 / 64 alla definizione degli obiettivi economici oggetto del percorso 2015 per Centro Negoziatore (con importi provvisori in attesa dell’assegnazione delle risorse economiche da parte di Regione Lombardia) ed alla validazione della scheda economica; all’aggiornamento ed integrazione, da parte delle Direzioni Aziendali, degli indicatori per consentire l’analisi dei fenomeni gestionali con particolare attenzione al rapporto tra attività svolta e risorse assegnate, al rapporto tra valore della produzione ed il valore dei costi nonchè all’andamento della spesa per l’acquisizione dei beni e servizi. Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Proseguirà l’attività di monitoraggio trimestrale del budget, anche economico, assegnato e l’analisi dei dati di attività/indicatori con il coinvolgimento attivo delle articolazioni citate, al fine di fornire informazioni e valutazioni relative sia al singolo fenomeno sia all’attività nel suo complesso. Si conferma, infine, il sistema di reporting strutturato nel corso del 2014, verso la Direzione Strategica ed i vari Centri Negoziatori, differenziato in base ai diversi livelli di responsabilità. Sarà data particolare attenzione alle elaborazioni di Contabilità Analitica per centri di costo in merito a: x qualità dei dati, anche alla luce del percorso che verrà avviato nel 2015 in Regione Lombardia nella prospettiva di una successiva definizione del costo standard di produzione per “attività e processi “ individuati e che necessiterà di valutare i correlati fattori produttivi specifici (anche esterni), direttamente o indirettamente attribuibili; x rigoroso rispetto delle nuove tempistiche di trasmissione dei dati dal livello regionale; x rigoroso rispetto delle nuove disposizioni regionali, per la quadratura con la Contabilità Generale, sia a livello trimestrale che annuale; x risorse umane operanti a qualsiasi titolo presso l’ASL e relativi costi: sarà curata la verifica della coerenza con le informazioni presenti nel Flusso Fluper, in considerazione dell’elevata rilevanza di tali informazioni ai fini del progetto regionale di individuazione degli standard di fabbisogno di personale. Infine, il Controllo di Gestione fornirà il supporto richiesto e necessario al Collegio Sindacale per il monitoraggio della spesa infra-annuale a garanzia del rispetto degli obiettivi economici assegnati e dell’equilibrio di bilancio nelle varie fasi che accompagnano il processo di bilancio e di revisione dei processi aziendali per una maggior ottimizzazione delle risorse. ATTIVITÀ DI INTERNAL AUDITING Nel corrente esercizio proseguono, anche in riferimento al percorso attivato dal livello regionale di costruzione di una Rete dedicata - tesa a rafforzare i presidi di controllo interno degli Enti Sanitari – le attività della funzione di Internal Auditing, operativa in Azienda dal 2006. In particolare: x sarà garantito il processo di formazione e sviluppo delle professionalità impiegate; x l’Azienda, che con deliberazione n. 125 del 04.03.2008, si è dotata del Manuale Operativo di riferimento - che definisce i doveri, responsabilità e procedure operative della funzione di Internal Auditing Aziendale – verificherà l’aderenza dello stesso al DDUO Sistema dei Controlli e Coordinamento Organismi Indipendenti e, laddove necessario, apporterà eventuali allineamenti ad esso nei principi e nei criteri; x realizzerà nel 2015 il piano di Audit annuale, strumento che guida, in termini di indirizzo, l’attività di pianificazione della funzione, sulla base dei risultati del precedente esercizio e di una proposta del Responsabile della funzione che sarà assentita dal Direttore Generale; x entro il mese di dicembre 2015 sarà trasmessa, a cura del Responsabile Internal Auditing alla Direzione Generale Salute, nei termini temporali e con le modalità definite dal livello regionale, la pianificazione annuale dell’attività per il 2016. 59 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 LE RISORSE UMANE Questa Azienda, nella programmazione e gestione delle risorse umane, persegue politiche di valorizzazione delle risorse stesse, di razionalizzazione e contenimento dei costi, nel rispetto dei vincoli derivanti dalle disposizioni nazionali e regionali in materia, nonché delle Regole di Sistema annuali. In questo contesto, assume un particolare significato il rigoroso rispetto delle risorse economiche assegnate in sede di budget per il corrente esercizio. Per le finalità istituzionali l’Azienda si avvale della collaborazione di 1598 dipendenti (dato riferito al 31.12.2014) corrispondente a 1497 tempi pieni equivalenti, cosi suddivisi: F M totale al 31.12.2014 situazione al 31.12.2013 Dirigenza Medica 70 78 148 152 Dirigenza Veterinaria 30 81 111 112 Dirigenza Sanitaria non Medica (Psicologi Sitra) 77 20 97 101 Dirigenza Tecnica (ingegneri Analisti Sociologi) 2 11 13 15 Dirigenza Amministrativa 7 6 13 12 186 196 382 392 MACROPROFILO DIRIGENZA TOTALE DIRIGENZA PERSONALE DEL COMPARTO Sanitario (infermieri assistenti sanitari, ostetriche, tecnici della prevenzione tecnici di laboratorio) 409 152 561 587 Tecnico (assistenti sociali assistenti tecnici operatori socio sanitari operatori tecnici) 143 74 217 194 Amministrativo 372 66 438 446 TOTALE COMPARTO 924 292 1216 1227 1110 488 1598 1619 TOTALE GENERALE di questi, 982 operano a livello territoriale e i restanti negli assetti organizzativi centrali; 343 hanno un contratto di lavoro a tempo parziale; 264 sono idonei con limitazioni. L’età media dei dipendenti è di 50 anni, di cui 52 per gli uomini e 49 per le donne. Il Piano di Gestione delle Risorse Umane Nell’area delle Risorse Umane saranno perseguiti i seguenti obiettivi: x Predisposizione di un piano di gestione delle risorse umane, contenente le azioni da mettere in atto per la copertura del turn over, per le assunzioni a tempo determinato e per gli incarichi di lavoro autonomo e di somministrazione, nel rispetto del budget complessivo assegnato dalla Regione e con un tendenziale aumento della quota di personale con contratto a tempo indeterminato rispetto alle altre tipologie di contratto, ai fini della riduzione del fenomeno del precariato. x Valutazioni di possibili iniziative per la gestione congiunta ad altre Aziende di concorsi o altre prestazioni amministrative del Servizio Risorse Umane. x Consolidamento dei processi volti ad assicurare la massima completezza e una qualità sempre più elevata dei dati FLUPER in stretto raccordo con l’UO Controllo di Gestione e coordinando gli uffici Aziendali preposti alla rilevazione delle presenze. x Compilazione e monitoraggio mensile, alle scadenze e modalità previste, dell’apposito format predisposto dalla Direzione Generale Salute ai fini dell’avvio di una nuova rilevazione dei fabbisogni. IL SISTEMA INFORMATIVO AZIENDALE Il sistema informativo dell’ASL di Brescia, per soddisfare adeguatamente le richieste dei diversi assetti aziendali, è in continua evoluzione. Obiettivo primario è fornire risposte adeguate e tempestive agli utenti, siano essi interni o esterni. 60 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 Attraverso i sistemi hardware e software presenti in azienda è garantita la generazione, l’elaborazione, la circolazione e la memorizzazione delle informazioni. Le principali dotazioni aziendali, al 31.12.2014, sono così suddivise: 1612 292 130 1728 45 30 138 106 23 postazioni di lavoro (personal computer) stampanti per ambulatori e front-office stampanti multifunzione dipartimentali apparecchi telefonici (con tecnologia VOIP) con 300 linee su flussi primari linee voce su flussi primari per servizio di continuità assistenziale con registrazione delle chiamate linee voce su flussi primari per servizio di CUP con numero verde cellulari + 21 SIM dati per accesso in remoto tramite APN dedicato server (virtuali, su 3 host fisici) nel sito di produzione – Storage da 12TeraByte server (virtuali, su 2 host fisici) nel sito di Disaster Recovery – Storage da 6 TeraByte La complessità di tale sistema è strettamente connessa alla gestione dei flussi di attività ed economici, che richiede, in considerazione della loro numerosità, una forte evoluzione verso una strutturazione integrata. Questo comporta la strategicità delle risorse informatiche che, se non gestite adeguatamente, possono determinare criticità all’interno dell’azienda e disservizi rilevabili anche dagli utenti esterni. Attività prioritarie diventano: le azioni volte a garantire unitarietà e coerenza degli interventi, l'apertura del sistema alle necessità d’interscambio e interazione coi sistemi informativi delle altre Pubbliche Amministrazioni locali sfruttando i diversi protocolli di cooperazione applicativa, la possibilità di accesso alle informazioni in modo indipendente e trasparente, l'integrazione fra strumenti e banche dati già esistenti e l'utilizzo della rete per la diffusione delle informazioni in modo capillare sul territorio. LA GESTIONE DEGLI ACQUISTI In coerenza con la strategia regionale, l’Azienda, da diversi anni, promuove l’interazione e l’integrazione con le altre Aziende Sanitarie in relazione alle procedure di acquisto di beni e servizi. In particolare aderisce, a far data dal 2003, al Consorzio AIPEL (Accordo Interaziendale Provveditori Est Lombardia), realizzando la gestione di servizi in comune con utilizzo sinergico delle risorse ed il consolidamento di forme di aggregazione degli acquisti. Nel rispetto delle Regole 2015, che delineano il percorso e la continuità operativa delle azioni riferite al sistema acquisti in conformità e attuazione della LR n. 11/2011, si sottolinea che: x sempre più determinante sarà l’attività dell’Agenzia Regionale Centrale Acquisti (ARCA) che, in qualità di centrale di committenza, governerà la “domanda” del settore acquisti aziendale; in particolare ed al fine di ottimizzare l’utilizzo di risorse umane, strumentali ed economiche, l’Azienda gestirà la propria programmazione, in materia di acquisti di beni e servizi, alla luce del piano di lavoro stilato dall’Agenzia; x attraverso l’attività del Referente Aziendale per i rapporti con l’ARCA, verrà garantito il raccordo tra le procedure aziendali e quelle dell’Agenzia, il rispetto dei tempi e della qualità dei flussi informativi e il raccordo fra gli stessi e i dati degli Osservatori Regionali; x proseguirà l’esperienza del Consorzio di cui sopra, assolvendo ogni conseguente adempimento previsto, in accordo con le altre Aziende Sanitarie interessate; il Coordinatore del Consorzio manterrà il ruolo di figura garante del corretto assolvimento dei flussi informativi da e verso l’Amministrazione Regionale, nonché del puntuale monitoraggio dell’andamento dell’attività di programmazione del settore acquisti; x sarà assicurata e promossa la partecipazione a percorsi di formazione per gli operatori della funzione acquisti, ritenuta strategica per il sistema; x sarà garantita l’implementazione di sistemi di monitoraggio e verifica, con l’obiettivo di tutelare la trasparenza del sistema degli acquisti, nonché la corretta conduzione ed esecuzione delle prestazioni affidate. Per conseguire un migliore utilizzo delle risorse umane, delle risorse strumentali ed immobiliari aziendali verrà, inoltre, realizzato un Progetto di integrazione logistica area Magazzini Economale, condiviso con Aziende Sanitarie ed Ospedaliere che insistono su aree geografiche limitrofe a quella governata dall’ASL di Brescia. In ragione di quanto sopra, l’ASL di Brescia, in qualità di capofila, ha - nel corso del 2014 - gestito tutte le operazioni istruttorie volte all’indizione dell’appalto ed all’individuazione dell’operatore economico aggiudicatario, che gestirà il Magazzino Unico. Sempre più le Aziende del Sistema Sanitario Regionale saranno chiamate a concentrare l’attenzione verso azioni ed obiettivi strettamente legati alla propria “mission”, lasciando al mercato esterno, pur mantenendo la funzione di controllo e governo, la gestione di attività c.d. “no core”. Da ciò deriva l’obiettivo di rafforzare l’interazione e integrazione tra Aziende Sanitarie, per attuare la completa esternalizzazione delle attività in argomento e 61 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 raggiungere economie di spesa attraverso la rilevazione del costo standard delle attività amministrative generali su base numeriche di costo e sul valore economico. LA VALORIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO AZIENDALE Il Piano Investimenti Nel rispetto dei limiti di sistema, nel corso dell’anno 2014, utilizzando una parte delle risorse introitate a seguito della vendita ad ARPA Lombardia della porzione di proprietà dell’immobile di Via Cantore n. 20 – Brescia, è stata effettuata la progettazione ed affidata l’esecuzione dei lavori relativi alla “Ristrutturazione dell’Edificio 1 da destinare ad uffici, studi medici e laboratori presso la sede aziendale di viale Duca degli Abruzzi n. 15, Brescia”. I lavori si concluderanno, presumibilmente, a metà 2015. Nell’anno in corso saranno eseguiti gli interventi di seguito elencati utilizzando le risorse previste dall’allegato A alla DGR n. X/821/2013: x Lavori di manutenzione straordinaria: opere di completamento per l’adeguamento antincendio dell’Edificio A – destinato ad archivio - presso la sede Aziendale di Viale Duca degli Abruzzi n. 15. x Lavori di manutenzione straordinaria: messa a norma ai fini antincendio dell’immobile di via Gheda n. 4, Brescia. Continuerà il percorso, iniziato nell’anno 2014, relativo all’attuazione dei seguenti interventi: x Ristrutturazione dell’Edificio I – da destinare ad uffici e ambulatori – presso la sede Aziendale di Viale Duca degli Abruzzi n. 15, Brescia (intervento ammesso a finanziamento da Regione Lombardia con decreto n. 9192 del 07.10.2014). x Ristrutturazione dell’Edificio R presso la sede Aziendale di Viale Duca degli Abruzzi n. 15, Brescia da destinare ad archivio e deposito (intervento finanziato in parte con fondi propri e in parte con fondi di Regione Lombardia). x Ammodernamento di diverse strutture ambulatoriali territoriali, in attuazione alla D.g.r. n. X/1521 del 20.03.2014 (intervento finanziato da Regione Lombardia). Nel corso del 2015, in linea con le azioni adottate nel 2014 e con le risorse a disposizione verrà ulteriormente migliorata la security aziendale al fine di prevenire furti, accessi non autorizzati, reati contro il patrimonio e a danno delle strutture di questa Azienda. Le iniziative finora intraprese hanno avuto il pregio di fungere più che altro da deterrente ma ciò non garantisce, in termini assoluti, la sicurezza dei locali denotati da una particolare sensibilità. Nel rispetto di quanto previsto dal Piano di Emergenza adottato dall’Azienda e senza pregiudizio con quanto disposto dalle linee guida che disciplinano la safety aziendale, anche mediante la costituzione di un gruppo di lavoro, saranno analizzati e valutati i rischi di introduzione non autorizzata nelle strutture. L’obiettivo di security si aggiungerà a quelle misure di sicurezza già adottate a tutela del patrimonio informatico dell’Azienda contro gli accessi abusivi al sistema, contribuendo a garantire l’inviolabilità dei locali ove sono allocati i server aziendali, contro accessi non autorizzati. LA GESTIONE DEL PATRIMONIO DOCUMENTALE L’Azienda intende portar avanti il percorso, intrapreso negli anni precedenti, finalizzato alla corretta gestione e conservazione del proprio patrimonio documentale, cartaceo/analogico e digitale, nel rispetto dei criteri di cui al Decreto DG 587 del 12.12.2013 ed in conformità ai contenuti del Manuale di Gestione. Con particolare riguardo ai documenti cartacei/analogici, sarà cura di ogni assetto assicurare lo sfoltimento e l’organizzazione dei fascicoli sulla base delle indicazioni già condivise e diffuse nonché attivare, per il tramite della competente U.O. Affari Generali, le richieste di scarto alla competente Soprintendenza Archivistica. Il corretto ricorso allo strumento dello scarto consentirà, infatti, nell’ambito di una gestione ordinata degli archivi, orientata alla conservazione dei documenti che mantengono un rilievo giuridico o che hanno assunto un valore storico, l’ ottimizzazione degli spazi a disposizione. Eventuali aggiornamenti regionali del Titolario di classificazione e del Massimario di scarto verranno tempestivamente recepiti al fine di consentirne la conseguente applicazione. 62 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 GLOSSARIO ACB: Associazione Comuni Bresciani ACN: Accordo Collettivo Nazionale(della Medicina Generale/Pediatria di Famiglia) ADI: Assistenza Domiciliare Integrata AGENAS: Agenzia Nazionale per i servizi Sanitari Regionali APN: Access Point Name ASL: Azienda Sanitaria Locale ASAN: Sistema di Autorizzazione e Accreditamento delle Strutture Sanitarie ASSI: (Dipartimento) Attività Socio Sanitarie Integrate ATC classificazione Anatomico Terapeutico Chimica dei farmaci ATECO: codice di classificazione delle attività economiche BDA: Banca Dati Assistito BIC: Macroattività Chirurgia a bassa intensità operativa ed assistenziale BPCO: Bronco-Pneumopatia Cronico Ostruttiva CA: (Servizio di) Continuità Assistenziale CAV: Centro Assistenza alla Vita CCC: Centro Clinico Cocainomani CCV: CardioCerebroVascolare CCV-LO: Progetti Integrati della Lombardia Orientale per la patologia CCV CCM: Comitato Collaborazione Medica CDD: Centro Diurno per Disabili CDI: Centro Diurno Integrato CeAD: Centro Assistenza Domiciliare CeDAP: Certificato di Assistenza al parto CLP: Classification, Labelling and Packaging CPMA: Centro Procreazione Medicalmente Assistita CRA/ARCA: Centro Regionale Acquisti / Agenzia Regionale Centro Acquisti CSS: Comunità Socio Sanitaria (per disabili) CTMR: Centro Territoriale Malattie Rare DALYs: Disability Adjusted Life Year DDD: Dose definita giornaliera (di farmaco) DGD: Direzione Gestionale Distrettuale DGR: Delibera Giunta Regionale DG SANCO: Direzione Generale per la Salute e i Consumatori DH: Day Hospital (ricovero a ciclo diurno) DIPO: Dipartimento Oncologico Provinciale DPC: Distribuzione (di farmaci) Per Conto DR: Disaster Recovery DRG: Diagnosis Related Group DS: Day Surgery DTL: Direzione Tecnica Lavori DWH: Data Ware House EBP: Evidence Based Prevention EE: Ente Erogatore EEP: Ente Erogatore Pubblico EEPA: Ente Erogatore Privato Accreditato EOH: Equipe Operativa Handicap FaSAS:Fascicolo socio assistenziale e sanitario FFL: Fattore Famiglia Lombardo FNA: Fondo Nazione per le Non Autosufficienze FSE: Fascicolo Sanitario Elettronico GAP: Gioco d'Azzardo Patologico GAT: Gruppo Approfondimento Tecnico regionale HPLC: High-performance liquid chromatography IDW: Inverse Distance Weighting IMA: Infarto Miocardico Acuto IRCCS: Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico ISTAT: Istituto nazionale di Statistica IZSLER: Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia ed Emilia Romagna LEA: Livelli Essenziali di Assistenza MAC: Macroattività ambulatoriale complessa e a alta integrazione di risorse MCA: Medico di Continuità Assistenziale MMG: Medico di Medicina Generale MPR: Morbillo, Parotite, Rosolia MR: Malattie Rare MTS: Malattie a Trasmissione Sessuale NOA: Nucleo Operativo Alcologia NPIA: Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza NTR: Nomenclatore Tariffario Regionale OCSM: Organismo di Coordinamento per la Salute Mentale OCNPIA: Organismo di Coordinamento per la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ONCO-HD: Progetto Help Desk ONCOlogico dipartimentale della Lombardia Orientale OPG: Ospedali Psichiatrici Giudiziari PAC: (Dipartimento) Programmazione, Acquisto e Controllo PAI: Piano Individuale Assistenziale PDF: Pediatra di Famiglia PDTA: Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale PHT: Prontuario (farmaceutico) Ospedale Territorio P.I.: Progetto Individuale Assistenziale P.L.: Posti letto PIL: Piano Integrato Locale degli Interventi di Promozione della Salute PYLL: Potential Years of Life Lost (Anni potenziali di vita persi) P.O: Presidio Ospedaliero P.O.T.: Presidio Ospedaliero Territoriale 63 / 64 Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio Sanitari dell’ASL di Brescia per il 2015 64 / 64 P.T.P.C.: Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione P.T.T.I.:Programma Triennale della Trasparenza REACH: (Regolamento) Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche RMN: Risonanza Magnetica Nucleare RSA: Residenza Sanitaria Assistenziale RSD: Residenza Sanitaria-assistenziale per Disabili SAD: Servizio Assistenza Domiciliare comunale SCIA: Segnalazione Certificata di Inizio Attività SDO: Scheda di Dimissione Ospedaliera SerT: Servizio Tossicodipendenze SIA: Sistema Informativo Aziendale SIAN: Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione SIDi: Sistema Informativo Disabilità SINVSA: Sistema Informativo Nazionale Veterinario per la Sicurezza Alimentare SIVI: Sistema Informativo Veterinario Integrato SISS: Sistema Informativo Socio-Sanitario (in Lombardia) SITRA: Servizio Infermieristico, Tecnico, Riabilitativo Aziendale SMeL: Servizio di Medicina di Laboratorio SMI: Servizio Multidisciplinare Integrato (per le dipendenze) SMR: Rapporto Standardizzato di Mortalità SSN: Servizio Sanitario Nazionale SSR: Servizio Sanitario Regionale STEMI: Sindrome coronarica acuta caratterizzata dal sopraslivellamento del tratto ST STER: Servizi Territoriali Regionali TAC: Tomografia Assiale Computerizzata UCAM: Unità di Continuità Assistenziale Multidimensionale (distrettuale) UdO: Unità d’Offerta UdP: Ufficio di Piano UO: Unità Operativa UOCP: Unità Operativa Cure Palliative UOI: Unità Operativa Integrata distrettuale VAOR: Valutazione dell’Anziano Ospite di Residenza VOIP: Voice Over IP