Diario del Raduno in Sardegna del 11 - 23
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Diario del Raduno in Sardegna del 11 - 23
LIONS TOUR SARDEGNA Giovedì 11 Giugno . Inizia l’avventura Il pomeriggio antecedente la partenza ci ritroviamo alla spicciolata al parcheggio camper del porto di Livorno, dove arrivano tutti i partecipanti al Tour. Siamo equipaggi ben rodati nel viaggiare, ma nonostante ciò, serpeggia qualche piccola emozione, chi per rivedere luoghi cari, chi per scoprire angoli sconosciuti, o anche semplicemente perché passeremo dodici giorni a stretto contatto tra di noi. La meta è di quelle che fanno sognare, perché il programma predisposto dal Presidente Mombelli, insieme all’amico Giua e altri amici Lions Sardi è sostanzioso ed allettante. Alle 21 cena all’aperto perché fa veramente caldo e, buona notte. Venerdì 12 Giugno . Porto di Livorno . cielo sereno . 23° Sveglia alle 5,45 perché la partenza è prevista per le 8.00 Siamo undici equipaggi e l'amico Tomasino ci fornisce lussuosi cartelli con i numeri in serie per ognuno di noi, in modo da viaggiare, se possibile, tutti in fila. Alle 6.15 ci incolonniamo al molo di partenza, colazione, imbarco, e partenza alle 8 in punto. Alcuni di noi si sistemano ai divanetti nel salone con vista mare, altri all'aperto sul ponte più alto dove c'è poco sole e molto vento. Qualcuno gioca a carte, altri sonnecchiano e i più coraggiosi tentano di prendere il sole che però via via si nasconde. La nave scivola tranquilla sul mare abbastanza calmo. Ci aspetta un pomeriggio interessante, perché, dopo lo sbarco ad Olbia, con gli undici camper incolonnati ( n°1 Giua, 2 Mombelli, 3 Semenzato, 4 Gremoli, 5 Anelli, 6 Balzarini, 7 Tizzani, 8 De Luca, 9 Zama, 10 Lelli, 11 Eufrate) ci dirigiamo subito oltre Palau, su strada stretta e trafficata, ma con bel panorama, e ci fermiamo presso la Roccia dell'Orso. Posteggiamo in uno spiazzo sterrato a pagamento. Quasi tutti ci inerpichiamo per il bel sentiero lastricato, anch'esso con accesso a pagamento, che porta su fino alla famosa roccia dell'orso, dove si sprecano le foto ricordo. Peccato che il tempo non ci aiuti, però almeno non piove. Lungo il sentiero numerosi cartelloni ci illustrano flora (mirto, lentisco, erica scoparia) fauna (cinghiale, donnola, lucertola, serpente biacco) e minerali (granito rosa, bianco o giallo). Rientro a Palau e posteggio nell'area del porto, lungo il mare. Per la cena ci rechiamo da “Robertino”, dove veniamo ricevuti dal sindaco. Ottimo ristorante con molti antipasti vari di pesce, risotto e tagliatelle, tutto squisito. Rientro ai camper e buona notte. Sabato 13 Giugno . Palau . Cielo nuvoloso . 23° . h 7:00 Alle ore 8, lasciati i camper al porto, ci imbarchiamo per la Maddalena, sotto un cielo che fa ben sperare. Siamo tutti molto coreografici con i nostri giubbini rossi. Il tempo intanto si fa grigio e quando sbarchiamo alla Maddalena non promette niente di buono. Giretto per il paese che, vista l'ora e la stagione, è quasi deserto. Il gruppo si sgrana e, dopo esserci ritrovati alla colonna di Garibaldi, con autobus aperto e guida, ci dirigiamo alla volta di Caprera e con i giubbini rossi sembriamo vestiti per l'occasione. Passando lungo la strada costiera la guida ci fa notare gli edifici costruiti per il G8 (che però non ha avuto luogo qui, per paura dei danni) che, abbandonati, stanno andando in rovina. L'unica cosa che si è salvata in questo spreco è il ponte che unisce la Maddalena a Caprera, ristrutturato in quell'occasione. Visitiamo la famosa casa di Garibaldi (a pagamento) e la prima cosa che notiamo è il pino quasi disteso a terra che secondo i desideri del Generale, avrebbe dovuto fornire il legno per la sua pira funebre. Una delle cose che ricorderemo di questa visita sarà il modo brusco della guida nel dire “doppo,doppo” in risposta alle nostre domande. Abbiamo anche rilevato che l'eroe dei due mondi era alto un metro e sessanta, guercio e zoppicante per la famosa ferita alla gamba. Ripreso il bus, ritorniamo all'imbarco facendo il periplo nord della Maddalena. Il cielo è sempre burrascoso e solo in pochi scorci riusciamo a vedere i colori del mare sardo e la costa della Corsica. La guida che ci accompagna è una ragazza allegra e fiera di essere sarda. Rientriamo a Palau con la motonave, pranzo in camper; fa molto caldo ma per fortuna c'è vento. Alle 15.30, si riparte con i camper e, con qualche piccolo intoppo, usciamo da Palau in direzione Santa Teresa di Gallura sotto un cielo quasi completamente sereno. Dobbiamo percorrere circa 150 Km verso Alghero, passando da Castelsardo. Il vento è ancora molto forte, siamo lontano dal mare, immersi nella macchia mediterranea dove spiccano i fiori bianchi del mirto e le bacche rosse del lentisco. La strada si snoda fino a Vignola a Mare lungo pinete, dune, spiaggette con scogli e, ad un certo punto......alt, fermata fuori programma e.....tutti al mare. Gli amanti della spiaggia sono entusiasti, altri meno. I più temerari fanno il bagno nelle “chiare e fresche” acque del mare di Sardegna. Da notare che la spiaggia è libera, molto bella, con sabbia a chicchi di riso e il mare è cristallino ma gelido. Si riparte dopo un paio d'ore (alle 18) allontanandoci dalla costa su un altopiano ondulato, praticamente disabitato. Il gruppo sta diventando più disciplinato e proseguiamo in ordine di numero senza problemi. La strada è molto tortuosa, ma per fortuna con poco traffico; imbocchiamo la panoramica per Castelsardo dove però, inspiegabilmente sebbene in programma, non facciamo la visita “in itinere”. Proseguiamo per Alghero e alle 21 arriviamo all'area sosta “I Platani” di Fertilia (15 Euro/giorno, con luce, docce, carico/scarico). Ceniamo con tavolata comunitaria in buona compagnia. Notte tranquilla. Domenica 14 Giugno . Fertilia . Cielo nuvoloso con qualche goccia e forte vento . 23° Alle 9.30 con pulmino de “I Platani” arriviamo ad Alghero, dove cadiamo nelle mani della guida Marcello, che ci fa vedere diverse chiese dall'esterno, il teatro da fuori e gironzolare per la città senza farci scoprire nulla di valido. Ci racconta che gli algheresi originali vennero cacciati dai catalani che colonizzarono la città con dei galeotti spagnoli e nobili “pabladores”, ai quali diedero molti privilegi. La lingua ufficiale divenne il catalano che rimane tuttora. Salutiamo la nostra guida senza rimpianti e, sempre con il mezzo de “I platani” ci dirigiamo all'agriturismo “Sa Mandra” (La Mandria) dove è previsto il pranzo conviviale con la presenza del Presidente Lion prof.ssa Dolores Cossu, del Presidente di circoscrizione Prof.ssa Tiziana Secchi e diversi soci dei vari Lions Clubs della zona. Il posto è molto caratteristico e ci accoglie con un “pinnettu” (casa tipica dei pastori sardi con la base circolare di pietra ed il tetto in paglia). Strepitoso l'antipasto con pane carasau, olive locali e lardo di guancialino e vini locali, servito in giardino in mezzo a lussureggianti cespugli fioriti ed erbe aromatiche. Al nostro tavolo, per fortuna, ci fa compagnia una coppia di Lions di Sassari che ci fa conoscere una realtà sarda, fatta di gentilezza, cordialità e accoglienza. Il pranzo si rivela un piacevole momento di relax. I nostri ospiti ci propongono di accompagnarci ad una visita a Capocaccia, ma per motivi di orario dobbiamo purtroppo declinare l'offerta. A questo punto il nostro gruppo si divide. Una parte torna ai camper, l'altra ad Alghero per visita, spese, S. Messa e gelato. Alla sera ci si ricompatta. Quattro chiacchiere e, buona notte. Durante la notte piove abbondantemente e fa prevedere per l'indomani un cambiamento di programma. Lunedì 15 Giugno . Fertilia . cielo grigio con pioggia, 23° Vista la pioggia e il mare mosso, si cambia programma. Si rinuncia alla traversata in barca per la visita alla grotta di Nettuno e si opta per un prolungamento della visita della città di Bosa. Verso le 10, su bella strada costiera a picco sul mare sotto la pioggia percorriamo i 45 Km che ci separano da Bosa, dove arriviamo alle 12. Faticosa ricerca di un posteggio. Sistemati i camper, un trenino turistico ci porta per il giro del paese (uno dei borghi più belli d'Italia). Dopo aver costeggiato il fiume Temo (unico fiume navigabile della Sardegna) si arriva in campagna alla solitaria chiesa di San Pietro, bell'esempio di facciata in pietra rossa a capanna e basso campanile quadrato. Poi si attraversa il paese, grazioso, pulito, ma niente di speciale e ad un certo punto si sale verso il castello, che è la vera attrazione del posto, ma il nostro trenino si ferma a metà salita. Qui la maggioranza rimane sul trenino che ritorna ai camper, mentre un gruppetto decide di fare il resto della salita a piedi e visitare il castello. Dobbiamo dire che il panorama di cui si gode da lassù ripaga della fatica. Dopo il pranzo ci si ritrova tutti ai camper. Si riparte verso Oristano sotto un sole cocente, tanto da farci decidere una sosta alla spiaggia di Bosa Marina; il mare è molto mosso e sconsiglia il bagno, ma basta mettersi in costume per sentirsi vacanzieri da spiaggia. Alle 17 purtroppo partenza per Oristano e arrivo alla città di Eleonora di Arborea in un orario che ci permette un giro per la città (bella, pulita, 45.000 abitanti) con fermata di rito al bar con aperitivi o gelati. Notte tranquilla al parcheggio dei vivaisti, nei pressi del cimitero. Martedì 16 Giugno . Oristano . cielo grigio con qualche goccia di pioggia, 23° Partenza 8.45 dopo spesa al camion/fruttivendolo. Arriviamo al museo civico Marongiu di Cabras, dove sono custoditi reperti archeologici di età nuragica e prenuragica, partendo cioè dal V° millennio A.C. fino al ll°/lll° D.C. E' tutto molto interessante, ma quello che ci ha colpito maggiormente è il complesso di statue maschili (i giganti) monumentali rappresentazioni di pugilatori, arcieri e guerrieri, alti da cm 160 a cm 250, ma con fattezze robuste da farli sembrare enormi. La guida ci spiega che questi monoliti, in calcare marino, si presume fossero collocati sopra tombe a pozzetto circolari lungo una strada sacra. La teoria più accreditata fa supporre che questo sito sia stato distrutto dai cartaginesi. Si prosegue verso Tharros, dove ci aspetta il trenino per fare il giro della penisola del Sinis. Al termine del giro, incontriamo una guida, molto competente, che ci illustra i tipi di costruzioni che si ergevano ai lati della strada principale, le botteghe, le terme, i templi, gli abitanti, le conquiste, le invasioni e le distruzioni, tutto con un entusiasmo che ci coinvolge. Terminata la visita, ancora con il trenino, torniamo ai camper per il pranzo. Purtroppo qui sorge un malinteso. La programmata visita alla chiesa paleocristiana di San Giovanni in Sinis viene effettuata solo da qualcuno alla spicciolata, all'insaputa degli altri che perdono questa visita. Si riparte subito verso Turri, paesino tra le montagne della Sardegna centrale, ma durante il viaggio si verificano alcuni inconvenienti dovuti a errori di percorso ed ai paesi con strade molto strette. Arriviamo all'agriturismo Su Massaiu che ci ospiterà per la notte e che ci ha preparato un'ottima cenetta sarda. mercoledì 17 Giugno . Masseria Su Massaiu a Turri. Pioggia, 19° Partiamo alle 9 verso la piana di Gesturi. Lungo la strada campi di grano maturo a perdita d'occhio. Dopo poco, sempre accompagnati dalla guida, posteggiamo fuori dalla piana, che è una piattaforma lavica impermeabile di 45 Km2, a 600 metri s.l.m. popolata dai famosi cavallini nani, bradi, dagli occhi a mandorla. L'atmosfera del bosco della Giara è fiabesca: camminiamo fra asfodeli (che i sardi usano per fabbricare cesti per lievitare il pane), ferule velenose, cespugli di lentisco dalle bacche rosse e di cisto dai fiori bianchi o rosa simili a roselline, all'ombra di querce da sughero che qui vengono sfruttate da secoli. Poco dopo arriviamo ad un laghetto prosciugato, dove possiamo ammirare una numerosa famiglia di cavalli bradi. Proseguiamo lungo il sentiero, ad un bivio qualcuno rientra ai camper ed il re s t o d e l l a c o m p a g n i a prosegue sotto un cielo grigio e scuro fino ad un laghetto popolato da numerosi cavallini che da lontano sembrano di misura normale, tanto sono proporzionati, mentre invece sono alti m. 1.20 al garrese. Rientrando in paese la guida ci accompagna al suo negozio dove ci offre vino e formaggi. Comperiamo tutti qualche ricordo alimentare e dopo il pranzo in camper proseguiamo per Barumini al famoso nuraghe, patrimonio dell'Unesco. Ci affidano ad una guida maschile un po' scorbutica e ci si mette anche la pioggia. Il complesso nuragico è veramente spettacolare, ma la nostra guida non riesce a trasmetterci entusiasmo. Ci parla della civiltà nuragica che parte dal 7.000 A.C. e termina per autoestinzione. I blocchi enormi di pietra venivano sovrapposti senza malta. Il complesso era autosufficiente e riusciva a sopravvivere anche a lunghi assedi.. Alle 17 si parte per Calasetta su bella strada scorrevole e all'arrivo posteggiamo al porto su ampio piazzale alla partenza dei traghetti. Giretto per il paese e,...buona notte. giovedì 18 giugno . Calasetta, cielo sereno con vento, 21° Alle 8,30 puntuali, lasciati i camper al porto si traghetta verso Carloforte (isola di S. Pietro), mare buono. Dopo 20 minuti si sbarca sull'isola, dove ci accoglie una guida che si rivelerà preparata, educata e coinvolgente. Iniziamo il tour del paese di Carloforte (6.000 ab.). Per inciso, gli abitanti parlano il “tabarchino”, lingua di origine ligure (Pegli) perché i fondatori della città erano pescatori di corallo liguri, profughi dall'isola di Tabarca (Tunisia). Qui sembra davvero di essere in una cittadina ligure, con strade strette, scalette e salite ripide. Ci stupisce il museo della tonnara, dove un professore ci spiega ogni particolare della pesca del tonno con tutto il suo sistema di reti, la lavorazione della carne del pesce, la sua conservazione. Una parte del museo descrive i trasporti del minerale (galena) dalle miniere tra Carbonia e Iglesias verso Cagliari, fatto su barconi dagli abitanti di Carloforte. La visita prosegue nelle 2 chiese contenenti statue e dipinti che attestano la fede popolare degli isolani. A questo punto prendiamo un trenino panoramico che ci porta alle vecchie saline, ormai non più utilizzate, popolate da fenicotteri rosa. All'improvviso l'ambiente ci ricorda Muzia, Santa Margherita di Savoia, Cervia, ma i fenicotteri che si alzano in volo con le ali rosa sono uno spettacolo unico! Proseguiamo la giornata dividendoci in due gruppi. Qualcuno decide di restare a Carloforte, mangiare al ristorante, mentre altri optano per la spiaggia. Viene scelta la spiaggia Girin perché protetta dal vento: l'acqua è spettacolare, non troppo fredda e quasi tutti fanno il bagno. Rientro tutti insieme con il battello delle 17.10, poi velocemente e con poco traffico ci rechiamo a Iglesias e posteggiamo al tranquillo parcheggio del parco delle rimembranze. Cena libera e,...buona notte. Venerdì 19 Giugno Iglesias, cielo sereno, 20° Partenza a piedi alle 8,30 per il museo minerario che è molto interessante in quanto Iglesias (20.000 ab.) ha una scuola superiore di periti minerari e ha costruito a scopo didattico un campione di miniera. Ci fa da guida un ingegnere minerario che ci accompagna nel labirinto di gallerie, ci spiega la dura vita del minatore e ci illustra i vari macchinari e attrezzi utilizzati durante gli scavi. Essendo queste miniere di blenda (per lo zinco) e galena (per il piombo) e non di carbone, non si formava il grisou, il pericoloso gas, responsabile di tante tragedie. Le gallerie erano protette da strutture di legno che con lo scricchiolio avvisavano i minatori di possibili crolli imminenti. Siamo nel Sulcis inglesiente, zona montagnosa di miniere; Ritornati ai camper, si riparte per Mesua,sulla costa, per visitare la miniera, famosa perché ha una galleria che sbuca sul fianco della montagna, dalla quale si caricava il materiale direttamente sulle navi sottostanti per il trasporto a Cagliari. Con questo metodo si risparmiava molto tempo e lavoro manuale. La costa qui è molto bella e frastagliata, la strada, anche se con molte curve, ha il fondo perfetto. Davanti a noi si presenta un mare da sogno con coste scoscese e faraglioni: il più importante è il Pan di Zucchero che si erge prepotente dal mare spumeggiante. Posteggiamo vicino al mare (5 €) passeggiata sulla spiaggia, ma le onde sono troppo alte per fare il bagno, allora pranziamo e poi riposino. Nel primo pomeriggio andiamo a piedi alla miniera di Porto Flavia (il nome è quello della figlia dell'ingegnere che ha ideato il sistema di carico del materiale sulle navi). Dopo mezz'ora di cammino arriviamo all'ingresso della miniera, che purtroppo questo pomeriggio non apre. Optiamo allora per la.....spiaggia. E mentre qualcuno sta all'ombra a sonnecchiare, altri vanno al mare a giocare con le onde. Alle 17 circa si parte per Cagliari, dove si arriva al parcheggio senza troppi problemi, grazie alle coordinate (Camper Cagliari Park, via Caboni, 20€ a notte). Sabato 20 Giugno , Cagliari, cielo pulitissimo con vento, 22° Alle 9.15 incontriamo la guida Loredana. Visitiamo a poca distanza la chiesetta antica dei Padri Mercedari, piena di ex voto di marinai, annessa al Santuario di Nostra Signora di Bonaria. Prendiamo l'autobus e ci rechiamo in centro a Cagliari (160.000ab). Troviamo una città moderna, ariosa, con bellissimi alberi dai fiori azzurri (jacaranda). La visita inizia dalla torre pisana di San Pancrazio (1305), e prosegue entrando nella vecchia città in piazza Indipendenza. Si procede poi verso la Cattedrale, dedicata a Maria Assunta, con una bella facciata, ma con un miscuglio di stili, in quanto, nel periodo barocco, minacciava di crollare. L'interno è in marmo policromo con bei pulpiti e leoni marmorei provenienti da Pisa. Intanto Tomasino si industria a vedere i banchi della chiesa da sotto!!! Per fortuna senza danni per lui, né per i banchi e nemmeno per la fotocamera. Proseguiamo nella bella cripta con il soffitto a botte e numerose reliquie di santi. All'esterno si vedrebbe il bastione di S. Remy se non fosse ricoperto dai teli di restauro. Il Palazzo Viceregio dei Savoia, poco distante, ci riserva una bella sorpresa perché le stanze e i saloni presentano degli arredamenti d'epoca e soffitti affrescati. Terminiamo la visita alla Torre dell'Elefante. Scendiamo verso il mare soffermandoci nei tanti negozi di souvenir. Qualcuno si ferma per il pranzo in centro, mentre altri rientrano ai camper con l'autobus. Il pomeriggio relax ai camper. La sera ci rechiamo in taxi alla cena conviviale, con la partecipazione del locale Presidente Lion. Menu abbondante, di fantasia (carne e pesce). Rientro di nuovo in taxi a ore piccole. Qualcuno accusa disturbi durante la notte. Domenica 21 Giugno . Cagliari, cielo terso, 22° Partenza alle 8,30 sulla superstrada Carlo Felice verso Nuoro (nome antico Nugoro). Dopo tanta terra bruciata e secca, Nuoro ci accoglie come un'oasi verde. Attraversata una parte della città saliamo verso monte Ortobene, che ci accoglie con un folto bosco profumato. La salita è abbastanza lunga ma agevole. L'aria è fresca. Posteggiati i camper, disturbando un poco il raduno dei vespisti, saliamo a piedi alla maestosa statua del Redentore, che sembra spiccare il volo verso il cielo. E' molto bello il contesto in cui è stato costruito questo angolo di spiritualità. Al rientro ai camper, con molto savoir-faire, i nostri organizzatori riescono ad evitarci il pranzo precedentemente prenotato al ristorante (lo stomaco di qualcuno è disturbato) e ci procurano nel contempo la cena per la sera. La guida che oggi ci accompagna, è una “fan” di Grazia Deledda che qui è nata sul finire del 1800. Per prima cosa visitiamo la Chiesina della Solitudine, dove la scrittrice è sepolta. Con pochi camper ci spostiamo in centro città, alla casa museo della Deledda e al museo dei costumi sardi. Visitiamo con una certa reverenza la casa natale del Nobel per la letteratura, ma un po' alla volta si rivela il suo carattere e l'ingratitudine verso la propria città natale: Non è più tornata qui dopo la vincita del Nobel e non ha condiviso con Nuoro la sua fortuna. Nulla da dire invece sull'eccellenza della sua opera, di cui la guida è entusiasta. La sera cerchiamo di ricompattare i camper, ma la cosa si rivela più difficoltosa del previsto a causa della complessità del tessuto urbano. La nostra brava guida si prodiga con successo per aiutare i dispersi. La giornata termina con un'allegra tavolata sul piazzale, consumando le provviste del ristorante. Serata fresca e notte tranquilla . Lunedì 22 Giugno . Nuoro, tempo bellissimo, 19° Partenza alle 9.45 verso Orgosolo. Da si continua a scendere ed il paesaggio è molto gradevole. Si vedono alberi da frutta, uva e terra coltivata. Entriamo in piena Barbagia ed Orgosolo ci accoglie con il cartello stradale tutto sforacchiato da colpi di lupara. Dopo un laborioso posteggio in cima ad una salita entrando in paese, partiamo, armati di macchine fotografiche, per immortalare i famosi murales di Orgosolo. Sono quasi tutti a sfondo politico o sociale, esaltano il potere operaio e le classi meno abbienti, demonizzando sempre il “ricco”, anche se non mancano frasi riprese da Sant'Agostino, altri saggi e scrit- tori famosi. Si passeggia per il paese cercando gli ultimi regali da portare a chi è a casa: sovrano fra tutti Re Pecorino. Veniamo tentati da una signora locale a visitare (a pagamento) la sua casa, molto vecchia, ben tenuta in perfetto stile sardo. Notevole la cucina con il pavimento a piastrelle ad effetto ottico per allontanare le mosche e anche le sale da pranzo, luminose, ed arredate come nei romanzi di Agatha Christie, con pizzi sul tavolo e bicchierini per gli ospiti. Ci racconta un aneddoto sulla differenza che c'era tra servi e padroni: i primi erano sempre scalzi anche camminando in campagna, mentre i padroni si facevano vedere sempre con le scarpe. (le scarpe erano un simbolo). Veniamo congedati con deliziosi biscottini alle mandorle ed assaggi di liquori fatti in casa. Rientro ai camper per il pranzo. Un gruppetto preferisce recarsi al mare per l'ultimo giorno di Sardegna, mentre il grosso del gruppo parte verso Burgos. Siamo invitati dai Lions locali per la visita al castello e per la cena. Al nostro arrivo l'accoglienza è faraonica. Sono ansiosi di compiacerci, premurosi, da Gonario, padrone di casa, a Barbara, la sua gentile ed energica consorte, che con il loro sorriso ci accolgono come amici. Dopo il rinfresco di benvenuto, nella loro sala/ristorante, siamo accompagnati dalla guida Antonello Bicchiri, molto preparato, che ci illustra con dovizia di particolari l'origine del castello di Burgos e le vicende che ne hanno seguito il corso. Il pomeriggio prosegue con l'incontro nella Sede Lions locale, insieme a molti soci del Club Goceano, per la consegna di una motocarrozzella elettrica ad un carabiniere del posto, colpito da una malattia invalidante. Si rientra velocemente per visitare il museo locale, sempre accompagnati dalla nostra guida. Una parte del museo è dedicata alla sorella di un socio Lion, Maria Elena Murineddu, scomparsa in giovane età per una malattia incurabile. Durante la sua vita ha raccolto in tutta l'isola costumi, arredi antichi ed utensili. Caratteristici anche gli “uccelli urlatori” che con molta fantasia sono stati creati con pietre raccolte vicino ai nuraghi. Finite le esperienze culturali, torniamo in casa di Barbara e Gonario e deliziamo il palato con una cena che definire eccezionale è dir poco, sia per qualità che per varietà. Dopo i generosi antipasti, assaggiamo un timballo squisito, composto da pane locale, brodo di pecora, e formaggi. A seguire un'orgia di maialino, ottima pecora bollita, contorni vari, formaggi, verdure, gelato, dolci e quant'altro. Il tutto innaffiato dal generoso vino locale. L'allegria non manca e a malincuore ci ritiriamo nei camper per la notte Martedì 23 Giugno , Burgos, tempo bellissimo, 20° Dopo la ricca colazione offertaci dalla famiglia ospitante e i saluti di rito, partiamo alle 8.45. La strada che scende verso Olbia è molto scorrevole, ma pochi Km prima dell'arrivo c'è un cartello che indica “strada chiusa per lavori in corso”. Un gruppo “ardimentoso” prosegue ugualmente per poi dover tornare indietro con la coda tra le gambe perché era arrivato in un “cul de sac”. Un po' alla spicciolata si arriva al porto di Olbia dove ci imbarchiamo puntualmente alle 12.15 senza problemi sul traghetto della Moby Line. Il gruppo si ricompatta. Partenza verso le 14.00; ci sistemiamo in diversi punti della nave, perché se c'è qualcuno che preferisce migliorare la tintarella, altri preferiscono il sonnellino o la bisca a carte. Arriviamo a Livorno con la nave un po' ballerina ma alla fine sbarchiamo sani e salvi. Ringraziamo gli organizzatori per l'impegno profuso prima e durante tutto il viaggio che si è svolto, con qualche inevitabile piccolo disguido, nel migliore dei modi. Arrivederci alla prossima! La cronistoria del nostro “Tour Lions Sardegna” è scritta da Adriana le foto sono di Tomasino