Dichiarazione Ambientale 2016
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Dichiarazione Ambientale 2016
001334 Il Termoutilizzatore di Brescia Dichiarazione Ambientale 2016 1 Il Termoutilizzatore di Brescia Dichiarazione Ambientale 2 3 La Dichiarazione Ambientale del Termoutilizzatore di Brescia Al fine di ottimizzare e migliorare progressivamente i processi aziendali in termini di efficacia ed efficienza ambientale, il Gruppo A2A ha attivato dei Sistemi di Gestione Ambientale (SGA) individuando, come strumenti guida per la loro implementazione, alcune norme e regolamenti la cui adesione è di carattere volontario: la norma UNI EN ISO 14001 ed il Regolamento Emas. Quest’ultimo prevede la pubblicazione della Dichiarazione Ambientale verificata da un soggetto terzo accreditato. Il presente documento costituisce la nuova versione integrale della Dichiarazione Ambientale riferita ai dati 2015. Le principali informazioni saranno revisionate annualmente, tramite aggiornamenti pubblicati sul sito Internet di A2A S.p.A. e di A2A Ambiente. Per chiarimenti in merito alla presente Dichiarazione Ambientale contattare: Per informazioni di dettaglio sui processi e sul Termoutilizzatore di Brescia: Ing. Paolo Rossignoli Via Malta 25/R - 25124 Brescia Tel (+39) 0303553215 Fax (+39) 0303553236 e-mail: [email protected] Per informazioni di dettaglio sul sistema di gestione ambientale: A2A Ambiente S.p.A. Ambiente, Salute e Sicurezza e-mail: [email protected] Via Lamarmora 230, - 25124 Brescia Tel. + 39-030 35531 Fax + 39-0303553204 4 Indice 1 Il Gruppo A2A.................................................. 6 1.1 Politica Qualità, Ambiente e Sicurezza del Gruppo A2A 2 ll Termoutilizzatore di Brescia ...................... 8 2.1 La società di appartenenza: A2A Ambiente SpA 2.2 La Storia 2.4 Il processo 3 7 8 9 18 La Gestione Ambientale ............................... 34 3.1 La Politica Ambientale 3.2 Certificazioni ottenute da A2A Ambiente 3.3 La formazione e il coinvolgimento del personale 37 38 39 4 I Rapporti con la Comunità .......................... 40 5 La Conformità Legislativa ............................ 42 5.1 Le autorizzazioni ottenute 6 42 Gli aspetti ambientali e la loro gestione .... 43 6.1 L’Identificazione e la valutazione degli aspetti e degli impatti ambientali 43 6.2 Consumo di Risorse 44 6.3 Protezione del suolo delle falde e dei corsi d’acqua 53 6.4 Emissioni in atmosfera 53 6.5 Rifiuti 65 6.6 Rumore 68 6.7 Aspetti legati alla gestione fornitori 74 6.8 Gestione delle emergenze 74 7 Il programma di miglioramento ................. 75 8 Bilancio ambientale...................................... 93 9 Convalida della dichiarazione ambientale . 96 VALUTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE AMBIENTALE Errore. Il segnalibro non è definito. 5 Il Termoutilizzatore di Brescia 1 Il Gruppo A2A Il Gruppo A2A è nato nel 2008 dalla volontà di creare una multiutility di dimensioni coerenti con le sfide dettate dalla progressiva apertura dei mercati dei servizi, mantenendo un rapporto stretto e particolare con il territorio e il sistema di relazioni che lo contraddistingue. Il Gruppo A2A è oggi la maggiore multiutility italiana, composta da 12.000 persone che opera nei seguenti settori: energia, ambiente, calore, reti. Il Gruppo è leader italiano nei servizi ambientali e nel teleriscaldamento, attività fortemente integrate con una modalità di produzione di energia sempre più orientata al rispetto dell’ambiente. In questo ambito svolge un ruolo fondamentale A2A Ambiente, la società nata nel 2013, che è il risultato dell’esperienza e delle competenze acquisite da A2A in Italia e all’estero nel settore ambientale. Inoltre il gruppo A2A rappresenta il 2° operatore nelle reti di distribuzione di energia elettrica, e tra i primi operatori nelle reti di distribuzione del ciclo idrico integrato. Il Gruppo A2A (aggiornato al 31.12.2015) I settori di attività sono a loro volta riconducibili alle Business Unit (BU) illustrate di seguito e individuate a seguito della riorganizzazione interna avvenuta nel 2015. 6 Dichiarazione ambientale 2016 1.1 Politica Qualità, Ambiente e Sicurezza del Gruppo A2A La Politica per la Qualità, l’Ambiente e la Sicurezza è strumento di indirizzo per tutte le Società del Gruppo e gode della massima diffusione sia interna che esterna all’azienda. 7 ll Termoutilizzatore di Brescia 2 ll Termoutilizzatore di Brescia 2.1 La società di appartenenza: A2A Ambiente SpA A2A Ambiente, società controllata al 100% da A2A Spa, è il primo operatore in Italia nell'ambito delle attività di recupero di materia ed energia attraverso la valorizzazione dei rifiuti negli impianti di termovalorizzazione; opera anche all'estero nella realizzazione degli impianti di trattamento ad alta tecnologia. Il gruppo A2A presidia tutta la catena del valore dell'ambito ambientale, dalle società di raccolta e spazzamento agli impianti di smaltimento; A2A Ambiente può contare su 6 Termovalorizzatori, 13 discariche e diversi impianti di piccola taglia, ponendosi come candidato naturale a colmare il gap impiantistico italiano. La società è già oggi fornitore dei principali conferitori di materiali da riciclo o recupero energetico del nord Italia e offre i propri servizi ad aziende e privati in tutto il territorio italiano. Il dislocamento territoriale dei principali impianti è riportato nella cartina seguente: 8 Dichiarazione ambientale 2016 L’organigramma sotto riportato, aggiornato al 01/01/2016, dà evidenza delle principali unità e funzioni organizzative di A2A Ambiente coinvolte nel sistema o a supporto di esso. 2.2 La Storia Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta ASM (ora A2A) ha cominciato a studiare un sistema che avrebbe rivoluzionato il modo di riscaldare la città: il Teleriscaldamento, inizialmente realizzato distribuendo il calore prodotto da centrali di produzione che utilizzavano esclusivamente combustibili fossili. L’idea dell’impiego dei rifiuti urbani come combustibile “indigeno” alternativo ai combustibili fossili, prodotto localmente e non soggetto a tensioni di mercato che ne possano condizionare disponibilità e prezzo, fu promossa dalla Commissione tecnico scientifica nell’estate del 1991. Già nel luglio 1992 il Consiglio Comunale accolse le indicazioni della Commissione deliberando la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti come strumento indispensabile nel Sistema Integrato dei rifiuti di Brescia. Nell’agosto del 1993 la Regione Lombardia ha concesso l’autorizzazione alla realizzazione di un impianto di termoutilizzazione, costituito da due unità di combustione per il trattamento di rifiuti urbani ed assimilabili. Nel settembre del 1995 sono iniziati i lavori di costruzione dell’impianto nell’area a sud dell’autostrada A4 e l’impianto è stato messo in esercizio nel 1998. Considerate le risultanze dei collaudi e dell’esercizio del Termoutilizzatore e in risposta al crescente fabbisogno energetico della rete di teleriscaldamento, è stato avviato nel 2000 il completamento dell’impianto, mediante l’installazione della terza linea dedicando interamente il conseguente incremento di capacità al recupero energetico di materiali residuali di origine prevalentemente vegetale. Alla luce dei risultati dello studio di “verifica della situazione energetica nel Comune di Brescia in relazione alla realizzazione della nuova unità a biomasse presso il Termoutilizzatore” il Comune di Brescia ha espresso il proprio benestare per la realizzazione di tutti gli atti inerenti la realizzazione della terza linea. La terza linea dell’impianto è stata avviata nel febbraio 2004, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni, e la messa a regime, prevista entro 365 giorni a partire dalla data di entrata in esercizio, è avvenuta nel febbraio 2005. 9 ll Termoutilizzatore di Brescia Il Termoutilizzatore e l’ambiente: Il Sistema del Teleriscaldamento Bresciano ed Il Sistema di Gestione Integrato dei Rifiuti di Brescia Il Termoutilizzatore di Brescia costituisce un esempio di realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile in grado di soddisfare i bisogni della generazione attuale, senza compromettere quelli delle future generazioni. Esso, infatti, si inserisce in un duplice contesto di uso razionale di risorse energetiche – il sistema di Teleriscaldamento bresciano - e si colloca nell’ambito del sistema integrato di gestione dei rifiuti, dando un prezioso contributo alla soluzione del problema della gestione dei rifiuti. L’impianto utilizza i rifiuti non utilmente riciclabili, impiegandoli come combustibile alternativo a quelli fossili per la produzione di energia, tutto ciò nel rispetto della salute umana e della prevenzione dei cambiamenti climatici. In seguito si descriverà il duplice contesto nel quale si inserisce l’impianto. Il sistema di Teleriscaldamento bresciano Come già menzionato nel precedente paragrafo, negli anni ’60, ASM aveva sviluppato il progetto di massima del teleriscaldamento che prevedeva, a quel tempo, di riscaldare un terzo della città con il calore recuperato per la massima parte da impianti di produzione di energia elettrica. Il primo passo risale al 1971, quando è stata stipulata una convenzione tra ASM ed una società immobiliare, per la costruzione di alcuni condomini nel quartiere di Brescia 2, cui sarebbe stato fornito il calore per usi di riscaldamento ed igienico-sanitari. Nel 1972 è stato avviato l’esperimento del progetto pilota, mediante un impianto centralizzato, alimentato da una piccola centrale termica tradizionale, provvisoriamente installata in loco. Il largo consenso per il nuovo servizio di teleriscaldamento da parte della popolazione ha reso lo sviluppo della rete e il potenziamento della centrale di produzione più veloce del previsto. Dal 1972 al 1977 il calore è stato prodotto mediante caldaie semplici, installate nell’area della Centrale Sud Lamarmora, primo nucleo degli attuali impianti. Il primo salto di qualità avvenne nel 1978 con l’entrata in servizio, presso la sede di Lamarmora, del primo turbogruppo combinato, cui ne seguì un secondo nel 1981. Dal 1978 con l’entrata in esercizio del primo gruppo di cogenerazione della centrale Lamarmora, alla produzione di solo calore si aggiunge quella dell’energia elettrica. Nel 1984 entrò in servizio la Centrale Nord, poi soggetta ad ulteriori sviluppi, nel 1988 la caldaia Policombustibile, sempre presso la centrale Lamarmora, ed infine nel 1998 il Termoutilizzatore, soggetto a successivo potenziamento con l’avvio della terza linea. 10 Dichiarazione ambientale 2016 Teleriscaldamento ed ambiente Il valore aggiunto di un sistema di riscaldamento alimentato da impianti centralizzati di cogenerazione coinvolge diversi aspetti: • il risparmio energetico: l’uso di caldaie ad alto rendimento consente di utilizzare un minor quantitativo di combustibile a parità di energia prodotta, permettendo un risparmio economico e di risorse; • la maggiore efficienza e la minore quantità di combustibili utilizzati per la produzione combinata di elettricità e calore consentono una riduzione delle emissioni oltre ad un ulteriore risparmio energetico; • la riduzione dell’ “effetto serra”: la cogenerazione permette un significativo contenimento delle emissioni specifiche di CO2, uno dei principali “gas ad effetto serra” (GES); • la flessibilità dei combustibili: la produzione di energia in impianti centralizzati permette l’impiego di combustibili diversificati, fornendo la possibilità di scegliere la fonte energetica con un duplice beneficio: una maggiore indipendenza rispetto alle condizioni mutevoli del mercato energetico nazionale ed internazionale e la possibilità di ricorso a combustibili meno nobili, tra cui i rifiuti, preservando il metano per altri usi; • il ricorso alle migliori tecnologie disponibili ed il controllo in continuo: la presenza di pochi punti di emissione consente l’adozione di adeguati impianti di trattamento dei fumi e conseguentemente la diminuzione delle emissioni ed il monitoraggio dei parametri; • la dispersione dei fumi: l’altezza dei camini permette una migliore dispersione dei fumi ad alta quota; • la semplificazione delle attività a carico dell’utente: gli impianti termici degli utenti allacciati alla rete richiedono una minore manutenzione rispetto all’utilizzo delle centrali tradizionali; • la sicurezza per il cliente: il teleriscaldamento consente l’eliminazione presso l’utente di caldaie e cisterne, con conseguente assenza di combustione, di fiamme libere, dei connessi rischi di scoppio o incendio, fughe di gas e monossido di carbonio. 11 ll Termoutilizzatore di Brescia Il ciclo termodinamico delle centrali di cogenerazione, collegate ad una rete di teleriscaldamento, si differenzia da quello di una centrale termoelettrica tradizionale per il fatto che il calore ottenuto dalla condensazione del vapore in uscita dalla turbina, anziché essere disperso in ambiente, viene utilizzato per il riscaldamento degli edifici. Dal calore sviluppato dalla combustione si genera vapore ad alta pressione e temperatura. Il vapore aziona una turbina che fa funzionare un generatore che produce energia elettrica. Il vapore in uscita dalla turbina cede calore, condensandosi, all’acqua del ciclo del teleriscaldamento. In pratica il sistema del teleriscaldamento è costituito da 3 separati circuiti ad acqua: • il circuito interno delle Centrali di Cogenerazione – l’acqua viene scaldata fino trasformarsi nel vapore che aziona la turbina per la produzione di energia elettrica; successivamente, raffreddandosi e condensandosi, cede calore all’acqua del circuito urbano della rete del teleriscaldamento; • il circuito della rete del teleriscaldamento – trasferisce il calore dalle centrali di produzione fino agli edifici della città, per cederlo al circuito interno dell’utenza; • circuito interno dell’utenza – presso l’utente sono installate le cosiddette sottocentrali termiche dove, a mezzo di scambiatori, l’acqua del teleriscaldamento cede calore all’acqua igienico-sanitaria e al circuito di riscaldamento dell’edificio. UTENTE1 CENTRALE DI PRODUZIONE 12 UTENTE2 UTENTE 3 Dichiarazione ambientale 2016 Oggi il sistema di teleriscaldamento bresciano è costituito da tre principali impianti di produzione, appunto il Termoutilizzatore, la Centrale Lamarmora e la Centrale Nord - quest’ultimo di integrazione e riserva - e da una rete di trasporto e distribuzione calore, che ha raggiunto un'estensione complessiva di 665 km di doppia tubazione interrata preisolata. Il sistema copre i fabbisogni di circa il 70% della volumetria edificata riscaldabile di Brescia e serve inoltre alcuni comuni limitrofi: fornisce calore per il riscaldamento degli ambienti dove vivono, studiano e lavorano 130.000 persone. Centrale Nord Termoutilizzatore Centrale Lamarmora 13 ll Termoutilizzatore di Brescia Il Sistema di Gestione Integrato dei Rifiuti di Brescia Nel 1991 l’Amministrazione Comunale di Brescia affidò all’allora ASM il progetto del “Sistema integrato per la gestione dei rifiuti solidi urbani” nella città di Brescia, che ha dato origine ad una strategia unitaria basata sulla promozione della raccolta differenziata e sulla realizzazione di risposte tecnologiche efficaci per recuperare l’energia dai rifiuti. La gestione dei rifiuti di Brescia, effettuata oggi tramite un approccio integrato che permette di sfruttare potenzialità, vantaggi e benefici di ciascuno dei sistemi, in modo da rispondere in maniera efficiente agli obiettivi di sviluppo sostenibile, risparmio energetico e recupero delle risorse, si basa sull’applicazione dei seguenti sistemi: • raccolta differenziata, che consiste nella separazione all’atto del conferimento dei materiali che possono essere reintrodotti nei cicli produttivi (plastica, vetro, carta, metalli e organico); • selezione dei rifiuti, che consiste nella cernita dei rifiuti voluminosi, finalizzata a separare le componenti utilmente riciclabili; • la termoutilizzazione, che si serve dei rifiuti non utilmente riciclabili in termini di materia come combustibile per produrre energia; • la discarica controllata, che comporta la “segregazione” di eventuali rifiuti non ulteriormente valorizzabili. La situazione descritta permette di: • avviare a recupero le frazioni omogenee di materiali selezionati; • recuperare la frazione organica della raccolta differenziata attraverso la trasformazione in compost negli appositi impianti di compostaggio; • trasformare la “quota energetica” dei rifiuti non utilmente riciclabili attraverso la termovalorizzazione, per alimentare le reti di teleriscaldamento e di elettricità, risparmiando combustibili tradizionali; • recuperare i residui della combustione di fondo caldaia (circa il 10% del volume iniziale dei rifiuti costituiti da metalli ed inerti) per usi diversi. 14 Dichiarazione ambientale 2016 Raccolta differenziata e riciclaggio dei materiali La raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio rappresenta la principale direttrice lungo la quale si è sviluppato il sistema integrato di gestione dei rifiuti di Brescia. Nel Comune di Brescia la raccolta differenziata è iniziata nel 1975 con la raccolta della carta; successivamente sono state introdotte: la raccolta del vetro (1980), delle lattine (1987), dei medicinali (1988), delle siringhe (1988), dei rifiuti ingombranti a domicilio (1992), della plastica (1992) e dell’organico (1992). Allo scopo sono stati installati nelle strade diverse centinaia di appositi contenitori e istituite 5 piattaforme ecologiche. Questo ha consentito di raggiungere una percentuale di raccolta differenziata che nel 2012 ha raggiunto 38,9%. Va evidenziato che tutti i rifiuti riciclabili raccolti in maniera differenziata sono stati avviati al recupero con notevole risparmio di materia prima e riduzione dei consumi energetici per i processi produttivi dei materiali. Nel 2016 sarà avviato un nuovo sistema per la raccolta dei rifiuti nel comune di Brescia. Si tratta di un sistema di raccolta domiciliare combinata: carta e cartone, vetro e metalli e imballaggi in plastica saranno raccolti porta a porta; mentre i rifiuti organici e quelli indifferenziati saranno raccolti in cassonetti a calotta, che si apriranno con una tessera elettronica personale. Grazie al nuovo sistema si prevede di raggiungere il 65% di raccolta differenziata. 15 ll Termoutilizzatore di Brescia 2.3 Il sito Anagrafica dell’Organizzazione Ubicazione: Via Malta 25R – 25124 Brescia Tipo di Impianto: Impianto di termoutilizzazione Proprietà: 100% A2A Ambiente Superficie di Impianto: 160.000 m2 di cui edificata 23.724 m2 Attività del sito: Recupero di rifiuti urbani e speciali non pericolosi con produzione di energia elettrica e termica Codici NACE: 38.21 35.11 35.30 117 MW potenza elettrica installata; 304 MW termici installati. Potenza: VASCA RICEZIONE RIFIUTI LOCALE CALDAIE LOCALE LINEA 3 TRATTAMENTO FUMI LOCALE SCARICO AUTOMEZZI LOCALE TRATTAMENTO LINEA 1-2 PORTALE FUMI CONTROLLO RADIOATTIVITÀ CONDENSATORE AD ARIA TORRE EVAPORATIVA SERBATOI PESE INGRESSO USCITA SALA MACCHINE ANTINCENDIO DEMINERALIZZATA AUDITORIUM SALA CONTROLLO E UFFICI TORRE RAFFREDDAMENTO ACQUA CICLO CHIUSO Il Termoutilizzatore, sorto nel 1998, costituisce uno dei poli principali di produzione del sistema di teleriscaldamento della città di Brescia. E’ ubicato nella periferia sud della città, in un’area di circa 160.000 m2, in una zona caratterizzata da insediamenti misti industriali/residenziali. L’impianto è collocato all’interno di un’area classificata dal Piano di Governo del Territorio del Comune di Brescia come “Servizi Tecnologici (ST)”, ovvero impianti tecnici di interesse generale, quali quelli per la produzione e la distribuzione di acqua, energia elettrica e gas, impianti per la raccolta e il 16 ACQUA E Dichiarazione ambientale 2016 trattamento dei rifiuti inclusa l’autodemolizione, teleriscaldamento, inclusi i relativi uffici. A nord dell’impianto, separati dall’autostrada A4 e dalla tangenziale Sud della città di Brescia, si trovano la Centrale termoelettrica Lamarmora, il magazzino, le officine, l’autoparco e gli uffici di A2A. A ovest, nelle vicinanze si trova la sede operativa delle attività connesse alle attività di igiene urbana e trasporto rifiuti svolte da APRICA spa. Il raggiungimento del Termoutilizzatore è molto agevole, sia per coloro che sopraggiungono dall’Autostrada A4 “Serenissima” o dalla Tangenziale Sud di Brescia, arterie che lambiscono poco più a nord l’area del Termoutilizzatore, sia per coloro che provengono, impiegando mezzi pubblici o privati, dal centro storico di Brescia, situato a Nord dell’impianto a soli 3 km di distanza. Per raggiungere il Sito dal casello autostradale di Brescia Centro, è sufficiente prendere la tangenziale SUD direzione Milano e uscire al secondo svincolo in direzione Brescia Centro. Ai piedi dello svincolo 17 ll Termoutilizzatore di Brescia si volti a destra e al primo semaforo si prenda la strada a sinistra in Via Ziziola. Al primo incrocio voltare a sinistra in via Malta, oltrepassare il cavalcavia ed alla rotonda prendere la sinistra ed al numero civico 25/R si trova l’ingresso del Termoutilizzatore. 2.4 Il processo Il Termoutilizzatore è tecnicamente definibile quale Impianto di trattamento termico e recupero energetico di rifiuti urbani e speciali non pericolosi con produzione in cogenerazione di elettricità e calore. Il Termoutilizzatore sfrutta i vantaggi della cogenerazione, che permette di recuperare l’energia termica residuale del processo, altrimenti dispersa in ambiente. • combustione del rifiuto con griglia mobile • generazione di vapore • espansione del vapore in turbina con spillamento e condensazione in scambiatori di calore per il riscaldamento dell’acqua della rete urbana. • condensazione finale del vapore esausto 18 Dichiarazione ambientale 2016 L’impianto è costituito da 3 linee (linea 1, linea 2, linea 3); nello schema seguente viene mostrato le schema dell’impianto e lo schema al quale si può ricondurre ognuna delle tre linee: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. LOCALE DI SCARICO RIFIUTI VASCA RICEZIONE RIFIUTI CARROPONTE TRAMOGGIA DI ALIMENTAZIONE COMBUSTORE A GRIGLIA SCARICO RESIDUI DI COMBUSTIONE TRASFERIMENTO RESIDUI DI COMBUSTIONE AL LOCALE DI STOCCAGGIO 8. VENTILATORE ARIA COMBURENTE 9. CAMERA DI COMBUSTIONE 10. SURRISCALDATORI VAPORE 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. ECONOMIZZATORE CALDAIA CONDIZIONAMENTO FUMI REATTORE FILTRO A MANICHE VENTILATORE ESTRAZIONE FUMI CAMINO SERBATOI REAGENTI SERBATOI POLVERI SCARICO POLVERI CATALIZZATORE HIGH DUST Ricevimento, Movimentazione e Stoccaggio Rifiuti in Ingresso Al Termoutilizzatore sono conferiti rifiuti non pericolosi, urbani e speciali. All’ingresso dell’impianto i rifiuti sono pesati e controllati. Tutti i rifiuti conferiti accedono al Termoutilizzatore mediante un apposito “portale di controllo” situato all’ingresso per la verifica dell’eventuale presenza di materiale radioattivo. In accordo con le specifiche disposizioni di legge, nell’eventualità che venga rilevata la presenza di una sorgente radioattiva, si attuano le seguenti operazioni: • individuazione della sorgente radioattiva • isolamento della sorgente • qualificazione del materiale emittente per mezzo di strumentazione portatile • messa in sicurezza della sorgente. I rifiuti sono quindi scaricati direttamente nella vasca di accumulo, della capacità di circa 30.000 m3. I fanghi derivanti da impianti di depurazione delle acque reflue, in funzione del grado di disidratazione, sono scaricati direttamente nella vasca di stoccaggio rifiuti o nei due sili di stoccaggio all’uopo predisposti, aventi ciascuno capacità di 250 m3. Da questi, mediante idonei gruppi di spinta ad alta pressione, sono convogliati agli appositi iniettori che ne effettuano l’immissione direttamente nel canale di carico alla camera di combustione dei combustori. 19 ll Termoutilizzatore di Brescia Gli elementi costituenti le unità di stoccaggio e movimentazione dei rifiuti sono: • pese; • locale di scarico; • vasca di ricezione; • carriponte; • pulpito di comando; • tramogge di carico. Pese È prevista la pesatura ed il controllo dei veicoli sia in ingresso sia in uscita dall’impianto, con registrazione in automatico del carico e possibilità di elaborazioni statistiche dei rifiuti smaltiti. La pesatura riguarda anche i materiali che escono dall’impianto, principalmente ceneri di fondo caldaia e residui della depurazione dei fumi. Presso l’entrata del Termoutilizzatore sono presenti 5 pese di cui tre dedicate ai veicoli in ingresso e due a quelli in uscita. Le pese sono localizzate in posizioni idonee a permettere un flusso scorrevole dei veicoli. Locale di scarico e vasca di ricezione I rifiuti vengono scaricati dal locale di scarico degli automezzi, adiacente alla vasca di ricezione, direttamente in vasca mediante 17 apposite aperture (bocche di scarico); esse sono collocate lungo il lato Sud del locale di scarico, dotato di un’ampia superficie per la manovra dei mezzi, coperta, confinata lateralmente e mantenuta in depressione (tramite aspirazione dell’aria di combustione dall’area di ricezione) ai fini del contenimento degli odori e delle polveri. L’invaso utile della vasca è pari a circa 30.000 m3 su una superficie pari a circa 1.680 m2. Nella vasca di scarico, i rifiuti vengono opportunamente omogeneizzati, per mezzo delle benne dei carriponte, utilizzate anche per caricare le tramogge dei combustori. Il livello dal quale i rifiuti vengono scaricati nella vasca è tale da garantire scorrevoli operazioni di scarico e di movimento della benna. Sono previsti anche opportuni sistemi di drenaggio per rendere possibile periodicamente il lavaggio dell’area di ricezione. Carriponte Il caricamento dei rifiuti alla tramoggia di carico avviene per mezzo di tre carriponte, equipaggiati con benna a polipo idonea ad evitare perdite e rilasci. I carriponte, tramite le benne, sono in grado di consentire l’ottimale miscelazione dei rifiuti e alimentare le linee di combustione, lasciando idonei margini di tempo all’operatore. Tutto il rifiuto alimentato nel combustore viene pesato da una speciale unità nel carroponte. Le quantità sono acquisite automaticamente dal sistema di controllo e regolazione dell’impianto. Ai lati della vasca di accumulo sono previste aree separate per la manutenzione dei carriponte. 20 Dichiarazione ambientale 2016 Pulpito di Comando La manovra dei carriponte e delle benne è controllata dal pulpito di comando, situato in modo da avere una buona visibilità della vasca e delle aperture di carico. Per protezione dell’operatore, il pulpito di comando è in un locale chiuso e dotato di aria condizionata. L’operatore ha una veduta completa e senza ostacoli della benna, sia quando è sul fondo della fossa che quando è sopra la tramoggia di carico. L’operatore ha anche la possibilità di coordinare il flusso dei veicoli verso le aperture previste per lo scarico. Tramite telecamere è possibile seguire continuamente le operazioni di carico nelle tramogge delle caldaie. Nel pulpito sono previsti due posti di comando indipendenti, con la possibilità di guidare tutti i carriponte da ciascun posto di comando. Tramoggia di carico Ogni combustore è dotato di una tramoggia di carico e di uno scivolo nel quale il rifiuto può essere alimentato per mezzo del carroponte. La forma dello scivolo è tale da garantire un flusso continuo di rifiuti nel combustore e ridurre al minimo la possibilità di ostruzioni o formazione di ponti. La lunghezza dello scivolo è sufficiente ad assicurare, tramite lo strato di rifiuti, un’adeguata tenuta d’aria durante l’esercizio. Ogni tramoggia è dotata di un sistema meccanico per rompere i ponti e liberare lo scivolo da eventuali ostruzioni. È previsto un sistema di chiusura meccanico con la funzione principale di impedire l’ingresso d’aria attraverso il canale di alimentazione durante le operazioni di fermata. Le zone degli scivoli soggette a riscaldamento sono protette tramite camicia d’acqua. Tutte le tramogge, portelli e aperture sono a tenuta d’aria. 21 ll Termoutilizzatore di Brescia Linea di Combustione Il progetto dell’intero sistema di combustione tiene conto dell’esigenza di massima flessibilità nei riguardi della qualità del rifiuto. E’ previsto un campo di variazione particolarmente ampio del potere calorifico dei rifiuti (PCI): da 2.000 a 4.000 kcal/kg. I combustori costituiscono un componente a tecnologia avanzata del Termoutilizzatore dove si sviluppa il processo di combustione, con modalità automaticamente regolate dal sistema di controllo e supervisione computerizzato. L’impianto è costituito da tre linee di combustione. Ciascuna linea è costituita da: • griglia; • camera di combustione e post-combustione; • sistema di supervisione e controllo. Griglia La griglia è del tipo mobile, progettata per fornire un opportuno movimento e mescolamento del rifiuto, in modo da assicurare che i residui siano completamente combusti e limitando contemporaneamente il trascinamento di particolato solido nei gas di combustione. Le parti mobili della griglia sono progettate in modo che siano adeguatamente raffreddate dall’aria primaria di combustione. Gli spazi per l’aria tra le parti mobili e gli altri componenti che formano la griglia sono sostanzialmente uniformi in misura e numero per unità di larghezza della griglia; tali spazi devono minimizzare il passaggio di materiale attraverso la griglia e assicurare un idoneo passaggio dell’aria primaria. L’aria viene alimentata e regolata mediante opportuna compartimentazione della cassa d’aria. La griglia è formata da 6 corsie, ogni corsia è dotata di 5 compartimenti per l’aria, per un totale di 30 compartimenti per griglia. Le parti mobili sono sostituibili senza interessare la griglia nel suo complesso e sono azionate per mezzo di pistoni ad olio, alimentati da un’apposita unità idraulica. 22 Dichiarazione ambientale 2016 A valle della griglia è situato il sistema di raccolta e spegnimento delle ceneri di fondo caldaia residue dalla combustione, basato su idonea vasca con guardia idraulica. Le ceneri di fondo caldaia decadenti dalla camera di combustione ed eventualmente dal primo giro fumi sono tenute separate dai residui decadenti dall’impianto di depurazione fumi. Camera di Combustione e Postcombustione L’aria è immessa nel combustore come aria primaria e secondaria. L’aria viene aspirata dalla vasca di accumulo dei rifiuti, creando una leggera depressione nell’area di ricezione per evitare la fuoriuscita degli odori, e dal locale caldaie per consentire la ventilazione degli ambienti. La distribuzione dell’aria primaria è opportunamente compartimentata, con misura e regolazione della portata di ogni singolo compartimento, in modo da controllare la geometria della fiamma nelle varie zone della griglia e garantire una combustione ottimale con bassa produzione di CO, NOx e di incombusti nelle diverse condizioni di funzionamento. Mediante opportuni ugelli, l’aria secondaria, che è costituita in idonea percentuale dai gas di ricircolo, è iniettata ad alta velocità all’ingresso della camera di postcombustione, al fine di completare la combustione dei prodotti gassosi, ottenendo una buona turbolenza e miscelazione dei fumi, con l’adozione del minimo eccesso d’aria per minimizzare la formazione di NOx e rendere massimo il recupero energetico. Viene così eliminata la formazione di microinquinanti organici e minimizzati la formazione di CO e la corrosione in caldaia. Le camere di combustione e di postcombustione hanno margini di dimensionamento particolarmente abbondanti, per consentire tempi di residenza elevati ed un idoneo controllo del profilo di temperatura che, in qualsiasi zona della camera di postcombustione per un tempo di residenza di almeno 2 secondi, è maggiore di 850°C. Tali parametri di temperatura e la concentrazione di ossigeno e CO sono controllati mediante sistema di rilevazione in continuo, con registrazione in sala controllo. La separazione della camera di combustione dalla camera di postcombustione (che ha un volume di oltre 600 m3) viene attuata mediante la lama d’aria a forte turbolenza ottenuta iniettando, perpendicolarmente al flusso dei gas, aria e fumi di ricircolo ad alta velocità attraverso gli ugelli disposti opportunamente sul perimetro della camera. È previsto un idoneo sistema di preriscaldamento dell’aria, in modo da far fronte a variazioni nel potere calorifico dei rifiuti. Pur non risultando necessario durante il normale esercizio alcun combustibile di sostentamento per conseguire le temperature previste, in accordo alla normativa vigente, sono installati 4 bruciatori ausiliari alimentabili a gas metano, da impiegarsi soprattutto nella fase di avviamento da freddo e di spegnimento programmato dell’impianto. Sistema di Supervisione e Controllo Il sistema di controllo e supervisione computerizzato agisce con criteri e modalità coordinati: • sulla velocità di avanzamento del letto di combustione; • sulla portata e sulla ripartizione dell’aria primaria e secondaria, al fine di assicurare la temperatura e la concentrazione di ossigeno ottimale in ogni zona del letto di combustione (a tale scopo la cassa d’aria sotto griglia è opportunamente compartimentata, per consentire regolazioni differenziate nei singoli settori); 23 ll Termoutilizzatore di Brescia • sulla portata dei gas di ricircolo, per mantenere una corretta temperatura e miscelazione dei gas nella zona di postcombustione, limitando al contempo l’eccesso di O2 e la formazione di NOx. Il coordinamento della regolazione ha lo scopo di: • consentire una completa combustione dei materiali, minimizzando il contenuto di incombusti nelle ceneri; • consentire la combustione completa dei componenti gassosi, mediante idonei parametri di temperatura, tempo di permanenza, turbolenza, uniforme distribuzione dell’ossigeno residuo; • minimizzare la produzione di ossido di carbonio (CO); • minimizzare la produzione di ossidi di azoto (NOx); • minimizzare l’eccesso d’aria che inciderebbe sfavorevolmente sugli NOx, sul rendimento energetico e sulla quantità di emissioni in atmosfera; • assicurare una portata, pressione e temperatura costanti del vapore surriscaldato, fattori importanti per il corretto funzionamento della turbina e per l’efficienza del recupero energetico. Caldaia Ogni linea di combustione è dotata di una caldaia a tubi d’acqua. All’interno della caldaia i fumi caldi provenienti dal combustore entrano in contatto con i tubi dell’acqua e del vapore, ai quali cedono calore. L’acqua in pressione si scalda e, nell’evaporatore, si forma il vapore saturo che viene infine surriscaldato. L’acqua entra in caldaia alla pressione di 80 bar e ad una temperatura di circa 130°C. Il vapore esce dalla caldaia ad una pressione di 75 bar e ad una temperatura di circa 450°C. Per ottimizzare il recupero di energia elettrica, la progettazione è stata improntata al conseguimento di parametri di temperatura e pressione del vapore particolarmente elevati, assicurando al contempo basse velocità di corrosione. Il vapore surriscaldato proveniente dalle 3 caldaie è inviato ad un gruppo turboalternatore, dotato di spillamenti e ciclo termico, per la produzione in cogenerazione di energia elettrica e di calore per la rete di teleriscaldamento della città di Brescia. Un opportuno sistema di raffreddamento consente la condensazione del vapore di scarico della turbina anche quando, in particolare nel periodo estivo, il carico termico assorbito dalla rete risultasse insufficiente. Un sistema avanzato di controllo della combustione consente di mantenere un flusso di vapore relativamente costante, pur in presenza di fluttuazioni nella composizione dei rifiuti. Sono previsti appositi sistemi di pulizia per rimuovere le ceneri dai fasci tubieri. La Turbina a Vapore e il Ciclo Termico Il vapore generato dalle 3 caldaie aziona le pale di una turbina che ruota alla velocità di 3000 giri al minuto. La turbina trascina un generatore elettrico che produce elettricità alla tensione di 15 kV successivamente elevata da un trasformatore a 130 kV prima di essere immessa nella rete elettrica nazionale. Il vapore in uscita dalla turbina viene convogliato agli scambiatori di calore dove cede calore latente di condensazione all’acqua della rete di teleriscaldamento. Durante il periodo estivo, quando la richiesta della rete del teleriscaldamento è limitata, parte del calore di condensazione in uscita dalla turbina, viene dissipato mediante un sistema misto 24 Dichiarazione ambientale 2016 secco/umido costituito da un condensatore diretto raffreddato ad aria, integrato con una torre evaporativa. Depurazione dei fumi Ogni linea di combustione del Termoutilizzatore di Brescia è dotata di un proprio impianto di depurazione fumi del tipo “a secco” ad altissima efficienza, in grado di garantire livelli di emissione polveri e di inquinanti entro i limiti stabiliti dalla norme vigenti. I gas di combustione, dopo la depurazione, vengono convogliati ad un unico camino, alto 120 m, con tre canne al suo interno, una per linea di combustione. Il sistema di abbattimento delle emissioni in atmosfera, del tipo a secco, è in grado di garantire: • elevata affidabilità di funzionamento; • abbattimento particolarmente efficace dei microinquinanti, sia metalli che composti clorurati; • abbattimento molto spinto delle polveri; • totale assenza di scarichi liquidi; • maggiore recupero energetico (il calore, che in un sistema a umido sarebbe necessario per evaporare l’acqua di lavaggio dei fumi, viene recuperato per preriscaldare l’acqua di alimento caldaia); • minori autoconsumi di energia e assenza di consumo d’acqua. L’impianto di depurazione fumi è stato costruito con criteri e materiali tali da ottenere la massima sicurezza e continuità di funzionamento, prevenire anche le emissioni accidentali e ridurre al minimo la necessità di manutenzione e tali da salvaguardare l’integrità dell’impianto anche in caso di blocchi, avarie in caldaia, errori di manovra, guasti al sistema di regolazione. In particolare sono assicurate le seguenti caratteristiche di funzionamento: • l’impianto di depurazione funziona in marcia continua in qualsiasi condizione, vale a dire a freddo o a caldo, senza che siano necessarie operazioni speciali; in particolare è inserito anche nella fasi di avviamento e spegnimento del combustore; • in caso di avaria ad una singola apparecchiatura (pompa, ventilatore, ecc.) è presente una riserva che interviene automaticamente senza interruzione del funzionamento dell’impianto; • in caso di malfunzionamento della caldaia è possibile il funzionamento a vuoto dell’impianto di depurazione; • le parti soggette ad usura o ad avaria sono installate in modo da essere facilmente sostituibili e riparabili; • tutte le valvole e gli organi di regolazione necessari al funzionamento automatico sono provvisti di motore elettrico; • i condotti dei fumi sono dimensionati per la temperatura più alta raggiungibile dai gas; • per il raffreddamento di emergenza dei fumi è previsto un apposito sistema di iniezione e miscelazione con aria ambiente. 25 ll Termoutilizzatore di Brescia L’impianto di depurazione fumi è costituito sostanzialmente da: • sistema di assorbimento gas acidi; • filtri a maniche per il completamento delle reazioni di abbattimento dei gas acidi, l’abbattimento delle polveri e dei microinquinanti. Schema semplificato del sistema di assorbimento gas acidi Assorbimento Gas Acidi Come reagenti vengono impiegati calce idrata e carbone attivo. Al fine di ottimizzare il rendimento di abbattimento, anche dei microinquinanti, migliorando al contempo il recupero energetico, i gas vengono raffreddati a circa 130°C, mediante opportuno economizzatore nel quale cedono calore all’acqua di alimento caldaia. I gas entrano, quindi, nel reattore a secco ove vengono iniettati calce idrata in polvere ad elevata reattività e carbone attivo. Ha così inizio la reazione chimica di assorbimento dei gas acidi e l’adsorbimento dei microinquinanti (specialmente clorurati e mercurio). I gas vengono quindi convogliati al filtro a maniche dove le suddette reazioni si completano sullo strato di polvere (“cake”) depositato sul tessuto filtrante. Le maniche vengono periodicamente scosse e la polvere che cade nelle tramogge viene, per circa 1/4, inviata nel silo di accumulo del prodotto residuo, mentre, per i circa 3/4 restanti, viene ricircolata nel reattore in modo da ottimizzare il consumo di reagente e contenere la quantità di residuo. Il composto da abbattere presente in maggior quantità è HCl; altri gas, presenti in concentrazione minore, sono SO2 e HF. L’iniezione del reagente avviene in un reattore dove i gas vengono mescolati intimamente con un reagente basico secco (Ca(OH)2) ad elevato indice di reattività; dalla reazione si formano sali in forma 26 Dichiarazione ambientale 2016 di polveri, i quali vengono trascinati dai fumi nel filtro a maniche, dove prosegue la reazione di assorbimento. È previsto un sistema di ricircolo dei prodotti di reazione, in quanto il reagente basico viene introdotto in eccesso stechiometrico e, quindi, i prodotti della reazione contengono ancora rilevanti quantità di reagente. Al fine di conseguire la massima efficacia di depurazione minimizzando sia il consumo di reagente sia la produzione di residui e, contestualmente, attuando il massimo recupero energetico, la progettazione e realizzazione del sistema consente temperature di esercizio dei gas particolarmente basse (130°C – 140°C). Filtro a Maniche All’uscita dal sistema di abbattimento dei gas acidi i fumi vengono inviati ad un sistema basato su filtro a maniche, utile al completamento delle reazioni di assorbimento dei gas acidi e l’adsorbimento dei microinquinanti (specialmente clorurati e mercurio). Il filtro a maniche, che ha velocità di filtrazione particolarmente bassa per effetto del suo opportuno dimensionamento, costituisce un elemento essenziale per l’efficacia della depolverazione. All’uscita del filtro a maniche, i gas vengono aspirati dal ventilatore fumi (che provvede così a mantenere in depressione tutto il circuito fumi, dalla caldaia all’impianto di depurazione) e inviati al camino. Sul camino, un apposito sistema di misura in continuo effettua il controllo finale delle emissioni. Il filtro a maniche è costituito da elementi filtranti in tessuto (feltri di fibre sintetiche), atti a resistere a temperature continuative fino a 180°C, montati su appositi supporti e contenuti dentro un involucro metallico. I fumi aspirati dalla caldaia attraversano le maniche dall’esterno verso l’interno a bassa velocità, il feltro delle maniche trattiene le polveri e con esse le sostanze assorbite. Periodicamente le maniche vengono assoggettate a scuotimenti per la rimozione della polvere che viene convogliata in tramogge dotate di portello per manutenzione e sistema di riscaldamento; la polvere viene asportata ed inviata ai sili di raccolta. Il filtro a maniche, a 6 sezioni indipendenti e singolarmente intercettabili, può funzionare anche con una sezione di maniche esclusa, senza necessità di riduzione del carico. Sono installati opportuni sistemi di sollevamento ed estrazione necessari per la manutenzione e sostituzione delle maniche. Le operazioni suddette possono essere effettuate con impianto in esercizio. Per il controllo dell’efficiente funzionamento del filtro, sull’uscita è installato un idoneo sistema di misura della polverosità con segnalazione di allarme in sala controllo. Contenimento delle Emissioni di NOx Le emissioni di NOx vengono controllate mediante due sistemi tra loro complementari: • abbattimento primario, il quale prevede accorgimenti che riducono la formazione degli NOx all’origine (durante il processo di combustione); • abbattimento secondario, il quale abbatte gli NOx dagli effluenti gassosi, a valle del processo di combustione. L’abbattimento primario dipende dallo sviluppo del processo di combustione che viene regolato automaticamente dal sistema di controllo e supervisione computerizzato, e comprende l’apposito sistema di ricircolo dei fumi. 27 ll Termoutilizzatore di Brescia L’abbattimento secondario si basa sull’iniezione di ammoniaca nel giro fumi di caldaia, dove la temperatura dei gas è di circa 850-950°C. Tale metodo di abbattimento è costituito da un sistema SNCR (Selective Non Catalytic Reduction) che, mediante l’iniezione di una soluzione acquosa di ammoniaca al 24%, riduce l’azoto contenuto negli NOx ad N2. Il dosaggio della soluzione acquosa di ammoniaca viene regolato automaticamente sulla base delle misure di NOx al camino. Il sistema SNCR è integrato da un sistema catalitico SCR High-Dust. Le reazioni di eliminazione degli NOx si completano nel catalizzatore posizionato all’interno del percorso dei fumi in caldaia in una posizione dove la temperatura dei gas è ancora sufficientemente elevata affinché il catalizzatore sia attivo. Ciclo Termico Il vapore surriscaldato prodotto dalle tre caldaie viene inviato al gruppo turboalternatore, dotato di spillamenti e ciclo termico, per la produzione, in cogenerazione, di energia elettrica e di calore per la rete di teleriscaldamento della città di Brescia. Il ciclo termico dell’impianto di termoutilizzazione è costituito principalmente da: • collettore vapore comune alle tre caldaie; • collettore acqua alimento; • degasatore; • preriscaldatori; • scambiatori di calore per il riscaldamento dell’acqua del teleriscaldamento urbano di Brescia a mezzo del vapore estratto da opportuni spillamenti di turbina; • pompe alimento; • pompe estrazione condensato; • sistema di condensazione del vapore. 28 Dichiarazione ambientale 2016 (valore di targa) Sistema di Condensazione del Vapore Il sistema di condensazione consente la condensazione diretta del vapore di scarico della turbina anche quando il carico termico assorbito dalla rete del teleriscaldamento risulta insufficiente. Tale sistema è costituito da uno stadio di condensazione a secco (ad aria), assistito, durante il periodo estivo, da un ulteriore stadio di condensazione del tipo evaporativo. Esso consente l’esercizio a pieno regime con il massimo recupero di energia elettrica dell’intero impianto anche in totale assenza di carico termico dal teleriscaldamento. L’utilizzo di un sistema di condensazione di tipo misto secco-evaporativo integrato consente di ottimizzare l’efficienza di recupero energetico del termoutilizzatore, limitando, al contempo, i consumi di acqua. Stadio di Condensazione a secco (ad aria) Lo stadio di condensazione ad aria è costituito da 4 sezioni singolarmente intercettabili, dotate di valvole motorizzate drenabili. Ciascuna sezione è equipaggiata con 4 ventilatori azionati da motori elettrici a doppia polarità, alimentati da sistemi di azionamento a frequenza variabile. L’utilizzo di azionamenti a frequenza variabile consente di minimizzare il consumo di energia elettrica in qualunque condizione di carico dell’impianto. Il condensatore ad aria è inseribile e disinseribile dalla Sala Controllo dell’impianto ed è dotato di accorgimenti per la sua perfetta conservazione durante i periodi di inattività. In particolare esso è dotato di un sistema antigelo in quanto, durante il periodo invernale, l’impianto funziona principalmente in assetto cogenerativo con condensazione del vapore effettuata tramite gli scambiatori della rete del teleriscaldamento. Stadio di Condensazione Evaporativo Lo stadio di condensazione evaporativo è composto dai seguenti blocchi: • 3 celle evaporative; • bacino; • pompe di circolazione acqua di raffreddamento; 29 ll Termoutilizzatore di Brescia • condensatori del vapore a fascio tubiero. La torre di raffreddamento è dotata di tre ventilatori che aspirano l’aria dal basso verso l’alto delle celle, mentre l’acqua di raffreddamento, aspirata dal bacino e pompata sulla cima delle celle evaporative per mezzo delle pompe di circolazione, cade dall’alto verso il basso e si raffredda, cedendo il proprio calore alla corrente d’aria ascendente. L’acqua raffreddata si raccoglie nel bacino, alla base delle celle evaporative. L’acqua di raffreddamento necessita di una quota di reintegro somma delle seguenti voci: • acqua che evapora nella corrente d’aria; • acqua di spurgo da scaricare al fine di abbassare la concentrazione di sali nella vasca dovuta all’evaporazione dell’acqua nella corrente d’aria. Sistemi di Controllo dei Fumi Nell’impianto sono stati installati strumenti di monitoraggio che misurano in continuo le concentrazioni dei componenti dei fumi. Sono presenti le seguenti tipologie: • sistema posto all’uscita caldaia che analizza i fumi in ingresso al filtro a maniche, prima che essi siano trattati, e che ha la funzione di supervisione e regolazione del processo di combustione; • sistema SME (Sistema di Monitoraggio delle Emissioni) che analizza i fumi in uscita dal camino con lo scopo di verificare il rispetto dei limiti delle Norme di Legge e consente di regolare la quantità degli additivi per ottimizzare la depurazione fumi. Il sistema SME è costituito da due sistemi ridondati (principale e secondario) identici. I due sistemi costituenti lo SME devono essere sottoposti obbligatoriamente ad attività di controllo, taratura e manutenzione in accordo alla normativa e alle autorizzazioni vigenti. Vengono effettuate attività di controllo, manutenzione e taratura su tutti gli strumenti di misura in continuo anche quelli dedicati solo alla regolazione di processo. Presso il Termoutilizzatore sono installati dei sistemi di analisi in continuo del tipo FTIR (Fourier Transform InfraRed) per ottenere in contemporanea la misura di NO, CO, NO2, SO2, HCl, NH3, H2O, ossia quei composti che assorbono nel campo dell’infrarosso. Gli altri parametri di normalizzazione vengono misurati tramite un sensore ad ossido di zirconio che rileva la concentrazione dell’ossigeno, mentre il COT (carbonio organico totale) viene rilevato da un sensore a ionizzazione di fiamma; entrambe le strumentazioni sono poste a valle dello FTIR. Per il rilevamento delle polveri, sono utilizzati degli strumenti in situ. Nel caso del Termoutilizzatore si adottano due strumenti (principale e secondario) con due principi di misura diversi: lo strumento principale è di tipo ottico (principio ottico a diffrazione), lo strumento secondario è di tipo elettrodinamico. Entrambi gli strumenti misurano il contenuto di polveri nei fumi. Le principali apparecchiature sono installate in coppia al fine di garantire un’elevata disponibilità di dati anche in caso di avaria di una di esse. Vengono, inoltre, effettuate periodiche rilevazioni da laboratori esterni accreditati secondo la norma UNI 17025 sia per le verifiche periodiche previste dalla legislazione sulla strumentazione SME, sia per la determinazione della concentrazione dei microinquinanti. Lo schema a blocchi degli SME è riportato nell’immagine sottostante. 30 Dichiarazione ambientale 2016 Movimentazione e Trattamento dei Residui Ciascuna linea è dotata di un proprio sistema completamente automatico per la rimozione delle ceneri dal sistema di combustione e per la rimozione delle polveri dal sistema di depurazione dei fumi. 31 ll Termoutilizzatore di Brescia Ceneri di fondo caldaia Le ceneri in uscita dalla griglia pervengono ad un bagno di spegnimento. Da questo, con l’ausilio di un nastro trasportatore, vengono inviate in un locale apposito di stoccaggio, opportunamente impermeabilizzato e dimensionato per contenere la produzione settimanale. Le ceneri contengono una apprezzabile quantità di rottami di ferro di varie dimensioni che vengono separati tramite un’elettrocalamita per poi essere riutilizzati in fonderia. La restante parte delle ceneri di fondo caldaia, che contiene ancora metalli non ferrosi recuperabili e materiali inerti, viene inviata al recupero presso impianti esterni specializzati. Per favorire il mantenimento di idonee condizioni di pulizia, l’area di carico delle ceneri di fondo caldaia è fisicamente separata dall’area di movimentazione rifiuti. Polveri Le polveri, raccolte dai filtri, vengono trasportate ai sili di stoccaggio. Le polveri raccolte sono precauzionalmente classificate rifiuti pericolosi in quanto in esse si trovano concentrate le sostanze nocive presenti nei rifiuti trattati dal Termoutilizzatore e non eliminate dalla combustione; esse vengono smaltite e/o recuperate in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente in materia di rifiuti. Nell’impianto è inoltre presente un sistema di inertizzazione che, mediante additivazione di cemento ed opportuni additivi, è in grado di formare dalle polveri un prodotto più stabile. Ceneri di caldaia Sotto le caldaie, in corrispondenza dei giri fumi sono presenti delle tramogge in cui si raccolgono le ceneri trascinate dai fumi. Attualmente queste ceneri sono inviate ai sili delle polveri di filtrazione. Sistema di Gestione delle Acque Nel Termoutilizzatore non sono presenti scarichi di acque reflue derivanti dalla depurazione degli effluenti gassosi. Si producono invece altre tipologie di acque reflue che sono raccolte da reti distinte, a seconda del tipo di inquinamento presente. Si possono distinguere le seguenti reti di raccolta: • acque nere; • acque di processo; • acque meteoriche. Le acque nere, provenienti dai servizi igienici, sono raccolte dalla fognatura acque nere, che si sviluppa lungo le strade principali e convoglia le acque nella fognatura pubblica che passa in prossimità dell’impianto. Le acque di processo, che sinteticamente possono essere individuate come: • drenaggi caldaie e ciclo termico • drenaggio dei pavimenti della zona caldaie e ciclo termico • acque di lavaggio dei piazzali e delle aree di stoccaggio delle ceneri di fondo caldaia e delle ceneri e di altri locali tecnologici sono convogliate in pozzetti e da qui inviate, tramite pompe, alla vasca di raccolta acque tecnologiche. Nella vasca tecnologica (volume utile di circa 90 m3) sono installate 3 pompe (Q = 60 m3/h), il cui 32 Dichiarazione ambientale 2016 collettore alimenta un serbatoio di accumulo della capacità di circa 9 m3 per la distribuzione allo spegnimento ceneri di fondo caldaia. Il collettore di mandata pompa, previa intercettazione della linea in alimento al serbatoio d’accumulo, è collegato con la Centrale Lamarmora per permettere l’invio delle acque tecnologiche non recuperate all’impianto di trattamento “Dondi”. Normalmente le acque tecnologiche vengono convogliate al sistema di spegnimento ceneri di fondo caldaia. Per le acque meteoriche è prevista una vasca di stoccaggio attigua alla vasca acque tecnologiche. La vasca per le acque meteoriche (vasca di prima pioggia) è dotata di un sistema che permette la separazione delle sostanze galleggianti (oli, idrocarburi, ecc.) eventualmente presenti nelle acque provenienti dal dilavamento di strade e piazzali. La linea di troppo pieno, in scarico al collettore acque meteoriche esistente nella zona a Sud dell’area del Termoutilizzatore, è realizzata su un pozzetto in ingresso alla vasca delle acque piovane in modo da evitare che in caso di forti precipitazioni le acque di prima pioggia siano diluite con acque “pulite”. Il volume utile delle acque meteoriche raccolte è di circa 350 m3. L’acqua presente nella vasca delle acque meteoriche viene normalmente inviata nella vasca tecnologica a mezzo pompa (Q = 50 m3/h) e da qui inviata al un serbatoio di accumulo dell’acqua necessaria all’alimentazione del bagno ceneri di fondo caldaia. Le acque derivanti dallo spurgo continuo delle caldaie, costituite da acqua demineralizzata con modestissime quantità di additivi (deossigenanti e alcalinizzanti) per acqua di caldaia, sono riutilizzate per reintegrare il fabbisogno di acqua della rete di teleriscaldamento. Le acque di spurgo della torre evaporativa di raffreddamento, normalmente utilizzata quando è minima la domanda di calore dalla rete di teleriscaldamento (periodo aprile-ottobre), se non recuperabili vengono inviate in fognatura. Gli scarichi idrici decadenti dall’insediamento, compresi quelli costituiti dalle acque meteoriche, sono conformi alle disposizioni stabilite dal D.Lgs 152/2006 (ex D.Lgs 152/99) e dalla LR 62/85 e loro successive modifiche ed integrazioni. 33 Il Termoutilizzatore di Brescia 3 La Gestione Ambientale Al fine di una corretta gestione ambientale e per una precisa applicazione di quanto richiesto dal Regolamento EMAS, sono stati implementati Sistemi di Gestione Ambientale per i settori oggetto di registrazione. Per Sistema di Gestione Ambientale (SGA) si intende la “parte del sistema complessivo di gestione comprendente la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse per sviluppare, mettere in atto, realizzare, riesaminare e mantenere la politica ambientale e per gestire gli aspetti ambientali”. Gli obiettivi del sistema di gestione ambientale sono principalmente tre: il rispetto della normativa applicabile; la prevenzione dell’inquinamento e il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali; il progressivo miglioramento del Sistema di Gestione Ambientale, anche attraverso la definizione di specifici obiettivi da conseguire attraverso la pianificazione di un programma ambientale. Il raggiungimento di tali scopi contempla quindi un controllo gestionale efficace ed efficiente, anche in considerazione degli altri progetti di natura non ambientale dell’Organizzazione. Per fare ciò, il Regolamento EMAS prevede che un sistema di gestione ambientale sia impostato su un percorso di lavoro preciso, schematizzato nella seguente immagine: definire la Politica Ambientale PLAN - valutare le problematiche ambientali per individuare aspetti ed impatti significativi - identificare e applicare la normativa ambientale cogente - definire il programma di miglioramento ambientale (obiettivi e traguardi ambientali) DO - definire risorse, ruoli e responsabilità - attuare attività di formazione, sensibilizzazione e comunicazione - assicurare una corretta gestione della documentazione e delle registrazioni - definire ed attuare le opportune modalità di lavoro e di risposta alle emergenze ACT - effettuare il riesame della direzione, ovvero la valutazione dell’operatività e dell’adeguatezza del SGA CHECK - definire ed attuare le attività di sorveglianza delle prestazioni ambientali - attuare le azioni correttive e preventive ove opportuno - organizzare attività di audit interno 34 Dichiarazione ambientale 2016 L’organizzazione per il Sistema di Gestione Ambientale Per assicurare la continuità dei Sistemi di Gestione Ambientale implementati nelle precedenti realtà societarie, il nuovo assetto organizzativo di A2A Ambiente è stato progettato al fine di individuare con modalità chiare e documentate ruoli, responsabilità chiave ed autorità. La Direzione ha provveduto a definire una struttura organizzativa funzionale dedicata alla conduzione dei Sistemi di Gestione Ambientale. Tale struttura, costituita per ogni Sistema di Gestione Ambientale implementato, è rappresentata nello schema seguente. A2A S.p.A. – SOCIETÀ CAPOGRUPPO • definisce e approva la Politica Integrata Qualità Ambiente Sicurezza del Gruppo A2A • assume i ruoli di indirizzo, controllo e supporto consulenziale per le Società del Gruppo • attua un periodico riesame di Gruppo A2A AMBIENTE (comitato di coordinamento QAS) • recepisce e adotta la Politica di Gruppo, la inserisce nel proprio corpo normativo e la diffonde • definisce e sottoscrive la propria Politica in ambito Qualità, Ambiente e Sicurezza • individua i rischi e gli impatti sull’ambiente derivanti dalle attività condotte e garantisce la loro corretta ed efficace gestione • definisce e approva obiettivi, i traguardi e i programmi di azione e di miglioramento atti a mitigare e/o eliminare gli impatti ambientali • garantisce l’osservanza delle linee di indirizzo stabilite dal Gruppo nella definizione delle modalità operative e di monitoraggio delle attività, al fine di perseguire i propri obiettivi e lo sviluppo sostenibile • stabilisce le attività da intraprendere per una corretta gestione ambientale e verifica la loro efficace attuazione • attua un periodico riesame del sistema di gestione ambientale Unità operativa di Area (per la gestione operativa del sistema QAS) Unità operativa di Area (per la gestione operativa del sistema QAS) • individua e valuta gli aspetti e gli impatti ambientali • stabilisce e propone alla propria Direzione gli obiettivi e i programmi di miglioramento, coordinandone il programma attuativo • decide in merito alle attività da intraprendere per una corretta gestione ambientale • definisce i dettagli operativi e di monitoraggio delle attività • attua un periodico riesame del sistema di gestione ambientale nell’area di competenza 35 Il Termoutilizzatore di Brescia La Direzione di A2A Ambiente, attraverso il Comitato di Coordinamento Qualità Ambiente e Sicurezza, fornisce l’indirizzo strategico e di decisione nel contesto della gestione ambientale. Definisce infatti i principi della politica, fissa gli obiettivi e decide i programmi, garantendo la conformità normativa e le risorse adeguate, in linea con gli indirizzi della Capogruppo. Per quanto riguarda il Termoutilizzatore di Brescia, i principi ambientali di riferimento sono stati recepiti nella documentazione di sistema e in particolare vengono resi operativi attraverso l’attuazione di un programma di miglioramento (Traguardi e programmi dell’area). Inoltre, la Direzione effettua periodicamente il riesame del Sistema di Gestione Ambientale al fine di verificarne l’efficacia o di deliberarne le modalità di miglioramento. Per gestire in modo efficiente ed efficace il SGA, nei diversi ambiti gestionali e/o operativi, sono state svolte riunioni operative di area, nel corso delle quali si definiscono le tematiche ambientali che devono essere tenute in considerazione nei singoli ambiti, si individuano i dettagli operativi delle stesse e si effettua il loro monitoraggio. 36 Dichiarazione ambientale 2016 3.1 La Politica Ambientale Di seguito si riporta la politica ambientale della società A2A Ambiente. 37 Il Termoutilizzatore di Brescia 3.2 Certificazioni ottenute da A2A Ambiente A2A Ambiente aderisce volontariamente a Sistemi di Gestione per la Qualità, l’Ambiente e la Sicurezza, ed ha ottenuto i seguenti riconoscimenti: • certificazione UNI EN ISO 9001 • certificazione OHSAS 18001 • certificazione UNI EN ISO 14001 per tutta la società. L’adesione al Regolamento EMAS in A2A Ambiente: SITI Indirizzo Termoutilizzatore di Brescia Via Malta, 25/R – Brescia Termoutilizzatore Silla 2 Via L.C. Silla, 249 – Milano Termoutilizzatore Acerra Loc. Pantano – Acerra (MI) (rinnovo in corso) Discarica di Montichiari Via Segalina a Sera Località Rò – Montichiari (BS) Area Impianti Bergamo Via Luigi Goltara,23 – Bergamo Area Impianti Pavia e Pimonte Località Cascina Darsena – Giussago (PV) Località Cascina Maggiore – Giussago (PV), Lacchiarella (MI) Località Manzola Fornace–Corteolona (PV) Via della Mandria – Cavaglià (BI) Località Cascina delle Formiche – Villafalletto (CN) Località Solarolo – Barengo (NO) Complesso impiantistico di Via Codignole, Brescia Via Codignole, 31/g – Brescia 38 Dichiarazione ambientale 2016 3.3 La formazione e il coinvolgimento del personale A2A Ambiente, con il supporto della funzione “Formazione e Addestramento” della Capogruppo A2A, gestisce la pianificazione e l’erogazione delle attività di addestramento e formazione, garantendo la definizione di logiche, contenuti nonché destinatari in coerenza con le esigenze aziendali, l’aggiornamento normativo, gli specifici ruoli, mansioni e incarichi e le tematiche che possono comportare impatti significativi. Le attività di addestramento e formazione sono distinte in tema di: • normativa ed aspetti ambientali • salute e sicurezza • organizzazione (es. management, informatici, tecnici specialistici). Durante il 2015 le attività di formazione hanno riguardato principalmente tematiche legate a salute e sicurezza nei luoghi di lavori, per ottemperare a quanto prescritto dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. La formazione relativa a tematiche ambientali ha riguardato principalmente gli aggiornamenti normativi più rilevanti per le attività svolte dagli impianti, quali ad esempio la nuova classificazione dei rifiuti e la direttiva Seveso III. 39 Il Termoutilizzatore di Brescia 4 I Rapporti con la Comunità In linea con i principi ispiratori del Regolamento EMAS, i rapporti con le comunità locali hanno sempre rivestito una grande importanza per l’organizzazione. Condividere con i propri interlocutori l’impegno verso il miglioramento ambientale e le modalità adottate per gestire le attività che hanno un impatto sull’ambiente è sinonimo di integrazione tra una realtà produttiva come quella del Termoutilizzatore di Brescia e la comunità locale. Rapporti con i Cittadini Sono fornite diverse tipologie di informazioni di interesse pubblico, tra cui anche quelle di carattere ambientale, ai potenziali interessati (scuole, istituzioni, associazioni, utenti …) ed a chiunque ne faccia richiesta, mettendo a disposizione una diversificata gamma di strumenti, al fine di raggiungere tutte le parti interessate. STRUMENTI DI COMUNICAZIONE AMBIENTALE Periodici: • pubblicazioni specifiche di carattere ambientale quali il Bilancio di Sostenibilità annuale e la Dichiarazione Ambientale EMAS; • sito Internet aziendale: www.a2a.eu; • visite guidate agli impianti. Occasionali: • pubblicazioni che promuovono ed informano sui servizi e le attività aziendali, rese disponibili con diverse modalità, a seconda dell’argomento e delle finalità; • mass-media quali quotidiani, radio e televisioni locali; • convegni, conferenze, incontri, seminari pubblici su argomenti specifici; • interventi di esperti aziendali nelle scuole; • partecipazione a fiere e mostre con stand divulgativi; • newsletter. In relazione agli interventi di comunicazione attuati dal Termoutilizzatore verso l’esterno attinenti il SGA attivo presso di esso, si segnala in particolare che sarà messa a disposizione sul sito internet www.a2a.eu la Dichiarazione Ambientale 2016. Le visite del 2015 sono state caratterizzate da un numero di visitatori pari a 1603 suddivisi in: • 1193 studenti/docenti di scolaresche e università • 174 membri di associazioni e gruppi vari • 236 ospiti di altre delegazioni. 40 Dichiarazione ambientale 2016 Osservatorio sul Termoutilizzatore L’Osservatorio del Termoutilizzatore, costituito con delibera della Giunta Comunale, ha il compito di: • verificare attraverso i dati forniti dal Termoutilizzatore, dalla Provincia di Brescia, dall’ASL e dall’ARPA, la tipologia, la quantità e la provenienza dei rifiuti valorizzati nell’impianto e la quantità e le caratteristiche delle ceneri di fondo caldaia e delle polveri provenienti dall’impianto di trattamento fumi; • esaminare i dati delle emissioni a camino del Termoutilizzatore forniti dall’ASL, ARPA e dal Termoutilizzatore stesso; • promuovere iniziative periodiche per la divulgazione alla cittadinanza dei dati rilevati, redigendo periodicamente il Rapporto dell’Osservatorio sul funzionamento del Termoutilizzatore di Brescia. Tutti i Rapporti sono a disposizione sul sito del Comune di Brescia. Valutazione integrata dell’inquinamento A2A Ambiente ha commissionato all’Università degli Studi di Brescia lo studio “Valutazione integrata dell’inquinamento primario e secondario e del relativo impatto sulla salute nel bacino padano e nel territorio bresciano”. Obiettivo dello studio è la definizione ed implementazione di una metodologia integrata che: 1) valuti su un territorio il peso delle emissioni inquinanti, 2) quantifichi il loro coinvolgimento nei processi di formazione di inquinanti secondari, 3) stimi gli effetti della esposizione a tali inquinanti sulla salute della popolazione e sugli ecosistemi, 4) supporti la definizione di politiche di risanamento e dei loro effetti sulla qualità dell’aria e della sostenibilità di tali azioni. Lo studio sarà completato entro settembre 2017. Gestione dei Reclami Per rispondere in modo soddisfacente alle sollecitazioni provenienti dalle comunità locali o da altri soggetti esterni, incluse le autorità di controllo, sono stati creati canali di comunicazione per la raccolta delle segnalazioni esterne. Eventuali reclami verranno in seguito discussi e valutati nei Comitati di Coordinamento periodici. Si informa che nel 2015 sono pervenuti all’organizzazione due reclami di carattere ambientale presso il Termoutilizzatore riguardanti rumore e vibrazioni. 41 Il Termoutilizzatore di Brescia 5 La Conformità Legislativa Il rispetto della normativa ambientale applicabile e delle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi, oltre ad essere un prerequisito indispensabile richiesto dal Regolamento EMAS, costituisce il più importante principio sancito nel documento della Politica Ambientale ed il primo obiettivo che l’organizzazione di Grandi Impianti Ambiente area Brescia si pone. Al fine di garantire il rispetto di tutte le prescrizioni normative ed autorizzative ambientali applicabili, sono stati predisposti opportuni strumenti e modalità atti ad assicurare l’aggiornamento normativo ed il controllo delle prescrizioni applicabili. 5.1 Le autorizzazioni ottenute Il Termoutilizzatore è soggetto ad Autorizzazione Integrata Ambientale, ottenuta con Atto n° 1494 del 25/02/2014 (rinnovo dell’A.I.A. già rilasciata con D.D.S. N°9560 del 31/08/2007 e modificata con D.D.S. N°13335 del 19/11/2008). L’AIA recepisce e sostituisce le precedenti autorizzazioni riferite agli specifici comparti ambientali. 42 Dichiarazione ambientale 2016 6 Gli aspetti ambientali e la loro gestione 6.1 L’Identificazione e la valutazione degli aspetti e degli impatti ambientali In base a quanto previsto dalla norma ISO 14001 e dal Regolamento EMAS, sono state definite le modalità operative da seguire per l’individuazione degli aspetti ambientali e per la valutazione della loro significatività. In particolare il processo di analisi è stato articolato in diverse fasi: • inquadramento territoriale ed ambientale; • identificazione dei processi; • identificazione degli aspetti ambientali, suddivisi tra: ○ aspetti diretti, su cui si ha un controllo gestionale totale; ○ aspetti indiretti su cui non si ha un controllo gestionale totale; • identificazione degli impatti ambientali connessi agli aspetti; • valutazione della significatività dell’impatto o degli impatti ambientali relativi ad ogni aspetto ambientale. Gli aspetti ambientali identificati per il Termoutilizzatore di Brescia sono prevalentemente di tipo diretto, essendo quelli indiretti essenzialmente limitati alle attività di trasporto di rifiuti e materiali verso e dal sito e ad eventuali impatti associati al destino finale dei rifiuti prodotti. Nella tabella che segue sono identificati gli aspetti ambientali valutati, in correlazione con gli indicatori chiave proposti dal Regolamento EMAS, oltre che la loro pertinenza e significatività riscontrata presso il sito. 43 Il Termoutilizzatore di Brescia INDICATORI CHIAVE ex REG. EMAS ASPETTI AMBIENTALI CORRELATI VALUTATI PERTINENZA SIGNIFICATIVITA’ efficienza energetica consumo di risorse – utilizzo di combustibili significativo consumo di risorse – autoconsumi energetici non significativo consumo di risorse – utilizzo di materie prime significativo presenza di PCB non presente consumo di risorse – utilizzo di acqua significativo protezione del suolo, delle falde e dei corsi d’acqua significativo rifiuti Rifiuti significativo biodiversità Occupazione del suolo non significativo emissioni emissioni in atmosfera significativo traffico non significativo rumore significativo odore significativo amianto non presente presenza di sostanze lesive dell’ozono non significativo campi elettromagnetici di bassa frequenza non significativo efficienza dei materiali acqua E Di seguito si riportano i dati relativi agli aspetti significativi e agli aspetti valutati degni di essere citati: 6.2 Consumo di Risorse Il Termoutilizzatore di Brescia è a tutti gli effetti una Centrale Termoelettrica e quindi è caratterizzato, in primo luogo, dall’impiego di risorse ed in particolare di: • combustibili che vengono trasformati dal processo produttivo in altre risorse, ovvero l’energia elettrica e calore; • prodotti chimici, che vengono impiegati principalmente nel trattamento fumi, nel trattamento acque reflue oltre che nei processi di produzione e trattamento delle acque impiegate in caldaia e nel ciclo termico; • acqua; • consumi energetici. 44 Dichiarazione ambientale 2016 Gestione dei Rifiuti in Ingresso Controllo dei rifiuti in ingresso L’impianto è autorizzato e tecnicamente strutturato per ricevere rifiuti non pericolosi, identificati da un preciso elenco di tipologie codificate. I controlli dei rifiuti in ingresso si suddividono principalmente in tre fasi: • in fase contrattuale con il produttore: si verifica che il rifiuto oggetto del contratto sia stato correttamente identificato dal produttore e codificato con il corretto CER (Codice Europeo Rifiuti) e che il rifiuto sia effettivamente autorizzato presso l’impianto; è prevista opportuna caratterizzazione analitica del rifiuto a cura del produttore; • fase di arrivo ed accesso all’impianto: è prevista la programmazione degli arrivi al fine di garantire un flusso regolare del rifiuto anche in base alle disponibilità dell’impianto ed ai limiti quantitativi autorizzati; al momento dell’accesso al Termoutilizzatore viene effettuata la verifica documentale, che consiste nel controllo della documentazione che accompagna il rifiuto (es. formulari) e del possesso delle autorizzazioni necessarie delle ditte che lo trasportano; • fase di scarico: verifica qualitativa che consiste in un controllo della presenza di radioattività nel materiale in ingresso e nella verifica visiva del materiale scaricato per assicurare la conformità del rifiuto scaricato. Radioattività (da relazione dell’osservatorio del Termoutlizzatore) Tutti i mezzi che hanno accesso al Termoutilizzatore, dopo essere stati sottoposti a pesatura e controllo dei documenti, devono attraversare un apposito “portale di controllo” posto all’ingresso dell’impianto per il rilevamento di eventuali fonti di radioattività presenti nei rifiuti conferiti. Il controllo viene effettuato tramite tre rilevatori (scintillatori plastici di ampia superficie) fissati sul portale; nel caso i dispositivi segnalino la presenza di sorgenti radioattive, viene seguita una specifica procedura che prevede anche l’avviso di un “esperto qualificato” e, sotto la sua supervisione, l’individuazione, l’isolamento, la classificazione e la messa in sicurezza della fonte radioattiva. L’ utilizzo dei combustibili e la produzione di energia Come già menzionato, l’impianto produce energia elettrica, che cede al GSE (Gestore del Sistema Elettrico), ed energia termica che viene utilizzata per il riscaldamento del fluido vettore della rete di distribuzione calore del teleriscaldamento di Brescia. Un fondamentale punto di forza del Termoutilizzatore è rappresentato dalla Cogenerazione di energia elettrica e termica che consente l’utilizzo delle risorse energetiche con un sensibile risparmio delle stesse, dato che il rendimento energetico globale del ciclo migliora passando dal 30% fino ad un massimo (in condizioni ottimali di esercizio e utilizzo energetico dei combustibili) dell’ 80% circa. 45 Il Termoutilizzatore di Brescia Il grafico riporta l’entità della produzione netta di energia elettrica e termica (immessa in rete) derivante dal processo di cogenerazione. L’andamento del quantitativo di energia prodotta è pressoché costante negli ultimi 5 anni. In particolare, nel 2011 e nel 2012 si registrano produzioni caratterizzate da un andamento simile. Nel 2013 si rileva un incremento di energia termica immessa nella rete di teleriscaldamento a fronte di una leggera diminuzione della energia elettrica prodotta, mentre nel 2014 si nota una ripresa nella produzione di energia elettrica ed una diminuzione dell’energia termica immessa in rete dovuta ad una stagione invernale particolarmente mite. Nel 2015 si osserva una leggera diminuzione dell’energia elettrica prodotta mentre si registra un aumento dell’energia termica immessa in rete: questo andamento è legato anche alla modifica del parco impiantistico CTEC Lamarmora. Si segnala inoltre che nel 2015, per esigenze impiantistiche di manutenzione, si è verificato un fermo turbina per 37 giorni che ha portato ad una riduzione dell’energia elettrica prodotta e ad un incremento dell’energia termica. I valori di produzione energetica sono stati utilizzati per il calcolo degli indicatori specifici. A tal fine l’energia totale immessa in rete è stata calcolata sommando l’energia elettrica all’energia termica moltiplicata per un fattore di conversione dell’energia termica in elettrica pari a 0,421 . Tale fattore di conversione è stato ricavato dal documento della Commissione Europea “ Integrated Pollution Prevention and Control – Reference Document on the Best Available Techniques for Waste Inceneration” capitolo 3.5.3 dell’agosto 2006, riportato anche nella Direttiva CEE/CEEA/CE n° 98 del 19/11/2008 e nell’ All. C alla parte IV titolo I del 152/2006 e s.m.i. Attualmente, i combustibili principalmente utilizzati in una Centrale termoelettrica convenzionale sono solitamente rappresentati da combustibili fossili, quali carbone e metano. 1 Il valore dell’energia termica convertita assume dal 2011 al 2015 i seguenti valori in GWh: 314, 329, 338, 308, 326. 46 Dichiarazione ambientale 2016 In luogo dei combustibili fossili il Termoutilizzatore utilizza come combustibile principale i rifiuti urbani (RU) e i rifiuti derivanti dal trattamento di rifiuti urbani (ossia tutto quanto non conferito al sistema di raccolta differenziata nell’ambito del Sistema Integrato), che hanno la priorità di trattamento, e rifiuti speciali non pericolosi. Questo permette di produrre energia elettrica e termica risparmiando combustibili fossili che, come noto, sono limitati. Nel grafico seguente è mostrato l’andamento del conferimento dei rifiuti dove si nota che i rifiuti conferiti sono principalmente di origine urbana. Un parametro indicatore che consente di valutare le prestazioni energetiche dell’impianto è il risparmio di combustibili fossili ottenuto attraverso la Termovalorizzazione dei rifiuti ed espresso in termini di Tonnellate di Petrolio Equivalente risparmiate (TEP risparmiate). Tale indicatore viene calcolato valutando il quantitativo di combustibili fossili che sarebbe necessario per produrre le stesse quantità di elettricità e calore generate dal Termoutilizzatore, con sistemi di produzione convenzionali. Due sono i fattori che concorrono al risparmio di combustibile fossile: • l’utilizzo come combustibile di materiali di scarto non altrimenti utilizzabili; • l’efficienza energetica dell’impianto che risulta particolarmente elevata grazie anche alla cogenerazione. Si segnala che nella fase di avviamento e di fermata viene utilizzato un quantitativo ridotto di metano e mediamente il quantitativo utilizzato si aggira intorno a qualche punto percentuale. L’allacciamento alla rete del metano avviene tramite tubazione in media pressione e non necessita di stoccaggio. 47 Il Termoutilizzatore di Brescia A livello di gruppo A2A è stata introdotta una metodologia condivisa per il calcolo delle TEP risparmiate, che viene aggiornata periodicamente per recepire le variazioni del contesto e la variazione dei parametri pubblicati da TERNA e ISPRA: come sistema alternativo per la produzione elettrica viene considerato il consumo del parco termoelettrico nazionale (Fonte: Report Terna 2015) mentre per la produzione termica viene considerata una caldaia a metano di edificio con rendimento pari a circa l’80% (fonte valori: ENEA) considerando anche le perdite della rete del teleriscaldamento, stimate pari a circa il 10%, pertanto si è deciso di ricalcolare le TEP risparmiate per il quinquennio mostrato nel grafico. Il trend raffigurato nel grafico evidenzia la proporzionalità con l’energia prodotta; poichè l’impianto utilizza fonti alternative a quelle fossili, il risparmio energetico risulta essere proporzonale all’andamento dell’energia immessa in rete. In particolare nel 2013 è stato rilevante il contributo dovuto alla produzione in cogenerazione del calore per il teleriscadamento. Consumi e autoconsumi elettrici Tra i fattori che influenzano in modo significativo l’efficienza energetica dell’impianto, oltre al rendimento del processo di conversione dell’energia termica in energia elettrica, rientrano anche i consumi elettrici del Termoutilizzatore, che consistono nell’impiego di una parte di energia elettrica prodotta per il funzionamento delle macchine elettriche di centrale (principalmente pompe e ventilatori). Per il contenimento dei consumi, tutti i principali macchinari rotanti dell’impianto sono azionati con motori alimentati da sistemi a frequenza variabile, controllati da un efficace sistema di automazione che ne ottimizza il funzionamento riducendo al minimo i consumi energetici. Si noti che in condizioni di funzionamento continuativo della turbina i consumi di centrale sono proporzionali all’energia prodotta; da ciò deriva un trend costante del rapporto tra consumi ed energia elettrica lorda prodotta. Negli ultimi anni si assiste ad un assestamento dei consumi elettrici a seguito del miglioramento del rendimento della turbina dopo il repowering. 48 Dichiarazione ambientale 2016 Utilizzo di Materie Prime Per lo svolgimento corretto delle molteplici attività che strutturano il processo produttivo, oltre ai rifiuti in ingresso sono necessarie altre materie prime, che rientrano principalmente nei processi di mitigazione degli impatti sull’ambiente. In particolare al Termoutilizzatore vengono impiegati i seguenti reagenti: • idrossido di calcio (calce idrata), come reagente per l’abbattimento dell’anidride solforosa e l’acido cloridrico presente nei fumi di combustione; • soluzione ammoniacale, utilizzata in camera di combustione per l’abbattimento degli NOx; • carboni attivi, utilizzati per adsorbire i metalli pesanti e le diossine; • soluzione di acido cloridrico e soda caustica, impiegati per la produzione di acqua demineralizzata necessaria al ciclo termico del Termoutilizzatore (fornita dalla centrale Lamarmora). Reagente Calce Soluzione ammoniacale Carboni attivi Soluzione di acido cloridrico Soluzione di soda Ipoclorito di sodio Acido solforico Unità di misura 2011 2012 2013 2014 2015 t t t 14.157 3.745 486 14.857 3.491 440 14.593 3.285 396 11.715 3.598 452 10.301 3.419 541 t 96 97 99 83 92 t t t 55 21 142 53 21 90 57 20 111 55 22 106 58 22 92 Nei processi di gestione e manutenzione degli impianti vengono utilizzati, in quantità relativamente contenute, anche altre sostanze, quali: • oli minerali per la lubrificazione delle parti meccaniche; 49 Il Termoutilizzatore di Brescia • prodotti diversi per la manutenzione: vernici, materiali di consumo per saldatura, etc; • additivi per il condizionamento delle acque di processo. A livello gestionale esiste una serie di procedure volte alla definizione di modalità di operazioni e istruzioni da seguire nell’acquisto, ricevimento, utilizzo e smaltimento di sostanze e preparati pericolosi. Il primo passo importante da compiere ai fini della sicurezza è certamente la scelta della sostanza da impiegare, che viene orientata, quando possibile, verso prodotti meno pericolosi. Per permettere poi un corretto utilizzo delle sostanze pericolose da parte degli operatori, sono state individuate e comunicate al personale operativo le opportune modalità di trasporto, stoccaggio, utilizzo e smaltimento. Tutte le sostanze sopra elencate vengono quindi stoccate e utilizzate nel rispetto delle procedure esistenti, al fine della loro sicura manipolazione. È sempre attiva la ricerca di prodotti meno dannosi in tutte le fasi del loro ciclo di vita, dalla fase di utilizzo a quella di smaltimento. Nel grafico seguente è presentato il consumo specifico di calce, carboni attivi e soluzione ammoniacale. Il consumo specifico di reagenti dipende, oltre che dall’efficienza dell’impianto di produzione, dall’efficienza del sistema di trattamento fumi, dalle ore di funzionamento, direttamente controllati dal gestore dell’impianto e anche dalla composizione del rifiuto, per sua natura variabile. Utilizzo di Acqua Il processo di produzione di energia elettrica in centrali termoelettriche richiede, nei processi tradizionali, grandi quantitativi di acqua di raffreddamento, necessaria a condensare il vapore in uscita dalle turbine e a chiudere il ciclo termodinamico, ragione per la quale le grandi centrali tradizionali sono collocate lungo i corsi d’acqua o in riva al mare. Grazie al processo di Cogenerazione adottato presso il Termoutilizzatore, le necessità di dissipazione del calore sono limitate, rispetto ad una centrale termoelettrica convenzionale, in quanto il calore prodotto dalla condensazione del vapore uscito dalla turbina viene in gran parte immesso nella rete del teleriscaldamento. Durante il periodo estivo il calore in eccesso rispetto a quanto richiesto dalla rete viene dissipato mediante un sistema misto secco/umido, che comporta un, seppur contenuto, 50 Dichiarazione ambientale 2016 consumo d’acqua. L’impianto è stato realizzato in modo da ridurre al minimo i consumi idrici; a tal fine si è cercato di adottare tecnologie a basso consumo e di ricorrere al ricircolo e riutilizzo d’acqua sia all’interno dell’impianto che in sinergia con la vicina C.le Lamarmora, che consente di ottenere i migliori benefici di rapporto efficienza energetica/consumo d’acqua. Gli approvvigionamenti idrici all’interno del Termoutilizzatore sono i seguenti: • acqua da acquedotto demineralizzata proveniente dalla Centrale Lamarmora - l’acqua potabile approvvigionata da acquedotto viene prelevata e trattata presso la Centrale Lamarmora e successivamente rilanciata per il suo utilizzo al Termoutilizzatore; • acqua da acquedotto (presso il Termoutilizzatore - utilizzata per scopi industriali e civili); • acqua industriale prelevata da pozzi (Termoutilizzatore e Centrale Lamarmora) – utilizzata per scopi prevalentemente industriali quali il reintegro della torre evaporativa, il raffreddamento ceneri di fondo caldaia, oltre che, in misura minima per altri scopi secondari quale, ad esempio, il lavaggio dei piazzali; • acqua recuperata dalla Centrale Lamarmora – si tratta di acqua proveniente dall’impianto di trattamento reflui industriali sito presso la C.le Lamarmora che tratta le acque della Centrale e del Termoutilizzatore; quest’acqua viene in parte scaricata in corpo idrico superficiale ed in parte rilanciata al Termoutilizzatore per il raffreddamento delle ceneri di fondo caldaia. Nel grafico successivo viene presentato l’andamento del consumo di acqua: Il maggior consumo d’acqua da pozzo rispetto alle altre fonti è dovuto al funzionamento del sistema di condensazione ad umido con torre evaporativa, affiancatosi all’originario sistema a secco. Questo sistema, a fronte di un maggior consumo di acqua, ha consentito di aumentare sensibilmente l’efficienza energetica, per effetto della minor pressione di condensazione del vapore ottenuta allo scarico della turbina. Le acque reflue depurate che sono rilanciate dalla Centrale Lamarmora al Termoutilizzatore dipendono dalle rispettive esigenze dei due impianti: produzione di reflui presso la Centrale 51 Il Termoutilizzatore di Brescia Lamarmora e possibilità di loro recupero presso il Termoutilizzatore. Si riporta di seguito il grafico che mostra il consumo specifico di acqua, sia da acquedotto che da pozzo. 52 Dichiarazione ambientale 2016 6.3 Protezione del suolo delle falde e dei corsi d’acqua Nel Termoutilizzatore si producono diverse tipologie di acque reflue che sono raccolte da reti distinte, a seconda del tipo di inquinamento presente. Non sono presenti scarichi di acque reflue derivanti dalla depurazione degli effluenti gassosi. Si possono distinguere le seguenti reti di raccolta: • acque nere; • acque di processo; • acque meteoriche. Le acque di spurgo della torre evaporativa di raffreddamento, normalmente utilizzata quando è minima la domanda di calore dalla rete di teleriscaldamento (periodo aprile-ottobre), se non recuperabili vengono inviate in fognatura. Di seguito si riportano le analisi aggiornate al 2015 dello spurgo della torre evaporativa del termoutilizzatore che confermano il rispetto dei limiti allo scarico in fognatura. Parametri da analisi Laboratorio esterno pH Cloruri Tensioattivi Azoto nitrico COD Solidi sospesi Solfati Idrocarburi totali Ferro Rame Zinco Parametri da analisi Laboratorio interno ABS pH a 25°C Cloruri Solfati Azoto nitrico Conducibilità totale Ferro Rame Zinco SCARICO INDUSTRIALE TU (SPURGO TORRE EVAPORATIVA TU) Limite Unità di misura D.L. 152 / 2006 unità pH 5,5 - 9,5 mg/l Cl 1.200 mg/l 4 mg/l N 30 mg/l O2 500 mg/l 200 mg/l SO4 1.000 mg/l 10 mg/l Fe 4 mg/l Cu 0,4 mg/l Zn 1 Limite Unità di misura D.L. 152 / 2006 unità pH 5,5 - 9,5 mg/l Cl 1.200 mg/l SO4 1.000 mg/l N 30 µS/cm --mg/l Fe 4 mg/l Cu 0,4 mg/l Zn (*) Analisi esterne effettuate: 2 nel periodo di esercizio (maggio-settembre) (**) Media delle analisi interne effettuate da aprile a dicembre con frequenza minima di 2 a settimana (generalmente 4-5 a settimana) 53 1 Media annua 2015 (*) 8,45 123 < 0,2 23,4 15 <5 745 < 0,5 0,16 0,03 < 0,05 Media annua 2015 (**) 8,45 116 754 22,9 2.197 0,092 0,037 0,069 Il Termoutilizzatore di Brescia 6.4 Emissioni in atmosfera Gli impatti ambientali più significativi per un termovalorizzatore sono le emissioni in atmosfera, generate nei processi di combustione che sono costituite dai seguenti inquinanti: • ossidi di azoto (NOx) • monossido di carbonio (CO) • anidride solforosa (SO2) • acido cloridrico (HCl) • acido fluoridrico (HF) • polveri • Carbonio Organico Totale (COT) • Microinquinanti (metalli, diossine, IPA) Il sistema di gestione delle emissioni utilizzato al Termoutilizzatore prevede in sintesi 5 fasi: 1. distruzione dei composti organici particolari contenuti nei rifiuti, mediante controllo del processo di combustione 2. abbattimento degli NOx in camera di combustione mediante iniezione di ammoniaca 3. riduzione di gas acidi (HCl, HF, SO2) e dei microinquinanti mediante l’iniezione nel condotto fumi in uscita dalla caldaia di calce idrata in polvere e di carboni attivi 4. depolverazione e proseguimento delle reazioni chimiche di depurazione nel filtro a maniche 5. controllo in continuo della concentrazione di inquinanti al camino. In aggiunta ai tradizionali metodi di monitoraggio e di abbattimento, solitamente adottati per impianti di questo tipo, A2A Ambiente ha inoltre adottato su tutte le linee sistemi catalitici di riduzione degli NOx e campionatori in continuo delle diossine. 54 Dichiarazione ambientale 2016 EMISSIONI ANNUALI (in mg/Nm3) I limiti di legge di seguito illustrati relativi alle tre linee sono fissati dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. L’impianto rispetta per tutti i parametri i limiti sull’emissioni prescritti dall’AIA sia in termini di valore medio giornaliero che valori medi semiorari. I dati presentati si riferiscono alle medie annuali costruite sulla base delle medie mensili dei valori semiorari di concentrazione delle emissioni nei fumi rilevati dal Sistema di Monitoraggio Emissioni (SME); il valore limite si riferisce al valore medio giornaliero. Tutti i valori mostrati nei grafici seguenti sono misurati a fumi secchi e normalizzati all’11% di O2 ed ad una temperatura di 273,15°K. Nel 2012 si assiste ad una riduzione delle emissioni di NOx resa possibile dall’inserimento del terzo livello del catalizzatore su tutte le tre linee. Tale miglioramento si nota anche negli anni successivi. I valori di emissione per quanto riguarda la SO2 sono nettamente al di sotto dei limiti stabiliti e dipendono dalla qualità del rifiuto e dalla composizione. 55 Il Termoutilizzatore di Brescia L’emissione di polvere è decisamente inferiore al limite; ciò è dovuto alla notevole efficienza del sistema di filtrazione e abbattimento polveri. Le emissioni del CO dipendono dalla composizione del rifiuto, dall’umidità e dalla frazione volatile anch’esse molto variabili. Tali elementi possono condizionare l’efficienza della combustione e del parametro CO. 56 Dichiarazione ambientale 2016 Anche per quanto riguarda l’emissione di HCl, essa risulta essere sempre inferiore al limite di legge. ll Carbonio organico totale, è una misura della quantità di carbonio legato in un composto organico ed è spesso utilizzato come indice del livello di completezza della combustione stessa. Anche per quanto riguarda il carbonio organico totale, il trend risulta costante e nettamente inferiore al limite di legge. 57 Il Termoutilizzatore di Brescia Il Decreto AIA ha prescritto al Termoutilizzatore di Brescia il conseguimento del valore limite per l’NH3 di 10 mg/Nm3 dal 01/01/2011, che risulta ampliamente rispettato come illustrato nel grafico seguente. EMISSIONI MENSILI (in mg/Nm3) I grafici seguenti mostrano le emissioni mensili nell’anno 2015. 58 Dichiarazione ambientale 2016 59 Il Termoutilizzatore di Brescia 60 Dichiarazione ambientale 2016 61 Il Termoutilizzatore di Brescia EMISSIONI SPECIFICHE Nel grafico seguente vengono mostrate le principali emissioni specifiche che assumono un trend in linea di massima costante: 62 Dichiarazione ambientale 2016 MICROINQUINANTI L’impianto è soggetto a controlli periodici per determinare la concentrazione di microinquinanti nei fumi, effettuati da laboratori esterni accreditati secondo la norma UNI 17025 che eseguono le analisi prescritte dall’AIA per la verifica del rispetto dei limiti. ANNO 2015 - Emissioni medie puntuali VALORI DI EMISSIONE PUNTUALI ( ALL.1 al Titolo III-bis della Parte Quarta al D.Lgs. 152/06) EMISSIONE E1 Valore limite mg/Nm3 Analisi n.1 Analisi n.2 Analisi n.3 Cd+Tl 0,05 0,0006 0,000054 0,000065 Hg 0,05 < 0,0006 0,0001 0,0001 0,5 0,0043 0,00483 0,00301 0,0118 0,00731 0,00569 0,1 [ng/m ] 0,0024 0,00183 0,00232 IPA 0,01 0,000006 0,0000005 0,0000005 HF 1 0,5 0,0697 0.0001 Parametro Metalli ( Sb, As, Pb, Cr, Co, Cu, Mn, Ni, V) + Sn Zn 0,5 (PCDD+PCDF) 3 EMISSIONE E2 Valore limite mg/Nm3 Analisi n.1 Analisi n.2 Analisi n.3 Cd+Tl 0,05 0,0006 0,0000747 0,000065 Hg 0,05 < 0,0006 0,0001 0,0001 0,5 0,005100 0,00468 0,00366 0,5 0,0104 0,01022 0,004247 0,1 [ng/m3] 0,012 0,00245 0,0018 IPA 0,01 0,000019 0,0000066 0,0000005 HF 1 < 0,2 0,0677 0,0450 Parametro Metalli ( Sb, As, Pb, Cr, Co, Cu, Mn, Ni, V) + Sn Zn (PCDD+PCDF) EMISSIONE E3 Valore limite mg/Nm3 Analisi n.1 Analisi n.2 Analisi n.3 Cd+Tl 0,05 0,0006 0,000054 0,00007 Hg 0,05 0,0007 0,0001 0,00005 0,5 0,0073 0,00159 0,01115 0,5 0,022 0,002343 0,0292 0,1 [ng/m3] 0,002 0,00186 0,00181 IPA 0,01 0,000009 0,0000005 0,0000005 HF 1 0,6 0,018 0,042 Parametro Metalli ( Sb, As, Pb, Cr, Co, Cu, Mn, Ni, V) + Sn Zn (PCDD+PCDF) 63 Il Termoutilizzatore di Brescia Si precisa che i valori riportati nella tabella si intendono espressi come mg/Nm3 (temperatura 273 K, pressione 101,3 kPa, gas secco) e sono riferiti ad un tenore di ossigeno dell'11%. Oltre a queste misure si riportano i dati rilevati dai campionatori in continuo delle diossine sulle tre linee per l’anno 2015, con funzione di fornire valori indicativi su periodi prolungati e non di verifica del rispetto dei limiti di emissione. I sistemi installati, mediante una sonda di prelievo, estraggono un volume campione dal flusso di emissione e lo convogliano direttamente su un dispositivo adsorbente idoneo per le sostanze ricercate. Il campione viene mensilmente inviato ad un laboratorio di analisi accreditato che effettua le analisi sul suo contenuto, misurando così le concentrazioni medie sull’intero periodo di campionamento delle sostanze ricercate. DATI CAMPIONATORI MICROINQUINANTI ANNO 2015 CAMPIONAMENTO DIOSSINE IN CONTINUO ANNO 2015 LINEA 1 LINEA 2 LINEA 3 PCDD/PCDF PCDD/PCDF PCDD/PCDF I-TEQ ng/Nm3 I-TEQ ng/Nm3 I-TEQ ng/Nm3 GENNAIO 0,00042 0,00004 0,00005 FEBBRAIO 0,00034 0,00006 0,00005 MARZO 0,00029 0,00008 0,00005 APRILE 0,00024 0,00002 0,00011 MAGGIO 0,00104 0,00007 0,00014 GIUGNO linea in manutenzione linea in manutenzione 0,00114 LUGLIO 0,00266 0,00009 0,00018 AGOSTO 0,00063 0,00006 0,00035 SETTEMBRE 0,00094 0,00009 0,00015 OTTOBRE 0,00051 0,00007 0,00006 NOVEMBRE 0,00040 0,00007 0,00021 DICEMBRE 0,00032 0,00010 0,00011 0,00071 0,00007 0,00022 MESE VALORE 2015 MEDIO 64 Dichiarazione ambientale 2016 EMISSIONI DI GAS AD EFFETTO SERRA Oltre alle emissioni di inquinanti, l’attività di combustione degli impianti di produzione energetica produce ed immette in atmosfera anche gas come l’anidride carbonica. La CO2 è presente naturalmente in atmosfera e non è direttamente dannosa per la salute umana; tuttavia, insieme agli altri gas serra, può contribuire ad aumentare la temperatura media terrestre. Con il Protocollo di Kyoto si è deciso di porre un limite concreto all’emissione di questi gas serra, con l’obiettivo di diminuirne la produzione e l’immissione dannosa in atmosfera. Per valutare adeguatamente il risparmio emissivo di CO2 viene utilizzata una metodologia condivisa a livello del Gruppo A2A per il calcolo delle emissioni evitate di CO2 applicabile a tutti gli impianti e ai processi energetici del Gruppo ricadenti nel territorio italiano, metodologia applicata a partire dai dati del 2010. Ogni anno essa viene aggiornata per tenere conto dalle variazioni del contesto di riferimento e della variazione dei fattori di emissione pubblicati da Terna o da ISPRA. In particolare come confronto nel calcolo del risparmio di emissione dei termovalorizzatori per mancata emissione di biogas da discarica è stato preso come riferimento il dato medio di captazione delle discariche italiane. Ciò comporta una minore valutazione del beneficio ottenuto e conseguente diminuzione del dato calcolato. Contributo netto del Termoutilizzatore all’accumulo di CO2 nell’atmosfera Unità di misura 2011 2012 2013 2014 2015 Rifiuti conferiti al TU - Dati MUD t 795.631 736.246 728.206 739.567 686.576 Emissioni di CO2 di origine fossile tCO2 640.559 358.875 495.341 532.607 486.944 Emissioni evitate da produzione di energia elettrica tCO2 -328.200 -315.682 -310.777 -314.246 -276.646 Emissioni evitate da teleriscaldamento tCO2 -160.264 -168.038 -182.140 -164.541 -175.635 Emissioni evitate da discarica tCO2 -506.859 -367.443 -379.282 -387.423 -356.060 Contributo netto del Termoutilizzatore all’accumulo di CO2 nell’atmosfera tCO2 -352.921 -370.808 -323.315 -321.397 Anno di riferimento -640.972 La notevole riduzione del risparmio, soprattutto emissivo, è dovuta soprattutto alla variazione dei parametri di riferimento (in primis quello sopra descritto relativo alla captazione del biogas). 6.5 Rifiuti Produzione di rifiuti Dal processo di combustione dei rifiuti si generano due tipologie di materiali: • residui inerti di combustione che si depositano sul fondo griglia delle caldaie • residui derivanti dal trattamento fumi, classificati come rifiuti pericolosi. Oltre ai rifiuti derivanti dal processo, si generano altri rifiuti sia pericolosi che non derivanti dalle attività manutentive svolte sull’impianto. 65 Il Termoutilizzatore di Brescia TERMOUTILIZZATORE DATI AMBIENTALI Unità di misura oli esausti Pericolosi Rifiuti prodotti Non pericolosi 2011 2012 2013 2014 2015 t 4,46 2,90 2,58 1,32 5,38 polveri da depurazione fumi t 41.756 41.363 39.048 37.700 33.348 altri pericolosi t 11 62 13 10 84 Totale pericolosi t 41.772 41.428 39.063 37.711 33.437 residui fondo caldaie t 115.229 112.478 112.930 115.581 118.978 altri t 7.334 5.511 5.249 5.709 4.860 Totale non pericolosi t 122.563 117.989 118.179 121.290 123.838 t 164.335 159.417 157.242 159.002 157.275 Totale generale pericolosi e non Di seguito si riporta il grafico che illustra i dati relativi alla produzione specifica di rifiuti rispetto all’energia immessa in rete e rispetto ai rifiuti conferiti in ingresso. 66 Dichiarazione ambientale 2016 Un dato interessante è illustrato nel grafico seguente e riporta il quantitativo totale dei rifiuti recuperati: Di seguito si riportano le percentuali dei rifiuti avviati a recupero rispetto a quelli in uscita: Nel 2014 e 2015 una parte consistente delle polveri di filtrazione finale è stata trattata in Italia per perseguire una diversificazione nello di smaltimento di questi rifiuti ed un accorciamento dei percorsi dei mezzi di trasporto. Questo ha causato la diminuzione delle quantità recuperate nel 2014 e nel 2015. 67 Il Termoutilizzatore di Brescia 6.6 Rumore Le tabelle seguenti riportano i risultati delle rilevazioni fonometriche, effettuate nel 2006, nelle aree adiacenti al sito su cui insiste il Termoutilizzatore. I livelli sonori determinati possono essere confrontati con i valori limite diurni e notturni alle emissioni ed immissioni assolute fissati dagli art. 2 e 3 del DPCM del 14 novembre 1997. Il Comune di Brescia con delibera n° 194 del 29/09/2006 si è dotato di classificazione acustica di cui al DPCM 01/03/1991; pertanto i limiti vigenti diurni e notturni da osservare, nei pressi dei punti recettori presi a riferimento, sono rispettivamente: 1. EMISSIONI: CLASSE V (Aree prevalentemente industriali) Leq(A)=65 dB di giorno e Leq(A)=55 dB di notte misurati in prossimità della sorgente sonora, vale a dire al perimetro dell’area industriale interessata, ossia: CONFINE OVEST: punti di misura PM1 CONFINE SUD: punti di misura PM2, PM3, PM4 CONFINE EST: punti di misura PM5 Alla luce di queste considerazioni la Tabella mostra il confronto con le prescrizioni di legge. Confronto con i valori limite di immissione Leq in dB(A) (art.3 del DPCM 14/11/97) PUNTI DI MISURA PM1 PM2 PM3 PM4 PM5 2. CLASSE V Leqdiurno [06.00-22.00] = 65 dB(A) Leqnotturno [22.00-06.00] = 55 dB(A) 48,0 48,0 53,5 54,0 57,0 46,5 48,0 53,0 54,0 NR* IMMISSIONI: misurate in prossimità di abitazioni private; vale a dire: DIREZIONE OVEST: CLASSE IV (Aree di intensa attività umana): punto ricettore PM1 (65 dB(A) di giorno e 55 dB(A) di notte) DIREZIONE SUD: CLASSE IV (Aree di intensa attività umana): punti ricettori PM2, PM3, PM4 (65 dB(A) di giorno e 55 dB(A) di notte) e CLASSE III (Aree di tipo misto): punti ricettori PM7, PM8, (60 dB(A) di giorno e 50 dB(A) di notte) CONFINE EST: CLASSE V (Aree prevalentemente industriali): punto ricettore PM6 (70 dB(A) di giorno e 60 dB(A) di notte) e CLASSE IV (Aree di intensa attività umana): punto ricettore PM5 (65 dB(A) di giorno e 55 dB(A) di notte) Alla luce di queste considerazioni la Tabella seguente mostra il confronto con le prescrizioni di legge. 68 Dichiarazione ambientale 2016 Confronto con i valori limite di immissione Leq in dB(A) (art.3 del DPCM 14/11/97) CARATTERISTICHE MISURA PUNTI CLASSE LIMITE DIURNO RISPETTO VALORI LIMITE LIMITE NOTTURNO Leqdiurno [06.00-22.00] Leqnotturno [22.00-06.00] PM1 IV 65 55 48,0 46,5 PM2 IV 65 55 48,0 48,0 PM3 IV 65 55 53,5 53,0 PM4 IV 65 55 54,0 54,0 PM5 IV 65 55 57,0 NR* PM6 V 70 60 57,0 54,0 PM7 III 60 50 52,5 NR* PM8 III 60 50 49,5 50 (*) I livelli sonori determinati in prossimità di quei punti di misura non sono rappresentativi del contributo primario del Termoutlizzatore in quanto inficiati dall’elevata rumorosità prodotta in maniera continua dal traffico veicolare che fluisce ad alta velocità sulla strada ad elevato scorrimento adiacente. Nel settembre 2007, a seguito del Decreto della Regione Lombardia n° 9560 del 31 agosto 2007, è stata effettuata una campagna volta alla determinazione e valutazione della rumorosità residua e della rumorosità ambientale nei punti PM5 e PM7. Ciò è stato reso possibile, perché le misure per determinare la rumorosità ambientale sono state condotte in occasione della fermata totale dell’impianto determinata dall’intervento di manutenzione straordinario della turbina a vapore; mentre quelle per determinare il valore residuo sono state effettuate nel mese di ottobre ad impianto in funzione. La tabella seguente mostra la tabella riassuntiva dei valori misurati: PUNTI DI MISURA PUNTI PERIODO RIFERIMENTO CLASSE CLASSE NOTTE [TR: 22.00 – 06.00] LIVELLO EQUIVALENTE LIMITE CLASSE [dB(A)] PM5 IV N.C.2 55 PM7 III 45.7 55 I valori rilevati nella campagna di misura dimostrano che l’incidenza preponderante sui livelli di rumorosità nei punti in oggetto è data dalla sorgenti sonore, diverse dal Termoutlizzatore, insistenti in 2 valore non calcolabile in termini matematici. Questo sta ad indicare in termini di immissioni sonore che il livello di rumore residuo (impianto di termoutilizzazione spento) è superiore al livello di rumore ambientale (con tutte le sorgenti attive). 69 Il Termoutilizzatore di Brescia prossimità dei punti di misura (traffico veicolare, traffico ferroviario, ecc), confermando il rispetto dei valori limite. Nel dicembre 2011 – gennaio 2012 è stata effettuata una indagine fonometrica nelle aree circostanti il Termoutilizzatore. In accordo con gli Enti di controllo, le misure fonometriche sono state effettuate presso una serie di postazioni specifiche denominate PM5, PM7 e PM8 collocate o sul perimetro o nel circondario dell’insediamento in esame. Si tratta di postazioni di misura presso le quali erano state effettuate in precedenza altre campagne di misura (l’ultima indagine fonometrica risale al settembre-ottobre 2007) e che, anche a seguito di significative variazioni della situazione dell’area (modifiche ed interventi sulle infrastrutture stradali presenti), hanno richiesto un approfondimento della situazione acustica della zona con particolare riferimento al periodo notturno. Il Comune di Brescia con delibera n° 194 del 29/09/2006 si è dotato di classificazione acustica di cui al DPCM 01/03/1991; pertanto le postazioni specifiche si collocano nelle seguenti classi: POSTAZIONE PM5: è collocata in CLASSE V (Aree prevalentemente industriali) al confine con un’area in CLASSE IV (Aree di intensa attività umana) mentre i possibili ricettori sono collocati in CLASSE IV e pertanto la valutazione del rispetto dei limiti è riferita a tale classe acustica. POSTAZIONE PM7: è collocata in CLASSE III (Aree di tipo misto). POSTAZIONE PM8: è collocata in CLASSE III. 70 Dichiarazione ambientale 2016 Nella planimetria seguente è indicata la collocazione delle postazioni: 71 Il Termoutilizzatore di Brescia I livelli sonori determinati possono essere confrontati con i valori limite diurni e notturni alle emissioni ed immissioni assolute fissati dal DPCM del 14 novembre 1997. Per valori limite di emissione si intende il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimità della sorgente stessa, mentre per valori limite di immissione si intende il valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricevitori. Di seguito si riportano i risultati della campagna fonometrica effettuata; l’immissione sonora è valutata mediante il parametro LAeq, mentre l’emissione sonora è valutata utilizzando il parametro LAF953: IMMISSIONI: TR diurno (06 – 22) PM5 Giorno del Rilievo fonometrico Valore Limite Misura fonometrica [LAeq] 13/12/2011 65 58,0 20/12/2011 65 57,0 15/12/2011 16/12/2011 Valore Limite Misura fonometrica [LAeq] 1° PERIODO NOTTURNO 55 51,8 2° PERIODO NOTTURNO 55 50,9 1° PERIODO NOTTURNO 55 49,6 2° PERIODO NOTTURNO 55 50,6 15/12/2011 PM7 PM8 3 TR notturno (22-06) 60 52,1 22/11/2011 1° PERIODO NOTTURNO 50 46,3 15/12/2011 2° PERIODO NOTTURNO 50 46,3 50 45,4 24/01/2012 60 50,8 25/01/2012 60 47,1 24/01/2012 25/01/2012 1° PERIODO NOTTURNO LAeq: livello di pressione sonora integrato sull’intervallo si tempo T preso a riferimento. LAF95: Parametri acustici statistici definiti come livelli di rumore che sono stati per una certa percentuale di tempo all’interno dell’intervallo di tempo T preso a riferimento. 72 Dichiarazione ambientale 2016 EMISSIONI: TR diurno (06 – 22) PM5 Giorno del Rilievo fonometrico Valore Limite Misura fonometrica [LAF95] 13/12/2011 60 (1) 20/12/2011 60 (1) 15/12/2011 16/12/2011 Valore Limite Misura fonometrica [LAF95] 1° PERIODO NOTTURNO 50 45,7 2° PERIODO NOTTURNO 50 45,6 1° PERIODO NOTTURNO 50 45,2 2° PERIODO NOTTURNO 50 46,6 15/12/2011 PM7 PM8 TR notturno (22-06) (2) 55 22/11/2011 1° PERIODO NOTTURNO 45 44,0 15/12/2011 2° PERIODO NOTTURNO 45 44,5 45 42,0 24/01/2012 55 (3) 25/01/2012 55 (3) 24/01/201225/01/2012 1° PERIODO NOTTURNO (1) il livello di rumore misurato presso la postazione PM5 , LAeq TR compreso fra i 57,0 dB(A) ed i 58,0 dB(A), è inferiore al limite assoluto di immissione ed anche al limite di emissione relativi al periodo diurno per aree in Classe IV; (2) l’emissione sonora (valutata in questo caso in maniera assolutamente cautelativa prendendo a riferimento il parametro LAeq e quindi sovrastimando l’emissione acustica della sorgente in esame) presso la postazione PM7, è inferiore al limite di emissione relativo al periodo diurno per aree in Classe III; (3) il livello di rumore (LAeq TR) misurato presso la postazione PM8 , compreso fra i 47,1 dB(A) ed i 50,8 dB(A), è inferiore al limite assoluto di immissione ed anche al limite di emissione relativi al periodo diurno per aree in Classe III. Presso tutte le postazioni di misura prese a riferimento risultano rispettati i valori limite di emissione e i valori limite assoluti di immissione relativi al periodo diurno e notturno, stabiliti dalla classificazione acustica vigente. Nel mese di febbraio 2016 verrà effettuata una nuova campagna di misure del rumore ambientale. 73 Il Termoutilizzatore di Brescia 6.7 Aspetti legati alla gestione fornitori L’area approvvigionamenti di A2A spa ha l’incarico di operare in stretta collaborazione con i fornitori delle società del Gruppo per ottenere fonti di approvvigionamento efficienti ed affidabili. La selezione e la qualifica dei fornitori, effettuata sulla base di procedure interne adottate per tutto il Gruppo, è finalizzata all’individuazione, tra tutti i potenziali terzi, di quelli in grado di fornire garanzie sulla qualità del servizio e sulla tutela ambientale. Il controllo diretto sulle attività svolte da terzi viene effettuato dal personale del Termoutilizzatore incaricato, che sorveglia l’operato dei fornitori affinché sia garantito il rispetto delle clausole contrattuali. In particolare presso il sito la gestione degli aspetti di manutenzione è affidata anche a ditte esterne, il cui operato è periodicamente verificato a cura del personale. 6.8 Gestione delle emergenze Piano di Emergenza Per soddisfare questo requisito l’organizzazione ha predisposto un Piano di Emergenza composto da numerose schede di intervento, che prendono in esame gli ipotetici “eventi” che possono causare una situazione di emergenza e che sono stati desunti dalle analisi dei rischi effettuate sugli impianti dell’area industriale del Termoutilizzatore. Le procedure sono state riviste in chiave ambientale. Grazie ai criteri adottati nella realizzazione degli impianti e nelle misure predisposte per la gestione degli stessi, gli incidenti presi in considerazione hanno una bassa probabilità di accadimento. Tuttavia sono state esaminate e previste le varie casistiche, in particolare predisponendo le modalità di gestione delle emergenze al fine di minimizzare gli eventuali impatti ambientali che tali operazioni possono causare. Per ogni scheda è stato individuato il piano di intervento di emergenza, il tipo di incidente, la localizzazione, l’evento iniziatore, la modalità di rilevazione, i sistemi e gli impianti interessati. La Squadra d’Emergenza è costituita da addetti appositamente nominati e opportunamente formati. Sistema Antincendio Gli impianti e le attrezzature antincendio ubicati presso il Termoutilizzatore sono, secondo le normative vigenti, soggetti a “sorveglianza” e “verifiche periodiche” con frequenza minima semestrale. In ottemperanza a quanto contenuto nella normativa vigente il personale addetto all’esercizio degli impianti provvede periodicamente a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, facilmente accessibili e non presentino danni materiali accertabili tramite esame visivo. 74 Dichiarazione ambientale 2016 7 Il programma di miglioramento Nel corso degli anni l’Organizzazione ha conseguito importanti obiettivi di miglioramento ambientale, attraverso l’attuazione di interventi previsti nell’ambito dei Programmi Ambientali specificamente definiti. Con riferimento agli obiettivi stabiliti, di seguito viene presentato il grado di raggiungimento di obiettivi e traguardi ambientali definiti per il periodo 2013-2015 ed il programma di miglioramento definito per il prossimo triennio 2016-2018. Si precisa che ove possibile, i traguardi e i programmi sono stati quantificati con indicatori numerici di prestazione; per gli altri una quantificazione numerica non è possibile e fattibile (in tabella indicati con n.q.= non quantificabile), poiché il loro raggiungimento viene monitorato su base temporale. In ogni caso il raggiungimento di tali traguardi genera un miglioramento dal punto di vista gestionale, non quantificabile numericamente, ma deducibile dallo stato d’avanzamento dei traguardi e programmi, effettuato e condiviso a livello di Comitato di Coordinamento. L’impianto Termoutilizzatore, in linea con la Politica Ambientale adottata ed in considerazione degli impatti significativi individuati, si prefigge di perseguire gli obiettivi di miglioramento delle sue prestazioni ambientali di seguito specificati: OBIETTIVI AMBIENTALI • Contenere le emissioni di inquinanti in atmosfera; mantenere in efficienza e migliorare i sistemi di analisi, di controllo e registrazione • Ottimizzare il consumo di risorse con particolare attenzione all'acqua, ai reagenti e all'energia • Effettuare studi ed iniziative che pongano attenzione al contesto ambientale nel quale è inserito l’impianto • Promuovere la comunicazione esterna ed interna valorizzando gli sforzi per il rispetto dell’ambiente • Privilegiare la destinazione a recupero dei rifiuti in alternativa allo smaltimento • Implementare soluzioni ottimali tecniche, gestionali e/o informatiche a supporto alle attività operative svolte e dell’incremento della vita degli impianti. 75 Il Termoutilizzatore di Brescia Il Programma di miglioramento per il triennio 2013 – 2015: Aspetto ambientale collegato Emissioni in atmosfera Obiettivo Contenere le emissioni di inquinanti in atmosfera; mantenere in efficienza e migliorare i sistemi di analisi, di controllo e registrazione Traguardi Prefissati Programmi Installazione sulla linea 3 a) Installazione catalizzatore su linea 3 e 1 del catalizzatore high b) Sperimentazione catalizzatore linea dust per l’abbattimento 3 degli NOx c) Installazione catalizzatore linea 1 Indicatore e Risorse - esecuzione attività di installazione - confronto del rapporto risultante tra le concentrazioni al camino di NOx con le d) Sperimentazione linea 1 concentrazioni di NH3 del e) Analisi esiti delle sperimentazioni 2009 e 2010 con i valori per convalida del traguardo risultanti degli anni f) Riesame dell’analisi ambientale per antecedenti il 2009 eventuale adeguamento della valutazione e della scheda descrittiva 76 Scadenza a) 30 giugno 2009 b) 31 dicembre 2011 c) 30 settembre 2010 d) 31 dicembre 2011 e) 31 marzo 2012 f) 31 maggio 2013 Stato Avanzamento Lavori Il Traguardo è stato raggiunto con il raggiungimento del beneficio ambientale previsto. Traguardo concluso a maggio 2013. Quantificazione del beneficio ambientale Riduzione consumo ammoniaca almeno del 10% con concentrazione NH3 al camino inferiore a 10 mg/Nm3 Dichiarazione ambientale 2016 Aspetto ambientale collegato Emissioni Obiettivo Traguardi Prefissati Contenere le emissioni Ammodernamento di inquinanti in portale rilevamento atmosfera; mantenere radioattività in efficienza e migliorare i sistemi di analisi, di controllo e registrazione Programmi a) Analisi delle possibili soluzioni tecniche b) Definizione ed emissione delle Specifiche tecniche per richiesta di offerta c) Esecuzione gara d) Prima messa in servizio del sistema e) Messa a regime del sistema Indicatore e Risorse Scadenza Installazione e verifica di a) 28 febbraio 2013 funzionamento del b) 30 aprile 2013 sistema c) 30 novembre 2013 Stima costi ca. 120.000 €uro d) 28 febbraio 2014 e) 30 aprile 2014 Stato Avanzamento Lavori a) fase completata b) Chiuso– Emessa rda n° 20068169 del 23/01/2014 Emesse Specifiche tecniche spec05/2014. c) Chiuso – Emesso ordine n° 5100000032 del 10/07/2014 d) Chiuso – Installato il sistema e messa in servizio il 12/10/2014 e) Chiuso – Completata messa a regime 14/10/2014 77 Quantificazione del beneficio ambientale n.q. Il Termoutilizzatore di Brescia Aspetto ambientale collegato Emissioni in atmosfera Obiettivo Traguardi Prefissati Contenere le emissioni Iniezione calce di inquinanti in magnesiaca in camera di atmosfera; mantenere combustione in efficienza e migliorare i sistemi di analisi, di controllo e registrazione Programmi Indicatore e Risorse Scadenza a) Messa in servizio impianto di prova Installazione e verifica di a) 30 settembre 2012 funzionamento del b) Esecuzione prova e analisi dati b) 31 dicembre 2012 sistema c) Emissione Specifiche c) 31 dicembre 2012 d) Esecuzione gara e emissione ordine e) Fornitura, installazione e messa in servizio f) Valutazione dei risultati impianto sperimentale Linea 3 – quantificazione del beneficio ambientale – definizione impianto definitivo sulle tre linee. 78 Stima costi ca. 600.000 € d) 31 marzo 2013 e) 31 luglio 2013 f) 31 maggio 2014 Stato Avanzamento Lavori Quantificazione del beneficio ambientale La sperimentazione è Riduzione media stata completata il 5 HCl uscita maggio 2014. A causa caldaia del 10% dell’aggravamento della formazione di incrostazioni sui tubi dell’evaporatore si è deciso di non implementare l’installazione sulle altre due linee. Dichiarazione ambientale 2016 Aspetto ambientale collegato Emissioni in atmosfera Obiettivo Contenere le emissioni di inquinanti in atmosfera; mantenere in efficienza e migliorare i sistemi di analisi, di controllo e registrazione Traguardi Prefissati Programmi Installazione nuovi a) Stesura delle specifiche tecniche di analizzatori polveri al acquisto ed emissione RdA camino sulle tre linee in b) Emissione ordine d’acquisto ridondanza agli esistenti. c) Installazione al camino d) Validazione della misura e) Messa a regime Rumore Ottimizzare il consumo Sostituzione gruppi di risorse con frigoriferi per sistema aria particolare attenzione compressa all'acqua, ai reagenti e all'energia elettrica a) Analisi normativa e studio di fattibilità b) Definizione progetto c) Emissione RDA e ordine d) Prima messa in servizio e) Messa a regime e verifica di funzionamento 79 Indicatore e Risorse Installazione, verifica di funzionamento del sistema e disponibilità delle misure. Scadenza a) 31 maggio 2013 a), b) e c) completate b) 31 luglio 2013 d) Chiuso – Eseguita campagna di validazione con laboratorio LabAnalysis (8/5/2014) c) 31 dicembre 2013 d) 31 gennaio 2014 Stima costi ca. 50.000 €uro Stato Avanzamento Lavori e) 30 giugno 2014 Installazione e verifica di a) 31 maggio 2013 funzionamento del b) 31 luglio 2013 sistema c) 31 ottobre 2013 Stima costi ca. 30.000 €uro d) 31 marzo 2014 e) 30 giugno 2014 Quantificazione del beneficio ambientale n.q. e) Chiuso – Comunicazione ad ARPA di inserimento degli strumenti nello SME (prot. n° 2014-AMB001461-P del 26/05/2014) a) b) Fasi terminate c) Emesso ordine 30030106 del 29/06/2013 d) Messa in servizio del 20 Febbraio 2014 e) Verifica di funzionamento effettuata alla messa in servizio. Effettuata successiva manutenzione programmata ad Agosto 2014. n.q. Il Termoutilizzatore di Brescia Aspetto ambientale collegato Obiettivo Traguardi Prefissati Protezione Effettuare studi ed Migliorare la pulizia delle suolo e acque iniziative che pongano strade in prossimità sotterranee attenzione al contesto dell’impianto ambientale nel quale è inserito l’impianto Programmi Eseguire lavaggi delle strade che dall’uscita della tangenziale sud conducono all’impianto soprattutto nel periodo estivo. Indicatore e Risorse Numero di servizi svolti Scadenza Stato Avanzamento Lavori Dicembre 2013 – 2014 Nel 2013 il totale dei – 2015 servizi svolti è stato di n°50. Quantificazione del beneficio ambientale n.q. Nel 2014 il totale dei servizi svolti è stato di n°52. Nel 2015 il totale dei servizi svolti è stato di n 52°. Utilizzo di Combustibili Effettuare studi ed Potenziamento bruciatori iniziative che pongano metano attenzione al contesto ambientale nel quale è inserito l’impianto Installazione e verifica di a) 30 maggio 2014 funzionamento del b) 30 settembre 2014 b) Emissione Rda e ordine sistema c) Realizzazione modifiche e messa in c) 31 ottobre 2014 Stima costi ca. 150.000 € servizio d) 30 ottobre 2015 d) Verifiche prestazionali a) Verifica fattibilità 80 a) Completata il settembre 2014 b) in corso – in attesa proposta del fornitore n.q. Dichiarazione ambientale 2016 Aspetto ambientale collegato Obiettivo Traguardi Prefissati Pubblicazione Rapporto Comunicazion Promuovere la e comunicazione esterna sul funzionamento ed interna valorizzando gli sforzi per il rispetto dell’ambiente Programmi a) Definizione testo e tabelle b) Approvazione c) Emissione ordine decentrato a tipografia Indicatore e Risorse Scadenza Disponibilità presso a) 30 aprile 2013 auditorium TU dei b) 31 maggio 2013 fascicoli da distribuire ai visitatori c) 30 giugno 2013 Stato Avanzamento Lavori a) fase completata b) posticipata al 30 giugno 2014 con redazione di rapporto triennale c) posticipata al 30 settembre 2014 Il comune di Brescia con delibera n.316 del 10.6.2014 ha istituito il nuovo Osservatorio sul Termoutilizzatore con l’incarico di redigere il rapporto sul funzionamento del termoutilizzatore per gli anni 2011/2012/2013. Le attività previsto da questo traguardo sono quindi finalizzate a dare all’OTU tutte le informazioni, i dati e il supporto necessario per la pubblicazione del rapporto. 81 Quantificazione del beneficio ambientale n.q. Il Termoutilizzatore di Brescia Aspetto ambientale collegato Emissioni Obiettivo Traguardi Prefissati Implementare soluzioni ottimali tecniche, gestionali e/o informatiche a supporto alle attività operative svolte e dell’incremento della vita degli impianti. Migliorare le condizioni di conservazione dei filtri a maniche durante le manutenzioni alle caldaie attraverso l’impiego di un sistema di ventilazione carrellato in uscita dalla caldaia. Programmi Indicatore e Risorse Scadenza a) Definizione delle caratteristiche del Flusso di aria all’interno a) 30 novembre 2009 filtro carrellato e stesura specifiche della caldaia in b) 31 dicembre 2009 tecniche per l’acquisito manutenzione con IDF fermo c) consegna 30 giugno b) Emissione RDA 2013 c) Test di funzionamento alla d) 31 ottobre 2014 consegna e) 30 giugno 2014 d) Verifica efficacia attraverso il controllo delle emissioni f) 30 giugno 2014 e) Riesame dell’analisi ambientale per eventuale adeguamento della valutazione, della scheda descrittiva e del richiamo al sistema di sorveglianza e misurazione f) Riesame del DVR per verificare i rischi correlati all’installazione e rimozione, in occasione delle manutenzioni, del filtro carrellato temporaneo 82 Stato Avanzamento Lavori a), b) e c) completate d) Completata. Effettuati test di funzionamento nel maggio 2014 Le unità sono state utilizzate durante le fermate programmate 2014 e) completata f) Il DVR è stato aggiornato nel mese di febbraio 2016. Quantificazione del beneficio ambientale n.q. Dichiarazione ambientale 2016 Aspetto ambientale collegato Obiettivo Traguardi Prefissati Programmi Studio di fattibilità nuovo a) Definizione esigenze impiantistiche sistema elettrico di b) Emissione studio di fattibilità emergenza (ex. Adeguamento logiche e c) Valutazione economica per budget quadri diesel di emergenza) Gestione emergenze Implementare soluzioni ottimali tecniche, gestionali e/o informatiche a supporto alle attività operative svolte e dell’incremento della vita degli impianti. Gestione emergenze Implementare Realizzazione nuova soluzioni ottimali cabina elettrica in media tecniche, gestionali e/o tensione informatiche a supporto alle attività operative svolte e dell’incremento della vita degli impianti. a) Emissione ordini b) Realizzazione opere edili e installazione cabina in csv c) Installazione quadri QMT-E ed accessori d) Installazione quadro QPLC-E e modulo DCS e) Allacciamento alla rete MT del distributore f) Prove elettriche cabina MT-E 83 Indicatore e Risorse Scadenza Stato Avanzamento Lavori Quantificazione del beneficio ambientale Esecuzione attività - a) 30 settembre 2013 relazione finale con b) 31 dicembre 2013 valutazioni in merito c) 30 giugno 2014 Stima costi ca. 20.000 €uro A seguito della messa in servizio della cabina MTE e della realizzazione del doppio collegamento in media tensione con la rete di distribuzione esterna, si è valutato di posticipare lo studio di fattibilità quando saranno definite eventuali nuove esigenze impiantistiche. Traguardo sospeso n.q. Installazione e verifica di a) 30 aprile 2013 funzionamento del b) 30 giugno 2013 sistema c) 31 agosto 2013 Stima costi ca. 400.000 €uro d) 31 agosto 2013 Completato. Prove funzionali condotte dal 9 al 12 settembre 2013 n.q. e) 30 settembre 2013 f) 31 ottobre 2013 Il Termoutilizzatore di Brescia Aspetto ambientale collegato Vibrazioni Obiettivo Traguardi Prefissati Implementare soluzioni ottimali tecniche, gestionali e/o informatiche finalizzate al miglioramento della funzionalità, della operabilità o all’incremento della vita degli impianti. Sostituzione vibrante per trasporto ceneri di fondo caldaia (emergenza) con nastro ceneri di fondo caldaia Programmi Indicatore e Risorse a) Definizione delle caratteristiche dei Esecuzione attività relazione finale con nuovi scivoli ceneri di fondo caldaia valutazioni in merito b) Definizione ed emissione specifiche per scivoli ceneri di fondo caldaia c) Definizione ed emissione specifica per nuovo nastro Stima costi ca. 530.000 €uro Scadenza a) 30 settembre 2011 b) 31 dicembre 2015 c) 31 dicembre 2015 d) 31 dicembre 2015 e) 30 settembre 2016 d) Emissione RDA e ordine f) 31 ottobre 2016 e) Sostituzione scivoli ceneri di fondo caldaia g) 31 dicembre 2016 f) Sostituzione vibrante con nastro ceneri di fondo caldaia g) Verifica efficacia in esercizio continuativo 84 Stato Avanzamento Lavori a) L’attività è stata completata a dicembre 2011 E’ da definire l’ordine pertanto sono state riprogrammate le scadenze. Quantificazione del beneficio ambientale Riduzione delle vibrazioni di almeno 80% Dichiarazione ambientale 2016 Aspetto ambientale collegato Emissioni in atmosfera Obiettivo Traguardi Prefissati Implementare soluzioni ottimali tecniche, gestionali e/o informatiche finalizzate al miglioramento della funzionalità, della operabilità o all’incremento della vita degli impianti. Installazione sulle caldaie 1 e 2 di nuovo condotto da ventilatore aria secondaria a ricircolo fumi allo scopo di poter regolare la percentuale di ossigeno nei gas addotti alla zona di combustione secondaria Programmi Indicatore e Risorse Esecuzione attività relazione finale con valutazioni in merito a) Progettazione b) Costruzione condotti c) Installazione condotti e strumentazione Scadenza a) 30 settembre 2011 b) 31 ottobre 2014 c) 28 febbraio 2015 d) 31 ottobre 2015 d) Messa in servizio e ottimizzazione regolazioni Stato Avanzamento Lavori Quantificazione del beneficio ambientale Percentuale di O2 in ricircolo b) Completata – fumi > 10% con Emissione ordine conseguente 30031123 per la fornitura miglioramento dei condotti della combustione c) Completata – consegna condotti Giugno 2014 a) completata d) Completata e) Ottimizzazione conclusa Prodotti chimici Implementare soluzioni ottimali tecniche, gestionali e/o informatiche finalizzate al miglioramento della funzionalità, della operabilità o all’incremento della vita degli impianti. Studio di fattibilità miglioramento layout stazioni reagenti torri a umido a) Verifica situazione esistente e definizione dei miglioramenti da apportare b) Progettazione di massima eventuale nuovo layout con definizione tempi di attuazione 85 Esecuzione attività relazione finale con valutazioni in merito a) 31 luglio 2011 a) fase completata b) 31 ottobre 2013 b) Definito layout di massima. Tempi di attuazione ipotizzati: inverno 2015-2016. n.q. Il Termoutilizzatore di Brescia Il Programma di miglioramento per il triennio 2016 – 2018: I traguardi non raggiunti nel triennio 2013-2015 sono stati riprogrammati e aggiornati per il triennio 2016-2018. Aspetto ambientale collegato Emissioni in atmosfera Emissioni in atmosfera Obiettivo Traguardi Prefissati Programmi a) Analisi delle possibili soluzioni tecniche Indicatore e Risorse Esecuzione attività di installazione Scadenza a) 31 luglio 2014 Contenere le emissioni Installazione nuovi di inquinanti in campionatori per diossine atmosfera; mantenere al camino sulle tre linee in efficienza e migliorare i sistemi di analisi, di controllo e registrazione b) Emissione RDA e ordine di acquisto Verifica di funzionamento del c) Installazione al camino sistema e disponibilità delle misure d) Validazione della misura Contenere le emissioni Installazione tecnologia di inquinanti in FTIR in uscita dalle atmosfera; mantenere caldaie in efficienza e migliorare i sistemi di analisi, di controllo e registrazione a) Stesura delle specifiche tecniche di Installazione e verifica di a) 31 dicembre 2014 acquisto ed emissione RDA funzionamento del b) 30 giugno 2015 sistema b) Emissione ordine di acquisto c) 30 Novembre 2013 c) Installazione d) 31 dicembre 2016 Stima costi ca. 375.000 d) Validazione della misura €uro e) 31 marzo 2017 86 b) 30 novembre 2014 c) 31 dicembre 2015 d) 31 dicembre 2016 Stato Avanzamento Lavori Analisi delle possibili soluzioni tecniche conclusa. Installazione e messa in servizio del sistema in novembre 2015. a) fase completata b) Chiuso– Emessa rda da parte di Approvvigionamenti di A2A Quantificazione del beneficio ambientale Dichiarazione ambientale 2016 Aspetto ambientale collegato Emissioni in atmosfera Obiettivo Traguardi Prefissati Contenere le emissioni Studio di fattibilità nuove di inquinanti in sonde prelievo con pulizia atmosfera; mantenere in controflusso in caldaia in efficienza e migliorare i sistemi di analisi, di controllo e registrazione Programmi a) Analisi delle possibili soluzioni tecniche adottabili b) Emissione ordine di acquisto c) Installazione d) Validazione del sistema e) Analisi dei risultati e valutazione dell’effettiva applicabilità della tecnologia Utilizzo di Combustibili Effettuare studi ed Potenziamento bruciatori iniziative che pongano metano attenzione al contesto ambientale nel quale è inserito l’impianto Indicatore e Risorse Scadenza Installazione e verifica di a) 30 settembre 2014 funzionamento del b) 31 dicembre 2014 sistema c) 30 giugno 2016 Andamento dei parametri NOx e CO per d) 31dicembre 2016 verifica disponibilità dati e) 31 gennaio 2017 87 Quantificazione del beneficio ambientale a) fase completata b) Chiuso– Emessa rda da parte di Approvvigionamenti di A2A Stima costi ca. 30.000 € Installazione e verifica di a) 31 dicembre 2014 funzionamento del b) 31 ottobre 2016 b) Emissione RDA e ordine sistema c) Realizzazione modifiche e messa in c) 30 luglio 2017 Stima costi ca. 150.000 € servizio d) 30 dicembre 2017 d) verifiche prestazionali a) Verifica fattibilità Stato Avanzamento Lavori a) Completata il settembre 2014 b) in corso – in attesa proposta del fornitore n.q. Il Termoutilizzatore di Brescia Aspetto ambientale collegato Acqua Obiettivo Traguardi Prefissati Ottimizzare il consumo Installazione nuovi di risorse con piezometri per particolare attenzione monitoraggio falda all'acqua, ai reagenti e all'energia elettrica Programmi a) Studio di fattibilità e verifica condizioni falda b) Emissione RDA c) Emissione ordine d) Realizzazione dei lavori e) Collaudo Indicatore e Risorse Scadenza Installazione e verifica di a) 31 dicembre 2014 funzionamento del b) 30 aprile 2015 sistema c) 31 dicembre 2015 Stima costi ca. 50.000 € d) 31 dicembre 2015 e) 30 aprile 2016 f) 31 dicembre 2016 Stato Avanzamento Lavori a) Completata b) Emesso RdA 210.003.699 del 20/01/2015 c) Emesso ordine n. 5200000336 del 07/08/2015 d) Lavori completati il 15/12/2015 f) Monitoraggio Fasi e), f) in corso 88 Quantificazione del beneficio ambientale Dichiarazione ambientale 2016 Aspetto ambientale collegato Obiettivo Risorse idriche Ottimizzare il consumo di risorse con particolare attenzione all'acqua, ai reagenti e all'energia elettrica Traguardi Prefissati Programmi Revisione e a) Analisi delle possibili soluzioni ottimizzazione del tecniche sistema di gestione delle b) Individuazione interventi acque (i) Ampliamento vasca tecnologica 1) Definizione progetto 2) Attività edile, elettrica e meccanica 3)Messa in servizio (ii) Recupero pozzo “ex Musicco” per innaffio 1) Definizione progetto 2) Pratiche autorizzative 3) Interconnessione con l’impianto esistente 4) Messa in servizio (iii) Recupero parziale scarico di torre per innaffio 1) Verifica di fattibilità 2) Definizione progetto 3) Attività edile e meccanica 4) Messa in servizio 89 Indicatore e Risorse Scadenza Riduzione dei consumi di i) 30 giugno 2016 acque da acquedotto e ii) 30 giugno 2016 da pozzo iii) 30 giugno 2017 Stato Avanzamento Lavori Quantificazione del beneficio ambientale Il Termoutilizzatore di Brescia Aspetto ambientale collegato Utilizzo di Combustibili Obiettivo Ottimizzare il consumo di risorse con particolare attenzione all'acqua, ai reagenti e all'energia elettrica Traguardi Prefissati Revisione del sistema di condizionamento delle cabine elettriche: sostituzione gruppi compressori Comunicazione Effettuare studi ed Revisione del sistema iniziative che pongano della viabilità attenzione al contesto dell’impianto ambientale nel quale è inserito l’impianto Programmi a) Studio di fattibilità b) Analisi del risparmio energetico Indicatore e Risorse Scadenza Stato Avanzamento Lavori Quantificazione del beneficio ambientale Miglioramento a) 31 maggio 2016 dell’efficienza energetica b) 15 giugno 2016 del sistema Riduzione gas effetto serra (eliminazione gas R22) a) Analisi delle possibili soluzioni tecniche Stima costi: circa 50.000 i) 31 dicembre 2017 euro n.q. b) Individuazione interventi (i) Miglioramento percorso visitatori 1) Definizione progetto 2) Realizzazione delle modifiche 3) Aggiornamento della documentazione 4) Istruzione del personale Emissioni in atmosfera Implementare Installazione nuovo soluzioni ottimali sistema di iniezione dei tecniche, gestionali e/o fanghi di depurazione informatiche a supporto alle attività operative svolte e dell’incremento della vita degli impianti a) Verifica fattibilità Installazione e verifica di a) 31 dicembre 2014 funzionamento del b) Emissione RDA e ordine b) 31 ottobre 2015 sistema c) Realizzazione modifiche e messa in c) 30 luglio 2016 Target ambientale: servizio miglioramento delle d) 31 dicembre 2016 condizioni di d) Verifiche prestazionali combustione 90 a), b) fasi completate c) installazione completata, messa in servizio in corso n.q. Dichiarazione ambientale 2016 Aspetto ambientale collegato Vibrazioni Obiettivo Traguardi Prefissati Implementare soluzioni ottimali tecniche, gestionali e/o informatiche finalizzate al miglioramento della funzionalità, della operabilità o all’incremento della vita degli impianti Sostituzione vibrante per trasporto ceneri di fondo caldaia (emergenza) con nastro ceneri di fondo caldaia Programmi Indicatore e Risorse a) Definizione delle caratteristiche dei Esecuzione attività relazione finale con nuovi scivoli ceneri di fondo caldaia valutazioni in merito b) Definizione ed emissione specifiche per scivoli ceneri di fondo caldaia c) Definizione ed emissione specifica per nuovo nastro Stima costi ca. 530.000 euro Scadenza a) 30 settembre 2011 b) 31 dicembre 2016 c) 31 dicembre 2016 d) 31 dicembre 2016 e) 30 settembre 2017 d) Emissione RDA e ordine f) 31 ottobre 2017 e) Sostituzione scivoli ceneri di fondo caldaia g) 30 aprile 2018 f) Sostituzione vibrante con nastro ceneri di fondo caldaia g) Verifica efficacia in esercizio continuativo Emissioni in atmosfera Implementare soluzioni ottimali tecniche, gestionali e/o informatiche finalizzate al miglioramento della funzionalità, della operabilità o all’incremento della vita degli impianti. Studio di fattibilità per ottimizzazione funzionamento dei pre -riscaldatori aria primaria a) Studio delle condizioni di esercizio Miglioramento efficienza a) 31 dicembre 2016 attuali e definizione dei miglioramenti energetica b) 31 dicembre 2017 da apportare b) Progettazione di massima con definizione tempi di attuazione 91 Stato Avanzamento Lavori a) L’attività è stata completata a dicembre 2011 Quantificazione del beneficio ambientale Riduzione delle vibrazioni di almeno 80% Il Termoutilizzatore di Brescia Aspetto ambientale collegato Energia Obiettivo Traguardi Prefissati Implementare Miglioramento del soluzioni ottimali sistema di illuminazione tecniche, gestionali e/o dell’edificio 1 informatiche finalizzate al miglioramento della funzionalità, della operabilità o all’incremento della vita degli impianti Programmi a) Progetto illuminotecnico b) Emissione RDA e ordine c) Realizzazione nuovo impianto d) Verifiche prestazionali 92 Indicatore e Risorse Miglioramento delle condizioni di illuminazione Migliore efficienza energetica Scadenza a) 30 aprile 2016 b) 31 luglio 2016 c) 31 ottobre 2016 d) 31 ottobre 2016 Stato Avanzamento Lavori Quantificazione del beneficio ambientale Dichiarazione ambientale 2016 8 Bilancio ambientale TERMOUTILIZZATORE ATTIVITA' Unità di Misura Potenza elettrica installata MW Potenza termica 2011 2012 2013 2014 2015 117 117 117 117 117 MW 304 304 304 304 304 Elettrica prodotta lorda GWh 664 651 624 652 573 Termica prodotta lorda GWh 783 808 823 749 848 Elettrica (AT) immessa in rete GWh 602 586 561 585 515 Termica immessa in rete GWh 748 784 805 733 777 Totale netta (1) GWh 916 915 899 893 841 Rifiuti urbani e derivati dal trattamento di urbani t 447.926 430.907 415.023 417.869 389.894 CDR/CSS t 73.091 125.350 188.888 208.827 221.039 Rifiuti di origine esclusivamente biogenica t 47.945 19.466 15.794 13.007 8.117 Altri rifiuti speciali t 226.669 160.462 108.501 99.864 67.526 Totale combustibile ordinario t 795.631 736.185 728.206 739.567 686.576 Combustibile di supporto (metano) kSm3 3.910 3.013 3.075 2.376 2.571 2011 2012 2013 2014 Energia Combustibili TERMOUTILIZZATORE DATI AMBIENTALI UdM Oli esausti t 4,46 2,90 2,58 1,32 5,38 Polveri da depurazione fumi t 41.756 41.363 39.048 37.700 33.348 Altri pericolosi t 11 62 13 10 84 Totale pericolosi t 41.772 41.428 39.063 37.711 33.437 Residui fondo caldaie t 115.229 112.478 112.930 115.581 118.978 Altri t 7.334 5.511 5.249 5.709 4.860 Totale non pericolosi t 122.563 117.989 118.179 121.290 123.838 t 164.335 159.417 157.242 159.001 157.275 Materiale ferroso recuperato t 7.289 5.433 5.183 5.604 4.799 Polveri da depurazione fumi t 41.756 41.363 33.837 16.924 15.271 Residui di fondo caldaia recuperati t 115.229 112.478 112.930 115.581 118.978 Totali recuperati t 164.274 159.274 151.950 138.109 139.048 NOx t 325 282 281 287 261 SO2 t 5,2 1,3 4,3 9,6 8,9 CO2 emesse t 640.559 358.875 495.341 532.607 486.944 CO2 autorizzate t 131.909 n.a. n.a. n.a. n.a. Polveri t 1,0 0,9 0,5 0,8 0,8 HCl t 25,4 22,9 21,3 23,1 18,2 CO t 81,9 68,4 72,9 66,4 48,1 COT t 2,6 2,6 1,6 1,8 1,5 Pericolosi Rifiuti prodotti Non pericolosi Totale generale pericolosi e non Rifiuti recuperati 2015 Emissioni 93 Il Termoutilizzatore di Brescia TERMOUTILIZZATORE DATI AMBIENTALI 2011 UdM 2012 2013 2014 2015 16,6 13,4 8,4 12,9 8,7 m3 221.755 185.075 156.596 157.514 136.120 Avviate a Lamarmora m3 816 4.114 6.501 4.932 402 Recuperate nel ciclo produttivo m3 80.000 80.000 80.000 80.000 80.000 Immessi in rete teleriscaldamento m3 10.088 6.630 4.365 4.465 5.120 Totale prodotte m3 312.659 275.819 247.462 246.911 221.642 Calce t 14.157 14.857 14.593 11.715 10.301 Soluzione di Acido cloridrico t 96 97 99 83 92 Soluzione di Soda t 55 53 57 55 58 Carboni attivi t 486 440 396 452 541 Soluzione ammoniacale t 3.745 3.491 3.285 3.598 3.419 Acqua da pozzo m3 785.332 676.607 581.551 614.530 619.212 Acqua da acquedotto m3 32.017 47.399 32.915 40.908 20.367 Acqua demineralizzata da acquedotto Centrale Lamarmora m3 78.055 80.946 78.079 74.870 76.009 Acqua recuperata da Centrale Lamarmora m3 6.089 13.342 9.792 3.494 1.623 Totale m2 901.493 818.294 702.337 733.802 717.211 NH3 t Avviate in fognatura Acque reflue industriali Reagenti Risorse utilizzate Acqua Oli lubrificanti Elettrici Consumi TERMOUTILIZZATORE INDICATORI AMBIENTALI Unità di misura Risparmio energetico t 3 3 3 3 3 GWh 63 65 64 67 57 2011 2012 2013 2014 2015 TEP 181.910 181.809 184.810 181.378 172.505 NOx g / kWh 0,36 0,31 0,31 0,32 0,31 SO2 g / kWh 0,01 0,00 0,00 0,01 0,011 Polveri g / kWh 0,001 0,001 0,001 0,001 0,001 HCl g / kWh 0,03 0,02 0,02 0,03 0,02 CO2 g / kWh 699,18 392,00 550,93 596,52 578,77 CO g / kWh 0,09 0,07 0,08 0,07 0,06 COT g / kWh 0,003 0,003 0,002 0,002 0,002 NH3 g / kWh 0,018 0,015 0,009 0,014 0,010 Produzione specifica t / GWh 179 174 175 178 187 Rifiuti prodotti rispetto a quelli in ingresso % 20,65 21,65 21,59 21,50 22,91 Rifiuti recuperati rispetto a quelli in ingresso % 20,65 21,64 20,87 18,67 20,25 % 99,96 99,91 96,63 86,86 88,41 Emissioni specifiche Rifiuti Rifiuti recuperati rispetto a quelli in uscita 94 Dichiarazione ambientale 2016 t/GWh 15,5 16,2 16,2 13,1 12,2 Acido cloridrico t/GWh 0,10 0,11 0,11 0,09 0,11 Soda t/GWh 0,06 0,06 0,06 0,06 0,07 Carboni attivi t/GWh 0,53 0,48 0,44 0,51 0,64 Soluzione ammoniacale t/GWh 4,1 3,8 3,7 4,0 4,1 Calce Reagenti Risorse specifiche Acqua % Acqua da pozzo % 87,11 82,69 82,80 83,75 86,34 % Acqua da acquedotto % 3,55 5,79 4,69 5,57 2,84 % Acqua demineralizzata da acquedotto Centrale Lamarmora % 8,66 9,89 11,12 10,20 10,60 % Acqua recuperata da Centrale Lamarmora % 0,68 1,63 1,39 0,48 0,23 Acqua Potabile m3/GWh 120 140 123 130 115 Acqua industriale (da pozzo) m3/GWh 857 739 647 688 736 GWh/GWh 6,9 7,1 7,1 7,5 6,8 GWh/GWh 0,04 0,03 0,03 0,03 0,03 %Consumi Consumo specifico di combustibili fossili (1) Per calcolare l’energia netta totale, sono state sommate l’energia elettrica e l’energia termica immesse in rete, quest'ultima moltiplicata per un fattore di correzione pari a 0, 42. Per maggiori chiarimenti si veda il paragrafo "L'utilizzo dei combustibili e la produzione di energia elettrica". 95 Il Termoutilizzatore di Brescia 9 Convalida della dichiarazione ambientale Il verificatore ambientale accreditato, che ha verificato il Sistema di Gestione Ambientale ed ha in seguito convalidato il presente documento riferito all’anno 2015 ai sensi del Regolamento CE 1221/09, è ICIM SpA (Accreditamento con Codifica IT-V-0008 Comitato Ecolabel/Ecoaudit Sezione EMAS Italia). Per informazioni: ICIM S.p.A. Piazza Don Enrico Mapelli, 75 20099 Sesto San Giovanni (MI) Tel. +39 02 72 53 41 Fax. +39 02 720 020 98 E-mail: [email protected] 96 Dichiarazione ambientale 2016 A2A AMBIENTE S.p.A. Termoutilizzatore di Brescia VALUTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE AMBIENTALE Dati 2015 Aiutaci a migliorare questo documento: ritaglia, stampa o fotocopia questa pagina, compilala ed inviala: Via posta all’indirizzo A2A AMBIENTE S.p.A. U.O. Ambiente, Salute, Sicurezza e Autorizzazioni Via A. Lamarmora, 230 25124 Brescia (BS) oppure Via fax al numero + 39-030 355 3204 alla c/a dell’Ing. Mario NENCI oppure Via e-mail agli indirizzi [email protected] [email protected] insufficiente sufficiente buono ottimo Esposizione Grafica Informazioni tecniche Valutazione generale Commenti al giudizio o altri suggerimenti: __________________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________________ ______________________________________ 97