MESSI ALLA PROVA

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MESSI ALLA PROVA
www.gazzetta.it mercoledì 28 marzo 2012 1,20 €
REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281
POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO
ITALIA
anno 116 ­ Numero
n
75
Anno
LA NUOVA INTER MORATTI: «SE LE VINCE TUTTE, MAGARI LO CONFERMO»
ilCommento
Ecco Stramouccioni
«Io non ho paura»
COME UN GUARDIOLA?
di ARRIGO SACCHI
Moratti ha scelto Andrea Stramaccioni come
l’uomo della rifondazione o come l’ultima
carta disperata per salvare un’annata che ha
già fatto due vittime illustri (Gasperini e Ranieri) e che sembra senza soluzione?
«Sento di avere una squadra forte». Sorpresa: Balotelli
3 Andrea Stramaccioni, 36 anni ANSA
DALLA VITE, ELEFANTE E TAIDELLI ALLE PAGINE 14­15­17
L’ARTICOLO A PAGINA 25
FORMULA 1
CHAMPIONS MILAN­BARÇA A SAN SIRO (20.45) Alonso studia
IBRA&C.
MESSI ALLA PROVA
Nell andata dei quarti
i rossoneri si giocano tutto.
Lo svedese: «Non hanno
punti deboli: dobbiamo
attaccarli».
Il Pep: «Conta segnare»
da Schumacher
in casa Ferrari
Lo spagnolo a Maranello si allena
e «fa squadra» come Michael
3 Fernando Alonso si allena a Maranello COLOMBO
IANIERI ALLE PAGINE 26­27
ilRicordo
Zorzi racconta:
«Così strapazzavo
il mio amico Bovo»
BOCCI, DELLA VALLE, GARLANDO E PASOTTO PAG. 2 A 10
ZORZI A PAGINA 31
laStoria
Liddi primo italiano
titolare tra le stelle
del baseball Usa
3 Zlatan Ibrahimovic, 30 anni,
e Leo Messi, 24, si sono
incontrati una volta in questa
Champions: 3­2 a San Siro
per la Pulce
IL ROMPI PALLONE
di GENE GNOCCHI
9 771120 506000
20 3 2 8>
Prima gaffe di Stramaccioni:
ha chiamato Zanetti papà.
w
LE ALTRE SFIDE
ARCOBELLI A PAGINA 35
JUVE
COPPA ITALIA
Caceres­De Ceglie Scontro e pace
Con Marcelo
e Kakà il Real va due frecce in più tra Lega e Coni:
nell’arco di Conte la finale a Roma
Colpo Chelsea
IN EDICOLA
I film di guerra
con «Bastardi
senza gloria»
€ 9,99 PIU’ IL PREZZO DEL GIORNALE
3 Marcelo, 24 anni, migliore in campo
3 Martin Caceres, 25 anni
3 Andrea Agnelli, presidente Juve
A PAGINA 12
DI FEO E OLIVERO A PAGINA 18
GALDI E IARIA A PAGINA 20
2
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
CHAMPIONS ANDATA QUARTI
4
LUIGI GARLANDO
MILANO
I NUMERI
2
le vittorie
del Milan
in altrettante
finali contro
il Barcellona:
4-0 nella
Champions
League
di Atene
del 18 maggio
1994 e nella
Supercoppa
Europea
del 1989
(1-1 e 1-0).
2
i successi
del Barcellona
nelle ultime due
visite a San Siro
contro il Milan;
oltre al 3-2
degli spagnoli
nella fase
a gironi
di questa
edizione, anche
il successo
per 1-0
del 18 aprile
2006.
Il Milan non
vince dall’1-0
del 20 ottobre
2004
(rete di
Shevchenko).
10
le volte
in cui
il Barcellona
ha raggiunto
i quarti
di Champions
League
(meglio solo
Manchester
United con 12 e
Bayern con 11);
il Milan disputa
per la settima
volta i quarti
(è la migliore
delle italiane
con la
Juventus).
P
Il Milan in posa
per la pubblicità
dell’orologio
ufficiale della
squadra PESSINA
«A me il gioco difensivo
non piace», ha detto Zlatan
Ibrahimovic. Al suo fianco Massimiliano Allegri ha spiegato:
«Questo Milan fatica a difendere
vicino all’area». Più che una conferenza stampa è stata una seduta di automotivazione, la recita
pubblica di un karma: «Il Barcellona è la squadra più forte del
mondo, ma noi lo attaccheremo.
Non siamo gente da barricate».
Giusto. Tra i modi per sopravvivere al Barcellona esiste anche
quello di fare densità massima
davanti alla porta, cercando di
lasciare senza ossigeno Messi e
compagni. A settembre il Milan
salvò la pelle al Camp Nou anche così. Ma quella notte c’era
un Thiago Silva titanico, Pato
sgommava e mancava Ibra. Stavolta mancano i primi due e c’è
il terzo: altro mondo. Il riferimento dev’essere la partita di
San Siro, persa 3-2, ma giocata
guardando negli occhi il Barça e
mettendolo in difficoltà.
Seedorf e piranha I gol segnati
da Ibra e Boateng il 23 novembre scorso valgono come stelle
polari, servono a orientare il Milan in questa notte di calcio lussuoso. Primo gol: Aquilani con
un lancio a tutto campo, da destra a sinistra, liberò Seedorf
che dettò in verticale per Ibra. Il
Barcellona fa pressing a branchi, come i piranha; chi è in zona assale il portatore per spolparlo del possesso. Si raccolgono dove c’è la palla. Un cambio
di gioco tempestivo può sorprenderli sbilanciati, creare pericoli
in zone scoperte. Manca Aquilani, ma Seedorf è un buon trampolino, ha lancio lungo e preciso. Ibra che raccoglie defilato in
fascia, mette giù e detta dentro
per le incursioni di Nocerino e
Boateng deve restare un pensiero dominante.
Muscoli e Boa Il secondo gol lo
firmò Boateng con un capolavoro di tecnica, potenza e tempismo. Il Barcellona, il massimo
dell’organizzazione («scolaretti», li ha chiamati Ibra), è portato a soffrire Boateng, il trequartista più anarchico del mondo.
Il Barça è leggerezza, Ibra e il
Boa sono i muscoli del Milan:
forse non è un caso che abbiano segnato loro. Dovendo
riassumere l’arsenale che Allegri deve caricare sul pullman diretto a San Siro, diremmo: cambi di gioco, fantasia tecnica (Robinho)
e imprevedibilità offensiva, potenza muscolare. Il tutto condito
con le motivazioni
feroci sfoggiate
contro l’Arsenal a San Siro. Il guaio è che il Milan
stanotte non si troverà
contro i ragazzini svagati che
mostrò Wenger a Milano, ma i
campioni del mondo, il pluri-Pallone d’oro Messi che fa più gol
che partite, la banda Guardiola
che in dieci doppi turni di Champions è passata nove volte, falciata solo dall’Inter di Mou.
IL TABELLONE
GDS
IL MILAN
NON VEDE L’ORA
Marziani a San Siro
Il Barça e Messi
si battono così
Cambi di gioco, Ibra, il Boa
E squadra corta anti-Pulce
Rischio torello Il Milan non farà
le barricate, promette una gara
coraggiosa, ma non si scappa:
per l’esito del match, per tenere
vivo il ritorno, sarà più importante ciò che saprà fare senza
palla, difendendosi, di quanto
farà con la palla, attaccando. I
rischi grossi sono due. Primo, il
solito: ritrovarsi prigionieri di
un torello, soprattutto se Guardiola aggiungerà un palleggiatore in mezzo (difesa a 3) come a
novembre a San Siro. Senza il
tackle saggio di Van Bommel,
senza la gamba lesta di Emanuelson, senza Abate che sa accorciare e aggredire, con Seedorf e Ambrosini non più al top
del rendimento atletico, il Milan non sembra attrezzatissimo
nel lavoro di recupero. Fondamentale il soccorso fisico di Boateng e il sacrificio delle punte,
altrimenti il Barcellona rischia
di ammassare percentuali di
possesso sconfortanti.
Se Messi... Secondo rischio
grosso: Messi, naturalmente. Finto centravanti, arretra per agevolare i
tagli di Sanchez e le
imbucate dei mediani dai piede di
miele: Fabregas è
un esperto del ramo, Xavi firmò il
3-2 decisivo a San
Siro infilando un
corridoio centrale,
su assist della Pulce.
Ma se Messi proverà
ad accelerare per conto
suo, centralmente, potrebbe trovarsi davanti Ambrosini,
poi il rientrante Nesta e Mexes,
nessuno dei tre è un fenomeno
di reattività nel breve. Non sarà
facile insomma mascherare l’assenza di Thiago Silva. Per mettersi al riparo da questi due
grossi rischi, il Milan ha una
strada sola: una grande prestazione difensiva di squadra, cioè
reparti vicini, squadra corta per
restituire un buon pressing e
impedire ai giocolieri di Guardiola di prendere velocità negli spazi.
Teatro Troppa lavagna?
Avete ragione. Posiamo il
gesso e permettiamoci un
consiglio: stasera
affacciatevi a San
Siro come fosse un
teatro. C’è Ibra contro Messi, in regia due ottimi allenatori, recitano
due regine d’Europa. Divertiamoci.
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QUI MILAN
Avanti Ibra-Binho
Nesta verso il sì
Seedorf, duello
con Emanuelson
MILANELLO
Pochi dubbi, anche perché poche sono le
possibilità di scegliere: Allegri avrebbe voluto
giocarsi la sfida in una condizione migliore, ma
così va quest’anno per il Milan. Nonostante
qualche rientro, la lista degli infortunati è lunga e al tecnico non resta spazio per la fantasia:
a centrocampo, con Ambrosini e Nocerino do-
COSÌ IN CAMPO A MILANO ORE 20.45
vrebbe esserci Seedorf, in vantaggio su Aquilani e su Emanuelson malconcio. Ma Allegri non
è convinto: Seedorf dopo l’ultimo infortunio ha
giocato solo i 120 minuti di coppa Italia. Troppi
per ricominciare, pochi per essere già rodato.
Rebus difesa Anche in difesa c’è un piccolo dub-
bio: Nesta sta abbastanza bene, ma non gioca
da tempo, per questo Allegri resta indeciso. C’è
una chance per Zambrotta, che potrebbe essere
utilizzato sulla destra con Bonera centrale. In
attacco non ci saranno sorprese: rientrerà Robinho accanto a Ibra e Boateng sarà titolare.
La grande incognita è la tenuta fisica di uomini-chiave schierati in ruoli-chiave. Nesta, Seedorf, Boateng, Robinho: non più di tre su quattro potrebbero essere sostituiti. E non è detto
che tutti siano in grado di reggere 90 minuti.
al.bo.
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GDS
QUI BARCELLONA
Dubbio Guardiola
difesa a quattro
o a tre? Attacco
con Sanchez
MILANO
Il dubbio semmai è nel modulo e non negli
uomini. Pep Guardiola fa pretattica all’italiana e
non si sbottona sulla formazione, però l’undici
che affronterà il Milan nella sfida d’andata dei
quarti di finale di Champions League sembra già
deciso. Senza Adriano, Villa e Abidal, il Barcellona cercherà di sbancare San Siro con il solito
tridente: Messi più Iniesta e Sanchez, con Pedro
che in panchina. In difesa ci saranno Mascherano e Piqué al centro con Puyol e Dani Alves sulle
fasce. Questo in caso di linea a quattro. Se però
il tecnico catalano deciderà di difendersi a tre,
allora Dani Alves scivolerà sulla linea dei centrocampisti. In mediana ci saranno Xavi, Busquets
e Fabregas. Gli spagnoli hanno scelto un hotel in
pieno centro a Milano, lo stesso dell’ultima trasferta milanese (visto che aveva portato bene...)
e ieri al loro arrivo sono stati accolti da numerosi fan. Attenzione però, l’ultima volta che il Barcellona è stato eliminato in Champions League
è stato contro un’italiana: stiamo parlando della sfida con l’Inter in semifinale dell’edizione
2009-10. I blaugrana furono sconfitti 3-1 all’andata giocata a San Siro, per poi vincere inutilmente 1-0 nel ritorno al Camp Nou.
f.d.v.
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CHAMPIONS ANDATA QUARTI
DAL NOSTRO INVIATO
ALESSANDRA BOCCI
twitter @picobocci
MILANELLO (Varese)
La filosofia di Zlatan
Ibrahimovic, che come si sa è
allergico ai filosofi, si riassume in poche parole: vada come dove andare, o anche: viene sempre un nuovo giorno.
Ibrahimovic non nasconde un
piccolo rimpianto che rende
più simpatica la sua maschera
da duro: ebbene sì, è dispiaciuto per aver giocato un anno soltanto nella squadra più forte
del mondo. Ma appunto, le cose succedono, le squadre passano. E lui è così contento della sua storia e così soddisfatto
di trovarsi in Italia, che i piccoli rimpianti sono qualcosa da
tirar fuori nelle grandi occasioni. Chi è senza rimpianti non
ha vissuto.
Io e il Barça E allora eccolo,
Ibrahimovic, davanti alla stampa prima della partita che tutti
ritengono la sua partita. «Se saluterò Guardiola? Non lo so
ma basta con questa storia, il
passato è passato. Questa cosa
non è importante per me e
nemmeno per lui. Il Barça è
cresciuto? Il Barça cresce ogni
giorno, come ogni squadra cresce ogni anno che passa. Sono
i più forti del mondo, hanno
un’idea in campo. Sono onorato di aver giocato un anno con
loro. Credo di aver fatto bene
e avrei potuto fare meglio, perché ogni seconda stagione è
migliore della prima. Ma sono
soddisfatto di quello che ho
fatto e auguro al Barça di vincere la Liga. Sento ancora tanti ragazzi del Barcellona, tutti
bravi, e faccio il tifo per loro».
Io e il Milan «Se segno tanto è
per merito dei compagni, nulla si fa da soli nel calcio. E’ la
squadra che conta, poi ognuno ci mette le qualità e si prende le responsabilità che deve
prendersi. Questa partita è importante, ma non decide tutta
la stagione. Dopo il sorteggio
che ci ha messo di fronte al
Barça tante buone partite, siamo usciti dalla coppa Italia ma
è mancato poco per restare in
corsa anche lì. Il Barça è fortissimo, ma noi dobbiamo fare il
nostro gioco. E siamo pronti».
Io e la partita «Come si gioca
contro il Barça? Difficile dirlo,
se qualcuno avesse trovato il
loro punto debole li avrebbe
già battuti. Il calcio difensivo
non mi piace, ma se serve utilizzare questa tattica lo faremo, tocca all’allenatore decidere. Io però credo che un
buon risultato in casa possa dare più fiducia per il ritorno. A
me piace il gioco d’attacco. Se
sono ancora più motivato contro il Barça? Io non devo dimostrare niente, ho soltanto voglia di giocare contro i più forti. Laporta (ex presidente del
Barça, n.d.r.) dice che è stato
SU LIBRERIARIZZOLI.IT
Zlatan Ibrahimovic, trent’anni, con Ambrosini, Nocerino e Robinho.
In questa Champions lo svedese ha segnato 3 gol in 5 gare
«
«
Assalto Ibra
«
Messi è il più
forte al mondo,
ma intorno a lui
ci sono giocatori
che nessuno ha
Il calcio spagnolo
è elegante, ma
per un attaccante
è più difficile
quello italiano
Ho due anni di
contratto col
Milan e vorrei
restare: il mio
futuro lo vedo qui
«Loro non hanno punti deboli
La mia soluzione è attaccare»
Zlatan ci riprova: «Io inferiore a Messi e Cristiano? Discorsi che non mi interessano»
«
Il calcio difensivo
non mi piace, ma
sta all’allenatore
decidere. E’ il
gruppo a vincere
un disastro? Prima che andassi lì non diceva così».
Io e l’Italia «Mi piace stare qui. I
miei bambini stanno crescendo italiani e alla mia famiglia
piace stare in Italia. Mi trattano bene, al Milan mi vogliono
bene, e quando ti senti così è
difficile che tu possa voler andare da un’altra parte. Ho due
anni di contratto e vorrei restare, poi non so cosa succederà,
ma il futuro lo vedo qui: l’Italia mi piace e mi sento un po’
italiano. Siamo l’unico club rimasto in Europa e spero che ci
saremo anche dopo questi
quarti di finale: a parte l’Inter
due anni fa, le squadre italiane negli ultimi tempi in Europa non sono andate bene come in passato, ma spero che
riusciremo a ripetere quei successi. A me piace il calcio italiano. Il calcio spagnolo è più tecnico ed elegante, ma per un at-
taccante è più difficile giocare
qui. Io mi sono messo alla prova in vari campionati e amo il
calcio italiano».
Io e Messi «E’ il più forte del
mondo, sta battendo tutti i record ed è giovane. Se dai tempo, chiunque diventa più forte
nel campionato dove gioca.
Lui migliora ogni giorno, ma
ha intorno a sé una quantità di
giocatori di qualità che nessuna squadra ha, a parte forse il
Real Madrid. Spero che continui a migliorare, così quando
vedo il calcio mi diverto un
po’. Se mi sento sul livello di
Messi e Cristiano Ronaldo?
Ognuno può dire quello che
vuole, so quanto valgo. E’ chiaro che quando vinci certi trofei
diventi ancora più importante, ma io so quanto valgo e
non sono preoccupato». E qui
il racconto di Ibra in prima persona si ferma: Ibra è un uomo
soddisfatto, del suo club, del
suo primo Paese che guiderà
all’Europeo e del secondo, l’Italia, che fa stare così bene lui e
la sua famiglia. E se provate a
chiedere se gli manca la Champions, arriverà la risposta prestampata in unica soluzione:
«Mi piacerebbe vincere per il
Milan, per me e per tutti i tifosi. Ma se non vinco non sono
preoccupato». Un atteggiamento filosofico, nonostante
tutto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FLOP LE SUE FASI FINALI
Soltanto oggi
il libro di Zlatan
autografato
Soltanto oggi, sul sito
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vendita 50 copie autografate
del libro «Io, Ibra», con il 15% di
sconto sul prezzo di copertina.
L’autobiografia di Zlatan, scritta
assieme a David Lagercrantz, è
arrivata all’ottava edizione per
un totale di 160.000 copie. Il
libro è pieno di aneddoti. Visto
che oggi c’è Milan Barcellona,
ricordiamo il passaggio in cui
Ibra ha raccontato di aver
insultato Guardiola: «Sei senza
palle, ti caghi addosso davanti a
Mourinho!».
GDS
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I SUCCESSI
DI MAX
I quarti di finale
di Champions
League sono il
punto più alto
della carriera da
allenatore di
Allegri. Ecco i
successi del
tecnico
rossonero, che
ha vinto anche
due Panchine
d’oro (una di A
e una di C)
2007-08
Sassuolo: primo
posto in Serie
C1. Promozione
in Serie B
2008
Sassuolo:
Supercoppa di
Lega di C1
2010-11
Milan: scudetto
2011
Milan:
Supercoppa di
Lega
Massimiliano Allegri, 44 anni, ieri in conferenza stampa. Sembra a metà fra lo stanco e il pensieroso, ma in realtà il tecnico rossonero è apparso di buon umore e convinto che il suo Milan farà bene AFP
Allegri sfida anche l’Inter di Mou
«Il mio Milan non può giocare come loro nel 2010: non siamo fatti per difenderci»
DAL NOSTRO INVIATO
MARCO PASOTTO
MILANELLO (Varese)
laVignetta
di STEFANO FROSINI
Se per caso Massimiliano
Allegri ieri era attraversato da
qualche pensiero fosco in vista
della partita, ci ha pensato Cassano a distendergli i nervi: «Mister in bocca al lupo eh! — gli
ha detto Antonio con tono canzonatorio — E guardi qui: ha
visto come sono dimagrito?».
Lo sketch ha divertito molto il
tecnico, che peraltro pagherebbe una cifra consistente per
avere il barese a disposizione
stasera. Lui come tutti gli altri
malati. «Mi sarebbe piaciuto essere al completo per poter fare
delle scelte, ma comunque
non credo che sia il momento
peggiore per affrontare il Barcellona: la squadra è carica, a
livello psicologico questa partita contiene talmente tanto fascino che non c’è bisogno di
motivare ulteriormente i ragazzi. Thiago è un campione e
ci mancherà ma ho altri difensori all’altezza».
Sonno sereno Con la gara di oggi Allegri tocca il punto più nobile della sua carriera da allenatore. Essere finito nel club
degli otto tecnici migliori d’Europa è una bella soddisfazione
per essere partito dalla C2 nove anni fa. I quarti di Champions gli servono sul piatto
una sfida che qualsiasi allenatore vorrebbe poter preparare
e giocare almeno una volta nella vita. Con un altro tabù da infrangere, dopo quello inglese:
sin qui nelle quattro sfide con
le spagnole (due col Real e due
col Barça) sono arrivati due pareggi e due sconfitte. Che sia la
volta buona? «Siamo pronti.
Abbiamo fatto tutto il possibile
per preparare al meglio questa
sfida e quindi vado a letto tran-
«
Bisogna avere
coraggio
e attenzione,
riducendo al
minimo gli sbagli
quillo, non passerò una vigilia
insonne. E’ più facile che non
dorma dopo la partita...». Sperando che non capiti per gli
stessi motivi di Londra. Infatti
Allegri riconosce: «Il risultato
perfetto non esiste. Basta vedere cos’è successo con l’Arsenal».
Coraggio e attenzione Di fronte
a un avversario del genere è
difficile avere molte certezze,
ma la base di partenza è chiara: «Giocare con coraggio, anche perché non è una partita
del girone. Per passare il turno
bisogna far gol e delle due sfi-
de quella di andata è la più importante». Allora avanti con la
ricetta: «Serve una prestazione come quella di San Siro nel
girone. Ovvero con coraggio,
ma anche con più attenzione:
in fase difensiva ci siamo presi
troppi rischi. Dovremo ridurre
al minimo gli sbagli». Una cosa
è sicura: «Per le caratteristiche
dei nostri giocatori difficilmente potremo fare lo stesso gioco
dell’Inter nella semifinale (di
ritorno, ndr) di due anni fa. Loro erano più fisici, noi lo siamo
meno. Quest’anno, nella fase a
gironi, abbiamo giocato una
buona gara a Barcellona per
circa mezz’ora, ma fatichiamo
a difenderci vicino all’area:
quando lo abbiamo fatto in
Coppa Italia contro la Juve, ad
esempio, abbiamo concesso
tre occasioni in cinque minuti». Meglio evitare, soprattutto
col Barça.
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Sentite
Pep
13
I NUMERI
precedenti
europei
Milan e
Barcellona si
sono incontrate
13 volte nelle
coppe europee,
con gli spagnoli
in vantaggio per
5-4 nel conto
delle vittorie (19
a 18 per i
catalani il conto
delle reti)
Guardiola: «Un sogno non si prepara, si realizza gara
dopo gara. E contro il Milan dovremo saper soffrire»
2
7
Champions
del Milan
I rossoneri
hanno vinto nel
1963, 1969,
1989, 1990,
1994, 2003 e
2007
Il filosofo tiene il profilo
basso, dribbla ogni possibile polemica con chi gli ha affibbiato
questo soprannome però si scopre più pragmatico che teorico
quando gli chiedono come si
batte il Milan di Ibrahimovic.
«Meglio la difesa a tre o a quattro? Domani difenderemo a sette, tutti sotto la traversa...».
Pep Guardiola si presenta a maniche corte e regala subito una
battuta. Che in fondo in fondo
nasconde un po’ di verità, perché tra Barcellona e Milan il desiderio di evitarsi era assolutamente reciproco.
«Obiettivo triplete?
Al Barça non pesa»
PEP RITROVA BONERA
ERANO COMPAGNI
NEL BRESCIA 2001-02
Josep Guardiola i Sala (qui sopra durante la conferenza stampa di ieri nella foto REUTERS),
41 anni, allena il Barcellona dal 2008: ha vinto 3 Liga, Coppa di Spagna,
3 Supercoppe di Lega, 2 Champions, 2 Supercoppe Uefa e Mondiale per Club.
Da giocatore ha collezionato 16 trofei in blaugrana e l’oro Olimpico con la Spagna
Il club più titolato Segnare e non
subire, lanciare Messi e limitare Ibrahimovic, sarà questa la
chiave della partita. Pep sparge
miele sulle teste di entrambi, facendo finta che i problemi con
Ibrahimovic e le parole velenose che lo svedese gli ha dedicato nell’autobiografia non siano
mai esistite. «Ibrahimovic ha
fatto un anno straordinario al
Barça, ci ha aiutato in campionato e in Champions e ha fatto
bene dovunque è andato. Leo
adora giocare, è pronto per il
momento più importante della
stagione. Stiamo cercando di
aiutarlo a cercare la posizione
in campo dove può più facilmente ricevere palla e creare
col suo talento. Comunque non
sarà Barcellona contro Ibra, come ricorda spesso Adriano Galliani giochiamo contro il club
più titolato al mondo, c’è sempre un’emozione speciale».
Segnare almeno un gol Pep ha la
tranquillità dei forti, di chi ha
vinto tutto e sa di avere il numero uno al mondo (Messi) ma anche la squadra che gioca il miglior calcio. Però Guardiola ha
anche l’umiltà di chi non ha dimenticato l’eliminazione di
due anni fa, quando il Barça
sembrava favorito ma fu un’altra squadra milanese, l’Inter,
ad andare in finale. Per questo
non vuole sentir parlare di triplete, di Liga, di numeri e di statistiche che raccontano un Barcellona inarrivabile. «Dobbiamo essere consapevoli che possiamo passare il turno ma anche essere eliminati. Se non giochiamo bene non si passa. Si affrontano due grandi squadre,
andrà avanti chi sarà più forte
caratterialmente». Quindi meglio resettare, almeno per una
sera, i 600 gol blaugrana della
gestione Pep e le nove vittorie
consecutive tra Liga e Champions League. Perché Milan-Barcellona è sempre una
partita che fa storia a sé. «Mi
aspetto il miglior Milan. Lotteremo per ottenere un buon risultato. Sono felice di essere
qui, è un onore giocare a San
clic
avversari
rovesciati
Sono due i
giocatori
attualmente al
Milan, Van
Bommel e Maxi
Lopez, che
erano in campo
con il
Barcellona
nell’andata della
semifinale
giocata a San
Siro il 18 aprile
2006 e vinta
dagli spagnoli
per 1-0 (Maxi
Lopez subentrò
all’89’ al posto
di Ronaldinho)
Siro. Sappiamo che non sarà facile giocare in questo stadio,
quando urla lo fa seriamente, ci
sarà tanta pressione e noi dobbiamo essere preparati ad affrontare momenti in cui domineremo e altri in cui sarà da soffrire. Il primo obiettivo sarà segnare, un gol in trasferta è molto importante. Ma pretendere
che il Milan non abbia occasioni da gol nel suo stadio non è
realistico».
FABIANA DELLA VALLE
MILANO
Compagni di squadra
ieri, avversari oggi. Pep
Guardiola saluterà con
grande affetto Daniele
Bonera: l’allenatore del
Barcellona e il difensore
rossonero hanno giocato
insieme nel Brescia, nella
stagione 2001-02. Bonera
allora aveva appena
vent’anni, Guardiola aveva
già vinto tutto con il Barça.
Sogno triplete Pratico, realistico, poco incline alla vendetta.
Poi però arriva la domanda sul
triplete e Guardiola si mette a
fare un po’ di filosofia: «Non
sentiamo il peso dei possibili
tre titoli, fino a pochi giorni fa
anche il Milan poteva vincere
tutto. Ragioniamo partita dopo
partita, l’anno che abbiamo vinto tre titoli non ci abbiamo mai
pensato prima. Un sogno non si
prepara». Il sogno di Pep passa
anche da San Siro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IL RIENTRO IL DIFENSORE CENTRALE SFIDA L’EX BLAUGRANA
Piqué:
«Non
lasciamo
spazio
a
Ibra»
4
Solo elogi per
Zlatan: «E’
abituato a essere
un leader, ma noi
vogliamo la finale»
MILANO
Per Gerard Piqué sarà
una prima volta. Il difensore
del Barcellona era infortunato
quando il Milan giocò a Barcellona la prima partita del girone
ed è rimasto seduto in panchina a San Siro. Colpa di un infor-
tunio che l’ha tenuto fuori a lungo, ora però è tornato, nell’ultima partita della Liga ha anche
segnato un gol al Maiorca ed è
pronto a riprendersi il suo posto nella partita che tutti vorrebbero giocare. Così come è pronto anche per marcare Zlatan
Ibrahimovic, che due anni fa è
stato suo compagno di squadra.
Occhio a Ibra «Zlatan è un giocatore molto difficile da affrontare — dice — perché è completo
e ha grandi qualità, è forte nel
gioco aereo e sa tenere la palla,
bisogna essere molto concentrati e non lasciargli il tempo di
pensare e lo spazio per giocare.
E’ stato un piacere averlo qui, è
uno dei migliori al mondo, ci
ha aiutato a vincere. Lui è un
leader, lo diventa dovunque va
per le sue caratteristiche. Dobbiamo evitare che giochi la sua
miglior partita». Piqué non considera un vantaggio aver già affrontato i rossoneri nel girone:
«Noi conosciamo loro ma il Milan conosce bene il Barcellona.
L’assenza di Thiago Silva sarà
pensante, perché è un grandissimo giocatore, però Allegri ha altri ottimi difensori. Oggi studieremo l’avversario nei minimi
dettagli: dobbiamo sapere come attaccarli».
Obiettivo Monaco Il difensore
non sottovaluta affatto gli avversari, però non nasconde
l’obiettivo blaugrana: «E’ un
buon momento per noi, ma arrivare qui e giocare contro il Milan non è mai facile. Dobbiamo
fare la nostra partita e poi possiamo chiudere la qualificazione a Barcellona. Essere considerati i più forti rende tutto più
difficile, perché ogni partita devi dimostrarlo, sappiamo che
nessuno ha vinto due Champions League di fila e faremo il
massimo per arrivare alla finale di Monaco».
f.d.v.
Piquè e Mascherano nella rifinitura a San Siro ANSA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CHAMPIONS LEAGUE Mercoledì 28 marzo ore 20.45
MILAN - BARCELLONA
TUTTI I NUMERI
PER GIOCARE IN ATTACCO.
1
4.00
X
4.00
2
1.75
Gol squadra casa
SI
1.43
GOL NO GOL
1.57
2.20
Gol squadra ospite
SI
1.10
NO
2.50
NO
5.25
PARI
1.80
DISPARI
1.90
Under/Over 2.5
UNDER
2.00
OVER
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Champions
del Barça
I blaugrana
hanno vinto nel
1992, 2006,
2009 e 2011
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
9
CHAMPIONS ANDATA QUARTI
«La gara perfetta
si realizza con lo
spirito di squadra»
Battendo il Barça, Galli alzò la Coppa col Milan
nel ’94: «Oggi più forti in difesa e con Messi»
aveva provato Desailly. Il tecnico giustamente aveva i suoi
dubbi, io intanto mi allenavo
meglio che potevo, volevo farmi trovare pronto a tutti i costi
perché sapevo che sarebbe stata la partita della vita».
DAL NOSTRO INVIATO
FABIANA DELLA VALLE
MILANELLO (Varese)
Amarcord. Stadio Olimpico di Atene, 18 maggio
1994. Il Milan di Fabio Capello batte 4-0 il Barcellona di
Johan Cruijff e conquista la
quinta Coppa dei Campioni
della sua storia. Fu una serata
memorabile per i rossoneri,
che diedero una lezione di calcio agli antenati dei marziani
blaugrana di oggi. A Milanello
ci sono tante foto che ricordano questo trionfo. In quel Milan che riuscì a ribaltare il pronostico giocava anche Filippo
Galli, oggi responsabile del settore giovanile rossonero.
Galli, qual è la prima cosa che
le viene in mente quando si
parla di quella partita?
«Non potrò mai dimenticare il
momento in cui sollevai la coppa. Ricordo bene anche il mese precedente alla partita: noi
avevamo Costacurta e Baresi
squalificati, io speravo di giocare ma non avevo certezze,
perché fino all’ultimo Capello
Anche quella volta il Milan partiva sfavorito: aveva assenze
pesanti, tutti lo davano per
spacciato. E Cruijff ci mise pepe dicendo che il suo Barcellona non poteva perdere.
Filippo Galli,
48 anni, è
nato a
Monza. Ha
giocato nel
Milan dal
1983 al
1996
LIVERANI
«Le assenze erano molto penalizzanti per noi e loro avevano
grandissimi campioni come
Stoichkov e Romario. Le parole di Cruijff poi ci diedero ancora più motivazioni: giocammo
la partita perfetta, quello che
deve fare il Milan questa sera.
L’assenza di Thiago Silva sarà
pesante, ma Bonera e Mexes
sono all’altezza».
Ci sono dei punti in comune tra
questo Milan e il suo?
«Parliamo di due Milan vincenti e pieni di campioni. Noi non
avevamo una prima punta come Ibrahimovic però sopperivamo con giocatori di movi-
clic
IL RECORD DEL MILAN
MAI PERSO IN CASA
AI QUARTI DI FINALE
Dejan Savicevic, che ha segnato il terzo gol, contrastato da Ferrer EPA PHOTO
a trasmettere i concetti».
«L’assenza di
Thiago Silva è
pesante, ma
Bonera e Mexes
sono all’altezza»
mento come Massaro, Savicevic e Boban. Se noi difensori abbiamo fatto una grande partita
è stato anche merito del gran
lavoro di Albertini e Desailly a
centrocampo. In sfide così conta lo spirito di squadra».
Il Barça di oggi è più forte di
quello di 13 anni fa?
«Difficile fare paragoni, però
credo di sì. Ha una difesa più
forte».
In quella finale giocò anche
Guardiola. S’aspettava che facesse una carriera così da allenatore?
«Pep ha fatto un lavoro straordinario. Era già un allenatore
in campo, da centrocampista
centrale per come guidava la
squadra. Come Allegri, si capiva già che sarebbe stato bravo
Quindi anche lei pensa che Allegri e Guardiola siano simili?
«Sì. Quello che sorprende di Allegri è la capacità di tirare fuori
il meglio da tutti i suoi giocatori. Prendete Nocerino e Muntari: in altre squadre avevano faticato, con lui sono esplosi».
Esiste una ricetta per fermare
Messi e battere il Barcellona?
«Servirà grande attenzione e
un sistema difensivo fatto di
continui raddoppi su Leo. Ma
il Barça non è solo Messi. Allegri con questo Milan ha dimostrato di saper attaccare con
gli inserimenti dei centrocampisti e anche con i difensori: ecco, così si possono mettere in
difficoltà i blaugrana».
Ultima domanda: il Milan è attrezzato per vincere la Champions già quest’anno?
«Il cammino è lungo e difficile, ma il Milan gioca bene e ha
già dimostrato di essere pronto per queste partite. Io sono
ottimista e molto fiducioso».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Coraggio tifosi
milanisti! Il Milan in casa
detiene un record
formidabile nelle coppe
europee.
E’ la quindicesima volta che
il Milan gioca i quarti di
finale in casa e finora non
ha mai perso: i rossoneri
hanno vinto dieci volte e
pareggiato quattro.
Un motivo in più per essere
ottimisti e sperare di
mettere in difficoltà il
Barcellona con una partita
perfetta.
NEL 1994 IN FINALE
Quel poker che gelò
il Barcellona
di Johan Cruijff
MILAN-BARCELLONA
MARCATORI: Massaro al 22’ e al 47’ p.t.
Savicevic al 2’, Desailly al 13’ s.t.
MILAN: Rossi; Tassotti, Panucci; Albertini, Galli, Maldini (Nava dal 38’ s.t.); Donadoni, Desailly, Boban, Savicevic, Massaro (12 Ielpo, 14 Carbone, 15 Lentini, 16 Simone). All Capello
BARCELLONA: Zubizarreta; Ferrer,
Guardiola; Koeman, Nadal, Baquero; Sergi (Estebaranz dal 27’ s.t.), Stoichkov,
Amor, Romario, Beguiristain (Eusebio
dal 7’ s.t.) (12 Juan Carlos, 13 Busquets,
15 Goicoechea). All. Cruijff
ARBITRO Don (Inghilterra).
NOTE Ammoniti Tassotti, Massaro e Panucci per comportamento non regolamentare. Baquero, Albertini, Nadal e Sergi per gioco falloso.
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4-0
PRIMO TEMPO 2-0
10
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
CHAMPIONS ANDATA QUARTI
Gallery
Il primo è stato
Reiziger, il più
amato Albertini
Ronaldo il top
Demetrio
Albertini
Winston
Bogarde
Francesco
Coco
Edgar
Davids
Christophe
Dugarry
Patrick
Kluivert
Michael
Reiziger
Rivaldo
Ferreira
Ronaldinho
de Assis
Ronaldo
de Lima
Centrocampista
Difensore
Difensore
Centrocampista
Attaccante
Attaccante
Difensore
Centrocampista
Centrocampista
Attaccante
Milan
1988-2002
(16 trofei)
Milan
Milan
Milan
Barcellona
Barcellona
1996-98
Milan
Barcellona
1995-2001
(2 trofei)
Milan
Milan
1997-98
1996-97
1997-98
2003-08
(5 trofei)
1996-97
(3 trofei)
Barcellona
Barcellona
1997-98
1998-2004
(una Liga)
Milan
Milan
2008-11
2007-08
Barcellona
2005
(Liga;
Supercoppa)
Barcellona
1998-2000
(4 trofei)
Barcellona
Barcellona
2004
2001-02
1996-97
1997-2002
(4 trofei)
Barcellona
1997-2004
(4 trofei)
Milan
2002-03
(3 trofei)
Tra Milan e Barça è un affare di ex
Da Ronaldinho a Rivaldo, sono 14 i giocatori che hanno vestito le maglie di entrambi i club
DAL NOSTRO INVIATO
ALESSANDRA BOCCI
twitter @picobocci
MILANELLO (Varese)
Gli ultimi sono ancora
qui. In campo, in panchina, in
tribuna. Ibrahimovic, Maxi Lopez, Van Bommel, ex blaugrana diventati milanisti o viceversa, 14 in tutto se non si conta Frank Rijkaard, che a Barcellona ha fatto l’allenatore. Una
volta i punti in comune fra Milan e Barça erano di più e c’era
una matrice comune: l’Olanda. In Olanda hanno radici il
grande Milan di Sacchi e il Barcellona di Cruijff. In Olanda è
nato Louis van Gaal, l’uomo
che ha seminato molti anni prima che Guardiola raccogliesse. In Olanda è nato un terzo
dei doppi ex di Milan-Barcellona: oltre a Van Bommel, Reizi-
ger, Bogarde e Davids, che nel
Milan non hanno lasciato nessuna traccia, mentre un segno
lieve ha lasciato Patrick Kluivert, arrivato a Milano da erede di Van Basten nell’estate
del 1997 e riallocato a Barcellona in tutta fretta poco più di
un anno dopo. Kluivert con il
Barcellona ha vinto la Liga,
con il Milan niente.
Uomini e gol Dal Barça al Milan
sono passati, per fare due nomi, Ronaldinho e prima di lui
Rivaldo. Dal Milan al Barça
Kluivert e Francesco Coco. Il
Barça si innamorò di Francesco in un giorno del settembre
2000: era appena tornato con
alcuni compagni dall’Olimpiade australiana, si catapultò al
Camp Nou con gli effetti del fuso orario ancora addosso, eppure riuscì a infilare la difesa
blaugrana. Raddoppiò Bierhoff e il Milan vinse quella
partita. Sembrano passati anni luce: quel Barça non era
neppure parente del meraviglioso carillon del gol che scende in campo oggi a San Siro.
Fuoriclasse Ma il Barça ha avu-
to altri fuoriclasse, che poi hanno fatto anche un passaggio al
Milan dopo averlo colpito a casa sua. Proprio come fece Coco a parti inverse, Rivaldo segnò a San Siro e Ronaldinho
pure: penultima sconfitta conosciuta contro i blaugrana,
0-1 nel 2006 con gol del Giocondo Ronaldinho che all’epoca valeva continue iperboli calcistiche. Quando è arrivato a
Milano non era più lo stesso,
ma questa è un’altra storia.
Sui binari di due grandi club
passano tanti tram e non tutti
vanno alla stessa velocità.
I QUATTRO DI OGGI
Zlatan
Maxi
Ibrahimovic
Lopez
attaccante
Attaccante
Barcellona
Barcellona
2009-10
2005-06
(5 trofei)
(4 trofei)
Milan
dal 2010
Milan
(2 trofei)
dal 2012
Mark
Gianluca
Van Bommel
Zambrotta
centrocampista
difensore
Barcellona
Barcellona
2005-06
2006-08
(4 trofei)
(Supercoppa)
Milan
Milan
dal 2011
dal 2008
(2 trofei)
(2 trofei)
Il migliore C’è di tutto fra i doppi ex, da Reiziger a Ronaldo.
Ronaldo, l’uomo che tutti hanno accostato a Pelé e Maradona e considerato l’unico in grado di stare sul loro piano, almeno finché è arrivato Messi. Ronaldo, il fenomeno che non ha
avuto fortuna in Europa e che
il Milan non ha potuto schierare in Champions. Il 13 febbraio 2008, pochi giorni prima di
Arsenal-Milan, il brasiliano si
infortunò gravemente al tendine rotuleo. Il Milan non riuscì
a superare quell’ottavo di finale, ora ha fatto almeno un passo avanti e spera di concludere
l’opera anche grazie ai doppi
ex. Che non hanno propositi
di vendetta, ma certe volte
una sana rabbia può bastare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RECORD QUASI 4.700.000 EURO
San Siro, il miglior
incasso di sempre
IMO SECONDO.
Invenduti 3.000
biglietti del settore
ospiti. Ieri sera 400
ultrà a Milanello a
incitare la squadra
DAL NOSTRO INVIATO
MARCO PASOTTO
MILANELLO (Varese)
Chiamiamolo un tutto
esaurito... relativo. San Siro stasera sarà stracolmo ma tecnicamente non può essere considerato «sold out». Se i tifosi rossoneri hanno infatti bruciato tutti
i biglietti disponibili, altrettanto non si può dire per quelli catalani: ben 3.000 tagliandi sui
5.200 a disposizione del settore ospiti sono rimasti invenduti. L’affluenza totale sarà di
76.169 spettatori, ma il vero
botto lo fa l’incasso: 4.689.255
euro, record assoluto per il Meazza. Diciamo che con una par-
tita il Milan può pagare circa
mezza annualità (netta) a Ibra.
Le biglietterie saranno chiuse.
Il club rossonero, a causa dei lavori per la nuova linea della metro, mette anche sull’avviso chi
andrà allo stadio e sconsiglia vivamente di avvicinarsi all’area
del Meazza con l’auto (a eccezione di coloro che sono muniti
di pass parcheggio). I cancelli
apriranno alle 17.45, sono attesi fra gli altri Capello, Prandelli, Abete, Petrucci, Albertini,
Maroni e Formigoni. Ancora incerta la presenza di Berlusconi.
Intanto ieri sera intorno alle
21.30 circa 400 ultrà della Curva Sud si sono radunati davanti
a Milanello per incoraggiare la
squadra, che è uscita a salutarli. Cori (con un Nocerino scatenato), bandiere, torce e striscioni, uniti dal leit motiv «Messi è
uno, noi siamo 80 mila» e con
chiusura ancora «dedicata» a
Leo: «Noi le pulci non le temiamo, le schiacciamo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IN USA OGGI NUOVI TEST, POI VEDRA’ LA GARA IN TV
Primo controllo medico per Pato
Meersseman: «Esiti già incoraggianti»
ATLANTA (m.l.p.) Accompagnato dal professor Jean Pierre
Meersseman e dal preparatore Bruno Dominici, Pato si è presentato
già ieri mattina alla Carrick Clinical Research Institute del professor
Frederick Carrick, chiropratico specializzato in neurologia.
Dopo la prima sessione di test, Meersseman spiegava: «Sono stati i
primi esami, prevalentemente neurologici, ma già con esiti
incoraggianti». Pato proseguirà le sue visite anche oggi (con una
pausa per assistere in tv a Milan Barcellona, qui alle 14.30 locali) e
probabilmente domani. La partenza è prevista per venerdì sera con
rientro a Milano nella mattinata di sabato.
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
11
CHAMPIONS ANDATA QUARTI
Una sfida al passato
per il pazzo Ribery
QUI MARSIGLIA
Deschamps
col 3o portiere
MARSIGLIA La novità
della vigilia è che il Marsiglia
gioca con il terzo portiere.
Deschamps preferisce il
brasiliano Andrade a
Bracigliano, decisione che pare
discenda dalla pessima
prestazione del vice Mandanda
(protagonista contro l’Inter) nei
quarti di coppa di Francia (3 i
gol beccati, Marsiglia sconfitto).
«È una decisione mia e credo di
non doverla spiegare:
l’allenatore sceglie sempre
pensando di fare il meglio per la
propria squadra», ha detto
Didier. «Eppoi mi sembra una
questione marginale, chi va in
campo sa di giocare una sfida
storica per il nostro club».
Provino in mattinata per Loic
Remy alle prese con un
problema muscolare.
Con il Bayern torna per la prima volta da ex
al Velodrome che salutò guidando un trattore
DAL NOSTRO INVIATO
PIERFRANCESCO ARCHETTI
MARSIGLIA (Francia)
Un festoso giro di campo,
correndo tra i grandi coriandoli bianchi e blu piovuti dalle tribune, sarebbe stato troppo normale per uno svitato come
Franck Ribery. Che si guardò
intorno, vide un trattore tagliaerba sotto la curva e trovò anche la chiave per accenderlo:
«Era là abbandonato e io so guidare di tutto». Il diabolico Franck entrò sul prato e girò con
quella carrozza gialla e verde:
fu il suo saluto alla gente del
Marsiglia, nell’ultima di campionato del 2007. L’Olympique
chiuse al secondo posto, miglior risultato dal ’99, l’iscrizione alla Champions era realtà e
Ribery poteva andarsene, lasciando in dote i 25 milioni pagati dal Bayern.
Sempre uguale «All’aeroporto
mi hanno subito festeggiato:
non sono sorpreso, questa città
mi somiglia, vive per il calcio»,
dice il francese. Cinque anni dopo, affronta per la prima volta
il Marsiglia. «Sfida molto dura,
non guardate al campionato,
l’OM in Champions tira fuori
tutto, ha eliminato l’Inter».
Non è cambiato: se qui viaggiava sul trattore, al Bayern ha guidato anche il pullman della
squadra, con segnaletica divelta e terrore dei compagni a bordo (tre anni fa, nel ritiro a Dubai). Uli Hoeness pagò i danni
al bus, come i dirigenti francesi
risarcirono l’hotel dove erano
in ritiro quando Ribery si mise
a correre sul tetto: senza fracassarsi le ossa ma sbriciolando tegole (conto: 1.300 euro). In
Germania ha fatto sbiancare i
suoi capi scappando con la Coppa di Germania sottobraccio al
momento della premiazione;
in Francia aveva fatto venire
un colpo a Jean Fernandez, l’allenatore che lo aveva portato
al professionismo, a Metz, e lo
aveva voluto al Marsiglia, nel
2005, facendolo fuggire (lette-
MARSIGLIA (4-2-3-1)
BAYERN (4-2-3-1)
OGGI ORE 20.45
ANDRADE 16
2
24
3
15
AZPILICUETA FANNI
N’KOULOU MOREL
4
17
DIARRA
MBIA
18
28
20
AMALFITANO VALBUENA
A. AYEW
11 REMY
33
GOMEZ
7
25
10
RIBERY 39 MÜLLER 30 ROBBEN
KROOS
LUIZ GUSTAVO
27
28
17
21
ALABA BADSTUBER J. BOATENG LAHM
NEUER 1
ARBITRO Velasco Carballo (Spa).
TV Sky Sport 3 HD e Calcio 2 HD;
Premium Calcio 1.
MARSIGLIA
Panchina 1 Bracigliano, 13 Traoré,
12 Kaboré, 7 Cheyrou, 9 Brandao,
10 Gignac, 23 J. Ayew.
All. Deschamps.
Squalificati Mandanda, Diawara. Diffidati Morel, Diarra, Amalfitano, A. Ayew.
Indisponibili Diawara.
BAYERN
Panchina 22 Butt, 13 Rafinha,
26 Contento, 44 Tymoshschuk,
23 Pranjic, 31 Schweinsteiger, 11 Olic.
All. Heynckes. Squalificati nessuno. Diffidati Schweinsteiger, Müller, J. Boateng. Indisponibili Van Buyten, Breno.
ralmente, con ricorso al Tas e
causa alla Fifa) dal Galatasaray. I due si dovevano trovare
per la firma, il tecnico era in
viaggio verso Marsiglia quando Franck gli telefonò: con la
massima serietà gli spiegò che
aveva preferito l’offerta del Monaco di Deschamps, che lo aveva convinto con un progetto migliore e un’infinita di dettagli.
A Fernandez andarono fuori
controllo sudorazione e velocità, per impedire all’altro di lasciare la città. Dopo troppi minuti fu sepolto da una risata.
Straniero Al Velodrome Ribery
conquistò la nazionale e il Mondiale 2006. Adesso, la Francia
non la pensa come i marsigliesi
su di lui; l’ammutinamento sudafricano, con tanto di squalifica per sciopero, non è stato digerito: «Quando torno, non ho
ancora messo piede a Parigi
che già mi criticano. A Monaco
mi proteggono e mi aiutano:
voglio chiudere la carriera nel
Bayern», ha detto a L’Equipe.
«Se segno però non esulto», racconta agli amici. Che lo preferirebbero sul trattore e non a
dribblare erba e uomini come
d’abitudine, da tanti anni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Franck Ribery, 28 anni, nel 2007: così salutò il Marsiglia RICHARD MARTIN
ni.ce.
12
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
CHAMPIONS ANDATA QUARTI
Il gol in tuffo di Karim Benzema, 24 anni, autore di una doppietta. E’ al Real Madrid dal 2009 ANSA
Salomon Kalou, 26 anni, realizza in spaccata il gol vittoria del Chelsea battendo il portiere Artur REUTERS
Entra Kakà
esce l’Apoel
Il Real Mou
h
in semifinale
Kalou gol
Il Chelsea
ora vince
in viaggio
le Pagelle
di FABIO LICARI
CHIOTIS PRENDE
QUASI TUTTO
MARCELO SUPER
APOEL 5
IL MIGLIORE
7 CHIOTIS
Prende quello che può. Non basta.
I ciprioti resistono 74 minuti
poi entra il brasiliano, che
scatena Benzema e segna
APOEL
REAL MADRID
0
3
GIUDIZIO 77
PRIMO TEMPO 0-0
MARCATORI Benzema al 29’, Kakà al 37’,
Benzema al 45’ s.t.
APOEL (4-4-2) Chiotis; Poursaitides, Oliveira (dal 13’ p.t. Kakà), Paulo Jorge, Boaventura; Charalambides, Helio Pinto (dal
27’ s.t. Solari), Nuno Morais, Alexandrou
(dal 1’ s.t. Helder Sousa); Trickovski, Ailton.
PANCHINA Pardo, Adorno, Solomou, Marcinho. ALLENATORE Jovanovic.
REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas; Arbeloa, Pepe, Sergio Ramos, Coentrao (dal
18’ s.t. Marcelo); Khedira, Sahin (dal 39’
s.t. Granero); Benzema, Özil, Ronaldo; Higuain (dal 18’ s.t. Kakà).
PANCHINA Adan, Altintop, Albiol, Varane.
ALLENATORE Mourinho.
ARBITRO Brych (Germania).
AMMONITI nessuno.
NOTE Spettatori 25.000 circa. Tiri in porta 0-7.
Tiri fuori 0-10. Angoli 1-4. In fuorigioco 3-1.
Recuperi: p.t. 1’; s.t. 1’.
DAL NOSTRO INVIATO
LUCA CALAMAI
NICOSIA (Cipro)
Chissà se Michel Platini
presente in tribuna d’onore si è
divertito. Il miracolo Apoel è figlio delle scelte politico-sportive del presidente dell’Uefa. Giusta l’idea ma gli effetti? Il Real
spazza via i simpatici ma inconsistenti avversari. Come vedere
sul ring pugili di categorie diverse. La squadra di Mourinho
vince 3-0 chiudendo subito questo quarto di finale ma avrebbe
potuto trionfare con un punteggio tennistico. Un dato statistico fotografa in maniera perfetta lo squilibrio delle forze in
campo: la formazione di Jovanovic non ha effettuato un solo
tiro in porta. Uno «zero» a dir
poco imbarazzante. Non da
Champions. Della favola Apoel
resta solo lo struggente applauso finale dei ventimila tifosi
arancioni. Spettatori di una notte che comunque resterà nella
storia del club e di Cipro.
Ronaldo mobile Il Real poteva
stravincere la gara già nel primo tempo ma il portiere Chiotis, da questi parte una specie
di eroe nazionale, compie un
paio di miracoli su Özil e di Cristiano Ronaldo. E quando lui è
fuori causa ci pensa Benzema
ad alzare sopra la traversa a porta vuota. Tutto troppo facile
per la squadra di Mourinho che
cerca di trovare varchi nel catenaccio avversario con un paziente ma noioso possesso palla. Forse al Real manca un pizzico di cattiveria negli ultimi venti metri ma sono dettagli. Il gol
è destinato ad arrivare da un
momento all’altro anche perché CR7, nonostante sia bombardato di fischi, si muove con
buona intensità su tutto il fronte offensivo.
Cambi decisivi Il muro cipriota
regge 74 minuti. A metà ripresa
Mou inserisce Kakà e Marcelo
per trovare velocità nella fase
conclusiva. Mossa azzeccata. Il
catenaccio dell’Apoel salta per
aria. Morbido il cross di Kakà
per Benzema che, in tuffo di testa, corregge in rete. Il Real accelera ancora e solo Chiotis tiene in piedi la sua squadra compiendo un altro miracolo su Cristiano. L’Apoel non c’è più, in
campo. Crollato fisicamente e
psicologicamente. Nonostante
gli incitamenti di Jovanovic, i ciprioti non escono più dalla loro
area di rigore. Al 37’ i bianchi
vanno ancora a segno. Fuga del
solito Marcelo che stavolta trova libero in area Kakà che appoggia in rete con un tocco elegante. Infine è Benzema siglare
il definitivo 3-0. Tra una settimana al Bernabeu si giocherà
soltanto un’amichevole. Che ne
pensa Platini?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
POURSAITIDES 4,5 Non vede mai
CR7. E neanche Marcelo.
OLIVEIRA s.v. Subito k.o.
KAKÀ 5,5 Nome da «10», grinta da
stopper: per un tempo.
PAULO JORGE 5,5 Un duro, ma
quando Benzema entra è la fine.
BOAVENTURA 5 Resiste un
tempo, poi crolla.
CHARALAMBIDES 5 L’asse
Cristiano Marcelo lo sfianca.
NUNO MORAIS 6 Insegue Özil,
Sahin e chi gira sulla trequarti.
HELIO PINTO 5 Poca grinta.
SOLARI 5 Entra e non incide.
BENFICA
CHELSEA
0
1
GIUDIZIO 77
PRIMO TEMPO 0-0
HELDER SOUSA 5,5 Nel s.t.: ci
mette almeno un po’ di grinta.
BENFICA (4-1-4-1) Artur; M. Pereira, Luisao, Jardel, Emerson; J. Garcia (dal 36’
s.t. Nolito); Gaitan, Witsel, Aimar (dal 24’
s.t. N. Matic), B. Cesar (dal 24’ s.t. Rodrigo); Cardozo.
AILTON 6 Lotta da solo contro la
difesa Real: di più non può.
All. JOVANOVIC 5 Tutti chiusi
dietro: timore reverenziale?
MARCATORE Kalou al 30’ s.t.
PANCHINA Eduardo, N. Oliveira, M. Vitor,
Saviola. ALLENATORE J. Jesus.
CASILLAS s.v. Non tocca palla.
CHELSEA (4-2-3-1) Cech; Ferreira (dal
35’ s.t. Bosingwa), D. Luiz, Terry, A. Cole;
Mikel, Meireles (dal 23’ s.t. Lampard); Ramires, Mata, Kalou (dal 37’ s.t. Sturridge);
Torres.
ARBELOA 6,5 Un tempo d’attesa,
un altro di spinta.
PANCHINA Turnbull, Essien, Cahill, Drogba. ALLENATORE Di Matteo.
PEPE 6 Un paio di scatti di Ailton
da controllare.
ARBITRO Tagliavento (Italia).
REAL MADRID 7
S. RAMOS 6,5 Non c’è da
difendere, cerca di costruire.
COENTRAO 6 Spinge sì ma
sempre sotto ritmo.
h
IL MIGLIORE
7 MARCELO
AMMONITI Meireles (C ), B. Cesar (B) e M.
Pereira (B) per gioco scorretto.
NOTE spettatori 70.000 circa. Tiri in porta 6-3.
Tiri fuori 6-6. In fuorigioco 0-4. Angoli 7-4. Recuperi: p.t. 0’; s.t. 5’.
ALBERTO CERRUTI
LISBONA (Portogallo)
Entra e distrugge: due assist.
KHEDIRA 6,5 Gran movimento
orizzontale: non si passa.
SAHIN 6 Regolare ma, se vuole il
posto, serve di più (Granero s.v.)
BENZEMA 7 Sbaglia un gol
incredibile, recupera con altri due.
ÖZIL 7 Soffre gli spazi chiusi, poi
decolla: grande assist del 3 0.
C. RONALDO 7 Cerca il gol in tutti i
modi, dà spettacolo.
HIGUAIN 5,5 Gira troppo al largo
per aprire spazi.
KAKÀ 6,5 Entra bene in partita, in
posizione per il 2 0.
All. MOURINHO 7 Due cambi
azzeccati e semifinale in tasca.
TERNA ARBITRALE:
BRYCH 6,5 Se tutte le gare
fossero così facili...
Borsch 6,5-Lupp 6,5;
Wingenbach 6,5-Sippel 6,5
di STEFANO BOLDRINI
AIMAR SEMPRE
INCOMPLETO
TERRY ESPERTO
BENFICA 5,5
ARTUR 6 Umiliato a Roma, eroe in
Portogallo. Il vecchio Arturo è
fortunato sul palo di Mata, ma
Kalou lo abbatte.
MAXI PEREIRA 6 Intermittente.
LUISAO 6 Armadio che cerca
sempre di sfruttare il fisico.
JARDEL 6 La zuccata che fa
volare Cech è il colpo migliore.
EMERSON 5,5 Parte malissimo,
poi si riprende, ma ha limiti.
Di Matteo tiene fuori Drogba
e Lampard ma piega il Benfica
IL MIGLIORE
E’ il primo successo esterno h 6,5 JAVI
GARCIA
Toglie il respiro a Mata. (Nolito sv).
ALEXANDROU 4,5 Un tempo in
campo: come essere in dieci.
TRICKOVSKI 5 Vaga sperduto.
le Pagelle
Il primo pensiero è per
Mazzarri, perché poteva esserci lui ieri sera a Lisbona e contro un Benfica così avrebbe fatto un figurone con il suo Napoli. Ma il pensiero che conta è
per un altro italiano, Roberto
di Matteo, che al debutto in
una trasferta europea guida il
Chelsea alla prima vittoria
esterna stagionale in Champions League. La firma sull’1-0, che vale una mezza qualificazione anticipata alle semifinali, contro Milan o Barcellona, è di Kalou, ma il merito è di
Torres, che si allarga sulla destra e scodella il pallone decisivo a un quarto d’ora dal termine. Guarda caso due dei sei volti nuovi schierati da Di Matteo, rispetto all’ultima partita
in campionato, pareggiata 0-0
in casa contro il Tottenham.
Una dimostrazione di personalità del tecnico, capace di
escludere tra gli altri Lampard, entrato soltanto nel finale e Drogba, rimasto a guardare fino al 95’ i progressi del rilanciato Torres.
Benfica limitato La prima vittoria esterna del Chelsea al quinto tentativo, coincide con la
prima sconfitta casalinga del
Benfica, che aveva giocato anche due preliminari prima di
entrare in Champions League,
e che rischia di chiudere qui la
sua avventura, 22 anni dopo
l’ultimo ingresso in semifinale. Troppo grande, infatti, è il
divario tecnico e di esperienza
che separa le due squadre, anche se Luisao e compagni le
provano tutte specialmente
nella ripresa. Cardozo, centravanti paraguaiano che ricorda
Lucarelli, è il generoso terminale offensivo di una squadra
senza qualità, perché l’argentino Aimar conferma di essere
una promessa mai mantenuta.
Soltanto un’incursione di Jardel impegna severamente Cech, dopo una respinta sulla linea di Luiz su tiro di Cardozo.
Troppo poco per spaventare il
Chelsea che gioca con la calma dei forti, quasi soddisfatto
di controllare lo 0-0, ma alla
distanza fa prevalere la sua superiorità. Mata, imboscato fin
lì, colpisce il palo esterno, poi
è Torres ad avviare l’azione
del prezioso 1-0. Con la benedizione di Tagliavento, che come tutti i nostri arbitri dirige
meglio in Europa che in Italia.
E con la speranza che il Milan
possa riuscire nell’impresa di
eliminare il Barcellona, perché il Chelsea vale più del Benfica, ma è tutt’altro che insuperabile. Anche se grazie a Di
Matteo è tornato una squadra.
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GAITAN 5,5 Ma vale 45 milioni?
WITSEL 5,5 I piedi non sono male,
ma è troppo lento.
AIMAR 5 Esibizione in linea con il
giocatore incompleto che è.
MATIC 5,5 Entra nel momento
peggiore.
BRUNO CESAR 6 Il più dinamico
del centrocampo.
RODRIGO 5,5 Vorrebbe spaccare
il mondo, ma non è aria.
CARDOZO 6 L’occasione da urlo
passa è sua, ma Luiz vigila sulla
linea. Combattivo e sfortunato.
All. JESUS 5,5 Primo tempo
timido, ripresa più dignitosa.
CHELSEA 6,5
CECH 7 Grande riflesso sulla
zuccata di Jardell, salvato da Luiz,
perfetto in tutto il resto.
FERREIRA 6 Odora di naftalina,
ma se la cava (Bosingwa sv).
IL MIGLIORE
7 LUIZ
h
Fischiato, fa la sentinella e nega il
gol a Cardozo.
TERRY 6,5 Gioca di mestiere, con
lo spirito del leader.
COLE 6,5 Non si vede mai in
attacco, in difesa è perfetto.
MIKEL 6 Si vede poco, ma tiene in
piedi il centrocampo.
MEIRELES 6 Firma l’occasione più
importante del p.t. Poi cala.
LAMPARD 6 Entra per dare un
contributo d’esperienza.
RAMIRES 6,5 Primo tempo ad alti
ritmi, poi la frenata.
MATA 6 Javi Garcia lo annulla, ma
ha il guizzo del palo.
KALOU 6,5 Fa solo il gol. Scusate
se è poco. (Sturridge sv).
TORRES 6,5 L’assist per Kalou
illumina la sua serata opaca.
All. DI MATTEO 7 Azzecca tutto.
TERNA ARBITRALE:
TAGLIAVENTO 7 Perfetto,
fa barba e capelli a tutti.
Stefani 7; Maggiani 7
Orsato 6; Banti 6
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
13
14
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
SERIE A LA SVOLTA NERAZZURRA
DA MOURINHO AD ANDREA
CARLITO!
STRAMOUCCIONI?
4
LAUREATO
IN LEGGE
S
GIOCATORE
Andrea
Stramaccioni
(nella foto, le
iniziali sulla
maglia) è nato a
Roma il 9 gennaio
1976. Laureato in
legge, ha giocato
nel Bologna per
due anni prima di
smettere per un
infortunio al
ginocchio
S
IN
PANCHINA
Dal 2005 al
2011 ha allenato
le giovanili della
Roma. Nel 2011
è arrivato alla
Primavera
dell’Inter, con
cui domenica
scorsa ha vinto
la NextGen
Series battendo
l'Ajax
DAL NOSTRO INVIATO
ANDREA ELEFANTE
APPIANO GENTILE (Como)
Interista gli piace: «Il
mio dna si sta pitturando di nerazzurro: ho visto Inter-Marsiglia dalla curva e tutta quella
passione mi ha impressionato,
vedere gente piangere mi ha
toccato profondamente: questa squadra non merita un momento così». Predestinato no,
non gli piace: «Semmai fortunato». E magari un po’ incosciente.
«Magari sì: sarà incoscienza giovanile, ma non sento né il peso nè la
paura di essere qui. Sento altro: di
avere una squadra forte. Ho fiducia nei giocatori, nella società e in
me stesso». E c’è chi ne ha avuta in
lui, in Andrea Stramaccioni. Non
solo Bruno Conti, che gli ha scritto
un sms così: «Mortacci tua, quanto sei forte». Abbastanza forte da
meritarsi un sogno: «Bellissimo, e
inaspettato: me lo ha regalato Moratti e farò di tutto per onorarlo».
Cosa le ha chiesto, il presidente?
«Ieri, nel bel mezzo di una disamina tecnico-tattica, ad un certo
punto mi ha guardato e mi ha detto: "Mister, dobbiamo vincere". Ecco, questo mi ha chiesto».
E a cosa pensa di dovere questo suo regalo?
«Quando sono uscito dopo averlo
incontrato, ho pensato che ero stato me stesso. Se Moratti, uno che
ha scritto la storia del calcio mondiale, ha pensato di darmi una
chance, è per quello che ha visto
in campo in questi sei mesi. Io ho
la certezza del mio lavoro, e devo
farlo dentro il campo: i giocatori
faranno il resto».
E cosa ha detto ai giocatori?
«Sono stato sincero: per me è un
orgoglio allenarli. Li ammiravo
«Questo è un sogno
Sono fortunato
e non ho paura»
Il tecnico: «Il presidente mi ha detto "Vinciamo"
Che emozione vedere Inter-Marsiglia in curva»
«
Mi sono ispirato
a Spalletti. Le mie
idee di calcio:
essere padroni
della partita,
fare risultato
Gli allenatori che hanno ispirato queste sue idee?
«A Roma ho studiato Spalletti,
che mi ha anche contagiato con la
sua passione incredibile. Parlo
spesso anche con Sacchi: a volte
mi fa i complimenti e altre mi rimprovera, ma io ancora non riesco
a giocare come mi dice lui...».
dall’altra parte del cespuglio, oggi
sono i miei campioni».
Prima ha detto sogno: è un sogno che fa paura? Paura di
bruciarsi?
Difficile per un tecnico così
giovane dover insegnare a
gente così?
«Se decidi di fare questo lavoro, è
solo un sogno. Puoi essere concentrato su come lavorare e cosa dire
ai giocatori, ma la concentrazione
non è paura».
«Usare il verbo insegnare per giocatori che hanno scritto pagine importanti della storia del calcio sarebbe sbagliato: meglio dire trasmettere. Vorrei trasmettere le
mie idee: essere padroni della partita, fare risultato. Obiettivo semplice, per gente così, e al di là di
un’elasticità tattica che non potrò
usare qui come facevo nella Primavera: qui devo solo pensare a mettere questi campioni nelle condizioni migliori per farli esprimere.
Oggi in allenamento ho visto intensità e ritmo: ho trovato i giocatori bene, ora aspettiamo di giocare per giudizi più approfonditi».
vera: sarà la società a deciderà in
che modo e con che tempi capitalizzare questo suo patrimonio».
Giovani e senatori: cocktail difficile?
«Giovane non è un concetto anagrafico: per esserlo, bisogna essere giovani dentro. Zanetti ne è
l’esempio: è più grande di me, ma
anche nell’allenamento di oggi
aveva la voglia di un Primavera».
C’è una ricetta per risollevare
Sneijder?
Rischio di dover convivere
con l’ombra di Mourinho?
«Wes non ha bisogno di ricette: è
il simbolo della qualità e della tecnica di questa squadra. Se sta bene incide pesantemente, il problema è che purtroppo ancora non è
a posto».
«Non lo corro, è un’ossessione che
non mi sfiora: sono l’ultimo arrivato, lontano anni luce da lui».
Con 27 punti si va in Champions?
Che spazio ci sarà per i giovani?
«Dare spazio ai giovani, decidere
come e quando proporli, è un discorso delicato: si rischia di precorrere l'evoluzione di un ragazzo. Già oggi c'erano già aggregati
alla prima squadra alcuni Prima-
Andrea
Stramaccioni,
36 anni, neo
allenatore
dell’Inter
durante il primo
allenamento
ANSA
«Non sono praticissimo di classifiche di serie A e non voglio fare tabelle o programmi. Ragionare
giorno per giorno è il segreto per
fare bene, vale anche per le mie
prospettive personali: giochiamo
Inter-Genoa e poi prepariamo la
partita seguente».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CHI SI RIVEDE BALOTELLI SI PRESENTA ALLA CONFERENZA STAMPA PER LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO TECNICO
Carramba, il ritorno di SuperMario alla Pinetina
Intanto l’attaccante del City stabilisce
un nuovo record: tre multe in un giorno
DAL NOSTRO INVIATO
MATTEO DALLA VITE
APPIANO GENTILE (Como)
Romba sulla Rossa. Sono
le 17,10 e lui arriva alla Pinetina: parcheggia, scende, saluta,
abbraccia, sorride, poi decide
di fare «’na carrambata», come
dice Stramaccioni. Mario Balotelli passa da dietro, fa qualche
passo e poi apre la porta della
sala-conferenze mentre Stramaccioni si sta sedendo per dire a tutti come va e come sta.
Lo salutano Branca e Ausilio,
Paolillo lo abbraccia, tutti con
gli occhi stupiti ma è SuperMario, lui è così. «Mi fa piacere essere stato qui - racconta l’ex interista a Inter Channel -: ho visto quasi tutti i miei ex compagni, è sempre una bella emozione tornare. Auguro tutto il bene a Stramaccioni, so che non è
un momento facile, e auguro all’Inter di fare belle partite. E
io? Il City è forte, c’è stata qualche incertezza ma ce la possiamo fare a vincere il campionato. Prandelli aspetta i miei gol
per la Nazionale? Servono i gol
di tutti, non solo i miei».
Multe Dopo aver salutato tutti,
Balo è uscito a metà pomeriggio dalla Pinetina. Ma da Piacenza, intanto, arriva la notizia
che lo rimette nella cronaca
non sportiva. Perché una serata e una mattina nella città emiliana, gli sono costate tre multe: prima è stato fermato dai carabinieri nei pressi di Rivalta e
multato perché senza patente;
quindi - pare di rientro da una
beauty farm - Mario è entrato
con la Ferrari nella Ztl, zona
nella quale ha parcheggiato in
divieto prendendo una multa
da 80 euro per la Ztl stessa e da
38 per il divieto di sosta.
(ha collaborato
Paolo Gentilotti)
L’arrivo alla Pinetina di Mario Balotelli a bordo della sua Ferrari e la stretta di mano con Stramaccioni ANDREOLI-ANSA
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MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
Il presidente
MASSIMO MORATTI
Mou chiama Ranieri
e spinge Andrea
«Spero faccia bene
E io un giorno
potrei tornare»
«Bielsa è preparato e matto, uno da Inter. Ma se ho in casa
uno di talento non cerco altro. Gasperini ha rovinato tutto»
TwitTwit
IL CINGUETTIO DEL GIORNO
Le frasi di Moratti
riprese sul social network
Nella sua visita
all’Università ieri mattina
Moratti si è lasciato
sfuggire alcune frasi che
sono state rilanciate su
twitter (in particolare da
@contropiede_net)
SU STRAMACCIONI
Ci voleva qualcosa
di nuovo, che desse una
scossa all’ambiente.
Stramaccioni tatticamente
è molto bravo
SUL FUTURO
Tenere Stramaccioni l’anno
prossimo? Se me le vince
tutte... Al terzo posto in
campionato ci spero ma
non ci credo
SU VILLAS BOAS
Villas Boas? Distante anni
luce da Mourinho, però è
giovane e potrebbe fare
molto bene. Anche Montella
è bravo, così come Zeman
SU BIELSA
Bielsa è uno molto
divertente e molto
preparato, all’Inter
servirebbe uno pazzo
come lui
SU RANIERI
È una bravissima persona,
pensavo mi mandasse a
quel paese e invece mi ha
detto di essere disponibile
a fare l’osservatore
il retroscena
DAL NOSTRO INVIATO
APPIANO GENTILE (Como)
Un’ora faccia a faccia,
per stregare Moratti con una
promessa: il terzo posto? Ci
proviamo. Così Andrea Stramaccioni, lunedì fra le sette e
mezza e le otto e mezza di sera, minuto più minuto meno,
ha convinto il presidente dell’Inter a vedere incarnata in lui
quella scintilla che non aveva
visto scoccare in una partita, in
un sussulto della squadra, in
un’idea di Ranieri. A non considerarlo uno da nove partite, e
via. Dopo aver analizzato assieme a suo figlio Angelomario,
al vice d.g. Filucchi, al d.t.
Branca e al d.s. Ausilio pro e
contro della svolta, Moratti lo
I cronisti assiepati come
al solito sotto al suo ufficio vanno a vuoto sino al tramonto.
Fanno invece centro alcuni studenti che lo incrociano per caso. Perché è a loro che Massimo Moratti trasmette le prime
sensazioni dopo l’arrivo di Andrea Stramaccioni sulla panchina dell’Inter. Una mossa che ha
convinto il popolo nerazzurro,
se è vero che a decine nell’ateneo si complimentano con il
presidente. Lo sfondo è quello
dell’Università Statale, dove la
figlia Maria si è appena laureata con lode in Lettere e Filosofia. «Una "colpa" di Roy Hodgson - scherza Moratti -, che anni fa regalò ai miei figli dei libri
di filosofia e poi mi disse "è ora
che io me ne vada, so che lei
non avrebbe il coraggio di cacciarmi"».
no prossimo? Non è un traghettatore. E se me le vince tutte...
Nel terzo posto ci spero ma non
ci credo. Ranieri? Bravo e intelligente. Lunedì sera pensavo
che mi mandasse a quel paese
e invece mi ha pure detto di essere disponibile a fare l’osservatore. Un signore».
Gasp e Forlan All’origine della
stagione da incubo ci sarebbe
invece Gian Piero Gasperini.
«La colpa del disastro di quest’anno è sua - riferiscono sempre i ragazzi -. Ha rovinato tutto, togliendo la grinta all’ambiente e lamentandosi contro
la squadra». Poi si passa al giudizio su alcuni giocatori. «Chi
mi ha deluso di più? Forlan, anche se va detto che è stato a lun-
«
«
«
Ranieri? Pensavo
che s’arrabbiasse
Invece era pure
disposto a fare
l’osservatore
Maicon, Sneijder e
Milito potevano
dare di più.
Zanetti-Cambiasso
sono fantastici
Non penso a
cambi in società.
Basta che tutti
abbiano senso
di responsabilità
Il patron all’Università
Twitter La fonte per la Gazzetta
dello Sport di per sè non sarebbe una fonte perché si tratta di
twitter, dove si scrive tutto e il
suo contrario. Ma se lo stesso
personaggio «cinguettato» non
nega, lasciandosi anzi andare
alla battuta «quei ragazzi sono
stati più fortunati dei giornalisti», allora le frasi che trovate
qui sotto hanno un’alta percentuale di veridicità. Premessa
d’obbligo, perché Moratti si lascia andare anche a giudizi belli trancianti.
Strama e Ranieri Si inizia però
con gli zuccherini, parlando
proprio di Stramaccioni e Ranieri. «Il nuovo allenatore ha
del talento - riportano alcuni
dei ragazzi presenti alla chiacchierata informale -. Ci voleva
uno che desse una scossa all’ambiente. Tenerlo anche l’an-
Alla Statale per la laurea della figlia
Nella giornata in cui alla Pinetina è stato presentato
il nuovo allenatore Stramaccioni, Massimo Moratti è
andato alla Statale di Milano per assistere alla laurea in
filosofia della figlia Maria. Alcuni tifosi lo hanno avvistato
e si sono fatti fotografare con lui.
go infortunato. Maicon e
Sneijder potevano fare molto
meglio e pure Milito ha fatto
poco anche se poi sembra essersi ripreso. Invece non capisco
come si possa parlare male di
Cambiasso e Zanetti, due giocatori fantastici».
Il futuro Così sul toto allenatore
per la prossima stagione. «Bielsa è molto divertente e preparato, all’Inter servirebbe uno pazzo come lui. A noi non piace la
gente noiosa. Villas Boas? Distante anni luce da Mourinho,
però è giovane e potrebbe fare
molto bene. Anche Montella è
bravo, così come Zeman. Lui è
uno divertente e ha sempre tutti contro. Anche quest’anno
che col Pescara sta facendo benissimo. Mou e Guardiola sono
dei big e lo hanno dimostrato,
ma ripeto che se ho in casa uno
con doti sopra la media non vado a cercare niente».
Colpetti di idrante All’ora di cena Moratti passa però dall’ufficio e a quel punto viene premiata anche la tenacia dei cronisti.
Il presidente conferma le frasi
della mattinata, chiarendo però alcuni concetti. «Non metto
in dubbio che Gasperini sia un
bravo allenatore ma con l’Inter
non è andata così. Siamo partiti così male che poi era dura risalire. Forlan? E’ stato deludente che, causa infortuni, non si
sia potuto esprimere come sa.
Ora forse potrà farlo». Il tema
nuovo è quello societario. E qui
ci scappa la frecciata sul fatto
che tutti avrebbero potuto dare di più. «Se ho in progetto un
riassetto del club? Non credo,
in poche ore abbiamo già fatto
diversi cambiamenti tecnici,
anche a livello di osservatori.
Se ognuno lavorerà con il senso di responsabilità che conosco, la società va bene così».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ha convinto Moratti parlando di 3˚posto
aveva voluto incontrare di persona. E lontani dai prevedibili
assalti dei media, nello studio
dell’avvocato Raffaelli, ha visto in Stramaccioni quello che
sperava di vedere: un tecnico
motivato, con grande personalità, pronto a ricoinvolgere e
scuotere la squadra.
Coraggio Di lui tecnico della
Primavera aveva già verificato
il talento e il carisma, ma gli
serviva conoscere la specificità, legata al momento, della sicurezza nei suoi mezzi e nelle
sue conoscenze. Più semplicemente il suo coraggio, quello
che a volte, in cuor suo, Moratti aveva rimproverato a Ranieri di non riuscire ad avere fino
in fondo. Perché ci voleva un
po’ di sano coraggio, da parte
15
L’EX TECNICO
«Forlan mi ha deluso
Stramaccioni non
è un traghettatore»
LUCA TAIDELLI
MILANO
LA GAZZETTA DELLO SPORT
di Stramaccioni, per farsi vedere determinato anche a raggiungere il terzo posto in campionato: l’obiettivo che per Moratti da «imperdibile» era via
via diventato, suo malgrado,
un sogno riposto nel cassetto
dei rovesci di quest’anno. Fatale in positivo non è stata la promessa di centrare l’obiettivo.
E’ stata quella di volerci provare, con la fondata convinzione
di poterci riuscire: otto partite
a disposizione, dunque 24 punti, per recuperarne sette alla
Lazio, che oggi ne ha 10 di vantaggio. Poi alla nona, l’ultima,
ci sarà lo scontro diretto all’Olimpico e raggiungere la
squadra di Reja vincendolo significherebbe aver fatto meta,
in virtù degli scontri diretti favorevoli. Per niente facile, ma
anche solo il sentirsi dire da
Stramaccioni che con lui l’Inter ci proverà, è stata una scossa che a Moratti ha dato il senso del cambiamento che aveva
in testa.
Il futuro Ovvio poi che il futuro
del tecnico non dipenderà da
quel terzo posto, né il riuscirci
o meno sarà ciò che gli metterà
o toglierà di dosso l’etichetta
di traghettatore che a nessuno
dell’Inter è piaciuto appiccicargli addosso in partenza. E che
anzi Moratti rifiuta, perché la
curiosità per quanto potrà succedere da qui a metà maggio a
questo punto è sua almeno
quanto di Stramaccioni: il tempo e altre scintille diranno.
a.e.
Claudio Ranieri, 60 anni REUTERS
© RIPRODUZIONE RISERVATA
(m.d.v.) Una volta
erano nemici, poi nel corso
dei mesi interisti Ranieri e
José Mourinho si sono sentiti
e messaggiati. Ieri il Ranieri
uscente ha ricevuto una
chiamata proprio da Josè,
una telefonata di solidarietà.
In serata, dopo Apoel-Real,
Mourinho ha speso parole
per il nuovo tecnico
nerazzurro Andrea
Stramaccioni: «Non lo
conosco, ma da interista
spero che il ragazzo faccia
bene. Mi dispiace per
Ranieri, pensavo che lui
potesse fare risultati».
TORNARE Poi, ecco il
Mourinho nostalgico. «Un
mio ritorno all’Inter - dice a
Mediaset -? Un ritorno a
casa è sempre possibile:
l’Inter è casa mia e un giorno
potrei anche tornare. Lele
Oriali deve tornare: sono un
tifosi, e come i tifosi ora
sono triste, ma spero che la
prossima stagione possa
essere migliore. Il Ciclo è
finito? Magari gli stessi
giocatori che ci sono oggi
l’anno prossimo tornano a
vincere: la nostra è stata una
stagione irripetibile,
fantastica, e per i nuovi
allenatori e giocatori può
essere un peso».
OSSERVATORE Ma torniamo
a Ranieri, che ieri a metà
mattina è salito alla Pinetina
per salutare tutti uscendone
verso le due. L’ex tecnico
dell’Inter ha pranzato con lo
staff presente al centro
tecnico e salutato alcuni
giocatori che erano già lì o
arrivati da poco. Massimo
Moratti e Ranieri si sono
parlati lunedì ma anche nelle
ore successive, e l’allenatore
testaccino ha avanzato
l’ipotesi di «restare» in futuro
come osservatore, proposta
poi confermata da Moratti.
AREA TECNICA, LE NOVITA’
Promosso Bedin
E arriva Angeloni
il talent scout
Una promozione e un
innesto: Gianfranco Bedin, ex
campione della Grande Inter
che copriva il ruolo di
osservatore di giovani talenti,
è stato investito dalla carica di
consulente tecnico della prima
squadra. L'ex centrocampista
degli anni '60 '70, occuperà il
ruolo che fu di Lele Oriali ai
tempi di Mourinho.
L’Inter ha poi annunciato
l’ingaggio di Valentino Angeloni,
che sarà il nuovo responsabile
degli osservatori per la prima
squadra al posto di G.B.
Laffranchi. Angeloni, romano,
classe 1967, ex calciatore è
stato responsabile degli
osservatori al Torino e negli
ultimi quattro anni ha fatto
parte della commissione
tecnica dell’Udinese Calcio.
Sotto la responsabilità di
Angeloni, l’Udinese ingaggiò
Alexis Sanchez, ovvero il Nino
Maravilla che vicino all’Inter
per qualche mese venne poi
acquistato dal Barcellona.
Insomma, uno che ha occhio e
dal quale ripartirà l’Inter nel
guardare il calcio.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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SERIE A LA SVOLTA NERAZZURRA
4
IL NUOVO
STAFF
LE NOVITÀ
Con il tecnico
Andrea
Stramaccioni
approdano nello
staff dell’Inter
anche
Massimiliano Catini,
collaboratore
tecnico del
nuovo
allenatore,
e Federico
Pannoncini
come
preparatore
atletico
Andrea Stramaccioni, 36 anni, dirige il primo allenamento alla Pinetina. Con lui da sinistra Guarin, Cordoba, il Primavera M’Baye e Forlan ANSA
«Mamma mia ao’»
Slang, telemetria
e addio al 4-4-2
La prima di Stramaccioni: ripete «Tanta roba»
ai campioni. Fatti monitorare come delle F.1
DAI NOSTRI INVIATI
MATTEO DALLA VITE
LUCA TAIDELLI
APPIANO GENTILE (Como)
Sarà l’aria «ggggiovane»,
ma fuori da Appiano c’è un bambino che anziché la maglia di
Zanetti chiede quella di Bessa e
dentro c’è Stramaccioni che allena intensamente e per 5 volte
dice «Tanta roba!» come se
avesse vinto il primo premio Allunaggio 2012.
Larghi e intensi Il primo allena-
mento del nuovo tecnico dell’Inter comincia alle 15,05 e finisce
alle 16,37: minuti e minuti di
intensità, di aria più frizzante,
di richieste esplicite che trattano la rapidità di pensiero e di
azione, l’allargamento del gioco, la palla sempre in movimento. Sulla panca - a guardare - ci
sono l’ad Paolillo, il d.t. Branca,
il d.s. Ausilio e il neo consulente tecnico Bedin; il tutto mentre lui, Andrea Stramaccioni, fisico da centrale difensivo, divide il gruppone in tre squadre
da 7 e dà via ai giochi di riscaldamento.
Grande occasione Poco prima
della pratica, «Strama» si era
dedicato alla teoria, ovvero al
discorso alla squadra: nel chiuso dello spogliatoio, 5’ di sostanza e pochi svolazzi. Dicendo
pressapoco così: «E’ la mia grande occasione e ringrazio Moratti per avermi reso felice con questa proposta. Da qui alla fine darò tutto me stesso».
COSI’ CONTRO IL GENOA?
Calciorugby e arancioni Al suo
battesimo hanno assistito tutti,
sani e infortunati, poi sul campo si è messo a guidare coetanei e più grandi ma anche alcuni suoi ragazzini come M’Baye,
Romanò, Crisetig, Livaja e anche Juan Jesus. Prima di cominciare, Stramaccioni ha spiegato
come si sarebbe poi svolto l’allenamento: ha distribuito casacche arancioni e bianche, fatto
triangolari 7 contro 7 e cominciato col calciorugby, passaggi
solo con le mani e conclusioni
di testa a rete. Vincono gli arancioni (Stankovic, Guarin, Cordoba, M’Baye, Milito, Zarate,
Zanetti), e c’è il cambio di gara.
Strama fa: «Gli arancioni hanno già ritmo, è così che dobbiamo entrare in campo!». Dopo il
D’ARCO
COSI’ CON SNEIJDER
calciorugby, partitella stretta a
calcio e poi su campo largo.
Lessico e telemetrie Sneijder e
Nagatomo si allenano a parte,
Faraoni è con l’Under 21, mentre Alvarez, Lucio e Maicon
svolgono sedute individuali.
Ed ecco - con gli altri - il lessico
di Stramaccioni, uno che non
parla a nastro ma s’infila fra le
pieghe di un allenamento a venti voci. «Più veloce che si piazza» dice esortando l’attaccante.
«Dai, veloce che non c’è Wally»,
che sarebbe Samuel. «Attacchiamo i pali», ovvero avanziamo larghi e attaccando la porta. «Larghi, larghi larghi!», «Machessei, ’na calamita?» dice a
Castellazzi che ha preso tre palloni impossibili. «Riparti subito!», «Ragiona ragiona!». «E’
sempre in gioco» la palla. «Braviiii, tanta roba, tanta roba».
«Mamma mia ao’...», quando
vede i campioni fare i campioni. Pare che - assistito dal proprio staff - per il primo allenamento molto intenso abbia chiesto che i giocatori venissero
schedati grazie alla telemetria
che monitorerà le loro prestazioni. Roba da Formula 1. E all’ultima partitella dice: «Chi
perde sposta le porte!». Niente
di nuovo, ma aria nuova sì.
I RITORNI
Nel nuovo staff
ritorna come
preparatore
dei portieri
Alessandro
Nista, mentre
Stefano
Rapetti
diventa capo
dei preparatori
atletici
CONFERME
Restano invece
al loro posto il
vice allenatore
Beppe
Baresi e il
responsabile
dell’area medica
Franco
Combi
IL TECNICO BIANCONERO
Guidolin: «Inter?
Non ho mai avuto
alcun contatto»
L’allenatore commenta
seccato le voci di mercato:
«Penso solo all’Udinese»
MASSIMO MEROI
UDINE
«L’Inter non mi ha cercato. Leggo di presunti contatti indiretti tra me e il club nerazzurro, ma non ho un manager, quindi chi mi vuole
deve parlare direttamente con me, cosa che nessuno ha fatto. E su questo argomento non fatemi altre domande perché non rispondo, devo
concentrarmi sull’Udinese».
Estero Guidolin un anno fa rinnovò il primo con-
tratto con l’Udinese (che scadeva nel 2012) fino
al 2015. Il preliminare di Champions League
era ancora tutto da conquistare, ma la squadra
volava e i Pozzo non ci pensarono due volte a
blindarlo. «Quella di Udine sarà la mia ultima
panchina italiana – disse allora Guidolin –, poi
eventualmente prenderò in considerazione ipotesi all’estero». E quella lontano dall’Italia, al
momento, rimane l’opzione numero uno per
Guidolin nel caso in cui dovesse decidere di
chiudere il suo rapporto con i Pozzo.
Incomprensioni L’Udinese è in corsa per un posto
in Europa (si balla tra Champions ed Europa League) e il tecnico vuole difendere il suo lavoro
fino in fondo. Le voci di qualche incomprensione con i Pozzo, però, non mancano. Il tecnico
confidava di essere ascoltato di più la scorsa
estate durante il mercato, da parte sua la società si aspettava più coraggio nel lanciare qualche
giovane. Il bilancio sportivo, considerando le
cessioni di Zapata, Inler e Sanchez, rimane più
che positivo e lo spogliatoio è con il tecnico.
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la visita
Fari tattici Da oggi, Stramaccio-
D’ARCO
ni comincerà a provare la squadra anti-Genoa: c’è l’ipotesi del
4-3-3 ma quando avrà Sneijder
potrà variare fra rombo o albero di Natale. Occhio anche al
4-2-3-1 di mourinhana memoria e occhio a tre cose: 1) non
ama proprio il 4-4-2; 2) vuole
un regista che sappia impostare e inserirsi, e Stankovic riempie quelle caratteristiche; 3)
probabili rilanci di Zarate e Castaignos. Milito più in pole di
Pazzini e sempre in attesa di
Wes, che quando ci sarà potrà
essere libero. Di fare lo
Sneijder, il Bessa medagliato...
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Mancini a Medjugorje
Pellegrinaggio a Medjugorje per Roberto
Mancini. Il tecnico del Manchester City ha
visitato la Collina della città bosniaca dove nel
1981 sarebbe apparsa la Madonna. «Sono
venuto da pellegrino», ha detto il tecnico. IPP
18
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
SERIE A
v Doppie frecce v Urlo Chiellini
identiKit
& CARRIERA
identiKit
& CARRIERA
LA DIFESA PUNTO DI FORZA
Caceres e De Ceglie
Sorpassi da Juve
GIULIO DI FEO
MILANO
Uno è ripartito dalla Spagna, l’altro è riemerso da
infortuni e pregiudizi. Ora Conte ha due armi in più
DA DESTRA A SINISTRA L’URUGUAYANO E L’AOSTANO: QUANTI TOCCHI SULLE FASCE
GDS
DAL NOSTRO INVIATO
G.B. OLIVERO
VINOVO (Torino)
Le strade per arrivare al successo spesso sono tortuose. Per
prendersi la Juve, Martin Caceres
e Paolo De Ceglie hanno dovuto
provare e riprovare. A un certo
punto il loro sogno sembrava infranto per motivi diversi: l’uruguaiano era tornato in Spagna e l’italiano era finito di nuovo nelle
retrovie. Partendo da dietro,
però, a volte si può sorprendere tutti e adesso la rincorsa di Caceres e De Ceglie sembra finita. Nel migliore dei modi.
Caceres El Pelado ha lo
chignon, forse per esorcizzare il taglio militaresco a
cui da piccolo lo costrinse
la mamma generando così
il soprannome. E’ arrivato
a gennaio dal Siviglia, ma
già conosceva l’ambiente
bianconero. L’inserimento,
quindi, è stato velocissimo e i
risultati si sono visti subito.
Martin ha un grande pregio: la
duttilità. Può stare sulla fascia o in
mezzo e potrebbe giocare benissimo da centrale di destra di una difesa a tre (cosa che potrebbe
accadere già domenica
contro il Napoli). Se mai
Conte fosse in emergenza sulla sinistra, Caceres
potrebbe anche coprire il buco perché alla facilità di corsa unisce
una grande applicazione. L’uruguaiano stacca bene di testa, cerca l’anticipo, a volte dovrebbe temporeggiare di più (difetto che condivide con altri difensori bianconeri) e ha ampi margini di miglioramento pur dando già ottime garanzie. Stupisce che Barcellona
(che l’aveva acquistato nel 2008
dal Villarreal fissando una clausola di rescissione di 50 milioni) e
Real Madrid lo abbiano snobbato:
di solito i grandi giocatori che transitano dalla Spagna vengono intercettati da blaugrana o blancos e
questo, secondo i detrattori, significherebbe che Caceres non è abbastanza bravo. Ma anche Barcellona e Real a volte sbagliano. Due
gol al Milan e uno all’Inter sono
come uno squillo di tromba: adesso El Pelado ha una bella storia da
scrivere con la maglia della Juve e
l’impressione è che Conte faticherà a lasciarlo fuori.
De Ceglie La vita di Paolino è completamente diversa: non ha cambiato continente, si è spostato solo da Aosta a Torino. Non è stato
comprato da nessuno, è cresciuto
nella Juve. Non ha mai avuto clausole di rescissione, anche perché il
suo sogno è da sempre quello di
essere importante per la sua squadra. E ci sta riuscendo proprio
quando qualcuno cominciava a
pensare che sarebbe sempre rima-
4
I NUMERI
3
i gol di
Caceres in 8
presenze tra
Coppa Italia
(2 reti) e
campionato (1)
53
i cross di
De Ceglie
dalla fascia
sinistra e con
buon esito, per
una media partita
in campionato
pari a 3,31
sto ai margini. Il grave infortunio
dell’ottobre 2010 (frattura della
rotula) gli ha fatto praticamente
perdere un anno e in autunno sembrava destinato a un ruolo di rincalzo. Infatti Conte allargò a sinistra Chiellini, gli preferì spesso
Estigarribia e una volta fece perfino giocare Grosso. Ma De Ceglie
ha la testa dura, non si arrende mai, ha continuato a correre. E il suo momento è arrivato: il gol al Chievo (il
primo in serie A), una serie
di ottime partite, la fiducia dell’allenatore. Il fisico non gli è mai
mancato, deve migliorare nella coordinazione e nei
meccanismi difensivi. In passato spesso gli spuntava l’uomo alle
spalle e quando se
ne accorgeva era troppo tardi. Adesso le cose
sono cambiate e De Ceglie si sta imponendo come una novità importante in un ruolo privo, almeno in Italia, di un dominatore. Non a caso Marotta
gli ha appena rinnovato
il contratto fino al 2017.
La rincorsa di Martin e
Paolino è conclusa: si sono meritati la Juve.
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«Caro Milan,
non molliamo»
“Voi giocate, io poi ve la levo”, dice sorridendo Chiellini ai freestylers che animano la sua
mattina da testimonial di Fifa Street, videogame
di calcio da stada. Ed è un sorriso meritato, di chi
vede la luce dopo un bel tunnel. Fiorentina, Milan, Inter. «Abbiamo sofferto ma imposto il gioco, le cose che sappiamo fare meglio». Grande
con le grandi, alla Juve riesce bene: «E' dura con
chi gioca per non far giocare te, le big invece lottano alla pari e se sei organizzato poi trovi gli
spazi giusti». Il tunnel però ha un altro, insidioso
tornante. Il Napoli, sfida che si replicherà in finale di Coppa Italia. «In Europa se la sono giocata
con tutti, hanno talento e un'organizzazione con
un progetto. Mazzarri? Livornese come me, mi
ha insegnato tanto e a loro ha dato un'identità
importante». Per Chiellini, poi, dopo Ibra e Milito, Cavani: «Lo svedese è il più fisico. Milito è
incredibile in area, è come se sapesse prima dove
andrà il pallone. Cavani fisicamente è mostruoso, e ha rabbia. Guardate a Udine: sbaglia un rigore, poi segna 2 gol». L'ostacolo è bello grosso:
«Ma vogliamo alzare una coppa, vincere aiuta a
vincere. Si parte da traguardi piccoli per poi centrarne altri sempre più importanti».
Misteri In campionato è più dura. Il Milan è saldo
in vetta, «Ma noi vogliamo restare attaccati». A
proposito di Milan, curiosità: come si marca Messi? «Uno dei più grandi misteri di oggi. Ma confrontarti coi migliori aiuta, ti fa capire qual è il
top e quanto manca per arrivarci». Poi il resto del
Chiellini-pensiero. Del Piero? «Un'icona, lavora
sodo ed è sempre pronto. In campo ti dà ogni
volta qualcosa. In spogliatoio non fa sentire il peso di quel che succederà, la sua forza è concentrarsi sul quotidiano». Ranieri? «Non me l'aspettavo, contro l'Inter è stata dura. Loro sono come
noi un anno fa». Infine, la Juve è ai top per possesso palla e tiri, ma ha avuto solo un rigore a favore: «Un po' strano è, ma non sempre i dati hanno
una logica. Qualcosina in più si poteva avere, ma
ora pensare a punti persi o rigori negati non serve. Guardiamo avanti».
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laFoto
Borriello tampona un fan
A Vinovo, all’uscita dall’allenamento, la
Jeep di Marco Borriello ha tamponato l’auto
di un tifoso. Sul web il video, cliccatissimo
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
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SERIE A
Napoli, senza Champions tenori a rischio
Contro la Juve riparte la caccia al 3o posto. E alla conferma di Cavani, Lavezzi e Hamsik
MIMMO MALFITANO
NAPOLI
Cinquantaquattro gol all’attivo, appena 5 in meno del
Milan che vanta il primato dei
gol segnati, finora: si presenterà a Torino, il Napoli, portandosi dietro il carico della sua
potenza offensiva da opporre
alla difesa meno battuta del
campionato: quella della Juventus, con 17 reti al passivo.
Dati che danno l’esatta dimensione della forza di queste due
squadre che, dopo la gara di
campionato, si ritroveranno
nuovamente di fronte il 20
maggio per giocarsi la finale di
coppa Italia. La Juventus sta
contendendo lo scudetto al Milan sin dalla prima giornata,
La Classifica
PARTITE
RETI
SQUADRE
PT
MILAN
63 29 19 6 4 59 23
JUVENTUS
LAZIO
59 29 15 14 0 46 17
51 29 15 6 8 43 34
NAPOLI
UDINESE
48 29 12 12 5 54 32
48 29 13 9 7 40 27
G
V
N
P
F
S
ROMA
44 29 13 5
CATANIA
42 29 10 12
INTER
41 29 12 5
ATALANTA * 37 29 10 13
11
7
12
6
42
38
38
33
35
37
38
29
BOLOGNA
PALERMO
CHIEVO
CAGLIARI
GENOA
36
36
36
34
34
11
13
11
11
13
31
41
25
29
37
35
46
36
36
51
FIORENTINA
SIENA
PARMA
33 29 8 9 12 29 35
33 29 8 9 12 33 31
32 29 7 11 11 35 46
LECCE
NOVARA
27 29 6 9 14 31 45
24 29 5 9 15 24 46
CESENA
18 29 4 6 19 18 47
29
29
29
29
29
9
10
9
8
9
9
6
9
10
7
■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS
■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE
A parità di punti e di partite giocate, la classifica tiene conto di
quest’ordine preferenziale : 1) punti negli scontri diretti, se tutti
giocati; 2) differenza reti globale; 3) gol segnati; 4) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B. *6 punti di penalizzazione
30a Giornata
Sabato 31 marzo
CATANIA-MILAN (ore 18)
PARMA-LAZIO (ore 20.45)
Domenica 1 aprile, ore 15
ROMA-NOVARA (ore 12.30)
BOLOGNA-PALERMO
CAGLIARI-ATALANTA
FIORENTINA-CHIEVO
INTER-GENOA
LECCE-CESENA
SIENA-UDINESE
JUVENTUS-NAPOLI (ore 20.45)
(0-4)
(0-1)
(2-0)
(1-3)
(0-1)
(0-1)
(1-0)
(1-0)
(1-2)
(3-3)
Marcatori
22 RETI: Ibrahimovic (8) (Milan)
19 RETI: Di Natale (4) (Udinese); Cavani (2)
(Napoli)
15 RETI: Denis (3) (Atalanta); Palacio (2) (Genoa)
14 RETI: Milito (3) (Inter)
13 RETI: Klose (Lazio)
12 RETI: Jovetic (4) (Fiorentina); Miccoli (1) (Palermo)
11 RETI: Calaiò (4) (Siena)
10 RETI: Di Vaio (1) (Bologna); Matri (Juventus),
Giovinco (4) (Parma)
UNDER 21
Oggi in campo
alla Borghesiana
col Frosinone
ROMA Oggi (ore 14.30)
amichevole alla Borghesiana
per la Nazionale Under 21 di
Ciro Ferrara contro il
Frosinone. E’ un test in vista
dei prossimi impegni
dell’Under contro Scozia
(Edimburgo, 25 aprile) e
Irlanda (4 giugno). Ieri, intanto,
si sono aggregati al gruppo
anche il portiere del Vicenza,
Pinsoglio, e il difensore del
Padova, Donati, impegnati
lunedì sera nel posticipo di
Serie B. Invece è tornato a
casa il portiere del Livorno
Bardi per il riacutizzazione di
una lombalgia.
Parma) al terzo posto e lanciare la volata per l’unica possibilità rimasta per partecipare alla
prossima Champions League.
Che, a questo punto, diventa
fondamentale per trattenere i
tre talenti che hanno fatto
grande il Napoli.
mentre il Napoli sta inseguendo il terzo posto per evitare di
restare fuori dalla Champions
League dopo la sconfitta di
Stamford Bridge.
Indispensabile Champions Sarà
una notte particolare per il Napoli. L’ambiente è un tantino
deluso dal pareggio di domenica, contro il Catania, che ha evidenziato un calo di concentrazione e di forma. Ma la sfida
con i bianconeri è il momento
più sentito dell’intera stagione, la rivalità tra le due tifoserie è qualcosa che va oltre la
passione. Ed allora, Napoli si
aspetta il grande colpo, vorrebbe interrompere l’imbattibilità
dei bianconeri. Ma, soprattutto, vuole vincere per provare
ad agganciare la Lazio (gioca a
Da sinistra Cavani, Lavezzi e Hamsik: corteggiati gli assi azzurri REUTERS
Tentazioni Sono diverse, perché Lavezzi, Cavani ed Hamsik
sono in cima alle preferenze di
parecchi club nazionali ed europei. Chissà quanto potrà valere la fermezza di Aurelio De
Laurentiis dinanzi all’insistenza di chi gli chiederà di andare
via! La posizione più appetibile è quella di Lavezzi: basterà
versare al Napoli 31 milioni di
euro, infatti, per assicurarsene
le prestazioni. A 27 anni, il Pocho vuole garantirsi l’ultimo
contratto significativo della
propria carriera prima di ritornarsene in Argentina. Più complicata l’eventuale trattativa
per Cavani. Il presidente è stato abbastanza chiaro: comincerà a discutere con i pretendenti soltanto se si dovesse partire
da una base di 50 milioni di euro. Dalla Spagna o dall’Inghilterra potrebbe arrivare l’offerta giusta, mentre le quotazioni
di Marek Hamsik sono in ribasso: il suo rendimento è alterno
da un paio di stagioni e difficilmente, quest’anno, ci saranno
club disposti a spendere 30 milioni per acquistarlo. L’opportunità vera l’aveva avuta nella
scorsa estate, quando il Milan
ammise di volerlo. Il no di De
Laurentiis fu perentorio.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
IL CASO
Caos e pace finale
In campo Agnelli
La Coppa Italia
resta a Roma
Beretta e Petrucci allo scontro, poi il numero 1
della Juve ricorda l’invito fatto al capo dello Stato
MAURIZIO GALDI
MARCO IARIA
Sembrava un match di
tennis alla conquista del punto
finale. Il presidente del Coni
Gianni Petrucci e quello della
Lega di A Maurizio Beretta si sono lanciati palle avvelenate dalla prima mattinata di ieri. Poi
sono scese in campo le diplomazie (leggi il presidente della Juve Andrea Agnelli) e i due si sono sentiti al telefono. Risultato:
la finale di Coppa Italia si giocherà regolarmente all’Olimpico di Roma il 20 maggio. Ma
che fatica!
Cortocircuito Dopo il silenzio di
Beretta di lunedì, che strideva
con l’estenuante polemica di
De Laurentiis sulla sede, Petrucci era andato giù pesante: «Stiamo pensando di non dare più la
Polemica tra Coni
e Lega sulla sede,
dalle minacce alla
soluzione. Ora
c’è il nodo biglietti
disponibilità dell’Olimpico». La
replica di Beretta era tutt’altro
che chiarificatrice: «Questo
evento merita uno stadio che
consenta al maggior numero di
tifosi di assistervi». Durissima
la controreplica di Petrucci:
«Pensavo che la lettera di richiesta per l’utilizzo dello stadio e
le riunioni svolte dalla Lega all’Olimpico fossero ufficiali. Beretta ha voluto mettere una toppa ma non s’è accorto che è rimasto il buco. A questo punto
pensassero a un altro stadio».
Figuraccia Il presidente della Lega, probabilmente, aveva di-
menticato la lettera d’invito a
sua firma che era stata già inoltrata al capo dello Stato Giorgio Napolitano con tanto di risposta (ancora secretata) per la
finale «all’Olimpico». Fortuna
che ci ha pensato Agnelli a ricordarglielo (lunedì aveva anche
inviato un «simpatico» messaggio a Petrucci di auguri per le
mille giunte Coni a dimostrazione di una rinnovata sintonia):
«La Coppa Italia è definita da alcuni anni Coppa del Presidente
della Repubblica, quindi è naturale che la sede della finale sia a
Roma», avrebbe scritto sul sito
ufficiale, a suggello della pace
istituzionale stretta nel corso di
una telefonata fatta da Beretta
a Petrucci. «Voglio chiudere la
porta a ogni equivoco. La finale
si giocherà a Roma», le parole
ultimative del n.1 della Serie A.
Protagonista Ieri, tuttavia, De
Laurentiis non ha smesso di fo-
Taccuino
GENOA
Granqvist in anticipo
sui tempi di recupero
GENOVA (a.d.r.) Un piccolo
sorriso per il Genoa: Andres Gran
qvist è tornato a correre: è in antici
po sui tempi di guarigione. A parte
invece Sculli. Recuperato Bovo.
CHIEVO
Moscardelli k.o.
stagione finita
VERONA (g.t.) Due mesi di
stop per Moscardelli: rottura del
tendine dell’adduttore sinistro. 10
giorni di stop per Uribe: distorsione
alla caviglia destra.
UNDER 19
Lo stadio Olimpico di Roma, dove si disputerà la finale di Coppa Italia ANSA
mentare dubbi dichiarando sì
di aver sempre pensato all’Olimpico ma sollevando problemi sull’obbligatorietà della
tessera del tifoso («è una cosa
inaudita, se le autorità non garantiscono la sicurezza io non
vengo a giocare a Roma») e sulla capienza dell’Olimpico, che è
di 72 mila posti contro gli 80 mila e passa del Meazza. Nell’ultimo incontro all’Osservatorio,
per ottimizzare gli spazi e riservare alle finaliste 33 mila tagliandi a testa, si era deciso di
dividere a metà lo stadio ma in
verticale: Nord e Tevere al Napoli, Monte Mario e Sud alla Juve. Ora il Napoli non ci sta: mezza Tevere e mezza Monte Mario a testa. Ciò però taglierebbe
2 mila posti dovendo allestire
un «cuscinetto» tra le tifoserie.
Non è l’unica doglianza di De
Laurentiis, che vorrebbe mettere in vendita i biglietti solo a inizio maggio (e la gente che vuo-
le organizzarsi per tempo?) e,
se non eliminarla, porre un limite alla prelazione a favore dei
possessori della tessera del tifoso. Perché? Pare che tema il boicottaggio delle partite di campionato da parte degli ultrà.
Federcalcio La chiosa è del presi-
dente Figc Giancarlo Abete:
«Una brutta pagina scritta dalla
Lega che per fortuna è stata superata. Leggendo l’ordine del
giorno dell’assemblea di lunedì
(il riferimento è al ricorso di Lotito, ndr), speriamo che non se
ne aggiunga un’altra». Post
scriptum: tre anni fa l’Olimpico
ospitò la finale di Champions e
l’Uefa mise a disposizione dei
club 20 mila tagliandi a testa.
Chi erano? Barcellona e Manchester United, le squadre col
maggior numero di tifosi nel
mondo. Ma nessuna delle due
si lamentò.
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LA SPEZIA (f.m.) Oggi a La
Spezia, alle ore 15, test per l’Under
19 di Evani contro la Turchia.
CALCIO A 5
C'è Norvegia-Italia
Spareggio Mondiale
(pug) L'Italia in campo oggi a
Stjørdal (ore 18.30, tv Raisport 2) in
Norvegia nell’andata dello spareg
gio per accedere al Mondiale.
BRASILE / 1
Per Edmundo
una festa d’addio
RIO (m.can.) Edmundo, che
ad aprile compirà 41 anni, ex attac
cante di Fiorentina e Napoli, non gio
ca più dal 2008, ma oggi il Vasco da
Gama, club in cui ha iniziato e chiu
so la sua carriera, gli rende omag
gio con una partita d’addio: un’ami
chevole nel suo stadio con gli ecua
doriani del Barcelona Guayaquil.
BRASILE / 2
Seconda morte
dopo la rissa tra tifosi
CALCIOSCOMMESSE
Gli zingari Saka e Ribic
si costituiscono
In Figc tocca a Benassi
Dovrebbero arrivare in
Italia oggi Vinko Saka e Alija
Ribic, croati, coinvolti nell’inchiesta cremonese sul Calcioscommesse e che hanno espresso nelle settimane scorse l’intenzione di costituirsi. Il gip di
Cremona Guido Salvini dovrebbe interrogarli venerdì o
sabato. I due tramite le memorie presentate dai loro legali
hanno sempre respinto le accuse di essere i promotori delle
combine nel calcio.
solutamente tranquillo per la
posizione del suo assistito. Pederzoli era stato sentito per
Ascoli-Livorno e in seguito erano state le dichiarazioni di Micolucci a spingere la Procura federale ad approfondire la sua
posizione. Oggi sono undici i
convocati tra calciatori e direttori sportivi. In mattinata il primo a essere sentito sarà Massimiliano Benassi del Lecce chiamato in causa da Gervasoni
per la partita Lecce-Lazio.
Procura federale Ieri giornata
Plauso al Coni È piaciuta al capo della polizia Antonio Manganelli la decisione del Coni di
costituirsi parte civile a Bari
nell'ambito del processo sul
calcioscommesse: «È un segnale di legalità, di voglia di vivere
in modo civile e legale come
d'altra parte è sempre stato
proprio degli organismi civili».
intensa di audizioni proseguite fino a tarda serata. In mattinata sentiti Pesoli e Mastronunzio, nel pomeriggio Pederzoli, Perna e Saverino (quest’ultimo si è presentato senza
l’avvocato). Per Alex Pederzoli
era la terza audizione da luglio
e il suo avvocato, Diana, ha
spiegato che doveva «spiegare
alcune circostanze», ma era as-
Test con la Turchia
a La Spezia
ma.gal.
RIO (m.can.) L'Ospedale São
Camilo, di San Paolo, conferma la
morte cerebrale di Guilherme
Vinícius Jovanelli Moreira, 19 anni,
tifoso del Palmeiras, per trauma
cranico. È la seconda vittima della
rissa tra tifoserie organizzate nella
mattina precedente al derby di do
menica scorsa Corinthians Palmei
ras. La polizia ha già arrestato dei
sospettati. È probabile che le due fa
zioni si siano date appuntamento
tramite internet.
FIORENTINA
Grave lutto
per i Della Valle
Morto il papà
Un grave lutto ha
colpito la famiglia Della Valle.
Ieri è morto a 87 anni Dorino
Della Valle, padre di Diego e
Andrea. Una delegazione
della Fiorentina, composta da
società, staff tecnico (Rossi)
e squadra (Gamberini e
Jovetic, capitano e vice) sarà
oggi a Casette d’Ete per un
ultimo saluto. Il sito ufficiale
si fermerà due giorni. I
funerali domani mattina in
forma strettamente privata.
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L’APPELLO ALL’ALTA CORTE SULLE RADIAZIONI
Prima di Pasqua la decisione
sul ricorso di Moggi, Giraudo e Mazzini
La Direzione, le Redazioni e la Segreteria de
La Gazzetta dello Sport, di SportWeek e di Gazzetta.it partecipano al cordoglio di Diego e Andrea per la scomparsa del padre
Dorino Della Valle
- Milano, 27 marzo 2012.
Tre ore per discutere dei
ricorsi di Luciano Moggi,
Antonio Giraudo e Innocenzo
Mazzini davanti all’Alta corte di
giustizia sportiva. Più rapida
l’esposizione dei legali di
Giraudo e Mazzini, più articolata
quella degli avvocati di Luciano
Moggi che sono ricorsi anche
alla proiezione di «slide» per
contestare anche la sentenza di
condanna di Napoli. Al termine il
Collegio giudicante si è riservata
la decisione. È molto probabile
che arrivi entro il 4 aprile
(probabile il 3 la Camera di
consiglio): in quella data ci sarà
il dispositivo mentre le
motivazioni arriveranno dopo un
paio di mesi.
Il Presidente della FIGC Giancarlo Abete, anche a nome del Consiglio Federale ed interpretando i sentimenti di tutta l'organizzazione calcistica, partecipa con amicizia al dolore di Diego e
Andrea Della Valle per la scomparsa del padre
Dorino
- Roma, 28 marzo 2012.
Il Presidente Tommaso Ghirardi e famiglia,
l'Amministratore Delegato Pietro Leonardi, i dirigenti, i dipendenti, lo staff tecnico e la prima
squadra del Parma FC sono vicini ad Andrea e
Diego Della Valle in questo momento di grave
lutto per la perdita del padre
Dorino
A loro e a tutti i familiari porgono le più sentite
condoglianze. - Parma, 27 marzo 2012.
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
21
BOLOGNA
Di Vaio:
«Reagire»
Varato
aumento
di capitale
NICOLA ZANARINI
BOLOGNA
Atalanta
GUIDO MACONI
ZINGONIA (BERGAMO)
Segreto Colantuono
Una difesa di ferro
Ritorno da record: solo 4 reti
subite e 7 gare senza prendere gol
Dietro i successi di ogni grande uomo, si
dice ci sia una grande donna. Dietro ogni grande
risultato, è invece risaputo che ci sia una grande
difesa. È questo uno dei segreti dell’Atalanta da
record che a Pasqua potrebbe già essere sopra
quota 40 punti e virtualmente salva anche con la
penalizzazione. Con il 2-0 al Bologna sono 7 le
gare chiuse senza gol al passivo nel ritorno.
Capitan Di Vaio suona la
carica per evitare un’altra
Waterloo di fine stagione.
«Dobbiamo reagire come
abbiamo fatto dopo ogni
brutta sconfitta; con il
Palermo serve una grande
prestazione e dobbiamo
cercare di capire perché a
Bergamo non siamo stati
all’altezza» esorta il bomber
rossoblù.
Domenica Di Vaio si
ritroverà per la prima volta
di fronte Viviano. «Sarà
curioso, nei due anni qui ha
fatto grandi cose. Ci
conosce bene e dovremo
cercare di sorprenderlo»
prosegue l’attaccante già
autore di 10 gol per poi
contestare la squalifica di
Perez. «Mi sembra
esagerata e non me
l’aspettavo perché dalla
panchina Diego non ha
insultato l’arbitro, come
risulta dal referto. Ma
abbiamo gli uomini giusti
per sostituire lui, Mudingayi
e Raggi» aggiunge Di Vaio,
fiducioso in giovani rincalzi
come Krhin e Taider.
Intanto l’uruguaiano
Ramirez è ancora alle prese
con la distorsione alla
Cellino: «A Trieste
contro Inter e Juve»
caviglia ma dovrebbe
farcela. E mentre ieri la
squadra tornava al lavoro,
a Casteldebole era in corso
un doppio cda sui bilanci
del club e della controllante
Bologna 2010. «Abbiamo
deciso un aumento di
capitale di 5 milioni di euro,
oggi non sarebbe necessario
ma potrebbe servire per il
mercato estivo» annuncia il
presidente Albano Guaraldi,
che ritiene inadeguate le
offerte d’acquisto avanzate
finora al solo fine di
destabilizzare la società.
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Roma
MASSIMO CECCHINI
ROMA
«Questa Roma
di Luis mi piace»
Il patron va oltre: ha chiesto la disponibilità
Parola di Baggio
del Nereo Rocco anche per il prossimo anno
Cagliari
MARIO FRONGIA
ASSEMINI (CAGLIARI)
relle Sant’Elia. Dal 22 gennaio con la Fiorentina,
la capienza dell’impianto (per sicurezza e agibilità) è stata ridotta da 23.800 spettatori a poco più
di 14 mila. A seguire, altre 4 gare (Roma, Palermo, Lecce e Cesena) con i settori Distinti e curva
Sud inaccessibili e gli abbonati costretti a migrare. Una storia indegna.
Protesta Da qui, la protesta su facebook, la raccol-
Sette su dieci Meglio di chiunque altro, anche
delle big: Juve, Milan e Napoli sono ferme a cinque. E così da due mesi l’Atalanta si ritrova con
la miglior difesa della Serie A: nel ritorno solo 4
gol subiti, nonostante Colantuono per infortuni
e squalifiche non abbia mai potuto riproporre la
stessa linea per due partite consecutive (in 10
gare si sono viste 8 difese diverse). Consigli si
sta rivelando uno dei migliori portieri italiani e
comincia a diventare appetibile anche dalla Nazionale, ma davanti ha un muro. «Stiamo facendo un ottimo lavoro - ha detto Thomas Manfredini - e siamo migliorati anche in trasferta: non
prendere gol a Udine e Milano è stato importantissimo. Ora vogliamo continuare così».
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Lo stadio di Trieste, intitolato a Nereo Rocco ANSA
Al Nereo Rocco di Trieste per Inter e Juventus? Può darsi. Almeno, è questa l’intenzione di
Massimo Cellino. Il patron ha chiesto alla giunta
della città di ospitare il Cagliari per le ultime 4
gare di campionato previste al Sant’Elia.
Per i nerazzurri, attesi il 7 aprile, e per la
sfida alla Juve del 6 maggio, c’è già stato
il sì del comune: «Massima disponibilità
al Cagliari — dice Emiliano Edera, assessore allo sport di Trieste —. Abbiamo ricevuto una richiesta da parte della società sarda sulle sue gare interne
a partire dal 7 aprile. Non ci sono problemi. Anzi, siamo grati
di questa offerta».
I costi Il regolamento comunale
Stefano Colantuono, 49 anni, all’Atalanta dal 2010 FORTE
Cesena
ALESSANDRO BURIOLI
CESENA
Disgelo club-squadra
Il ritiro è sospeso
Campedelli ha chiesto massima
professionalità fino al termine
E’ durato sette giorni il ritiro a tempo indeterminato deciso dal Cesena. Ieri dopo l’allenamento i giocatori sarebbero dovuti risalire sul
pullman che li avrebbe portati a Fratta Terme.
Invece, poco dopo le 19 la società ha inviato un
comunicato per annunciare la sospensione del
ritiro. Il disgelo era iniziato in mattinata, quando
il presidente Campedelli e i dirigenti Marin e Minotti avevano incontrato 8 giocatori (Antonioli,
Colucci, Guana, Lauro, Moras, Mutu, Parolo e
Von Bergen). Campedelli ha chiesto loro una serie di garanzie. Gli 8 hanno esposto la situazione
ai compagni e al termine della seduta hanno di
nuovo incontrato i vertici societari, garantendo
a Campedelli un comportamento «al massimo
della professionalità, dentro e fuori dal campo».
Da segnalare un siparietto polemico durante l’allenamento: un tifoso si è avvicinato alla rete che
delimita il campo e mostrando l’abbonamento
ha detto a Ceccarelli: «Non ti permettere più di
fare certi gesti al pubblico. Mi meraviglio di te,
che sei pure di Cesena». Il riferimento era a un
gesto rivolto domenica da Ceccarelli al pubblico.
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prevede un canone pari al 6 per
cento dell’incasso o di almeno 5.000
euro. Dettagli. Anche perché la partita vera si gioca su altri fronti. Da un
lato, Cellino, imbestialito per la questione stadio, e abile nelle provocazioni. Dall’altro, una piazza disgustata dall’inerzia dei politici, di oggi e di
ieri. I tifosi sono esasperati dalla que-
Lazio
STEFANO CIERI
ROMA
Hernanes stanco
A Parma va in panca
Ma in Brasile scrivono che la Juve
ha pronti 30 milioni per averlo
A Roma il suo gradimento vive una lieve
flessione, ma in patria la sua fama è sempre ai
massimi livelli. Tanto che il quotato sito globoesporte sostiene che la Juventus sarebbe pronta
ad offrire 30 milioni di euro alla Lazio per portarlo in bianconero (con una contropartita tecnica
di un paio di giocatori da scegliere tra Quagliarella, Krasic, Ziegler e Pazienza). Voci che non trovano riscontri né a Torino nè a Formello, ma che
potranno aiutare Hernanes ad uscire in fretta da
quello che (per ora) è un piccolo momento di
crisi. Dopo aver vissuto due mesi ad altissimi livelli, dall’inizio del 2012 fino al derby del 4 marzo, il Profeta si è fermato. E con lui si è afflosciata
pure la Lazio. Un calo preoccupante visto che è
iniziata la volata Champions e Reja non ha alcu-
ta di migliaia di firme inviate alle autorità e gli
striscioni di rabbia. E non solo. Il club rossoblù
teme che la Lega possa negare la deroga concessa nonostante la capienza fuori norma: il Nereo
Rocco, pur con un manto erboso imperfetto, ha
27 mila posti a sedere. E anche Sky, con le riprese tv di una struttura semivuota e fatiscente, potrebbe storcere il naso. Ma il patron vuole l’espatrio di Cossu e soci in Friuli. Sulla scorta del momento nero sull’iter Karalis Arena, area su cui
sarebbe dovuto sorgere il nuovo stadio di proprietà che vede Cellino indagato per estorsione,
e per abuso d’ufficio col sindaco di Elmas, Valter
Piscedda. Ma anche per la diffidenza e la mancanza di riscontri concreti della giunta comunale
di Cagliari.
Intanto, ieri il segretario generale del club, Matteo Stagno, ha approfondito gli aspetti tecnici con l’assessore triestino Edera. E oggi dovrebbe esserci un colloquio tra il Cellino e
Edera. Che precisa: «Lo stadio può essere utilizzato nelle settimane in cui la Triestina non gioca in casa». Dopo l’Atalanta, domenica al Sant’Elia, per
le partite del 15 e 29 aprile con
Catania e Chievo, rimane da risolvere la concomitanza con la
Triestina. Ma Cellino va oltre. E
al comune giuliano ha chiesto
la disponibilità per l’anno prossimo. Intanto, la questione deve decidersi entro domani o
dopo. In sostanza, se si tratta
di una sparata ad effetto o di
un bluff per stanare l’amministrazione comunale di Cagliari, lo si scoprirà a stretto giro.
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na intenzione di farsi beffare sul traguardo come
un anno fa. Recuperare Hernanes è assolutamente indispensabile. Già, ma in che modo? Reja aveva pensato di concedergli un turno di riposo domenica scorsa col Cagliari, salvo poi ripensarci
alla vigilia della partita. Lo stop potrebbe però
scattare sabato sera a Parma, dove Reja tra l’altro potrà disporre di nuovo di Matuzalem, che ha
finito di scontare la squalifica. Il Profeta potrebbe quindi accomodarsi in panchina: sarebbe la
prima volta in questo campionato.
Il ritorno di Zarate Intanto per un Hernanes che in
Brasile descrivono con le valigie in mano, destinazione Juve, c’è un altro sudamericano pronto
a fare il viaggio inverso, da una grande del Nord
alla Lazio. Si tratta di Mauro Zarate, e in questo
caso non sono solo voci. E’ ormai pressoché certo
che l’Inter non riscatterà l’argentino, che dunque
dal 1˚ luglio tornerà ad essere un giocatore della
Lazio. Con l’intenzione di restarlo a lungo, a sentire le parole del fratello-procuratore. «Mauro
ama ancora la Lazio e i suoi tifosi — ha detto
Sergio Zarate a Radio Manà Manà —. Tutto ora è
in mano all'Inter, ma nel caso in cui non dovesse
essere esercitato il diritto di riscatto lui sarebbe
felice di restare alla Lazio. Se non ci fossero state
incomprensioni con Reja non avrebbe mai deciso di andar via».
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Roberto Baggio con Luis Enrique ieri a Trigoria ASROMA.IT
Il Divin Codino a Trigoria per uno
stage allenatori. «Lavora bene»
È una di quelle volte in cui vorremmo che
il tempo, più che saggezza, ci regalasse un’altra
occasione, una storia in più da raccontare. C’è
Roberto Baggio ai bordi del verde brillante dei
campi di Trigoria. Allora è bello immaginare cosa succederebbe se i suoi anni non fossero 45, se
capelli e pizzetto non fossero nobilmente brizzolati, se le ginocchia non fossero ormai cigolanti.
Troppi «se» per andare lontano. Meglio accontentarsi del presente, dell’affetto con cui lo accoglie la Roma aprendo le porte a lui e tanti altri
apprendisti allenatori — in stage — dal passato
variamente noto (Bertotto, Carbone, Cauet, Festa, Lorenzini, Mangia, Giunta, Pecchia, Rastelli, Zauli, Ze Maria, Emanuele Filippini).
Lui & Totti Sembrerebbe andare in scena una sorta di Baggio Day, ma non è proprio così. Innanzitutto manca l’incontro (assai mediatico) fra il
Divin Codino e capitan Totti. I due non s’incrociano, perché il cannoniere giallorosso svolge allenamento differenziato. Peccato, ma in una immaginaria classifica di notizie, sarebbe gradita
anche una chiacchierata tra Baggio e Luis Enrique, reduci entrambi da quel quarto di finale del
Mondiale 1994 che regalò gloria all’azzurro e
gomitata allo spagnolo, ma stavolta va in scena
solo un saluto e una stretta di mano. L’anticipo
della chiacchierata di oggi, quando l’allenatore
giallorosso salirà in cattedra per spiegare il suo
calcio, avendo lasciato per il primo giorno la vetrina ai suoi collaboratori Rafel Cabanellas (preparatore) e Robert Moreno Gonzalez (vice).
Lui & Luis La stima per Luis Enrique, comunque,
filtra lo stesso. «Il suo tipo di calcio mi piace, ho
trovato l’allenamento e il suo metodo di lavoro
che impiega molto interessante», ha raccontato
Baggio agli amici. È nel mondo del pallone da
troppo tempo per non sapere come la scommessa romanista sia complicata, ma ai dirigenti giallorossi il Pallone d’Oro dell’Anno di Grazia 1993
ha detto «di non mollare, perché il calcio italiano è conservatore per natura». E ci sarebbe bisogno di proposte che privilegiano lo spettacolo
come vuole fare la Roma, sia pure con esiti oggettivamente non irresistibili. Sarà questo il calcio del futuro, il Verbo di Baggio allenatore? È
presto per scoprirlo, anche perché forse lui stesso deve scoprire dentro di sé se ha motivazioni
abbastanza forti da spingerlo ad entrare in una
centrifuga feroce com’è il nostro calcio. Che cambia gli uomini fin dentro l’anima. E non risparmia neppure i monumenti.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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SERIE BWIN IL PERSONAGGIO
Pasquato divide
Ma ora il Torino
ha un’arma in più
E’ della Juve e ha risposto ai fischi segnando
Ora può dare a Ventura i primi gol su punizione
FRANCESCO BRAMARDO
TORINO
Un gol, un assist, una sola partita, anzi, meno di un minuto di gioco, sufficienti a Cristian Pasquato per placare
una curva schiumante rabbia,
tramutare i fischi in una standing ovation. Il debutto perfetto. Di meglio non poteva sognare l’ultimo rinforzo di gennaio del Torino, arrivato da
Lecce dopo una prima parte di
stagione contrastata. Un trasferimento pieno di incognite,
un prestito secco dalla Juve
che ha acceso non poche polemiche e diviso le tifoserie. Una
«
Sono qui per
salire in Serie A,
poi si vedrà.
Alla fine conterà
il mio desiderio
CRISTIAN PASQUATO
ATTACCANTE DEL TORINO
parte del popolo granata teme
di rilanciare il giocatore per
poi ritrovarselo da avversario
la prossima stagione, come i tifosi bianconeri preoccupati se
con Pasquato dovesse esplodere un nuovo caso Giovinco.
In silenzio Alla fine il più sere-
no è lui, che ha atteso in silenzio e con pazienza l’occasione
per zittire con i fatti chi dubita
sulla sua professionalità. La
tappa di avvicinamento al debutto è stata lunga, quasi due
mesi complice anche una lesione all’occhio, una manata in allenamento, che ha costretto
Pasquato ad un paio di settimane di stop. Giampiero Ventura
prima di gettarlo in pasto ai leoni lo ha spedito a giocare anche con la Primavera. Con i 9
gol la stagione scorsa a Modena (6 su calcio piazzato e 13
assist), Pasquato è un jolly che
al Toro mancava. Ha imparato
da Del Piero a calciare alla Pinturicchio, un limite i gol su punizione del Torino di Ventura,
che non ha mai segnato su punizione. Tifoso milanista,
grande personalità, Pasquato
si è rimesso in gioco con il Torino consapevole dei rischi e dei
fischi. «Sono qui per vincere il
campionato, poi si vedrà. Alla
fine conterà il mio desiderio»
le parole del primo giorno. Come dire: se i tifosi mi vorranno, questa maglia mi piace.
Cristian
Pasquato,
22 anni,
è arrivato
a gennaio
LIVERANI
Derby, perché no? Davide Torchia, l’agente dell’ala granata,
non ha dubbi: «Cristian aveva
bisogno di giocare, di dimostrare il proprio valore. Si è calato nella parte e vuole dare il
suo contributo alla promozione. Il futuro? E’ in prestito dalla Juve, è vero, ha rinnovato il
contratto fino al 2017, come
farebbe qualsiasi professionista, il che però non vuol dire
nulla. Il derby contro la Juve?
Sarebbe bello. Non per la rivalsa, ma perché in un mondo calcistico fatto sempre di ripicche
e polemiche, ci starebbe un po'
di apertura mentale che porti
simpatia. Vediamo come va:
se il Toro è soddisfatto, se Cristian è soddisfatto, e se la Juve
è interessata. Sono le tre componenti che contano». Tra Urbano Cairo e l’a.d. bianconero
Beppe Marotta c’è un patto: se
la Juve avesse altri obiettivi o
volesse rinnovare il prestito
per un’altra stagione, il Torino
avrebbe la prelazione. Di fatto
potrebbe ripetersi una carriera simile a quella di Giovinco,
che al momento di scegliere
ha fatto pesare il proprio gradimento per la società che
ha creduto in lui. In bianconero Pasquato al momento è chiuso da Giaccherini, da Elia e da chi verrà la
prossima stagione.
Con le ali si vola In una sola partita Ventura ha ritrovato il Toro che è andato cercando da
mesi, costruito in estate ma
per via di infortuni più o meno
gravi (sei i mesi di stop di Guberti) mai schierato sul terreno di gioco prima della goleada contro il Gubbio. Con le ali
il Toro è tornato a volare. «A
metà stagione ci siamo trovati
in crisi sulle fasce, ora — ammette Antenucci — Ventura
ha possibilità di scelta. Surraco è in forma e Stevanovic ha
potuto rifiatare, Guberti ci è
mancato non poco, e Pasquato
ci darà una bella mano: si è calato nella parte, fa parte del
gruppo a tutti gli effetti. Per
centrare la promozione, abbiamo bisogno di tutti».
4
I NUMERI
0
i gol su
punizione
segnati dal
Torino in questo
campionato: su
rigore invece
c’è stata una
rete su un
penalty
concesso
4
gli acquisti di
gennaio del
Toro: oltre a
Pasquato
(Lecce) sono
arrivati anche
Benussi
(Palermo),
S. Masiello
(Bari) e
Meggiorini
(Novara)
9
Le reti di
Pasquato nella
stagione scorsa
a Modena: 6
sono arrivate su
punizione
15
i giocatori
del Toro in gol,
come la
Reggina:
il solo Varese
ne ha di più (17)
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Taccuino
PROCURA FEDERALE
Deferiti Bari e Crotone: rischio -1
ROMA Bari e Crotone sono stati deferiti (con i
rispettivi dirigenti) dalla Procura federale alla Discipli
nare dopo segnalazioni Covisoc: il Bari per non aver
documentato il pagamento delle ritenute Irpef di apri
le, maggio, giugno, ottobre, novembre e dicembre
2011 entro il 14 febbraio, il Crotone per ritenute Irpef e
contributi Enpals di ottobre, novembre e dicembre.
Entrambe rischiano un punto di penalizzazione.
LIVORNO
In prova Scurto: firma probabile
LIVORNO Primi allenamenti per Giuseppe Scur
to. Il difensore, reduce da un grave infortunio patito
un anno fa con la Triestina, starà in prova con il Livor
no per una settimana, poi dovrebbe essere tesserato.
PROGETTO DELLA LEGA
Quattro centri medici per i club
MILANO B Med è la nuova piattaforma medi
co sanitaria della Lega Serie B, grazie alla quale le so
cietà potranno beneficiare di una serie di supporti. Il
progetto nasce attraverso la collaborazione con quat
tro primarie strutture italiane, in grado di coprire tutti
gli ambiti della gestione medico sanitaria delle squa
dre: Villa Stuart, Isokinetic, Icom e Lab3.
IL GIUDICE SPORTIVO
Sampdoria: 3 giornate a Costa
MILANO Il giudice sportivo ha squalificato per
tre giornate Costa (Sampdoria) che ha volontariamen
te calpestato la gamba di un avversario a terra; due
giornate a Zito (Juve Stabia); una a Gessa e Cascione
(Pescara), Berardi e Bertani (Sampdoria), Di Tacchio
(Juve Stabia), Gerbo (Gubbio), Hetemaj (AlbinoLeffe),
Martinelli (Vicenza), Perna (Modena), Ragusa (Reggi
na), Trevisan (Padova) e Zanchi (Vicenza). Ammende:
30mila euro con diffida alla Nocerina per lanci di ogget
ti (dopo aver divelto i bagni) verso i tifosi del Verona.
LA SITUAZIONE
Venerdì derby Verona-Cittadella
La classifica dopo 32 giornate: Torino p. 66;
Sassuolo e Pescara 62; Verona 60; Padova 53; Vare
se 52; Brescia 49; Sampdoria 48; Reggina 46; Bari ( 4)
42; Grosseto 41; Juve Stabia ( 4) 40; Cittadella 38; Mo
dena 37; Livorno 35; Crotone ( 1) 34; Empoli 31; Ascoli
( 7) e Vicenza 29; Gubbio 27; Nocerina e AlbinoLeffe
25. Venerdì 30 (ore 20.45): Verona Cittadella (2 1). Sa
bato (15): AlbinoLeffe Vicenza (1 2); Empoli Torino
(1 2); Grosseto Sassuolo (0 1); Gubbio Livorno (1 1);
Juve Stabia Varese (1 2); Modena Ascoli (1 0); Pado
va Crotone (1 2); Pescara Bari (2 0); Sampdoria No
cerina (2 4). Lunedì (20.45): Reggina Brescia (3 0).
PRIMA DIVISIONE La storia
Carotti, non solo il Pavia
«Io leggo Dostoevskij»
Il capitano, in gol
venerdì, racconta
la sua passione:
«Libri e cinema,
non finirei mai»
FABIO DI TODARO
In campo si diverte a fare
il guastafeste: ruba il pallone
agli avversari, morde le caviglie, non si stanca mai di correre. Poi, quando è il momento
di assumersi le responsabilità,
Lorenzo Carotti non si tira indietro. Ha un sinistro educato
nei lanci e velenoso nelle conclusioni, l'ultima delle quali è
finita all'incrocio per il successo del Pavia a Vercelli. «La
scossa psicologica che ci ha dato il nuovo tecnico sta facendo
emergere i nostri punti di forza», racconta il biondo mediano di Jesi, leader del gruppo
che con Giorgio Roselli vede la
salvezza più vicina. «Non eravamo scarsi prima, ma dopo
13 sconfitte in 15 gare avevamo perso le speranze».
I maestri Svezzato nella Primavera del Parma da Ballardini,
Lorenzo Carotti, 27 anni TORRES
stregato dall'umanità di Prandelli («Ricordo la delicatezza
con cui si rapportava a noi ragazzi»), a 27 anni Carotti è nel
pieno della maturità calcistica
e cova la speranza di tornare
in serie B, disputata sei anni fa
e poi sfuggitagli due volte ai
playoff con la Cremonese.
Calcio e cultura «Lavoro con im-
pegno per migliorarmi, ma
non ho l'assillo della carriera
perché nella vita ognuno trova
la sua dimensione», ammette
con una razionalità rara. A
coinvolgerlo, una volta fuori
dal campo, sono gli hobby: letteratura classica, cinema, musica, filosofia e fotografia. Metabolizzato L'Adolescente di Dostoevskij, il capitano del Pavia
ha già sul comodino L'uomo in
rivolta di Camus. «Ho molto
tempo libero e per i libri e i
film d'autore non basta una vita intera». Altro che il nichilismo della conoscenza. «Mi rendo conto di essere un'eccezione nel calcio». Ma non per questo un superuomo: «Se ho queste passioni, i meriti sono della mia famiglia. Mi ha avvicinato da piccolo alla cultura pur
sapendo che del calcio avrei
voluto fare il mio lavoro».
Autori Tolstoj, Gogol, Hugo,
Kafka e Pasolini sono i compagni di vita del mediano che la
sera rimane a casa a suonare
la chitarra («De Andrè, Battiato e i Beatles sono i miei artisti
preferiti») e il giorno dopo si
becca gli sfottò dei compagni
con cui suda per la salvezza.
Possibile, adesso, e indipendente dal destino. «Alcuni episodi fanno parte del caos, ma è
con la logica che potremo toglierci questa soddisfazione».
È una lezione che gli hanno dato Aristotele, Bacone e Kant.
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PROCURA FEDERALE
COPPA ITALIA
Deferiti 5 club: anche
Foggia, Pergo e Spal
Semifinali, c’è il ritorno
Spezia per la rimonta
Il Procuratore federale, su segnalazione della
Covisoc, ha deferito altre 5 società per violazioni
amministrative: Foggia, Pergocrema e Spal in Prima
divisione, Alessandria ed Ebolitana in Seconda. Le
società rischiano un punto di penalizzazione per ogni
deferimento (sono due per Spal, Pergo ed Ebolitana).
Lunedì era stato deferito anche il Piacenza, dove per
la cronaca s’è dimesso uno dei due curatori
fallimentari (Filippo Giuffrida) per sopraggiunti impegni
professionali: oggi sarà nominato il sostituto.
Si gioca oggi il ritorno delle semifinali di Coppa
Italia: ecco il programma e gli arbitri.
ORE 18 Pisa-Tritium (andata 2-1): Gallo di Barcellona
Pozzo di Gotto.
ORE 20.30 Spezia-Foggia (andata 0-1): Bellotti di
Verona.
REGOLAMENTO In caso di parità, ci sono
supplementari e rigori. La finale si gioca 11 e 25 aprile.
GIUDICE SPORTIVO
Feralpi Salò e Bellaria: tre squalificati
FIRENZE Il giudice sportivo della Lega Pro ha
squalificato 60 giocatori (31 di Prima, 29 di Seconda)
dei quali tre di Feralpi Salò e Bellaria.
PRIMA DIVISIONE Giocatori espulsi: due giornate a
Tattini (Foligno), Burrai (Latina) e Antonazzo (Taranto);
una a Sicignano (Barletta), Blanchard (Feralpi Salò),
De Leidi (Foggia), Tagliani (Alto Adige), Mannucci
(Prato) e Raimondi (Pisa). Non espulsi: una giornata a
Morosini e Drudi (Bassano), Camilleri e Turato (Feralpi
Salò), Berardi (Latina), Malagò (Lumezzane), Fedi
(Portogruaro), Bonomi e Sabato (Sorrento), Dianda e
Pisacane (Ternana), Marsili (Andria), Petterini
(Barletta), Tavares (Como), Nicco (Frosinone),
Torregrossa (Monza), Bencivenga e Iemmello (Pro
Vercelli), Rossi (Reggiana), Castiglia (Spal), Buzzegoli
(Spezia) e Fondrini (Tritium). Ammende: 2.500 euro
Reggiana, 2.000 Benevento e Foggia, 1.500 Piacenza.
SECONDA DIVISIONE Giocatori espulsi: due giornate a
Varricchio (Cuneo); una a Palumbo (Fondi) e Pagan
(Valenzana). Non espulsi: una giornata a Esposito e
Barone (Neapolis), Falco e Costanzo (Isola Liri),
Benincasa (Vibonese), Zolfo (Normanna), Rebecchi
(Lecco), Granaiola e Sciamanna (Celano), Marianeschi
(Sambonifacese), De Cenco, Fioretti e Severi
(Bellaria), Sirignano (Catanzaro), Del Pinto e Feola
(Chieti), Pacini (Fondi), Scarsella (Melfi), Scalzone
(Milazzo), De Santis e Pigini (San Marino), Zavalloni
(Santarcangelo), Cattaneo (Savona), Berselli
(Valenzana), Franchino e Lattanzio (Vigor Lamezia).
Allenatori: due giornate a Capuano (Fondi); una a
Rossi (Cuneo). Ammende: 750 euro Fano e V. Lamezia.
LA SITUAZIONE
Ternana e Trapani hanno già un piede in Serie B
Così i due gironi di Prima divisione dopo 28 giornate e
il programma delle partite del prossimo turno:
GIRONE A Ternana p. 57; Carpi e Taranto* (-3) 50; Pro
Vercelli 48; Sorrento (-2) 46; Benevento (-2) 45;
Lumezzane 39; Avellino 38; Pisa 37; Foggia (-2) 36;
Tritium 35; Como* (-2) e Reggiana (-2) 31; Spal (-4) 28;
Monza 26; Viareggio 25; Pavia 24; Foligno (-4) 17. (*una
gara in meno). Venerdì (ore 20.30): Avellino-Benevento
(2-2); domenica (15): Carpi-Como (0-1); LumezzaneSorrento (2-1); Pavia-Pisa (0-1); Spal-Reggiana (0-3);
Taranto-Foggia (ore 17.30; 1-0); Ternana-Monza (2-0);
Tritium-Foligno (1-0); Viareggio-Pro Vercelli (0-2).
GIRONE B Trapani p. 54; Spezia e Siracusa (-5) 46;
Lanciano (-1) 45; Cremonese (-6) 42; Pergocrema (-2)
41; Carrarese e Alto Adige 40; Barletta (-1) e
Portogruaro 37; Frosinone e Triestina 33; Prato e
Piacenza (-6) 30; Latina 29; Feralpi Salò e Andria 27;
Bassano 23. Domenica (ore 15): Andria-Alto Adige (1-1);
F. Salò-Cremonese (0-1); Frosinone-Piacenza (1-1);
Lanciano-Trapani (3-1); Pergocrema-Barletta (0-2);
Portogruaro-Latina (1-4); Prato-Spezia (0-1); SiracusaCarrarese (ore 14.30; 1-1); Triestina-Bassano (0-2).
SECONDA DIVISIONE Sabato ci sono due anticipi,
entrambi con inizio alle ore 15. Girone A: Rimini-Pro
Patria; girone B: L’Aquila-Neapolis.
SERIE D Si gioca oggi la prima gara di ritorno delle
semifinali di Coppa Italia: Sant'Antonio AbateViterbese (andata 2-2; diretta Raisport 1, ore 15.30)
arbitro Marchesini di Legnago. L’altra semifinale é
Bogliasco-SandonàJesolo e si gioca domani alle 15.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
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laProposta
Dopopartita
non si vive
di sole risse
La televisione indugia sugli
aspetti peggiori del calcio e
manda gli spot quando ci sono
gli abbracci: scelta sbagliata
di ENRICA SPERONI
ilCommento
arcellona nel destino. Il grande Milan
B
berlusconiano viene alla luce europea
proprio lì, nel tempio del Camp Nou. E’ il 24
maggio 1989, finale di coppa Campioni, Steaua distrutto. Van Basten e Gullit aprono
un’epoca. Da quel momento infiniti intrecci sull’asse Sacchi-Olanda-Catalogna. Nel nome del
pressing, ventitrè anni dopo la banda Messi è
diventata la squadra dei sogni. Proprio per aver
imboccato con convinzione la strada tecnica
tracciata dai rossoneri (con l’aggiunta evolutiva del possesso palla). Non a caso Arrigo è tuttora un punto di riferimento tecnico e umano per
Guardiola.
Il problema è che gli allievi hanno superato i
maestri. E non solo nel budget. In campo formano l’unica orchestra calcistica di cui riconoscereste al volo la musica anche se scendessero in
campo con i colori dei Toronto Raptors. Fanno
innamorare e trionfano. Dopo averti incenerito, richiedono l’applauso che nessuno, Mourinho a parte, può negare. Che facciano scuola
è dubbio: Messi e Iniesta non li ha nessuno. Se
Ibra, Guardiola e Mou durante Barça-Inter LAPRESSE
attimo perché il telecronista di Sky ha già chiamato il superspot. Peccato.
Quando i dopogara finiscono in rissa le telecamere non perdono un colpo e indugiano su facce stravolte e labiali, invece la serenità non fa
notizia. Peccato.
Basterebbe poco: qualche minuto in più di immagini dal campo con i giocatori che si salutano e si abbracciano, non servirebbe nemmeno
il commento, bastano gli occhi per capire la
differenza di significato tra avversario e nemico.
Vedere un civile dopopartita fa bene a tutti.
Aiuta a stemperare le tensioni, suggerisce toni
laPuntura
MILAN, BARCELLONA NEL DESTINO
E UNA SOLA STRADA: IL CORAGGIO
di FRANCO ARTURI
partita finita. I bianconeri conJperuve-Inter,
tenti salutano i tifosi, ora l'inquadratura è
Buffon che abbraccia Zanetti, ma dura un
provi ad imitarli puoi finir malissimo. O a grandi risate.
Con queste premesse il Milan di stanotte cerca
di sfuggire ad una sorte già scritta. C’è riuscita
l’Inter del vate portoghese, l’anno della Tripletta, al prezzo di costruire un bunker tanto glorioso quanto rivelatore di un’aperta ammissione
di inferiorità. Andò bene perché le trame non
sempre lineari del calcio premiano talvolta l’abnegazione estrema di chi si sottopone a una sfida impossibile. La squadra di Allegri non potrà
ripercorrere quella via: non lo consentono la
storia del club e il suo materiale genetico, predisposto al bel gioco.
E’ una dolce condanna a cui il Milan non può
sfuggire. La partita di ritorno del girone eliminatorio incoraggia a non tradire se stessi: una
sconfitta «buona», il risveglio dell’orgoglio rossonero, rivali impegnati allo spasimo. Ibrahimovic ha una delle ultime occasioni per lasciare un segno indelebile anche in Europa, per di
più contro una squadra che lo ha rapidamente
espulso con il timbro «fuori target». Il Barcellona è l’unica società capace di cedere nel giro di
un paio di stagioni due dei quattro attaccanti
più forti del mondo (l’altro è Eto’o) diventando
(quasi) imbattibile.
Per inverosimile che possa sembrare quando
ascolti la musichetta della Champions e le telecamere propongono la carrellata sui visi dell’armata catalana, quest’anno nella Liga la squadra più ammirata del mondo ha perduto due
volte e pareggiato sei. Anche giganteschi carri
armati possono essere fatti saltare da un fante
coraggioso che porti l’esplosivo a mani nude
nei cingoli. Il Milan di San Siro deve dichiarare
questo tipo di guerriglia sportiva, andando a
cercare gli avversari fino alla loro area, sfinendosi fra quelle girandole di passaggi e poi tentando di colpire lucidamente. Un compito per
uomini di gran coraggio.
Del resto sulla locandina di questo derby d’Europa c’è scritto: il club più titolato del mondo
con quello che è destinato a superarlo in fatto
di trofei internazionali. A meno che...
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di ROBERTO PELUCCHI
f
Per i tifosi della Juve la
NextGen conquistata dai
ragazzi dell'Inter ha il valore
di un torneo aziendale,
perché non è riconosciuta
dall'Uefa. In effetti, non c'è
confronto con la libidine di
vincere un campionato di
Serie B.
oppa Italia con lieto fine, e questo è già
C
qualcosa. Che non cancella, tuttavia, il
film di un martedì dove la commedia degli equivoci e del vorrei ma non posso si è consumata
per intero, con tanto di vincitori e vinti. Da cui
una doverosa classifica: vince Gianni Petrucci, il
presidente del Coni che in un crescendo rossiniano prende cappello di brutto, sbattendo a un certo punto la porta dell’Olimpico in faccia a Maurizio Beretta. Petrucci s’era mosso da sabato, all’indomani dell’ennesimo summit sull’organizzazione e la sicurezza svoltosi a Roma per il Napoli-Juventus di domenica 20 maggio: aveva annusato
l’aria, colto i pericoli insiti nella variabile De Laurentiis, e agito di conseguenza, incassando sabato dal presidente della Lega quelle rassicurazioni poi disattese due volte. Con il silenzio di lunedì, dopo l’imperversare di un De Laurentiis lotiteggiante in Lega, e ancor più con la prima replica di ieri, quando il burocratese di Beretta ha
spazzato via, insieme al buon senso, ogni possibilità di mediazione. Lì Petrucci, con le sue due
righe di controreplica, è stato definitivo. Quel
che è successo dopo, dall’intervento di Andrea
Agnelli alla repentina, comica capitolazione di
Beretta, sancisce il risultato di k.o. tecnico.
La scelta di Moratti
mi ricorda Laporta
col giovane Guardiola
Il Barcellona ha incantato il mondo,
questa via si può ripetere anche da noi
oratti ha scelto Andrea
M
Stramaccioni come l’uomo della rifondazione o come
TwitTwit
IL CINGUETTIO DEL GIORNO
GIUSEPPE ROSSI
Attaccante della Nazionale
Oggi allenamento leggero...
Ho ballato la maggior parte
del tempo in palestra.
Il mio iPod ha servito in
tavola i JAMS!
Attaccante del Napoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di ARRIGO SACCHI
Andrea Stramaccioni, 36 anni, al primo allenato con l’Inter LAPRESSE
POCHO LAVEZZI
Con Petrucci vince Agnelli. Il presidente della
Juventus quando c’è da entrare a gamba tesa
non si fa problemi e lo ha già mostrato in altre
circostanze. Qui l’intervento, certo maturato alla luce degli abituali contatti con il Coni, del quale è rimasto amico nonostante il relativo insuccesso del tavolo della pace, è stato chiaro, forte,
tranchant. La Coppa Italia è la coppa del presidente della Repubblica, peraltro invitato (toh,
dal presidente della Lega) fin dal mese di febbraio. Roma la sua sede naturale. Punto. Ecco parole autenticamente «politiche».
Perde Beretta. Rovinosamente. Una conferma,
ce ne fosse stato bisogno, che l’anno e passa di
prorogatio dopo l’assunzione dell’incarico in
Unicredit fa male. Alla credibilità di una Lega
allo sbando, dove chi urla di più finisce con l’essere l’unico interlocutore degno di attenzione, e
alla fine anche a se stesso.
Perde anche De Laurentiis, ma relativamente,
visto come tra un’esternazione e l’altra riesce
poi ad allinearsi in qualche modo all’Agnelli-pensiero.
E ora avanti, alla prossima. Lunedì, dove in Lega
si gira la commedia «Lotito alle crociate», Petrucci e Abete gli «infedeli» di turno. Chi, oltre a Beretta, è pronto a star dietro al presidente della
Lazio?
Sopra
la panca
di VALERIO MARINI
COPPA ITALIA: ECCO VINCITORI E VINTI
PETRUCCI E AGNELLI SU, BERETTA GIÙ
di RUGGIERO PALOMBO
© RIPRODUZIONE RISERVATA
laVignetta
@GiuseppeRossi22
ilCaso
meno esasperati a opinionisti, dirigenti, giornalisti, telespettatori. E non provoca fraintendimenti.
Lo scambio di maglia tra Del Piero e Seedorf,
martedì sera dopo la semifinale di Coppa Italia, valeva più di un fondino sul fair play. Raccontava rispetto e cordialità, azzerava le troppe parole con cui dirigenti e tecnici di Juventus e Milan avevano innaffiato da settimane la
sfida. Quando Del Piero è andato a esultare
verso i tifosi indossando la maglia di Seedorf
nessun milanista l’ha vissuto come sfottò. E
nessun bianconero ha pensato a uno scalpo.
Quando i campioni si comportano da campioni non c’è bisogno d’altro. La tv faccia la sua
parte: li riprenda. Sono belle immagini, lo spot
un pochino può attendere. O no?
Buon compleanno
al mio amico
Morgan De Sanctis!!!
@PochoLavezzi
l’ultima carta disperata per salvare un’annata che ha già fatto due vittime illustri (Gasperini e Ranieri) e che sembra senza soluzione? Nel primo caso
sarebbe una scelta innovatrice
che farebbe onore ad un presidente da sempre considerato
più un tifoso generoso che un
dirigente illuminato. Sarebbe
una scelta che mi ricorda tanto quella di Laporta, quando
affidò il Barcellona a Guardiola. I blaugrana dopo aver vinto la Liga e la Champions sotto
la guida di Rijkaard ebbero
un’involuzione ed alcuni giocatori iniziarono a frequentare più le discoteche che il campo (sembra che lo stesso Messi
seguisse questa strada). La società per salvare il salvabile
prese una decisione assai poco
popolare e difficile: cambiò
l’allenatore e affidò la squadra
al giovane e inesperto Guardiola che fino a quel momento
aveva allenato solo nella serie
C spagnola.
Questi chiese subito la cessione di alcuni giocatori famosi
(Ronaldinho, Deco e Eto’o),
però poco professionali e non
funzionali al suo progetto. Il
club realizzò questa rivoluzione nonostante l’opposizione
della maggioranza della tifose-
ria e dei mass media. Le critiche furono pesanti specialmente dopo le prime due partite (un pareggio e una sconfitta), ma poi esplosero i giovani
di Josep, alcuni come Pedro e
Busquets addirittura provenienti dalla serie C.
Il Barça incantò e sta incantando tuttora il mondo. Che si possa ripetere la storia in un paese come il nostro con le squadre più vecchie d’Europa e con
i presidenti che quasi sempre
navigano a vista e che fanno
del conservatorismo e dell’impazienza la loro principale regola? Credo sia possibile, anche noi dobbiamo crescere.
Spero e mi auguro che la decisione di Moratti e il sacrificio
di una persona seria e competente come Ranieri sia dovuta
a una strategia moderna di
lunga durata per consentire al
giovane, brillante e capace Andrea di valutare da vicino e
con alcuni mesi d’anticipo tutti quei giocatori che per disponibilità, funzionalità e complementarietà possano far parte
del nuovo progetto della nuova Inter. Se così fosse, Moratti
indicherebbe una nuova strada e una capacità di rinnovamento e innovazione inusuale
nel nostro antico mondo. Coraggio Massimo e Andrea, in
bocca al lupo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FRANCESCO FACCHINETTI
Cantante e conduttore Tv
Chi prenderà Moratti come
nuovo allenatore: Topo
Gigio, Il Gabibbo o il suo
giardiniere?
@frafacchinetti
Gazzetta.it
Moratti ha fatto bene
a prendere Stramaccioni?
STRAMACCIONI
HA GIÀ CONQUISTATO
I NOSTRI LETTORI
Quale allenatore per l’Inter
della prossima stagione?
Stramaccioni 41,9%
Prandelli 7,1%
Andrea Stramaccioni
convince i nostri lettori: il 63%
dice che Moratti ha fatto bene a
prenderlo, il 42% lo vede anche
come allenatore dell’Inter 2012.
Mazzarri
7%
Guidolin
11,8%
Blanc 7%
Bielsa
12,4%
CARLES PUYOL
Capitano del Barcellona
Arrivati a Milano, cittá
fantastica....
Buongiorno a tutti
@Carles5puyol
SI’ 63,3%
Villas Boas 12,8%
NO 36,7%
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
FORMULA 1 IL POST MALESIA
L’erede
Alonso e Schumi
l’ossessione
dei numeri uno
Maniaci della preparazione, leader in squadra
Fernando vince e va a Maranello. Come Michael
PAOLO IANIERI
Michael Schumacher e
Fernando Alonso. Così diversi,
eppure così uguali. C’è molto
che accomuna gli ultimi due
grandi campioni che si sono fermati a Maranello. A livello caratteriale rappresentano due
mondi opposti, ma nel metodo
maniacale di prepararsi e soprattutto in quello di intendere
il concetto di squadra, le differenze sono minime. Entrambi
hanno rappresentato il collante magico che ha prima permesso al Cavallino di interrompere
un blackout iridato che durava
da troppo (il primo Mondiale
rosso di Schumi arrivò a 21 anni dalla doppietta Scheckter-Villeneuve del 1979) e poi
di garantire una successione
degna al lascito del Kaiser, che
l’introverso Raikkonen non poteva certo interpretare.
Contatto umano Una delle prime mosse fatte da Alonso quando fu ingaggiato dalla Ferrari,
fu di recarsi a Maranello e conoscere gli uomini che in futuro
avrebbero lavorato per lui.
Non è stato certo un caso isolato e, l’ultima visita, è stata quella di lunedì, appena sbarcato
dalla Malesia. «La mia vittoria
farà andare la gente di Maranello domani mattina alle 8 al
lavoro con il sorriso», aveva
detto a fine gara Fernando, e di
sicuro altri sorrisi li avrà strappati quel suo vagare tra i reparti della Gestione Sportiva all’indomani di una vittoria strepito-
sa. Un «grazie per la gioia» ricevuto dalle maestranze del Cavallino, replicato da un «grazie
per l’impegno» che lo spagnolo
ha tenuto a ribadire. E tra un
abbraccio, una foto e una pacca sulle spalle, ecco le inevitabili domande ai responsabili dei
reparti: «Che cosa state facendo? Quali sviluppi avremo? Come fare a risolvere questo problema?». Perché se una battaglia è stata vinta, la guerra è ancora molto lunga. La Ferrari vista in questo inizio di stagione
non può sperare di vincerla e
Fernando sa benissimo che a
volte anche solo una parola ha
il potere di motivare a dare ancor di più. «Le prossime due gare le correremo ancora in difesa, non ci sono dubbi — ha poi
raccontato ieri nel diario sul
web —. Finché non dimostreremo di essere competitivi e di poter lottare costantemente per il
podio o la vittoria, dovremo
Lo spagnolo in
fabbrica ai tecnici
«Grazie per il
vostro l’impegno»
«Dovremo correre
ancora due gare
in difesa». Domani
arriva Massa
cercare di limitare i danni. Se
ci saranno condizioni normali,
dovremo cercare di non perdere troppi punti rispetto ai migliori: speriamo di farlo come
in Australia e in Malesia...». E il
capo del team Stefano Domenicali: «Dobbiamo spingere al
massimo per cercare di anticipare il più possibile gli sviluppi
previsti per le prossime gare».
Cittadino onorario Alonso a Maranello è uno di casa. E anche
se a differenza di Schumacher,
lui non ha mai voluto abitare
nel vecchio ufficio di Enzo Ferrari all’interno della pista, riadattato per le sue necessità, si
può dire senza paura di essere
smentiti che Fernando sia molto più «maranelliano» di quanto lo sia mai stato Michael. Anni fa, in un’intervista alla Gazzetta, Pino Allievi chiese a Schumi che cosa conoscesse di Maranello. «Niente», fu la risposta
secca del tedesco. Fernando invece la città dei motori più famosa al mondo la vive ogni vol-
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
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MOTOGP VERSO IL QATAR
5
CINA TRA
18 GIORNI
su Twitter
La Formula 1
correrà ancora
due tappe
in Asia prima
del debutto
europeo. Questi i
prossimi
appuntamenti
S
Test con Borra
per l’equilibrio
La foto che Alonso ieri
ha postato su Twitter da
Forlì. «Oggi con Fabrizio
(Borra; ndr) nel centro di
fisiologia, facendo uno dei
test abituali e allenandomi»
ta che ci viene. Dorme a casa di
Alberto, uno dei suoi più cari
amici, conosciuto da ragazzino
ai tempi del kart e che oggi lavora come designer in Ferrari. E
se il tempo lo permette, con i
ragazzi del team si sciroppa chilometri in bici nella zona.
Test Da oggi Fernando tornerà
S
Assi in
palestra
Alonso e Schumi
(ai tempi della
Ferrari) lavorano
con gli attrezzi
COLOMBO
a Oviedo per un po’ di giorni di
relax in attesa del GP della Cina. Prima, però, si è recato a
Forlì al Fisiology Centre, dove
il suo preparatore Fabrizio Borra lo ha sottoposto ai test valutativi che vengono effettuati periodicamente. Da domani e per
due giorni al suo posto a Maranello arriverà Massa, da cui tutti aspettano un segnale per capire se sarà in grado di uscire
dal tunnel. E sarà sempre il brasiliano che valuterà al simulatore le novità che potrebbero debuttare il 15 aprile a Shanghai.
15 aprile
GP Cina
Shanghai
S
22 aprile
GP Bahrain
Sakhir
S
1-3 maggio
Test Mugello
S
13 maggio
GP Spagna
Montmelò
S
27 maggio
GP Monaco
Montecarlo
S
10 giugno
GP Canada
Montreal
S
24 giugno
GP Europa
Valencia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DOPO IL GP
Vettel-Horner
faccia a faccia
ad alta tensione
Dalla Germania arriva un
caso Vettel. Il quotidiano Bild
scrive infatti che il campione
del mondo sarebbe stato
convocato dal numero uno del
team Chris Horner dopo il GP
Malesia. Il motivo di questo
faccia a faccia sarebbe il
mancato rientro ai box della
RB8 di Vettel nei giri finali della
gara, nonostante l’ordine
arrivato dal suo ingegnere di
pista. La squadra lo voleva ai
box per verificare un danno ai
freni, Vettel ha risposto
dicendo che «desideravo
vedere la bandiera a scacchi».
Tensioni in vista?
Taccuino
SUPERSTARS
Bertolini re 2011
Andrea Bertolini (Maserati) è
ufficialmente il campione 2011 dell’In
ternational Superstars Series. La
vittoria del modenese è stata omolo
gata dal Tribunale nazionale d’appel
lo, a cui era stato presentato ricor
so da Ferrara (Mercedes).
IN MAGGIO A MODENA
Villeneuve in mostra
Dall’8 maggio al 10 giugno, a
Modena, di scena la mostra «Gilles
Villeneuve e il suo tempo». In vetrina
caschi, tute e altre memorabilia di
Villeneuve (collezione Donelli Vini),
nel 30˚ anniversario della morte.
ASTA FERRARI Domani dalle 10.30
nella Sala Bolaffi in via Manzoni a Mi
lano, importante asta di materiale
Ferrari.
Valentino Rossi, 33 anni, alla seconda stagione in Ducati, Sulla rossa non ha ancora mai vinto; il miglior risultato è il 3˚ posto a Le Mans 2011 MILAGRO
Sarà Stoner-Lorenzo
Rossi per ora li guarda
Tra una settimana inizia la stagione e la Ducati pare indietro
rispetto a Honda e Yamaha, tutti con l’incognita gomme 2012
FILIPPO FALSAPERLA
La rivoluzione, con i motori di nuovo 1000 dopo 5 anni di 800, non ha cambiato
troppo i valori, ma forse ha un
po’ equilibrato la situazione.
Con soli tre costruttori rimasti
in pista e la Ducati che cerca
sempre la sua nuova identità,
Honda e Yamaha si fronteggiano come un tempo, da avversari fieri. E in questo testa a testa, nel Mondiale che scatta in
pista tra 8 giorni, la parte del
leone la fanno i due piloti di
punta, Casey Stoner per la
Honda, Jorge Lorenzo per la
Yamaha, non a caso gli ultimi
due campioni.
Aumento Il 200 cmc in più, in
effetti, non hanno modificato
di molto gli equilibri dell’anno
scorso. Anche perchè, con il limite dei 21 litri di benzina,
non è che si possa scatenare
troppo i cavalli. La sorpresa positiva è che le lamentele dei piloti Yamaha negli ultimi anni
hanno sortito l’effetto voluto e
adesso la M1 sembra perdere
quasi nulla anche in velocità.
«Io l’ho sempre detto — commenta Stoner — che una moto
o l’altra sia più veloce dipende
soprattutto da come viene
messa a punto e dall’attitudine del pilota. Ma era così anche l’anno scorso». L’australiano, invece è sicuro di dover fare i conti con un nuovo avversario: il chattering.
Disturbo Questa vibrazione
compare e scompare sulla
Honda senza che ancora tecnici e piloti abbiano capito il perchè. A Jerez era praticamente
assente, mentre in Malesia diventava un compagno decisamente fastidioso. Imputate le
gomme di nuova generazione,
che dovrebbero rendere le gare più equilibrate. Lo assicura
Lorenzo, l’unico dei grandi ad
aver fatto due simulazione di
GP, anche molto veloci: «Il problema era il comportamento
nei primi giri, quando non si
scaldavano e causavano pericolosissime cadute. Adesso
funzionano subito, ma dopo
pochi giri calano vistosamente
e dopo fai parecchia fatica».
Dai suoi tempi non sembrava
troppo...
Rossa La grande malata Ducati, per il momento sta a guardare da lontano. Il telaio perimetrale di seconda generazione
non è che abbia fatto fare questo grande salto. Il distacco è
rimasto intorno al secondo e
solo nell’ultimo giorno Valenti-
no Rossi è riuscito a mettersi
dietro i compagni di marca
che a rotazione lo «insolentivano». «Siamo solo all’inizio dello sviluppo», dice Valentino,
ma le gare incalzano e si aspettano i risultati: il 6˚ posto «che
oggi è il nostro reale valore»,
non accontenta nessuno. A Sepang si era parlato di un nuovo telaio in arrivo dopo 4-5 gare, adesso tutti negano e dicono che questa sarà la moto per
l’intero campionato. Da quanto visto, forse non basta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
le pagelle dei test
8,5
9
8
7,5
5
6
Stoner
Lorenzo
Pedrosa
Spies
Rossi
Dovizioso
Resta il più
veloce, ma è
allergico alle
simulazioni di
GP o alle lunghe
serie di giri:
quindi non si sa
precisamente a
che punto sia.
Ma ha sempre
fatto così...
Un inverno
praticamente
perfetto:
velocissimo e
costante,
spaventa la
Honda. E la sua
Yamaha lo aiuta
con una moto
questa volta
anche veloce
Rispetto al
compagno
Stoner manca
un briciolo di
velocità, su
Lorenzo un
pizzico (piccolo)
di costanza. E
per una volta è
in grande forma
fisica
Per Ben questo
deve essere
l’anno della
consacrazione,
ma l’inverno
scorso era
stato più veloce
del compagno
Lorenzo.
Veloce, ma gli
manca il guizzo
La cosa
positiva di un
inverno ad
inseguire è che
le cose migliori
si sono viste
proprio
nell’ultimo
giorno. Certo,
ancora siamo
lontani dai primi
Paga l’antipatia
per certe piste
(come Jerez:
voto 4), ma a
Sepang 2,
guarito
dall’intervento,
era stato il
migliore delle
Yamaha, da
pilota «satellite»
28
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
CICLISMO TRE GIORNI DI LA PANNE IN BELGIO
y In breve
SABATINI
TERZO INCHIESTA A BRUXELLES
Merckx, sospetta corruzione
per una fornitura di biciclette
Sagan, sulla
sinistra, fulmina
Guarnieri:
terza vittoria
del 2012 BETTINI
CLAUDIO GHISALBERTI
Dopo il quarto posto alla
Milano-Sanremo e il secondo
di un soffio dietro a uno straordinario Tom Boonen domenica
alla Gand-Wevelgem, Peter Sagan centra il colpo nella frazione d’apertura della Tre Giorni
di La Panne, bruciando sul filo
Jacopo Guarnieri. Per lo slovacco della Liquigas-Cannondale
è il terzo successo stagionale, il
23˚ in tre anni da pro’ e il primo trionfo sul pavè. Ma, cosa
più importante a cinque giorni
dal Giro delle Fiandre, è il modo in cui è maturata questa vittoria a fargli meritare un ruolo
di primo piano in vista della
«Ronde». Sagan ha corso con sicurezza, da padrone. Quando
nel finale ci hanno provato in
cinque, tra i quali il suo compagno Daniel Oss, lui è rimasto in
testa al gruppo a rompere i
cambi e a chiudere su ogni altro tentativo. Poi negli ultimi
metri è stato micidiale. «Ci meritiamo questo successo perché
abbiamo corso da grande squadra — afferma Sagan —. In volata il nostro uomo di punta era
Sabatini. Io dovevo intervenire
solo se lui avesse avuto difficoltà. Quando ho capito che non
sarebbe riuscito a rimontare
Guarnieri, sono partito».
Che coppia Nella vittoria di Sa-
gan c’è molto di Oss. Ai -400
metri, il trentino — protagonista anche di un’azione personale a una trentina di km dal traguardo — s’è messo in testa al
gruppo per lanciare la volata,
ma quando s’è accorto di avere
a ruota Guarnieri, invece che
Guarnieri s’illude
Ma esplode Sagan
formato Fiandre
Gran volata dello slovacco: prima volta sul pavé
Beffato il lombardo: «Finalmente la gamba gira»
Sagan, s’è rialzato: astuto. A
proposito di Guarnieri, lo scorso anno alla Liquigas e ora all’Astana, c’era anche lui nel
gruppetto che nel finale ha provato la soluzione di forza. Poi il
24enne velocista lombardo,
passato pro’ nel 2009 come la
grande speranza italiana per le
volate, sul traguardo di Oudenarde è stato battuto solo al fotofinish. «Ho avuto un avvio di
stagione non molto brillante
per qualche malanno — spiega
Jacopo, 17˚ alla Sanremo —
ma ora la gamba gira bene. Domani (oggi, ndr) ci voglio riprovare. Poi chissà che tra Fiandre
e Roubaix non riesca a combinare qualcosa di buono». Guarnieri non accampa scuse, ma la
sua volata è stata bella (si è trovato allo scoperto ai 350 metri
e ha perso di un soffio) e sfortunata, dato che il kazako Valentin Iglinsky, suo compagno all’Astana, lo ha tradito e ha fatto
il suo sprint (chiudendo all’11˚
posto). In grande evidenza, tra
gli italiani, anche Elia Favilli
(5˚, classe 1989) e Simone Ponzi: il bresciano, al primo giorno
di corsa in Belgio della carriera, è sempre stato nelle posizioni di testa del gruppo, destando ottima impressione.
Attenti a quei tre Dalla prima
tappa di La Panne emergono
importanti conferme. Devolder, Terpstra e Langeveld domenica saranno outsider da tenere sotto stretta sorveglianza:
se Boonen e Cancellara partiranno in prima fila e sembrano
di un altro pianeta, subito dietro — con Chavanel, Sagan,
Ballan, Pozzato e Bennati — ci
saranno anche loro, con Gatto,
in forma smagliante, pronto a
graffiare. Vedremo se gli italiani saranno da vittoria. Di sicuro sono da battaglia.
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RE A TAVOLINO
Tour 2010, Schleck
avrà una cerimonia
in Lussemburgo
Una cerimonia a casa
sua, in Lussemburgo, per Andy
Schleck, il vincitore a tavolino
del Tour 2010 dopo la
squalifica di Alberto Contador.
«Vogliamo che il mondo sappia
del suo successo, anche se lui
avrebbe preferito conquistare
il Tour diversamente», ha detto
Christian Prudhomme,
direttore della Grande Boucle,
al quotidiano belga «Le Soir»,
senza specificare la data della
cerimonia. Schleck aveva
chiuso a 39" da Contador,
trovato positivo al clenbuterolo
e privato della maglia gialla
(e anche del Giro 2011) dal Tas.
ARRIVO
1. Peter SAGAN
(Slk, LiquigasCannondale,
foto BETTINI)
201,6 km in
4.33’41", media
44,192;
2. Guarnieri;
3. Sabatini;
4. Kristoff (Nor);
5. Favilli; 12.
Modolo; 20. De
Negri; 38.
Ascani; 43, Oss;
47. Marangoni;
50. Ponzi; 162.
Chicchi a
13’02".
S
CLASSIFICA
1. Peter SAGAN;
2. Guarnieri a
4"; 3. Sabatini a
6"; 4. Bodnar
(Pol) a 7"; 6.
Favilli a 10".
S
OGGI
2ª tappa,
Zottegem-Coxyde, 216 km
(Diretta
RaiSport2
dalle 14.45).
Conclusione
domani con un
doppio
impegno: tappa
in linea e
cronometro
individuale.
(n.li.) Sospetti di corruzione su Eddy Merckx: il
grande campione belga tra il 2006 e 2007 avrebbe
corrotto un poliziotto per aggiudicarsi la fornitura di
48 biciclette alla polizia locale. Lo scrive il quotidiano
belga «La Derniere Heure», secondo cui l’inchiesta è
partita dall’accusa di corruzione mossa a un capitano
della polizia di Anderlecht (Bruxelles), Philippe
Boucar. Su di lui pesa il sospetto di aver informato
Merckx dei prezzi proposti dai concorrenti della
«Eddy Merckx Cycles» (dal 2008 l’azienda non è più
di proprietà del Cannibale) nella gara per la fornitura
delle bici. In cambio, Boucar avrebbe ricevuto da
Merckx una bici «a un prezzo vantaggioso». Le
indagini avviate dalla magistratura di Bruxelles
riguarderebbero 7 persone, tra cui alcuni poliziotti.
OGGI SARÀ OPERATO
Che spavento per Cassani
Cade in bici, due fratture
Un grande spavento e qualche danno, ma
poteva andare molto peggio. «Ho perso un’ora della
mia vita», dice adesso Davide Cassani. L’ex regista
della Nazionale, ora commentatore Rai, ha avuto un
incidente in bici lunedì sera a Milano. «Stavo
tornando a casa, ero con la bici a scatto fisso.
Indossavo la tuta e i pantaloni si sono infilati nella
catena, sono stato catapultato a terra e ho picchiato
violentemente la faccia. D’ora in poi state sicuri che
anche in una situazione del genere porterò sempre il
casco». Cassani non ricorda nulla della caduta:
ricoverato al San Raffaele, verrà operato oggi
all’Ospedale San Paolo per ridurre le fratture allo
zigomo e al piatto orbitale. «Conto di tornare al mio
posto domenica 15 aprile, per l’Amstel Gold Race».
S
PROSSIME
GARE
Sabato
Gp Indurain
Domenica
Giro delle
Fiandre
2-7 aprile
Giro dei
Paesi Baschi
3-6 aprile
Circuito
de la Sarthe
4-8 aprile
Mondiali pista
a Melbourne
(Australia)
8 aprile
Parigi-Roubaix
Davide Cassani, 51, con Francesco Pancani BETTINI
I MONDIALI DAL 4 ALL’8 APRILE
Pista, azzurri in Australia
Viviani e Bronzini le punte
L’Italia è partita ieri per Melbourne, dove dal 4
all’8 aprile si disputano i Mondiali su pista, ultima tap
pa per le carte olimpiche. Con la punta Elia Viviani,
che correrà scratch, omnium e americana (con Ange
lo Ciccone): Francesco Ceci (velocità, chilometro e
keirin), Omar Bertazzo (corsa a punti), l’iridata su
strada Giorgia Bronzini (corsa a punti, in cui fu 1ª nel
2009 e 3ª nel 2011), ed Elena Cecchini, dirottata sullo
scratch, nonostante il trionfo nella Coppa del Mondo
della corsa a punti, per la presenza della compagna.
LAUREA DI ROCCO Il presidente della Federciclo,
Renato Di Rocco, s’è laureato ieri in Scienze motorie
all’Università di Roma Foro Italico con 110 e lode. Di
Rocco ha discusso la tesi: «L’indagine conoscitiva
sulla tutela sanitaria del ciclismo».
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
29
BASKET EUROLEGA
Andersen: «Siena
questione di testa»
Alle 20 (SportItalia) gara-3 dei quarti in casa
dell’Olympiacos: «La serie l’abbiamo fatta noi»
GIUSEPPE NIGRO
SIENA
David Andersen non c’era
un anno fa, quando Siena espugnò Atene rinascendo dal -48
di gara-1. Quest’anno è l’1-1
del PalaEstra a obbligare Siena
ad almeno un colpo in trasferta. Se l’australiano si dice «molto ottimista» è perché sa come
si fa: già nelle sue ultime due
incarnazioni europee prima del
biennio in Nba cominciò i quarti perdendo il fattore campo
con un k.o. in gara-1. Poi volò
alla Final Four sia nel 2009 col
Barcellona che nel 2008 col
Cska... proprio contro l’Olympiacos: quell’anno vinse poi la
sua terza Eurolega... «Me lo ha
ricordato Zisis, ma non sono superstizioso. Certo vuol dire che
è tutto aperto: per esperienza,
una serie al meglio delle 5 è anche un gioco di testa. E fin qui
la serie l’abbiamo fatta noi».
Calo fisico, contro una squadra
più giovane, o calo mentale?
«In queste partite l’età non è un
problema, dovrebbe essere un
vantaggio. Serve più concentrazione nelle piccole cose: un
blocco, una lettura, un cambio
di lato, mettere la palla dove vogliamo. Un rimbalzo cambia
molto, magari parte un contropiede. E in gara-2 l’Olympiacos
è rientrato con un paio di giochi da tre».
Dopo i 28 punti in gara-1, come
è cambiata la difesa dell'Olympiacos?
«Non più solo i raddoppi in
post, sui giochi a due hanno cominciato a difendermi coi cambi per togliermi il tiro da fuori.
Sono abituato a questi aggiustamenti: adesso dovrò trovare
meglio i compagni, scaricare
fuori per un tiro aperto se mi
raddoppiano. È sempre questione di letture, sapere cosa fa la
difesa e reagire».
Dopo il gran lavoro di squadra
su Spanoulis, temete il suo ingresso nella serie?
«È un veterano, uno dei migliori in Europa sul pick and roll:
limitarlo dipende da noi. La difficoltà è tenere sia lui che i loro
lunghi, che sono forti. Rischi di
andare sotto a rimbalzo: dobbiamo essere in 5 sotto i tabelloni per innescare il contropiede.
Ce l’abbiamo fatta anche contro squadre più forti a rimbalzo. E quando andiamo bene là
sotto, è sempre stato più facile».
L’anno Nel 2012, cominciato da
mvp della Coppa Italia, Andersen ha un appuntamento con la
storia: «Da tempo lo guardavo
come l’anno chiave. C’è l’Olimpiade: voglio una medaglia. Ma
prima ci sono campionato ed
Eurolega per rendere l’anno
speciale». Anche per questo a
Siena si è ritagliato una centralità mai avuta in altre squadre:
«È bello essere importante anche in un gruppo con tanti giocatori forti, dà fiducia. Lavoro
ogni giorno per essere un riferimento per i compagni, vedono
che faccio di tutto per vincere.
E poi è questione di personalità. Anche McCalebb è un leader: parla meno, ma si vede in
campo. Ho fiducia nella squadra, finora siamo stati quasi
sempre sopra nel punteggio.
Siamo solo calati nei finali: si
può correggere».
Cosa cambia al Pireo?
David Andersen, 31 anni, ala australiana di passaporto danese CIAMILLO
51-23
Il parziale a favore dei greci
nei quarti periodi delle prime
due partite in casa Mps
10
I punti di vantaggio di Siena
al 30’ di gara-1 (persa di 7)
e al 34’ di gara-2 (vinta di 1)
«L’ambiente, con 20mila greci
a urlare. Per me è divertente
giocare in questi campi. La pressione passa addosso a loro. Noi
abbiamo dimostrato di saper fare bene anche su campi difficili.
Al Pireo ha vinto solo il Cska
quest’anno? È il livello a cui vogliamo essere: per vincere l’Eurolega devi superare gli ostacoli più difficili».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
4
BARÇA
AVANTI
Barcellona è la
prima
qualificata alle
Final Four. Il
Panathinaikos,
sotto di 13 punti
nel secondo
quarto, sbaglia
la tripla del
pareggio con
Calathes e il
Maccabi è 2-1.
S
OlympiacosSiena 1-1
Gara-1: 82-75
Gara-2: 81-80
Gara-3: oggi alle
20 diretta
SportItalia
Gara-4: venerdì
al Pireo.
Eventuale
gara-5: 4 o 5
aprile a Siena.
S
Bilbao-Cska
Mosca 0-2
Gara-3 oggi alle
19 (diretta
SportItalia 2).
S
Kazan-Barcellona 0-3
Ieri gara-3:
56-67
(Domercant 19;
Navarro 21).
S
MaccabiPana 2-1
Ieri gara-3:
65-62 (Ohayon
13; Batiste 13)
Venerdì gara-4
a Tel Aviv.
S
Final Four
A Istanbul 11-13
maggio.
In
contropiede
DI DAN PETERSON
La chiave? Giocare
in 12 e per 40 minuti
Ecco la situazione per le gare-3 e 4 al Pireo:
l’Olympiacos deve vincere entrambe le
partite per evitare gara-5 a Siena; la
Montepaschi deve vincere una partita per
tornare a Siena per gara-5. Ovvio, meglio
per Siena vincerle entrambe. Ma se deve
vincerne una? Quale? Senza ombra di
dubbio, devono puntare su gara-3 come se
fosse gara-5. Meglio lasciare all’Olympiacos
il peso di pensare a due partite. Più facile
concentrarsi su una che due! Ecco i tre
ostacoli principali per Siena.
1. Atipicità L’Olympiacos non è una squadra
«tipica», con pivot classico di 2.10,
playmaker ecc. Anzi. Il loro pivot, spesso, è
Kyle Hines, 1.96 (forse). Pivot? 1.96? Proprio
così. Play? Vassilis Spanoulis che è molto
più attaccante che creatore di gioco.
Giorgios Printezis? È un pivot? Ala grande?
Ala piccola? No, è un giocatore totale, come
ha dimostrato a Siena in gara-1.
Assolutamente il killer della prima partita
dove ha segnato perfino da tre, non
esattamente la specialità del suo bagaglio
tecnico. Siena dovrà difendere 1 contro 1
prima di pensare a difendere 5 contro 5.
2. Rimbalzi offensivi In entrambe le gare, e
non mi importa più di tanto ciò che dicono
le statistiche ufficiali, la Mps ha fatto una
fatica enorme a «tagliare fuori» i rimbalzisti
dell’Olympiacos. La squadra di coach Dusan
Ivkovic si è fiondata verso i rimbalzi
d’attacco. Negli ultimi anni, molte squadre
hanno rinunciato al rimbalzo offensivo per
rientrare e stroncare il contropiede.
L’Olimpiacos fa l’opposto: manda 3-4-5
rimbalzisti al tabellone con una
determinazione palpabile. La squadra di
coach Simone Pianigiani dovrà stare corpo a
corpo su ogni tiro.
3. Profondità Siena ha avuto benzina per 32'
in gara-1 e 36' in gara-2. L’Olympiacos ha
fatto due paurosi recuperi con una rotazione
di 12 uomini. L’Olympiacos ha giocato le due
partite sull’esaurimento fisico. La verità: alla
fine di gara-1 e gara-2, i greci avevano più
forza psicofisica che Siena, più ossigeno se
vogliamo. Quindi la Mps dovrà giocare in 12
per pareggiare la situazione. Per Siena, la
panchina sarà più importante che mai e
ogni giocatore che entrerà in campo dovrà
dare un contributo. Questa volta per 40'
perché, forse, 39' non basteranno.
EUROLEGA DONNE DA OGGI A DOMENICA FINAL EIGHT A ISTANBUL
PENALIZZAZIONI
NBA KNICKS NEI GUAI
«Schio, proviamoci con follia»
LegaDue:
tre squadre
verso il -2
Stoudemire
schiena k.o.
e lungo stop
(canf) La Comtec,
organismo di controllo delle
società, al prossimo Consiglio
Federale (13/4), proporrà un 2
per Brescia, Pistoia e Sant’Antimo
(Lega2) per irregolarità in alcuni
parametri richiesti. Trattandosi di
verifiche al 16/2, la penalizzazione,
una volta ratificata, sarà scontata
nel campionato in corso. Probabili
multe per Teramo e Ostuni.
ARBITRI La Fip ha deferito alla
Giudicante i 19 arbitri rei di aver
indossato una maglia arancione
per protestare contro il Cia.
Intanto, la Fip ne ha deferiti alla
Procura e sospesi per 7 giorni
altri 12: caos totale.
GOSS A Varese ritorna Phil Goss,
28enne guardia che lascia il
Villeurbanne. Teramo ha
aggregato Marcus Neal, 25enne
guardia, quest’anno in Ungheria e
Slovacchia.
ANTICIPO Avellino Roma dell’11a
di ritorno anticipata sabato 7/4.
EUROCUP Con l’eliminazione di
Kuban, attesa a breve una
risposta da KC Rivers, al quale
Milano ha fatto un’offerta.
Ritorno quarti: Spartak S.
Pietroburgo Nymburk 86 71
(andata 68 64); Lokomotiv
Kuban Khimki 81 77 (72 81);
Donetsk Lietuvos Vilnius 80 78
(65 76); Valencia Buducnost
85 63 (71 75). In neretto alle Final
Four a Mosca (14 15/4).
I Knicks battono
Milwaukee, avversaria diretta
per l’8o posto a Est, ma
perdono Stoudemire a tempo
indeterminato per una
protusione discale. Toronto
cade in casa con Orlando, per
Bargnani 8 punti con 3/11. Nelle
11 gare dal rientro, il Mago tira
col 33% (49/147). Miami ( 15 a
Indianapolis dopo il 16 di
Oklahoma City) incassa il 2o
k.o. in fila con oltre 10 punti di
scarto: non era mai successo
nell’era dei Big Three. Anche i
Bulls, sempre privi di Rose,
cadono in casa con Denver.
Gallinari rientrerà tra 10 giorni.
Risultati: Clippers-New
Orleans 97-85 (Paul 25,
Aminu 15, Belinelli 7);
Toronto-Orlando 101-117
(Forbes 21; Anderson 28);
Chicago-Denver 91-108
(Watson 17; Lawson 27);
Washington-Detroit 77-79
(Crawford 20; Stuckey 24);
Charlotte-Boston 95-102
(Henderson 21; Pierce 36);
Indiana-Miami 105-90
(Granger 25; Wade, James 24);
New Jersey-Utah 84-105
(Green 20; Millsap 24); New
York-Milwaukee 89-80
(Anthony 28; Dunleavy 26);
Houston-Sacramento
113-106 dts (Patterson 24;
Cousins 38).
Macchi e le venete
con le big d’Europa
«Sfruttiamo
l’esperienza delle
nostre stelle»
FRANCESCO VELLUZZI
Chicca Macchi è talmente presa dall’evento che ha
riempito al massimo i bagagli
per Istanbul. «La valigia sul letto, quella di un lungo viaggio»,
cantava Julio Iglesias. Quello
di Schio è un davvero un lungo
viaggio perché è cominciato lunedì e terminerà dopo una settimana. Con la speranza di far
meglio possibile alle Final Eight di Eurolega che scattano
oggi sotto la gestione del Galatasaray, una delle favorite. Il
Beretta Schio ci arriva per la
prima volta, 10 anni dopo
un’italiana (Parma). La montagna è dura da scalare: Fenerbahce subito, Rivas domani,
Galatasaray venerdì.
Macchi è la stella italiana della
squadra di Maurizio Lasi. In
Eurolega ha segnato 16 punti
a partita con 31’ di media. E’ 4a
nei liberi con l’86%. «Quest’anno l’Eurolega mi ha presa, ci tenevo tanto, ho pensato che for-
se è l’ultima che farò, quindi voglio lasciarla con un bel ricordo. Ci eravamo prefisse un
obiettivo, quello di arrivare alle finali, finalmente ci siamo».
Ha già lasciato la Nazionale col
botto, prepara altre sorprese?
«Magari smetto. Ah, ah ah.
Semplicemente navigo a vista.
Una volta che hai superato i 30
ragioni in modo diverso e curi
il fisico».
Non è che sta pensando di diventare mamma?
«A quello ci penso perché
l’idea di farmi una famiglia ce
l’ho. Ma ho ancora tanti sogni.
Mi piacerebbe riprovare con la
Wnba, potrei fare un’esperienza all’estero. Chissà. Comunque ho ancora un anno di contratto a Schio».
Che vuole fare bella figura a
Istanbul.
«Una volta che ci sei ci provi.
Dobbiamo essere rapide, giocare con un pizzico di follia, curare i particolari e sfruttare
l’esperienza delle nostre big.
McCarville l’Eurolega l’ha vinta con lo Spartak, Cohen ha fatto le Final Four, Ford è la miglior rimbalzista del torneo. E’
fondamentale aggrapparsi all’esperienza. Che, però, hanno
Laura «Chicca» Macchi, 32 anni, ala di 1.88, a Schio dal 2007 CIAMILLO
anche le avversarie. Il Fenerbahce è forte, fa tanto contropiede. Il Galatasaray ha una
stella come Taurasi che sposta
gli equilibri».
Schio, invece, ha fatto bene in
Europa, ma fatica in Italia.
«Io dico che finora Taranto si è
dimostrata più forte. La Coppa
Italia mi brucia di brutto. Come mi brucia che queste finali
non si vedano in tv. Mio papà,
il primo tifoso, deve fare il baby sitter col nipotino e non può
venire. Col computer è un disastro. Sto provando a organizzargli qualcosa. Ma mi sembra
assurdo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
la guida
Gironi all’italiana
Oggi il Fenerbache
Le finaliste sono divise in 2 gironi da 4.
Le prime di ogni girone giocheranno la
finale (domenica, 20.45).
Girone A
Oggi: Fenerbache Istanbul-Beretta
Famila Schio (ore 18); Rivas (Spa)-Galatasary Istanbul. Domani: Schio-Rivas (18); Galatasaray-Fenerbahce.
Venerdì: Fenerbache-Rivas; Galatasaray-Schio (20.45).
Girone B
Oggi: Wisla Cracovia-Spartak Moscow Region;Valencia-Ekaterinburg.
30
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
31
PALLAVOLO LA TRAGEDIA
Vigor ci mancherai
«Con le sue braccia
annodavo Papi
Ecco il mio Bovo»
«
Andrea Zorzi, ricorda il centrale azzurro
scomparso tragicamente sabato, a 37 anni
Sono arrivato in
Italia nel 2004.
Ho incontrato
una persona che
porterò dentro
per tutta la mia
vita: Vigor,
semplicemente
Bovo!
SERGIO
LIBERO BRASILE
In un momento tanto doloroso, abbiamo chiesto ad Andrea Zorzi, un grande campione degli Anni ’90, uno che ha
costruito il mito della Generazione dei Fenomeni, un ricordo su Vigor Bovolenta, di qualche anno più giovane di Zorro
(9 anni). Ma a stretto contatto
nella stagione più ricca per la
pallavolo italiana, quella fra il
1995 e il 1996. Due generazioni
italiane a confronto, due visioni dell’azzurro e della maglia
azzurra. Non è facile mettere
assieme qualcosa di personale con qualcosa di pubblico, ci
proviamo in questo momento.
«
Ho appena
saputo che il mio
amico Bovolenta
è morto, pace a
lui. Lascerà uno
stupendo ricordo
in tutti coloro che
lo hanno
conosciuto
di ANDREA ZORZI
Non ci sono parole, né gesti che hanno un qualche senso
compiuto. Siamo spaventati e ci
guardiamo intorno, con circospezione, alla ricerca di qualcosa che ci possa proteggere, che
ci faccia sentire più sicuri, più
protetti; c’è che si affida ai ricordi, c’è chi preferisce stare in silenzio e non parlare con nessuno, c’è chi deve giocare e non
può fare diversamente (anche
se magari ne farebbe volentieri
a meno). C’è qualcuno che piange, c’è qualcuno che cerca di dissimulare le lacrime, perché se
ne vergogna. Tutti cerchiamo
un modo più opportuno per difenderci dall’enormità rappresentata della morte.
Tre giorni Da tre giorni (e so-
prattutto da tre notti) non riesco a dimenticare il viso di Bovo (in arte Vigor Bovolenta),
che dall’altra parte della rete
con il più o meno coetaneo Samuele Papi, mi prende in giro a
tutto spiano. Erano i primi anni
BRAVO
SCHIACCIATORE BRASILE
Tuffo di squadra: i compagni lanciano Vigor Bovolenta TARANTINI
’90 e questi due giovani "fenomeni azzurri" erano i migliori
compagni di allenamento che
potessi mai desiderare di avere
in palestra. Bovo, con la faccia
sempre sorridente, trasformava quelle parole irriverenti in
uno stimolo prezioso per gli altri compagni, magari con qualche anno in più sulla carta di
identità. Alla sera li raggiungevo in camera (lui e Samuele Papi sono stati per molti anni compagni di stanza durante i raduni con la maglia azzurra) e li
«picchiavo». Usavo le lunghe
braccia di Bovolenta per "annodarlo" a Samuele Papi (molto
più piccolo come corporatura e
come statura) e loro, ridendo
come due bambini scatenati, si
facevano strapazzare da «Manò». E proprio come dei bimbi
mi sfottevano prendendomi in
giro, se me ne andavo troppo
presto dalla loro camera: era il
nostro gioco comune! Assolutamente personale.
Viso Proprio non riesco a togliermi dalla testa il suo viso
con i capelli neri, il naso un po’
storto e la sua inconfondibile risata. Bovo è un ragazzo sorridente, gentile e lo ringrazio
per essere stato sempre così.
Ognuno si difende come può, i
ricordi servono anche a questo,
in fondo. Non ci sono parole,
né gesti che hanno senso. Siamo spaventati e ci guardiamo
intorno alla ricerca di qualcosa
che ci possa proteggere; c’è che
si affida ai ricordi, chi sta in silenzio, chi deve giocare, qualcuno deve scrivere, qualcuno
piange. Tutti cerchiamo un modo per difenderci dall’enormità della morte.
Vigor Bovolenta con Andrea Zorzi compagni di nazionale TARANTINI
OGGI ESEQUIE ALLE ORE 16
Riserbo sulla autopsia
Funerali a Taglio di Po
Bocche cucite da parte
dei periti all’uscita dall’autopsia
cui è stato sottoposto ieri per 3
ore Vigor Bovolenta. Nessuno
ha voluto rilasciare
dichiarazioni alla stampa,
attenendosi al segreto
istruttorio per una perizia che
sarà depositata entro 90 giorni.
E' stato un infarto, un
aneurisma, o altro ad uccidere
l’ex pallavolista azzurro? Hanno
chiesto i cronisti al professor
Mariano Cingolani, uno dei
medici legali all’autopsia: «Non
possiamo dirlo, dobbiamo
«
completare gli accertamenti» la
risposta. Un collasso? «Si può
dire un collasso, si, ma questo
significa tutto e niente» ha
tagliato corto. Comunque in
serata sono state espletate le
formalità burocratiche in
Procura e in Comune per il nulla
osta al trasporto della salma di
Bovolenta che partirà
stamattina alle ore 10 da
Macerata per raggiungere
Taglio di Po dove nel
pomeriggio, alle 16, sono
previste le esequie funebri.
Mauro Giustozzi
Taccuino
Leo Lo Bianco lascia di stucco Busto
QUI MACERATA
MATTIA BRAZZELLI LUALDI
Turchia amara. Nella gara d’andata della finalissima di
Coppa Cev, la Yamamay esce
sconfitta dall’arena del «Burhan Felek Salonu» di Istanbul,
superata in quattro set dal Galatasaray dell’ex Lo Bianco e della potentissima cubana Calderon, top scorer con 27 punti.
Con l’acciaccata Havelkova lasciata inizialmente in panchina, la partenza di Busto è da incubo, con le locali del tecnico
dai trascorsi jesini Nesic in grado di fare la voce grossa con
un’irresistibile Calderon (75%
in attacco). Pagato lo scotto dell’ambiente turco, la Yamamay,
sotto di un set, entra finalmente in partita nel secondo, trovando nel muro di Bauer e negli spunti di Mejiners la forza di
reagire (10-18), prima di subire un clamoroso ritorno (break
di 9-0) giallorosso, interrotto
dalla neo entrata Havelkova.
Poca lucidità Ristabilito l’equilibrio, Busto, pur senza brillare,
nel terzo (17-20 con Marcon in
evidenza) e nel quarto (15-19
KRISTIAN LIRUTTI
SCHIACCIATORE
© RIPRODUZIONE RISERVATA
COPPA CEV FINALE DI ANDATA A ISTANBUL
La Calderon e la
regista guidano il
Galatasaray
Ora alla Yamamay
serve un’impresa
Vigor ci lascia il
ricordo di una
persona
fantastica,
sempre
sorridente.
Era uno
scanzonato, un
grande amico
con Havlickova sugli scudi) parziale riesce comunque a portarsi avanti, dando l’idea di poter
puntare anche al blitz. Impressione, però, vanificata nelle battute finali, dove le bustocche,
peccando di lucidità e freddezza, sbattono contro il muro turco (19), mentre Lo Bianco (ottima la sua prova griffata da 9
punti) e Calderon non sbagliano un colpo, mettendo una mano sulla Coppa. «Abbiamo pagato a caro prezzo i tanti errori,
gestendo non al meglio le fasi
conclusive degli ultimi due set,
ma c’è ancora una gara di ritorno tutta da giocare», ha commentato la Havlickova.
Nel return match di sabato prossimo a Busto (dove si prevede il
tutto esaurito, con tanti tifosi
turchi), la Yamamay, per conquistare la seconda Coppa Cev
della sua storia, dovrà vincere
partita e golden set.
GALATASARAY-BUSTO
| 3-1
(25-16, 22-25, 25-23, 25-22)
GALATASARAY ISTANBUL: Miletic 14,
Eric 11, Lo Bianco 9, Calderon 27, Hanikoglu 5, Ozec 8; Bilgi (L). Cetinsarac,
Alikaya, Ilyasoglu 5, Derkel 2. All. Dragan Nesic
YAMAMAY BUSTO A.: Marcon 9,
Bauer 12, Lloyd 5, Meijners 9, Dall’Ora 5, Havlickova 17; Leonardi (L).
Havelkova 5, Pisani 1, Bisconti, Lotti.
N.e. Caracuta. All. Parisi.
ARBITRI: Viktorini (Slo) e Isajlovic (Aut)
NOTE Spett.: 3737 (10 da Busto). Dur ta
set: 23', 30', 27', 30'; tot: 110'.
Yamamay: battute sbagliate 7, vincenti
4, muri 11, 2ª linea 3, errrori 11. Galatasaray: b.s. 12, v. 5, m. 19, 2a l. 6, er. 9.
Distorsione per Kovar
4
RITORNO
SABATO
La gara di
ritorno della
finale di Cev è
sabato alle 20.30
a Busto Arsizio.
Per conquistare
la Coppa, la
squadra di Parisi
dovrà vincere
(con qualsiasi
punteggio) e poi
dovrà
aggiudicarsi
anche il golden
set (ai 15)
(m.g.) Trauma distorsivo alla caviglia sinistra: confer
mata dallo staff medico Lube la prima diagnosi effet
tuata a caldo su Jiri Kovar, al momento dell’infortunio
avvenuto domenica scorsa a Belluno. Lo schiacciato
re difficilmente sarà disponibile domenica contro Ve
rona, ma dovrebbe poter rientrare nei quarti playoff al
via sabato 7 aprile.
ITALIANE ALL’ESTERO
La Costagrande resta in Cina
Carolina Costagrande, miglior giocatrice azzurra alla
Coppa del Mondo dello scorso dicembre, resterà un’al
tra stagione nella squadra cinese dell’Everglades, alle
nata da Jenny Lang Ping, con cui ha vinto lo scudetto
al primo tentativo. Un'altra italiana in partenza l’Azer
baigian. Stefania Sansonna (libero dell’Asystel Nova
ra) giocherà i playoff con l’Igtisadchi, squadra allenata
da Emanuele Sbano. La Sansonna contenderà il titolo,
oltre al Rabita, all'Azerrail di Sara Anzanello e al Baki di
Raffaella Calloni. Nell’organico dell’Igtisadchi l’Italia sa
rà il nono Paese rappresentato.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
33
TENNIS IL TORNEO DI MIAMI
4
AVANZA
NADAL
Miami,
Masters 1000
e Premier
(3.600.000 e,
cemento).
Uomini, ottavi:
Nadal (Spa) b.
Nishikori (Giap)
6-4 6-4;
Tipsarevic (Ser)
b. Dimitrov (Bul)
7-6 (3) 6-2; Fish
(Usa) b. Almagro
(Spa) 6-3 6-7 (3)
6-3; Djokovic
(Ser) b. Gasquet
(Fra) 7-5 6-3;
terzo turno:
Djokovic b.
Troicki (Ser) 6-3
6-4; Ferrer (Spa)
b. Benneteau
(Fra) 7-6 (5) 6-4;
Del Potro (Arg)
b. Cilic (Cro) 6-3
7-6 (3); Roddick
(Usa) b. Federer
(Svi) 7-6 (4) 1-6
6-4; Monaco
(Arg) b. Monfils
(Fra) 4-6 6-3
6-4. Donne,
quarti:
Sharapova (Rus)
b. Li Na (Cina)
6-3 6-0; ottavi:
Li Na b. Lisicki
(Ger) 3-6 6-4
6-2; Wozniacki
(Dan) b.
Wickmayer (Bel)
7-6 (6) 6-0;
Azarenka (Bie) b.
Cibulkova (Slk)
1-6 7-6 (7) 7-5;
V. Williams (Usa)
b. Ivanovic (Ser)
6-7 (4) 6-2 6-2
RAFA E NOLE
Assenze
eccellenti per il
secondo turno
del Gruppo
Mondiale di
Davis dal 6 all’8
aprile: in
Spagna-Austria
non ci sarà
Nadal (che si è
anche dimesso
da
vicepresidente
del consiglio
giocatori
dell’Atp), mentre
la Serbia sarà
senza Djokovic
contro la
Repubblica Ceca.
Un giorno
da Roddick
Federer
si inceppa
Andy batte lo svizzero dopo
quattro anni: «Ma Roger
resta il mio grande problema»
Andy Roddick, 29, festeggia: non batteva Roger Federer dal 2008 e
ci è riuscito soltanto per la terza volta in carriera. Le braccia al
cielo sono per Ken Meyerson, il suo ex agente morto ad ottobre EPA
RICCARDO CRIVELLI
Una scena sempre uguale
a se stessa, come accadeva a
Phil Connors/Bill Murray nel
film «Ricomincio da capo». La
medesima storia, con un paio di
luminose eccezioni: quando incrociava Federer, il destino di
Roddick restava immutabile. La
sconfitta. Ma ci sono posti del
cuore dove i desideri si tramutano ancora in felicità: l’ultima
volta che Andy vinse contro il
Re, si giocò a Key Biscayne.
Cioè il torneo che adesso si è trasferito a Miami e che nella sfida
tra ex numero uno, premiando
l’americano quattro anni dopo,
ha regalato una delle sorprese
più inattese di questo inizio stagione.
Gioia e stanchezza Perché, ra-
gionando solo con i numeri, era
difficile immaginare che dopo
averci perso 21 volte su 23, il
bombardiere di Omaha potesse
stoppare Roger-Express, reduce da 34 vittorie consecutive
nei tornei due set su tre e addirittura da 74 successi di fila contro giocatori fuori dai 20. Soprattutto, non sembrava possibile che il dignitoso declino di
Roddick, oggi numero 34 del
mondo e incapace di battere
uno dei primi tre dal 2010, si arrestasse per un giorno contro Federer, vincitore di tre tornei da
gennaio. Magie del tennis: «In
questo sport non c’è niente di
scritto — sorride Andy — e vivi
solo per serate come questa. Stavolta ho risposto stando più indietro e all’inizio devo averlo
sorpreso un po’». Orgoglio e volontà, servizio e dritto, qualità
ora un po’ appannate che però
all’americano non sono mai
mancate e che in due ore ha ritrovato come d’incanto: ha ottenuto un break chirurgico in un
primo set in cui Roger ha concesso solo 7 punti sulla battuta; è stato travolto nel secondo (tre break subiti) e nel terzo si è ritrovato sotto 0-40
nel primo gioco,
l’anticamera dell’inferno. E’ risalito e poi, nel game successivo,
ha ottenuto il
break decisivo, portato fino al termine:
«Ho giocato
quattro dritti
vincenti, è stato
uno dei più bei
game della mia carriera». Di fronte alla resurrezione, anche Federer, signore
come al solito, si è inchinato:
«Non ho perso contro il numero
34, ma contro un ragazzo che è
stato numero uno. E’ stato grande, anche se io ho giocato fiacco, ero stanco fisicamente e
mentalmente».
Problema Una vendetta tardiva
e rispettosa, quella di Roddick,
accolta con la consueta ironia e
intelligenza: «Fino a ieri mi dicevano che dovevo ritirarmi,
adesso tutti sono convinti che
vincerò il torneo. La verità è
che non sono messo così male e
che devo pensare solo a recuperare le energie. Comunque: è
bello batterlo, ma Roger resta
e rimarrà il più grande problema della mia carriera». Come
non comprenderlo. Sono separati da un anno soltanto (29
lui, 30 lo svizzero), ma Andy è
maturato prima e a cavallo del
secolo, approfittando dell’interregno dopo l’epoca Sampras, si è issato fino al numero
uno, vincendo gli Us Open
2003. Prima che apparisse il
Mostro: contro di lui, Roddick
ha perso quattro finali dello
Slam, tra cui un Wimbledon
per 16-14 al quinto (nel
2009). Eppure è soltanto zucchero: «Quando incontri Federer, i tifosi sono tutti per lui, ed
è giusto così: ho una stima
sconfinata per la sua disponibilità e il suo modo d’essere». A
dire il vero, quando si stava materializzando l’impresa, il Centrale di Crandon Park ha cominciato a fremere per il suo
eroe americano. Non a caso,
c’erano più di 14.000 spettatori e neanche un posto disponibile, primo esaurito della storia di lunedì. La casa di A-Rod.
E della sua rinascita.
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4
sulla ribalta
I NUMERI
2865
I punti Atp
conquistati da
Roger Federer
nei primi tre
mesi dell’anno.
E’ il miglior
risultato dal
2006 in avanti,
quando lo
svizzero vinse
l’Open
d’Australia,
Indian Wells e
Miami
34
Le vittorie
consecutive
di Federer in
match due set
su tre. L’ultima
sconfitta nei
quarti a
Cincinnati 2011
contro Tomas
Berdych
24
Le sfide tra
Federer e Andy
Roddick
Bilancio 21 a 3
per lo svizzero
(53-14 i set) con
un parziale di
11-0 tra il 2003
e il 2007
(lu.mar)
Q
Roger Federer,
30, esce dal
campo deluso:
quest’anno
aveva già vinto
tre tornei EPA
di Rino Tommasi
Con A-Rod
e le Williams
risorge l’America
Anche se ci sono cinque ore
di aereo e tre di fuso orario
tra Indian Wells e Miami,
poiché le condizioni di gioco
(cemento e vento) e di forma
sono simili c'è il rischio di
avere risultati copia e
incolla. Invece già in avvio i
due tabelloni hanno
suggerito variazioni
importanti.
Roger Federer, ad esempio,
dopo aver dato l'impressione
di poter essere ancora
protagonista, si è fatto
impallinare da un suo
sparring partner abituale,
quel Roddick che gli era
stato avversario in tre finali
di Wimbledon ed una di
Flushing Meadows, con un
bilancio di 24 a 3 per lo
svizzero che avrebbe
scoraggiato chiunque. Non
Roddick però che
improvvisamente ha
ritrovato quelle armi, dritto
e servizio, che gli hanno
consentito di raggiungere il
primo posto della classifica
e di vincere uno Slam
malgrado un rovescio
neppure decente.
Dalla Florida attende buone
notizie il tennis americano
che oltre a Roddick ha in
corsa Mardy Fish per non
parlare delle sorelle
Williams improvvisamente e
sorprendentemente tornate
alla ribalta. Più di Serena,
ha sorpreso Venus che ha
messo in fila due risultati
importanti come quelli
ottenuti a spese di Petra
Kvitova (campionessa di
Wimbledon in carica) e di
Ana Ivanovic.
Forse il motivo principale
del torneo è quello di
verificare quanto possono
ancora dare al tennis le due
sorelle che ormai sono sulla
ribalta da tredici anni.
Senza giocare un grande
tennis, Janko Tipsarevic ha
battuto più facilmente del
previsto il bulgaro Dimitrov
che forse è stato un po’
sopravalutato al suo
ingresso nel circuito.
GHIACCIO MONDIALI DI FIGURA
Coppie d’Italia all’assalto iridato
sulla pista di Fusar Poli-Margaglio
si, torneranno a proporre il triplo twist. In qualche modo, hanno già vinto: saranno loro, infatti, a fare da dimostratori al prestigioso seminario Isu della specialità in programma a Berlino
subito dopo Pasqua.
Berton-Hotarek
nell’artistico e
Cappellini-Lanotte
(danza) in cerca di
imprese a Nizza
Obiettivi Nella danza, invece,
DAL NOSTRO INVIATO
ANDREA BUONGIOVANNI
NIZZA (Francia)
Con un sole così, con un
mare così, il ghiaccio rischia di
sciogliersi. Ma da oggi a domenica, in programma la 102ª edizione dei Mondiali di figura,
dentro il Palais des Expositions
farà caldo non solo per via delle
temperature esterne.
Duelli Si comincia forte, con i
corti delle coppie d’artistico e
della danza. Al vertice, nel primo caso, c’è attesa per la sfida
sfumata agli Europei di Sheffield di fine gennaio tra i tedeschi già tre volte iridati Savchenko-Zsolkowy, in Inghilterra al palo per un infortunio
di lei e i russi VolosozharTrankov. Ma attenzione ai cinesi Qing Pang-Jian Tong: insieme al belga Van der Perren sono i soli reduci dai Mondiali di
Nizza 2000, lui è il più anziano
pattinatore di questa edizione,
ma dopo quasi un anno sabbatico, che pareva l’anticamera del
ritiro, sono tornati minacciosi.
Nella danza, invece, proseguirà
il confronto tra gli statunitensi
Davis-White e i canadesi Virtue-Moir. Davis-White, campioni uscenti, erano imbattuti da
10 gare quando gli olimpionici
compagni d’allenamento, sono
tornati a far meglio al Quattro
Continenti di febbraio. Outsider, di fronte al proprio pubblico, i francesi Bourzat-Pechalat,
nonostante la recente frattura
di Natalie al setto nasale.
Qui Italia L’Italia, in attesa del
debutto di domani di Carolina
Kostner, cercherà di ritagliarsi
spazi. Tornando all’impresa di
Barbara Fusar Poli-Maurizio
Margaglio che, 12 anni fa, su
questa pista, conquistarono la
prima medaglia iridata, uno storico argento. Nelle coppie d’artistico si punta su Stefania Berton-Ondrej Hotarek che, dopo
la quarta piazza continentale,
partono dal 10o posto di Mosca
2011. Oggi, su trascinanti note
sudamericane e inseriti dal sorteggio in un gruppo di soli rus-
toccherà ad Anna Cappellini-Luca Lanotte, altri rappresentanti delle Fiamme Azzurre,
tenere alta la bandiera tricolore. Il duo lombardo, alla sesta
esperienza mondiale consecutiva, punta a confermare l’ottavo
posto della scorsa stagione e,
possibilmente, a migliorarlo. Il
corto sarà molto indicativo: i
balli latino-americani, imposti
dal regolamento della stagione, sono un loro cavallo di battaglia. In lizza, nell’artistico, anche i debuttanti Nicole Della
Monica-Matteo Guarise (lei faceva coppia con Yannick Kocon, lui è stato iridato su rotelle) e, nella danza, Lorenza Alessandrini-Simone Vaturi: lunedì
hanno superato la qualificazione.
Carolina di Monaco e la figlia
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QUARTA
La Marchei torna
dopo 4 anni
e si qualifica
NIZZA — Valentina
Marchei, che torna sulla scena
iridata dopo 4 anni, supera
senza patemi la qualificazione
(88.92): venivano promosse le
migliori 10 di 33. Lei, giocando
giustamente di conserva e
commettendo un’imperfezione
sul triplo flip, finisce 4a,
preceduta dalla britannica
McCorkell, dall’estone Glebova
e dalla spagnola Lafuente.
Domani sarà tra le 30
protagoniste del corto.
Oggi. Ore 13. Corto coppie
(Della Monica Guarise, ore
13.41; Berton Hotarek, ore
15.16). Ore 18.40. Corto danza
(Alessandrini Vaturi, ore
19.46; Cappellini Lanotte, ore
21.27). In tv: RaiSport 1, ore 13
e 22.30; RaiSport 2, ore 20;
Eurosport, ore 16.30 e 20.45.
34
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MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
BASEBALL MAJOR LEAGUE
ilPunto
di s.a.
Da La Russa
a Valentine
il fattore
tecnici-paisà
La stagione Usa parte dal
Giappone, e si preannuncia
ancora più combattuta dopo
la decisione di modificare i
playoff con l’introduzione
della seconda wild card nelle
due Leghe. St.Louis è la
squadra detentrice, ma ha
perso il suo storico manager,
Tony La Russa ritiratosi
(come fece nel 2010 Joe Torre)
e Albert Pujols, il
bombardiere passato ad
Anaheim, dove il manager è
Mike Scioscia. E a proposito
del fattore italo-americani in
panchina, l’attesa più curiosa
riguarda Bobby Valentine,
anch’egli di origini italiane (i
suoi parenti si chiamavano
LA GAZZETTA DELLO SPORT
35
IPPICA
Valentini quando sbarcarono
negli Usa), al rientro dopo
esperienze anche in
Giappone. Valentine (nella
foto) riparte da Boston, che
ha divorziato da Terry
Francona dopo i playoff
mancati nel 2011. Boston è
nella East Division con i
grandi rivali NY Yankees e
con Tampa: è sicuramente
la divisione più difficile.
Nell’American, ad Ovest, ci
sono i Texas Rangers, finalisti
da 2 anni e rafforzatisi con
l’atteso lanciatore nipponico
Yu Darivsh, mentre Oakland
ripesca lo squalificato per
doping Manny Ramirez.
Detroit, nella Central, con
Prince Fielder, è ancora da
playoff. Nella National che
vedrà gli ultimi fuochi di
Chipper Jones ad Atlanta, si
pensa sempre all’incredibile
astinenza dei Chicago Cubs,
che non vincono le World
Series dal 1908. Philadelphia
resta la più competitiva con
la rotazione Halladay,
Lee-Hamels e col nuovo
closer Papelbon, anche se
parte con due big operati
come Howard e Utley. E gli
Yankees sperano di non
fallire in postseason come nel
2011 dopo 97 vittorie. Tampa,
Miami, Minnesota o
Milwaukee: chi sarà
guastafeste?
clic
A
TRE
GRANDI
SABATO FIUMI DI DOLLARI
Dubai, cose
da pazzi
Otto corse
28 milioni
S
Joe Di Maggio,
origini siciliane, ex
marito di Marylin
Monroe, giocò nei
NY Yankees: il
suo record di 56
partite con
almeno una valida
ancora imbattuto
BRADLEY AMERICANO
DEL CHIEVO CALCIO E
IL SUCCESSO IN ITALIA
(f.d.v.) L’esperienza al
contrario di Michael Bradley,
centrocampista americano
del Chievo calcio: «Giocare in
Italia è stato il coronamento
di un sogno: da piccolo ogni
domenica mi svegliavo presto al mattino per seguire le
partite della Serie A in tv. Sono orgoglioso di rappresentare l'America nel campionato
più difficile del mondo. Quando sono arrivato, mi sono messo a studiare: guardavo tutte
le partite per imparare e migliorare. Il calcio è stato il mio
unico amore. Se Liddi è arrivato fin lì significa che ha talento: avrà un futuro luminoso».
Alex Liddi è nato a Sanremo il 14 agosto 1988. Da 6 anni è negli Usa. Ieri ha fatto visita con una delegazione ai terremotati giapponesi AP
Liddi, debutto tra i titolari
Così conquista l’America
Alex oggi a Tokyo con Seattle: un altro grande sogno che si avvera
Mai nessun italiano aveva partecipato all’apertura della stagione
SEATTLE-OAKLAND
Opening game di baseball
Oggi e domani la stagione di
Major League Usa di
baseball si apre al Tokyo
Dome tra Seattle (la squadra
di Liddi) e Oakland
Espn Usa (can. 214 Sky) ore 12 e 11
STEFANO ARCOBELLI
La vita è uno swing per
Alex Liddi, un ragazzo che nel
2005 salutò mamma, papà e
amici a Sanremo per inseguire
e realizzare il sogno americano
che pareva impossibile. Di debutto in debutto, quello di oggi,
al Tokyo Dome con la divisa dei
Seattle Mariners, è l’ultimo capitolo di una favola che deve ancora arricchirsi ma è già fantastica così: lui «di fatto» titolare,
tra i 25 scelti dal manager per
cominciare la stagione di Major
League contro Oakland, la squadra raccontata in questi giorni
al cinema da Brad Pitt.
Confronto Di secolo in secolo.
Pensi a Liddi e ripensi immediatamente a Joe Di Maggio, che
faceva l’esterno centro con i mitici NY Yankees, e un giorno si
sposò a Marylin Monroe. Quel
baseball che si diffondeva tra
gli italoamericani per tenere
lontani i figli degli immigrati
da pericolose tentazioni, e definire un’autostima collettiva. Diventare una riscossa sociale.
Questo baseball mantiene intat-
Punti forti
h
Il punto di forza di Alex Liddi è
indubbiamente la battuta: come
dimostrano le cifre. Ha una
rapidità di sventolare la mazza
non comune e soprattutto
è un battitore,
come si dice,
di potenza.
Dopo i 30
fuoricampo, i 104 punti battuti e
124 segnati in Triplo A, Alex ha
chiuso la stagione 2011 con 3
fuoricampo e 3 doppi e un totale
di 6 punti battuti in appena 15
partite. Nel precampionato invece
ha chiuso con 15/35, 15 valide (7
doppi) e 1 fuoricampo: 2˚ assoluto
(dietro l’esterno Cain, di Kansas).
Punti deboli
i
Che Liddi stia migliorando lo si
vede dagli strike out in meno (in
media) che sta subendo: nelle
15 partite di un anno fa ne subì
15, quest’anno 8 in 15 partite.
Un grande slugger, talvolta non
è altrettanto consistente in
difesa: perciò gli allenatori
insistono nel provare e
riprovare un giovane talento
come Liddi, che un anno fa
giocava sempre in 3ª base e
quest’anno quasi sempre in 1ª
base. Le difficoltà nascono
dalla velocità del gioco in
Major. Ma Alex si sta abituando
ad essere più rapido nelle
prese e nelle assistenze.
to il suo fascino tra i paisà: e Liddi — che staziona tra la 3ª e la
1ª base, cioè nel diamante, come il leggendario Di Maggio
ha nella battuta, lo swing
appunto, il colpo che a
23 anni potrebbe proiettarlo a grandissime cose. Alex aveva stregato,
concluso alla grande il
debutto in Major League la scorsa stagione:
l’ha riaperta alla grande
in pre-campionato diventando il secondo battitore con una media di 429 dietro Cain di Kansas. Perciò fa
bene il manager Wedge a insistere sul ragazzone ligure: deve trovargli un posto in
difesa per poterne
esaltare le qualità
in attacco, ma deve anche dare
la priorità ai titolari (Figgins in
3ª, Smoak in 1ª). Liddi diventerà l’uomo che verrà chiamato
quando serve: magari per risolvere uno slump (il momento nero in attacco).
Pazienza Una stagione regolare
è lunga 162 partite: Alex chiede solo spazio, anche perché
niente lo ha mai spaventato.
Nelle Leghe minori si pagava
da mangiare, proseguì con 50
mila dollari, e ora ne vale quasi
500mila: il minino del primo
contratto. Ma la sua storia prescinderà dalla ricchezza. Primo
italiano cresciuto sui nostri polverosi campi a debuttare il 7 settembre 2011 ad Anaheim, primo a realizzare un fuoricampo,
primo a debuttare nell’Ope-
ning day della stagione: «Ho
avuto pazienza, ho saputo
aspettare sempre il mio momento». Fu a Pamplona nel
2005, che il suo destinò cambiò
per sempre: c’erano gli Europei
giovanili, ma in tribuna c’erano
gli scout di Seattle: tre anni dopo, il 27 marzo come ieri, diventò il primo italiano a giocare
una partita di precampionato.
Immagine Per tre anni è stato inserito nell’All Star Game delle
promesse, ma adesso la promessa viene scelta per rappresentare la franchigia nella visita ai
terremotati di Ishinomaki. Insomma, non sa fare solo fuoricampo: il ragazzo italiano sempre sorridente e affabile, implacabile mazza in mano, può diventare uno spot per quei 20 milioni di italoamericani che vanno fieri delle loro origini. Alex
ne diventa la miglior icona, in
prospettiva, nello sport nazionale degli Usa. «Quando a fine
campionato il manager e il general manager mi hanno chiamato nella loro stanza, mi hanno detto: "Non pensavamo di
farti giocare, ma tu ci hai sorpreso, ci hai quasi costretto a sceglierti. Ora lavora ancora, impegnati in inverno. Entrare nei
25? Chissà». Quel giorno è arrivato: è oggi. «Io sono il primo
italiano, ma ci sono altri ragazzi che hanno fatto la mia scelta,
vorrei che potessero vivere le
mie emozioni. Sento sempre
tanto orgoglio, da italiano, in
questi momenti». Liddi, uno
swing lo consacrerà.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
S
Yogi Berra
(padre di
Cuggiono, Mi),
gran ricevitore, 10
World Series con
i NY Yankees. La
sua frase: «Non è
finita finché non è
veramente finita»
S
Mike Piazza,
figlio di Vincent
originario di
Sciacca, è il
ricevitore con più
fuoricampo (396)
tra Los Angeles e
NY Mets. Ora è
coach azzurro
4
GLI ALTRI
ITALIANI
Prima di Liddi
altri italiani solo
nati ma non
cresciuti in Italia
avevano giocato
in Major.
Marino
Pieretti,
lanciatore (nato
a Lucca 1920,
morto 1981), che
militò tra
Washington,
Chicafo WS,
Cleveland.
Julio Bonetti
lanciatore (nato
a Vado Ligure
1911, morto
1952), St.Louis e
Chicago Cubs.
Henry Arcado
Biasatti prima
base (nato a
Beano di Udine,
1922, morto
1996), con
Philadelphia.
Louis Americo
Polli, lanciatore
(nato 1901 a
Baveno di
Verbania, morto
2000), Yankees
e St.Louis.
Rinaldo
Ardizoia,
lanciatore (nato
1019 a Oleggio),
Yankees.
Reno Bertoia,
terza base (nato
nel 1935, morto
nel 2011), Detroit,
Washington,
Minnesota e
Kansas
Gladiatorus (Ajtebi), nato in Italia,
vince il Duty Free 2009 GRASSO
Diciotto edizioni di Dubai Cup e anno dopo anno sempre una novità nel convegno di
galoppo nel deserto voluto da
Sheikh Mohammed.
28 milioni Cose da pazzi sabato,
sul fronte milioni di dollari in
palio. E’ stata aggiunta la Dubai Gold Cup e dai 26 dello scorso anno si passa a 28 (10 nella
World Cup, la corsa più ricca al
mondo) in palio nelle grandi 8
corse del convegno,
Italiani La tradizione italiana è
già consistente. Dettori prima
di tutto. Ha vinto tre Dubai
Cup (2000 Dubai Millennium,
2003 Moon Ballad, 2006
Electorcutionist), 6 Mile, 2 Derby, 1 Golden Shaeen e 1 Duty
Free. Ma anche Mirco Demuro
(stavolta assente) e il suo colpo
nella World Cup 2011 col giapponese Victoire Pisa. Capitolo
cavalli: erano italiani Elctrocutionist e Gladiatorus a segno
nel Duty Free 2009 con colori
degli Emirati. Allenatori? l’«inglese» Luca Cumani e il Duty
Free sbancato l’anno scorso
con Presvis che tenterà il doppio. Da riempire la casella proprietari: sabato ci proverà Felice Villa nello Sheema Classic
(m 2400) con la sua metà di
Jakkalberry (a sua volta indigeno) allenato da Marco Botti
che gioca altre due carte, Joshua Three nella neonata Gold
Cup e Planteur nella World
Cup (m 2000) in cui ci sarà anche Frankie (con Prince
Bishop), che sabato salterà solo lo Sprint. Nel betting della
corsa più ricca del pianeta, Dettori è a 20/1. Il favorito è l’irlandese degli O’ Brien So You
Think a 3/1, seguito dal giapponese Smart Falcon (5/1), reduce da 9 vittorie di fila, e da Game on Dude (7/1),l’americano
che avrà in sella la prima fantina nella storia della corsa, la canadese Chantal Sutherland.
IERI A MILANO
Quinté: e 10.235
alla 13-2-16-10-12
8ª corsa - m 1600: 1
Lisalisaper (Santo Mollo); 2
Nubiana Guasimo; 3 Eclisse
Domar; 4 Iulius del Ronco; 5
Niagara Roc; Tot.: 6,99; 2,88,
8,49, 2,43 (332,09). Quinté: e
10.235,76. Quarté: e
4.866,61. Tris: e 1.214,13.
OGGI QUINTÉ A ROMA (inizio
alle 14.55) scegliamo Lester
(16), Faraonico Sama (9),
Maier (15), No More Lf (6),
Lopez Bi (10) e Ninio (13).
SI CORRE ANCHE Milano (g.
14.30), Grosseto (14.55),
Torino (15.20) e Aversa (15.10).
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TUTTENOTIZIE & RISULTATI
Vela 1 NELLE CLASSI OLIMPICHE
Vela 2 VERSO LE WORLD SERIES
Sensini da battaglia
Si è garantita almeno
il bronzo al Mondiale
Traffico e polemiche
Napoli prova a difendersi
in attesa della Coppa
LUCA BONTEMPELLI
PUERTO SHERRY (Spagna)
ROSSELLA RAGANATI
Instancabile il vento del
Mondiale RS:X dopo una settimana a 25 nodi ieri un significativo incremento (oltre i 40)
e il programma delle regate si
è ovviamente interrotto. Con
qualche conseguenza nella
classifica, visto che all’appello
manca solo la medal race (le
prime 10 della graduatoria si
incontrano con punteggio doppio in palio) prevista per oggi.
Lo spiega la stessa Alessandra
Sensini che ha vinto le ultime
4 regate (3 lunedì, una domenica) e ha pazientemente trascorso la prima parte della
giornata di ieri aspettando le
decisioni degli organizzatori.
«Ho 21 punti di vantaggio sulla quarta — racconta la velista
grossetana — e il massimo distacco ottenibile nella regata
finale è 20, dunque non può
più raggiungermi. Il bronzo
pare dunque in cassaforte, anche se in questi casi sempre
meglio aspettare l’ufficializzazione per evitare sorprese».
Perfezione La circostanza con-
sente di rivivere l’emozione
della «giornata perfetta» quella dei tre primi posti, che ha
portato alla Sensini un mucchio di complimenti: «Ho ritrovato serenità e consapevolezza — dice — è come se mi fossi
un po’ ritrovata. Ed era ciò di
cui avevo bisogno in vista dei
Tiro a volo LA GAFFE IN KUWAIT
Sensini: terza in classifica IV8
prossimi mesi, quelli cruciali in vista dell’appuntamento olimpico. La prossima
settimana me la concedo di
vacanza, poi riprendo ad allenarmi in casa, a Grosseto.
Non ho ancora deciso se
parteciperò a qualche regata, certo da fine maggio mi
trasferisco in Inghilterra
per l’Olimpiade». Resta il
dettaglio della medal race
di oggi per quanto questa
apparisse, bollettini alla
mano che escludono un ripiegamento del vento, sino
a ieri assai improbabile. La
Sensini ha 10 punti da recuperare all’israeliana Korzits
e 6 alla polacca Klepacka.
Ogni posizione vale 2 punti, dunque è tutto è possibile. Forza Alessandra.
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Rugby L’INGLESE HARTLEY
Inno di Borat
Stop di 2 mesi
per sbaglio
per un morso
Il Kazakistan
presenta reclamo
Reclamo ufficiale del Kazakistan contro il Comitato
Olimpico Asiatico dopo che,
per errore, durante una cerimonia di premiazione di tiro a volo
è stato suonato la parodia dell’inno kazako fatta da Sasha Baron Cohen nel film Borat. La
gaffe è avvenuta ai Kuwait shooting Gran Prix, la scorsa settimana. Quando la kazaka Maria
Dmitrienko è salita sul podio
per ricevere l’oro del double
trap, gli organizzatori hanno
utilizzato una versione dell’inno scaricata da internet, senza
accorgersi dell’errore. «Abbiamo presentato un reclamo ufficiale al presidente del Coa, Ahmad Al-Sabah», ha fatto sapere
il presidente del Coni kazako,
Talgat Emergiyaye, ricordando
che già l’anno scorso era avvenuto un incidente simile ai campionati di sollevamento pesi di
Parigi, quando fu suonato l’inno dell’ex Repubblica socialista
sovietica del Kazakistan.
La premiazione della Dmitrienko
Dylan Hartley, 26 anni
Il tallonatore dell’Inghilterra Dylan Hartley è stato squalificato per 8 settimane (due
mesi) dalla commissione disciplinare del Sei Nazioni per aver
morso un dito dell’irlandese
Ferris durante il match vinto
sull’Irlanda 30-9 nell’ultima
giornata del torneo. Hartley è
stato giudicato colpevole di «atti contrari al comportamento di
un uomo di sport», e quindi
squalificato. Hartley potrà prendere parte, in caso di convocazione, al tour dell’Inghilterra in
Sudafrica. L’Inghilterra disputerà il primo dei tre test in Sudafrica contro gli Springboks il 9 giugno a Durban, a squalifica scaduta. Non è la prima volta che
Hartley, capitano del Northampton ma di nascita neozelandese, è alle prese con problemi disciplinari: nel 2007 fu
squalificato per 26 settimane
per aver messo le dita in un occhio di un avversario. Il suo
morso a Ferris in Inghilterra-Irlanda non era stato notato dall’arbitro ma è stato documentato dalle immagini tv e quindi
era scattato il deferimento.
Mancano dieci giorni all’inizio delle World Series di
Napoli (11 - 15 aprile) e i cittadini partenopei sono strangolati dal traffico causato dall’entrata in vigore della mega
ZTL che di fatto ha diviso in
due la città di Napoli. Agli interrogativi che negli ultimi
giorni affollano la mente di
napoletani e non, ha risposto
in una conferenza stampa Paolo Graziano presidente di
ACN (società di scopo creata
per l’evento). E dunque: la
cancellazione delle gare nel
weekend pasquale, sostituite
da allenamenti liberi dei team (che potrebbero ridursi a
10 per l’abbandono dei francesi di Aleph per motivi economici) dipenderebbe dal palinsesto tv. Le regate (compattate in 5 giorni) in Italia verranno trasmesse in una diretta di 12 ore da Mediaset che
si è aggiudicata l’evento bruciando all’ultimo momento
La7. Insomma è come dire
meglio vedere le regate in tv
piuttosto che dal vivo, anche
perché secondo Graziano
«non sono molte le persone
in grado di capire se i catamarani in azione stanno facendo
una regata o un semplice allenamento». Difficile che la città di Napoli possa chiedere
un rimborso parziale dei 5 milioni di euro sborsati per ospitare la kermesse velica decurtata di due-tre giornate di ga-
Atletica
COPPA CUBA (si.g.) Conclusa a L’Avana
la Coppa Cuba. Uomini. Batt. 110 hs (+1.6):
Capetillo 13"2. Triplo: Revé 17.13 (+1.3); Girat 17.10 (0.0). Peso: Veliz 20.50. Giavellotto: Martinez 82.72. Donne. Triplo: Alcantara 14.41 (-1.2); Ribalta 14.24 (+0.4). Peso:
Gonzalez 18.51. Disco: 2. Caballero 64.82.
Martello: Moreno 73.50. Giavellotto: Cruz
62.75.
SCAMPOLI INDOOR (si.g.) A Cardiff (Gb)
la 19enne Katarina Johnson Thompson ha
totalizzato 4.526 punti nel pentathlon, a 9
lunghezze dal primato mondiale juniores
della Kluft. A Vaxjo (Sve). Uomini. Disco:
Harradine (Aus) 64.12.
FERRARA MARATHON (m.m.) Dominio
keniano nella Ferrara Marathon e Half Marathon. Mezza. Uomini: 1. Yego (Ken)
1h01’49"; 2. Kisang (Ken) 1h02’15"; 3. Kisorio (Ken) 1h03’48". Donne: 1. Chepkorir
(Ken) 1h18’01"; 2. Jerop (Ken) 1h21’11"; 3.
Pontieri 1h24’38". Maratona: 1. Cabassi
2h35’34".
Baseball
Il traffico a Napoli per la Coppa
re, visto che al momento
non esistono appigli contrattuali e soprattutto la copertura televisiva prevista: 320 minuti di diretta,
è stata finora garantita. Si
dice che Venezia per la tappa delle World Series
(13-20 maggio) abbia
sborsato 500.000 euro e la
grande differenza sarebbe
dovuta proprio all’acquisto da parte di Napoli di diritti televisivi. Di buono c’è
che per una settimana intera le più belle immagini di
Napoli e della Campania,
saranno distribuite in tutto il mondo da 75 emittenti televisive in 197 paesi e
raggiungeranno un pubblico di 75 milioni di telespettatori.
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Poker OSPITE E AL TAVOLO
Golf JAGUAR PRO-AMATEUR
European tour
Bortolami star
Manassero e Zola
prologo in Sicilia
FIGUEROA OK (m.c.) Il Nettuno ha avuto
l’okay del consiglio di presidenza Fibs per
il tesseramento del lanciatore dominicano
Juan Figueroa, in quanto il contratto dello
statunitense Hayhurst non era ancora sottoscritto. Una normativa Coni consentirà
così di revocare il vecchio visto e di averne uno nuovo. Oggi presentazione della
stagione a Roma, con il presidente mondiale Riccardo Fraccari e quello del Coni,
Petrucci.
Boxe
WLADIMIR SVIZZERO (r.g.) Definita il 7
luglio a Berna (Svi) la difesa di Wladimir
Klitschko (Ucr, 57-3), titolare massimi
Wba-Wbo-Ibf-Ibo contro Tony Tompson
(Usa, 36-2) imposto dalla Ibf. La sede sarà
lo stadio di calcio, capace di 32.000 posti.
ZAMORA (r.g.) Il 6 aprile a Fogliano Redipuglia (Go), Brunet Zamora (21-0-2), in attesa di sfidare il campione europeo superleggeri, il russo Denis Shafikov (28-0-1),
affronta sugli 8 round Santos Medrano
(Nic, 8-7-3). In programma il welter Brussolo (10-5-1) c. McField (Nic, 13-15-2) sui 6
t.
DERBY (r.g.) La sfida tutta italiana per la
cintura Ue mediomassimi tra Orial Kolaj
(8-5), neocampione nazionale e Dario Cicchello (20-9-2), si svolgerà a Villanova di
Guidonia (Rm) il primo giugno.
SOTTILE (r.g.) A Napoli, debutto vittorioso
del massimo Vincenzo Sottile (1), 25 anni,
su Pal Bohus (Ung, 0-4) ko al primo round.
ROSSITTO (r.g.) Il 13 aprile a Siracusa il
campione italiano massimi leggeri, Vincenzo Rossitto (41-7-2) tenta la conquista della cintura Internazionale Wbc vacante,
contro Levan Jomardashivili (Geo, 26-6).
YOUTH (i.m.) A Montagris (Fra) l’Italia Youth (U18) di Maurizio Stecca, rinforzata dal
senior Cosenza, perde di stretta misura
5-4 contro la Francia. Risultati: 49 Chapat
b. Conselmo; 52 Kisohurry b. Di Gioia; 56
Gasparri b. Friha; 60 Oumiha b. Scialla,
Dehez b. Maietta, Cosenza b. Djari; 69
Scannapieco b. Mosquea, 75 Faraoni b.
Assomo; 81 Coupé b. Zucco rsc1.
Canoa
VINCE ROMEO (a.fr.) Andrea Romeo, Marina Militare, in 1’35"47 ha vinto l’Otvoritev
2012, gara internazionale di K1 a Tacen
(Slo), precedendo rispettivamente di 2"64
e 2"65 gli sloveni Martin Albrecht e il bronzo mondiale, proprio a Tacen nel 2010, Jure Meglic. Ottimo test in vista delle selezioni nazionali, sempre in Slovenia, da metà
aprile. Gli altri azzurri: 11˚ Omar Raiba, 12˚
Luca Colazingari.
CAMPIONE D’ITALIA
(fa.bi.) Campioni e grandi numeri. L’European poker
tour per la prima volta a Campione prende il volo. Con il
day1B di ieri i giocatori sono saliti a 570, per un montepremi
che sfiora i 3 milioni di euro.
Ma è il parterre che impressiona. Oltre a tutti i big azzurri, i
più forti al mondo. Con due sorprese: Patrick Antonius, il fenomeno finlandese che difficilmente si stacca da Las Vegas. E
Joseph Cheong, 25 anni, 3o alle
world series l’anno scorso. Purtroppo Cheong è già stato eliminato, come Filippo Candio (4˚
alle wsop) e uno dei big di Pokerstars, Dario Minieri, incocciato due volte di seguito contro coppia d’assi. Intanto ha fatto visita all’Ept, giocando anche un piccolo torneino, Marco
Bortolami, ex capitano dell’Italrugby: «Mi sono appassionato al texas hold’em guardandolo prima in tv e poi giocando
nei ritiri. Rilassa ma tiene anche sveglia la mente».
Marco Bortolami, 31 anni
Sci
Canottaggio
Matteo Manassero, 18 anni
Si apre oggi con il Jaguar
Pro-Amateur la settimana golfistica al Verdura Golf & Spa
Resort, nei pressi di Sciacca
(Ag) dove da domani a domenica è in programma il Sicilian
Open, torneo dell’European
Tour. La Pro Am, alla quale
prendono parte 26 squadre di
quattro giocatori composte da
un professionista e da tre dilettanti, offrirà l’occasione di vedere sul campo in anteprima
alcuni dei protagonisti della
manifestazione tra i quali Matteo Manassero, gli statunitensi John Daly e Rich Beem, il
francese Raphael Jacquelin,
campione uscente, Emanuele
Canonica, Lorenzo Gagli e
Alessandro Tadini. Tra gli
amateur vi saranno noti personaggi appassionati di golf quali l’ex calciatore Gianfranco Zola, i piloti di rally Miky Biasion, Gabriele Tarquini e Prisca Taruffi, i giornalisti Massimo De Luca e Giacomo Crosa.
Partenza shot gun alle 11, tutte le compagini insieme da
ogni buca del campo, e conclusione prevista attorno alle 17.
MEETING NAZIONALE Primo meeting nazionale a Piediluco: Montrone e la Sancassani vincono in singolo, successi anche
per il doppio Sartori-Battisti e per i vicecampioni mondiali pl Danesin, Caianiello,
Miani e Goretti nel 4 senza senior; senza
problemi i due senza senior azzurri maschile e femminile (Mornati-Carboncini e
Bertolasi-Wurzel), nel doppio leggero femminile si impongono Milani-Bello. Presenti
1025 vogatori e 109 società.
Hockey ghiaccio
FINALE PLAYOFF A-2 (m.l.) Al Pranives
di Selva Gardena (Bz) torna sul ghiaccio il
Milano Rossoblu di coach Massimo Da Rin
impegnato oggi (mercoledì 28 marzo) in gara-2 della finale promozione in A-1 (al meglio delle 7). Programma. Ore 20.30: Gardena-Milano Rossoblu (serie 0-1).
Hockey pista
POSTICIPO (m.nan) Nel posticipo della 21a
giornata il Bassano sconfigge in casa il Viareggio 3-2. Classifica: Lodi 54, Viareggio
49, Valdagno 42, Forte dei Marmi, Giovinazzo e Bassano 41, Breganze 37, Follonica 23, Prato 22, Sarzana 20 Trissino 19,
Molfetta 15, Matera 12, Seregno 0 (ritirato).
Nuoto
RIENTRO ANTICIPATO La nazionale di
nuoto, in collegiale a Tenerife dal 14 marzo, ha anticipato a ieri il rientro in Italia a
causa dello sciopero generale in Spagna
di domani, giorno del rientro previsto.
KIWI SCATENATI (al.f.) A Auckland,
Glenn Snyders migliora il record neozelandese dei 50 rana (27"06) e vince i 100 con
il 2˚ crono stagionale: 1’00"04.
ANCORA SCANDALI (al.f.) L’ex allenatore
del Mission Viejo Nadadores Daniel Dusenbury è sotto indagine poiché accusato di
aver consumato rapporti sessuali con
una sua atleta minorenne (16 anni).
IN FRANCIA
Brignone terza
in slalom
(s.f.) Ai campionati
francesi iniziati ieri all’Alpe
d’Huez Federica Brignone
terza in slalom a 1"26 da
Nastasia Noens e a 52/100
dalla Bertrand; Elena
Curtoni 4a a 14/100 dalla
compagna di squadra, 8a la
Schenk, 1a0a la Marsaglia.
DOPATO Il ceco Michal Rubacek, 25 anni,
primatista nazionale dei 50 e 100 farfalla,
è stato squalificato 2 anni perché positivo
alla methylhexanamine ai campionati nazionali di dicembre. Perderà Londra dopo
aver disputato i Giochi di Atene e Pechino.
L’indiana Surya Prasa Sharma è stata
squalificata fino al novembre 2013 dalla Fina per anabolizzanti.
Pallamano
EUROPEI (an.gal.) Europei di Danimarca
2014, dall’urna di Vienna è stato sorteggiato un girone di ferro per l’Italia maschile
che nel girone B delle pre-qualificazioni affronterà Grecia, Svizzera e Gran Bretagna
(dall’8 al 10 giugno, sede da definire, forse
in Italia). «Si gioca tutto in tre giorni e possiamo giocarcela», commenta fiducioso
del c.t. Franco Chionchio.
Pallanuoto
OMICIDIO È stato trovato morto in un residente di Priolo, in provincia di Siracusa,
Giancarlo Tringali, 56 anni, padre di Andrea, giocatore dell’Ortigia di pallanuoto. Il
decesso risalirebbe a qualche giorno fa.
Gli investigatori della Squadra mobile di Siracusa non escludono l’ipotesi dell’omicidio. Sulla nuca dell’uomo sarebbe stata infatti notata una piccola ferita che potrebbe essere stata provocata da un’arma da
fuoco di piccolo calibro. Sul corpo della
vittima è stata disposta l’autopsia.
Sport invernali
CHECCHI (g.v.) A Subiaco, il fondista azzurro Valerio Checchi diventa papà bis: è
nato Filippo.
Tennistavolo
CORSA PROMOZIONE Ai Mondiali a squadre a Dortmund, l'Italia maschile perde 3-1
col Brasile, oggi chiude il girone contro la
Bosnia ma e' gia' matematicamente sicura del secondo posto, valido per andare
nel tabellone per il passaggio in Prima divisione. Le donne vincono 3-0 con l'Inghilterra, se oggi battono l'Estonia sono anche
loro negli spareggi per la promozione.
Tiro a volo
Coppa skeet
Tazza quinto
TUCSON (Arizona, Usa) - Giancarlo Tazza
costretto a rimandare l'appuntamento col
primo podio in carriera nello skeet, dopo
che nella prova inaugurale della Coppa del
Mondo 2012, a Tucson, aveva chiuso al comando le prime due serie. Con tre 24 nelle
succesive tre serie, il poliziotto di Caserta
è stato costretto ad uno spareggio per la
finale, dove è entrato, chiudendo al 5˚ posto. Successo del greco Efthimios Mitas,
al primo successo, con 150/150, quinto tiratore in assoluto a riuscire a chiudere
senza errori (prima l' statunitense Hancock, il norvegese Brovold, il ceco Sychra
e il qatarino Al-Attiya). Memorabile lo shootoff per il secondo posto, risolto da Milchev al 44˚ piattello. Skeet: 1. Mitas (Gre)
150/150; 2. Milchev (Ucr) 148 (+44); 3. Valdez Romero (Mes) 148 (+43); 4. Terras
(Fra) 148 (+0); 5. Tazza 147; 6. Shomin
(Rus) 147; 13. Moscariello 121/125; 25. Luchini 118.
Triathlon
AZZURRI OK (al.f.) Nella tappa di coppa
del Mondo di Mooloolaba (Aus), che ha assegnato punti per la qualificazione olimpica, Davide Uccellari è 18˚; successo per
Vidal (Fra) davanti a Kahlefeldt e Hauss
(Fra). Alice Betto è 29a nella prova femminile vinta dalla padrona di casa Denshan.
Ai mondiali di winter triathlon di Jamijarvi
(Fin), Daniel Antonioli è 2˚ dietro al russo
Andreev e davanti allo svedese Svanebo.
38
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
Questi avvisi si ricevono tutti i giorni 24 ore su 24
all’indirizzo internet:
www.piccoliannunci.rcs.it
DOLCECASA CAMEO
APRE A DESENZANO
PER GRANDI E PICCINI
DolceCasa cameo, il nuovo spazio interattivo dell’azienda
di Desenzano del Garda, ha aperto ufficialmente le sue por
te lo scorso 13 marzo nel corso di un’inaugurazione in gran
de stile alla presenza delle istituzioni, della stampa e della di
rigenza, tra cui
i Direttori Ge
nerali di cameo
Alberto de Sta
sio e Peter Irle
e l’Executive
Marketing Ma
nager Relazio
nale Federica
Ferrari. Dolce
Casa cameo è
un luogo speciale in cui cameo ospita tutti i suoi consumato
ri, grandi e piccini, le scuole e i suoi partner per far vivere lo
ro un’esperienza coinvolgente ed emozionante all’insegna
della tradizione, del gusto e della qualità, da sempre i valori
pilastro della sua storia. In un ambiente piacevole e acco
gliente i visitatori, accompagnati dalle Guide e dai Pasticcie
ri cameo, possono conoscere la tradizione e i prodotti del
l’azienda, e provare a “mettere le mani in pasta” per vivere
un momento speciale tutto da ricordare. L’open space di Dol
ceCasa cameo è strutturato in varie aree, ognuna delle quali
pensata per offrire esperienze diverse che coinvolgono tutti i
sensi. I visitatori vengono accompagnati in un percorso che
inizia con la storia dell’azienda, raccontata attraverso un fil
mato. Un altro video racconta
invece i passaggi salienti del
processo produttivo. La visita
prosegue nella grande cucina
attrezzata dove, grazie a un
bancone lungo sette metri do
tato di 12 postazioni di lavoro,
gli ospiti di DolceCasa cameo
possono cimentarsi diretta
mente nella preparazione di
uno dei prodotti cameo e im
parare i trucchi del mestiere,
guidati da uno degli esperti pa
sticcieri. L’open space è domi
nato dalla presenza del furgoncino storico dal forte valore
simbolico, ben visibile dall’esterno anche attraverso le ampie
vetrate. Dipinto in giallo vaniglia e marrone cioccolato i co
lori dei budini che rappresentano uno dei prodotti storici di
cameo il veicolo racconta, attraverso una serie di targhe, le
tappe più importanti del marchio. La zona dedicata all’espo
sizione dei prodotti, che raccoglie l’intera gamma cameo, è
pensata per informare divertendo. Ogni espositore contiene
una linea di specialità dell’azienda, insieme a contenuti, im
magini, video e giochi per interagire con i prodotti scopren
do tante curiosità e avere utili consigli. Inoltre, i visitatori
possono acquistare i prodotti, avendoli a disposizione nel lo
ro assortimento completo. La visita di DolceCasa cameo
vuole essere un percorso ludico e informativo insieme, per
conoscere a fondo e sentirsi più vicini a uno dei marchi più
amati da grandi e piccini in uno spazio di qualità anche in ter
mini di sostenibilità ambientale realizzato grazie agli attenti
criteri di progettazione che qualificano la struttura ai vertici
della classificazione energetica.
La storia di cameo ha inizio nel 1891, quando il dottor Au
gust Oetker, farmacista di Bielefeld, in Germania, ebbe un’in
tuizione che cambiò per sempre il modo di fare i dolci: dosa
re in piccole bustine l’esatta quantità di lievito per mezzo chi
lo di farina. Nel 1933 la Dr. Oetker aprì la filiale italiana a Mi
lano e successivamente, nel 1958, l’azienda si trasferì a De
senzano, sulle sponde del lago di Garda, dove tuttora si con
centra la maggior parte della produzione. Negli anni ‘80 ca
meo ha lanciato Ciobar, cremosa e densa cioccolata calda, e
Muesli Vitalis per la prima colazione. Nel 1997 è entrata nel
mondo della pizza e in seguito sono nati gli squisiti impasti
per torte, che consentono anche a chi rincorre gli impegni
della giornata di preparare un dolce con pochi semplici ge
sti, i dessert freschi, le deliziose creme e i budini e Muu Muu,
la merenda con le macchie della mucca con gli occhiali. DolceCasa cameo si trova a Desenzano del Garda (BS) in via
Ugo La Malfa 30, accanto allo stabilimento. È facilmente
raggiungibile dall’autostrada A4, uscita Desenzano del Gar
da. La visita in DolceCasa cameo può essere prenotata al numero verde 800-829170 o attraverso il sito www.cameo.it.
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euro 2,92 sulla Gazzetta dello Sport;
euro 4,67 sulle due testate.
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euro 2,92 sulla Gazzetta dello Sport;
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
39
ALTRI MONDI
Il fatto del giorno
_il caso del giornalista
DI GIORGIO DELL’ARTI
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I miliardi
evasi
Ogni anno in
Italia vengono
evasi 119
miliardi di euro.
Nelle casse
dello Stato
manca, quindi,
il 28% del
totale delle
imposte
12
I miliardi
recuperati
Nel 2011 gli
uomini
dell’Agenzia
delle Entrate
e della Guardia
di Finanza sono
riusciti a
recuperare 12
miliardi
dall’evasione
La Svizzera avrebbe rifiutato una grossa
quantità di contanti che il direttore
del Tg4 voleva depositare. La replica:
«È una balla». E la procura ora indaga
1Che cosa sospettano i magistrati?
Il Corriere della Sera e La Stampa hanno scritto ieri che
l’Agenzia delle Entrate e la
Guardia di Finanza «hanno avviato verifiche» su una storia
denunciata a fine gennaio da
un dipendente di una banca
svizzera, una storia che sarebbe successa a dicembre. In questa denuncia si sostiene che Fede si presentò, in quella fine di
dicembre 2011, a una banca
di Lugano esibendo una valigetta in cui erano stipati due
milioni e mezzo di euro. Lo accompagnava un amico di cui
per ora non si sa il nome. La
banca rifiutò il denaro con l’argomento che non ne era chiara la provenienza: il direttore
del Tg4 aveva problemi con la
giustizia e gli svizzeri, già pressati dai giudici italiani per Fede e per altri personaggi, non
volevano andare incontro a un
supplemento di guai. Per verificare la fondatezza della denuncia, la procura di Roma in
serata ha anche aperto un fascicolo d’indagine per riciclaggio, per ora contro ignoti.
2
Strano però. Una banca sviz-
zera che rifiuta dei soldi.
I magistrati milanesi sospettano che Fede reclutasse ragazze da portare alle feste di Berlusconi. Lo indagano infatti
per favoreggiamento della prostituzione e per concorso in
bancarotta fraudolenta. Questa seconda accusa è legata all’affare Lele Mora. Ricorda? Lele Mora è, o forse è più giusto
dire «era», un importante
agente di attori, cantanti, vallette, piccole e grandi star. Ha
avuto nella sua scuderia Sabrina Ferilli, Irene Pivetti, Costantino Vitagliano (il «tronista»),
Simona Ventura. Grande successo nei primi cinque anni di
questo secolo, con fatturati
che sarebbero arrivato a cento
miliardi di lire, due Bentley e
due Porsche, ville in Sardegna
e tutto il resto. Ma a un certo
punto, per i guai col fisco e per
altre storie, tutto questo finì e
la società di Mora, la LM Management, si trovò sull’orlo del
fallimento. Mora si rivolse a
Fede perché si rivolgesse a Berlusconi per un aiuto. Fede —
di qui in poi riferiamo la ricostruzione dei magistrati che
Fede contesta anche se non in
modo convincente — ottenne
da Berlusconi, per Mora, due
milioni e ottocentomila euro
in prestito (qualcuno restituisce i prestiti a Berlusconi?),
ma ne tenne per sé un milione
e duecentomila e per questo è
accusato ora di aver concorso
nella bancarotta della LM: se i
due milioni e ottocentomila li
I NUMERI
DEL FISCO
119
Ma Fede
evade milioni
o qualcuno
lo vuole
incastrare?
Emilio Fede è innocente fino a prova contraria, qualunque cosa scrivano i giornali o sospettino i magistrati.
4
avesse lasciati tutti a Mora...
3
Mora è ancora in carcere?
Sì, dallo scorso giugno. Il giudice ha infatti respinto tutte le
richieste di scarcerazione e di
custodia a domicilio, argomentando che l’imputato avrebbe
potuto fuggire. Nel frattempo
Mora è dimagrito di oltre 25
chili, ha il diabete, insomma la
carcerazione è forse divenuta
troppo pesante e a quasi un anno di distanza sarebbe probabilmente più giusto che uscisse di prigione.
4
E Fede?
Fede ieri ha negato tutto. I
suoi unici rapporti con la Svizzera risalgono all’aprile 2010,
quando si presentò alla Bsi di
Lugano e chiese di prelevare
mezzo milione. Gli dissero un
mezzo no anche allora: prenditi 300 mila euro — gli dissero
— e con gli altri apriti un altro
conto da 200 mila euro, poi ritorna tra qualche settimana e
chiudilo. Il conto da 200 mila
prese il nome di «Succo d’agave». Questo giro è stato raccontato da un funzionario di Bsi
che si chiama Patrick Albisetti.
Ai magistrati che gli chiedevano spiegazioni, a suo tempo,
Fede rispose: «Io non avrei voluto aprirlo perché per me avere un conto all’estero era un rischio e un fastidio». Spiegazio-
ne giudicata in genere poco
comprensibile.
5
Perché io e lei e la maggior parte di quelli che ci leggono non
abbiamo conti all’estero e non
maneggiamo con tanta disinvoltura mezzo milione, un milione o magari 2,5 milioni?
Fede ha detto che la storia dei
due milioni e mezzo è «una balla» dall’inizio alla fine. Lo ha
detto prima a la Repubblica —
che aveva bucato la notizia —
poi lo ha detto ieri sera al Tg di
La7 di Mentana, dove è apparso con le luci non così favorevoli come al Tg4. Il nostro uomo, del resto, farà 81 anni il
prossimo 24 giugno. La sua tesi è che tutta la storia è stata
inventata da qualcuno che
vuole indurlo a lasciare il Tg4,
«serviziettini da toilettina»
«devono stare attenti, magari
hanno avuto storie d’amore
sbagliate con trans...», «entro 48 ore saprò di chi si
tratta» eccetera. Mentana
ha prudentemente annunciato che «un uomo» ha
tentato di versare in Svizzera due milioni e mezzo di
euro, e qualcuno sostiene
che quest’uomo è Emilio Fede. Fede, per parte sua, è innocente fino a prova contraria, ma parla tuttavia come
uno che di queste cose se ne
intende. Fede è innocente, ma
era più simpatico quando si rovinava alla roulette.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
11
I miliardi
all’estero
Nel 2011 sono
stati scoperti
all’estero redditi
non dichiarati
per 11 miliardi
nel 2011, tra
paradisi
fiscali e lo
spostamento
di capitali
IN PUGLIA AVVELENATA DAL NITRITO
Morta dopo un esame:
«Sbagliata l’etichetta
della sostanza usata»
Un errore, un
errore fatale. Il caso
della sostanza com
prata sul web che
sabato, a Barletta,
ha ucciso la 29enne
Teresa Sunna, av
velenata in uno stu
dio medico durante
un esame di routine,
Teresa Sunna, 29 anni: è sta prendendo una
direzione precisa. La
morta durante un test in
ragazza, come indi
uno studio medico ANSA
cato dai primi risul
tati dell’autopsia, è stata infatti uccisa dal nitrito
di sodio (una sostanza tossica): dopo la pro
duzione sarebbe stato però etichettato come
sorbitolo, che è invece un integratore innocuo,
e venduto come tale, da eBay, anche allo studio
medico privato dove Teresa e altre due donne
(salvate in extremis) sono andate. Gli esami
tossicologici hanno confermato che la sostanza
ingerita aveva oltre alla concentrazione al 70% di
sodio e nitrito solo sali di lavorazione e neppure
un minimo di sorbitolo. Intanto, si è scoperto che
potrebbero essere 23 gli acquisti del lotto di
prodotto venduto come sorbitolo: oltre a quello
di Barletta, risultano altri acquisti online fatti in
Francia, Belgio, Lettonia e Regno Unito. «Ciò che
è prioritario ora è la tutela della salute pubblica»,
ha detto il procuratore di Trani, Capristo.
A MILANO PER IL COMPAGNO E I COMPLICI
Donna sciolta nell’acido
Il pm chiede 6 ergastoli:
«Sono stati vigliacchi»
Le richieste
sono pesanti. Il pm
di Milano Marcello
Tatangelo ha
chiesto 6 ergastoli
per la morte di Lea
Garofalo, l’ex
collaboratrice di
giustizia calabrese
sequestrata, uccisa
e sciolta nell’acido
Lea Garofalo aveva 35
anni: scomparve a Milano dal compagno Carlo
il 24 novembre 2009 ANSA Cosco e dai suoi
cinque complici.
«Sono dei vigliacchi, si sono messi in sei contro
una donna» ha gridato Tatangelo rivolgendosi ai
giudici della prima Corte d’assise. Il magistrato
ha anche mostrato su un telone alcune foto della
vittima, dicendo: «Date giustizia a questa donna.
Non concedete le attenuanti agli imputati: anche
se certi sono incensurati». Secondo il pm, infatti,
«chi non ha premuto il grilletto non è migliore
degli altri e non può differenziarsi in un delitto
orrendo come questo, caratterizzato da crudeltà
inumana e pervicacia. Pensate a una donna
indifesa, legata, torturata, a cui hanno sparato in
testa». Il pubblico ministero ha poi sottolineato la
scusa con cui Cosco convinse Lea, ormai fuori
dal programma di protezione, e sua figlia ad
andare a Milano: «Per ucciderla l’uomo ha sfrut
tato il desiderio della figlia di avere una felpa».
40
LA GAZZETTA DELLO SPORT
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
#
ALTRI MONDI
AL JAZEERA DICE NO
La strage di Tolosa:
il video non va in tv
Al Jazeera ha deciso di non
trasmettere il video della sparatoria compiuta in una scuola
ebraica di Tolosa dal 24enne di
La Cina è vicina
«Investiremo
anche in Italia»
Monti in visita in Oriente convince il leader Hu
Jintao. Elogi di Obama, l’Ocse: «Ok le riforme»
VINCENZO DI SCHIAVI
Dopo il successo ottenuto
a Wall Street a febbraio, Mario
Monti trova terreno fertile anche nel principale bastione
neo-capitalista: la Cina. Accompagnato dalle carezze della
stampa americana, dell’Ocse e
del presidente cinese Hu Jintao
(«Solleciterò la nostra comunità ad investire nel vostro Paese»), il tour asiatico del premier
procede con picchi quasi trionfalistici, ben lontani dall’umore
scorbutico che si respira in Italia. Ieri dal vertice Pd-Pdl-Udc è
uscita un’intesa sulla legge elettorale, ma non sulla riforma del
lavoro, su cui il professore, come ha spiegato due giorni fa, è
pronto a passare la mano «per
non tirare a campare, se il Paese non è pronto».
In Oriente Un caloroso colloquio
con Barack Obama (che lo ha
citato nel discorso finale) e un
incontro bilaterale Italia-Cina
hanno impegnato Monti a margine del summit sulla sicurezza
nucleare a Seul. «Obama mi ha
manifestato la sua soddisfazione per gli sviluppi della situazione sia in Italia che nella zona
euro», ha rivelato il premier.
Il premier Mario Monti a Seul con il presidente cinese Hu Jintao ANSA
Sul tavolo anche «il grande apprezzamento» di Hu Jintao per
le misure prese dall’Italia e l’ambizioso progetto di una sinergia
industriale con 18 gruppi cinesi, mentre l’Ocse applaude le riforme del governo: «Un passo
decisivo per crescita dell’Italia
— spiega il segretario generale
Angel Gurria —. La riforme
consentiranno di rafforzare la
ripresa sul lungo periodo».
«
Le riforme del
governo sono un
passo decisivo
per la crescita
del vostro Paese
ANGEL GURRIA
SEGRETARIO OCSE
Il lavoro La riforma del lavoro è
il biglietto da visita per attrarre
quegli investimenti internazio-
L’EX TESORIERE I MILIONI SPARITI
origine algerina Mohamed Merah
(nella foto Ap), che aveva una
telecamera al collo mentre ucci
deva 4 persone: le immagini era
no arrivate lunedì e Sarkozy
aveva chiesto di non mandarlo in
onda. Intanto, il padre di Merah
dice: «Faccio causa alla Francia,
hanno voluto ammazzarlo».
Un premier di ferro
L’editoriale del «Wall Street Journal»
IL RAPPORTO DI AMNESTY
La pena di morte:
in Iran 360 giustiziati
Nel 2011 sono state 676 le
esecuzioni capitali (in aumento
rispetto al 2010) anche se sempre
meno Paesi ricorrono alla pena di
morte. È quanto emerge dal
rapporto di Amnesty: il picco si
registra in Medio Oriente e la
maglia nera spetta all’Iran dove,
l’anno scorso, sono state uccise
360 persone (108 in più rispet
to al 2010). Seguono l’Arabia
Saudita con 82 condanne e
l’Iraq con 68. Gli Usa sono a 43.
A notizie
LA FIAT
SBARCA
A PECHINO
Tascabili
Si vuole archiviare il «Porcellum»
S
Mario Monti come la Thatcher:
il paragone l’ha fatto ieri il Wall
Street Journal, parlando della
riforma del lavoro e di come
il premier sia «coraggioso»
e stia «educando gli italiani»
nali che Monti va sollecitando
nei suoi viaggi e su cui è pronto
a giocarsi tutto. Il testo arriverà
al Senato già la prossima settimana, probabilmente martedì,
subito dopo il ritorno del presidente del Consiglio dalla trasferta in Oriente. «Ma ieri non
ne abbiamo parlato. La riforma, specie sull’articolo 18, va
comunque corretta», ha fatto
sapere Pier Luigi Bersani. Dunque il Pd continua a frenare nonostante le rassicurazioni del
capogruppo alla Camera Dario
Franceschini: «Non abbiamo intenti dilatori: ci impegniamo
ad approvarla in 30 giorni con
le opportune modifiche, dal momento in cui arriva alla Camera». Il leader della Cgil Susanna Camusso sfida l’esecutivo:
«Confidiamo nel Parlamento,
che è sovrano», ben sapendo
che è lì che si consumerà la battaglia finale. E poi ribatte direttamente al premier: «Il Paese è
sereno». Mentre Raffaele Bonanni (Cisl) rincara: «Il Paese
non è pronto? Intanto Monti cominci a fare una verifica con la
sua maggioranza. Tutto possiamo permetterci tranne che non
avere il riconoscimento del ruolo legislativo del Parlamento
che non può essere in alcun modo condizionato».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
la protesta contro i licenziamenti
Lusi parla ai magistrati
«I capi della Margherita
sapevano di quei soldi»
Ad aprile
la nuova
«Viaggio»
Dopo lo sbarco
negli Usa con la
produzione
della Dart, la
Giulietta Alfa
Romeo ora
approda anche
sul mercato
cinese, dove si
chiamerà Fiat
Viaggio. Sia la
Dart sia la
Viaggio, infatti,
sono costruite
sulla stessa
piattaforma
della Giulietta.
La vettura, per
il cui nome non
c’è ancora
l’ufficialità, sarà
venduta in Cina
e verrà
presentata in
anteprima al
Salone dell’auto
di Pechino il
23 aprile in una
conferenza
stampa a cui
dovrebbe
partecipare
pure l’a.d.
del Lingotto,
Sergio
Marchionne
Accordo Pdl-Pd-Udc
su legge elettorale
e taglio parlamentari
I tre leader Alfano (Pdl), Bersani (Pd) e Casini (Udc) ANSA
Summit e intesa Pdl-Pd-Udc per cambiare la legge elettorale. Questi i punti principali
dell’accordo: restituzione ai cittadini del potere
di scelta dei parlamentari (ma non il ritorno alle
preferenze), nessun obbligo di coalizione, l’indicazione per ogni lista del candidato premier,
una soglia di sbarramento e diritto di «tribuna»
per i partiti che non riescono ad eleggere
rappresentanti. Prevista anche una revisione
costituzionale che diminuisce il numero dei
parlamentari (da 945 a 750), rafforza
l’esecutivo e supera il bicameralismo perfetto.
Marò: rinviata decisione Alta Corte
India, si torna a trattare
sull’italiano sequestrato
Sale l’apprensione per Paolo Bosusco, l’ita
liano ancora in mano ai maoisti nello Stato indiano
dell’Orissa. Dopo la liberazione di Claudio Colangelo, ascoltato ieri dalla procura di Roma, Napolita
no ha scritto al ministro degli Esteri Giulio Terzi per
incoraggiare le trattative, che riprenderanno oggi.
Sempre in India, ieri, si è registrato un rinvio nella
battaglia giudiziaria tra Italia e lo stato del Kerala
sulla giurisdizione nel caso dei marò Massimiliano
Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso
il 15 febbraio due pescatori. È stata aggiornata a
venerdì la seduta per decidere sul ricorso italiano.
Attacco al procuratore di Torino
Milano, blitz dei No Tav
«Blocchiamo Caselli»
No Tav in azione a Milano: alcuni militanti,
vicini al centro sociale «Il Cantiere», ieri hanno fatto
irruzione a Palazzo Marino, sede del Comune, e
hanno occupato la sala Alessi, prima di un incontro
con il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli.
Sono subito arrivati sia i poliziotti sia un gruppo di
consiglieri comunali per mediare: dopo circa due ore
le forze dell’ordine hanno sgomberato gli occupanti.
Alla fine, l’incontro si è tenuto e Caselli ha elencato
alcune delle scritte apparse sui muri delle città dopo
la sua inchiesta sulle violenze in Val Susa: «Sono offensive ma "mafioso" è al di là del bene e del male».
L’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi ieri sera
dopo essere uscito dalla Procura di Roma ANSA
«I vertici della Margherita sapevano». Lo
ha dichiarato l’ex tesoriere del partito Luigi Lusi
davanti ai pm della procura di Roma in un inter
rogatorio di oltre sei ore. Lusi è accusato di
appropriazione indebita per aver sottratto
almeno 13 milioni dalle casse della Margherita
e ora tira in ballo anche i capi del suo ex partito,
in primo luogo quello che era il leader, ovvero
Francesco Rutelli, che ha sempre respinto
sdegnato ogni coinvolgimento nella vicenda.
I magistrati indagano su appropriazioni che si
aggirano sui 18 20 milioni: «Si è parlato di conti,
solo di conti — ha detto Lusi —. Ho risposto a tutte
le domande dei pubblici ministeri», ma non è dato
sapere se i pm abbiano fatto altre contestazioni
al senatore, espulso dal Pd. «Dovete chiedere ai
magistrati, io ho chiarito tutto», ha detto laconico
l’interessato. Ai cronisti che lo interrogavano su
spese, crociere e alberghi di lusso pagati con la
carta di credito del partito, ha risposto con una
battuta: «Evidentemente qualcuno l’ha clonata».
Gli operai Alcoa
a Roma: tensione
Poi in serata
arriva l’accordo
I metalmeccanici dello stabilimento di
Portovesme (Carbonia-Iglesias) della Alcoa,
l’azienda americana che produce alluminio e ha
intenzione di lasciare la Sardegna, hanno
protestato a Roma davanti alla sede del
ministero dello Sviluppo economico, dove c’è
stato l’atteso vertice tra l’azienda, il ministro
Passera e i sindacati (c’era anche il governatore sardo Cappellacci). Alcuni dei 300 operai
arrivati a Roma hanno sparato petardi, fumogeni e bombe carta, tentando di bruciare la
bandiera italiana e schede elettorali, e ci sono
stati momenti di tensione con la polizia (nella
foto Afp). In serata, è arrivato l’accordo: l’Alcoa
ha accettato di chiudere la procedura di
mobilità e di mantenere attivo lo stabilimento
fino al 31 dicembre 2012. Ma scatterà la cassa
integrazione per tutti i dipendenti.
A Catania: il giovane torna libero
Il figlio viene arrestato
Madre muore d’infarto
Non ha retto alla notizia dell’arresto per furto
del figlio incensurato e ha avuto un infarto: così è
morta a Calatabiano, in provincia di Catania, una
donna di 57 anni, Concetta Batticciotto. La signora
ha avuto l’attacco di cuore lunedì notte, davanti alla
caserma dei Carabinieri, dove era stata convocata
dopo l’arresto del figlio Sebastiano, 20 anni, preso
mentre con altri due uomini mentre rubava attrezzi
in un’azienda agricola: per i familiari è stata lasciata
senza notizie per ore, per i militari è morta 15 minuti
dopo l’arrivo. E ieri mattina, il figlio di Concetta è
stato rilasciato dal giudice monocratico di Giarre.
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
LA GAZZETTA DELLO SPORT
41
#
ALTRI MONDI
IL 19 APRILE IN ITALIA
Il biopic su Harrison
si vedrà solo un giorno
Amanti dei Beatles e di
George Harrison attenti. Il film
tributo sulla vita del chitarrista
del Fab Four firmato dal geniale
Lino Banfi
«Ritorno a fare
lo scemo al cinema
come 30 anni fa»
Il comico è nel film dei Vanzina, in sala da venerdì
«Ma poi sarò di nuovo in tv con Nonno Libero»
ELISABETTA ESPOSITO
ROMA
«Dopo tanto nonno Libero mi serviva una boccata d’ossigeno. Volevo tornare a fare le
facce, a darmi le botte in testa
come 30 anni fa». E ai fratelli
Vanzina non è parso vero. Lino
Banfi, 75 anni, torna sul grande schermo con Buona Giornata, in sala da venerdì. Un film
che racconta una giornata particolare di sette italiani sparsi
per il Paese, tra cui il senatore
Leonardo Lo Bianco (Banfi), alle prese con il voto sull’autorizzazione a procedere contro il
suo arresto per corruzione e
abuso d’ufficio. Banfi tira fuori
il suo repertorio Anni 80, con
parolacce, corni e sonoro accento pugliese. «Lavorare con due
vecchi marpioni digrazieti come i Vanzina è stato divertentissimo. In questo film sono tornato il vecchio Banfi, anche perché la terza generazione dei
miei fan, quella che mi ha amato in Un medico in famiglia, non
mi ha conosciuto granché in
quella veste». La veste più comica e sopra le righe. Quella in cui
sgranava gli occhi davanti a Edwige Fenech o prendeva schiaffoni. «Sono di nuovo un marpionazzo. Certo, non può essere
Martin Scorsese sarà nelle sale
soltanto per un giorno: giovedì 19
aprile. Con «Living in the Material World» il regista italoameri
cano ha voluto celebrare i 50 anni
dall’uscita del primo singolo dei
Beatles, «Love me do». Harrison
è morto il 29 novembre 2001, per
un tumore fulminante al cervello.
proprio lo stesso. Il senatore è
un personaggio reale, anche
troppo... All’epoca invece incarnavo il sogno degli italiani di
spiare e toccare le belle donne.
Se i ragazzi di oggi vedessero
quei film mi farebbero una pernacchia. Ora certe cose non le
sognano, le fanno e basta». Però quelle commedie hanno un
fan d’eccezione: Quentin Tarantino. Racconta Banfi: «Due anni fa ero a Venezia per il Festival, vedo un uomo venirmi incontro e penso: "Oh c’è Jimmy
il Fenomeno!". Invece era Tarantino... Si inginocchia davanti a me e fa: "Grande maestro!
Ti ho visto ieri in un film con la
Bouchet". Allora gli ho chiesto:
"Fammi fare un cattivo, uno
che sgozza le donne, perché in
tanti film me l’hanno promessa... e non me l’hanno mai data!". Mi ha assicurato che lo farà, ma forse era solo ubriaco».
Coralità In Buona Giornata, una
commedia corale che ha coinvolto pure Abatantuono, De Sica, Salemme e Mattioli, Banfi è
dunque un imbarazzante senatore. «Non mi sono ispirato a
nessuno in particolare, ma i politici con cui ho parlato mi hanno detto che vado bene». E adesso? «Torno a fare nonno Libero. Mi hanno detto che gli ascolti nelle stagioni senza di me sono un po’ calati, quindi mi sono
reso utile. Lo dovevo al pubblico e alla Rai. Poi farò Giochi della Gioventù, una serie su Rai 1
in cui sono un vecchio che si diverte a fare il ragazzino».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«
Ho raccontato
una giornata
speciale di sette
italiani con l’aiuto
di grandi attori
CARLO VANZINA
REGISTA DI BUONA GIORNATA
«
Politico Lino Banfi, 75 anni, in una scena di «Buona Giornata»,
nel quale interpreta un politico corrotto: nel film dei Vanzina ci sono
anche Christian De Sica, Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme
Non lavoravo con
i Vanzina da 12
anni. Il ruolo? Il
classico principe
decaduto
CHRISTIAN DE SICA
ATTORE
L’archivio di Mandela
finisce su Internet
La corrispondenza di Nelson Mandela con familiari e ami
ci, i diari scritti durante i 27 anni
in carcere, fotografie e immagini
A
IN EUROPA DA OGGI IL KINDLE TOUCH
MADONNA
SU TWITTER
S
Risponde
per 24 ore
Madonna su
Twitter, ma solo
per un giorno.
La popstar
lunedì ha
risposto alle
domande dei
fan su un profilo
temporaneo in
occasione
dell’uscita del
nuovo album
MDNA.
Tra l’altro, ha
invitato Justin
Bieber a esibirsi
sul palco con lei
e chiesto
a Quentin
Tarantino di
girare il video
del suo brano
«Gang Bang»,
candidandosi
a recitare in
un ipotetico Kill
Bill 3:
«Conosco le
arti marziali»,
ha scritto. E
quando le è
stato chiesto
cosa non
farebbe mai, ha
risposto:
«Usare
droghe»
Il nuovo Touch: il Kindle è uscito negli Usa nel 2007
Amazon rilancia:
l’e-book si sfoglia
col tocco di un dito
MASSIMO ARCIDIACONO
È tempo di rilanci per i colossi dell’industria digitale. Dopo il nuovo iPad, fa la sua mossa
Amazon, il "padrone" del mercato e-book (i libri
digitali, appunto). Arriva oggi, con un lancio contemporaneo in tutta Europa, il Kindle Touch,
versione evoluta del lettore che ha spopolato tra
i regali elettronici di Natale. La novità sostanziale sta nel nome stesso: lo schermo che permette
di spostarsi da una pagina all’altra con il semplice tocco di un dito (il pollice nella maggior parte
dei casi). Evoluzione che va incontro alle richieste degli utilizzatori dell’e-reader, secondo le ricerche a disposizione della società di Jeff Bezos.
Connesso Al Touch, Amazon affianca il Touch
3G (entrambi già presenti sul mercato americano), una specie di Ferrari dei lettori elettronici.
«Sarà possibile leggere e scaricare nuovi libri praticamente ovunque e in meno di un minuto» dice
Alessio Santarelli, il responsabile dei contenuti
per l’Italia. «La connettività 3G sarà gratuita in
oltre 100 Paesi, grazie a un accordo con Vodafone» precisa il country manager Martin Angioni.
L’estetica è pressapoco quella del primo Kindle,
tranne la comparsa di un tasto unico per tornare
indietro. Pesa come due panini di semola, la batteria dura due mesi (ma con mezz’ora di lettura
al giorno) e può immagazzinare 3000 libri, consegne da fine aprile. Che dire, visti i 21mila titoli
in italiano in soli quattro mesi e la comparsa tra i
più venduti dei primi e-book pubblicati da sconosciuti solo per Kindle, le librerie potrebbe cominciare a svuotarsi presto anche qui da noi. Il Touch costerà 129 euro, 60 in più la versione 3G e
quindi destinata a veri patiti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CHE ALBUM! TANTE LE COLLABORAZIONI, DA MALIKA AYANE A BERSANI: «SONO UN IDRAULICO DELLA PAROLA»
Un Pacifico bisogno di aiuto
«La mia sola voce non basta»
Il cantautore esce
con un nuovo disco
di brani inediti fatti
in duetto: «Felice
di non essere star»
sola non basta?
«Il mio è un arrendevole bisogno di aiuto. Faccio fatica a pensarmi da solo, è un peso che
non sopporto. Per questo ho
messo su questa band immaginaria, coinvolgendo le persone
che più stimo».
Da Malika a Samuele Bersani e poi tanti semisconosciuti.
Come mai questa
varietà?
FILIPPO CONTICELLO
MILANO
Parole su parole, levigate
come sempre. Qualcuna tenuta
per sé, qualcuna donata agli altri. Da anni Pacifico, 48enne
cantautore tra i più raffinati, le
maneggia da artigiano. Sana
abitudine conservata anche nell’album uscito ieri: si intitola
Una voce non basta, è un disco
corale, 14 inediti cantati in
duetti e con l’aiuto di 21 artisti
che più vari non si può. Si passa
dal pop al rap e le parole hanno
la stessa, solita luce.
Pacifico, perché la sua voce da
UN PROGETTO DI GOOGLE
della sua cella, gli appunti tenuti
mentre guidava la negoziazione
anti-apartheid. Il tutto in un
immenso archivio del 93enne
leader sudafricano da ieri dis
ponibile su Internet: il progetto
è nato grazie alla collaborazione
tra Google e il «Nelson
Mandela Centre of Memory».
Gino De Crescenzo, alias Pacifico,
ha 48 anni ed è al quarto album
«Mescolo nomi noti
e non noti: li contatto per mail e la creazione moltiplica l’entusiasmo.
Vorrei fare un volume 2 e tirare
dentro Fossati perché sono sicuro che non smetterà del tutto
con la musica. Intanto, è un piacere che ci siano voci emergenti: per esempio, occhio all’energia dei Bud Spencer Blues
Explosion. Aiutano un brano
duro, rabbioso e politico come
Presto, è un genere di testo che
di solito non ho nelle corde, ma
con loro funziona».
Accanto al disco c’è un programma su Radio 2 dal titolo
«Una parola non basta». Di che
cosa si tratta?
«Scelgo una parola per puntata
attorno a cui dialogo e rifletto.
Lo faccio perché ho un rapporto intenso con le parole, ma ne
conosco il lato ingannevole. A
volte mi sento quasi un idraulico, ormai so con quali frasi tamponare un testo».
Tempo di bilanci:
contento di essere
rimasto in una nicchia o voleva più popolarità?
«Qualcuno ha bisogno del faro in faccia, io sto un passo
indietro e sono felice. Facendo Sanremo, a esempio, sono stato un disastro: fragile, timido. Poi, certe mie canzoni prendono aria solo se cantate dagli altri e io non ho problemi a privarmene. Così, ho
maturato uno sguardo gregario
perché ci sono persone più utili
di me alla scena. Un esempio?
Entrate in un bar con Fabio Volo e vedrete che impatto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA SAGA IN AMERICA E INGHILTERRA
E i libri di Harry Potter
ora escono in digitale
Anche Harry Potter esce in formato digi
tale. Tutti i sette romanzi del piccolo mago sono
da ieri in vendita in versione e-book sul sito di
J.K. Rowling, Pottermore. I romanzi al momento
sono disponibili solo negli Stati Uniti e in Inghilter
ra, ma nelle prossime settimane arriveranno le
versioni in italiano, francese, tedesco e spagnolo.
La Rowling, che a lungo si era opposta a vendere
gli e book, ha stipulato accordi con Sony, Google,
Amazon, Barnes & Noble. Non sarà, invece, pos
sibile acquistare i libri sull’iBookstore di Apple.
LOTTO
SUPERENALOTTO
NAZIONALE 54 79 78 8 64
LA COMBINAZIONE VINCENTE
9 26 27 40 51 69
Jolly: 11; Superstar: 8
Jackpot e 78.100.000
Punti 6: nessuno
Punti 5+: nessuno
Punti 5: 9 totalizzano: e 39.765,03
Punti 4: 1.274 totalizzano: e 283,43
Punti 3: 46.700 totalizzano: e 15,39
QUOTE SUPERSTAR
Punti 4: 6 totalizzano: e 28.343
Punti 3: 228 totalizzano: e 1.539
Punti 2: 3.785 totalizzano: e 100
Punti 1: 22.616 totalizzano: e 10
Punti 0: 46.730 totalizzano: e 5
Montepremi di concorso
e 2.385.901,82
10 e LOTTO Numeri vincenti
ESTRAZIONE
DEL 27 MARZO
1 4 11 14 16 17 24 33 34 35
44 47 54 63 70 76 78 83 84 89
BARI
54 17 35 33 37
CAGLIARI
78 70 14 38 5
FIRENZE
83 47 34 37 26
GENOVA
84 78 76 18 20
MILANO
47 63 33 28 55
NAPOLI
89 4 83 59 12
PALERMO
1 44 24 72 54
ROMA
83 44 30 70 51
TORINO
89 70 55 47 54
VENEZIA
11 16 68 81
7
LA GAZZETTA DELLO SPORT
42
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
ALTRI MONDI
Oroscopo
21/3 - 20/4
21/4 - 20/5
21/5 - 21/6
22/6 - 22/7
21/1 - 19/2
23/7 - 23/8
LE PAGELLE
Ariete 7+
Toro 6,5
Gemelli 7,5
Cancro 6-
Acquario 8
Leone 7+
DI ANTONIO CAPITANI
Avete il patrocinio
della fortuna. Così
raccogliete consensi
nel lavoro e altrove.
Ormone smanioso di
contatti ravvicinati:
esauditelo.
Lo stress avanza, ma
l’economia recupera.
Un pizzico di fiducia
in più vi renderebbe
però più fortunati.
Sudombelico
tonicissimo!
Bella Luna nel vostro
segno, che alimenta il
vostro fascino, la
vostra spigliatezza e
chiama a voi ogni
fortuna. Pure suina,
che gradirete.
Gli zebedei si
accasciano, tipo pelle
d’orso davanti al
camino, per via di
disagi noiosi. Solitudo
produttiva,
fornicazione riduttiva.
Potete conseguire
successi concreti,
grazie anche agli
amici. La forma fisica
migliora, l’ormone
esonda, il tempo gioca
a vostro favore.
24/8 - 22/9
23/9 - 22/10
23/10 - 22/11
23/11 - 21/12
22/12 - 20/1
IL MIGLIORE.
Primi per creatività
e glutei XL (simbolo di
fortuna), oggi, specie
nel lavoro!
News felici
si susseguono,
corpi desiderosi
di voi vi inseguono.
Vergine 5,5
Bilancia 7,5
Scorpione 5,5
Sagittario 5,5
Capricorno 7
Il lavoro sembra
incagliarsi su cavilli e
carogne, i rapporti non
sono facili. Paratevi il
fondoschiena e fate i
suini con un po’ di
cuore.
Luna OK per rifinire,
definire e curare i
dettagli. Il vostro
senso organizzativo
sistema tutto/i, il
successo v’arride.
Fornicazione minimal.
Niente azzardi e niente
provocazioni, se
volete vincere.
Qualche obbligo vi
tocca, ma occorre
accettarlo, without
lagn. Indolenza suina.
Luna sfigocupa:
evitate le ansie, le
paranoie, gli intrighi,
gli scemi. E agite con
la testa. Anche in fatto
di soldi. Oltre che nel
fornicar.
Ciò che avete in
agenda nel lavoro e
nel privato va a segno
alla grande. Il
sudombelico è in fiore,
farfalle e calabroni
accorrono a razzo.
Pesci 5,5
RODRIGO PALACIO
Il talento argentino
del Genoa è
a quota 15 reti in
campionato. È nato
a Bahia Blanca il
5 febbraio 1982
7.00
7.35
8.00
9.35
11.05
12.00
13.30
14.10
15.55
18.00
18.50
20.00
20.45
22.45
23.30
1.05
1.35
RAIDUE
TG1
RAI PARLAMENTO
TG1
LINEA VERDE
OCCHIO ALLA SPESA
LA PROVA
DEL CUOCO
TG1
LA VITA IN DIRETTA
SANTA MESSA
LA VITA IN DIRETTA
L'EREDITÀ
TG1
MILAN - BARCELLONA
Calcio
90° MINUTO
CHAMPIONS
PORTA A PORTA
TG1 - NOTTE
CHE TEMPO FA
7.00
10.00
11.00
13.00
13.50
14.00
16.10
17.00
18.15
18.45
19.35
20.30
21.05
23.00
23.15
0.00
0.45
CARTONI
TG2 INSIEME
I FATTI VOSTRI
TG2
MEDICINA 33
ITALIA SUL DUE
LA SIGNORA
DEL WEST
PRIVATE PRACTICE
TG2
GHOST WHISPERER
L'ISOLA DEI FAMOSI
TG2
MANNAGGIA
ALLA MISERIA
TG2
PRESUNTO
COLPEVOLE
L'ISOLA DEI FAMOSI
RAI PARLAMENTO
RAITRE
CANALE 5
ITALIA 1
RETE 4
LA 7
TGR
AGORÀ
RAI PARLAMENTO
LA STORIA SIAMO NOI
TG3
DIARIO ITALIANO
LA STRADA PER...
TG3
LASSIE
GEO & GEO
TG3 - TGR - BLOB
DIARIO ITALIANO
UN POSTO AL SOLE
CHI L'HA VISTO?
Attualità
23.15 VOLO IN DIRETTA
0.00 TG3 LINEA NOTTE
0.10 TG REGIONE
1.00 METEO 3
1.05 RAI EDUCATIONAL
8.00
8.50
10.10
11.00
13.00
13.40
14.10
14.45
16.15
16.55
18.45
20.00
20.30
21.10
TG5 - MATTINA
MATTINO CINQUE
TG5
FORUM
TG5
BEAUTIFUL
CENTOVETRINE
UOMINI E DONNE
AMICI
POMERIGGIO CINQUE
THE MONEY DROP
TG5
STRISCIA LA NOTIZIA
6 PASSI NEL GIALLO
Film Tv
23.20 MATRIX
1.30 TG5 - NOTTE
2.00 STRISCIA LA NOTIZIA
2.45 UOMINI E DONNE
4.15 AMICI
7.00
8.40
12.25
13.40
15.00
15.45
17.10
17.45
18.30
19.00
19.20
19.50
20.20
21.10
CARTONI
TELEFILM
STUDIO APERTO
CARTONI
CAMERA CAFÉ
TELEFILM
BAU BOYS
TRASFORMAT
STUDIO APERTO
STUDIO SPORT
TUTTO IN FAMIGLIA
I SIMPSON
C.S.I. MIAMI
17 AGAIN RITORNO AL LICEO
23.15 CAKE - TI AMO,
TI MOLLO...
TI SPOSO
1.10 THE SHIELD
2.10 STUDIO APERTO
8.20
9.40
10.50
11.30
12.00
13.00
13.50
15.10
16.15
17.00
18.55
19.35
20.30
21.10
HUNTER
CARABINIERI
SLOW TOUR
TG4
DETECTIVE IN CORSIA
LA SIGNORA IN...
FORUM
FLIKKEN
MY LIFE
DREAM HOTEL: DUBAI
TG4
TEMPESTA D'AMORE
WALKER TEXAS...
SCERIFFO
EXTRATERRESTRE...
23.15 I BELLISSIMI DI R4
23.20 AMERICAN
GANGSTER
2.05 TG4 NIGHT NEWS
2.30 FERIE D'AGOSTO
7.00
7.30
9.45
11.10
12.30
13.30
14.05
16.00
17.00
17.45
18.50
20.00
20.30
21.10
7.00
8.00
9.50
10.00
11.10
12.45
13.10
14.00
15.05
15.55
19.00
20.10
20.35
21.05
Film sul
Digitale Terrestre
Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre
PREMIUM
IN DIRETTA
15.15 IL MISTERO
DELLE PAGINE
PERDUTE
PREMIUM CINEMA
17.20 DOMANI MI SPOSO
MYA
17.25 C'È CHI DICE NO
PREMIUM CINEMA
19.20 SCOTT PILGRIM
VS THE WORLD
PREMIUM CINEMA
21.15 WEATHER GIRL PERTURBAZIONI
D'AMORE
MYA
21.15 IL REGNO
DI GA'HOOLE LA LEGGENDA
DEI GUARDIANI
PREMIUM CINEMA
23.00 UNA CELLA IN DUE
PREMIUM CINEMA
CALCIO
15.30 SANT'ANTONIO
ABATE - VITERBESE
Serie D. Coppa Italia
Semifinale ritorno
Rai Sport 1
20.45 OLYMPIQUE
MARSIGLIA BAYERN MONACO
Champions League. Quarti
MP Calcio 1, Sky Sport 3
e Sky Calcio 2
20.45 MILAN - BARCELLONA
Champions League. Quarti
Rai 1, MP Calcio, MP Calcio 2 HD,
Sky 3D, Sky Sport 1
e Sky Calcio 1
00.45 DEFENSOR SPORTING
CLUB - CHIVAS
GUADALAJARA
Coppa Libertadores
Sky Sport 1 e Sky SuperCalcio
CALCIO A 5
18.30 NORVEGIA - ITALIA
BASEBALL
CICLISMO
TENNIS
12.00 OAKLAND ATHLETICS SEATTLE MARINERS
14.45 TRE GIORNI
DI LA PANNE
19.00 WTA MIAMI
19.00 ATLANTA BRAVES NEW YORK YANKEES
16
AOSTA
6
18
BARI
9
16
BOLOGNA
7
21
CIELO
VENTI
CAGLIARI
8
20
Sole
Deboli
CAMPOBASSO
5
14
Moderati
CATANIA
6
17
FIRENZE
6
24
Champions League. Highlights
13.00 CALCIO:
MILAN - BATE BORISOV
Champions League. Highlights
20.45 MONDIALI
13.30 CALCIO: VIKTORIA
PLZEN - BARCELLONA
Danza. Programma corto
Da Nizza, Francia
Eurosport
Da Pechino
Eurosport ed Eurosport
4
Champions League. Highlights
12.30 CALCIO: BARCELLONA VIKTORIA PLZEN
Danza. Programma corto
Da Nizza, Francia
Rai Sport 2
13.30 CINA OPEN
ANCONA
12.00 CALCIO:
MILAN - VIKTORIA PLZEN
20.00 MONDIALI
Da Pechino
Eurosport ed Eurosport 2
23
Champions League. Highlights
Coppie. Programma corto
Da Nizza, Francia
Rai Sport 1
CINA OPEN
5
11.30 CALCIO: BATE BORISOV BARCELLONA
13.00 MONDIALI
BILIARDO
min max
WINNIPEG JETS NEW YORK RANGERS
PATTINAGGIO DI FIGURA
Eurolega. Quarti. Gara 3
Sportitalia
ALGHERO
SKY SPORT 1
NHL
ESPN America
20.00 OLYMPIACOS MONTEPASCHI SIENA
Ieri
Nuvolo
1.00
Eurolega. Quarti. Gara 3
Sportitalia 2
A CURA DI
Champions League. Highlights
Trento
Aosta
7 19
Torino
8 21
9 21
Milano
Venezia
9 21
7
8
Perugia
7 20
6 18
21
4
16
MILANO
9
23
ROMA
NAPOLI
12
22
7 22
Neve
Mossi
PERUGIA
5
22
Nebbia
Agitati
3
13
13
20
ROMA
7
21
TORINO
8
23
6
23
POTENZA
REGGIO CALABRIA
Il sole oggi
MILANO
ROMA
TRENTO
Sorge
Tramonta
Sorge
Tramonta
TRIESTE
7:10
19:46
6:58
19:31
13
18
VENEZIA
8
18
07.30 GOLF: ARNOLD
PALMER INVITATIONAL
PGA Us Tour
09.30 BASKET: BAYLOR KENTUCKY
Champions League. Highlights
17.00 CALCIO:
ARSENAL - MILAN
Champions League. Highlights
17.30 CALCIO:
BARCELLONA - MILAN
IL VIDEO
NCAA
Quei motociclisti
che sfidano
le leggi della fisica
11.30 RUGBY: SCOZIA FRANCIA
Champions League. Highlights
16.30 CALCIO: BARCELLONA BAYER LEVERKUSEN
Mancino, classe ’93, nel
mirino dell’Inter: «Tropico
del Calcio» racconta
Dybala (nella foto), stellina
dell’Instituto Cordoba.
Sei Nazioni
14.00 BASKET: GOLDEN
STATE WARRIORS LOS ANGELES
LAKERS
Salti mortali, avvitamenti
impossibili, giri della
morte: le incredibili
acrobazie dei «pro»
Masters of Dirt.
NBA
17.00 BASKET:
NORTH CAROLINA KANSAS
Champions League. Highlights
www.gazzetta.it
NCAA
Domani
Dopodomani
Ancora una giornata caratterizzata dal bel tempo
stabile. Cieli sereni o poco nuvolosi salvo
temporanei addensamenti sui rilievi delle Venezie,
specie sul Friuli Venezia Giulia. Tuttavia non si
attendono piogge. Temperature sopra la media.
Poche variazioni meteo-climatiche sull'intero
territorio nazionale con cieli sereni o poco
nuvolosi. Locali annuvolamenti nelle zone interne
appenniniche e sulle Alpi orientali con eventuali
piovaschi. Clima ancora gradevole ovunque.
Ancona
Firenze
14
17
SKY SPORT 2
21
12 20
L'AQUILA
11
Champions League. Highlights
Champions League. Highlights
16.00 CALCIO:
MILAN - ARSENAL
Alla scoperta
di Dybala, stellina
in orbita Inter
Bologna
Genova
GENOVA
PALERMO
15.30 CALCIO:
BAYER LEVERKUSEN BARCELLONA
IL BLOG
8 20
Molto forti
Calmi
Champions League. Highlights
Un tecnico esperto e di
nome o la «scommessa»
Stramaccioni? Votate sul
nostro sito la guida della
rifondazione nerazzurra.
21
Coperto
Temporali
15.00 CALCIO:
VIKTORIA PLZEN MILAN
Alta pressione estesa fino al Mediterraneo centrale
che garantirà tempo stabile e soleggiato anche
sull'Italia. Venti deboli settentrionali salvo residui
rinforzi sul basso versante adriatico e sulla fascia
ionica. Temperature primaverili.
Trieste
Forti
MARI
Champions League. Highlights
Quale allenatore
per la prossima
stagione dell’Inter?
18.00 CALCIO:
MILAN - BARCELLONA
14.30 CALCIO:
MILAN - BARCELLONA
Oggi
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Sportitalia 2
19.00 BILBAO - CSKA MOSCA
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IL SONDAGGIO
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Champions League. Highlights
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BATE BORISOV - MILAN
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Qualificazioni Mondiale
Rai Sport 2
Legenda
Avete un’espressione
che evoca la busta
paga di marzo,
scarnita e decurtata.
Ussignùr, state su e
otterrete appoggi e
successi, pure suini.
Gazzetta.it
Televisioni in chiaro
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20/2 - 20/3
9
17
L’Aquila
6 16
Campobasso
Bari
5 14
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6
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Potenza
21
4 13
Cagliari
9
Catanzaro
19
7
Palermo
18
Reggio Calabria
8 19
8 19
Catania
10 18
Il sole domani
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La luna
ROMA
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Sorge
Tramonta
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19:47
6:57
19:32
Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto
22 mar.
30 mar.
6 apr.
14 apr.
MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012
TERZO TEMPO
GazzaFocus
Il gol di Messi assegnato in diretta
Quando il referto diventa pubblico
toi e subito spedito al giudice
sportivo e alla Federazione. Resta segreto, mentre alle squadre è consegnata una lista dove
sono segnati i numeri di maglia
degli ammoniti o degli espulsi
(ma senza motivazioni). Non è
un compito del direttore di gara, invece, indicare i marcatori:
sono solo segnati i gol complessivi del club. Gli arbitri, poi,
non possono parlare. Interviste
possibili solo se autorizzate dal
presidente della associazione.
Da anni si discute su questo
punto: perché non permettere
ai fischietti di dare spiegazioni
sulla concessione o non di un
rigore? Una promessa in questo senso era stata fatta da Marcello Nicchi (attuale numero
uno dell’Aia), che però ha innestato la retromarcia («i tempi
non sono maturi») dopo le ultime polemiche legate al gol non
visto di Muntari in Milan-Juve.
FRANCESCO CENITI
po soli 15 o 20 minuti dalla fine
di una partita, chiunque può
soddisfare la propria curiosità
su ammoniti e marcatori andando a controllare direttamente il
sito della Federazione spagnola. A volte i referti diventano
fonte di notizia per i giornalisti:
qualche settimana fa gli insulti
di Pepe (Real Madrid) all’arbitro sono stati riportati parola
per parola e in pochi minuti rilanciati da radio, tweet e siti on
line. Senza contare un altro
vantaggio: sono eliminate le polemiche infinite legate ai tanti
fantacalcio attivi nel mondo:
cartellini gialli e rossi, gol e autorete sono «punti» importanti
che possono fare la differenza.
In Italia i direttori
di gara non
possono parlare
senza una
autorizzazione
Alexis Sanchez e Leo Messi festeggiano dopo il gol conteso di Maiorca
LA CURIOSITA’
E sulla classifica
dei bomber
decide «Marca»
In Spagna c’è una
particolarità nella
particolarità. Questa: l’arbitro
indica nel referto l’autore del
gol, ma alla fine della
classifica cannonieri non è la
fonte ufficiale. Per una strana
alchimia spagnola, spetta al
giornale Marca (di Madrid)
tenere questa contabilità.
E in passato è accaduto che la
scelta dei giornalisti sia stata
diversa da quella dell’arbitro.
Non solo, a un altro giornale
(As di Barcellona) è affidato il
compito di gestire gol e assit
per il Fantacalcio.
E anche qui le decisioni
possono essere differenti. Nel
caso di Messi, però, tutti sono
stati d’accordo: gol assegnato
alla Pulce.
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
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VICEDIRETTORE VICARIO
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VICE PRESIDENTE
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E DIRETTORE GENERALE
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Jonella Ligresti, Giuseppe Lucchini,
Vittorio Malacalza, Paolo Merloni,
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Virginio Rognoni, Alberto Rosati,
Giuseppe Rotelli, Enrico Salza
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI
Giulio Lattanzi
Non avendo una fonte ufficiale
(il referto) sono i giornali a dettare la linea, ma spesso con versioni diverse. Cosa impossibile,
invece, dalle parti di Madrid o
Barcellona. Ma quello che più
interessa è la questione arbitrale: un referto pubblico nell’idea
dei dirigenti spagnoli elimina
qualunque «cattivo pensiero»
su possibili manomissioni legate alle prove tv o ai giocatori diffidati. Attenzione: è questa
l’unica apertura concessa al
mondo arbitrale. Per il resto i
fischietti restano in rigoroso silenzio, non concedono interviste (tranne i casi autorizzati) e
non danno spiegazioni. Le designazioni sono effettuate da
una commissione composta da
tre ex arbitri: uno in rappresentanza della Liga, uno della Federazione e l’ultimo slegato da
entrambe e super partes. Così
va in Spagna. Gli altri Paesi sono più o meno allineati all’Italia.
A CURA DI FRANCO ARTURI
Fax: 0262827917. Email: [email protected]
Twitter: @arturifra
La giustizia sportiva ha tolto alla Juve gli scudetti 2005 e
2006. Marotta dichiara però che gli scudetti vinti sono 29 e la
società nel nuovo stadio ha affisso anche gli scudetti che gli
sono stati tolti. Perciò, secondo logica, se la Juve dovesse
vincere il campionato in corso, comparirebbero sulle maglie
le 3 stellette d'oro. Interverrebbe a quel punto la Figc per far
rispettare le decisioni della giustizia sportiva?
Lorenzo Ghezzi (Muralto, Svizzera)
Non lo so e non faccio previsioni. Vedremo insieme. L’amministratore delegato della Juventus ha spiegato a riguardo domenica sera: «La nostra posizione è rigida e intransigente». Vero: è stata meritoriamente rigidissima la società Juventus quando ha allontanato Giraudo e Moggi, ben prima che una dozzina di
verdetti sportivi ed ordinari li condannassero. E non era affatto
facile. Ed è stata del tutto intransigente quando ha accettato le
sentenze ricominciando con coraggio dalla serie B. Un’altra
scelta pesante ma molto lungimirante. Vede, signor Ghezzi: le
parole sono certamente importanti, ma contano molto di più i
comportamenti. Sono quelli a fare la differenza. Il resto è cinema, non di gran livello a mio avviso.
Mettiamo
L’aria che tira
le cose in chiaro su quei forum
Quand'è che la smetterete di
dire che Ibrahimovic è un fenomeno? Ok, in Italia fa la
differenza e sposta gli equilibri clamorosamente, ma in
Europa? Dove finisce lo Zlatan da 22 gol in 23 partite di
campionato? Semplice, sparisce! La paura di perdere lettori milanisti... Vi invito a rivedere molte vostre considerazioni in merito, perché chi veramente capisce di calcio
(senza false modestie) come
me si rende conto di quanto
stiate perdendo colpi, limitandovi ad analisi scontate e
luoghi comuni.
Nicola Bonicelli (Villa Minozzo, Re)
Germania libera Gli arbitri tede-
schi hanno invece questa opportunità: nessun divieto di parola, ma discrezione totale. In pratica possono fare come i giocatori e decidere di presentarsi ai
giornalisti (di solito la Ard o
Zdf, Rai 1 e Rai 2 di Germania)
per rispondere alle domande.
C’è da aggiungere che raramente il clima è avvelenato come in
Italia, anche in presenza di gravi sviste. Sul referto i tedeschi
sono per la privacy: nessuna
pubblicazione e tutto resta coperto da segreto. La stessa cosa
accade in Inghilterra (è scritto
subito dopo la gara e inviato alla Federazione) e in Francia. Insomma, Messi può considerarsi
fortunato: fuori dalla Spagna
quel gol sarebbe finito sulle
spalle di Sanchez.
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In Italia Da noi il referto è compi-
Gazzetta.it
il referto alla spagnola
lato dall’arbitro negli spoglia-
sul nostro sito
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PortoFranco
Marotta e la Juve
«rigida e intransigente»
La svolta della Federazione nel 2003: tutte le decisioni on line
Negli altri Paesi privacy garantita. In Germania libertà di parola
Sfumature Così accade che do-
43
LETTERE
Arbitri senza segreti
ma soltanto in Spagna
«Il gol è stato assegnato a
Messi, a dirmelo è stato l’arbitro...». Fine del primo tempo
tra Maiorca e Barcellona, la
squadra di Guardiola è avanti
grazie alla rete realizzata da
Sanchez. Almeno è quello che
pensano giornalisti e tifosi. Certo, il tocco dell’ex Udinese è stato davvero impercettibile, forse
neppure c’è stato. Il dubbio è degli stessi compagni della Pulce.
E allora ci pensa Andoni Zubizarreta, grande portiere del
Barça dal 1986 al 1994 e attuale dirigente blaugrana, a dirimere la questione. Come? Chiedendo al direttore di gara Ayza
Gámez: «Scusi, lei a chi ha dato
il nostro gol?». La risposta la conoscete già, quello che forse
non tutti sanno è la particolarità di questo fatto: non una
«mattana» del fischietto in questione, ma una prassi che va
avanti dal 2003, anno nel quale
la Federazione spagnola ha deciso di rendere visibile a tutti il
referto dell’arbitro per una questione di «trasparenza». Non solo chi è l’autore del gol (una rarità: Uefa e Fifa non assegnano
questo compito ai loro uomini,
strada seguita da quasi tutte le
altre federazione, Italia compresa), ma soprattutto chi è stato ammonito o espulso con le
relative motivazioni. E ancora:
sono pubbliche tutte le altre annotazioni che di solito restano
un segreto tra arbitro e giudice
sportivo.
LA GAZZETTA DELLO SPORT
5
Non riesco davvero a comprendere perché la Gazzetta
continui a chiamare (persino
in prima pagina!) la Next Generation Series come Champions League under 19. Non
è mia intenzione sminuire la
vittoria dei ragazzi di Stramaccioni e Moratti, ma trovo
assurdo mettere sullo stesso
piano un torneo ad inviti, per
quanto prestigioso, con un
torneo riservato ai vincitori
(o ai primi classificati) dei
campionati nazionali. Una
vera e propria mistificazione... una mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza di noi lettori.
Emanuele Gennuso (Roma)
Nel sistema tribale italiano il clima è questo: denigrare
l’avversario, le sue imprese, i
suoi eroi. E tutti quelli che non
si allineano alla svalutazione
automatica. Un profumo di fuori andati a male. E’ primavera:
compratene di nuovi.
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Testata registrata presso il
tribunale di Milano n. 419
dell’1 settembre 1948
ISSN 1120-5067
La tiratura di martedì 27 marzo
è stata di 346.027 copie
Volevo esporvi un mio malessere: la crescita di un nuovo
malcostume legato al calcio
che potremmo chiamare
«violenza mediatica». Basta
accedere ad internet per avere la possibilità di scrivere su
miriadi di mini-forum diventati i nuovi campi di battaglia
dove l'insulto e l'intolleranza
sono di casa. E' brutto generalizzare ma la dura verità è
che una larga parte di noi è
incivile, e l'altra è silenziosa
e quindi connivente.
Daniele Perfigli (La Spezia)
Il malessere non è soltanto suo, ma generale: è naturale che l’incultura e l’inciviltà,
quando ci sono, si esprimano
con tutti i mezzi conosciuti, antichi, tradizionali e moderni. Il
cyberbuzzurro è un sociopatico da rieducare e da curare.
Non sottostimi la quantità di
persone per bene: siamo tanti. E soprattutto prima o poi la
spunteremo.
Gli orari
di Napoli
Una curiosità: a Napoli c'è un
fuso orario diverso da tutto il
resto d'Italia dato che le partite al San Paolo iniziano sempre con 4-5 minuti di ritardo
rispetto a tutte le altre?
Alessandro Zocchio (Trento)
Non so darle una risposta ma sono curioso anch’io:
la cosa si verifica, più o meno
regolarmente, da anni. Chi
può ci illumini, grazie.
CERTIFICATO ADS N. 7334 DEL 14-12-2011
COLLATERALI
* Con la Leggenda del Rally N. 10 e 12,19 - con
Supereroi N. 47 e 11,19 - con Soldatini d’Italia N.
42 e 11,19 - con Linomania N. 31 e 11,19 - con
Bear Grylls N. 23 e 11,19 - con Lupin III Film Collection N. 22 e 11,19 - con Indistruttibili N. 21 e
11,19 - con ET Predictor card e 11,19 - con i Miti
del Calcio ai Raggi X N. 40 e 4,19 - con Speciali
Sordi N. 2 e 14,19 - con Mai Dire Story N. 14 e
11,19 - con Paperinik N. 8 e 11,19 - con Star Trek
N. 6 e 9,19 - Capolavori delle grandi Civiltà N. 5 e
11,19 - Holly e Benji N. 4 e 11,19 - con War Movies
N. 1 e 11,19 - con Alberto Sordi N. 13 e 11,19 - con
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Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 25; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50;
Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.
44
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MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012