MESSI ALLA PROVA
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MESSI ALLA PROVA
www.gazzetta.it mercoledì 28 marzo 2012 1,20 € REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO ITALIA anno 116 Numero n 75 Anno LA NUOVA INTER MORATTI: «SE LE VINCE TUTTE, MAGARI LO CONFERMO» ilCommento Ecco Stramouccioni «Io non ho paura» COME UN GUARDIOLA? di ARRIGO SACCHI Moratti ha scelto Andrea Stramaccioni come l’uomo della rifondazione o come l’ultima carta disperata per salvare un’annata che ha già fatto due vittime illustri (Gasperini e Ranieri) e che sembra senza soluzione? «Sento di avere una squadra forte». Sorpresa: Balotelli 3 Andrea Stramaccioni, 36 anni ANSA DALLA VITE, ELEFANTE E TAIDELLI ALLE PAGINE 141517 L’ARTICOLO A PAGINA 25 FORMULA 1 CHAMPIONS MILANBARÇA A SAN SIRO (20.45) Alonso studia IBRA&C. MESSI ALLA PROVA Nell andata dei quarti i rossoneri si giocano tutto. Lo svedese: «Non hanno punti deboli: dobbiamo attaccarli». Il Pep: «Conta segnare» da Schumacher in casa Ferrari Lo spagnolo a Maranello si allena e «fa squadra» come Michael 3 Fernando Alonso si allena a Maranello COLOMBO IANIERI ALLE PAGINE 2627 ilRicordo Zorzi racconta: «Così strapazzavo il mio amico Bovo» BOCCI, DELLA VALLE, GARLANDO E PASOTTO PAG. 2 A 10 ZORZI A PAGINA 31 laStoria Liddi primo italiano titolare tra le stelle del baseball Usa 3 Zlatan Ibrahimovic, 30 anni, e Leo Messi, 24, si sono incontrati una volta in questa Champions: 32 a San Siro per la Pulce IL ROMPI PALLONE di GENE GNOCCHI 9 771120 506000 20 3 2 8> Prima gaffe di Stramaccioni: ha chiamato Zanetti papà. w LE ALTRE SFIDE ARCOBELLI A PAGINA 35 JUVE COPPA ITALIA CaceresDe Ceglie Scontro e pace Con Marcelo e Kakà il Real va due frecce in più tra Lega e Coni: nell’arco di Conte la finale a Roma Colpo Chelsea IN EDICOLA I film di guerra con «Bastardi senza gloria» € 9,99 PIU’ IL PREZZO DEL GIORNALE 3 Marcelo, 24 anni, migliore in campo 3 Martin Caceres, 25 anni 3 Andrea Agnelli, presidente Juve A PAGINA 12 DI FEO E OLIVERO A PAGINA 18 GALDI E IARIA A PAGINA 20 2 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 CHAMPIONS ANDATA QUARTI 4 LUIGI GARLANDO MILANO I NUMERI 2 le vittorie del Milan in altrettante finali contro il Barcellona: 4-0 nella Champions League di Atene del 18 maggio 1994 e nella Supercoppa Europea del 1989 (1-1 e 1-0). 2 i successi del Barcellona nelle ultime due visite a San Siro contro il Milan; oltre al 3-2 degli spagnoli nella fase a gironi di questa edizione, anche il successo per 1-0 del 18 aprile 2006. Il Milan non vince dall’1-0 del 20 ottobre 2004 (rete di Shevchenko). 10 le volte in cui il Barcellona ha raggiunto i quarti di Champions League (meglio solo Manchester United con 12 e Bayern con 11); il Milan disputa per la settima volta i quarti (è la migliore delle italiane con la Juventus). P Il Milan in posa per la pubblicità dell’orologio ufficiale della squadra PESSINA «A me il gioco difensivo non piace», ha detto Zlatan Ibrahimovic. Al suo fianco Massimiliano Allegri ha spiegato: «Questo Milan fatica a difendere vicino all’area». Più che una conferenza stampa è stata una seduta di automotivazione, la recita pubblica di un karma: «Il Barcellona è la squadra più forte del mondo, ma noi lo attaccheremo. Non siamo gente da barricate». Giusto. Tra i modi per sopravvivere al Barcellona esiste anche quello di fare densità massima davanti alla porta, cercando di lasciare senza ossigeno Messi e compagni. A settembre il Milan salvò la pelle al Camp Nou anche così. Ma quella notte c’era un Thiago Silva titanico, Pato sgommava e mancava Ibra. Stavolta mancano i primi due e c’è il terzo: altro mondo. Il riferimento dev’essere la partita di San Siro, persa 3-2, ma giocata guardando negli occhi il Barça e mettendolo in difficoltà. Seedorf e piranha I gol segnati da Ibra e Boateng il 23 novembre scorso valgono come stelle polari, servono a orientare il Milan in questa notte di calcio lussuoso. Primo gol: Aquilani con un lancio a tutto campo, da destra a sinistra, liberò Seedorf che dettò in verticale per Ibra. Il Barcellona fa pressing a branchi, come i piranha; chi è in zona assale il portatore per spolparlo del possesso. Si raccolgono dove c’è la palla. Un cambio di gioco tempestivo può sorprenderli sbilanciati, creare pericoli in zone scoperte. Manca Aquilani, ma Seedorf è un buon trampolino, ha lancio lungo e preciso. Ibra che raccoglie defilato in fascia, mette giù e detta dentro per le incursioni di Nocerino e Boateng deve restare un pensiero dominante. Muscoli e Boa Il secondo gol lo firmò Boateng con un capolavoro di tecnica, potenza e tempismo. Il Barcellona, il massimo dell’organizzazione («scolaretti», li ha chiamati Ibra), è portato a soffrire Boateng, il trequartista più anarchico del mondo. Il Barça è leggerezza, Ibra e il Boa sono i muscoli del Milan: forse non è un caso che abbiano segnato loro. Dovendo riassumere l’arsenale che Allegri deve caricare sul pullman diretto a San Siro, diremmo: cambi di gioco, fantasia tecnica (Robinho) e imprevedibilità offensiva, potenza muscolare. Il tutto condito con le motivazioni feroci sfoggiate contro l’Arsenal a San Siro. Il guaio è che il Milan stanotte non si troverà contro i ragazzini svagati che mostrò Wenger a Milano, ma i campioni del mondo, il pluri-Pallone d’oro Messi che fa più gol che partite, la banda Guardiola che in dieci doppi turni di Champions è passata nove volte, falciata solo dall’Inter di Mou. IL TABELLONE GDS IL MILAN NON VEDE L’ORA Marziani a San Siro Il Barça e Messi si battono così Cambi di gioco, Ibra, il Boa E squadra corta anti-Pulce Rischio torello Il Milan non farà le barricate, promette una gara coraggiosa, ma non si scappa: per l’esito del match, per tenere vivo il ritorno, sarà più importante ciò che saprà fare senza palla, difendendosi, di quanto farà con la palla, attaccando. I rischi grossi sono due. Primo, il solito: ritrovarsi prigionieri di un torello, soprattutto se Guardiola aggiungerà un palleggiatore in mezzo (difesa a 3) come a novembre a San Siro. Senza il tackle saggio di Van Bommel, senza la gamba lesta di Emanuelson, senza Abate che sa accorciare e aggredire, con Seedorf e Ambrosini non più al top del rendimento atletico, il Milan non sembra attrezzatissimo nel lavoro di recupero. Fondamentale il soccorso fisico di Boateng e il sacrificio delle punte, altrimenti il Barcellona rischia di ammassare percentuali di possesso sconfortanti. Se Messi... Secondo rischio grosso: Messi, naturalmente. Finto centravanti, arretra per agevolare i tagli di Sanchez e le imbucate dei mediani dai piede di miele: Fabregas è un esperto del ramo, Xavi firmò il 3-2 decisivo a San Siro infilando un corridoio centrale, su assist della Pulce. Ma se Messi proverà ad accelerare per conto suo, centralmente, potrebbe trovarsi davanti Ambrosini, poi il rientrante Nesta e Mexes, nessuno dei tre è un fenomeno di reattività nel breve. Non sarà facile insomma mascherare l’assenza di Thiago Silva. Per mettersi al riparo da questi due grossi rischi, il Milan ha una strada sola: una grande prestazione difensiva di squadra, cioè reparti vicini, squadra corta per restituire un buon pressing e impedire ai giocolieri di Guardiola di prendere velocità negli spazi. Teatro Troppa lavagna? Avete ragione. Posiamo il gesso e permettiamoci un consiglio: stasera affacciatevi a San Siro come fosse un teatro. C’è Ibra contro Messi, in regia due ottimi allenatori, recitano due regine d’Europa. Divertiamoci. © RIPRODUZIONE RISERVATA fgf-industry.com / cpcompany.com MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 3 QUI MILAN Avanti Ibra-Binho Nesta verso il sì Seedorf, duello con Emanuelson MILANELLO Pochi dubbi, anche perché poche sono le possibilità di scegliere: Allegri avrebbe voluto giocarsi la sfida in una condizione migliore, ma così va quest’anno per il Milan. Nonostante qualche rientro, la lista degli infortunati è lunga e al tecnico non resta spazio per la fantasia: a centrocampo, con Ambrosini e Nocerino do- COSÌ IN CAMPO A MILANO ORE 20.45 vrebbe esserci Seedorf, in vantaggio su Aquilani e su Emanuelson malconcio. Ma Allegri non è convinto: Seedorf dopo l’ultimo infortunio ha giocato solo i 120 minuti di coppa Italia. Troppi per ricominciare, pochi per essere già rodato. Rebus difesa Anche in difesa c’è un piccolo dub- bio: Nesta sta abbastanza bene, ma non gioca da tempo, per questo Allegri resta indeciso. C’è una chance per Zambrotta, che potrebbe essere utilizzato sulla destra con Bonera centrale. In attacco non ci saranno sorprese: rientrerà Robinho accanto a Ibra e Boateng sarà titolare. La grande incognita è la tenuta fisica di uomini-chiave schierati in ruoli-chiave. Nesta, Seedorf, Boateng, Robinho: non più di tre su quattro potrebbero essere sostituiti. E non è detto che tutti siano in grado di reggere 90 minuti. al.bo. © RIPRODUZIONE RISERVATA DIRETTA TV SU RAI 1; SKY 3D, SKY SPORT 1HD, SKY CALCIO 1HD; PREMIUM CALCIO, PREMIUM CALCIO HD2 GDS QUI BARCELLONA Dubbio Guardiola difesa a quattro o a tre? Attacco con Sanchez MILANO Il dubbio semmai è nel modulo e non negli uomini. Pep Guardiola fa pretattica all’italiana e non si sbottona sulla formazione, però l’undici che affronterà il Milan nella sfida d’andata dei quarti di finale di Champions League sembra già deciso. Senza Adriano, Villa e Abidal, il Barcellona cercherà di sbancare San Siro con il solito tridente: Messi più Iniesta e Sanchez, con Pedro che in panchina. In difesa ci saranno Mascherano e Piqué al centro con Puyol e Dani Alves sulle fasce. Questo in caso di linea a quattro. Se però il tecnico catalano deciderà di difendersi a tre, allora Dani Alves scivolerà sulla linea dei centrocampisti. In mediana ci saranno Xavi, Busquets e Fabregas. Gli spagnoli hanno scelto un hotel in pieno centro a Milano, lo stesso dell’ultima trasferta milanese (visto che aveva portato bene...) e ieri al loro arrivo sono stati accolti da numerosi fan. Attenzione però, l’ultima volta che il Barcellona è stato eliminato in Champions League è stato contro un’italiana: stiamo parlando della sfida con l’Inter in semifinale dell’edizione 2009-10. I blaugrana furono sconfitti 3-1 all’andata giocata a San Siro, per poi vincere inutilmente 1-0 nel ritorno al Camp Nou. f.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL MIGLIOR MOTORE DI RICERCA PER TUTTI I SITI CHE VUOI VISITARE. NUOVO FIAT FREEMONT AWD. TUTTE LE AUTO CHE VUOI. IL 4X4 CON CAMBIO AUTOMATICO. FIAT FREEMONT DA € 24.900. 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Ma appunto, le cose succedono, le squadre passano. E lui è così contento della sua storia e così soddisfatto di trovarsi in Italia, che i piccoli rimpianti sono qualcosa da tirar fuori nelle grandi occasioni. Chi è senza rimpianti non ha vissuto. Io e il Barça E allora eccolo, Ibrahimovic, davanti alla stampa prima della partita che tutti ritengono la sua partita. «Se saluterò Guardiola? Non lo so ma basta con questa storia, il passato è passato. Questa cosa non è importante per me e nemmeno per lui. Il Barça è cresciuto? Il Barça cresce ogni giorno, come ogni squadra cresce ogni anno che passa. Sono i più forti del mondo, hanno un’idea in campo. Sono onorato di aver giocato un anno con loro. Credo di aver fatto bene e avrei potuto fare meglio, perché ogni seconda stagione è migliore della prima. Ma sono soddisfatto di quello che ho fatto e auguro al Barça di vincere la Liga. Sento ancora tanti ragazzi del Barcellona, tutti bravi, e faccio il tifo per loro». Io e il Milan «Se segno tanto è per merito dei compagni, nulla si fa da soli nel calcio. E’ la squadra che conta, poi ognuno ci mette le qualità e si prende le responsabilità che deve prendersi. Questa partita è importante, ma non decide tutta la stagione. Dopo il sorteggio che ci ha messo di fronte al Barça tante buone partite, siamo usciti dalla coppa Italia ma è mancato poco per restare in corsa anche lì. Il Barça è fortissimo, ma noi dobbiamo fare il nostro gioco. E siamo pronti». Io e la partita «Come si gioca contro il Barça? Difficile dirlo, se qualcuno avesse trovato il loro punto debole li avrebbe già battuti. Il calcio difensivo non mi piace, ma se serve utilizzare questa tattica lo faremo, tocca all’allenatore decidere. Io però credo che un buon risultato in casa possa dare più fiducia per il ritorno. A me piace il gioco d’attacco. Se sono ancora più motivato contro il Barça? Io non devo dimostrare niente, ho soltanto voglia di giocare contro i più forti. Laporta (ex presidente del Barça, n.d.r.) dice che è stato SU LIBRERIARIZZOLI.IT Zlatan Ibrahimovic, trent’anni, con Ambrosini, Nocerino e Robinho. In questa Champions lo svedese ha segnato 3 gol in 5 gare « « Assalto Ibra « Messi è il più forte al mondo, ma intorno a lui ci sono giocatori che nessuno ha Il calcio spagnolo è elegante, ma per un attaccante è più difficile quello italiano Ho due anni di contratto col Milan e vorrei restare: il mio futuro lo vedo qui «Loro non hanno punti deboli La mia soluzione è attaccare» Zlatan ci riprova: «Io inferiore a Messi e Cristiano? Discorsi che non mi interessano» « Il calcio difensivo non mi piace, ma sta all’allenatore decidere. E’ il gruppo a vincere un disastro? Prima che andassi lì non diceva così». Io e l’Italia «Mi piace stare qui. I miei bambini stanno crescendo italiani e alla mia famiglia piace stare in Italia. Mi trattano bene, al Milan mi vogliono bene, e quando ti senti così è difficile che tu possa voler andare da un’altra parte. Ho due anni di contratto e vorrei restare, poi non so cosa succederà, ma il futuro lo vedo qui: l’Italia mi piace e mi sento un po’ italiano. Siamo l’unico club rimasto in Europa e spero che ci saremo anche dopo questi quarti di finale: a parte l’Inter due anni fa, le squadre italiane negli ultimi tempi in Europa non sono andate bene come in passato, ma spero che riusciremo a ripetere quei successi. A me piace il calcio italiano. Il calcio spagnolo è più tecnico ed elegante, ma per un at- taccante è più difficile giocare qui. Io mi sono messo alla prova in vari campionati e amo il calcio italiano». Io e Messi «E’ il più forte del mondo, sta battendo tutti i record ed è giovane. Se dai tempo, chiunque diventa più forte nel campionato dove gioca. Lui migliora ogni giorno, ma ha intorno a sé una quantità di giocatori di qualità che nessuna squadra ha, a parte forse il Real Madrid. Spero che continui a migliorare, così quando vedo il calcio mi diverto un po’. Se mi sento sul livello di Messi e Cristiano Ronaldo? Ognuno può dire quello che vuole, so quanto valgo. E’ chiaro che quando vinci certi trofei diventi ancora più importante, ma io so quanto valgo e non sono preoccupato». E qui il racconto di Ibra in prima persona si ferma: Ibra è un uomo soddisfatto, del suo club, del suo primo Paese che guiderà all’Europeo e del secondo, l’Italia, che fa stare così bene lui e la sua famiglia. E se provate a chiedere se gli manca la Champions, arriverà la risposta prestampata in unica soluzione: «Mi piacerebbe vincere per il Milan, per me e per tutti i tifosi. Ma se non vinco non sono preoccupato». Un atteggiamento filosofico, nonostante tutto. © RIPRODUZIONE RISERVATA FLOP LE SUE FASI FINALI Soltanto oggi il libro di Zlatan autografato Soltanto oggi, sul sito www.libreriarizzoli.it, sono in vendita 50 copie autografate del libro «Io, Ibra», con il 15% di sconto sul prezzo di copertina. L’autobiografia di Zlatan, scritta assieme a David Lagercrantz, è arrivata all’ottava edizione per un totale di 160.000 copie. Il libro è pieno di aneddoti. Visto che oggi c’è Milan Barcellona, ricordiamo il passaggio in cui Ibra ha raccontato di aver insultato Guardiola: «Sei senza palle, ti caghi addosso davanti a Mourinho!». GDS 6 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 CHAMPIONS ANDATA QUARTI 4 I SUCCESSI DI MAX I quarti di finale di Champions League sono il punto più alto della carriera da allenatore di Allegri. Ecco i successi del tecnico rossonero, che ha vinto anche due Panchine d’oro (una di A e una di C) 2007-08 Sassuolo: primo posto in Serie C1. Promozione in Serie B 2008 Sassuolo: Supercoppa di Lega di C1 2010-11 Milan: scudetto 2011 Milan: Supercoppa di Lega Massimiliano Allegri, 44 anni, ieri in conferenza stampa. Sembra a metà fra lo stanco e il pensieroso, ma in realtà il tecnico rossonero è apparso di buon umore e convinto che il suo Milan farà bene AFP Allegri sfida anche l’Inter di Mou «Il mio Milan non può giocare come loro nel 2010: non siamo fatti per difenderci» DAL NOSTRO INVIATO MARCO PASOTTO MILANELLO (Varese) laVignetta di STEFANO FROSINI Se per caso Massimiliano Allegri ieri era attraversato da qualche pensiero fosco in vista della partita, ci ha pensato Cassano a distendergli i nervi: «Mister in bocca al lupo eh! — gli ha detto Antonio con tono canzonatorio — E guardi qui: ha visto come sono dimagrito?». Lo sketch ha divertito molto il tecnico, che peraltro pagherebbe una cifra consistente per avere il barese a disposizione stasera. Lui come tutti gli altri malati. «Mi sarebbe piaciuto essere al completo per poter fare delle scelte, ma comunque non credo che sia il momento peggiore per affrontare il Barcellona: la squadra è carica, a livello psicologico questa partita contiene talmente tanto fascino che non c’è bisogno di motivare ulteriormente i ragazzi. Thiago è un campione e ci mancherà ma ho altri difensori all’altezza». Sonno sereno Con la gara di oggi Allegri tocca il punto più nobile della sua carriera da allenatore. Essere finito nel club degli otto tecnici migliori d’Europa è una bella soddisfazione per essere partito dalla C2 nove anni fa. I quarti di Champions gli servono sul piatto una sfida che qualsiasi allenatore vorrebbe poter preparare e giocare almeno una volta nella vita. Con un altro tabù da infrangere, dopo quello inglese: sin qui nelle quattro sfide con le spagnole (due col Real e due col Barça) sono arrivati due pareggi e due sconfitte. Che sia la volta buona? «Siamo pronti. Abbiamo fatto tutto il possibile per preparare al meglio questa sfida e quindi vado a letto tran- « Bisogna avere coraggio e attenzione, riducendo al minimo gli sbagli quillo, non passerò una vigilia insonne. E’ più facile che non dorma dopo la partita...». Sperando che non capiti per gli stessi motivi di Londra. Infatti Allegri riconosce: «Il risultato perfetto non esiste. Basta vedere cos’è successo con l’Arsenal». Coraggio e attenzione Di fronte a un avversario del genere è difficile avere molte certezze, ma la base di partenza è chiara: «Giocare con coraggio, anche perché non è una partita del girone. Per passare il turno bisogna far gol e delle due sfi- de quella di andata è la più importante». Allora avanti con la ricetta: «Serve una prestazione come quella di San Siro nel girone. Ovvero con coraggio, ma anche con più attenzione: in fase difensiva ci siamo presi troppi rischi. Dovremo ridurre al minimo gli sbagli». Una cosa è sicura: «Per le caratteristiche dei nostri giocatori difficilmente potremo fare lo stesso gioco dell’Inter nella semifinale (di ritorno, ndr) di due anni fa. Loro erano più fisici, noi lo siamo meno. Quest’anno, nella fase a gironi, abbiamo giocato una buona gara a Barcellona per circa mezz’ora, ma fatichiamo a difenderci vicino all’area: quando lo abbiamo fatto in Coppa Italia contro la Juve, ad esempio, abbiamo concesso tre occasioni in cinque minuti». Meglio evitare, soprattutto col Barça. © RIPRODUZIONE RISERVATA MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 7 8 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 CHAMPIONS ANDATA QUARTI 4 Sentite Pep 13 I NUMERI precedenti europei Milan e Barcellona si sono incontrate 13 volte nelle coppe europee, con gli spagnoli in vantaggio per 5-4 nel conto delle vittorie (19 a 18 per i catalani il conto delle reti) Guardiola: «Un sogno non si prepara, si realizza gara dopo gara. E contro il Milan dovremo saper soffrire» 2 7 Champions del Milan I rossoneri hanno vinto nel 1963, 1969, 1989, 1990, 1994, 2003 e 2007 Il filosofo tiene il profilo basso, dribbla ogni possibile polemica con chi gli ha affibbiato questo soprannome però si scopre più pragmatico che teorico quando gli chiedono come si batte il Milan di Ibrahimovic. «Meglio la difesa a tre o a quattro? Domani difenderemo a sette, tutti sotto la traversa...». Pep Guardiola si presenta a maniche corte e regala subito una battuta. Che in fondo in fondo nasconde un po’ di verità, perché tra Barcellona e Milan il desiderio di evitarsi era assolutamente reciproco. «Obiettivo triplete? Al Barça non pesa» PEP RITROVA BONERA ERANO COMPAGNI NEL BRESCIA 2001-02 Josep Guardiola i Sala (qui sopra durante la conferenza stampa di ieri nella foto REUTERS), 41 anni, allena il Barcellona dal 2008: ha vinto 3 Liga, Coppa di Spagna, 3 Supercoppe di Lega, 2 Champions, 2 Supercoppe Uefa e Mondiale per Club. Da giocatore ha collezionato 16 trofei in blaugrana e l’oro Olimpico con la Spagna Il club più titolato Segnare e non subire, lanciare Messi e limitare Ibrahimovic, sarà questa la chiave della partita. Pep sparge miele sulle teste di entrambi, facendo finta che i problemi con Ibrahimovic e le parole velenose che lo svedese gli ha dedicato nell’autobiografia non siano mai esistite. «Ibrahimovic ha fatto un anno straordinario al Barça, ci ha aiutato in campionato e in Champions e ha fatto bene dovunque è andato. Leo adora giocare, è pronto per il momento più importante della stagione. Stiamo cercando di aiutarlo a cercare la posizione in campo dove può più facilmente ricevere palla e creare col suo talento. Comunque non sarà Barcellona contro Ibra, come ricorda spesso Adriano Galliani giochiamo contro il club più titolato al mondo, c’è sempre un’emozione speciale». Segnare almeno un gol Pep ha la tranquillità dei forti, di chi ha vinto tutto e sa di avere il numero uno al mondo (Messi) ma anche la squadra che gioca il miglior calcio. Però Guardiola ha anche l’umiltà di chi non ha dimenticato l’eliminazione di due anni fa, quando il Barça sembrava favorito ma fu un’altra squadra milanese, l’Inter, ad andare in finale. Per questo non vuole sentir parlare di triplete, di Liga, di numeri e di statistiche che raccontano un Barcellona inarrivabile. «Dobbiamo essere consapevoli che possiamo passare il turno ma anche essere eliminati. Se non giochiamo bene non si passa. Si affrontano due grandi squadre, andrà avanti chi sarà più forte caratterialmente». Quindi meglio resettare, almeno per una sera, i 600 gol blaugrana della gestione Pep e le nove vittorie consecutive tra Liga e Champions League. Perché Milan-Barcellona è sempre una partita che fa storia a sé. «Mi aspetto il miglior Milan. Lotteremo per ottenere un buon risultato. Sono felice di essere qui, è un onore giocare a San clic avversari rovesciati Sono due i giocatori attualmente al Milan, Van Bommel e Maxi Lopez, che erano in campo con il Barcellona nell’andata della semifinale giocata a San Siro il 18 aprile 2006 e vinta dagli spagnoli per 1-0 (Maxi Lopez subentrò all’89’ al posto di Ronaldinho) Siro. Sappiamo che non sarà facile giocare in questo stadio, quando urla lo fa seriamente, ci sarà tanta pressione e noi dobbiamo essere preparati ad affrontare momenti in cui domineremo e altri in cui sarà da soffrire. Il primo obiettivo sarà segnare, un gol in trasferta è molto importante. Ma pretendere che il Milan non abbia occasioni da gol nel suo stadio non è realistico». FABIANA DELLA VALLE MILANO Compagni di squadra ieri, avversari oggi. Pep Guardiola saluterà con grande affetto Daniele Bonera: l’allenatore del Barcellona e il difensore rossonero hanno giocato insieme nel Brescia, nella stagione 2001-02. Bonera allora aveva appena vent’anni, Guardiola aveva già vinto tutto con il Barça. Sogno triplete Pratico, realistico, poco incline alla vendetta. Poi però arriva la domanda sul triplete e Guardiola si mette a fare un po’ di filosofia: «Non sentiamo il peso dei possibili tre titoli, fino a pochi giorni fa anche il Milan poteva vincere tutto. Ragioniamo partita dopo partita, l’anno che abbiamo vinto tre titoli non ci abbiamo mai pensato prima. Un sogno non si prepara». Il sogno di Pep passa anche da San Siro. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL RIENTRO IL DIFENSORE CENTRALE SFIDA L’EX BLAUGRANA Piqué: «Non lasciamo spazio a Ibra» 4 Solo elogi per Zlatan: «E’ abituato a essere un leader, ma noi vogliamo la finale» MILANO Per Gerard Piqué sarà una prima volta. Il difensore del Barcellona era infortunato quando il Milan giocò a Barcellona la prima partita del girone ed è rimasto seduto in panchina a San Siro. Colpa di un infor- tunio che l’ha tenuto fuori a lungo, ora però è tornato, nell’ultima partita della Liga ha anche segnato un gol al Maiorca ed è pronto a riprendersi il suo posto nella partita che tutti vorrebbero giocare. Così come è pronto anche per marcare Zlatan Ibrahimovic, che due anni fa è stato suo compagno di squadra. Occhio a Ibra «Zlatan è un giocatore molto difficile da affrontare — dice — perché è completo e ha grandi qualità, è forte nel gioco aereo e sa tenere la palla, bisogna essere molto concentrati e non lasciargli il tempo di pensare e lo spazio per giocare. E’ stato un piacere averlo qui, è uno dei migliori al mondo, ci ha aiutato a vincere. Lui è un leader, lo diventa dovunque va per le sue caratteristiche. Dobbiamo evitare che giochi la sua miglior partita». Piqué non considera un vantaggio aver già affrontato i rossoneri nel girone: «Noi conosciamo loro ma il Milan conosce bene il Barcellona. L’assenza di Thiago Silva sarà pensante, perché è un grandissimo giocatore, però Allegri ha altri ottimi difensori. Oggi studieremo l’avversario nei minimi dettagli: dobbiamo sapere come attaccarli». Obiettivo Monaco Il difensore non sottovaluta affatto gli avversari, però non nasconde l’obiettivo blaugrana: «E’ un buon momento per noi, ma arrivare qui e giocare contro il Milan non è mai facile. Dobbiamo fare la nostra partita e poi possiamo chiudere la qualificazione a Barcellona. Essere considerati i più forti rende tutto più difficile, perché ogni partita devi dimostrarlo, sappiamo che nessuno ha vinto due Champions League di fila e faremo il massimo per arrivare alla finale di Monaco». f.d.v. Piquè e Mascherano nella rifinitura a San Siro ANSA © RIPRODUZIONE RISERVATA CHAMPIONS LEAGUE Mercoledì 28 marzo ore 20.45 MILAN - BARCELLONA TUTTI I NUMERI PER GIOCARE IN ATTACCO. 1 4.00 X 4.00 2 1.75 Gol squadra casa SI 1.43 GOL NO GOL 1.57 2.20 Gol squadra ospite SI 1.10 NO 2.50 NO 5.25 PARI 1.80 DISPARI 1.90 Under/Over 2.5 UNDER 2.00 OVER 1.70 La pianificazione degli eventi live potrebbe variare secondo il Programma Ufficiale Aams. Scopri tutti gli eventi e le quote PUNTI VENDITA WEB MOBILE 1.200 TRA CORNER E AGENZIE BETTER PORTALE INTERNET www.better.it PORTALE MOBILE www.better.it le quote potrebbero subire variazioni Champions del Barça I blaugrana hanno vinto nel 1992, 2006, 2009 e 2011 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 9 CHAMPIONS ANDATA QUARTI «La gara perfetta si realizza con lo spirito di squadra» Battendo il Barça, Galli alzò la Coppa col Milan nel ’94: «Oggi più forti in difesa e con Messi» aveva provato Desailly. Il tecnico giustamente aveva i suoi dubbi, io intanto mi allenavo meglio che potevo, volevo farmi trovare pronto a tutti i costi perché sapevo che sarebbe stata la partita della vita». DAL NOSTRO INVIATO FABIANA DELLA VALLE MILANELLO (Varese) Amarcord. Stadio Olimpico di Atene, 18 maggio 1994. Il Milan di Fabio Capello batte 4-0 il Barcellona di Johan Cruijff e conquista la quinta Coppa dei Campioni della sua storia. Fu una serata memorabile per i rossoneri, che diedero una lezione di calcio agli antenati dei marziani blaugrana di oggi. A Milanello ci sono tante foto che ricordano questo trionfo. In quel Milan che riuscì a ribaltare il pronostico giocava anche Filippo Galli, oggi responsabile del settore giovanile rossonero. Galli, qual è la prima cosa che le viene in mente quando si parla di quella partita? «Non potrò mai dimenticare il momento in cui sollevai la coppa. Ricordo bene anche il mese precedente alla partita: noi avevamo Costacurta e Baresi squalificati, io speravo di giocare ma non avevo certezze, perché fino all’ultimo Capello Anche quella volta il Milan partiva sfavorito: aveva assenze pesanti, tutti lo davano per spacciato. E Cruijff ci mise pepe dicendo che il suo Barcellona non poteva perdere. Filippo Galli, 48 anni, è nato a Monza. Ha giocato nel Milan dal 1983 al 1996 LIVERANI «Le assenze erano molto penalizzanti per noi e loro avevano grandissimi campioni come Stoichkov e Romario. Le parole di Cruijff poi ci diedero ancora più motivazioni: giocammo la partita perfetta, quello che deve fare il Milan questa sera. L’assenza di Thiago Silva sarà pesante, ma Bonera e Mexes sono all’altezza». Ci sono dei punti in comune tra questo Milan e il suo? «Parliamo di due Milan vincenti e pieni di campioni. Noi non avevamo una prima punta come Ibrahimovic però sopperivamo con giocatori di movi- clic IL RECORD DEL MILAN MAI PERSO IN CASA AI QUARTI DI FINALE Dejan Savicevic, che ha segnato il terzo gol, contrastato da Ferrer EPA PHOTO a trasmettere i concetti». «L’assenza di Thiago Silva è pesante, ma Bonera e Mexes sono all’altezza» mento come Massaro, Savicevic e Boban. Se noi difensori abbiamo fatto una grande partita è stato anche merito del gran lavoro di Albertini e Desailly a centrocampo. In sfide così conta lo spirito di squadra». Il Barça di oggi è più forte di quello di 13 anni fa? «Difficile fare paragoni, però credo di sì. Ha una difesa più forte». In quella finale giocò anche Guardiola. S’aspettava che facesse una carriera così da allenatore? «Pep ha fatto un lavoro straordinario. Era già un allenatore in campo, da centrocampista centrale per come guidava la squadra. Come Allegri, si capiva già che sarebbe stato bravo Quindi anche lei pensa che Allegri e Guardiola siano simili? «Sì. Quello che sorprende di Allegri è la capacità di tirare fuori il meglio da tutti i suoi giocatori. Prendete Nocerino e Muntari: in altre squadre avevano faticato, con lui sono esplosi». Esiste una ricetta per fermare Messi e battere il Barcellona? «Servirà grande attenzione e un sistema difensivo fatto di continui raddoppi su Leo. Ma il Barça non è solo Messi. Allegri con questo Milan ha dimostrato di saper attaccare con gli inserimenti dei centrocampisti e anche con i difensori: ecco, così si possono mettere in difficoltà i blaugrana». Ultima domanda: il Milan è attrezzato per vincere la Champions già quest’anno? «Il cammino è lungo e difficile, ma il Milan gioca bene e ha già dimostrato di essere pronto per queste partite. Io sono ottimista e molto fiducioso». © RIPRODUZIONE RISERVATA Coraggio tifosi milanisti! Il Milan in casa detiene un record formidabile nelle coppe europee. E’ la quindicesima volta che il Milan gioca i quarti di finale in casa e finora non ha mai perso: i rossoneri hanno vinto dieci volte e pareggiato quattro. Un motivo in più per essere ottimisti e sperare di mettere in difficoltà il Barcellona con una partita perfetta. NEL 1994 IN FINALE Quel poker che gelò il Barcellona di Johan Cruijff MILAN-BARCELLONA MARCATORI: Massaro al 22’ e al 47’ p.t. Savicevic al 2’, Desailly al 13’ s.t. MILAN: Rossi; Tassotti, Panucci; Albertini, Galli, Maldini (Nava dal 38’ s.t.); Donadoni, Desailly, Boban, Savicevic, Massaro (12 Ielpo, 14 Carbone, 15 Lentini, 16 Simone). All Capello BARCELLONA: Zubizarreta; Ferrer, Guardiola; Koeman, Nadal, Baquero; Sergi (Estebaranz dal 27’ s.t.), Stoichkov, Amor, Romario, Beguiristain (Eusebio dal 7’ s.t.) (12 Juan Carlos, 13 Busquets, 15 Goicoechea). All. Cruijff ARBITRO Don (Inghilterra). NOTE Ammoniti Tassotti, Massaro e Panucci per comportamento non regolamentare. Baquero, Albertini, Nadal e Sergi per gioco falloso. piaggio.it The Ad Store Italia DOMINANTE PER CARATTERE. Nasce Beverly Sport Touring: classe all’ennesima potenza, carattere deciso a lasciare il segno. Lo stile Beverly si è evoluto e, grazie al nuovissimo propulsore 350cc da 33 CV, è pronto ad esprimere tutto il suo temperamento sportivo: le prestazioni sono assolute, i consumi sono ridotti e il comfort di guida non teme paragoni. È così che Beverly Sport Touring domina la strada: la frenata combinata di serie garantisce sempre il massimo controllo e, nella versione con ABS/ASR, raggiunge il top della sicurezza in ogni situazione. Con le sue linee eleganti, le sue nuove combinazioni di colori e le sue finiture sempre più ricercate, Beverly Sport Touring è deciso a mostrare il meglio di te: sei pronto a tirare fuori il tuo carattere dominante? Vieni a provarlo dai concessionari Piaggio. CLASSE BEVERLY CARATTERE SPORT TOURING. Fino al 30 aprile Beverly è disponibile anche nella cilindrata 300cc a 3.990 euro. Il Servizio Clienti Piaggio è a tua disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 4-0 PRIMO TEMPO 2-0 10 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 CHAMPIONS ANDATA QUARTI Gallery Il primo è stato Reiziger, il più amato Albertini Ronaldo il top Demetrio Albertini Winston Bogarde Francesco Coco Edgar Davids Christophe Dugarry Patrick Kluivert Michael Reiziger Rivaldo Ferreira Ronaldinho de Assis Ronaldo de Lima Centrocampista Difensore Difensore Centrocampista Attaccante Attaccante Difensore Centrocampista Centrocampista Attaccante Milan 1988-2002 (16 trofei) Milan Milan Milan Barcellona Barcellona 1996-98 Milan Barcellona 1995-2001 (2 trofei) Milan Milan 1997-98 1996-97 1997-98 2003-08 (5 trofei) 1996-97 (3 trofei) Barcellona Barcellona 1997-98 1998-2004 (una Liga) Milan Milan 2008-11 2007-08 Barcellona 2005 (Liga; Supercoppa) Barcellona 1998-2000 (4 trofei) Barcellona Barcellona 2004 2001-02 1996-97 1997-2002 (4 trofei) Barcellona 1997-2004 (4 trofei) Milan 2002-03 (3 trofei) Tra Milan e Barça è un affare di ex Da Ronaldinho a Rivaldo, sono 14 i giocatori che hanno vestito le maglie di entrambi i club DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA BOCCI twitter @picobocci MILANELLO (Varese) Gli ultimi sono ancora qui. In campo, in panchina, in tribuna. Ibrahimovic, Maxi Lopez, Van Bommel, ex blaugrana diventati milanisti o viceversa, 14 in tutto se non si conta Frank Rijkaard, che a Barcellona ha fatto l’allenatore. Una volta i punti in comune fra Milan e Barça erano di più e c’era una matrice comune: l’Olanda. In Olanda hanno radici il grande Milan di Sacchi e il Barcellona di Cruijff. In Olanda è nato Louis van Gaal, l’uomo che ha seminato molti anni prima che Guardiola raccogliesse. In Olanda è nato un terzo dei doppi ex di Milan-Barcellona: oltre a Van Bommel, Reizi- ger, Bogarde e Davids, che nel Milan non hanno lasciato nessuna traccia, mentre un segno lieve ha lasciato Patrick Kluivert, arrivato a Milano da erede di Van Basten nell’estate del 1997 e riallocato a Barcellona in tutta fretta poco più di un anno dopo. Kluivert con il Barcellona ha vinto la Liga, con il Milan niente. Uomini e gol Dal Barça al Milan sono passati, per fare due nomi, Ronaldinho e prima di lui Rivaldo. Dal Milan al Barça Kluivert e Francesco Coco. Il Barça si innamorò di Francesco in un giorno del settembre 2000: era appena tornato con alcuni compagni dall’Olimpiade australiana, si catapultò al Camp Nou con gli effetti del fuso orario ancora addosso, eppure riuscì a infilare la difesa blaugrana. Raddoppiò Bierhoff e il Milan vinse quella partita. Sembrano passati anni luce: quel Barça non era neppure parente del meraviglioso carillon del gol che scende in campo oggi a San Siro. Fuoriclasse Ma il Barça ha avu- to altri fuoriclasse, che poi hanno fatto anche un passaggio al Milan dopo averlo colpito a casa sua. Proprio come fece Coco a parti inverse, Rivaldo segnò a San Siro e Ronaldinho pure: penultima sconfitta conosciuta contro i blaugrana, 0-1 nel 2006 con gol del Giocondo Ronaldinho che all’epoca valeva continue iperboli calcistiche. Quando è arrivato a Milano non era più lo stesso, ma questa è un’altra storia. Sui binari di due grandi club passano tanti tram e non tutti vanno alla stessa velocità. I QUATTRO DI OGGI Zlatan Maxi Ibrahimovic Lopez attaccante Attaccante Barcellona Barcellona 2009-10 2005-06 (5 trofei) (4 trofei) Milan dal 2010 Milan (2 trofei) dal 2012 Mark Gianluca Van Bommel Zambrotta centrocampista difensore Barcellona Barcellona 2005-06 2006-08 (4 trofei) (Supercoppa) Milan Milan dal 2011 dal 2008 (2 trofei) (2 trofei) Il migliore C’è di tutto fra i doppi ex, da Reiziger a Ronaldo. Ronaldo, l’uomo che tutti hanno accostato a Pelé e Maradona e considerato l’unico in grado di stare sul loro piano, almeno finché è arrivato Messi. Ronaldo, il fenomeno che non ha avuto fortuna in Europa e che il Milan non ha potuto schierare in Champions. Il 13 febbraio 2008, pochi giorni prima di Arsenal-Milan, il brasiliano si infortunò gravemente al tendine rotuleo. Il Milan non riuscì a superare quell’ottavo di finale, ora ha fatto almeno un passo avanti e spera di concludere l’opera anche grazie ai doppi ex. Che non hanno propositi di vendetta, ma certe volte una sana rabbia può bastare. © RIPRODUZIONE RISERVATA RECORD QUASI 4.700.000 EURO San Siro, il miglior incasso di sempre IMO SECONDO. Invenduti 3.000 biglietti del settore ospiti. Ieri sera 400 ultrà a Milanello a incitare la squadra DAL NOSTRO INVIATO MARCO PASOTTO MILANELLO (Varese) Chiamiamolo un tutto esaurito... relativo. San Siro stasera sarà stracolmo ma tecnicamente non può essere considerato «sold out». Se i tifosi rossoneri hanno infatti bruciato tutti i biglietti disponibili, altrettanto non si può dire per quelli catalani: ben 3.000 tagliandi sui 5.200 a disposizione del settore ospiti sono rimasti invenduti. L’affluenza totale sarà di 76.169 spettatori, ma il vero botto lo fa l’incasso: 4.689.255 euro, record assoluto per il Meazza. Diciamo che con una par- tita il Milan può pagare circa mezza annualità (netta) a Ibra. Le biglietterie saranno chiuse. Il club rossonero, a causa dei lavori per la nuova linea della metro, mette anche sull’avviso chi andrà allo stadio e sconsiglia vivamente di avvicinarsi all’area del Meazza con l’auto (a eccezione di coloro che sono muniti di pass parcheggio). I cancelli apriranno alle 17.45, sono attesi fra gli altri Capello, Prandelli, Abete, Petrucci, Albertini, Maroni e Formigoni. Ancora incerta la presenza di Berlusconi. Intanto ieri sera intorno alle 21.30 circa 400 ultrà della Curva Sud si sono radunati davanti a Milanello per incoraggiare la squadra, che è uscita a salutarli. Cori (con un Nocerino scatenato), bandiere, torce e striscioni, uniti dal leit motiv «Messi è uno, noi siamo 80 mila» e con chiusura ancora «dedicata» a Leo: «Noi le pulci non le temiamo, le schiacciamo». © RIPRODUZIONE RISERVATA IN USA OGGI NUOVI TEST, POI VEDRA’ LA GARA IN TV Primo controllo medico per Pato Meersseman: «Esiti già incoraggianti» ATLANTA (m.l.p.) Accompagnato dal professor Jean Pierre Meersseman e dal preparatore Bruno Dominici, Pato si è presentato già ieri mattina alla Carrick Clinical Research Institute del professor Frederick Carrick, chiropratico specializzato in neurologia. Dopo la prima sessione di test, Meersseman spiegava: «Sono stati i primi esami, prevalentemente neurologici, ma già con esiti incoraggianti». Pato proseguirà le sue visite anche oggi (con una pausa per assistere in tv a Milan Barcellona, qui alle 14.30 locali) e probabilmente domani. La partenza è prevista per venerdì sera con rientro a Milano nella mattinata di sabato. MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 11 CHAMPIONS ANDATA QUARTI Una sfida al passato per il pazzo Ribery QUI MARSIGLIA Deschamps col 3o portiere MARSIGLIA La novità della vigilia è che il Marsiglia gioca con il terzo portiere. Deschamps preferisce il brasiliano Andrade a Bracigliano, decisione che pare discenda dalla pessima prestazione del vice Mandanda (protagonista contro l’Inter) nei quarti di coppa di Francia (3 i gol beccati, Marsiglia sconfitto). «È una decisione mia e credo di non doverla spiegare: l’allenatore sceglie sempre pensando di fare il meglio per la propria squadra», ha detto Didier. «Eppoi mi sembra una questione marginale, chi va in campo sa di giocare una sfida storica per il nostro club». Provino in mattinata per Loic Remy alle prese con un problema muscolare. Con il Bayern torna per la prima volta da ex al Velodrome che salutò guidando un trattore DAL NOSTRO INVIATO PIERFRANCESCO ARCHETTI MARSIGLIA (Francia) Un festoso giro di campo, correndo tra i grandi coriandoli bianchi e blu piovuti dalle tribune, sarebbe stato troppo normale per uno svitato come Franck Ribery. Che si guardò intorno, vide un trattore tagliaerba sotto la curva e trovò anche la chiave per accenderlo: «Era là abbandonato e io so guidare di tutto». Il diabolico Franck entrò sul prato e girò con quella carrozza gialla e verde: fu il suo saluto alla gente del Marsiglia, nell’ultima di campionato del 2007. L’Olympique chiuse al secondo posto, miglior risultato dal ’99, l’iscrizione alla Champions era realtà e Ribery poteva andarsene, lasciando in dote i 25 milioni pagati dal Bayern. Sempre uguale «All’aeroporto mi hanno subito festeggiato: non sono sorpreso, questa città mi somiglia, vive per il calcio», dice il francese. Cinque anni dopo, affronta per la prima volta il Marsiglia. «Sfida molto dura, non guardate al campionato, l’OM in Champions tira fuori tutto, ha eliminato l’Inter». Non è cambiato: se qui viaggiava sul trattore, al Bayern ha guidato anche il pullman della squadra, con segnaletica divelta e terrore dei compagni a bordo (tre anni fa, nel ritiro a Dubai). Uli Hoeness pagò i danni al bus, come i dirigenti francesi risarcirono l’hotel dove erano in ritiro quando Ribery si mise a correre sul tetto: senza fracassarsi le ossa ma sbriciolando tegole (conto: 1.300 euro). In Germania ha fatto sbiancare i suoi capi scappando con la Coppa di Germania sottobraccio al momento della premiazione; in Francia aveva fatto venire un colpo a Jean Fernandez, l’allenatore che lo aveva portato al professionismo, a Metz, e lo aveva voluto al Marsiglia, nel 2005, facendolo fuggire (lette- MARSIGLIA (4-2-3-1) BAYERN (4-2-3-1) OGGI ORE 20.45 ANDRADE 16 2 24 3 15 AZPILICUETA FANNI N’KOULOU MOREL 4 17 DIARRA MBIA 18 28 20 AMALFITANO VALBUENA A. AYEW 11 REMY 33 GOMEZ 7 25 10 RIBERY 39 MÜLLER 30 ROBBEN KROOS LUIZ GUSTAVO 27 28 17 21 ALABA BADSTUBER J. BOATENG LAHM NEUER 1 ARBITRO Velasco Carballo (Spa). TV Sky Sport 3 HD e Calcio 2 HD; Premium Calcio 1. MARSIGLIA Panchina 1 Bracigliano, 13 Traoré, 12 Kaboré, 7 Cheyrou, 9 Brandao, 10 Gignac, 23 J. Ayew. All. Deschamps. Squalificati Mandanda, Diawara. Diffidati Morel, Diarra, Amalfitano, A. Ayew. Indisponibili Diawara. BAYERN Panchina 22 Butt, 13 Rafinha, 26 Contento, 44 Tymoshschuk, 23 Pranjic, 31 Schweinsteiger, 11 Olic. All. Heynckes. Squalificati nessuno. Diffidati Schweinsteiger, Müller, J. Boateng. Indisponibili Van Buyten, Breno. ralmente, con ricorso al Tas e causa alla Fifa) dal Galatasaray. I due si dovevano trovare per la firma, il tecnico era in viaggio verso Marsiglia quando Franck gli telefonò: con la massima serietà gli spiegò che aveva preferito l’offerta del Monaco di Deschamps, che lo aveva convinto con un progetto migliore e un’infinita di dettagli. A Fernandez andarono fuori controllo sudorazione e velocità, per impedire all’altro di lasciare la città. Dopo troppi minuti fu sepolto da una risata. Straniero Al Velodrome Ribery conquistò la nazionale e il Mondiale 2006. Adesso, la Francia non la pensa come i marsigliesi su di lui; l’ammutinamento sudafricano, con tanto di squalifica per sciopero, non è stato digerito: «Quando torno, non ho ancora messo piede a Parigi che già mi criticano. A Monaco mi proteggono e mi aiutano: voglio chiudere la carriera nel Bayern», ha detto a L’Equipe. «Se segno però non esulto», racconta agli amici. Che lo preferirebbero sul trattore e non a dribblare erba e uomini come d’abitudine, da tanti anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA Franck Ribery, 28 anni, nel 2007: così salutò il Marsiglia RICHARD MARTIN ni.ce. 12 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 CHAMPIONS ANDATA QUARTI Il gol in tuffo di Karim Benzema, 24 anni, autore di una doppietta. E’ al Real Madrid dal 2009 ANSA Salomon Kalou, 26 anni, realizza in spaccata il gol vittoria del Chelsea battendo il portiere Artur REUTERS Entra Kakà esce l’Apoel Il Real Mou h in semifinale Kalou gol Il Chelsea ora vince in viaggio le Pagelle di FABIO LICARI CHIOTIS PRENDE QUASI TUTTO MARCELO SUPER APOEL 5 IL MIGLIORE 7 CHIOTIS Prende quello che può. Non basta. I ciprioti resistono 74 minuti poi entra il brasiliano, che scatena Benzema e segna APOEL REAL MADRID 0 3 GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Benzema al 29’, Kakà al 37’, Benzema al 45’ s.t. APOEL (4-4-2) Chiotis; Poursaitides, Oliveira (dal 13’ p.t. Kakà), Paulo Jorge, Boaventura; Charalambides, Helio Pinto (dal 27’ s.t. Solari), Nuno Morais, Alexandrou (dal 1’ s.t. Helder Sousa); Trickovski, Ailton. PANCHINA Pardo, Adorno, Solomou, Marcinho. ALLENATORE Jovanovic. REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas; Arbeloa, Pepe, Sergio Ramos, Coentrao (dal 18’ s.t. Marcelo); Khedira, Sahin (dal 39’ s.t. Granero); Benzema, Özil, Ronaldo; Higuain (dal 18’ s.t. Kakà). PANCHINA Adan, Altintop, Albiol, Varane. ALLENATORE Mourinho. ARBITRO Brych (Germania). AMMONITI nessuno. NOTE Spettatori 25.000 circa. Tiri in porta 0-7. Tiri fuori 0-10. Angoli 1-4. In fuorigioco 3-1. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 1’. DAL NOSTRO INVIATO LUCA CALAMAI NICOSIA (Cipro) Chissà se Michel Platini presente in tribuna d’onore si è divertito. Il miracolo Apoel è figlio delle scelte politico-sportive del presidente dell’Uefa. Giusta l’idea ma gli effetti? Il Real spazza via i simpatici ma inconsistenti avversari. Come vedere sul ring pugili di categorie diverse. La squadra di Mourinho vince 3-0 chiudendo subito questo quarto di finale ma avrebbe potuto trionfare con un punteggio tennistico. Un dato statistico fotografa in maniera perfetta lo squilibrio delle forze in campo: la formazione di Jovanovic non ha effettuato un solo tiro in porta. Uno «zero» a dir poco imbarazzante. Non da Champions. Della favola Apoel resta solo lo struggente applauso finale dei ventimila tifosi arancioni. Spettatori di una notte che comunque resterà nella storia del club e di Cipro. Ronaldo mobile Il Real poteva stravincere la gara già nel primo tempo ma il portiere Chiotis, da questi parte una specie di eroe nazionale, compie un paio di miracoli su Özil e di Cristiano Ronaldo. E quando lui è fuori causa ci pensa Benzema ad alzare sopra la traversa a porta vuota. Tutto troppo facile per la squadra di Mourinho che cerca di trovare varchi nel catenaccio avversario con un paziente ma noioso possesso palla. Forse al Real manca un pizzico di cattiveria negli ultimi venti metri ma sono dettagli. Il gol è destinato ad arrivare da un momento all’altro anche perché CR7, nonostante sia bombardato di fischi, si muove con buona intensità su tutto il fronte offensivo. Cambi decisivi Il muro cipriota regge 74 minuti. A metà ripresa Mou inserisce Kakà e Marcelo per trovare velocità nella fase conclusiva. Mossa azzeccata. Il catenaccio dell’Apoel salta per aria. Morbido il cross di Kakà per Benzema che, in tuffo di testa, corregge in rete. Il Real accelera ancora e solo Chiotis tiene in piedi la sua squadra compiendo un altro miracolo su Cristiano. L’Apoel non c’è più, in campo. Crollato fisicamente e psicologicamente. Nonostante gli incitamenti di Jovanovic, i ciprioti non escono più dalla loro area di rigore. Al 37’ i bianchi vanno ancora a segno. Fuga del solito Marcelo che stavolta trova libero in area Kakà che appoggia in rete con un tocco elegante. Infine è Benzema siglare il definitivo 3-0. Tra una settimana al Bernabeu si giocherà soltanto un’amichevole. Che ne pensa Platini? © RIPRODUZIONE RISERVATA POURSAITIDES 4,5 Non vede mai CR7. E neanche Marcelo. OLIVEIRA s.v. Subito k.o. KAKÀ 5,5 Nome da «10», grinta da stopper: per un tempo. PAULO JORGE 5,5 Un duro, ma quando Benzema entra è la fine. BOAVENTURA 5 Resiste un tempo, poi crolla. CHARALAMBIDES 5 L’asse Cristiano Marcelo lo sfianca. NUNO MORAIS 6 Insegue Özil, Sahin e chi gira sulla trequarti. HELIO PINTO 5 Poca grinta. SOLARI 5 Entra e non incide. BENFICA CHELSEA 0 1 GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-0 HELDER SOUSA 5,5 Nel s.t.: ci mette almeno un po’ di grinta. BENFICA (4-1-4-1) Artur; M. Pereira, Luisao, Jardel, Emerson; J. Garcia (dal 36’ s.t. Nolito); Gaitan, Witsel, Aimar (dal 24’ s.t. N. Matic), B. Cesar (dal 24’ s.t. Rodrigo); Cardozo. AILTON 6 Lotta da solo contro la difesa Real: di più non può. All. JOVANOVIC 5 Tutti chiusi dietro: timore reverenziale? MARCATORE Kalou al 30’ s.t. PANCHINA Eduardo, N. Oliveira, M. Vitor, Saviola. ALLENATORE J. Jesus. CASILLAS s.v. Non tocca palla. CHELSEA (4-2-3-1) Cech; Ferreira (dal 35’ s.t. Bosingwa), D. Luiz, Terry, A. Cole; Mikel, Meireles (dal 23’ s.t. Lampard); Ramires, Mata, Kalou (dal 37’ s.t. Sturridge); Torres. ARBELOA 6,5 Un tempo d’attesa, un altro di spinta. PANCHINA Turnbull, Essien, Cahill, Drogba. ALLENATORE Di Matteo. PEPE 6 Un paio di scatti di Ailton da controllare. ARBITRO Tagliavento (Italia). REAL MADRID 7 S. RAMOS 6,5 Non c’è da difendere, cerca di costruire. COENTRAO 6 Spinge sì ma sempre sotto ritmo. h IL MIGLIORE 7 MARCELO AMMONITI Meireles (C ), B. Cesar (B) e M. Pereira (B) per gioco scorretto. NOTE spettatori 70.000 circa. Tiri in porta 6-3. Tiri fuori 6-6. In fuorigioco 0-4. Angoli 7-4. Recuperi: p.t. 0’; s.t. 5’. ALBERTO CERRUTI LISBONA (Portogallo) Entra e distrugge: due assist. KHEDIRA 6,5 Gran movimento orizzontale: non si passa. SAHIN 6 Regolare ma, se vuole il posto, serve di più (Granero s.v.) BENZEMA 7 Sbaglia un gol incredibile, recupera con altri due. ÖZIL 7 Soffre gli spazi chiusi, poi decolla: grande assist del 3 0. C. RONALDO 7 Cerca il gol in tutti i modi, dà spettacolo. HIGUAIN 5,5 Gira troppo al largo per aprire spazi. KAKÀ 6,5 Entra bene in partita, in posizione per il 2 0. All. MOURINHO 7 Due cambi azzeccati e semifinale in tasca. TERNA ARBITRALE: BRYCH 6,5 Se tutte le gare fossero così facili... Borsch 6,5-Lupp 6,5; Wingenbach 6,5-Sippel 6,5 di STEFANO BOLDRINI AIMAR SEMPRE INCOMPLETO TERRY ESPERTO BENFICA 5,5 ARTUR 6 Umiliato a Roma, eroe in Portogallo. Il vecchio Arturo è fortunato sul palo di Mata, ma Kalou lo abbatte. MAXI PEREIRA 6 Intermittente. LUISAO 6 Armadio che cerca sempre di sfruttare il fisico. JARDEL 6 La zuccata che fa volare Cech è il colpo migliore. EMERSON 5,5 Parte malissimo, poi si riprende, ma ha limiti. Di Matteo tiene fuori Drogba e Lampard ma piega il Benfica IL MIGLIORE E’ il primo successo esterno h 6,5 JAVI GARCIA Toglie il respiro a Mata. (Nolito sv). ALEXANDROU 4,5 Un tempo in campo: come essere in dieci. TRICKOVSKI 5 Vaga sperduto. le Pagelle Il primo pensiero è per Mazzarri, perché poteva esserci lui ieri sera a Lisbona e contro un Benfica così avrebbe fatto un figurone con il suo Napoli. Ma il pensiero che conta è per un altro italiano, Roberto di Matteo, che al debutto in una trasferta europea guida il Chelsea alla prima vittoria esterna stagionale in Champions League. La firma sull’1-0, che vale una mezza qualificazione anticipata alle semifinali, contro Milan o Barcellona, è di Kalou, ma il merito è di Torres, che si allarga sulla destra e scodella il pallone decisivo a un quarto d’ora dal termine. Guarda caso due dei sei volti nuovi schierati da Di Matteo, rispetto all’ultima partita in campionato, pareggiata 0-0 in casa contro il Tottenham. Una dimostrazione di personalità del tecnico, capace di escludere tra gli altri Lampard, entrato soltanto nel finale e Drogba, rimasto a guardare fino al 95’ i progressi del rilanciato Torres. Benfica limitato La prima vittoria esterna del Chelsea al quinto tentativo, coincide con la prima sconfitta casalinga del Benfica, che aveva giocato anche due preliminari prima di entrare in Champions League, e che rischia di chiudere qui la sua avventura, 22 anni dopo l’ultimo ingresso in semifinale. Troppo grande, infatti, è il divario tecnico e di esperienza che separa le due squadre, anche se Luisao e compagni le provano tutte specialmente nella ripresa. Cardozo, centravanti paraguaiano che ricorda Lucarelli, è il generoso terminale offensivo di una squadra senza qualità, perché l’argentino Aimar conferma di essere una promessa mai mantenuta. Soltanto un’incursione di Jardel impegna severamente Cech, dopo una respinta sulla linea di Luiz su tiro di Cardozo. Troppo poco per spaventare il Chelsea che gioca con la calma dei forti, quasi soddisfatto di controllare lo 0-0, ma alla distanza fa prevalere la sua superiorità. Mata, imboscato fin lì, colpisce il palo esterno, poi è Torres ad avviare l’azione del prezioso 1-0. Con la benedizione di Tagliavento, che come tutti i nostri arbitri dirige meglio in Europa che in Italia. E con la speranza che il Milan possa riuscire nell’impresa di eliminare il Barcellona, perché il Chelsea vale più del Benfica, ma è tutt’altro che insuperabile. Anche se grazie a Di Matteo è tornato una squadra. © RIPRODUZIONE RISERVATA GAITAN 5,5 Ma vale 45 milioni? WITSEL 5,5 I piedi non sono male, ma è troppo lento. AIMAR 5 Esibizione in linea con il giocatore incompleto che è. MATIC 5,5 Entra nel momento peggiore. BRUNO CESAR 6 Il più dinamico del centrocampo. RODRIGO 5,5 Vorrebbe spaccare il mondo, ma non è aria. CARDOZO 6 L’occasione da urlo passa è sua, ma Luiz vigila sulla linea. Combattivo e sfortunato. All. JESUS 5,5 Primo tempo timido, ripresa più dignitosa. CHELSEA 6,5 CECH 7 Grande riflesso sulla zuccata di Jardell, salvato da Luiz, perfetto in tutto il resto. FERREIRA 6 Odora di naftalina, ma se la cava (Bosingwa sv). IL MIGLIORE 7 LUIZ h Fischiato, fa la sentinella e nega il gol a Cardozo. TERRY 6,5 Gioca di mestiere, con lo spirito del leader. COLE 6,5 Non si vede mai in attacco, in difesa è perfetto. MIKEL 6 Si vede poco, ma tiene in piedi il centrocampo. MEIRELES 6 Firma l’occasione più importante del p.t. Poi cala. LAMPARD 6 Entra per dare un contributo d’esperienza. RAMIRES 6,5 Primo tempo ad alti ritmi, poi la frenata. MATA 6 Javi Garcia lo annulla, ma ha il guizzo del palo. KALOU 6,5 Fa solo il gol. Scusate se è poco. (Sturridge sv). TORRES 6,5 L’assist per Kalou illumina la sua serata opaca. All. DI MATTEO 7 Azzecca tutto. TERNA ARBITRALE: TAGLIAVENTO 7 Perfetto, fa barba e capelli a tutti. Stefani 7; Maggiani 7 Orsato 6; Banti 6 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 13 14 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 SERIE A LA SVOLTA NERAZZURRA DA MOURINHO AD ANDREA CARLITO! STRAMOUCCIONI? 4 LAUREATO IN LEGGE S GIOCATORE Andrea Stramaccioni (nella foto, le iniziali sulla maglia) è nato a Roma il 9 gennaio 1976. Laureato in legge, ha giocato nel Bologna per due anni prima di smettere per un infortunio al ginocchio S IN PANCHINA Dal 2005 al 2011 ha allenato le giovanili della Roma. Nel 2011 è arrivato alla Primavera dell’Inter, con cui domenica scorsa ha vinto la NextGen Series battendo l'Ajax DAL NOSTRO INVIATO ANDREA ELEFANTE APPIANO GENTILE (Como) Interista gli piace: «Il mio dna si sta pitturando di nerazzurro: ho visto Inter-Marsiglia dalla curva e tutta quella passione mi ha impressionato, vedere gente piangere mi ha toccato profondamente: questa squadra non merita un momento così». Predestinato no, non gli piace: «Semmai fortunato». E magari un po’ incosciente. «Magari sì: sarà incoscienza giovanile, ma non sento né il peso nè la paura di essere qui. Sento altro: di avere una squadra forte. Ho fiducia nei giocatori, nella società e in me stesso». E c’è chi ne ha avuta in lui, in Andrea Stramaccioni. Non solo Bruno Conti, che gli ha scritto un sms così: «Mortacci tua, quanto sei forte». Abbastanza forte da meritarsi un sogno: «Bellissimo, e inaspettato: me lo ha regalato Moratti e farò di tutto per onorarlo». Cosa le ha chiesto, il presidente? «Ieri, nel bel mezzo di una disamina tecnico-tattica, ad un certo punto mi ha guardato e mi ha detto: "Mister, dobbiamo vincere". Ecco, questo mi ha chiesto». E a cosa pensa di dovere questo suo regalo? «Quando sono uscito dopo averlo incontrato, ho pensato che ero stato me stesso. Se Moratti, uno che ha scritto la storia del calcio mondiale, ha pensato di darmi una chance, è per quello che ha visto in campo in questi sei mesi. Io ho la certezza del mio lavoro, e devo farlo dentro il campo: i giocatori faranno il resto». E cosa ha detto ai giocatori? «Sono stato sincero: per me è un orgoglio allenarli. Li ammiravo «Questo è un sogno Sono fortunato e non ho paura» Il tecnico: «Il presidente mi ha detto "Vinciamo" Che emozione vedere Inter-Marsiglia in curva» « Mi sono ispirato a Spalletti. Le mie idee di calcio: essere padroni della partita, fare risultato Gli allenatori che hanno ispirato queste sue idee? «A Roma ho studiato Spalletti, che mi ha anche contagiato con la sua passione incredibile. Parlo spesso anche con Sacchi: a volte mi fa i complimenti e altre mi rimprovera, ma io ancora non riesco a giocare come mi dice lui...». dall’altra parte del cespuglio, oggi sono i miei campioni». Prima ha detto sogno: è un sogno che fa paura? Paura di bruciarsi? Difficile per un tecnico così giovane dover insegnare a gente così? «Se decidi di fare questo lavoro, è solo un sogno. Puoi essere concentrato su come lavorare e cosa dire ai giocatori, ma la concentrazione non è paura». «Usare il verbo insegnare per giocatori che hanno scritto pagine importanti della storia del calcio sarebbe sbagliato: meglio dire trasmettere. Vorrei trasmettere le mie idee: essere padroni della partita, fare risultato. Obiettivo semplice, per gente così, e al di là di un’elasticità tattica che non potrò usare qui come facevo nella Primavera: qui devo solo pensare a mettere questi campioni nelle condizioni migliori per farli esprimere. Oggi in allenamento ho visto intensità e ritmo: ho trovato i giocatori bene, ora aspettiamo di giocare per giudizi più approfonditi». vera: sarà la società a deciderà in che modo e con che tempi capitalizzare questo suo patrimonio». Giovani e senatori: cocktail difficile? «Giovane non è un concetto anagrafico: per esserlo, bisogna essere giovani dentro. Zanetti ne è l’esempio: è più grande di me, ma anche nell’allenamento di oggi aveva la voglia di un Primavera». C’è una ricetta per risollevare Sneijder? Rischio di dover convivere con l’ombra di Mourinho? «Wes non ha bisogno di ricette: è il simbolo della qualità e della tecnica di questa squadra. Se sta bene incide pesantemente, il problema è che purtroppo ancora non è a posto». «Non lo corro, è un’ossessione che non mi sfiora: sono l’ultimo arrivato, lontano anni luce da lui». Con 27 punti si va in Champions? Che spazio ci sarà per i giovani? «Dare spazio ai giovani, decidere come e quando proporli, è un discorso delicato: si rischia di precorrere l'evoluzione di un ragazzo. Già oggi c'erano già aggregati alla prima squadra alcuni Prima- Andrea Stramaccioni, 36 anni, neo allenatore dell’Inter durante il primo allenamento ANSA «Non sono praticissimo di classifiche di serie A e non voglio fare tabelle o programmi. Ragionare giorno per giorno è il segreto per fare bene, vale anche per le mie prospettive personali: giochiamo Inter-Genoa e poi prepariamo la partita seguente». © RIPRODUZIONE RISERVATA CHI SI RIVEDE BALOTELLI SI PRESENTA ALLA CONFERENZA STAMPA PER LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO TECNICO Carramba, il ritorno di SuperMario alla Pinetina Intanto l’attaccante del City stabilisce un nuovo record: tre multe in un giorno DAL NOSTRO INVIATO MATTEO DALLA VITE APPIANO GENTILE (Como) Romba sulla Rossa. Sono le 17,10 e lui arriva alla Pinetina: parcheggia, scende, saluta, abbraccia, sorride, poi decide di fare «’na carrambata», come dice Stramaccioni. Mario Balotelli passa da dietro, fa qualche passo e poi apre la porta della sala-conferenze mentre Stramaccioni si sta sedendo per dire a tutti come va e come sta. Lo salutano Branca e Ausilio, Paolillo lo abbraccia, tutti con gli occhi stupiti ma è SuperMario, lui è così. «Mi fa piacere essere stato qui - racconta l’ex interista a Inter Channel -: ho visto quasi tutti i miei ex compagni, è sempre una bella emozione tornare. Auguro tutto il bene a Stramaccioni, so che non è un momento facile, e auguro all’Inter di fare belle partite. E io? Il City è forte, c’è stata qualche incertezza ma ce la possiamo fare a vincere il campionato. Prandelli aspetta i miei gol per la Nazionale? Servono i gol di tutti, non solo i miei». Multe Dopo aver salutato tutti, Balo è uscito a metà pomeriggio dalla Pinetina. Ma da Piacenza, intanto, arriva la notizia che lo rimette nella cronaca non sportiva. Perché una serata e una mattina nella città emiliana, gli sono costate tre multe: prima è stato fermato dai carabinieri nei pressi di Rivalta e multato perché senza patente; quindi - pare di rientro da una beauty farm - Mario è entrato con la Ferrari nella Ztl, zona nella quale ha parcheggiato in divieto prendendo una multa da 80 euro per la Ztl stessa e da 38 per il divieto di sosta. (ha collaborato Paolo Gentilotti) L’arrivo alla Pinetina di Mario Balotelli a bordo della sua Ferrari e la stretta di mano con Stramaccioni ANDREOLI-ANSA © RIPRODUZIONE RISERVATA MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 Il presidente MASSIMO MORATTI Mou chiama Ranieri e spinge Andrea «Spero faccia bene E io un giorno potrei tornare» «Bielsa è preparato e matto, uno da Inter. Ma se ho in casa uno di talento non cerco altro. Gasperini ha rovinato tutto» TwitTwit IL CINGUETTIO DEL GIORNO Le frasi di Moratti riprese sul social network Nella sua visita all’Università ieri mattina Moratti si è lasciato sfuggire alcune frasi che sono state rilanciate su twitter (in particolare da @contropiede_net) SU STRAMACCIONI Ci voleva qualcosa di nuovo, che desse una scossa all’ambiente. Stramaccioni tatticamente è molto bravo SUL FUTURO Tenere Stramaccioni l’anno prossimo? Se me le vince tutte... Al terzo posto in campionato ci spero ma non ci credo SU VILLAS BOAS Villas Boas? Distante anni luce da Mourinho, però è giovane e potrebbe fare molto bene. Anche Montella è bravo, così come Zeman SU BIELSA Bielsa è uno molto divertente e molto preparato, all’Inter servirebbe uno pazzo come lui SU RANIERI È una bravissima persona, pensavo mi mandasse a quel paese e invece mi ha detto di essere disponibile a fare l’osservatore il retroscena DAL NOSTRO INVIATO APPIANO GENTILE (Como) Un’ora faccia a faccia, per stregare Moratti con una promessa: il terzo posto? Ci proviamo. Così Andrea Stramaccioni, lunedì fra le sette e mezza e le otto e mezza di sera, minuto più minuto meno, ha convinto il presidente dell’Inter a vedere incarnata in lui quella scintilla che non aveva visto scoccare in una partita, in un sussulto della squadra, in un’idea di Ranieri. A non considerarlo uno da nove partite, e via. Dopo aver analizzato assieme a suo figlio Angelomario, al vice d.g. Filucchi, al d.t. Branca e al d.s. Ausilio pro e contro della svolta, Moratti lo I cronisti assiepati come al solito sotto al suo ufficio vanno a vuoto sino al tramonto. Fanno invece centro alcuni studenti che lo incrociano per caso. Perché è a loro che Massimo Moratti trasmette le prime sensazioni dopo l’arrivo di Andrea Stramaccioni sulla panchina dell’Inter. Una mossa che ha convinto il popolo nerazzurro, se è vero che a decine nell’ateneo si complimentano con il presidente. Lo sfondo è quello dell’Università Statale, dove la figlia Maria si è appena laureata con lode in Lettere e Filosofia. «Una "colpa" di Roy Hodgson - scherza Moratti -, che anni fa regalò ai miei figli dei libri di filosofia e poi mi disse "è ora che io me ne vada, so che lei non avrebbe il coraggio di cacciarmi"». no prossimo? Non è un traghettatore. E se me le vince tutte... Nel terzo posto ci spero ma non ci credo. Ranieri? Bravo e intelligente. Lunedì sera pensavo che mi mandasse a quel paese e invece mi ha pure detto di essere disponibile a fare l’osservatore. Un signore». Gasp e Forlan All’origine della stagione da incubo ci sarebbe invece Gian Piero Gasperini. «La colpa del disastro di quest’anno è sua - riferiscono sempre i ragazzi -. Ha rovinato tutto, togliendo la grinta all’ambiente e lamentandosi contro la squadra». Poi si passa al giudizio su alcuni giocatori. «Chi mi ha deluso di più? Forlan, anche se va detto che è stato a lun- « « « Ranieri? Pensavo che s’arrabbiasse Invece era pure disposto a fare l’osservatore Maicon, Sneijder e Milito potevano dare di più. Zanetti-Cambiasso sono fantastici Non penso a cambi in società. Basta che tutti abbiano senso di responsabilità Il patron all’Università Twitter La fonte per la Gazzetta dello Sport di per sè non sarebbe una fonte perché si tratta di twitter, dove si scrive tutto e il suo contrario. Ma se lo stesso personaggio «cinguettato» non nega, lasciandosi anzi andare alla battuta «quei ragazzi sono stati più fortunati dei giornalisti», allora le frasi che trovate qui sotto hanno un’alta percentuale di veridicità. Premessa d’obbligo, perché Moratti si lascia andare anche a giudizi belli trancianti. Strama e Ranieri Si inizia però con gli zuccherini, parlando proprio di Stramaccioni e Ranieri. «Il nuovo allenatore ha del talento - riportano alcuni dei ragazzi presenti alla chiacchierata informale -. Ci voleva uno che desse una scossa all’ambiente. Tenerlo anche l’an- Alla Statale per la laurea della figlia Nella giornata in cui alla Pinetina è stato presentato il nuovo allenatore Stramaccioni, Massimo Moratti è andato alla Statale di Milano per assistere alla laurea in filosofia della figlia Maria. Alcuni tifosi lo hanno avvistato e si sono fatti fotografare con lui. go infortunato. Maicon e Sneijder potevano fare molto meglio e pure Milito ha fatto poco anche se poi sembra essersi ripreso. Invece non capisco come si possa parlare male di Cambiasso e Zanetti, due giocatori fantastici». Il futuro Così sul toto allenatore per la prossima stagione. «Bielsa è molto divertente e preparato, all’Inter servirebbe uno pazzo come lui. A noi non piace la gente noiosa. Villas Boas? Distante anni luce da Mourinho, però è giovane e potrebbe fare molto bene. Anche Montella è bravo, così come Zeman. Lui è uno divertente e ha sempre tutti contro. Anche quest’anno che col Pescara sta facendo benissimo. Mou e Guardiola sono dei big e lo hanno dimostrato, ma ripeto che se ho in casa uno con doti sopra la media non vado a cercare niente». Colpetti di idrante All’ora di cena Moratti passa però dall’ufficio e a quel punto viene premiata anche la tenacia dei cronisti. Il presidente conferma le frasi della mattinata, chiarendo però alcuni concetti. «Non metto in dubbio che Gasperini sia un bravo allenatore ma con l’Inter non è andata così. Siamo partiti così male che poi era dura risalire. Forlan? E’ stato deludente che, causa infortuni, non si sia potuto esprimere come sa. Ora forse potrà farlo». Il tema nuovo è quello societario. E qui ci scappa la frecciata sul fatto che tutti avrebbero potuto dare di più. «Se ho in progetto un riassetto del club? Non credo, in poche ore abbiamo già fatto diversi cambiamenti tecnici, anche a livello di osservatori. Se ognuno lavorerà con il senso di responsabilità che conosco, la società va bene così». © RIPRODUZIONE RISERVATA Ha convinto Moratti parlando di 3˚posto aveva voluto incontrare di persona. E lontani dai prevedibili assalti dei media, nello studio dell’avvocato Raffaelli, ha visto in Stramaccioni quello che sperava di vedere: un tecnico motivato, con grande personalità, pronto a ricoinvolgere e scuotere la squadra. Coraggio Di lui tecnico della Primavera aveva già verificato il talento e il carisma, ma gli serviva conoscere la specificità, legata al momento, della sicurezza nei suoi mezzi e nelle sue conoscenze. Più semplicemente il suo coraggio, quello che a volte, in cuor suo, Moratti aveva rimproverato a Ranieri di non riuscire ad avere fino in fondo. Perché ci voleva un po’ di sano coraggio, da parte 15 L’EX TECNICO «Forlan mi ha deluso Stramaccioni non è un traghettatore» LUCA TAIDELLI MILANO LA GAZZETTA DELLO SPORT di Stramaccioni, per farsi vedere determinato anche a raggiungere il terzo posto in campionato: l’obiettivo che per Moratti da «imperdibile» era via via diventato, suo malgrado, un sogno riposto nel cassetto dei rovesci di quest’anno. Fatale in positivo non è stata la promessa di centrare l’obiettivo. E’ stata quella di volerci provare, con la fondata convinzione di poterci riuscire: otto partite a disposizione, dunque 24 punti, per recuperarne sette alla Lazio, che oggi ne ha 10 di vantaggio. Poi alla nona, l’ultima, ci sarà lo scontro diretto all’Olimpico e raggiungere la squadra di Reja vincendolo significherebbe aver fatto meta, in virtù degli scontri diretti favorevoli. Per niente facile, ma anche solo il sentirsi dire da Stramaccioni che con lui l’Inter ci proverà, è stata una scossa che a Moratti ha dato il senso del cambiamento che aveva in testa. Il futuro Ovvio poi che il futuro del tecnico non dipenderà da quel terzo posto, né il riuscirci o meno sarà ciò che gli metterà o toglierà di dosso l’etichetta di traghettatore che a nessuno dell’Inter è piaciuto appiccicargli addosso in partenza. E che anzi Moratti rifiuta, perché la curiosità per quanto potrà succedere da qui a metà maggio a questo punto è sua almeno quanto di Stramaccioni: il tempo e altre scintille diranno. a.e. Claudio Ranieri, 60 anni REUTERS © RIPRODUZIONE RISERVATA (m.d.v.) Una volta erano nemici, poi nel corso dei mesi interisti Ranieri e José Mourinho si sono sentiti e messaggiati. Ieri il Ranieri uscente ha ricevuto una chiamata proprio da Josè, una telefonata di solidarietà. In serata, dopo Apoel-Real, Mourinho ha speso parole per il nuovo tecnico nerazzurro Andrea Stramaccioni: «Non lo conosco, ma da interista spero che il ragazzo faccia bene. Mi dispiace per Ranieri, pensavo che lui potesse fare risultati». TORNARE Poi, ecco il Mourinho nostalgico. «Un mio ritorno all’Inter - dice a Mediaset -? Un ritorno a casa è sempre possibile: l’Inter è casa mia e un giorno potrei anche tornare. Lele Oriali deve tornare: sono un tifosi, e come i tifosi ora sono triste, ma spero che la prossima stagione possa essere migliore. Il Ciclo è finito? Magari gli stessi giocatori che ci sono oggi l’anno prossimo tornano a vincere: la nostra è stata una stagione irripetibile, fantastica, e per i nuovi allenatori e giocatori può essere un peso». OSSERVATORE Ma torniamo a Ranieri, che ieri a metà mattina è salito alla Pinetina per salutare tutti uscendone verso le due. L’ex tecnico dell’Inter ha pranzato con lo staff presente al centro tecnico e salutato alcuni giocatori che erano già lì o arrivati da poco. Massimo Moratti e Ranieri si sono parlati lunedì ma anche nelle ore successive, e l’allenatore testaccino ha avanzato l’ipotesi di «restare» in futuro come osservatore, proposta poi confermata da Moratti. AREA TECNICA, LE NOVITA’ Promosso Bedin E arriva Angeloni il talent scout Una promozione e un innesto: Gianfranco Bedin, ex campione della Grande Inter che copriva il ruolo di osservatore di giovani talenti, è stato investito dalla carica di consulente tecnico della prima squadra. L'ex centrocampista degli anni '60 '70, occuperà il ruolo che fu di Lele Oriali ai tempi di Mourinho. L’Inter ha poi annunciato l’ingaggio di Valentino Angeloni, che sarà il nuovo responsabile degli osservatori per la prima squadra al posto di G.B. Laffranchi. Angeloni, romano, classe 1967, ex calciatore è stato responsabile degli osservatori al Torino e negli ultimi quattro anni ha fatto parte della commissione tecnica dell’Udinese Calcio. Sotto la responsabilità di Angeloni, l’Udinese ingaggiò Alexis Sanchez, ovvero il Nino Maravilla che vicino all’Inter per qualche mese venne poi acquistato dal Barcellona. Insomma, uno che ha occhio e dal quale ripartirà l’Inter nel guardare il calcio. 16 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 17 SERIE A LA SVOLTA NERAZZURRA 4 IL NUOVO STAFF LE NOVITÀ Con il tecnico Andrea Stramaccioni approdano nello staff dell’Inter anche Massimiliano Catini, collaboratore tecnico del nuovo allenatore, e Federico Pannoncini come preparatore atletico Andrea Stramaccioni, 36 anni, dirige il primo allenamento alla Pinetina. Con lui da sinistra Guarin, Cordoba, il Primavera M’Baye e Forlan ANSA «Mamma mia ao’» Slang, telemetria e addio al 4-4-2 La prima di Stramaccioni: ripete «Tanta roba» ai campioni. Fatti monitorare come delle F.1 DAI NOSTRI INVIATI MATTEO DALLA VITE LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como) Sarà l’aria «ggggiovane», ma fuori da Appiano c’è un bambino che anziché la maglia di Zanetti chiede quella di Bessa e dentro c’è Stramaccioni che allena intensamente e per 5 volte dice «Tanta roba!» come se avesse vinto il primo premio Allunaggio 2012. Larghi e intensi Il primo allena- mento del nuovo tecnico dell’Inter comincia alle 15,05 e finisce alle 16,37: minuti e minuti di intensità, di aria più frizzante, di richieste esplicite che trattano la rapidità di pensiero e di azione, l’allargamento del gioco, la palla sempre in movimento. Sulla panca - a guardare - ci sono l’ad Paolillo, il d.t. Branca, il d.s. Ausilio e il neo consulente tecnico Bedin; il tutto mentre lui, Andrea Stramaccioni, fisico da centrale difensivo, divide il gruppone in tre squadre da 7 e dà via ai giochi di riscaldamento. Grande occasione Poco prima della pratica, «Strama» si era dedicato alla teoria, ovvero al discorso alla squadra: nel chiuso dello spogliatoio, 5’ di sostanza e pochi svolazzi. Dicendo pressapoco così: «E’ la mia grande occasione e ringrazio Moratti per avermi reso felice con questa proposta. Da qui alla fine darò tutto me stesso». COSI’ CONTRO IL GENOA? Calciorugby e arancioni Al suo battesimo hanno assistito tutti, sani e infortunati, poi sul campo si è messo a guidare coetanei e più grandi ma anche alcuni suoi ragazzini come M’Baye, Romanò, Crisetig, Livaja e anche Juan Jesus. Prima di cominciare, Stramaccioni ha spiegato come si sarebbe poi svolto l’allenamento: ha distribuito casacche arancioni e bianche, fatto triangolari 7 contro 7 e cominciato col calciorugby, passaggi solo con le mani e conclusioni di testa a rete. Vincono gli arancioni (Stankovic, Guarin, Cordoba, M’Baye, Milito, Zarate, Zanetti), e c’è il cambio di gara. Strama fa: «Gli arancioni hanno già ritmo, è così che dobbiamo entrare in campo!». Dopo il D’ARCO COSI’ CON SNEIJDER calciorugby, partitella stretta a calcio e poi su campo largo. Lessico e telemetrie Sneijder e Nagatomo si allenano a parte, Faraoni è con l’Under 21, mentre Alvarez, Lucio e Maicon svolgono sedute individuali. Ed ecco - con gli altri - il lessico di Stramaccioni, uno che non parla a nastro ma s’infila fra le pieghe di un allenamento a venti voci. «Più veloce che si piazza» dice esortando l’attaccante. «Dai, veloce che non c’è Wally», che sarebbe Samuel. «Attacchiamo i pali», ovvero avanziamo larghi e attaccando la porta. «Larghi, larghi larghi!», «Machessei, ’na calamita?» dice a Castellazzi che ha preso tre palloni impossibili. «Riparti subito!», «Ragiona ragiona!». «E’ sempre in gioco» la palla. «Braviiii, tanta roba, tanta roba». «Mamma mia ao’...», quando vede i campioni fare i campioni. Pare che - assistito dal proprio staff - per il primo allenamento molto intenso abbia chiesto che i giocatori venissero schedati grazie alla telemetria che monitorerà le loro prestazioni. Roba da Formula 1. E all’ultima partitella dice: «Chi perde sposta le porte!». Niente di nuovo, ma aria nuova sì. I RITORNI Nel nuovo staff ritorna come preparatore dei portieri Alessandro Nista, mentre Stefano Rapetti diventa capo dei preparatori atletici CONFERME Restano invece al loro posto il vice allenatore Beppe Baresi e il responsabile dell’area medica Franco Combi IL TECNICO BIANCONERO Guidolin: «Inter? Non ho mai avuto alcun contatto» L’allenatore commenta seccato le voci di mercato: «Penso solo all’Udinese» MASSIMO MEROI UDINE «L’Inter non mi ha cercato. Leggo di presunti contatti indiretti tra me e il club nerazzurro, ma non ho un manager, quindi chi mi vuole deve parlare direttamente con me, cosa che nessuno ha fatto. E su questo argomento non fatemi altre domande perché non rispondo, devo concentrarmi sull’Udinese». Estero Guidolin un anno fa rinnovò il primo con- tratto con l’Udinese (che scadeva nel 2012) fino al 2015. Il preliminare di Champions League era ancora tutto da conquistare, ma la squadra volava e i Pozzo non ci pensarono due volte a blindarlo. «Quella di Udine sarà la mia ultima panchina italiana – disse allora Guidolin –, poi eventualmente prenderò in considerazione ipotesi all’estero». E quella lontano dall’Italia, al momento, rimane l’opzione numero uno per Guidolin nel caso in cui dovesse decidere di chiudere il suo rapporto con i Pozzo. Incomprensioni L’Udinese è in corsa per un posto in Europa (si balla tra Champions ed Europa League) e il tecnico vuole difendere il suo lavoro fino in fondo. Le voci di qualche incomprensione con i Pozzo, però, non mancano. Il tecnico confidava di essere ascoltato di più la scorsa estate durante il mercato, da parte sua la società si aspettava più coraggio nel lanciare qualche giovane. Il bilancio sportivo, considerando le cessioni di Zapata, Inler e Sanchez, rimane più che positivo e lo spogliatoio è con il tecnico. © RIPRODUZIONE RISERVATA la visita Fari tattici Da oggi, Stramaccio- D’ARCO ni comincerà a provare la squadra anti-Genoa: c’è l’ipotesi del 4-3-3 ma quando avrà Sneijder potrà variare fra rombo o albero di Natale. Occhio anche al 4-2-3-1 di mourinhana memoria e occhio a tre cose: 1) non ama proprio il 4-4-2; 2) vuole un regista che sappia impostare e inserirsi, e Stankovic riempie quelle caratteristiche; 3) probabili rilanci di Zarate e Castaignos. Milito più in pole di Pazzini e sempre in attesa di Wes, che quando ci sarà potrà essere libero. Di fare lo Sneijder, il Bessa medagliato... © RIPRODUZIONE RISERVATA Mancini a Medjugorje Pellegrinaggio a Medjugorje per Roberto Mancini. Il tecnico del Manchester City ha visitato la Collina della città bosniaca dove nel 1981 sarebbe apparsa la Madonna. «Sono venuto da pellegrino», ha detto il tecnico. IPP 18 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 SERIE A v Doppie frecce v Urlo Chiellini identiKit & CARRIERA identiKit & CARRIERA LA DIFESA PUNTO DI FORZA Caceres e De Ceglie Sorpassi da Juve GIULIO DI FEO MILANO Uno è ripartito dalla Spagna, l’altro è riemerso da infortuni e pregiudizi. Ora Conte ha due armi in più DA DESTRA A SINISTRA L’URUGUAYANO E L’AOSTANO: QUANTI TOCCHI SULLE FASCE GDS DAL NOSTRO INVIATO G.B. OLIVERO VINOVO (Torino) Le strade per arrivare al successo spesso sono tortuose. Per prendersi la Juve, Martin Caceres e Paolo De Ceglie hanno dovuto provare e riprovare. A un certo punto il loro sogno sembrava infranto per motivi diversi: l’uruguaiano era tornato in Spagna e l’italiano era finito di nuovo nelle retrovie. Partendo da dietro, però, a volte si può sorprendere tutti e adesso la rincorsa di Caceres e De Ceglie sembra finita. Nel migliore dei modi. Caceres El Pelado ha lo chignon, forse per esorcizzare il taglio militaresco a cui da piccolo lo costrinse la mamma generando così il soprannome. E’ arrivato a gennaio dal Siviglia, ma già conosceva l’ambiente bianconero. L’inserimento, quindi, è stato velocissimo e i risultati si sono visti subito. Martin ha un grande pregio: la duttilità. Può stare sulla fascia o in mezzo e potrebbe giocare benissimo da centrale di destra di una difesa a tre (cosa che potrebbe accadere già domenica contro il Napoli). Se mai Conte fosse in emergenza sulla sinistra, Caceres potrebbe anche coprire il buco perché alla facilità di corsa unisce una grande applicazione. L’uruguaiano stacca bene di testa, cerca l’anticipo, a volte dovrebbe temporeggiare di più (difetto che condivide con altri difensori bianconeri) e ha ampi margini di miglioramento pur dando già ottime garanzie. Stupisce che Barcellona (che l’aveva acquistato nel 2008 dal Villarreal fissando una clausola di rescissione di 50 milioni) e Real Madrid lo abbiano snobbato: di solito i grandi giocatori che transitano dalla Spagna vengono intercettati da blaugrana o blancos e questo, secondo i detrattori, significherebbe che Caceres non è abbastanza bravo. Ma anche Barcellona e Real a volte sbagliano. Due gol al Milan e uno all’Inter sono come uno squillo di tromba: adesso El Pelado ha una bella storia da scrivere con la maglia della Juve e l’impressione è che Conte faticherà a lasciarlo fuori. De Ceglie La vita di Paolino è completamente diversa: non ha cambiato continente, si è spostato solo da Aosta a Torino. Non è stato comprato da nessuno, è cresciuto nella Juve. Non ha mai avuto clausole di rescissione, anche perché il suo sogno è da sempre quello di essere importante per la sua squadra. E ci sta riuscendo proprio quando qualcuno cominciava a pensare che sarebbe sempre rima- 4 I NUMERI 3 i gol di Caceres in 8 presenze tra Coppa Italia (2 reti) e campionato (1) 53 i cross di De Ceglie dalla fascia sinistra e con buon esito, per una media partita in campionato pari a 3,31 sto ai margini. Il grave infortunio dell’ottobre 2010 (frattura della rotula) gli ha fatto praticamente perdere un anno e in autunno sembrava destinato a un ruolo di rincalzo. Infatti Conte allargò a sinistra Chiellini, gli preferì spesso Estigarribia e una volta fece perfino giocare Grosso. Ma De Ceglie ha la testa dura, non si arrende mai, ha continuato a correre. E il suo momento è arrivato: il gol al Chievo (il primo in serie A), una serie di ottime partite, la fiducia dell’allenatore. Il fisico non gli è mai mancato, deve migliorare nella coordinazione e nei meccanismi difensivi. In passato spesso gli spuntava l’uomo alle spalle e quando se ne accorgeva era troppo tardi. Adesso le cose sono cambiate e De Ceglie si sta imponendo come una novità importante in un ruolo privo, almeno in Italia, di un dominatore. Non a caso Marotta gli ha appena rinnovato il contratto fino al 2017. La rincorsa di Martin e Paolino è conclusa: si sono meritati la Juve. © RIPRODUZIONE RISERVATA «Caro Milan, non molliamo» “Voi giocate, io poi ve la levo”, dice sorridendo Chiellini ai freestylers che animano la sua mattina da testimonial di Fifa Street, videogame di calcio da stada. Ed è un sorriso meritato, di chi vede la luce dopo un bel tunnel. Fiorentina, Milan, Inter. «Abbiamo sofferto ma imposto il gioco, le cose che sappiamo fare meglio». Grande con le grandi, alla Juve riesce bene: «E' dura con chi gioca per non far giocare te, le big invece lottano alla pari e se sei organizzato poi trovi gli spazi giusti». Il tunnel però ha un altro, insidioso tornante. Il Napoli, sfida che si replicherà in finale di Coppa Italia. «In Europa se la sono giocata con tutti, hanno talento e un'organizzazione con un progetto. Mazzarri? Livornese come me, mi ha insegnato tanto e a loro ha dato un'identità importante». Per Chiellini, poi, dopo Ibra e Milito, Cavani: «Lo svedese è il più fisico. Milito è incredibile in area, è come se sapesse prima dove andrà il pallone. Cavani fisicamente è mostruoso, e ha rabbia. Guardate a Udine: sbaglia un rigore, poi segna 2 gol». L'ostacolo è bello grosso: «Ma vogliamo alzare una coppa, vincere aiuta a vincere. Si parte da traguardi piccoli per poi centrarne altri sempre più importanti». Misteri In campionato è più dura. Il Milan è saldo in vetta, «Ma noi vogliamo restare attaccati». A proposito di Milan, curiosità: come si marca Messi? «Uno dei più grandi misteri di oggi. Ma confrontarti coi migliori aiuta, ti fa capire qual è il top e quanto manca per arrivarci». Poi il resto del Chiellini-pensiero. Del Piero? «Un'icona, lavora sodo ed è sempre pronto. In campo ti dà ogni volta qualcosa. In spogliatoio non fa sentire il peso di quel che succederà, la sua forza è concentrarsi sul quotidiano». Ranieri? «Non me l'aspettavo, contro l'Inter è stata dura. Loro sono come noi un anno fa». Infine, la Juve è ai top per possesso palla e tiri, ma ha avuto solo un rigore a favore: «Un po' strano è, ma non sempre i dati hanno una logica. Qualcosina in più si poteva avere, ma ora pensare a punti persi o rigori negati non serve. Guardiamo avanti». © RIPRODUZIONE RISERVATA laFoto Borriello tampona un fan A Vinovo, all’uscita dall’allenamento, la Jeep di Marco Borriello ha tamponato l’auto di un tifoso. Sul web il video, cliccatissimo MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 19 SERIE A Napoli, senza Champions tenori a rischio Contro la Juve riparte la caccia al 3o posto. E alla conferma di Cavani, Lavezzi e Hamsik MIMMO MALFITANO NAPOLI Cinquantaquattro gol all’attivo, appena 5 in meno del Milan che vanta il primato dei gol segnati, finora: si presenterà a Torino, il Napoli, portandosi dietro il carico della sua potenza offensiva da opporre alla difesa meno battuta del campionato: quella della Juventus, con 17 reti al passivo. Dati che danno l’esatta dimensione della forza di queste due squadre che, dopo la gara di campionato, si ritroveranno nuovamente di fronte il 20 maggio per giocarsi la finale di coppa Italia. La Juventus sta contendendo lo scudetto al Milan sin dalla prima giornata, La Classifica PARTITE RETI SQUADRE PT MILAN 63 29 19 6 4 59 23 JUVENTUS LAZIO 59 29 15 14 0 46 17 51 29 15 6 8 43 34 NAPOLI UDINESE 48 29 12 12 5 54 32 48 29 13 9 7 40 27 G V N P F S ROMA 44 29 13 5 CATANIA 42 29 10 12 INTER 41 29 12 5 ATALANTA * 37 29 10 13 11 7 12 6 42 38 38 33 35 37 38 29 BOLOGNA PALERMO CHIEVO CAGLIARI GENOA 36 36 36 34 34 11 13 11 11 13 31 41 25 29 37 35 46 36 36 51 FIORENTINA SIENA PARMA 33 29 8 9 12 29 35 33 29 8 9 12 33 31 32 29 7 11 11 35 46 LECCE NOVARA 27 29 6 9 14 31 45 24 29 5 9 15 24 46 CESENA 18 29 4 6 19 18 47 29 29 29 29 29 9 10 9 8 9 9 6 9 10 7 ■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE A parità di punti e di partite giocate, la classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale : 1) punti negli scontri diretti, se tutti giocati; 2) differenza reti globale; 3) gol segnati; 4) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B. *6 punti di penalizzazione 30a Giornata Sabato 31 marzo CATANIA-MILAN (ore 18) PARMA-LAZIO (ore 20.45) Domenica 1 aprile, ore 15 ROMA-NOVARA (ore 12.30) BOLOGNA-PALERMO CAGLIARI-ATALANTA FIORENTINA-CHIEVO INTER-GENOA LECCE-CESENA SIENA-UDINESE JUVENTUS-NAPOLI (ore 20.45) (0-4) (0-1) (2-0) (1-3) (0-1) (0-1) (1-0) (1-0) (1-2) (3-3) Marcatori 22 RETI: Ibrahimovic (8) (Milan) 19 RETI: Di Natale (4) (Udinese); Cavani (2) (Napoli) 15 RETI: Denis (3) (Atalanta); Palacio (2) (Genoa) 14 RETI: Milito (3) (Inter) 13 RETI: Klose (Lazio) 12 RETI: Jovetic (4) (Fiorentina); Miccoli (1) (Palermo) 11 RETI: Calaiò (4) (Siena) 10 RETI: Di Vaio (1) (Bologna); Matri (Juventus), Giovinco (4) (Parma) UNDER 21 Oggi in campo alla Borghesiana col Frosinone ROMA Oggi (ore 14.30) amichevole alla Borghesiana per la Nazionale Under 21 di Ciro Ferrara contro il Frosinone. E’ un test in vista dei prossimi impegni dell’Under contro Scozia (Edimburgo, 25 aprile) e Irlanda (4 giugno). Ieri, intanto, si sono aggregati al gruppo anche il portiere del Vicenza, Pinsoglio, e il difensore del Padova, Donati, impegnati lunedì sera nel posticipo di Serie B. Invece è tornato a casa il portiere del Livorno Bardi per il riacutizzazione di una lombalgia. Parma) al terzo posto e lanciare la volata per l’unica possibilità rimasta per partecipare alla prossima Champions League. Che, a questo punto, diventa fondamentale per trattenere i tre talenti che hanno fatto grande il Napoli. mentre il Napoli sta inseguendo il terzo posto per evitare di restare fuori dalla Champions League dopo la sconfitta di Stamford Bridge. Indispensabile Champions Sarà una notte particolare per il Napoli. L’ambiente è un tantino deluso dal pareggio di domenica, contro il Catania, che ha evidenziato un calo di concentrazione e di forma. Ma la sfida con i bianconeri è il momento più sentito dell’intera stagione, la rivalità tra le due tifoserie è qualcosa che va oltre la passione. Ed allora, Napoli si aspetta il grande colpo, vorrebbe interrompere l’imbattibilità dei bianconeri. Ma, soprattutto, vuole vincere per provare ad agganciare la Lazio (gioca a Da sinistra Cavani, Lavezzi e Hamsik: corteggiati gli assi azzurri REUTERS Tentazioni Sono diverse, perché Lavezzi, Cavani ed Hamsik sono in cima alle preferenze di parecchi club nazionali ed europei. Chissà quanto potrà valere la fermezza di Aurelio De Laurentiis dinanzi all’insistenza di chi gli chiederà di andare via! La posizione più appetibile è quella di Lavezzi: basterà versare al Napoli 31 milioni di euro, infatti, per assicurarsene le prestazioni. A 27 anni, il Pocho vuole garantirsi l’ultimo contratto significativo della propria carriera prima di ritornarsene in Argentina. Più complicata l’eventuale trattativa per Cavani. Il presidente è stato abbastanza chiaro: comincerà a discutere con i pretendenti soltanto se si dovesse partire da una base di 50 milioni di euro. Dalla Spagna o dall’Inghilterra potrebbe arrivare l’offerta giusta, mentre le quotazioni di Marek Hamsik sono in ribasso: il suo rendimento è alterno da un paio di stagioni e difficilmente, quest’anno, ci saranno club disposti a spendere 30 milioni per acquistarlo. L’opportunità vera l’aveva avuta nella scorsa estate, quando il Milan ammise di volerlo. Il no di De Laurentiis fu perentorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA 20 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 IL CASO Caos e pace finale In campo Agnelli La Coppa Italia resta a Roma Beretta e Petrucci allo scontro, poi il numero 1 della Juve ricorda l’invito fatto al capo dello Stato MAURIZIO GALDI MARCO IARIA Sembrava un match di tennis alla conquista del punto finale. Il presidente del Coni Gianni Petrucci e quello della Lega di A Maurizio Beretta si sono lanciati palle avvelenate dalla prima mattinata di ieri. Poi sono scese in campo le diplomazie (leggi il presidente della Juve Andrea Agnelli) e i due si sono sentiti al telefono. Risultato: la finale di Coppa Italia si giocherà regolarmente all’Olimpico di Roma il 20 maggio. Ma che fatica! Cortocircuito Dopo il silenzio di Beretta di lunedì, che strideva con l’estenuante polemica di De Laurentiis sulla sede, Petrucci era andato giù pesante: «Stiamo pensando di non dare più la Polemica tra Coni e Lega sulla sede, dalle minacce alla soluzione. Ora c’è il nodo biglietti disponibilità dell’Olimpico». La replica di Beretta era tutt’altro che chiarificatrice: «Questo evento merita uno stadio che consenta al maggior numero di tifosi di assistervi». Durissima la controreplica di Petrucci: «Pensavo che la lettera di richiesta per l’utilizzo dello stadio e le riunioni svolte dalla Lega all’Olimpico fossero ufficiali. Beretta ha voluto mettere una toppa ma non s’è accorto che è rimasto il buco. A questo punto pensassero a un altro stadio». Figuraccia Il presidente della Lega, probabilmente, aveva di- menticato la lettera d’invito a sua firma che era stata già inoltrata al capo dello Stato Giorgio Napolitano con tanto di risposta (ancora secretata) per la finale «all’Olimpico». Fortuna che ci ha pensato Agnelli a ricordarglielo (lunedì aveva anche inviato un «simpatico» messaggio a Petrucci di auguri per le mille giunte Coni a dimostrazione di una rinnovata sintonia): «La Coppa Italia è definita da alcuni anni Coppa del Presidente della Repubblica, quindi è naturale che la sede della finale sia a Roma», avrebbe scritto sul sito ufficiale, a suggello della pace istituzionale stretta nel corso di una telefonata fatta da Beretta a Petrucci. «Voglio chiudere la porta a ogni equivoco. La finale si giocherà a Roma», le parole ultimative del n.1 della Serie A. Protagonista Ieri, tuttavia, De Laurentiis non ha smesso di fo- Taccuino GENOA Granqvist in anticipo sui tempi di recupero GENOVA (a.d.r.) Un piccolo sorriso per il Genoa: Andres Gran qvist è tornato a correre: è in antici po sui tempi di guarigione. A parte invece Sculli. Recuperato Bovo. CHIEVO Moscardelli k.o. stagione finita VERONA (g.t.) Due mesi di stop per Moscardelli: rottura del tendine dell’adduttore sinistro. 10 giorni di stop per Uribe: distorsione alla caviglia destra. UNDER 19 Lo stadio Olimpico di Roma, dove si disputerà la finale di Coppa Italia ANSA mentare dubbi dichiarando sì di aver sempre pensato all’Olimpico ma sollevando problemi sull’obbligatorietà della tessera del tifoso («è una cosa inaudita, se le autorità non garantiscono la sicurezza io non vengo a giocare a Roma») e sulla capienza dell’Olimpico, che è di 72 mila posti contro gli 80 mila e passa del Meazza. Nell’ultimo incontro all’Osservatorio, per ottimizzare gli spazi e riservare alle finaliste 33 mila tagliandi a testa, si era deciso di dividere a metà lo stadio ma in verticale: Nord e Tevere al Napoli, Monte Mario e Sud alla Juve. Ora il Napoli non ci sta: mezza Tevere e mezza Monte Mario a testa. Ciò però taglierebbe 2 mila posti dovendo allestire un «cuscinetto» tra le tifoserie. Non è l’unica doglianza di De Laurentiis, che vorrebbe mettere in vendita i biglietti solo a inizio maggio (e la gente che vuo- le organizzarsi per tempo?) e, se non eliminarla, porre un limite alla prelazione a favore dei possessori della tessera del tifoso. Perché? Pare che tema il boicottaggio delle partite di campionato da parte degli ultrà. Federcalcio La chiosa è del presi- dente Figc Giancarlo Abete: «Una brutta pagina scritta dalla Lega che per fortuna è stata superata. Leggendo l’ordine del giorno dell’assemblea di lunedì (il riferimento è al ricorso di Lotito, ndr), speriamo che non se ne aggiunga un’altra». Post scriptum: tre anni fa l’Olimpico ospitò la finale di Champions e l’Uefa mise a disposizione dei club 20 mila tagliandi a testa. Chi erano? Barcellona e Manchester United, le squadre col maggior numero di tifosi nel mondo. Ma nessuna delle due si lamentò. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA SPEZIA (f.m.) Oggi a La Spezia, alle ore 15, test per l’Under 19 di Evani contro la Turchia. CALCIO A 5 C'è Norvegia-Italia Spareggio Mondiale (pug) L'Italia in campo oggi a Stjørdal (ore 18.30, tv Raisport 2) in Norvegia nell’andata dello spareg gio per accedere al Mondiale. BRASILE / 1 Per Edmundo una festa d’addio RIO (m.can.) Edmundo, che ad aprile compirà 41 anni, ex attac cante di Fiorentina e Napoli, non gio ca più dal 2008, ma oggi il Vasco da Gama, club in cui ha iniziato e chiu so la sua carriera, gli rende omag gio con una partita d’addio: un’ami chevole nel suo stadio con gli ecua doriani del Barcelona Guayaquil. BRASILE / 2 Seconda morte dopo la rissa tra tifosi CALCIOSCOMMESSE Gli zingari Saka e Ribic si costituiscono In Figc tocca a Benassi Dovrebbero arrivare in Italia oggi Vinko Saka e Alija Ribic, croati, coinvolti nell’inchiesta cremonese sul Calcioscommesse e che hanno espresso nelle settimane scorse l’intenzione di costituirsi. Il gip di Cremona Guido Salvini dovrebbe interrogarli venerdì o sabato. I due tramite le memorie presentate dai loro legali hanno sempre respinto le accuse di essere i promotori delle combine nel calcio. solutamente tranquillo per la posizione del suo assistito. Pederzoli era stato sentito per Ascoli-Livorno e in seguito erano state le dichiarazioni di Micolucci a spingere la Procura federale ad approfondire la sua posizione. Oggi sono undici i convocati tra calciatori e direttori sportivi. In mattinata il primo a essere sentito sarà Massimiliano Benassi del Lecce chiamato in causa da Gervasoni per la partita Lecce-Lazio. Procura federale Ieri giornata Plauso al Coni È piaciuta al capo della polizia Antonio Manganelli la decisione del Coni di costituirsi parte civile a Bari nell'ambito del processo sul calcioscommesse: «È un segnale di legalità, di voglia di vivere in modo civile e legale come d'altra parte è sempre stato proprio degli organismi civili». intensa di audizioni proseguite fino a tarda serata. In mattinata sentiti Pesoli e Mastronunzio, nel pomeriggio Pederzoli, Perna e Saverino (quest’ultimo si è presentato senza l’avvocato). Per Alex Pederzoli era la terza audizione da luglio e il suo avvocato, Diana, ha spiegato che doveva «spiegare alcune circostanze», ma era as- Test con la Turchia a La Spezia ma.gal. RIO (m.can.) L'Ospedale São Camilo, di San Paolo, conferma la morte cerebrale di Guilherme Vinícius Jovanelli Moreira, 19 anni, tifoso del Palmeiras, per trauma cranico. È la seconda vittima della rissa tra tifoserie organizzate nella mattina precedente al derby di do menica scorsa Corinthians Palmei ras. La polizia ha già arrestato dei sospettati. È probabile che le due fa zioni si siano date appuntamento tramite internet. FIORENTINA Grave lutto per i Della Valle Morto il papà Un grave lutto ha colpito la famiglia Della Valle. Ieri è morto a 87 anni Dorino Della Valle, padre di Diego e Andrea. Una delegazione della Fiorentina, composta da società, staff tecnico (Rossi) e squadra (Gamberini e Jovetic, capitano e vice) sarà oggi a Casette d’Ete per un ultimo saluto. Il sito ufficiale si fermerà due giorni. I funerali domani mattina in forma strettamente privata. © RIPRODUZIONE RISERVATA L’APPELLO ALL’ALTA CORTE SULLE RADIAZIONI Prima di Pasqua la decisione sul ricorso di Moggi, Giraudo e Mazzini La Direzione, le Redazioni e la Segreteria de La Gazzetta dello Sport, di SportWeek e di Gazzetta.it partecipano al cordoglio di Diego e Andrea per la scomparsa del padre Dorino Della Valle - Milano, 27 marzo 2012. Tre ore per discutere dei ricorsi di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini davanti all’Alta corte di giustizia sportiva. Più rapida l’esposizione dei legali di Giraudo e Mazzini, più articolata quella degli avvocati di Luciano Moggi che sono ricorsi anche alla proiezione di «slide» per contestare anche la sentenza di condanna di Napoli. Al termine il Collegio giudicante si è riservata la decisione. È molto probabile che arrivi entro il 4 aprile (probabile il 3 la Camera di consiglio): in quella data ci sarà il dispositivo mentre le motivazioni arriveranno dopo un paio di mesi. Il Presidente della FIGC Giancarlo Abete, anche a nome del Consiglio Federale ed interpretando i sentimenti di tutta l'organizzazione calcistica, partecipa con amicizia al dolore di Diego e Andrea Della Valle per la scomparsa del padre Dorino - Roma, 28 marzo 2012. Il Presidente Tommaso Ghirardi e famiglia, l'Amministratore Delegato Pietro Leonardi, i dirigenti, i dipendenti, lo staff tecnico e la prima squadra del Parma FC sono vicini ad Andrea e Diego Della Valle in questo momento di grave lutto per la perdita del padre Dorino A loro e a tutti i familiari porgono le più sentite condoglianze. - Parma, 27 marzo 2012. MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 21 BOLOGNA Di Vaio: «Reagire» Varato aumento di capitale NICOLA ZANARINI BOLOGNA Atalanta GUIDO MACONI ZINGONIA (BERGAMO) Segreto Colantuono Una difesa di ferro Ritorno da record: solo 4 reti subite e 7 gare senza prendere gol Dietro i successi di ogni grande uomo, si dice ci sia una grande donna. Dietro ogni grande risultato, è invece risaputo che ci sia una grande difesa. È questo uno dei segreti dell’Atalanta da record che a Pasqua potrebbe già essere sopra quota 40 punti e virtualmente salva anche con la penalizzazione. Con il 2-0 al Bologna sono 7 le gare chiuse senza gol al passivo nel ritorno. Capitan Di Vaio suona la carica per evitare un’altra Waterloo di fine stagione. «Dobbiamo reagire come abbiamo fatto dopo ogni brutta sconfitta; con il Palermo serve una grande prestazione e dobbiamo cercare di capire perché a Bergamo non siamo stati all’altezza» esorta il bomber rossoblù. Domenica Di Vaio si ritroverà per la prima volta di fronte Viviano. «Sarà curioso, nei due anni qui ha fatto grandi cose. Ci conosce bene e dovremo cercare di sorprenderlo» prosegue l’attaccante già autore di 10 gol per poi contestare la squalifica di Perez. «Mi sembra esagerata e non me l’aspettavo perché dalla panchina Diego non ha insultato l’arbitro, come risulta dal referto. Ma abbiamo gli uomini giusti per sostituire lui, Mudingayi e Raggi» aggiunge Di Vaio, fiducioso in giovani rincalzi come Krhin e Taider. Intanto l’uruguaiano Ramirez è ancora alle prese con la distorsione alla Cellino: «A Trieste contro Inter e Juve» caviglia ma dovrebbe farcela. E mentre ieri la squadra tornava al lavoro, a Casteldebole era in corso un doppio cda sui bilanci del club e della controllante Bologna 2010. «Abbiamo deciso un aumento di capitale di 5 milioni di euro, oggi non sarebbe necessario ma potrebbe servire per il mercato estivo» annuncia il presidente Albano Guaraldi, che ritiene inadeguate le offerte d’acquisto avanzate finora al solo fine di destabilizzare la società. © RIPRODUZIONE RISERVATA Roma MASSIMO CECCHINI ROMA «Questa Roma di Luis mi piace» Il patron va oltre: ha chiesto la disponibilità Parola di Baggio del Nereo Rocco anche per il prossimo anno Cagliari MARIO FRONGIA ASSEMINI (CAGLIARI) relle Sant’Elia. Dal 22 gennaio con la Fiorentina, la capienza dell’impianto (per sicurezza e agibilità) è stata ridotta da 23.800 spettatori a poco più di 14 mila. A seguire, altre 4 gare (Roma, Palermo, Lecce e Cesena) con i settori Distinti e curva Sud inaccessibili e gli abbonati costretti a migrare. Una storia indegna. Protesta Da qui, la protesta su facebook, la raccol- Sette su dieci Meglio di chiunque altro, anche delle big: Juve, Milan e Napoli sono ferme a cinque. E così da due mesi l’Atalanta si ritrova con la miglior difesa della Serie A: nel ritorno solo 4 gol subiti, nonostante Colantuono per infortuni e squalifiche non abbia mai potuto riproporre la stessa linea per due partite consecutive (in 10 gare si sono viste 8 difese diverse). Consigli si sta rivelando uno dei migliori portieri italiani e comincia a diventare appetibile anche dalla Nazionale, ma davanti ha un muro. «Stiamo facendo un ottimo lavoro - ha detto Thomas Manfredini - e siamo migliorati anche in trasferta: non prendere gol a Udine e Milano è stato importantissimo. Ora vogliamo continuare così». © RIPRODUZIONE RISERVATA Lo stadio di Trieste, intitolato a Nereo Rocco ANSA Al Nereo Rocco di Trieste per Inter e Juventus? Può darsi. Almeno, è questa l’intenzione di Massimo Cellino. Il patron ha chiesto alla giunta della città di ospitare il Cagliari per le ultime 4 gare di campionato previste al Sant’Elia. Per i nerazzurri, attesi il 7 aprile, e per la sfida alla Juve del 6 maggio, c’è già stato il sì del comune: «Massima disponibilità al Cagliari — dice Emiliano Edera, assessore allo sport di Trieste —. Abbiamo ricevuto una richiesta da parte della società sarda sulle sue gare interne a partire dal 7 aprile. Non ci sono problemi. Anzi, siamo grati di questa offerta». I costi Il regolamento comunale Stefano Colantuono, 49 anni, all’Atalanta dal 2010 FORTE Cesena ALESSANDRO BURIOLI CESENA Disgelo club-squadra Il ritiro è sospeso Campedelli ha chiesto massima professionalità fino al termine E’ durato sette giorni il ritiro a tempo indeterminato deciso dal Cesena. Ieri dopo l’allenamento i giocatori sarebbero dovuti risalire sul pullman che li avrebbe portati a Fratta Terme. Invece, poco dopo le 19 la società ha inviato un comunicato per annunciare la sospensione del ritiro. Il disgelo era iniziato in mattinata, quando il presidente Campedelli e i dirigenti Marin e Minotti avevano incontrato 8 giocatori (Antonioli, Colucci, Guana, Lauro, Moras, Mutu, Parolo e Von Bergen). Campedelli ha chiesto loro una serie di garanzie. Gli 8 hanno esposto la situazione ai compagni e al termine della seduta hanno di nuovo incontrato i vertici societari, garantendo a Campedelli un comportamento «al massimo della professionalità, dentro e fuori dal campo». Da segnalare un siparietto polemico durante l’allenamento: un tifoso si è avvicinato alla rete che delimita il campo e mostrando l’abbonamento ha detto a Ceccarelli: «Non ti permettere più di fare certi gesti al pubblico. Mi meraviglio di te, che sei pure di Cesena». Il riferimento era a un gesto rivolto domenica da Ceccarelli al pubblico. © RIPRODUZIONE RISERVATA prevede un canone pari al 6 per cento dell’incasso o di almeno 5.000 euro. Dettagli. Anche perché la partita vera si gioca su altri fronti. Da un lato, Cellino, imbestialito per la questione stadio, e abile nelle provocazioni. Dall’altro, una piazza disgustata dall’inerzia dei politici, di oggi e di ieri. I tifosi sono esasperati dalla que- Lazio STEFANO CIERI ROMA Hernanes stanco A Parma va in panca Ma in Brasile scrivono che la Juve ha pronti 30 milioni per averlo A Roma il suo gradimento vive una lieve flessione, ma in patria la sua fama è sempre ai massimi livelli. Tanto che il quotato sito globoesporte sostiene che la Juventus sarebbe pronta ad offrire 30 milioni di euro alla Lazio per portarlo in bianconero (con una contropartita tecnica di un paio di giocatori da scegliere tra Quagliarella, Krasic, Ziegler e Pazienza). Voci che non trovano riscontri né a Torino nè a Formello, ma che potranno aiutare Hernanes ad uscire in fretta da quello che (per ora) è un piccolo momento di crisi. Dopo aver vissuto due mesi ad altissimi livelli, dall’inizio del 2012 fino al derby del 4 marzo, il Profeta si è fermato. E con lui si è afflosciata pure la Lazio. Un calo preoccupante visto che è iniziata la volata Champions e Reja non ha alcu- ta di migliaia di firme inviate alle autorità e gli striscioni di rabbia. E non solo. Il club rossoblù teme che la Lega possa negare la deroga concessa nonostante la capienza fuori norma: il Nereo Rocco, pur con un manto erboso imperfetto, ha 27 mila posti a sedere. E anche Sky, con le riprese tv di una struttura semivuota e fatiscente, potrebbe storcere il naso. Ma il patron vuole l’espatrio di Cossu e soci in Friuli. Sulla scorta del momento nero sull’iter Karalis Arena, area su cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo stadio di proprietà che vede Cellino indagato per estorsione, e per abuso d’ufficio col sindaco di Elmas, Valter Piscedda. Ma anche per la diffidenza e la mancanza di riscontri concreti della giunta comunale di Cagliari. Intanto, ieri il segretario generale del club, Matteo Stagno, ha approfondito gli aspetti tecnici con l’assessore triestino Edera. E oggi dovrebbe esserci un colloquio tra il Cellino e Edera. Che precisa: «Lo stadio può essere utilizzato nelle settimane in cui la Triestina non gioca in casa». Dopo l’Atalanta, domenica al Sant’Elia, per le partite del 15 e 29 aprile con Catania e Chievo, rimane da risolvere la concomitanza con la Triestina. Ma Cellino va oltre. E al comune giuliano ha chiesto la disponibilità per l’anno prossimo. Intanto, la questione deve decidersi entro domani o dopo. In sostanza, se si tratta di una sparata ad effetto o di un bluff per stanare l’amministrazione comunale di Cagliari, lo si scoprirà a stretto giro. © RIPRODUZIONE RISERVATA na intenzione di farsi beffare sul traguardo come un anno fa. Recuperare Hernanes è assolutamente indispensabile. Già, ma in che modo? Reja aveva pensato di concedergli un turno di riposo domenica scorsa col Cagliari, salvo poi ripensarci alla vigilia della partita. Lo stop potrebbe però scattare sabato sera a Parma, dove Reja tra l’altro potrà disporre di nuovo di Matuzalem, che ha finito di scontare la squalifica. Il Profeta potrebbe quindi accomodarsi in panchina: sarebbe la prima volta in questo campionato. Il ritorno di Zarate Intanto per un Hernanes che in Brasile descrivono con le valigie in mano, destinazione Juve, c’è un altro sudamericano pronto a fare il viaggio inverso, da una grande del Nord alla Lazio. Si tratta di Mauro Zarate, e in questo caso non sono solo voci. E’ ormai pressoché certo che l’Inter non riscatterà l’argentino, che dunque dal 1˚ luglio tornerà ad essere un giocatore della Lazio. Con l’intenzione di restarlo a lungo, a sentire le parole del fratello-procuratore. «Mauro ama ancora la Lazio e i suoi tifosi — ha detto Sergio Zarate a Radio Manà Manà —. Tutto ora è in mano all'Inter, ma nel caso in cui non dovesse essere esercitato il diritto di riscatto lui sarebbe felice di restare alla Lazio. Se non ci fossero state incomprensioni con Reja non avrebbe mai deciso di andar via». © RIPRODUZIONE RISERVATA Roberto Baggio con Luis Enrique ieri a Trigoria ASROMA.IT Il Divin Codino a Trigoria per uno stage allenatori. «Lavora bene» È una di quelle volte in cui vorremmo che il tempo, più che saggezza, ci regalasse un’altra occasione, una storia in più da raccontare. C’è Roberto Baggio ai bordi del verde brillante dei campi di Trigoria. Allora è bello immaginare cosa succederebbe se i suoi anni non fossero 45, se capelli e pizzetto non fossero nobilmente brizzolati, se le ginocchia non fossero ormai cigolanti. Troppi «se» per andare lontano. Meglio accontentarsi del presente, dell’affetto con cui lo accoglie la Roma aprendo le porte a lui e tanti altri apprendisti allenatori — in stage — dal passato variamente noto (Bertotto, Carbone, Cauet, Festa, Lorenzini, Mangia, Giunta, Pecchia, Rastelli, Zauli, Ze Maria, Emanuele Filippini). Lui & Totti Sembrerebbe andare in scena una sorta di Baggio Day, ma non è proprio così. Innanzitutto manca l’incontro (assai mediatico) fra il Divin Codino e capitan Totti. I due non s’incrociano, perché il cannoniere giallorosso svolge allenamento differenziato. Peccato, ma in una immaginaria classifica di notizie, sarebbe gradita anche una chiacchierata tra Baggio e Luis Enrique, reduci entrambi da quel quarto di finale del Mondiale 1994 che regalò gloria all’azzurro e gomitata allo spagnolo, ma stavolta va in scena solo un saluto e una stretta di mano. L’anticipo della chiacchierata di oggi, quando l’allenatore giallorosso salirà in cattedra per spiegare il suo calcio, avendo lasciato per il primo giorno la vetrina ai suoi collaboratori Rafel Cabanellas (preparatore) e Robert Moreno Gonzalez (vice). Lui & Luis La stima per Luis Enrique, comunque, filtra lo stesso. «Il suo tipo di calcio mi piace, ho trovato l’allenamento e il suo metodo di lavoro che impiega molto interessante», ha raccontato Baggio agli amici. È nel mondo del pallone da troppo tempo per non sapere come la scommessa romanista sia complicata, ma ai dirigenti giallorossi il Pallone d’Oro dell’Anno di Grazia 1993 ha detto «di non mollare, perché il calcio italiano è conservatore per natura». E ci sarebbe bisogno di proposte che privilegiano lo spettacolo come vuole fare la Roma, sia pure con esiti oggettivamente non irresistibili. Sarà questo il calcio del futuro, il Verbo di Baggio allenatore? È presto per scoprirlo, anche perché forse lui stesso deve scoprire dentro di sé se ha motivazioni abbastanza forti da spingerlo ad entrare in una centrifuga feroce com’è il nostro calcio. Che cambia gli uomini fin dentro l’anima. E non risparmia neppure i monumenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA SEGUI LA TUA SQUADRA tutte le notizie in tempo reale su www.gazzetta.it/Calcio a 22 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 23 SERIE BWIN IL PERSONAGGIO Pasquato divide Ma ora il Torino ha un’arma in più E’ della Juve e ha risposto ai fischi segnando Ora può dare a Ventura i primi gol su punizione FRANCESCO BRAMARDO TORINO Un gol, un assist, una sola partita, anzi, meno di un minuto di gioco, sufficienti a Cristian Pasquato per placare una curva schiumante rabbia, tramutare i fischi in una standing ovation. Il debutto perfetto. Di meglio non poteva sognare l’ultimo rinforzo di gennaio del Torino, arrivato da Lecce dopo una prima parte di stagione contrastata. Un trasferimento pieno di incognite, un prestito secco dalla Juve che ha acceso non poche polemiche e diviso le tifoserie. Una « Sono qui per salire in Serie A, poi si vedrà. Alla fine conterà il mio desiderio CRISTIAN PASQUATO ATTACCANTE DEL TORINO parte del popolo granata teme di rilanciare il giocatore per poi ritrovarselo da avversario la prossima stagione, come i tifosi bianconeri preoccupati se con Pasquato dovesse esplodere un nuovo caso Giovinco. In silenzio Alla fine il più sere- no è lui, che ha atteso in silenzio e con pazienza l’occasione per zittire con i fatti chi dubita sulla sua professionalità. La tappa di avvicinamento al debutto è stata lunga, quasi due mesi complice anche una lesione all’occhio, una manata in allenamento, che ha costretto Pasquato ad un paio di settimane di stop. Giampiero Ventura prima di gettarlo in pasto ai leoni lo ha spedito a giocare anche con la Primavera. Con i 9 gol la stagione scorsa a Modena (6 su calcio piazzato e 13 assist), Pasquato è un jolly che al Toro mancava. Ha imparato da Del Piero a calciare alla Pinturicchio, un limite i gol su punizione del Torino di Ventura, che non ha mai segnato su punizione. Tifoso milanista, grande personalità, Pasquato si è rimesso in gioco con il Torino consapevole dei rischi e dei fischi. «Sono qui per vincere il campionato, poi si vedrà. Alla fine conterà il mio desiderio» le parole del primo giorno. Come dire: se i tifosi mi vorranno, questa maglia mi piace. Cristian Pasquato, 22 anni, è arrivato a gennaio LIVERANI Derby, perché no? Davide Torchia, l’agente dell’ala granata, non ha dubbi: «Cristian aveva bisogno di giocare, di dimostrare il proprio valore. Si è calato nella parte e vuole dare il suo contributo alla promozione. Il futuro? E’ in prestito dalla Juve, è vero, ha rinnovato il contratto fino al 2017, come farebbe qualsiasi professionista, il che però non vuol dire nulla. Il derby contro la Juve? Sarebbe bello. Non per la rivalsa, ma perché in un mondo calcistico fatto sempre di ripicche e polemiche, ci starebbe un po' di apertura mentale che porti simpatia. Vediamo come va: se il Toro è soddisfatto, se Cristian è soddisfatto, e se la Juve è interessata. Sono le tre componenti che contano». Tra Urbano Cairo e l’a.d. bianconero Beppe Marotta c’è un patto: se la Juve avesse altri obiettivi o volesse rinnovare il prestito per un’altra stagione, il Torino avrebbe la prelazione. Di fatto potrebbe ripetersi una carriera simile a quella di Giovinco, che al momento di scegliere ha fatto pesare il proprio gradimento per la società che ha creduto in lui. In bianconero Pasquato al momento è chiuso da Giaccherini, da Elia e da chi verrà la prossima stagione. Con le ali si vola In una sola partita Ventura ha ritrovato il Toro che è andato cercando da mesi, costruito in estate ma per via di infortuni più o meno gravi (sei i mesi di stop di Guberti) mai schierato sul terreno di gioco prima della goleada contro il Gubbio. Con le ali il Toro è tornato a volare. «A metà stagione ci siamo trovati in crisi sulle fasce, ora — ammette Antenucci — Ventura ha possibilità di scelta. Surraco è in forma e Stevanovic ha potuto rifiatare, Guberti ci è mancato non poco, e Pasquato ci darà una bella mano: si è calato nella parte, fa parte del gruppo a tutti gli effetti. Per centrare la promozione, abbiamo bisogno di tutti». 4 I NUMERI 0 i gol su punizione segnati dal Torino in questo campionato: su rigore invece c’è stata una rete su un penalty concesso 4 gli acquisti di gennaio del Toro: oltre a Pasquato (Lecce) sono arrivati anche Benussi (Palermo), S. Masiello (Bari) e Meggiorini (Novara) 9 Le reti di Pasquato nella stagione scorsa a Modena: 6 sono arrivate su punizione 15 i giocatori del Toro in gol, come la Reggina: il solo Varese ne ha di più (17) © RIPRODUZIONE RISERVATA Taccuino PROCURA FEDERALE Deferiti Bari e Crotone: rischio -1 ROMA Bari e Crotone sono stati deferiti (con i rispettivi dirigenti) dalla Procura federale alla Discipli nare dopo segnalazioni Covisoc: il Bari per non aver documentato il pagamento delle ritenute Irpef di apri le, maggio, giugno, ottobre, novembre e dicembre 2011 entro il 14 febbraio, il Crotone per ritenute Irpef e contributi Enpals di ottobre, novembre e dicembre. Entrambe rischiano un punto di penalizzazione. LIVORNO In prova Scurto: firma probabile LIVORNO Primi allenamenti per Giuseppe Scur to. Il difensore, reduce da un grave infortunio patito un anno fa con la Triestina, starà in prova con il Livor no per una settimana, poi dovrebbe essere tesserato. PROGETTO DELLA LEGA Quattro centri medici per i club MILANO B Med è la nuova piattaforma medi co sanitaria della Lega Serie B, grazie alla quale le so cietà potranno beneficiare di una serie di supporti. Il progetto nasce attraverso la collaborazione con quat tro primarie strutture italiane, in grado di coprire tutti gli ambiti della gestione medico sanitaria delle squa dre: Villa Stuart, Isokinetic, Icom e Lab3. IL GIUDICE SPORTIVO Sampdoria: 3 giornate a Costa MILANO Il giudice sportivo ha squalificato per tre giornate Costa (Sampdoria) che ha volontariamen te calpestato la gamba di un avversario a terra; due giornate a Zito (Juve Stabia); una a Gessa e Cascione (Pescara), Berardi e Bertani (Sampdoria), Di Tacchio (Juve Stabia), Gerbo (Gubbio), Hetemaj (AlbinoLeffe), Martinelli (Vicenza), Perna (Modena), Ragusa (Reggi na), Trevisan (Padova) e Zanchi (Vicenza). Ammende: 30mila euro con diffida alla Nocerina per lanci di ogget ti (dopo aver divelto i bagni) verso i tifosi del Verona. LA SITUAZIONE Venerdì derby Verona-Cittadella La classifica dopo 32 giornate: Torino p. 66; Sassuolo e Pescara 62; Verona 60; Padova 53; Vare se 52; Brescia 49; Sampdoria 48; Reggina 46; Bari ( 4) 42; Grosseto 41; Juve Stabia ( 4) 40; Cittadella 38; Mo dena 37; Livorno 35; Crotone ( 1) 34; Empoli 31; Ascoli ( 7) e Vicenza 29; Gubbio 27; Nocerina e AlbinoLeffe 25. Venerdì 30 (ore 20.45): Verona Cittadella (2 1). Sa bato (15): AlbinoLeffe Vicenza (1 2); Empoli Torino (1 2); Grosseto Sassuolo (0 1); Gubbio Livorno (1 1); Juve Stabia Varese (1 2); Modena Ascoli (1 0); Pado va Crotone (1 2); Pescara Bari (2 0); Sampdoria No cerina (2 4). Lunedì (20.45): Reggina Brescia (3 0). PRIMA DIVISIONE La storia Carotti, non solo il Pavia «Io leggo Dostoevskij» Il capitano, in gol venerdì, racconta la sua passione: «Libri e cinema, non finirei mai» FABIO DI TODARO In campo si diverte a fare il guastafeste: ruba il pallone agli avversari, morde le caviglie, non si stanca mai di correre. Poi, quando è il momento di assumersi le responsabilità, Lorenzo Carotti non si tira indietro. Ha un sinistro educato nei lanci e velenoso nelle conclusioni, l'ultima delle quali è finita all'incrocio per il successo del Pavia a Vercelli. «La scossa psicologica che ci ha dato il nuovo tecnico sta facendo emergere i nostri punti di forza», racconta il biondo mediano di Jesi, leader del gruppo che con Giorgio Roselli vede la salvezza più vicina. «Non eravamo scarsi prima, ma dopo 13 sconfitte in 15 gare avevamo perso le speranze». I maestri Svezzato nella Primavera del Parma da Ballardini, Lorenzo Carotti, 27 anni TORRES stregato dall'umanità di Prandelli («Ricordo la delicatezza con cui si rapportava a noi ragazzi»), a 27 anni Carotti è nel pieno della maturità calcistica e cova la speranza di tornare in serie B, disputata sei anni fa e poi sfuggitagli due volte ai playoff con la Cremonese. Calcio e cultura «Lavoro con im- pegno per migliorarmi, ma non ho l'assillo della carriera perché nella vita ognuno trova la sua dimensione», ammette con una razionalità rara. A coinvolgerlo, una volta fuori dal campo, sono gli hobby: letteratura classica, cinema, musica, filosofia e fotografia. Metabolizzato L'Adolescente di Dostoevskij, il capitano del Pavia ha già sul comodino L'uomo in rivolta di Camus. «Ho molto tempo libero e per i libri e i film d'autore non basta una vita intera». Altro che il nichilismo della conoscenza. «Mi rendo conto di essere un'eccezione nel calcio». Ma non per questo un superuomo: «Se ho queste passioni, i meriti sono della mia famiglia. Mi ha avvicinato da piccolo alla cultura pur sapendo che del calcio avrei voluto fare il mio lavoro». Autori Tolstoj, Gogol, Hugo, Kafka e Pasolini sono i compagni di vita del mediano che la sera rimane a casa a suonare la chitarra («De Andrè, Battiato e i Beatles sono i miei artisti preferiti») e il giorno dopo si becca gli sfottò dei compagni con cui suda per la salvezza. Possibile, adesso, e indipendente dal destino. «Alcuni episodi fanno parte del caos, ma è con la logica che potremo toglierci questa soddisfazione». È una lezione che gli hanno dato Aristotele, Bacone e Kant. © RIPRODUZIONE RISERVATA PROCURA FEDERALE COPPA ITALIA Deferiti 5 club: anche Foggia, Pergo e Spal Semifinali, c’è il ritorno Spezia per la rimonta Il Procuratore federale, su segnalazione della Covisoc, ha deferito altre 5 società per violazioni amministrative: Foggia, Pergocrema e Spal in Prima divisione, Alessandria ed Ebolitana in Seconda. Le società rischiano un punto di penalizzazione per ogni deferimento (sono due per Spal, Pergo ed Ebolitana). Lunedì era stato deferito anche il Piacenza, dove per la cronaca s’è dimesso uno dei due curatori fallimentari (Filippo Giuffrida) per sopraggiunti impegni professionali: oggi sarà nominato il sostituto. Si gioca oggi il ritorno delle semifinali di Coppa Italia: ecco il programma e gli arbitri. ORE 18 Pisa-Tritium (andata 2-1): Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. ORE 20.30 Spezia-Foggia (andata 0-1): Bellotti di Verona. REGOLAMENTO In caso di parità, ci sono supplementari e rigori. La finale si gioca 11 e 25 aprile. GIUDICE SPORTIVO Feralpi Salò e Bellaria: tre squalificati FIRENZE Il giudice sportivo della Lega Pro ha squalificato 60 giocatori (31 di Prima, 29 di Seconda) dei quali tre di Feralpi Salò e Bellaria. PRIMA DIVISIONE Giocatori espulsi: due giornate a Tattini (Foligno), Burrai (Latina) e Antonazzo (Taranto); una a Sicignano (Barletta), Blanchard (Feralpi Salò), De Leidi (Foggia), Tagliani (Alto Adige), Mannucci (Prato) e Raimondi (Pisa). Non espulsi: una giornata a Morosini e Drudi (Bassano), Camilleri e Turato (Feralpi Salò), Berardi (Latina), Malagò (Lumezzane), Fedi (Portogruaro), Bonomi e Sabato (Sorrento), Dianda e Pisacane (Ternana), Marsili (Andria), Petterini (Barletta), Tavares (Como), Nicco (Frosinone), Torregrossa (Monza), Bencivenga e Iemmello (Pro Vercelli), Rossi (Reggiana), Castiglia (Spal), Buzzegoli (Spezia) e Fondrini (Tritium). Ammende: 2.500 euro Reggiana, 2.000 Benevento e Foggia, 1.500 Piacenza. SECONDA DIVISIONE Giocatori espulsi: due giornate a Varricchio (Cuneo); una a Palumbo (Fondi) e Pagan (Valenzana). Non espulsi: una giornata a Esposito e Barone (Neapolis), Falco e Costanzo (Isola Liri), Benincasa (Vibonese), Zolfo (Normanna), Rebecchi (Lecco), Granaiola e Sciamanna (Celano), Marianeschi (Sambonifacese), De Cenco, Fioretti e Severi (Bellaria), Sirignano (Catanzaro), Del Pinto e Feola (Chieti), Pacini (Fondi), Scarsella (Melfi), Scalzone (Milazzo), De Santis e Pigini (San Marino), Zavalloni (Santarcangelo), Cattaneo (Savona), Berselli (Valenzana), Franchino e Lattanzio (Vigor Lamezia). Allenatori: due giornate a Capuano (Fondi); una a Rossi (Cuneo). Ammende: 750 euro Fano e V. Lamezia. LA SITUAZIONE Ternana e Trapani hanno già un piede in Serie B Così i due gironi di Prima divisione dopo 28 giornate e il programma delle partite del prossimo turno: GIRONE A Ternana p. 57; Carpi e Taranto* (-3) 50; Pro Vercelli 48; Sorrento (-2) 46; Benevento (-2) 45; Lumezzane 39; Avellino 38; Pisa 37; Foggia (-2) 36; Tritium 35; Como* (-2) e Reggiana (-2) 31; Spal (-4) 28; Monza 26; Viareggio 25; Pavia 24; Foligno (-4) 17. (*una gara in meno). Venerdì (ore 20.30): Avellino-Benevento (2-2); domenica (15): Carpi-Como (0-1); LumezzaneSorrento (2-1); Pavia-Pisa (0-1); Spal-Reggiana (0-3); Taranto-Foggia (ore 17.30; 1-0); Ternana-Monza (2-0); Tritium-Foligno (1-0); Viareggio-Pro Vercelli (0-2). GIRONE B Trapani p. 54; Spezia e Siracusa (-5) 46; Lanciano (-1) 45; Cremonese (-6) 42; Pergocrema (-2) 41; Carrarese e Alto Adige 40; Barletta (-1) e Portogruaro 37; Frosinone e Triestina 33; Prato e Piacenza (-6) 30; Latina 29; Feralpi Salò e Andria 27; Bassano 23. Domenica (ore 15): Andria-Alto Adige (1-1); F. Salò-Cremonese (0-1); Frosinone-Piacenza (1-1); Lanciano-Trapani (3-1); Pergocrema-Barletta (0-2); Portogruaro-Latina (1-4); Prato-Spezia (0-1); SiracusaCarrarese (ore 14.30; 1-1); Triestina-Bassano (0-2). SECONDA DIVISIONE Sabato ci sono due anticipi, entrambi con inizio alle ore 15. Girone A: Rimini-Pro Patria; girone B: L’Aquila-Neapolis. SERIE D Si gioca oggi la prima gara di ritorno delle semifinali di Coppa Italia: Sant'Antonio AbateViterbese (andata 2-2; diretta Raisport 1, ore 15.30) arbitro Marchesini di Legnago. L’altra semifinale é Bogliasco-SandonàJesolo e si gioca domani alle 15. 24 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 25 laProposta Dopopartita non si vive di sole risse La televisione indugia sugli aspetti peggiori del calcio e manda gli spot quando ci sono gli abbracci: scelta sbagliata di ENRICA SPERONI ilCommento arcellona nel destino. Il grande Milan B berlusconiano viene alla luce europea proprio lì, nel tempio del Camp Nou. E’ il 24 maggio 1989, finale di coppa Campioni, Steaua distrutto. Van Basten e Gullit aprono un’epoca. Da quel momento infiniti intrecci sull’asse Sacchi-Olanda-Catalogna. Nel nome del pressing, ventitrè anni dopo la banda Messi è diventata la squadra dei sogni. Proprio per aver imboccato con convinzione la strada tecnica tracciata dai rossoneri (con l’aggiunta evolutiva del possesso palla). Non a caso Arrigo è tuttora un punto di riferimento tecnico e umano per Guardiola. Il problema è che gli allievi hanno superato i maestri. E non solo nel budget. In campo formano l’unica orchestra calcistica di cui riconoscereste al volo la musica anche se scendessero in campo con i colori dei Toronto Raptors. Fanno innamorare e trionfano. Dopo averti incenerito, richiedono l’applauso che nessuno, Mourinho a parte, può negare. Che facciano scuola è dubbio: Messi e Iniesta non li ha nessuno. Se Ibra, Guardiola e Mou durante Barça-Inter LAPRESSE attimo perché il telecronista di Sky ha già chiamato il superspot. Peccato. Quando i dopogara finiscono in rissa le telecamere non perdono un colpo e indugiano su facce stravolte e labiali, invece la serenità non fa notizia. Peccato. Basterebbe poco: qualche minuto in più di immagini dal campo con i giocatori che si salutano e si abbracciano, non servirebbe nemmeno il commento, bastano gli occhi per capire la differenza di significato tra avversario e nemico. Vedere un civile dopopartita fa bene a tutti. Aiuta a stemperare le tensioni, suggerisce toni laPuntura MILAN, BARCELLONA NEL DESTINO E UNA SOLA STRADA: IL CORAGGIO di FRANCO ARTURI partita finita. I bianconeri conJperuve-Inter, tenti salutano i tifosi, ora l'inquadratura è Buffon che abbraccia Zanetti, ma dura un provi ad imitarli puoi finir malissimo. O a grandi risate. Con queste premesse il Milan di stanotte cerca di sfuggire ad una sorte già scritta. C’è riuscita l’Inter del vate portoghese, l’anno della Tripletta, al prezzo di costruire un bunker tanto glorioso quanto rivelatore di un’aperta ammissione di inferiorità. Andò bene perché le trame non sempre lineari del calcio premiano talvolta l’abnegazione estrema di chi si sottopone a una sfida impossibile. La squadra di Allegri non potrà ripercorrere quella via: non lo consentono la storia del club e il suo materiale genetico, predisposto al bel gioco. E’ una dolce condanna a cui il Milan non può sfuggire. La partita di ritorno del girone eliminatorio incoraggia a non tradire se stessi: una sconfitta «buona», il risveglio dell’orgoglio rossonero, rivali impegnati allo spasimo. Ibrahimovic ha una delle ultime occasioni per lasciare un segno indelebile anche in Europa, per di più contro una squadra che lo ha rapidamente espulso con il timbro «fuori target». Il Barcellona è l’unica società capace di cedere nel giro di un paio di stagioni due dei quattro attaccanti più forti del mondo (l’altro è Eto’o) diventando (quasi) imbattibile. Per inverosimile che possa sembrare quando ascolti la musichetta della Champions e le telecamere propongono la carrellata sui visi dell’armata catalana, quest’anno nella Liga la squadra più ammirata del mondo ha perduto due volte e pareggiato sei. Anche giganteschi carri armati possono essere fatti saltare da un fante coraggioso che porti l’esplosivo a mani nude nei cingoli. Il Milan di San Siro deve dichiarare questo tipo di guerriglia sportiva, andando a cercare gli avversari fino alla loro area, sfinendosi fra quelle girandole di passaggi e poi tentando di colpire lucidamente. Un compito per uomini di gran coraggio. Del resto sulla locandina di questo derby d’Europa c’è scritto: il club più titolato del mondo con quello che è destinato a superarlo in fatto di trofei internazionali. A meno che... © RIPRODUZIONE RISERVATA di ROBERTO PELUCCHI f Per i tifosi della Juve la NextGen conquistata dai ragazzi dell'Inter ha il valore di un torneo aziendale, perché non è riconosciuta dall'Uefa. In effetti, non c'è confronto con la libidine di vincere un campionato di Serie B. oppa Italia con lieto fine, e questo è già C qualcosa. Che non cancella, tuttavia, il film di un martedì dove la commedia degli equivoci e del vorrei ma non posso si è consumata per intero, con tanto di vincitori e vinti. Da cui una doverosa classifica: vince Gianni Petrucci, il presidente del Coni che in un crescendo rossiniano prende cappello di brutto, sbattendo a un certo punto la porta dell’Olimpico in faccia a Maurizio Beretta. Petrucci s’era mosso da sabato, all’indomani dell’ennesimo summit sull’organizzazione e la sicurezza svoltosi a Roma per il Napoli-Juventus di domenica 20 maggio: aveva annusato l’aria, colto i pericoli insiti nella variabile De Laurentiis, e agito di conseguenza, incassando sabato dal presidente della Lega quelle rassicurazioni poi disattese due volte. Con il silenzio di lunedì, dopo l’imperversare di un De Laurentiis lotiteggiante in Lega, e ancor più con la prima replica di ieri, quando il burocratese di Beretta ha spazzato via, insieme al buon senso, ogni possibilità di mediazione. Lì Petrucci, con le sue due righe di controreplica, è stato definitivo. Quel che è successo dopo, dall’intervento di Andrea Agnelli alla repentina, comica capitolazione di Beretta, sancisce il risultato di k.o. tecnico. La scelta di Moratti mi ricorda Laporta col giovane Guardiola Il Barcellona ha incantato il mondo, questa via si può ripetere anche da noi oratti ha scelto Andrea M Stramaccioni come l’uomo della rifondazione o come TwitTwit IL CINGUETTIO DEL GIORNO GIUSEPPE ROSSI Attaccante della Nazionale Oggi allenamento leggero... Ho ballato la maggior parte del tempo in palestra. Il mio iPod ha servito in tavola i JAMS! Attaccante del Napoli © RIPRODUZIONE RISERVATA di ARRIGO SACCHI Andrea Stramaccioni, 36 anni, al primo allenato con l’Inter LAPRESSE POCHO LAVEZZI Con Petrucci vince Agnelli. Il presidente della Juventus quando c’è da entrare a gamba tesa non si fa problemi e lo ha già mostrato in altre circostanze. Qui l’intervento, certo maturato alla luce degli abituali contatti con il Coni, del quale è rimasto amico nonostante il relativo insuccesso del tavolo della pace, è stato chiaro, forte, tranchant. La Coppa Italia è la coppa del presidente della Repubblica, peraltro invitato (toh, dal presidente della Lega) fin dal mese di febbraio. Roma la sua sede naturale. Punto. Ecco parole autenticamente «politiche». Perde Beretta. Rovinosamente. Una conferma, ce ne fosse stato bisogno, che l’anno e passa di prorogatio dopo l’assunzione dell’incarico in Unicredit fa male. Alla credibilità di una Lega allo sbando, dove chi urla di più finisce con l’essere l’unico interlocutore degno di attenzione, e alla fine anche a se stesso. Perde anche De Laurentiis, ma relativamente, visto come tra un’esternazione e l’altra riesce poi ad allinearsi in qualche modo all’Agnelli-pensiero. E ora avanti, alla prossima. Lunedì, dove in Lega si gira la commedia «Lotito alle crociate», Petrucci e Abete gli «infedeli» di turno. Chi, oltre a Beretta, è pronto a star dietro al presidente della Lazio? Sopra la panca di VALERIO MARINI COPPA ITALIA: ECCO VINCITORI E VINTI PETRUCCI E AGNELLI SU, BERETTA GIÙ di RUGGIERO PALOMBO © RIPRODUZIONE RISERVATA laVignetta @GiuseppeRossi22 ilCaso meno esasperati a opinionisti, dirigenti, giornalisti, telespettatori. E non provoca fraintendimenti. Lo scambio di maglia tra Del Piero e Seedorf, martedì sera dopo la semifinale di Coppa Italia, valeva più di un fondino sul fair play. Raccontava rispetto e cordialità, azzerava le troppe parole con cui dirigenti e tecnici di Juventus e Milan avevano innaffiato da settimane la sfida. Quando Del Piero è andato a esultare verso i tifosi indossando la maglia di Seedorf nessun milanista l’ha vissuto come sfottò. E nessun bianconero ha pensato a uno scalpo. Quando i campioni si comportano da campioni non c’è bisogno d’altro. La tv faccia la sua parte: li riprenda. Sono belle immagini, lo spot un pochino può attendere. O no? Buon compleanno al mio amico Morgan De Sanctis!!! @PochoLavezzi l’ultima carta disperata per salvare un’annata che ha già fatto due vittime illustri (Gasperini e Ranieri) e che sembra senza soluzione? Nel primo caso sarebbe una scelta innovatrice che farebbe onore ad un presidente da sempre considerato più un tifoso generoso che un dirigente illuminato. Sarebbe una scelta che mi ricorda tanto quella di Laporta, quando affidò il Barcellona a Guardiola. I blaugrana dopo aver vinto la Liga e la Champions sotto la guida di Rijkaard ebbero un’involuzione ed alcuni giocatori iniziarono a frequentare più le discoteche che il campo (sembra che lo stesso Messi seguisse questa strada). La società per salvare il salvabile prese una decisione assai poco popolare e difficile: cambiò l’allenatore e affidò la squadra al giovane e inesperto Guardiola che fino a quel momento aveva allenato solo nella serie C spagnola. Questi chiese subito la cessione di alcuni giocatori famosi (Ronaldinho, Deco e Eto’o), però poco professionali e non funzionali al suo progetto. Il club realizzò questa rivoluzione nonostante l’opposizione della maggioranza della tifose- ria e dei mass media. Le critiche furono pesanti specialmente dopo le prime due partite (un pareggio e una sconfitta), ma poi esplosero i giovani di Josep, alcuni come Pedro e Busquets addirittura provenienti dalla serie C. Il Barça incantò e sta incantando tuttora il mondo. Che si possa ripetere la storia in un paese come il nostro con le squadre più vecchie d’Europa e con i presidenti che quasi sempre navigano a vista e che fanno del conservatorismo e dell’impazienza la loro principale regola? Credo sia possibile, anche noi dobbiamo crescere. Spero e mi auguro che la decisione di Moratti e il sacrificio di una persona seria e competente come Ranieri sia dovuta a una strategia moderna di lunga durata per consentire al giovane, brillante e capace Andrea di valutare da vicino e con alcuni mesi d’anticipo tutti quei giocatori che per disponibilità, funzionalità e complementarietà possano far parte del nuovo progetto della nuova Inter. Se così fosse, Moratti indicherebbe una nuova strada e una capacità di rinnovamento e innovazione inusuale nel nostro antico mondo. Coraggio Massimo e Andrea, in bocca al lupo. © RIPRODUZIONE RISERVATA FRANCESCO FACCHINETTI Cantante e conduttore Tv Chi prenderà Moratti come nuovo allenatore: Topo Gigio, Il Gabibbo o il suo giardiniere? @frafacchinetti Gazzetta.it Moratti ha fatto bene a prendere Stramaccioni? STRAMACCIONI HA GIÀ CONQUISTATO I NOSTRI LETTORI Quale allenatore per l’Inter della prossima stagione? Stramaccioni 41,9% Prandelli 7,1% Andrea Stramaccioni convince i nostri lettori: il 63% dice che Moratti ha fatto bene a prenderlo, il 42% lo vede anche come allenatore dell’Inter 2012. Mazzarri 7% Guidolin 11,8% Blanc 7% Bielsa 12,4% CARLES PUYOL Capitano del Barcellona Arrivati a Milano, cittá fantastica.... Buongiorno a tutti @Carles5puyol SI’ 63,3% Villas Boas 12,8% NO 36,7% 26 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 FORMULA 1 IL POST MALESIA L’erede Alonso e Schumi l’ossessione dei numeri uno Maniaci della preparazione, leader in squadra Fernando vince e va a Maranello. Come Michael PAOLO IANIERI Michael Schumacher e Fernando Alonso. Così diversi, eppure così uguali. C’è molto che accomuna gli ultimi due grandi campioni che si sono fermati a Maranello. A livello caratteriale rappresentano due mondi opposti, ma nel metodo maniacale di prepararsi e soprattutto in quello di intendere il concetto di squadra, le differenze sono minime. Entrambi hanno rappresentato il collante magico che ha prima permesso al Cavallino di interrompere un blackout iridato che durava da troppo (il primo Mondiale rosso di Schumi arrivò a 21 anni dalla doppietta Scheckter-Villeneuve del 1979) e poi di garantire una successione degna al lascito del Kaiser, che l’introverso Raikkonen non poteva certo interpretare. Contatto umano Una delle prime mosse fatte da Alonso quando fu ingaggiato dalla Ferrari, fu di recarsi a Maranello e conoscere gli uomini che in futuro avrebbero lavorato per lui. Non è stato certo un caso isolato e, l’ultima visita, è stata quella di lunedì, appena sbarcato dalla Malesia. «La mia vittoria farà andare la gente di Maranello domani mattina alle 8 al lavoro con il sorriso», aveva detto a fine gara Fernando, e di sicuro altri sorrisi li avrà strappati quel suo vagare tra i reparti della Gestione Sportiva all’indomani di una vittoria strepito- sa. Un «grazie per la gioia» ricevuto dalle maestranze del Cavallino, replicato da un «grazie per l’impegno» che lo spagnolo ha tenuto a ribadire. E tra un abbraccio, una foto e una pacca sulle spalle, ecco le inevitabili domande ai responsabili dei reparti: «Che cosa state facendo? Quali sviluppi avremo? Come fare a risolvere questo problema?». Perché se una battaglia è stata vinta, la guerra è ancora molto lunga. La Ferrari vista in questo inizio di stagione non può sperare di vincerla e Fernando sa benissimo che a volte anche solo una parola ha il potere di motivare a dare ancor di più. «Le prossime due gare le correremo ancora in difesa, non ci sono dubbi — ha poi raccontato ieri nel diario sul web —. Finché non dimostreremo di essere competitivi e di poter lottare costantemente per il podio o la vittoria, dovremo Lo spagnolo in fabbrica ai tecnici «Grazie per il vostro l’impegno» «Dovremo correre ancora due gare in difesa». Domani arriva Massa cercare di limitare i danni. Se ci saranno condizioni normali, dovremo cercare di non perdere troppi punti rispetto ai migliori: speriamo di farlo come in Australia e in Malesia...». E il capo del team Stefano Domenicali: «Dobbiamo spingere al massimo per cercare di anticipare il più possibile gli sviluppi previsti per le prossime gare». Cittadino onorario Alonso a Maranello è uno di casa. E anche se a differenza di Schumacher, lui non ha mai voluto abitare nel vecchio ufficio di Enzo Ferrari all’interno della pista, riadattato per le sue necessità, si può dire senza paura di essere smentiti che Fernando sia molto più «maranelliano» di quanto lo sia mai stato Michael. Anni fa, in un’intervista alla Gazzetta, Pino Allievi chiese a Schumi che cosa conoscesse di Maranello. «Niente», fu la risposta secca del tedesco. Fernando invece la città dei motori più famosa al mondo la vive ogni vol- MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 27 MOTOGP VERSO IL QATAR 5 CINA TRA 18 GIORNI su Twitter La Formula 1 correrà ancora due tappe in Asia prima del debutto europeo. Questi i prossimi appuntamenti S Test con Borra per l’equilibrio La foto che Alonso ieri ha postato su Twitter da Forlì. «Oggi con Fabrizio (Borra; ndr) nel centro di fisiologia, facendo uno dei test abituali e allenandomi» ta che ci viene. Dorme a casa di Alberto, uno dei suoi più cari amici, conosciuto da ragazzino ai tempi del kart e che oggi lavora come designer in Ferrari. E se il tempo lo permette, con i ragazzi del team si sciroppa chilometri in bici nella zona. Test Da oggi Fernando tornerà S Assi in palestra Alonso e Schumi (ai tempi della Ferrari) lavorano con gli attrezzi COLOMBO a Oviedo per un po’ di giorni di relax in attesa del GP della Cina. Prima, però, si è recato a Forlì al Fisiology Centre, dove il suo preparatore Fabrizio Borra lo ha sottoposto ai test valutativi che vengono effettuati periodicamente. Da domani e per due giorni al suo posto a Maranello arriverà Massa, da cui tutti aspettano un segnale per capire se sarà in grado di uscire dal tunnel. E sarà sempre il brasiliano che valuterà al simulatore le novità che potrebbero debuttare il 15 aprile a Shanghai. 15 aprile GP Cina Shanghai S 22 aprile GP Bahrain Sakhir S 1-3 maggio Test Mugello S 13 maggio GP Spagna Montmelò S 27 maggio GP Monaco Montecarlo S 10 giugno GP Canada Montreal S 24 giugno GP Europa Valencia © RIPRODUZIONE RISERVATA DOPO IL GP Vettel-Horner faccia a faccia ad alta tensione Dalla Germania arriva un caso Vettel. Il quotidiano Bild scrive infatti che il campione del mondo sarebbe stato convocato dal numero uno del team Chris Horner dopo il GP Malesia. Il motivo di questo faccia a faccia sarebbe il mancato rientro ai box della RB8 di Vettel nei giri finali della gara, nonostante l’ordine arrivato dal suo ingegnere di pista. La squadra lo voleva ai box per verificare un danno ai freni, Vettel ha risposto dicendo che «desideravo vedere la bandiera a scacchi». Tensioni in vista? Taccuino SUPERSTARS Bertolini re 2011 Andrea Bertolini (Maserati) è ufficialmente il campione 2011 dell’In ternational Superstars Series. La vittoria del modenese è stata omolo gata dal Tribunale nazionale d’appel lo, a cui era stato presentato ricor so da Ferrara (Mercedes). IN MAGGIO A MODENA Villeneuve in mostra Dall’8 maggio al 10 giugno, a Modena, di scena la mostra «Gilles Villeneuve e il suo tempo». In vetrina caschi, tute e altre memorabilia di Villeneuve (collezione Donelli Vini), nel 30˚ anniversario della morte. ASTA FERRARI Domani dalle 10.30 nella Sala Bolaffi in via Manzoni a Mi lano, importante asta di materiale Ferrari. Valentino Rossi, 33 anni, alla seconda stagione in Ducati, Sulla rossa non ha ancora mai vinto; il miglior risultato è il 3˚ posto a Le Mans 2011 MILAGRO Sarà Stoner-Lorenzo Rossi per ora li guarda Tra una settimana inizia la stagione e la Ducati pare indietro rispetto a Honda e Yamaha, tutti con l’incognita gomme 2012 FILIPPO FALSAPERLA La rivoluzione, con i motori di nuovo 1000 dopo 5 anni di 800, non ha cambiato troppo i valori, ma forse ha un po’ equilibrato la situazione. Con soli tre costruttori rimasti in pista e la Ducati che cerca sempre la sua nuova identità, Honda e Yamaha si fronteggiano come un tempo, da avversari fieri. E in questo testa a testa, nel Mondiale che scatta in pista tra 8 giorni, la parte del leone la fanno i due piloti di punta, Casey Stoner per la Honda, Jorge Lorenzo per la Yamaha, non a caso gli ultimi due campioni. Aumento Il 200 cmc in più, in effetti, non hanno modificato di molto gli equilibri dell’anno scorso. Anche perchè, con il limite dei 21 litri di benzina, non è che si possa scatenare troppo i cavalli. La sorpresa positiva è che le lamentele dei piloti Yamaha negli ultimi anni hanno sortito l’effetto voluto e adesso la M1 sembra perdere quasi nulla anche in velocità. «Io l’ho sempre detto — commenta Stoner — che una moto o l’altra sia più veloce dipende soprattutto da come viene messa a punto e dall’attitudine del pilota. Ma era così anche l’anno scorso». L’australiano, invece è sicuro di dover fare i conti con un nuovo avversario: il chattering. Disturbo Questa vibrazione compare e scompare sulla Honda senza che ancora tecnici e piloti abbiano capito il perchè. A Jerez era praticamente assente, mentre in Malesia diventava un compagno decisamente fastidioso. Imputate le gomme di nuova generazione, che dovrebbero rendere le gare più equilibrate. Lo assicura Lorenzo, l’unico dei grandi ad aver fatto due simulazione di GP, anche molto veloci: «Il problema era il comportamento nei primi giri, quando non si scaldavano e causavano pericolosissime cadute. Adesso funzionano subito, ma dopo pochi giri calano vistosamente e dopo fai parecchia fatica». Dai suoi tempi non sembrava troppo... Rossa La grande malata Ducati, per il momento sta a guardare da lontano. Il telaio perimetrale di seconda generazione non è che abbia fatto fare questo grande salto. Il distacco è rimasto intorno al secondo e solo nell’ultimo giorno Valenti- no Rossi è riuscito a mettersi dietro i compagni di marca che a rotazione lo «insolentivano». «Siamo solo all’inizio dello sviluppo», dice Valentino, ma le gare incalzano e si aspettano i risultati: il 6˚ posto «che oggi è il nostro reale valore», non accontenta nessuno. A Sepang si era parlato di un nuovo telaio in arrivo dopo 4-5 gare, adesso tutti negano e dicono che questa sarà la moto per l’intero campionato. Da quanto visto, forse non basta. © RIPRODUZIONE RISERVATA le pagelle dei test 8,5 9 8 7,5 5 6 Stoner Lorenzo Pedrosa Spies Rossi Dovizioso Resta il più veloce, ma è allergico alle simulazioni di GP o alle lunghe serie di giri: quindi non si sa precisamente a che punto sia. Ma ha sempre fatto così... Un inverno praticamente perfetto: velocissimo e costante, spaventa la Honda. E la sua Yamaha lo aiuta con una moto questa volta anche veloce Rispetto al compagno Stoner manca un briciolo di velocità, su Lorenzo un pizzico (piccolo) di costanza. E per una volta è in grande forma fisica Per Ben questo deve essere l’anno della consacrazione, ma l’inverno scorso era stato più veloce del compagno Lorenzo. Veloce, ma gli manca il guizzo La cosa positiva di un inverno ad inseguire è che le cose migliori si sono viste proprio nell’ultimo giorno. Certo, ancora siamo lontani dai primi Paga l’antipatia per certe piste (come Jerez: voto 4), ma a Sepang 2, guarito dall’intervento, era stato il migliore delle Yamaha, da pilota «satellite» 28 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 CICLISMO TRE GIORNI DI LA PANNE IN BELGIO y In breve SABATINI TERZO INCHIESTA A BRUXELLES Merckx, sospetta corruzione per una fornitura di biciclette Sagan, sulla sinistra, fulmina Guarnieri: terza vittoria del 2012 BETTINI CLAUDIO GHISALBERTI Dopo il quarto posto alla Milano-Sanremo e il secondo di un soffio dietro a uno straordinario Tom Boonen domenica alla Gand-Wevelgem, Peter Sagan centra il colpo nella frazione d’apertura della Tre Giorni di La Panne, bruciando sul filo Jacopo Guarnieri. Per lo slovacco della Liquigas-Cannondale è il terzo successo stagionale, il 23˚ in tre anni da pro’ e il primo trionfo sul pavè. Ma, cosa più importante a cinque giorni dal Giro delle Fiandre, è il modo in cui è maturata questa vittoria a fargli meritare un ruolo di primo piano in vista della «Ronde». Sagan ha corso con sicurezza, da padrone. Quando nel finale ci hanno provato in cinque, tra i quali il suo compagno Daniel Oss, lui è rimasto in testa al gruppo a rompere i cambi e a chiudere su ogni altro tentativo. Poi negli ultimi metri è stato micidiale. «Ci meritiamo questo successo perché abbiamo corso da grande squadra — afferma Sagan —. In volata il nostro uomo di punta era Sabatini. Io dovevo intervenire solo se lui avesse avuto difficoltà. Quando ho capito che non sarebbe riuscito a rimontare Guarnieri, sono partito». Che coppia Nella vittoria di Sa- gan c’è molto di Oss. Ai -400 metri, il trentino — protagonista anche di un’azione personale a una trentina di km dal traguardo — s’è messo in testa al gruppo per lanciare la volata, ma quando s’è accorto di avere a ruota Guarnieri, invece che Guarnieri s’illude Ma esplode Sagan formato Fiandre Gran volata dello slovacco: prima volta sul pavé Beffato il lombardo: «Finalmente la gamba gira» Sagan, s’è rialzato: astuto. A proposito di Guarnieri, lo scorso anno alla Liquigas e ora all’Astana, c’era anche lui nel gruppetto che nel finale ha provato la soluzione di forza. Poi il 24enne velocista lombardo, passato pro’ nel 2009 come la grande speranza italiana per le volate, sul traguardo di Oudenarde è stato battuto solo al fotofinish. «Ho avuto un avvio di stagione non molto brillante per qualche malanno — spiega Jacopo, 17˚ alla Sanremo — ma ora la gamba gira bene. Domani (oggi, ndr) ci voglio riprovare. Poi chissà che tra Fiandre e Roubaix non riesca a combinare qualcosa di buono». Guarnieri non accampa scuse, ma la sua volata è stata bella (si è trovato allo scoperto ai 350 metri e ha perso di un soffio) e sfortunata, dato che il kazako Valentin Iglinsky, suo compagno all’Astana, lo ha tradito e ha fatto il suo sprint (chiudendo all’11˚ posto). In grande evidenza, tra gli italiani, anche Elia Favilli (5˚, classe 1989) e Simone Ponzi: il bresciano, al primo giorno di corsa in Belgio della carriera, è sempre stato nelle posizioni di testa del gruppo, destando ottima impressione. Attenti a quei tre Dalla prima tappa di La Panne emergono importanti conferme. Devolder, Terpstra e Langeveld domenica saranno outsider da tenere sotto stretta sorveglianza: se Boonen e Cancellara partiranno in prima fila e sembrano di un altro pianeta, subito dietro — con Chavanel, Sagan, Ballan, Pozzato e Bennati — ci saranno anche loro, con Gatto, in forma smagliante, pronto a graffiare. Vedremo se gli italiani saranno da vittoria. Di sicuro sono da battaglia. © RIPRODUZIONE RISERVATA RE A TAVOLINO Tour 2010, Schleck avrà una cerimonia in Lussemburgo Una cerimonia a casa sua, in Lussemburgo, per Andy Schleck, il vincitore a tavolino del Tour 2010 dopo la squalifica di Alberto Contador. «Vogliamo che il mondo sappia del suo successo, anche se lui avrebbe preferito conquistare il Tour diversamente», ha detto Christian Prudhomme, direttore della Grande Boucle, al quotidiano belga «Le Soir», senza specificare la data della cerimonia. Schleck aveva chiuso a 39" da Contador, trovato positivo al clenbuterolo e privato della maglia gialla (e anche del Giro 2011) dal Tas. ARRIVO 1. Peter SAGAN (Slk, LiquigasCannondale, foto BETTINI) 201,6 km in 4.33’41", media 44,192; 2. Guarnieri; 3. Sabatini; 4. Kristoff (Nor); 5. Favilli; 12. Modolo; 20. De Negri; 38. Ascani; 43, Oss; 47. Marangoni; 50. Ponzi; 162. Chicchi a 13’02". S CLASSIFICA 1. Peter SAGAN; 2. Guarnieri a 4"; 3. Sabatini a 6"; 4. Bodnar (Pol) a 7"; 6. Favilli a 10". S OGGI 2ª tappa, Zottegem-Coxyde, 216 km (Diretta RaiSport2 dalle 14.45). Conclusione domani con un doppio impegno: tappa in linea e cronometro individuale. (n.li.) Sospetti di corruzione su Eddy Merckx: il grande campione belga tra il 2006 e 2007 avrebbe corrotto un poliziotto per aggiudicarsi la fornitura di 48 biciclette alla polizia locale. Lo scrive il quotidiano belga «La Derniere Heure», secondo cui l’inchiesta è partita dall’accusa di corruzione mossa a un capitano della polizia di Anderlecht (Bruxelles), Philippe Boucar. Su di lui pesa il sospetto di aver informato Merckx dei prezzi proposti dai concorrenti della «Eddy Merckx Cycles» (dal 2008 l’azienda non è più di proprietà del Cannibale) nella gara per la fornitura delle bici. In cambio, Boucar avrebbe ricevuto da Merckx una bici «a un prezzo vantaggioso». Le indagini avviate dalla magistratura di Bruxelles riguarderebbero 7 persone, tra cui alcuni poliziotti. OGGI SARÀ OPERATO Che spavento per Cassani Cade in bici, due fratture Un grande spavento e qualche danno, ma poteva andare molto peggio. «Ho perso un’ora della mia vita», dice adesso Davide Cassani. L’ex regista della Nazionale, ora commentatore Rai, ha avuto un incidente in bici lunedì sera a Milano. «Stavo tornando a casa, ero con la bici a scatto fisso. Indossavo la tuta e i pantaloni si sono infilati nella catena, sono stato catapultato a terra e ho picchiato violentemente la faccia. D’ora in poi state sicuri che anche in una situazione del genere porterò sempre il casco». Cassani non ricorda nulla della caduta: ricoverato al San Raffaele, verrà operato oggi all’Ospedale San Paolo per ridurre le fratture allo zigomo e al piatto orbitale. «Conto di tornare al mio posto domenica 15 aprile, per l’Amstel Gold Race». S PROSSIME GARE Sabato Gp Indurain Domenica Giro delle Fiandre 2-7 aprile Giro dei Paesi Baschi 3-6 aprile Circuito de la Sarthe 4-8 aprile Mondiali pista a Melbourne (Australia) 8 aprile Parigi-Roubaix Davide Cassani, 51, con Francesco Pancani BETTINI I MONDIALI DAL 4 ALL’8 APRILE Pista, azzurri in Australia Viviani e Bronzini le punte L’Italia è partita ieri per Melbourne, dove dal 4 all’8 aprile si disputano i Mondiali su pista, ultima tap pa per le carte olimpiche. Con la punta Elia Viviani, che correrà scratch, omnium e americana (con Ange lo Ciccone): Francesco Ceci (velocità, chilometro e keirin), Omar Bertazzo (corsa a punti), l’iridata su strada Giorgia Bronzini (corsa a punti, in cui fu 1ª nel 2009 e 3ª nel 2011), ed Elena Cecchini, dirottata sullo scratch, nonostante il trionfo nella Coppa del Mondo della corsa a punti, per la presenza della compagna. LAUREA DI ROCCO Il presidente della Federciclo, Renato Di Rocco, s’è laureato ieri in Scienze motorie all’Università di Roma Foro Italico con 110 e lode. Di Rocco ha discusso la tesi: «L’indagine conoscitiva sulla tutela sanitaria del ciclismo». MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 29 BASKET EUROLEGA Andersen: «Siena questione di testa» Alle 20 (SportItalia) gara-3 dei quarti in casa dell’Olympiacos: «La serie l’abbiamo fatta noi» GIUSEPPE NIGRO SIENA David Andersen non c’era un anno fa, quando Siena espugnò Atene rinascendo dal -48 di gara-1. Quest’anno è l’1-1 del PalaEstra a obbligare Siena ad almeno un colpo in trasferta. Se l’australiano si dice «molto ottimista» è perché sa come si fa: già nelle sue ultime due incarnazioni europee prima del biennio in Nba cominciò i quarti perdendo il fattore campo con un k.o. in gara-1. Poi volò alla Final Four sia nel 2009 col Barcellona che nel 2008 col Cska... proprio contro l’Olympiacos: quell’anno vinse poi la sua terza Eurolega... «Me lo ha ricordato Zisis, ma non sono superstizioso. Certo vuol dire che è tutto aperto: per esperienza, una serie al meglio delle 5 è anche un gioco di testa. E fin qui la serie l’abbiamo fatta noi». Calo fisico, contro una squadra più giovane, o calo mentale? «In queste partite l’età non è un problema, dovrebbe essere un vantaggio. Serve più concentrazione nelle piccole cose: un blocco, una lettura, un cambio di lato, mettere la palla dove vogliamo. Un rimbalzo cambia molto, magari parte un contropiede. E in gara-2 l’Olympiacos è rientrato con un paio di giochi da tre». Dopo i 28 punti in gara-1, come è cambiata la difesa dell'Olympiacos? «Non più solo i raddoppi in post, sui giochi a due hanno cominciato a difendermi coi cambi per togliermi il tiro da fuori. Sono abituato a questi aggiustamenti: adesso dovrò trovare meglio i compagni, scaricare fuori per un tiro aperto se mi raddoppiano. È sempre questione di letture, sapere cosa fa la difesa e reagire». Dopo il gran lavoro di squadra su Spanoulis, temete il suo ingresso nella serie? «È un veterano, uno dei migliori in Europa sul pick and roll: limitarlo dipende da noi. La difficoltà è tenere sia lui che i loro lunghi, che sono forti. Rischi di andare sotto a rimbalzo: dobbiamo essere in 5 sotto i tabelloni per innescare il contropiede. Ce l’abbiamo fatta anche contro squadre più forti a rimbalzo. E quando andiamo bene là sotto, è sempre stato più facile». L’anno Nel 2012, cominciato da mvp della Coppa Italia, Andersen ha un appuntamento con la storia: «Da tempo lo guardavo come l’anno chiave. C’è l’Olimpiade: voglio una medaglia. Ma prima ci sono campionato ed Eurolega per rendere l’anno speciale». Anche per questo a Siena si è ritagliato una centralità mai avuta in altre squadre: «È bello essere importante anche in un gruppo con tanti giocatori forti, dà fiducia. Lavoro ogni giorno per essere un riferimento per i compagni, vedono che faccio di tutto per vincere. E poi è questione di personalità. Anche McCalebb è un leader: parla meno, ma si vede in campo. Ho fiducia nella squadra, finora siamo stati quasi sempre sopra nel punteggio. Siamo solo calati nei finali: si può correggere». Cosa cambia al Pireo? David Andersen, 31 anni, ala australiana di passaporto danese CIAMILLO 51-23 Il parziale a favore dei greci nei quarti periodi delle prime due partite in casa Mps 10 I punti di vantaggio di Siena al 30’ di gara-1 (persa di 7) e al 34’ di gara-2 (vinta di 1) «L’ambiente, con 20mila greci a urlare. Per me è divertente giocare in questi campi. La pressione passa addosso a loro. Noi abbiamo dimostrato di saper fare bene anche su campi difficili. Al Pireo ha vinto solo il Cska quest’anno? È il livello a cui vogliamo essere: per vincere l’Eurolega devi superare gli ostacoli più difficili». © RIPRODUZIONE RISERVATA 4 BARÇA AVANTI Barcellona è la prima qualificata alle Final Four. Il Panathinaikos, sotto di 13 punti nel secondo quarto, sbaglia la tripla del pareggio con Calathes e il Maccabi è 2-1. S OlympiacosSiena 1-1 Gara-1: 82-75 Gara-2: 81-80 Gara-3: oggi alle 20 diretta SportItalia Gara-4: venerdì al Pireo. Eventuale gara-5: 4 o 5 aprile a Siena. S Bilbao-Cska Mosca 0-2 Gara-3 oggi alle 19 (diretta SportItalia 2). S Kazan-Barcellona 0-3 Ieri gara-3: 56-67 (Domercant 19; Navarro 21). S MaccabiPana 2-1 Ieri gara-3: 65-62 (Ohayon 13; Batiste 13) Venerdì gara-4 a Tel Aviv. S Final Four A Istanbul 11-13 maggio. In contropiede DI DAN PETERSON La chiave? Giocare in 12 e per 40 minuti Ecco la situazione per le gare-3 e 4 al Pireo: l’Olympiacos deve vincere entrambe le partite per evitare gara-5 a Siena; la Montepaschi deve vincere una partita per tornare a Siena per gara-5. Ovvio, meglio per Siena vincerle entrambe. Ma se deve vincerne una? Quale? Senza ombra di dubbio, devono puntare su gara-3 come se fosse gara-5. Meglio lasciare all’Olympiacos il peso di pensare a due partite. Più facile concentrarsi su una che due! Ecco i tre ostacoli principali per Siena. 1. Atipicità L’Olympiacos non è una squadra «tipica», con pivot classico di 2.10, playmaker ecc. Anzi. Il loro pivot, spesso, è Kyle Hines, 1.96 (forse). Pivot? 1.96? Proprio così. Play? Vassilis Spanoulis che è molto più attaccante che creatore di gioco. Giorgios Printezis? È un pivot? Ala grande? Ala piccola? No, è un giocatore totale, come ha dimostrato a Siena in gara-1. Assolutamente il killer della prima partita dove ha segnato perfino da tre, non esattamente la specialità del suo bagaglio tecnico. Siena dovrà difendere 1 contro 1 prima di pensare a difendere 5 contro 5. 2. Rimbalzi offensivi In entrambe le gare, e non mi importa più di tanto ciò che dicono le statistiche ufficiali, la Mps ha fatto una fatica enorme a «tagliare fuori» i rimbalzisti dell’Olympiacos. La squadra di coach Dusan Ivkovic si è fiondata verso i rimbalzi d’attacco. Negli ultimi anni, molte squadre hanno rinunciato al rimbalzo offensivo per rientrare e stroncare il contropiede. L’Olimpiacos fa l’opposto: manda 3-4-5 rimbalzisti al tabellone con una determinazione palpabile. La squadra di coach Simone Pianigiani dovrà stare corpo a corpo su ogni tiro. 3. Profondità Siena ha avuto benzina per 32' in gara-1 e 36' in gara-2. L’Olympiacos ha fatto due paurosi recuperi con una rotazione di 12 uomini. L’Olympiacos ha giocato le due partite sull’esaurimento fisico. La verità: alla fine di gara-1 e gara-2, i greci avevano più forza psicofisica che Siena, più ossigeno se vogliamo. Quindi la Mps dovrà giocare in 12 per pareggiare la situazione. Per Siena, la panchina sarà più importante che mai e ogni giocatore che entrerà in campo dovrà dare un contributo. Questa volta per 40' perché, forse, 39' non basteranno. EUROLEGA DONNE DA OGGI A DOMENICA FINAL EIGHT A ISTANBUL PENALIZZAZIONI NBA KNICKS NEI GUAI «Schio, proviamoci con follia» LegaDue: tre squadre verso il -2 Stoudemire schiena k.o. e lungo stop (canf) La Comtec, organismo di controllo delle società, al prossimo Consiglio Federale (13/4), proporrà un 2 per Brescia, Pistoia e Sant’Antimo (Lega2) per irregolarità in alcuni parametri richiesti. Trattandosi di verifiche al 16/2, la penalizzazione, una volta ratificata, sarà scontata nel campionato in corso. Probabili multe per Teramo e Ostuni. ARBITRI La Fip ha deferito alla Giudicante i 19 arbitri rei di aver indossato una maglia arancione per protestare contro il Cia. Intanto, la Fip ne ha deferiti alla Procura e sospesi per 7 giorni altri 12: caos totale. GOSS A Varese ritorna Phil Goss, 28enne guardia che lascia il Villeurbanne. Teramo ha aggregato Marcus Neal, 25enne guardia, quest’anno in Ungheria e Slovacchia. ANTICIPO Avellino Roma dell’11a di ritorno anticipata sabato 7/4. EUROCUP Con l’eliminazione di Kuban, attesa a breve una risposta da KC Rivers, al quale Milano ha fatto un’offerta. Ritorno quarti: Spartak S. Pietroburgo Nymburk 86 71 (andata 68 64); Lokomotiv Kuban Khimki 81 77 (72 81); Donetsk Lietuvos Vilnius 80 78 (65 76); Valencia Buducnost 85 63 (71 75). In neretto alle Final Four a Mosca (14 15/4). I Knicks battono Milwaukee, avversaria diretta per l’8o posto a Est, ma perdono Stoudemire a tempo indeterminato per una protusione discale. Toronto cade in casa con Orlando, per Bargnani 8 punti con 3/11. Nelle 11 gare dal rientro, il Mago tira col 33% (49/147). Miami ( 15 a Indianapolis dopo il 16 di Oklahoma City) incassa il 2o k.o. in fila con oltre 10 punti di scarto: non era mai successo nell’era dei Big Three. Anche i Bulls, sempre privi di Rose, cadono in casa con Denver. Gallinari rientrerà tra 10 giorni. Risultati: Clippers-New Orleans 97-85 (Paul 25, Aminu 15, Belinelli 7); Toronto-Orlando 101-117 (Forbes 21; Anderson 28); Chicago-Denver 91-108 (Watson 17; Lawson 27); Washington-Detroit 77-79 (Crawford 20; Stuckey 24); Charlotte-Boston 95-102 (Henderson 21; Pierce 36); Indiana-Miami 105-90 (Granger 25; Wade, James 24); New Jersey-Utah 84-105 (Green 20; Millsap 24); New York-Milwaukee 89-80 (Anthony 28; Dunleavy 26); Houston-Sacramento 113-106 dts (Patterson 24; Cousins 38). Macchi e le venete con le big d’Europa «Sfruttiamo l’esperienza delle nostre stelle» FRANCESCO VELLUZZI Chicca Macchi è talmente presa dall’evento che ha riempito al massimo i bagagli per Istanbul. «La valigia sul letto, quella di un lungo viaggio», cantava Julio Iglesias. Quello di Schio è un davvero un lungo viaggio perché è cominciato lunedì e terminerà dopo una settimana. Con la speranza di far meglio possibile alle Final Eight di Eurolega che scattano oggi sotto la gestione del Galatasaray, una delle favorite. Il Beretta Schio ci arriva per la prima volta, 10 anni dopo un’italiana (Parma). La montagna è dura da scalare: Fenerbahce subito, Rivas domani, Galatasaray venerdì. Macchi è la stella italiana della squadra di Maurizio Lasi. In Eurolega ha segnato 16 punti a partita con 31’ di media. E’ 4a nei liberi con l’86%. «Quest’anno l’Eurolega mi ha presa, ci tenevo tanto, ho pensato che for- se è l’ultima che farò, quindi voglio lasciarla con un bel ricordo. Ci eravamo prefisse un obiettivo, quello di arrivare alle finali, finalmente ci siamo». Ha già lasciato la Nazionale col botto, prepara altre sorprese? «Magari smetto. Ah, ah ah. Semplicemente navigo a vista. Una volta che hai superato i 30 ragioni in modo diverso e curi il fisico». Non è che sta pensando di diventare mamma? «A quello ci penso perché l’idea di farmi una famiglia ce l’ho. Ma ho ancora tanti sogni. Mi piacerebbe riprovare con la Wnba, potrei fare un’esperienza all’estero. Chissà. Comunque ho ancora un anno di contratto a Schio». Che vuole fare bella figura a Istanbul. «Una volta che ci sei ci provi. Dobbiamo essere rapide, giocare con un pizzico di follia, curare i particolari e sfruttare l’esperienza delle nostre big. McCarville l’Eurolega l’ha vinta con lo Spartak, Cohen ha fatto le Final Four, Ford è la miglior rimbalzista del torneo. E’ fondamentale aggrapparsi all’esperienza. Che, però, hanno Laura «Chicca» Macchi, 32 anni, ala di 1.88, a Schio dal 2007 CIAMILLO anche le avversarie. Il Fenerbahce è forte, fa tanto contropiede. Il Galatasaray ha una stella come Taurasi che sposta gli equilibri». Schio, invece, ha fatto bene in Europa, ma fatica in Italia. «Io dico che finora Taranto si è dimostrata più forte. La Coppa Italia mi brucia di brutto. Come mi brucia che queste finali non si vedano in tv. Mio papà, il primo tifoso, deve fare il baby sitter col nipotino e non può venire. Col computer è un disastro. Sto provando a organizzargli qualcosa. Ma mi sembra assurdo». © RIPRODUZIONE RISERVATA la guida Gironi all’italiana Oggi il Fenerbache Le finaliste sono divise in 2 gironi da 4. Le prime di ogni girone giocheranno la finale (domenica, 20.45). Girone A Oggi: Fenerbache Istanbul-Beretta Famila Schio (ore 18); Rivas (Spa)-Galatasary Istanbul. Domani: Schio-Rivas (18); Galatasaray-Fenerbahce. Venerdì: Fenerbache-Rivas; Galatasaray-Schio (20.45). Girone B Oggi: Wisla Cracovia-Spartak Moscow Region;Valencia-Ekaterinburg. 30 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 31 PALLAVOLO LA TRAGEDIA Vigor ci mancherai «Con le sue braccia annodavo Papi Ecco il mio Bovo» « Andrea Zorzi, ricorda il centrale azzurro scomparso tragicamente sabato, a 37 anni Sono arrivato in Italia nel 2004. Ho incontrato una persona che porterò dentro per tutta la mia vita: Vigor, semplicemente Bovo! SERGIO LIBERO BRASILE In un momento tanto doloroso, abbiamo chiesto ad Andrea Zorzi, un grande campione degli Anni ’90, uno che ha costruito il mito della Generazione dei Fenomeni, un ricordo su Vigor Bovolenta, di qualche anno più giovane di Zorro (9 anni). Ma a stretto contatto nella stagione più ricca per la pallavolo italiana, quella fra il 1995 e il 1996. Due generazioni italiane a confronto, due visioni dell’azzurro e della maglia azzurra. Non è facile mettere assieme qualcosa di personale con qualcosa di pubblico, ci proviamo in questo momento. « Ho appena saputo che il mio amico Bovolenta è morto, pace a lui. Lascerà uno stupendo ricordo in tutti coloro che lo hanno conosciuto di ANDREA ZORZI Non ci sono parole, né gesti che hanno un qualche senso compiuto. Siamo spaventati e ci guardiamo intorno, con circospezione, alla ricerca di qualcosa che ci possa proteggere, che ci faccia sentire più sicuri, più protetti; c’è che si affida ai ricordi, c’è chi preferisce stare in silenzio e non parlare con nessuno, c’è chi deve giocare e non può fare diversamente (anche se magari ne farebbe volentieri a meno). C’è qualcuno che piange, c’è qualcuno che cerca di dissimulare le lacrime, perché se ne vergogna. Tutti cerchiamo un modo più opportuno per difenderci dall’enormità rappresentata della morte. Tre giorni Da tre giorni (e so- prattutto da tre notti) non riesco a dimenticare il viso di Bovo (in arte Vigor Bovolenta), che dall’altra parte della rete con il più o meno coetaneo Samuele Papi, mi prende in giro a tutto spiano. Erano i primi anni BRAVO SCHIACCIATORE BRASILE Tuffo di squadra: i compagni lanciano Vigor Bovolenta TARANTINI ’90 e questi due giovani "fenomeni azzurri" erano i migliori compagni di allenamento che potessi mai desiderare di avere in palestra. Bovo, con la faccia sempre sorridente, trasformava quelle parole irriverenti in uno stimolo prezioso per gli altri compagni, magari con qualche anno in più sulla carta di identità. Alla sera li raggiungevo in camera (lui e Samuele Papi sono stati per molti anni compagni di stanza durante i raduni con la maglia azzurra) e li «picchiavo». Usavo le lunghe braccia di Bovolenta per "annodarlo" a Samuele Papi (molto più piccolo come corporatura e come statura) e loro, ridendo come due bambini scatenati, si facevano strapazzare da «Manò». E proprio come dei bimbi mi sfottevano prendendomi in giro, se me ne andavo troppo presto dalla loro camera: era il nostro gioco comune! Assolutamente personale. Viso Proprio non riesco a togliermi dalla testa il suo viso con i capelli neri, il naso un po’ storto e la sua inconfondibile risata. Bovo è un ragazzo sorridente, gentile e lo ringrazio per essere stato sempre così. Ognuno si difende come può, i ricordi servono anche a questo, in fondo. Non ci sono parole, né gesti che hanno senso. Siamo spaventati e ci guardiamo intorno alla ricerca di qualcosa che ci possa proteggere; c’è che si affida ai ricordi, chi sta in silenzio, chi deve giocare, qualcuno deve scrivere, qualcuno piange. Tutti cerchiamo un modo per difenderci dall’enormità della morte. Vigor Bovolenta con Andrea Zorzi compagni di nazionale TARANTINI OGGI ESEQUIE ALLE ORE 16 Riserbo sulla autopsia Funerali a Taglio di Po Bocche cucite da parte dei periti all’uscita dall’autopsia cui è stato sottoposto ieri per 3 ore Vigor Bovolenta. Nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni alla stampa, attenendosi al segreto istruttorio per una perizia che sarà depositata entro 90 giorni. E' stato un infarto, un aneurisma, o altro ad uccidere l’ex pallavolista azzurro? Hanno chiesto i cronisti al professor Mariano Cingolani, uno dei medici legali all’autopsia: «Non possiamo dirlo, dobbiamo « completare gli accertamenti» la risposta. Un collasso? «Si può dire un collasso, si, ma questo significa tutto e niente» ha tagliato corto. Comunque in serata sono state espletate le formalità burocratiche in Procura e in Comune per il nulla osta al trasporto della salma di Bovolenta che partirà stamattina alle ore 10 da Macerata per raggiungere Taglio di Po dove nel pomeriggio, alle 16, sono previste le esequie funebri. Mauro Giustozzi Taccuino Leo Lo Bianco lascia di stucco Busto QUI MACERATA MATTIA BRAZZELLI LUALDI Turchia amara. Nella gara d’andata della finalissima di Coppa Cev, la Yamamay esce sconfitta dall’arena del «Burhan Felek Salonu» di Istanbul, superata in quattro set dal Galatasaray dell’ex Lo Bianco e della potentissima cubana Calderon, top scorer con 27 punti. Con l’acciaccata Havelkova lasciata inizialmente in panchina, la partenza di Busto è da incubo, con le locali del tecnico dai trascorsi jesini Nesic in grado di fare la voce grossa con un’irresistibile Calderon (75% in attacco). Pagato lo scotto dell’ambiente turco, la Yamamay, sotto di un set, entra finalmente in partita nel secondo, trovando nel muro di Bauer e negli spunti di Mejiners la forza di reagire (10-18), prima di subire un clamoroso ritorno (break di 9-0) giallorosso, interrotto dalla neo entrata Havelkova. Poca lucidità Ristabilito l’equilibrio, Busto, pur senza brillare, nel terzo (17-20 con Marcon in evidenza) e nel quarto (15-19 KRISTIAN LIRUTTI SCHIACCIATORE © RIPRODUZIONE RISERVATA COPPA CEV FINALE DI ANDATA A ISTANBUL La Calderon e la regista guidano il Galatasaray Ora alla Yamamay serve un’impresa Vigor ci lascia il ricordo di una persona fantastica, sempre sorridente. Era uno scanzonato, un grande amico con Havlickova sugli scudi) parziale riesce comunque a portarsi avanti, dando l’idea di poter puntare anche al blitz. Impressione, però, vanificata nelle battute finali, dove le bustocche, peccando di lucidità e freddezza, sbattono contro il muro turco (19), mentre Lo Bianco (ottima la sua prova griffata da 9 punti) e Calderon non sbagliano un colpo, mettendo una mano sulla Coppa. «Abbiamo pagato a caro prezzo i tanti errori, gestendo non al meglio le fasi conclusive degli ultimi due set, ma c’è ancora una gara di ritorno tutta da giocare», ha commentato la Havlickova. Nel return match di sabato prossimo a Busto (dove si prevede il tutto esaurito, con tanti tifosi turchi), la Yamamay, per conquistare la seconda Coppa Cev della sua storia, dovrà vincere partita e golden set. GALATASARAY-BUSTO | 3-1 (25-16, 22-25, 25-23, 25-22) GALATASARAY ISTANBUL: Miletic 14, Eric 11, Lo Bianco 9, Calderon 27, Hanikoglu 5, Ozec 8; Bilgi (L). Cetinsarac, Alikaya, Ilyasoglu 5, Derkel 2. All. Dragan Nesic YAMAMAY BUSTO A.: Marcon 9, Bauer 12, Lloyd 5, Meijners 9, Dall’Ora 5, Havlickova 17; Leonardi (L). Havelkova 5, Pisani 1, Bisconti, Lotti. N.e. Caracuta. All. Parisi. ARBITRI: Viktorini (Slo) e Isajlovic (Aut) NOTE Spett.: 3737 (10 da Busto). Dur ta set: 23', 30', 27', 30'; tot: 110'. Yamamay: battute sbagliate 7, vincenti 4, muri 11, 2ª linea 3, errrori 11. Galatasaray: b.s. 12, v. 5, m. 19, 2a l. 6, er. 9. Distorsione per Kovar 4 RITORNO SABATO La gara di ritorno della finale di Cev è sabato alle 20.30 a Busto Arsizio. Per conquistare la Coppa, la squadra di Parisi dovrà vincere (con qualsiasi punteggio) e poi dovrà aggiudicarsi anche il golden set (ai 15) (m.g.) Trauma distorsivo alla caviglia sinistra: confer mata dallo staff medico Lube la prima diagnosi effet tuata a caldo su Jiri Kovar, al momento dell’infortunio avvenuto domenica scorsa a Belluno. Lo schiacciato re difficilmente sarà disponibile domenica contro Ve rona, ma dovrebbe poter rientrare nei quarti playoff al via sabato 7 aprile. ITALIANE ALL’ESTERO La Costagrande resta in Cina Carolina Costagrande, miglior giocatrice azzurra alla Coppa del Mondo dello scorso dicembre, resterà un’al tra stagione nella squadra cinese dell’Everglades, alle nata da Jenny Lang Ping, con cui ha vinto lo scudetto al primo tentativo. Un'altra italiana in partenza l’Azer baigian. Stefania Sansonna (libero dell’Asystel Nova ra) giocherà i playoff con l’Igtisadchi, squadra allenata da Emanuele Sbano. La Sansonna contenderà il titolo, oltre al Rabita, all'Azerrail di Sara Anzanello e al Baki di Raffaella Calloni. Nell’organico dell’Igtisadchi l’Italia sa rà il nono Paese rappresentato. 32 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 33 TENNIS IL TORNEO DI MIAMI 4 AVANZA NADAL Miami, Masters 1000 e Premier (3.600.000 e, cemento). Uomini, ottavi: Nadal (Spa) b. Nishikori (Giap) 6-4 6-4; Tipsarevic (Ser) b. Dimitrov (Bul) 7-6 (3) 6-2; Fish (Usa) b. Almagro (Spa) 6-3 6-7 (3) 6-3; Djokovic (Ser) b. Gasquet (Fra) 7-5 6-3; terzo turno: Djokovic b. Troicki (Ser) 6-3 6-4; Ferrer (Spa) b. Benneteau (Fra) 7-6 (5) 6-4; Del Potro (Arg) b. Cilic (Cro) 6-3 7-6 (3); Roddick (Usa) b. Federer (Svi) 7-6 (4) 1-6 6-4; Monaco (Arg) b. Monfils (Fra) 4-6 6-3 6-4. Donne, quarti: Sharapova (Rus) b. Li Na (Cina) 6-3 6-0; ottavi: Li Na b. Lisicki (Ger) 3-6 6-4 6-2; Wozniacki (Dan) b. Wickmayer (Bel) 7-6 (6) 6-0; Azarenka (Bie) b. Cibulkova (Slk) 1-6 7-6 (7) 7-5; V. Williams (Usa) b. Ivanovic (Ser) 6-7 (4) 6-2 6-2 RAFA E NOLE Assenze eccellenti per il secondo turno del Gruppo Mondiale di Davis dal 6 all’8 aprile: in Spagna-Austria non ci sarà Nadal (che si è anche dimesso da vicepresidente del consiglio giocatori dell’Atp), mentre la Serbia sarà senza Djokovic contro la Repubblica Ceca. Un giorno da Roddick Federer si inceppa Andy batte lo svizzero dopo quattro anni: «Ma Roger resta il mio grande problema» Andy Roddick, 29, festeggia: non batteva Roger Federer dal 2008 e ci è riuscito soltanto per la terza volta in carriera. Le braccia al cielo sono per Ken Meyerson, il suo ex agente morto ad ottobre EPA RICCARDO CRIVELLI Una scena sempre uguale a se stessa, come accadeva a Phil Connors/Bill Murray nel film «Ricomincio da capo». La medesima storia, con un paio di luminose eccezioni: quando incrociava Federer, il destino di Roddick restava immutabile. La sconfitta. Ma ci sono posti del cuore dove i desideri si tramutano ancora in felicità: l’ultima volta che Andy vinse contro il Re, si giocò a Key Biscayne. Cioè il torneo che adesso si è trasferito a Miami e che nella sfida tra ex numero uno, premiando l’americano quattro anni dopo, ha regalato una delle sorprese più inattese di questo inizio stagione. Gioia e stanchezza Perché, ra- gionando solo con i numeri, era difficile immaginare che dopo averci perso 21 volte su 23, il bombardiere di Omaha potesse stoppare Roger-Express, reduce da 34 vittorie consecutive nei tornei due set su tre e addirittura da 74 successi di fila contro giocatori fuori dai 20. Soprattutto, non sembrava possibile che il dignitoso declino di Roddick, oggi numero 34 del mondo e incapace di battere uno dei primi tre dal 2010, si arrestasse per un giorno contro Federer, vincitore di tre tornei da gennaio. Magie del tennis: «In questo sport non c’è niente di scritto — sorride Andy — e vivi solo per serate come questa. Stavolta ho risposto stando più indietro e all’inizio devo averlo sorpreso un po’». Orgoglio e volontà, servizio e dritto, qualità ora un po’ appannate che però all’americano non sono mai mancate e che in due ore ha ritrovato come d’incanto: ha ottenuto un break chirurgico in un primo set in cui Roger ha concesso solo 7 punti sulla battuta; è stato travolto nel secondo (tre break subiti) e nel terzo si è ritrovato sotto 0-40 nel primo gioco, l’anticamera dell’inferno. E’ risalito e poi, nel game successivo, ha ottenuto il break decisivo, portato fino al termine: «Ho giocato quattro dritti vincenti, è stato uno dei più bei game della mia carriera». Di fronte alla resurrezione, anche Federer, signore come al solito, si è inchinato: «Non ho perso contro il numero 34, ma contro un ragazzo che è stato numero uno. E’ stato grande, anche se io ho giocato fiacco, ero stanco fisicamente e mentalmente». Problema Una vendetta tardiva e rispettosa, quella di Roddick, accolta con la consueta ironia e intelligenza: «Fino a ieri mi dicevano che dovevo ritirarmi, adesso tutti sono convinti che vincerò il torneo. La verità è che non sono messo così male e che devo pensare solo a recuperare le energie. Comunque: è bello batterlo, ma Roger resta e rimarrà il più grande problema della mia carriera». Come non comprenderlo. Sono separati da un anno soltanto (29 lui, 30 lo svizzero), ma Andy è maturato prima e a cavallo del secolo, approfittando dell’interregno dopo l’epoca Sampras, si è issato fino al numero uno, vincendo gli Us Open 2003. Prima che apparisse il Mostro: contro di lui, Roddick ha perso quattro finali dello Slam, tra cui un Wimbledon per 16-14 al quinto (nel 2009). Eppure è soltanto zucchero: «Quando incontri Federer, i tifosi sono tutti per lui, ed è giusto così: ho una stima sconfinata per la sua disponibilità e il suo modo d’essere». A dire il vero, quando si stava materializzando l’impresa, il Centrale di Crandon Park ha cominciato a fremere per il suo eroe americano. Non a caso, c’erano più di 14.000 spettatori e neanche un posto disponibile, primo esaurito della storia di lunedì. La casa di A-Rod. E della sua rinascita. © RIPRODUZIONE RISERVATA 4 sulla ribalta I NUMERI 2865 I punti Atp conquistati da Roger Federer nei primi tre mesi dell’anno. E’ il miglior risultato dal 2006 in avanti, quando lo svizzero vinse l’Open d’Australia, Indian Wells e Miami 34 Le vittorie consecutive di Federer in match due set su tre. L’ultima sconfitta nei quarti a Cincinnati 2011 contro Tomas Berdych 24 Le sfide tra Federer e Andy Roddick Bilancio 21 a 3 per lo svizzero (53-14 i set) con un parziale di 11-0 tra il 2003 e il 2007 (lu.mar) Q Roger Federer, 30, esce dal campo deluso: quest’anno aveva già vinto tre tornei EPA di Rino Tommasi Con A-Rod e le Williams risorge l’America Anche se ci sono cinque ore di aereo e tre di fuso orario tra Indian Wells e Miami, poiché le condizioni di gioco (cemento e vento) e di forma sono simili c'è il rischio di avere risultati copia e incolla. Invece già in avvio i due tabelloni hanno suggerito variazioni importanti. Roger Federer, ad esempio, dopo aver dato l'impressione di poter essere ancora protagonista, si è fatto impallinare da un suo sparring partner abituale, quel Roddick che gli era stato avversario in tre finali di Wimbledon ed una di Flushing Meadows, con un bilancio di 24 a 3 per lo svizzero che avrebbe scoraggiato chiunque. Non Roddick però che improvvisamente ha ritrovato quelle armi, dritto e servizio, che gli hanno consentito di raggiungere il primo posto della classifica e di vincere uno Slam malgrado un rovescio neppure decente. Dalla Florida attende buone notizie il tennis americano che oltre a Roddick ha in corsa Mardy Fish per non parlare delle sorelle Williams improvvisamente e sorprendentemente tornate alla ribalta. Più di Serena, ha sorpreso Venus che ha messo in fila due risultati importanti come quelli ottenuti a spese di Petra Kvitova (campionessa di Wimbledon in carica) e di Ana Ivanovic. Forse il motivo principale del torneo è quello di verificare quanto possono ancora dare al tennis le due sorelle che ormai sono sulla ribalta da tredici anni. Senza giocare un grande tennis, Janko Tipsarevic ha battuto più facilmente del previsto il bulgaro Dimitrov che forse è stato un po’ sopravalutato al suo ingresso nel circuito. GHIACCIO MONDIALI DI FIGURA Coppie d’Italia all’assalto iridato sulla pista di Fusar Poli-Margaglio si, torneranno a proporre il triplo twist. In qualche modo, hanno già vinto: saranno loro, infatti, a fare da dimostratori al prestigioso seminario Isu della specialità in programma a Berlino subito dopo Pasqua. Berton-Hotarek nell’artistico e Cappellini-Lanotte (danza) in cerca di imprese a Nizza Obiettivi Nella danza, invece, DAL NOSTRO INVIATO ANDREA BUONGIOVANNI NIZZA (Francia) Con un sole così, con un mare così, il ghiaccio rischia di sciogliersi. Ma da oggi a domenica, in programma la 102ª edizione dei Mondiali di figura, dentro il Palais des Expositions farà caldo non solo per via delle temperature esterne. Duelli Si comincia forte, con i corti delle coppie d’artistico e della danza. Al vertice, nel primo caso, c’è attesa per la sfida sfumata agli Europei di Sheffield di fine gennaio tra i tedeschi già tre volte iridati Savchenko-Zsolkowy, in Inghilterra al palo per un infortunio di lei e i russi VolosozharTrankov. Ma attenzione ai cinesi Qing Pang-Jian Tong: insieme al belga Van der Perren sono i soli reduci dai Mondiali di Nizza 2000, lui è il più anziano pattinatore di questa edizione, ma dopo quasi un anno sabbatico, che pareva l’anticamera del ritiro, sono tornati minacciosi. Nella danza, invece, proseguirà il confronto tra gli statunitensi Davis-White e i canadesi Virtue-Moir. Davis-White, campioni uscenti, erano imbattuti da 10 gare quando gli olimpionici compagni d’allenamento, sono tornati a far meglio al Quattro Continenti di febbraio. Outsider, di fronte al proprio pubblico, i francesi Bourzat-Pechalat, nonostante la recente frattura di Natalie al setto nasale. Qui Italia L’Italia, in attesa del debutto di domani di Carolina Kostner, cercherà di ritagliarsi spazi. Tornando all’impresa di Barbara Fusar Poli-Maurizio Margaglio che, 12 anni fa, su questa pista, conquistarono la prima medaglia iridata, uno storico argento. Nelle coppie d’artistico si punta su Stefania Berton-Ondrej Hotarek che, dopo la quarta piazza continentale, partono dal 10o posto di Mosca 2011. Oggi, su trascinanti note sudamericane e inseriti dal sorteggio in un gruppo di soli rus- toccherà ad Anna Cappellini-Luca Lanotte, altri rappresentanti delle Fiamme Azzurre, tenere alta la bandiera tricolore. Il duo lombardo, alla sesta esperienza mondiale consecutiva, punta a confermare l’ottavo posto della scorsa stagione e, possibilmente, a migliorarlo. Il corto sarà molto indicativo: i balli latino-americani, imposti dal regolamento della stagione, sono un loro cavallo di battaglia. In lizza, nell’artistico, anche i debuttanti Nicole Della Monica-Matteo Guarise (lei faceva coppia con Yannick Kocon, lui è stato iridato su rotelle) e, nella danza, Lorenza Alessandrini-Simone Vaturi: lunedì hanno superato la qualificazione. Carolina di Monaco e la figlia © RIPRODUZIONE RISERVATA QUARTA La Marchei torna dopo 4 anni e si qualifica NIZZA — Valentina Marchei, che torna sulla scena iridata dopo 4 anni, supera senza patemi la qualificazione (88.92): venivano promosse le migliori 10 di 33. Lei, giocando giustamente di conserva e commettendo un’imperfezione sul triplo flip, finisce 4a, preceduta dalla britannica McCorkell, dall’estone Glebova e dalla spagnola Lafuente. Domani sarà tra le 30 protagoniste del corto. Oggi. Ore 13. Corto coppie (Della Monica Guarise, ore 13.41; Berton Hotarek, ore 15.16). Ore 18.40. Corto danza (Alessandrini Vaturi, ore 19.46; Cappellini Lanotte, ore 21.27). In tv: RaiSport 1, ore 13 e 22.30; RaiSport 2, ore 20; Eurosport, ore 16.30 e 20.45. 34 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 BASEBALL MAJOR LEAGUE ilPunto di s.a. Da La Russa a Valentine il fattore tecnici-paisà La stagione Usa parte dal Giappone, e si preannuncia ancora più combattuta dopo la decisione di modificare i playoff con l’introduzione della seconda wild card nelle due Leghe. St.Louis è la squadra detentrice, ma ha perso il suo storico manager, Tony La Russa ritiratosi (come fece nel 2010 Joe Torre) e Albert Pujols, il bombardiere passato ad Anaheim, dove il manager è Mike Scioscia. E a proposito del fattore italo-americani in panchina, l’attesa più curiosa riguarda Bobby Valentine, anch’egli di origini italiane (i suoi parenti si chiamavano LA GAZZETTA DELLO SPORT 35 IPPICA Valentini quando sbarcarono negli Usa), al rientro dopo esperienze anche in Giappone. Valentine (nella foto) riparte da Boston, che ha divorziato da Terry Francona dopo i playoff mancati nel 2011. Boston è nella East Division con i grandi rivali NY Yankees e con Tampa: è sicuramente la divisione più difficile. Nell’American, ad Ovest, ci sono i Texas Rangers, finalisti da 2 anni e rafforzatisi con l’atteso lanciatore nipponico Yu Darivsh, mentre Oakland ripesca lo squalificato per doping Manny Ramirez. Detroit, nella Central, con Prince Fielder, è ancora da playoff. Nella National che vedrà gli ultimi fuochi di Chipper Jones ad Atlanta, si pensa sempre all’incredibile astinenza dei Chicago Cubs, che non vincono le World Series dal 1908. Philadelphia resta la più competitiva con la rotazione Halladay, Lee-Hamels e col nuovo closer Papelbon, anche se parte con due big operati come Howard e Utley. E gli Yankees sperano di non fallire in postseason come nel 2011 dopo 97 vittorie. Tampa, Miami, Minnesota o Milwaukee: chi sarà guastafeste? clic A TRE GRANDI SABATO FIUMI DI DOLLARI Dubai, cose da pazzi Otto corse 28 milioni S Joe Di Maggio, origini siciliane, ex marito di Marylin Monroe, giocò nei NY Yankees: il suo record di 56 partite con almeno una valida ancora imbattuto BRADLEY AMERICANO DEL CHIEVO CALCIO E IL SUCCESSO IN ITALIA (f.d.v.) L’esperienza al contrario di Michael Bradley, centrocampista americano del Chievo calcio: «Giocare in Italia è stato il coronamento di un sogno: da piccolo ogni domenica mi svegliavo presto al mattino per seguire le partite della Serie A in tv. Sono orgoglioso di rappresentare l'America nel campionato più difficile del mondo. Quando sono arrivato, mi sono messo a studiare: guardavo tutte le partite per imparare e migliorare. Il calcio è stato il mio unico amore. Se Liddi è arrivato fin lì significa che ha talento: avrà un futuro luminoso». Alex Liddi è nato a Sanremo il 14 agosto 1988. Da 6 anni è negli Usa. Ieri ha fatto visita con una delegazione ai terremotati giapponesi AP Liddi, debutto tra i titolari Così conquista l’America Alex oggi a Tokyo con Seattle: un altro grande sogno che si avvera Mai nessun italiano aveva partecipato all’apertura della stagione SEATTLE-OAKLAND Opening game di baseball Oggi e domani la stagione di Major League Usa di baseball si apre al Tokyo Dome tra Seattle (la squadra di Liddi) e Oakland Espn Usa (can. 214 Sky) ore 12 e 11 STEFANO ARCOBELLI La vita è uno swing per Alex Liddi, un ragazzo che nel 2005 salutò mamma, papà e amici a Sanremo per inseguire e realizzare il sogno americano che pareva impossibile. Di debutto in debutto, quello di oggi, al Tokyo Dome con la divisa dei Seattle Mariners, è l’ultimo capitolo di una favola che deve ancora arricchirsi ma è già fantastica così: lui «di fatto» titolare, tra i 25 scelti dal manager per cominciare la stagione di Major League contro Oakland, la squadra raccontata in questi giorni al cinema da Brad Pitt. Confronto Di secolo in secolo. Pensi a Liddi e ripensi immediatamente a Joe Di Maggio, che faceva l’esterno centro con i mitici NY Yankees, e un giorno si sposò a Marylin Monroe. Quel baseball che si diffondeva tra gli italoamericani per tenere lontani i figli degli immigrati da pericolose tentazioni, e definire un’autostima collettiva. Diventare una riscossa sociale. Questo baseball mantiene intat- Punti forti h Il punto di forza di Alex Liddi è indubbiamente la battuta: come dimostrano le cifre. Ha una rapidità di sventolare la mazza non comune e soprattutto è un battitore, come si dice, di potenza. Dopo i 30 fuoricampo, i 104 punti battuti e 124 segnati in Triplo A, Alex ha chiuso la stagione 2011 con 3 fuoricampo e 3 doppi e un totale di 6 punti battuti in appena 15 partite. Nel precampionato invece ha chiuso con 15/35, 15 valide (7 doppi) e 1 fuoricampo: 2˚ assoluto (dietro l’esterno Cain, di Kansas). Punti deboli i Che Liddi stia migliorando lo si vede dagli strike out in meno (in media) che sta subendo: nelle 15 partite di un anno fa ne subì 15, quest’anno 8 in 15 partite. Un grande slugger, talvolta non è altrettanto consistente in difesa: perciò gli allenatori insistono nel provare e riprovare un giovane talento come Liddi, che un anno fa giocava sempre in 3ª base e quest’anno quasi sempre in 1ª base. Le difficoltà nascono dalla velocità del gioco in Major. Ma Alex si sta abituando ad essere più rapido nelle prese e nelle assistenze. to il suo fascino tra i paisà: e Liddi — che staziona tra la 3ª e la 1ª base, cioè nel diamante, come il leggendario Di Maggio ha nella battuta, lo swing appunto, il colpo che a 23 anni potrebbe proiettarlo a grandissime cose. Alex aveva stregato, concluso alla grande il debutto in Major League la scorsa stagione: l’ha riaperta alla grande in pre-campionato diventando il secondo battitore con una media di 429 dietro Cain di Kansas. Perciò fa bene il manager Wedge a insistere sul ragazzone ligure: deve trovargli un posto in difesa per poterne esaltare le qualità in attacco, ma deve anche dare la priorità ai titolari (Figgins in 3ª, Smoak in 1ª). Liddi diventerà l’uomo che verrà chiamato quando serve: magari per risolvere uno slump (il momento nero in attacco). Pazienza Una stagione regolare è lunga 162 partite: Alex chiede solo spazio, anche perché niente lo ha mai spaventato. Nelle Leghe minori si pagava da mangiare, proseguì con 50 mila dollari, e ora ne vale quasi 500mila: il minino del primo contratto. Ma la sua storia prescinderà dalla ricchezza. Primo italiano cresciuto sui nostri polverosi campi a debuttare il 7 settembre 2011 ad Anaheim, primo a realizzare un fuoricampo, primo a debuttare nell’Ope- ning day della stagione: «Ho avuto pazienza, ho saputo aspettare sempre il mio momento». Fu a Pamplona nel 2005, che il suo destinò cambiò per sempre: c’erano gli Europei giovanili, ma in tribuna c’erano gli scout di Seattle: tre anni dopo, il 27 marzo come ieri, diventò il primo italiano a giocare una partita di precampionato. Immagine Per tre anni è stato inserito nell’All Star Game delle promesse, ma adesso la promessa viene scelta per rappresentare la franchigia nella visita ai terremotati di Ishinomaki. Insomma, non sa fare solo fuoricampo: il ragazzo italiano sempre sorridente e affabile, implacabile mazza in mano, può diventare uno spot per quei 20 milioni di italoamericani che vanno fieri delle loro origini. Alex ne diventa la miglior icona, in prospettiva, nello sport nazionale degli Usa. «Quando a fine campionato il manager e il general manager mi hanno chiamato nella loro stanza, mi hanno detto: "Non pensavamo di farti giocare, ma tu ci hai sorpreso, ci hai quasi costretto a sceglierti. Ora lavora ancora, impegnati in inverno. Entrare nei 25? Chissà». Quel giorno è arrivato: è oggi. «Io sono il primo italiano, ma ci sono altri ragazzi che hanno fatto la mia scelta, vorrei che potessero vivere le mie emozioni. Sento sempre tanto orgoglio, da italiano, in questi momenti». Liddi, uno swing lo consacrerà. © RIPRODUZIONE RISERVATA S Yogi Berra (padre di Cuggiono, Mi), gran ricevitore, 10 World Series con i NY Yankees. La sua frase: «Non è finita finché non è veramente finita» S Mike Piazza, figlio di Vincent originario di Sciacca, è il ricevitore con più fuoricampo (396) tra Los Angeles e NY Mets. Ora è coach azzurro 4 GLI ALTRI ITALIANI Prima di Liddi altri italiani solo nati ma non cresciuti in Italia avevano giocato in Major. Marino Pieretti, lanciatore (nato a Lucca 1920, morto 1981), che militò tra Washington, Chicafo WS, Cleveland. Julio Bonetti lanciatore (nato a Vado Ligure 1911, morto 1952), St.Louis e Chicago Cubs. Henry Arcado Biasatti prima base (nato a Beano di Udine, 1922, morto 1996), con Philadelphia. Louis Americo Polli, lanciatore (nato 1901 a Baveno di Verbania, morto 2000), Yankees e St.Louis. Rinaldo Ardizoia, lanciatore (nato 1019 a Oleggio), Yankees. Reno Bertoia, terza base (nato nel 1935, morto nel 2011), Detroit, Washington, Minnesota e Kansas Gladiatorus (Ajtebi), nato in Italia, vince il Duty Free 2009 GRASSO Diciotto edizioni di Dubai Cup e anno dopo anno sempre una novità nel convegno di galoppo nel deserto voluto da Sheikh Mohammed. 28 milioni Cose da pazzi sabato, sul fronte milioni di dollari in palio. E’ stata aggiunta la Dubai Gold Cup e dai 26 dello scorso anno si passa a 28 (10 nella World Cup, la corsa più ricca al mondo) in palio nelle grandi 8 corse del convegno, Italiani La tradizione italiana è già consistente. Dettori prima di tutto. Ha vinto tre Dubai Cup (2000 Dubai Millennium, 2003 Moon Ballad, 2006 Electorcutionist), 6 Mile, 2 Derby, 1 Golden Shaeen e 1 Duty Free. Ma anche Mirco Demuro (stavolta assente) e il suo colpo nella World Cup 2011 col giapponese Victoire Pisa. Capitolo cavalli: erano italiani Elctrocutionist e Gladiatorus a segno nel Duty Free 2009 con colori degli Emirati. Allenatori? l’«inglese» Luca Cumani e il Duty Free sbancato l’anno scorso con Presvis che tenterà il doppio. Da riempire la casella proprietari: sabato ci proverà Felice Villa nello Sheema Classic (m 2400) con la sua metà di Jakkalberry (a sua volta indigeno) allenato da Marco Botti che gioca altre due carte, Joshua Three nella neonata Gold Cup e Planteur nella World Cup (m 2000) in cui ci sarà anche Frankie (con Prince Bishop), che sabato salterà solo lo Sprint. Nel betting della corsa più ricca del pianeta, Dettori è a 20/1. Il favorito è l’irlandese degli O’ Brien So You Think a 3/1, seguito dal giapponese Smart Falcon (5/1), reduce da 9 vittorie di fila, e da Game on Dude (7/1),l’americano che avrà in sella la prima fantina nella storia della corsa, la canadese Chantal Sutherland. IERI A MILANO Quinté: e 10.235 alla 13-2-16-10-12 8ª corsa - m 1600: 1 Lisalisaper (Santo Mollo); 2 Nubiana Guasimo; 3 Eclisse Domar; 4 Iulius del Ronco; 5 Niagara Roc; Tot.: 6,99; 2,88, 8,49, 2,43 (332,09). Quinté: e 10.235,76. Quarté: e 4.866,61. Tris: e 1.214,13. OGGI QUINTÉ A ROMA (inizio alle 14.55) scegliamo Lester (16), Faraonico Sama (9), Maier (15), No More Lf (6), Lopez Bi (10) e Ninio (13). SI CORRE ANCHE Milano (g. 14.30), Grosseto (14.55), Torino (15.20) e Aversa (15.10). 36 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 37 # TUTTENOTIZIE & RISULTATI Vela 1 NELLE CLASSI OLIMPICHE Vela 2 VERSO LE WORLD SERIES Sensini da battaglia Si è garantita almeno il bronzo al Mondiale Traffico e polemiche Napoli prova a difendersi in attesa della Coppa LUCA BONTEMPELLI PUERTO SHERRY (Spagna) ROSSELLA RAGANATI Instancabile il vento del Mondiale RS:X dopo una settimana a 25 nodi ieri un significativo incremento (oltre i 40) e il programma delle regate si è ovviamente interrotto. Con qualche conseguenza nella classifica, visto che all’appello manca solo la medal race (le prime 10 della graduatoria si incontrano con punteggio doppio in palio) prevista per oggi. Lo spiega la stessa Alessandra Sensini che ha vinto le ultime 4 regate (3 lunedì, una domenica) e ha pazientemente trascorso la prima parte della giornata di ieri aspettando le decisioni degli organizzatori. «Ho 21 punti di vantaggio sulla quarta — racconta la velista grossetana — e il massimo distacco ottenibile nella regata finale è 20, dunque non può più raggiungermi. Il bronzo pare dunque in cassaforte, anche se in questi casi sempre meglio aspettare l’ufficializzazione per evitare sorprese». Perfezione La circostanza con- sente di rivivere l’emozione della «giornata perfetta» quella dei tre primi posti, che ha portato alla Sensini un mucchio di complimenti: «Ho ritrovato serenità e consapevolezza — dice — è come se mi fossi un po’ ritrovata. Ed era ciò di cui avevo bisogno in vista dei Tiro a volo LA GAFFE IN KUWAIT Sensini: terza in classifica IV8 prossimi mesi, quelli cruciali in vista dell’appuntamento olimpico. La prossima settimana me la concedo di vacanza, poi riprendo ad allenarmi in casa, a Grosseto. Non ho ancora deciso se parteciperò a qualche regata, certo da fine maggio mi trasferisco in Inghilterra per l’Olimpiade». Resta il dettaglio della medal race di oggi per quanto questa apparisse, bollettini alla mano che escludono un ripiegamento del vento, sino a ieri assai improbabile. La Sensini ha 10 punti da recuperare all’israeliana Korzits e 6 alla polacca Klepacka. Ogni posizione vale 2 punti, dunque è tutto è possibile. Forza Alessandra. © RIPRODUZIONE RISERVATA Rugby L’INGLESE HARTLEY Inno di Borat Stop di 2 mesi per sbaglio per un morso Il Kazakistan presenta reclamo Reclamo ufficiale del Kazakistan contro il Comitato Olimpico Asiatico dopo che, per errore, durante una cerimonia di premiazione di tiro a volo è stato suonato la parodia dell’inno kazako fatta da Sasha Baron Cohen nel film Borat. La gaffe è avvenuta ai Kuwait shooting Gran Prix, la scorsa settimana. Quando la kazaka Maria Dmitrienko è salita sul podio per ricevere l’oro del double trap, gli organizzatori hanno utilizzato una versione dell’inno scaricata da internet, senza accorgersi dell’errore. «Abbiamo presentato un reclamo ufficiale al presidente del Coa, Ahmad Al-Sabah», ha fatto sapere il presidente del Coni kazako, Talgat Emergiyaye, ricordando che già l’anno scorso era avvenuto un incidente simile ai campionati di sollevamento pesi di Parigi, quando fu suonato l’inno dell’ex Repubblica socialista sovietica del Kazakistan. La premiazione della Dmitrienko Dylan Hartley, 26 anni Il tallonatore dell’Inghilterra Dylan Hartley è stato squalificato per 8 settimane (due mesi) dalla commissione disciplinare del Sei Nazioni per aver morso un dito dell’irlandese Ferris durante il match vinto sull’Irlanda 30-9 nell’ultima giornata del torneo. Hartley è stato giudicato colpevole di «atti contrari al comportamento di un uomo di sport», e quindi squalificato. Hartley potrà prendere parte, in caso di convocazione, al tour dell’Inghilterra in Sudafrica. L’Inghilterra disputerà il primo dei tre test in Sudafrica contro gli Springboks il 9 giugno a Durban, a squalifica scaduta. Non è la prima volta che Hartley, capitano del Northampton ma di nascita neozelandese, è alle prese con problemi disciplinari: nel 2007 fu squalificato per 26 settimane per aver messo le dita in un occhio di un avversario. Il suo morso a Ferris in Inghilterra-Irlanda non era stato notato dall’arbitro ma è stato documentato dalle immagini tv e quindi era scattato il deferimento. Mancano dieci giorni all’inizio delle World Series di Napoli (11 - 15 aprile) e i cittadini partenopei sono strangolati dal traffico causato dall’entrata in vigore della mega ZTL che di fatto ha diviso in due la città di Napoli. Agli interrogativi che negli ultimi giorni affollano la mente di napoletani e non, ha risposto in una conferenza stampa Paolo Graziano presidente di ACN (società di scopo creata per l’evento). E dunque: la cancellazione delle gare nel weekend pasquale, sostituite da allenamenti liberi dei team (che potrebbero ridursi a 10 per l’abbandono dei francesi di Aleph per motivi economici) dipenderebbe dal palinsesto tv. Le regate (compattate in 5 giorni) in Italia verranno trasmesse in una diretta di 12 ore da Mediaset che si è aggiudicata l’evento bruciando all’ultimo momento La7. Insomma è come dire meglio vedere le regate in tv piuttosto che dal vivo, anche perché secondo Graziano «non sono molte le persone in grado di capire se i catamarani in azione stanno facendo una regata o un semplice allenamento». Difficile che la città di Napoli possa chiedere un rimborso parziale dei 5 milioni di euro sborsati per ospitare la kermesse velica decurtata di due-tre giornate di ga- Atletica COPPA CUBA (si.g.) Conclusa a L’Avana la Coppa Cuba. Uomini. Batt. 110 hs (+1.6): Capetillo 13"2. Triplo: Revé 17.13 (+1.3); Girat 17.10 (0.0). Peso: Veliz 20.50. Giavellotto: Martinez 82.72. Donne. Triplo: Alcantara 14.41 (-1.2); Ribalta 14.24 (+0.4). Peso: Gonzalez 18.51. Disco: 2. Caballero 64.82. Martello: Moreno 73.50. Giavellotto: Cruz 62.75. SCAMPOLI INDOOR (si.g.) A Cardiff (Gb) la 19enne Katarina Johnson Thompson ha totalizzato 4.526 punti nel pentathlon, a 9 lunghezze dal primato mondiale juniores della Kluft. A Vaxjo (Sve). Uomini. Disco: Harradine (Aus) 64.12. FERRARA MARATHON (m.m.) Dominio keniano nella Ferrara Marathon e Half Marathon. Mezza. Uomini: 1. Yego (Ken) 1h01’49"; 2. Kisang (Ken) 1h02’15"; 3. Kisorio (Ken) 1h03’48". Donne: 1. Chepkorir (Ken) 1h18’01"; 2. Jerop (Ken) 1h21’11"; 3. Pontieri 1h24’38". Maratona: 1. Cabassi 2h35’34". Baseball Il traffico a Napoli per la Coppa re, visto che al momento non esistono appigli contrattuali e soprattutto la copertura televisiva prevista: 320 minuti di diretta, è stata finora garantita. Si dice che Venezia per la tappa delle World Series (13-20 maggio) abbia sborsato 500.000 euro e la grande differenza sarebbe dovuta proprio all’acquisto da parte di Napoli di diritti televisivi. Di buono c’è che per una settimana intera le più belle immagini di Napoli e della Campania, saranno distribuite in tutto il mondo da 75 emittenti televisive in 197 paesi e raggiungeranno un pubblico di 75 milioni di telespettatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA Poker OSPITE E AL TAVOLO Golf JAGUAR PRO-AMATEUR European tour Bortolami star Manassero e Zola prologo in Sicilia FIGUEROA OK (m.c.) Il Nettuno ha avuto l’okay del consiglio di presidenza Fibs per il tesseramento del lanciatore dominicano Juan Figueroa, in quanto il contratto dello statunitense Hayhurst non era ancora sottoscritto. Una normativa Coni consentirà così di revocare il vecchio visto e di averne uno nuovo. Oggi presentazione della stagione a Roma, con il presidente mondiale Riccardo Fraccari e quello del Coni, Petrucci. Boxe WLADIMIR SVIZZERO (r.g.) Definita il 7 luglio a Berna (Svi) la difesa di Wladimir Klitschko (Ucr, 57-3), titolare massimi Wba-Wbo-Ibf-Ibo contro Tony Tompson (Usa, 36-2) imposto dalla Ibf. La sede sarà lo stadio di calcio, capace di 32.000 posti. ZAMORA (r.g.) Il 6 aprile a Fogliano Redipuglia (Go), Brunet Zamora (21-0-2), in attesa di sfidare il campione europeo superleggeri, il russo Denis Shafikov (28-0-1), affronta sugli 8 round Santos Medrano (Nic, 8-7-3). In programma il welter Brussolo (10-5-1) c. McField (Nic, 13-15-2) sui 6 t. DERBY (r.g.) La sfida tutta italiana per la cintura Ue mediomassimi tra Orial Kolaj (8-5), neocampione nazionale e Dario Cicchello (20-9-2), si svolgerà a Villanova di Guidonia (Rm) il primo giugno. SOTTILE (r.g.) A Napoli, debutto vittorioso del massimo Vincenzo Sottile (1), 25 anni, su Pal Bohus (Ung, 0-4) ko al primo round. ROSSITTO (r.g.) Il 13 aprile a Siracusa il campione italiano massimi leggeri, Vincenzo Rossitto (41-7-2) tenta la conquista della cintura Internazionale Wbc vacante, contro Levan Jomardashivili (Geo, 26-6). YOUTH (i.m.) A Montagris (Fra) l’Italia Youth (U18) di Maurizio Stecca, rinforzata dal senior Cosenza, perde di stretta misura 5-4 contro la Francia. Risultati: 49 Chapat b. Conselmo; 52 Kisohurry b. Di Gioia; 56 Gasparri b. Friha; 60 Oumiha b. Scialla, Dehez b. Maietta, Cosenza b. Djari; 69 Scannapieco b. Mosquea, 75 Faraoni b. Assomo; 81 Coupé b. Zucco rsc1. Canoa VINCE ROMEO (a.fr.) Andrea Romeo, Marina Militare, in 1’35"47 ha vinto l’Otvoritev 2012, gara internazionale di K1 a Tacen (Slo), precedendo rispettivamente di 2"64 e 2"65 gli sloveni Martin Albrecht e il bronzo mondiale, proprio a Tacen nel 2010, Jure Meglic. Ottimo test in vista delle selezioni nazionali, sempre in Slovenia, da metà aprile. Gli altri azzurri: 11˚ Omar Raiba, 12˚ Luca Colazingari. CAMPIONE D’ITALIA (fa.bi.) Campioni e grandi numeri. L’European poker tour per la prima volta a Campione prende il volo. Con il day1B di ieri i giocatori sono saliti a 570, per un montepremi che sfiora i 3 milioni di euro. Ma è il parterre che impressiona. Oltre a tutti i big azzurri, i più forti al mondo. Con due sorprese: Patrick Antonius, il fenomeno finlandese che difficilmente si stacca da Las Vegas. E Joseph Cheong, 25 anni, 3o alle world series l’anno scorso. Purtroppo Cheong è già stato eliminato, come Filippo Candio (4˚ alle wsop) e uno dei big di Pokerstars, Dario Minieri, incocciato due volte di seguito contro coppia d’assi. Intanto ha fatto visita all’Ept, giocando anche un piccolo torneino, Marco Bortolami, ex capitano dell’Italrugby: «Mi sono appassionato al texas hold’em guardandolo prima in tv e poi giocando nei ritiri. Rilassa ma tiene anche sveglia la mente». Marco Bortolami, 31 anni Sci Canottaggio Matteo Manassero, 18 anni Si apre oggi con il Jaguar Pro-Amateur la settimana golfistica al Verdura Golf & Spa Resort, nei pressi di Sciacca (Ag) dove da domani a domenica è in programma il Sicilian Open, torneo dell’European Tour. La Pro Am, alla quale prendono parte 26 squadre di quattro giocatori composte da un professionista e da tre dilettanti, offrirà l’occasione di vedere sul campo in anteprima alcuni dei protagonisti della manifestazione tra i quali Matteo Manassero, gli statunitensi John Daly e Rich Beem, il francese Raphael Jacquelin, campione uscente, Emanuele Canonica, Lorenzo Gagli e Alessandro Tadini. Tra gli amateur vi saranno noti personaggi appassionati di golf quali l’ex calciatore Gianfranco Zola, i piloti di rally Miky Biasion, Gabriele Tarquini e Prisca Taruffi, i giornalisti Massimo De Luca e Giacomo Crosa. Partenza shot gun alle 11, tutte le compagini insieme da ogni buca del campo, e conclusione prevista attorno alle 17. MEETING NAZIONALE Primo meeting nazionale a Piediluco: Montrone e la Sancassani vincono in singolo, successi anche per il doppio Sartori-Battisti e per i vicecampioni mondiali pl Danesin, Caianiello, Miani e Goretti nel 4 senza senior; senza problemi i due senza senior azzurri maschile e femminile (Mornati-Carboncini e Bertolasi-Wurzel), nel doppio leggero femminile si impongono Milani-Bello. Presenti 1025 vogatori e 109 società. Hockey ghiaccio FINALE PLAYOFF A-2 (m.l.) Al Pranives di Selva Gardena (Bz) torna sul ghiaccio il Milano Rossoblu di coach Massimo Da Rin impegnato oggi (mercoledì 28 marzo) in gara-2 della finale promozione in A-1 (al meglio delle 7). Programma. Ore 20.30: Gardena-Milano Rossoblu (serie 0-1). Hockey pista POSTICIPO (m.nan) Nel posticipo della 21a giornata il Bassano sconfigge in casa il Viareggio 3-2. Classifica: Lodi 54, Viareggio 49, Valdagno 42, Forte dei Marmi, Giovinazzo e Bassano 41, Breganze 37, Follonica 23, Prato 22, Sarzana 20 Trissino 19, Molfetta 15, Matera 12, Seregno 0 (ritirato). Nuoto RIENTRO ANTICIPATO La nazionale di nuoto, in collegiale a Tenerife dal 14 marzo, ha anticipato a ieri il rientro in Italia a causa dello sciopero generale in Spagna di domani, giorno del rientro previsto. KIWI SCATENATI (al.f.) A Auckland, Glenn Snyders migliora il record neozelandese dei 50 rana (27"06) e vince i 100 con il 2˚ crono stagionale: 1’00"04. ANCORA SCANDALI (al.f.) L’ex allenatore del Mission Viejo Nadadores Daniel Dusenbury è sotto indagine poiché accusato di aver consumato rapporti sessuali con una sua atleta minorenne (16 anni). IN FRANCIA Brignone terza in slalom (s.f.) Ai campionati francesi iniziati ieri all’Alpe d’Huez Federica Brignone terza in slalom a 1"26 da Nastasia Noens e a 52/100 dalla Bertrand; Elena Curtoni 4a a 14/100 dalla compagna di squadra, 8a la Schenk, 1a0a la Marsaglia. DOPATO Il ceco Michal Rubacek, 25 anni, primatista nazionale dei 50 e 100 farfalla, è stato squalificato 2 anni perché positivo alla methylhexanamine ai campionati nazionali di dicembre. Perderà Londra dopo aver disputato i Giochi di Atene e Pechino. L’indiana Surya Prasa Sharma è stata squalificata fino al novembre 2013 dalla Fina per anabolizzanti. Pallamano EUROPEI (an.gal.) Europei di Danimarca 2014, dall’urna di Vienna è stato sorteggiato un girone di ferro per l’Italia maschile che nel girone B delle pre-qualificazioni affronterà Grecia, Svizzera e Gran Bretagna (dall’8 al 10 giugno, sede da definire, forse in Italia). «Si gioca tutto in tre giorni e possiamo giocarcela», commenta fiducioso del c.t. Franco Chionchio. Pallanuoto OMICIDIO È stato trovato morto in un residente di Priolo, in provincia di Siracusa, Giancarlo Tringali, 56 anni, padre di Andrea, giocatore dell’Ortigia di pallanuoto. Il decesso risalirebbe a qualche giorno fa. Gli investigatori della Squadra mobile di Siracusa non escludono l’ipotesi dell’omicidio. Sulla nuca dell’uomo sarebbe stata infatti notata una piccola ferita che potrebbe essere stata provocata da un’arma da fuoco di piccolo calibro. Sul corpo della vittima è stata disposta l’autopsia. Sport invernali CHECCHI (g.v.) A Subiaco, il fondista azzurro Valerio Checchi diventa papà bis: è nato Filippo. Tennistavolo CORSA PROMOZIONE Ai Mondiali a squadre a Dortmund, l'Italia maschile perde 3-1 col Brasile, oggi chiude il girone contro la Bosnia ma e' gia' matematicamente sicura del secondo posto, valido per andare nel tabellone per il passaggio in Prima divisione. Le donne vincono 3-0 con l'Inghilterra, se oggi battono l'Estonia sono anche loro negli spareggi per la promozione. Tiro a volo Coppa skeet Tazza quinto TUCSON (Arizona, Usa) - Giancarlo Tazza costretto a rimandare l'appuntamento col primo podio in carriera nello skeet, dopo che nella prova inaugurale della Coppa del Mondo 2012, a Tucson, aveva chiuso al comando le prime due serie. Con tre 24 nelle succesive tre serie, il poliziotto di Caserta è stato costretto ad uno spareggio per la finale, dove è entrato, chiudendo al 5˚ posto. Successo del greco Efthimios Mitas, al primo successo, con 150/150, quinto tiratore in assoluto a riuscire a chiudere senza errori (prima l' statunitense Hancock, il norvegese Brovold, il ceco Sychra e il qatarino Al-Attiya). Memorabile lo shootoff per il secondo posto, risolto da Milchev al 44˚ piattello. Skeet: 1. Mitas (Gre) 150/150; 2. Milchev (Ucr) 148 (+44); 3. Valdez Romero (Mes) 148 (+43); 4. Terras (Fra) 148 (+0); 5. Tazza 147; 6. Shomin (Rus) 147; 13. Moscariello 121/125; 25. Luchini 118. Triathlon AZZURRI OK (al.f.) Nella tappa di coppa del Mondo di Mooloolaba (Aus), che ha assegnato punti per la qualificazione olimpica, Davide Uccellari è 18˚; successo per Vidal (Fra) davanti a Kahlefeldt e Hauss (Fra). Alice Betto è 29a nella prova femminile vinta dalla padrona di casa Denshan. Ai mondiali di winter triathlon di Jamijarvi (Fin), Daniel Antonioli è 2˚ dietro al russo Andreev e davanti allo svedese Svanebo. 38 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 Questi avvisi si ricevono tutti i giorni 24 ore su 24 all’indirizzo internet: www.piccoliannunci.rcs.it DOLCECASA CAMEO APRE A DESENZANO PER GRANDI E PICCINI DolceCasa cameo, il nuovo spazio interattivo dell’azienda di Desenzano del Garda, ha aperto ufficialmente le sue por te lo scorso 13 marzo nel corso di un’inaugurazione in gran de stile alla presenza delle istituzioni, della stampa e della di rigenza, tra cui i Direttori Ge nerali di cameo Alberto de Sta sio e Peter Irle e l’Executive Marketing Ma nager Relazio nale Federica Ferrari. Dolce Casa cameo è un luogo speciale in cui cameo ospita tutti i suoi consumato ri, grandi e piccini, le scuole e i suoi partner per far vivere lo ro un’esperienza coinvolgente ed emozionante all’insegna della tradizione, del gusto e della qualità, da sempre i valori pilastro della sua storia. In un ambiente piacevole e acco gliente i visitatori, accompagnati dalle Guide e dai Pasticcie ri cameo, possono conoscere la tradizione e i prodotti del l’azienda, e provare a “mettere le mani in pasta” per vivere un momento speciale tutto da ricordare. L’open space di Dol ceCasa cameo è strutturato in varie aree, ognuna delle quali pensata per offrire esperienze diverse che coinvolgono tutti i sensi. I visitatori vengono accompagnati in un percorso che inizia con la storia dell’azienda, raccontata attraverso un fil mato. Un altro video racconta invece i passaggi salienti del processo produttivo. La visita prosegue nella grande cucina attrezzata dove, grazie a un bancone lungo sette metri do tato di 12 postazioni di lavoro, gli ospiti di DolceCasa cameo possono cimentarsi diretta mente nella preparazione di uno dei prodotti cameo e im parare i trucchi del mestiere, guidati da uno degli esperti pa sticcieri. L’open space è domi nato dalla presenza del furgoncino storico dal forte valore simbolico, ben visibile dall’esterno anche attraverso le ampie vetrate. Dipinto in giallo vaniglia e marrone cioccolato i co lori dei budini che rappresentano uno dei prodotti storici di cameo il veicolo racconta, attraverso una serie di targhe, le tappe più importanti del marchio. La zona dedicata all’espo sizione dei prodotti, che raccoglie l’intera gamma cameo, è pensata per informare divertendo. Ogni espositore contiene una linea di specialità dell’azienda, insieme a contenuti, im magini, video e giochi per interagire con i prodotti scopren do tante curiosità e avere utili consigli. Inoltre, i visitatori possono acquistare i prodotti, avendoli a disposizione nel lo ro assortimento completo. La visita di DolceCasa cameo vuole essere un percorso ludico e informativo insieme, per conoscere a fondo e sentirsi più vicini a uno dei marchi più amati da grandi e piccini in uno spazio di qualità anche in ter mini di sostenibilità ambientale realizzato grazie agli attenti criteri di progettazione che qualificano la struttura ai vertici della classificazione energetica. La storia di cameo ha inizio nel 1891, quando il dottor Au gust Oetker, farmacista di Bielefeld, in Germania, ebbe un’in tuizione che cambiò per sempre il modo di fare i dolci: dosa re in piccole bustine l’esatta quantità di lievito per mezzo chi lo di farina. Nel 1933 la Dr. Oetker aprì la filiale italiana a Mi lano e successivamente, nel 1958, l’azienda si trasferì a De senzano, sulle sponde del lago di Garda, dove tuttora si con centra la maggior parte della produzione. Negli anni ‘80 ca meo ha lanciato Ciobar, cremosa e densa cioccolata calda, e Muesli Vitalis per la prima colazione. Nel 1997 è entrata nel mondo della pizza e in seguito sono nati gli squisiti impasti per torte, che consentono anche a chi rincorre gli impegni della giornata di preparare un dolce con pochi semplici ge sti, i dessert freschi, le deliziose creme e i budini e Muu Muu, la merenda con le macchie della mucca con gli occhiali. DolceCasa cameo si trova a Desenzano del Garda (BS) in via Ugo La Malfa 30, accanto allo stabilimento. È facilmente raggiungibile dall’autostrada A4, uscita Desenzano del Gar da. La visita in DolceCasa cameo può essere prenotata al numero verde 800-829170 o attraverso il sito www.cameo.it. a cura di RCS MediaGroup Pubblicità oppure tutti i giorni feriali a: MILANO : tel.02/6282.7555 02/6282.7422, fax 02/6552.436. BOLOGNA : tel. 051/42.01.711, fax 051/42.01.028. FIRENZE : tel. 055/55.23.41, fax 055/55.23.42.34. BARI : tel. 080/57.60.111, fax 080/57.60.126. NAPOLI : tel. 081/497.7711, fax 081/497.7712. BERGAMO : SPM Essepiemme s.r.l. tel. 035/35.87.77, fax 035/35.88.77. COMO : tel. 031/24.34.64, fax 031/30.33.26. CREMONA : Uggeri Pubblicità s.r.l. tel. 0372/20.586, fax 0372/26.610. LECCO : SPM Essepiemme s.r.l. tel. 0341/35.74.00, fax 0341/36.43.39 MONZA : SPM Monza Brianza s.r.l. tel. 039/394.60.11, fax 039/394.60.55. OSIMO-AN : tel. 071/72.76.077 071/72.76.084. PADOVA : tel. 049/69.96.311, fax 049/78.11.380. PALERMO : tel. 091/30.67.56, fax 091/34.27.63. PARMA : Publiedi srl tel. 0521/46.41.11, fax 0521/22.97.72. RIMINI : Adrias Pubblicità di Rimini tel. 0541/56.207, fax 0541/24.003. ROMA : In Fieri s.r.l. tel. 06/98.18.48.96, fax 06/92.91.16.48 SONDRIO : SPM Essepiemme s.r.l. tel. 0342/20.03.80, fax 0342/57.30.63 TORINO : telefono 011/50.21.16, fax 011/50.36.09. VARESE : SPM Essepiemme s.r.l. tel. 0332/23.98.55, fax 0332/83.66.83 VERONA : telefono 045/80.11.449, fax 045/80.10.375. Per la piccola pubblicità all’estero telefono 02/72.25.11 Le richieste di pubblicazione possono essere inoltrate da fuori Milano anche per telefax e corrispondenza a Rcs MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicità agli indirizzi di Milano sopra riportati. TARIFFE PER PAROLA IVA ESCLUSA Rubriche in abbinata obbligatoria: Corriere della Sera - Gazzetta dello Sport: n. 0: euro 4,00; n. 1: euro 2,08; n. 2 - 3 14 : euro 7,92; n. 5 - 6 7 - 8 - 9 - 12 - 20: euro 4,67; n. 10: euro 2,92; n. 11: euro 3,25; n. 13: euro 9,17; n. 15: euro 4,17; n. 17: euro 4,58; n. 18 - 19: euro 3,33; n. 21: euro 5,00; n. 24: euro 5,42. Rubriche in abbinata facoltativa: n. 4: euro 4,42 sul Corriere della Sera; euro 1,67 sulla Gazzetta dello Sport; euro 5,00 sulle due testate. n. 16: euro 1,67 sul Corriere della Sera; euro 0,83 sulla Gazzetta dello Sport; euro 2,08 sulle due testate. n. 22: euro 4,08 sul Corriere della Sera; euro 2,92 sulla Gazzetta dello Sport; euro 4,67 sulle due testate. n. 23: euro 4,08 sul Corriere della Sera; euro 2,92 sulla Gazzetta dello Sport; euro 5,00 sulle due testate. SERVIZIO CASSETTE POSTALI Le lettere indirizzate alle cassette dovranno essere conformi alle vigenti disposizioni postali e saranno respinte se assicurate o raccomandate. Non si assume responsabilità per quanto allegato alla corrispondenza. 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Il Corriere della Sera e La Stampa hanno scritto ieri che l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza «hanno avviato verifiche» su una storia denunciata a fine gennaio da un dipendente di una banca svizzera, una storia che sarebbe successa a dicembre. In questa denuncia si sostiene che Fede si presentò, in quella fine di dicembre 2011, a una banca di Lugano esibendo una valigetta in cui erano stipati due milioni e mezzo di euro. Lo accompagnava un amico di cui per ora non si sa il nome. La banca rifiutò il denaro con l’argomento che non ne era chiara la provenienza: il direttore del Tg4 aveva problemi con la giustizia e gli svizzeri, già pressati dai giudici italiani per Fede e per altri personaggi, non volevano andare incontro a un supplemento di guai. Per verificare la fondatezza della denuncia, la procura di Roma in serata ha anche aperto un fascicolo d’indagine per riciclaggio, per ora contro ignoti. 2 Strano però. Una banca sviz- zera che rifiuta dei soldi. I magistrati milanesi sospettano che Fede reclutasse ragazze da portare alle feste di Berlusconi. Lo indagano infatti per favoreggiamento della prostituzione e per concorso in bancarotta fraudolenta. Questa seconda accusa è legata all’affare Lele Mora. Ricorda? Lele Mora è, o forse è più giusto dire «era», un importante agente di attori, cantanti, vallette, piccole e grandi star. Ha avuto nella sua scuderia Sabrina Ferilli, Irene Pivetti, Costantino Vitagliano (il «tronista»), Simona Ventura. Grande successo nei primi cinque anni di questo secolo, con fatturati che sarebbero arrivato a cento miliardi di lire, due Bentley e due Porsche, ville in Sardegna e tutto il resto. Ma a un certo punto, per i guai col fisco e per altre storie, tutto questo finì e la società di Mora, la LM Management, si trovò sull’orlo del fallimento. Mora si rivolse a Fede perché si rivolgesse a Berlusconi per un aiuto. Fede — di qui in poi riferiamo la ricostruzione dei magistrati che Fede contesta anche se non in modo convincente — ottenne da Berlusconi, per Mora, due milioni e ottocentomila euro in prestito (qualcuno restituisce i prestiti a Berlusconi?), ma ne tenne per sé un milione e duecentomila e per questo è accusato ora di aver concorso nella bancarotta della LM: se i due milioni e ottocentomila li I NUMERI DEL FISCO 119 Ma Fede evade milioni o qualcuno lo vuole incastrare? Emilio Fede è innocente fino a prova contraria, qualunque cosa scrivano i giornali o sospettino i magistrati. 4 avesse lasciati tutti a Mora... 3 Mora è ancora in carcere? Sì, dallo scorso giugno. Il giudice ha infatti respinto tutte le richieste di scarcerazione e di custodia a domicilio, argomentando che l’imputato avrebbe potuto fuggire. Nel frattempo Mora è dimagrito di oltre 25 chili, ha il diabete, insomma la carcerazione è forse divenuta troppo pesante e a quasi un anno di distanza sarebbe probabilmente più giusto che uscisse di prigione. 4 E Fede? Fede ieri ha negato tutto. I suoi unici rapporti con la Svizzera risalgono all’aprile 2010, quando si presentò alla Bsi di Lugano e chiese di prelevare mezzo milione. Gli dissero un mezzo no anche allora: prenditi 300 mila euro — gli dissero — e con gli altri apriti un altro conto da 200 mila euro, poi ritorna tra qualche settimana e chiudilo. Il conto da 200 mila prese il nome di «Succo d’agave». Questo giro è stato raccontato da un funzionario di Bsi che si chiama Patrick Albisetti. Ai magistrati che gli chiedevano spiegazioni, a suo tempo, Fede rispose: «Io non avrei voluto aprirlo perché per me avere un conto all’estero era un rischio e un fastidio». Spiegazio- ne giudicata in genere poco comprensibile. 5 Perché io e lei e la maggior parte di quelli che ci leggono non abbiamo conti all’estero e non maneggiamo con tanta disinvoltura mezzo milione, un milione o magari 2,5 milioni? Fede ha detto che la storia dei due milioni e mezzo è «una balla» dall’inizio alla fine. Lo ha detto prima a la Repubblica — che aveva bucato la notizia — poi lo ha detto ieri sera al Tg di La7 di Mentana, dove è apparso con le luci non così favorevoli come al Tg4. Il nostro uomo, del resto, farà 81 anni il prossimo 24 giugno. La sua tesi è che tutta la storia è stata inventata da qualcuno che vuole indurlo a lasciare il Tg4, «serviziettini da toilettina» «devono stare attenti, magari hanno avuto storie d’amore sbagliate con trans...», «entro 48 ore saprò di chi si tratta» eccetera. Mentana ha prudentemente annunciato che «un uomo» ha tentato di versare in Svizzera due milioni e mezzo di euro, e qualcuno sostiene che quest’uomo è Emilio Fede. Fede, per parte sua, è innocente fino a prova contraria, ma parla tuttavia come uno che di queste cose se ne intende. Fede è innocente, ma era più simpatico quando si rovinava alla roulette. © RIPRODUZIONE RISERVATA 11 I miliardi all’estero Nel 2011 sono stati scoperti all’estero redditi non dichiarati per 11 miliardi nel 2011, tra paradisi fiscali e lo spostamento di capitali IN PUGLIA AVVELENATA DAL NITRITO Morta dopo un esame: «Sbagliata l’etichetta della sostanza usata» Un errore, un errore fatale. Il caso della sostanza com prata sul web che sabato, a Barletta, ha ucciso la 29enne Teresa Sunna, av velenata in uno stu dio medico durante un esame di routine, Teresa Sunna, 29 anni: è sta prendendo una direzione precisa. La morta durante un test in ragazza, come indi uno studio medico ANSA cato dai primi risul tati dell’autopsia, è stata infatti uccisa dal nitrito di sodio (una sostanza tossica): dopo la pro duzione sarebbe stato però etichettato come sorbitolo, che è invece un integratore innocuo, e venduto come tale, da eBay, anche allo studio medico privato dove Teresa e altre due donne (salvate in extremis) sono andate. Gli esami tossicologici hanno confermato che la sostanza ingerita aveva oltre alla concentrazione al 70% di sodio e nitrito solo sali di lavorazione e neppure un minimo di sorbitolo. Intanto, si è scoperto che potrebbero essere 23 gli acquisti del lotto di prodotto venduto come sorbitolo: oltre a quello di Barletta, risultano altri acquisti online fatti in Francia, Belgio, Lettonia e Regno Unito. «Ciò che è prioritario ora è la tutela della salute pubblica», ha detto il procuratore di Trani, Capristo. A MILANO PER IL COMPAGNO E I COMPLICI Donna sciolta nell’acido Il pm chiede 6 ergastoli: «Sono stati vigliacchi» Le richieste sono pesanti. Il pm di Milano Marcello Tatangelo ha chiesto 6 ergastoli per la morte di Lea Garofalo, l’ex collaboratrice di giustizia calabrese sequestrata, uccisa e sciolta nell’acido Lea Garofalo aveva 35 anni: scomparve a Milano dal compagno Carlo il 24 novembre 2009 ANSA Cosco e dai suoi cinque complici. «Sono dei vigliacchi, si sono messi in sei contro una donna» ha gridato Tatangelo rivolgendosi ai giudici della prima Corte d’assise. Il magistrato ha anche mostrato su un telone alcune foto della vittima, dicendo: «Date giustizia a questa donna. Non concedete le attenuanti agli imputati: anche se certi sono incensurati». Secondo il pm, infatti, «chi non ha premuto il grilletto non è migliore degli altri e non può differenziarsi in un delitto orrendo come questo, caratterizzato da crudeltà inumana e pervicacia. Pensate a una donna indifesa, legata, torturata, a cui hanno sparato in testa». Il pubblico ministero ha poi sottolineato la scusa con cui Cosco convinse Lea, ormai fuori dal programma di protezione, e sua figlia ad andare a Milano: «Per ucciderla l’uomo ha sfrut tato il desiderio della figlia di avere una felpa». 40 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 # ALTRI MONDI AL JAZEERA DICE NO La strage di Tolosa: il video non va in tv Al Jazeera ha deciso di non trasmettere il video della sparatoria compiuta in una scuola ebraica di Tolosa dal 24enne di La Cina è vicina «Investiremo anche in Italia» Monti in visita in Oriente convince il leader Hu Jintao. Elogi di Obama, l’Ocse: «Ok le riforme» VINCENZO DI SCHIAVI Dopo il successo ottenuto a Wall Street a febbraio, Mario Monti trova terreno fertile anche nel principale bastione neo-capitalista: la Cina. Accompagnato dalle carezze della stampa americana, dell’Ocse e del presidente cinese Hu Jintao («Solleciterò la nostra comunità ad investire nel vostro Paese»), il tour asiatico del premier procede con picchi quasi trionfalistici, ben lontani dall’umore scorbutico che si respira in Italia. Ieri dal vertice Pd-Pdl-Udc è uscita un’intesa sulla legge elettorale, ma non sulla riforma del lavoro, su cui il professore, come ha spiegato due giorni fa, è pronto a passare la mano «per non tirare a campare, se il Paese non è pronto». In Oriente Un caloroso colloquio con Barack Obama (che lo ha citato nel discorso finale) e un incontro bilaterale Italia-Cina hanno impegnato Monti a margine del summit sulla sicurezza nucleare a Seul. «Obama mi ha manifestato la sua soddisfazione per gli sviluppi della situazione sia in Italia che nella zona euro», ha rivelato il premier. Il premier Mario Monti a Seul con il presidente cinese Hu Jintao ANSA Sul tavolo anche «il grande apprezzamento» di Hu Jintao per le misure prese dall’Italia e l’ambizioso progetto di una sinergia industriale con 18 gruppi cinesi, mentre l’Ocse applaude le riforme del governo: «Un passo decisivo per crescita dell’Italia — spiega il segretario generale Angel Gurria —. La riforme consentiranno di rafforzare la ripresa sul lungo periodo». « Le riforme del governo sono un passo decisivo per la crescita del vostro Paese ANGEL GURRIA SEGRETARIO OCSE Il lavoro La riforma del lavoro è il biglietto da visita per attrarre quegli investimenti internazio- L’EX TESORIERE I MILIONI SPARITI origine algerina Mohamed Merah (nella foto Ap), che aveva una telecamera al collo mentre ucci deva 4 persone: le immagini era no arrivate lunedì e Sarkozy aveva chiesto di non mandarlo in onda. Intanto, il padre di Merah dice: «Faccio causa alla Francia, hanno voluto ammazzarlo». Un premier di ferro L’editoriale del «Wall Street Journal» IL RAPPORTO DI AMNESTY La pena di morte: in Iran 360 giustiziati Nel 2011 sono state 676 le esecuzioni capitali (in aumento rispetto al 2010) anche se sempre meno Paesi ricorrono alla pena di morte. È quanto emerge dal rapporto di Amnesty: il picco si registra in Medio Oriente e la maglia nera spetta all’Iran dove, l’anno scorso, sono state uccise 360 persone (108 in più rispet to al 2010). Seguono l’Arabia Saudita con 82 condanne e l’Iraq con 68. Gli Usa sono a 43. A notizie LA FIAT SBARCA A PECHINO Tascabili Si vuole archiviare il «Porcellum» S Mario Monti come la Thatcher: il paragone l’ha fatto ieri il Wall Street Journal, parlando della riforma del lavoro e di come il premier sia «coraggioso» e stia «educando gli italiani» nali che Monti va sollecitando nei suoi viaggi e su cui è pronto a giocarsi tutto. Il testo arriverà al Senato già la prossima settimana, probabilmente martedì, subito dopo il ritorno del presidente del Consiglio dalla trasferta in Oriente. «Ma ieri non ne abbiamo parlato. La riforma, specie sull’articolo 18, va comunque corretta», ha fatto sapere Pier Luigi Bersani. Dunque il Pd continua a frenare nonostante le rassicurazioni del capogruppo alla Camera Dario Franceschini: «Non abbiamo intenti dilatori: ci impegniamo ad approvarla in 30 giorni con le opportune modifiche, dal momento in cui arriva alla Camera». Il leader della Cgil Susanna Camusso sfida l’esecutivo: «Confidiamo nel Parlamento, che è sovrano», ben sapendo che è lì che si consumerà la battaglia finale. E poi ribatte direttamente al premier: «Il Paese è sereno». Mentre Raffaele Bonanni (Cisl) rincara: «Il Paese non è pronto? Intanto Monti cominci a fare una verifica con la sua maggioranza. Tutto possiamo permetterci tranne che non avere il riconoscimento del ruolo legislativo del Parlamento che non può essere in alcun modo condizionato». © RIPRODUZIONE RISERVATA la protesta contro i licenziamenti Lusi parla ai magistrati «I capi della Margherita sapevano di quei soldi» Ad aprile la nuova «Viaggio» Dopo lo sbarco negli Usa con la produzione della Dart, la Giulietta Alfa Romeo ora approda anche sul mercato cinese, dove si chiamerà Fiat Viaggio. Sia la Dart sia la Viaggio, infatti, sono costruite sulla stessa piattaforma della Giulietta. La vettura, per il cui nome non c’è ancora l’ufficialità, sarà venduta in Cina e verrà presentata in anteprima al Salone dell’auto di Pechino il 23 aprile in una conferenza stampa a cui dovrebbe partecipare pure l’a.d. del Lingotto, Sergio Marchionne Accordo Pdl-Pd-Udc su legge elettorale e taglio parlamentari I tre leader Alfano (Pdl), Bersani (Pd) e Casini (Udc) ANSA Summit e intesa Pdl-Pd-Udc per cambiare la legge elettorale. Questi i punti principali dell’accordo: restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari (ma non il ritorno alle preferenze), nessun obbligo di coalizione, l’indicazione per ogni lista del candidato premier, una soglia di sbarramento e diritto di «tribuna» per i partiti che non riescono ad eleggere rappresentanti. Prevista anche una revisione costituzionale che diminuisce il numero dei parlamentari (da 945 a 750), rafforza l’esecutivo e supera il bicameralismo perfetto. Marò: rinviata decisione Alta Corte India, si torna a trattare sull’italiano sequestrato Sale l’apprensione per Paolo Bosusco, l’ita liano ancora in mano ai maoisti nello Stato indiano dell’Orissa. Dopo la liberazione di Claudio Colangelo, ascoltato ieri dalla procura di Roma, Napolita no ha scritto al ministro degli Esteri Giulio Terzi per incoraggiare le trattative, che riprenderanno oggi. Sempre in India, ieri, si è registrato un rinvio nella battaglia giudiziaria tra Italia e lo stato del Kerala sulla giurisdizione nel caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso il 15 febbraio due pescatori. È stata aggiornata a venerdì la seduta per decidere sul ricorso italiano. Attacco al procuratore di Torino Milano, blitz dei No Tav «Blocchiamo Caselli» No Tav in azione a Milano: alcuni militanti, vicini al centro sociale «Il Cantiere», ieri hanno fatto irruzione a Palazzo Marino, sede del Comune, e hanno occupato la sala Alessi, prima di un incontro con il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli. Sono subito arrivati sia i poliziotti sia un gruppo di consiglieri comunali per mediare: dopo circa due ore le forze dell’ordine hanno sgomberato gli occupanti. Alla fine, l’incontro si è tenuto e Caselli ha elencato alcune delle scritte apparse sui muri delle città dopo la sua inchiesta sulle violenze in Val Susa: «Sono offensive ma "mafioso" è al di là del bene e del male». L’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi ieri sera dopo essere uscito dalla Procura di Roma ANSA «I vertici della Margherita sapevano». Lo ha dichiarato l’ex tesoriere del partito Luigi Lusi davanti ai pm della procura di Roma in un inter rogatorio di oltre sei ore. Lusi è accusato di appropriazione indebita per aver sottratto almeno 13 milioni dalle casse della Margherita e ora tira in ballo anche i capi del suo ex partito, in primo luogo quello che era il leader, ovvero Francesco Rutelli, che ha sempre respinto sdegnato ogni coinvolgimento nella vicenda. I magistrati indagano su appropriazioni che si aggirano sui 18 20 milioni: «Si è parlato di conti, solo di conti — ha detto Lusi —. Ho risposto a tutte le domande dei pubblici ministeri», ma non è dato sapere se i pm abbiano fatto altre contestazioni al senatore, espulso dal Pd. «Dovete chiedere ai magistrati, io ho chiarito tutto», ha detto laconico l’interessato. Ai cronisti che lo interrogavano su spese, crociere e alberghi di lusso pagati con la carta di credito del partito, ha risposto con una battuta: «Evidentemente qualcuno l’ha clonata». Gli operai Alcoa a Roma: tensione Poi in serata arriva l’accordo I metalmeccanici dello stabilimento di Portovesme (Carbonia-Iglesias) della Alcoa, l’azienda americana che produce alluminio e ha intenzione di lasciare la Sardegna, hanno protestato a Roma davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico, dove c’è stato l’atteso vertice tra l’azienda, il ministro Passera e i sindacati (c’era anche il governatore sardo Cappellacci). Alcuni dei 300 operai arrivati a Roma hanno sparato petardi, fumogeni e bombe carta, tentando di bruciare la bandiera italiana e schede elettorali, e ci sono stati momenti di tensione con la polizia (nella foto Afp). In serata, è arrivato l’accordo: l’Alcoa ha accettato di chiudere la procedura di mobilità e di mantenere attivo lo stabilimento fino al 31 dicembre 2012. Ma scatterà la cassa integrazione per tutti i dipendenti. A Catania: il giovane torna libero Il figlio viene arrestato Madre muore d’infarto Non ha retto alla notizia dell’arresto per furto del figlio incensurato e ha avuto un infarto: così è morta a Calatabiano, in provincia di Catania, una donna di 57 anni, Concetta Batticciotto. La signora ha avuto l’attacco di cuore lunedì notte, davanti alla caserma dei Carabinieri, dove era stata convocata dopo l’arresto del figlio Sebastiano, 20 anni, preso mentre con altri due uomini mentre rubava attrezzi in un’azienda agricola: per i familiari è stata lasciata senza notizie per ore, per i militari è morta 15 minuti dopo l’arrivo. E ieri mattina, il figlio di Concetta è stato rilasciato dal giudice monocratico di Giarre. MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 LA GAZZETTA DELLO SPORT 41 # ALTRI MONDI IL 19 APRILE IN ITALIA Il biopic su Harrison si vedrà solo un giorno Amanti dei Beatles e di George Harrison attenti. Il film tributo sulla vita del chitarrista del Fab Four firmato dal geniale Lino Banfi «Ritorno a fare lo scemo al cinema come 30 anni fa» Il comico è nel film dei Vanzina, in sala da venerdì «Ma poi sarò di nuovo in tv con Nonno Libero» ELISABETTA ESPOSITO ROMA «Dopo tanto nonno Libero mi serviva una boccata d’ossigeno. Volevo tornare a fare le facce, a darmi le botte in testa come 30 anni fa». E ai fratelli Vanzina non è parso vero. Lino Banfi, 75 anni, torna sul grande schermo con Buona Giornata, in sala da venerdì. Un film che racconta una giornata particolare di sette italiani sparsi per il Paese, tra cui il senatore Leonardo Lo Bianco (Banfi), alle prese con il voto sull’autorizzazione a procedere contro il suo arresto per corruzione e abuso d’ufficio. Banfi tira fuori il suo repertorio Anni 80, con parolacce, corni e sonoro accento pugliese. «Lavorare con due vecchi marpioni digrazieti come i Vanzina è stato divertentissimo. In questo film sono tornato il vecchio Banfi, anche perché la terza generazione dei miei fan, quella che mi ha amato in Un medico in famiglia, non mi ha conosciuto granché in quella veste». La veste più comica e sopra le righe. Quella in cui sgranava gli occhi davanti a Edwige Fenech o prendeva schiaffoni. «Sono di nuovo un marpionazzo. Certo, non può essere Martin Scorsese sarà nelle sale soltanto per un giorno: giovedì 19 aprile. Con «Living in the Material World» il regista italoameri cano ha voluto celebrare i 50 anni dall’uscita del primo singolo dei Beatles, «Love me do». Harrison è morto il 29 novembre 2001, per un tumore fulminante al cervello. proprio lo stesso. Il senatore è un personaggio reale, anche troppo... All’epoca invece incarnavo il sogno degli italiani di spiare e toccare le belle donne. Se i ragazzi di oggi vedessero quei film mi farebbero una pernacchia. Ora certe cose non le sognano, le fanno e basta». Però quelle commedie hanno un fan d’eccezione: Quentin Tarantino. Racconta Banfi: «Due anni fa ero a Venezia per il Festival, vedo un uomo venirmi incontro e penso: "Oh c’è Jimmy il Fenomeno!". Invece era Tarantino... Si inginocchia davanti a me e fa: "Grande maestro! Ti ho visto ieri in un film con la Bouchet". Allora gli ho chiesto: "Fammi fare un cattivo, uno che sgozza le donne, perché in tanti film me l’hanno promessa... e non me l’hanno mai data!". Mi ha assicurato che lo farà, ma forse era solo ubriaco». Coralità In Buona Giornata, una commedia corale che ha coinvolto pure Abatantuono, De Sica, Salemme e Mattioli, Banfi è dunque un imbarazzante senatore. «Non mi sono ispirato a nessuno in particolare, ma i politici con cui ho parlato mi hanno detto che vado bene». E adesso? «Torno a fare nonno Libero. Mi hanno detto che gli ascolti nelle stagioni senza di me sono un po’ calati, quindi mi sono reso utile. Lo dovevo al pubblico e alla Rai. Poi farò Giochi della Gioventù, una serie su Rai 1 in cui sono un vecchio che si diverte a fare il ragazzino». © RIPRODUZIONE RISERVATA « Ho raccontato una giornata speciale di sette italiani con l’aiuto di grandi attori CARLO VANZINA REGISTA DI BUONA GIORNATA « Politico Lino Banfi, 75 anni, in una scena di «Buona Giornata», nel quale interpreta un politico corrotto: nel film dei Vanzina ci sono anche Christian De Sica, Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme Non lavoravo con i Vanzina da 12 anni. Il ruolo? Il classico principe decaduto CHRISTIAN DE SICA ATTORE L’archivio di Mandela finisce su Internet La corrispondenza di Nelson Mandela con familiari e ami ci, i diari scritti durante i 27 anni in carcere, fotografie e immagini A IN EUROPA DA OGGI IL KINDLE TOUCH MADONNA SU TWITTER S Risponde per 24 ore Madonna su Twitter, ma solo per un giorno. La popstar lunedì ha risposto alle domande dei fan su un profilo temporaneo in occasione dell’uscita del nuovo album MDNA. Tra l’altro, ha invitato Justin Bieber a esibirsi sul palco con lei e chiesto a Quentin Tarantino di girare il video del suo brano «Gang Bang», candidandosi a recitare in un ipotetico Kill Bill 3: «Conosco le arti marziali», ha scritto. E quando le è stato chiesto cosa non farebbe mai, ha risposto: «Usare droghe» Il nuovo Touch: il Kindle è uscito negli Usa nel 2007 Amazon rilancia: l’e-book si sfoglia col tocco di un dito MASSIMO ARCIDIACONO È tempo di rilanci per i colossi dell’industria digitale. Dopo il nuovo iPad, fa la sua mossa Amazon, il "padrone" del mercato e-book (i libri digitali, appunto). Arriva oggi, con un lancio contemporaneo in tutta Europa, il Kindle Touch, versione evoluta del lettore che ha spopolato tra i regali elettronici di Natale. La novità sostanziale sta nel nome stesso: lo schermo che permette di spostarsi da una pagina all’altra con il semplice tocco di un dito (il pollice nella maggior parte dei casi). Evoluzione che va incontro alle richieste degli utilizzatori dell’e-reader, secondo le ricerche a disposizione della società di Jeff Bezos. Connesso Al Touch, Amazon affianca il Touch 3G (entrambi già presenti sul mercato americano), una specie di Ferrari dei lettori elettronici. «Sarà possibile leggere e scaricare nuovi libri praticamente ovunque e in meno di un minuto» dice Alessio Santarelli, il responsabile dei contenuti per l’Italia. «La connettività 3G sarà gratuita in oltre 100 Paesi, grazie a un accordo con Vodafone» precisa il country manager Martin Angioni. L’estetica è pressapoco quella del primo Kindle, tranne la comparsa di un tasto unico per tornare indietro. Pesa come due panini di semola, la batteria dura due mesi (ma con mezz’ora di lettura al giorno) e può immagazzinare 3000 libri, consegne da fine aprile. Che dire, visti i 21mila titoli in italiano in soli quattro mesi e la comparsa tra i più venduti dei primi e-book pubblicati da sconosciuti solo per Kindle, le librerie potrebbe cominciare a svuotarsi presto anche qui da noi. Il Touch costerà 129 euro, 60 in più la versione 3G e quindi destinata a veri patiti. © RIPRODUZIONE RISERVATA CHE ALBUM! TANTE LE COLLABORAZIONI, DA MALIKA AYANE A BERSANI: «SONO UN IDRAULICO DELLA PAROLA» Un Pacifico bisogno di aiuto «La mia sola voce non basta» Il cantautore esce con un nuovo disco di brani inediti fatti in duetto: «Felice di non essere star» sola non basta? «Il mio è un arrendevole bisogno di aiuto. Faccio fatica a pensarmi da solo, è un peso che non sopporto. Per questo ho messo su questa band immaginaria, coinvolgendo le persone che più stimo». Da Malika a Samuele Bersani e poi tanti semisconosciuti. Come mai questa varietà? FILIPPO CONTICELLO MILANO Parole su parole, levigate come sempre. Qualcuna tenuta per sé, qualcuna donata agli altri. Da anni Pacifico, 48enne cantautore tra i più raffinati, le maneggia da artigiano. Sana abitudine conservata anche nell’album uscito ieri: si intitola Una voce non basta, è un disco corale, 14 inediti cantati in duetti e con l’aiuto di 21 artisti che più vari non si può. Si passa dal pop al rap e le parole hanno la stessa, solita luce. Pacifico, perché la sua voce da UN PROGETTO DI GOOGLE della sua cella, gli appunti tenuti mentre guidava la negoziazione anti-apartheid. Il tutto in un immenso archivio del 93enne leader sudafricano da ieri dis ponibile su Internet: il progetto è nato grazie alla collaborazione tra Google e il «Nelson Mandela Centre of Memory». Gino De Crescenzo, alias Pacifico, ha 48 anni ed è al quarto album «Mescolo nomi noti e non noti: li contatto per mail e la creazione moltiplica l’entusiasmo. Vorrei fare un volume 2 e tirare dentro Fossati perché sono sicuro che non smetterà del tutto con la musica. Intanto, è un piacere che ci siano voci emergenti: per esempio, occhio all’energia dei Bud Spencer Blues Explosion. Aiutano un brano duro, rabbioso e politico come Presto, è un genere di testo che di solito non ho nelle corde, ma con loro funziona». Accanto al disco c’è un programma su Radio 2 dal titolo «Una parola non basta». Di che cosa si tratta? «Scelgo una parola per puntata attorno a cui dialogo e rifletto. Lo faccio perché ho un rapporto intenso con le parole, ma ne conosco il lato ingannevole. A volte mi sento quasi un idraulico, ormai so con quali frasi tamponare un testo». Tempo di bilanci: contento di essere rimasto in una nicchia o voleva più popolarità? «Qualcuno ha bisogno del faro in faccia, io sto un passo indietro e sono felice. Facendo Sanremo, a esempio, sono stato un disastro: fragile, timido. Poi, certe mie canzoni prendono aria solo se cantate dagli altri e io non ho problemi a privarmene. Così, ho maturato uno sguardo gregario perché ci sono persone più utili di me alla scena. Un esempio? Entrate in un bar con Fabio Volo e vedrete che impatto». © RIPRODUZIONE RISERVATA LA SAGA IN AMERICA E INGHILTERRA E i libri di Harry Potter ora escono in digitale Anche Harry Potter esce in formato digi tale. Tutti i sette romanzi del piccolo mago sono da ieri in vendita in versione e-book sul sito di J.K. Rowling, Pottermore. I romanzi al momento sono disponibili solo negli Stati Uniti e in Inghilter ra, ma nelle prossime settimane arriveranno le versioni in italiano, francese, tedesco e spagnolo. La Rowling, che a lungo si era opposta a vendere gli e book, ha stipulato accordi con Sony, Google, Amazon, Barnes & Noble. Non sarà, invece, pos sibile acquistare i libri sull’iBookstore di Apple. LOTTO SUPERENALOTTO NAZIONALE 54 79 78 8 64 LA COMBINAZIONE VINCENTE 9 26 27 40 51 69 Jolly: 11; Superstar: 8 Jackpot e 78.100.000 Punti 6: nessuno Punti 5+: nessuno Punti 5: 9 totalizzano: e 39.765,03 Punti 4: 1.274 totalizzano: e 283,43 Punti 3: 46.700 totalizzano: e 15,39 QUOTE SUPERSTAR Punti 4: 6 totalizzano: e 28.343 Punti 3: 228 totalizzano: e 1.539 Punti 2: 3.785 totalizzano: e 100 Punti 1: 22.616 totalizzano: e 10 Punti 0: 46.730 totalizzano: e 5 Montepremi di concorso e 2.385.901,82 10 e LOTTO Numeri vincenti ESTRAZIONE DEL 27 MARZO 1 4 11 14 16 17 24 33 34 35 44 47 54 63 70 76 78 83 84 89 BARI 54 17 35 33 37 CAGLIARI 78 70 14 38 5 FIRENZE 83 47 34 37 26 GENOVA 84 78 76 18 20 MILANO 47 63 33 28 55 NAPOLI 89 4 83 59 12 PALERMO 1 44 24 72 54 ROMA 83 44 30 70 51 TORINO 89 70 55 47 54 VENEZIA 11 16 68 81 7 LA GAZZETTA DELLO SPORT 42 MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 ALTRI MONDI Oroscopo 21/3 - 20/4 21/4 - 20/5 21/5 - 21/6 22/6 - 22/7 21/1 - 19/2 23/7 - 23/8 LE PAGELLE Ariete 7+ Toro 6,5 Gemelli 7,5 Cancro 6- Acquario 8 Leone 7+ DI ANTONIO CAPITANI Avete il patrocinio della fortuna. Così raccogliete consensi nel lavoro e altrove. Ormone smanioso di contatti ravvicinati: esauditelo. Lo stress avanza, ma l’economia recupera. Un pizzico di fiducia in più vi renderebbe però più fortunati. Sudombelico tonicissimo! Bella Luna nel vostro segno, che alimenta il vostro fascino, la vostra spigliatezza e chiama a voi ogni fortuna. Pure suina, che gradirete. Gli zebedei si accasciano, tipo pelle d’orso davanti al camino, per via di disagi noiosi. Solitudo produttiva, fornicazione riduttiva. Potete conseguire successi concreti, grazie anche agli amici. La forma fisica migliora, l’ormone esonda, il tempo gioca a vostro favore. 24/8 - 22/9 23/9 - 22/10 23/10 - 22/11 23/11 - 21/12 22/12 - 20/1 IL MIGLIORE. Primi per creatività e glutei XL (simbolo di fortuna), oggi, specie nel lavoro! News felici si susseguono, corpi desiderosi di voi vi inseguono. Vergine 5,5 Bilancia 7,5 Scorpione 5,5 Sagittario 5,5 Capricorno 7 Il lavoro sembra incagliarsi su cavilli e carogne, i rapporti non sono facili. Paratevi il fondoschiena e fate i suini con un po’ di cuore. Luna OK per rifinire, definire e curare i dettagli. Il vostro senso organizzativo sistema tutto/i, il successo v’arride. Fornicazione minimal. Niente azzardi e niente provocazioni, se volete vincere. Qualche obbligo vi tocca, ma occorre accettarlo, without lagn. Indolenza suina. Luna sfigocupa: evitate le ansie, le paranoie, gli intrighi, gli scemi. E agite con la testa. Anche in fatto di soldi. Oltre che nel fornicar. Ciò che avete in agenda nel lavoro e nel privato va a segno alla grande. Il sudombelico è in fiore, farfalle e calabroni accorrono a razzo. Pesci 5,5 RODRIGO PALACIO Il talento argentino del Genoa è a quota 15 reti in campionato. È nato a Bahia Blanca il 5 febbraio 1982 7.00 7.35 8.00 9.35 11.05 12.00 13.30 14.10 15.55 18.00 18.50 20.00 20.45 22.45 23.30 1.05 1.35 RAIDUE TG1 RAI PARLAMENTO TG1 LINEA VERDE OCCHIO ALLA SPESA LA PROVA DEL CUOCO TG1 LA VITA IN DIRETTA SANTA MESSA LA VITA IN DIRETTA L'EREDITÀ TG1 MILAN - BARCELLONA Calcio 90° MINUTO CHAMPIONS PORTA A PORTA TG1 - NOTTE CHE TEMPO FA 7.00 10.00 11.00 13.00 13.50 14.00 16.10 17.00 18.15 18.45 19.35 20.30 21.05 23.00 23.15 0.00 0.45 CARTONI TG2 INSIEME I FATTI VOSTRI TG2 MEDICINA 33 ITALIA SUL DUE LA SIGNORA DEL WEST PRIVATE PRACTICE TG2 GHOST WHISPERER L'ISOLA DEI FAMOSI TG2 MANNAGGIA ALLA MISERIA TG2 PRESUNTO COLPEVOLE L'ISOLA DEI FAMOSI RAI PARLAMENTO RAITRE CANALE 5 ITALIA 1 RETE 4 LA 7 TGR AGORÀ RAI PARLAMENTO LA STORIA SIAMO NOI TG3 DIARIO ITALIANO LA STRADA PER... TG3 LASSIE GEO & GEO TG3 - TGR - BLOB DIARIO ITALIANO UN POSTO AL SOLE CHI L'HA VISTO? Attualità 23.15 VOLO IN DIRETTA 0.00 TG3 LINEA NOTTE 0.10 TG REGIONE 1.00 METEO 3 1.05 RAI EDUCATIONAL 8.00 8.50 10.10 11.00 13.00 13.40 14.10 14.45 16.15 16.55 18.45 20.00 20.30 21.10 TG5 - MATTINA MATTINO CINQUE TG5 FORUM TG5 BEAUTIFUL CENTOVETRINE UOMINI E DONNE AMICI POMERIGGIO CINQUE THE MONEY DROP TG5 STRISCIA LA NOTIZIA 6 PASSI NEL GIALLO Film Tv 23.20 MATRIX 1.30 TG5 - NOTTE 2.00 STRISCIA LA NOTIZIA 2.45 UOMINI E DONNE 4.15 AMICI 7.00 8.40 12.25 13.40 15.00 15.45 17.10 17.45 18.30 19.00 19.20 19.50 20.20 21.10 CARTONI TELEFILM STUDIO APERTO CARTONI CAMERA CAFÉ TELEFILM BAU BOYS TRASFORMAT STUDIO APERTO STUDIO SPORT TUTTO IN FAMIGLIA I SIMPSON C.S.I. MIAMI 17 AGAIN RITORNO AL LICEO 23.15 CAKE - TI AMO, TI MOLLO... TI SPOSO 1.10 THE SHIELD 2.10 STUDIO APERTO 8.20 9.40 10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 15.10 16.15 17.00 18.55 19.35 20.30 21.10 HUNTER CARABINIERI SLOW TOUR TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... FORUM FLIKKEN MY LIFE DREAM HOTEL: DUBAI TG4 TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS... SCERIFFO EXTRATERRESTRE... 23.15 I BELLISSIMI DI R4 23.20 AMERICAN GANGSTER 2.05 TG4 NIGHT NEWS 2.30 FERIE D'AGOSTO 7.00 7.30 9.45 11.10 12.30 13.30 14.05 16.00 17.00 17.45 18.50 20.00 20.30 21.10 7.00 8.00 9.50 10.00 11.10 12.45 13.10 14.00 15.05 15.55 19.00 20.10 20.35 21.05 Film sul Digitale Terrestre Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre PREMIUM IN DIRETTA 15.15 IL MISTERO DELLE PAGINE PERDUTE PREMIUM CINEMA 17.20 DOMANI MI SPOSO MYA 17.25 C'È CHI DICE NO PREMIUM CINEMA 19.20 SCOTT PILGRIM VS THE WORLD PREMIUM CINEMA 21.15 WEATHER GIRL PERTURBAZIONI D'AMORE MYA 21.15 IL REGNO DI GA'HOOLE LA LEGGENDA DEI GUARDIANI PREMIUM CINEMA 23.00 UNA CELLA IN DUE PREMIUM CINEMA CALCIO 15.30 SANT'ANTONIO ABATE - VITERBESE Serie D. Coppa Italia Semifinale ritorno Rai Sport 1 20.45 OLYMPIQUE MARSIGLIA BAYERN MONACO Champions League. Quarti MP Calcio 1, Sky Sport 3 e Sky Calcio 2 20.45 MILAN - BARCELLONA Champions League. Quarti Rai 1, MP Calcio, MP Calcio 2 HD, Sky 3D, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1 00.45 DEFENSOR SPORTING CLUB - CHIVAS GUADALAJARA Coppa Libertadores Sky Sport 1 e Sky SuperCalcio CALCIO A 5 18.30 NORVEGIA - ITALIA BASEBALL CICLISMO TENNIS 12.00 OAKLAND ATHLETICS SEATTLE MARINERS 14.45 TRE GIORNI DI LA PANNE 19.00 WTA MIAMI 19.00 ATLANTA BRAVES NEW YORK YANKEES 16 AOSTA 6 18 BARI 9 16 BOLOGNA 7 21 CIELO VENTI CAGLIARI 8 20 Sole Deboli CAMPOBASSO 5 14 Moderati CATANIA 6 17 FIRENZE 6 24 Champions League. Highlights 13.00 CALCIO: MILAN - BATE BORISOV Champions League. Highlights 20.45 MONDIALI 13.30 CALCIO: VIKTORIA PLZEN - BARCELLONA Danza. Programma corto Da Nizza, Francia Eurosport Da Pechino Eurosport ed Eurosport 4 Champions League. Highlights 12.30 CALCIO: BARCELLONA VIKTORIA PLZEN Danza. Programma corto Da Nizza, Francia Rai Sport 2 13.30 CINA OPEN ANCONA 12.00 CALCIO: MILAN - VIKTORIA PLZEN 20.00 MONDIALI Da Pechino Eurosport ed Eurosport 2 23 Champions League. Highlights Coppie. Programma corto Da Nizza, Francia Rai Sport 1 CINA OPEN 5 11.30 CALCIO: BATE BORISOV BARCELLONA 13.00 MONDIALI BILIARDO min max WINNIPEG JETS NEW YORK RANGERS PATTINAGGIO DI FIGURA Eurolega. Quarti. Gara 3 Sportitalia ALGHERO SKY SPORT 1 NHL ESPN America 20.00 OLYMPIACOS MONTEPASCHI SIENA Ieri Nuvolo 1.00 Eurolega. Quarti. Gara 3 Sportitalia 2 A CURA DI Champions League. Highlights Trento Aosta 7 19 Torino 8 21 9 21 Milano Venezia 9 21 7 8 Perugia 7 20 6 18 21 4 16 MILANO 9 23 ROMA NAPOLI 12 22 7 22 Neve Mossi PERUGIA 5 22 Nebbia Agitati 3 13 13 20 ROMA 7 21 TORINO 8 23 6 23 POTENZA REGGIO CALABRIA Il sole oggi MILANO ROMA TRENTO Sorge Tramonta Sorge Tramonta TRIESTE 7:10 19:46 6:58 19:31 13 18 VENEZIA 8 18 07.30 GOLF: ARNOLD PALMER INVITATIONAL PGA Us Tour 09.30 BASKET: BAYLOR KENTUCKY Champions League. Highlights 17.00 CALCIO: ARSENAL - MILAN Champions League. Highlights 17.30 CALCIO: BARCELLONA - MILAN IL VIDEO NCAA Quei motociclisti che sfidano le leggi della fisica 11.30 RUGBY: SCOZIA FRANCIA Champions League. Highlights 16.30 CALCIO: BARCELLONA BAYER LEVERKUSEN Mancino, classe ’93, nel mirino dell’Inter: «Tropico del Calcio» racconta Dybala (nella foto), stellina dell’Instituto Cordoba. Sei Nazioni 14.00 BASKET: GOLDEN STATE WARRIORS LOS ANGELES LAKERS Salti mortali, avvitamenti impossibili, giri della morte: le incredibili acrobazie dei «pro» Masters of Dirt. NBA 17.00 BASKET: NORTH CAROLINA KANSAS Champions League. Highlights www.gazzetta.it NCAA Domani Dopodomani Ancora una giornata caratterizzata dal bel tempo stabile. Cieli sereni o poco nuvolosi salvo temporanei addensamenti sui rilievi delle Venezie, specie sul Friuli Venezia Giulia. Tuttavia non si attendono piogge. Temperature sopra la media. Poche variazioni meteo-climatiche sull'intero territorio nazionale con cieli sereni o poco nuvolosi. Locali annuvolamenti nelle zone interne appenniniche e sulle Alpi orientali con eventuali piovaschi. Clima ancora gradevole ovunque. Ancona Firenze 14 17 SKY SPORT 2 21 12 20 L'AQUILA 11 Champions League. Highlights Champions League. Highlights 16.00 CALCIO: MILAN - ARSENAL Alla scoperta di Dybala, stellina in orbita Inter Bologna Genova GENOVA PALERMO 15.30 CALCIO: BAYER LEVERKUSEN BARCELLONA IL BLOG 8 20 Molto forti Calmi Champions League. Highlights Un tecnico esperto e di nome o la «scommessa» Stramaccioni? Votate sul nostro sito la guida della rifondazione nerazzurra. 21 Coperto Temporali 15.00 CALCIO: VIKTORIA PLZEN MILAN Alta pressione estesa fino al Mediterraneo centrale che garantirà tempo stabile e soleggiato anche sull'Italia. Venti deboli settentrionali salvo residui rinforzi sul basso versante adriatico e sulla fascia ionica. Temperature primaverili. Trieste Forti MARI Champions League. Highlights Quale allenatore per la prossima stagione dell’Inter? 18.00 CALCIO: MILAN - BARCELLONA 14.30 CALCIO: MILAN - BARCELLONA Oggi Rovesci Pioggia Sky Sport Extra KHL Sportitalia 2 19.00 BILBAO - CSKA MOSCA GazzaMeteo MASTERS 1000 MIAMI 3.00 17.00 SKA S. PIETROBURGO DINAMO MOSCA BASKET 8.30 Sky Sport Extra IL SONDAGGIO OMNIBUS TG LA7 COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 SQUADRA OMICIDI ATLANTIDE JAG I MENÙ DI BENEDETTA G’ DAY TG LA7 OTTO E MEZZO UN DUE TRE STELLA Varietà 23.40 TG LA7 23.45 TG LA7 SPORT 23.50 IPOTESI DI REATO 1.55 (AH)IPIROSO 2.50 PROSSIMA FERMATA Champions League. Highlights 20.45 MASTERS 1000 MIAMI HOCKEY GHIACCIO MLB. Spring Training ESPN America 14.00 CALCIO: BATE BORISOV - MILAN Eurosport Dal Belgio. Seconda tappa Rai Sport 2 MLB ESPN America Qualificazioni Mondiale Rai Sport 2 Legenda Avete un’espressione che evoca la busta paga di marzo, scarnita e decurtata. Ussignùr, state su e otterrete appoggi e successi, pure suini. Gazzetta.it Televisioni in chiaro RAIUNO 20/2 - 20/3 9 17 L’Aquila 6 16 Campobasso Bari 5 14 Napoli 6 10 17 Potenza 21 4 13 Cagliari 9 Catanzaro 19 7 Palermo 18 Reggio Calabria 8 19 8 19 Catania 10 18 Il sole domani MILANO La luna ROMA Sorge Tramonta Sorge Tramonta 7:08 19:47 6:57 19:32 Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto 22 mar. 30 mar. 6 apr. 14 apr. MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012 TERZO TEMPO GazzaFocus Il gol di Messi assegnato in diretta Quando il referto diventa pubblico toi e subito spedito al giudice sportivo e alla Federazione. Resta segreto, mentre alle squadre è consegnata una lista dove sono segnati i numeri di maglia degli ammoniti o degli espulsi (ma senza motivazioni). Non è un compito del direttore di gara, invece, indicare i marcatori: sono solo segnati i gol complessivi del club. Gli arbitri, poi, non possono parlare. Interviste possibili solo se autorizzate dal presidente della associazione. Da anni si discute su questo punto: perché non permettere ai fischietti di dare spiegazioni sulla concessione o non di un rigore? Una promessa in questo senso era stata fatta da Marcello Nicchi (attuale numero uno dell’Aia), che però ha innestato la retromarcia («i tempi non sono maturi») dopo le ultime polemiche legate al gol non visto di Muntari in Milan-Juve. FRANCESCO CENITI po soli 15 o 20 minuti dalla fine di una partita, chiunque può soddisfare la propria curiosità su ammoniti e marcatori andando a controllare direttamente il sito della Federazione spagnola. A volte i referti diventano fonte di notizia per i giornalisti: qualche settimana fa gli insulti di Pepe (Real Madrid) all’arbitro sono stati riportati parola per parola e in pochi minuti rilanciati da radio, tweet e siti on line. Senza contare un altro vantaggio: sono eliminate le polemiche infinite legate ai tanti fantacalcio attivi nel mondo: cartellini gialli e rossi, gol e autorete sono «punti» importanti che possono fare la differenza. In Italia i direttori di gara non possono parlare senza una autorizzazione Alexis Sanchez e Leo Messi festeggiano dopo il gol conteso di Maiorca LA CURIOSITA’ E sulla classifica dei bomber decide «Marca» In Spagna c’è una particolarità nella particolarità. Questa: l’arbitro indica nel referto l’autore del gol, ma alla fine della classifica cannonieri non è la fonte ufficiale. Per una strana alchimia spagnola, spetta al giornale Marca (di Madrid) tenere questa contabilità. E in passato è accaduto che la scelta dei giornalisti sia stata diversa da quella dell’arbitro. Non solo, a un altro giornale (As di Barcellona) è affidato il compito di gestire gol e assit per il Fantacalcio. E anche qui le decisioni possono essere differenti. Nel caso di Messi, però, tutti sono stati d’accordo: gol assegnato alla Pulce. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI [email protected] VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti [email protected] VICEDIRETTORI Franco Arturi [email protected] Stefano Cazzetta [email protected] Ruggiero Palombo [email protected] Umberto Zapelloni [email protected] Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2012 PRESIDENTE Piergaetano Marchetti VICE PRESIDENTE Renato Pagliaro AMMINISTRATORE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE Antonello Perricone CONSIGLIERI Raffaele Agrusti, Roland Berger, Roberto Bertazzoni, Gianfranco Carbonato, Diego Della Valle, John Elkann, Giorgio Fantoni, Franzo Grande Stevens, Jonella Ligresti, Giuseppe Lucchini, Vittorio Malacalza, Paolo Merloni, Andrea Moltrasio, Carlo Pesenti, Virginio Rognoni, Alberto Rosati, Giuseppe Rotelli, Enrico Salza DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Giulio Lattanzi Non avendo una fonte ufficiale (il referto) sono i giornali a dettare la linea, ma spesso con versioni diverse. Cosa impossibile, invece, dalle parti di Madrid o Barcellona. Ma quello che più interessa è la questione arbitrale: un referto pubblico nell’idea dei dirigenti spagnoli elimina qualunque «cattivo pensiero» su possibili manomissioni legate alle prove tv o ai giocatori diffidati. Attenzione: è questa l’unica apertura concessa al mondo arbitrale. Per il resto i fischietti restano in rigoroso silenzio, non concedono interviste (tranne i casi autorizzati) e non danno spiegazioni. Le designazioni sono effettuate da una commissione composta da tre ex arbitri: uno in rappresentanza della Liga, uno della Federazione e l’ultimo slegato da entrambe e super partes. Così va in Spagna. Gli altri Paesi sono più o meno allineati all’Italia. A CURA DI FRANCO ARTURI Fax: 0262827917. Email: [email protected] Twitter: @arturifra La giustizia sportiva ha tolto alla Juve gli scudetti 2005 e 2006. Marotta dichiara però che gli scudetti vinti sono 29 e la società nel nuovo stadio ha affisso anche gli scudetti che gli sono stati tolti. Perciò, secondo logica, se la Juve dovesse vincere il campionato in corso, comparirebbero sulle maglie le 3 stellette d'oro. Interverrebbe a quel punto la Figc per far rispettare le decisioni della giustizia sportiva? Lorenzo Ghezzi (Muralto, Svizzera) Non lo so e non faccio previsioni. Vedremo insieme. L’amministratore delegato della Juventus ha spiegato a riguardo domenica sera: «La nostra posizione è rigida e intransigente». Vero: è stata meritoriamente rigidissima la società Juventus quando ha allontanato Giraudo e Moggi, ben prima che una dozzina di verdetti sportivi ed ordinari li condannassero. E non era affatto facile. Ed è stata del tutto intransigente quando ha accettato le sentenze ricominciando con coraggio dalla serie B. Un’altra scelta pesante ma molto lungimirante. Vede, signor Ghezzi: le parole sono certamente importanti, ma contano molto di più i comportamenti. Sono quelli a fare la differenza. Il resto è cinema, non di gran livello a mio avviso. Mettiamo L’aria che tira le cose in chiaro su quei forum Quand'è che la smetterete di dire che Ibrahimovic è un fenomeno? Ok, in Italia fa la differenza e sposta gli equilibri clamorosamente, ma in Europa? Dove finisce lo Zlatan da 22 gol in 23 partite di campionato? Semplice, sparisce! La paura di perdere lettori milanisti... Vi invito a rivedere molte vostre considerazioni in merito, perché chi veramente capisce di calcio (senza false modestie) come me si rende conto di quanto stiate perdendo colpi, limitandovi ad analisi scontate e luoghi comuni. Nicola Bonicelli (Villa Minozzo, Re) Germania libera Gli arbitri tede- schi hanno invece questa opportunità: nessun divieto di parola, ma discrezione totale. In pratica possono fare come i giocatori e decidere di presentarsi ai giornalisti (di solito la Ard o Zdf, Rai 1 e Rai 2 di Germania) per rispondere alle domande. C’è da aggiungere che raramente il clima è avvelenato come in Italia, anche in presenza di gravi sviste. Sul referto i tedeschi sono per la privacy: nessuna pubblicazione e tutto resta coperto da segreto. La stessa cosa accade in Inghilterra (è scritto subito dopo la gara e inviato alla Federazione) e in Francia. Insomma, Messi può considerarsi fortunato: fuori dalla Spagna quel gol sarebbe finito sulle spalle di Sanchez. © RIPRODUZIONE RISERVATA In Italia Da noi il referto è compi- Gazzetta.it il referto alla spagnola lato dall’arbitro negli spoglia- sul nostro sito RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Quotidiani Sede Legale: Via A. Rizzoli, 8 - Milano Responsabile del trattamento dati (D. Lgs. 196/2003): Andrea Monti [email protected] - fax 02.62051000 © COPYRIGHT RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE QUOTIDIANI Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo quotidiano può essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici, elettronici o digitali. Ogni violazione sarà perseguita a norma di legge DIREZIONE, REDAZIONE E TIPOGRAFIA Via Solferino, 28 - 20121 Milano - Tel. 02.62821 DISTRIBUZIONE m-dis Distribuzione Media S.p.A. 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S Miller Distributor Limited - Miller House, Airport Way, Tarxien Road - Luqa LQA 1814 - Malta S Hellenic Distribution Agency (CY) Ltd - 208 Ioanni Kranidioti Avenue, Latsia - 1300 Nicosia - Cyprus PUBBLICITÀ RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE PUBBLICITÀ Via A. Rizzoli, 8 - 20132 Milano Tel. 02.25841 - Fax 02.25846848 PortoFranco Marotta e la Juve «rigida e intransigente» La svolta della Federazione nel 2003: tutte le decisioni on line Negli altri Paesi privacy garantita. In Germania libertà di parola Sfumature Così accade che do- 43 LETTERE Arbitri senza segreti ma soltanto in Spagna «Il gol è stato assegnato a Messi, a dirmelo è stato l’arbitro...». Fine del primo tempo tra Maiorca e Barcellona, la squadra di Guardiola è avanti grazie alla rete realizzata da Sanchez. Almeno è quello che pensano giornalisti e tifosi. Certo, il tocco dell’ex Udinese è stato davvero impercettibile, forse neppure c’è stato. Il dubbio è degli stessi compagni della Pulce. E allora ci pensa Andoni Zubizarreta, grande portiere del Barça dal 1986 al 1994 e attuale dirigente blaugrana, a dirimere la questione. Come? Chiedendo al direttore di gara Ayza Gámez: «Scusi, lei a chi ha dato il nostro gol?». La risposta la conoscete già, quello che forse non tutti sanno è la particolarità di questo fatto: non una «mattana» del fischietto in questione, ma una prassi che va avanti dal 2003, anno nel quale la Federazione spagnola ha deciso di rendere visibile a tutti il referto dell’arbitro per una questione di «trasparenza». Non solo chi è l’autore del gol (una rarità: Uefa e Fifa non assegnano questo compito ai loro uomini, strada seguita da quasi tutte le altre federazione, Italia compresa), ma soprattutto chi è stato ammonito o espulso con le relative motivazioni. E ancora: sono pubbliche tutte le altre annotazioni che di solito restano un segreto tra arbitro e giudice sportivo. LA GAZZETTA DELLO SPORT 5 Non riesco davvero a comprendere perché la Gazzetta continui a chiamare (persino in prima pagina!) la Next Generation Series come Champions League under 19. Non è mia intenzione sminuire la vittoria dei ragazzi di Stramaccioni e Moratti, ma trovo assurdo mettere sullo stesso piano un torneo ad inviti, per quanto prestigioso, con un torneo riservato ai vincitori (o ai primi classificati) dei campionati nazionali. Una vera e propria mistificazione... una mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza di noi lettori. Emanuele Gennuso (Roma) Nel sistema tribale italiano il clima è questo: denigrare l’avversario, le sue imprese, i suoi eroi. E tutti quelli che non si allineano alla svalutazione automatica. Un profumo di fuori andati a male. E’ primavera: compratene di nuovi. PREZZI D’ABBONAMENTO C/C Postale n. 4267 intestato a: RCS MEDIAGROUP S.P.A. DIVISIONE QUOTIDIANI ITALIA 7 numeri 6 numeri 5 numeri Anno: e 299,40 e 258,90 e 209,10 Per i prezzi degli abbonamenti all’estero telefonare all’Ufficio Abbonamenti 02.63798520 INFO PRODOTTI COLLATERALI E PROMOZIONI Tel. 02.63798511 - email: [email protected] Testata registrata presso il tribunale di Milano n. 419 dell’1 settembre 1948 ISSN 1120-5067 La tiratura di martedì 27 marzo è stata di 346.027 copie Volevo esporvi un mio malessere: la crescita di un nuovo malcostume legato al calcio che potremmo chiamare «violenza mediatica». Basta accedere ad internet per avere la possibilità di scrivere su miriadi di mini-forum diventati i nuovi campi di battaglia dove l'insulto e l'intolleranza sono di casa. E' brutto generalizzare ma la dura verità è che una larga parte di noi è incivile, e l'altra è silenziosa e quindi connivente. Daniele Perfigli (La Spezia) Il malessere non è soltanto suo, ma generale: è naturale che l’incultura e l’inciviltà, quando ci sono, si esprimano con tutti i mezzi conosciuti, antichi, tradizionali e moderni. Il cyberbuzzurro è un sociopatico da rieducare e da curare. Non sottostimi la quantità di persone per bene: siamo tanti. E soprattutto prima o poi la spunteremo. Gli orari di Napoli Una curiosità: a Napoli c'è un fuso orario diverso da tutto il resto d'Italia dato che le partite al San Paolo iniziano sempre con 4-5 minuti di ritardo rispetto a tutte le altre? Alessandro Zocchio (Trento) Non so darle una risposta ma sono curioso anch’io: la cosa si verifica, più o meno regolarmente, da anni. Chi può ci illumini, grazie. CERTIFICATO ADS N. 7334 DEL 14-12-2011 COLLATERALI * Con la Leggenda del Rally N. 10 e 12,19 - con Supereroi N. 47 e 11,19 - con Soldatini d’Italia N. 42 e 11,19 - con Linomania N. 31 e 11,19 - con Bear Grylls N. 23 e 11,19 - con Lupin III Film Collection N. 22 e 11,19 - con Indistruttibili N. 21 e 11,19 - con ET Predictor card e 11,19 - con i Miti del Calcio ai Raggi X N. 40 e 4,19 - con Speciali Sordi N. 2 e 14,19 - con Mai Dire Story N. 14 e 11,19 - con Paperinik N. 8 e 11,19 - con Star Trek N. 6 e 9,19 - Capolavori delle grandi Civiltà N. 5 e 11,19 - Holly e Benji N. 4 e 11,19 - con War Movies N. 1 e 11,19 - con Alberto Sordi N. 13 e 11,19 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero. PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 7,00; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 25; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00. 44 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCOLEDÌ 28 MARZO 2012