vitamin a

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vitamin a
VITAMINA A
Le Vitamine Liposolubili
Definizione
Con il termine di vitamine Liposolubili si
intendono un gruppo di nutrienti
essenziali appunto solubili in ambienti
lipofilici
Calssificazione:
Le vitamine Liposolubili sono le seguenti:
Vitamina A
Vitamina D
Vitamina E
Vitamina K
Vitamina A
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La vitamina A fu la prima vitamina liposolubile
ad essere identificata
Tre forme possiedono l’attività della vitamina
A nel nostro organismo: il retinolo, Il retinale,
e l’acido retinoico; che nel loro insieme sono
riconosciuti con il nome di Vitamina A.
C’e’ possibilità d’interconversione tra le
prime due forme, ma una volta formato,
l’acido non può più essere convertito.
Struttura chimica delle tre forme che
possiedono l’attività della vitamina A nel
nostro organismo
Metabolismo
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La vitamina A, introdotta nell’organismo sia come
vitamina A preformata che come derivato dei
carotenoidi, viene assorbita con un meccanismo
simile a quello dell’assorbimento dei lipidi.
Il retinil estere, che è la forma con cui viene
generalmente assunta la vitamina attraverso gli
alimenti, è sottoposto nell’intestino a idrolisi dalla
lipasi pancreatica e da un enzima situato sull’orletto a
spazzola.
Il beta-carotene viene invece trasformato in retinolo
direttamente all’interno dell’enterocita attraverso
l’azione di una diossigenasi
Vitamina A, Assorbimento, Trasporto, Metabolismo
VITAMINA A o RETINOLO
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L’attività biologica della Vitamina A è attribuibile
sia al retinolo sia ai suoi analoghi, detti retinoidi.
Nei vegetali si trovano i suoi precursori, i
carotenoidi, pigmenti di colore giallo-rosso
largamente diffusi in natura (600 tipi). Di questi
solo il 10% possiede un’attività provitaminica ed
il β-carotene è il più diffuso ed attivo.
La qualità delle due fonti di vitamina A non si
equivale, poiché l’efficienza con cui il retinolo
viene assorbito dall’organismo a partire dagli
esteri dei grassi animali è di circa l’80-90%,
mentre l’effcenza di assorbimento dei carotenoidi
dalle fonti vegetali è di solo il 50-60%, ma
soprattutto la loro trasformazione in retinolo è
poco efficente
Fonti Alimentari di Vitamina A
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Gli alimenti di origine animale contengono
soprattutto retinolo, mentre gli alimenti di
origine vegetale contengono carotenoidi.
Il fegato è particolarmente ricco di vitamina A
Anche il latte, i formaggi, le uova, e il burro
contengono quantitativi apprezzabili della
vitamina.
I carotenoidi, inoltre, sono responsabili della
colorazione giallo arancione di determinati
tessuti vegetali; particolarmente ricchi sono
quindi i frutti e gli ortaggi di colore gialloarancione.
Concentrazione di Vitamina A in vari
Alimenti (µg per 100 g di parte edibile)
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Fegato
Latte
Burro
Carote
Melone
Zucca
16500
37
930
1148
189
599
RE
“”
“”
“”
“”
“”
1 RE=1µg di retinolo/6µg β-carotene/12µg di altri
carotenoidi
Attività dell’acido retinoico
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Mentre il retinolo è la forma in cui la
vitamina A viene assorbita, trasportata e
immagazzinata, l’acido retinoico è il
metabolita attivo che esplica le funzioni
della vitamina, ad eccezione del
processo visivo che viene mediato dal
retinale
Attività biologiche della Vitamin A
Inoltre I retinoidi hanno attirato un grande
interesse per la loro attività antiossidante.
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Processo Visivo
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Nei bastoncelli il retinolo
derivante dall’idrolisi degli esteri
viene ossidato a retinale trans,
che si trasforma,
spontaneamente o ad opera di
un’isomerasi, nel suo isomero
11-cis.
L’11-cis retinaldeide si unisce
all’opsina formando il pigmento
visivo rodopsina.
Quando l’11 cis retinaldeide
assorbe un fotone luminoso si
trasforma nell’isomero tutto
trans: questo cambiamento
della conformazione della
rodopsina determina la
generazione di impulsi nervosi
Rodopsina:
  Proteina integrale di
membrana
  7 segmenti
transmembrana,
analoga al recettore βadrenergico
  Parte proteica: opsina
  Gruppo cromoforo:
retinale
  Nella membrana del
disco, non della cellula
hν

Rodopsina lega Δ11-cis-retinale ma non all-trans-retinale
• L’isomerizzazione di Δ11-cis-retinale a all-trans-retinale causa un
cambiamento conformazionale della rodopsina (metarodopsina II)
Accrescimento
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Per un normale accrescimentodel nostro
organismo è necessaria la presenza di
vitamina A.
Insieme al ruolo svolto nella differenziazione
dell’epitelio, la vitamina A regola il
rimodellamento dell’osso, richiesti per la sua
crescita lineare
In condizioni di deficienza si verifica
un’ispessimento dell’osso come
conseguenza della perdita di funzionalità
delle cellule riassorbenti, l’ispessimento delle
ossa del cranio può causare compressioni del
cervello e dei nervi della testa
Differenziamento cellulare
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La vitamina A determina il differenziamento
delle cellule epiteliali e la loro capacità di
secernere il muco
Siti corporei diversi, come la congiuntiva
dell’occhio, la trachea e i polmoni, il tratto di
rivestimento dell’apparato digerente, l’uretra
e la vescica sono tutti dipendenti da
un’adeguata quantità di vitamina A al fine di
mantenere la loro integrità e funzionalità
Vitamina A e funzione immunitaria
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Da molti anni è noto che uno stato di malnutrizione incrementa la
severità delle infezioni e d’altra parte che gravi e/o ripetute infezioni
incrementano il rischio di malnutrizione. Questo è in gran parte dovuto
alla vitamina A. Nel 1928, non lontano dalla sua identificazione, la
vitamina A fu denominata “ la Vitamina anti-infezione”.
Un lavoro scientifico successivo dimostrò che la vitamina A era più
efficace nell’aumentare il recupero da patologie di tipo infettivo
piuttosto che nel prevenirle. Forse fu proprio per questa osservazione
che l’uso terapeutico della Vitamina A divenne un’area di grande
interesse durante il 1930. L’avvento degli antibiotici negli anni 40
raffreddò l’interesse in questa area per molto tempo, che venne
riacceso nel 1980 quando fu dimostrato il ruolo critico che svolgeva la
Vitamina A nel prevenire la mortalità nelle malattie infettive.  
Da un punto di vista immunologico la
carenza di vitamina A può compromettere
sia la risposta immunitaria innata, come le
funzioni della barriera epiteliale (pelle e
tessuti in contatto con l’ambiente esterno
come l’epitelio intestinale e il tessuto
respiratorio), fagociti circolanti (come
neutrofili e macrofagi) e altre cellule
citotossiche, che quella acquisita cioè quella
patogeno specifica mediata dai linfociti B e
T.  
E’ stato dimostrato che una carenza di Vitamina A può
compromettere la barriera mucosale della congiuntiva
dell’occhio così come quella del tratto urogenitale
respiratorio e gastrointesinale. Una delle alterazioni chiave
causate dalla deficienza di Vitamina A è la perdita di
cellule secernenti muco. Questa perdita di muco protettivo
può impedire che i microorganismi patogeni possano
essere intrappolati nel muco ed essere trasportati al di fuori
del corpo. Inoltre la deficienza di Vitamina A può impedire
o rallentare la rigenerazione di tessuti danneggiati da
infezioni di varia natura, favorendo così la penetrazione di
agenti patogeni.
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la deficienza di vitamina A diminuisce il rapporto
Th1/Th2 e quindi aumenta la produzione di INF-γ
e di IL-2 (secrete dalle popolazione di Th1) e
diminuisce la produzione di IL-4, IL-5 e di IL-10
(secrete dalle Th2 e cellule regolatorie Tr). Per
contro ovviamente, il trattamento con alte dose di
retinoidi può incrementare la produzione di
citochine Th2 e diminuire quelle tipiche del
fenotipo Th1 che potrebbe portare effetti benefici
in patologie come la sclerosi multipla, dove esiste
uno sbilanciamento verso le sottopopolazioni Th1.
L’acido retinoico regola l’espressione genica mediante
l’interazione con recettori nucleari specifici
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Il recettore nucleare
RXR può
dimerizzare con il
recettore nucleare
che fa parte dei
Peroxisome
proliferator activated
receptor (PPAR)
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Lo sviluppo dei neutrofili e di altri granulociti da cellule
staminali nel tessuto mieloide nel midollo osseo sono in
parte sotto il controllo di recettori nucleari RAR i cui
ligandi sono riconosciuti essere metaboliti del retinolo, Pazienti con leucemia promielocitica acuta mostrano una
traslocazione che fonde il gene dell’RAR-α con un gene
conosciuto come PML (Leucemia promielocitica). Questa fusione distrugge la normale maturazione dei
neutrofili, facendo scattare la proliferazione dei
promielociti. La terapia a base di acido retinoico in pazienti con questa
patologia può causare una reversione della patologia
attraverso l’azione della vitamina A che permette la
maturazione dei promielociti in neutrofili.
Acido retinoico ed espressione
genica
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Esiste una preferenza di legame verso i
recettori nucleari
il recettore nucleare RAR lega
preferibilmente l’acido retinoico tutto
trans
Il recettore nucleare RXR lega
preferibilmente l’acido retinoico 9 cis
La deficenza di vitamina A
determina:
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Inibizione della crescia
Deformazione delle ossa
Degenerazione degli organi riproduttivi
Cecità notturna
Xeroftalmia
Disfunzioni della risposta immunitaria
Un’eccesso di vitamina A determina:
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Perdita di capelli (alopecia)
Anemia
Inappetenza
Emicrania
Disturbi visivi
Dolori muscolari
Vari sintomi neurologici
Disfunzioni della risposta immunitaria
Malformazioni del feto in gravidanza
(teratogenesi)
GRUPPI A RISCHIO NELLA POPOLAZIONE
ITALIANA E ALTRE OSSERVAZIONI DI
INTERESSE
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Nel caso delle donne in menopausa e a rischio di fratture ossee
e osteoporosi l’assunzione di vitamina A non dovrebbe mai
superare i 1500 microg RE die.
L’introduzione di supplementi di vitamina A e il consumo
regolare di fegato è sconsigliato alle donne che pianificano o
sono già in stato di gravidanza a meno di prescrizione medica.
Inoltre alcuni autori suggeriscono che anche gli anziani
potrebbero essere considerati un gruppo di popolazione a
rischio, soprattutto se in condizioni di alimentazione inadeguata.
Il consumo di alcol comporta una deplezione delle riserve di
vitamina A nel fegato e sembra che tuttavia aumenti la tossicità
della vitamina
Inoltre le carenze di zinco e ferro potrebbero influenzare
negativamente lo stato vitaminico.
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Dato che gli apporti nutrizionali di vitamina A (da fonti animali e
vegetali) nella popolazione italiana potrebbero essere anche al
di sopra dei livelli di assunzione di riferimento si ritiene
inopportuno lo sviluppo di integratori vitaminici o prodotti
fortificati con vitamina A. Ciò è particolarmente importante in
considerazione dei risultati ottenuti in alcuni trial clinici per la
prevenzione primaria e secondaria, riguardo alla
supplementazione con vitamina A e beta-carotene
singolarmente o in combinazione (anche ad altre vitamine).
Da questi studi è emerso che in generale la supplementazione
non ha effetto protettivo, anzi in alcune elaborazioni statistiche è
associata ad un aumento di rischio della mortalità (Bjelakovic et
al, 2007). Pertanto l’uso di supplementi di vitamina A o dei suoi
precursori è sconsigliato nella popolazione sana. Al contrario
sembra auspicabile un aumento del contributo attraverso il
consumo di frutta e verdura fonti di carotenoidi.
Adeguatezza delle VITAMINE
Risultati dell’Indagine INRAN ‘96
LARN
INRAN Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.