Will Smith - Casa Famiglia Gerico

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Will Smith - Casa Famiglia Gerico
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Will Smith
Willard Christopher Smith Jr., questo il suo nome per intero, è nato il 25 settembre del 1968 a
Philadelphia. È il terzo di quattro figli di Caroline e Willard Smith Sr. È cresciuto nella media borghesia di
West Philadelphia nel quartiere di Germantown.
Tutti lo conoscono principalmente come attore ma non tutti sanno che è anche un cantante rap, un
comico e un produttore cinematografico .
È proprio nella musica che comincia la sua carriera: infatti un giorno a una festa conosce un certo Jeff
Townes con il quale inizia a fare canzoni scegliendo come soprannome “Fresh Prince (il Principe )”
ottenendo da subito un grande successo che lo porterà ad arricchirsi molto.
Nel 1989, durante la carriera musicale, era alla ricerca di nuove strade e nuovi stimoli quando incontrò
Benny Medina, che aveva un’idea originale su una sit-com basata sulla sua vita a Bel Air (zona di
Philadelphia). Smith amò subito l’idea, e ci credette pure la NBC ( la tv
americana), che subito iniziò la produzione di Willy, il principe di Bel Air.
La trama era semplice: Will interpretava fondamentalmente se stesso,
un ragazzo di strada di Philadelphia trapiantato a Bel Air, la serie ebbe
un successo clamoroso, negli Stati Uniti e all’estero, andò avanti per
ben sei anni.
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Durante questo periodo prese parte al film “Bad Boys”, la carriera cinematografica di Will proseguì con
“Independence Day”, “Man in Black” e altri.
La definitiva consacrazione alla carriera di attore arrivò con l’interpretazione del
famoso pugile Muhammad Alì nel 2001.
Dopo tutti questi successi fondò una propria compagnia di produzione
cinematografica, la Overbrook Entertainment, attraverso la quale realizza i film
“Hich, lui si che capisce le donne” e “La Ricerca della felicità”.
Grazie alla sua performance in quest’ultimo film, diretto dal regista italiano
Gabriele Muccino, Will riceve la seconda nomination all’Oscar della sua carriera
come Miglior Attore Protagonista.
Nel gennaio 2009 viene distribuito nelle sale italiane il film Sette anime dove
Smith è nuovamente diretto da Muccino.
Smith si sposa nel 1992 e ha il primo figlio, Willard Christopher III, conosciuto come Trey Smith, la copia
divorzia nel 1995.
Nel 1997 Smith si risposa con l’attrice Jada Pinkett dalla quale ha altri due figli, Smith e la sua famiglia
vivono a Miami e Filadelfia.
Assieme alla moglie a fondato un associazione che raccoglie fondi per aiutare i bambini delle famiglie
meno abbienti, Smith ha aiutato le vittime dell’uragano Katrina.
Ama gli scacchi, il basket e i video games. È inoltre un grande fan di Bob Marley, il leggendario cantante
reggae.
Ho scelto di parlare di Will Smith perché penso che oltre ad essere un bellissimo uomo e anche un
eccellente attore che sa interpretare magnificamente sia ruoli comici che drammatici. Inoltre il suo
sguardo dolce e il suo splendido sorriso mi fanno pensare che Will, anche fuori dal set e nella sua vita
privata, possa essere una gran bella persona.
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Lucio Battisti
Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998) è stato un cantautore tra i più
grandi, influenti e innovativi cantanti italiani di sempre, è considerato una delle massime personalità nella
storia della musica leggera italiana. In tutta la sua carriera ha venduto oltre 25 milioni di dischi,
personalizzando e rinnovando, in ogni senso, la forma della canzone tradizionale e melodica.
Lucio Battisti nacque a Poggio Bustone (Rieti) alle ore 13:30 del 5 marzo 1943, la sua famiglia si trasferì
nel 1950 a Roma. A seguito della promozione in terza media o forse della licenza media, Lucio chiese ai
suoi genitori di avere una chitarra e nel luglio del 1962 Battisti, come promesso, si diplomò perito
elettrotecnico e nell’ottobre dello stesso anno iniziò la sua carriera e dopo varie esperienze (Napoli, Roma)
si trasferisce a Milano, dove vivrà per il resto della sua vita, prima nel quartiere popolare del Giambellino,
poi in una villetta di largo Rio de Janeiro e dal 1973 al 1998 (anno della sua morte) in una villa nel
residence Poggio di Coraldo a Molteno, (in Brianza).
Nel 1965 viene notato da Christine Leroux (editrice musicale) che gli procurò un incontro con l’autore
Giulio Rapetti, in arte Mogol. Riguardo a questo primo incontro, Mogol ha raccontato di non essere
rimasto particolarmente impressionato dalle canzoni che Lucio gli aveva proposto, ma di avere comunque
deciso di collaborare con lui per la sua umiltà nell’ammettere i propri limiti, la voglia di fare e di
migliorarsi.
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Nel 1966 fu lo stesso Mogol a insistere perché Battisti, che dubitava delle
proprie doti vocali, cantasse in prima persona.
Nel 1967, Mogol e Battisti sono gli autori del brano “29 settembre”
interpretato dall’Equipe84, più volte trasmesso nel programma radiofonico
Bandiera Gialla, che si classificò al primo posto della hit parade. Sempre
nel 1967 furono autori di altre canzoni interpretate da gruppi o cantanti
diversi come Nel cuore e nell’anima, Uno in più.
Nel 1968, pubblica il singolo Prigioniero del mondo/Balla Linda, di
maggiore successo è Balla Linda, canzone melodica che Battisti portò al cantagiro 1968, classificandosi
quarto; di questa canzone fu fatta una versione in inglese, con il titolo modificato in Bella Linda, che ebbe
notevole successo anche negli Stati Uniti.
Nel 1969 partecipa al Festival di Sanremo, con la canzone “Un’avventura”, dove riesce a conciliare la
melodia italiana con le atmosfere e i suoni del rhythm and blues. La partecipazione a Sanremo aumentò di
molto la sua popolarità, ma lo espose anche a critiche di vario genere. Il 31 gennaio pubblica il singolo
“Un’avventura/Non è Francesca”.
Il 4 marzo 1969, esce il suo primo album intitolato “Lucio Battisti”. Il 28 marzo pubblica “Acqua azzurra,
acqua chiara”, che diventerà un tormentone estivo nell’estate 1969: con questa canzone Battisti arriva terzo
al Cantagiro 1969 e vince il Festivalbar di quell’anno. Durante l’estate esegue il suo primo tour, composto
di 21 serate. Sempre durante il periodo estivo Battisti fonda, insieme a Mogol, una casa discografica
indipendente, la Numero Uno.
Il 14 ottobre pubblica il terzo singolo dell’anno, “Mi ritorni in mente/7 e 40”. Tra i singoli che pubblica
quell’anno, questo è quello che incontra il successo maggiore ed arriva anche al primo posto in Hit parade.
Sebbene sia abbastanza disponibile a rilasciare interviste ai mass media, già in questo periodo inizia a
delinearsi il suo carattere: in un’intervista relativa al suo fidanzamento con Grazia Letizia Veronese,
seppure in tono scherzoso, definisce i giornalisti dei “dannati curiosi”, inizia a manifestare il desiderio di
privacy e di non essere costantemente sotto i riflettori.
Dal 1969 e per tutti gli anni ’70, Lucio Battisti raggiunge il culmine della popolarità e del successo. I suoi
album sono costantemente tra i primi posti nelle classifiche di vendita.
Nel 1973, caso raro nella storia discografica italiana, riesce a conquistare il primo ed il secondo posto in
classifica con “Il mio canto libero” e “Il nostro caro Angelo”.
Durante il 1970 compone “Sole giallo, sole nero” e “Io ritorno solo”, per la Formula 3.
Il 2 settembre 1970 Battisti vince il Festivalbar con la canzone “Fiori rosa fiori di pesco”.
Ad aprile 1971 Battisti pubblica il singolo “Pensieri e parole/Insieme a te sto bene”.
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In questo anno la stampa inizia a lamentare la calante disponibilità di Battisti a essere intervistato e
fotografato, così il 27 aprile si esibisce al Circolo della stampa di Milano appositamente per i giornalisti e
le loro famiglie, accompagnato da Mario Lavezzi alla chitarra e Mogol, con lo scopo di fare capire che non
si tratta di avversione personale contro i giornalisti ma solo della sua volontà di essere giudicato
unicamente per la sua musica.
Il 1° maggio 1971 partecipa alla trasmissione televisiva Teatro 10, dove canta in playback “Pensieri e
parole” in un video molto originale che mostra in sovrapposizione due immagini di Battisti che cantano le
due parti della canzone mentre canta dal vivo con la chitarra “Eppur mi son scordato di te”.
Sempre nel mese di luglio di quell’anno pubblica l’album “Amore e non amore”, accompagnato dal
singolo “Dio mio no/Era” che viene censurato a causa di frasi inaccettabili contenute nel testo di quella
canzone.
Durante questo anno scrive canzoni per diversi cantanti e gruppi musicali.
Tra il 1972/1973 inizia a rifiutarsi di posare per fotografie e rilasciare interviste; dichiara di preferire l’olio
di ricino alla televisione; la stampa lo accusa di essere incoerente alle sue dichiarazioni e di avere scelto di
non farsi più intervistare solo per attirare l’attenzione e farsi pubblicità.
Nel 1973 nasce il figlio Luca. Le reazioni della stampa a questo evento causeranno la definitiva rottura tra
Battisti e i giornalisti.
Nel periodo successivo la stampa non allenta la presa, anzi la ricerca dello scoop assume sempre di più
l’aspetto di una caccia.
Il suo distacco dalla stampa e dalle esibizioni dal vivo diventa, a questo punto, totale: sul finire dell’anno,
arriva infatti a rifiutare un’intervista per Enzo Biagi e a rifiutare una richiesta di Gianni Agnelli, che gli
chiese di esibirsi al Teatro Regio di Torino in uno spettacolo.
Alla fine del 1974, ispirato da un viaggio in Sudamerica con Mogol, Battisti pubblica “Anima latina”,
probabilmente il suo disco più ambizioso, complesso e sfaccettato. E’ un disco che, come dirà lo stesso
Battisti, è votato alla valorizzazione del ritmo, reso a tratti ossessivo nelle sezioni per fiati, cori e
percussioni.
Tra maggio e giugno del 1975 parte per un viaggio negli Stati Uniti visitando le principali città. Durante
questo periodo Battisti assorbe le novità musicali nello stile e nella tecnica di registrazione, in particolare le
sonorità della disco music. Gli viene proposto di realizzare un album con i suoi maggiori successi cantati in
inglese per conquistare il mercato statunitense.
Battisti, dopo il primo album in inglese, prosegue questa sua esperienza e pubblica gli album in entrambe le
lingue (italiano/inglese).
Nell’agosto 1998 si diffonde la notizia del ricovero di Battisti in una clinica milanese. Durante il ricovero
per volere della stessa famiglia, non viene diffusa alcuna notizia, le sue condizioni però si aggravano e il 9
settembre, a soli 55 anni avviene il suo decesso.
A distanza di anni, la popolarità di Battisti rimane ancora alta: i suoi brani vengono spesso interpretati dagli
artisti della scena musicale attuale e album o raccolte di suoi brani sono tornati nelle classifiche dei dischi
più venduti.
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Zumba è una lezione di fitness di gruppo che utilizza i ritmi e i movimenti della musica afro-caraibica,
mixati con i movimenti tradizionali dell’aerobica. Fu creata dal ballerino e coreografo Alberto “Beto”
Perez alla fine degli anni 1990 in Columbia.
Ha come obiettivo principale creare un alto consumo calorico grazie alla sua intensità variabile. Inoltre
le musiche e le coreografie hanno lo scopo principale di divertire il praticante in modo da fargli
dimenticare lo sforzo fisico. A maggio 2012 era diffusa in 125 paesi del mondo e contava 12 milioni di
praticanti.
La zumba è una disciplina in continua evoluzione; negli ultimi anni, inizia a trarre ispirazione anche
dalla musica pop-commerciale, hip-hop, soca dance, samba, salsa, merengue, mambo e arti marziali.
La sua popolarità è dovuta anche al fatto che diversi VIP hanno dichiarato di praticarla.
Zumba fitness: cos’è e a cosa serve?
Muoversi a ritmo di zumba fitness serve per divertirsi, sfogarsi, tonificare i muscoli e bruciare davvero
parecchie calorie: è la moda del momento, in tema di palestre, a cui migliaia di italiani non hanno saputo
dire di no. E’ un vero e proprio allenamento. La zumba fitness è anche molto di più, perché abbina
perfettamente la voglia di divertirsi con l’esercizio fisico, la necessità di
scrollarsi di dosso stress e tensioni con il bisogno di tenersi in forma.
Le caratteristiche:
Lo
slogan
che ha reso famosa questa nuova interpretazione
dell’esercizio fisico “ non è un allenamento, è una festa”.
Il suo inventore ha preso il meglio dall’ aerobica e la parte più
divertente della tradizione e della cultura sudamericana: la musica latina,
con i suoi ritmi coinvolgenti e travolgenti. Ha “shakerato” il tutto ed ha
ottenuto un mix davvero esplosivo.
La zumba fitness è proprio questo, il risultato di una unione ben dosata
di due elementi principali, l’aerobica e la musica latino-
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americana, che assicura l’allenamento per i muscoli, ma anche una buona dose di divertimento. Ecco la
formula vincente di questa disciplina, che registra un boom di fans anche in Italia.
I benefici:
La zumba fitness è un vero concentrato di benefici e vantaggi, sia per il fisico, sia per la mente. Al passo
di zumba si possono dimenticare anche stress e tensioni, scrollandosi di dosso tutte le ansie e le
preoccupazioni, ma anche ritrovando una buona carica di energia.
Le calorie non si bruciano, si “polverizzano” durante una lezione di zumba, infatti, con una sessione
media di zumba fitness, da 50 minuti o un’ora, si possono smaltire fino a 800-900 calorie, che , in vista
della prova costume, fanno davvero sempre comodo, soprattutto per perdere peso.
Volersi mantenere in forma è uno dei principali obiettivi della società odierna. Lo stress, i pasti veloci e
non sani, la vita sedentaria in ufficio non rendono facile questo compito e quindi piuttosto che con ore
solitarie e spesso noiose dedicate agli attrezzi in palestra, la soluzione è la zumba che non è altro che una
sorta di fitness-dance, che nasce dalla fusione di aerobica e ballo latino. Nata nei primi anni 90’ e poi
espansa a macchia d’olio, quest’ attività permette di allenare il corpo divertendosi.
E’ stato dimostrato che l’alternarsi di balli veloci e lenti accelera il metabolismo e elimina il colesterolo
cattivo ed aumenta l’efficienza del sistema respiratorio e del sistema cardiovascolare a beneficio di cuore
e arterie.
A secondo del tipo dei partecipanti si è sentita l’esigenza di sviluppare programmi specifici.
Eccone alcuni esempi:
zumba fitness: classica ginnastica per dimagrire, serve a smaltire i grassi, tonificare e rassodare
zumba toning: è per lo svolgimento di alcuni movimenti
zumb atomic: ideato per i bambini dai 4 ai 12 anni, utilizza come base un ritmo più lento
zumba gold: pensato per gli over ’50, con l’utilizzo di brani musicali meno ritmati e movimenti lenti e
graduali
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aqua zumba: il “ party in piscina” contempla le discipline acquatiche tradizionali sicure e stimolanti,
salutari per il cuore, tonificanti per il corpo e, soprattutto , divertente.
Ho scelto questo argomento perché ho frequentato i corsi di zumba e mi sono divertita molto nel farlo.
Mi è servito molto per muovermi e per snellire gambe e fianchi, ma anche per sfogarmi.
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La storia del Milan
Il Milan Foot-Ball and Cricket Club viene fondato ufficialmente il 16 dicembre 1899.
La sede viene inizialmente stabilita presso la Fiaschetteria Toscana di Via Berchet a Milano.
La formazione disputa una sola partita contro il Torino alla sua prima stagione di attività ufficiale, ma nel
1900/1901 conquista già il suo primo scudetto. In breve tempo il
Milan diventa la squadra più seguita in Lombardia e il secondo
scudetto arriva solamente nel 1905/1906 e a questo si aggiunge
subito il terzo la stagione successiva. Dopo travagliate vicissitudini
societarie la presidenza passa a Pietro Pirelli, a tutt'oggi il
Presidente più longevo della storia del Club.
Risale a questo periodo anche l'inaugurazione dello stadio di San
Siro.
Nel 1963 il nome della Società cambia da Milan F.C. a Milan
Associazione Sportiva e, dopo diversi avvicendamenti ai vertici societari, la presidenza passa a Umberto
Trabattoni che resta in carica dal 1940 al 1954. La squadra ha alti e bassi e solo raramente si posiziona ai
vertici della classifica.
Con l'arrivo di Gipo Viani alla guida della squadra, il Milan vince lo scudetto nella stagione 1956/57. Alla
già competitiva rosa della squadra si aggiunge, nel 1958, José
Altafini: il brasiliano conquista da subito il favore del pubblico e,
insieme al "vecchio" capitano Liedholm, a Cesare Maldini e
all'indimenticabile Pepe Schiaffino, vince il titolo italiano dopo un
testa a testa emozionante con la Fiorentina.
Mentre gli anni precedenti erano stati caratterizzati dal predominio di
calciatori stranieri, questo decennio 60/70 vede come protagonisti
calciatori italiani che acquisteranno anche fama a livello
internazionale, a partire da Gianni Rivera. L'arrivo in panchina di
Nereo Rocco segna l'inizio di un nuovo corso, caratterizzato da successi in tutte le competizioni.
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Il più emozionante è però senza dubbio la conquista della prima
Coppa dei Campioni nella stagione 1962/63: il 23 maggio 1963
Cesare Maldini solleva al cielo il trofeo conquistato grazie alla
vittoria 2-1 sul Benfica in finale.
Altra stagione indimenticabile è quella del 1967/68: il Milan
vince lo scudetto, partecipa alla Coppa dei Campioni la stagione
successiva, vince il trofeo e conquista anche l'Intercontinentale,
la prima della sua storia. In conclusione di decennio Gianni Rivera conquista, primo
italiano nella storia del calcio, il Pallone d'Oro, il più prestigioso riconoscimento a
livello personale per un calciatore.
Il periodo 70/85 è uno dei più bui della storia del Club e lascia al Milan solo poche soddisfazioni: in cima a
tutte la conquista della Stella nel 1979, a testimonianza dei dieci titoli nazionali vinti. Dopo ciò Gianni
Rivera lascia il calcio giocato, ma rimane in seno alla Società con la carica di Vice Presidente. I primi anni
Ottanta sono da dimenticare per i tifosi milanisti (due campionati di Serie B), ma vedono anche l'esordio in
rossonero di una delle bandiere del Milan di oggi, Paolo Maldini.
Nel 1986 Silvio Berlusconi viene nominato 21° Presidente del Milan. Il Presidente decide di rifondare la
squadra e si rivolge con decisione al mercato, tanto che già nel 1987 arriva la stagione della riscossa.
Arriva in panchina Arrigo Sacchi, profeta della zona, del calcio totale, del pressing e della velocità e, con
lui, gli olandesi Van Basten e Gullit. In campionato il Milan, dopo mesi di testa a testa col Napoli,
conquista il suo 11° Scudetto proprio nello scontro diretto del primo maggio al San Paolo. Dopo Gullit e
Van Basten, un altro olandese, Frank Rijkaard, si aggiunge alla squadra dando vita all'indimenticabile trio.
La stagione 1988/89 è dedicata all'Europa: in Coppa dei Campioni il Milan trionfa a Barcellona davanti a
un pubblico quasi totalmente rossonero. Sacchi porta poi il Milan a trionfare anche a livello mondiale,
conquistando per ben due volte la Coppa Intercontinentale. Nel 1992/93 Sacchi lascia la panchina a Fabio
Capello e il Club di Via Turati si dedica ai successi nazionali. La squadra conquista infatti quattro scudetti
(di cui tre consecutivi), tre Supercoppe di Lega, una Champions League e una Supercoppa Europea.
La fine degli anni Novanta non è però all'altezza dell'inizio: il Milan, sulla cui panchina si succedono
diversi tecnici, ridimensiona il proprio peso in Italia e in Europa ed è solo con Alberto Zaccheroni che, nel
1999, conquista il 16° Scudetto, proprio nell'anno in cui ricorreva il centenario della Società. L'arrivo di
Carlo Ancelotti alla guida della squadra ha aperto per i rossoneri un nuovo ciclo vincente in Italia e in
Europa, con la conquista, fra gli altri trofei, del 17° Scudetto e di due UEFA Champions League, l'ultima
delle quali vinta durante la stagione 2006/07. Nella stagione 2009/10, al super titolato Mister Ancelotti è
subentrato Leonardo, che per un anno ha ricoperto il ruolo di allenatore, dopo 13 anni già passati nel
mondo Milan, prima da calciatore, poi da dirigente. Il dopo Leonardo, vede guidare la formazione
rossonera da Massimiliano Allegri, che per la stagione 2010/2011 avrà a disposizione un attacco stellare:
Pato, Ronaldinho e i nuovi acquisti, fortemente voluti dal Presidente Berlusconi, Ibahimovic e Robinho.
Nella prima stagione di Allegri il Milan torna al successo in campionato dopo 7 anni; al termine della
seconda stagione con il livornese in panchina, in cui il Diavolo conquista la sua sesta Supercoppa italiana,
lasciano il club diversi giocatori protagonisti dei successi targati Ancelotti.
La stagione 2011-2012 inizia con la vittoria, ad agosto, della sesta Supercoppa italiana conquistata a
Pechino battendo 2-1 l’Inter in rimonta.
Il Milan dopo questo trionfo ritorna ad essere la squadra detentrice del record di successi in tale
competizione.
Le principali operazioni della sessione estiva di mercato riguardano l’ingaggio del difensori Philippe
Mexès l’attaccante diciannovenne Stephan El Shaarawy e i centrocampista Alberto Aquilani ( in prestito) e
Antonio Nocerino.
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Nel mercato di gennaio arrivano Mario Balotelli, dal Manchester City, e Alessandro Matri.
Nel mese di gennaio del 2014 Allegri viene sostituito sulla panchina dall’ex giocatore Clarence Seedorf.
Colori
Durante tutta la sua storia il Milan ha avuto come colori distintivi il rosso e il nero.
Tali colori furono scelti,come disse Kilpin per rappresentare il fuoco dei diavoli milanisti ( rosso) e la
paura degli avversari nell’affrontarli (nero).
I giocatori indossano una maglia a strisce rosse e nere, motivo per il quale fu dato loro il soprannome di
rossoneri, pantaloncini bianchi e calzettoni neri.
La divisa in trasferta è sempre stata di colore bianco
Simboli ufficiali
Per diversi anni il logo del Milan fu semplicemente la bandiera di Milano.
Un altro soprannome che deriva dai colori della società è Il Diavolo e di conseguenza come logo della
società fu usata anche l’immagine di un diavolo rosso alla destra di una stella.
[Stemma del Diavolo negli anni venti]
sulla
Logo del Milan in uso dal 1994
Lo stemma riporta i colori sociali rosso e nero a sinistra e la bandiera del Comune di Milano
destra, con l’acronimo ACM sopra e l’anno della fondazione ( 1899) sotto.
Logo del centenario rossonero del 1999
Mascotte del Milan dal 2006
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Strutture
Stadio
Nei primi anni dopo la sua nascita il Milan giocò le partite casalinghe in diversi campi.
Dal 1926 il Milan gioca le partite casalinghe nello stadio Giuseppe Meazza, noto soprattutto come San
Siro.
Centro di allenamento
Il campo di allenamento del Milan è il centro sportivo di Milanello, situato in provincia di Varese.
Società
L’Associazione Calcio Milan è anche uno dei membri fondatori dell’Associazione dei Club Europei,
organizzazione internazionale composta dai principali Club calcistici.
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Barzellette
sul
Milan
Forno a microonde
Whirlpool: siamo lieti di presentarvi il nostro nuovo forno a microonde.
Si chiama Liverpool e cuoce 11 polli in 7 minuti…
Dopo Liverpool – Milan
E la cocente delusione di Istanbul e i 3 gol da polli incassati in 7 minuti, Carlo Ancelotti è stato esonerato.
Il Milan ha già trovato il nuovo allenatore: Francesco Amadori.
Sotto la bandana
Berlusconi continua a sollecitare il mister Ancelotti perché impieghi le due punte nel Milan.
Strani i casi della vita: è l’unico calvo col problema delle doppie punte!
Prima pagina
La Gazzetta dello Sport “ il Milan spinge per Kakà”.
La creazione
Al sesto giorno Dio crea gli uomini e i diversi popoli.
Quando arriva ai milanesi, decreta: “ gli abitanti di Milano avranno tre doni: l’onestà, l’intelligenza e la
fede milanista”.
Più tardi, quando ha davanti a sé i primi milanesi, Dio si rende conto di essere stato eccessivamente
liberale con questo popolo.
Perciò, per equità verso gli altri, introduce una ulteriore norma: “ ciascun milanese potrà avere solo due
dei tre doni elargiti al suo popolo”.
Ecco spiegato perché ci sono solo milanisti intelligenti ma non onesti e persone intelligenti e oneste
ma non milaniste!
Ho scelto, di parlare del Milan perché è la mia squadra preferita del cuore.
FORZA MAGICO MILAN
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La Pallacanestro
La pallacanestro, conosciuta anche come basket fu creata dal dottor James Naismith. È uno sport di
squadra in cui due formazioni di cinque giocatori ciascuna si affrontano per segnare con un pallone nel
canestro avversario.
Dalla fine del XIX secolo, il basket si è diffuso in tutto il mondo grazie alla Federazione Internazionale
Pallacanestro ed è uno sport olimpico dalla XI Olimpiade.
Ispirato al gioco canadese duck-on-a-rock, regolato da tredici norme, il 21 dicembre 1891 fu disputata la
prima partita della storia della pallacanestro. All’inizio come canestro usavano un cesto di vimini e quando
la palla entrava si usava una scala per riprenderla.
Lo sport divenne popolare negli Stati Uniti in brevissimo tempo, cominciando subito dopo a diffondersi in
tutto il mondo. Attraverso la rete degli ostelli YMCA, nel 1946 nacque negli USA la National Basketball
Association (NBA) con lo scopo di organizzare le squadre professionistiche e rendere lo sport più popolare.
Le partite di pallacanestro vengono giocate al coperto in impianti detti
palazzetti dello sport, il campo di gioco è un rettangolo largo 15 metri e
lungo 28 con il pavimento in legno (obbligatorio per le competizioni più
importanti), gomma o sintetico delimitato da linee.
Per il gioco , sono necessari due tabelloni e due canestri posti all’interno
del
campo di gioco sorretti da sostegni che rimangano all’esterno delle linee
del
campo.
La palla del basket, detta palla a spicchi, è di materiale sintetico per facilitare la
presa dei giocatori. Dalla stagione 2004/2005 la FIBA ha adottato un pallone
disegnato da Giugiaro con delle strisce chiare accanto al classico arancione per
migliorarne la visibilità. Sono necessarie altre attrezzature come il cronometro di
gara collegato ad un tabellone luminoso per segnare anche il risultato,
apparecchio dei 24 secondi , tempo massimo di un’azione di gioco; altro
cronometro è quello per le sospensioni. Oltre a ciò si usano le palette per indicare
il numero dei falli e per il bonus.
Il gioco
La gara viene disputata da due squadre composte da cinque giocatori ciascuna .ogni squadra dispone di un
numero di riserve che può variare da 5 a 7che possono sostituire, senza limitazioni, giocatori titolari ed
essere al loro volta sostituite.
La partita
Lo scopo è quello di realizzare punti facendo passare la palla all’interno dell’anello del canestro avversario
e di impedire ai giocatori dell’altra squadra di fare altrettanto ( fase difensiva).
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Ogni partita dura 40 minuti suddivisi in 4 periodi di 10 minuti ciascuno, tra il 2° e 3° tempo viene
effettuato un intervallo di 10 15 minuti. La squadra vincente è quella che ha realizzato il maggior numero
di punti alla fine del 4° periodo di gioco; in caso di parità la gara si prolunga di altri 5 minuti, procedendo
con ulteriori tempi supplementari ad oltranza. La gara viene interrotta prima dei 40 minuti se una delle due
squadre non può schierare due giocatori perché gli altri sono stati espulsi per aver commesso 5 falli.
Punti
Il conteggio dei punti è così suddiviso:
•
1 punto ogni canestro fatto eseguendo un tiro dalla linea dei tiri liberi.
•
2 punti per ogni canestro fatto eseguendo un tiro all’interno dell’area delimitata della linea dei 3
punti
•
3 punti per ogni canestro fatto eseguendo un tiro all’esterno dell’area dei 3 punti
Se un giocatore subisce il fallo durante un tiro e lo segna comunque, i due o tre punti sono validi e si
aggiunge un tiro libero. Nel caso il giocatore non segnasse, viene assegnato un numero di tiri liberi pari al
valore del canestro non segnato.
Infrazioni
Quando un giocatore di pallacanestro infrange il regolamento, gli arbitri devono fischiare un fallo o una
violazione.
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LA PALLACANESTRO IN ITALIA
Nel 1919 si ebbe il primo incontro nei giardini della Villa Reale
di Monza.
Al 1921 risale la fondazione della Federazione Italiana
pallacanestro.
Una diffusione più capillare dello sport si ebbe però solo dopo la
seconda guerra mondiale in seguito all’arrivo delle truppe di
liberazione.
La squadra più titolata è l’Olimpia Milano, vincitrice di 25 scudetti, davanti alla Virtus Bologna vincitrice
di 15 titoli e alla Pallacanestro Varese con 10.
I RUOLI
Dagli anni 80 le posizioni dei giocatori in campo si sono evolute, diversificando ognuno dei 5 giocatori in
campo:
Playmaker: è chi chiama gli schemi offensivi della squadra. Le caratteristiche di questo ruolo sono la
grande visione di gioco e la capacità di servire i compagni con passaggi smarcanti .
Guardia tiratrice : è il giocatore dotato del miglior tiro della squadra. Spesso i compagni fanno blocchi per
permettergli di tirare più libero
Ala piccola è un ruolo ricoperto da un giocatore molto dotato fisicamente, in grado di marcare sia
avversari piccoli e veloci che alti e pesanti. In attacco viene definito “giocatore a due dimensioni” perchè in
grado di giocare lontano dal canestro sfruttando il suo tiro dalla distanza , sia di prendere posizione vicino
al ferro se marcato da avversari più piccoli .
Ala grande o forte : generalmente è un giocatore di alta statura e con discreta velocità di piede . Oggi nella
pallacanestro si tende ad avere ali forti con eccellente tiro da fuori al contrario del passato dove si puntava
su forti rimbalzisti e giocatori d’area .
Centro o pivot è il giocatore più alto e pesante della squadra che gioca nel cuore dell’area. I suoi movimenti
palla in mano sono ”spalle a canestro“. Sfruttando la sua mole deve prendere la maggior parte dei rimbalzi,
cercare di stoppare gli avversari e portare blocchi per liberare i propri compagni .
FONDAMENTALI ED ALTRI MOVIMENTI IMPORTANTI
Alcuni movimenti fondamentali sono: palleggio , passaggio ,tiro e i movimenti difensivi
Il palleggio è il fondamentale di base . Il giocatore che porta avanti la palla deve necessariamente
palleggiare. A partire dal momento nel quale compie il primo passo e va fatto con una sola mano.
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Il passaggio della palla a un compagno è estremamente importante, infatti la difesa avversaria cercherà di
intercettare la palla anticipando gli avversari per evitare o rendere difficile la ricezione di un passaggio.
I VARI TIPI DI PASSAGGI:
•
I passaggi a due mani: sono in genere più diretti e semplici da effettuare e ricevere ma anche più
facili da intercettare per la difesa .
•
Il passaggi a una mano: sono certamente rapidi e quindi è necessaria una maggiore abilità e tecnica
per effettuarli.
•
No Look: si può fare a una o due mani ed è un passaggio molto spettacolare. Consiste nel passare
la palla a un compagno guardando da un’altra parte, per confondere la difesa.
•
Il passaggio consegnato: è un tipo particolare di passaggio che avviene con un giocatore che
prende la palla direttamente dalle mani del compagno.
I VARI TIPI DI TIRI:
•
Tiro in sospensione: È il tiro fondamentale d’ attacco . A volte si tira saltando e lasciando la palla
quando si è in aria evitando così l’interferenza di un avversario . La forza del tiro non proviene
dalle braccia ma , bensì, dal polso e dalle gambe che hanno un ruolo importante nella possibile
realizzazione di un canestro, la mano che non tira va tenuta di fianco al pallone.
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•
Terzo tempo: È un tiro in corsa ed è la tecnica che permette di effettuare un tiro in avvicinamento al
canestro avversario. L’esecuzione consiste di due appoggi di piede e di un salto “terzo tempo” dove
si appoggia al tabellone o si tira direttamente a canestro la palla, è l’unico caso dove è permesso di
compiere più di un passo senza palleggiare .
•
Schiacciata: È la conclusione più spettacolare
della pallacanestro . dopo la schiacciata il
giocatore non può rimanere appeso al ferro,
salvo per non cadere addosso ad un altro
giocatore , altrimenti il giocatore viene
sanzionato con un fallo tecnico.
•
Alley- oop: È una giocata che necessita di una buona coordinazione, doti atletiche e affiatamento tra
due compagni. Un giocatore effettua un passaggio alto, normalmente non teso, verso il ferro (senza
tirare), mentre un compagno salta, afferra la palla al volo e la schiaccia o appoggia al canestro.
•
Rimbalzo: è un fondamentale importante tanto in difesa, dove dà l’opportunità di ripartire in
contropiede, quanto in attacco, dove offre una seconda possibilità di tiro. Consiste nell’afferrare la
palla dopo un tiro sbagliato.
•
Tap-in: se un giocatore salta a rimbalzo e, mentre è ancora in aria, corregge la palla a canestro.
Questa azione può essere fatta apposta per fare un passaggio e tiro o un assist.
•
Tap-out: movimento simile al tap-in nel quale la palla, dopo essere rimbalzata nel ferro, viene
spinta fuori dall’anello da un giocatore saltato a rimbalzo. Un giocatore evita che la palla entri nel
canestro togliendola da esso: se questo gesto viene
compiuto prima che la palla tocchi il ferro il canestro verrà
considerato valido.
•
Stoppata: La stoppata è una giocata difensiva che consiste
nel fermare un tiro avversario solo dopo che il giocatore ha
già lasciato la palla (se la palla viene stoppata sulla mano
dell’avversario si verifica un fallo.
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IL BLOCCO
In molti schemi della pallacanestro si sfruttano i blocchi: un compagno di squadra si mette davanti
all’avversario che vi sta marcando, dandovi la possibilità di sfruttare il blocco e lasciare sul posto il diretto
avversario. Se si cerca di ostacolare il difensore muovendosi è un fallo.
IL TAGLIO
Il taglio è il movimento compiuto da un giocatore senza la palla verso il canestro, al fine di ricevere un
assist ed andare facilmente a segnare.
ATTACCO
L’attacco nella pallacanestro non si basa su giocatori di ruolo specifici, ma anche quello è di squadra.
Solitamente ogni squadra ha determinati schemi per attaccare che per difendere.
DIFESA
La difesa nel basket è un mezzo tecnico fondamentale per vincere le partite. Esistono tre tipi di difesa: sul
portatore di palla, sul giocatore senza palla e le la difesa basata sulla conquista dei rimbalzi.
•
Difesa a uomo: nella difesa a uomo, ogni giocatore al compito di fronteggiare direttamente un
avversario specifico, e di seguirlo per tutta la durata dell’azione.
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•
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Difesa a zona: nella difesa a zona, ogni giocatore ha il compito di sorvegliare e difendere una zona
di competenza, qualunque avversario vi si trovi.
LA MIA ESPERIENZA PERSONALE
Il primo sport che ho praticato è stato il nuoto, che ho svolto per
anni da quando ero piccolo. Un giorno i miei genitori mi
proposero di provare a cambiare sport, in particolare il basket.
È stato amore a prima vista. Mi sono appassionato da subito e da lì
non riesco più a smettere. Le sensazioni che mi trasmette la
pallacanestro sono uniche. Quando ho la palla in mano, quando
tiro a canestro, quando palleggio o quando segno sentendo il
suono della retina frusciare mi sento in un’altra realtà dove tutto
è bellissimo e sono davvero felice.
Ho la fortuna di giocare nella Sesamo Basket , la mia squadra. Ci
alleniamo a Mazzo di Rho ( in provincia di Milano ) una volta alla
settimana ( il giovedì ) e abbiamo la partita solitamente la
domenica. I miei compagni di squadra sono fantastici e mi trovo
bene con loro. C’è una forte chimica di squadra tra di noi e infatti
siamo primi in classifica. Insieme abbiamo vinto molte coppe e medaglie. In questo periodo ci stiamo
allenando in vista di un torneo a Monza. Speriamo di vincere anche questo.
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Il basket ha cambiato molto la mia vita, ovviamente in modo positivo. Non so come sarebbe senza la
pallacanestro e sinceramente non ci voglio nemmeno pensare . Va benissimo così.
Fatemi l’in bocca al lupo per il torneo e non dimenticate di tifare sempre per la Sesamo Basket! Un
abbraccione a tutti quantiii!!!
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I CINQUE SENSI
Per poterci muovere nell’ambiente abbiamo bisogno di conoscerlo e questo ci è possibile grazie agli organi
di senso: vista, udito, tatto, gusto e olfatto.
Essi sono degli apparati in grado di trasformare le informazioni esterne in impulsi nervosi e quindi
comunicarle direttamente al sistema nervoso centrale.
Gli organi di senso sono costituiti da cellule nervose specializzate, che vengono eccitate da stimoli adeguati:
nel caso della vista la luce, per il tatto la pressione meccanica, per l’udito le vibrazioni dell’aria, per il gusto
e l’olfatto particolari molecole chimiche.
L’occhio
La vista è sicuramente l‘apparato più complesso fra i cinque sensi ed è costituito dall’occhio che può essere
paragonato a una camera oscura che proietta su una sorta di schermo, la retina, le immagini provenienti
dall’esterno.
La retina poi è in grado di trasformare queste immagini in impulsi nervosi che attraverso il nervo ottico
giungono al cervello.
Per mezzo dell’occhio e grazie alla luce si percepiscono numerosi aspetti del mondo circostante e
precisamente :
la forma delle cose.
l’intensità della luce riflessa dagli oggetti, per cui ne percepiamo le ombre, i chiaroscuri e i
particolari.
i colori dell’iride.
la grandezza degli oggetti
la distanza degli oggetti.
Gli occhi sono organi contenuti in due cavità del cranio, le orbite oculari poste, ai lati della radice del naso
simmetricamente rispetto alla linea mediana del corpo.
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Lo sviluppo della vista
Gli occhi di un bambino sono sensibili alla luce quando ancora si trova all’interno del grembo materno.
Lo dimostra il fatto che al settimo mese di gravidanza, se si punta una luce forte (ad esempio una torcia)
sull’addome della mamma durante un’ecografia, si può osservare che il feto reagisce alla luce socchiudendo
le palpebre.
Quando il bambino nasce la sua retina (quella parte dell’occhio che cattura le immagini e le trasmette,
attraverso il nervo ottico, al cervello) è già in grado di funzionare permettendogli di cogliere la differenza tra
zone chiare e zone d’ombra (ad esempio le sopracciglia ed i capelli della mamma).
Il piccolo non è ancora capace di controllare i movimenti degli occhi e non riesce a mettere a fuoco le cose
che vede: non è in grado di aumentare o diminuire la curvatura del cristallino, cioè del processo di messa a
fuoco delle immagini.
E’ solamente dopo due settimane di vita che il piccolo inizia in parte a coordinare i muscoli oculari
riuscendo a mettere a fuoco oggetti situati a 20-25 cm dai suoi occhi, alla distanza in cui si trova il volto
della mamma quando viene allattato: è come se lo sguardo del neonato si focalizzasse su quello che è
veramente importante per lui, vale a dire la fonte principale del nutrimento e dell’affetto.
Tutto ciò che si trova ad una distanza maggiore appare sfuocato e il bambino vede solo forme imprecise, in
diverse tonalità di grigio perché non è ancora in grado di distinguere i colori.
Il bambino distingue molto bene la luce dal buio e reagisce al chiarore chiudendo le palpebre.
Dopo il mese di vita il piccolo diventa capace di soffermare il suo sguardo su un oggetto preciso.
Inoltre è in grado, per pochi attimi, di seguire il lento spostamento di uno oggetto posto a 20 cm dagli occhi.
Spesso il bambino appare strabico, cioè non mantiene dritti gli occhi, che possono incrociarsi o deviare verso
l’esterno; il piccolo è capace di cogliere i contorni del viso e sorride a qualsiasi volto.
Verso i tre mesi il bambino osserva, con più attenzione, l’ambiente che lo circonda girando il capo, riconosce
il volto della mamma e inizia a scoprire i colori; affascinato dalle tinte forti e dalla luce, verso i quattro mesi
di età è capace di distinguere il rosso, il verde e il blu.
A cinque mesi la vista del bambino riesce ad arrivare ad alcuni metri intorno a sé, anche se fa un po’ di fatica
a mettere a fuoco oggetti in movimento.
L’attenzione del bimbo è richiamata anche dagli oggetti piccoli e vi è una discreta coordinazione tra occhi e
mani.
A sei mesi compiuti i movimenti degli occhi sono ben coordinati e non è più riscontrabile lo strabismo;
tra i 7 ed i 9 mesi il bambino ha un’acutezza visiva cioè ha la capacità di vedere i dettagli delle immagini
come se avesse 5 decimi,per questo il bambino preferisce guardare le cose da vicino.
All’età di 10-12 mesi viene raggiunta la visione tridimensionale: il piccolo acquisisce il senso della
profondità e se vede un oggetto, cerca di prenderlo.
Fino ad allora ha visto immagini piatte, ma ora tutto appare in rilievo.
E’ in grado di riconoscere un familiare anche a distanza e la sua vista raggiunge i 6 decimi.
Verso l’anno di vita, sa distinguere tutti i colori.
Con il passare del tempo controlla i movimenti degli occhi e affina i processi della convergenza e
dell’accomodazione , anche se la visione perfetta compare solo verso i cinque anni di vita.
Le malattie degli occhi sono classificate in base alla parte dell’organo colpita e sono quindi suddivise in
malattie delle palpebre, della cornea, della retina, dell’apparato lacrimale, della congiuntiva, dell’iride, del
cristallino.
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Il colore degli occhi
Iride rossa
Iride marronemolto scuro
Iride marrone medio
Iride marrone scuro
Iride nocciola
Il colore degli occhi di un neonato alla nascita è
destinato a cambiare nei primi mesi e diventa definitivo tra gli otto
mesi e il primo anno di vita.
In realtà i colori sono una caratteristica genetica in cui il marrone
Iride azzurra
iride grigia
è dominante sull’azzurro che ha un carattere recessivo.
Una forte produzione di melanina produrrà negli occhi del neonato una
pigmentazione più scura, viceversa una produzione modesta darà vita a pigmenti
chiari come l’azzurro e il verde: quest’ultimo è il colore più raro.
Iride verde Il colore dell’occhio umano è determinato dalla quantità di melanina presente
Iride ambra
nel tessuto epiteliale (particolare tessuto che ricopre le cellule della retina) dell’iride;
gli occhi scuri hanno un’iride molto ricca di questo pigmento, che assorbendo la luce, li fa apparire di colore
marrone.
Negli occhi più chiari c’è invece meno melanina e la luce è libera di attraversare lo strato superficiale
dell’iride; il colore azzurro è prodotto dai fenomeni di riflessione e diffusione ottica operati dagli strati più
interni dell’iride: lo stesso fenomeno che ci fa percepire il cielo come azzurro.
Il colore più diffuso nel mondo è il marrone, di fatto, gli occhi azzurri sono presenti quasi esclusivamente in
Europa, in particolare nel Nord, e il motivo è molto semplice: la mutazione genetica che ha prodotto gli
occhi azzurri sarebbe avvenuta nei pressi del Mar Nero, tra i 6mila e i 10mila anni fa.
E’ stato solo allora che sono apparsi i primi uomini con gli occhi azzurri, che da quel momento hanno
cominciato a popolare il nostro continente.
Gli studiosi si sono chiesti come questa mutazione abbia potuto diffondersi così tanto in Europa.
La risposta è disarmante nella sua semplicità: gli individui con gli occhi azzurri erano considerati più
attraenti.
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Malattie dell’occhio
Le malattie degli occhi sono classificate in base alla parte dell’organo colpita e sono quindi suddivise in
malattie delle palpebre, della cornea, della retina, dell’apparato lacrimale, della congiuntiva, dell’iride, del
cristallino.
Molto frequenti sono le malattie della congiuntiva: le congiuntiviti sono le più comuni infiammazioni che
interessano l’occhio.
Le congiuntiviti possono essere di natura batterica, virale o allergica, i sintomi sono occhi arrossati e
iniettati di sangue, secrezioni lacrimali, offuscamento della pupilla.
Il glaucoma è un’affezione del nervo ottico.
Quando l’occhio è colpito da glaucoma alcune cellule nervose muoiono: la vista sarà disturbata da macchie
scure che aumentano fino alla quasi totale cecità; il glaucoma può essere tenuto sotto controllo.
L’età avanzata, la miopia, il diabete e l’ereditarietà sono fra le cause più frequenti del manifestarsi di questa
malattia.
La cataratta avviene quando il cristallino diventa opaco e porta alla progressiva perdita della vista; è più
frequente con l’avanzare dell’età, ma ci sono anche casi di cataratta in età più giovane.
La vista è offuscata perché il cristallino non riesce a filtrare bene la luce, che non raggiunge uniformemente
la retina.
Le malattie delle palpebre sono svariate, una delle più comuni è l’orzaiolo, un ascesso che nasce sul bordo
interno o esterno delle palpebre, causato da infezioni delle ghiandole circostanti e curabile con impacchi,
colliri, pomate e, nei casi più gravi, con una piccola incisione.
L’orzaiolo è un’infiammazione, piuttosto fastidiosa ma leggera, che colpisce le ghiandole sebacee
delle palpebre dell’occhio, situate alla base delle ciglia; è causato da un’infezione batterica
provocata dallo stafilococco, che attacca la palpebra e, ostruendo il dotto escretore (il canale da cui
normalmente esce il sebo), dà vita all’infezione.
L’orzaiolo si manifesta con un rigonfiamento e un arrossamento della palpebra, spesso
accompagnato da dolore localizzato nella zona colpita.
Fra i sintomi possono verificarsi anche senso di bruciore, lacrimazione eccessiva e fastidio quando
l’occhio è esposto alla luce.
Al centro dell’orzaiolo può comparire una piccola pustola dal colore giallastro, contenente pus, che
si rompe spontaneamente riducendo il dolore e il gonfiore.
Se l’infezione non viene curata, c’è il rischio che essa si espanda infettando l’intera palpebra.
Se l’infezione è esterna, spesso l’orzaiolo guarisce spontaneamente.
L’orzaiolo non deve essere strizzato, perché in questo modo l’infezione potrebbe espandersi a tutto
l’occhio; sono utili impacchi di camomilla per lenire il dolore .
Se l’orzaiolo si presenta frequentemente, è possibile ricorrere a pomate antibiotiche che ostacolano
la diffusione dell’infezione.
A volte può rendersi necessario incidere o asportare chirurgicamente l’orzaiolo per facilitare
l’espulsione del pus ed eliminare l’infezione.
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DIFFETTI DELLA VISTA
Fino al 40° anno di età il cristallino presente nell’occhio è in grado di regolarsi in modo tale da consentirci
una visione distinta sia da vicino che da lontano.
Questo processo è noto come accomodazione.
Nell’accomodazione il cristallino modifica un po’ la sua posizione all’interno dell’occhio, inoltre aumenta la
sua curvatura.
In questo modo anche gli oggetti a distanza ravvicinata possono essere messi a fuoco.
Il processo dell’accomodazione inizia da un’immagine inizialmente sfuocata, della quale il cervello non è
soddisfatto.
Il processo è veloce quanto lo consente la velocità di trasmissione di informazione delle cellule nervose.
Tutto avviene involontariamente.
IPERMETROPIA
Cinque milioni di italiani sono affetti da ipermetropia e sono obbligati all’uso di occhiali o di lenti a contatto
per vedere bene e svolgere le comuni attività quotidiane in maniera confortevole almeno dal punto di vista
visivo.
L’occhio ipermetrope è troppo corto. I raggi si incontrano in un punto dietro la retina, e qui si forma
l’immagine, che viene percepita come annebbiata.
L’ipermetrope vede male da vicino (e anche da lontano) ma, entro certi limiti.
Fino ad una certa età, compresa fra 35 e 40 anni, è spesso possibile continuare a vedere bene, poiché il
cristallino è ancora capace di adattarsi.
MIOPIA
La miopia è il difetto visivo più frequente nella nostra penisola così come in tutto il mondo occidentale;
circa un abitante su quattro ha difficoltà di visione da lontano.
Gli oggetti distanti appaiono tanto più annebbiati quanto maggiore è il difetto.
La miopia si misura in diottrie.
Si tratta in generale di una condizione dovuta ad un’aumentata lunghezza dell'occhio.
I raggi si incontrano in un punto davanti alla retina, dove viene a formarsi l’immagine.
Dato che l’immagine non raggiunge la retina, viene percepita un’immagine più o meno annebbiata.
ASTIGMATISMO
In Italia gli astigmatici sono circa tre milioni; molti di questi sono contemporaneamente anche miopi o
ipermetropi.
L’occhio astigmatico non è né troppo lungo, né troppo corto.
Nell’astigmatismo la cornea, la parte più anteriore dell’occhio, invece di avere una conformazione di tipo
sferico ha la forma di un uovo, cioè più curva in alcuni settori e meno in altri.
L’immagine si forma contemporaneamente davanti e dietro la retina e non solo risulta sfuocata, ma anche
deformata, ad esempio in altezza o in larghezza.
PRESBIOPIA
A partire dai 40 anni, il cristallino, che è la lente naturale all’interno dell’occhio, perde la sua elasticità.
La capacità di vedere da vicino diminuisce e nei gesti quotidiani come leggere, cucire, radersi ………non si
riesce più a mettere a fuoco, può unirsi ad altri difetti visivi.
Si può correggere con la lente progressiva, la cui funzione si potrebbe accostare a quella dello zoom di una
macchina fotografica.
Le lenti progressive mettono a fuoco immagini lontane, vicine con un solo paio di occhiali, la parte superiore
per vedere lontano, la parte inferiore per vedere vicino. Si possono usare le lenti solo per la lettura.
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CECITA’
Quando la vista è ridottissima o nulla, vi è la cecità. Può essere congenita, può derivare da gravi infezioni
oppure da un trauma.
La prima causa di cecità è la cataratta, un’altra causa di cecità è il glaucoma .
Nei Paesi poveri, la cataratta è il problema principale perché non ci sono mezzi economici sufficienti per
curarla. Non vengono corretti i vizi visivi perché gli occhiali non sono disponibili e mancano gli oculisti.
Un’altra causa di cecità è la trombosi. Questa patologia è un ictus che causa lo strozzamento della vena della
retina causando la mancanza di sangue. La retina muore e siccome le cellule non si riproducono, il danno
alla retina è permanente. Anche il diabete è causa di cecità. Il diabete colpisce tutti e due gli occhi.
Prevenire la cecità è possibile nell’85% dei casi. Vi sono programmi per ridurre la perdita della vista.
Gli interventi consistono nella distribuzione di vitamina A e operazioni di cataratta che mirano ad eliminare
la cecità.
Con la mancanza della vista un cieco affina altri sensi come il tatto. Una persona priva della vista è in grado
di usare il codice Braille leggendo con le dita dei puntini in rilievo su carta o su cartoncino.
COME VEDONO GLI ANIMALI
Tutti gli animali hanno occhi per vedere il mondo a modo loro. Anche gli insetti più piccoli, persino le
meduse che sono composte da acqua, hanno cellule sensibili alla luce che servono da occhi.
Il nostro modo di vedere è unico, condiviso solo dalle scimmie.
Gatto
Il suo campo visivo è più esteso di quello dell’uomo (5 gradi in più ), ma sui bordi l’animale perde i dettagli.
A questo difetto della vista, che peraltro permette di mettere a fuoco meglio le prede, supplisce però il
cervello: elabora i dati che vengono forniti dagli occhi, integrandoli e completandoli.
Infatti anche nell’uomo la visione laterale è meno definita, ma le informazioni mancanti vengono lette dal
cervello.
I gatti sono daltonici: distinguono blu, verde e giallo ( ma non il rosso) e riconoscono numerosi tipi di grigio.
Cane
I cani e i lupi non hanno occhi in grado di distinguere i colori, ma vedono molto bene nelle penombre e alla
luce del crepuscolo.
Durante il giorno vedono meno gli oggetti, soprattutto quelli fermi.
Api
Le api come tutti gli insetti hanno occhi composti, ciascuno è formato da migliaia di piccoli occhi.
Ognuno di questi ha le sue lenti e punta in direzione diversa.
Il cervello raccoglie tutte le informazioni e le compone in un'unica immagine.
Le api hanno una visione tonda e deformata rispetto all’umano e riconoscono anche raggi infrarossi e
ultravioletti.
Pesci
I pesci vedono a colori e non hanno bisogno di palpebre perché vivono in un ambiente umido.
I loro occhi, posti sui lati, permettono una buona visione periferica, ma anche una buona vista frontale.
Di notte, a grandi profondità, i pesci riescono ad identificare gli oggetti perché vedono anche in infrarosso.
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Aquila
L’occhio dell’aquila è in grado nella parte centrale di ingrandire le immagini di 2,5volte.
I rapaci vedono meglio in piena luce e sono sensibili a una gamma di colori più vasta rispetto all’umano.
Asino
L ’occhio dell’asino assomiglia ad un occhiale bifocale: il cervello infatti seleziona la parte inferiore della
retina per vedere da lontano e quella superiore per vedere gli oggetti vicini.
Questo spiega il perché dei continui movimenti della testa dell’animale: servono per “mettere a fuoco”.
L’asino possiede il più lungo campo visuale: 146° per ogni occhio la sua visione è quindi monoculare.
La pupilla favorisce la visione orizzontale, ma rallenta la qualità di quella verticale.
Una mano sollevata velocemente spaventa gli asini.
Squalo
Forse pochi animali vedono meglio degli squali.
Hanno una forte sensibilità alla luce (10 volte superiore a quella dell’uomo) e vedono molto bene da lontano,
meno da vicino.
Gli squali riconoscono i colori e preferiscono quelli luminosi e scintillanti.
GLI INGANNI DELLA PERCEZIONE
Non sempre vediamo quello che abbiamo davanti agli occhi, ma quello che il nostro cervello vuole vedere.
DUE VISI O UNA COPPA?
Quando osserviamo un’immagine automaticamente cerchiamo di distinguere una figura dal suo sfondo.
Percepiamo l’oggetto che sta in primo piano come figura principale e ciò che sta dietro come sfondo.
Se gli indizi sono ambigui la nostra mente non riesce a decidere a quale forma attribuire il significato di
figura e a
quale quello di sfondo.
Cosa si vede in questo disegno? Due visi o una coppa?
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L’ILLUSIONE DEL BINARIO
Quando si accostino dei segmenti paralleli a delle linee oblique si assiste all’illusione del
binario, definita anche illusione dei segmenti.
Nel disegno, il primo segmento sembra più corto di quello che sta sopra mentre sono
perfettamente
uguali.
I nostri occhi interpretano la figura in prospettiva per via delle due rette oblique laterali.
Allora vediamo i due segmenti come se stessero su due piani differenti: quello in basso
vicino a noi
e l’altro più lontano, e più grande.
TRIANGOLO DI KANIZSA
Il triangolo di kanizsa è una delle illusioni più famose: tre dischi neri a cui manca una
piccola
parte sono messi in corrispondenza di un triangolo equilatero.
Sembra che il triangolo bianco ci sia veramente, quando esiste solo nella nostra testa.
A volte vediamo più di quello che percepiamo.
QUALE DELLE DUE FRECCE E LA PIU’ LUNGA?
Sembra che la prima freccia (A) sia più lunga della seconda (B): in realtà
le due lunghezze sono uguali.
Appaiono diverse a causa delle alette presenti nell’immagine.
Nella prima freccia, le alette divergono verso l’esterno dando un’illusione
di maggior lunghezza.
A
B
Ho scelto di parlare della vista (uno dei 5 sensi) in quanto ero incuriosita dall’argomento, e da tutto ciò che
riguarda l’occhio.