Diario di Viaggio in Mongolia
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Diario di Viaggio in Mongolia
Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Premessa “Perché andare in Mongolia” mi chiedevano gli amici, “dove non c’è nulla, solo una terra circondata da monti e deserto, abitata da un popolo di nomadi che porta gli stessi abiti degli uomini di Gengis Khan, che cavalca ancora nelle steppe?” “Ebbene, proprio per questo voglio vederla” rispondevo “mi affascina questo popolo che più volte mosse irruento e terribile per invadere le terre fertili e ricche dell’Asia e dell’Europa, mi affascina sempre tutto ciò che è diverso, particolare ed unico, mi affascina l’immagine di una steppa senza confini”… per cui eccomi proiettata viaggiatrice nel vasto orizzonte della terra mongola. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Devo dire che la mia avventura mongola ha inizio con un viaggio aereo molto particolare: da Hohhot, capitale della Mongolia interna che appartiene ancora alla Cina, mi sono imbarcata, con un volo locale per Ulan Bator, nella vera e propria Mongolia. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ebbene ho vissuto un’esperienza che a raccontarla ora appare avvolta nella comicità più pura: toilette inesistenti, senza acqua, sedili pieghevoli ed in continuo movimento. Sembrava di essere su una sedia a dondolo, avvertivo mancanza di giusta aerazione. Assenza di bagagliaio, per cui sacche e valigie erano state ammucchiate nelle due file anteriori e durante il decollo hanno rischiato spesso di franare dalle loro posizioni… eppure, nonostante un po’ di timore iniziale, ho viaggiato in modo superlativo, completamente distesa in quanto il sedile vuoto, davanti a me, si piegava creando un comodo poggiapiedi. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Nella mia posizione di relax, tra un leggero dormiveglia e l’altro, mi sono anche persa ad osservare le nuvole, quella massa quasi compatta, nella quale il piccolo aereo penetrava con continui sballottamenti, per i vuoti d’aria… ... erano affascinanti, bianche, sembravano lattiginose masse di zucchero filato. Alcune si muovevano, spinte dal vento, altre immobili invitavano quasi a buttarcisi dentro come in un soffice piumone. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Dopo quasi tre ore ecco il primo paesaggio dall’alto, della selvaggia Mongolia l’arido altopiano, e finalmente la discesa ad Ulan Bator, una città moderna di alte case, sprofondata in una conca verdeggiante, coronata da uno stupendo anfiteatro di montagne. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ulan Bator, il cui nome significa letteralmente “eroe rosso”, in onore di Sukhbaatar, l’eroe della Rivoluzione, è l’orgoglio dei Mongoli per le sue moderne costruzioni, a mio parere molto anonime, Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini ...che sono in netto contrasto con le caratteristiche abitazioni mongole, le Yurte o Ger che pullulano nella zona periferica, e con la vita nomade e primitiva delle sue genti. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Devo dire che questo duplice aspetto di vecchio e nuovo pare confondersi con lo stesso stridente contrasto, per tutta la Mongolia, dove accanto a villaggi dalle grandi, rotonde, caratteristiche tende, sorgono le nuove città di cemento, grigie, di sapore occidentale. Con alcuni amici del piccolo gruppo avventuroso con cui ho affrontato questo viaggio, sono andata subito in perlustrazione della città e sono salita al Belvedere, che come dice la parola, è una postazione sopraelevata, con un grande, classico obelisco al Soldato Ignoto, un posto come tanti, ma che dava la possibilità di una bella vista panoramica globale. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Da un lato vedevo l’immerso pianoro con una serie di fabbriche, le cui ciminiere sputavano nuvolaglie di fumo nero e spandevano smog a tutto spiano intorno… dall’altra parte invece si stagliava l’arco delle verdi montagne che scendevano degradando fino al fiume Tola che serpeggiava tra casette e tendopoli bianche, che molto più pittoresche, risplendevano sotto i caldi raggi del sole. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Scesa poi in città, nella piazza centrale di Sukhbaatar, dove al centro spiccava imponente la statua dell’eroe nazionale Damdin Sukhbataar, eroe della rivoluzione mongola del 1921… Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini ..mi sono persa ad osservare la gente intorno a me: persone dalla pelle scura, dal viso rotondo, un po’ schiacciato, abbigliata secondo i costumi tradizionali, con un atteggiamento un po’ grezzo e primitivo di guardare.. che nascondeva una certa curiosità. Il loro aspetto, nell’insieme, non era di certo bello, e per di più mi è parso privo di quell’antica fierezza di cui parlano tanto le storie del passato… ma forse qui in città i discendenti di Gengis Khan si sono molto ammorbiditi! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Il giorno dopo siamo andati a visitare il Monastero di Gandan, letteralmente “Il luogo immenso della gioia completa”, l’edificio religioso più importante in città, in cui si respira lo spirito Buddhista-Lamaista. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Nel corso delle purghe staliniste questo tempio fu risparmiato perché veniva utilizzato dai comunisti come “attrattiva turistica per affascinare i visitatori stranieri”. Mi hanno detto che, qui in Mongolia, è molto forte e profondo il sentimento religioso, tanto è vero che, in ogni tenda, si trova un altarino con dei lumi attorno, e prima di mangiare il Mongolo offre, in un piccolo recipiente, del cibo alla divinità, ponendolo ai suoi piedi. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Visitando il tempio di Gandan, oltre alle splendide decorazioni in oro e pietre preziose al suo interno, e le statue all'esterno... Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini ...mi hanno colpito parecchie scene di devozione, per esempio, di fronte al tempio, in un cortile centrale, era in funzione un incensiere di bronzo da cui usciva costantemente fumo profumato, e la gente, a turno, vi passava davanti, inseriva la mano nei buchi, perché fosse benedetta, oppure offriva al fumo sacro oggetti personali girandoli e rigirandoli affinché si impregnassero di quella sacralità fumogena… ...devo confessare che anch’io ho seguito l’esempio dei fedeli, perché una benedizione in più, ovunque venga, non fa mai male! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Il complesso templare di Gandan ha infatti una serie di templi e tempietti molto graziosi e, come ho accennato prima, è a indirizzo Buddhista-Lamaista (la cosiddetta Lamaserie) e per di più è anche molto considerato perché ospita i figli cadetti delle ricche famiglie mongole, dicono che siano circa 150 avviati alla vita monastica, decisi a riportare la vita del tempio all’antico splendore recitando le loro preghiere e celebrando numerose funzioni religiose. Ancora vivi, in questo ed in altri monasteri dello stesso indirizzo, si avvertono elementi dell’antico sciamanismo tanto che in molte zone, ci hanno detto, Lama e Sciamani sono tenuti in eguale considerazione, dato che entrambi fanno riti propiziatori, si collegano con l’aldilà, traggono profezie servendosi di formule e preghiere tratte dai libri di magia Buddhista. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Usciti dal complesso religioso siamo andati a visitare il Palazzo d’Inverno che dal 1893 al 1903 ospitò, per ben 20 anni, Bogd Khan,l’ultimo re del paese, ultimo Lama reincarnato, (il Buddha vivente), che essendo anche capo religioso, veniva spesso in questo luogo, a pregare accompagnato dalla consorte tibetana, Sharaw Dondogdulam. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Il palazzo è l’unico rimasto, dopo il saccheggio dei comunisti, delle sue numerose dimore , ora è diventato un museo interessante.. perché ci ha dato modo di scoprire tutto il lusso e lo sfarzo smodato di cui questo re, imperatore della Mongolia, nonostante fosse anche Lama, era circondato, in contrasto con lo spirito religioso della sua religione. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Anche per questo mi è sembrata molto appropriata un’affermazione, un po’ ironica che ho letto nelle raccolte del museo, pronunciata da un suo suddito, un uomo del popolo: “In quei giorni, noi Mongoli vestivamo di stracci e non avevamo nulla da mangiare, ma la seta preziosa per avvolgere i libri, i religiosi l’hanno sempre trovata!”. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Nel pomeriggio, dopo un frugale pranzo mongolo abbiamo fatto una bellissima escursione attraverso il Parco Nazionale di Manzshir ed ho finalmente cominciato ad entrare nel vivo del paesaggio di questa nazione.. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini ..prati incolti che si estendevano a vista d’occhio, immense distese di verde disseminate qua e là da massi e Ovoos (mucchi di pietre lasciate come dono votivo agli dei), tutta una natura sconfinata, tappezzata da qualche yurta solitaria o da gruppi di yurte bianche con attorno un po’ di vita. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Era bello vedere uomini che strigliavano il proprio cavallo, donne attorno al fuoco circondate da saltellanti ragazzini, e ancora greggi di pecore, mandrie di mucche tenute a bada da mongoli a cavallo… Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini ...tutta l’atmosfera mi è apparsa quasi da Far West, ma molto più selvaggia, più vera, tanto che quando noi viaggiatori stranieri abbiamo cercato di avvicinarci alle tende siamo stati con decisione allontanati con lunghe espressioni verbali, che per fortuna non abbiamo capito! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Il percorso attraverso la piana di Manzshir era ricoperto di foreste di Larici che si alternavano a praterie in cui vivevano numerosi animali selvatici per cui era piacevole fare simpatici incontri, per esempio con le marmotte che abbiamo visto correre nell’erba e poi nascondersi furtive alla nostra vista. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Devo dire che non sapevamo se guardare tra i cespugli o alzare gli occhi al cielo dove corvi e falchi volteggiavano sopra il nostro capo, controllandoci a distanza. Camminando immersa nel paesaggio, mi sono sentita parte integrante di esso.. il sole splendeva e scompariva spesso tra le nuvole, ma quando usciva, il suo calore trasmetteva vitalità a tutta la natura che acquistava delle colorazioni impossibili a copiare anche per il più bravo acquerellista. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Sono così arrivata, non senza un poco di fiatone, al luogo dove, un tempo, sorgeva l’antico monastero di Manzshir, distrutto dai Mongoli comunisti. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ora mi apparivano davanti agli occhi solo le desolate rovine, ma un piccolo museo di storia naturale, con qualche statua anche di divinità , era stato costruito accanto, da uno storico tedesco di cui non ricordo il nome. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Qui al suo interno riviveva un passato ormai legato solo alla memoria.. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Mentre intorno a noi aleggiava un’atmosfera di pace e serenità, respirando quell’aria pura e benefica anche allo spirito, abbiamo ripreso il percorso attraverso il viottolo sassoso ed abbiamo fatto ritorno in città. Il giorno dopo sarebbe iniziato il vero viaggio attraverso la Mongolia. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Partiti di buon mattino, attraverso un percorso accidentato, sassoso, con pochi sparuti ciuffi d’erba sparsi qua e là, siamo arrivati alle dune di sabbia. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Già in lontananza, simili a naufraghi che vedevano finalmente la terra, abbiamo cominciato ad intravedere quelle gialle colline nel deserto di Gobi (che per lo più è sassoso) che si stagliavano nette tra il piattume della landa desolata. “Eccole, eccole!” ci siamo messi tutti a gridare come bambini felici e finalmente abbiamo toccato la sabbia del deserto.. siamo poi saliti arrancando e dall’alto di una duna abbiamo gustato la distesa dell’orizzonte. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Il deserto di Gobi ci ha allietato con un sole favoloso che rendeva dorate tutte le gialle collinette intorno. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ci siamo anche seduti nella sabbia, abbiamo scherzato con i mandriani che volevano portarci a fare un giro intorno, ci siamo rotolati in quel mare giallo, assaporando la discesa a ruota libera. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ma lo spettacolo per quel giorno non era finito, più tardi, risaliti in jeep, sobbalzando e riempiendoci di lividi, dato il viottolo accidentato, abbiamo percorso tratti di deserto, abbiamo costeggiato accampamenti di ger e poi, finalmente, siamo arrivati alla Valle dello Yol, o meglio chiamata la “valle delle aquile”. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Qui, lasciate le auto, abbiamo di nuovo sfruttato le nostre gambe in un percorso a piedi, all’interno del Canyon che mi è apparso un vero santuario naturale tanto era ricco di flora e fauna. Eravamo circondati da masse di fiori colorati, azzurri e bianchi, che contrastavano ad effetto con il severo grigio delle rocce circostanti. Inoltre topolini, scoiattoli, marmotte sbucavano furtive dai buchi del terreno, ci guardavano con curiosità e poi scappavano impaurite. Il terreno della stretta gola era impervio, ed è stato anche difficile superare il piccolo ruscello che ostruiva il sentiero. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ogni tanto incontravamo alcuni mongoli, tutti cordiali e sorridenti, qualcuno addirittura, con un’affettuosità spontanea, si fermava per offrirci i suoi prodotti, latte e formaggio di cammella. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Arrivati allo sbocco finale della valle, ci siamo trovati di fronte uno spettacolo superlativo: il crepaccio si apriva in una verde vallata illuminata dal sole! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Devo dire che il tragitto al ritorno è stato molto faticoso, io ero distrutta e alla stanchezza, si aggiungeva poi l’emozione di dormire in una yurta o ger come la chiamano i locali… prima di coricarmi mi sono attardata sulla porta della tenda a guardare quel cielo stellato così vivo e luminoso che pareva darmi il saluto benevolo della buona notte. Le stelle erano incredibilmente numerose e la via lattea nettissima e vicina. Ho avvertito, come spesse volte mi succede in queste grandi estensioni il senso dell’infinito e la nostra relativa piccolezza e fragilità.. poi la stanchezza ha avuto la meglio sui pensieri filosofici e sono entrata in tenda dove il silenzio della notte ha accompagnato il mio sonno. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini In questa Mongolia selvaggia la disorganizzazione può avere a volte anche effetti positivi. Dovevamo partire questa mattina per Karakorum.. impossibile! Le strade erano interrotte da frane, tutto rimandato alla sera, probabilmente in aereo… per cui abbiamo guadagnato una proficua giornata per conoscere i mongoli locali che vivevano nelle ger vicine alla nostra e per andare a vedere la valle dove sono state trovate delle ossa di Dinosauro. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Abbiamo percorso in jeep ben 70 km , prima di arrivare a Bayanzog, ma lo spettacolo che abbiamo trovato ci ha compensato di tutto lo sballottamento del viaggio, con i soliti relativi lividi sulle braccia e sul fondo schiena, tatuaggi temporanei che resteranno a ricordo di questo viaggio! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini In un avvallamento dove spiccavano rupi quasi fiammeggianti a causa della colorazione della roccia, mi sono guardata intorno ed ho fatto un passo indietro nel passato, quando tutto quel terreno era fertile, animato, abitato da centinaia di Dinosauri. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ora mi trovavo di fronte solo ad alcuni sassi particolari, ma ero talmente compenetrata nella mia immagine fantastica che proprio ogni sasso mi pareva avesse la forma di un osso di Brontosauro.. e forse lo era realmente?!? Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ogni tanto ripidi crepacci o fenditure che parevano grotte movimentavano la nostra immaginazione già abbastanza fervida e ci aspettavamo la comparsa di qualche mostruoso animale… ma non siamo stati tanto fortunati, gli unici abitanti del luogo erano solo le lucertole e qualche coniglio selvatico… Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Mi sono stesa al sole a godere di quel silenzio infinito e mi sono sentita piacevolmente lontana dal mondo, dai pensieri quotidiani.. ho svuotato la mente per essere natura, nella natura… Al di là delle emozioni devo dire che il paesaggio mongolo non è dei più vari: la sua forma predominante è infatti, la pianura ondulata sulla quale si elevano le catene e gli scoscesi ed erti massicci montuosi, le tonde montagne e le colline erbose.. e poi c’è il deserto che occupa il centro della regione e si prolunga verso ovest.. comprende plaghe sabbiose su cui sorgono come isolotti masse rocciose che danno vita anche a canyon e vallate… quindi prateria e steppa in un clima secco e arido è l’habitat più comune della maggior parte del territorio! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Tornati nella nostra Ger, dopo un luculliano pranzo (si fa per dire!) in un gruppetto siamo andate a visitare le tende dei nomadi che circondavano le nostre, con la speranza, questa volta di non essere cacciate. Ci siamo avvicinate con discrezione e finalmente due donne sono uscite e gentilmente ci hanno invitato ad entrare.. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini ...offrendoci poi come benvenuto latte acido e formaggio.. che abbiamo fatto finta di portare alle labbra. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini L’incontro, anche se non ci capivamo e cercavamodi comunicare a gesti, è stato molto piacevole e ci ha dato la possibilità di ricrederci sulla loro ospitalità, veramente unica.. tanto che quando ci siamo lasciati ci siamo abbracciati, salutati come grandi amici. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ritornata al campo è iniziata l’attesa dell’aereo che non si vedeva, rilassate al sole, aspettavamo senza alcuna ansia di partire godendoci anche i biscotti salati che ci venivano offerti per ingannare il tempo… alla fine l’aereo è arrivato ci ha velocemente trasbordato nella capitale dove il mattino dopo, un altro aereo (qui i servizi sono molto aleatori) ci avrebbe condotto nella mitica Karakorum, l’antica capitale mongola del XIII secolo! Ma come era prevedibile, il mattino dopo, la nostra partenza sembrava sempre più difficoltosa: un aereo qualsiasi, anche se malandato, non c’era e la nostra alzataccia non aveva fruttato nessuna priorità d’imbarco, per cui si dovevano cercare altre soluzioni alternative. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Jeep? Pulmino?... alla fine, per fortuna ci è venuto in soccorso un grande elicottero! Devo dire che in un primo momento, mi sono sentita assalire da un’ondata di panico: non avevo mai volato, per lunghi tragitti, su un elicottero di quelle dimensioni e mi sentivo combattuta tra il piacere e l’emozione di una situazione nuova e la paura di fare una fine poco gloriosa. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Invece è risultato un viaggio bellissimo, calmo, rasserenante, senza scossoni particolari. Dai finestrini, volando basso, potevo vedere ai miei piedi la distesa desertica del territorio mongolo.. insieme all’ombra nera del nostro elicottero. Per due ore abbiamo sorvolato la steppa e poi siamo scesi sul bucolico, ondulato altopiano della valle di Karakorum, con le sue dolci e verdeggianti colline che non ci facevano certo rimpiangere il sassoso e arido Deserto di Gobi. Ovviamente intorno a noi non vedevamo anima viva e il paesaggio si perdeva quasi disabitato fino all’orizzonte. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Scesi dall’elicottero, abbiamo preso possesso di una nuova Ger, vi abbiamo depositato l’esiguo bagaglio e poi via, in perlustrazione costante di quella zona che già ci stava affascinando. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Su una jeep guidata da un avventuroso autista, abbiamo iniziato a percorrere tragitti poco battuti, abbiamo attraversato campi incolti, prati, guadato qualche ruscello e più il terreno era insolito, più il nostro driver amava avventurarsi e devo confessare che ci stava veramente deliziando. In quel paesaggio così vasto vedevamo, ogni tanto, comparire all’orizzonte, qualche cavaliere solitario che dall’alto di una collina, ci guardava, oppure un gruppo di avventurosi mongoli che galoppavano all’inseguimento del loro bestiame, su cavalli rossicci dalla lunga criniera che ondeggiava al vento. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Queste immagini, vive ancor oggi nella memoria, emanavano un senso di forza, di virilità, di libertà totale tanto che questi cavalieri, avvolti nei loro tradizionali costumi, erano belli, fieri nella loro evidente mascolinità. Questa valle mi è apparsa anche un paradiso per gli animali: oltre ai cavalli, abbondavano pecore, capre, mucche pezzate e soprattutto yak; inoltre alzando lo sguardo al cielo vedevo volteggiare una varietà di uccelli che non conoscevo, da quelli piccoli e deliziosi a quelli rapaci, come aquile e falchi. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Siamo così arrivati tra un “oh!” e un altro “ah!” a Karakorum, l’antica capitale edificata nel 1220 da Gengis Khan.. di cui è rimasto ben poco. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini La sua storia è molto travagliata in quanto dopo essere stata abbandonata dal re Mongolo per la più ricca Pechino.. venne più volte distrutta. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Oggi di tutto il passato splendore resta solo lo splendido Monastero di Erdene Zuu o meglio dei “cento tesori” il primo centro Lamaista in Mongolia. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Come successe a Karakorum il Monastero fu prima abbandonato poi saccheggiato da più parti, dagli invasori mancesi e poi dai criminali stalinisti che uccisero anche un numero imprecisato di monaci che vi si erano rifugiati. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Il monastero rimase chiuso fino al 1965, anno in cui venne riaperto con funzione esclusivamente di museo.. solo dopo la caduta del comunismo il Monastero riprese tutte le sue funzioni e attività religiose. Questo complesso monastico mi è piaciuto molto, anche perché mi sembravano ben visibili quelli che erano stati gli antichi splendori: il perimetro a pianta quadrata regolare era rimasto quasi intatto e spiccavano visibili i ben 108 Stupa che racchiudevano il templi veri e propri. All’interno della possente cinta muraria i tre templi del complesso erano dedicati alle tre fasi della vita del Buddha: l’infanzia, l’adolescenza e la maturità. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Fuori dalle mura del monastero mi hanno colpito due tartarughe giganti in pietra scolpita, simbolo della divinità, gli unici resti dell’antica città. Ci hanno detto che in passato quattro sculture come queste segnavano il confine dell’antica Karakorum.. ma non si è sicuri, perché non ci sono documenti precisi in merito. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Camminando tra questi solitari templi buddhisti del 1500 mi sembrava quasi che poesia e religiosità si esprimessero in egual misura e mi ribolliva il sangue al pensiero delle devastazioni subite in un passato lontano, alle stragi in nome di un fanatismo inutile e irrazionale che non ha colore. L’arte però è sopravvissuta e dea immortale, anche se in disarmo, è arrivata fino a noi, in questa landa sconfinata, sola ad affermare la sua autentica bellezza. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Prima di lasciare questo luogo ed andarci a riposare nella confortevole ger, siamo andati in visita ad altre famiglie mongole, nella tendopoli vicina alla nostra. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Dopo i soliti rituali di saluti con offerte di latte cagliato e di formaggio, le donne ci hanno mostrato, con orgoglio, la mandria di yak, dal lungo pelo, che pascolava all’esterno della ger. Per loro era ricchezza, per noi solo animali che brucavano! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Mi sentivo bene in quel luogo dove la natura regnava sovrana, ero in pace con me stessa… ma sarei riuscita a trascorrere una vita da nomade, in tenda, nello spazio infinito di una natura che ora mi attirava tanto? Al solo pensiero di viverci per sempre mi sono sentita smarrita e impaurita: ero una viaggiatrice, amavo scoprire, conoscere, ma era impensabile che potessi far parte di quel mondo! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Il mattino dopo, con il solito grande elicottero, al quale ormai eravamo abituati, siamo ritornati in due ore di volo ad Ulan Bator ed abbiamo rivisto, senza grande entusiasmo il cemento della città. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Ormai anche questa vacanza, come tutte le altre, era finita, ma non bisognava perdere tempo ed in giro per la città siamo finiti nella zona del mercato di Zah, un luogo vivace, caotico, estremamente affollato... Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini ...tanto che in alcuni punti, per non perderci e venire spintonati dalla folla, noi amiche comicamente abbiamo camminato tra la polvere, in fila indiana, tenendoci per mano! Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Come ogni mercato, anche qui si vendeva di tutto, dall’abbigliamento sparso per terra, ai generi alimentari... Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini ...dagli animali ai mobili, materassi e divani che tra la polvere facevano bella mostra di sé. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Abituate al silenzio dei grandi spazi ci siamo sentite tutte un po’ frastornate ed allora per ritrovare un luogo più tranquillo siamo andate a visitare un delizioso monastero, un po’ abbandonato, all’interno della città vecchia, ora diventato un museo. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Era di proprietà del fratello del re Bagd Khan ed ospitava, come il vicino Museo di Belle Arti, nei tre tempietti, alcuni dipinti un po’ macabri, inneggianti all’inferno, cioè alle sofferenze dopo la morte, dell’ormai, per noi famoso Zanabazar, l’artista scultore più noto della Mongolia. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Tra questi templi solitari ho ritrovato il piacere della bellezza, dell’arte che la città di Ulan Bator, con la sua corsa alla modernità e l’assenza totale di personalità, ha purtroppo perso. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Il mattino dopo avremmo lasciato la repubblica mongola, l’ultimo ricordo di uno degli imperi più vasti della storia e di un grande popolo di conquistatori. Ma in questo viaggio mi sono resa conto che proprio questa storia ricca di gesta gloriose e di potenza era in netto contrasto con la modesta situazione presente: la Mongolia era in fondo una nazione povera, abitata da nomadi, con l’impossibilità di coltivare un terreno così arido e ingrato, che dovevano per forza vivere di caccia e pastorizia… Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini Che cosa era successo a questo fiero popolo? Da conquistatore si era lasciato conquistare prima dalla dinastia cinese dei Ming, poi dagli zar russi e infine dal comunismo russo o cinese e la lenta distruzione di arte e cultura pian piano era diventata totale. Meno male che non si era potuto distruggere anche lo spettacolo della bellezza naturale, della gentilezza e spontaneità di un popolo semplice e genuino… Per questo mi sembra appropriato terminare questo mio diario di viaggio con un pensiero di speranza che mi ha fornito Romano Battaglia: “Ogni sorriso che incontriamo sul nostro cammino, fa crescere in noi l’amore per la vita e per gli altri. Fa dimenticare gli orrori del passato, rende il futuro degno di essere vissuto e ci consente di nascere un’altra volta!”. Diario di viaggio in Mongolia Tra monti e deserto attraverso una steppa senza confini