Rassegna del 14 aprile 2016

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Rassegna del 14 aprile 2016
CONFINDUSTRIA RAVENNA 16-­‐04-­‐14 RASSEGNA STAMPA 16-­‐04-­‐13 C'ERA UNA VOLTA LA CHIMICA ITALIANA Qn 16-­‐04-­‐13 VERSALIS VENDUTA AGLI AMERICANI? SARA' UN MATRIMONIO FELICE PER TUTTI Qn 16-­‐04-­‐14 TRIVELLE, VERSO IL REFERENDUM. MAESTRI PLAUDE ERRANI. NUOVO AFFONDO DI GREENPEACE SULLE COZZE. LA UIL CONTRO IL REFERENDUM. SINISTRA PER RAVENNA SI SCHIERA PER IL SI' Il Resto del Carlino 16-­‐04-­‐14 IL VOTO SULLE PIATTAFORME. ALBERGATORI E BAGNINI CON I NO TRIV. ANCISI, CON IL SI’ NON SI AIUTA LIDO DI DANTE. LA POLEMICA SULLE COZZE Corriere Ravenna 16-­‐04-­‐14 TRIVELLE, VERSO IL REFERENDUM. LE POSIZIONI DI CONFESERCENTI, ANCISI, MAESTRI La Voce 16-­‐04-­‐14 ITWAY, AFFARI IN IRAN DA 250 MILIONI Il Resto del Carlino 16-­‐04-­‐14 VERSO IL VOTO. BOTTA E RISPOSTA GUERRA E LEGA Il Resto del Carlino 16-­‐04-­‐14 VERSO IL VOTO. GUERRA LANCIA LA SFIDA DI CAMBIERA'. CENTRODESTRA, FRATELLI D'ITALIA NELL'ALLEANZA. PD, DE PASCALE PASSEGGIA IN VIALE ALBERTI, STASERA E' AL MARIANI Il Resto del Carlino 16-­‐04-­‐14 ELEZIONI AMMINISTRATIVE. CON GUERRA IL MOVIMENTO CIVICO CAMBIERA'. ALBERGHINI COMPATTA IL CENTRODESTRA La Voce 16-­‐04-­‐14 VERSO LE ELEZIONI. ECCO 'CAMBIERA', LA COSTOLA DEL M5S. INSIEME PER CAMBIARE OGGI PARLA DI SPORT Corriere Ravenna 16-­‐04-­‐14 VERSO IL VOTO. CANDIDATURA GUERRA. LA LEGA ATTACCA 'CHIARISCA I RAPPORTI TRA LA CLINICA DI FAMIGLIA E LA REGIONE' Corriere Ravenna 16-­‐04-­‐14 VERSO IL VOTO. LA PIGNA ALL'ATTACCO ' I COMPAGNI NELLE ASSOCIAZIONI' Il Resto del Carlino GIORNALI ON LINE 16-­‐04-­‐13 SI CHIAMA CAMBIERA' LA LISTA CIVICA DI MICHELA GUERRA. AL DIANA HA VARCATO IL SUO RUBICONE ravennanotizie 16-­‐04-­‐13 MICHELA GUERRA SI PREPARA ALLA BATTAGLIA ELETTORALE E PRESENTA CAMBIERA' ravenna24ore 16-­‐04-­‐13 ECCO LOGO E NOME DELLA LISTA DI MICHELA GUERRA. MOVIMENTO CIVICO ravenna&dintorni 16-­‐04-­‐13 FRATELLI D'ITALIA AN. FORTE BATTAGLIA ELETTORALE A SOSTEGNO DI ALBERGHINI ravenna 24ore 16-­‐04-­‐13 LA PIGNA. SOLDI COMUNALI AD ASSOCIAZIONI CULTURALI DEI FIDANZATI DELLE ASSESSORE ravenna&dintorni 4
MERCOLEDÌ
13 APRILE 2016
IL GIORNO
il Resto del Carlino
LA NAZIONE
PRIMO PIANO
METAMORFOSI DI UN’ECCELLENZA
L’export italiano
PPE
A
T
LE
GERMANIA
1989 Raul Gardini
propone a Eni la fusione:
nasce Enimont
1930-39 Montecatini 1990 Altro blitz, Gardini
e Snia Viscosa
acquisisce il controllo
dominano la ricerca e
e dice «La chimica sono io»
il mercato della chimica
1993 Il gruppo Ferruzzi
1966 Fusione tra
rischia il crac, Gardini si
Montecatini e Edison,
toglie la vita
nasce Montedison
2001 Italenergia (Fiat, Edf,
1968 Eugenio Cefis
Tassara, Banca Intesa e San
inizia la scalata,
Paolo) e acquisisce il
per conto di Eni e Iri,
controllo di Montedison
a Montedison
e Edison.
1985-1987 Prima 2012 Electricité de France
(Edf) prende il controllo
Schimberni,
esclusivo di Edison e toglie
poi il gruppo Ferruzzi
le azioni dal listino di Milano
scalano Montedison
3.884
C’era una volta
la chimica italiana
Oggi i colossi
parlano straniero
Il comparto chimico viene da anni di crisi. Nel 2015 ha recuperato
un po’ di terreno. Ma i tempi di Giacomo Fauser e del Nobel Giulio
Natta sono lontani, come quelli della scalata a Enimont del pirata
Raul Gardini e dei suoi capitani coraggiosi. Oggi in Italia ci sono ben
2.740 imprese, ma i colossi finiscono nelle mani degli stranieri.
Luca Zorloni
Gli accordi
su Versalis
sono chiari:
l’azienda
deve
restare
italiana. Se
non
troveremo
la
soluzione,
faremo
un’altra
gara
CLAUDIO
DESCALZI
Ad di Eni
MILANO
RA LA CHIMICA di Giacomo Fauser e della sintesi
dell’ammoniaca, la chimica di Giulio Natta e del
suo polipropilene che, negli anni
del boom economico, portò la plastica e i suoi beni di consumo nelle case degli italiani. E oggi è la
chimica che si misura con la concorrenza agguerrita della Cina e
con la trasformazione verde, che
tuttavia è solo una fetta della produzione nazionale. La chimica italiana viene da anni di crisi. Nel
2015, secondo i dati dell’associazione di categoria, Federchimica,
l’industria nazionale ha recuperato terreno nella produzione
(+1.0% in volume in presenza di
prezzi in moderato calo) «che rimane, tuttavia – si legge nella nota annuale – molto graduale e non
coinvolge ancora tutti i settori
clienti. Il superamento della recessione trova conferma nella stabilizzazione dell’occupazione e nel
E
consistente rientro del ricorso alla cassa integrazione guadagni.
La ripresa fatica, però, a rafforzarsi in uno scenario internazionale
che risulta denso di rischi e dominato dall’incertezza». Insomma, è
presto per dire se le imprese sono
uscite da un mare in tempesta, fustigate dal crollo del prezzo del petrolio ma votate all’innovazione,
che «diventa una necessità per tutto il made in Italy», spiegano da
Federchimica. Questa consapevolezza si è fatta avanti da tempo,
portando all’affermarsi di imprese, anche piccole e medie, fortemente votate alla ricerca, specializzate in particolari famiglie di
prodotti di qualità e orientate ai
mercati internazionali.
IL BELPAESE è su un ottovolante: dall’inizio della crisi il 30% delle aziende ha chiuso, dal 1990 gli
addetti del settore chimico sono
passati da 163mila ai 108.600 circa dello scorso anno, ma l’export
è quasi quadruplicato, dai 6,8 miliardi di euro del 1990 ai 27 miliar-
di del 2015 e la produzione è passata in venticinque anni da 37,4
miliardi a 51,9 miliardi. Il tutto al
netto della più grande operazione
tra chimica pubblica e privata della storia italiana, ossia Enimont e
mentre l’Italia, nel campo della
chimica fine e specialistica, superava anche la Germania nelle
esportazioni, con un surplus commerciale di 2,8 miliardi di euro.
Ma la geografia dell’export deve
cambiare faccia: l’Italia dipende
ancora per il 70% degli acquisti
esteri dall’Europa, che però avanza con piedi pesanti. E che ora, divisa all’interno sulla concessione
alla Cina dello status di economia
di mercato, rischia di pagare il fio
di un’invasione di prodotti a prezzi stracciati, che potrebbe minare
le previsioni di crescita per il
2016 dell’1,4%.
I TEMPI della scalata a Enimont
del pirata Raul Gardini e dei suoi
capitani coraggiosi, l’operazione
che portò l’imprenditore a
quell’uscita passata alla storia:
«La chimica sono io», sono acqua
passata. Come acqua passata sono
i colossi di Stato, che governavano un settore che tuttora vede il
Belpaese tra i più competitivi al
mondo, specie per la capacità di
confezionare prodotti ad alto contenuto tecnologico. Oggi ci sono
sì oltre 2.740 imprese chimiche in
Italia, ma i colossi, come Edison,
(in milioni di euro, nel 2015)
FRANCIA
SPAGNA
2.508
1.717
Nel 1963 Natta vinse il Nobel
e tre anni dopo nacque la
Montedison. Mezzo secolo
di scalate, guerre, processi
per una Edison francese
GLI ADDETTI
IN CALO
EXPORT OK
Mentre il
numero
degli
occupati
è calato
di 50mila
unità,
l’export è
alle stelle
parlano straniero, visto che il
gruppo è passato sotto il controllo
della francese Edf, o Versalis, il
braccio chimico di Eni, destinato
a un passaggio di mano al fondo
statunitense Sk Capital. Per i sindacati, un investitore che non ha
le spalle abbastanza larghe per gestirla, senza le competenze tecniche per lanciare la società verso la
sfida delle tecnologie verdi e garantire l’occupazione. Eni si difende, gli accordi sono chiari: mantenere l’azienda italiana, proseguire
con l’attuale esecutivo, non toccare posti di lavoro per tre anni e perimetro aziendale per cinque. E
l’ad di Eni, Claudio Descalzi, mercoledì scorso nella audizione alle
commissioni Attività produttive
di Camera e Senato, ha precisato
che se non si troverà una quadra,
«faremo un’altra gara. Gli italiani
li abbiamo chiamati, ma non si sono presentati». Il settore cerca di
ripartire, a cominciare dal nuovo
contratto nazionale, siglato lo
scorso 22 marzo, che punta al welfare e alla formazione di risorse
umane molto specializzate. «La
presenza di laureati (19% degli addetti) è doppia rispetto alla media
industriale – spiegano da Federchimica -. Il settore non solo dedica a ricerca e sviluppo più risorse
della media industriale italiana,
ma riveste il secondo posto in Europa per numero di imprese attive nella ricerca, dietro solo alla
Germania».
Protesta a Marghera contro Eni
«No alla cessione al fondo Sk»
MERCOLEDÌ
13 APRILE 2016
IL GIORNO
il Resto del Carlino
LA NAZIONE
È mobilitazione della Uil contro la dismissione della
chimica da parte di Eni con la cessione di Versalis al
Fondo Sk Capital. Al petrolchimico di Porto Marghera è
stato annunciato un nuovo sciopero, previsto a maggio.
163,1
139,7
133,8
124,5
113,1
108,6
ADDETTI
ADDETTI
ADDETTI
ADDETTI
ADDETTI
ADDETTI
1990
1995
2000
2005
2010
2015
37,4
6,8
36,3
11,9
44,7
51,7
5
52,1
Quel filo di acetato
spezzato dalla crisi
Il crac di Novaceta
finisce in tribunale
51,9
MAGENTA (Milano)
16,4
19,1
F
27,0
22,6
Produzione
Export
(in miliardi di euro)
Addetti (in migliaia)
«Versalis venduta agli americani?
Sarà un matrimonio felice per tutti»
«La chimica italiana è cambiata?
Certo – replica Cesare Puccioni –
altrimenti non sarei presidente di
Federchimica. Abbiamo perso meno
di altri comparti, grazie all’export».
Pino Di Blasio
ROMA
A CHIMICA italiana è cambiata? È morta o è preda di
colossi stranieri? Cesare
Puccioni, presidente di Federchimica da 5 anni, classe 1944, risponde con ironia. «Certo che è cambiata! Il fatto stesso che ci sia un piccolo imprenditore come me a guidare una federazione con 17 associazioni e 42 settori, la dice lunga.
In passato questa poltrona era appannaggio di Montedison o di Enichem, così come le sorti di Confindustria venivano decise a Torino.
Oggi ci sono colossi stranieri, ma
la chimica italiana non è morta».
L
Qual è lo stato di salute, allora? Solo dal 2007 il settore
ha perso più di 4 miliardi di
euro di produzione e 14mila
addetti...
«La crisi è stata durissima, ne stiamo uscendo adesso - ribatte Puccioni -. Per noi, fortunatamente, è
stato più facile che per il manifatturiero contenere le perdite sia come occupazione che come livelli
produttivi. Essendo una federazione estremamente eterogenea, le defaillances di un settore sono state
compensate dai boom di altri.
Prendiamo la cosmesi: anche negli anni di crisi più buia, ha fatto
segnare crescite a doppia cifra».
Cosa ha fatto da paracadute?
«Ci siamo salvati grazie all’export,
inutile girarci attorno. Il 40% del
fatturato, 27 miliardi di euro su 52
complessivi, viene dall’estero. Ora
sta ripartendo il mercato interno e
contestualmente cresce ancora
l’export».
Quanto pesa anche la frammentazione di imprese? Sono 2.740 in Italia le aziende
chimiche...
«Fa parte dell’evoluzione di cui
parlavamo. Se guardiamo gli occupati, siamo un decimo di Federmeccanica, 110mila contro un milione e mezzo. Per le nostre imprese aumentare la produzione spesso
si traduce in processi di innovazione. La chimica resta il comparto
che investe in ricerca il doppio degli altri, che ha una tendenza alla
qualità elevata, che ha registrato
progressi enormi in campo ambientale. Nonostante il calo degli
occupati, 50mila unità in 25 anni,
siamo la federazione migliore».
Cosa glielo fa dire?
«Siamo il settore con meno malattie professionali in Italia e meno
incidenti sul lavoro. I nostri impianti sono ipercontrollati e la for-
ILO di acetato di cellulosa.
Un’eccellenza
che da Magenta, comune del Milanese,
raggiungeva tutto il mondo.
Il marchio Novaceta – azienda chimica fallita nel luglio
2010 – è stato a lungo uno dei
simboli del made in Italy. Nasce nel 1954 su iniziativa della Snia, la Società di navigazione italo-americana che originariamente controllava i
trasporti marittimi tra Italia
e Stati Uniti. Per 50 anni la
fabbrica gestita con Courtaulds è sinonimo di eccellenza e occupazione: mille operai e macchinari che lavorano a ciclo continuo, senza sabato né domenica.
Nel 2003 cambia la proprietà.
Subentra il gruppo Bemberg
che controlla tre stabilimenti. Ognuno produce una fibra
diversa: la Novaceta l’acetato, l’impianto di Gozzano il
copro e quello di Rieti la viscosa. Il progetto naufraga.
La Novaceta, che nel frattempo cambia il nome in Bembergcell, rallenta la produzione. Gli operai si confrontano
con la cassa integrazione. Nel
2006 sembra che la storia
dell’ex Snia possa ricominciare. La Mcm Holding presenta un’offerta per rilevare la
Bembergcell. Un anno dopo
l’azienda ritrova anche il marchio Novaceta. Il 31 ottobre
2007, una sentenza del Tribunale di Milano sancisce il passaggio al nuovo gruppo. Seguono mesi di speranze, ma
nel giugno del 2008 la produzione si blocca. Quasi 200 lavoratori sono costretti a sopravvivere con la cassa integrazione. La proprietà spera
di rilanciare il filo. Ma la caccia a un imprenditore interessato a subentrare nell’asset
aziendale non dà esiti.
CLASSE 1944
PRESIDENTE
DA 5 ANNI
Cesare
Puccioni,
senese,
presidente di
Federchimica da 5
anni, ha
un’impresa di
fertilizzanti a Vasto
za lavoro è molto qualificata».
Però rischiate di perdere pezzi importanti. L’ultimo colosso, Versalis, sta per essere
venduto da Eni.
«L’affare Versalis va esaminato
con molta attenzione. Per ora sembra un matrimonio che apporterà
integrazioni di prodotti e benefici
per entrambi. Potrebbe essere una
fusione strategica».
Non la preoccupa che non sia
più una società italiana?
«La maggior parte dei matrimoni
tra colossi stranieri e gruppi italiani è andata benissimo. Da fiorentino guardo al caso General Electric-Nuovo Pignone. Stiamo sempre a piangere che non vengono investitori stranieri in Italia. Se chi
investe garantisce sviluppo, posti
di lavoro, nuove produzioni, può
essere cinese o americano, è sempre il benvenuto».
Versalis ha 8 siti produttivi in
Italia e 4.400 dipendenti. Che
ne sarà di Porto Torres, Marghera, se Sk comprerà la
maggioranza?
«Versalis ha già evoluto i suoi stabilimenti, adeguandoli alla chimica verde. Il fondo americano potrebbe avere in pancia un gruppo
che crei un polo chimico più grande e ancora più verde. E’ la nuova
frontiera per tutti: ci sono paesi
più avanti in questa economia circolare, che riusa prima di riprodurre, e altri più indietro. L’Italia, le
assicuro, è tra i vagoni di testa».
COMINCIA un’altra storia,
aperta dalla lotta dei lavoratori per difendere le aree industriali dai tentativi di speculazione immobiliare. Il 17 dicembre una delegazione di
cassintegrati inizia un presidio permanente fuori dai cancelli dello stabilimento. Il 12
gennaio il presidio si trasforma in occupazione. I lavoratori salgono sul tetto della ex
mensa. Iniziano sette mesi di
battaglie e manifestazioni,
mentre sindacati e istituzioni
cercano di trovare insieme alla proprietà una quadratura
del cerchio che non arriverà
mai. Sei anni dopo il fallimento, Novaceta è un’area dismessa da riqualificare. A Milano
è in corso un processo. Il sospetto è che a fermare il filo
non sia stata la crisi.
Luca Balzarotti
Si chiama "CambieRà" ed è la lista civica di Michela Guerra: al
Diana ha varcato il suo Rubicone
Mercoledì 13 Aprile 2016
Michela Guerra
Michela Guerra ha detto sì. Oggi alle 15 all'Hotel Diana ha passato il suo Rubicone e si è lanciata alla conquista di Ravenna
con il Movimento Civico Cambierà che si richiama all'esperienza dei 5 Stelle ma che ovviamente da ora in poi marcerà per
conto suo. A presidiare il M5S a Ravenna e a cercare di ricostruirlo dopo le divisioni degli ultimi mesi resta Pietro Vandini,
che oggi a fianco di Michela Guerra ha sostanzialmente sanzionato il passaggio delle consegne.
Michela Guerra ha annunciato che la prossima settimana presenterà i candidati per il Consiglio comunale (quasi tutti i grillini e
i primi candidati hanno risposto presente e ci saranno) e poi il programma e la squadra degli esperti che la affiancheranno in
questa avventura. Vandini, nel congedarsi e nell'in bocca al lupo finale, ha detto che spera di votare Michela Guerra anche il
19 giugno, ovvero al ballottaggio. Ma l'impresa sembra molto difficile dopo i 4 mesi congelati e perduti e soprattutto dopo la
perdita del simbolo a cinque stelle.
Michela Guerra si è posta l'obiettivo con la sua lista civica di dare una possibilità di rappresentanza ai tanti ravennati che
senza i 5 Stelle non avrebbero più un riferimento politico locale e quindi il richiamo all'esperienza pentastellata è stato
chiarissimo. Lei si sente portatrice di quei valori di trasparenza e legalità. Inoltre ha detto che intende rappresentare una
chiara alternativa al sistema di potere PD, quello che lei ha definito come una "cappa" che grava sulla città e le impedisce di
crescere. Per chiarire il concetto, ha affermato che dei suoi candidati nessuno lavora in Comune e nessuno lavora in una
cooperativa. Ma i nomi li farà solo in seguito. Guerra è stata sprezzante verso le "liste civetta" del Pd che portano solo voti a
de Pascale, mentre si è mostrata molto rispettosa delle esperienze realmente civiche come La Pigna e Ravenna in Comune.
Rispondendo a Massimiliano Alberghini che l'ha etichettata come la terza candidata di sinistra di Ravenna ha detto: "Chi
conosce la mia storia personale lo sa: non sono mai stata di sinistra. E nessuno mi ha mai detto che sono di sinistra, è la
prima volta. Proponiamo il reddito minimo di cittadinanza a Ravenna e questo può essere una proposta di sinistra, ma allo
stesso tempo abbiamo anche altre proposte che potrebbero sembrare più di destra." Ha fatto capire, insomma, che è oltre le
Ravennanotizie.it
classiche distinzioni destra e sinistra e ha aggiunto che "Alberghini va preso con le molle perchè lui è quello che vorrebbe
chiudere la moschea pur non avendone i poteri" e ha aggiunto che lo si potrebbe definire "un uomo con quattro mogli, ne ha
più lui di un imam" ha detto, con una battuta, riferendosi al fatto che Alberghini risponde a 4 partiti (Lega Nord, Lista per
Ravenna, Forza Italia e Fratelli d'Italia).
Si è emozionata ed indignata quando ha parlato della clinica di famiglia e del presunto conflitto di interessi sollevato in
Regione dalla Lega Nord. Nella risposta è stata durissima: "Da mesi non ho più incarichi nella clinica. Attaccare la clinica e chi
ci lavora per meschini calcoli politici è operazione di bassa lega, un tentativo bieco e triste. Io non mi piego alle intimidazioni.
Non lo ha mai fatto la mia famiglia. Non lo faccio io. Abbiamo subito ben altre intimidazioni e non ci siamo mai piegati. No, non
mi lascio intimidire" ha chiuso con orgoglio.
Michela Guerra ha annunciato che non farà apparentamenti al primo turno e che il momento più brutto dei 120 giorni che la
separano dal voto dell'11 dicembre ad oggi è stato quando ha saputo della presentazione di una seconda lista, cosa che
proprio non si aspettava. Ha annunciato che ai primi due punti del suo programma ci saranno il turismo e la sicurezza, mentre
già sabato comincerà la raccolta delle firme per la presentazione ufficiale della lista e della candidatura.
In allegato il video con la dichiarazione di Michela Guerra
Politica
Commenti
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Pur non condividendo le idee e le proposte del M5S e di questa lista, mi congratulo con Michela Guerra che "varcando il
Rubicone", sana un affronto che la storia democratica di Ravenna non meritava: il divieto di presentare la propria lista alle
elezioni. Ora la scelta dei cittadini è più ampia e il confronto e la città , non possono che averne beneficio.13/04/2016 Stefano Ravaglia
●
E VIVA , Ravenna finalmente può respirare. Auguri figliola!13/04/2016 - Dino
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Finalmente un persona per bene che evidentemente vuole fare qualcosa per la sua città .13/04/2016 - mirko
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Ammazza! Che bella persona, civile ed elegante … non siamo più abituati! ci mancheranno Matteucci , Mercatali e Ancisi,
ah, ah ah! 13/04/2016 - Vittorio
Addio le Cazzate dal PD e Da Ancisi e viva la libertà che sta arrivando. Via, via vogliamo la libertà e l'onesta . Ok la
Guerra!13/04/2016 - Luigi
".. ha affermato che dei suoi candidati nessuno lavora in Comune e nessuno lavora in una cooperativa". Lavorare in comune o
in una coperativa è da infami? Collusi? Corrotti? Se è così smettero di salutare alcune persone e mi vedrò costretto a
rompere amicizie decennali. Ed anche la cassiera della coop non avranno più la mia gentilezza, anzi, andrò solo alle casse
automaiche!!13/04/2016 - dantis
Ha varcato il Rubicone ? Quindi si presenta a Savignano non a Ravenna. Uawhhh che fortuna.....Alberghini è meno vincolato
di quanto si possa pensare cari amici. Molto ma molto meno. E' un civico, come la Guerra, solo che non sogna, ma tiene i
piedi per terra per il bene di Ravenna. E ha scelto l'alleanza più difficile da fae digerire al ravennate pur di mandare a casa il
pd. La Guerra velatamente, si identifica ancora con il M5S, ma da loro è stata cassata. Lei è civica ne più ne meno che
Alberghini. E basta con le lacrimuccie........ non commuove nessuno!13/04/2016 - MASSIMO FICO
Bene, complimenti!!! Adesso so chi votare!!! Brava signora Guerra, sono contenta che ci siano visi nuovi e soprattutto cervelli
nuovi!!!13/04/2016 - Rita
Non ha più incarichi nella clinica? Ma se in un'altra intervista dichiarava il contrario. Maaah. A parte questo attendo il team ed
il programma.13/04/2016 - Marco
Ravennanotizie.it
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Dire che Alberghini è un civico e meno vincolato è assurdo.. Da una parte c'è Ancisi e dall'altra a Pini... Ditemi un po voi se
è essere civici13/04/2016 - Cittadino Disgustato
I-Neffa-bile :-) ".. di questi tempi si vende qualsiasi cosa anche la verità .. se chi decide ha deciso che ora la guerra è la
necessità io stringo i pugni e mi dico che tutto cambierà .." Maaahh..?!?
https://www.youtube.com/watch?time_continue=249&v=QW45MPj6xqs13/04/2016 - Domenica Mattina
Il fatto che la Guerra non si arresa è un sintomo molto positivo e dire che lo hanno colpita duramente con la storia del
conflitto di interesse e la doppia lista . Per me ha tutte le carte per vincere quindi la voterò per la sua tenacia ed eleganza!
13/04/2016 - Sandro P
é curioso che da noi se sei un imprenditore , sei preparato e hai studiato e quindi sei capace non puoi fare il politico ... ma
che c..o di stronzate sono queste !! non ci basta il matteucci e il mercatali e come hanno reso la città ? Vai Michela come un
treno ed investe tutto il marcio che trovi !13/04/2016 - Davide
Ravennanotizie.it
Michela Guerra si prepara alla battaglia elettorale e presenta “C...
http://www.ravenna24ore.it/print/news/ravenna/0069968-michel...
Pubblicato su Ravenna24ore.it (http://www.ravenna24ore.it)
13 aprile 2016 - Ravenna, Politica
Michela Guerra si prepara alla battaglia
elettorale e presenta “Cambierà”
La lista civica con cui si incammina verso le amministrative del 5 giugno
“Io ci sono”: sono queste le parole che hanno fatto da incipit alla presentazione ufficiale di Michela
Guerra come candidata sindaco di Ravenna per la lista civica “Cambierà”, introdotta a stampa e
cittadini da una conferenza che si è tenuta questo pomeriggio all’Hotel Diana. “Archiviate” le
polemiche dei mesi scorsi e l’esclusione del M5S dalle amministrative ravennati, la Guerra si è
presentata con un nuovo progetto “che fino ad ora non c’era”: a spiegarlo è la stessa candidata, che
puntualizza: “La voglia di andare avanti è arrivata dalla gente, dalle mail di incoraggiamento e dagli
attestati di stima”. Il programma sarà presentato nei prossimi giorni, così come i nomi dei consiglieri.
Alla platea di oggi Michela Guerra ha anticipato alcuni temi caldi che saranno illustrati a breve: si
va dal reddito di cittadinanza comunale, alla trasparenza nelle liste d’attesa in sanità, passando per il
turismo (“è necessario un piano organico e non accozzaglie di eventi) e la sicurezza (mappatura del
territorio; intensificazione dei controlli). Con il M5S ci sarà collaborazione, assicura la Guerra: “è
un’esperienza che non sarà buttata”, come probabilmente testimonia anche il logo della lista che
potrebbe racchiudere qualche elemento suggestivo in tal senso.
Presente in conferenza anche Pietro Vandini, il capogruppo del M5S Ravenna, che ha spiegato: “Il
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Michela Guerra si prepara alla battaglia elettorale e presenta “C...
http://www.ravenna24ore.it/print/news/ravenna/0069968-michel...
Movimento 5 Stelle è uno strumento, non bisogna confonderlo con l’obiettivo. Per i prossimi 5 anni
a Ravenna esso non sarà più presente a livello istituzionale. I miei compagni – ha continuato - hanno
deciso di utilizzare un altro strumento per raggiungere certi obiettivi. Penso che in questo modo si
potranno portare avanti gli stessi concetti con gli stessi criteri. Io non mi sono ricandidato, ma darò
una mano portando le mie conoscenze e, se e quando mi verrà richiesto, il mio contributo”.
Guarda in allegato il logo del Movimento e leggi la dichiarazione di Michela Guerra
Allegati
logo-cambiera-3-2.pdf
68.35 KB
io-ci-sono.pdf
142.91 KB
Tag: amministrative 2016 elezioni 2016 michela guerra
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Ravenna, onestà, competenza e idee per il futuro” È Claudio Angeli il soprintendente alla legalità per la coalizione LN-LPR
Affiancherà il candidato sindaco Massimiliano Alberghini
Collegamento sorgente: http://www.ravenna24ore.it/news/ravenna/0069968-michela-guerrasi-prepara-alla-battaglia-elettorale-e-presenta-cambiera
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Ecco logo e nome della listadi Michela Guerra: un Movimento C...
http://www.ravennaedintorni.it/stampa_articolo.php?artid=49296
verso le amministrative
Ecco logo e nome della lista
di Michela Guerra: un Movimento Civico
Dopo lo stop dallo staff 5Stelle la candidata del meetup si presenta
con CambieRà, un nuovo soggetto che punta all'elettorato grillino
Sorridente, decisa, soddisfatta e fiduciosa. Michela Guerra nella prima uscita pubblica ufficiale da
candidata sindaco per la lista civica, nata dopo lo stop da parte dello staff del Movimento 5 Stelle alla lista
del meetup locale che l’aveva scelta inizialmente, non mostra cenni di nervosismo né rancori verso chi non
le ha permesso di candidarsi come grillina. Parla di un percorso di confronto e presa di coscienza e della
decisione di portare avanti i principi e le battaglie e i progetti che erano stati pensati in seno al Movimento
5 Stelle in quello che ora viene definito "Movimento Civico", appunto, una lista che si chiama "CambieRà".
Nessuna rottura dunque, ma anzi il tentativo di far capire che «siamo sempre noi, con gli stessi valori e gli
stessi principi». A spiegare questo rapporto ci pensa Pietro Vandini, capogruppo del Movimento 5 Stelle in
Comune da sempre vicino alla Guerra. «Da questa lista – dice – mi sento rappresentato, altrimenti il 5
giugno alle amministrative avrei annullato la scheda. Tutti noi abbiamo sempre detto e pensato che il
Movimento è un mezzo per raggiungere determinati obiettivi e non l’obiettivo, questa lista civica è
semplicemente un altro mezzo per liberare le energie che in questa città ci sono, ma sono bloccate da una
cappa. Personalmente – continua Vandini – non sono candidato, così come non lo è l’altro consigliere
Lorenzo Gatti. Intendo portare avanti il mandato fino alla scadenza di giugno e poi restare a disposizione e
insieme ad altri, come Fabrizio Martelli, continuare a portare sul territorio ciò che il Movimento fa a livello
nazionale».
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Ecco logo e nome della listadi Michela Guerra: un Movimento C...
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Il tentativo dunque è quello di un
percorso parallelo con la
consapevolezza tuttavia che non sarà
facile in questi due mesi far conoscere
il simbolo e i nomi, nomi che verranno
resi noti a breve per quanto riguarda i
candidati al consiglio comunale, e altri
nomi di possibili “assessori”, o
comunque di figure tecniche che
saranno presentate nelle settimane a
venire in una serie di incontri tematici
caratterizzati, Guerra ripete più volte,
dal criterio della «competenza».
Non è infatti la prima conferenza
stampa in un’affollata sala dell’hotel
Diana la sede per i contenuti del
programma, se non per brevi accenni.
Poche anche le stoccate agli avversari, se non per Alberghini, candidato di LpRa, Lega, Forza Italia (e ora
anche Fratelli d’Italia) che l’aveva definita la «terza candidata della sinistra». «Nella vita – sorride Guerra –
non mi era mai successo di essere definita di sinistra. Ma Alberghini è anche quello che parla di chiudere
una moschea come se davvero fosse nei poteri di un sindaco, quindi le sue parole vanno prese con le
pinze. Anche perché ha troppe mogli (con riferimento alle varie liste che lo sostengono, ndr), più di un
Imam...». E alla domanda se in passato avesse ricevuto altre offerte di candidature, conferma: «Sì,
prevalentemente del centrodestra». Ribadisce che non esiste conflito di interesse rispetto alla proprietà
della clinica San Francesco di famiglia e alla Lega Nord che in mattinata aveva addirittura presentato
un’interrogazione in regione risponde: «Non c’è nulla da scoprire, è tutto pubblico. E se si tratta di
un’intimidazione, sappiano questi signori che ne ho ricevute di peggiori e non mi sono mai piegata. Voglio
tranquillizzare collaboratori e pazienti della clinica». E promette invece di approfondire in futuro il tema
della sanità, a cominciare dalle liste di attesa per chi si rivolge al servizio pubblico e chi invece al privato.
Alleanze in vista? «Sicuramente non per il primo turno e per il
secondo, beh, saremo noi al ballottaggio. Perché io sono
convinta che possiamo vincere e cambiare davvero questa città,
far entrare aria nuova; nuova e pulita».
Una stoccata anche alle liste in appoggio al Pd definite «civetta»
che «candidano dipendenti comunali (in realtà la legge lo vieta,
ndr)» o dipendenti di cooperative, intendendo insomma che
nessuno dei candidati nella sua lista avrà interessi diretti
rispetto alla gestione dell’Amministrazione comunale.
Guerra ribadisce poi parole di rispetto per La Pigna e Ravenna
in Comune che però hanno entrambe, per la storia di chi le
anima, una connotazione politica che CambieRà non avrà:
«Avremo proposte che sono considerate di sinistra così come
altre che sono invece bollate di destra. Anche questo ci
differenzierà da tutti gli altri». Infine, un ultimo messaggio che chiede ai presenti di diffondere: il progetto
è aperto a chiunque voglia partecipare e proporre idee e progetti.
13 - 04 - 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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13 aprile 2016 - Ravenna, Politica
Fratelli d'Italia-An, "forte battaglia elettorale a
sostegno di Alberghini"
"Saremo parte organica dell'alleanza", si allarga la coalizione
Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, spiega una nota, "sarà parte
organica dell’alleanza a sostegno della candidatura di Massimiliano
Alberghini a sindaco di Ravenna".
Fratelli d’Italia, "nel solco della tradizione della destra ravennate, si
è sempre posta l’obbiettivo di creare le condizioni per abbattere lo
strapotere stalinista che da decenni opprime e soffoca la nostra città.
Adesso, la candidatura di Massimiliano Alberghini, persona di cui
abbiamo apprezzato fin da subito le doti morali e professionali,
sostenuto, inizialmente, da Lista per Ravenna e da Lega Nord e, successivamente, anche da Forza
Italia e da Fratelli d’Italia, rappresenta la sola possibilità per raggiungere l’obbiettivo di essere reale e
valida alternativa alla sinistra.
Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale condurrà una forte battaglia elettorale a sostegno del candidato
sindaco Alberghini evidenziando le proprie peculiarità che si riassumono nella difesa dell’identità
nazionale e delle specificità del territorio, nel rispetto delle forze dell’ordine e nella lotta
all’immigrazione clandestina. In altre parole nel concetto che prima di tutto debbano venire gli
italiani ed i ravennati".
"La coalizione alternativa al Pd nata per dare un buongoverno a Ravenna si allarga ulteriormente", si
legge in una nota dell'ufficio stampa di Alberghini. Il candidato sindaco Massimiliano
Alberghini ha infatti stretto un accordo con la delegazione locale di Fratelli d’Italia guidata dal
portavoce comunale Alberto Ferrero e che intende presentarsi alle prossime elezioni amministrative
con una propria lista a sostegno di Alberghini. Si aggiunge quindi un nuovo tassello al mosaico dello
schieramento moderato e liberale che si candida a governare la città in netta discontinuità rispetto al
sistema di potere della sinistra. Una sinistra che, va ricordato, si presenta divisa con tre differenti
candidati sindaco. Accanto a Lega Nord e Lista per Ravenna, che per prime hanno creduto e lanciato questo progetto
individuando in Massimiliano Alberghini la persona capace di incarnare l’alternanza
nell’amministrazione ravennate, ora ci sono anche Forza Italia, con la quale è stato raggiunto un
accordo la settimana scorsa, e pure Fratelli d’Italia".
“Fin dal primo giorno in cui mi sono impegnato in questa sfida – commenta il candidato
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sindaco Massimiliano Alberghini – ho sempre ritenuto fondamentale lavorare per unire e
aggregare le forze politiche e civiche alternative al Pd e alla sinistra ravennate, nella convinzione
che ognuna di loro possa fornire un contributo utile e costruttivo per una nuova e credibile proposta
di governo cittadino. Per questo sono molto soddisfatto dell’intesa raggiunta con Fratelli d’Italia
che potrà portare all’interno della nostra coalizione le sue peculiarità e le sue istanze politiche”.
Secondo Alberghini, “questa volta ci sono le condizioni per sconfiggere la sinistra in casa propria.
Noi vogliamo essere coerenti con l’obiettivo di vincere al primo turno cercando di aggregare chi si
ritiene alternativo a questo sistema di potere ed è in linea con le nostre idee e il nostro programma.
Per questo la nostra coalizione si allarga di giorno in giorno, perché sono sempre più i cittadini che
si uniscono a noi”.
Tag: fratelli d'italia an
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Giorgia Meloni in visita a Ravenna
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La Pigna: «Soldi comunali ad associazioniculturali dei fidanzati d...
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polemica verso il voto
La Pigna: «Soldi comunali ad associazioni
culturali dei fidanzati delle assessore»
La lista civica attacca Stamboulis, Bakkali, Morigi e tira in ballo
anche il consigliere Pd Sbaraglia e la figlia del direttore generale
Dopo le polemiche sui social network di questi giorni
scatenate in particolare dalle accuse dell'ex assessora
Elettra Stamboulis – che con la sua associazione Mirada
da quest'anno ha deciso di trasferire (lamentando di
non aver trovato qui sufficiente supporto da parte
dell'Amministrazione) il festival di fumetto Komikazen a
Rimini (si terrà tra poco più di un mese) – a entrare a
gamba tesa sul tema delle convenzioni culturali
ravennati è la lista civica La Pigna, che candida a
sindaco Maurizio Bucci.
In una nota inviata alla stampa e firmata da Veronica
Verlicchi, la Pigna ricorda innanzitutto come
l'associazione Mirada, rappresentata anche del
compagno di Stamboulis (l'illustratore di fama
internazionale Gianluca Costantini), ricevesse contributi
pubblici nel periodo in cui la stessa Stamboulis era
assessore (all'Istruzione, durante la prima giunta
Matteucci), precisando comunque come il contributo
comunale fosse attivo già da prima del suo ingresso in
giunta. E poi solleva il caso – di cui si parla da giorni
appunto sui social network – legato a Strativari,
l'associazione che riceve un piccolo contributo (circa
5mila euro) dal Comune per la realizzazione di un
festival di rilievo internazionale di grafica ed editoria,
"Fahrenheit 39", appena svoltosi all'Almagià.
Associazione «sorta solamente nel 2010 – scrive
Verlicchi – e miracolosamente beneficiata da soldi
pubblici comunali in breve tempo» e di cui fanno parte
oggi – sottolinea la Pigna – l'attuale fidanzato
dell'assessora alla Cultura del Comune, Ouidad Bakkali, il presidente della commissione Cultura del
Comune (il consigliere comunale del Pd Fabio Sbaraglia, tra i candidati anche alle prossime elezioni) e la
figlia del direttore generale del Comune, Gioia Boattini. Questi ultimi due sono entrati nell'associazione
però solo in un secondo momento, con la convenzione già in atto.
«A fine ottobre 2014, poco tempo fa – continua la nota di Verlicchi –, una sorridente Ouidad Bakkali
inaugurava la sede del suo comitato elettorale presso il circolo del Pd in via Tommaso Gulli alla presenza
del segretario provinciale attuale del Pd e candidato a sindaco Michele De Pascale, con un comitato
composto anche dalla moglie del sindaco attuale Simona Pepoli, del precedente candidato a sindaco Enrico
Liverani, e guarda caso anche dai collaboratori della miracolata associazione Strativari, Gioia Boattini,
Fabio Sbaraglia ed Emilio Macchia, compagno della Bakkali stessa».
Ma quella che dalla Pigna viene definita come una "cupola", «arriva anche oltre». E così la lista civica
ricorda la nascita, nel 2012 dell’associazione Ravenna Cinema con lo scopo di realizzare rassegne in
ambito cinematografico (in questi giorni sta organizzando il nuovo festival Soundscreen. «L’associazione –
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La Pigna: «Soldi comunali ad associazioniculturali dei fidanzati d...
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si legge nella nota – è immediatamente “ miracolata” dalla Giunta Matteucci che sin dal 2012 sostiene
diverse iniziative con contributi economici. E cosi appena nata beneficia di un contributo di 7.968 euro di
cui il 70% immediatamente anticipati; nel 2013 di un contributo di 23.000 euro di cui il 70%
immediatamente anticipati fino ad arrivare, con importi anche crescenti nel 2014 e 2015, nel 2016 a
22.500 euro. Ma anche questa associazione ha la sua santa in Paradiso, cioè nella giunta: il
rappresentante dell’associazione è Alberto Bucci che firma le istanze di contributo al Comune che è il
compagno di Valentina Morigi, assessore al Bilancio dal 1 giugno 2011, che ha abbandonato Sel per
presentare la lista civetta (il riferimento è alla Sinistra per Ravenna, ndr) a sostegno di De Pascale».
«In questi 10 anni – termina la nota di Verlicchi – le risorse economiche sono gestite per erogare, con un
sistema clientelare, i soldi pubblici non solo agli amici ma addirittura a organizzazioni di cui fanno parte
compagni degli assessori, figli di alti dirigenti comunali e financo consiglieri comunali e poco importa se
l’Assessore di riferimento è un altro, le rispettive fidanzate erano in giunta e approvavano le relative
delibere. Si è arrivati addirittura a presentare progetti alla Fondazione del Monte ove il Comune designa
alcuni componenti del Consiglio di amministrazione tra i quali il vicepresidente per conto di suddette
associazioni e una volta ottenuto il contributo, viene girato all’associazione, pur assumendosi nei confronti
della fondazione i rischi relativi al suo corretto utilizzo».
«La Pigna – scrive infine – intende demolire questo vergognoso sistema che privilegia le associazioni
collaterali al Pd e ai suoi esponenti, per favorire invece l’accesso a quelle associazioni che pur meritevoli
non sono oggetto di minimi sostegni o che addirittura vengono sistematicamente escluse. Sono anch’esse
composte da cittadini ravennati ma che evidentemente danno fastidio alla cupola ravennate. Ci diranno, se
risponderanno, visto il reiterato silenzio, che tutto ciò è perfettamente legale, trasparente e che le
iniziative sono tutte di grande respiro. Sulla legalità e trasparenza eventualmente lo diranno gli organi
preposti ai controlli, ma che vi sia stato e vi sia un gigantesco conflitto d’interesse questo è evidente. Per
Matteucci, tutto questo è normale? E per De Pascale, segretario provinciale del Pd e candidato a Sindaco, è
normale tutto questo? In fin dei conti come segretario del partito ha da sempre approvato questo modo di
gestire la cosa pubblica».
13 - 04 - 2016
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