Untitled - Dino Morra – arte contemporanea
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Untitled - Dino Morra – arte contemporanea
QIU TIAN Qiu tian, videoinstallation, video 10 min. Loop, 2013. Qiu Tian opens the Q.I. visual season and in particular is a tribute to the European Week for Sustainable Mobility . Qiu Tian , ( Autumn ) is the video shot on the trail of a recent trip made by artists in China , a country that more than any other today brings to mind the speed of social transformation , anthropological and environmental. The four frame affrontanti , shot entirely using only mobile phones, tool icon of contemporary technology and Made in China , empirically trace the route from Beijing to South by car and train. The look of the western alienated slides with a breakneck pace from urban realities choked with soot to thin out the signs of civilization to natural sceneries. The diaphragms of the tinted windows of cars or billboards that appear on buses, together with the speed of transport , prevent the focusing of detail, the contemplation of the particular . Qiu Tian can be read as a cynical interpretation of the habits and customs of the most populous country in the world. In a disenchanted and subtle artists we transfer their sense of confusion and the need to stop and think instead dragged into the spiral of an alleged haunting progress. Il video Qiu Tian di Moio&Sivelli inaugura la stagione visiva del Q.I. ed in particolare è un omaggio alla Settimana Europea per Mobilità Sostenibile. Qiu Tian, (Autunno) è il video girato sulle tracce di un recente viaggio realizzato dagli artisti in Cina, paese che più di ogni altro oggi fa pensare alla velocità di trasformazione sociale, antropologica ed ambientale. I quattro frame affrontanti, interamente girati con il solo utilizzo di cellulari, strumento icona della tecnologia contemporanea e del Made in China, ripercorrono empiricamente il tragitto da Pechino verso il Sud in macchina e in treno. Lo sguardo alienato dell’occidentale scorre con un ritmo vertiginoso da realtà urbane soffocate dalle polveri sottili al diradarsi dei segni della civiltà verso scenari naturali. I diaframmi dei vetri oscurati delle auto o dei cartelli pubblicitari che appaiono sugli autobus, insieme alla velocità dei mezzi di trasporto, impediscono la focalizzazione di dettagli, la contemplazione dei particolare. Qiu Tian può essere letto come una cinica interpretazione delle abitudini e dei costumi del paese più popoloso al mondo. In maniera disincantata e sottile gli artisti ci trasferiscono il loro senso di confusione e la necessità di fermarsi a riflettere trascinati invece nella spirale ossessiva di un presunto progresso. Adriana Rispoli GENIUS LOCI GENIUS LOCI, Public installation : epoxy resin with high strength/resina epossidica ad alta resistenza, light system LED Philips, stainless steel/acciaio inox AISI316, 350 x 140 x 50 cm, 2013. GENIUS LOCI Law no. 717/1949 - WORKS OF ART IN PUBLIC WORKS MOIO&SIVELLI+DE MANES. Installation : epoxy resin with high strength, light system LED Philips, stainless steel AISI316, 350 x 140 x 50 cm, 2013. The work represents a tentacle light that goes up on the lava-stone wall. The maritime and mercantile activities, the theme proposed by the designers for the redevelopment of the area, offer many insights for the design of the work and seem to be the ideal starting point for proposing a mode "participated" that makes meaningful encounters and relationships already established with the people of Portici to get in touch with the genius loci of the port ... the dialogue between high-tech materials and of intellectual history (think of the lava-stone wall) arises, in our intentions, as further possibility of establishing a ideal bridge between tradition and modernity for the use of the site. Legge n. 717/1949 – OPERE D’ARTE NEI LAVORI PUBBLICI MOIO&SIVELLI + DE MANES GENIUS LOCI Installazione : resina epossidica ad alta resistenza, sistema di illuminazione a LED Philips, acciaio Inox AISI316, cm 350 x 140 x 50, 2013. L’opera rappresenta un tentacolo luminoso che si inerpica sul muro lavico. Le attività mercantili e marinare, tema proposto dai progettisti per la riqualificazione dell’area, offrono molti spunti per l’ideazione dell’opera e sembrano essere la partenza ideale per proporre una modalità “partecipata” che renda significativi gli incontri e le relazioni già stabilite con i porticesi per entrare in contatto con il genius loci del porto…Il dialogo tra materiali altamente tecnologici e le opere d’ingegno storiche (pensiamo al muro in pietra lavica) si pone, nelle nostre intenzioni, come possibilità ulteriore di stabilire un ideale ponte tra tradizione e contemporaneità per la fruizione del luogo. Italienische Reise Italienische Reise VIDEOINSTALLATION, monitor 16/9(cm18,5 x cm 29,5 x 3,5), stop-motion video, silicon, 2012. One of the most famous sceneries in the world, Capri's Faraglioni, seen from Punta Tagara viewpoint is the image we chosed to continue the reaserch on the perception, the attention that an observer needs to pay to read what he is watching in a proper way. Through the use of the videomotion technique, and of a material diaphragm like silicon, we aim to extirpate the trust that we often give to our senses which can betray us instead, if used improperly. The image coming from a digital frame, at a first superficial vision, appears to be staring, but it actually shows the movement of the reflex of one of the two faraglionis on water ripples. The subtle dynamic is generated from the stop motion and from silicon lying on the screen of the digital frame; it has the the ability to produce a further visual obstacle and it also has a strong tactile appeal. Uno dei panorami più noti e goduti al mondo, i Faraglioni di Capri visti dal belvedere di Punta Tragara, è l'immagine da noi scelta per proseguire la ricerca sulla percezione e sull'attenzione che un osservatore deve porre per leggere nel modo corretto ciò che ha di fronte. Attraverso l'utilizzo della tecnica video dello stop-motion e mediante l'uso di un diaframma materico come il silicone, miriamo a sradicare la fiducia che troppo spesso riponiamo scontatamente sui nostri sensi, che invece possono trarci in errore se non impiegati nel modo migliore. L'immagine proveniente dalla cornice digitale risulta, a una prima e superficiale visione, apparentemente fissa ma, in realtà, mostra il movimento del riflesso di uno solo dei faraglioni sulle increspature del mare. Il sottile dinamismo è generato dello stop-motion e il silicone, steso lungo lo schermo della digital frame, ha la capacità di generare un ulteriore ostacolo visivo oltre ad avere una forza attrattiva di tipo tattile. Leukos LEUKOS , digital frame covered with silicon, stop-motion video, cm42 x cm32, 2012 The work is a tribute to the value of light , understood as a substance capable of giving new shape to things by virtue of its ability to return a correct view of what surrounds us . The survey conducted in the work is based on a series of illusions , created to spur towards a careful reading of the contingent reality . Is therefore the light , creating shadows by refraction or discoloration of the contours due to its direct power, the source of expressive Leukos , an energy that becomes a sign and symbol sensory at the same time . The image returned by the digital photo frame is the result of a process of stop-motion through which artists exhibit a reality only apparently fixed, but that in truth hides the sun glare along the colored mirrors that make up the vase in the foreground. The apparent fixity of the image is emphasized , as if it were a game illusory , silica lying on the monitor, the effect of which is to freeze the image , giving it back , always in appearance, such as photographic image. Beneath the still image , made through the use of a photograph as a mask, run a series of frames made with a recovery of 8 continuous hours. The packaging silicone dilutes the shapes , requiring greater attention to the understanding of what actually is observed and it is happening . The process is aimed at undermining the aesthetic appearances , with the aim of overcoming the appearances , in order to encourage curiosity in the viewer. Il lavoro è un omaggio al valore della luce, intesa come sostanza capace di ridare nuova forma alle cose in virtù della sua capacità di restituire una visione corretta di ciò che ci circonda. L’indagine condotta nel lavoro si basa su una serie d’illusioni, create per spronare verso una lettura attenta delle realtà contingenti. E’ dunque la luce, le ombre generante dalla rifrazione o lo sbiadimento dei contorni dovuto alla sua potenza diretta, la sorgente espressiva di Leukos, un’energia che diviene segno e simbolo sensoriale al contempo. L’immagine restituita dalla cornice digitale è frutto di un processo di stop-motion attraverso cui gli artisti espongono una realtà solo apparentemente fissa, ma che in vero cela il riflesso solare lungo gli specchi colorati di cui è costituito il vaso in primo piano. L’apparente fissità dell’immagine è enfatizzata, come fosse un gioco illusorio, dal silicone steso sul monitor, il cui effetto è quello di congelare l’immagine, restituendola, sempre in apparenza, come immagine fotografica. Al di sotto dell’immagine fissa, costituita grazie all’utilizzo di una fotografia come maschera, corrono una serie di fotogrammi realizzati con una ripresa continuativa di 8 ore. L’impacchettamento al silicone diluisce le sagome, imponendo un’attenzione maggiore per la comprensione di ciò che effettivamente si osserva e sta accadendo. Il processo estetico mira allo scardinamento delle apparenze, nell’obiettivo di superare le apparenze, al fine di spronare la curiosità in chi osserva. Chiara Pirozzi untitled#1#2 untitled#1#2, videoinstallation : 2 digital frame 16/9 covered with silicon, cm 18,5 x cm 29,5, stop-motion video, 2012. A digital picture frame is the evolution (in fact, the involution ) of those altars private mix Padre Pio with the dear departed , the throwing of rice at the wedding with a rosary in his hands on the occasion of First Communion . Kitsch very Italian , one is tempted to say, if they did not know the photographs of Martin Parr . Then there are the photos as a tourist, the skyline crammed with clumsy travelers in shorts and a tank top . Here , delete the subject of / from the picture and get the foundation on which they work - in this exhibition - Moio & Sivelli . Two paired frames , wall mounted , which contain two different views of London . A partial coverage , with a contribution of picturesqueness of other times, their signature style material : silicone industry. But those times are not fixed. You say, of course, the evolution / involution of digital frames is that you can slide ( perhaps with some unspeakable fade effect ) a rather large number of photographs. Here, however, is a different matter . Here we see the optical unconscious , it is revealed , it is brought into the open. Have you ever tried to photograph a TV on or the monitor of a computer? The result is that the technology reveals that the eye can not perceive : flicker , refresh . As millimeters of black film between a frame and the next . Moio & Sivelli isolate some details of this gap and visual perceptual and amplify , the show thanks to the technique of stop-motion . Note well : there are street lights that flash and other such details in those (no) photographs. In a nutshell , what they do Moio & Sivelli is a practice very simple : Danto calls " transfiguration of the commonplace " , and is one of the most centered definitions of contemporary art. MARCO ENRICO GIACOMELLI PS : Those wishing to digress , read Photography and technological unconscious by Franco Vaccari and see Blinkity Blank Norman McLaren. Una cornice digitale è l’evoluzione (anzi, l’involuzione) di quegli altarini privati che mescolano Padre Pio con i cari estinti, il lancio del riso al matrimonio con il rosario fra le mani in occasione della Prima Comunione. Kitsch molto italiano, si sarebbe tentati di dire, se non si conoscessero le fotografie di Martin Parr. Poi ci sono le foto da turista, gli skyline impallati da goffi viaggiatori in bermuda e canottiera. Ecco, eliminate il soggetto della/dalla foto e ottenete la base su cui lavorano - in questa mostra Moio & Sivelli. Due cornici appaiate, montate a muro, che contengono due diverse vedute di Londra. A parziale copertura, con un conferimento di pittoricità d’altri tempi, la loro cifra matericostilistica: il silicone industriale. Ma quelle riprese non sono fisse. Si dirà: certo, l’evoluzione/involuzione delle cornici digitali consiste nel fatto che si può far scorrere (magari con qualche inqualificabile effetto di dissolvenza) un numero piuttosto ampio di fotografie. Qui però il discorso è diverso. Qui si mostra l’inconscio ottico, lo si svela, lo si porta allo scoperto. Avete mai provato a fotografare un televisore acceso o il monitor di un computer? Il risultato è che la tecnologia mette a nudo quel che l’occhio non percepisce: sfarfallio, refresh. Come i millimetri di pellicola nera tra un fotogramma e quello successivo. Moio & Sivelli isolano alcuni dettagli di questo gap visivo e percettivo e lo amplificano, lo stanano grazie alla tecnica dello stop-motion. Notate bene: ci sono lampioni che blinkano e altri dettagli del genere in quelle (non)fotografie. In estrema sintesi, quel che fanno Moio & Sivelli è una pratica semplice semplice: Danto la chiama “trasfigurazione del banale”, ed è una delle definizioni più centrate dell’arte contemporanea. MARCO ENRICO GIACOMELLI Post scriptum: volendo divagare, si legga Fotografia e inconscio tecnologico di Franco Vaccari e si veda Blinkity Blank di Norman McLaren. PANTA REI PANTA REI VIDEOINSTALLATION, six monitors 16/9(cm 29,5 x cm18,5), stop-motion video, silicon, 2012. Friday, 20 April at 6.00 p.m. the Dino Morra Contemporary Art Gallery opens Panta Rei, the exhibition of the duo Moio & Sivelli curated by Chiara Pirozzi. The project was expressly ideated for the gallery and it consists in a video installation and a screening , in which the duet stages the chronicle of a journey with all its memories. Through the use of technical, conceptual and material diaphragms, the artists lead to the discovery of sensations, states of mind and visions, proper of a relaxing dimension…the vacation. In Moio & Sivelli’s works, the creation of alienated conditions results from the complementary usage of peculiar photographic techniques such as the stop- motion, images recurrences and the use of physical boundaries like silicone. Through the experimentation of new material and aesthetic solutions, which fulfill their previous researches, the artists inquire on the idea of the perceived as well as on the attention that the observer pays in reading an image in the proper way. The creation of ambiguous situations, constrains the user to make a further cognitive effort , in order to intensify the feeling of displacement and of unexpected comprehension of the appearances. Panta Rei is the tale of the moments streaming , played through an invitation to the reordering and the interpretation of images completely alienated from reality. Venerdì 20 aprile alle ore 18.30 la Galleria Dino Morra Arte Contemporanea inaugura Panta Rei, mostra personale di MOIO&SIVELLI, a cura di Chiara Pirozzi. Il progetto, realizzato appositamente per gli spazi della galleria, si compone di una videoinstallazione e di una proiezione nelle quali il duo mette in scena la cronaca di un viaggio e i suoi ricordi. Attraverso l’utilizzo di diaframmi materici, concettuali e tecnici, gli artisti conducono alla scoperta di sensazioni, stati d’animo e visioni proprie della dimensione distensiva della “vacanza”. Nei lavori di MOIO&SIVELLI, la creazione di situazioni stranianti è frutto dell’uso complementare di particolari tecniche video-fotografiche come lo stop-motion e la reiterazione dell’immagine e dell’utilizzo di barriere fisiche come il silicone. Attraverso la sperimentazione di nuove soluzioni estetiche e materiali, che completano le ricerche precedenti, gli artisti indagano sull’idea del percepito e sull’attenzione che pone l’osservatore nel leggere correttamente un’immagine. La creazione di situazioni ambigue costringe il fruitore ad uno sforzo cognitivo ulteriore, in grado di intensificare lo spiazzamento e l’inaspettata comprensione delle apparenze. Panta Rei è il racconto del fluire d’istanti messo in scena mediante un invito al riordino e all’interpretazione d’immagini estraniate del reale. PANTA REI1, stop-motion video, monitor 16/9(cm 29,5 x cm18,5), silicon, 2012. PANTA REI3, PANTA REI4, stop-motion video, monitor 16/9(cm 29,5 x cm18,5), silicon, 2012. PANTA REI, DVD video, 1'13'' loop, 2012. NAKED LUNCH Naked lunch, performance, MADRE museum, Napoli, 2010. Naked Lunch 11.12.10 | 24.01.11 The fourth exhibition of SPOT series, Naked Lunch, by Moio&Sivelli, opens Saturday, December 11th at 19.00 at the Project Room of MADRE Museum. Naked lunch is a delirious novel by W. Burroughs, screen played and directed by D. Cronenberg in the 90’s. The title has been flippantly borrowed by Moio&Sivelli for the exhibition opening’s performance at MADRE. This high quotation is overcome by the artists with a representation where there is no barrier between reality and fiction and which they direct on the edge of a livid irony that smugly slips into something grotesque. Nevertheless, the ironic provocation and the astonishment of the spectator, brutally dragged into situations which are on the edge of reality are peculiar features of the work produced by the Luigi Moio (1975) and Luca Sivelli (1974). Disenchanted, cynic and decadent, nowadays Art goes over platitude; it mirrors itself into the derisory look of the visitor and into the relation between a sly author and his distrustful public. With Naked lunch Moio&Sivelli offer to the public an upsetting and grotesque performance that will possibly make the viewers astonished and annoyed, as soon as double meanings and hidden references come clear. After the performance acted during the exhibition opening, Naked lunch will be opend to the public from Monday, December 13 th. Naked lunch 11.12.10 | 24.01.11 Sabato 11 Dicembre alle ore 19.00 si inaugura nella Project Room del Museo Madre, con la performance Naked Lunch di Moio&Sivelli, la quarta mostra della serie SPOT, curata da Adriana Rispoli ed Eugenio Viola, performance che sarà poi riproposta in video a partire dal 13 dicembre. ''Il Pasto nudo è l'attimo raggelato in cui ognuno vede quello che c'è in cima alla forchetta.'' Così Jack Kerouac spiegava il motivo del titolo dato da lui stesso al delirante romanzo cut-up di William Burroughs, trasposto poi cinematograficamente negli anni Novanta da David Cronenberg; e il cui titolo è preso in prestito in maniera irreverente da Moio&Sivelli per la loro performance al Madre, dove l’ingombrante riferimento si risolve in una rappresentazione dov'è caduta ogni barriera tra finzione e realtà, giocata sul filo di una ironia livida, che può scadere, in maniera compiaciuta, nel grottesco. Disincantata, cinica e decadente, l’arte oggi brucia i luoghi comuni, si manifesta nello sguardo irridente, nella relazione fra autore sornione e pubblico diffidente. In Naked Lunch, Moio&Sivelli propongono un’estetica disturbante e grottesca, un vero e proprio pasto nudo che lascerà attoniti e probabilmente irritati gli astanti, una volta che doppi sensi e riferimenti celati inizieranno a palesarsi. BRIDGE dvd, 60 sec. Loop, 2011. BRIDGE, dvd, 60 sec. Loop, 2011. two scissors and four hands on dark field. the right hand starts to cut the nail of the left thumb. an accurate and easy operation. the cut is irregular and draws a sort of zig-zag. a pair of hands is in trouble, the other, faster, has finished its cut and with sweetness, helps. a few seconds and the cutting is finished. the two-inch approach crossing cutting fingernails. the video reflects on the report, its importance and the resulting contact. It does so through a symbolic gesture (the cutting), but keeps the difference of the two subjects. each has its individuality, its quality, its ability. There is comparison but there is also the encounter, the aid to arrive then at the moment of contact through the game, the clash, the completion by the difference due forbici e quattro mani su campo scuro. la mano destra comincia a tagliare l'unghia del pollice sinistro. un'operazione accurata e non facile. il taglio non è regolare e disegna una sorta di zig-zag. una coppia di mani è in difficoltà, l'altra, più spedita, ha finito il proprio ta glio e, con dolcezza, aiuta. pochi secondi e il taglio è finito. i due pollici si accostano incrociando le unghie nel taglio. il video riflette sulla relazione, sulla sua importanza e sul contatto che ne scaturisce. lo fa in maniera simbolica attraverso un gesto comune (il taglio) che, però, mantiene la differenza dei due soggetti. ognuno ha la sua individualità, la sua qualità, la sua capacità. c'è il confronto ma c'è anche l'incontro, l'aiuto per arrivare poi al momento del contatto attraverso il gioco, lo scontro, il completamento mediante la differenza. BRIDGE, video still, 2011. UNTITLED “UNTITLED” DVD, 28sec. Loop, 2010 LIFE SAFETY PASSES THROUGH THE SAFEGUARD OF HYDRIC RESOURCES. WATER IS OUR ENVIRONMENT, A SEA ABLE TO NOURISH, TO CARRY AWAY. THE SEA THAT MAKES US FEEL AS POETS IS NOWADAYS OFFENDED, ATTACKED BY POLLUTION, DRILLED FOR OIL WELLS, DREDGED IN ITS DEPTH FOR ILLEGAL FISHING.IT IS THE GLOBAL CRIMINALITY DUSTBIN. WE LIVE IN A MEDIA BLUNTING THAT TRIES TO FOOL US WITH A PROGRESSIVE CAMPAIGN THOUGHT TO SAVE US FROM APOCALYPSE... WE HAVE AN AWARENESS GAP. THE “UNTITLED” VIDEO HAS BEEN CREATED TO ACT ON THIS MATTER. WE SEE THE JAMMED IMAGE OF A SCREEN, FEW SECONDS ALMOST A BOTHER. THEN A LITTLE BOAT SUDDENLY FURROWS THE IMAGE ...IT WAS NOT AN INTERFERENCE BUT THE GLIMMERING SEA WATER...JUST A MOMENT TO OVERTURN CONCEPTS AND POINTS OF VIEW, A MOMENT TO WAKE UP WITH THE PERCEPTION OF THE PRESENCE OF SOMETHING REAL AND TO LIVE WITH A FULL KNOWLEDGE. “UNTITLED” DVD,28 sec. Loop “2010 la salvaguardia della vita passa attraverso la salvaguardia delle risorse idriche. l'acqua è il nostro ambiente, il mare che ci nutre, ci trasporta, ci rende poeti e che oggi è sistematicamente offeso, aggredito da inquinanti, trivellato da pozzi petroliferi, dragato nei fondali per la pesca illegale, reso pattumiera mondiale della criminalità... viviamo in un ottundimento mediatico che ci illude che una campagna di pubblicità progresso ci salvi da scenari apocalittici... abbiamo un gap di consapevolezza. il video “UNTITLED” vuole agire su questo piano. guardiamo l'immagine disturbata di uno schermo, pochi secondi, forse fastidio. improvvisa una barchetta solca veloce sull'immagine. non era un disturbo elettrico...era l'acqua del mare baluginante di sole. un attimo per ribaltare visione e concetti. un attimo per svegliarsi a percezioni di presenza autentica per vivere con più consapevolezza. CLASSROOM#1 CLASSROOM#1 Dvd, 4'43'', 2008. Classroom # 1 is the ironic conclusion of the workshop, curated by Salvatore Lacagnina, Gigiotto Del Vecchio, Stefania Palumbo, Francesca Boenzi in the Project Room of the MADRE Museum (15 May-2 June 2008). After a few lessons with industry experts, based on the concept of translation, the examination leads to a humorous outcome. The tension before the picture group photography of artists-schoolchildren, dissolves suddenly with a thunderous surprise. Classroom#1 è l’ironica conclusione del workshop curato da Salvatore Lacagnina, Gigiotto Del Vecchio, Stefania Palumbo, Francesca Boenzi nella Project Room del museo Madre (15 maggio - 2 giugno 2008). Dopo alcune lezioni con esperti del settore, basate sul concetto di traduzione, la prova d’esame porta ad un divertente epilogo. La tensione prima dello scatto della fotografia di gruppo degli artisti-scolari, si scioglie improvvisamente grazie ad una scrosciante sorpresa. CLASSROOM#1, video still, 2008. TIMELESS Timeless, installation, 8 c-print on adesive pvc, cm 150x118, tube-station, MERGELLINA, Naples. Timeless 8 c-print on adhesive pvc, cm150x118, tube station, Mergellina, Naples, 2008. Timeless by MOIO&SIVELLI is, on the contrary, based on a shifting of space, a trip that is at once real and metaphoric. It’s a reflection on one of the (few) positive aspects of globalization, the erosion of boundaries, integration but also it is about moving, transit, nomadism, the loss of territory which is one of the most important aspects of contemporary society.however the theme is dealt here lightly:like “sliding doors” enacted with irony and irreverence, an indiscreet glance that peaks on a woman as she goes on her metropolitan trips between Naples and London. Su uno slittamento spaziale e’ incentrato timeless un viaggo allo stesso tempo reale e metaforico. E’ una riflessione su uno dei (pochi) aspetti positivi della globalizzazione, sulla erosione dei confini, sull’integrazione, ma anche sullo spostamento, sul transito, sul nomadismo, sulla deterritorializzazione che e’ una delle caratteristiche pregnanti della societa’ contemporanea.Tuttavia qui il tema e’ affrontato con leggerezza: uno “sliding-doors”giocato sui registri dell’ ironia e dell’irriverenza, uno sguardo indiscreto che spia una donna nei suoi spostamenti metropolitani tra Napoli e Londra. Eugenio Viola Cappella Privata video still, 2007. “Cappella Privata”, dvd, 60 sec. Loop, 2007. A small church is the location of the video. A warm and diffuse natural light illuminating the environment where benches, stucco and vestments are simple and somewhat resigned immediately refer to the atmosphere typical of a chapel of the province. At the Centre, in front of the altar, two young women in Tutu by dancers, are educated in the Act of performing a dance step that, perhaps, will result in delicate outpouring … there is action and it will be impossible to know because the image is fixed, photo. But behind them, the figurine of Madonna and side lights illuminate the pace alterno an "unspecified" whine ... While, in the background, voices in prayer to liberate a litany of sweet and persistent. Una piccola chiesa è la location del video. Una luce naturale calda e diffusa illumina l’ambiente dove panche, stucchi e paramenti sacri semplici e un po’ dimessi immediatamente rimandano all’atmosfera tipica di una cappella di provincia. Al centro, davanti all’altare, due giovani donne in tutù da ballerine, sono colte nell’atto di eseguire un passo di danza che, forse, si tramuterà in delicata effusione… non c’è azione e sarà impossibile saperlo visto che l’immagine è fissa, fotografica. Ma alle loro spalle, la statuina della Madonna e le luci laterali, si illuminano al ritmo alterno di un “imprecisato” cigolio…mentre, in sottofondo, voci in preghiera liberano una litania dolce e persistente. WHAT'S THE GAME? "What's the game?", dvd, 46 sec.loop, 2006 The game starts… A girl jumps with a cord in the dazzling white of a sunny day. The rhythm is very important, concentration is high ,the game is a serious thing. The cord follows fast and easy movements of the body, almost juvenescent and without clothes to underline the gymnastic lust and the fresh and white skin of the girl. The cord is pink.It cuts off the white ,the dark hair and the shadows of the dexterous body which gets in and out of the visual area. The background is made of birds singing in harmony and it gets more and more intense. The girl changes her game. Now it is the hula-hop and the material by which it is made is more evident. As it was the cord, the hula – hop is a pink barbed wire covered by silicone which she enrols and unrolls on her body. It is difficult not to get hurt. But she doesn’t care. She keeps on playing hurting herself by provoking small abrasions more and more serious,so lost in her joyful game… Il gioco comincia… Una ragazza con la corda salta nel bianco abbagliante di una giornata assolata. Il ritmo è importante, la concentrazione è al massimo, il gioco è una cosa seria. La corda segue i movimenti rapidi e disinvolti del corpo quasi adolescente e senza vestiti per sottolineare la voluttà ginnica della ragazza e la sua pelle bianchissima e fresca. La corda è rosa. Spicca tra il bianco con i capelli scuri e le ombre del corpo agile che entra ed esce dal campo visivo. In sottofondo il canto degli uccellini quieto ed armonioso si fa più intenso… La ragazza cambia gioco. Ora è l’hula-hop ed è più evidente il materiale di cui è fatto. Come la corda è un filo spinato rosa e ricoperto di silicone che lei srotola ed arrotola intorno al corpo. È difficile non ferirsi. Ma lei non se ne cura. Continua a giocare procurandosi piccole escoriazioni via via più serie, presa com’è nel suo gioco gioioso… What's the game?, c-print on alluminium, silicon, cm100x80, 2006. Still Life in it! Naples,Novembre the 28 th 2006 7.30p.m. PRESS RELEASE The 28th of November 2006 ,7.30 P.M. at the Blindarte Gallery in Naples, Via Caio Duilio,4/d,the Moio&Sivelli exhibition “Still life in it!” inaugurates , until the 22th of February 2007. The two Neapolitan artists project, harmonically develops through different medias, such as video, photography, painting and graving. Moio&Sivelli’s attention,this time bases on the expectance moment straight after the fecundation and before the birth. A moment when the action, maybe the most important that a human being could enact, has already been enacted, and it takes only few days, few weeks or our nine months, to terminate the cycle and to let the procreation occur. This emotional biological moment which pools all the human beings together, is the starting point of an analysis that not without irony and not much linked to bioethics prejudices, seems to conclude with its own controversy. Some ostrich eggs have been arranged on the floor, to form an equilateral triangle; they are covered with silicone stratums and they appear well protected and vertically locked, balanced on themselves. The big eggs compound the installation which gives the name to the exhibition and they symbolize the delicate stage of developing which precede the birth: the embryonic moment ,the medium stage between life and non life. The use of silicone marks the artists mediation in the cycle of the evolving of life: the egg comes out completely covered and entrapped inside, so that it cannot develop its function, :to hatch and to initiate a life. The same irony involves also the two paintings which have been covered with fish eggs, and sprinkled with silicone : myriads of very little lives hindered while borning are saved in “paintings” and preserved for a following moment. When the victim of the artistic intervention is a woman the provocation becomes much more shocking: also a picture of a pregnant woman has been covered in silicone. Indifferently, the new born are entrapped in their resistant vehicles for very long periods of time,scanned by the images of the video “A night in Costiera Amalfitana”. Shot during a summer night in Amalfi, the video represents a temporal journey in an indefinite dark period when the moon ,recorded while turning, seems to leave a very long furrow which slowly invades the entire visual horizon around the artists. And slowly it goes a moment where we never see the sunlight and the long waiting let us presume, or maybe only foretell, the beginning of new existences. Il progetto dei due artisti napoletani presentato in galleria si sviluppa armonicamente attraverso diversi media: dal video alla fotografia, dalle tele alle sculture/installazione. La loro attenzione si sofferma questa volta su quel periodo di attesa successivo alla fecondazione e precedente la nascita; un periodo in cui l'azione, forse la più importante che l'essere vivente ha la possibilità di compiere, è già stata compiuta, e resta solo l'attesa di pochi giorni, poche settimane, o i nostri 9 mesi, affinché il ciclo si concluda e si verifichi la procreazione. Questo emozionante momento biologico che accomuna gli esseri viventi è il punto di partenza di una analisi che, non senza ironia, e non troppo legata a pregiudizi bioetici, sembra concludersi con la sua stessa messa in discussione. Alcune uova di struzzo sono disposte sul pavimento in maniera da formare un triangolo equilatero e, ricoperte da diffusi strati di silicone, si presentano ben protette e bloccate verticalmente in equilibrio su se stesse. Le grandi uova compongono l'installazione che dà il titolo alla mostra e simboleggiano il delicato stato di sviluppo della fase che precede la nascita: il momento embrionale, lo stato intermedio tra la vita e la non vita. L'uso del silicone da parte degli artisti segna il loro intervento nel ciclo di sviluppo della vita: l'uovo ne risulta completamente rivestito, ed intrappolato all'interno non potrà svolgere la sua funzione, ovvero schiudersi e dar corso alla vita. La stessa ironia arriva a coinvolgere anche le due tele che, dopo essere state ricoperte di uova di pesce, vengono cosparse di strati di silicone: miriadi di piccolissime vite in fieri, bloccate sul nascere, vengono risparmiate nelle "pitture", e preservate per un momento successivo. Quando la vittima dell'intervento artistico è una donna, la provocazione diventa ancora più toccante: anche la fotografia di una donna in avanzato stato di gravidanza è stata interamente ricoperta di silicone. Indifferentemente i nascituri sono intrappolati nei loro resistenti veicoli per lunghi periodi di tempo scanditi dalle immagini del video "A night in Costiera Amalfitana". Girato in una notte d'estate ad Amalfi, il video rappresenta un viaggio temporale in un indefinito periodo buio, dove la luna, ripresa nel suo girare, sembra lasciare una lunghissima scia che a poco a poco invade l'intero orizzonte visivo attorno agli artisti. Lentamente trascorre così un periodo in cui la luce del sole non c'è mai, e la lunga attesa lascia presagire, o forse solo auspicare, l'inizio di nuove esistenze. “still life in it!”, 12 ostrich eggs with silicon, 2006. Particular of “millions of future lives”, fishes eggs on canvas, 2006. “millions of future lives”, fishes eggs on canvas, 90cm x 110cm, 2006. “Connie & Alice”, digital print on aluminium, silicon, 80cm x 120cm, 2006. “a night in Amalfitan coast”, video still, 2006. ROUNDABOUT “Roundabout”, dvd, 0’60”, 2006 Roundabout is a work by Moio&Sivelli for Napoliest Project (www.napoliest.it); it was born to transform a very specific urban place: a rotunda in Ponticelli, a district worth to north suburbs of Naples. Designed to be a fountain, even if it doesn’t work since long time, the rotunda works as a traffic island and could be easily classified as one of the various examples of urban furniture without any end. It does not solve the real problems of one of the more risky pieces of the town: around it, it is easy to see drivers “under attack of nerves”. Through a playful and ironic imagery, i.e. the inner mark of their work, the artists Moio&Sivelli capture and focus the routine around the traffic island and verse it into a dizzy rhythm, where sounds, lights and colours remind a luna-park roundabout. Il video Roundabout, realizzato da Moio&Sivelli per il progetto Napoli est, nasce dall’idea di “trasformare” un luogo urbano ben preciso: una rotonda smista-traffico di Ponticelli, alla periferia nord della città di Napoli. Progettata per essere una fontana, ma che già da qualche tempo risulta essere non più funzionante, la rotonda si classifica come uno dei tanti esempi di arredo urbano fine a se stesso, che non risolve le reali problematiche di una delle zone più “a rischio” della città, e attorno alla quale si assiste al continuo passaggio di automobilisti sull’“orlo di una crisi di nervi”. Attraverso un immaginario ludico e ironico, tipico del proprio lavoro, il duo artistico cattura e mette a fuoco alcuni momenti di routine che si svolgono attorno alla rotonda e li proietta in un ritmo vorticoso e frenetico in cui i suoni, le voci e i colori rimandano alla giostra di un luna-park. ROUNDABOUT, video still, 2006. “ STOP STARING AT ME LIKE THAT! “ 2005 Ilfochrome print on aluminium, glass and silicon. Cm. 40x40 Cm. 80x80 In this case the feminine body is “inquired” through visual prothesis which peer its peculiarities. The attention is paid to small portions of skin, to the angles, to the relevant details that qualify the body/female and that disperse in an almost psychedelic vision, obtained thanks to the photographic tool. The metallic prothesis are “attached” to the objective and they are much more than a visual artifice. They immediately create an approximated contact with the body/subject almost as if the image were sucked from an inexistent glance. It comes out a work where erotism is not rendered explicit in a asseverated way but it is preferably mysterious, everything plays with the amalgamation of colours and with the ambiguity of the images. The details do not describe…they bewilder and automatically contorted, they assume abstract valences ,as if the photographical click isolates the object ,stealing his personality. The title is a possible reading key ,it is the only element of narration and it alludes to the “funny annoyance” of the subject, given by the insinuating glances of the voyeurs on the feminine intimity; it brings back to the relationship between the object of desire and the desiring subject. The pictures are enclosed in a glass and covered by silicone. The stratus of adhesive is extended from the back almost reaching the middle of the image,emphasizing in this way, a “diaphragm vision” and materially underlining the tactility of the work. Stampa ilfochrome su alluminio gommato , vetro , silicone. cm. 40 X 40 cm. 80 X 80 Il corpo femminile in questo caso è “indagato” attraverso protesi visive che ne scrutano i particolari. L’attenzione è concentrata su piccole porzioni di pelle, sulle pieghe, sui dettagli più significativamente qualificanti il corpo/femmina per disperdersi nella visione quasi psichedelica ottenuta con lo strumento fotografico. Le protesi metalliche “attaccate” all’obbiettivo sono molto di più di un artificio visivo. Creano immediatamente un contatto ravvicinato con il corpo/soggetto quasi come se l’immagine fosse risucchiata da uno sguardo insistente. Ne viene fuori un lavoro in cui l’erotismo non è esplicitato in maniera dichiarata, ma, piuttosto, è misterioso, tutto giocato sulla fusione dei colori e sulla ambiguità delle immagini. I dettagli non descrivono piuttosto spiazzano, e anatomicamente stravolti, assumono valenze astratte quasi come se lo scatto fotografico delocalizzasse il corpo spersonalizzandolo. Il titolo è una chiave di lettura possibile e, unico elemento di narrazione, allude al “fastidio divertito” del soggetto per gli sguardi insinuanti da voyeur dell’intimità femminile e rimanda alla relazione tra l’oggetto del desiderio e il soggetto desiderante. Le foto sono chiuse in un vetro e ricoperte di silicone. Lo strato di collante è steso dal retro fin quasi al centro della foto accentuando così una visione da diaframma e sottolineando con resa materica la “tattilità” del lavoro. “STOP STARING AT ME LIKE THAT!” Ilfochrome print on aluminium, glass and silicon. Cm. 40x40 Cm. 80X80, 2005. I “STOP STARING AT ME LIKE THAT!” lfochrome print on aluminium,glass and silicon. Cm. 40x40 Cm. 80X80, 2005. “STOP STARING AT ME LIKE THAT!” Ilfochrome print on aluminium, glass and silicon. Cm. 40x40 Cm. 80X80, 2005. “STOP STARING AT ME LIKE THAT!” Ilfochrome print on aluminium, glass and silicon. Cm. 40x40 Cm. 80X80, 2005. “Ensnaring” 2005 Ilfochrome print on aluminium, silicon. Cm.60x48 Cm.48x60 Cm.100x80 The pictures are taken from the performance which gives the title to the exhibition. The location is the gallery/window which shows the model Mouse “entrapped” in her role of seductive performer. It is almost a game of Chinese boxes ,the girl is lost in her role and in the white space;people are noosed from her seducing image and the pictures are locked in a stratus of silicone which emphasizes the atmosphere of suspension of the entire event… The algid elegant attitude of the model, her uncaring behaviour whose only exception is the insolent puffing in a fan directed to the public in the street,makes every contact enigmatic and not resolvable ,generating doubts in the spectator about the real availability of the girl, physically unachievable. Stampe Ilfochrome su alluminio gommato, silicone cm. 60X48 cm. 48X60 cm. 100X80 Le fotografie sono tratte dalla performance che dà il titolo alla mostra. La location è la galleria/vetrina che mostra la modella Mouse “intrappolata” nel suo ruolo di performer seduttiva È quasi un gioco di scatole cinesi, la ragazza “presa” nel suo ruolo e nello spazio bianco, le persone “accalappiate” dalla sua immagine seducente e le foto “intrappolate” da uno strato di silicone che accentua l’atmosfera di sospensione di tutto l’evento... L'elegante algido portamento della modella, il suo atteggiamento per lo più distaccato, rotto solo dall'impertinente soffiare nella ventola verso il pubblico sulla strada, rende enigmatico ed irrisolvibile qualsiasi contatto, generando dubbi nello spettatore riguardo la reale disponibilità della ragazza, fisicamente irraggiungibile. “ENSNARING”, Ilfochrome print on aluminium,silicon, cm.100x80, 2005. “ENSNARING”, Ilfochrome print on aluminium,silicon, cm.100x80, 2005. Ensnaring : dvd , 57sec. 2005 Mouse is a London fetish performer and she was already acting in previous artworks of Moio&Sivelli. In Ensaring, she appears imprisoned in a frozen-like place in which her performance happens, exhibited by one window of an art gallery. The salvation of Mouse’s fetishes-icons (through a silicon coating) and the subsequent installation around the perimeter of her white field of action, are the interaction playground in which the artists put the audience. Two realities physically kept apart are continuously interacting one with the other in an ironic play that suggests the interrogative on who is really the imprisoned subject: the audience who looks at, or the performer who is looked by the window. The elegant and cold performer’s gait, mixed with her rather indifferent character - interrupted just by the impenitent blow in the fan (put toward the public) – transform any contact into an enigma, letting the audience doubting about the real availability of the performer who acts while is physically unreachable. The audience remains with the sole voyeur satisfaction, with an unconscious active participation to the artistic performance, and with the doubt on who is the real victim of the frozen-like prison. Mouse, la fetish performer londinese già modella di precedenti lavori di Moio&Sivelli, nel video Ensnaring appare intrappolata nel luogo congelato della propria performance ed esposta nella vetrina della galleria Blindarte. Il recupero dei feticci propri della performer, iconizzati dal rivestimento in silicone, e la loro installazione ai margini del suo bianco campo di azione costituiscono l'ambientazione scelta dagli artisti come luogo di interazione con lo spettatore. Due realtà tenute fisicamente separate interagiscono continuamente tra loro in un ironico gioco durante il quale è lecito chiedersi quale sia realmente il soggetto intrappolato: quello osservato o quello che osserva. L'elegante algido portamento della modella, il suo atteggiamento per lo più distaccato, rotto solo dall'impertinente soffiare nella ventola verso il pubblico sulla strada, rende enigmatico ed irrisolvibile qualsiasi contatto, generando dubbi nello spettatore riguardo la reale disponibilità della modella, fisicamente irraggiungibile. Resta allo spettatore la sola soddisfazione voyeuristica, la inconsapevole partecipazione attiva alla performance artistica, e il dubbio su chi sia la reale vittima dell'intrappolamento. ENSNARING, video still, 2005. “Hampstead Park:table service” Camping table,various abjects,silicone, cm.90x70x50, 2005. In a crowded London park Mouse shows off her body in a shameless way and she gives life to relationships with the visitors,offering some fresh coffee. It is the video “Hampstead Park:it’s done actually!”from which this work has been derived and entrapped in different stratus of silicone ,the table with the objects of everyday use that is a cooker,mocha,coffee cups, sugar and coffee.The freezing effect of silicone underlines the iconical value of the installation as an instrument of seducement used from the model in the London performance. Tavolino da campeggio, oggetti vari, silicone, 90x70x50 cm, 2005. In un affollato parco inglese,Mouse,facendo sfoggio disinibito del proprio corpo, innesca continue relazioni con i visitatori, offrendo loro del "fresh coffee". Si parla del video " hampstead park : it's done actually ! " dal quale viene recuperato ed " intrappolato " da diversi strati di silicone, il tavolino con oggetti d' uso quotidiano come fornello,moka,tazzine,zucchero e caffe'. L' algido effetto del silicone sottolinea la valenza iconica dell' installazione quale strumento di seduzione utilizzato dalla modella nella performance londinese. “Hampstead Park:table service”, Camping table,various abjects,silicone, cm.90x70x50, 2005. 24 GROVE ROAD, blind, silicon, 90cmX180cm, 2005. "Hampstead park : it's done, actually !", dvd, 3'22", 2005. In a rather crowded London public park, the naked performer Mouse starts continuous relation with the park visitors, by offering them some “fresh coffee”. She is the star of the art video: she embodies the “feminine” icon of Moio&Sivelli. The video is innerved either by photo sliding that are accurately computed, and by moving images, filmed, also in this work, under cover: the artists were hidden to the audience, during the irreverent and risky performance of the London model, started on her awakening in a common autumn morning... In un affollato parco londinese, Mouse , facendo sfoggio disinibito del proprio corpo , innesca continue relazioni con i visitatori , offrendo loro del "fresh coffee". È lei la protagonista del video che meglio incarna l ' icona al "femminino" di MOIO&SIVELLI. Il video presenta alternate sequenze di fotografie, accuratamente rielaborate, ed immagini in movimento, girate anche stavolta furtivamente, durante la rischiosa ed irriverente performance della modella londinese, dal suo risveglio in una comune giornata d'autunno.... “Hampstead park : it's done, actually!”, dvd, 3'22", 2005. Hampstead park : it's done, actually!, video still, 2005. Hampstead park : it's done, actually!, video still, 2005. "I was walking with you…!” Dvd, 6'14”, 2005. The set is the Ferriere Valley in Amalfi. An unconscious couple of lovers is conducted through a long and arduous journey, towards a paradisiacal place where a surprise is expecting them. The choice of asking them to dress with ceremony clothes, enables the images to give a confusing effect.The couple seems to be happily running away from something, wearing the right dress in the wrong place.On difficult paths they look clumsy but assertive to reach the destination suggesting the suspect that something very special is waiting for them. E’ ambientato nella valle delle Ferriere ad Amalfi. Una coppia di fidanzati viene guidata ignara di tutto, in un lungo e faticoso percorso, verso un luogo paradisiaco dove li attende una sorpresa. La scelta di chieder loro d’indossare vestiti da cerimonia conferisce alle immagini un’effetto straniante. I due si direbbero essere felicemente in fuga, con indosso l’abito giusto nel posto sbagliato. Impacciati su sentieri difficili si muovono però decisi alla meta, insinuando il sospetto li attenda qualcosa di davvero speciale. "I was walking with you…!” Dvd, 6'14”, 2005. “I was walking with you...!”, video still, 2005. “21 woodgrange avenue”, dvd, 2'35”, 2004. Filmed in London ,the video is a recording of a series of irreverent performances, which the two young artists have planned ,with the intention of investigating with an ironic accent,the relationship among the predestinate victims and the femine nudity. Four performances set in an ordinary context of everyday life ,in a residential neighbourhood of the English capital, where the easy and broadminded use of some common girls bodies, brings to the reading of the individual intimity. The attempts of provocation can underline many behaviours disseminated in the contemporary popular culture, creating new feminine icons. Girato a Londra, il video è una registrazione di una serie di irriverenti performances che i due giovani artisti hanno architettato con l’intento di indagare con accento ironico sul rapporto delle vittime predestinate con la nudità femminile. Le quattro performances sono ambientate in un normale contesto di vita quotidiana in un quartiere residenziale della capitale inglese, dove l’uso spregiudicato e disinvolto del proprio corpo da parte di ragazze comuni consente una lettura dell’intimità individuale. I tentativi di provocazione riescono ad evidenziare comportamenti diffusi nella cultura popolare contemporanea, creando nuove icone al “femminino”. “21 woodgrange avenue”, dvd , 2'35”, 2004. “21 woodgrange avenue”, video still, 2004. “Whatever you like !”, dvd, 2’39”, 2004. The video “whatever you like “ has been shot at Gli Antichi Arsenali in Amalfi and it is a filming of visitors’reactions to the ironic and provoking tentations of a performer. Walking around the visitors and holding a tray full of babà, the protagonist plays with them.She forces them or deny to them the tasting of the ebrious Neapolitan sweet. The never ending proposals and negations of the sweet ,followed by an insolent mime, trigger a series of attractive and passionate relationships, which are expressly represented . The babà becomes a sort of everyone’s recondite desire in the work of the two artists. The tempter role of the performer, embraces the unprepared victims sometimes attracting them and even forcing them to new and sudden relationships. The different completely natural and spontaneous reactions, bare the intimate aptitudes of the participants ,some people attempts of taking the situation under control ,seem to be quite evident almost like the pleasure of being involved. Traditionally allusive, the babà as a protagonist amuses and involves by encouraging a passionate interpretation of the traditional Neapolitan gastronomy. Il video “whatever you like!” ambientato negli Antichi Arsenali di Amalfi, è una ripresa delle reazioni dei visitatori di una esposizione alle provocanti ed ironiche tentazioni di una performer. Aggirandosi tra i presenti, con in mano un vassoio di babà, la protagonista gioca con loro costringendoli o negandogli di assaporare l’ubriaco dolce napoletano. Le continue offerte e negazioni dell’oggetto culinario, con mimica impertinente, innescano una serie di relazioni spesso passionali e seducenti esplicitamente rappresentate. Il babà diventa nell’artificio dei due artisti il desiderio recondito di molti. Il ruolo di tentatrice della performer avvolge le impreparate vittime, adescandole e a volte anche forzandole a nuovi ed improvvisi rapporti. Le variegate reazioni del tutto naturali e spontanee smascherano le intime attitudini dei partecipanti: i tentativi di alcuni di prendere il controllo della situazione risultano evidenti quanto il piacere di altri di lasciarsi coinvolgere. Tradizionalmente allusivo, il babà protagonista diverte ed invoglia incoraggiando una passionale interpretazione della tradizione culinaria partenopea. “Whatever you like !”, dvd, 2’39”, 2004. “Whatever you like !”, video still, 2004. Profile/Profilo Luigi Moio (Naples 1975) and Luca Sivelli (Naples 1974) live and work in Naples and London. Moio&Sivelli drive their research starting from the creation of bordeline situations and by using conceptual filters and through material diaphragms like sylicon. The artists investigate on the idea of the perceived and on the levels of attentions that the viewer pays while reading an image properly. The creation of ambiguous situations forces the user to a further cognitive effort which is able to intensify the displacement and the unexpected comprehension of the appereances. Moio&Sivelli have been unvited to partecipate with their video entitled Roundabout, to the event “The One Minutes”; it has been realised in 2012 for the International Festival of Television in Shangai. Moio&Sivelli teach video installation and digital processing of the image at the Fine Arts Accademy of Naples. Their works are installed at the Mergellina Tube Station in Naples and at the Granatello Harbour in Portici, Naples. Luigi Moio (Napoli, 1975) e Luca Sivelli (Napoli, 1974) vivono e lavorano tra Napoli e Londra. Moio&Sivelli, muovono la loro ricerca partendo dalla creazione di situazioni borderline con l’utilizzo di filtri concettuali e mediante diaframmi materici come il silicone. Gli artisti indagano l’idea del percepito e i livelli di attenzione che pone l’osservatore nel leggere correttamente un’immagine. La creazione di situazioni ambigue costringe il fruitore a uno sforzo cognitivo ulteriore, in grado di intensificare lo spiazzamento e l’inaspettata comprensione delle apparenze. Moio&Sivelli sono stati invitati a partecipare, con il video intitolato Roudabout, all’evento “The One Minutes”, realizzato nel 2012 nell’ambito del Festival Internazionale della Televisione di Shanghai. Insegnano videoinstallazione ed elaborazione digitale dell’immagine all’Accademia di Belle Arti di Napoli. I loro lavori sono installati presso la stazione di Mergellina della Metropolitana di Napoli e presso il Porto del Granatello di Portici (NA). Biography/Biografia MOIO&SIVELLI LUIGI MOIO Born in Naples on/Nasce a Napoli il 21/08/1975. Education/Formazione: 1998 1996 Art Degree, Academy of Fine Arts, Naples/Diploma in Decorazione, Accademia di Belle Arti, Napoli. ERASMUS scholarship/Progetto ERASMUS, Facultad de Bellas Artes, Granada. Spain. LUCA SIVELLI Born in Naples on/Nasce a Napoli il 18/10/1974. Education/Formazione: 1998 1996 Art Degree, Academy of Fine Arts, Naples/Diploma in Decorazione, Accademia di Belle Arti, Napoli. ERASMUS scholarship/Progetto ERASMUS, Facultad de Bellas Artes, Granada, Spain. Solo exhibitions/Mostre personali: 2013 “Qiu Tian”, curated by/a cura di Adriana Rispoli, Q.I., Scala Filangieri, Naples/Napoli. 2012 “Panta Rei”, curated by/acura di Chiara Pirozzi, Dino Morra arte contemporanea, Naples/Napoli. 2010 “Naked lunch”, Spot 4, curated by/a cura di Adriana Rispoli and/e Eugenio Viola, MADRE Museum, Naples/Napoli. 2007 "Still life in it!", BLINDARTE contemporanea, Naples/Napoli. 2005 “Ensnaring”, BLINDARTE contemporanea, Naples/Napoli. Group exhibitions/Mostre collettive: 2013 “ NA.TO.”, curated by/a cura di Alessandro Demma, Castel S. Elmo, Naples/Napoli. “Premio Shanghai e The One Minute”: i progetti internazionali dell'IGAV, collezione-esposizione permanente, curated by/a cura di Alessandro Demma, Castiglia di Saluzzo, Cuneo. “Cuore e Anima”, cento anni, cento stanze, cento artisti, curated by/a cura di Ignazio Maria Colonna, Art Hotel Gran Paradiso, Sorrento, Naples/Napoli. 2012 “The One”, Dino Morra arte contemporanea, Naples/Napoli. “Mattinarte”, curated by/a cura di Paola De Ciuceis, Pan, Naples/Napoli “Talent Prize 2012”, winners Special Award/vincitori del premio speciale INSIDEART.EU, La Pelanda, Rome/Roma. “ELEMENTS”, curated by/a cura di Gino Pisapia, Palazzo Montoro, Rome/Roma. “The one minutes”, International Festival, curated by/a cura di IGAV and/e Alessandro Demma, Art Channel, Shanghai art centre, Shanghai, Cina. 2011 “11th Independent Film Show”, curated by/a cura di Raffaella Morra, Morra Foundation, Naples/Napoli. “Premio Celeste 2011”, selected work by/progetto selezionato da Alessandro Demma, Alessandro Facente, Anita Pepe, curated by/a cura di Gabi Scardi, Elena Forin, Marco Bazzini, Museo Archeologico, Bologna. Catalog edited by Zeld. “Motion of a Nation”, curated by/a cura di Antonio Arevalo, VM21 arte contemporanea, Rome/Roma. 2010 “10th international biennial of miniature art”, italian selection, curated by/ a cura di Eugenio Viola, Gornji Milanovac, Serbia. “Gratis et amore artis”, curated by/a cura di Antonello Tolve, convento di San Filippo Neri, Pontone-Scala, Salerno. Catalog edited by Jannelli.. “Avventure minime. Miocinesia nell'arte d'oggi“, curated by Antonello Tolve, ARCHIVIO GENERALE - EX CONVENTO DI SAN LORENZO, Salerno. Catalog edited by Jannelli. 2009 “CAMPIONI D'ARTE”:33 opere per un progetto sociale, curated by/ a cura di Ferrara Foundation, MADRE Museum, Naples/Napoli. “Per Filiberto Menna”, video preview, curated by/a cura di Antonello Tolve and/e Stefania Zuliani,Filiberto Menna Foundation, Salerno. “Arte di sera”, curated by/a cura di Eugenio Viola and Antonello Tolve, Filiberto Menna Foundation, Salerno. “Correspondences 2.2”, curated by/a cura di Harpa Projects, 26CC, Rome/Roma. “Carte D’Accademia”, curated by/a cura di Angela Spinelli, Aurora Spinosa, Maria Antonietta Taglialatela, Galleria Dell’Accademia Di Belle Arti Napoli and Soprintendenza Archivistica per la Campania, Napoli Catalog edited by arte’m. “Camera con vista”, video Projection, curated by/a cura di Adriana Rispoli and/e Eugenio Viola, PAN, Naples/Belgrade/Zagabria. Catalog edited by Electa. 2008 “Classroom #1”, curated by/a cura di Salvatore Lacagnina, Gigiotto Del Vecchio, Stefania Palumbo, MADRE Museum, Naples/Napoli. “Sistema Binario”, curated by/a cura di Adriana Rispoli and/e Eugenio Viola, tube station Mergellina, Naples/Belgrade. Catalog edited by Paparo. “N.EST 2.0-the making of the city / disegna la tua citta’“, curated by/a cura di Gigiotto Del Vecchio, Stefania Palumbo, MADRE Museum, Naples/Napoli. 2007 “Videoart Yearbook 2007”, video projection, curated by/a cura di Renato Barilli, Università di Bologna, ex convento di Santa Cristina, Bologna / Museo Nazionale della Scienza e dellaTecnologia, Milano / Fondazione Filiberto Menna, Salerno / Universita’ degli Studi –Facolta’ di Lettere e Filosofia, Trento. “Arte e omosessualita’”, da Von Gloeden a Pierre et Gilles, curated by/a cura di Eugenio Viola and/e Vittorio Sgarbi, Palazzo della Ragione, Milano, Palazzina Reale, Florence. Catalog edited by Electa. “Detroit’s 10th Int’l Film & Video Festival”, video projection, curated by/a cura di Jef Bourgeau, MONA Museum, Detroit, (USA). “Project 59” video exhibition, curated by/a cura di Irina Danilova, Galapagos Art Space, Brooklyn, Organized by Travis Chamberlain. Alfred University, Alternative Cinema, NY, Organized by Nick Dosch. Vienna Independent Shorts. El Basilisco, Buenos Aires, Argentina, Organized by Esteban Alvarez and Maria Cristina Schiavi. Academia Internacional de Cinema, Sao Paulo, Brazil, Organized by Ram Devineni. “Artbus”, video projection, curated by/a cura di Antonio Arevalo, Arco, Madrid (Spain). 2006 “Videominuto pop” city pulse : international urban shorts, curated by/a cura di N.EST and/e Andrea Mi, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato. “Roundabout”, a special project for N.EST (www.napoliest.it). “Video island”, video projection, curated by/a cura di Micol Di Veroli, Isola Tiberina, Rome/Roma. “Becoming place”, curated by/a cura di Luigi Giovinazzo, Castello di San Terenzo, Lerici, La Spezia, Catalog. 2005 “Art bubbles“, curated by/a cura di Agenzia per lo Sviluppo San Salvario, Bjcem , Provincia di Torino, Piazza Madama Cristina, Turin/Torino. “Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo”, sezione arti visive, curated by/a cura di Gigiotto Del Vecchio and/e Achille Bonito Oliva, Castel Sant’Elmo, Naples/Napoli. Catalog edited by bjcem and Regione Campania. “Videominuto pop” Kaleidoscope, video preview, curated by/a cura di Andrea Mi, Centro per l’Arte Contemporanea, Luigi Pecci, Prato “Overview”, festa nazionale de l’Unità sui Beni Culturali, curated by/a cura di Luigi Giovinazzo, Villa Bruno, San Giorgio a Cremano, Naples/Napoli. “Fair play“, videoarte projection, curated by/a cura di Laura Carcano, Complesso di Santa Sofia, Salerno. Catalog curated by Laura Carcano, Teknemedia edition. 2003 "ARTISSIMA 10 vista dagli occhi di MOIO&SIVELLI", video preview, curated by/a cura di Teknemedia.net. Lingotto fiera, Turin/Torino. "Any suggestion?", curated by/a cura di cultural association/associazione culturale MOSI’ and hall of Amalfi/Comune di Amalfi and Accademy of fine arts Naples/Accademia Di Belle Arti di Napoli. Antichi Arsenali Della Repubblica, Amalfi, Salerno. Catalog edited by Accademy of fine arts, Naples/Napoli. Teaching experiences/esperienze didattiche: 2008/13 “they teach video installation and digital image processing at the Academy of Fine Arts in Naples”/ Docenti in videoinstallazione e elaborazione digitale dell'immagine, presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli. 2013 “Emotion stop-motion”, conducting/conduzione workshop, animation techniques/tecniche di animazione, Liceo Scientifico R. Caccioppoli, Scafati, Naples/Napoli. 2012 “Emotion stop-motion CHINA”, conducting/conduzione workshop, animation techniques/tecniche di animazione, Renmin University of China, Beijing/Pechino. 2010 “Emotion stop-motion”, conducting/conduzione workshop, animation techniques/tecniche di animazione, I.S.A. Giorgio De Chirico, Torre Annunziata, Naples/Napoli. Permanent public installations/Opere pubbliche: 2013 “Genius Loci”, installation/installazione, Granatello Port/Porto del granatello, Portici, Naples/Napoli. 2008 “Timeless”, installation/installazione, tube station/Metropolitana Margellina, Naples/Napoli. Bibliografia/bibliography Cataloghi/catalogs 2012 Maria Luisa Prete, TALENT PRIZE 2012, Premio Arti Visive, Guido Talarico Editore. 2011 Fondazione Morra, Independent film show 11th Edition, E-m arts Edizioni. Steven Music, Gabi Scardi, Alessandro Facente, isabella Falbo, Premio Celeste 2011, Zeld Edizioni. Calendario Avis 2011, Blood and Mood, Raffaella Barbato. 2010 Laura Cherubini, Alfredo Cramerotti, Eugenio Viola, ECOART BOOK, Skill Editore. 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