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Rassegna Stampa
Martedì 03 Maggio 2016
Sommario
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
1. FIEG
MF mercati
finanziari
03/05/2016
10 Gli editori: la pubblicità non si rilancia con una
tassa
1
2. EDITORIA
MF mercati
finanziari
03/05/2016
1 Rcs, ora è corsa al pacchetto Fca (Montanari
2
Sole 24 Ore (Il)
03/05/2016
33 Rcs, Cairo non teme contro-Opa. Pesenti:
«Abbiamo altre priorità (Olivieri Antonella)
3
Corriere della Sera
03/05/2016
29 Il presidente Vegas - «Rcs, risposta Consob
sull'ops entro maggio». Gros-Pietro: la migliore
offerta sarà quella che ci piacerà (Massaro Fabrizio)
4
Italia Oggi
03/05/2016
20 Fca ha distribuito le azioni Rcs
5
Stampa (La)
03/05/2016
27 I Pesenti: stiamo fuori - Cairo: non temo la controOpa sulla Rizzoli (R.E.)
6
Giornale (il)
03/05/2016
19 Editoria - Pesenti: «Non torno in Rcs» Ops di
Cairo per fine maggio L'imprenditore mentisce
l'interesse per una cordata guidata da
Mediobanca, Uok Consob al prospetto atteso tra
il ti e il 25 0,12 (Zacché Marcello)
7
Foglio (il)
03/05/2016
4 Cos'è oggi il terzismo? Lo spazio politico possibile
di un Corriere guidato da Cairo
Sole 24 Ore (Il)
03/05/2016
1 Sergio Mattarella: «Il giornale che documenta il
Paese reale» (Bricco Paolo)
10
Sole 24 Ore (Il)
03/05/2016
1 Il Sole, la Scala e la città - Verdi, Donizetti e la
milanesità del 1865 (Torno Armando)
16
Corriere della Sera
03/05/2016
19 I 150 anni del «Sole 24 Ore» alla Scala con
Mattarella (Cremonesi Marco)
20
Messaggero (Il)
03/05/2016
27 I 150 anni del "Sole 24 Ore" con festa alla Scala
21
Andrea)
9
(Guasco Claudia)
Corriere della Sera
03/05/2016
1 Addio a Ugo Guarino Nei suoi disegni la storia del
Corriere (Veneziani Maria Teresa)
Italia Oggi
03/05/2016
Repubblica (la)
03/05/2016
Repubblica (la)
03/05/2016
19 "II mio punto di vista critico ma sempre ben
accetto"
27
Repubblica (la)
03/05/2016
19 "Se finalmente siamo qui è per merito di
Francesco"
28
Daily Media
03/05/2016
21 MATE sceglie la concessionaria: pronta
all'azione FMA - First Media Adv
29
Italia Oggi
03/05/2016
22 Stampa, raccolta a -4,4%
30
Stampa (La)
03/05/2016
39 Fedez fa scoppiare la guerra dei diritti d'autore
31
19 Il quotidiano Sud Ouest in crisi ha messo a
disposizione un piano ai talenti del web
1 L'Osservatore Romano con l'inserto femminile
(Ruffilli Bruno)
22
24
25
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
2. EDITORIA
Stampa (La)
03/05/2016
39 Davide D'Atri (Soundreef). "In Italia legge
obsoleta Noi veloci e tecnologici"
32
Stampa (La)
03/05/2016
39 Gaetano Blandini (Siae). "Perché vuole
andarsene? Ora guadagna il doppio"
33
Notizia Giornale
(La)
03/05/2016
Italia Oggi
03/05/2016
22 Chessidice
37
Stampa (La)
03/05/2016
27 L'ad: accordo in dirittura d'arrivo - Mondadori alla
stretta finale per Banzai
38
Repubblica (la)
03/05/2016
24 Le nomine - Rai, Fiorespino lascia il Personale.
Melchionna direttore ad interim (Fontanarosa Aldo)
39
Libero
03/05/2016
12 Anche la Gabanelli fa più ascolti (D'Angelo
40
1 Ecco cosa c'è dietro la battaglia di Fedez sui
diritti d'autore
34
Francesca)
Sole 24 Ore (Il)
03/05/2016
49 Impianti. Guida Cei per la Tv a banda larga (Berri
41
Silvia)
Affari & Finanza 03/05/2016
supp. la Repubblica
15 Notte dei gufi Diario di un vecchio analista di
Borsa
42
3. NUOVE TECNOLOGIE
CorrierEconomia
03/05/2016
1 Apple vs Facebook (Cometto Maria Teresa)
43
CorrierEconomia
03/05/2016
19 Spesa alla fiera di Mark i prodotti di nicchia fan
festa (Sclaunich Greta)
47
CorrierEconomia
03/05/2016
20 Kindle Il libro digitale? Usa due pesi (Triulzi
49
Massimo)
CorrierEconomia
03/05/2016
29 Roboadvisor Non andranno al potere (Marvelli
51
Giuditta)
Fatto Quotidiano (Il) 03/05/2016
1 30 anni d'internet e c'è qualcosa che non torna
52
(Lucarelli Selvaggia)
Wall Street Journal
Europe (The)
03/05/2016
13 How to Kill the Internet
54
48 Prospetto disabili entro il 16 maggio (Bianchi
55
4. RELAZIONI SINDACALI
Sole 24 Ore (Il)
03/05/2016
Nevio;Massara Barbara)
Sole 24 Ore (Il)
03/05/2016
48 Conguagliabile il congedo extra (M.Bi.;B.Mas.)
56
Italia Oggi
03/05/2016
34 Disabili, l'esonero autocertificato entro il 1° luglio
57
(Cirioli Daniele)
CorrierEconomia
03/05/2016
23 Lavoro autonomo. «Vogliamo più tutele e sono a
costo zero» (Trovato Isidoro)
58
03/05/2016
26 Pubblicità
60
5. TWOSIDES
Pubblicità Italia
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L'allarme Hella Fieg per il contributo richiesto alle concessionarie da un progetto dì
riforma in gran parte condivisibile Gli editori: la pubblicità non si rilancia con una tassa
lon gelate i germogli di una ripresa, |che
per la verità ha più le caratte"stiche di un
rallentamento di una caduta che
sembrava senza fine. Il messaggio
recapitato dagli editori dei giornali ai
senatori che dovranno discutere e votare
la riforma dell'editoria è chiara II ruolo
del messaggero se lo è preso il direttore
generale della Fieg (la federazione degli
editori dei giornali), Fabrizio Carotti, U
quale in una recente audizione alla
commissione Affari Costituzionali del
Senato ha ricordato che «negli ultimi
quattro anni (2012-2015, ndr) i ricavi
editoriali (vendita e pubblicità, ndr) di
quotidiani e periodici sono diminuiti del
21,5% da 5,23 a 4,105 miliardi di euro,
mentre i ricavi da pubblicità sono calati
nello stesso periodo di una percentuale
ancora maggiore: del -30,9% da 2,143 a
1,481 miliardi di euro)». Lo scorso anno
investimenti pubblicitari incrementali
su quotidiani e periodici. Mancano poi,
secondo la Fieg, «misure volte a
tutelare il diritto d'autore e a
valorizzare i contenuti editoriali di
qualità. Da tempo gli editori italiani
denunciano la continua violazione del
diritto d'autore, l'utilizzo dei contenuti
da parte degli Over the top, il
saccheggio sistematico operato con
una gradualità che va da fenomeni di
vera e propria pirateria ad utilizzazioni
irrego-right (riproduzione riservata)
le cose sono andate
meglio, ma il segno
meno non è stato
cancellato. «Il fatturato
pubblicitario dei
quotidiani infatti è
diminuito del 6,6% e
quello dei periodici del
3,9%». Le aziende
hanno fatto la loro parte
razionalizzando i costi e
investendo sul digitale,
così che «negli ultimi
mesi i quotidiani italiani
hanno abbondantemente
superato la soglia del
mezzo milione di copie
digitali vendute
ogni giorno, con un incremento di oltre il
68% tra il 2013 e il 2015», ha aggiunto
Carotti. In questo quadro si inserisce la
riforma approvata dal governo sotto for
ma di disegno di legge
delega. Un testo che ha
accolto molti
suggerimenti della Fieg,
mentre altri, come la
destinazione di una parte
del canone tv al nuovo
«Fondo per il pluralismo
e l'innovazione
dell'informazione», sono
state introdotte durante
l'esame parlamentare alla
Camera. In quello stesso
fondo dovrebbe però
confluire anche un
contributo di solidarietà
dello
0,1% sul fatturato delle concessionarie
pubblicitarie (o delle società in-house che
raccolgono la pubblicità delle aziende
editoriali). La Soluzione paradossale
perché si alimenta un fondo di sostegno
al settore levando risorse «ai soggetti che
l'informazione producono (editori, ndr) o
finanziano (concessionarie di pubblicità,
ndr)», riducendo inoltre l'impatto di un'
altra norma, salutata positivamente dalla
Fieg, ossia gli incentivi fiscali agli
FIEG
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Rcs, corsa al pacchetto
di azioni Fca II titolo
fa+5% nel giorno in
cui Fiat ha girato i
titoli ai suoi soci
Montanari a pagina 10
DA DOMENICA LA QUOTA (16,7%) E SUL MERCATO, APRENDO NUOVI
SCENARI. IL TITOLO VOLA Rcs, ora è corsa al pacchetto Fca Anche se al momento
l'unica opzione è quella dell'op s di Cairo, c'è chi scommette su un rilancio Pesenti
(come Bonomi) ha smentito l'intervento. L'alternativa è l'aumento dell'offerta o la
fusione
DI ANDREA MONTANARI
Da domenica è diventata efficace
la scissione a favore del veicolo
olandese Interim One Bv che di
fatto decreta l'uscita di Fca
(16,73%) da Rcs Mediagroup.
Contestualmente è stata anche
definita la liquidazione della
scatola a cui il Lingotto ha girato
le azioni del gruppo editoriale di
via Rizzoli per la successiva
distribuzione dei titoli a tutti gli
azionisti della casa
automobilistica guidata da Sergio
Marchionne. Alla holding Exor
andrà il 5% della partecipazione
iniziale, mentre il resto sarà
frazionato tra tutti i soci di Fca.
Tra questi ultimi, alcuni fondi
internazionali (Baillie Gifford,
Harris, BlackRock, Vanguard e
così via) e investitori istituzionali
(People's Bank of China,
Deutsche Bank o Banca d'Italia)
presumibilmente usciranno subito
di scena vendendo sul mercato.
Così come molto probabilmente
farà Marchionne, attualmente
titolare dell'1,13% del capitale di
Fca. «Abbiamo raggiunto una
pulizia strategica del gruppo; il
settore (editoriale, ndr) non è
materia nostra, in quanto
tecnicamente non ha nulla a che
fare con l'auto», ha dichiarato
l'amministratore delegato del
Lingotto. «Sono passati i
momenti in cui era importante
averlo», ha aggiunto riferendosi
al pacchetto azionario di Rcs,
casa editrice anche e soprattutto
del Corriere della Sera. Sta di
fatto che ora il mercato
scommette sul posizionamento
dei vari attori in campo (Urbano
Cairo in questa fase non può
muoversi, dal momento che ha
ufficialmente annunciato l'ops), a
partire da Diego Della Valle, che
ora è il primo socio
della casa editrice con il 7,32% e
che ha già dichiarato di essere
pronto a incrementare la
partecipazione. Mentre chi non
sarà della partita, nonostante le
indiscrezioni circolate nei giorni
scorsi, è la famiglia Pesenti.
EDITORIA
«Assolutamente no; siamo già
usciti ai prezzi più alti», ha
dichiarato ieri Carlo Pesenti, il
cui padre Giampiero era presi
dente del patto di sindacato di
Rcs prima che venisse disdetto
per dare il via all'aumento di
capitale da 400 milioni, primo
step del lungo processo di
ristrutturazione della società,
ancora non completato. Fuori dai
giochi sarebbe anche Andrea
Bonomi (Investindustrial), da
mesi tirato per la giacca per un
eventuale coinvolgimento. Mentre Mediobanca ha
confermato ancora una volta
di non essere il regista di
una possibile contro-opa
rispetto all'ops annunciata
dalla Cairo Communication
(assistita dagli advisor
Banca Imi, Equita e dallo
studio legale Bonelli Erede)
lo scorso 8 aprile. «No, non
sono preoccupato. Vediamo
che cosa succede», ha
dichiarato al
proposito ieri il patron di La7 e del
Torino Calcio. In questo scenario
ieri le azioni di Rcs sono schizzate,
risultando tra le migliori di Piazza
Affari: +4,8% a 0,59 euro, ben
sopra il livello implicitamente
assegnato (0,527 euro) dall'offerta
pubblica di scambio della Cairo
Communication. Anche se va detto
che la settimana scorsa le azioni
dell'azienda
di un miglioramento delle
condizioni dell'offerta (ora al
vaglio della Consob) che
potrebbe portare l'editore
piemontese e gli advisor a
prendere in considerazione due
opzioni: l'incremento dell'ops,
magari con un conguaglio cash,
oppure la fusione delle due
società una volta completata
l'operazione. Lo stesso Cairo
però al momento smentisce
questa seconda possibilità, anche
perché lui, titolare del 4,72% di
Rcs, potrebbe accontentarsi di
un'adesione minima all'ops per
arrivare complessivamente alla
soglia del 30% del capitale
rispetto al target prefissato del
50% più un'azione. Questo
secondo scenario però porterebbe
alla formazione di due fronti
contrapposti nell'assetto
proprietario del gruppo editoriale
di via Rizzoli, visto che al
momento c'è uno zoccolo duro,
composto da Mediobanca, Della
Valle, Pirelli e UnipolSai
(complessivamente detengono il
22,55% della casa editrice),
pronto a non aderire all'offerta di
Cairo, (riproduzione riservata)
presieduta da Maurizio Costa e
guidata dali'ad Laura Cioli
avevano perso terreno. Un
ottovolante che non ha spiegazioni
concrete, come sostengono gli
analisti. La ripresa del titolo,
Quotazioni, altre news e analisi
secondo alcuni osservatori, è
su www.milanofinanza.it/rcs
legata anche al miglioramento
della gestione evidenziato dai conti
del primo trimestre. Sta
di fatto che il rialzo in borsa del titolo
Rcs fa inevitabilmente
perdere appeal all'ops di Cairo.
Non va infine trascurata la
speculazione legata all'ipotesi
Pag.
2
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Roberto Napoletano
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EDITORIA Rcs, da Pesenti nessuna contro-Opa Rcs, da Pesenti nessuna controOpa Antonella Olivieri > pagina 36 Rcs, da Pesenti nessuna contro
Editoria. Tra oggi e domani vendibile la quota ex Fca - Ieri su del 4,8% il titolo
della casa editrice Rcs, Cairo non teme contro-Opa Pesenti: «Abbiamo altre
priorità
II presidente
Consob Vegas
promette tempi
rapidi perl'Ops
Antonella Olivieri II presidente
Consob Giuseppe Vegas promette
terni rapidi per l'esame dell'Ops di
Cairo su Rcs. «Il dossier è allo
studio degli uffici - ha detto Vegas e
daremo una risposta il più presto
possibile, per forza entro fine
maggio». La Consob, infatti, ha 15
giorni di tempo dal deposito del
prospetto (consegnato il 28 aprile)
per autorizzarne la pubblicazione,
termine eventualmente prorogabile
di altri 15 giorni. Urbano Cairo ha
già detto che l'offerta non cambierà:
POps propone lo scambio tra azioni
Rcs e azioni di Cairo
Communication nel rapporto di i
azione Rcs per 0,12 azioni
dell'offerente. A queste condizioni
che cristallizzano al minimo il
prezzo di Rcs è
improbabilechegliinvestitoriistituzio
nali accettino di consegnare le loro
azioni per puntare su un titolo
poco presente nel portafoglio dei
fondi (non foss'altro perché Cairo
Communication è controllata al
72%). Cairo potrebbe però
riservarsi di accettare una
percentuale di capitale inferiore al
50% posto come condizione,
contando sull'adesione del retail.
Se all'esito dell'operazione Cairo
dovesse emergere come primo
socio, ma non maggioritario, il
rischio è che si formino due
blocchi nell'azionariato a danno
dell'azienda che è
EDITORIA
in una fase delicata di recupero.
In questo scenario l'accordo
sarebbe un passaggio
obbligato. Controfferte
all'orizzonte invece non se ne
intravvedono, anche perché
difficilmente qualcuno
andrebbe a mettersi Intesa,
esposta per 162 milioni, prima
ancora della pubblicazione del
prospetto. Se Vivendi si è
chiamata fuori, nel week end
analoghe prese di distanza sono
arrivate da Andrea Bonomi
(che aveva rinunciato ancora
prima dell'uscita del precedente
ad di Rcs Pietro Scott Jovane) e
dal gruppo Pesenti. Lo stesso
Carlo Pesenti ieri ha smentito
un ritorno di fiamma per Rcs:
«Assolutamente no. Siamo
domani i soci della casa
automobilistica potranno
vendere le azioni ricevute.
Piuttosto ieri il management di
Rcs ha iniziato a incontrare gli
investitori e da oggi dovrebbe
farlo anche Urbano Cairo. L'ad
di Fiat, Sergio Marchionne, ha
negato divergenze con il
presidente John Elkann sulla
questione e ha sottolineato che
per Fiat-Chrysler «l'importante è
aver fatto pulizia strategica»
dato che «l'editoria non ha niente
a che fare con l'auto».
usciti a prezzi più alti e ora
abbiamo altre priorità». Da parte
sua Urbano Cairo ha detto di non
essere preoccupato per eventuali
contro-Opa. «Non so se esiste
una cordata concor-
rente, non posso parlare di ciò
che non conosco», ha
aggiunto. «Siamo contenti se si
realizza una soluzione con
valore industriale che rilanci il
Corriere e l'intera società. La
migliore ha ribadito il
presidente di Intesa Gian
Maria Gros-Pietro. Il titolo Rcs
è intanto balzato in Borsa del
4,8% a 0,59 euro, i centesimo
sopra il valore implicito nello
scambio con il titolo Cairo
communication che ieri si Non
èstata lanotizia,già scontata,
della scissione della quota Rcs
da Fca a influenzare
l'andamento del titolo. Semmai
è il contrario, perché tra oggi e
Pag.
3
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Luciano Fontana
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II presidente Vegas «Rcs, risposta Consob
sull'ops entro maggio» Gros-Pietro: la
migliore offerta sarà quella che ci piacerà
(f.mas.) n presidente Consob, Giuseppe
Vegas, ha detto che il dossier sull'ops di
Urbano Cairo su Rcs «è allo studio degli
uffici» e una risposta verrà data «al più
presto possibile, vorrei sperare entro fine
maggio». Ieri in Borsa il titolo Rcs è
cresciuto del 5% sulle ipotesi di una
eventuale contro-opa allo studio da una
cordata, oltre che sulle parole
dell'amministratore Laura Cioli sul
possibile superamento dei target
industriali. «No, vediamo un po' che cosa
succede», ha risposto Urbano Cairo a chi
gli chiedeva se fosse preoccupato per una
contro-opa sul gruppo del Corriere della
Sera. Sull'operazione è intervenuto anche
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di
Intesa Sanpaolo, che con Banca Imi è
advisor di Cairo nell'ops: «Siamo contenti
se si realizza una soluzione con un valore
industriale che rilanci il Corriere e la
società. L'offerta migliore sarà quella che
ci piacerà di più». Sempre ieri Carlo
Pesenti, amministratore delegato di
Italmobiliare, ha precisato che non tornerà
in Rcs: «Siamo usciti ai prezzi più alti,
assolutamente no». Di Rcs ha parlato ieri
anche Sergio Marchionne, ceo di Fca:
«Battaglia tra me ed Elkann? Sono tutte
cavoiate. Abbiamo condiviso tutto sin
dall'inizio», ha detto circa le presunte
divergenze sulla vendita della quota del
16,7% in Rcs, che da domani passa ai soci
Fca. Ad Exor andrà il 5%. ©
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// gruppo automobilistico esce dalla casa editrice. Marchionne:
pulizia strategica Fca ha distribuito le azioni Rcs L'ipotesi controopa tiene banco, Pesenti smentisce
DI ANDREA SECCHI Fiat
Chrysler Automobiles ha
cominciato a distribuire ai soci la
propria partecipazione in Rcs, una
quota pari al 14,73% della casa
editrice che alla capitalizzazione
attuale ha un valore di circa 44,3
milioni di euro. L'operazione sta
avvenendo in questi giorni: fra
sabato e domenica scorsi è infatti
stata formalizzata la scissione in
favore della società di diritto
olandese Interim One Bv, con in
pancia la partecipazione in Rcs,
domenica poi è stata approvata la
liquidazione della società e quindi
la distribuzione anticipata ai soci
delle azioni Rcs. Questo, fra oggi
e domani, garantirà ai possessori
di titoli Fca circa 0,068 azioni
ordinarie di Rcs per ogni azione
Fiat detenuta. Ieri intanto il titolo
Rcs ha corso in borsa, arrivando a
un rialzo del 4,8% a 0,59 euro.
Una performance inizialmente
attribuita ai rumors su una
possibile contro-offerta rispetto a
quella di Urbano
Cairo. A smentire un
interessamento in tal senso,
però, è stato ancora Carlo
Pesenti, che non si è detto
disposto a tornare a investire
nella casa editrice:
«Assolutamente no, siamo già
usciti ai prezzi più alti», ha detto
il numero uno di Italcementi.
Per la possibile contro opa si era
infatti parlato della famiglia
Pesenti e di Andrea Bonomi, che
già aveva smentito nel fine
settimana. Così come ha fatto
Mediobanca, data
EDITORIA
finora come regista di un piano
alternativo a Cairo. Dal canto
suo, l'editore e patron del
Torino
ha detto di non essere
preoccupato dalla presunta
cordata che alcuni grandi soci
di Rcs starebbero cercando di
mettere a punto per
fronteggiare la sua ops. «Non
sono preoccupato, vediamo un
po' che succede», ha spiegato
ieri a margine di un evento,
aggiungendo: «Non so se
esiste. Non posso parlare di ciò
che non conosco». «Siamo
contenti se si realizza una
soluzione con valore industriale
che rilanci il Corriere della Sera
e l'intera società», ha detto
invece il presidente di Intesa
Sanpaolo (che appoggia il
piano di Cairo) Gian Maria
Gros-Pietro parlando di una
possibile contro-opa. «Noi
siamo spettatori delle iniziative
che prendono gli attori
coinvolti. La migliore offerta
sarà quella che ci piacerà di
più». Di sicuro, comunque, resta
finora soltanto l'ops a cui la
Consob darà una risposta «il più
presto possibile», secondo le
parole di Giuseppe Vegas,
presidente dell'organismo di
controllo della Borsa. Il dossier
si trova allo studio degli uffici,
ha spiegato Vegas, perciò la
pronuncia dovrebbe arrivare
entro maggio. Tornando alla
Fiat, il gruppo esce così
dall'azionariato di Rcs dopo 40
anni, una decisione
annunciata in concomitanza con
l'accordo di fusione fra Itedi e il
gruppo Espresso. Gli Agnelli
resteranno però ancora un po' nel
gruppo che edita il Corriere della
Sera. La Exor, infatti, in quanto
azionista di Fca riceverà un 4,9%
dei titoli Rcs, che ha già
annunciato che venderà sul
mercato entro il primo trimestre
del prossimo anno (a meno che i
piani non cambino in seguito
all'offerta di Urbano Cairo).
«Abbiamo raggiunto una pulizia
strategica nel gruppo», ha detto
l'a.d. di Fca, Sergio Marchionne,
«u settore non è più materia
nostra. Tecnicamente non ha
niente a che fare con l'auto, sono
passati i momenti in cui era
importante averlo». Marchionne
ha quindi descritto come
«cavoiate» i presunti dissidi con
il presidente di Fca John Elkann
sulla gestione del dossier Rcs e
dell'operazione di uscita dal
business editoriale. «Abbiamo
condiviso tutto sin dall'inizio»,
ha sottolineato il top manager.
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I PESENTI: STIAMO FUORI
Cairo: nontemo lacontro-Opa
suflaRizzofi MILANO Urbano
Cario non teme una contro-Opa
su Rcs mentre Carlo Pesenti si
chiama fuori dalla partita. La
Borsa però spinge ancora
sull'acceleratore e il titolo chiude
la seduta in rialzo del 4,8% a
0,59 euro. «Preoccupato per la
controofferta? Vediamo un po'
cosa succede», risponde l'editore
alessandrino a chi, alla
cerimonia alla Scala per i 150
anni del Sole, gli chiede un
commento. «Non so se esiste,
non posso parlare di ciò che non
conosco», aggiunge più tardi. Lo
stesso evento fornisce a Carlo
Pesenti, numero uno di
Italmobiliare, l'occasione per
smentire le ricostruzioni di
stampa che indicano per lui, così
come per Andrea Bonomi, un
ruolo in una eventuale
controffensiva orchestrata da
Piazzetta Cuccia. «Siamo usciti
ai prezzi più alti e assolutamente
no», Italmobiliare non tornerà a
investire in Rcs, afferma Pesenti.
Sul mercato intanto, dopo
Mediobanca e Kepler, anche gli
analisti di Intermonte hanno
scritto di considerare non
adeguati i termini proposti da
Cairo e di non raccomandare
l'adesione all'Ops. Sull'uscita di
Fca daU'editrice di via Rizzoli è
intervenuto l'a.d della casa
automobilista, Sergio
Marchionne. «L'importante per
noi è avere raggiunto una pulizia
strategica all'interno del
gruppo», ha indicato segnalando
che «tecnicamente l'editore non
ha niente a che fare con l'auto,
non è materia nostra». Il
manager ha quindi escluso
divergenze sul tema col
presidente di Fca, John Elkann.
[R. E.]') BY MC IMD ALCUNI
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L'imprenditore mentisce l'interesse
per una cordata guidata da
Mediobanca, Uok Consob al
prospetto atteso tra il ti e il 25
CONTESA La sede del Corriere
della Sera a Milano. In alto Urbano
Cairo, che ha lanciato un'Opssu Rcs
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EDITORIA II futuro del «Corriere» Pesenti: «Non torno in Rcs»
Ops di Cairo per fine maggio
Marcello Zacché H «Siamo
usciti e assolutamente no» non
torniamo a investire in Rcs. Lo
ha detto ieri Carlo Pesenti a chi
gli chiedeva della disponibilità
a partecipare a una cordata per
rilevare il controllo della
società editrice del Corriere
della Sera. Un'ipotesi circolata
in questi giorni, che avrebbe la
regia d Mediobanca, e che è
stata smentita anche da Andrea
Bonomi, altro possibile
candidato per la cordata.
Naturalmente si tratterrebbe
della contro mossa rispetto
all'offerta annunciata da
Urbano Cairo per la
maggioranza di Rcs: 0,12
azioni Cairo Communication
per un titolo Rcs.
Un'offerta che ieri, in Borsa, è
stata superata dai valori di
mercato: il titolo Rcs ha
EDITORIA
chiuso in rialzo del 4,8% a
0,59, mentre Cairo Com ha
chiuso in calo dello 0,8% a
4,82. Il che, secondo i termini
dell'offerta e al netto della
cedola da 20 cent di Cairo
Com, corrisponde a una
valorizzazione di Rcs di 0,55
euro. Il mercato, quindi, pur
in presenza delle smentite di
contro-Opa, mostra di credere
in qualcosa di più. Ovvero
alle due condizioni che in
tanti hanno posto a Cairo per
rendere la sua offerta più
accettabile: un rialzo del
prezzo e la previsione della
fusione di Rcs in Cairo Com.
Due ipotesi di fronte alle
quali potrebbero cedere sia
Pirelli (4,4% del capitale), sia
Unipol (4,6%) e forse Mentre
Della Valle (7,3%) potrebbe
decidere di restare socio di
peso nel nuovo gruppo.
Per saperne di più bisognerà
aspettare il via libera all'Ops
di Cairo, all'esame della
Consob dal 28 aprile. Ieri il
presidente della Commissione
Giuseppe Vegas ha detto che
la risposta arriverà «al più
presto possibile». I tempi preFUORI DAL CAPITALE Fca
esce, azioni ai suoi soci.
Marchionne: «Pulizia
strategica»
visti dalle norme sono 15
giorni, dopo i quali Consob può
chiedere integrazioni e
prendersi altri 15 giorni. Le
stime di esperti di mercato sono
per una pratica non complessa e
quindi per un pronunciamento a
metà maggio con un eventuale
rapido supplemento di
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Alessandro Sallusti
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informazioni. Per cui si
quasi inedita operazione. Si
scommette sul via all'offerta nella tratta di un valore nell'ordine
terza o al massimo quarta setti
dei 51,5 milioni, che
mana di maggio. Prima di allora rappresenta un passaggio
non sono previsti (né possibili)
storico: l'uscita degli Agnelli
roadshow con gli investitori.
dal Corriere. Infatti, alla
Sono però già iniziate, da parte di
Cairo Com le prime indagini per holding Exor, che detiene il
30% di Fca, finirà il 5% di
la mappatura de-
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gli investitori istituzionali, che
saranno decisivi per il
raggiungimento o meno della
soglia del 51 percento. Tra
questi si potranno annidare un
po' di nuove azioni in
circolazione: da domani gli
azionisti Fca si troveranno in
portafoglio anche titoli Rcs. A
tutti coloro che oggi (in Piazza
Affari) e domani (a Wall Street)
risultano soci di Fiat Chrysler
verranno distribuite 0,067746
azioni Rcs per ogni titolo Fca.
In pratica è come ricevere una
sorta di «extra dividendo», in
azioni Rcs, che ai valori di
chiusura della Borsa di ieri
(0,59) vale 0,04 euro.
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L'operazione è il frutto del
disimpegno del gruppo dalla
società editrice del Corriere
della Sera: il 16,73% di titoli
Rcs in pancia alla Fiat finisce
sul mercato attraverso questa
EDITORIA
Rcs, anch'esso però IN
BORSA II titolo guadagna il
4,8°/o e si porta sopra il
valore dell'offerta destinato
al mercato. Verrà ceduto,
come già deliberato, a
piccole dosi, in modo da
evitare scostamenti dannosi
per l'andamento del titolo
Rcs. Sull'operazione l'ad di
Fca Sergio Marchionne ha
parlato ieri di «pulizia
strategica», aggiungendo che
«il settore non è materia
nostra. Tecnicamente non ha
niente a che fare con l'auto.
Sono passati i momenti in
cui era importante averlo».
Mentre sui presunti contrasti
con il leader degli Agnelli e
presidente Fca, John Elkann,
Marchionne li ha definiti,
nel suo stile, «cavoiate».
0,12 Sono le azioni
Cairo Com messe sul
piatto da Urbano Cairo
per un titolo Rcs Offerta
superata ieri dai valori
di mercato che mostra di
credere in qualcosa in
più 0,04 È ('«extradividendo» che gli
azionisti di Fca
incasseranno sotto
forma di titoli Rcs. Per
ogni azione FiatChrysler posseduta,
riceveranno infatti
0,06??46 titoli Rcs 51,5
II valore, in milioni di
euro, del 16,73% di
titoli Rcs in panda alla
Fiat che finiscono sul
mercato e che di fatto
rappresenta l'uscita degli
Agnelli dal Corriere
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Claudio Cerasa
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Cos'è oggi il terzismo? Lo spazio politico possibile di un Corriere guidato da Cairo
Al direttore - Lei mi invita a nozze. Avevo
chiuso le mie risposte ai quesiti del Foglio
sull'offerta pubblica di scambio di azioni
Cairo Communication con azioni Rcs
Mediagroup chiedendole se oggi il Corriere
conservi ancora quel quid pluris di influenza
politica e finanziaria che ha giustificato per
decenni un valore della casa editrice
superiore ai rendimenti reali. Lei risponde
dando per scontato il successo di Cairo, ma
previo rialzo dell'offerta, e suggerendo il
riposizionamento politico del Corriere quale
questione decisiva. L'informazione italiana, a
suo dire, si starebbe concentrando in due
grandi famiglie: una favorevole alla sinistra
di governo ("la Repubblica" e "la Stampa"),
l'altra all'opposizione non radicale (Mediaset,
Mondadori, "il Giornale"). Per irrobustire
questa analisi aggiunge i padroni e i padrini:
alla prima De Benedetti ed Elkann, alla
seconda Telecom e Vivendi, e cioè
Berlusconi, Bollore' e Mediobanca. Il
"Corriere", nota ancora con finezza, non può
più stare nel mezzo in nome del suo storico
terzismo, perché non esiste più una borghesia
terzista che offra un insediamento sociale al
progetto politico di un grande centro
moderato. Oggi il terzo polo è costituito dal
MSS. Se il "Corriere" non si ricolloca in una
delle grandi famiglie, fa una scelta di campo
che lo schiaccia sull'antipolitica. Partiamo
dagli economics. Cairo avrà successo? Starei
per dire di sì, ma non ne sono sicuro.
Diversamente da lei, credo che non possa
migliorare sensibilmente la sua offerta. Per
due ragioni. La prima: Rcs, trovandosi in
situazione prefallimentare, non merita un
premio "politico"; i vecchi soci che hanno
strapagato Rcs accettino la realtà del loro
errore oppure tirino fuori altri soldi e
rilancino senza pretendere favori che le
banche creditrici negherebbero a clienti
normali. Seconda ragione: se Cairo
borghesia, alla fine opportunista nei suoi
rapporti con lo Stato, impersonata in via
Solferino da Giovanni Agnelli. Ma non
speculerei sulle simpatie renziane di Elkann.
Il nipote è filo governativo tanto quanto il
nonno. Nell'editoria italiana ha gettato la
spugna. Si è rivolto all'"Economist",
settimanale liberale e indipendente che, a
seconda del momento, può "votare" per i tory
o per il labour, per i democratici o per i
repubblicani. Se connettessimo le suggestioni
di Raghuram Rajan sulla globalizzazione a
quelle di Antonio Gramsci sul
cosmopolitismo delle classi dirigenti italiane,
ricaveremmo qualche idea utile alla linea di
un giornale di informazione del nostro
tempo... Ma per ora constatiamo che ad
Elkann, sia pure solo a Londra, piace la
formula dell'indipendenza. L'idea che un
grande quotidiano debba cedere sovranità ai
leader della politica, accontentandosi di dare
qualche consiglio, se richiesto, e governando
l'attività informativa al servizio della causa,
non è una bestemmia. Nell'Italia del boom
funzionava. Oggi, però, mi sembra un errore
di marketing e una rinuncia ad ambizioni
grandi e tuttavia sostenibili. Le democrazie
sono ormai tripolari in tutta Europa; il
radicalismo si è insinuato anche nel
bipolarismo americano, condizionandone
l'agenda. Eppure, nessuno chiede ai grandi
giornali di schierarsi. Semmai tutti attendono
i prodigi on line di Jeff Bezos al "Washington
Post" e di Mathias Dopfner al gruppo
Springer. D'altra parte, la politica non
appassiona più come un tempo. La crisi dei
talk show e la noia per le cronache dal
Palazzo derivano dalla modestia dei
protagonisti quanto dalla crescente sfiducia
nell'utilità della politica. Renzi può rifugiarsi
da Barbara D'Urso, come altri fecero prima di
lui con altre Barbare. Ma l'industria
dell'informazione non risolve i suoi problemi
inseguendolo. Il potenziale lettorato delle
famiglie politiche evocate da Cerasa
migliorasse molto il concambio a favore dei
rappresenta un terzo del corpo elettorale. E
soci Rcs, di altrettanto si diluirebbe e si
spesso vota turandosi il naso... Il resto? Un
esporrebbe al rischio di scalata e comunque di editore puro non rinuncia a gran parte del
subire influenze improprie in questa fase
mercato potenziale ma cerca di intercettarlo
della storia sua e del "Corriere". Nel poker di tutto usando meglio le piattaforme
Rcs, meglio andare a vedere se le quotazioni tecnologiche per contaminare informazione,
correnti sono un bluff tra compari di merende commercio e servizi e riqualificando la
o se celano l'avvio di una scalata per cassa.
propria identità al di
Svanite le chiacchiere su Dassault e Bollorè,
ne fioriscono di nuove su una contro Opa
là della compagnia di giro della politica, e
studiata da Mediobanca con Andrea Bonomi anche al di là delle Goldman Sachs e del
e/o Carlo Pesenti. Mah... In ogni caso, la
Fondo monetario, della Fed e della Bce, ma
Consob dovrebbe esigere chiarezza. Per
anche al di là dei Marchionne e dei Bill
quanto improbabili, certe indiscrezioni
Gates. Non è estremismo, ma consapevolezza
possono influenzare i corsi azionari. E
che il mondo e la vita sono più larghi e più
comunque, nel caso ci fosse davvero la contro sorprendenti. Come dice Michael Douglas a
Opa, suppongo che Cairo non ingaggerebbe
proposito del denaro, l'informazione non
un'asta all'ultimo sangue ma lascerebbe al
dorme mai. Un'identità nuova si costruisce
mercato la scelta tra i quattro soldi
riducendo la foliazione cartacea oggi
provenienti dall'ennesima cordata finanziaria pletorica e, al tempo stesso, allargando a 360
promossa da un soggetto che aveva dichiarato gradi il campo delle narrazioni senza
di voler uscire da Rcs e le quattro azioni
rifugiarsi nello "strano ma vero". Per capirci,
provenienti da uno del mestiere. Quanto alla le indagini giornalistiche, senza rinunciare
fine del terzismo, invece, Cerasa ha ragione. alle denunce sulla Casta, possono e devono
Ma il punto è che il terzismo non esaurisce il mirare anche agli altri soggetti che
concetto, assai più virile, di indipendenza.
estraggono benefici privati da posizioni
Paolo Mieli, il teorizzatore del terzismo, ha
privilegiate nell'economia come nella cultura,
una storia, Luigi Einaudi, sacerdote
nelle pubbliche amministrazioni come nelle
dell'indipendenza del quotidiano di
chiese, nello spettacolo come nello sport, che
informazione dai poteri politici ed economici, rappresenta la nostra nuova Iliade. La crisi
ne ha avuta un'altra, di ben altra levatura.
del 2008 ha aperto uno straordinario terreno
Come Cerasa, credo che il terzismo non
di lavoro a un'editoria che sappia andare oltre
funzioni più per il venir meno di una certa
gli schemi e i "pensatori" degli anni 90. In
questo nuovo
EDITORIA
contesto, la libertà dai condizionamenti della
politica e dell'economia - e cioè
l'indipendenza - non sarebbe un lusso per
anime belle e magari ipocrite, che un
cattivista come Giuliano Ferrara infilzerebbe
da par suo, ma la precondizione per nuove
sfide professionali in partibus infidelium e
per nuovi servizi generatori di cassa a casa
nostra. Naturalmente, bisogna essere capaci.
E non è detto che i capaci ci siano. Ma
esattamente in questa incognita risiede il
rischio di impresa. Che, ove risolto, avrà pure
l'effetto collaterale di incidere sull'agenda
della politica grazie al proprio valore
aggiunto e non, come da tempo accade,
grazie alle mere cronache giudiziarie.
Massimo Mucchetti, senatore del Pd, ex
vicedirettore del Corriere della Sera
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L'applauso al Presidente. La platea saluta Sergio Mattarella, ospitedel Palco Realedella Scala di Milano
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1150 ANNI DEL SOLE Mattarella: «II giornale
che documenta e consente di conoscere il Paese
reale» II Capo dello Stato alla Scala: è la prima
volta da Presidente
v < «Questo è un giornale che documenta, che cidal Presidente Sergio Mattarella, presente
ieri consente di conoscere ogni giorno il Paeseper la prima volta alla Scala di Milano per
la festa reale». Il "complimento più bello", come lo hadei 150 anni di fondazione del Sole
24 Óre. definito il direttore Roberto Napoletano, arrivaServizi >• pagine 14 e 15
L'abbraccio delle classi dirigenti di Paolo Bricco A Ha presenza del presidente della
Repubbli/v ca, Sergio Mattarella, le classi dirigenti italiane si sono strette intorno al
"loro" giornale. La cerimonia alla Scala per i 150 anni del Sole 24 Ore è stata una
occasione di festa e di riflessione per le élite del nostro Paese. Intorno
all'informazione- il suo passato, il suo presente e il suo futuro - e intorno all'identità di
una Italia che - nelle pagine color salmone, nelle sue capacità di racconto e di analisi ha visto riflessi i principali passaggi della sua storia, fino all'attuale crisi, sistemica ed
epocale. Continua ' pagina 14 La Scala, il giornale e il valore-milanesità di Armando
Torno A tmosfera daprima, anche se l'eleganza degli abiIV ti era sobria e non
caratteristica delle serate esclusivamente mondane. Alla Scala, ieri pomeriggio, per i
150 anni de «II Sole 24 Ore», c'era il pubblico del giorno di Sant'Ambrogio. La
musicaha lasciatoben presto lo spazio al film dell'anniversario. In sala si avvertiva la
milanesità: è quella sostanza indefinibile che ha fatto di Milano una città illuminista,
poi la capitale morale e infine quella economica. Tutto cominciò il 1° agosto
i865,giornodinascitade«Il Sole» (il«24Ore» debutterà nel 1946; i due giornali si
fonderanno nel 1965). La Scala era chiusa. Continua > paginais
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LO HA. DETTO IL SOLE L'anniversario dei
centocinquant'anni Salvatore RossiGiovanni Bazoli Direttore
generale della Banca d'ItaliaPresidente emerito di Intesa
Sanpaolo
Giovanni Maria Gros-Pietro Nuovo presidente di Intesa Sanpaolo Carlo Messina Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina Ceo di Intesa
Sanpaolo Federico Ghizzoni CeodiUniCredit Carlo Messina Ceo di Intesa Sanp Alberto Nagel Amministratore delegato di Mediobanca
olo Federico Ghizzoni CeodiUniCredit Carlo Messina Claudio CostamagnaGabriele Galateri di Genola Presidente della Cassa depositi e
prestitiPresidente di Generali Ceo di Intesa Sanp Alberto Nagel Amministratore delegato di Mediobanca olo Federico Ghizzoni
CeodiUniCredit Ca
«IL GIORNALE
CHE DOCUMENTA
IL PAESE REALE»
Mattarella per la prima volta alla Scala di Milano
per la celebrazione dei 150 anni del Sole 24 Ore
di Paolo Bricco > Continua da paginal uesto
legame strettissimo fra il quotidiano e l'Italia
è stato riconosciuto al massimo livello
politico, rappreato appunto da Mattarella. Ad
accogliere quest'ultimo, sono stati il
presidente di Confmdustria e neopresidente
del Sole 24 OreGiorgio Squinzi, il
sovraintendente del Teatro alla Scala
Alexander Pereira, il presidente della Regione
Lombardia Roberto Maroni e il direttore del
Sole 24 Ore, Roberto Napoletano.
All'apertura della cerimonia, ha detto
Napoletano: «Al presidente dellaRepubblica,
Sergio Mattarella, va il mio ringraziamento
per averci fatto l'onore di essere qui con noi
oggi. E un grazie particolarmente sentito va
per quello che mi ha detto: "Questo è un
giornale che documenta, che ci consente di
conoscere ogni giorno il paese reale". È il
complimento più bello». In questo incontro,
c'è stato spazio per l'emozione di una
comunità professionale che ha visto da poco
mancare uno dei suoi cardini: «È un giorno di
festa, ma c'è un'assenza che mi manca ogni
giorno di più. Ciao Fabrizio, sarai sempre con
noi. "Lo ha detto il Sole" è dedicato a te» ha
detto Napoletano riferendosi a Fabrizio
Forquet, il vicedirettore responsabile della
Forquet, l'immagine della tecnologia delle reti
EDITORIA
redazione romana, scomparso esattamente un
mesefaa48anniperunmaleimprowiso.
Unricordo che ha provocato l'applauso lungo
e intenso dei presenti. Forquet era un pezzo
della comunità del Sole, come lo era Marco
Biagi, il giuslavorista ucciso dai terroristi il
19 marzo 2OO2 a Bologna e ricordato alla
Scala sia nelle parole del direttore del
quotidiano sia nel filmato proiettato nel corso
della cerimonia. La celebrazione è avvenuta
nel luogo-simbolo milanese come il Teatro
alla Scala: «La Scala è la casa della cultura
più internazionale della capitale economica
del Paese con cui c'è più di qualcosa che ci
unisce, a partire da quei cromosomi che
mettono insieme economia, finanza, impegno
culturale e civile», ha detto Napoletano. Il
quale hapoi rivolto i suoiringraziamenti «a
tutti i lettori che hanno costruito una storia
così importante, giorno dopo giorno, mattone
dopo mattone», ai direttori che lo hanno
preceduto e che erano in sala (Mario Deaglio,
Gianni Locatelli, Salvatore Carrubba, Ernesto
Auci, Guido Gentili e Ferruccio de Bortoli),
«all'editore perché ha garantito sempre la
libertà a questo giornale» e alla redazione
«competente e unica, che ama questo giornale
quanto me, che ho l'onore di dirigere II Sole
24 Ore da cinque anni». La celebrazione dei
150 anni delSole24Ore
ha avuto inizio con un breve concerto dei
Solisti dell'Accademia di Perfezionamento
per Cantanti lirici del Teatro alla Scala che
hanno proposto il brano tratto da Lucia di
Lammermoor di Gaetano Donizetti «Chi mi
frena in tal momento?» e il brano tratto da
Rigoletto di Giuseppe Verdi «Un dì, se ben
rammentomi...Bella figlia dell'amore». È
seguita la visione del documentariosul Sole
24 Ore prodotto da Gifford ExperienceGiffoni Innovation Hub, «Lo ha detto il
Sole». Nel titolo del documentario c'è la
cifra della cultura professionale del Sole 24
Ore: offrire una visione oggettiva e non
scontata della realtà ricorrendo ai numeri e
alla cultura comparativo-competitiva,
secondo Napoletano con «un'anima» e una
«storia». Qjiei numeri e quella cultura
qualitativo-quantitativo che hanno
permesso al Sole 24Ore di fare
informazionediservizioediinchiesta.
Validaperleimprese e per gli studi
professionali, per le famiglie e per i
cittadini, per gli studenti e i professori.
Valida per tutti. Nel filmato «Lo ha detto II
Sole», che peraltro si è aperto con una foto
del compianto viste dall'alto, con una
nitidezza capace di rendere
lalorocapacitàdiconnettereuominieimprese,
cultura e società - fa il paio con quella
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delle rotative, che conserva tutto il suo fascino
anche in epocadi digitalizzazione spinta, con il
resoconto del debutto nelle edicole di Milano, il 1°
agosto 1865, del Sole, direttore Giuseppe
Guerzoni, da subito espressione di una borghesia
liberale e innovatrice di ispirazione
mancare un ulteriore corposo côté di
Confindustria, appunto azionista storico e
tuttora di maggioranza del Sole 24Ore
quotato: conii presidente designato di Viale
dell'Astronomia, il già citato Vincenzo
Boccia, c'erano come detto il presidente
uscente Squinzi, il direttore generale Marcella
mazziniana, e con il resoconto della nascitadel Panucci, le vicepresidenti Licia Mattioli e Lisa
24 Ore, il 12 settembre 1946, fino alla fusione Ferrarini, il presidente di Piccola Industria
delle due testate, il 9 novembre 1965. Titolo
Alberto Baban e il presidente dei Giovani
dell'editoriale di allora, che ha originato un filo Imprenditori Marco Gay. Fra gli imprenditori
rosso arrivato fino ai nostri anni, fu «
e i manager Urbano Cairo, Alberto
Strumento di lavoro». Naturalmente, strumento Bombassei, Marco Bonometti, Diego e
di lavoro per le imprese, per gli studi
Andrea Della Valle, Andrea Guerra, Nerio
professionali e per i cittadini tutti. Fra i molti
Alessandri, Carlo Pesenti, Diana Bracco,
rappresentanti delle classi dirigenti ospiti
Fedele Confalonieri, Addano Galliani, Ernesto
dell'incontro, va appunto prima di tutto
Mauri, Andrea Ceccherini, Monica
annoverato il presidente della Repubblica,
Mondardini, Maurizio Costa, PatriziaGrieco e
Sergio Mattarella, che ha fatto un gesto di
Luisa Todini. Inoltre alla Scala erano anche
saluto silenzioso al pubblico in sala dal palco
presenti Corrado Passera e Franco
reale, dove con lui erano seduti il presidente
Debenedetti, Maurizio D'Errico, presidente del
della Regione Lombardia Roberto Maroni, il
Consiglio nazionale del notariato, l'ex ministro
ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan,
dell'Economia Giulio Tremonti, il presidente
quello dei Beni culturali Dario Franceschini e del Consiglio Nazionale Dottori
latitolaredellaPubblicaamministrazioneMarian Commercialisti Gerardo Longobardi, il
na Madia, il viceministro dell'Economia Luigi presidente della Cassa Dottori Commercialisti
Gaserò, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Renzo Guffanti, la direttrice dell'Agenzia delle
il presidente designato di Confindustria
Entrate Rossella Orlandi, l'ex ministro della
Vincenzo Boccia, il presidente uscente
Giustizia Paola Severino, il segretario
diConfindustria e neopresidente del Sole 24
generale della Cei
Ore Giorgio Squinzi, il Sovraintendente del
monsignorNunzioGalantinoelasegretariagener
Teatro alla Scala Alexander Pereira.
ale della Cgil Susanna Camusso. In questo
InrappresentanzadiViaNazionale, c'erano il
contesto, che ha rappresentato una articolata
Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visintesi della classe dirigente italiana, ha detto
Napoletano: « Centocinquant'anni sono tanti e
ci caricano di responsabilità. L'impegno
prioritario deve essere quello di preservare,
sco e il direttore generale Salvatore Rossi. Sul adeguando ai tempi, i tratti cromosomici di un
modo unico di fare informazione che sibasa su
versante finanziario, vanno segnalate le
competenzae rigore. Prima viene la testa,
presenze di Giovanni Bazoli e Gian Maria
prima vengono i contenuti, poi viene la
Gros Pietro, Carlo Messina e Gaetano
tecnologia che è unfantastico moltiplicatore di
Miccichè, Alberto Nagel e Claudio
quei valori. Sento troppa gente che ci vuole
Costamagna, Giuseppe Vita e Federico
convincere che il giornalismo è diventato uno
Ghizzoni, Pier Francesco Saviotti e Giuseppe
smartphone. Non è vero, non siamo d'accordo.
Castagna, Gabriele Galateri di Genola e
Raffaele Jerusalmi. Del mondo delle authority Se crediamodi vincere labattaglia
dell'
e dei regolatori, hanno partecipato alla
innovazionesoloconlearmidelmarketingedellat
celebrazione per i 150 anni delSole24Oreil
ecnologia, non vinceremo e saremo meno
presidente della Consob Giuseppe Vegas e il
presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella, liberi. Se lo faremo con i nostri contenuti e il
rigore della storia del Sole 24 Ore, i nostri
il primo presidente della Corte Suprema di
numeri saranno l'anima e la vita del
Cassazione Giovanni Canzio e il presidente
del Consiglio di Stato Alessandro Pajno. Fra i giornalismo del futuro. Così vinceremo e
saremo liberi». ©RIPRODUZIONE
rappresentanti della magistratura, ci sono
RISERVATA
invece stati Francesco Greco,
procuratoreaggiuntoaMilano,
LiviaPomodoro,già presidente del Tribunale di
Milanoe Roberto Bichi, attuale presidente di
quest'ultimo. In una occasione dalla forte cifra
meneghina, non potevano mancare alcuni
esponenti della città dove è nato II Sole 24
Ore: oltre al già citato primo cittadino Pisapia,
due dei candidatiaPalazzoMarino
(GiuseppeSalaeStefano Parisi) e due delle
anime culturali della città, come Inge
Feltrinelli e Giulia Maria Crespi. La
"milanesità" è un valore fondante di questo
giornale. Non soltanto nell'aspetto culturale,
ma anche in quello creativo-imprenditoriale,
ben rappresentato dalla città della moda, di cui
c'erano due protagoniste come RositaMissoni
e Maria Luisa Trussardi. Naturalmente, erano
presentì le personalità che hanno fatto la storia
del giornale, dal punto di vista aziendale, e di
Confindustria, che ne è l'editore. Alla
cerimonia hanno partecipato gli ex presidenti
del Sole 24 Ore Marco Tronchetti Provera,
Innocenze Cipolletta e Giancarlo Cerutti
Ferragli ex presidenti di Confindustria, ecco
LuigiAbeteeGiorgio Fossa, Antonio D'Amato
ed Emma Marcegaglia Dunque, non poteva
EDITORIA
NAPOLETANO II nostro
impegno prioritario è
conservare i tratti
cromosomici di un modo
unico di fare informazione
che si basa su competenza
e rigore
IN UN FILM IL GIORNALE
ALLO SPECCHIO ,T o ha detto II
Sole» è il titolo del docu\vLrf
mentano proiettato ieri al Teatro
alla Scala di Milano per i 150 anni
dalla fondazione del Sole 24 Ore.
Un titolo che vuole esprimere il
profilo di autorevolezza accordato
dai lettori al giornale e, allo stesso,
una responsabilità da rinnovare nel
tempo per mantenere fede a questo
impegno di rigore e concretezza.
Questa identità del Sole 24 Ore nel
documentario - dedicato a Fabrizio
Forquet, il vicedirettore del Sole 24
Ore scomparso un mese fa - è
raccontatta da chi firma ogni
giorno le sue pagine: i giornalisti.
Il documentario è una produzione
II Sole 24 Ore-Giffoni ExperienceGiffoni Innovation Hub. Autore e
regista è Luca Apolito che
collabora stabilmente con il Giffoni
Film Festival come vicedirettore
della manifestazione e come
curatore della selezione
cinematografica ufficiale per il
concorso, direttore del DMD
(Digital Media Departement) e
autore dele principali produzioni
video.
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II presidente di Confmdustna e nuovo presidente del Gruppo 24 Ore, Giorgio Squinzi, ieri con il capo dello Stato Sergio Mattarella
L'incontro ieri alTeatroalla Scala di Milano tra il presidente della Repubblica Mattarella e il presidente designato di Confmdustna Vincenzo
Boccia
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Le pagine della stona II capo dello Stato Sergio Mattarella sfoglia una raccolta delle prime edizioni de «II Sole» fondato nel 1865 Filatelia. Timbro
speciale e cartolina nell'anniversario dei giornale___________ Omaggio alla storia con un annullo postale Tra il ruolo di un giornale e quello delle Poste
c'è un filo rappresentato dall'attività di comunicare. Nel primo caso, si veicolano ogni giorno notizie ai lettori. Nel secondo, si rendono possibili scambi
di corrispondenza tra milioni di interlocutori, siano persone, imprese e pa. Questo impegno condiviso sul fronte della comunicazione fa da sfondo
all'incontro tra II Sole 24 Ore e Poste Italiane per il 150° anniversario di fondazione del giornale. Le Poste hanno realizzato un annullo speciale con il
logo del Sole 24 Ore e una cartolina commemorativa che riproducce la prima pagina pubblicata il 1° agosto 1865 al debutto del giornale. L'annullo
filatelico speciale e la cartolina sono stati presentati ieri dalla presidente di Poste Italiane, Luisa Todini,durante le celebrazioni alla Scala alla prersenza
del capo dello Stato, Sergio Mattarella. « Senza un'informazione corretta e completa non ci può essere vera democrazia né sana competizione economica
- ha osservato Todini -. Da questo punto di vista, II Sole 24 Ore ha fornito un contributo straordinario al progresso del Paese, accumulando un
patrimonio di prestigio e autorevolezza che ne fa un punto di riferimento insostituibile nel panorama italiano ed internazionale. L'annullo filatelico di
Poste Italiane - un'altra azienda che da oltre 150 anni è al servizio di cittadini e imprese - vuole essere, ha aggiunto Todini, «un omaggio a questa storia
ma anche un augurio per il futuro». A completare l'iniziativa, quale francobollo destinato all'apposizione dell'annullo filatelico è stato prescelto quello
dedicato al quinto anniversario della scomparsa di Aldo Manuzio, primo editore e stampatore dell'Europa moderna. L'annullo speciale e la cartolina
saranno disponibili presso lo «Spazio Filatelia» in via Cordusio 4 a Milano. Due momenti. Sopra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con
Roberto Napoletano e il presidente di Poste Italiane Luisa Todini, tiene a battesimo l'annullo filatelico speciale dedicato ai 150 anni del Sole 24 Ore
Sotto Roberto Napoletano introduce le celebrazioni sul palco della Scala ©RIPRÛDUZIÛNERISERVATA
Governo Alla sinistra del capo dello Stato i ministri Dano Franceschini (Beni culturali), Pier Carlo Padoan (Economia) e Marianna
Madia (Semplificazione) Banca d'Italia II governatore Ignazio Visco Consob II presidente Giuseppe Vegas Consob II presidente
Giuseppe Vegas Milano IlsmdacouscenteGiuliano Pisapia e i due candidati Stefano Parisi e Giuseppe Sala Consob II presidente
Giuseppe Vegas Milano IlsmdacouscenteGiuliano Pisapia e i due cand
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L'applauso al Presidente. La platea saluta Sergio Mattarella, ospitedel Palco Realedella Scala di Milano
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1150 ANNI DEL SOLE Mattarella: «II giornale
che documenta e consente di conoscere il Paese
reale» II Capo dello Stato alla Scala: è la prima
volta da Presidente
v < «Questo è un giornale che documenta, che cidal Presidente Sergio Mattarella, presente
ieri consente di conoscere ogni giorno il Paeseper la prima volta alla Scala di Milano per la
festa reale». Il "complimento più bello", come lo hadei 150 anni di fondazione del Sole 24
Óre. definito il direttore Roberto Napoletano, arrivaServizi >• pagine 14 e 15
L'abbraccio delle classi dirigenti di Paolo Bricco A Ha presenza del presidente della
Repubbli/v ca, Sergio Mattarella, le classi dirigenti italiane si sono strette intorno al
"loro" giornale. La cerimonia alla Scala per i 150 anni del Sole 24 Ore è stata una
occasione di festa e di riflessione per le élite del nostro Paese. Intorno all'informazioneil suo passato, il suo presente e il suo futuro - e intorno all'identità di una Italia che nelle pagine color salmone, nelle sue capacità di racconto e di analisi - ha visto riflessi
i principali passaggi della sua storia, fino all'attuale crisi, sistemica ed epocale.
Continua ' pagina 14 La Scala, il giornale e il valore-milanesità di Armando Torno A
tmosfera daprima, anche se l'eleganza degli abiIV ti era sobria e non caratteristica delle
serate esclusivamente mondane. Alla Scala, ieri pomeriggio, per i 150 anni de «II Sole
24 Ore», c'era il pubblico del giorno di Sant'Ambrogio. La musicaha lasciatoben presto
lo spazio al film dell'anniversario. In sala si avvertiva la milanesità: è quella sostanza
indefinibile che ha fatto di Milano una città illuminista, poi la capitale morale e infine
quella economica. Tutto cominciò il 1° agosto i865,giornodinascitade«Il Sole»
(il«24Ore» debutterà nel 1946; i due giornali si fonderanno nel 1965). La Scala era
chiusa. Continua > paginais
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LO HA. DETTO IL SOLE L'anniversario dei
centocinquant'anni Salvatore RossiGiovanni Bazoli Direttore
generale della Banca d'ItaliaPresidente emerito di Intesa
Sanpaolo
Giovanni Maria Gros-Pietro Nuovo presidente di Intesa Sanpaolo Carlo Messina Ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina Ceo di Intesa
Sanpaolo Federico Ghizzoni CeodiUniCredit Carlo Messina Ceo di Intesa Sanp Alberto Nagel Amministratore delegato di Mediobanca
olo Federico Ghizzoni CeodiUniCredit Carlo Messina Claudio CostamagnaGabriele Galateri di Genola Presidente della Cassa depositi e
prestitiPresidente di Generali Ceo di Intesa Sanp Alberto Nagel Amministratore delegato di Mediobanca olo Federico Ghizzoni
CeodiUniCredit Ca
II Sole, la Scala e la città. Il concerto dei solisti dell'Accademia di perfezionamento per cantanti lirici
VERDI, DONIZETTI E LA MILANESITA DEL 1865
Musica. [(Concerto dei Solisti dell'Accademia di perfezionamento per cantanti linci
di Armando Torno » Continua da
pagina 1 Non per ferie o per il gran
caldo di quell'estate, ma perché il
calendario degli spettacoli seguiva una
programmazione diversa rispetto alle
attuali. Il teatro serrò i battenti a marzo,
dopo il 18, con «Bianca degli Albizzi»
di Angelo Villanis. Avrebbe riaperto il
12 settembre con «Marta» di Friedrich
von Flotow. Il titolo di quest'ultima
opera è italianizzato: l'originale era
«Martha», elegante anche se poco
gradita perché "todesca". Debuttò al
Theater am Kârntnertor di Vienna il 25
novembre 1847. Ieri, invece, 2 maggio
2016, la ricorrenza si è festeggiata in
piena stagione teatrale, alla presenza
del presidente Mattarella. Il momento
canoro del « Rigoletto» di Verdi
riportava idealmente al 1865, giacché il
18 gennaio di quell'anno andò in scena
quest'opera; e così anche Donizetti, in
cartellone il 31 gennaio di un secolo e
mezzo fa con «La Favo
rita» e non con «Lucia di Lammermoor»,
della quale un brano è stato scelto per il
concerto dell'anniversario. Il Re non si
vide al Piermarini: i milanesi lo
applaudirono a «I Puritani» di Bellini il
19 settembre 1863, con la Scala illuminata
a giorno. L'intervento di Sua Maestà a
Milano, in quel 1865, si registra il 7
marzo per porre la prima pietra alla
Galleria che ancora oggi porta il suo
nome, progettata dal Mengoni. Vittorio
Emanuele II, che non aveva né passione
né gusto per la lirica, dopo aver portato la
capitale a Firenze pensava a Roma, ancora
Stato della Chiesa, dove il regnante
pontefice Pio IX non aveva alcuna
intenzione di mollare il potere. «Il Sole»
del 1865, «giornale commerciale e
politico» che «si pubblica alle 5 del
mattino», con Vittore Prestini primo
direttore, aveva uffici e distribuzione nel
capoluogo lombardo, in San
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Giovanni alle 4 facce, dietro la Scala.
Oggi questa via ha mutato nome e
l'omonima chiesa, demolita nel 1786,
sorgeva in prossimità delle vecchie
mura romane: contrada e spazio
ecclesiastico ora si chiamano via Arrigo
Boito e piazzetta Giordano dell'Amore. In
una città che non era ancora il fulcro
economico d'Italia, tanto che nel maggio
trenta delegati delle banche popolari si
riunirono a Torino, la nascita di un
giornale attento alle finanze era un elisir
per la milanesità che ormai aveva un
cuore imprenditoriale. Si è detto che uno
dei modelli del nuovo quotidiano fosse
tedesco: in Germania dal luglio 1856, per
iniziativa dei banchieri Sonnemann e
Rosenthal, usciva il «Frankfurter Gescha
ftsbericht».Offrì non pochi spunti.
«Il Sole», comunque, notò Piero Bairati,
autore di una storia del giornale, prese
avvio da un'idea del commerciante
Gaetano Semenza. Nato nel 1826 a
Sant'Angelo Lodigiano, amico di
Mazzini, aveva la milanesità nel sangue.
Come Beccaria o Manzoni, come chi
aveva trasformato la Scala nel primo
teatro del mondo. Semenza risiedeva a
Londra a causa di non poche rogne
per la sua fede repubblicana, era diventato
ricco occupandosi del commercio delle
sete e del finanziamento delle linee
ferroviarie sarde. Interessò l'editore
Francesco Vallardi e già alla fine del 1863
ne ottenne il sostegno. Bairati notò che la
prima società editrice del giornale di cui
si abbia notizia, nonostante «II Sole»
iniziasse le pubblicazioni il 1° agosto, fu
costituita il 20 dicembre, con
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Governo Alla sinistra del capo dello Stato i ministri Dano Franceschini (Beni culturali), Pier Carlo Padoan (Economia) e Marianna
Madia (Semplificazione) Banca d'Italia II governatore Ignazio Visco Consob II presidente Giuseppe Vegas Consob II presidente
Giuseppe Vegas Milano IlsmdacouscenteGiuliano Pisapia e i due candidati Stefano Parisi e Giuseppe Sala Consob II presidente
Giuseppe Vegas Milano IlsmdacouscenteGiuliano Pisapia e i due cand
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la denominazione di «II Sole. Fratelli
Pennocchio e Comp». Che aggiungere?
Lo spirito della milanesità, dopo aver
fondato il quotidiano, si prese una
vacanza. Si seppe che il 2 novembre
1865, al cimitero della Moiazza, oggi
zona di Porta Garibaldi, dove avevano
trovato sepoltura Beccaria e Parini, si era
tornati ai vecchi affari. Un prete si
presentò con un tavolo coperto da una
tovaglia nera e con un teschio sopra.
Vendeva biglietti per una lotteria a favore
della anime dei defunti. L'iniziativa
suscitò interesse. Anche perché il premio
in palio era un maiale.
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1150 anni del «Sole 24 Ore» alla
Scala con Mattarella L'anniversario
del giornale: «Documenta il Paese
reale)
La platea è ricca davvero. Oltre
al direttore del Corriere della
Sera, Luciano Fontana, c'erano
imprenditori come Emma
Marcegaglia, Urbano Cairo e
Marco Tronchetti Provera;
banchieri come Alberto Nagel,
Federico Ghizzoni, Pier
Francesco Saviotti, Carlo
Messina e Giuseppe Vita.
Uomini del mondo
dell'informazione, dall'ex
direttore del Corriere della Sera e
del Sole 24 Ore Ferruccio de
Bortoli al direttore generale della
Rai Antonio Campo Dall'Orto.
Ma anche il presidente della
Accademia di perfezionamento. Consob Giuseppe Vegas, Tad del
Iniziano loro, con un Fratelli
Milan Adriano Galliani, l'ex
d'Italia che mette in piedi tutta la ministro Corrado Passera e tra i
Milano (e l'Italia) che conta. Nel sindacalisti Susanna Camusso.
palco reale, insieme a
Marco Cremonesi ©
Mattarella, ci sono i ministri
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Marianna Madia, Pier Carlo
MILANO I primi
centocinquant'anni di storia di
un «giornale che documenta il
Paese reale» sul «palcoscenico
più bello del mondo». Il capo
dello Stato Sergio Mattarella
rende omaggio al Sole 24 Ore
che compie un secolo e mezzo
e, insieme, al teatro alla Scala
che ospita l'anniversario. Il
quotidiano di via Monte Rosa
fa le cose in grande. Il
compleanno della storica
testata è nella più prestigiosa
delle sedi, che offre alla serata
anche sette cantanti della sua
Padoan e Dario Franceschini, il
presidente della Cassazione
Giovanni Canzio, il presidente
designato di Confindustria
Vincenzo Boccia e quello del
Sole Giorgio Squinzi. E poi il
governatore lombardo Roberto
Maroni, il sindaco Giuliano
Pisapia, il viceministro Luigi
Casero, il presidente del
consiglio regionale Raffaele
Cattaneo. Tutti con il padrone
di casa, il sovrintendente
Alexander Pereira. Il cuore
dell'evento è «Lo ha detto il
Sole», un lungo docu
1° agosto 1865 Primo numero de U
Sole
La storia • II
quotidiano
economico H
Sole 24 Ore
nasce dalla
fusione
avvenuta il 9
novembre
1965, della
testata Sole,
fondata nel
1865, e di 24
Ore, nato nel
1946
Celebrazione II
ca po dello Stato
Sergio Mattarella
con il direttore
del Sole 24 Ore,
Roberto
Napoletano
mentario che ripercorre la storia
del quotidiano fondato nel 1865,
ma soprattutto la crescita dei
suoi contenuti negli ultimi anni.
Il direttore Roberto Napoletano
sottolinea gli « elementi
cromosomici» del giornale, che
«mettono insieme
economia, finanza, impegno
Mentre il capo dello Stato
annulla il francobollo
dedicato al i5oenario.
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1150 anni del "Sole 24 Ore" con festa alla Scala
L'ANNIVERSARIO
MILANO I a copia numero uno de "II
Sole" uscì il primo agosto 1865. Quattro
pagine dedicate alle notizie economiche e
politiche, sotto la testata brillava il motto
"per tutti splende". Il nuovo giornale,
voluto dal commerciante di stoffe
Gaetano Semenza, dai fratelli
imprenditori della seta Penocchio e
dall'editore Francesco Vallardi era
l'espressione di una borghesia liberale e
innovatrice, fortemente saldata agli ideali
repubblicani e democratici di Giuseppe
Mazzini. Centocinquant'anni dopo è
diventato Sole 24 Ore, le quattro pagine si
sono trasformate in quattro dorsi, veri
giornali nel giornale, e il gruppo
editoriale celebra la sua storia e il suo
futuro alla Sca
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L'ANNULLO II capo dello Stato Mattarella assieme al direttore del Sole,
Napoletano
la di Milano. «L'identità è la forza del
Sole 24 Ore», afferma il direttore
Roberto Napoletano. Ospite d'onore
il Presidente della Repubblica Sergio
Mattarella, che ha posto l'annullo sul
francobollo commemorativo: «È un
giornale che documenta, capace di
restituire il Paese reale», dice. Le
note dell'inno nazionale accolgono il
presidente nel palco reale, accanto a
lui ci sono il governatore della
Lombardia Roberto Maroni, il
sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il
presidente del Gruppo 24 Ore
Giorgio Squinzi e il sovrintendente
del teatro Alexander Pereira. Il
parterre è quello di una prima della
stagione lirica, sotto le luci del foyer
si incrociano i ministri Pier Carlo
Padoan, Marianna Madia e Dario
Franceschini, Tad di Mediobanca
Alberto Nagel e il consigliere
delegato di Intesa Sanpaolo Carlo
Messina. E poi manager come Tad di
Mondadori Ernesto Mauri, il
presidente di Mediaset Fedele
Confalonieri, la presidente di Eni
Emma Marcegaglia, il numero uno di
Confindustria Vincenzo Boccia, Tad
di Pirelli Marco Tronchetti Provera.
Elegantissime l'imprenditrice Diana
Bracco, in giacca a ricami bianchi e
neri, e l'ex presidente
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IL PRESIDENTE
MATTARELLA:
«È UN
GIORNALE
CAPACE DI
RESTITUIRE IL
PAESE REALE»
del Tribunale di Milano Livia
Pomodoro, in abito rosso fuoco.
«Centocinquant'anni sono tanti
riflette Napoletano - e ci caricano di
responsabilità. L'impegno prioritario
deve essere quello di preservare,
adeguando ai tempi, i tratti
cromosomici di un modo unico di
fare informazione che si basa su
competenza e rigore». Qualcuno,
aggiunge il direttore, è convinto che
il giornalismo sia diventato uno
smartphone: non è così. « Prima
vengono la testa, il giornalismo, i
contenuti; poi viene la tecnologia,
che è un fantastico moltiplicatore di
quei valori». Quattro solisti
dell'Accademia di perfezionamento
della Scala intonano le note di "Chi
mi frena in tal momento", da Lucia di
Lammermoor di Gaetano Donizetti, e
"Un dì, se ben rammentomi... bella
figlia dell'amore", dal Rigoletto di
Giuseppe Verdi. Mentre sul blog
dell'Associazione amici di Marco
Biagi, il presidente della
commissione Lavoro del Senato
Maurizio Sacconi interviene in
diretta: « Scrivo da un palco della
Scala. Buon compleanno Sole 24
Ore! Ha avuto il compito quotidiano
di difenderne le ragioni di fronte ai
continui tentativi di imporle lacci e
lacciuoli». È la forza dei numeri,
dice Napoletano, «la forza della
verità: con il rigore e i contenuti
saremo l'anima del futuro». Che è già
arrivato, annuncia il direttore. «La
prossima tappa sarà un Sole 24 Ore
aggiornato in tempo reale, quotidiano
nativo digitale, ovviamente a
pagamento perché siamo convinti
che o l'informazione riesce a farsi
riconoscere un valore dal mercato e
farsi pagare oppure muore». Claudia
Guasco
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Aveva 89 anni Addio a Ugo
Guarino Nei suoi disegni la
storia del Corriere Maria
Teresa Veneziani a pagina 35
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Si è spento a 89 anni il grande disegnatore, pittore, scultore, giornalista
Addio a Ugo Guarino
Nel suo tratto gentile la
storia del «Corriere»
di Maria Teresa Veneziani
iu luce! Più luce!» dicevi, citando
Goethe. Ma « Torno subito» ti
divertiva di più. Avevamo
scherzato sull'epitaffio. Non vedo
l'ora di tornare a Trieste, mi hai
confidato. Ti mancava la libertà
del tuo mare, della frontiera.
Ecco, ora ci piace immaginarti
libero di esplorare, come sognavi
da bambino. Pur già con una
forte propensione al disegno,
avevi scelto il corso di radio telegrafia per poterti «imbarcare
sulle navi» e girare il mondo.
Ugo Guarino, artista,
disegnatore, pittore, scultore,
giornalista, si è spento ieri, all'età
di 89 anni, all'Istituto dei Ciechi
di Milano, nella Casa Famiglia
che l'ha ospitato negli ultimi
anni, accu-
giovane. Mai un luogo comune,
una banalità né una lamentela sui
malanni dell'età, mai un
autocommiserarsi. Dino Buzzati
l'aveva definito «l'uomo può
buono che abbia mai incontrato»:
lo scrisse nella prefazione del
libro Cuore in cui Guarino
vivisezionava con le vi-
gnette le ipocrisie del buonismo
deamicisiano. Fu proprio
Buzzati, nel 1952, a offrirgli di
illustrare le cronache figurate
della « Domenica del Corriere»
dopo averlo accolto in via
Solferino, dove lui si era
presentato con una cartella di
disegni sotto braccio. E due anni
dopo sarà ancora il grande
giornalista a presentare la prima
mostra di Guarino: uccelli, gatti,
mostri, draghi, « capricci» che
stanno tra il surrealismo, la satira
e la favola. Poi venne la nuova
mostra di acrilici imperniati su
dendolo con affetto quando la
«robot e draghi» e la serie di
salute non lo rendeva più
fascinosi e misteriosi «Giardini
indipendente. Se n'è andato con
lo stesso passo felpato con cui si elettronici», suggestionati da
era mosso per oltre mezzo secolo fisica, chimica, cibernetica.
Attratto dalla Francia di
al «Corriere della Sera», unico
porto sicuro della sua vita (anche Modigliani e Picasso, Guarino
se sempre rifiutò di farsi Ci piace lasciò il «Corriere» e partì. «Un
clamoroso errore—lo definirà —.
immaginarlo guardare il mondo
da lassù con lo sguardo beffardo Parigi era sotto la cappa di
piombo lasciata dalla guerra in
dei suoi gatti, tratteggiati con il
Algeria». Finì a dormire sulle
pennarello. Ugo ha saputo
panchine. Un amico gli suggerì
dimostrare a tutti noi che si può
allora di partecipare al bando di
vivere senza cattiveria e senza
un'Università del New Jersey.
grettezza. Non si è mai
Mandò un disegno e venne
interessato ai soldi, ne
guadagnava con le sue opere ma accettato. Non aveva soldi per il
viaggio e
li spendeva tutti in tele, acrilici,
cartellette. Scherzava sulla sua «
incoscienza», che sconfinava
riuscì a farsi «reclutare» su una nave
nella presunzione. Una
cargo. New York lo eccitava,
prerogativa dei bambini. Ugo era brulicante di gallerie e vita notturna.
Conobbe Warhol che gli offrì un
un vecchio
Ugo non ha mai avuto senso
pratico, tanto meno del possedere
qualcosa. Dopo il libro con la
copertina verde e il cuore rosso
trafitto da una forchetta arrivò un
altro suo capolavoro, La
Psdcoanafisi, introdotto da
Cesare Musarti, sui complessi di
ciascuno di noi. E ancora un libro
segnò la sua vita: L'istituzione
negata di Franco Basaglia;
l'artista decise che voleva
lavorare al progetto dello
psichiatra deciso a «liberare i
matti» anche perché conosceva
bene quelle pene visto che la sua
adorata mamma Rosa in manicomio c'era stata. Farà un gran
lavoro Ugo con i matti. Quando le
porte dei manicomi si aprirono,
creò una serie di figure tragiche
utilizzando i materiali smantellati
che divennero manifesti sui muri
di Trieste. Opere salvate con la
mostra organizzata l'anno scorso
al Museo Revoltella della città
giuliana L'alfabeto essenziale di
Ugo Guarino grazie all'impegno
di Fondazione Corriere e Comune
di Trieste (a cura di Silvia
Magistrali e Francesca Tramma).
«Una testimonianza di un'epoca
con le sue battaglie per la
libertà», come ha sottolineato la
direttrice del museo Maria Masau
Danna. Ugo non era previdente,
lo hanno sempre salvato gli
amici. Tai Missoni gli diede
appuntamento a un incrocio e
quando lui gli raccontò che era
nei guai per pagare lo studio,
firmò senza battere ciglio un
assegno (e Guarino se n'è
ricordato molti anni dopo quando
volle sdebitarsi regalandogli tre
disegno, ma lui rispose:
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Guarino in una foto di Sergio Benedetti, Officine meccaniche
grandi quadri). A New York
Tebaldi, Monza 1971
quando viveva negli alberghetti
della Bowery, Mauro Lucentini lo
fece prendere all'Ansa, dove
doveva occuparsi di cronaca:
«Ma stavo sempre dalla parte dei
banditi, e alla fine mi hanno
mandato a recensire le mostre»,
sogghignava. Tornò a Milano
spinto dalle ristrettezze e di
nuovo si presentò al «Corriere».
Lo ripresero a illustrare gli
inserti. Con Raffaele Fiengo
collaboré al progetto Università,
quindi diventò l'illustratore della
«Stanza» di Indro Montanelli che
lo invitò a cena e Lui non seppe
rispondere, ma il grande
giornalista intervenne per fargli
avere un aumento. Paolo Lorenzi,
un lettore, scrisse a Indro:
«Quando si deciderà a dedicare
una stanza a quel beffardo,
ineffabile, ironico, mordace,
sinistro chiosatore dei suoi
articoli?». «Ugo Guarino. Io non
so se esiste — rispose Montanelli
— ma ora voglio proprio vedere
come illustrerà se stesso». Ugo
disegnò un gatto che reggeva la
matita con la coda (se stesso) a
distìngue la
fianco di una Lettera 22 su due
Esordio Fu Dino
peluria sui piedi
gambe (Montanelli). ©
Buzzati,
nel
1952,
ad
dei seleniti, 1956;
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Ma che cos'è
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accoglierlo come
illustratore in via
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L'artista • Ugo
Guarino nasce
a Trieste il 27
febbraio 1927.
Inizia a
collaborate al
«Corriere» nel
1952 come
illustratore del
le cronache.
Lavora alla
«Domenica del
Corriere», al
«Corriere dei
Piccoli», agli
inserti Scienze,
Università, poi
a «La stanza»
di Indro
Montanelli e
alle «Lettere»
di Sergio
Romano
t'italianità
minacciata, 1996
per «La stanza».
Sopra:
l'autoritratto con
Montanelli, 1997
• L'ultimo
saluto a Ugo
Guarino si terrà
alle 10 di
domani
all'Istituto dei
Ciechi di
Milano, in via
Vivaio 7 • In
alto, da sinistra:
Un astronomo
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// quotidiano Sud Ouest in crisi ha messo a
disposizione un piano ai talenti del web
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da Parigi GIUSEPPE CORSENTINO Che cosa non si fa per rimettere in sesto i
conti disastrati di un glorioso quotidiano regionale come Sud Ouest, il primo
giornale di Bordeaux e di tutta la Francia atlantica dal Poitou-Charente fino ai
Pirenei, 22 edizioni, 240 mila copie di tiratura e 120 mila abbonati, 867 dipendenti
(e ben 267 giornalisti), ma con un bilancio ht perdita costante da almeno tre anni
nonostante le dimensioni del fatturato: 156 milioni di euro. Il nuovo amministratore
delegato, Olivier Gérolami, chiamato dalla famiglia (gli eredi di Jacques Lemoìne,
un giornalista di talento che nel 1944, nella Francia appena liberata, aveva fondato
Sud Ouest, giornale laico, liberale ed era stato subito un gran successo) per provare
a rimettere a posto i bilanci e salvare di fatto una delle più importanti aziende
francesi editrici di quotidiani, ha deciso di aprire le porte della redazione principale
del giornale, a Bordeaux, a tutte le start-up che avessero almeno un progetto,
un'idea, una qualche intuizione 2.0 per U mercato dell'editoria, ma anche per il
direct marketing, la distribuzione, la pubblicità... insomma per tutto quello che può
avere a che fare con la produzione di contenuti e la gestione di un portafoglio di
centinaia di migliaia di clienti (che poi sono i lettori di Sud Ouest, dei suoi
magazine settimanali, dei suoi allegati, gli abbonati alle sue newsletter e gli utenti
unici, come vengono chiamati i lettori del sito internet). Detto ht altre parole, il
glorioso Sud Ouest, il cui motto, scritto sotto la testata, è «Les facts sont sacrés, le
commentaires sont libres» (che somiglia molto al nostro «I fatti separati dalle
opinioni« dìHaliaOggi), diventa anche un acceleratore di start-up, un laboratorio
dove i giovani talenti del web (2.0 e a seguire) possono sperimentare e mettere a
punto nuove piattaforme informatiche che potrebbero risultare utili anche al
giornale. Naturalmente è tutto «a costo zero» data la situazione non proprio brillante
dei bilanci del quotidiano bordolese: i ragazzi del web dovranno ut qualche modo
autoflnanziarsi, ma già il fatto di avere a disposizione un intero piano del palazzo
del Sud Ouest, di poter interagire con i suoi redattori, con gli uomini del marketing
e della pubblicità, è considerato il vero «acceleratore» ht grado, prima o poi, di
produrre qualcosa di buono anche per il quotidiano e la sua casa editrice. Un
«project d'entreprise» che il pdg Gérolami presenterà all'assemblea dei giornalisti
(che sono anche azionisti del gruppo con una quota che sflora il 20% mentre il resto
è ut mano, come si diceva prima, alla famiglia Lemoine) U 26 maggio prossimo e
che non dovrebbe trovare ostacoli alla sua approvazione. «L'incubatore sarà un
vettore di trasformazione anche per noi» annuncia fiducioso Gérolami. E per
dimostrarlo da il via libera alla nuova grafica, ferma al 2002 quando U giornale
diventò tabloid, del Sud Ouest, più leggera e più «web oriented». @pippocorsentino
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PAOLO RODARIA PAGINA 19 La storia/ II Vaticano L'altra metà dell'Osservatore arriva il giornale delle donne
L'iniziativa. Il segretario di Stato
Parolin presenta il mensile curato
da una redazione di sole studiose
L'Osservatore Romano
con Finserto femminile il
Vaticano volta pagina
sulle donne nella Chiesa
Riunione di redazione a "Donne, Chiesa, mondo".
PAOLO RODAR! CITTÀDEL
VATICANO «SpeSSOre stiamo ancora
all'ultimo banco. E da lì osserviamo la vita
della Chiesa senza che il nostro contributo
venga fino in fondo valorizzato. Eppure
qualcosa sta cambiando. E il fatto che
oggi a presentare il nuovo mensile vi sia il
segretario di Stato
EDITORIA
vaticano Pietro Parolin è un
segno, oltre che bello,
anche benaugurante».
Lucetta Scaraffia,
coordinatrice da quattro
anni di Donne, Chiesa,
mondo, l'inserto femminile
dell' Osservatore Romano
con una redazione tutta al
femminile, spiega così
collegio apostolico senza
Maria».
la novità di oggi: non
solo una nuova veste
grafica per la rivista, ma
anche un potenziamento
di pagine notevole, da
quattro a quaranta, tutte a
colori. Si tratta di un
tentativo unico, nella
storia recente del
Vaticano, di portare le
donne "via
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verso quella piena
valorizzazione che già il
Concilio Vaticano II
aveva auspicato: « Viene
l'ora, l'ora è venuta, in
cui la vocazione della
donna si completa in
pienezza, l'ora in cui la
donna acquista nella
società un'influenza, un
irradiamento, un
potere finora mai raggiunto»,
scrisse Paolo VI chiudendo il
Concilio in un messaggio rivolto
proprio alle donne. Dall'ultimo
banco è anche il titolo di un libro
di Scaraffia in uscita per Marsilio
nel quale la storica italiana parla
della sua presenza al recente
Sinodo dei vescovi: «Dalle ultime
file - dice - ho potuto ascoltare e
anche dire la mia, seppure io
ritenga che la Chiesa possa fare
molto di più per considerare e
valorizzare noi donne». In ogni
caso, in un momento in cui in
Italia chiudono molte delle più
prestigiose riviste cattoliche, è
una notizia il fatto che il Vaticano
si impegni in un progetto simile.
Non è tanto un questione di ruoli,
e cioè di maggiori quote rosa
all'interno della Curia, quanto di
profezia: «La Chiesa - ha detto
Francesco - ha bisogno anche del
punto di vista delle donne
affinchè lo Spirito possa creare.
Una Chiesa senza le donne,
infatti, è come il L'aveva capito
bene, prima di Francesco,
Benedetto XVI. Fu con lui che
l'Osservatore aprì l'inserto
femminile, dopo che
Nel nuovo mensile, ai consueti
approfondimenti sulle principali
questioni legate al ruolo delle
donne nella Chiesa, si
aggiungono due rubriche, curate
dalle sorelle del monastero di
Bose: una sull'arte declinata con
la sensibilità e l'espressività
femminile e una sulla Bibbia. Il
rinnovamento, dunque, non è
soltanto di forma, ma an
che di sostanza, per rispondere al
bisogno sempre più sentito di
IL PROGETTO "Donne, Chiesa,
tante donne, non solo cattoliche,
mondo" esce con un numero dedicato
di condividere, riflettere e far
al tema della Visitazione Una
ascoltare la propria voce. «Donne
pubblicazione di quaranta pagine su
che portano alla luce, alla
temi religiosi, ma non soltanto
conoscenza del mondo, ciò che
altre donne hanno da dire o che
nel passato hanno detto e scritto,
che fanno o hanno fatto», ha
scritto ancora Scaraffia
nell'editoriale del nuovo numero
in uscita. La redazione del
già nel 2007, nella lettera a Gian mensile è tutta femminile,
Maria Vian in occasione della sua interreligiosa e internazionale:
nomina a direttore, Papa
oltre a Scaraffia, vi sono Giulia
Ratzinger ricordò come nel Dna
Galeotti, Catherine Aubin, Anna
del quotidiano vi sia «la
Foa, Rita Mboshu Kongo e
comunione di tutte le Chiese
Silvina Perez. Tra le altre firme,
locali e il loro radicamento nelle fra donne e uomini, cattolici e
diverse situazioni, in un contesto laici, vi sono quelle di Sylvie
di sincera amicizia verso le donne Barnay, Enzo
e gli uomini del nostro tempo».
Bianchi, Daria Bignardi, Sara
Butler, Oddone Camerana,
Liliana Cavani, Cristiana Dobner,
Isabella Ducrot,
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Paul-Andre Durocher, Maurizio
Gronchi, Barbara Hallensleben,
Melania Mazzucco, Luisa Muraro,
ElisabettaRasy, GianPaolo Salvini,
PierAngelo Sequeri, Mariapia
Veladiano e Maria Voce.
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L'INTERVISTA 2 / A FOA "II mio punto di vista critico ma
sempre ben accetto"
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CITTA DEL VATICANO. «Senza generalizzare, ovviamente,
credo si possa dire che alle donne, non soltanto nella Chiesa
cattolica ma anche in parte del mondo ebraico, accade come ai
ciclisti della città di Roma: non vengono visti. Non è che vi sia
nei loro confronti un rifiuto, questo no. Semplicemente, a volte,
c'è come un disinteresse. Per questo motivo l'iniziativa del nuovo
mensile femminile dell' Osservatore Romano è importante,
perché può aiutare a cambiare questo stato di cose». Anna Foa,
storica, scrittrice, intellettuale di religione ebraica da sempre
impegnata sul fronte della memoria, è nella redazione di "Donne,
Chiesa, mondo". Come è nata questa collaborazione «Da tempo
mi chiedevano di collaborare alla rivista, con articoli e contributi
su più terni. E ora anche di far parte della redazione dove si
respira un bel clima, pur a volte in una disparità di vedute». Le
sue posizioni sono valorizzate «Sempre. Non sono mai stata
censurata in nulla. Né ho mai visto alcun tipo di chiusura. È un
lavoro di arricchimento reciproco. Il tema delle donne è il grande
tema che divide, ad esempio parte del mondo islamico dai nonislamici. Ed è buona cosa che cattolici ed ebrei inizino a proporre
un lavoro di approfondimento comune». Quali temi principali
avete approfondito in questi anni «Abbiamo avuto molte
discussioni, poi confluite in pagina, sul tema della filosofia delle
donne, sulle donne pensatrici che hanno fatto grande la nostra
civiltà. Abbiamo dedicato un lungo approfondimento alle donne
dottore della Chiesa. Studi utili per tutti, soprattutto per
comprendere quanto le donne possano dare alla Chiesa e anche ai
non credenti».(p.r.) STORICA Anna Foa, storica dell'età
moderna, di religione ebraica
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L'INTERVISTA 1 / LUISA "Se finalmente siamo qui è per
merito di Francesco"
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CITTÀ DEL VATICANO «L'ha detto Francesco: è l'ora dei laici.
Quindi, dico io, delle donne. Le donne sono tutte laiche, per loro non
c'è il sacramento dell'ordine. Ma nella Chiesa possono fare tante cose,
ad esempio le direttrici spirituali, perché il genio femminile di cui
parlava Wojtyla venga valorizzato». Luisa Muraro, scrittrice, filosofa,
militante delle battaglie per le donne, femminista fino in fondo
—«appartengo alla libertà femminile — dice —, alle altre donne»,
autrice per La Scuola di "L'anima del corpo. Contro l'utero in affitto",
cosa ci fa nell'inserto dell'Osservatore «Tutto nasce da una grande
amicizia, quella con Romana Guarnieri, storica studiosa di mistica
medievale. Guarnieri non amava il femminismo perché non lo
conosceva fino in fondo. Poi, secondo quanto disse un giorno alla
Lateranense la Scaraffia, io la portai a capirne l'importanza.
Frequentando la Guarnieri conobbi la Scaraffia». Quale U suo
contributo alla rivista? «Da laica desidero che non perdiamo la
tradizione cristiana medievale e tardo antica dei padri e delle madri
della Chiesa e la cultura religiosa, perché la modernità da certi punti
di vista è in un momento di grande impoverimento. Nella filosofia
femminile del XX secolo abbiamo Simone Weil che non ha mai
seguito l'onda laica più radicale. Così cerco di fare io». Che
contributo sta dando Francesco a una maggiore valorizzazione della
donna nella Chiesa «Ritengo il suo un grande contributo. Non ha una
visione strettamente dogmatica del messaggio cristiano, nel senso che
non ripropone semplicemente i dogmi, ma cerca di trasmettere
anzitutto lo spirito del cristianesimo. Beninteso, non è un Papa
fernrninista, ma del resto non è quello di cui c'è bisogno. È un Papa
cristiano attento però alle donne». (p.rJ FILOSOFA Luisa Muraro,
femminista, schierata contro l'utero in affitto
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Vittorio Parazzoli
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Editorìa MATE sceglie la concessionaria: pronta all'azione FMA - First Media Adv Successo per
il primo numero della testata che parla di matematica, edita da Centauria e diretta da Luciano
Regolo, che ha già venduto ben 40 mila copie in una sola settimana MATE, il primo mensile di
mate matica che ha fatto il suo mgres so sul mercato lo scorso 20 apri le, ha raggiunto in una sola
settimana le40 mila copie II risultato e stato accolto con entusiasmo dall'editore e dai collaborate n
della rivista, soddisfatti del successo di una sfida non facile divulgare la materna tica a un
pubblico vasto e non soltanto ad appassionati, affrontando argomenti che abbracciano ogni aspetto
della vita e cercando di sfatare i numerosi pregiu dizi legati a questa materia, che l'hanno resa
inutilmente paurosa e oscura ai più nel corso del tempo MATE, diretto da Euciano Regolo ed
edito dalla casa editrice Centauria, m ogni nuovo numero propone almeno un'intervista a esperti di
matene scientifiche, oltre a dossier, studi, approfondimenti, spiegazioni dei teo remi più applicati
nella quotidianità, analisi dei lega mi tra i temi di attualità legati alla matematica e, per finire, una
ricca sezione di giochi Dalle stone della matematica alle nuove frontiere scientifiche, dall'ar te ai
problemi di attualità, attraverso libri e film m uscita fino ai giochi, i maggiori esperti della mate
ria guidano i lettori di MATE m un itinerario ogni vol ta nuovo e ricco di sorprese MATE, 100
pagine di fo hazione, e disponibile m versione cartacea e digitale per tablet e mobile dedizione
cartacea e acquista bile a un prezzo d'offerta fino a giugno di 1,90 euro e, a seguire, di 3,90 Ea
concessionaria di pubblicita che seguirà la rivista e la FMA First Media Adv
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/ dati Fcp sugli investimenti in comunicazione da gennaio a marzo
Stampa, raccolta a -4,4% Quotidiani -4,6%, mensili -4%, settimanali
-1,8%
DI MARCO LIVI Cala la raccolta
pubblicitaria sulla carta stampata.
Secondo il dati dell'Osservatorio
stampa Fcp relativi al periodo
gennaio-marzo 2016 gli
investimenti in comunicazione del
mezzo stampa in generale hanno
raggiunto infatti quota 238,5
milioni, in diminuzione del 4,4%
rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente. In
particolare, i quotidiani nel loro
complesso hanno evidenziato un
andamento negativo a fatturato
del 4,6% (pari a 156,4 milioni di
euro) e positivo a spazio dello
0,8%. Per quanto riguarda le
singole tipologie, la Commerciale
nazionale ha segnato un -1,6% a
fatturato e un +11,7% a spazio, la
Commerciale locale un -3,3% a
fatturato e un -0,9% a spazio. La
tipologia Di Servizio ha ottenuto
un -7,4% a fatturato e un +5,3% a
spazio, mentre la Rubricata ha
visto una flessione del 14,0% a
fatturato e del 19,0% a spazio. I
periodici hanno registrato un calo
a fatturato del 3,9% (pari a 82,1
milioni di euro) e un aumento del
4,0% a spazio. I settimanali hanno
ottenuto un andamento negativo
dell'1,8% a fatturato (fermo a 44,2
milioni di euro) e positivo del
10,4% a spazio. I mensili hanno
percentuali negative del 4,3% a
fatturato (a quota 33,8 milioni di
euro), mentre salgono dello 0,6%
a spazio. Le altre periodicità
hanno ottenuto un -20,3% a
fatturato e un -19,9% a spazio.
———© Riproduzione riservata
——U
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ï^::"" Così la spesa nei primi tre mesi dell'anno 1
QUOTIDIAN/ Commerciale nazionale Di servizio
Rubricata Commerciale locale Totale PERIODICI
Settimanali: Tabellare Speciale Totale Settimanali
Mensili: Tabellare Speciale Totale Mensili Altre
periodicità: Tabellare Speciale Totale Altre periodicità
Periodici: Tabellare Speciale Totale Periodici 2015
15.655 4.894 3.479 70.077 94.105 2015 9.846 N/A
9.846 6.916 N/A 6.916 1.652 N/A 1.652 18.414 N/A
18.414 Spazi 2016 17.489 5.152 2.818 69.413 94.872
Spazi 2016 10.871 N/A 10.871 6.959 N/A 6.959 1.324
N/A 1.324 19.154 N/A 19.154 Fatturato netto i (In
migliala dì euro) I Diff. % 11,7% 5,3% -19,0% -0,9%
0,8% 2015 65.504 33.029 17.102 48.224 163.859 2016
64.443 30.576 14.704 46.633 156.356 Diff. % -1,6%
-7,4% -14,0% -3,3% 4,6% Fatturato netto I (In migliala
di euro) I Diff. % 10,4% N/A 10,4% 0,6% N/A 0,6%
-19,9% N/A -19,9% 4,0% N/A 4,0% Fatturato Totale
(Quotidiani e Periodici) 2015 41.899 3.159 45.058
31.174 4.177 35.351 4.821 244 5.065 77.894 7.580
85.474 2016 41.001 3.230 44.231 30.417 3.428 33.845
3.742 296 4.038 75.160 6.954 82.114 249.333 238.470
Diff. % -2,1% 2,3% -1,8% -2,4% -17,9% 4,3% -22,4%
21,6% -20,3% -3,5% -8,2% -3,9% -4,4% 1 Fonte.
Osservatorio Stampa FCP
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Fedez fa scoppiare la guerra dei diritti d'autore Dopo l'annuncio del rapper
("Lascio la Siae") la musica si divide sul destino di uno storico monopolio
Ghie Qui sotto, il rapper Fedez (Federico Leonardo
Lucia), 26 anni, è il primo nome noto che abbandona la
Siae 462 milioni di euro Èia afra totale dei compensi
distribuiti dalla Siae hi un anno ai suoi 80 miia iscritti
per i 45 milioni di opere die tutela miliardi di euro È il
valore dell'industria del diritto d'autore in Europa: nel
A qualche giorno dall'annuncio, 2014 il Consiglio d'Europa ka approvato una direttiva
l'addio di Fedez alla Siae
presenta ancora diversi aspetti da per favorire la concorrenza
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il
caso
•RUMO
il
caso
RUFFILLI
•RUMO
•RUMO
RUFFILLI
RUFFILLI
chiarire. Appurato intanto che i
diritti d'autore del rapper saranno
raccolti da Soundreef soltanto a
partire dal 2017, cosa sarà dei
suoi dischi già in commercio E
poi, come sottolinea Enzo
Mazza, presidente della
Federazione Industria Musicale
Italiana, «ci sono i diritti relativi
alla registrazione discografica,
cioè all'incisione su supporto
dell'opera musicale, che sono
da corrispondere al produttore
della registrazione e all'artista
che ha prestato la propria
interpretazione all'incisione».
Quelli di Fedez, come di quasi
tutti gli artisti italiani, sono
gestiti da Scf, che fa capo alla
Fimi. «Noi - prosegue Mazza siamo aperti alle alternative, ma
il problema è più ampio: il
mercato si evolve, le case
discografiche firmano contratti a
Los Angeles, rischiamo di
rimanere ai margini del
cambiamento». Intanto l'Italia
resta in attesa di recepire la
direttiva 2014/267 UE del
Parlamento Europeo e del
Consiglio del 26 febbraio 2014
sulla gestione dei diritti d'autore
e dei diritti connessi e sulla
concessione di licenze
multiterritoriali per i diritti su
opere musicali. La normativa è
entrata in vigore due anni fa e
avrebbe dovuto essere adottata
da tutti gli Stati membri entro il
10 aprile 2016. Da noi il dibattito
è aperto, con il ministro
Franceschini che di recente ha
dichiarato: «Credo che il
problema non sia quello di
dividere, ma bisogna anzi
rafforzare le istituzioni: c'è
bisogno di un livello europeo per
la tutela dei diritti d'autore.
Quindi non credo che la strada
giusta sia smontare la Siae, ma
riformarla profondamente».
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Davide D'Atri (Soundreef) "In
Italia legge obsoleta Noi
veloci e tecnologici"
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STEFANO RIZZATO LONDRA
è che molti degli incassi da
diritto d'autore vengono fatti
confluire in una cassa comune e
poi ripartiti in modo forfettario.
Così è per il 75 per cento dei
piccoli concerti. Noi non
abbiamo regole di questo tipo e
paghiamo al cento per cento tutto
quello che viene suonato.
Rendicontando dopo sette giorni
e saldando entro 90 giorni». E
diritti sulla propria musica. E
Soundreef garantisce anche
forse sarà un momento storico, tracciabilità: gli artisti possono
la crepa definitiva nel
vedere online quando e come la
monopolio targato Siae su tutti loro musica viene utilizzata.
i proventi legati alla musica
Osserva D'Atri: «È un mondo
suonata in giro per l'Italia. Un che è molto tecnologico, anche
mercato che cresce L'esclusiva se gli ex monopolisti lo
Siae va avanti dal 1941, grazie gestiscono in modo tutto
tradizionale. Loro per le royalty
a una legge nazio
legate alla musica che va in tv si
nale obsoleta. Così obsoleta che affidano ancora ai borderò,
spesso persino compilati a penna.
nel febbraio 2014 è stata
sconfessata da una direttiva Ue. Ma ormai ci sono metodi
tecnologici - simili a Shazam ma
«La cosa più incredibile professionali - per analizzare
prosegue D'Atri - è che ormai è
chiaro che non si può ostacolare tutti i canali televisivi e
radiofonici in automatico, e
chi dall'estero vuole offrire
avere in 24 ore l'elenco della
questo tipo di servizio. Ma
ancora viene impedito di farlo ad musica suonata e dei diritti da
aziende italiane, consegnando il calcolare».
mercato alla concorrenza
straniera». Ecco spiegato perché
Soundreef ha preso casa fuori dai
nostri confim. E oggi oltre a
Fedez si gode un parco di circa
20 mila tra artisti e band del
mondo, mille italiani. C'è spazio
per crescere ancora, dice D'Atri:
«In questi anni, mentre tutti gli
indicatori sulla musica
scendevano, il mercato delle
royalty è salito molto. In Italia
vale oggi circa 700-800 milioni
di euro. Noi vogliamo ampliare il
nostro catalogo, ma anche
continuare a tutelare quella fascia
media di artisti che è molto
penalizzata dal sistema attuale».
Per spiegare questo punto tocca
entrare un po' nel tecnico. «Il
problema - chiarisce D'Atri -
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T T n passo importanyy I te. Se
seguono al^^- \^J tri artisti, un
passo anche decisivo». Così
Davide D'Atri, 37 anni, uno dei
due fondatori di Soundreef,
commenta la svolta di Fedez,
che ha scelto di affidarsi alla
sua startup - italiana ma con
sede a Londra - per la gestione
dei
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Gaetano Blandini (Siae)
"Perché vuole andarsene? Ora
guadagna il doppio"
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Gaetano Blandini, lei è il direttore
generale della Siae. Fedez va via
davvero «Pare di sì, ma non abbiamo
avuto ancora comunicazione
ufficiale. Colpa delle Poste, forse».
Le dispiace «Sinceramente sì, perché
sono un suo fan, ma non ho capito
perché lo fa. Nell'ultimo anno i suoi
incassi come autore sono aumentati
del 200%, quelli della sua società
Zedef del 2000%». Si è fatto delle
idee? «Sì, ma le tengo per me, sono
responsabile anche di altri 80 mila
associati».
Fedez ha parlato di innovazione.
«Ma se abbiamo il borderò
elettronico da sei mesi ormai...».
E la meritocrazia? Le assunzioni
clientelati «Storie vecchie di
anni, prima che arrivassi io. n
costo del personale nel 2010 era
di 95 milioni di euro, ora è sceso
di 7 milioni, tutte le indennità
sono eliminate, siamo
trasparenti. Avevamo 1363
dipendenti, sono 1239, senza fare
stragi sociali. Due o tre sono stati
licenziati per giusta causa,
abbiamo stabilizzato 44 giovani
e abbiamo 20 tirocini. Usando i
contenuti da noi tutelati, Google
fattura
Qual è la provvigione della
Siae? «Per la musica, la parte
più Molti soci guadagnano
meno di quello che pagano per
la quota di iscrizione. Come
risponde? «I ricavi sono in base
agli ascolti, se le canzoni non le
ascolta nessuno, quello è il
risultato». «Abbiamo 127
autori associati per la lirica: da
soli sarebbero morti di fame,
stare nella stessa società che
controlla la musica leggera
permette di tutelare anche loro.
Raccogliere un euro di diritti
dalla lirica costa 7 euro». Come
mai? «I controlli si pagano». [B
RUF]
miliardi e in Italia fa lavorare
soltanto 30 persone». E il
patrimonio immobiliare?
«Sappiamo gestirlo: di recente
abbiamo comprato la casa di
Verdi a Busseto e la stiamo
Siete stati anche sponsor del
Concertane del Primo maggio.
«Abbiamo bilanci così virtuosi
che riusciamo a sostenere molte
iniziative culturali, n Primo
maggio è la festa dei lavoratori,
anche quelli della musica. Ma
abbiamo di recente aperto
quattro audioteche nelle
carceri, sosteniamo gli ospedali
pediatrici, aiutiamo
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03/05/2016
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Pedullà Gaetano
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Rap stonato ECCO
COSA C'È DIETRO LA
BATTAGLIA DI
FEDEZ SUI DIRITTI
D'AUTORE
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di GAETANO PEDULLÀ Con incassi Siae saliti di oltre il 2.000%
nell'ultimo anno Fedez ha dato un colpo al monopolio pubblico che
sostiene migliaia di musicisti minori. Un bel assist all'ingresso di
privati dietro i quali si muove una rete di Fondi finanziari.
A Fedez 2.000% in più sui
dìrìnì d'amore Facile sparare
alla Siae Dietro lo scontro sul
monopolio Migliala di
musicisti rischiano tutto
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Martedì
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Oltre agli incassi a proprio
nome il rapper milanese
percepisce pure i compensi
dell'etichetta Zedef Zero
solidarietà
di GAETANO PEDULLÀ ^^^ a stampa
chiamata da un artista Icome Fedez per
annunciare la I fuga dalla Siae non poteva
non I «attirare una grande attenzione
^^^^^•mediatica. Gli ingredienti c'erano tutti:
il personaggio musicale di rottura, un
monopolio mal digerito come quello dei
diritti d'autore e soprattutto la Siae, un ente
da molti sentito come un carrozzone
pubblico. Un grido di libertà che per una
strana coincidenza
arriva propno mentre il Parlamento è alle
battute
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decisive sul recepimento della direttiva
europea Barnier con cui si sancisce
l'apertura del mercato dei diritti d'autore.
Sul tappeto ci sono tanti soldi, ma
soprattutto la sopravvivenza di migliaia di
artisti, a partire da quei generi musicali
come la lirica, dove raccogliere i diritti
costa più di quanto si incassa. Per questo
la battaglia, anche politica, ha visto un
inatteso ripensamento del ministro della
Cultura, Dario Franceschini, partito a
passo di carica contro il monopolio della
Siae e poi tornato sui suoi passi. Con
qualche ragione, visto che molti Paesi
guardano con invidia l'Italia e la rete con
cui si proteggono non solo le star dagli
incassi milionari, ma migliaia di
compositori e musicisti. Un dettaglio di
cui Fedez non ha minimamente parlato
nel suo scenografico addio alla Siae per
passare a una società di gestione del
diritto d'autore britannica, la Soudreef. Il
motivo è che il rapper amatissimo sulla
rete internet guadagna ormai così tanto da
poter disdegnare persino il piatto in cui ha
mangiato. E abbondantemente. La Notizia
è andata a vedere (perché una gestione
pubblica ha perlomeno questo vantaggio
su una privata) e ha constatato che Fedez
nel primo semestre 2015 ha visto un
incremento dei suoi diritti d'autore del
210,10% a fronte di un dato complessivo
di +5,45%
compresi gli altri autori che hanno scritto
i testi e le musiche col rapper milanese.
Autori che al momento risultano ancora
iscritti Siae e dunque destinati a non
prendere più un soldo dopo il passaggio
dell'etichetta alla privata Soundreef. E
qui si arriva alla battaglia vera tra
modello pubblico e privato. Modelli dove
Fedez e i grandi fenomeni di mercato
comunque sia cascano in piedi, mentre
per tutti gli altri piccoli autori la
differenza è tra percepire o non percepire
quel poco o molto che deriva dai loro
diritti. COLPI BASSI Intervenendo alle
Commissioni riunite di Cultura e
Politiche Ue della Camera, Franceschini
ha spiegato che le critiche alla Siae non
sono un buon motivo per cambiare il
sistema, ma per riformarlo. Ma non la
pensano affatto così i Cinque Stelle (di
cui Fedez è sostenitore), convintissimi ad
aprire il mercato dei diritti d'autore. E in
questa battaglia non si fa esclusione di
colpi, come appena capitato con alcuni
dati pubblicati dall'Espresso per
dimostrare un conflitto d'interessi al
vertice della Siae. Secondo il settimanale
il presidente della società degli editori e
autori Filippo Sugar ha incassato il 50%
di diritti in più da quando è subentrato a
Gino Paoli. Ma in realtà nel primo
semestre 2015 il gruppo Sugar ha
incassato un deludente +0,8% (a fronte
della media degli autori del 5,45%). Dato
salito al +2,64% se si considerano le
competenze di tutto il 2014. Distanze
siderali da Fedez.
per tutti gli autori ed editori iscritti alla
Siae. Ma non finisce qui. Fedez infatti
incassa anche con la sua etichetta, che
riporta il nome al contrario (Zedef), dove
sempre nel primo semestre 2015 risulta
un erogato pari al 2.482,7% in più
rispetto al periodo omologo dell'anno
precedente. E anche andando a vedere il
dato pagato per cassa nel 2015
(competenze primo e secondo trimestre
2014) i diritti percepiti da Fedez hanno
registrato un +52,53%, mentre quelli
della Zedef +2.087,1%. Ovviamente
nell'etichetta sono
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Pierluigi Magnaschi
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CHESSIDICE
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l'accordo con Banzai slitta
di qualche giorno ma
nessun problema, Slitta di
qualche giorno la
definizione dell'accordo con
Banzai per rilevare la
divisione media da parte di
Mondadori. Lo ha spiegato
ieri l'a.d. Ernesto Mauri, a
margine della cerimonia,
per i 150 anni del Sole 24
Ore. «Nessun problema,
non c'è niente di particolare,
sono solo fatti tecnici, è
tutto a posto, gli avvocati
stanno lavorando», ha
dichiarato, «si tratta solo di
aspettare qualche giorno».
H 30 aprile scadeva
l'esclusiva negoziale tra le
due società. Tv locali, via ai
bandi del Mise. E ministero
dello sviluppo economico
ha emanato i bandiper le
graduatorie sia degli
operatori di rete locale
relativamente alle nuove
frequenze coordinate
attribuite all'Italia, cioè non
interferenti con i paesi
confinanti, sia dei fornitori
di servizi media audiovisivi
che potranno essere
trasportati sui multiplex, a
partire dalle Regioni
oggetto della cosiddetta
«rottamazione delle
frequenze». Le domande di
partecipazione al ministero
dello sviluppo economico
potranno essere presentate
dal 9 maggio al 10 giugno
2016.
TuaGazzettaportaitiedicola
Juve 5 - Leggenda La
Gazzetta dello Sport lancia
Juve 5 - Leggenda, libro che
celebra il quinto scudetto
consecutivo dei bianconeri,
ripercorrendo la stagione,
ancora in corso, entrata
nella storia della Juventus.
Il volume di 168 pagine è in
edicola con La Gazzetta
dello Sport da oggi al
prezzo di 9,99 euro oltre il
costo del quotidiano.
Universal Music sceglie la
Triennale di Milano.
Universal Music, divisione
musicale del gruppo
Vivendi, ha scelto il Design
Caffè in Triennale e il
Teatro dei Burattini della
Triennale di Milano (viale
Alemagna 6) come location
per gli showcase
promozionali di tutti i suoi
artisti che passeranno in
Italia in occasione di tour o
nuovi dischi. Si è iniziato
ieri 2 maggio, con lo
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spettacolo, gratuito, di Jaselli
che ha presentato dal vivo il
suo nuovo disco Monster
Moon e il tour al via il 12
maggio a Torino. Il disco
segna il debutto di Jaselli per
Universal Music Italia. Come
detto, lo showcase di Jaselli è
solo il primo di una serie di
spettacoli live gratuiti che
verranno organizzati da
Universal con molti big al
Design Caffè in Triennale, di
qui fino al prossimo ottobre.
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03/05/2016
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Maurizio Molinari
215.250
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Iad: accordo in dirittura d'arrivo Mondadori alla
stretta finale per Banzai •• Sono in corso di
definizione gli ultimi dettagli per l'acquisto dei
siti «media» di Banzai da parte di Mondadori:
l'annuncio è atteso nel giro di pochi giorni con
un prezzo che, secondo leattese degli analisti,
sarebbe compreso tra i 40 e i 45 milioni. La
chiusura dell'operazione «slitta di qualche
giorno ma non c'è niente di particolare. È tutto a
posto» assicura l'ad di Mondadori, Ernesto
Mauri. I siti che passeranno dal gruppo fondato
da Paolo Ainio a Segrate sono «Giallo
Zafferano», «Pianeta Donna», «Pianeta
Mamma» e «Studenti.it».
EDITORIA
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Martedì
03/05/2016
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Mario Calabresi
327.329
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LE NOMINE Rai, Fiorespino lascia il Personale
Melchionna direttore ad interim AIDOFONTANAROSA
ROMA Antonio Melchionna è il nuovo Direttore delle
Risorse umane della Rai, sia pure in via provvisoria. Il
manager pugliese - ex Palmolive, Unilever ed H3g - era
gia alla televisione di Stato nel ruolo di vice direttore
delle Risorse umane. Ora sale l'ultimo gradino, ma
ricoprirà quest'incarico soltanto ad interim. Nei prossimi
giorni Tad della Rai Campo Dall'Orto sceglierà il nuovo
Direttore delle Risorse Umane, il nuovo capo del
Personale, tra i manager esterni suggeriti da una società di
"cacciatori di teste". A lasciare la Direzione delle Risorse
Umane di Viale Mazzini è Valerio Fiorespino funzionario molto esperto - che viene parcheggiato in un
ruolo indefinito. Lavorerà alle "dirette dipendenze"
dell'amministratore delegato Campo Dall'Orto, come
figura di "supporto ai progetti speciali".
gfllPROOUZIONE RISERVATA
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Martedì
03/05/2016
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Maurizio Belpietro
70.539
Arrestati 40 pusher Anche la Gabanelli fa più ascolti In prime
time la kermesse non ha superato il 5%. Polemiche dei big
contro l'organizzazione
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;;; FRANCESCA D'ANGELO
••• D concertane del Primo maggio è
come Miss Italia: nessuno lo guarda più,
pochi ne afferrano ancora il senso e
l'unica certezza che rimane sono le
polemiche del giorno dopo. Non certo,
però, ad opera dei sindacati o di qualche
loro adepto studentello. Domenica nella
piazza di San Giovanni i cori e gli slogan
erano infatti praticamente assenti. Stessa
antifona sul palco, dove non è successo
nulla in grado di turbare i sonni del
governo: nessuna proclamazione astnisa
da parte del cantante radicai di turno. A
tener banco è stata invece una polemica
squisitamente musicale, che vede
protagonisti i Marlene Kuntz. Per capire
quanto è accaduto occorre però fare una
premessa: la band piemontese, insieme
agli Skunk Anansie e a un altro paio di
nomi al massimo, era di fatto uno dei
pochi gruppi musicali presenti sul palco a
vantare un'ampia fama nazionale.
L'organizzazione doveva quindi stendere
loro un tappeto rosso. Invece lo staff è
riuscito nell'ardua
prime time l'evento ha fatto praticamente
come l'anno precedente, ossia 1 milione
di spettatori e il 5% (nel 2015 erano 934
mila e il 4,2%). Milena Gabanelli, con
Report, ha più seguito. Non sono
mancate inoltre le critiche in presa
diretta, su Twitter (#concertol maggio):
c'è chi si chiedeva chi fosse questa
Mariolina Simone, chi si interrogava sul
senso della manifestazione, prossima a
diventare una "sagra". E in fondo se lo
sono chiesto anche gli stessi artisti: «II
pubblico più politicizzato forse si è
spostato a Taranto ma è giusto così, qui
la gente viene per fare festa», prova a
spiegare Fabrizio Moro. L'ex Avion
Travel Fausto Mesolella incalza: «
Sinceramente di Bella ciao non se ne può
più, abbiamo già dato, è una storia anche
musicale che ci possiamo lasciare alle
spalle». Superlavoro invece per i
carabinieri che hanno arrestato 40
pucher.
impresa di sabotarli: dopo le prime due
canzoni della band, ossia «Sulla strada
dei ricordi» e «D genio», il comico
Max Paiella è spuntato sul palco come
un fungo, prendendo la parola. Dal
canto loro i due conduttori, Luca
Barbarossa e Mariolina Simone, si
sono guardati bene dal richiamare agli
ordini Paiella e hanno iniziato a dargli
corda, parlando dal palco secondario.
Morale: i Marlene Kuntz se ne sono
andati e la loro terza canzone in
scaletta è saltata. La band non l'ha però
presa bene: su Facebook ha postato una
foto di quattro diti medi alzati,
corredata da un eloquente post. «Per un
pasticcio di qualche tipo è stata tagliata
"Nuotando nell'aria". Evitiamo di voler
capire quale tipo di pasticcio è stato:
ma a volte in Italia se fai rock in un
certo modo sei veramente un marziano.
Che Paese...». Poi in seguito la band ha
aggiunto: «Siamo scesi molto incazzati
dal palco, al termine della nostra
esibizione. È una distrazione che non ci
meritiamo, abbiamo dieci dischi alle
spalle, e di sicuro a Skin e
agli Skunk Anansie non sarebbe
successo». A "punire" però il
Concertane ci hanno pensato i risicati
dati di ascolto: in
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03/05/2016
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Roberto Napoletano
145.182
Impianti. Norme
Guida Cei per la Tv
a banda larga
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Silvia Bern v < In condominio il
problema dell'accesso
all'informazione televisiva è uno
dei crucci dell'amministratore. Per
dare una risposta ai numerosi
dubbi il Cei (Comitato
elettrotecnico italiano) ha
realizzato un volume intitolato
«Televisione, Radio, Multimedia
su reti Ip a banda larga e
ultralarga». Il documento (in
vendita a 25 euro+ Iva anche
online su www. ceinorme.it) viene
dal Comitato Tecnico 319 del Cei,
competente su trasmissione,
diffusione e pubblicazione di
segnali televisivi e radiofonici e di
contenuti multimediali su reti Ip.
La guida è suddivisa in tre parti.
La prima, più semplice e
discorsiva, è rivolta a tutti gli
utenti, non necessariamente
esperti di tecnologie, ma attenti
alla qualità tecnica del prodotto.
Comprende un capitolo dedicato
alle risposte alle domande più
frequenti degli utenti e il glossario
«Le parole dell'innovazione» con
tutte le definizioni per orientarsi
nelle nuove tecnologie. Nella
seconda parte, dedicata ai
professionisti e agli utenti
tecnologicamente più curiosi,
vengono approfonditi i temi
introdotti dalla prima sezione,
presentando anche le principali
tecnologie che impiegano il
protocollo Ip
perlatrasmissionesuretibroadcast e
broadband. Infine, la terza parte
include alcune pratiche schede
staccabili da utilizzare per
l'affidamento e l'esecuzione dei
lavori di realizzazione o per
l'aggiornamento dell'impianto di
distribuzione domestica,
immediatamente applicabili ai casi
concreti. I fac-simile dei contratti
sono stati approvati dalle
principaliassociazioni dicategoria:
Anaci, Confartigianato e Cna.
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Mario Calabresi
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W NOTTE DEI GUFI DIARIO DI UN VECCHIO ANALISTA DI BORSA er un Brennero che chiude, in dilezione
opposta si apre un portone. Che sia Telecom, Mediaset o Generali, la Francia entra a cravatta tesa nei forzieri
domestici malgrado consorterie e Calatene varie e cartonate provino con sprezzo del ridicolo a sbandierarne
l'indipendenza. Infiocchettano di illuminata strategia lungimirante squallide speculazioni clandestine che presto
verranno riciclate per il fondo di un elegante bicchiere mezzo pieno di spremuta di Orange da rivendere glassato di
affare imperdibile a qualche arabo in cerca della sua bandierina da piantare nella bassa Europa (al nord sarà colonia di
Netflix). L'acquisto di un bidone come Premium è un mistero a metà. L'altra è nascosta nell'analoga voragine di Canal
Plus e nel masochisti«» perseverare del bretone a sprecarsi sulle voraci pay tv divora bilanci anche oltre confine. Che
savoir-faire e savoir-scatole cinesi però. E con il buon gusto tutto francese di presentare e illuderci, per il tempo che si
esprima il periato elegante di bollicine Bollorate, con la raffinata guarnizione della foglia di fico di un presidente
italiano - chiamato più come giardiniere mani di forbice e potatore d'assalto e travaso. La vittoria di Mediobanca,
Generali e Banca Intesa è adesso soprattutto di Pirro. Se Pirlo magari sarà, lo scopriremo solo Vivendi. >
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Sfide II Baby boomer Tim Cook e il Millennial Mark
Zuckerberg Gruppi Una galassia che fattura 5 miliardi
Apple vs Facebook Non solo profitti Dagli store alla
realtà aumentata: la rivalità sta crescendo
Lotta tra giganti La Mela resta una formidabile macchina da soldi, ma ha perso il
tocco magico: per gli investitori il futuro sta nel social Apple Vs Facebook
Un Millennial contro un Baby boomer: il
trentunenne Mark Zuckerberg contro il
cinquantacinquenne Tim Cook. O anche
Davide contro Golia, visto che Facebook
— il social network fondato dal primo —
per fatturato e profitti vale esattamente un
decimo di Apple, l'azienda guidata dal
secondo. Ma a Wall Street la sfida la vince
il ragazzo con la felpa e il cappuccio: dal
suo debutto in Borsa avvenuto quattro anni
fa (il 18 maggio a 38 dollari per azione) le
sue quotazioni sono più che triplicate,
mentre quelle della casa produttrice
dell'iPhone sono salite solo del 22% e in
dodici mesi hanno perso quasi un quarto
del loro valore. Gli investitori pensano che
Facebook sia «il futuro», mentre non
vedono più Apple come un'azienda ad alto
tasso di crescita. I bilanci dell'ultimo
trimestre, pubblicati la settimana scorsa,
danno loro ragione se si confrontano i
risultati con quelli di un anno fa: il
fatturato e i profitti netti di Apple sono
scesi rispettivamente del 13 e del 22,5%,
mentre quelli di Facebook sono balzati
alI'insùdel52%edell95%. Se si guarda ai
numeri assoluti, Apple resta un gigante
temibile: i suoi profitti netti trimestrali,
10,5 miliardi di dollari, sono più
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ma i destini delle due aziende si stanno
intrecciando. Dagli store alla realtà
aumentata. A PAGINA 7
———
DI MARIA TERESA COMETTO Lotta tra giganti,
Apple contro Facebook: a confronto le strategie del
baby boomer Tini Cook con quelle del Millennial
Mark Zuckerberg. Sono diversi gli stili e anche le
dimensioni (Facebook vale un decimo per ricavi e
profitti),
II baby boomer Tim Cook contro il
Millennial Mark Zuckerberg. Differenti,
ma i destini delle loro società si stanno
intrecciando. Dagli store alla realtà
aumentata la sfida è appena iniziata
formidabile macchina da soldi, oltre che
l'azienda più grande al mondo per valore
in Borsa. Ma deve fare i conti con sempre
più concorrenti, compresa Facebook. La
cui piattaforma Messenger, aperta agli «
assistenti virtuali» delle aziende per farci
business, può diventare un'alternativa
all'App Store, uno dei settori ancora in
crescita per Apple. Mentre gli apparecchi
a «realtà aumentata», come ròculus di
Facebook in vendita da gennaio, sembrano
più cool (alla moda) e sexy dell'Apple
Watch. Forse solo la iCar può far tornare
«magica» la Mela. A CURA DI MARIA
TERESA COMETTO ^jl @mtcometto
della somma di quelli di Facebook (1,5),
Alphabet (4,21), Microsoft (3,76) e
Amazon.com (0,51). Anche il colosso
delie-commerce fondato e gestito da Jeff
Bezos ha appena reso noto l'ultimo
bilancio trimestrale, battendo le
aspettative sul fatturato (29 miliardi,
+28%) e sui profitti d'anno scorso era in
perdita) grazie al boom dei servizi
«nella nuvola alle aziende), ma ancora
minimi perché crescono anche i costi.
Apple quindi continua ad essere la più
NUOVE TECNOLOGIE
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01 Qui Cupertino L'iPhone non
corre più Ma l'iCar può fare
breccia
Come può tornare a crescere
l'azienda di Cupertino? A
quattro anni e mezzo alla
scomparsa del suo fondatore
Steve Jobs, il ceo
(amministratore delegato)
Tim Cook—che ne ha assunto
la guida nell'agosto 2011 — si
dibatte con una crisi che
potrebbe non essere
passeggera. Lui sostiene che il
calo di fatturato e profitti
dipende da una serie di
circostanze speciali: il
rallentamento dell'economia
mondiale e delle vendite di
tutti gli smartphone; il non
favorevole confronto
dell'andamento dell'ultimo
modello dell'iPhone, il GS,
con il grande successo del 6 e
6 Plus (il primo a schermo
grande); e il dollaro forte che
ha reso più cari i suoi prodotti
nel mondo. Ma il calo dell'I
1% delle vendite dell'iPhone
registrato in Cina, un mercato
che rappresenta un quarto
dell'intero fatturato di Apple
ed è il secondo per
importanza dopo l'America,
pone interrogativi più
strategici. I cinesi, infatti,
comprano sempre più
smartphone dai produttori
locali low cost come Huawei
e Xiaomi, mentre il governo
di Pechino ha recentemente
bloccato alcuni servizi di
Apple come la vendita di
iBooks e di film su iTunes,
una mossa tesa in parte a
mantenere il controllo del
Partito comunista sui
contenuti dei media e in parte
anche a favorire i concorrenti
cinesi. Queste notizie hanno
allarmato gli investitori, fra i
quali Carl Icahn, che ha
venduto tutte le sue azioni
Apple (45,8 milioni). Proprio
sui servizi come Apple Pay
(portafoglio digitale), le app,
la musica, i film e gli altri
beni digitali comprati da chi
possiede gli apparecchi Apple
— una base di oltre 1
miliardo di utenti — Cook
punta per controbilanciare lo
stallo dell'iPhone, che genera
ancora il 65% di tutte le en-
già Cook ha avvertito non
sarà brillante a causa del calo
del costo medio degli iPhone
venduti, dopo il lancio del
nuovo piccolo SE avvenuto a
fine marzo (il suo prezzo è di
400 dollari negli Usa o 509
euro in Italia, invece di 650
dollari o 780 euro per il 6S).
In prospettiva si farà sentire
anche la concorrenza dei
servizi alternativi ad Apple
Pay e alle app di Apple Store,
offerti da Facebook su
Messenger, che conta 900
milioni di utenti, attivi non
solo sugli iPhone ma anche su
tutti gli Android. L'Apple
Watch deve ancora
guadagnare un seguito
popolare fra i fan della Mela,
mentre sugli apparecchi a
«realtà aumentata» l'azienda
di Cupertino sembra indietro
rispetto ai concorrenti
Facebook e Alphabet. E l'idea
di offrire un'esperienza
«rivoluzionaria» nella
fruizione dei programmi Tv
non si è ancora materializzata,
per la difficoltà di
raggiungere accordi con i
numerosi operatori
dell'industria televisiva.
Quanto poi all'iCar, la vettura
elettrica e intelligente che gli
uomini di Cook starebbero
mettendo a punto in gran
segreto, le aspettative sono
altissime, ma se vedrà mai la
luce sarà dal 2019 in poi.
Sotto la regia del responsabile
finanziario, l'italiano Luca
Maestri, Apple cerca di tener
buoni gli azionisti,
aumentando da 200 a 250 i
miliardi distribuiti attraverso
dividendi e buyback entro il
marzo 2018. Ma intanto le
sue quotazioni sono tornate
sotto i 100 dollari,
trascinando all'ingiù tutti gli
indici di Wall Street. M. T. C.
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Tim Cook Alla guida di Apple dall'agosto 2011, A
quattro anni e mezzo dalla scomparsa del fondatore
Steve Jobs, la Mela è cresciuta. Per gli analisti, però,
ha perso un po'del suo tocco magico. Resta sempre la
società più grande al mondo ma con alcuni problemi
da risolvere: come la flessione in Cina, l'effetto sugli
utili della vendita dei nuovi modelli meno costosi.
Servirà, forse, un altro prodotto rivoluzionario
träte. Il fatturato derivato da questi
servizi è cresciuto del 20%
nell'ultimo trimestre, arrivando a
5,99 miliardi di dollari, oltre il
10% del totale. Lo stop in Cina si
farà sentire sui conti del trimestre
in corso, che
NUOVE TECNOLOGIE
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0! Qui Mento Park La pubblicità è
l'arma vincente II rischio?
Invecchiare presto
Mark Zuckerberg sta
costruendo un «giardino
recintato» dentro cui vuole
tenere tutti gli «amici» di
Facebook, seguendo lo stesso
modello che ha decretato il
successo di Apple. Come i
fan della Mela sono
felicemente «prigionieri» del
sistema iOS con cui
funzionano tutti gli
apparecchi dagli iPhone agli
Apple Watch, dai Mac agli
iPad, così gli utenti di
Facebook e delle altre
piattaforme del gruppo —
Messenger, WhatsApp e
Instagram — potrebbero in
futuro soddisfare tutti i loro
bisogni senza uscire da questi
network. Già adesso possono
telefonarsi; leggere le notizie,
grazie ad accordi con i
principali media; scambiarsi
denaro e, fra poco, anche
trasferirlo ad altri ed
effettuare pagamenti con un
sistema simile a Paypal. Con
l'apertura poi di Messenger ai
«chatbot» — gli «assistenti
virtuali» delle aziende —
annunciata da Zuckerberg alla
recente conferenza F8 degli
sviluppatori, sarà possibile
comprare servizi e prodotti
dialogando via txt. In
America si può fin d'ora via
Messenger chiamare un
autista Uber o Lyft, spedire
un mazzo di fiori con
1-800Flowers.com, prenotare
un volo Klm e fare shopping
con Spring. Tutto questo
dovrebbe generare nuovi
affari e profitti nei prossimi
anni. Intanto la forza attuale
del social network sta nel suo
dominio sulla pubblicità che
appare sugli apparecchi
mobili: da qui sono venuti i
quattro quinti del fatturato
pubblicitario dell'ultimo
trimestre, aumentato del 57%
da 3,3 a 5,2 miliardi di
dollari. Il prezzo medio di un
annuncio pubblicitario su
Facebook, è cresciuto del 5%,
perché gli inserzionisti hanno
comprato più spazi su
smartphone e tablet, dove
sono più cari. La pubblici-
eMarketer, la quota di
mercato di Facebook nella
pubblicità globale digitale
continua ad aumentare
proprio grazie alla sua
presenza «mobile»: dall'8,6%
nel 2014 al 10,7% nel 2015
fino al 12% quest'anno.
Mentre la pubblicità globale
digitale, che quest'anno vale
186,8 miliardi di dollari,
potrebbe superare quella
televisiva già dal prossimo
anno, secondo l'agenzia
Magna global di Interpublic
group. Finora gran parte degli
introiti pubblicitari sono
venuti dalle pagine di
Facebook. Zuckerberg deve
ancora trovare il modo giusto
per « monetizzare» gli altri
suoi network, in particolare
WhatsApp, che ha da poco
superato il miliardo di utenti.
Un altro suo problema è
mantenere vivo il social
network originario, che
rischia di essere usato ormai
soprattutto da amici di una
certa età, meno inclini a
passare molto tempo per
creare e condividere
contenuti, mentre i più
giovani comunicano in altri
modi, per esempio su
Instagram ma anche su reti
concorrenti come Snapchat.
Commentando l'ultimo
trimestre con gli analisti,
Zuckerberg ha assicurato l'uso
di Facebook e dei suoi altri
network va bene. Ha però poi
avvertito di non aspettarsi lo
stesso ritmo di crescita per il
resto dell'anno. L'ultima
novità è stata l'annuncio della
creazione di una classe «C» di
azioni, senza diritto di voto,
secondo il modello adottato
da altre società della Silicon
Valley: così Zuckerberg sarà
più libero di realizzare il suo
programma decennale. M. T.
C.
Mark Zuckerberg Dal debutto in Borsa, Facebook ha
triplicato il suo valore. La strategia di Zuckerberg è
molto simile a quella della Mela: tenere gli amici
sempre di Facebook offrendo loro prodotti e servìzi.
Nell'ultimo bilancio è cresciuto molto il fatturato
della pubblicità via smartphone, la più cara. Tra le
sfide rendere profittevoli anche WhatsApp e
Instagram di Facebook offrendo loro prodotti e
servìzi. Nell'ultimo bilancio è cresciuto molto il
fatturato della pubblicità via smartphone, la più cara.
Tra le sfide rendere profittevoli anche WhatsApp e
Instagram
tà «mobile» è stata pagata circa
4,39 dollari per ogni mille
visioni contro i 2,17 per quella
vista su computer da scrivania,
secondo la società di marketing
Kenshoo. Secondo un'altra
società di ricerche sul settore,
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Scenari Solo i network consentono, in un modo inedito, la creazione di mercati
«impossibili». Che diventano affari milionari per chi ce la fa
SpesaMaflemdiMarkipixxiottìdinicchiafenfesta Su Facebook prendono il volo merci
come cavoli neri, saponi hi tech e abbigliamento retro da surf. E nei negozi fisici...
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Dl GRETA SCLAUNICH
C* era una volta il cavolo, quello che
si trova al mercato. Oggi ce il kale
(cavolo nero crespo) e prima ancora
che sul bancone del supermercato lo
si trova su Facebook o su Instagram
sotto forma di post dedicati. Negli
«scaffali virtuali» dei social ci sono
anche l'acqua aromatizzata al cocco, il
detersivo solo per capi hi-tech, la
marca di abiti che produce solo short
sportivi da uomo. Tutti prodotti di
nicchia che hanno trovato un proprio
mercato di riferimento grazie ai social
network in generale e a Facebook in
particolare. E tutti mercati di
riferimento che non sarebbero mai
esistiti senza i social. Al punto che il
Wall Street Journal dedica un articolo
al fenomeno sottolineando che non
sono mai esistiti così tanti prodotti
destinati ai consumatori: secondo le
stime dell'economista James Bessen i
prodotti presenti nei supermercati
sono 50 volte più numerosi di quelli
esposti 80 anni fa. Una cifra che
aumenta di anno in anno: gli studi
della società di ricerche di mercato
Mintel mostrano che il numero di
prodotti lanciati sul mercato
statunitense ogni anno è cresciuto 30
volte tanto rispetto alla media degli
ultimi 50 anni. Le dinamiche II
consumismo non c'entra, e nemmeno
la disponibilità economica dei
potenziali clienti. Se negli anni 70,
negli Usa, ogni anno facevano
capolino sul mercato un migliaio circa
di nuovi prodotti e se questo numero
negli anni 90 era salito a 10 mila, dal
2010 in poi il totale arriva sempre a
sfiorare i 40mila (malgrado gli effetti
della crisi economica). Merito dei
social, affermano gli analisti. I social
network infatti offrono due grandi
vantaggi a chi vuole provare a
lanciare sul mercato dei prodotti
nuovi: la possibilità di farsi conoscere
grazie al passaparola degli utenti e
quella di ottenere una buona visibilità
con fondi limitati. Grazie
all'advertising targhettizzato è più
facile raggiungere le persone che sono
potenzialmente interessate al prodotto
senza prevedere grosse campagne
pubblicitarie che sarebbero comunque
meno incisive rispetto a quelle delle
aziende più grosse già presenti sul
mercato. Gli analisti di Mintel
confermano: negli ultimi anni la quota
di mercato dei grossi brand è in
discesa mentre cresce sempre di più
quella dei piccoli marchi. Così Drew
Westervelt, 30enne
NUOVE TECNOLOGIE
americano ex giocatore professionista
di lacrosse, è riuscito a lanciare la sua
marca di detersivo per capi hi-tech
sportivi Hex Performance: inaugurata
nel 2015, ha realizzato vendite pari a
un milione di dollari solo nei primi tre
mesi dopo il lancio. Per il ceo della
startup, Jay Contessa, dieci o anche
cinque anni fa Hex Performance non
sarebbe mai esistita: «II mercato era
dominato dai giganti del settore, oggi
grazie ai social anche noi piccoli
possiamo essere competitivi». Ora
non solo il piccolo marchio esiste e fa
affari, ma è anche richiesto nei
negozi: è infatti possibile comprarlo
online ma sta conquistando sempre
più punti vendita «fisici». La storia di
Chubbies, marchio di shorts da surfin
stile retro per uomini (e da poco
anche di costumi per donne) è molto
simile anche se per ora i prodotti sono
acquistabili solo online. Lanciata nel
2011 da un gruppo di studenti di
Stanford appassionati di surf, è una
startup che con il tech ha ben poco a
che fare se non per le modalità di
marketing. Che infatti è sempre
passato da Internet: prima attraverso
il passaparola via email grazie ai
contatti delle confraternite degli
studenti,
La parabola dei costumi
che Zuckerberg ha
trasformato in un cult
poi attraverso il successo della pagina
fan su Facebook e, più di recente,
all'account dedicato sulla piattaforma
di messaggistica Snapchat. L'ultimo
step riguarda l'advertising, rigoroso e
selezionato, su Facebook: come
spiega al Wall Street Journal il
cofondatore della startup Tom
Montgomery i loro prodotti vengono
proposti a una cinquantina di target
diversi. Un esempio? Ragazzi dai 21
ai 25 anni che vivono in California e
che sono interessati al surf.
«Nessun'altra piattaforma di
pubblicità permette una simile
precisione di ricerca», conclude
Montgomery. Una precisione di
ricerca che in futuro sarà ancora più
semplice da affinare. I clienti di
domani sono infatti i giovani di oggi,
quelli nati e cresciuti con Facebook
ed abituati a disseminare i social
network di informazioni sui loro
interessi e sulle loro abitudini. Più le
informazioni su di loro sono precise,
più sarà facile inserirli in target
precisi a disposizione delle aziende.
Che potranno così proporre, a colpo
sicuro, i loro prodotti a potenziali
clienti davvero interessati e pronti a
tirar fuori la carta di credito.
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40.000 all'anno 90 2000 dal 2010 in poi Fonte Società di
analisti di mercato Mintel Perché i social network sono
strategici per i mercati di nicchia Hex Performance (Usa,
2015) Startup di detersivo per capi hi-tech, vendite online
e nei negozi Fondatore: Dreu» Westervelt, ex giocatore
professionista di lacrosse Target: sportivi"""'"•"\
appassionatii^gli e professionisti" */ Strategia: advertising
targetizzato e fan page su Facebook (Usa, 2011) Startup di
short da surf in stile retro, vendite solo online Fondatori:
fom nionfgomeru. Kyle Hency, Rainer Costili. Preston
Rutherford, ex compagni dì classe a Stanford Target:
appassionati di surf advertising targetizzato, fan page su
Facebook, account su Snapchat
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Kindle 11 libro digitale? Usa due pesi II nuovo Oasis è
asimmetrico per non affaticare le mani. E di notte ha più
contrasto Dalla nascita sono state tolte le funzioni inutili. Ma
il prezzoèsatofìnoa 350 euro
L'EVOLUZIONE DEL LIBRO ELETTRONICO SECONDO AMAZON 213 grammi 3/8
settimane di autonomia Schermo E-lnk Pearl 212 punti pollice* 213 grammi 3/8 settimane di
autonomia Schermo E-lnk Pearl 212 punti pollice* 289 grammi lì settimane di autonomia Schermo
E-lnk Wzplex 167 punti pollice* 213 grammi 3/8 settimane di autonomia Schermo E-lnk Pearl 212
punti pollice* 180 grammi 3/6 settimane di autonomia Schermo E-lnk Carta 289 grammi lì
settimane di autonomia Schermo E-lnk Wzplex 131 grammi 6/8 settimane di autonomia Schermo
E-lnk Carta 300 punti pollice* 167 punti pollice* 213 grammi 3/8 settimane di autonomia Schermo
E-lnk Pearl »misura della risoluzione grafica 212 punti pollice* 180 grammi 3/6 Gli ebook più
venduti da Amazon in Italia: L'inverno del mondo di Ken Follet (Omnibus) Infèrno di Dan Brown
(Ommbus) Primadidireaddio di Giulia Beyman (Narcissus) La ragazza del treno 2015 di Paula
Hawkins (Piemme) Uria nel silenzio di Angela Marsons (eNewton Narrativa) IN ITALIA
4.687.000 PERSONE HANNO LETTO ALMENO UN EBOOK NEL 2015 settimane di autonomia
Schermo E-lnk Carta 289 grammi lì settimane di autonomia Schermo E-lnk Wzplex 131 grammi
6/8 settimane di autonomia Schermo E-lnk Carta 300 punti pollice* 167 punti pollice* 213 grammi
3/8 settimane di autonomia Schermo E-lnk Pearl »misura della risoluzione grafica 212 punti
pollice* 180 grammi 3/6 Gli ebook più ve
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Evoluzioni Radiografia dell'ultimo nato di Amazon. Autonomia di sei mesi con una sola carica: ci sono due batterie
DI MASSIMO TRIULZI
Ad Amazon, a cui bisogna
riconoscere di aver creduto nel
libro elettronico più di chiunque
altro, ci sono voluti quasi dieci
anni per definire che cosa dovesse
essere un lettore di ebook e che
cosa dovesse fare. E il neonato
Kindle Oasis rappresenta insieme
il punto di arrivo di questa lunga
ricerca e un nuovo punto di
partenza. A posteriori, poteva
sembrare semplice capire che un
lettore a inchiostro elettronico
fosse destinato a svolgere un solo
compito: diventare un sostituto
del libro cartaceo nel suo uso
quotidiano più familiare. Quello
che non era facile da capire è che
per assolvere a questo scopo
Kindle dovesse rinunciare ad
assomigliare a un libro. Lo
spessore Oasis è infatti il primo
lettore di libri elettronici al
mondo di forma asimmetrica, e
cioè con un lato dello schermo
percettibilmente più largo e
pesante dell'altro. Una soluzione
studiata per spostare il baricentro
del nuovo Kindle tra le dita della
mano che lo sostiene, annullando
quasi completamente la
percezione del suo peso (131
grammi, 50 in meno del modello
precedente). E se, girandosi nel
letto sul fianco opposto,
NUOVE TECNOLOGIE
sarà più comodo usare la mano
sinistra per leggere, alla rotazione
di 180 gradi dell'apparecchio
seguirà la medesima rotazione del
testo sulla pagina, grazie a un aecelerometro dedicato. Dalla sua
prima, ingombrante versione del
2007, Kindle ha implementato e
offerto agli utenti una lunga serie
di funzioni che si ritenevano
complementi indispensabili per la
sua diffusione: come una tastiera,
la capacità di riprodurre musica,
un browser (mantenuto in veste «
sperimentale» per anni) per la
navigazione sul web. E persino
una funzione di sintesi vocale,
che permetteva di farsi leggere
romanzi ad alta voce con la tipica
intonazione elettronica degli
avvisi ferroviari in stazione.
Funzioni adottate e abbando
nate, sacrificate alla semplice
funzione di libro. Tra le poche
ridondanze superstiti, a Oasis è
rimasta la possibilità di sfogliare
le pagine facendo scorrere il dito
sullo schermo tattile. Ma già dal
precedente modello di Kindle, il
Voyage, Amazon ha capito che
due piccoli quanto anacronistici
pulsanti sono ben più comodi per
girare le pagine in avanti e
indietro. Il pannello a inchiostro
elettronico di 6 pollici utilizzato
per
Kindle Oasis è lo stesso E-lnk Carta a
300 punti per pollice (1440x1080
pixel) del precedente modello
Voyage. Ma il sistema di retroilluminazione notturna a Ied è del tutto
inedito e benché non più reattivo alla
luce ambientale offre una maggiore
percezione di contrasto, emulando
meglio una stampa tradizionale su
carta bianca. Rinunciando di
proposito all'impermeabilità,
caratteristica già introdotta dal rivale
Kobo con il modello H20, e grazie
all'utilizzo predominante di metallo e
vetro, il nuovo dispositivo di Amazon
si permette di essere il lettore di
ebook più sottile al mondo,
raggiungendo uno spessore di soli 3,4
millimetri nel lato opposto
all'impugnatura. Oltre alle migliorie
funzionali
dovute alla sua forma, Kindle
Oasis è inoltre il primo a vantare
un'autonomia di mesi di utilizzo
con una sola carica. Un risultato
possibile grazie alla presenza di
due batterie: la prima integrata nel
lettore e la seconda ben nascosta
nella custodia in pelle (color nero,
noce o bordeaux) non più da
acquistare separatamente ma
inclusa nella dotazione. Quando
Oasis non è utilizzato, in valigia o
sul comodino, protetto dalla
custodia, la sua batteria interna è
caricata dalla batteria
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esterna, più che raddoppiandone
l'autonomia. I prezzi II nuovo
Kindle è però una rivoluzione
costosa. Disponibile solo online
dallo scorso 27 aprile (ma con
una lista d'attesa sino ad agosto),
il modello wi-fi costa 289,99 euro
e quello dotato di connessione 3G
gratuita, che permette di scaricare
libri anche su di un'isola deserta, è
in vendita a 349,99 euro. È un
prezzo circa cinque volte più alto
di quello del modello base di
Kindle: che, pur non offrendo
tutte le funzioni di Oasis, concede
comunque una piacevole
esperienza di lettura. A
prescindere dal modello, un
lettore di ebook è un
cambiamento consigliato a
chiunque ami leggere. Non solo
per la praticità, ma anche perché
la sua diffusione lenta ma
costante ha permesso la
pubblicazione elettronica di libri e
romanzi che non avrebbero mai
avuto la possibilità di passare il
vaglio dell'editoria tradizionale su
carta (il fenomeno degli Indie
ebooks). In questo modo
chiunque, anche sullo stesso
mercato di Amazon, ha la
possibilità di scrivere e autopubblicarsi, decidendo in
autonomia il prezzo di copertina
(virtuale).
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Sondaggi La prima indagine di Swg tra 1.500 investitori: comodità e rigore tra le chance, ma il 40% teme che siano adatti solo a chi è esperto
Roboadvisor Non andranno al potere II 77% degli italiani
pensa che aiuteranno i consulenti umani, senza sostituirli
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DI GIUDITTA MARVELL!
11 nostro portafoglio potrà
avvalersi sempre più spesso della
consulenza di un robot. Che cosa ne
pensano gli italiani? Il 33% ne ha
sentito parlare, ma il gruppo di chi
si ritiene sufficientemente
informato è pari solo all'8%. La
stragrande maggioranza, ad ogni
modo, anche se ne sa poco, si dice
d'accordo con l'assunto che «
Nessuna macchina può sostituire
l'intuizione umana» (87%). Il buon
senso, quindi, sembra non mancare,
anche se la strada da fare nel nostro
paese per capire ed utilizzare al
meglio le opportunità offerte dagli
algoritmi consulenziali è lunga. I
numeri Ecco i dati più interessanti
della ricerca realizzata da Swg su
uno degli argomenti più nuovi sul
pianeta del risparmio. Sono stati
presentati da Alessandra Dragotto
direttore ricerca di Swg (vedi
commento qui sotto) al Salone del
Risparmio, che si è tenuto a Milano
tra il 6 e l'8 aprile al centro
congressi MiCo, in una delle 120
conferenze che hanno composto
l'evento. Alla tavola rotonda hanno
poi partecipato alcuni partner
fondatori dei primi roboadvisor
italiani, Advise Only e MoneyFarm,
rappresentati rispettivamente da
Raffaele Zenti e Paolo Galvani,
oltre a Germana Mariano, direttore
generale di Anasf (promotori
finanziari) e Sebastiano Mazzoni
Perelli, di
Le tipologie I risparmiatori
«evoluti», composti da cassettisti
(35%) e trader (12%), sono il 47%:
per loro la gestione del denaro
coincide più con il concetto di
investimento che con quello di
risparmio e di mera preservazione
del capitale. Gli evoluti considerano
affidabili le piattaforme online
(53%), mentre nel campione
generale si scende al 37%, contro il
58% che si fida solo delle società
specializzate e delle banche tradizio-
nau. E la divergenza di opinione si fa
ancora più grande se si arriva al
nocciolo dell'indagine, il giudizio sui
roboadvisor. A livello generale il
57% li ritiene una minaccia, il
restante 43% un'opportunità. Ma nel
sottoinsieme dei risparmiatori non
evoluti, chi ha paura sale al 67%,
mentre nel segmento degli evoluti è il
59% a ritenere i roboadvisor
un'opportunità. Quali sono le chance
positive offerte dai software che
investono per noi? La più votata
(37%) è fare tutto da casa o da dove si
vuole, seguita dal non essere vincolati
a un consulente (34%). A una certa
distanza di gradimento si piazzano il
monitoraggio degli investimenti, il
fatto di poter usare rigorosi algoritmi
e di diversificare i propri investimenti
(25%). Il basso costo (23%) non è
quindi in cima alla lista e nemmeno la
semplicità (15%). Tra i maggiori
rischi (40%) c'è invece l'idea che
siano adatti solo a grandi esperti e che
non siano in grado di gestire
l'emotività del cliente (34%). In
ultima analisi, però, nessuno (o quasi)
rector di Prometeia. Il tema dei
crede che davvero gli algoritmi
roboadvisor, i software in grado di
possano sostituire del tutto gli umani
offrire consulenza in base alle
nella consulenza finanziaria: questo
esigenze e al profilo di rischio del
timore affligge solo il 7% del
cliente, anima discussioni e di
investimenti sui mercati anglosassoni, campione. Il 16% addirittura vede i
roboadvisor come una moda
dove esistono diverse società
dedicate, che offrono servizi in Rete, passeggera. Mentre il 77% sfoggia di
e dove i big dell'asset management si nuovo un gran buonsenso, dicendo
che «potranno affiancare le figure e i
stanno affrettando a comprare
«braccia» virtuali da affiancare ai loro canali tradizionali, senza però
sostituirli».
servizi classici di consulenza.
Secondo alcune stime il business che
oggi vale qualche centinaio di
miliardi nel giro di cinque anni potrà
superare i 5 mila miliardi. In Italia,
secondo i dati elaborati da Swg, è
abituato ad utilizzare il web come
ausilio per gli investimen-
Noi e gli algoritmi Quali sono le principali
opportunità che possono offrire i robo-advisors
agli investitori Poter gestire tutto
comodamente da casa o da dove si vuole Poter
monitorare costantemente i propri investimenti
Basare le scelte di investimento su rigorosi
algoritmi Diversificare gli investimenti in base
a livelli di rischio diversi Poter usufruire di un
servizio di consulenza a basso costo Poter
gestire gli investimenti molto più velocemente
Essere accessibile anche per chi ha pochi soldi
da investire Poter gestire gli investimenti in
modo molto semplice E quali, invece, i
principali rischi che intravede nei roboadvisors per gli investitori Sono adatti solo a
persone molto esperte in ambito finanziario
Rischiano di fare perdere tutto a persone meno
esperte Non sono in grado di gestire l'emotività
del cliente Non sono in grado di controllare la
volatilità del mercato Non tengono in conto
della propensione al rischio di ciascuno Non
offrono un sen/izio personalizzato Non
gestiscono esigenze complesse di grandi
patrimoni Possibili più risposte Fonte Dati ip
SWG aprile 2016 Base 1500 Nel futuro,
secondo lei i robo-advisors... del tutto figure e i
canali tradlzionaßdi investimento
ti il 38% del campione, composto da
1.500 soggetti rappresentativi
dell'Italia con portafoglio. Un altro
38% si affida a un consulente mentre
il 52% va in banca o in Posta.
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L'ANNIVERSARIOTrent'anni fa nasceva Internet in Italia GLI
SPORCHI MESTIERI DEL WEB » SELVAGGIA IUCARELLI
'TVent'anni fa l'Italia si 1 collegava per la prima volta a Internet
tramite un segnale che partiva da Pisa. Insomma, l'indizio che
qualcosa sarebbe andato storto c'era. In questi decenni, al di là
degli innegabili vantaggi apportati dall'avvento della Rete, sono
state decimate molte figure professionali, dall'agente di viaggi al
venditore di enci clopedie all'uomo che ti telefona per invitarti a
cena anziché mandarti un messaggio su Whatsapp. In compenso
sono nati nuovi mestieri che potremmo inserire nella fascia
"lavori usuranti" con diritto alla pensione anticipata, a) II social
media manager. Nelle aziende di una volta si chiamava "capro
espiatorio", oppure "diciamo che la cazzata l'ha fatta lui". SEGUE
A PAGINA U
30 ANNI
D'INTERNET »
SELVAGGIA
LUCARELLI
RUOLI DECIMATI
Dall'agente di viaggi
all'uomo che ti telefona per
invitarti a cena anziché con
un whatsapp; ma sono nati
altri nuovi mestieri
SEGUE DALLA PRIMA 1 social
mediamanager diventa social media
manager perché nel suo curriculum
esistelaparola "comunicazione". Spesso è
laureato in "Scienze delle comunicazioni",
più di frequente in fondo al curriculum c'era
scritto "per comunicazioni chiamare il 335
4534286 ore pasti". Il fascino che permea
questa figura è la mancata comprensione da
parte dell'azienda per cui lavora del suo
potere deflagrante. Imprese che fatturano
miliardi assegnano la comunicazione 2.0 a
stagisti di venf anni con esperienze nell'area
"contatti" del sito del kebabbaro sotto casa e
si ritrovano post scritti dai suddetti a nome
dell'ad dell'azienda in cui lo stagista
aggiunge caschi di banane sulla testa di
Barack Obama. b) l'influencer. Colui che
vanta
un certo numero di seguaci, like,
retweet e numero di ore al giorno
senza avere una cippa da fare.
Tenutoingrandeconsiderazionedaazie
nde e autori/produttori tv,
l'influencer, anche di fronte
all'alternativa "cena a casa di
Adriana Lima in cui lei ti inviterà a
mangiare sushi crudo adagiato sul
suo corpo" o "serata a twittare su
Amici 9, sceglierà Amici 9. Gli
influencer influenzano a tal punto
l'andamento dei programmi che, se
un programma è trend-topic su
Twitter con 82176376 tweet, il
giorno dopo l'auditel indica che ha
realizzato 15 spettatori, ovvero i 15
influencer
Milano!"a"Igaysonopersone
normali viene svegliato alle tre di
notte dal manager o dalla madre
che gli urla "Cosa hai scritto
deficiente?", apre la suapagina
Facebook e scopre che in 45
minuti ha ricevuto più insulti
dell'arbitro Moreno nei 45 secondi
dopo l'espulsione di Francesco
Totti. Tenta un timida difesa per
poi scrivere un post definitivo e
che hanno twittato fino alle tre di
notte. e) la vittima del ladro di
account. Vip, politico o showgirl
che sia, la vittima del ladro di
account è colui
che scriveunaidiozia qualunque su
Facebook, da "Hitler sindaco di
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perentorio in cui denuncia un
ladro di account, il quale nel
frattempo gli
hagiàrestituitoaccount e password
per denunciare il furto di account.
d) I commentatori seriali. Tra i
nuovi lavori usurantì il
commentatore seriale di bacheche
altrui è il più faticoso di tutti. Ci
sono personaggi i cui nomi e
cognomi sul web sono più famosi
del principino William senza che
nessuno sappia chi minchia siano.
Vai su un forum che tratta di droni
e spazi aerei russi e il tizio è lì che
dice la sua sul modo di aggirare i
radar ucraini. Vai a vedere cosa ha
fatto il Milan e il tìzio è
sullabacheca di Zazzaroni che
dice a Brocchi di andare a giocare
a racchettoni con Bobo Vieri a
Miami.
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Nel frattempo ha già lasciato il suo
feedback su un decespugliatore in
vendita su Amazon, su un hotel a
due stelle a Siviglia, sull'ultimo
singolo di Niccolo Fabi e sul legame
tra
lesciechimicheelalaccadiClioNapolit
ano. e) il guru del digitale. Come per
i concorrenti dell'ultima edizione
dell'Isola dei famosi, nessuno ha
compreso chi siano, da dove
vengano, che contributo diano alla
società i guru del digitale, ma una
cosa è certa: non c'è evento, festival,
congresso, convention, meeting,
speech, assemblea di classe, raduno
degli alpini e riunione condominiale
in cui il guru digitale non sia
chiamato a istruire le folle. Almeno
una delle sue attività è ormai chiara:
scrocca. i) il politico su Twitter.
Molti dei nostri politici senza un
account oggi sarebbero su qualche
panchina a dare da mangiare ai
piccioni. Maurizio Gasparri, se non
potesse improvvisare risse
quotidiane con Fedez, gli studenti
universitari, le ragazze in
sovrappeso e il puffo brontolone,
sarebbe davanti a qualche
cantìereacontrollarel'operatodelle
ruspe. E immaginate Matteo Salvini
senza social. Dovrebbe urlare i suoi
slogan, i suoi "ruspa", i suoi "a calci
in culo", "a casa loro" per strada, ai
semafori e porta aporta, con la
piccola differenza che, anziché il
pollice in su dei suoi tanti like,
prenderebbeanchetutteequattroledita
mancanti e ben aperte in faccia. ©
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Patience Wheatcroft
(non disponibile)
How to Kill the Internet
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The 20th anniversary of the
launch of The Wall Street
Journal's website last week was a
reminder of a simpler time. No
one at Dow Jones had to ask
permission of any government
agency or gatekeeper. The
company developed its own
business model—the thenrevolutionary idea of charging a
subscription fee. Consumers
decided if access was worth the
original $49 a year. This era of
permissionless innovation has
slammed to a halt. President
Obama insisted last year that the
Internet be regulated as an oldfashion utility, with bureaucrats
setting rates, suppressing
innovation and discouraging
investment. AOL founder Steve
Case's new book, "The Third
Wave," warns what could happen
next. When lus company
launched in the
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1980s as America Online, it was a
closed network. Internet access was
limited to the government and
universities—it was actually unlawful
to use the Internet for business. That
changed after a bipartisan consensus
led to deregulation. In its heyday, AOL
accounted for hah0 of Internet traffic.
"For most Americans," Mr. Case
recounts, "AOL was, for its time,
Google, Facebook, Twitter, Amazon,
Spotify, YouTube and Instagram
combined." Mr. Case describes how
that first wave of innovation was
followed by a second wave of rapid
creation of websites and services.
Google, Facebook and thousands of
other companies launched products and
services into the open, unregulated
Internet. If today's Internet regulations
had been in place, AOL would have
been stymied. One key to AOL's
success, he writes, was "striking deals
with media companies that had trusted
brands in order to attract a mainstream
audience." The 2002 how-to book
"AOL for Dummies" described
how to use the sei-vice to gain access
to premium news: "Reading a
twoparagraph newswire story is one
thing, but reviewing an in-depth
analysis of those same events in The
Wall Street Journal or the Financial
Times is another tiling entirely." The
new Internet nues put access to
selected content through mobile
subscriptions at risk. The Federal
Communications Commission is
considering a ban on inexpensive
plans, including selected Web access,
offered by T-Mobile, AT&T and
Verizon to millions of Americans.
Similar regulations in India
prohibited Facebook's Free Basics for
daring to offer a free version of the
Internet. As a federal appeals court in
Washington considers whether to
NUOVE TECNOLOGIE
invalidate Obamanet regulations, the
FCC is doubling down. Last week the
Democratic majority voted for the
first time to regulate the price of
business broadband, such as the
dedicated lines linking banks to
ATMs. That's just the latest violation
of Chairman Tom Wheeler's many
pledges that his agency wouldn't set
prices. These regulations will further
discourage needed investment in
broadband. Mr. Case warns that the
third wave of innovation will require
en
trepreneurs to persevere through
heavy regulation. What he calls the
"Internet of Everything" has the
potential to disrupt "some of the
most regulated" industries in the
country, including health care,
education and finance.
But that can happen only if
regulators change their focus from
keeping bad things from happening
to allowing good things to happen.
He cites the example of Uber, whose
success came despite, not because of,
heavy regulations. "Uber didn't
partner with government or even
work with government," he writes. It
had the advantage of dealing with
hundreds of relatively weak city
governments and taxi regulators,
"each with different rules and
regulations, different power bases,
and different degrees of influence."
Federal regulators are more powerful
and thus more effective at chill
ing innovation. The Federal Aviation
Administration took so long to issue
regulations allowing drones that the
industry moved overseas. The Food
and Drug Administration bans
consumers from full access to gene
testing. The National Highway
Traffic Safety Administration limits
selfdriving cars, which is why
Europeans have access to advanced
features years before Americans do.
"While our politicians love to tell us
how important it is to encourage
entrepreneurship, talk is often
cheap," Mr. Case writes. "If our
elected officials traly want to support
the next Jobs or Zuckerberg or Musk,
they must replace those platitudes
with policies." The alternative is
sobering: "It may well be America
that is disrupted. The world will no
longer look to us as a source of
radical innovation." In that case,
"we'll end up playing catch-up,
attempting to emulate the creations of
other nations rather than introducing
the ideas that others tiy to copy." The
U.S. has counted on the Internet as
one of the few drivers of economic
growth in recent years. The future of
the Internet is in great doubt now that
so much depends on Washington
getting out of the way.
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Adempimenti. Posticipata la scadenza del 15 perché è domenica, mentre il 1°
luglio è il termine per l'autocertificazione dell'esonero Previdenza. Anche se non è
un certificato Prospetto disabili entro il 16 maggio Nuovi criteri, più trasparenti,
per le procedure che determinano la base di computo
Nevio BianchiBarbara Massara
Scade il io maggio (perché il 15 è
domenica) il termine per trasmettere
online il prospetto dei disabili 2016,
che fotografa la situazione
occupazionale al 31 dicembre 2015,
mentre entro il 1° luglio dovrà
essere inviata l'autocertificazione
relativa all'esonero dall'assunzione
per le aziende che prevedono
lavorazioni particolarmente
pericolose. Il lungo rinvio del
termine perla trasmissione del
prospetto (rispetto alla scadenza
ordinaria del 31 gennaio) è dipeso
dalla necessità di aggiornare la
procedura telematica, che è stata
resa disponibile solo dalla serata del
19 aprile. Attraverso
l'aggiornamento sono state infatti
recepite le novità in materia di
collocamento dei disabili introdotte
dai vari decretidel pacchetto Jobs
act, da quello della conciliazione dei
tempi di vita e di lavoro (Digs
80/2015), «d decreto sul riordino dei
contratti di lavoro (Digs
su cuieffettivamente devono
essere conteggiata la quota di
riserva) e la somma delle basi di
computo a livello provinciale,
nonché tra la quota di riserva
risultante a livello nazionale e la
somma di quelle provinciali.
Anche il modello è stato
implementato, attraverso
l'aggiunta, all'interno dei "dati
relativi al personale dipendente",
della categoria dei telelavoratori
che, in base al nuovo articolo 23
del Digs 80/2015, sono esclusi
dalla base di computo. Si tratta
di quei dipendenti impiegati in
modalità di telelavoro a seguito
della stipula con i sindacati di un
accordo collettivo finalizzato a
migliorare la conciliazione dei
tempi di vita e di lavoro.
All'interno del quadro riservato
alle province è stata altresì
inserita la nuova sezione "dati
relativi al personale non
dipendente", che si riferisce ai
disabili non assunti direttamente
dal da
tore di lavoro che presenta il
prospetto, ma che sono comunque
computabili nella rispettiva quota
di riserva e in particolare: •
disabili impiegati con contratto di
81/2015) fino al decreto
somministrazione che preveda una
semplificazioni (Digs 151/2015). missione continuativa non
In realtà le principali modifiche inferiore a 12 mesi che, in base al
non riguardano tanto i quadri del comma 3 dell'articolo 34 del Digs
81/2015 (testo unico dei contratti
modello, quanto i criteri di
calcolo utilizzati dalla procedura di lavoro), sono divenuti dal
25giugno 2015 computabili ai fini
per determinare la base di
dell'obbligo (per questi soggetti
computo, nonché la quota di
deve essere indicata solo la data di
riserva, soprattutto per quanto
inizio e quella di fine del rapporto
attiene i riproporzionamenti
coincidenti con la data di inizio e
connessi alla presenza di
data di scadenza della missione); •
lavoratori part time e/o
disabili impiegati a seguito di
intermittenti. In ragione di questo stipula di convenzione con una
obiettivo, la procedura richiede
cooperativa sociale in base agli
di specificare per tutte le
articoli 14 e 12 bis della legge
tipologie riservatarie (disabili,
68/1999. H modello importa pure
categorie protette, centralinisti
la novità introdotta dal decreto
non vedenti) se si tratta di full
semplificazioni che consente
time, part time da
anche ai datori di lavoro pubblici
riproporzionare ovvero da non
di compensare in modo
automatico, previa autorizzazione,
riproporzionare (disabili con
invalidità maggiore del 50% per le unità in eccedenza in una
provincia con quelle in carenza in
le aziende della fascia
altra, a condiziooccupazionale 15-35)• Nelle
istruzioni, contenute nel
documento "modelli e regole"
pubblicato sul sito del governo
(www.clicklavoro.gov.it),
vengono anche specificati i
ne che tali province si trovino
criteri che la procedura segue nel nella medesima regione. È stata
caso in cui, soprattutto nelle
infine innovata la sezione
aziende più grandi (oltre 50 di
dedicata all'esonero parziale
dall'obbligo di assunzione dei
pendenti computabili) vi siano
disabili, attraverso l'inserimento
disallineamenti (cioè unità in
dell'esonero autocertificato
piùoinmeno) tralabasecomputabile previsto dall'articolo 5, comma 3
a livello nazionale (quella
bis, della legge
RELAZIONI SINDACALI
68/1999, come modificato dal
Digs 151/2015, riservato
all'ipotesi di lavorazioni
aziendali altamente rischiose con
tasso di premio Inail pari o
superiore al 60 per mille (si veda
«II Sole 24 Ore» del 21 aprile).
A questo riguardo, ieri è stato
pubblicato sul sito del ministero
del Lavoro, dopo la registrazione
alla Corte dei conti, il decreto
ministeriale del io marzo 2016
che contiene le modalità di
versamento del contributo per
l'esonero dall'assunzione. La
relativa autocertificazione, il cui
fac simile è allegato al decreto
stesso, dovrà essere inviata entro
il 1° luglio (60 giorni dall'entrata
in vigore del decreto
ministeriale).
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Welfare. Anche se è stato fruito prima delle istruzioni pubblicate la scorsa settimana
Conguagliabile il congedo extra
Seildatoredilavorohaapplicato le
nuove regole sul congedo di
maternità "prolungato", potrà
conguagliare l'indennità. Se
invece la lavoratrice ha fruito di
un congedo parentale o di ferie,
si può chiedere il ricalcolo
all'Inps. Con la circolare
69/2016 l'istituto di previdenza
affronta alcune importanti novità
in vigore dal 25 giugno scorso,
tra le quali la tutela del parto
fortemente prematuro, cioè
quello intervenuto prima
dell'inizio del settimo mese e
quindi prima dell'inizio
dell'astensione obbligatoria.
L'articolo 16 del Digs 151/2001
è stato infatti modificato,
inserendo, alla lettera d) del
comma i, la previsione che i
giorni di
astensione non fruita in caso di
parto prematuro si aggiungono
sempre alla fine del congedo
post partum, anche se la somma
dei periodi complessivamente
supera i 5 mesi. Tale situazione
si verifica infatti quando il parto,
intervenuto prima del 7° mese,
da diritto a un periodo di
congedo pari all'astensione ante
e post partum di 5 mesi, a cui si
aggiungono i giorni compresi tra
la data del parto (incluso) e
quella del presumibile inizio
dell'astensione ante partum. Al
riguardo l'Inps fornisce ai datori
di lavoro le istruzioni per la
gestione del periodo transitorio,
cioè quello che riguarda i parti
fortemente prematuri verificatisi
prima del 25
giugno e il cui congedo di
maternità/paternità era ancora in
corso alla medesima data. Per
questi eventi l'istituto
prevedelapossibilitàdiriconoscer
e l'ulteriore periodo di congedo
(oltre i 5 mesi), a condizione che
effettivamente la lavoratrice si
sia astenuta dall'attività durante
quei giorni "indennizzabili". Nel
caso in cui il datore avesse già
applicato le nuove regole, e
quindi anticipato per conto
dell'Inps gli ulteriori giorni
eccedenti i 5 mesi (situazione
che difficilmente dovrebbe
essersi verificata), l'istituto gli
riconosce il diritto a
conguagliare la relativa
indennità, utilizzando nel flusso
uniemens il nuovo codice
causale Lo63.
Nel caso più frequente in cui il
datore di lavoro avesse
riconosciuto e indennizzato il
congedo secondo le vecchie
regole
RELAZIONI SINDACALI
la circolare riconosce alla
dipendente la possibilità di
chiedere un ricalcolo
dell'indennità considerando
anche quegli ulteriori giorni.
Laddove la lavoratrice durante
quei giorni si fosse assentata
utilizzando il congedo parentale,
l'Inps dovrebbe trasformare
quell'assenza da congedo
parentale a congedo di maternità
per parto altamente prematuro,
erogare le dovute differenze
economiche, nonché reintegrare
di un numero di giorni
corrispondente il contatore
residuo
del congedo parentale. Il diritto
al congedo di maternità
aggiuntivo verrebbe riconosciuto
anche nel caso in cui in
queigiorni la dipendente si fosse
assentata per ferie. Secondo la
procedura descritta nella
circolare, per ottenere il ricalcolo
dell'indennitàla dipendente è
tenuta a presentare alla sede Inps
competente una specifica
richiesta o a inviarla tramite Pec
o raccomandata a/r, richiamando
espressamente il numero di
protocollo della domanda
originaria di maternità inviata
online. Per la gestione del
periodo corrente, invece, cioè per
i parti altamente prematuri
intervenuti dal 25 giugno 2015,
nell'attesa che vengano adeguate
le procedure informatiche (si
prevede da luglio), le lavora trici
dovranno presentare istanza
cartacea per i parti altamente
prematuri (modello SRoi),
corredata da certificato medico,
o presso la sede Inps o con
raccomandata a/r. Nella
circolare, l'istituto fornisce anche
le indicazioni sulle nuove
modalità specifiche in cui questo
evento deve essere esposto nel
flusso uniemens: • codice evento
PAP, per consentire l'adeguata
copertura contributiva figurativa;
• codice causale Lo63, per
consentire il conguaglio
dell'indennità relativa ai giorni di
congedo eccedente i 5 mesi a
causa di parto altamente
prematuro (fermo restando
l'utilizzo dei consueti codici per
il recupero dei 5 mesi ordinari,
oltre al giorno del parto). N. Bi.
B.Mas.
©
RIPRODUZIONERISERVATA
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Pierluigi Magnaschi
41.297
Disabili., Vesonero autocertificato entro il 1° luglio Scade il 1° luglio il primo appuntamento con l'esonero
autocertificato della quota disabili. A stabilirlo è la pubblicazione nella sezione pubblicità legale del sito
internet del ministero del lavoro del decreto interministeriale 10 marzo 2016, che disciplina il ed beneficio
dell'esonero autocertificato, cioè la possibilità offerta alle imprese che pagano un premio Inail al tasso non
inferiore al 60 per mille di non assumere disabili ai fini della copertura della quota d'obbligo, dietro
pagamento del contributo di 30,64 euro giornalieri. Escluse le piccole aziende. La novità è operativa dal 24
settembre 2015, data d'entrata in vigore del decreto legislativo n. 151/2015 (la riforma Jobs act), e arriva dalle
modifiche alla legge n. 68/1999 (diritto al lavoro dei disabili). Il ministero ha anticipato i contenuti del
decreto, dettando le relative istruzioni operative, con la nota prot. n. 2452/2016 (si veda ItaliaOggi del 21
aprile). Tra l'altro, il ministero ha precisato che i datori di lavoro che appartengono alla classe tra 15 e 35
dipendenti, la cui quota di riserva è pari a una unità, non possono usufruire dell'esonero autocertificato.
L'autocertificazione. Per avvalersi dell'esonero occorre che l'azienda: • occupi addetti impegnati in lavorazioni
per le quali sia pagato un tasso di premio Inail pari o superiore al 60 per mille; • autocertifichi l'esonero
dall'obbligo; • versi al «fondo per il diritto al lavoro dei disabili» un contributo per giorno di lavoro e per
disabile non occupato di euro 30,64. L'autocertificazione consiste in una dichiarazione del legale
rappresentante, resa ai sensi e per gli effetti dell'art. 76 del dpr n. 445/2000 secondo il modello allegato al
decreto stesso. In sede di prima applicazione, tale autocertificazione va presentata in via telematica entro 60
giorni dall'entrata in vigore del decreto, ossia entro il 1° luglio visto che il decreto è apparso sul sito ieri (2
maggio). Intanto che verrà attivata la procedura telematica, il datore di lavoro deve indicare nel prospetto
informativo la data dalla quale ha inteso avvalersi dell'esonero (la prossima scadenza è fissata al 15 maggio e
concerne l'anno 2015). Il versamento. Il primo versamento del contributo esonerativo andrà fatto nei cinque
giorni lavorativi che precedono l'autocertificazione e copre il periodo dalla data in cui il datore di lavoro ha
inteso avvalersi dell'esonero al termine del trimestre in cui è presentata l'autocertificazione. Daniele drioli
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LAVORO E PREVIDENZA
RELAZIONI SINDACALI
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Riforme Le proposte del Colap in vista dello Statuto
Lavoro autonomo «Vogliamo più tutele e sono a
costo zero» Alessandrucci: voucher per la maternità,
sgravi fiscali e tetti rivisti per la formazione
DI ISIDORO TROVATO La
valutazione è certamente positiva.
Il disegno di legge per la riforma
del lavoro autonomo ha
incontrato quasi unanimi
valutazioni favorevoli. Il mondo
delle partite Iva apprezza la ratio
e l'obiettivo del provvedimento
che è quello di costruire anche per
i lavoratori autonomi un sistema
di diritti e di welfare moderno
capace di sostenere il presente e
di tutelare il futuro. Questo però
non mette il decreto al riparo da
qualche imperfezione e qualche
aggiustamento. Attualmente il
testo è fermo alla commissione
Lavoro del Senato. Ciò che
trapela è un dato di bilancio: per
questa riforma è stato
preventivato un investimento di
circa 50/60 milioni di euro. Non
molti e certamente non sufficienti
a varare una serie di
riforme molto incisive, ha
spinto il Colap a presentare un
documento basato soprattutto
su emendamenti che ridu-
cono o annullano i costi a
carico della finanza pubblica,
sperando poi nella delega
fiscale-previdenziale. Primo
punto in agenda, una modifica
della regola prevista per i
congedi parentali. «Pur
esprimendo parere favorevole
sulle previsioni relative ai
congedi parentali — sostiene
Alessandrucci — riteniamo,
tuttavia, che non si debba
pensare alle tutele del
lavoratore autonomo
semplicemente applicando le
regole valide nel lavoro
dipendente. Se cosi sarà, le
misure previste nel testo
saranno, di fatto, inutilizzabili
da parte del libero
professionista che,
verosimilmente, non potrà
permettersi di astenersi dal
lavoro per un lungo periodo
senza perdere clientela e
professionalità. Andrebbero
riforme che richiedano
previste delle tutele
impegni economici
congeniali alle esigenze del
sostanziosi. A costo zero
lavoratore che potenzialmente
«Per questo abbiamo deciso potrà usufruirne, quindi il
di presentare un testo con
corrispettivo economico del
congedo potrebbe essere
una serie di proposte di
richiesto per pagare servizi
emendamenti a costo zero
come: babysitteraggio, rette
— spiega Emiliana
per gli asili d'infanzia o
Alessandrucci, presidente
persino l'utilizzo dei
del Coordinamento libere
voucher». Burocrazia e
associazioni professionali
appalti Per accedere agli
—. Le tu
appalti pubblici i lavoratori
autonomi vengono classificati
attraverso i codici Ateco che
tele che chiediamo di
perfezionare sono le basilari: definiscono le attività
economiche. Si tratta di
malattia (anche lunga e
codici che classificano anche
oncologica) e indennità di
gli adempimenti fiscali dei
maternità/paternità, questo
professionisti per poter
per ricondurre il sistema ad
accedere anche ad appalti
una maggiore equità». La
consapevolezza di avere poco pubblici.
budget per le
RELAZIONI SINDACALI
Il punto è che ci sono
categorie di lavoratori
autonomi che non hanno
alcun codice che definisca la
loro attività e questo quasi
sempre li taglia fuori dagli
appalti afferma il presidente
Colap
— di dare mandato al
ministero dello Sviluppo
economico, entro 12 mesi
dall'entrata in vigore della
nuova legge, di rivedere i
codici prevedendo una
classificazione delle attività
economiche suddivisa per
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03/05/2016
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macroaree produttive.
Chiediamo inoltre al ministero
della Funzione pubblica, in
attesa della revisione dei
codici, di informare tutte le
stazioni appaltanti affinchè il
riferimento all'attività
professionale richiesta nel
bando pubblico non sia
identificata unicamente dal
codice». Resta favorevole
invece il parere
sull'opportunità di dedurre al
100% i costi della formazione,
anche se la soglia dei lOmila
euro l'anno è considerata
molto elevata e introdurrebbe
il rischio di essere utilizzata
con « forzature» o comunque
dai professionisti con grandi
volumi di affari. « La nostra
proposta — conclude
Alessandrucci — è quella di
sostituire le seguenti parole
«limite annuo di lOmila euro»
con «limite triennale di
lOmila euro». E poi sostituire
la frase «entro il limite annuo
di 5.000 euro» con «entro il
limite triennale di 5.000
euro».
RELAZIONI SINDACALI
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www.twosides.inf o/it ^________I elaborazione Two Sides su dati FAO 201 5 CARTA-NATl/RALMÉNTiE lo che la carta promuove la gestione sostenibile delle foreste e il
riciclo dei propri prodotti. Puoi stare tranquillo, In Europa sono più gli alberi piantati di quelli tagliati. Le nostre foreste, in dieci anni, sono cresciute di una superficie pari a
quella dell'intera Svizzera*. E inoltre, con 2.000 chili al secondo**, la carta è il materiale più riciclato d'Europa. NYECE * «s NON E VER che la carta è nemica delle foreste.
* fonte ERPC 2015
TWOSIDES
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