Una storia di Dylan Dog

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Una storia di Dylan Dog
Una storia di Dylan Dog
La sceneggiatura completa
di Roberto Recchioni
TAV 1
1
Esterno notte. Piove.
Dettaglio, un poco dall’alto, sulla targa sotto al campanello della casa di Dylan Dog (la trovi
sul numero 1). La scritta si deve leggere bene.
Dida
“C’è stato un tempo in cui avevo un nome...”
2
Stacco.
Passiamo all’interno della casa di Dylan e nel suo studio. Vediamo lo scrittoio con il galeone
in costruzione e la sedia, vuota. La stanza è buia e lo scrittoio è illuminato solo dalla luce di
una lampada.
Dida
“C’è stato un tempo in cui avevo un lavoro...”
3\4
Passiamo nella camera da letto di Dylan. L’ambiente è buio. Dylan e una bella ragazza
stanno facendo l’amore (attento a non esagerare con le inquadrature ardite). Dylan è sopra
la ragazza.
Dida
“C’è stato un tempo in cui ero un uomo... qualsiasi cosa questo significhi.”
5
Primo piano, stretto e di profilo, su Dylan (ancora sopra la ragazza). lo sguardo dell’old boy
sembra turbato, come fosse stato colto all’improvviso da un malore.
Dida
“Poi le cose sono cambiate... io sono cambiato”
Dylan
“A-aspetta...”
6
Nella soggettiva di Dylan. Vediamo un primo piano della ragazza, sotto di noi. Ci sta guardando
preoccupata.
Dida
“Sono diventato un malato.”
Ragazza
- Dylan, stai bene?
TAV 2
1\2
Esterno sulla casa di Dylan. Vediamo un’ambulanza ferma davanti alla casa. Dylan sta venendo
portato fuori su una barella. Groucho (in camicia da notte e con tanto di berretto) e la ragazza
(avvolta in una coperta), sono fermi sulla soglia della casa osservano preoccupati la scena. La
pioggia cade battente.
Dida
“No... non sto bene.”
3
Dall’alto sull’ambulanza, vista di tre quarti e posteriormente. Un infermiere sta spingendo la
barella con sopra Dylan (sotto una coperta) sull’ambulanza.
Infermiere
- Non vi preoccupate, saremo all’ospedale in un attimo!
4
Dettaglio della mano dell’infermiere che chiude con violenza il portello posteriore
dell’ambulanza.
Effetto Sonoro
TLACK
5\6
Groucho e la ragazza, visti in piano medio, di spalle, sulla quinta a sinistra. I due stanno
guardando l’ambulanza che si allontana a tutta velocità lungo la strada. Groucho e la ragazza
sembrano scossi e quasi sotto shock.
Dida
“Forse non starò bene mai più.”
Effetto Sonoro (sirena dell’ambulanza)
uuuUUUUUUUUEEEEEEEEEEE
TAV 3
1
Stacco.
Siamo in una sala per la risonanza magnetica dell’ospedale. Dettaglio su un “occhio” elettronico
posto sulla macchina della risonanza magnetica. L’occhio lo vorrei identico all’occhio di Hal
9000 (vedi il riferimento grafico n.1). Nella vignetta 3\4\5\6 vedremo dove è posizionato
questo occhio sulla macchina.
Dall’occhio (balloon “elettrico”)
-Si rilassi, signor Dog...
2
Stacco. Siamo nella stanzetta adiacente rispetto a quella dove si trova la macchina vera e
propria e separata solo da un vetro rispetto a essa.
Per questa vignetta rifatti ai riferimenti fotografici 2 e 3.
Vediamo un radiologo in camicie bianco, seduto davanti a un computer. L’uomo si sta sporgendo
in avanti verso un microfono di quelli da computer. Oltre il vetro vediamo la macchina e Dylan,
(già al suo interno) dentro di essa. Sostanzialmente, di Dylan vediamo spuntare solo i piedi.
Radiologo
- Stiamo per iniettarvi il mezzo di contrasto... sentirete un lieve bruciore.
3\4\5\6
Questa è tostarella.
Siamo all’interno della macchina della risonanza magnetica, adesso.
Sostanzialmente, è una inquadratura dall’interno del tubo. Il tubo è davvero stretto e
claustrofobico. Dylan, è sdraiato dentro la macchina, quindi lo vediamo in fuga, con la testa in
primo piano e tutto il corpo a seguire. Dylan è a petto nudo e con dei pantaloni da tuta/pigiama
chiari (non farli dal taglio troppo squallido che lo dovremo vedere spesso in pigiama). Vediamo
che nell’avambraccio destro ha infilata una agocanula il cui tubicino scende lungo il piano
su cui è sdraiato e poi si perde fuori dalla macchina della risonanza magnetica (attraverso
questo tubo una piccola pompa, posta sulla parte esterna e frontale della risonanza magnetica,
inietta il liquido di contrasto nelle vene di Dylan). Per la macchina della risonanza magnetica,
rifatti ai riferimenti visivi dal 4 al numero 8. Rispetto alle vere macchine della risonanza,
dobbiamo aggiungere un particolare: l’occhio di Hal che abbiamo visto nella prima vignetta.
Mettilo sulla parete superiore del tubo, sopra Dylan, a incombere su di lui. La vignetta deve
anche contenere il titolo.
TITOLO:
MATER MORBI
(il titolo non metterlo tu che ci pensano in Bonelli)
Dall’occhio (balloon “elettrico”)
- ...fate un bel respiro, restate fermo e trattenete l’aria.
TAV 4
1\2
Come fossimo in una visuale “in sezione” laterale sulla risonanza magnetica. Dylan, sdraiato
nel tubo. Sembra sepolto in una bara, sottoterra.
Dida
“Risonanza magnetica... è così che la chiamano.”
Dida 2
“I dottori mi hanno spiegato che questa macchina bombarda il corpo di onde radio e permette
una scrupolosa indagine diagnostica senza dover ricorrere alle radiazioni o alla chirurgia.”
3\4
Verticale.
A picco dall’alto su Dylan, sempre fermo all’interno della macchina.
Dida
“A causa del campo magnetico, è necessario eliminare ogni oggetto metallico dal corpo...
per questa ragione i pazienti con pacemaker, punti chirurgici o protesi interne non possono
sottoporsi a questo esame”
4
Questa è in una sorta di flashback\racconto. Differenzia la cornice e inchiostrala diversamente
o, ancora meglio, usa i toni di grigio. Vediamo il dettaglio del bicipite muscoloso di un
motociclista. Sul bicipite vediamo un tatuaggio molto grosso e articolato (scegli tu il genere,
niente di troppo moderno però).
Dida
“Anche i tatuaggi possono dare fastidio, specie quelli vecchi e realizzati con inchiostri a base
metallica...”
5\6
Allarghiamo. Sempre in flashback\racconto.
Questa vignetta è identica a quella di vignetta 1\2 di questa stessa tavola ma al posto di Dylan
c’è questo grosso motociclista tutto tatuato e l’inquadratura è speculare (dove nella vignetta
1\2 Dylan ha la tesa, qui ci sono i piedi). L’inchiostro dei suoi tatuaggi del motociclista sta
venendo “succhiato” via dal suo corpo (hai presente quando Magneto estrae l’adamantio da
Wolverine? La stessa cosa). Il motociclista si contorce negli spasimi di un dolore atroce e urla
disperato.
Dida
“In giro per l’ospedale ho sentito la storia di un motociclista a cui questa macchina ha strappato
via la pelle dal corpo!”
TAV 5
1
Torniamo alla realtà e su Dylan, nel tubo. Primo piano, dall’alto, su Dylan. Serissimo.
Dida
“Non so se sia un fatto realmente accaduto o una leggenda urbana... ma sono contento di non
avere tatuaggi.”
2
Dettaglio sull’occhio di Hal che abbiamo già visto nelle tavole precedenti.
Dall’occhio (balloon “elettrico”)
- Ora sentirete una forte sequenza di rumori, signor Dog... non agitatevi.
3\4
Usciamo da dentro il tubo della risonanza magnetica. Vediamo la macchina da fuori, sormontata
degli effetti sonori.
Effetti Sonori
BEEEEEEEEEEEE...
RATARATARATARATARATARA
BIPBIPBIPBIPBIPBIPBIPBIP
TLACKTLACKTLACKTLACK
BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
5
Primo piano, di profilo, su Dylan sdraiato.
Dida
“Come sono arrivato qui dentro?”
6
Simile alla inquadratura di vign.1 ma stringiamo in un dettaglio sull’occhio.
Dida
“Quand’è che la mia vita ha cominciato a finire?”
TAV 6
1
Stacco. Siamo in un flashback. Differenzia la cornice, l’inchiostrazione, oppure usa i toni di
grigio.
Vediamo Dylan, seduto alla sua scrivania ma voltato verso di noi. Accanto a lui vediamo
Groucho che gli tocca la fronte con la mano, per sentirgli la febbre. Groucho non sembra molto
impressionato e ha l’aria di uno che minimizza. Dylan lo osserva sospettoso. La vignetta deve
avere toni di commedia.
Dida
“Credo che il primo segnale sia stato una leggera influenza...”
Groucho
- Sei fresco come un pesce, capo.
2
Stacco.
Sempre in flashback.
Siamo nel bagno di casa Dog. Vediamo Dylan, in piano medio, mentre ingoia alcune pillole.
Metti un bicchiere d’acqua e il flacone delle pillole da qualche parte (in mano a Dylan oppure
poggiato vicino a lui).
Dida
“Mi sono prescritto da solo qualche antibiotico e sono andato avanti con la mia vita.”
3\4
Stacco.
Sempre in flashback.
Siamo in uno sporco e squallido vicolo di Londra. Sulla quinta a sinistra della vignetta vediamo
Dylan che si poggia a un muro lurido, sembra in preda a un forte giramento di testa. Sul fondo.
oltre l’angolo del vicolo in cui si trova Dylan, vediamo Groucho alle prese con una classica
mummia da film della Universal . Groucho sta comicamente lottando con la mummia, è
parzialmente avvolto dalle sue bende e guarda disperatamente in direzione dell’angolo dietro
cui si trova Dylan.
Dida
“Poi è arrivato il tremore alle mani e la debolezza nelle gambe... ho pensato di aver esagerato
con le medicine e ho smesso di prenderle.”
Groucho
- DYLAN, LANCIAMI LA PISTOLA!
5
Sempre in flashback, sempre nel vicolo.
Siamo praticamente nella soggettiva di Groucho. Vediamo Dylan che, pistola in pugno, sta
spuntando da dietro il vicolo.
Dida
“A quel punto ho cominciato ad avere problemi alla vista e le vertigini...”
6
Sempre in flashback. Sempre nel vicolo.
Primo piano, di tre quarti dal basso, su Dylan. Le braccia tese in avanti mentre punta la pistola.
Gli occhi di Dylan sono semichiusi, come se cercasse di schiarirsi la vista.
TAV 7
1
Sempre in flashback, sempre nel vicolo.
Primo piano su Groucho e la Mummia. La mummia ha spalancato le fauci e sta per mordere la
gola di Groucho ma il colpo sparato da Dylan (fuori campo) gli sta facendo esplodere la testa,
spargendo polvere ovunque.
Groucho
-!
Effetto Sonoro
BANG
2
Sempre in flashback, sempre nel vicolo.
Bianca senza sfondo. Io la proverei a fare scontornata ma ho paura che poi non passa, decidi
tu.
Campo lungo, un poco dall’alto, su Dylan e Groucho davanti al mucchietto di polvere e bende
in cui si è trasformata la mummia. Dylan ha lo sguardo basso e cupo, rivolto verso i reti della
mummia. Groucho guarda Dylan e sembra preso in contropiede.
Dida
“Mi sentivo malissimo e sarei dovuto andare subito da un dottore...
Groucho
- Questa mummia doveva essere un tuo ammiratore, capo... non sta più nelle bende per la
felicità di averti incontrato di persona!
3\4
Sempre in flashback, sempre nel vicolo.
Groucho, in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a sinistra. Groucho osserva con fare
preoccupato Dylan che si allontana lungo il vicolo, dandogli le spalle. Dylan tiene la testa bassa
e sembra malconcio.
Dida
“...ma le malattie mi spaventano a morte e, come ogni buon ipocondriaco che si rispetti, i
dottori mi spaventano ancora di più!”
Dylan
- Questa sera non sono dell’umore adatto per le tue battute, Groucho... a dire la verità, non lo
sono mai.
5
Sempre in flashback, sempre in strada.
Di tre quarti, molto dal basso, su Dylan che cammina. Ha le mani in tasca e di sta stringendo
nelle spalle, come volesse combattere i brividi e il freddo. Sembra davvero malconcio.
Dida
“Quando vado da un medico ho sempre paura che scopra che sono affetto da qualche male
incurabile e mortale. E’ per questo che non ci vado mai... preferisco non sapere”
6
Stacco.
Di nuovo nella macchina della risonanza magnetica. Di nuovo sul nostro “occhio di Hal”.
Dida
“Ma alla fine la verità riesce sempre a trovarti.”
Dall’occhio (balloon “elettrico”)
- L’esame è completo, signor Dog... tra poco vi riporteranno nella vostra stanza.
TAV 8
1\2
Stacco.
Esterno giorno.
Il Royal Free Hospital (lo stesso ospedale che hai già disegnato nella storia a colori e di cui
dovresti avere ancora le foto). In primo piano, di quinta, vediamo il grande cartello in metallo
con sopra il nome dell’ospedale e il suo logo, sullo sfondo il brutto e grigio edificio.
Dida
“Il Royal Free Hospital... la mia nuova casa.”
Dall’ospedale
- Dunque, signor Dog...
3
Stacco. Siamo in una stanza d’ospedale. E’ una stanza con un solo letto (sormontato da una
specie di “mensola” in metallo che ospita una lampada al neon e vari aggeggi per collegare
l’ossigeno e roba del genere), un comodino in metallo, un tavolino con due sedie, un televisore
(LCD) appeso alla parete, un armadietto (anche questo in metallo) e una poltroncina. Siamo
nella soggettiva di Dylan, sdraiato nel letto. In piedi, ai piedi del letto, vediamo un dottore in
camice bianco che si sta rivolgendo verso di noi con un sorriso formale che non arriva agli
occhi. In mano ha una cartella medica. Il professore ha l’aspetto di un moderno Michael Caine.
Il suo nome è Professor Faber.
Dida
“Questo è il Professor Faber, un luminare nel campo della medicina diagnostica... a suo modo
di vedere, il mio caso è estremamente interessante.”
Faber
- ...come state, oggi?
4
Faber, in primo piano, di spalle, in quinta a destra e in controluce. Davanti a lui vediamo Dylan
Dog, nel letto della stanza d’ospedale. Adesso Dylan indossa anche la giacca del pigiama (stesso
discorso fatto con i pantaloni: non dargli un taglio troppo squallido). Dylan ha ancora l’ago
dell’agocanula e accanto al letto vediamo l’asta con la flebo (una sacca in plastica trasparente,
come fosse piena di semplice acqua) a cui è collegata. Dylan guarda verso il professor Faber
con uno sguardo cupo.
Dylan
- Credo che questo me lo dobbiate dire voi...
5\6
Allarghiamo nella stanza d’ospedale e alziamoci (di parecchio), guardando verso il basso e
dando una bella visione d’insieme nella stanza. Faber sta rivolgendosi a Dylan. Dylan lo guarda
sospettoso e timoroso.
Faber
- Le risposte definitive delle vostre ultime analisi non sono ancora arrivate ma, in tutta onestà,
dubito che daranno dei responsi significativi...
Dylan
- E questo è un bene o un male?
TAV 9
1
Primo piano su Faber che sorride. Il suo sorriso continua a non arrivare mai agli occhi.
Dottor Faber
- Abbiamo escluso tutte le patologie mortali conosciute... dovrebbe essere una buona notizia!
2
Su Dylan. Sopracciglio inarcato, sguardo amaramente sarcastico.
Dylan
- Il fatto che la cosa che mi sta uccidendo non ha nemmeno un nome non mi è di alcuna
consolazione, Professor Faber!
3
Di nuovo su Faber. Sorride ancora.
Faber
- Non fate il melodrammatico, adesso! Siete ricoverato nel più avanzato reparto di diagnostica
del paese, vedrete che riusciremo a rimettervi in sesto!
4
Dylan, duro.
Dylan
- Come?
5\6
Laterale sul letto di Dylan. Il dottor Faber, in piano americano, sta scrivendo qualcosa sulla
cartella clinica di Dylan Dog. Dylan lo osserva preoccupato.
Dottor Faber
- Vi ho messo in lista per un altro gruppo di esami che speriamo possano darci un quadro più
completo della vostra condizione. Visto che le soluzioni meno invasive non hanno dato un
esito certo, dovremo cercare di andare maggiormente al fondo del problema...
Dylan
- Volete operarmi?!
TAV 10
1
Dylan, in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a sinistra. Davanti a lui il dotto Faber,
ancora impegnato a scrivere sulla cartella. Ormai la sua attenzione è solamente in parte
rivolta a Dylan Dog.
Dottor Faber
- La chirurgia esplorativa è solo l’ultima ratio, signor Dog... al giorno d’oggi la medicina
endoscopica ha fatto passi da gigante!
2
Piano medio su Dylan, un poco dal basso. E’ preoccupato e diffidente.
Dylan
- State parlando di infilarmi dei tubi dentro al corpo, esatto?
3
Primo piano su Faber. Ora sembra infastidito dall’atteggiamento di Dylan. Ha inarcato un
sopracciglio e la sua aria si è fatta fredda e arcigna.
Dottor Faber
- Sto parlando di gastroscopie, arteriografie, biopsie e quanto di meglio la moderna scienza
possa offrire!
4
Dylan, intimidito e spaventato.
Dylan
- Sembrano tutte cose dolorose...
5
Faber che sorride rassicurante.
Dottor Faber
- In effetti possono essere analisi sgradevoli ma non vi preoccupate... gran parte di questi
esami vengono svolti sotto anestesia locale o completa. Vi addormenterete e non sentirete
nulla!
6
Stringiamo su un primo piano stretto di Dylan. Ha lo sguardo spaventato e intimorito.
Dylan
- E lo dite come se questo dovesse rassicurarmi!
TAV 11
1\2
Stacco.
Siamo in una sala da analisi endoscopiche (vedere riferimenti fotografici n. 9 e 10). Dylan
indossa un camice di quelli ospedalieri che si chiudono sulla schiena ed è sdraiato sul piano
operatorio. Intorno a lui vediamo tre o quattro dottori che gli si affaccendano intorno, tutti in
camice e cuffia ma senza mascherina. Dobbiamo vedere un dottore con in mano lo strumento
per la gastroscopia (vedere riferimenti fotografici Dylan ha già la mascherina per l’ossigeno
e l’agocanula nel braccio sinistro ma il tubicino adesso è collegato a una siringa piena di un
liquido che sembra latte. La siringa è tenuta in mano da un anestesista grasso e dall’aria
simpatica. L’anestesista è vicino a Dylan.
Dida
“L’unica cosa che mi terrorizza di più di un intervento chirurgico, è l’anestesia...”
Anestesista
- Ora fate un profondo respiro...
3
Siamo nella soggettiva di Dylan, sdraiato su un lettino e guardiamo verso l’alto. Sopra di
noi vediamo una specie di lampada di quelle da sala operatoria. Su di noi incombe la faccia
sorridente di un grassoccio anestesista. L’uomo tiene in mano la siringa collegata al tubicino
che va al braccio di Dylan e sta spingendo sullo stantuffo.
Anestesista
- ...e cominciate un conto alla rovescia partendo da dieci.
Dida
“E’ come fare un salto nel buio”
4
Dylan, in primo piano, visto dall’alto con la mascherina per l’ossigeno sul volto.
Dylan
- dieci... nove... otto... s-sette... q-quattro...
5
Dettaglio sull’occhio di Dylan, rivoltato verso l’alto.
Dida
“Fuori dal blu...”
Dylan
- ...uno...
6
Nera. Solamente una didascalia al centro della vignetta.
Dida
“...e dentro il nero.”
TAV 12
1\2
Fascia stretta.
Stacco.
Dettaglio, stretto e frontale sugli occhi di Dylan. Dylan li sta spalancando di colpo.
Dylan
- Ma che...?!
3
Stacco sull’asse all’indietro. Dall’alto su Dylan, sdraiato in un letto d’ospedale in una camera
buia. Dylan è sotto la coperta in lana (ruvida e sporca) del letto e indossa lo stesso camicie della
sequenza precedente. Al braccio sinistro di Dylan vediamo ancora l’agocanula collegata a una flebo
che pende da un asta per flebo di quelle con le rotelle. Il letto è rugginoso e sembra uscito da un film
ospedaliero anni ’50. Per quel poco che possiamo vedere della stanza, è sporca e con i muri scrostati.
Un’infermiera da culo grosso (con il camice stile anni ’50 ma sporco e logoro), osserva Dylan.
L’Infermiera è di spalle rispetto a noi. Dylan sembra confuso e scosso mentre guarda l’infermiera.
Infermiera
- Non agitarti, bello... sono solo venuta a fare il giro notturno.
Dylan
- D-dove mi trovo...?
4
Nella soggettiva di Dylan che osserva l’infermiera che incombe su di lui. E’ una donna sulla
cinquantina, un tempo forse piacente ma adesso sfatta dalla vita. E’ laida, con un trucco troppo
pesante e una sigaretta che le pende dall’angolo della bocca. Sta rivolgendosi verso di noi con
aria annoiata e sarcastica. Sembra più una vecchia cameriera che una infermiera. Il nome che
leggiamo sulla sua targhetta è Selma Wagonback.
Selma
- Secondo te? Sei all’ospedale...
5\6\7\8
Allarghiamo, di molto, un poco dall’alto (e lateralmente rispetto al letto in cui si trova Dylan)
in un bel totale della stanza. Ora vediamo che Dylan si trova in una camerata con molti letti.
IMPORTANTE: non dobbiamo capire esattamente quanti. Si deve capire bene che non è più la
stanza singola in cui Dylan stava prima e che il nuovo ambiente è sporco e squallido. L’unica
illuminazione è quella della lampada posta sopra il letto di Dylan. Nei letti accanto a quello di
Dylan intuiamo la presenza di vecchi malati, relitti all’ultimo stadio con maschere per l’ossigeno,
flebo e quanto altro. Dylan si è leggermente alzato sul letto e si guarda intorno spaesato.
Dylan
- C-ci deve essere un errore... questa non è la mia stanza!
Selma
- Io non ne so niente, bellezza... ho appena attaccato il mio turno e tu eri già qui!
TAV 13
1
Selma che sorride sarcastica verso Dylan (che vediamo in quinta a destra, in primo piano, di
tre quarti di spalle) mentre gli sistema le coperte del letto. Dylan sembra sconvolto.
Selma
- Forse ti avranno trasferito... i medici si divertono a farlo, certe volte!
2
Piano medio, di tre quarti frontale su Dylan, perplesso e sospettoso.
Dylan
- Non può essere! Io sono seguito personalmente dal professor Faber!
3
Selma, in piano medio. Si stringe nelle spalle e ha il labbro inferiore sporto all’infuori: lei, di
quella storia, non sa nulla e ancora meno gli interessa.
Selma
- Faber? Mai sentito... ma ci sono decine di segaossa in questo ospedale e non è che la vecchia
Selma possa conoscerli tutti, ti pare?
4
Primo piano su Dylan. Serissimo adesso.
Dylan
- Voglio parlare con il medico di questo reparto...
5
Primo piano su Selma. Il solito sorriso caustico sul volto.
Selma
- Non prima di domani mattina, occhibelli. Questa notte ci sono solo io. Roba da non crederci...
Oltre cento pazienti, e solamente Selma a badare a tutti!
6
Allarghiamo. Laterale sul letto di Dylan. Selma ha piegato una gamba e tirando il braccio
indietro si sta massaggiando il tallone. Dylan è esterrefatto.
Dylan
- Tutto questo è assurdo!
Selma
- Non dirlo a me, ho un tale mal di piedi!
TAV 14
1
Selma, in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a destra. Davanti a lei vediamo Dylan.
L’uomo sembra arrabbiato.
Dylan
- Parlo del mio trasferimento in questo posto!
2
Su Selma. Un sopracciglio inarcato e un sorriso amarognolo sul viso.
Selma
- Dovresti ritenerti fortunato di avere ancora un letto tutto tuo, ragazzo...
3\4
Dylan che osserva Selma mentre si allontana da lui, perdendosi nelle tenebre dello stanzone
ospedaliero. Ricordati che non si deve capire, esattamente, quanto è grande la stanza e quanti
letti ci sono.
Selma
- ...qui fuori c’è gente che dorme in corridoio!
5
Dall’alto sul letto di Dylan. L’uomo sembra arrabbiato e sta alzandosi dal letto di scatto,
scostando le coperte e cominciando a mettere i piedi a terra.
Dylan
- Al diavolo...
6
Dettaglio sui piedi nudi di Dylan che toccano il freddo (e sporco) pavimento ospedaliero.
Dylan
- ...voglio sapere cosa sta succedendo, ora!
TAV 15
1\2
Verticale.
Dylan, in figura intera, in piedi accanto al letto. Si sta piegando in avanti, poggiandosi al letto,
come fosse in preda a un forte dolore allo stomaco. Sul suo viso vediamo una smorfia di dolore
e sorpresa.
Dylan
- AH!
3
Primo piano, stretto, di Dylan. La testa leggermente inclinata in avanti, i denti digrignati per
il forte dolore.
Dylan
- Ma che...?!
4
Piano medio, frontale, su Dylan. Si sta alzando il camice (sotto ha i boxer). Vediamo che, al
centro del suo addome c’è una lunga, verticale e orrenda, cucitura chirurgica. I punti esterni
sono neri e la pelle intorno a essi è gonfia. Dylan osserva esterrefatto.
Dylan
- !!
5\6
Allarghiamo e dall’alto sullo stanzone ospedaliero. Dylan sta crollando a terra, svenuto con un
sonoro tonfo.
Effetto Sonoro
THUNF
TAV 16
1
Nera.
2
Nella soggettiva di Dylan che sta riaprendo gli occhi. La sua vista è offuscata. Vediamo solo due
sagome (una maschile e una femminile) che incombono su di noi.
Sagoma Femminile
- Si sta risvegliando, dottore...
3
Primo piano su Dylan, visto nella soggettiva di una delle due sagome che incombono su di lui.
Dylan è di nuovo sdraiato sul letto, ha un velo di barba, pesanti borse scure sotto gli occhi e,
in linea generale, non sembra in salute. Sta riaprendo gli occhi e sembra sollevato da quello c
vede. Un lieve sorriso sul suo volto.
Dylan
- P-professor Faber... ho fatto un incubo tremendo!
4
Simile alla 2, solo che ora la vista di Dylan è a fuoco. Le due sagome che incombono su di noi
sono adesso diventate delle persone: una è l’infermiera Selma, l’altra è un medico dall’aria
sinistra (Cristopher Walken?) e bizzarra, con il camice sgualcito e i capelli arruffati. Il nome
del medico è Vonnegut. Vonnegut osserva verso di noi con aria interrogativa.
Vonnegut
- Sono il dottor Vonnegut, signor Carver... voi siete un mio paziente.
5\6
Alziamoci rispetto al letto. Vediamo Vonnegut e Selma vicino al letto di Dylan. Vonnegut sta
controllando la cartella del suo paziente con aria critica mentre Dylan lo osserva sconvolto,
spaesato e perplesso. Selma si sta rivolgendo al dottore con aria infastidita e lamentosa.
Ricordati sempre che dobbiamo intuire che ci troviamo in una stanza piuttosto grande e con
molti letti ma non far capire quanti. Dylan indossa il solito camice. Ricordati la flebo nel braccio
sinistro e la piantana accanto al letto.
Dylan
- C-Carver? Io non mi chiamo Carver...
Vonnegut
- Non agitatevi. Ieri notte avete commesso una grave imprudenza ad alzarvi così in fretta...
Selma
- Oltre ad avermi fatto quasi spaccare la schiena per rimetterti a letto!
TAV 17
1
Primo piano su Dylan, sempre più allarmato. Ora comincia anche a essere molto arrabbiato.
Dylan
- Vi ripeto che il mio nome non è Carver, ma Dog... Dylan Dog! E non dovrei nemmeno essere
qui!
2
Piano medio su Vonnegut, visto leggermente dal basso quasi fossimo nella soggettiva di Dylan.
Non sta guardando verso di noi e continua, con un certo menefreghismo, ad appuntare qualcosa
sulla cartella medica. Un sopracciglio inarcato, l’aria di sufficienza.
Vonnegut
- Voi siete stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico... dove altro dovreste stare se
non in un ospedale?
3\4
Allarghiamo. Dylan sta balzando in avanti, urlando e tirandosi dietro l’asta della flebo. E’
furioso e fuori controllo. Vonnegut si tira indietro, allarmato dalla reazione per lui impensabile
del suo paziente. Anche Selma si ritira, intimidita.
Dylan
- VOGLIO PARLARE CON IL DOTTOR FABER, SUBITO!!!
Vonnegut
- INSERVIENTI!
5
Dettaglio dell’asta della flebo che cade in terra.
Effetto Sonoro
TLANK
6
Vediamo due grossi inservienti ospedalieri (di spalle e un poco dall’alto) che stanno accorrendo
verso il letto di Dylan (sullo sfondo). Dylan sta continuando a sbraitare, furioso mentre Selma
grida in direzione degli inservienti. Ricordati sempre che non dobbiamo mostrare chiaramente
la dimensione della stanza e il numero di letti che ci sono.
Dylan
- PRETENDO DELLE SPIEGAZIONI!
TAV 18
1
Primo piano di Selma che urla come un arpia.
Selma
- PRESTO, DOBBIAMO LEGARLO AL LETTO!!!
2
Da sopra il letto di Dylan. Vediamo i due grossi inservienti che costringono Dylan a stare giù
mentre cominciano a legarlo al letto con i classici bracciali imbottiti che si usano per i pazienti
pericolosi per sé stessi e gli altri. Sullo sfondo vediamo il dottor Vonnegut che cerca di ridarsi
un contegno.
Primo Inserviente
- Non ti agitare!
Secondo Inserviente
- Così peggiori solo la situazione!
3
Primo piano, di tre quarti e un poco dal basso, su Dylan che urla disperato e furioso.
Dylan
- DOVETE ASCOLTARMI, DANNAZIONE!!!
4
Il dottor Vonnegut (visto nella soggettiva di Dylan, sdraiato sul letto). L’uomo sta rimettendo
in piedi l’asta flebo e guarda verso di noi.
Vonnegut
- Il vostro comportamento è inammissibile, signor Carver... visto che non riuscite a controllarvi
da solo, mi costringete a aumentare la dose di sedativi
5
Primo piano, dall’alto, su Dylan sdraiato nel letto. Guarda verso di noi e sembra davvero
disperato.
Dylan
- C’è uno sbaglio... dovete aver confuso le cartelle!
6
Simile alla 4 ma stringiamo su Vonnegut. Ha in mano una siringa adesso e la sta osservando
con fare critico, alla ricerca di bolle d’aria.
Vonnegut
- Ne parleremo quando vi sentirete meglio...
TAV 19
1
Dettaglio delle mani di Vonnegut che iniettano il contenuto della siringa direttamente nel
braccio di Dylan, sfruttando l’agocanula.
Vonnegut
- Fino a quel momento, voglio che vi riposiate e che rimaniate tranquillo, signor Carver...
2
Allarghiamo e alziamoci. Dall’alto sul letto di Dylan. Vonnegut e l’infermiera Selma stanno
osservando Dylan, nel letto. Dylan sta di nuovo perdendo i sensi,
Vonnegut
- Lasciate che siamo i dottori a decidere cosa è meglio per voi!
3\4
Allarghiamo e alziamoci ancora in uno stacco sull’asse all’indietro. Ora vediamo che accanto al
letto di Dylan ci sono almeno altri due letti per parte. Dylan sta perdendo i sensi.
Dylan (lettering ridotto)
- n-non... mi chiamo...
5\6\7\8
Allarghiamo e alziamoci ancora in uno stacco sull’asse all’indietro. Ora vediamo le vere
dimensioni della stanza. E’ enorme e ci sono file e file di letti su entrambi i lati. L’impressione
che deve dare è quasi quella del magazzino in cui viene messa l’Arca dell’Alleanza alla fine del
primo Indiana Jones. Il letto con dentro Dylan, il professor Vonnegut, l’infermiera Selma e gli
inservienti, si perdono in questo ambiente infinito e impossibile e dominato dal bianco e dallo
squallore.
Dylan
- ...carver!
TAV 20
1
Nera.
2
Stacco.
Passiamo nello studio di Dylan.
L’old boy (nella sua tenuta classica e senza nessun segno di malattia) è seduto sulla sua
poltrona (quella davanti alla scrittoio) dove si è addormentato. Ora si sta svegliando di colpo
con un singulto.
Dylan
- GASP!
3
Dylan, in primo piano, di spalle, e seduto. Davanti a lui vediamo Groucho con un vassoio in
mano. Sul vassoio una teiera e due tazze di tè. Groucho si sta rivolgendo a Dylan.
Groucho
- Hai la faccia di uno che è appena stato schiacciato da un pisolino gigante, capo...
4
Primo piano, di profilo, di Dylan. Con una mano si sta toccando la fronte, come volesse schiarirsi
le idee.
Dylan
- Ho fatto un sogno tremendo... ero malato e nessuno mi dava ascolto!
5
Su Groucho.
Groucho
- Succedeva lo stesso a mio zio Anacleto. Era muto.
6
Allarghiamo e alziamoci.
Dylan sulla poltrona, Groucho davanti a lui.
Dylan
- Mi stai facendo rimpiangere di essermi svegliato!
Groucho
- E’ un sollievo sentirtelo dire, capo...
TAV 21
1
Stringiamo su Groucho. Ora serissimo.
Groucho
- ...perché non lo hai fatto!
2
Dylan, in piano americano, ancora seduto. La sua poltrona è diventata uno strano incrocio tra
uno strumento medico e la sedia di Giger (vedere riferimento fotografico 14). Cavi e tubi tipo
quelli della gastroscopia stanno cominciando a risalire lungo le gambe e le braccia di Dylan,
stringendolo contro la poltrona.
Anche lo sfondo è cambiato: non ci troviamo più nello studio di Dylan ma in un posto che è a
mezza via tra un incubo alla Giger e un castello gotico.
Dylan sembra sconvolto.
Dylan
- GIUDA BALLERINO!
3
Dettaglio dei tubi che si stringono intorno al polso di Dylan.
Effetto Sonoro
WHIP
4
Primo piano, laterale, su Dylan. Un tubo si è avvolto intorno alla sua gola e lo sta tirando
indietro. Altri tubicini, più piccoli, si arrampicano sul suo volto, cercando di entrargli nella
bocca e nel naso.
Dylan
- GROUCHO, AIUTAMI!!!
5\6
Dylan, di spalle, in quinta a destra e in primo piano. Davanti a lui vediamo Groucho che lo
guarda triste. Adesso Groucho è vestito da chirurgo e tiene in mano lo strumento che ti mostro
nel riferimento fotografico 15. Il camice di Groucho è sporco di sangue. Alle spalle di Groucho
lo studio è diventato un incubo di tubi neri e lucidi, avvolti l’uno nell’altro e strani e osceni
macchinari.
Groucho
- Non posso, capo... non questa volta... LEI ti sta reclamando!
TAV 22
1\2
Da sopra la spalla del Groucho Chirurgo. Si sta avvicinando a Dylan. La strana poltrona
bio-meccanica su cui Dylan è adesso saldamente legato è leggermente reclinata all’indietro
adesso, come fosse la poltrona di un dentista. Tubi e tubicini sono avvolti intorno ai polsi, al
collo e alle caviglie di Dylan. I suoi occhi sono tenuti sbarrati da piccoli ganci (in stile “Arancia
Meccanica”). Groucho si sta avvicinando tenendo alzato il suo strano strumento chirurgico.
Dylan si rivolge a Groucho, disperato e sconvolto.
Dylan
- Di chi stai parlando?!
Groucho
- Il suo nome...
3
Nella soggettiva di Dylan.
Groucho incombe su di noi, adesso. Il braccio armato dello strano strumento chirurgico è
alzato. Le lenti degli occhiali di Groucho nascondono i suoi occhi, disumanizzandolo. Groucho
sta per infilarci quel bisturi deforme nell’occhio.
Groucho
- ...è MATER MORBI!
4
Controcampo. Dylan, sempre spaesato e spaventato mentre si rivolge a Groucho.
Dylan
- E che diavolo vuole da me?!
5\6
Laterale, in primo piano sui due. Groucho sta facendo scattare in vanti il braccio: l’artiglio
dello strano strumento chirurgico puntata contro uno degli occhi di Dylan. Dylan è paralizzato
dall’orrore. Groucho urla.
Groucho
- TUTTO QUANTO!
TAV 23
1
Torniamo nel mondo reale.
Siamo nello stanzone ospedaliero e vediamo Dylan, di tre quarti in primo piano, sdraiato sul
letto, mentre si sveglia di colpo dal suo brutto sogno. E’ un risveglio normale, anche se piuttosto
brusco: Dylan si è irrigidito e aperto gli occhi, sbarrandoli (non esagerare con la gestualità).
Il letto ospedaliero di Dylan è inclinato e la posizione dell’uomo è quasi seduta. Ricordati la
flebo nel braccio sinistro e la piantana con la flebo. Lo stanzone ospedaliero è buio e Dylan è
illuminato solo dalla luce sopra il suo letto. Dylan ha profonde occhiaie scure, il volto scavato
e un velo di barba. E’ vestito con il solo camice ospedaliero.
Dylan
- !!
2
Primissimo piano, di profilo, sul volto di Dylan. Si sta passando una mano sul volto, cercando
di schiarirsi le idee.
Dylan
- Dannati incubi...
3
La figura di un ragazzo, in piedi accanto al letto di Dylan, in quinta a destra e in ombra. Dylan
ha alzato la testa di scatto, udendo la voce della figura e notando adesso la sua presenza. Nelle
prossime vignette troverai la descrizione completa del ragazzo. Il suo nome è Vincent.
Vincent
- Abituatici. Nessuno fa sogni sereni in questo posto...
Dylan
- UH?
4
Nella soggettiva di Dylan. Davanti a lui vediamo la figura di Vincent. Vincent ha non più di
16 anni e somiglia a River Phoenix su “Stand By Me”. E’ bello e angelico ma è pure malato. Le
guance sono scavate, gli occhi affossati nelle orbite, lo sguardo stralunato. Indossa una felpa
scura con il cappuccio e un disegno di Devilman sul petto. Vincent sorride amichevole verso
di noi.
Vincent
- Scusami, non volevo spaventarti... il mio nome è Vincent!
5
Allarghiamo, laterale sui due. Dylan (ancora nel letto) e Vincent (in piedi accanto a lui) si
stanno stringendo la mano.
Dylan
- Io sono Dylan... Dylan Dog.
Vincent
- L’indagatore dell’incubo... ti ho riconosciuto dalle foto sui giornali!
6
Su Dylan. Cupo.
Dylan
- A quanto pare sei l’unico ad averlo fatto... qui tutti pensano che io sia un certo Carver!
TAV 24
1
Dylan, di quinta, di spalle che osserva Vincent, in piedi accanto al suo letto. Vincent ha una
espressione amara sul volto.
Vincent
- L’identità è la prima cosa che lei ti strappa via...
2
Stringiamo sul primo piano di Vincent. Amaro e disgustato.
Vincente
- ...poi ti toglie la dignità e alla fine si prende la tua stessa vita!
3
Dylan, perplesso.
Dylan
- Di cosa stai parlando, Vincent?
4
Laterale sui due.
Vincent si sta sporgendo in avanti verso Dylan, afferrandolo per le spalle e guardandolo con
uno sguardo folle. Dylan gli sorride, imbarazzato e a disagio.
Vincent
- Questo è il suo parco giochi, Dylan... e noi siamo i suoi giocattoli!
Dylan
- Non voglio sembrarti insensibile ma sembri piuttosto sconvolto, ha una faccia che fa spavento...
forse faresti bene a chiamare un’infermiera che ti riporti al tuo letto!
5
Nella soggettiva di Dylan che osserva Vincent. Il ragazzino sorride amaramente.
Vincent
- Pensi di avere un aspetto migliore, Dylan? Da quanto tempo non ti guardi in uno specchio?
6
Da sopra la spalla di Vincent (piegato verso Dylan). Dylan guarda verso Vincent con uno
sguardo serio, intenso e pensieroso. Le parole di Vincent hanno colpito Dylan.
Dylan
- Troppo.
TAV 25
1
Stacco.
Siamo nel corridoio della corsia d’ospedale dove si trova Dylan e stiamo osservando la porta
del bagno comune. Sulla porta c’è il simbolo dei bagni pubblici. La porta è accostata.
Inclina un poco l’inquadratura per dare un senso maggiormente sinistro all’ospedale di notte.
L’illuminazione del corridoio è scarsa.
Da dietro la porta del bagno
- Allora, Dylan...
2
Nella soggettiva di Dylan che si guarda in uno specchio del bagno. Lo specchio è rettangolare,
privo di un qualsiasi tipo di cornice e sporco. Nello specchio vediamo l’immagine riflessa di
Dylan e di Vincent, subito dietro di lui. L’espressione con cui Dylan si guarda è cupa e carica di
disprezzo e preoccupazione. Ricordati la piantana della flebo di Dylan.
Vincent
- ...ti piace la tua faccia?
3
Laterale su Dylan che si piega verso lo specchio, controllandosi il bianco degli occhi.
Dylan
- Sembro un letto sfatto...
4
Vincente che ride amaramente.
Vincent
- E questo è solamente l’inizio... lei ti consumerà poco a poco, fino a quando non si sarà stufata
di giocare con te!
5\6
Allarghiamo.
Ora vediamo il bagno dell’ospedale (somiglia a quello di una scuola).
Sulla parete di destra (a sinistra della vignetta) una lunga fila di lavandini ognuno con sopra
un piccolo specchio. Sulla parete di destra la fila dei box dei servizi igienici (mettine almeno
4).
L’inquadratura è sulla linea di terra, leggermente inclinata.
Dylan e Vincent, sono in mezzo al bagno. Dylan si sta voltando verso Vincent e lo guarda serio.
Vincent sembra entusiasta. Ricordati la piantana delle flebo di Dylan.
Dylan
- Mater Morbi... la madre delle malattie...
Vincent
- Tu la conosci!
TAV 26
1
Alle spalle di Dylan, in primo piano e in quinta. Davanti a lui vediamo Vincent che lo guarda
speranzoso e felice e lo indica con entusiasmo.
Vincent
- Non mi sbagliavo... sei venuto qui per distruggerla e salvarci tutti!
2
Su Dylan, in piano medio. Ha alzato una mano, come per calmare il facile entusiasmo del suo
compagno.
Dylan
- Mi spiace deluderti, Vincent... ma la prima volta che ho sentito quel nome è stato questa
notte, in un sogno.
3
Stringiamo sul primo piano di Dylan. E’ dispiaciuto.
Dylan
- Non sono qui per cacciare mostri... sono solamente un paziente, proprio come te!
4
Vincent. In piano medio. Ha abbassato lo sguardo e ora sorride con amarezza, infinitamente
triste.
Vincent
- Non come me, Dylan... io sono unico.
5
Laterale sui due.
Dylan guarda Vincent, perplesso e con uno sguardo interrogativo.
Vincent
- E’ per questo che lei non mi uccide!
Dylan
- Che intendi dire?
6
Sul primo piano di Vincent. Ha sempre un sorriso triste sul volto.
Vincent
- Quando ero un bambino piccolo, proprio come tutti i bambini, credevo di essere speciale...
TAV 27
1\2
Passiamo in flashback.
Decidi tu come differenziarlo rispetto al flusso temporale normale.
Ci troviamo nella casa di una normalissima famiglia inglese.
Siamo in un salotto e vediamo Vincent da bambino (non più di 5-6 anni) seduto su di un divano.
Sua madre, vicino a lui gli sta toccando la fronte e sembra preoccupata. Da qualche parte
intuiamo la presenza del padre di Vincent.
Dida
“...solo che nel mio caso era vero.”
Mamma
- Ha di nuovo la febbre... è la terza volta questa settimana!
3
Stringiamo sul primo piano della mamma di Vincent. Lo sguardo basso, pensieroso e
preoccupato.
Mamma
- Sarà meglio portarlo dal dottore...
4
Stacco.
Siamo davanti alla porta di uno studio medico. La porta è leggermente dischiusa e dietro di
essa vediamo la scrivania dello studio di un dottore (mettici una lavagna per vedere le lastre
appesa alla parete o qualcosa del genere per far capire l’ambientazione). Seduto dietro alla
scrivania vediamo il dottor Faber (il dottore di Tavola 8). Faber si sta rivolgendo a qualcuno
seduto davanti alla sua scrivania (che noi non possiamo vedere a causa della porta socchiusa)
e tiene in mano una cartelletta di cartone (aperta).
Faber
- Allora, Vincent... come ti senti oggi?
5
Nella soggettiva di Faber che osserva il piccolo Vincent e sua madre, seduti davanti a lui.
Vincent
ha un sorriso tenero e rassegnato.
Vincent
- Non troppo bene a dire il vero...
6
Su Faber. L’uomo sorride, arrogante e positivo, proprio come quando lo abbiamo visto con
Dylan.
Faber
- Stai tranquillo, piccolo... riusciremo a farti stare meglio!
TAV 28
1
Stacco. Torniamo al presente e su Vincent che si rivolge a Dylan. Fuori campo.
E’ serio e triste.
Vincent
- Ma le cose peggiorarono invece di migliorare...
2
Di nuovo in flashback.
Il Royal Free Hospital, visto da fuori.
Dida
“Passai tutta la mia infanzia a girare per ospedali, sottoposto a ogni genere di esami e analisi...”
3\4
Sempre in flashback.
Ci troviamo in una stanza d’ospedale. Vincent (bambino) è steso nel letto e addormentato. Al
braccio una flebo. La madre è seduta accanto e lui e china sul letto: forse sta dormendo, forse
piange.
Dida
“subii dodici interventi chirurgici in meno di cinque anni, ma ogni volta che un problema
sembrava risolto se ne presentava uno nuovo che andava a collegarsi con tutti gli altri... a
detta dei medici, il mio caso clinico era unico!”
5
Torniamo al presente.
Dylan, di quinta e davanti a lui Vincent che gli sorride triste.
Vincent
- Nella mia mente di bambino questa cosa mi rendeva in qualche maniera orgoglioso...
6
Stringiamo sul primo piano di Vincent. Cupo adesso.
Vincent
- Era come essere una specie di supereroe... con la sola differenza che non avevo alcun potere
e che stavo morendo!
TAV 29
1\2
Nel bagno dell’ospedale. Campo lungo su Dylan e Vincent, uno di fronte all’altro mentre parlano.
Vincent
- In medicina avere una malattia rara significa che i dottori fanno a gara per studiarti perché da
te potrebbe derivare qualche importante progresso nella ricerca e magari qualche onorificenza
da parte dell’ambiente scientifico...
3
Ci avviciniamo sui due. Vincent è cupo e triste.
Vincent
- ...ma se la tua patologia è unica, la cura della tua malattia porterà benefici solamente a te
stesso e il tuo caso non sarà utile a nessun altro!
4
Stringendo su Vincent.
Vincent
- Ho passato gran parte della mia vita rinchiuso in questo ospedale, con un piede nella fossa e
uno su di una buccia di banana, lottando ogni giorno, senza speranza di una vera guarigione!
5
Primo piano, stretto, su Vincent. E’ triste ma anche inquietante, adesso.
Vincent
- Tu sei abituato a vedertela con i morti viventi, Dylan... io, invece, sono un vivo morente!
6
Dylan, dispiaciuto e accalorato per la sorta di Vincent.
Dylan
- Ci dovrà pur essere un modo per aiutarti... la medicina fa continui progressi!
TAV 30
1
L’inquadratura è un poco dall’alto, alle spalle di Dylan. Davanti a lui vediamo Vincent, in figura
intera. Il ragazzo sta cominciando a voltarsi, dirigendosi verso la porta d’uscita del bagno.
Vincent ha ancora lo sguardo rivolto verso Dylan e sorride amaramente.
Vincent
- Sul serio credi che i dottori vogliano sconfiggere le malattie, Dylan?
2
Dylan, perplesso e preso in contropiede.
Dylan
- Non capisco cosa intendi, Vincent...
3
Piano medio su Vincent, fermo sulla soglia della porta del bagno. Si sta rivolgendo a Dylan
(fuori campo).
Vincent
- Lo farai presto... ci penserà Mater Morbi a spiegartelo!
4
Dylan, in piano medio, laterale, mentre alza un braccio come volesse fermare Vincent
(ovviamente fuori campo).
Dylan
- Aspetta!
5\6
Esterno del corridoio. Sulla linea di terra. Dylan, in figura intera, sta uscendo dal bagno
(ricordati l’asta per la flebo) e si guarda intorno. Di Vincent non c’è più traccia e il corridoio è
deserto.
Dylan
- Dove diavolo è andato a finire?!
TAV 31
1\2
Stacco.
Esterno giorno.
Il Royal Free Hospital.
Dida
“L’ospedale è il luogo dove ci si sente più soli al mondo...”
3\4
Passiamo nella corsia di Dylan. Vediamo Dylan, nel suo letto, intento a scrivere una lettera
(tiene le gambe piegate e i fogli poggiati su di essi). Dylan indossa una t-shirt scura e pantaloni
di una tuta, al braccio ha ancora la flebo e la sua faccia è segnata da occhiaie scure e guance
scavate. Intorno a Dylan vediamo altri letti occupati da malati. I malati sono vecchi e grotteschi
relitti umani. Accanto al letto di qualche malato vediamo i parenti in visita, tutti a disagio e
con sorrisi nervosi sul volto.
Dida
“Non conta quanta gente possa venire a farti compagnia e a darti il suo sostegno: la distanza
che passa tra integri e danneggiati è uno spazio infinito che neanche l’amore può superare.”
5
Nella soggettiva di Dylan che osserva i parenti e amici in visita di un qualche letto. Sorrisi
di circostanza, gestualità del corpo che comunica disagio e fretta di andarsene. Il malato nel
letto è un vecchio pelato, dallo sguardo vitreo e la bocca leggermente aperta. Somiglia (è
importante) al vampiro di “Nosferatu”. Il malato guarda i suoi cari con uno sguardo perso e
distante.
Dida
“La malattia mette chi ne viene colpito al di fuori dal consorzio umano e per quanto amici e
parenti possano volerti bene, nella parte più atavica del loro cervello ci sarà sempre un uomo
delle caverne ansioso di allontanarsi dall’animale infetto che sei diventato”
6
Stessa scena ma stringiamo sui parenti a disagio.
Dida
“Del resto... agli occhi dei malati, i sani saranno sempre manchevoli perché incapaci di
comprendere il loro bisogno, perché ignari della loro sofferenza e perché colpevoli di potersene
andare sulle proprie gambe.”
TAV 32
1
Primo piano sul vecchio malato. Lo sguardo vitreo, la bocca leggermente aperta. Per molti
versi somiglia al vampiro di “Nosferatu”.
Dida
“Il malato è un vampiro assetato di vita e poco importa quante lacrime vengano versate per
lui... non saranno mai abbastanza da placare la sua sete!”
2
Torniamo su Dylan.
Lo vediamo in un piano laterale, ancora intento a scrivere. E’ molto serio.
Dida
“La malattia non celebra alcuna comunione.”
3\4
Molto dall’alto sulla corsia d’ospedale. Vediamo una gran fila di letti. Il letto con Dylan è al
centro dell’inquadratura.
Dida
“I letti di una stanza d’ospedale sono come le camere di sparo di un revolver, con i pazienti a
fare da proiettili e la guarigione come unico obiettivo...”
Dida 2
“...quello che conta è colpire il bersaglio personalmente, perché non c’è alcuna ricompensa nel
successo degli altri.”
5
Sempre nella corsia. Vediamo un vecchietto che sta indossando un cappotto. E’ un malato in
uscita e la sua espressione è sorridente. Accanto a lui c’è almeno un parente sorridente con
una valigia in mano.
Dida
“Nessuno è triste nell’abbandonare un ospedale...”
6
Siamo all’esterno dell’ospedale. Vediamo il vecchietto della vignetta precedente il suo
accompagnatore, di spalle mentre si allontanano. Sullo sfondi dei begli alberi e un cielo sereno
con un bel sole splendente.
Dida
“...e quel il lieve senso di rammarico per i compagni di sventura lasciati indietro si scioglierà
come neve al sole appena tornati in libertà!”
TAV 33
1
Torniamo su Dylan. Lo vediamo di tre quarti ancora impegnato a scrivere. La figura di un
dottore (Vonnegut), in primo piano, di spalle e di quinta.
Dida
“Qualcuno ha detto che nessun uomo è un’isola... ma sono ragionevolmente certo che a dirlo è
stata una persona in buona salute!”
2
Dylan, in primissimo piano, di spalle, in quinta a destra.
Davanti a lui vediamo medio Vonnegut (sempre sgualcito). Il professore sorride amichevole.
Vonnegut ha in mano una cartella clinica.
Vonnegut
- Vi dedicate alla scrittura, signor Dog?
3
Nella soggettiva di Vonnegut. Dylan ha alzato lo sguardo verso di lui e lo guarda con un sorriso
sarcastico.
Dylan
- Sto scrivendo le mie ultime volontà... e comunque, il mio nome non era Carver?
4
Su Vonnegut. Ha un sorriso imbarazzato e si gratta la testa, a disagio.
Vonnegut
- Lo ammetto, abbiamo fatto un po’ di confusione! E’ un ospedale molto grande e ogni tanto
capitano questo genere di incidenti quando un paziente viene trasferito...
5
Su Dylan. Arrabbiato adesso.
Dylan
- Incidente un corno! Voglio parlare con il professor Faber, subito!
6
Ancora su Vonnegut. Sempre più imbarazzato.
Vonnegut
- T-temo che questo non sia possibile, lui... lui è morto!
TAV 34
1
Dylan, sorpreso.
Dylan
- C-cosa? Quando?!
2
Vonnegut mentre si rivolge a Dylan (fuori campo). Il dottore ha un’aria compita e luttuosamente
seria.
Vonnegut
- E’ successo subito dopo avervi operato...
3\4
Spostiamoci nel lussuoso studio casalingo del professor Faber.
L’ambiente è arredato pesanti mobili in legno scuro. Vediamo una imponente libreria piena di
voluminosi tomi di medicina, una grande scrivania con sopra un computer e un gran numero
di attestati e diplomi appesi alla parete. Dal soffitto vediamo penzolare il corpo senza vita di
Faber: il professore si è impiccato.
Dida
“...si è trattato di un tragico incidente!”
5
Torniamo su Dylan e Vonnegut. Vediamo i due lateralmente, mentre continuano a parlare.
Vonnegut
- E’ anche per questa ragione che abbiamo avuto qualche problema con il vostro caso, signor
Dog... il professor Faber era tremendamente geloso con le cartelle dei suoi pazienti.
6
Dylan, con un broncio cupo.
Dylan
- Sarebbe bastato starmi a sentire...
TAV 35
1
Dylan, in primo piano, di spalle, in quinta, che osserva Vonnegut. Il dottore si stringe nelle
spalle e gli sorride, cinico.
Vonnegut
- I pazienti mentono, signor Dog... è per questo che i dottori non li ascoltano!
2
Dylan. Un sopracciglio inarcato e lo sguardo critico.
Dylan
- Molto rassicurante... adesso che succede?
3\4
Laterale sui due. Vonnegut sta controllando la cartella clinica con fare imbarazzato, Dylan gli
si rivolge, perplesso e sorpreso.
Vonnegut
- Stando alla vostra cartella clinica, siete stato sottoposto a un intervento chirurgico
d’emergenza dopo che le analisi endoscopiche hanno evidenziato una.. ehm... massa di materia
oscura, presente nel vostro addome!
Dylan
- Una cosa?
5
Stringiamo di nuovo, in un piano medio, su Vonnegut. Ancora vagamente in imbarazzo per il
disguido.
Vonnegut
- Non posso essere più specifico al riguardo... il professor Faber non ha avuto il tempo di
redigere un rapporto medico completo prima della sua scomparsa e non ci sono ancora arrivati
i responsi dal laboratorio analisi.
6
Stringiamo ulteriormente sul dottor Vonnegut. Sorridente adesso.
Vonnegut
- Quello che conta, comunque, è che l’intervento è andato a buon fine e che voi siate in via di
guarigione!
TAV 36
1
Frontale, un poco dall’alto, su Dylan. Sembra perplesso e pensieroso e si è portato distrattamente
le il dito indice e il medio sotto al naso.
Dylan
- Già, questa l’unica cosa che conta...
2
Stringiamo in un primo piano stretto e di profilo su Dylan. Sta osservandosi la punta delle
dita, adesso: sono sporche di sangue. Un filo di sangue cola da naso di Dylan. L’indagatore
dell’incubo sembra sorpreso.
Dylan
- Ma che...?
3
Vonnegut, in piano medio e un poco dal basso. Sembra preoccupato.
Vonnegut
- Signor Dog, si sente bene?
4
Allarghiamo. Dylan si è portato una mano alla testa e sembra in preda a un forte giramento di
testa. Ha una faccia che fa spavento.
Dylan
- Io... mi gira la testa!
5
In silhouette su Dylan. Si sta sporgendo in avanti e vomita (sangue). E’ IMPORTANTE CHE
QUESTA SCENA SIA IN SILHOUETTE.
Effetto Sonoro
BLUERG!
6
Alle spalle di Vonnegut. Si sta voltando verso di noi, molto allarmato e urlando. Oltre di lui
vediamo Dylan, nel letto, la bocca sporca di sangue. Anche le lenzuola nel letto sono sporche
di sangue.
Vonnegut
- INFERMIERA!
TAV 37
1
Vonnegut, in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a sinistra. L’uomo è voltato verso il
fondo della corsia e sta gridando qualcosa a una infermiera, colta di sorpresa.
Vonnegut
- Abbiamo un’emorragia interna... portate subito un kit da rianimazione!
2
Un poco dall’alto, di tre quarti, su Dylan. La testa contro il cuscino, il volto sporco di sangue e
cinereo. Sta perdendo i sensi.
Dylan (lettering ridotto, baloon tremolante)
- Ho... freddo...
3\4
Nella soggettiva di Dylan. Vonnegut e un qualche infermiere (più di uno) incombono su di noi,
affaccendandosi. Vonnegut ha già in mano una siringa piena di un qualche liquido trasparente.
Il dottore guarda verso di noi con uno sguardo di apprensione.
Primo Infermiere
- DOBBIAMO ALZARGLI LE GAMBE!
Vonnegut
- Ascoltatemi, signor Dog... non dovete perdere i sensi, sono stato chiaro?
5
Primissimo piano di Dylan. La pupilla dei suoi occhi è rivoltata verso l’alto ma, per quanto
sofferente, adesso sembra avere una espressione serena.
Dylan (balloon tremolante)
- M-mi sembra di stare scivolando via...
6
Vonnegut, visto un poco dall’alto e di spalle, mentre si volta bruscamente verso i suoi infermieri.
Sembra agitato e ha già in mano le due manopole del defibrillatore.
Vonnegut
- CARICATE A DUECENTO!
TAV 38
1
Su Dylan. Gli occhi ormai sono socchiusi e sta perdendo del tutto i sensi.
Dylan (balloon tremolante)
- ...fa paura ma non è una sensazione così brutta...
2
Nella soggettiva di Dylan. Sopra di noi vediamo Vonnegut, con una manopola del defibrillatore
per mano, mentre abbaia ordini. Gli infermieri alle sue spalle si stanno tirando indietro.
Vonnegut
- LIBERA!
3\4 (più stretta rispetto alle altre).
Vignetta occupata solamente da un grosso rumore.
Effetto Sonoro
KRACK
5
Stacco.
Stiamo all’esterno, osservando cielo notturno e temporalesco.
Un fulmine solca il cielo.
Piove.
Effetto Sonoro
KRACK
6
Primo piano, molto dall’alto su Dylan. L’old boy è in forma e indossa il suo classico completo.
Per quello che possiamo capire da questa vignetta, Dylan è fermo, all’aperto, sotto la pioggia.
Dylan ha lo sguardo rivolto verso l’alto e sembra perplesso. La pioggia gli bagna il viso e i
vestiti.
Dylan
- Ma c-cosa...?!
TAV 39
1\2\3\4
Allarghiamo. Ci troviamo in un chiostro interno, tipo quelli che il Bramante ha realizzato
per l’università Cattolica di Milano solo che deformato in maniera perversa e orribile.
L’inquadratura è sulla linea di terra, di tre quarti posteriormente rispetto a Dylan. L’uomo è
all’aperto, fermo. Davanti a lui, al centro del giardino, si erge un enorme albero dai cui rami
pendono un gran numero di corpi di uomini e donne. Alcuni uomini sono impiccati, altri avvolti
dalle spire dei rami, altri impalati, sono però tutti vivi e gridano per le tremende sofferenze
che stanno patendo. Dylan sta osservando l’albero con orrore
I corpi sono nudi (attento a coprire i punti strategici) o avvolti da veli che ricordano vagamente
i camici ospedalieri. Nei pressi dell’albero vediamo Vincent che si sta rivolgendo a Dylan con
la faccia cupa.
Dylan
- GIUDA BALLERINO!
Vincent
- Ben arrivato, Dylan... ti stavo aspettando.
5
Dylan che si avvicina a Vincent, nei pressi dell’albero.
Dylan
- Dove ci troviamo, Vincent?
Vincent
- Siamo nel giardino della consunzione...
6
Dal basso, in piano americano, su Vincent. Alle sue spalle vediamo l’albero delle pene. Vincent
sta indicando l’albero con un gesto vago.
Vincent
- ...e questo è l’albero delle pene!
TAV 40
1\2
Molto dall’alto e in campo lungo. Dylan e Vincent che osservano l’albero. Dylan sembra turbato,
Vincent appare indifferente.
Dylan
- E’ mostruoso!
Vincent
- A me, invece, sembra che abbia una sua sinistra bellezza...
3
Vincent che sfiora con gentilezza il piede di uno degli uomini appesi. E’ serio e meditabondo.
Vincent
- ...i frutti della sofferenza sono amari ma hanno fiori bellissimi!
4
Stringiamo su Vincent. Ora si è voltato verso Dylan (fuori campo).
Vincent
- Prendi il mio caso, Dylan... ho quindici anni eppure quando parlo con un mio coetaneo mi
sembra di averne duemila!
5
Dylan, in quinta a destra e di spalle, che osserva Vincent. Il ragazzino è davanti all’albero.
Vincent ha la testa leggermente inclinata e sorride triste.
Vincent
- La malattia mi ha fatto crescere in fretta e mi ha reso più forte... almeno nello spirito!
6
Primo piano di Dylan. Perplesso.
Dylan
- Vuol dire che non scambieresti la tua esistenza con quella di uno sciocco e insensibile ragazzino
di sana e robusta costituzione?
TAV 41
1
Primo piano su Vincent. Corrucciato e quasi offeso dalla domanda di Dylan.
Vincent
- Certo che lo farei, e senza nessun rimpianto...
2
Piano medio, laterale, sui due.
Dylan sorride, leggermente sollevato, sentendo le parole di Vincent.
Vincent
- ...il problema è che nessuno mi ha mai proposto lo scambio e mi tocca cercare i lati positivi
della mia situazione!
Dylan
- Meno male, credevo che fossi impazzito!
3
Da sopra la spalla di Dylan che osserva Vincent, davanti a lui. Il ragazzino lo guarda preoccupato
e lo indica.
Vincent
- Non è di me che ti devi preoccupare, Dylan... ma di te!
4
Allarghiamo e alziamoci. Vincent sta indicando il chiostro tutto intorno a lui.
Vincent
- Questo giardino è il posto dove Mater Morbi porta a giocare le sue vittime, prima di sprofondarle
nel suo inferno... il fatto che tu sia qui non è un buon segno!
5
Dylan, meditabondo.
Dylan
- Significa che non sto guarendo?
6
Vincent, cupo.
Vincent
- Direi di no. Ora sei un malato grave, proprio come me!
TAV 42
1
Il cielo temporalesco. La pioggia cade fina e fitta.
Effetto Sonoro
RRRRRUUUUUUUMMMMMBBBBLEEEEEEEEEEE
2
Molto dall’alto su Dylan e Vincent. Hanno lo sguardo rivolto verso l’alto mentre la pioggia cade
su di loro.
Dylan
- Il tempo sta mettendo a brutto...
Vincent
- E peggiorerà ancora.
3
Nella soggettiva di Vincent che osserva Dylan. L’old boy ha voltato lo sguardo verso di noi e ci
sorride triste e ironico.
Dylan
- Ci crederesti che non ho mai comprato un ombrello in vita mia?
4
Controcampo.
Vincent, anche lui sorride triste.
Vincent
- Non stento a crederlo!
5\6
Laterale sui due che si stringono la mano, guardandosi seriamente e con intensità mentre la
pioggia cade su di loro.
Vincent
- Tieni duro, Dylan...
Dylan
- Farò del mio meglio!
7\8
Vignetta occupata solamente dalla grossa onomatopea di un effetto sonoro. Le lettere sono
solcate da un fulmine.
Effetto Sonoro
KRACK
TAV 43
1\2
Torniamo nell’ospedale.
Laterale sul letto di Dylan. Vediamo gli infermieri e il dottor Vonnegut (ancora con le manopole
del defibrillatore in mano) affaccendati su di lui. Il corpo di Dylan è teso e la schiena arcuata,
il volto è ancora sporco di sangue e lui sembra uno straccio, ma sta riprendendo i sensi,
annaspando. La scossa che il dottor Vonnegut gli ha somministrato con il defibrillatore ha
avuto il suo effetti.
Dylan
- AGH!
Vonnegut
- Si è ripreso!
3
Alziamoci sul letto.
Vonnegut sta abbaiando ordini agli infermieri, facendo ampi gesti con le mani. Dylan si guarda
intorno, spaesato.
Vonnegut
- Dobbiamo trasferirlo, SUBITO!
Infermiere
- Sì, dottore!
4
Primo piano su Dylan. Scosso, debolissimo e mal ridotto.
Dylan (balloon tremolante)
- A-aspettate... dove stiamo andando?!
5
Nella soggettiva di Dylan, sdraiato nel letto. Un infermiere, accanto al letto e sopra di lui, gli si
rivolge.
Infermiere
- La vostra situazione va monitorata costantemente e non possiamo farlo in un semplice
reparto, signor Dog...
6
Alle spalle degli infermieri che stanno spingendo il letto di Dylan lungo un lungo corridoio
dell’ospedale.
Infermiere
- ...vi stiamo portando in un posto dove i dottori potranno prendersi cura di voi nella maniera
migliore!
TAV 44
1\2
Una fascia stretta.
Stacco.
Esterno giorno.
Il Royal Free Hospital.
Una giornata di sole.
3\4\5\6
Stacco. Passiamo nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale (vedere riferimento fotografici
dal n.16 al n.20)
Siamo in una stanza non enorme e molto spoglia. Le pareti sono bianche e disadorne. Non c’è
nessuna finestra.
La stanza è occupata da alcuni letti dall’aspetto particolare (vedere riferimento fotografico
n.21) rispetto a questa foto però il materasso è privo di lenzuola e fatto di plastica nera e
lucida.
Vicino a ogni letto vediamo un gran numero di monitor che segnalano le funzioni vitali dei
pazienti. In uno dei letti c’è Dylan. L’uomo è nudo e coperto da uno squallido lenzuolo. Il
sacchetto trasparente della sua flebo è stato sostituito da una sacca di sangue. Al naso vediamo
che Dylan ha i tubicini nasali per l’ossigeno. L’old boy sembra sulla soglia dell’incoscienza
ed è ridotto veramente male. Nei letti vicino a quelli di Dylan vediamo dei vecchi, intubati e
mal ridotti (anche loro nudi e a malapena ricoperti da un lenzuolo). Vicino a uno dei vecchi
vediamo una ragazza (una nipote) che gli tiene la mano con amore. Da qualche parte serve che
si intraveda anche un corpulento infermiere.
Dida
“Terapia Intensiva... l’ultimo avamposto prima del grande nulla.”
7
Stringiamo sulla ragazza. Il corpulento infermiere la sta allontanando, con gentilezza ma
decisione, dal letto del vecchio. Lei guarda verso il malato con un sorriso triste: è chiaro che
sta trattenendo a stento le lacrime.
Dida
“I pazienti possono essere visitati solo dai familiari, uno per volta e per pochi minuti al giorno...”
8
Dall’alto sul letto di Dylan e sullo squallore generale del reparto di terapia intensiva.
Dida
“Stanze senza finestre, niente televisione, nessun suono aldilà del ronzio delle macchine che
tengono in vita i pazienti più gravi.”
TAV 45
1
Sull’infermiere nei pressi del vecchio intubato. L’infermiere sta controllando lo stato delle
flebo del vecchio.
Dida
“Qui il paziente non è un uomo ma solamente una macchina mal funzionante e come tale viene
trattata... tutto quello che non è strettamente necessaria alla sua riparazione è superfluo.”
2
Su Dylan, nel letto.
Dida
“Niente vestiti, nemmeno un camice ospedaliero. Potrebbe intralciare o rallentare un
intervento d’emergenza...”
3
Stringendo sul primo piano di Dylan. Dobbiamo notare bene il materasso in plastica nera.
Dida
“Materassi ricoperti di plastica per essere velocemente ripuliti dai fluidi corporei...”
4
Nella soggettiva di Dylan. Il corpulento infermiere è arrivato vicino al suo letto e adesso sta
controllando i suoi flaconi e sacche della flebo.
Dida
“Medici e infermieri che non ti guardano nemmeno in faccia ma che si limitano a controllare i
tuoi parametri vitali su di un monitor...”
5
Alle spalle dell’infermiere. L’uomo adesso sta controllando i monitor con i segni vitali di Dylan.
Dylan, sdraiato nel letto accanto ai monitor. Il letto di Dylan si sta leggermente inclinando,
cambiando la posizione di Dylan.
Dida
“Nessuno ti ascolta perché i numeri dicono più verità sul tuo conto di quanto tu possa fare con
le parole...”
Effetto Sonoro (letto)
BBBBZZZZZZZZZZZZZZZZZZ
6
Primo piano di Dylan. Sempre sofferente ma pure perplesso mentre si rivolge all’infermiere. Il
letto sta continuando a muoversi e inclinarsi.
Dida
“...sempre che tu ce la faccia a parlare.”
Dylan
- P-perché il letto si muove?
Effetto Sonoro (letto)
BBBZZZZZZZZZZZZZZZZZZ
TAV 46
1
Nella soggettiva di Dylan. L’infermiere è accanto a l suo letto e sta controllando i flaconi e le
sacche appese delle flebo. L’infermiere non volta nemmeno lo sguardo verso Dylan.
Infermiere
- Letti ad assetto dinamico, ogni cinque minuti spostano il peso del paziente. Evitano le piaghe
da decubito...
2
Dall’alto su Dylan mentre si rivolge all’infermiere. Dylan sembra perplesso.
Dylan (balloon tremolante)
- L-le cosa?
3
Lateralmente sull’infermiere accanto al letto di Dylan. Ha abbassato lo sguardo e sta regolando
i deflussori della flebo. Continua a non rivolgere lo sguardo verso Dylan mentre gli si rivolge.
Infermiere
- Sono ferite nei tessuti dovute alla pressione... possono verificarsi quando si è immobili troppo
a lungo.
4
Dylan, perplesso. Ha ripreso un poco d’animo rispetto a prima.
Dylan
- M-ma... da quanto tempo sono qui?!
5
Allarghiamo e alziamoci. L’infermiere continua i suoi controlli, parzialmente indifferente alla
presenza di Dylan.
Infermiere
- Con oggi fanno sei giorni... sei stato incosciente per la maggior parte del tempo.
6
Frontale sul letto. Dylan ha allungato una mano, afferrando debolmente il polso dell’infermiere
e costringendolo a girarsi verso di lui.
Dylan
- V-voglio parlare con un dottore!
Infermiere
- Più tardi qualcuno passerà a controllarti, amico... ma non io non tratterrei il fiato!
TAV 47
1\2
Dylan, sdraiato nel letto, di tre quarti di spalle in quinta a sinistra. Davanti a lui vediamo
l’infermiere che si sta allontanando, dirigendosi verso la porta della stanza e facendo un vago
gesto di saluto a Dylan.
Infermiere
- In questo posto dare retta alle paure dei pazienti è secondario... l’unica cosa che conta è
aggiustarli!
3\4
Laterale, sul letto. L’inquadratura è leggermente inclinata e il letto è visto in parziale
controluce. Dylan è orrendamente solo nello spazio disadorno della terapia intensiva. Il letto
si sta inclinando di
nuovo.
Effetto Sonoro (letto)
BBBBBZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ
LE PROSSIME TRE VIGNETTE SULLA STESSA FASCIA.
5
Frontale, un poco dall’alto, su Dylan. Sembra sconfitto e pronto ad arrendersi.
Dylan (balloon tremolante)
- d-dannazione...
6
Stessa inquadratura ma facciamo uno stacco sull’asse in avanti, andando a stringere sul primo
piano di Dylan. Sta addormentandosi/perdendo i sensi di nuovo.
Dylan (balloon tremolante)
- ...quando finirà questa storia?
7
Nera.
TAV 48
1
Stacco. Torniamo nel giardino della consunzione. Primo piano di Dylan, stretto. Ancora non le
vediamo ma ora Dylan è praticamente crocifisso all’albero delle pene. Dylan ha la testa bassa
e sta riprendendo i sensi.
Dylan
- Uh...
2
Stessa inquadratura della vignetta precedente ma allarghiamo. Cominciamo a capire che
Dylan è legato, crocefisso, all’albero delle pene. Dylan sta alzando la testa. Dylan è vestito con
la sua tenuta d’ordinanza ma senza la giacca.
Dylan
- D-dove...?
3\4
Verticale.
Più o meno è la stessa inquadratura ma allarghiamo di molto e un poco dal basso.
Dylan è crocefisso all’albero delle pene. Le braccia e la gambe allargate a “X”, i viticci dell’albero
avvolti intorno ai polsi e alle caviglie. Una figura, in quinta, sta osservando Dylan: come
vedremo nella prossima vignetta la figura di quinta è quella di Mater Morbi. Dylan ha alzato la
testa e sta osservando uno dei suoi polsi, avvolto dai viticci.
Dylan
- GIUDA BALLERINO!
5\6
Dall’alto e da dietro rispetto a Dylan Dog, guardando verso il basso da sopra la sua spalla.
Davanti a lui, in basso, vediamo Mater Morbi che sta osservando Dylan e gli sorride. In questa
vignetta Mater Morbi indossa un ampio e lungo mantello con cappuccio. Il cappuccio è alzato
e proietta la sua ombra sul volto della donna, mostrandocene solo il sorriso. Quindi, per il
momento la sua figura e il suo volto ci sono celata. Ti descrivo qui come apparirà Mater Morbi
una volta liberata dal mantello. La mia idea è una specie di Angelina Jolie su “Wanted” ma più
inquietante. Bella e terribile, mostruosa e allo stesso tempo sensuale. Il suo corpo è segnato da
mlle cicatrici e tatuaggi, la sua figura è regale ma pure decadente e malata, tutta ammantata
di latex, filo spinato e velluto.. Mater Morbi ha una frusta arrotolata al fianco che in realtà è
uno strumento per la gastroscopia (riferimenti fotografici 12 e 13). Ti faccio comunque una
cartella a parte di riferimenti iconografici su come vedrei Mater Morbi.
Mater Morbi
- Non ti conviene agitarti, Dylan... i viticci del mio albero stringono la presa quando qualcuno
prova a sottrarsi al loro abbraccio!
7\8
Dettaglio su uno dei polsi di Dylan. Un viticcio dell’albero delle pene sta avviluppandosi ancora
di più intorno al suo polso, quasi stritolandolo.
Effetto Sonoro
WHIP
TAV 49
1
Primo piano di tre quarti su Dylan. Urla per il dolore.
Dylan
- AAAAARGHHH!
2
Primo piano, dal basso, su Mater Morbi che un gesto con la mano, misurato ma imperioso.
Mater Morbi sembra vagamente annoiata.
Mater Morbi
- Basta così... lascialo andare!
3\4
In primo piano, di quinta a destra, i piedi di Mater Morbi calzati da stivali con il tacco a spillo
e in latex. Sullo sfondo, davanti alla donna, vediamo Dylan che crolla giù dall’albero con un
tonfo.
Dylan
- UMPF!
Effetto Sonoro
THUMPF
5
Campo lungo, dall’alto, sui due. Mater Morbi in piedi davanti a Dylan. L’uomo sta cominciando
a rialzarsi.
Dylan
- Fammi indovinare... tu devi essere Mater Morbi, giusto?
Mater Morbi
- Si vede che sei un ragazzo sveglio, Dylan...
6
Mater Morbi, in primo piano, di spalle, in quinta a destra. Davanti a lei vediamo Dylan. L’uomo
si è rimesso in piedi e sta rassettandosi mentre guarda, torvo, verso la donna.
Dylan
- Cosa vuoi da me?
TAV 50
1
Primo piano, di tre quarti e un pelo dal basso, su Mater Morbi. Ora vediamo il suo volto. Sorride
come un gatto che ha appena mangiato un topo.
Mater Morbi
- Invitarti a cena.
2
Primissimo piano, di profilo, su Dylan. Sospettoso e cupo.
Dylan
- Qual è il menù?
3
Dettaglio sulla bocca sensuale di Mater Morbi.
Mater Morbi
- Terra e vetri rotti.
4
Dylan, in piano medio, mentre si stringe nelle spalle e inarca un sopracciglio e sorride ironico.
Dylan
- Non ho molta fame...
5
Dylan, in primo piano, di spalle, in quinta a destra (è importante che sia a destra per l’ordine
di lettura dei baloon). Davanti a lui vediamo Mater Morbi. La donna sta dirigendosi verso il
porticato che vediamo sullo sfondo, dando la schiena a Dylan. La donna sta facendo un gesto con
la mano verso Dylan, come a indicargli di seguirlo. Mater Morbi sembra molto severa adesso.
Mater Morbi
- Mangerai quello che ti troverai nel piatto e senza fare storie, Dylan!
Dylan
- E se io non dovessi essere dell’idea?
6
Dal basso, frontale in piano medio su Mater Morbi (nella parte sinistra della vignetta). La
donna si è voltata verso Dylan, alle sue spalle e ancora nei pressi dell’albero delle pene, sullo
sfondo. Mater Morbi sta indicando l’albero alle spalle di Dylan. Dylan sembra cupo.
Mater Morbi
- Tornerai sull’albero.
Dylan
- Non mi lasci molta scelta...
TAV 51
1
Siamo sotto il porticato del chiostro. Vediamo Mater Morbi seguita da Dylan che stanno
entrando sotto il portico. I due si stanno dirigendo verso un portone che vedremo nella
prossima vignetta.
Mater Morbi
- La scelta è un lusso che a un malato non è concessa.
2
Alle spalle dei due. Mater Morbi è ferma davanti a un grande portone in legno, sotto il portico.
Dylan la osserva. Mater Morbi sta aprendo il portone ma ho lo sguardo rivolto verso Dylan.
Mater Morbi
- L’unica cosa che può fare è accettare la sua sorte...
3\4\5\6
Siamo aldilà del portone, in un grande salone e guardiamo verso il portone attraverso cui
stanno entrando Mater Morbi e Dylan (che vediamo sullo sfondo).
Ci troviamo in un grande salone, sfarzoso e decadente. La sala è strana e sinistra, dominata da
una grande scalinata e tutta adorna di strumenti di tortura, gabbie e quanto altro. Immagina
un arredamento a mezza via tra un salone di Versailles, un deliro gotico, una follia di Giger, gli
strumenti di tortura di Inseparabili. In giro per la sala, chiusi nelle gabbie, sdraiati sui tavoli,
stritolati negli strumenti di tortura, vediamo uomini e donne in preda a terribili sofferenze.
Mater Morbi sta facendo un gesto, come per mostrare il suo regno a Dylan. Dylan osserva
stupefatto.
Mater Morbi
- ...per quanto amara e dolorosa questa possa essere!
Dylan
- !!
TAV 52
1\2
Dylan, in primo piano, di spalle, in quinta a sinistra. Davanti a lui vediamo Mater Morbi che
sta avanzando nel suo salone. La donna sta lasciandosi cadere il mantello dalle spalle. La sua
schiena è nuda, sexy e costellata di cicatrici, come tanti colpi di frusta. Esalta la sensualità
di Mater Morbi: mi piacerebbe che fosse il personaggio più sexy e inquietante mai apparso su
Dylan Dog.
Mater Morbi
- Benvenuto nel mio regno, Dylan!
3\4
Verticale.
Figura intera, dal basso e frontale su Mater Morbi che avanza verso di noi, dirigendosi verso
una specie di mobile bar (non è importante che si veda in questa vignetta). E’ splendida e
terribile. Sullo sfondo vediamo Dylan che osserva perplesso e titubante una sedia elettrica di
quelle grosse, brutte e massicce.
Mater Morbi
- Mettiti pure comodo...
Dylan
- Sto bene in piedi, grazie!
5
Dylan, in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a sinistra. Davanti a lui vediamo Mater
Morbi, ferma davanti al mobile bar mentre si sta versando un liquore scuro in una coppa di
cristallo. La donna ha lo sguardo rivolto verso di noi e ci sorride.
Mater Morbi
- Bevi qualcosa?
6
Dal basso, su Dylan. Serio.
Dylan
- Sono astemio.
TAV 53
1\2
Laterale, in piano medio, su Dylan e Mater Morbi. La donna si è voltata verso l’indagatore
dell’incubo e gli si sta facendo vicina in maniera sensuale. Mater Morbi ha in mano la coppa
di cristallo con il liquore. Mater Morbi sorride in maniera maliziosa a Dylan. Dylan la osserva
duro.
Mater Morbi
- Non è esatto... sei un ex-alcolista.
Dylan
- E’ la stessa cosa.
3
Alle spalle di Dylan. Mater Morbi si è fatta molto vicina a lui e sta sorseggiando il suo liquore.
La donna guarda verso Dylan con un sorriso a mezza via tra lo scherno e la seduzione.
Mater Morbi
- Vuoi dirmi che adesso non avresti voglia di farti un goccetto?
4
Primo piano di Dylan. Titubante.
Dylan
- N-no...
5
Primo piano, stretto e laterale, su Dylan e Mater Morbi. La donna si è spinta contro Dylan e gli
sta offrendo le labbra, lucide del liquore. Mater Morbi sorride, sensuale e pericolosa.
Mater Morbi
- Non esitare, Dylan...
6
Dettaglio sulle labbra, lucide di liquore, di Mater Morbi.
Mater Morbi
- ...togli il peccato dalle mie labbra.
TAV 54
1\2
Verticale.
Dylan e Mater Morbi, in figura intera, che si baciano. Dylan sembra ancora volersi tirare
indietro la gamba di Mater Morbi che sta già cominciando ad avvinghiarlo. Questa scena deve
essere molto, molto, sexy.
3
Dettaglio sulla mano di Dylan che scende lungo il fianco di Mater Morbi.
4
Primissimo piano, alle spalle di Mater Morbi. Lei e Dylan si continuano a baciare.
Appassionatamente adesso.
5\6
Allarghiamo.
In primo piano, di quinta a destra, un qualche strumento di tortura e catene che scendono
dall’alto. Sullo sfondo vediamo Mater Morbi che sta spingendo Dylan verso un tavolo di legno
inclinato quasi verticalmente. Dall’alto del piano di legno vediamo scendere due catene con dei
bracciali di metallo (aperti) alle estremità.
Mater Morbi
- Finalmente cominci a comportarti come si deve!
TAV 55
1
Dettaglio delle mani di Mater Morbi che chiudono uno dei bracciali di metallo intorno al polso
di Dylan.
Effetto Sonoro
TLACK
2
Primo piano, da dietro e sopra le spalle, di Mater Morbi. Davanti alla donna vediamo Dylan.
L’uomo è addossato al piano di legno inclinato e i suoi polsi sono bloccati nei bracciali al termine
delle catene. Dylan guarda verso Mater Morbi, perplesso, vagamente spaventato e titubante.
Dylan
- Che stai facendo?
3
Nella soggettiva di Dylan che osserva Mater Morbi. La donna sta sciogliendo la strana frusta
che porta al fianco. Mater Morbi guarda verso di noi, intensamente.
Mater Morbi
- Ti fidi di me?
4
Primissimo piano, di profilo, su Dylan.
Dylan
- Per niente!
5
Primissimo piano su Mater Morbi. Sorride e ha un sopracciglio inarcato e sorride in maniera
divertita e crudele
Mater Morbi
- E fai bene.
6
Dettaglio della mano di Mater Morbi che si alza, facendo schioccare la frusta.
Effetto Sonoro
SNAP
TAV 56
1
Primo piano di Dylan, visto un pelo dall’alto e di tre quarti. Viene raggiunto dalla punta della
frusta sullo zigomo destro, il volto si volta di scatto verso destra. Non vediamo la punta della
frusta ma solo il suo schioccare sulla guancia di Dylan. Un rivoletto di sangue scende dallo
zigomo di Dylan.
Dylan
- AH!
Effetto Sonoro
SKIOCK
2
Allarghiamo.
In primo piano, di spalle, Mater Morbi. La vediamo all’altezza del (bellissimo) sedere. Davanti
a lei vediamo Dylan. L’uomo sta guardando verso la donna e sembra arrabbiato.
Dylan
- SMETTILA SUBITO!
3
Primo piano, dal basso e laterale, su Mater Morbi. La donna sorride cattiva e divertita.
Mater Morbi
- Scherzi?
4
Piano medio, frontale, su Mater Morbi che alza di nuovo la sua strana frusta. Sorride cattiva.
Mater Morbi
- Ho appena cominciato!
5\6
Allarghiamo.
Di quinta a sinistra, di tre quarti di spalle e in controluce, vediamo Vincent. Sullo sfondo
vediamo mater Morbi che sta continuando a frustare Dylan. Il ragazzino è nascosto dietro un
qualche strumento di tortura, nelle ombre del salone.
Vincent
- Mi dispiace, Dylan...
Dylan
- AH!
TAV 57
1
Primo piano, frontale, su Vincente. Addossato e parzialmente nascosto dietro uno degli
strumenti di tortura del grande salone. Vincent ha un’espressione triste.
Vincent
- ...non c’è nulla che possa fare per aiutarti.
2
Piano americano, laterale, su Mater Morbi che continua ad abbassare con violenza la sua
frusta contro Dylan (fuori campo). La donna sorride, esaltata e crudele.
Effetto Sonoro
SKIOCK
SKIOCK
3
Primo piano, un poco dall’alto, su Dylan. Le braccia alte, bloccate dalle catene. La camicia
adesso è aperta sul petto e il petto di Dylan è segnato dalle scudisciate della frusta. Dylan
guarda verso Mater Morbi (fuori campo).
Dylan
- Cosa vuoi da me?
4
Primo piano su Mater Morbi. Ci sorride, crudele e sensuale.
Mater Morbi
- Ogni cosa!
5\6
Laterale. Mater Morbi si è spinta contro Dylan e gli sta accarezzando il volto mentre protende
le labbra verso di lui, come volesse baciarlo. Dylan ha girato la testa di scatto, sottraendosi al
bacio. Sembra arrabbiato.
Mater Morbi
- Sei disposto a darmelo?
Dylan
- Vai al diavolo!
TAV 58
1
Nella soggettiva di Dylan che osserva la donna, vicino a lui. Mater Morbi sorride superba.
Mater Morbi
- Anche il diavolo ha paura di me, Dylan!
2
Primo piano, stretto sui due. Mater Morbi sussurra a Dylan.
Mater Morbi
- Io sono la madre di tutti i malanni...
3
Dall’alto sui due, in piano americano. Mater Morbi accarezza sensuale il petto ferito di Dylan.
Mater Morbi
- Sono la morsa che ti stringe le ossa, la febbre che ti fa rabbrividire, il dolore che ti mette in
ginocchio...
4
Dylan, in primissimo piano, di tre quarti di spalle. Mater Morbi vicino a lui.
Mater Morbi
- Sono l’estraneo che ti cresce dentro, sono il tuo corpo che impazzisce, sono il delirio, la
disperazione e la pazzia...
5
Dettaglio sulla bocca di Mater Morbi che sussurra nell’orecchio di Dylan.
Mater Morbi
- ...e alla fine, quando tutto sarà consumato, io sarò la tua fine!
6
Primo piano di Dylan, rabbioso mentre si rivolge contro Mater Morbi (fuori campo).
Dylan
- E allora fai quello che devi e UCCIDIMI!
TAV 59
1
Allarghiamo e lateralmente.
Mater Morbi che si allontana da Dylan. Sembra quasi annoiata.
Mater Morbi
- Come ti ho già detto, Dylan... il diritto di scegliere quando farla finita non ti è concesso.
2
Dylan, cupo e imbronciato. Mortalmente serio.
Dylan
- Lo vedremo!
3
Nella soggettiva di Dylan. Mater Morbi, di spalle, si sta voltando verso di lui e lo guarda con
uno sguardo che è un misto tra il divertimento e il compatimento.
Mater Morbi,
- Povero sciocco... Ti ho tolto tutte le forze, non potresti toglierti la vita da solo neanche
volendolo!
4
Dylan. Sempre serio ma ora titubante. Lui stesso non è convinto di quello che sta dicendo.
Dylan
- I dottori... loro capiranno che è inutile continuare a tormentarmi e mi lasceranno andare!
5
Mater Morbi che sorride, amara.
Mater Morbi
- Ancora non hai capito, vero?
6
Primo piano, laterale, su Mater Morbi e Dylan. La donna si sta spingendo avanti verso Dylan,
arruffandogli i capelli e sorridendogli. Dylan sembra preso alla sprovvista da quello che la
donna gli sta dicendo.
Mater Morbi
- Sono i dottori che ti hanno consegnato a me!
TAV 60
1\2
Stacco.
Esterno notte. Il Royal Free Hospital.
Dall’ospedale
- La situazione è ulteriormente peggiorata, dottor Vonnegut...
3\4
Passiamo nella stanza di Dylan. Di quinta a destra, in scorcio, vediamo il etto. Accanto a letto
il professor Vonnegut e un altro dottorino, intenti a controllare la cartella di Dylan. Il dottor
Vonnegut sembra pensieroso. Il dottorino ha un’aria simpatica (hai presente Carter di “E.R.”?)
e il suo nome è Harker.
Harker
- I segni vitali sono sempre più deboli... se continua così dovremo collegarlo a una macchina
per aiutarlo a respirare!
Vonnegut
- Uhm, vedo...
5
Dal basso sul dottorino che si rivolge a Vonnegut (fuori campo). Il dottorino sembra
sinceramente preoccupato e dispiaciuto.
Harker
- Non faremo altro che prolungare la sofferenza del paziente... forse sarebbe meglio non
insistere oltre!
6
Il dottorino, in primo piano, di spalle, in quinta a destra. Davanti a lui Vonnegut. Vonnegut
non ha neanche voltato lo sguardo verso il dottorino e sta annotando qualcosa sulla cartella
medica.
Vonnegut
- Non dite sciocchezze, dottor Harker! La legge ci obbliga a fare tutto quello che ci è possibile per
tenere in vita i nostri pazienti... e anche se così non fosse, abbiamo tutti fatto un giuramento,
ricordate?
TAV 61
1
Allarghiamo. Vonnegut ha alzato la testa e sta citando il giuramento di Ippocrate. Il dottor
Harker lo guarda con la faccia cupa.
Vonnegut
- Giuro per Apollo medico, per Asclepio, Igea e Panacea, di conseguire come scopi esclusivi la
difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo...
2
Primo piano, serio e intenso, su Harker.
Harker
- ...e di portare il sollievo dalla sofferenza!
3
Laterale, in piano medio, sui due. Vonnegut si sta rivolgendo verso Harker con estrema durezza
e una rabbia a stento contenuta. Harker lo guarda gelido.
Vonnegut
- Non insistete oltre, dottor Harker... come diceva sempre il professor Faber, la morte non è
cosa di cui possano decidere i dottori o i pazienti!
Harker
- E chi allora?
4
Da sopra la spalle di Harker, guardando verso Vonnegut. L’uomo ha una espressione sinistra
mentre si rivolge al dottorino.
Vonnegut
- Un’autorità ben al di sopra di noi!
5\6
Allarghiamo. Vonnegut sta abbandonando la stanza mentre Harker rimane fermo, accanto al
letto di Dylan. Harker ha lo sguardo basso e sembra cupo e abbattuto.
Vonnegut
- Adesso piantatela con queste storie e fate attaccare il signor Dog a un respiratore artificiale!
Harker
- Sì, dottor Vonnegut.
TAV 62
1\2
Torniamo nel salone di Mater Morbi.
Inquadratura dall’alto su Dylan e Mater Morbi. Dylan è ancora legato al piano di legno inclinato
e Mater Morbi è davanti a lui e gli si rivolge. Dylan è conciato parecchio male a causa delle
frustate ma ha ancora la forza di fare l’ironico.
Mater Morbi
- Cosa sarebbero i dottori senza di me, Dylan?
Dylan
- Disoccupati?
3
Dylan, in primo piano, di spalle, in quinta a destra. Davanti a lui Mater Morbi che gli si rivolge,
esaltata.
Mater Morbi
- Esattamente. Io per loro sono come madre natura per i contadini... una divinità capricciosa
da ingraziarsi con sacrifici e tributi!
4
Primo piano, stretto e di profilo, su Dylan. Titubante e perplesso.
Dylan
- M-ma... i medici lottano contro le malattie!
5
Primo piano su mater Morbi che sorride cattiva e superba.
Mater Morbi
- Sono io che gli concedo alcune piccole vittorie... in cambio, loro fanno in modo che io possa
divertirmi sempre più a lungo con i miei giocattoli!
6
Primo piano su Dylan, disgustato e rabbioso.
Dylan
- Accanimento terapeutico...
TAV 63
1
Mater Morbi, vista in piano medio, dal basso, su Dylan. Che si stringe nelle spalle e inarca un
sopracciglio.
Mater Morbi
- Se è così che ti piace chiamarlo, fai pure... per me è solo uno scambio conveniente!
2
Laterale, in piano americano, su Mater Morbi e Dylan. Mater Morbi sorride, Dylan la osserva
con un misto di rabbia e stupore.
Mater Morbi
- Prendi il tuo professor Faber, per esempio... io e lui abbiamo fatto buoni affari per anni!
3\4
Passiamo in flashback.
Vediamo il professor Faber, in una corsi d’ospedale, che sorride a un paziente che si sta alzando
dal letto sotto lo sguardo ammirato della sua famiglia e di alcune infermiere. Per me questa
puoi caricarla come toni fino al parossistico: deve dare l’idea di una scenetta idilliaca dove il
dottore/salvatore sta facendo rinascere un Lazzaro/malato.
Dida
“Io gli concedevo qualche straordinaria guarigione ogni tanto, in modo da farlo diventare un
luminare della medicina...”
5\6
Sempre in flashback.
Ora ci troviamo in un reparto di terapia intensiva e vediamo un paziente chiuso in un polmone
d’acciaio.
Mater Morbi
“Lui, in cambio, faceva in modo che i suoi pazienti terminali morissero sempre più lentamente.”
TAV 64
1
Torniamo al presente.
Primo piano di Dylan. Disgustato e rabbioso.
Dylan
- Fino a quando non è morto anche lui!
2
Dylan, in primo piano, di spalle, in quinta a destra. Davanti a lui vediamo Mater Morbi. La sua
espressione infastidita e vagamente contrariata.
Mater Morbi
- Gli avevano diagnosticato un tumore al pancreas... sapeva che non vedevo l’ora di mettermi
a giocare con lui e ha preferito sfuggirmi!
3
Di profilo su Mater Morbi che si rivolge a Dylan. Ora sorride, crudele.
Mater Morbi
- Non un grosso problema, comunque... il dottor Vonnegut si sta dimostrando un sostituto
valido!
4
Dylan, rabbioso.
Dylan
- Siete dei maledetti bastardi!
5
Mater Morbi che colpisce Dylan con un violento ceffone.
Mater Morbi
- Non mi piacciono i ragazzi sboccati, Dylan!
Effetto Sonoro
SCIAFF
6
Dylan, in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a destra e in controluce. La testa
abbandonata sul petto con un rivolo di sangue che gli scende dal labbro inferiore. Mater Morbi,
in figura intera, di spalle, che si allontana da lui.
Mater Morbi
- Rimani qui a riflettere... quando sarò di ritorno voglio sentire le tue scuse!
TAV 65
1\2
Allarghiamo.
Vediamo Vincent che esce dall’ombra e si dirige verso Dylan. Dylan sta alzando la testa.
Vincent
- Dylan...
Dylan
- Vincent, non dovresti essere qui!
3
Dall’alto rispetto al tavolo inclinato, guardando verso il basso. Vincent si è avvicinato e sta
liberando uno dei polsi di Dylan dal bracciale di ferro.
Vincent
- Sono uno dei favoriti di Mater Morbi... il salone della frusta è quasi casa mia!
4
Su Dylan. Ha le mani libere e sta massaggiandosi i polsi. Vincent, davanti a lui (di spalle e di
tre quarti rispetto a noi) lo osserva. Dylan guarda Vincent. Il ragazzo si sta stringendo nelle
spalle.
Dylan
- Come fai a resistere a tutto questo?
Vincent
- Io non resisto.
5
Primo piano, di tre quarti e dal basso, su Vincent. Serissimo.
Vincent
- Wittgenstein diceva che le angosce sono come le malattie, la cosa peggiore che si possa fare
è ribellarvisi!
6
Laterale sui due. Dylan si sta rivolgendo a Vincente. Vincent fa un mezzo sorriso triste.
Dylan
- Ti piace la filosofia?
Vincent
- Non particolarmente... ma certe volte, aiuta!
TAV 66
1
Dylan, visto in piano americano mentre afferra Vincent per il polso, iniziando a trascinarlo
via. Dylan sembra molto risoluto, adesso. Vincent è sorpreso.
Dylan
- Mi spiace, Vincent... ma io non voglio arrendermi e non permetterò che nemmeno tu lo faccia!
Vincent
- Che ti salta in mente!?
2
Allarghiamo e alziamoci.
Dylan sta trascinandosi dietro Vincent, attraverso il salone.
Dylan
- Noi ce ne andremo da questo posto, in un modo o nell’altro!
3\4
Verticale.
Alle spalle di Vincent e Dylan. Dylan sta trascinando il ragazzo attraverso uno dei strani
corridoi della magione di Mater Morbi. Il corridoio sembra quasi “piegarsi” e convergere sopra
di loro. Inclina l’inquadratura per renderla quanto più sinistra possibile.
Vincent
- Dylan, fermati...
5
Sul primo piano di Vincent. Protesta mentre Dylan (fuori campo) continua a trascinarlo.
Vincent
- ...stai solo peggiorando le cose!
6
Primo piano su Dylan, serio e determinato mentre continua a correre.
Dylan
- Non credo che sia possibile, Vincent!
TAV 67
1
Alle spalle di Dylan, in primo piano. Dylan si sta voltando verso di noi e sembra sorpreso da
una voce (fuori campo), proveniente da dietro di lui.
Voce Fuori Campo (da sinistra)
- Ti sbagli, Dylan...
Dylan
- Uh?
2
Dettaglio sulla bocca sensuale di Mater Morbi. Sorride crudele.
Mater Morbi
- ...non c’è limite al peggio!
3\4\5\6
Allarghiamo. Sulla linea di terra. Dylan in figura intera. L’uomo si sta voltando alle sue spalle e
osserva con orrore la scena che gli si para davanti. Alle spalle di Dylan vediamo Mater Morbi e
la sua “corte”. La donna trattiene per le spalle Vincent: il ragazzino non sta facendo resistenza
ma ha una espressione molto triste.
La corte alle spalle di Mater Morbi è composta da orrende creature dall’aspetto mostruoso
che sono rappresentazioni simboliche di varie malattie e sofferenze. C’è una specie di “Uomo
Cane”, con la spina dorsale piegata e tutta ritorta (tipo schiena bifida), c’è un “Colosso”, enorme
e deforme il cui corpo sembra composto di mille tumori, c’è un “Pazzo” con un cappello a
cilindro e la camicia di forza, c’è un “Lebbroso”. In sostanza, sono una sorta di Cenobiti in stile
“Hellraiser”. Dylan li osserva, disperato. Mater Morbi sorride verso Dylan.
Mater Morbi
- Ti presento i miei figli, Dylan... io li chiamo TORMENTI!
Dylan
- SCAPPA, VINCENT!
TAV 68
1
Su Vincent. In primo piano, dal basso e di tre quarti. Triste.
Vincent
- E dove, Dylan? Non esiste una via di fuga.
2
Allarghiamo Mater Morbi che accarezza, quasi con gentilezza, la testa di Vincent e sorride verso
Dylan, che vediamo in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a destra e in controluce.
Mater Morbi
- Ben detto, mio giovane amico! Nessuno può sottrarsi al mio potere...
3
Nella soggettiva di Mater Morbi. Vediamo la sua mano entrare in campo dalla quinta a sinistra
e indicare Dylan, sullo sfondo. Dylan sembra arrabbiato.
Mater Morbi
- ...nemmeno il famoso DYLAN DOG!
Dylan
- Io non mi arrenderò!
4
Primo piano di Mater Morbi che sorride, cattiva e soddisfatta.
Mater Morbi
- Era proprio quello che speravo di sentirti dire!
5\6
Alle spalle di Mater Morbi, visto un poco dall’alto. La donna sta voltandosi verso la corte di
mostri alle sue spalle (li vediamo nelle due quinte in controluce). Mater Morbi sorride verso
le sue creature.
Mater Morbi
- E’ arrivato un nuovo compagno di giochi, bambini miei...
TAV 69
1\2
Nella soggettiva di Dylan. Mater Morbi ha alzato il braccio, indicando nella sua direzione. Le
sue creature stanno balzando in avanti, proiettate verso di noi. Mater Morbi tiene ancora
vicino a lei Vincent e sorride cattiva.
Mater Morbi
- ...ANDATE A FARE AMICIZIA!
3
Quello che abbiamo chiamato “Uomo Cane” che morde le caviglie di Dylan.
Dylan
- AH!
4
Il “Colosso” che colpisce, violentemente, Dylan. Al volto.
Dylan
- UGH!
Effetto Sonoro
THUNF
5
Primo piano di Vincent, urla disperato.
Vincent
- DYLAN!
6
Nella soggettiva di Vincent.
Dylan è a terra e “il Pazzo” e “il Lebbroso” lo stanno prendendo a calci con violenza.
Il Pazzo
- Mi dispiace, ragazzino... ma il tuo amico è troppo occupato a giocare con noi, per risponderti!
Effetto Sonoro
THUNF
THUNF
TAV 70
1\2
I mostri che continuano a colpire con sempre maggiore violenza
Scegli tu come inquadrare la cosa e le onomatopee che ti sembrano più indicate.
Dylan.
3
Dylan che continua a venire colpito.
Lo stesso.
4
Dylan che continua a venire colpito.
5\6
Sulla linea di terra. Dylan, in terra, conciato davvero male. In primo piano, nelle quinte e in
controluce, i piedi dei suoi torturatori. Dylan ha un brutto taglio sulla fronte e il sangue gli sta
scendendo lungo il volto.
Dylan
-B-bastardi...
TAV 71
1\2
Verticale.
Allarghiamo e dell’alto. Il “Colosso” sta prendendo Dylan per la collottola e sta cominciando ad
alzarlo. Mater Morbi (con Vincent) si è fatta vicina e sta osservando la scena.
Mater Morbi
- Ne hai abbastanza? Sei pronto ad abbandonarti a me?
3
Primo piano, un poco dal basso, su Dylan. La mano del colosso lo tiene alzato per il collo. Lo
sguardo di Dylan è rivolto verso il basso e verso Vincent (fuori campo).
Dylan
- N-non...
4
Nella soggettiva di Dylan. Vediamo Vincent, un poco dall’alto. Il ragazzino ha lo sguardo rivolto
verso di noi e sembra che ci stia inviando una supplica silenziosa.
Vincent (mormora)
- ti prego, Dylan...
5
Simile alla 3 ma più stretta. Ora Dylan ha chiuso gli occhi e sta sospirando, come se si fosse
deciso a arrendersi.
Dylan
- Non farò più nessuna resistenza! Fai pure di me quello che vuoi...
6
Mater Morbi che sorride, soddisfatta e maliziosa.
Mater Morbi
- Vedrai... sarà meno brutto di quello che pensi!
TAV 72
1\2
Stacco.
Esterno giorno.
Il Royal Free Hospital.
Dall’ospedale
- Il paziente è stabile, adesso...
3
Siamo nella stanza di terapia intensiva di Dylan. Dylan ora è privo di sensi, intubato e attaccato
a un respiratore artificiale. Accanto al letto vediamo il dottor Harker che sta controllando una
cartella con fare cupo e Vonnegut, con lo sguardo basso e un’aria ipocritamente rassegnata.
Vonnegut si sta stringendo nelle spalle.
Harker
- ...ma respira solo grazie alla macchina!
Vonnegut
- Non si rimproveri, dottor Harker...
4
Stringiamo su Vonnegut. Sempre falsamente dolente.
Vonnegut
- ...abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere per lui!
5
Su Harker. Duro. Trattiene a stento la rabbia mentre si rivolge a Vonnegut (fuori campo).
Harker
- Tutto... tranne lasciarlo morire dignitosamente!
6
Primo piano su Vonnegut. Irritato.
Vonnegut
- Credevo che questo argomento fosse chiuso...
TAV 73
1
Vonnegut, di spalle, in quinta a destra. Davanti a lui Harker che gli si rivolge duro e rabbioso.
Harker
- Non per me. Ho segnalato il caso all’attenzione del direttore ospedaliero... e, se non bastasse,
andrò dai giornali!
2
Su Vonnegut. Un sopracciglio inarcato e un sorriso maligno e di scherno sul volto.
Vonnegut
- E cosa sperate di ottenere? Il sistema è contro di voi, dottor Harker! O forse siete uno di quelli
che crede che quando una legge è ingiusta, bisogna infrangerla?
3
Primo piano di Harker, molto determinato.
Harker
- Credo che bisognerebbe cambiarla!
4
Piano medio, dal basso, su Vonnegut. Serio e cupo, adesso.
Vonnegut
- Voi siete un idealista, Harker... e da oggi siete anche un disoccupato perché ho deciso di
licenziarvi!
5
Harker, in piano medio. Sta togliendosi il camice e trattiene a stento la rabbia.
Harker
- Perfetto. Mi avete risparmiato la fatica di dare le dimissioni!
6
Figura intera, di tre quarti di spalle, su Vonnegut. Ai suoi piedi il camice di Harker. Sullos fondo
vediamo il dottor Harker che sta imboccando una porta, allontanandosi furioso. Vonnegut lo
segue con lo sguardo.
Harker
- ADDIO!
TAV 74
1\2
Allarghiamo.
Vonnegut si sta voltando verso il letto di Dylan e gli si rivolge, come se l’old boy potesse
rispondergli.
Vonnegut
- Quel dottor Harker non sarà mai un buon medico...non riesce a capire qual è il bene maggiore!
3
Da sopra la spalla di Vonnegut, guardando verso Dylan, in coma.
Vonnegut
- Ma voi ci riuscite, vero signor Dog?
4
Laterale sul letto. In primo piano il volto di Dylan, visto di profilo. Oltre di lui vediamo vonnegut
che guarda verso l’indagatore dell’incubo con uno sguardo serio e cupo.
Vonnegut
- Voi l’avete conosciuta e adesso potete capire perché siamo costretti a scendere a patti con lei!
5
Primo piano, di profilo, su Vonnegut. Lo sguardo basso, l’aria cupissima.
Vonnegut
- Combatterla è inutile...
6
Simile alla precedente ma più stretta. Vonnegut si è portata una mano al volto, in un gesto di
rassegnata sconfitta.
Vonnegut
- ...lei vince in ogni caso!
TAV 75
1\2\3\4
Stacco.
Torniamo nella magione di Mater Morbi.
Siamo nella sua camera da letto. La stanza è un incrocio tra un boudoir e una sala chirurgia.
In primo piano, di quinta, un qualche oggetto che potrebbe essere uscito tanto da un laboratorio
medico quanto da una stanza delle torture. Sullo sfondo vediamo il letto di Mater Morbi: come
il letto del reparto da terapia intensiva in cui si trova Dylan, ma a due piazze. Il letto è un poco
inclinato. Appese sopra il letto, vediamo le classiche luci da sala operatoria (quelle fatte ad
anello). Sul letto vediamo Dylan (nudo fino alla cintola). Accanto a letto, in piedi in prossimità
di Dylan, vediamo Mater Morbi. La donna ha in mano ago e filo (chirurgici) e sta ricucendo il
brutto taglio sulla fronte di Dylan. Dylan ha le mani legate ai fianchi del letto (come si usa in
ospedale) e sta urlando di dolore.
Dylan
- ARGH!
Mater Morbi
- Lo faccio solo per il tuo bene, Dylan...
3
Nella soggettiva di Dylan che osserva Mater Morbi che si affaccia su di lui e gli sorride
dolcemente. In mano tiene ago e filo.
Mater Morbi
- ...non vorrai continuare a sanguinare in giro, no?
4
Controcampo. Passiamo nella soggettiva di Mater Morbi. Dylan la guarda, cupo. Mater Morbi
ha finito di suturargli il taglio sulla fronte.
Dylan
- Che differenza fa?
TAV 76
1\2
Laterale sul letto. Mater Morbi accarezza con gentilezza i capelli di Dylan e gli sorride
dolcemente. Dylan la guarda con fare indagatorio.
Mater Morbi
- Tu mi piaci, non voglio che ti consumi troppo in fretta... se ti comporterai in maniera carina
con me, potresti diventare uno dei miei favoriti!
Dylan
- Come Vincent?
3
Nella soggettiva di Dylan che osserva la donna. Mater Morbi lo guarda intensamente e si sta
protendendo in avanti per baciarlo.
Mater Morbi
- Sì... ma lui è solo un ragazzino. Con te è diverso!
4
Primo piano, stretto e laterale, su Mater Morbi che bacia Dylan. Dylan ha chiuso gli occhi. E’
un bel bacio.
5
Alle spalle di Mater Morbi. Si è sciolta dal bacio e guarda Dylan davanti a lei. L’uomo ha uno
sguardo serio mentre la osserva di rimando.
Dylan
- Alla fine si riduce tutto a questo, non è vero?
6
Su Mater Morbi. Ha inarcato un sopracciglio e ora sembra sulla difensiva.
Mater Morbi
- Di che parli?
TAV 77
1
Su Dylan, visto un pelo dall’alto. Il suo sguardo è serio ma non duro o spietato. Sembra quasi
triste.
Dylan
- Alla solitudine... potrai anche essere la divinità incontrastata del tuo reame ma sei sola!
2
Mater Morbi che si alza di scatto dal letto. E’ irritata.
Mater Morbi
- Non dire sciocchezze!
3\4\5\6
Dylan, visto lateralmente e spostato nella parte destra della vignetta. Lo sfondo della vignetta
ci mostra un’immagine allegorica con vari elementi composti in una sola immagine. In
particolare dobbiamo vedere una dominatrice sadomaso che frusta il suo schiavo (l’uomo
sorride beato), un ragazzo e una ragazza conciati da dark (lei somiglia alla Death di Gaiman)
che si tengono sottobraccio e si guardano con amore, un teschio e un qualche strumento di
tortura.
Dylan
- Gli esseri umani sono creature bizzarre e certe volte amano le cose più impensate... persino
la sofferenza o la morte hanno i loro estimatori!
7\8
Primo piano su Dylan. Un sorriso amaro sul volto.
Dylan
- Ma la malattia... quella non piace a nessuno!
TAV 78
1\2
Dylan, in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a sinistra. Davanti a lui vediamo Mater
Morbi. La donna, vista in piano americano, si sta voltando verso Dylan e sembra irritata e
sprezzante.
Mater Morbi
- Non ho bisogno di sostenitori... io sono temuta da tutti!
3
Un poco dall’alto sul letto di Dylan.
Un sopracciglio inarcato e l’aria ironica.
Dylan
- E tutti cercano di sfuggire da te! Ci sono persone disposte a uccidersi pur di non incontrarti
mai...
4
Mater Morbi. Ha un broncio sprezzante sul viso mentre liquida la questione con un gesto della
mano.
Mater Morbi
- Il mondo è pieno di stolti!
5
Primo piano su Dylan. Di profilo.
Dylan
- Hanno mai scritto un sonetto famoso su di te? La morte e la guerra ne hanno una collezione
intera...
6
Mater Morbi. Irritata e minacciosa mentre si rivolge a Dylan.
Mater Morbi
- Stai cominciando a stancarmi... meglio se la pianti di chiacchierare tanto!
TAV 79
1
Primissimo piano, frontale, su Dylan. Serissimo e intenso.
Dylan
- Nessuno ti ama. E’ per questo che sei costretta a tenerti strette le persone riducendole in
catene!
2
Mater Morbi, furiosa, che colpisce Dylan con un violento manrovescio al volto.
Mater Morbi
- TI HO DETTO DI STARE ZITTO!
Effetto Sonoro
SCIAFF
3\4
Da sopra le spalle di Mater Morbi, guardando verso Dylan. L’uomo ha la testa piegata in avanti
ma lo sguardo rivolto verso Mater Morbi. La guarda intensamente e le sorride con aria di sfida.
Dylan
- Non conosci proprio altre maniere per trattare con la gente, vero?
5
Nella soggettiva di Dylan che osserva Mater Morbi. La donna lo guarda con disprezzo ma
anche con tristezza.
Mater Morbi
- Pensi di saperla lunga... ma la verità è che non sai niente!
6
Primo piano di Mater Morbi, di profilo. Seria, cupa, triste.
Mater Morbi
- Le pene che io ti posso infliggere, che posso infliggere all’umanità intera, sono nulla in
confronto alla sofferenza eterna a cui io sono condannata!
TAV 80
1\2
Allarghiamo e alziamoci in una veduta d’insieme dall’alto sulla stanza da letto di Mater Morbi.
La donna è vicina al letto di Dylan e gli si sta rivolgendo.
Mater Morbi
- E’ vero, Dylan... la gente ha paura della morte ma è me che odia veramente!
3\4
In flashback.
Inchiostrala diversamente.
Una scena di una battaglia della prima guerra mondiale.
In primo piano un soldato che ne trapassa un altro con la baionetta innestata sul fucile. Sullo
sfondo la tipica carneficina del primo conflitto mondiale.
Dida
“Per secoli le persone hanno preferito morire sui campi di battaglia piuttosto che tra le mie
braccia, nei loro letti!”
5\6
Immagine d’insieme, allegorica.
Inchiostrala diversamente.
Vediamo Louis Pasteur alle prese con i suoi alambicchi (butta uno sguardo al riferimento
fotografico n.22), un medicine man dei pellerossa (riferimento fotografico 23), un chirurgo.
Dida
“Sono stato disprezzata e combattuta sin da quando il genere umano ha visto la luce...”
TAV 81
1\2
Torniamo nella stanza da letto di Mater Morbi. In primo piano, di spalle, vediamo Mater Morbi
(all’altezza del suo splendido fondoschiena). Davanti a lei vediamo Dylan che la osserva,
colpito.
Mater Morbi
- Ha ragione, Dylan... io sono sola.
3\4
Verticale.
Piano americano su Mater Morbi. Lo sguardo basso. Per una volta umana, triste e indifesa.
Mater Morbi
- Sola contro il mondo intero!
5
Dettaglio sulle mani di Mater Morbi che liberano una mano di Dylan dai legacci del letto
ospedaliero.
Dylan
-?
Effetto Sonoro
STRAAAP
6
Primo piano, dal basso, su Mater Morbi. Triste.
Mater Morbi
- Sei libero.
TAV 82
1\2
Allarghiamo. Mater Morbi si sta allontanando dal letto, dando le spalle a Dylan. Dylan si è
liberato anche l’altro polso e ha già messo un piede a terra. L’indagatore dell’incubo guarda
verso la donna. Mater Morbi sta indicando con un braccio la porta della stanza.
Mater Morbi
- Vattene dalla mia casa, torna alla tua vita... fuggi via da me!
3
Dylan, intenso.
Dylan
- No.
4
Piano americano, laterale, su Mater Morbi e Dylan. La donna sta dando ancora la schiena
all’old boy. Dylan si sta avvicinando a lei e le ha messo una mano sulla spalle.
Dylan
- Vincent aveva ragione, fuggire è inutile. Io posso solo accettarti.
5
Nella soggettiva di Dylan. La donna si sta voltando verso di lui. Sul volto di Mater Morbi
leggiamo un misto di speranza e timore.
Mater Morbi
- E amarmi?
6
Dylan che sorride dolcemente.
Dylan
- Farò del mio meglio.
TAV 83
1\2
Simile alla 1\2\3\4 di TAV 75.
Solo che ora vediamo Dylan sopra Mater Morbi, entrambi nudi e coperti a stento dalle ombre,
che fanno l’amore.
Mater Morbi
- AH!
3
Dettaglio sulle mani di Mater Morbi che artigliano la schiena di Dylan. Del sangue scorre dai
graffi.
4
Primo piano di Dylan con una smorfia di dolore e piacere insieme.
Dylan
- ARGH!
5
Nella soggettiva di Dylan che guarda Mater Morbi. La donna lo guarda intensamente.
Mater Morbi
- Mi dispiace, è la mia natura... non posso farci niente!
6
Laterale, in primo piano, sui due. Dylan sta per baciare la donna.
Dylan
- Lo so.
7\8
Dylan e Mater Morbi che si baciano.
TAV 84
1\2
Stacco.
Esterno giorno.
Il Royal Free Hospital.
Dall’ospedale
- DOTTOR VONNEGUT! DOTTOR VONNEGUT!!
3
Siamo in uno dei corridoi della terapia intensiva. Di quinta a destra, di spalle, vediamo
un’infermiera. Davanti a lei un corridoio dell’ospedale. Dalla porta di un ufficio lungo il
corridoio vediamo spuntare il dottor Vonnegut, agitato.
Vonnegut
- Spero che abbiate una buona ragione per esservi messa a starnazzare come un’anatra,
infermiera!
4
Piano medio sull’infermiera. Costernata e stupefatta. Sta indicando qualcosa alle sue spalle,
sul fondo del corridoio.
Infermiera
- Il paziente del letto numero 13, il signor Dog...
5
Su Vonnegut. Un sopracciglio inarcato, l’aria burbera.
Vonnegut
- E’ morto?!
6
Di nuovo sull’infermiera, in primo piano adesso.
Infermiera
- Si è svegliato!
TAV 85
1
Alle spalle di Vonnegut (seguito dall’infermiera) mentre entra, trafelato, nella stanza di Dylan.
Dylan è intubato ma ha gli occhi aperti.
Vonnegut
- Non può essere...
2
Vonnegut che controlla i segni vitali di Dylan sul monitor della macchina accanto al letto.
E’ incredulo, adesso. Dylan ha girato leggermente la testa, seguendolo con lo sguardo.
Vonnegut
- I segni vitali sono tutti in ripresa... QUESTO E’ UN MIRACOLO!
3
Piano medio sull’infermiera. Sta indicando qualcosa fuori campo, nella direzione di Dylan.
Sembra timorosa e titubante.
Infermiera
- Dottor Vonnegut, sembra che il paziente stia cercando di dirvi qualcosa...
4
Alle spalle di Vonnegut e dall’alto sul letto. Il dottore è parzialmente piegato in avanti, sopra Dylan
Dog e lo guarda con apprensione. Dylan ha alzato una mano e afferrato la cravatta di Vonnegut.
Dylan (tremolante)
- Mpf...ndate...
Vonnegut
- M-ma che...?
5
Stringiamo su Dylan. Sta strattonando violentemente la cravatta di Vonnegut, tirandolo verso
di lui. Vonnegut ha un’espressione basita.
Dylan (tremolante)
- ...al... mpf... diaolo... maledetto... ‘stardo!
6
Nella soggettiva di Dylan. Il dottor Vonnegut, basito e sorpreso che guarda verso di noi. Alle
sue spalle vediamo l’infermiera che sorride sotto i baffi.
Infermiera
- A me suonava come... andate al diavolo, maledetto bastardo!
Vonnegut
-!
TAV 86
1\2
Stacco.
Esterno notte.
Craven Road.
La porta della casa di Dylan Dog.
3
Passiamo nella casa. Siamo sulla soglia dello studio di Dylan e Groucho (con il sigaro in bocca
e un bel sorriso) si sta affacciando dietro di essa. Groucho indossa un grembiule da cuoco.
Groucho
- Capo te l’ho mai raccontata quella del tipo che incontra il suo dottore per strada? Il dottore
gli chiede “Come state?” e il tipo imbarazzato risponde:“Bene, dottore... mi scusi!”
4
Alle spalle di Groucho, guardando dentro lo studio di Dylan. Lo studio è piuttosto buio e
illuminato solo dalla lampada dello scrittoio. Dylan è seduto al suo scrittoio, alle prese con
penna, calamaio e il suo diario. Non volge nemmeno la testa verso Groucho.
Importante: nel ripiano basso dello scrittoio vediamo il diario su cui Dylan sta scrivendo.
Nel ripiano alto, poggiato in mezzo ad altri oggetti, il modellino del galeone (non completato,
ovviamente).
Dylan
- Non dovresti essere in cucina a preparare la cena, Groucho?
5
Dylan, in piano medio, su Dylan. L’indagatore dell’incubo è intento a scrivere sul suo diario.
Sullo sfondo, sempre affacciato da dietro lo stipite della porta, vediamo Groucho. L’assistente
sorride con il suo consueto ghigno da pazzo.
Groucho
- Non riuscivo a mettere la cravatta all’uovo in camicia e quindi ho pensato di ordinare una
pizza. Ho ordinato una capricciosa. Non verrà!
6
Frontale, un poco dall’alto, su Dylan allo scrittoio. Sta scrivendo e sorride.
Dida
“Casa...”
TAV 87
1\2
Allarghiamo. Una bella visione d’insieme sullo studio di Dylan. Tutti gli elementi consueti ci
devono essere. Deve essere un’immagine rassicurante. Dylan è tornato al suo posto, alla sua
dimensione, al suo mondo.
Dida
“...credevo che non l’avrei mai più rivista!”
3
Dettaglio sul galeone di Dylan poggiato sulla parte alta dello scrittoio.
Dida
“Tutto mi sembra nuovo e allo stesso tempo familiare, diverso e uguale, estraneo e intimo...”.
4
Laterale su Dylan che continua a scrivere.
Dida
“Mi sveglio la mattina presto e continuo ad aspettarmi di veder spuntare un’infermiera da
dietro la porta della mia stanza... solo quando mi rendo conto che non arriverà mi decido ad
alzarmi.”
4
Stacco. Passiamo in flashback.
Dylan, in piano medio, sotto la doccia. Sul suo addome vediamo il segno della cicatrice.
Dida
“Mi muovo con cautela, come avessi paura che qualcosa si potesse di nuovo rompere in me...”
5
Sempre in flashback. Dettaglio sulla cicatrice. Dylan la sta sfiorando con la mano.
Dida
“...che qualche cucitura possa riaprirsi.”
6
Di nuovo nello studio. Dall’alto su Dylan, intento a scrivere il suo diario.
Dida
“Poi la mia vita riprende il suo corso normale...”
TAV 88
1\2
Stacco. In flashback.
Dylan e Groucho, visti di spalle, in figura intera. Davanti a loro un gigantesco lupo mannaro
che li guarda con sguardo famelico e omicida. Dylan si sta rivolgendo a Groucho. Sfondo bianco.
Dylan
- Forse conviene gettarci a terra e far finta di essere morti...
Groucho
- Non sarà una cosa così difficile, capo!
Effetto Sonoro (Lupo Mannaro)
GGGRRRRRRRRR
Dida
“Anche se forse, tanto normale, non lo sarà mai!”
3
Sempre in flashback. Stiamo osservando una televisione. Sullo schermo vediamo il Dottor
Harker, assediato dai microfoni di vari giornalisti televisivi, mentre parla.
Dida
“Nel frattempo, dopo che sono stato dimesso dall’ospedale, un certo Dottor Harker ha alzato
un gran polverone con i media e oggi, per tutto il paese si discute di accanimento terapeutico,
testamenti viventi e suicidio assistito...
4
Torniamo nello studio di Dylan. L’uomo continua a scrivere.
Dida
“Personalmente, sono convinto che chiunque sia in possesso delle sue facoltà mentali, debba
anche essere padrone del proprio destino... specie se quel destino è fatto di atroci sofferenze.”
5
Frontale, in primo piano, su Dylan. Sta infilando la punta della penna nel calamaio. E’
pensieroso.
Dida
“...d’altra parte, nel caso io non fossi in grado di esprimere la mia opinione o non avessi lasciato
alcuna disposizione, non vorrei mai che qualcuno decidesse della mia vita al posto mio.”
6
Nella soggettiva di Dylan. Vediamo la sua mano che sta vergando le ultime parole che poi
troviamo nella didascalia della vignetta.
Dida
“In fondo... chi sono io per mettere in dubbio i miracoli?”
TAV 89
1\2
Verticale.
Torniamo in flashback.
Vediamo le lastre dell’addome di Dylan Dog. Del tutto normali.
Dida
“L’ultimo esame di controllo ha decretato che sono in perfetta forma...”
3
Sempre in flashback. Ci troviamo in uno studio medico. Dylan è seduto su un lettino ospedaliero
e indossa jeans e camicia. La camicia è sbottonata e Dylan la sta abbottonando (ha appena
terminato un esame radiografico). Un dottore dalla faccia simpatica gli sorride e gli batte la
mano sulla spalla. Dylan sembra un poco frastornato.
Dida
“Di quello che mi stava uccidendo non c’è più traccia...”
4
Torniamo nello studio di Dylan. L’uomo continua a scrivere.
Dida
“Mater Morbi mi ha lasciato andare.”
5
Di nuovo in flashback.
Primissimo piano di Vincent. Sorridente.
Dida
“Quanto a Vincent...”
6
Stessa inquadratura ma allarghiamo. Ora dobbiamo capire che l’immagine che abbiamo visto
nella vignetta precedente non era altro che la foto di Vincent, sulla sua lapide. Scorgiamo
anche la sommità delle lettere del suo nome, scolpite nel marmo (Vincent Grey).
Dida
“Se n’è andato anche lui.”
TAV 90
1\2
In flashback.
Esterno giorno.
Il cielo è carico di nubi scure, c’è una pioggerella fine e il vento che alza le foglie autunnali.
Campo lungo sulla collina di un cimitero. Alberi tristi, ombre lungo. In controluce un capannello
di convenuti con l’ombrello, un prete, una lapide. In disparte vediamo Dylan (sempre in campo
lungo e in controluce). Ovviamente, Dylan è senza ombrello.
Dida
“E’ morto la settimana scorsa.”
3\4
Sempre in flashback.
Dylan, in primo piano, di tre quarti di spalle, in quinta a sinistra. Oltre di lui vediamo i convenuti
al funerale. Dylan ha il bavero della giacca alzata, è molto triste e sembra aver freddo. Una
donna con l’ombrello, nella folla, si è voltata verso Dylan e lo guarda. E’ la madre di Vincent.
Dida
“Si è spento nel sonno... senza sentire alcun dolore.”
5
Sempre in flashback.
Da sopra la spalla di Dylan, un poco dall’alto. L’uomo si è avvicinato alla lapide di Vincent e la
sta guardando.
Dida
“Qualcuno dirà che ha lottato coraggiosamente per anni contro un male incurabile... ma non
è così che stanno le cose.”
6
Primo piano, stretto, su Dylan. Lo vediamo di profilo. Le gocce d’acqua, insieme a qualche
lacrima, gli scendono lungo il volto.
Dida
“Vincent ha avuto la forza di accettare la sua malattia e di vivere con essa, senza sprecare la
sua vita in una guerra civile contro il suo stesso corpo.”
TAV 91
1
Sul cielo. Carico di nubi e plumbeo.
Effetto Sonoro
RRRRUUUUUUUUUMMMMBLEEEE
2
Dal basso, in piano americano. Come se fossimo nella soggettiva della lapide e guardassimo
Dylan, sopra di noi. Alle spalle di Dylan sta arrivando la mamma di Vincent (con l’ombrello).
La mamma di Vincent si sta rivolgendo a Dylan. Dylan si è voltato verso di lei.
Mamma
- Il tempo sta mettendo davvero a brutto... avreste dovuto portarvi un ombrello!
3
La mamma di Vincent, in primo piano, di spalle, in quinta a destra. Davanti a lei vediamo
Dylan che sorride triste e amaramente.
Dylan
- Non ne ho mai comprato uno in vita mia.
4
Piano medio sulla mamma di Vincent. Sorride triste.
Mamma
- Lo so. Me l’ha detto Vincent.
5\6
Laterale sui due.
Dylan
- Suo figlio è stato un buon amico.
Mamma
- E voi per lui.
TAV 92
1
Primo piano sulla Mamma di Vincent. Triste.
Mamma
- Adesso ha trovato la pace...
2
Nella soggettiva della Mamma di Vincent. Dylan le sorride triste.
Dylan
- Io credo che l’abbia sempre avuta.
3\4\5\6
Allarghiamo sulla collina.
Un bell’albero nodoso e spoglio in primo piano. L’albero somiglia a quello delle pene solo che
dai suoi rami non pende più nulla.
La madre di Vincent sta abbracciando Dylan Dog.
Le foglie morte volano nell’aria. I convenuti si stanno allontanando.
TAV 93
1\2
Torniamo nello studio. Frontale su Dylan. In primo piano, di quinta a destra, il modellino del galeone,
poggiato nella parte alta dello scrittorio. Al di là di esso Dylan, ancora impegnato a scrivere.
Dida
“Questo è più o meno tutto quello che c’è da dire su questa storia...”
Dida 2
“Mi è capitato spesso di incrociare la mia strada con quella del male e non ho mai esitato ad
affrontarlo... ma cosa succede quando il male è una parte di noi?”
3
Laterale su Dylan che continua a scrivere.
Dida
“Ignorarlo o rifiutarlo è inutile e dannoso.”
4
Dettaglio sulla mano di Dylan che continua a scrivere. Le parole sul suo diario sono quelle che
leggiamo in didascalia. La mano di Dylan sembra un poco tremolante e le ultime parole sono
scritte con calligrafia incerta.
Dida
“L’unica cosa che possiamo fare è allargare le braccia e lasciare che ci scorra attraverso...
sperando che non ci spinga contro gli scogli o ci travolga.”
Effetto Sonoro (pennino)
RATTLE
5
Dall’alto, frontale, su Dylan. Ha lasciato cadere la penna sul diario (macchie d’inchiostro sul foglio)
e si è portato una mano al petto, quasi artigliandoselo. Il suo sguardo è stupito e colto dall’orrore.
Dylan
-!
Effetto Sonoro (pennino)
TAK
Dida
“Mater Morbi è un’amante spietata ed esigente...”
6
Dylan che, in preda agli spasmi, crolla in terra.
Dida
“...che ci seguirà tutta la vita!”
Effetto Sonoro
CRACK
TAV 94
1\2
A picco dall’alto su Dylan steso in terra. Si tiene il petto e sembra agonizzante. Intorno a lui
non sembra esserci nessuno.
Dylan
- GH...
3\4\5\6
Allarghiamo e scendiamo.
Panoramica sullo studio.
Dylan in terra in una posa scomposta e Mater Morbi, inginocchiata accanto a lui, che gli carezza
la guancia. Nelle ombre intuiamo le figure dei Tormenti (i mostri al servizio di Mater Morbi).
Mater Morbi
- Ti amerò per sempre, Dylan Dog!
FINE