TARA DI QUI - luci sulla città

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TARA DI QUI - luci sulla città
Educazione
alla legalità, riutilizzo a fini
sociali dei beni confiscati
ai mafiosi.
Piazza delle Vettovaglie
Pisa.
Ref. [email protected]
Anno VIII - N 2
-
2012
Mensile politico civile dei Comitati pisani nella “Città dei Diritti”
A sso cia zio ne per la Sa lva gu ardi a e la Val orizza zion e de lla città di Pis a
tiratura 600 copie
di Paolo Arduini
Il nostro valoroso Comune, nella persona dell'altrettanto valoroso
assessore Eligi, ha "scoperto" che esistono avanzate tecnologie
capaci di ridurre le emissioni acustiche dagli impianti di
amplificazione!!! Eureka, evviva, urrà, se non fosse che circa 14
anni fa i Comitati di quartiere pisani avevano già "indagato" sulle
potenzialità di ARPAT e trovato che da sempre ci sono questi
aggeggi, capaci di TARARE (vedi vignetta qui accanto) il
casino che ogni sera e ogni notte delizia i cittadini pisani... anzi,
avevamo scoperto che ARPAT manifestava un sincero stupore
per il fatto che gli uffici comunali non le avessero mai chiesto di
intervenire, in una situazione in cui la movida faceva giganteschi
passi "in avanti", sconvolgendo il sonno e la vita delle persone...
Polemiche inutili, ora che il Comune sembra aver smesso di fare
come le tre scimmiette che non sentono, non vedono, non
parlano??? eh no, purtroppo, perché ci ha pensato il "caro" Monti
a proclamare la liberalizzazione di tutto quello che sa d'impresa,
e cioè d'affari, e quindi ad avvisare che "lacci e lacciuoli" vanno
eliminati e non rimessi in pista: locali notturni "liberi" di fare
rumore come e quando cazzo gli pare; datori di lavoro "liberi" di
licenziare chi e come cazzo gli pare...
Niente di nuovo, ovviamente, tra governo Prodi e governo
Berlusconi questa robaccia andava già di gran carriera, ma ora
tutto è travestito nel geniale slogan "l'Europa lo vuole", che
riecheggia il vecchio ed efficace Dio lo vuole delle guerre
massacratrici di una volta...
E del resto il valoroso Eligi ha subito chiarito: deve ancora capire
cosa va a raccontargli, a questo gelido massacratore sociale del
prof Monti, e comunque tutto sarà legato agli "eventi", il che vuol
dire che i locali notturni potranno fare come gli pare tutto l'anno e
poi, forse, chiedere di esser "tarati", nella misura che a loro torna
più comoda, quando vogliono fare un casino un po' più
"eccezionale"...
Bugie e bugiardi crescono, a Pisa e ovunque, e dunque oportet
ut scandala eveniant...
E allora avanti, questo LUCI è dedicato ai demoni delle
polemiche (spesso tra sordi e ciechi e rimbambiti...) e agli angeli
della/e città, dediti all'intelligenza collettiva, al capire, al riflettere,
e al FARE POESIA...
Poi ci pensa Nietzsche (vedi ipsedixit qui accanto) a dare
finemente/filosoficamente voce ai greci massacrati e sacrificati
nel silenzio assenso più schifoso, ai siriani massacrati e
sacrificati con l'intervento specifico e rivendicato dei corpi
speciali americani, inglesi, israeliani, sauditi, ai lavoratori e
pensionati italiani ed europei massacrati e sacrificati in nome del
Dio Mercato, e quindi ad andare oltre le MENZOGNE!!!
TARA DI QUI
tara di là
tara tutta la città
Rossella
sognava Tara
la vecchia patria
di Via col Vento
a noi tocca sognare
improbabili aggeggi
per dormire tranquilli
mentre fuori
scoppiano
errori ed orrori
sacrifici umani
nella terra
della demokratìa
IPSE DIXIT:
Riguardo il sacrificio e spirito di sacrificio le vittime la
pensano diversamente dagli spettatori: ma da tempo immemorabile non si è mai data loro la possibilità di dirlo
Friedrich Nietzsche La Gaia Scienza aforisma 220
(1844-1900)
Al Signor Sindaco e all'Assessore ai Lavori Pubblici
Pisa 21 dicembre 2011
Premesso che nell'anno 2001, il Dottor Serfogli in qualità di Presidente
della 1° Commissione Urbanistica Permanente, ascoltando le lamentele
dei cittadini di San Piero-La Vettola sulle condizioni ambientali e sanitarie
veramente degradanti ed invibili di detti quartieri, consigliò di presentare
un'Osservazione al Piano Urbanistico di Pisa, in base alla L.R. 5/95 per
la realizzazione della tombatura del fosso che costeggia via Livornese,
da Pisa a San Piero a Grado. Sulla superficie ricavata di circa otto metri
di larghezza, si sarebbe portata a norma di legge la larghezza della carreggiata di via Livornese (attualmente priva in alcuni tratti della segnaletica orizzontale e verticale), si sarebbe costruito un marciapiede, una pista ciclabile, dei posteggi macchine e delle pensiline alle fermate degli
autobus.
I Cittadini raccolsero oltre 300 firme, presentarono l'Osservazione corredata dal parere della Lega Ambiente, del WWF e dell'approvazione unanime della Circoscrizione 2.
Il 17 luglio 2001, Presieduta dal Sindaco Fontanelli, l'Osservazione fu
esaminata, discussa ed approvata all'unanimità, dall'intero Consiglio
Comunale (tra i quali come Consigliere c'era anche Lei Signor Sindaco),
con l'auspicio che detti lavori ritenuti improcrastinabili, iniziassero quanto
prima, Con delibera n°43 del 28 agosto 2001 la suddetta osservazione fu
inserita nel Piano Regolatore.
Nel 2002, la Giunta Comunale ignorò tale delibera. Poiché i lavori non
cominciavano, in un'assemblea pubblica tenuta presso le ACLI di San
Piero, fu chiesto spiegazione al Signor Sindaco, egli diede risposte evasive. Il vero motivo era che a causa di concessioni ottenute con l'assenso
o tacito consenso da parte degli Organi preposti alla tutela del Patrimonio dello Stato, da parte di alcuni Cittadini, questi avevano intubato parte
ANDATE e
TARATE!!!!
SEH!!!! O-CCOSA VŐI.!?!
‘UN LO VEDI ‘HE SIAMO
GIÀ… TARATI ?!?!?!
del fosso con tubi dalle svariate dimensioni e senza criteri di livelli e pendenze e costruito sopra giardini, garage, abitazioni e recintando tutto. La
giunta non aveva il coraggio per far ripristinare la legalità.
Dopo inutili tentativi con Sindaco e con l'Assessore ai Lavori Pubblici Sardu, i Cittadini esasperati dal fetore che emanava (ed emana) detto fosso, e
dell'insensibilità di chi era preposto alla tutela della loro salute, chiesero
l'intervento dell'ARPAT e della USL5 che dichiararono l'ambiente insalubre
e pericoloso, a causa della inevitabile formazione di diossina, per la salute
dei residenti.
Nel 2005 presentarono un " Esposto alla Procura della Repubblica di Pisa "
segnalando detta situazione.
L'Esposto fu affidato al giudice: Dottoressa Romano Miriam Pamela, la
quale lo ritenne fondato, ed assicurò che avrebbe proceduto per rilevare
sia i reati amministrativi che penali dei responsabili.
Nel 2007 i suddetti Cittadini videro che c'era in atto un nuovo abuso edilizio, con l'occupazione parziale del fosso per il prolungamento di una vecchia abitazione, pertanto presentarono un altro Esposto, il quale fu unito al
primo ed affidato allo stesso giudice. Recatosi più volte dal giudice, esso
ha affermato che sta procedendo nell'individuazione dei responsabili, sia
amministrativamente che penalmente, seppur lentamente a causa di reati
più eclatanti, e che aveva inviato già un avviso di garanzia al Sindaco.
Signor Assessore, Lei nel 2008 nel presentare il Suo programma elettorale
fra i punti salienti assicurò i cittadini che qualora fosse stato eletto, tra le
prime opere da realizzare sarebbe stato la delibera n°43, stessa cosa garantì l'attuale Sindaco.
Dopo che è stato eletto e gli è stata affidata la carica di Assessore ai Lavori
Pubblici, anche Lei come i suoi predecessori Sardu e Viale ha cominciato a
menare il can per l'aia. All'inizio del 2009 chiese allo scrivente di procedere,
con la collaborazione dei Cittadini, alla raccolta di almeno 300 firme al fine
di chiedere un finanziamento straordinario da inserire nel PASL per l'anno
2010. I cittadini ne raccolsero oltre 400 firme e la sera del 29 dicembre
2009, coordinata da Lei, una delegazione composta da 12 rappresentanti
dei predetti quartieri, (tra i quali Monsignor Stefanini che si rivolterà nella
tomba) fu ricevuta da Lei e dal Sindaco e gliela consegnarono. Di detta
raccolta di firme NON hanno saputo l'esito.
Nelle previsioni di spesa del 2010 Lei mise un milione di Euro nel 2011 ed
un altro nel 2012 per la realizzazione delle suddette opere. Nell'incontro
avuto con i Cittadini all'ARCI della Vettola il 29 giugno u.s. Lei affermò che
era stato fatto un progetto e che i lavori sarebbero iniziati in Novembre c.a.
di grazia dove stanno lavorando?
Signori, pensano forse di giocare con i bambini? I Cittadini che abitano in
periferia non sono forse uguali a quelli che abitano in Città? Perché non si
fanno a piedi una passeggiata serale in via Livornese per sentire i profumi
olezzanti che emana il fosso sperando di ritornare a casa senza essere
investiti a causa della mancanza di un marciapiede? Io ho superato 82 anni
e non merito di essere preso in giro. Chiedo soltanto: CON CHE
CORAGGIO OSERANNO PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI?
Li prego ancora una volta NON ci facciano vivere nella m:::: Attendiamo
fatti ed una risposta scritta ed esauriente.
Nell'attesa, i Cittadini augurano Buon Natale e che il Bambino Gesù Li
illumini.
Per delega Angelo Squadrone
N2
luci sulla città
- 2012
Pag. 2
di Antonio F. Gimigliano
(N.d.R.: bahhh...)
MURI POETI
[Ikea, Filippeschi scrive a
Barroso: «Venga a vedere
il nostro dinamismo»]
Occorre davvero molto coraggio, forse anche qualcosa
in più, siamo al limite dell'impudicizia e della
sfacciataggine. Forse è l'essere politico, che crea
uno stato di scollamento totale dalla realtà e che
si spinge fino all'incoscienza, o nella migliore delle
ipotesi, alla arrogante negazione sull'evidenza dei
fatti. E qui gli esempi si sprecano.
Ovviamente la nostra amministrazione non è da
meno. Si può rinunciare ad un atteggiamento
politico a diffusione nazionale? Certo che no, ed
ecco che dopo le tre cicche di Corso Italia,
un'altra panzana.
L'IKEA sei anni? E che saranno mai a confronto
dei 9 anni per Piazza Vittorio o degli oltre 60
anni per i ruderi di Lungarno Galilei, passando
per i 26 anni di San Michele in Borgo? Bazzecole! I tempi biblici sono una prassi comunale, è cosa quasi naturale.
Sicuramente, nel caso IKEA, se si fosse trattato
di una ipercoop, i tempi tecnici, l'impatto
ambientale, la cementificazione selvaggia, la
pianificazione del territorio, la desertificazione
delle piccole botteghe, il massacro delle medie
e piccole attività artigianali, sarebbero stati
aspetti del tutto marginali, tranquillamente
bypassati senza batter ciglio.
Così in barba a quello che si predica e si promette in quello che dovrebbe essere la rappresentazione di una società attivamente efficiente,
tempestiva e soprattutto come qualcuno sostiene, dinamica, tutto inevitabilmente si smembra
nello scaricabarile delle competenze, come
giustificativo per rimanere il più a lungo inattivi.
Questa volta, non contenti, si va oltre confine (in
tutti i sensi), così da buoni italiani nonché pisani,
che facciamo?
Ci prodighiamo pure in tragiche pantomime dal
sapore della sfida, che ci fanno solo capire
quanta sconsiderata arroganza e quanta inettitudine circola nel sistema.
Ci scusi e ci perdoni egregio Signor Barroso, a
nome di chi, purtroppo da tempo, non ci
rappresenta.
ps. Una cortesia, ammesso il caso che
J.M.Barroso dovesse precipitarsi a Pisa per
verificarne la dinamicità amministrativa (ma non
credo), ne vorrei essere informato, così dinamicamente mi defilo, a difesa di una briciola di
dignità rimasta. Grazie.
URBAN PIANIFICATION
Complesso San Michele in Borgo
Progetto: 1975/79
Inizio Lavori: 1986
Appalto: 1985
Febbraio 2012:
INCOMPIUTO
Non amo
chi non rispetta
i muri appena imbiancati,
chi danneggia
le proprietà dei singoli
e della comunità tutta,
chi offende
la sensibilità dei bimbi,
chi sfregia quanto
di grande e di bello
nei secoli l'uomo ha prodotto...
Non posso, però, non commuovermi
a leggere quanto i muri sporchi,
orfani e abbandonati,
a volte gridano
e cantano,
inventandosi poeti.
In questi giorni i quotidiani nazionali ci
dicono che i partiti politici e istituzioni
sono percepiti dai cittadini non più in
grado di svolgere una delle loro funzioni più importanti: ridurre le diseguaglianze sociali, tutelare i beni comuni.
Partiamo da questo sentimento comune che condividiamo appieno, in particolare in questo momento che vede
tutti i lavoratori e le lavoratrici espropriati dei loro diritti attraverso gli attacchi che la manovra Monti e che i governi degli ultimi 20 anni hanno perpetrato, come il blocco dei contratti e delle assunzioni, la cancellazione delle
pensioni, (l’elenco è lungo), anziché
caricare il debito sui grandi centri della
finanza speculativa.
Ebbene, in questa situazione, ci aspetteremmo dall’Amministrazione un segnale di sobrietà. Invece veniamo a
conoscenza, che ad alcuni dipendenti
dell’Ufficio Stampa si rinnovano i contratti per il 2012 aumentando da 2000 a
4.200 annui i compensi percepiti con la
seguente motivazione: “Rilevato che è
opportuno ridefinire, sia pure nell’ambito delle esigenze di contenimento
della spesa, l’attribuzione dei trattamenti accessori unnicoprensivi, giustificati dall’aumento del prolungato impegno giornaliero richiesto ad alcuni…….,
anche in considerazione dell’approssimarsi della fine del mandato amministrativo”.
Alcune considerazioni:
RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA
Lungarno Galileo Galilei
 i dipendenti sono di fronte ad un
aumento di lavoro, per la non sostituzione dei pensionamenti e per le incertezze organizzative che si trascinano
ormai da anni: si susseguono atti (sedicenti) di organizzazione, ma cambiamenti non se ne vedono, se non in
peggio....;
 abbiamo firmato un contratto decentrato tra mille difficoltà per tentare di
mantenere il livello di salario precedente e le prospettive che si delineano non
offrono alcuna certezza che si riesca a
conseguire lo stesso risultato per
l’anno prossimo;
 I progetti incentivanti riguarderanno i
soliti noti, e nemmeno si può ipotizzare
un allargamento, tra i soliti veti e la sostanziale impossibilità per la RSU di
incidere sull’organizzazione dell’ente.
 Per qualcuno tutto quanto sopra non
vale.
Aggiungiamo che aumentare lo stipendio facendo riferimento alla fine del
mandato amministrativo ovvero alla
campagna elettorale è veramente insopportabile e che tali costi eventualmente devono essere pagati dai partiti:
non sono più ammissibili diversità di
trattamento di lavoro tra chi opera con
la “casta” e chi invece sta piegato sulla
scrivania tutti i giorni.
Cobas Comune di Pisa
QUALITÀ URBANA:
PARCHEGGIO SOTTERRANEO
Si è svolto oggi in Palazzo Gambacorti
l´incontro tra una nostra delegazione e il
Sindaco Filippeschi, giunto in seguito alla
pressione di una campagna che in questi
mesi come associazioni abbiamo portato
avanti, chiedendo il rispetto degli impegni
presi in sede di Conferenza dei Servizi e
l´assegnazione diretta dello spazio di via
A.Pisano, data l'urgenza di decine di associazioni che da 9 mesi sono senza uno
spazio. Su questo ben 3500 cittadini si
sono espressi sottoscrivendo un appello
pubblico che puntava ad una soluzione
positiva di quella che è una ferita democratica per la città; abbiamo ricevuto la
solidarietà di un appello sottoscritto da
80 amministratori che hanno chiesto al
Comune la concessione di uno spazio
alle associazioni del Progetto Rebeldía.
Siamo quindi riusciti a riaprire dopo mesi
di silenzio il confronto con l´Amministrazione pisana, al cui interno c'è stato pure
chi ha cercato di cancellare la "questione
Rebeldía".
Riscontriamo che oggi il Sindaco Marco
Filippeschi ha espresso l'intenzione da
parte dell'Amministrazione di confermare
la "destinazione ad uso sociale" di quello
spazio senza precludere a priori la soluzione di un'assegnazione diretta.
Ci rincontreremo con il sindaco nei giorni
tra Natale e Capodanno, e in quella occasione l´Amministrazione si è impegnata a fornire dei cronoprogramma sul termine del percorso di acquisizione e costruzione della nuova palestra per il Gioco del Ponte prevista presso l'ex Mercato
Ortofrutticolo. È l'ora che anche il Gioco
abbia delle risposte certe sulle future sistemazioni delle squadre. Il Sindaco ha
ribadito che l'assegnazione degli spazi di
via Pisano alla squadra dei Dragoni è di
fatto temporanea.
Ribadiamo la nostra disponibilità ad una
convivenza fino a quando non avverrà il
trasferimento della squadra, in modo che
entrambe le esperienze abbiano la possibilità di fare tutte le loro attività: perché ciò
avvenga è indispensabile che tutta l´area,
ad oggi in gran parte inutilizzata, sia messa a disposizione da parte del Comune,
che su questo punto specifico ad oggi però non ha fatto alcuna apertura.
Da parte nostra, in vista del prossimo
incontro, presenteremo una memoria
ulteriore sulla praticabilità dell'assegnazione diretta, che, insistiamo, è una scelta politica, poiché ha tutti i fondamenti
dal punto di vista amministrativo. Cosa
che è confermata dal fatto che lo stesso
Il
cittadino
Comune continua a fare assegnazioni
dirette ad altre realtà. Serve un atto di
coraggio e coerenza politica da parte del
Comune che riconosca concretamente
una esperienza che esiste da quasi 10
anni, vera e reale, non cedendo alle paure degli attacchi della destra o ai ricatti di
componenti della sua stessa maggioranza, e di parte di alcuni assessori che vogliono che il caso Rebeldìa non si risolva.
Per queste ragioni saremo nuovamente
sotto il Comune il giorno 15 in occasione
del Consiglio comunale, dalle ore 15,
perché il mondo attivo della città vuole
una risposta: vuole l´assegnazione diretta, vuole riavere le attività del Progetto
Rebeldìa perché è in gioco l´idea stessa
di quale città si vuole. Noi siamo per una
soluzione trasparente, pubblica, alla luce
del sole. Per farla i tempi sono brevissimi, ora l´urgenza è dare di nuovo uno
spazio a decine di associazioni, senza
attendismi e senza allungare tempi immotivatamente.
Progetto Rebeldìa
www.rebeldia.net
N.d.R. E' fin troppo facile sbadigliare,
davanti a una storia come questa...
quello che qui riportiamo è un intervento ancora baldanzoso e quasi sicuro della vittoria, qualche tempo fa,
sull'onda delle firme importanti che
hanno sostenuto la battaglia delle associazioni Rebeldesche per l'assegnazione diretta (da Iacono a Settis a Prosperi e a tanti altri proff, tutti convinti
dell'utilità della cosa, GIUSTAMENTE,
meno giustamente convinti che la loro
firma avrebbe rafforzato il carattere
"divino" della richiesta...)...
Poi, ad anno nuovo, è tutto tornato a
gambe all'aria, con reciproche e assurde recriminazioni tra un Palazzo
che ripropone i vincoli amministrativoburocratici in cui deve muoversi, e le
varie realtà associative che brontolano, protestano, e poi cercano vie
d'uscita (sappiamo che ne va di mezzo
il lavoro o almeno la sistemazione
provvisoria di una buona fetta della
popolazione giovanile, quindi "il pane
e le rose", e interessi ben concreti...)...
MA NON SI RENDONO CONTO, DA
TUTTE E DUE LE PARTI, CHE IL
TROPPO STROPPIA, CHE OGNI LIMITE HA LA SUA PAZIENZA, CHE SAREBBE ORA DI SALVARE QUEL POCO O TANTO DI BUONO DELL'ESPERIENZA REBELDESCA SENZA INUTILI DUREZZE MUSCOLARI???
è "sovrano"
Chi batte chi batte
ai vetri della mia finestra
in questa sera inquieta di vento
con l'aria che vibra e non abbuia
con una luce biancastra
come spalmata sulle case
con un cielo così informe e tetro
che neanche mi sfiora l'idea
di cercarvi una stella.
da Pensieri/oni/ucci/acci
di F. P. classe 1933
un signor nessuno
di origine campagnola
P.za Vittorio Emanuele II
FOTOCLUB
ULIVETOTERME
Inizio lavori: Ottobre 2003
Palazzo Questura - Palazzo Scotto/Corsini.
distrutti nel bombardamento alleato del
20 Luglio 1944
Febbraio 2012:
VERGOGNOSA FERITA ANCORA APERTA
Febbraio 2012
Lavori compiuti:
UN BUCO,
UNA PIAZZA DEVASTATA,
UNO SPAZIO INUTILE
ORGANIZZA SEMINARI
DI APPRENDIMENTO E
APPROFONDIMENTO
FOTOGRAFICO
per informazioni:
cell. 339 2348167
OPPURE
N2
- 2012
“Un crimine contro l’Umanità”: parlando di rifiuti, questo
efficace titolo non sarà certamente bene accettato dai fautori e produttori di impianti di incenerimento del residuo
non più differenziabile, ma in compenso sarà più che gradito alle moltissime persone che tale “Crimine” debbono
quotidianamente subire impotenti, perché il loro territorio
viene trasformato da altri in una vera e propria “Camera a
Gas”; non fa che riportare le parole esatte di Dominique
Belpomme Presidente della associazione francese per la
ricerca contro il cancro, la cui frase completa è “L’incenerimento dei rifiuti è un
crimine contro l’Umanità”!
E’infatti disperatamente drammatico vedere che molti miliardi di esseri umani in tutto il mondo, vengono allegramente considerati come “Gassificabili”, da pochi milioni di
Politici, Esperti, Tecnici e “protettori dell’Ambiente”, che
continuano, per abietti interessi di “bottega” (o, come vorrei tanto sperare, per totale disinformazione in buona fede,
anche se ciò mi costa un grande sforzo alla luce dei quasi
mensili Avvisi di Garanzia o Arresti da parte della, per fortuna efficiente, Magistratura. Rimasta ormai ultima difesa
dei cittadini contro il loro lento sterminio per malattie tumorali!) a disquisire, per lunghi mesi con saccenti e altisonanti incontri e convegni con importanti ed esperti relatori, per
poi decidere autonomamente (senza interpellare la cittadinanza) quando e dove realizzare le solite discariche o
Termoinquinatori, ovviamente con la contemporanea e
organizzatissima raccolta differenziata manuale (magari
porta a porta) e naturalmente senza mai preoccuparsi di
quanto costerà tutto ciò, visto che il problema economico
non li tocca minimamente perché sarà sempre e tutto a
carico dei futuri “Gassificati”. Viene quindi spontaneo domandarsi: ma se il sistema della superata, costosa, insufficiente quindi inutile differenziazione manuale, fosse veramente l’unica e soprattutto la più perfetta soluzione (favola che viene subdolamente raccontata e imposta ai cittadini, forse per mettersi in pace con la propria coscienza)
in grado di non avvelenare l’Ambiente e l’Umanità, per
quale ragione coloro che la prevedono e la organizzano
ritengono necessario prevedere in parallelo anche la costruzione di inquinanti discariche o inquinantissimi Termo”valorizzatori”?
I fautori dei Termoinquinatori si difendono assicurando
che oggi i più moderni e aggiornati “Monumenti all’inquinamento” raggiungono temperature talmente alte da riuscire a eliminare le diossine e che sono dotati di ottimi filtri
in grado di trattenere fino al 98% del terribile particolato
che potrebbe uscire dalle ciminiere (ma è proprio quel “fino al”, che sembra una specie di “copertura legale e una
pulitura di coscienza”, perché quel piccolo 2%, anche se
permesso dalla legge, è comunque una immane quantità
di polvere invisibile satura di prodotti cancerogeni che fuoriesce ugualmente), ma ovviamente questi difensori dimenticano, molto opportunamente, anche di aggiungere
che quanto più è alta la temperatura, tanto più sarà fine il
particolato e quindi non esiste filtro al mondo che lo possa
trattenere, altrimenti tanto varrebbe sigillare le ciminiere.
L’altra cosa che non viene detta, è che gran parte delle
oltre 150 sostanze nocive, alcune decine delle quali sono
fortemente cancerogene (tra cui metalli pesanti, cadmio,
arsenico, piombo, ecc.), contenute in quel trionfalistico
2%, vanno a creare l’effetto accumulo. Infatti è proprio
l’accumulo il principale nemico degli esseri viventi (vegetali e animali, tra cui ovviamente l’uomo), perché giorno dopo giorno e per anni si accumulano nei polmoni quindi nel
sangue, oltre che nel latte, nella carne e nelle uova degli
animali allevati a scopo alimentare (come i famosi saporiti
e “soprattutto sani” polli ruspanti) oltre che su tutti i vegetali coltivati, dai quali finiscono negli organi interni degli
animali e degli esseri umani, rivelandosi letali, ma molto
silenziosamente e negli anni, esattamente come hanno
fatto e ancora faranno per molto tempo l’Amianto e
l’Uranio arricchito contenuto in alcuni proiettili militari.
La media nazionale italiana del rifiuto riciclato manualmente
è di circa il 45% (ma non cambierebbe niente anche se fosse del 55 o del 65%), mentre il rimanente finisce in discarica
o negli inceneritori (anche se producono corrente, sempre
inceneritori inquinanti sono), ma che però alcuni esperti e
interessati addetti ai lavori, per “ecologizzare” l’inquinante
impianto che vogliono costruire, lo illustrano ai poveri e succubi cittadini (i quali dovranno anche pagare in denaro e in
vite umane per subirne la costruzione contro la propria volontà e interesse), chiamandolo con un vergognoso eufemismo: “Impianto di smaltimento finale per rifiuti residuali altrimenti non riciclabili”. Questo appare al cittadino solo come
un terribile e deprecabile cinismo “travestito da buon padre
di famiglia”, ma che ha la palese volontà di indorare la pillola
luci sulla città
per evitare legittime contestazioni.
Purtroppo non esiste un Santo al quale raccomandarsi
che sia “specializzato” contro la prepotenza, la supponenza, il menefreghismo, la presunzione e l’incoscienza
di chi comanda. I cittadini devono quindi arrangiarsi da
soli andando sotto le loro finestre o dal Magistrato più
vicino, per cercare di far cambiare loro posizione, ricordando loro l’obbligo che debbono sentire della difesa
degli interessi e della salute di quei concittadini, che con
il loro voto li hanno messi su quella poltrona (e che alla
prima occasione potrebbero anche togliergli). Fargli capire che se vogliono riaverla debbono ascoltare di più
chi provvisoriamente li ha messi alla prova. Fargli capire
che se non mantengono le promesse fatte, potrebbero
tornare da dove sono venuti. Se non sono capaci di
rendersi conto che sono loro al servizio dei cittadini e
non viceversa, quello non è il loro posto.
Quindi non esistendo quel certo “Santo” da pregare, se i
cittadini vogliono sopravvivere alla “Gassificazione”,
debbono prendere in mano la situazione e farsi rispettare con l’uso appropriato del voto. In questo specifico caso non è una questione di colori o di partiti, ma solo di
persone oneste, corrette e affidabili.
Per non essere accusato di esagerazione o ingiustificato
allarmismo (come già rivolgendosi a me, ha pontificato
dall’alto della sua saggezza, sapienza ed esperienza uno
dei “grandi esperti relatori” di cui sopra e strenuo difensore
dei Termoinquinatori, nonché (guarda caso) gestore diretto di un Termoinquinatore toscano che un mese dopo avermi redarguito sulla stampa per il mio “terrorismo psicologico” gli è stato chiuso per eccesso di inquinamento da
diossina), mi sia concesso di ricordare che una quantità,
ormai a tre cifre, di accurati e attendibili studi scientifici e
spesso specificatamente oncologici, hanno da tempo dimostrato il collegamento diretto causa-effetto tra il notevole aumento di alterazioni genetiche e malattie tumorali, e a
sorpresa, anche di molti organi interni apparentemente
non coinvolgibili (cuore, reni, midollo spinale, occhi, ecc.)
sulle popolazioni che vivono nel raggio di 5/10 km. da discariche o Termovalorizzatori.
E’ certo assai difficile capire perché molti politici, tecnici,
esperti e protettori dell’Ambiente continuino a ritenere
che gli ormai centinaia di scienziati di tutto il mondo
che, con studi totalmente disgiunti raggiungono le stesse
conclusioni di correlazione e pericolosità, siano completamente inattendibili e visionari, mentre quanto affermato da loro e ratificato dai propri scienziati “personali”, sia
un dogma indiscutibile al di sopra di ogni possibile
smentita.
Ciò vale naturalmente per ogni parte del mondo, ma noi
italiani non abbiamo bisogno di percorrere tanta strada
per trovare zone fortemente colpite, ci basta e avanza
andare in Toscana, Campania, Puglia e Sicilia, solo perché le più macroscopicamente colpite da uno o più di
questi effetti e non certo perché le altre ne siano indenni.
Purtroppo i responsabili del settore, tra politici, tecnici ed
esperti vari, per far dimostrare quanto sono bravi, cercano di far vedere il “bicchiere” sempre mezzo pieno, e per
farlo usano gli speciali paraocchi che si chiamano leggi
nazionali o europee, dietro le quali si sentono sicuri, protetti e al di sopra di ogni attacco, senza rendersi volutamente conto che a quindici/venti anni dalle prime indicazioni dell’UE e alla luce dei numerosi studi scientifici,
sono trascorsi anni luce di progresso tecnologico che ha
trasformata in ritardataria e antiquata la UE con i suoi
decreti, certamente ottimi per allora, ma oggi totalmente
inadatti per proteggere veramente e non solo a parole
l’Ambiente e gli esseri umani.
Un esempio che vale per tutti, é l’incenso che è stato
asperso da seri e attendibili organi di stampa (come il
Sole 24 ore, estratto da un Report di Regione e Arpa)
per esaltare la grande virtuosità di Reggio Emilia che ha
raggiunta una differenziazione del 58,4%. Obiettivamente si deve riconoscere che usando i vecchi metodi della
raccolta manuale, è realmente da considerare una città
assai diligente e virtuosa, ma se si raffronta con il 100%
che nella stessa zona e nello stesso periodo si sarebbe
potuto differenziare con le nuove tecnologie, la stessa
cittadinanza diventa, suo malgrado, una grande avvelenatrice dell’Ambiente e di se stessa, solo perché i suoi
Amministratori non hanno saputo o più palesemente
voluto modernizzarsi ed evitare di incenerire il rimanente
41,6%, obbligando i cittadini a sopportare sulle proprie
spalle notevoli costi e danni alla salute, totalmente evitabili solo usando metodi più moderni.
Esistono sul mercato nuove tecnologie alternative alle
antiquate attuali. Non sono in vendita (quindi non costano), ma utilizzabili gratuitamente dagli Enti pubblici e
sono in grado di svolgere lavoro di selezione e di riciclo
finale direttamente all’interno della struttura che le ospita, per il 100% del rifiuto conferito indifferenziato, pericoloso o tossico, facendo tutto il trattamento prima, meglio,
a costo zero confronto al metodo manuale e senza avvelenare né Ambiente né persone perché operano a
freddo, senza Camere di combustione, senza Camini e
quindi senza inquinamento.
Per sapere come risolvere il problema basterebbe andare su un qualsiasi motore di ricerca della Rete e digitare
Pag. 3
Vorremmo, con questo slogan
romantico e impegnativo, lanciare una semplice proposta
che parte dalla constatazione, sicuramente condivisa da quanti vivono oggi in città, che alle giovani
generazioni mancano sempre più le occasioni di
incontro con il mondo della natura. I ragazzi sono
bravi utilizzatori di cellulari e computer, leggono e
studiano di buchi neri e di DNA, ma hanno difficoltà a indicare i nomi e le caratteristiche degli esseri
viventi che si possono trovare in un habitat naturale. Riteniamo opportuno e altamente educativo
offrire ai giovani qualche occasione per familiarizzare con le componenti della flora spontanea locale, conoscere i loro nomi e le loro caratteristiche
significative.
Il viale delle Piagge rappresenta per Pisa un
importante polmone verde e, come tale, viene fruito dai singoli e dalle famiglie soprattutto nei giorni
festivi. Nella scarpata sottostante da tempo è stato
ricavato un percorso pedonale, particolarmente
agevole nel tratto compreso fra San Michele degli
Scalzi e il cosiddetto 'Tondo'. Lungo questo percorso sono stati collocati anche alcuni attrezzi per
l'attività sportiva.
ghette riportanti un numero d'ordine, il nome scientifico e quello comune
4) Il numero d'ordine fa riferimento a quello reperibile in un opuscoletto nel quale siano riportate le
caratteristiche significative delle piante del percorso
5) Pubblicizzare la nuova offerta socio-formativa
presso le scuole dell'obbligo per favorire la partecipazione non solo dei singoli alunni e delle loro famiglie ma anche delle scolaresche al completo.
Obiezioni, difficoltà, considerazioni:
a) Il costo dell'impianto e della gestione può essere
agevolmente sostenuto se affidato a vari enti pubblici (Comune, Provincia, Università) e privati (fondazioni bancarie, vivai, ecc.)
b) Vi sono in Pisa altre zone che potrebbero essere
utilizzate in tal senso e nulla impedisce di ipotizzare
che in futuro ciò possa avvenire, ma il fascino del
paesaggio fluviale delle Piagge è notevole
c) La collaborazione dell'Orto Botanico e della Facoltà d'Agraria è possibile e auspicabile
d) L'utilizzazione del percorso nelle diverse stagioni
permette di apprezzare i cambiamenti ciclici e di
riflettere sui diversi momenti del fenomeno 'vita'.
Ci si perdoni la 'scheletricità' della proposta, ma
al momento non ci pare opportuno dilungarci oltre.
Ecco, in sintesi, la nostra proposta:
1) Tracciare e sistemare un sentiero, all'interno del
percorso, che possa consentire il transito eventuale anche di carrozzine
2) Su un lato del sentiero, nello spazio compreso
fra gli alberi, mettere a dimora arbusti ed erbe della vegetazione spontanea toscana
3) Segnalare le specie vegetali con adeguate tar-
Vorremmo essere confortati dai nostri quattro lettori
con il loro sostegno e i loro suggerimenti. Noi, da
parte nostra, cercheremo nel frattempo di muovere i
primi passi nei confronti delle pubbliche Autorità
convinti della necessità di dedicare ogni energia per
la formazione delle nuove generazioni e dell'importanza di Conoscere per amare.
Complesso Ecologico Polivalente , o C.E. Ospedaliero, oppure C.E. Biomolecolare, o infine C.E. Ecoportuale e tutti gli aspiranti “Gassificatori” e i “Gassificati”
in un attimo scoprirebbero tecnologie che fino a ieri
non esistevano, che oggi invece sono alla portata di
tutti e possono salvare dagli effetti letali di qualsiasi
tipo e pericolosità di rifiuto che venga trattato nel modo tradizionale, superato e sbagliato perché capace
solo di produrre un inutile ed evitabile ulteriore costo,
gravissimi danni all’Ambiente e alla preziosa, unica e
insostituibile salute propria e dei nostri discendenti.
Sergio Marchetti Consulente per l’Ambiente e
nuove tecnologie
[email protected]
la redazione di LUCI
primi impianti (di una prima tranche per un valore che
supera di poco i 10,5 miliardi di euro in quattro anni)
saranno pronti tra 14/20 mesi in Russia, Brasile, Albania Croazia e quattro paesi africani “...in via di sviluppo”, i cui politici si sono rivelati, per intelligenza e spirito costruttivo, “molto più ...sviluppati ed evoluti” dei
loro colleghi italiani.
 A parte il ns. disinteresse per tale farsa, siamo stati
invitati come espositori e non ci interessa, mentre non
siamo stati invitati come relatori, perché ovviamente
avremmo pestato i piedi a troppe persone che vogliono coltivare da soli il proprio orticello.
 Già danno molta noia i miei articoli (specialmente ai
più “interessati” tra i politici, ambientalisti, tecnici e
scienziati) e che sono regolarmente ignorati dai media
N.d.R. alla richiesta nostra di partecipare al conperché ricavano molta preziosa pubblicità da molte
vegno sulle energie rinnovabili, tra un po' aperto
controparti dirette o indirette a vario titolo, quindi quanalla stazione Leopolda da associazioni verdito più ci tengono lontani e meno problemi hanno, speambientaliste purtroppo note in città e in Regione
cialmente da quei cittadini che ogni giorno sono sempiù per i loro paroloni che per la REALE difesa delpre più informati e risentiti.
la qualità della vita, il CavMarchetti ci ha così risposto:
Visto che è passato molto tempo dalla prima volta che
Egr. Sig. Arduini,
ci siamo sentiti, per farLe capire cosa trattiamo adesso
I tronfi e pseudo “verdi” non sono solo locali!
e quali sono gli articoli che più disturbano i TermoinNon partecipiamo a quella farsa per le seguenti ragioni: quinatori, per sua curiosità Le allego una informazione
 Dall’inizio ci siamo limitati solo ad informare di quel- riassuntiva e alcuni articoli, sperando che non Le rubilo che nel tempo siamo arrivati ad offrire e attendiamo, no troppo tempo.
o che i tronfi (anche tra i politici) vengano svegliati dal
Cordiali saluti
sapore della immondizia che gli sarà arrivata fino alla
Cav. Sergio Marchetti 349.7262025
bocca, o che i cittadini gli tolgano la sedia di sotto, o
che vengano considerati ufficialmente colpevoli per le ...il CavMarchetti porta avanti da qualche anno la
morti da tumori e molti danni collaterali alla salute, per sua sacrosanta polemica con Geofor (e con i Verinadempienza, ingiustificata noncuranza, omissione di, spesso reggicoda e comodamente spaparanzad’atti d’ufficio, ecc., ecc., per non aver molto colpe- ti nelle poltrone della stessa...), e tuttavia sfugge a
volmente (e in qualche caso molto interessatamente) qualsiasi confronto pubblico dove documentare
esaminate, valutate in tempo e prese in considerazio- de visu le magnifiche sorti e progressive di questi
ne le possibilità offerte dalla tecnologia per salvare Complessi Ecologici Polivalenti, che così restano
vite umane, oltre che risparmiare montagne di denaro. fumo, come è fumo e anche peggio, perché vele Essendo gli unici ad offrire quanto serve dispera- no, quello prodotto SICURAMENTE dagli inceneritamente al mondo intero, non abbiamo né problemi di tori...
concorrenza né di fretta.
a noi piacerebbe che ci fosse meno sordità e più
 Senza alcuno particolare sforzo e con il solo passa chiarezza: è troppo chiederlo, sia al CavMarchetti
parola, siamo stati cercati da interessati da Paesi di sia ai Marconcini di Geofor, sempre più supponentutto il mondo (i cui Ministri, Sindaci e loro esperti, so- ti nella loro difesa a spada tratta dei fumi sprigiono venuti da noi e non viceversa) con il risultato che i nati a Ospedaletto e dintorni???
N2
-
2012
luci sulla città
Pag. 4
GLI INDIRIZZI PER
I VOSTRI INTERVENTI, FOTO E…
Lunghezza consigliata: 30 righe (max 3000 caratteri),
da inoltrare entro il 15 del mese
Nel prossimo numero
si parlerà di:
di Antonio de Martini
Lungi da me l'idea di rimpiangere Berlusconi e la sua corte dei miracoli. In un paese serio la maggior parte di costoro farebbe il rappresentante di profilattici.
Impressionante il catalogo dei candidati alla successione che sembrano essere stati scelti per far sembrare il conflitto di interessi di Silvio
Berlusconi una caramella alla camomilla.
A GIULIANO AMATO ho dedicato un post intero che può essere condensato in tre parole: ambiguo, incompetente, arrivista. A queste qualità che lo rendono certamente un candidato degno di questo sistema,
va aggiunto il neo del conflitto di interesse: è SENIOR PARTNER della
DEUTSCHE BANK.
In altre parole fa il lobbista presso enti locali e governativi facendo
vendere derivati e facendo indebitare lo stato, le regioni , le provincie e
i comuni . Nulla che comporti particolari competenze, basta avere una
agendina coi numeri telefonici giusti e riuscire a presentare i "cravattari" all' assessore da infinocchiare.
Adesso mi dicono che è candidato alla Presidenza del consiglio ossia
a trattare coi suoi padroni i termini di restituzione dei " prestiti" . Un po'
come se si incaricasse lo stupratore di fare alla violentata la visita ginecologica di accertamento.
Per chi non lo ricordasse, l' istituto tedesco è anche quello che ha dato
fuoco alle polveri della crisi italiana a maggio vendendo in una mattinata tutti i BOT italiani che aveva in portafoglio....
MARIO MONTI: la nomina a senatore a vita è spiegabile solo con l'ipotesi che qualcuno abbia strumentalizzato la venerabile età del Presidente Napolitano che non può essere sempre presente a se stesso. Si
tratta di uno scialbo Carneade proveniente da Milano e da una università che si autocertifica alla pari dell' "autorevole financial times" e che
si è illustrato da commissario europeo per aver affibbiato a Bill Gates
una multa da cinquecento milioni di dollari ( o euro?) accusandolo di
abuso di posizione dominante. Per dieci anni di lavoro, non moltissimo.
Meno male che Guglielmo Marconi non è più, altrimenti avrebbe multato anche lui perché era quasi solo lui ad avere la radio. Non riesco a
vedere un solo motivo serio per nominarlo senatore a vita, a meno che
non lo si voglia mettere al riparo da qualche procura della Repubblica
che vuole partecipare alla selezione dei candidati. In più ho anche il
serio sospetto che non sia un genio e cito a riprova il fatto che oggi è
andato in Germania a partecipare a una tavola rotonda della London
School of Economics ( quella finanziata da Gheddafi jr, ricordate?) a
commemorare Ralph Dahrendorf, un personaggio il cui pensiero non si
e' notato granchè e che fu preso sul serio solo da Giorgio La Malfa.
Una ipotesi malevola, invece, potrebbe essere quella che si è fatto il
suo nome come candidato premier per far sembrare la candidatura di
Amato il male minore.
L'egregio professore MARIO MONTI DA OLTRE SEI ANNI E' CONSULENTE DELLA GOLDMAN SACHS cioè della organizzazione meno
corretta e più chiacchierata della storia.
UN ALTRO CANDIDATO A PREMIER E' GIANNI LETTA , anch'egli
consulente della GOLDMAN SACHS che a Wall Street chiamano
GOLDMAN SACKS ("Goldman saccheggia").
Dal 2002 al 2005 anche Mario Draghi è stato VICE PRESIDENTE
EUROPEO DELLA GOLDMAN che in quel periodo era la consulente
del governo greco e che lo ha aiutato nella scelta dei prodotti derivati
con cui sono stati truccati i bilanci greci per entrare nell'Europa. Adesso viene chiamato per rimediare al danno che ha procurato direttamente o indirettamente.
Dal 1990 al 1993 il consigliere di GOLDMAN SACHS era ROMANO
PRODI il quale conosceva i dossiers delle privatizzazioni su cui consigliava la GOLDMAN che consigliava a sua volta i propri clienti che erano gli stessi che concorrevano alle privatizzazioni.
Anche in Grecia, il candidato a Premier, imposto a forza, e' " Papanonsocchi'" che - vedi caso- "e' colui che ha portato la Grecia nell'Europa".
Ma no!
Bastano questi profili a capire chi può " rassicurare i mercati": uno dei
compari che ha partecipato al gioco delle tre carte.
Perché ad esempio non chiama il presidente della Camera Fini (che
apporterebbe i voti necessari a qualsiasi formula) o quello del Senato,
Schifani? Scelte istituzionali classiche queste e non legate né a chi
contrasse i debiti né a chi li erogo'.
Possibile che il Presidente Napolitano debba scegliere solo in questo
cesto di serpenti
Possibile che persino alla vigilia del Grande Passo, non senta la viltà
di queste scelte ?
Un amico mi racconta che questo atteggiamento - con contorno di telefonata allo zio Obama- si spiega solo con l' abitudine contratta in gioventù - e oltre- a fare l'acritico "killer" di Togliatti .
Di Vittorio il mitico sindacalista amato dai proletari di tutta Italia e rispettato anche dai nemici, ce lo potrebbe raccontare.
N.d.R. ancora polemiche, sacre e sante, ma che tendono troppo a
deviare verso i complotti giudo-plutocratici-massonici, e a nascondere così, in buona o in cattiva fede, la sostanza di quanto
sta avvenendo: l'attacco alla qualità della vita e ai diritti, in Grecia,
in Italia, in Spagna, in Francia, in Germania, nella feroce foga di
ricostruzione di un sistema di dominio e controllo che garantisca
profitti per pochi e asservimento per tutti gli altri...
CHI VUOLE SOSTENERE IL GIORNALE PUÒ VERSARE IL PROPRIO
CONTRIBUTO SUL C/C PT N. 62181920
INTESTATO A:
ASSOCIAZIONE PER LA SALVAGUARDIA E LA VALORIZZAZIONE
DELLA CITTÀ DI PISA – VIA BOVIO, 32 – 56125 PISA.
Per LUCI, inviate una mail o telefonate a:
[email protected]
tel. 329-0232942 c/o Arduini
per i COMITATI inviate una mail o telefonate a:
SAN FRANCESCO [email protected] TEL. 380 6817842
SANT’ ANTONIO [email protected] TEL. 328 6950819
[email protected] TEL. 329 0232942
SAN MARTINO
da piccola mio padre mi raccontava, e io la sognavo, l’Italia. La vostra
meravigliosa penisola e il Mediterraneo erano per noi non soltanto la culla, insieme con la Grecia, della civilizzazione occidentale: per il 40% della
popolazione dell’Argentina l’Italia era la Madre Patria. Ci chiedevamo
perché dovessimo parlare lo spagnolo, con cui non avevamo niente a che
fare. I nostri genitori compravano – delle volte con fatica – riviste italiane
come la Domenica del Corriere, e noi bambini guardavamo le vignette
“Senza parole” cercando di capirle, intanto ascoltavamo Iva Zanicchi cantare “Fra noi”. In buona parte del mio Paese i cognomi sono esattamente
i Vostri.
Circostanze fortuite fecero sì che venissi in Italia da ragazzina, volando
sola dagli zii e che, subito dopo, ci fosse in Argentina il golpe del ’76. Mio
padre decise che era meglio che restassi in Italia. E così fu. In Argentina
tornai nell’83 dopo una frase di mio cugino di Baudenasca (Pinerolo), che
guardandomi soffrire in una crisi di nostalgia mi disse: “Generazione che
emigra è generazione perduta”. Scelsi allora che la mia casa sarebbe
stata per sempre l’Argentina. Comunque l’Italia è nel mio sangue e nel
mio cuore, tanto da portarne la Carta d’Identità nel portafoglio insieme
con il mio Documento Nacional de Identidad. Seguo quindi le questioni
italiane da sempre, guardo Rai International come tantissimi argentini, la
più vasta popolazione d’origine italiana in un Paese estero, anche se
l’Italia ci ha spesso ignorato. Ho assistito sbalordita a molte vicende italiane degli ultimi anni così come alle avventure del Vostro Cavaliere. In
Argentina, quelli che voi chiamate i “poteri forti”, non avendo potuto rialzarsi nonostante il golpe e la dittatura, si inserirono nel governo Menem,
corrompendolo e travolgendolo sin dall’inizio. Per poco non riuscirono. Va
però detto che dopo Menem siamo riusciti a reagire e quando, con il governo dell’Alianza di De La Rua, vollero darci il colpo finale, la popolazione nelle piazze lo forzò a rinunciare e se ne dovette andare. Non sono
stati loro, i “poteri forti”, a cacciare chi era disposto a fare le riforme che vi
dicono ora che “ci vogliono” e che un governo da voi eletto non può fare
perché “impopolari”. Siamo stati noi, i cittadini nelle strade, a cacciarlo via
nonostante fossimo confusi perché ci tenevano come voi con le spalle
contro il muro, attanagliati dai titoli a caratteri cubitali sui giornali con il
“Riesgo País” (il vostro “Spread”) che ci avrebbe portati tutti all’inferno se
non prendevamo la cicuta. Il dilemma era uguale a quello che è posto a
voi e ai greci "Se non volete morire ammazzati, suicidatevi poco a poco".
La legge di “Flessibilizzazione del lavoro”, approvata dal governo De La
Rua pagando i senatori, fu derogata.
I contributi (persino quelli), che erano stati privatizzati e consegnati ai
“Fondi Pensione”, sono stati recuperati dallo Stato. Il PBI (prodotto interno lordo, ndr) argentino, che nell’anno del default andò giù strepitosamente (-11% nel 2002), cominciò subito a crescere ad una media dell’89% annua sin dal 2003 e chiuderà il 2011 con una crescita del 7% nonostante la crisi internazionale. Centinaia di ricercatori tornano in Argentina
grazie al programma “Radici” del governo; il budget per la pubblica istruzione (dichiarata “bene pubblico” per legge) è passato da meno del 2% del
PBI (2001) al 6,5%.
Al “libero commercio” voluto dagli Stati Uniti per il continente americano i
nostri Paesi hanno detto no, per volontá di quei presidenti che godono del
piú vasto consenso dei loro cittadini e che vengono spesso scherniti dal
“Primo Mondo”. Per i media globali Chavez, ad esempio, é un pagliaccio.
Cristina, una “populista” che pensa solo a comprare scarpe e borse costose. Evo Morales, un “selvaggio” e cosí via. Stereotipi per screditare i
nostri governi perché stiamo resistendo ai “poteri forti”. Cresciamo, abbiamo volontà e fiducia e passione, anche se sappiamo benissimo – perché l’abbiamo imparato a sangue e fuoco – con chi abbiamo a che fare e
nonostante loro continuino ad avere qualcuno tra di noi che fa da servo
piú o meno ben pagato. Volevo dirvelo, perché l’Italia e gli italiani mi
stanno a cuore, perché ho mezza famiglia in Italia. Non lasciatevi portare
cosí al macello, non svendete l’Italia. Se non ce la fate Voi, vincono loro.
Più vincono loro, più siamo tutti a rischio."
Lili A., Santa Rosa La Pampa Argentina
dal blog Grillo 14 novembre
Giovedì 3 novembre 2011, il giornale «La Repubblica» dedica una sezione
a «l’Italia che ignora Internet», intitolandola Analfabeti digitali. L’inchiesta si
apre così:
in Italia il 50% degli adulti non possiede un computer, né sa usare le mail. Un
dato enorme se paragonato agli Stati Uniti e al resto d’Europa. Ma per fortuna (!)
tra i ragazzi sotto i 20 anni le proporzioni si invertono, e i “nativi digitali” sono perfettamente in linea con le competenze tecnologiche dei loro coetanei stranieri.
(L’accezione “per fortuna” sopra riportata, chiarisce quale sia l’ideologia dominante, la quale esige lo stare al passo coi tempi, la modernizzazione come
sinonimo di civilizzazione, dunque adattamento, assuefazione.)
Nella stessa sezione vi è un’intervista a Federico Morello, uno studente di 16
anni che ha fondato l’associazione «Friuli Anti Digital Divide» e sta “lanciando”
un’iniziativa chiamata Panedigitale.
Il modo in cui questo studente parla delle persone che non vogliono o che
semplicemente non sanno ibridarsi in tale modo col web, se non con rabbia,
merita di essere accolto con una grassa risata: "i veri nativi digitali non sono
quelli come me: è mia sorella che ha un anno e mezzo e zooma sull’iPad. Io
sono un ibrido digitale, sono cresciuto con l’arrivo del web. E infatti ho compagni di classe che non sanno la differenza fra la barra di ricerca e la barra di
indirizzo e che per andare su Facebook scrivono su Google invece che scrivere direttamente l’indirizzo. È molto triste [...] vuol dire perdersi la forza innovativa della rete. Tali trogloditi passatisti che scelgono di non usare la Rete, residui nauseabondi di un medioevo tecnico, sono un sottogruppo del «digital divide» culturale che è la vera bestia nera di questo paese..."
Questo delirio che pone un segno di eguaglianza tra alienazione neotecnologica ed emancipazione umana promessa dalla religione del Progresso, è significativo che venga fuori cosí esplicitamente da un ragazzo.
La sua posizione infatti non è facile: si trova a dover scegliere tra il Mondo Mercantile, ricco di coloratissimi paesaggi virtuali che promette soddisfazioni immediate, leggerezza e una vita finalmente libera dall’impiccio dello sforzo sostenuto
e da legami e, dall’altra parte, il Mondo Sensibile, noiosamente lento e reso grigio
dalla società industriale, che richiederebbe tutto un altro approccio alla vita.
Un ragazzo di 16 anni (età in cui si dovrebbe piú che mai fare esperienza del
mondo sensibile), che ritiene infatti necessario inculcare ulteriormente la
cyber-cultura (come se poi non lo fosse già abbastanza) e accelerare il processo di informatizzazione della vita (per lui il «digitale è importante come il
pane»), ponendo come esempio di perfezione in avanguardia sua sorella che
già «zooma con l’iPad» per la prosperità della società è l’immagine epica postmoderna per eccellenza: lo schiavo che si fa apologeta della schiavitù.
Tuttavia, il giovane non ha problemi a sbandierare la sua tecno-teologia:
Mi piace l’idea del pane quotidiano, che ricorda la preghiera del Padre Nostro.
Dacci il pane quotidiano e una connessione a banda larga veloce.
In ogni caso, costui non ha di che temere, poiché oggi tutto va in questa direzione (chi, al contrario volesse rimanere umano, dovrebbe iniziare a porsi serie
domande sull’andamento del nostro mondo).
Egli ritiene, infatti, che chi non si adatta al digitale sarà escluso dal futuro. Può
darsi. Ma bisognerebbe chiedersi se questo futuro tanto declamato sia positivo
a priori. Data la direzione che ha preso il presente riteniamo che non lo sia e,
in tal caso esserne esclusi rappresenterebbe un vantaggio (almeno per quanto
riguarda la dignità umana).
Ma c’è un’altra mistificazione in ciò che questo ragazzo afferma: egli si riferisce
al consumo di alta tecnologia e non ci sono ragioni per cui quest’ultimo debba
apportare stupefacenti risultati di civiltà. Al contrario, vi sono tutte le ragioni per
pensare che il consumo prolungato sin dall’infanzia di merci neotecnologiche
da parte di giovani, che oscillano tra frustrazione (impotenza rispetto
all’enorme macchina sociale) e intrattenimento spettacolare (senso di onnipotenza), porti ad allucinazioni (confusione tra realtà e illusione), ulteriore atomizzazione, alienazione, asservimento e incapacità di gestire la propria vita
autonomamente.
E di tutto ciò se ne parla come se usare questa paccottiglia hi-tech richiedesse
un qualche sforzo fisico o intellettuale.
Il fatto di usare la rete “di per sé” non richiede alcunché da ammirare, casomai
è da ammirare chi non vi si assoggetti.
Si parla quindi della tendenza al miglioramento dell’ibrido uomo-macchina (che
è palesemente l’imperativo dominante), come se non ce ne fosse abbastanza,
come se non ci fossero abbastanza pixel nella nostra vita, perché non ci si
renda conto che ce ne sono troppi. È interessante, a questo proposito, osservare come questo ragazzo risponde alla seguente domanda dell’intervistatore:
– Come hai scoperto la Rete?
– Quasi per caso. Avevo sei anni. C’era un computer di mio zio, a casa dei
nonni, dove trafficavo: lì c’erano le impostazioni per connettersi con un modem. Ma non c’era la rete. Appena ho realizzato che il portatile di mamma si
poteva collegare al telefono mi sono collegato.
Il qui riportato tentativo di dare a una cosí vuota trama un tono d’avventura, e di
mettere in luce la genialità del bambino di solo 6 anni, che “trafficava” e che a un
certo punto “realizza”, e infine si “collega”, ha qualcosa di esilarante.
Inoltre egli vuole «promuovere la cultura della Rete» e «convincere i tardivi digitali a usarla di più e meglio», si sente paladino del terzo millennio, promotore del
magma istupidente che è la cultura di massa (a maggior ragione la cultura di
massa di Internet) e delle protesi meccaniche (che ormai hanno preso,
nell’immaginario collettivo, l’aspetto di bacchette magiche) che facilitano la vita.
Chi sceglie di sottomettersi in tale modo alla neotecnologia, pensando cosí di
accedere a quella felicità e a quel senso d’appartenenza estatico che tanto
promettono tutti gli imperativi pubblicitari e non, dimentica una cosa: cosa sia
la libertà, la dignità e soprattutto l’umanità.
«E sarà proprio grazie ad Internet che, una volta privati di ogni esperienza comune del mondo, potremo abitare quella agorà di milioni di solitudini finalmente libere ed eguali in quella comunità virtuale costruita su misura per noi»
[Quattrocentoquindici, Free internet: una bella trovata].
Firenze, 5 novembre 2011
BERNARDO ISOLA
direttore responsabile GIUSEPPE REA
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P. Arduini, M. G. Missaggia, M. Nelli Baudino, A. Bimbi,
E. Galoppini, M. Paoli , A. Gimigliano, A. Guerriero,
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redazione, amministrazione, sede legale:
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