Dicembre 2012
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Dicembre 2012
Novembre – Dicembre 2012
n°1 Anno 6
In questo numero:
Salve “Cannizzaro”
Ho appreso la decisione dell’ Ufficio Scolastico Regionale di assegnarmi la reggenza del Liceo Cannizzaro con sorpresa e preoccupazione, considerando
l’impegno che già devo profondere nella gestione
del Liceo Aristotele, che ho in carico da tre anni. È
pertanto evidente che l’intero Corpo Docenti di entrambe le Scuole è chiamato alla assunzione di una
corresponsabilità che va a sostenere in termini di
attiva collaborazione l’opera di co-gestione. In sostanza questa co-gestione non è la semplice addizione di due strutture scolastiche e la sottrazione di
un preside, ma è la convergenza di una realtà numericamente e umanamente molto allargata di
quattro sedi e di didattica da armonizzare e concertare. In pratica ogni decisione gestionale riguardante una delle strutture in questo corpus non deve andare a discapito o a vantaggio delle altre. In
questo senso ho immaginato che l’estensione della
mia gestione possa da un lato preoccupare
l’ambiente del Liceo Aristotele, ne timore di una
diminuzione di attenzione da parte mia, e da un
altro lato allarmare l’ambiente del Liceo Cannizzaro
sentendosi come una realtà aggregata e non primaria. Io speso che queste restino soltanto mie
fantasie, ancorché comprensibili. Voglio solo precisare che mi sto sforzando di entrare il più rapidamente possibile nella realtà appena acquisita del
Cannizzaro per assimilare le dinamiche e i problemi. Tutto ciò richiederà un piano programmatico di
amministrazione scevro altre dinamiche, specialmente di natura conflittuale. Tanto per fare un esempio, mentre non verranno penalizzate le aree di
intervento specifiche, proprie di ciascuna struttura,
al contrario la condivisione delle risorse può rappresentare, per certe necessità didattiche, la realizzazione di progetti altrimenti inattuabili. Resta comunque pacifico che il dialogo franco e la volontà
cooperativa sono i presupposti fondamentali di
questa cooperazione.
Prof. Paolo Massa
I nuovi rappresentanti
(pag.2)
Meglio tardi che mai!!
(pag.3-4)
Guarisce da cancro cambiando il proprio regime alimentare(pag.5)
Eventi alimentazione di Novembre(pag.6)
Il discorso del re(pag.7)
Il volto nascosto dei telefonini(pag.8)
Christina Aguilera: riuscirà
a rinascere? (pag.9)
Qualcuno con cui correreSerie di Aubrey e Maturin
(pag.10)
Fumetto del mese!(pag.1112)
1
I nuovi rappresentanti
Il giorno il 22 ottobre 2012, in entrambe le sedi
del nostro liceo, si sono svolte le elezioni per
l’individuazione dei rappresentanti di classe e
d’Istituto. I rappresentanti d’istituto eletti sono:
Luca Menghini e Andrea Leonardi, appartenenti
alla Lista I, Andrea Marino, della Lista IV, e Alessandro Zoppo della Lista V.
Siamo andati ad intervistarli e abbiamo posto le
seguenti domande:
1: Cosa ti ha spinto a candidarti come rappresentante d’Istituto?
2: Quali sono le problematiche più scottanti
della nostra scuola?
3: Dal momento che sei stato eletto, come pensi di agire?
4: Come sono i rapporti con le componenti scolastiche (professori, preside,…)?
Ed ecco le rispettive risposte:
Luca Menghini
1. Ho deciso di candidarmi come rappresentante d'istituto perché volevo provare questa esperienza nuova e vedere se sono in grado di gestire tutti gli impegni che ne derivano.
2. Probabilmente la
sensibilizzazione di
molti studenti riguardo le problematiche scolastiche, ma anche della società che ci
circonda e renderli
partecipi attivamente.
3. Mi renderò sempre disponibile ad
ascoltare le richieste degli studenti impegnandomi al massimo per fare qualcosa di utile per
la scuola.
4. Singolarmente ho buoni rapporti con i professori, che sono sempre disponibili.
Per quanto riguarda il preside nuovo, non conoscendolo ancora bene, ritengo che sia presto
per dargli una valutazione: solo a fine anno
potremmo trarne le nostre conclusioni.
Andrea Leonardi
1: La possibilità di migliorare le cose.
Ma la questione per cui ho puntato, per cui sono sceso in campo, è che la situazione politica
del momento non è delle migliori, per questo
sarebbe bello che ci fosse una partecipazione
degli studenti.
2: Integrazione tra studenti, per questo volevamo proporre momenti di aggregazione per
tutti.
3: Nelle passate rappresentanze c’era poca
collaborazione tra gli studenti e i rappresentanti d’istituto, mentre noi vogliamo cambiare
questa cosa, nel senso che ognuno vale uno e
ha il dovere di fare qualcosa.
4: Allora, con il preside abbiamo già parlato e
si è dimostrata una persona molto disponibile.
Per quanto riguarda i professori con i miei va
tutto bene, con gli altri non ho ancora parlato.
Andrea Marino
1. Allora, mi sono candidato per due ordini di
motivi:
Da una parte perché ho capito gli errori che
ho commesso l’anno
passato e vorrei cercare di migliorarmi,
l’esperienza è un
tesoro. Dall’altra è
perché ho una forte
motivazione in ambito culturale e mi piacerebbe tanto riportare agli studenti la
freschezza originaria
della cultura.
2. In primo luogo il
coinvolgimento delle
assemblee, che si
riflette in un altro problema generale, lo scarso coinvolgimento dell’Istituto. Poi l’edilizia in
centrale, che più che altro è un problema di
soldi.
3. A dirsela tutta è un giochino fare il rappresentante di classe d’istituto: quello che dobbiamo cercare di fare è sfruttare quel poco
che abbiamo per il bene comune.
4. Per ora ottime, l’unico problema è che ci
sono delle questioni burocratiche da svolgere
durante le ore di lezione e questo ai professori scoccia un po’.
Alessandro Zoppo
1. Mi ha spinto a candidarmi il fatto che sono
sempre stato abituato a stare al centro
dell’attenzione, ma per una volta lo sarei stato
in senso positivo. Penso di poter dare un forte
contributo alla scuola, grazie alle mie conoscenze e al programma che ho portato in
campagna elettorale.
2. Non bisogna incappare nell’errore di pensare che i problemi della scuola siano le mura
scolastiche, quello è un problema che può risolvere solo il comune.
2
La prima cosa che bisogna fare è creare un
gruppo unito fra noi studenti e cercare di ragionare insieme per fare il bene della scuola e non
dei singoli studenti.
3. La visione della scuola da studenti a rappresentanti cambia incredibilmente, tutte le proteste varie passano in secondo piano; solo il bene
degli studenti, senza eccedere in proteste eccessive e altri tipi di stupidaggini.
4. Sono stato bocciato, ma ho un ottimo rapporto con i professori perché sono sempre stato
educato e mai irrispettoso. Per quanto riguarda
il preside, non ho ancora avuto modo di parlarci.
Abbiamo anche raccolto le opinioni di alcuni
studenti sui nuovi rappresentanti ai quali abbimo posto le seguenti domande:
1: Siete soddisfatti dei nuovi rappresentanti d’ Istituto?
2: Perché?
Vediamo le loro risposte:
>Non sono soddisfatto di tutti e quattro
i rappresentanti, poiché alcuni avevano
un programma elettorale poco esauriente.
>Devo dire di sì, le ritengo persone responsabili che possono fare un buon lavoro.
>Ora come ora non si può dire; dovremmo aspettare di vedere il loro operato all’interno della scuola ma spero
riescano a lavorare bene insieme.
>Non molto, in quanto sono appartengono a schieramenti politici diversi dal
mio.
>Si, è un buon gruppo e inoltre è stata
eletta anche la persona a cui è andato il
mio voto.
Margherita Zonfrilli,
Riccardo Tipaldi,
Benedetta Liberatori IA
Meglio tardi che mai!!
Siamo all’inizio del mese di Dicembre e solamente ora siamo riusciti a pubblicare la prima
edizione del giornalino scolastico di questo
che prevede una maggiore autonomia delle
istituzioni della scuola pubblica, soprattutto
del Preside, diminuendo la distribuzione di
fondi e permettendo l’ingresso dei privati nelle
strutture stesse. E, come saprete bene, anche
il Collegio dei Docenti ha intrapreso la sua
protesta, con i nostri stessi obiettivi e con un
occhio di riguardo soprattutto nei confronti
dell’articolo che prevedeva (e sottolineiamo
l’imperfetto, nel senso che questa proposta è
stata abrogata) l’aumento delle ore lavorative
settimanali degli insegnanti delle scuole superiori di II grado da 18 a 24. Questa reazione
ha comportato la sospensione del normale
svolgimento delle attività extracurriculari, tra
cui i nostri appuntamenti settimanali come
redazione del giornalino scolastico. Per chi non
ha seguito con attenzione i movimenti di tale
protesta, vogliamo ora ripercorre momenti
più importanti che l’hanno caratterizzata.
nuovo anno. Sicuramente potremmo sembrare
poco professionali o semplicemente un po’
“poltroni”, ma non è così…o meglio che siamo
un po’ poltroni è vero, ma questa volta la colpa non è solamente nostra. Tutti voi, chi più
chi meno, avete sicuramente respirato l’aria di
“protesta” collettiva che ha inondato la nostra
scuola da circa due mesi a questa parte. Il
motivo che ha spinto ad attuare tale protesta
è stato il malcontento generale nei confronti
del DDL ex Aprea
1.Dal giorno 8 al giorno 11 Novembre i nostri
studenti, sulla scia di molti altri istituti a Roma
così come in numerose città italiane, hanno
deciso di occupare la scuola. Con grande e
costante entusiasmo, dopo gli accordi che alcuni studenti (tra cui i quattro rappresentanti
d’istituto) hanno preso con i docenti in merito
allo svolgimento dell’occupazione e alla sua
durata, in molti si sono impegnati per
3
garantire l’ordine e l’organizzazione nella scuola
e rispettare i patti concordati. All’interno del nostro istituto si sono svolte diverse attività tra le
quali l’incontro con gli attori del Teatro Valle occupato che ha coinvolto con molta partecipazione la maggior parte degli studenti nella palestra
della scuola. Sono stati organizzati, inoltre, corsi
di recupero di diverse materie come fisica, matematica e chimica e corsi più ludici come quello
di chitarra e di storia della musica. Infine non
potevano mancare i tornei sportivi tra cui quelli
di calcetto e pallavolo. È da apprezzare
l’impegno con il quale noi studenti abbiamo
mantenuto intatto e pulito l’istituto senza arrecare danni alla struttura
2.Il giorno 12 Novembre un gruppo di alunni si è
riunito nel parchetto alle spalle della sede succursale per organizzarsi al fine di giungere il più
possibile preparati alla manifestazione tenutasi
mercoledì 14: sono stati preparati numerosi striscioni e inventati altrettanti cori. Inoltre è stata
invitata una studentessa universitaria della Sapienza che ci ha informati in maniera più dettagliata delle tappe che il corteo studentesco avrebbe dovuto seguire durante la mattinata del
14.
3.Martedì 13 Novembre, a scuola, si è tenuta
un’assemblea straordinaria nella quale è stato
esposto pubblicamente il programma della manifestazione. Bisogna sottolineare che la partecipazione da parte degli studenti è stata piuttosto
intensa e in gran numero hanno dato la disponibilità a partecipare alla manifestazione del giorno seguente.
4.Mercoledì 14, alle ore 8.30, la maggioranza degli studenti della nostra scuola,
in concomitanza con molte altre scuole della
nostra zona, i cui rappresentanti avevano
preso accordo con i nostri, si sono riuniti
presso la fermata della metro “Palasport”,
per poi recarsi tutti insieme alla stazione di
Castro Pretorio, dalla quale partiva il corteo
studentesco che raccoglieva gli alunni di
quasi tutte le scuola di Roma. Il corteo, animato da grande entusiasmo e determinazione, è terminato a Piazza Venezia, anche se il
“gruppo Cannizzaro” si è sciolto lungo Via
Dei Fori Imperiali. Fortunatamente il nostro
corteo è riuscito ad evitare scontri con le
forze dell’ordine, al contrario di altri gruppi
di manifestanti che non sono riusciti a mantenere l’ordine.
5.L’ultima, ma non ultima (poiché la nostra
protesta non è ancora terminata) tappa della
nostra azione alla quale abbiamo partecipato,
è stata la manifestazione del 24 Novembre.
Il corteo degli studenti è partito dalla stazione della metro “Piramide” per giungere fino
al Colosseo e a nostro malgrado, abbiamo
riscontrato una più esigua partecipazione
ma, nonostante ciò, non ci siamo fermati
e,anzi, abbiamo “gridato” ancora di più.
Ad oggi le acque si sono un po’ calmate ma
non sempre dietro il silenzio si nasconde il
consenso!
Marianna Moccia,
Valentina Giagnacovo IV B.
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Guarisce dal cancro cambiando il proprio regime alimentare
Era il febbraio 2011 quando ad Allan Taylor,
pensionato 78enne inglese, venne diagnosticato un cancro al Colon. Dopo essersi sottoposto ad un intervento chirurgico iniziò i vari
cicli di chemioterapia, ma dopo un paio di
mesi i medici gli comunicarono che il cancro
si era diffuso all'intestino tenue.
“Ho ricevuto una lettera in data 30 aprile in
cui mi comunicavano che non aveva senso
fare la chemioterapia, e che non era consigliata nemmeno l’asportazione chirurgica, in
quanto il cancro sarebbe riapparso da
un’altra parte”, ha detto ai giornalisti.Ma
quando tutto sembrava perduto Allan non si
scoraggiò e
si armò di una grande forza di volontà che lo
spinse a cercare una cura alternativa basata
su principi naturali.
Grazie alla miriade di informazioni raccolte
riesce a definire un protocollo che segue
scrupolosamente: elimina carne rossa e latticini per sostituirli con 10 porzioni di frutta e
verdura al giorno. Aggiunge inoltre alla sua
dieta dosi quotidiane di erbe in polvere: erba
d'orzo, curry, semi di albicocca e compresse
di selenio.
Secondo Taylor l'ingrediente segreto della
sua guarigione sarebbe però il cucchiaino di
erba d'orzo in polvere diluito in acqua calda
che assumeva ogni mattina ed ogni sera.
“Il 6 agosto ho ricevuto una lettera
dall’ospedale Nord Tees, secondo cui il tumore era scomparso e non c’era più alcuna anomalia”.
Ora il metodo Taylor è oggetto di studio da
parte dei medici del Nord Tees per comprenderne la reale efficacia e il suo impiego insieme alle terapie tradizionali.
Da qui a dire che il metodo Taylor possa essere la risolutiva cura per il cancro ce ne
vuole ma ci fa capire quanto l’alimentazione
possa influire sulla nostra vita e che questo
metodo potrebbe porre le basi per delle cure
future.
Andrea Mancini IIIN
1967 – Guerra del Vietnam: il presidente statunitense Lyndon B. Johnson tiene una riunione segreta con un gruppo dei più prestigiosi
leader nazionali ("gli Uomini Saggi") e chiede loro di suggerire modi per
unire il popolo americano in appoggio allo sforzo bellico. Questi concludono che l'opinione pubblica necessita di ricevere rapporti più ottimistici
sui progressi della guerra
1852 – Cavour viene eletto primo ministro del Piemonte
5
Eventi alimentazione di Novembre
Conferenza Internazionale
“Women&Technologies: e-Nutrition”
Il 6 novembre 2012 nella Sala Conferenze della
Camera di Commercio di Milano si è svolta la
conferenza internazionale
“Women&Technologies: e-Nutrition”. Nato nel
2008 l’evento si pone l’obiettivo di valorizzare il
talento femminile nello sviluppo e
nell’applicazione delle nuove tecnologie in campo agroalimentare.
Quest’anno si è svolto il primo convegno che ha
l’intenzione di riproporsi nei prossimi tre anni e
che verrà dedicato all’alimentazione, tema fortemente correlato alla salute, alla sostenibilità e
all’innovazione. Il dibattito principale tenutosi
durante la conferenza ha riguardato principalmente l’applicazione della scienza e della tecnologia in favore di un’alimentazione consapevole
con l’obiettivo di fornire una visione completa
dei prodotti al consumatore finale. Le tematiche
che sono state trattate, nel dettaglio, sono tre:
Alimentazione e salute in quanto la nutrizione
deve sempre essere identificata con la prevenzione, da qui l’esigenza di conoscere
meglio la funzione dei cibi, dei componenti
presenti negli alimenti e il loro effetto sul
nostro corpo.
Alimentazione e sostenibilità per favorire lo sviluppo dell’agricoltura coinvolgendo anche le
nuove tecnologie.
Alimentazione e innovazione in termini di confezione del prodotto da parte delle aziende produttrici (ad esempio fornendo un’etichettatura
più dettagliata e approfondita) per consentire
una visione più completa dei prodotti al consumatore.
Salone del gusto e Terra Madre (25-29 Ottobre 2012)
Quest’anno, per la prima volta, il Salone del
Gusto e Terra Madre si sono fuse. È la grande
novità sia per il movimento internazionale Slow
Food, sia per Torino che ospita quest’evento sin
dal 1996. Ma cosa sono questi due enti e la
fondazione Slow Food?
Terra Madre riunisce tutti coloro che fanno
parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento
sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità dei cibi.
Il Salone Internazionale del Gusto, organizzato da Slow Food e dalla città di Torino, è un
mercato del cibo, un luogo dove si pratica lo
scambio della cultura enogastronomica.
La Fondazione Slow Food sostiene le comunità
dei piccoli produttori, custodisce i cibi tradizionali e valorizza i territori, creando nuovi modelli economici per metterli in pratica in tutto
il mondo. Il suo progetto principale riguarda i
Presìdi Slow Food italiani che accompagnano i
visitatori in un viaggio alla scoperta delle biodiversità di tutto il mondo, attraverso esempi
di agricoltura sostenibile, basata su qualità,
legame con il territorio, salute e piacere del
consumatore. Questi coinvolgono comunità di
produttori che collaborano e decidono insieme
regole di produzione e forme di promozione
del prodotto. Salvano, inoltre, razze autoctone, varietà vegetali e trasformati vegetali che
rischiano di scomparire. La grande novità di
quest’anno consiste nell’apertura del Mercato
del Salone del Gusto alle comunità del cibo:
sono state ascoltate,infatti, le proposte dei
contadini, degli allevatori, dei pescatori e dei
cuochi riuniti nella rete di Terra Madre. Ogni
territorio ha quindi raccontato un tema particolare scelto e sviluppato dalla rete di Slow
Food, dando la possibilità ai visitatori di conoscere le biodiversità e l’enogastronomia locali,
di incontrare direttamente produttori e artigiani per approfondire le filiere più interessanti.
Marianna Moccia IVB,
Vera Giulimondi IIIB
6
Il discorso del re
Lo scorso 2 dicembre ho avuto l’opportunità di
andare teatro e di assistere a una gran bella
commedia: “il discorso del re” di David Seidler
con la regia di Luca Barbareschi. Spettacolo
ben realizzato,con una varia e apprezzabile
scenografia , sceneggiatura coinvolgente divertente e dinamica. Recentemente ne è stato
fatto un film (che personalmente non ho visto
ma la visione dello spettacolo teatrale mi ha
incuriosito a vederlo così da poter paragonare
le due realizzazioni e poter rendere giustizia
alla commedia shakspiriana) ma in origine
nasce come testo teatrale.
<<Dopo aver portato in scena Il Gattopardo,
ho sentito il bisogno di approfondire la capacità
del teatro nell’interpretare e rappresentare la
società, soprattutto in relazione alla descrizione
e interpretazione che la drammaturgia riesce a
dare del presente e della storia, come forma
conoscitiva superiore alle altre, per dirla con
Harold Bloom “un teatro-mondo”.>> queste le
parole del regista Luca Barbareschi che esemplificano al meglio il clima respirato quella domenica. La commedia è ambientata in una Londra surreale, a cavallo tra gli anni 20 e 30, ed è
centrata sulle vicende di Albert, secondogenito
balbuziente del Re Giorgio V. Si parte dai fatti
storici per addentrarsi in un dramma personale,
senza abbandonare mai la Storia, che non è
fondale sottofondo ma è presenza imprescindibile di ogni istante della commedia al fianco dei
protagonisti.Dopo la morte di suo padre Re
Giorgio V e l' abdicazione di suo fratello Re Eduardo VIII che preferì seguire le ragioni sentimentali a quelle di Stato,il Duca di York Bertie,
che soffre da sempre di una grave forma di balbuzie, viene incoronato Re Giorgio VI
d’Inghilterra. Con il suo paese sull’orlo della
guerra e disperatamente bisognoso di un
leader, sua moglie, Elisabetta la futura Regina
Madre, organizza al marito un incontro con
l’eccentrico logopedista Lionel Logue nella speranza di farlo guarire da quella malattia che lo
rende inadatto e perfino ridicolo in un ruolo così
importante. Dopo un inizio burrascoso, il Re
accetta di sottoporsi ad un tipo di trattamento
non convenzionale. Con l’aiuto di Logue e della
sua famiglia, il Re riuscirà a superare la sua
balbuzie e farà un memorabile discorso alla
radio che ispirerà la sua nazione guidandola
contro la Germania nazista.
Che dire ancora? Al cinema o a teatro questa
commedia vale la pena conoscerla.
Bruna Ferrara IV E
1772 – Guerra d'indipendenza americana: Samuel
Adams e Joseph Warren formano il primo Comitato
di corrispondenza
7
Il volto nascosto dei telefonini
Nel mondo sono presenti oltre 6 miliardi di telefonini, di cui 48 milioni in Italia. Molti, però,
non sanno a cosa potrebbe portare l’uso continuo e prolungato del telefono cellulare. Di recente alcune istruzioni dei cellulari raccomandano l’uso a due centimetri di distanza dal viso;
ma perché?
Nel 2011 l’Organizzazione Mondiale della Sanità
ha definito i campi elettromagnetici dei telefonini potenzialmente cancerogeni. L’organismo
scientifico invitava a promuovere l’uso degli
auricolari o del vivavoce e si raccomandava,
soprattutto per i bambini, di limitare l’uso alle
situazioni di necessità; inoltre sono state suggerite campagne di sensibilizzazione contro
l’uso indiscriminato del telefonino.
Il telefonino sarebbe perciò un cancerogeno,
seppur limitato, che aumenterebbe il rischio di
tumori ai nervi cranici, soprattutto il nervo acustico e il trigemino.
Un esempio è il caso di Innocente Marcolini,
manager cinquantenne, che per lavoro trascorreva al cellulare, o cordless, mediamente 5 o 6
ore al giorno per 12 anni e gli è stato diagnosticato un tumore alla testa con molta probabilità
direttamente collegato all’uso del telefono. Il
tumore lo ha reso invalido all’80 per cento: il
viso è semiparalizzato e ogni giorno deve prendere antinfiammatori e morfina per riuscire a
sopportare il dolore.
Tre anni fa Marcolini ha portato per la prima
volta la sua causa in tribunale e oggi finalmente
si è deciso di riportare nero su bianco i rischi
che si corrono usando in modo non corretto il
cellulare. Inoltre Marcolini, che ha provato sulla
propria pelle le conseguenze dell’uso smodato
del telefonino, dice: “Volevo che fosse fatta
chiarezza: se ci sono dei rischi nell’uso dei telefoni senza fili la gente lo deve sapere; i genitori
devono sapere che i loro figli rischiano di ammalarsi!”
Infatti è ora che questi pericoli siano resi pubblici dal momento che se Marcolini all’epoca
fosse stato informato sui rischi che correva,
probabilmente avrebbe potuto evitare le terribili
conseguenze che oggi deve affrontare.
Giulia Di Nezio,
Giulia Formica
1966 – Il Cuban Adjustment Act entra in vigore, dando a 123.000
Cubani l'opportunità di fare richiesta di residenza permanente negli
Stati Uniti
1975 – Viene ucciso all'idroscalo di Ostia Pier Paolo Pasolini
8
Christina Aguilera: riuscirà a rinascere?
Nata nel 1980, Christina Aguilera viene considerata una delle più grandi voci della nostra
generazione, un’icona che nel corso della sua
carriera di oltre 10 anni è riuscita a evolversi
sia dal punto di
vista
musicale
che del look. La
cantante ha da
subito
ottenuto
un eclatante successo con la pubblicazione del suo
primo album nel
1999, che ha come titolo il suo
nome, vendendo
più di 19 milioni
di copie nel mondo. Grande fortuna ha avuto con
altri due album: “Stripped”, contenente la hit
“Beautiful”, una romantica ballata sulla bellezza
interiore e l’accettazione della diversità,
(diventato un vero e proprio inno per la comunità LGBT) e “Back To Basics”, di cui possiamo
ricordare “Candyman”, celebre singolo ispirato
alla musica degli anni ’40. Nella carriera di un
artista, però, non tutto va sempre a gonfie vele
e capita anche alle più grandi dive di subire una
caduta commerciale: Christina sa bene cosa
significa tutto questo.
Nel 2010 viene pubblicato “Bionic”, album
dalle sonorità innovative e futuristiche, che
subisce un pesante flop, non riuscendo ad
arrivare neanche al milione di copie, lontanissima quindi dal successo commerciale che
aveva raggiunto, ad esempio, con l’album del
debutto. L’Aguilera ha ricondotto i motivi
dell’insuccesso al fatto che “Bionic” era un
album molto rischioso, in anticipo sui tempi,
e per questo compreso da poche persone. Le
scarse vendite hanno anche impedito alla
cantante di partire con il tour previsto e in
molti hanno attribuito il motivo del flop al
successo planetario di Lady Gaga, culminato
proprio nel 2010. Nell’ultimo periodo è riuscita, comunque, a riottenere visibilità grazie
alla partecipazione al musical “Burlesque”,
insieme a Cher, e al nuovo talent americano
The Voice. Il 17 Settembre 2012 è stato finalmente diffuso “Your Body”, il primo singolo del nuovo album “Lotus”, in uscita a Novembre. Christina ha deciso di chiamare così
il suo nuovo progetto perché il fiore di Loto
(“Lotus” in inglese) è un fiore che si rigenera
e rinasce sempre anche nelle condizioni più
difficili, usando quindi una metafora per rappresentare la propria rinascita affidata a questo disco. Bisogna considerare, però, che il
primo singolo “Your Body”, seppur molto accattivante e radio-friendly, fino ad ora non
ha ottenuto brillanti risultati, anzi, per adesso il destino di questa canzone non sembra
essere molto positivo. La domanda, a questo
punto, sorge spontanea: riuscirà Christina
Aguilera a rinascere?
Giulio De Angelis II A
2004 – Viene ucciso il regista olandese Theo van Gogh, nipote
del celebre pittore. L'uomo aveva girato un film sulla violenza
sulle donne nel mondo islamico, e subito dopo aveva ricevuto
minacce mentre contro il film si erano espressi molti esponenti
musulmani d'Olanda. Per l'omicidio è stato arrestato un uomo di
origine marocchina
9
Qualcuno con cui correre – David Grossman
Ed. Mondadori
362 pag.
10 euro
L’intraprendente protagonista di questa travolgente avventura
ambientata nella
Gerusalemme
contemporanea è
Assaf, un sedicenne. La sua “corsa”
ha inizio quando,
durante il lavoro
estivo presso il
municipio, viene
incaricato di rintracciare i proprietari di un cane
smarrito. Il suo
semplice mandato si tramuterà in
un’emozionante impresa che lo porterà a incontrare numerosi e straordinari personaggi. Tra
questi Tamar, sua coetanea, determinata padrona del cane, fuggita di casa con in mente un difficile obiettivo da perseguire…
La narrazione delle vicende dei due adolescenti è intricata, ma il lettore è agevolmente
trascinato nella sua trama; i frequenti colpi
di scena e il serrato ritmo del racconto rendono straordinario lo stile dell’autore, appassionando chi legge.
Insieme a un quadro vivido di Gerusalemme
e dei suoi dintorni, impariamo a conoscere
anche i ragazzi israeliani che, oltre a vivere
una situazione politica particolarmente difficile, si confrontano con le problematiche di
tutti gli adolescenti del mondo: il rapporto
con gli adulti, con la società e la costante
minaccia della tossicodipendenza.
Qualunque lettore seguirà con il cuore in gola
le vicende dei protagonisti che dimostrano
grande profondità d’animo nonostante la loro
giovane età.
David Grossman (Gerusalemme 1954) è un
autore contemporaneo di romanzi per ragazzi e adulti. I suoi libri sono stati tradotti in
molte lingue.
Andrea Caffè II A
Serie di Aubrey e Maturin – Patrick O’Brian
Patrick O’Brian è l’autore di un ciclo di romanzi
storici ambientato nel XIX secolo che ha come
sfondo le guerre napoleoniche. La narrazione
di O’Brian, pervasa da una sottile vena ironica,
descrive le avventure di due protagonisti: Jack
Aubrey, comandante della Royal Navy britannica, e del suo amico, il fidato chirurgo di bordo
Stephen Maturin. I due affronteranno incredibili
avventure per terra e per mare e saranno disposti a tutto nell’intento di servire la Gran Bretagna.
Aubrey è un comandante dai modi bruschi, un
vero lupo di mare, ma il suo cuore è pervaso da
rettitudine morale e buoni sentimenti. Egli è
legato da una profonda amicizia al medico Stephen Maturin, uomo di scienza e grande naturalista. I due dovranno attingere a tutte le loro
forze per sopravvivere a tempeste, naufragi,
violenti cannoneggiamenti e prigionie.
O’Brian ci porta a vivere a bordo di un vascello
inglese del XIX secolo. La grande meticolosità e
l’attenzione dell’autore ai dettagli dell’arte della
navigazione sono evidenziate da un glossario di
termini nautici,
presente in ogni volume, che aiuta il lettore ad
addentrarsi in un contesto incredibilmente lontano da tutto ciò che è “terrestre”.
I romanzi di O’Brian sono stati portati sul grande schermo dal regista Peter Weir con il film
“Master & Commander – Sfida ai Confini del
Mare”, che riunisce più di un romanzo del ciclo.
Russell Crowe interpreta il ruolo del burbero
comandante, mentre Paul Bettany è il sofisticato medico di bordo.
“L’Isola della Desolazione” e “Bottino di Guerra”
sono tra i romanzi più significativi del ciclo di
O’Brian: il filo narrativo che li unisce consiste
nella straordinaria epopea vissuta dai protagonisti che li porterà, loro malgrado, a circumnavigare il globo. Colpiti da sfortunati avvenimenti, verranno trattenuti per anni lontani dalla
madrepatria.
L’autore, attraverso le avventure narrate e il
carattere dei personaggi, riesce a coltivare
l’immaginazione del lettore, il quale viene fortemente coinvolto dal punto di vista emotivo.
Andrea Caffè II A
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FUMETTO DEL MESE!
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Elisa Benetti II C, Lorenzo Prina III N
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