Teatro.Persinsala.it - Fondazione Toscana Spettacolo
Transcript
Teatro.Persinsala.it - Fondazione Toscana Spettacolo
ELENCO ALFABETICO DELLE RECENSIONI: [0 - 9] A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z Giovedi 26 Dicembre 2013 STAGIONI TEATRALI ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER READ THE ENGLISH NEWS Chi siamo | Collabora | Contatti | Forum Informazioni Altrinsala News e comunicati Danza Musica Classica Opera e Lirica Prosa Estero » Persinsala Network » Teatro alle for Searching Colonne Shakespeare (Milano)al| Spettacolo Teatro Oscar e veglione di Milanodi capodanno Home ›› Recensioni ›› Teatro Politeama RICERCA ALL’INTERNO DI PERSINSALA Pinocchio. Opera Rock INSERISCI IL TESTO DA CERCARE di Sharon Tofanelli del 2013-12-25 Media partnership Pubblicato in Recensioni, Teatro Politeama 'Like a child, but pardon me' Voto: 6,00 su 10 Pinocchio. Opera Rock, martedì 17 dicembre, Viareggio, Teatro Politeama. Il tempo, signori, il tempo è passato e ciò è innegabile. Cresciamo, ahinoi. E non siamo gli unici. PDF mobi 0 Tweet 1 Mi piace 1 Il mondo. Questo è il mondo? Sicuramente non è cosa per i bambini. Non portate bambini, non fatelo. Se amate di loro la tenera inconsapevolezza, non portateli. Abbiatene pietà. Certo, citare Pinocchio nel titolo è fuorviante. E altri sono precipitati nel tranello e i bambini hanno riso, sì, hanno riso terribilmente. Ma questo è il mondo, signori. Da non perdere! Seriamente, non portateli. C’è tanta musica in questo spazio corroso da amplessi – tra luci e fumo. Qui musica, là frastuono. Soltanto mostri sacri: Beatles, Deep Purple, Queen, Doors, Pink Floyd, Radiohead. Motore cardiaco, questo è il mondo. E questo il suo cuore. Sei ancora a tempo, ragazzo. E nessuno, nella spietata realtà dell’uomo, ha avuto, prima di te, la possibilità di scegliere di non venire alla luce. Pensaci, seriamente. Pensaci. Una miscellanea di idee per descrivere le sensazioni suscitate da Pinocchio. Opera Rock. Il burattino che scappava, mentiva, si profondeva nelle più ignobili beffe. Tanto eversivo, profondo nella propria ribellione, che Collodi stesso tentò più volte di emendarlo con la morte, impietoso persino della sua età. Tutto ciò è memoria, nulla più. Anche Pinocchio, alla fine, si risolve a crescere. Il sipario si apre su un contrasto: la jungla del mondo da un lato, Pinocchio, ancora innocente, se mai lo è stato, dall’altro. Ecco il teatrino, le marionette: impacciato annuire, colori. Geppetto a destra, vecchio alcolizzato in cerca di un casuale Mietitore da abbracciare per strada. Urla e impreca da venir fulminato (e Andrea Garinei, nei panni del falegname, è veramente bravo). Rock di fondo, la città imputridisce con stile. Dice Pinocchio: «Voglio il mondo. Mostrami il mondo.» E sia, rispondono, eccoti il mondo. E il teatrino resta Tesseramento / Convenzioni deserto. Pinocchio, oggi, è un uomo in cerca di una collocazione, di uno scopo definito, di un clan. Così distante, ormai, il piccolo sovversivo insofferente agli schemi del vivere umano. Eppure è lui. E su pezzi grevi, graffianti, dannati, goliardici, si snoda l’epopea dell’uomo. Nessuno ha scalfito i nomi, purtroppo: Gatto cambia soltanto la o in a, e poco importa che sia una sgualdrina e Volpe il suo sfruttatore. E così Lucignolo, malgrado cerchi sesso, birra, e non più giocattoli. Da una prospettiva piacevolmente anticollodiana, Giovanni De Feudis ci propone un monumento all’emarginato, idolatra e compatisce il figlio che l’autore ha più volte deprecato nel romanzo, in un moderno e scanzonato Elogio Della Follia in cui l’ossessivo rimprovero del Grillo si trasmuta nell’ipocrita invettiva delle vecchie donne al salone di bellezza, coi dialoghi densi di continui cliché. Ballerino mancato, questo Pinocchio lotta per conseguire le proprie ambizioni. Cede, come nella favola, al richiamo sussurrato della città, qui New York. E il Paese dei Balocchi è un bordello, mentre Guesch Patti ne è l’anima pulsante. Tutto si riduce a un ritratto esasperato della società attuale (sibillina la parte relativa al processo, in cui – per ottenere l’assoluzione del giudice – l’avvocato donna non trova di meglio che promettergli favori sessuali), ritratto esasperato su cui passano, di tanto in tanto, barlumi fugaci di quell’innocenza morta, o soltanto sopita? Mentre riemerge, a tratti, immacolato – quasi un sasso che i flutti abbiano levigato sino alla lucentezza – lo spirito originario dell’opera: l’animo pensoso del bambino confuso, mai distrutto. Perché Pinocchio, malgrado il suo impegno e la necessità di integrarsi, non ha realmente compreso. Forse per lui esiste ancora una crepa, attraverso cui fuggire. E mentre le fogne della Seleziona il teatro Seleziona una categoria metropoli lo ingoiano – la stessa balena ha disgusto dell’uomo – la scelta gli si ripropone nuovamente: andarsene, perché no? E Pinocchio accetta. Addio Geppetto. Suicidio forse, magari la salvifica follia cara a Pirandello. Pinocchio sceglie di tornare nel teatrino. L’inversione è completa. Regressione, signori, se così la si vuol chiamare. Quando il burattino aspirava al bambino non sbagliava certamente. Saggio è l’uomo, adesso, che torna alla forma inanimata. O all’infanzia. O alla pura follia. Questo è Pinocchio. Opera Rock: spettacolo godibile sebbene un po’ grezzo. Con infinite potenzialità, solo in parte pienamente espresse – mentre permangono alcune perplessità. Abbiamo, da un lato, temi e forme espressive dalla trivialità sicuramente adulta, dall’altro dialoghi e tecniche comunicative che sembrano costruite appositamente per un pubblico infantile. Che sia voluto o meno, l’effetto non convince del tutto. Lo spettatore medio non gradisce, ad esempio, che il messaggio portante dell’opera gli sia esposto in forma diretta senza la presenza di un contesto ben preciso. E magari, come scritto sopra, si sarebbe potuto giocare più intensamente sul ruolo dei personaggi tradizionali, creare maggior distacco, senza ricadere nel vecchio circolo della Commedia Dell’Arte. Molto apprezzata, al contrario, la rielaborazione del personaggio di Mangiafuoco, più valorizzato di quanto sia nell’opera letteraria. In ogni caso, ottima musica dal vivo, belle voci, coreografie più che apprezzabili, sapiente uso del complesso scenico. Martedì 17 dicembre, Viareggio. Il mondo. Questo è il mondo? No. Chiudi gli occhi: è questo. Lo spettacolo è andato in scena: Teatro Politeama Lungo Molo del Greco – Viareggio Pinocchio. Opera Rock scritto e diretto da Giovanni De Feudis musiche The Doors, The Beatles, Queen, Deep Purple, Pink Floyd, Radiohead riarrangiate dal Maestro Alessandro Mancuso Strutture convenzionate (elenco in aggiornamento) Milano Teatro Franco Parenti Teatro della Cooperativa Teatro La Cucina Olinda – Ex Paolo Pini Rassegna “Da vicino nessuno è normale" Quelli di Grock – Teatro Leonardo da Vinci Teatro Filodrammatici Teatro degli Arcimboldi Teatro del Verme Teatro Sala Fontana Tieffe Teatro Menotti Teatro Oscar .Pacta dei Teatri Teatro Linguaggi Creativi Toscana Teatro Era di Pontedera (Pisa) La città del Teatro di Cascina (Pisa) Teatro Rossini di Pontasserchio (Pisa) Teatro Metastasio di Prato Teatro Fabbricone di Prato Teatro Fabbrichino di Prato coreografie Alessando Foglietta costumi Antonella Balsamo scenografia Andrea Bianchi light design Stefano Pirandello produzione OneMore Time productions e La Contrada Teatro Stabile di Trieste Personaggi e interpreti Pinocchio: Giorgio Pasotti Altre regioni Teatri di Vita di Bologna Teatro dell’Archivolto di Genova Piccolo Teatro d’Arte di Torino Geppetto: Andrea Garinei Mangiafuoco: Stefano Ambrogi Volpe: Vincenzo De Michele Gatta: Livia Cascarano Avvocato Difensore: Rossella Vicino Lucignolo: Giulia Fiume Spettacoli in promozione La Fata: Elisa Bucino L’Ensemble di Danza è composto da Sandro Bilotta, Elisa Bucino, Manuele Caruso, Manuel Clementi, Bianca Giannasso e Maria Celeste Sammarco La Band è composta da Tiziana Cara (cantante), Alessandro Mancuso (chitarra), Luigi Marinelli (chitarra), Davide Lucchetti (basso), Mattia Frattari (tastiere) e Gian Luca Giudici (batteria) mobi Seleziona mese Roma Teatro Argot Teatro Vascello Teatro Don Bosco – ALFA Musicorum Convivium Teatro Eliseo Teatro Piccolo Eliseo Teatro Belli Teatro di Tor Bella Monaca martedì 17 dicembre, ore 21.15 PDF Archivi 0 Tweet 1 Mi piace 1 Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi. Persinsala su Pisa2019 Il servitore di due nazioni dicembre 22, 2013 José Sanchis Sinisterra e i confini ‘ideali’ della drammaturgia dicembre 14, 2013 Tagged with: Alessandro Mancuso Andrea Garinei Bianca Giannasso Davide Lucchetti Deep Purple Elisa Bucino Gian Luca Giudici Giorgio Pasotti Giovanni De Feudis Giulia Fiume Livia Cascarano Luigi Marinelli Manuel Clementi Manuele Caruso Maria Celeste Sammarco Mattia Frattari Pink Floyd Queen Radiohead Rossella Vicino Sandro Bilotta Stefano Ambrogi The Beatles The Doors Tiziana Cara Vincenzo De Michele Articoli interessanti L’immaginazione al potere dicembre 14, 2013 Il viaggio allegorico di Moataz Nasr: un cammino tra Pisa e il Mediterraneo dicembre 12, 2013 Teatro Verdi. Stagione Danza 2014. “Non so che felicità nuova” dicembre 10, 2013 Ultime pubblicazioni A zonzo#01 dicembre 25, 2013 La carovana di Shakespeare – Le Muse dicembre 23, 2013 Il Gabbiano A zonzo#01 dicembre 19, 2013 Pinocchio. Opera Rock La carovana di Shakespeare – Le Muse Il Gabbiano Musica rotta Inserisci un commento Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked * Nome * Email * Comunicati e segnalazioni