SOLUZIONI 1° FASE TORNEO 2014

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SOLUZIONI 1° FASE TORNEO 2014
PRIMA PROVA:IDENTIKIT
1) la stanza delle meraviglie / casa di Ben (pag. 23)
2) le cronache di Harris Burdick / la casa del sig. Linden dal racconto “la
biblioteca del signor Linden” (pag. 103)
3) gli indivisibili / la sede del club di Ernest Lindop (pag. 156)
4) Bernardo e l'angelo nero / la bottega di Fosco (pag. 96)
5) la figlia dei ghiacci / caverna sulla montagna (pag. 45)
6) non chiamatela Crudelia Demon / ristorante Il Gran Corona (pag. 169)
7) le cronache di Harris Burdick / la cattedrale della 5° sedia dal racconto “le
sette sedie” (pag. 129)
8) granpà / boschi verso Bullfrog Ranch (pag. 24)
9) non chiamatela Crudelia Demon / casa di Olga Mautino (pag. 57)
10) Bernardo e l'angelo nero / campi intorno al paese di Bernardo (pag. 7)
11) la stanza delle meraviglie / libreria Kincaid (pag. 496)
12) gli indivisibili / parco giochi Devon Park (pag. 252)
13) le cronache di Harris Burdick / casa di Maple Street dal racconto “la casa in
Maple Street” (pag. 220)
14) la figlia dei ghiacci / pietra runica (pag. 58)
15) la stanza delle meraviglie / mueso di storia naturale (pag. 317)
SESTA PROVA: FRASI MISCHIATE:
Non c'era nessuno felice di vedermi come lui. Mi faceva sempre passare il
malumore. Anche se mi ero ficcato in qualche guaio a scuola o avevo perso
qualcosa o qualche bambino si era comportato da idiota e mi aveva detto o fatto
qualcosa di brutto, per lui non faceva differenza. Tutte le volte diventava matto,
come se io fossi una specie di eroe o di attore famoso o la persona più
imoporante del mondo. Ed era un po' così che mi faceva sentire. (è soltanto un
cane, pag. 74)
Come deve essere amare qualcuno e sapere che non si potrà mai stare con lui?
Forse il suo senso di colpa per questa guerra non è la sola ragione della tristezza
che l'ha consumata. Ora sì che la compatisco, però non riesco ancora a trovare
un modo per dirle che so tutto. Non senza umiliarla. Non senza rischiare di
rovinare la mia amicizia così com'è ora. (la figlia dei ghiacci, pag. 108)
Comunque quello era il mio gruppo: a volte ci litigavo, a volte no. A volte avrei
voluto mandarli tutti a quel paese, ma nella stragrande maggioranza dei casi non
potevo stare senza di loro. Ne avevo bisogno come dell'aria per respirare. (non
chiamatela Crudelia Demon, pag 13)
Le notti all'aperto, il fuoco del bivacco, la sua filosofia di vita così particolare, il
rumore di un animale selvatico tra i cespugli, il manto di stelle appese al
firmamento, l'arsura, la pioggia e il vento erano altrettanti elementi sensibili che
mi saziavano il corpo e lo spirito. (granpà, pag. 47)
E, portato dalla brezza, mi pare di sentire un suono di voci, una bassa eco su nel
fiordo. La ascolto e mi rendo conto che non arrivano dal mare, ma dalla gola. E
che non sono molte, ma una sola. Mi prende un'ondata di nausea e mi stringo lo
stomaco. Richiudo in fretta la porta per tenere quel rumore all'esterno: il gemito
del ghiaccio. (la figlia dei ghiacci, pag. 166)
L'udì nuovamente, e questa volta non ebbe dubbi. Non era una melodia vera e
propria, più un insieme di note che si sovrapponevano le une alle altre, come se
qualcuno passasse le dita su... su qualunque cosa fosse. La musica veniva dal
folto della foresta. (le cronache di Harris Burdick, pag. 92)
Tutto era contro di me e io non avevo scampo, mi toccava subire. Nella mia
ingenuità, pensavo di essere l'unica sulla Terra a soffrire così tanto. L'unica a
ricevere un scastigo che non meritavo. Molto presto avrei dovuto scoprire che
ben altre ingiustizie travolgono la vita delle persone. Molto presto avrei
cominciato a vergognarmi di aver pensato pensieri così piccini, così egoisti, così
stupidi. Di essere sempre stata cieca e sorda di fronte alla crudeltà che abita il
mondo. (non chiamatela Crudelia Demon, pag. 48)
So di essere solo una minuscola formica di fronte a un branco di elefanti. Tutto
quello che farò non servirà a un gran che. Verrà il momento in cui ci cacceranno
oppure ci schiacceranno come dei parassiti. Ma mai, mai più mi farò da parte...
(granpà, pag. 44)
E di nuovo avevo sentito i pugni piovere sul mio volto, i polmoni mi si erano chiusi
e la bocca mi si era riempita di polvere, ma non mollavo le cinghie dello zaino,
non le avrei mollate per nulla al mondo. Il sangue mi usciva dal naso e mi colava
sui vestiti. Sentii il suo sapore dolciastro pervadermi la bocca. Il cielo si era
fatto rado, bianco, lontano, irraggiungibile. (Bernardo e l'angelo nero, pag. 108)
Ma il tempo è finito, e lo shock sulla sua faccia stava cambiando in qualcosa di
persino peggiore: dolore. Ho visto il dolore altre volte – chi non lo ha mai visto?
- ma questo era tutto un altro genere di dolore. Era il dolore di qualcuno causato
da me. (Gli indivisibili, pag. 205)