DIDATTIZZAZIONE Camilla L`uomo che tiene il volante

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DIDATTIZZAZIONE Camilla L`uomo che tiene il volante
DIDATTIZZAZIONE Camilla
L’uomo che tiene il volante - Alessio Bertallot
Livello degli studenti
Elementi lessicali
Elementi linguistico-grammaticali
Elementi linguistico-culturali
Elementi linguistico-letterari
Elementi linguistico-espressivi
C1/C2 (italiani e non italiani)
Il lessico del Futurismo, il lessico utile a
descrivere un’opera artistica e una canzone
--Il movimento futurista
Le
figure
retoriche
nella
poesia:
allitterazione, anafora, iterazione, verso
libero e analogia. Significato e significante.
Ruolo
semantico
e
sonoro
dell’accompagnamento
musicale
nella
canzone. Le figure retoriche nella prosa:
iperbole, metafora e similitudine.
Dare la propria interpretazione personale;
la scrittura di versi poetici ispirati alla poesia
futurista
PRIMA DELL’ASCOLTO
1. Osserva l’immagine: si tratta della scultura Forme uniche della continuità nello spazio,
realizzata nel 1913 dall’artista Umberto Boccioni (1882-1916).
Prima di conoscere il movimento artistico al quale appartiene quest’opera, rispondi alle
seguenti domande: secondo te, quali valori rappresenta? Perché? Riempi la tabella.
Valori rappresentati dalla scultura
Perché?
2. La scultura di Boccioni è considerata uno dei capolavori del Futurismo. Il Futurismo è un
movimento artistico-letterario nato in Italia agli inizi del 1900 (attivo dal 1909 al 1944) e
fondato dal poeta Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944). I principi fondamentali sui quali
si basa il Futurismo sono: il superamento delle tradizioni del passato e il rinnovamento di
arte e politica; l’amore per la rivolta e la ribellione fino al culto dell’aggressività e della
guerra; la dinamicità, la modernità e la velocità, a partire dalle importanti innovazioni
tecnologiche della fine del 1800, come l’automobile e l’aeroplano.
Guarda il video senza audio di una canzone ispirata al Futurismo scritta e cantata da
Alessio Bertallot e trascrivi tutte le parole che riesci a leggere nel video.
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La canzone si intitola L’uomo che tiene il volante. Dopo avere visto il video, le parole che
vi compaiono e avere considerato il titolo, secondo te, come si lega questa canzone al
Futurismo?
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DURANTE L’ASCOLTO
3. Adesso guarda il video e ascolta anche l’audio della canzone. Poi rispondi alle
domande.
Parte parlata iniziale:
-
Come è descritto il Futurismo?
Di chi potrebbe essere la voce parlante?
Parte cantata centrale e finale:
-
A differenza di quello che canta la voce iniziale, di che cosa canta invece il cantante
dopo circa un secolo?
Come è l’uomo di oggi secondo il cantante?
Che cosa è “santa” / “santo”?
In che cosa si trasforma il cantante alla fine del video?
4. Questo è il testo della canzone. Ascoltala nuovamente e scrivi le parole mancanti.
L’uomo che tiene il volante – Alessio Bertallot (2000)
Il Futurismo è un grande movimento antifilosofico e anticulturale di idee, di pugni, di intuiti.
Noi futuristi imponevamo la nostra fede spavalda,
l’eroismo quotidiano, l’amore del pericolo, la religione della velocità.
Canti il sogno di un futuro abbagliante,
la fede nelle __________, canti dell’uomo che tiene il volante invece io canto
tutto il mio disincanto, canto
dell’uomo che tiene il volante, il volante,
l’uomo che tiene il volante.
Io canto l’uomo, il suo volante,
io canto l’uomo, l’automunito andante
e canto l’uomo, carne più scappamento
e che non può __________ se non dentro sé.
Io canto il nuovo, l’altoparlante,
io canto il nuovo, il teleutente,
canto la ______, che mi trapassa
e che mi sazia, che mi satura e che mi ingrassa.
Io canto l’uomo nuovo che ammassa, che ammassa e sorpassa alla faccia
di chi vuole proteggere la corsa perché passa lo stesso alle spalle dei vicini alla faccia
di chi vuole difendere i ___________.
L’uomo nuovo, veloce, dinamico e sportivo,
uomo nuovo, conduce col volante il suo destino,
uomo nuovo, _____________ incolonnato, comandante cilindrato con il rombo e il tuono,
uomo nuovo, l’uomo buono.
L’uomo che tiene il volante, il volante, il volante,
l’uomo che tiene il volante, il volante, il volante,
l’uomo che tiene il volante, il volante, il volante,
l ’uomo che tiene il volante, il volante.
Noi futuristi imponevamo la religione della velocità, la religione della velocità, velocità
E l’auto è santa e l’auto è il centro,
la banca è santa, è _____________,
la banca è tanta e ad essa m’inchino
e canto di questi nostri posti abitati dal Divino.
Il medio è santo e onnipotente,
la media è santa, determinante,
io canto i _______, la luce del cammino
e canto di questi nostri posti abitati dal Divino con
l’uomo nuovo che trombe, ecatombe, che accelera nonostante lo strapiombo che incombe,
l’uomo nuovo, ventre che addenta il cammino
e più veloce è più è vicino al Divino.
Uomo nuovo che asfalta, che assalterà il futuro,
uomo nuovo, che corre col suo aerosiluro,
uomo nuovo, condottiero incolonnato, comandante cilindrato con il rombo e il tuono,
_______ nuova, uomo buono.
L’uomo che tiene il volante, il volante, il volante,
l’uomo che tiene il volante, il volante, il volante,
l’uomo che tiene il volante, il volante, il volante,
l’uomo che tiene il volante, il volante.
Canto dell’uomo volante, l’uomo che tiene il volante,
la cui asta attraversa la terra, lanciata a corsa, la grande corsa
verso il ________, verso il nulla, verso il nulla, il nulla, il nulla, il nulla…
Imponevamo… Imponevamo… Il Futurismo.
DOPO L’ASCOLTO
5. Nel testo della canzone sono presenti delle figure retoriche, usate frequentemente
anche nella poesia futurista. Le figure retoriche influenzano l’andamento ritmico della
canzone e contribuiscono a rafforzare i contenuti semantici del testo. Collega le figure
retoriche alle loro definizioni.
ALLITERAZIONE
Ripetizione della parola iniziale di un verso in più versi
successivi.
VERSO LIBERO
Verso sciolto, liberato dai vincoli metrici della rima
tradizionale e con un numero irregolare di sillabe. Nel
Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912) Filippo
Tommaso Marinetti parla di “parole in libertà”.
Accostamento tra due parole dal contenuto semantico
simile. Sempre nel Manifesto tecnico della letteratura
futurista (1912) Filippo Tommaso Marinetti scrive a questo
proposito: “Ogni sostantivo deve avere il suo doppio, cioè
il sostantivo deve essere seguito, senza congiunzione, dal
sostantivo a cui è legato per analogia”.
Sinonimo di RIPETIZIONE. Successione di parole uguali
nello stesso verso e in versi successivi.
ANALOGIA
Ripetizione di suoni consonantici nelle parole di uno o più
versi.
ANAFORA
ITERAZIONE
6. Rileggi il testo della canzone e trova degli esempi delle figure retoriche che hai appena
studiato, evidenziandole con colori diversi.
7. Leggi a voce alta le figure retoriche che hai appena sottolineato. Secondo te, quali
effetti producono a livello di significato (= di senso) e/o di significante (=di suono)?
Effetti di significato
Effetti di significante
8. Come hai potuto vedere, la poesia e la canzone hanno molti punti in comune dal punto
di vista formale. In aggiunta alla poesia, la canzone dispone anche dell’accompagnamento
musicale. Per la sua canzone, Alessio Bertallot ha scelto il genere musicale del rap.
Secondo te, quale funzione svolge la musica e in particolare il rap in L’uomo che tiene il
volante? Scegli l’alternativa che ti sembra più corretta e giustifica la tua risposta.
 contribuisce a trasmettere il contenuto del testo
 si oppone al contenuto del testo
 non è collegata al contenuto del testo
Perché?_________________________________________________________________
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9. Per comporre L’uomo che tiene il volante Alessio Bertallot si è ispirato al Manifesto del
futurismo, scritto nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti, che segna la nascita
dell’omonimo movimento artistico-letterario. Leggi il Manifesto del futurismo e rispondi: il
testo è articolato in due parti, quali sono? Individuale e dai un titolo a ciascuna parte.
Da riga ___ a riga ___, titolo: ________________________________________________
Da riga ___ a riga ___, titolo: ________________________________________________
Manifesto del futurismo – Filippo Tommaso Marinetti (1909)
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1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra
poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi
vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il
salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza
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nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di
grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che
sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale
attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6, Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per
aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un
carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita
come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti
all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle
spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo
Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata
l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il
patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il
disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e
combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o
utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa:
canteremo le maree multicolori o polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne;
canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da
violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le
officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti
giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i
piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che
scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo
scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e
sembra applaudire come una folla entusiasta.
È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza
travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il «Futurismo», perché vogliamo
liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di
ciceroni e d'antiquarii.
Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla
dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli. Musei:
cimiteri!... Identici, veramente, per la sinistra promiscuità di tanti corpi che non si
conoscono. Musei: dormitori pubblici in cui si riposa per sempre accanto ad esseri
odiati o ignoti! Musei: assurdi macelli di pittori e scultori che varino trucidandosi
ferocemente a colpi di colori e di linee, lungo le pareti contese!
Che ci si vada in pellegrinaggio, una volta all'anno, come si va al Camposanto nel
giorno dei morti... ve lo concedo. Che una volta all'anno sia deposto un omaggio di
fiori davanti alla Gioconda, ve lo concedo... Ma non ammetto che si conducano
quotidianamente a passeggio per i musei le nostre tristezze, il nostro fragile
coraggio, la nostra morbosa inquietudine. Perché volersi avvelenare? Perché
volere imputridire?
E che mai si può vedere, in un vecchio quadro, se non la faticosa contorsione
dell'artista, che si sforzò di infrangere le insuperabili barriere opposte al desiderio di
esprimere interamente il suo sogno?... Ammirare un quadro antico equivale a
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versare la nostra sensibilità in un'urna funeraria, invece di proiettarla lontano, in
violenti getti di creazione e di azione.
Volete dunque sprecare tutte le forze migliori, in questa eterna ed inutile
ammirazione del passato, da cui uscite fatalmente esausti, diminuiti e calpesti?
In verità io vi dichiaro che la frequentazione quotidiana dei musei, delle biblioteche
e delle accademie (cimiteri di sforzi vani, calvarii di sogni crocifissi, registri di slanci
troncati! ...) è, per gli artisti, altrettanto dannosa che la tutela prolungata dei parenti
per certi giovani ebbri del loro ingegno e della loro volontà ambiziosa. Per i
moribondi, per gl'infermi, pei prigionieri, sia pure: - l'ammirabile passato è forse un
balsamo ai loro mali, poiché per essi l'avvenire è sbarrato... Ma noi non vogliamo
più saperne, del passato, noi, giovani e forti futuristi!
E vengano dunque, gli allegri incendiarii dalle dita carbonizzate! Eccoli! Eccoli!...
Suvvia! date fuoco agli scaffali delle biblioteche!... Sviate il corso dei canali, per
inondare i musei!... Oh, la gioia di veder galleggiare alla deriva, lacere e stinte su
quelle acque, le vecchie tele gloriose!... Impugnate i picconi, le scuri, i martelli e
demolite senza pietà le città venerate!
I più anziani fra noi, hanno trent'anni: ci rimane dunque almeno un decennio, per
compier l'opera nostra. Quando avremo quarant'anni, altri uomini più giovani e più
validi di noi, ci gettino pure nel cestino, come manoscritti inutili. Noi lo desideriamo!
Verranno contro di noi, i nostri successori; verranno di lontano, da ogni parte,
danzando su la cadenza alata dei loro primi canti, protendendo dita adunche di
predatori, e fiutando caninamente, alle porte delle accademie, il buon odore delle
nostre menti in putrefazione, già promesse alle catacombe delle biblioteche.
Ma noi non saremo là... Essi ci troveranno alfine - una notte d'inverno - in aperta
campagna, sotto una triste tettoia tamburellata da una pioggia monotona, e ci
vedranno accoccolati accanto ai nostri aeroplani trepidanti e nell'atto di scaldarci le
mani al fuocherello meschino che daranno i nostri libri d'oggi fiammeggiando sotto
il volo delle nostre immagini.
Essi tumultueranno intorno a noi, ansando per angoscia e per dispetto, e tutti,
esasperati dal nostro superbo, instancabile ardire, si avventeranno per ucciderci,
spinti da un odio tanto più implacabile inquantoché i loro cuori saranno ebbri di
amore e di ammirazione per noi.
La forte e sana Ingiustizia scoppierà radiosa nei loro occhi. - L'arte, infatti, non può
essere che violenza, crudeltà ed ingiustizia.
I più anziani fra noi hanno trent'anni: eppure, noi abbiamo già sperperati tesori,
mille tesori di forza, di amore, d'audacia, d'astuzia e di rude volontà; li abbiamo
gettati via impazientemente, in furia, senza contare, senza mai esitare, senza
riposarci mai, a perdifiato... Guardateci! Non siamo ancora spossati! I nostri cuori
non sentono alcuna stanchezza, poiché sono nutriti di fuoco, di odio e di velocità!...
Ve ne stupite?... È logico, poiché voi non vi ricordate nemmeno di aver vissuto! Ritti
sulla cima del mondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!
Ci opponete delle obiezioni?... Basta! Basta! Le conosciamo... Abbiamo capito!...
La nostra bella e mendace intelligenza ci afferma che noi siamo il riassunto e il
prolungamento degli avi nostri. - Forse!... Sia pure!... Ma che importa? Non
vogliamo intendere!... Guai a chi ci ripeterà queste parole infami!...
Alzate la testa!...
Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle
stelle!...
10. Quali sono i punti in cui le corrispondenze con L’uomo che tiene il volante sono più
evidenti? Sottolineale.
11. Nel Manifesto del futurismo compaiono altre figure retoriche. Completa la tabella:
vicino alle righe riportate dal testo scrivi il nome della figura retorica corrispondente,
scegliendola tra quelle riportate in ordine sparso sotto la tabella, e prova a indovinare il
suo significato in rapporto al testo.
“uomo che tiene il volante, la cui asta ideale Figura retorica: ____________________
attraversa la Terra” (rr. 11-12)
Significato: _______________________
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“lune elettriche”, “serpi che fumano” (r. 32)
Figura retorica: ____________________
Significato: _______________________
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“le locomotive dall’ampio petto, che Figura retorica: ____________________
scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli
d’acciaio Imbrigliati di tubi” (rr. 35-36)
Significato: _______________________
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Figure retoriche: SIMILITUDINE - IPERBOLE - METAFORA
12. Adesso leggi nuovamente il testo della canzone di Alessio Bertallot e rispondi alle
domande dando la tua interpretazione personale.
-
Come interpreti la trasformazione finale del cantante?
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Credi che il cantante appoggi pienamente o metta in discussione i principi del
Futurismo?
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Le parole recitate nella canzone sono tratte dal manifesto Marinetti e il Futurismo
contenuto nell’omonima raccolta di manifesti (1929) di cui lo stesso Filippo
Tommaso Marinetti è autore. L’ultimo verso “Imponevamo… imponevamo… il
Futurismo” inverte le frasi parlate iniziali e centrali che incominciano con “Noi
futuristi imponevamo…”. Secondo te, perché Alessio Bertallot decide di fare questa
inversione?
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13. Insieme al tuo compagno/alla tua compagna prova a scrivere delle frasi o, meglio
ancora, dei versi legati ai principi del Futurismo, usando le figure retoriche studiate.
Pensate poi ad una musica da associare (potete fare riferimento alle canzoni degli artisti
che conoscete) e all’ambientazione del video (chi sono i protagonisti, che cosa succede,
dove e quando è ambientato, quali significati volete trasmettere).