“terme di torre canne” sulle faringiti croniche (crenoterapia inalatoria)

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“terme di torre canne” sulle faringiti croniche (crenoterapia inalatoria)
AZIONE TERAPEUTICA DELLE ACQUE TERMALI DELLE
“TERME DI TORRE CANNE”
SULLE FARINGITI CRONICHE (CRENOTERAPIA INALATORIA)
Therapeutic activity of the thermal waters of the “le Terme di Torre Canne” in the treatment
of the chronic pharyngitis (inhalatory crenotherapy)
N. A. Fortunati, S. Casamassima*
*Terme di Torre Canne
Dir. Sanitario e Dir. Comitato Scientifico prof. Dr. V. Valerio
Azione terapeutica delle acque termali delle “Terme di Torre Canne” sulle faringiti croniche (crenoterapia inalatoria)
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RIASSUNTO
Gli A.A., dopo una breve introduzione alla patogènesi delle faringiti croniche, descrivono le caratteristiche ed
i risultati della ricerca condotta su di un campione di 100 soggetti in trattamento crenoterapico inalatorio
presso le Terme di Torre Canne. Scopo dello studio era valutare l’efficacia della crenoterapia inalatoria con
acque termali de Le Terme di Torre Canne applicata a soggetti affetti da faringite cronica ponendo a
confronto l’efficacia del trattamento, a breve e medio termine, in soggetti fumatori e non fumatori.
Lo studio ha evidenziato con chiarezza che, in entrambi i gruppi controllati, l’efficacia del trattamento si è
protratta ben oltre il completamento della terapia raggiungendo nella maggioranza del campione i sei mesi
liberi da ricadute.
Ha inoltre dimostrato, contrariamente a quanto generalmente riportato in letteratura, l’efficacia delle acque
salsobromoiodiche nel trattamento anche delle faringiti ipertrofiche.
SUMMARY
The Authors after a brief description of the pathogenesis of the chronic pharyngitis, follow describing the
details and results of the research carried out on 100 patients undergone the inhalatory treatment carried on
with the natural SPA waters of Le Terme di Torre Canne.
The research compared the efficacy, both on the short and the long term, of the inhalatory thermal therapy
both on smokers and non smokers subjects all of whom affected by chronic pharyngitis.
The research have clearly pointed out that in both the groups the positive effects of the SPA therapy lasted a
lot beyond the end of the therapeutic program even reaching, in most of the subjects, a period of up to six
months with no relapses.
INTRODUZIONE
La faringite cronica rappresenta una patologia molto frequente essendo tra i principali motivi di consultazione
specialistica e pone non solo dilemmi diagnostici, potendo rappresentare l’epifenomeno di patologie
locoregionali e/o sistemiche, ma anche e soprattutto dilemmi terapeutici (11).
La multipla innervazione della faringe e la variegata sensibilità faringea oltre a non consentire al paziente di
localizzare con precisione la sede del disturbo, spiegano la molteplicità della sintomatologia riferita, costituita
quest’ultima prevalentemente da “senso di gola asciutta”, secrezioni catarrali abbondanti dense o a volte
anche scarse, disfagia, faringodinia, “necessità di raschiare la voce” e tosse persistente e stizzosa (3,11).
A questo quadro clinico così aspecifico, corrisponde un non del tutto chiaro meccanismo patogenetico
(3,11). Una eclatante conferma di questo, è rappresentata dal disaccordo esistente in Letteratura addirittura
sul termine “faringite cronica”, ritenuto da Bouche e Coll. improprio in quanto lascia presupporre una non
confermata eziologia infettiva ed infiammatoria, ritenendo, questi Autori, più appropriato il termine di
“faringopatia” (3).
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Non esiste un vero e proprio agente eziologico della malattia: tali processi insorgono per lo più in soggetti
portatori di particolari condizioni metaboliche generali a cui si sovrappongono fattori esogeni che agiscono
localmente, come ad esempio l’abuso di fumo e/o alcool (16).
La maggior parte degli Autori, pur condividendo le perplessità per l’eziologia infettiva non escludono una
componente infiammatoria, almeno come mediatrice nelle forme sostenute dai diversi cofattori esogeni
come appunto fumo, alcool e molti altri (3,11,15).
Un tentativo di semplificare la pletora classificativa delle varie forme di faringite cronica descritte in
Letteratura prevede la distinzione in due quadri principali:
Ø
Faringite ipertrofica, caratterizzata da mucose congestionate, ispessite (specie a livello dei pilastri
posteriori) e dalla presenza di secrezioni catarrali abbondanti. Vi prevale un’iperestesia.
Ø
Faringite atrofica in cui si osserva un sostanziale assottigliamento delle mucose, che appaiono
secche, di colorito rosa pallido (raramente rosso) con raro riscontro di secrezioni sempre poco
abbondanti. Vi prevale un’ipoestesia.
Nonostante il riscontro di molte altre forme intermedie è sempre possibile ricondurre i vari quadri ad uno dei
due principali sopra descritti (11).
Come detto avanti la faringite cronica pone anche dilemmi terapeutici rappresentati soprattutto dalla necessità di adottare una terapia in grado di assicurare risultati piuttosto stabili nel tempo.
Da questo punto di vista la sola terapia farmacologia non sembra in grado di assolvere a tale scopo (1,4,
5,7,8,10,11,12,16).
Il sempre maggiore ruolo che la crenoterapia termale è andata ritagliandosi in questo ambito patologico è
dovuto proprio alla necessità di assicurare un trattamento con risultati più stabili nel tempo.
L’efficacia della terapia termale, infatti traspare, oltre che dalle testimonianze raccolte nello svolgimento della
pratica clinica, anche da ricerche sperimentali condotte sull’ argomento (1,4,5,7,8,10,11, 12,16). Le acque
più utilizzate nelle faringiti croniche sono le sulfuree, le ipertoniche salso-bromo-iodiche e le acque
ipotoniche solfate o bicarbonato calciche (3, 11).
Le acque delle Terme di Torre Canne sono salso-solfato-alcaline e salso-bromo-iodiche.
Delle undici sorgenti esistenti nello stabilimento termale, la Torricella e l’Antesana sono state
particolarmente studiate sia sotto l’aspetto delle caratteristiche chimico-fisiche e della composizione sia sotto
l’aspetto delle proprietà terapeutiche.
Sulla base della composizione chimica (Tabella 1) le acque termali de Le Terme di Torre Canne, possono
essere definite ipotermali, ricche di sali minerali, Salse-Solfate CalcicoMagnesiache Fluorurate, lievemente
Bromurate. Sotto l’aspetto medico, queste acque hanno ottenuto dal Ministero della Sanità il riconoscimento
di proprietà terapeutiche per il trattamento di malattie degli apparati respiratorio, muscoloscheletrico, venolinfatico, enterodigestivo e per il trattamento di affezioni ginecologiche.
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In particolare, la crenoterapia inalatoria condotta con queste acque, viene riconosciuta una capacità di
riattivazione della circolazione delle mucose con miglioramento del loro trofismo e con lo stimolo dei processi
immunitari, difensivi e riparativi (11,14).
Alle acque de Le Terme di Torre Canne vengono inoltre attribuite proprietà sedative dovute alla presenza del
Bromo, antiallergiche per la presenza del Calcio mentre, alla presenza del Magnesio, viene attribuita una
capacità miorilassante (11).
METODOLOGIA E TECNICHE ADOTTATE
Obiettivo del nostro lavoro è stato quello di verificare l’efficacia della terapia termale inalatoria in termini di
beneficio, immediato e a distanza di tempo, su pazienti affetti dalla forma ipertrofica di faringite cronica,
valutando soprattutto l’intervallo libero da sintomatologia dopo il completamento della cura termale.
Durante la stagione termale 2003, presso Le Terme di Torre Canne, abbiamo sottoposto a controllo 100
pazienti (60 maschi , 40 femmine) di età compresa tra i 25 ed i 70 anni (età media 47,5 anni) di cui 85 non
fumatori e 15 fumatori (Figura 1).
Si è deliberatamente scelto di includere nel campione statistico dello studio anche pazienti fumatori in
ragione del ruolo predominante assunto dal tabagismo tra i principali cofattori esogeni (1,3,11,12,16) all’origine di svariate affezioni ORL.
Su tutto il campione sono stati effettuati controlli di follow-up, per la valutazione delle recidive, a 4 mesi e
successivamente a 6 mesi di distanza dal completamento della cura termale.
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Tutti i pazienti sottoposti a controllo presentavano una obiettività ORL compatibile con un quadro di faringite
cronica ipertrofica (secrezioni catarrali abbondanti e sempre presenti con mucose congeste) e riferivano la
persistenza di tutto il variegato corteo sintomatologico, nonostante il trattamento con il comune ventaglio
terapeutico rappresentato da antinfiammatori, immunostimolanti, antibiotici e mucoregolatori. Solo 5 dei 100
pazienti (cioè il 5%) avevano effettuato due trattamenti termali nel corso dell’anno di studio ed erano in cura
da alcuni anni. Il resto dei pazienti erano al primo impatto con le cure termali.
Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad un ciclo di inalazioni effettuate quotidianamente per un periodo di due
settimane, della durata di 15 minuti ciascuna, con l’uso delle acque termali de Le Terme di Torre Canne.
La valutazione obiettiva otorinolaringoiatrica è stata effettuata mediante la compilazione di uno “score esame
obiettivo” (0, 1, 2) determinato sulla base dei segni obiettivi, tutti rilevati dallo stesso specialista ORL, prima
della cura e ripetuto successivamente a 3 ed a 6 mesi di distanza dalla crenoterapia inalatoria.
Lo “score esame obiettivo” è stato determinato attribuendo al quadro risultante dall’esame obiettivo i
seguenti punteggi:
Ø
“0” punti : mucosa congesta con secrezioni catarrali
Ø
“1” punto: mucosa lievemente iperemica con assenza di secrezioni catarrali
Ø
“2” punti: mucosa eutrofica con colorito roseo e con assenza di secrezioni catarrali.
ANALISI DEI RISULTATI
Sulla base di quanto emerso in sede di valutazione dell’ esame obiettivo ORL nei quattro diversi momenti di
controllo adottati nello studio (prima della terapia termale, immediatamente dopo e quindi a 3 ed a 6 mesi dal
suo termine) è stato possibile determinare un chiaro quadro della effettiva efficacia della crenoterapia
termale sia a breve sia a medio termine.
Il quadro obiettivo presentato all’atto dell’arruolamento dei pazienti ha subito modificazioni migliorative nel
93% dei casi complessivamente, ciò confermato anche dalle valutazioni soggettive dei pazienti sottoposti a
controllo.
Tutti i pazienti hanno riferito di avere trovato un beneficio immediato già al completamento della crenoterapia
inalatoria.
Gli stessi pazienti hanno inoltre riscontrato la scomparsa delle secrezioni catarrali a tre mesi di distanza dal
ciclo terapeutico mentre e, al successivo controllo a distanza di 6 mesi, oltre alla scomparsa delle secrezioni
catarrali lo stesso 93% dei pazienti presentava caratteristiche di eutrofismo della mucosa, ovvero quelle
comprese nel quadro 2 dello “score esame obiettivo”(Figura 2).
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Per quanto riguarda l’intervallo libero da sintomatologia, tutti i pazienti hanno notato un allungamento del
periodo di benessere. L’analisi sul campione statistico ha inoltre portato ad identificare due gruppi di pazienti
che hanno evidenziato un intervallo libero da sintomatologia minore o uguale a 4 mesi o superiore (accertato
fino a 6 mesi di distanza dal trattamento). I risultati sono stati analizzati separatamente tra il gruppo di
pazienti fumatori e non.
Nel gruppo dei non fumatori (85/85 pari al 100% del campione) tutti i pazienti hanno evidenziato un intervallo
libero da sintomatologia minore o uguale a 4 mesi e per 71 di essi tale periodo di benessere libero da
sintomatologia è stato accertato fino a 6 mesi dal completamento della terapia (Figura 3).
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Nel gruppo dei 15 pazienti fumatori è stato osservato nella maggior parte dei casi (13/15 pari all’86% del
campione) un intervallo libero da riacutizzazioni minore o uguale a 4 mesi e solo 2 pazienti (pari al 14% del
campione) hanno goduto di un periodo libero da sintomatologia maggiore di 4 mesi (Figura 4).
CONSIDERAZIONI ULTERIORI
La faringite cronica rappresenta per diversi aspetti una patologia sui generis (3,11,15,16) ed il bagaglio
terapeutico nei confronti di questa patologia tanto diffusa nella pratica clinica è quanto mai vario.
L’azione terapeutica ha quindi ben scarsa possibilità di essere volta alla eradicazione “mirata” di un preciso
agente causale, spesso non dipendente da fattori eziologico specifici quanto piuttosto da abitudini di vita
(tabagismo, attivo e passivo) e condizioni ambientali (condizioni meteo stagionali, inquinamento atmosferico,
ambiente di lavoro): l’obiettivo della terapia ha quindi come fine principale quello di ridurre il fastidioso corteo
sintomatologico che affligge il paziente.
In tal senso la Crenoterapia Termale entra a buon diritto fra le terapie elettive avendo dimostrato di essere in
grado di offrire al paziente un periodo di benefico “sollievo sintomatologico” anche di notevole durata
(1,4,5,7,8,10,11,12,16).
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A tale proposito emerge un elemento, riferito da tutti i pazienti oggetto del nostro studio, costituito dall’avere
riscontrato un sostanziale e reale miglioramento della sintomatologia già al termine del ciclo terapeutico.
Ancora più rilevante è il persistere di tale intervallo di benessere in tutti gli 85 pazienti non fumatori per un
periodo massimo di 4 mesi ed in 71 di questi pazienti per un periodo superiore ai 4 mesi, fino a 6 mesi
(Figura 4).
Per quanto, analogamente a quanto osservato in altri studi sull’argomento (16), nei pazienti fumatori
l’intervallo di tempo libero da sintomatologia sia stato inferiore, ciò non di meno è emerso in modo evidente,
sia all’esame soggettivo sia a quello oggettivo, il concreto e significativo miglioramento dello stato di
benessere di questo gruppo.
Altro dato rilevante emerso all’esame obiettivo in ben il 93% dei pazienti, è rappresentato dalla scomparsa
delle secrezioni catarrali a tre mesi dal ciclo terapeutico e dal mantenimento di caratteristiche di eutrofismo
del distretto orofaringeo sino a sei mesi di distanza dal trattamento (Figura 2).
Da notare che solo 5 pazienti del nostro studio (pari al 5% del campione) avevano effettuato due cicli di cure
termali nel corso dell’anno di svolgimento della nostra osservazione: l’esiguità di tale numero non ci ha
consentito di considerare statisticamente valide le eventuali differenze di decorso rispetto agli altri pazienti
che avevano fruito di un solo ciclo di Crenoterapia Termale.
SINTESI E CONCLUSIONI
L’efficacia dell’acqua termale de Le Terme di Torre Canne per il trattamento delle patologie oggetto dello
studio è già ampiamente accertata e l’obiettivo della ricerca condotta era quindi quello di valutare
oggettivamente l’effettiva durata nel tempo dei risultati ottenuti.
Sono stati studiati 100 pazienti, di cui 85 non fumatori e 15 fumatori, tutti affetti da faringite cronica
ipertrofica. L’esame obiettivo otorinolaringoiatrico in un periodo di osservazione fino a sei mesi post-trattamento ha permesso di valutare l’intervallo libero da sintomatologia dopo la terapia: dall’atto dell’arruolamento
il quadro clinico specifico è migliorato nel 93% dei casi complessivamente.
In particolare, tutti i pazienti non fumatori presentavano un intervallo libero da sintomatologia minore o
uguale a 4 mesi e per 71 di essi si è protratto fino a 6 mesi dal trattamento seppure, prevedibilmente, nei
pazienti fumatori l’intervallo libero da riacutizzazioni sia stato minore o uguale a 4 mesi.
Da questo studio emerge in modo non equivoco una buona efficacia terapeutica della crenoterapia termale
effettuata con le acque de Le Terme di Torre Canne sulle flogosi croniche del faringe, analogamente a
quanto osservato da altri autori (11,16). Oltre a ciò, la considerevole lunghezza del periodo esente da
sintomatologia sia nei pazienti non fumatori sia in quelli dediti al fumo, autorizza ad attribuire alla terapia
termale un ruolo importante nel trattamento della faringite cronica, considerando anche il fatto che la sola
terapia farmacologica o la sola sospensione dell’abitudine voluttuaria (fumo) non sembrano garantire
un’altrettanto duratura stabilizzazione della asintomatologia (16).
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Questa ricerca ha però posto in chiara evidenza un ulteriore aspetto che contraddice in parte quanto
frequentemente viene riportato nella Letteratura relativa alla Crenoterapia Termale, secondo cui le faringiti
ipertrofiche in atteggiamento ipersecretivo si gioverebbero maggiormente della crenoterapia con acque
sulfuree, mentre il trattamento delle forme atrofiche dovrebbe prediligere l’uso di acque salsobromoiodiche.
Poiché nel nostro studio tutti i pazienti trattati hanno avuto un concreto ed oggettivo giovamento e poiché
presentavano all’atto dell’arruolamento un quadro obiettivo compatibile con quello delle faringiti ipertrofiche,
si può affermare che il generale miglioramento osservato anche in questi pazienti autorizza ad allargare le
indicazioni del trattamento con acque salsobromoiodiche (come le acque termali de Le Terme di Torre
Canne) anche alle forme ipertrofiche di faringite cronica.
In conclusione, il presente studio, costituisce una testimonianza clinica della benefica azione che la
crenoterapia inalatoria con l’acqua termale de Le Terme di Torre Canne può svolgere sulla sintomatologia
presentata dai pazienti, agendo verosimilmente in senso antinfiammatorio, fluidificante ed eutrofizzante sulla
mucosa faringea (11,16).
Il generale miglioramento osservato nei nostri pazienti (affetti da faringite cronica ipertrofica) autorizza ad
allargare le indicazioni del trattamento con acque Salse-Solfate Calcico-Magnesiache Fluorurate anche alle
forme ipertrofiche di faringite cronica.
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