- Scuola Empedocle
Transcript
- Scuola Empedocle
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Anno Scolastico 2010/2011
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Anno I - Numero 0
Liceo Scientifico Empedocle
"... Non vogliate negar l'esperienza
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)
Dr. Sergio Pedullà
Avv. Giuseppe Pedullà
Messina, 25 luglio 2011 - Premiazione delle Eccellenze
DOCLE.IT
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Pagina 2
È NATA UNA STELLA
Storia di una Scuola dove ognuno riesce ad essere se stesso anche essendo parte di un
Progetto
V
orreva il secolo
ca, lunga veste bianca, beve caffè
diamo che tutto derivi dall’unione
V a.c. e un uo-
Lavazza e parla
con Bonolis e
di 4 elementi (come diceva il buon
mo di Agrigen-
Laurentis… chi è? Non nominia-
Empedocle): Coraggio, Intrapren-
to stava ormai da anni pen-
moLo! I Tre, in soggezione, si pre-
denza, Fantasia, Volontà. Ecco
sando di creare una Scuola di
sentano a Lui: “Piacere” dice il
questi sono gli ingredienti che
Eccellenza che riunisse al suo
primo “sono l’Avvocato Giuseppe
hanno ispirato il nostro progetto.
interno uomini che amavano
Pedullà”;
Mescolandoli tra di loro abbiamo
la Medicina e che fossero
creato una Scuola, dove accedono
“numeri uno”: nasceva così la
i ragazzi che hanno a cuore il loro
SCUOLA
di
futuro e che vogliono essere vin-
MEDICINA. Empedocle ne
centi!! La nostra Scuola si chiame-
fu il Fondatore… ahhh, di-
rà:
SICILIANA
menticavo di dire che Empe-
“Liceo Scientifico Empedocle,
docle è proprio lui: il Filosofo
indirizzo Brocca – con percorso
- Medico - Guaritore. Il Filo-
internazionale verso le
sofo delle quattro RADICI
(RIZÓMATA): Fuoco, Aria,
Terra, Acqua. Tutto ha origine dalla loro unione, anche la
sua Scuola Medica aveva in
sè questi elementi che l’avevano resa famosa. Ne passerà
di tempo prima che qualcuno
riesca a realizzare un piccolo
mondo simile a quello del V
secolo!!!2007/2008:
un TRIO … GIUSEPPE,
MAURIZIO,
SERGIO
(chiaramente in ordine alfabetico!) si presentano dinnanzi
ad un uomo alto, barba bian-
“Piacere” dice il secondo “sono il
Scienze Mediche e Biotecnologiche”
Dottore Sergio Pedullà”; “Piacere”
Il nostro motto sarà: “Chi entra
dice il terzo” sono il Dottore Mau-
qui butterà lacrime e sangue!!!”
rizio Scarmozzino”; “Molto piace-
Quindi Maurizio dice: “Vede,
re” risponde Lui ” so che siete ve-
Gran Capo, io sono un po’ come
nuti fin qui perché avete in mente
Caronte… traghetto i ragazzi al-
di creare un piccolo Miracolo sul-
l’interno della scuola e ce li faccio
la terra e vorreste il Mio benestare!
rimanere in perfetto ordine. Con
Ma Io sono molto esigente e se
me si scherza poco!!!!” Poi prende
non riuscirete a convincerMi che
la parola Sergio, che da medico
il vostro progetto è strabiliante,
illustra quali saranno i percorsi
non avrete il Mio permesso!”. Do-
mirati di questa scuola e quale il
po aver bevuto una tazzina di buon
metodo utilizzato: TEST, TEST,
caffè Lavazza, Giuseppe,
l’avvo-
TEST… SPIE AZIONI, SPIEGA-
cato, comincia ad illustrare il pro-
ZIONI, SPIEGAZIONI… INTER-
getto: “Vede, Altissimo, noi cre-
ROGAZIONI, INTERROGAZIOcontinua...
Pagina 3
NI, INTERROGAZIONI… pensi,
durunu!”
lutazione pianificato allo scadere
Altissimo, i nostri ragazzi diven-
Genitori che hanno sempre so-
dei 60 giorni pattuiti! Ma, qual-
teranno forti, capaci, preparati…
gnato una scuola con queste ca-
che giorno prima della scadenza
micidiali!”. Dopo aver sentito i
ratteristiche: “Peccato che ci ab-
dei 60 giorni, sul tavolo dove i
Tre, Lui dice: “Bene, Mi avete
biano pensato solo ora, ci posso
Tre si riuniscono, compare un
convinto! Pietro tu cosa ne pen-
mandare solo un figlio, l’altro è
biglietto: “Portate con voi anche
si?” Dal nulla vie-
un alunno!” Chia-
ne fuori un uomo
ro, Lui vuole senti-
con i capelli grigi,
re anche gli altri!!
e con una PIE-
Stavolta partono in
TRA in mano (poi
quattro..
si scoprirà che è
Appena
Colui che ha po-
Lui fa uscire i Tre
sto la prima pietra
e chiede al ragaz-
per la costruzione
zo: “Ti piace que-
di
sta scuola?”
una
Chiesa
risponde
arrivati,
“Si”
lui.
grande,
tanto
grande!)
“Cosa
“Potresti indicarmi
Vuoi che Ti dica,
i motivi?” “Quanti
mi pare che ab-
ragazzi
possono
biano le idee chiare. Mettiamoli
troppo grande!”
dire di studiare con Einstein, Rita
alla prova!!!” “Bene” dice Lui:”
Figli: “Chissà cosa ci accadrà!!!”
Levi Montalcini, Giosuè Carduc-
potete iniziare, ma sappiate che
Nonostante i SI e i NO la scuola
ci e così via? Bene, noi possiamo
ogni 60 giorni vi voglio qui a ri-
ha inizio, si dice che il nastro tri-
dirlo! Pensi, Altissimo, ho visto
ferirMi cosa accade. Non delude-
colore sarà tagliato da una perso-
il Professore di Fisica dare delle
teMi!”.
nalità importante del mondo della
dritte ad Albert Einstein sull’ef-
I Tre, contenti, ringraziano e tor-
Pubblica Istruzione, ma mentre
fetto fotoelettrico ad un alunno
nano sulla terra a fondare la loro
ciò avviene, da sotto la giacca si
(Albert ci aveva già preso un No-
Creatura!
vedono cadere delle piume…. chi
bel su questo argomento nel 192-
La notizia si diffonde velocemen-
è? Ovvio, Lui ha mandato l’An-
1), e subito dopo dire a Igor,
te, ne parlano i giornali, le televi-
gelo Custode!
“Prendi esempio da lui!”
sioni, tutti accorrono…Curiosi:
Le giornate scorrono, gli alunni
E cosa vogliamo dire della pro-
“Ma chi è sta cosa?”
aumentano e i Tre cominciano a
fessoressa di Biologia e Anato-
Invidiosi: “Chiù di un annu non
prepararsi per il primo test di va-
mia che dà ripetizione di nasco-
Pagina 4
sto
a
Rita
Levi
Montalcini
sponde: “Mio”! La Professoressa,
(Premio Nobel per la Medicina
arrabbiatissima, ribatte: “Ma mi
nel 1986), dicendole che il fattore
prendi in giro?” Pitagora si volta
che promuove la crescita delle
verso me e dice: “Vuoi fare capi-
cellule del Sistema Nervoso Peri-
re alla Professoressa che io sono
ferico si potrebbe utilizzare nella
Pitagora?” E cosa dire dei litigi
nostra scuola per mantenerci
tra Socrate e la Professoressa di
sempre giovani?
Storia e Filosofia? Lei dice a lui:
sco, Giovanni, Davide, Michele,
E la Professoressa di Chimica che
“Sei un Dàimon, sei un Dàimon”
Antonello, Piero… Potrebbe sof-
bacchetta Irene Joliot-Curie e
e lui risponde “Attenta a come
fiare all’orecchio dei Tre che una
Frederic Joliot-Curie (Nobel per
parli… sono il Padre della Filo-
bella Università non sarebbe ma-
la Chimica nel 1935) perché fan-
sofia!” Poi in mezzo al corridoio
le?” “Potrei farci un pensierino!!!
no esperimenti e sintetizzano
si scorge la Professoressa di Sto-
“Apre una grossa porta dietro alla
nuovi elementi radioattivi senza
ria dell’Arte che discute con Mi-
quale stavano seduti i Tre e, dopo
alcuna protezione?.
rone e si complimenta per la pla-
avere rivelato loro il desiderio del
“To be or not to be”, William
sticità della sua figura, consi-
ragazzo, li invita a pensare come
Shakespeare e la Professoressa di
gliandogli di farsi fotografare per
fare!!
Inglese che duettano e lei dice
poi creare una scultura simile a
Usciti da là, l’Avvocato Pedullà,
“Stai attento, perfeziona la pro-
lui che avrebbe potuto chiama-
il Dottore Pedullà e il Dottore
nuncia William!!”
re… Discobolo!!!
Scarmozzino cominciano a dire:
“Se non sbaglio ti chiami Giosuè
Tutto questo accade nella nostra
“Ma sei impazzito? Cosa gli vai a
Carducci” dice la Professoressa di
scuola!!!”
dire? Una Università? Ma come
Italiano “aggiungi qualche rima a
E Lui dice. “Ma non c’è proprio
facciamo? Ma non potevi chie-
questo versetto e sarai un Premio
nulla che non ti va di questa scuo-
derGli un’altra cosa?” Una luce
Nobel per la Letteratura!!” E lui
la?”
fortissima appare in cielo. È l’im-
risponde: “Già fatto nel 1906!!
“Veramente una cosa ci sarebbe,
magine del nostro Angelo Custo-
“Povero Pitagora… la Professo-
ma solo Lei potrebbe aiutarci a
de, che apre le ali e accoglie tra
ressa di Matematica continua a
risolverla!!”
le sue braccia tutti noi: il Trio, i
chiedergli: “di chi è il Teorema
“Che cosa?”
Professori, gli Alunni, la Segrete-
secondo cui, in un triangolo ret-
“Dura poco: 5 anni, poi ci attende
ria e ci dice:
tangolo, l’area del quadrato co-
l’Università, dove saremo solo
“Abbiate fiducia!!” …
struito sull’ipotenusa è pari alla
dei numeri:
somma dell’area dei quadrati co-
qui, invece siamo Luca, Igor, Ni-
struiti sui cateti?” E Pitagora ri-
colò, Benedetta, Simona, France-
matricola
15858;
Nasce una nuova realtà: l’Empedocle
E’ COSI’ CHE COMINCIANO
LE GRANDI SFIDE!!!!!
Nicolò Albanese
SOMMARIO
Pagina 5
S
O
M
M
A
R
I
O
1861-2011: Buon Compleanno Italia!
13
13
150 anni… ma non li dimostra (Nicolò Albanese)
14
Politica italiana (Pierluigi Russo)
15
L’Italia… è davvero unita? (Michela Penna)
16
Italia, non gettare la spugna! (Biagio Sancetta)
17
I
Fratelli d’Italia (Pierfrancesco Pata)
O
Un cammino di Unità lungo 150 anni
Domenico Romeo: un patriota dimenticato (Alessandra Minutolo)
19
Rosa Donato: un’eroina dimenticata (Federica Spadaro)
19
Rivalutiamo e facciamo conoscere le gesta di Benedetto Musolino (Martina Minutolo)
20
Michele Morelli: un patriota vibonese (Annamaria Pata)
21
Interpretiamo il presente
22
Notizie dall’Estero
22
La mia Africa (Alberto Giuffrida)
22
La caccia è finita! (Helga Turiaco)
23
Luca Sanna: un alpino morto (Ramona Urso)
23
Terrorismo. Fenomeno difficile da estirpare (Antonio Furci)
24
Le donne e l’ISLAM (Ramona Urso)
24
La storia di “Copia” e “incolla” (Nicolò Albanese)
25
S
Guerra in Libia. In che modo deve intervenire l’Italia? (Sergio Sorrenti)
Il gioco delle parti
Con gli occhi di un adolescente africano
Ho visto tutti partire (Pierfrancesco Pata)
A
18
M
Un eroe risorgimentale della mia città: Giuseppe La Farina (Fabio Malacarne)
M
18
O
Il grande Giuseppe Piaggia da Milazzo (Gaia Foti)
R
Piccoli grandi eroi locali: così è nata l’Italia
25
25
SOMMARIO
Pagina 6
Uno sguardo alla realtà che ci circonda
26
La voce dei nostri inviati speciali dall’Italia
La violenza e la giusta pena (Antonio Furci)
La mia Italia di domani (Benedetta Galletta)
Alcol: dipendenza fisica e psicologica (Michela Penna)
Una ricorrenza tutta nostra! (Giulia Pensabene)
YLa droga: un biglietto per un viaggio di sola andata (Gaia Foti)
28
28
29
30
31
31
R
ara e Sarah: due destini diversi accomunati da un unico tragico epilogo (Nicolò Albanese)
27
O
Perché dobbiamo diventare delle Barbie a tutti i costi? (Annamaria Pata)
26
I
L’ingresso di cultura spaventa l’Italia (Simona Violi)
Dalla scuola
32
A
Catapultati nello spettacolo (Paolo Salerno)
32
Scienza e dintorni
33
33
L’influenza del caso della scienza (Pierluigi Russo)
34
Il tarlo dell’orecchio, Ohrwum! (Eris)
35
La scissione dell’atomo (Fabio Malacarne)
35
Passaggio di testimone (Gaia Foti)
36
Digital Generation (Pierluigi Russo)
38
Pirateria informatica (Alberto Giuffrida)
39
La televisione: positiva o negativa? (Fabio Malacarne)
40
Uomo o tecnologia? (Pierfrancesco Pata)
41
Sezione Ambiente-Ecologia
42
L’acqua: un bene pubblico o privato? (Alessandra Minutolo)
42
No alle centrali nucleari (Pierluigi Russo)
42
O
36
S
Moderne tecnologie e nuove generazioni a confronto
M
(Antonio Furci)
M
La Bioetica. Sì alla ricerca e alla sperimentazione. Purché non si dimentichi l’uomo
SOMMARIO
Energie rinnovabili per rinnovare l’umanità (Pascuzzi Martina Chiara)
43
Contribuiamo alla cura del mondo (Michela Penna)
43
Storia su rifiuti e riciclaggio (Nicolò Albanese)
44
Riciclaggio: è o non è per noi? (Pierfrancesco Pata)
45
Il demone dello smog (Maria Federica Ferlazzo)
46
Verde speranza (Alessandra Minutolo)
46
Riverberi culturali
O
Pagina 7
47
I
Incursioni estravaganti sull’Arte, la Letteratura e la Filosofia
Il mito della caverna (Giorgio Cacciola)
48
Le rappresentazioni del Destino nella Letteratura (Federica Spadaro)
49
L’uomo e la responsabilità (Martina Chiara Pascuzzi)
50
L’amore. Vita o morte (Michela Penna)
51
Se non poniamo fine alla guerra, la guerra porrà fine a noi (Andrea Megna)
52
La grande arte della Musica (Sergio Sorrenti)
53
Paulo Coelho. L’Alchimista (salvatore Bertino)
54
L’uomo tra bene e male, ovvero il Visconte dimezzato (Michela Penna)
55
Roc Marciano – Marcberg (Salvatore Bertino)
56
COME UN DELFINO. Gli eroi non sono mai abbastanza!!! (Nicolò Albanese)
57
Prospettive Giovani
57
M
54
O
Le nostre Recensioni
A
47
M
peste” di Guido Gozzano (Fabio Malacarne)
R
Le rappresentazioni di Ulisse nella letteratura. Dall’eroe di Omero e di Dante al “Re di tem-
Adolescenza: età unica ed affascinante, ma anche molto complessa (Alessandra Minutolo)
57
Italia: il mio sogno, la mia ambizione (Claudio Salmeri)
59
Fate della vostra Unicità motivo di Orgoglio (Biagio Sancetta)
60
Pane, latte e valori (Gaia Foti)
61
Uno spettacolo descritto da un’altra prospettiva (Salvatore Bertino)
62
La famiglia al giorno d’oggi (Martina Minutolo)
63
S
Il mondo visto con Sguardo Adolescente
SOMMARIO
Pagina 8
Il sorriso di un bambino: il guadagno più grande (Matteo De Blasio Di Palizzi)
64
È finita! E se ripenso al primo anno di Liceo? (Maria Federica Ferlazzo)
64
Penne Estroverse
65
65
Viaggio nel tempo (Nicolò Albanese)
66
Il TG come lo vorrei (Nicolò Albanese)
67
Il mio giorno da presentatore del TG14 (Fabio Malacarne)
68
Una crociera da dimenticare? Forse no! (Francesco Valente)
69
Viaggio sul veliero dell’alba (Gaia Foti)
70
La fatica della mia SVEGLIA sempre più presto (Nicolò Albanese)
71
Se Paride può uccidere Achille, perché non lo può fare pure Ettore? (Fabio Malacarne)
72
A
(testo selezionato dalla giuria del 7° premio di scrittura “Legami di parole” della Zanichelli, edizione 2010/11)
R
Metterci la faccia… ovvero l’uomo e la paura (Gaia Foti)
I
O
La singolare e irripetibile creatività delle nostre parole
Tutta un’altra Storia
73
73
C’era una volta, e c’è ancora, la MAFIA! (Annalisa Careri)
74
Le Foibe (Ramona Urso)
74
100 anni di Guerra. Francia e Inghilterra su fronti opposti. L’Eroina d’Orleans salva la si75
Uno sguardo nel passato: La Destra e la Sinistra storica (Martina Chiara Pascuzzi)
77
L’Italia nella Grande Guerra e l’avvento del Fascismo (Martina Chiara Pascuzzi)
78
SPECIALI di
Il mazzo di asfodeli rossi (Biagio Sancetta)
79
L’Angolo della Ricerca: Le conseguenze biologiche della radioattività (Biagio Sancetta)
93
Empedocle: Il volto dell’Eccellenza
104
Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco
114
S
O
tuazione (Giulia Pensabene)
M
E se i Greci avessero vinto… (Fabio Malacarne)
M
I Corsi e i Ricorsi delle vicende umane
Pagina 9
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Presentazione della Scuola
Il Liceo Scientifico “Empedocle” sorge all’interno della
prestigiosa struttura salesiana del “San Luigi” di Messina
e presso lo storico Collegio domenicano del “Sacro Cuore
Sito internet:
www.scuolaempedocle.it
Presidente del C.d.A. e del
Comitato Scientifico:
Dr. Sergio Pedullà
Direttore Generale
Avv. Giuseppe Pedullà
di Gesù” di Catania. Il Liceo permette agli studenti fuori
Direttore Responsabile
sede di alloggiare all’interno della Scuola stessa presso il
Prof. Maurizio Scarmozzino
“Residentato Empedocle” a Messina; a Catania invece è
Caporedattori:
possibile usufruire di apposite strutture convenzionate li-
Prof.ssa Grasso Agata Camilla
mitrofe.
La Scuola offre ai suoi allievi l’opportunità di conseguire, al termine del percorso di studio, una preparazione
solida, completa e approfondita in tutti i settori disciplinari. Nell’ambito del curricolo scientifico, essa, in particolare, appare orientata al potenziamento di competenze specifiche e propedeutiche all’accesso alle Facoltà universita-
Prof.ssa Amata Donatella
Redazione e Amministrazione
Ufficio di corrispondenza di
Messina
Responsabile:
Dott.ssa Maria Cinconze
Via R. Ansalone n. 2
98121 Messina
Tel. 0903710859
Fax 0908967872
rie dell’area medico-sanitaria. Per percorrere con profonda vocazione e opportuna serietà questo importante itine-
Ufficio di corrispondenza di
Catania
rario di sapere e di saperi, l’offerta formativa del Liceo è
Responsabile:
Prof. Emanuele Failla
stata infatti arricchita dalla presenza di specifiche discipline, quali l’Anatomia e la Fisiologia umana, l’Istologia, le
Via M. Cilestri 109
95128 Catania
Tel. 095449710
Fax 0908967872
Biotecnologie alimentari e O. g. m. Da poco sono stati allestiti laboratori didattici di informatica, lingue, fisica,
email:
chimica e biologia, tutti all’avanguardia, che consentiran-
[email protected]
no agli allievi di poter applicare e sperimentare sul campo
[email protected]
Pagina 10
quanto appreso nel corso delle lezioni.
quali è possibile conseguire il Cambridge
La volontà che ha animato l’ambizio-
International A / AS Level (Cie). Il “Cie”
so progetto educativo dei suoi due fon-
è un titolo di studio superiore che, ricono-
datori, il Dottor Sergio
scendo l’eccellenza nel-
Pedullà e il cugino, l’-
la
Avvocato Giuseppe Pe-
studenti nelle discipline
dullà, ambedue dotati di
scientifiche e nella pa-
esperienza pluriennale
dronanza della lingua
nel campo dell’istruzio-
inglese, consente di po-
ne, è stata, ed è quella,
tersi direttamente iscri-
di venire incontro alle
vere presso le Facoltà
esigenze e ai bisogni
universitarie a numero
formativi di ogni singo-
programmato di più di
lo alunno, al fine di ren-
125 paesi del mondo. La
dere ciascuno protago-
Scuola, inoltre, in colla-
preparazione
degli
nista consapevole e corresponsabile del
borazione col Dipartimento di Anatomia
percorso didattico predisposto.
dell’Università di Malta, organizza ogni
Il Liceo Scientifico “Empedocle”,
anno corsi teorico-pratici di anatomia e
sin dalla sua nascita, è animato inoltre da
tecniche operatorie su cadaveri, destinati
un chiaro orientamento di carattere inter-
agli studenti già iscritti in Medicina, Chi-
nazionale. Ciò è concretamente dimo-
rurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria e
strato dal potenziamento del numero di
ai medici specializzandi e/o specializzati
ore dedicate alla lingua e alla cultura in-
in Chirurgia Generale.
glese, ma anche dagli scambi culturali e
Le risorse umane presenti all’interno
dagli accordi stipulati con la prestigiosa
del Liceo, oltre alle fondamentali compe-
Università di Cambridge, in virtù dei
tenze di tipo disciplinare, didattico, psico-
Pagina 11
pedagogico e metodologico, coniugano an- di
apprendi-
che specifiche competenze relazionali, che mento rilevate,
permettono di instaurare uno stimolante e ma soprattutto ad ampliare ed approfonaperto ambiente di apprendimento, rispet- dire la preparazione culturale degli allietoso delle diversità e delle potenzialità di vi. La flessibilità didattica ed organizzaciascuno. Infatti, l’obiettivo fondamentale tiva che caratterizza l’impostazione geche i docenti si prefiggono di raggiungere, nerale della Scuola permette di miglioramediante la creazio-
re la qualità e l’ef-
ne di appositi itinera-
ficacia del proces-
ri educativi in sinto-
so di insegnamen-
nia con gli stili di ap-
to-apprendimento,
prendimento e le esi-
valorizzando
genze di ciascun stu-
interessi e la curio-
gli
dente, è quello di garantire a tutti il conse- sità e promuovendo il piacere della coguimento del successo formativo. Le scel- noscenza.
te didattiche effettuate, pertanto, muovono
Le attività curricolari ed extracurri-
anzitutto dall’acquisizione di quei saperi e colari attuate vengono supportate e valodi quelle competenze essenziali ed irrinun- rizzate dal costante utilizzo di sussidi
ciabili, che consentiranno all’allievo di po- multimediali e delle nuove tecnologie
ter leggere ed interpretare autonomamente informatiche. Ogni aula è infatti dotata
e criticamente la realtà sociale in continua di pc, videoproiettore, collegamento ad
evoluzione.
Internet e lavagna elettronica e ciò favo-
Oltre a questo bagaglio formativo di ba- risce l’attuazione di percorsi didattici
se, la Scuola si impegna, attraverso la rea- imperniati sulla ricerca, l’esplorazione e
lizzazione di apposite attività pomeridiane il conseguente sviluppo di un apprendidi tipo extracurricolare, non solo a rimuo- mento collaborativo e dinamico.
vere tempestivamente eventuali difficoltà
Pagina 12
1861 - 2011: Buon Compleanno Italia!
Tutta un’altra Storia
Fratelli d'Italia
Tutte
le
per musicalità. Di solito viene cantata
volte che
solo la prima parte dell’inno di Mameli,
si
entra
considerata la sua lunghezza, ma in quel-
nell’argo-
la prima parte credo che siano scritte la
mento
parole più belle e significative che si
dell’Unità d’Italia vengono ricordati
potessero dedicare ad una terra, la nostra
solo i nomi più celebri, come Giu-
terra, l’Italia. Davanti all’Italia la Vitto-
seppe Garibaldi, Camillo Benso
ria stessa deve porgere la chioma, in sen-
Conte di Cavour e Giuseppe Mazzi-
so di sconfitta e di sottomissione. Qui
ni. Nomi assolutamente degni di
viene utilizzato il nome della capitale,
stima e di rispetto. Ma ciò che molta
Roma, come espressione di tutto lo Sta-
gente non sa è che dietro queste per-
to, per dire che questa subordinazione
sone che spiccavano per carattere,
discende
direttamente
da
Dio.
La
volontà e soprattutto per voglia di
riuscire a raggiungere il loro scopo,
ce n’erano altre migliaia, pronte anche a sacrificare con eroismo la propria vita per rendere il nostro paese
unito. Basti pensare ai “Mille” di
Garibaldi che sbarcarono in Sicilia;
a Vittorio Alfieri, poeta e dramma-
“Canzone degli italiani” si chiude con
turgo, le cui ossa ancora - come af-
dei versi pieni di pathos e di amor patrio:
fermò
-
alla chiamata di aiuto dell’Italia bisogna
“fremono amor di patria”; a Goffre-
rispondere repentinamente, senza esitare
do Mameli, un giovane genovese
e sacrificando per Lei anche la nostra
senza il quale noi non avremmo la
stessa vita. Per me, queste rappresentano
colonna portante del nostro Stato, il
in assoluto le parole più belle che si po-
nostro “Fratelli d’Italia”, invidiato
tessero scrivere per un Paese, così piene
da
tutte
di valori e soprattutto di amore. Amore
le
altre
per una donna che sarà per sempre no-
Foscolo
nei
Sepolcri
nazioni,
stra, che nessuno potrà mai portarci via,
per
la nostra Patria.
lezza
bele
Pierfrancesco Pata
Inno di Mameli
Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.
Rit.
Uniamoci, amiamoci,
l'Unione, e l'amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Rit
Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Rit.
Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Rit.
Pagina 13
1861 - 2011: Buon Compleanno Italia!
150 anni…ma non li dimostra!
Questa è una storia ambientata nel
Garibaldi entra in scena: mette insieme
vrano Vittorio Emanuele. Questa storia è
periodo che va dalla seconda guerra di
1000 uomini e, poiché gli avevano rega-
molto lunga, cari spettatori, e per questo
Indipendenza (1859), fino ai giorni
lato 100 metri di stoffa rossa, decide
gli attori e il regista di un tempo, ormai
nostri. L’attrice principale (Premio
che le camicie indossate dai suoi
scomparsi, sono stati sostituiti da altri
Oscar alla Carriera) è una donna molto
“prodi” sarebbero state fatte con quella
attori e registi RAI, a reti unificate, tra-
bella e audace di nome “ITALIA”, gli
stoffa. Parte da Quarto e sbarca a Mar-
smette giornalmente quella che un tem-
altri attori sono volti più o meno noti
sala l’11 Maggio del 1860; conquista
po era una STORIA ed oggi è diventata
del cinema italiano di un tempo, come
l’isola siciliana assieme ai “ picciotti” e
una SOAP opera. Premio Telegatto per
Camillo Benso Conte di Cavour, Na-
tutti. Berlusconi (regista), Fini, Rutelli,
poleone III, Vittorio Emanuele II di
Casini, Bersani, Di Pietro, Bossi e chi
Savoia. La regia è curata dal famoso
più ne ha più ne metta. Quante comparse
regista-attore Peppino Garibaldi. Sia-
si muovono sui nostri schermi e noi sia-
mo a Plombières (Francia) nel 1858,
mo indecisi se andare al cinema a vedere
Camillo il Conte stringe un accordo
“Qualunquemente” o “Che bella giorna-
segreto con Napoleone III il Francese:
ta” o rimanere comodamente a casa a
“Se verrai attaccato dagli Austriaci”
vedere come andrà a finire la duemila-
dice il Francese “sosterrò te e i Savoia,
Auguri Italia
ma se sarai tu ad attaccare loro, non mi
dopo un grande plebiscito il Regno delle
vedrai al tuo fianco!” Camillo, astuto,
due Sicilie viene annesso all’Italia, se-
provoca a tal punto gli Austriaci da
guito poi da Umbria e Marche. E Camil-
farsi attaccare… Ecco come ebbe ini-
lo? Nell’Ottobre del 1860 una legge
zio la seconda guerra d’Indipendenza
elettorale del Conte, limita il diritto di
italiana (29 Aprile 1859). Ma gli inte-
voto ai cittadini maschi con più di 25
ressi erano diversi… Camillo pensava:
“ Se riuscirò a controllare la parte più
Peppino Garibaldi… Regista
sviluppata d’Italia, controllerò tutta la
penisola”. Napoleone III, invece, diceva:”Se avrò sotto il mio dominio i due
terzi d’Italia, avrò anche il Piemonte”.
Alla fine della fiera, Camillo capì di
aver toppato… al Regno di Sardegna
mancavano Umbria, Lazio, Marche
(dello Stato Pontificio) e il Sud. Ma
come tutte le storie che si rispettino c’è
sempre l’Eroe che viene a salvarti!!!!!
Ed ecco che il Regista–attore Peppino
anni e che paghino almeno 40 lire d’imposta l’anno. Risultato: aventi diritto al
voto 418.000 (quelli del Nord che erano
più ricchi), votanti 240.000. Chi ci aveva guadagnato? Come sempre il Nord! E
Papa Pio IX? Camillo gli offrì su un
piatto d’argento: “Libera Chiesa in libero Stato” che equivale a dire: Basta con
il dominio dei Papi!!! Così ebbe inizio il
Regno d’Italia,17 Marzo 1861, con So-
cinquecento ventiquattresima puntata
della soap ”RUBY”. E la centocinquantenne che fa? Aspetta di arrivare a 200
anni, tanto lo sa che Lei ci sarà sempre,
ma gli attori e i registi… cambieranno!!!
Albanese Nicolò
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1861 - 2011: Buon Compleanno Italia!
ÂTuu|tÅÉ ytààÉ ÄË\àtÄ|t? ÉÜt ytvv|tÅÉ zÄ| \àtÄ|tÇ|Ê
Politica italiana
Quest’anno ricorre il sesquicentenario
sta mostrando proprio questo carattere.
dell’Unità d’Italia ed è stato scelto
Non si risolve un problema che subito se
giorno 17 marzo per festeggiare tale
ne genera un altro. E allora come si può
ricorrenza. Purtroppo in Italia ogni
cambiare? Chi è che riesce a trovare il
proposta che viene avanzata da qual-
“filo d’Arianna “ per condurci fuori da
siasi personaggio o partito o coalizio-
questa grande matassa? Sicuramente non
ne politica genera sempre malcontenti
ci potremo più affidare a personaggi
e avversioni, in quanto non si conside-
come Garibaldi, Mazzini e altri ITA-
ra l’oggetto della proposta ma il sog-
LIANI che hanno lottato per la propria
getto da cui questa parte. Festeggiare
patria, per portarla al sommo grado di
il compleanno dell’Italia va oltre ogni
libertà, giustizia e uguaglianza, perché
ideologia politica perché è il comple-
di questi personaggi, ahimè, è scompar-
anno di tutti; è un modo per ricordare
sa la traccia. Il
il processo con cui quest’unità è avve-
l’Unità a mio parere deve essere festeg-
nuta. E sentire ancora oggi lamentele
giato, non per il semplice giorno di fe-
circa questo festeggiamento fa davve-
sta, o per i discorsi che verranno fatti in
ro ridere. Venire a conoscenza che
quel giorno, o per gli inni nazionali, ma
alcuni “politici”, che occupano i pa-
perchè l’Italia raggiunga un più forte
lazzi del potere, e che quindi sono
sentimento nazionale. Una cosa è certa:
stati eletti direttamente dal popolo
continuare così non penso faccia del
“italiano”, si rifiutino di partecipare a
bene. Del resto lo stesso Massimo D’A-
questi festeggiamenti solo perché ap-
zeglio, all’indomani dell’Unità, quasi
partenenti a determinati partiti, provo-
prefigurando gli attuali scenari, disse:
ca in me, cittadino di appena 18 anni,
AVETE
un senso di delusione. Più di un seco-
FACCIAMO GLI ITALIANI.
lo fa un filosofo francese, Ernest Re-
150° anniversario del-
FATTO
L’ITALIA,
ORA
Pierluigi Russo
nan, sostenne che una nazione è fatta
di due elementi: una ricca eredità di
ricordi e la volontà attuale di vivere
insieme. Mi sa che queste parole non
vengono prese in considerazione dai
nostri rappresentanti al governo, forse
perché interessati e impegnati a raggiungere i loro obiettivi e non quelli
comuni. O forse perché vi è molta
ignoranza. La classe politica italiana
Massimo Taparelli, marchese d'Azeglio
Massimo D’Azeglio
Marchese e uomo politico di orientamento liberale moderato, cugino di Cesare Balbo, dopo aver intrapreso la carriera militare - sul modello del padre - si
dedicò alla pittura e alla politica. Sincero patriota italiano, ma cosciente delle
grandi differenze tra i vari regni d'Italia
e deciso a rispettare i sovrani legittimi,
era contrario ad una unificazione a sola
guida piemontese e auspicava la creazione di una confederazione di stati sul
modello dell'Unità tedesca. Fu duramente attaccato per questo dai Mazziniani (e successivamente anche da
Gramsci) e definito da Cavour suo
"empio rivale" (inseguito, quest'ultimo
lo costrinse a dimettersi). Dopo i primi
studi a Firenze, a soli 13 anni venne
ammesso alla facoltà di filosofia dell'Università di Torino, da dove uscì per
entrare in Cavalleria ("Reale Piemonte"). Fu primo ministro del Regno di
Sardegna dal 1849 al 1852, in uno dei
momenti più drammatici della storia di
quel paese (in seguito alla sconfitta subita dall'Austria) al termine della Prima
guerra d'Indipendenza. Sarà senatore del
Piemonte dal 1853. L'11 luglio 1859
ebbe l'incarico di costituire un governo
provvisorio a Bologna, dopo la cacciata
delle truppe pontificie. Il 25 gennaio
1860 venne nominato Governatore della
Provincia di Milano, carica che tenne
fino al 17 marzo 1861 allorquando fu
nominato il prefetto Giulio Pasolini.
Durante la sua vita si dedicò anche alla
pittura ed alla letteratura, sia in veste di
scrittore politico che di romanziere.
Ebbe la capacità di intravedere i limiti
della riunificazione ("Abbiamo fatto
l'Italia ora dobbiamo fare gli italiani"),
della dirigenza sabauda (lasciò la scuola
di cavalleria per contrasti con l'aristocrazia) e che propose una sua soluzione
sia dal punto di vista costituzionale
(stato federale) che da quello economico (liberale).Sposò poi Giulia, figlia di
Alessandro Manzoni. Durante gli ultimi
anni della sua vita si dedicò alla scrittura delle sue memorie, pubblicate postume col titolo I miei ricordi nel 1867.
Massimo D'Azeglio morì a Torino nel
1866.
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1861 - 2011: BUON COMPLEANNO ITALIA!
TUTTA UN’ALTRA STORIA
L'Italia... è unita davvero?
Si avvicina sempre più il giorno in cui
Vibo ha espressamente affermato: “noi
per ciò che succede da sempre, penso sia
si festeggerà l’Unità d’Italia. Dovreb-
calabresi ci sentiamo italiani, i nostri
inutile celebrare l’Unità d’Italia, perchè
be essere un evento importante ed
avi hanno combattuto per l’Unità d’Ita-
ancora esistono persone italiane che
emozionante per tutti noi, ma da quel-
lia e versato il loro sangue perchè ciò
peccano di xenofobia nei confronti dei
lo che sta succedendo così non sem-
avvenisse. Non possiamo permettere
loro stessi fratelli, pensando di esserne
bra. Quale unità d’Italia? la politica di
che qualcuno, che forse non ha rispetto
superiori. Avrei tanto voluto festeggiare
oggi sta rovinando tutto. Immaginate
per la nostra patria e per l’Italia intera,
questo giorno di grande emozione ma,
che l’Italia sia una statua, che il corpo
pensi di offendere una terra di cultura,
visto quanto accade, mi sembrerebbe
siamo tutti noi cittadini italiani e la
storia, dolore ma soprattutto dignità,
solo una gran finzione.
testa sia il governo. Come immagine-
come la Calabria”. Una dignità che non
reste questa statua? Io a mille pezzi.
può essere gettata tra i rifiuti. Proprio
E’ senza dubbio un corpo staccato
dalla testa. Quando studiai Shelly con
la poesia Ozymandias non ho potuto
non fare un parallelismo con la nostra
situazione nazionale ed ecco che lui
mi ispirò. Purtroppo non posso far
finta che sia tutto rose e fiori e festeggiare, perchè mi rendo conto che sarà
solo una messinscena per quel giorno
particolare. Parlo così perchè noi del
Sud siamo spesso discriminati da quei
fanatici politici della Lega, e non solo
da loro. Anche il sindaco di Vibo Valentia ha dichiarato la non partecipazione alla festa poichè, come noi tutti
calabresi, egli aspetta ancora quelle
tante scuse che non sono mai arrivate
dalla gente del Nord, perchè mortificati per l’immagine che si da di noi. Il
Comune di Spresiano, in provincia di
Treviso, usa, ad esempio, per pubblicizzare la raccolta differenziata, l’im-
L’Italia delle Regioni
magine della Calabria posta all’interno di una pattumiera, che viene così
paragonata ad un rifiuto. Il Sindaco di
Divisi nell’Unità
Michela Penna
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ITALIA, NON GETTARE LA SPUGNA!
Quest’anno l’Italia, la nostra Italia,
to e lottato per svegliarla. Ma ancora
tano lo stesso “iter” parlamentare e
compie centocinquanta anni. Ed è stra-
niente è successo: le urla degli uomini
dello Stato, creando disordine e caos.
no pensare che circa un secolo fa que-
uccisi, gli echi che in tutte le piazze
Pensano a lottare solo per sé, non per
sta era solo una neonata in fasce ed
della penisola italica proclamavano
il popolo dal quale dipendono. La loro
ancora inesperta. Sarei stato felice di
“Viva l’Italia unita”, il rumore dei
nomina è solo un paradosso ed ancora
scrivere che quelli della nostra nazione
cannoni e lo stridio delle spade non
più assurda è l’istituzione di un giorno
sono stati anni gloriosi, che hanno
hanno svegliato nessuno. Oggi come
che celebri l’unità italiana. Assegnare
contribuito a migliorarla sempre di
non mai la situazione è degenerata: noi
uno scopo reale alla loro carica è co-
più, fino a farla approdare ad un co-
tutti siamo divisi e nessuno si rispec-
me far vedere la luna nel pozzo. Per-
mune sentimento di unità nazionale.
chia più in quegli ideali cui ancora
ché non pensano a risolvere le que-
Ebbene, non è così: 17 marzo 1861, il
inneggiamo in alcune particolari occa-
stioni istituzionali, anziché ricoprire
re Vittorio Emanuele II di Savoia vie-
sioni. Ed ora anche la festa di anniver-
cariche fittizie ed istituire feste nelle
ne incoronato re d’Italia e da allora il
sario per i 150 anni di unità. Secondo
quali nessuno si rispecchia? Perché
nostro stato ha iniziato ha muovere i
me questa celebrazione non ha alcun
non pensano a migliorare il proprio
suoi primi passi verso quello che molti
senso. Da quando nel 638 i Longobar-
popolo, anziché nascondere la vera
uomini, con grandi sacrifici e spesso a
di di Alboino scesero in Italia, le varie
realtà dei fatti con inutili e futili que-
prezzo della propria vita, avevano de-
regioni della penisola sono rimaste
stioni? Quando mai, se ne lavano le
siderato. Ma quale percorso ha fatto il
divise per secoli ed hanno seguito stra-
mani di noi e di quello che rappresen-
nostro paese fino ad ora? Il nostro è un
de completamente diverse tra loro.
tano.
paese che a stento ha imparato a gatto-
Quasi nessuno si rispecchia più negli
Connazionali, ancora niente è perso.
nare ed ancora vacilla, cammina a pas-
ideali del nostro inno, in quanto l’uni-
Devono capire che tutta la loro realtà
si lenti verso la meta che un paese che
ca cosa che ci rende tutti affini è l’odio
dipende da noi, il popolo di una de-
si rispetti deve raggiungere. Guardan-
ed il disprezzo. È triste pensare che
mocrazia. Allora reagiamo, sovvertia-
do intorno a me mi chiedo: Dov’è que-
molti uomini siano morti per arrivare
mo le cose. Il cammino verso una vera
st’Italia? L’Italia di cui tutti noi abbia-
alla condizione attuale. Forse, se i pa-
e propria democrazia giusta ed equa
mo studiato la storia: per gli avvocati e
trioti avessero immaginato che sarem-
ha ancora molte frecce al proprio ar-
per la Costituzione è “unica ed indivi-
mo arrivati alle presente condizione, di
co. Non dormite sugli allori pensando
sibile”, per gli storici è uno Stato a
sicuro avrebbero rinunciato a lottare
che qualcuno ci verrà a liberare. Italia,
tutti gli effetti dal 1861, e per tutti gli
per l’unità. L’Italia non è mai stata
stiamo arrivando, siamo noi i nostri
altri è solo e semplicemente “Italia”.
così divisa come ora. Ma prima di ve-
salvatori, resisti ancora! Fin quando ci
Ma dove vedete tutti voi l’Italia unita?
dere le pecche del popolo, andiamo a
sarà qualcuno a perseverare, nulla è
Da cosa riuscite a capire che tutti noi
quelle delle cariche pubbliche: le stes-
perso e la liberazione è ancora realiz-
siamo cittadini italiani? Nordisti, sudi-
se fazioni politiche (che in teoria do-
zabile.
sti, civili che indirizzate il vostro pen-
vrebbero rappresentare il popolo italia-
Italia mia, resisti: non gettare la spu-
siero ai partiti, questa non è l’Italia,
no) pensano solo ai propri interessi e
gna!
l’Italia è ancora dormiente nella mente
alimentano solo inutili diatribe. Per
di quegli uomini che hanno combattu-
raggiungere i propri scopi esse rallen-
Biagio Sancetta
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PICCOLI GRANDI EROI LOCALI: COSÌ È NATA L’ITALIA
Il grande Giuseppe Piaggia da Milazzo
Milazzo, crocevia di
Giuseppe Piaggia. Tra questi, Piaggia ha
mano sul suo svolgimento e scrisse
miti, leggende e tra-
ricoperto un ruolo essenziale nel Risorgi-
una sorta di instant book sulla giornata
dizioni sacre e profa-
mento siciliano. Giuseppe Piaggia, nel ’48
del 20 Luglio, descritta quasi in diret-
ne millenarie, dalle
si arruolò nella Giovane Guardia, a Paler-
ta: la prima ricostruzione documentata
radici che affondano
mo, scrisse sui giornali rivoluzionari e ven-
della battaglia. Nel ’63 venne nomina-
nelle tradizioni gre-
ne chiamato a prendere il posto di Bonac-
to dal governo Ispettore (carica onori-
che, nella religione e nelle più profane
corsi nella carica di direttore del “Giornale
fica non retribuita) delle Scuole supe-
credenze popolari, con i suoi abitanti
Officiale di Sicilia”. Dopo che la rivoluzio-
riori della Sicilia occidentale. Pur non
diede un contributo fondamentale al
ne fu soffocata, per sfuggire alla repressio-
combattendo “in prima linea”, Giusep-
Risorgimento siciliano, come forse nes-
ne borbonica, fece ritorno a Milazzo, delu-
pe Piaggia ha scritto comunque una
sun altro centro delle sue dimensioni.
so dai contrasti fra i patrioti. Non si occu-
delle pagine più importanti del risorgi-
All’ombra del maestoso castello invio-
perà più di politica attiva ma solo di studi
mento milazzese e italiano, forte di
lato, quattro furono i protagonisti princi-
storici; tuttavia le sue pagine saranno vi-
quei valori di unità e libertà che, attra-
pali di questo fondamentale momento
branti di sentimenti antiborbonici e liberali.
verso lui,scorrono nel sangue di noi
storico : Domenico Piraino, Stefano
Nel ’60, subito dopo la battaglia di Milaz-
Milazzesi doc.
Zirilli, Francesco Carlo Bonaccorsi e
zo, accorse per raccogliere notizie di prima
Gaia Foti
Un eroe risorgimentale della mia città: Giuseppe La Farina
Tra le tan-
mentale. Egli nacque in questa città
Nazionale Italiana, che ebbe l’obiet-
te vie che
nel 1815 e non morì in patria, bensì
tivo di avvicinare l’opinione nazio-
conosco
a Torino nel 1863, anche se poi le
nale al Piemonte di Cavour. Fu an-
della mia
sue spoglie furono, nel 1872, trasfe-
che eletto deputato al primo Parla-
città, quel-
rite a Messina. Le imprese che lo
mento italiano, ricoprendo successi-
la che più
videro protagonista furono numero-
vamente la carica di Consigliere di
mi ha in-
se. Tra di esse ricordiamo anzitutto
Stato. Fu inoltre Ministro dell’Istru-
curiosito
la battaglia del 1848 tra la Legione
zione, dei Lavori Pubblici, dell’Inter-
la prima volta che l’ho sentita nomi-
Universitaria della Sicilia, che egli
no e della Guerra. Quel che mi affa-
nare, è “Via La Farina”, una delle
condusse, e i Borboni; inoltre fu lui a
scina di più di questo personaggio è
più intasate. Quando sono venuto a
fronteggiare gli austriaci nel Veneto
che riuscì a essere a essere un grande
conoscenza di questa strada, chiesi a
come consigliere del re sabaudo e fu
militare e allo stesso tempo anche un
mia madre chi fosse La Farina. Lei
uno dei fautori della Spedizione dei
grande politico. Anche se questo im-
mi rispose con un sorriso: “Giuseppe
Mille. La Farina non fu solo patriota
portante personaggio del nostro Ri-
La Farina?”. Io ovviamente risposi
e militare ma anche un grande politi-
sorgimento non è molto noto in Ita-
che non sapevo quale fosse il suo
co: infatti dal 1848 al 1849 fu eletto
lia, è una persona che merita tutta la
nome. Mia madre continuò spiegan-
deputato al Parlamento Siciliano.
mia stima.
domi che Giuseppe La Farina fu un
Quando poi emigrò in Francia, verso
grande patriota del periodo risorgi-
la fine del 1856, fondò la Società
Fabio Malacarne
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PICCOLI GRANDI EROI LOCALI: COSÌ È NATA L’ITALIA
Rosa Donato: un'eroina dimenticata
Domenico Romeo...un patriota ormai dimenticato
Ro-
assieme al fratello Giannandrea Grazie a tanti piccoli grandi uomi-
meo (Santo Ste-
Romeo, al nipote Pietro Aristeo ni, oggi, l’Italia dopo ben 150 anni
fano in Aspro-
Romeo e al cugino Stefano Ro- è un’unica nazione. Tanti sono i
meo, alla testa di cinquecento se- protagonisti ad esempio Garibaldi,
Domenico
monte, 1796 –
Reggio Calabria, 1847) è stato un
patriota italiano, martire del Risorgimento. Fratello minore di
Giovanni Andrea Romeo, crebbe
in mezzo alle dolorose agitazioni
che straziavano il suo paese, sviluppando amor patrio e avversione verso ogni forma di tirannide.
Svolse una imponente opera al
fine di risvegliare i liberali, sfiduciati e intimoriti dalle persecuzioni, in tutto il meridione d’Italia. A
seguito del fallimento della spedizione dei fratelli Bandiera, decise
guaci, prese Reggio Calabria, isti- Mazzini… Tutti uomini: ma le
tuendovi un governo provvisorio. donne che ruolo svolgevano? Il
Tuttavia, era mancata l’unità di risorgimento femminile si ricorda
solo per alcuni casi eclatanti come
intenti, e il segreto era stato tradiil caso della Contessa di Castiglioto. A muoversi furono solo i Rone ed altri nobildonne che nei loro
meo: a Messina, addirittura, il
circoli, nei loro salotti cercarono di
comitato d’azione locale si scisse
trasmettere l’idea risorgimentale.
in due tronconi, e le teste più calMa all’ombra delle nobildonne c’ede e i patrioti più facinorosi tentarano donne che parteciparono attirono, di propria iniziativa, un’avamente, prendendo le armi, scenzione già il 1º settembre: la rivoldendo nelle strade, combattendo al
ta era prontamente schiacciata.
fianco degli uomini. Messina, con
Mentre a Catanzaro non scoppia- Rosa Donato, non è un caso parti-
di preparare una rivolta che par-
va neppure. Le forze regie potero- colare, è un CASO DIMENTICAno quindi agevolmente concen- TO.
tisse
Calabria.
trarsi su Reggio. La repressione
Rosa Donato nacque
Organizzò quindi la rivolta del
fu durissima: il 15 settembre, a
a Messina nel 1808,
settembre 1847, di cui è conside-
seguito di un conflitto a fuoco, in
al momento dei fatti
rato dagli storici l’ideatore, il pro-
contrada Cicciarello di Marrappà,
risorgimentali
motore e il capo indiscusso. Ordì
nei pressi di Podàrgoni, Domeni-
1848 era una donna
una trama tra Calabria, Sicilia e
co Romeo fu assassinato e barba- di quarant’anni.
Basilicata; la congiura coinvolse i
ramente decapitato, e la sua testa Allo scoppio dei moti messinesi
fu esposta nel cortile delle carceri scese in strada e, impadronitasi
proprio
dalla
veterani della Carboneria. Il 29
del
va il proclama della rivolta, fa-
di San Francesco a Reggio Cala- fortunosamente insieme al Lanzetta
bria, per due giorni, quale monito di un piccolo cannone sottratto ai
cendo sventolare il tricolore ita-
per i tanti rivoltosi ivi detenuti.
agosto Domenico Romeo lancia-
liano sulla piazza di Santo Stefano in Aspromonte. Il 2 settembre,
soldati borbonici, andava sparando
contro di loro. Essendosi dimostra-
Alessandra Minutolo ta del tutto degna del valore di un
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PICCOLI GRANDI EROI LOCALI: COSÌ È NATA L’ITALIA
uomo, nell’estate del ’48 fu insi- Rivalutiamo e facciamo conoscere ai giovani le gesta di Benedetto Musolino
gnita del grado di caporale con ber-
Benedetto Mu-
nero uccisi, mentre la madre, un
solino nacque a
altro fratello e la cognata moriro-
Pizzo
Calabro
no per il grande dolore; furono
l’8 Febbraio del
inoltre derubate e distrutte tutte le
1809 da una fa-
proprietà di famiglia. Benedetto
miglia di idee liberali e antibor-
fu condannato alla pena di morte
Quando non poté più mantenere la boniche. Da giovane si recò a Nasua posizione, diede fuoco al cas- poli per studiare Giurisprudenza e
ma riuscì a fuggire, partecipando
sone delle munizioni, uccidendo visitò anche Costantinopoli, dove
molti soldati borbonici, mentre lei divenne consigliere del Visir.
Successivamente prese parte al-
stessa veniva scaraventata giù dalle Successivamente rientrò a Napoli
di colonnello brigadiere. Combat-
mura a colpi di baionetta. Fintasi per organizzare una congiura con-
té a Reggio Calabria, Piale di Vil-
morta, fuggì a Palermo, dove le tro i borboni. Nel 1832 fondò, nel
la S.Giovanni, Soveria Mannelli,
vennero affidati due pezzi di arti- Regno delle due Sicilie, la Setta
Capua e per il suo eroismo fu elo-
glieria. Arresasi anche Palermo, dei “Figlioli della Giovine Italia”,
giato e stimato dai suoi conterra-
Rosa rientrò a Messina, dove fu della quale egli scrisse il Catechi-
nei. anche deputato e poi senatore
imprigionata per quindici mesi. smo. Essa si ispirava a quella di
Negli anni ’50, una volta uscita dal Giuseppe Mazzini, ma pur richia-
del neonato Regno d’Italia. Mu-
carcere, Rosa visse di elemosina, mandosi agli stessi principi, era
che chiedeva solo agli studenti uni- differente nell’organizzazione e
suoi importanti scritti: “La rivolu-
retto e fazzoletto tricolore a girocollo, e fu posta al comando della
batteria dei “Pizzillari”, situata vicino al torrente Portalegni, con il
compito di difendere sino alla morte le mura a nord-ovest della città.
versitari, nei quali vedeva la spe-
nel 1849 alla rivoluzione romana.
l’impresa garibaldina con il grado
solino viene ricordato anche per i
zione del 1848 nelle Calabrie”,
nella condotta. Nel 1839 venne
che fu pubblicata postuma nel
arrestato e liberato dopo alcuni
1903,”La Gerusalemme e il Po-
anni. Fu successivamente riman-
polo Ebreo”, “Al popolo delle
dato a Pizzo e sottoposto ad una
Due Sicilie”, “Il prestito dei 700
stretta sorveglianza. Nonostante i
milioni e la riforma delle impo-
severi controlli Musolino riuscì a
ste”, “Il trattato di Berlino”,
partecipare alla rivoluzione del
“Memorandum sur la guerre ac-
1848. Dopo che i moti furono se-
tuelle Turco-Moscovite”, “La Ri-
dati, la reazione borbonica fu
forma Parlamentare”. Morì il 15
to a rendere glorioso il Risorgi- spietata nei confronti della famiglia di Benedetto Musolino: il
mento messinese.
Novembre del 1885 nel suo paese
Federica Spadaro padre e il fratello maggiore ven-
Martina Minutolo
ranza del futuro.
Morì in umili condizioni nel 1867.
Per ricordarne le gesta lo scultore
Vincenzo Gugliandolo scolpì in
marmo un suo busto, oggi collocato nell’atrio del Banco di Sicilia di
Messina. Finalmente oggi si riscopre la sua figura, assieme a quella
di altre donne che hanno contribui-
natale.
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PICCOLI GRANDI EROI LOCALI: COSÌ È NATA L’ITALIA
Michele Morelli: un patriota vibonese
Michele Morelli fu un patriota
lonnello De Concilij. Questo ge-
ma il 7 marzo 1821 i costituzio-
italiano nativo della città di Vibo
sto di sottomissione provocò il
nalisti di Napoli vennero scon-
Valentia. Partecipò anche alla
disappunto di Minichini che tornò
fitti ad Antrodoco dalle truppe
campagna militare in Russia do-
a Nola per incitare una rivolta
austriache. Il 24 marzo gli Au-
ve guadagnò la promozione di
popolare. Il 5 luglio Morelli entrò
striaci entrarono a Napoli senza
sottotenente, sotto Gioacchino
a Salerno, mentre la rivolta si e-
incontrare resistenza e chiusero
Murat.
il nuovo Parlamento. Dopo un
Con il ritorno dei Borboni al tro-
paio di mesi, re Ferdinando re-
no, fu inviato nel 1817, col grado
vocò la Costituzione e affidò al
di sottotenente, nel reggimento
ministro di polizia il compito di
cavalleria Real Borbone stanziato
catturare tutti coloro che erano
a Nola. La notizia della conquista
sospettati di cospirazione. Mo-
in Spagna del regime costituzio-
relli e Silvati furono costretti
nale si diffuse tra i carbonari. A
alla fuga e il 10 aprile si imbar-
Napoli la cospirazione prese su-
carono verso l’Albania ma una
bito vigore e coinvolse anche de-
Michele Morelli
gli ufficiali superiori, come il ge-
tempesta dirottò la loro imbarcazione sino a Ragusa. Di lì rag-
nerale Guglielmo Pepe. Morelli
spandeva a Napoli. Il giorno se-
giunsero la Bosnia. Poi i due si
decise di partecipare alla cospira-
guente, il re Ferdinando si vide
divisero e Morelli tornò in Ita-
zione. A lui si affiancarono Giu-
costretto a concedere la Costitu-
lia. Mentre si trovava tra le
seppe Silvati e Luigi Minichini.
zione. Per festeggiare la vittoria,
montagne d’Abruzzo venne as-
La notte tra l’1 e il 2 luglio 1820
molti cospiratori giunsero a Na-
salito da dei banditi che lo deru-
Morelli e Silvati diedero il via
poli. C’era anche Morelli alla te-
barono. Arrivato al primo paese,
alla cospirazione. Il 2 luglio, a
sta del suo squadrone che nel frat-
in cerca di aiuto, incontrò i gen-
Monteforte Irpino, Morelli fu ac-
tempo
ribattezzato
darmi ai quali si arrese e così fu
colto trionfalmente e poi insieme
“Squadrone Sacro”. Successiva-
rinchiuso nel Forte dell’Ovo.
a Silvati e Minichini fece il suo
mente le potenze della Santa Al-
Durante la prigionia incontrò
ingresso ad Avellino. Accolti dal-
leanza decisero l’intervento arma-
Silvati, catturato giorni prima.
le autorità cittadine, i tre procla-
to contro i rivoluzionari che nel
Morì a Napoli il 19 settembre
marono la Costituzione sul mo-
Regno delle Due Sicilie avevano
1822. Oggi a Michele Morelli è
dello spagnolo. Dopo Morelli
proclamato la Costituzione. Mo-
dedicato il Liceo Classico di
passò i poteri nelle mani del co-
relli e Pepe tentarono di resistere,
Vibo Valentia.
era
stato
Pagina 21
INTERPRETIAMO IL PRESENTE
NOTIZIE DALL’ESTERO
Guerra in Libia. In che modo deve intervenire l'Italia?
La necessità di UNHCR), esagerate. E’ tra l’altro da
mediterraneo che integri i popoli me-
in dirsi che ai confini della Libia, con
diterranei in un progetto di sviluppo,
intervenire
quel
che
sta l’Egitto e con la Tunisia, i popoli di
di pace e benessere.
accadendo in Libia (una carneficina queste due nazioni non hanno mo-
Sergio Sorrenti
che rischia di protrarsi nei prossimi strato atteggiamento ostile nei congiorni, e magari mesi) è la necessità fronti dei popoli libici (anzi un au-
La Mia Africa
di dare risposte su due fronti: l’acco- tentico spirito di accoglienza): su
Mi chiamo Mustafa, ho vent’anni e sono
glienza dei profughi e, appunto, un questi confini la comunità interna-
nato e vivo a Bengasi. Si, sono anch’io
possibile intervento militare.
zionale dovrebbe concentrate sforzi
E’ comunque chiaro che ogni inter- umanitari e risorse di ogni tipo. Si
uno shabab, un
combattente. La vedi
questa ferita che ho sul petto? Sono stato
tra i primi a scendere in piazza, il 17 feb-
vento possibile, umanitario, militare,
braio scorso, a gridare il mio “no” e a
di interposizione, dev’essere europe-
combattere con queste mie mani e con la
o, o della Nato autorizzata dall’O-
rabbia che mi sale dentro contro i merce-
NU. In ogni caso l’Italia, da sola, ha
nari assoldati da Gheddafi. Era ormai
dei problemi ad intervenire. Per ra-
giunto il momento di passare all’azione:
gioni storiche l’Italia è bene che non
basta stare seduti a guardare le immagini
intervenga militarmente. La perma-
di Al Jazeera, basta leggere i messaggi di
nenza e il dominio coloniale in Libia
incitamento alla lotta su facebook! Non
degli italiani (iniziato nel 1911) fa
Il simbolo della
Organizzazione delle Nazioni Unite
del nostro paese il meno adatto a
interventi di tipo militare: verrebbe tratta di aiutare il popolo libico (cui
visto dalla popolazione locale libica siamo debitori, come italiani colo(e non solo) come “un ritorno” peri- nialisti) a superare questo momento
restava che scendere in campo e lottare
tutti insieme per liberarci di quel tiranno
maledetto che ci ha privati della libertà e
di qualunque elementare diritto civile;
che ha fatto arrestare, torturare ed uccidere chi non era d’accordo con lui; che ci ha
coloso di colonialisti (gli italiani). di violenza e sofferenza e di appog-
ridotti in totale schiavitù. Mio fratello
E’, allo stesso tempo, dovere storico giare i tentativi che la Comunità in-
Ahmed, mio zio Ali, tanti amici, tanti
proprio nostro dare una mano vera e ternazionale farà di “fermare” Ghed-
miei compagni di scuola sono stati truci-
convinta al popolo libico in questo dafi e la sua volontà di far sprofon-
dati dai suoi cecchini. Lui che per oltre
momento di grande difficoltà: le mi- dare negli abissi il suo popolo, pur
40 anni si è arricchito alle nostre spalle
nacce e le paure che si arrivi a un’ di non cedere il potere. Ma ancor di
con i contratti miliardari stipulati con i
“invasione di profughi in Italia” ci più, oltre ad aiutare concretamente i
appaiono, leggendo anche il parere profughi, l’Italia deve farsi portatridi esperti ed istituzioni internazionali ce di quella politica europea sempre
(come l’Alto Commissariato delle enunciata e mai iniziata, cioè di creNazioni
Unite
per
i
Rifugiati- azione
di
uno
spazio
euro-
paesi europei, lui che ha cercato di tenerci buoni con la politica dei sussidi, mi
auguro che muoia o che vada in esilio e
che finalmente la Libia diventi un paese
libero in cui è bello vivere.
Alberto Giuffrida
Pagina 22
NOTIZIE DALL’ESTERO
La caccia è finita!
Luca Sanna: un alpino morto.
Cosa è realmente successo nei 38 mi- Molti sono i soldati italiani che
stro La Russa
nuti trascorsi nel fortino di Abbottā- decidono di andare in missione di
fece sapere a
bad? Nessuno sembra saperlo e chi lo pace nel mondo. Tra questi ricorsa preferisce che l’accaduto rimanga
tutti noi italiani
diamo gli alpini Italiani in Afgha- che per Luca Sanna il colpo era
riservato. In particolar modo gli USA
si rifiutano di pubblicare le foto della
morte di Osama Bin Laden; vogliono
nistan. Tra di loro Luca Sanna, il stato fatale, mentre il suo collega
cui ricordo è ancora vivo. Il 18 Luca Barisanzi, pur essendo stato
forse nascondere qualcosa che non gennaio Sanna è stato ucciso
per molti giorni in gravi condizio-
sarebbe dovuta accadere? La figlia di mentre si trovava in missione,
ni, era riuscito a riprendersi. Luca
Osama sostiene che il padre sia stato precisamente nella zona di Malah
Sanna è stato riportato in Italia,
torturato e ucciso di fronte ai familiari, Bunghab. Sanna lavorava nell’ema nessuno riesce a determinare cosa
dove si sono celebrati i funerali di
sercito dal 2003, e, anche se non Stato, durante i quali tutti noi ab-
sia realmente accaduto. La grande caccia è iniziata l’11 settembre 2001 sui
aveva affrontato molte esperienze biamo ricordato l’alpino che ha
sacrificato la sua vita. Luca Sanna
televisori di tutto il mondo e si è conclusa l’1 maggio 2011. Il criminale più
si era sposato da poco tempo e su-
ricercato della storia, che ha causato la
bito dopo il matrimonio era partito
bellezza di 2974 morti (più i 19 terro-
per l’Afghanistan: lo dedizione
risti) e 24 dispersi in un attacco terro-
alla causa della pace lo aveva
ristico che nessuno riuscirà a dimenti-
spinto ad abbandonare la sua fami-
care, è stato giustiziato! Eppure ci so-
glia. Tutti noi, secondo me, do-
no ancora alcuni pezzi del puzzle che
non vanno ancora al proprio posto:
lavorative, era comunque consi- vremmo considerare Luca Sanna e
come hanno fatto gli elicotteri delle derato un soldato “esperto”. Il
tutti gli altri soldati che si sacrifi-
forze speciali USA ad entrare non visti caporal maggiore dell’ottavo reg-
cano in guerra veri e propri model-
in territorio pakistano? Scienza, peri- gimento degli alpini italiani fu
li, tramite i quali comprendere il
zia militare, fortuna, sono queste le aggredito mentre si allontanava
motivazioni che ci sono state fornite,
vero senso dell’altruismo e del
con un suo compagno dalla base coraggio.
ma la realtà rimane ancora un mistero.
Al solito i media sembrano sapere tutto senza sapere realmente niente, ma
militare italiana. Un soldato afghano si accostò pacificamente ai
presto riusciranno a convincerci del due militari, fingendo di avere un
contrario, pubblicando qualche dato problema all’arma. Quando ne
raccolto qua e là dagli inviati speciali. ebbe la possibilità sparò ai due
Ma la verità continuerà a rimanere alpini. Poco tempo dopo il mininascosta!
Helga Turiaco
Ramona Urso
Pagina 23
Terrorismo. Fenomeno difficile da estirpare
Con tragica regolarità il nostro gliacchi,
non
Le donne e l'ISLAM
E’ di poco tempo fa la notizia della
pianeta è sconvolto da atti terrori- combattenti,
condanna a morte in Iran di Saki-
stici che minano la stabilità di perchè in effetti
neh, una donna accusata di adulte-
fragilissimi equilibri politici, mi- i terroristi non
rio. Si tratta di un caso emblemati-
nacciando la sopravvivenza della sono
co, che non è il primo nel mondo
terra stessa. A voler scrivere una nemmeno
degni
dell’appellativo
di islamico più integralista. Secondo
storia del terrorismo nel nostro combattenti. La loro è una guerra il corano, infatti, la donna deve essecolo, troveremmo materiali suf- non dichiarata, che uccide perso- sere sottoposta all’autorità prima
ficienti per una inquietante enci- ne indifese. Il terrorismo è una del padre e poi del marito, in tutto
clopedia, il cui ultimo volume è grave minaccia per il mondo in- e per tutto. In virtù di questo le
sempre in preparazione, se di ulti- tero, perchè crea un senso di insi- donne sono private dei fondamenmo volume si può sperare di ave- curezza, apprensione, paura, an- tali diritti umani e civili, non godogoscia che non sempre tutti san- no di alcuna libertà, non possono
no superare. Ed è proprio questo decidere del loro destino e sono
il risultato perseguito dai terrori- costrette ad un abbigliamento spesti: seminare il panico, così da cifico, che comprende anche l’uticondizionare negativamente tutte lizzo di veli atti a nascondere il
le attività umane. Il mondo civile volto, ed a convivere con altre modeve saper combattere unito, di- gli. Nel mondo occidentale tutto
menticando rivalità di qualsiasi ciò viene certamente condannato in
Osama Bin Laden
genere in nome della civiltà. E’ maniera assoluta, poichè nessun
re un giorno l’occasione di parla- indispensabile che le nazioni si essere umano, uomo o donna, può
re. Sembra quasi che l’ umanità, o coordinino in un’unica lotta con- o deve essere considerato inferiore
meglio, certa umanità (ma poi è tro il terrorismo, perchè è impos- ad un altro. In molti paesi islamici,
giusto definirla così?) creda che sibile chiudere gli occhi di fronte del resto, le condizioni femminile proprie ragioni debbano essere alla morte straziante di bimbi li stanno
cambiando:
le
don-
ribadite o fatte valere solo con innocenti, fingendo che il fatto in ne, talora, ricoprono ruoli pubblici
l’uso più vile della forza, della sè non tocchi la coscienza. La e professionali proibiti in passato.
paura, della violenza contro gli vita umana non deve essere col- Ci sono comunque settori rimasti
innocenti. Motivi religiosi -o pita, ma deve essere rispettata e inaccessibili, come l’esercito o la
piuttosto fanatismo- politici, raz- amata nel migliore dei modi.
giustizia, e rimangono le oltraggio-
ziali, economici non valgono ad
Antonio Furci se restrizioni che le donne sono
armare mani omicide di veri vi-
costrette a subire.
Ramona Urso
Pagina 24
La storia di "Copia" e "Incolla"
IL GIOCO DELLE PARTI
Questa storia ha inizio in una città chia-
Con gli occhi di un adolescente africano
mata “Furbetta”: i protagonisti sono due
Ho visto tutti partire
buffi personaggi di nome “COPIA” uno,
Sta succedendo qualcosa, qual-
via, è sorto anche in me il desi-
“INCOLLA” l’altro. “Copia” e “Incolla”,
cosa che non è mai accaduto
derio di scappare lontano, di
amano burlarsi di tutti e a tutti prometto-
da quando sono nato. Sembra
farmi una nuova vita, ma questo
qualcosa di terribile, di spaven-
desiderio è stato subito indeboli-
toso, un’ondata di colpi di pi-
to da una miriade di pensieri e
stole, fucili, bombe e qualun-
preoccupazioni. Avevo paura di
que altra cosa possa uccidere.
ciò che mi sarebbe potuto acca-
minimo sforzo!!!”. Un giorno passa di lì
Vedo tanta gente scappare, vo-
dere, avevo paura del Paese in
un malcapitato signore tedesco di nome
gliono mettersi in salvo, da
cui sarei andato, ma avevo an-
Karl-Theodor che, ben felice di poter
cosa? Da una tremenda guerra
che paura a restare nel mio di
centrare l’obiettivo senza stancarsi troppo
c h e
Paese. Così
e senza passare le notti insonni bevendo
p o -
presi la de-
caffè per stare sveglio a studiare, chiede
trebbe
cisione, for-
ai due “geni del male” di impacchettargli
porta-
se fino ad
re
la
ora, più im-
morte
portante di
di tutti
tutta la mia
quanti
vita.
cia della Cancelliera Angela Merkel! Ne
loro.
colsi i soldi
ha fatta di strada il ragazzotto da quando
Ho visto tutti i miei amici par-
necessari alla traversata del ma-
ha incontrato “Copia” e “Incolla”, e ne ha
tire, salire su delle barche mar-
re, soldi che mi avrebbero porta-
fatta tanta… Ministro della Difesa. Ma
ce e logore, insieme a centinaia
to in Europa, che mi avrebbero
non è proprio vero che tutte le ciambelle
di persone. Altri volevano fug-
portato ad una nuova vita. Oggi
riescono col buco! Ai Tedeschi non la si
gire in Germania, in Francia,
è il giorno prima della partenza
fa! Il poveretto, scoperto, è stato lasciato
chi addirittura in America. Tut-
e sento dentro di me quelle sot-
ti posti diversi ma con uno sco-
tili paure che piano piano diven-
po comune, quello di avere una
tano sempre più grosse, ma che
vita migliore, di avere un lavo-
allo
ro, una famiglia e qualsiasi co-
smorzate dal desiderio irrefrena-
se torneranno… di polli da spennare il
sa di bello la vita possa offrire.
bile di cambiamento.
mondo è pieno!!!
Vedendo tutti quanti andare
no grandi cose! Girano su una vecchia
macchina tutta “scassata”, e sul tetto un
grosso megafono continua a ripetere:
”Copia e Incolla a prezzi stracciati!! Con
noi raggiungi il massimo risultato con il
una bella “tesi” per il Dottorato di Ricerca!!! Ed ecco fatto! Tesi pronta… Dottorato di Ricerca in tasca e… al diavolo
l’onestà!!! Pensate, questo Karl è talmente bravo che è divenuto un uomo di fidu-
in mutande e costretto a dimettersi!!! E
“Copia” e Incolla”? Sono chiusi dentro
un libro con “Tira” e “Molla”, “Pappa” e
“Ciccia”, “Bulli” e “Pupe”, “Peppone” e
“Don Camillo”. Ma torneranno, e come
Nicolò Albanese
stesso
tempo
Rac-
vengono
Pierfrancesco Pata
Pagina 25
Uno sguardo alla realtà che ci circonda
La voce dei nostri inviati speciali dall’Italia
L'ingresso di cultura spaventa l'Italia
Il flusso migratorio, in particolar modo dai paesi
possono, dal punto di vista
extracomunitari, ma ultimamente anche da nazioni
didattico, creare dei rallen-
europee, è una realtà presente da diversi decenni
tamenti nello svolgimento
nel nostro Paese, ma si è fatto più consistente a
delle lezioni, anche se le
partire dagli anni ‘80 del secolo scorso, fino a di-
proposte di legge sono orientate a garantire comun-
ventare una vera e propria “emergenza”. Si parla di
que a tutti il giusto livello di istruzione. La differen-
emergenza prima di tutto per i problemi legati all’-
za linguistica è il fattore più evidente, che crea mag-
accoglienza, cioè per garantire igiene e cure ai sog-
giori difficoltà di inserimento e che spesso porta al-
getti in ingresso malati, eventualmente anche por-
l’emarginazione di alcuni stranieri. E’ chiaro che,
tatori di malattie trasmissibili,
risolvendo
questo
problema,
motivo per il quale nel corso
molto probabilmente se ne po-
del tempo sono stati creati veri
trebbero risolvere anche altri. E’
e propri centri di accoglienza
proprio nel tentativo di trovare
per gli stranieri. Il fenomeno
una soluzione che è stata fatta la
migratorio ha portato nel tem-
proposta di creare delle classi
po alla necessità di un inseri-
solo per gli immigrati. A mio
mento lavorativo degli adulti
parere questa iniziativa può solo
immigrati e di un inserimento scolastico di bambi-
rendere più difficile e complicata l’integrazione di
ni e adolescenti, dalla scuola materna fino a quella
immigrati, perchè sarebbe come creare classi di
superiore. Infatti, nella scuola italiana il numero
“diversi”, con il rischio di aumentare i fenomeni di
degli alunni stranieri è aumentato notevolmente.
intolleranza, violenza e razzismo. Sarebbe invece
Ciò ha comportato la necessità di cambiare l’orga-
necessario portare avanti un “progetto” di inseri-
nizzazione scolastica, perchè inevitabilmente la
mento, aumentando le ore di insegnamento della
presenza di bambini stranieri comporta l’esigenza
nostra lingua, effettuando magari lezioni pomeridia-
di risolvere alcuni problemi,
ne per coloro che sono stranieri e utilizzando le dif-
tra cui la diversa lingua, i di-
ferenze culturali tra le varie razze come motivo di
versi livelli culturali e religio-
arricchimento e non di ostacolo. Al momento attuale
si, le diverse priorità, i diversi
la multiculturalità è un sogno, poichè c’è diffidenza,
modelli comportamentali ed
ignoranza, superficialità e rifiuto di tutto ciò che è
educativi.
“diverso”.
Questi
problemi
Simona Violi
Pagina 26
Perchè dobbiamo diventare delle Barbie a tutti i costi?
Il mondo della moda e dello spettacolo ferro, che avrà su di loro conseguenze
nessuno è perfetto ma i computer possono
presenta icone di perfezione e bellezza ai gravi. Io ho assistito in prima persona a
far raggiungere la perfezione. PhotoShop
giovani, che molte volte sono false e irre- questo dramma, perchè una mia amica si
è un programma che può ritoccare le foto,
alizzabili. Un mondo in cui se non si è era innamorata perdutamente di un ragaz-
migliorarle nei minimi particolari. Since-
belli, magri e muscolosi non si farà mai zo. Lei è una bella ragazza, solo che era
ramente io non mi sono mai posta questo
strada, illudendo i giovani che la bellezza un po’ robusta, ma questo ragazzo l’ha
tipo di problemi: se non mi sono mai im-
esteriore sia l’unica cosa da realizzare rifiutata solo per questo, perchè per lui
posta di perdere peso è perchè non volevo
nella nostra vita. Ogni giorno possiamo l’aspetto esteriore è tutto. La mia amica,
avere problemi di salute e poi perchè non
osservare su riviste come Vogue e Vanity delusa ha iniziato a non mangiare, nono-
ho mai voluto imitare le modelle. E come
Fair modelle, o meglio giovani ragazze, stante i richiami e le minacce della ma-
dicevano i latini bisogna avere “Mens
che mettono in mostra il loro corpo e il dre. Lei mangiava, ma poi si precipitava
sana in corpore sano”. E sinceramente
loro viso perfetto, indossando tacchi e in bagno a vomitare. Io sono molto con-
preferirei non vivere proprio se vivere
vestiti striminziti. Ma questo è pur sem- tenta che questa mia amica abbia messo
vuol dire questo, perchè è immorale. Io
pre il loro lavoro. Le ragazze le guardano la testa a posto, soprattutto grazie agli
penso che conti più il cervello che la bel-
come se fossero la cosa più bella che ci amici e avendo capito che l’aspetto este-
lezza. Ma non tutti lo comprendono, e
sia a questo mondo e si impongono che riore non è tutto. Ma sono ancora tante le
credo che la televisione o le riviste do-
anche loro dovranno raggiungere la loro giovani che muoiono di anoressia, questa
vrebbero sensibilizzare queste ragazze,
perfezione e bellezza. Questo accade nel- malattia dell’anima che provoca una
facendo apparire persone con più cervello
le ragazzine dagli undici anni in su, per- mancanza persistente o la perdita comple-
e meno perfette, per far capire che se si è
chè non sono contente del loro corpo e ta dell’appetito con conseguente rifiuto
bravi e intelligenti si può raggiungere
del loro essere. Iniziano a guardarsi allo del cibo fino alla morte. Oppure ogni
ogni nostro obiettivo e che non basta esse-
specchio continuamente, fissando con giorno seguono una nuova dieta come le
re “oche”. Ad esempio stilisti e negozi
disprezzo quel poco di pancia che si ritro- modelle. Io non riesco a capire com fac-
hanno di recente organizzato sfilate dove
vano o che non hanno proprio, osservano ciano a vivere un intero giorno mangian-
le modelle indossavano abiti dalla taglia
le loro gambe, che si potrebbero parago- do un solo frutto o un solo pezzetto di
42 in su. Perchè tutti questi sacrifici per
nare a dei manici di scopa, il loro seno formaggio; se cercano di imitare in tutto e
dimagrire ci rendono infelici. Tra le mie
troppo piccolo e i loro glutei. Sembra che per tutto le modelle devono sapere che
aspirazioni per il futuro c’è quella di di-
tutti i difetti alloggino nel loro corpo. loro farebbero di tutto per mangiare di-
ventare un chirurgo, e se mai lo diventerò
Aprono il beauty-case della mamma e versamente. Ultimamente la Spagna ha
credo che il chirurgo plastico mi farà gua-
iniziano a rovinare il loro viso con pro- emanato una legge che vieta alle industrie
dagnare molto, dato che tutte queste inge-
dotti estetici. Infine chiederanno ai loro di moda di far sfilare le modelle con abiti
nue ragazze verranno da me per modifica-
genitori le prime scarpe con il tacco, il taglia 38, proprio per non dare un cattivo
re il loro corpo. Credo comunque che se
primo lucidalabbra, il primo ombretto e esempio alle adolescenti. Molte giovani
siamo circondati da una famiglia e da
così via. Il giorno mangiano sempre di per il loro compleanno, principalmente
amici che ci vogliono bene è praticamente
meno, o non mangiano proprio, per non per il loro diciottesimo compleanno, o
inutile cambiare noi stessi, perchè loro ci
ingrassare.
diventano anche prima, preferiscono un intervento
accettano anche con i nostri difetti e so-
scheletriche, dei fantasmi pallidi. Loro di chirurgia estetica al posto di una bella
prattutto perchè la vera bellezza, quella
stesse diventano il loro dietologo. Il non festa o di un viaggio dell’estero. Non c’è
che rende davvero fantastica una persona,
mangiare provoca gravissime malattie, più nulla di concreto nei giovani ed essi
non è la bellezza esteriore ma quella inte-
come l’anoressia o la perdita di calcio e sono anche ingenui: non capiscono che
riore.
Dimagriscono,
Annamaria Pata
Pagina 27
La mia Italia di domani
La violenza e la giusta pena
Ogni gior- stri. Io sono contro la pena di In questi giorni sono tante le manifestazioni che si sono verificate in tutta
no la radio, morte, da più parti invocata come Italia. Nella mia città, in particolare,
gli studenti dei licei si sono riuniti
la televisio- naturale rimedio alla criminalità, presso le strade in cortei o nelle loro
ne e i quoti- perchè definisco assassino anche scuole dove hanno occupato i locali
per molti giorni. Tutto ciò è dovuto ai
diani riportano notizie di rapine, chi uccide per punire. Credo che tagli previsti dalla riforma Gelmini,
furti, sequestri e azioni violente, non si debba punire per vendetta,
che non fanno altro che provocare ma che la punizione debba avere
profonde angosce in molte perso- uno scopo rieducativo. Solo Dio
ne. E’ facile condannare, quando può decidere della vita di una perleggiamo del giovane che ha ru- sona, solo Lui può fare Giustizia;
bato o che ha commesso un reato un giorno sarà Lui a scegliere la
piuttosto grave, e non ci preoccu- giusta punizione per chi ha sbapiamo di comprendere, di andare gliato. A noi compete solo invitaal di là del fatto di cronaca. Certo, re chi ha sbagliato a pentirsi.
la criminalità è sem-
Dobbiamo giungere
pre esistita, ma oggi
alla
il fenomeno è più
che, se esistono le
esteso - o più cono-
violenze, forse è
sciuto - che in pas-
colpa un pò di tutti,
sato. Viviamo nella
poichè tutti abbia-
società dei consumi,
mo contribuito a
conclusione
della corsa sfrenata, del successo, creare una società in cui vengono
del consumismo senza scrupoli, e messi da parte valori quali l’amochi non riesce ad assecondare tali re, la fratellanza, la solidarietà, a
meccanismi ha la sensazione di vantaggio di disvalori quali l’eessere fallito. In questi ultimi goismo e il desiderio del succestempi notizie di efferati delitti so. Per evitare la degeneraziocausati da “orchi cattivi”, come ne dovremmo fermarci un attimo
l’uccisione della piccola Sara o a riflettere e cercare di costruire
della piccola Yara, hanno portato un mondo più solidale e meno
migliaia di persone a pensare e a violento.
riflettere su quale debba essere la
giusta pena da dare a questi mo-
soprattutto verso le università per i
ricercatori, la scuola primaria
(maestro unico) e gli istituti tecnici,
dove sono state apportate delle riduzioni delle ore di studio: ciò si traduce di fatto in una riduzione dei fondi
per la cultura, il tutto a sfavore degli
studenti. Anche i licei hanno subito
molti tagli, specialmente per i laboratori pomeridiani (musicali, teatrali,
linguistici, ecc.), e ciò ha causato la
ribellione da parte degli alunni. Inoltre, è previsto un aumento delle scuole a pagamento: ciò ai danni di ragazzi che provengono da famiglie più
modeste e che sono impossibilitati a
pagare l’istruzione al figlio. Sarebbe
più opportuno diminuire gli stipendi
di molti politici e le spese che girano
intorno a loro per investirli nell’istruzione dei giovani, che rappresentano
il futuro del Paese, e quindi dell’Italia. Io ho molta fiducia nel futuro e
spero che il governo dia molta più
importanza alla scuola e mandi i fondi necessari per migliorarla, non solo
per quanto riguarda le ore mattutine
ma anche per i laboratori pomeridiani. Io, per fortuna, frequento una
scuola privata che mi sta dando l’opportunità di conseguire una preparazione completa e approfondita, perchè io e i miei compagni studiamo
specifiche materie che ci serviranno
in futuro per accedere facilmente a
molte facoltà universitarie, ma soprattutto in quella che intendo scegliere,
quella di medicina. Concludo esprimendo il desiderio che tutti i miei
coetanei abbiano le mie stesse possibilità.
Benedetta Galletta
Antonio Furci
Pagina 28
Alcol:dipendenza fisica e psicologica
L’alcolismo è un fenomeno che
averne dei benefici o per cercare
atteggiamento ambivalente che
sempre più prende piede tra i gio-
momentaneamente di dimenticare
ne incoraggia il consumo. La
vani e ha ormai raggiunto dimen-
problemi personali, ne fanno un
pubblicità associa il forte consu-
sioni preoccupanti, in quanto uno
uso scorretto. Questa è una situa-
mo di alcol al successo materiale,
su quattro si sbronza. Inoltre l’età
zione negativa per quanto riguar-
mondano e sessuale e alla elevata
del primo approccio con l’alcol si
da il benessere del nostro organi-
performance.La medicina propo-
abbassa ogni anno maggiormente.
smo, che risente in primo luogo
ne per gli alcolisti, oltre ad inter-
Ad influenzare la mentalità dei
di una serie di danni a carico di
venti di carattere psicologico e
giovani vi è anche una società
psicoterapeutico, che coinvol-
che, su questo piano, è in cam-
gano non solo la famiglia, ma
biamento e che somiglia sempre
anche l’ambiente di lavoro,
più agli stati nordici dove si be-
l’impiego di farmaci che aiu-
ve principalmente nel weekend,
tino a liberarsi dalla dipen-
a differenza di quello che acca-
denza. In particolare, si sono
deva precedentemente in Italia,
conseguiti eccellenti risultati
dove venivano consumate be-
da parte di comunità terapeu-
vande alcoliche come birra e
tiche e in special modo i
vino durante i pasti, secondo la
gruppi come gli Alcolisti A-
tradizione
nonimi, resi ormai celebri
mediterranea.
Ciò
accade anche oggi ma in minor
svariati apparati: dal sistema ner-
dalla stampa e perfino dal cine-
quantità. A questo si aggiungono
voso centrale e periferico al meta-
ma. Insomma, gli effetti sul no-
le sollecitazioni pubblicitarie che,
bolismo generale, dal sistema im-
stro organismo dell’alcol, che a
anziché sensibilizzare le persone
munitario a quello respiratorio,
differenza di altre sostanze entra
a fare un uso responsabile degli
dall’apparato
al
immediatamente ad operare nelle
alcolici, le invogliano ad acqui-
sistema endocrino. Molte volte
cellule senza passaggi intestinali,
stare i prodotti. I giovani sono i
poi capita di bere e subito dopo
sono certamente più devastanti di
primi a risentire gli effetti della
sedersi al volante. Si dice che gli
quello che noi immaginiamo.
società e della pubblicità, si riuni-
incidenti più comuni del sabato
Quindi pensiamoci più volte, pri-
scono in happy hours, brunch,
sera sono dovuti all’esagerato uso
ma di “alzare il gomito”.
pub e discoteche, tutti luoghi di
di alcol soprattutto tra i giovani.
ritrovo finalizzati al consumo di
Nonostante l’alcol sia una sostan-
alcol dove, probabilmente per
za pericolosa, la nostra società
mostrarsi più grandi, pensando di
mantiene nei suoi confronti un
gastroenterico
Michela Penna
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Una ricorrenza tutta nostra!
Bagnara Calabra, il paese in cui
vivo, è una ridente cittadina della
costa viola; è un luogo pieno di
vita e festaiolo, con tante tradizioni religiose e pagane. Uno degli
naca bianca con mantello nero,
dall’Apostolo Pietro più anziano
percorre la discesa del Rosario e
di lui, la resurrezione di Gesù.
raggiunge la Chiesa Madre. Dopo
L’Apostolo Giovanni subito cor-
un breve sosta riprende il cammi-
re da Maria per comunicarle la
no per raggiungere piazza Morel-
Risurrezione del Figlio. Dopo
lo, luogo dell’incontro. Successi-
qualche istante ai piedi della Ver-
vamente, dalla Chiesa del Rosario
gine arriverà anche l’Angelo che
esce la statua della Vergine Maria
le dirà la stessa cosa e in quel
con un velo nero per il lutto, ac-
momento alla Madonna verrà
compagnata
donne
tolto il velo nero, simbolo di lut-
(quattro ragazze) e da due giovani
to. Adesso l’emozione della folla
che impersonano San Pietro e San
è tanta così che esplodono ap-
dalle
pie
eventi più belli e sentiti è la fa-
plausi e grande commozione. Le
mosa e tradizionale “Affruntata”,
due statue vengono fatte correre
che dà inizio alle festività religio-
ed incontrare al centro della piaz-
se che si svolgono durante l’anno.
za; si ricongiungono Maria con
Nonostante la tematica, la festa
suo Figlio, e Cristo con l’umani-
ha carattere popolare. E’ una rap-
tà. Un coro intona l’Alleluia, la
presentazione che si tramanda di
generazione in generazione, che
rievoca l’incontro tra la Madonna
e suo Figlio, il Cristo Risorto. La
festa si svolge ogni anno la domenica di Pasqua e segue un copione
che è sempre lo stesso. Dalla
Chiesa del SS. Rosario esce la
statua di Cristo Risorto, mentre le
campane suonano a festa, accompagnato da una ragazza vestita di
bianco che rappresenta l’Angelo
Gabriele. La statua è portata a
braccio dai confratelli del Rosario
che indossano la tradizionale to-
banda musicale del paese suona
Giovanni. La Madonna viene por-
musiche di festa e si iniziano a
tata, sempre a braccio, dai confra-
sparare i fuochi d’artificio. A
telli, tra il silenzio della folla, nel
questa rappresentazione partecipa
luogo di incontro. Le due statue
tutta la cittadinanza di Bagnara e
sono nella stessa piazza, in punti
non solo; molta gente arriva in
opposti. Inizia la rappresentazio-
paese in questo giorno, per am-
ne: le pie donne, il giorno dopo il
mirare questo spettacolo straordi-
sabato vanno al sepolcro di Cri-
nario. Allora ragazzi vi aspettia-
sto, per sistemare le bende e un-
mo per questo nuovo appunta-
gerlo come era solito in una nor-
mento, a Pasqua!
male sepoltura, ma al loro arrivo
troveranno l’Angelo che comunicherà prima alle quattro giovani e
poi all’apostolo Giovanni, seguito
Giulia Pensabene
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La droga: un biglietto per un viaggio di sola andata
Uno dei pericoli più gravi per un
canismi psicologici che determinano
gio, stile di vita, ecc..).Tutto ciò vie-
adolescente è rappresentato dall’as-
questo comportamento giovanile de-
ne vissuto con il timore di non esse-
suefazione a qualche sostanza chimi-
viante. Intanto va notato che alcune
re accettati e approvati dal gruppo, e
ca che modifichi il suo stato di co-
sostanze capaci di modificare il no-
ciò finisce per indurre l’adolescente
scienza. La “droga”, come si defini-
stro stato mentale, tossiche per l’or-
ad adottare comportamenti disadat-
sce in maniera inappropriata la tossi-
ganismo, vengono accettate dalla so-
tati e inappropriati. In sintesi, ciò
comania, costituisce, da alcuni de-
cietà: il tabacco, l’alcol e gli psicofar-
che spinge i giovani di oggi ad assu-
cenni e da alcune generazioni, un
maci in primo luogo. Ma perché i
mere comportamenti devianti in tutti
problema per giovani, genitori, edu-
giovani si drogano? Al giorno d’oggi
i sensi, è la mancanza assoluta di
catori e famiglie. Si tratta di moleco-
esiste quel fenomeno molto diffuso
personalità, che li rende tutti uguali,
le che provocano danni irreversibili
tra i giovani che si chiama “gruppo
come fossero tanti robot program-
al cervello e che generano dipenden-
dei pari”. Si tratta di quel gruppo di
mati per fare il male ed andare con-
ze fisiche e psicologiche difficili da
coetanei, la cui importanza e la cui
tro le regole della società. Conclude-
trattare; sostanze che, comunque,
autorità stanno superando quelle dei
rei dicendo, come affermò il grande
mettono a repentaglio gravemente la
genitori. Il gruppo ha delle sue rigide
Jim Morrison, che : “Comprare dro-
salute di chi ne fa uso. Per questo ci
regole, un codice morale che induce i
ga è come comprare un biglietto per
si interroga su quali siano le cause
singoli a uniformarsi pedissequamen-
un mondo fantastico, ma il prezzo di
che inducono i giovani a fare uso di
te
questo biglietto è la vita…”
sostanze stupefacenti e quali i mec-
(scelta dell’abbigliamento, linguag-
a
determinati
comportamenti
Gaia Foti
Yara e Sarah: due destini diversi accomunati da un tragico epilogo
Quando ero
mente come quello che la mia racconta-
tutto era ormai perduto? A chi avran-
piccolo, la
va a me. Purtroppo “l’orco” che ha in-
no rivolto il loro ultimo pensiero?
mamma mi
crociato le loro strade è stato talmente
Sarah e Yara, due realtà così diverse:
raccontava
cattivo da non poter essere sconfitto da
Sarah una ragazza con la voglia di
sempre le favole e quando arrivava
nessun eroe. Si rincorrono due date, 26
scappare dal proprio mondo, per an-
quella dell’orco cattivo, finiva sempre
Agosto e 26 Novembre: Sarah e Yara
dare alla ricerca di uno migliore; Ya-
con un eroe che lo sconfiggeva. Cre-
unite da una triste sorte, da uno stesso
ra, invece, felice del proprio mondo e
scendo ho capito che lei raccontava
numero.
della propria vita. Ambedue però
quella favola per farmi comprendere
I media ci hanno raccontato minuto per
sono state accomunate da un unico
che nella vita, purtroppo, può capitare
minuto tutto il calvario di queste due
triste destino, la morte. Non sappia-
di incontrarlo ma il suo cuore preferi-
ragazze. Ognuno di noi si è immaginato
mo chi sia stato, non sappiamo per-
va finire con: “e l’orco morì e vissero
padre, madre, fratello, nonno, zio, cugi-
ché sia successo. Le lasciamo volare
tutti felici e contenti”. Sono sicuro che
no, amico, ma nessuno si è immedesi-
in cielo con una promessa… trovere-
anche le madri di Yara e Sarah avran-
mato nei panni sventurati di queste due
mo coloro che hanno infranto i loro
no raccontato queste stesse storie alle
povere innocenti. Cosa sarà passato per
giovani sogni!
loro figlie e il finale sarà stato sicura-
le loro menti quando hanno capito che
Nicolò Albanese
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DALLA SCUOLA
CATAPULTATI NELLO SPETTACOLO
La Scuola Superiore Empedocle,
10 e la location dell’incontro è
Duomo, dove abbiamo dramma-
prendendo parte al progetto cine-
stata l’auditorium della mia scuo-
tizzato una piccola scena e ottenu-
matografico “A tutto Campus”,
la.
to la promessa del regista di asse-
ha organizzato una manifestazio-
Gli attori, oltre a farci capire che
gnare una piccola parte a ciascuno
ne che ha permesso a noi alunni
recitare per professione è diver-
di noi in un film riguardante la
di sviluppare le capacità espressi-
tente ma anche molto impegnati-
frana di Giampilieri, il prossimo
ve e comunicative ma anche di
vo, hanno parlato delle differen-
anno. L’esperienza è stata adrena-
conoscere
ze tra il doppiaggio e la recitazio-
linica. La cooperazione tra i com-
alcune
significative
personalità artistiche. Il progetto
pagni, la concentrazione, il supe-
ha previsto infatti la presenza di
ramento della timidezza e tanto
un produttore cinematografico, un
altro, si sono rivelate significative
regista e due attori professionisti:
opportunità che anche fuori dal
Roberta Scardola, appartenente al
set serviranno ad affrontare me-
cast dei Cesaroni, e Alan Cappel-
glio la vita.
li, attore del film “Notte prima
degli esami”. I veri protagonisti
dell’evento però siamo risultati
noi ragazzi, che per la prima volta
ci siamo lanciati in una esperienza cinematografica. Gli attori,
infatti, ci hanno fornito un copione, ci hanno invitato a leggerlo in ne. Il primo serve a tradurre in
poco tempo e poi a metterlo in una lingua diversa un film, cerscena . Si sono cimentati in que- cando di mantenere l’espressività
sta esperienza anche i nostri inse- e il pathos delle battute originali.
gnanti. Il giusto clima di fiducia, La recitazione è invece la capacidi collaborazione e spontaneità tà di interpretare con espressività
che il gruppo di formazione ha un copione imparato a memoria.
saputo creare ha permesso di far Abbiamo approfondito la conoemergere le potenzialità espressi- scenza degli attori anche in ambive presenti in ognuno di noi. L’e- to extrascolastico, andando tutti
vento si è svolto il 18 ottobre 20- insieme a cena fuori in piazza
Paolo Salerno
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Scienza e dintorni
La Bioetica
Sì alla ricerca e alla sperimentazione. Purchè non si dimentichi l’uomo
La
ricerca
scientifica deve
porsi dei limiti
oppure
ogni
tipo di sperimentazione è lecita, purché raggiunga il risultato per il quale è
stata intrapresa? Il rischio è che,
rispondendo a questa domanda,
emergano posizioni preconcette.
Mi sforzerò pertanto di essere il
più obiettivo possibile, partendo
però sempre dal presupposto che
non è possibile essere perfettamente neutrali su questo, come su
altri argomenti. Anzitutto, sono
molto contento che la ricerca possa giungere a risultati importanti
riguardo a tumori o altre malattie
inguaribili, che possa aiutare a
risolvere il problema della fame,
che possa aiutare a sfamare tutte
le popolazioni mondiali e a donare la gioia di avere un figlio anche a chi non può provarla altrimenti. Tuttavia gli stessi scienziati che si trovano a sperimentare e
a modificare i meccanismi della
vita hanno pensato di riflettere sul
loro lavoro, sul comportamento
da adottare in certi casi. E così è
nata la bioetica. La filosofia illuminista ci ha insegnato che esistono non solo diritti civili, ma
anche diritti naturali dell’uomo.
Pertanto, giustamente, gli scienziati si chiedono se, in una o nell’altra situazione, stanno violando
i diritti di qualcuno. Un conto,
infatti è che l’uomo operi su una
materia inerte, un altro conto è
che operi su un altro uomo. Ritengo corretto quindi che l’uomo
adoperi le nuove scoperte tecnico-scientifiche, salvaguardando
però i diritti che ciascun uomo ha
sin da quando è nato. Infatti, se
non credo giusto frenare il progresso umano con principi e credenze tese solo a fermarlo, d’altra
parte non ritengo legittimo subordinare al profitto personale (o di
alcuni…) ogni tipo di ricerca.
Non possiamo dire ad un medico
“ho bisogno di un organo da trapiantare”, comportandoci con lui
come ci si comporta con un commerciante qualsiasi. Infatti ci si
dovrebbe chiedere: “Da chi è stato trapiantato quell’organo? Per
caso, per curare il paziente a cui
trapiantare un organo, si sono lesi
i diritti del paziente da cui l’organo è stato espiantato?”. L’autonomia della scienza, insomma, non
può essere liberazione dall’etica,
altrimenti passeremmo dall’umanesimo all’utilitarismo, subordinando tutto all’appagamento di
bisogni personali, scavalcando i
diritti degli altri, o creando i presupposti per un’involuzione, invece che per un miglioramento.
Facciamo un altro esempio: poniamo che un ricercatore individui il gene responsabile delle perdite di raccolto di un prodotto e
ne riesca a prevenire l’effetto con
un intervento genetico sul prodotto stesso, ma si dimostra che questa tecnica è dannosa per gli esseri umani. In quel caso, secondo
me, il ricercatore dovrebbe essere
indotto a proseguire con altre metodologie e, se proprio non se ne
trovano, a cessare immediatamente le sue ricerche. Questo non significherebbe privare quel ricercatore della sua libertà scientifica,
ma operare nell’interesse dell’in-
tera umanità, in modo che la
scienza aiuti la specie umana a
progredire e non ad autodistruggersi. Tuttavia questo non vuol
dire che la ricerca debba essere
inibita. La bioetica non è un ostacolo alla scienza, ma un aiuto,
affinché la scienza operi nel rispetto della morale. Occorre esaminare ogni situazione in modo
approfondito. Prima di esprimere
una propria opinione, occorre
documentarsi con scrupolo e solo
dopo prendere una decisione, che
sia poi condivisa dalla maggioranza, e non imposta dall’ alto.
L’importante è che non prevalga
il criterio che sono stati spesi dei
soldi e che quindi bisogna andare
fino in fondo sempre e comunque, altrimenti prevarrebbe l’interesse imprenditoriale - economico su quello della persona. La
prospettiva da cui osservare il
singolo problema, in ogni modo,
è che non tutto quello che può
dare un vantaggio immediato costituisce per forza la procedura
corretta, perché, magari, a lungo
andare, potrebbe causare risultati
sfavorevoli di cui spesso ci si accorge quando ormai è troppo tardi. La soluzione è quindi quella
di usare la ragione, al di là dei
suggerimenti interessati dei laboratori di ricerca o dei talk-show
serali. Decidere con la ragione
significa per l’uomo assumersi
una matura e diretta responsabilità delle proprie azioni, anche
quando chiamato solo ad esprimere un’opinione o un voto, assumendo così una posizione autonoma e ben ponderata.
Antonio Furci
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L'influenza del caso nella scienza
Dagli svi- laboratorio di Alexander Fleming durante la II
luppi della al St. Mary’s Hospital di Londra, guerra
mon-
genetica è nel 1928, i germi proliferavano diate, si difsorta
la nelle capsule di Petri. Il microbio- fondesse
biotecnoAlexander Fleming
in
logo lavorava su molecole capaci tutto il mon-
logia, ter- di uccidere germi ma innocue per do. Sul finire
mine derivato dal greco e compo- l’uomo. Una di queste capsule della vita, ri-
Vincenzo Tiberio
sto dal suffisso”bios”, che signifi- venne dimenticata aperta. Tor- percorrendo la vicenda, Fleming,
ca
vita,
“technè”
e
dai
sostantivi nando dalle vacanze il ricercatore che insieme con Florey e Chain
(tecnica)
e vide che una delle scatolette era ricevette il Nobel per la medicina
“logos” (discorso). La biotecno- stata contaminata da una muffa. nel 1945, annoterà: «La storia dellogia è una disciplina nata dal- Stava per buttarla, ma si accorse la penicillina ha qualcosa di rol’incontro della biologia e delle che dove c’era la muffa gli staffi- manzesco e aiuta a illustrare il petecniche industriali. Alcune bio- lococchi non crescevano. Che so della sorte, della fortuna, del
tecnologie consentono, ad esem- cosa li aveva uccisi? Una sostan- fato o del destino, come lo si vuole
pio, d’isolare un gene, nel quale za prodotta dalla muffa stessa. chiamare, nella carriera di ogni
sono contenute le informazioni Questa apparteneva alla specie persona». Quello stesso fato che
del Dna degli esseri viventi, ed Penicillium notatum, così Fle- invece non arrise
inserirlo nel patrimonio ereditario ming dette alla sostanza il nome a Vincenzo Tibedi un altro organismo, anche del di «penicillina». Fleming non riu- rio e a Ernest Dututto differente dal precedente. scì tuttavia a dare seguiti pratici chesne. Nel 1897,
Attraverso le tecniche delle bio- all’osservazione.
Non
c’erano due anni dopo la
tecnologie si riescono a produrre soldi e ci si rivolse alla Fondazio- scoperta di Tibeanche farmaci propedeutici alle ne Rockefeller di New York, che rio, questo stuterapie di qualche malattia. Ne finanziò la ricerca per un anno. dente
francese
sono un esempio i peptidi atria- Dovettero però passare 11 anni riportò nella sua Ernest Ducheli ,tra cui rientra anche la penicil- prima che altri due ricercatori, tesi di laurea l’interazione tra il
lina scoperta da Fleming, il quale Howard Florey e Ernst Chain, fungo Penicillium glaucum e il
riuscì a vincere il Premio Nobel riuscissero a dare il giusto valore batterio Escherichia coli. Anche
grazie ad una capsula dimenticata alla scoperta. Bastò invece po- nel suo caso lo studio fu abbandoaperta. Viene citato come il caso chissimo tempo perché il nuovo nato e i suoi risultati dimenticati.
più famoso di serendipity. Nel farmaco, usato dai soldati alleati
Pierluigi Russo
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Il tarlo dell'orecchio, Ohrwurm!
La scissione dell'atomo
Nonostante il nome, questi “parassiti” hanno poco a
Nel dicembre del 1942, Enrico Fermi
che vedere con l’organo dell’udito. Si tratta di
e i suoi collaboratori riuscirono a dare
“agenti musicali cognitivamente infettivi” del cer-
il via all’era atomica. Tutto avvenne,
vello, come li definì nel 1987 una rivista tedesca,
qualche anno prima, in un laboratorio
“Musical imagery repetition (Ripetizione di imma-
romano che si trovava in via Panisperna. Ma quei giova-
gini musicali) ” . Il fenomeno è molto comune: il
ni scienziati non ci sarebbero arrivati senza l’aiuto invo-
98,2 % della popolazione mondiale è affetta dagli
lontario di “sora Cesarina”, la donna che puliva il labora-
Ohrwurm o earworm e i più esposti sono i giovani
torio, che, per non farsi le scale, ignorando le regole, si
che ascoltano molta musica e in particolar modo i
procurava l’acqua dai rubinetti che si trovavano nella
mancini. Di norma gli earworm vengono rilevati
stanza dove Bruno Pontecorvo faceva i suoi esperimenti.
come un’occasionale colonna sonora che tiene
A causa di queste incursioni il giovane scienizato un
compagnia o un fastidioso ritornello di cui è diffici-
giorno si accorse che il tubo di argento, che doveva esse-
le liberarsi, ma nel 10% della popolazione può di-
re “bombardato”, era molto radioattivo e un altro appena
ventare un’ossessione ed è proprio in questi casi
appena, e per questo fu licenziato. Quando Amaldi e D’-
che gli earworm diventano sintomi di una patologia
Agostino si accorsero che la vecchia lasciava spesso il
ossessivo-compulsiva. Sulle cause scatenanti degli
secchio pieno d’acqua tra gli strumenti, notarono pure un
earworm ci sono solo delle ipotesi delle quali la più
diverso comportamento da parte di questi. Appena Fermi
diffusa sostiene che i tarli sarebbero sistemi di con-
fu a conoscenza di questo fatto, capì che nell’attraversare
solidamento mnemonico in cui la musica aiuta a
un liquido i proiettili di neutroni “rallentavano”, ma gra-
ricordare le parole o gli avvenimenti cui è legato
zie ad uno strano processo diventavano sempre più mici-
quel brano. Come fare quando il ritornello diventa
diali. Fecero un prova in un vasca piena di pesci e l’espe-
troppo fastidioso? E’ stato dimostrato che cercare
rimento riuscì. Fermi e i suoi compagni ritennero così di
semplicemente di ordinare al cervello di smettere di
aver scoperto un nuovo elemento a cui diedero il numero
pensare a quella determinata musica è completa-
93 della scala Mendeleev. Solo quatto anni dopo Fermi,
mente inefficace! Se infatti leggessimo “non pensa-
quando già era a Chicago, capì che nel suo laboratorio
re alla scimmia sull’albero”, diventa impossibile
era avvenuta la scissione nucleare dell’uranio. A farglie-
non visualizzare nella nostra mente l’animale in
lo comprendere furono anche gli esperimenti compiuti a
questione. Diana Deutsch, ordinario di psicologia
Berlino da due scienziati. Nacque così la “Pila di Chica-
all’University of California a San Diego, sostiene
go” e non “di Roma”. Il 2 Dicembre 1942 il capo del ser-
che i tarli più fastidiosi riflettono un retropensiero,
vizio che realizzò il primo reattore nucleare della storia
una sota di post-it che invita a ricordare e sparisce
comunicò l’avvenimento dicendo che l’inventore italia-
solo quando si riesce a trovare il ricordo che è lega-
no, come un nuovo Colombo, era giunto nel nuovo
to a quella determinata sinfonia.
“continente” dell’energia atomica.
Helga Turiaco
Fabio Malacarne
Continua
Pagina 35
MODERNE TECNOLOGIE E NUOVE GENERAZIONI A CONFRONTO
Passaggio di testimone
Ed eccoci qua, come
che, nonno? Di una nazione che sta andando al massa-
tutte le domeniche a
cro?” “Si, esatto! Perché un marinaio non abbandona
casa del mio fantasti-
mai la sua barca…” “Veramente si dice che un capita-
co nonno di 98 anni.
no non abbandona mai la sua nave…” “Osi contraddir-
E’ diventato un ri-
mi? Ragazzina, ricordati che tu hai 14 anni, mentre io
tuale, ormai, incon-
ne ho esattamente 87…” sentenzia come sempre mio
trarci il pomeriggio
nonno, offeso nell’animo. “Nonno, ne hai 98, per dire
presto,
raccontarci
la verità, e io 16” rispondo allora io, con un accenno di
tutto ciò che è suc-
insolenza. “Voi giovani d’oggi siete tutti così: presun-
cesso durante la set-
tuosi ed impertinenti!” “Ma perché colpevolizzi tutti?
timana, per poi sprofondare nei comodissimi divani e
Non fare di tutta l’erba un fascio!” reclamo. “Dove
guardare la TV. Solitamente guardiamo documentari,
sono i valori di una volta, eh? I valori insegnati e tra-
racconti storici, o i film che appassionavano i suoi
mandati dal grande Duce? (possa egli avere gloria in
migliori anni. Ma, casualmente, quella domenica non
eterno!)” esclama accigliato mio nonno. Niente da fa-
mandavano in onda né documentari né film. Solo
re…mio nonno riesce sempre a mettere in mezzo Be-
programmi pieni zeppi di gossip e news dal mondo
nito Mussolini (pace all’anima sua), nonostante l’argo-
dello spettacolo. “Ma io non lo so! I bei programmi
mento trattato sia di gran lunga lontano da quel nome.
di una volta sostituiti da queste porcherie, puàh!”
“Ancora? Esalti colui che ha alleato l’Italia con un
commenta subito mio nonno, alquanto disgustato.
mostro?” esclamo io, molto arrabbiata.
“Hai ragione, nonno…tutta questa TV trash…”
“L’errore non fu suo! Fu minacciato! Per questo en-
“Trash? E che è? Si mangia?”
trammo in guerra al fianco della Germania hitleriana!
“Ma no, nonno…è la cosiddetta TV spazzatura, eh!”
Piuttosto, ti ho mai raccontato di quella volta…” Ci
“Ma parla decentemente! Tutto questo americano che
risiamo! Ma perché gli do sempre lo spunto per rac-
si è infiltrato nella nostra cultura…” “Nonno, vera-
contare i suoi aneddoti bellici (che poi è sempre lo
mente è inglese…” “Ebbene? Che differenza fa? E’
stesso, ma raccontato in luoghi, posti e con parole dif-
pur sempre una lingua straniera! E per di più anglo-
ferenti). “Si, nonno! Me lo hai già raccontato!” rispon-
sassone! Dove sono finite le nostre origini, le nostre
do prontamente io. «SMARTPHONE ANDROID a
radici? Noi siamo gli eredi del maestoso latino! Il
soli 10 euro mensili! Passa a Vodafone» annuncia in
latino si dovrebbe studiare, non l’inglese” “Ma non-
quel momento la TV.
no, l’inglese è ormai ovunque! Se io volessi lavorare
“Nonno! Ma hai visto che telefono? E’… è … fanta-
all’estero, e non sapessi l’inglese, sarei persa!” “E
stico! Magari lo avessi …” “Ma perché …è un telefo-
che bisogno c’è di andare all’estero? Eh? Aaah…
no quel coso?” chiede incredulo mio nonno. “Certo, è
traditori della patria siete, traditori!” “Ma traditori di
di ultima generazione!” rispondo io. “E i tasti dove
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sono? Poi come lo componi il numero?” “Ma nonno, è litigava di meno, la vita scorreva tranquilla e lenta, a
TOUCH!” rispondo io entusiasta. “Aaaah…touch… far da padrone era il verde dei campi e degli alberi in
come la canzone dei grandi The Doors e di Jim Morri- fiore, ogni luogo era pieno di sole e di sorrisi; tempi
son: «Touch me baby…and you see that IM not A- nei quali ci si accontentava di poco; tempi nei quali gli
FRIAID…»” inizia a canticchiare mio nonno (ne aves- occhi erano lo specchio dell’anima, del cuore…puri e
se azzeccata una, dico una di pronuncia). “AAAH AA- senza quel nero intorno che li sporca; tempi nei quali
HAHAH…” giuro, è impossibile contenere le risate. le donne erano donne per la loro purezza e per la loro
“Si ma…non mi hai ancora spiegato dove sono i tasti! semplicità, e non perché così risultava all’anagrafe;
Cioè, spendi 900 euro e manco i tasti ha il telefono…” tempi nei quali i giovani vedevano con rispetto gli anchiede ancora mio nonno. “I tasti sono sullo schermo, ziani, e ne traevano il meglio e ciò che di più saggio
nonno! Digiti il numero direttamente sullo schermo!” avevano sotto quei capelli imbiancati dal tempo…”
spiego un po’ stufa. “Ma che razza di diavoleria è que- “Nonno!” Che stupida. Ho saputo solo dire questo,
sta? Quello è un signor telefono!” ed indica un vec- perché ho sentito subito il bisogno di gettarmi tra le
chissimo modello di telefono fisso, con una cornetta in sue braccia, bagnandogli di lacrime la camicia profuavorio e “RUOTA GIRANTE SUI NUMERI” in le- mata di talco. “E sappi che ti ritengo una vera donna,
gno lucido. “Ma che c’entra! Nonno, stiamo parlando nipotina mia, perché nonostante la tua fierezza dimodi new generation…high technology system!” “…puoi stri ciò che hai nel cuore…”mi dice il buon nonno,
ripetere? Non ho capito da «parlando di» in poi…” asciugandomi gli occhi. “Nonno…hai ragione su tutto,
“Mio Dio, quanta arretratezza! Nonno: nuova genera- davvero…ma lasciami dire che ciò che tu pensi è ricco
zione è sinonimo di alta tecnologia di sistema! - ripeto anche di luoghi comuni… - e subito gli occhi vispi del
in italiano, sbuffando - In poche parole…il tuo telefo-
nonno si fanno curiosi e languidi – E’ vero: sono tem-
no è vecchio, nonno…it’s a shame!” “Non insultare pi diversi questi. Tempi in cui puoi avere tutto ciò che
Doroty, idiota! Doroty non è scemo per niente! Quel vuoi con un solo click; in cui i giovani sono sempre
telefono vale molto per me…me lo regalò tua nonna… più vuoti e privi di coscienza e le droghe sono il mezcostò molte lire…e non lo venderei neanche per milio- zo più accessibile per uccidere; in cui gli incidenti soni di euro!” esclama il nonno…non accorgendosi di no all’ordine del giorno e la vita scorre, ma non ci sorabbracciare “Doroty” il telefono e piangendo in silen- ride; in cui ognuno di noi ha la sua ferita…ma non è
zio, rivolto verso di me. “Oh, nonno…beh…mi dispia- vero che in tutto questo non c’è chi ha ancora dei valoce, ma non volevo offenderti, né tanto meno offendere ri, chi crede ancora che la vita non sia tutta qui e che il
ciò che è importante per te….scusami!” dico subito, bene trionferà sul male, prima o poi…credimi, nonrammaricata. “Tranquilla…è l’unico ricordo che ho di no…c’è gente che sa vivere, ancora” spiego, riuscendo
tua nonna…ora che non c’è più solo questo mi resta! - a far valere la mia tesi. “Brava, nipotina mia, brava.
dice mio nonno, ormai all’estremo della sua tristezza – Sono orgoglioso di te!” dice allora mio nonno, sorriErano altri tempi quelli…tempi in cui il telefono era dendo.
poco diffuso, la televisione era un bene per pochi, si
Gaia Foti
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Digital generation
Oggi più che mai si parla di
“digital generation”, ossia di una
generazione che crea il proprio
sapere, che si informa, che acquista, che passa il proprio tempo
libero attraverso l’uso di un oggetto, a prima vista quasi privo di
senso, ma che rappresenta una
vera e propria rivoluzione dal
punto di vista tecnologico e
scientifico: il computer. La sua
importanza è dimostrata anche
dal fatto che quasi tutti lo possiedono. Infatti, grazie alla sua enorme semplicità d’uso, ormai il
computer è un elemento dell’esistenza di ciascuno di noi. La caratteristica principale del “digital
world” è di essere un mondo analogico, a differenza del mondo
razionale che è causale e progressivo. Inoltre il mondo digitale non
lascia spazio al dubbio, che è invece la forza stessa del procedere
scientifico. Tutto nel mondo analogico è al presente: una cosa è
oppure non è. Tutto è riportato ad
un atto operativo, legato si potrebbe dire al gesto del cliccare,
del premere quel bottone che apre
la pagina della proposta richiesta.
Non c’è dubbio che gli adolescenti di oggi ne siano i più coinvolti, poiché sono nati quando il
mondo digitale si era ormai imposto. E vi è indubbiamente una differenza tra chi ha vissuto parte
della propria vita in epoca predigitale e vi si è introdotto con ti-
more e tremore e chi ha trovato l’analogico fin dalla propria culla, vivendo una
vita addirittura ritmata da un computer.
Sono proprio loro, bambini di appena 5
anni o anche meno, a insegnare il più
delle volte, magari ai propri genitori, ad
usare una determinata applicazione.
Questo non può che essere positivo all’interno di una società nella quale l’uso
del computer è diventato un obbligo, ma
è anche importante, soprattutto per gli
adolescenti, non farne un uso eccessivo
che possa far deviare dalle loro prerogative principali, quali la scuola o lo
sport o altre attività non virtuali. Oltre a
questo, l’uso del computer e anche delle
nuove tipologie di telefoni touch porta
ad un deterioramento fisico e, più nello
specifico, delle funzione cognitive. A tal
proposito evidenzio, tra le conseguenze
allarmanti di un uso smodato dell’ hitech, la possibile scomparsa di alcune
capacità mnemoniche che non vengono
più stimolate, come dimostra anche una
ricerca effettuata dallo psichiatra Vittorino Andreoli, direttore del dipartimento
di Psichiatria di Verona. Si perde la memoria verbale e quella numerica, mentre
sono attivate le memorie visive e quelle
dei suoni e, come conseguenza estrema, diventa anche impossibile formula-
re un pensiero articolato.
Ecco perché bisogna prestare attenzione ai più piccoli
che vivono esclusivamente
di video e digitalizzazione.
Quando spengono il computer sono presi da angoscia,
ma quando lo riaccendono
tutto passa e si addentrano
nuovamente nel mondo della virtualità, il quale ha una
fondamentale caratteristica
che lo rende attraente: se
qualcosa non piace si clicca
e la si fa sparire. Se, per esempio, in una classe scolastica non piace un professore, non lo si può eliminare
cliccando, a meno di non
usare lo stesso indice della
mano atteggiandolo ad un
movimento che, anche se di
poco, è diverso e serve a
sparare. E non permette
a quell’insegnante di continuare faticosamente il compito di educare e soprattutto
d’insegnare a vivere.
Pierluigi Russo
Pagina 38
Pirateria Informatica
Al giorno d’oggi
è però bastato a scoraggiare i pirati informatici che
Internet rappresen-
studiano giorno dopo giorno metodi migliori per
ta una componente
mettere in condivisione file protetti d’autore e che
indispensabile del-
sono supportati dagli stessi utenti che, contenti di
la nostra vita: non
poter scaricare musica, film e software a costo ze-
vi è infatti ambito
ro, ritengono che il File Sharing sia un loro diritto.
di
sociale,
Un esempio è il Piratpartiet, un partito politico na-
lavorativo, cultura-
to in Svezia nel 2006 che lotta per la modifica le-
le, in cui non sia prezioso l’aiuto dato da internet. Il
gale e concettuale delle leggi sul copyright e che,
Web permette di entrare a contatto con miriadi di
nel 2009, alle Elezioni Europee ha ottenuto un seg-
informazioni a cui possiamo accedere istantanea-
gio nel Parlamento Europeo, fra i 18 disponibili
mente. Ciò è stato anche possibile grazie alla diffu-
per la Svezia. I due fattori principali che secondo
sione della Banda Larga (comunemente detta
me portano molti a trasgredire le leggi sui diritti
ADSL) che oggi ormai si trova quasi in ogni fami-
d’autore sono da un lato i costi eccessivi imposti
glia. Il progresso tecnologico ha portato ad un conti-
dalle case discografiche/cinematografiche e dai
nuo miglioramento e potenziamento delle connes-
produttori di software, dall’altro la facilità di ac-
sioni che oggi hanno raggiunto ottimi livelli. Per
cesso al materiale coperto da diritti d’autore in mo-
fare un esempio, cinque anni fa sarebbe stato impen-
do fraudolento, senza che sia necessaria una parti-
sabile organizzare una riunione lavorativa tramite
colare perizia informatica. Tutto è lì a portata di
videoconferenza o, parlando di cose più vicine al
mano, con un semplice click. Probabilmente le leg-
mondo di noi giovani, vedere un intero film online
gi da sole non bastano, forse l’abbassamento dei
senza difficoltà. Oggi, invece, tutto ciò è possibile e
prezzi dei prodotti originali potrebbe disincentivare
se da un lato Internet ha dato spazio a nuove oppor-
la pirateria in modo più incisivo. Ciò porterebbe
tunità, dall’altro ha reso possibile la diffusione della
vantaggi ad entrambe le parti: gli acquirenti sareb-
Pirateria Informatica. Il Decreto Urbani sul peer-to-
bero consapevoli di acquistare un prodotto origina-
peer (detto anche P2P o File Sharing) varato nel 20-
le e di ottima qualità ad un prezzo “più onesto” e
04 punisce con una multa da 51 a 2065 euro
non andrebbero a cercare sottoprodotti di peggiore
“chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e
livello, e le Major d’altro canto potrebbero, attra-
in qualsiasi forma (…) mette a disposizione del pub-
verso un’ organizzazione produttiva volta a ottene-
blico, immettendola in un sistema di reti telemati-
re l’abbattimento dei prezzi, favorire una maggiore
che, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’o-
diffusione del loro prodotto e aumentare, così, i
pera dell’ingegno protetta, o parte di esse”. Ciò non
propri fatturati.
essa,
Pagina 39
La televisione: positiva o negativa?
Al giorno d’-
solo la cultura, lo studio e l’impegno ci offrono le
oggi
buona
opportunità concrete per trovare, un giorno, un vero
parte
della
lavoro. Perchè correre appresso ad un pallone non
può essere considerato, a mio parere, un vero lavoro.
popolazione
mondiale
è
Ma la cosa più sbagliata è che la felicità vera non si
influenzata
basa sul capitale economico posseduto da una perso-
dalla
televi-
na, ma su una famiglia, o comunque sulle persone
sione e dai suoi aspetti negativi. Le scene di vio-
che ti vogliono bene. E’ vero che i calciatori sono
lenza raffigurate in TV ormai sono sempre di più
sposati con le veline più belle, ma in realtà non si a-
e sempre più brusche; la pubblicità induce spesso
mano, e quindi non raggiungeranno mai la felicità.
al consumismo. Molti pensano che guardare scene
Ovviamente la televisione un lato positivo ce l’ha,
di violenza non condizioni i nostri comportamenti
per esempio, è una fonte di cultura. Infatti attraverso i
e i nostri atteggiamenti quotidiani. Ma gli episodi
telegiornali ci si può informare sulle vicende che av-
di violenza televisiva diventati realtà sono infiniti.
vengono in tutto il mondo, e tramite i documentari è
Per esempio, le rapine compiute con le maschere
possibile apprendere molte più cose su vari argomen-
di alcuni politici imitano dei film. I ragazzi, inol-
ti. Secondo me prevalgono, purtroppo, i lati negativi,
tre, diventano sempre più crudeli e violenti con il
però penso anche che eliminarli e lasciare solo quelli
bombardamento di immagini cruente che subisco-
positivi non sia impossibile. Il problema è che non
no attraverso la TV. Un altro lato negativo, non
conviene ai ” grandi capi”. Noi non sappiamo quali
tanto preso in considerazione, ma che secondo me
siano gli obiettivi di queste associazioni a delinquere,
ha anche il suo peso, è il problema delle pubblici-
perchè sono loro a comandarci. Dobbiamo però im-
tà. Tutte queste pubblicità portano milioni e mi-
pegnarci a far prevalere un po’ di giustizia nel nostro
lioni di ragazzi e ragazze a comprare qualsiasi
mondo, perchè sta scomparendo sempre di più!
cosa, anche se non la desiderano. Infatti diversi
studi hanno accertato che la maggior parte delle
pubblicità contengono messaggi subliminali che
riescono a condizionare la nostra mente. Questo
provoca il famoso fenomeno del consumismo. La
televisione inoltre illude tutti (o quasi) i ragazzi e
le ragazze facendo loro credere che diventando
calciatori o veline si possa avere un futuro radioso
e felice. Ciò è invece del tutto sbagliato, poichè
Fabio Malacarne
Pagina 40
Uomo o tecnologia?
Non passa giorno in cui non si senta parlare di
non ti fa annoiare. Però, la fissazione per l’i-pod è
innovazioni tecnologiche. Essendo circondati da
presto finita, perché qualche tempo fa ho acquistato
un mondo in continua evoluzione, i giovani si a-
un i-phone. Le caratteristiche di questo oggetto sono
deguano all’evoluzione della tecnologia. Come
molto simili ad un semplice i-pod, solamente che,
tutti gli altri ragazzi della mia età, io sono sono
con un i-phone, si ha la praticità del touch screen,
sempre in cerca delle ultime innovazioni in cam-
l’utilità di un telefono (come dice il nome stesso), la
po tecnologico: cellulari, i-pod, computer e tutto
possibilità di navigare in internet e, quindi, di usu-
ciò
che
di
fruire dei moderni
generazio-
social network. Un
ne”. Il mio interesse
i-phone è pertanto
per la tecnologia è
tutto ciò di cui un
iniziato quando ave-
giovane adolescente
vo solo cinque anni,
potrebbe avere biso-
quando mio padre
gno, perché con un
tornò a casa con una
i-phone, come dice
playstation, la prima
lo spot che lo pub-
che fosse mai stata
blicizza “hai il mon-
inventata. Da allora
do nelle tue mani”.
ho iniziato a ricerca-
Da quando Bill Ga-
“ultima
sia
re sempre nuovi oggetti tecnologici. Dopo pochi
tes, all’età di soli tredici anni, inventò il primo sof-
anni è stata inventata la playstation 2, che ovvia-
tware per giocare a tris la tecnologia si è evoluta così
mente non poteva mancare alla mia collezione
come l’uomo si è evoluto nel corso di milioni di anni.
“hi-tech”. Fortunatamente la playstation 3 è stata
E con la sua continua evoluzione, la tecnologia è en-
inventata quando il mio interesse per i videogio-
trata sempre di più a far parte del nostro quotidiano.
chi era drasticamente calato. Così, un paio di anni
Io, in prima persona, credo che non riuscirei a so-
fa, ho comprato un i-pod. Per chi non lo sapesse,
pravvivere senza la tecnologia e il mondo intero si
cosa che credo molto improbabile, un i-pod è un
fermerebbe se internet si spegnesse. A questo punto
piccolo dispositivo nel quale possono essere me-
mi sorgono due domanda: è l’uomo che ha bisogno
morizzati musica, foto, film, ecc… Da quando
della tecnologia? O è la tecnologia che ha bisogno
l’ho scoperto, l’i-pod è diventato uno dei miei mi-
dell’uomo?
gliori amici, anche se non è una cosa molto bella
e giusta da dire, però è così; lui è quell’oggetto
che c’è sempre, che ti tiene sempre impegnato e
Pierfrancesco Pata
Pagina 41
SEZIONE AMBIENTE -ECOLOGIA
L’acqua: un bene pubblico o un
business privato?
No alle centrali nucleari
Giugno si avvicina e con esso il refe-
Nell’ultimo periodo la società italia-
governo ha anche detto che riguardo
rendum che, tra le altre proposte, chia-
na ha assistito a ridicoli quanto inu-
a simili rischi si può stare tranquilli,
ma i cittadini a esprimersi se abrogare
tili dibattiti sulle intercettazioni di
in quanto con le moderne tecnologie
o meno l’obbligo di gara per affidare i
esponenti politici o sulle celebrazio-
il tasso di incidenti è notevolmente
servizi idrici, favorendo nel primo
ni dell’Unita d’Italia, dimenticando
basso. E’ certo che, per avanzare
caso la gestione pubblica degli acque-
aspetti forse più importanti e proble-
queste ipotesi, si sono effettuati par-
dotti. Il sistema di distribuzione delle
matici. Tra questi occupa sicuramen-
ticolari studi da parte di persone
risorse idriche fa “acqua da tutte le
te un posto importante il problema
competenti, che hanno dimostrato la
parti”. Si calcola in media che il 35%
dell’uso di energia nucleare. Il go-
scarsa percentuale di rischio. Ma il
di questo bene sempre più prezioso si
verno ha proposto di creare degli
problema è che a volte la scien-
perda in mille rivoli causati da reti
impianti per la produzione di energia
za, ovvero la mente umana, non spe-
idriche malmesse, e il 30% della po-
nucleare, che affianchino altre cen-
rimenta sempre prodotti certi e sicu-
polazione non sia approvvigionata in
trali come quella a carbone. Tra le
ri. Proprio ultimamente il Giappone
sedi deputate ad accogliere tali im-
è stato distrutto quasi interamente da
pianti è stato scelto anche un paese
un terremoto che, fra tutte le sue
adiacente al mio, in provincia di
conseguenze, ha anche determinato
Reggio Calabria. Gli abitanti delle
il danneggiamento di alcune centrali
aree interessate si stanno mobilitan-
nucleari con il rischio di emanazione
do per far sentire la propria voce e
di sostanze tossiche. Ma la scienza
per opporsi a tale proposta. Sicura-
conosce la pericolosità di tali sostan-
mente il governo avrà valide motiva-
ze che provocano patologie difficil-
capacità ad innovare, ma anche dalla
zioni per installare questi impianti:
mente curabili, quali l’insorgenza di
volontà politica di mantenere inaltera-
di certo, ad esempio, in zone con
tumori, disturbi mentali, fisici ecc…
ta la situazione, tariffe comprese, pur
elevati tassi di disoccupazione le
Allora - io mi chiedo - perché ri-
di conservare il consenso o trovare un
nuove centrali impiegherebbero ma-
schiare? Perchè non concentrarsi
nuovo bacino da cui trarre voti. Oggi
nodopera ora inoccupata. Ma potreb-
sulle energie rinnovabili? Diceva un
è difficile garantire in Italia un discre-
bero far sorgere problemi di altra
antico proverbio: “Prevenire è me-
ta gestione del’acqua ed altrettanto
natura, forse più gravi. In primo luo-
glio che curare”. Se non sono i no-
adeguate tariffe, ma la questione non
go si può danneggiare la natura, che,
stri politici a salvaguardare la nostra
riguarda più la contrapposizione tra
specie nella zona in cui abito, è ricca
vita, allora spetta a noi indurli a
gestione pubblica o privata, quanto
di flora e fauna, in particolare mari-
cambiare idea. Al prossimo referen-
piuttosto una gestione più o meno
na, in via di estinzione. Oltre al pro-
dum sulla realizzazione delle centra-
valida.
blema delle minacce di estinzione
li nucleari scegliamo NO!!! Una X
per le specie animali, se ne aggiunge
potrà cambiarci la vita.
modo sufficiente. Il fallimento dell’amministrazione pubblica nel gestire
le risorse idriche ha indirizzato l’interesse privato verso questa realtà così
delicata e in rapida evoluzione, anche
in conseguenza dei mutamenti climatici. L’immobilismo in cui versa il
servizio di distribuzione dell’acqua
potrebbe dipendere non solo da un’in-
Alessandra Minutolo
un altro: il rischio di incidenti. Il
Pierluigi Russo
Pagina 42
Energie rinnovabili per rinnovare
l'umanità
Tornano dal passato gli spettri di
Hiroshima e Nagasaki negli animi
dei Giapponesi. Torna lo spettro di
Cernobyl, insieme al ricordo agghiacciante di immagini scheletrite e
calve di bambini-fantasma. Negli
ultimi mesi il terrore di un disastro
nelle centrali giapponesi, dopo la
strage del terremoto, ha pervaso gli
animi della popolazione mondiale.
Nessuna comunità locale accetta di
sacrificare il proprio territorio per
ospitare i rifiuti nucleari, i quali sono
destinati ad essere sepolti per migliaia di anni prima che perdano le
loro radiazioni. A mio avviso, l’energia nucleare dovrebbe essere sostituita dalle fonti rinnovabili come
il sole, il vento, il mare, il calore della Terra, ovvero quelle fonti innocue, il cui utilizzo attuale non ne
pregiudicherebbe la disponibilità nel
futuro. Sarebbe opportuno costruire
nuovi impianti atti allo sfruttamento
di queste fonti che non comprometterebbero la vita dell’uomo; è pur
vero che i costi sono abbastanza elevati, ma la vita di ogni singolo uomo
non ha prezzo.
Martina Chiara Pascuzzi
Contribuiamo alla cura del mondo
Dall’Inghilterra
arriva
una delle possibili soluzioni alla
la
delle
“contaminazione” della terra, tutta-
“prodigiose gesta” di una normale
via la maggior parte della popolazio-
famiglia, gli Strauss, che attuando
ne lo tralascia, pensando stupida-
con continuità, quotidianità ed effi-
mente che non possa migliorare le
cienza la raccolta differenziata è riu-
condizioni attuali. Ecco la pura i-
scita a far entrare in un piccolo sac-
gnoranza: non sapere ciò che causa-
chetto i rifiuti di un intero anno.
no i rifiuti all’ambiente, alla natura,
Sembra semplice pensare, dopo aver
perchè convinti che ciò non influisca
appreso di questa grandiosa fami-
sulla salute del pianeta. Non ci si
glia, che tutti possano fare qualcosa
rende conto che un chicco di riso fa
di eroico per salvare il pianeta. Ma
la
non è così. Risulta poco facile spie-
Bisognerebbe prendere a modello la
gare quali siano gli atteggiamenti
sana famiglia Strauss, cimentandosi
degli umani verso queste problemati-
giorno per giorno in piccole atten-
che, e forse la loro causa è indivi-
zioni che possono portare a risultati
duabile nell’egoismo o nell’ignoran-
impensabili. Molti vorrebbero con-
za di molti. L’uomo da tempo si im-
tribuire alla “cura del mondo”, per-
pegna a distruggere il mondo, piutto-
seguibile solo se considerata come
sto che amarlo e trarne i frutti. C’è
impegno quotidiano. Come asserì il
tanta gente nel mondo come questa
grande filosofo G. Bruno: ”che ci
famiglia che ambisce a ottenere un
piaccia o no siamo noi causa di noi
ambiente più pulito per il futuro del-
stessi”, vale a dire che, chi più chi
l’umanità; dall’altra parte però c’è
meno, ognuno ha contribuito ad arri-
gente che non si preoccupa della sa-
vare al punto in cui ci troviamo og-
lute del pianeta, e ciò implica che
gi. Ma non è troppo tardi. Tutti ab-
questa stessa gente rimanga indiffe-
biamo le capacità e tutti possiamo,
rente di fronte alle conseguenze che
volendo, prendere come modello
potrebbero intaccare la salute di cia-
questa famiglia inglese che ha dato
scun uomo. Come ben diceva Char-
davvero una lezione al mondo inte-
les Baudelaire “l’unica cosa che
ro. Bisogna solo riflettere su ciò a
muove il mondo è l’ignoranza” , e
cui si sta andando incontro e rim-
questa affermazione è da accettare
boccarsi le maniche per dare un per-
perché si ignora ciò che ogni giorno
sonale contributo. Per noi stessi, per
si crea, ovvero la disgregazione nel
la nostra città… per il mondo inte-
nostro pianeta. Il riciclaggio è solo
ro!!
notizia
differenza
sulla
bilancia.
Michela Penna
Pagina 43
Storia su rifiuti e riciclaggio
Il VINCITORE DEL PREMIO NEZZA”. La risposta che meglio rende l’idea di
STREGA E’: Nicolò Albanese, quanto sporca sia questa parola è quella del mio amicon il libro “A MONNEZZA co napoletano. Infatti a pag. 85 del mio libro si trova
(Viaggio tra Profumi e Speciali- l’incontro tra me e lui. Che sei venuto a fare?”, mi
tà)”. Salgo sul palco tra gli ap- dice Ciro (Ciro è un ragazzo napoletano sfortunato:
plausi… “Ebbene sì, sono il vin- padre in galera, madre che si spacca la schiena dalla
citore del Premio Strega 2010, e questo è il mio li- mattina alla sera per sfamare lui e i suoi 8 fratelli).
bro. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato “Sono venuto qui perché ogni giorno i media ci fancon me.”Dalla platea si alza un uomo con i capelli no na capa tanta, come diresti tu, con questa storia
bianchi, media statura, con gli occhiali…..è Enzo dei rifiuti e del loro riciclaggio. “Ma dimmi un po’, è
Biagi (ma non era morto? Sto forse sognando?), vero che avete l’esercito per le strade a spalare i riche dopo essersi complimentato con me dice: fiuti? E’ vero che quando non ne potete più date fuo“Nicolò, quali ritieni siano i passi più belli del tuo co a tutto? E’ vero che ormai è tanta “a monnezza”
libro? Puoi citarcene alcuni?”. Prendo il microfo- che è diventata una delle meraviglie di Napoli, insieno… è il mio momento: “Il mio libro è la denuncia me al Vesuvio e a Castel dell’Ovo?”. Ciro non gradidi un ragazzo di 16 anni che crede ancora che non sce quanto gli dico e mi manda a quel paese. Chiedo
tutto sia perduto, e che l’uomo non è nato per vio- scusa per averlo offeso, ma non volevo. Napoli è una
lentare la natura ma per farne parte!”. La mia opera città come tante altre in cui il rapporto tra rifiuti, riciinizia così: “In una mattina piovosa di Marzo, non claggio e uomo è piuttosto strano. Lascio in pace
potendo andare a giocare la partita di calcio della Ciro e mi ritiro nella mia stanza d’albergo a pensare.
domenica, faccio ciò che più mi piace…. sto al I rifiuti chi li ha creati? L’uomo! Non certo la Natucomputer e messaggio. Ho tanti amici sparsi per il ra! Chi non riesce a smaltire i rifiuti? L’uomo! Non
mondo e decido di chiamarne qualcuno per salutar- certo la Natura! Chi dovrebbe saper riciclare i rifiuti?
lo. James a New York (italo-americano)… “Come L’uomo! Non certo la Natura! Chi è che sta pagando
stai?” “Bene grazie” “Cosa stai facendo?” “Sto e pagherà amaramente per gli errori fatti? L’uomo!
svolgendo una ricerca sulla Rubbish” Mi si accende Non certo la natura. E allora, l’uomo crea i rifiuti,
una lampadina… il tema di oggi che unirà me ai non riesce a smaltirli, non riesce a riciclarli… e alla
miei amici nel mondo è: RIFIUTI. La domanda che fine ci rimette pure le penne! Vi sembra che questo
mando in rete è: “Come si dice nella vostra lingua sia un uomo intelligente? Partendo dal fatto che l’uoRIFIUTI (Spazzatura)?” Risposte: Marc da Berli- mo si sente “ganzo” e dominatore della natura posno,”Mull”; Charlotte da Parigi,”Ordures; Domini- siamo dimostrare che invece è solo un cretino! E voque da Madrid, basura”; Martina Da Pécs, in Un- gliamo parlare del riciclaggio? Nelle ultime pagine
gheria…..”Szemet”; Ciro da Napoli….” A MON- del mio libro tratto questo argomento con tanto ardo-
Pagina 44
re, perché è proprio in questo passaggio che l’uomo si dimostra “piccino”. Mentre giro per le strade
di Roma ( il mio viaggio continua ), incontro una
vecchietta seduta a terra, con i vestiti sporchi e
strappati. Mi dice: “Dove vai bel giovane?”. Ed io
rispondo:”Vago per la città in cerca di uno spazio
pulito!”. Lei risponde: “Fermati qui , io so cosa
vuoi sapere!”. Spaventato ma incuriosito mi siedo
per terra accanto a lei; guardo la gente che passa, si
ferma e getta i rifiuti. Getta? ma che dico!!! Alcuni li scaraventano fuori dalla macchina in corsa,
altri gettano bottiglie di vetro con i rifiuti ordinari,
altri ancora, ritenendosi “splendidi”, le buttano per
terra senza preoccuparsi… Sono passate più di due
ore da quando sono seduto accanto alla vecchietta,
vedo scorrere di tutto e mi chiedo: ma che razza di
uomini siamo? Improvvisamente la vecchietta si
alza e si allontana velocemente, mi saluta e dove
prima era seduta trovo un biglietto dove c’è scritto:
“Ciao bel giovane, quello che hai visto è quello che
tutti i giorni voi uomini perbene mi fate! Ancora
non hai capito chi sono?… LA NATURA!” La cerco ovunque, non la trovo più, sparita! Mi ha lasciato in mezzo ai rifiuti proprio come meritavo!
Concludo il mio libro con una dedica… alla NATURA: “Vorrei poter cambiare il mondo e fare in
modo che tu non venga più oltraggiata, ma io da
solo non posso farlo, accetta però la mia personale
promessa di rispettarti!”. Improvvisamente sento
qualcuno che mi scuote: è mia madre che arriva a
svegliarmi! Dunque era tutto un sogno….pazienza!
Però la STREGA c’è: mia madre! Il PREMIO. Mai
dire mai!!!
Riciclaggio: è o non è per noi?
Da diversi anni continuano a
giungerci alle orecchie notizie
sull’esaurimento delle risorse
terrestri, sull’inquinamento e
dei tanti, troppi rifiuti. I rifiuti
ci stanno sommergendo; bottiglie, avanzi di cibo, lattine, buste di plastica, elettrodomestici rotti ecc. occupano cassonetti e strade. Continuando così non si
sa quanto potremo resistere. Una possibile soluzione
a questo grave problema potrebbe essere quella di
creare nuove discariche, o strutture per lo stoccaggio
dei rifiuti, come i termo-valorizzatori che, oltre a bruciare i rifiuti, producono anche energia. Un’altra possibile soluzione potrebbe potrebbe essere quella del
riciclaggio dei rifiuti che lo consentono, cioè la maggior parte di essi. Bottiglie di plastica e di vetro, carta
e imballaggi, lattine oggetti che potrebbero essere
riutilizzati più e più volte; ad esempio da bottiglie di
plastica usate nascono nuove bottiglie; dai telefonini
rotti vengono estratte le parti in oro e riutilizzate; i
modi per riciclare qualcosa sono infiniti. Secondo
dati statistici solo una famiglia su tre ricicla i rifiuti
domestici: questo è ciò che avvilisce di più. Le strutture per il riciclaggio ci sono, e sono anche tante.
Quindi il problema non nasce da quando i rifiuti escono dalle nostre case, ma da prima che questi vengano gettati, dipende da noi, gente italiana. Tra tutti
gli stati europei, l’Italia è quella che opera di meno
nel campo del riciclaggio dei rifiuti. Questa non è una
caratteristica degna di un paese tra i più sviluppati del
mondo, noi non dobbiamo seguire gli altri, dobbiamo
essere sempre un passo avanti a loro.
Nicolò Albanese
Pierfrancesco Pata
Pagina 45
Verde speranza
Il demone dello smog
“Il 2011 è il terzo anno peggiore del decennio, do-
Mai colore fu così
po i terribili 2002 e 2006″: con tanta crudezza i
appropriato ad esse-
noti quotidiani nazionali riprendono a parlare del
re legato a tale no-
terribile avvento dello smog. Gli italiani malati di
me. In un anno hor-
smog? E’ proprio in quest’ultimo mese che ben 48
ribilis per la terra e il
città italiane hanno superato il tasso limite regiona-
suo habitat, un po’ di
le. Domeniche ecologiche, biciclette, tasse d’auto,
speranza è cio’ che
parcheggi a pagamento… sembra non esistere so-
ci vuole. Dopo la marea nera del Golfo del Messi-
luzione al peggiore dei mali del xx secolo. Monos-
co e l’ombra grigia e minacciosa di morte della
sido di carbonio, biossido di azoto, benzene, ozono
catastrofe nucleare, uno squarcio di verde ci giunge
e zolfo, l’aria in città si è decisamente tinta di gri-
da non troppo lontano, Torino .
gio, causando danni irreparabili (bronchiti, asma) a
La sesta edizione di “Energethica” si è aperta con
circa 30.000 bambini all’anno nella sola Milano.
la presentazione da parte di James Barber di un’in-
Ci potremmo
novazione destinata a cambiare il mondo. La foglia
affidare
al
artificiale, grande più o meno quanto una carta da
nostro senso
poker,riproduce la fotosintesi clorofilliana delle
civico e cer-
piante, trasformando la luce del sole e l’acqua in
care di risol-
energia, ma in quantità ben dieci volte superiore
vere il problema da singoli in modo ottimale come
alla fotosintesi naturale. Proprio come una foglia
siamo soliti auspicare, ma poi sapremmo realmente
naturale, utilizza la luce solare scindendo l’acqua
prenderci cura di noi stessi e del nostro paese o sa-
nelle sue due componenti principali, ossigeno e
rebbe la solita finta promessa? Perché per fare an-
idrogeno (reazione di fotolisi dell’acqua). I due
che semplici spostamenti l’auto sembra l’unica so-
gas, che si accumulano ciascuno su un lato della
luzione alla nostra pigrizia? Forse bisognerà ancora
“foglia”al silicio, vengono convogliati in una pic-
aspettare che la medicina non riesca più a curare
cola cella a combustibile e poi utilizzati per la pro-
gli effetti di questo demone per spaventarsi davve-
duzione di energia. Le idee ci sono, le menti lavo-
ro e iniziare a cercare soluzioni alternative alle
rano… non resta che augurarci che i potenti si la-
semplici domeniche ecologiche; forse, però, incon-
scino inondare da questa verde speranza e investa-
sapevolmente quel momento è già arrivato! Sveglia
no molto di più nella ricerca di fonti energetiche
italiani pigroni! Il nostro paese - la nostra vita - è
alternative.
in pericolo!!
Maria Federica Ferlazzo
Alessandra Minutolo
Pagina 46
Riverberi culturali
Incursioni estravaganti sull’arte, la letteratura e la filosofia
Le rappresentazioni di Ulisse nella letteratura. Dall'eroe di Omero e di Dante
al "Re di Tempeste" di Gozzano
L’Odissea è un libro dove il tema generale è il viag- Ripartendo da Itaca infatti, Ulisse supererà le colongio di Ulisse e dei suoi compagni che devono torna- ne di Ercole, vedrà la montagna del Purgatorio, per
re dalla guerra di Troia ad Itaca. Ovviamente questo poi morire punito da Dio. Odisseo si trova tra i conritorno sarà ostacolato o avvantaggiato dagli dei. siglieri fraudolenti nell’Inferno, poichè lui ha tessuL’Odissea non è un libro policentrico sul piano dei to inganni tutta la vita. Un’altra rappresentazione di
personaggi protagonisti come invece lo è l’Iliade, Ulisse è quella offertaci da Guido Gozzano, l’espobensì ha un solo grande protagonista, da cui infatti nente principale del Crepuscolarismo. Egli ha la tuderiva anche il nome dell’opera, Odisseo, più comu- berolosi e sa di dover morire da giovane. Così nel
nemente detto Ulisse. Questa è una delle grandi dif- suo componimento intitolato “l’ipotesi” Gozzano
ferenze fra lliade e Odissea. Un’altra è che l’Iliade è immagina di sposarsi, diventare felicemente anziano
il primo libro ad essere stato scritto e l’Odissea è il e di dover raccontare alla consorte buona ma ignoprimo ad avere alle spalle un libro e quindi deve ri- rante la “favola” di Odisseo. Così egli lo paragona
farsi a questo. Infatti la guerra di Troia nell’Odissea ad un play-boy e ad un piccolo borghese che con i
è nel passato. Ulisse nell’Odissea è rappresentato suoi compagni e il suo yacht frequenta le spiagge
come un uomo coraggioso, ma soprattutto astuto e più famose del tempo e incontra numerose cocottes.
curioso. Astuto perchè riuscirà a tessere molti in- Il poeta continua dicendo che Ulisse non è stato un
ganni: quello più ricordato è l’inganno del cavallo di esempio di fedeltà coniugale ma che, una volta ritorTroia, dato che nessuno sarebbe mai riuscito ad e- nato ad Itaca la moglie lo perdonerà. il “Re di temspugnare le mura del re Priamo. Curioso perchè peste” però, né per il figlio, né per la moglie rimarrà
vuole conoscere sempre più cose: la sua curiosità si a casa e ripartirà in cerca di fortuna in America. Inevidenzia, ad esempio, nella vicenda delle sirene: vece di trovare il porto del Perù arriverà sino al
egli infatti vuole ascoltare il canto senza morire, e ci monte del Purgatorio, che “trasse la nave all’in giù”.
riuscirà. Nel XXVI canto, nel girone dei consiglieri Secondo me la figura di Ulisse dovrebbe essere un
fraudolenti dell’Inferno, nella Divina Commedia di punto di riferimento per tutti. Ormai quasi nessuno
Dante, Ulisse dice:”Considerate la vostra semenza:/ ha la curiosità di conoscere sempre più cose. E quefatti non foste a viver come bruti,/ ma per seguir sto è sbagliato dato che secondo me, cultura è sinovertute e canoscenza”. Queste sono le parole con nimo di conoscenza, perchè è proprio questa che
cui, secondo Dante, Ulisse incitò i suoi compagni a arricchisce l’uomo e lo rende unico tra tutti gli essecontinuare il viaggio alla scoperta di mondi scono- ri viventi!
sciuti, perchè bisogna conoscere sempre più cose.
Fabio Malacarne
Pagina 47
Il mito della caverna
Due mondi in contrapposizione: l’esperienza della
alla pseudo-realtà dell’immaginazione, si contrap-
vita reale, tangibile, diretta, dura. Di contro: il sole e
pone brutalmente l’impatto crudele con la vita rea-
la vita immaginata attraverso un velo, il velo del-
le. L’adattamento alla luce è difficile, lento. Il sole
l’immobilità all’interno di una caverna, il buio.
dapprima brucia gli occhi, poi permette al prigio-
All’interno della caverna l’immaginazione è il sim-
niero, reso libero, di vedere delle immagini, dap-
bolo della vita di questi poveri uomi-
prima confuse e simili a quelle im-
ni costretti all’immobilità, all’impos-
maginate nell’oscurità. Poi lentamen-
sibilità di muovere il collo per poter
te gli occhi cominciano ad adattarsi
scorgere il volto dei compagni ed il
alla luce, e non orientandosi ancora
colore della luce che proviene loro
durante il giorno, trovano ristoro e
da dietro, immaginando un mondo
felicità durante la notte, nella visione
surreale. Ma come è veramente que-
della luna e delle stelle. Ma anche
sto mondo soltanto immaginato? E’
questo non basta, la percezione della
migliore o peggiore del contatto di-
realtà è la luce, fino a che l’uomo
retto, della luce abbagliante che feri-
reso libero guarda finalmente il sole
sce gli occhi. L’incapacità a voltarsi
e nel sole percepisce che la vita reale
potrebbe essere decifrata come una paura a capire
non è distorsione dell’immagine. La vita reale è
veramente ciò che ci circonda, la brutalità del mon-
contatto, urto, dolore, scoperta, sofferenza, curiosi-
do esterno che ci ferisce, che non ci dà il tempo di
tà. Aggettivi questi che fanno la differenza fra una
adattarci ai cambiamenti repentini che ci propone.
vita solo immaginata, ma forse più tutelata, da una
Lo studio delle forme, degli oggetti trasportati dagli
vita segnata dalla sofferenza. Ma la sofferenza pro-
uomini che percorrono il muro alle spalle dei prigio-
babilmente è l’unico percorso che porta alla sag-
nieri, svela lo sforzo da parte di chi è cieco di svi-
gezza e alla maturità.
luppare il senso dell’immaginazione fino a farlo di-
Non esiste conquista senza dolore. Certo, potrebbe
ventare realtà. Quello che l’uomo, cosiddetto nor-
essere più facile mascherarsi dietro una finta vita,
male non deve sforzarsi di fare. E chi dice che la
vivere di luce riflessa. Ma la sfida dell’essere uma-
realtà sia preferibile all’immaginazione? Questi uo-
no secondo me è proprio questa, combattere ogni
mini sono cresciuti nel crepuscolo da sempre; fin da
giorno per allontanare quella luce abbagliante dagli
bambini non conoscono il mondo reale. La loro real-
occhi e conquistare un gradino di verità. Anche se
tà è l’immobilita e l’immaginazione, e chi può dire
la verità spesso fa male.
se non soffrirebbero di più se ne fossero privati? Ma
Giorgio Cacciola
Pagina 48
Le rappresentazioni del Destino nella Letteratura
Nella nostra vita tutto acca- molto spesso divinizzato. Per degli dèi con la preghiera”. Varie
de secondo un principio: il la mitologia greca le artefici sono le rappresentazioni letterarie,
destino. Celebre è la frase di del nostro destino erano le
oltre a quelle già citate, del
Appio Claudio il Cieco
Destino o Tyche, come nel
“siamo noi gli artefici del
Macbeth di Shakespeare, opera
nostro destino”. Il fato,
in cui il protagonista non rie-
infatti, altro non è che gli
sce, per quanto ardentemente
eventi oggettivi, la possi-
si sforzi, a sfuggire ad un de-
bilità, i limiti, tutto ciò che
stino già fissato, o anche nell’-
cade al di fuori del nostro
opera manzoniana “I Promessi
controllo. È determinato
Sposi” in cui le sventure dei
dalle scelte che facciamo e
protagonisti sono dettate da
che gli altri fanno, condi-
uno dei più grandi protagonisti
zionando, così, il nostro
del romanzo, la Provvidenza
futuro. Già i primi filosofi
Divina, ovvero l’idea cristiana
hanno parlato di questa
che tutto segue un disegno di-
forza, che altro non è che
vino. Il destino, tuttavia, rima-
il futuro che non siamo
ne una forza di cui sappiamo
noi a scegliere. Platone
ben poco e, come dice il pre-
dice che tutto è nel fato, ma Moire (o Parche per i roma- mio Nobel per la letteratura, Sache non tutto è predestinato. ni), che tessevano il filo della muel Beckett, “potrei dirvi di più a
L’anima è senza padrone e vita dalla nascita fino alla proposito dei ravanelli”. Spesso lo
siamo liberi, quindi, di fare morte con la recisione dello usiamo
come
giustificazione,
ciò che vogliamo senza esse- stesso. Anche nell’Iliade e “forse non era destino”, per illuderre sottoposti a nessun vinco- nell’Odissea di Omero gli av- ci che quello che accade non dilo e sono le conseguenze venimenti sono collegati al pende da noi e che è colpa di quedelle azioni, invece, che si fato attraverso il volere degli sta forza che i nostri sogni falliscocompiranno secondo il desti- dei, così come nell’Eneide di no.
no. Nel corso dei secoli il Virgilio in cui si dice “Cessa
concetto di destino è stato di sperare di cambiare i fati
Federica Spadaro
Pagina 49
L'uomo e la responsabilità
“La responsabilità è prezzo prattutto alla costanza c’è chi semplici con considerazioni
della
g r a n d e z - preferisce scegliere la via più che delineano il nostro essere
za.” (W.Churchill)
facile, la via della viltà, che infantile. Ma ogni singolo in-
L’uomo, in quanto essere lo porterà a confondersi tra dividuo è responsabile di una
coscienzioso, basa la propria la massa, a guardare nell’- crescita individuale, che lo
esistenza su scelte responsa- ombra chi ha scelto il peso porta alla maturazione di debili che contribuiranno alla gravoso delle decisioni re- terminati obiettivi che trarealizzazione di una vita ap- sponsabili. Ognuno è artefice scendono ogni minima infanpagata e soddisfacente. Agi- del proprio destino ed è re- tile distrazione. L’uomo rere opportunamente in manie- sponsabile di ciò che accade sponsabile decide di non conra efficace delinea il com- e perciò spetta a noi compie- formarsi alla massa, di non
portamento responsabile di re cosapevolmente scelte op- seguire inconsapevolmente la
un uomo che sa scegliere il portune. Come afferma un moda di turno. E’ facile nel
modo di agire più opportuno grandissimo filosofo, Emma- mondo vivere secondo le opianteponendo la fermezza dei nuel Kant, è insito in noi il nioni dei più, ma il grande
propri pensieri e delle pro- senso di “moralità”, intesa uomo, a mio avviso, è quello
prie azioni alla casualità de- come intenzionalità e volon- che in mezzo alla folla mangli eventi e che non lascia tà di comportamento senza il tiene la solitudine del suo
che il suo stato d’animo sia vincolo di alcuna imposizio- pensiero.
determinato da alibi e scuse ne. Da ciò scaturisce l’autoche gli impediranno di agire. regolazione di ognuno di
Spesso, soprattutto per noi noi, vista come misura della
ragazzi, è preferibile rove- nostra libertà. A noi ragazzi
sciare su fattori esterni le talvolta questi concetti risulcolpe di ciò che non va e na- tano poco chiari o troppo difscondere profondi stati di ficili da attuare e questo perinerzia e impassibilità. Al- chè, a mio avviso, è più col’impegno, alla fatica e so- modo
giustificare
scelte
Pascuzzi Martina Chiara
Pagina 50
L'amore. Vita o morte
Potrebbe sembrare un tema banale l’amore, poiché
rebbero in lacrime e si troverebbero in quell’infer-
ormai ognuno lo definisce per come meglio crede.
no di vita in cui tutto sembra aver perso senso di
Forse è proprio questo l’amore, puro desiderio di
esistere. Alberoni disse “ la vita quotidiana è un
felicità! Come disse F. Alberti “noi desideriamo,
eterno purgatorio. Nell’innamoramento c’è solo il
vogliamo assolutamente qualcosa per noi. Tutto ciò
paradiso o l’inferno; o siamo salvi o siamo danna-
che facciamo per la persona amata non è far qualco-
ti”. A volte ci si chiede se vale la pena soffrire, ri-
sa d’altro e per qualcun altro, è farlo per noi, per
schiare, struggersi e bruciarsi d’amore quando al-
essere felici”. L’amore è qualcosa che riempie ogni
l’improvviso vedi quella persona andar via da
parte del nostro essere, di illusioni e desideri , desi-
te. Il distacco tra due amanti viene esemplificato
derio di vivere per l’eternità insieme alla persona
nei versi di V.Cardarelli, nei quali si comprende
amata che viene percepita come parte di noi stessi,
perfettamente la sofferenza amorosa: “ e già quello
quella parte che se andasse via darebbe inizio ad un
che ieri era presente divien passato e quel che pare-
ciclo infinito di sofferenza e tormento. L’amore fa
va incredibile accade […] la vita mi rimane quel-
vivere in un mondo incantato, nel quale torniamo
l’indegna, un’inutile soma, da non poterne avere
bambini, quei bambini che non smettono di sognare,
più alcun bene”. L’amore è tutto o è niente, è pace
di illudersi, di amare, di desiderare, di cercare …
o è tormento, è vita o è morte. “Tutti vogliono vo-
anche se invano. Se ad un bambino viene tolto il suo
lare, ma quanti sono disposti a rischiare di farsi
pupazzo preferito con il quale dormiva, giocava,
male, cadere, ricominciare? tanti si accontentano
passeggiava, andava a scuola , lui continuerà a pian-
solo di camminare; ma tappando le ali al cuore che
gere e gridare, dicendo che quello era suo, che lo
cosa si vive a fare? perché senza amare siamo an-
vuole. Come il bambino, un uomo o una donna se
geli a metà. A volte viene da pensare che l’amore
perdessero la più cara persona al mondo con la qua-
vero non esiste ma il cielo è pieno di stelle e di cer-
le condividevano ogni singolo istante, ma soprattut-
to c’è una di quelle più belle che splende solo per
to credevano di vivere un amore insieme, scoppie-
me”.
Michela Penna
Pagina 51
Se non poniamo fine alla guerra, la guerra porrà fine a noi.
Nonostante la storia dell’uomo sia millenaria, l’u- ri, crudeltà, stermini agghiaccianti e inauditi, fuori
manità non sembra aver attraversato periodi prolun- della morale condivisa, ma si rivela spesso anche
gati senza guerre. La guerra, con i suoi orrori e le un’occasione in cui gli uomini mettono in mostra le
sue crudeltà, sembra appartenere al patrimonio ge- loro qualità migliori: la fratellanza, il cameratismo,
netico della specie umana. È un poema sulla guerra, la solidarietà, la pietà, l’altruismo, il coraggio. Spesquella fra Greci e Troiani, uno dei primi grandi libri so nell’esistenza di un uomo la guerra costituisce
della civiltà occidentale, l’Iliade, e anche oggi, che un’esperienza unica, fortissima, indimenticabile,
abbiamo ormai superato la boa del terzo millennio, l’uscita da uno stato di innocenza infantile e dall’ile guerre divampano in varie parti del globo: guerre pocrisia diffusa nella vita sociale. La speranza di
fra nazioni, ma anche guerre civili, interne ai singoli tutti si ripone nell’abilità della diplomazia, nella coStati. Eppure l’aspirazione alla pace fa ugualmente struzione di una Società delle Nazioni, giudice super
parte dei sogni dell’uomo, tanto che il massimo filo- partes, che abbia l’autorevolezza e la forza di dirisofo della modernità, Immanuel Kant, dedicò un mere le contese in nome di leggi e di regole chiare,
volumetto importante allo studio delle condizioni stipulate in precedenza. Qualcosa che assomigli all’che avrebbero condotto alla pace perpetua. Penso Onu di oggi, ma riveduta e corretta, più giusta ed
che nessuno ami la guerra, se non qualche fanatico efficiente. Soprattutto c’è la necessità di incanalare
militarista. La guerra è distruzione, violenza, sopraf- l’insopprimibile aggressività che alberga nel cuore
fazione. Nella guerra le norme basilari dell’umanità umano verso scopi più nobili e costruttivi: la creavengono distrutte, quindi essa è di per sé sempre da zione tecnica, scientifica e artistica. Un’educazione
condannare. Ma l’uomo, nel corso della storia, ha dunque che valorizzi la bellezza e che diffonda il
dimostrato di coltivare un’inquietante e irriducibile pluralismo, il dialogo, il rispetto per il diverso e per
attitudine alla guerra. Basta leggere le testimonian- la complessità, senza quelle pericolose e diffuse
ze, letterarie e non, provenienti dai vari fronti di semplificazioni che ci rendono inutilmente e distrutguerra, per rendersene conto. La guerra genera orro- tivamente bellicosi.
Andrea Megna
Pagina 52
La grande arte della musica
La musica: una delle tante forme d’arte che
dei fan del momento. La realtà è che oggi
aiutano l’artista a esprimere i propri pensie-
conta più l’aspetto esteriore, l’immagine che
ri e a trasmetterli a chi ascolta la melodia.
si manda, che si dà di se stessi; ma forse, tra
Un tempo per sentire questo genere d’arte
le “vittime” delle apparenze, si nasconde re-
bisognava andare al teatro e chi vi andava
almente un giovane Artista come lo si inten-
era colui che amava e apprezzava veramen-
deva un tempo. Amo la musica che mi sap-
te la musica; i compositori erano persone
pia trasmettere ogni tipo di emozione, adoro
che sapevano andare oltre ogni apparenza,
quel genere di musica che mi coinvolga pie-
possedevano una fanta-
namente facendomi senti-
sia in grado di superare
re ciò che l’autore ha
quella di chiunque altro,
messo dentro quelle sem-
esprimevano le varie e-
plici note e parole. Il ge-
mozioni in modo pieno,
nere di musica che prefe-
mettendo insieme le no-
risco è senza dubbio il
te giuste. Il fatto stesso
pop, poichè in questo tipo
che sapessero esternare
di musica, a parere mio,
ciò che sentivano dentro, utilizzando solo
possono realmente emergere le grandi voci
strumenti e senza parole, può far capire
che ci regalano capolavori. Ogni tanto mi
quanto essi siano stati grandi, tanto che si
diletto ad ascoltare la musica classica seppur
ha memoria di loro anche dopo secoli dal
raramente; essa mi aiuta a rilassarmi, oppure
giorno della loro scomparsa. La vera musi-
può essere la compagna per una buona lettu-
ca non perde mai la sua bellezza nemmeno
ra. Talora le note di una melodia accompa-
dopo decenni o secoli. Le vere composizio-
gnano stati d’animo. Quando ho l’umore tut-
ni, quindi, non passano mai di moda, una
t’altro che sereno, la musica diventa compa-
cosa che oggi succede fin troppo spesso; le
gna dell’emozione provata in quel preciso
canzoni ascoltate appena due mesi fa sono
istante.
state sostituite da quelle di un “artista” emergente, destinato a scomparire dai ricordi
Sergio Sorrenti
Pagina 53
LE NOSTRE RECENSIONI
Paulo Coelho. L'alchimista
Tra la schiera degli una storia il cui significato si racchiu-
(a seguire i segnali) quello che oc-
scrittori
contempora- de proprio nella sua estrema semplici-
corre per pervenire alla realizzazio-
nei, pochi riescono a tà. Essa non presenta un’intricata rete
ne dei propri sogni. Che sia un pa-
distinguersi dalla massa. Guardate di avvenimenti né di un gran numero
storello o che sia un re il protagoni-
cosa arriva ai giorni nostri nelle li- di personaggi, anzi il personaggio
sta di questa avventura non ha im-
brerie: il 50% dei libri ha come pro- principale è uno solo: il pastore San-
portanza, l’importante è portare a
tagonisti dei vampiri, o più generica- tiago, del quale viene narrata la storia.
termine la propria leggenda persona-
mente qualcosa che riesca a comba- Ne “l’Alchimista” il pastore Santiago,
le, quella per cui siamo nati. Questa
ciare con le mode del momento. La che era solito a pascolare le sue peco-
tematica viene trattata attraverso una
restante percentuale possiamo divi- re, fa lo stesso sogno per due notti di
tecnica narrativa molto particolare,
derla in due categorie: la solida mi- seguito. Santiago, incuriosito, si reca
scorrevole e fruibile per tutti. Grazie
riade di libri insignificanti e quei da un’indovina che gli rivela il signifi-
a questo libro possiamo capire che
pochi libri scritti da autori conosciu- cato del sogno: la presenza di un teso-
al giorno d’oggi l’uomo pone a se
tissimi che difficilmente riescono a ro presso le piramidi. Questo è solo
stesso dei limiti che non ha realmen-
deludere, ad esempio i libri di Gior- l’inizio di ciò che lo porta verso un
te, come la paura di realizzare i pro-
gio Faletti, Jeffery Deaver, Dan lungo viaggio. Nel lungo viaggio che
pri sogni. Realizzerete che tutti do-
Brown, Wilbur Smith, Andrea Ca- lo separa dalle piramidi Santiago im-
vrebbero essere un po’ più bambini
milleri, Paulo coelho. Quest’ultimo è parerà il significato dell’amore e della
e leggere questa favola, che nella
uno scrittore di origine sudamerica- sua importanza affinché l’anima del
sua semplicità comunica molto di
na, i cui canoni di scrittura si disco- mondo viva. Durante il suo cammino
più dei tremila libri thriller/splatter
stano dalla normale routine. egli ha apprenderà inoltre l’arte dell’alchimia
che usciranno dall’oggi al domani.
anche pubblicato diverse raccolte di e il linguaggio universale con il quale
Se cercate quindi in un libro con la
poesie e di aneddoti; detto questo l’uomo riesce ad essere un tutt’uno
capacità di emozionare e lo spunto
possiamo definirlo come una delle con l’anima del mondo. Il viaggio di
riflessivo avete appena finito la vo-
penne più originali e brillanti dei Santiago è accompagnato dalla pre-
stra ricerca. Chiudetevi in camera,
nostri tempi. I suoi libri sono infatti senza di altri personaggi, come il Re
appendete i cuori alle porte di casa
in grado di coinvolgere il lettore e, di Salem, ovvero colui che appare a
vostra e immergetevi nella magia de
cosa più importante, riescono quasi tutti coloro che seguono la propria
“l’Alchimista” e forse riacquisterete
sempre ad emozionare o a indurre leggenda personale, un alchimista in
un po’ dell’indispensabile fattore
alla riflessione. Adesso mi trovo a viaggio verso Al Fayun, un ladruncolo
“follow your dreams” che avete per-
parlare di uno dei suoi must: da porto, un venditore di cristalli, un
so o anche qualcosa in più, come la
“L’alchimista”. in questo “breve” potente alchimista del deserto e Fati-
consapevolezza che da sempre, le
libro (poco più di 180 pagine) Paulo ma, la sua amata. Il preciso intento
cose semplici sono le migliori.
Coelho crea un atmosfera tipica da dello scrittore è quello di incitare
“L’alchimista” ne è la dimostrazio-
mille e una notte, dando così vita a chiunque ad impegnarsi a fare di tutto
ne.
Salvatore Bertino
Pagina 54
L'uomo tra bene e male, ovvero il visconte dimezzato
Nelle opere dei grandi scrittori osservo e realizzo
completo rinasce. Esiste una continua contrapposi-
che l’immensa immaginazione assieme al loro pen-
zione di personalità in uno stesso personaggio e nel-
siero rappresenta un immenso patrimonio culturale
lo stesso uomo, la contrapposizione tra male e bene
nelle cui opere spesso possiamo immedesimarci.
che è il fulcro dell’intera opera. Tutto ciò porta a
Ho letto un romanzo di Calvino molto bello, la vi-
pensare che non esiste il male assoluto né il bene
cenda è ambientata nel Seicento, il periodo in cui i
assoluto poiché in ogni individuo coesistono en-
cristiani facevano guerra contro i Turchi. Il prota-
trambi. Magari c’è chi vorrebbe essere del tutto buo-
gonista è il visconte di Terralba, Medardo, che par-
no o del tutto cattivo, ma questo non potrà mai acca-
tecipa alla guerra nella quale viene
dere poiché noi siamo essere umani,
ferito e dimezzato da una palla di can-
esseri finiti ed imperfetti.
none. Durante lo scontro viene ritrova-
Un altro aspetto che mi ha colpito mol-
ta una sola metà del corpo. Questa me-
to è che i lebbrosi utilizzano la musica
tà tornerà poi a Terralba dove si mac-
come strumento per sfuggire dalla real-
chierà di molti delitti senza pudore:
tà, hanno usanze strane e sono di facili
tutto ciò che incontra lo dimezza a
costumi, praticamente tutto ciò che a-
causa della sua malvagità. La metà
desso nessun uomo farebbe sapendo di
buona entrerà a far parte del racconto
avere un tumore o altre malattie che
facendo notare a tutta la popolazione
portano alla morte certa. I personaggi,
di Terralba la differenza tra le due me-
come quelli di Calvino, ci hanno la-
tà, la malvagità che terrorizzava tutti i
sciato davvero un immenso patrimonio
cittadini e l’immensa bontà che quasi li soffocava e
culturale, insegnamenti che dobbiamo apprendere
li esasperava. In questo romanzo viene presentato
per capire meglio la vita. Rispose così ad un ragazzo
il problema dell’uomo “dimezzato”, cioè incom-
che gli chiese del romanzo: “avevo questa immagine
pleto, per questo lo scrittore ha dimezzato il suo
di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo
personaggio. Il tema principale, in questo romanzo
tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezza-
è celato nelle vicende insolite delle due metà: il
to, fosse un tema significativo, avesse un significato
sapere cosa si prova ad essere dimezzato e incom-
contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo
pleto nell’animo fa soffrire entrambe e di conse-
incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e
guenza cercano la propria metà che però non è
non l’altra”.
quella del proprio corpo bensì una donna. Quando
se ne innamoreranno entrambi, un unico uomo
Michela Penna
Pagina 55
Roc Marciano - Marcberg
Avete presente me già detto, delle atmosfere hard- Con questo non voglio assolutaquando guar- core, rare da trovare di questi tempi mente dire che Roc Marciano sia
date un film (non menziono “Panic”, beat da scarso o che il disco sia effettivache immagina- molti definito come marcissimo, mente brutto, l’aggettivo giusto
te sia un capo- proveniente da uno sgabuzzino ne- come detto al principio è secondo
lavoro o co- wyorkese, traccia che personalmente me “buono ma anonimo” e se ci
munque una pellicola molto sopra skippo sempre). Ho apprezzato so- pensiamo bene, oltre il fatto di aalla media e vi ritrovate a vedere prattutto la seconda parte del disco: vere dei beat che suonino Golden
un filmetto qualsiasi oppure lo ste- “thugs prayer” è una delle mie trac- age, qual è la sua particolarità?
reotipo di “normale”? L’assenza di ce preferite di Marcberg. Ascoltando Quali sono le qualità che lo condifetti e pregi esponenziali non ren- e riascoltando questo lavoro sono traddistinguono da qualsiasi altro
de la pellicola bella, ma neanche arrivato a farmi una domanda: Mar- disco? Nessuna in particolare, se
brutta, in sostanza, né carne né pe- cberg è davvero un prodotto così non le atmosfere dei beat. La quasi
sce; “Marcberg” di Roc Marciano buono? Detto sinteticamente, per me totale assenza di feat e la mancanper me è la stessa cosa. Premetto la risposta è no. Per quanto io sia un za di una traccia “potente” lo handicendo che questo sarà il disco estimatore del suono newyorkese dei no reso anche piuttosto noioso alle
dell’anno per molti nostalgici del novanta, penso che questo disco sia mie orecchie e a quelle di (quasi)
vecchio boom bap, ha un suono stato osannato un po’ troppo per la tutti alla lunga. Posso dire alla ficupo e delle atmosfere parecchio qualità o, meglio, per il suono dei ne, che chiunque sia un ascoltatore
“marce”, tanto che alcune tracce beat, che però secondo me anch’essi instancabile dei novanta e non riesembrano appena uscite da un di- alla lunga stancano. Fattore a svan- sce a trovare nei dischi che escono
sco dei novanta. Da quanto ho letto taggio di Marcberg è la mancanza ai giorni nostri qualcosa che riin rete, Roc Marciano ha prodotto del cosiddetto pezzo “pestone”, me- specchi i suoni di quel tempo, ha
da sè tutte le tracce di quest’album. glio definibile come banger, un po’ appena trovato un tesoro, chi inveAbbiamo un disco molto compatto come nell’album dei Roots, elemen- ce come me cerca qualcosa che
dal punto di vista dei beat e con la to che rende un album sempre mag- vada oltre il “si ok suona come gli
presenza di un solo featuring, cosa giormente fruibile all’ascolto. Il di- Smif n wessun e ciao” non ha troche alla fine può renderlo parec- sco, per me che non ho mai partico- vato nulla se non un album come
chio prolisso specialmente per me larmente apprezzato Roc Marciano altri mille. Non vorrei dare inutili
che non sono mai riuscito ad ap- definendolo non abbastanza coinvol- valutazioni, anche se per me è deprezzare a pieno la voce di Roc. Il gente dal punto di vista della voce o finitivamente un 7/ 7.5. Tracce
punto forte di questo disco sono i di quello che volete, è stato come migliori: Snow, thugs prayer, hide
beat che Marciano ha prodotto una di quelle tazze ricolme di caffè my tears, rindin around.
(snow più di tutti) che creano, co- che sembrano non svuotarsi mai.
Salvatore Bertino
Pagina 56
COME UN DELFINO. Gli Eroi non sono mai abbastanza!!!
Come un delfino è una fiction tv andata
Cercano di lavorare nell’ombra, senza nessun clamore,
in onda su Canale 5 l’1 e il 2 Marzo.
senza nessuna pubblicità, e non pretendono (e neanche
Racconta la storia di un nuotatore, or-
cercano) un grazie!!! E noi, che eroi siamo, cosa faccia-
mai “ex ”, che dopo aver dovuto abban-
mo? Li liquidiamo con un bell’articolo sul giornale, o
donare il sogno delle Olimpiadi 2012, mette a disposi-
una bella intervista in televisione, o ne parliamo nelle
zione la propria esperienza per dare aiuto ad un gruppo
piazze della nostra città, ma tutto ciò non basta: tutto poi
di ragazzi difficili, emarginati dalla società, che sotto la
continua come prima nella nostra vita… Gli Eroi conti-
guida di un prete “ buono”, don Luca, cercano di tenersi
nueranno a fare gli Eroi e noi staremo lì a guardare cosa
lontano dai guai….. E tutto questo dove accade?…..in
faranno ancora di strabiliante!! Ma chi sono questi eroi?
Sicilia!!! E’ una storia strappalacrime ambientata tra
Come si chiamano? Possono chiamarsi Giovanni Falco-
Messina e le Isole Eolie, con il mare e il sole come co-
ne, Paolo Borsellino, Generale Dalla Chiesa, Aldo Moro
protagonisti. Ho visto questa fiction con tanto piacere e
o più semplicemente Roberto, Giuseppe, Antonio, Luca
se dovessi dargli un voto gli darei 10! Perché? Perché ci
(tutti morti in Afghanistan per difendere la Libertà), o
sono eroi dei nostri tempi che combattono e si espongo-
ancora Vittorio, Vincenzo, Francesco (medaglia d’oro al
no a favore di chi è stato meno fortunato nella vita. Per-
valore militare), perché facendo il proprio dovere hanno
ché questi eroi, purtroppo, per quanto numerosi siano,
difeso con la loro vita la vita degli altri!!! Ci sono Eroi
rimangono sempre” pochi” rispetto alla grande maggio-
conosciuti ed Eroi che conosciuti non sono, ma il valore
ranza della società, che invece pensa che ciò che non la
di un Eroe non può dipendere dalla notorietà… L’eroe
tocca non le riguarda! Invece, questi Eroi, combattono,
non ha un valore, l’Eroe è un valore in una società come
si impegnano, e non chiedono mai niente in cambio!
quella nostra che di valori ormai ne ha ben pochi!!!
Nicolò Albanese
PROSPETTIVE GIOVANI
Il mondo visto con occhi adolescenti
Adolescenza: età unica ed affascinante, ma anche molto complessa
L’adolescenza (termine che deri- che l’adolescente non riesca ad
gi impliciti dei figli.
va dal latino “adolesco” = cresce- affrontare con successo le preoc-
Allora il giovane cerca aiuto nei
re) senz’altro è uno dei periodi cupazioni. Pertanto in lui nasco-
coetanei, ma non sempre trova chi
più difficili della vita. In questa no situazioni di disagio che egli
può capire il suo disagio interiore.
fase della crescita il giovane deve non riesce sempre ad esprimere.
Talvolta accade che l’amico più
affrontare molti problemi e molte La famiglia, così, non può aiutar-
caro lo tradisca, magari andando a
responsabilità. Se fosse in grado lo a superare quei momenti, an-
raccontare un segreto che gli era
di superare le prove di questa età, che se certe volte i genitori, di-
stato confidato proprio a chi non
potrebbe diventare una persona stratti dal lavoro o da altre preoc-
doveva conoscerlo. Questo può
adulta, ma capita frequentemente cupazioni, non colgono i messag-
causare forti depressioni, da cui è
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difficile uscire senza l’aiuto di materie scolastiche che egli vede Forse risolverli del tutto non è
qualcun altro, che spesso viene sempre più lontane dalla sua sensi- sempre facile, ma almeno si può
respinto per paura di subire un’- bilità e dal mondo in cui vive lo cercare di evitare che giungano
altra delusione.
porta a risultati insoddisfacenti. ad un punto critico. Anzitutto
Anche il rapporto con l’altro ses- Inoltre molti accusano i giovani di bisogna far capire all’adolescente
so non aiuta, e spesso il giovane oggi di essere privi di ideali. Forse che la diversità, rispetto a un mosi coinvolge troppo in storie che questo è vero, nel senso che i gio- dello mutuato dalla tv o dal
non si rivelano affatto serie come vani di oggi non devono lottare per “gruppo”, non è un difetto, ma un
lui pensava.
ottenere quello che vogliono, ma valore. Bisogna provare ad acspesso se lo trovano a disposizione contentarsi di quello che si è,
senza grandi sforzi, e questo li ren- senza dare troppa importanza alde superficiali e scettici sui grandi l’aspetto esteriore, ma potenzianvalori. Forse questa mancanza di do gli elementi positivi. Ogni
ideali è dovuta al fatto che gli a- persona ha le sue carte da giocare
dulti cercano di inculcare valori di nella società, per quello che è,
Altri problemi dipendono dalla cui poi non sono esempio concreto non necessariamente per il ruolo
difficile accettazione della pro- per i ragazzi. In genere sono pro- che ricopre o per la maschera che
pria persona. Infatti i cambia- prio i figli di genitori magari ric- indossa. Un’altra strada per afmenti di un adolescente sono an- chi, ma assenti, a covare un’insod- frontare bene quest’età è quella
zitutto fisici. Spesso il corpo cre- disfazione che poi esplode in gesti di selezionare le amicizie e gli
sce non proprio come noi stessi estremi. Sono, infatti, drammatica- adulti di riferimento, in modo da
volevamo, oppure non rispecchia mente aumentati i tentativi di sui- privilegiare il rapporto con le
i modelli che gli amici, la società cidio fra adolescenti, soprattutto persone che davvero dimostrano
e talvolta anche i genitori ci im- nelle grandi città, mentre gli episo- di voler bene alla persona nella
pongono. Questi sembrano solo di di autolesionismo, anche se me- sua integrità. In questo modo il
problemi soprattutto femminili, no grave, di anoressia, bulimia, ragazzo acquisterà maggiore fima risulta che oggi anche i ma- vandalismo, bullismo, ecc… sono ducia nelle proprie potenzialità e
schi ne soffrono molto più di un all’ordine del giorno. Come abbia- scoprirà una passione cui deditempo. Anche l’ambito scolastico mo visto, le preoccupazioni degli carsi con impegno e costanza.
è spesso fonte di insoddisfazione. adolescenti sono parecchie, a di- Forse, senza neanche che se ne
L’adolescente ha la volontà di spetto di chi pensa a quest’età co- accorga, a quel punto avrà già
affrontare lo studio per raggiun- me spensierata e serena. Ma è pro- imboccato e iniziato a percorrere
gere gli obiettivi prefissati, ma prio impossibile risolvere questi la strada per un’effettiva maturipoi la mancanza di interesse per problemi?
tà.
Alessandra Minutolo
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ITALIA: il mio sogno, la mia ambizione
L’Italia, un paese che oggi giorno E così ho cominciato ad organiz- di duro impegno, soprattutto i prisembra andare alla deriva, ma zare il mio futuro per riuscire nel mi due di scuola superiore che ho
non per questo privo di speranze mio intento; servendomi della appena cominciato, dai quali deve
e di obiettivi. È questo quello che rete ho cercato e ricercato tutte le scaturire un curriculum impeccapenso della maggior parte degli possibili scuole militari presenti bile per prepararmi al meglio al
studenti che scendono in piazza a in Italia per la scuola superiore e fine di superare queste prove.
protestare, perché essi vogliono e per l’università e ho scelto di en- Queste mie scelte stanno molto
pretendono un posto nel futuro trare, a partire dal terzo anno di condizionando il mio presente,
dell’Italia. Gli studenti che
poiché nel primo anno di liceo
reclamano i loro diritti in
scientifico
piazza lo fanno solo perché
scuola una volta perché la pre-
amano il loro paese e non vo-
cedente era molto scadente sul
gliono andare all’estero. Io
piano
amo l’Italia, e vedere il mio
Infatti dopo due mesi di scuola,
paese cadere a pezzi dopo una
per motivi di sciopero, eccessi-
ho
già cambiato
dell’offerta
formativa.
storia basata sulla gloria, sulla liceo scientifico, nell’ accademia ve assemblee studentesche, ecc.,
vittoria e l’amor di patria mi di- militare la “Nuziatella” di Napoli, mi sono reso conto che, non facenstrugge e mi rammarica nel pro- che prepara per l’ingresso nell’ac- do niente, non potevo avere spefondo: io voglio dedicare il mio cademia militare per sottoufficiali ranze nel superare gli esami, quinfuturo all’Italia. Proprio per que- di Modena. È ovvio che per entra- di io e la mia famiglia abbiamo
sto all’età di appena nove anni ho re in queste scuole di alto rilievo deciso il mio trasferimento in una
deciso, parlando con ragazzi mol- e importanza bisogna superare scuola privata molto importante
to più grandi di me e con signori degli esami molto impegnativi. che, da quanto ho constatato, concon una certa esperienza, di en- Infatti sono presenti prove di cul- ferma la sua reputazione. Premettrare nell’esercito italiano, so- tura generale, fisico-psicologiche tendo che studiare tanto non è il
prattutto nel reparto alpinista, e sanitarie, da superare tutte con il mio hobby preferito, devo dire che
paracadutista o esercito di terra. massimo di voti perché, ad esem- si prospettano anni molto difficili
Tutto ciò è anche influenzato da pio, alla Nunziatella sono dispo- davanti a me, fatti di sacrificio, ma
una passione personale, da una nibili circa ottanta posti per i due- tutto questo per raggiungere la mia
scelta che è sorta spontaneamen- mila giovani italiani decisi a su- meta nel modo migliore e per dare
te, in quanto nella mia famiglia perare l’esame. La conoscenza di il mio contributo affinché l’Italia
nessuno, se non obbligatoriamen- queste informazioni mi ha prepa- diventi un paese migliore.
te, è mai entrato in questo campo. rato dall’inizio ad affrontare anni
Claudio Salmeri
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Fate della vostra unicità motivo di orgoglio
Unicità, rispetto, libertà sono valori che dovrebbero capacità di distinzione, quel quid che non solo ci
caratterizzare la nostra società e sono proprio questi rende diversi dagli altri ma che, di contro, ci rende
“monumenti” ad essere chiamati a diventare la radice anche speciali e conferisce significato alla nostra
del rapporto tra esseri civili,
vita. Cosa inoltre porta a
ambiente e sviluppo. Non a
far diventare la nostra
caso ho voluto scegliere e uti-
vita singolare e insostitui-
lizzare il sostantivo che vede-
bile? Ebbene, miei cari
te scritto tra virgolette, in
coetanei, lancio un appel-
quanto tali ideali sono im-
lo diretto a tutti voi, indu-
pressi nella nostra stessa sto-
cendovi alla riflessione e
ria, ne tessono gli eventi e
all’ascolto del mio mes-
saldano presente e passato.
saggio: ognuno è impor-
Essi si pongono così non co-
tante e unico per il contri-
me sfondo ma come veri e
buto che può dare alla
propri motori degli eventi u-
società. Quando però vi
mani. Ovviamente, se questi
rendete identici e vi omo-
motori attivi si assopiscono o vengono meno, si ha un logate alla massa, la vostra vita diventa un doppioimpoverimento della società, che diventa scevra di ne delle altre e perde lo stesso motivo per contisviluppo, di storia e di significato. Mi duole ammette- nuare ad essere. Dunque il vostro “ragionare in
re che proprio i giovani (in particolare la fascia ado- branco” non fa altro che produrre copie e cloni, tra
lescenziale) partecipano a volte, indirettamente, a i quali nessuno si distingue. Non riducete la vostra
questo fenomeno di depauperamento. Sottolineo vita ad un inutile copione che nel multiforme mo“indirettamente”, poiché la causa di un tale fenomeno saico dell’esistenza vi rende delle tessere facilmeninteressa l’intera struttura economica, culturale e so- te sostituibili, perché uguali a molte altre. Il camciale di un paese. Richiamandoci al primo valore mino verso la perfezione è infinito e la nostra somesso in evidenza (unicità) cerchiamo di analizzare cietà ha bisogno del contributo unico e personale di
le sue diverse sfaccettature, rifuggendo da una sua ciascuno.
considerazione superficiale. Unicità è possibilità e
Biagio Sancetta
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Pane, latte e valori
Adolescenza. Parola spesso usata
che i giovani di ieri avevano e che i ragazzi di oggi do-
e “abusata” per descrivere, nel
vrebbero avere? Possiamo considerare “valori” tutte quel-
bene e nel male, un periodo della
le regole, quei principi e quelle linee di condotta che per-
nostra esistenza. Quella fase di
mettono alle persone di costruire la loro esistenza, di sta-
transizione particolare e delicata di cambiamenti sia
bilire le proprie priorità e di compiere delle scelte. Per noi
fisici che psicologici nella quale si fa l’ingresso nella
ragazzi, quindi, è importante avere dei valori che ci guidi-
vita; quella stessa fase in cui l’identità, il ruolo, la fami-
no nel compiere le scelte giuste. A mio parere, è ingiusto,
glia, il comportamento, i pensieri, le azioni vanno in
come si suol dire, fare “di tutta l’erba un fascio”: è ingiu-
confusione. L’universo virtuale di Internet e dei Social
sto sostenere che al giorno d’oggi la società è composta da
Network predispone soltanto a rapporti immaginari,
tanti giovani inetti, senza valori morali, né tantomeno civi-
senza contatto umano, che a volte disorientano e disar-
li, perché, per mia particolare esperienza, esistono parec-
mano i giovani ancora di più. In una società che, per
chi giovani che hanno fatto dei valori una vera e propria
diverse ragioni, coltiva il dubbio e il cinismo, la paura e
regola di vita. Il problema è che a volte non sono solo i
l’impotenza, l’immaturità e l’infantilismo, alcuni giova-
giovani a non avere valori morali, ma anche i “grandi”
ni tendono di aggrapparsi a modalità di gratificazione
hanno le loro responsabilità: quanti sono gli adulti che non
primarie e hanno difficoltà a diventare maturi. Molti
seguono una condotta morale, mentre dovrebbero essere il
giovani hanno difficoltà nel separare la loro vita interio-
nostro esempio? Per quanto riguarda me… posso essere
re dai condizionamenti esterni e questo fenomeno viene
fiera di affermare che sono cresciuta con pane, latte e va-
amplificato e alimentato dalla psicologia mediatica, la
lori…. Valori trasmessi dai punti cardinali (papà, mamma,
quale permea gli animi e l’universo virtuale dei video-
fratello), valori veri, autentici, che affondano le radici nel
giochi e di Internet. I giovani d’oggi sono come le ge-
passato e proiettano i loro frutti nel futuro. Frutti che san-
nerazioni precedenti: capaci di generosità, solidarietà e
no di rispetto per sé e gli altri, di condivisione, di tolleran-
dedizione solo se sono motivati da una causa. Prendono
za e di amore per tutto l’universo creato. Ma soprattutto,
i loro punti di riferimento un po’ dappertutto, per poi
valori che hanno un sapore che solo pochi hanno avuto
sperimentarli nel loro modo di vivere. Rischiano di ca-
l’occasione di scoprire…. I valori dello Scoutismo, un
dere nel conformismo delle mode, lasciandosi impre-
movimento che da ben otto anni mi ha saputo dare e inse-
gnare come spugne, piuttosto che costruire la loro liber-
gnare tanto, come tanto è stato ciò che ha fatto il suo crea-
tà partendo dalle ragioni di vivere e amare. Il che spiega
tore, Baden Powell. Lo Scoutismo mi ha insegnato ad a-
la fragilità effettiva e i dubbi su se stessi che li logora-
mare il prossimo, anche il mio nemico, ad essere sempre
no. Spesso, rammentando il comportamento di molti
pronti (“estote parati” è il nostro motto), a dare se stessi
giovani, le persone, forse anche in maniera un po’ trop-
per gli altri. Ma soprattutto, che può bastare così poco per
po semplicistica, affermano che i ragazzi di oggi non
donare un sorriso! Io sono del parere che non esistono
hanno più valori, non hanno nulla in cui credere, non
ragazzi o adulti con o senza valori. Tutti hanno dei valori
hanno nessun interesse vero all’infuori del divertimen-
in cui credere. Basta solo cercare dentro di sé e conoscersi
to. Ma è davvero così? E soprattutto, quali sono i valori
meglio.
Gaia Foti
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Uno spettacolo descritto da un'altra prospettiva
Avrete sicuramente letto tantissi-
come sette sorelle. Da questa idea
raggiungere è quella di realizzare
mi articoli riguardanti una mani-
nasce il titolo stesso dello spetta-
uno spettacolo che non somigli a
festazione culturale o uno spetta-
colo: “le sette sorelle”. Quello di
qualcosa di già fatto. Traguardo
colo. Che siano commenti, criti-
cui volevo parlare e incentrare il
ancora più difficile è riuscire a
che, recensioni o semplici descri-
discorso è il fatto che di uno
prendere una situazione, una sto-
zioni ne avrete sicuramente viste
show non si deve solo prendere in
ria e modellarla per creare un
(o meglio “lette”) di cotte e di
considerazione il momento della
punto di incontro tra coreografie
crude. Io in questo articolo
di diversi stili di danza, in
farò l’esatto contrario, de-
modo che esse combacino
scrivendo la mia esperienza
senza entrare in contrasto.
di partecipante ad uno spet-
Personalmente penso che la
tacolo di danza effettuatosi il
cosiddetta “abilità coreografi-
12 febbraio 2011. Il mio in-
ca” consista proprio in que-
tento non è quello di fare
sto: riuscire ad accostare stili
una descrizione di cosa sia
diversi in modo da restare
successo “dietro le quinte”, in
semplice messinscena ufficiale
comprensibili e non creare confu-
quanto potrebbe risultare alquan-
davanti al pubblico. C’è molto di
sione. La progettazione di una
to noioso nonché poco originale,
più dietro. L’importante, il punto
rappresentazione deve essere cu-
bensì quello di farvi capire che
del discorso, è comprendere inve-
rata in ogni suo singolo aspetto, a
dietro un’esibizione c’è molto più
ce come bisogna produrre e strut-
partire dalla scelta della giusta
dell’esibizione stessa.
turare uno spettacolo a partire dal
soundtrack o da quella dei costu-
La spettacolo di danza è stato pre-
nulla. Viene spesso sottovalutata
mi, che hanno un impatto visivo
sentato presso il Palacultura An-
la capacità di riuscire ad avere
molto forte sugli spettatori. Per-
tonello e inserito all’interno della
un’idea e di trasformarla in qual-
sonalmente ho partecipato all’u-
ricca serie di eventi che hanno
cosa di concreto, in modo che
nica coreografia Hip hop che fi-
animato la “Notte della Cultura”,
sia
comprensibile e piacevole
gurava l’isola di Panarea. Chiun-
manifestazione che il Comune di
anche per chi non capisce nulla di
que ne abbia l’occasione non
Messina sta cercando di promuo-
danza e vuole semplicemente di-
pensi due volte a partecipare ad
vere da due anni a questa parte,
vertirsi per un’oretta. Un’idea
un esperienza del genere, perchè
riscuotendo sempre più successo.
originale, e dunque vincente, de-
essa arricchisce molto non solo
Lo scopo principale è stato quello
ve essere creativa e comprensibile
l’artista ma anche lo stesso spet-
di rappresentare le Isole Eolie
allo stesso tempo. La meta da
tatore.
Salvatore Bertino
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La famiglia al giorno d'oggi
Sinceramente la situazione di ciò
divertimenti, fanno sì che ci si
vuto un miglioramento. Punto
che si intende per famiglia tradi-
dedichi di meno al nucleo fami-
principale è l’emancipazione del-
zionale è molto cambiata negli
liare. Questo è anche alla base del
la donna nella società. Il pensiero
anni passati ad oggi. La famiglia
problema del numero dei figli.
che si aveva della donna è cam-
moderna è in una situazione di
Molte coppie, come riportato in
biato nei secoli ed oggi la donna
crisi nella quale si mettono in di-
vari grafici, decidono di non voler
è capace di mantenere una fami-
scussione i lati positivi di ciò che
avere figli, e questo secondo la
glia da sola e, anche se esistono
essa dovrebbe rappresentare. Co-
mia opinione perchè c’è un crollo
ancora casi tragici di violenza
me afferma A.Golini in “La fami-
di responsabilità da parte dei ge-
sulla donna, di riuscire a “non
glia italiana dall’Otto-
farsi mettere i piedi
cento ad oggi”, in una
in testa” dal mari-
famiglia rispettabile vi
to. Succede che in
erano due regole fonta-
questo
mentali:i rapporti con-
bambini restino a
sentiti solo tra coniugi e
casa da soli e per
il matrimonio, conside-
alcuni questa cosa
rato un’unione per la
è vista come un
vita. Ai tempi d’oggi sia
acquisizione di re-
l’una
sponsabilità
che
l’altra
modo
i
del
“regola” sono andate
bimbo stesso. Io
via via perdendo valore,
penso che non bi-
come la famiglia di per sè. Si nota
nitori. Avere figli comporta una
sognerebbe lasciare troppo spes-
infatti come le persone abbiano
grande responsabilità e oggi si
so solo il proprio figlio. Penso
già figli prima del matrimonio o
preferisce “rinviare” la cosa. Si
che bisogna controllarlo, evitargli
addirittura come una coppia spo-
nota infatti come alcune famiglie
pericoli e tirarlo su dandogli un
sata si separi così facilmente do-
tirino su i propri figli: viziati per
buon appoggio per indirizzarlo
po pochi anni. Questo perchè suc-
la maggior parte. Nasce la coppia
sulla via giusta. In conclusione,
cede? Perchè la famiglia non as-
pendolare, persone che vivono
come la maggior parte delle cose,
sume più, per gran parte delle
per lunghi periodi lontani dalle
le tesi sulla famiglia si dividono.
persone, un significato tra quelli
proprie abitazioni. In contrapposi-
Sta a noi decidere ciò che si pen-
che dovrebbero essere di primaria
zione a queste tesi però, c’è chi
sa esser meglio per la nostra vita.
importanza. Il lavoro, il denaro, i
dichiara che la famiglia abbia a-
Martina Minutolo
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Il sorriso di un bambino: il guadagno più grande
Sin da piccolo sape- ca è anche questo. Grazie allo studio e
prostrate dalla povertà, dalla malnu-
vo già di voler di- all’applicazione costante dei ricerca-
trizione, dalla carenza di acqua puli-
ventare da grande un tori sono stati infatti progettate e col-
ta, ma soprattutto dall’ignoranza e
medico, diversamen- laudate protesi sempre più sofisticate,
dall’emarginazione. Questi medici
te da tutti gli altri bambini che, in e sono state anche portate avanti ricer-
eroi operano bambini con malforma-
genere, sognano di diventare astro- che importanti sulle cellule staminali,
zioni al palato, al naso e alla bocca,
nauta, presidente, pilota, calciatore. che sembra siano in grado di poter
per donare loro un futuro normale.
Coltivo questo sogno anche perché ricostruire organi danneggiati da ma-
Mio cugino mi ha fatto così com-
molti miei parenti sono dei medici e lattie o incidenti. Per me diventare
prendere l’importanza delle missioni
ogni volta che mi capita di sentirli medico implica anche la necessità di
a cui partecipa, non solo dal punto
parlare e discutere del loro lavoro, dover aiutare tutti coloro che soffro-
di vista medico, ma soprattutto a
l’attrazione nei confronti di questa no. Ho potuto conoscere da vicino
livello umano: regalare infatti il sor-
professione aumenta sempre di più. questo aspetto grazie all’attività in-
riso ai bambini che lo avevano per-
Ho scoperto che esistono diverse stancabile di un mio cugino, responsa-
duto, e alle loro famiglie, risarcisce
specializzazioni mediche ma tra tutte bile scientifico di un’importante orga-
più di qualsiasi guadagno stretta-
io vorrei intraprendere la strada della nizzazione medica che opera nei paesi
mente economico.
ricerca bio-tecnologica. Mi è sempre poveri del mondo. Quando torna dalle
Anch’io vorrei, un giorno, compiere
piaciuto molto montare e smontare sue missioni, mi fa vedere molti fil-
esperienze simili all’estero, perché
gli oggetti, collegare i vari fili, trova- mati e fotografie che presentano le
so che mi voterei a questa causa con
re il meccanismo che ne permette il precarie condizioni di vita in cui ver-
entusiasmo e passione.
funzionamento, e la ricerca scientifi- sano le popolazioni del terzo mondo,
Matteo De Blasio Di Palizzi
E' finita!E se ripenso al primo giorno del primo anno di liceo?
Finalmente è arrivato: il primo giorno
che giorno, alti ragazzoni e piccole bar-
cancello e
capi-
del primo anno di liceo! Sembra quasi
bie in miniatura sembrano costantemen-
sco che è finita!
di vivere un sogno, sembra quasi di
te guardarti e ritornare con la mente a
Eccomi qui, sono
essere realmente diventati grandi. La
quei “lontani” anni in cui erano proprio
arrivata alla fine
sveglia qualche ora prima, le lunghe
loro ad essere al tuo posto, e sembrano
della corsa come in una lunga marato-
ore allo specchio nella speranza di
proprio guardarti con tanta invidia. Pas-
na, realizzo che gli esami mi aspetta-
dimostrare qualche anno in più, l’e-
sano i mesi, gli anni…1°, 2°, 3°, 4°… e
no, che il tempo delle risate spensiera-
mozione della novità, la voglia di co-
le risate, le goliardate, le ore di supplen-
te è ormai finito, che devo abbandona-
minciare una nuova avventura… Ec-
za passate a giocare in classe, le gite, le
rere quei corridoi che già aspettano
coli là gli anni più belli della tua vita,
battute, le paure prima delle temibili
qualche nuovo cadetto pronto a co-
ti stanno aspettando!! Tra le tante fac-
interrogazioni di latino e matematica, i
minciare gli anni più divertenti della
ce sconosciute che camminano al tuo
bidelli speciali, le ricreazioni speciali…
vita, e per la prima volta dopo 5 anni
fianco lungo i corridoi della tua nuova
sono ormai ricordi che affievoliscono,
capisco che…ho paura!E ora? Cosa
seconda casa riconosci nei volti quel-
mentre alle 8:00 del primo ultimo gior-
accadrà? Perchè è già finita???
l’euforia che ti sta invadendo da qual-
no di scuola della mia vita guardo il
Maria Federica Frelazzo
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PENNE ESTROVERSE
La singolare e irripetibile creatività delle nostre parole
METTERCI LA FACCIA … ovvero L’UOMO E LA PAURA
La paura è un sentimento ata- sfuggire o esorcizzare il demone della paura, che
vico, da sempre presente nel- nella fattispecie si chiama solitudine. L’uomo del
l’animo dell’uomo. Essa va terzo millennio si trova, infatti, nel pieno di un comdallo scoramento allo spavento, attraversando tutti plesso di trasformazioni che hanno diffuso un senso
gli stadi della “fobia”. Varie sono le cause da cui è di profonda incertezza sugli aspetti essenziali della
determinata: dal buio indistinto che atterrisce il vita. Sono in crisi i ruoli tradizionali della società e
bambino, ai mezzi di comunicazione di massa, che della famiglia, i ruoli che competono alle diverse
costringono a vivere la compresenza storica di tutta generazioni. Tra fiumi di parole, oggi non sappiamo
l’umanità da luoghi lontani, ma temporaneamente più comunicare. Tutti vivono la strana percezione di
vicini, determinando conseguenze alle volte ango- essere alla canna del gas. Inquietudine e incertezza
scianti e irreversibili. L’uomo convive, suo malgra- investono la nostra società, nella quale sono mutati i
do, con varie forme di angoscia esistenziale: la pau- rapporti tra passato e futuro, nel senso che la dimenra della malattia e, ancor prima, del contagio (chi sione della vita quotidiana è prevalentemente quella
non ricorda, infatti, la fobia generata ad opera della del presente, dato che il passato non conta più e del
“Mucca Pazza, alla sola vista di una succulenta bi- futuro “quien sabe”. Stiamo perdendo, o meglio,
stecca alla fiorentina?); la paura dell’olocausto nu- credo che abbiamo già perso la tramontana, ovvero
cleare proferito da insigni (menagrami) scienziati; la il senso più profondo del nostro passato, le radici
paura dell’alterazione irreversibile degli ecosistemi, lontane del nostro agire odierno, il legame con la
con rischio di immediata fine del mondo; non ulti- nostra storia individuale, di gruppo, di popolo.
mo, il terrore del 2012, che incombe come una spa- Stracciarsi le vesti? Non ci resta che questo? Assoda di Damocle sulle nostre teste. Ed ancora: paura lutamente no! Il coraggio, la dignità, la fiducia nei
delle responsabilità della vita, di metterci la faccia, valori universali dell’amore, del rispetto reciproco,
di non essere sempre all’altezza delle situazioni, della solidarietà non sono cose da poco. Non sono
paura dei rapporti sociali, di perdere il proprio lavo- slogan per imbonitori politici e per televendite. Non
ro o l’immagine che faticosamente ci si è costruiti, sono frutti secchi, ma germogli vividi, pronti ad ecol terrore di finire in braghe di tela. Il timore fa ri- splodere nel terreno fertile di una coscienza giovanipiegare l’uomo su se stesso, lo rende egoista, insen- le, forse più tormentata e travagliata, ma certamente
sibile agli altri. L’uomo pauroso diviene solitario, più autentica e schietta, che non cede ai compromesapatico, depresso, sempre più assoggettato agli an- si e si rifiuta di “baciare le mani a voscienza”. Dosiolitici e, nei casi più gravi, all’alcolismo o all’uso vremmo imparare, allora, ad avere paura solo…
di sostanze eccitanti, sempre nel vano tentativo di della Paura.
Gaia Foti
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Viaggio nel tempo
Gennaio 2011… Il Direttore entra in classe e dice: io, e tu ,Terrun, mi ri“Abbiamo comprato la Macchina del Tempo, possia- troverai dal 1991 come
mo tornare indietro di tantissimi anni, chi vuole pro- simbolo elettorale della
vare?” “Quale occasione migliore” - penso io - “se Lega Nord, e Umberto
torno indietro nel tempo, potrò anche cambiare qual- Bossi sarà la mia Creacosa che in questi 16 anni non mi è piaciuta!!!!” “Io, tura… pensa: sposerà
io” dico a voce alta, e mi accorgo di essere l’unico persino una di voi!!
coraggioso. Poco dopo cominciano ad alzarsi altre “Caro Alberto da Giusmani e diveniamo un bel gruppetto, ma sulla macchi- sano” penso in silenzio “tu sarai anche un condotna del tempo si sale uno alla volta… quindi parto io tiero, un eroe, un coraggioso, ma vuoi mettere l’aper primo! Entro in una stanza dove c’è una grossa stuzia di un Terrun?!” Bene allora guarda cosa ti
macchina, monto su e mi accorgo di un monitor sul combino… ti cambio qualche elemento! Faremo in
quale scorrono anni, epoche,
modo che il 19 Settembre
personaggi, fatti, luoghi. Im-
del 1941, alla Sig.ra Bossi
mediatamente
“Vuoi
madre, in vacanza sulle rive
scegliere in quale epoca anda-
dello Stretto di Messina, le
re, quale personaggio incontra-
si rompano le acque e… na-
re, o vuoi che la scelta sia ca-
sca il piccolo Umberto! Che
suale?” “Casuale, casuale, al-
bello che sarebbe riuscire a
meno non avrò colpa di nul-
cambiare la Storia… oggi
la!”… E allora si parte!!! Pre-
Umberto sarebbe in giro per
mo il pulsante con su scritto”
le strade di Messina e direb-
leggo:
“lascia al caso il tuo destino” e dopo 10 secondi mi be: “Ciao cumpari comu stai?” … BOOOOOOOOritrovo nel XII secolo faccia a faccia con Alberto da OM!!! Che è successo? L’ho detta troppo grossa?!
Giussano, condottiero lombardo, eroe della battaglia … No, il boato è soltanto la macchina del tempo
di Legnano del 1176. “E questo da me che vuole?” che è ritornata nel 2011, ed io? Per fortuna sono
penso e subito lui mi dice: “Ciao Terrun!!” Ora capi- rientrato nel mio tempo e nel mio mondo; Bossi è
sco… e dico: “Ma tu non sei il fondatore della Com- nato a Cassano Magnago, non parla da Terrun ma
pagnia della Morte, un’armata di 900 cavalieri scelti da Polentone, e la macchina del Tempo? Il Direttoper difendere il Carroccio, simbolo della Lega Lom- re l’ha già rivenduta come prodotto di seconda mabarda, contro Federico I Barbarossa?” “Sono proprio no!!!
Nicolò Albanese
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Il TG come lo vorrei
NOTIZIA SHOCK: all’alba di oggi tutte le se-
Ore 14.30: Studio Aperto, Italia 1. Anche qui un
di dei TG nazionali (RAI, Canale 5, Retequat-
ragazzino si è impossessato del microfono e di-
tro, Italia 1, la 7, SKY, Premium) sono state
ce: “ Notizie dall’Italia… remonti ha promesso
occupate da ragazzi tra i 15 e i 20 anni, che di-
meno tasse per tutti e più lavoro! Notizie dall’E-
cono di chiamarsi “VOLEMOSE BENE”.
stero… Ahmadinejad scende in piazza contro il
Ci sembra che abbiano delle armi… no, no, un
Nucleare e contro il Burqa!”
momento.
Ore 18.00: TG5… “Clamoroso- dice una ragaz-
Non sono armi, sono FIORI che sparano PE-
za – a Cerignola scongiurato un disastro fami-
TALI! “Da oggi le Redazioni dei TG sono in
liare. Un uomo in vacanza con le sue due bam-
mano nostra. L’informazione la facciamo noi!”
bine scivola alla stazione e cade tra i binari. Il
continuano a gridare. Ore 08.30: TG 1… nuo-
macchinista del treno in arrivo riesce a frenare e
vo conduttore, un ragazzetto alto, capelli casta-
Mathias, Livia e Alessia sono salvi e potranno
ni, sguardo intenso che dice: “Buon giorno dal
riabbracciare la loro Irina”.
TG1… e che Buongiorno! Yara Gambirasio
Ore 20.00: SKY… “Trovata la causa che provo-
non è mai scomparsa! Sarah Scazzi passeggia
ca il cancro. Un gruppo di medici appartenenti
per Avetrana! Gheddafi è un nuovo personag-
alle Università di tutto il mondo ha messo a
gio dei Pokemon! Berlusconi è a pranzo con
punto il VACCINO!!!”
Fini e Bersani! Ruby è una maestra d’asilo!”
Ore 20.30: Premium…. “NOTIZIA SHOCK: al
Ore 12.00: TG4…. Una ragazzetta alta, bionda,
tramonto di oggi tutte le sedi dei TG nazionali
occhi da gatta, sta seduta al posto di Emilio Fe-
non sono più occupati dai giovani giornalisti!”.
de e dice: “a Emy, o sai che in Iraq stanno a
Peccato!!! Anche se è durato un solo giorno,
sloggià pecchè a guerra è finita? E o sai che e
questo TG mi è proprio piaciuto!!
Tori Gemelle so ancora li e nessuno è riuscito a
buttalle giù?”
Nicolò Albanese
Pagina 67
Il mio giorno da presentatore del TG14
sveglio,
nuti! Ma non sono pronto, non so
leggo, è il TG14! Le visualizza-
una
cosa dire e soprattutto… come
zioni sono state altissime, mi
giornata come
avrei fatto io, il ragazzo più timi-
hanno chiamato per una settima-
tutte le altre,
do di tutti i tempi? “Ora diamo la
na di prova e mi hanno offerto
ma qualcosa mi dice che non sarà
parola allo studente scelto dalla
pure soldi. Devo rispondere alla
così. Sto per uscire di casa per
nostra selezione!”. Eccomi in on-
proposta entro la sera, ma per ora
andare a scuola e mi accorgo che
da, “oh cielo” non so che dire!
vado a scuola. Arrivo e tutta la
mi è arrivata una lettera, rimango
Inizio con un banale “buongiorno
scuola mi accoglie con applausi e
stupito. Subito penso: “Non ho
a tutti”, mi fermo, penso … Ma
fischi, chiedendomi come era an-
tempo da perdere con lettere inu-
certo! E’ facile la soluzione, io
data e dico loro della lettera. Ma
tili, sono in ritardo”. Così esco di
non sono direttamente di fronte
vedo che tutti sono tristi, poichè
casa e la ignoro. Alle 13:45 esco
ad un pubblico, sono solo ripreso
se avessi accettato mi sarei dovu-
Mi
sembra
in cortile per giocare a
to trasferire a Roma. Allo-
calcio con i miei compa-
ra penso che forse avrei
gni, e ad un certo punto
fatto bene a non accettare,
sul nostro cortile atterra
ma loro, da buoni amici,
un grande elicottero con
mi dicono di non perdere
su scritto: TG14. Subito
questa grande opportunità.
scende un uomo che mi
Ecco è arrivata sera: devo
prende e mi fa salire a
mandare la lettera con
bordo. Durante il viaggio mi spie-
da una telecamera, sono solo co-
scritto sì o no. La scelta è così
ga che sono stato scelto come
me quando ripeto storia, e allora
difficile e straziante… Mi affac-
presentatore del TG per un gior-
inizio: Notizia dell’ultimo secon-
cio e vedo dei ragazzi giocare a
no. Io mi illumino di gioia, ma
do… Non ci posso credere, ce
calcio. Non resisto. No. Oh no!
per orgoglio, con indifferenza
l’ho fatta, il TG è finito e sento
Sono di nuovo in ritardo, ma so-
chiedo: “Perchè non mi avete av-
che è andato tutto bene, però ora
no contento di poterlo essere. Ar-
visato prima?”. Loro mi dicono di
voglio tornare alla mia vita di
rivo a scuola e mi chiedono: hai
avermi spedito una lettera, così
sempre. L’indomani la mia routi-
detto sì, vero? No. E lì un urlo di
capisco di chi era quella lettera
ne mattutina viene però di nuovo
gioia scoppia dal cuore dei miei
che avevo ricevuto. Arrivati a Ro-
stravolta, perchè prima di uscire
compagni e… dal mio.
ma vedo la sede e scopro che sa-
vedo una lettera e subito penso:
rei andato in onda fra cinque mi-
“questa volta non sbaglierò!”. La
Fabio Malacarne
Pagina 68
Una crociera da dimenticare? Forse no
Io quel giorno ero molto impauri-
resta, varie lance per cacciare. Mi
rono per unire i vari pezzi della
to ed eccitato all’idea di partire e
misi poi vicino al fuoco e mi ad-
barca. Il giorno successivo il sole
di fare la mia prima grande cro-
dormentai, perchè quella era stata
fu ricoperto da nere nuvole e ini-
ciera. Avendo paura del mare,
una giornata molto faticosa e dif-
ziò una violenta tempesta tropi-
non sono mai salito su di una na-
ficile. Il giorno dopo iniziai ad
cale. Le onde cominciarono ad
ve ma per questa crociera mi feci
esplorare la foresta: essa era mol-
alzarsi ed ebbi paura che la mia
coraggio e partii. Feci male
fine fosse giunta. Per
però. Partii il 17 Febbraio,
fortuna
mi
di venerdì, alle 17:17. Le
qualche
giorno
prime due settimane mi di-
continuai la costruzione
vertii molto ma, dopo di
della barca. Mi serviva-
queste, arrivarono onde gi-
no una vela e una pietra
gantesche che fecero ribal-
simile all’amigdala per
tare la nave. Morirono tutti,
modellare l’imbarcazio-
tranne me. Mi ritrovai in
ne. Con una lancia più
salvai
e
dopo
un’isola immensa, mai visitata
to buia, perchè i raggi del sole
lunga costruita in precedenza e
dall’uomo e non segnata sulle
erano coperti dal fitto fogliame
un sasso molto tagliente riuscii
cartine geografiche. Questa era
degli alberi. Trovai anche un ru-
ad uccidere animali dalla pelle
un’isola meravigliosa, ricca di
scello dove scorreva acqua limpi-
spessa e resistente, pelle che usai
verde e piena di specie inusitate
da e pura. Riempii la borraccia
successivamente come vela. Feci
di animali. Dopo che mi alzai dal-
d’acqua e raccolsi strani frutti,
provviste di acqua e cibo e mi
la spiaggia, mi andai a fare un
molto diversi da quelli che cono-
preparai per il viaggio di ritorno.
giro per trovare dell’acqua fresca,
scevo. Improvvisamente apparve
Il giorno dopo partii e attraversai
cibo e un riparo per la notte.
un grosso animale, simile ad una
un mare calmo ma pericoloso,
Camminando, trovai dei pezzi di
tartaruga, ma gigantesco e carni-
perchè infestato da piranha e bar-
corteccia molto diversi dai nostri.
voro. Uccisi la fiera con la lancia,
racuda. Mi seppi difendere bene.
Provai a prenderne due, li spezzai
conficcandogliela in testa e, sic-
Giunsi così fino alle coste della
e, con un accendino che avevo in
come il suo guscio era molto
Sicilia, felice di essere sopravvis-
tasca, accesi un fuoco. Con gli
grande e resistente, lo presi per
suto a questa pericolosa ma affa-
altri pezzi mi costruii un rifugio
costruirmi una barca. Tornando
scinante avventura.
e, usando varie pietre dure trovate
verso la spiaggia trovai delle lia-
al confine tra la spiaggia e la fo-
ne molto resistenti che mi servi-
Francesco Valente
Pagina 69
Viaggio sul veliero dell’alba
Il sole sta sorgendo ormai, la ature..creature che fino ad allora avevo solo potuto
sua luce rischiara a poco a poco vedere nei libri o in tv. Pesci dai colori sgargianti
il cielo, salutando l’oscura not- saltano fuori dalle acque con agilità impressionante,
te, la luna e le stelle che mi accompagnati da bellissimi delfini. Ma ecco che,
hanno tenuto compagnia fino ad ora. Credo che co- tutt’un tratto, una voce angelica…ed un cavallo
mincerebbe così il mio viaggio ideale, un viaggio bianco dalle ali grandissime richiama la mia attenalla scoperta del mondo, di culture e popoli diversi. zione. Il magnifico animale volteggia in alto, e dopo
Un viaggio alla scoperta di se stessi, del proprio es- pochi secondi scende in picchiata e si posa delicatasere e della propria anima. E soprattutto, un viaggio mente sul ponte del veliero. Ed ecco: un’isola illusu un veliero fantastico, che naviga sulle acque più minata dal sole appare d’improvviso in tutta la sua
blu e per mari inesplorati dall’uomo : il veliero del- bellezza. Salgo in groppa al mio destriero alato e
l’Alba. La voglia di ve-
prendo il volo. Salgo sem-
dere, capire e scoprire
pre più in alto, sfioro con
arde in me più viva che
le dita le nuvole bianchis-
mai, come le fiamme di
sime, e ammiro l’immensa
un
indomabile.
natura pullulante di vita. Il
Sento sulla pelle la leg-
cavallo scende in picchia-
gera brezza che spira da
ta, ed ecco che mille sen-
est, una brezza fresca,
sazioni si affollano nella
che sembra cantarmi ciò
mia mente. Gli infiniti
fuoco
che ha avuto la fortuna di ammirare nelle bellissime paesaggi, le distese azzurre e le verdi colline. Gli
terre d’Oriente; terre vergini , perennemente baciate imponenti alberi ed i profumatissimi fiori. Finaldal sole e lambite dal più bel mare che si possa mai mente tocco il terreno morbido e fresco. E mi sento
sognare. Terre dagli alberi possenti e sempre in fio- pervasa da una sensazione nuova, quasi magica : mi
re, dove il silenzio regna, dove vivono le più diverse sento di nuovo bambina! Torno a correre, saltare ed
specie di animali; dove la tenera erba degli immensi urlare il mio nome per sentirne l’eco. Finalmente
prati sembra invitarti a distenderti e ad abbandonarti sono arrivata nel mio mondo… nel mondo che ho da
a quella meravigliosa tranquillità che invade la tua sempre sognato e desiderato. Tornerò mai a casa?
mente, rilassandoti. Un velo di salsedine mi pizzica Questo non lo so. Ma la risposta mi è suggerita da
le labbra, riportandomi alla realtà, facendomi riapri- una bellissima canzone : ” Un viaggio a senso solo,
re gli occhi ed ammirare ciò che mi si pone davanti : senza ritorno, se non in volo…”
l’immensità dell’oceano e delle sue gigantesche cre-
Gaia Foti
Pagina 70
La fatica della MIA sveglia sempre più presto
Sonno-
nanti, mi conduce a scuola e mi
ma?” E poi, con invidia: “Quanti
Ospedale Molinette di Torino:
riprende alle 13.30 (viaggiare per
la faranno tra un paio di ore?”.
“Chi punta prima la sveglia in
raggiungere la scuola fin da pic-
Vede, Direttore, anche per la sve-
Europa per andare a lavoro?”. I
colo mi è valso la comprensione
glia c’è una formula di matemati-
Belgi alle 6.30, i Britannici alle
della
paterna
ca: La sveglia suona tanto più
6.45, gli Italiani, in media alle
”figghittu, soffriu sempri p’annari
presto quanto più cresci di età!
6.49, i Tedeschi alle 6.50, i Fran-
a scola!!! U Signuri mi cci renni
Prenda ad esempio me… da pic-
cesi alle 6.55. Gli Spagnoli alle
sti sacrifici!!!). 2005-2008: 6.45
colino mi svegliavo e facevo il
Centro
disturbi
del
mia
nonna
7.00 (da TV SORRISI E
pacco…
CANZONI). E tu, quando ti
scendo, mi sono svegliato
svegli? E’ cambiato l’orario
“sempre più presto”, perché
da quando eri piccolo ad og-
il mio impegno da studente
gi?
Signorini
è aumentato di intensità e
(Direttore di TV SORRISI E
durata. Anche l’orario di
CANZONI) mi intervista…
ingresso a scuola è “sempre
“1995: Messina, ho 1 anno.
più presto”… 8.30... 8.15...
7.30 sveglia, biberon, cap-
8.00… il traguardo richiede
Alfonso
depositato.
Cre-
pottino, mamma mi infila in mac-
sveglia (la lancetta piccola passa
una fatica sempre maggiore. E la
china e via dalla nonna dove mi
dal 7 al 6) “Svegliati - dice mia
sveglia? Con i suoi occhioni furbi
aspettano bagnetto, ninna nanna e
sorella Martina - vestiti, fai cola-
(nei miei disegni è sempre stata
pappa! 1996-1999:Taormina, dai
zione,”…lo ripete per tre anni!!!
una faccia con occhi grandi e
2 ai 5 anni, vado all’asilo! 7.15
2008 ad oggi: Liceo Scientifico
bocca larga, rompiscatole, brutta
sveglia, bagnetto, cappottino, di
Empedocle a Messina… continuo
e vecchia!) sembra dirti: “Su di
corsa in macchina, vengo lanciato
ad abitare a Taormina…Ore 6.15:
me trovi 12 numeri che scandi-
dal finestrino e preso al volo dalla
caffè, fetta biscottata e mia madre
scono la tua giornata di 24 ore.
maestra! Gioco, dormo, mangio e
che mi urla:”Presto che è tar-
Sei in trappola!!! E io che faccio?
aspetto che qualche anima pia mi
di!!”… riesce a farmi imbestialire
… Sposto sempre la lancetta 1 o
riporti a casa… mai prima delle
e ne è felice perché, dice lei,” rie-
2 minuti indietro!!! Non sarà la
17.00!!! 2000-2005: le elementari
sco a non farti riaddormentare!”
soluzione ai miei problemi, ma
( a Mazzeo, frazione di Taormi-
Penso: “Quanti in questo momen-
mi aiuta!!!
na): ore 7.00 sveglia; ore 7.45
to staranno facendo la stessa co-
pulmino che, lungo curve e tor-
sa? Quanti l’hanno fatta ore pri-
Nicolò Albanese
Pagina 71
Se Paride può uccidere Achille, perché non lo può fare anche Ettore?
Tra i vari libri dell’Iliade, con la spada tra il collo e la spalla; infine con lancia
troviamo lo scontro tra infilza il suo tallone. Così il quasi immortale AchilAchille e Ettore. Normal- le, piede rapido, muore. Ettore alla visione della sua
mente il primo vince sul vittoria scoppia a piangere per la felicità di poter
secondo uccidendolo e tornare dalla moglie e dal figlio Astianatte e decide
trascinandolo con un car- di ritornare il corpo di Achille ai Mirmidoni. Ecco
ro. Però io tra le due figure preferisco quella del arrivato il giorno successivo. La morte del grande
troiano, perciò ho provato ad immaginare un esito eroe ha scombussolato i Greci, compreso Agamendell’incontro diverso, che ha come finale la vittoria none, il quale sa che senza Achille, il risultato della
di Ettore. Troia, giornata afosa. Il re Priamo, padre guerra sarebbe stato negativo. Così decide di scapdi Ettore, Ecuba, la madre, Andromaca, la moglie, pare nella notte successiva. Però arriva prima il re
Paride, il fratello e tutti gli altri
Priamo e così i soldati greci subi-
parenti e compatrioti piangono
scono subito l’attacco dei troiani.
perchè sanno che Ettore ha po-
L’unica flotta che riesce a scap-
chissime possibilità di vincere
pare è quella del re di Itaca, Ulis-
contro Achille. Ma intanto il
se. Troia è salva dalle insidie dei
figlio di Teti urla il nome del
Greci, almeno per ora. In futuro
guerriero più forte di Troia e lo vuole uccidere per la Grecia invierà un altro esercito e riuscirà ad entravendicare Patroclo. Ed ecco che il principe troiano re con il piano di Odisseo. Infatti sarà al ritorno di
scende. Il duello inizia. Ettore prova a scagliare la questa battaglia che lui si perderà e compirà l’infinilancia che aveva in mano. La lancia è lunga e poco to viaggio per tornare in patria. Ma allora chi uccide
robusta ma con la punta di ferro molto appuntita e Ettore? Teti. Ella, venuta a conoscenza della morte
tagliente. Intanto Achille, per sfregio, si toglie l’el- del figlio, convince Poseidone ad inviare il suo sermo e poggia lo scudo a terra. Subito dopo estrae la pente marino per uccidere i principi di Troia e il dio,
sua spada e la punta contro il suo sfidante. A sua dovendolo mandare per uccidere anche l’indovino
volta Ettore svolge le stesse azioni e corre verso il Laocoonte, accetterà. In effetti con questo finale Etsuo nemico. Il greco vuole punire e far soffrire l’uc-
tore morirebbe lo stesso, ma al-
cisore di Patroclo e così inizia schivando i colpi e
meno non contro un combattente
spingendo l’avversario facendolo cadere. Il figlio di
che poi verrà ucciso da Paride,
Priamo si ritrova a terra sanguinante ed a quel punto
più debole rispetto al fratello, ma
Achille decide di ucciderlo ma, non appena scaglia
per la volontà di un dio.
il colpo finale, Ettore lo evita saltando e lo trafigge
Fabio Malacarne
Pagina 72
TUTTA UN’ALTRA STORIA
I Corsi e i Ricorsi delle vicende umane
E se i Greci avessero vinto...
Non dimen-
portante ed è quello che mi ri-
contro naso. Ormai è finita, que-
ticherò
mai
specchia di più. Io darei anche la
sto momento stabilirà il vincitore,
questa data:
vita per difendere Sparta, la mia
anche se io già lo sono in un cer-
Termopili,
patria. Anzi, la sto già dando. Oh
to senso. L’immagine che può
20 Agosto 480 A.C. 4.700.000
cielo… siamo rimasti in 10, e l’e-
rappresentare questa scena è dif-
soldati
persiano
sercito della Persia ha subito un
ficile da immaginare: due grandi
mandati da Serse I, contro i 300
danno minimo. In proporzione le
uomini, un sovrano e un coman-
soldati spartani di Leonida. La
perdite dei persiani sono nulle.
dante sovrano che si accoltellano
battaglia inizia … 299 … 298…
Nel frattempo sono rimasto solo
all’altezza del cuore a vicenda, e
297… il numero di spartani viene
tra i miei uomini ma cosa devo
tutti i soldati intorno che combat-
diminuito in un batter d’occhio!
fare io contro i milioni di nemici
tono… Ma ora torniamo alla real-
Sono ancora vivo, ancor per po-
che ho davanti? Allora io, il co-
tà. I miei uomini sono morti, e
co, ma alla fine siamo partiti sa-
mandante Leonida, scavalcherò i
tentare di arrivare fino a Serse
pendo che saremmo morti tutti.
soldati e conficcherò questa stes-
sarebbe un suicidio, migliaia di
Finalmente sono arrivati 700 Te-
sa lancia nel cuore del re persia-
arcieri mi freccerebbero e non
spiesi e altri 6000 alleati greci.
no, sempre se ne ha uno! Ovvia-
riuscirei a salvarmi. Addio! Sono
Ma i persiani sono troppi e sem-
mente nella mia lunga e trafelata
morto vincente, perchè ho dato la
brano sbucare da tutti i lati. Lo
corsa dovrò anche eliminare qual-
vita per difendere la mia terra.
spettacolo è terrorizzante, i miei
che soldato. Inizio a muovermi
Ma sono morto. I risultati dell’a-
fratelli sono sgozzati dalla lama
rapidamente ed ecco il primo sol-
spra e feroce battaglia saranno
lucente delle spade dell’esercito
dato: con un possente salto schivo
alla fine questi: 299 spartani mor-
di Serse. Purtroppo anche io devo
il suo colpo e lo trafiggo tra il
ti, tutti i Tespiesi e 1400 alleati
uccidere i nemici e so l’amarezza
collo e la spalla. Il secondo: paro
greci. E i persiani? 35000 dei lo-
che nel frattempo stanno provan-
la spadata con lo scudo e gli ta-
ro soldati scenderanno nell’Ade,
do gli altri. E’ proprio questa la
glio la gola. Il terzo: blocco con
risultato notevole, sia perchè sia-
stupidità della guerra: ognuno fa
la spada il suo attacco e infilzo il
mo riusciti a rallentarli, ma anche
male all’altro, ma nessuno con-
suo stomaco con la lancia. Ed ec-
perchè abbiamo ucciso molti più
clude nulla. E’ vero, io sono qui a
comi finalmente vicino al re, e
uomini. L’ultima immagine che
combattere, ma perchè questo mi
alle orecchie mi giungono queste
ricordo, è quella di Serse che ride
è stato insegnato e, tra i valori che
precise
di fronte alla mia morte!
ho, quello della patria è il più im-
fare quel pazzo?” Eccoci naso
dell’esercito
parole:”Cosa
vorrebbe
Fabio Malacarne
Pagina 73
C'era una volta, e c'è ancora, la MAFIA!
“La mafia è il cancro del Mezzogiorno”. Così Almeno
Le Foibe
10.000
è definita la situazione che caratterizza politi- persone, negli ancamente ed economicamente l’Italia meridio- ni a cavallo del
nale. Alla vigilia del 150° anniversario del- 1945, sono state
l’Unità Nazionale, la realtà del nostro paese torturate ed uccise
risulta ancora travagliata e frammentaria. Per comprendere le a Trieste e nell’Istria controllata dai partidinamiche dell’accentuato divario tra Nord e Sud bisogna giani comunisti jugoslavi di Tito. La giorcompiere un breve excursus a partire dalle origini del fenome- nata dedicata alla memoria del massacro
no mafioso. Il termine mafia compare per la prima volta in un delle Foibe intende ricordare proprio quetesto teatrale del 1863, “I mafiusi de la Vicaria” di Giuseppe sto eccidio, che coinvolse prevalentemenRizzotto, opera ambientata all’interno dell’omonimo carcere te cittadini di etnia italiana e in misura
palermitano. A usare successivamente il termine mafioso, con- minore cittadini italiani di etnia slovena e
ferendo alla parola anche un giudizio di carattere etico, fu Gae- croata. Il nome deriva dagli inghiottitoi di
tano Salvemini, il quale definì l’allora Primo Ministro italiano natura
carsica,
chiamati
appunto
Giovanni Giolitti “ministro della malavita”. Il 10 giugno 1924 “foibe”, in cui furono gettate, vive e
venne assassinato a Roma un coraggioso segretario del partito morte, migliaia di persone prima torturate
socialista che denunciò in Parlamento le violenze i brogli com- e massacrate. Per molti decenni questo
piute dai fascisti durante le elezioni: GIACOMO MATTEOT- tragico pezzo di storia italiana è passato
TI. Tuttavia, ancora oggi il caso Matteotti è definito “omicidio sotto silenzio ma, ormai da diversi anni, il
politico”. Ma allora, cosa è la mafia? Oso ampliare il significa- 10 febbraio è stato riconosciuto come
to della parola: nella vita quotidiana la “mafia” si concretiz- giorno del ricordo, al fine di conservare e
za quando qualcosa, considerata scomoda da qualcuno, viene rinnovare la memoria di quelle vittime.
eliminata con estrema facilità; “mafia” è la repressione di un Numerosi sono ogni anno, in occasione di
dissenso. “Mafia” è omertà. Dunque, oggi non riesco a vedere questa giornata, i convegni e i lavori volti
la tanto esaltata Italia come un paese veramente unito e coeso. appunto a raccontare, ricordare e capire.
Vedo invece un tumore ormai in metastasi, non presente più Coltivare la memoria di un popolo è un
solo nel Meridione, che logora tutti gli organismi di uno Stato preciso dovere e, pur senza poter cancela capo del quale sta un gruppo di politici che dichiara di voler lare le sofferenze e le ingiustizie subite,
risanare le ancora aperte ferite , ma che nel contempo utilizza bisogna guardare avanti e costruire una
l’immagine della Calabria per sollecitare gli italiani alla pratica comune appartenenza europea che arricdella raccolta differenziata. Questa chiamasi Unità? No. Non a chisca le diverse identità nazionali.
mio avviso.
Annalisa Careri
Ramona Urso
Pagina 74
100 Anni di Guerra, Francia e Inghilterra su fronti opposti.
L'Eroina d'Orleans salva la situazione!
L’eroina
de vittoria sui Francesi, i quali
territori per infliggere numerose
francese
dovettero accettare la pace di Bre-
sconfitte, finché non salì al tro-
Giovanna
tigny, con la quale molti dei terri-
no Carlo VII che riuscì a ripor-
d’Arco è
tori francesi passarono nelle mani
tare pace all’interno del territo-
una delle
degli inglesi. La situazione si in-
rio ma soprattutto a migliorare
protagoni-
vertì solo quando fu incoronato
la Francia stessa, delineando
ste
sovrano Carlo V, il quale ricon-
definitivamente i suoi confini ed
periodo
quistò una buona parte dei territo-
avviandola alla trasformazione
storico
ri riportando stabilità in Francia;
in una monarchia nazionale.
della guerra dei cent’anni (1337-
Dopo sua la morte salirono al tro-
Giovanna d’Arco, la figura prin-
1453), una guerra destinata a du-
no due successori i quali furono
cipale della Guerra dei Cent’-
del
rare per molto tempo, per via
Anni, già all’età di dieci anni
degli intensi scontri tra Francia
aveva acquisito una certa pre-
ed Inghilterra. Le cause di que-
parazione religiosa per via
sto conflitto inizialmente si in-
della madre Isabella la quale
centrarono sulla controllo delle
aveva cercato di infondere
Fiandre, un territorio economi-
nell’animo della figlia tutti i
camente
commercialmente
valori sociali e morali della
molto importante; da non sotto-
società di quel tempo. La gio-
valutare fu anche il conflitto
vane però fu sempre interes-
dinastico tra i due regni, poiché
sata agli avvenimenti politici
alcuni territori francesi erano
e decise di studiarli in chiave
posseduti dalla corona inglese.
religiosa, considerandoli co-
Siffatta situazione fu aggravata
me la perpetua lotta tra il bene
e
dall’arrivo dell’epidemia della
sempre in lotta fra di loro, crean-
e il male. Nel 1425 la Pulzella
peste nera, dalle varie rivolte po-
do così ulteriori conflitti; iniziaro-
iniziò ad avere delle visioni e a
polari, dalla Cattività Avignonese
no molte rivolte popolari, come a
sentire delle voci che la incita-
e dallo Scisma d’Occidente. Lo
Parigi
campagne
rono a lottare contro le ingiusti-
scontro tra i due fu sempre più
(Jacquerie) portando una divisio-
zie e spingere al di fuori dei
aspro finché non si arrivò alla
ne della popolazione in due parti:
confini francesi gli inglesi. In-
battaglia di Poitiers nel 1356, do-
gli Armagnacchi e i Borgognesi.
fatti Giovanna stessa decise di
ve gli inglesi ottennero una gran-
Gli inglesi rientrarono in questi
andare a Vaucouleurs per incon-
e
nelle
Pagina 75
trare il comandante d’Orleans e
truppe in battaglia; purtroppo però le
terla processare e condannarla
farsi affidare una parte dell’e-
condizioni climatiche non erano del
al rogo. La leggenda vuole
sercito. in tale contesto l’eroina
tutto favorevoli. Il vento poi diminuì
che a Giovanna fu concesso
viene raffigurata nelle vesti di
e cambiò direzione, così da permette-
come suo ultimo desiderio di
un soldato con una spada in una
re a Giovanna e alle truppe di portare
poter tenere con sè fino alla
mano e nell’altra una bandiera
i rifornimenti, scendere e schierarsi
sua morte un piccolo crocifis-
raffigurante Dio, benedicente il
in battaglia. Qualche giorno dopo
so. Invocando più volte il no-
fiordaliso francese, con accanto
Giovanna sconfisse la bastiglia più
me di Gesù si l’eroina france-
i due Arcangeli Gabriele e Mi-
forte e ruppe gli accerchiamenti, de-
se si spense tra le fiamme.
chele. Con la ragazza
Spento il fuoco, della
si
molte
povera Giovanna rima-
truppe di soldati che
sero solo le ceneri, ma,
volevano sconfiggere
cosa più strana, il suo
gli inglesi. Nel frat-
cuore rimase intatto e
tempo questi stavano
fu gettato nella Senna,
arrivando a conquista-
così da evitare di poter
re i territori d’Orleans,
essere rubato e consi-
ma la caduta della città
derato una reliquia. La
avrebbe determinato il
giovane diede la vita
passaggio di tutto il
per i suoi ideali nazio-
allearono
territorio della Loira Meridiona-
terminando così la messa a cielo a-
nalistici; definire però Gio-
le nelle mani degli inglesi. For-
perto degli inglesi, che si ritirarono
vanna una pulzella nazionali-
tunatamente gli assediati riusci-
definitivamente, lasciando la Francia.
sta non è un’affermazione
rono a tenere libera la Porta del-
Giovanna impedì ai francesi di segui-
completamente giusta, perché
la Borgogna per facilitare l’in-
re i nemici, sia perché era domenica,
al suo tempo ancora non esi-
gresso di Giovanna con le mili-
per i cristiani considerato giorno di
steva un’idea ben definita di
zie e i viveri per i rifornimenti.
riposo, sia perché gli inglesi si erano
nazione unita. Giovanna d’-
Giovanna giunse così ad Orle-
spostati volontariamente. Qui, alla
Arco però può e deve comun-
ans e il primo incontro che ebbe
fine della guerra, precisamente nel
que essere considerata una
fu con il capitano. Tra i due ci
1430, la Pulzella fu catturata, depor-
giovane dotata di forte perso-
fu un breve e burrascoso collo-
tata per sei mesi in varie prigioni e
nalità, grande carisma e stra-
quio, per via del fatto che la ra-
alla fine venduta agli inglesi, i quali
ordinario coraggio.
gazza avrebbe preferito essere
cercarono con tutti i mezzi di far ri-
direttamente condotta con le sue
sultare eretica Giovanna, così da po-
Giulia Pensabene
Pagina 76
Uno sguardo nel passato: la Destra e la Sinistra storica
Il periodo precedente l’età giolit-
della Sinistra erano stati legati a
di
tiana abbraccia esattamente qua-
Garibaldi e al Partito mazziniano.
una maggiore li-
ranta anni: dal 1861 (costituzione
I deputati della Destra erano in
bertà e una mag-
del Regno d’Italia) al 1901. Du-
prevalenza cattolici, quelli di Si-
giore
rante i primi quin-
nistra erano massoni e anticlerica-
privata. Il primo
dici anni fu al go-
li. Dal punto di vista economico
aspetto di questo programma si
verno la Destra.
nella Destra prevalevano i legami
concluse con la riforma elettorale
Dal 1876 al 1896,
con la grande proprietà; la Sini-
del 1882. Ma, fatta questa rifor-
salvo brevi inter-
stra rappresentava soprattutto la
ma, Depretis ritenne opportuno
piccola borghesia urbana e la na-
orientare in senso conservatore
verno la Sinistra, rappresentata in
scente industria. Nel periodo 186-
l’azione del governo, unendosi ad
particolare da due statisti: Depre-
1-76 la Destra al governo aveva
una parte della Destra e dando
tis, fino al 1887, e Crispi. Proprio
affrontato, e in parte brillante-
inizio al cosiddetto trasformismo.
della Sinistra faceva anche parte
mente risolto, quattro problemi: il
Dal punto di vista economico De-
Giolitti, deputato nel 1882 e pre-
compimento dell’unità nazionale,
pretis abbracciò la politica del
sidente del Consiglio negli anni
con l’annessione di Venezia nel
protezionismo e nel 1885 iniziò
1892-1893. Ma quando si parla di
1866 e di Roma nel 1870; la si-
la conquista, in Africa, di quella
Destra e Sinistra non bisogna
stemazione dei rapporti tra Stato
che sarebbe stata poi la colonia
pensare a due partiti ben distinti e
e Chiesa cattolica sulla base della
eritrea. Gli interessi degli italiani
ruzioni, fu al go-
Giovanni Giolitti
promuovere
ricchezza
Agostino Depretis
contrapposti: in realtà le maggio-
reciproca
separa-
erano però orientati verso Tunisi,
ranze su cui si appoggiarono i
zione; il rafforza-
che era stata conquistata dalla
governi furono composte da ele-
mento delle finan-
Francia nel 1881. Ciò deteriorò i
menti eterogenei provenienti sia
ze dello Stato; la
rapporti italo-francesi e costi-
formazione
delle
tuì una delle cause dell’alleanza
renze, oltre che ideologiche, era-
cosiddette infrastrutture economi-
dell’Italia con Germania e Au-
no presenti anche da un punto di
che. Ma proprio a causa di que-
stria, la Triplice Alleanza, stipu-
vista sociale: i deputati di Destra
st’ultimo punto, in particolare
lata nel 1882. Crispi successiva-
appartenevano
prevalentemente
riguardo alla statalizzazione delle
mente proseguì la politica colo-
alle regioni del Settentrione e del
ferrovie, nacquero discordie in
niale in Africa, ma dovette far
Centro ed erano perlopiù apparte-
Parlamento che portarono la De-
fronte alla clamorosa e umiliante
nenti all’aristocrazia e all’alta
stra a sciogliersi; nel 1876 la Sini-
sconfitta di Adua nel 1896.
borghesia, invece molti deputati
stra prese il potere con lo scopo
da destra, sia da sinistra. Le diffe-
Francesco Crispi
Pascuzzi Martina Chiara
Pagina 77
L'Italia nella Grande Guerra e l'avvento del Fascismo
Agli inizi del ‘900 l’Italia fu ca-
26 Aprile 1915 il Patto di Londra,
1920 al 1921 che sfociò con la
ratterizzata da molte modifiche
ebbero la meglio. L’italia entrò in
fondazione a Livorno nel 1921
introdotte a tutti i livelli organiz-
guerra nel 1915. Quest’anno rap-
del Partito Comunista. Contro
zativi e innovativi. In primo luo-
presentò per l’Italia una grande
questa ondata socialista si schie-
go va sottolineato il fatto che
disfatta, in quanto dovette subire
rarono i Fasci di combattimento
molti rami scientifici e culturali,
una grande spedizione punitiva da
fondati nel 1919 da Benito Mus-
in passato trascurati, e non poche
parte dell’Austria e combattere le
solini che, approfittando della
produzioni ebbero inizio in quel
debolezza dei governi liberali,
particolare momento storico. Il
organizzò un colpo di stato e il
ramo chimico fu, a livello inter-
28 Ottobre 1922 si impossessò
nazionale, probabilmente tra i più
del potere con la marcia su Ro-
dinamici, ma si conseguirono im-
ma. Una volta al potere Mussoli-
portanti progressi soprattutto nel
ni instaurò uno governo autorita-
campo metallurgico e meccanico;
rio, che godeva di un grande con-
furono, ad esempio, inventati e
senso e soprattutto di un grande
collaudati i primi mezzi di avia-
battaglie dell’Isonzo. Tuttavia, fu
appoggio soprattutto da parte del-
zione, che ebbero un ruolo impor-
proprio il 1917 un anno cruciale,
la Chiesa. Tuttavia però il Fasci-
tante nella Grande Guerra. Allo
in quanto il 24 Ottobre l’armata
smo ottenne il pieno potere con
scoppio del conflitto, nel 1914,
nemica attaccò le linee italiane
le elezioni del giugno del ‘24 di
l’Italia si dichiarò neutrale. Suc-
sull’alto Isonzo e le sconfisse nei
cui però furono denunciati brogli
cessivamente però le forze politi-
pressi di Caporetto, invadendo
e intimidazioni da parte di un de-
che e l’opinione pubblica si scis-
l’Italia fino al Piave. Tuttavia nel
putato socialista, Giacomo Mat-
sero sul problema dell’entrata
1918 fu proprio l’Italia ad avere
teotti. Quest’ultimo fu successi-
dell’Italia in guerra. Gli interven-
la meglio sugli austriaci, sconfig-
vamente assassinato dagli stes-
tisti, appoggiati da Sidney Sonni-
gendoli nella battaglia di Vittorio
si fascisti e questo delineò e rese
no, che segretamente stipulò degli
Veneto e costringendoli a firmare
chiaro a tutti il carattere autorita-
accordi con l’Intesa, firmando il
l’armistizio di Villa Giusti. Tutta-
rio, violento e liberticida di que-
via, a seguito della Grande Guer-
sta politica che porterà l’Italia
ra e della crisi economico-sociale
agli esiti disastrosi della Seconda
intervenuta, sulla scia della Rivo-
Guerra Mondiale .
luzione Russa, l’Italia fu caratterizzata dal “Biennio Rosso” dal
Pascuzzi Martina Chiara
Pagina 78
IL MAZZO DI
ASFODELI ROSSI
“De rubrorum asphodelorum fasce”
di
Biagio Maria Sancetta
Pagina 79
Ho voluto farmi eccezionale portavoce
delle imprese del re carolingio
Carlo Magno,
scrivendo un racconto che fosse attinente
dal punto di vista storico, ma anche ricco di
finzioni per allietare il lettore.
Forse l’unico elemento incompatibile con la
storia è la data riportata
(infatti al tempo della narrazione Carlo
Magno risulterebbe avere solo un anno).
Buona lettura.
Pagina 80
U
n giorno, nella piena consuetudine e
monotonia di un dì come gli altri,
mi ritrovai in una strana selva, fitta
e tenebrosa, ove la via del ritorno era ormai persa.
Sono davvero strane le cose e le persone che incontri quando ti perdi ma, nel mio caso, ancora più
curioso è forse il modo col quale ero arrivato in
quello stravagante e misterioso luogo. Ma, invece
di dilungarmi in un discorso che, oltre ad apparire
inutilmente ampolloso, potrebbe sembrare al letto- gia o vacilla. E cosa ancora più certa è che avrei pore anche poco chiaro continuerò tale storia inizian- tuto scriver una decente storia con le stesse idee dei
do la narrazione dal principio (come del resto ne- miei compagni. Ma chiunque mastica tali argomenti e
cessita un vero racconto). Tuttavia l’incipit di que- l’intender bei temi è il suo viver di tutti i giorni, capista mia avventura non è molto lontano dall’evento sce che quella era una bella traccia e sprecarla con i
citato all’inizio: in particolare, il fattore scatenante soliti temi visti e rivisti, trattati ed ancora una volta
avvenne poche ore prima. Però, a differenza delle ritrattati, sarebbe stato di sicuro un peccato. Dunque
normali storie di avventura, l’evento che ha portato non volevo sprecare tale traccia perché, come avete
me (il protagonista) ad esser parte dello scenario ben compreso, la mia intenzione era quella di narrare
poc’anzi descritto non è ricco di elementi inaspet- qualcosa di fuori dal comune, di mai visto prima in
tati o misteriosi, ma più che altro riguarda la sfera un tema del genere. Così iniziai a pensare, pensare ed
del viver quotidiano. Infatti, tutto cominciò quando ancora a pensare alla storia che avrei potuto inserire
la nostra professoressa ci diede una traccia a parti- nel mio racconto. Persino la notte di quello stesso
re dalla quale scrivere un articolo giornalistico. In giorno non riuscii a riposare, perché tale pensiero
particolare l’argomento era “un viaggio che hai continuava ad assillarmi, sì per la fretta di scrivere a
sempre desiderato fare”. Ovviamente, appena la causa della breve scadenza entro la quale il lavoro
professoressa ebbe dettato tale traccia, nella classe doveva essere consegnato alla professoressa, pronto e
si venne a creare un clima che stentava la goliardia. corretto, sia per lo spasmodico desiderio di trovare
Tutti i miei compagni avevano un’idea e l’unica una bella storia e comporla subito. Così, dopo una
cosa che mancava loro era quella di metter per i- notte insonne, mi svegliai ed andai in cucina dove i
scritto quanto avevano già in mente di narrare. miei genitori mi stavano aspettando, preoccupati per
Nessuno era incerto ed aveva dubbi: nessuno, tran- la tarda ora con la quale mi alzai. Tuttavia, nonostanne me. Ovviamente non dovete fraintendermi: di te non voglia soffermarmi su tale scenario, urge dire
sicuro ne avrei avute di storie da narrare e nella che quel giorno io ed i miei genitori avevamo dormimia mente l’immaginazione di certo non scarseg- to dai miei nonni, ma appena mi svegliai erano pre-
Pagina 81
senti solo i miei genitori e mia nonna. Così le chie- pire ogni singolo particolare di quel libro, il cui titolo
si dove era andato il nonno e la risposta mi fu subi- si mostrò ed era “De rubrorum asphodelorum fasce”,
to data. In particolare, mio nonno è un restauratore ovvero “Il mazzo di asfodeli rossi”.Ovviamente sapee quel giorno gli era arrivato uno strano mobile, vo che non ero stato autorizzato a prendere tale macon la commissione di dover restaurare quel mobi- noscritto, ma la curiosità e l’interesse fu talmente forle di antiquariato dai danni arrecati dal tempo. Mi è te che presi il libro e, con la stessa velocità di qualcusempre interessato il lavoro di mio nonno: proprio no che sfugge da un pericolo, lo portai a casa con me.
per questo non esitai a recarmi da lui per vederlo Ora mi vergogno della mia avidità, avidità simile a
intento a rimettere in sesto quella cassapanca, ma quella di un goloso che vuole tenere tutte le prelibauna volta arrivato al suo studio non riuscii a trovar- tezze solo e solamente per sé; ma io ero sì avido, alo. Lo cercai per molto tem-
vido però di conoscenza e non
po ma i miei tentativi furo-
volevo rivelare il mio segreto
no vani, o meglio non mi
a nessuno, proprio per potere
aiutarono a trovare mio
essere l’unico a carpire i se-
nonno, ma mi aiutarono a
greti di quel fantastico stru-
trovare quella cassapanca
mento di diletto. Così appena
della quale mia nonna mi
arrivai a letto subito iniziai la
aveva parlato. Era questa un
lettura. Visto che voi siete i
mobile molto sobrio e poco
miei lettori penso che meritate
ricco di particolari, ma spesso la sobrietà e la sem- di sapere le bellezze citate nel libro: Sì bella che miplicità racchiudono qualcosa di inimmaginabile ed rabilissima di historia di qual ed alcuna possessione
inaspettato, il cui valore supera di gran lunga quel- historia meo populo, qui meco…. ma aspettate, ora
lo del contenitore che lo racchiude. Infatti, quando che sono in procinto di raccontare fedelmente quanto
aprii lo sportello della cassapanca al suo interno scritto nel libro, mi rendo conto che forse nessuno dei
era presente, avvolto in un tessuto logoro e consu- miei moderni lettori vorrebbe leggere un racconto
mato, un libro. Con molta cura cercai di toglier il che cita fedelmente quanto riportato da un libro antimanoscritto dalla stoffa e, una volta riposto questa co, scritto con un linguaggio, ampolloso e in disuso.
nella cassapanca, fui in grado di dedicare la mia Però, per compensare il supporto narratologico ed
attenzione a quello scritto che, date le condizioni di introduttivo di tale libro, sarò io a fare il riassunto di
conservazione e cura, sembrava non essere stato quanto scritto in tali pagine. In particolare, il narratopiù toccato da secoli. Finalmente ero capace di leg- re scrive della storia del suo popolo, il popolo dei
gerne il titolo e, con la stressa attenzione e solenni- Franchi, tra il VII ed VIII secolo D.C. Inoltre ci fortà con la quale un filologo tratta i propri testi, io nisce un dettagliato resoconto del periodo storico in
tolsi la polvere che impediva al mio sguardo di car- cui vive, dicendo che verso l’VIII secolo a poco a
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poco nella corte carolingia i nobili ed i legittimi del re successivo a Carlo Martello, ovvero Pipino III
eredi al trono avevano perso potere ed era emerso il Breve, Maestro di Palazzo dell'Austrasia. Figlio di
il così detto maggiordomo, che nel regno carolin- Carlo Martello e nipote di Pipino II di Heristal, Pipigio corrispondeva all’attuale primo ministro. Tale no il Breve divenne maestro di palazzo sotto il regno
termine (ciò non è precisato nel libro), penso derivi di Childerico III (743-752 ca.), ultimo rappresentante
dal latino maior domus, che significa “uomo più della dinastia dei Merovingi. Nel 751 depose Childeimportante nella corte”. Inoltre ci spiega che Pipi- rico e si fece nominare re. Fu incoronato dal Papa
no II di Heristal ( 635 - Jupille 714), maggiordomo Stefano II (III) nel 754 e strinse con lui un'alleanza: il
e maestro di
Papa riconob-
palazzo del-
be il diritto di
l'Austrasia,
successione
riunì i regni
dei figli di Pi-
franchi
pino e in cam-
(ovvero Neu-
bio questi si
stria e Bor-
impegnò a di-
gogna)
nel
fenderlo dalle
tardo periodo
aggressioni dei
merovingio
sovrani
(dinastia ini-
nieri. Quando
stra-
ziata col re Meroveo, re dei Franchi del Nord, an- il papa si sentì minacciato dall'espansione dei Longoche detti Salii, ed alla quale apparteneva non lui bardi, Pipino scese in Italia alla testa di un esercito,
ma il legittimo sovrano Dagoberto II). Era il nipote sconfisse Astolfo, loro re (754-55) e consegnò al padi Pipino il Vecchio e gli succedette come Maestro pa un territorio che includeva Ravenna e altre città.
di Palazzo intorno al 680. Alla morte del re Dago- Pipino si scontrò con gli Arabi e i Sassoni e ampliò il
berto II, egli assunse l'effettivo dominio del regno; proprio regno conquistando l'Aquitania, nel sud-ovest
nel 687 estese il suo controllo anche ai regni fran- della Francia. Gli succedettero i figli…. È a questo
chi di Neustria e Borgogna, di cui divenne maestro punto della storia che le forze iniziarono a scemare e
di palazzo, mantenendo sui due troni i membri del- la stanchezza accumulata dalla scorsa notte si fece
la dinastia merovingia. Due anni dopo conquistò i sentire. Così mi addormentai e non ebbi il tempo di
Frisi, una popolazione pagana stanziata sulle coste leggere il seguito. Silenzio. Non so per quanto tempo
del Mare del Nord. Alla morte di Pipino seguì una dormii e neanche saprei dirvi con assoluta certezza
guerra civile; gli succedette il figlio illegittimo quello che pensavo e sognavo in quel momento. Ad
Carlo Martello. Tuttavia sembra che lo scrittore esser sincero non il pensiero di quel fatidico tema
non fosse appartenuto a tale periodo ma a quello scolastico minimamente sfiorava la mia testa (e sono
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quasi certo che in quel momento di dormiveglia i ruppe prepotentemente al di fuori della carrozza e
miei pensieri fossero tutti tranne l’articolo giornali- quel nuovo mondo, che ora cercherò di descrivere, si
stico), ma ad un certo punto qualcosa di strano ac- mostrò in tutta la sua bellezza: davanti a me apparve
cadde che turbò il silenzio del mio sonno: una realtà nuova ed inesplorata. Accanto a quell’im“Giovine…. orsù levati e ritorna dalla madre e pa- menso palazzo vi era un andirivieni di contadini che
dre tuo. Lor son appena entrati”. Erano queste pa- portavano otri e ceste piene di cacciagione o quant’role che mi incitarono ad alzarmi. Per poco tempo altro. C’erano contadini che lavoravano costantemenresistetti alla tentazione ed alle continue esortazio- te la terra con buoi ed aratri costruiti in legno. Spesso
ni, ma dopo che a queste vennero accostate spinte alcune scene erano anche tristi: gli uomini erano affasempre più frequenti, allora feci cenno di esser ticati ed ansanti sotto quei carichi di bestiame e di
sveglio e, ed aprii gli occhi; dopo un’iniziale visio- arnesi che erano costretti ad utilizzare e a sistemare
ne sfocata del luogo dove mi ero ritrovato, iniziai a da sé. A quanto pare alcuni abitanti del villaggio che
capire di non essere più a casa, ma in uno strano ed lavorano nei campi possedevano la terra che coltivaantiquato mezzo molto simile ad una carrozza, ove vano, dividendo gli utili con il signore, altri, invece,
all’entrata c’era ritta ed attenta una guardia che, coltivavano le terre del castellano, ottenendo solo un
vistomi confuso e quasi smarrito, mi prese per la compenso fisso. Tuttavia, tutti i contadini, oltre a despalla e continuò a ripetere “Giovine, il vostro dicarsi alle proprie coltivazioni, svolgevano alcune
viaggio è terminato… sei in terra di Aquisgrana, attività per il signore ed è proprio per questo che tutta
loco principale del franco regno e dimora dello questa gente aveva quasi timore di fermarsi per riposplendente sovrano Pipino, il III per nome e Breve sare e bivaccare un pò. Pare, inoltre, che ogni contaper epiteto, ormai re nostro da quattro anni. Orsù dino fosse tenuto a pagare un tributo al prete del vilmuoviti, i tuoi son già dentro per chieder agli alti laggio, un decimo del raccolto; inoltre un'altra parte
funzionari del feudo la protezione…. su vai”. Que- andava al signore, in cambio della macina. Però, più
ste parole nella mia testa non avevano molto signi- variato e più pratico era l’apprendistato dei giovani
ficato, ma mi apparivano solo come tante lettere nelle professioni artigianali. Da una rapida visione di
accostate in un discorso in modo casuale. La mia alcune case (più curate di quelle dei contadini), si caindolenza fu tanto palese agli occhi di quella guar- piva infatti che tali attività si svolgevano nelle stesse
dia, che ad un tratto mi prese il braccio, mi trascinò botteghe artigiane, dove l’apprendistato avveniva
fuori dalla carrozza e mi accompagnò dentro un sempre per sperimentazione diretta delle attività da
grandioso palazzo. Miei cari lettori, se non vi ho compiere. Ammiravo poi tutte le bellezze del luogo,
raccontato l’emozione di quei primi momenti di non tanto per scorgerne ogni particolare, ma più che
confusione, lasciatemi almeno esprimere in poche altro per riuscire a capire in quale posto fossi stato
e semplici parole (forse non degne di decantare portato. Proprio per questo, la guardia tra una parola
l’accaduto) ciò che vidi quando la luce del sole ir- ed un’altra, vedendomi molto confuso, troncò subito
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il discorso e mi fece ripulire le stanze e le latrine, effettuare riparazioni,
vedere l’esterno del pa- riordinare le sale. Durante la sua permanenza il silazzo; ad ogni passo gnore ispeziona le terme, incontra i funzionari del
iniziava discorsi simili castello per assicurarsi che tutto si svolga senza proa
quello
citato:“Mai blemi, giudica i prigionieri, ed intrattiene i suoi ospiti
avesti occasione alcuna con battute di caccia, banchetti, festini, e, magari, con
di vedere una città… una giostra tra cavalieri. Ma il signore non è al castelvero, ragazzo? Per ora lo solo per una visita di piacere: deve infatti ispeziosembra tutto così tran- nare i suoi possedimenti ed amministrare questioni e
quillo. Nei periodi di affari del suo feudo." Al suono di quell’ultima parola
pace e di tranquillità (feudo) la mia mente subito ricollegò quel contesto a
bastano pochi soldati a pattugliare il castello, men- quello altomedievale e allora anche le parole che
tre le bertesche vengono tolte dalle merlature. quell’uomo aveva pronunciato prima acquistarono
Beh… molto diversa è la situazione in tempo di finalmente un senso: mi trovavo ora nel regno di Piguerra: il castello viene preparato a resistere agli pino III il Breve, ovvero durante il periodo storico nel
assedi e pullula di soldati…. Mentre i piccoli si- quale viveva lo scrittore del libro che stavo leggendo
gnori hanno un solo castello, i signori più potenti nella mia stanza. Dopo tale fulminante rivelazione
ne possiedono più di uno. Spesso, ad esempio, ne iniziai ad appuntare in un foglio di pergamena tutto
hanno uno come residenza estiva, magari uno per ciò che vedevo: ora la mia curiosità era molto forte e
l’inverno, uno conveniente agli affari, uno favore- non mi interessava più come fossi arrivato in quel
vole a controllare le operazioni militari, a seconda posto e per mezzo di quale assurdo incanto. Ero solo
della posizione più o meno strategica. Più o meno felicissimo ed invaso da quello strano piacere di ancentrale. Ogni tanto i signori passano a visitare i notare ogni cosa di quel mondo tanto lontano, ma per
vari possedimenti. Un signore con più castelli, co- me vicinissimo. Cero, non passò molto che i miei gemunque, passa pochi mesi all’anno in ciascuno, il nitori iniziarono a cercarmi, e proprio per questo la
resto del tempo lo passa alla corte del re o a com- guardia fu costretta ad accompagnarmi nel castello:
battere all’estero. Così può capitare molto frequen- appena entrai, la mia espressione divenne strana cotemente che un castello, specie in regione periferi- me quella delle persone che rimangono allibite alla
ca, resti tranquillo per gran parte dell’anno, affida- vista di un trucco di magia di un saltimbanco e non
to al castellano. Ma quando arriva il signore per un riescono a capire come questi sia riuscito a compiere
soggiorno o, nei castelli più belli, il re per una vi- tale prodigio. Non pensate che la mia reazione sia
sita, il castello si riempie di trambusto e di gente stata esagerata. Infatti, l’austera bellezza di quei paindaffarata. Per sale, cucine, magazzini fervono i lazzi di pietra dell’Alto Medioevo, farebbe restare
preparativi. Occorre infatti rifornire le dispense, qualsiasi persona attonita ed impietrita. Inoltre, ciò
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che arricchiva il castello erano le figure dei corti- germaniche si insediarono nei territori dell’Impero
giani, uomini molto diversi da quelli che avevo Romano d’Occidente, facendosi concedere in benefivisto al di fuori del castello. All’interno della corte cio dall’imperatore grandi aree territoriali, trasformagli uomini indossavano larghi cappelli, tuniche te in regni locali, in cambio dell’impegno a difenderli
bordate di pelliccia, ampie, lunghe fino al polpac- da ulteriori minacce. In tale epoca, caduto ormai ogni
cio, calzamaglie e scarponcini aderenti; invece le potere imperiale nell’Europa occidentale, la pratica
donne avevano i capelli acconciati e legati, ricoper- divenne stabile tra i Franchi cristianizzati così come,
ti da un ampio fazzoletto bianco che scendeva sulle in Italia, tra i Longobardi convertiti al cattolicesimo,
spalle. I loro vestiti erano ampi, lunghi, con lo che in tal modo crearono il Regno d’Italia e numerosi
strascico di seta, bordati di pelliccia o di merletti. ducati. Molti proprietari terrieri, d’altronde, si trovaTuttavia, evito altre inutili descri-
vano costretti a stabilire rapporti di
zioni di un palazzo medioevale
vassallaggio nei confronti del re e a
(che penso sia ben noto a tutti) e
cedere le loro terre alla signoria dei
proseguo subito la narrazione. In
più potenti, al fine di riottenerle co-
particolare, la guardia del palazzo
me benefici in cambio di un recipro-
mi aveva portato in un’aula mol-
co
to vasta con un’enorme tavolo
i contadini appartenevano ereditaria-
ubicato al centro, con alcune per-
mente al feudo, al quale dovevano
sone sedute da un lato ed altre,
non solo conferire quote esose di
invece, dall’altro. Inoltre, capii
raccolto e prestare servizio militare,
subito dove erano i miei genitori,
ma anche un numero, fissato per
impegno
di
difesa.
Però,
poiché la guardia mi fece cenno di sedermi accanto consuetudine, di giornate di lavoro per opere di edifialla gente che si trovava nell’estremità del tavolo cazione, manutenzione, miglioria ecc. Ritornando
più vicina alla porta. Inizialmente non avevo capito però al nostro racconto, una volta che i miei genitori
cosa stessero facendo i miei genitori e la mia fami- ebbero fatto richiesta di protezione, subito i funzionaglia al cospetto di quei nobili, ma successivamente ri ordinarono l’entrata di un trovatore che allietasse la
compresi che noi tutti eravamo lì, al cospetto di corte durante la scelta sull’accettazione o no di tale
quei funzionari per la cosiddetta Commendatio. richiesta. Effettivamente, le parole di quel menestrelQuesta, da quello che posso ricordare dalle lezioni lo calmarono in qualche modo l’atmosfera di attesa
che trattavano tale argomento, era una pratica in che si era venuta a creare in quella stanza. Nello speuso nel periodo altomedioevale, grazie alla quale i cifico, il soggetto della storia decantata dal menecontadini potevano ricevere protezione da un si- strello era Carlo Martello. Il trovatore affermò che
gnore.
Carlo Martello era un principe carolingio del regno
Infatti, tra il IV e il V secolo diverse popolazioni franco d'Austrasia. Figlio illegittimo di Pipino di Hé-
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ristal, Maestro di Palazzo durante il regno degli al comitato nostro cosa di grazia sua progenie sia in
ultimi sovrani della dinastia merovingia, alla morte procinto di compier?” -“Ma… signor mio, o autorità
del padre (714) Carlo venne imprigionato dalla illustrissima….. mio figlio scrive sur un foglio…”,
matrigna, ma nel 715 riuscì a fuggire e venne a sua rispose mio padre dopo un iniziale istante di indecivolta proclamato maestro di palazzo. Dopo aver sione e tentennamento. Fu a questo punto che la facvinto una guerra contro il regno di Neustria, Carlo cia del rappresentante divenne come quando si è dindivenne il personaggio più potente del regno fran- nanzi ad un incanto; -“Lor signore vorrà di certo
co. Intraprese una serie di guerre contro gli Ala- prendersi beffa dell’autorità della quale ho le veci?”
manni, i Bavari e i Sassoni, ma
continuava molto nervoso; -“No,
il suo più importante successo
no, mi ha frainteso… Mi creda
militare fu la vittoria nella bat-
non la sto prendendo in giro.”; -
taglia di Poitiers contro gli ara-
“Ma come mi può dire tali assur-
bi di Spagna nel 732. L'esito
dità se neanche noi della cavalle-
del conflitto determinò l'arre-
ria più alta sappiam di scrittura!
sto
dell'Islam,
No, impossibil è che pezzenti co-
che aveva messo in allarme
me voi sappian… no, no non ne
tutta la cristianità; nel 739 Car-
voglio più sentir di tali frivolezze,
lo respinse una seconda inva-
andate via all’istante.” Dopo
sione dei musulmani e tolse
quelle parole la mia confusione
loro il possesso dei territori a
aveva raggiunto l’apice: ormai
dell'avanzata
Nord dei Pirenei. Che erano belle quelle parole. Le non sapevo più quali fossero stati i casuali giochi del
adoravo: era forse il primo uomo dell’epoca con- destino che, non solo mi avevano portato lì, ma ora
temporanea ad ascoltare di persona parole così idil- mi avevano messo in un ceto sociale indefinito e poliache. Come non potevo non riscrivere le parole co aleatorio. Di sicuro non ero appartenente alla noche pronunciava quel cantore? A me sembrava così biltà, poiché se fosse stato così, io e la mia famiglia
naturale annotare qualcosa di così meraviglioso ed non avremmo chiesto la protezione di un potente soirripetibile, ma evidentemente nel Medioevo ciò vrano; l’ultima opzione rimanente era il ceto dei conpoteva sembrare strano alla vista di un cortigiano, tadini, ma ora non ero neanche più sicuro di questo,
poiché ad un tratto tutti i funzionari iniziarono a perché secondo i nobili, nessun plebeo sapeva leggeguardarmi con insistenza. All’inizio non feci caso re o scrivere. Tuttavia, fu mio padre colui che dissipò
all’improvviso silenzio che si era creato in quell’- i dubbi miei e di tutti i cortigiani lì presenti: egli disse
aula, ma ad un tratto la mia operazione di riscrittu- che la nostra era una famiglia discendente dall’antica
ra venne interrotta da una domanda che un funzio- classe dirigente del periodo romano e di Teodorico
nario pose a mio padre: -“Plebeo, potresti illustrar l’Ostrogoto. Ma non appena arrivarono i Longobardi
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del re Alboino nel 568 e sequestrarono tutti i pos- mercanti e attrazioni. Ovviamente non c’era tempo
sedimenti senatorii (incluso l’allodo di nostra pos- per fermarci in quanto, arrivati alla casa assegnataci
sessione) mio padre ed i miei nonni furono costretti avremmo avuto soltanto il tempo per desinare. Infatti,
a rinunciare alla terra ed a spostarsi nella Gallia, una delle prerogative della commendatio era quello di
ove mio padre sposò mia madre e lì creo una nuo- iniziare i lavori appena arrivati nel nuovo alloggio.
va famiglia. Però, con le poche ricchezze che riuscì Del resto l’alloggio non era di sicuro previsto per il
a salvare dall’assedio, i miei genitori riuscirono riposo. Infatti, le dimore avevano a stento lo stretto
desiderarono farmi avere un’adeguata istruzione. necessario per poter dormire: un letto di assi, poca
Così, dette tali parole, dopo un’iniziale momento biancheria, stoviglie, un tavolo, delle sedie e un tadi incertezza i funzionari decisero di farci avere un bernacolo. Nella camera, invece c’erano tre panche
piccolo manso. Così, firmate tutte le scartoffie ne- da letto di cinque braccia, un saccone pieno di paglia,
cessarie a rendere la commendattio ufficiale, un un materasso, un copriletto, tre lenzuola e due cuscifunzionario ordinò di farci accompagnare nella ni. Insomma, lo stile era molto spartano e di sicuro
nuova terra nella quale avremmo avuto dimora. non era minimamente paragonabile a quello odierno.
Durante l’itinerario passammo sia per la parte del Proprio per questo non so se definire fortuna il fatto
possedimento dominata direttamente da lui e dai che ognuno di noi non fu costretto a restare in quel
suoi cortigiani, sia da piccoli insediamenti e villag- luogo, poiché l’ordine che ci fu impartito fu quello di
gi che si erano creati col tempo e col trascorrere recarci subito nei campi per la vendemmia invernale.
degli anni. Ovviamente, per girare tutto il possedi- Infatti, alcune zone del feudo erano state disboscate
mento di un sovrano occorreva attraversarlo con per far spazio all'agricoltura ed alla pastorizia, ma era
una carrozza: d’altro canto il nostro era uno dei anche vero che in ogni possedimento c’erano immenmansi più periferici dell’intero feudo e proprio per se foreste popolate da daini, cinghiali, volpi, orsi, e
questo il viaggio fu alquanto lungo. Infatti, prima tanti altri animali. I signori d’altra parte, proprio per
di arrivare passammo anche in un borgo ove si sta- avere la certezza di non tornare mai a casa a mani
va svolgendo una grande manifestazione. Di sicuro vuote da una battuta di caccia, preservavano tali risi trattava di una fiera: la guardia che mi aveva serve di caccia "private", dove avevano il diritto eportato dai miei genitori qualche ora prima mi ave- sclusivo per la pratica di questa attività. Di sicuro ava infatti detto che nella maggior parte delle città si vete già capito a cosa voglio alludere quando pronunteneva un mercato una o due volte la settimana e cio tali parole: insomma secondo voi, un viaggiatore
nei giorni come questi la piazza principale del cen- del tempo, il cui destino si è incrociato casualmente
tro urbano brulicava di gente, di mercanti indaffa- con quello del passato, preferisce assistere alla solita
rati e di venditori che vantano a gran voce i propri vendemmia dei contadini o vuole visitare le immense
prodotti. Invece un paio di volte l'anno si teneva foreste presenti nel periodo medievale, oggi scomparuna fiera, più grande del mercato e con più merci, se e quasi del tutto adibite alla coltivazione? Di certo
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la mia ragione in stato di allerta. Subito cercai tutte le
sapete
possibilità possibili di fuga. Pensai di fuggire dai po-
risposta:
avevo
mai
or- sti di guardia delle mura, ma subito mi venne in mencom- te ciò che le guardie avrebbero potuto farmi. Pensai
preso l’uni- di fuggire nella foresta, ma non volevo dimenticare il
cità
di sentiero percorso e perdermi. Ne immaginai molte
quell’occasione
vie di fuga, ma immediatamente ed all’improvviso
che vidi un cespuglio di asfodeli rossi posto alle mie spal-
dovevo sfruttare fino alla fine. Infatti, una volta le: così, pensando che questa fosse una delle migliori
arrivato ad i campi per la vendemmia, colsi al volo opportunità, mi nascosi dietro a quell’arbusto. Del
la prima occasione offertami per fuggire e recarmi resto nel frattempo i nitriti dei cavalli si facevano
in una foresta presente lì vicino: mi incamminai, sempre più forti e di fronte a me apparivano due opincamminai e continuai a passeggiare a lungo fin- zioni: o farsi scoprire, o cercare almeno di trovare un
ché non arrivai in un immensa distesa verde che a nascondiglio sicuro. Ora i cavalli erano talmente viciprima vista sembrava immensa e quasi insuperabi- ni da poter percepire le voci di coloro che li cavalcale. Però, più della pianura, ciò che mi confondeva vano. Ovviamente, queste all’inizio erano molto conla mente era l’immensa cerchia di mura che circon- fuse, ma dopo si fecero molto più chiare: io nel fratdava tutta la campagna. Inoltre gli accessi erano tempo non ebbi neanche il coraggio di guardare ciò
protetti da posti di guardia che precludevano la che accadeva all’esterno. Infatti non posso dirvi cosa
possibilità di fuga. Miei cari lettori vi comunico accadde di preciso quando io ero nascosto dietro il
che stiamo per tornare al punto di partenza, ovvero cespuglio, so solo che le parole pronunciate da quegli
al punto in cui la nostra narrazione era stata inter- uomini erano ora così vicine che riuscivo a capirne
rotta bruscamente per raccontare gli eventi in un ogni singolo e minuto particolare. –“Uffa… oggi maordine più chiaro e meno confuso. Feci solo pochi dre natura e fortuna nostra non ci ha preservato una
passi e subito sentii un rumore che lacerò e squar- caccia assai gloriosa.”; -“non preoccuparti fratello
ciò l’armonia di quella realtà: era il nitrito di alcuni mio, non esser sempre dei seccatori ed assillanti il
cavalli e il rumore dei loro zoccoli che a poco a principe supremo…, vedrai che la prossima volta popoco si intensificava avvicinandosi. Appena udii tremo portare a palazzo un copioso bottino; stai a vetale rumore, la tranquillità dei miei pensieri, già dere e abbi fiducia nelle semplici parole di tuo fratelprecedentemente turbata da quelli precedenti, svanì lo…”. Potevo soffrire quanto volevo dal mio nasconsubito ed improvvisamente lo stato d’animo di stu- diglio, tanto loro continuavano a parlare ininterrottapore e di ammirazione che avevo provato fino ad mente sopra i loro destrieri ed io non potevo fare alallora a poco a poco si dissolse e lasciò spazio ad tro che attendere e sperare che se ne andassero il più
un nuovo sentimento che metteva il mio corpo e la velocemente possibile. Speravo, speravo e continua-
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vo a farlo, ma le loro voci non finivano: -“Cosa vranno pur riposare dopo una giornata di caccia così
porteremo dinnanzi la nostra corte?” chiedeva uno faticosa e stressante”, -“Beh… rilassiamoci come tu
quasi seccato ed impaurito, -“niente” rispondeva dici, ma sostiamo ancora per poco e promettimi che
l’altro con tono di irriverenza e profonda sicurezza dopo ritorneremo in cammino e continueremo l’itine–“Cosa vuoi che facciano a noi due… del resto se rario stabilito… sei d’accordo fratello mio?...”. Tuttadovessero far questioni a noi, allora sì che sarebbe- via, detto questo si capì che il fratello era ormai in
ro fessi e felloni. Non aver alcun timore…. invece, stato di riposo poiché a quel punto tutto tacque, e l’upensa a rilassarti. Anzi, servitori, allestite subito un nico rumore che potevo percepire erano i suoni dei
bivacco per me e il mio fratello. Desideriamo rilas- passi dei servi che portavano al ragazzo i cani tenuti
sarci in questa così bella radura prima di continua- al guinzaglio. Ma ciò che sembra un piccolo ed insire il nostro percorso e tornare dinnanzi alla corte gnificante particolare, in realtà a volte può celare ridel padre nostro.” Appena udii
svolti decisivi. Infatti, mentre sem-
queste parole la mia speranza va-
brava che anche io avessi trovato un
cillò e subito fui preso dalla tri-
po’ di tranquillità, i cani di quei due
stezza e dalla malinconia. Le uni-
fratelli iniziarono a fiutare insisten-
che cose che potevo fare in quel-
temente. Fiutavano e fiutavano ed a
la circostanza erano quelle di pre-
poco a poco iniziarono a dirigersi
gare, sperare ancora ed ancora e
verso di me ed al cespuglio di asfo-
continuare ad ascoltare quello
deli dietro al quale mi ero nascosto.
che dicevano i due fratelli. “Dai compagni miei, Inizialmente i padroni non fecero molto caso a quegli
sedetevi anche voi e gioite di queste giornate, che animali, ma quando questi iniziarono a tirare, allora il
poche se ne vedono qui ad Aquisgrana nostra capi- mio cuore diventò talmente ansioso che sembrava
tale solenne ed austera. Mirate anche voi questa volesse balzare fuori dal petto. I cani continuarono ad
perfezione e godete del dono che fortunatamente la abbaiare ed abbaiare finché non svegliarono i due
natura ci ha donato: il riposo!!!”. A quelle parole fratelli. “Ehi…. Cosa succede? Perché abbaiate e
ironiche i servi iniziarono a sghignazzare ed alcuni guardate insistentemente quel cespuglio?...” così didi loro risero di cuore. Si vede che quel giovine era ceva e proprio per questo svegliò il fratello –
ben voluto e rispettato per la sua goliardia tra la “Carlomanno, Carlomanno, svegliati” diceva, - “Sì…
servitù. –“fratello tu scherzi troppo… certo tu cosa accade? I cani hanno per caso trovato qualche
scherzi e ti prendi beffa di tutti e tutto, ma poi an- preda?” diceva l’altro ingenuamente, -“No… i cani
che io son costretto ad ascoltare le prediche dei non avrebbero abbaiato in questo modo, di sicuro c’è
nostri precettori e superiori” ribatteva nuovamente qualcuno dietro quel cespuglio di asfodeli rossi….
l’altro, -“Ma ora smettila e rilassati… anzi portate Chi è? Su mostrati o saranno guai per te…”. Non saqui anche i nostri adorati segugi… anche loro do- pevo più cosa fare, ero nervoso, molto nervoso, pale-
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semente nervoso, se non di più; Alla fine preferii mostrava dunque
rivelarmi ai due fratelli. Essi si mossero di qualche interesse
altro passo ed appena furono abbastanza vicini a mio
per
il
manoscritto.
cespuglio mi alzai lentamente -“Chi sei tu?” diceva Proprio per questo
uno dei due con tono di curiosità ed interesse, - iniziai a spiegare
“Chi sei… Orsù rivelaci il tuo nome… Non sai che che quelli erano
se qualche contadino è scovato a cacciare di frodo fogli di un quaderin una di queste zone, rischia l'accecamento o an- no e che lì io riuche l'uccisione?” iniziò a dire. A quel punto non scivo ad annotare,
riuscii a mantenere il silenzio e per la paura che grazie alla scrittuquelle parole mi avevano intimato e soprattutto il ra, concetti ed etono con le quali esse erano state pronunciate, ini- venti.
Appena
ziai a giustificarmi: -“Credetemi, non sapevo che ebbe sentito le mie
questa fosse la vostra riserva privata… non volevo parole, la sua facviolare alcun regolamento, credetemi, non volevo cia mutò e con
mancarvi di rispetto… sono nuovo, ancora non so stupore ed ammirazione disse: -“Tu sai scrivere… è
bene come funzionano qui le cose… mi dispiace, sorprendente. Deve essere fantastico poter annotare
perdono”. Sapevo di stare parlando con qualcuno ciò che si pensa, imprimere nella pergamena ciò che
di autorevole e proprio per questo dissi tali parole si vede e si percepisce…”. Sinceramente io non avecon un tono di profonda umiltà. –“Dicon tutti così vo mai fatto caso a cosa potesse significare saper
quelli che commettono reato… ma dimmi ragazzo scrivere, ma quel ragazzo mi aprì gli occhi: il modo
non sei di questi luoghi… hai un accento strano ed col quale pronunciava quelle parole e il significato
effettivamente non ho mai visto prima d’ora un aulico ed idilliaco che attribuiva alle parole
volto simile al tuo”, -“siete nel vero mio signore…. “scrittura” e “conoscenza” denotava grande interesson di un posto molto lontano, del quale forse voi se… Così entusiasmato e sorpreso gli dissi: -“Saresti
non siete a conoscenza”,- “Dubitate forse delle mie felice se ti donassi questo libro in modo da poter imconoscenze geografiche?”, -“No…. no, non era parare l’arte da te tanto amata della scrittura?”. Dopo
intenzione mia volermi prendere beffa di voi” con- tali parole egli divenne incredulo, ma subito senza
tinuavo a dire in modo impacciato ed altalenante, - esitare un momento ordinò a due servitori di portare
“Non ne dubito” ribadì “ma ascoltatemi cosa avete la cassapanca riservata per il trasporto della cacciain mano? Potrei avere qualche delucidazione su gione. Così due servi la aprirono e la adagiarono sul
tale oggetto?” . Questi continuava a fissare il mio verde manto d’erba. All’interno di quella cassapanca
libro degli appunti con forte insistenza. In verità vi era un lenzuolo bianco; all’improvviso quel princiaveva notato fin da subito il mio quaderno. Egli pe la aprì e disse: -“Quest’umil cassa sarebbe servita
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per trasportare a palazzo la cacciagione e tale velo poterono finire di parlare, poiché come tutto era incosarebbe servito per non sporcare il recipiente du- minciato, tutto, per incanto, era già finito… “Biagio,
rante il trasporto… ma sicuramente nessun reci- Biagio…. Biagio”. Qualcuno mi chiamava insistentepiente potrà vantare di contenere la cultura rac- mente e così mi risvegliai da quella stupenda avvenchiusa nel tuo libro e nessun velo bianco potrebbe tura. Tutto era stato solo uno splendido sogno. -“Ti
aver funzione cotanta importante di preservare e sei improvvisamente addormentato… Dai vai a letto
proteggere nell’eternità la somma sapienza. Fidati se sei così stanco”. Obbedii e seguii il consiglio di
di me… Avrò io cura del documento nel tempo e mia madre, ma prima di riaddormentarmi presi il liscriverò la storia infinita del mio vasto impero”. bo e notai che la sua ultima pagina si concludeva con
Detto ciò e riposto il mio manuale dentro il reci- questo verso: “e fu così che un mazzo di asfodeli rospiente, i due fratelli montarono sul cavallo e, fatto si decretò la fortuna dell’impero carolingio del re
un semplice cenno alla servitù con la mano, parti- Carlo detto il Magno”.
rono. Tuttavia prima di andare rivelarono i loro Commenti finali:
nomi: -“Perdonami giovane amico…. In tutto ciò Ancora ho in mente le parole del re Carlo Magno,
non ci siamo ancora presentati. Il mio nome è prin- che nel bosco mi disse di voler continuare la storia
cipe Carlo, invece quello di mio fratello è Carlo- infinita del suo impero. È certo che l’impero franco è
manno, siamo i futuri eredi…..” ma prima che po- ormai concluso da tempo, ma la letteratura e la storia
tessero finire li interruppi e per la loro cordialità il hanno fatto continuare a vivere il personaggio del
mio istinto mi disse di cogliere dal cespuglio dietro mitico re carolingio e ad ogni nuova interpretazione
di me degli asfodeli rossi e di regalarne un mazzo a letteraria il vecchio re dei franchi torna a rivivere nei
Carlo… Appena ciò accadde, in quel preciso i- nostri cuori, ora come in quelli dell’Alto Medioevo.
stante e perentorio momento, questi non ebbe ne- Inoltre, se quell’antica cassapanca di re Carlo è arrianche il tempo di ringraziarmi che si udì uno squil- vata veramente fino ai giorni nostri, allora la storia è
lo di trombe e dei cavalieri che dissero in tono au- davvero eterna ma, paradossalmente, anche sempre
stero: -“Principi Carlo e Carlomanno, la vostra pre- attuale. Infatti, grazie ad ogni nuovo saggio letterario
senza urge a palazzo. Vostro padre e nostro sovra- o storico scritto scopriamo un aspetto diverso e nuono Pipino III il vo dell’ imperatore Carlo. Ma se qualcuno pensa che
Breve ha appena questo mio racconto sia andato fuori dalla traccia asdichiarato guerra segnata si sbaglia: la volontà di perdersi nel tempo e
ai Longobardi del nello spazio per scoprire nuove cose ed il desiderio di
re Astolfo e si sta viaggiare tra i meandri della storia è la cosa più bella
preparando
ad che un uomo possa compiere.
oltrepassare
le
Alpi….”.
Non
Biagio Maria Sancetta
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Considerazioni di Bioetica:
re, nemmeno Montale è riuscito ha comprendere la chiave
per poter dissipare il dolore
“… andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
della vita, a dare un senso a ciò
che faceva ed a trovare la speranza mai posseduta. Infatti, a
suo parere, proprio a causa di quei frammenti di ve-
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia”
(Meriggiare pallido ed assorto, Ossi di seppia, 1916)
rità, “schegge” e “sillabe” delle quali dispone l’uomo, neanche la poesia può insegnare nulla. Ma forse
l’errore più grande di Montale è stato quello di non
aver avuto fiducia nella ragione. Infatti, quella
“meraviglia… che ha in cima cocci aguzzi di botti-
Aveva proprio ragione Montale quando affermava
glia” non rappresenta altro il confine tra la ragione e
che il cammino della nostra vita è come un viaggio
la stessa immaginazione. Lo scibile scientifico e la
intorno ad un alto muro, sulla cui cima ci sono coc-
scienza pura non esisterebbero senza l’immagina-
ci di bottiglie, a causa dei quali non si riesce a tro-
zione. La mente umana è talmente grande da riusci-
vare ne l’uscita e neanche cosa vi sia dietro. Secon-
re a comprendere nell’essenza e nella concretezza la
do questi, infatti, l’esistenza è qualcosa di miste-
reale natura di un oggetto che ha noi ci appare solo
rioso e sconosciuto. Egli è convinto che qualcosa
nelle esteriorità e macroscopicità. In questo austero
nasconde la realtà, ne fa schermo, ne impedisce la
e perfetto, la mente è quel sublime ingranaggio che
conoscenza. Di qui sfocia la ricerca di un “varco”
ci permette di scoprire tutto in relazione solo a quei
che permetta di superare l’ostacolo, il muro che ci
frammenti di verità di cui ci parla Montale. La
metta in contatto con la vita autentica. Quel muro,
scienza riesce a scorgere da quei cocci di bottiglia in
quell’ostacolo, quell’impedimento rappresenta il
cima di quel muro insormontabile solo parti di veri-
sottilissimo velo che separa la realtà dall’immagi-
tà: la maggior parte di essi, come dice Montale stes-
nazione, la vita autentica, dalla finzione. Proprio
so, sono ancora racchiusi in quell’universo al di là
per questo, ciò che appare circoscritto al muro ap-
di quella muraglia tanto insormontabile e tanto peri-
pare a Montale privo di senso e l’uomo è in peren-
colosa. Ma risiede proprio in ciò la sublime bellezza
ne disarmonia con un mondo chiuso ed ostile, si
del sapere scientifico: attraverso quei pochi fram-
sente oppresso da questo “male di vivere”. Eppu-
menti e grazie alla razionalità l’uomo riesce infatti a
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scoprire ciò che si cela al di la di quella muraglia
sempre hanno tenuto l’uomo saldo sulla terra, impe-
inesplorata, e passo dopo passo, riesce a scorgere
dendogli di volare, o gli hanno impedito di comuni-
frammenti nuovi di verità che li permettono di mi-
care in tempo reale col resto del mondo, è emozio-
gliorare le vecchie certezze e di ipotizzare nuove
nante ed unico. Questa è l’eterna bellezza della
teorie. Del resto, l’irrazionale e la ragione sono so-
scienza, la possibilità di demolire le consuetudini e
relle: ambedue figlie dello stesso elemento, il sape-
permettere all’uomo di superare la nature e le restri-
re, ed allo stesso tempo, paradossalmente, figure
zioni che ci ha imposto fin dalla nostra comparsa
poste ai due estremi ideologici e poetici. Ma l’irra-
nell’universo, e tutto ciò solo grazie a quei fram-
zionalità e la libertà creativa sono figlie del libero
menti di verità ed ad un unico sublime mezzo: la
pensiero, che a sua volta è legittima progenie della
ragione. E mentre scrivo queste parole, rammento
ragione. Dunque la ragione e la scienza non cerca-
quest’altro frammento di liriche di Eugenio Monta-
no di dare una spiegazione a ciò che si vede, ma al
le:
pari dei poeti, lo scienziato esplora il mondo del-
“… Non domandarci la formula che mondi possa
l’immaginazione. Infatti le teorie e le tesi da dimo-
aprirti,
strare non sono per niente frutto del mondo nel
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
quale viviamo. Quei frammenti di verità ci forni-
Codesto solo oggi possiamo dirti:
scono solo le tesi e gli strumenti per dimostrare la
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”
nostra tesi. Tuttavia spetta allo scienziato l’arduo
(Non chiederci la parola, Ossi di seppia, 1925)
compito di formulare quelle leggi che diventano
frammenti autentici della realtà che ci circonda,
Questa è senza alcun dubbio una delle poesie più
frammenti non direttamente estrapolati da quell’u-
celebri scritte da Eugenio Montale. Non chiederci
niverso presente all’aldilà del varco montaliano,
quella formula magica che possa risolvere ogni tuo
ma a noi pervenuti grazie al ragionamento raziona-
quesito o possa rivelarti una nuova visione del mon-
le. Proprio in ciò risiede la dignità delle cose, di-
do, dice Montale, facendo ancora comparire quella
gnità alla quale Montale non è mai riuscito ad at-
negazione che riprende quella iniziale della poesia.
tingere, a differenza di Sabba, per esempio, che
La negazione, tutta in negativo, contiene però che
con la sua semplicità ha in parte compreso la digni-
sembra attenuare la durezza dell’affermazione: oggi;
tà e la bellezza del creato e di ogni oggetto. Ogni
dunque la conclusione non può definirsi definitiva,
cosa vista esteriormente sembra banale ed inutile,
rimane un piccolo spazio nella speranza, speranza
ma è quello che si cela al di sotto di quell’oggetto
che permette alla scienza di andare avanti e scoprire
che suscita nell’uomo grande curiosità ed interesse.
nuovi frammenti di verità, fino ad arrivare al codice
Pensare che le proprietà che regolano la vita e la
completo della nostra esistenza. Nonostante il pen-
stessa esistenza di quell’oggetto possono essere
siero di Eugenio Montale muove da una visione
utilizzate proprio per distorcere le leggi che da
pessimistica e sconsolata del mondo e della vita u-
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mana, secondo la quale l’esistenza ed “il male di
Relazione:
vivere” non è interpretabile razionalmente, le sue
liriche stranamente infondono grande coraggio e
Giorno 19 Maggio 2011 si è tenuta presso l’aula
forza. La verità cercata da Montale è lo sprono di
magna del Rettorato dell’Università di Messina la
ogni scienziato, di ogni ricercatore che freme al
giornata di Bioetica per la scuola, il cui argomento
pensiero di trovare quella pura e autentica verità.
principale riguardava la scelta responsabile di fonti
Quella “formula”, che riesca a far comprendere
energetiche bio-sostenibili. Dunque, in vista del-
all’uomo ciò che lo circonda, deve essere scoperta
l’imminente referendum amministrativo, era d’ob-
e la mia stessa mente freme dalla voglia di inter-
bligo parlare dell’impatto biologico ed ambientare
pretare gli enigmi della natura. Ogni cosa è frutto
che la costruzione di una centrale nucleare a fissio-
di una chiave nascosta e celata, ed è proprio in
ne avrebbe nel nostro paese. In particolare, oltre ai
quella microscopica chiave
numerosi relatori Ordinari e
che è celato il mistero della
Straordinari e ai discorsi dei
vita, da secoli celato con
docenti universitari, numerose
cautela dalla natura e del
sono state le scuola della sud-
quale conosciamo solo alcu-
detta Città, che , non solo hanno
ni frammenti, poiché se fos-
avuto la possibilità di poter assi-
se già stato interpretato il
stere a tale evento, ma sono stati
miracolo della vita, la natura sarebbe stata sotto-
anche attivi partecipanti in quanto hanno potuto in-
messa all’uomo. Ma io credo fermamente in questa
tervenire manifestando le proprie opinioni e mo-
speranza che la formula tanto ricercata da Montale
strando ai presenti lavori inerenti la materia compiu-
e da altri uomini, possa essere portata alla luce.
ti durante il proprio iter scolastico. Il sottoscritto
Proprio per questo il mio desiderio è quello di fare
Biagio Maria SANCETTA, ha relazionato durante
le veci di ultore della scienza, da troppo tempo or-
tale manifestazione in nome del Liceo Scientifico
mai criticata causa dei suoi limiti a causa dell’igno-
Paritario “Empedocle” circa le conseguenze biologi-
ranza dell’uomo dimostrata nelle numerose pagine
che delle radiazioni atomiche. Dopo aver compiuto
di storia scritte: la scienza è pura e non ha alcun
studi approfonditi in ambito citologico e citogeneti-
limite; la cupidigia e l’imperfezione dell’uomo
co si comprende che i reali danni delle radiazioni
contaminano la scienza e sfruttano il suo enorme
atomiche risiedono nella modificazione delle strut-
potere in modo abnorme. L’uomo ancora non è
ture polimeriche e macromolecolari dell’unità biolo-
pronto per l’energia nucleare, ed è forse ancora lui
gico-cellulare. In particolare le macro- molecole
a dover fare molta strada prima di comprendere le
più compromesse l’acido desossiribonucleico, più
verità della correttezza e della giustizia ed a dover-
comunemente conosciuto come DNA e l’acido ri-
si evolvere, e non la scienza.
bonucleico, più noto come RNA. Il primo è un poli-
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mero organico destrorso costituito da due catene
metabolismo cellulare. Tale discorso è valido se tale
polinucleotidiche avvolte per formare una struttura
mutazione non riguardi una sequenza esonica che
alfa elicoizzata. I monomeri e le basi strutturali di
viene eliminata dopo il processo di spilicing. Tali
questa complessa molecola biologica sono i nucle-
modificazioni del nostro materiale cromosomico
otidi , costituiti da un gruppo fosfato dotato di
eucariotico, non riparabile mediante meccanismi di
gruppi negativi polari in corrispondenza dei siti di
escissione o poof reading, sono definite come muta-
legame dell’ossigeno con l’atomo fosfato; uno zuc-
zioni. Però, se le radiazioni causano una mutazione
chero mono saccaride pentoso a cinque atomi di
a livello di una cellula somatica, essa non è eredita-
carbonio (rappresentato nel DNA dal desossiribo-
bile alla progenie. Invece, se tali mutazioni riguar-
sio e nel RNA dal ribosio), legato al primo com-
dano cellule sessuali aploidi, allora la mutazione è
ponente mediante un legame N-glicosidico tra ossi-
detta germinale ed è ereditabile alla progenie. In tal
geno e gruppo idrossimetile del C5 del pentoso
caso, la mutazione può riguardare un allele di un
(con eliminazione di un gruppo funzionale idrossi-
carattere autosomico (controllato ovvero da un gene
le); e da una base contenente azoto legata al C1
localizzato in un cromosoma non sessuale) o un ca-
del pentoso mediante un legame estereo. Le basi
rattere non autosomico (ovvero un carattere control-
azotate nel DNA sono l’adelina, la gualina ( dette
lato da un gene localizzato su di un cromosoma ses-
purine), la citosina e la timina (sostituita nel RNA
suale X, detto X-linked, o Y, detto Y-linked). Se la
dal uracile), dette invece pirimidine. Il nostro ma-
mutazione riguarda un carattere autosomico recessi-
teriale genetico è tradotto proprio in relazione alle
vo per essere affetto un individuo deve essere omo-
triplette di base (chiamate codoni) ripetute nel no-
zigote recessivo (a/a con “a” considerato l’allele
stro corredo cromosomico. Infatti, è proprio in re-
mutato). Se immaginiamo che la mutazione riguarda
lazione a tale corrispondenza di tre basi per un am-
la generazione parentale P, quasi tutti gli individui
minoacido, che avviene la sintesi delle strutture
affetti hanno genitori normali eterozigoti (A/a con
polipeptidi ed enzimatiche, indispensabili nell’atti-
“A” l’allele dominante non mutato) ed la malattia
vità catalitica di ogni reazione metabolica biologi-
causata dalla mutazione si manifesta alla F1 visto
ca. Dunque modificare direttamente il DNA (dal
che ¼ dei figli sarà Omozigote recessivo. Tuttavia,
quale proviene il testo di decodifica per la tradu-
le mutazioni riguardanti un allele autosomico reces-
zione proteica) o indirettamente l’RNA, ovvero
sivo saltano le generazioni. Se invece la mutazione
quel trascritto primario immaturo, sintetizzato du-
riguarda un carattere atutosomico dominante (A/a o
rante la trascrizione e utilizzato come copia dell’a-
A/A con “A” l’allele dominante mutato e “a” l’alle-
cido deossiribonucleotidico nella sintesi mediata
le recessivo non alterato), possiamo affermare che
dai componenti nucleo proteici ribosomiali, non
ogni individuo affetto ha almeno un genitore affetto,
viene sconvolto solo il nostro corredo enzimatico,
in quanto anche un individuo eterozigote manifesta
ma anche le reazioni cataboliche ed anaboliche del
la patologia (infatti le mutazioni presenti in un allele
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dominante non saltano le generazioni). Riguardo la
lati e dall’ unione di una Padre malato (XNY) e di
generazione parentale P, un soggetto eterozigote
una Madre normale (XX) ci si attendono figlie fem-
trasmette la patologia ad ½ dei propri figli. Se in-
mine tutte sane ma portatrici (XNX). Mentre i ma-
vece la mutazione riguarda un carattere X-linked,
schi saranno sani. Tralasciando ora l’ereditabilità
allora in questo tipo di ereditarietà si ha una tra-
delle mutazioni germinali, ritorniamo a vedere le
smissione dal nonno (Maschio P) ad una figlia
diverse tipologie di mutazioni causate dalle radia-
femmina (F1) portatrice, ad un figlio maschio del-
zioni nucleari. In particolare, tralasciando le muta-
l’F2
definita
zioni spontanee e riferendoci solo a quelle indotte, il
“crisscross”. In particolare, se la mutazione X-
DNA può essere danneggiato dall’azione di nume-
malato.
Tale
trasmissione
è
linked è avvenuta a livel-
rosi agenti, definiti muta-
lo di un allele dominante,
geni. In particolare tra i
avremo le seguenti con-
numerosi agenti mutageni
dizioni: se è un padre ad
correlati alle radiazioni
essere affetto da tale mu-
nucleari compaiono
tazione tutte le figlie sa-
agenti ossidanti e le radia-
ranno affette perché rice-
zioni
vono una delle due X dal
che si manifestano sotto
padre
forma di raggi gamma,
(tale
fenomeno
gli
elettromagnetiche
ovviamente dipende anche dalla lionizzazione);
alfa beta ed ultravioletti. Tutti questi effetti rientra-
invece una madre eterozigote (P) trasmette il carat-
no nell’azione degli agenti fisico-chimici. In relazio-
tere a ½ dei figli maschi ( in quanto emizigoti) ed
ni alle radiazioni atomiche, agenti mutageni come i
ad ½ delle figlie femmine. Però, nel caso in cui il
radicali liberi ed il perossido di idrogeno, per esem-
carattere mutato X-linked è recessivo, di norma più
pio, producono danni eterogenei, come modificazio-
maschi che femmine sono affetti poiché possiedo-
ni di basi, sostituzioni di basi o addirittura rottura
no una sola X. Inoltre, tutte le madri omozigoti per
del doppio filamento di DNA stesso. Come predetto,
l’allele, quindi malate a causa della mutazione
le radiazioni nucleari causano la formazione di radi-
(XNXN con XN il cromosoma con l’allele mutato)
cali liberi che, non solo agiscono direttamente sui
generano figli maschi tutti malati poiché essi otten-
cicli metabolici cellulari, ,ma agiscono come agenti
gono la loro unica X dalla Madre. Invece, le madri
modificanti le basi, ovvero particolari agenti chimici
eterozigoti (XNX) generano figli maschi ½ malati e
mutageni che modificano la capacità di appaiamento
½ sani. In tal caso, dall’ unione di una Padre nor-
tra le basi azotate. Inoltre, agenti mutageni indotti
male (XY) e di una madre portatrice della mutazio-
dalle radiazioni nucleari possono portare a mutazio-
ne (XNX) ci si attendono figlie sana ma ½ portatri-
ni puntiformi. In tal caso le radiazioni possono cau-
ci (XNX). Mentre i maschi saranno ½ sani e ½ ma-
sare o una sostituzione di basi, o una delezione di
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basi o una inserzione. Il primo evento è meno peri-
in questione. Andiamo invece ora a vedere gli effetti
coloso rispetto agli altri. Nello specifico, quando
causati non indirettamente dagli agenti mutageni
siamo davanti ad una sostituzione di basi dovuta ad
chimici, ma da quelli fisici. In particolare, in tal ca-
agenti radioattivi, si parla sempre di sostituzione di
so ci riferiamo alle radiazioni ed al calore (che pro-
una base azotata con un’altra. Inoltre, parleremo di
voca nella maggior parte dei casi ustioni di secondo
transizione quando avviene la sostituzione di una
o di terzo grado). Le radiazioni prodotte durante la
purina con una purina o di una pirimidina con una
conversione dell’energia nucleare in elettrica, come
pirimidina (A con G o C con T); invece parliamo
ormai è noto, si dividono in radiazioni ultraviolette
di transversione quando avviene uno scambio tra
(UV) e in radiazioni ionizzanti (suddivise a loro vol-
purina con pirimidina o viceversa. Tuttavia, in am-
ta in raggi ics e gamma). Le prime eccitano la mole-
bedue i casi, gli effetti di una sostituzione di basi
cola di DNA, fornendole energia. Solitamente que-
possono essere diversi in relazione dei casi: infatti,
st’energia decade senza conseguenze, ma in un e-
quando la mutazione determina un codone diverso
sposizione eccessiva può innescare una reazione
ma che codifica per lo stesso amminoacido (ciò
chimica che altera la struttura del DNA. In questo
grazie alla degenerazione del codice genetico) si
caso, si ha la formazione di legami tra due nucleoti-
parla di mutazione sinomia o silente e non vi sarà
di (timina) che si trovano ravvicinati al momento
alcun cambiamento sul prodotto genetico; si parla
della reazione stessa, con formazione dei cosiddetti
invece di mutazione di senso errato quando il co-
ponti di timina o ponti aberranti. Tale processo,
done mutato produce un amminoacido diverso ri-
spesso riparato dai meccanismi di escissione e ripa-
spetto a quello originario. In tal caso il prodotto
razione del DNA (con sostituzione di una delle timi-
genetico può conservare le stesse proprietà del po-
ne suddette con una base purinica adenilata), modi-
lipeptide sintetizzato a partire dal genoma non mu-
fica la conformazione della doppia elica e causa tu-
tato
no
mori gravi all’epidermide. Però, nonostante siano le
(mutazione non conservativa); infine si può spesso
radiazioni UV quelle più dannose a livello macro-
verificare che la formazione di un codone di stop
molecolare, quando si parla delle radiazioni nucleari
all’interno della sequenza codonica del trascritto
gli effetti più numerosi sono causati dai raggi gam-
immaturo di RNA (UAA, UAG e UGA). In tal ca-
ma, molto più penetranti e carichi di energia rispetto
so si parla di mutazione di non senso. Tuttavia, no-
agli alfa e beta. Tali raggi rientrano nella categoria
nostante le sostituzioni di basi producano effetti
delle radiazioni ionizzanti, che penetrano nei tessuti
assai diversi, comunque vanno a compromettere
in notevole profondità. Nel loro percorso, infatti,
solo un unico amminoacido. Invece, sia la delezio-
collidono con gli atomi che incontrano determinan-
ne (eliminazione di una base), sia un inserzione di
do il rilascio di elettroni e la formazione di ioni cari-
base (inserimento di una base azotata) causano u-
chi positivamente, questi collidono con altre mole-
n’alterazione dell’intera lettura codonica del gene
cole, liberando ulteriori elettroni e così via. Grazie a
(mutazione
conservativa),
oppure
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tale effetto domino, si forma quindi un cono di ioni
la radioattività sulle cellule, quindi, è il rallentamen-
lungo il percorso di ogni raggio ad alta energia at-
to della velocità di riproduzione. Infatti, le popola-
traverso i tessuti viventi. Le radiazioni ionizzanti
zioni di cellule che si riproducono molto rapidamen-
sono alla base della formazione dei radicali liberi e
te sono più vulnerabili di quelle che lo fanno lenta-
possono provocare rotture cromosomiche e quindi
mente. Inoltre, le cellule esposte ad alte concentra-
sia riarrangiamenti cromosomici ( riguardanti dun-
zioni di raggi elettromagnetiche vanno incontro ad
que la struttura, e non il numero) che mutazioni
un precoce evento di senescenza. Ciò è spiegato dal-
puntiformi o geniche. Il momento in cui le cellule
l’inibizione delle telomerasi, enzimi con attività en-
sono più vulnerabili in assoluto alle radiazioni è
donucleasica 3I -5I che servono a sintetizzare le parti
durante la mitosi o la meiosi. Infatti, quando ha
terminali dei cromosomi, detti appunto telomeri, in
inizio la fase S del ciclo cellulare il DNA è in fase
quanto spesso in quei tratti la DNA polimerasi III
di duplicazione e quindi si presenta sotto forma
non riesce a svolgere la propria azione. Infatti senza
despiralizzata, dissociato dalle proteina basiche
la presenza o comunque senza l’azione di tali enzi-
istoniche (eucromatina), le strutture del nucleo so-
mi a poco a poco le parti telomeriche terminali dei
no dissolte e gli enzimi che assicurano l'integrità
cromosomi verrebbero eliminate, causando un gra-
del materiale genetico non possono operare. Inol-
duale rimpicciolimento del cromosoma stesso. An-
tre, le radiazioni elettromagnetiche nucleari inibi-
diamo ora, invece, a vedere macroscopicamente le
scono l’attività nel nucleo attivo della DNA poli-
conseguenze istologiche delle radiazioni nucleari.
merasi III: le radiazioni reprimono l’attività della
In modo specifico, il tessuto osseo è il tessuto più
subunità alfa, addetta all’attività endonucleasica 3I
compromesso dalle radiazioni. Andiamo a vedere
-5I , sia la sub unità epsilon, addetta all’attività eso-
allora le caratteristiche fondamentali di tale tipolo-
nucleasica 5I -3I, che quella teta addetta invece al-
gia di connettivo strutturale specializzato al fine di
l’azione cooperativa con gli altri enzimi come la
comprendere le azioni delle radiazioni. Le cellule
DNA polimerasi II. In particolare, quest’ultimo
fondamentali del tessuto osseo, responsabili della
oloenzima processivo, grazie alla sua prevalente
sintesi dei componenti della matrice, sono gli osteo-
attività esonucleasica 5I -3I, ha un ruolo cruciale
blasti: si tratta di cellule di forma tondeggiante che
nella correzione delle bozze o poof reading, indi-
derivano dalla differenziazione delle cellule osteo-
spensabile per la correzione di quei rari errori com-
progenitrici, ossia cellule staminali determinate che
piuti dalla DNA polimerasi III durante la duplica-
rappresentano una prima differenziazione delle cel-
zione del DNA. Dunque, anche l’inibizione di que-
lule mesenchimali. Gli osteoblasti sono caratterizza-
st’ultimo enzima comporta la persistenza di quelle
ti dalla presenza di un reticolo endoplasmatico rugo-
rare mutazioni, che persistono nei neofilamenti sin-
so e di un apparato di Golgi molto estesi e responsa-
tetizzati, a causa degli errori spesso compiuti dalla
bili da un punto di vista istologico della loro basofi-
polimerasi. L'effetto macroscopico più vistoso del-
lia citoplasmatica. Similmente ai fibroblasti (le cel-
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lule fondamentali del tessuto connettivo propria-
seo spugnoso che producono tali elementi figurati
mente detto), gli osteoblasti sono infatti costante-
nel sangue. Altro importante organo nel quale le ra-
mente impegnati, nelle fasi di formazione dell'os-
diazioni delle centrali nucleari a fissione vanno ad
so, nella sintesi dei componenti molecolari che an-
influire sono le gonadi, in particolare quelle maschi-
dranno a costituire sia le fibre che le glicoproteine
le. Infatti, in tal caso la prima conseguenza delle ra-
(osteonectine) della matrice. Tali composti vengo-
diazioni è la sterilità. In particolare, per poter com-
no successivamente espulsi dalle cellule per esoci-
prendere a fondo gli effetti delle radiazioni sulle cel-
tosi, e vengono quindi assemblati nella loro forma
lule aploidi sessuali maschili occorre comprendere
definitiva all'esterno della cellula. Una volta com-
gli eventi principali della gametogenesi maschile,
pletata la sintesi della matrice, ed
ovvero la spermatogenesi. L’evento
una volta avvenuta la sua calcifica-
spermatogenetico inizia quando le
zione, gli osteoblasti si sistemano in
cellule staminali presenti nel testico-
cavità ellissoidali o lacune ossee
lo, ovvero lo spermatogonio, inizia a
non mineralizzate scavate nella ma-
dividersi per mitosi. In particolare,
trice stessa. In questa fase prendono
una di queste due cellule ottenuta
il nome di osteocidi ovvero cellule
dalla divisione dopo la citodieresi,
che, pur rimanendo cellule vitali,
continua il compito della cellula ma-
entrano in uno stato di quiescenza.
dre, continuando dunque a dividersi
Tipici di queste cellule sono i lun-
continuamente per mitosi; la seconda
ghi prolungamenti citoplasmatici con cui la cellula
va invece in un primo processo di differenziamento
attinge alle sostanze nutritizie e che decorrono al-
cellulare, nel quale lo spermatogonio ottenuto dopo
l'interno di microgallerie definite canalicoli ossei.
la mitosi, diventa spermatocita primario. Tale cellu-
Tuttavia, alcuni isotopi dello stronzio o del pluto-
la differisce da quella di prima in quanto entra nella
nio si concentrano proprio nel midollo osseo, an-
prima divisione meiotica, nella quale tale processo
dando ad otturare i canalicoli ossei ed impedendo
geneticamente riduzionale, porta alla formazione di
agli pseudopodi di ricavare i nutrimenti necessari.
due cellule aploidi, dette spermatociti secondari, che
Un altro tipo di cellule del tessuto osseo sono gli
però presentano ancora il materiale genetico dupli-
osteoclasti, una tipologia di cellule deputata a pro-
cato nei due cromatidi di uno solo dei due futuri
durre e secernere enzimi che agiscono degradando
cromosomi omologhi. Tali cellule entrano così in
la matrice calcificata, permettendo il riassorbimen-
meiosi due ambedue delle cellule si dividono in due
to dell'osso. Dunque le radiazioni influiscono no-
cellule dette spermatidi. Dunque, alla fine di tale
tevolmente anche la calcemia ematica e la produ-
processo abbiamo la formazione di quattro sperma-
zione eritrocitaria poiché sono le cellule staminali
tidi. Tuttavia, tali cellule non sono ancora pronte per
emopoietiche poste tra le trabecole del tessuto os-
l’evento fecondativo, in quanto mancano ancora di
Pagina 100
strutture fondamentali per il movimento degli stes-
filamenti) poiché si agganciano a due protofilamenti
si spermatidi e per il corredo enzimatico indispen-
del microtubulo ad esso adiacente. Inoltre, i micro-
sabile per la rottura della membrana fosfolipidica
tubuli posseggono una capacità di movimento nelle
ovulare e per la sopravvivenza dello zigote nelle
strutture biologiche cellulari conferitola dalla loro
prime settimane del processo organogenetico. In-
capacità di polimerizzazione e depolarizzazione pre-
fatti proprio per questo lo spermatide deve munirsi,
sente rispettivamente sull’estremità polimerizzante
per mezzo di un successivo differenziamento cellu-
o positiva e sull’estremità depolimerizzante o nega-
lare, di una vescicola fosfolipidica, detta cromoso-
tiva. Proprio affinché sia resa stabile questa struttura
ma, contenete enzimi litici e di una coda flagellare
flagellare, alle due estremità della coda flagellare
indispensabile per il movimento cellulare. In parti-
sono presenti proteine, le proteine map’s, che rendo-
colare, tale struttura è costituita da diversi dimeri
no stabile la struttura impedendo l’attività combina-
di tubulina, costituiti da un mo-
ta esoergonica ed endoergonica
nomero di tubulina alfa ed uno
dell’ATP per la polimerizzazione
di beta, questi si associano for-
e depolimerizzazione dei dimeri
mando filamenti proteici di va-
di timina dei proto filamenti fla-
ria lunghezza, detti protofila-
gellari. Il differenziamento sper-
menti; tredici protofilamti si
matidico, che porta proprio alla
chiudono su se stessi formando
formazione di tali strutture, oltre
un microtubulo completo; tutta-
che alla testa, al corpo ed agli
via all’interno della stessa coda flagellare possiamo
acidi nucleici del nucleo stesso, genera gli sperma-
riconoscere due porzioni: una parte detta corpo ba-
tozoi ormai pronti per l’eiaculazione ed il successi-
sale, formato da nove triplette di microtubuli, tenu-
vo evento fecondativo. Le radiazioni nucleari causa-
te insieme da proteine nexine, dineine ed enzimi
no la sterilità proprio perché impediscono il diffe-
con attività ATP-asica, capaci di trasmettere il mo-
renziamento degli spermatidi in spermatozoi e la
vimento di un solo microtubulo su tutti gli altri; la
sintesi, dunque, di proteine indispensabile al movi-
porzione distale è invece costituita dall’assonema
mento a marea degli spermatozoi (i flagelli) che
costituito, invece, da nove doppiette di microtubuli
consente la mobilità stessa di gameti e di proteine
e da una coppia di microtubuli centrale. Anche in
adese alla base delle ciglia vibratili (quali l’actina e
tal caso sono presenti bracci laterali e centrali di
la specrina alla base e la miosina e la calmodulina
natura proteica con funzione ATP-asica. Inoltre,
lateralmente). In altri ambiti, come nel sistema linfa-
occorre notare che delle triplette o doppiette di mi-
tico, la conseguenza principale della radiazione è
crotubuli solo uno di essi in realtà è completo (che
l'infezione dei linfonodi (cellule mesenchimali ap-
è costituito ovvero da tredici protofilamnti), gli al-
partenenti al tessuto connettivo) e della milza conse-
tri sono incompleti (formati cioè da undici proto
guente alla morte dei linfociti presenti. Invece, la
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pelle ha una vulnerabilità particolare: poiché, se
nella superficie posteriore della ghiandola endocrina
non protetta, riceve tutti e tre i tipi di radiazione
tiroidea (sono in tutto quattro: una superiore destra
(alfa, beta e gamma). Il danno che riceve è tanto
ed una sinistra ed una inferiore sinistra ed una de-
più elevato quanto più le radiazioni sono penetran-
stra). Queste ghiandole producono due ormoni, l’u-
ti: viene danneggiata poco dai raggi gamma e mol-
no l’antagonista della calcitonina (il paratormone) e
to di più dalle radiazioni alfa e beta. Per bassi livel-
l’altro detto paratiroideo i cui compiti sono quelli di
li di radiazioni si sviluppa un eritema, se l'irraggia-
regolare i livelli di Ca2+, Mg2+ e di Po3-4 nel sangue,
mento aumenta può formarsi una neoplasia epite-
determina cambiamenti nei reni e romuove la for-
liale. La capacità di riparazione del danno subito è
mazione di calcitriolo che fa feedback positivo sulla
comunque molto elevata. Inoltre, la crescita dei
calcitonina. Dunque, da ciò si può comprendere l’al-
capelli si arresta completamente, e quelli presenti
terazione che anche tali ghiandole hanno a causa
cadono in maggiore o minore quantità in base alla
delle radiazioni. Altri importanti organi ghiandolari
dose assorbita. Caso particolare va infine riservato
addetti a funzione secretoria sono la ghiandola pitui-
alle ghiandole endocrine che non presentano un
taria e la tiroide. La prima, anche detta ipofisi, è di-
elevato grado di sensibilità alle radiazioni, ma in
visa in due sezioni, una anteriore, detta adenoipofisi,
elevate esposizioni le loro disfunzioni, come ora
e l’altra, detta neuroipofisi, che riceve neurosecreti
capiremo, sono causa di patologie molto gravi. A-
proveniente dall’ipotalamo. In particolare, risente
vevamo già visto in relazione al tessuto osseo spu-
dell’influenza delle radiazioni gamma l’adenoipofisi
gnoso, le conseguenze dell’alterazione degli osteo-
e di conseguenza gli ormoni da lei prodotti, le corri-
clasti, la cui azione è indispensabile per il manteni-
spettive azioni ed organi bersaglio, ovvero: l'ormone
mento della calcemia. Tuttavia, tale valore non
somatotropo (GH) che agisce direttamente sui tessu-
sconvolge solo i valori di calcio nel flusso ematico,
ti ed è indipendente dall'attività delle altre ghiandole
ma anche l’azione di alcuni ormoni. In particolare,
endocrine, stimola la deposizione del calcio nel tes-
l’azione degli osteoclasti per quanto riguarda la
suto osseo e la proliferazione delle cellule cartilagi-
loro attività demolente i cristalli di idrossiapatite,
nee, aumenta la massa dei muscoli scheletrici e sti-
di carbonato e fosfato di calcio e di fluoruro di cal-
mola la sintesi proteica. È detto anche ormone della
cio, è regolata principalmente da due organi ghian-
crescita e la sua mancanza causa l'arresto dello svi-
dolari: le cellule parafollicolario e quelle paratiroi-
luppo e della crescita di un individuo; la prolattina
dee. Le prime producono Calcitonina (CT) che a-
(PRL) che agisce sulla ghiandola mammaria stimo-
ziona proprio sul livello di calcio nel sangue, ope-
lando la secrezione di latte dopo il parto; Il melano-
rando feedback negativo sull’azione degli osteocla-
cita stimolante (MSH) che ha effetto trofico sui me-
sti, dunque demolendo il prodotto ossificato. Le
lanociti, responsabili della pigmentazione della pel-
seconde sono invece delle piccole masse tondeg-
le; l'ormone tireotropo (TSH) che agisce sulla tiroi-
gianti di tessuto ghiandolare endocrino presenti
de, favorendo la liberazione degli ormoni che questa
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produce
regola la degradazione lipidica e triglicerica, libera
(tiroxina e triio-
il glucosio e deprime la risposta immunitaria) e una
dotironina); l'or-
zona interna che produce androgeni. La zona midol-
mone
lare surrenale produce invece neurotrasmettitori co-
adreno-
me l’adrenalina e la noradrenalina. Come si può ve-
corticotropo
che
dere le radiazioni non compromettono solo le singo-
determina a sua
le ghiandole ma tutte le azioni metaboliche soprae-
volta la sintesi e la secrezione molto rapida degli
lencate. Anche i polmoni, venendo a contatto con
ormoni della corteccia surrenale e stimola il meta-
l'aria esterna, sono colpiti direttamente da particelle
bolismo lipidico; l'ormone follicolo-stimolante
radioattive inalate con la respirazione. In particola-
(FSH) e l'ormone luteinizzante (LH) sono invece
re, tali inquinanti compromettono le cellule unicel-
gonadotropi (agiscono cioè sulle gonadi). Nelle
lulari esocrine secernenti, ovvero le celleule muci-
ovaie il primo stimola la formazione dei follicoli e
pare caliciformi, intercalate alle cellule di rivesti-
la secrezione dei loro ormoni (estrogeni), il secon-
mento di epiteli cilindrici semplici di bronchioli re-
do la formazione del corpo luteo e la secrezione
spiratori. Sono dette mucipare, perché producono
dell'ormone corrispondente, il progesterone. Nel
muco derivato dall’idratazione del mucinogeno. Es-
testicolo, l'LH agisce invece promuovendo la sper-
so a contatto con acqua si trasforma nelle mucine,
matogenesi e la secrezione dell'ormone testicolare
ovvero mucopolisaccaridi neutri e acidi e da glico-
(testosterone). La tiroide, altro indispensabile orga-
proteine, che compongono il muco. Nella zona infe-
no endocrino sensibile alle radiazioni, produce in-
riore della cellula mucipare sono localizzate il nu-
vece due ormoni: la tiroxina e la triiodotironina che
cleo, i mitocondri, il reticolo endoplasmatico muco-
aumentano il consumo di ossigeno ed il tasso meta-
so ed il complesso del Golgi, nella parte apicale si
bolico basale, influiscono il metabolismo cellulare
accumula invece il secreto costituito da grosse ve-
e la crescita e lo sviluppo. Per motivi metabolici,
scicole. Dunque, l’inquinamento dell’aria provoca
però, la tiroide concentra in sé quasi tutto lo iodio
anche l’infiammazione di queste ghiandole unicellu-
presente nell'organismo. Le ghiandole surrenali,
lari, i cui secreti sono indispensabili per la cattura
anch’esse altamente compromesse dalle radiazioni,
dei batteri nelle vie respiratorie. Concludo allora
sono suddivise in due parti: la corticale surrenale
dicendo che, nonostante dal punto di vista energeti-
più esterna e la midollare surrenale più interna. La
co siano molti i vantaggi dell’energia nucleare, di
prima è a sua volta suddivisa in zona esterna, che
sicuro le ripercussioni che ha sulla materia vivente
produce i mineralcorticoidi (il più importante dei
(anche durante lo stadio embrionale), sono tutt’altro
quali è l’aldosterone che regola l’omeostasi e le
che positive, anzi nocive, patogene e sovente deva-
concentrazioni di Na+ e K+), una zona intermedia
stanti.
(ACTH)
che produce glicocorticoidi (come il cortisolo che
Biagio Maria SANCETTA
Pagina 103
EMPEDOCLE:
IL VOLTO DELL’ECCELLENZA
Pagina 104
EMPEDOCLE: IL VOLTO DELL’ECCELLENZA
assunto, nel corso dell'anno, ca-
dalla stessa Scuola; Scuola che
ratteri prettamente "familiari". È
pensa in grande, che aspira al
questo che contraddistingue la
grande, che si connota di un re-
MIA (e sono fiera di poterla de-
spiro internazionale che permea
finire tale) Scuola. A testimo-
di sé ogni attività promossa e
nianza di quanto detto ci sono
compiuta. Basta ricordare i cor-
gli splendidi ed indelebili ricordi
si teorico-pratici di anatomia,
dell'anno scolastico ormai finito,
organizzati in collaborazione
che certamente mi accompagne-
col Dipartimento di Anatomia
Annalisa Careri
Diplomatasi con 100/100 e Lode
ranno sempre con infinita dol-
dell’Università di Malta e rivol-
cezza. Dal punto di vista forma-
ti agli studenti di Medicina, o
Circa un anno fa sentii parlare
tivo tutti i docenti hanno dato
ancora agli accordi stretti con
di una Scuola Superiore, il Li-
costantemente il massimo, per
l’Università di Cambridge, fina-
ceo Scientifico “Empedocle”,
consentirci di avere una prepara-
lizzati al conseguimento del
fondato dal Dottore Sergio Pe-
zione "diversa" rispetto a tutte le
CIE (Cambridge International
dullà e dall’Avvocato Giuseppe
altre. Gli strumenti multimediali
A / AS Level), che permette di
Pedullà, che aveva la fama di
messi a nostra disposizione, le
iscriversi direttamente, senza
preparare al sommo grado gli
molteplici attività extracurrico-
ulteriori esami, in diverse e pre-
studenti per l’accesso alle Fa-
lari compiute, dal progetto Re-
stigiose Università di tutto il
coltà dell'area medico-sanitaria
pubblica@scuola, alla visita ai
mondo. Tra gli infiniti attimi
a numero programmato. Decisi
musei o ai RIS di Messina, mi
meravigliosi vissuti, ci tengo a
così di presentarmi al test d'am-
hanno enormemente arricchito,
condividere quello del mio esa-
missione per la frequenza del
lasciando un segno per sempre
me orale di Maturità, in cui in-
suddetto Liceo. L'esito del test
nel mio cuore. E gli esiti finali
sieme a tutto il corpo scolastico,
fu positivo e dal 13 settembre
lo hanno dimostrato.
ho condiviso forse la prima vera
2010 la mia vita subì una svolta
Il mio sogno nel cassetto, sin da
soddisfazione della mia vita.
radicale. Il Liceo Scientifico
bambina, è quello di diventare
“Empedocle” non è solo una
una pediatra, ed è per questo che
scuola, è molto di più: il rappor-
frequento tutt’oggi i corsi prepa-
to instauratosi con tutto il corpo
ratori al test d'ammissione alla
docente ed amministrativo ha
Facoltà di Medicina, organizzati
Annalisa Careri
Pagina 105
aule hanno contagiato noi studenti, reso meno pesante l'incontro
con nuove materie, dissolto, in
definitiva, i consueti rapporti stereotipati che si instaurano
tra
insegnanti e ragazzi. Ognuno di
noi era unico per il nostro prof.,
ognuno è stato messo nelle condizioni di essere capace di fare e
Alessandra Minutolo
Diplomatasi con 100/100 e Lode
Ricordo come fosse oggi il giorno
in cui presi una delle decisioni
più importanti della mia giovane
vita: trasferirmi a Messina dalla
Calabria per poter frequentare il
Liceo Scientifico “Empedocle”,
che ha sede anche a Catania.
Staccarmi dalla famiglia e alloggiare presso il residentato annesso
alla scuola, per me ancora adolescente, e’ stata una scelta sostenuta dalla prospettiva di realizzare il mio sogno più grande: entrare in Medicina. Questa scommessa che ho fatto con me stessa si è
rivelata poi meno difficile del
previsto, e di questo devo ringraziare le singole persone che hanno ricoperto, e lo fanno tuttora, i
rispettivi ruoli con seria professionalità e, soprattutto, profonda
umanità. L’entusiasmo e la voglia di fare che aleggiano tra le
migliorarsi.... ognuno si sentiva "
a casa" tra i banchi di scuola, a
mensa, nelle attività didattiche
pomeridiane e negli alloggi: incoraggiato sempre ad esprimere e a
dare il meglio di sé. È trascorso a
malapena un mese dalla fine dell'anno scolastico ed ho già nostalgia delle uscite extracurriculari,
delle visite al museo, della partecipazione ad attività teatrali, o a
qualche convegno di ambito medico. Non credo che scorderò mai
nessun momento di questi intensi
anni di studio e di vita che mi
hanno arricchito delle più varie
emozioni, né tantomeno le persone straordinarie che ho conosciuto. Ringrazio soprattutto i Fondatori della scuola, il Dottore Sergio
Pedullà e l’Avvocato Giuseppe
Pedullà, che con la loro presenza
costante mi hanno accompagnato
giorno dopo giorno in questo
viaggio nel mondo della cultura e
del sapere. A loro
ed a me dedico il momento più
intenso della mia carriera scolastica, l'esame orale di maturità, in
cui è venuta fuori l'Alessandra
che ero diventata. Il cammino è
solo iniziato, un più gravoso impegno mi attende: il test di ammissione in Medicina. Tutt’oggi
però
sono ancora qui al-
l'“Empedocle", per frequentare i
Percorsi di Eccellenza per il superamento del test,
per imple-
mentare la preparazione che la
Scuola, con grande professionalità e seria attenzione, ha già messo a disposizione di noi tutti durante l’anno scolastico. Grazie
all’Empedocle ho infine avuto
l’opportunità di sostenere il test
di ammissione in inglese alle Facoltà di Medicina, Odontoiatria e
P.D. e Veterinaria delle tre Università ungheresi di Semmelweis,
Pécs e Szeged, test che ho superato con successo e che mi consentirà, qualora lo volessi, di potermi iscrivere il prossimo anno
accademico in uno di questi prestigiosi e internazionali centri di
studio.
Alessandra Minutolo
Pagina 106
Pierluigi Russo
Diplomatosi con 100/100 e Lode
frequentare la Scuola, che ha le
condizioni
proprie sedi a Messina e a Catania.
appassionarmi allo studio di tutte le
Proseguendo il mio percorso di studi
discipline. Le attività didattiche
mi sono convinto del fatto che,
compiute la mattina venivano
dietro la volontà di studiare per
affiancate
passare i fatidici test, si è innestato
extracurricolari pomeridiani in cui
un desiderio ancora più grande:
ciascun studente, col supporto dei
voler studiare prima di tutto per me
docenti,
stesso e per poter leggere ed
specifiche tematiche o compiere
interpretare autonomamente la realtà
apposite attività di consolidamento
che mi circonda. Il merito di questa
delle
grande conquista che mi ha visto
L’utilizzo dei sussidi multimediali e
protagonista
sicuramente
delle nuove tecnologie informatiche
va
di
da
poteva
percorsi
approfondire
compet enze
mat ur ate.
riconosciuto soprattutto al Dottore
nella prassi didattica quotidiana (in
Fin da piccolo il mio sogno
Sergio Pedullà e all’Avvocato
ogni aula sono presenti computer,
principale è stato quello svolgere la
Giuseppe Pedullà, fondatori del
collegamento
p r of es s i on e
mi
Liceo, che dall’inizio dell’anno fino
videoproiettore), hanno permesso di
entusiasmava particolarmente il fatto
all’ultimo minuto della prova orale
instaurare uno stimolante e ricco
di stare a contatto con altre persone e
mi hanno sostenuto e incoraggiato.
ambiente di apprendimento. Il Liceo
aiutare coloro che sfortunatamente
Sono stati loro i primi che hanno
Scientifico “Empedocle” inoltre
stavano meno bene di me. Allora, a
fermamente creduto che l’ambizioso
offre l’opportunità di conseguire il
partire dallo scorso anno, ho scelto
progetto educativo di formazione
prestigioso
di frequentare il Percorso di
gl ob al e
internazionale
Eccellenza per l’ammissione alle
coinvolgesse non solo il lato
International A / AS Level), con il
Facoltà a numero chiuso dell’area
strettamente culturale ma soprattutto
quale
medico-sanitaria organizzato dal
l’intera
umana
direttamente nelle Facoltà a numero
Liceo Scientifico “Empedocle”.
dell’individuo, dovesse e potesse
chiuso di più di 125 paesi in tutto il
Durante
bellissima
concretizzarsi. Infatti, stranamente,
mondo. Per conseguire questa
esperienza, ho maturato l’idea di
studiare non mi seccava, anzi non
importante meta la scuola è stata da
frequentare l’ultimo anno di Scuola
vedevo l’ora di rientrare a casa per
poco attrezzata di laboratori di
Superiore presso la stessa Struttura,
c o mpr e nder e
spi e ga zi o ni
ricerca di chimica, biologia, fisica e
nella sicura consapevolezza che ciò
quotidiane, non solo delle materie
informatica, tutti all’avanguardia,
mi avrebbe offerto, a livello
scientifiche ma anche di quelle
con lo scopo di sperimentare e
formativo,
maggiori
umanistiche. Questo è ciò che più
applicare concretamente quanto
rispetto alla mia scuola precedente.
mi ha colpito del Liceo Scientifico
appreso ogni giorno.
Così dopo aver superato il test
“Empedocle”: l’avermi messo nelle
di
me di c o:
questa
vantaggi
d’ammissione,
ho
iniziato
a
del l a
per s ona,
crescita
le
che
è
ad
titolo
Internet,
di
studio
CIE (Cambridge
possibile
iscriversi
Pierluigi Russo
Pagina 107
Helga Turiaco
Diplomatasi con 100/100 e Lode
Ho scelto di frequentare il Liceo
Scientifico “Empedocle”, che ha
le sue sedi a Messina e a Catania, al fine di raffinare le mie
conoscenze nelle materie scientifiche, per poter affrontare con
maggiore preparazione e serietà
il quiz ministeriale per l’accesso
alla Facoltà a numero programmato di Odontoiatria. Il mio sogno, infatti, sarebbe quello di
continuare la professione dei
miei genitori, poiché fin da piccola ho dimostrato di possedere
una particolare attitudine per i
lavori di precisione, e di certo la
determinazione non mi manca! In parte il mio obiettivo è
stato già raggiunto, come dimostra il fatto che io abbia già su-
perato le selezioni per la Facoltà
ti, questa scuola
di Odontoiatria in lingua inglese
affronta in modo approfondito
di Cracovia, ma nonostante tutto
discipline quali la Biologia, la
vorrei avere la possibilità di stu-
Chimica, l’Istologia, le Biotec-
diare nel mio Paese. La decisio-
nologie mediche, alimentari e
ne di frequentare il Liceo Scien-
ogm. Tali conoscenze, a partire
tifico “Empedocle”, nato per
dal prossimo anno potranno tro-
volontà del Dottor Sergio Pedul-
vare una concreta applicazione
là e dell’Avvocato Giuseppe Pe-
pratica grazie ai nuovi laborato-
dullà, con sedi a Messina e Ca-
ri didattici di cui la scuola si è
tania, è scaturita anche dal carat-
da poco dotata. Inoltre, durante
tere internazionale di cui la
le attività extracurricolari di
scuola si fregia, basti pensare al
rientro pomeridiano i docenti
legame che essa possiede con
hanno offerto a ciascuno di noi
l’Università di Cambridge (che
l’opportunità di poter chiarire
consente di conseguire il Cam-
eventuali dubbi sulle lezioni
bridge International A / AS Le-
svolte la mattina e approfondire
vel) o col Dipartimento di Ana-
determinati argomenti che più
tomia dell’Università di Malta,
ci hanno interessato. Il ricordo
insieme al quale organizza ogni
più bello del periodo trascorso
anno corsi teorico-pratici di A-
al liceo è senza dubbio legato al
natomia. Durante il mio percor-
fatidico "ultimo giorno di scuo-
so scolastico gli insegnanti, tutti
la". In quei momenti conclusivi
profondamente motivati ed e-
tutte le fatiche e i sacrifici com-
stremamente preparati, mi han-
piuti sono spariti nel nulla, per
no molto aiutato, seguendomi
lasciare spazio solo alla profon-
passo passo e mettendomi nelle
da unione che è sorta tra me, i
condizioni di poter conseguire
miei compagni di classe e tutto
una completa maturazione e
il personale della Scuola.
concretizzazione di tutte le mie
attitudini. Oltre a svolgere le
normali attività didattiche, infat-
Turiaco Helga
Pagina 108
sponibili ed aperti ad ogni richie-
può
sta. Ciò che mi ha quasi subito sba-
giunto, purché ci si metta di buona
lordito è stato l’entusiasmo nel la-
volontà. Ecco cosa mi ha donato
voro da parte dei professori, ma
questa Scuola: una bella lezione di
soprattutto l’“alleanza“ creatasi tra
vita, che sono certo mi servirà so-
insegnanti e studenti finalizzata ad
prattutto in futuro. Frequentare
un apprendimento davvero ecce-
l‘Empedocle ha significato anche
zionale, e che onestamente non
conoscere ragazzi seri e motivati
avevo mai trovato nella scuola
quanto me, fare amicizia con com-
pubblica. Una scuola dove non esi-
pagni di scuola che ricorderò per
ste “l’aiutino” o “ la raccomanda-
sempre con affetto, ma ha signifi-
Dopo quattro anni di liceo classico
zione”, dove tutti sono ugualmente
cato anche fare simpatiche espe-
ne avevo abbastanza di latino e
posti nelle condizioni di apprende-
rienze extracurriculari, come cono-
greco e così decisi di scegliere di
re e andare avanti senza favoritismi
scere importanti attori di una fa-
frequentare una scuola dove, ac-
o privilegi. Certo, ho dovuto sgob-
mosa fiction televisiva (I Cesaro-
canto allo studio delle materie let-
bare il triplo di quanto non fossi
ni), assistere a rappresentazioni
terario-filosofiche, venissero ap-
abituato poiché, com’è noto, i ritmi
teatrali e conferenze, imparare a
profondite e curate anche le cono-
della scuola sono serrati, con lezio-
scrivere articoli su argomenti vari
scenze scientifico-biologiche, che
ni giornaliere dalle 8.00 alle 14.30,
in un giornale online (partecipando
mi sarebbero servite per i futuri
e pomeridiane, dalle 15.30 alle 1-
al progetto Repubblica@scuola),
studi universitari. Ed in effetti la
8.30, dedicate all’approfondimento
fare delle belle gare di nuoto. Il
scelta di iscrivermi al Liceo Scien-
e al consolidamento. La sera la de-
ricordo che porterò per sempre nel
tifico “Empedocle”, è stata per me
dicavo invece
a fare i compiti,
mio cuore è legato alla visita effet-
vincente e non solo dal punto di
spesso fino alla mezzanotte. Solo e
tuata presso i RIS di Messina, che
vista strettamente culturale, ma
unicamente studio, senza passeg-
mi ha consentito di conoscere dal
anche sul piano formativo e uma-
giate, televisione o computer e sen-
vivo le tecniche investigative più
no. Una scelta che rifarei subito e
za scioperi e vacanze gratuite. E
sofisticate oggi utilizzate. Ora spe-
che mi pento di non avere fatto pri-
questo senza sosta per tutto l’anno
ro che il bagaglio di conoscenze
ma. Sul piano metodologico e di-
scolastico. Ma ne è valsa la pena. E
acquisite durante l’anno possa ser-
dattico ho trovato professori ecce-
non lo dico solo per il sudato 100,
virmi a superare i test di accesso
zionali, che ci hanno seguito, gior-
ma perché grazie a questo studio
alla Facoltà di Medicina. Questo è
no dopo giorno, con interesse e
“matto e disperatissimo” ho arric-
il prossimo e impegnativo obietti-
zelo, pronti a soddisfare ogni no-
chito molto le mie conoscenze, im-
vo da raggiungere.
stra esigenza di studio, di apprendi-
parando anche che niente ci viene
mento e di approfondimento, di-
regalato e che qualunque obiettivo
Alberto Giuffrida
Diplomatosi con 100/100
essere
rag-
Giuffrida Alberto
Pagina 109
attuate
prevedono
una un’attenzione
particolare
attenzione
confronti
della Biologia, della lingua inglese, ed è
l’Anatomia,
la
nei particolare anche allo studio
Fisiologia proprio l’area internazionale
Umana, la Chimica e le il suo punto di forza: basti
Biotecnologie.
Discipline ricordare la possibilità per
queste che dal prossimo gli studenti di conseguire il
anno gli alunni avranno C I E
modo
Andrea Megna
Diplomatosi con 100/100
Il
Liceo
"Empedocle", fondato dal
Dottore Sergio Pedullà e
Giuseppe
Pedullà, con sedi a Messina
e a Catania, si differenzia
dalle altre scuole superiori
perché
è
indirizzata
in
maniera chiara e evidente
all’approfondimento
e
consolidamento
delle
conoscenze
medico
e
al
dell’ambito
biotecnologico.
Proprio perché il mio sogno
è
stato
fin
da
diventare
un
medico
sempre
ho
scelto di frequentare questo
Liceo, in cui le attività
didattiche
predisposte
approfondire International A / AS Level),
maggiormente,
Scientifico
dall’Avvocato
di
ed
nuovissimi
(Cambridge
grazie
laboratori
ai titolo di studio riconosciuto
(di a livello internazionale in
biologia, chimica, fisica e d i f f e r e n t i
informatica)
da
poco universitarie
allestiti. La scuola inoltre chiuso
Facoltà
a
del
numero
mondo.
E
organizza percorsi didattici navigando tra i ricordi, forse
pomeridiani
di
extracurricolare,
t i p o il più bello che mi sovviene
dedicati è quello della cena di classe
all’approfondimento
e
al che
abbiamo
compiuto
consolidamento
d e l l e insieme ai professori a fine
conoscenze, delle abilità e anno scolastico.Una serata
delle competenze maturate la molto
particolare,
dove
mattina. Proprio grazie a ancora una volta ho sentito il
tutto ciò sono riuscito ad calore che questa Scuola mi
acquisire un buon bagaglio ha
saputo
dare,
ma
culturale, che spero possa soprattutto sono riuscito a
darmi maggiori opportunità sentire lo spirito di famiglia
per
superare
il
test
di che ho respirato sin dal
ammissione alla Facoltà di primo momento dell’anno
Medicina. La scuola rivolge scolastico.
Andrea Megna
Pagina 110
che hanno spaziato dalla Patologia
consolidare
alle Biotecnologie Alimentari, dalla
conoscenze e quelle competenze che
Genetica all’Istologia, approfondi-
ancora non erano state bene assimi-
menti propedeutici e fondamentali
late ed interiorizzate. Le ore dedica-
per il successivo percorso di studi
te al potenziamento dell’inglese tro-
che vorrei intraprendere all’Univer-
vano una precisa giustificazione nel-
sità. Infatti il mio sogno è quello di
lo spirito di carattere internazionale
entrare nella Facoltà di Odontoiatria,
che anima questo Liceo, che offre
il cui accesso è a numero program-
anche l’opportunità di poter conse-
mato. Un sogno che è pertanto molto
guire il prestigioso CIE (Cambridge
difficile da realizzare se non si è ani-
International A / AS Level), prezio-
mati da molta motivazione e se non
sa chiave di accesso a molte Univer-
Ho scelto di iscrivermi al Liceo
si è maturata, nel corso degli studi
sità a numero programmato del
Scientifico “Empedocle” perché è
superiori, una adeguata e specifica
mondo. La Scuola organizza anche,
una scuola completa, una scuola che
preparazione. Alla fine della mia
in collaborazione col Dipartimento
mette al primo posto il benessere
esperienza educativa e formativa
di Anatomia dell’Università di Mal-
degli alunni, inteso non soltanto co-
compiuta presso il Liceo Scientifico
ta, corsi teorico-pratici di Anatomia,
me raggiungimento degli obiettivi
“Empedocle” sono pervenuta alla
rivolti agli studenti già iscritti in
culturali, per il fatto che fornisce
consapevolezza che questa Scuola,
Medicina e agli stessi medici, spe-
complete conoscenze in tutte le ma-
giorno dopo giorno, ha fornito a me
cializzandi o specializzati in Chirur-
terie, ma anche come benessere psi-
e ai miei compagni gli strumenti di-
gia Generale.
chico, perché fa capire ai ragazzi che
dattici e metodologici adeguati per
Tanti sono stati i momenti belli e
si è parte importante di un gruppo.
acquisire una solida e accurata pre-
intensi trascorsi in questa scuola, ed
Ho frequentato questo Liceo nella
parazione in ogni campo del sapere.
essi rimarranno per sempre impressi
sede di Messina (a Catania ha sede
Questa importante meta è stata rag-
nella mia mente, come ad esempio
nei locali del Sacro Cuore di Gesù).
giunta non solo grazie alle lezioni
le due gite di istruzione compiute a
La scuola, per volere dei suoi due
mattutine, condotte da docenti pro-
Budapest e a Barcellona di Spagna.
fondatori, il Dottor Sergio Pedullà e
fessionalmente preparati e entusiasti-
Un posto particolare però riserverò
l’avvocato Giuseppe Pedullà nasce
camente motivati, ma anche nel cor-
sempre nel mio cuore al dolce ricor-
con una seria e chiara vocazione nei
so delle preziose ore dedicate alle
do del profondo legame che ho in-
confronti
medico-
attività extracurricolari. Ogni pome-
staurato con i miei compagni e tutto
scientifico. Durante l’anno, infatti,
riggio infatti ciascuno di noi, in base
il personale della Scuola.
noi alunni abbiamo affrontato non
alle proprie specifiche esigenze e
solo discipline come la Biologia o la
supportato dagli insegnanti, poteva
Chimica (presenti in tutte le altre
approfondire le tematiche che mag-
scuole) ma anche argomenti in più,
giormente lo avevano interessato o
Stefania Marino
Diplomatasi con 100/100
dell’ambito
quelle
Stefania Marino
Pagina 111
sconosciuta, Messina, ma spinta
“extra” compiute
da un gran desiderio: quello di
qui durante l’anno: le lezioni
migliorare la mia preparazione di
multimediali, le attività pomeri-
base nell’ambito scientifico, in
diane di approfondimento e con-
vista di quello che considero il
s o l i d am e n t o ,
mio più grande obiettivo, accede-
“Repubblica@ scuola”, con cui
re alla Facoltà di Medicina. Ho
ho avuto un primo approccio se-
scelto Messina, tra le due sedi che
rio e sistematico con il mondo
il Liceo Scientifico “Empedocle”
della scrittura e dell’analisi gior-
possiede (l’altra è in Catania
nalistica. Gli orizzonti del Liceo
presso all’interno della storica
fanno inoltre riferimento all’area
Eccomi qui giunta alla fine della
sede del Sacro Cuore di Gesù),
internazionale, grazie ad accordi
mia carriera scolastica! Stento
perché più vicina a casa mia, ma
particolari stretti con l’Università
ancora a crederci, mi sembra ieri
sapevo bene cosa sceglievo: una
di Cambridge, che danno l’op-
quando, per la prima volta, varcai
scuola, l’Empedocle, diversa dal-
portunità di conseguire la certifi-
la porta del liceo. Aver finito mi
le altre, che mi garantiva un rap-
cazione CIE, riconosciuta in mol-
ha lasciato dentro una sensazione
porto stretto e proficuo con i pro-
te Università a numero chiuso nel
strana, forse anche un po’ malin-
fessori e quindi la possibilità di
mondo. Adesso che la scuola è
conica: non so infatti cosa mi a-
approfondire al meglio ogni ma-
finita, come già detto, ho un solo
spetta in futuro, cosa mi attende
teria.
obiettivo e voglio riuscirci impe-
fuori da queste mura che in que-
Ho incontrato un ambiente scola-
gnandomi al 100%, dando tutta
st’anno ho imparato a conoscere
stico speciale e delle persone che
me stessa! La mia volontà di di-
al meglio ed ad amare. Il mio
mi hanno aiutato fortemente lun-
ventare un medico, magari pedia-
quinquennio di studi ha avuto una
go questo cammino difficile, dai
tra, è molto forte: queste due sta-
svolgimento diverso dal normale.
docenti ai Fondatori della Scuola,
gioni trascorse qui a Messina non
I miei primi quattro anni di Liceo,
il Dottor Sergio Pedullà e l’Avvo-
hanno fatto altro che cementifica-
infatti, li ho vissuti a Reggio Ca-
cato Giuseppe Pedullà. Posso si-
re questo mio desiderio, renden-
labria, al “da Vinci”. Giunta in
curamente dire che il Liceo Em-
dolo vivo più che mai. Ho sudato
quinto, lo scorso anno, ho deciso
pedocle, quindi, mi ha arricchito,
tanto sui libri e sacrificato molte
di maturare una decisione di rot-
e non solo culturalmente. Non mi
attività in nome di questa ambi-
tura e intraprendere l’ultimo anno
sono pentita affatto di questa de-
zione e adesso non voglio fallire.
lontana da casa e dai miei affetti,
cisione, e adesso ricordo con im-
in una città fino ad allora semi-
menso piacere tutte le attività
Martina Chiara Pascuzzi
Diplomatasi con 100/100 e Lode
il
progetto
Martina Chiara Pascuzzi
Pagina 112
Francesca Vizzari
Diplomatasi con 100/100
Maturai
la
decisione
di
intraprendere l’ultimo anno della
mia carriera scolastica presso il
Liceo Scientifico “Empedocle”,
quando
toccai
con
mano
l’efficienza organizzativa e la
q u a l i tà
d e ll e
r i s o rs e
che
contraddistingue questa Scuola.
Infatti, nonostante questo sia stato
il mio primo anno da studentessa
in questo Liceo, già l’estate scorsa
ebbi modo di frequentare il corso
di preparazione per l’accesso alle
Facoltà universitarie a numero
programmato. Capii subito che era
questa la scuola adatta a me e così,
dopo aver superato una prima
selezione, ad agosto mi presentai
per affrontare un esame articolato
in una parte scritta e una orale.
Ricordo ancora la tensione e
l’emozione provata quella mattina,
l’agitazione, il timore di non
potercela fare. Dopo
qualche
giorno seppi, invece, di essere stata
pomeridiani,
ammessa. Fu così che la paura si
hanno lo scopo di consolidare e
trasformò in gioia e dal 13
approfondire le conoscenze e le
settembre tale sensazione mi ha
competenze
accompagnato, giorno dopo giorno,
quando ero bambina, sognavo di
nel corso di tutto l’anno scolastico.
diventare un medico e adesso, a
Non potrò mai dimenticare l’affetto,
circa un mese dal giorno più
la comprensione e la straordinaria
importante della mia vita, mi sento
umanità che hanno contraddistinto
in dovere di dare un consiglio a
tutti i membri della scuola: dal
tutti coloro i quali desiderano
corpo docente e amministrativo a
compiere una scelta simile alla
coloro i quali hanno reso possibile
mia: nessuno di noi è in grado di
tutto questo: il Dottore Sergio
prevedere
Pedullà e l’Avvocato Pedullà.
futuro: esso infatti è un grande
Lo studio intenso
mistero.
L’unica
che mi ha visto protagonista negli
possiamo
utilizzare
ultimi mesi è stato fondamentale
vantaggio è sfruttare nel migliore
perché ha favorito la mia crescita e
dei
la mia maturazione a livello globale.
possediamo, spendere tutte le forze
Infatti il percorso di studi che
e le energie e
caratterizza il Liceo Scientifico
realizzazione dei nostri sogni. Ora
“Empedocle” è stato appositamente
che sono giunta alla fine del mio
programmato per incrementare e
percorso scolastico, ho maturato la
potenziare le conoscenze tanto in
sicura
campo scientifico quanto in ambito
proprio grazie a scuole come il
umanistico, allo scopo di fornire
Li c eo
una
l’istruzione non è
preparazione
e impegnativo
completa
e
modi
che
maturate.
quanto
gli
Fin da
accadrà
arma
a
in
che
nostro
strumenti
che
lottare per la
consapevolezza
Em pe doc le,
che
in
è
cu i
semplice
approfondita specie a tutti coloro i
nozionismo, ma amore e passione ,
quali, come me, desiderano superare
che per molti ragazzi il giorno
il
alle
della selezione per l’ammissione
medico-sanitarie.
alla Facoltà di Medicina non sarà
Questa Scuola inoltre valorizza le
solo un traguardo, ma anche un
attività di tipo curricolare svolte al
trampolino di lancio verso nuove
mattino
ed
test
di
professioni
con
didattici
ammissione
appositi percorsi
extracurricolari
avvincenti
educative.
esperienze
Francesca Vizzari
Pagina 113
“Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco”
Oggi più che mai sento intima e forte
all’assegnazione del Premio Nazionale
l’esigenza di intervenire per fare gli
“Giornalista per 1 giorno” 2010/2011.
auguri di profonda stima ed apprez-
Ciò dimostra che la forza delle idee e
zamento a tutti coloro che hanno col-
dell’impegno unitamente all’entusiasmo
laborato per dare
che ha animato tut-
vita ad una testa-
ti coloro che hanno
ta che vuole essere
contribuito a que-
autorevole
sto
punto
primo
impor-
di riferimento per
tante riconoscimen-
chi vive
to, prevalgano e so-
questa
scuola ogni giorno
no determinanti.
e lavora con dedi-
Il nostro è un gior-
zione per raggiun-
nalismo serio, di ti-
gere
po investigativo, a
traguardi
sempre più ambi-
volte
ziosi. Il primo rico-
che
noscimento è avve-
Scuola e a chi è at-
nuto
tento
proprio
in
questo primo anno
coraggioso,
fa
bene
alle
alla
proble-
matiche che atta-
di vita. L’Associazione Nazionale per
nagliano la società civile; È la VOCE di
il giornalismo scolastico, nell’ambito
una Scuola che si propone di abbattere
del monitoraggio sul giornalismo sco-
tutti quegli steccati per superare i limi-
lastico ha individuato proprio nella
ti dettati dall’ignoranza e dall’assenza
nostra attività redazionale il raggiun-
di un confronto di quelle idee vive e
gimento di livelli di eccellenza tali da
fervide, ricche di quell’entusiasmo che
meritare il riconoscimento del Diplo-
anima i Nostri ragazzi!
ma di Gran Merito e la candidatura
È un esempio di come si può e si deve
Pagina 114
fare il giornalismo: promuovere spunti
tutto, tranne che alle tentazioni, quin-
di riflessione che permettono al lettore
di.
di farsi una propria idea delle vicende
Un ulteriore stimolo inoltre è giunto
rappresentate (su temi come la legali-
nel corso del tempo dalla determinazio-
tà, la sicurezza, il lavoro e la tutela
ne contagiosa dei miei Ragazzi, da quel
ambientale), senza oscurare la fanta-
desiderio di sana competizione che ani-
sia e l’autenticità dei redattori
che
ma tutte le iniziative presentate in
lavorano in modo autonomo e libero.
questi pochi ma intensi anni, non ulti-
Sarò sempre a fianco di tutti coloro
mo, dalla necessità di partire alla pari
che hanno collaborato per la realizza-
con le altre realtà scolastiche locali pre-
zione dell’iniziativa!
senti nel mondo dell’istruzione di Mes-
Certo, l’entusiasmo ha avuto un ruolo
sina e Catania.
fondamentale; ma c’è dell’altro.
Questo giornale vuol essere punto di ri-
A due giovani Empedoclini DOC come
ferimento irrinunciabile sia per chi vi-
me, prima di me (l’Avv. Giuseppe Pe-
ve il nostro Liceo, sia per chi è distante
dullà e il Dottore Sergio Pedullà), vo-
con il corpo, ma non di certo con la
gliosi di spendersi per far crescere nel-
mente e per quanti, ancora, non cono-
la coscienza dei ragazzi che desidera-
scono la vitalità e il cuore pulsante del
no frequentare questa nuova e unica
Liceo Scientifico Empedocle.
realtà (espressione di sentimenti di so-
Non si può che assistere con piacere al-
lidarietà, altruismo, generosità, legali-
la nascita di una nuova realtà nel pa-
tà, giustizia) e attenti a dare un vali-
norama
do contributo nel campo dell’istruzio-
italiana. A maggior ragione se questa
ne, della formazione e dell’informazio-
nuova voce – ed è il caso di “Rizómata”
ne, non potevo dire no nel momento in
– si pone un obiettivo ambizioso, ma
cui mi hanno proposto di impegnarmi
quanto mai nobile e necessario. Far co-
nella costruzione della Scuola Empedo-
noscere la Nostra Scuola e parlare di
cle, nell’inseguire questo sogno poi re-
Cultura. E ancora a maggior ragione,
alizzato. L’uomo poi, si sa, resiste a
questa nuova VOCE “prenderà forma”
dell’informazione
scolastica
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e si confronterà anche attraverso uno
condiviso questi anni ricchi di impegno
strumento, il web giornale, che sarà
seguito dal conseguimento di grandi
presente
sito
successi. Un pensiero di gratitudine va
Albo-
alla Prof.ssa Grasso e alla Prof.ssa A-
scuole, Associazione che in segno di ri-
mata, Caporedattori di Rizómata, e a
conoscenza per l’impegno profuso
tutti i Docenti e collaboratori che con-
sul
nostro
www.scuolaempedocle.it
e
su
ha
ospitato la Scuola a Chianciano nei
tribuiscono alla crescita della Scuola.
giorni 6, 7 e 8 aprile per la premiazio-
Ma il grande merito va riconosciuto a
ne della nostra realtà come espressio-
Voi, miei Cari Allievi che avete saputo
ne di eccellenza nel panorama scola-
costruire e valorizzare questa realtà,
stico nazionale.
avete dato lustro alla Scuola Empedo-
La nostra è una Scuola costruita sulla
cle, mi avete arricchito quotidiana-
condivisione, sul pluralismo, sulla par-
mente e rappresentate la linfa vitale di
tecipazione, sull’osmosi tra storie e i-
questa Istituzione. A Voi che mi avete
dentità diverse che hanno necessità di
insegnato che “Educare non è riempire
quel dialogo costruttivo, continuo e co-
un secchio, ma accendere un fuoco!”, a
stante con il mondo circostante. È que-
Voi che ci permettete di guardare il fu-
sta la chiave del futuro, quella che la
turo con fiducia. Devo tutto a Voi!
Scuola deve assumersi nell’onere di di-
"Siate sempre un mezzo per la diffusio-
segnare e costruire l’Italia di domani.
ne di lealtà, onestà, verità e coraggio" e
Voglio ringraziare
innanzitutto il
portate sempre con voi un messaggio di
Dottore Sergio Pedullà (Presidente del
solidarietà e altruismo senza dimenti-
Consiglio di Amministrazione), l’Av-
care che solo l’impegno vi consegnerà
vocato Giuseppe Pedullà (Direttore Ge-
la chiave del successo.
nerale) per l’opportunità, la fiducia e
Non resta che augurarVi buon viaggio.
l’amicizia che non ho sentito mai venir meno; Esprimo sentimenti di affetto per le Persone a me più vicine, Maria, Rosalba, Emanuele. Con loro ho
Maurizio Scarmozzino
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Redazione Rizômata
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