una ipotesi small-world sulla topologia di
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una ipotesi small-world sulla topologia di
Topologia di Facebook Come è piccolo il mondo in rete: una ipotesi small-world sulla topologia di Facebook Barbara Caci Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Palermo Maurizio Cardaci Dipartimento di Psicologia e CITC, Università degli Studi di Palermo Giuseppina Lombardo Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Palermo Marco Elio Tabacchi (autore corrispondente) DMA, Università degli Studi di Palermo e Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis [email protected] Abstract In questo lavoro viene presentata una prima ipotesi di modellizzazione della struttura comunicativa e sociale di Facebook a partire dalle risposte fornite da un totale di 1001 1 utenti Facebook ad un questionario di self-report appositamente predisposto. Oltre a fornire una serie di elementi sui meccanismi cognitivi, comunicativi e sociali nonché sulle motivazioni all’uso di Facebook, i suddetti dati hanno offerto la possibilità di verificare se la struttura topologica di Facebook può essere assimilabile ad una rete small-world. Keywords: social web, Facebook, small-world networks 1 Per partecipare a FLIQ: www.demopolis.it/facebook 1 Topologia di Facebook 2 Network sociali… Nella definizione di Boyd & Allison (2007) i Social Network Sites (SNSs), all’interno dei quali si collocano servizi come Facebook, MySpace e Bebo, sono siti web che consentono agli utenti di costruire un profilo pubblico all’interno di uno specifico sistema, di articolare una lista di contatti con cui stabilire una connessione, di mostrare la propria rete sociale nonché di visionare quella altrui. Il presente lavoro prende specificamente in considerazione Facebook, uno dei più popolari SNSs fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg e da altri studenti dell’università di Harvard, con lo scopo di creare un network universitario. Dal 2006, dopo aver registrato il marchio, Facebook offre la possibilità a chiunque abbia più di 13 anni di creare gratuitamente un proprio account, scegliendo le credenziali di accesso (username e password). Già questa semplice azione, consente all’utente di entrare a far parte del network sociale; egli ha inoltre la possibilità di creare un proprio Profilo associando all’account una foto che lo ritrae e inserendo informazioni personali mediante un apposito form messo a punto dai gestori (nome, età, genere, orientamenti politici e religiosi, interessi, ecc.). Parimenti, l’utente ha l’opportunità di ricercare, all’interno di Facebook altri membri (o amici) con cui condividere e scambiare, opinioni, interessi, immagini, foto, video e altri materiali multimediali. La creazione e il mantenimento del proprio profilo così come l’ampliamento continuo del network di contatti sono quindi le due funzionalità tipiche di Facebook (Donath & Boyd, 2004; Ellison et al., 2006). Il profilo dell’utente riveste un ruolo fondamentale poiché rappresenta non solo la sua auto-presentazione, ma anche una sorta di prerequisito per comunicare con gli altri membri e per autenticarsi reciprocamente all’interno del network sociale. È necessario, infatti, sottolineare che durante la creazione della propria rete di contatti, ogni utente invia agli altri una “richiesta di amicizia”, che può essere accettata o respinta da colui che la riceve. In altre parole, l’emittente (i.e. colui che invia la richiesta amicizia) deve essere riconosciuto ed autenticato dal ricevente per poter accedere al profilo di quest’ultimo e visualizzarne le informazioni. Pertanto, la rete di contatti di ogni singolo utente è formata da profili interconnessi di partner comunicativi pre-autorizzati. L’ampiezza di tale rete è una componente pubblica del profilo e rappresenta una misura tangibile dello status sociale dell’utente. Di conseguenza, i membri di Facebook tendono ad espandere la propria rete di contatti così da sembrare più “popolari” (Boyd & Allison, 2007). Un'ipotesi sulla topologia di Facebook Topologia di Facebook 3 Allo scopo di avanzare una prima ipotesi di modellizzazione della struttura comunicativa e sociale di Facebook, abbiamo assimilato tale network sociale ad una rete con topologia small-world di tipo scale free. La topologia Small-world (Watts e Strogatz, 1998), è stata resa popolare di recente da Barabasi (2002), per la sua analogia con le strutture dei sistemi biologici e sociali, con le associazioni tra idee e concetti e con alcuni network artificiali, quali internet e le rotte aeree, e per la sua capacità di spiegare l'evoluzione di questi sistemi in termini di aggiunta, rimozione e modifica di parti (si veda ad es. Albert e Barabasi, 2002, Petrou e Tabacchi, 2009). Per quanto un network small-world possa contenere miliardi di nodi, così come avviene per i collegamenti internet, per muoversi da un nodo all'altro si devono attraversare in media solo pochi nodi intermedi, e questa proprietà è misurabile valutando alcuni parametri oggettivi del network. I network small-world sono detti random quando la distribuzione della funzione di densità dei nodi è approssimativamente Poissoniana e può essere modellata da una funzione esponenziale (P(k)~ exp(k)), o scale-free, se la distribuzione può essere modellata da un funzione potenza (P(k)~k-c, con c costante). Secondo Barabasi, network come internet o le rotte aeree devono la loro robustezza e resilienza all'essere modellati su un modello potenza con 2<c<3. Nella nostra ipotesi Facebook condivide gli aspetti salienti di un network small-world in quanto rappresenta una rete creata non a seguito di un lavoro di pianificazione massivo in fase iniziale, ma che emerge gradatamente da un’instancabile creazione di nuove connessioni, eliminazione di nodi e riconfigurazioni continue della topologia dovute al venir meno di un ristretto numero di elementi portanti (p.e. inserimento/eliminazione di contatti nel Profilo). Inoltre l’assimilazione di Facebook ad un network small-world di tipo scale-free ne spiegherebbe anche la resilienza: molti nodi del network possono infatti venire meno temporaneamente o definitivamente senza che la rete di rapporti tra nodi sia significativamente modificata nel suo complesso. Al fine di verificare la compatibilità tra Facebook e la topologia small-world di tipo scale free, abbiamo analizzato le risposte fornite da un gruppo di utenti italiani al Facebook Life Italian Questionnaire (FLIQ), un questionario di self-report appositamente predisposto. Esso comprende 92 item, la maggior parte dei quali con modalità di risposta Likert a cinque intervalli (da “per nulla d’accordo” a “moltissimo”) e solo alcuni con risposta chiusa. Oltre a rilevare le tradizionali informazioni socio-anagrafiche, FLIQ esplora in nove Topologia di Facebook 4 sezioni alcuni aspetti connessi all’uso di Facebook da parte degli utenti, quali ad esempio la modalità di accesso, la frequenza d'uso, le principali motivazioni, il livello di partecipazione etc. Per testare la nostra ipotesi abbiamo analizzato il numero di contatti riportato da ogni utente, allo scopo di stimare il grado di connessione dei nodi del network. Tale dato, sottoposto ad opportune elaborazioni statistiche, fornisce una misura sufficientemente approssimata della compatibilità tra la topologia di Facebook e quella small-world. Per un controllo più approfondito dell'ipotesi, sarebbe stato necessario avere dati riferibili ad un panorama completo delle connessioni tra utenti o ad un suo significativo sottoinsieme, idealmente accompagnato da ulteriori dati sulla sua evoluzione temporale e da segmentazioni di carattere geografico. Tuttavia, tali dati non sono reperibili poiché di esclusiva proprietà dei gestori di Facebook, che non li rendono disponibili all’accesso pubblico. Metodo FLIQ è stato pubblicato su una pagina internet resa accessibile al pubblico in un periodo compreso tra luglio e settembre 2009, e pubblicizzato su diversi siti e blog, nonché sui notiziari e gli altri aggregatori di notizie dell'Università degli Studi di Palermo. Partecipanti Hanno preso parte alla ricerca, su base volontaria, 1001 utenti Facebook (F=70%; M=30%; età media= 25.5; DS= 7.0; range: 18-64). In Tabella 1 è presentata la demografia di base dei partecipanti. Topologia di Facebook Tabella 1: Demografia dei partecipanti al FLIQ Procedura Al fine di verificare l’ipotesi sulla configurazione topologica di Facebook, le risposte fornite dagli utenti sono state raccolte e raggruppate numericamente in 10 classi (inclusa quella dei non rispondenti), articolate in una gamma da 0 ad oltre 400 contatti. Alla distribuzione di frequenze ottenuta abbiamo applicato il test chiquadro per valutare la bontà della fitness tra la distribuzione di frequenza valutata e due distribuzioni di frequenza modello: • la prima relativa alla distribuzione poissoniana, P1 (k) = e "# #k con k! lambda valor medio di k. Questa distribuzione è caratteristica dei network random, e denoteremo l'ipotesi di una buona fitness dei nostri dati sperimentali con questa distribuzione modello come I1; ! k "c con c "1 c>1, tipica dei network scale-free. Denoteremo la buona fitness di questa ipotesi come I2. • la seconda relativa alla distribuzione esponenziale, P2 (k) = ! 5 Topologia di Facebook 6 Risultati L’analisi dei dati ha evidenziato un valore chi quadro pari a 21.042 per l’ipotesi I1 e 65,28 per I2 (gl=8). Tali valori non consentono di rifiutare l’ipotesi H1 per entrambi i test (α=0.01). Tuttavia l’ipotesi I2 relativa alla distribuzione esponenziale tipica dei network scale-free è quella che si approssima maggiormente alla fitness, come si evince anche dalla rappresentazione grafica della distribuzione di frequenza, riportata in Figura 1. Figura 1: Istogramma della distribuzione di frequenza dei dati. Discussione I risultati ottenuti nella presente ricerca suggeriscono alcune riflessioni preliminari sulle modalità sociali con le quali il network degli iscritti a Facebook si è sviluppato in Italia. Nell’ordine: • Cardinalità e rappresentatività del campione - nonostante abbiano preso parte alla ricerca un numero abbastanza ampio di utenti Facebook (N=1001), in gran parte studenti universitari, essi rappresentano una piccola parte del totale degli iscritti italiani (stimati ad oggi in oltre 6 milioni). Sebbene tale dato abbia potuto incidere sul risultato finale, noi riteniamo poco probabile che la dimensione del campione possa aver determinato il risultato ottenuto. Una delle caratteristiche salienti di una rete scale-free è infatti che la sua topologia non differisce in maniera significativa se il network viene preso in considerazione nel suo insieme o in un suo sottoinsieme. Topologia di Facebook 7 • Meccanismi di formazione del network - sebbene Facebook sembri un candidato ideale per lo sviluppo di un network scale-free, alcuni dei suoi meccanismi sono in realtà diversi da quelli osservati negli esempi riportati da Barabasi (2002). Infatti, se è vero che esiste una forte analogia tra la creazione di un network scale-free e l’evoluzione dei network sociali, (almeno) due punti sembrano far divergere la costruzione del network di Facebook da quella dei tipici esempi di network scale-free: • Velocità di crescita del network - in Italia il fenomeno Facebook è arrivato in ritardo ed è esploso molto rapidamente, giovandosi di una crescita vertiginosa nel numero di nodi e conseguentemente nel numero di contatti. I tipici network scale-free invece sono frutto dell'evoluzione o di un’attenta pianificazione e sono spesso vincolati a specifiche risorse; pertanto la velocità della loro crescita difficilmente è esponenziale. • Costo della creazione di un collegamento - in Facebook, rispondere ad una richiesta di amicizia è una procedura semplice ed istantanea e poco di più ci vuole per inviare tale richiesta. Esiste perfino, in certi contesti, una pressione sociale ad accettare quante più amicizie sia possibile, riducendo in tal modo l'effetto di scala. In Facebook il costo di creazione di un collegamento è praticamente azzerato; viceversa nelle reti scale-free tradizionali esso induce ad una più attenta selezione dei contatti ed ha una influenza diretta sulla nascita degli hub. Ulteriori sviluppi della ricerca A fronte di tali risultati, i possibili sviluppi di questa ricerca sono mirati ad esaminare sottoinsiemi dei dati acquisiti, e ad aumentare la cardinalità dei dati in ingresso. È infatti possibile che l'esistenza di un network scale-free venga evidenziata analizzando sottocampionature statistiche del campione più generale (ad es. sottoinsiemi ristretti di contatti significativi meno influenzati da mode contingenti). Su un piano più squisitamente teoretico i risultati ci inducono ad ipotizzare che lo scarto strutturale esistente tra Facebook e le reti small-world possa in sostanza essere imputato alla mancanza di vincoli all’interno del sistema Facebook, con particolare riferimento ai costi. Nell’immediato questo favorisce la creazione di nuovi nodi e la crescita del sistema, ma, a differenza delle reti small-world, nel medio e lungo periodo potrebbe determinare un calo di funzionalità ed una successiva disaffezione da parte degli utenti. Topologia di Facebook 8 Bibliografia 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Watts, D. J., Strogatz, S. H.: Collective dynamics of ’small-world’ networks, Nature 393: 440-442, (1998). L. Barabasi, Linked: The New Science of Networks, Perseus Publishing (2002). Albert, R., Barabasi, A-L.: Statistical mechanics of complex networks, Reviews of Modern Physics, vol. 74, no. 47, pp. 47–97, 2002. Petrou, M., Tabacchi, M.E.: Networks of concepts and ideas, the Computer Journal (accepted, 2009) Boyd, D., Ellison, N., Social Network Sites: Definition, History, and Scholarship, Journal of Computer-Mediated Communication, 13 (1), article 11 (2007). Donath, J., Boyd, D. Public displays of connection. BT Technology Journal, 2, 4, 71-82 (2004). Ellison, N., Heino, R., Gibbs, J.: Managing Impressions Online: SelfPresentation Processes in the Online Dating Environment. Journal of Computer-Mediated Communication, 11, 2 (2006).