RealAction2 - Wing Tsun Sardegna
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RealAction2 - Wing Tsun Sardegna
So m m a r i o 4 Editoriale Wingtsun: Guerra o Guerriglia? Dai Si-Fu Prof. Michele Stellato 6 Il ruolo dell’Insegnante Gli allievi come metro di giudizio Sifu Rosario Crisci 8 La paura: alleata indispensabile Il TAO della Paura Sifu Giuseppe Quatraro 10 Il Wing Tsun come metafora dell’esistenza Dott. Vitale Dario 11 Quaderno Tecnico: PUGNI E CALCI WT 15 Quaderno tecnico di Escrima I 5 Angoli di Attacco Master Carlo Bernardi 16 Violenza Domestica Domestic Violence Ruth De Bono 18 La Dieta in Medicina Tradizionale Cinese La Frutta Dott. Prof. Gaudenzio Garozzo 20 Il Pugno e le Gomitate nel WT Come allenare i muscoli interessati Danny D’Orazio 22 Riflessioni critiche su alcune metodologie di pratica WT 2^ PARTE Antonio Zonta (Si ringrazia per le traduzioni Ruth De Bono -Malta e Luca Cartellino - Germania) www.awta.it N. 2 Anno I - 2010 Direttore Responsabile Eliana Riva Editore Prof. Michele Stellato Redazione Macerata Campania (Caserta) Italia Stampa Tipografia DEA GRAFICHE via Maddalena 5, 81021 Arienzo (Caserta) Registrazione al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 737 del 29/10/09 La riproduzione parziale o totale degli articoli consentita solo citando la fonte 3 EDITORIALE REDAKTION ED DIITORIA TORI A L WINGTSUN: Guerra o Guerriglia? War or Guerilla? Krieg oder Guerilla? A CURA DEL Dai Sif u M iche l e S te l l ato Arte Marziale significa arte della guerra, infatti quasi tutte le discipline marziali tendono a perfezionare tecniche e metodi di allenamento che mirano a migliorare il combattimento. Oggi il combattimento è ridotto ad un confronto sportivo, dove le due parti si contendono un titolo o un premio in denaro, il tutto basato su regolamenti e, spesso, su compromessi di comodo. Chiaramente è impensabile oggi far ritornare l'Arte Marziale alle sue origini, quando il più delle volte uno dei duellanti perdeva la vita o, trattandosi di due eserciti, il potere sul territorio; ma credo che tutti siano d'accordo nell'ammettere che ognuno di noi, in ogni momento, può diventare vittima di un aggressore sconosciuto e imprevedibile. Nel combattimento sportivo conosciamo l'avversario, le sue caratteristiche, le sue tecniche, il luogo e così via, proprio come avviene in una guerra tra due eserciti, dove i generali studiano le strategie, il territorio e in base alle forze schierate pianificano l'attacco. Le guerre presuppongono sempre un'organizzazione, la decisione di intraprendere una guerra precede di molto lo scoppio delle ostilità. Tutto cambia quando la posta in gioco è la propria incolumità o sopravvivenza e ad attaccare è uno sconosciuto imprevedibile. Non c'è un nemico o avversario che rispetta un codice, ma un aggressore spietato e sleale. 4 Martial art means art of war, in fact nearly all martial art disciplines tend to make perfect techniques or methods of training which aim to improve combat. Today combat has come down to sportive confrontations, where both parts compete to win a title or a price in money, everything based on rules and often on comfortable compromises. Clearly it is unthinkable to return martial arts to its origins where in most cases one of the duellers lost his life or if discussing two armies the dispute was winning a territory but I believe that we all are conscious of the fact that at any time we may become victim of a stranger and this is unforeseeable. In the sportive combat we know our adversary, his characteristics and his techniques, the place we’ll fight in and so on. The same happens between two armies, where in general they study the strategies, the territory and according to the forces deployed they plan the attack. Wars always presuppose an organization; the decision to wage war is taken much before the outbreak of hostilities. Everything changes when the stakes and the safety or survival are endangered by an unpredictable stranger. There is not an enemy or adversary who respects the code, because an aggressor is ruthless and unfair. It is in this context that WingTsun is placed. Kampfsport bedeutet Kriegskunst. Tatsächlich verfolgen nahezu alle Kampfsportdisziplinen das Ziel, Trainingstechniken und -methoden zur Kampfoptimierung zu perfektionieren. Heute ist der Kampf nur noch eine sportliche Konfrontation, bei der beide Parteien um einen Titel oder einen Geldpreis kämpfen, und zwar unter Zugrundelegung von Regeln und häufig von Zugeständnissen auf beiden Seiten. Natürlich ist es heutzutage undenkbar, den Kampfsport auf seine Ursprünge zurück zu führen, nicht selten bezahlte einer der Kämpfer mit seinem Leben, oder aber es standen sich zwei Armeen gegenüber, die um die Territorialherrschaft kämpften. Allerdings glaube ich, dass wir uns alle eingestehen müssen, dass jeder Einzelne, in jedem Moment, Opfer eines unbekannten und unvorhersehbaren Angreifers werden kann. Im sportlichen Wettkampf kennen wir den Gegner, seine Eigenarten, seine Techniken, die örtlichen Gegebenheiten usw., wie es auch im Krieg zwischen zwei Streitmächten der Fall ist, wo Generäle die Strategien und das Territorium prüfen, und in Anbetracht der aufgestellten Streitmacht den Angriff planen. Kriege setzen immer eine Organisation voraus, die Entscheidung, Krieg zu führen wird lange vor dem feindlichen Angriff getroffen. www.awta.it EDITORIALE E’ proprio in questo contesto che si colloca il WINGTSUN. Infatti è totalmente fuori strada chi considera il WT uno stile di combattimento: esso è un Sistema di Autodifesa globale che si adatta alla situazione. Praticare WT significa usare il proprio corpo, le proprie capacita e le proprie armi naturali in maniera intelligente, al di là delle tecniche e degli schemi. Dal punto di vista bellico, quando una delle parti è militarmente troppo debole e poco organizzata per sostenere scontri in campo aperto, la soluzione migliore è quella di adottare una forma di conflitto armato particolare: la guerriglia. Il suo scopo è quello di evitare lo scontro diretto, ma nello stesso tempo di colpire il nemico dove è debole, rendendo inutilizzabili le sue potenzialità. Ecco il motivo per cui tendo ad associare il concetto di guerriglia ai principi di autodifesa del WT. Applicare il WT significa reagire ad un'aggressione in modo determinato, improvviso e strategicamente sleale: guerriglia, appunto. In genere la vittima è sempre più debole del suo aggressore, per questo sono necessari freddezza e precisione: va colpito quando meno si aspetta e dove l'aggressore è più debole. Nella mia Scuola lo scopo principale non è quello di formare i cosiddetti “combattenti marziali”, ma quello di addestrare le persone a difendersi in una situazione di pericolo dove tutto è possibile. Nell'AWTA si educa ad evitare lo scontro ma si addestra a reagire in modo determinato ed efficace. Quando è in gioco la propria sopravvivenza niente regole, né codici, né compromessi. www.awta.it ED DIITORIA TORI A L In fact whoever thinks that WingTsun is a style of combat is totally on the wrong track.It is a thorough Self Defence system which adapts to every situation. WT practice means using one's body, its capacity and its natural weapons intelligently, beyond the techniques and schemes. From the perspective of war, when one side is militarily too weak and not organized to support fighting in the open field, the best solution is to adopt a particular form of armed conflict: the guerrillas. I n fact its purpose is to avoid direct confrontation, but at the same time hit the enemy where he is weak, making unusable his potential. at's why I tend to associate the concept of guerrilla warfare to the principles of self-defence in WT. Applying WT means to respond with aggression, sudden and unfair strategically: guerrilla warfare, in fact. Usually the victim is weaker than the attacker, and this is why it is necessary to act with coolness and accuracy, be struck when he least expects it and where he is weaker. In my school the primary purpose is not to form the so-called "martial combatants", but to train people to defend themselves in a dangerous situation where everything is possible. In AWTA we educate to avoid confrontation but we train to respond in a determined and effective manner. When our live is at stake there can be no rules, no codes and no compromises. REDAKTION Alles ändert sich, wenn es um die eigene Unversehrtheit oder das Überleben geht oder den unvorhersehbaren Angriff eines Unbekannten. Dann geht es nicht um einen Feind oder Gegner, der sich an einen Code hält, sondern vielmehr um einen gnadenlosen, unfairen Angreifer. Genau hier setzt WINGTSUN an. Wer glaubt, WT sei ein Kampfstil, erliegt einem absoluten Irrglauben, es handelt sich um ein umfassendes Selbstverteidigungssystem, angepasst an die jeweiligen Umstände. Die Ausübung von WT bedeutet, neben Einsatz von Techniken und Kombinationen, intelligenter Einsatz des eigenen Körpers, der eigenen Fähigkeiten und der eigenen natürlichen Waffen. Wenn vom kriegerischen Standpunkt aus gesehen eine der Parteien militärisch zu schwach oder schlecht organisiert ist, um sich auf dem offenen Feld mit dem Gegner zu messen, ist es angebrachter, eine besondere Form des bewaffneten Kampfes zu wählen: die Guerilla. Ihr Ziel ist es, eine direkte Konfrontation zu vermeiden, jedoch gleichzeitig den Feind dort zu treffen, wo er schwach ist, und seine Macht auszuhebeln. Das ist der Grund, weshalb ich dazu neige, das GuerillaKonzept mit den Selbstverteidigungsprinzipien des WT in Verbindung zu bringen. Die Ausübung des WT bedeutet, auf eine Aggression gezielt, überraschend und absolut strategisch zu reagieren: Guerilla, genau. Im allgemeinen ist das Opfer immer schwächer als sein Aggressor, daher ist Kaltblütigkeit und Präzision erforderlich, es wird getroffen, wenn es am wenigsten damit rechnet und an seiner schwächsten Stelle. In meiner Schule besteht das Hauptziel keineswegs in der Ausbildung sogenannter “Kampfsportler", sondern in der Anleitung der Schüler, sich in Gefahrensituationen, wo alles möglich ist, zu verteidigen. In der AWTA wird gelehrt, die Konfrontation zu vermeiden, aber ebenso, gezielt und effizient zu reagieren. Wenn es um das eigene Überleben geht, gelten keinerlei Regeln, Codes oder Zugeständnisse. 5 L’importanza di Sifu rosario crisci – S. Felice a Cancello (CE) In generale quando si decide di scrivere di un argomento ci si chiede innanzitutto a quale categoria di individui andrà indirizzato e poi come la personale esperienza di chi dà voce alle proprie idee possa in qualche modo essere, se non utile, quantomeno interessante per il lettore, inducendolo almeno ad una costruttiva riflessione, si spera. L’intenzione o meglio, la speranza è quella di dare corretti suggerimenti e intavolare una fruttuosa discussione con chi avvicinandosi per la prima volta alle arti marziali, sta decidendo di intraprendere un percorso concreto di crescita e apprendimento. In particolare vorrei porre l’accento sulla figura dell’Insegnante e sulla qualità del rapporto con gli allievi. In tutta onestà ritengo il WINGTSUN il migliore metodo per la difesa personale, e i suoi insegnanti AWTA i più professionali incontrati nella mia carriera. Comunque le riflessioni che andrò ad esporre credo potranno essere considerate vantaggiose anche a coloro che dovessero optare per una diversa attività marziale o sportiva. Credo inoltre che quanto riportato di seguito possa tornare utile anche a chi dopo anni di pratica di WINGTSUN, prospetta di diventare a sua volta un insegnante di questa disciplina. E’ consigliabile che in qualità di futuri allievi abbiate le idee chiare sulla 6 pratica delle arti marziali, in modo da non creare in voi stessi falsi obiettivi o ambire a traguardi difficili in tempi troppo brevi. Una volta scelta la disciplina è necessario scegliere l’insegnante, quindi è importante valutarne la reputazione, che non deve essere costruita solo sulle sue capacità tecniche, che non devono certamente mancare, ma anche su altri aspetti altrettanto importanti. Su tutti la sua capacità didattica e non ultimi l’educazione, l’integrità e l’equilibrio morale. Si rende quindi necessario un primo colloquio con la persona che potenzialmente potrà essere il vostro futuro insegnante. In questo primo incontro è bene spiegare cosa vi aspettate di ottenere, avendo sempre chiaro che i risultati arriveranno solo con l’impegno. Anche se si crede di essere dei talenti, magari perché bravi in altri settori, sportivi o lavorativi, non è detto che la nuova disciplina che state intraprendendo risulti facile. Diffidare dunque di chi promette che si può ottenere molto in poco tempo. Meglio chi, in tutta onestà, vi dice che per imparare vi aspetta un duro lavoro, sobbarcandosi il compito di rendere appagante e piacevole anche la più noiosa e faticosa pratica. Le motivazioni che avvicinano le persone alle arti marziali e nello specifico alla difesa personale, sono le più disparate, a volte volute fortemente, altre del tutto casuali. Si va quindi dalla semplice curiosità, desiderio di socializzazione, amicizia o emulazione a cause più profonde e complesse, quali possono essere episodi di prevaricazione, di sopraffazione, di sopruso o di violenza fisica. Va ricordato anche che la convinzione che la pratica delle arti marziali possa “tornare utile” induce anche i genitori ad iscrivere i propri figli ai corsi di Difesa Personale, i quali non sempre hanno scelto autonomamente. La mia esperienza di allievo e di insegnante mi ha portato a scoprire che queste motivazioni possono cambiare nel corso del tempo. www.awta.it dell’insegnante Può l’allievo superare il maestro? zione in cui lui è il solo protagonista, mettendo addirittura in secondo piano la tecnica che sta mostrando. Diametralmente opposta è la figura dell’insegnante che affida a lunghi discorsi teorici e filosofici la bontà della propria disciplina, giustificando verbalmente aspetti che invece necessitano di un riscontro praUn episodio amaro che vi ha indotto a praticare difesa personale, nel tempo potrebbe anche perdere importanza, di contro chi ha cominciato solo per diletto potrebbe essersi trovato ad affrontare una situazione difficile. Quindi è fondamentale che tra allievo e insegnante si crei la giusta sinergia. L’insegnante deve sapere alimentare costantemente la passione e l’entusiasmo iniziale dell’allievo, fornendo continuamente nuovi stimoli e nuove motivazioni. Come allievi dovreste saper apprezzare anche i piccoli progressi, non demordere al primo fallimento ed avere la capacità di non adagiarsi troppo sui risultati ottenuti, puntando a migliorarsi. Praticare con modestia e sacrificio ricordando in ogni occasione che il proprio insegnante ha sempre una visione d’insieme di quanto state facendo, mentre voi potete apprezzarne solo una parte, finché non si è acquisita sufficiente esperienza. Per quanto detto scegliersi come insegnante il “campione” locale, diventato famoso per le sue qualità e capacità, non è quindi sempre fruttuoso. Questo tipo di persona si può facilmente riconoscere perché spesso cade nell’errore di trasformare la sua lezione, che dovrebbe come fine unico trasmettere qualcosa ai suoi allievi, in una esibi- www.awta.it tico. Gli aspetti teorici sono importantissimi, arricchiscono enormemente l’allievo, essi non devono mai sostituirsi alla pratica fisica, ma esserne invece un equilibrato e giusto supporto. La capacità di un insegnante quindi non va misurata né dalla velocità o dalla potenza con cui sferra i colpi, tanto meno dalla sua dialettica, piuttosto dalla globale bravura dei suoi allievi. L’abilità di trasmettere il WINGTSUN è un’arte che si sviluppa con l’esperienza in prima persona e lo studio attento della disciplina, sotto tutti i suoi aspetti, non solo pratici, ma anche teorici. Per questo l’insegnate professionista, ma anche chi dedica solo parte della propria giornata all’insegnamento, sottraendo tempo prezioso al lavoro o agli affetti della famiglia, mettendo a disposizione professionalmente le proprie conoscenze, merita sempre profondo rispetto e comprensione. Trovato il “proprio” insegnante è bene affidarsi o affidare i propri figli ad esso con una buona dose di fiducia. Un bravo insegnante si prodiga per l’allievo e si impegna per farlo migliorare. Dà tutto se stesso, le sue capacità e tutti i suoi “segreti”, applica tutta la sua esperienza per far sì che il proprio allievo raggiunga e magari vada oltre i propri limiti. Il suo fine ultimo è che l’allievo lo superi in bravura senza suscitare in lui alcun sentimento negativo. Per questo è di fondamentale importanza che l’allievo ricambi dando tutto se stesso, per onorare l’impegno del suo Insegnante. L’allievo che supera l’insegnante è la realizzazione in egual misura del sogno di entrambi. 7 La paura: di Sifu Giuseppe Quatraro – MOSTA (Repubblica di Malta) La famigerata domanda aggressiva accompagnata da uno sguardo cattivo: “vuoi che ti spacchi la faccia”? ha un enorme effetto stressante. Vengono prodotti degli ormoni i quali causano reazioni fisiche e psichiche inevitabili. Un insegnante di autodifesa che prende sul serio il suo compito, deve essere capace di spiegare perché l’adrenalina ci paralizza prima del combattimento, e come fare gestire questa inevitabile paura in modo che ci diventi utile. Per questo è molto importante conoscere, non solo la psicologia dell’aggressore, ma anche la psicologia dell’aggredito; la nostra psicologia. La necessità di comprendere e di prevedere le nostre reazioni di fronte al pericolo assume allora un’importanza ancora maggiore di qualsiasi conoscenza tecnica o psicologica degli altri. Conoscere se stessi, quindi. Il corpo è dotato di due distinti sistemi di protezione, entrambi essenziali per la difesa della vita. Uno è il sistema immunitario, che ci difende dalle minacce interne che hanno origine sotto la pelle, come quelle causate dai batteri e virus. Il secondo sistema di protezione che abbiamo mobilita la difesa dalle minacce “esterne” e si chiama asse ipotalamico-ipofisarico-surrenalico (HPA). Quando l’ipotalamo percepisce una minaccia ambientale chiama in causa l’HPA inviando un segnale all’ipofisi o ghiandola pituitari, secer8 nendo un fattore di distacco di corticorroporr i n a (CRF) il quale attiva spec i a l i cellule dell’ipofisi inducendole a secernere degli ormoni adrenocorticotropici (ACTH) nel sangue. Gli ACTH a loro volta raggiungono le ghiandole surrenali, dove fungono da segnale per attivare la produzione degli ormoni surrenali (adrenalina, noradrenalina, endorfine) i quali ci preparano al Fight or flight (fuggire o combattere, il più delle volte fuggire). Questi ormoni costringono i vasi sanguigni forzando il sangue, fornitore di energia, ad irrorare piuttosto i tessuti delle braccia e delle gambe, le parti cioè dell’organismo che ci consentono la fuga o l’attacco. (Bruce H. Lipton; la biologia delle credenze, macro edizioni, 2006) Ma perché davanti ad un aggressore che ci minaccia di spaccarci la faccia si rimane paralizzati? Non dovrebbe accadere di essere più preparati all’azione? Immaginate di avere mal di testa e sapete che le solite 20 gocce di quella medicina vi aiutano; ora però ne prendete 50, anzi 80. Accadrà che starete peggio di prima in quanto vi sarete intossicati. Ora torniamo “sul campo” e di fronte abbiamo il nostro aggressore con la sua minaccia, il nostro corpo ci sta preparando al fight or flight ma non siamo certi di dover attaccare, forse, “si riesce ad evitare, penso”, o “forse la smette e mi lascia in pace”, o “ ho paura di fargli male”.. . Qualunque siano i nostri pensieri il tempo trascorre (stiamo parlando ovviamente di una manciata di secondi) e se non sap- piamo come interrompere l’assunzione di questa “medicina” che mi fa bene solo a dosaggi giusti, fra un po’ la mia amica paura che mi ha fornito madre natura per la sopravvivenza, diventerà panico, facendo sì che l’aggressore ci attacchi senza nemmeno rendercene conto. Cercherò di far comprendere il concetto con un altro esempio: se mettiamo una fiamma vicino ad un recipiente chiuso si accumulerà pressione nel suo interno; se creiamo una valvola di sfiato la pressione aumenterà meno, meglio ancora se tale valvola la mettessimo in direzione della fiamma (causa dello stress) ottenendo un duplice effetto. Il nostro obiettivo è quello di saper creare la giusta “valvola di sfogo” nel contesto reale. E’ chiaro che noi non potremmo fare i saltelli sul posto ed enormi escursioni respiratorie diaframmatiche per non far accumulare “la nostra medicina”, per cui il compito di un serio allenamento è di imparare a gestire la paura con una adeguata e realista preparazione. La paura nasce da un “non-conoscere” e da un “non- saper controllare”, per questo è importante avere la giusta conoscenza teorica abbinata ad uno specifico allenamento. Il nostro cervello ha percepito una situazione di pericolo estremo (reale o no che sia), e a tutto ciò che è nuovo reagisce per riflesso con la decisione di fuggire o combattere e per avere una reazione idonea è importante conoscere quali sono le reazioni che stanno accadendo nel corpo. L’attivazione dell’asse HPA interferisce con la capacità di ragionare lucidamente. L’elaborazione delle informazioni nella corteccia prefrontale, il centro delle facoltà del ragionamento e della logica, è molto più lenta dell’attività riflessa controllata dal rombencefalo. In una situazione di emergenza, più è rapida l’elaborazione delle informazioni e più probabilità ha l’organismo di sopravvivere. www.awta.it alleata indispensabile IL TAO DELLA PAURA Gli ormoni surrenali dello stress restringono i vasi sanguigni del proencefalo, riducendone la capacità operativa. Inoltre, gli ormoni reprimono l’attività della corteccia cerebrale prefrontale, il centro dell’attività cosciente e volitiva. Nelle situazioni di emergenza, il flusso sanguigno e gli ormoni attivano il rombencefalo, la sede dei riflessi di sopravvivenza che controlla il comportamento fight or flight. Se da un lato è necessario che i segnali di stress si sovrappongano all’attività più lenta della mente conscia allo scopo di aumentare le possibilità di sopravvivenza, dall’altro ciò avviene ad un prezzo di una minore consapevolezza e di una ridotta capacità di ragionamento (Bruce H. Lipton; la biologia delle credenze, macro edizioni, 2006). E’ questo il motivo per cui la maggior parte delle arti marziali non funzionano in un contesto reale in quanto non si riesce ad accedere al nostro bagaglio tecnico di decine di tecniche “mortali” che gli insegnanti (non me ne vogliano) consapevolmente o non, continuano ad insegnare tecniche impossibili da attuare realmente. Non parliamo poi di quelli che insegnano le tecniche di disarmo da coltello facendo credere che funzionino senza il molto probabile rischio di essere affettati. Personalmente li paragono a medici fasulli che prescrivono medicine false. Si deduce quindi che una vera autodifesa deve essere il più possibile semplice ed istintiva, per cui l’allenamento deve essere improntato nel determinare movenze al corpo che non necessitano di pensare; le tecniche devono essere “attrezzi” che creano automatismi sensati, ed un vero insegnante che si rispetti non deve togliere la spontaneità ad uno studente ma lavorare su di essa, personalizzando il più possibile l’allenamento. Ma quali sono i sintomi della sindrome del fight or flight? • Bocca secca • Voce strozzata e tesa • Effetto tunnel, che creando una visuale periferica compromessa, fa dimenticare la possibilità che insieme al nostro probabile aggressore ci siano gli amici www.awta.it • Diminuzione della percezione uditiva, effetto analogo a quello della vista • Diminuzione della percezione dolorifica dovuta alla produzione di endorfine • Errata percezione del tempo • Perdita della cosiddetta “sensibilità” di svolgere quindi lavori “fini” • Percezione al di là del corpo; capita di vivere l’esperienza dell’aggressione quasi come se l’evento stesse accadendo ad un’ altro • Tachicardia, per effetto dell’adrenalina • Stimolo a dover evacuare o urinare, per alleggerire il corpo e scappare meglio • Occhi sbarrati, l’adrenalina determina la dilatazione delle pupille per vedere meglio creando il suddetto effetto tunnel • Sorridere dalla paura • Movimenti improvvisi degli occhi, correlato all’effetto tunnel • Ginocchia tremanti Per litigare ci vogliono due persone, con questo non voglio dire che hanno il 50% di colpa entrambi, ma ognuno ha la sua dose di colpa, dove per “colpa” intendo anche quella di aver mostrato paura rendendo più determinato il probabile aggressore ad attaccare. Più uno ha paura, più l’altro si carica di coraggio, è una bilancia. Anche gli squali hanno paura prima dell’attacco. Se non l’avessero attaccherebbero subito, invece prima gira intorno alla preda con cerchi sempre più a spirale e se la preda mostra la volontà di non subire l’attacco reagendo immediatamente, lo squalo desiste e si sposta da un'altra preda che non rappresenta un pericolo; ma se non reagisce segue la cosiddetta fase dei tentativi nella quale lo squalo dà una piccola spinta col muso. si vuole rendere sempre più conto di essere un predatore e più la vittima non reagisce e più aumenterà la determinazione ad attaccarlo. Se la vittima decidesse di reagire allora, sarà tardi perché ormai lo squalo si è convinto di essere un predatore, la cosiddetta escalation di violenza è partita, se all’inizio gli sarebbe bastato poco per fermarla, poi sarà tardi. Lo stesso accade tra gli uomini con la cosiddetta fase tattile o delle spinte, ma che in realtà comincia già prima, dalla fase visuale e verbale. Per questo anche chi crede che non reagire è la migliore soluzione, rischia nella stessa maniera di chi è eccessivamente reattivo. E’ indispensabile quindi un allenamento alla de-escalation per la prevenzione del conflitto ed acquisire una autostima che dia una pace interiore da poter vivere la situazione pericolosa controllando le emozioni. Imparare ad essere rilassante, saper comunicare, porre dei limiti, intimorire, essere dominanti e naturalmente pronti e capaci ad affrontare l’aggressore nel caso ci attacchi. Con molta probabilità, se uno ha intenzione di aggredire si accorge se ha di fronte una persona sicura di sé. L’aggressore cerca quasi sempre una vittima e non un combattimento; un comportamento assertivo soprattutto a livello corporeo, riesce facilmente a fermare la lite. Estate 2009, ero seduto fuori ad un bar con amici, accanto a me si era seduto da poco un tipo che percepivo con la coda dell’occhio mi guardasse continuamente, confermato ovviamente, da alcuni rapidi sguardi diretti che feci. Conoscendo come la maggior parte delle liti avviene per uno sguardo durato un attimo di più, feci finta di niente Continua alla pagina seguente 9 Continua dalla pagina precedente tono e sguardo minaccioso ma con ter- mico insieme all’ego) cercava di imposMe ne stavo per andare ed i miei amici,ignari del tutto, si alzarono primi, dopo qualche secondo mi alzai io in quanto trattenuto dal saluto di un amico che passava. Sentivo ancora questo sguardo oppressivo insistente e essendosi ri-incrociati i nostri sguardi dovetti chiedergli: “ci conosciamo?” sembrò una bestemmia, mi venne incontro investendo il tavolino che aveva d’avanti e gridando in dialetto: “mi hai pestato il piede ed hai la faccia tosta di chiedermi se ci conosciamo!!!!” immediatamente mi scagliai addosso con le mie mani in avanti ad un millimetro dalla sua faccia convinto ad attaccare ma lui si impietrì, quindi desistetti in quella situazione, tesissimo a tal punto che se un soffio di vento gli avesse mosso i capelli l’avrei attaccato, e l’invitai con mini “gentili” a ri-sedersi immediatamente. Anche se non immediatamente tornò a sedersi e continuando a recitare la parte del duro per un altro po’, ma nello stesso tempo palesemente intimorito. Sono certo che la sua intenzione era di farmi la faccia nuova, per cui ritengo che non è impossibile fermare un’escalation di violenza, a meno che uno non sia sotto l’effetto di sostanze quali droghe o alcol. Ricordo bene che ebbi molti sintomi sopra descritti, (per un attimo) anche l’effetto tunnel compreso il fatto che in quel momento sembrava molto più grande di quanto lo era realmente. Quando la situazione si calmò, ed io raggiunsi i miei amici che non si erano resi accorti di nulla, l’orgoglio (altro ne- sessarsi di me trasmettendomi desideri rissosi, avvertivo la rabbia dell’ingiusto , ma so benissimo che anche se stai male, è pur sempre il male minore rispetto a quello che avrei avuto dopo la rissa. Per questo ho fatto la cosa che ho ritenuto più saggia di andarmene da quel posto, ma,confesso, non senza difficoltà. Ho sempre sostenuto che la teoria senza la pratica non serve a nulla, e se avesse prevalso il mio orgoglio, quando ormai la situazione non era più acuta, non sarei stato coerente con quello che cerco di trasmettere ai miei allievi. Ho capito che la paura è un fenomeno naturale che colpisce tutti, sia uomini che animali di cui non vergognarsi, anzi bisogna imparare ad accettare questo fenomeno come proprio. Il Wing Tsun come metafora dell’esistenza del dott. vitale dario - OSTEOPATA www.eop.it - Caserta Penso che il senso alla nostra esistenza sia quello di seguire un’evoluzione personale, una sorta di auto-miglioramento che, se autentico, si rifletterà con un effetto benefico sul nostro ambiente e sulla società. La mia personale evoluzione consisteva, partendo da una struttura corporea e caratteriale rigida, nel diventare una persona elastica, fisicamente e mentalmente. Ed in questo percorso ho incontrato il Wing Tsun. In questa tecnica e nella sua gestualità estremamente specializzata - niente accade mai per caso - ho trovato l’esatto riscontro di quello che io scopro nelle patologie del movimento, cioè nel mio lavoro di osteopata. Mi spiego con un esempio: consideriamo la posizione eretta. Per stare in piedi dobbiamo assorbire le sollecitazioni gravitarie e scaricarle per terra lungo delle linee di forza, “delle vie”, fatte di ossa e di muscoli. Per assorbire queste sollecitazioni i vari segmenti corporei giocano tra loro, si avvolgono e si svolgono secondo delle spirali; per esempio 10 quando pieghiamo e stendiamo le ginocchia facendo una flessione, la coscia (il femore) si “avvita” e si “svita” rispetto alla gamba (la tibia). Quando una di queste linee (per una postura errata per esempio) si spezza, il punto in cui la direzione cambia diventa una zona di stress meccanico dove può prodursi un processo patologico (artrosi, problemi discali, ecc). Anche quando le sollecitazioni non sono più solo quelle gravitarie, ma vi si aggiungono quelle generate dal contatto con un avversario in un combattimento, il problema è lo stesso: assorbire le forze e, seguendo le stesse vie osteo-muscolari, scaricarle al suolo. Per assorbire le forze generate dall’avversario usiamo dei sistemi “a spirale” (il bong-sao le rotazioni); se invece la linea di forza si spezza, e non riusciamo a scaricare a terra le sollecitazioni, cediamo. Quindi una persona normale ed un lottatore hanno dal punto di vista meccanico lo stesso problema: rimanere in piedi e muoversi contro delle forze che cercano di buttarli giù, la gravità – nel primo caso – a cui si aggiunge un avversario, più o meno cattivo, nel secondo. E questo problema va risolto nella maniera più economica possibile in modo di non creare zone di stress meccanico, nella persona normale, e di non esaurire tutte le risorse nel caso del lottatore. Economico significa che il gesto deve essere il più efficace con il minor dispendio di energia possibile. Ma spesso le persone normali utilizzano molti più muscoli del necessario e anche nelle arti marziali c’è chi confonde la forza con la rigidità. www.awta.it A cura dell’ AWTA HQ QUADERNO TECNICO N°2 TECHNIQUES NOTEBOOK N°2 TECHNISCHES FACHHEFT N°2 Il materiale riportato nella sezione “Quaderno Tecnico” di “RealAction” vuole solo dare delle indicazioni sull’argomento trattato, non può in nessun caso sostituire l’apprendimento sotto la guida di un Istruttore qualificato AWTA By AWTA HQ Herausgegeben von AWTA HQ e material reported on in this section “Techniques Notebook” of “RealAction” would only like to give indications on the argument treated; it will not in any case replace any teachings under the guidance of a qualified Instructor of AWTA. Das im teil “technisches heft” von “Realaction”aufgeführtes Material dient nur um hinweise über das behandelte thema zu liefern, und kann auf keinem Fall das erlernen unter der Führung eines aWta qualifiziertem ausbilder ersetzen! PUGNI E CALCI WT WT KICKS AND PUNCHES FAUSTHIEBE UND TRITTE IM WT Spesso parlando degli attacchi del WINGTSUN si pensa subito ai cosiddetti “pugni a catena” e al calcio frontale, in realtà i pugni a catena sono i meno usati e il calco frontale, il più delle volte, strategicamente inutile. Nel WT ci sono tutti i tipi di pugni e solo i calci utili, quelli fino alla cintura. In questo quaderno tecnico cercheremo di dare delle indicazioni per una corretta esecuzione dei pugni e dei calci più comuni. Wenn von angriffen im Wingtsun gesprochen wird, denkt man häufig sofort an sogenannte „Kettenschläge“ und an frontale tritte. in Wirklichkeit sind schläge mit Ketten eher selten und in den meisten Fällen sind frontale tritte eher strategisch wirkungslos. im Wt gibt es all arten von Fausthieben und die wirkungsvollen tritte gehen nur bis zum gürtel. in dieser technischen beschreibung versuchen wir anleitungen für eine korrekte ausführung der gängigen Fausthiebe und tritte zu liefern. Often speaking of the attacks of WingTsun you immediately think of the so-called "chain punches" and the front kick, actually chain punches are the least used and the front kick, most of the time, is strategically useless. In WT there are all kinds of punches and the only useful kicks are the ones up to the waist. is book seeks to give technical advice on proper implementation of the most common punching and kicking. Di seguito illustrate esecuzioni corrette di pugni e di calci WT Following are illustrations with different applications of WT kicks and punches nachfolgend werden verschiedene anwendungen von Fausthiebe und tritte im Wt Chung Kuen Pugno diretto o Pugno Penetrante 1 3 Chung Kuen DireKter Fausthieb oDer DurChDringenDer Fausthieb CHUNG KUEN DIRECT PUNCHES OR PENETRATING PUNCHES 2 CORREttO RIGHT korrekt il gomito sale spingendo la mano in avanti 1 2 ERRORI ERRORS Fehler il pugno verso il basso o verso l’esterno THE PUNCH GOING DOWNWARDS OR OUTWARDS FAusthieb nAch unten oder nAch Aussen THE ELBOW RISES PUSHING THE HAND IN ADVANCE der ellbogen oben und Führt die hand naCh vorn Chau Chong Kuen Pugno Che sale o montante gomiti aperti OPEN ELBOWS oFFene ellbogen CHAU CHONG KUEN LIFTING PUNCH OR “UPPERCUT” CORREttO RIGHT korrekt ERRORI ERRORS Fehler viene eseguito con tutto il corpo che sale e con una piccola rotazione delle spalle e 1 del bacino. tutto a IT IS ABSORBED BY THE corta distanza. WHOLE BODY WHICH RISES AND WITH A SMALL ROTATION OF THE SHOULDERS AND PELVIS, ALL IN A SHORT DISTANCE. 2 er wird mit ganzem Körpereinsatz und einer Kleinen drehung des rüCKens und des beCKens ausgeFührt. alles auF Kurze distanz. Chau Chong Kuen Fausthieb naCh oben oder “auFsteigend“ braccio troppo lungo, corpo immobile ARM TOO LONG AND MOTIONLESS BODY Arme zu lAng, unbeweglicher Körper 3 au Chong kuen Pugno a “ganCio” au Chong kuen “haken“-FauSthieb AU CHONG KUENHOOK PUNCH Corretto RIGHT korrekt va eseguito con la rotazione Di tutto il corpo a corta Distanza IT SHOULD BE DONE WITH THE ROTATIONS OF THE WHOLE BODY IN SHORT DISTANCE 1 der ganze körper dreht SiCh auF kurze diStanz 3 errorI ERRORS Fehler 2 4 braccio troppo aperto, movimento solo Di braccio ARMS TOO OPENED, MOVEMENT DONE BY ARM ONLY arme zu oFFen, nur die arme bewegen SiCh Ching Sun guek CalCio frontale Ching Sun guek Frontaler tritt CHING SUN GUEKFRONT KICK 1 Dal caricamento, non è il pieDe che sale, ma il ginocchio che scenDe per spingere in avanti. si colpisce con il tallone 2 ON PREPARING FOR THE KICK NOT THE FOOT GOES UP BUT THE KNEE PUSHES DOWN AND FORWARD. IT STRIKES WITH THE HEEL 3 Corretto RIGHT korrekt niCht der FuSS geht naCh vorn, Sondern daS knie geht naCh unten, um naCh vorn zu StoSSen. man triFFt mit der FerSe errorI ERRORS Fehler calcio verso l’alto, busto KICK UPWARDS, CHEST OUT, tritt naCh oben, oberkörper naCh hinten, treFFen mit der Spitze inDietro, colpire con la punta HIT WITH THE TIP Wang Chang guekCalCio laterale WANG CHANG GUEKSIDE KICK wang chang gueK Seitlicher tritt ERRORI ERRORS Fehler CORREttO RIGHT korrekt anche nel calcio laterale è il ginocchio che si allinea e si colpisce maggiormente con il tallone EVEN IN THE SIDE KICK IT IS THE KNEE THAT ALIGNS AND MOSTLY STRIKES WITH THE HEEL auch beim Seitlichen fuSStritt iSt eS DaS Knie, welcheS Sich auSrichtet, man trifft meiStenS mit Der ferSe colpire con il taglio, busto inclinato eccessivamente HIT WITH THE SIDE, TORSO LEANING EXCESSIVELY SIDEWAYS 1 Che Chang guek CalCio inClinato 2 treffen mit Der Seite, oberKörper zu Sehr geneigt CHE CHANG GUEKTILTED KICK CORREttO RIGHT korrekt va eseguito con molta rapidità ed è laterale, qui il calcio prende energia anche dalla rotazione del ginocchio verso l’esterno 1 che chang gueK geneigter tritt ERRORI ERRORS Fehler IT IS DONE WITH GREAT SPEED AND IT IS SIDEWAYS; HERE THE KICK TAKES ITS ENERGY FROM THE ROTATION OF THE KNEE TOWARDS THE EXTERNAL wirD mit groSSer SchnelligKeit unD von Der Seite auSgeführt. hier gewinnt Der tritt zuSätzlich energie Durch Die Drehung DeS KnieS nach auSSen slancio verso l’alto, rotazione del corpo UPWARD MOMENTUM, ROTATION OF THE BODY 2 3 Schwung nach oben, Drehung DeS KörperS E s cr im a Quaderno Tecnico In queste sequenze Master Carlo Bernardi mostra il corretto modo di colpire sui 5 angoli di attacco nel metodo Cinco Teros (delle 5 terre) Un perfetto colpo portato sull’angolo 1 dove la testa rimane coperta dall’arma che fa da scudo Modo completamente Errato di portare un colpo sull’angolo 1. Questo errore è molto ricorrente tra gli studenti che commettendolo mettono a rischio la proprio incolumità durante le sessioni di sparring Metodo corretto di portare un colpo sull’angolo 2: anche qui si vede che la testa rimane coperta dietro l’arma che fa sempre da scudo. Questo colpo richiede coordinazione e gestione del corpo, ma determina numerosi vantaggi sia in attacco che in difesa. Viene usato anche come una sorta di Roof Block attivo ossia che attacca difendendo in un unico movimento. Modo completamente Errato di portare un colpo sull’angolo 2 che è uno dei colpi tra i più difficili. Anche questo errore è molto ricorrente tra i principianti di Escrima 20 Ecco il corretto modo di portare un colpo sull’angolo 3: mantenendo perfettamente la centralità del corpo, cosa questa molto importante al fine di poter continuare a proteggersi attaccando senza scoprirsi. Da notare che la punta del bastone è sempre rivolta verso l’avversario Errore molto grave che viene eseguito portando un colpo sull’angolo 3. Il colpo in questione è portato aprendo troppo la guardia. Infatti la punta del bastone ha superato di molto la centralità del corpo Corretto modo di portare un colpo sull’angolo 4: è mantenuto perfettamente sulla centralità del corpo, Il colpo portato sull’angolo Quattro è considerato nell’Escrima una risposta Universale Errore molto ricorrente sull’angolo 4 in cui si porta il colpo sbracciando, ossia aprendo troppo la guardia. Infatti anche qui la punta del bastone ha eccessivamente superato la centralità del corpo non proteggendolo. L’angolo 5 portato in modo Corretto. La parte del bastone che colpisce il bersaglio è la punta, a differenza dei colpi precedenti. Questo colpo pur essendo diritto viene portato con un movimento semicircolare al fine di proteggersi da un possibile attacco contemporaneo sullo stesso piano e/o angolo di attacco. Uno degli errori più ricorrenti nell’eseguire il colpo sull’angolo 5. La partenza del colpo è troppo aperta e scopre l’Escrimadores Inoltre il braccio che porta il colpo è eccessivamente teso. www.awta.it di Simo Ruth Debono - MOSTA (Repubblica di Malta) In this article I will try to analyze what brings on a domestic violence. What brings on a person to hurt another person, and more importantly why does your own lover, husband or relative change his attitude from one of love to that of abuse? Surely the relationship especially that between a man and a woman does not start with abuse, as that more often than not will end abruptly before the relationship can mature. There are many scenarios where such violence can happen and why( but in this article I only intend to brush a few topics with the idea to further it in the future). To start with, during my studies, I have nearly always met the same situation; childhood abuse. Another reason why a person changes his attitude with his loved one, may be due to sickness, change of job or any other situation which may cause a change in the state of mind. Usually when child abuse is the case, the abuser exhibits his primary abuse at a young age in his group of friends; he then starts showing the same behavioral problems during his puberty stage which gets worse as he gets older. He obviously carries the same attitude whenever he finds any kind of encounter as injurious to himself. It may be a silly comment from a by passer or from anyone who happens to be around. This continues with any kind of relationship he will have throughout his lifetime. As this article is based on domestic abuse and violence I intend to indulge in this matter. So, what brings on this kind of temperament? Why, does a man lose his temper in such a way that brings him to physically batter his beloved? Does all this have to do with his past experiences, with his childhood abuse? My answer is yes, to the latter question which brings on the answers to the ones above it. Once a child is physically, emotionally or verbally abused or neglected by his own parents, how can he grow up into a man who knows how to love, how to be patient and how to be lenient? All this matter rounds up to a psychologically tortured person who needs treatment and counseling, this though doesn’t solve the problem of the 16 DO MES TI C e c en persons living with the abuser. That is the reason why I have started my article about the abuser’s experiences because that way the reader can have an idea of the why’s some people behave in such a way making their behavior detrimental to themselves and others. Defending yourself from your loved ones: this though brings us to discuss the decision where one must start the process of defending himself from his loved one, mentally at first which naturally takes the victim to learn the art of self defence in order to be able to get away from the hostile environment. I have met women in my course of teaching WingTsun who have chosen to leave, and others who have chosen to stay. What makes them stay? The stability which marriage can bring? What kind of stability may I ask? Or is it maybe the fright of separation and all that it brings with it? Or is it maybe the fear that somehow their abuser will find a way and get back at them? Learning Self Defence No matter what the decision is, it is still imperative that the victim learns self defence. What exactly is self defence? Facing your fears, making decisions, reacting to your situation, and most important of all, respecting your self – that is self defence. WingTsun and any other martial art for what matters only brings you closer to defending yourself, starting from within- from your inner self and gradually it takes you to defend yourself from the difficult situation of being battered by the person with whom you have decided to live your life with. Let’s be objective though, it is important to change your attitude towards the situation and become in control of yourself, learn how to say No. Vi ol VI O LEtiNZ A ca s e m o D How can you defend yourself? Any system is as good as its practioners. WingTsun teaches you how to become self assertive, and face your fears. WingTsun is a simple system which any person can practice and make his own. Most especially a person with low self esteem or who has lived with fear they too may be able to apply the simple techniques with great effect. That’s what’s great about this system the “Less is more” idea. Simply by applying the concept of using the direct line and giving way concept while using your opponent’s force against himself is what makes this system not only practicable to anyone -abused or not, but one of the most sensible ways to live your life. By applying the principles of force and principles of technique in real life with anyone, will make you understand that this is the way to behave when living in a world full of abuse. And I’m not talking only about physical abuse here; I mean any kind of abuse; emotional, verbal and physical. Therefore in WingTsun one not only learns self defence but also three philosophical ways which when applied in reality may affect the rest of your life. Go forward - Give way - Be consistent that is: know what you want, where you are going and why you are doing it. www.awta.it VI O LEN C E c i st D om e DO MEenSzaTI CA Viol Che cosa induce una persona a far del male ad un altra persona, o ancora peggio, che cosa induce il tuo amante, marito o parente a cambiare il suo atteggiamento da una condizione d'affetto a quella di abuso? Ovviamente una relazione, specialmente quella tra un uomo e una donna, non comincia con abuso, perché questo finirebbe la relazione prima che sia maturata. Sono diversi gli scenari in cui le violenze si consumano e molteplici sono anche le motivazioni. Per cominciare, durante il mio studio sulla violenza domestica, ho incontrato quasi sempre donne con una simile situazione: chi abusava di loro aveva subito abusi quando era minore. Altra spiegazioni per la modifica comportamentale possono essere la presenza di una malattia cronica, il cambiamento di lavoro o altre circostanze che possono causare un'alterazione dello stato mentale. Quando si prende in considerazione il caso di un abuso su minore, l’abusante manifesta la sua prima prepotenza con i suoi coetanei, con il suo gruppo di amici, coltivando l'aggressività durante la pubertà, raggiungendo livelli preoccupanti durante la crescita. Ovviamente l'abusante in questione manifesterà aggressività ogni volta che che entra in contatto con qualcuno, per un semplice commento sciocco di un passante o di una persona qualsiasi, ripetendo questo comportamento per il resto della sua vita. Dato che questo articolo prende in considerazione l’abuso domestico intendo focalizzare l'attenzione sull'argomento, per cercare di capire cosa può causare questo tipo di comportamento. Che cosa porta un uomo a perdere la pazienza in modo tale da arrivare a punire fisicamente la sua amata? La violenza esercitata può avere a che fare con la violenza subita www.awta.it durante la propria infanzia? Quando un bambino è fisicamente, emotivamente e verbalmente abusato dai propri genitori, come può, crescendo, divenire un uomo che sa amare, che sa essere paziente ed indulgente? La violenza subita da bambini trasforma l'adulto in una persona psicologicamente instabile, torturata, che ha bisogno di cure e consulenze continue, anche se tutto questo non risolverà probabilmente il problema delle persone che vivono con l'abusante. Come ti difendi dai tuo cari Questo ci porta a discutere sulla difficile decisione, che pure deve essere presa, di trovare il modo di difendersi dai propri cari. E' necessario lavorare prima sulla volontà, sulla scelta mentale, che stabilisce il più importante passo in avanti, seguito dall'apprendimento dell'arte di difesa personale che ti dà la forza di allontanarti dall'ambiente ostile. Durante il mio corso di insegnamento di WingTsun ho incontrato delle donne che hanno deciso di continuare a difendersi ed altre che hanno deciso di ritornare nelle proprie abitazioni, continuando a subire abusi. Cosa porta una donna a scegliere di continuare ad essere sopraffatta? La paura di perdere la stabilità derivante dal matrimonio? Se davvero può chiamarsi stabilità. O forse è la paura della separazione? O ancora è il timore che in qualche modo l’abusatore possa vendicarsi dell'abbandono? Imparare L’arte della Difesa E' indispensabile che la vittima apprende l’autodifesa. Ma che cosa è esattamente l’auto difesa? Affrontare le tue paure, prendere delle decisioni, reagendo alla tua situazione e, più importante di tutto, rispettare te stesso – questa è l’auto difesa. Il WingTsun ti educa a difenderti cominciando da te stesso, dalle paure che sono dentro di te, per poi gradualmente insegnarti a difendere dagli abusi della persona che ami e con cui hai deciso di trascorrere la tua vita. Cerchiamo di essere obiettivi però: è importante cambiare atteggiamento nei confronti della situazione e prendere il controllo di te stesso, imparando a dire di ”No”, a non sottostare. Come ti puoi difendere? Il WT è efficace se praticato bene. Il WingTsun ti insegna a diventare determinata e ad affrontare le tue paure. Il WingTsun è un sistema semplice che chiunque può praticare e fare proprio. Sopratutto è utile ad una persona con bassa autostima o che ha vissuto la paura per lungo tempo: anche loro possono essere in grado di praticare le tecniche semplici con grande efficacia. La semplice applicazione del concetto della linea centrale, e l'utilizzo della forza dell'avversario contro sé stesso rendono questo sistema non solo praticabile da chiunque, abusato o meno, ma ne fanno uno dei modi più ragionevoli di vivere la vita. Solo applicando i principi del WT nella vita reale con chiunque, si riuscirà a capire qual è il modo giusto di comportarsi in un mondo pieno di abusi. E non sto parlando solo di abuso fisico, ma di ogni tipo di abuso: emotivo, fisico e verbale. Pertanto nel WingTsun non si impara solo autodifesa, ma si apprendono anche concetti filosofici che, applicati nella realtà possono influenzare positivamente la vita. Andate avanti, cedete, siate coerenti, significa sapere ciò che si vuole, dove si sta andando e perché lo si sta facendo. 17 L a Di e te tic a in M e d ici n a A cura del LA Dott. Prof. Gaudenzio Garozzo “Noi siamo quello che mangiamo” Nei Jing Ling Shu Perché dobbiamo parlare di dietetica? Perché è alla base della nostra vita e della nostra salute. I cinesi hanno costruito una Medicina il cui valore principale si esprime nella prevenzione. “E’ sempre troppo tardi somministrare farmaci dopo che la malattia si è manifestata. Non è forse come scavare un pozzo quando si è in preda alla sete o sopprimere una rivolta quando sia già esplosa ?” (Nei Jing Su Wen Ling Shu) In Occidente noi consideriamo di solito la dietetica come un insieme di divieti e di restrizioni delle sostanze che troviamo in eccesso nel sangue o che comunque consideriamo generatrici di patologie. Le Diete sono quindi la conseguenza di tutto ciò: - Restrittiva in carboidrati nei diabetici - Restrittiva in lipidi nelle dislipidemie e nell’insufficienza epatica - Ipocalorica nell’obesità - Divieto di assunzione di frattaglie ed alcolici nei gottosi - Restrittiva in proteine nelle iperazotemie La Dieta in Medicina Tradizionale Cinese è tutt’altra cosa. E’ Mangiare bene per vivere bene. Inoltre nello spirito Occidentale si predilige la Quantità e non il dinamismo. La nozione di quantità è senza dubbio 18 il punto di forza del pensiero occidentale nei confronti delle diete, basato tutto su di una qualche sorta di energia statica degli alimenti, a scapito del dinamismo che si può ottenere dalla combinazione della natura e del sapore di un prodotto associato o no ad una particolare preparazione culinaria. La Dietetica deve affiancarsi al concetto d’igiene di vita. Allora scendiamo più in profondità ed analizziamo i principi cardine della dietetica in Medicina Tradizionale Cinese. Un’alimentazione squilibrata provoca un esaurimento dell'energia dello ZHONG JIAO. Ma Cos'è lo ZHONG JIAO? Il nostro sistema metabolico? Forse. La traduzione di un concetto cinese con parole occidentali è sempre difficile. Possiamo dire però che potremmo assimilarlo ad una struttura deputata all’assorbimento delle sostanze alimentari ed alla sua trasformazioni in energia più specifica. L'esaurimento di questa energia (quella dello Zhong Jiao) è responsabile della creazione della malattia. Nei soggetti in buone condizioni e di buona costituzione la capacità di difesa dell’organismo, contro le energie perverse (virus, batteri etc.) è potente. Nei soggetti di costituzione debole, invece, questa azione è quasi nulla. Apriamo ora una parentesi su come vengono considerate in MTC le sostanze alimentari: La Medicina Occidentale, radicata nello spirito Cartesiano, quantifica l’alimento in calorie e ne analizza materialmente la composizione in pro- teine, carboidrati, vitamine, sali minerali ed altri. La MTC considera il sapore, l’odore, la natura e tramite questi l’impatto ed il mutamento energetico impresso all’organismo. Un altro concetto fondamentale della Medicina Tradizionale Cinese sono I Sapori - WEI Ma quando parliamo di di sapori Wei a che cosa vogliamo riferirci? Stiamo parlando di gusto? Stiamo parlando di qualità organolettiche? O di che cosa? Il sapore è “ Una sottile sensazione “ Possiamo dire che costituisce la parte meno materiale dell’alimento, “l’Energia“, così come percepiamo le sensazioni del caldo e del freddo. In MTC (Medicina Tradizionale Cinese) si distinguono “I Cinque Sapori”: Piccante, Salato, Acido, Amaro, Dolce, che a loro volta si suddividono in Sapori Yin e Yang. Yin: Sapori che imprimono all’energia un movimento verso il basso, l’interno, la profondità: Acido, Amaro, Salato. Yang: Sapori che imprimono all’energia un movimento verso l’esterno, la superficie, l’alto: Piccante e Dolce. In base a tale differenziazione possiamo identificare tendenze del nostro organismo in relazione allo stato Yin e lo Yang/Vuoto e Pienezza Vuoto di Milza/Pancreas: desiderio di un'alimentazione piccante Vuoto di Polmoni: desiderio di un’alimentazione salata Vuoto di Reni: desiderio di un’alimentazione acida. Vuoto di Fegato: desiderio di un’alimentazione amara. Vuoto di Cuore: desiderio di un’alimentazione dolce. Oltre ai sapori dobbiamo riconoscere negli alimenti la presenza di un'energia fondamentale che i Cinesi chiamano Jing – “la Quintessenza”. www.awta.it tr ad iz i o na le Cin e se : F R UT TA Il Jing è vitale là dove la vita è nella sua piena espansione. Il Jing è fragile e lo si trova negli alimenti freschi. Occorre consumare solo alimenti del luogo dove si vive e nel quale si è nati. Non bisogna privare gli alimenti del loro involucro esterno che possiede molto Jing e molta energia. Non si devono assumere sostanze tossiche o prodotti estremi: Sale (ossa e volontà), Caffè (vasi, Shen - emozioni), Zucchero (sottocute, derma, adiposità). Quindi per poterlo assimilare al concetto occidentale di natura biochimica potremmo parlare del Jing come gli ormoni (fitormoni). Infine tutti gli alimenti presentano delle caratteristiche proprie dette “Le Nature”: Calda, Tiepida, Neutra, Fresca, Fredda. Analizziamo ora le caratteristiche dei 5 Organi in relazione ai cibi e alle loro peculiarità: Il Fegato ama la dispersione. “Come il giorno ama diffondere la sua luce, così il fegato ama diffondere il suo Qi”. La sua energia non ama essere compressa. Il suo Sapore è l'Acido Che è un sapore Collettore, condensante contratturante e va in Contrasto con la tendenza energetica del Fegato che come abbiamo detto ama la diffusione, l'espansione. Quindi l’Acido - Suan - in eccesso: - Lede lo Xing (la forma) del Fegato - Armonizza il Qi del Cuore - Lede lo Xing (la forma) della Milza - Tonifica il Qi del Polmone - Armonizza il TR medio e blocca il TR inferiore. Azioni: In Fisiologia: seguire un’alimentazione a sapore piccante che è disper- dente. sperde il Qi In Patologia: tonificare attraverso - Lede lo Xing di Rene l’utilizzazione di rimedi a sapore pic- - Lede lo Xing di Fegato e disperde il cante; disperdere (ridurre l’attività del Qi Fegato ) attraverso l’utilizzo di rimedi - Rilassa ed umidifica il TR medio a sapore acido (raccogliente) Azioni Il Cuore ama la morbidezza. In Fisiologia: concedere un’alimentaIl suo Qi quindi sarà dinamico, sof- zione a sapore dolce, zuccherata che è fice, flessibile, (pensiamo alla flessuo- addolcente. sità della fiamma). In Patologia: la tonificazione giustiIl Cuore soffre il rilassamento. fica l’impiego di rimedi a sapore zucIl suo Sapore è l' Amaro, che ha un ef- cherato; la dispersione, invece, l’uso fetto rassodante, concentrante. Ha di rimedi a sapore amaro (indurente). anche un’azione evacuante, purgativa, Il Polmone ama la raccolta. disseccante. Il suo Qi tende a contrarre, a concentrare. Il Polmone soffre la dispersione L' Amaro - Ku - in eccesso: - Lede lo Xing (la forma) del Cuore e Il Sapore Piccante, Diaforetico, dine disperde il Qi. sperdente ed anche umidificante Toni- Armonizza il Qi di Milza e ne lede fica il Qi del Polmone. lo Xing Piccante - Xin - in eccesso - Lede lo Xing (la forma) di Polmone - Lede lo Xing e disperde il Qi - Lede lo Xing (la forma) delle ossa - Armonizza il Qi del Fegato - Blocca la via dei tre riscaldatori e - Può ledere lo Xing del Fegato (avprovoca vomito vizzisce le unghie e contrae i muscoli) - Lede lo Xing del Cuore ( nuoce ai Azioni: In Fisiologia: somministrare alimenti vasi) dal sapore salato che sciolgono e fa- - Mobilizza l’energia del TR superiore voriscono l’azione di propagazione e Azioni: di distensione. In Fisiologia: fornire un’alimentaIn Patologia: tonificare attraverso ri- zione acida che è collettrice. medi dal sapore salato, disperdere at- In Patologia: La tonificazione suggetraverso l’uso di cibi dal sapore dolce risce l’impiego di cibi dal sapore acido La Milza ama l’armonizzazione. mentre la dispersione di cibi dal saLa sua energia si distribuisce armoni- pore piccante che è disperdente. camente in tutto il corpo. La Milza soffre l’umidità. Il Sapore Dolce è un sapore rilassante, armonizzante. Tonifica il Qi della Milza. Dolce - Gan - in eccesso: - Lede lo Xing di Milza e ne diCONTINUA SUL PROSSIMO NUMERO Il Drago e la Fenice Caserta www.ildragoelafenice.it www.awta.it 19 Il pugno e le gomitate nel WT come allenare i muscoli interessati di Danny D’Orazio - CHIETI Il WT è un'arte molto particolare rispetto alle altre discipline da combattimento, essa si basa infatti su tempi di reazione molto più rapidi ed esplosivi di una qualsiasi altra arte marziale, e proprio per questo motivo i muscoli hanno bisogno di un allenamento mirato e preciso. Una delle particolarità del WT sono proprio i suoi colpi (pugni e gomitate) che partendo a gran velocità dalla linea centrale riescono ad esplodere nel breve tratto in una violenza ed una potenza incredibili. Ma quali sono i muscoli che riescono ad innescare tale movimento? Il braccio per spostarsi in avanti ha bisogno in particolare di tre muscoli che sono in stretta relazione tra loro, ovvero Tricipite, Deltoide E Pettorale. Il tricipite brachiale è uno dei muscoli che si trova situato sulla parte posteriore del braccio, ed è costituito da tre capi (capo lungo, capo laterale e capo mediale). La sua funzione principale è quella di fare estendere l'avambraccio. Personalmente ritengo che sia il mu- 20 scolo chiamato più in causa dal pugno in linea centrale dato che è l'unico responsabile dell'estensione del braccio. Il secondo muscolo interessato è il deltoide. Il deltoide è il muscolo della spalla, anch'esso si suddivide in tre fasce (fascia anteriore, fascia laterale, fascia posteriore); la sua funzione principale è quella di sollevare il braccio in qualsiasi direzione, ed è un muscolo che ha una particolarità molto interessante perché ricopre il ruolo sia di muscolo elevatore che di abduttore. Molto importante nell'utilizzo delle gomitate. Infine il terzo ed ultimo muscolo chiamato in causa è il pettorale; Il pettorale a differenza degli altri due muscoli è molto più grande, la sua funzione principale è quella di addurre e fare ruotare internamente il braccio. Oltre ai principali, il movimento interessa altri due muscoli, i quali non sono implicati nella avanzata, quanto nel richiamo del pugno. Si tratta del gran dorsale e del bicipite radiale. Essi sono gli antagonisti dei tricipiti e dei pettorali, ciò vuol dire che hanno una funzione completamente opposta: non appena il pugno è stato sferrato provvedono nel richiamo, dato che sono due muscoli che lavorano in trazione e non in estensione. Il potenziamento va studiato con precisione, un buon metodo è quello di dividere il programma di allenamento in due parti ed allenare un giorno i muscoli agonisti e l'altro giorno gli antagonisti. Esempio: Giorno 1 pettorali, deltoidi, tricipiti Giorno 2 dorsali, deltoidi posteriori, bicipiti in questo modo abbiamo allenato tutti i muscoli interessati nelle loro giuste fasi. Un programma di allenamento molto efficace prevede l'allenamento di due diverse fasi di capacità muscolare: fase reattiva e fase esplosiva. Lavorando sulla parte reattiva del muscolo riusciremo ad aumentare il processo di reazione ad un attacco, mentre allenando la fase esplosiva avremo un aumento di velocità e di potenza nei colpi. La fase reattiva si migliora lavorando sulle 15 ripetizioni abbastanza veloci con un peso al 40% delle nostre possibilità ed un recupero tra le serie che varia dai 40 ai max. 60 secondi. La fase esplosiva invece si allena con un numero minore di ripetizioni, che varia dalle 4 alle 5, con recupero tra le serie che va dai 120 ai 180 secondi. Il programma di potenziamento muscolare è strutturato in 3 settimane: 1^ Settimana, Giorno N.1= pettorali, deltoidi e tricipiti. Distensioni manubri panca 4x15 Croci ai cavi 4x15 - Spinte Verticali 4x15 - Alzate Laterali 4x15 - Spinte in basso alla Ercolina 4x15 - French press al cavo alto 4x15 Continua alla pagina seguente www.awta.it Continua dalla pagina precedente 1^ Settimana, Giorno N.2= dorsali, deltoidi posteriori, bicipiti Pulley 4x15, Lat Machine presa inversa 4x15 Curl Manubri in piedi 4x15, Curl a martello 4x15 N.B. eseguire alla fine di ogni serie una scarica di pugni a catena Recupero 40/60 sec. “ 2^ Settimana, Giorno N.1= pettorali, deltoidi e tricipiti Distensioni manubri panca 4x5, Croci ai cavi 4x5 Spinte Verticali 4x5, Alzate Laterali 4x5 Spinte in basso alla ercolina 4x15, French press al cavo alto 4x5 Pulley 4x5 - Lat Machine presa inversa 4x5 - Curl Manubri in piedi 4x5 - curl a martello 4x5 N.B. eseguire alla fine di ogni serie una scarica di pugni a catena Recupero120/180 sec. Il programma va eseguito in modo da effettuare in tre settimane sempre due allenamenti di reattività e uno di esplosività. Si potrà portare avanti per un buon periodo di tempo ed unendolo alle nostre lezioni di Wing Tsun potremo ottenere davvero degli ottimi risultati. 2^ Settimana, Giorno N.2= dorsali, deltoidi posteriori, bicipiti ” 3^ Settimana, Giorno N.1= pettorali, deltoidi e tricipiti Distensioni manubri panca 4x15 Croci ai cavi 4x15 - Spinte Verticali 4x15 - Alzate Laterali 4x15 - Spinte in basso alla ercolina 4x15 - French press al cavo alto 4x15 3^Settimana, Giorno N.2= dorsali, deltoidi posteriori, bicipiti Pulley 4x15 - Lat Machine presa inversa 4x15 - Curl Manubri in piedi 4x15 - Curl a martello 4x15 N.B. eseguire alla fine di ogni serie una scarica di pugni a catena Recupero 40/60 sec. Il WT e la Sala Attrezzi: Ami ci o n emic i? Esempio di allenamento: Alla fine di ogni giornata di allenamento possiamo terminare la seduta con l'inserimento di 4 serie da 20/25 ripetizioni di cruch per addominali. Sinceramente non credo esista un modo predefinito di allenare la parete addominale, visto che sono dei muscoli che sono in contrazione quasi 24 ore su 24; essi insieme ai muscoli lombari hanno la funzione di tenere la colonna vertebrale eretta e reagiscono a quasi ogni nostro movimento quotidiano, da un piccolo colpo di tosse a una leggera risata. Un errore molto frequente è suddividere addome superiore da addome inferiore con i classici addominali Alti e Bassi, in anatomia infatti questa suddivisione non esiste affatto, tale muscolo risponde semplicemente al nome "retto dell'addome". Per concludere possiamo dire che se la sala attrezzi come ogni cosa viene adoperata nel migliore dei modi, nei giusti limiti ma sopratutto con la corretta esecuzione di ogni esercizio, la pesistica e il wing tsun non solo possono andare di pari passo ma riescono anche a compensarsi a vicenda. www.awta.it Da molti anni noto a malincuore ma è anche un modo per far sì il consolidarsi dell'opinione che che il muscolo acquisti rapidità, vuole il wing tsun e la sala at- esplosività e reattività. Fattori trezzi agli antipodi. Se per fre- importantissimi per quasi tutti i quentatore di sala attrezzi tipi di sport, ma ancor di più per intendiamo un culturista di 130 la pratica del wing tsun. kg che mette a dura prova arti- Il wing tsun lavora su un metacolazioni, tendini, nonché i mu- bolismo energetico molto partiscoli stessi cercando di sollevare colare chiamato “metabolismo un bilanciere di 110 kg urlando anaerobico alattacido”. talmente forte da far vibrare Continua alla pagina seguente specchi e finestre circostanti, allora anch’io concordo. Ma nell'affrontare l'argomento con un’ottica diversa allora tutto cambia. Se vediamo la sala attrezzi non soltanto come un metodo per gonfiare i muscoli, ma come un modo per potenziare e salvaguardare il nostro fisico da gravi infortuni, possiamo cercare di trasformare la pesistica in un degno alleato. Tenere i muscoli in allenamento con l'aiuto della sala attrezzi non significa per forza dimagrire o aumentare massa 21 Continua dalla pagina precedente (le fibre bianche). Nel nostro corpo ciò vuol dire assenza di ossigeno esistono due tipi di come fonte energetica e assenza di fibre: le fibre rosse produzione di acido lattico: la pro- e quelle bianche; duzione di energia avviene tramite le fibre rosse sono l’utilizzo di fosfocreatina, visto denominate anche che abbiamo una produzione fibre lente, con molto limitata di ATP. basso sviluppo di Un esempio di metabolismo anae- elasticità e forza robico alattacido può essere quello con basse scorte di di un centometrista che perde la fosfocreatina ma velocità iniziale negli ultimi due con altissima resimetri proprio perché la sua riserva stenza alla fatica. di fosfocreatina, principale fonte Es. fibre usate da energetica, diminuisce molto rapi- un maratoneta o da damente. un fondista. Il sistema anaerobico alattacido è Le fibre bianche chiamato in causa quando il corpo sono quelle che inha bisogno di un “sprint” rapidis- teressano di più simo di elevatissima intensità ma l'attività del wing tsun e sono dedi breve durata, sui 4/8 secondi, nominate anche fibre veloci, che a che variano da individuo a indivi- differenza delle loro antagoniste duo a seconda dello stato fisico; le hanno grande scorta di fosfocreafibre muscolari chiamate in causa tina, alto sviluppo di forza e sono saranno le così dette fibre veloci dotate di grande elasticità, ma hanno una scarsissima resistenza alla fatica. Per ogni tipo di fibra esiste un proprio allenamento specifico e mirato. Per chi pratica wing tsun un buon allenamento potrebbe essere Riflessioni critiche su alcune metodologie di pratica W ing Tsun II PARTE di Antonio Zonta - TRIESTE CONTINUA DAL PRIMO NUMERO Vi è un’eccessiva tendenza alla pratica delle “sezioni”, che null'altro sono se non delle vere e proprie “forme”, mentre sarebbe più opportuno, una volta apprese le sezioni, dare maggiore spazio alla creatività del praticante, che dovrebbe essere in grado di mescolare i pezzi delle singole sezioni a seconda dell'azione tecnica necessaria in un preciso istante, liberandosi dalla forma, così come un musicista avanzato è in grado di “improvvisare” a seconda dell’estro del momento. Parimenti poco praticato nel chi-sao è il foot-work, da molti additato come il vero “segreto” del WT, ed in effetti insegnato troppo tardi nei suoi www.awta.it aspetti più avanzati. Altro sottile “inganno” del chi-sao: le più belle esibizioni sono realizzate fra praticanti di notevole divario tecnico e di cui uno dei due è normalmente allievo e l'altro insegnante. Ne deriva così la mancata conoscenza da parte del primo delle difese dagli attacchi più “avanzati”, oltre ad un inevitabile condizionamento psicologico dell'allievo, che per “rispetto” non attacca l’insegnante con la veemenza e decisione di cui sarebbe capace, finendo però così con l’“ingannare” se stesso e – cosa ancor più grave – il suo insegnante. Presupposto imprescindibile di una difesa che funziona realmente è un attacco realistico! Continua alla pagina seguente 22 Per effetto di questi ed altri difetti nella pratica, la differenza percepibile nel chi-sao fra “gradi di allievo” e “gradi tecnici” spesso si attenua notevolmente – fino talora ad annullarsi o addirittura invertirsi in casi particolari – quando si esce dal contesto “vincolato” del chi-sao e si entra in quello del combattimento senza previo contatto di braccia (lat-sao). Inevitabilmente inoltre nel lat-sao a “contatto pieno” entrano in gioco anche altre variabili decisive, che non hanno a che fare con gli aspetti propriamente “tecnici” dell'arte, quali l’aggressività e la capacità di “incassare” i colpi. Si può in qualche modo ovviare o almeno limitare gli inconvenienti di cui sopra e “velocizzare” il (lungo) cammino verso l'efficacia? Mi sembra ormai generalmente riconosciuto che gli stili morbidi siano più efficaci nel lungo periodo, mentre quelli “duri” lo sono nel breve periodo.Ad esempio per padroneggiare uno stile come il tai-chi si dice che siano necessari decenni. La soluzione per il “breve periodo” – che in realtà può essere anche notevolmente lungo, pure nel WT – mi sembra quindi sia quella di non trascurare le caratteristiche degli “stili duri” che possono tornare utili anche ai praticanti degli “stili morbidi”. A patto naturalmente che con ciò si intenda potenza, velocità, resistenza e non rigidità muscolare. In definitiva, mi sembra che rincorrendo (esclusivamente) il desiderabile traguardo dell'assoluta precisione e perfezione tecnica – che un po' provocatoriamente può forse essere paragonato ad una “chimera” attesa la fallibilità intrinseca alla natura umana – molti rinuncino all’unica “arma” che nel breve periodo possa renderli efficaci: la capacità di colpire ripetutamente e con potenza l'avversario, anche in punti non vulnerabili. Questi infatti – per un motivo o per l’altro – potrebbero essere gli unici raggiungibili in concreto. Tutti i pugili sanno che colpendo l'avversario con precisione al mento o al fegato il k.o. è garantito, eppure ciò accade raramente negli incontri, perché? Perché l'avversario reale non è un sacco a muro o un pupazzo di 23 legno. Egli anzi interagisce e reagisce, muovendosi ed impegnandosi seriamente per vanificare le nostre azioni e fare a noi le stesse cose che cerchiamo di fare a lui. Tanto premesso, non mi sembra che un praticante di WT possa permettersi di scegliere di “disarmarsi” evitando di allenare la propria potenza ai pao, al sacco, di andare a correre, saltare la corda, sollevare pesi, fare stretching, praticare sparring, etc, in nome di una maestria tecnica che (forse) possiederà veramente solo dopo molti anni di pratica seria e costante con un maestro qualificato. Ciò a maggior ragione in un'epoca come la nostra, in cui la superficialità e lo scarso impegno degli allievi fanno sì che la percentuale di abbandono nelle scuole di arti marziali sia molto alta: la maggioranza di coloro che si accostano ad una disciplina marziale per un motivo o per l’altro smettono di praticarla dopo pochi mesi. Forse uno su mille diventerà un “maestro”, un esperto dello stile. E gli altri? E nel frattempo? L’unica soluzione mi sembra lo sviluppo – contestualmente a quello delle qualità tecniche – delle caratteristiche “fisiche” del praticante. Questa soluzione è necessaria anche per il fatto che viviamo in una società civile e – da un punto di vista legale – solo in casi realmente eccezionali è possibile rispondere ad un'aggressione rischiando di accecare una persona o di ucciderla per effetto di un colpo in gola. Tali modalità di reazione, se possono in astratto ritenersi eventualmente proporzionate all'offesa nel caso di una donna minuta costretta a difendersi da un serio tentativo di stupro, saranno assai verosimilmente giudicate un eccesso (doloso) di difesa, con conseguente responsabilità penale, nel caso di una “banale” aggressione che ha come vittima un individuo di sesso maschile. Ne deriva l'esigenza di essere in grado di difendersi anche senza essere costretti a ricorrere a tecniche potenzialmente troppo pericolose per l'aggressore, fatto che presuppone necessariamente il possesso di una qualche atleticità. Una certa “fisicità” diviene poi indispensabile ove si renda necessario limitarsi a “controllare” l'avversario senza arrecargli danni (programmi di “soft control” per gli addetti alla sicurezza, Forze dell'Ordine etc). Per concludere, a livello meramente teorico, si capisce, ritengo poi che ove mai esistessero due praticanti di WT di pari conoscenza ed abilità, prevarrebbe quello dei due che avesse a sua disposizione una maggior forza da poter indirizzare contro la linea centrale dell'avversario: la forza, se sapientemente utilizzata, diverrebbe la variabile che gli consentirebbe di superare un individuo che conoscesse le stesse tecniche e fosse di pari livello tecnico. www.awta.it R WING TSUN Kung Fu AWTA Sy.Ste.M. è la nuova ed esclusiva didattica del WINGTSUN AWTA. E’ basata sull’applicazione semplice ed efficace dei principi WT in modo istintivo e concreto rispettando le capacità del praticante. ESPLOSIVITA’ E DETERMINAZIONE sono elementi da sviluppare attraverso questo particolare metodo di insegnamento che, senza dubbio, comporta un rafforzamento del carattere e un miglioramento dell’autostima. Questa particolare applicazione dei princìpi del WT è determinante anche nei combattimenti sportivi per coloro che praticano altre discipline marziali.