RealAction2 - Wing Tsun Sardegna

Transcript

RealAction2 - Wing Tsun Sardegna
So m m a r i o
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Editoriale
Wingtsun: Guerra o Guerriglia?
Dai Si-Fu Prof. Michele Stellato
6
Il ruolo dell’Insegnante
Gli allievi come metro di giudizio
Sifu Rosario Crisci
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La paura: alleata indispensabile
Il TAO della Paura
Sifu Giuseppe Quatraro
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Il Wing Tsun come metafora
dell’esistenza
Dott. Vitale Dario
11
Quaderno Tecnico:
PUGNI E CALCI WT
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Quaderno tecnico di Escrima
I 5 Angoli di Attacco
Master Carlo Bernardi
16
Violenza Domestica
Domestic Violence
Ruth De Bono
18
La Dieta in Medicina
Tradizionale Cinese
La Frutta
Dott. Prof. Gaudenzio Garozzo
20
Il Pugno e le Gomitate nel WT
Come allenare i muscoli interessati
Danny D’Orazio
22
Riflessioni critiche su alcune metodologie di pratica WT
2^ PARTE
Antonio Zonta
(Si ringrazia per le traduzioni Ruth De Bono -Malta
e Luca Cartellino - Germania)
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N. 2 Anno I - 2010
Direttore Responsabile
Eliana Riva
Editore
Prof. Michele Stellato
Redazione
Macerata Campania (Caserta) Italia
Stampa
Tipografia DEA GRAFICHE
via Maddalena 5, 81021 Arienzo (Caserta)
Registrazione al Tribunale di Santa Maria
Capua Vetere n. 737 del 29/10/09
La riproduzione parziale o
totale degli articoli
consentita solo citando la fonte
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EDITORIALE
REDAKTION
ED
DIITORIA
TORI A L
WINGTSUN:
Guerra o Guerriglia?
War or Guerilla?
Krieg oder Guerilla?
A CURA DEL
Dai Sif u M iche l e S te l l ato
Arte Marziale significa arte della guerra,
infatti quasi tutte le discipline marziali
tendono a perfezionare tecniche e metodi di allenamento che mirano a migliorare il combattimento. Oggi il
combattimento è ridotto ad un confronto sportivo, dove le due parti si
contendono un titolo o un premio in
denaro, il tutto basato su regolamenti
e, spesso, su compromessi di comodo.
Chiaramente è impensabile oggi far ritornare l'Arte Marziale alle sue origini,
quando il più delle volte uno dei duellanti perdeva la vita o, trattandosi di
due eserciti, il potere sul territorio; ma
credo che tutti siano d'accordo nell'ammettere che ognuno di noi, in ogni momento, può diventare vittima di un
aggressore sconosciuto e imprevedibile.
Nel combattimento sportivo conosciamo l'avversario, le sue caratteristiche, le sue tecniche, il luogo e così via,
proprio come avviene in una guerra tra
due eserciti, dove i generali studiano le
strategie, il territorio e in base alle forze
schierate pianificano l'attacco. Le
guerre presuppongono sempre un'organizzazione, la decisione di intraprendere una guerra precede di molto lo
scoppio delle ostilità. Tutto cambia
quando la posta in gioco è la propria incolumità o sopravvivenza e ad attaccare
è uno sconosciuto imprevedibile. Non
c'è un nemico o avversario che rispetta
un codice, ma un aggressore spietato e
sleale.
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Martial art means art of war, in fact nearly all martial art disciplines tend to
make perfect techniques or methods of
training which aim to improve combat. Today combat has come down to
sportive confrontations, where both
parts compete to win a title or a price
in money, everything based on rules
and often on comfortable compromises.
Clearly it is unthinkable to return martial arts to its origins where in most
cases one of the duellers lost his life or
if discussing two armies the dispute
was winning a territory but I believe
that we all are conscious of the fact that
at any time we may become victim of
a stranger and this is unforeseeable. In
the sportive combat we know our adversary, his characteristics and his techniques, the place we’ll fight in and
so on. The same happens between two
armies, where in general they study the
strategies, the territory and according
to the forces deployed they plan the attack. Wars always presuppose an organization; the decision to wage war is
taken much before the outbreak of hostilities.
Everything changes when the stakes
and the safety or survival are endangered by an unpredictable stranger. There
is not an enemy or adversary who respects the code, because an aggressor is
ruthless and unfair. It is in this context
that WingTsun is placed.
Kampfsport bedeutet Kriegskunst.
Tatsächlich verfolgen nahezu alle
Kampfsportdisziplinen das Ziel, Trainingstechniken und -methoden zur
Kampfoptimierung zu perfektionieren. Heute ist der Kampf nur noch
eine sportliche Konfrontation, bei der
beide Parteien um einen Titel oder
einen Geldpreis kämpfen, und zwar
unter Zugrundelegung von Regeln
und häufig von Zugeständnissen auf
beiden Seiten. Natürlich ist es heutzutage undenkbar, den Kampfsport
auf seine Ursprünge zurück zu führen, nicht selten bezahlte einer der
Kämpfer mit seinem Leben, oder
aber es standen sich zwei Armeen gegenüber, die um die Territorialherrschaft kämpften. Allerdings glaube
ich, dass wir uns alle eingestehen
müssen, dass jeder Einzelne, in
jedem Moment, Opfer eines unbekannten und unvorhersehbaren Angreifers werden kann. Im sportlichen
Wettkampf kennen wir den Gegner,
seine Eigenarten, seine Techniken,
die örtlichen Gegebenheiten usw.,
wie es auch im Krieg zwischen zwei
Streitmächten der Fall ist, wo Generäle die Strategien und das Territorium prüfen, und in Anbetracht der
aufgestellten Streitmacht den Angriff
planen. Kriege setzen immer eine Organisation voraus, die Entscheidung,
Krieg zu führen wird lange vor dem
feindlichen Angriff getroffen.
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EDITORIALE
E’ proprio in questo contesto che si colloca il WINGTSUN. Infatti è totalmente fuori strada chi considera il WT
uno stile di combattimento: esso è un
Sistema di Autodifesa globale che si
adatta alla situazione. Praticare WT significa usare il proprio corpo, le proprie
capacita e le proprie armi naturali in
maniera intelligente, al di là delle tecniche e degli schemi.
Dal punto di vista bellico, quando una
delle parti è militarmente troppo debole
e poco organizzata per sostenere scontri
in campo aperto, la soluzione migliore
è quella di adottare una forma di conflitto armato particolare: la guerriglia. Il
suo scopo è quello di evitare lo scontro
diretto, ma nello stesso tempo di colpire
il nemico dove è debole, rendendo inutilizzabili le sue potenzialità. Ecco il
motivo per cui tendo ad associare il
concetto di guerriglia ai principi di autodifesa del WT.
Applicare il WT significa reagire ad
un'aggressione in modo determinato,
improvviso e strategicamente sleale:
guerriglia, appunto.
In genere la vittima è sempre più debole
del suo aggressore, per questo sono necessari freddezza e precisione: va colpito quando meno si aspetta e dove
l'aggressore è più debole.
Nella mia Scuola lo scopo principale
non è quello di formare i cosiddetti
“combattenti marziali”, ma quello di
addestrare le persone a difendersi in una
situazione di pericolo dove tutto è possibile. Nell'AWTA si educa ad evitare lo
scontro ma si addestra a reagire in modo
determinato ed efficace. Quando è in
gioco la propria sopravvivenza niente
regole, né codici, né compromessi.
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ED
DIITORIA
TORI A L
In fact whoever thinks that WingTsun
is a style of combat is totally on the
wrong track.It is a thorough Self Defence system which adapts to every situation. WT practice means using
one's body, its capacity and its natural
weapons intelligently, beyond the techniques and schemes.
From the perspective of war, when one
side is militarily too weak and not organized to support fighting in the open
field, the best solution is to adopt a particular form of armed conflict: the guerrillas. I
n fact its purpose is to avoid direct confrontation, but at the same time hit the
enemy where he is weak, making unusable his potential. at's why I tend to
associate the concept of guerrilla warfare
to the principles of self-defence in WT.
Applying WT means to respond with
aggression, sudden and unfair strategically: guerrilla warfare, in fact. Usually
the victim is weaker than the attacker,
and this is why it is necessary to act with
coolness and accuracy, be struck when
he least expects it and where he is weaker.
In my school the primary purpose is not
to form the so-called "martial combatants", but to train people to defend
themselves in a dangerous situation
where everything is possible. In AWTA
we educate to avoid confrontation but
we train to respond in a determined and
effective manner. When our live is at
stake there can be no rules, no codes
and no compromises.
REDAKTION
Alles ändert sich, wenn es um die eigene Unversehrtheit oder das Überleben
geht
oder
den
unvorhersehbaren Angriff eines Unbekannten. Dann geht es nicht um
einen Feind oder Gegner, der sich an
einen Code hält, sondern vielmehr
um einen gnadenlosen, unfairen Angreifer. Genau hier setzt WINGTSUN
an. Wer glaubt, WT sei ein Kampfstil,
erliegt einem absoluten Irrglauben,
es handelt sich um ein umfassendes
Selbstverteidigungssystem, angepasst an die jeweiligen Umstände.
Die Ausübung von WT bedeutet,
neben Einsatz von Techniken und
Kombinationen, intelligenter Einsatz
des eigenen Körpers, der eigenen Fähigkeiten und der eigenen natürlichen
Waffen.
Wenn
vom
kriegerischen Standpunkt aus gesehen eine der Parteien militärisch zu
schwach oder schlecht organisiert ist,
um sich auf dem offenen Feld mit
dem Gegner zu messen, ist es angebrachter, eine besondere Form des
bewaffneten Kampfes zu wählen: die
Guerilla. Ihr Ziel ist es, eine direkte
Konfrontation zu vermeiden, jedoch
gleichzeitig den Feind dort zu treffen,
wo er schwach ist, und seine Macht
auszuhebeln. Das ist der Grund, weshalb ich dazu neige, das GuerillaKonzept
mit
den
Selbstverteidigungsprinzipien des
WT in Verbindung zu bringen.
Die Ausübung des WT bedeutet, auf
eine Aggression gezielt, überraschend und absolut strategisch zu
reagieren: Guerilla, genau.
Im allgemeinen ist das Opfer immer
schwächer als sein Aggressor, daher
ist Kaltblütigkeit und Präzision erforderlich, es wird getroffen, wenn es
am wenigsten damit rechnet und an
seiner schwächsten Stelle. In meiner
Schule besteht das Hauptziel keineswegs in der Ausbildung sogenannter “Kampfsportler", sondern in der
Anleitung der Schüler, sich in Gefahrensituationen, wo alles möglich ist,
zu verteidigen. In der AWTA wird gelehrt, die Konfrontation zu vermeiden, aber ebenso, gezielt und
effizient zu reagieren. Wenn es um
das eigene Überleben geht, gelten
keinerlei Regeln, Codes oder Zugeständnisse.
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L’importanza
di
Sifu rosario crisci
– S. Felice a Cancello (CE)
In generale quando si decide di scrivere di un argomento ci si chiede innanzitutto a quale categoria di
individui andrà indirizzato e poi
come la personale esperienza di chi
dà voce alle proprie idee possa in
qualche modo essere, se non utile,
quantomeno interessante per il lettore, inducendolo almeno ad una costruttiva riflessione, si spera.
L’intenzione o meglio, la speranza è
quella di dare corretti suggerimenti e
intavolare una fruttuosa discussione
con chi avvicinandosi per la prima
volta alle arti marziali, sta decidendo
di intraprendere un percorso concreto
di crescita e apprendimento.
In particolare vorrei porre l’accento
sulla figura dell’Insegnante e sulla
qualità del rapporto con gli allievi. In
tutta onestà ritengo il WINGTSUN il
migliore metodo per la difesa personale, e i suoi insegnanti AWTA i più
professionali incontrati nella mia carriera.
Comunque le riflessioni che andrò ad
esporre credo potranno essere considerate vantaggiose anche a coloro
che dovessero optare per una diversa
attività marziale o sportiva. Credo
inoltre che quanto riportato di seguito
possa tornare utile anche a chi dopo
anni di pratica di WINGTSUN, prospetta di diventare a sua volta un insegnante di questa disciplina.
E’ consigliabile che in qualità di futuri allievi abbiate le idee chiare sulla
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pratica delle arti marziali, in modo da non
creare in voi stessi falsi
obiettivi o ambire a traguardi difficili in tempi
troppo brevi. Una volta
scelta la disciplina è necessario scegliere l’insegnante,
quindi
è
importante valutarne la
reputazione, che non
deve essere costruita
solo sulle sue capacità
tecniche, che non devono certamente
mancare, ma anche su altri aspetti altrettanto importanti.
Su tutti la sua capacità didattica e non
ultimi l’educazione, l’integrità e
l’equilibrio morale.
Si rende quindi necessario un primo
colloquio con la persona che potenzialmente potrà essere il vostro futuro
insegnante. In questo primo incontro
è bene spiegare cosa vi aspettate di
ottenere, avendo sempre chiaro che i
risultati arriveranno solo con l’impegno.
Anche se si crede di essere dei talenti, magari perché bravi in altri settori, sportivi o lavorativi, non è detto
che la nuova disciplina che state intraprendendo risulti facile. Diffidare
dunque di chi promette che si può ottenere molto in poco tempo. Meglio
chi, in tutta onestà, vi dice che per
imparare vi aspetta un duro lavoro,
sobbarcandosi il compito di rendere
appagante e piacevole anche la più
noiosa e faticosa pratica.
Le motivazioni che avvicinano le
persone alle arti marziali e nello specifico alla difesa personale, sono le
più disparate, a volte volute fortemente, altre del tutto casuali.
Si va quindi dalla semplice curiosità,
desiderio di socializzazione, amicizia
o emulazione a cause più profonde e
complesse, quali possono essere episodi di prevaricazione, di sopraffazione, di sopruso o di violenza fisica.
Va ricordato anche che la convinzione che la pratica delle arti marziali
possa “tornare utile” induce anche i
genitori ad iscrivere i propri figli ai
corsi di Difesa Personale, i quali non
sempre hanno scelto autonomamente.
La mia esperienza di allievo e di insegnante mi ha portato a scoprire che
queste motivazioni possono cambiare
nel corso del tempo.
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dell’insegnante
Può l’allievo superare il maestro?
zione in cui lui è il
solo
protagonista,
mettendo addirittura
in secondo piano la
tecnica che sta mostrando.
Diametralmente opposta è la figura dell’insegnante che affida
a lunghi discorsi teorici e filosofici la
bontà della propria disciplina, giustificando
verbalmente aspetti
che invece necessitano
di un riscontro praUn episodio amaro che vi ha indotto a
praticare difesa personale, nel tempo
potrebbe anche perdere importanza, di
contro chi ha cominciato solo per diletto potrebbe essersi trovato ad affrontare una situazione difficile. Quindi è
fondamentale che tra allievo e insegnante si crei la giusta sinergia. L’insegnante deve sapere alimentare
costantemente la passione e l’entusiasmo iniziale dell’allievo, fornendo continuamente nuovi stimoli e nuove
motivazioni. Come allievi dovreste
saper apprezzare anche i piccoli progressi, non demordere al primo fallimento ed avere la capacità di non
adagiarsi troppo sui risultati ottenuti,
puntando a migliorarsi. Praticare con
modestia e sacrificio ricordando in
ogni occasione che il proprio insegnante ha sempre una visione d’insieme di quanto state facendo, mentre
voi potete apprezzarne solo una parte,
finché non si è acquisita sufficiente
esperienza.
Per quanto detto scegliersi come insegnante il “campione” locale, diventato
famoso per le sue qualità e capacità,
non è quindi sempre fruttuoso. Questo
tipo di persona si può facilmente riconoscere perché spesso cade nell’errore
di trasformare la sua lezione, che dovrebbe come fine unico trasmettere
qualcosa ai suoi allievi, in una esibi-
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tico. Gli aspetti teorici sono importantissimi, arricchiscono enormemente
l’allievo, essi non devono mai sostituirsi alla pratica fisica, ma esserne invece un equilibrato e giusto
supporto.
La capacità di un insegnante
quindi non va misurata né dalla velocità o dalla potenza con cui sferra
i colpi, tanto meno dalla sua dialettica, piuttosto dalla globale bravura dei suoi allievi.
L’abilità di trasmettere il WINGTSUN è un’arte che si sviluppa
con l’esperienza in prima persona
e lo studio attento della disciplina,
sotto tutti i suoi aspetti, non solo
pratici, ma anche teorici. Per questo l’insegnate professionista, ma
anche chi dedica solo parte della propria giornata all’insegnamento, sottraendo tempo prezioso al lavoro o agli
affetti della famiglia, mettendo a disposizione professionalmente le proprie conoscenze, merita sempre
profondo rispetto e comprensione.
Trovato il “proprio” insegnante è bene
affidarsi o affidare i propri figli ad esso
con una buona dose di fiducia.
Un bravo insegnante si prodiga per
l’allievo e si impegna per farlo migliorare. Dà tutto se stesso, le sue capacità
e tutti i suoi “segreti”, applica tutta la
sua esperienza per far sì che il proprio
allievo raggiunga e magari vada oltre i
propri limiti. Il
suo fine ultimo
è che l’allievo lo
superi in bravura senza suscitare in lui
alcun
sentimento negativo. Per questo
è di fondamentale importanza
che l’allievo ricambi dando
tutto se stesso,
per
onorare
l’impegno del
suo Insegnante.
L’allievo che supera l’insegnante è la
realizzazione in egual misura del sogno
di entrambi.
7
La paura:
di
Sifu Giuseppe Quatraro
– MOSTA (Repubblica di Malta)
La famigerata domanda aggressiva accompagnata da uno sguardo cattivo:
“vuoi che ti spacchi la faccia”? ha un
enorme effetto stressante. Vengono
prodotti degli ormoni i quali causano
reazioni fisiche e psichiche inevitabili.
Un insegnante di autodifesa che
prende sul serio il suo compito, deve
essere capace di spiegare perché
l’adrenalina ci paralizza prima del
combattimento, e come fare gestire
questa inevitabile paura in modo che
ci diventi utile.
Per questo è molto importante conoscere, non solo la psicologia dell’aggressore, ma anche la psicologia
dell’aggredito; la nostra psicologia. La
necessità di comprendere e di prevedere le nostre reazioni di fronte al pericolo assume allora un’importanza
ancora maggiore di qualsiasi conoscenza tecnica o psicologica degli
altri. Conoscere se stessi, quindi.
Il corpo è dotato di due distinti sistemi
di protezione, entrambi essenziali per
la difesa della vita. Uno è il sistema
immunitario, che ci difende dalle minacce interne che hanno origine sotto
la pelle, come quelle causate dai batteri e virus.
Il secondo sistema di protezione che
abbiamo mobilita la difesa dalle minacce “esterne” e si chiama asse ipotalamico-ipofisarico-surrenalico
(HPA). Quando l’ipotalamo percepisce una minaccia ambientale chiama
in causa l’HPA inviando un segnale all’ipofisi o ghiandola pituitari, secer8
nendo un
fattore di
distacco
di corticorroporr i n a
(CRF) il
quale attiva spec i a l i
cellule
dell’ipofisi inducendole a secernere degli ormoni
adrenocorticotropici (ACTH) nel sangue. Gli ACTH a loro volta raggiungono le ghiandole surrenali, dove
fungono da segnale per attivare la produzione degli ormoni surrenali (adrenalina, noradrenalina, endorfine) i
quali ci preparano al Fight or flight
(fuggire o combattere, il più delle
volte fuggire). Questi ormoni costringono i vasi sanguigni forzando il sangue, fornitore di energia, ad irrorare
piuttosto i tessuti delle braccia e delle
gambe, le parti cioè dell’organismo
che ci consentono la fuga o l’attacco.
(Bruce H. Lipton; la biologia delle
credenze, macro edizioni, 2006)
Ma perché davanti ad un aggressore
che ci minaccia di spaccarci la faccia
si rimane paralizzati? Non dovrebbe
accadere di essere più preparati all’azione?
Immaginate di avere mal di testa e sapete che le solite 20 gocce di quella
medicina vi aiutano; ora però ne prendete 50, anzi 80. Accadrà che starete
peggio di prima in quanto vi sarete intossicati. Ora torniamo “sul campo” e
di fronte abbiamo il nostro aggressore
con la sua minaccia, il nostro corpo ci
sta preparando al fight or flight ma
non siamo certi di dover attaccare,
forse, “si riesce ad evitare, penso”, o
“forse la smette e mi lascia in pace”,
o “ ho paura di fargli male”.. . Qualunque siano i nostri pensieri il tempo trascorre (stiamo parlando ovviamente di
una manciata di secondi) e se non sap-
piamo come interrompere l’assunzione di questa “medicina” che mi fa
bene solo a dosaggi giusti, fra un po’
la mia amica paura che mi ha fornito
madre natura per la sopravvivenza, diventerà panico, facendo sì che l’aggressore ci attacchi senza nemmeno
rendercene conto.
Cercherò di far comprendere il concetto con un altro esempio: se mettiamo una fiamma vicino ad un
recipiente chiuso si accumulerà pressione nel suo interno; se creiamo una
valvola di sfiato la pressione aumenterà meno, meglio ancora se tale valvola la mettessimo in direzione della
fiamma (causa dello stress) ottenendo
un duplice effetto. Il nostro obiettivo
è quello di saper creare la giusta “valvola di sfogo” nel contesto reale. E’
chiaro che noi non potremmo fare i
saltelli sul posto ed enormi escursioni
respiratorie diaframmatiche per non
far accumulare “la nostra medicina”,
per cui il compito di un serio allenamento è di imparare a gestire la paura
con una adeguata e realista preparazione. La paura nasce da un “non-conoscere” e da un “non- saper
controllare”, per questo è importante
avere la giusta conoscenza teorica abbinata ad uno specifico allenamento.
Il nostro cervello ha percepito una situazione di pericolo estremo (reale o
no che sia), e a tutto ciò che è nuovo
reagisce per riflesso con la decisione
di fuggire o combattere e per avere
una reazione idonea è importante conoscere quali sono le reazioni che
stanno accadendo nel corpo.
L’attivazione dell’asse HPA interferisce con la capacità di ragionare lucidamente.
L’elaborazione
delle
informazioni nella corteccia prefrontale, il centro delle facoltà del ragionamento e della logica, è molto più
lenta dell’attività riflessa controllata
dal rombencefalo. In una situazione di
emergenza, più è rapida l’elaborazione delle informazioni e più probabilità ha l’organismo di sopravvivere.
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alleata indispensabile
IL TAO DELLA PAURA
Gli ormoni surrenali dello stress restringono i vasi sanguigni del proencefalo,
riducendone la capacità operativa. Inoltre, gli ormoni reprimono l’attività della
corteccia cerebrale prefrontale, il centro
dell’attività cosciente e volitiva. Nelle situazioni di emergenza, il flusso sanguigno e gli ormoni attivano il
rombencefalo, la sede dei riflessi di sopravvivenza che controlla il comportamento fight or flight. Se da un lato è
necessario che i segnali di stress si sovrappongano all’attività più lenta della
mente conscia allo scopo di aumentare
le possibilità di sopravvivenza, dall’altro
ciò avviene ad un prezzo di una minore
consapevolezza e di una ridotta capacità
di ragionamento (Bruce H. Lipton; la
biologia delle credenze, macro edizioni,
2006). E’ questo il motivo per cui la
maggior parte delle arti marziali non
funzionano in un contesto reale in
quanto non si riesce ad accedere al nostro bagaglio tecnico di decine di tecniche “mortali” che gli insegnanti (non
me ne vogliano) consapevolmente o
non, continuano ad insegnare tecniche
impossibili da attuare realmente. Non
parliamo poi di quelli che insegnano le
tecniche di disarmo da coltello facendo
credere che funzionino senza il molto
probabile rischio di essere affettati. Personalmente li paragono a medici fasulli
che prescrivono medicine false.
Si deduce quindi che una vera autodifesa deve essere il più possibile semplice
ed istintiva, per cui l’allenamento deve
essere improntato nel determinare movenze al corpo che non necessitano di
pensare; le tecniche devono essere “attrezzi” che creano automatismi sensati,
ed un vero insegnante che si rispetti non
deve togliere la spontaneità ad uno studente ma lavorare su di essa, personalizzando il più possibile l’allenamento.
Ma quali sono i sintomi della sindrome
del fight or flight?
•
Bocca secca
•
Voce strozzata e tesa
•
Effetto tunnel, che creando
una visuale periferica compromessa, fa
dimenticare la possibilità che insieme al
nostro probabile aggressore ci siano gli
amici
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•
Diminuzione della percezione
uditiva, effetto analogo a quello della
vista
•
Diminuzione della percezione
dolorifica dovuta alla produzione di endorfine
•
Errata percezione del tempo
•
Perdita della cosiddetta “sensibilità” di svolgere quindi lavori “fini”
•
Percezione al di là del corpo;
capita di vivere l’esperienza dell’aggressione quasi come se l’evento stesse accadendo ad un’ altro
•
Tachicardia, per effetto dell’adrenalina
•
Stimolo a dover evacuare o urinare, per alleggerire il corpo e scappare
meglio
•
Occhi sbarrati, l’adrenalina determina la dilatazione delle pupille per
vedere meglio creando il suddetto effetto tunnel
•
Sorridere dalla paura
•
Movimenti improvvisi degli
occhi, correlato all’effetto tunnel
•
Ginocchia tremanti
Per litigare ci vogliono due persone, con
questo non voglio dire che hanno il
50% di colpa entrambi, ma ognuno ha
la sua dose di colpa, dove per “colpa” intendo anche quella di aver mostrato
paura rendendo più determinato il probabile aggressore ad attaccare. Più uno
ha paura, più l’altro si carica di coraggio, è una bilancia. Anche gli squali
hanno paura prima dell’attacco. Se non
l’avessero attaccherebbero subito, invece
prima gira intorno alla preda con cerchi
sempre più a spirale e se la preda mostra
la volontà di non subire l’attacco reagendo immediatamente, lo squalo desiste e si sposta da un'altra preda che non
rappresenta un pericolo; ma se non reagisce segue la cosiddetta fase dei tentativi nella quale lo squalo dà una piccola
spinta col muso. si vuole rendere sempre
più conto di essere un predatore e più
la vittima non reagisce e più aumenterà
la determinazione ad attaccarlo. Se la
vittima decidesse di reagire allora, sarà
tardi perché ormai lo squalo si è convinto di essere un predatore, la cosiddetta escalation di violenza è partita, se
all’inizio gli sarebbe bastato poco per
fermarla, poi sarà tardi.
Lo stesso accade tra gli uomini con la
cosiddetta fase tattile o delle spinte, ma
che in realtà comincia già prima, dalla
fase visuale e verbale.
Per questo anche chi crede che non reagire è la migliore soluzione, rischia nella
stessa maniera di chi è eccessivamente
reattivo. E’ indispensabile quindi un allenamento alla de-escalation per la prevenzione del conflitto ed acquisire una
autostima che dia una pace interiore da
poter vivere la situazione pericolosa
controllando le emozioni. Imparare ad
essere rilassante, saper comunicare,
porre dei limiti, intimorire, essere dominanti e naturalmente pronti e capaci
ad affrontare l’aggressore nel caso ci attacchi.
Con molta probabilità, se uno ha intenzione di aggredire si accorge se ha di
fronte una persona sicura di sé. L’aggressore cerca quasi sempre una vittima e
non un combattimento; un comportamento assertivo soprattutto a livello corporeo, riesce facilmente a fermare la lite.
Estate 2009, ero seduto fuori ad un bar
con amici, accanto a me si era seduto da
poco un tipo che percepivo con la coda
dell’occhio mi guardasse continuamente, confermato ovviamente, da alcuni rapidi sguardi diretti che feci.
Conoscendo come la maggior parte
delle liti avviene per uno sguardo durato
un attimo di più, feci finta di niente
Continua alla pagina seguente
9
Continua dalla pagina precedente tono e sguardo minaccioso ma con ter- mico insieme all’ego) cercava di imposMe ne stavo per andare ed i miei
amici,ignari del tutto, si alzarono primi,
dopo qualche secondo mi alzai io in
quanto trattenuto dal saluto di un
amico che passava. Sentivo ancora questo sguardo oppressivo insistente e essendosi ri-incrociati i nostri sguardi
dovetti chiedergli: “ci conosciamo?”
sembrò una bestemmia, mi venne incontro investendo il tavolino che aveva
d’avanti e gridando in dialetto: “mi hai
pestato il piede ed hai la faccia tosta di
chiedermi se ci conosciamo!!!!” immediatamente mi scagliai addosso con le
mie mani in avanti ad un millimetro
dalla sua faccia convinto ad attaccare ma
lui si impietrì, quindi desistetti in quella
situazione, tesissimo a tal punto che se
un soffio di vento gli avesse mosso i capelli l’avrei attaccato, e l’invitai con
mini “gentili” a ri-sedersi immediatamente. Anche se non immediatamente
tornò a sedersi e continuando a recitare
la parte del duro per un altro po’, ma
nello stesso tempo palesemente intimorito.
Sono certo che la sua intenzione era di
farmi la faccia nuova, per cui ritengo
che non è impossibile fermare un’escalation di violenza, a meno che uno non
sia sotto l’effetto di sostanze quali droghe o alcol. Ricordo bene che ebbi
molti sintomi sopra descritti, (per un attimo) anche l’effetto tunnel compreso il
fatto che in quel momento sembrava
molto più grande di quanto lo era realmente.
Quando la situazione si calmò, ed io
raggiunsi i miei amici che non si erano
resi accorti di nulla, l’orgoglio (altro ne-
sessarsi di me trasmettendomi desideri
rissosi, avvertivo la rabbia dell’ingiusto
, ma so benissimo che anche se stai
male, è pur sempre il male minore rispetto a quello che avrei avuto dopo la
rissa. Per questo ho fatto la cosa che ho
ritenuto più saggia di andarmene da
quel posto, ma,confesso, non senza difficoltà. Ho sempre sostenuto che la teoria senza la pratica non serve a nulla, e
se avesse prevalso il mio orgoglio,
quando ormai la situazione non era più
acuta, non sarei stato coerente con
quello che cerco di trasmettere ai miei
allievi.
Ho capito che la paura è un fenomeno
naturale che colpisce tutti, sia uomini
che animali di cui non vergognarsi, anzi
bisogna imparare ad accettare questo fenomeno come proprio.
Il Wing Tsun come metafora
dell’esistenza
del
dott. vitale dario - OSTEOPATA
www.eop.it - Caserta
Penso che il senso alla nostra esistenza
sia quello di seguire un’evoluzione
personale, una sorta di auto-miglioramento che, se autentico, si rifletterà
con un effetto benefico sul nostro ambiente e sulla società.
La mia personale evoluzione consisteva, partendo da una struttura corporea e caratteriale rigida, nel diventare
una persona elastica, fisicamente e
mentalmente.
Ed in questo percorso ho incontrato il
Wing Tsun.
In questa tecnica e nella sua gestualità
estremamente specializzata - niente
accade mai per caso - ho trovato
l’esatto riscontro di quello che io scopro nelle patologie del movimento,
cioè nel mio lavoro di osteopata.
Mi spiego con un esempio: consideriamo la posizione eretta. Per stare in
piedi dobbiamo assorbire le sollecitazioni gravitarie e scaricarle per terra
lungo delle linee di forza, “delle vie”,
fatte di ossa e di muscoli.
Per assorbire queste sollecitazioni i
vari segmenti corporei giocano tra
loro, si avvolgono e si svolgono secondo delle spirali; per esempio
10
quando pieghiamo e stendiamo le ginocchia facendo una flessione, la coscia (il femore) si “avvita” e si “svita”
rispetto alla gamba (la tibia).
Quando una di queste linee (per una
postura errata per esempio) si spezza,
il punto in cui la direzione cambia diventa una zona di stress meccanico
dove può prodursi un processo patologico (artrosi, problemi discali, ecc).
Anche quando le sollecitazioni non
sono più solo quelle gravitarie, ma vi
si aggiungono quelle generate dal contatto con un avversario in un combattimento, il problema è lo stesso:
assorbire le forze e, seguendo le stesse
vie osteo-muscolari, scaricarle al
suolo.
Per assorbire le forze generate dall’avversario usiamo dei sistemi “a spirale” (il bong-sao le rotazioni); se
invece la linea di forza si spezza, e
non riusciamo a scaricare a terra le
sollecitazioni, cediamo.
Quindi una persona normale ed un lottatore hanno dal punto di vista meccanico lo stesso problema: rimanere in
piedi e muoversi contro delle forze
che cercano di buttarli giù, la gravità
– nel primo caso – a cui si aggiunge
un avversario, più o meno cattivo, nel
secondo. E questo problema va risolto
nella maniera più economica possibile
in modo di non creare zone di stress
meccanico, nella persona normale, e
di non esaurire tutte le risorse nel caso
del lottatore.
Economico significa che il gesto deve
essere il più efficace con il minor dispendio di energia possibile.
Ma spesso le persone normali utilizzano molti più muscoli del necessario
e anche nelle arti marziali c’è chi confonde la forza con la rigidità.
www.awta.it
A cura dell’ AWTA HQ
QUADERNO TECNICO N°2
TECHNIQUES NOTEBOOK N°2
TECHNISCHES FACHHEFT N°2
Il materiale riportato nella sezione
“Quaderno Tecnico” di “RealAction”
vuole solo dare delle indicazioni sull’argomento trattato, non può in nessun caso
sostituire l’apprendimento sotto la guida
di un Istruttore qualificato AWTA
By AWTA HQ
Herausgegeben von AWTA HQ
e material reported on in this section
“Techniques Notebook” of “RealAction”
would only like to give indications on the
argument treated; it will not in any case
replace any teachings under the guidance
of a qualified Instructor of AWTA.
Das im teil “technisches heft” von
“Realaction”aufgeführtes Material
dient nur um hinweise über das
behandelte thema zu liefern, und kann
auf keinem Fall das erlernen unter der
Führung eines aWta qualifiziertem
ausbilder ersetzen!
PUGNI E CALCI WT
WT KICKS AND PUNCHES
FAUSTHIEBE UND TRITTE IM WT
Spesso parlando degli attacchi del WINGTSUN si pensa subito ai cosiddetti
“pugni a catena” e al calcio frontale, in realtà i pugni a catena sono i meno
usati e il calco frontale, il più delle volte, strategicamente inutile. Nel WT ci
sono tutti i tipi di pugni e solo i calci utili, quelli fino alla cintura.
In questo quaderno tecnico cercheremo di dare delle indicazioni per una corretta esecuzione dei pugni e dei calci più comuni.
Wenn von angriffen im Wingtsun gesprochen wird, denkt
man häufig sofort an sogenannte „Kettenschläge“ und an
frontale tritte. in Wirklichkeit sind schläge mit Ketten eher
selten und in den meisten Fällen sind frontale tritte eher
strategisch wirkungslos. im Wt gibt es all arten von Fausthieben und die wirkungsvollen tritte gehen nur bis zum
gürtel. in dieser technischen beschreibung versuchen wir
anleitungen für eine korrekte ausführung der gängigen Fausthiebe und tritte zu liefern.
Often speaking of the attacks of WingTsun you immediately think of the so-called "chain punches" and the front
kick, actually chain punches are the least used and the
front kick, most of the time, is strategically useless. In WT
there are all kinds of punches and the only useful kicks are
the ones up to the waist. is book seeks to give technical
advice on proper implementation of the most common
punching and kicking.
Di seguito illustrate esecuzioni corrette di pugni e di calci WT
Following are illustrations with different applications of WT kicks and punches
nachfolgend werden verschiedene anwendungen von Fausthiebe und tritte im Wt
Chung Kuen Pugno diretto
o Pugno Penetrante
1
3
Chung Kuen DireKter Fausthieb oDer
DurChDringenDer
Fausthieb
CHUNG KUEN DIRECT PUNCHES
OR PENETRATING PUNCHES
2
CORREttO
RIGHT
korrekt
il gomito
sale
spingendo la
mano in avanti
1
2
ERRORI
ERRORS
Fehler
il pugno verso il basso o verso l’esterno
THE PUNCH GOING DOWNWARDS OR OUTWARDS
FAusthieb nAch unten oder nAch Aussen
THE ELBOW
RISES PUSHING
THE HAND IN
ADVANCE
der
ellbogen
oben und
Führt die
hand naCh
vorn
Chau Chong Kuen Pugno Che sale
o montante
gomiti aperti
OPEN ELBOWS
oFFene ellbogen
CHAU CHONG KUEN LIFTING PUNCH
OR “UPPERCUT”
CORREttO
RIGHT
korrekt
ERRORI
ERRORS
Fehler
viene eseguito con
tutto il corpo che sale
e con una piccola rotazione delle spalle e
1
del bacino. tutto a
IT IS ABSORBED BY THE
corta distanza.
WHOLE BODY WHICH
RISES AND WITH A SMALL
ROTATION OF THE
SHOULDERS AND PELVIS,
ALL IN A SHORT DISTANCE.
2
er wird mit ganzem Körpereinsatz und einer Kleinen drehung des rüCKens
und des beCKens ausgeFührt. alles auF Kurze distanz.
Chau Chong Kuen Fausthieb naCh oben
oder “auFsteigend“
braccio troppo lungo,
corpo immobile
ARM TOO LONG
AND MOTIONLESS BODY
Arme zu lAng,
unbeweglicher Körper
3
au Chong kuen Pugno a “ganCio”
au Chong kuen “haken“-FauSthieb
AU CHONG KUENHOOK PUNCH
Corretto
RIGHT
korrekt
va eseguito con la rotazione Di tutto
il corpo a corta Distanza
IT SHOULD BE DONE WITH THE ROTATIONS
OF THE WHOLE BODY IN SHORT DISTANCE
1
der ganze körper dreht SiCh auF kurze
diStanz
3
errorI
ERRORS
Fehler
2
4
braccio troppo aperto, movimento
solo Di braccio
ARMS TOO OPENED, MOVEMENT DONE
BY ARM ONLY
arme zu oFFen,
nur die arme bewegen SiCh
Ching Sun guek CalCio frontale
Ching Sun guek Frontaler tritt
CHING SUN GUEKFRONT KICK
1
Dal caricamento, non è il
pieDe che sale, ma il
ginocchio che scenDe per
spingere in avanti.
si colpisce con il tallone
2
ON PREPARING FOR THE KICK
NOT THE FOOT GOES UP BUT
THE KNEE PUSHES DOWN AND
FORWARD. IT STRIKES WITH THE
HEEL
3
Corretto
RIGHT
korrekt
niCht der FuSS geht naCh
vorn, Sondern daS knie geht
naCh unten, um naCh vorn zu
StoSSen. man triFFt mit der
FerSe
errorI
ERRORS
Fehler
calcio verso l’alto, busto
KICK UPWARDS, CHEST OUT, tritt naCh oben, oberkörper naCh
hinten, treFFen mit der Spitze
inDietro, colpire con la punta
HIT WITH THE TIP
Wang Chang guekCalCio laterale
WANG CHANG GUEKSIDE KICK
wang chang gueK Seitlicher tritt
ERRORI
ERRORS
Fehler
CORREttO
RIGHT
korrekt
anche nel calcio laterale è il ginocchio che si
allinea e si colpisce maggiormente con il tallone
EVEN IN THE SIDE KICK IT IS THE KNEE THAT ALIGNS AND
MOSTLY STRIKES WITH THE HEEL
auch beim Seitlichen fuSStritt iSt eS DaS Knie,
welcheS Sich auSrichtet,
man trifft meiStenS mit Der ferSe
colpire con il
taglio, busto
inclinato
eccessivamente
HIT WITH THE
SIDE, TORSO
LEANING EXCESSIVELY SIDEWAYS
1
Che Chang guek CalCio inClinato
2
treffen mit Der
Seite, oberKörper zu Sehr
geneigt
CHE CHANG GUEKTILTED KICK
CORREttO
RIGHT
korrekt
va eseguito con molta
rapidità ed è laterale,
qui il calcio prende energia anche dalla rotazione del ginocchio
verso l’esterno
1
che chang gueK geneigter tritt
ERRORI
ERRORS
Fehler
IT IS DONE WITH GREAT
SPEED AND IT IS SIDEWAYS;
HERE THE KICK TAKES ITS
ENERGY FROM THE ROTATION OF THE KNEE TOWARDS THE EXTERNAL
wirD mit groSSer
SchnelligKeit unD von
Der Seite auSgeführt.
hier gewinnt Der tritt zuSätzlich energie Durch
Die Drehung DeS KnieS
nach auSSen
slancio verso l’alto, rotazione del
corpo
UPWARD MOMENTUM, ROTATION OF THE
BODY
2
3
Schwung nach oben, Drehung DeS
KörperS
E s cr im a
Quaderno Tecnico
In queste sequenze Master Carlo Bernardi
mostra il corretto modo di colpire
sui 5 angoli di attacco nel metodo Cinco Teros
(delle 5 terre)
Un perfetto colpo portato sull’angolo 1
dove la testa rimane
coperta dall’arma che
fa da scudo
Modo completamente
Errato di portare un
colpo sull’angolo 1.
Questo errore è molto
ricorrente tra gli studenti che commettendolo mettono a rischio
la proprio incolumità
durante le sessioni di
sparring
Metodo corretto di portare
un colpo sull’angolo 2:
anche qui si vede che la testa
rimane coperta dietro l’arma
che fa sempre da scudo.
Questo colpo richiede coordinazione e gestione del
corpo, ma determina numerosi vantaggi sia in attacco
che in difesa. Viene usato
anche come una sorta di
Roof Block attivo ossia che
attacca difendendo in un
unico movimento.
Modo completamente Errato di portare un colpo
sull’angolo 2 che è uno dei
colpi tra i più difficili.
Anche questo errore è
molto ricorrente tra i principianti di Escrima
20
Ecco il corretto modo di portare un
colpo sull’angolo 3: mantenendo perfettamente la centralità del corpo,
cosa questa molto importante al fine
di poter continuare a proteggersi attaccando senza scoprirsi. Da notare
che la punta del bastone è sempre rivolta verso l’avversario
Errore molto grave che viene eseguito
portando un colpo sull’angolo 3. Il
colpo in questione è portato aprendo
troppo la guardia. Infatti la punta del
bastone ha superato di molto la centralità del corpo
Corretto modo di portare un colpo sull’angolo 4: è mantenuto perfettamente sulla centralità del corpo, Il colpo portato sull’angolo
Quattro è considerato nell’Escrima una risposta Universale
Errore molto ricorrente sull’angolo 4 in cui si porta il colpo
sbracciando, ossia aprendo troppo la guardia. Infatti anche qui
la punta del bastone ha eccessivamente superato la centralità
del corpo non proteggendolo.
L’angolo 5 portato in modo Corretto. La
parte del bastone che colpisce il bersaglio è
la punta, a differenza dei colpi precedenti.
Questo colpo pur essendo diritto viene portato con un movimento semicircolare al fine
di proteggersi da un possibile attacco contemporaneo sullo stesso piano e/o angolo di
attacco.
Uno degli errori più ricorrenti nell’eseguire il colpo sull’angolo 5.
La partenza del colpo è troppo
aperta e scopre l’Escrimadores
Inoltre il braccio che porta il colpo
è eccessivamente teso.
www.awta.it
di
Simo Ruth Debono
- MOSTA (Repubblica di Malta)
In this article I will try to analyze what
brings on a domestic violence. What
brings on a person to hurt another person, and more importantly why does
your own lover, husband or relative
change his attitude from one of love to
that of abuse? Surely the relationship
especially that between a man and a
woman does not start with abuse, as
that more often than not will end abruptly before the relationship can mature.
There are many scenarios where such
violence can happen and why( but in
this article I only intend to brush a few
topics with the idea to further it in the
future). To start with, during my studies, I have nearly always met the same
situation; childhood abuse. Another
reason why a person changes his attitude with his loved one, may be due to
sickness, change of job or any other situation which may cause a change in
the state of mind. Usually when child
abuse is the case, the abuser exhibits his
primary abuse at a young age in his
group of friends; he then starts showing
the same behavioral problems during
his puberty stage which gets worse as
he gets older. He obviously carries the
same attitude whenever he finds any
kind of encounter as injurious to himself. It may be a silly comment from a
by passer or from anyone who happens
to be around. This continues with any
kind of relationship he will have throughout his lifetime. As this article is
based on domestic abuse and violence
I intend to indulge in this matter. So,
what brings on this kind of temperament? Why, does a man lose his temper
in such a way that brings him to physically batter his beloved? Does all this
have to do with his past experiences,
with his childhood abuse?
My answer is yes, to the latter question
which brings on the answers to the ones
above it. Once a child is physically,
emotionally or verbally abused or neglected by his own parents, how can he
grow up into a man who knows how to
love, how to be patient and how to be
lenient? All this matter rounds up to a
psychologically tortured person who
needs treatment and counseling, this
though doesn’t solve the problem of the
16
DO MES
TI
C
e
c
en
persons living with the abuser. That is the reason why I
have started my article about
the abuser’s experiences because that way the reader
can have an idea of
the why’s some
people behave in
such a way making
their behavior detrimental to themselves and others.
Defending yourself
from your loved
ones: this though
brings us to discuss
the decision where
one must start the
process of defending himself from
his loved one, mentally at first which
naturally takes the victim to learn the
art of self defence in order to be able to
get away from the hostile environment.
I have met women in my course of teaching WingTsun who have chosen to
leave, and others who have chosen to
stay.
What makes them stay? The stability
which marriage can bring? What kind
of stability may I ask? Or is it maybe
the fright of separation and all that it
brings with it? Or is it maybe the fear
that somehow their abuser will find a
way and get back at them?
Learning Self Defence
No matter what the decision is, it is still
imperative that the victim learns self
defence. What exactly is self defence?
Facing your fears, making decisions,
reacting to your situation, and most important of all, respecting your self – that
is self defence. WingTsun and any
other martial art for what matters only
brings you closer to defending yourself,
starting from within- from your inner
self and gradually it takes you to defend
yourself from the difficult situation of
being battered by the person with
whom you have decided to live your
life with. Let’s be objective though, it
is important to change your attitude towards the situation and become in control of yourself, learn how to say No.
Vi ol
VI O LEtiNZ
A
ca
s
e
m
o
D
How can you defend yourself?
Any system is as good as its practioners. WingTsun teaches you how to become self assertive, and face your fears.
WingTsun is a simple system which
any person can practice and make his
own. Most especially a person with low
self esteem or who has lived with fear
they too may be able to apply the simple techniques with great effect. That’s
what’s great about this system the
“Less is more” idea. Simply by applying the concept of using the direct
line and giving way concept while
using your opponent’s force against
himself is what makes this system not
only practicable to anyone -abused or
not, but one of the most sensible ways
to live your life. By applying the principles of force and principles of technique in real life with anyone, will make
you understand that this is the way to
behave when living in a world full of
abuse. And I’m not talking only about
physical abuse here; I mean any kind
of abuse; emotional, verbal and physical. Therefore in WingTsun one not
only learns self defence but also three
philosophical ways which when applied in reality may affect the rest of
your life. Go forward - Give way - Be
consistent that is: know what you want,
where you are going and why you are
doing it.
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VI O LEN
C
E
c
i
st
D om e
DO MEenSzaTI CA
Viol
Che cosa induce una persona a far del
male ad un altra persona, o ancora
peggio, che cosa induce il tuo amante,
marito o parente a cambiare il suo atteggiamento da una condizione d'affetto a quella di abuso? Ovviamente
una relazione, specialmente quella tra
un uomo e una donna, non comincia
con abuso, perché questo finirebbe la
relazione prima che sia maturata.
Sono diversi gli scenari in cui le violenze si consumano e molteplici sono
anche le motivazioni.
Per cominciare, durante il mio studio
sulla violenza domestica, ho incontrato quasi sempre donne con una simile situazione: chi abusava di loro
aveva subito abusi quando era minore.
Altra spiegazioni per la modifica comportamentale possono essere la presenza di una malattia cronica, il
cambiamento di lavoro o altre circostanze che possono causare un'alterazione dello stato mentale.
Quando si prende in considerazione il
caso di un abuso su minore, l’abusante
manifesta la sua prima prepotenza con
i suoi coetanei, con il suo gruppo di
amici, coltivando l'aggressività durante la pubertà, raggiungendo livelli
preoccupanti durante la crescita. Ovviamente l'abusante in questione manifesterà aggressività ogni volta che
che entra in contatto con qualcuno, per
un semplice commento sciocco di un
passante o di una persona qualsiasi, ripetendo questo comportamento per il
resto della sua vita.
Dato che questo articolo prende in
considerazione l’abuso domestico intendo focalizzare l'attenzione sull'argomento, per cercare di capire cosa
può causare questo tipo di comportamento. Che cosa porta un uomo a perdere la pazienza in modo tale da
arrivare a punire fisicamente la sua
amata? La violenza esercitata può
avere a che fare con la violenza subita
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durante la propria infanzia? Quando
un bambino è fisicamente, emotivamente e verbalmente abusato dai propri genitori, come può, crescendo,
divenire un uomo che sa amare, che sa
essere paziente ed indulgente?
La violenza subita da bambini trasforma l'adulto in una persona psicologicamente instabile, torturata, che ha
bisogno di cure e consulenze continue,
anche se tutto questo non risolverà
probabilmente il problema delle persone che vivono con l'abusante.
Come ti difendi dai tuo cari
Questo ci porta a discutere sulla difficile decisione, che pure deve essere
presa, di trovare il modo di difendersi
dai propri cari. E' necessario lavorare
prima sulla volontà, sulla scelta mentale, che stabilisce il più importante
passo in avanti, seguito dall'apprendimento dell'arte di difesa personale che
ti dà la forza di allontanarti dall'ambiente ostile. Durante il mio corso di
insegnamento di WingTsun ho incontrato delle donne che hanno deciso di
continuare a difendersi ed altre che
hanno deciso di ritornare nelle proprie
abitazioni, continuando a subire abusi.
Cosa porta una donna a scegliere di
continuare ad essere sopraffatta? La
paura di perdere la stabilità derivante
dal matrimonio? Se davvero può chiamarsi stabilità. O forse è la paura della
separazione? O ancora è il timore che
in qualche modo l’abusatore possa
vendicarsi dell'abbandono?
Imparare L’arte della Difesa
E' indispensabile che la vittima apprende l’autodifesa.
Ma che cosa è esattamente l’auto difesa? Affrontare le tue paure, prendere delle decisioni, reagendo alla tua
situazione e, più importante di tutto,
rispettare te stesso – questa è l’auto difesa.
Il WingTsun ti educa a difenderti cominciando da te stesso, dalle paure
che sono dentro di te, per poi gradualmente insegnarti a difendere dagli
abusi della persona che ami e con cui
hai deciso di trascorrere la tua vita.
Cerchiamo di essere obiettivi però: è
importante cambiare atteggiamento
nei confronti della situazione e prendere il controllo di te stesso, imparando a dire di ”No”, a non sottostare.
Come ti puoi difendere?
Il WT è efficace se praticato bene. Il
WingTsun ti insegna a diventare determinata e ad affrontare le tue paure. Il
WingTsun è un sistema semplice che
chiunque può praticare e fare proprio.
Sopratutto è utile ad una persona con
bassa autostima o che ha vissuto la
paura per lungo tempo: anche loro
possono essere in grado di praticare le
tecniche semplici con grande efficacia. La semplice applicazione del
concetto della linea centrale, e l'utilizzo della forza dell'avversario contro
sé stesso rendono questo sistema non
solo praticabile da chiunque, abusato
o meno, ma ne fanno uno dei modi
più ragionevoli di vivere la vita.
Solo applicando i principi del WT
nella vita reale con chiunque, si riuscirà a capire qual è il modo giusto di
comportarsi in un mondo pieno di
abusi. E non sto parlando solo di
abuso fisico, ma di ogni tipo di abuso:
emotivo, fisico e verbale.
Pertanto nel WingTsun non si impara
solo autodifesa, ma si apprendono
anche concetti filosofici che, applicati
nella realtà possono influenzare positivamente la vita.
Andate avanti, cedete, siate coerenti,
significa sapere ciò che si vuole, dove
si sta andando e perché lo si sta facendo.
17
L a Di e te tic a in M e d ici n a
A cura del
LA
Dott. Prof. Gaudenzio Garozzo
“Noi siamo quello che mangiamo”
Nei Jing Ling Shu
Perché dobbiamo parlare di dietetica?
Perché è alla base della nostra vita e
della nostra salute. I cinesi hanno costruito una Medicina il cui valore principale si esprime nella prevenzione.
“E’ sempre troppo tardi somministrare
farmaci dopo che la malattia si è manifestata. Non è forse come scavare un
pozzo quando si è in preda alla sete o
sopprimere una rivolta quando sia già
esplosa ?” (Nei Jing Su Wen Ling
Shu)
In Occidente noi consideriamo di solito la dietetica come un insieme di divieti e di restrizioni delle sostanze che
troviamo in eccesso nel sangue o che
comunque consideriamo generatrici di
patologie.
Le Diete sono quindi la conseguenza
di tutto ciò:
- Restrittiva in carboidrati nei diabetici
- Restrittiva in lipidi nelle dislipidemie
e nell’insufficienza epatica
- Ipocalorica nell’obesità
- Divieto di assunzione di frattaglie ed
alcolici nei gottosi
- Restrittiva in proteine nelle iperazotemie
La Dieta in Medicina Tradizionale Cinese è tutt’altra cosa.
E’ Mangiare bene per vivere bene.
Inoltre nello spirito Occidentale si predilige la Quantità e non il dinamismo.
La nozione di quantità è senza dubbio
18
il punto di forza del
pensiero occidentale nei confronti
delle diete, basato
tutto su di una
qualche sorta di
energia
statica
degli alimenti, a
scapito del dinamismo che si può ottenere
dalla
combinazione
della natura e del
sapore di un prodotto associato o
no ad una particolare preparazione culinaria. La Dietetica deve affiancarsi
al concetto d’igiene di vita.
Allora scendiamo più in profondità ed
analizziamo i principi cardine della
dietetica in Medicina Tradizionale Cinese.
Un’alimentazione squilibrata provoca
un esaurimento dell'energia dello
ZHONG JIAO.
Ma Cos'è lo ZHONG JIAO?
Il nostro sistema metabolico? Forse.
La traduzione di un concetto cinese
con parole occidentali è sempre difficile. Possiamo dire però che potremmo assimilarlo ad una struttura
deputata all’assorbimento delle sostanze alimentari ed alla sua trasformazioni in energia più specifica.
L'esaurimento di questa energia
(quella dello Zhong Jiao) è responsabile della creazione della malattia.
Nei soggetti in buone condizioni e di
buona costituzione la capacità di difesa dell’organismo, contro le energie
perverse (virus, batteri etc.) è potente.
Nei soggetti di costituzione debole, invece, questa azione è quasi nulla.
Apriamo ora una parentesi su come
vengono considerate in MTC le sostanze alimentari:
La Medicina Occidentale, radicata
nello spirito Cartesiano, quantifica
l’alimento in calorie e ne analizza materialmente la composizione in pro-
teine, carboidrati, vitamine, sali minerali ed altri.
La MTC considera il sapore, l’odore,
la natura e tramite questi l’impatto ed
il mutamento energetico impresso
all’organismo.
Un altro concetto fondamentale della
Medicina Tradizionale Cinese sono I
Sapori - WEI
Ma quando parliamo di di sapori Wei
a che cosa vogliamo riferirci? Stiamo
parlando di gusto?
Stiamo parlando di qualità organolettiche?
O di che cosa?
Il sapore è “ Una sottile sensazione “
Possiamo dire che costituisce la parte
meno
materiale
dell’alimento,
“l’Energia“, così come percepiamo le
sensazioni del caldo e del freddo.
In MTC (Medicina Tradizionale Cinese) si distinguono “I Cinque Sapori”: Piccante, Salato, Acido, Amaro,
Dolce, che a loro volta si suddividono
in Sapori Yin e Yang.
Yin: Sapori che imprimono all’energia
un movimento verso il basso, l’interno, la profondità: Acido, Amaro,
Salato.
Yang: Sapori che imprimono all’energia un movimento verso l’esterno, la
superficie, l’alto: Piccante e Dolce.
In base a tale differenziazione possiamo identificare tendenze del nostro
organismo in relazione allo stato Yin
e lo Yang/Vuoto e Pienezza
Vuoto di Milza/Pancreas: desiderio di
un'alimentazione piccante
Vuoto di Polmoni: desiderio di un’alimentazione salata
Vuoto di Reni: desiderio di un’alimentazione acida.
Vuoto di Fegato: desiderio di un’alimentazione amara.
Vuoto di Cuore: desiderio di un’alimentazione dolce.
Oltre ai sapori dobbiamo riconoscere
negli alimenti la presenza di un'energia fondamentale che i Cinesi chiamano Jing – “la Quintessenza”.
www.awta.it
tr ad iz i o na le Cin e se :
F R UT TA
Il Jing è vitale là dove la vita è nella
sua piena espansione.
Il Jing è fragile e lo si trova negli alimenti freschi.
Occorre consumare solo alimenti del
luogo dove si vive e nel quale si è nati.
Non bisogna privare gli alimenti del
loro involucro esterno che possiede
molto Jing e molta energia.
Non si devono assumere sostanze tossiche o prodotti estremi: Sale (ossa e
volontà), Caffè (vasi, Shen - emozioni), Zucchero (sottocute, derma,
adiposità).
Quindi per poterlo assimilare al concetto occidentale di natura biochimica
potremmo parlare del Jing come gli
ormoni (fitormoni).
Infine tutti gli alimenti presentano
delle caratteristiche proprie dette “Le
Nature”: Calda, Tiepida, Neutra, Fresca, Fredda.
Analizziamo ora le caratteristiche dei
5 Organi in relazione ai cibi e alle loro
peculiarità:
Il Fegato ama la dispersione.
“Come il giorno ama diffondere la sua
luce, così il fegato ama diffondere il
suo Qi”.
La sua energia non ama essere compressa.
Il suo Sapore è l'Acido
Che è un sapore Collettore, condensante contratturante
e va in Contrasto con la tendenza energetica del Fegato che come abbiamo
detto ama la diffusione, l'espansione.
Quindi l’Acido - Suan - in eccesso:
- Lede lo Xing (la forma) del Fegato
- Armonizza il Qi del Cuore
- Lede lo Xing (la forma) della Milza
- Tonifica il Qi del Polmone
- Armonizza il TR medio e blocca il
TR inferiore.
Azioni:
In Fisiologia: seguire un’alimentazione a sapore piccante che è disper-
dente.
sperde il Qi
In Patologia: tonificare attraverso - Lede lo Xing di Rene
l’utilizzazione di rimedi a sapore pic- - Lede lo Xing di Fegato e disperde il
cante; disperdere (ridurre l’attività del Qi
Fegato ) attraverso l’utilizzo di rimedi - Rilassa ed umidifica il TR medio
a sapore acido (raccogliente)
Azioni
Il Cuore ama la morbidezza.
In Fisiologia: concedere un’alimentaIl suo Qi quindi sarà dinamico, sof- zione a sapore dolce, zuccherata che è
fice, flessibile, (pensiamo alla flessuo- addolcente.
sità della fiamma).
In Patologia: la tonificazione giustiIl Cuore soffre il rilassamento.
fica l’impiego di rimedi a sapore zucIl suo Sapore è l' Amaro, che ha un ef- cherato; la dispersione, invece, l’uso
fetto rassodante, concentrante. Ha di rimedi a sapore amaro (indurente).
anche un’azione evacuante, purgativa,
Il Polmone ama la raccolta.
disseccante.
Il suo Qi tende a contrarre, a concentrare. Il Polmone soffre la dispersione
L' Amaro - Ku - in eccesso:
- Lede lo Xing (la forma) del Cuore e Il Sapore Piccante, Diaforetico, dine disperde il Qi.
sperdente ed anche umidificante Toni- Armonizza il Qi di Milza e ne lede fica il Qi del Polmone.
lo Xing
Piccante - Xin - in eccesso
- Lede lo Xing (la forma) di Polmone - Lede lo Xing e disperde il Qi
- Lede lo Xing (la forma) delle ossa
- Armonizza il Qi del Fegato
- Blocca la via dei tre riscaldatori e - Può ledere lo Xing del Fegato (avprovoca vomito
vizzisce le unghie e contrae i muscoli)
- Lede lo Xing del Cuore ( nuoce ai
Azioni:
In Fisiologia: somministrare alimenti vasi)
dal sapore salato che sciolgono e fa- - Mobilizza l’energia del TR superiore
voriscono l’azione di propagazione e Azioni:
di distensione.
In Fisiologia: fornire un’alimentaIn Patologia: tonificare attraverso ri- zione acida che è collettrice.
medi dal sapore salato, disperdere at- In Patologia: La tonificazione suggetraverso l’uso di cibi dal sapore dolce risce l’impiego di cibi dal sapore acido
La Milza ama l’armonizzazione.
mentre la dispersione di cibi dal saLa sua energia si distribuisce armoni- pore piccante che è disperdente.
camente in tutto il
corpo.
La Milza soffre
l’umidità. Il Sapore Dolce è un sapore
rilassante,
armonizzante.
Tonifica il Qi della
Milza.
Dolce - Gan - in
eccesso:
- Lede lo Xing di
Milza e ne diCONTINUA SUL PROSSIMO NUMERO
Il Drago e la Fenice Caserta www.ildragoelafenice.it
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Il pugno e le gomitate nel WT
come allenare i muscoli interessati
di
Danny D’Orazio
- CHIETI
Il WT è un'arte molto particolare rispetto alle altre discipline da combattimento, essa si basa infatti su tempi
di reazione molto più rapidi ed esplosivi di una qualsiasi altra arte marziale, e proprio per questo motivo i
muscoli hanno bisogno di un allenamento mirato e preciso. Una delle particolarità del WT sono proprio i suoi
colpi (pugni e gomitate) che partendo
a gran velocità dalla linea centrale riescono ad esplodere nel breve tratto in
una violenza ed una potenza incredibili.
Ma quali sono i muscoli che riescono
ad innescare tale movimento?
Il braccio per spostarsi in avanti ha bisogno in particolare di tre muscoli che
sono in stretta relazione tra loro, ovvero Tricipite, Deltoide E Pettorale.
Il tricipite brachiale è uno dei muscoli
che si trova situato sulla parte posteriore del braccio, ed è costituito da tre
capi (capo lungo, capo laterale e capo
mediale). La sua funzione principale è
quella di fare estendere l'avambraccio.
Personalmente ritengo che sia il mu-
20
scolo chiamato più in causa dal pugno
in linea centrale dato che è l'unico responsabile dell'estensione del braccio.
Il secondo muscolo interessato è il
deltoide. Il deltoide è il muscolo della
spalla, anch'esso si suddivide in tre
fasce (fascia anteriore, fascia laterale,
fascia posteriore); la sua funzione
principale è quella di sollevare il braccio in qualsiasi direzione, ed è un muscolo che ha una particolarità molto
interessante perché ricopre il ruolo sia
di muscolo elevatore che di abduttore.
Molto importante nell'utilizzo delle
gomitate.
Infine il terzo ed ultimo muscolo chiamato in causa è il pettorale;
Il pettorale a differenza degli altri due
muscoli è molto più grande, la sua
funzione principale è quella di addurre
e fare ruotare internamente il braccio.
Oltre ai principali, il movimento interessa altri due muscoli, i quali non
sono implicati nella avanzata, quanto
nel richiamo del pugno. Si tratta del
gran dorsale e del bicipite radiale. Essi
sono gli antagonisti dei tricipiti e dei
pettorali, ciò vuol dire che hanno una
funzione completamente opposta: non
appena il pugno è stato sferrato provvedono nel richiamo, dato che sono
due muscoli che lavorano in trazione
e non in estensione.
Il potenziamento va studiato con precisione, un buon metodo è quello di
dividere il programma di allenamento
in due parti ed allenare un giorno i
muscoli agonisti e l'altro giorno gli antagonisti.
Esempio:
Giorno 1 pettorali, deltoidi, tricipiti
Giorno 2 dorsali, deltoidi posteriori,
bicipiti
in questo modo abbiamo allenato tutti
i muscoli interessati nelle loro giuste
fasi.
Un programma di allenamento molto
efficace prevede l'allenamento di due
diverse fasi di capacità muscolare:
fase reattiva e fase esplosiva. Lavorando sulla parte reattiva del muscolo
riusciremo ad aumentare il processo di
reazione ad un attacco, mentre allenando la fase esplosiva avremo un aumento di velocità e di potenza nei
colpi.
La fase reattiva si migliora lavorando
sulle 15 ripetizioni abbastanza veloci
con un peso al 40% delle nostre possibilità ed un recupero tra le serie che
varia dai 40 ai max. 60 secondi.
La fase esplosiva invece si allena con
un numero minore di ripetizioni, che
varia dalle 4 alle 5, con recupero tra le
serie che va dai 120 ai 180 secondi.
Il programma di potenziamento muscolare è strutturato in 3 settimane:
1^ Settimana,
Giorno N.1= pettorali, deltoidi e tricipiti.
Distensioni manubri panca 4x15 Croci ai cavi 4x15 - Spinte Verticali
4x15 - Alzate Laterali 4x15 - Spinte in
basso alla Ercolina 4x15 - French
press al cavo alto 4x15
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Continua dalla pagina precedente
1^ Settimana,
Giorno N.2= dorsali, deltoidi posteriori, bicipiti
Pulley 4x15, Lat Machine presa inversa 4x15
Curl Manubri in piedi 4x15, Curl a
martello 4x15
N.B. eseguire alla fine di ogni serie
una scarica di pugni a catena
Recupero 40/60 sec.
“
2^ Settimana,
Giorno N.1= pettorali, deltoidi e tricipiti
Distensioni manubri panca 4x5, Croci
ai cavi 4x5
Spinte Verticali 4x5, Alzate Laterali
4x5
Spinte in basso alla ercolina 4x15,
French press al cavo alto 4x5
Pulley 4x5 - Lat Machine presa inversa 4x5 - Curl Manubri in piedi 4x5
- curl a martello 4x5
N.B. eseguire alla fine di ogni serie
una scarica di pugni a catena Recupero120/180 sec.
Il programma va eseguito in
modo da effettuare in tre
settimane sempre due
allenamenti di reattività e uno
di esplosività.
Si potrà portare avanti per un
buon periodo di tempo ed
unendolo alle nostre lezioni di
Wing Tsun potremo
ottenere davvero degli
ottimi risultati.
2^ Settimana,
Giorno N.2= dorsali, deltoidi posteriori, bicipiti
”
3^ Settimana,
Giorno N.1= pettorali, deltoidi e tricipiti
Distensioni manubri panca 4x15 Croci ai cavi 4x15 - Spinte Verticali
4x15 - Alzate Laterali 4x15 - Spinte
in basso alla ercolina 4x15 - French
press al cavo alto 4x15
3^Settimana,
Giorno N.2= dorsali, deltoidi posteriori, bicipiti
Pulley 4x15 - Lat Machine presa inversa 4x15 - Curl Manubri in piedi
4x15 - Curl a martello 4x15
N.B. eseguire alla fine di ogni serie
una scarica di pugni a catena
Recupero 40/60 sec.
Il WT e la Sala Attrezzi: Ami ci o n emic i?
Esempio di allenamento:
Alla fine di ogni giornata di allenamento possiamo terminare la seduta con l'inserimento
di 4 serie da 20/25 ripetizioni di cruch per addominali. Sinceramente non credo esista un
modo predefinito di allenare la parete addominale, visto che sono dei muscoli che sono in
contrazione quasi 24 ore su 24; essi insieme ai
muscoli lombari hanno la funzione di tenere
la colonna vertebrale eretta e reagiscono a
quasi ogni nostro movimento quotidiano, da
un piccolo colpo di tosse a una leggera risata.
Un errore molto frequente è suddividere addome superiore da addome inferiore con i classici addominali Alti e Bassi, in anatomia
infatti questa suddivisione non esiste affatto,
tale muscolo risponde semplicemente al nome
"retto dell'addome". Per concludere possiamo
dire che se la sala attrezzi come ogni cosa
viene adoperata nel migliore dei modi, nei
giusti limiti ma sopratutto con la corretta esecuzione di ogni esercizio, la pesistica e il wing
tsun non solo possono andare di pari passo
ma riescono anche a compensarsi a vicenda.
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Da molti anni noto a malincuore ma è anche un modo per far sì
il consolidarsi dell'opinione che che il muscolo acquisti rapidità,
vuole il wing tsun e la sala at- esplosività e reattività. Fattori
trezzi agli antipodi. Se per fre- importantissimi per quasi tutti i
quentatore di sala attrezzi tipi di sport, ma ancor di più per
intendiamo un culturista di 130 la pratica del wing tsun.
kg che mette a dura prova arti- Il wing tsun lavora su un metacolazioni, tendini, nonché i mu- bolismo energetico molto partiscoli stessi cercando di sollevare colare chiamato “metabolismo
un bilanciere di 110 kg urlando anaerobico alattacido”.
talmente forte da far vibrare Continua alla pagina seguente
specchi e finestre circostanti,
allora anch’io concordo. Ma
nell'affrontare l'argomento con
un’ottica diversa allora tutto
cambia.
Se vediamo la sala attrezzi non
soltanto come un metodo per
gonfiare i muscoli, ma come
un modo per potenziare e salvaguardare il nostro fisico da
gravi infortuni, possiamo cercare di trasformare la pesistica
in un degno alleato.
Tenere i muscoli in allenamento con l'aiuto della sala attrezzi non significa per forza
dimagrire o aumentare massa
21
Continua dalla pagina precedente (le fibre bianche).
Nel nostro corpo
ciò vuol dire assenza di ossigeno esistono due tipi di
come fonte energetica e assenza di fibre: le fibre rosse
produzione di acido lattico: la pro- e quelle bianche;
duzione di energia avviene tramite le fibre rosse sono
l’utilizzo di fosfocreatina, visto denominate anche
che abbiamo una produzione fibre lente, con
molto limitata di ATP.
basso sviluppo di
Un esempio di metabolismo anae- elasticità e forza
robico alattacido può essere quello con basse scorte di
di un centometrista che perde la fosfocreatina ma
velocità iniziale negli ultimi due con altissima resimetri proprio perché la sua riserva stenza alla fatica.
di fosfocreatina, principale fonte Es. fibre usate da
energetica, diminuisce molto rapi- un maratoneta o da
damente.
un fondista.
Il sistema anaerobico alattacido è Le fibre bianche
chiamato in causa quando il corpo sono quelle che inha bisogno di un “sprint” rapidis- teressano di più
simo di elevatissima intensità ma l'attività del wing tsun e sono dedi breve durata, sui 4/8 secondi, nominate anche fibre veloci, che a
che variano da individuo a indivi- differenza delle loro antagoniste
duo a seconda dello stato fisico; le hanno grande scorta di fosfocreafibre muscolari chiamate in causa tina, alto sviluppo di forza e sono
saranno le così dette fibre veloci dotate di grande elasticità, ma
hanno una scarsissima resistenza
alla fatica.
Per ogni tipo di fibra esiste un proprio allenamento specifico e mirato. Per chi pratica wing tsun un
buon allenamento potrebbe essere
Riflessioni critiche su alcune metodologie
di pratica W ing Tsun
II PARTE
di
Antonio Zonta - TRIESTE
CONTINUA DAL PRIMO NUMERO
Vi è un’eccessiva tendenza alla pratica delle “sezioni”, che null'altro
sono se non delle vere e proprie
“forme”, mentre sarebbe più opportuno, una volta apprese le sezioni,
dare maggiore spazio alla creatività
del praticante, che dovrebbe essere in
grado di mescolare i pezzi delle singole sezioni a seconda dell'azione
tecnica necessaria in un preciso
istante, liberandosi dalla forma, così
come un musicista avanzato è in
grado di “improvvisare” a seconda
dell’estro del momento.
Parimenti poco praticato nel chi-sao
è il foot-work, da molti additato
come il vero “segreto” del WT, ed in
effetti insegnato troppo tardi nei suoi
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aspetti più avanzati. Altro sottile “inganno” del chi-sao: le più belle esibizioni sono realizzate fra praticanti di
notevole divario tecnico e di cui uno
dei due è normalmente allievo e l'altro insegnante.
Ne deriva così la mancata conoscenza da parte del primo delle difese
dagli attacchi più “avanzati”, oltre ad
un inevitabile condizionamento psicologico dell'allievo, che per “rispetto” non attacca l’insegnante con
la veemenza e decisione di cui sarebbe capace, finendo però così con
l’“ingannare” se stesso e – cosa ancor
più grave – il suo insegnante.
Presupposto imprescindibile di una
difesa che funziona realmente è un
attacco realistico!
Continua alla pagina seguente
22
Per effetto di questi ed altri difetti
nella pratica, la differenza percepibile
nel chi-sao fra “gradi di allievo” e
“gradi tecnici” spesso si attenua notevolmente – fino talora ad annullarsi
o addirittura invertirsi in casi particolari – quando si esce dal contesto
“vincolato” del chi-sao e si entra in
quello del combattimento senza previo contatto di braccia (lat-sao). Inevitabilmente inoltre nel lat-sao a
“contatto pieno” entrano in gioco
anche altre variabili decisive, che non
hanno a che fare con gli aspetti propriamente “tecnici” dell'arte, quali
l’aggressività e la capacità di “incassare” i colpi.
Si può in qualche modo ovviare o almeno limitare gli inconvenienti di cui
sopra e “velocizzare” il (lungo) cammino verso l'efficacia? Mi sembra
ormai generalmente riconosciuto che
gli stili morbidi siano più efficaci nel
lungo periodo, mentre quelli “duri”
lo sono nel breve periodo.Ad esempio per padroneggiare uno stile come
il tai-chi si dice che siano necessari
decenni. La soluzione per il “breve
periodo” – che in realtà può essere
anche notevolmente lungo, pure nel
WT – mi sembra quindi sia quella
di non trascurare le caratteristiche
degli “stili duri” che possono tornare
utili anche ai praticanti degli “stili
morbidi”. A patto naturalmente che
con ciò si intenda potenza, velocità,
resistenza e non rigidità muscolare.
In definitiva, mi sembra che rincorrendo (esclusivamente) il desiderabile
traguardo
dell'assoluta
precisione e perfezione tecnica – che
un po' provocatoriamente può forse
essere paragonato ad una “chimera”
attesa la fallibilità intrinseca alla natura umana – molti rinuncino all’unica “arma” che nel breve periodo
possa renderli efficaci: la capacità di
colpire ripetutamente e con potenza
l'avversario, anche in punti non vulnerabili. Questi infatti – per un motivo o per l’altro – potrebbero essere
gli unici raggiungibili in concreto.
Tutti i pugili sanno che colpendo l'avversario con precisione al mento o al
fegato il k.o. è garantito, eppure ciò
accade raramente negli incontri, perché? Perché l'avversario reale non è
un sacco a muro o un pupazzo di
23
legno. Egli anzi
interagisce e reagisce, muovendosi
ed impegnandosi
seriamente per vanificare le nostre
azioni e fare a noi
le stesse cose che
cerchiamo di fare
a lui.
Tanto premesso,
non mi sembra
che un praticante
di WT possa permettersi di scegliere
di
“disarmarsi” evitando di allenare
la propria potenza
ai pao, al sacco, di
andare a correre,
saltare la corda,
sollevare
pesi,
fare stretching,
praticare sparring,
etc, in nome di
una maestria tecnica che (forse) possiederà veramente
solo dopo molti anni di pratica seria
e costante con un maestro qualificato.
Ciò a maggior ragione in un'epoca
come la nostra, in cui la superficialità
e lo scarso impegno degli allievi
fanno sì che la percentuale di abbandono nelle scuole di arti marziali sia
molto alta: la maggioranza di coloro
che si accostano ad una disciplina
marziale per un motivo o per l’altro
smettono di praticarla dopo pochi
mesi. Forse uno su mille diventerà un
“maestro”, un esperto dello stile. E
gli altri? E nel frattempo? L’unica soluzione mi sembra lo sviluppo – contestualmente a quello delle qualità
tecniche – delle caratteristiche “fisiche” del praticante.
Questa soluzione è necessaria anche
per il fatto che viviamo in una società
civile e – da un punto di vista legale
– solo in casi realmente eccezionali è
possibile rispondere ad un'aggressione rischiando di accecare una persona o di ucciderla per effetto di un
colpo in gola. Tali modalità di reazione, se possono in astratto ritenersi
eventualmente proporzionate all'offesa nel caso di una donna minuta costretta a difendersi da un serio
tentativo di stupro, saranno assai verosimilmente giudicate un eccesso
(doloso) di difesa, con conseguente
responsabilità penale, nel caso di una
“banale” aggressione che ha come
vittima un individuo di sesso maschile. Ne deriva l'esigenza di essere
in grado di difendersi anche senza essere costretti a ricorrere a tecniche
potenzialmente troppo pericolose per
l'aggressore, fatto che presuppone necessariamente il possesso di una
qualche atleticità.
Una certa “fisicità” diviene poi indispensabile ove si renda necessario limitarsi a “controllare” l'avversario
senza arrecargli danni (programmi di
“soft control” per gli addetti alla sicurezza, Forze dell'Ordine etc).
Per concludere, a livello meramente
teorico, si capisce, ritengo poi che
ove mai esistessero due praticanti di
WT di pari conoscenza ed abilità,
prevarrebbe quello dei due che
avesse a sua disposizione una maggior forza da poter indirizzare contro
la linea centrale dell'avversario: la
forza, se sapientemente utilizzata, diverrebbe la variabile che gli consentirebbe di superare un individuo che
conoscesse le stesse tecniche e fosse
di pari livello tecnico.
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R
WING TSUN Kung Fu AWTA Sy.Ste.M.
è la nuova ed esclusiva didattica
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E’ basata sull’applicazione semplice ed
efficace dei principi WT in modo
istintivo e concreto
rispettando le capacità del praticante.
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sono elementi da sviluppare
attraverso questo particolare metodo di insegnamento che, senza dubbio, comporta
un rafforzamento del
carattere e un miglioramento
dell’autostima.
Questa particolare applicazione dei princìpi
del WT è determinante anche nei combattimenti sportivi
per coloro che praticano altre
discipline marziali.