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Università degli Studi di Milano
Facoltà di Medicina e Chirurgia
GUIDA DELLO STUDENTE
CORSO DI LAUREA IN DIETISTICA
Anno accademico 2004-2005
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Indice
I. ORGANIZZAZIONE DELL’UNIVERSITÀ E DEL CORSO DI LAUREA
LO STATUTO DELL’UNIVERSITA’
1. Norme Generali ...........................................................................................................p. 4
Principi direttivi e finalità .....................................................................................p. 4
Libertà di ricerca...................................................................................................p. 4
Libertà e finalità dell’insegnamento......................................................................p. 5
Accordi di collaborazione......................................................................................p. 5
Libertà di riunione e uso degli spazi universitari..................................................p. 6
Principi di comportamento ....................................................................................p. 6
Attività culturali, sportive e ricreative ..................................................................p. 6
2. Organi dell’Università...................................................................................................p. 6
Il Rettore ................................................................................................................p. 6
Il Senato Accademico ............................................................................................p. 7
Il Consiglio d’Amministrazione.............................................................................p. 8
La Conferenza degli studenti.................................................................................p. 8
Nucleo di valutazione ............................................................................................p. 9
3. Strutture e attività didattiche e scientifiche ...................................................................p. 9
La Facoltà .............................................................................................................p. 9
Il Preside di Facoltà ..............................................................................................p. 10
Il Consiglio di Facoltà...........................................................................................p. 10
Il Consiglio di Coordinamento didattico...............................................................p. 11
Il Dipartimento ......................................................................................................p. 12
L’Istituto ................................................................................................................p. 12
4. Strutture di servizio ......................................................................................................p. 13
Commissione d’Ateneo per le biblioteche .............................................................p. 13
Comitato per lo sport universitario .......................................................................p. 13
5. I rappresentanti degli studenti ......................................................................................p. 13
6. Le leggi e i regolamenti che governano la vita universitaria ........................................p. 14
III. STRUTTURA DEL CORSO DI LAUREA
MANIFESTO DEGLI STUDI
1. Premessa e mosalità di accesso
……………………………………..p. 16
2. Caratteristiche e finalità…….…………………………………………………………….p. 16
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
Profilo professionale e sbocchi occupazionali
……………………………………p. 17
Ordinamento e piano degli studi
……………………………………………………p. 17
Attività formative a scelta dello studente………………………………………………..p. 20
Modalità di valutazione………………………………………………………………….p. 20
Obbligo di frequenza e propedeuticità, iscrizione al II e III anno……………………….p. 20
Presentazione dei piani di studio
……………………………………………………p . 21
Conseguimento della Laurea ……………………………………………………………p. 21
2
IV. PROGRAMMI DEI CORSI………………………………………………………………p. 22
V. OPPORTUNITA’ PER GLI STUDENTI…………………………………………………p. 61
VI. DOPO LA LAUREA……………………………………………………………………….p. 62
VII. UTERIORI INFORMAZIONI……………………………………………………………p. 64
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I. ORGANIZZAZIONE DELL’UNIVERSITÀ
LO STATUTO DELL’UNIVERSITÀ
L’Università degli Studi di Milano è disciplinata, oltre che dalle norme di legge che fanno
espresso riferimento alle università (si veda in seguito il paragrafo Le leggi e i regolamenti che
governano la vita universitaria), da uno Statuto emanato con decreto Rettorale del 28 maggio 1996
ed in vigore dal 27 giugno 1996, di cui si riportano sinteticamente alcuni articoli.
1. Norme Generali (Titolo I dello Statuto)
Principi e finalità (art. 1)
L’Università degli Studi di Milano è un’istituzione pubblica di alta cultura, con propria
personalità giuridica, ai sensi dell’art. 33 della Costituzione della Repubblica Italiana. Essa opera
sulla base del medesimo dettato costituzionale che garantisce libertà di ricerca e di insegnamento
nelle arti e nelle scienze, ed è dotata di autonomia scientifica, didattica organizzativa, finanziaria e
contabile. Sua finalità primaria è la promozione della cultura, della ricerca, delle professionalità di
grado superiore, dell’educazione e della formazione della persona con il contributo, nelle rispettive
responsabilità, di tutte le sue componenti, Professori, Ricercatori, personale tecnico ed
amministrativo, studenti. Essa cura, nel libero confronto delle idee, lo sviluppo, l’elaborazione e la
trasmissione delle conoscenze. Sede primaria della ricerca scientifica, ne promuove e ne favorisce
lo svolgimento, ad essa collegando le diverse attività didattiche. L’Università concorre alla
formazione culturale degli studenti e ne cura la preparazione professionale, garantendo la piena
applicazione delle norme per il diritto allo studio ed organizzando i propri servizi didattici, di
sostegno e di orientamento in modo da rendere effettivo e proficuo lo studio universitario.
L’Università adegua a tali principi il proprio ordinamento e le proprie strutture, perseguendo in
conformità ad essi le proprie finalità e ad essi attenendosi nei confronti sia degli organi e delle
strutture interne, sia delle diverse componenti e dei singoli che ne fanno parte.
L’Università si articola in strutture scientifiche, didattiche e di servizio, così come sono definite
nel presente Statuto. Esse sono organizzate in modo da favorire il raggiungimento delle finalità
istituzionali cui sono ordinate. In relazione ai loro compiti istituzionali, l’Università assicura a tali
organi e strutture l’autonomia, anche regolamentare, secondo le norme del presente Statuto.
L’Università prevede forme di programmazione, coordinamento e valutazione delle proprie
attività e di pubblicità e di controllo di legittimità dei propri atti.
Libertà di ricerca (art. 2)
L’Università afferma il ruolo essenziale della ricerca scientifica e tecnologica per l’avanzamento
delle conoscenze e per il conseguimento di obiettivi di rilevante interesse scientifico, culturale,
economico e sociale. A tal fine essa favorisce la ricerca autonomamente proposta dalle strutture
dell’Ateneo e dai singoli Professori e Ricercatori e ne promuove lo svolgimento.
L’Università assicura ai singoli Professori e Ricercatori ed alle strutture scientifiche piena libertà
ed autonomia nell’organizzazione della ricerca. Essa garantisce l’accesso ai finanziamenti e
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l’utilizzazione delle infrastrutture e degli apparati tecnici secondo le norme di legge e le
disposizioni regolamentari interne.
L’Università destina annualmente, nella misura consentita dalle risorse a disposizione nel proprio
bilancio, anche grazie ad apporti esterni, una quota dei finanziamenti allo svolgimento e al
potenziamento della ricerca scientifica. La relativa ripartizione avviene con le modalità definite nel
presente Statuto, nel rispetto delle esigenze delle diverse aree scientifiche.
Libertà e finalità dell’insegnamento (art. 3)
L’Università garantisce la libertà di insegnamento dei singoli docenti e l’autonomia delle diverse
strutture cui compete di assicurare, nel rispettivo ambito, l’organizzazione e l’andamento della
attività didattica.
L’Università provvede a tutti i livelli di formazione Universitaria intesi alla preparazione ed alla
specializzazione delle diverse figure professionali e scientifiche previste dagli ordinamenti didattici
vigenti.
Essa garantisce il raggiungimento di questo obiettivo attraverso le sue strutture didattiche e
mercé lo sviluppo di apposite attività di servizio, anche in collaborazione con altri enti, attuando
opportune forme di programmazione, coordinamento e valutazione, secondo le norme regolamentari
dei singoli organi e strutture.
In particolare essa assicura la qualità e l’efficacia delle propria attività di formazione garantendo
una stretta connessione tra ricerca e insegnamento e favorendo ogni forma opportuna di
informazione, di orientamento, di appoggio alla didattica e di sostegno agli studenti. L’Università
assume le opportune iniziative, anche in collaborazione con altri enti, al fine di orientare e favorire
l’inserimento nel mondo del lavoro dei propri laureati e diplomati. L’Università può altresì
esercitare attività culturali e formative destinate a soggetti esterni, purché coerenti con le sue finalità
e di conseguente livello.
I docenti sono tenuti all’osservanza dei doveri accademici e di quanto disposto dagli organi
collegiali in materia di coordinamento della didattica, e al fine di realizzare il diritto
all’apprendimento degli studenti e il regolare funzionamento delle attività.
Accordi di collaborazione (art. 4)
L’Università per il raggiungimento dei propri fini istituzionali, allo scopo di utilizzare e
promuovere ogni forma opportuna e legittima di cooperazione scientifica e didattica, può
concludere accordi con le amministrazioni dello Stato e con enti pubblici e privati italiani,
comunitari, stranieri e internazionali. Tali accordi si possono concretare nella istituzione di consorzi
interuniversitari, nella partecipazione a consorzi, nella stipula di contratti e convenzioni e in ogni
altra forma compatibile con la natura e le funzioni dell’Università. Nei settori di sua competenza e
nel rispetto dei propri compiti e caratteri, l’Università può svolgere prestazioni per conto terzi.
Queste iniziative, che sottolineano il contributo dell’Università al progresso sociale, culturale ed
economico, come ogni altra iniziativa di ricerca, si conformano alle finalità istituzionali, che
pongono in primo piano il rispetto della persona umana e la sua formazione.
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Libertà di riunione e uso degli spazi universitari (art. 7)
L’Università garantisce la libertà di riunione nei propri spazi alle componenti interne per motivi
culturali, sindacali o legati alla vita universitaria, secondo le modalità fissate nel Regolamento
generale di Ateneo.
L’Università favorisce lo svolgimento di Congressi, Convegni e iniziative scientifiche e culturali.
L’uso degli spazi universitari per le attività di cui ai commi precedenti o su richiesta di enti
esterni è disposto sulla base di una apposita normativa contenuta nel Regolamento generale di
Ateneo, in corrispondenza con esigenze di accertato livello, che non contrastino con la natura e il
funzionamento dell’istituzione universitaria.
Principi di comportamento (art. 8)
I Professori, i Ricercatori, il personale tecnico ed amministravo e gli studenti hanno il diritto e il
dovere di concorrere, nell’ambito delle rispettive responsabilità, al raggiungimento dei fini propri
dell’Università. Il presente Statuto determina le modalità della loro partecipazione, tenuto conto
delle funzioni, ai vari organi di governo.
I singoli componenti della comunità universitaria sono tenuti ad osservare le norme del presente
Statuto e dei diversi Regolamenti degli organi collegiali e ad assumere all’interno degli spazi
universitari e nei rapporti reciproci comportamenti consoni con la natura e le funzioni
dell’istituzione.
Attività culturali, sportive e ricreative (art. 9)
L’Università, ai sensi della normativa in vigore, promuove e favorisce attività culturali, sportive
e ricreative per gli studenti e per il proprio personale, anche mediante l’apporto di specifiche risorse
e attraverso apposite forme organizzative definite nel presente Statuto e nel Regolamento generale
di Ateneo.
2. Organi dell’Università (Titolo III dello Statuto)
Il Rettore (art. 17)
Il Rettore ha compiti di iniziativa, di attuazione e di vigilanza, assicura il raccordo tra gli organi
centrali di governo dell’Ateneo e rappresenta l’Università a tutti gli effetti di legge.
In particolare:
• convoca e presiede il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione e sovraintende
alla esecuzione delle rispettive deliberazioni;
• vigila sul funzionamento delle strutture e dei servizi dell’Università impartendo direttive per la
corretta applicazione delle norme di legge, dello Statuto e dei Regolamenti autonomi;
• cura l’osservanza delle norme concernenti l’ordinamento universitario;
• esercita l’autorità disciplinare secondo le normative vigenti;
• assume, nei casi di necessità ed indifferibile urgenza, i necessari provvedimenti, i quali, se di
competenza del Senato Accademico o del Consiglio di Amministrazione, sono da sottoporre
alla ratifica di tali organi;
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• esercita inoltre tutte le altre funzioni che gli sono demandate dalla legge, dallo Statuto e dai
Regolamenti.
Il Rettore è eletto, tra i Professori ordinari e straordinari a tempo pieno, da un corpo elettorale
composto da tutti i Professori ordinari, straordinari e associati e dai Rappresentanti dei Ricercatori
universitari nonché dai Rappresentanti degli studenti e del personale tecnico e amministrativo eletti
nel Senato Accademico e nel Consiglio di Amministrazione.
Dura in carica 4 anni e può essere rieletto una sola volta. È nominato con decreto del Ministro.
Attualmente il Rettore è il Prof. Enrico Decleva, eletto per il quadriennio accademico 2001-2005.
Il Senato Accademico (art. 18)
Il Senato Accademico, nel quadro dell’autonomia universitaria e nel rispetto del potere di
proposta, delle prerogative e dell’autonomia specifica proprie delle singole strutture didattiche e
scientifiche, definisce le linee di intervento e di sviluppo dell’Ateneo, programmandone le fasi, e
sovrintende al coordinamento delle attività didattiche e scientifiche.
In particolare il Senato Accademico:
• elabora e approva, sentiti per quanto di loro competenza il Consiglio di Amministrazione, le
strutture didattiche e per la ricerca e la Conferenza degli studenti, i piani di sviluppo
dell’Università e ne verifica le fasi di attuazione;
• definisce gli obiettivi e le priorità da perseguire nella predisposizione del bilancio di previsione
dell’Ateneo e nella distribuzione delle risorse di personale, di spazi e finanziarie alle
strutture didattiche, di ricerca e di servizio;
• provvede al coordinamento delle attività e dei servizi didattici dell’Ateneo;
• favorisce lo sviluppo delle attività scientifiche dell’Ateneo e ne promuove il coordinamento;
• determina, sentite le Facoltà interessate o su loro proposta, l’organico dei Professori di ruolo e
dei Ricercatori delle Facoltà ed effettua l’attribuzione dei posti di ricercatore di nuova
istituzione;
• definisce, sulla base delle proposte avanzate dalle singole Facoltà, la suddivisione della quota
dei contributi a carico degli studenti destinata al potenziamento delle strutture e dei servizi
didattici;
• delibera la attivazione delle nuove Facoltà, dei nuovi corsi di Diploma, di Laurea e di
Dottorato, delle Scuole di Specializzazione;
• delibera i Regolamenti di propria competenza ed esercita i compiti di verifica previsti dallo
Statuto sui Regolamenti di Facoltà e delle altre strutture autonome;
• assume, nel rispetto della normativa vigente, iniziative atte a garantire un equilibrato rapporto
tra risorse disponibili e numero di studenti iscrivibili ai vari corsi e Scuole;
• svolge inoltre le altre funzioni che gli sono affidate dalla Legge, dallo Statuto e dai
Regolamenti.
Il Senato Accademico è composto dal Rettore, che lo presiede, dal Prorettore, dai Presidi delle
Facoltà dell’Università, dal Direttore amministrativo, che ha funzioni di segretario, da quattro
Professori di ruolo di I fascia e quattro di II fascia, da quattro Ricercatori confermati, che abbiano
optato o che optino per il tempo pieno, eletti dalle rispettive categorie di appartenenza, da tre
Rappresentanti eletti del personale tecnico e amministrativo, da sei Rappresentanti eletti degli
studenti e dal Presidente della Commissione d’Ateneo per la ricerca scientifica.
I membri elettivi del Senato Accademico durano in carica tre anni e possono essere rieletti
immediatamente una sola volta.
I Rappresentanti degli studenti durano in carica due anni e possono essere rieletti una sola volta.
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Il Consiglio di Amministrazione (art. 19)
Il Consiglio di Amministrazione sovrintende al reperimento delle risorse finanziarie e alla
gestione amministrativa ed economico-patrimoniale e a quella del personale tecnico ed
amministrativo, fatte salve le competenze delle strutture didattiche, di ricerca e di servizio a cui la
legge o lo Statuto attribuiscono autonomia finanziaria e di spesa.
In particolare il Consiglio di Amministrazione:
• sulla base delle priorità indicate dal Senato Accademico, delibera il bilancio di previsione
dell’Ateneo e le sue variazioni ed approva il conto consuntivo, esprime il proprio parere sui
piani di sviluppo dell’Ateneo, sulla destinazione delle risorse per l’edilizia e sull’uso degli
spazi, destina il personale tecnico ed amministrativo alle strutture didattiche, di ricerca e di
servizio;
• determina, sentiti il Senato Accademico e la Conferenza degli studenti, la misura delle tasse e
dei contributi a carico degli studenti e stabilisce la quota parte da destinare al potenziamento
delle strutture e dei servizi didattici;
• delibera il proprio parere sui Regolamenti di competenza, secondo le norme stabilite dallo
Statuto;
• svolge inoltre tutte le altre funzioni che gli sono affidate dalle norme vigenti, dallo Statuto e dai
Regolamenti.
Il Consiglio di Amministrazione è composto dal Rettore che lo presiede, dal Prorettore, da otto
Rappresentanti eletti dei Professori di I e di II fascia e dei Ricercatori confermati a tempo pieno, da
tre Rappresentanti eletti del personale tecnico ed amministrativo, da tre Rappresentanti eletti degli
studenti, da un Rappresentante del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica designato
dal Ministro, dal Direttore generale delle entrate della Lombardia o da un suo delegato, nonché dal
Direttore amministrativo che svolge anche funzioni di segretario.
I membri elettivi del Consiglio di amministrazione durano in carica tre anni e sono
immediatamente rieleggibili una sola volta.
I Rappresentanti degli studenti durano in carica due anni e sono rieleggibili una sola volta.
La Conferenza degli studenti (art. 21)
La Conferenza degli studenti è composta da studenti eletti a scrutinio segreto, in separati collegi
elettorali, dai rappresentanti degli studenti eletti nei rispettivi Consigli di Facoltà e Consigli di
Corso di Laurea ed in proporzione al numero di iscritti in ciascuna Facoltà. Sono eleggibili come
membri della Conferenza gli stessi rappresentanti degli studenti. Fanno inoltre parte della
Conferenza degli studenti gli studenti eletti nel Senato Accademico, nel Consiglio di
Amministrazione e nel Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per il Diritto allo Studio
Universitario (ISU).
La Conferenza degli studenti ha competenza ad esprimere i pareri previsti dallo Statuto
dell’Università e dai relativi Regolamenti oltre a potere indirizzare richieste e formulare proposte al
Senato Accademico ed al Consiglio di Amministrazione, alle quali tali organi sono tenuti a
rispondere motivatamente.
In particolare, la Conferenza, per Statuto, è chiamata a pronunciarsi in ordine:
• al Regolamento generale d’Ateneo,
• al Regolamento didattico d’Ateneo,
• al Regolamento per il Tutorato,
• ai piani di sviluppo dell’Ateneo,
• all’ammontare delle tasse e dei contributi a carico degli studenti e alla quotaparte da destinare
al potenziamento delle strutture e dei servizi didattici.
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La Conferenza può anche formulare proposte di revisione dello statuto e del Regolamento
generale d’Ateneo.
La Conferenza dispone un proprio Regolamento da approvarsi da parte del Senato Accademico.
Il Nucleo di Valutazione (art. 23)
Il Nucleo di Valutazione è un organo autonomo istituito con Decreto del Rettore avente funzioni
di misurare con scadenza periodica, secondo le prescrizioni di legge, l’efficienza operativa delle
strutture e dei servizi per la ricerca e per la didattica e per la gestione tecnico-amministrativa
dell’Università, tenuto conto soprattutto delle risorse investite.
Il Nucleo di Valutazione si compone di esperti altamente qualificati, per la maggior parte non
dipendenti dell’Ateneo, e designati dal Rettore, sulla base delle esigenze e degli obiettivi richiesti,
sentiti il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, organi ai quali il Nucleo di
Valutazione deve trasmettere le proprie relazioni annuali.
La durata del mandato del Nucleo di Valutazione viene fissata all’atto della costituzione dello
stesso e non può, comunque, essere superiore a tre anni e può essere rinnovata consecutivamente
una volta.
Le risultanze valutative fornite dal Nucleo costituiscono elementi imprescindibili di
considerazione da parte degli organi di governo anche ai fini dell’elaborazione dei piani di sviluppo
e della dislocazione delle risorse di Ateneo.
3. Strutture e attività didattiche e scientifiche (Titolo IV dello Statuto)
La Facoltà (art. 24)
La Facoltà opera quale struttura fondamentale per lo svolgimento delle attività didattiche. Essa
ha compiti di programmazione, promozione e coordinamento in funzione delle esigenze
scientifiche, culturali e formative degli ambiti disciplinari che in essa confluiscono e dei piani di
sviluppo complessivo dell’Ateneo.
La Facoltà, oltre a conferire i titoli di studio, provvede ad elaborare i propri piani di sviluppo ed a
cooperare attraverso proposte e pareri alla determinazione dei programmi di Ateneo, ad avanzare
richieste e proposte, per quanto di sua competenza, riguardo agli spazi alle attrezzature, al
personale, alle dotazioni ed ancora determina la suddivisione delle risorse rese disponibili dagli
organi di governo degli Atenei. Inoltre esercita tutte le altre funzioni attribuitele dall’ordinamento
universitario, dallo Statuto, dai regolamenti e dalle delibere degli organi di governo dell’Ateneo.
Sono Organi della Facoltà il Preside e il Consiglio di Facoltà.
Alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano afferiscono, per
l’anno accademico 2004-2005, i seguenti Corsi di Laurea:
Medicina e Chirurgia
Odontoiatria e Protesi dentaria
Biotecnologie ad indirizzo medico
Corso di Laurea Specialistica in Biotecnologie mediche e medicina molecolare
Corso di Laurea Specilaistica in Scienze Infermieristiche e Ostetriche
Infermieristica
Ostetricia
Fisioterapia
Podologia
Logopedia
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Ortottica e assistenza in oftalmologia
Tecnica della riabilitazione psichiatrica
Terapia occupazionale
Educazione professionale
Tecniche audiometriche
Tecniche di laboratorio biomedico
Tecniche di radiologia medica, per immagine e radioterapia
Tecniche di neurofisiopatologia
Tecniche audioprotesiche
Tecniche della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusionale
Igiene dentale
Dietistica
Asssistenza sanitaria
Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
Il Preside di Facoltà (art. 24)
Il Preside rappresenta la Facoltà, convoca e presiede il Consiglio di Facoltà, cura l’attuazione
delle sue delibere, coordina i servizi generali di competenza della Facoltà. Svolge compiti di
vigilanza sulle attività didattiche e sui servizi che fanno capo alla Facoltà, nomina, su proposta dei
Professori ufficiali e previa approvazione dei Consigli delle strutture didattiche interessate, le
commissioni per gli esami di profitto. Nomina le commissioni per gli esami di Laurea e ne fissa il
calendario.
Il Preside è eletto dal Consiglio di Facoltà tra i Professori di ruolo e fuori ruolo a tempo pieno di
prima fascia ed è nominato con decreto del Rettore. Dura in carica un triennio accademico e non è
immediatamente rieleggibile per più di una volta.
Il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Milano, per il triennio accademico 2002-2005,
è il Prof. Guido Coggi.
Il Consiglio di Facoltà (art. 24)
Il Consiglio di Facoltà è organo deliberativo in ordine alle materie di competenza della Facoltà
relative alla programmazione, promozione ed al coordinamento degli ambiti disciplinari che in essa
confluiscono e dei piani di sviluppo complessivi dell’Ateneo. In particolare il Consiglio di Facoltà:
• avanza proposte e delibera in merito alla istituzione ed alla attivazione di Corsi di Laurea , di
Corsi di Dottorato, di Scuole di Specializzazione, di corsi di perfezionamento e di
aggiornamento, di corsi di orientamento e di attività culturali e formative sulla base di quanto
previsto dall’art. 6 della legge n. 341/90, sentiti i Consigli di Corso di Laurea e di Diploma
per quanto di loro competenza;
• propone al Senato Accademico le eventuali modifiche del Regolamento didattico d’Ateneo,
secondo il disposto dell’art. 13 dello Statuto;
• delibera annualmente, sulla base di quanto indicato dai Consigli di Corso di Laurea interessati,
la programmazione didattica, definendo gli insegnamenti da attivare e le modalità delle
relative coperture;
• delibera il Regolamento di Facoltà, nel rispetto delle procedure previste dall’art. 15 dello
Statuto;
• svolge infine tutte le altre funzioni espressamente attribuitele.
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Il Consiglio di Facoltà è composto dal Preside, che lo presiede, dai Professori ordinari e
straordinari di ruolo e fuori ruolo, dai Professori associati, da una rappresentanza dei Ricercatori e
da una rappresentanza degli studenti.
La rappresentanza dei Ricercatori è eletta con mandato triennale.
I Rappresentanti degli studenti sono eletti per un biennio in numero pari al 15% del Consiglio.
Nel caso in cui partecipi alla votazione meno del 10% degli aventi diritto, il numero dei
rappresentanti è ridotto proporzionalmente ma non può, in ogni caso, essere inferiore a 5. La
rappresentanza studentesca non viene considerata ai fini del computo delle presenze necessarie per
la validità delle sedute. Gli studenti eletti nel Consiglio di Facoltà sono rieleggibili per un secondo
mandato, purché abbiano conservato i requisiti per l’eleggibilità previsti dal Regolamento generale
d’Ateneo. In caso di perdita dei requisiti soggettivi, a seguito del conseguimento della Laurea o del
Diploma, l’eletto decade e viene sostituito con il primo dei non eletti nella medesima lista. Gli
studenti non possono partecipare alle riunioni che comportino deliberazioni riguardanti la
destinazione dei posti, le chiamate, i conferimenti di affidamenti e supplenze e le questioni relative
alle persone dei Professori e dei Ricercatori. Le deliberazioni riguardanti la destinazione dei posti di
professore, le modalità di copertura, le chiamate dei Professori e le questioni attinenti alle persone
dei Professori sono prese in seduta con partecipazione limitata alla fascia corrispondente e a quella
superiore.
Il Consiglio di Coordinamento didattico (art. 25)
Nelle Facoltà comprendenti più Corsi di Laurea, come quella di Medicina e Chirurgia, sono
istituiti i Consigli di Coordinamento didattico cui sono affidate competenze generali dirette al
coordinamento delle attività didattiche finalizzate al conseguimento del titolo di studio. A tal fine
spetta al Consiglio fissare gli obiettivi didattici del rispettivo Corso, valutare l’andamento delle
attività e verificarne il funzionamento; svolgere attività consultiva e di proposta per le relative
delibere del Consiglio di Facoltà in merito alle discipline attinenti al Corso di Laurea ed alla sua
eventuale attivazione o disattivazione, alla destinazione dei posti vacanti, all’attivazione di corsi a
contratto e di attività di apprendimento e perfezionamento linguistico e di eventuali corsi di
orientamento e di attività didattiche di sostegno. Al Consiglio inoltre è affidato il compito di
esaminare ed approvare i piani di studio presentati dagli studenti e formulare qualsiasi altra proposta
relativa alla didattica ed all’organizzazione degli insegnamenti, sulla base di quanto stabilito
dall’ordinamento universitario nazionale, dallo Statuto e dai Regolamenti.
Il Consiglio di Coordinamento didattico può anche assumere funzioni deliberative su delega del
Consiglio di Facoltà, sulla base di quanto stabilito dal Regolamento della relativa Facoltà.
Il Consiglio di Coordinamento didattico è composto dai Professori di ruolo e fuori ruolo afferenti
al Corso di Laurea, da una rappresentanza dei Ricercatori universitari, dei Professori a contratto ex
articolo 46 del Regolamento Generale dell’Università degli Studi di Milano e dei docenti supplenti
e con affidamento, e da una rappresentanza degli studenti.
I rappresentanti degli studenti sono eletti per un biennio in numero pari al 15% del Consiglio. La
rappresentanza degli studenti non viene considerata ai fini del computo delle presenze necessarie
per la validità delle sedute. Gli studenti eletti nel Consiglio sono rieleggibili per un secondo
mandato. Gli studenti partecipano con diritto di voto a tutte le deliberazioni ad eccezione di quelle
relative a questioni concernenti la destinazione dei posti, le chiamate e le questioni relative alle
persone dei Professori e dei Ricercatori.
Il Consiglio di Coordinamento didattico elegge nel suo seno, tra i Professori di ruolo della
prima fascia, un Presidente, il quale sovrintende e coordina le attività del rispettivo Corso di Laurea.
Il Presidente dura in carica tre anni accademici e può essere rieletto immediatamente una sola volta.
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Il Dipartimento (art. 27)
Il Dipartimento è una struttura organizzativa istituita al fine di coordinare e promuovere l’attività
di ricerca scientifica in settori disciplinari omogenei, per fini o per metodo, coltivati da Professori e
da Ricercatori della medesima o di più Facoltà, che in essa confluiscono.
Il Dipartimento concorre, in collaborazione con i Consigli di Facoltà, di Diploma e con gli organi
direttivi delle Scuole di Specializzazione interessati, allo svolgimento delle attività didattiche dirette
al conseguimento dei relativi titoli di studio. Il Dipartimento inoltre propone l’istituzione di corsi di
Dottorato di ricerca e ne organizza le relative attività; esercita inoltre tutte le altre attribuzioni che
gli sono demandate dal vigente ordinamento universitario, dallo Statuto e dai Regolamenti, nonché
dalle disposizioni degli organi centrali di governo dell’Ateneo.
Il Dipartimento utilizza le risorse di cui dispone assicurandone una razionale utilizzazione al fine
di meglio assolvere alle finalità di sviluppo della ricerca nei settori disciplinari di competenza. A tal
fine al Dipartimento è attribuita piena autonomia finanziaria, all’interno della dotazione finanziaria
annua che ad esso compete e posta a carico del bilancio universitario, oltre che autonomia
amministrativa. Il Dipartimento dispone di personale tecnico, amministrativo ed ausiliario per il suo
funzionamento, per l’amministrazione, la finanza e la contabilità.
Sono organi del Dipartimento: il Consiglio di Dipartimento, il Direttore, e, ove prevista dal
regolamento interno, la Giunta.
I Dipartimenti vengono istituiti con decreto rettorale, su richiesta motivata dei proponenti, sentite
le Facoltà di appartenenza degli stessi e su delibera del Senato Accademico, previo esame della
Commissione di Ateneo per la ricerca scientifica e parere conforme del Consiglio di
Amministrazione. Il Senato Accademico, qualora non sussistano più le condizioni per la
realizzazione dei fini istituzionali del Dipartimento, può, su parere positivo del Consiglio di
Dipartimento, della Facoltà o delle Facoltà interessate e della Commissione d’Ateneo per la ricerca
scientifica, disporne la disattivazione, su parere conforme del Consiglio di Amministrazione.
L’elenco e gli indirizzi dei Dipartimenti dell’Università sono pubblicati nella Guida dello
Studente, distribuita al momento dell’immatricolazione.
L’Istituto (art. 28)
L’Istituto è una struttura unitaria, cui afferiscono Professori e Ricercatori di settori disciplinari
affini della medesima Facoltà che svolgono la propria attività di ricerca in autonomia.
Gli Istituti collaborano con i Consigli di Facoltà, di Laurea e di Diploma e con gli organi direttivi
delle Scuole di Specializzazione interessati, allo svolgimento delle attività didattiche finalizzate al
conseguimento del titolo di studio.
L’Istituto è dotato di una parziale autonomia finanziaria amministrativa e contabile ed è
sottoposto ai conseguenti obblighi stabiliti dal Regolamento d’Ateneo per l’Amministrazione, la
Finanza e la Contabilità. L’Istituto dispone, per lo svolgimento delle proprie funzioni di personale
tecnico, amministrativo ed ausiliario. Qualora vengono meno le ragioni che hanno dato luogo alla
istituzione dell’Istituto, il Senato Accademico, sentiti il Consiglio d’Istituto ed il Consiglio di
Facoltà interessati e la Commissione d’Ateneo per la ricerca scientifica, può disporne la
disattivazione.
Sono organi dell’Istituto il Consiglio di Istituto e il Direttore.
L’elenco e gli indirizzi degli Istituti dell’Università sono pubblicati nella Guida dello Studente,
distribuita al momento dell’immatricolazione.
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4. Strutture di servizio (Titolo V dello Statuto)
Commissione d’Ateneo per le Biblioteche (art. 42)
La Commissione di Ateneo per le Biblioteche è istituita al fine di assolvere compiti di indirizzo,
programmazione e coordinamento del sistema bibliotecario.
La composizione della Commissione è determinata dal Regolamento generale d’Ateneo; è
presieduta da un professore di ruolo designato dal Senato Accademico e di essa fa parte una
rappresentanza degli studenti designata dalla Conferenza degli studenti. Le principali funzioni della
Commissione sono quelle di dare pareri e formulare proposte nei confronti degli organi accademici
e delle strutture bibliotecarie e predisporre relazioni periodiche sulle condizioni del sistema
bibliotecario d’Ateneo, elaborare e sottoporre all’approvazione del Senato Accademico le norme
generali di gestione del materiale bibliografico e documentario e le linee di indirizzo e sviluppo del
servizio bibliotecario di Ateneo, definire le iniziative di formazione e di aggiornamento degli
addetti ai servizi bibliotecari e documentari ed ancora di svolgere qualsiasi altra funzione
riguardante il sistema bibliotecario e stabilita dagli organi di governo dell’Ateneo.
Comitato per lo sport universitario (art. 43)
Il Comitato per lo sport universitario istituito presso l’Università degli Studi di Milano ha lo
scopo di promuovere l’attività sportiva degli studenti e del personale universitario. A tal fine
sovraintende alla gestione degli impianti a disposizione ed ai programmi di sviluppo delle varie
attività. La realizzazione dei programmi di sviluppo deliberati dal Comitato e la gestione degli
impianti sportivi universitari sono affidati, attraverso convenzioni, agli enti legalmente riconosciuti
che hanno come finalità la pratica e la diffusione dello sport universitario. Questi enti ogni anno
presentano una relazione sul loro operato e sulla gestione delle risorse messe a disposizione
dall’Università.
Il Comitato è composto dal Rettore o suo delegato, con funzioni di Presidente, da due membri
designati dagli enti sportivi universitari legalmente riconosciuti che organizzano l’attività sportiva
degli studenti su base nazionale ed internazionale, da un docente designato dal Senato Accademico,
da un rappresentante del personale tecnico-amministrativo designato dal Consiglio di
Amministrazione, da due studenti designati dalla Conferenza degli studenti e dal Direttore
amministrativo o suo delegato, anche con funzioni di segretario.
5. I rappresentanti degli studenti
Le elezioni per la designazione degli studenti nel Consiglio di Amministrazione
dell’Università, nel Senato Accademico, nei Consigli di Facoltà, nei Consigli di Corso di Laurea
sono indette di norma in un’unica tornata dal Rettore, sentita la Conferenza degli studenti, con
anticipo di almeno 3 mesi rispetto alla scadenza dei mandati, dandone adeguate forme di
comunicazione agli interessati. L’entrata in carica degli studenti eletti avviene in corso d’anno. Fino
alla nomina dei nuovi eletti sono prorogati quelli in carica (art. 49 dello Statuto).
Il numero dei rappresentanti degli studenti in seno a ciascun organo accademico è così
determinato dallo Statuto:
• Consiglio di Amministrazione dell’Università: 3 rappresentanti (art. 19);
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• Senato Accademico: 6 rappresentanti (art. 18);
• Consiglio di Facoltà: numero pari al 15% dei componenti del Consiglio (art. 24);
• Consiglio di Corso di Laurea: numero pari al 15% dei componenti del Consiglio (art. 25);
Inoltre una rappresentanza degli studenti è nominata dalla Conferenza degli Studenti, nell’ambito
della Commissione d’Ateneo per le Biblioteche e del Comitato per lo Sport Universitario (artt. 42 e
43).
Ulteriori informazioni sulla normativa relativa alle elezioni dei rappresentanti degli studenti sono
reperibili presso l’Ufficio Affari generali, via Festa del Perdono 7.
6. Le leggi e i regolamenti che governano la vita universitaria
Le Università hanno autonomia didattica, scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile e si
danno ordinamenti autonomi con propri Statuti e Regolamenti.
Lo Statuto dell’Università degli Studi di Milano, che regola l’autonomia della stessa, è stato
adottato ai sensi degli articoli 6 e 16 della Legge 9 maggio 1989, n. 168 (Legge istitutiva del
Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica).
L’Università degli Studi di Milano è dotata di un Regolamento generale di Ateneo contenente le
norme di attuazione di quanto stabilito nello Statuto ed altre disposizioni necessarie all’assetto
funzionale dell’Ateneo.
Oltre al suddetto Regolamento, l’Università si è dotata di un Regolamento didattico di Ateneo
avente la funzione di disciplinare l’ordinamento degli studi in base ai quali l’Università rilascia
titoli aventi valore legale. Tale Regolamento elenca inoltre gli insegnamenti attivabili in relazione ai
rispettivi ordinamenti e definisce le norme generali riguardanti i corsi e le attività formative di cui
all’art. 6 della Legge 19 novembre 1990, n° 341 e i servizi di sostegno alla didattica di cui all’art.
12 della Legge 2 dicembre 1991, n. 390.
Il Regolamento didattico di Ateneo è deliberato dal Senato Accademico, sulla base delle
proposte delle Facoltà, sentite le singole strutture didattiche interessate e la Conferenza degli
studenti. Esso successivamente viene inviato al Ministero dell’Istruzione dell’Università e della
Ricerca per l’approvazione. Se il Ministero non risponde entro 180 giorni dal ricevimento, il
Regolamento si intende approvato e viene emanato con decreto rettorale.
Il Regolamento didattico dell’Ateneo di Milano è disponibile in visione presso le strutture
didattiche della Facoltà. Per ulteriori informazioni in merito è possibile rivolgersi alla Divisione
Affari generali, via Festa del Perdono, 7 (tel. 02/50312046).
Le singole Facoltà facenti parte di un Ateneo dovranno predisporre inoltre un Regolamento dei
propri ordinamenti didattici, il cosiddetto Regolamento didattico di Facoltà che, in conformità a
quanto previsto nel Regolamento didattico d’Ateneo, delle norme contenute nel Regolamento
generale di Ateneo e nel rispetto della libertà di insegnamento, determina le modalità di esercizio
della rispettiva autonomia didattica, secondo quanto stabilito nel secondo comma dell’art. 11 della
legge n. 341/90. Tale Regolamento determinerà l’articolazione dei Corsi di Laurea, dei corsi di
specializzazione e di dottorato di ricerca, i piani di studio con relativi insegnamenti fondamentali
obbligatori, i moduli didattici, la tipologia delle forme didattiche, le forme di tutorato, le prove di
valutazione della preparazione degli studenti e la composizione delle relative commissioni, le
modalità degli obblighi di frequenza, anche in riferimento alla condizione degli studenti lavoratori, i
limiti delle possibilità di iscrizione ai fuori corso, la propedeuticità degli insegnamenti, le attività di
laboratorio, pratiche e di tirocinio e la previsione di un sistema di crediti didattici finalizzati al
riconoscimento dei corsi seguiti con esito positivo.
La Legge 15 maggio 1997 n. 127 (la cosiddetta “legge Bassanini bis”), nell’ambito di un
ampliamento della semplificazione amministrativa, fa riferimento alle Università degli Studi
ampliandone l’autonomia, completando in tal modo il cammino dell’autonomia degli Atenei,
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iniziato sette anni fa con l’approvazione della legge del 19 novembre 1990 n° 341 sulla riforma
degli ordinamenti universitari. Il comma 95 dell’art. 17 di tale legge rafforza l’autonomia
dell’Università attribuendo ad esse la possibilità di disciplinare l’ordinamento degli studi dei Corsi
di Diploma universitario, di Laurea e di Specializzazione in conformità ai criteri generali che
verranno dettati con uno o più decreti dal Ministro dell’Università, sentiti il Consiglio Universitario
Nazionale (CUN) e le Commissioni parlamentari competenti.
Sulla base della delega del legislatore, il ministro dell’Università ha emanato il “Regolamento
recante norme concernenti l’autonomia didattica degli Atenei”, con decreto 3 novembre 1999 n°
509 (attuazione dell’art.15 co.95 della L.127/97).
L’obiettivo di questo decreto è stato quello di dare concreta attuazione all’autonomia didattica
delle Università attribuendo a queste ultime la possibilità di disciplinare, nel rispetto della legge e
dei propri Statuti, gli Ordinamenti didattici dei propri corsi di studio nei Regolamenti didattici di
Ateneo.
Con il decreto 509/99 viene inoltre rideterminata la tipologia dei titoli rilasciati dagli Atenei, che
si suddividono in: titoli di studio di primo livello (laurea triennale) e di secondo livello (laurea
specialistica di durata quinquennale), diplomi di specializzazione e dottorati di ricerca.
In virtù di questa riforma è stato istituito il Corso di Laurea in Dietistica (di durata triennale), a
cui è rivolta questa guida.
15
III. STRUTTURA DEL CORSO DI LAUREA
MANIFESTO DEGLI STUDI
ANNO ACCADEMICO 2004-2005
1. Premessa e modalità di accesso.
Con l’approvazione dei decreti relativi alla nuova organizzazione degli studi universitari e
con riferimento alla classe delle Lauree nelle professioni sanitarie tecniche, nell’anno accademico
2001-2002 è entrato in attività il Corso di Laurea triennale in Dietistica (denominazione attuale:
Dietistica), che si svolge presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, con il concorso della Facoltà di
Agraria. Il Corso di Laurea di Dietistica è a numero programmato. Nell’anno accademico 20042005 sono attivati tutti e tre gli anni di corso e il numero degli allievi accoglibili al I anno di corso è
24. All’inizio di settembre, in data stabilita dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, si
svolgeranno le prove a quiz di ingresso. Gli studenti utilmente collocati nella graduatoria delle
prove di ingresso potranno iscriversi al I anno del Corso di Laurea.
2. Caratteristiche e finalità.
Il Corso di Laurea in Dietistica ha lo scopo di preparare operatori sanitari, dotati di solide
conoscenze di base e pratiche nel settore delle scienze nutrizionistiche, alimentaristiche e
dietologiche, capaci di svolgere responsabilmente, negli ambiti di loro competenza, tutte le attività
finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione ivi compresi gli aspetti
educativi e di collaborazione all’attivazione delle politiche alimentari nel rispetto della normativa
vigente.
I laureati in Dietistica organizzano e coordinano le attività specifiche relative
all’alimentazione in generale e alla dietetica in particolare; collaborano con gli organi preposti alla
tutela dell’aspetto igienico sanitario del servizio dell’alimentazione; elaborano, formulano ed
attuano le diete prescritte dal medico e ne controllano l’accettabilità da parte del paziente;
collaborano con altre figure al trattamento multidisciplinare dei disturbi del comportamento
alimentare; studiano ed elaborano la composizione di razioni alimentari atte a soddisfare i bisogni
nutrizionali di gruppi di popolazione e pianificano l’organizzazione dei servizi di alimentazione di
comunità di sani e di malati; svolgono attività didattico-educativa e di informazione finalizzate alla
diffusione di principi di alimentazione corretta, tale da consentire il recupero e il mantenimento di
un buono stato di salute del singolo, di collettività e di gruppi di popolazione.
I laureati in Dietistica svolgono la loro attività in strutture sanitarie ed imprese pubbliche e
private operanti in campo alimentare, nutrizionistico e dietologico, in rapporto di dipendenza o
libero-professionale. La capacità di utilizzare adeguatamente la lingua inglese consente loro di
inserirsi nei pertinenti ambienti di lavoro anche in ambito europeo ed extraeuropeo. La preparazione
acquisita attraverso i crediti formativi teorico-pratici e di tirocinio tecnico-scientifico
professionalizzante consente inoltre al laureato Dietista di accedere a corsi di Laurea specialistici,
con riconoscimento parziale o integrale del curriculum formativo effettuato, a seconda del tipo di
Laurea specialistica scelta.
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3. Profilo professionale e sbocchi occupazionali.
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Per esprimere la propria professionalità i laureati in Dietistica devono:
Possedere una buona conoscenza di base dei sistemi biologici, in particolare l’uomo, interpretati
in chiave molecolare, cellulare, e delle integrazioni nell’organismo;
Possedere le basi culturali e sperimentali delle tecniche multidisciplinari su cui si fondano le
scienze nutrizionistiche e la dietistica applicata;
Avere familiarità con i metodi della scienza sperimentale e delle indagini statisticoepidemiologiche ed essere in grado di applicarli in situazioni concrete con adeguata conoscenza
delle connesse normative e problematiche deontologiche e bioetiche;
Essere in grado di svolgere ruoli tecnico-professionali ben definiti nell’ambito dell’inserimento
delle pratiche dietistiche in campo medico-sanitario;
Essere in grado di utilizzare almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano,
nell’ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali;
Possedere competenze psicologiche e sociologiche atte ad operare nell’ambito della educazione
e dell’igiene alimentare;
Essere in grado di stendere rapporti tecnico-scientifici;
Essere capaci di lavorare in gruppo, di operare con definiti gradi di autonomia, e di inserirsi
prontamente negli ambienti di lavoro.
Gli sbocchi occupazionali per il laureato in Dietistica sono individuabili in:
servizi di dietologia e nutrizione clinica e di farmacia ospedaliera presenti in strutture
ospedaliere pubbliche e private;
servizi di refezione e mensa di scuole, comunità, industrie, ed altri stabilimenti;
servizi ambulatoriali territoriali del sistema sanitario addetti all’igiene, all’educazione
alimentare e all’assistenza dietistica domiciliare;
servizi di pianificazione o organizzazione degli interventi anche educazionali in campo
nutrizionale;
industrie del settore alimentare.
Tali attività professionali sono svolte in regime di dipendenza o libero-professionale.
4. Ordinamento e piano degli studi.
La durata normale del Corso di Laurea in Dietistica è di tre anni, articolati in sei semestri.
L’attività didattica consiste in lezioni, esercitazioni pratiche, laboratori linguistici ed
informatici, seminari, partecipazione a convegni e conferenze, tirocini professionalizzanti sul
campo, corsi liberi ed elettivi.
Il percorso didattico del primo anno prevede attività formative di base, laboratorio di lingua
inglese e attività formative a scelta dello studente (corsi liberi e corsi elettivi). Nel secondo anno
sono previste attività formative caratterizzanti ed integrative, laboratorio di lingua inglese, attività
formative a scelta dello studente, ed avrà inizio il tirocinio professionale sul campo. Il terzo anno
prevede attività formative di tipo prevalentemente professionalizzante ed integrativo, laboratorio di
inglese scientifico e di bioinformatica, e continuazione del tirocinio professionalizzante anche
correlato con la prova finale per il conseguimento della Laurea. Le attività di tirocinio
professionalizzante vengono svolte, previa intesa, presso servizi di Dietologia e Nutrizione Clinica
di Ospedali e altre strutture del Servizio sanitario nazionale e di Istituzioni private accreditate, e
17
servizi di ristorazione collettiva e di sorveglianza nutrizionistica presenti nel territorio. Queste
attività sono svolte con la supervisione di Tutori.
L’apprendimento delle competenze scientifico-tecniche e l’acquisizione delle capacità
professionali specifiche sono computati in crediti formativi universitari (CFU), con un totale di 180
CFU nei tre anni, 60 per anno.
I CFU sono una misura del lavoro di apprendimento richiesto allo studente, e corrispondono
ad un carico standard di 25 ore di attività. I CFU dei corsi ufficiali, la cui acquisizione prevede il
superamento del relativo esame, comportano 10 ore di lezioni; i CFU per attività di laboratorio
(esercitazioni pratiche, laboratori di informatica e bioinformatica, lingua inglese e inglese
scientifico) e per attività formative a scelta dello studente (corsi liberi e corsi elettivi), prevedono 16
ore di attività guidata da Docenti; le rimanenti ore, fino a 25, sono riservate allo studio e alle
rielaborazioni individuali. I CFU per il tirocinio pratico e per la prova finale prevedono un impegno
orario totale (25 ore su 25).
Le attività formative sono suddivise in attività di base (42 CFU), caratterizzanti (59 CFU),
affini o integrative (20 CFU) e altre attività formative (33 CFU, comprensivi dei tirocini pratici
professionalizzanti). Sono previsti inoltre attività formative liberamente scelte dallo studente, e
svolte sotto la guida di Docenti, per un totale di 11 CFU. Queste ultime affinità hanno finalità di
particolare approfondimento ed orientamento anche pratico-applicativo e sono impostate su una
didattica interattiva. Alla prova finale, con la quale si chiude il percorso formativo, e alla verifica
della lingua inglese, sono attribuiti un totale di 15 CFU.
L’acquisizione da parte dello studente dei crediti stabiliti per ciascuna attività formativa è
subordinata al superamento delle relative prove d’esame o di verifica. Le attività formative di base,
quelle caratterizzanti, e quelle affini o integrative, prevedono prove d’esame che danno luogo a
votazioni in trentesimi, ai sensi della normativa d’Ateneo e di Facoltà. Per i corsi integrati, articolati
in moduli al cui svolgimento concorrono più docenti, è individuato un docente, che in accordo con
gli altri, presiede al coordinamento delle attività didattiche e delle prove d’esame con le relative
registrazioni. Per le attività formative qui di seguito riportate, al cui superamento lo studente è
tenuto, le prove di verifica si concludono con un giudizio di approvato o riprovato. Tali giudizi non
rientrano nel computo della media delle votazioni riportate negli esami di profitto per
l’assegnazione del voto di laurea. Ciascuna verifica, cui segua un giudizio di approvazione,
comporta l’acquisizione di crediti nella misura così stabilita:
-
lingua inglese ed inglese scientifico: 7 CFU + 2 CFU
laboratorio di bioinformatica: 2 CFU
tirocinio pratico applicativo presso laboratori pubblici e privati e prova finale: 37 CFU
discipline con finalità specifica a libera scelta dello studente: 11 CFU
Per il conseguimento della Laurea lo studente deve avere acquisito tutti i crediti previsti
(180) ed avere superato le prove di esame e verifica previste e la prova finale.
L’attività didattica relativa al Corso di Laurea in Dietistica è svolta presso le strutture
didattiche locate nell’area di Città Studi, e presso altre strutture a disposizione della Facoltà di
Medicina e Chirurgia e di Agraria, comprese quelle, acquisite in regime di convenzione, di
stabilimenti eroganti assistenza del Servizio Sanitario Nazionale, sia pubblici che privati. I
Dipartimenti e gli Istituti della Facoltà di Medicina e Chirurgia e della Facoltà di Agraria, nonché i
servizi di dietologia, alimentazione, e nutrizione clinica di strutture sanitarie e non sanitarie
convenzionate, dotati di moderne attrezzature tecnico-scientifiche e di ampie competenze in campo
nutrizionale ed alimentaristico, sono pure utilizzati per la formazione professionalizzante e lo
svolgimento di tirocini e attività attinenti la prova finale di Laurea.
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Piano degli studi. Il Piano degli Studi del Corso di Laurea in Dietistica è così articolato:
I Anno
CFU Totali
I Semestre
Fisica medica
Biologia e Genetica
Chimica medica
Istologia e Anatomia umana
Lingua Inglese @
Attività formative a scelta dello studente @
II Semestre
Chimica delle sostanze alimentari
Statistica e Informatica
Biochimica generale
Microbiologia e Igiene
Attività formative a scelta dello studente @
Totale Anno
CFU lezioni CFU esercitazioni
5
5
7
6
4
3
4
4
6
4
-
1
1
1
2
4
-
6
6
8
7
3
60
4
4
7
6
-
2
2
1
1
-
II Anno
I Semestre
Fisiologia generale
Scienze e tecnologie alimentari
Psicologia e sociologia della nutrizione
Biochimica, Biochimica clinica e Fisiologia della
nutrizione
Lingua Inglese @
Attività formative a scelta dello studente @
II Semestre
Legislazione sanitaria ed alimentare
Patologia e Fisiopatologia generali
Nutrizione della collettività
Principi di dietetica e accertamento dello stato
nutrizionale
Tirocinio professionalizzante @
Totale Anno
6
6
5
7
5
5
5
5
1
1
2
3
3
3
-
-
4
7
5
5
4
7
3
3
2
2
9
60
-
-
3
3
3
3
3
2
11
2
2
2
2
3
3
-
1
1
1
2
-
2
2
-
III Anno
I Semestre
Dietistica delle malattie dell’apparato digerente
Dietistica delle malattie endocrino-metaboliche
Dietistica delle malattie cardiovascolari e renali
Psicopatologia alimentare
Politica ed economia alimentare
Laboratorio di bioinformatica @
Tirocinio professionalizzante @
Attività formative a scelta dello studente @
II Semestre
Deontologia e bioetica
19
Dietistica in gravidanza, età evolutiva e
geriatrica, e nelle patologie ad esse associate
Dietistica nelle emergenze medico-chirurgiche in
terapia intensiva
Educazione sanitaria ed alimentare
Laboratorio di inglese scientifico @
Prova finale e tirocinio professionalizzante @
Totale Anno
3
2
1
3
2
1
3
2
8+9
60
2
-
1
2
-
5. Attività formative a scelta dallo studente (corsi liberi e corsi elettivi).
Queste attività offrono allo studente occasioni per (a) approfondire le basi molecolari delle scienze
nutrizionistiche ed alimentaristiche, anche al fine di meglio maturare la scelta di proseguire gli studi
con lauree specialistiche; e (b) verificare i settori attuali e potenziali di maggior impatto delle prassi
dietistiche, anche al fine di una più mirata preparazione della prova finale. Queste attività sono
prevalentemente a carattere interdisciplinare con il coinvolgimento anche di specialisti di
provenienza extrauniversitaria. Le attività formative con finalità specifiche saranno offerte alla
scelta dello studente sulla base di proposte offerte annualmente dal Corso di Laurea o sottoposte
dallo studente stesso all’approvazione del Consiglio di Coordinamento Didattico.
6. Modalità di valutazione.
Gli insegnamenti contrassegnati @ nel Piano degli Studi non si concludono con una prova
d’esame, ma con un giudizio di approvazione. I rimanenti insegnamenti si concludono con un
esame dello studente da parte della Commissione esaminatrice, valutato con voto in trentesimi.
7. Obbligo di frequenza e propedeuticità, e iscrizione al secondo e terzo anno.
La frequenza è obbligatoria per tutti i corsi. In particolare i corsi di Laboratorio devono
essere seguiti e frequentati nell’anno di competenza e non potranno essere frequentati da studenti
iscritti ad anni successivi. Gli studenti sono vivamente consigliati di seguire la sequenza di esami
predisposta dalla semestralizzazione.
Per ragioni di propedeuticità gli esami degli insegnamenti elencati nella colonna A della
Tabella qui di seguito riportata devono essere stati superati prima di sostenere quelli degli
insegnamenti riportati nella colonna B della stessa Tabella.
Tabella: propedeuticità
Insegnamento: Colonna A
Biologia e Genetica
Chimica medica; Biologia e Genetica
Biologia e Genetica
Biochimica generale
Fisiologia generale
Biochimica generale
Insegnamento: Colonna B
Istologia e Anatomia umana
Biochimica generale
Microbiologia ed Igiene
Fisiologia generale
Patologia e Fisiopatologia generali
Biochimica, Biochimica clinica e Fisiologia della
Nutrizione
Biochimica, Biochimica clinica e Fisiologia della Principi di dietetica e accertamento dello stato
Nutrizione
nutrizionale
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Patologia e Fisiopatologia generali
Patologia e Fisiopatologia generali
Patologia e Fisiopatologia generali
Patologia e Fisiopatologia generali
Patologia e Fisiopatologia generali
Lingua inglese
Dietistica delle malattie dell’apparato digerente
Dietistica delle malattie endocrino-metaboliche
Dietistica delle malattie cardio vascolari e renali
Dietistica in gravidanza, età evolutiva e
geriatrica, e nelle patologie ad esse associate
Dietistica nelle emergenza medico chirurgiche e
in terapia intensiva
Laboratorio di inglese scientifico
Gli esami di profitto e ogni altro tipo di verifica previsti per il Corso di Laurea si svolgono
sull’arco di due sessioni: la prima da febbraio a luglio; la seconda da settembre a gennaio. Nel corso
della prima sessione si svolgono 4 appelli; nel corso della seconda sessione si svolgono 3 appelli. In
concomitanza con gli appelli di luglio, settembre e febbraio, le lezioni e le restanti attività formative
sono sospese.
Per iscriversi al secondo anno gli studenti dovranno aver conseguito almeno 40 crediti entro
il 30 settembre dell’anno in corso; per l’iscrizione al terzo anno occorre aver conseguito almeno 90
crediti comprensivi di tutti i 60 crediti del primo anno, entro il 30 settembre dell’anno in corso.
8. Presentazione dei piani di studio.
Gli studenti devono presentare il proprio piano degli studi per quanto attiene i corsi di loro
scelta entro il 15 di Novembre per il I semestre e all’inizio del II semestre del I anno, e all’inizio del
I semestre del II anno, e del I semestre del III anno.
Gli studenti possono discostarsi dal curriculum formativo previsto dall’Ordinamento e Piano
degli Studi sopra presentati, con le modalità e nei termini previsti dalla normativa di Ateneo e dal
Regolamento di Facoltà, propri piani di studi individuali, che dovranno essere esaminati ed
eventualmente approvati secondo le procedure ed entro le scadenze stabilite dalle norme richiamate.
9. Conseguimento della Laurea.
La Laurea in Dietistica si consegue con il superamento di un esame finale. L'esame finale di
laurea consiste nella presentazione e discussione di un elaborato scritto inerente l’attività praticoapplicativa svolta nel corso del tirocinio formativo e professionalizzante. Per predisporsi alla prova
finale lo studente dispone di 8 CFU. Per essere ammesso all’esame finale lo studente deve avere
conseguito i 172 crediti previsti dal piano degli studi e gli 8 CFU assegnati alla prova finale.
Il curriculum formativo seguito dal Laureato in Dietistica, è riconosciuto, integralmente o in
parte, per l’accesso a corsi di Laurea specialistica attivati dall’Ateneo.
21
IV.
PROGRAMMI DEI CORSI
I ANNO
2.1 Corso di Fisica
Dott.ssa Marie Claire Cantone
Dipartimento di Fisica
Via Celoria 16, 20133 Milano
Tel. 02/50317212
E-mail: [email protected]
OBIETTIVI GENERALI
Sulla base delle conoscenze che fanno parte del bagaglio culturale dello studente che si iscrive all’Università,
il corso si propone di fornire gli strumenti per una adeguata comprensione dei fenomeni di fisica applicata
alle scienze della vita (biologia, farmacia, medicina ecc.), nonché di molti aspetti di altre scienze di base
(chimica, fisiologia ecc.). Saranno in particolare approfonditi i temi energetici, la meccanica dei fluidi e i
meccanismi di trasporto nei sistemi biologici, i fenomeni elettrici finalizzati alla comprensione della
propagazione dei segnali nei sistemi biologici ed infine le basi fisiche delle più importanti metodiche di
analisi di laboratorio e di diagnostica per uso clinico.
PROGRAMMA
Lo studente alla fine del corso dovrà dimostrare di essere in grado di:
•
Distinguere fra grandezze scalari e grandezze vettoriali e per ciascuna grandezza fisica indicare e
definire l’unità di misura nel Sistema Internazionale e nei sistemi pratici (in particolare quelli usati in
campo biomedico).
• Applicare leggi fisiche e relazioni fra grandezze fisiche per la risoluzione di problemi numerici, in
particolare in campo biomedico.
MECCANICA
• Discutere le leggi orarie dei moti uniforme e uniformemente accelerato e rappresentarle graficamente.
• Descrivere i moti periodici e le grandezze che li caratterizzano.
• Esprimere il concetto di forza ed il principio d’inerzia, il concetto di massa ed il secondo principio della
dinamica. - - Esprimere il terzo principio della dinamica.
• Discutere i concetti di sistema di riferimento e di forza apparente. Spiegare la forza centripeta e la forza
centrifuga.
• Definire il lavoro compiuto da una forza, indicare il significato di energia cinetica e del teorema
dell’energia cinetica.
• Discutere il fenomeno dell’attrito, le forze d’attrito, i coefficienti d’attrito.
• Definire la forza elastica ed i moti di oscillazione, oscillazioni smorzate e forzate. Discutere il fenomeno
della risonanza.
• Spiegare cosa s’intende per campo di forze, definire quando è conservativo ed introdurre l’energia
potenziale.
• Esprimere la legge di gravitazione universale.
• Presentare il principio di conservazione dell’energia meccanica e discutere alcuni esempi di
applicazione.
• Definire il centro di massa di un corpo.
• Definire il momento di una forza e di una coppia di forze riportando anche alcuni esempi.
• Esprimere le condizioni di equilibrio di un corpo rigido, mostrare le applicazioni dei vari tipi di leva e
presentare
• esempi di leva nel corpo umano.
ELASTICITÀ
• Distinguere fra corpo rigido, elastico e plastico.
• Definire lo sforzo di trazione, di compressione, di taglio o di scorrimento provocato dall'azione delle
forze applicate ad un corpo elastico e definire la deformazione subita dallo stesso a seguito dello sforzo.
22
•
Esprimere la relazione esistente fra sforzo e deformazione (legge di Hooke), rappresentarne e discuterne
l'andamento nel piano sforzo-deformazione nel caso di materiali omogenei, considerando sforzi superiori
ai limiti di elasticità.
STATICA DEI FLUIDI
• Esprimere le caratteristiche proprie dei fluidi.
• Definire la grandezza pressione in un fluido.
• Riconoscere le diverse unità di misura della pressione ed calcolare i corrispondenti fattori di
conversione.
• Enunciare i principi di Pascal, Stevino e Archimede.
DINAMICA DEI FLUIDI
• Fornire una descrizione del moto di un liquido facendo riferimento anche alle linee di flusso o di
corrente ed al tubo di corrente.
• Definire quando il moto di un liquido può essere considerato "stazionario" ed indicare le considerazioni
che ne derivano sulla portata e la velocità del liquido anche in presenza di variazioni di sezione del
condotto (equazione di continuità).
• Inquadrare l'approssimazione di "liquido ideale" con riferimento anche al profilo di velocità.
• Discutere il teorema di Bernoulli ponendo l'accento sulle ipotesi fatte per quanto riguarda il liquido ed il
suo moto e sul significato di teorema di conservazione dell'energia meccanica per i liquidi.
• Partendo dall'espressione del teorema di Bernoulli, discutere l'andamento della pressione in presenza di
riduzione o aumento della sezione del condotto per un condotto orizzontale e analizzare gli esempi di
stenosi ed aneurisma.
• Discutere l’effetto della presenza di attrito interno nei liquidi reali, dal punto di vista idrodinamico e
discutere l'espressione della conservazione di energia per un liquido reale riportando l'esempio della
circolazione sanguigna.
• Definire il coefficiente di viscosità di un liquido.
• Descrivere il moto di un liquido in regime laminare ed in regime turbolento (vorticoso), discutendo le
condizioni che determinano il passaggio da un regime all'altro (numero di Reynolds).
• Illustrare la legge di Hagen-Poiseuille ponendo l'accento sulle condizioni di validità.
• Spiegare l’effetto delle forze di trascinamento viscoso e definire il modulo della forza nel caso di corpo
di forma sferica che si muove in un liquido viscoso in quiete.
• Descrivere lo schema del sistema circolatorio in termini di circuito idrodinamico; analizzare il numero di
condotti, la sezione totale, la velocità media e la pressione nei vari distretti (arterie, arteriole, capillari,
venule, vene).
• Illustrare l’uso della legge di Stokes nel calcolo della velocità limite.
• Descrivere la centrifugazione ed i parametri che la caratterizzano.
FENOMENI SUPERFICIALI
• Discutere i fenomeni che si manifestano alla superficie di un liquido, sulla base delle forze di coesione
fra molecole.
• Definire la tensione superficiale e indicare quali fattori influenzano il valore del coefficiente di tensione
superficiale; riportare alcuni esempi.
• Esprimere la legge di Laplace nel caso di superficie di forma sferica, cilindrica, qualsiasi.
• Descrivere come una bolla d’aria in un vaso sanguigno può dar luogo ad un arresto della circolazione.
• Discutere il fenomeno della diffusione libera e della diffusione attraverso membrane.
TERMOLOGIA
• Descrivere mediante adeguate relazioni la dilatazione termica nei solidi, nei liquidi e nei gas.
• Spiegare il funzionamento dei termometri a dilatazione e del termometro clinico.
• Scrivere le leggi valide per i gas perfetti e l’equazione di stato dei gas perfetti.
• Illustrare i principi della teoria cinetica dei gas.
• Rappresentare sul piano PV le principali trasformazioni.
• Spiegare il concetto di quantità di calore, definire la caloria.
• Definire la capacità termica di un corpo ed il calore specifico di una sostanza.
• Descrivere i cambiamenti di fase.
• Presentare i meccanismi di trasporto del calore.
TERMODINAMICA
• Introdurre il significato di sistema termodinamico e di trasformazione termodinamica; distinguere fra
trasformazione reversibile e irreversibile.
23
•
•
Discutere il primo principio della termodinamica.
Esprimere e discutere il secondo principio della termodinamica collegando gli enunciati di Lord Kelvin e
di Clausius al concetto di entropia.
• Presentare la relazione fra stato macroscopico e microstati e il significato statistico dell’entropia.
ELETTROSTATICA
• Enunciare la legge di Coulomb, e confrontarne le caratteristiche con quelle della legge di gravitazione
universale.
• Definire il campo elettrico, calcolarne intensità, direzione e verso in funzione della distanza da una
carica puntiforme e rappresentarlo mediante le linee di forza.
• Definire il flusso del campo elettrico.
• Definire la capacità di un conduttore, calcolarla nel caso di un condensatore a facce piane e parallele.
• Calcolare la capacità equivalente di condensatori in serie e in parallelo.
• Descrivere il ruolo di un dielettrico all’interno di un condensatore.
CORRENTI ELETTRICHE E MAGNETISMO
• Spiegare il significato di corrente elettrica e resistenza elettrica.
• Discutere e utilizzare le leggi di Ohm.
• Utilizzare la legge di Joule per calcolare la potenza dissipata da una resistenza.
• In un circuito RC determinare la costante di tempo e calcolare gli andamenti della carica elettrica,
differenza di potenziale e corrente durante la carica e la scarica del condensatore.
• Descrivere l’effetto della costante di tempo di un circuito RC sulla propagazione di un impulso.
• Descrivere i principi della ECG, EEG, EMG.
• Cenni di elettromagnetismo.
FENOMENI ONDULATORI
• Discutere le caratteristiche delle onde sinusoidali (longitudinali e trasversali) ed i suoi caratteri distintivi
(lunghezza d’onda e numero d’onda; ampiezza; periodo, frequenza e pulsazione; velocità).
• Discutere esempi di fenomeni ondulatori.
• Discutere le condizioni fisiche di formazione delle onde sonore e le relazioni tra le grandezze fisiche che
le caratterizzano.
• Presentare l’utilizzo di ultrasuoni in ecografia.
• Illustrare lo spettro elettromagnetico; riconoscere le caratteristiche comuni e le differenze tra la luce
visibile, le onde radio, i raggi UV, i raggi X, la radiazione gamma etc. e descrivere questi fenomeni in
termini di onde elettromagnetiche, con i parametri relativi.
• Spiegare i concetti di luce polarizzata e di luce laser.
OTTICA GEOMETRICA
• Enunciare ed applicare le leggi della riflessione e della rifrazione.
• Enunciare ed applicare la legge di Snell della rifrazione in termini di velocità della luce nei diversi mezzi
e di indice di rifrazione dei diversi mezzi.
• Identificare le seguenti proprietà che caratterizzano l’immagine di un oggetto formata da una lente
sottile: posizione, ingrandimento, orientamento (diritta, rovesciata) e distinguere se l’immagine è reale o
virtuale.
• Enunciare (con le condizioni di applicabilità) l’equazione dei punti coniugati, che lega le distanze
oggetto-lente, lente immagine e distanza focale di una lente sottile (convergente o divergente).
• Definire e utilizzare il concetto di potere diottrico con le proprie unità di misura.
• Descrivere i principi di funzionamento di un microscopio semplice e di un microscopio composto.
RADIAZIONE X E RADIOATTIVITÀ
• Discutere le interazioni tra radiazione X e materia, i meccanismi d’attenuazione di un fascio di raggi X
nella materia e la formazione dell’immagine su una lastra radiografica.
• Definire i concetti di nuclide instabile e di radioattività.
• Utilizzare le leggi che regolano i processi di decadimento radioattivo.
• Presentare esempi di sostanze radioattive d’interesse in biologia e in medicina (in diagnostica e terapia).
• Utilizzare le principali grandezze di riferimento per la radioprotezione e la radioterapia.
• Discutere i rischi da radiazione a livello cellulare e sistemico.
• Descrivere i principi di funzionamento di tecniche diagnostiche quali TAC e PET.
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MODALITA’ D’ESAME
L’esame consiste in una prova orale
TESTI CONSIGLIATI:
Verranno segnalati dal Docente all’inizio del corso.
25
2.2 Corso di Biologia e Genetica
Prof.ssa Luisa Doneda
Dipartimento di Biologia e Genetica per le Scienze Mediche
Via Viotti, 3/5, 20133 Milano
Tel. 02/50315850; Fax 02/50315864
E-mail: [email protected]
OBIETTIVI GENERALI E PROGRAMMA
Proprietà della materia vivente:
• Caratteristiche fondamentali della materia vivente
Complessità
Capacità di accrescimento
Capacità di autoriproduzione
Adattamento all'ambiente
Organizzazione cellulare:
• Struttura delle cellule
Teoria cellulare
Carboidrati, lipidi proteine e acidi nucleici: cenni sulla loro struttura
Cellula procariotica
Cellula eucariotica
Compartimentazione delle cellule eucariotiche
Organelli delle cellule eucariotiche
Citoscheletro
• Membrane biologiche e trasporto attraverso le membrane
Struttura e funzione delle membrane biologiche
Meccanismi di trasporto attraverso la membrana
• Comunicazione tra cellule
Giunzioni cellulari
Comunicazione a distanza
Flusso dell'informazione nella materia vivente:
• DNA
Dimostrazione che il DNA è il materiale ereditario: esperimento di Hershey and Chase
Dogma centrale della biologia
Replicazione del DNA: esperimento di Meselsohn e Stahl
Struttura del gene eucariotico
• Trascrizione e traduzione
Cenni sui meccanismi di trascrizione e traduzione
Maturazione degli RNA
Il problema dello smistamento intracellulare delle proteine
Codice genetico
Continuità della vita:
• Riproduzione sessuata e asessuata
Ciclo biologico degli eucarioti superiori
Ciclo cellulare
Cromatina e cromosomi
Mitosi
Meiosi e sue conseguenze genetiche
Oogenesi e spermatogenesi nell'uomo
• Analisi mendeliana
Le tre leggi di Mendel
Reincrocio
Teoria cromosomica dell'ereditarietà
• Analisi del fenotipo
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Genotipo e fenotipo
Penetranza ed espressività
Interazione tra alleli
Alleli multipli
• Determinazione del sesso ed ereditarietà dei caratteri legati al sesso
Cromosomi sessuali
Determinazione del sesso nell'uomo
Geni recessivi e dominanti associati all'X
Inattivazione del cromosoma X
Geni associati all'Y
• Ereditarietà mendeliana nell'uomo
Analisi degli alberi genealogici
Genetica di alcuni gruppi sanguigni: sistemi ABO, MN e Rh
Eterogeneità genetica
Diversità degli esseri viventi:
• Ricombinazione e crossing-over
Geni indipendenti e geni associati
Crossing-over
Distanze genetiche fra i geni
• Mutazioni geniche
Mutazioni germinali e somatiche
Mosaicismo
Basi molecolari
Conseguenze sul prodotto genico
MODALITÀ DI ESAME:
L’esame è orale.
TESTO CONSIGLIATO:
Chieffi et al.: Biologia e Genetica generale. EdiSES, 2000
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2.3 Corso di Chimica medica
Prof. Mario Anastasia
Prof. Pietro Allevi
Prof.ssa Patrizia Ferraboschi
Dipartimento di Chimica, Biochimica e Biotecnologie per la Medicina
Via Saldini 50, 20133 Milano
Tel. 02/50316042, 02/50316043
E-mail: [email protected]; [email protected], [email protected]
OBIETTIVI GENERALI
Alla fine del corso lo studente dovrà:
- Conoscere i principi che sono alla base dei comportamento di elementi e composti che partecipano ai
principali processi biologici.
- Saper eseguire semplici calcoli che illustrano gli aspetti quantitativi di modelli dei principali processi
biologici.
- Riconoscere i principi chimici che regolano il comportamento di sostanze di interesse biomedico.
PROGRAMMA
Parte Generale
• Definire e differenziare fra loro le sostanze pure (elementi e composti) dalle miscele.
• Definire il numero atomico (Z) e il numero di massa (A) in un atomo e indicare quale di questi
caratterizza gli atomi di un elemento (isotopi).
• Calcolare la massa atomica e la massa molecolare delle sostanze pure e saperle distinguere da peso
atomico e peso molecolare.
• Definire l’unità di misura della grandezza quantità di sostanza (la mole).
• Descrivere sulla base della configurazione elettronica degli atomi come è costruita la tavola periodica
degli elementi e la sua suddivisione in periodi e gruppi.
• Definire e descrivere il legame chimico (ionico, covalente, a ponte d’idrogeno). Saper interpretare il
legame covalente come sovrapposizione di orbitali atomici per dare gli orbitali molecolari.
• Descrivere le forze attrattive che si instaurano fra molecole polari, quelle fra molecole apolari e quelle
fra molecole e ioni.
• Definire i tre stati di aggregazione (solido, liquido e gassoso) della materia e saper discutere come le
interazioni tra molecole sono responsabili del diverso stato fisico dei composti.
• Definire la tensione superficiale (o energia superficiale), la tensione di vapore e la temperatura di
ebollizione di un liquido.
• Definire e saper calcolare il numero di ossidazione di un atomo in una molecola.
• Definire le soluzioni e saper calcolare le unità di misura della grandezza concentrazione (molarità,
molalità, frazione molare e percentuali p/p, p/v e v/v).
• Definire la solubilità di un soluto, solido o gassoso, in un solvente e spiegare in che modo la temperatura
e la pressione la influenzano.
• Spiegare il fenomeno della pressione osmotica e saperla calcolare per soluzioni di soluti ionici e
covalenti non ionizzati in acqua.
• Spiegare i termini ipertonica, ipotonica e isotonica riferiti ad una soluzione rispetto a una seconda.
Descrivere da un punto di vista osmotico le proprietà di una soluzione fisiologica.
• Interpretare le reazioni chimiche e saper formulare la costante di equilibrio di una data reazione.
• Discutere come la composizione all’equilibrio può essere modificata agendo su alcuni parametri
(concentrazioni dei reagenti e dei prodotti, pressione ecc.), secondo il principio di azione e reazione (Le
Chatelier).
• Riconoscere e bilanciare le reazioni di ossidoriduzione.
• Discutere il significato di potenziale standard di una coppia ossidoriduttiva.
• Calcolare il potenziale ossidoriduttivo di una coppia ox/red in condizioni diverse da quelle standard
(equaz. di Nerst), in particolare saper calcolare il potenziale di coppie ox/red di interesse biologico in
condizioni biologiche.
• Interpretare gli equilibri acido-base secondo la teoria di esclusivo valore storico di Arrhenius e la più
attuale teoria di Broensted e Lowry.
• Definire e valutare la forza degli acidi e delle basi.
• Discutere l’equilibrio di autoionizzazione dell'acqua e il significato di pH.
• Calcolare il pH di soluzioni acquose di acidi e basi forti, di acidi e basi deboli e di ioni a carattere basico
o acido che compongono un sale.
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•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Discutere la determinazione sperimentale del pH di soluzioni mediante l’uso di indicatori acido-base o di
piaccametri.
Discutere la composizione e il meccanismo in base al quale esplica la sua azione una soluzione tampone
e calcolarne il pH.
Illustrare i tre principali sistemi tampone presenti nel sangue.
Descrivere la teoria acido-base di Lewis e specificare in cosa differisce da quella di Broensted e Lowry.
Definire il sistema termodinamico in generale e i sistemi isolati, chiusi e aperti.
Distinguere fra variabili di stato e funzioni di stato termodinamiche.
Definire e saper interpretare il significato delle principali funzioni termodinamiche (energia interna,
entalpia, entropia ed energia libera).
Definire l’energia libera standard e formulare la sua relazione con la costante di equilibrio di una
reazione.
Definire la velocità di reazione e discutere i fattori che la influenzano.
Discutere la legge di velocità e l’ordine di una reazione.
Giustificare l’influenza dei catalizzatori sulle velocità di reazione.
Parte Organica.
• Definire cosa si intende per gruppo funzionale.
• Per le seguenti classi di composti organici, dare la definizione, scrivere la formula generale, riconoscere
da una formula di struttura l’appartenenza di un composto ad una data classe, indicare il nome in base alle
regole IUPAC: idrocarburi (alcani, alcheni, ciclici, aromatici), alogenocomposti, alcooli, fenoli, eteri,
analoghi solforati (tioalcooli, tiofenoli, tioeteri, disolfuri), aldeidi e chetoni, acidi carbossilici, derivati
degli acidi (alogenuri, anidridi, esteri, tioesteri, ammidi), ammine, semplici composti bifunzionalizzati.
• Illustrare il concetto di aromaticità applicato al benzene (struttura del benzene, risonanza) e riconoscere
per semplici composti la presenza di un sistema aromatico (condizioni, regola di Huckel).
• Definire la isomeria.
• Riconoscere la presenza di isomeria geometrica negli alcheni.
• Differenziare fra una scissione omolitica e una eterolitica di un legame covalente.
• Descrivere il comportamento acido degli acidi carbossilici relativamente alla espressione della Ka, alla
stabilizzazione per risonanza dello ione carbossilato e alla forma predominante a pH fisiologico.
• Definire le caratteristiche strutturali presenti nella maggior parte degli acidi grassi e rappresentare la
formula di un acido grasso a partire dal simbolismo Cx:Ny,z utilizzato in biochimica.
• Definire un sapone e discutere del comportamento in acqua di saponi (come esempio di sostanze
anfipatiche) relativamente all’azione tensioattiva e alla formazione di micelle.
• Riconoscere e rappresentare la reazione di esterificazione fra un acido carbossilico e un alcool.
• Riconoscere e rappresentare la reazione di idrolisi di esteri e di ammidi.
• Discutere la risonanza del legame ammidico e le sue conseguenze.
• Definire i lipidi differenziando fra lipidi semplici e lipidi complessi.
• Rappresentare la struttura di un lipide semplice (triacilglicerolo) e la sua reazione con acqua in presenza
di H3O+ e di OH-.
• Discutere le differenze fra oli e grassi sia dal punto di vista fisico che strutturale.
• Rappresentare e riconoscere la formula di un lipide complesso (glicerofosfolipide o sfingolipide).
• Definire i carboidrati e discutere della loro suddivisione.
• Rappresentare la formula generica di un aldoso e di un chetoso e di un D- e L-aldoso o chetoso.
• Rappresentare le formule di monosaccaridi secondo la convenzione di Fischer, in particolare scrivere le
formule del ribosio, del desossiribosio, del glucosio, del mannosio (epimero in 2 del glucosio), del
galattosio (epimero in 4 del glucosio), del fruttosio e di generici aldo- e cheto- tetrosi, pentosi, esosi
appartenenti alla serie D o a quella L.
• Discutere le strutture cicliche (piranosiche o furanosiche) degli zuccheri, il concetto di anomeri,
rappresentandoli secondo Haworth.
• Descrivere il fenomeno della mutarotazione.
• Discutere la reazione di ossidazione di monosaccaridi con ossidanti selettivi delle aldeidi (Ag+ e Cu2+).
• Definire i glicosidi e spiegare il legame glicosidico (O-, S-, N-, C-glicosidi).
• Definire un disaccaride e differenziare fra disaccaridi riducenti e non riducenti anche in base alla
mutarotazione e all’esistenza dei due anomeri.
• Spiegare le caratteristiche strutturali essenziali dell’amido, del glicogeno, della cellulosa.
• Definire un amminoacido e interpretare il significato di L-α-amminoacido.
• Rappresentare un generico L-α-amminoacido secondo la convenzione di Fischer.
• Descrivere la classificazione degli amminoacidi in neutri, acidi e basici.
• Rappresentare con formule per un generico amminoacido neutro gli equilibri fra la forma cationica,
anfiionica e anionica.
• Definire il punto isoionico e il punto isoelettrico di un amminoacido discutendo la loro differenza.
• Scrivere la forma predominante a pH fisiologico per un amminoacido neutro, uno acido e uno basico.
• Definire i peptidi e le proteine.
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•
•
•
•
Discutere il legame peptidico (in cosa consiste, risonanza, zone di rigidità).
Spiegare il significato di struttura Iaria, IIaria, IIIaria e IVaria di una proteina e le differenze fra loro.
Definire i nucleosidi e i nucleotidi.
Spiegare come sono legati fra loro i nucleotidi a formare gli acidi nucleici.
MODALITA’ D’ESAME
L’esame consiste in un test a risposta aperta di 10 domande e colloquio finale sull’elaborato.
TESTO CONSIGLIATO:
Anastasia Mario, Chimica di Base per le Scienze della Vita, Edizioni A. Delfino, Roma
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2.4 Corso di Istologia e anatomia umana
Il Docente del Corso verrà segnalato ad Anno Accademico iniziato
PROGRAMMA
• La cellula:
- struttura, forma, dimensioni, durata di vita
- membrana cellulare
- citoplasma e organuli citoplasmatici: ribosomi, reticolo endoplasmatico (RER, REL),
- apparato di Golgi, mitocondri, vescicole citoplasmatiche, citoscheletro
- nucleo
- attività cellulari: moltiplicazione, movimenti, endocitosi ed esocitosi
- sistemi di giunzione intercellulari
• I tessuti:
- tessuti epiteliali:
- epiteli di rivestimento
- epiteli ghiandolari
- tessuto connettivo propriamente detto
- tessuto adiposo
- tessuto connettivo di sostegno: tessuto cartilagineo e tessuto osseo
- sangue ed emopoiesi
- tessuto muscolare
- tessuto nervoso
• Principi generali costruttivi del corpo umano:
-
schema corporeo, segmenti componenti
organizzazione gerarchica del corpo umano
principi generali anatomo-funzionali degli apparati organici
spazi corporei
modelli costruttivi degli organi: organi cavi, organi parenchimatosi
geometrizzazione del corpo umano
• Apparato locomotore:
- cranio
- scheletro assile
- scheletro appendicolare
- generalità sulle ossa, articolazioni e organi di trasmissione della forza, i tendini
- arti superiore ed inferiore
- generalità dei muscoli
- logge muscolari
- parete toracica
- parete addominale
• Apparato cardiovascolare:
- cuore
- generalità sul grande e piccolo circolo; grossi vasi
- generalità sull’apparato circolatorio linfatico
• Apparato respiratorio: spazio morto e membrana di diffusione
- vie aeree superiori
- albero bronchiale
- polmoni
• Apparato digerente: assorbimento e secrezione:
- organi cavi: esofago, stomaco, intestino tenue e crasso.
- organi parenchimatosi: ghiandole salivari, fegato, pancreas
• Apparato urinario:
- rene
- uretere
- vescica e uretra
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• Apparato genitale maschile:
- testicolo
- vie spermatiche e ghiandole annesse
• Apparato riproduttivo femminile:
- ovaio
- vie genitali
• Apparato endocrino:
- ipofisi
- tiroide
- paratiroidi
- surrene
• Sistema nervoso:
- principi di organizzazione del sistema nervoso centrale assile
- principi di organizzazione del sistema nervoso centrale soprassiale
- principi di organizzazione del sistema nervoso periferico
- principi di organizzazione del sistema nervoso autonomo
Saranno effettuate esercitazioni su manichini.
MODALITÀ D’ESAME
L’esame consiste in una prova a quiz seguita da un colloquio orale.
TESTO CONSIGLIATO:
J.F.Schwegler, Anatomia e Fisiologia dell’uomo, Edizione italiana, EDI ERMES, Milano, 1999
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2.5 Corso di Chimica delle sostanze alimentari
Dr.ssa Susanna Buratti
Dip. Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche
Tel 02/50316623
OBIETTIVI GENERALI
Il corso intende fornire le nozioni relative alla composizione chimica dei principali prodotti alimentari ai fini
di una loro conoscenza sia sotto il profilo nutrizionale che merceologico.
PROGRAMMA
Il corso si articola in due parti:
• La parte generale concernente i principi nutritivi di base: acqua, protidi, lipidi, glucidi, fibra ed
oligoelementi
• La parte sistematica che prende in esame, suddivisi per categorie, i vari alimenti: latte e derivati, oli e
grassi, cereali e derivati, bevande alcoliche ed alimenti carnei illustrandone origine e provenienza, metodi
di preparazione, composizione chimica ed aspetti merceologici.
MODALITA’ D’ESAME
L’esame è orale.
TESTI CONSIGLIATI:
S. Mannino - Analisi Chimiche dei prodotti Alimentari. Ed. Tecnos 2002.
S. Mannino, M.G. Bianco – Esercitazioni di analisi chimia dei prodotti alimentari. Ed. Tecnos 1989.
Verranno anche distribuiti appunti da parte del docente
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2.6 Corso di Statistica e informatica
Prof. S.Milani
Istituto di Statistica Medica e Biometria
Via Venezian 1
Tel. 02/50320862
E-mail [email protected]
OBIETTIVI GENERALI
Introdurre gli studenti al ragionamento statistico e alle operative informatica con particolare riferimento alle
discipline nutrizionistiche.
PROGRAMMA
MODULO DI STATISTICA
• Introduzione
- Definizione di statistica
- Esempi di applicazione (censimenti, dati mortalità, statura dei giovani di leva)
- Raccolta dei dati e loro qualità: precisione e accuratezza
- Organizzazione dei dati in matrice: unità di osservazione e variabili (scale di misura)
• Statistica descrittiva
- Tabulazione dei dati e distribuzione di frequenze
- Rappresentazioni grafiche e loro interpretazione
- Calcolo di media, deviazione standard, centili
• Calcolo delle probabilità
- Esperimento stocastico e universo degli eventi
- Insiemi e regole di calcolo
- Regole della somma e del prodotto
- Probabilità classica, frequentistica, soggettiva
- Gli assiomi del calcolo delle probabilità
- Elementi di calcolo combinatorio, permutazioni e combinazioni
- Probabilità condizionata e teorema di Bayes
- Modello di probabilità binomiale
- Modello di probabilità gaussiano
• Statistica inferenziale
- Campionamento casuale semplice ed uso di numeri random
- Intervallo di confidenza per un centile
- Intervallo di probabilità e intervallo di confidenza per una media con varianza nota
MODULO DI INFORMATICA
• La configurazione di un personal computer
- I componenti fondamentali di un personal computer: il processore, RAM, ROM, memorie veloci, unità
aritmetico-logica, dispositivi di I/O:
• Evoluzione dei sistemi operativi: dai sistemi monoprogrammati e monoprocessi ai sistemi
multiprogrammati e multiprocesso
• Sistemi operativi commerciali: dal DOS al Microsoft TM Windows XP ®; UNIX – LINUX
- Reti di cumputer: dalla connessione tra due computer a Internet
- L’ambiente Windows: le icone, le cartelle, il cestino
- Lavorare con le finestre: barra dei titoli, barra degli strumenti, barra dei menu, barra di stato, barra di
scorrimento, ridurre/ampliare una finestra
- Copiare, spostare, cancellare file/icone: il cut&past (taglia/incolla)
- Semplice editing: il Microsoft TM Word 2000 ® per Windows
- Foglio elettronico: il Microsoft TM Excel 2000 ® per Windows
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- Differenza tra cartella e foglio elettronico, modificare un foglio esistente, memorizzazione di una cartella
• Operazioni di base
- Inserire i dati: inserimento di numeri e stringhe in una cella, inserimento di semplici formule
- Selezionare i dati: selezionare una cella o un insieme di celle adiacenti o non adiacenti, selezionare una
riga o una colonna adiacenti/non adiacenti
- Tagliare, copiare, spostare, cancellare: uso delle funzioni di taglia/copia-incolla per tagliarecopiare/incollare celle e/o righe e/o colonne, spostare il contenuto di una cella, riga e/o colonna, incolla
speciale e trasponi
- Ordinare i dati: disporre in ordine numerico/alfabetico crescente e decrescente dati selezionati
- Stampa, anteprima di stampa, anteprima interruzioni di pagina
• Formattazione
- Formattare le celle per inserire numeri interi e decimali+
- Formattare le celle per le date
- Formattare le celle per valori percentuali
- Modificare le dimensioni del testo: toni, corsivo, grassetto, colori di sfondo e dei caratteri, allineare
(centrato, sinistra, destra)
- Modificare l’orientamento del testo
- Aspetti grafici delle celle
• Analisi what/if
- Generazione di tabelle a partire dai singoli dati
- Grafico di convenienza
- Break-even point
• Funzioni e formule
- Funzioni di base: addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione, tasto sommatoria per la somma di
più celle
- Differenza tra riferimento assoluto e relativo
- Utilizzo del tasto funzione: differenza tra le varie categorie di funzione, utilizzo dell’help in linea per la
verifica della correttezza della formula
- Funzioni temporali (data/ora)
- Formule relative a fogli diversi: come riferirsi a celle appartenenti ad altri fogli
- La funzione di consolidamento tra diversi fogli appartenenti a diverse cartelle
- Funzioni di minimo/massimo, conta, media
• Funzioni logiche
- L’if-then-else: come selezionare delle scelte in funzione delle condizioni, gli operatori relazionali (<, >,
>=, <=, =) la funzione SE, la funzione CONTA SE e SOMMA SE
- Operatori booleani AND e OR: il significato degli operatori booleani, uso delle funzioni E e O
- Casi di scelta multipla: funzione SE nidificata
- Uso dei filtri: filtro automatico e filtro avanzato
• Generazione di grafici
- Generazione di differenti tipi di diagrammi e grafici a partire da un foglio elettronico: grafici a torta, a
barre, istogrammi, a dispersione, ecc.
- Completare o modificare un diagramma o grafico: aggiungere un titolo, etichette, cambiare la scala,
cambiare i colori
- Cambiare il tipo di diagramma/grafico
- Spostare e cancellare diagrammi e/o grafici
- Generazione di grafici a torta a partire da una tabella
• La tabella PIVOT:
- Definizione di tabella pivot
- Utilizzo della creazione guidata di tabella pivot
- Il grafico pivot
- Modifica delle righe e colonne della tabella mediante il trascina e incolla
- Aggiornamento immediato e interattivo della tabella
- Raggruppa/struttura di campi, righe, colonne della tabella pivot
• Macro
- Definizione del concetto di macro: sequenza di istruzioni memorizzate al fine di automizzare le azioni di
Excel
- Il Microsoft Visual Basic Editor
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-
Il Visual Basic for Application (VBA)
La registrazione di una macro
La modifica di una macro utilizzando il Visual Basic Editor
La creazione di una macro
Utilizzo di istruzioni per la modifica delle celle, per la selezione delle celle, per la modifica del caption
della barra di stato e della finestra di Excel
MODALITÀ DI ESAME
L’esame è orale
TESTI CONSIGLIATI:
A.Bossi, I. Cortinovis, P.G. Duca, E. Marubini, Introduzione alla statistica medica, La Nuova Italia
Scientifica, Roma, 1991
T. Colton, Statistica in medicina, Piccin, Padova, 1979
P.Armitage, G. Berry, Statistica medica, McGraw Hill Libri Italia, Milano, 1996
36
2.7 Corso di Biochimica generale
Prof. Sandro Sonnino
Prof. Alessandro Prinetti
Dipartimento di Chimica, Biochimica e Biotecnologie per la Medicina
Via Fratelli Cervi 93, 20090 Segrate (MI)
Tel 0250330360; Tel 0250330376
E-mail: [email protected]; [email protected]
Ricevimento studenti: I docenti ricevono gli studenti previo appuntamento telefonico o via e-mail
OBIETTIVI GENERALI
Al termine del corso lo studente dovrà essere in grado di:
•
Delineare le caratteristiche di una dieta appropriata e analizzare il suo ruolo nel mantenimento
dell’omeostasi
•
Delineare il quadro generale del metabolismo cellulare
•
Conoscere e spiegare a livello molecolare, subcellulare, cellulare e tissutale il meccanismo
biochimico dei fenomeni biologici normali
PROGRAMMA
Al termine del corso lo studente dovrà conoscere e saper descrivere:
• Struttura delle proteine, l’importanza della struttura tridimensionale di una molecola proteica nel
determinare le sue proprietà biologiche, la struttura e le proprietà funzionali dell’emoglobina, delle
immunoglobuline e della albumina
• Enzimi e catalisi enzimatica: le proprietà generali degli enzimi, la natura della catalisi enzimatica ed i
principali meccanismi della sua regolazione, i parametri cinetici utilizzabili per descrivere l’attività degli
enzimi, i principali coenzimi.
• Biochimica della nutrizione: principi nutritivi, componenti essenziali e le vitamine, il valore calorico
delle componenti chimiche, il valore biologico e calorico degli degli alimenti, il metabolismo basale, il
fabbisogno energetico, gli aspetti sociali e sanitari della nutrizione, le caratteristiche generali e la
localizzazione dei processi di digestione ed assorbimento dei principi nutritivi.
• Energetica e funzioni mitocondriali: le modalità generali con cui la cellula utilizza le varie categorie di
composti biologici per le proprie necessità biosintetiche o energetiche, le modalità generali che
consentono di ricavare energia utilizzabile da parte delle cellule dalla ossidazione di differenti composti
biologici, l’importanza dei composti ad alta energia, la catena respiratoria la fosforilazione ossidativa
come vie terminali del metabolismo energetico
• Metabolismo dei carboidrati: le caratteristiche generali del metabolismo dei carboidrati, l’importanza
particolare del glucosio e le sue conseguenze, la utilizzazione del glucosio a scopo energetico (glicolisi,
caratteristiche generali e regolazione), l’immagazzinamento del glucosio sotto forma di glicogeno e
l’utilizzazione del glicogeno, la via del pentoso fosfato, la sintesi del glucosio (gluconeogenesi), la
regolazione ormonale del metabolismo glucidico (insulina e glucagone), peculiarità dell’utilizzo del
glucosio in tessuti differenti
• Metabolismo dei lipidi: le caratteristiche strutturali e le funzioni biologiche dei lipidi, il metabolismo di
acidi grassi e derivati (triacilgliceroli), loro sintesi, immagazzinamento ed utilizzazione per la produzione
di energia, la formazione, utilizzazione ed importanza dei corpi chetonici, il ruolo biologico del
colesterolo e degli acidi biliari, aspetti generali del metabolismo degli steroidi, il trasporto dei lipidi
nell’organismo e le lipoproteine
• Metabolismo e reazioni degli aminoacidi: aspetti generali, eliminazione dell’azoto e il ciclo dell’urea, le
modalità generali dell’utilizzazione degli scheletri carboniosi degli aminoacidi, le amine biogene
• Ciclo di Krebs: importanza centrale del ciclo nel metabolismo, regolazione del ciclo, ingresso di
molecole diverse dall’acetilCoA nel ciclo, reazioni anaplerotiche, utilizzazione di intermedi del ciclo di
Krebs a scopo biosintetico
• Nucleotidi purinici e pirimidinici: struttura, funzioni biologiche ed aspetti generali del metabolismo
MODALITÀ DI ESAME
L’esame consiste in una prova scritta con quiz a scelta multipla e in un colloquio orale.
TESTI CONSIGLIATI
Giuseppe Arienti, Le basi molecolari della nutrizione, Piccin
Devlin, Biochimica, Gnocchi
37
Montgomery et al. Bichimica, Edi-Ermes
Siliprandi e Tettamanti, Biochimica Medica, Piccin Editore, Padova, 1998
Roskoski, Biochimica, EdiSES
Stryer, Biochimica, Zanichelli
38
2.8 Corso di Microbiologia e igiene
Dott. Maria Grazia Bellotti
Istituto di Microbiologia
Via Pascal 36, 20100 Milano
Tel. 02/50314278;
E-mail: [email protected]
Orario di ricevimento: tutti i giorni
Prof.ssa Maria Rosa Biffi
Istituto di Virologia
Via Pascal 38, 20100 Milano
Tel. 02/50315129; E-mail: [email protected]
Orario di ricevimento: da concordare per telefono o posta elettronica
OBIETTIVI GENERALI
Al termine del corso lo studente dovrà:
- aver acquisito le conoscenze fondamentali relative all’organizzazione strutturale e molecolare, al
metabolismo, alle esigenze di crescita, alle caratteristiche antigeniche, ai fattori di virulenza di tutti i
microrganismi di interesse medico (virus, microrganismi procarioti ed eucarioti)
- essere in grado di descrivere le modalità di studio dei microrganismi mediante l’utilizzo di preparati da
osservare al microscopio, mediante l’allestimento di prove colturali, mediante metodiche biochimiche di
identificazione e prove sierologiche
- essere in grado di descrivere i rapporti ospite- parassita e i meccanismi dell’azione patogena dei
microrganismi
- essere in grado di descrivere le modalità con cui si possono controllare i microrganismi utilizzando
tecniche di sterilizzazione e disinfezione
- aver acquisito le nozioni fondamentali dell’epidemiologia per essere in grado di comprendere
l’andamento e la diffusione di eventi sanitari, per interpretare i risultati di pubblicazioni scientifiche, per
collaborare proficuamente alla eventuale esecuzione di studi epidemiologici
- aver acquisito le conoscenze delle principali metodologie in ambito preventivo per comprendere le
motivazioni che giustificano le diverse strategie di intervento
- aver acquisito le conoscenze sui rapporti tra alimenti e salute e sulle principali possibilità di correzione e
prevenzione dei fattori di rischio correlati
PROGRAMMA
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•
GENERALITA’ SUI MICRORGANISMI
LA CELLULA BATTERICA
- Dimensioni, forma ed aggruppamento
- Architettura della cellula procariotica
ESAME MICROSCOPICO DEI BATTERI
- Esame a fresco
- Esame di preparati mediante fissazione e colorazione
- Colorazione di Gram
- Colorazione di Ziehl-Neelsen
LA RIPRODUZIONE BATTERICA E LA PRODUZIONE DI SPORE
METABOLISMO BATTERICO
- I processi metabolici che generano energia (fermentazione, respirazione aerobia e respirazione
anaerobia)
- Le sintesi macromolecolari
CRESCITA MICROBICA
- requisiti chimici necessari alla crescita
- requisiti fisici che condizionano la crescita
INTERAZIONE OSPITE-PARASSITA
- Il meccanismo dell’azione patogena dei batteri
- La produzione di tossine
DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE
CARATTERISTICHE GENERALI DEI VIRUS
I VIRUS ANIMALI: composizione chimica e struttura
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEI VIRUS ANIMALI
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RAPPORTI VIRUS-CELLULA: fasi del ciclo di replicazione dei virus animali
LE INFEZIONI VIRALI: trasmissione, porte d’entrata, organo bersaglio
CARATTERI GENERALI DEI MICETI
- struttura della cellula fungina
- modalità di riproduzione: riproduzione sessuale e asessuale
- classificazione dei miceti
- ecologia dei miceti patogeni e distribuzione geografica
- patogenesi delle micosi
- meccanismo dell’azione patogena
- le micotossicosi
SCOPI E FINALITÀ DELL’IGIENE E DELL’EPIDEMIOLOGIA
LE MISURE IN EPIDEMIOLOGIA
- rapporti, proporzioni, tassi (grezzi- specifici –standardizzati)
- incidenza (cumulativa, persona-tempo)
- prevalenza (puntuale, periodale)
LE FONTI DEI DATI UTILI IN CAMPO SANITARIO
I PRINCIPALI INDICATORI DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE
LE FASI DELLA STORIA NATURALE DELLE MALATTIE NON INFETTIVE: definizione e
caratteristiche di fattori di rischio, fattori causali, fattori protettivi
LE FASI DELLA STORIA NATURALE DELLE MALATTIE INFETTIVE
- caratteristiche del patogeno, dell’ospite e dell’ambiente
- modalità di contagio, vie di penetrazione e eliminazione del patogeno
GLI STUDI DESCRITTIVI
I QUADRI DI COMPARSA DELLE MALATTIE
- gli eventi epidemici
- metodologia di studio e interpretazione delle curve epidemiche
GLI STUDI ANALITICI
- studi trasversali
- studi di coorte con calcolo e interpretazione di R.R. e R.A.
- studi caso - controllo con calcolo e interpretazione di O.R.
CRITERI PER DEFINIRE UNA RELAZIONE CAUSA-EFFETTO
LA SORVEGLIANZA IN SANITÀ PUBBLICA: DEFINIZIONE, FINALITÀ
LA PREVENZIONE: suoi obiettivi in riferimento ai livelli di attuazione degli interventi
LA PREVENZIONE PRIMARIA DELLE MALATTIE NON INFETTIVE: tipologia degli interventi
attuabili
LA PREVENZIONE PRIMARIA DELLE MALATTIE INFETTIVE:
- interruzione della catena di trasmissione (notifica, inchiesta epidemiologica, accertamento diagnostico,
norme contumaciali)
- immunoprofilassi attiva e passiva (definizione e orientamenti applicativi)
I VACCINI
- categorie e modalità d’uso
- calendari vaccinali
- vaccinazioni obbligatorie / raccomandate / facoltative
IMMUNOPROFILASSI PASSIVA: i preparati disponibili
LA PREVENZIONE SECONDARIA: requisiti dei test di screening e loro caratteristiche
MODALITÀ DI CONTAMINAZIONE DEGLI ALIMENTI
GLI ALIMENTI COME FATTORE DI RISCHIO PER MALATTIE NON INFETTIVE
GLI ALIMENTI COME FATTORE DI RISCHIO PER INFEZIONI E TOSSINFEZIONI
ALIMENTARI
EZIOLOGIA, EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE di:
- epatite da virus A, E, gastroenteriti virali
- febbre tifoide, colera, brucellosi, listeriosi, enterite da campylobacter, shigellosi, infezioni da E.coli
- tossinfezioni da salmonelle, tossinfezione da C. perfingens, tossinfezione da S. aureus, botulismo
ESERCITAZIONI DI MICROBIOLOGIA
Sterilizzazione e disinfezione
Preparazione dei terreni di coltura
Semina ed isolamento di batteri
Prove biochimiche per l’identificazione dei batteri
Diluizione e piastramento di brodocolture per la determinazione della carica batterica
Esecuzione dell’antibiogramma
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•
•
•
•
•
Lettura delle prove di identificazione
Conteggio delle colonie per la determinazione della carica batterica
Lettura dell’antibiogramma
Preparazione di vetrini per l’esecuzione delle colorazioni di Gram e di Ziehl-Neelsen
Osservazione dei vetrini al microscopio.
MODALITÀ DI ESAME
L’esame è orale
TESTI CONSIGLIATI:
F.R. Boyd, Fondamenti di Microbiologia Medica, Antonio Delfino Ed., Roma
F. La Placa, Principi di Microbiologia Medica, Ed. Esculapio, Bologna
Barbuti, Bellelli, Fara, Giammanco, Igiene, Ed. Monduzzi, 2002
Saranno distribuite agli studenti dispense concernenti l’Igiene.
41
II ANNO
2.9 Corso di Fisiologia generale
Prof. Alessandro Formenti
Istituto di Fisiologia Umana II
Via Mangiagalli 32, 20133 Milano
Tel. 02/50315464; Fax 02/700411620
E-mail: [email protected]
OBIETTIVI GENERALI
Il corso mira ad offrire allo studente una conoscenza generale sulla funzione delle cellule, degli organi e
degli apparati, basata sul metodo scientifico e sulle conoscenze fisico-chimiche, biologiche e anatomiche, in
una visione unitaria e coerente di funzionamento dell’intero organismo.
PROGRAMMA
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Introduzione alla fisiologia.
Fisiologia e biofisica cellulare.
Fisiologia dell’apparato cardiovascolare.
Fisiologia dell’apparato respiratorio.
Fisiologia dell’apparato renale.
Equilibrio acido-base.
Fisiologia dell’apparato gastrointestinale.
Fisiologia dei sistemi sensoriali.
Fisiologia dei sistemi motori.
Fisiologia delle funzioni nervose superiori.
Controllo nervoso delle funzioni viscerali.
Controllo endocrino del metabolismo e della crescita.
Fisiologia della riproduzione.
Il corso sarà integrato con gruppi di studio, seminari ed esercitazioni pratiche.
MODALITÀ DI ESAME:
L’esame è orale
TESTI CONSIGLIATI:
Silverthorn, Fisiologia Umana, Casa Ed. Ambrosiana
Costanzo, Fisiologia, EdiSES
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2.10
Corso di Scienze e Tecnologie alimentari
Dott.ssa Vera Lavelli
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche
Via Celoria 2, 20133 Milano
Tel. 02/50316651
E-mail: [email protected]
OBIETTIVI GENERALI:
Il corso intende fornire agli studenti la conoscenza dei processi tecnologici relativi alle principali filiere della
produzione alimentare, per metterli in condizioni di:
- descrivere le materie prime, i prodotti intermedi e le derrate alimentari con gli appropriati parametri
chimici, fisici e sensoriali anche in relazione ai requisiti merceologici stabiliti per legge
- impostare un protocollo analitico per valutare la qualità e la sicurezza degli alimenti
- descrivere e analizzare i processi di trasformazione e conservazione degli alimenti, in termini di
diagrammi di flusso, di bilanci materiali e di fenomenologia delle trasformazioni fisiche e chimiche
associate alle singole operazioni unitarie
- analizzare gli effetti dei processi di trasformazione e conservazione sulla qualità degli alimenti,
individuare le tendenze evolutive della tecnologia ed essere in grado di scegliere tra opzioni tecnologiche
diverse in relazione agli obiettivi di qualità perseguiti e ai limiti di costo da rispettare
PROGRAMMA
Dopo aver presentato il quadro delle tecnologie alimentari utilizzando come riferimento il quadro sinottico di
Peri e aver fornito qualche elemento statistico sulla rilevanza economica e le tendenze evolutive dei maggiori
comparti alimentari, il corso presenta in dettaglio i seguenti comparti produttivi:
• il comparto del “fresco”: prodotti vegetali (ortofrutticoli), carne e pesce, uova
•
i comparti dei prodotti di prima trasformazione:
- vino e prodotti enologici
- latte e derivati (latti fermentati, formaggi, gelati)
- olio extravergine di oliva
- oli vegetali e grassi animali
- conserve vegetali e animali
• i comparti dei prodotti di seconda trasformazione:
- i derivati dei cereali (pasta e prodotti da forno)
- prodotti dolciari: cioccolato, prodotti a base zucchero
Il metodo didattico
Per ciascuno dei prodotti oggetto del corso sarà presentata una scheda standard così organizzata:
- descrizione del comparto in termini economici, statistici e strutturali
- materie prime e loro caratteristiche essenziali in termini di qualità, sicurezza e caratteristiche funzionali
- descrizione del processo tecnologico, flow-sheet e bilanci materiali, fenomenologia delle operazioni
unitarie principali
- descrizione del prodotto, dei suoi requisiti di qualità nutrizionale e sensoriale e di sicurezza, anche in
relazione alla normativa pertinente
Per ogni comparto sarà organizzata, se possibile in base al numero dei partecipanti al corso, una visita presso
un’azienda rappresentativa del settore; saranno inoltre invitati esperti del mondo produttivo per presentare
alcuni temi specifici.
MODALITA’ DI ESAME
Durante e al termine del corso verranno effettuate prove scritte per verificare il grado di
apprendimento della materia. Potranno inoltre essere svolti lavori di gruppo su specifici prodotti e comparti
produttivi, di cui si terrà conto nella valutazione finale di ciascuno studente.
43
TESTI CONSIGLIATI:
A. Daghetta, Gli alimenti. Aspetti tecnologici e nutrizionali, Istituto Danone, 1997, Milano
Peri, C., Zanoni, B., Manuale di Tecnologie Alimentari I – Parte prima: Modelli e Teoria delle Operazioni
Unitarie; Codit: Milano, 1997.
Monografie tratte da fonti diverse.
Verranno fornite come base dello studio le schede che sono servite al docente per la descrizione di ciascun
prodotto e comparto produttivo.
44
2.11
Corso di Psicologia e sociologia della nutrizione
S. Betti
Il Programma del Corso sarà segnalato ad anno accademico iniziato.
45
2.12
Corso di Biochimica, biochimica clinica e
fisiologia della nutrizione
Prof. Guido Tettamanti
Dipartimento di Chimica, Biochimica e Biotecnologie per la Medicina
Sezione LITA-Segrate
Via F.lli Cervi 93, 20090 Segrate (MI)
Tel. 02/50330359
E-mail: [email protected]
Dott. Giancarlo Goi, Dott.ssa Anna Pagani
Dipartimento di Chimica, Biochimica e Biotecnologie per la Medicina
Via Saldini 50, 20133 Milano
Tel. 02/50316022
E-mail [email protected]
Tel. 02/50316057
E-mail: [email protected]
Prof. Luciano Zocchi
Istituto di Fisiologia Umana I
Via Mangiagalli 32, 20133 Milano
Tel. 02/50315439
E-mail: [email protected]
PROGRAMMA
Assunzione dei nutrienti
• Digestione dei saccaridi alimentari ed assorbimento dei monosaccaridi: aspetti molecolari
• Digestione dei lipidi alimentari, assorbimento dei prodotti della digestione e veicolazione dei lipidi nel
sangue: aspetti molecolari
• Digestione delle proteine alimentari ed assorbimento degli aminoacidi: aspetti molecolari
• Regolazione endocrina e nervosa dei processi di digestione degli alimenti ed assorbimento dei nutrienti
• Monitoraggio biochimico clinico delle funzioni digestive
Utilizzazione dei nutrienti
• Metabolismo energetico e sua regolazione. Respirazione cellulare e polmonare. Ruolo del tessuto
adiposo bianco e bruno. Termogenesi e sua regolazione.
• Interazioni ed integrazioni metaboliche.
• Aspetti biochimici e fisiologici delle funzioni del fegato, del rene e del sangue. Regolazione del pH e
omeostasi idrico-salina. Destino delle scorie metaboliche ed eliminazione di sostanze potenzialmente
tossiche.
• Assetto metabolico dopo i pasti e lontano dai pasti. Aspetti biochimici, fisiologici e biochimico-clinici.
Omeostasi del glucosio.
• Aspetti peculiari del metabolismo del tessuto nervoso, osseo, muscolare connettivale e cutaneo.
• Assetti metabolici dell’età evolutiva, della gravidanza, e dell’allattamento.
• Adattamenti metabolici nell’attività fisica intensa.
Controllo dell’assunzione di cibo, del metabolismo dei nutrienti e del peso corporeo
• Controllo nervoso ed endocrino dell’appetito e della sazietà
• Effetti dei nutrienti, dell’alcool e dell’esercizio fisico sull’appetito e la sazietà
• Organizzazione circadiana del comportamento alimentare
I fluidi biologici: significato funzionale e impiego biochimico clinico nel monitoraggio dello stato
nutrizionale.
Il corso prevede lezioni, esercitazioni pratiche e seminari.
MODALITÀ DI ESAME
L’esame consiste in un colloquio orale.
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TESTI CONSIGLIATI:
N. Siliprandi, G. Tettamanti, Biochimica medica, Piccin Editore, Padova
M.S. Westerterp-Plantenga, A.B. Steffens, A. Tremblay, Regulation of food intake and energy expenditure,
EDRA Medical Publishing & New Media, Milano
Silverthorn, Fisiologia Umana, Casa Ed. Ambrosiana
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2.13
Corso di Legislazione sanitaria ed alimentare
G. Rotelli
OBIETTIVI GENERALI
Introduzione alle normative vigenti in campo alimentare e nutrizionale.
PROGRAMMA
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D.Lgs.1557/97
Sistema HACCP:
- analisi dei rischi
- identificazione punti critici di controllo
- azioni preventive
- definizione limite di accettabilità
- monitoraggio
- azioni correttive
- piano HACCP
Azioni preventive per tipologia di alimento
Azioni preventive nelle varie fasi del processo
Prevenzione cntaminazione crociata
tecnologie di manipolazione
Tecniche di cottura
Mantenimento temperature
Alterazioni principi nutritivi con il calore
Catena del freddo nella conservazioned egli alimenti
Confezionamento pasti e past trasportato
Pasto ospedaliero
Tossinfezioni alimentari
MODALITA’ DI ESAME
L’esame è orale.
TESTI CONSIGLIATI:
Pietro Ferrari, Gabriella Jacono, Manuale giuridico tecnico per la ristorazione collettiva, Maggioli editore.
48
2.14
Corso di Patologia e Fisiopatologia generali
Dott.ssa Erna C. Lorenzini
Patologia Generale, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche
Sezione L.I.T.A. Segrate
Via F.lli Cervi 93, 20090 Segrate MI
Tel. 02 5031404
E-mail: [email protected]
Orario di ricevimento: la Dott.ssa Lorenzini concorderà con gli studenti un orario di ricevimento presso il
Dipartimento di Biochimica di Via Saldini 50
OBIETTIVI
il corso si propone di fornire agli studenti gli strumenti per l’acquisizione:
• delle conoscenze dei meccanismi di base che caratterizzano l’insorgenza e il perpetuarsi dei fenomeni
patologici
• degli elementi di fisiopatologia propri di alcuni organi e apparati con particolare attenzione e con
approfondimenti specifici riguardanti l’apparato gastroenterico e gli aspetti endocrino metabolici correlati
a fenomeni nutrizionali
• dei concetti di base dell’immunologia che permettono la comprensione dei meccanismi della risposta
immune e delle principali reazioni immunopatologiche.
PROGRAMMA
Patologia generale
• Eziologia generale e meccanismi patogenetici: fattori patogeni intrinseci ed estrinseci
• Meccanismi del danno cellulare e della morte cellulare (necrosi e apoptosi)
• Patologia della cellula: malattie da accumulo intra (steatosi) ed extracellulare (amiloidosi)
• L’infiammazione: generalità, eventi vascolari, eventi cellulari, formazione dell’essudato, cenni sui
mediatori chimici, conclusione del processo infiammatorio, classificazione sistematica,
• L’infiammazione acuta
• L’infiammazione cronica
- manifestazioni sistemiche del processo infiammatorio
• Patologia della crescita e della differenziazione cellulare: iper e ipoplasie, ipo e ipertofie, metaplasie
displasie.
• Neoplasie:
- trasformazione neoplastica e cancerogenesi, crescita neoplastica meccanismi di invasione e
metastatizzazione
- oncogéni e antioncogéni
- progressione neoplastica
- cachessia neoplastica
Fisiopatologia
• Apparato digerente: gastroenterico, fegato
• Sistema endocrino metabolico: tiroide e surrene
• Patologie del metabolismo: diabete, obesità, gotta
• Sistema cardiovascolare
• Apparato respiratorio
• Anemie
• Ipertensione
• Aterosclerosi
• Emostasi e coagulazione
Immunologia
• Il sistema immunitario e le basi biologiche della risposta immune
• Immunità innata e acquisita
• Immunità umorale e cellulo mediata
• Antigeni e anticorpi
• Le cellule della riposta immune
• Reazioni di ipersensibilità o Allergie e intolleranze alimentari
• Autoimmunità
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MODALITA’ DI ESAME
L’esame è orale.
TESTI CONSIGLIATI:
G.M. Pontieri, Patologia e Fisiopatologia Generale – per i corsi di diploma universitario, ed. PICCIN,
Padova
Cotran, Kumar, Collins, Le basi patologiche delle malattie, ed PICCIN, Padova
Mitchinson, L’essenziale della Patologia, a cura di P. Comi, Delfino Editore
Saranno inoltre suggeriti o distribuiti fonti e articoli citati durante lo svolgimento delle lezioni, e verranno
forniti
Indicazioni di risorse on-line e di siti web dedicati ad argomenti specifici
50
2.15
Corso di Nutrizione delle collettività
Prof.ssa Marisa Porrini
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche – sezione Nutrizione
Via Saldini 50, 20133 Milano
Tel. 02/50316070
E-mail: [email protected]
Orario di ricevimento: Da definire all’inizio di ogni anno accademico
OBIETTIVI GENERALI
Lo studente deve conoscere:
• I principi fondamentali del ruolo della dieta per la promozione della salute e la prevenzione delle
malattie
• Le caratteristiche nutrizionali degli alimenti al momento del consumo
• Le relazioni esistenti tra l’evoluzione degli stili e delle abitudini di vita e le scelte alimentari
• I principi fondamentali per l’impostazione di protocolli dietetici per le collettività di sani
E deve apprendere:
• L’utilizzo degli strumenti appropriati (software, database, tabelle di composizione degli alimenti, livelli
raccomandati di assunzione di nutrienti, ecc.) per la formulazione di menù bilanciati e rispondenti alle
specifiche esigenze di diversi gruppi di popolazione
PROGRAMMA
•
La salute pubblica
- Obiettivi della salute pubblica in Italia
- La promozione della salute e la prevenzione delle malattie: ruolo della dieta e dell’attività fisica nella
prevenzione delle malattie cardiovascolari, tumori, diabete, osteoporosi, ecc.
- L’influenza degli aspetti demografici, dello stile di vita, delle conoscenze alimentari, ecc. sul
comportamento alimentare
•
I trend alimentari
- I fattori che influenzano le scelte alimentari
- Le caratteristiche nutrizionali degli alimenti al momento del consumo
- Caratteristiche nutrizionali e potenzialità di utilizzo dei “nuovi alimenti”: alimenti biologici, funzionali,
alleggeriti, ecc.
•
La nutrizione delle collettività
- L’alimentazione nelle collettività di bambini, adulti, anziani, ammalati: principi ed applicazioni
- L’alimentazione in presenza di esigenze particolari: allergie ed intolleranze alimentari, diete vegetariane,
diete con esclusione di specifiche categorie di alimenti, ecc.
- L’educazione alimentare nelle collettività: impostazione delle strategie ed analisi delle metodologie e
degli strumenti più appropriati
MODALITA’ D’ESAME
L’esame è orale
TESTI CONSIGLIATI:
Il materiale didattico concernente il corso verrà distribuito dal Docente durante il corso stesso.
51
2.16
Corso di Principi di dietetica e accertamento
dello stato nutrizionale
Prof. Guido Tettamanti, Dott.ssa Anita Ferraretto
Dipartimento di Chimica, Biochimica e Biotecnologie per la Medicina
Via F.lli Cervi 93, 20090 Segrate
Tel. 02/50330359; 02/50330374
E-mail: [email protected]; [email protected]
Dott.ssa Anna Pagani
Dipartimento di Chimica, Biochimica e Biotecnologie per la Medicina
Via Saldini 50, 20133 Milano
Tel. 02/50316057
E-mail: [email protected]
Dott. Alberto Battezzati
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche
Via Celoria 2, 20133 Milano
Tel. 02/26432330
E-mail: [email protected]
PROGRAMMA
PRINCIPI DI DIETETICA
• Definizione di nutriente
• Nutrienti plastici ed energetici. Fabbisogni plastici ed energetici. Biodisponibilità dei nutrienti. Approcci
sperimentali per lo studio dei fabbisogni di nutrienti. Indagini statistiche sui fabbisogni e abitudini
alimentari. I traguardi della dietetica di popolazione: ampliamento delle prospettive di vita in buono stato
di salute.
• I dati antropometrici: concetto di peso teorico o desiderabile o forma. Composizione corporea: massa
magra e massa grassa, altezza, sesso, crescita, età, gravidanza, allattamento, altre condizioni fisiologiche
particolari. Indice di massa corporea: sottopeso, normo peso, sovrappeso, obesità.
• Quantificazione dei fabbisogni energetici: metabolismo basale, metabolismo di funzione. Azione
dinamico specifica degli alimenti.
• Determinazione dei fabbisogni energetici: equivalente calorico dei nutrienti energetici, quoziente
respiratorio, valutazione spirometrica del metabolismo basale e di funzione. Formula di Harris e Benedict.
Ripartizione dell’apporto energetico fra glicidi, lipidi e proteine.
• Quantificazione e soddisfazione dei fabbisogni plastici.
- Caso delle proteine: valore biologico delle proteine alimentari. Fabbisogno dei singoli aminoacidi
essenziali secondo l’età. Proteine animali e vegetali. Fabbisogni giornalieri raccomandati di proteine.
- Caso dei glicidi e dei lipidi. Indice glicemico. Glicidi semplici e polimerizzati. Acidi grassi della serie
ω 3 e ω 6.
- Caso di vitamine, sali minerali, acqua.
• I LARN. Raccomandazioni per la predisposizione di una dieta variata, equilibrata e normo calorica.
Alimenti funzionali: fibre, antiossidanti, stimolanti. Bevande alcoliche. Le fonti di alimenti: uso delle
tabelle di composizione degli alimenti.
ACCERTAMENTO DELLO STATO NUTRIZIONALE
• Composizione corporea
- Modelli di composizione corporea (livelli di analisi e loro componenti: atomico, molecolare, cellulare,
tissutale, organismo in toto
- Metodi strumentali per lo studio della composizione corporea (Densitometria, DEXA,
bioimpedenziometria, misurazione dell’acqua corporea, imaging e altre tecniche: spettroscopia clinica,
40
K etc)
- Misure antropometriche, loro relazione con la composizione corporea e implicazioni cliniche (Curve di
accrescimento e stadiazione di Tanner, Body Mass Index e plicometria)
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•
Spesa energetica
- Metodi per la misurazione della spesa energetica (calorimetria indiretta, acqua doppiamente marcata,
valutazione dell’attività fisica)
- Interpretazione della spesa energetica sulla base della composizione corporea (spesa energetica della
massa metabolicamente attiva, applicazioni cliniche)
•
Parametri biochimici
- Massa e cinetica proteica, status lipidico, status glicemico (includendo carico orale di glucosio, indice
glicemico dei cibi), vitaminico, minerali ed elettroliti, ed accertamenti endocrinologici.
•
Approccio integrato alla valutazione dello stato di nutrizione
- Cenni di approccio diagnostico su base anamnestica, valutazione dell’intake alimentare, esame obiettivo,
parametri biochimici ed esami strumentali
Verranno effettuate esecuzioni pratiche di DEXA, BIA, PLETISMOGRAFIA AD ARIA, PLICOMETRIA e
CALORIMETRIA INDIRETTA ed esercizi di predisposizione e valutazione di diete.
MODALITÀ D’ESAME
L’esame consiste in una prova pratica (elaborazione di una dieta) seguita da una prova orale.
TESTO CONSIGLIATO:
J.K. Nelson, K.E.Moxness, M. Jensen, C.F. Gastineau, Dietologia: manuale della Mayo Clinic, Edizione
italiana, Centro scientifico editore, 1998
Verranno inoltre distribuite dispense agli studenti per specifici argomenti.
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III ANNO
2.17
Corso di Dietistica delle malattie dell’apparato digerente (*)
Prof. Alberto Malesci
Cattedra di Medicina Interna
Istituto Clinico Humanitas
Via Manzoni 56, 20089 Rozzano (MI)
Tel. 02/82244502
PROGRAMMA: vedi Programma e Obiettivi Generali sotto riportati
2.18
Corso di Dietistica delle malattie endocrino-metaboliche (*)
Prof. Antonio Pontiroli
Cattedra di Medicina Interna
Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria,
Ospedale “San Paolo”
Via A. di Rudini 8, 20142 Milano
Tel. 02/81844559
E-mail: [email protected]
PROGRAMMA: vedi Programma e Obiettivi Generali sotto riportati
2.19
Corso di Dietistica delle malattie cardiovascolari renali (*)
Prof. Cesare Fiorentini
Cattedra di Cardiologia,
Ospedale “San Paolo”
Via A. di Rudini 8, 20142 Milano
Tel. 02/81844461
E-mail: [email protected]
PROGRAMMA: vedi Programma e Obiettivi Generali sotto riportati
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2.20
Corso di Psicopatologia alimentare
S.Betti
OBIETTIVI
Fornire agli studenti nozioni e competenze nell’ambito dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).
PROGRAMMA
•
•
•
•
•
•
Inquadramento diagnostico
Strumenti per la valutazione e l’assessment dei DCA
Modelli descrittivi ed esplicativi
Il trattamento dei DCA: l’approccio multidisciplinare
Il lavoro d’équipe
La relazione interpersonale e i Sistemi Motivazionali: gli stili relazionali e le differenze individuali nei
DCA.
La finalità è di incrementare, nella propria professione, le capacità di effettuare scelte, in ambito clinico e di
intervento terapeutico, che siano strategicamente efficaci ed adeguate nel rapporto con il paziente e i suoi
familiari.
Durante il corso verranno proposte esercitazioni pratiche condotte mediante l’utilizzo di role-playing e
simulate da parte degli studenti relativamente alle tematiche affrontate.
MODALITA’ DI ESAME
L’esame consiste in una prova orale.
TESTI CONSIGLIATI
- Bauer B., Ventura M., Oltre la dieta. Una nuova cultura per i disturbi alimentari. Centro Scientifico Editore,
Torino 1998.
Verranno distribuite dispense dal docente durante il corso.
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2.21
Corso di Politica ed economia alimentare
Il Docente e il Programma verranno segnalati sd snno sccsdemico iniziato
56
2.22
Corso di Deontologia e bioetica
Prof. Enzo Ronchi, dr. U.Genovese
Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni
Via Mangiagalli 37, 20133 Milano
Tel. 02/50315682
Il Programma del Corso sarà segnalato ad anno accademico iniziato.
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2.23
Corso di Dietistica in gravidanza, eta’ evolutiva e geriatrica
e nelle patologie ad esse associate
Prof. Carlo Agostoni
Cattedra Pediatrica, Ospedale “San Paolo”
Via A. di Rudini 8, 20142 Milano
Tel. 02/8135375
E-mail: [email protected]
OBIETTIVI GENERALI
Valutare le caratteristiche dello stato di gravidanza, dell’età evolutiva, e dell’età geriatrica, introdurre le
principali patologie associate a questi stati e riconoscere le esigenze nutrizionali relative.
PROGRAMMA
•
•
•
•
•
•
•
•
Gravidanza
- Nutrizione in gravidanza: fabbisogni e supplementazioni
- La nutrizione materna può influenzare la crescita fetale?
- L’ipotesi di Barker e il programming
Allattamento
- Il latte materno: composizione
- Pratica dell’allattamento al seno
- I latti formulati: latti di inizio, latti di proseguimento, formule speciali
Il divezzamento: quando, come, perché
Componenti funzionali dell’alimentazione in età pediatrica: probiotici, prebiotici, fibra alimentare, acidi
grassi polinsaturi
Alimentazione tra 2 e 5 anni
Alimentazione in età scolare e adolescenza
Alimentazione in stati patologici della gravidanza e dell’età evolutiva
Alimentazione dell’anziano
MODALITA’ D’ESAME
L’esame è orale.
TESTI CONSIGLIATI:
Saranno distribuiti agli studenti appunti su argomenti specifici.
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2.24
Corso di Dietistica delle emergenze medico-chirurgiche e in terapia intensiva (*)
Prof. Gaetano Iapichino
Cattedra di Anestesiologia e Rianimazione, Ospedale “San Paolo”
Via di Rudini 8, 20142 Milano
Tel. 02/81844543
E-mail: [email protected]
PROGRAMMA
vedi Programma e Obiettivi Generali sotto riportati
PROGRAMMA E OBIETTIVI GENERALI DEI CORSI ASTERISCATI (*)
OBIETTIVI GENERALI
Introdurre le varie patologie di più alto impatto nutrizionale, valutare l’importanza di specifici regimi
dietetici a scopo preventivo e curativo, ed elaborare le corrispondenti diete di mantenimento a breve e lungo
termine.
PROGRAMMA GENERALE
• Breve presentazione delle caratteristiche generali delle esigenze nutrizionali di condizioni patologiche di
più elevata rilevanza sul piano nutrizionale (malattie gastro enteriche, disendocrinie, malattie
cardiovascolari, malattie renali, emergenze medico chirurgiche, terapie intensive)
• Addestramento all’allestimento di regimi dietetici per:
- Pazienti affetti da: malattie endocrino-metaboliche con particolare riferimento al diabete mellito di tipo 1
e tipo 2, obesità di grado 1 e 2, obesità di grado 3 in previsione e in seguito ad interventi di chirurgia
bariatrica, il tutto d’intesa con i medici addetti ai vari schemi di terapia dietetica e in considerazione
della palatabilità e dell’accettazione da parte dei pazienti
- Pazienti affetti da malattie cardiovascolari quali ipertensione arteriosa e scompenso cardio circolatorio
- Pazienti con nefropatia medica, secondo i vari gradi di compromissione della funzione renale globale,
comprendendo quindi i pazienti in trattamento emo-dialitico e i pazienti sottoposti a trapianto renale
- Pazienti in corso di emergenza medico-chirugica, con particolare riguardo alle diete per nutrizione
enterale
- Pazienti geriatrici
• Inoltre lo studente dovrà dimostrare di conoscere i principi teorici l’addestramento alla preparazione di:
- Diete ad alto contenuto in fibra alimentare
- Diete a basso contenuto in sodio
- Diete ad alto contenuto proteico
- Diete ad lato contenuto calorico
- Diete ad alto contenuto in carboidrati
E’ previsto un periodo di stage presso le unità operative di malattie del metabolismo, di cardiologia, di
nefrologia, di geriatria, di medicina d’urgenza per acquisire le basi teoriche delle malattie ivi trattate e per
acquisire la terminologia corretta per il contatto con gli operatori sanitari e i pazienti.
MODALITÀ D’ESAME
L’esame consiste in una prova scritta (confezionamento o valutazione di una dieta ad hoc) seguita da una
prova orale.
TESTO CONSIGLIATO:
J.K. Nelson, K.E. Moxness, M. Jensen, C.F. Gastineau, Dietologia: manuale della Mayo Clinic, Edizione
italiana, Centro scientifico editore, 1998
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2.25
Corso di Educazione sanitaria ed alimentare
Dr. M. Tesauro
OBIETTIVI GENERALI
Al termine del corso lo studente dovrà essere in grado di:
• Conoscere i concetti di prevenzione sanitaria e alimentare primaria e secondaria
• Conoscere le Linee Guida alimentari e gli studi epidemiologici che le hanno generate
• Conoscere gli strumenti utilizzabili per proporre dei programmi di prevenzione attraverso il recupero e/o
l’adozione di modelli alimentari più idonei a proteggere la salute
• Saper correttamente orientarsi ed orientare nella miriade di informazioni su alimenti e nutrizione
(concetti di comunicazione in campo alimentare)
PROGRAMMA
Al termine del corso lo studente dovrà conoscere e saper descrivere:
• i requisiti e i fini degli standard nutrizionali (protezione della popolazione da carenze nutrizionali,
elementi per la valutazione dell’adeguatezza nutrizionale della dieta media della popolazione,
pianificazione degli approvvigionamenti)
• i concetti di: fabbisogno fisiologico medio; assunzione di riferimento per popolazione; intervallo di
sicurezza ed adeguatezza per le assunzioni alimentari
• nelle sue parti fondamentali i livelli di assunzione giornalieri raccomandati di energia e nutrienti per la
popolazione italiana (LARN)
• le linee guida alimentari (come strumento di revisione del comportamento alimentare a scopo protettivo
per la salute; conoscere le principali nel mondo occidentale (USA, Regno Unito ecc.) con
approfondimento per quelle nazionali
• dei possibili progetti di prevenzione primarie e/o secondaria di interesse nutrizionale (progetti di
prevenzione per obesità, malattie cardiovascolari ecc.
MODALITA’ D’ESAME
L’esame è orale.
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V. OPPORTUNITA’ PER GLI STUDENTI
1. Programmi dell’Unione Europea
1.1. Programma Socrates/Erasmus.
Socrates/Erasmus è il Programma dell’Unione Europea che sostiene la mobilità internazionale
degli studenti, contribuendo a finanziare esperienze di studio all’estero in seguito riconosciute
dall’Università di origine.
Il soggiorno all’estero può avere una durata compresa tra un minimo di tre mesi ed un massimo
di dodici mesi.
Possono partecipare tutti gli studenti dell’Università degli studi di Milano iscritti a Corsi di
Laurea, Dottorato o a Scuole di specializzazione, a seconda dei termini previsti nei diversi accordi
con le Università straniere.
Gli studenti devono essere cittadini dei paesi partecipanti al programma.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla Divisione Affari Generali- Ufficio Programmi
Comunitari di Formazione- via S. Antonio 12, oppure consultare il sito internet dell’Università.
1.2. Programma Leonardo da Vinci.
Il Programma Leonardo da Vinci è un’iniziativa rivolta esclusivamente alle donne e dal 1995
costituisce il principale strumento comunitario per far fronte all’esigenza di aggiornamento delle
conoscenze e delle competenze professionali scaturita dalle caratteristiche dell’economia e del
mercato del lavoro attuali.
Nel 1999 l’Unione Europea ha deliberato la seconda fase del programma Leonardo da Vinci,
per gli anni 2000-2006. Uno degli obiettivi del programma è la promozione delle pari opportunità
tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso alla formazione e alle professioni tradizionalmente
maschili, con l’abbattimento delle barriere socioculturali spesso alla base dei pregiudizi che
determinano le scelte professionali delle donne. I progetti della prima fase del programma hanno
dato in genere buoni risultati, ed hanno contribuito a migliorare la prassi della formazione
professionale e a sensibilizzare gli operatori del settore sulla necessità di ricercare un migliore
equilibrio tra i sessi in sede di formazione e sul luogo di lavoro.
Ulteriori informazioni sul programma Leonardo da Vinci si possono ottenere dalla consultazione
del sito internet dell’Ateneo..
2. Borse di studio
L’Università degli Studi di Milano prevede un serie di opportunità rivolte agli studenti per il
finanziamento degli studi, se ne descrivono qui di seguito le più significative:
Borse di perfezionamento all’estero
L’Università degli Studi di Milano indice concorsi per l’attribuzione di borse di studio a favore
di cittadini italiani e comunitari in possesso del diploma di laurea o della laurea specialistica,
ovvero di titolo equipollente conseguito presso Università straniere, che alla data di scadenza del
bando di concorso non abbiano compiuto i ventinove anni di età e che documentino un impegno
formale di attività di perfezionamento verso istituzioni estere ed internazionali di livello
universitario.
61
Possono inoltre candidarsi all’assegnazione delle borse di studio anche i cittadini extracomunitari
residenti in Italia, o titolari di carta di soggiorno, ovvero di permesso di soggiorno per uno dei
motivi indicati dall’art. 37 comma 5 della legge 6 marzo 1998 n. 40, nonchè coloro i quali
conseguiranno il diploma di laurea entro la data di svolgimento della prova d’esame. In tal caso la
partecipazione verrà disposta “con riserva” e il candidato sarà tenuto a presentare, a pena di
decadenza, il certificato di laurea o la relativa dichiarazione sostitutiva entro quindici giorni dal
conseguimento del titolo.
Premi di studio-borse
Questo tipo di borse di studio non è riservato a categorie predeterminate, ma costituisce
un’ulteriore opportunità di finanziamento degli studi rivolta alla totalità degli studenti che di volta
in volta vengono individuati nel relativo bando di concorso.
Borse di studio per matricole
Vengono conferite agli studenti di nuova immatricolazione e sono destinate all’incentivazione e
alla razionalizzazione della frequenza universitaria degli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi.
Per la partecipazione al concorso finalizzato all’attribuzione di queste borse di studio sono
necessari alcuni requisiti, in particolare per la formulazione della graduatoria si tiene conto di tre
parametri: voto di maturità, punteggio per la residenza e punteggio per il reddito. La votazione di
maturità non deve essere inferiore a 83/100 (o equivalente 50/60); per la residenza viene attribuito 1
punto per il residenti nel capoluogo e nella provincia di Milano, 2 punti per i residenti nella regione
Lombardia e 3 punti per i residenti fuori dalla regione Lombardia; per i requisiti di reddito è
necessaria l’appartenenza alle prime tre fasce di reddito.
Borse di studio per il proseguimento della formazione dei giovani più promettenti
Destinatari delle borse sono giovani laureati di età non superiore a 29 anni e in possesso di
determinati requisiti relativi al titolo di studio e al mantenimento della condizione di
disoccupazione. Sono previste due tipologie di borse di studio: borse finanziate dall’Ateneo,
riservate ai laureati dell’Università degli Studi di Milano, e borse finanziate dalle strutture di
destinazione, a cui possono partecipare anche i laureati provenienti da altre Università.
VI.
DOPO LA LAUREA
I. Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Assistenziali
Il corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Assistenziali ha
l’obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività di
elevata qualificazione in ambito dirigenziale, didattico o di ricerca.
La durata del corso di laurea specialistica è di ulteriori 2 anni dopo il conseguimento della laurea.
Per conseguire la laurea specialistica lo studente deve aver acquisito 300 crediti formativi, compresi
quelli già ottenuti nel triennio precedente.
II. Corsi di perfezionamento
L’Università può attivare corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e
ricorrente successivi al conseguimento della laurea (corsi di perfezionamento di primo livello) o
della laurea specialistica (corsi di perfezionamento di secondo livello) per rispondere ad esigenze
culturali di approfondimento in determinati settori di studio o ad esigenze di aggiornamento o
62
riqualificazione professionale e di educazione permanente. Al termine del corso non viene rilasciato
un titolo dotato di valore legale ma un attestato di frequenza.
III. Master
Il Master è un corso con frequenza obbligatoria successivo alla Laurea (Master di primo livello) o
alla Laurea specialistica (Master di secondo livello) rivolto a chi senta la necessità di acquisire
maggiori conoscenze e abilità professionali. Al termine del corso viene rilasciato un titolo di studio
accademico.
Per conseguire questo titolo sono necessari 60 crediti formativi universitari, essendo di norma la
durata del corso di circa un anno.
IV. Dottorato di Ricerca
Il dottorato di ricerca è il più alto livello di formazione universitaria ed è disciplinato dall’art.4 della
L. 210/98. Per accedere al corso di dottorato di ricerca è necessario essere in possesso della laurea
specialistica o di altro titolo conseguito all’estero e riconosciuto idoneo.
I corsi di dottorato di ricerca hanno la finalità di fornire agli iscritti competenze di elevato livello e
qualificazione adeguate all’esercizio di attività di ricerca e di professionalità che richiedano un alto
grado di preparazione scientifica presso enti pubblici e soggetti privati.
La selezione per l’accesso ai corsi di dottorato avviene per concorso pubblico per titoli ed esami,
previa emanazione da parte del Rettore, entro il mese di luglio, dei relativi bandi, pubblicati sulla
“Gazzetta Ufficiale”, resi noti anche attraverso il sito-web dell’Università e dandone tempestiva
comunicazione al MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) per la diffusione
a livello nazionale anche tramite strumenti informatici.
63
VI.
I.
ULTERIORI INFORMAZIONI
Informatizzazione dei servizi
Per semplificare i servizi offerti agli studenti e per facilitarne l’utilizzo, l’Università degli Studi di
Milano ha installato una rete informatica che opera attraverso una rete di terminali SIFA, estesi
anche alla Facoltà di Medicina. I terminali sono attualmente distribuiti presso il Settore didattico di
via Celoria e presso ciascuno dei Poli didattici della Facoltà (Osp. S.Paolo, Osp. L.Sacco, Osp.
Maggiore IRCCS di Milano).
I servizi SIFA sono accessibili anche tramite Internet all’indirizzo:
http://www.studenti.unimi.it/sifacap/sifa_online.htm
Attraverso i terminali SIFA gli studenti possono svolgere le seguenti operazioni amministrative:
iscrizione al test di ammissione al Corso di Laurea;
richiesta di certificati di carriera;
iscrizione a vari bandi di concorso (programma Socrates, ecc.);
visualizzazione della posizione amministrativa.
II.
Centro di servizio di ateneo per l’Orientamento allo Studio e
alle Professioni (COSP)
Per ottenere ulteriori chiarimenti e informazioni sui corsi e i relativi piani di studio gli studenti
possono rivolgersi al COSP, via Festa del Perdono n.7, tel 02.503.12113-12148, presso il quale
sono disponibili anche fascicoli informativi e stampati vari di cui gli studenti possono usufruire per
essere orientati nella scelta del percorso di studio.
III.
Istituto per il diritto allo Studio Universitario (ISU)
Per ciò che attiene la disciplina degli aiuti e dei servizi a favore degli studenti la fonte normativa più
significativa è rappresentata dalla legge 390 del 2 dicembre 1991, “Norme sul diritto agli studi
universitari”. Tale legge quadro ha indicato le linee guida per una adeguata distribuzione delle
competenze in materia di diritto agli studi tra Stato, Regioni e Università, ed ha consentito quindi la
realizzazione del dettato costituzionale riguardante il dovere dello Stato di rimuovere quegli
“ostacoli di ordine economico e sociale” che limitando l’uguaglianza dei cittadini ne impediscono
l’effettiva partecipazione alla vita politica, economica e sociale del Paese.
La regione Lombardia ha recepito la normativa statale confermando l’istituzione degli Istituti per il
diritto allo Studio universitario (ISU) che sono enti strumentali dotati di autonomia organizzativa e
funzionale, che hanno il compito di gestire una serie di interventi per favorire il diritto allo studio
universitario. L’ISU dell’Università degli Studi di Milano eroga alla totalità degli studenti servizi
relativi alla ristorazione, all’orientamento-scambi internazionali, alle attività culturali, al prestito
libri, ai servizi di supporto agli studenti portatori di handicap; inoltre l’ISU eroga per concorso altri
servizi di ausilio economico per gli studenti universitari ed in particolare: borse di studio, servizio
abitativo, contributi di studio per l’estero e sovvenzioni straordinarie.
Per ogni eventuale informazione circa le modalità per usufruire dei servizi gestiti dall’ISU è
opportuno consultare il sito internet www.isu.unimi.it.
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