vialattea magazine 2012-2013
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vialattea magazine 2012-2013
il Magazine www.vialattea.it La bellezza delle cose esiste nella mente che le contempla La casa uomo è di un il proprio castello [email protected] - www.codebo.it Codebò S.p.a. - Via A. Vespucci, 64/D - 10129 Torino - Tel. 011.56.82.242 r.a. - Fax 011.56.81.930 Dal 1905 felici di assistervi. Vialattea ... montagne da amare! Filippo Armand Photographer VIALATTEA ~ IL MAGAZINE EVENTI IN VIALATTEA LA STAGIONE SPORTIVA 6 LOCALITÀ GARA SOCIETÀ ETÀ ORGANIZZATRICE SESTRIERE IPC ALPINE SKIING WORLD CUP GS-SL-W-M WHITE SKI TEAM FREEWHITE SESTRIERE SELEZIONE PROVINCIALE TROFEO PINOCCHIO SPORTING ORTING CLUB SESTRIERES 10 15-17 SESTRIERE SESTRIERE CENTRO RO SCI TORINO 30 SESTRIERE TROFEO BOLAFFI FIS POLICE SKI GS-W GS-SL-M 32° UOVO D’ORO FINALE MASTERS CUP FIS SL-GS-W-M 47° CAMPIONATO ITALIANO MAESTRI DI SCI 36° GRAN PREMIO GIOVANISSIMI ORTING CLUB SESTRIERES SPORTING DATA GENNAIO 2013 08-11 FEBBRAIO 2013 12 MARZO 2013 TEAM AM ITALIA ORTING CLUB SESTRIERES SPORTING APRILE 2013 05-06 SESTRIERE 08-10 SAUZE D’OULX 12-14 SAUZE D’OULX UOLA SCI VIALATTEA SCUOLA SAUZE UZE D’OULX SCUOLA UOLA SCI VIALATTEA SAUZE D’OULX SPORTING CLUB SESTRIERES PIAZZA AGNELLI 4 - 10058 SESTRIERE - TEL. 0122.799430 WWW.VIALATTEA.IT In copertina: "La Leja", 1947 - Sauze d'Oulx - F. Vellan 8 10 14 18 È tempo di bilanci... di Giovanni Brasso - Presidente Sestrieres SpA ... Perchè ancora le regioni autonome??? di Alessandro Perron Cabus - Amministratore Delegato Sestrieres SpA Business Card Numeri utili in alta valle di Susa ... Un regalo ai clienti della Vialattea di Ilaria Perron Cabus - Responsabile Marketing Sestrieres SpA 20 Vita da Ufficio Sportivo 24 Turkish Airlines raggiunge anche la Vialattea 26 di Gualtiero Brasso - Direttore Sportivo Sestrieres SpA Una collaborazione per la promozione delle bellezze olimpiche ... Signore e Signori la neve è servita di Alessandro Perron Cabus - Amministratore Delegato Sestrieres SpA 30 Vizi e virtù dei funiviari 32 Riverbero azzurro sulla neve bianca 34 39 di Luigi Ricotti di Ezio Laboria Un gradito ritorno in Vialattea: “Il Club Med” di Alessandro Perron Cabus - Amministratore Delegato Sestrieres SpA Er core di Maurizio Mattioli di Paolo Blanc 46 Amanda De Mar ... la Barbie di Sestriere 50 Elisa Genovese bellezza di casa nostra 56 60 64 68 71 74 di Rita Quarta di Rita Quarta Il Presidente del Torino Urbano Cairo saluta la Vialattea di Paolo Blanc - Foto di Maurizio Dreosti Silvano Benedetti. Un ragazzo del Filadelfia diventato grande di Paolo Blanc Dai Mattia! La classe di Mattia Casse... figlio d’arte di Claudio Tescari Cesana Torinese: il pianeta delle ciaspole a cura del Comune di Cesana Torinese Che bel vento satira in Vialattea. di Moreno Moretti - Prefazione di Marco Giachino 80 anni di passione per il golf... di Donatella Bertramd - Direttore Circolo Golf Sestriere 77 Vialattea Running. Corri con noi! 80 Design d'alta quota, il nuovo linguaggio della casa di montagna 84 92 96 101 106 110 di Giorgio Aprà di Massimiliano Longanizzi e Daniela Lazzaro Il nostro territorio. Immagini mosse dal sentimento Testo di Paolo Blanc - Fotografie di Max Gorlier, Carla Scorza, Enrico Pejrolo, Filippo Armand, Davide Cimenti Bre Banca Lanutti Cuneo. Storia di campioni a Sauze d'Oulx a cura dell'Ufficio Stampa Bre Banca Lanutti Cuneo "Alpini finchè le gambe vi portano" di Gianni Mattana Il grande sogno. La linea ferroviaria da Pinerolo a Briançon di Valter Bruno Le conserve. I prodotti della Valle di Susa sotto vetro di G. R. Berchera La cartina delle piste della Vialattea BUSINESS CARD E’ TEMPO DI BILANCI... di GIOVANNI BRASSO Presidente Sestrieres SpA E’ arrivato il tempo dei bilanci: anche noi della Sestrieres Spa crediamo valga la pena tirare le somme dei primi sei anni di attività della nuova gestione. Il nostro impegno è stato indirizzato soprattutto a ridurre gli sprechi ed i privilegi e ad ottimizzare i servizi. Detto così sembra un abusato luogo comune, tuttavia è proprio in questa direzione che abbiamo profuso il massimo sforzo. Desideriamo citare, per tutti, alcuni esempi significativi: abbiamo ridotto nel corso del tempo il numero del parco impianti, eliminando quelli che registravano un numero di passaggi neppure sufficiente non solo per coprire i costi di gestione ma neppure le spese dell’energia elettrica e che, tra l’altro, non erano indispensabili per i collegamenti nel comprensorio. Oggi possiamo tranquillamente sostenere che la Vialattea, anche se ancora penalizzata da troppi impianti di arroccamento e di trasferimento, registra una media annua di passaggi per impianto in esercizio in linea con le altre grandi stazioni europee. Sotto il profilo delle criticità ci sembra importante focalizzare quella costituita dalla scarsa presenza di sciatori sul territorio nei giorni feriali; problema arcinoto, questo, che coinvolge non solo la società degli impianti ma tutto il sistema economico del comparto, soprattutto in questo momento storico di contingenza sfavorevole. La nostra opinione è che occorre puntare sempre di più sul miglioramento e sul potenziamento dei servizi, in particolare quelli che riguardano l’après-ski, ottimizzando le offerte di hospitality e di accoglienza. Inoltre crediamo che occorra investire in modo importante e massivo nella comunicazione. Com’è noto, comunicare in maniera “forte” ed efficace ha costi significativi, ma costituisce un investimento di lunga durata, con le indubbie ricadute che detti costi hanno sull’economia del territorio ma, soprattutto, sui ritorni positivi e quindi sui ricavi che determinano. Si può disporre di un territorio bellissimo e pieno di fascino ma difficilmente tale bellezza sarà il solo elemento capace di incrementare il numero dei frequentatori. Siamo profondamente convinti che una leva strategica potente risieda nel “sapere e nel far sapere”. Comunicare, dunque, è determinante ma per comunicare in modo adeguato ed efficace è necessario disporre di budget considerevoli che non possono essere reperiti da una o da poche singole aziende ma che devono considerarsi, al pari della neve, “costi di sistema”. Sempre nell’ottica dell’analisi di bilancio, ci sembra opportuno esprimere alcune considerazioni sulle ottimizzazioni impiantistiche, come ad esempio la sciovia Rio Nero e la seggiovia Colò, nel Vallone Rio Nero, che hanno dato ottimi risultati. Quest’ultima infatti trasporta 400.000 sciatori/annui ad una velocità di 2,8 m/s che, essendo di circa il 20% superiore a quella di una quattro posti ad ammorsamento fisso, di fatto riduce il tempo di risalita di circa 3 minuti. Questa è una scelta che ci soddisfa, così come ci soddisfa la ricollocazione del vecchio Triplex sulla linea delle Rocce Nere che si è rivelata idonea nell’ottica di una gestione oculata del comprensorio. Il nuovo impianto ha funzionato bene per tutto l’inverno, mentre sulla linea precedente, a causa del vento, aveva dato spesso problemi. L’impianto, purtroppo, non viene ancora utilizzato in modo ottimale dai nostri clienti: il giorno 28 dicembre 2011, dalle ore dall’interno 10.00 alle ore 11.00, ha trasportato il numero massimo di 1.963 persone/ ora, pari a meno dell’80% della sua capacità, e nel medesimo giorno ed alla stessa ora è stato registrato il tempo di attesa massimo per l’imbarco, 11 minuti e 40 secondi. Quando la clientela riuscirà ad utilizzare l’impianto in modo corretto, caricandolo compiutamente, le attese scenderanno ben al di sotto di un livello che, già oggi, si può considerare tollerabile, anche nelle giornate di punta. E’ fin troppo ovvio, e sull’argomento non vale la pena spendere troppe parole, che gli impianti di risalita, così come le strade, le ferrovie, gli uffici postali o gli stadi, non sono progettati per assorbire l’affluenza massima, magari registrabile 10 giorni all’anno, ma un’affluenza che si aggira intorno ai 4/5 di quella massima. In questi 6 anni abbiamo portato a termine interventi migliorativi anche sull’area sciabile; sono state abbandonate, tra le altre, le piste di Grangesises e di Genevris, per un totale di 9.400 metri. Per contro, sono state realizzate piste nuove per 22.372 metri, di cui 8.695 su incarico e a spese delle Civiche Amministrazioni. Un tempo le piste proposte erano quasi esclusivamente piste rosse e nere; oggi, in tutto il comprensorio, si possono trovare almeno 3 o 4 piste blu per area, scelta particolarmente apprezzata dai turisti, soprattutto dai principianti, che in questo modo possono percorrere tutta la Vialattea. Vale la pena rilevare che l’organizzazione aziendale della Sestrieres è sistemica. Dal Consiglio di Amministrazione, ai Dirigenti, fino agli addetti di pedana, tutti svolgono bene il proprio compito, ben sapendo di essere parte integrante di un progetto che va ben al di là delle dimensioni dell’azienda e che si riverbera su un territorio grande come una piccola provincia; da noi non ci sono spazi per gli sprechi, per le fantasie e per i personalismi. Aver cambiato la filosofia gestionale della Sestrieres ci colloca, con soddisfazione, fra i pochi in Europa attrezzati per “seguire le condizioni del tempo” e non per “anticiparle”. E’ evidente che anticipare il tempo è molto più facile, non si corrono rischi, non ci sono sorprese e, più in generale, si dormono sonni tranquilli. Seguire il tempo vuol dire essere disponibili ad accettare rischi, a vivere momenti di grande stress e, talvolta, a causare situazioni di disservizio, ma questa filosofia ci permette di lavorare con una struttura estre- mamente snella che si completa solo quando si determinano le condizioni idonee, con grande efficienza gestionale. La sistematica riduzione dei privilegi (sconti e omaggi) e le soluzioni organizzative adottate hanno permesso di mantenere i prezzi degli skipass invariati: questa sarà la sesta stagione per quanto riguarda gli stagionali (nel periodo promozionale) e la quinta per i giornalieri e plurigiornalieri 6 giorni. E’ opportuno ricordare che il costo dello skipass rappresenta la somma dei costi societari più un minimo di utile aziendale e che gli sprechi altro non sono che un danno per il cliente e per il sistema. Queste sono le regole dell’impresa e del mercato che la Sestrieres condivide, mette in pratica ed attuerà anche per il futuro. Siamo comunque soddisfatti del lavoro svolto, dei risultati ottenuti e della collaborazione che abbiamo trovato sul territorio e, se pur a livelli diversi, dalle Civiche Amministrazioni, dalla Provincia e dalla Regione Piemonte. In ogni caso non ci fermeremo qui, continueremo con la logica fino ad oggi adottata al fine di avere un’azienda sana ed in grado di soddisfare al meglio e con continuità le esigenze dei propri clienti. dall’interno ...PERCHÉ ANCORA LE REGIONI AUTONOME ??? VIALATTEA ~ IL MAGAZINE di ALESSANDRO PERRON CABUS Amministratore Delegato Sestrieres SpA L’ imprenditore, a qualsiasi livello, va soppesato per le esplicite capacità che dimostra ogni giorno nel dirigere la propria attività. Questa è la spietata quanto corretta definizione, che regola il mondo dell’imprenditoria in generale. Prima regola, la più importante, “quello che fai ti deve piacere tantissimo”, in caso contrario non avrai mai la passione necessaria per lavorare senza limiti di orario ed assoggettarti ai sacrifici, superando gli ostacoli che certamente ti si presenteranno lungo il percorso. Ti devi imporre d’essere sempre all’avanguardia, studiare quotidianamente la concorrenza copiandone i lati positivi, limitare per quanto possibile le spese aziendali superflue, investire sui giovani e nelle nuove tecnologie, sondare e perseguire ogni opportunità lecita per far progredire e consolidare l’azienda che amministri. In buona sostanza, se sei attento, lungimirante, concentrato sull’obiettivo, non perdi l’entusiasmo nei momenti peggiori e non ti fai prendere dall’esaltazione in quelli migliori e se poi, sommato a tutto questo, hai anche un briciolo di fortuna, molto probabilmente la tua azienda è destinata a progredire e prosperare con sicurezza e gratificazione. Migliaia di persone corrispondono precisamente alle caratteristiche sopra riportate e tutti i giorni, creano ric- 11 chezza e posti di lavoro, ma penso di trovarvi d’accordo nell’affermare che a tutti comunque, dovrebbero essere offerte le medesime opportunità di partenza. Questo purtroppo in qualche occasione non avviene e quindi molte aziende a volte si trovano loro malgrado, in situazioni imbarazzanti, quasi da “concorrenza sleale”. Volendo porre a confronto qualsiasi tipologia di azienda, posta in una Regione a statuto autonomo, con un’altra risedente in una Regione ordinaria, appare subito evidente l’iniquità e la differenza abissale di “forze in campo”. Per rendere meglio l’idea, è un po’ come porre in gara due atleti sui cento metri, con le medesime potenzialità atletiche, ma a uno dare la possibilità di partire ses- santa metri più avanti rispetto l’altro … logicamente per il secondo ci sono pochissime chance di vittoria. Questo è quello che in concreto succede volendo comparare le opportunità concesse, a chi opera in luoghi, dove l’Ente pubblico sovvenziona in modo a volte esagerato (Regioni a statuto autonomo), con chi invece deve fare tutto con le proprie risorse, poiché risedente in Regioni cosi dette ordinarie. E quest’abissale diversità di trattamento, tengo a precisare, non è solo una prerogativa riservata alle società di gestione impianti di risalita, ma comprende in buona sostanza quasi tutte le attività imprenditoriali ed in particolar modo quelle legate alle iniziative turistiche e ricettive. dall’interno VIALATTEA ~ IL MAGAZINE A solo titolo di esempio, qui di seguito riporto un elenco tratto da autorevoli quotidiani, con i tangibili benefici concessi, in un recente passato, a società impianti di risalita, poste in Regioni a Statuto autonomo. La Vallèe 07 gennaio 2012 Il Sole 24 Ore 19 dicembre 2011 12 Sciatore in Vialattea Shopping - Food - Service & Co ROXY BAR SCOMMESSE SPORTIVE 01.HOTEL CHALET CASA CESANA. Una struttura tipica montana a conduzione familiare, dove trascorrere una vacanza all'insegna della tranquillità e della buona cucina, a 100 metri dagli impianti. Parco e solarium. Consigliato l'ottimo ristorante. D'estate tennis e bocce. Via Nazionale - Pragelato - Tel 0122.78045 3JDBSJDIFUFMFGPOJDIFt1BHBNFOUJ#PMMFUUF 3JDBSJDIFDBSUFCBODBSJFt3JDBSJDIFUFMFWJTJWF $PMB[JPOJt4OBDLt1JBUUJDBMEJFGSFEEJt"QFSJUJWJ Dirette Calcio OULX - Via Monginevro 38 - Tel 0122.831893 02. Gofree. Il Villaggio Turistico Gofree di Pragelato è una delle strutture ricettive più qualificate del Comprensorio, con il suo ristorante tipico ed area chalet. Aperto tutto l'anno, si trova in posizione privilegiata, vicino alla pista olimpica di Fondo. Dal Villaggio Gofree dipartono innumerevoli escursioni. 04. Il Roxy Bar è uno dei locali più conosciuti dell'alta valle di Susa. È gestito da decenni dai fratelli Curioso, che, con professionalità, cura e dedizione, soddisfano il cliente dalle prime ore del mattino sino a tarda sera. Periodicamente, all'aperitivo o nel dopo cena vengono proposte serate a tema. PELLET A BANCALE al SACCO € 4 BANCALE DI LEGNA DI FAGGIO 1,50 M3 a € 135 Green Service - C.so Torino 159 e 152 - Oulx 03. Hotel Lago Losetta Melvin Jones: è una splendida struttura ricettiva di recente costruzione realizzata a Sestriere per ospitare in perfetta autonomia ed integrazione persone con disabilità e normodotati. L'Hotel Lago Losetta, inoltre è perfettamente integrato nel tessuto socio-turistico del Colle. 05. Green Service. Una cooperativa in grado di soddisfare tutte le esigenze di privati, aziende ed enti. La professionalità degli operatori fanno di Green Service l'azienda leader nel settore in Alta Valle di Susa. Green Service è anche Pet Shop, tutto per campeggio, feste e casalinghi nel nuovo store di C.so Torino 152. 06. Annie. Da anni il ricamificio di Mrs Gibbings si occupa di fornitura e personalizzazioni di divise, abiti professionali ed accessori per aziende, dal settore sportivo a quello enogastronomico. L'originalità e l'artigianalità delle produzioni di Annie trovano il giusto connubio con qualità e prezzo. RAMASSA AMMINISTRAZIONI IMMOBILI Corso Ortigara, 31 Tel. 0122.83.11.16 10056 Oulx (TO) Via Ortigara 25 - Cesana T.se (TO) - Tel. 0122.897250 07. La Cabassa. È uno dei più frequentati ristoranti del Comprensorio della Vialattea. L'anfitrione Mimmo ed il suo staff propongono ottime pizze, grandi grigliate di pesce fresco o ottima carne. Buoni i dolci e la cantina. Il locale si presta inoltre per cene di gruppo, sociali o per feste private. 08. Ramassa. Una generazione di Amministratori di Immobili in Alta valle di Susa. La storica conoscenza del territorio, l'impegno professionale e la dedizione nel lavoro facilita un'oculata gestione degli immobili e la risoluzione in tempi rapidi di ogni criticità. 09. Ferramenta Abbà. Tutti in alta valle conoscono la fornitissima ferramenta-colorificio della famiglia Abbà di Oulx, gestita dalla nuova generazione Carla e Marco, che hanno preso le redini dell'azienda di famiglia. Da qualche anno Abbà realizza anche serigrafie, pannelli e striscioni pubblicitari, stampa digitale. IL SETTIMANALE GRATUITO DELL'ALTA VALLE DI SUSA IL FINE SETTIMANA RICHIEDI IL NOTIZIARIO DAL TUO ESERCENTE DI FIDUCIA Fraz. San Sicario, 32 - 10054 Cesana T.se (TO) Tel. 0122.880961 - 333.9916776 *M1PSUJDP(SBOHFTJTFTÒBTPMJLNEB4FTUSJFSF/FMMBHSBziosa piazzetta principale, troviamo Il Portico di Maurizio Colli, vera anima del suggestivo Borgo. Nell'accogliente locale .BVSJ[JPQSPQPOFQJBUUJEFMMBUSBEJ[JPOFTOBDLDBMEJFGSFEEJ colazioni, aperitivi. Il Portico è anche buona vineria. 11. Da Serafina. Nella piazza del caratteristico Borgo troviamo la Serafina, la storica trattoria ricavata da una grande baita del '700. Adriana ripercorre la tradizione enogastronomica dei genitori proponendo un'ottima cucina del territorio. Sorprese etniche dal bar "importate" dal marito Ariel. LEGGI IL NOTIZIARIO ANCHE SU istituzioni IN ALTA VALLE 12.In Alta Valle. Il settimanale gratuito di informazione turistica, culturale e sportiva. Attualità, appuntamenti e consigli utili. In Alta Valle è stampato in oltre 250.000 copie annue, più di 500 punti di distribuzione. In Alta Valle è scaricabile on line dal sito www.inaltavalledisusa.it. - (cell. 346.3208601) BUSINESS CARD Scuole Sci Scuola Sci Sansicario Action Cesana T.se - Sansicario Tel. 0122.811600 [email protected] BUSINESS CARD VIALATTEA ~ IL MAGAZINE ... UN REGALO AI CLIENTI della VIALATTEA di ILARIA PERRON CABUS Responsabile marketing Sestrieres SpA 18 O gni anno l’appuntamento con il Vialattea Magazine è un momento speciale per me, perché posso esternare la mia grande passione per questo lavoro e per il mondo dello sci. Anche quest’anno, proprio come ogni anno, ho preparato un paio di articoli per poi non sceglierne neanche uno e ora vi spiego il perché. In questo momento in cui, se si apre un giornale o si accende la televisione, le notizie sono sempre “disastrose”, penso che possa essere utile parlare di un “servizio” che la Vialattea offre ai clienti di skipass stagionale e di skipass giornaliero: i coupon di Co-marketing. Un servizio che non solo permette all’acquirente di skipass di ammortizzare interamente la spesa effettuata, ma, se ben utilizzato, può addirittura far “guadagnare” il cliente. dall’interno Voglio parlare di questo aspetto della nostra azienda perché sono orgogliosa del prodotto che, insieme ai miei collaboratori, siamo riusciti a creare, perché in qualche modo facciamo un regalo ai nostri clienti, perché questi sconti sono davvero denaro contante, perché riceviamo decine di mail di clienti soddisfatti di aver “risparmiato” facendo la spesa, comprando vestiti, facendo benzina, ecc., perché con questa operazione stiamo dando, per quanto ci è possibile, una piccola mano alle tante persone che scelgono questo magnifico sport e le nostre incantevoli montagne. Senza dilungarmi troppo nella spiegazione vorrei farvi un esempio pratico, vorrei mettermi nei panni del cliente che acquista uno skipass giornaliero e dunque spende € 34 e con esso riceve il carnet di Co-marketing; tanto per iniziare, aprendo il carnet il cliente si ritrova un buono sconto di € 7 sull’acquisto di un giornaliero “mani libere“ Vialattea, da utilizzare dal lunedì al venerdì (previo acquisto Vialattea Skicard), dunque dopo essersi registrato e dopo aver acquistato una tantum la Vialattea Skicard al prezzo di € 5, il nostro cliente, volendo, può sciare tutta la stagione nei giorni feriali (escluse le vacanze di Natale) a € 27 anziché € 34. Ma analizziamo nel dettaglio le promozioni dei Co-Sponsor Vialattea. Il nostro cliente sicuramente deve fare la spesa ed ecco che grazie ai coupon di Co-marketing si ritrova € 6 di sconto presso i Supermercati ed Ipermercati VIALATTEA ~ IL MAGAZINE Coop; molto probabilmente possiede un’auto e con i coupon può beneficiare di € 4 di carburante presso i distributori Total Erg; la sua auto deve avere un’assicurazione e per lui ecco € 15 di sconto su nuova polizza Fondiaria Sai; come se non bastasse, € 8 di sconto sull’acquisto del nuovissimo dispositivo Neos Park, che permette al possessore di pagare solo ed esclusivamente il tempo di reale sosta nei parcheggi, senza la scomodità di andare al parchimetro o di fare le corse per sostituire il ticket. Sicuramente il nostro cliente tipo acquista abbigliamento per sé, per la sua famiglia, per fare i regali di Natale ed ecco che in questo caso particolare, oltre agli sconti, ha anche diversa scelta, può infatti risparmiare fino a € 15 da Robe di Kappa, Superga, K-Way, fino a € 15 da Cisalfaed, altrettanti € 15 da Longoni, in più, può ottenere uno sconto fino al 20% sui prezzi già scontatissimi dell’Outlet di Mondovicino. Oltretutto, essendo uno sciatore, forse possiede un paio di sci ed ecco che sul trattamento lamine e sciolina può risparmiare € 10 presso i centri Cisalfa e altrettanti € 10 presso i negozi Longoni; mettiamo poi che debba comprare un mobile, oppure degli utensili da giardino ed ecco che ottiene € 15 di sconto presso l’Ikea di Collegno e € 10 di sconto sui punti vendita Self- Tutto il mondo del Fai da te. A conti fatti, analizzando solamente le promozioni relative ai beni di prima necessità, è evidente che grazie al Co-marketing Vialattea, il cliente, utilizzando tutti i coupon a sua disposizione ed ovviamente a fronte dei suoi acquisti di valore variabile, ha già “risparmiato” qualche euro. Mettiamo poi che il cliente abbia piacere di aggiungere un po’ di qualità alla sua vita e dunque ami andare al cinema, al museo, in palestra, in piscina, alle terme, anche in questo caso il nostro Co-marketing gli va incontro, offrendo sconti presso gli UciCinemas, un’entrata gratuita presso i Musei della Fondazione Torino Musei, un’entrata gratuita presso l’Aquatica, uno sconto di 5 € sull’entrata di QC Terme Torino per sé e per un accompagnatore (dunque altri 5 € di sconto), più un evento beauty in omaggio del valore di € 12; può poi beneficiare di uno sconto di € 3 presso il Patinoire di Sestriere o di Pinerolo e un dessert in omaggio (del valore di 4 € circa) presso alcuni Burger King piemontesi. Dunque, tirando le somme, il nostro cliente di skipass giornaliero ha speso € 34, ma, utilizzando al meglio nell’arco dell’anno i suoi buoni sconto (ricordiamo che la maggior parte delle promozioni ha una durata di 11 mesi), ha risparmiato (non tenendo conto degli sconti in percentuale poiché non sono quantificabili), € 183, a cui andiamo a sottrarre i 34 € del costo dello skipass e i 5 € (una tantum) del costo della Vialattea skicard, pertanto a fronte di quanto sopra elencato possiamo affermare che il nostro cliente ha guadagnato € 144. Tutti questi dati solo per farvi capire, che davvero, se ben utilizzato, il carnet di Co-marketing è un aiuto nella gestione quotidiana della nostra vita. Provare per credere…e se vi fa piacere inviateci a [email protected] le vostre esperienze con questo prodotto Vialattea… Ps: se vi interessa il conteggio per lo skipass stagionale potete richiederlo alla stessa mail qui sopra riportata. dall’interno 19 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE di GUALTIERO BRASSO Direttore Sportivo Sestrieres SpA 20 C ome ormai ben saprete, dopo svariati anni di articoli, la direzione che rappresento è quella sportiva. Quest’anno, discostandomi leggermente dagli argomenti trattati negli anni passati, ho deciso di affrontare la descrizione della “vita da ufficio sportivo”, ovvero tutto ciò che concerne il lavoro e gli impegni di competenza della mia direzione. Cercherò di farvi comprendere e spiegarvi quelle che sono le nostre attività (spero senza annoiarvi troppo) e cercherò, per quanto possibile, di sdrammatizzare. Ebbene, la prima cosa che dovete sapere è la composizione dell’organico della “Sportiva” (così, infatti, viene chiamato l’ente dai conoscitori). In realtà gli elementi sono “variabili” in funzione del periodo dell’anno: in pratica di fissi ed in estate siamo solo io e la mia fidata Monica, senza la quale sarei letteralmente perso. E’ lei, infatti, che mi aiuta a non essere disordinato, a tenere a mente gli appuntamenti e soprattutto è la memoria storica dell’ufficio (non sempre precisa, a onor del vero! Infatti, ballano sempre fior di scommesse sui dettagli storici e il parziale al momento dall’interno è dalla mia parte). Durante l’inverno, invece, le stanze e i corridoi del nostro ufficio si animano. E di molto! A noi si aggiungono Chiara, Elisa, Claudio, Patrick, Stefano detto Johnny, Giacomo detto Bobbe e i due Davide. Fatta una panoramica veloce sui membri, veniamo invece alle funzioni che, come potrete ben immaginare, sono rivolte alla preparazione di eventi sportivi. La Sestrieres, infatti, ha nel suo asset una società denominata Sporting Club che organizza centinaia di manifestazioni e gare di sci, da quelle amatoriali fino alle gare di Coppa del Mondo e alle manifestazioni internazionali. Nel corso dell’anno, ovviamente, le funzioni ed i compiti di questo ente sono molto sproporzionate: se da dicembre ad aprile si fanno orari decisamente inpegnativi che vanno dalle 5/6 di mattina fino alle 8/9 di sera, per contro, d’estate i ritmi sono molto più blandi e diciamo che utilizziamo questo periodo per ricaricare le batterie, benché di lavoro ce ne sia sempre e comunque. Durante l’estate, infatti, bisogna preparare le omologazioni delle piste da gara, redigere il calendario, cercare gli sponsor, progettare le manifestazioni dell’anno seguente cercando di inventare sempre qualcosa di nuovo, preparare le riunioni per le piste di allenamento e coordinare tutti gli sci club del comprensorio (cosa, vi assicuro, tutt’altro che facile!!!). A livello pratico, invece, bisogna pensare alla manutenzione delle piste, al taglio dell’erba e all’ampliamento, per- VIALATTEA ~ IL MAGAZINE ché queste possano sempre rimanere adeguate ai regolamenti FIS e FISI, alla manutenzione delle strutture di partenza e di arrivo, alla manutenzione dei pali e delle attrezzature di cronometraggio. Ovviamente tutto questo lavoro è propedeutico all’inverno che ogni volta giunge velocissimo e ogni anno la classica frase di circostanza è: “Mi sembra ieri di aver appena terminato la stagione”. In ogni caso ci troviamo in men che non si dica con le piste bianche, le prenotazioni e il calendario pieno. Quindi, man mano che ci si avvicina a dicembre, i ritmi si intensificano, le giornate diventano più corte per il sole, ma più lunghe per noi. Lavoriamo incessantemente dal giorno di apertura fino al giorno di chiusura della stazione. Quando arriviamo al mattino, spesso, incrociamo i temerari che escono dalle discoteche e, la maggior parte delle volte, trascorriamo intere giornate all’aperto, con temperature e condizioni proibitive, prestando servizio di assistenza alle gare e, alcune volte, spalando neve tutto il giorno per permetterne il corretto svolgimento. In altre circostanze, forse le più snervanti, siamo costretti a rinviare e ad annullare tutto rendendo vani sacrifici e lavoro. La tipica giornata della “Sportiva” inizia ovviamente con la tracciatura della gara, qualche volta ancora prima che il sole sorga, e la messa in sicurezza della pista in funzione del tracciato anche su indicazione dei giudici. Dopo un paio d’ore, mentre ai tornelli delle seggiovie iniziano ad accalcarsi gli atleti, bardati di tutto punto, che aspettano con impazienza l’apertura dell’impianto per iniziare la ricognizione, gli “sportivi” preparano le attrezzature di cronometraggio. Quando finalmente tutto è pronto si procede con l’inizio della gara: un concorrente dietro l’altro, sistemando il percorso, lisciando le buche e raddrizzando i pali. Le giornate, quindi, passano così: per ore e ore dagli altoparlanti delle radio di servizio si ascoltano solamente serie infinite di “start stop” e “pista libera” e, quando finalmente si arriva alla conclusione delle sempre interminabili (ma emozionanti) premiazioni, per i membri della sportiva non è ancora il momento di andare a casa. “Dopotutto domani è un altro giorno” era la battuta di un famoso film, beh, potremmo adottarla anche da noi… ci si riorganizza, le ragazze tornano dai siti di gara per stilare classifiche e per preparare le gare del giorno successivo, i ragazzi smontano le attrezzature, attendono la battitura della pista e organizzano già per la mattina seguente, mentre in ufficio, quasi sicuramente, è di scena una riunione di giuria. Quando la giornata finalmente volge al termine, è ormai buio da molte ore. Sul tragitto per tornare a casa incontriamo nuovamente i temerari delle discoteche, solo che a quell’ora si apprestano ad iniziare la serata. Moltiplicate questo ritmo per 120 giorni di stagione (senza un giorno di sosta) e a questo aggiungeteci gli allenamenti degli sci club, le gare delle scuole di sci, le manifestazioni più importanti come la Coppa del Mondo, l’Uovo d’Oro, i Campionati del Mondo delle Forze di Polizia, il Pinocchio e alcuni eventi settimanali, la gestione degli snowpark e avrete un’idea di cosa vuol dire lavorare all’ufficio sportivo. Fortunatamente, però, devo dire che sono circondato da ottime persone e validissimi collaboratori. Oltre alla sempre presente Monica, devo ringraziare tutti per il loro contributo, anche se a turno c’è sempre qualcuno che ha le “paturnie”. A tal proposito ho anche studiato una funzione per stabilire graficamente (vedi grafico sotto) il livello di queste paturnie nel corso della stagione: P=d+g dove P sono le paturnie, d i giorni di stagione trascorsi e g le gare organizzate fino a quel giorno. (Come si evince dal grafico, più au- dall’interno 21 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 22 mentano i giorni di stagione e le gare organizzate, più aumenta il livello di paturnie). Ma nonostante le difficoltà, i momenti difficili che si incontrano e le paturnie, devo ammettere che la “vita da ufficio sportivo” è molto bella, ricca di soddisfazioni e che tutto non sarebbe lo stesso senza Chiara con le sue lotte con gli allenatori dei club, Elisa che ci regalerà presto un nuovo membro della sportiva, Claudio con il suo continuo borbottare, Patrick che ogni due metri (soprattutto ultimamente) rischia di farsi male, Giacomo con il suo inconfondibile timbro vocale, Johnny e i suoi eterni sfottò calcistici con gli altri ragazzi, Davide soprannominato il bello e l’altro Davide, detto Dado, che con la sua allegria tiene sempre alto il morale del gruppo. Inoltre non siamo soli, siamo in buona compagnia, infatti, attorno a noi gira un intero mondo di operatori, associazioni e realtà diverse. Prima di tutti voglio ricordare i tanti Sci Club che esercitano la propria attività sul nostro comprensorio con i quali collaboriamo quotidianamente, e poi come posso non citare il mitico Patetta che, con la sua tipica cadenza piemontese, ogni domenica riempie le nostre piste di ragazzini agguerriti che si sfidano in una battaglia sul filo dei centesimi. Lo stesso posso dire per Ariotti, il suo omologo degli sci club lombardi; e poi i Cral, quelli storici, che da anni ormai organizzano gite in Vialattea, e quelli nuovi, che fortunatamente sono sempre numerosi. Un grazie lo devo dedicare anche al gruppo dei guardia porte capitanati dal grande Roccia (un nome, una garanzia) che ha ereditato il fardello, per altro con pieno merito, da un‘istituzione: il leggendario Luciano che, dopo aver ricoperto questo ruolo per decenni con grande passione, ha deciso di prendersela un po’ più con calma e di far “tribolare” i più giovani. Un ringraziamento va anche ai giudici, con i quali ci sono sempre discussioni animate, ma alla fine un accordo si trova sempre. Per quanto riguarda i rapporti con le altre direzioni, invece, devo dire che, nonostante il livello di paturnie nel corso della stagione (che per inciso non ci sono solo alla sportiva: ogni direzione ha le proprie……), collaboriamo bene e con reciproca disponibilità. Con la Direzione Tecnica per quanto riguarda la preparazione delle piste e l’allestimento delle partenze e dei traguardi, con la Direzione Commerciale dall’interno La Nazionale di Sci in allenamento a Sestriere, dicembre 2012 e Marketing per il coordinamento dei gruppi e dei Cral e l’allestimento dei villaggi promozionali, con la Direzione Vendite per le promozioni e i prezzi, con la Direzione Amministrativa per la stesura dei contratti e con l’Engineering per le pratiche sulla sicurezza delle premiazioni e delle manifestazioni. Per ultimo, ma certo non per importanza, devo fare una doverosa citazione e un ringraziamento al Coordinatore delle Direzioni che mi sta “formando” professionalmente con la sua esperienza di impianti a fune e stazioni invernali. Tirando le somme avrete capito che, nonostante i disagi che si possono incontrare durante l’inverno, sono soddisfatto del lavoro che ogni anno riusciamo a svolgere, ma soprattutto sono felice e orgoglioso di far parte di un gruppo così affiatato e unito. Un grande, grandissimo grazie quindi a tutte le persone che ci permettono ogni anno di organizzare più di 200 gare di sci, ma il ringraziamento più grande va a coloro che ogni anno decidono di sfidarsi e di gareggiare sulle nostre piste, permettendo a noi di continuare a svolgere la “vita da ufficio sportivo”. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 23 dall’interno VIALATTEA ~ IL MAGAZINE TURKISH AIRLINES RAGGIUNGE ANCHE LA VIALATTEA! Una collaborazione per la promozione delle bellezze olimpiche dell’Alta Val di Susa 24 dall’interno VIALATTEA ~ IL MAGAZINE T urkish Airlines, ele•a da Skytrax la migliore Compagnia d’Europa del 2011 e del 2012, continua il suo impegno nella promozione delle se•e destinazioni italiane: Milano, Roma, Torino, Genova, Venezia, Bologna e Napoli. Turkish Airlines Torino, in particolare, si sta a•ivamente impegnando a promuovere il flusso turistico dal mondo verso il capoluogo piemontese e verso le località della Viala•ea: Sestriere, Sauze d’Oulx, Sansicario, Cesana, Claviere, Pragelato e della francese Montgenèvre. In particolare, lo scorso agosto, insieme a Viala•ea e Turismo Torino, ha favorito l’arrivo di 55 tour operators provenienti da tu•e le parti del mondo – tra cui Cina, Corea, Uzbekistan, Russia, Emirati Arabi – che hanno visitato le località e collaudato le stru•ure e gli impianti sportivi, protagonisti delle Olimpiadi Invernali 2006. Visto il grande successo o•enuto, è più che mai in corso la proficua e costante collaborazione tra la compagnia di bandiera turca, prima al mondo per numero di nazioni raggiunte, e Viala•ea: insieme intendono sostenere ed incrementare la promozione di queste località ed il flusso turistico sia business che leisure, non solo nel periodo invernale. Al momento Turkish Airlines collega Torino al resto del mondo con ben 5 voli se•imanali (che torneranno quotidiani a partire dal 1° aprile); questi voli raggiungono in prima ba•uta Istanbul, cuore della compagnia che conne•e l’Oriente e l’Occidente del mondo, e sono un prezioso strumento 25 per rendere raggiungibili le Montagne Olimpiche anche da mete lontanissime. dall’interno VIALATTEA ~ IL MAGAZINE ...Signore e Signori LA NEVE È SERVITA! di ALESSANDRO PERRON CABUS Amministratore Delegato Sestrieres SpA S ono le cinque della sera, è già praticamente buio, tutti gli impianti di risalita sono ormai chiusi, la radio degli addetti al soccorso “gracchia” ... aspettate c’è ancora qualche ritardatario a metà della Gran Pista nell’area di Sauze d’Oulx e sulla Chisonetto a Sestriere e il soccorso sta ancora effettuando un dall’interno intervento sulla Gialla a Claviere ... non potete ancora uscire ! Nell’autorimessa sotterranea nel cuore della montagna, brandendo la propria rice-trasmittente quasi fosse un bastone, un uomo sbuffa nervoso: <<per colpa dei soliti ritardatari, anche stasera perderemo minuti preziosi >>. Il personaggio in questione è il “Capo” dei “Gattisti”, quello con maggior esperienza, colui che coordina il mini esercito degli operatori che lavoreranno tutta la notte, per “servire” all’indomani all’apertura degli impianti, centinaia di chilometri di piste perfettamente livellate, godibili e sicure. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE Pressappoco a quell’ora, e per tutte le 130 giornate di stagione, ognuno nel proprio settore di competenza, trentaquattro “Gattisti” si trovano seduti nella cabina di pilotaggio dei loro battipista. La routine prima della partenza è sempre la stessa, quasi simile a quella di un aereo prima del decollo… tutto deve essere predisposto nei minimi particolari, poiché una banale disattenzione, potrebbe essere la causa di un guasto a metà pista, in piena notte e magari a meno venti di temperatura, il che non sarebbe certamente piacevole. Tutto è pronto, il motore è in temperatura, i livelli dei liquidi sono perfetti, i cingoli hanno la giusta tensione e finalmente, puntuale, arriva via radio la solita frase di rito, rigorosamente in piemontese, che come il grido di battaglia di un generale ai suoi soldati, recita: << …anduma fiòii tùca a nui … dumse da fé, ma cun cunisiun e sù cun le urie, steve sempre a l’oi e feve an bel travai>> (andiamo ragazzi, tocca a noi, datevi da fare, ma prestate sempre molta attenzione e mi aspetto un bel lavoro). All’unisono, le “bestie” come le chiama il Direttore Tecnico, ossia la flotta dei battipista entra in azione, spianando le gobbe, riempiendo i buchi, triturando le placche ghiacciate, cancellando le tracce delle migliaia di sciatori, che durante la giornata si sono accaniti su e giù per le piste della Vialattea. E poi ancora, bisogna spalmare e modellare le centinaia di metri cubi prodotti dagli innumerevoli cannoni, i quali disseminati in tutto il comprensorio, producono quella coltre di neve che permetterà di sciare in modo ottimale fino all’ultimo giorno di stagione. Per circa otto/dieci ore, a seconda delle anduma fiòii tùca a nui dumse da fé VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 28 condizioni del fondo, ognuno di questi “piloti della neve” riporta a nuovo le piste, alla guida di un mezzo di 12.000 centimetri cubi di cilindrata, con una potenza di 400 cavalli e un peso di oltre cento quintali, consumando all’incirca 250 litri di gasolio per notte. A fine stagione ognuno di loro avrà accumulato circa mille ore di lavoro notturno, in condizioni spesso proibitive e pericolose. In contemporanea e quindi sempre nelle ore notturne, assieme ai Gattisti, è al lavoro anche il reparto “Snow-Maker”, ossia gli innevatori. Il loro lavoro è coordinare dalle “Centrali Operative” le postazioni dei circa mille cannoni, sparsi lungo i 400 chilometri del comprensorio della Vialattea. Purtroppo poche sono le notti tranquille, dove non succede di doversi forzatamente muovere dal piacevole calore all’interno della centrale. Difatti, quasi sempre sul grande monitor raffigurante tutto il comprensorio sciistico, qualche puntino luminoso segnalante le postazioni dei cannoni in attività, da verde si trasforma in rosso e la cicalina di riferimento diventa assordante ... bisogna immediatamente intervenire. Una potente motoslitta è pronta per raggiungere il più in fretta possibile, il luogo indicato dal monitor. Gli interventi a volte possono essere quasi banali, una parte di ugelli gelata, una manichetta che non ha retto alla pressione, una semplice valvola malfunzionante, oppure il vento che ha cambiato direzione e la neve viene sparata in un punto inutile. Ma in altri frangenti, l’intervento richiede molte ore di lavoro in condizioni proibitive, bisogna smontare buona parte della meccanica e/o elettronica del cannone, sprofondando nella neve fino alle ginocchia, alla sola luce delle torce elettriche, e dandosi frequentemente il cambio, poiché dopo qualche minuto le mani congelate diventano insensibili e non rispondono più ai comandi. Queste sono le notti tutt’altro che rilassanti, di chi in Vialattea quasi in incognito, ma con grande professionalità, passione e competenza, presta la propria opera, affinché al mattino tutti quanti ci si possa illudere di essere dei potenziali Campioni, “pennellando” acrobatiche curve su di un manto immacolato. Sarebbe certamente un gesto apprezzato, se durante una Vs. giornata in montagna, qualora abbiate l’occasione di incontrare uno qualsiasi di questi operatori notturni, gli omaggiaste un sincero sorriso, magari accompagnandolo con un: Grazie ... oggi le piste erano preparate non bene ... di più! dall’interno circa 1000 cannoni sparsi sui 400 km della Vialattea VIALATTEA ~ IL MAGAZINE dall’interno VIZI E VIRTÙ DEI FUNIVIARI di LUIGI RICOTTI A 30 gennaio di quest’anno festeggio le nozze d’oro con le funivie. A dire il vero, ad aprile festeggerò quelle con mia moglie, ma queste non contano perché Lei dice che è vedova bianca di un funiviario che ha sposato le funivie! Ha ragione Lei, il mio tempo è scandito dagli eventi del mio lavoro: quando è nata la mia prima figlia? Dunque…… era l’anno in cui facevamo l’impalmatura alla telecabina del Col Checrouit, quindi era il 1963; quando siamo andati ad abitare a Milano? Vediamo un po ... era l’anno in cui inauguravamo la Funivia del Pan di Zucchero, quindi era il 1972 ... e così via. Potete immaginare quante persone, o meglio “personaggi”, ho conosciuto e quanti di questi mi hanno raccontato vicende antiche ed aneddoti curiosi, oltre a quelli che ho vissuto in prima persona. Per intanto i funiviari, se non muoiono sul campo, sono una categoria di longevi, sia come età anagrafica che come attività lavorativa e poi, e questo rimanga tra noi, sono, o meglio erano, “ammiratori” del gentil sesso, (non chiedetemi perché, non mi sono mai dato una spiegazione). In un certo periodo l’età media dei Nella pagina: a sinistra il Conte Lora Totino al Gros Rognon in una rara immagine. A destra: l'Ingegnere D'Armini operativo in una stazione motrice. dall’interno componenti della Commissione Funivie nell’ambito del Ministero dei Trasporti superava i 75 anni. Il Prof. D’Armini a 80 anni presiedeva ancora ai collaudi degli impianti e saliva sui sostegni come uno scoiattolo, (ricordatevi che i collaudi degli impianti avvengono sempre nel mese di dicembre!). Con l’ausilio dei primi elaboratori elettronici, programmò il calcolo delle funi portanti ancorate soggette all’influenza delle variazioni di temperatura, di allungamento elastico ed anelastico e dell’azione delle funi traenti, utilizzando probabilmente un metodo di esaustione che ancora oggi fa letteratura. Non ci crederete, ma l’Ing. Umberto Nobile (sì, proprio quello del Polo Nord) faceva anch’egli parte delle Commissioni di collaudo e a chi gli chiedeva l’indirizzo personale, rispondeva: è sufficiente che scriviate “Generale Umberto Nobile, Italia” e la posta mi arriva a casa. Uno dei principali pionieri nel campo funiviario fu il Conte Ing. Lora Totino che progettò e realizzò le funivie del Monte Bianco e del Cervino. Era un personaggio incredibile (tra l’altro una bella figura d’uomo), un vulcano di idee ed un promotore di iniziative impensabili. La funivia del Furggen a Cer- vinia, era, nella sua testa, il primo tronco di un impianto per poi arrivare in cima al Cervino (per fortuna qualcuno lo fermò). Le funivie del Monte Bianco sarebbero dovute arrivare all’Hellbronner in due tronchi, ma il Ministero della Guerra impose l’arrivo del secondo tronco al riparo del Colle del Gigante (comunque una delle funi portanti fu danneggiata, nella parte a monte, da una mitragliata di un aereo tedesco) e la stazione venne fondata interamente sul permafrost (nessuno pensava a quei tempi al riscaldamento globale!); fu il primo a pensare di fare un tunnel sotto il Monte Bianco (che, dicono, cercò anche di iniziare praticamente con picco e pala!), per non parlare di molte altre avveniristiche iniziative. Uno dei maggiori costruttori, i cui ultimi impianti sono stati smantellati in Vialattea l’anno scorso, non ha mai avuto alle sue dipendenze una donna (imposizione venuta dall’alto?) e nella camera da letto teneva un tecnigrafo per poter lavorare nelle notti insonni. Claviere. Funivia Pian del Sole. Cartolina d’epoca, 1935. Sestriere, cabina funivia. Cartolina d’epoca anni ‘30 Un Direttore di stazione nonché Direttore di esercizio al quale, da giovane, sono stato alle dipendenze, mi diceva: sai, io ci provo sempre con tutte, su dieci mi prendo magari otto schiaffoni, ma con le altre due mi va bene! In ogni caso mi risulta essere uno dei pochi Direttori di esercizio che in più di trent’anni di carriera non ha mai subito il benché minimo incidente. Ma chi meglio rispecchia la figura del “funiviario” fu il Prof. Ugo Carlevaro (un’altra bella figura d’uomo, con le caratteristiche di cui vi accennavo prima). Una mente straordinaria (che mise al servizio anche del Conte Lora Totino): fu l’inventore dell’impianto ad ammorsamento automatico, progettista di un’infinità di impianti (tra cui l’ardita funivia della Paganella, la prima telecabina Aosta-Pila di 5 km di lunghezza, alcune funivie in Francia e conquistatore del mercato americano). Era il classico tipo dell’inventore/ studioso concentrato nel suo lavoro ma distratto verso il mondo esterno (era anche fortemente miope), non rideva mai e, nello stesso tempo, era sempre sereno ed una fonte inesauribile di battute folgoranti. Un giorno si recò a Ginevra con la moglie e, al ritorno, si trovò alla frontiera con due passaporti in tasca: aveva dimenticato la moglie! Un’altra volta si stava recando, in compagnia di un collega (che non nominerò), a visitare un costruttore di cabinette in Liguria, quando l’accompagnatore si accorse che due ragazze stavano chiedendo un passaggio ai bordi della strada: “Professore, si fermi, si fermi, ci sono due ragazze da caricare!” Fermò immediatamente la macchina e quando le ragazze si avvicinarono, una delle due gli disse: “Ciao papà, cosa fai da queste parti?” Era la stessa persona che, come ricorderà chi ha letto il mio precedente articolo, mi disse che le funi erano fatte per tirare, mica per spingere. Ma lo scherzo più atroce me lo fece quando dovetti dimensionare un freno a tamburo per una seggiovia e mi accorsi che la taglia scelta non era sufficiente; esaminò i miei calcoli e mi disse molto seriamente: “Caro figliolo, ascolta me, quando un calcolo non ti torna, dividi tutto per due e vedrai che tutto va a posto”. Rimasi sconcertato, ma se l’aveva detto lui doveva essere vero. Molto più tardi mi accorsi che, effettivamente, essendo doppi gli elementi frenanti, avrei dovuto dividere davvero per due! Nel corso di una riunione tecnica molto importante, con più persone, gli dissi: “Professore, non la vedo convinta”, e lui rispose: “Come me la vedo brutta” a quel punto tutti lo guardammo con apprensione e lui continuò: “Diceva la Marchesa, camminando su di uno specchio”. Ebbene quest’uomo, dopo aver ripristinato alla fine della seconda guerra mondiale la funivia di Oropa, rimontando le funi portanti ricoverate in magazzino, fece il giro di prova. Le funi erano però state conservate con la parte inferiore della bobina rimasta per lungo tempo esposta all’umidità e quindi si erano corrose. Infatti, quando la cabina si trovò nel bel mezzo della campata, una portante si ruppe e la cabina precipitò. Fortuna volle che fossero nel punto più alto rispetto al terreno e che le funi traenti tenessero e smorzassero la caduta. La cabina cadde a terra e rimbalzò più volte rimanendo sospesa in aria ad un’altezza di circa 10 metri. Quando il Professore, in attesa dei soccorsi si riprese dalla botta ed aprì gli occhi, era rivolto verso il cielo e, essendo una giornata serena e molto soleggiata, disse: “Come è bello il Paradiso!”. E quando un giorno gli chiesi perché pensava di essere in Paradiso mi rispose: “Semplice, durante la caduta ho fatto due calcoli ed ho stabilito che sarei morto!”. Ironia della sorte, morì quasi centenario, precipitando da un balcone dove stava cercando di montare le tende parasole. La carrellata non finirebbe qui e poi dovremmo dedicarci anche ai personaggi “minori”, come ad esempio quel Capo Servizio che, nel bel mezzo dell’esecuzione di un’impalmatura di una fune di soccorso, a cui partecipai anch’io, vide passare due bellissime tedesche; sparì, ritornando il giorno dopo, riprendendo come se niente fosse successo il lavoro dal punto in cui lo aveva lasciato. Ciò non toglie che fosse uno dei migliori Capi servizio che abbia conosciuto; fu capace di recuperare la fune portante di cui vi ho parlato prima (quella danneggiata da colpi di mitraglia) smontando 2600 metri di fune, portando il capo di monte verso valle, dove la tensione è minore, ed il capo di valle verso monte rimontando il tutto permettendo il proseguimento dell’esercizio! O come quel macchinista di funivia che pernottava alla stazione del Colle del Gigante (un tempo le stazioni di monte delle funivie erano irraggiungibili con i mezzi e quindi gli scapoli facevano una settimana a turno a dormire in stazione) ma che aveva la “morosa” in un alpeggio al monte di La Saxe e, ogni sera, a impianto fermo, scendeva a piedi fino a Courmayeur, risaliva all’alpeggio ed il mattino dopo era pronto sul posto per effettuare la prima corsa; chi conosce il posto sa cosa vuol dire. Cosa non si fa per … amore. Lascio, a questo punto, il compito a qualche giovane di parlare, tra una trentina di anni, di quello che posso aver combinato io. Spero unicamente di poter confermare la regola per quanto riguarda la longevità, assicurandovi che, per il resto, a parte qualche “lecito” pensierino, mi sono sempre comportato bene. dall’interno 31 Riverbero azzurro sulla neve bianca 32 Quando il sole si solleva dietro al Genevris, i primi raggi scivolano sulla cresta del Bourget e sfiorando la cima di larici e abeti, scendono sulle piste come a mitigare il freddo no"urno. Lisciate alla perfezione dal lavoro no"urno dei “Ga"isti” anche oggi come ogni giorno d’inverno a"endono lo spazzaneve dei bimbi principianti e il sistematico lavoro dei pazienti Maestri di sci. Scostandoci dalle piste e scivolando immersi fino al ginocchio nella soffice e bianca coltre nevosa, non appena ci fermiamo, non si può non sentire la magica musica del bosco incantato e pigramente addormentato nel gelido abbraccio invernale. L’abete più vicino sostiene con i suoi rami carichi di neve, il nido estivo di una coppia di uccellini innamorati, ora scesi, dopo aver svezzato i piccoli, verso un clima più dolce. Il tronco ricoperto di nevischio sul suo lato a se"entrione, sfoggia un muschio argentato che infonde al vetusto albero un aspe"o patriarcale. L’andirivieni no"urno di un lepro"o, che a grandi balzi si è spostato nel bosco, inseguito dalle tracce a coda strisciata della famelica volpe rossa, lascia pensare ad un grande movimento di vita animale al calare delle tenebre. Poco più in basso, un folto gruppo di caprioli ha lasciato le proprie tracce, anch’essi pronti a rosicchiare il muschio sulla corteccia dei larici. Con una marcata distensione, gli sci si muovono in discesa dolce e dipingono un armonioso arco di curva che magicamente ci riporta in pista. Le Seggiovie ora sono in movimento, cariche di colorate persone, rallegrate dal sole ormai alto, nel cielo blù cobalto. Ogni pista si anima di sciatori dalle diverse capacità tecniche. Chi imposta curve con buon valore agonistico a imitazione dei campioni del Circo Bianco, chi invece si accontenta di un più modesto parallelo di base, magari per sfoggiare la tuta all’ultima moda, e il gentil sesso che muove ritmicamente il “lato B” cercando di indirizzare gli sci, modello coppa del mondo, in un lungo arco derapato, ma pronte a far colpo ad ogni costo, sul giovane aitante che le accompagnerà al calar della no"e in discoteca e poi “chissà” ! I bimbi sono il vero spe"acolo di questo azzurro sulla neve …si divertono in gruppo oppure in compagnia di “Papy” che li spreme come limoni pur di dimostrare, magari al capo ufficio che il proprio pargolo è il più bravo in assoluto. In basso sul terrazzo del rifugio, i più pigri sdraiati sui le!ini prendi sole, con alcuni centimetri di crema prote!iva sul viso, sfru!ano fino al tramonto l’effe!o abbronzante del sole dei duemila, mentre la musica a discreto volume, crea una sorta di “stonatura” naturalistica. Il sole ha appena raggiunto quota 2.000 ma dinanzi al rustico chalet di legno, il cui te!o è ricoperto da un buon spessore di candida neve, ragazzoni dal viso abbronzatissimo, chiacchierano tra loro in a!esa di iniziare il quotidiano lavoro in pista. Indossano eleganti tute azzurre, il colore Nazionale del Maestro di sci. Tra alcuni minuti si lanceranno sulle diverse piste del comprensorio della Viala!ea, inseguiti dai loro Allievi. Gruppi di Inglesi, in ordinata fila, seguono a!enti la lezione e poi, uno per volta, provano a ripetere l’armoniosa curva dimostrata poco prima dal loro “Teacher”. Altre “Tute Azzurre”, questa volta sulla pista dei principianti, si trascinano una lunga fila di bimbe!i cingue!anti, alle prese con la curva a spazzaneve. Sul costone della montagna, sollevando generose nuvole di polvere bianca, una Tuta Azzurra impartisce lezioni di “fresca”. Questi sono gli uomini della montagna, quelli che insegnano sci a ogni livello. Sono i maestri della Scuola sci Viala!ea-Sauze D’Oulx. Seri professionisti, che amando il proprio mestiere, e quotidianamente trasme!ono ai propri allievi, la passione per quel meraviglioso gioco che è lo sci, l’amore e il rispe!o per la montagna. In basso a valle, l’ombra ha già preso il sopravvento ed il sole scende piano ad Ovest dello Chaberton, regalando al villaggio l’ultima tiepida carezza. Il freddo sulle piste la fa nuovamente da padrone e gli ultimi irriducibili sciatori con le “candele!e” gelate al naso e una grande soddisfazione nel cuore per la giornata piena e meravigliosa appena trascorsa, raggiungono stanchi il Paese, nel quale già s’intravedono le prime luci di negozi e Pub. E’ tornato il silenzio sulla montagna. Ancora poco e si spegnerà anche il fascio di luce dei ba!ipista, lasciando spazio alla no!e nel bosco incantato, dove i lepro!i inizieranno il loro no!urno carosello in cerca di cibo. Ezio Laboria 33 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE Un gradito ritorno in Vialattea: “IL CLUB MED” di ALESSANDRO PERRON CABUS Amministratore Delegato Sestrieres SpA A seguito decisione della proprietà di vendere le due Torri di Sestriere, da sempre simbolo del Club Med, l’alta Valle si è trovata improvvisamente orfana di quell’organizzazione turistica, riconosciuta a livello internazionale, quale leader indiscussa delle vacanze “tutto compreso”. 34 I vertici societari del Club, in testa l’Amministratore delegato e Presidente, Henri Giscard d'Estaing (figlio dell’ex Presidente Francese Valery) affezionati al territorio e consapevoli dell’importanza del Domaine Skiable Vialattea, decidono fin da subito, di vagliare e perseguire ogni possibilità affinché il Med possa continuare a offrire nella propria brochure, anche l’Alta Valle Susa. L’esigenza organizzativa del Club, il grande numero dei posti letto occorrente e i servizi complementari, da sempre fiore all’occhiello del Med, richiede l’individuazione di un sito che ben si articoli alle esigenze del medesimo. Esaminate alcune soluzioni, la più accreditata pare essere la location di Pragelato e nello specifico, il Resort costruito a ridosso della Funivia di Pattemouche. Nella primavera 2012 viene stabilito un primo sopralluogo. Il Presidente Giscard d’Estaing in tenuta cittadina (arriva direttamente in elicottero da Parigi) nonostante la pioggia persistente, si dice deciso a salire sulle piste, per rendersi conto personalmente della potenzialità turistica dell’intera zona. Tento di spiegare che poco si potrà vedere a monte, data la giornataccia, ma vista la Sua determinazione, mettiamo in moto la funivia e dopo pochi minuti, completamente immersi nella spessa coltre di nebbia che ci circonda, sbarchiamo in quello che con il bel tempo è un magnifico pianoro posto a circa 2.400 metri di altitudine. Ci incamminiamo per qualche centinaio di metri quasi tentoni, noto che il Presidente ha i mocassini da città completamente zuppi d’acqua e la Sua giacca leggera, certamente non lo protegge dalla temperatura quasi invernale. Ciò nonostante non demorde e imperterrito continua a procedere in testa al gruppo. Sono al Suo fianco e rispondo alle domande che mi pone, tentando di essere il più convincente possibile, nell’elencare le bellezze e potenzialità della zona. Lui è sempre molto serio e imperscrutabile, ascolta in silenzio le mie spiegazioni. Sono quasi imbarazzato dal Suo fare serio e compito, poi lo vedo rallentare e soffermarsi a leggere il cartello posto davanti a noi, indicante il nome della zona. Il Presidente legge ad alta voce e in Italiano “Località Raggio di sole”. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE A quel punto scoppia in una fragorosa risata, poi mi dice in Francese: <<Jamais un nom était plus approprié>> (mai un nome è stato più appropriato). Finalmente, inverte la rotta e ritorniamo a Valle. Passa qualche settimana e viene confermata ufficialmente la volontà del Club Med, nel voler perseguire il progetto Pragelato. A questo punto si tratta di non perdere un solo giorno. Si dovrà necessariamente “correre” per far sì che il il Club Med possiede 73 villaggi turistici nel mondo tative, le persone, gli Enti pubblici e le aziende private coinvolte dal progetto, per far sì che, quello che io giudico un capolavoro di strategia turistica, possa diventare finalmente realtà. Grande il merito dei due Sindaci delle località coinvolte, Valter Marin e Gianni Arolfo, i quali con evidente lungimiranza, hanno fin da subito, creduto ed investito nel progetto, ritenendolo prioritario a qualsiasi altra iniziativa. Difficile la trattativa iniziale con la pro- 35 comprensorio Vialattea non venga dimenticato dai Clienti Med, fidelizzati negli anni e possa nel contempo essere proposto a potenziali nuovi fruitori, nella vetrina internazionale del turismo montano invernale ed estivo. In questa particolare fase, il ruolo determinante l’ha avuto certamente il responsabile del prodotto Club Med per l’Europa del Sud, l’amico Arny Aiolfi. La profonda conoscenza del territorio, l’indiscussa competenza del settore e non ultima, la dote innata di “mediatore” gli permettono in breve tempo di riunire attorno al tavolo delle trat- Arny Aiolfi prietà Irlandese, la quale si dimostra contraria a una nuova, quanto importante rivisitazione edilizia della parte centrale del Resort, ritenuta invece determinante per la modalità operativa commerciale, adottata ultimamente nei Club Med. Alla fine, il “lavoro ai fianchi” dello stratega Aiolfi, permette di superare anche questo importante e decisivo ostacolo, ottenendo il nullaosta ai lavori occorrenti, da parte della Società Irlandese proprietaria del Resort. Ad accordi raggiunti, nel medesimo periodo in cui iniziano i lavori di ri- dall’interno VIALATTEA ~ IL MAGAZINE strutturazione in Pragelato, la Sestrieres SpA dal canto suo, provvede ad “inventare” sulla carta e conseguentemente sviluppare materialmente sul territorio, una nuova pista che dalla località Raggio di Sole (arrivo Funivia Pat Mouche) permette ai quasi mille soggiornanti del Resort il rientro in albergo sci ai piedi. Finalmente il Club Med ritorna ad essere una piacevole, quanto importantissima realtà in Vialattea. ... QUALCHE DATO: Periodo contrattuale siglato anni 12. Apertura certa inverno/estate. Dipendenti impiegati come forza lavoro nel Resort Pragelato Vialattea 250. Sette milioni di euro circa la cifra per l’adeguamento edilizio del Resort. Oltre tre chilometri circa la lunghezza della pista di rientro. Circa sessanta Maestri di sci impegnati settimanalmente. Circa 13.500 i settimanali che il Club usufruirà durante la stagione invernale. ... UN PO’ DI STORIA ! Il Club Med nasce nel 1950 per volontà di un ex atleta di pallanuoto belga, Gerard Blitz, al ritorno da un suo soggiorno presso il centro di allenamento Olimpico di Calvi in Corsica. Il primo villaggio vacanze riservato ai soci fu aperto in Maiorca, molto spartano, era composto da capanne in paglia e servizi igienici in comune. A completamento del villaggio, Blitz acquistò da Gilbert Trigano (1953/1993), un centinaio circa di tende in tela. In seguito Trigano divenne socio di Blitz nella gestione del Club. ESPANSIONE 36 Sotto la guida dell’esperto Gilbert Trigano il numero dei villaggi aumenta in modo esponenziale. Nel 1955 viene inaugurato il primo villaggio al di fuori del Mediterraneo, a Tahiti. Il 1956 vede l’inaugurazione del primo villaggio invernale in Svizzera a Leysin. Nel 1957 si inaugura il villaggio di Cefalù in Sicilia. Negli anni seguenti il Club si ampliò nei Caraibi e in Canada. Originariamente frequentato in prevalenza da single e giovani coppie, il Club Med diventò in seguito una meta vacanziera per famiglie, a tale scopo nascono i primi mini club. Il 1974 è un anno nero per il Club, diversi fattori negativi ne riducono capacità e investimenti. Viene quindi deciso di accettare l’entrata nella compagine sociale di nuovi soci. Uno di questi, probabilmente il più importante, fu Gianni Agnelli (con una quota del 23,9%), il quale portando denaro nelle case del Club, agevolò nel contempo l’apertura di alcuni Villaggi in Italia. DIVERSIFICAZIONE Negli anni novanta, la forte concorrenza internazionale, causò un’importante declino del Club stesso. Il '97 vede l’avvicendarsi di Serge Trigano in sostituzione del Padre Gilbert, ma dopo soli due anni, il medesimo venne sostituito da Philippe Bourguignon, ex presidente di Euro Disney. Quest’ultimo integra nell’azienda una serie di importanti servizi. Vennero aperte catene di ristoranti chiamati Club Med World a Parigi e a Montreal ed un numero importante di attrezzatissime palestre. RILANCIO Anche a seguito degli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti, il Club registra ulteriori pesanti perdite. Nel 2002 viene nominato Amministratore Delegato Henry Giscard D’Estaing, figlio del Presidente Valery, il quale vara una nuova strategia, riportando l’attenzione ai villaggi vacanze tradizionali. Vengono chiusi i resort di Oyyo ed il Club di Montreal ed altri in America Settentrionale. Nel 2004, scomparso Gianni Agnelli, la famiglia decide di cedere le proprie azioni Med alla catena alberghiera Accor, che diviene socio di maggioranza con il 28,9% del capitale sociale. Nel 2006 la Accor rivende il 22,9% di tali quote. Nel giugno del 2005 l’azienda ha dichiarato un ritorno dei profitti a metà esercizio. Tra il 2006 ed il 2007, il Club investe 530 milioni di dollari per rinnovare servizi, chiudere destinazioni ed aprirne nuove. Nel 2008 viene ceduta la catena di palestre alla famiglia Benetton e nel 2009 i ristoranti Med World a Paris B. Events. Attualmente il Club possiede 73 Villaggi turistici nelle più svariate destinazioni del mondo: 3 in Egitto, 5 in Marocco, 1 in Senegal, 4 in Tunisia, 23 in Francia, 3 in Svizzera, 2 in Messico, 3 in Brasile, 1 negli Stati Uniti, 5 alle Antille, 2 in Cina, 2 in Giappone, 2 in Indonesia, 1 in Grecia, 1 in Malesia, 1 in Tailandia, 1 in Portogallo, 5 in Turchia, 2 alle Mauritius, 1 alle Maldive, 5 in Italia. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE MARCO VOTTERO Da sei anni ricopre l'incarico di Vice Presidente del Consiglio Regionale dei Maestri di Sci del Piemonte. Opera da oltre 23 anni sul territorio della Vialattea e da 10 è Direttore della prestigiosa Scuola Sci SansicarioAction, Vottero è anche Direttore Tecnico-Sportivo dello Sci Club Sansicario, che conta oltre 180 atleti iscritti. "Sono circa 10 anni che dirigo la Scuola SansicarioAction, scuola che proprio quest'anno festeggia il suo 10° anniversario di costituzione. L'apertura di questa scuola è stata sin dall'inizio una scommessa sul territorio, scommessa che poi si è rivelata vincente nel corso degli anni, anche grazie ai tanti investimenti che abbiamo fatto, dai Parchi Giochi ai Kinder, plus necessari per una stazione, come quella di Sansicario che 'parla' di bambini, investimenti necessari anche per invogliare turisti e residenti in momenti di crisi come quella attuale". Vottero per quel che concerne il suo incarico nel Consiglio Regionale del Piemonte è Responsabile della Formazione e degli Aggiornamenti dei maestri che operano in tutta la Regione Piemonte e che sono oltre 3000. "L'impegno è totale e riveste vari fronti, ma posso dire che è incentrato principalmente sul turismo. Non dobbiamo più intendere la formazione classica del maestro di sci inteso vecchia maniera, oggi il maestro deve essere super aggiornato e competitivo, commerciale se vogliamo, deve conoscere per forza ed alla perfezione più lingue straniere, deve avere cultura del territorio e naturalmente saper interagire con il cliente, insomma deve far trascorrere al cliente la più bella giornata possibile sulla neve. Tutte queste ragioni derivano dal fatto che oramai si lavora con una clientela internazionale, che sceglie maggiormente le settimane piuttosto che la singola lezione. E su questo la Sansicario Action, mi posso permettere di dire, è sempre stata all'avanguardia, con la quasi totalità dei maestri che hanno anche la qualifica di allenatori. Sono orgoglioso di dirigere questo grande gruppo di lavoro ". ALBERTO CASSE Alberto Casse tra Luc Alphand ed Alberto Tomba. Alberto Casse entra nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, come il fratello Sandro. Nel 1971 conquista la medaglia d’oro ai Campionati Italiani di slalom gigante. Successivamente inizia la carriera da allenatore con lo Sporting Club Melezet (1974-1978), passa poi allo Sci Club Sansicario (1978-1987) fino ad ergersi alla guida della Nazionale Italiana A femminile di discesa e superG (1987-1989), quindi rientra in Valle allo Sci Club Agonistica 75 di Sauze d’Oulx (1990-1991), infine allena tre prestigiose Nazionali di discesa e superG: dapprima la Francia A maschile (19921995), quindi la Svizzera A maschile (1995-1997) per concludere il giro per il mondo alla guida del Canada A femminile. Cosa ricordi con gioia e soddisfazione nella tua carriera da allenatore? “Ho vissuto sicuramente alcuni momenti indimenticabili fra cui la prima vittoria in Coppa del Mondo del discesista francese Adrien Duvillard nel 1993; le due vittorie consecutive di Luc Alphand, sulla mitica “Streif” di Kitzbuhel nel 1995; la vittoria finale di specialità nella Coppa del Mondo 1995 con Luc Alphand; i primi quattro posti conquistati con la squadra svizzera maschile a Veysonnaz nel 1996; la vittoria in casa ai Mondiali del Sestriere con lo svizzero Bruno Kernen che è giunto anche secondo in combinata.” Dal 1998 ritorna definitivamente a casa fondando la Scuola Sci Olimpionica di Sestriere di cui ancora oggi è il direttore. Ha un record personale di tutto rispetto che lo vede partecipare a ben quattro Olimpiadi nella veste di allenatore (Calgary, Albertville, Lillehammer e Nagano). Alberto veste anche una seconda pelle, dopo i suoi successi in ambito agonistico e come affermato allenatore, oggi è anche un bravissimo e geniale fotografo. Andate senza indugio a visitare il suo sito: www.apassodiscatto.it maestri in Vialattea METAN ALPI SESTRIERE e t n e i b m a ' l a c i r a c i R Una lunga storia all’insegna del fare, creando sempre nuove opportunità sui sistemi territoriali nella salvaguardia dell’ambiente. E’ la storia del Gruppo Metan Alpi che al Colle garantisce calore pulito, alto confort, basso impatto ambientale e tanti nuovi progetti per il futuro che riguardano anche la mobilità. La svolta verso la sostenibilità ambientale a Sestriere ebbe inizio nel 1989, grazie all’attività del Gruppo Metan Alpi (Sestriere e Val Chisone), presente sulle Montagne Olimpiche da oltre 20 anni. “Abbiamo accettato la sfida di portare il gas naturale da Perosa Argentina fino a Sestriere, Cesana e Bardonecchia - spiega l’ingegner Andrea Chiaves, Presidente del Gruppo torinese Metan Alpi - servendo anche i comuni intermedi di Roure, Fenestrelle, Usseaux, Pragelato, Sauze di Cesana, Oulx, Sauze d’Oulx, Salbertrand, attraversando terreni ritenuti impossibili e sostenendo oneri di investimento ritenuti non remunerativi dalle grandi Società del gas”. In questi vent’anni la nostra società non ha mai mancato alle sue promesse e non si è mai trovata in contenzioso con le Amministrazioni Comunali. Anzi, nel suo operare, ha sempre dimostrato piena disponibilità, talvolta oltre i propri impegni, ad accogliere le richieste degli 11 comuni ove ha portato il gas naturale. Ripercorrendo la storia di questa magnifica avventura imprenditoriale, l’ingegner Chiaves, sottolinea: “Nel 1991 Metan Alpi Sestriere ha lanciato la sfida di costruire un teleriscaldamento in alta montagna a Sestriere. A tale impianto sono seguiti nel 2005 quelli di Pragelato e Sansicario. In ogni iniziativa ha riscosso il pieno apprezzamento degli utenti serviti, per l’economia e la qualità ineccepibile del servizio, per la presenza continua nell’area del proprio personale (scelto tra gli abitanti del territorio) e degli uffici aperti al pubblico con continuità”. E a malincuore ricorda: “Vicende spiacevoli della compagine societaria ci hanno costretti intorno all’anno 2000 a rinunciare a parte del bacino che avevamo già metanizzato con grandi sforzi di impegno economico e personale”. “Il gruppo Metan Alpi - conclude l’ingegner Chiaves - ha quindi i numeri, per l’esperienza maturata, la tecnologia più avanzata, la credibilità, la capacità e la correttezza sempre ed in ogni occasione dimostrate, per proporre un piano-programma per il bacino, che vuole essere di eccellenza, per la qualità dell’aria, il risparmio di energia e la qualità e lo sviluppo dei servizi energetici”. Il Gruppo Metan Alpi continua a caricare di verde l’ambiente alpino ed offrirà nuove possibilità alla vasta utenza, anche nell’ottica di nuove tecnologie sempre mirate all’efficienza, riduzione dei costi costi ed inquinamento. Ufficio Stampa Metan Alpi Sestriere VIALATTEA ~ IL MAGAZINE “questa è un’isola circondata dalla neve” Er core di MAURIZIO MATTIOLI di PAOLO BLANC C ome un gioco partecipo alla lavorazione del film “Natale a quattro zampe” prodotto per Mediaset dalla Filmax International srl, il tv-panettone girato a Sestriere ed a Torino. Vengo scelto come controfigura di Biagio Izzo, poi per una serie di curiose circostanze (troppo poco brizzolato, troppo poco dimagrito), mi appioppano la parrucca di Maurizio Mattioli e con essa la mitica giacca blu due bottoni che lo contraddistingue da sempre. Divertito, per un giorno sarò l’alter ego di un artista a tutto tondo, un uomo che non esterna soltanto quella grande vena comica che tutti ammiriamo… Lo conosco, e mi è più facile fare una chiacchierata spassionata. Inizi la tua carriera molto giovane, già negli anni ’70. Chi sono stati i tuoi maestri? In quegli anni iniziai a fare il generico, la comparsa e di maestri veri e propri non ne ho avuti. Sono arrivati dopo. Primo su tutti devo ricordare il grande Bruno Corbucci. Ricordo che davanti a me un giorno, Corbucci telefonò a Lando Fiorini e gli disse: “Lando questo fa ride..” e così mi portarono al Puff a Trastevere e lì feci due anni di spettacoli di cabaret e tre serie televisive. Altri grandi maestri che ho avuto sono stati Pingitore, i Vanzina, Parenti e Stefano Reali, grandissimo regista. E poi ultimamente Paolo Genovese, con il quale ho girato Gli Immaturi, prendendo la Nomination ai Nastri d’Argento, il premio cinematografico assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. Ma la tua adolescenza era già intrisa di questa vena comica? Mhh bah! Penso de sì! Io raccontavo le barzellette in un bar, il Bar del Pino a Monte Mario, Primavalle, il mio quartiere. Mi dicevano che facevo ridere, che comunicavo, ma poi sai, da lì a stare su un palco, sotto le luci con una platea davanti … facce ride … è difficile. Però ce l’abbiamo fatta! Sei stato per tantissimi anni l’anima degli spettacoli della compagnia del Bagaglino al Salone Margherita in Via 39 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 40 Due Macelli, che cosa ricordi di quegli anni? Ricordo tante cose, il successo, Pingitore, il fondatore della compagnia che per me è una persona speciale, il pubblico, undici milioni di ascolti in tv, la Marini. Facevo Jessy. La mia entrata al Bagaglino arrivò dopo il film Gole Ruggenti diretto dallo stesso Pingitore. Pier Francesco mi vide e ricordo mi disse “cosa fai quest’inverno?”. “Ma me copro, farà freddo!” gli risposi. Mi disse “non fare lo spiritoso, dobbiamo parlare un momentino …” e mi prese al Bagaglino. Ho fatto tanti anni lì e poi nel ’96 il grande lavoro al Sistina con “Un paio d’ali”, la famosa commedia musicale riportata in scena da Pietro Garinei con Maurizio Micheli, Sabrina Ferilli, Aurora Banfi ed il sottoscritto nei ruoli principali. E sempre al Sistina, dal 2001 il mio grande amore: il “Rugantino” di Garinei e Giovaninni con le musiche di Armando Trovajoli, dove interpreto Mastro Titta, er boja de Roma. Nel cast ci sono Michele La Ginestra - Rugantino, Sabrina Ferilli - Rosetta, Simona Marchini – Eusebia, Massimiliano Pazzaglia – Gnecco e tanti altri grandi attori. La vena comica romanesca è riconosciuta universalmente, la parodia del tifoso che interpreti nel film di Neri Parenti del 1989 è un cult del cinema italiano... Parli di Fratelli d’Italia con Boldi? Beh, quello è un tifoso da non imitare, un personaggio paradossale, un po’ fuori dagli schemi. Che però ha fatto molto ridere, personaggio che riprendo nel ‘99 poi in Tifosi, sempre con Massimo e Neri Parenti. Un film tv che ebbe anche questo molto successo. Mi fa molto piacere vedere i bambini di 7, 8, 10 anni che vengono da me e vogliono che gli dica le battute di Fratelli d’Italia … questo mi fa pensare che sia un film evergreen. Ti sei formato facendo teatro, cito ad esempio il mitico Rugantino di cui abbiamo già parlato e dove tutt’ora fai parte del cast teatrale. Prediligi il cinema, il teatro o la tv? Cosa sarebbero stati decine di film di Vanzina o i Cesaroni o Un ciclone in famiglia senza di te? Mi piacciono tutti e tre, grazie a Dio lavoro molto. Tv, cinema. Adesso uscirà Come un Delfino con Bova, uscirà per Rai1 Caruso, e poi altri … ho fatto i Cesaroni e ne rientro adesso. C’è anche una parte della tua vena artistica che poco si conosce, hai doppiato dei mitici personaggi nel mondo dei cartoni animati o film di animazione: Spartaco in La gang del bosco, Barbatus in Z la formica, Jetro in Il Principe d'Egitto. Che cosa mi dici a questo proposito? Mi piace. E’ una tecnica nuova. Non ho “cosa fai . ” ? o n r e v n i ’ t s que , o r p o c e m “ Ma farà freddo!” VIALATTEA VIALATTEA ~ ~ ILIL MAGAZINE MAGAZINE Maurizio Mattioli ed Ambra Angiolini in una scena del film “Gli immaturi - Il viaggio”. 41 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 42 avuto scuole ed il doppiaggio ti da il riferimento alla tecnica, ti da una preparazione di base importantissima, ti insegna la dizione, le pause. Ho doppiato con Renato Izzo, il papà di Simona, con Pino Golizio ho fatto tante altre belle cose. Ultimamente ho doppiato un film di animazione di Luc Besson insieme a Brignano ed alla cantante Arisa. Il doppiaggio, senza avere io una scuola alle spalle come ti dicevo, mi ha insegnato la concentrazione, l’attimo d’attacco, che sono cose che io non ho potuto imparare. All’inizio il doppiaggio mi è servito per vivere, per campare, perché allora facevo … insomma … la fame. Brutta robba ehhh! (ci guardiamo ... n.d.r.). Gli artisti comici romani sono stati la storia del cinema italiano, da Fabrizi a Carotenuto, da Mastroianni a Gassman, da Sordi a Verdone, Montesano, Proietti, Manfredi, ecc, che emozione provi nel sapere che stai proseguendo anche tu in questa magnifica direzione? Mi fa molto piacere, ma mi dà anche tanta responsabilità. Pensa che il personaggio che interpreto in Rugantino, Mastro Titta, dopo Aldo Fabrizi l’ho fatto solo io. Questa per me è un’eredità straordinaria, molto pesante, ma ne sono veramente orgoglioso. Rugantino è il personaggio della mia vita teatralmente parlando. Ma veniamo un attimo a noi, oggi. Cosa mi dici di queste montagne della Vialattea? Già leggende metropolitane raccontano che ti sei perso tra queste strade andando alla ricerca di luoghi suggestivi. Ti dicono che mi mettono fame ed invece io dovrei magnà de meno. Sono belle, che voi che te dica! Dove te giri giri è straordinario, è un’isola circondata dalla neve, non dal mare. E poi si vede la cultura di questi posti e con la Francia vicina questa cultura si rafforza ancora di più. Ho visitato anche Briançon, spettacolare, con quella fortezza medievale, tutto splendido. Sai sciare? Ma manco … cado pe’ terra e me rompo tutto, so’ capace de famme male e rompeme la gamba anche sullo slittino. Ma ci cammino sulla neve, sì mi piace tanto. Come mi disse Jerry Calà in occasione dell’intervista fatta sul numero precedente del Magazine, il grande attore conserva in sé sempre quell’umiltà che lo contraddistingue … umiltà che gli è data dalla dura e lunga gavetta… E’ vero. Io sono sempre il vicino di casa, quello con cui prendere il caffè, non ho celebrities Rugantino, con Aldo Fabrizi (Mastro Titta) Nino Manfredi e Bice Valori - 1963 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE mai cercato di usare il mio lavoro per dare poi importanza alla mia persona. Io sono son sempre lo stesso. Raccolgo cani sin da ragazzino. Quando da giovane non avevo una lira in tasca, portavo i cani abba abbandonati nelle case di altre persone per farli adottare. Poi qu quando ho avuto le possibilità economiche ne ho accolti a casa fino a 50. Ma da quando mia moglie, a causa di un in incidente è rimasta paralizzata, ho dovuto un po’ mollare, m ma i “vecchi” lì ho ancora tutti io, non ne ho lasciato uno. Poi collaboro con un canile e contino a piazzare cani, quando qu qualcuno me lo chiede sono sempre disponibile. Ma buttano via anche i cani di casa … la gente quando fa così è proprio una merda, è una vergogna l’Italia su questo argomento e poi Lazio e Campania, siamo veramente messi male. Qui invece non ho visto cani randagi, ne sono proprio contento, questo vi fa veramente onore. Da altre parti montane, inv invece il cane deve solo lavorare, vicino alle pecore e se non fa bene be il lavoro non serve più … poverini, se riescono a scappa scappare magari riescono a sopravvivere, se no altrimenti … Finisce così l’intervista, le ultime parole a lasciare il segno: il comico non fa più battute, bat in un attimo gli occhi si rattristano. Maurizio si alza, il set lo aspetta, deve ritornare nella parte. 43 . . . e r e i r t s e aS VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 49 AMANDA DE MAR ...la Barbie di Sestriere di RITA QUARTA 46 M odella, attrice, indossatrice. Amanda ha il viso pulito, un sorriso che incanta ed una timidezza che spiazza. Se ne stava lì, in disparte, quasi a celare quella bellezza che non si può non notare. Ho conosciuto Amanda a Sestriere, prima di girare alcune scene del film di Massimo Boldi “Un Natale a quattro zampe”. Quando è arrivata nella hall dell’albergo ho subito pensato che fosse un’attrice interprete di primo piano del film … “sono una comparsa” … mi rispose candidamente, ma poi parlando Amanda ha svelato chi è … Sfilate, cinema, televisione, concorsi di bellezza... Qual'é il tuo sogno? Il mio più grande sogno è sicuramente il Cinema! Dal prossimo anno ho intenzione di studiare recitazione, cosa che ho rimandato troppe volte causa impegni, ma che ho semplicemente accantonato e mai escluso. Ora che ho già maturato varie esperienze nei vari settori e che, di conseguenza, ho conosciuto ciò che li caratterizza, mi sono convinta che il Cinema è quello che sento più affine alla mia personalità, in quanto ti mette ogni giorno davanti a nuove prove, nuovi stati d'animo ... insomma: è un continuo spronare le tue capacità! Raccontaci brevemente la tua escalation nel mondo artistico... Mi fa sempre sorridere raccontare da dove è nato tutto: giugno 2005, Miss Licei del pinerolese: mi iscrivono al concorso una mia compagna di classe (Federica, che è poi diventata la fidanzata di mio fratello, e lo è tutt'ora) e il mio ex fidanzato. Totalmente incapace, timida, insicura e per di più i miei in par- models & cinema VIALATTEA ~ IL MAGAZINE ziale disaccordo, tant'è che fino all'ultimo non ero sicura di voler partecipare. Invece partecipo, vinco il titolo e da lì le prime chiamate da agenzie: scatto i miei primi servizi fotografici, faccio le prime sfilate. Da cosa nasce cosa finché nel 2008 arriva la mia partecipazione a Miss Italia: N.002-Miss Piemonte (titolo che negli anni precedenti hanno portato Cristina Chiabotto ed Edelfa Chiara Masciotta). Non passo il turno, vengo eliminata: sconforto, delusione per un sogno infranto. Eppure mi rendo conto che, nei giorni e mesi seguenti alla finale, il telefono squilla continuamente, le proposte lavorative aumentano e non mi do' per vinta. Nel 2009 vinco ben due titoli nazionali: "La Modella per l'Arte 2009" e "Miss Salute Tisanoreica". Sono sincera, sottovalutavo l'importanza che queste due vittorie mi avrebbero portato col tempo: giro l'Italia in rappresentanza dei concorsi, conosco e collaboro con molti personaggi famosi come Valeria Marini, Ornella Muti, Costantino Vitagliano, Sara Maestri, Giorgia Wurth, Valerio Merola per citarne alcuni, giro i primi spot pubblicitari per Mediaset, presento le mie prime serate, mi presto a scatti fotografici per servizi importanti. Ma in tutto questo sentivo che ancora mancava qualcosa che mi realizzasse completamente: mando un'e-mail al Cineporto e mi prendono a girare alcune scene del film di Fausto Brizzi "Maschi contro Femmine" e successivamente "Femmine contro Maschi". Qui lavoro sul set a stretto contatto con personaggi come Claudio Bisio, Fabio De Luigi, Nicolas Vaporidis, Alessandro Preziosi, Paolo Ruffini, Giorgia Wurth. Poi arriva la chiamata per il film di Ficarra e Picone "Anche se è amore non si vede". Sia chiaro: comparsate e parti da ballerina (siccome ho studiato danza classica 12 anni), nulla di molto importante ancora ... ma è proprio grazie a queste piccole esperienze che dentro mi si muoveva qualcosa, che capivo che forse, in realtà, il mio vero percorso doveva ancora cominciare. Ma c'è un problema: puoi essere bella, talentuosa che se non sei o conosci qualcuno "che vale" nessuno ti prende in considerazione. Decido di iscrivermi a Miss Padania lo scorso anno: vado in Finale, mi classifico terza e oltre al titolo assegnatomi dallo sponsor ufficiale del concorso "Miss Linea Spint", lo scrittore e critico cinematografico Pino Farinotti mi assegna la fascia di "Miss Milano Cinema" che mi permetterà di prender parte alle audizioni del C.S.C. (Centro Sperimentale di Cinematografia) di Milano. Tutto questo mi porterà a girare alcuni cortometraggi, a realizzare servizi fotografici per note agenzie di moda e spettacolo di Milano e a prender parte della giuria tecnica che decreterà le finaliste dell'edizione 2012 di Miss Padania, oltre a condurre la serata della prefinale e a presenziare come valletta alla finale, al fianco di Marco Columbro, in onda rispettivamente su Canale 5 e Rete 4. Tutt'ora continuo a lavorare come modella e fotomodella, oltre a dilettarmi ma ancora per poco si spera nel Cinema. Hai detto che di alcune attricette invidi solo la raccomandazione ... Allora é indispensabile conoscere ed il merito conta solo dopo? d'inverno vado a sciare proprio sulle magnifiche piste della Vialattea models & cinema VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 48 Sono sincera: oramai sono 6 anni che mi muovo nell'ambiente: ricevo spesso molti complimenti per bellezza e bravura, ma mai che ci sia un vero è proprio colpo che mi dia l'opportunità di spiccare il volo! Certo, la bravura e la bellezza fanno molto e contano ... ma sono spesso le conoscenze e l'esser nel posto giusto al momento giusto a far la differenza! Ti abbiamo incontrato mentre ci catechizzavano sul lavoro da farsi. Alla mia domanda hai risposto umilmente che era ma comparsa senza dire null'altro. Sei stata forte ... Sono una persona sincera: dico le cose come stanno! Certo, avrei preferito rispondervi che ero la protagonista, ma non lo ero, sono stata chiamata per fare alcune piccole parti e null'altro ... perché rigirare le cose se la sostanza è una e quella rimane?!! Ho visto Izzo e Mattioli affascinanti dalla tua bellezza ma ancor più dalla tua solare simpatia... Izzo e Mattioli sono stati davvero molto gentili e simpatici con me, è stato divertente far due chiacchiere con loro e ricevere complimenti sinceri da chi fa questo mestiere da anni! Io non tendo mai a correre dietro a questi personaggi, chiedendo foto e autografi come tanti, sto sempre al mio posto perché, pur trattandosi di una semplice comparsata, è pur sempre lavoro! Loro mi hanno notata mentre giravamo, in pausa sono venuti a cercarmi e a congratularsi e non posso nascondere che la cosa mi abbia fatto davvero molto piacere! A dirlo sottovoce sembravi tu l'attrice giovane protagonista... Grazie, magari lo fossi stata! Questo pensiero che avete espresso in diversi, mi ha lusingata molto! Speriamo accada nel prossimo film! Dai, adesso parliamo un po' di noi, parlami di Sestriere, sci, fai tavola, mtb d'estate, come passi il tuo tempo libero sulle fantastiche montagne della Vialattea? Durante l'estate approfitto delle giornate soleggiate giocando a golf o facendo escursioni a piedi sulle vette, mentre d'inverno vado a sciare proprio sulle magnifiche piste della Vialattea. Mi sono promessa poi dalla prossima stagione di cominciare con la mountain-bike, che mi ha sempre appassionata e ho praticato sporadicamente negli anni e vorrei consolidarne la pratica. Sei definita la Barbie di Sestriere, toccando ferro, non è che tra un po' diventerai la Barbie di Cinecittà? I tuoi progetti futuri vanno in quella direzione? Speriamo! Sicuramente ho un grande sogno nel cassetto che riguarda il Cinema. Comincia a muoversi qualcosa, ma finché non si realizzerà il tutto preferisco non aprire bocca!! Se succederà, vorrà dire che sarà tempo per una prossima pro rossima intervista insieme!! ross VIALATTEA ~ IL MAGAZINE ELISA GENOVESE bellezza di casa nostra Modella e attrice, classe 1993 Elisa è entrata a pieno titolo nel mondo della moda e del cinema. Vive ad Oulx e nel suo palmares importanti fasce a Miss Italia 2012 e la sua partecipazione a Miss Mondo 2012 Spot televisivi e cinema Elisa si racconta così.... di RITA QUARTA S ei una giovanissima, che, come tante note bellezze torinesi e piemontesi di successo che ti hanno anticipato, ripercorre la strada nell'ambito della moda e dello show business ... Cristina Chiabotto, Chiara Perino, Paola Barale, Alba Parietti, Elena Barolo, Simona Ventura ecc. Non ti tremano le gambe? Ho sempre stimato queste showgirl ed attrici ed il fatto di ripercorrere la loro strada effettivamente mi fa emozionare parecchio o come dici tu mi fa tremare le gambe. Essere chiamata e cercata anche da Milano, tu che vivi in un piccolo paesino di frontiera che effetto ti fa? Milano è il centro della moda e quindi il fatto di essere cercata mi fa molto piacere; purtroppo non riesco ad accettare tutti gli inviti a causa della distanza, perlomeno sino a quando non concluderò l’anno scolastico. Complimenti innanzitutto, sei molto fotogenica, hai un bellissimo sorriso e nelle foto dove sei ritratta e che ci capitano sempre più sovente sotto mano sei la più bella, la più solare, la più reale. È proprio iniziata una carriera. Come vorresti che sia? Sicuramente piena di soddisfazioni, rimanendo sempre fedele ai miei principali valori: la semplicità e l’umiltà. Ma tutto da dove è partito? Tutto è partito all’inizio di quest’anno quando mi hanno chiamata per partecipare ad uno spot pubblicitario, quello della TUC. Quella è stata la mia prima esperienza professionale su un models & cinema set cinematografico, dove lo staff mi ha convinta a partecipare ai concorsi di bellezza, che sono stati i miei trampolini di lancio in quanto mi hanno dato molta visibilità. Quali sono state le prime esperienze professionali che ti hanno gratificato e che ti hanno permesso di essere conosciuta? La partecipazione, la scorsa estate, al film “DUE SOLITI IDIOTI” è stata sicuramente gratificante sotto tutti i punti di vista. In quella circostanza, ho vissuto tre giorni ...non posso non amare lo sci... fianco a fianco con personaggi famosi e, soprattutto, ho scoperto la vera realtà del cinema. Inoltre sono stata chiamata ad affiancare l’affermata presentatrice Rossella CARRISI, dividendo il palcoscenico con Gianni IPPOLITI, alla conduzione di un importante evento salentino denominato “IL PREMIO TERRE DEL NEGROAMARO”, svoltosi a Guagnano. Oltre ad essere stata una sfida personale è stata per me un’esperienza molto stimolante e coinvolgente anche sotto il profilo umano. Elisa Genovese sul profilo facebook è riportato: personaggio pubblico. Ma ti rendi conto, così giovane e così di successo? A volte mi domando se tutto questo è vero. Forse perché sono riuscita in poco tempo a realizzare uno dei miei più grandi sogni: entrare a far parte del mondo dello spettacolo; adesso che mi ritrovo la mia FAN PAGE su facebook non posso che impegnarmi ancor di più per continuare su questa strada. A proposito di personaggi pubblici, raccontaci di qualche conoscenza vip, chi mandi giù dalla torre e chi invece ti ha sorpreso? Fortunatamente sinora ho conosciuto artisti che mi hanno impressionato solo positivamente e spero che in futuro possa trovarne altrettanti, tanto da non dover mai utilizzare la torre (ride ndr). elisa 57 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 58 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE Raccontaci della tua partecipazione a Miss Mondo, dev'essere stata un'esperienza bellissima Certamente è stata un’esperienza di vita indimenticabile che mi ha fatto crescere professionalmente e ha rafforzato il mio carattere. Ho condiviso ogni attimo delle mie giornate con più di cento ragazze e - nonostante la competizione era altissima - ho allargato la mia cerchia di amicizie, confrontandomi con culture e realtà diverse. Veniamo un attimo a noi, la scuola, le amicizie, le tue serate, Oulx e questa valle ... Beh! che dire, non posso non amare queste meravigliose montagne olimpiche che ci offre la Valle, dove sono nata e cresciuta e dove continuo a vivere ad Oulx. Frequento l’ultimo anno dell’Istituto Frejus a Bardonecchia, dove coltivo la maggior parte delle mie amicizie. Ultimamente le mie serate sono dedicate o allo studio o al lavoro. Lo sport? Sai che questa intervista andrà sul magazine della Vialattea ... Non posso non amare lo sci che pratico sin da piccola alternandolo con il nuoto. Se per motivi di lavoro dovessi andare a vivere altrove sicuramente ritornerei appena possibile a sciare sulle mie montagne. Quali sono i prossimi lavori Sfilate e servizi fotografici. Sono anche in progetto alcuni lavori che preferisco non svelare in quanto sono scaramantica. La tv ed il cinema rientrano nei tuoi progetti? Certamente sì! Appena diplomata proverò ad entrare in qualche qualificata accademia teatrale. 59 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE il personaggio VIALATTEA ~ IL MAGAZINE IL PRESIDENTE DEL TORINO URBANO CAIRO SALUTA LA VIALATTEA di PAOLO BLANC - Foto di MAURIZIO DREOSTI I l calcio è il gioco più antico al mondo, basta una palla, anche di pezza o di cartone ... I praticanti del calcio sono milioni e nel mondo fioriscono di continuo storie e miti di campioni in erba. Ma, al di sopra di tutto e di tutti, non c’è settimana, quasi giorno, che i media di ogni continente non dedichino retrospettive alla squadra più immaginifica di sempre mai esistita e perita in quel terribile disastro aereo a Superga del 4 maggio 1949: il Torino. Il Grande Torino. Una squadra che rappresentava il fiore all’occhiello dell’Italia post guerra, una squadra avanti in tutto rispetto alle altre: per organizzazione societaria, gioco, popolarità, vittorie, carisma. Vennero anni di sofferenza, mitigati da due decenni, settanta ed ottanta, di trionfi e competitività ad altissimi livelli, quegli anni del cosiddetto “tremendismo granata”. E poi fu solo cuore, cuore, cuore, tanto cuore e Maratona, la curva magica del Toro. Finchè arrivò dalle ceneri la rinascita. Fu dura. E fu il Presidente venuto dalla “Gran Milan”, Urbano Cairo, ad abbracciare la causa torinista, obliterandone il riscatto e dettando il percorso per risalire la china, con nuova dignità e qualche sogno. A seguire un’intervista sanguigna al Presidente, primo tifoso del Toro, ma anche sincero estimatore della Vialattea! Presidente, Lei è stato un uomo molto tenace. Negli anni a Torino spesso ha lottato contro i "mulini a vento", ma ora ha riportato il Toro in A ed ha allestito una squadra di emergenti assai compatta. Qual è la sua emozione nel vedere finalmente il Torino nella serie che gli compete di diritto? Dopo tre anni di "sofferenza" sportiva nel campionato cadetto, siamo tornati a casa. La Serie A, per storia, blasone e tradizione, è il campionato al quale deve partecipare anche il Torino. La- voriamo ogni giorno per mantenere la categoria, consapevoli delle insidie e delle difficoltà che può incontrare una neopromossa. Il Toro ha una storia ultra-secolare, ma il mio Torino è rinato solo nel 2005 dalle ceneri di un fallimento economico e sportivo che di fatto aveva azzerato completamente il bagaglio di professionalità esistente. La nostra vuole e deve essere una crescita graduale. Nella mia esperienza di Presidente ho compreso che nel calcio ci vuole anche tanta prudenza: è un'azienda particolare nella quale non valgono sempre le stesse logiche degli altri settori imprenditoriali. Presidente, sia come campionato sia come Coppa Italia, a livello di categoria Primavera il Torino è ancora la massima espressione del calcio italiano, perché ha vinto più di tutti. Inoltre i livelli della Scuola Calcio del Torino Fc sono eccelsi: decine e decine di neo allenatori dal Regno Unito vengono a studiare come si insegna il calcio ai più il personaggio Campionato Italiano 1946-47 a 20 squadre. Il Torino con 63 punti vince il campionato con 10 punti di vantaggio sulla Juventus 2a classificata. In piedi, da sinistra: Castigliano, Maroso, Rigamonti, Grezar, Bacicalupo, Ballarin, Ferraris II. Accosciati: Mazzola, Ossola, Loik, Gabetto. 58 piccoli. E' una bella soddisfazione? E' per noi motivo d'orgoglio che professionisti d'oltremanica scelgano il vivaio del Toro per corsi di aggiornamento, non solo tecnico ma anche pedagogico. La storia del Torino del resto lo insegna: la priorità non è costruire calciatori, ma formare uomini, perché il calcio non dev'essere la fabbrica delle illusioni. Nel nostro Settore Giovanile si stagliano professionisti entusiasti e competenti: anche per questo i numeri della nostra Scuola Calcio sono crescenti, pur in un contesto di grave crisi economica. Tecnicamente stiamo raccogliendo i primi frutti. Mi piace disegnare sulla carta una squadra, emanazione del nostro vivaio, che sarebbe già competitiva anche in un campionato professionistico: Lys Gomis; Willyan Da Silva Barbosa, Simone Benedetti, Angelo Ogbonna, Marco Chiosa, Sergio Suciu, Emanuele Gatto, Simone Verdi, Abou Diop, Gianmario Comi, Alen Stevanovic. Dottor Cairo, lei è milanese. Essere tifosi del Torino anche a Milano è motivo di grande prestigio e si è rispettati. Una bella cosa vero? Senza dubbio, ma dirò di più: essere Presidente del Torino è bello in tutta Italia. Ovunque riscontro attestati di amore verso la maglia e grande rispetto per la mia persona. Ovviamente tutto ciò acuisce anche le responsabilità ed è uno stimolo quotidiano, per me e il personaggio per tutti i professionisti che operano nel Torino, a fare sempre meglio e di più. Presidente lei che sa far sognare almeno un milione di tifosi granata, ha qualche sogno nel cassetto? Anche come imprenditore sono più propenso al "fare", piuttosto che al "dire". Quindi i sogni, che ci sono, restano nel mio cuore e ogni giorno lavoro perché poi si possano avverare. Successo viene prima di sudore solo nel vocabolario: è così in tutte le componenti della vita e del lavoro, non soltanto nello sport. Detto questo, ora lasciate che sia io a dedicare un pensiero a Voi. Auspico per la Vialattea e per tutti gli appassionati della neve, granata e non, una stagione ricca di successi e soddisfazioni. Siete un fattore fondamentale per la crescita di immagine ed economico-turistica del Piemonte, Regione a me sempre molto cara. pubblicità Mayestic VIALATTEA ~ IL MAGAZINE SILVANO BENEDETTI Un ragazzo del Filadelfia diventato “grande”! 4 nno 198A3-198 a a li a It a p p o C R Cat. PRIMAVE 60 I n un “angolo” del suggestivo Stadio Olimpico, ristrutturato su quello che fu l’indimenticabile Comunale, si trovano gli uffici del Torino F.C. 1906 Settore Giovanile. Sono qui dopo aver chiesto l’incontro con Silvano Benedetti, indimenticabile giocatore del Toro, dirigente del settore giovanile della società granata e Responsabile della Scuola Calcio. Nell’attesa brevissima, con non poca emozione mi imbatto in volti conosciuti, ammiro ai muri poster che rammentano tempi eroici, maglie incorniciate che valgono simbolicamente un Botero… In un momento storico emblematico come questo, sia a livello socio-economico, che a livello sportivo tout court, è bello parlare di giovani, di un calcio pulito. Molto più bello! E chi meglio di Benedetti poteva essere interlocutore veritiero: Silvano vero cuore granata, persona umile e dai tratti gentili, assai disponi- sport-intervista di PAOLO BLANC bile al racconto. Il suo fisico è ancora asciutto ed aitante, ma ricordate la grinta sull’uomo, lo stacco imperioso, la bellezza della corsa? Una pacata intervista, c’è feeling sincero, Benedetti mi mette a mio agio, ma anche lui mostra un briciolo di emozione. Mi piace la cosa! Non posso che iniziare dalle ovvietà… La tua storia granata, tu cuore granata… Ho iniziato a 14 anni, mi hanno prelevato dalla Toscana, da Lucca per la precisione. Sono arrivato in quel famoso pensionato del Torino, quello di Corso Vittorio Emanuele, dove c’erano circa trenta ragazzi ed ogni anno c’era questa “selezione”. Si giocava e si studiava, abbiamo finito gli studi all’Istituto Sommeiller, si studiava di sera, a scuola andavamo dalle 19,00 alle 23.15. Quegli erano gli anni del grandissimo Torino a livello giovanile… TANTO PER... Il Torino ancora oggi vanta il prestigioso primato a livello di categoria Primavera, di maggiori Campionati vinti e Coppa Italia vinte. Esteso a tutte le squadre di serie A e B, il Campionato Primavera ebbe inizio nell’anno ‘62-’63 mentre la Coppa Italia iniziò nell’anno ‘72’73. Ebbene, per quanto riguarda il Campionato, il Torino comanda con ben 8 trofei nazionali vinti, davanti a Inter e Roma con 7 e Juventus e Lazio con 4. Nella Coppa Italia il Torino ha alzato 7 volte la Coppa davanti a 5 dell’Inter e 4 della Roma. Pensate che solo alcuni decenni addietro la Primavera del Torino era così forte da vincere i Campionati Primavera negli anni ‘84-’85, ‘87-’88, ‘91-’92 e le Coppe Italia Primavera negli anni ‘82-’83, ‘83-’84, ‘85-’86, ‘87-’88, ‘88-’89, ‘89-’90. E Benedetti di questi trofei ne fu anche artefice. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE Silvano Benedetti durante una fase di gioco contro il Milan mentre controlla Ruud Gullit. A qualche metro Pasquale Bruno . VIALATTEA ~ IL MAGAZINE Torino. Nei quarti i norvegesi del Boldklubben 1903, fu facile sia là che in casa 0-2 e 1-0. Poi ci toccò il Real come ben sai, 2-2 a Madrid e 2-0 nella bolgia degli ottantamila del Comunale. La finale con l’Aiax è scritta sugli annali, 2-2 al Comunale ed uno sfortunatissimo 0-0 ad Amsterdam, dove dominammo, prendemmo pali e traverse e ci fu negato un rigore. Sfiorasti anche la Coppa Italia, quella vinta nel 1993 … Sì, io ero oramai a Roma, dopo il Torino infatti sono stato venduto alla Roma e da lì ho fatto ancora un anno con l’Alessandria in C1 e poi ho iniziato a dedicarmi nel Torino ai giovani da dirigente. Il calcio oggi è un po’ malato, ed i calciatori forse troppo viziati. Cosa ne pensi? No. Non è del tutto così e non voglio Silvano Benedetti e Van Basten 62 Lo stacco imperioso di Benedetti contro la Juventus Sì, quegli erano gli anni del grande Torino a livello giovanile, gli anni di Vatta, dell’avvocato Cozzolino, Giacinto Ellena, Marchetto, Naretto, Puia. Tutti gli allenatori che hanno fatto la storia del settore giovanile. Ho fatto così l’esordio in prima squadra e da lì, in prestito sempre dal Torino settore giovanile sono andato a fare esperienza a Parma in serie B, poi a Palermo in serie B, e poi ad Ascoli in serie A. E poi sono ritornato alla casa madre, al Torino, dove ho fatto 5 anni in prima squadra, 4 di A … praticamente dal 1987 al 1992. sport-intervista La chiusura è stata la finale di Coppa UEFA ad Amsterdam. Silvano, a questo proposito raccontami di quella cavalcata eroica che fu il cammino in Coppa UEFA fino alla finale. Del romanticismo di Mondo che “alza la sedia”. Era il 1992, ne vissi tutta la trafila e le partite. I trentaduesimi li passammo in Islanda contro il KR 0-2 là e 6-1 in casa, ai sedicesimi ci toccò il Boavista, vincemmo 2-0 al Comunale e 0-0 in Portogallo, negli ottavi giocammo contro l’AEK di Atene, 2-2 in casa loro e 1-0 a difendere la categoria. E’ un po’ il mondo che ruota intorno al calcio che è malato, non è il calciatore. È un calcio malato quando non c’è più il divertimento e la voglia di giocare a calcio. Oramai il calcio è fatto di agonismo, non si fa in tempo a vedere una giocata che subito si fa un fallo, quindi non c’è più la sportività, il bel gioco. Io vedo all’estero, abbiamo avuto la fortuna di fare qualche esperienza fuori dall’Italia, dove vi è una cultura diversa. Si va a vedere anche la partita dei bambini a bordo campo senza la rete e nessuno VIALATTEA ~ IL MAGAZINE insulta l’arbitro o ce l’ha con l’allenatore. C’è proprio la voglia di divertirsi e di far vivere l’esperienza dello sport nella giusta dimensione. Qui, dopo 10 minuti che è iniziata la partita siamo già in guerra con l’arbitro, col tifo avverso, purtroppo oggi è questo il calcio. Perché conta il risultato a tutti i costi, questo sponsor mediatico che continua a far lievitare i guadagni fa sì che l’attività sportiva arrivi a questo tipo di “dramma” quando c’è la sconfitta. Dramma che poi si ripercuote non solo a grandi livelli, ma anche sin dai piccoli. Io ho a che fare con tanti bambini e tante famiglie e mi rendo conto che proprio la famiglia nel momento in cui il bambino entra a far parte del mondo del semiprofessionismo, ha l’illusione di aver quasi risolto i problemi della vita, e solo perché il bambino di 8 anni è arrivato nel Torino, nella Juve ecc. Purtroppo non si rendono conto che il tragitto per arrivare a fare il calciatore professionista è talmente lungo … Neanche oggi chi è in Primavera ha la sicurezza di continuare. Se oggi dalla Primavera escono tre giocatori per la massima serie è un miracolo. Ed a volte invece si assiste a dei ragazzi della Primavera che abbandonano la scuola perché pensano di diventare grandi calciatori e poi perdono la strada, e rimangono con un pugno di mosche in mano. Oggi purtroppo si vive di immagine ed avere la possibilità di avere sul petto del proprio figlio la maglia della Juve o del Toro, perché siamo a Torino, vuol già dire avere un’etichetta. In questo mondo del calcio l’intelligenza purtroppo non ce l’hanno in tanti … secondo me! Se no non saremmo a questo punto. Come dicevamo ti occupi del settore giovanile… Non di tutto, ma di una fascia di età che va dai 5 ai 12 anni. Dai 13 in su se ne occupa Bava, al posto di Comi, che adesso è andato in prima squadra. Ti piace insegnare ai giovani? Sì, è il mio mondo. Mi trovo bene, perché superati certi livelli il mondo del calcio diventa aleatorio, dove può succedere che due più uno a volte faccia uno. Non è matematica, il calcio non è una scienza esatta. Quindi preferisco vivere dove ancora uno più uno fa due, dove c’è ancora tra virgolette la pulizia. E poi c’è da fare molto, anche nei confronti dei bambini che un domani devono diventare adulti. A questo proposito bisogna educare gli allenatori, i genitori … è sempre una battaglia … non è mai facile. Tu scendi in campo… Sì, io scendo in campo nel senso che vado in campo, perché il mio compito è quello di osservare i 180 bambini che abbiamo selezionati. E tra questi c’è da valutarne la qualità, la capacità. E poi dobbiamo valutare le segnalazioni che ogni anno ci arrivano da altri osservatori. Qual’è il tuo rapporto professionale con il Presidente? Naturalmente ho un rapporto diretto con Cairo, ognuno di noi è in stretto contatto con il Presidente, ognuno per la sua parte. Il Presidente vuole comunque sempre essere aggiornato ed informato sull’evolversi di tutto, anche per quanto riguarda i camp estivi. No, il Presidente non lascia mai nulla al caso. Finalmente siamo tornati in Serie A, il campionato che ci compete quasi di diritto. A chi va il merito di questo sofferto ritorno? In questi ultimi anni il Presidente Cairo è riuscito a creare una squadra omogenea, soprattutto se consideriamo la situazione in cui si trovava il Toro prima del suo arrivo. Cairo ha ricostruito una società raccolta in condizioni disastrose. Poi, comunque, questo calcio di oggi vuole tutto e subito. Il Presidente ha sempre fatto capire che pur lui avendo possibilità, ha voluto affrontare un problema alla volta e piano piano questo Toro è cresciuto. Siamo cresciuti sia come società sia come struttura organizzativa. Certo c’è sempre da migliorare, ma siamo sulla buona strada. Il Torino sta crescendo quindi? Sicuramente sono stati fatti importanti investimenti, ma come sempre tutto dipende anche dai fatturati delle squadre, Milan, Inter e Juve hanno indubbiamente fatturati diversi rispetto ai nostri, e quindi con più possibilità di investimenti. Ma sono convinto che la squadra, se riesce a continuare bene il suo percorso, riuscirà a trascinare sempre più pubblico allo stadio. Chi è stato il giocatore più forte che hai incontrato? Van Basten, numero uno … che ho anche marcato. Il più corretto da un punto di vista comportamentale? Il più leale… Ci ho giocato contro quando ero nell’Ascoli e lui nel Torino, Leo Junior, grande calciatore ma anche grande uomo. E nel Torino … Come umiltà sicuramente Luca Fusi. È veramente un ragazzo speciale… Il tuo rapporto con la montagna, con la Valle di Susa… Quando facevo il giocatore io ed Ezio Rossi salivamo spesso in valle e un lunedì entrambi trovammo anche due alloggi, i nostri rifugi con le famiglie nei giorni liberi. E proprio su quelle montagne trovammo un angolo di paradiso. Sì, perché quell’alloggio lo tenni per circa 13 anni, posso dire che i miei bambini sono cresciuti tra i monti della valle di Susa. Come te la cavi con gli sci? Certo saprai che quando si è professionisti nel calcio non ti è concesso lo sci ed è severamente vietato praticarlo. Ma di nascosto … sì lo devo ammettere sciavo! Un giorno io e mia moglie decidemmo di prendere qualche ora di lezione. Chiamammo quindi un maestro. Ricordo ancora perfettamente che dopo un po’ che ci era vicino ad insegnare, mi vide legato in qualche movimento e prontamente mi disse: “... Mi scusi signore, ma non pratica un po’ di sport? Guardi che non le farebbe male…!”. Silvano Benedetti negli uffici del Torino F.C. Settore Giovanile 63 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE DAI MATTIA! La classe di Mattia Casse ... figlio d’arte 64 di CLAUDIO TESCARI M attia Casse è uno dei giovani emergenti della NAZIONALE ITALIANA di sci alpino, attualmente in forza alle Fiamme Oro. E’ figlio d’arte. Il papà è quel Sandro che fu recordman del Kilometro Lanciato negli anni ’70. Mattia mette i suoi primi sci ai piedi sulle nevi di Sauze d’Oulx quando ha poco più di tre anni. Quindi inizia una trafila giovanile assai felice, fatta di tante soddisfazioni ma anche di delusioni, che tuttavia non intaccano né il morale né tantomeno il vigore. Si fa largo con una certa personalità nelle categorie children, aspiranti e giovani, ottenendo i primi riconoscimenti a livello nazionale. A 16 anni vince il titolo di Campione Iitaliano Aspiranti, in gigante, a Pozza di Fassa, migliorandosi l’anno successivo sulle piste di Ponte di Legno, dove conquista l’oro in discesa e supergigante nonché il bronzo in speciale, staccando di fatto il biglietto per la Nazionale. Per coltivare maggiormente lo sci ha compiuto scelte campioni VIALATTEA ~ IL MAGAZINE estreme, per sé stesso e la sua famiglia, come quella di trasferirsi a Tarvisio, in Friuli, per frequentare l’Istituto Bachmann ed avere prospettive agonistiche, a suo parere più idonee rispetto a quelle che gli offrivano le Alpi Occidentali. Tracciamo ora una cronistoria del suo percorso in azzurro. La stagione 2007-2008 recita per il diciottenne Mattia Casse l’esordio in azzurro, un primo vero impatto a livello internazionale e, soprattutto, un test indicativo sulla competitività a quei livelli. Ed il rappresentante di Oulx non tradisce le aspettative, guadagna numerosi piazzamenti e si aggiudica ben cinque podi (tra cui due primi posti) in gare Fis e Fis-Njr. Debutta inoltre in Coppa Europa a Chamonix (55° e 62° nelle due discese in programma) ed a Madesimo (39° in gigante), mentre ai Campionati Italiani Giovani il suo miglior risultato è il 7° posto in gigante, ottenuto a Pozza di Fassa. Alla rassegna tricolore assoluta, tenutasi sulle piste amiche di Bardonecchia, non va oltre il 13° posto in discesa. La stagione 2008-2009 parte alla grande con due successi in altrettante discese libere Fis, svoltesi a Tignes, nella vicina Francia. Ottiene poi tre vittorie Fis-Njr in gigante e speciale (due all’Abetone, una a Tarvisio) maturando parecchie presenze nel circuito continentale, dove si fa le ossa (come si suol dire), a suon di piazzamenti incoraggianti. La ciliegina sulla torta, però, l’accende nell’ambito dei Campionati Mondiali Juniores di Garmish, dove guadagna un’eccellente 9° posto in gigante, un 21° in superG ed un 22° in discesa. Agli Italiani Giovani si classifica 3° in slalom, 5° in gigante e 6° in discesa cogliendo inoltre un buon 8° posto, nella specialità regina della velocità, agli Assoluti. La stagione 2009-2010 si dimostra molto importante per l’atleta ulcense, in virtù degli allori conquistati ai Mondiali Juniores, ma partiamo dall’inizio. Il ragazzo altovalsusino, ormai quasi ventenne, inizia la preparazione con il team azzurro in Argentina dove si aggiudica il gigante Fis di Castor piazzandosi inoltre decimo nello speciale. Partecipa da “titolare” alla Coppa Europa i cui migliori piazzamenti sono stati il 19° posto indoor di Wittenburg, in Germania ed il 20° posto in slalom di Bansko, in Bulgaria. Il 29 dicembre 2009 è un’altra data significativa per Mattia che esordisce in Coppa del Mondo, a Bormio, conseguendo un più che lusinghiero 31° posto in discesa. I tecnici lo dirottano ancora nel massimo circuito mondiale sulle nevi elvetiche di Adelboden e Wengen dove la fortuna, però, non l’assiste. Esce infatti sia in slalom che in gigante ma si ripete in discesa classificandosi al 35° posto. Poi arriva il grande momento per questo nostro giovane atleta, che ai Campionati Mondiali Juniores di Megeve, in Francia, fa man bassa conquistando una splendida medaglia d’oro in discesa libera, una di bronzo in superG ed un 6° posto in slalom, è invece out in gigante. Davvero una grande impresa la sua, che anticipa di pochissimo i festeggiamenti per il suo ventesimo compleanno! D’ora in poi, però, dovrà confrontarsi con i principali esponenti dello sci mondiale dopo aver lasciato il segno a livello giovanile. Chiude la stagione con la partecipazione alla tappa di Coppa del Mondo norvegese di Kvitfjell (39° in superG e 45° in discesa) e quella sicuramente più prestigiosa di Garmisch, che ospita le Finali ed a cui partecipa di diritto avendo vinto il titolo mondiale juniores di discesa; si piazza dignitosamente al 22° posto. Agli Italiani Giovani arriva 1° in discesa, 2° in slalom, 4° in gigante e 5° in superG. Agli Assoluti è 7° in superG. La stagione 2010-2011 vede Mattia gareggiare stabilmente in Coppa Europa e salire, nel gennaio 2011, per la prima volta sul podio, occupando il terzo gradino nel gigante di Oberjoc, in Germania. L’annata è particolarmente positiva per lui che acquisisce esperienza e consegue tutta una serie di piazzamenti che lo portano ad entrare pressoché stabilmente nei venti, in particolare in gigante ma altresì in superG e discesa. In Coppa del Mondo non ha fortuna, è fuori nel gigante di Val d’Isére e nel superG di Val Gardena, si piazza al 46° posto nella discesa disputata in quest’ultima località, è ancora out nel gigante austriaco di Honterstoder andando però a punti nel superG dove chiude in 29° posizione, esce infine nello speciale conclusivo tenutosi sulle piste slovene di Kraniska Gora. Ai Campionati Italiani Assoluti, tenutisi in terra valdostana, si aggiudica il titolo di supercombinata piazzandosi inoltre quarto in discesa. La stagione 2011-2012 è anch'essa positiva per il nostro campione, che prende parte a molte più gare in Coppa del Mondo con prestazioni più che lusinghiere, non tralasciando la Coppa Europa dove arraffa ben sei podi e conquista la sua prima vittoria continentale in discesa, che dedica alla mamma scomparsa prematuramente. Conclude con un decimo posto agli Assoluti in supercombinata. Vale comunque la pena illustrare in maniera più dettagliata quest’ultimo campioni 65 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 66 scorcio della carriera agonistica di Mattia Casse, che si è dimostrato particolarmente promettente ma anche molto faticoso, con la partecipazione ad un fitto calendario su due fronti, in ambito continentale e mondiale. IN COPPA DEL MONDO - Nella trasferta nordamericana, l’emergente atleta di Oulx incomincia quella tortuosa “scalata” alla ricerca di quel salto di qualità che lo possa proiettare ai vertici dello sci mondiale e, proprio lì, sulle nevi statunitensi di Beaver Creek, raggiunge fin da subito l’obiettivo che si era prefissato, quello di entrare nei trenta. Casse, infatti, guadagna un più che lusinghiero 30° posto nella discesa, andando per la terza volta a punti nel massimo circuito mondiale. Fornisce, inoltre, un’eccellente performance anche in slalom gigante andando a raccogliere i primi frutti in questa specialità in virtù di una promettente 24a posizione. Il Circo Bianco approda in Italia ma le nevi amiche di Val Gardena, Alta Badia e Bormio non portano bene al nostro sciatore, che si classifica al 53° posto in superG, uscendo poi nel gigante, costretto infine al ritiro nella discesa per la perdita di uno sci. Nel gigante di Adelboden, in Svizzera, il rappresentante delle Fiamme Oro progredisce ancora, conquistando un 22° posto, sempre in gigante e facendo inoltre segnare il quinto tempo nella seconda manche, a conferma di una crescita graduale e di uno stato di forma ottimale. Nel terzo appuntamento di Coppa del Mondo chiude con un lusinghiero 36° posto la mitica discesa austriaca di Kitzbuehel, partendo però svantaggiato dal cambio repentino di visibilità mentre nella mini discesa di Garmish, in Germania, accorciata per le cattive condizioni atmosferiche, si piazza piuttosto indietro, in 42° posizione. Va comunque sottolineato, in questa occasione, il distacco abbastanza limitato dal podio, di poco superiore al secondo. E’ purtroppo mediocre anche la tappa di Chamonix, in Francia, con un 45° e 46° posto ottenuti nelle due discese libere in programma. A metà febbraio gli uomini jet testano la pista (che sarà olimpica) di Sochi 2014 e Casse ne trae beneficio provando buone sensazioni e raccogliendo ottimi risultati: un 15° posto nella supercombinata ed un 18° posto nella discesa. Esiti senza dubbio rassicuranti in vista delle Olimpiadi Invernali del 2014. Nella tappa svizzera di Crans Montana, infine, si classifica al 25° e 33° posto nei due supergiganti in calendario. IN COPPA EUROPA - Anche in Coppa Europa raccoglie frutti non indifferenti che lo portano all’8° posto nella graduatoria generale, al 6° nella discesa e, soprattutto, al 2° nel supergigante. Va sottolineato come sia stata particolarmente massiccia la partecipazione nel circuito continentale dove si sono confrontati nell’arco della stagione quasi un migliaio di atleti, mentre quelli che sono andati a punti (ovvero che sono entrati nei trenta) sono stati ben 217. Un elemento in più per comprendere quale sia stato il confronto anche a livello europeo. E se nella Coppa del Mondo Casse ha esibito buoni traguardi parziali, altrettanto si può dire della partecipazione alla Coppa Europa, la quale gli regala parecchie soddisfazioni. Degli 11 podi complessivi guadagnati dall’Italia, sei sono i suoi: 1° in discesa a La Thuile, 2° in superG a Sella Nevea ed a Santa Caterina Valfurva, 3° in superG a Meribel e nelle due discese di Val d’Isère. Il 2° posto finale in supergigante gli vale la certa partecipazione alla Coppa del Mondo 2012-2013 in questa specialità. Per un ragazzo di soli 22 anni è davvero un primo grande obiettivo visto anche in prospettiva futura! L’avvio della Coppa del Mondo 20122013, in pieno svolgimento, ha avuto un prologo non troppo felice per Mat- campioni VIALATTEA ~ IL MAGAZINE L’intervista In alto: Denver. Stadio Pespi Center, Mattia Casse e Max Carca (allenatore) prima dell’incontro di basket dei Nuggets contro Miami. Sopra: foyer stadio Pepsi Center. Mattia, Matteo Marsaglia e Peter Fill in compagnia di Danilo Gallinari, ala piccola dei Nuggets. tia, che si è piazzato al 48° posto nella prima manche del gigante d’apertura di Soelden, non qualificandosi pertanto per la seconda mentre in terra nordamericana il nostro portacolori è incappato in una sfortunata caduta nella discesa libera di Lake Louise, finendo contro le reti di protezione, non riportando danni gravi, fortunatamente, ma compromettendo la prima fase della stagione. Frattura del trocantere della spalla anteriore sinistra, con uno stop di circa due mesi. Sciatore polivalente, amante prima di tutto la velocità, Casse ha in ogni modo le carte in regola per far bene in tutte le specialità. Non sarà questo inconveniente, che tra l’altro fa parte del “mestiere”, a fermarlo. Certo la scalata al vertice è senza dubbio molto difficile e lunga ma non impossibile. Il ragazzo è ancora molto giovane ed è motivato e determinato, i frutti matureranno prima o poi. Quella passata è stata una stagione proficua, sotto tutti i punti di vista, ora lo aspettiamo all’attacco del primo gruppo poi sarà la fortuna a fare da ago principale della bilancia, unita a numerosi altri tasselli che gli potranno permettere di sfruttare certe potenzialità e magari, anche... di salire in alto e conquistare la cima. “La velocità è dentro di me - sottolinea Casse – è la mia vita, il mio futuro! Non ho mai provato l’ebbrezza del Chilometro Lanciato eppure, prima o poi mi piacerebbe farlo. A Wengen ho fatto fermare il cronometro sui 142 Km/orari, una velocità sicuramente alta, che fa paura ma solo a pensare quei 184 Km/ora ottenuti anni fa da mio padre, il timore diventa ancora più grande. La prima vittoria in Coppa Europa è stata bellissima, l’ho dedicata a mia mamma che è mancata nel marzo 2011. Per quanto riguarda la stagione in corso – continua Casse - il mio obiettivo è volto a conquistare la convocazione ai Mondiali di Schladming mentre il mio sogno prevalente è arrivare a vincere in futuro a Kitzbuhel, la mia pista preferita ma anche la più importante, la più famosa, la più emozionante. La prima volta che sono arrivato al cancelletto della Streif ho pensato a salvaguardarmi innanzitutto, poi mi sono calmato, piano piano, concentrandomi sul tracciato e cercando di essere veloce. Una delle cose migliori che ho imparato è che non bisogna mai arrendersi”. 67 SANDRO CASSE (30-04-1946) Sandro Casse è entrato nelle Fiamme Gialle dopo aver fatto parte del prestigioso Sci Club Scuderia, targato Agnelli, con alcuni nomi nostrani tra cui Piazzalunga, Arrigoni, Poloni ed entra con merito nella prima categoria nazionale, ma il suo massimo traguardo lo raggiunge laureandosi per ben due volte campione mondiale del Chilometro Lanciato (1971 e 1973) con la velocità sbalorditiva per quegli anni, rispettivamente di 184,144 e di 184,237. E’ stato dunque recordman per tre anni, surclassato poi nel 1974 da un ultra spericolato statunitense. Tra l’altro è uscito proprio in questi giorni un libro che narra la storia di questa spericolata disciplina. Lasciato l’agonismo inizia la carriera da allenatore esordendo con lo Sci Club Melezet allenando un Pierino Gros alle prime armi ed il fratello Alberto. Ha quindi allenato numerosi club valligiani ed è stato anche in Emilia Romagna. Da quest’anno, ironia della sorte, è ritornato alle origini con lo Sci Club con cui aveva iniziato, il Melezet. "Come papà sono orgoglioso, fiducioso e speranzoso anche se so che la strada per arrivare in alto è lunga, irta e difficile. Come allenatore mi sento di affermare che mio figlio ha grinta, potenzialità e tecnica decisamente valide. E’ competitivo in discesa e superG, lo vedo inoltre molto bene anche in gigante". campioni VIALATTEA ~ IL MAGAZINE CESANA TORINESE: IL PIANETA DELLE CIASPOLE! 68 S ono stati tracciati sul territorio di Cesana Torinese nuovi itinerari per le ciaspole, le racchette per muoversi più agevolmente sulla neve. Un gruppo di volontari ha lavorato per oltre due mesi allestendo altri percorsi che vanno ad aggiungersi a quelli segnalati lo scorso anno in collaborazione con il Comune di Claviere. Il risultato è che adesso a Cesana Torinese è stata realizzata UNA RETE PER CIASPOLATORI CHE SUPERA GLI 80 KM, toccando quasi tutte le frazioni e le località sia verso San Sicario sia in direzione dei Monti della Luna. I tracciati per le ciaspole adesso sono 9, che salgono a 14 se si considerano alcune varianti proposte. I nuovi itinerari proposti sono: Cesana-Fenils-Autagne-San Sicario-Cesana (14,1 km) con le varianti Cesana-Fenils-SolomiacMollieres-Cesana (11,1 km) e Cesana-Fenils-Autagne-Mollieres-Cesana (14,2 km); Cesana-Massarello Alto-Cesana (5,7 km) con la variante Massarello-Cesana (4,2 km); Cesana-Bousson (3,4 km); San Sicario Alto-Champlas Seguin (2,7 km). Questi si aggiungono a quelli già esistenti che sono: Claviere-La Coche-Val Gimont (3,8 km); La Coche-Sagnalonga (3 Km) con la variante Anello Rocca Clari (2,2 km); Sagnalonga-Capanna Mautino (4,6 Km) con la variante Anello Sagnalonga (2,2 km); Val Gimont-Lago Foiron (3,8 km); Bousson-Capanna Mautino (5,1 km). I tempi di percorrenza stimati variano da 40 minuti sino alle 5 ore e 50’. L’accesso ai percorsi è libero e, su richiesta, è disponibile un servizio di accompagnamento. I percorsi sono indicati vista a vista: alzando lo sguardo si vede sempre il simbolo (tondo, quadrato o a rombo) che identifica l’itinerario della ciaspolata. La segnaletica è stata dipinta sui fusti degli alberi e su apposite paline. Inoltre sono state disposte, in punti strategici e di partenza, sette bacheche che illustrano i vari percorsi con le informazioni dettagliate in merito alla lunghezza, il dislivello in salita, il tempo stimato di percorrenza e il grado di difficoltà. I percorsi sono stati mappati con sistema gps, ripuliti da rami e sistemati. Una dettagliata cartografia è stata stampata in apposite cartine turistiche tascabili dove sono indicati anche punti ristoro, rifugi alpini, noleggio ciaspole e punti panoramici. PER INFORMAZIONI: UFFICIO DEL TURISMO DI CESANA TORINESE - PIAZZA VITTORIO AMEDEO, 3 TEL. 0122.89202 - [email protected] escursioni CESANA TORINESE 22 e 23 giugno 2013 FESTA DEL MAGGIOCIONDOLO III edizione UN EVENTO CHE ANNO DOPO ANNO RISCUOTE SEMPRE PIÙ SUCCESSO! L’edizione del 2012 ha visto indicativamente 5000 visitatori e oltre 60 stands di pregio provenienti dal Piemonte e dal centro Italia. Ben 3 riviste nazionali nel 2012 hanno parlato della Festa del Maggiociondolo di Cesana Torinese: Gardenia - Casa in Fiore - Vita in Camper. Inoltre 40 siti internet hanno promozionato la Festa. E la sera del sabato Grande Cabaret per tutti! Associazione Culturale e Turistica CESANA IN GIOCO Piazza Vittorio Amedeo 3 c/o Ufficio del Turismo [email protected] - FAX 0122. 856289 - CELL. 346.8359707 l'edizione del 2013 diventa nale internazio VIALATTEA ~ IL MAGAZINE CHE BEL VENTO SATIRA IN VIALATTEA Il bestiario di MORENO MORETTI Prefazione di MARCO GIACHINO 71 L a creatività, o più semplicemente un modo "altro" di guardare alle cose, si nasconde nei posti più impensati; spesso, oggi, fuori dai luoghi nei quali ci si aspetta di trovarla, magari in qualcuno che, dentro un ufficio, svolge una professione, per così dire, "schematica". L'autore di questi disegni di animali lavora accanto a me ogni giorno, cinque giorni su sette; me lo vedo arrivare tutte le mattine, alto e dinoccolato, con la sua aria "je m'en foute" e la sua ombrosità affettuosa, lo sguardo trasognato rivolto per lo più all'interno di se stesso; e fra una procedura e l'altra, uguale tanto da sembrar la stessa, tra la chiusura di una pratica e l'apertura di un'altra, tra una telefonata e un'e-mail, piccole fantasie prendono il volo, magari da una battuta, una risata, una frase buttata lì a caso... e mi affascina (e un pò gliela invidio), la sua capacità di estraniarsi in quelle fantasie; mentre il cervello elabora in modo meccanico ma preciso la procedura ripetitiva, la parte "altra" della mente è altrove, completamente presa tra linee, ombre, curve sinuose, e non un istante se ne stacca... sul foglio rimane una piccola storia, qualche volta un vero e proprio racconto, breve, o dilatato all'inverosimile, stirato in volùte che sembrano non aver fine, né arrivare da nessuna parte. Quando poi la sua fantasia incoccia (è il termine giusto) in un'idea che lo stimoli non soltanto dal lato creativo ma pure da quello mentale (l'applicarsi per 'inventare' un'altra cifra, un altro linguaggio), possono nascere piccoli capolavori d'ironia, come questo bestiario, incredibile e surreale, che ha divertito mezzo ufficio. R ingraziando l’amico Marco per la calzante fotografia che mi ha scattato attraverso le sue parole aggiungo un breve cenno: 33 anni fa, quando vidi il mondo per la prima volta, a mio padre venne in mente un nome, che a lui suonava meglio di tutti: Moreno... e così mi chiamo Moreno Moretti. Quello che mi sentivo spesso dire quando pronunciavo nome e cognome era: “Che fantasia!”, forse grazie a questo è proprio la fantasia che mi accompagna da sempre nel mio modo di vedere e vivere le cose facendo nascere in me un’enorme curiosità verso le espressioni artistiche che utilizzano immagini, suoni e parole che sanno accendere emozioni, trasmettere messaggi, cambiare lo stato d’animo e tanto altro ancora, con una forza inspiegabile. Ero piccolo quando mio fratello maggiore mi regalò una pianola, i miei primi colori e fogli da disegno, dandomi la possibilità di iniziare dalla mia piccola cameretta ad assecondare le mie grandi passioni. Cominciai a suonare e a disegnare e da allora non ho più smesso. Come autodidatta, non avendo avuto la possibilità di studiare, la mia “formazione artistica” presenta probabilmente zone d’ombra e limiti tecnici, a questo credo (e spero) ponga rimedio la forte spinta interiore che mi fa prendere in mano la matita o la chitarra, ogni volta che nella mia testa una delle mille idee rallenta, prende una forma più chiara e si lascia guardare per diventare qualcosa di concreto, un nuovo progetto. Seguendo le mie passioni ho pubblicato on-line due album di musica elettronica sotto lo pseudonimo “blackwire”; per due anni ho scritto canzoni assieme ad una band suonando come bassista; attualmente ho in corso una collaborazione con una giovane compagnia teatrale come compositore delle canzoni per musical ed un progetto a quattro mani per la realizzazione di un libro illustrato... oltre ad avere disegni dentro ogni cassetto, la valigetta del lavoro piena di bozzetti, testi annotati su agendine e canzoni salvate su ogni dispositivo. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 80 ANNI DI PASSIONE PER IL GOLF... 74 A nche Sestriere è entrato a far parte della cerchia blasonata dei circoli storici del Bel Paese! Abbiamo festeggiato l’80° il 12 agosto, in occasione della coppa del presidente, in modo semplice, come nel nostro stile. Al colle sono saliti in tanti, da Tiziana Nasi, indimenticabile Presidentessa del Club prima di Paolo De Chiesa, a Micaela e Paolo Molinari, genitori di Francesco e Edoardo, orgoglio del Golf italiano e moltissimi amici, oltre ai soci, vecchi e nuovi. Che emozione! Constatare che più di un quarto di storia del Golf Club Sestrieres è trascorso nelle mie mani è una soddisfazione enorme. Per la precisione, sono 22 anni che mi occupo di golf di DONATELLA BERTRAND Direttore Circolo Golf Sestrieres golf, sport meraviglioso, da quando, nel 1990, il Dottor Giraudo quasi mi costrinse. Non ne volevo sapere, ma oggi lo ringrazio e gli sono riconoscente per l’opportunità professionale offerta di riflesso anche ai miei figli e ai miei nipoti. Da quattro anni, infatti, grazie all’ing. Brasso, i nostri ragazzi hanno in totale gestione il Circolo Golf Sestrieres. Proprio l’ingegnere, a dire il vero inizialmente poco interessato al golf, ha ben presto creduto in loro, stimolandoli e sostenendoli costantemente. Gestire la nostra attività golfistica comporta costi elevati, ancor più se rapportati al brevissimo periodo di apertura stagionale (tre mesi!): senza il 1954 supporto della società degli impianti, la Sestrieres SpA, non avremmo potuto realizzare questo progetto! Purtroppo, non è tutto oro quel che luccica e abbiamo vissuto momenti difficili, ma ce l’abbiamo fatta: il nostro obiettivo continua ad essere il massimo impegno per offrire il miglior servizio pos- VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 75 Nelle foto: Tiziana Nasi con rispettivamente Paolo De Chiesa, Filippo Armand e Donatella Bertrand. sibile. Sul nostro campo si sono sfidati vip, campioni di golf e tantissimi appassionati. Su tutti, i fratelli Molinari, ragazzi semplicemente…. fantastici! Chicco e Edo hanno trascorso gran parte delle loro vacanze estive sui nostri green, rispettosi, educati e collaborativi, i fenomeni torinesi hanno sem- pre dato un prezioso apporto al nostro Golf: grazie campioni! Ed a proposito di personaggi famosi, mi sento di menzionarne uno su tutti: il nostro Presidente Paolo De Chiesa, affezionato e vicino a tutti noi. Al di là della grande amicizia che ci lega, Paolo è una figura importante per il nostro Circolo e, oltretutto, anche un ottimo giocatore di golf. Mi auguro con tutto il cuore che il clima di entusiasmo e di partecipazione creato in questi ultimi anni perduri nel tempo. Ringrazio tutti per la fiducia e spero di festeggiare insieme a voi l’ormai non lontano... centenario! golf VIALATTEA VIAL VI ALATTE AL TEA TE A ~ IL M MAG MAGAZINE AGAZ AG AZIN AZ INEE IN 80 8 0 VIALATTEA RUNNING di GIORGIO APRÀ VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 78 V ialattea Running è un progetto innovativo che propone momenti di vacanza sportiva rivolto agli appassionati della corsa. Il meraviglioso comprensorio dell'alta Valle di Susa e delle Alpi del Delfinato e della Savoia offrono itinerari sfidanti, tecnici ed al contempo panoramici, che meritano di essere conosciuti. Il progetto parte da una profonda convinzione che ci guida; correre non è solo abbassare il proprio “tempo al Km.”, seguire tabelle, fare alienanti ripetute, il tutto unicamente in funzione di una gara. Correre è molto di più, è un'esperienza fisica, tecnica, mentale; è un'attività che appartiene al retaggio più profondo del genere umano, e correre in natura lo è più di ogni altra cosa! La nostra intenzione è quella di slegare la corsa dal contesto “cronometro e pettorale” per presentarla in un contesto più ampio ed in un ambiente na- sport - running turale. A chi è rivolta? A tutti coloro che già corrono e che sono curiosi di scoprire posti sconosciuti e nuovi approcci alla disciplina, che hanno voglia di condividere esperienze ed emozioni con altri corridori e di cimentarsi in corse ed itinerari di più giorni e in condizioni sfidanti ma in assoluta sicurezza e con l'assistenza tecnica, pratica e teorica, di esperti del settore. La proposta prevede dei programmi Week End e dei pacchetti più ampi di 5/7 giorni, all'interno dei quali si articola un programma di tecnica della corsa, di approccio all'ambiente naturale e montano, approfondimento delle tematiche inerenti alla corsa di endurance, gestione delle risorse, della fatica e del sonno, alimentazione ed aspetti mentali e psicologici. Sarà possibile vivere dei momenti “tecnici” sperimentando un primo contat- to con il mondo del minimalismo e del barefoot uniti ad uscite di due o più giorni, con pernottamento in rifugio o in tenda, ed anche delle tappe notturne! Il progetto Vialattea Running parte con l'appoggio di due realtà “storiche” nel panorama montano piemontese e nazionale: Il comprensorio sciistico Vialattea da cui prende non solo il nome, ma anche l'eredità della vocazione al turismo sportivo, che ha visto, in un lontano passato in queste montagne, uno sviluppo precoce e lungimirante. L'azienda Ferrino, marchio storico dei prodotti da outdoor, con profonde radici sia nei praticanti di base dell'alpinismo sia negli atleti d'elite. Ferrino entra nel mondo del trail e del running con la distribuzione in Italia del marchio inglese VIVOBAREFOOT azienda votata alla produzione di scarpe mini- VIALATTEA ~ IL MAGAZINE mali ed alla divulgazione della corretta tecnica running, per insegnare uno stile di corsa sano e senza traumi. VIALATTEA RUNNING si articola in diverse piattaforme: RUNNING HOLYDAY: offerta vacanza settimanale che ha lo scopo di portare corridori di altre regioni e nazioni a correre nel comprensorio della Alta Valle di Susa e Chisone, delle Alpi del Delfinato e Savoia. Il pacchetto prevede anche opzioni di tipo familiare, incentrato sul running ma che offre attività' alternative per gli altri membri della famiglia, Trekking, mountain bike, Avventure Village, palestra, piscina, SPA, yoga natura, scuola calcio... RUNNING EXPERIENCE: proposta rivolta a corridori e camminatori atletici di "pianura" o che corrono abitualmente in contesto urbano, per fare esperienza in ambiente montano delle specifiche tecniche di corsa e camminata veloce (salita, uso dei bastoni, discesa), gestione delle lunghe distanze, fatica, sonno, alimentazione, corsa notturna...aspetti fisiologici e psicologici negli sport di resistenza, condivisione di specifiche esperienze con praticanti di gare di endurance. RUNNING SCHOOL: programma per l'insegnamento della tecnica di corsa, della tecnica barefoot, dei metodi di allenamento, preparazione atletica specifica, per migliorare le qualità motorie in funzione della corsa, atteggiamento mentale e psicologico nell'allenamento; incontri e confronto con esperti, test di valutazione fisiologica. Il progetto Vialattea Running ovviamente, guarda con un occhio particolare la clientela storica ed affezionata della stagione invernale, offrendo ai possessori di stagionale Vialattea 2012/13 delle condizioni molto favorevoli. Si rivolge a tutti gli sciatori appassionati di corsa a piedi, che, durante la settimana di lavoro, si cimentano in uscite di allenamento nei parchi cittadini; venite a correre in Vialattea sarà sfidante e divertente! Quello che vi proponiamo è un nuovo modo di vivere la corsa; non più correre contro il tempo, contro se stessi ed i propri limiti, contro gli avversari, ma correre con...se stessi innanzi tutto, con gli altri, con la natura, con i propri limiti e con fatica, perchè si vogliono conoscere, ed imparare a gestire, tutti questi aspetti. Vialattea running... corri con noi! Vialattea Running ... Run with us! Vialattea Running is an innovative project that offers sporting holidays aimed at runners. The beautiful area of ??the high Susa Valley and the Alps of Dauphiné and Savoy offer challenging technical routes, with a great view, that deserve to be known. The project starts with our deep conviction; running is not only about lowering your times and following training tables, all solely on the basis of a race. Running is a lot more. It is a physical, technical and mental experience. It is an activity in the nature of the human race, and running in the wild is better than anything else! Who is it for? To all those who already run and who are curious to discover unknown places and new approaches to this discipline. Those who want to share experiences with other runners and to engage in races and multi-day tours in challenging conditions but in absolute safety with practical and theoretical experts. The proposal provides weekly and weekend packages which consist of a programme of the techniques of running, the approach to the natural environment and mountain safety, issues related to endurance racing, resource management, fatigue and sleep, nutrition and mental and psychological aspects. It will be possible to experience a first contact with the world of minimalism, lerning the barefoot running technique, testing and using barefoot shoes. Our program provides on trips of two or more days, with nighttime running and an overnight stay in a mountain refuge or tent. The Vialattea Running project counts on the support of two well known brands. The Milky Way ski area and Ferrino, the famous manufacturer of outdoor products. Ferrino enters the world of trail running with the distribution in Italy of the British brand VIVOBAREFOOT dedicated to the production of barefoot shoes. Vialattea RUNNING is divided into different platforms: RUNNING HOLYDAY: a weekly holiday which aims to bring runners from other regions and nations to run in the area of Alta Valle Susa, Val Chisone, the Alps of Dauphiné and Savoy. The package also includes options for families, focused on running but offering alternative activities for other family members such as hiking, mountain biking, adventure village, gym, swimming, spa, yoga, football school, etc.. RUNNING EXPERIENCE: a proposal aimed at runners and athletic walkers to gain experience using specific techniques for mountain running and fast walking. RUNNING SCHOOL: a program for teaching running and barefoot technique, methods of training, specific athletic training, psychological and mental attitude in training, meetings and discussion with experts and testing of physiological assessment. What we propose is a new way to experience running. It's not racing against, the time, against yourselves and your limits or against opponents, but it's running with, yourselves and your limitations, with others and with nature and its difficulties, because you want to know and learn how to manage all these aspects. Vialattea running ... run with us! sport - running VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 80 DESIGN D’ALTA QUOTA, IL NUOVO LINGUAGGIO DELLA CASA DI MONTAGNA di MASSIMILIANO LONGANIZZI e DANIELA LAZZARO VIALATTEA ~ IL MAGAZINE L e montagne, i boschi, i prati indicano inequivocabilmente un percorso materico preciso: il legno e la pietra. Legno e pietra divengono gli elementi fondanti di rivestimenti e arredi, i quali rappresentano nel contempo una fonte ideale tra la contemporaneità dell’intervento e la tradizione del costruire in montagna. Le scelte dei materiali e le particolari finiture e trattamenti delle superfici favoriscono ulteriormente la percezione di continuità con lo scenario naturale. Ogni realizzazione, ogni ambiente deve possedere la propria identità, l’identità del proprietario senza cadere in finiture standard che da troppo tempo vengono riproposte sempre uguali a se stesse nel nome di una necessaria continuità con il passato; ecco che in una visione più contemporanea dell’abitare in montagna si possono associare i materiali della tradizione a colori, finiture diverse, più contemporanee. Quando pensiamo all’architettura di montagna ci viene in mente il classico chalet alpino di legno in stile rustico, ma se proviamo ad incrociare elementi tradizionali con linee contemporanee, otteniamo ambienti essenziali e allo stesso tempo pratici ed accoglienti. In Alta valle di Susa, risulta, negli ultimi anni, sempre più necessario sopperire a esigenze di spazi ridotti, questo perché, spesso e volentieri, si ha a che fare prevalentemente con ristrutturazione di seconde case per vacanza di metrature esigue, come ad esempio appartamenti, attici o locali recuperati in porzioni di vecchie baite riadattate alle esigenze della moderna clientela turistica montana. Grazie ad uno studio particolareggiato dell’arredamento fino al minimo dettaglio, il risultato finale è che ogni spazio viene ottimizzato a seconda della precisa funzione che deve svolgere. Gli alloggi risultano quindi costruiti quasi “sartorialmente” sulla base di specifiche richieste dell’acquirente in cui mobili, soffitti, boiserie, rifiniture particolari nascono dalle abili mani di falegnami esperti, specializzati nell’arredamento su misura. Particolare attenzione deve esser data alla scelta dei legni, delle sue tonalità e VIALATTEA ~ IL MAGAZINE “L’arredamentoo è uno stato d’animo” Montesqu quio iou finiture: spazzolati o levigati, finiti con cerature, patinature, verniciature, legni nodosi, anticati, dogati. Larice e abete sono i più utilizzati perché di ottima qualità e non eccessivamente cari; inoltre grazie alla loro flessibilità di utilizzo, consentono agli artigiani di creare anche originali finiture. Il rovere, più costoso ma decisamente resistente e durevole, è uno dei legni più pregiati per la costruzione di mobili, porte interne, rivestimenti, scale. I pavimenti in legno sono sicuramente fra i materiali di finitura di primaria importanza nella ristrutturazione di una casa di montagna: la sensazione di calore ed il privilegio estetico del legno rendono l’ambiente raffinato e accogliente al tempo stesso. La tendenza è portata a dirigersi verso una certa riscoperta delle finiture ad effetto naturale, con particolari trattamenti di VIALATTEA ~ IL MAGAZINE oli e cere. Altro elemento importante sono i formati: sempre di più si utilizzano tavole di grandi dimensioni, con larghezze e lunghezze importanti. Esiste però anche una reinterpretazione del parquet: si tratta del gres porcellanato effetto legno che grazie alle nuove tecnologie riesce ad interpretare fedelmente l’aspetto, la sensazione tattile e le venature del legno. Pavimentazioni in gres, non solo nella tipologia effetto legno ma anche nelle varianti effetto pietra, effetto resina, effetto cemento e nelle tinte pastello in diverse nuove tonalità; sostituiscono perfettamente il parquet e sono un buon compromesso tra praticità e raffinatezza. Importante per la riuscita dell’aspetto finale è senz’altro anche la scelta dell’illuminazione. Lampade dai marchi prestigiosi, selezionate in modo tale da rendere, con la loro funzione, degli scenari interessanti e suggestivi. A volte si decide di optare per una linea moderna, molto tecnica ma allo stesso tempo discreta, che evidenzi la naturale bellezza dei materiali impiegati. Altre volte si sceglie una linea pur sempre moderna e di design ma decorativa che ha la funzione di arredare l’ambiente. Anche il camino può avere una sua nuova ricollocazione. Rivisitato in chiave moderna, diventa non solo fonte di calore ma anche fonte di arredo. Camino come oggetto d’interior design, con forme e materiali personalizzati in modo da adattarsi perfettamente allo spazio in coordinamento con gli arredi. Le tipologie sono molteplici, camini a legna tradizionali, camini a gas di ultima generazione (soprattutto usati in nord Europa), camini a pellet, camini a bio-etanolo; tutte queste tipologie si prestano a soluzioni su misura e personalizzate nell’ambiente a cui sono destinate. Il camino a gas in particolare rappresenta una scelta perfetta e moderna per vivere la stessa calda atmosfera del fuoco senza però gli inconvenienti della legna, sono puliti e sono gestiti da un telecomando con cui si può programmare l’accensione e lo spegnimento. Sfruttamento massimo degli spazi, attenzione al dettaglio, qualità dei materiali, design innovativo sono i punti focali verso cui tende questo nuovo gusto essenziale e contemporaneo ma comunque suggestivo e raffinato che caratterizza l’arredamento d’alta quota. Ambienti che risultano confortevoli, caldi, accoglienti e per nulla pesanti, in una parola “vivi”. Arch. MASSIMILIANO LONGANIZZI Nato a Torino il 6 settembre 1962. Laureato al Politecnico di Torino nel 1989. Opera nel settore dell’architettura e dell’interior design come libero professionista dal 1990, anno in cui apre lo studio Longanizzi a Torino. Titolare insieme all’ing Daniela Lazzaro dello Show Room Design Alpino di Sauze d’Oulx. Ing. DANIELA LAZZARO Nata a Torino il .... Laureata al politecnico di Torino nel ... con indirizzo di Ingegneria Civile. Titolare e responsabile dei rapporti con la clientela dello Show Room Design Alpino di Sauze d’Oulx 87 DESIGN ALPINO Design Alpino è una recente realtà commerciale situata nel suggestivo centro storico del comune di Sauze d’Oulx che con i suoi 100 mq di showroom espone materiali e soluzioni dal design innovativo. L’architetto Longanizzi e l’ingegnere Lazzaro, due figure professionali operanti nel settore da più di vent’anni, insieme al loro team,si adoperano per studiare spazi ad hoc per ogni esigenza e personalità del cliente per dare un risultato finale più che soddisfacente anche nei costi. Il servizio offerto è a 360°:va dalla progettazione alla realizzazione chiavi in mano, fornendo consulenza per fornitura e posa di materiali di finitura, di arredi di serie e su misura e sempre con un occhio di riguardo alla scelta dell’illuminazione. DESIGN ALPINO VIA ASSIETTA - 40 / SAUZE D’OULX (TO) TEL. 0122.858745 - 335.1365651 [email protected] - www.designalpino.it VIALATTEA ~ IL MAGAZINE IL NOSTRO TERRITORIO Immagini mosse dal sentimento 88 MAX GORLIER - Sauze d’Oulx Fotografo per hobby, amante della natura. Max è titolare del Bar Max a Sauze d’Oulx Sauze di Cesana Chiesa di San Restituto CARLA SCORZA - SAUZE DI CESANA Da anni Carla fotografa gli angoli più suggestivi dell’alta valle di Susa. Cesana T.se, particolare VIALATTEA ~ IL MAGAZINE È un fenomeno di questi ultimi anni e riguarda residenti e turisti, tanti giovani. Appassionati o professionisti. È la voglia di raccontare, di raccorntarsi, di fermare il tempo e di rendere partecipi gli altri delle proprie emozioni. O anche solo per sé stessi ... E così, sempre di più sui social network compaiono immagini, istanti di vita quotidiana, il bello, il brutto, lo stare insieme, la solitudine, la famiglia, il loisir, gli amici a 4 zampe, la montagna in tutte le sue espressioni ... Una foto, una foto con la propria macchina fotografica che diventa sempre più amica indivisibile. È soprattutto l’amore per il territorio, un amore che tanti amici vogliono rendere pubblico, comunicare, fissando così, nel modo più semplice, con uno scatto, i propri sentimenti ... Cesana T.se .......... 89 ENRICO PEJROLO - CESANA TORINESE Fotografo per passione, amante della natura ed esperto escursionista. Fenils - Cesana T.se Ruderi del carcere .......... Cesana T.se VIALATTEA ~ IL MAGAZINE vabbè ... siamo un p 92 o’ vanitosi VIALATTEA ~ IL MAGAZINE Filippo Armand "Filu" per tutti, from Bousson (Cesana T.se), è maestro di sci d'inverno e maestro di golf in estate presso il Circolo Golf Sestriere (è socio della società gerente). Esperto escursionista, le cime delle più alte montagne del delfinato non sono inaccessibili per lui. Lassù poi, con la sua stupenda macchina fotografica, fissa stupefacenti immagini... 93 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 88 dalla terra ... stupore e sostentamento 89 Davide Cimenti Studia Ingegneria Civile al Politecnico di Torino, vive a Mollieres (Cesana T.se). Nel tempo libero fotografa. È ancora alla ricerca della fotografia perfetta. Ha realizzato in occasione della Festa patronale di Mollieres del 12 agosto 2012 il reportage "Il ciclo del pane. Dalla semina alla tavola". 90 ... ma anche adrenal ina allo stato puro! 91 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 92 BRE BANCA LANUTTI CUNEO Storia di campioni ... a Sauze d’Oulx Testo e foto: UFFICIO STAMPA BRE BANCA LANUTTI CUNEO L a società cuneese nasce nel 1958, grazie all'idea di un gruppo di appassionati che, nel 1960, decide di affiliarsi alla Fipav. Per molte stagioni il Cuneo Vbc prende parte ai campionati minori prima di raggiungere, nel 1975, la Serie B. La serie A1 diventa realtà al termine della stagione 1988-89. Da allora il team ha conquistato numerosi trofei, nazionali ed internazionali, come dimostra il ricco palmares. PALMARES Campionato Italiano: 2009/2010 Coppa Italia: 1995–1999 2002–2006 Coppa Cev: 1996–2002–2010 SuperCoppa Italiana: 1996–1999–2002 SuperCoppa Europea: 1996–1997 Coppa delle Coppe 1997–1998 sport - l’evento La stagione 2012/2013 vede La Bre Banca Lannutti Cuneo impegnata nel Campionato Italiano e, per la terza stagione consecutiva, nella massima competizione europea, la 2013 Cev Volleyball Champions League. La preparazione della Bre Banca Lannutti Cuneo è iniziata i primi giorni di agosto, con una rosa a ranghi ridotti, visti gli impegni di alcuni atleti con le proprie nazionali: Mastrangelo (Italia), Sokolov (Bulgaria), NGapeth (Francia) e Abdelaziz (Olanda). Mastrangelo e Sokolov hanno infatti disputato le Olimpiadi di Londra, sfidandosi nella finale per il bronzo olimpico, vinta dagli azzurri per 3 a 1. NGapeth ed Abdelaziz, invece, hanno partecipato al Torneo di Qualificazione per il prossimo Campionato Europeo. Durante l'estate gli uomini di Roberto Piazza si sono allenati quotidianamente, con sedute di pesi e di piscina coordinate dal preparatore atletico Danilo Bramard, a cui hanno alternato allenamenti di tecnica in palestra. Due settimane dopo l'inizio della preparazione, la formazione cuneese, capitatana da Wout Wijsmans, si è recata a Sauze d'Oulx per il ritiro estivo. Dal 17 al 24 agosto 2012, infatti, Nikola Grbic e compagni hanno soggiornato presso il Grand Hotel La Torre ed effettuato il lavoro fisico ed atletico presso il Palazzetto dello Sport “Pin Court”. I tifosi hanno avuto libero accesso agli allenamenti ed hanno così potuto vedere più da vicino il lavoro di preparazione a cui è stata sottoposta la squadra di Cuneo, in vista della nuo- VIALATTEA ~ IL MAGAZINE VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 94 va stagione agonistica. Agli ordini di coach Piazza e del suo vice Max Giaccardi erano presenti i volti nuovi della stagione 2012/2013: Oleg Antonov, Andrea Marchisio, Daniele De Pandis, Andrea Galliani, Emanuel Kohut e Dore Della Lunga, oltre ai confermati Wout Wijsmans, Nikola Grbic e Andrea Rossi. Il programma del ritiro è stato fitto: tutti i giorni la squadra ha svolto sedute mattutine di pesi ed allenamenti di tecnica al Palazzetto “Pin Court”. Durante la settimana, poi, c'è stato spazio anche per una passeggiata in montagna. Il gruppo ha infatti potuto amminare le meraviglie paesaggistiche della zona, raggiungendo Guglia Rossa, nella Valle Stretta. Wout Wijsmans, contattato prima della partenza per Sauze d'Oulx aveva dichiarato: “Stiamo per partiri per raggiungere Sauze d'Oulx, una splendida località di montagna. Per me è la prima esperienza di ritiro con la squadra e sarà sicuramente una piacevole settimana, visto il posto bellissimo in cui soggiorneremo. Sarà poi il tempo a dirci se il lavoro che svolgeremo sarà utile per la stagione che inizierà in autunno.” La società Piemonte Volley, nella persona del suo General Manager Marco Pistolesi, vuole ringraziare il Comune di Sauze d'Oulx per la disponibilità e la cortesia con cui ha curato il ritiro della squadra: “Desidero esprimere, a nome mio personale e della società, un sincero ringraziamento alla ABC Gestioni, nella persona di Francesco Bogetti e a tutta l'Amministrazione Comunale di Sauze d'Oulx per l'ottima organizzazione della settimana. Un particolare grazie va al Sindaco Mauro Meneguzzi, all'assessore allo Sport Paolo Dotta e a tuti coloro che in qualche modo hanno lavorato per permetterci di trascorrere nel migliore dei modi il soggiorno a Sauze. Per la nostra squadra e per molti atleti questa è stata la prima esperienza di ritiro estivo, ma siamo tutti soddisfatti del lavoro che è stato svolto e ci auguriamo che possa essere di buon auspicio per la prossima stagione.” IL TEAM Roberto PIAZZA, nuovo tecnico della formazione del Presidente Lannutti, arrivato a Cuneo ha tenuto a precisare di essere “estremamente onorato di poter iniziare questa avventura come capo-allenatore con un Top Team italiano quale è la Bre Banca Lannutti.” Ad affiancare Piazza ci sarà, in veste di secondo allenatore, il fossanese Massimiliano GIACCARDI, impegnato, nelle ultime due stagione, con la Copra Volley di Piacenza. Lo staff tec- sport - l’evento nico si completa con gli scout man Andrea RINAUDO ed Emanuele AIME. La preparazione atletica è affidata per l'ottava stagione consecutiva a Danilo BRAMARD. Confermato in toto lo staff medico: Guido ENRICI e Stefano CARANDO i medici sociali, Gabriele GIORGIS e Francesco ZITO i fisioterapisti. Sul campo sono cinque le gradite conferme in casa Cuneo: Wout WIJSMANS, Nikola GRBIC, Earvin NGAPETH, Luigi MASTRANGELO ed Andrea ROSSI, ma alla corte di Piazza ci sarà spazio per volti nuovi. Daniele DE PANDIS, classe 1984, vestirà la maglia del libero, insieme ad Andrea MARCHISIO, cresciuto nelle giovanili di Piemonte Volley. In palleggio, insieme il campionissimo Nikola Grbic, ci sarà il giovane olandese Nimir ABDELAZIZ, classe 1992, che ha disputato lo scorso campionato con la Sisley Belluno. In diagonale al palleggio troviamo due nuovi arrivi: il bulgaro Tsvetan SOKOLOV e l'italo-russo Oleg ANTONOV, provenienti rispettivamente da Trento e da Belluno. Dopo le conferme di Wijsmans ed NGapeth, il reparto schiacciatori si perfeziona con l'arrivo di Dore DELLA LUNGA (da Trento) e di Andrea GALLIANI (da Cantù). Al centro, i confermati Luigi MASTRANGELO ed Andrea ROSSI saranno affiancati dallo slovacco Emanuel KOHUT, classe 1982. Durante la presentazione ufficiale della stagione, il tecnico cuneese ha dichiarato: “ritengo che questi atleti siano come 13 candeline che compongono una bella torta, che rappresenta una squadra dai sani valori. Siamo qui per darci da fare. I giocatori ed io siamo dei privilegiati perchè facciamo quello che ci piace. A De Pandis il compito difficile di sostituire un bravissimo libero, ma il ragazzo ha grandi capacità e riuscirà a fare bene per dare grandi soddisfazioni ai tifosi”. Anche Wout Wijsmans, in qualità di capitano, ha preso la parola: “al gruppo si VIALATTEA ~ IL MAGAZINE sono uniti alcuni nuovi atleti e stiamo imparando a conoscerci. Ma posso affermare che quest'anno ci divertiremo e faremo divertire!”. CHAMPIONS LEAGUE: LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI Il sorteggio della 2013 Cev Volleyball Champions League, effettuato a Vienna a inizio estate, ha inserito i cuneesi nel Pool G, insieme alla formazione rumena del Remat Zalau, ai francesi dell'Arago de Sete e ai polacchi dell'Asseco Resovia Rzeszow. Wout Wijsmans: “Il fatto che la società Piemonte Volley non abbia mai vinto questo trofeo è sicuramente uno stimolo in più. Negli ultimi anni il livello tecnico della Champions League si è alzato molto e la competizione è diventata davvero tosta, ma noi siamo una squadra forte, che può tranquillamente giocarsela con chiunque. Come in tutte le cose ci vuole anche un po' di fortuna, ma se noi ci mettiamo tutta la nostra forza, possiamo arrivare lontano.” Nikola Grbic: “Quest'anno, come ogni anno, dobbiamo giocarcela tutta. Questa è una cosa bella perché secondo me abbiamo i mezzi per stare accanto alle altre forti squadre. La 2013 Cev Volleyball Champions League è un torneo prestigioso, in cui giocano le formazioni più forti d'Europa. Credo che questo sia il torneo più importante, soprattutto per una società come Cuneo, perché è l'unico trofeo che le manca, quindi la motivazione per giocare e fare bene è ancora più grande.” Roberto Piazza: “Affrontiamo la Champions League con il primo obiettivo quello di arrivare alla Final Four, sapendo che il cammino non sarà dei più semplici, ma consci che il lavoro che stiamo svolgendo proverà a portaci fino là!” 99 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE “ALPINI ... FINCHÉ LE GAMBE VI PORTANO” 96 LE STORIE DI MAGGIORINO MARCELLIN DA SESTRIERE, DI ETTORE SERAFINO DA PINEROLO E DI STEFANO COISSON DA TORRE PELLICE A lpini finché le gambe vi portano. Così s’intitola la raccolta delle esperienze vissute in prima persona da Maggiorino Marcellin nella 1a Divisione Alpina Autonoma val Chisone “Adolfo Serafino”, che, nella guerra partigiana, in collaborazione con la val Pellice e la val Susa, impostò la storia recente delle vallate. La storia narrata da Maggiorino Marcellin racconta di coscienze di uomini, di ragazzi, che lentamente raggiunsero una maturità superiore a quella che la realtà di quegli anni poteva imporre; una maturità intellettuale, politica e sociale senza falsi miti o retoriche, portò i piccoli nuclei valligiani ad una consistenza numerica di rilievo tale da garantire il rispetto delle popolazioni locali nelle trattative con il nemico. Maggiorino Marcellin, di Sestriere (classe 1904), aveva i geni del montanaro fiero di essere un valligiano, affascinato dallo sport dello sci, gioì di essere arruolato tra gli Alpini del 3° Reggimento. storie di valle di GIANNI MATTANA La passione per lo sci lo portò giovanissimo ad avventure fuori dell’Italia, che lo temprarono e gli fornirono capacità di critica che, in tempi più duri, gli consentirono di superare con avvedutezza le difficoltà che il futuro gli avrebbero riservato. Vestendo la divisa dell’Esercito Italiano partecipò alla guerra sul fronte occidentale contro la Francia, poi fu nei Balcani, dove venne ferito per cui sopportò una lunga convalescenza, ma fu messo a disposizione, come istruttore di sci al Terminillo, per le famiglie legate alle gerarchie del regime. Si ritrovò con gli amici, quando finalmente rientrò in servizio come istruttore a Cervinia nella Compagnia sciatori. Dopo il fatidico 8 settembre del 1943, Marcellin non ha dubbi e ritorna nelle sua valle dove dà vita ad un primo nucleo di resistenti insieme ad altri valligiani, sia della val Chisone sia della val Susa, in quel momento, che si rivelerà molto impegnativo, la vita di Maggiorino Marcellin si attenua, non però negli affetti, e nasce il nuovo personaggio: il Comandante “Bluter”. Con questo nome di battaglia, nel suo scrit- to, prende vita il metodico resoconto della guerra partigiana (1943–1944) tra la val Chisone e la val Susa. La storia di Maggiorino Marcellin è una delle storie di tanti altri uomini che furono inseriti, gioco forza, nella cruda lotta e molti lasciarono la propria vita là sui monti, ma per tutti ci fu la convinzione di un futuro sorridente, sognando orizzonti immersi nell’azzurro del cielo, pascoli assolati o fianchi delle valli candidamente innevati. Nella vita di quei duri momenti di lotta armata fatti di fatiche per la sopravvivenza o difficoltà implicite nella gestione delle squadre dei combattenti, si aggiungeva anche la necessità di mantenere assidui collegamenti con i comandi militari oltre confine, in quella porzione della Francia del sud già libera, dove operava il Capitaine Richard (o Major Richard per gli inglesi). Il nome di Capitano Richard è citato, come Major Richard, da Churchill nella “Storia della Seconda Guerra Mondiale” ed anche negli scritti del de Gaulle, vol. 3° delle sue memorie. Il Tenente degli Alpini Ettore Serafino, di Pinerolo (classe 1918), cita nei suoi Foto di Dario Balbo La cultura odierna delle nostre valli trova spunti da vicende di 70 anni fa. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE diari di come, dopo l’ 8 settembre del 1943, trovandosi come Ufficiale istruttore di sci/alpinismo al comando della Scuola d’alpinismo di Aosta, rientrasse in modo rocambolesco (con un collega, l’attendente ed un mulo) a piedi in 15 giorni, fino alle valli, dove prese il comando della Brigata “Albergian”, che insieme alla Brigata “Assietta”, manteneva attiva la resistenza nelle valli Chisone e Susa. Il Serafino fu autore di un’ardua impresa alpinistica nell’inverno (febbraio 1945), un inverno molto nevoso, quella di valicare la cresta di confine (insieme a due compagni Gianni Gay e l’olimpionico di sci Alberto Marcellin) dell’alta valle di Susa e raggiungere Guillestre e da qui il comando Anglo/Americano a Grénoble. L’IMPRESA DI ETTORE SERAFINO Il 15 febbraio partirono, sci ai piedi, dalla miniera del Malzas (in valle Germanasca) per la borgata Arnaud e al tramonto raggiunsero il colle di Rodoretto da dove poterono osservare la cresta del Gran Queyron verso Mayt. A notte fonda dalla cresta del Gran Mioul scesero nell’alto del vallone della Longia e del Frappier e verso l’una e trenta dopo la mezzanotte raggiunsero la vetta del Gran Queyron. Improvvisamente una cornice di neve crollò e Gianni Gay cadde rovinosamente, con un urlo, nel vallone verso Abries; l’urlo richiamò l’attenzione dei tedeschi che accesero razzi illuminanti. Tornato il buio, indossati i ramponi, Serafino e Marcellin scesero in sicurezza lungo la massima pendenza e ricuperarono il compagno che aveva perso uno sci; con il Gay sulle code degli sci del Marcellin, il gruppo raggiunse i ruderi del paese di Le Roux il mattino e più tardi anche Abriès; dopo essersi riposati, entrarono a Guillestre e furono soccorsi dai gendarmi francesi che li accompagnarono (verificate le credenziali) al Comando alleato Americano. A Guillestre (già liberata dalle truppe alleate insieme alla Provenza e il sud della Francia) Serafino andò a rapporto dal Capitano Richard che riconobbe, anche se in divisa americana, mascherando la sorpresa, come una conoscenza valligiana. Mentre Gay e Marcellin si fermarono a Guillestre, il Capitano Richard accompagnò personalmente Serafino a Grénoble dal Colonnello Hamilton al quale, per tre giorni, diede una completa descrizione della situazione della Resistenza antitedesca nelle valli Susa, Chisone, Germanasca e Pellice. Il 20 febbraio Serafino raggiunse i suoi due uomini, insieme, stracarichi di materiali, di istruzioni e corrispondenza ufficiale, nonché di pochi generi di conforto, affrontarono il rientro nelle valli, scegliendo un itinerario diverso dall’andata affrontando un tragitto molto impegnativo, ma conosciuto nei minimi particolari. A notte inoltrata il gruppo partì da Aiguilles verso storie di valle VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 98 Valpreveyre e, attesa la notte successiva, con gli sci ai piedi, salirono al col Boucie, innevato a dismisura, che raggiunsero alla mezzanotte senza aver incontrato soldati tedeschi. Da qui si diressero al col Content, sfruttando una via allestita dallo stesso Serafino (con chiodi e corde fisse) con i suoi Alpini nel ‘39; di seguito la colletta Faure, le bergerie Giulian e l’omonimo colle da cui scesero nella conca dei Tredici Laghi (alle tre della terza notte). All’alba successiva si arrampicarono ancora verso il Cappello d’Envie per scendere alla miniera del Sapatlè dove la pattuglia, sfruttando il telefono di servizio della società mineraria, si mise in collegamento con i partigiani di Malzas e raggiunsero stremati la località dell’accantonamento. IL MISTERO DEL MAJOR RICHARD Pochi oggi sanno chi operava nel settore della guerra di resistenza delle nostre Alpi, sotto la copertura di Capitaine Richard, al comando Interalleato di Guillestre, con la responsabilità (per storie di valle il settore italo/francese dalla val Varaita alla val Susa) del coordinamento e sostegno materiale delle Divisioni Partigiane. Lo vediamo (nella foto in alto), in uniforme di rappresentanza, fotografato mentre il Generale Alexander (Comandante delle forze Anglo/Americane in Europa) gli stringe la mano, o, nella foto della pagina precedente, insieme ad alcuni addetti militari Franco/Anglo/Americani, a guerra finita, facenti parte della Commissione per la definizione del trattato di pace. In queste due fotografie si può osservare, con attenzione, sul berretto (a “padella”) il fregio dei reparti Alpini: il Capitano Richard è un Ufficiale degli Alpini! È per questo che il Tenente Serafino trattenne la sorpresa a Guillestre, perché erano stati entrambi nel 3° Alpini a Pinerolo. Ma come e perché lo troviamo nello Stato Maggiore delle forze alleate, come c’era arrivato e di dove era originario? Il Major Richard nell’ottobre del 1943 entra nell’organizzazione Inglese OSS (servizi segreti) e col nome e grado di Capitaine Richard (copertura giustificata da una fittizia origine Anglo/Canadese) viene paracadutato nella zona operativa delle Hautes Alpes, con pieni poteri di controllo e coordinamento nelle forze alleate. Esercita i suoi compiti, ricevendo e smistando (al Comando “Caserta”) relazioni settimanali della zona operativa, ma senza disdegnare personali interventi di attività sul campo di operazione (vedi l’appoggio alla quasi impossibile azione del Comandante Tenente Ettore Serafino). Dopo la fine delle ostilità belliche il Capitano Richard esplica ancora attività di collegamento aggiornando i Comandi Alleati sulle azioni di occupazione dei territori Italiani (valli Pellice, Germanasca, Chisone) immediatamente attuate dall’esercito Francese, sulla base di rapporti assidui, circostanziati e precisi (come quelli del Marcellin). Nella sua attività di supporto tattico, ancora a maggio ’45 il Richard concede una fornitura di carburante al Marcellin il quale, come lui cita nel libro, dovrà andare a ricuperarlo a Genova proveniente da Marsiglia. Al tavolo per la codifica dei termini del trattato di pace il lavoro del Capitano Richard si corona di successo in quanto i Francesi, che erano arrivati fino a Exilles, a Fenestrelle come a Villar Pellice, furono obbligati al rispetto del confine naturale Italiano. Esiste una relazione, redatta dai Servizi Inglesi, che rende noto i ruoli e le attività ricoperte, per incarico del Comando Anglo/Americano, dal Major Richard, le azioni svolte nel periodo 1943 – 1945 (per cui fu assegnata Medaglia di Bronzo) riferite alla sua reale identità di cittadino Italiano ed anche al suo ruolo e grado nell’Esercito della Repubblica Italiana: con questo atto si rende merito ad una persona degna di onore, schiva e riservata per natura, sempre disposta ad aiutare chiunque avesse bisogno, che mai fece vanto di se stesso. …. Il Generale degli Alpini Stefano Coisson terminò la sua carriera a Merano come comandante della Brigata Alpina “Orobica”, rientrò poi a Torre Pellice e tutti noi (lui era nato ad Angrogna nel 1902) siamo fieri del suo passato, a tutela delle valli e dei suoi valligiani, insieme a quei pochi che lo hanno conosciuto con lo pseudonimo di Capitaine Richard e che come tale ne conservano la memoria. A Guillestre esiste ancora la casa presso la quale soggiornò in quegli anni critici e molti francesi lo ricordano quanto noi. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE VIALATTEA ~ IL MAGAZINE Pubblica Assistenza Sauze d’Oulx AIUTATECI AD AUTARVI 74 NOI VI OFFRIAMO Emergenza 118 Trasporti ordinari con ambulanza o auto di servizio Assistenza Manifestazioni Sportive Protezione Civile Siamo spesso presenti nei mercatini che si svolgono a Sauze d’Oulx ed in altri paesi dell’alta valle di Susa ... Una piccola offerta può contribuire all’acquisto di un’ambulanza 118 di primo soccorso! Per essere aggiornato seguici su facebook ed iscriviti al nostro gruppo Pubblica Assistenza Sauze d’Oulx PUBBLICA ASSISTENZA SAUZE D’OULX Via della Torre 13-10050 - tel/fax 0122 858159 - [email protected] CCM 35 ANNI DI ATTIVITÀ La CCM Finotello si appresta a festeggiare, nel corso del 2013, il 35esimo compleanno. Durante lo scorso anno la CCM ha ampliato i suoi orizzonti costruendo un altro impianto in territorio francese presso la stazione di Mont Dore, confermandosi quindi come una valida alternativa all’interno del mercato francese, per gli impianti a morsa fissa. Nello stesso periodo è stato sviluppato un nuovo ramo di attività dell’azienda nel settore della carpenteria specialistica per costruzioni, che ha portato la CCM a realizzare le strutture di diversi palazzi di prestigio nella città di Torino. La CCM ha realizzato nel 2011 il suo secondo impianto francese nella località di Mont Dore. La stazione sciistica di Mont-Dore si trova nel cuore del parco regionale dei vulcani dell'Alvernia nel dipartimento del Puy de Dome, a 1200 m sul livello del mare sulle pendici del Puy de Sancy. E’ qui che sorge la Dordogna, e la località è nota soprattutto per le cure termali. E’ uno dei più antichi comprensori sciistici francesi ed è una delle località francesi più nevose, la stazione è colleagata a Super-Besse e insieme formano l'area del Grand Sancy. Le Mont-Dore si sviluppa su 42 km di piste tra 1100 e 1846 m di altitudine e sono presenti 18 impianti di risalita. E’ in questa località che la CCM ha realizzato il suo secondo impianto oltralpe: una seggiovia quadriposto con stazione motrice fissa a valle e stazione di rinvio tensione a monte. L’impianto sostituisce tre sciovie nella parte inferiore del comprensorio ed ha funzione di collegamento con gli altri impianti e di campo scuola. L’impianto di tipo tradizionale CCM è stato adeguato al mercato francese con l’aggiunta di una serie di passerelle nelle due stazioni obbligatorie per la normativa francese e l’adeguamento generale dell’impianto alla normativa RM2 in vigore in Francia. La seggiovia è stata progettata per il trasporto promiscuo di sciatori e pedoni, ha una velocità massima di 2,3 m/s ed una portata oraria di 2000 persone all’ora. Tale portata potrà essere aumentata fino a 2200 persone mediante l’aggiunta di seggiole in linea. La lunghezza dell’impianto è di 670 metri per un dislivello di 101 metri. La seggiovia è dotata di un tappeto di imbarco alla stazione di valle. Inoltre nel corso del 2011/2012 è stata realizzata la sciovia Cazzola 2 all’Alpe Devero (Baceno) che è stata costruita per adempiere agli obblighi di rinnovo di vita tecnica, per la srl dei fratelli Alberti; a Garessio è stata realizzata la sciovia “Praietto” che è stata effettuata usufruendo del riposizionamento delle strutture appartenenti alla sciovia “PIAN DEL LEONE” smantellata nel comprensorio di Limone Piemonte. Nel 2012 è stata realizzata la nuova sciovia denominata “CAMPO SCUOLA”, nel Comune di Bagnolo Piemonte (CN), che è la ricostruzione dell’attuale sciovia che è stata smantellata per il raggiungimento della scadenza di vita tecnica. Il nuovo impianto ha una portata oraria di 720 sc/h, di poco superiore a quello attuale pari a 704 sc/h, ed è azionato da un motore a corrente alternata con gestione ad inverter che consentirà di raggiungere la velocità massima di 2,80 m/s. La stazione di valle è del tipo motrice fissa, mentre la stazione di monte è del tipo rinvio e tensione con tensionamento a contrappeso. Lo sgancio sciatori avverrà nello stesso punto dell’attuale impianto, ad una quota di circa 1568,93 m s.l.m. e ad una opportuna progressiva, nel rispetto delle distanze regolamentari dalla Ad Oropa la CCM sta rinnovando la vecchia cabinovia a morsa fisse di costruzione Marchisio, risalente al 1971. I lavori e gli interventi previsti per la scadenza di vita tecnica, riguardano l’adeguamento alla normativa in vigore di tutte le apparecchiature meccaniche, di tutti gli equipaggiamenti elettrici, nonché la sostituzione di tutti gli organi mobili dell’impianto e la verifica in base alla normativa attuale di tutte le infrastrutture ed opere civili che si intendono riutilizzare per una nuova vita tecnica. L’ impianto è del tipo ad ammorsamento fisso con veicoli biposto (cabinette aperte), che permetterà un trasporto orario di 250 p/h alla velocità max di 1,5 m/sec. La diminuzione di portata è determinata dall’abbassamento della velocità di esercizio prevista dalle norme vigenti unitamente dal rispetto del rapporto di aderenza. Inoltre a Pontechianale la CCM sta realizzando La nuova sciovia a linea singola “PINETA NORD” (1604.20- 1710.92), sul versante orografico destro della valle, in una zona già adibita ad impianti di risalita. Infatti il tracciato prescelto è compreso tra le due sciovie esistenti ed in scadenza di vita tecnica, denominate “Comba“ e “Malarocia”, che verranno smantellate. Il nuovo impianto insisterà praticamente sul tracciato (prolungato verso monte) di un vecchio impianto scioviario già smantellato in passato. Nel settore dell’edilizia la CCM ha realizzato le strutture in cor-ten dell’edificio “25 verde” realizzato a Torino dalla DE-GA, che ospita 63 appartamenti ed è un edificio speciale: cresce, respira e cambia nel tempo perché i suoi terrazzi accolgono 150 alberi ad alto fusto, oltre ai 40 ospitati nella corte giardino. Gli alberi strutturali in cor-ten, così come i terrazzi e le fioriere sono stati realizzati da CCM. Inoltre la CCM sta realizzando, sempre per conto della DE-GA, le strutture di un altro palazzo in corso Regina a Torino. IL GRANDE SOGNO Il collegamento ferroviario internazionale da Pinerolo a Briançon, progettato nel 1877 e mai realizzato di VALTER BRUNO 101 N el primo cinquantennio postunitario in Italia si verificò un massiccio impegno della spesa pubblica per le costruzioni ferroviarie che toccò l’intera superficie dello Stivale, con particolare riferimento al Nord. Lo slancio col quale venivano proposte e realizzate nuove linee contagiava gli addetti ai lavori e la popolazione, la tensione progettuale e ideale ispirata dalla strada ferrata - assurta a simbolo di mo- Il mitico Gibuti, il tram che percorse la tratta Pinerolo - Perosa Argentina dal 1883 fino a fine anni’60. Questa fu l’unica opera ferroviaria effettivamente realizzata in Val Chisone. dernizzazione e di progresso - portava a realizzare opere anche dove non esistevano i presupposti economici per il loro successo. Il Pinerolese non sfuggì a questa tendenza ed i progetti fiorirono al punto che, se fossero stati realizzati per intero, Pinerolo sarebbe diventata il crocevia di un sistema ferroviario misto, dovendo essere attraversata da una linea internazionale, da una nazionale e da svariate linee locali. In effetti, le cose non andarono propriamente in questo senso e l’auspicato sistema a raggiera che avrebbe visto Pinerolo al centro della rete si realizzò solo in parte. Tra i collegamenti che non videro mai la luce spicca la linea internazionale Pinerolo – Cesana – Briançon, il cui progetto fu concepito dall’ingegner Giuseppe Giuliano. Nel non vasto panorama di figure che concorsero storia VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 102 ad ideare soluzioni ardite e ricche di fantasia, spinte dall’assioma ferrovia = successo, quella dell’ingegner Giuseppe Giuliano occupa senz’altro una posizione di rilievo in Italia e riveste un ruolo egemone per quel che concerne la Val Chisone. Il progetto del quale ci occupiamo fu redatto nel corso dell’anno 1877, avuto l’avallo del Comune di Pinerolo e di altre amministrazioni interessate al passaggio della linea. Dai pochi dati a disposizione si sa che il deputato locale Davico presentò il progetto in Parlamento nel 1879, ma non vi fu mai l’occasione per “metterlo in vista” al punto che, ben 23 anni dopo, all’inizio del nuovo secolo, l’ing. Giuliano si risolse a redigere una memoria relativa all’argomento e ad inviarla ai Comuni interessati. E’ proprio esaminando questo documento, conservato presso l’archivio storico del Comune di Perosa Argentina, che apprendiamo quanto il Giuliano tenesse all’idea ma soprattutto su quali solide basi poggiasse questa sua convinzione. Analizzando le possibilità offerte dai valichi alpini per migliorare le comunicazioni tra Torino ed il porto di Marsiglia, l’ing. Giuliano parte dall’assunto che la percorrenza ferroviaria dell’epoca, sul tracciato Torino - Bra - Savona storia - Ventimiglia - Nizza - Marsiglia, ammontante ad un totale di 512 Km, fosse troppo lunga e dispendiosa. I progetti in fase avanzata, presentati da altri tecnici, riguardavano: 1) la Vievola - Sospel - Nizza utilizzando il valico del Tenda, che avrebbe portato la percorrenza tra Torino e Marsiglia a 421 km, 2) la Oulx - Briançon, attraverso il Monginevro, per un totale di 408 Km, 3) la Torre Pellice - Mont Dauphin, sfruttando il Colle della Croce, con un percorso di 401 chilometri. Il Giuliano sostiene che, essendo il primo progetto in fase di realizzazione, non aveva senso dedicarsi agli altri due, spendendo denaro per abbreviare il percorso di soli 13 o 20 km. Meglio sarebbe stato studiare un’alternativa economicamente valida, tenendo presente “le condizioni tecniche del tracciato e la spesa, le disposizioni delle Società ferroviarie e dei governi e non ultime le necessità della rispettiva difesa in caso di guerra tra Italia e Francia”. Prima di presentare la sua idea, l’ing. Giuliano si premura di affossare le concorrenti, Oulx - Briançon e Torre Pellice - Mont Dauphin, “pei quali la Commissione Ferroviaria del Municipio di Torino ha dimostrato le sue simpatie, con una preferenza, che nella sua relazione è facile scorgere, per la seconda di dette Nella cartina sono evidenziati i tracciati dei possibili collegamenti ferroviari tra Italia e Francia progettati a fine ‘800: il primo tra Oulx e Briançon, il secondo tra Torre Pellice e Mont Dauphin ed il terzo tra Pinerolo e Briançon. Nessuno di questi verrà realizzato. ...Dando per scontato, dunque, che la linea Oulx - Briançon verrà realizzata... linee”. Il progetto che tocca Torre Pellice, secondo Giuliano, non poggia su studi regolari, è approssimato, compiuto su semplici carte topografiche ed i calcoli delle percorrenze in galleria sono errati. Le difficoltà sorte a livello francese in merito ai permessi sono un elemento sul quale l’ingegnere fa leva, unitamente alla scarsa o nulla utilità VIALATTEA ~ IL MAGAZINE di questa linea dal punto di vista militare. Allo stesso modo tratta la Oulx - Briançon, ponendola però su un piano diverso rispetto alla precedente. I vantaggi di questa soluzione risiederebbero in una minor lunghezza della galleria di culmine (poco più di 8 km contro 10 km), pendenze meno pronunciate, minori spese; il parere favorevole delle autorità francesi avalla questa sua interpretazione. Dando per scontato, dunque, che la linea Oulx - Briançon verrà realizzata, il Giuliano fa presente il notevole movimento di merci e viaggiatori che si andrà a riversare sulla linea del Fréjus. Questa, però, “per essere ad un semplice binario, non ne potrebbe che essere ingombra, in guisa che malagevole, incerto e malsicuro vi si verificherebbe l’esercizio, e sovratutto il passaggio dei treni diretti”. Dimostra poi che il previsto traforo del Sempione non toglierebbe traffico al Fréjus, e da questo fa emergere la necessità di allacciare Torino e Marsiglia attraverso una linea diretta, indipendente e adatta al grande traffico internazionale. Essendo la Francia interessata ad una sola linea che dall’Italia faccia capo a Briançon, si dovrà per forza di cose passare per il Monginevro che, rispetto agli altri valichi limitrofi, presenta la minor lunghezza in galleria, con sbocchi a Cesana sul versante italiano e a La Vachette su quello francese. Da Cesana a Torino le possibilità sono due: la Val Susa e la Val Chisone. Da Cesana ad Oulx, dove già esiste la linea del Fréjus, vi sono solo 10 km di distanza, ma “la linea diretta, indipendente e sicura non si ottiene che portandola in Val Chisone, rimontando la Dora fino a Sauze di Cesana e perforando il colle di Sestrières”. Oltre ai motivi tecnici ed economici, Giuliano sottolinea con dovizia di particolari l’interesse militare talmente alto che “quasi non ci spieghiamo come le notabilità ed autorità mili- L’ordine del giorno del marzo 1901 col quale il Consiglio Comunale di Pinerolo plaude al progetto dell’ing. Giuliano e lo presenta alle amministrazioni comunali interessate. 107 103 storia tari ed il Governo non ne abbiano ancora sentita alcuna preoccupazione”. Dimostra come la Val Chisone assuma una posizione centrale rispetto ad un’invasione francese dalle Alpi Occidentali, per cui il concentramento di truppe, viveri, munizioni e materiali dovrà avvenire lungo questa direttrice, servita dal punto di vista viario da una rotabile insufficiente alla bisogna. In conclusione l’ingegnere ammette che questa soluzione è economicamente svantaggiata rispetto alle altre ma, con un abile tocco finale, fa presente che “la maggior spesa non deve ritenersi motivo sufficiente a respingere l’esecuzione di un’opera che le è ampiamente proporzionata, per gli alti scopi cui è destinata a raggiungere”. Descrivendo il tracciato, Giuliano suggerisce di sopprimere l’attuale stazione di Pinerolo e di erigerne un’altra, proporzionata al maggior traffico derivante dalla nuova linea. Questa avrà sette gallerie di lunghezza inferiore a 500 m, tre comprese tra 500 e 1000 m, due tra 1000 e 1500 m, tre tra 2000 e 2500 m, oltre alla galleria di culmine sotto il colle del A fianco. La lettera di accompagnamento al verbale delle Giunte Comunali del mandamento di Fenestrelle datata 10 ottobre 1907, nel quale si richiede la realizzazione della ferrovia Pinerolo – Briançon. Si nota, in basso, il lapidario commento vergato dal sindaco di Perosa: Negativo. Sotto. Il manifesto con il quale veniva indetto un congresso internazionale per la realizzazione della ferrovia Briançon – Oulx, datato luglio 1907. Questa è una ulteriore prova di quanto fosse sentito, in quel periodo, il problema dei trasporti e quanto le amministrazioni e la popolazione confidassero nella ferrovia come strumento indispensabile per lo sviluppo del territorio. Sestrières, di 6800 m, per un totale di 14,777 km nel sottosuolo. Il raggio minimo delle curve è calcolato in 400 m, con una sola curva, all’ingresso di Cesana, di raggio inferiore (350 m). Le altimetrie partono dai 369 m sul livello del mare della stazione di Pinerolo, fino ai 1608 m dell’imbocco della galleria di Sestrières, presso Pattemouche nel comune di Pragelato, con pendenze dal 6 al 30 per mille, così suddivise: inferiori al 20 per mille m 23.077 tra il 20 ed il 25 per mille m 7.501 tra il 25 ed il 30 per mille m 3.881 del 30 per mille m 28.926 mentre i tratti orizzontali hanno una lunghezza complessiva di 3096 m. La distanza tra Torino e Marsiglia viene così computata: Torino - Pinerolo km 38 Pinerolo - Cesana km 67.50 Cesana - Briançon km 16 Briançon - Marsiglia km 306 totale di km 427.50 ma vengono anche suggerisce alcune possibili migliorie del tracciato in territorio francese, quali una scorciatoia tra Savines e Sisteron, che porterebbero la distanza a 388 km. La spesa viene calcolata (anno 1877) in 386.150 lire al 104 storia Il manifesto con il quale veniva indetto un congresso internazionale per la realizzazione della ferrovia Briançon – Oulx, datato luglio 1907. Questa è una ulteriore prova di quanto fosse sentito, in quel periodo, il problema dei trasporti e quanto le amministrazioni e la popolazione confidassero nella ferrovia come strumento indispensabile per lo sviluppo del territorio. Il profilo altimetrico della ferrovia Pinerolo – Cesana, progettata dall’ing. Giuseppe Giuliano nel 1877. Si notano in particolare le gallerie previste tra le quali spicca quella di culmine, tra Pattemouche e Sauze di Cesana, indispensabile per superare il Colle del Sestrières. chilometro, per un totale di poco superiore ai 26 milioni. Nel caldeggiare il suo progetto al Governo, alla Provincia ed ai Comuni interessati, l’ing. Giuliano sottolinea nuovamente le ragioni d’interesse nazionale ed aggiunge una frase che ci fa comprendere, se ve ne fosse ancora bisogno, qual era l’aspettativa che si aveva a quei tempi rispetto alla ferrovia: “ ... non è meno opportuno far osservare che nel territorio italiano la ferrovia avrebbe a percorrere una vallata densa di popolazione in tutta la sua estesa, abbondante di industrie, e più ancora quando il nuovo mezzo di comunicazione permetterà di utilizzare tutta la ricchezza di forze idrauliche di cui è dotata; che frequenti sono i rapporti di quella popolazione col Delfinato; considerevoli gli scambi di prodotti del suolo e principalmente di bestiame; che, infine, nella parte superiore di val Chisone, a Pragelato, s’incontra un delizioso paese di montagna, al quale nella calda stagione si rifugiano numerosi forestieri, e che, quando v’arrivi la vaporiera, sarà certamente trasformato in frequentatissima stazione climatica”. Di fronte a questa memoria, l’amministrazione comunale di Pinerolo non può non prendere posizione e, con un ordine del giorno datato marzo 1901, presenta il documento di Giuliano all’attenzione di tutti i Comuni interessati. Anche in questa occasione il progetto non ha fortuna, tant’è che in data 10 ottobre 1907 un comitato provvisorio pro ferrovia Pinerolo - Briançon invia una comunicazione a tutti i Comuni della valle, perorando - ancora una volta - la causa della linea. Simbolo dello scarso entusiasmo con il quale viene vista l’iniziativa è la nota che il sindaco di Perosa di suo pugno verga su quel documento: è il sintetico quanto inappellabile commento “Negativo”. In effetti l’impresa era faraonica, sia dal punto di vista tecnico che, di conseguenza, da quello economico e molte erano le remore presso gli amministratori locali, anche se alcune soluzioni prospettate dal Giuliano sono ancora attuali ed applicabili ad un eventuale nuovo percorso della statale 23 (ad esempio l’attraversamento di Perosa sulla sinistra orografica, con galleria sotto lo sperone del “Forte” e conseguente impatto ambientale nullo); vi era poi un ulteriore elemento che frenava amministrazioni e popolazione interessate: quale poteva essere il servizio di una linea del genere rispetto al traffico locale? Non si sarebbe risolto tutto con un passaggio di convogli ad alta velocità, che non avrebbero fatto sosta nei piccoli centri della valle ma solo nelle stazioni di testa e di arrivo? Quale sarebbe stato il beneficio diretto per gli abitanti della valle? La politica ferroviaria italiana, poi, era ambigua. Infatti, se da un lato - con la legge Baccarini - il Governo stanziava 1.260 milioni per la costruzione di 6.000 km di nuove linee, dall’altro finanziava direttamente solo un terzo della cifra, mentre per i restanti due terzi faceva assegnamento sul concorso degli enti locali, i quali avevano quindi valide ragioni per essere prudenti. L’appoggio dei politici a livello nazionale rispetto a questo progetto, infine, sembrava essere soltanto di facciata. Se da un lato il territorio spingeva per trovare soluzioni economicamente poco pesanti per le comunità locali, dall’altro i politici promettevano, salvo poi non mantenere. Nel novembre 1907, a Fenestrelle, alla presenza di S. E. Luigi Facta, futuro capo del Governo e del sottoprefetto conte Fruttieri di Costigliole, si svol- se un convegno sull'argomento, nel quale venne ribadita la "...convinzione che una ferrovia da Pinerolo, per la Val Chisone a Cesana, sia il miglior mezzo di allacciamento di Torino e del Piemonte con Marsiglia e il Delfinato...". Facta, in particolare, di questo argomento fece una vera e propria bandiera, da rispolverare in occasione di tutte le campagne elettorali ed evidentemente da riporre quando i voti ottenuti nel suo collegio, appunto quello di Pinerolo, gli avevano consentito di essere eletto. E proprio in questa direzione, si muoveva l'appello che il medesimo deputato indirizzava agli elettori alla vigilia delle consultazioni del 1909: "....i problemi del progresso e benessere da risolvere a favore di questa valle sono ancora molti e complessi e di difficile attuazione (fra altri il tramvia da Perosa a Fenestrelle), ma a nessuno si potrebbe affidarne la soluzione che a sua ecc. Luigi Facta....". L’ingegner Giuseppe Giuliano, intanto, ben conscio che questo progetto avrebbe trovato notevoli difficoltà nella realizzazione, elaborò dei progetti alternativi; già nel 1882 – ad esempio - concepì un’idea di più basso profilo ma di ben più facile realizzazione: la tramvia Pinerolo - Perosa, inizio di una linea prolungabile fino a Fenestrelle e poi - chissà - anche oltre. Ed in effetti in questa occasione le cose andarono decisamente meglio. Nel giro di un anno si passò dalle parole ai fatti e in luogo della linea ferroviaria internazionale la bassa Val Chisone venne percorsa da una linea tramviaria a scartamento ridotto su sede stradale. Se il grande sogno del collegamento Tornio-Marsiglia attraverso la Val Chisone svaniva, l’epopea della ferrovia quale volano dello sviluppo economico di un territorio prendeva le mosse con la tramvia, in seguito conosciuta col mitico appellativo di “Gibuti”. storia 105 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE LE CONSERVE I prodotti della Valle di Susa sotto vetro di G. R. BERCHERA S in dalla preistoria l’uomo avvertì l’esigenza, per spirito di sopravvivenza, di conservare gli alimenti per poterli consumare in un momento successivo e/o in un luogo diverso da quello di produzione. L’essiccazione è stato il primo metodo di conservazione ad essere scoperto allorquando qualcuno si rese conte che i frutti disidratati dall’azione del sole si mantenevano a lungo. Ben presto si scoprirono anche le proprietà conservanti del sale, dei grassi, del miele (e successivamente degli zuccheri) e dell’aceto, ma si dovettero attendere gli esperimenti di Nicolas Appert autore nel 1811 del “Livre de tous les menage, ou l’art de conserver pedant plusieurs annue les subsatances animale set vègètales” per veder diffondere le conserve. Le sue ricerche furono infatti una pietra miliare nella storia dell’alimentazione e dell’industria conserviera poiché fu lui a gettare le basi della sterilizzazione. Solo la moderna microbiologia è però riuscita a dimostrare che il deterioramento della materia organica è dovuto all’attività di microrganismi che si sviluppano in ambiente caldo, umido, con PH neutro ed in presenza di ossigeno e che eliminando uno o più di questi fattori tale processo rallenta o si arresta. Fino alla fine del secolo scorso l’arte di preparare conserve era soprattutto una prerogativa delle famiglie nobili e dei conventi. Ciò era dovuto sia alla disponibilità di tempo da dedicare alla loro confezione che all’elevato costo dello zucchero e del sale, le due materie prime allora indispensabili. Fino agli inizi del novecento, a causa della grande miseria in cui versava la popolazione (non tutti potevano per- 112 food VIALATTEA ~ IL MAGAZINE mettersi l’acquisto di zucchero, aceto, olio e contenitori adatti), delle scarse conoscenze sulla conservazione dei cibi, della ridotta disponibilità di materie prime e del poco tempo libero nei mesi estivi (periodo di massimo lavoro nei campi), erano pochi i “frutti” dell’estate a venir conservati. Si trattava per lo più di fagiolini posti sotto sale in contenitori di terracotta o di pietra, allo stesso modo in cui si conserva la carne; di coste, di cetriolini o di rape al “brusc” cioè mantenute in acqua ed aceto con aggiunta di sale; di prugne essiccate al sole (tempo e località permettendo) in un punto ventilato della casa; di funghi porcini essiccati oppure conservati con aceto ottenuto da quel poco vino acquistato in bassa valle. Le uniche marmellate preparate erano a base di prugne oppure di frutti di bosco (lamponi, mirtilli e prugne selvatiche dette ‘mirabelle’. Dato l’elevato costo dello zucchero, si cercava di usarne poco e di conseguenza era necessario cuocerle a lungo a fuoco lento finché apparissero molto dense. 113 In questo modo la concentrazione degli zuccheri contenuti nella frutta era maggiore e le marmellate si potevano conservare più a lungo anche in contenitori a chiusura non perfettamente ermetica. Le marmellate così ottenute risultavano però molto scure e spesso non si capiva nemmeno di quale frutto si trattasse poiché sapevano di caramello. Gli stessi frutti sopracitati talvolta erano cotti a bagnomaria in bottiglie chiuse con tappi di zucchero food VIALATTEA ~ IL MAGAZINE 108 allo stesso modo descritto dal Vialardi. Tale metodo, però, non sempre permetteva una corretta conservazione visto che non si procedeva ad una successiva chiusura ermetica con cera e talvolta i tappi erano usurati. Nei paesi in cui si producevano molte mele e pertanto scendendo verso la bassa valle, con i frutti non perfettamente sani per essere conservati tutto l’inverno, si preparava la mostarda di mele. Ecco la ricetta raccolta anni addietro dalla Pro Loco Amici di Mattie: “… schiacciare la frutta in un capace mastello di legno con una mazzetta di legno o con una pietra. Estrarre il sidro dalla poltiglia ottenuta spremendola nel torchio. Raccoglierlo in un paiolo di rame e farlo cuocere lentamente tutto il giorno (o anche più, sempre mescolando) fino a quando avrà raggiunto una consistenza mielosa (dev’essere densa). È ottima sulla polenta o diluita nell’acqua come dissetante…”. A partire dall’ultimo dopoguerra, con il diffondersi dei vasi a chiusura a morsetto e guarnizioni in gomma e della conoscenza del “metodo Appert” o sterilizzare a bagnomaria, in alta valle è aumenta notevolmente la gamma di prodotti da poter conservare sotto vetro. Aldo Blanc, titolare dell’ex Albergo Ristorante Commercio di Oulx ed appassionato “preparatore di delizie sotto vetro”, si ricorda che negli anni ’40 erano poche le famiglie che usavano conservare i funghi; in genere si raccoglievano solo i porcini (ma in bassa valle) ed addirittura non tutti li consumavano. Un medico tedesco, il dott. Adolf Krainer, durante la guerra fece conoscere anche “i viola” (tricholoma violetto – rhodopaxillus nudus), un tipo di fungo piuttosto diffuso in diverse località dell’alta valle e da allora molti iniziarono a conservarli sia sott’aceto che sott’olio come i pregiati porcini. Il classico antipasto piemontese, con tutte le verdure di fine estate, ideale come piatto freddo della stagione calda o come stuzzicante antipasto con l’aggiunta di tonno al moneto del consumo, è oggi preparato da molte massaie locali e da alcuni ristoranti. Le prelibate e tanto amate marmellate di fragoline di bosco, di lamponi, di more e di mirtilli, fanno capolino su molte dispense montane. Per chi ha pazienza, non mancano le ciliegie selvatiche, i frutti del sambuco o della rosa canina, mentre gli intenditori di erbe selvatiche possono raccogliere il rabarbaro di montagna per confenzionare particolarissime marmellate. Verso la media valle, dove crescono bene gli alberi da frutto, non manca- food no le marmellate con albicocche, pere, pesche e mele, prugne di diverse varietà e castagne. Gli stessi frutti utilizzati per le marmellate vengono pure preparati sciroppati sterilizzandolo a bagnomaria con la semplice aggiunta di zucchero, oppure con soluzioni zuccherine aromatizzate con vini, liquori od aromi a seconda del tipo di frutta e della quantità di acqua contenuta nel frutto stesso. Per quanto riguarda le verdure, la salsa di pomodori, anche se questi in alta montagna non sempre maturano perfettamente, è piuttosto comune; scarseggiano invece fagliolini e piselli al naturale perché più facili da surgelare. Nonostante l’informazio- ne e gli utensili moderni, sono ancora numerose le persone che nutrono un certo atteggiamento di diffidenza nei confronti delle conserve casalinghe e che di conseguenza preferiscono astenersi dalle soddisfazioni del fai da te, per paura di intossicazioni alimentari. Ma perché rinunciare al gusto delle marmellate casalinghe che emanano tutti i profumi della frutta appena colta? A questo proposito molti vorranno sicuramente venire a conoscenza delle nozioni basi ed informazioni pratiche onde cimentarsi nella preparazione di prelibatezze montane, per ricordarsi in città del tranquillo e sereno periodo trascorso in valle di Susa. VIALATTEA ~ IL MAGAZINE CONSIGLI GENERALI La frutta, la verdura ed i funghi devono essere lavorati entro breve tempo dalla raccolta per mantenere inalterato i profumi ed i sapori originari ed inoltre vanno scrupolosamente lavati (magari con l'aiuto di un apposito spazzolino per verdure) ed asciugati all'aria o con un canovaccio. Lavate sempre i vasi accuratamente in acqua bollente oppure, per maggiore sicurezza, fateli bollire in una pentola di acqua per alcuni minuti allo scopo di renderli sterili. Asciugateli perfettamente (non devono rimanere assolutamente tracce di umidità), e, per maggior scrupolo, metteteli ancora in forno caldo per qualche minuto. Per la cottura di marmellate e conserve preferite sempre pentole in acciaio inox a doppio fondo oppure in smalto. Qualora utilizziate pentole in rame o alluminio non lasciatevi MAI riposare il contenuto. Riponete le conserve in un luogo fresco e al riparo dalla luce. NON CONSUMATE nulla se il coperchio appare bombato o se all'interno sono presenti muffe o macchie anomale. Quando aprite un vaso, il coperchio non deve sfiatare e non si devono avvertire odori strani. COME STERILIZZARE SENZA PROBLEMI: Se preparate della frutta sciroppata, sistematela intera o a pezzi nei vasi pressandola leggermente oppure battendo il barattolo su degli asciugamani piegati in modo che si assesti. Se si tratta di frutta molto succosa non è il caso di aggiungervi dello sciroppo, basta qualche cucchiaio di zucchero o anche nulla poiché con la sterilizzazione non è indispensabile la presenza dello zucchero ai fini della conservazione. Se dovete unire dello sciroppo, fate cuocere a parte la quantità di acqua necessaria con lo zucchero (generalmente pari quantità di acqua e zucchero) e gli eventuali aromi, lasciate raffreddare completamente, versate sulla frutta poi chiudete i barattoli e procedete alla sterilizzazione. Se dovete sterilizzare della salsa di pomodoro o della marmellata, sistematela nei vasi, copriteli con un canovaccio e coperchiateli solamente quando il contenuto sarà completamente freddo per evitare che si formi del vapore sotto il coperchio. In tutti i casi bisogna sempre lasciare un paio di centimetri liberi sotto la chiusura per permettere la formazione del vuoto sotto il tappo. I coperchi, i tappi a corona per bottiglie o le guarnizioni in gomma devono sempre essere nuove. Se il prodotto da conservare può rilasciare acqua procedete ugualmente alla sterilizzazione anche se il liquido di governo è l'aceto o l'olio (es. peperoni cotti al forno o scottati in acqua ed aceto e poi messi sott'olio). Per procedere alla sterilizzazione sistemate sul fondo della pentola ed intorno ai vasi degli stracci o della carta resistente in modo che questi non risultino a diretto contatto con la fiamma e non si tocchino durante la cottura. L'acqua del bagnomaria deve superare di alcuni centimetri il tappo. Se durante la cottura l'acqua consumasse, aggiungetene altra in ebollizione, mai fredda. Se i vasi sono leggeri ponete sopra una griglia con un piccolo peso per evitare inclinazioni o galleggiamenti. Il tempo di sterilizzazione si calcola da quando l'acqua inizia a bollire e varia dai 15 minuti all'ora, secondo le dimensioni dei vasi e secondo il prodotto. Estraete i barattoli dal bagnomaria solo quando l'acqua risulta completamente fredda. Prima di riporli in dispensa verificate che la capsula si sia abbassata al centro o che, nel caso di vasi con chiusura a morsetto e guarnizione in gomma, sollevando il gancio, occorre verificare che il coperchio rimanga bloccato, segno che il sottovuoto si è formato. CONSIGLI PER LE MARMELLATE E LE CONFETTURE Innanzi tutto, va detto che nel gergo tecnico, si parla di marmellata se la frutta viene passata e di confettura se oltre alla purea di frutta sono presenti anche dei pezzi della medesima. Per la loro realizzazione è preferibile lasciare macerare la frutta per alcune ore con lo zucchero; in questo modo si scioglie meglio e attacca di meno durante la cottura. Se la marmellata deve essere passata al setaccio per eliminare eventuali semi o noccioli, potete unire lo zucchero successivamente, nella purea passata e fredda o tiepida poiché se si aggiunge lo zucchero quando essa bolle si possono formare dei cristalli. Se preparate una marmellata con un alto contenuto di zucchero (pari o superiore al 50%) e la fate consumare fino a quando provando a versarne un cucchiaio su un piatto inclinato scende lentamente e non lascia un bordo acquoso, non è necessario sterilizzarla; basta invasarla calda e lasciarla raffreddare tenendo i vasetti scoperchiati in modo che si formi una leggera pellicina. A questo punto mettete sopra la marmellata un dischetto di carta assorbente imbevuta di alcool a 95° o un cucchiaino di alcool o altro liquore ad alta gradazione alcolica. Coperchiate e ponete in dispensa. Un tempo, visto che non sempre i tappi erano ermetici, si utilizzava anche versare sulla superficie della marmellata un po' di cera d'api calda, un filo di olio o della paraffina per impedire il passaggio dell'aria. Se impiegate meno zucchero (20-30%) e gradite una marmellata meno densa, potete anche procedere ad una sterilizzazione veloce nel modo sottospecificato ma prestando la massima attenzione a tutte le operazioni onde evitare che il prodotto non si conservi bene: - mettete i vasetti ben lavati ed asciugati nel forno riscaldato a 80-100° in modo che risultino bollenti; - invasate la vostra marmellata tenendo il vasetto con un guanto da cucina e mantenendo la pentola su fiamma media; - man mano che riempite i barattoli avvitate subito il tappo e sistemateli in una bacinella sul cui fondo avrete posto una coperta; ad operazione ultimata coprite con gli angoli della coperta o altri stracci di lana; tenete i vasi nella bacinella finché risulteranno completamente freddi; -prima di riporli in dispensa verificate che si sia formato il sottovuoto. Se volete invece preparare una composta di frutta senza zucchero aggiunto e farla cuocere brevemente, procedete alla sua sterilizzazione. Comunque, anche se mettete più zucchero e fate una marmellata più densa, procedendo alla sterilizzazione avrete sicuramente maggiori garanzie di conservazione, anche per un paio di anni. “VIOLA” (Tricoloma violetto) sott’olio INGREDIENTI - 1 kg di “viola”; - 7,5 dl di aceto di vino rosso o bianco; - un pugno di sale grosso - alcuni grani di pepe - una bottiglia di olio d’oliva PREPARAZIONE 1) Pulite i funghi e lavateli sotto l’acqua corrente spazzolandoli eventualmente con uno spazzolino per eliminare i residui terrosi. 2) Portate ad ebollizione l’aceto con 2 litri di acqua ed il sale. Se volete potete anche unire una foglia di alloro. Aggiungete i funghi, fateli bollire una decina di minuti, scolateli, allargateli su di un canovaccio di tela bianca e fateli asciugare bene in un luogo fresco e ventilato. 3) Quando risulteranno ben asciutti (diverse ore), sistemateli in due vasetti mettendo man mano dell’olio in modo che questo li ricopra bene facendo attenzione che non vi siano dei punti in cui l’olio non è penetrato. Unite anche i grani di pepe, poi avvitate il tappo e ponete in dispensa verificando, nei primi giorni che l’olio ricopra bene i funghi. In caso contrario aggiungetene. Suggerimento: volendo conservarli oltre i sei mesi, conviene sterilizzarli per 15-20 minuti e per evitare che risultino troppo cotti va ridotto della metà il tempo di cottura in acqua ed aceto. Per i porcini si segue la stessa procedura. Aldo Blanc food 109 VIALATTEA ~ IL MAGAZINE pubblicità SESTRIERES SPA Piazza Agnelli 4 10058 Sestriere (TO) 117 Tel. 0122 799411 - fax 0122 799460 www.vialattea.it [email protected] VIALATTEA il MAGAZINE N° 5 / 2012-2013 - Anno VI° PERIODICO ANNUALE DI INFORMAZIONE TURISTICA, SPORTIVA, CULTURALE E DI ATTUALITÀ HANNO COLLABORATO Giovanni BRASSO, Alessandro PERRON CABUS, Ilaria PERRON CABUS, Gualtiero BRASSO, Ufficio Direzione Sportiva Sestrieres SpA, Ufficio Direzione Sestrieres SpA, Ufficio Stampa Sestrieres SpA, Paola VILLATA, Luigi RICOTTI, Ezio LABORIA, Marco VOTTERO, Alberto CASSE, Maurizio MATTIOLI, Amanda DE MAR, Elisa GENOVESE, Urbano CAIRO, Piero VENERA Ufficio Stampa Torino Calcio F.C., Maurizio DREOSTI, Silvano BENEDETTI, Mattia CASSE, Alessandro CASSE, Comune di CESANA TORINESE, Associazione Turistica e culturale CESANA IN GIOCO, Moreno MORETTI, Marco GIACHINO, Donatella BERTRAND, Circolo GOLF SESTRIERE, Giorgio APRÀ, Massimiliano LONGANIZZI, Daniela LAZZARO, Max GORLIER, Carla SCORZA, Enrico PEJROLO, Filippo ARMAND, Davide CIMENTI, Ufficio Stampa BRE BANCA LANUTTI CUNEO, Gianni MATTANA, Valter BRUNO, G.R. 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