Disfagia, quando deglutire è un problema
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Disfagia, quando deglutire è un problema
51 L’ECO DI BERGAMO DOMENICA 22 NOVEMBRE 2015 SALUTE Acufeni, la tecnologia offre innovative possibilità di cura Il convegno A Ponteranica sono state presentate le nuove terapie per cercare di arginare il fastidioso problema Nutrita partecipazione all’Auditorium di Ponteranica al 5° convegno sulla patologia degli acufeni organizzato dall’Associazione Bergamasca Acufeni, presieduta da Marcello Ferrua. Il convegno ha presentato in assoluta anteprima nazionale due innovative terapie contro l’acufene. La prima è costituita dal Neurofeedback di 2ª generazione, portato a Bergamo dal counselor Francesco Lanza e la WST (Windowed SoundTherapy),terapiabrevettata da Marco Lugli del dipartimentodiNeuroscienzedell’Università diParma.«IlNeurofeedbackèuna metodologianoninvasivachepermette di ricavare informazioni sull’attività cerebrale di un individuo - ha esordito Francesco Lanza – e consente al cervello di autoregolare la sua attività ottimizzandola, in modo da produrre cambiamenti e miglioramenti a livello neurocognitivo. Si avvale di un computer che utilizza un software molto potente, associato ad un media musicale. Il computer memorizza l’attività cerebrale della persona, visualizzata in tempo re- Un momento del convegno ale sullo schermo. Quando le onde cerebrali presentano uno squilibrio, il software genera un’interruzione istantanea della musica che la persona ascolta in cuffia. Questa interruzione di una frazione di secondo, incita l’attività neuronale alla riorganizzazione immediata, permettendo al cervello di autoregolarsi naturalmente. Col progredire delle sedute, il cervello memorizza le correzioni traendone un benessere mentale e fisico, osservabile oggettivamente. Il software prodotto e sviluppato da Zengar negli Stati Uniti e’ senza ombra di dubbio quello piu’ scientificamente avanzato, tanto da analizzare il cervello 256 volte Prevenzione Si vuole calcolare il rischio di perdita di autonomia in base agli stili di vita seguiti Neurologia. Diagnosticare subito la malattia è importante per evitare complicanze spesso assai pericolose Semplificando, possiamo suddividere la deglutizione in sei fasi, dalla “preparazione orale”, ovvero quando si introduce il cibo nella bocca, fino al passaggio in esofago e stomaco. Il passaggi più critico avviene a livello faringeo dove confluiscono la via respiratoria (laringe, trachea) e quella alimentare (esofago, stomaco). Può capitare occasionalmente, anche nelle persone sane, che parte del cibo deglutito, solido o liquidi che sia, Dottor Taiocchi, cos’è la disfagia? vada “di traverso”, ovvero che im«Con il termine disfagia si intende bocchi la via respiratoria invece di la difficoltà o impossibilità a de- passareinesofago.Quandoquesto glutire ed attuare correttamente accade, l’organismo normale riun’alimentazione ausponde prontamente tonoma per via orale. con la tosse che funSi tratta di un sintozionadameccanismo mo, non di una patodi difesa, fino alla rilogia. È un segno climozione del bolo dalnico che si inserisce la trachea. La tosse all’interno di un quagioca un ruolo fondadro patologico commentale poiché perplessoechecoinvolge mette di espellere il la funzione della decibo dalla via respiraglutizione alterata da toria (laringe, bronun problema di coor- Habilita Zingonia chi) e di riportarlo dodinazione orofarinve può essere nuovagea. Questo rende difficile il tran- mente deglutito (faringe, bocca). sito totale o parziale di cibo, be- In condizioni patologiche, quanvande, saliva e farmaci che vengo- do cioè il meccanismo della degluno ingoiati con fatica. Tale distur- tizione è alterato o in presenza di bopuòrappresentareunacompli- inefficace riflesso protettivo della canza di numerose patologie neu- tosse, il bolo alimentare può imrodegenerative così come conse- boccare la via respiratoria con guenza di interventi chirurgici/ maggior frequenza oppure in moradioterapici sul sistema nervoso do silente». centrale oppure sulle strutture coinvolte nella deglutizione (lab- Quindi è pericolosa? bra, lingua, mandibola, denti, fa- «Sì, certamente. Innanzitutto ringe, laringe, esofago)». poiché l’aspirazione tracheobronchiale, cioè il passaggio di ciE come funzione la deglutizione? bo nelle vie respiratorie, può por«L’atto di deglutire richiede una tare alla polmonite cosiddetta “ab complessa coordinazione fra le ingestis”, che è una grave complistrutture coinvolte nel passaggio canza della disfagia. Ma le persone del cibo dalla bocca allo stomaco. che ne soffrono possono andare S 6NflmtzYpgzJltwXSi8tQoj6fyp8KYs1UV/MIZod0fo= una clinica di Parma della WST , la «TRT fenestrata» che prevede la stimolazione acustica con rumore bianco, privato delle frequenze corrispondenti alla regione dell’acufene e destinata a «scalzare» la tradizionale TRT ideata da Jastreboff nel 1990. «Con la TRT fenestrata si ottiene un triplice effetto – ha concluso Lugli -, si distrae il paziente dal rumore percepito, si mette a riposo acustico la regione dell’acufene attraverso la creazione di una finestra silente e infine, si stimolano i neuroni circostanti. Abbiamo così ottenuto una riduzione dell’acufene nella misura del 40%». Informazioni: MarcelloFerruaal347/094.88.36. Medicina predittiva L’Asl di Bergamo fa scuola in Italia Disfagia, quando deglutire è un problema i stima che ogni anno sono da 300 a 600 mila i nuovi casi di disfagia, ovvero la difficoltà a deglutire, che insorge a seguito di malattie neurologiche. Per curare al meglio il disturbo della deglutizione, il paziente stesso e i suoi familiari diventano alleati preziosi. Approfondiamo l’argomento con il dr. Nicola Taiocchi, medico fisiatra di Habilita Zingonia. al secondo e si adatta permanentemente ai cambiamenti che vi intervengono. I progressi fatti al termine delle sedute sono irreversibili. A seguire dell’esaustiva esposizione di Francesco Lanza è intervenuto Graziano, socio dell’Associazione Bergamasca Acufeni, che ha illustrato i risultati ottenuti dopo 16 sedute di Neurofeedback, ovvero la remissione dell’acufene, che lascia ben sperare per gli altri sperimentatori. È stata poi la volta dell’esposizione di Marco Lugli, biologo dell’Università di Parma che, insieme al tecnico del suono Romani, ha annunciato l’imminente avvio in Ogni anno i nuovi casi di disfagia variano tra i 300 e i 600 mila Per saperne di più Il 5 dicembre un convegno in città Nell’ottica dell’approccio multidisciplinare al servizio per la diagnosi e il trattamento della disfagia neurologica, presso Habilita San Marco Bergamo è attivo l’ambulatorio di Otorinolaringoiatria, grazie alla presenza del dr. Diego Barbieri, medico specialista presso l’Ircss San Raffaele di Milano, per l’esecuzione di visite, audiometrie e fibroscopie. Per prenotazioni ed informazioni telefonare al numero 035.4815515. È previsto altresì un evento formativo dal titolo «La riabilitazione della disfagia orofaringea», congresso organizzato da Habilita e da Ferb – S. Isidoro di Trescore Balneario sotto l’egida del Dipartimento provinciale Funzionale della Provincia di Bergamo L’evento, gratuito ed accreditato Ecm per medici specialisti, medici di assistenza primaria, fisioterapisti, logopedisti e infermieri, si svolgerà il 5 dicembre (ore 9) al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo ed ha ottenuto il patrocinio dell’Asl e della Sirn. Per info: [email protected] incontro anche a problemi di malnutrizione e disidratazione, soprattutto in soggetti anziani. Inoltre si può verificare un abbassamento della qualità della vita e dell’autostima, poiché i pazienti non possono più nutrirsi e partecipare a momenti di socialità legati al cibo, con secondaria insorgenza di depressione». Porre il sospetto precocemente è importante per evitare complicanze. Se il paziente deglutisce male, anche bevendo poca acqua, se ha frequenti colpi di tosse o se il cibo va spesso di traverso, se dopo aver deglutito si raschia la gola e presenta voce flebile e tremula, allora è probabile che stia sviluppando disfagia. Una diagnosi corretta è fondamentale e può essere fatta dal medico specialista con il coinvolgimento della figura del logopedista che, insieme, valutano l’entità del disturbo mediante prove dirette della deglutizione ed indagini specifiche che consentono di studiare l’intero atto deglutitorio e valutare le strutture coinvolte. In Habilita Zingonia è attivo da qualche mese il servizio di Diagnosi e trattamento della disfagia neurologica, in grado di assicurare un’analisi complessiva delle condizioni dei pazienti, comprendendo dunque anche una valutazione logopedica e uno studio endoscopico dinamico della deglutizione. Oltre trecento persone giovedì 12 novembre hanno risposto all’invito di Asl Bergamo e hanno festosamente gremito la Sala Caravaggio dell’Ente Fiera della nostra città. L’evento, «La medicina predittiva nella valutazione del rischio di perdita di autonomia. Gli sviluppi futuri sulla base dei primi risultati», era il convegno a conclusione di un percorso sperimentale che la nostra Azienda Sanitaria Locale ha sviluppato grazie ad un finanziamento del Centro prevenzione e controllo delle Malattie del Ministero della Salute. Partner di Asl sono stati la Provincia autonoma di Trento, l’Università di Bergamo e il Centro Don Orione. Obiettivo del progetto: realizzare un intervento di prevenzione secondaria, personalizzato e su base volontaria, imperniato sui fattori di rischio di perdita di autonomia, di tipo clinico, prevalentemente orientati al rischio cerebro e cardiovascolare e alla riduzione della capacità di lavoro muscolare per invecchiamento, di tipo biologico, genetico e psicosociale. Per questo circa 500 concittadini «over 65» sono stati invitati a trascorrere una mattinata presso il centro Don Orione, vincitore del bando per la creazione del Servizio sperimentale di Medicina predittiva, e sono stati sottoposti ad accurati esami, colloqui, test fisici e psicologici. Si è realizzato di un vero e proprio screening, che ha considerato tutta una serie di parametri suscettibili di modifiche indotte dal miglioramento degli stili di vita. E nello stesso modo si è proceduto nella Provincia di Trento, consentendo di ottenere un campione significativo. «I dati di tutte le variabili considerate nella valutazione dei soggetti reclutati - evidenzia la dr.ssa Giuliana Mazzoleni, responsabile scientifico del progetto - sono stati inseriti dai clinici in una piattaforma informa- Folta partecipazione al convegno tica elaborata dall’Università di Bergamo e utilizzata dai Servizi di Medicina predittiva creati a Bergamo e a Trento. La rilevazione e l’elaborazione di tutte le variabili sono state considerate ed analizzate sia secondo un’ottica trasversale ai soggetti valutati sia in una prospettiva longitudinale rispetto alle singole situazioni, consentendo così di ottimizzare gli interventi successivi in proporzione al livello di rischio di perdita di autonomia, in maniera diversificata secondo le differenti esigenze». Sì, perché dagli esiti di questa ricerca si mira a creare una rete territoriale d’intervento attivo volta a favorire la riduzione del rischio di perdita di autonomia nella popolazione anziana. Questo potrebbe incidere, nel breve e medio periodo, sul miglioramento delle condizioni generali di salute e della qualità della vita dei singoli individui. Proprio per favorire la diffusione della cultura della prevenzione attiva Asl ha organizzato il convegno in cui sono stati divulgati i risultati del progetto ai cittadini, alle Istituzioni ed a tutte le altre professionalità mediche potenzialmente coinvolte. Si è potuto così sottolineare l’importanza di sviluppare anche professionalità non espressamente riabilitative da inserire in realtà residenziali e diurne per anziani presenti sul territorio, come pure si è ribadita la necessità di sostenere reti sociali a livello locale per tutelare la popolazione anziana, contando anche sul coinvolgimento delle famiglie.