Diocesi di Como
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DELLA C’È RIMASTA LA PRIMA COMUNIONE... L anno pastorale scivola verso la fine? La solennità del Corpus Domini si spalanca quest’anno sull’ultima settimana di scuola, e poi saranno Grest e campi estivi. Cambiano i fattori, ma il prodotto pastorale non cambia... In queste domeniche del mese di maggio, quasi tutte le parrocchie hanno celebrato la Messa di Prima Comunione. Credo di non sbagliare nel dire che si tratta di una delle feste più belle, ancora particolarmente sentita dalla comunità. Ma, soprattutto, è un’occasione unica per i fanciulli di otto o nove anni per fare esperienza di una realtà in via di estinzione nel nostro mondo: il Mistero. E di fare questo incontro in un’età che li vede ancora disponibili ad accettare che i contorni di questa esperienza siano sfumati. Non quelli di una favola, ma nemmeno quelli di un’equazione matematica. Bisogna provare ad averceli di fronte, quando stendono la mano o aprono la bocca per ricevere, la prima volta, la Comunione. In loro c’è il senso del Mistero, e sanno trasmetterlo anche a me, prete, che compio quel gesto con una buona dose di assuefazione. Il senso del Mistero - su cui, sia chiaro, il cristianesimo non ha affatto l’esclusiva - è oggi come narcotizzato da una società e da una cultura che pretendono di avere tutto sotto controllo. E anche i bambini respirano questo clima, incastonati come sono - spesso - nelle agende fitte dei genitori, che li avviano precocemente ad una mentalità imprenditoriale (avete mai visto quanti corsi, allenamenti, gare, lezioni fanno in una settimana, negli orari extrascolastici?). La Prima Comunione funziona come un antidoto contro la perdita del senso del Mistero. Per quanto ti ostini a spiegarla con linguaggio scientifico, l’Eucaristia sfugge agli schematismi razionali. Ti restano le domande acute dei bambini, i loro occhi che domandano sì una spiegazione, ma a cui piace continuare a navigare nel Mistero. Accompagnarli a quel primo incontro con Gesù nel pane e nel vino consacrati significa introdurli in una storia che attraversa ogni tempo ed ogni spazio, ma che resta fuori dal tempo dell’orologio e non identificata da alcun navigatore satellitare. È Gesù nel cuore quel pane che entra nello stomaco. È una voce chiara e distinta quella che si ode, ma non passa dalle orecchie. Si sentono ancora il profumo ed il gusto del vino, ma la sostanza è un’altra. C’è un corpo a corpo che si consuma sin dal primo incontro. Diceva una bimba, alla vigilia della sua... seconda comunione: «Sai, don, non mi sembra vero che domani posso venire ancora a fare la comunione!». Ecco il senso di un Mistero che diventa storia quotidiana. Gustiamolo anche noi. ’ don AGOSTINO CLERICI ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ANNO XXXV 5 GIUGNO 2010 E 1,20 22 DIOCESI DI COMO CONTIENE INSERTO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO Gaza: si doveva evitare! A PAGINA 4 Gaza, 1° giugno: bambini gettano in mare fiori in memoria dei morti dell’attacco alla nave turca “Mavi Marmara” (Foto AFP/SIR) PRIMO PIANO VERSO LE ORDINAZIONI A PAGINA 3 VISITA PASTORALE LA “RESTITUZIONE” DELLA VALLE INTELVI A PAGINA 8 COMO CENTRO DIURNO: INCONTRARSI PER RICOMINCIARE n prezioso punto d’approdo nel cuore cittadino per quanti, privi di un lavoro e di una casa, hanno perso contatto con la società. Un’occasione per fermarsi e ripartire... U A PAGINA 15 COMO PANE E PARADISO. MISSION IN PROGRESS A PAGINA 19 COMO BIBLIOTECA: IL PASSATO CHE DIVENTA FUTURO Una struttura che detiene oggi un patrimonio di grande valore: oltre 400 mila volumi, di cui 250 mila antichi e rari. A PAGINA 16 COMO «INTESE E SOBRIETÀ CONTRO LA CRISI» A PAGINA 17 COMO LA BOSNIA CHIAMA E COMO RISPONDE A PAGINA 20 COMO PASSIONE EDUCATIVA CANOSSIANA A PAGINA 22 ERBA NOI GENITORI: LA NUOVA SEDE A PAGINA 23 SONDRIO AUTISMO UNITI CONTRO IL SILENZIO L’Anffas aprirà un nuovo centro presso le ex scuole di Mossini. A PAGINA 28 SPORT COMO: UN NUOVO PRESIDENTE A PAGINA 33 VALLE INTELVI COM’ERA COM’È A PAGINA 26 SONDRIO RICONOSCIMENTO ALLA CASA DO SOL A PAGINA 30 SONDRIO MEDICINA E FEDE ALLE PAGINE 31 E 32 Festa dei popoli A PAGINA 13 P A G I N A 2 RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 LE GRANDI RELIGIONI E LE «SETTE» NOVITÀ IN LIBRERIA IL CORTILE DEI GENTILI I i libri di Massimo Introvigne si segnalano sempre per la competenza dell’autore e per la chiarezza di linguaggio. Dopo trent’anni di studi dedicati ai nuovi movimenti religiosi, alle «sette» e all’esoterismo, il direttore del Cesnur si ferma a riflettere sul significato delle sue ricerche per la società e per la Chiesa. Egli entra in prima persona nel suo “lavoro” di «cacciatore di sette» e ci spiega perché si è messo a studiare questo fenomeno così complesso e perché vale la pena occuparsene. Benedetto XVI ha rievocato nel 2009 il «cortile dei gentili» del Tempio di Gerusalemme da cui Gesù ha cacciato i mercanti e dove i pagani scontenti dei loro innumerevoli riti si riunivano alla ricerca di un Dio per loro ignoto. Oggi quel cortile e quei gentili ci sono ancora: la pluralità di religioni e miti è aumentata e i mercanti si sono fatti più scaltri e aggressivi. Non si tratta solo di movimenti organizzati, ma di credenze – come quella nella reincarnazione, diffusa anche tra i cattolici – e di influenze che derivano da romanzi come Il Codice Da Vinci e da film come Avatar. Questi nuovi discorsi, le suggestioni, i percorsi cambiano il panorama religioso ma anche il modo di credere di tanti fra gli PER I BAMBINI E I RAGAZZI Topazio è un topo molto simpatico: e adesso che le sue avventure sono in formato piccolo e cartonato… sono proprio a portata di mani piccine. Due le novità in libreria: una storia per accompagnare il gioco, l’altra da leggere prima della nanna. Buon divertimento. ALBERTO BENEVELLI – LORETTA SEROFILLI, Topazio e la giostra e Topazio e la buonanotte, San Paolo, pagine 16, euro 5,00 cadauno. stessi cattolici. Che fare, allora? Con il rigore del sociologo e la passione del fedele, alla sequela del Magistero di Papa Benedetto XVI e dei vescovi – di cui sono pubblicati in appendice alcuni testi essenziali – Introvigne invita a diffidare delle soluzioni facili e immediate e ad apprendere la difficile arte del discernimento. MASSIMO INTROVIGNE, Il cortile dei gentili, San Paolo, pagine 162, euro 12,00. Lo stile di Lila Prap è inconfondibile: autrice dei disegni e dei testi, i suoi libri per bambini sono un mix di colore e originalità. Questo è sui sogni dei bambini: “dove vanno quando mi sveglio e mi preparo a un nuovo giorno?”. Comincia così un viaggio immaginario, fin negli abissi dell’oceano, anche nello spazio, e nel mondo delle fiabe … ma i sogni sono davvero molto, molto vicini a te! Tre gli altri titoli in catalogo di Lila Prap: Perchè?, Il mio papà, 1001 storie, tutti molto accattivanti. LILA PRAP, Dove vanno i sogni?, San Paolo, pagine 32, euro 12,50. PER APPROFONDIRE... Due volumi editi da Paoline e contenenti diversi contributi possono essere utili per approfondire la sfida del pluralismo religioso. Il primo volume è curato da Andrea Pacini: Le religioni e la sfida del pluralismo. Alla ricerca di orizzonti comuni, pagine 284, euro 16,00. I saggi in esso pubblicati presentano le posizioni delle tre religioni considerate (cattolicesimo, islamismo, induismo) attorno a tre aree tematiche: pluralismo religioso e teologia; pluralismo religioso e società; pluralismo religioso e Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Il secondo volume è curato da Stefano Piano Le grandi religioni dell’Asia. Orizzonti per il dialogo, pagine 400, euro 20,00 - e intende essere uno strumento redatto in modo semplice e comprensibile, ma su basi rigorosamente scientifiche, per far meglio conoscere le grandi religioni non cristiane dell’Asia meridionale e orientale: induismo, sikhismo, buddhismo, confucianesimo, taoismo, shintoismo. Che cosa è quel filo che collega tra loro tutte le cose? Da questa domanda importante parte questo libro per bambini molto particolare, delicato nelle immagini e profondo nelle parole. E’ un bimbo a porsi il quesito; è lui ad esplorare – aiutato dagli adulti e non solo - la sua prima idea di amore, intelligenza, verità, di Dio, in una emozionante ricerca di senso che accomuna grandi e piccoli. MANUELA MONARI – illustrazioni di BRUNELLA BALDI, C’è un filo… , San Paolo, pagine 32, euro 12,50. PRIMA DELLA GRANDE «SUMMA THEOLOGIAE» “Se ti prendi cura di qualcuno poi ti rimane attaccato addosso, nel cuore intendo”. E’ quel che accade a Roberto, 14 anni, mamma prof con cui vive al Sud, padre inviato speciale nei luoghi di guerra con base a Milano: in treno, capolinea il capoluogo lombardo per trascorrere il Natale con il padre, incontra Lilia - bionda, occhi azzurri, accento dell’Est -, gli pare un angelo, e infatti scompare, lasciandogli un libro con un biglietto della lotteria e l’impressione di aver lanciato una richiesta d’aiuto. A Milano Roberto inizia ad indagare, e scopre che ci sono ragazze sperdute prigioniere di lupi che le insidiano. Il romanzo racconta questa realtà di squallore e violenza, la tratta delle minorenni per la prostituzione, e parallelamente l’approfondirsi del legame tra padre e figlio. Una storia attuale, descritta con delicatezza dall’autrice, che è giornalista e narratrice, ed è al suo primo romanzo per giovani adulti. Pagine che insegnano a non girarsi dall’altra parte di fronte al male e a coltivare la speranza. FULVIA DEGL’INNOCENTI, La ragazza dell’est,San Paolo, pagine 126, euro 14,00. LA TRINITÀ E SAN TOMMASO È da poco passata la solennità della Santissima Trinità, e sull’argomento i teologi da sempre si sono confrontati, soprattutto nelle scuole medievali. Emerge su tutti san Tommaso d’Aquino, filosofo e teologo che ha avuto il merito di sistematizzare la sacra dottrina, succhiando il nettare della patristica e utilizzando i nuovi guadagni della ragione. Per un lungo tempo negli studi della Summa Theologica era prevalsa la netta distinzione dei due trattati De Deo uno e De Deo Trino. Una linea interpretativa, questa, ormai superata a favore di una interpretazione che privi- a cura di ELENA CLERICI legia l’unità del trattato tomasiano su Dio come opera interamente teologica. Su questa scia Riccardo Ferri - che ha conseguito sia la laurea il filosofia che il dottorato in teologia - rilegge la produzione di Tommaso d’Aquino precedente la Summa Theologica per individuare, negli scritti (dal Commento alle Sentenze al Compendio di teologia) in cui se ne tratta, quale fosse la struttura del Trattato su Dio nell’intenzione dell’Autore. RICCARDO FERRI, Il Dio Unitrino nel pensiero di Tommaso d’Aquino, Città Nuova, pagine 201, euro 18,00. SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO - ANNO C Parola FRA noi GN 14,18-20 SAL 109 1COR 11,23-26 LC 9,11-17 Pur “velato” nei segni, quel pane apre alla nostalgia di Dio di ANGELO SCEPPACERCA SECONDA SETTIMANA del Salterio EUCARISTIA, CUORE DI TUTTO IL MONDO A lla fine non c’è nessuno che, venuto al banchetto del Messia, sia costretto a tornarsene digiuno. Il particolare sul “molto” avanzato sembra dire che anche quelli che non hanno fatto in tempo a partecipare e a sedersi con Gesù, comunque hanno ancora una possibilità per saziarsi. È avanzato molto pane, riservato a chi è rimasto fuori dalla mensa. A noi che oggi siamo a messa, vengono in mente coloro che non sono seduti con noi e che non possono partecipare al banchetto. Sono molti. Sono, anche oggi, i fratelli cristiani perseguitati in varie zone del mondo che non possono celebrare l’Eucaristia perché è loro proibito. Sono i fratelli e le sorelle che non sono riusciti a mantenere integro il vincolo del matrimonio e non possono nutrirsi del pane eucaristico. Sono le comunità, in terra di missione, che non hanno un sacerdote e non possono celebrare ogni domenica l’Eucaristia della resurrezione. Sono, ancora di più, coloro che non conoscono la bellezza e il senso dell’Eucaristia, oppure si sono allontanati dalla Chiesa, forse anche a causa del nostro comportamento. Sono, infine, tutti quelli che non hanno mai incontrato il messaggio buono di Gesù e perciò non conoscono nemmeno la gioia del suo banchetto. Ovunque arriva lo sguardo, l’Eucaristia resta il cuore di tutto il mondo, anche al di là della Chiesa visibile. Le dodici ceste avanzate sono colme della speranza che attorno al tavolo di Gesù c’è posto per tutti, c’è pane per ognuno. Resta la domanda se il segno dell’Ostia consacrata, quel piccolo pane bianco, sia abbastanza eloquente, comunicativo. Si è sempre lodato e adorato Gesù “nascosto nei suoi veli” che coprono la divinità e nascondono anche l’umanità. Una cosa è certa. Quel pane provoca la nostalgia di Dio. Pur “velato” nei segni, quel pane inerme e offerto alla fame di ognuno, apre uno squarcio nell’anima alla nostalgia di Dio. Annalena Tonelli, originaria di Forlì, medico, laica, missionaria. È morta a Boroma, in Somaliland, uccisa a colpi d’arma da fuoco, il 5 ottobre 2003. Non poteva vivere senza il corpo del Signore. Fin dal 1971 aveva auto il permesso di conservare l’Eucaristia presso di sé. Ricorda il vescovo Bertin: “L’ultima Messa che celebrai con lei fu nell’agosto 2003. Cambiai l’Ostia consacrata e le lasciai una parte dell’Ostia grande della Messa. È questa Ostia che, dopo l’uccisione di Annalena, il mio vicario ritrovò dentro un armadio, in un sac- chetto di pelle morbida, insieme a una croce francescana, dentro un purificatoio”. E queste le parole di Annalena, nel suo diario: “Ora la casa ha il suo Padrone. La sicurezza e la pace, che dà la sua presenza, stanno diventando la forza e l’equilibrio della mia vita. Lui mi dice: vieni a stare con me. Io soltanto posso tutto. Ora conosco la sua voce meglio della mia, meglio dei miei pensieri”. La processione del Corpus Domini varca le porte delle chiese. L’Eucaristia non può esaurirsi entro le mura del tempio ma tende necessariamente a varcarle per diventare impegno di testimonianza e servizio di carità. Ognuno che ha compreso il senso di ciò cui ha partecipato, si sente debitore verso ogni fratello di ciò che ha ricevuto. Va a cercare quelli che non c’erano. P A G I N A 3 CHIESA PRIMOPIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 ECCO COME LE PARROCCHIE SI PREPARANO AD ACCOGLIERE I NUOVI SACERDOTI LE COMUNITA’ DEI PRETI NOVELLI IN CAMMINO VERSO LE ORDINAZIONI SACERDOTALI DON LORENZO MOTTOLA Sagnino Sabato 12 giugno, alle ore 10, in cattedrale a Como, mons. Diego Coletti ordinerà cinque nuovi sacerdoti: don Samuele Bongiolatti, don Francesco Franzini, don Lorenzo Mottola, don Nicholas Negrini e don Fabio Rossi. Ecco come le loro comunità si stanno preparando DON FRANCESCO FRANZINI Teglio La preparazione per l’ordinazione presbiterale di don Francesco è iniziata durante tutto il mese di maggio con il rosario meditato, ogni domenica sera, nella chiesetta di S. Martino, dove è venerata e pregata la Madonna della Fonte di Caravaggio. Di seguito il programma degli appuntamenti della prossima settimana. Sono stati diversi gli appuntamenti in vista dell’ordinazione. Ad iniziare dai Pellegrinaggi come quello di sabato 15 maggio alla Madonna del Soccorso. Seguiranno: Venerdì 4 giugno Madonna del Bosco, Alzate Brianza, nel pomeriggio. Venerdì 11 giugno Madonna del Soccorso, Ossuccio, alla sera. Catechesi: nel mese di maggio incontri con don Marco Cairoli, docente di Sacra Scrittura in seminario, e don Ivan Salvadori docente di teologia e assistente diocesano AC. La preparazione continuerà nei prossimi giorni con il triduo di preghiera in località Quarcino: GIORNATE EUCARISTICHE Martedì 8 giugno Ore 20.00 S. Rosario Ore 20.30 S. Messa Mercoledì 9 giugno Ore 20.00 S. Rosario Ore 20.30 S. Messa Giovedì 10 giugno Ore 20.00 S. Rosario Ore 20.30 S. Messa 10 giugno: ore 20.30, Messameditazione-confessioni 11 giugno: ore 20.30, Messameditazione-confessioni 3 giugno: ore 16.00, adorazione e confessioni 4 giugno: ore 20.30, Messa e adorazione (fino alle 24.00) 5 giugno: ore 16.00, adorazione e confessioni GIORNATE SACERDOTALI I diaconi che riceveranno l’ordinazione insieme al vescovo: (da sinistra) don Samuele Bongiolatti, don Francesco Franzini, don Lorenzo Mottola, don Nicholas Negrini e don Fabio Rossi In occasione dell’Ordinazione Presbiterale di don Fabio DON FABIO ROSSI Rossi, la Comunità Pastorale di Lomazzo ha organizzato una serie di eventi per poter riflettere sulla figura del sacerdote e pregare per le vocazioni. Da Mercoledì 9 Giugno a Venerdì 11, alle 16.45, ci sarà un breve momento di preghiera per i bambini e i ragazzi nella chiesa di San Vito mentre alle 20.30, nella stessa chiesa, verrà celebrata la S. Messa con riflessione di don Ivan Salvadori sulla figura del sacerdote. Sabato 12 Giugno, alle 10, tutta la comunità è invitata a partecipare all’Ordinazione Presbiterale in Duomo a Como. Alle 20.30 don Fabio verrà accolto all’oratorio di san Siro e accompagnato alla chiesa di san Vito dove ci sarà un momento di preghiera seguito da uno spettacolo di intrattenimento al teatro Ronchetta. Domenica 13 Giugno alle 10 don Fabio verrà accolto dalle autorità e dalle associazioni in piazza della Stazione e verrà accompagnato nella chiesa di san Vito dove celebrerà la Prima S. Messa. A seguire ci sarà il pranzo comunitario all’area feste. Alle 20.30 ci si troverà nella chiesa di san Siro per i Vespri Solenni che precederanno la Processione Eucaristica per le vie della città. Alla fine della processione, in Brolo san Vito, verrà impartita la benedizione. Lunedì 14 Giugno alle 20.30 don Fabio celebrerà una S. Messa di suffragio al cimitero locale. Lomazzo ACCOGLIENZA DON LORENZO Martedì 12 giugno Ore 20.30 accoglienza del novello a Quarcino, preghiera di benedizione del calice e della patena e Vespri. Domenica 13 giugno, Ore 11.00 Prima Messa, concelebrazione presieduta da don Lorenzo. A seguire alle ore 13.00 pranzo in oratorio e alle ore 21.00 recital dei giovani “Il sogno di Giuseppe”. DON SAMUELE BONGIOLATTI Berbenno Accompagnare il cammino di una vocazione sacerdotale è una grazia che la comunità di Berbenno ha già ricevuto negli anni passati; gli ultimi don Lorenzo Salinetti e don Giorgio Barbetta, sono stati ordinati nel 1997 e nel 1998. Presi dalle nostre occupazioni quotidiane, forse, in tanti abbiamo dimenticato il percorso di fede fatto allora, ma ecco che il Signore ci ha fatto dono di scegliere un nuovo apostolo tra i nostri giovani: Samuele, che è entrato in seminario a Como dopo le scuole medie, nel 1999 e che ora riceverà il sacramento dell’ordine dalVescovo Diego. In questi anni lo abbiamo accompagnato verso il sacerdozio ricordandolo nelle messe e nella preghiera personale. Il primo giovedì di ogni mese è stato organizzato un momento di preghiera per le vocazioni, in cui abbiamo ascoltato la testimonianza di diverse chiamate vocazionali come quella dei nostri seminaristi che ci hanno aiutato a sentirci ancora più vicini a Samuele. Ci siamo resi conto che la voce di Dio chiama anche oggi, in mezzo al frastuono e a tante proposte allettanti; chiama giovani che non hanno idee o desideri particolarmente diversi da quelli dei loro coetanei, ma che semplicemente decidono di lasciare alla Parola di Dio la possibilità di prendere dimora stabile. Adesso che all’ordinazione manca poco, in parrocchia aumenta il fermento anche per i segni visibili che vestono tutto il paese a festa; giustamente però i nostri sacerdoti sottolineano ancora la necessità di una preparazione che veda nella preghiera il punto centrale. Per far questo, utilizzando come “slogan” la frase del Santo Curato d’Ars, “il sacerdote può donare Dio agli uomini e gli uomini a Dio”, hanno organizzato altri tre incontri di spiritualità: il primo con don Carlo Seno, che ha coniugato la riflessione sulla vocazione sacerdotale col linguaggio della musica; il secondo con don Alessandro Alberti su “Il prete e i giovani”, e il terzo l’adorazione eucaristica guidata dal responsabile diocesano delle vocazioni, don Roberto Bartesaghi. Infine per coinvolgere i più piccoli sono state proposte, negli incontri di catechismo, speciali intenzioni di preghiera da riportare anche in famiglia. Dobbiamo purtroppo dire che i momenti di preghiera finora non hanno avuto l’affluenza che ci si auspicava, e questo deve far riflettere su quanto spazio, “presi” da mille incombenze, riusciamo a riservare al Signore; vogliamo però credere che lungo questo percorso qualcosa sia germinato in noi e che vedere Samuele donare la sua vita per portare Dio agli uomini e gli uomini a Dio dia una scossa alle nostre coscienze. Ecco il programma dell’accoglienza: Sabato 12 giugno don Samuele verrà accolto in paese alle 20.45, seguirà la celebrazione dei Vespri e la benedizione. Domenica 13 giugno: alle ore 10.30 Prima Messa a Berbenno; alle 12.30 Pranzo Comunitario; ore 21.00 recital “Sotto lo stesso Cielo” alla sala 4 Torri. ACCOGLIENZA DON FRANCESCO 12 giugno, sabato: ore 20.00: accoglienza del novello alla chiesa di S. Pietro, corteo verso la chiesa parrocchiale di S. Eufemia, liturgia della Parola e benedizione del calice e della patena. 13 giugno, domenica: ore 10.30: S. Messa presieduta da don Francesco. ore 13.00: Pranzo comunitario ore 20.30: Vespri e Processione del Corpus Domini e a seguire festa al “Pra de Resa”. DON NICHOLAS NEGRINI Caspoggio La preparazione all’ordinazione di don Nicholas è una novità solo per i giovanissimi, perché si è da poco spenta la gioia per l’ordinazione dei due fratelli Negrini, Padre Davide e Padre Fausto, sacerdoti Camilliani; ma per tutti i caspoggini, è un entusiasmo che si riaccende. La preparazione è già iniziata lo scorso anno in vista del Diaconato. L’anno sacerdotale, che si avvia alla conclusione, è stato un’occasione preziosa per accompagnare la Comunità all’approfondimento dei temi legati alla vocazione e al Sacerdozio. Da Pasqua poi, la preparazione ha assunto colorazioni diverse: da una parte l’aspetto spirituale, dall’altra i festeggiamenti. L’entusiasmo è palpabile e si respira una frenesia gioiosa per preparare il paese. La cantoria, diretta dal maestro Silvino e accompagnata all’organo dal maestro Carlo, ha già pronte le melodie solenni anche per Como. Un gruppo di giovani si è assunto l’impegno di preparare, sulla piazza della chiesa, l’accoglienza a don Nicholas fresco di ordinazione, e di coinvolgere, il giorno dopo, tutta la comunità in un augurio caloroso. Il gruppo di coetanei sarà presente con una sorpresa. Le donne, a gruppetti, stanno lavorando per dare al paese, un festoso susseguirsi di colori e di richiami ornamentali. E poi, chissà che novità hanno in serbo gli amici. C’è in programma anche un musical: “la matita di Dio”. E’ da un anno che la compagnia teatrale della Parrocchia “I RICReATTORI” lo sta preparando. Dal punto di vista spirituale il mese di maggio è stato ricco di appuntamenti. Il richiamo continuo al prete ha permesso di coinvolgere adulti e ragazzi nell’approfondimento del significato dell’Ordinazione. I ragazzi del catechismo, durante tutto l’anno, si sono impegnati ad allestire una mostra catechistica, con riferimenti a don Nicholas. Anche quest’anno abbiamo celebrato “la festa della Iniziazione cristiana”. Erano presenti tutti i neo cresimati, i neocomunicati e i bambini della 1° confessione con i rispettivi genitori. Agli adulti sono state proposte delle riflessioni catechistiche oltre che le domeniche, anche in un giorno o una sera durante la settimana, con una frequenza notevole e assidua. E la presenza in parrocchia, in questi ultimi giorni, di quattro missionari appena tornati dall’Africa e dall’America Latina, è un’opportunità insperata.La partecipazione a Como all’ordinazione di don Nicholas sarà buona, ma la presenza sabato all’accoglienza con i vespri solenni e domenica 13 giugno alla sua Prima Messa, sarà totale. Il pomeriggio è prevista la Processione Eucaristica, per dare alla giornata già festosa, una solennità indimenticabile. Lunedì, nella tarda mattinata, don Nicholas chiuderà le celebrazioni con una S. Messa per ricordare i Sacerdoti defunti, i suoi parenti e i parrocchiani, pure defunti, che l’hanno atteso ma non l’hanno potuto vedere. PASQUALE NEGRIRTI SOCIETÀ P A G I N A 4 INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 COLPO D’OCCHIO TUTTI... NERI! O bama sempre più nero. Perdonate la battuta e per comprenderne il reale significato associatela a un’impietosa vignetta irlandese che ritraeva il presidente americano immerso fino al collo nel petrolio. Era stato fin troppo facile prevedere che la marea nera arrivasse anche alla Casa Bianca. Obama non solo si trova con il petrolio alla gola ma cosa più grave, soprattutto agli occhi dell’opinione pubblica americana, non sa più che pesci pigliare, se non promettere “Popolo della Louisiana non ti abbandoneremo” e farsi finalmente la ragione, in ciò imitato dai vertici della Bp, che la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico è “il peggior disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti”. Bella scoperta. Se ne accorgono adesso, dopo 40 giorni che il pozzo vomita petrolio? Siamo alla farsa, dopo la tragedia degli undici morti nell’esplosione della piattaforma, per una vicenda che sta mettendo ancora una volta in luce i limiti e le contraddizioni di una potenza, come gli Stati Uniti, al primo posto al mondo nelle tecnologie avanzate, costretta ad assistere impotente ai maldestri (a questo punto come non definirli tali?) e perfino patetici - con l’appello su Internet per cercare aiuto - tentativi della Bp di tappare la falla. È il secondo scacco per la potenza americana, di fronte ad eventi calamitosi, dopo quello di New Orleans collegato all’uragano Katrina. Se Obama ne esce nero, non certamente immacolati ne escono i responsabili della compagnia inglese. Come definirli? Maneggioni imprudenti? Avevano avuto sentore (e ricevuto avvertimenti) che qualcosa sulla piattaforma non funzionasse, eppure sono andati avanti. Faciloni? E qui, ahimè, l’accusa di faciloneria, altro che solo ai petrolieri!, dovrebbe essere rivolta a tutti noi, uomini e donne di questo mondo ipertecnologizzato dove il continuo progresso (?) ci illude che tutto sia possibile, realizzabile e facile. E difatti. È relativamente facile fare un buco a 1.600 metri di profondità per succhiarne petrolio. Il bello, per dire il difficile, viene quando si tratta, all’occorrenza, di tapparlo. Anni fa un uomo politico italiano (Fanfani ci sembra, o Andreotti?) disse “Chi l’ha fatta la copra” a proposito di un’operazione poco pulita effettuata dietro le quinte dagli esponenti di una corrente Dc ai danni del partito. La frase potrebbe adattarsi a pennello alla “malefatta” della Bp nel Golfo del Messico. “Chi l’ha fatta la copra”. Ma che vuoi coprire, quando, come questa volta, chi l’ha fatta l’ha fatta a 1.600 metri sotto il mare? PIERO ISOLA « U n fatto molto doloroso, in particolare per l’inutile perdita di vite umane”. È la reazione della Santa Sede all’assalto della marina israeliana, il 31 maggio, alla nave turca “Mavi Marmara”, che faceva parte della Freedom Flotilla, con a bordo volontari delle Ong di vari Paesi, diretta alla Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari. Nell’assalto, ma le cifre non sono confermate, si contano almeno 19 morti tra gli attivisti e numerosi feriti. Diverse le ricostruzioni dell’accaduto: i militari israeliani affermano che “dalla nave hanno sparato sui commando che stavano salendo a bordo”. Gli attivisti parlano di “attacco illegale in acque internazionali”. La Farnesina ha comunicato che non ci sarebbero vittime tra gli italiani, cinque, a bordo del convoglio navale. “Seguiamo la vicenda con attenzione e preoccupazione – ha affermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – la Santa Sede è sempre contraria all’impiego della violenza, da qualsiasi parte essa venga, perché rende più difficile la ricerca delle soluzioni pacifiche, che sono le sole lungimiranti. Benedetto XVI che si recherà fra pochi giorni a Cipro, proprio nell’area mediorientale, non mancherà di riproporre con costanza il messaggio di pace”. Violata legge internazionale. Numerose e tutte di condanna le reazioni e i commenti all’attacco che vengono da esponenti della Chiesa di Terra Santa e da Organizzazioni non governative impegnate nello scenario mediorientale. “Una tragedia inutile e che si poteva evitare” ha affermato padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, per il quale si è davanti ad “una tragedia che non aiuterà il cosiddetto processo di pace e che non contribuirà a creare quell’atmosfe- ISRAELE L’ASSALTO ALLA NAVE DEI VOLONTARI DELLE ONG Gaza: si doveva evitare! ra necessaria perché le prospettive di negoziato abbiano un minimo di fattibilità ciò che è accaduto è un evidente segno che nonostante proclami e annunci di trattative gli animi di ambo le parti sono avvitati su se stessi e con poche prospettive. La comunità internazionale sembrerebbe quasi rassegnata davanti a questa situazione, con poca volontà e desiderio di entrare in questo ginepraio dove ogni cosa, ogni parola, ogni gesto suscita reazioni come abbiamo visto anche oggi. È una situazione paralizzata”. A distanza di qualche ora dall’attacco i toni delle reazioni si sono fatti più aspri: da una parte il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha offerto tutto “il pieno sostegno” all’operato delle forze militari, dall’altra Onu, Usa e Unione europea hanno condannato l’atto chiedendo chiarezza e l’apertura di una inchiesta. Il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, ha parlato chiaramente di “chiara e inaccettabile violazione della legge internazionale, in particolare della quarta convenzione di Ginevra”. Piazze palestinesi in subbuglio. La notizia non ha mancato di mandare in subbuglio le piazze palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia, in particolare a Gaza city dove gli attivisti della Freedom Flotilla erano attesi. Una conferma in tal senso è arrivata dal parroco della Striscia, padre Jorge Hernandez, che al SIR ha detto che “è stato indetto un giorno di lutto” e che “sono in corso in diversi punti della città e della Striscia delle manifestazioni di protesta. Il clima che si respira è pesante e i rischi di escalation della violenza sono concreti e per questo si consiglia di avere molta attenzione e prudenza”. “Una tragedia – ha dichiarato – accaduta proprio nel pieno della ‘Settimana mondiale per la pace in Palestina e in Israele’ (29 maggio - 4 giugno ndr.), promossa su iniziativa del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc). Non so esprimere il nostro disagio davanti a un fatto del genere che doveva e poteva essere evitato. Israele aveva detto che avrebbe bloccato ogni tentativo di avvicinamento a Gaza. Israele ha i mez- zi per prevenire e controllare tali situazioni. Non era necessario arrivare ad uccidere ed ora il rischio è che violenza chiami altra violenza. C’è già chi parla di vendetta e di ritorsioni”. Una miscela che rischia di infiammare di nuovo la Striscia complice anche il blocco dei valichi ad opera di Israele. “Il blocco della Striscia, per quanto non completo – alcuni prodotti alimentari vengono fatti entrare da Israele – acuisce la difficoltà della popolazione sottoposta ad un peggioramento continuo della situazione socioeconomica. L’economia – ha spiegato il sacerdote – è instabile e i prodotti sono soggetti a continui sbalzi di prezzi. La gente è sempre più nervosa e incline a mostrare la propria rabbia. Fatti del genere come l’attacco di oggi rischiano di innescare una escalation di violenza che però deve essere evitata in ogni modo. Non è il momento di parlare di musulmani e cristiani, qui a Gaza siamo tutti palestinesi e nella stessa barca, ma non dobbiamo dimenticare che esiste un Dio al quale spetta giudicare ogni cosa. Adesso – conclude – è il tempo di pregare per la pace e perché non sia la violenza ad affermarsi, anche se siamo di fronte ad un’ingiustizia. È il tempo di ribadire ‘beati gli operatori di pace’”. Anche il Wcc ha fatto sentire la propria voce attraverso il suo segretario generale, Olav Fykse Tveit, che ha chiesto a “tutte le parti in causa di fermare la violenza. Questo conflitto ha provocato troppe sofferenze e troppe ingiustizie”. a cura di DANIELE ROCCHI NOTA ECONOMICA Federalismo fiscale e... disincanto A nche l’Italia possiede una riserva ampia di menzogne politiche, finanziarie, sociali, economiche e culturali. A detta riserva la classe dirigente fa ricorso per giustificare fallimenti, crisi, mancate riprese economiche, o per tenere a freno l’ira popolare, ottenere consenso elettorale, fare proselitismo. Per evitare i luoghi comuni, che dipingono i cittadini come soggetti sfruttati, tartassati, imbrogliati e vittime candide e innocenti, ricordo che la menzogna appartiene anche al popolo, nella veste di soggetto sociale e politico. Da circa cinquant’anni, viviamo influenzati da una cultura e da personaggi, il cui obiettivo è quello di corrompere i costumi, offuscare e confondere le intelligenze, azzerare le ricchezze materiali e culturali del Paese e abbattere le Istituzioni democratiche. Tento ora di spiegare quanto inteso dire riflettendo su avvenimenti e fatti di questi giorni. Il Ministro Tremonti dopo aver assicurato che non ci sarebbero più state manovre, si è posto al lavoro, unitamente ai suoi più stretti collaboratori, per riempire di contenuti una manovra correttiva di circa 24 miliardi, spalmati su due anni: 20112012. La promessa riforma fiscale si è persa negli ultimi nebbioni primaverili e solo un miracolo potrà salvare i contribuenti da nuove tasse e imposte. Nasce una domanda: la manovra finanziaria, tanto contestata e discussa, è sufficiente per sottrarre l’Italia dal mirino degli speculatori e per favorire la ripresa economica? Temo di no, perché non è strutturale ma tampone, ossia mirata al mero contenimento del debito pubblico, e non al futuro sviluppo del Paese. Altro fatto. La tanto osannata riforma Dini aveva previsto l’innalzamento dell’età richiesta per maturare la pensione di vecchiaia, ma tutti sanno che i lavoratori di svariate categorie vanno in pensione molto prima dei sessantanni. Recentemente 35 nuovi commessi sono stati assunti al Senato in sostituzione di colleghi andati in pensione poco più che cinquantenni. Altro caso, Pier Carmelo Russo, dirigente della Regione Sicilia, è andato in pensione a 47 anni. Percepirà una pensione pari a 6.462 euro netti al mese. Potrei continuare….. Confindustria, Centrosinistra e Centro- destra, sostengono che non è più rinviabile la riduzione dei costi della politica, ma ad esempio tutti evitano la responsabilità, diretta o indiretta, di far operare sforbiciate robuste al numero di Comuni, Provincie, Regioni, Enti inutili e via dicendo. Mi ero illuso che la crisi inducesse a ridisegnare l’ordinamento dello Stato, ovvero a ridefinire l’esercizio, le funzioni e l’area geografica di Regioni, Province e Comuni, la legge elettorale, le caratteristiche, la struttura e le funzioni del Parlamento e del Governo, i rapporti economici. Purtroppo, nulla di serio è stato fatto su questo fronte, come su quello delle riforme strutturali. L’opera di razionalizzazione della spesa pubblica, di modernizzazione, sburocratizzazione, snellimento ed efficientizzazione delle strutture del Paese è stata ancora una volta rinviata sine die, quindi, a parole, si afferma l’urgenza di ridurre i costi della politica, ma nei fatti si dimostra di non volerla attuare. Unico evento nuovo, presentato come la madre di tutte le riforme, è il federalismo fiscale. Temo, produrrà solo un aumento di costi, di centri di spe- sa, un appesantimento della burocrazia, un aumento di tasse e imposte, grazie all’autonomia impositiva degli Enti locali. Non credo che il federalismo fiscale porterà ad una riduzione delle tasse, ad una razionalizzazione della spesa pubblica, al miglioramento della qualità dei servizi sociali, al controllo della spesa e un contributo alla lotta all’evasione fiscale. Non vorrei fosse un ritorno al passato quando, ad esempio, la rete ferroviaria era spezzettata in tanti tronchi, in quanto ogni Stato e Staterello aveva realizzato la sua, con conseguenze ovvie: scartamenti diversi, tecniche e modalità costruttive differenti, orari di partenza e arrivo non coincidenti con quelli delle altre reti, trattamenti tariffari differenti e via dicendo. Questi miei dubbi non si riferiscono solo all’area meridionale del Paese, la quale presenta con frequenza abitudini consolidate, regole ataviche, malavita organizzata che possono portare ad operare al di fuori delle leggi dello Stato. Il disincanto mi porta a nutrire forti dubbi anche sull’operato delle ricche regioni del nord. GIANNI MUNARINI SOCIETÀ FATTIePROBLEMI P A G I N A 5 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 LA MORTE DI DON MARIO PICCHI Un’impronta indelebile È morto all’ospedale Fatebenefratelli di Roma nel pomeriggio di sabato 29 maggio don Mario Picchi, fondatore e presidente del Centro italiano di solidarietà (Ceis – www.ceis.it). Aveva 80 anni. I funerali saranno celebrati dal vicario del Papa per la diocesi di Roma, card. Agostino Vallini, martedì 1° giugno, alle 11.30, nella basilica di San Giovanni in Laterano. Nato a Pavia nel 1930, sacerdote dal 1957, dopo 10 anni in Piemonte, in particolare come viceparroco a Pontecurone, viene chiamato a Roma come cappellano del lavoro presso la Pontificia opera di assistenza. Nel 1968 comincia a riunire e ad animare i primi gruppi di volontariato, e da quelle iniziative prende corpo il Ceis. Negli anni Settanta la sua attenzione si dirige principalmente verso il problema della tossicodipendenza: a Roma e nei Comuni limitrofi attiva servizi e programmi educativoterapeutici per persone tossicodipendenti e per i loro familiari, ispirati a una precisa filosofia d’intervento, chiamata “Progetto Uomo”. L’esperienza e i sistemi formativi del Ceis promuovono, in molti Paesi, la nascita di decine di programmi e associazioni che si collegano al “Progetto Uomo”. In Italia la maggior parte di queste associazioni è riunita nella Federazione italiana delle comunità terapeutiche (Fict), di cui il sacerdote sarà presidente fino al 1994. Don Picchi viene chiamato a far parte di commissioni istituite dal Governo e da Enti locali, mentre in ambito inter- nazionale, nel 1985, il Ceis è riconosciuto come organizzazione non governativa dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. “La gratitudine della Chiesa di Roma per don Mario è grande per il bene che ha compiuto nella sua vita: ha vissuto spendendosi per gli altri, in modo speciale per i più poveri ed emarginati, in una carità operosa che ha posto al centro la persona umana nella sua integralità”. Così il Vicariato di Roma, in una nota, esprime “il cordoglio e il dolore della comunità diocesana” per la morte di don Picchi. “Al suo esempio, in un tempo di emergenza educativa e di diffuso disagio giovanile, siamo invitati a guardare – prosegue il Vicariato – per un nuovo slancio nell’impegno di educazione e di accompagnamento delle nuove generazioni”. “Cordoglio e fraterna comunione” giungono anche dall’Opera don Orione, che in un comunicato a firma del superiore generale, don Flavio Peloso, ricorda come don Picchi fosse “della diocesi di Tortona, come san Luigi Orione”, e “come lui visse la passione per il riscatto di chi è ferito e rifiutato”. “Don Mario Picchi – evidenzia don Peloso – è un altro bel frutto della Chiesa italiana che, attraverso molti dei suoi sacerdoti, sa entrare nella concretezza e talvolta anche negli abissi dell’uomo e della società”. Un ringraziamento al sacerdote che ha lasciato “un’impronta indelebile” viene dagli operatori, amici, famiglie e volontari del Ceis. “I nostri cuori, ora gonfi di dolore e di nostalgia, ti sono grati per quello che ci hai insegnato, per l’esempio che ci hai mostrato, per la voglia di vivere che hai saputo restituire a tanti di noi, per i semi del bene che hai fatto fruttificare in tutto il mondo”. Diceva don Picchi, pensando alla realtà da lui fondata: “Siamo un gruppo di poveri per le strade del mondo. E un giorno vedrò questo gruppo allontanarsi da me e proseguire il suo cammino. Vorrei che fosse sempre presente, in questo continuo andare, la fede nella capacità dell’uomo, di qualsiasi uomo; la speranza che ha origine dalla convinzione di poter fare bene se ci s’impegna davvero; la carità che nasce dall’amore per l’incontro e dall’attenzione per ogni sorriso e per ogni carezza che si può dare e ricevere arricchendo la vita di tutti noi”. “È questo ora – concludono quanti hanno lavorato con lui al Ceis – il nostro impegno nel tuo nome e nel segno del ‘Progetto Uomo’, con l’aiuto di Dio e di tutti gli uomini di buona volontà”. CORSIVO di AGOSTINO CLERICI LA MANOVRA TREMONTI E VESPASIANO Sembra che Tito Flavio Vespasiano ce l’abbia fatta ad evitare le forche caudine del ministro Tremonti. I rapporti tra i due, sia chiaro, sono inesistenti, dato che l’imperatore romano è morto la bellezza di 1931 anni fa! Eppure il bimillenario della sua nascita (9 - 2009) ha rischiato di incrociarsi con la manovra finanziaria da 24 miliardi di sesterzi... pardon, euro, che Tremonti sta faticosamente costruendo fra tagli annunciati e sospesi. Lui taglia con sforbiciate precise, gli altri ministri - in questo caso Bondi, per i beni culturali - provvedono poi a ripristinare, con quel “copia e incolla” che recupera il “taglia” di Tremonti... Ogni giorno sui quotidiani c’è un capitolo nuovo. Ma martedì, alla vigilia della festa della Repubblica, l’affare di Vespasiano sembrava risolto. Ed il presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni del bimillenario della nascita di Vespasiano, prof. Luigi Ca- pogrossi Colognesi, annunciava soddisfatto che «Vespasiano merita i fondi», ben 300 mila euro, per organizzare e pagare mostre in tutta la Sabina e finanziare il catalogo della «meravigliosa mostra allestita al Colosseo». Siamo proprio contenti anche noi, perché non sapevamo come fare, in questo momento difficile, senza festeggiare degnamente il bimillenario della nascita del caro Tito Flavio, che passa per essere stato l’inventore dei «vespasiani», i gabinetti pubblici. E non è vero... Quindi sono ben spesi 300 mila euro (e di sesterzi del primo secolo, corrispondenti a più di mezzo miliardo di lire di fine ventesimo secolo) per aiutare tutti gli italiani a conoscere un pezzetto di storia romana ed essere un po’ più poveri, ma un po’ meno ignoranti. Il nostro Vespasiano, infatti, non inventò affatto gli orinatoi pubblici, ma creò una nuova tassa, e non tanto sull’urina prodotta in quelli che da allora si sarebbero chiamati “vespasiani”, quanto sull’urina che i tintori utilizzavano per ricavare l’ammoniaca, preziosa per lavare i panni. Sarebbe stato giusto imporre anche a lui una tassa, duemila anni dopo, e costringerlo a pagarsi di tasca propria i festeggiamenti per il suo compleanno, dopo che aveva lucrato addirittura sull’urina dei poveri romani di prostata debole. Non è così. Finanzieremo noi, italiani di inizio ventunesimo secolo, un prestigioso congresso che si terrà a Roma a fine giugno e che avrà per tema: «L’Italia rurale nell’epoca tardo repubblicana e primo imperiale». Alla storia, forse, passerà il clamoroso tentativo del ministro Tremonti di privare un cotanto importante convegno del finanziamento dello Stato italiano alle prese con una grave crisi economica. Ma Tito Flavio Vespasiano dal luogo in cui ora si trova - e non sappiamo bene dove collocarlo... - se la ride ancora una volta e, annusando il prezioso danaro intascato per il suo bimillenario, ripete soddisfatto la fulminea battuta per cui è rimasto giustamente famoso: «Pecunia non olet!» (Il denaro non puzza, anche se proviene dalla tassa sull’urina). Ci scusi, Vespasiano, ma a noi un poco... puzza! Censura e autocensura « N on tutti i giornalisti italiani mentono. Ma una parte di noi, in epoche diverse, ha sempre mentito. Abbiamo mentito per conto del padrone del giornale, soprattutto quando l’interesse numero uno del padrone non era quello di vendere notizie. Abbiamo mentito per riguardo al potere politico dominante. Abbiamo mentito per favorire l’opposizione. Abbiamo mentito quando ce lo chiedeva un club così poco presentabile da essere segreto, come accadde con la Loggia P2. Abbiamo mentito per tornaconto personale. Abbiamo mentito anche per quelle che ci apparivano nobili ragioni, ragioni alte e forti, ossia per spinta ideologica. Per scelta di campo. E talvolta, onore al merito, abbiamo avuto il coraggio di testimoniare l’errore. Con un po’ di ritardo, ma, vivaddio! Con sincerità”. Così si esprimeva Giampaolo Pansa nel suo libro Carte false (Rizzoli, 1986). Mi sono ritornate alla mente queste severe parole in questi giorni nei quali il dibattito sulla limitazione della libertà di informazione si è fatto veramente acuto, esasperato e - non di rado unilaterale. Si vuole imbavagliare la stampa oppure la stampa stessa - nel contestare determinate proposte di legge - si è paradossalmente “imbavagliata”? Non si sa ora che cosa dirà esattamente la legge sulle intercettazioni. Che possa essere un vincolo troppo severo e - allo stesso tempo - inefficace, sembra essere accertato, salvo smentita. Ma il problema è più ampio. * * * E’ vero che l’articolo 21 della Costituzione tutela la libertà di stampa. Ma pochi giornali ci hanno detto che la Costituzione - articolo 15 - tutela allo stesso modo, con la stessa autorevolezza, il diritto alla riservatezza, alla difesa della vita privata al riparo delle intrusioni dello Stato, degli organismi repressivi, della pubblica opinione. L’articolo citato così recita: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”. Ancora: “La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge”. La limitazione di queste libertà è dunque una eccezione, non è né può essere la norma. E quando l’ “eccezione” si dà, essa deve essere giu- stificata da un “atto motivato”, al fine di impedire abusi o pratiche arbitrarie. In una precisa prospettiva: che non siano violate le “garanzie” che solo la legge può fissare e garantire. Dunque, l’informazione avrebbe dovuto dirci fino a stancarci - che ci troviamo in un momento storico e giuridico nel quale due fondamentali principi della Costituzione devono poter convivere in una eventuale legge: la libertà di informazione e la tutela del valore della “segretezza” della corrispondenza e della comunicazione tra cittadini. Con i mezzi tecnologici di oggi è possibile immagazzinare e sbobinare tonnellate di intercettazioni, anche - ovviamente quelle che vengono definite poi penalmente non rilevanti. E qui il primo interrogativo: dove sta la differenza di queste con quelle penalmente rilevanti se ambedue finiscono sui giornali? Il secondo: non dovrebbe essere (in teoria) il processo (non l’indagine preliminare) a stabilire la loro eventuale rilevanza quale prova di un reato commesso? Il terzo: come giudicare la pubblicazione di intercettazioni di terzi estranei ai reati? Chi risponderà del danno procurato? * * * Salvo qualche lodevole e rara eccezione, ha prevalso unilateralmente la denuncia del possibile bavaglio alla libertà di stampa. Eventualità possibile, certamente. Ma se non si ha la correttezza di presentare il problema nella sua complessità, la prima a finire in fuori gioco è proprio la stessa informazione. Da una parte, essa chiede di non essere privata della libertà; dall’altra, non presentando la complessità del problema, informa o deforma il problema stesso? Si intuisce la passionalità politica, la posta in gioco, i rischi di una legge restrittiva. Tutto questo e altro si può capire. Non si comprende però il fatto che l’informazione, mentre grida alla censura, si autocensuri su parte del problema all’origine della possibile censura. Perché? FUORI dal CORO ARCANGELO BAGNI ANNO EUROPEO CONTRO POVERTÀ: A NAPOLI, CONFERENZA NAZIONALE SULL’EDUCAZIONE PERMANENTE Nell’ambito delle attività nazionali collegate all’Anno europeo per lotta alla povertà e all’esclusione sociale, le agenzie Llp Isfol ed Ansas/Indire, in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali e con il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, organizzano l’8 giugno a Napoli la conferenza “Il Programma di apprendimento permanente: contributo dell’educazione e della formazione professionale all’inclusione sociale”. Scopo dell’iniziativa, spiegano, “evidenziare l’apporto del Programma Llp( Lifelong Learning Programme) alla promozione dell’inclusione sociale, che ha come diretta conseguenza la diminuzione del numero di soggetti in situazione di povertà”. Per l’occasione il contributo fornito dal Programma Llp verrà presentato attraverso alcuni specifici progetti approvati nei programmi settoriali Comenius, Erasmus, Grundtvig, Leonardo da Vinci ed anche in altri. Il programma della giornata prevede la partecipazione di rappresentanti della Commissione europea, dei ministeri coordinatori di Llp e di esperti. Nel pomeriggio diversi operatori sul campo presenteranno gli esiti di alcune esperienze di successo in materia di lotta contro l’esclusione: tra queste l’esperienza di inclusione socio-lavorativa di alcuni detenuti ed ex detenuti. P A G I N A 6 SOCIETÀ EUROP A EUROPA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 SENZA DI ESSE NON CI SARÀ RIPRESA ECONOMICA FAME DI CULTURA, ETICA E SPIRITUALITÀ L o scorso 9 maggio, i ministri delle Finanze dell’Unione Europea hanno adottato un meccanismo di salvataggio per i Paesi della zona euro che hanno maggiori difficoltà nella gestione dei propri conti pubblici, in primis la Grecia. Tuttavia, resta inteso che i nuovi meccanismi per la stabilizzazione finanziaria permettono al massimo di guadagnare qualche anno prima che la crisi del debito europeo scoppi nuovamente. Si parla di circa tre anni. Si aggiunge a tutto ciò la questione di una demografia in declino, la perdita della base industriale e del know-how europeo. Inimmaginabile qualche mese fa, siamo dunque, a sessant’anni dalla Dichiarazione di Robert Schuman, entrati in una grave crisi politica. Dopo la crisi finanziaria ed economica, l’Europa monetaria e politica è ora in pericolo. “Ma dov’è pericolo, cresce anche ciò che salva” ci consola il grande poeta tedesco Friedrich Hölderlin nella sua poesia “Patmos”. E ciò che salva lo si può trovare in una nuova determinazione dei nostri responsabili politici ad affrontare le principali sfide per la ripresa: Sarà necessario ridurre i deficit e i debiti pubblici, poi riguadagnare il controllo politico dei mercati finanziari e - infine - trovare la via di una crescita economica durevole. Quanto al primo punto, il 21 maggio un gruppo di lavoro diretto dal Presidente del Consiglio d’Europa Herman van Rompuy e composto dai ministri delle finanze si è riunito per la prima volta a Bruxelles per rafforzare la governance economica dell’Unione Europea. Esso prevede di migliorare la disciplina dei bilanci, di ridurre le divergenze di competitività tra regioni europee e stabilire un meccanismo efficace in caso di crisi. Da parte sua, il 20 maggio, nel corso di una grande conferenza a Berlino, il Commissario Europeo Michel Barnier ha svelato un catalogo impressionante di misure per una migliore regolamentazione dei servizi finanziari. Resta ancora da ritrovare un nuovo dinamismo economico, e il contributo più importante in questo senso viene attualmente da Mario Monti (nella foto), che ha prodotto un eccezionale rapporto per una nuova strategia per il mercato unico. Questo rapporto, scritto su richiesta di José Manuel Barroso e pubblicato sempre il 9 maggio, non ha per ora ricevuto tutta l’attenzione che merita. Per Mario Monti, un migliore funzionamento del mercato unico apre prospettive di crescita senza le quali noi non riusciremo semplicemente a rimborsare i debiti pubblici. Li lasceremo alla generazione successiva. In circa centotrenta pagine, l’ex commissario europeo e ministro Italiano illustra le proprie proposte per la costruzione, la promozione e una migliore attuazione del mercato unico che è lo strumento principale dell’Unione Europea. Tali proposte riguardano la libera circolazione dei lavoratori, la trasparenza dei servizi bancari, il commercio elettronico, un mercato comune per i prodotti “verdi”, un sistema di trasporto più fluido, la finalizzazione del mercato unico per i servizi, l’emissione di obbligazioni europee, e così via. È il numero di idee e la chiarezza della presentazione che impressionano qualsiasi lettore interessato. L’autore del rapporto, che ha condotto ampie consultazioni prima di redigere il proprio documento, insiste d’altronde sul ruolo del mercato unico per far vivere “un’economia di mercato sociale e altamente competitiva”, una nozione che si trova d’ora in poi inscritta nel Trattato dell’Unione Europea. Per i cristiani in Europa, questo rapporto offre l’opportunità di associarsi nuovamente ad un progetto concreto per fare avanzare l’Unione Europea. È possibile interpretarlo alla luce dell’obiettivo dello sviluppo umano integrale di cui ci parla Benedetto XVI nella sua ultima enciclica “Caritas in veritate”. Tuttavia, la crescita economica dipende prima di tutto dallo sviluppo intellettuale, culturale e addirittura spirituale delle persone. Questa crescita è quella che probabilmente ci manca di più oggi. Chiese europee Turchia - Austria - Rep. Ceca Turchia: niente più ticket per la chiesa di Tarso Dopo l’annuncio, anticipato a SIR Europa il 24 maggio da mons. Luigi Padovese, presidente della Conferenza episcopale di Turchia (Cet), della rimozione da parte delle autorità di Ankara dell’obbligo di prenotazione per le messe nella chiesa-museo di san Paolo a Tarso, è del 26 maggio la notizia che “i pellegrini non dovranno più pagare il biglietto” per farvi ingresso. Questo grazie alle trattative di mons. Padovese con le autorità turche e “alla politica di apertura del Primo ministro turco Recep Tayyip Erdoðan e all’intervento efficace del suo ambasciatore presso la Santa Sede, Kenan Gürsoy, sensibile ai problemi della Chiesa in Turchia”. Austria: la “settimana della Missione” È stata inaugurata il 24 maggio a Vienna con una celebrazione vespertina presso il Duomo di S. Stefano la “Settimana per la missione”, promossa dall’Arcidiocesi di Vienna. Durante i prossimi giorni si svolgeranno molteplici eventi al fine di parlare con i cristiani e persone alla ricerca della fede su questioni relative alla fede e alla vita. Nell’omelia pronunciata durante la funzione, il card. Christoph Schönborn ha esortato tutti i partecipanti all’iniziativa a portare con “coraggio” il Vangelo alle persone. L’arcivescovo ha constatato “una certa vergogna” in Austria a parlare di Gesù e del suo messaggio. “Da un lato esistono molte testimonianze visibili della fede, a iniziare dal Duomo di S. Stefano e dalle molte chiese. Alcuni non vedono pertanto alcuna necessità di parlare ancora di C r i s t o. “Questo riserbo di parlare di Dio ma non di Gesù ha “un motivo molto semplice: Gesù è una persona molto concreta. Ha un volto, un nome, è vissuto e ha parlato e ha offerto la sua amicizia: questo è qualcosa di molto personale”. “L’annuncio di Gesù sollecita inoltre le persone a cambiare mentalità e modo di vedere: perché Gesù ha messo al centro i bambini, i poveri e i peccatori, ha parlato alla ‘gente semplice’. L’Austria ha bisogno di questa prospettiva”, ha concluso il card. Schönborn. Repubblica Ceca: siglato accordo sulla Cattedrale È stato siglato il 24 maggio a Praga l’accordo tra la Chiesa cattolica ceca e lo Stato della Repubblica Ceca per la gestione congiunta della cattedrale di Praga, dedicata ai Santi Vito, Venceslao e Adalberto. La dichiarazione solenne è stata firmata nella cattedrale stessa dall’arcivescovo della capitale, mons. Dominik Duka e dal presidente della Repubblica Ceca, Václav Klaus. Per l’occasione, l’arcivescovo ha sottolineato, tra le altre cose, che “la Cattedrale ha conosciuto i suoi periodi di fioritura quando sia lo Stato che la Chiesa, congiuntamente, si sono occupati di essa e ogni volta in cui la cattedrale è stata usata a beneficio di entrambe le parti". STEFAN LUNTE - Francia I MARONITI E I CATTOLICI ASPETTANO IL PAPA BENEDETTO XVI ATTESO A CIPRO, NELL'ISOLA DIVISA B enedetto XVI, domenica 30 maggio, all’Angelus, ha chiesto ai fedeli radunati in piazza San Pietro, preghiere per la pace e la prosperità di Cipro e per il prossimo Sinodo per il Medio Oriente. In questi giorni si svolge la prima visita di un Pontefice nell’Isola: ricco il programma che vede già all’arrivo a Paphos (4 giugno) una celebrazione ecumenica, seguita, il giorno dopo a Nicosia, da una serie di incontri istituzionali e religiosi, tra i quali spicca quello con la comunità cattolica locale. Momento cardine del viaggio apostolico sarà la messa di domenica 6 giugno, con la consegna dell’“Instrumentum laboris” dell’Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi (10-24 ottobre). “Un programma pieno di momenti importanti per una visita che lascerà un’impronta profonda in tutta l’Isola”, dice al SIR padre Umberto Barato, vicario patriarcale di Cipro, Isola che ecclesiasticamente appartiene al Patriarcato latino di Gerusalemme. La minoranza cattolica (maroniti e latini), il 3,15% del- la popolazione che è a maggioranza ortodossa, attende il Papa e si sta preparando nel migliore dei modi a riceverlo. Tutte le parrocchie sono state coinvolte e molti fedeli presteranno opera come volontari. Recentemente, in una nota congiunta, la Chiesa cattolica maronita e quella latina di Cipro, hanno parlato della presenza di Benedetto XVI nell’Isola come di “una benedizione e di una grande opportunità per promuovere i principi e valori umani e cristiani, basati sulla libertà, il perdono, la pace e la riconciliazione”. Ma chi i sono i cattolici ciprioti? Quanti sono e qual è la loro storia? Risponde padre Barato. Tre minoranze. “La Costituzione del 1960 riconosce che Cipro è formato dall’etnia greca e dall’etnia turca. Si riconoscono poi tre minoranze: i maroniti, gli armeni e latini cattolici. Al tempo dell’indipendenza, queste tre minoranze furono invitate a scegliere a quale delle due etnie volessero appartenere e tutte e tre scelsero l’etnia greca. Le tre minoranze hanno il diritto di eleggere un loro rappresentante al Parlamento. Il rappresentante non ha diritto di parola, se non in sede di Commissione o quando ne viene richiesto”. Maroniti. “I maroniti approdarono a Cipro nei secoli VIIVIII. Nel passato erano un’importante componente della popolazione dell’Isola. Arrivarono ad avere circa 60 villaggi, con chiese e istituzioni proprie. Oggi sono poco più di 5 mila persone in 4 villaggi, tutti nella parte nord occidentale dell’Isola, quella occupata dai turchi: Kormakiti, Assomatos, Karpasha e Ayía Marina. Durante l’invasione del 1974, la maggior parte dei maroniti, specialmente i giovani, fuggirono dai loro villaggi e si stabilirono nella parte sud dell’isola, dove un po’ alla volta ricostruirono la loro vita. Dal 1988 Cipro dei Maroniti è una diocesi del Patriarcato Maronita del Libano. Mons. Joseph Soueif è l’attuale arcivescovo, che nel prossimo Sinodo per il Medio Oriente ricoprirà la carica di segretario speciale. I maroniti attualmente hanno 8 parrocchie: 3 nella parte nord; 3 nell’area di Nico- sia; 1 a Larnaca e 1 a Limassol. Sono servite da 5 sacerdoti diocesani e da 3 monaci antonini. Ci sono anche tre suore antonine libanesi, al servizio dell’arcivescovo. La liturgia viene celebrata in lingua araba e aramaica, ma molte parti sono ora tradotte in greco”. Latini. “La storia dei cattolici latini a Cipro comincia con l’occupazione dell’Isola da parte dei Templari alla fine del secolo decimo per terminare con la prima invasione della Turchia (1571). I turchi allora permisero di rimanere nell’isola solo agli ortodossi e ai maroniti. I cattolici dovettero abbandonare monasteri e chiese, trasformate in moschee, o occupate dagli ortodossi. Nel 1593 i francescani di Terra Santa ottennero dal Sultano di Istanbul di ritornare a Cipro. I latini nativi di Cipro sono pochi e vanno sempre più diminuendo, soprattutto a causa dei matrimoni misti. La Chiesa latina, nell’ultimo scorcio del XX secolo, si è arricchita di nuovi membri dall’Asia, filippini, cingalesi, indiani, soprattutto donne che lavorano presso famiglie ciprio- te, ambasciate o l’Onu. Difficile accertare il numero preciso dei fedeli latini di Cipro. Sembra che i ciprioti autoctoni siano 350. Secondo le liste elettorali, i latini che possono votare sono 600. A questi si devono aggiungere almeno altre 300 o 400 persone, membri delle loro famiglie. Quindi circa mille persone in tutto. A questo numero bisogna aggiungere un nutrito gruppo di persone, tecnici, professori, uomini d’affari occidentali che vivono a Cipro per qualche anno. Molto probabilmente arrivano a 2 mila persone circa. Poi c’è il rebus dei lavoratori stranieri. I filippini sono quasi tutti cattolici e si suppone che siano 7 mila. I cingalesi sono circa 1.500 e gli indiani circa 300 persone. Ultimamente hanno cominciato ad arrivare molti africani provenienti dal Camerun e dalla Nigeria, qualcuno dal Congo. Molti di loro sono cattolici, ma non è possibile dare un numero esatto. Non si conosce il numero degli illegali. In conclusione, si stima che il numero dei lavoratori stranieri cattolici a Cipro si aggiri tra le 9 e 10 mila persone, poco più”. CHIESA P A G I N A 7 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ AGENDA del VESCOVO VENERDÌ 4 A Como, al mattino, udienze e colloqui; al pomeriggio, Consiglio Episcopale SABATO 5 A Cernobbio, alle ore 11.00, presso Villa Erba, festa dell’Arma dei Carabinieri; al pomeriggio, incontro con l’Ordo virginum. DOMENICA 6 CORPUS DOMINI A Como, alle ore 9.00, al monastero della Visitazione, Santa Messa; in Cattedrale, alle ore 10.30, solenne pontificale; presso la basilica di Sant’Abbondio, a partire dalle ore 16.30, restituzione della visita pastorale della zona Valle Intelvi; alle ore 20.30, dalla Cattedrale, processione del Corpus Domini. LUNEDÌ 7 A Como, al mattino in Vescovado, incontro con i sacerdoti della classe di ordinazione 1965. Al pomeriggio incontro con i sacerdoti della classe di ordinazione 1975. MARTEDÌ 8 All’eremo San Salvatore, Incontro con i diaconi che riceveranno l’ordinazione presbiterale il prossimo 12 giugno. MERCOLEDÌ 9 A Como, al mattino, incontro con i sacerdoti della classe di ordinazione 1969. GIOVEDÌ 10 A Como, al mattino, Consiglio Episcopale; al pomeriggio udienze e colloqui; Alla sera, in Vescovado, incontro con la Commissione per il Diaconato permanente. VENERDÌ 11 A DOMENICA 13 Visita Pastorale alle comunità di Lemna, Molina e Palanzo nella zona pastorale “Lario”. SABATO 12 In Cattedrale a Como, alle ore 10, ordinazioni presbiteriali. ASSEMBLEA ANNUALE DEL MOVIMENTO EUCARISTICO iamo invitati da Gesù ad essere suoi testimoni; “Andate in tutto il mondo” ha detto. Questa testimonianza è urgente perché oggi in tante parti del mondo Dio sembra assente. Noi, che siamo vicini all’Eucarestia, dobbiamo essere i primi nella testimonianza; per questo ci vuole unione al Signore e vita insieme. Della necessità di testimoniare ha parlato don Andrea Meloni nell’omelia della Santa Messa celebrata al sedicesimo Convegno Annuale del Movimento Eucaristico Diocesano che si è tenuto sabato 15 maggio presso l’Istituto Canossiano di via Balestra a Como, dove si sono riuniti i Cavalieri del Santissimo Sacramento. Preceduto dalla recita, alle 15.30, del S. Rosario il Convegno è iniziato con la S. Messa. Il celebrante, parlando della testimonianza cristiana, ha evidenziato come, a volte, si lotta per il bene ma non si riesce; questo deve essere occasione di purificazione come quando si vede nei cristiani l’errore o il peccato, dobbiamo cercare noi di essere veri testimoni e figli di Dio e quindi di vivere con Ge-sù. Al termine della Santa Messa ha fatto seguito l’adorazione al Santissimo. Con la guida del presidente, Ferdinando Marchini, i partecipanti hanno pregato e meditato su alcuni testi del beato padre Spinelli, fondatore delle “Suore dell’Adorazione”, e di monsignor Tonino Bello. S GIORNATA PER I FAMIGLIARI DEI MISSIONARI Il 20 giugno nella parrocchia di Domaso, incontro dei famigliari dei missionari. Ore 10.00 ritrovo in parrocchia. Ore 10.30 santa messa. Pranzo insieme in oratorio. Nel pomeriggio incontro di riflessione e di ascolto di testimonianze. Ore 16 preghiera e conclusione. Tutti i famigliari dei missionari sono invitati e i missionari attualmente in Italia. Per favorire l’organizzazione è meglio dare la propria adesione all’Ufficio Missionario Diocesano 031-242193. RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO Sabato 5 giugno alle ore 20.45 nella chiesa di Portichetto “Roveto Ardente” modulo “Supplica per la salvezza del mondo”. L’Adorazione continua poi personalmente tutta la notte fino alla S. Messa delle 7.30. UFFICIO PER LA LITURGIA NUOVI MINISTRI DELLA COMUNIONE Il secondo incontro del percorso formativo dedicato alla preparazione dei nuovi ministri straordinari della Comunione Eucaristica avrà luogo sabato 19 giugno dalle ore 14.30 alle ore 17.30 a Como presso l’istituto Canossa, via Balestra, 10. Si affronteranno i seguenti temi: • La Parola e il Pane: una sola mensa per l’uomo. • Linee di Spiritualità Eucaristica. Per i candidati della provincia di Sondrio, l’appuntamento sarà stabilito dopo un contatto telefonico con i parroci interessati. Nel raccoglimento davanti all’eucaristia e nella sua preghiera si è sperimentata tra i partecipanti una unione spirituale e una profondità di fede tale da far esclamare improvvisamente e spontaneamente ad un Cavaliere: “Com’è bella l’Ostia e come siamo fortunati di essere cristiani!”. Alle ore 18.15 si è tenuta l’assemblea del Movimento. Il presidente ha iniziato la sua relazione sottolineando che l’impegno più importante per chi appartiene al Movimento Eucaristico Diocesano è l’adorazione ed ha raccomandato la visita alla chiesa di santa Cecilia, dove è esposto il Santissimo, e la presenza all’Ora di adorazione mensile. Marchini ha poi fatto una sintesi delle attività del Movimento richiamando l’attenzione sui prossimi impegni di servizio liturgico in Cattedrale ed in altre celebrazioni; nel contempo ha verificato la disponibilità dei presenti per i vari impegni. Ha ricordato anche il Consiglio diocesano, i consigli zonali Como Centro, i diversi Convegni e ricorrenze e anche molti interventi del Papa. ANTONIO NEGRINI ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 A CAPIAGO DAL 21 AL 24 GIUGNO La 60° settimana nazionale di aggiornamento pastorale e nuove forme di comunità cristiana – “ristrutturazioni che chiamiamo, di volta in volta, unità pastorali, comunità pastorali, parrocchie territoriali ecc.” – “non devono servire solo per ovviare alla mancanza di preti, ma anche perché è necessario vivere con maggiore concretezza la comunione nella Chiesa tra comunità, ministeri ecclesiali, istituzioni territoriali e condizioni del popolo di Dio”. Così mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e presidente del Centro orientamento pastorale (Cop), in un’intervista al SIR presenta la 60ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale, che si terrà a Capiago-Como dal 21 al 24 giugno 2010 e avrà per tema “Nuove forme di comunità cristiana”. “Ci sono vari ministeri – spiega mons. Sigalini – dove la presenza laicale può essere centrale: l’iniziazione cristia- L na, gli interventi educativi…”. Poi, il ruolo delle associazioni: “Ce ne sono, ad esempio, che sanno progettare la formazione, come l’Azione Cattolica. Essa è il tessuto connettivo di una comunità cristiana, collabora con la gerarchia in termini statutari, non è ‘supplente’. La presenza sul territorio di varie e storiche, oltre che nuove e agili, aggregazioni laicali impone che qualsiasi trasformazione delle forme di comunità veda nel laicato una forza trainante, un soggetto corresponsabile, una vocazione battesimale non trascurabile”. Sul prossimo numero de “Il Settimanale” dedicheremo un approfondimento all’incontro di Capiago con l’intervista completa a mons. Domanico Sigalini e il programma dettagliato della tre giorni. P A G I N A 8 Lo aveva detto mons. Coletti durante la visita pastorale: “ci rivedremo a Como quando verrete a restituirmi la visita. Vi aspetto”. E così sarà per i fedeli della Val D’Intelvi, domenica 6 giugno nella Basilica di S.Abbondio CHIESA CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 COMO IN 450 A S.ABBONDIO PER LA RESTITUZIONE DELLA VISITA PASTORALE I FEDELI DELLA VALLE D’INTELVI: “ECCOCI, VESCOVO DIEGO” 11 OTTOBRE 2009 ore 10.30 ons. Vescovo celebra la S. Messa nella Chiesa Plebana di S. Stefano in Castiglione Intelvi e nel saluto finale comunica: “La Visita Pastorale ha una “coda”: insieme alle altre Comunità della Valle vi aspetto in Cattedrale a “restituirmi la visita”. Sarà un altro momento bello in cui potremo pregare insieme e volerci bene!!” Eccoci!!! Vescovo Diego … finalmente il momento è arrivato!!! Domenica 6 giugno, nella solennità del Corpus Domini, le Comunità Cristiane della Zona Pastorale “Valle Intelvi”, rispondendo a quell’invito, si riuniranno attorno al loro Pastore per questa restituzione. La disposizione del cuore è quella di un abbraccio di preghiera e di gratitudine verso chi per primo è venuto a … “tastare la temperatura della M FOTOSERVIZIO ANDREA PRIORI fede” nelle nostre comunità, come Lui stesso ha affermato, portando messaggi precisi riguardo al nostro Dio -”Amore gratis per noi”, riguardo a noi stessi - “risposta gratuita a questo Amore”, e riguardo all’altro - “ tu sei per me più importante di me”. Eccoci!!! Vescovo Diego!! Siamo in tanti, tantissimi, è bello dirlo, non per orgoglio, ma per amore! Otto pullman entreranno in città, senza contare le auto. Per quanto riguarda l’organizzazione del pomeriggio, la partenza dalla Valle sarà in- torno alle 15.00; all’arrivo, previsto per le 16.15, mons. Vescovo accoglierà sacerdoti e fedeli sulla porta della Basilica di Sant’Abbondio. Saranno presenti anche i Confratelli della Valle, i bambini di Prima Comunione, i Cresimati, i giovani, le famiglie e i nostri anziani. La cerimonia religiosa avrà inizio con il canto delle litanie della diocesi, seguite dalla preghiera della diocesi, molto cara al nostro Vescovo Diego, un saluto del Vicario Foraneo don Paolo Barocco, poi si ascolterà la Parola di Dio (Col.3,12- IL 3 GIUGNO A SAN PANFILO D’ OCRE, PROVINCIA DI L’AQUILA LA CARITAS IN ABRUZZO PER INAUGURARE UNA SCUOLA I l 4 giugno la Caritas italiana consegna al comune di Ocre (L’Aquila) una scuola primaria e dell’infanzia, realizzata con il contributo delle Caritas diocesane della Lombardia. La scuola di san Panfilo d’Ocre, intitolata a “Lorenzo Milani”, è costata quasi 2,5 milioni di euro: ha una superficie di circa 1.300 m2, è in grado di ospitare 168 alunni ed è dotata di palestra con spogliatoi, aule per laboratori, infermeria, cucina e mensa, servizi, sala per attività libere di aggregazione e socio-culturali anche pomeridiane, locali tecnici, uffici amministrativi e di direzione. Alle cerimonia di inaugurazione, alla presenza dell’arcivescovo di L’Aquila mons. Giuseppe Molinari, era presente anche mons. Giuseppe Merisi, presidente di Caritas italiana. Insieme ai direttori di diverse Caritas della Lombardia era presente anche il direttore diocesano, Roberto Bernasconi. Dalla nostra diocesi sono state raccolte per il terremoto in Abruzzo, grazie alla colletta nelle parrocchie e alla donazioni di privati, 500 mila euro. In totale a Caritas Italiana sono pervenuti circa 27 milioni di euro, ai quali si aggiun- La scuola di san Panfilo d’Ocre gono i 5 milioni messi a disposizione dalla Cei. Passata l’emergenza, operatori Caritas e volontari sono rimasti accanto alle persone colpite. L’impegno prioritario riguarda ora la prossimità e l’accompagnamento alle comunità parrocchiali con interventi di costruzione di nuove strutture e ricostruzione del tessuto sociale. Sono 23 le strutture già realizzate: tre scuole, cinque centri di comunità, dieci ambienti per servizi sociali e caritativi, cinque interventi di ripristino di spazi parrocchiali. Altre inaugurazioni sono già in calendario in due frazioni del comune di L’Aquila: il 15 giugno 2010 il Centro di comunità di san Giacomo, il 19 giugno 2010 la scuola primaria e dell’infanzia di Roio Poggio. Tra interventi di emergenza e primo aiuto, accompagnamento, riabilitazione socioeconomica e ricostruzione sono stati spesi fino ad ora circa 13,5 milioni di euro. Nei prossimi mesi è prevista la realizzazione di altre 25 strutture per un importo di 15 milioni di euro. Nel mese di luglio la Caritas di Como tornerà in Abruzzo insieme alle altre Caritas della Lombardia per una tre giorni di valutazione sul lavoro fatto in questo anno di intervento e per progettare i nuovi interventi. La prossima estate si terranno in Abruzzo i campi di volontariato Caritas. Per informazioni 031304330 M.L. 17 e Gv.15,9-17). Mons. Vescovo siederà in cattedra e terrà l’omelia, dopodiché si rinnoverà la professione di fede cantando il “Credo”. Il momento di preghiera si concluderà con il ringraziamento di alcuni presenti, tra cui il Presidente della Comunità Montana Lario Intelvese, in rappresentanza dei sindaci, si reciterà il “Pater Noster” cantato ed infine mons. Vescovo impartirà la Benedizione Apostolica. Dopo questo importante momento di preghiera, un esperto illustrerà e spiegherà le bellezze architettoniche e artistiche della secolare Basilica comense. Poi ci si sposterà al Centro Pastorale diocesano Cardinal Ferrari ove i partecipanti avranno un momento conviviale di ristoro. La sera, partecipazione alla processione cittadina del Corpus Domini, occasione questa per condividere con la Comunità Cristiana più ampia che è in Como, sotto la guida dell’unico Pastore, il voler esserci “per Cristo, con Cristo e in Cristo”. a cura dell’USVI ALL’UNIVERSITA’ DELL’INSUBRIA Il libro di mons. Signorelli Occasione gradita per rivisitare il bel chiostro di S. Abbondio è stato, venerdì 28 maggio, l’omaggio a mons. Giuliano Signorelli, nell’ Aula Magna dell’Università dell’Insubria. In quel monumentale ex Seminario, l’assenza del “personaggio” mons. Signorelli non ha impedito di sentirne aleggiare la presenza, soprattutto per chi lo ha conosciuto insegnante per decine d’anni. L’iniziativa di richiamare l’attenzione sull’impegnativa ricerca, ripresentata nella sua riedizione, del saggio “La figura del ragazzo in cinquant’anni di letteratura italiana del Novecento” è stata una felice proposta di cari amici dall’Autore. La risposta di un numeroso pubblico presente ne ha dato conferma. L’omaggio mirava certo alla persona, ma le due relazioni, diverse nella prospettiva indagata e corpose nella quantità e qualità del contenuto, hanno suscitato decisamente l’interesse dei presenti. Il prof. Gian Marco Gasperi, docente di Letteratura Italiana all’Università dell’Insubria ha guidato a scoprire e leggere varie dimensioni: geografica, sconfinando anche al di là della “italiana” del titolo, storica, contenutistica di intuizione psicologica, di relazione ragazzo - adulto, e molto altro ancora. Alberto Longatti , giornalista e attivo comunicatore nel panorama culturale comasco ha ulteriormente arricchito l’incontro con un suo intervento. Non potevano mancare parole di stima e di doverosa gratitudine all’indirizzo di mons. Giuliano Signorelli, oltre al plauso per l’iniziativa, a nome del Seminario e del Vescovo mons. Diego Coletti. don ARMANDO BERNASCONI CHIESA P A G I N A 9 VOCAZIONI IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 11 GIUGNO PREGHIERA PER I NOVELLI COME È ORMAI TRADIZIONE, VIVREMO UNA SERA SERATTA DI PREGHIERA CON IL ROSARIO E LL’ADORAZIONE ’ADORAZIONE EUCARISTICA AL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL SOCCORSO ALLA SERA DELLA VIGILIA DELLE ORDINAZIONI SACERDOTALI. SONO INVITATI TUTTI A PREGARE PER I NOSTRI NOVELLI SACERDOTI, IN PARTICOLARE QUANTI APPARTENGONO ALLE PARROCCHIE DI ORIGINE DEI NOVELLI O ALLE PARROCCHIE NELLE QUALI ESSI ABBIANO SVOLTO IL LORO MINISTERO PASTORALE DURANTE GLI ANNI DI SEMINARIO. INIZIO ORE 20.45 ALLA PRIMA CAPPELLA CALENDARIO GIUGNO 2010 CENTRO DIOCESANO VOCAZIONI Tutte le info su www.cdvcomo.it 11 GIUGNO PELLEGRINAGGIO PER I NOVELLI Rosario e adorazione eucaristica al Santuario della Madonna del Soccorso alla vigilia delle Ordinazioni Sacerdotali. Inizio ore 20.45 alla prima cappella 12 GIUGNO ORDINAZIONI SACERDOTALI 17-20 GIUGNO ESERCIZI SPIRITUALI PER 18ENNI Cfr. box nella pagina. 23-26 GIUGNO CAMPO GOV Cfr. box nella pagina GUANELLIANI ALTRI ISTITUTI Altre info su www.giovaniguanelliani.it DISCOTECA DEL SILENZIO Como - Santuario Sacro Cuore (ore 20.30 Santa Messa, segue l’esposizione eucaristica fino alle ore 4.00), il 5-6 giugno WEEK-END VOC “ITINERARIO DAMASCO” Como – CPF S. Giuseppe il 5-6 giugno PREGHIERA VOC Como – Santuario Sacro Cuore il 16 giugno CENACOLO DI PREGHIERA PER I SACERDOTI Incontro di preghiera per la santificazione dei sacerdoti, il terzo sabato del mese. Como, Santuario Sacro Cuore, 11 giugno GIM (GIOVANI IMPEGNO MISSIONARIO) MISSIONARI COMBONIANI Altre info su www.giovaniemissione.it IN CAMMINO CON IL LIBRO DELL’ESODO, CON OSTINATA SPERANZA Domenica 20 giugno, a Venegono Superiore (Va), dalle ore 9.00 alle ore 18.00. Porta con te la Bibbia. Tema dell’incontro: “Perdona la nostra colpa - ritornare alle radici” (Es 32-40) P A G I N A CHIESA CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 10 VERSO LISIEUX/6 Chartres SANTA TERESA: COME RISPONDERE ALL’AMORE... Notre Dame de Fourviere « on gli ho mai dato che amore, Lui mi ricambia con l’amore». Commetteremmo un grave errore se pensassimo che seguire la piccola via dell’infanzia spirituale significhi semplicemente rimanere là, davanti a Dio lasciandosi amare da Lui senza fare nulla, in una totale passività. L’amore misericordioso e gratuito di Dio, ricevuto e sperimentato esige una risposta. La sera del 6 agosto 1897 madre Agnese chiede a Teresa spiegazioni riguardo alla sua piccola via, che cosa significhi per lei «restare bambino piccolo dinanzi a Dio». «È riconoscere il proprio nulla, sperare tutto da Dio misericordioso, come un bambinello che attende tutto dal suo babbo; è non inquietarsi di alcunché, non guadagnare ricchezze. Anche i poveri danno al bambino quanto gli è necessario, ma appena egli cresce, il padre non vuole più mantenerlo e gli dice: Lavora! Ora puoi bastare a te stesso. È per non sentirmi dire così che ho preferito non crescere; mi sentivo incapace di guadagnarmi la vita, la vita eterna del Cielo! Perciò, sono rimasta sempre piccola, senz’altra occupazione che di cogliere fiori, i fiori dell’amore e del sacrificio, e offrirli al Signore, per suo piacere. Essere piccoli vuol dire anche non attribuire affatto a noi stessi le virtù che pratichiamo, non crederci capaci di nulla, ma riconoscere che Dio misericordioso pone il tesoro della virtù in mano al suo bimbo, perché questi se ne serva quando ne ha bisogno; ma il tesoro è sempre di Dio. Infine, è non perdersi d’animo per le proprie mancanze, perché i bimbi cadono spesso, ma sono troppo piccini per farsi un male grosso» (NV 7 agosto 1897). Abbiamo già avuto modo di sciogliere, negli scorsi interventi, gli equivoci che possono nascere leggendo alcune espressioni di Teresa. Lungi da noi il pensare di dover abbandonare le nostre capacità N umane e le capacità personali per diventare incapaci e lasciarsi trasportare in Dio, diventando nulla per immergersi in Lui. La piccola via è crescere nell’abbandono di sé e nella pratica dell’amore evangelici, itinerario di crescita e maturazione della fede in risposta all’amore di Dio. Indubbiamente questo amore è gratuito e misericordioso e l’uomo non può che presentarsi a mani vuote davanti a Lui mendico della provvidenza del Padre, nessuno sforzo per quanto grande potrà ripagare o meritare la sovrabbondanza del suo amore. Eppure l’immagine di Teresa ci suggerisce la possibilità e l’esigenza di una risposta. Anche un bambino può raccogliere fiori d’amore e sacrificio per offrirli al Buon Dio. Il linguaggio utilizzato appare piuttosto stucchevole alla sensibilità contemporanea, troppo sdolcinato forse. È l’idea che per molti rimane legata a ricordi d’infanzia quando mamme e nonne spingevano, nei tempi d’Avvento e di Quaresima, a fare semplici rinunce e propositi così da comporre un piccolo bouquet di “fioretti”. Certo, l’immagine è senza dubbio molto infantile eppure nasconde una piacevole intuizione. «L’amore si dimostra nei fatti più che nelle parole», ricorda Ignazio di Loyola ai suoi esercitanti e Teresa vuole approfittare di ogni occasione per offrire qualcosa a Dio nella convinzione che «l’amore non si paga se non con l’amore». L’esperienza cristiana gode di un incontro personale con il Signore Risorto ma non si chiude in una relazione univoca soltanto, si espande nell’amore al prossimo immediato. È il comando nuovo del Vangelo di Giovanni (Gv 13,34), l’amore di Gesù che i discepoli hanno sperimentato è ricambiato nell’amore verso i fratelli. «Con Giovanni della Croce, Teresa si meraviglia al pensiero che la sposa del Cantico possa piacere al suo Dio per uno dei suoi occhi e per uno solo dei suoi capel- ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ li, come a dire – commenta – “per la cosa più grande e quella più piccola… Raccogliere uno spillo per amore può convertire un’anima! Che mistero! Ah! È solo Gesù che può dare un tale valore alle nostre azioni” (LT 164)» (Descouvemont, DS XV, 593). «L’attività più caratteristica della via dell’infanzia spirituale di Teresa riguarda le “piccole cose” di cui ella non ne lascia sfuggire nessuna. “Io sono una piccolissima anima – dice – che non può offrire al buon Dio che piccolissime cose” (C 31r°). Se elimina ciò che è grandioso, perché estraneo alla volontà di Dio su di lei, abbraccia tanto più generosamente ciò che è piccolo, ciò che è comune agli umili. Si dà con fervore ai “piccoli sacrifici nell’ombra” (A 58r°), sottolineando il loro valore, se sono continui: “È vero che nel mondo ci sono grandissime e pesanti croci… Quelle della vita religiosa sono dei colpi di spillo giornalieri, la lotta si svolge su un terreno diverso, occorre combattersi, distruggere se stessi, è in ciò che si riportano le vere vittorie”. È una lotta più facile? “Ho constatato io stessa, qui, che le nature più forti apparentemente sono, in queste piccole cose, le più facili ad abbattersi, tanto è vero che la più grande delle vittorie è vincere se stessi…” (CSG, p. 149)» (C. de Meester, La dinamica della fiducia, 320-321). don MICHELE GIANOLA A COMO IL GIUBILEO VISITANDINO Festa per i 400 anni dell’Ordine CHIESA del PASTORALE LA VORO ASTORALELA LAVORO P A G I N A 11 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 DOPO LA MANOVRA LA CRISI NON ATTENUA LA SUA MORSA L a recente manovra finanziaria del governo ci fa capire che le difficoltà economiche del nostro Paese non sono giunte al capolinea. Tutt’altro siamo ancora in piena difficoltà. I timidi segnali di ripresa rimangono ancora fragili e le previsioni che davano il 2010 come un anno difficile, ma nello stesso tempo prodromi, di una ripresa stanno per essere ridimensionate. Comunque ora non serve sollevare accuse e rimproveri a chi gestisce l’economia nel suo complesso o ai singoli attori. Qui si vuole fare solo una riflessione di natura pastorale e più precisamente offrire spunti che aiutino il cristiano ad individuare ed elaborare cammini di testimonianza e impegno all’interno della complessa realtà economica e, in particolar modo, nel mondo del lavoro. In questa situazione di particolare difficoltà sono state elaborate dagli organismi competenti strategie, anche pesanti, di sacrifici, con la relativa ricaduta concreta sul vivere quotidiano. Scopo della manovra è di dare avvio ad una ripresa salutare. Essa è però veramente salutare se le condizioni economiche sono orientate ad uno sviluppo che permetta alla persona e alla sua famiglia una vita dignitosa. La prima condizione riguardo al lavoro è ridare vitalità e continuità alle attività lavorative. La dottrina sociale della Chiesa afferma che esso deve permettere la realizzazione della persona e il suo sostentamento e quello della famiglia. Purtroppo questo obiettivo viene troppo spesso trascurato. Ciò porta ad una disaffezione al lavoro e nello stesso tempo porta a credere che la Chiesa sia capace di elaborare dei bei principi, ma astratti e lontani dalla realtà quotidiana vissuta. E’ vero la realtà è diversa, ma non per questo i principi della Dottrina sociale della Chiesa sono astratti. Sono invece indicativi per animare una civiltà del lavoro che possa veramente essere definita tale. Ne consegue che al cristiano è richiesto un impegno che lo porti, nella sua realtà quotidiana lavorativa, ad essere promotore e protagonista per una autentica civiltà del lavoro. Per questo è necessario un presupposto, non sempre scontato neppure per il cristiano stesso. Non si può porre come obiettivo primario del lavoro il solo desiderio di guadagnare di più per poter acquistare più cose. Quindi primo passo per il cristiano è quello di compiere un percorso di conversione per verificare FONDO “FAMIGLIA LAVORO” Continua la solidarietà delle varie comunità diocesane a favore del fondo “Famiglia Lavoro” della Diocesi di Como tanto che al 31 maggio 2010 risultano raccolti fondi per un ammontare di 523.480,00 euro. Grazie alla collaborazione dei rev.mi Parroci, il comitato dei garanti ha potuto esaminare 292 richieste di sussidio. Le richieste accettate sono state 238 per un totale erogato di 291.030,00 euro che ha coinvolto finora 90 delle nostre parrocchie. Restano pertanto a disposizione ancora 232.450,00 euro per ulteriori erogazioni. Il criterio di assegnazione del sussidio alle famiglie di norma copre tre mesi al termine dei quali verrà riesaminata ogni situazione. Oltre al sussidio vengono indicate anche opportunità per un possibile reinserimento del mondo del lavoro. Il recente intervento del governo conferma la grave criticità del momento. Si è ancora lontani da possibili soluzioni. Occorre ridare vitalità e continuità alle attività lavorative pagina a cura dell’UFFICIO DIOCESANO DELLA PASTORALE SOCIALE E DEL LAVORO se i propri obiettivi sono in sintonia rispetto all’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa. Dopo questa conversione rispetto al suo lavoro il cristiano, in quanto tale, deve mettersi in gioco con i propri compagni di lavoro, visto anche la tendenza contraria delle attuali scelte produttive, in un contesto di fraternità esortato da Papa Benedetto XVI nella sua enciclica “Caritas in veritate”. Senza un tale contesto che fa del- DALLA LETTERA ENCICLICA “CARITAS IN VERITATE” Volendo approfondire l’esortazione della Veglia (“lo sviluppo umano ha bisogno di cristiani con le braccia alzate verso Dio nel gesto della preghiera”) e considerando che preghiera è anche contemplazione, proponiamo questi paragrafi della Caritas in Veritate. (n° 54. 55) Una delle più profonde povertà che l’uomo può sperimentare è la solitudine. A ben vedere anche le altre povertà, nascono dall’isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di amare. Le povertà spesso sono generate dal rifiuto dell’amore di Dio, da un’originaria tragica chiusura in se medesimo dell’uomo, che pensa di bastare a se stesso, oppure di essere solo un fatto insignificante e passeggero, uno « straniero» in un universo costituitosi per caso. L’uomo è alienato quando è solo o si stacca dalla realtà, quando rinuncia a pensare e a credere in un Fondamento. L’umanità intera è alienata quando si affida a progetti solo umani, a ideologie e a utopie false. Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l’uno accanto all’altro. … Si tratta di un impegno che non può essere svolto dalle sole scienze sociali, in quanto richiede l’apporto di saperi come la metafisica e la teologia, per cogliere in maniera illuminata la dignità trascendente dell’uomo. La creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio. L’importanza di tali relazioni diventa quindi fondamentale. Ciò vale anche per i popoli. È, quindi, molto utile al loro sviluppo una visione metafisica della relazione tra le persone. …Questa prospettiva trova un’illuminazione decisiva nel rapporto tra le Persone della Trinità nell’unica Sostanza divina. La Trinità è assoluta unità, in quanto le tre divine Persone sono relazionalità pura. La trasparenza reciproca tra le Persone divine è piena e il legame dell’una con l’altra totale, perché costituiscono un’assoluta unità e unicità. Dio vuole associare anche noi a questa realtà di comunione: «perché siano come noi una cosa sola» (Gv 17, 22). Di questa unità la Chiesa è segno e strumento. Anche le relazioni tra gli uomini lungo la storia non hanno che da trarre vantaggio dal riferimento a questo divino Modello. In particolare, alla luce del mistero rivelato della Trinità si comprende che la vera apertura non significa dispersione centrifuga, ma compenetrazione profonda. Questo risulta anche dalle comuni esperienze umane dell’amore e della verità. l’azienda una comunità di persone, come ci ricorda Giovanni Paolo II con l’enciclica “Centesimus Annus” porre al centro dell’obiettivo produttivo la centralità della persona è pura illusione. Come pure illusione è pensare di ridimensionare l’obiettivo lavoro come fonte di reddito per comperare più cose se non si educa ad una vita sobria, a stili di vita sobri. Queste premesse dicono come siano indispensabili cammini di formazione. Questi cammini trovano come loro naturale luogo di avvio le comunità cristiane dove è possibile far incrociare in un cammino formativo, l’insegnamento del Vangelo, della Dottrina sociale e i problemi quotidiani del lavoro. Questo incrocio è il connubio fondamentale per dar vita ad una autentica civiltà del lavoro nella quale l’uomo vede realizzata la sua centralità e Dio Padre e Creatore è il costante riferimento e guida. NOTIZIE DAL MONDO DEL LA VORO LAVORO BUONI DELLA REGIONE PER LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE I lavoratori in Cassa Integrazione in deroga che stanno seguendo i percorsi di formazione e accompagnamento presso i Centri accreditati della Regione Lombardia possono usufruire di un sostegno ulteriore. Si tratta del Voucher Conciliazione, attribuito alle persone titolari di Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali: la condizione per l’assegnazione è la presenza di un nucleo famigliare con due genitori e due figli, oppure un genitore con un figlio, o la presenza nel nucleo di un convivente non autosufficiente. I buoni regionali danno diritto a due diverse tipologie di benefici: la possibilità di acquistare prodotti alimentari in negozi convenzionati fino a un importo di 100,00 euro mensili e quella di usufruire di servizi (rivolti alla cura dei figli, di persone non autosufficienti, all’effettuazione di piccoli lavori domestici) per un valore di 250,00 euro mensili. Anche questa opportunità è legata all’individuazione di operatori convenzionati. I voucher potranno essere corrisposti a ciascun lavoratore fino a un massimo di dieci mesi, compatibilmente con l’esaurimento delle risorse, ammontanti in regione a sei milioni di euro. A fronte di una iniziativa positiva e che tende a privilegiare le famiglie con due figli si può rilevare che non viene valutata la fascia di reddito dei richiedenti, né il numero complessivo delle persone a carico e questo può comportare squilibri. E’ d’altra parte ancora in fase sperimentale l’identificazione degli operatori che forniranno servizi e le modalità di effettuazione degli stessi. Le persone in cassa integrazione interessate potranno rivolgersi per effettuare le domande ai Patronati delle ACLI e delle organizzazioni sindacali, e accedere al sito www.obiettivoconciliazione.it P A G I N A 12 CHIESA RUBRICHE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 GIUGNO 2010 GIUGNO 2010 Apostolato della preghiera Intenzione generale: “Perché ogni istituzione nazionale e soprannazionale si impegni a garantire il rispetto della vita umana, dal concepimento fino al suo termine naturale”. Non si può non amare la vita: è il primo e il più prezioso bene per ogni essere umano. Dall’amore scaturisce la vita e la vita desidera e chiede amore. Per questo la vita umana può e deve essere donata, per amore, e nel dono trova la pienezza del suo significato, mai può essere disprezzata e tanto meno distrutta. Certo, i giorni della vita non sono sempre uguali: c’è il tempo della gioia e il tempo della sofferenza, il tempo della gratificazione e il tempo della delusione, il tempo della giovinezza e il tempo della vecchiaia, il tempo della salute e il tempo della malattia... Ma la vita non può essere valutata solo in base alle condizioni o alle sensazioni che la caratterizzano nelle sue varie fasi; essa è sempre un bene prezioso per se stessi e per gli altri e in quanto tale è un bene non disponibile. La vita, qualunque vita, non potrà mai dirsi “nostra”. L’amore vero per la vita, non falsato dall’egoismo e dall’individualismo, è incompatibile con l’idea del possesso indiscriminato che induce a pensare che tutto sia “mio”; “mio” nel senso della proprietà assoluta, dell’arbitrio, della manipolazione. […] Se siamo attenti, qualcosa dentro di noi ci avverte che la vita è il bene supremo sul quale nessuno può mettere le mani; anche in una visione puramente laica, l’inviolabilità della vita è l’unico e irrinunciabile principio da cui partire per garantire a tutti giustizia, uguaglianza e pace. Chi ha il dono della fede, poi, sa che la vita di una persona è più grande del percorso esistenziale che sta tra il nascere e il morire: ha origine da un atto di amore di Colui che chiama i genitori a essere “cooperatori dell’amore di Dio creatore” (FC n. 28). Ogni vita umana porta la Sua impronta ed è destinata all’eternità. (Messaggio per la 29a Giornata per la vita, 4 febbraio 2007) Intenzione missionaria: “Perché le Chiese in Asia, che costituiscono «un piccolo gregge» tra popolazioni non cristiane, sappiano comunicare il Vangelo e testimoniare con gioia la loro adesione a Cristo”. Rendere testimonianza a Gesù Cristo è il servizio supremo che la Chiesa può offrire ai popoli dell’Asia, poiché risponde alla loro profonda ricerca di Assoluto e svela le verità e i valori che garantiscono loro lo sviluppo umano integrale. Profondamente cosciente della complessità di così differenti situazioni in Asia e « vivendo secondo la verità nella carità» (Ef 4, 15), la Chiesa proclama la Buona Novella con rispetto e stima amorevole nei confronti di quanti l’ascoltano. Una proclamazione che rispetta i diritti delle coscienze non viola la libertà, dal momento che la fede richiede sempre una libera risposta da parte dell’individuo. Ma il rispetto non elimina la necessità dell’esplicita proclamazione del Vangelo nella sua interezza. Specialmente nel contesto della ricca varietà di culture e religioni in Asia, occorre rilevare che « né il rispetto e la stima verso queste religioni, né la complessità dei problemi sollevati sono per la Chiesa un invito a tacere l’annuncio di Cristo di fronte ai non cristiani ». […] Nel processo di incontro tra le diverse culture del mondo, la Chiesa non trasmette soltanto le sue verità e i suoi valori rinnovando le culture dal di dentro, ma attinge anche da esse gli elementi positivi già presenti. Questo è il sentiero obbligato degli evangelizzatori nel presentare la fede cristiana e nel farla diventare parte del bagaglio culturale di un popolo e, d’altra parte, le diverse culture, quando sono purificate e rinnovate alla luce del Vangelo, possono divenire espressioni vere dell’unica fede cristiana. (Giovanni Paolo II, Ecclesia in Asia, n. 20-21) Intenzione dei Vescovi italiani: “Perché tutti i cristiani, accogliendo con gioia i doni dello Spirito, collaborino operosi all’edificazione della Chiesa, corpo di Cristo, per il servizio del mondo”. La vocazione alla santità affonda le sue radici nel Battesimo e viene riproposta dagli altri Sacramenti, principalmente dall’Eucaristia: rivestiti di Gesù Cristo e abbeverati dal suo Spirito, i cristiani sono «santi» e sono, perciò, abilitati e impegnati a manifestare la santità del loro essere nella santità di tutto il loro operare. L’apostolo Paolo non si stanca di ammonire tutti i cristiani perché vivano «come si addice a santi» (Ef 5, 3). La vita secondo lo Spirito, il cui frutto è la santificazione (cf. Rom 6, 22; Gal 5, 22), suscita ed esige da tutti e da ciascun battezzato la sequela e l’imitazione di Gesù Cristo, nell’accoglienza delle sue Beatitudini, nell’ascolto e nella meditazione della Parola di Dio, nella consapevole e attiva partecipazione alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa, nella preghiera individuale, familiare e comunitaria, nella fame e nella sete di giustizia, nella pratica del comandamento dell’amore in tutte le circostanze della vita e nel servizio ai fratelli, specialmente se piccoli, poveri e sofferenti. (Giovanni Paolo II, Christifideles laici, n. 16) PER LE PARROCCHIE 108 L’informatore giuridico on sentenza n. 20743 del 28.9.2009 la Corte di Cassazione ha stabilito che in materia di risarcimento dei danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio subito da un minore all’interno di un campo sportivo di una parrocchia nel corso di una partita di calcio, ai fini della configurabilità di responsabilità a carico del soggetto organizzatore non è sufficiente la sola circostanza di aver fatto svolgere una gara sportiva. Infatti per la sentenza della Corte di Cassazione è necessario che il danno sia conseguenza di un comportamento colposo integrante un fatto illecito, posto in essere da un altro minore impegnato nella partita, ed inoltre che il soggetto organizzatore, in relazione alla gravità del caso concreto, risulti non aver predisposto tutte le misure atte ad evitare i danni. Nella fattispecie, oggetto della sentenza della Corte di Cassazione, un minore era stato colpito involontariamente da un coetaneo durante uno scontro di gioco che si era svolto sul campo di una parrocchia ed era stato organizzato da un Circolo sportivo; a seguito di tale fatto il minore aveva riportato diverse lesioni. I genitori del minore avevano conseguentemente promosso un’azione per ottenere il risarcimento dei danni fisici subiti dal figlio minore e avevano ottenuto dal Giudice di Pace competente la condanna del Circolo sportivo e della società assicurativa al pagamento dei danni subiti. La Corte di Cassazione, confermando la sentenza emessa dal giudice di appello, ha negato il diritto al risarcimento affermando che in materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno di una struttura scolastica, organizzatrice di una partita di calcio, ai fini della configurabilità a carico della stessa scuola ex art. 2048 c.c. (“[I]. Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all’affiliante. [II]. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. [III]. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto.”) “non è sufficiente la sola circostanza di aver fatto svolgere tra gli allievi una gara sportiva, in quanto è necessario che il danno sia conseguenza di un comportamento colposo integrante un fatto illecito, posto in essere da altro giocatore, impegnato nella partita ed inoltre che la struttura, in relazione alla gravità del caso concreto, risulti non aver predisposto tutte le misure atte ad evitare i danni.”. Essendo l’evento dannoso avvenuto durante una normale azione di gioco, per caso fortuito e prescindendo del tutto da un comportamento falloso di un altro allievo partecipante alla gara sportiva, la Corte ha dichiarato che “nessun appunto può essere mosso agli organizzatori della partita e nessuna specifica violazione può essere contestata al sorvegliante, essendosi il sinistro verificato per un normale fallo di gioco, evento prevedibile in una partita di calcio ma certo non prevenibile in alcun modo da parte dell’organizzatore”. C rubrica mensile a cura di VITTORIO RUSCONI Parola di vita di CHIARA LUBICH «Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Mt 10,39) eggendo questa Parola di Gesù vengono in rilievo due tipi di vita: la vita terrena che si costruisce in questo mondo, e la vita soprannaturale data da Dio, attraverso Gesù, vita che non finisce con la morte e che nessuno può togliere. Di fronte all’esistenza, allora, si possono avere due atteggiamenti: o attaccarsi alla vita terrena, considerandola come l’unico bene, e saremo portati a pensare a noi stessi, alle nostre cose, alle creature; ci chiuderemo nel nostro guscio, affermando solo il proprio io, e troveremo come conclusione alla fine, inevitabilmente, solo la morte. Oppure, diversamente, credendo che abbiamo ricevuto da Dio un’esistenza ben più profonda e autentica, avremo il coraggio di vivere in modo da meritare questo dono fino al punto di saper sacrificare la nostra vita terrena per l’altra. “Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Quando Gesù ha detto queste parole pensava al martirio. Noi, come ogni cristiano, dobbiamo essere pronti, per seguire il Maestro e rimanere fedeli al Vangelo, a perdere la nostra vita, morendo - se necessario - anche di morte violenta, e con la grazia di Dio ci sarà data con ciò la vera vita. Gesù per primo ha “perso la sua vita” e l’ha ottenuta glorificata. Egli ci ha preavvertito di non temere “quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima” (Mt 10,28). Oggi ci dice: “Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Se leggi attentamente il Vangelo, vedrai che Gesù torna su questo concetto per ben sei volte. Ciò sta a dimostrare che importanza esso abbia e in quale considerazione Gesù lo tenga. Ma l’esortazione a perdere la propria vita non è per Gesù soltanto un invito a sostenere anche il martirio. E’ una legge fondamentale della vita cristiana. Occorre esser pronti a rinunciare a fare di se stessi l’ideale della vita, a rinunciare alla nostra indipendenza egoistica. Se vogliamo essere veri cristiani dobbiamo fare di Cristo il centro della nostra esistenza. E cosa Cristo vuole da noi? L’amore per gli altri. Se faremo nostro questo suo programma, avremo certamente perso noi stessi e trovato la vita. E questo non vivere per sé, non è certamente, come qualcuno può pensare, un atteggiamento rinunciatario e passivo. L’impegno del cristiano è sempre assai grande e il suo senso di responsabilità è totale. “Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Fin da questa terra si può fare l’esperienza che nel dono di se stessi, nell’amore vissuto, cresce in noi la vita. Quando avremo speso la nostra giornata al servizio degli altri, quando avremo saputo trasformare il lavoro quotidiano, magari monotono e duro, in un gesto d’amore, proveremo la gioia di sentirci più realizzati. “Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Seguendo i comandi di Gesù, che sono tutti imperniati sull’amore, dopo questa breve esistenza troveremo anche quella eterna. Ricordiamo quale sarà il giudizio di Gesù nell’ultimo giorno. Egli dirà a quelli che stanno alla sua destra: “Venite, benedetti... perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare...; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito...” (Cf Mt 25, 34 ss). Per farci partecipi dell’esistenza che non passa, guarderà unicamente se avremo amato il prossimo e riterrà fatto a sé quanto abbiamo fatto ad esso. Come vivremo allora questa Parola? Come perderemo sin da oggi la nostra vita per trovarla? Preparandoci al grande e decisivo esame per il quale siamo nati. Guardiamoci attorno e riempiamo la giornata di atti di amore. Cristo si presenta a noi nei nostri figli, nella moglie, nel marito, nei compagni di lavoro, di partito, di svago, ecc. Facciamo del bene a tutti. E non dimentichiamo quelli di cui veniamo a conoscenza ogni giorno sui giornali o attraverso amici o per mezzo della televisione... Facciamo per tutti qualcosa, secondo le nostre possibilità. E quando quelle ci sembrassero esaurite, potremo ancora pregare per loro. E’ amore che vale. Parola di vita , giugno 1999, pubblicata in Città Nuova , n.10/1999, p. 43 L CHIESA CHIESAMONDO P A G I N A 13 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 LA FESTA DEI POPOLI UNA PRESENZA MAI COSÌ NUMEROSA UNA SOLA, GRANDE FAMIGLIA U na festa di famiglia. Una grande e variopinta famiglia che ha scelto di ritrovarsi insieme attorno all’altare, accompagnati dal proprioVescovo e Pastore. Domenica 30 maggio il Duomo di Como è tornato a riempirsi dei colori e delle lingue del mondo per l’annuale “Festa dei Popoli”. Un appuntamento, ormai divenuto tradizionale, mai così partecipato, anche grazie alla presenza dei giovani guanelliani in arrivo a Como da ogni angoli d’Italia per un ritiro, ma non solo. Una dimostrazione del lavoro portato avanti in questi anni dalla diocesi per coinvolgere le persone arrivare nel nostro territorio da altri Paesi. Per rendere ancor più visibile questa ricchezza, all’inizio della celebrazione, don Umberto Gosparini, responsabile diocesano per la pastorale dei migranti, ha voluto fare una sorta di appello delle comunità presenti. Accanto ai sudamericani (Ecuador, Argentina, Salvador, Perù) e agli asiatici (India, Filippine e Sri Lanka) presenti già da anni, quest’anno è stata registrata la presenza della comunità africana che da circa un anno ha iniziato a trovarsi mensilmente nella chiesa di San Rocco. Oltre al nutrito gruppo di congolesi, erano presenti fedeli da Rwanda, Angola, Uganda, Burkina Faso, Camerun e Nigeria. Numerose anche le persone provenienti dall’est Europa in particolare da Ucraina e Polonia. A loro ma anche ai tanti italiani presenti alla celebrazione si è rivolto, nell’omelia, mons. Diego Coletti: “questa è la domenica più appropriata per ritrovarci – ha spiegato riferendosi alla festa delle Trinità celebrata proprio domenica 30 maggio - perché il nostro è un Dio che è diversità, Padre, Figlio e Spirito San- to, ma nell’unità. E questo è quello che dobbiamo essere noi come Chiesa di Como. Non chiuderci nel nostro appartamento ma aprire i nostri orizzonti arricchendoci di lingue, culture e tradizioni diverse per diventare un solo popolo. Un’unità che non cancelli ma valorizzi le diversità. Esattamente il contrario della Torre di Babele”. Alla celebrazione, insieme a diversi sacerdoti, era presente anche don Angelo Mazzucchi, missionario fidei donum nella missione diocesana di MarouaMokolo, tornato in Italia per un periodo di riposo. La celebrazione è proseguita con le intenzioni di preghiera pronunciate in più lingue e con la processione offertoriale scandita dai canti del coro africano che si è alternato con la corale della comunità filippina. Al termine delle celebrazione don Gosparini ha voluto ringraziare le comunità presenti invitandole, FOTOSERVIZIO WILLIAM ancora una volta, ad essere presenti nelle comunità in cui vivono e non solo con i propri connazionali. “E’ importante – ha ricordato – dimostrare al mondo che si può essere comunione nella differenza”. Prima di lasciare la cattedrale per un momento di festa con il Vescovo all’esterno, il responsabile della Pastorale dei Migranti ha fatto un ultimo ed insolito annuncio: “in vista dell’inizio dei mondiali in Africa, domenica 13 giugno, le diverse comunità torneranno ad incontrarsi per un triangolare di calcio tra Italia, Africa e Sud America”. Un’altra occasione, questa volta di puro divertimento, per riscoprirsi una sola grande famiglia. MICHELE LUPPI UGANDA LA TESTIMONIANZA MISSIONARIA DI PADRE GIUSEPPE CLERICI “I MONDIALI NON SIANO SOLO BUSINESS” P adre Giuseppe Clerici, Comboniano ci racconta della sua esperienza missionaria che da quarantacinque anni sta vivendo nel nord dell’Uganda, nella città di Gulu per oltre vent’anni al centro di una guerra tra l’esercito ugandese e i ribelli dell’Esercito di Resistenza del Signore. Quali sono state le primarie motivazioni che l’ hanno indotta a compiere questa scelta in terra di missione? “Il termine “missione” significa chiamata: sentirsi chiamati da Dio a compiere la sua volontà in modo concreto verso chi ha bisogno veramente del suo aiuto: i poveri, i malati, chi non possiede né una casa, né un tetto, ove rifugiarsi. Ritengo tuttavia che proprio in questo continente nero si riesce a vivere di più in modo genuino la speranza e la carità nel nostro fratello. Per questo, dopo diversi anni a servizio della sofferenza di mia madre, ho scelto di speri- mentare con le mie mani la vera realtà del bisogno”. Di cosa vive la sua gente, quali sono le risorse produttive? “A questa domanda forse dovrei rispondere: “aiutati che Dio ti aiuta!”. La nostra principale attività è l’agricoltura e i prodotti legati alla terra, grazie anche alle condizioni climatiche, meteorologiche, ambientali. Qui, il raccolto viene effettuato due volte all’anno e perciò tale popolazione si nutre con ciò che produce. Quindi, la vita e il tenore della stessa costano poco. Oltre all’agricoltura vi sono anche altre attività postagricole: come alcune produzioni casearie da cui si ricavano formaggi, latte di capra e altri prodotti. Vi sono anche delle piccole tipografie dove i giovani stampano a mano dei libretti per le cerimonie religiose. A questo proposito mi è caro ricordare che da noi la Messa domenicale dura circa due ore e mezzo, accompagnata da numerosi canti in varie lingue”. La gente come vive la propria fede? “I missionari Comboniani sono giunti in Uganda nel 1910, proprio quest’anno ricorre il centenario dell’Avis dei missionari; per questa occasione sono in atto delle grandi manifestazioni di fede. L’evangelizzazione e la promozione umana vengono guidate da missionari che si sono trasferiti nei centri urbani, in asili, scuole, con servizi educativi per la formazione individuale e sociale del bambino e nei licei per quanto riguarda i giovani. Tutto all’insegna di una fede forte e concreta”. Tra pochi giorni inizieranno i mondiali in Sudafrica, i primi giocati nel continente africano. Seppur a grande distanza dai campi in cui le nazionali del mondo scenderanno in campo, quali sono le vostre aspettative? “Pur non sapendo molto di calcio credo, tuttavia, sia giusto affermare quanto sia importante lo svolgimento di una manifestazione come quella del Campionato del Mondo per l’Africa. Sarà senza dubbio una grande opportunità che ci vie- padre Clerici a Gulu in un immagine di archivio dell’Ufficio Missionario ne offerta per riportare l’Africa all’attenzione del mondo. Questo potrebbe spingere a prendere coscienza dei problemi che ci sono e trovare nuove motivazioni per risolverli. Tuttavia vi è anche la preoccupa- zione che da questa manifestazione scaturisca il solito ‘business commerciale’ e questo sarebbe davvero un autogol per tutti”. a cura di GIANNI NOLI P A G I N A 15 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 REALIZZATO GRAZIE AI FONDI DELL’ “8X1000” Centro diurno: incontrarsi per ricominciare Un prezioso punto di approdo nel cuore cittadino per quanti, privi di un lavoro e di una casa, hanno perso contatto con la società. Un’occasione per fermarsi e... ripartire di MARCO GATTI [email protected] U n luogo di incontro, di sosta, di dialogo. Un approdo in cui ritrovare dignità, energie, risorse. Sono queste alcuni degli elementi che caratterizzano “L’incontro”, il Centro diurno Caritas di Como. Uno dei frutti più “freschi” maturati grazie ai fondi dell’“8x1000” e investiti nel comune capoluogo. Circa trentamila euro spesi per adattare dei locali nel cuore del centro storico cittadino, a ridosso della chiesa di S. Donnino. Un ampio salone comunitario, una cucina, uno spazio lavanderia, un piccola biblioteca, una postazione informatica, la possibilità di una doccia… Da un anno e mezzo (l’inaugurazione è avvenuta nel dicembre 2008) questo luogo rappresenta un prezioso punto di riferimento per italiani e stranieri privi di un lavoro, di una casa, di una famiglia. Poco importa che siano regolari o no, è il bisogno la discriminante che fa aprire la porte. E con esso il desiderio di relazione, la voglia di rimettersi in gioco. Entriamo nei locali di via Giovio, al civico 42, poco dopo le 10 di un lunedì mattina. Il Centro diurno apre alle 10 ed è un continuo via vai fino alle 18, per quattro giorni la settimana (lunedì, mercoledì, venerdì; il sabato fino alle 12). L’ampio salone luminoso è già un fiorire di attività e lingue diverse. In fondo alla sala qualcuno distribuisce la colazione. Non è uno dei volontari, ma un ospite. Ci guardiamo in giro. C’è chi legge il giornale, chi passeggia per la stanza, chi lavora al computer, chi gioca a carte. Sullo sfondo il rumore di una doccia, forse per lavare via i residui di una notte trascorsa all’addiaccio… Scampoli di una norma- lità non scontata, ma cercata, voluta con forza. È una piccola babele di anime, di lingue, di colori, unita da uno spirito di famiglia. Uno spaccato di vita dentro la convalle cittadina, frequentato da una cinquantina di persone, nella maggioranza di nazionalità non italiana. I più numerosi sono nordafricani, ma alcuni provengono anche dall’area sub sahariana e dall’est europeo. Qualche italiano, in ogni caso, non manca mai. «Questo luogo - ci spiega Roberto Bernasconi, direttore della Caritas Diocesana - è un bene prezioso messo a disposizione di chi è stato meno fortunato di noi. Qui si rico- mincia a tessere relazioni. Pian piano ci si riappropria della vita e si guarda al futuro con maggiore speranza. Il Centro diurno di Como è la conferma dell’importanza dei fondi legati all’ “8x1000”. Risorse che tornano alla nostra gente sotto forma di opere che vanno a migliorare la società nel suo complesso, così da renderla più vivibile, per tutti. Fondi, in questo specifico caso, andati proprio a favore di chi non ha niente. In aiuto di individui che, attraverso questo luogo, hanno la possibilità di riconciliarsi con un mondo che, spesso, li tiene ai margini». «Gli spazi di via Giovio - prosegue il direttore - non si qualificano come un’area di sosta, ma un trampolino di lancio. La presenza di una piccola cucina, di un locale lavanderia, di punti ove riporre i propri beni vogliono contribuire alla creazione di un ambiente familiare. Questo è un luogo che appartiene a chi vi transita, e per questo va curato e custodito, così come dovrebbe avvenire con la propria casa. Gli ospiti sono corresponsabili della struttura e si fanno carico, a turno, della pulizia dei locali, della distribuzione della colazione. Grazie ad una rete di volontari (circa una dozzina, preparati attraverso un apposito corso) è stato possibile attivare un piccolo spazio biblioteca, una videoteca, predisporre una postazione computer. Si preparano curriculum, si sta lavorando per un migliore apprendimento della lingua italiana. Si è costituita una squadra di calcio. In virtù della collaborazione con il mensile di strada “Scarp de’ tenis” è stato inoltre possibile dare lavoro a tre ospiti». «Da un anno e mezzo ci spiega Cecilia Gossetti, l’operatrice responsabile del Centro - “L’incontro” è diventato punto di riferimento per persone senza casa e lavoro. Soggetti che, grazie ad altri servizi Caritas attivi sul territorio, già ricevono un’attenzione primaria (mensa dei poveri, vestiario) e che qui cercano, spesso inconsapevolmente, uno spazio di relazione. In questo luogo ho visto maturare, nel tempo, un clima nuovo, diverso. Ho notato affievolirsi la freddezza e il timore reciproco che, inizialmente, accomunavano ospiti di Fotoservizio William DOVE E QUANDO Caritas Centro diurno “L’incontro” via Giovio 42, Como aperto il lunedì, mercoledì, venerdì dalle 10 alle 18 il sabato dalle 10 alle 12 cell. 340-3476581 nazionalità diverse. Si è imparato a stare assieme, ad accogliersi, ad ascoltarsi. Oggi l’aria che si respira è di una convivenza pacifica, rispettosa, collaborante. Un clima sereno che ha restituito tranquillità agli ospiti stessi. Persone che, con il tempo, sono diventate più accessibili, più rispettose. Uomini, e qualche donna, diventati meno sfuggenti, meno sospettosi, e che volentieri si fermano a scambiare due chiacchiere se incontrati, per caso, in città. Esperienza impensabile fino a due anni fa». Ci guardiamo in giro. Attorno a noi s’è fatto un piccolo gruppetto di curiosi. Gli sguardi confermano il clima sereno. La domanda esce d’un soffio. Voi che cosa avete trovato qui? «Una solidarietà silenziosa» ci dice Tonino, il “poeta”, che con orgoglio ci mostra una sua poesia pubblicata da “Scarp de’ tenis”. «Gli amici del Centro mi hanno offerto l’aiuto che mi serviva per trovare una casa e per ottenere la possibilità di qualche lavoro» interviene Faouzi, uno dei tre venditori del mensile di strada. «Vengo qui per trovare degli amici» ci racconta un altro, che preferisce tenere per sè il suo nome. Accanto a noi si siede anche Roberto: «Qui ho trovato una seconda famiglia, un ambiente tranquillo in un momento per me di grande difficoltà. Un luogo che mi sta dando molto, sia moralmente che fisicamente. Per questo devo dire grazie ai volontari che ci hanno accolto». I volontari. Un bene prezioso, essenziale. «Ho scelto di proseguire il mio servizio qui, come volontaria, anche dopo uno stage universitario - ci spiega Stefania - perché le relazioni create non potevano più rompersi. Oggi questo luogo, queste persone, sono un po’ parte della mia storia, e io credo di essere parte della loro. Qui ho coltivato amicizie che mi auguro possano durare nel tempo». “L’incontro”: un frutto maturo, in città, grazie ai fondi dell’ “8x1000”. Un terreno fecondo alla generazione di nuovi semi di solidarietà. CRONACA P A G I N A 16 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 A COLLOQUIO CON CHIARA MILANI Biblioteca: il passato che diventa futuro uogo privilegiato di consultazione di materiale storico e raro con la possibilità di usufruire di un più moderno sistema di prestiti agevolato dal sempre più consistente ricorso alle nuove tecnologie. E’ questo il contesto che contraddistingue alla fine del primo decennio del XXI secolo la Biblioteca Comunale di Como. Forte del suo patrimonio di 400.000 volumi, di cui circa 250.000 antichi e rari, nonché di oltre 3.000 DVD e milioni di documenti d’archivio, nel corso del 2009 la Biblioteca comunale di Como ha effettuato complessivamente 105.467 prestiti, 100.667 verso propri tesserati e 4.800 nei confronti di altre biblioteche della provincia per mezzo del nuovo sistema interbibliotecario e proprio da questa settimana ha incrementato i propri servizi “on-line”. Infatti, da martedì scorso 1° giugno, anche la Biblioteca comunale di Como è diventata “a portata di mouse” visto che ogni utente, con il proprio personal computer, può richiedere e prenotare libri, dvd, cd, cd-rom in qualsiasi biblioteca della rete provinciale (sistema interbibliotecario di Como, dell’Ovest Como, della Brianza Comasca e Lario Ovest) e scegliere in quale biblioteca riceverli. Può inoltre anche rinnovare il prestito dei libri (a condizione che non siano stati nel frattempo prenotati da altri utenti), creare le proprie bibliografie e salvarle nel proprio spazio personale e infine controllare la propria scheda, lo stato dei prestiti, delle L La direttrice della struttura ci illustra le attività e i progetti che hanno, negli anni, qualificato questo luogo. Nutrito il patrimonio a disposizione dell’utenza: 400.000 volumi, di cui circa 250.000 antichi e rari, nonché di oltre 3.000 DVD e milioni di documenti d’archivio di LUIGI CLERICI Foto William prenotazioni e degli eventuali ritardi. Per poter usufruire di questi servizi basta essere iscritti ad una qualsiasi biblioteca della rete provinciale e collegarsi al sito del catalogo provinciale (http:// opac.provincia.como.it) oppure al sito dei diversi sistemi bibliotecari della provincia (quello della Biblioteca di Como è www.sistbiblioteca como. it) cliccando su “servizi on line”. «La Biblioteca di Como si sta caratterizzando sempre di più per il suo patrimonio quale biblioteca storica e di conservazione, con materiale esclusivo antico e raro, conservato e consultato da studenti e studiosi a partire dagli istituti scolastici superiori - ci racconta Chiara Milani, direttrice della Biblioteca Comunale - Nel corso del 2009 infatti sono stati ben 3.603 gli utenti che hanno consultato in sede materiale dei nostri archivi cartacei o pergamenacei, di fotografie, stampe, manifesti». Dal 1° giugno scorso, come si legge nei manifesti diffusi un po’ ovunque, la biblioteca di Como è diventata “a portata di mouse”… «La Biblioteca sta un po’ cambiando la propria tipologia di servizi. Un processo dovuto al cambio di gusti e mentalità del pubblico che ora utilizza molto internet per informarsi e per fare ricerche, ma che continua, fortunatamente, comunque ad acquistare libri. Dal 22 marzo scorso, inoltre, la Biblioteca comunale ha ampliato i propri servizi, garantendo l’apertura al pubblico fin dal mattino. Dalle 9.30 alle 14.30, dal lunedì al venerdì (il mercoledì dalle 9), è infatti possibile la restituzione di libri ed audiovisivi. Con prenotazione da effettuarsi entro le 18 del giorno precedente, negli stessi orari è anche possibile la consultazione di libri per adulti e ragazzi, nonché dei microfilm. Restano escluse dalla lettura opere antiche, audiovisivi. Al mattino è inoltre possibile utilizzare il servizio Wifi ed internet, il catalogo elettronico ed usufruire del servizio di consulenza bibliografica; disporre delle sale studio nonché dell’emeroteca. Oggi, infatti, la Biblioteca si pone soprattutto come luogo di informazione ed assistenza agli utenti nelle proprie ricerche. Inoltre al semplice prestito dei volumi del proprio patrimonio si è sostituito il prestito interbibliotecario che, dal 1° giugno scorso, ha avuto un’ulteriore opportunità di crescita grazie alla possibilità ora concessa a tutti gli utenti della provincia di Como di effettuare ordinazione e di prenotazione di volumi direttamente su internet, scegliendo anche la biblioteca di riferimento dove ritirare, e poi riconsegnare, i libri presi in prestito. Ci sarà la possibilità di inserire la propria e-mail per ricevere, in futuro, avvisi e notizie; di consultare la propria scheda anagrafica e cronologica dei propri prestiti effettuati nel tempo nonché di creare una propria bibliografia». Ed in futuro sono previste ulteriori novità, grazie all’informatica, per studiosi ed utenti in genere… «Sì, ma va sottolineato che già il fatto di aver cre- ato un grande database dei volumi su internet ha già contribuito ad aprire nuovi orizzonti per le biblioteche. Come Biblioteca Comunale di Como presto saranno inoltre attivati nuovi cataloghi informatici. A partire dal progetto “Raimondi”, col quale si è proceduto ad un riordino informatizzato di tutto l’archivio delle famiglie Raimondi ed Odescalchi con documenti dal 1350 al XIX secolo. Praticamente si tratta della storia della città di Como e di buona parte del territorio. Un progetto che sarà valorizzato soprattutto dalle imminenti celebrazioni per il ricordo di Benedetto Odescalchi, ovvero di Papa Innocenzo XI, ma che consentirà di conoscere fatti e dettagli di eventi e personaggi anche più recenti come, ad esempio, quella di Luigi Raimondi nel periodo risorgimentale. Tra poco sarà on-line anche l’archivio dell’architetto Giampiero Lucino, professionista anarchico, rappresentante della scapigliatura e del futurismo, amico di personaggi del calibro di Filippo Tommaso Marinetti o di Giuseppe Prezzolini. Inoltre stiamo predisponendo, insieme al quotidiano La Provincia, la possibilità di digitalizzare tutti i numeri del quotidiano cittadino». La biblioteca del futuro è quindi sempre più destinata ad essere il risultato dell’incontro chi la privilegia quale luogo di formazione e chi invece luogo di distrazione? «Il nostro pubblico è molto vario: spazia dagli studiosi a chi la utilizza come luogo per trascorrere positivamente il proprio tempo. Inoltre non va sottolineato il fatto di chi utilizza la struttura comasca quale luogo per il prestito interbibliotecario. Lo scorso anno, perché richiesti da cittadini, sono passati dalla Biblioteca di Como 4.392 volumi appartenenti ad altre strutture del territorio. Numeri che sono destinati a crescere ulteriormente con i nuovi sistemi di prenotazione on-line appena attivati». PRESENTATI A SANT’AMBROGIO A MILANO I RESTAURI DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DEI GHIRLI Rivolto verso il Ceresio, perché un tempo solo dal lago si giungeva a Campione d’Italia, il santuario di Santa Maria dei Ghirli, con la sua caratteristica gradinata, è stato perfino pietra di paragone per l’architetto Mario Botta che, progettando il nuovo grande Casinò, ne aveva prefigurato lo spazio antistante proprio in simmetria con l’antico edificio religioso. Il santuario resta, s’intende, testimonianza di una genuina fede mariana, oltre che mirabile monumento, vero ex voto dei Maestri campionesi: stucchi e pitture che hanno appena finito di trovare, specie nella parte del presbiterio, un accurato ripristino grazie ad un accurato intervento di restauro conservativo; si è rimediato ai nefasti delle infiltrazioni d’acqua e ai danni del tempo, verificando con esiti confortanti lo stabilità dell’edificio anche sulla scorta del recupero della documentazione di un altro lavoro di restauro, di circa un secolo fa. Insomma, attorno al santuario di Santa Maria dei Ghirli, documentazione e studio e competente artigianato hanno rinnovato, con una prima campagna di restauro, anche l’interesse per il monumento, caro ai campionesi, ma anche alla Diocesi di Milano. Se ne è avuta prova a Milano, dove i compiuti interventi di restauro, coordinati da Eliana Tovagliaro, sono stati presentati nella cornice della basilica di Sant’Ambrogio ai cui abate il santuario dell’enclave è storicamente soggetto in forza dell’antichissima donazione al Vescovo di Milano che ha impresso a Campione d’Italia le sue stesse caratteristiche. Un lembo di Diocesi ambrosiana fuori dei confini dello Stato, ma che, per bocca di monsignor Erminio De Scalzi, abate di Sant’Ambrogio, ne è parte integrante. E negli auspici di Campione d’Italia, espressi sia dal sindaco Marita Piccaluga sia dalla presidente dell’Azienda turistica Cristina Ferrari, attraverso la meraviglia del santuario di Santa Maria dei Ghirli, potrebbe diventare una più conosciuta meta, come indubbiamente merita. Marita Piccaluga, infatti, non ha esitato a indicare nel Santuario il più prezioso dei tesori di Campione d’Italia e l’Azienda turistica lo ha incluso prioritariamente nelle proprie proposte di visita. Il restauro, necessario, come ha spiegato il parroco dell’enclave Eugenio Mosca, è stato anche provvido per rinnovare i legami storici tra Campione e la Chiesa di Sant’Ambrogio: l’ospitalità accordata alla presentazione degli interventi a Milano ha testimoniato una volta di più la peculiarità dell’enclave. CRONACA P A G I N A 17 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 LA PAROLA A FAUSTO TAGLIABUE «Contro la crisi servono intese e sobrietà» L a manovra economica voluta dal Governo ha riportato nei termini di una stringente attualità la crisi in atto. Crisi che impone rimedi drastici, decisi, interventi di sostanza che, inevitabilmente andranno a toccare le tasche dei cittadini. A riaffermare i contorni di una stagione “di fatica” è stato lo stesso sindaco di Como Stefano Bruni. Primo cittadino che, la scorsa settimana, ha paventato la necessità di risparmiare circa un milione di euro nelle spese correnti per rendere più snella e funzionale l’attività della macchina comunale. Tra le possibili “voci” sulle quali intervenire: la necessità di ritoccare i costi delle mense e degli asili nido; la riduzione delle spese per il settore comunicazione; e una lotta più serrata all’evasione fiscale. La prima ad esprimere, sul nostro territorio, preoccupazione rispetto al rischio si vada profilando una nuova stagione di aumenti per famiglie e pensionati è stata la Cisl, il sindacato comasco più rapprsentativo. «A livello nazionale la Cisl afferma da tempo - il commento di Fausto Tagliabue, segretario generale della Cisl di Como la necessità di un grande patto di concertazione. Così come avvenne nel ’92-’93. Un’intesa tra maggioranza, opposizione e forze sociali, che permetta di arrivare a scelte condivise per i prossimi cinque anni e tratteggiare i contorni di un più roseo futuro per le prossime generazioni». La manovra governativa non va in quella direzione? «Direi proprio di no. Tra maggioranza ed opposizione non mi pare di co- Il segretario generale comasco della Cisl, il sindacato numericamente più rappresentativo del territorio lariano, riflette con noi sulla situazione in atto e ne suggerisce le possibili strategie di contenimento di MARCO GATTI gliere sintonia rispetto alle misure indicate. Per entrare nel merito dei provvedimenti, come Cisl abbiamo evidenziato la necessità fosse molto maggiore la cifra che si dovrà recuperare dalla lotta all’evasione fiscale, dagli sprechi e dalle ruberie rispetto a quella che attinge risorse da tagli che vanno a colpire i soliti noti… Del resto è sotto gli occhi di tutti: quando l’intervento va a colpire gli stipendi del pubblico impiego, le pensioni, i tagli agli enti locali significa che ad essere penalizzati sono sempre i cittadini… Deve invece pagare di più chi, in questi anni, è riuscito ad accumulare maggiori risorse. Mi sembra inammissibile che oggi vi siano cittadini indisturbati che evadono a dismisura contributi e tasse. Com’è assurdo che le rendite finanziarie siano tassate molto meno rispetto ai redditi di chi crea lavoro e a chi lavora. È su queste voci che il governo deve intervenire in maniera assai più determinata. Se non riduciamo in maniera strutturale l’ evasione fiscale e contributiva, se non sapremo ridurre i costi per funzionamento della Repubblica, nelle sue diverse articolazioni, non potremo trovare una via d’uscita». Che cosa dire a livello locale? «L’annuncio del sindaco, la scorsa settimana, che fa riferimento alla necessità di recuperare risorse attraverso aumen- Fausto Tagliabue ti e tagli ci ha un po’ preoccupato. Ricordo che il 22 aprile scorso le organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil avevano sottoscritto un’intesa con sindaco, vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Como sugli indirizzi di bilancio per l’esercizio 2010. In particolare l’accordo prevedeva la continuazione del fondo a sostegno delle famiglie del comune di Como colpite dalla crisi economica. Fondo che servirà all’acquisto di beni di prima necessità ed al pagamento di rette e tariffe. L’intesa predeva inoltre il non aumento delle tasse ed imposte di competenza comunale, come anche l’invarianza delle tariffe TARSU. Inoltre si era convenuto l’avvio di un confronto per la definizione di un migliore criterio ISEE per l’accesso ai servizi a domanda individuale, capace di meglio delineare la situazione reddituale della famiglia (quoziente familiare). Ora la manovra finanziaria del governo non può essere l’occasione per mette- re le mani nelle tasche delle persone a livello locale, aumentando le tasse e le tariffe o riducendo i servizi. Ci sono ampi spazi per recuperare gettito attraverso la lotta all’evasione ed elusione fiscale sia relativa all’ Irpef comunale sia a redditi infedeli che abbassano le rette dei servizi a domanda individuale. Inoltre vanno “asciugate” le spese non produttive di servizi ai cittadini e ridotte le società partecipate dal Comune. Infine oltre a contenere i costi si può puntare ad incrementare le entrate sbloccando una parte dei progetti di sviluppo della città che sono bloccati da contrasti politici». «La strada da seguire c’è - prosegue Tagliabue e l’accordo del 22 aprile ben ne delinea i contenuti. Ci allarma, però, vengano annunciati tagli e riduzioni senza alcuna ulteriore intesa con le parti sociali. A tale proposito nei giorni scorsi , in coerenza con gli impegni sottoscritti con l’Amministrazione comunale abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di confronto per arrivare a decisioni realmente condivise e per evitare pesanti ricadute sui cittadini comaschi». Quali sono le “scato- le vuote” che si potrebbero eliminare a livello locale? «Nei trasporti vi sono diverse società partecipate dagli enti locali sulle quali si potrebbe intervenire. Penso a Spt e Cpt, tanto per avanzare degli esempi, che, francamente, potrebbero essere ridimensionate o accorpate. Un cammino virtuoso è stato intrapreso da Acsm, in cui operano quattro società di vendita che, nelle prossime settimane, saranno tutte fuse in Enerxenia. Un risparmio, importante, in termini di Cda, di sindaci revisori e di costi. Questa è la strada da seguire prima di pensare ad eventuali tagli ai servizi o a possibili aumenti». Le amministrazioni hanno le loro responsabilità. Ma c’è un messaggio da dare anche ai cittadini perché sappiano adeguarsi a questo periodo di maggiore austerità? «Da tempo, come sindacato, predichiamo un’attenzione complessiva ai costi. È evidente come l’Italia, se al momento è ancora nelle condizioni di “gestire” la crisi, lo deve alla capacità di risparmio che le famiglie in passato hanno dimostrato. Spirito che, però, negli ultimi 10-15 anni si è un po’ sgretolato sotto il bombardamento mediatico che, a più riprese, esortava all’indebitamento ed alla spesa. Forse è giunto il tempo di tornare a considerare quei buoni principi che ci insegnavano i nostri genitori. E cioè che si spende se si ha, che si fa il passo secondo la gamba. Questo perché né le famiglie né lo Stato possono e debbono scaricare sulle future generazioni i costi attuali.. È tempo di fermarsi e ragionare davvero sul funzionamento della macchina amministrativa, per renderla più snella. Ottomila e rotti Comuni… non possiamo più permetterceli. 162 Comuni in provincia di Como sono troppi. Lo stesso dicasi per 8 Piani di zona... La Provincia deve tenersi tutte le competenze che oggi le sono riconosciute o è possibile che ne abbia qualcuna in meno? Occorre entrare in questi nodi, ma per farlo serve un patto, un’intesa tra le parti sociali, altrimenti continueremo a spendere caricando gli oneri su figli e nipoti. Un’intesa che dovrà davvero essere priva di colore politico, indispensabile per assicurare un domani sereno alle future generazioni». CONTRATTO NAZIONALE OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI E' stato firmato la scorsa settimana scorsa il contratto nazionale per operai agricoli e florovivaisti, che prevede un aumento salariale di 60 euro nei prossimi sette mesi: dal 1 maggio 35 euro in più e dal 1 gennaio del 2011 altri 27 euro circa. «I 2500 lavoratori comaschi del settore, occupati per lo più come florovivaisti e nella manutenzione del verde, oltre ai giardinieri - spiega Patrizia Baitieri, segretaria Flai (Federazione lavoratori agroindustria) Cgil di Como hanno attualmente un salario medio di 1200-1300 euro mensili. Un floricoltore comune, ad esempio, che ora prende 1154,51 euro, dal 1 maggio prenderà 1183, 37 e dal 1 gennaio 2011 1202,31; un giardiniere di ville qualificato passerà dagli attuali 1246,07 a 1297,65 nel 2011. Con il risultato ottenuto avranno dunque un aumento di circa 60 euro da qui al prossimo gennaio. L'aumento è del 4,1% nel biennio 2010-2011; per quanto riguarda il comparto dell'agricoltura è stato inoltre sottoscritto a marzo un accordo unitario sul modello contrattuale che prevede il mantenimento del modello contrattuale fondato sul quadriennio, primo biennio a carattere nazionale per la parte economico e normativa e secondo biennio a carattere provinciale con l'obiettivo anche del recupero della produttività. Inoltre siamo riusciti ad ottenere la possibilità di stipulare dei contratti integrativi - quindi migliorativi - legati ai comparti specifici, come ad esempio il settore della floricoltura. I contratti integrativi potrebbero quindi interessare da vicino i lavoratori del nostro territorio, occupati come detto soprattutto in questa attività, mentre pochi sono i dipendenti agricoli nella nostra zona. Abbiamo ottenuto inoltre le 150 ore di studio per i lavoratori stranieri ed è stato integrato il diritto d'infortunio per gli apprendisti». ...hai l'ALCOLISMO in casa? ...VUOI saperne di più? ...hai bisogno di AIUTO? I GRUPPI FAMILIARI AL-ANON condividono le loro esperienze in modo anonimo e gratuito e possono offrirti le informazioni che cerchi. telefona al: 800-087897 CRONACA P A G I N A 18 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 IL PROSSIMO 13 GIUGNO Rubens e i fiamminghi senza barriere L a grande mostra “Rubens e i fiamminghi” costituisce uno dei maggiori richiami della stagione a Como, dove è allestita negli spazi della storica Villa Olmo. L’Unitalsi, sezione lombarda, in collaborazione con la Pastorale della Salute della Diocesi di Como e l’associazione Alveare di Olgiate Comasco hanno organizzato una interessante iniziativa, per “vivere l’arte senza barriere”, infatti, sarà possibile visitare a Como, la mostra “Rubens e i fiamminghi”. Per l’Unitalsi lombarda essa è un nuovo campo di prova: domenica 13 giugno, infatti, è in programma la visita organizzata A promuovere questa interessante iniziativa l’Unitalsi Sezione Lombarda, in collaborazione con la Pastorale della Salute della Diocesi di Como e l’associazione Alveare di Olgiate Comasco. di un nutrito gruppo di disabili in carrozzina. Di questa prossima “prima” ci parla il presidente regionale dell’Unitalsi, Germano Benedusi: non più solo ai santuari, dunque, ma anche alle mostre d’arte? «Voglio premettere che i santuari, in Italia e nel mondo, sono di regola anche luoghi d’arte, ma è vero che a Como il 13 giugno sperimenteremo, come sezione lombarda, un territorio inconsueto per la nostra attività, la cui missione resta il trasporto degli ammalati ai santuari mariani; l’occasione però di offrire a chi è in carrozzina una possibilità squisitamente culturale ci è sembrata un’opportunità da non trascurare, tanto più avendo ravvisato una particolare sensibilità nel Sindaco di Como Stefano Bruni ,che sta favorendo l’iniziativa e potendo contare per la logistica sulla Casa Don Guanella del capoluogo lariano». Una buona combinazione, ma perché proprio Como e questa mostra? «Sulla mostra credo che ci sia poco da aggiungere: il richiamo esercitato dal nome di Rubens è potente; quanto a Como, ‘capitale’ dell’opera guanelliana, e don Luigi Guanella è compatrono dell’ Unitalsi, abbiamo trovato già in sede di proposta un’accoglienza perfino superiore alle attese». Quanti saranno i disa-bili in visita alla mostra? «Un centinaio. Piché saranno in carrozzina, con relativo accompagnatore, è una bella scommessa anche per una mo- stra d’arte. L’accesso è previsto naturalmente a piccoli gruppi, ma già giungere sul posto, percorrendo la passeggiata a lago che conduce a Villa Olmo, costituirà parte integrante di una giornata particolare, non disgiunta dai nostri precipui valori: alla Casa Don Guanella, dove è previsto il pranzo, saranno visitati anche il santuario e il museo guanelliani, perché fede e cultura si possono e devono coniugare». L’organizzazione è a punto? «Mi si lasci dire che all’Unitalsi muoviamo treni “bianchi” di quasi duemila ammalati, senza per questo sottovalutare una trasferta sia pure di tanti disabili in carrozzi- na, provenienti in gran parte dalla Lombardia. Anzi, la natura sperimentale dell’iniziativa attesta che le dedicheremo particolare attenzione; ma sul fronte della logistica vantiamo un’esperienza che ci permette di affrontare con la massima serenità un impegno nel quale naturalmente crediamo molto». Potrebbe avere un seguito? «S’immagina un pubblico in carrozzina, almeno in parte, alla Scala? Noi dell’Unitalsi sì». Per maggiori informazioni per la provincia di Como associazione Alveare telefono 340-7640505 (suo presidente tel. 3453901738) oppure Unitalsi Lombarda 02-4121176. SABATO 5 GIUGNO Tutto pronto per la 7 GIUGNO AROMATICHE E OFFICINALI IN CUCINA È tutto pronto, in città, per il secondo appuntamento con la “Parada par tücc”, la sfilata di gruppi e singoli, accomunati dall’arte, dalla creatività e dalla voglia di stare insieme, che attraverserà la città di Como nel pomeriggio di sabato 5 giugno. Un evento nato nel 2009 alla realizzazione del quale hanno preso parte diverse associazioni, coooperative, organizzazioni, enti e svariati cittadini del territorio comasco, con il patrocinio del Comune di Como e il sostegno del Centro Servizi per il Volontariato. Dal mese di aprile sono stati attivati laboratori gratuiti di diverse discipline con lo scopo di fornire occasioni di incontro, conoscenza e collaborazione, finalizzati alla preparazione di lavori condivisi da portare in sfilata. I partecipanti, principianti e non, hanno avuto la possibilità di sperimentare e sperimentarsi in brevi percorsi artistici. Alla sfilata sono però invitati a partecipare tutti i gruppi, associazioni e singoli che si sentono in linea con la filosofia dell’evento. La Parada partirà da via Milano alta e attraverserà il centro storico secondo questo percorso: via Milano, piazza Vittoria, via Cantù, via Giovio, Piazza Medaglie d’oro, via Vittorio Emanuele II, via Carlo Porta, piazza del Un’immagine dello scorso anno Teatro Sociale, via Pretorio, via Plinio, piazza Cavour, piazza Volta. Nel punto di arrivo, in piazza Volta, la Parada si fermerà animando i giardini a lago fino a mezzanotte con esibizioni artistiche e stand con gazebo di alcune delle associazioni organizzatrici. Il ritrovo è previsto per sabato 5 giugno alle ore 14.30 in via Milano alta. L’iniziativa ha coinvolto circa 50 soggetti, tra associazioni, gruppi informali, organizzazioni di volontariato, cooperative, istituzioni e cittadini, attivando 23 laboratori artistici gratuiti in preparazione dell’evento. Ma perché “Parada par tücc. L’arte che avanza”? “Come di consueto - spiegano dal Centro Servizi per il Volontariato - il titolo della manifestazione è doppiamente evocativo: se da una parte l’arte che avanza fa riferimento al corteo artistico di cui si compone la Parada, dall’altro si allude al desiderio di coinvolgere anche le espressioni creative marginali, periferiche, quelle che “avanzano”». Il progetto “Parada par tücc”, infatti, ha tra i suoi scopi la creazione di un tessuto urbano coeso, capace di includere anche le aree più distanti dal centro: non solo quindi le periferie fisiche, ma anche quelle sociali. In questo filone si colloca, a titolo d’esempio, l’esperienza il laboratorio teatrale “Sottocoperta” realizzato dall’associazione Luminanda al Centro Rifugiati di Tavernola. Chiara Gismondi, referente del laboratorio racconta: «L’idea di partenza del laboratorio si rifà all’intimità che nasce dal raccontarsi delle storie intorno ad un oggetto in costruzione. Questo oggetto è una coperta che stiamo realizzando con gli ospiti del centro a partire da ritagli di stoffe, vecchi abiti, tessuti e manufatti provenienti da diverse parti del mondo. Attorno a questo fare si sono costruite le trame di una narrazione. Abbiamo invitato i partecipanti a raccontare dei loro viaggi, delle loro storie quotidiane di integrazione, delle loro fatiche e dei loro sogni, per meglio capire, per meglio agire. Queste narrazioni verranno poi trasposte e forse diventeranno storie mitiche o leggendarie da raccontare “sotto coperta” ai fortunati che avranno voglia, in parata, di partecipare a questo momento di scambio. La coperta potrà poi essere spedita alle altre parate italiane ed europee per continuare a tessere un’idea di unione». Le collaborazioni stabilite dalla Parada si contano a decine, è possibile citare quella con la Scuola della creatività di via Perti, a Como, che partecipa alla Parada con alcune classi o con la banca del tempo, o, ancora, il pozzo dei desideri che collabora con la sartoria del carcere per la realizzazione dei costumi. Si ricorda, inoltre, che il 5 giugno ricorre la giornata mondiale dell’ambiente, in quella occasione la Parada ospita il tour di Cinemambiente in collaborazione con Arci Xanadù, dalle 22.00 proiezioni di film e documentari nella sala della circoscrizione 7. La Parada si svolge in contemporanea con il CO.CO.CO - Como Conteporary Contest, un’iniziativa del Comune di Como. Per informazioni: tel. 031-301800, e-mail [email protected], www.paradapartucc.it. Per la consueta serata di aggiornamento mensile, la Società Ortofloricola Comense propone per lunedì 7 giugno alle ore 21 l’incontro “Aromatiche e officinali in cucina”, a cura di Secondo Gandola, presso la sede dell’Associazione in via Ferabosco 11 a Sagnino. L’ingresso è libero. Per informazioni: Società Orto-floricola Comense, tel. 031-572177 oppure 031-531705; e-mail: [email protected]; sito internet: www. ortofloricola.it. GIARDINO DELLA VALLE Sabato 5 e domenica 6 giugno, passeggiando nel Giardino della Valle di Cernobbio sarà possibile ammirare la mostra fotografica “Musica. Un concerto fotografico” di Subini, con contributo poetico di Andrea Marabini, singolarmente inserita tra la vegetazione del giardino, risultato di un recupero ambientale di Nonna Pupa. Arte e natura, nel segno della solidarietà a favore della manutenzione del giardino. Per informazioni ci si può rivolgere a Associazione “Il Giardino della Valle”, Via Montesanto 5, Cernobbio; tel. 031-510714; www.ilgiar dinodellavalle.org. CRONACA P A G I N A 19 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 IL MEETING IN CITTÀ Pane e paradiso. Mission in progress er un intero fine settimana la Città di Como è stata colorata e animata dai giovani di tutta Italia (con qualche rappresentanza estera) per il grande Meeting “Pane e Paradiso. Mission in progress”, organizzato dal Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile di Como, in collaborazione con l’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile. Ragazzi provenienti da tutta Italia, da Como, da Lecco, da Milano, da Saronno, dalle Parrocchie guanelliane di Bari, Ferentino (FR), Messina, Padova, Roma Trionfale, San Ferdinando (RC) e anche dalla Polonia sono stati insieme per quattro giorni per conoscere e approfondire il messaggio estremamente attuale di don Luigi Guanella, traendo spunti di riflessione e di impegno per la propria vita. «Siamo usciti da questo straordinario Meeting pieni di entusiasmo - com- P Una città per un giorno colorata e animata dai giovani di tutta Italia. A promuovere l’iniziativa il Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile di Como, in collaborazione con l’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile di SILVIA FASANA menta don Domenico Scibetta, Direttore del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile. In particolare siamo molto felici che questa edizione abbia visto la collaborazione anche di vari uffici pastora- li diocesani (Pastorale Giovanile, Centro Diocesano Vocazioni, Pastorale MISSION IN PROGRESS La nostra è una missione in corso, la nostra è una missione aperta a tutti! Anche a te che a volte ti senti inquieto e hai un cuore tormentato. A te che hai tanti sogni e altrettante paure, questo è un ottimo segno, la nostra missione parte da lì! Guarda con coraggio quel vuoto che non riesci a colmare, è lo spazio infinito dell’Amore di Dio. L’agitazione che a volte senti è il fermento dello Spirito che ci spinge ad uscire da noi stessi per arrivare cuore a cuore con Dio Papà, la nostra Unica, Vera Felicità. Siamo convinti che tutto parta dal saper gustare i doni che Dio ci ha regalato, dal saper riconoscere la Provvidenza nel qui ed ora, dal saper scoprire la sua presenza attraverso le esperienze e le persone che Egli ci pone lungo il nostro cammino. Allora sarà spontaneo dire “grazie” con la nostra vita, donandosi per sempre e senza condizioni, vivendo a pieno la propria vocazione specifica. Anche tu con noi puoi decidere e lanciarti con fiducia in un volo che non sarà più un salto nel vuoto, ma un salto nelle mani di Dio, per testimoniare la nostra gioia nella vita quotidiana in tutti i suoi ambiti e sfaccettature. Far parte della nostra mission in progress significa continuare a scrivere le pagine del quinto Vangelo, quello cioè della vita vissuta in una rete di uomini di buona volontà uniti dal vincolo di Carità. Sogniamo un nuovo social network dove ciò che conta di più non siano la superficialità e l’esteriorità dei rapporti, ma i legami profondi e veri da cuore a cuore, un heartbook! Anche in campo culturale riteniamo che sia indispensabile impegnarci per costruire il regno della Carità. Siamo convinti che la cultura non escluda la fede, ma ad un tratto si ferma di fronte al mistero e lascia spazio al credere in Dio, diventa lo strumento nelle Sue mani, che ci fa porre delle domande, così come il pane ad un tratto deve essere affiancato, sostituito dal Paradiso. Per cui Cultura sta a fede come Pane sta a Paradiso. La Chiesa ci invita a dare priorità all’emergenza educativa, e noi, nella nostra missione la vogliamo affrontare in stile guanelliano percorrendo le vie del cuore. Infatti la benevolenza è, secondo noi, l’atteggiamento cardine per instaurare un vero rapporto di fiducia e crescita reciproca che interessi tutte le dimensioni e i livelli della persona umana. Tenendo conto che l’educazione è relazione, la prima e più importante è quella con Dio, vissuta attraverso la preghiera. E’ il Signore che ci da la forza di vivere secondo uno stile cristiano e di comunicarlo agli altri. Se l’agire educativo mira ad intervenire sulle famiglie e sulla persona, si può ambire ad un rinnovamento ancora più radicale che riguarda la società civile. Per questo vogliamo proporre strade nuove, alternative forse più difficili perché controcorrente, ma animate da un autentico e forte spirito di Carità. Vogliamo dare a tutti “Pane e Paradiso”, questa è la nostra missione! Usiamo la stampa, siti internet, forum, chat, le parole dette e scritte, ma soprattutto usiamo il dono più grande che abbiamo: le nostre vite. Puoi essere anche tu, come don Guanella, “SPADA DI FUOCO!” Fotoservizio William Universitaria, Caritas), perché è stata una grande occasione di “camminare insieme” e di sentirci tutti coinvolti nella grande “sfida educativa” lanciata dai vescovi italiani per i prossimi anni, proponendo messaggi di valore ed esperienze significative, che “lascino il segno”». Questo evento ha assunto inoltre una grande importanza come momento “forte” di preparazione al prossimo evento della canonizzazione di don Luigi Guanella, “figlio” della nostra Diocesi e primo nostro Santo dei tempi moderni. «Credo che il meeting ci spiega don Emanuele Corti, responsabile dell’Ufficio Diocesano dei Giovani - sia stato una bella esperienza di collaborazione e comunione. Ci si è trovati insieme, in maniera molto fraterna, a riflettere sui contenuti e sulla ricchezza legate a questa giornata. Questo evento poteva rappresentare anche una bella occasione offerta ai giovani di Como per conoscere la spiritualità guanelliana e incontrare coetanei provenienti da tutta Italia. Opportunità che, purtroppo, è stata poco sfruttata vista la sostanziale assenza dei giovani comaschi, in particolar modo quelli residenti le zone limitrofe il capoluogo. A questi giovani faremo, in ogni caso, arrivare il mandato conclusivo del meeting, prezioso frutto di questo appuntamento vissuto sul territorio cittadino». Il temporale che si è abbattuto sabato sera sulla città non ha turbato la festa di apertura presso la Casa Divina Provvidenza, con il coro GAP (Gospel Always Positive) dell’Opera Don Guanella. La domenica mattina i giovani, divisi in gruppi, si sono ritrovati in sei luoghi significativi per Luigi Guanella negli anni della sua permanenza a Como per i laboratori tematici. Sei luoghi di riflessione e confronto, sei tappe contras- segnate ancora oggi da un’impronta storica ma anche da un valore che diviene messaggio, provocazione e proposta per la vita dei giovani. E così, il Collegio Gallio ha ospitato il laboratorio su “L’emergenza educativa”; la Basilica di S. Abbondio quello su “Fede e cultura”; il Centro Pastorale Cardinal Ferrari (ex-seminario) quello sulle scelte vocazionali; la Casa S. Maria di Lora quello sull’impegno di vita cristiana; il Santuario del Sacro Cuore quello sulla spiritualità e infine la Casa S. Marcellina il laboratorio sulla carità. Nel pomeriggio, un momento molto sentito è stato l’incontro con il vescovo di Como, mons. Diego Coletti, nella chiesa di S. Giacomo, preceduto da una colorata e coinvolgente esibizione musicale di balli e canti in piazza. Mons. Coletti, rispondendo a domande rivolte a lui dagli stessi giovani, ha sottolineato come giovane sia colui che trova il coraggio di rinunciare a mettere se stesso e i propri interessi al centro dei propri pensieri e progetti, per essere pronto a fare scelte che siano “per sempre” e a donarsi agli altri, come ha fatto don Guanella. In questo senso educare significa aiutare una persona ad uscire da se stessa e a trovare qualcosa per cui valga la pena giocare la propria vita. La grandezza di don Guanella - ha sottolineato mons. Coletti - è l’aver usato le sue capacità, le sue risorse, la sua stessa vita per fare qualcosa che cambiasse quella degli altri, dando loro una speranza. La sua trasparenza evangelica è in grado ancora oggi di provocare i giovani, di spingerli a non accontentarsi di una vita mediocre e ripiegata su se stessi, ma di aprirsi agli altri. Domenica sera è stato invece il momento del Musical “Pane e Paradiso: Missione compiuta” di Nando Bonini presso l’Auditorium del Politecnico. L’exchitarrista di Vasco Rossi ha ricordato dal palco: «Se stasera siamo qui e siamo felici, è perché Dio è presente». Lunedì è stato il giorno dedicato alla scoperta dei luoghi guanelliani della città, dove Luigi Guanella ha studiato, è diventato sacerdote e ha maturato il coraggio di tradurre il desiderio che si portava dentro nell’avventura di carità cominciata proprio nella Casa Divina Provvidenza di Como, la prima delle sue fondazioni, che oggi sono presenti in tutto il mondo. Quindi un’intensa assemblea ha permesso di condividere con tutti i gruppi i lavori dei laboratori tematici e di stendere un documento (riportato a fianco); l’Adorazione eucaristica notturna nel Santuario del Sacro Cuore ha sancito un impegno di vita, come pure la S. Messa conclusiva di martedì mattina, alla presenza del vicario generale dei Servi della Carità, don Umberto Brugnoni. CRONACA P A G I N A 20 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 PER UN’ESTATE SENZA CONFINI La Bosnia chiama e Como risponde Si rinnova il legame tra il territorio comasco e i Balcani grazie a due iniziative promosse da altrettante realtà lariane di MICHELE LUPPI L a Bosnia chiama e, ancora una volta, Como risponde. A più di quindi ci anni dalla fine della guerra nei Balcani, due iniziative, una promossa dall’Arci con il sostegno del Comune di Como e l’altra da Ipsia, ONG della ACLI, rinnoveranno queste estate il legame, ormai antico, tra il nostro territorio e il Paese balcanico. Sono, infatti, centinaia i giovani comaschi che in questi anni hanno vissuto esperienze di volontariato e amicizia nei balcani. Un legame nato ai tempi della guerra grazie al lavoro e alla dedizione di singoli, parrocchie e associazioni che si misero in campo per portare aiuto e solidarietà alle popolazioni colpite dalle violenze. Come dimenticare don Renzo Scapolo e “Sprofondo” l’associazione che fondò insieme ad un gruppo di giovani comaschi, nel luglio del 1994, quando la guerra non era ancora finita. Persone che arrivano a mettere a rischio la propria vita per raggiungere Sarajevo, ancora sotto assedio, portando generi di prima necessità, ma soprattutto la propria vicinanza umana. Un’avventura che continua ancora oggi grazie al lavoro in Italia ma anche all’attività di “SprofondoBezdan” un’associazione costituita a Sarajevo, in una sorta di passaggio di testimone, da alcuni operatori bosniaci per portare avanti i progetti avviati dall’associazione comasca. Questi furono solo ANCHE IL COMUNE DI COMO... SENZA CONFINI i primi passi di un cammino di “andata e ritorno” dal quel mondo spesso misterioso chiamato “balcani”. Nel corso degli anni altre realtà hanno rinsaldato questo legame mostrando il volto di una solidarietà che sa andare oltre l’assistenza e l’aiuto materiale creando ponti di comunicazione e amicizia in uno scambio sempre più ricco tra popoli e culture diverse. L’ESPERIENZA DI IPSIA-ACLI È lo stesso spirito che anima Ipsia, ONG delle Acli, che anche quest’anno promuove all’ interno del progetto “Terre e Libertà” campi di animazione per bambini in diversi Paesi dei Balcani: Bosnia Erzegovina, Kosovo e Albania. Un modo per i giovani italiani non solo di conoscere Paesi, tanto vicini quanto spesso sconosciuti - pur avendo un grande patrimonio di cultura e tradizioni - ma anche per vivere un’esperienza di volontariato con altri giovani. Proprio all’interno di questo progetto si è andato consolidando il legame tra il nostro territorio, attraverso la sezione locale di Ipsia, e la cittadina bosniaca di Sapna. Un rapporto che si è intensificato con il gemellaggio tra la scuola di Beregazzo con Figliaro e quella del Paese balcanico. “Anche quest’anno ci spiega Anna Merlo, per diversi anni tra i volontari comaschi in Bosnia quella di Sapna rientra tra le mete individuate da Ispia per i campi estivi. Il campo di animazione è previsto dal 24 luglio all’8 agosto ma la sua effettiva realizzazione sarà subordinata alle adesioni che arriveranno. Ma anche se dovesse saltare il campo a Sapna rimarranno comunque altre destinazioni nei balcani”. Da qui l’invito che Ipsia rivolge a tutti i giovani che intendono vivere questa esperienza. Le iscrizioni ai campi nei Balcani chiudono il 15 giugno. Per maggiori informazioni e iscrizioni www. terreliberta.org o Ipsia Como 031-3312726. ARCI E COMUNE DI COMO Un’altra opportunità di volontariato in Bosnia arriva dal Comune di Como che ha promosso una borsa di cooperazione internazionale per un giovane all’interno del progetto “tutti giù per terra… tutti sulla terra!” promosso dall’associazione Arci. “Ogni anno - ci spiega Veronica Vittani dell’Ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Como - il comune di Como offre una borsa per un progetto di cooperazione internazionale. Quest’anno, tra le varie realtà che hanno partecipato al bando, è stata scelta l’Arci di Como che, insieme ad altre realtà lombarde, realizzerà una serie di attività a Bratunac, in Bosnia Erzegovina”. La borsa messa a disposizione dal Comune di Como e rivolta ai cittadini residenti fra i 18 e i 30, coprirà le spese di viaggio, vitto e alloggio per i 15 giorni di durata dello stage. Nessun compenso sarà dovuto al partecipante al quale è richiesto un contributo di 150 euro per il trasporto. Ai ragazzi si richiede inoltre la partecipazione a incontri di formazione pre-partenza presso l’Associazione e una riunione finale dove i partecipanti formuleranno analisi e pianificheranno momenti per condividere l’esperienza con la cittadinanza comasca. La partenza è fissata per il prossimo 26 giugno. Accanto al giovane vincitore della borsa prevista dal Comune di Como si affiancheranno altri due giovani della provincia di Como selezionati dalla L’ufficio Relazioni Internazionali del Comune di Como propone altre due iniziative di scambio e conoscenza con altri popoli e culture per i giovani residenti in città. In collaborazione con l’associazione Famiglia Comasca, ripropone anche per l’anno 2010 uno scambio reciproco tra giovani studenti delle città di Como e Tokamachi, con l’intento di migliorare la conoscenza tra i nostri popoli e rendere partecipi i giovani alla tematica del gemellaggio. “Il comune - spiega Veronica Vittani del Comune di Como - prevede tre fasi: nel mese di dicembre 2010 gli studenti comaschi devono accogliere in famiglia per due settimane un coetaneo giapponese. Successivamente nell’estate 2011 saranno gli studenti comaschi ad andare in visita in Giappone ospiti degli studenti giapponesi. Infine, una volta rientrati, è prevista un’attività di promozione del gemellaggio sul territorio cittadino”. Il Comune di Como sosterrà le spese di viaggio dei due studenti comaschi, mentre il loro soggiorno in Giappone sarà a cura delle famiglie ospitanti. Per partecipare al bando è necessario essere residenti nel Comune di Como, maggiorenni e Iscritti ad un istituto superiore o, in corso, a una facoltà universitaria. E’ richiesta una buona conoscenza della lingua inglese. Le domande vanno inoltrate entro il 3 settembre 2010 all’Ufficio Relazioni Internazionali. Per info tel. 031-252057. sede locale dell’Arci. Il loro compito in Bosnia sarà quello di lavorare, insieme a coetanei bosniaci, alla realizzazione di un campo giochi, attualmente in uno stato di abbandono. L’obiettivo è quello di creare uno spazio di svago a disposizione non solo della cittadinanza ma anche, durante le pause e ricreazioni, ai ragazzi che frequentano la scuola media adia- cente. “La scandenza del bando per la borsa del Comune di Como - spiega Veronica Vittani - era prevista per il 21 maggio scorso, ma a causa della mancanza di richieste abbiamo deciso di prorogarla”. Per informazioni 031-252057. Il bando è scaricabile dal sito internet del comune di Como www.comune.como. it nella sezione “bandi di gara”. LETTURA CONTINUATA DELLA SACRA SCRITTURA CON IL MASCI Come già in due occasioni precedenti la comunità di adulti scout del MASCI di Como ripropone una giornata dedicata alla Lettura Continuata della Sacra Scrittura. Nell’ottobre 2008 aveva proposto, per la prima volta nella nostra città, l’ascolto della lettura continuata dei quattro Vangeli e nel novembre dell’anno successivo le lettere di san Paolo. Sabato 5 giugno, con le stesse modalità delle precedenti occasioni, nella basilica di S. Giacomo sarà proposta la lettura continuata dei libri sapienziali (Giobbe, Proverbi Qoelet, Sapienza Siracide). Adulti scout comaschi si alterneranno nella lettura senza sosta, che sarà pubblica, a partire dalle 9 per concludersi alle 20. All’ingresso della Basilica sarà comunque esposto il dettaglio dell’iniziativa. La lettura delle Scritture in sequenza ordinata, senza interruzioni e senza salti, non è un atto consueto e forse neppure particolarmente praticato. Questa lettura, gratuitamente rivolta ad ascoltatori non selezionati, non si sostituisce alla meditazione né può avere come obiettivo l’approfondimento, che richiederebbero altri cammini e altri momenti, ma vuol essere un invito ad abitare quella Parola. La visita ad una basilica può essere sollecitata dal richiamo di una celebrazione, dalla ricerca di angoli di silenzio o dai tesori architettonici e artistici che vi sono racchiusi; noi riteniamo che l’ascolto della sacra Scrittura possa accogliere e accompagnare, in modo speciale, anche una visita fugace. Per questi motivi continuiamo a pensare che il passante, il turista, il curioso o chiunque si trovi ad affacciarsi alla Basilica potrà sentirsi “specialmente” accolto e accompagnato, per qualche tempo, da quelle Parole che sono annuncio di quella salvezza gratuitamente donata a tutti gli uomini e le donne in virtù della Pasqua del Signore Gesù Cristo. BRUNO MAGATTI CRONACA P A G I N A Como 21 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 ANFFAS E FORMAZIONEARDIA Disabilità e invecchiamento Ultimo incontro promosso dall’Anffas nell’ambito dell’itinerario formativo per familiari e operatori di persone con disabilità intellettive e relazionali di GABRIELLA ALBERTI S abato 29 maggio, presso il Centro Diurno Disabili di via Del Dos, nell’ultimo incon tro dell’itinerario formativo per familiari e operatori di persone disabili intellettive e relazionali, proposto dall’Associazione A.N.F.F.A.S. onlus di Como, è stato affrontato il tema “L’invecchiamento della persona con disabilità. Quale accompagnamento?”. Relatore il prof. Vittore Mariani, pedagogista, docente di metodologia della gestione integrata del gruppo, presso l’Università Cattolica di Milano: il suo è stato un intervento di alto spessore. La persona ha diritto ad una “progettualità” in ogni fase del suo ciclo di vita e in qualsiasi condizione fisica e psicofisica, in quanto è sempre educabile. Rispetto e dignità dell’individuo devono caratterizzare sempre il percorso dell’esistenza, dalla nascita alla morte, anche quando c’è un invecchiamento e una decadenza psicofisica. Nei confronti della persona disabile occorre, infatti, empatia, sensibilità, tenerezza, umiltà e condivisione: si deve crescere insieme nella cultura del dono, perché la vita è un dono. La famiglia con un individuo disabile al suo interno deve, da subito, trovare forme di sostegno e di solidarietà attraverso interventi quali l’elaborazione del progetto di vita, l’educazione domiciliare con personale specializzato, l’alleanza educativa con tutte le persone e i servizi deputati alla realizzazione del progetto. Quando la famiglia non è più in grado di farsi ca- rico del proprio familiare disabile, adulto o anziano, deve trovare sul territorio delle realtà che siano capaci di garantire al proprio congiunto un progetto educativo personalizzato con uno “stile familiare” e ruoli educativi simili a quelli genitoriali. Non strutture di ricovero, ma case-famiglia accoglienti, per il benessere della persona, con un accompagnamento educativo, non solo assistenziale e riabilitativo, con relazioni affettive e progettuali, con standard gestionali adeguati. E, nell’ultima fase dell’esistenza di una persona, bisogna recuperare l’esperienza della vita come “dono” e la centralità della relazione e della tenerezza. E’ il tempo del distacco dalle energie: si guarda al passato e non al futuro e ci si pongono domande di “senso” sulla propria esistenza. Non si deve, però, vedere la vecchiaia come un “peso” a rischio di emarginazione, ma come un “valore”: bisogna riscoprire continuamente il bene della persona e la sua dignità. DISCOTECA DEL SILENZIO Sabato 5 giugno presso il Santuario del Sacro Cuore di via Tommaso Grossi a Como, si terrà la “Discoteca del Silenzio”, il tradizionale appuntamento di adorazione euca-ristica notturna proposto dal Centro Guanel-liano di Pastorale Giovanile (C.G.P.G.). L’inizio è alle ore 20.30, con la celebrazione della S. Messa vespertina; seguirà l’esposizione del SS. Sacramento e l’animazione spirituale proposta dai giovani Guanelliani con preghiere, canti, ritornelli, lettura di brani di don Guanella e di frasi tratte dalla Parola di Dio. Poi, dalle 23.00, il silenzio, la meditazione e la preghiera personale, fino alle 4.00 della domenica mattina. Alle 24.00 sarà recitato il Santo Rosario per tutte le famiglie in comunione con altre realtà guanelliane. Per informazioni ci si può rivolgere alla segreteria del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile, via L. Guanella, 13 Como; tel. 031296783; e-mail: como. [email protected]. CRONACA P A G I N A 22 Como VIII CONVEGNO EDUCATIVO LO SCORSO 29 MAGGIO Foto William La passione educativa canossiana Due relatori d’eccezione: mons. Diego Coletti, vescovo della Diocesi di Como, e madre Marilena Pagiato, superiora provinciale dell’Istituto Canossiano in Italia S i è svolto sabato 29 maggio presso l’Aula Magna dell’Istituto “Matilde di Canossa” di Como l’ottavo Convegno educativo canossiano, che quest’anno ha avuto come titolo “Oltre l’emergenza: continuità e passione educativa”. Dopo il benvenuto della preside, Marisa Gini, a nome della comunità educante canossiana di Como, la moderatrice, Vera Fisogni, del quotidiano “La Provincia” ha introdotto i relatori, due figure di alto livello nel campo dell’educazione e della vicinanza alle giovani generazioni: mons. Diego Coletti, vescovo della Diocesi di Como, e madre Marilena Pagiato, superiora provinciale dell’Istituto Canossiano in Italia. Come sintetizzato nel titolo, gli interventi dei relatori si sono concentrati su “passione” e “continuità” nell’avventura educativa; il primo aspetto, come ben delineato da M. Marilena, è la forte motivazione che spinge l’adulto ad impegnarsi nell’educazione delle nuove generazioni, pur con fatica e non poche difficoltà, specie nella complessità storico-culturale dell’oggi. Il secondo termine, quello di “continuità”, ha senso, secondo Mons. Coletti, se il tempo di educare viene vissuto gratuitamente, consapevoli che “si educa solo insieme”, riscoprendo la dimensione di prossimità della persona umana e prediligendo il “tu” di una relazione interpersonale autentica e non utilitaristica. Entrambi gli interventi hanno saputo catturare l’attenzione del pubblico presente, composto da educatori - genitori, insegnanti, religiosi - ma anche da parecchi alunni dell’Istituto Canossa, i quali hanno colto i numerosi spunti forniti con grande comunicatività da parte del Vescovo e di M. Marilena. La moderatrice ha ricondotto ad una sintesi di ampio respiro le testimonianze udite e le numerose domande giunte dalla platea, focalizzando l’attenzione sulla possibilità che l’incontro possa essere il punto di partenza per “costruire ponti” con il mondo educativo, laico e cattolico, affinché l’emergenza di cui si è spesso discusso passi in secondo piano rispetto alla certezza di tra- smettere ai bambini e ai giovani valori fondanti e il desiderio di scoprire il senso della vita all’insegna della speranza. Per gli educatori, il messaggio finale è stato quello di perseverare con coraggio nell’educare, dando ai giovani fiducia e strumenti per conquistare la propria autonomia; gli alunni, invece, sono stati invitati a domandarsi il perché delle cose, a pensare con la propria testa, a non accontentarsi: a fare, cioè, della propria vita una destinazione e non un destino. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 CON MONDO TURISTICO A LASNIGO L’associazione culturale “Mondo Turistico” ricorda per domenica 6 giugno e per tutte le prime domeniche del mese fino a ottobre, la possibilità di visite guidate gratuite alla chiesetta romanica di S. Alessandro di Lasnigo (lungo la strada ErbaBellagio), in collaborazione con la Parrocchia di Asso. L’appuntamento è per le ore 15.30 sul luogo; la visita guidata inizierà con la spiegazione della storia del monumento e delle cappelle della Via Crucis poste lungo il muro perimetrale, fino agli ultimi restauri terminati nel 2007 e proseguirà mostrando gli scavi archeologici e la splendida decorazione interna. L’interno è un ambiente ad aula unica suddivisa da archi trasversi ed affrescato, nella zona absidale, con immagini della Vergine e di santi e con la scena della Crocifissione dipinta da Andrea de Passeri nel 1513 sulla parete di fondo del presbiterio. Non è necessaria la prenotazione. Per informazioni: Mondo Turistico, tel. 3394163108; e-mail: mondo [email protected]. CRONACA P A G I N A Como 23 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/223 Noi Genitori: la nuova sede La struttura, che permetterà di coniugare utilità sociale e responsabilità ambientale, è stata ufficialmente aperta lo scorso 27 maggio alla presenza di quanti hanno collaborato a questa importante iniziativa pagina a cura del Consorzio Eureka Ser vizi alla Cooperazione e al Terzo Settore www.eurekacomo.it o scorso 27 maggio con una cerimonia ufficiale, alla presenza di molti fra coloro che hanno dato, a vario titolo, il loro prezioso contributo, si è inaugurata la nuova struttura della Cooperativa Noi Genitori in via XXIV Maggio ad Arcellasco di Erba. Si tratta di un bell’edificio, dalla forma moderna e luminosa, pensato e voluto con precise caratteristiche di responsabilità ambientale. Per le scelte tecnologiche e di materiali fatte, è un edificio che ha ottenuto la certificazione della classe A di contenimento energetico. L’impianto di riscaldamento geotermico, le pompe di calore, l’evaporatore e il recuperatore di calore, lo scambiatore d’aria, l’impianto solare e fotovoltaico, così come la particolare coibentazione, rendono l’edificio autosufficiente da un punto di vista energetico, spiegano i progettisti della struttura. Tutti gli elementi finora descritti sono infatti riusciti, amalgamandosi l’uno all’altro, a creare un edificio ben integrato nell’ambiente. Ma non solo. Grazie al connubio fra materiali ed energie rinnovabili presenti in natura, esso è un punto di riflessione per un’edificazione futura che sempre più possa mirare ad una migliore qualità della vita, in una logica di rispetto dell’ambiente che ci circonda. Bruno Mazza, vice presidente, precisa che l’idea che sottende la realizzazione dell’edificio è nata in seno alla cooperativa, dopo lunghe riflessioni e momenti di condivisioni fra tutte le persone coinvolte che, attraverso un efficace lavoro di squadra, hanno mostrato sensibilità e capacità di impresa nel realizzare un’opera destinata a durare nel tempo e a garantire il futuro a molte per- L LA COOPERATIVA NOI GENITORI IN NUMERI Persone con disabilità 56 Risorse umane impiegate 33 Base sociale 35 soci fruitori, 8 soci volontari, 10 soci prestatori, 5 soci sovventori PER SAPERNE DI PIÙ Cooperativa Noi Genitori Via XXIV Maggio 4/e, Erba Tel 031 641522 – [email protected] sone in difficoltà e alle loro famiglie. Sono ben quattro le cooperative sociali del Consorzio Solco Como che si sono adoperate per dare il loro apporto nella realizzazione della nuova struttura, impiegando in qualche caso personale svantaggiato. Il moderno edificio di oltre 1.400 m2 ha avuto un riconoscimento da partner pubblici quali la Regione Lombardia, l’Amministrazione Provinciale di Como, La Comunità Montana e il Comune di Erba. Molte Fondazioni hanno sostenuto concretamente la cooperativa Noi Genitori: Cariplo, Enel Cuore, Comunità Comasca, Banca Monte di Lombardia, Banca Popolare di Bergamo. Anche le imprese non hanno fatto mancare il loro sostegno, tra queste citiamo Edison e la Banca di Cre- dito Cooperativo dell’Alta Brianza. Infine i soci hanno creduto nel progetto di sviluppo sottoscrivendo oltre 100.000 euro di capitale. L’edificio, è stato pensato, come struttura di utilità sociale che grazie ai nuovi spazi di cui dispone e all’ampliamento delle opportunità riabilitative offerte, è in grado di dare supporto alle famiglie e nuovi stimoli di crescita alla comunità, ma soprattutto di soddisfare senza sprechi le esigenze di formazione delle persone con disabilità, perché è di questo che la Cooperativa, dall’anno della sua nascita, si occupa. Oggi, Noi Genitori, gestisce un Centro Socio Educativo organizzato in tre moduli specialistici per rispondere alle nuove esigenze formative dei ragazzi, che cambiano con il passare degli anni e da Bruno Mazza, vice presidente della cooperativa “Noi Genitori” quasi un anno, il Centro Diurno Disabili dei 26 comuni del Distretto Erbese, (destinato a persone con gravi e gravissime forme di disabilità). L’offerta dei servizi è completata dal progetto di Tempo Libero, il progetto “Dopo di Noi” (dedicato alla residenzialità) e il progetto Integrato con la Scuola, per gli studenti disabili della scuola dell’obbligo. A questi servizi specialistici sulla disabilità si è aggiunto, grazie agli spazi della nuova sede un Centro di Riabilitazione. Noi Genitori è divenuto per il suo territorio nel corso degli anni, un importante punto di riferimento, ad oggi infatti sono ben 56 le persone con disabilità che frequentano la struttura stabilmente. Se si pensa che nel ‘94 al debutto dell’attività, si era partiti con la gestione di un servizio diurno per 5 utenti, il cammino fatto è davvero significativo e non solo in termini quantitativi. La cooperativa da sempre presta infatti un’attenzione particolare alla qualità dei suoi interventi. In modo particolare si è impegnata per favorire la promozione di una cultura inclusiva, relativa alle tematiche della disabilità, attraverso interventi formativi che hanno coinvolto negli anni le scuole del territorio di ogni ordine e grado. Accanto a molto di ciò che è stato già fatto gli amministratori di Noi Genitori, sulla base dei nuovi bisogni e delle richieste crescenti hanno in cuore di voler realizzare altri nuovi progetti: tra questi in particolare c’è tutto il tema della residenzialità, il cosiddetto “durante e dopo di noi. Da tempo infatti Noi Genitori offre ai suoi utenti momenti di partecipazione alla residenzialità, da un lato per offrire alle famiglie dei disabili un sollievo momentaneo, ma senza dimenticare che questi percorsi consentono una graduale e consapevole emancipazione dai propri nuclei famigliari da parte dei ragazzi. E’ un tema importante e delicato che la cooperativa gestisce con cura e attenzione. Ora che le esperienze sin qui affrontate hanno creato un clima di fiducia e di continuità, ci sarà bisogno di avere una casa a disposizione e le risorse economiche per gestirla. Un genitore ha già donato una bella casa di 240 m2, che dopo le opportune ristrutturazioni architettoniche sarà in grado di ospitare fino a otto ragazzi. Si tratta di un gesto generoso e lungimirante, e sull’onda di questa azione anche altri genitori e amici stanno valutando e pensando alla possibilità di creare un ente giuridico, per esempio una fondazione, che possa occuparsi di sostenere progetti di residenzialità. Da segnalare che, proprio in questi giorni, la Cooperativa ha visto l’approvazione di un progetto consortile da parte della Fondazione Cariplo per la ristrutturazione della casa, finalizzata alla realizzazione di progetti residenziali. CRONACA P A G I N A BassaComasca 24 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 UN INCONTRO PUBBLICO LA SCORSA SETTIMANA Alcol e prevenzione a Rovellasca N o limits”, “il gusto pieno della vita” … che fatica educare dentro gli spot della vita! Se ne è parlato la settimana scorsa a Rovellasca in un incontro pubblico sul tema “Alcol e prevenzione” organizzato dall’ associazione “Adotta Renata” con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Sono intervenute tre operatrici del Dipartimento delle Dipendenze dell’ ASL della provincia di Como: Renata Carini, educatrice professionale, la psicologa Lisa Impagliazzo e la dott.ssa Teresa Parillo, medico responsabile della UO Alcoldipendenze. L’uso/abuso di alcol e sostanze è un fenomeno oggi sempre più frequente ed in continua evoluzione: potenzialmente tutti possono venire a contatto già nella preadolescenza con alcool, tabacco, cannabis e altre droghe, poi può svilupparsi dipendenza. Si tratta di un problema trasversale per fasce d’età e fasce sociali; la percezione che i ragazzi hanno delle sostanze psicoattive è infatti legata alla cultu- “ A poco più di un anno dall’inizio dei lavori, oggi, è stato inaugurato, lo scorso venerdì 28 maggio, a Lomazzo (CO) Como NExT, il primo parco scientifico tecnologico della provincia di Como, sorto sull’area industriale dell’ex Cotonificio Somaini situato nel centro storico della città. Un’area non scelta a caso, ma nel preciso intento di mantenere l’originaria destinazione industriale del sito, che ha una propria e importante storia. Voluto e realizzato su iniziativa della Camera di Commercio di Como con un impegnativo lavoro di avvio durato quattro anni, Como Next si prefigge l’obiettivo di diventare entro il 2011 il “Faro Tecnologico” della Regione Insubrica: un luogo dove attirare imprese caratterizzate da contenuti innovativi e basate soprattutto su tecnologie avanzate. ComoNExT nasce con l’obiettivo di offrire un luogo fisico in cui le aziende innovative possano trovare le migliori condizioni per portare avanti la propria vocazione. Gli spazi lavorativi (laboratori ed uffici) messi a disposizione dal Parco sono dotati di tutte le infrastrutture tecnologiche La serata, promossa dall’associazione “Adotta Renata” è servita per mettere al centro il tema dell’abuso. Se n’è parlato con tre operatrici del dipartimento dipendenze dell’Asl di Como di ELENA CLERICI ra del divertimento e dello sballo, alla dimensione del piacere e del piacersi - nell’età in cui essi costruiscono la loro identità, con forti pressioni da parte del gruppo e della società -, ed è perciò lontana dall’immaginario della sofferenza, così come dalla contestazione politica-sociale tipica degli anni Sessanta. Si parla oggi di policonsumo/poliabuso/polidipendenza, ed anche nel mondo adulto si assiste ad una sorta di “doping della vita quotidiana”: l’uso di alcol e droghe è vissuto come “capsula di piacere”, cioè come momento scollegato dal resto della vita, con il grave rischio però di dipendenze, anche se non si è nel quadro della devianza o dell’emarginazione. Si aggiungano la facilità a procurarsi alcol e sostan- ze, e il contesto sociale e culturale in cui viviamo che spinge ad essere sempre al top: “Se le persone non riescono a trovare quello che desiderano, desiderano quello che trovano”. Naturalmente l’uso / abuso di sostanze è correlato alla guida: il fattore umano è la causa maggiore di incidenti stradali, e l’alcol peggiora di gran lunga le prestazioni. La prima causa di morte nei giovani tra i 14 e i 30 anni sono gli incidenti stradali; e per ogni morto ci sono tre invalidi gravi e venti feriti che necessitano di cure ospedaliere. Nella sola provincia di Como ogni anno muore o resta ferito sulle strade un numero di persone equivalente alla popolazione di Laglio! Che fare, considerato che l’Italia detiene in Eu- te la capacità di giudizio, comporta il rischio di incidenti stradali, infortuni sul lavoro, comportamenti violenti, inibisce le funzioni sessuali, riduce le capacità atletiche. Non devono assolutamente bere i bambini e gli adolescenti, perchè al di sotto dei 16 anni l’organismo non è maturo per smaltire l’alcol, e l’alcol stesso può comprometterne lo sviluppo. Anche per gli adulti ci sono dei limiti, 20 gr di alcol etilico al giorno per le donne, massimo 40 gr per gli uomini. L’uso cronico di alcool determina danni al sistema nervoso, a quello cardiocircolatorio, gastriti, ulcere, tumori allo stomaco, epatiti e cirrosi. A noi genitori ed educatori il compito di dare innanzitutto il buon esempio. E poi facciamoci carico della cura e della relazione con i ragazzi, con i nostri figli, e stabiliamo delle regole senza deleghe. quella di Comonext dovranno essere snodi fondamentali sui cui fondare competitività e crescita dei nostri prodotti nei diversi mercati». «La realizzazione di ComoNExT - commenta Paolo De Santis, presidente della Camera di Commercio di Como - testimonia che il Sistema Como è in grado di fare la sua parte nel rendere l’area più protagonista e più attraente per chi vuole fare impresa. Sono convinto che ComoNExT sarà un elemento fondamentale per far ritrovare al nostro territorio orgoglio, consapevolezza e fiducia nella capacità di essere competitivi. Como NExT è un grande incubatore d’impresa, un’affascinante realtà con un contenuto di idee e di progetti che possono fare la differenza». Ad oggi sono 13 le imprese che si sono già insediate nel Parco, e si stima che entro la fine del 2010 possano diventare 25/30. Il Parco copre un’area di 20.986 mq e sarà realizzato in fasi successive: la prima fase (conclusa) prevedeva la realizzazione di 12.000 mq (di cui 8.000 mq utilizzabili per uffici/laboratori) sui quali potranno insediarsi fino a 70 aziende. Il costo per la realizzazione di questa prima fase è stato di 17,7 milioni di euro, che sono stati così coperti: 5 milioni di capitale proprio di ComoNExT; 5 milioni provenienti dalla Fondazione Cariplo; 7,7 milioni provenienti da mutuo bancario. «Il benessere del nostro territorio - commenta Giorgio Carcano, presidente di ComoNExT - dipende in larga misura dalla capacità di mantenere il settore manifatturiero competitivo e adatto alle sfide della globalizzazione. Nuovi filoni e la costante innovazione di prodotto e di processo delle produzioni tradizionali sono elementi necessari del rinnovamento. ComoNExT nasce per dare un aiuto ed una casa alle aziende di oggi e di domani». «ComoNExT- il commento di Stefano Poretta, il direttore del Parco è davvero una sfida che tutti dobbiamo saper raccogliere e far crescere per lo sviluppo del territorio. Noi con il nostro lavoro quotidiano, le imprese con la loro volontà di investire nell’innovazione. Più di 15 aziende questa sfida l’hanno già raccolta!». ADOTTA RENATA: PER SAPERNE DI PIÙ L’associazione “Adotta Renata” è nata nel 2008 per iniziativa di un gruppo di mamme amiche di Renata: moglie di Andrea e mamma di Matilde, nel 2007 all’età di 42 anni è stata colpita da aneurisma, e da allora sottoposta ad una serie di interventi chirurgici. Oggi vive nella struttura Vita Residence 3 di Guanzate (Como). Lo scopo sociale dell’associazione è svolgere nel nome di Renata attività di beneficenza a favore di soggetti affetti da particolari patologie, e bisognosi di assistenza prolungata in strutture specializzate, anche oltre il periodo a copertura del Sistema Sanitario Pubblico. E’ attivo un sito www.adottarenata.it. ropa il triste primato di iniziazione all’alcool a 12 anni? Certamente opera di prevenzione prima di tutto attraverso l’informazione. L’alcol compromet- LOMAZZO VENERDÌ 28 MAGGIO ComoNExT: al via il primo parco scientifico tecnologico necessarie per un’azienda che voglia innovare e sperimentare nuove soluzioni: connessione di rete in fibra ottica e wireless, alimentazioni elettriche protette da UPS, possibilità di scarico fumi all’esterno, predisposizione per l’utilizzo di gas tecnici. Ma ciò che maggiormente può stimolare l’innovazione delle aziende insediate nel Parco è la presenza quotidiana all’interno del parco di una struttura tecnica, composta da tre ingegneri che da 5 anni operano sul territorio comasco con il nome ormai noto di IComo, per supportare le aziende locali nei loro processi di innovazione. Il compito della squadra operativa di ComoNExT è di aiutare le imprese insediate nell’individuare idee innovative, coerenti con le caratteristiche dell’impresa, e di suppor- tarle nel difficile processo di strutturazione dell’idea in uno studio di fattibilità ed in seguito in un business plan, che consenta una decisione razionale circa la realizzazione o meno dell’idea stessa. Il Parco supporta le imprese insediate anche nell’organizzazione di eventi per divulgare nuove tecnologie che si stanno sviluppando, nell’individuazione di finanziamenti all’innovazione nazionali ed europei, nel collegamento con il mondo delle università e dei centri di ricerca, nel supporto alla protezione intellettuale, al reperimento di finanziamenti nel mondo del seed e venture capital e al reperimento di partner industriali per lo sviluppo dei progetti di innovazione. ComoNExT è quindi un luogo dove si respira un clima di cultura, tecnologia, innovazione e di cross-fertilizzazione tra aziende che, pur di settori differenti, sono ispirate da finalità simili. Il Parco ha avviato anche un vero e proprio incubatore di impresa dove giovani (e non) aspiranti imprenditori possano ragionevolmente aspirare, dopo un percorso guidato di tre anni, a diventare un’azienda capace di autosostenersi e di produrre valore. «La possibilità di condividere patrimoni di saperi e know how - ha dichiarato al momento dell’inaugurazione il vicepresidente e assessore regionale all'Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione, Andrea Gibelli - consente alla Lombardia e ai suoi territori di insistere sulla strada della crescita economica attraverso l'innovazione». «La vera sfida oggi - ha proseguito Gibelli - è mettere in rete le conoscenze, creando le condizioni migliori per garantire competitività soprattutto alle piccole e medie imprese, elemento fondamentale del nostro tessuto economico. Iniziative come CRONACA Bassa&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 OGGI PARROCO EMERITO, NEL 60° DELL’ORDINAZIONE G Grande festa per il sacerdote che ha guidato la parrocchia fino al 2005 giovani che si sentivano attratti da lui e che riempivano l’oratorio come mai si era visto prima». Consacrato sacerdote nel 1950, la sua giovane età non gli consentì infatti di essere ordinato l’anno prima insieme ai suoi compagni di Teologia, trascorse i primi anni della sua vita sacerdotale presso il collegio arcivescovile di Saranno come insegnante, successivamente fu mandato ad Abbiategrasso dove restò per 18 anni come coadiutore ed infine giunse a Guanzate nel 1973, quando dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinal Colombo, venne nominato parroco. La parrocchia versava allora in una situazione difficile, molti fedeli si erano, come dire, allontanati... ma don Luigi, che arrivò in punta di piedi, senza particolare clamore, seppe rivitalizzare la vita della parrocchia in poco tempo, grazie a tutto il suo impegno, dando come già accennato, priorità alla vita oratoriana e con essa ai giovani, che in lui trovarono un punto di riferimento importante per la loro crescita spirituale. Quegli adolescenti e quei giovani che riempivano l’oratorio e seguivano con costanza il percorso educativo da lui proposto, oggi non più giovani, sposati e maturi, contribuiscono ancora alla continuità della vita parrocchiale. Con grande e faticoso impegno don Luigi ha lasciato anche segni tangibili e concreti: l’opera più importante fu sicuramente la costruzione dell’ora- Sabato 5 giugno, alle ore 21, nel santuario mariano di Guanzate, nella ricorrenza del 60° di don Luigi e nell’ambito della serata per il restauro dell’organo del santuario stesso, si esibiranno con i loro strumenti i ragazzi del conservatorio G. Verdi di Como. Domenica 6 giugno S. Messa solenne alle ore 11; alle 12.30 pranzo e la sera, alle 20.30, processione; martedì 8 giugno, alle ore 11, solenne concelebrazione in Santuario con i preti del decanato. Presiederà don Luigi Salvadei Il santuario di Guanzate torio San Gabriele che gli costò parecchie notti insonni insieme a molte fa- 25 IL PROGRAMMA DELLA FESTA Guanzate festeggia don Salvadei iovedì 3 giugno è stato un giorno di preghiera e di festa grande per il 60° di sacerdozio del parroco emerito di Guanzate don Luigi Salvadei. Il giorno del GRAZIE al Signore per questi 12 lustri interamente spesi nella Vigna ambrosiana del Signore, dei quali ben 32 anni trascorsi come parroco a Guanzate, fino al 2005. Grazie alla sua giovialità, alla sua semplicità ed alla sua sensibilità verso tutti, che da sempre lo hanno contraddistinto, don Luigi ha saputo raccogliere frutti preziosi, presenze assidue e sentita partecipazione alla vita della parrocchia. «Non potremo mai dimenticare - dicono alcuni suoi parrocchiani - la dedizione ed il grande impegno che ha sempre profuso per tutti, in particolare per gli adolescenti ed i P A G I N A tiche e preoccupazioni. Senza dilungarci oltre però, perché, conoscendo la grande umiltà di don Luigi che, quando leggerà questo articolo sicuramente dirà: “Non scrivete bugie...”, vogliamo con lui ringraziare il Signore per il dono del sacerdozio, Guanzate tutta ringrazia e si stringe a don Luigi per tutto il bene che ha fatto e che per volontà di Dio continuerà a fare alla nostra comunità. BOSISIO PARINI Summer art school per studenti con disabilità L a Nostra Famiglia propone, per gli studenti con disabilità dai 14 ai 17 anni, la Summer Art School, tre settimane di full immersion in attività di studio e approfondimento, per acquisire esperienze, far emergere potenzialità creative, acquisire tecniche e stabilire nuove relazioni significative. La proposta è per ragazzi inseriti in corsi professionali o nella scuola superiore che necessitano di sviluppare le proprie capacità espressive e rafforzare autostima e fiducia. E' condotta da esperti del settore, educatori e pedagogisti, si svolge dalle 9.00 alle 16.00 dal lunedì al venerdì ed è composta da diversi laboratori e attività: FotoVideoLab: laboratorio audiovisivo su fotografia digitale e videoripresa per raccontare, attraverso le foto e i video, Proposta estiva di full immersion in attività di studio e di approfondimento. Dal 28 giugno al 19 luglio a La Nostra Famiglia di Bosisio Parini ter; prevede un percorso di alfabetizzazione informatica e una guida ad alcune applicazioni WEB. Verrà utilizzato per gestire le immagini e il sonoro in collaborazione con il laboratorio foto-video. Suono e Soundbeam: laboratorio di musica cre- se stessi e l'ambiente circostante. Fornisce una preparazione per gestire la fase di pre-produzione (individuazione dell'idea guida, preparazione materiale, organizzazione del lavoro), le tecniche di ripresa, la fase di postproduzione (stampa, montaggio, sonorizzazione). Informatica facile: laboratorio per conoscere ed utilizzare le potenzialità del personal compu- ativa che coniuga lo studio e la pratica della musica all'interno di un'esperienza di comunicazione e socialità. Lo strumento Soundbeam consente di creare musica attraverso i movimenti del proprio corpo grazie ad un sistema di sensori collegato ad altri apparecchi musicali e multimediali: i ragazzi imparano a suonare con gesti minimi oppure ampi, con l'ausilio di altri strumenti, individualmente e in una piccola band. Cucino anch'io: laboratorio di cucina artigianale, basata su semplici ricette, frutto dell'esperienza pluriennale di un corso professionale. Essere autonomi in cucina non significa solo eseguire una ricetta, ma saper scegliere e programmare i piatti del giorno, gustandoli poi in modo conviviale. E' un'attività a forte valore educativo e sociale. Animazione e piscina: Gruppi di animazione e attività sportive (nuoto in piscina) integrano le proposte dei laboratori, garantendo un impegno quotidiano dalle ore 9 alle ore 16, per cinque giorni alla settimana. CRONACA P A G I N A 26 Lago&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 UNA MOSTRA DALL’11 AL 20 GIUGNO A S. FEDELE Com’era, com’è, la Valle Intelvi tra passato e presente D i solito quando ci capita in mano una vecchia cartolina o una foto interessante del territorio cerchiamo di individuarne gli scorci, le vie, le case. Ritratti in bianco e nero che ancora sono arrivati intatti ai nostri tempi moderni. Non è facile. Di solito non si ha a portata di mano la possibilità di un riscontro immediato con il passato, così tanti particolari inediti possono sfuggire alla memoria. Questo hanno pensato gli allievi di Andrea Priori, presidente del gruppo fotografico “Controluce” con sede a Cerano Intelvi, alla ricerca di qualcosa di nuovo per sottolineare il fatto che quest’anno è il decimo anniversario di fondazione del sodalizio. Accogliendo un’idea del socio Giovanni Franchi, in questi ultimi mesi hanno lavorato sodo e setacciando la Valle hanno ricercato prima vecchie cartoline e foto interessanti e poi… posizionandosi nel punto esatto del vecchio fotografo di tanti anni fa hanno impresso la stessa immagine attuale, traendone così una documentazione molto interessante . Da tutto questo lavoro A proporla il gruppo fotografico “Controluce” che festeggia così i 10 anni di attività di RINA CARMINATI FRANCHI è nata una collana di opere che sarà messa in mostra “alla Grotta” di largo IV Novembre a S.Fedele Intelvi dall’11 al 20 giugno e verrà inaugurata venerdì 11 alle 18.30. La mostra è composta da circa 50 pannelli che documentano scorci e personaggi della Valle, ognuno costituito da due foto: una che rappresenta il luogo, così com’era tanti anni fa e, per contro, l’altra riproduce con esattezza lo stesso luogo, preso dalla stessa angolazione come si presenta tuttora. Per alcune immagini, purtroppo ciò non è stato possibile a causa dei mutamenti verificatesi durante questo secolo . Molto materiale raccolto dal presidente e dai soci è risultato interessantissimo e in seguito verrà elaborato e proposto alla visione del pubblico. Il gruppo fotografico “Controluce” è nato, come IUBILANTES CAMMINO E SPIRITUALITÀ Domenica 13 giugno a Pragaletto di Dumenza (VA), presso la Comunità benedettina della SS. Trinità, l’associazione culturale Iubilantes ripropone anche quest’anno una pausa di approfondimento sul senso profondo dell’essere pellegrini. Il programma prevede alle ore 10.00 la S. Messa con la Comunità, con la preghiera e la benedizione dei pellegrini; seguirà la visita al laboratorio di icone con il padre iconografo; alle ore 12.30 il pranzo (in silenzio!) con la Comunità. Nel pomeriggio, alle ore 14.30, ricordi e immagini de “Il Cammino di San Giorgio di Suelli 2010” con i soci Franco Saba e Guido Marazzi; alle ore 15.30 il priore dom Adalberto Piovano terrà una riflessione sul tema “Cammino e spiritualità”, cui sarà presente anche la Comunità. Sono invitati pellegrini e aspiranti pellegrini. Gli spostamenti avverranno con mezzi propri. La partecipazione è gratuita, ma è opportuno prevedere un’offerta da lasciare alla Comunità. Per chi partecipa al pranzo, con prenotazione obbligatoria, il contributo consigliato è di 20 euro. Per informazioni, prenotazioni e contatti organizzativi (entro lunedì 7 giugno): Iubilantes tel. 031279684; e-mail [email protected]. detto, 10 anni fa. Nell’arco di questi due lustri moltissime sono state le attività intraprese: mostre fotografiche, serate con proiezioni di foto in dissolvenza, eseguite con la collaborazione di diversi Comuni della Valle, dell’A.P.P.A.C. U.V.I., dell’A.Ge delegazione della Valle Intelvi e varie Pro-Loco. Ogni anno è stato organizzato un corso di fotografia per principianti cui, complessivamente, hanno partecipato più di 90 persone di tutte le età. Alcuni di questi sono tuttora membri del gruppo. Altre attività importanti realizzate sono stati i concorsi internazionali, “importantissimi, nel loro piccolo, per scambiarsi idee e esperienze” sottolinea il presidente Andrea Priori. Appuntamenti che, con grande soddisfazione degli organizzatori, hanno visto la partecipazione di fotoamatori provenienti da tutta Italia e dalla vicina Svizzera . La sede di “Controluce” è a Cerano Intelvi. Il gruppo partecipa a molte manifestazioni nella quasi totalità dei comuni della Valle, non di rado anche all’aperto, quando ciò è possibile nelle belle serate d’estate. È bello ritrovarsi nelle vecchie piazzette dei piccoli paesi ad ammirare e commentare insieme le immagini insolite che appaiono sullo schermo. Anche quest’anno, dunque, il gruppo guidato da CON MONDO TURISTICO VISITA A S. ANNA AD ONNO E ALLA MADONNA DEL MOLETTO A LIMONTA L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” organizza per domenica 13 giugno una visita guidata alla chiesa di S. Anna ad Onno e alla Madonna del Moletto a Limonta. L’appuntamento è fissato per le ore 14.30 a Onno (ramo orientale del lago di Como, sulla strada Lecco-Bellagio) davanti alla chiesetta di S. Anna. La chiesa si trova lungo la strada, sulla sinistra (venendo da Lecco), nei pressi del cimitero. Giovanna Virgilio, esperta d’arte ed autrice di un libro sulla “costiera degli oliveti” illustrerà la chiesetta di S. Anna, dove si possono ammirare tracce di affreschi trecenteschi e una interessante pala settecentesca. Seguirà poi il trasferimento con propri mezzi a Limonta per visitare la chiesetta della Madonna del Moletto, un santuario mariano del Seicento dove si trova un bellissimo ciclo di affreschi dei fratelli Recchi dedicato alla vita della Vergine. La quota di partecipazione è di 8 euro per i soci, di 9 euro per i non soci. MONDO TURISTICO E IL “PICCOLO MONDO ANTICO” L’Associazione Culturale “Mondo Turistico”, in collaborazione con il Festival Premio Antonio Fogazzaro, organizza per sabato 12 giugno una visita guidata in Valsolda, sui luoghi di “Piccolo Mondo Antico”, il celebre romanzo di Fogazzaro. L’appuntamento è fissato per le ore 15.00 ad Albogasio Inferiore, al parcheggio a lago, lungo la statale. Si intraprenderà quindi un percorso a piedi per visitare quegli angoli di Valsolda che meglio ricordano le descrizioni del romanzo “Piccolo mondo antico”: Oria e la casa di Fogazzaro (solo esterno), Albogasio e la Calcinera, i vicoli e le scalotte che portano alla parte superiore, dove si trova la casa Affaitati. Arrivati a Castello, posto in splendida posizione panoramica, si visiterà la chiesa di S. Martino ricca di dipinti cinquecenteschi e barocchi, dove Fogazzaro immagina il matrimonio segreto di Franco e Luisa. A completamento del percorso, visita dell’abitato medievale e della casa del pittore Paolo Pagani, recentemente restaurata ed adibita a museo e a sede degli studi sugli artisti valsoldesi. La quota di partecipazione è di 7 euro per i soci, di 8 euro per i non soci. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail: [email protected]; sito internet: www.mondoturistico.it Andrea, fotografo eccellente per professione e per passione, offrirà il risultato del lavoro dei suoi ragazzi, realizzato con tanta pazienza ed entusiasmo, in una collezione di immagini bellissime. In anteprima saranno esposte a S.Fedele con i seguenti orari: venerdì 18 giugno dalle 17 alle 19, sabato 12 e 19 giugno, dalle 15 alle 19, domenica 13 e 20 giugno dalle 10 alle 12. Così gli appassionati della macchina fotografica legati al gruppo vogliono festeggiare e mostrare a tutti un pezzetto originale di storia della Valle con una mostra che vale una visita molto attenta e studiata dal titolo: “Com’era e com’è: la Valle Intelvi tra passato e presente”. UN GIORNO SUL MINCIO CON SCACCIAPENSIERI L’associazione Culturale Scacciapensieri promuove per domenica 27 giugno “Un giorno sul Mincio”, itinerario fluviale e naturalistico nella riserva naturale delle Valli del Mincio, riparo per centinaia di rare specie di uccelli. Dal porticciolo di Grazie Curtatone si discenderà il fiume verso la città di Mantova. Dopo il pranzo locale, la giornata prevede la visita al Santuario della Madonna delle Grazie, con la sua architettonica bellezza, antica meta di pellegrini e fedeli devoti alla Beata Vergine Maria. In questo contesto si svolge il concorso nazionale dei “Madonnari”. Per maggiori informazioni e iscrizioni: associazione culturale Scacciapensieri, cellulare 3453302077; sito internet: http://scacciapensieriisa.blogspot.com/. P A G I N A 28 Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 SONDRIO LA ONLUS ANFFAS APRIRÀ UN NUOVO CENTRO PRESSO LE EX SCUOLE DI MOSSINI Autismo, uniti contro il silenzio R la Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale, Asl con Azienda Ospedaliera di Sondrio. Con questi ultimi due enti sarà indispensabile studiare soluzioni per reperire fondi che assicurino conti- che mette a dura prova, anche i pregiudizi che l’accompagnano. Ecco perché Anffas Sondrio – prosegue Mazzoni –, con il sostegno finanziario iniziale del Rotary Club di Sondrio, ma ora anche delle Fondazioni Tirelli e ProValtellina, ha prima istituito ed ora amplierà e arricchirà di servizi per la nostra provincia un Centro Autismo (centro di valutazione capacità e sostegno educativo per bambini con autismo)». «Nella mia vita – scrive la mamma di un figlio autistico – che da 34 anni è, in modo prevalente, quella di una madre di un figlio disabile, tra le poche cose che ho imparato c’è la consapevolezza che per dare corpo e concretezza alla mia vita e a quella di mio figlio devo aver la forza e il coraggio di allargare la mia visione di lui in un raggio molto più ampio che non il ristretto ambito della sua disabilità. È una vita complessa, ma le famiglie non possono e non devono isolarsi dal resto della società». Che cosa comporterà portare a regime il Centro Autismo a Sondrio? «Anzitutto – risponde Mazzoni – significa avere una nuova sede, perchè quella attuale è diventata inadeguata rispetto all’aumento dell’utenza, alla diversificazione dei servizi divenuti indispensabili durante questi tre anni di attività e all’aumento del personale specializzato necessario. Lo sportello che verrà attivato sarà presso l’exscuola elementare di Mossini messa a disposizione dal Comune di Sondrio. Verrà adeguata strutturalmente con la collaborazione dello stesso Comune, arredata con quanto già si ha e con acquisti (grazie al finanziamento delle fondazioni sopracitate) di nuovi arredi e, soprattutto, di strumentazioni divenute indispensabili per poter coinvolgere famiglie e insegnanti. Sarà importante, inoltre, stipulare una convenzione tra Anffas e Ufficio di Piano di Sondrio a nome e per conto di tutti gli Uffici di Piano del- A SONDRIO INCONTRO PROMOSSO DALL’ASSOCIAZIONE ALZHEIMER L’associazione familiari dei malati di Alzheimer organizza giovedì 3 giugno, alle ore 16.30, presso la sala convegni della Rsa “Città di Sondrio” un incontro di formazione dal titolo La ROT informale (terapia di orientamento alla realtà) nel trattamento delle demenze con relatrice la dottoressa Paola Ortelli, neuropsicologa. L’incontro è aperto ai familiari degli ospiti e a tutti coloro che desidereranno intervenire. NUOVA SEDE PER IL CONSORZIO TURISTICO SONDRIO E VALMALENCO Il Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco ha cambiato sede. Da martedì 1 giugno il Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco ha spostato i suoi uffici dalla sede di piazzale Bertacchi negli spazi appositamente ristrutturati (grazie al supporto della Provincia, della Comunità Montana Valtellina di Sondrio, di tutti i comuni associati e della società di pubblico trasporto Stps) presso il terminal di via Tonale 13. Questo cambiamento corrisponde a una delle strategie del Consorzio Turistico: «l’attenzione verso il territorio è la nostra risorsa primaria - dicono i responsabili -. Il buon esito turistico nasce dal coinvolgimento diretto di chi è presente e opera nei diversi mandamenti. La possibilità di essere posti in una sede di servizio permetterà di dare informazioni di “prima mano” agli utenti non solo del capoluogo e delle rinomate località turistiche ma anche dei luoghi meno battuti dal turismo di massa ma parimenti ricchi di storia e bellezze naturali. Una nuova avventura per il Consorzio - concludono - che fa del servizio e della qualità un’arma reale per enti, associati e utenti». Info: www.son drioevalmalenco.it; telefono 0342-451150. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ecenti fatti di cronaca hanno riportato l’attenzione su un problema che esiste e di cui si parla sempre troppo poco: l’autismo, soprattutto nei bambini. La ribalta si accende solo in presenza di episodi tristi che, quasi sempre, mettono in evidenza la solitudine e le difficoltà quotidiane con cui le famiglie si devono confrontare. Sebbene restino ancora sconosciute le cause, l’autismo può ugualmente consentire una buona qualità di vita, grazie a trattamenti intensivi e precoci. Guido Mazzoni, presidente di Anffas Sondrio, esprime alcune sue riflessioni. «La frequenza di avvenimenti, con esiti spesso tragici, che vedono coinvolte famiglie con figli autistici dovrebbe far riflettere e spingere a chiedersi cosa fare per evitare drammi umanamente tanto gravi. Nel 2004 sono state emanate dalla Società dei Neuropsichiatri Infantili le Linee Guida per l’Autismo. Ormai tutte le Regioni italiane hanno promulgato indicazioni per la riorganizzazione dei servizi per l’autismo, quasi ovunque, dove esistenti, obsoleti e insufficienti. Nel 2008 il Ministero della Salute ha emanato un documento sul trattamento delle sindromi autistiche. Eppure, nonostante tutti questi documenti, i diritti dei bambini con autismo ad essere curati con terapie valide ed efficaci, ad essere educati e a vivere in modo sereno nella società sono ancora trascurati. Né per i bambini né per gli adulti autistici sono sufficienti le attuali proposte di intervento e le famiglie, da sole, devono affrontare oltre a una disabilità nuità al servizio». Per sostenere il progetto del nuovo Centro Autismo, con larghissimo anticipo è partita la prevendita di uno spettacolo, in programma il 2 dicembre presso il Polifunzionale San Rocco, con alcuni comici del Laboratorio di Zelig. Tutte le info, rivolgendosi ad Anffas Sondrio, in largo Sindelfingen 16, telefono 0342-510 977. CHIAVENNA A DIECI ANNI DALLA SUA MORTE La luce di suor Mainetti S ono trascorsi dieci anni da quel 6 giugno 2000, quando Chiavenna, e con lei l’Italia intera, ebbero un risveglio brusco, per un fatto incomprensibile e crudele. Suor Maria Laura Mainetti, religiosa delle Figlie della Croce di Sant’Andrea, era stata uccisa nella notte in via Poiatengo, all’imbocco della strada che porta al Parco delle Marmitte dei Giganti. La cronaca è nota: le indagini portarono all’arresto di tre giovani (Ambra, Milena, Veronica), all’epoca dei fatti tutte minorenni. Il fascino del male e del satanismo; la scelta ricaduta sulla suora per la sua figura esile e il carattere mite; l’inganno per chiamarla fuori dal convento (una di loro raccontò di aspettare un bambino frutto di una violenza); le diciotto coltellate inferte se- guendo un ultimo macabro rito, sei (numero diabolico) ciascuna. Gli inquirenti decisero di chiamare l’inchiesta “Raggio di luce”: il raggio di luce che arrivava dalla testimonianza di suor Laura, come ebbe a spiegare il procuratore Avella che chiuse il fascicolo in meno di un mese. Mentre le giovani la colpivano, infatti, lei pregava, assicurando loro il suo perdono e implorando misericordia per quel loro gesto sciagurato. Nel luogo del martirio è stata posta una bella croce in granito dove campeggia il motto evangelico “se il chicco di frumento muore, porta molto frutto”. Da dieci anni quel luogo è meta ininterrotta di pellegrinaggi: la gente ha capito la generosità estrema di suor Mainetti, e lì si ritrova per pregare e per pregarla. Milena e Veronica hanno già da tempo la- sciato il carcere; per Ambra vige ancora un regime di semilibertà. Per suor Maria Laura è stato avviato il processo di beatificazione, felicemente concluso nella fase diocesana. In sua memoria sono nate associazioni educative, centri di aiuto alla vita, attività di solidarietà e accoglienza. «La luminosa testimonianza di suor Laura non deve essere dispersa o dimenticata - dicono da Chiavenna -. Cresce il numero di persone che la ricorda e vuole conoscerla meglio, specie fra i giovani». Questo fine settimana Chiavenna la ricorderà con un concerto - sabato 5 giugno - e domenica 6, con la S. Messa alle ore 16.30 presieduta da monsignor Coccopalmerio. Sul prossimo numero del Settimanale un’approfondimento sulla sua figura. E.L. P A G I N A CRONACA 29 Valchiavenna IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 PROSTO IL SALONE DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE E’ STATO DEDICATO AL COMPIANTO DON DE STEFANI Nel ricordo di don Gustavo F ra gremito il salone parrocchiale - sabato 29 maggio - in occasione della dedicazione di questo spazio, a disposizione della comunità, al compianto arciprete don Gustavo De Stefani, per 45 anni al servizio di Prosto e della sua gente. La scelta non è stata casuale in quanto don Gustavo amò molto e curò il restauro e la conservazione di questo palazzo che fu abitato, nel periodo di servizio a Prosto e Savogno, dal Beato Luigi Guanella. L’intero paese si è stretto attorno ai famigliari per ricordare la figura del prete, scomparso nel 2008, dopo avere profuso tutte le energie per testimoniare la propria fede in Cristo. Due fratelli dello scomparso hanno scoperto la targa, benedetta da Mons. Ambrogio Balatti arciprete di Chiavenna; si sono poi succedute le testimonianze di alcuni gruppi attivi in parroc- dere lo stesso desco del compianto arciprete. Viva commozione ha poi suscitato la carrellata di immagini - predisposta dalle animatrici del Gruppo Hospitale - che hanno ripercorso tutta la vita di don Gustavo: dall’educazione in una famiglia religiosa, al seminario, alla prima messa, alla vita in parrocchia senza trascurare alcuni scatti, inediti, più privati e familiari. Come pure ha commosso il ricordo degli anni giovanili tracciato dal compagno di seminario e di messa don Narciso Mandelli che, non potendo essere presente, ha comunque voluto chia: la Corale ha proposto tre canti polifonici, i ragazzi ed i giovani, che sono i maggiori utilizzatori degli spazi in questione (tant’é che il gruppo dei giovani prende il nome di gruppo Hospitale, mutuandolo dal nome del palazzo ed a significare lo spirito di accoglienza del gruppo), si sono esibiti nel loro repertorio; brevi ricordi personali, quasi domestici, sono stati tratteggiati da Don Ambrogio, dal Sindaco Paolo Lisignoli, dalla Dott. Simonetta Coppa, appassio- nata studiosa della nostra chiesa, e dal prof. Scaramellini che ha ripercorso i giorni ed i mesi in cui, durante le ricerche di archivio, propedeutiche alla pubblicazione del libro sulla chiesa parrocchiale, ebbe l’occasione di condivi- AC MESE UNA DUE GIORNI DI FESTA PER LA SOCIETA’ SPORTIVA Vent’anni di sport e amicizia V ent’anni di pallone e amicizia in una due giorni indimenticabile. Si è svolta nel fine settimana la festa dell’Ac Mese, il club che dal 1990 manda in campo ogni stagione cento giocatori provenienti dal paese situato alle porte di Chiavenna, ma anche da altri Comuni della Valle. Sono stati moltissimi i momenti emozionanti: la parata delle annate dai giovani del 1976 ai calciatori di oggi, le coreografie, l’alzaban-diera, le animazioni, i giochi e la presenza di tutti i protagonisti della storia dell’Ac Mese e di tanti esponenti degli enti locali, della Federazione e di altre associazioni del territorio. Sono saliti sul palco anche i familiari di quattro amici scomparsi Gianluca Mainetti, Emanuele Pasini, Aldo Falco e Stefano De Stefani - e c’è stata la lettura di un augurio speciale arrivato da molto lontano, visto che é stata scritta da don Luigi De Giambattista, missionario nell’India e nelle Filippine e fratello del presidente Albino. E naturalmente c’è stato spazio per tante sfide sul campo del centro sportivo. «In vent’anni sono passati da Mese cinquecento ragazzi e una settantina tra dirigenti, accompa-gnatori, allenatori e addetti al campo ha spiegato con una comprensibile emozione Albino De Giambattista, presidente dalla fondazione. In questi ultimi anni i ragazzi tesserati sono stati circa un centinaio a stagione. Abbiamo ottenuto importanti successi agonistici: nella stagione sportiva 2005/06, ad esempio, abbiamo vinto i campionati nelle categorie Esordienti, Giovanissimi e Allievi, e siamo stati la prima società a livello provinciale a vincere in tutte le categorie giovanili nella stessa stagione sportiva. Ma il riconoscimento che dà maggiore orgoglio e soddisfazione all’Ac Mese è la Coppa disciplina vinta per ben sette volte con la squadra degli Allievi. ASPIRANTI CHEF E CAMERIERI DA DIECI E LODE «Bravi ragazzi, continuate così: il futuro è vostro». Con queste parole i docenti dell’istituto professionale alberghiero Crotto Caurga di Chiavenna si sono complimentati con gli alunni che hanno partecipato al “Pranzo dei debuttanti”, appuntamento tradizionale di fine anno con il saggio di primavera che segna in qualche modo la fine dell’anno scolastico e la “prima” vera prova per cuochi e camerieri che usciranno dalla scuola chiavennasca dopo il triennale che sarà concluso al termine del prossimo anno scolastico. E’ toccato questa volta alla classe seconda B, composta da 22 alunni divisi in due squadre operanti in cucina e sala, alternarsi ai fornelli e ai tavoli per dare il meglio di sé. La giornata consisteva nel preparare un pranzo completo, servito nella Sala Ristorante dell’Istituto, a genitori, docenti e consiglio di classe: giudice severi, non c’è che dire, di fronte ai quali non si poteva certo fare brutta figura! Preparati e affiancati dai docenti di cucina e sala “Renna e Fontana” e dalle docenti di lingua straniera Lepore e Scuffi, gli allievi hanno offerto ai convitati un menu a base di pesce, accompagnato da una selezione di vini. Il tutto illustrato ai commensali in modo dettagliato in italiano, inglese e tedesco, a dimostrazione che non bastano più nel mercato moderno le sole competenze strettamente tecniche, ma serve anche versatilità e soprattutto la capacità di intrattenere clienti di ogni dove, come del resto sempre più spesso capita soprattutto nei ristoranti della Valchiavenna, rinomati anche oltre confine. Alla fine sono arrivati gli applausi, a dimostrazione dell’ottima preparazione raggiunta dai ragazzi dopo solo due anni di studi nella scuola di via Cappuccini. D.PRA I nostri obiettivi principali sono quelli di fare crescere, i ragazzi con valori importanti dal punto di vista morale e sociale, visto che educazione e rispetto sono i fondamenti della nostra attività, diffondere lo sport come principio di vita, conservazione dello stato ottimale di salute e impiego del tempo libero». Nelle parole del presidente c’è tutta la felicità di chi ha vissuto i vent’anni di Ac Mese e la festa del fine settimana. «Sono state due giornate commoventi - ha aggiunto De Giambattista, premiato dall’amministrazione comunale -. C’erano tutti i miei ragazzi, i nostri giocatori e allenatori. Abbiamo ricordato insieme i bei tempi. Significa che i valori della nostra società, cioè amicizia, rispetto ed educazione, hanno fatto crescere i nostri tesserati sul piano calcistico, ma anche a livello umano. Siamo nati a Mese, ma siamo legati a tutta la nostra valle. Con questo spirito siamo cresciuti e abbiamo dimostrato che si possono superare insieme problemi». A novembre scadrà il mandato di De Giambattista. «In questi anni si è costruito un gruppo di giovani molto preparati. Non ho perso l’entusiasmo, ma è doveroso dare spazio ai ragazzi. La mia esperienza sarà a disposizione di tutti, ma dobbiamo dare fiducia alle nuove generazioni». S.BAR ricordare l’amico e il percorso, per molti versi comune, verso il sacerdozio. Una testimonianza è giunta anche dall’Abate emerito dei Cistercensi Dom Ugo Tagni. Nel chiudere la serata l’attuale arci-prete, padre Agostino, ha fatto omaggio ai famigliari intervenuti del cd con le immagini più significative proiettate durante la serata ed ha invitato la comunità a fare tesoro del passato per vivere il presente e sapere costruire il futuro al passo con il mutare dei tempi. L’agape fraterna, nella piazzetta dedicata a don Guanella, ha concluso la serata. L’ARCA UN CONVEGNO PER RICORDARE I 25 ANNI AL FIANCO DEI PIU’ DEBOLI La cooperativa L’Arca celebra i venticinque anni di attività con un convegno sulla non autosufficienza. L’iniziativa si terrà il 10 giugno all’exconvento dei Cappuccini di Chiavenna. Lo staff ha deciso di dedicare la propria attenzione a un tema di grande attualità, sia per gli enti locali, sia per le famiglie. «La non autosufficienza dell’anziano pone sfide peculiari al sistema dei servizi, per l’intreccio di problemi sociali e sanitari, fisici e psicologici, nonché di gestione di risorse economiche sempre più limitate - spiegano dalla cooperativa -.Questa difficile condizione è condivisa dai familiari, che sono i principali attori della gestione della “fragilità” mentre faticosamente ricercano aiuto sia nei servizi pubblici che in quelli privati. Per festeggiare i 25 anni di attività sul territorio, L’Arca intende fare il punto della situazione sulle risposte a queste problematiche e promuovere alcune riflessioni nel contesto della società civile e nel sistema dei servizi». Al tavolo dei relatori ci saranno i rappresentanti della cooperativa, degli enti locali e diversi medici, oltre al sociologo valtellinese Aldo Bonomi. Intanto, la cooperativa ringrazia il Centro Anziani di Novate Mezzola per il generoso contributo di 2.500 euro destinato al servizio di cure palliative domiciliari. (S.BAR) REGOLEDO: APRE UN MUSEO DEDICATO AD ANGELO VANINETTI Tredici anni fa moriva a Regoledo di Cosio, dov’era nato 73 anni prima, Angelo Vaninetti, il pittore della Valtellina nel ’900, il cantore della sua terra, della vita umile della sua gente, degli oggetti di tutti i giorni, che nei suoi quadri si trasfigurano diventando simbolo. A lui, per volontà dei familiari, è stato dedicato il primo museo di arte contemporanea in provincia di Sondrio, realizzato nel suo stesso studio in via Bernasconi 40 a Regoledo. Sarà inaugurato sabato 12 giugno con orario di apertura dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Vi sono esposte opere di tutte le epoche della sua attività, sempre ispirate alla Valtellina che egli amò e cantò con autenticità. Questo anche in periodi in cui pareva che testimoniare l’attaccamento alla propria terra significasse avere uno sguardo corto sulla realtà, mentre è tutto il contrario, come del resto sosteneva Balzac: “se vuoi conoscere il mondo, conosci prima la tua terra”. Quella di Angelo Vaninetti è una pittura calda, in cui vivono gli oggetti quotidiani, che diventano simboli di una esistenza dura, ma autentica, legata alla natura e di essa rispettosa, sostenuta da princìpi elaborati in secoli di storia da chi ci ha preceduto. Di Angelo Vaninetti hanno scritto molti critici: pittori notissimi e scrittori di fama, che gli furono anche amici. Basta scorrere l’elegante ricco catalogo, curato dalla figlia Annalisa e da suo marito Francesco Mazzoleni, per rendersene conto. Nel catalogo di quasi 200 pagine scorrono anche brani tratti dalla corrispondenza con gli scultori Mario Negri e Luciano Minguzzi, i pittori Ennio Morlotti e Ibrahim Kodra. Anche il grande Alberto Giacometti, in visita al suo studio di Regoledo, lo incoraggiò a continuare nella sua arte, capace di umanizzare le cose. CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 P A G I N A 30 PREMIO A PINA RABBIOSI ORA SI PENSA A MIGLIORARE L’ATTIVITÀ DELLA BIBLIOTECA DELLA STRUTTURA Riconoscimento alla Casa do Sol D uemila i concorrenti che hanno partecipato all’ottava edizione del Premio per i progetti nel campo dell’educazione di bambini e ragazzi in Brasile bandito dall’Unicef nel Paese sudamericano. Un solo vincitore: la Casa do Sol, fondata nel 1997 da Pina Rabbiosi e da padre Luis Lintner. Incredula l’anima della casa, Pina Rabbiosi, che dopo l’uccisione del sacerdote nel 2002, ha portato avanti il progetto al quale insieme avevano lavorato per diversi anni. Un progetto che in questi anni è cresciuto e si è sviluppato in una zona di Salvador de Bahia,dove l’emergenza educativa è all’ordine del giorno. «Non avremmo mai immaginato che il progetto vincitore sarebbe stato quello della Casa do Sol - commenta c’erano così tanti altri progetti, tutti di grande qualità,che arrivavano da ogni regione del Brasile, che non avremmo mai pensato di avere qualche chance. Questo ha fatto sì che la nostra gioia fosse ancora più grande!». Sorride, mentre racconta la cerimonia di premiazione, alla quale ha partecipato con due collaboratori della Casa do Sol, Tatà e Bira. Quest’ultimo è un “volto conosciuto” anche qui in Valtellina, dove è arrivato in visita qualche tempo fa, per vedere di persona le nostre montagne, quelle montagne di cui tanto aveva sentito parlare negli anni in cui, ragazzino, era uno dei ragazzini della casa. «Al momento della proclamazione del vincitore - racconta Pina Rabbiosi - quando sono stata chiamata sul palco per ricevere il premio,ho voluto avere con me Tatà e Bira, che però erano seduti in fondo alla sala. Li ho chiamati a gran voce, cosa che ha creato un po’ di subbuglio in sala». Pina Rabbiosi sottolinea il significato di questo premio, che nasce con l’intento di valorizzare quei progetti che favoriscono la crescita e lo sviluppo dei giovani,per arrivare a renderli uomini e donne responsabili e autonomi nella società. Ricevere oggi questo riconoscimento da parte dell’Unicef significa che il lavoro fatto in questi anni nelle favelas sta portando i suoi frutti». «Gli stessi Tatà e Bira sono due ragazzi che un tempo frequentavano la Casa e che oggi all’interno della stessa hanno diversi compiti di responsabilità». Nelle parole di Pina Rabbiosi si ripercorre quindi la storia del progetto della Casa do Sol. Dalla necessità primaria di offrire ai bambini delle favelas dei pasti caldi e sufficienti alla loro crescita, un luogo dove poter trascorrere la giornata,dove essere al sicuro per qualche ora. Da qui poi il lavoro, intenso, di educazione delle mamme. «Insieme a padre Luis riconoscemmo da subito la necessità di offrire un’adeguata formazione alle persone delle favelas così da garantire loro veramente un futuro». Dai primi corsi, le attività si sono andate moltiplicando con il passare degli anni. «Corsi di recupero per bambini e ragazzi, preparazione agli esami di accesso alle uni- versità, arte, cultura e molto altro ancora. Tre anni fa abbiamo potuto realizzare un sogno - aggiunge - quando siamo riusciti a realizzare all’interno della Casa una biblioteca. Per i bambini e i ragazzi della favela quella è l’unica occasione per poter accedere ai libri e al materiale didattico. Un settore lo abbiamo dedicato ai libri sulla salute, che viene consultato in particolare dalle donne». Pina Rabbiosi sottolinea che oggi più che mai ritiene che «la gente delle favelas la si aiuta non solo offrendo loro da mangiare e un tetto sotto cui ripararsi,ma dando loro anche cultura ed educazione». «E tutto questo impegno ci è stato riconosciuto con l’assegnazione di questo premio», commenta. Grazie ai fondi ricevuti Pina Rabbiosi ha intenzione di ampliare ancor più la biblioteca, ma anche di organizzare viaggi, affinché i collaboratori della Casa do Sol possano conoscere altri progetti sociali che hanno partecipato al concorso, visitarli e imparare da loro. «Sono convinta che un lavoro di rete, in questo settore, permetta di crescere insieme e di rafforzare la nostra presenza accanto ai più poveri e in particolare ai bambini», conclude. TUTTO PRONTO PER LA SKYRACE VALMALENCO-VALPOSCHIAVO Domenica 13 giugno, data importante per gli appassionati di skyrunning che in massa saranno ai nastri di partenza della 9ª Valmalenco-Valposchiavo. Alla segretaria del comitato italo svizzero sono già pervenute moltissime adesioni: il tetto massimo di partecipanti è 550. Non mancano nomi eccellenti: «Il vincitore 2009 Robert Krupicka ha già confermato la propria presenza con il preciso intento di tagliare per primo il traguardo di Poschiavo - esordisce con soddisfazione il direttore gara Gianmario Nana -. A contendergli il primato ci saranno tantissimi campioni». Sfogliando la lista partenti, spiccano i nomi degli azzurri Fulvio Dapit, Giovanni Tacchini, Gil Pintarelli, il messicano Ricardo Mejia, lo spagnolo Augusti Roc, il tedesco Helmut Schiessl, il polacco Daniel Wosik… Al femminile, invece, per il momento le atlete più quotate sono la britannica Angela Mudge e la transalpina Stephanie Jimenez. «Si è delineato un parterre di assoluto livello - continua il presidente del Comitato Organizzatore Dario Marchesi -. Ciò vuol dire che indipendentemente dal circuito nel quale la gara viene inserita, la Valmalenco-Valposchiavo si conferma gara che piace». Info: 0041-81-8440571. SUORE DELLA CARITÀ DI SANTA GIOVANNA ANTIDA PRESENZE PREZIOSE IN QUESTI ANNI IN CITTÀ Sondrio saluta e ringrazia suor Teresa e suor Luisa I n poco più di otto anni di apostolato nell’ambito della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio a Sondrio, suor Teresa Albani è entrata nelle case e nel cuore di tanti sondriesi. Molti fedeli della Collegiata, in primo luogo i sacerdoti, la scorsa domenica hanno ringraziato e salutato la religiosa che, a partire da questa settimana, è stata trasferita ad Erba, nella Casa Cristo Re delle suore della Carità di Santa Giovanna Antida, congregazione cui appartiene suor Teresa. Giunta in città a fine febbraio del 2002, la suora, che molti sondriesi confondevano con una salesiana delle Figlie di Maria Ausiliatrice a causa dell’abito simile, ha sempre tenuto a sottolineare, invece, il carisma della sua congregazione. Non con le parole, ma con la carità concreta: raggiungendo molte famiglie per la preparazione al Battesimo, la catechesi dell’iniziazione cristiana e le visite agli ammalati, suor Teresa ha spesso colto i reali bisogni di molte persone che, senza nulla chiedere, hanno potuto contare sul suo aiuto. Ha vissuto con costanza la visita alle famiglie e, in particolare, agli ammalati, portando alla maggior parte di loro la Comunione ogni settimana. «Un’esperienza – rac- conta suor Teresa – nella quale ho cercato di educare il mio cuore ad una grande tenerezza verso i più deboli, soprattutto i disabili, Da loro ho ricevuto molto, con disponibilità e ascolto ho ricevuto molte confidenze e ho ricevuto tanto a- more. Non sono mancati, per i limiti umani che ho, anche momenti di stanchezza, ma ho sempre saputo dove attingere energia per proseguire col mio impegno. Solo il Signore Gesù è in grado di restituire entusiasmo e la volontà di rico- minciare da capo». Assieme a suor Teresa, anche suor Maria Luisa Gusmeroli lascerà Sondrio per trasferirsi a Morbegno. Un piccolo rinnovamento nella comunità di quattro suore che da poco più di un mese risiedono in un appartamento all’oratorio Sacro Cuore, dopo che la casa di riposo “Città di Sondrio” ha richiesto i locali da loro precedentemente occupati allo scopo di ampliare il reparto di accoglienza per disabili. Attualmente le Suore della Carità, presenti in città dal 1913, al servizio dei più bisognosi e dei poveri, sono ancora impegnate all’interno della casa di riposo. Tre a tempo pieno, mentre una suora – dalla prossima settimana quella che arriverà a sostituire suor Teresa – è impegnata nell’apostolato all’interno della parrocchia. Un’attenzione ai bisogni senza sosta, sforzandosi di rispondere all’invito missionario del Signore e vivendo lo stesso desiderio della fondatrice: «varcherei i mari, andrei in capo al mondo, se sapessi che Dio lo vuole». «Ho sempre cercato di vivere il carisma di santa Giovanna Antida – spiega suor Teresa – per riferire tutta la mia esistenza a Dio, per la sua gloria. Ogni giorno rinnovo il mio affetto filiale per la Chiesa, ricordando le parole della nostra fondatrice: “sono figlia della Chiesa, siatelo anche voi con me”. Il mio impegno si rivolge in special modo ai poveri, per assomigliare sempre più a Gesù, servendo sempre con tenerezza, generosità, pazienza e amore». Se non sono mancati, negli ultimi giorni, gli attestati di stima e di riconoscenza a suor Teresa, anche la religiosa esprime un particolare ringraziamento ai sacerdoti della città e, in modo particolare, a don Ferruccio. «Lui – dice suor Teresa – mi ha sostenuta nel mio meraviglioso servizio degli ultimi anni, dandomi la possibilità di incontrare tante persone da cui ho ricevuto molto. A tutti i preti va il mio affetto e la mia riconoscenza, unita alla preghiera». A.Gia. P A G I N A 31 CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 INTERVISTA AL DOTTOR EZIO CORBELLINI LUMINARE DELLA CARBOSSITERAPIA Quando la medicina incontra la M artedì 25 maggio Chiavenna ha ospitato un’interessante serata di approfondimento sulle tecniche mediche della carbossiterapia. È intervenuto il dottor Ezio Corbellini, luminare di questa speciale branca terapeutica che, con il Centro di Piantedo in cui opera, è conosciuto in tutto il mondo. Sul numero di aprile 2010 del “Notiziario”, la rivista di approfondimento culturale edita dalla Banca Popolare di Sondrio, è stata pubblicata un’interessante intervista al dottor Corbellini. Ve la proponiamo integralmente su queste pagine per gentile concessione della Bps di Sondrio. L’intervista è stata realizzata da Vittoria Bornelli. L’applicazione del laser e quello dell’anidride carbonica nel campo medico rappresentano nuovi traguardi e prospettive nella cura di varie patologie. Nell’ambito delle malattie vascolari, la chirurgia endolaser rappresenta una tecnica mininvasiva per intervenire sulle vene varicose con notevole riduzione del dolore evitando le cicatrici, mentre l’impiego della carbossiterapia, ancora poco conosciuta in Italia, riscontra buoni risultati nelle patologie da stasi venosa e linfatica ed è nota dai tempi di Giulio Cesare per gli effetti benefici sulle ulcere. Ne abbiamo parlato con il dottor Ezio Corbellini, chirurgo vascolare con esperienza pluriventennale e direttore sanitario del Centro Salute di Piantedo (www.centro-salute. org), alle porte della Valtellina, all’avanguardia nell’impiego di nuove metodiche come la carbossiterapia e il trattamento laser antalgico. Lo specialista, nato a Morbegno nel 1957, racconta la sua passione per la ricerca di applicazioni innovative in campo medico e il senso di una professione a servizio dell’uomo in cui il sollievo alla sofferenza è un’autentica missione. È un discorso ampio che ha radici lontane nella cultura greca e nel cristianesimo, dove si incontrano Gesù e il Cireneo sul Calvario, fino al sacrificio estremo della croce per salvare l’uomo di ogni tempo. Il racconto a tratti diventa personale e tocca le fibre più intime del cuore per ricordare di che pasta sono fatti il dono e il mistero della vita. Dottor Corbellini, come è cambiata la chirurgia vascolare con l’impiego del laser? «La chirurgia tradizionale è generalmente praticata negli interventi sulle vene varicose e sulle safene. Solo in alcuni casi si può applicare il laser, che rappresenta una metodica mininvasiva complementare e non sostitutiva. Dai primi anni Novanta ho sempre seguito con attenzione l’evoluzione dell’uso del laser in campo medico e l’ho impiegato nell’ambito della chirurgia vascolare solo quando ci sono state le condizioni ideali per farlo». Che vantaggi dà l’utilizzo del laser vascolare? «I vasi vengono eliminati con l’emissione della luce laser nella vena da trattare che si coagula senza lasciare cicatrici. Il paziente ha un decorso postoperatorio e un recupero più rapido e meno doloroso, con una riduzione al minimo degli ematomi e dei segni estetici. Nella chirurgia tradizionale si fa un’incisione col bisturi mentre in quella laser ci si avvale di un ago». Quando si può affrontare con serenità una laserchirurgia vascolare? «È importante accertare la qualifica dello specialista che deve avere anche un’ottima preparazione per eseguire un ecocolordoppler. Bisogna fare un’accurata valutazione clinica e strumentale. Dopodiché si può decidere se questa metodica è quella corretta. Tutto dipende dal diametro del vaso e c’è una precisione millimetrica che porta il medico a decidere se sulle vene da trattare si può usare il laser o la chirurgia generale». Quali altre esperienze ha maturato nell’impiego del laser? «Mi sono dedicato tra l’altro al laser antalgico che riscontra notevole efficacia nella cura del dolore acuto in caso di distorsione, trauma muscolare, lombalgia e tendinite». Quali cautele è necessario avere nella cura del dolore? «Il medico deve avere una conoscenza ottimale del paziente, che spazia dallo scheletro all’apparato muscolare fino al decorso dei nervi principali. È necessaria una competenza medico-clinica adeguata, poi a fare la differenza è il laser antalgico di qualità. La terapia viene effettuata con apparecchiature ad alta potenza che devono essere usate da medici specializzati». Che cosa può dire in merito alla carbossiterapia? «Penso che l’utilizzo dell’anidride carbonica per scopi terapeutici in Italia non sia ancora abbastanza conosciuto dai medici. Andando indietro nel tempo, l’applicazione di questo gas per via cutanea in ambito termale era già nota ai tempi di Giulio Cesare per gli effetti benefici sulle ulcere. La carbossiterapia non è solo utile ai fini del ringiovanimento della pelle, ma si rivela preziosa nelle patologie caratterizzate da stasi venosa e linfatica». Nella sua professione ha molta attenzione per l’uso di tecnologie innovative in campo medico. Quando è nata questa passione? «Professionalmente sono nato al Policlinico di Milano e mi sono dedicato alla ricerca per approfondire i meccanismi fisiopatologici che regolano il sistema cardiovascolare. Mi sono concentrato sui problemi cardiovascolari e sulla patologia arteriosclerotica perché è l’ambito più importante della chirurgia vascolare». Quale concetto di medicina porta avanti nella sua professione? «Il medico non dà la salute, ma aiuta il paziente in difficoltà a migliorare più in fretta le sue condizioni generali. Poi sarà l’individuo a guarire. Questa convinzione mi spinge a cercare nuove cure all’avanguardia e a coltivare un rapporto equilibrato con il paziente». Che cosa è la salute? «È un dono che non si considera mai nel giusto modo fino a quando non viene tolto. La salute è un po’ come l’ambiente in cui viviamo. Lo continuiamo a maltrattare fino a costringerlo a ribellarsi». È sempre più frequente il ricorso di ragazze in giovane età alla chirurgia estetica. Quando è il caso di rivolgersi al chirurgo? «Sono favorevole agli interventi che cercano di restituire una condizione da cui dipende l’equilibrio psicologico di una persona. Ricorderò sempre il caso di una ragazzina sconvolta per una neoformazione benigna in fronte. Si sentiva osservata dal mondo intero e non usciva più di casa perché si vedeva brutta. Una volta tolta questa neoformazione è come risorta tornando a vivere con serenità. Il discorso è ben diverso quando si tratta di fare un intervento per assomigliare al modello femminile di turno». Quale rapporto ha con la sofferenza? «Tutta la mia attività di medico ha sempre visto al centro persone sofferenti. In particolare, la specializzazione in chirurgia vascolare mi porta ad avere a che fare con patologie molto dolorose. Tuttavia ancora prima di iscrivermi a medicina ho sempre avuto per indole un’attenzione particolare agli anziani e ai bisognosi. Non sento di affrontare il rapporto umano con la persona che soffre con distacco e in modo asettico, avendo la presunzione di essere colui dal quale dipende la soluzione di un problema. Mi sta a cuore il fatto di poter trasmettere al malato che gli sono vicino e porto con lui il fardello della sofferenza per alleggerire il suo carico. Un atteggiamento che si riallaccia al senso anche etimologico della compassione… È la metafora del Cireneo che aiuta a portare la croce della persona che il destino ha messo sul suo percorso. È importante mettersi sullo stesso piano di chi soffre per ridurre il peso che deve portare». Qual è stata la sua esperienza diretta con la sofferenza? «Nel 1997, facendo uno dei controlli di routine, ho scoperto di avere un tumore maligno alla tiroide. Ho dovuto sottopormi ad un intervento chirurgico e fare un percorso di terapie che mi hanno impegnato per mesi prima di uscire dalla malattia. Poi tutto si è risolto per il meglio. Non ho avuto forme di recidive e naturalmente mi porto dietro un po’ di acciacchi dovuti al fatto di non avere più la tiroide e i relativi ormoni naturali». Come ha vissuto questa patologia considerando il fatto che lei è medico? «Prima ancora di co- noscere la diagnosi e i risultati avevo già una specie di presentimento che avrei dovuto affrontare un percorso lungo. Era come se nell’intimo già avessi la certezza di avere un tumore di natura maligna. Tra l’altro me lo ha detto un amico chirurgo, che era terrorizzato dall’idea di dovermi dare questa notizia. Io appena mi sono svegliato dall’anestesia ho vissuto con trepidazione questa realtà, ma senza esserne sconvolto più di tanto. Invece ho vissuto male l’angoscia dei miei familiari che ho sempre cercato di ridurre. Mi creava più problemi il peso che loro dovevano portare sulle spalle per causa mia che quello a me destinato». C’è un detto giapponese che ricorda come, per chi combatte, la vita ha un sapore che gli altri non capiranno mai… Quale lezione ha tratto dal punto di vista umano e professionale dopo l’esperienza di una malattia grave? «Dal punto di vista umano è semplicissimo. Chi non ha mai avuto esperienza della sofferenza e della malattia pensa che tutto sia scontato e dovuto, e mette fra le priorità la carriera, il prestigio e la vacanza, tutte cose che possono dare la felicità in modo superficiale. Invece di fronte ad un problema serio cambia la scala di valori della vita e quello in cui si crede assume notevole importanza. Mi riferisco, ad esempio, alla famiglia e al rapporto con le persone vicine e a diversi aspetti dell’esistenza che il più delle volte non sono considerati nel giusto modo». CARBOSSITERAPIA Per carbossiterapia s’intende l’utilizzo a scopo terapeutico di anidride carbonica allo stato gassoso, somministrata per via transcutanea o subcutanea. L’uso clinico vero e proprio cominciò nel 1932 ad opera di tre medici della stazione termale di Royat (Clermont Ferrand, Francia). Furono infatti Barrieu, Romeuf, Deschamps i primi a somministrare, per via sottocutanea, il gas termale nel trattamento terapeutico delle arteriopatie periferiche organiche e funzionali e loro sequele. Gli effetti terapeutici possono essere riassunti in: vasodilatazione arteriolare; formazione di nuovi vasi (neoangiogenesi); effetto fisiologico di distruzione dei grassi attraverso potenziamento dell’effetto Bohr e attivazione recettoriale della lipolisi; netto aumento della velocità di circolo; aumento dell’ossigenazione tessutale; un aumento della deformabilità eritrocitaria per cui vi è facilitazione dello scorrimento del sangue nei vasi sclerotici. ECO-COLOR DOPPLER VASCOLARE Lo sviluppo dell’elettronica ha permesso di abbinare all’immagine anatomica dei vasi, fornita dall’ecografi a, le informazioni di tipo funzionale ottenibili con le tecniche Doppler. Le tecniche Doppler, anch’esse basate sugli ultrasuoni, sono in grado di individuare gli oggetti in movimento, calcolandone direzione e velocità di spostamento. A livello del corpo umano l’effetto Doppler è utilizzato per studiare i globuli rossi in movimento all’interno dei vasi. LASER TERAPIA ANTALGICA Gli effetti terapeutici dei laser sono ben identificati dal 1978 e possono essere così riassunti. Antinfiammatori: aumento dell’attività di smaltimento dei processi infi ammatori da parte dei globuli bianchi. Analgesici: inibizione delle prostaglandine e stimolazione delle endorfi ne (antiinfi ammatori presenti nel nostro organismo). Cicatriziali: aumento dell’attività fibroblastica e produzione di tessuto connettivale con guadagno estetico-funzionale delle cicatrici. Antiedema: dilatazione dei vasi linfatici con miglioramento del drenaggio linfatico macromolecolare. Vascolarizzanti: dilatazione venulare capillare con aumento del deflusso circolatorio. CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 P A G I N A 32 A CURA DI VITTORIA BORNELLI UNA STORIA CHE MERIA DI ESSERE CONOSCIUTA luce, anche quella della fede... Che opinione ha in merito all’accanimento terapeutico e all’eutanasia? «Tengo molto al rispetto della persona. L’ammalato che ti sta di fronte è Gesù. Non si può uccidere, ma nemmeno andare contro natura perché sappiamo che ci sono un inizio e una fine dell’esistenza. Accanirsi per tenere in vita una persona ormai morta è assurdo». Come si confronta con il paziente anche alla luce di questa esperienza? «Ho compreso ancora meglio che il malato chiede aiuto in prima persona e in certi casi non vuole nemmeno sentirsi dire la diagnosi. Certo, è importante che un paziente sappia la diagnosi della sua patologia, ma il medico deve dare l’aiuto necessario per affrontare la malattia e in particolare far sapere a chi soffre che non è solo e non è stato abbandonato». Quanto è importante non lasciare solo chi soffre? «È fondamentale. Il medico, per definizione, stando al giuramento di Ippocrate, è proprio la persona che si mette a servizio del paziente. Se non ci sono questi presupposti è inutile che uno faccia il medico». La cultura greca in certi casi ha un tale slancio verso l’uomo e la vita da sfiorare i concetti del Cristianesimo. Che cosa dice in sintesi il giuramento di Ippocrate? «Suona più o meno così: «Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale…». Insomma, riassumendo, il giuramento di Ippocrate dice che il fine ultimo del medico è dare tutto per aiutare la persona malata». Spesso ci si pone l’illusione di guarire il corpo. In quali casi il medico si trova a guarire l’anima? «Quando si ha di fronte un paziente oncologico grave ci si rende conto che cerca innanzi tutto conforto. Tutti i malati vogliono guarire, ma alcuni chiedono soprat- tutto aiuto per riuscire a superare i momenti più angoscianti e per andare avanti ad ogni costo». Come influisce la cultura di oggi nel delirio di onnipotenza che ha cancellato il mistero della vita? «Il guaio dei nostri giorni è che non c’è più cultura della vita nascente e della morte. Si nasconde chi nasce e molto più spesso chi sta morendo, perché dà fastidio. La morte turba un equilibrio psicologico distorto per cui si diffonde un’idea di immortalità dell’uomo. Oggi non si accettano più la malattia, né la morte, né la sacralità della vita». C’è proprio bisogno della sofferenza per essere un bravo medico? «Non penso sia fondamentale l’aver vissuto l’esperienza della sofferenza per essere un bravo medico perché altrimenti c’è da essere un po’ masochisti. È fondamentale invece mettersi al servizio dell’uomo. Chi si lascia alle spalle la sofferenza può avere una marcia in più per capire gli altri». Quale atteggiamento domina oggi nei confronti del malato? «La malattia viene vista come qualcosa che dà fastidio e allora si chiude il rapporto con la persona ammalata perché mette angoscia e non la si va nemmeno a trovare». IN VISTA DELL’ESTATE DUE NUOVE CARTOLINE DI PEDESINA La Pro Loco di Pedesina, in un recente incontro, ha presentato una nuova serie di cartoline della località orobica. Come ci ricorda la presidente Giulia Tarabini: «Si tratta di quattro cartoline che raffigurano alcuni scorci e panorami del nostro piccolo paese,due ambientate nel periodo invernale e due nel periodo estivo. Sono una serie di fotografie per la maggior parte inedite - continua la presidente - realizzate da noi e quindi inviate alla tipografia. Da parte mia devo dire che trovo molto bella e suggestiva la cartolina che raffigura il periodo natalizio, dove il presepe rappresentato con la natività (ricordo che è stato costruito artigianalmente dai volontari con dei tubi luminosi), ha come sfondo un cielo blu particolarmente brillante che si contrappone al nero delle sagome delle case e del campanile della chiesa parrocchiale. Abbiamo voluto, con questa presentazione, mostrarle ai nostri volontari in anteprima, a giorni saranno reperibili presso la stessa Pro Loco e nel punto vendita locale». La stampa di cartoline di Pedesina non è una novità in assoluto in quanto già tre anni fa, dopo che erano trascorsi diversi lustri dalla precedente stampa ,sempre a cura della Pro Loco, sono state realizzate due nuove cartoline. contrario. Se uno si limitasse nel dare a vedere quello in cui crede senza dirlo sarebbe già qualcosa di grande». Come vive la sua spiritualità? «Sono cattolico praticante e devoto alla Madonna che considero una porta aperta su Gesù e Dio». C’è un medico al quale si ispira nella sua professione? «Più che ad un medico in particolare mi ispiro a Gesù. Lui è stato il primo medico che si è reso disponibile nel dare tutto se stesso per curare le malattie vere dell’umanità. Gesù è il modello da seguire e tutti gli altri sono solo imitazioni». Ha dei luoghi che frequenta di solito per devozione? «Il santuario della Madonna di Tirano, che rappresenta un tesoro di arte e spiritualità, e quello della Madonna della Misericordia di Gallivaggio, nel Comune di San Giacomo Filippo in Valchiavenna. Poi c’è il santuario di Valpozzo, sopra Piantedo, che è un punto di riferimento della religiosità popolare». Le capita mai di testimoniare la fede in Gesù ai pazienti? «Questo dipende dalle situazioni. Piuttosto ritengo siano fondamentali l’esempio e il comportamento da cui traspaiono un insieme di valori. Le prediche sono negative e portano all’effetto È mai stato a Lourdes? «Da giovane medico ho partecipato come barelliere a più di un pellegrinaggio dell’Unitalsi al santuario di Lourdes. Ho promesso di ritornarci e purtroppo non sono ancora riuscito a farlo. È un’esperienza che sug- gerisco di fare ai giovani come momento importante di formazione». C’è bisogno di andare lontano per aiutare gli altri? «Non si può generalizzare e farne un luogo comune. A volte è più facile andare in terre lontane che aiutare il tuo vicino di casa. Altro discorso per i missionari: la loro scelta è diversa e merita grande rispetto». Qual è la bussola che guida la sua vita? «La cosa più importante è il mistero della croce. Il medico o qualsiasi altro deve mettersi in testa che ognuno è chiamato a fare la sua parte. Tutti devono portare la propria croce, solo così ci si avvicina a Gesù e alla fine ci sarà anche la resurrezione. Questo è il centro di tutto. Gli altri sono soltanto bei discorsi». Gesù in croce. Che significato ha? «Gesù non si è lasciato crocefiggere per se stesso, ma per tutti noi. Se voleva poteva scendere in ogni momento dalla croce. Non lo ha fatto. Così ci ha salvati». P A G I N A 33 SPORT CALCIO LA SOCIETÀ LARIANA RILEVATA DALL'IMPRENDITORE RAFFAELE CIUCCARIELLO Como: un nuovo presidente Nel più stretto riserbo la coppia Rivetti-Di Bari ha deciso di accettare un'offerta che arriva da Torino merito dell’affare rimandando tutto a domani sera. Nonostante la lussuosa abitazione, lui e la sua famiglia, vivono pochissimo a Envie tanto che in paese praticamente nessuno sapeva chi fossero prima della tentata scalata al Toro. D’altronde “facciamo avanti e indietro da Torino tutti i giorni per andare in ufficio. Siamo imprenditori e ci occupiamo in particolare, ma non solo, di ristorazione”. Gente tranquilla e di poca mondanità, si dice. Come si racconta che Raffaele Ciuccariello ami andare personalmente a fare la spesa in macelleria o nel negozio di alimentari non lontano dalla piazza centrale. Riservato e cordiale, lo definiscono i compaesani. Da segnalare che Ciuccariello, qualche anno fa, aveva cercato di rilevare il Torino ed era entrato in pagina a cura di LUIGI CLERICI Raffele Ciuccariello, imprenditore 69enne originario della Puglia, entro la fine di giugno diventerà il nuovo presidente del Como. gari fin già dalla prossima stagione. L’obiettivo è, dunque, la serie B. In ogni caso nelle prossime settimane non mancheranno sorprese e arrivi visto che un lavoro intenso attende il nuovo padrone: allenatore da scegliere, squadra da allestire e collaboratori da confermare o scegliere per iniziare subito con il piede giusto. In ogni caso ci sarebbe già il direttore sportivo del club : Mauro Traini, marchigiano, già DS un passato importante anche tra i professionisti come Chieti, Ancona, Ascoli. Proprio a Ascoli avrebbe avuto modo di conoscere Oscar Brevi destinato con tutta probabilità a rimanere sulla panchina dell’allenatore. Raffaele Ciuccariello è un uomo d’affari di origini pugliesi e che vive in quello che è l’appartamento più prestigioso, più grande e più lussuoso del castello di Envie, un picco- lo centro alle pendici del Mombracco dove si è trasferito a vivere da un anno e mezzo con la sua famiglia. “Volevamo vivere in pace dopo aver vissuto per tanti anni in centro Torino”, spiega il nuovo patron della calcio Como che però non entra nel SKYRUNNING IL 25 LUGLIO A PREMANA ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ S i chiama Raffaele Ciuccariello, ha quasi 70 anni ed è originario della Puglia. Da anni, però, ha interessi ed attività tra Torino ed hinterland. Ed è il nuovo padrone del Calcio Como. La scorsa settimana avrebbe dovuto rappresentare il primo momento fondamentale in vista della nuova stagione con la nomina del nuovo allenatore e del direttore sportivo. Invece Antonio Di Bari ed Amilcare Rivetti hanno aspettato proprio sabato scorso per annunciare di aver venduto l’intero pacchetto di maggioranza del club azzurro all’imprenditore torinese per una cifra che si aggira attorno al milione di euro. Un classico “fulmine a ciel sereno” che ha fatto senza dubbio scalpore anche perché, solo qualche settimana fa, i vertici azzurri avevano annunciato grandi cose per la prossima stagione tra rinforzi e conferme. Il nuovo padrone del Como, personaggio ambizioso e con un discreto patrimonio economico, avrebbe intenzioni più che buone ovvero riportare gli azzurri “in alto”, ma- contrasto con il presidente granata Cairo. A restare un po’ attoniti di fronte a questa evoluzione inaspettata della situazione sono stati i tifosi azzurri che tutto si aspettavano tranne questo colpo di scena dopo una stagione di alti e bassi. Lo scetticismo, però, ha lasciato spazio alla fiducia in seguito alla presentazione di Ciuccariello avvenuta lunedì scorso allo stadio Sinigaglia. L'obiettivo del-la stagione dovrebbe essere quello di disputare un campionato di primo piano ma soprattutto quello di ricostruire e rilanciare il settore giovanile. L'atto notarile effettivo che sancirà il passaggio della proprietà del Calcio Como dalla coppia Di Bari-Rivetti, al "timone" da due anni, a Ciuccariello dovrebbe essere sottoscritto entro la fine del prossimo mese di giugno. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 VOLLEY SUCCESSO IN PIAZZA CAVOUR Un vero e proprio successo. E' questo il responso di "Un lago di Volley", la manifestazione di promozione della pallavolo che si è svolta sabato scorso, 29 maggio, in piazza Cavour. Oltre 300 mini atleti, studenti che frequentano le scuole del comsco, hanno animato il "salotto della città" cimentandosi in allegria e divertimento in un torneo che è iniziato al mattino per concludersi alle 19. PARAPENDIO Si svolgerà nel fine settimana del 26 e 27 giugno sulla cima del monte Cornizzolo ‘She.Fly’, primo raduno nazionale di donne dedite alla pratica sportiva del parapendio. Due giorni ‘in ‘rosa’ dedicati alle professioniste ma anche alle donne che per la prima volta, vorranno provare l’ebbrezza di staccare i piedi da terra per librarsi nei cieli della Brianza. Sarà, infatti, possibile compiere gratuitamente voli in biposto con piloti professionisti altamente qualificati. Un’iniziativa, organizzata dal Parapendio Club Scurbatt con la collaborazione della Federazione Italiana Volo Libero e il patrocinio della Provincia di Lecco CICLISMO IL 20/6 TITOLO REGIONALE ESORDIENTI Corsa mondiale sui monti 50° per l'US Vertematese Il campionato del mondo si svolgerà su un percorso di 32 chilometri in occasione della 18° edizione del "Giir di Mont" A Premana fervono i preparativi per il primo campionato mondiale di Sky running World Championship in calendario il 25 luglio in occasione della 18.a edizione del ‘Giir di Mont’. ‘Corridori del cielo’ delle varie federazioni internazionali chiamati a raccolta per la conquista del titolo mondiale cui viene abbinato, con una speciale classifica di combinata, il Vertical Kilometer di Canazei nell’ambito della Dolomites Skyrace, in programma dieci giorni prima. L’Associazione sportiva Premana, con il direttore di gara Filippo Fazzini in testa, intende confermare la Valsassina come meta di vertice dei grandi eventi dello skyrunning. Chi vincerà il Giir di Mont si aggiudicherà una HM BajaRR cc50. Previsti riconoscimenti in denaro ai primi 20 uomini e 5 donne, premi speciali a chi stabilirà eventuali nuovi record di percorrenza del tracciato di gara, il tutto per 18.500 euro. L’A.s. Premana, presieduta da Maurizio Codega, si avvarrà della collaborazione della Proloco premanese. Al palasport si potrà incontrare il primo campione del mondo di skymarathon nonché la prima nazionale campione del mondo Numerosi gli eventi di contorno come il trekking lungo alcuni alpeggi dove si possono seguire le fasi salienti della manifesta- zione e gustare le delizie del territorio. Per i fotoamatori un concorso fotografico che premierà i migliori click in tema ‘Giir di Mont’. Confermata la ‘Mini SkyRace’ di 20 km per chi non ha la preparazione per una skymarathon ma che vuole godersi una giornata di sana attività all’aria aperta attraverso gli affascinanti paesaggi tra Valsassina, Valvarrone e Valfraina. Il programma della manifestazione iridata prevede anche la gara per bambini ‘Aspettando Giir di Mont’, in programma alle 21. 00 di giovedì 22 luglio. Per quanto riguarda il percorso, confermati i 32 chilometri lungo dodici alpeggi con un dislivello complessivo di salite e discese di quasi 5.000 metri abbordabili anche a semplici appassionati della corsa e dello sport immerso nella natura. Le iscrizioni si chiudono alle 20.00 del 21 luglio. In occasione del mezzo secolo di attività si assegnerà nel comasco il titolo di campione lombardo I l 20 giugno l’Unione Sportiva Vertematese festeggerà il primo mezzo secolo di attività, organizzando il Campionato Regionale Lombardo di Ciclismo Esordienti Maschile. Due le gare in programma per l’assegnazione della maglia bianco verde con la rosa camuna ai vincitori: il Trofeo Texfinishmedaglia oro Anisio Melli alla memoria del primo Presidente fondatore, e che si svilupperà sulla distanza di 30 km. (5 giri) per quelli del primo anno (1997). Il Trofeo Giamprimo Vaghi- 50°medaglia oro Caduti Vertematesi di 42 km. (7 giri) per quelli del secondo (1996). La manifestazione sportiva è stata illustrata nei dettagli alla Fondazione Minoprio alla presenza di varie autorità dal Direttore di corsa Claudio Romanò e dalla responsabile regionale del settore esor-dienti, l’ex atleta Rossella Galbiati. Tra i partecipanti alla presentazione anche il presidente regionale della Federciclismo Luigi Resnati e provinciale Franco Bettoni oltre a numerosi sponsor. Tra il pubblico circa 200 presenti vi erano molti ex Professionisti e medaglie d’oro olimpiche. Entrambe le gare si disputeranno lungo lo stesso tracciato scelto dopo accurati sopralluoghi e ritenuto idoneo Rossella Galbiati. Oltre cento gli atleti in gara per ogni categoria. È un anello da 6 km. che, con partenza da via Roma a Vertemate con Minoprio (in leggera ascesa) si snoda attraverso il bivio via Lodovico-via Risorgimento, quindi via Regina - via Valmulini rotatoria via Valmulini, un tratto in salita di 1 km. (con collocato al termine il traguardo del g.p.m.), prima di raggiungere la rotatoria della S.S. dei Giovi in via Nazionale (km. 3.700). Da qui percorrendo 1.300 metri si raggiungerà via Odescalchi (km. 5) con l’ultimo chilometro in leggera salita, fino allo striscione d’arrivo collocato quasi al termine di via Roma (342 metri di altitudine). Un circuito molto scorrevole, che si adatta molto ai passisti veloci, idoneo anche ad atleti che emergono in salita, essendo previsti 2 km. (un terzo del tracciato) con strada in costante ascesa sino al traguardo. Partenza e arrivo sono stati fissati in via Roma. pa Società Dirigen Atleti/e Allenat Arbitri Segnap Squadr Gare di P A G I N A 34 MASSMEDIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 GIOVANI TALENTI IN CONCERTO A LUGANO SUONANDO CHOPIN C on calorosi applausi è stato accolto il quinto appuntamento previsto dalla stagione ticinese “Celebrating Chopin – Le forme e gli amici”. La rassegna culturale, promossa dalla “International Piano Association Switzerland” in collaborazione con RSI Rete Due e la prestigiosa “International Piano Academy – Lake Como”, si propone di offrire la possibilità di meglio conoscere, mediante dei momenti musicali con dei programmi di sala accattivanti e ben strutturati, la figura del celebre compositore polacco e l’ampio panorama culturale – musicale che lo ha stimolato nel suo percorso creativo. Nel pomeriggio di domenica 30 maggio, presso l’Auditorio Stelio Molo di Lugano, si è esibita la giovane e già affermata pianista russa Julianna Avdeeva in un programma molto interessante e impegnativo interamente dedicato alla forma Sonata. L’interprete ha eseguito la Sonata n°2 in si bemolle minore Op. 35 di F. Chopin (comprendente la famosissima “Marcia funebre”) e la Sonata n°1 in fa diesis minore op.11 di R. Schumann, di cui è stato possibile gustare la ricca articolazione tematica grazie ad una ricercata cantabilità delle linee melodiche, attenzione alle sfumature timbriche e alla coesione tra le parti del componimento. Dopo la pausa estiva, la rassegna proseguirà con tre ap- puntamenti previsti sempre per l’ultima domenica dei mesi di settembre, ottobre e novembre. Protagonisti degli incontri saranno il celebre pianista tedesco Severin von Eckardstein, la croata Martina Filjak e il giovane Denis Kozhukhin, apprezzato vincitore del primo premio al prestigioso concorso internazionale per pianoforte “Queen Elizabeth” di Bruxelles 2010. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.pianoassociation.ch . Teatro alla Scala a Milano con la regia di Luchino Visconti e l’interpretazione di Maria Callas. Un’edizione ormai storica. Donizetti sottopose l’opera a una revisione non limitata a una semplice sostituzione di qualche aria, bensì alla ridefinizione di innumerevoli spunti melodici in modo da conferire alla vicenda una migliore continuità drammatica. Vari elementi favorevoli contribuirono a fare di Anna Bolena una tappa fondamentale del percorso creativo di Donizetti, consentendogli di conquistare un largo margine di autonomia rispetto alla tradizione di Rossini e di giungere a soluzioni drammatiche sempre più personali. Pervenne a un linguaggio drammatico di notevole maturità in grado di imporre, come nella scena finale, la sua validità espressiva. L’opera rappresentò un risultato sino ad allora mai perseguito, guardando sia alla tradizione sia al futuro. Donizetti rinunciò al finale lieto per abbracciare il nuovo genere della tradizione romantica. Con la sua musica seppe tratteggiare, nei minimi dettagli, la delicata e complessa psicologia della protagonista, secondo una linea che sarà penetrata a fondo in Lucia di Lammermoor. In Anna Bolena incombe il peso di una tragica fatalità. Donizetti la ritrae da questa prospettiva e definisce le componenti fondamentali della drammaturgia romantica: angoscia esistenziale, malinconica nostalgia d’amore e abbandono elegiaco. Particolare attenzione fu rivolta dal musicista A L L ' O P E R A alla scrittura vocale. Mai come in Anna Bolena l’esi- GRAMMA genza di accordare le necessità degli interpreti alla ricerca di un canto espressivo raggiunge esiti di tale perfezione. Oltre alle arie e ai duetti assumono particolare importanza i concertati. Il carattere unitario dell’opera è già presente nella Sinfonia dove il colore orchestrale tratteggia i personaggi offrendo nell’architettura tematica l’anticipazione della tragedia. E’ un capolavoro già nella struttura drammaturgica completamente plasmata sul carattere musicale del compositore bergamasco. ELENA OREGGIONI Anna Bolena A ”Sul mare” Questa volta segnaliamo un film italiano del bravo regista D’alatri (autore di Caso mai e La febbre) Sul Mare (drammatico, durata 100’) in programmazione al cinema Astra di Como martedì 8 alle 15,30 e 21,00, mercoledì 9 e giovedì 10 alle 21,00. Trama:Due ventenni si conoscono sull’isola di Ventotene. Salvatore vive lì con i genitori, ha una barca e d’estate porta in giro i turisti. D’inverno va sulla terraferma, a Formia, e lavora nei cantieri come muratore in nero. Da Genova, Martina arriva a Ventotene per fare immersioni. Si incontrano, si innamorano. Dopo qualche tempo, lei parte e lui entra in una profonda crisi. Fino a quando lei torna sull’isola, e Salvatore pensa di poter programmare un futuro insieme. Anche stavolta invece Martina torna a Genova e da qui lo chiama per comunicargli che andrà a Barcellona nell’ambito dell’Erasmus. Per Salvatore é la fine di un sogno. Valutazione pastorale: All’origine c’è il romanzo di Anna Pavignano “In bilico sul mare”. C’è un sentimento che nasce all’improvviso e altrettanto bruscamente finisce. Costruito su eventi semplici, il racconto diventa una strada aperta sull’autenticità delle situazioni, sul succedersi delle emozioni così come sgorgano dalla quotidianità. E poi c’è il problema delle morti sul lavoro, chissà perché chiamate bianche. C’è l’operaio Salvatore, con le sue parole finali tra felicità, delusioni, ricordi, richiami ad una felicità forse inafferrabile. Molti temi, molta suggestione per un film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e certo problematico. Donizetti nna Bolena è una tragedia lirica in due atti, musica di Gaetano Donizetti (17971848), su libretto di Felice Romani che ha preso spunto da Enrico VIII ossia Anna Bolena di Ippolito Pindemonte, Henry VIII di Marie-Joseph Chénier e Anna Bolena di Alessandro Pepoli. La prima rappresentazione, che riscosse un successo trionfale, ebbe luogo al Teatro Carcano di Milano il 26 dicembre 1830. Interpreti d’eccezione furono Giuditta Pasta, E. Orlandi, Giovanni Battista Rubini e F. Galli. Questo melodramma pose Donizetti fra i compositori più importanti del suo tempo. E’ qui messa in evidenza la sua straordinaria personalità lirico-drammatica, che sarà alla base anche delle sue future opere. Scritta di getto in soli trenta giorni (fra il 10 novembre e il 10 dicembre 1830) questa tragedia lirica segna un momento importante e significativo nell’evoluzione stilistica di Donizetti, che si stacca definitivamente dall’influenza rossiniana. Anna Bolena fu la prima opera donizettiana a circolare in Europa. Fu rappresentata, con esito positivo, a Parigi anche se si trovò in concorrenza con La Sonnambula di Bellini. Per molti anni fu sempre presente nei vari cartelloni teatrali, poi improvvisamente scomparve per venire ripresa nel 1957 al CINEMA MON AMOUR GUIDA PEN TA Atto I: Come, innocente giovane (Anna); Ah! Parea che per incanto (Smeton). Atto II: Va, infelice e teco reca il perdono di Bolena (Anna e Giovanna); Ebben? Dinanzi ai giudici (Coro); Per questa fiamma indomita (Giovanna); Vivi tu, te ne scongiuro (Percy); Al dolce guidami (Anna e Coro). a cura di ALBERTO CIMA Tele IL comando Domenica 6. Le frontiere dello Spirito, C5, 8,50.Reportage dall’assemblea dei vescovi. Messa del S. Padre da Cipro, Rai1, 8,25. A sua immagine, Rai1, 10,30. Racconti di vita, Rai3, 13,25. Storie di ricercatori emigrati all’estero. L’ispettore Barnaby, La7, 14,05. Matrimonio impossibile, C5, 18,00. Film commedia con M.Douglas. Arena di Verona 2010, Rai1, 21,20. Serata dedicata al bel canto. I delitti del cuoco, C5, 21,30. Con Bud Spencer. Report, Rai3, 21,30. Ultima puntata, il punto sulle varie inchieste. Crozza alive, La7, 21,35. Varietà. Speciale Tg1, Rai1, 23,25. Glob l’osceno del villaggio, Rai3, 23,35. The gift, C5, 23,30. Thriller paranormale ben fatto. Lunedì 7. La libreria del mistero, Rai1, 11,50.Tv giallo (da lun a ven.) Don Matteo 4, Rai1, 14,10. Fiction con T. Hill. (Da lunedì a venerdì) Raccontami, Rai1, 15,05. fiction sugli anni ’60. (Da lun a ven.) 41° Premio Barocco, Rai1, 21,20. Vengono premiati gli italiani che si sono distinti nel mondo. Chi l’ha visto?, Rai3, 21,05. Attualità. Numbers, Rai2, 21,05. Il comandante Na-varro, R4, 21,10. Poliziesco. Missione Natura, La7, 21,10. Documentari. Brubaker, R4, 23,25. Ottimo film con R. Redford ambientato in un carcere. Martedì 8. Una canzone per Bobby Long, Rai4, 14,00. Film drammatico americano. Il commissario Montalbano, Rai1, 21,20. Il gioco delle tre carte. Fiction. Ballarò, Rai3, 21.10. Attualità. Man of honor, R4, 21,10. Film drammatico con R. De Niro e Cuba Gooding jr.. Fahrenheit 451, R4, 2,15. Film da recuperare del gran- de Truffaut, parabola valida anche oggi. Mercoledì 9. Il maresciallo Rocca e l’amico d’infanzia, Rai1, 21,10. Tv poliziesco. Atto di forza, R4, 21,10. Fantascienza. Becoming Jane, Rai3, 21,10. Film delizioso ben recitato e ben filmato. Biografia di Jane Austen. Wind Music Awards, L’ombra del testimone, Rai4, 21,10. Giallo con Demi Moore. Giovedì 10. Superquark, Rai1, 21,10. Speciale dopo l’Islanda: cosa bolle sotto terra? Concerto di inaugurazione dei mondiali di calcio 2010, Rai2, 21,05. I La guerra di Mario, Iris, 21,00. Bel film drammatico con V. Golino. SOS Tata, La7, 21,10. Reality. Venerdì 11. Gli archivi della storia, 21,10. mons V. Paglia introduce un film documentario dedicato alla vita di Padre Pio. Private practice, Rai2, 21,05. Telefilm derivati da Grace Anatomy. Blade runner the final cut, La7, 21,10. Film di fantascienza con H. Ford. Ricomincio dall’amore C5, 21,10. Film commedia CSI, It1, 21,10. Poliziesco. Sabato 12. Sulla via di Damasco, Rai2, 10,00. Rubrica religiosa. Jimmy Grimble, It1, 14,99. Buonissimo film per ragazzi. La donna perfetta,C5, 14,10. Una commedia satirica fresca e gradevole. Ben recitata. A sua immagine, Rai, 17,10.Attualità religiosa. Another Cinderella story, It1, 19,20. Film commedia per famiglie. Pane amore e gelosia, Rai3, 21,30. Film di Comencini. Tg2 Dossier, Rai2, 23,35. Uomini sull’orlo di una crisi di nervi,Rai3, 23,15. Prosa di successo. il settimanale il settimanale a cura di TIZIANO RAFFAINI P A G I N A 35 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010 IN MARGINE AD UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA QUANDO LA FAZIOSITÀ PASSA PER NOTIZIA D omenica sera (30 maggio) Rai 3 nella trasmissione “Report” parla dell’ “8X1000”. In una stagione dove la TV non ha molto da proporre pensi: “oh finalmente si parla di qualcosa di utile…”. Bastano pochi secondi per capire l’obbiettivo della trasmissione. Infatti, non si parla di come la Chiesa utilizza questi fondi a favore delle missioni nel terzo mondo, nei paesi poveri, per portare un po’ di sollievo a quelle popolazioni martoriate (dove le multinazionali vanno a depredare risorse naturali, o a portare armi), ma della capacità degli enti ecclesiali di “accumulare risorse”. Il solo interesse della trasmissione era quello di denigrare tutto ciò che la Chiesa fa. Però la TV pubblica si guarda bene dal denunciare i poco chiari interessi che girano intorno al mondo dello sport (e del calcio in particolare), vedi la vicenda economica che ha riguardato il “divorzio” dell’allenatore Mourinho dall’Inter, o le cifre stratosferiche con le quali vengono pagati i giocatori, o i grandi interessi economici che ci sono con gli sponsor, o gli accaparramenti delle trasmissioni televisive per le partite di calcio. Ma tutto ciò, che c’entra con lo sport vero? Però, di tutto questo la TV pubblica (ma anche quella privata) non dice una parola. Come non parla della droga che in molti ambienti “bene” della società circola più o meno liberamente. E’, forse per la “modica quantità personale” che non se ne parla? E perché non parla delle “buonuscite” dei suoi dipendenti e delle tante consulenze che la Rai paga con i soldi pubblici ai tanti “collaboratori esterni” che poca efficacia hanno sul buon funzionamento di “un organo di informazione pubblica”? Quale modello culturale propone la Rai? Quello dell’isola dei famosi e delle veline, per far concorrenza alle TV private? Verrebbe da dire: “…per fortuna che la TV la si guarda sempre meno”. Ma, forse, ha ragione chi dice che essendo venuto a mancare un partito che faceva da “cuscinetto” nella società civile, e che si preoccupa di tutelare gli interessi dei cittadini (la famiglia, la scuola, l’efficienza della pubblica amministrazione, la tutela del lavoro, ecc…), gli attacchi dei “poteri forti” si fanno sempre più diretti e frontali. In questo contesto, chiunque siede su una “poltrona” si sente legittimato e autorizzato a dire tutto quello che gli conviene, per i propri interessi e quelli della casta che lo ha collocato in quel posto, incurante dei danni alla collettività e quella società civile per le quali tutti devono avere rispetto. Stiano tranquilli i poteri forti, e tra questi anche lo “strumento” di informazione pubblica, che la Chiesa ha solo lo scopo di far conoscere a tutti il messaggio di Cristo, che ha accettato di farsi mettere in croce, per dimostrare quanto Amore ha Dio per gli uomini. Si, anche per quelli che non perdono occasione per denigrare l’operato della Chiesa e la sua missione nella nostra società, perché, solo l’Amore salva il mondo. FRANCESCO MASCOLO [email protected]) Non ho visto la trasmissione a cui il nostro lettore fa riferimento, ma - a partire dai filmati disponibili su YouTube - non faccio fatica a intravedere una certa faziosità nel parlare di Otto per mille, Chiesa italiana, Vaticano, anche se mi risulta che Report sia un programma che cerca di offrire dati con sufficiente precisione. Naturalmente in un periodo di denuncia dei redditi, una certa programmazione televisiva lascia l’impressione che si voglia confondere il contribuente cattolico circa la destinazione dell’otto per mille, facendo di ogni erba un fascio e mettendo Anemone insieme allo Ior e il Vaticano con l’Otto per mille: la solita strategia del gettare un po’ di sabbia negli occhi... Detto questo, mi lasci dire due cose che credo decisive. La prima: una certa pruderie nel parlare di Chiesa e denaro lascia quasi intendere che una struttura umana come la Chiesa debba vivere d’aria e non debba, quindi, fare i conti con il denaro e il mondo finanziario. Non è così: certo, il messaggio evangelico ha qualcosa da dire circa il modo di rapportarsi al denaro, e sarebbe cosa buona che se ne tenga conto nella Chiesa. E non sempre lo si fa o lo si è fatto: Ma se bisogna segnalare il peccato e perseguire il peccatore, non è il caso di gettare via il bambino con l’acqua sporca... Infatti, una seconda cosa decisiva mi sembra questa: che nella Chiesa ci sia sporcizia lo ha detto un cardinale che di lì a qualche giorno sarebbe stato eletto Papa, ma da qui a dire che la Chiesa è una «cosa sporca» e una «banda di ladri» ce ne corre. Come sempre, serve un po’ di equilibrio. LETTERE AL DIRETTORE FAX: 031.3109325 POSTA: V.le Cesare Battisti 8 22100 COMO ✉ E-MAIL: [email protected] INFORMATIVA PER GLI ABBONATI La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. Per i diritti di cui all’art. 7 (aggiornamento, cancellazione, ecc.) e per l’elenco di tutti i responsabili del trattamento, rivolgersi al Titolare del Trattamento presso la sede di viale Cesare Battisti 8, 22100 Como, tel. 031-263533. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati a società esterne per la spedizione del periodico e per l’invio di materiale promozionale. DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: A GOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. T ELEFONO 031-26.35.33 FAX REDAZIONE 031-30.00.33 FAX SEGRETERIA 031-31.09.325 E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a a: Il Settimanale della Diocesi di Como • Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio. TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r .l. - Missaglia (Lc) S.r.l. 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