Diocesi di Como

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Diocesi di Como
DELLA
C’È RIMASTA
LA PRIMA
COMUNIONE...
L
anno pastorale scivola
verso la fine? La solennità del Corpus Domini
si spalanca quest’anno
sull’ultima settimana di
scuola, e poi saranno Grest e
campi estivi. Cambiano i fattori, ma il prodotto pastorale non
cambia... In queste domeniche
del mese di maggio, quasi tutte
le parrocchie hanno celebrato la
Messa di Prima Comunione.
Credo di non sbagliare nel dire
che si tratta di una delle feste
più belle, ancora particolarmente sentita dalla comunità. Ma,
soprattutto, è un’occasione unica per i fanciulli di otto o nove
anni per fare esperienza di una
realtà in via di estinzione nel
nostro mondo: il Mistero. E di
fare questo incontro in un’età
che li vede ancora disponibili ad
accettare che i contorni di questa esperienza siano sfumati.
Non quelli di una favola, ma
nemmeno quelli di un’equazione matematica. Bisogna provare ad averceli di fronte, quando
stendono la mano o aprono la
bocca per ricevere, la prima volta, la Comunione. In loro c’è il
senso del Mistero, e sanno trasmetterlo anche a me, prete, che
compio quel gesto con una buona dose di assuefazione.
Il senso del Mistero - su cui,
sia chiaro, il cristianesimo non
ha affatto l’esclusiva - è oggi
come narcotizzato da una società e da una cultura che pretendono di avere tutto sotto controllo. E anche i bambini respirano questo clima, incastonati
come sono - spesso - nelle agende fitte dei genitori, che li avviano precocemente ad una mentalità imprenditoriale (avete
mai visto quanti corsi, allenamenti, gare, lezioni fanno in una settimana, negli orari extrascolastici?). La Prima Comunione funziona come un antidoto
contro la perdita del senso del
Mistero. Per quanto ti ostini a
spiegarla con linguaggio scientifico, l’Eucaristia sfugge agli
schematismi razionali. Ti restano le domande acute dei bambini, i loro occhi che domandano sì una spiegazione, ma a cui
piace continuare a navigare nel
Mistero. Accompagnarli a quel
primo incontro con Gesù nel
pane e nel vino consacrati significa introdurli in una storia che
attraversa ogni tempo ed ogni
spazio, ma che resta fuori dal
tempo dell’orologio e non identificata da alcun navigatore satellitare. È Gesù nel cuore quel
pane che entra nello stomaco.
È una voce chiara e distinta
quella che si ode, ma non passa
dalle orecchie. Si sentono ancora il profumo ed il gusto del
vino, ma la sostanza è un’altra.
C’è un corpo a corpo che si consuma sin dal primo incontro.
Diceva una bimba, alla vigilia della sua... seconda comunione: «Sai, don, non mi sembra vero che domani posso venire ancora a fare la comunione!». Ecco il senso di un Mistero che diventa storia quotidiana. Gustiamolo anche noi.
’
don AGOSTINO CLERICI
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ANNO XXXV
5 GIUGNO 2010
E 1,20
22
DIOCESI
DI
COMO
CONTIENE INSERTO
PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A.
SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV.
IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO
Gaza:
si doveva
evitare!
A PAGINA 4
Gaza, 1° giugno: bambini gettano in mare fiori in memoria dei morti dell’attacco alla nave turca “Mavi Marmara” (Foto AFP/SIR)
PRIMO PIANO
VERSO LE
ORDINAZIONI
A PAGINA 3
VISITA
PASTORALE
LA “RESTITUZIONE”
DELLA VALLE INTELVI
A PAGINA 8
COMO
CENTRO DIURNO:
INCONTRARSI
PER RICOMINCIARE
n prezioso punto d’approdo nel cuore cittadino per quanti, privi
di un lavoro e di una
casa, hanno perso contatto con la società. Un’occasione per fermarsi e ripartire...
U
A PAGINA 15
COMO
PANE E PARADISO.
MISSION
IN PROGRESS
A PAGINA 19
COMO
BIBLIOTECA:
IL PASSATO
CHE DIVENTA
FUTURO
Una struttura che detiene
oggi un patrimonio di
grande valore: oltre 400
mila volumi, di cui 250
mila antichi e rari.
A PAGINA 16
COMO
«INTESE E SOBRIETÀ
CONTRO
LA CRISI»
A PAGINA 17
COMO
LA BOSNIA
CHIAMA E COMO
RISPONDE
A PAGINA 20
COMO
PASSIONE
EDUCATIVA
CANOSSIANA
A PAGINA 22
ERBA
NOI GENITORI:
LA NUOVA SEDE
A PAGINA 23
SONDRIO
AUTISMO
UNITI CONTRO
IL SILENZIO
L’Anffas aprirà un nuovo
centro presso le ex scuole
di Mossini.
A PAGINA 28
SPORT
COMO:
UN NUOVO
PRESIDENTE
A PAGINA 33
VALLE INTELVI
COM’ERA
COM’È
A PAGINA 26
SONDRIO
RICONOSCIMENTO
ALLA CASA DO SOL
A PAGINA 30
SONDRIO
MEDICINA E FEDE
ALLE PAGINE 31 E 32
Festa dei popoli
A PAGINA 13
P A G I N A
2
RIFLESSIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
LE GRANDI RELIGIONI E LE «SETTE»
NOVITÀ IN LIBRERIA
IL CORTILE DEI GENTILI
I
i libri di Massimo Introvigne
si segnalano sempre per la
competenza dell’autore e per
la chiarezza di linguaggio.
Dopo trent’anni di studi dedicati ai nuovi movimenti religiosi, alle «sette» e all’esoterismo, il
direttore del Cesnur si ferma a
riflettere sul significato delle sue
ricerche per la società e per la
Chiesa. Egli entra in prima persona nel suo “lavoro” di «cacciatore di sette» e ci spiega perché si è
messo a studiare questo fenomeno così complesso e perché vale la
pena occuparsene.
Benedetto XVI ha rievocato
nel 2009 il «cortile dei gentili» del
Tempio di Gerusalemme da cui
Gesù ha cacciato i mercanti e
dove i pagani scontenti dei loro
innumerevoli riti si riunivano
alla ricerca di un Dio per loro
ignoto. Oggi quel cortile e quei
gentili ci sono ancora: la pluralità di religioni e miti è aumentata e i mercanti si sono fatti più
scaltri e aggressivi. Non si tratta solo di movimenti organizzati,
ma di credenze – come quella
nella reincarnazione, diffusa anche tra i cattolici – e di influenze
che derivano da romanzi come Il
Codice Da Vinci e da film come
Avatar. Questi nuovi discorsi, le
suggestioni, i percorsi cambiano
il panorama religioso ma anche
il modo di credere di tanti fra gli
PER I BAMBINI E I RAGAZZI
Topazio è un topo molto simpatico: e adesso che le sue avventure sono in formato
piccolo e cartonato… sono proprio a portata di mani piccine. Due le novità in libreria: una storia per accompagnare il
gioco, l’altra da leggere prima della nanna. Buon divertimento. ALBERTO
BENEVELLI – LORETTA SEROFILLI, Topazio e la giostra e Topazio e
la buonanotte, San Paolo, pagine 16,
euro 5,00 cadauno.
stessi cattolici. Che fare, allora?
Con il rigore del sociologo e la
passione del fedele, alla sequela
del Magistero di Papa Benedetto XVI e dei vescovi – di cui sono
pubblicati in appendice alcuni
testi essenziali – Introvigne invita a diffidare delle soluzioni facili
e immediate e ad apprendere la
difficile arte del discernimento.
MASSIMO INTROVIGNE,
Il cortile dei gentili, San Paolo, pagine 162, euro 12,00.
Lo stile di Lila Prap è inconfondibile:
autrice dei disegni e dei testi, i suoi libri
per bambini sono un mix di colore e originalità. Questo è sui sogni dei bambini:
“dove vanno quando mi sveglio e mi preparo a un nuovo giorno?”. Comincia così
un viaggio immaginario, fin negli abissi
dell’oceano, anche nello spazio, e nel
mondo delle fiabe … ma i sogni sono davvero molto, molto vicini a te! Tre gli altri
titoli in catalogo di Lila Prap: Perchè?, Il
mio papà, 1001 storie, tutti molto
accattivanti. LILA PRAP, Dove vanno
i sogni?, San Paolo, pagine 32, euro
12,50.
PER APPROFONDIRE...
Due volumi editi da Paoline e contenenti diversi contributi possono essere utili per approfondire la sfida del pluralismo religioso. Il
primo volume è curato da Andrea Pacini: Le
religioni e la sfida del pluralismo. Alla
ricerca di orizzonti comuni, pagine 284,
euro 16,00. I saggi in esso pubblicati presentano le posizioni delle tre religioni considerate (cattolicesimo, islamismo, induismo) attorno a tre aree tematiche: pluralismo religioso e
teologia; pluralismo religioso e società; pluralismo religioso e Dichiarazione Universale dei
Diritti dell’Uomo.
Il secondo volume è curato da Stefano Piano Le grandi religioni dell’Asia. Orizzonti
per il dialogo, pagine 400, euro 20,00 - e
intende essere uno strumento redatto in modo
semplice e comprensibile, ma su basi rigorosamente scientifiche, per far meglio conoscere le
grandi religioni non cristiane dell’Asia meridionale e orientale: induismo, sikhismo, buddhismo, confucianesimo, taoismo, shintoismo.
Che cosa è quel filo che collega tra loro
tutte le cose? Da questa domanda importante parte questo libro per bambini molto particolare, delicato nelle immagini e
profondo nelle parole. E’ un bimbo a porsi il quesito; è lui ad esplorare – aiutato
dagli adulti e non solo - la sua prima idea
di amore, intelligenza, verità, di Dio, in
una emozionante ricerca di senso che accomuna grandi e piccoli. MANUELA
MONARI – illustrazioni di BRUNELLA BALDI, C’è un filo… , San Paolo,
pagine 32, euro 12,50.
PRIMA DELLA GRANDE «SUMMA THEOLOGIAE»
“Se ti prendi cura di qualcuno poi ti rimane attaccato addosso, nel cuore intendo”. E’ quel che accade a Roberto, 14 anni,
mamma prof con cui vive al Sud, padre
inviato speciale nei luoghi di guerra con
base a Milano: in treno, capolinea il capoluogo lombardo per trascorrere il Natale con il padre, incontra Lilia - bionda,
occhi azzurri, accento dell’Est -, gli pare
un angelo, e infatti scompare, lasciandogli un libro con un biglietto della lotteria
e l’impressione di aver lanciato una richiesta d’aiuto. A Milano Roberto inizia
ad indagare, e scopre che ci sono ragazze
sperdute prigioniere di lupi che le insidiano. Il romanzo racconta questa realtà
di squallore e violenza, la tratta delle minorenni per la prostituzione, e parallelamente l’approfondirsi del legame tra padre e figlio. Una storia attuale, descritta
con delicatezza dall’autrice, che è giornalista e narratrice, ed è al suo primo romanzo per giovani adulti. Pagine che insegnano a non girarsi dall’altra parte di fronte al male e a coltivare la speranza. FULVIA DEGL’INNOCENTI, La ragazza
dell’est,San Paolo, pagine 126, euro 14,00.
LA TRINITÀ E SAN TOMMASO
È
da poco passata la solennità della Santissima Trinità, e sull’argomento i
teologi da sempre si sono
confrontati, soprattutto
nelle scuole medievali. Emerge
su tutti san Tommaso d’Aquino,
filosofo e teologo che ha avuto il
merito di sistematizzare la sacra
dottrina, succhiando il nettare
della patristica e utilizzando i
nuovi guadagni della ragione.
Per un lungo tempo negli studi
della Summa Theologica era prevalsa la netta distinzione dei due
trattati De Deo uno e De Deo
Trino. Una linea interpretativa,
questa, ormai superata a favore
di una interpretazione che privi-
a cura di ELENA CLERICI
legia l’unità del trattato tomasiano su Dio come opera interamente teologica. Su questa scia
Riccardo Ferri - che ha conseguito sia la laurea il filosofia che il
dottorato in teologia - rilegge la
produzione di Tommaso d’Aquino precedente la Summa Theologica per individuare, negli scritti (dal Commento alle Sentenze al
Compendio di teologia) in cui se
ne tratta, quale fosse la struttura del Trattato su Dio nell’intenzione dell’Autore.
RICCARDO FERRI, Il Dio
Unitrino nel pensiero di Tommaso d’Aquino, Città Nuova,
pagine 201, euro 18,00.
SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO - ANNO C
Parola
FRA
noi
GN 14,18-20
SAL 109
1COR 11,23-26
LC 9,11-17
Pur “velato” nei
segni, quel pane apre
alla nostalgia di Dio
di ANGELO SCEPPACERCA
SECONDA SETTIMANA
del Salterio
EUCARISTIA, CUORE DI TUTTO IL MONDO
A
lla fine non c’è nessuno che, venuto al banchetto del Messia, sia
costretto a tornarsene digiuno. Il particolare sul “molto” avanzato sembra dire che anche quelli che non
hanno fatto in tempo a partecipare e a sedersi con Gesù, comunque hanno ancora una
possibilità per saziarsi. È avanzato molto pane, riservato a chi
è rimasto fuori dalla mensa. A
noi che oggi siamo a messa,
vengono in mente coloro che
non sono seduti con noi e che
non possono partecipare al
banchetto.
Sono molti. Sono, anche oggi,
i fratelli cristiani perseguitati
in varie zone del mondo che
non possono celebrare l’Eucaristia perché è loro proibito.
Sono i fratelli e le sorelle che
non sono riusciti a mantenere
integro il vincolo del matrimonio e non possono nutrirsi del
pane eucaristico.
Sono le comunità, in terra di
missione, che non hanno un sacerdote e non possono celebrare ogni domenica l’Eucaristia
della resurrezione.
Sono, ancora di più, coloro
che non conoscono la bellezza e
il senso dell’Eucaristia, oppure
si sono allontanati dalla Chiesa, forse anche a causa del nostro comportamento. Sono, infine, tutti quelli che non hanno
mai incontrato il messaggio
buono di Gesù e perciò non conoscono nemmeno la gioia del
suo banchetto.
Ovunque arriva lo sguardo,
l’Eucaristia resta il cuore di
tutto il mondo, anche al di là
della Chiesa visibile. Le dodici
ceste avanzate sono colme della speranza che attorno al tavolo di Gesù c’è posto per tutti, c’è
pane per ognuno.
Resta la domanda se il segno
dell’Ostia consacrata, quel piccolo pane bianco, sia abbastanza eloquente, comunicativo. Si
è sempre lodato e adorato Gesù
“nascosto nei suoi veli” che coprono la divinità e nascondono
anche l’umanità. Una cosa è
certa. Quel pane provoca la nostalgia di Dio. Pur “velato” nei
segni, quel pane inerme e offerto alla fame di ognuno, apre
uno squarcio nell’anima alla
nostalgia di Dio.
Annalena Tonelli, originaria
di Forlì, medico, laica, missionaria. È morta a Boroma, in
Somaliland, uccisa a colpi d’arma da fuoco, il 5 ottobre 2003.
Non poteva vivere senza il corpo del Signore. Fin dal 1971
aveva auto il permesso di conservare l’Eucaristia presso di
sé. Ricorda il vescovo Bertin:
“L’ultima Messa che celebrai
con lei fu nell’agosto 2003.
Cambiai l’Ostia consacrata e le
lasciai una parte dell’Ostia
grande della Messa. È questa
Ostia che, dopo l’uccisione di
Annalena, il mio vicario ritrovò
dentro un armadio, in un sac-
chetto di pelle morbida, insieme a una croce francescana,
dentro un purificatoio”. E queste le parole di Annalena, nel
suo diario: “Ora la casa ha il
suo Padrone. La sicurezza e la
pace, che dà la sua presenza,
stanno diventando la forza e
l’equilibrio della mia vita. Lui
mi dice: vieni a stare con me. Io
soltanto posso tutto. Ora conosco la sua voce meglio della
mia, meglio dei miei pensieri”.
La processione del Corpus
Domini varca le porte delle
chiese. L’Eucaristia non può
esaurirsi entro le mura del
tempio ma tende necessariamente a varcarle per diventare
impegno di testimonianza e
servizio di carità. Ognuno che
ha compreso il senso di ciò cui
ha partecipato, si sente debitore verso ogni fratello di ciò che
ha ricevuto. Va a cercare quelli
che non c’erano.
P A G I N A
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CHIESA
PRIMOPIANO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
ECCO COME LE PARROCCHIE SI PREPARANO AD ACCOGLIERE I NUOVI SACERDOTI
LE COMUNITA’ DEI PRETI NOVELLI IN CAMMINO
VERSO LE ORDINAZIONI SACERDOTALI
DON LORENZO MOTTOLA
Sagnino
Sabato 12 giugno, alle ore 10, in cattedrale a Como, mons. Diego
Coletti ordinerà cinque nuovi sacerdoti: don Samuele Bongiolatti,
don Francesco Franzini, don Lorenzo Mottola, don Nicholas Negrini
e don Fabio Rossi. Ecco come le loro comunità si stanno preparando
DON FRANCESCO FRANZINI
Teglio
La preparazione per l’ordinazione presbiterale di don Francesco è iniziata durante tutto il
mese di maggio con il rosario
meditato, ogni domenica sera,
nella chiesetta di S. Martino,
dove è venerata e pregata la
Madonna della Fonte di
Caravaggio.
Di seguito il programma degli
appuntamenti della prossima
settimana.
Sono stati diversi gli appuntamenti in vista dell’ordinazione. Ad iniziare dai Pellegrinaggi come quello di sabato 15 maggio alla Madonna del
Soccorso. Seguiranno:
Venerdì 4 giugno
Madonna del Bosco, Alzate
Brianza, nel pomeriggio.
Venerdì 11 giugno
Madonna
del
Soccorso,
Ossuccio, alla sera.
Catechesi: nel mese di
maggio incontri con don Marco Cairoli, docente di Sacra
Scrittura in seminario, e don
Ivan Salvadori docente di teologia e assistente diocesano
AC.
La preparazione continuerà
nei prossimi giorni con il
triduo di preghiera in località Quarcino:
GIORNATE
EUCARISTICHE
Martedì 8 giugno
Ore 20.00 S. Rosario
Ore 20.30 S. Messa
Mercoledì 9 giugno
Ore 20.00 S. Rosario
Ore 20.30 S. Messa
Giovedì 10 giugno
Ore 20.00 S. Rosario
Ore 20.30 S. Messa
10 giugno: ore 20.30, Messameditazione-confessioni
11 giugno: ore 20.30, Messameditazione-confessioni
3 giugno: ore 16.00, adorazione e confessioni
4 giugno: ore 20.30, Messa e
adorazione (fino alle 24.00)
5 giugno: ore 16.00, adorazione e confessioni
GIORNATE
SACERDOTALI
I diaconi che riceveranno l’ordinazione insieme al vescovo: (da sinistra) don Samuele Bongiolatti,
don Francesco Franzini, don Lorenzo Mottola, don Nicholas Negrini e don Fabio Rossi
In occasione dell’Ordinazione Presbiterale di don Fabio
DON FABIO ROSSI
Rossi, la Comunità Pastorale di Lomazzo ha organizzato
una serie di eventi per poter riflettere sulla figura del sacerdote e pregare per le vocazioni. Da Mercoledì 9 Giugno a Venerdì 11, alle 16.45, ci sarà un breve momento
di preghiera per i bambini e i ragazzi nella chiesa di San
Vito mentre alle 20.30, nella stessa chiesa, verrà celebrata la S. Messa con riflessione di don Ivan Salvadori sulla figura del sacerdote. Sabato 12 Giugno, alle
10, tutta la comunità è invitata a partecipare all’Ordinazione Presbiterale in Duomo a Como. Alle
20.30 don Fabio verrà accolto all’oratorio di san Siro e accompagnato alla chiesa di san Vito dove ci
sarà un momento di preghiera seguito da uno spettacolo di intrattenimento al teatro Ronchetta. Domenica 13 Giugno alle 10 don Fabio verrà accolto dalle autorità e dalle associazioni in piazza della
Stazione e verrà accompagnato nella chiesa di san Vito dove celebrerà la Prima S. Messa. A seguire ci
sarà il pranzo comunitario all’area feste. Alle 20.30 ci si troverà nella chiesa di san Siro per i Vespri
Solenni che precederanno la Processione Eucaristica per le vie della città. Alla fine della processione,
in Brolo san Vito, verrà impartita la benedizione. Lunedì 14 Giugno alle 20.30 don Fabio celebrerà
una S. Messa di suffragio al cimitero locale.
Lomazzo
ACCOGLIENZA
DON LORENZO
Martedì 12 giugno
Ore 20.30 accoglienza del novello a Quarcino, preghiera di
benedizione del calice e della
patena e Vespri.
Domenica 13 giugno,
Ore 11.00 Prima Messa,
concelebrazione presieduta da
don Lorenzo. A seguire alle ore
13.00 pranzo in oratorio e alle
ore 21.00 recital dei giovani
“Il sogno di Giuseppe”.
DON SAMUELE BONGIOLATTI
Berbenno
Accompagnare il cammino di una vocazione sacerdotale è una grazia che la
comunità di Berbenno ha già ricevuto
negli anni passati; gli ultimi don Lorenzo Salinetti e don Giorgio Barbetta, sono
stati ordinati nel 1997 e nel 1998. Presi dalle nostre occupazioni quotidiane,
forse, in tanti abbiamo dimenticato il
percorso di fede fatto allora, ma ecco
che il Signore ci ha fatto dono di scegliere un nuovo apostolo tra i nostri giovani: Samuele, che è entrato in seminario
a Como dopo le scuole medie, nel 1999 e
che ora riceverà il sacramento dell’ordine dalVescovo Diego. In questi anni lo
abbiamo accompagnato verso il sacerdozio ricordandolo nelle messe e nella preghiera personale.
Il primo giovedì di ogni mese è stato organizzato un momento di preghiera per le vocazioni, in cui abbiamo ascoltato la testimonianza di diverse chiamate vocazionali come quella dei nostri
seminaristi che ci hanno aiutato a sentirci ancora più vicini a Samuele. Ci siamo resi conto che la voce di Dio chiama
anche oggi, in mezzo al frastuono e a
tante proposte allettanti; chiama giovani che non hanno idee o desideri particolarmente diversi da quelli dei loro coetanei, ma che semplicemente decidono
di lasciare alla Parola di Dio la possibilità di prendere dimora stabile.
Adesso che all’ordinazione manca
poco, in parrocchia aumenta il fermento anche per i segni visibili che vestono
tutto il paese a festa; giustamente però
i nostri sacerdoti sottolineano ancora la
necessità di una preparazione che veda
nella preghiera il punto centrale. Per far
questo, utilizzando come “slogan” la frase del Santo Curato d’Ars, “il sacerdote
può donare Dio agli uomini e gli uomini
a Dio”, hanno organizzato altri tre incontri di spiritualità: il primo con don
Carlo Seno, che ha coniugato la riflessione sulla vocazione sacerdotale col linguaggio della musica; il secondo con
don Alessandro Alberti su “Il prete
e i giovani”, e il terzo l’adorazione
eucaristica guidata dal responsabile diocesano delle vocazioni, don
Roberto Bartesaghi. Infine per coinvolgere i più piccoli sono state proposte,
negli incontri di catechismo, speciali intenzioni di preghiera da riportare anche
in famiglia.
Dobbiamo purtroppo dire che i momenti di preghiera finora non hanno avuto
l’affluenza che ci si auspicava, e questo
deve far riflettere su quanto spazio, “presi” da mille incombenze, riusciamo a riservare al Signore; vogliamo però credere che lungo questo percorso qualcosa sia
germinato in noi e che vedere Samuele
donare la sua vita per portare Dio agli
uomini e gli uomini a Dio dia una scossa
alle nostre coscienze.
Ecco il programma dell’accoglienza:
Sabato 12 giugno don Samuele verrà accolto in paese alle 20.45, seguirà la
celebrazione dei Vespri e la benedizione.
Domenica 13 giugno: alle ore 10.30
Prima Messa a Berbenno; alle 12.30
Pranzo Comunitario; ore 21.00 recital
“Sotto lo stesso Cielo” alla sala 4 Torri.
ACCOGLIENZA
DON FRANCESCO
12 giugno, sabato:
ore 20.00: accoglienza del novello alla chiesa di S. Pietro, corteo verso la chiesa parrocchiale
di S. Eufemia, liturgia della Parola e benedizione del calice e
della patena.
13 giugno, domenica:
ore 10.30: S. Messa presieduta
da don Francesco.
ore 13.00: Pranzo comunitario
ore 20.30: Vespri e Processione
del Corpus Domini e a seguire
festa al “Pra de Resa”.
DON NICHOLAS NEGRINI
Caspoggio
La preparazione all’ordinazione di don
Nicholas è una novità solo per i giovanissimi, perché si è da poco spenta la
gioia per l’ordinazione dei due fratelli
Negrini, Padre Davide e Padre Fausto,
sacerdoti Camilliani; ma per tutti i
caspoggini, è un entusiasmo che si
riaccende. La preparazione è già iniziata lo scorso anno in vista del Diaconato.
L’anno sacerdotale, che si avvia alla conclusione, è stato un’occasione preziosa
per accompagnare la Comunità all’approfondimento dei temi legati alla vocazione e al Sacerdozio. Da Pasqua poi, la
preparazione ha assunto colorazioni diverse: da una parte l’aspetto spirituale,
dall’altra i festeggiamenti. L’entusiasmo
è palpabile e si respira una frenesia gioiosa per preparare il paese. La cantoria,
diretta dal maestro Silvino e accompagnata all’organo dal maestro Carlo, ha
già pronte le melodie solenni anche per
Como. Un gruppo di giovani si è assunto l’impegno di preparare, sulla piazza
della chiesa, l’accoglienza a don Nicholas
fresco di ordinazione, e di coinvolgere, il
giorno dopo, tutta la comunità in un augurio caloroso. Il gruppo di coetanei sarà
presente con una sorpresa. Le donne, a
gruppetti, stanno lavorando per dare al
paese, un festoso susseguirsi di colori e
di richiami ornamentali. E poi, chissà
che novità hanno in serbo gli amici. C’è
in programma anche un musical:
“la matita di Dio”. E’ da un anno che
la compagnia teatrale della Parrocchia
“I RICReATTORI” lo sta preparando.
Dal punto di vista spirituale il
mese di maggio è stato ricco di appuntamenti. Il richiamo continuo al prete
ha permesso di coinvolgere adulti e ragazzi nell’approfondimento del significato dell’Ordinazione. I ragazzi del catechismo, durante tutto l’anno, si sono
impegnati ad allestire una mostra catechistica, con riferimenti a don
Nicholas.
Anche quest’anno abbiamo celebrato
“la festa della Iniziazione cristiana”.
Erano presenti tutti i neo cresimati, i
neocomunicati e i bambini della 1° confessione con i rispettivi genitori. Agli
adulti sono state proposte delle riflessioni catechistiche oltre che le domeniche, anche in un giorno o una sera durante la settimana, con una frequenza
notevole e assidua. E la presenza in parrocchia, in questi ultimi giorni, di quattro missionari appena tornati dall’Africa e dall’America Latina, è un’opportunità insperata.La partecipazione a
Como all’ordinazione di don Nicholas
sarà buona, ma la presenza sabato all’accoglienza con i vespri solenni e domenica 13 giugno alla sua Prima Messa, sarà totale. Il pomeriggio è prevista
la Processione Eucaristica, per dare
alla giornata già festosa, una solennità
indimenticabile. Lunedì, nella tarda
mattinata, don Nicholas chiuderà le celebrazioni con una S. Messa per ricordare i Sacerdoti defunti, i suoi parenti e i parrocchiani, pure defunti, che
l’hanno atteso ma non l’hanno potuto
vedere.
PASQUALE NEGRIRTI
SOCIETÀ
P A G I N A
4
INTERNIESTERI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
COLPO
D’OCCHIO
TUTTI... NERI!
O
bama sempre più
nero. Perdonate la
battuta e per comprenderne il reale significato associatela
a un’impietosa vignetta irlandese che ritraeva il presidente
americano immerso fino al collo nel petrolio. Era stato fin
troppo facile prevedere che la
marea nera arrivasse anche
alla Casa Bianca. Obama non
solo si trova con il petrolio alla
gola ma cosa più grave, soprattutto agli occhi dell’opinione
pubblica americana, non sa più
che pesci pigliare, se non promettere “Popolo della Louisiana
non ti abbandoneremo” e farsi
finalmente la ragione, in ciò
imitato dai vertici della Bp, che
la fuoriuscita di greggio nel
Golfo del Messico è “il peggior
disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti”. Bella scoperta. Se ne accorgono adesso,
dopo 40 giorni che il pozzo vomita petrolio?
Siamo alla farsa, dopo la tragedia degli undici morti nell’esplosione della piattaforma,
per una vicenda che sta mettendo ancora una volta in luce i limiti e le contraddizioni di una
potenza, come gli Stati Uniti, al
primo posto al mondo nelle tecnologie avanzate, costretta ad
assistere impotente ai maldestri (a questo punto come non
definirli tali?) e perfino patetici - con l’appello su Internet per
cercare aiuto - tentativi della
Bp di tappare la falla. È il secondo scacco per la potenza
americana, di fronte ad eventi
calamitosi, dopo quello di New
Orleans collegato all’uragano
Katrina.
Se Obama ne esce nero, non
certamente immacolati ne escono i responsabili della compagnia inglese. Come definirli?
Maneggioni imprudenti? Avevano avuto sentore (e ricevuto
avvertimenti) che qualcosa sulla piattaforma non funzionasse, eppure sono andati avanti.
Faciloni? E qui, ahimè, l’accusa di faciloneria, altro che solo
ai petrolieri!, dovrebbe essere
rivolta a tutti noi, uomini e donne di questo mondo ipertecnologizzato dove il continuo progresso (?) ci illude che tutto sia
possibile, realizzabile e facile. E
difatti. È relativamente facile
fare un buco a 1.600 metri di
profondità per succhiarne petrolio. Il bello, per dire il difficile, viene quando si tratta, all’occorrenza, di tapparlo.
Anni fa un uomo politico italiano (Fanfani ci sembra, o
Andreotti?) disse “Chi l’ha fatta la copra” a proposito di un’operazione poco pulita effettuata dietro le quinte dagli esponenti di una corrente Dc ai danni del partito. La frase potrebbe adattarsi a pennello alla
“malefatta” della Bp nel Golfo
del Messico. “Chi l’ha fatta la
copra”. Ma che vuoi coprire,
quando, come questa volta, chi
l’ha fatta l’ha fatta a 1.600 metri sotto il mare?
PIERO ISOLA
«
U
n fatto molto doloroso, in particolare per l’inutile
perdita di vite
umane”. È la reazione della Santa Sede all’assalto della marina israeliana, il
31 maggio, alla nave turca
“Mavi Marmara”, che faceva
parte della Freedom Flotilla,
con a bordo volontari delle Ong
di vari Paesi, diretta alla Striscia di Gaza per portare aiuti
umanitari. Nell’assalto, ma le
cifre non sono confermate, si
contano almeno 19 morti tra gli
attivisti e numerosi feriti. Diverse le ricostruzioni dell’accaduto: i militari israeliani affermano che “dalla nave hanno
sparato sui commando che stavano salendo a bordo”. Gli attivisti parlano di “attacco illegale in acque internazionali”. La
Farnesina ha comunicato che
non ci sarebbero vittime tra gli
italiani, cinque, a bordo del convoglio navale. “Seguiamo la vicenda con attenzione e preoccupazione – ha affermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – la Santa Sede
è sempre contraria all’impiego
della violenza, da qualsiasi parte essa venga, perché rende più
difficile la ricerca delle soluzioni pacifiche, che sono le sole
lungimiranti. Benedetto XVI
che si recherà fra pochi giorni
a Cipro, proprio nell’area
mediorientale, non mancherà di
riproporre con costanza il messaggio di pace”.
Violata legge internazionale. Numerose e tutte di condanna le reazioni e i commenti
all’attacco che vengono da esponenti della Chiesa di Terra Santa e da Organizzazioni non governative impegnate nello scenario mediorientale. “Una tragedia inutile e che si poteva
evitare” ha affermato padre
Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, per il quale si è davanti ad “una tragedia
che non aiuterà il cosiddetto
processo di pace e che non contribuirà a creare quell’atmosfe-
ISRAELE L’ASSALTO ALLA NAVE DEI VOLONTARI DELLE ONG
Gaza: si doveva evitare!
ra necessaria perché le prospettive di negoziato abbiano un
minimo di fattibilità ciò che è
accaduto è un evidente segno
che nonostante proclami e annunci di trattative gli animi di
ambo le parti sono avvitati su
se stessi e con poche prospettive. La comunità internazionale sembrerebbe quasi rassegnata davanti a questa situazione,
con poca volontà e desiderio di
entrare in questo ginepraio
dove ogni cosa, ogni parola, ogni
gesto suscita reazioni come abbiamo visto anche oggi. È una
situazione paralizzata”. A distanza di qualche ora dall’attacco i toni delle reazioni si sono
fatti più aspri: da una parte il
premier israeliano Benjamin
Netanyahu ha offerto tutto “il
pieno sostegno” all’operato delle forze militari, dall’altra Onu,
Usa e Unione europea hanno
condannato l’atto chiedendo
chiarezza e l’apertura di una
inchiesta. Il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek,
ha parlato chiaramente di
“chiara e inaccettabile violazione della legge internazionale, in
particolare della quarta convenzione di Ginevra”.
Piazze palestinesi in subbuglio. La notizia non ha mancato di mandare in subbuglio le
piazze palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia, in particolare a Gaza city dove gli attivisti della Freedom Flotilla erano attesi. Una conferma in tal
senso è arrivata dal parroco
della Striscia, padre Jorge
Hernandez, che al SIR ha detto che “è stato indetto un giorno di lutto” e che “sono in corso
in diversi punti della città e
della Striscia delle manifestazioni di protesta. Il clima che si
respira è pesante e i rischi di
escalation della violenza sono
concreti e per questo si consiglia di avere molta attenzione
e prudenza”. “Una tragedia – ha
dichiarato – accaduta proprio
nel pieno della ‘Settimana mondiale per la pace in Palestina e
in Israele’ (29 maggio - 4 giugno ndr.), promossa su iniziativa del Consiglio mondiale delle
Chiese (Wcc). Non so esprimere il nostro disagio davanti a un
fatto del genere che doveva e
poteva essere evitato. Israele
aveva detto che avrebbe bloccato ogni tentativo di avvicinamento a Gaza. Israele ha i mez-
zi per prevenire e controllare
tali situazioni. Non era necessario arrivare ad uccidere ed
ora il rischio è che violenza
chiami altra violenza. C’è già
chi parla di vendetta e di
ritorsioni”. Una miscela che rischia di infiammare di nuovo la
Striscia complice anche il blocco dei valichi ad opera di Israele. “Il blocco della Striscia, per
quanto non completo – alcuni
prodotti alimentari vengono
fatti entrare da Israele – acuisce la difficoltà della popolazione sottoposta ad un peggioramento continuo della situazione socioeconomica. L’economia
– ha spiegato il sacerdote – è
instabile e i prodotti sono soggetti a continui sbalzi di prezzi. La gente è sempre più nervosa e incline a mostrare la propria rabbia. Fatti del genere
come l’attacco di oggi rischiano
di innescare una escalation di
violenza che però deve essere
evitata in ogni modo. Non è il
momento di parlare di musulmani e cristiani, qui a Gaza siamo tutti palestinesi e nella stessa barca, ma non dobbiamo dimenticare che esiste un Dio al
quale spetta giudicare ogni
cosa. Adesso – conclude – è il
tempo di pregare per la pace e
perché non sia la violenza ad
affermarsi, anche se siamo di
fronte ad un’ingiustizia. È il
tempo di ribadire ‘beati gli operatori di pace’”. Anche il Wcc ha
fatto sentire la propria voce attraverso il suo segretario generale, Olav Fykse Tveit, che
ha chiesto a “tutte le parti in
causa di fermare la violenza.
Questo conflitto ha provocato
troppe sofferenze e troppe ingiustizie”.
a cura di DANIELE ROCCHI
NOTA ECONOMICA
Federalismo fiscale e... disincanto
A
nche l’Italia possiede
una riserva ampia di
menzogne politiche,
finanziarie, sociali,
economiche e culturali. A detta riserva la classe dirigente fa ricorso per giustificare fallimenti, crisi, mancate
riprese economiche, o per tenere a freno l’ira popolare, ottenere consenso elettorale, fare
proselitismo. Per evitare i luoghi comuni, che dipingono i cittadini come soggetti sfruttati,
tartassati, imbrogliati e vittime
candide e innocenti, ricordo che
la menzogna appartiene anche
al popolo, nella veste di soggetto sociale e politico. Da circa cinquant’anni, viviamo influenzati da una cultura e da personaggi, il cui obiettivo è quello di corrompere i costumi, offuscare e
confondere le intelligenze, azzerare le ricchezze materiali e
culturali del Paese e abbattere
le Istituzioni democratiche.
Tento ora di spiegare quanto
inteso dire riflettendo su avvenimenti e fatti di questi giorni.
Il Ministro Tremonti dopo aver
assicurato che non ci sarebbero
più state manovre, si è posto al
lavoro, unitamente ai suoi più
stretti collaboratori, per riempire di contenuti una manovra
correttiva di circa 24 miliardi,
spalmati su due anni: 20112012. La promessa riforma fiscale si è persa negli ultimi nebbioni
primaverili e solo un miracolo
potrà salvare i contribuenti da
nuove tasse e imposte. Nasce
una domanda: la manovra finanziaria, tanto contestata e discussa, è sufficiente per sottrarre
l’Italia dal mirino degli speculatori e per favorire la ripresa economica? Temo di no, perché non
è strutturale ma tampone, ossia
mirata al mero contenimento del
debito pubblico, e non al futuro
sviluppo del Paese.
Altro fatto. La tanto osannata
riforma Dini aveva previsto
l’innalzamento dell’età richiesta per maturare la pensione di
vecchiaia, ma tutti sanno che i
lavoratori di svariate categorie
vanno in pensione molto prima
dei sessantanni. Recentemente
35 nuovi commessi sono stati
assunti al Senato in sostituzione di colleghi andati in pensione poco più che cinquantenni.
Altro caso, Pier Carmelo Russo, dirigente della Regione Sicilia, è andato in pensione a 47
anni. Percepirà una pensione
pari a 6.462 euro netti al mese.
Potrei continuare….. Confindustria, Centrosinistra e Centro-
destra, sostengono che non è
più rinviabile la riduzione dei
costi della politica, ma ad esempio tutti evitano la responsabilità, diretta o indiretta, di far
operare sforbiciate robuste al
numero di Comuni, Provincie,
Regioni, Enti inutili e via dicendo. Mi ero illuso che la crisi inducesse a ridisegnare l’ordinamento dello Stato, ovvero a
ridefinire l’esercizio, le funzioni e l’area geografica di Regioni, Province e Comuni, la legge
elettorale, le caratteristiche, la
struttura e le funzioni del Parlamento e del Governo, i rapporti economici. Purtroppo, nulla di
serio è stato fatto su questo
fronte, come su quello delle riforme strutturali. L’opera di
razionalizzazione della spesa
pubblica, di modernizzazione,
sburocratizzazione, snellimento
ed efficientizzazione delle strutture del Paese è stata ancora
una volta rinviata sine die,
quindi, a parole, si afferma l’urgenza di ridurre i costi della
politica, ma nei fatti si dimostra
di non volerla attuare.
Unico evento nuovo, presentato come la madre di tutte le
riforme, è il federalismo fiscale. Temo, produrrà solo un aumento di costi, di centri di spe-
sa, un appesantimento della burocrazia, un aumento di tasse e
imposte, grazie all’autonomia
impositiva degli Enti locali.
Non credo che il federalismo fiscale porterà ad una riduzione
delle tasse, ad una razionalizzazione della spesa pubblica, al
miglioramento della qualità dei
servizi sociali, al controllo della spesa e un contributo alla
lotta all’evasione fiscale. Non
vorrei fosse un ritorno al passato quando, ad esempio, la rete
ferroviaria era spezzettata in
tanti tronchi, in quanto ogni
Stato e Staterello aveva realizzato la sua, con conseguenze
ovvie: scartamenti diversi, tecniche e modalità costruttive differenti, orari di partenza e arrivo non coincidenti con quelli
delle altre reti, trattamenti
tariffari differenti e via dicendo. Questi miei dubbi non si riferiscono solo all’area meridionale del Paese, la quale presenta con frequenza abitudini consolidate, regole ataviche, malavita organizzata che possono
portare ad operare al di fuori
delle leggi dello Stato. Il disincanto mi porta a nutrire forti
dubbi anche sull’operato delle
ricche regioni del nord.
GIANNI MUNARINI
SOCIETÀ
FATTIePROBLEMI
P A G I N A
5
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
LA MORTE DI DON MARIO PICCHI
Un’impronta indelebile
È
morto all’ospedale Fatebenefratelli di Roma nel
pomeriggio di sabato 29
maggio don Mario Picchi, fondatore e presidente del Centro italiano di solidarietà (Ceis – www.ceis.it). Aveva 80 anni. I funerali saranno
celebrati dal vicario del Papa
per la diocesi di Roma, card.
Agostino Vallini, martedì 1°
giugno, alle 11.30, nella basilica di San Giovanni in Laterano.
Nato a Pavia nel 1930, sacerdote dal 1957, dopo 10 anni in
Piemonte, in particolare come
viceparroco a Pontecurone, viene chiamato a Roma come cappellano del lavoro presso la Pontificia opera di assistenza. Nel
1968 comincia a riunire e ad
animare i primi gruppi di
volontariato, e da quelle iniziative prende corpo il Ceis. Negli
anni Settanta la sua attenzione si dirige principalmente verso
il
problema
della
tossicodipendenza: a Roma e
nei Comuni limitrofi attiva servizi e programmi educativoterapeutici per persone tossicodipendenti e per i loro familiari, ispirati a una precisa filosofia d’intervento, chiamata “Progetto Uomo”. L’esperienza e i
sistemi formativi del Ceis promuovono, in molti Paesi, la nascita di decine di programmi e
associazioni che si collegano al
“Progetto Uomo”. In Italia la
maggior parte di queste associazioni è riunita nella Federazione italiana delle comunità
terapeutiche (Fict), di cui il sacerdote sarà presidente fino al
1994. Don Picchi viene chiamato a far parte di commissioni
istituite dal Governo e da Enti
locali, mentre in ambito inter-
nazionale, nel 1985, il Ceis è
riconosciuto come organizzazione non governativa dal Consiglio economico e sociale delle
Nazioni Unite.
“La gratitudine della Chiesa
di Roma per don Mario è grande per il bene che ha compiuto
nella sua vita: ha vissuto spendendosi per gli altri, in modo
speciale per i più poveri ed
emarginati, in una carità operosa che ha posto al centro la
persona umana nella sua
integralità”. Così il Vicariato di
Roma, in una nota, esprime “il
cordoglio e il dolore della comunità diocesana” per la morte di
don Picchi. “Al suo esempio, in
un tempo di emergenza
educativa e di diffuso disagio
giovanile, siamo invitati a guardare – prosegue il Vicariato –
per un nuovo slancio nell’impegno di educazione e di accompagnamento delle nuove generazioni”. “Cordoglio e fraterna
comunione” giungono anche
dall’Opera don Orione, che in
un comunicato a firma del superiore generale, don Flavio
Peloso, ricorda come don Picchi
fosse “della diocesi di Tortona,
come san Luigi Orione”, e “come
lui visse la passione per il riscatto di chi è ferito e rifiutato”. “Don Mario Picchi –
evidenzia don Peloso – è un altro bel frutto della Chiesa italiana che, attraverso molti dei
suoi sacerdoti, sa entrare nella
concretezza e talvolta anche
negli abissi dell’uomo e della
società”.
Un ringraziamento al sacerdote che ha lasciato “un’impronta indelebile” viene dagli operatori, amici, famiglie e volontari del Ceis. “I nostri cuori, ora
gonfi di dolore e di nostalgia, ti
sono grati per quello che ci hai
insegnato, per l’esempio che ci
hai mostrato, per la voglia di
vivere che hai saputo restituire a tanti di noi, per i semi del
bene che hai fatto fruttificare
in tutto il mondo”. Diceva don
Picchi, pensando alla realtà da
lui fondata: “Siamo un gruppo
di poveri per le strade del mondo. E un giorno vedrò questo
gruppo allontanarsi da me e
proseguire il suo cammino. Vorrei che fosse sempre presente,
in questo continuo andare, la
fede nella capacità dell’uomo, di
qualsiasi uomo; la speranza che
ha origine dalla convinzione di
poter fare bene se ci s’impegna
davvero; la carità che nasce dall’amore per l’incontro e dall’attenzione per ogni sorriso e per
ogni carezza che si può dare e
ricevere arricchendo la vita di
tutti noi”. “È questo ora – concludono quanti hanno lavorato
con lui al Ceis – il nostro impegno nel tuo nome e nel segno
del ‘Progetto Uomo’, con l’aiuto
di Dio e di tutti gli uomini di
buona volontà”.
CORSIVO
di AGOSTINO CLERICI
LA MANOVRA
TREMONTI E
VESPASIANO
Sembra che Tito Flavio
Vespasiano ce l’abbia fatta
ad evitare le forche caudine
del ministro Tremonti. I rapporti tra i due, sia chiaro,
sono inesistenti, dato che
l’imperatore romano è morto la bellezza di 1931 anni
fa! Eppure il bimillenario
della sua nascita (9 - 2009)
ha rischiato di incrociarsi
con la manovra finanziaria
da 24 miliardi di sesterzi...
pardon, euro, che Tremonti
sta faticosamente costruendo fra tagli annunciati e sospesi. Lui taglia con sforbiciate precise, gli altri ministri - in questo caso Bondi,
per i beni culturali - provvedono poi a ripristinare, con
quel “copia e incolla” che
recupera il “taglia” di Tremonti... Ogni giorno sui quotidiani c’è un capitolo nuovo. Ma martedì, alla vigilia
della festa della Repubblica,
l’affare di Vespasiano sembrava risolto. Ed il presidente del Comitato nazionale
per le celebrazioni del bimillenario della nascita di
Vespasiano, prof. Luigi Ca-
pogrossi Colognesi, annunciava soddisfatto che «Vespasiano merita i fondi», ben
300 mila euro, per organizzare e pagare mostre in tutta la Sabina e finanziare il
catalogo della «meravigliosa
mostra allestita al Colosseo». Siamo proprio contenti anche noi, perché non sapevamo come fare, in questo
momento difficile, senza festeggiare degnamente il bimillenario della nascita del
caro Tito Flavio, che passa
per essere stato l’inventore
dei «vespasiani», i gabinetti
pubblici. E non è vero...
Quindi sono ben spesi 300
mila euro (e di sesterzi del
primo secolo, corrispondenti a più di mezzo miliardo di
lire di fine ventesimo secolo) per aiutare tutti gli italiani a conoscere un pezzetto di storia romana ed
essere un po’ più poveri, ma
un po’ meno ignoranti.
Il nostro Vespasiano, infatti, non inventò affatto gli orinatoi pubblici, ma creò una
nuova tassa, e non tanto sull’urina prodotta in quelli che
da allora si sarebbero chiamati “vespasiani”, quanto
sull’urina che i tintori utilizzavano per ricavare l’ammoniaca, preziosa per lavare i
panni. Sarebbe stato giusto
imporre anche a lui una tassa, duemila anni dopo, e costringerlo a pagarsi di tasca
propria i festeggiamenti per
il suo compleanno, dopo che
aveva lucrato addirittura
sull’urina dei poveri romani
di prostata debole. Non è così.
Finanzieremo noi, italiani di
inizio ventunesimo secolo, un
prestigioso congresso che si
terrà a Roma a fine giugno e
che avrà per tema: «L’Italia
rurale nell’epoca tardo repubblicana e primo imperiale». Alla storia, forse, passerà il clamoroso tentativo del
ministro Tremonti di privare un cotanto importante
convegno del finanziamento
dello Stato italiano alle prese con una grave crisi economica. Ma Tito Flavio Vespasiano dal luogo in cui ora si
trova - e non sappiamo bene
dove collocarlo... - se la ride
ancora una volta e, annusando il prezioso danaro intascato per il suo bimillenario,
ripete soddisfatto la fulminea battuta per cui è rimasto giustamente famoso:
«Pecunia non olet!» (Il denaro non puzza, anche se proviene dalla tassa sull’urina). Ci scusi, Vespasiano,
ma a noi un poco... puzza!
Censura
e autocensura
«
N
on tutti i giornalisti italiani
mentono. Ma
una parte di noi,
in epoche diverse, ha sempre mentito. Abbiamo mentito per conto del padrone del giornale, soprattutto quando l’interesse numero
uno del padrone non era quello di vendere notizie. Abbiamo
mentito per riguardo al potere politico dominante. Abbiamo mentito per favorire l’opposizione. Abbiamo mentito
quando ce lo chiedeva un club
così poco presentabile da essere segreto, come accadde con
la Loggia P2. Abbiamo mentito per tornaconto personale.
Abbiamo mentito anche per
quelle che ci apparivano nobili ragioni, ragioni alte e forti,
ossia per spinta ideologica. Per
scelta di campo. E talvolta,
onore al merito, abbiamo avuto il coraggio di testimoniare
l’errore. Con un po’ di ritardo,
ma, vivaddio! Con sincerità”.
Così si esprimeva Giampaolo
Pansa nel suo libro Carte false (Rizzoli, 1986). Mi sono ritornate alla mente queste severe parole in questi giorni nei
quali il dibattito sulla limitazione della libertà di informazione si è fatto veramente acuto, esasperato e - non di rado unilaterale. Si vuole imbavagliare la stampa oppure la
stampa stessa - nel contestare determinate proposte di
legge - si è paradossalmente
“imbavagliata”? Non si sa ora
che cosa dirà esattamente la
legge sulle intercettazioni.
Che possa essere un vincolo
troppo severo e - allo stesso
tempo - inefficace, sembra essere accertato, salvo smentita.
Ma il problema è più ampio.
* * *
E’ vero che l’articolo 21 della
Costituzione tutela la libertà
di stampa. Ma pochi giornali
ci hanno detto che la Costituzione - articolo 15 - tutela allo
stesso modo, con la stessa autorevolezza, il diritto alla riservatezza, alla difesa della
vita privata al riparo delle intrusioni dello Stato, degli organismi repressivi, della pubblica opinione. L’articolo citato così recita: “La libertà e la
segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”.
Ancora: “La loro limitazione
può avvenire soltanto per atto
motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite
dalla legge”. La limitazione di
queste libertà è dunque una
eccezione, non è né può essere
la norma. E quando l’ “eccezione” si dà, essa deve essere giu-
stificata da
un “atto motivato”, al
fine di impedire abusi o pratiche
arbitrarie.
In una precisa prospettiva:
che non siano violate le
“garanzie”
che solo la
legge può
fissare e garantire.
Dunque,
l’informazione avrebbe dovuto dirci fino a stancarci - che ci troviamo in un momento storico e
giuridico nel quale due fondamentali principi della Costituzione devono poter convivere in
una eventuale legge: la libertà
di informazione e la tutela del
valore della “segretezza” della
corrispondenza e della comunicazione tra cittadini. Con i
mezzi tecnologici di oggi è possibile immagazzinare e sbobinare tonnellate di intercettazioni, anche - ovviamente quelle che vengono definite poi
penalmente non rilevanti. E
qui il primo interrogativo: dove
sta la differenza di queste con
quelle penalmente rilevanti se
ambedue finiscono sui giornali? Il secondo: non dovrebbe
essere (in teoria) il processo
(non l’indagine preliminare) a
stabilire la loro eventuale
rilevanza quale prova di un
reato commesso? Il terzo: come
giudicare la pubblicazione di
intercettazioni di terzi estranei
ai reati? Chi risponderà del
danno procurato?
* * *
Salvo qualche lodevole e rara
eccezione, ha prevalso unilateralmente la denuncia del possibile bavaglio alla libertà di
stampa. Eventualità possibile,
certamente. Ma se non si ha la
correttezza di presentare il
problema nella sua complessità, la prima a finire in fuori
gioco è proprio la stessa informazione. Da una parte, essa
chiede di non essere privata
della libertà; dall’altra, non
presentando la complessità del
problema, informa o deforma il
problema stesso? Si intuisce la
passionalità politica, la posta
in gioco, i rischi di una legge
restrittiva. Tutto questo e altro si può capire. Non si comprende però il fatto che l’informazione, mentre grida alla
censura, si autocensuri su parte del problema all’origine della possibile censura. Perché?
FUORI
dal
CORO
ARCANGELO BAGNI
ANNO EUROPEO CONTRO POVERTÀ:
A NAPOLI, CONFERENZA NAZIONALE
SULL’EDUCAZIONE PERMANENTE
Nell’ambito delle attività nazionali collegate all’Anno europeo per
lotta alla povertà e all’esclusione sociale, le agenzie Llp Isfol ed
Ansas/Indire, in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle
politiche sociali e con il ministero dell’Istruzione, dell’università e
della ricerca, organizzano l’8 giugno a Napoli la conferenza “Il Programma di apprendimento permanente: contributo dell’educazione e della formazione professionale all’inclusione sociale”. Scopo
dell’iniziativa, spiegano, “evidenziare l’apporto del Programma Llp(
Lifelong Learning Programme) alla promozione dell’inclusione
sociale, che ha come diretta conseguenza la diminuzione del numero di soggetti in situazione di povertà”. Per l’occasione il contributo fornito dal Programma Llp verrà presentato attraverso alcuni specifici progetti approvati nei programmi settoriali Comenius,
Erasmus, Grundtvig, Leonardo da Vinci ed anche in altri. Il programma della giornata prevede la partecipazione di rappresentanti della Commissione europea, dei ministeri coordinatori di Llp
e di esperti. Nel pomeriggio diversi operatori sul campo presenteranno gli esiti di alcune esperienze di successo in materia di lotta
contro l’esclusione: tra queste l’esperienza di inclusione socio-lavorativa di alcuni detenuti ed ex detenuti.
P A G I N A
6
SOCIETÀ
EUROP
A
EUROPA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
SENZA DI ESSE NON CI SARÀ RIPRESA ECONOMICA
FAME DI CULTURA,
ETICA E SPIRITUALITÀ
L
o scorso 9 maggio, i ministri delle Finanze dell’Unione Europea hanno adottato un meccanismo di salvataggio
per i Paesi della zona euro che
hanno maggiori difficoltà nella
gestione dei propri conti pubblici, in primis la Grecia. Tuttavia, resta inteso che i nuovi
meccanismi per la stabilizzazione finanziaria permettono al
massimo di guadagnare qualche anno prima che la crisi del
debito europeo scoppi nuovamente. Si parla di circa tre anni.
Si aggiunge a tutto ciò la questione di una demografia in declino, la perdita della base industriale e del know-how europeo.
Inimmaginabile qualche mese
fa, siamo dunque, a sessant’anni dalla Dichiarazione di Robert
Schuman, entrati in una grave
crisi politica. Dopo la crisi finanziaria ed economica, l’Europa
monetaria e politica è ora in pericolo. “Ma dov’è pericolo, cresce
anche ciò che salva” ci consola il
grande poeta tedesco Friedrich
Hölderlin nella sua poesia
“Patmos”. E ciò che salva lo si
può trovare in una nuova determinazione dei nostri responsabili politici ad affrontare le principali sfide per la ripresa: Sarà
necessario ridurre i deficit e i
debiti pubblici, poi riguadagnare il controllo politico dei mercati finanziari e - infine - trovare
la via di una crescita economica
durevole. Quanto al primo punto, il 21 maggio un gruppo di lavoro diretto dal Presidente del
Consiglio d’Europa Herman van
Rompuy e composto dai ministri
delle finanze si è riunito per la
prima volta a Bruxelles per rafforzare la governance economica dell’Unione Europea. Esso
prevede di migliorare la disciplina dei bilanci, di ridurre le divergenze di competitività tra
regioni europee e stabilire un
meccanismo efficace in caso di
crisi. Da parte sua, il 20 maggio,
nel corso di una grande conferenza a Berlino, il Commissario
Europeo Michel Barnier ha svelato un catalogo impressionante di misure per una migliore
regolamentazione dei servizi finanziari.
Resta ancora da ritrovare un
nuovo dinamismo economico, e
il contributo più importante in
questo senso viene attualmente da Mario Monti (nella foto),
che ha prodotto un eccezionale
rapporto per una nuova strategia per il mercato unico. Questo rapporto, scritto su richiesta
di José Manuel Barroso e pubblicato sempre il 9 maggio, non
ha per ora ricevuto tutta l’attenzione che merita. Per Mario
Monti, un migliore funzionamento del mercato unico apre
prospettive di crescita senza le
quali noi non riusciremo semplicemente a rimborsare i debiti
pubblici. Li lasceremo alla generazione successiva. In circa centotrenta pagine, l’ex commissario europeo e ministro Italiano
illustra le proprie proposte per
la costruzione, la promozione e
una migliore attuazione del mercato unico che è lo strumento
principale dell’Unione Europea.
Tali proposte riguardano la libera circolazione dei lavoratori, la
trasparenza dei servizi bancari,
il commercio elettronico, un mercato comune per i prodotti “verdi”, un sistema di trasporto più
fluido, la finalizzazione del mercato unico per i servizi, l’emissione di obbligazioni europee, e
così via. È il numero di idee e la
chiarezza della presentazione
che impressionano qualsiasi lettore interessato. L’autore del
rapporto, che ha condotto ampie consultazioni prima di redigere il proprio documento,
insiste d’altronde sul ruolo del
mercato unico per far vivere
“un’economia di mercato sociale e altamente competitiva”,
una nozione che si trova d’ora
in poi inscritta nel Trattato dell’Unione Europea.
Per i cristiani in Europa, questo rapporto offre l’opportunità
di associarsi nuovamente ad un
progetto concreto per fare avanzare l’Unione Europea. È possibile interpretarlo alla luce
dell’obiettivo dello sviluppo
umano integrale di cui ci parla
Benedetto XVI nella sua ultima enciclica “Caritas in
veritate”. Tuttavia, la crescita
economica dipende prima di
tutto dallo sviluppo intellettuale, culturale e addirittura spirituale delle persone. Questa
crescita è quella che probabilmente ci manca di più oggi.
Chiese europee
Turchia - Austria - Rep. Ceca
Turchia: niente più ticket
per la chiesa di Tarso
Dopo l’annuncio, anticipato a
SIR Europa il 24 maggio da
mons. Luigi Padovese, presidente della Conferenza episcopale di Turchia (Cet), della rimozione da parte delle autorità di Ankara dell’obbligo di
prenotazione per le messe nella chiesa-museo di san Paolo
a Tarso, è del 26 maggio la notizia che “i pellegrini non dovranno più pagare il biglietto”
per farvi ingresso. Questo grazie alle trattative di mons.
Padovese con le autorità turche e “alla politica di apertura del Primo ministro turco
Recep Tayyip Erdoðan e all’intervento efficace del suo ambasciatore presso la Santa
Sede, Kenan Gürsoy, sensibile ai problemi della Chiesa in
Turchia”.
Austria: la “settimana
della Missione”
È stata inaugurata il 24 maggio a Vienna con una celebrazione vespertina presso il Duomo di S. Stefano la “Settimana per la missione”, promossa
dall’Arcidiocesi di Vienna. Durante i prossimi giorni si svolgeranno molteplici eventi al
fine di parlare con i cristiani e
persone alla ricerca della fede
su questioni relative alla fede
e alla vita. Nell’omelia pronunciata durante la funzione, il
card. Christoph Schönborn ha
esortato tutti i partecipanti all’iniziativa a portare con “coraggio” il Vangelo alle persone. L’arcivescovo ha constatato “una certa vergogna” in
Austria a parlare di Gesù e del
suo messaggio. “Da un lato esistono molte testimonianze visibili della fede, a iniziare dal
Duomo di S. Stefano e dalle
molte chiese. Alcuni non vedono pertanto alcuna necessità
di parlare ancora
di
C r i s t o.
“Questo
riserbo
di parlare di Dio
ma non
di Gesù
ha “un
motivo
molto
semplice: Gesù è una persona molto
concreta. Ha un volto, un
nome, è vissuto e ha parlato e
ha offerto la sua amicizia: questo è qualcosa di molto personale”. “L’annuncio di Gesù sollecita inoltre le persone a cambiare mentalità e modo di vedere: perché Gesù ha messo al
centro i bambini, i poveri e i
peccatori, ha parlato alla ‘gente semplice’. L’Austria ha bisogno di questa prospettiva”,
ha concluso il card. Schönborn.
Repubblica Ceca: siglato
accordo sulla Cattedrale
È stato siglato il 24 maggio a
Praga l’accordo tra la Chiesa
cattolica ceca e lo Stato della
Repubblica Ceca per la gestione congiunta della cattedrale
di Praga, dedicata ai Santi
Vito, Venceslao e Adalberto. La
dichiarazione solenne è stata
firmata nella cattedrale stessa dall’arcivescovo della capitale, mons. Dominik Duka e
dal presidente della Repubblica Ceca, Václav Klaus. Per l’occasione, l’arcivescovo ha sottolineato, tra le altre cose, che
“la Cattedrale ha conosciuto i
suoi periodi di fioritura quando sia lo Stato che la Chiesa,
congiuntamente, si sono occupati di essa e ogni volta in cui
la cattedrale è stata usata a
beneficio di entrambe le parti".
STEFAN LUNTE - Francia
I MARONITI E I CATTOLICI ASPETTANO IL PAPA
BENEDETTO XVI ATTESO A CIPRO, NELL'ISOLA DIVISA
B
enedetto XVI, domenica 30 maggio, all’Angelus, ha chiesto ai fedeli radunati in piazza
San Pietro, preghiere
per la pace e la prosperità di
Cipro e per il prossimo Sinodo
per il Medio Oriente. In questi
giorni si svolge la prima visita
di un Pontefice nell’Isola: ricco
il programma che vede già all’arrivo a Paphos (4 giugno) una
celebrazione ecumenica, seguita, il giorno dopo a Nicosia, da
una serie di incontri istituzionali e religiosi, tra i quali spicca quello con la comunità cattolica locale. Momento cardine
del viaggio apostolico sarà la
messa di domenica 6 giugno,
con la consegna dell’“Instrumentum laboris” dell’Assemblea speciale per il Medio
Oriente del Sinodo dei vescovi
(10-24 ottobre). “Un programma pieno di momenti importanti per una visita che lascerà
un’impronta profonda in tutta
l’Isola”, dice al SIR padre Umberto Barato, vicario patriarcale di Cipro, Isola che ecclesiasticamente appartiene al
Patriarcato latino di Gerusalemme. La minoranza cattolica
(maroniti e latini), il 3,15% del-
la popolazione che è a maggioranza ortodossa, attende il
Papa e si sta preparando nel
migliore dei modi a riceverlo.
Tutte le parrocchie sono state
coinvolte e molti fedeli presteranno opera come volontari.
Recentemente, in una nota congiunta, la Chiesa cattolica
maronita e quella latina di Cipro, hanno parlato della presenza di Benedetto XVI nell’Isola
come di “una benedizione e di
una grande opportunità per
promuovere i principi e valori
umani e cristiani, basati sulla
libertà, il perdono, la pace e la
riconciliazione”. Ma chi i sono i
cattolici ciprioti? Quanti sono e
qual è la loro storia? Risponde
padre Barato.
Tre minoranze. “La Costituzione del 1960 riconosce che
Cipro è formato dall’etnia greca e dall’etnia turca. Si riconoscono poi tre minoranze: i maroniti, gli armeni e latini cattolici. Al tempo dell’indipendenza, queste tre minoranze furono invitate a scegliere a quale
delle due etnie volessero appartenere e tutte e tre scelsero l’etnia greca. Le tre minoranze
hanno il diritto di eleggere un
loro rappresentante al Parlamento. Il rappresentante non
ha diritto di parola, se non in
sede di Commissione o quando
ne viene richiesto”.
Maroniti. “I maroniti approdarono a Cipro nei secoli VIIVIII. Nel passato erano un’importante componente della popolazione dell’Isola. Arrivarono
ad avere circa 60 villaggi, con
chiese e istituzioni proprie.
Oggi sono poco più di 5 mila
persone in 4 villaggi, tutti nella parte nord occidentale dell’Isola, quella occupata dai turchi: Kormakiti, Assomatos, Karpasha e Ayía Marina. Durante
l’invasione del 1974, la maggior
parte dei maroniti, specialmente i giovani, fuggirono dai loro
villaggi e si stabilirono nella
parte sud dell’isola, dove un po’
alla volta ricostruirono la loro
vita. Dal 1988 Cipro dei
Maroniti è una diocesi del Patriarcato Maronita del Libano.
Mons. Joseph Soueif è l’attuale
arcivescovo, che nel prossimo
Sinodo per il Medio Oriente ricoprirà la carica di segretario
speciale. I maroniti attualmente hanno 8 parrocchie: 3 nella
parte nord; 3 nell’area di Nico-
sia; 1 a Larnaca e 1 a Limassol.
Sono servite da 5 sacerdoti
diocesani e da 3 monaci antonini. Ci sono anche tre suore
antonine libanesi, al servizio
dell’arcivescovo. La liturgia viene celebrata in lingua araba e
aramaica, ma molte parti sono
ora tradotte in greco”.
Latini. “La storia dei cattolici latini a Cipro comincia con
l’occupazione dell’Isola da parte dei Templari alla fine del secolo decimo per terminare con
la prima invasione della Turchia (1571). I turchi allora permisero di rimanere nell’isola
solo agli ortodossi e ai maroniti.
I cattolici dovettero abbandonare monasteri e chiese, trasformate in moschee, o occupate
dagli ortodossi. Nel 1593 i
francescani di Terra Santa ottennero dal Sultano di Istanbul
di ritornare a Cipro. I latini
nativi di Cipro sono pochi e vanno sempre più diminuendo, soprattutto a causa dei matrimoni misti. La Chiesa latina, nell’ultimo scorcio del XX secolo,
si è arricchita di nuovi membri
dall’Asia, filippini, cingalesi,
indiani, soprattutto donne che
lavorano presso famiglie ciprio-
te, ambasciate o l’Onu. Difficile accertare il numero preciso
dei fedeli latini di Cipro. Sembra che i ciprioti autoctoni siano 350. Secondo le liste elettorali, i latini che possono votare
sono 600. A questi si devono
aggiungere almeno altre 300 o
400 persone, membri delle loro
famiglie. Quindi circa mille
persone in tutto. A questo numero bisogna aggiungere un
nutrito gruppo di persone, tecnici, professori, uomini d’affari
occidentali che vivono a Cipro
per qualche anno. Molto probabilmente arrivano a 2 mila persone circa. Poi c’è il rebus dei
lavoratori stranieri. I filippini
sono quasi tutti cattolici e si
suppone che siano 7 mila. I
cingalesi sono circa 1.500 e gli
indiani circa 300 persone. Ultimamente hanno cominciato
ad arrivare molti africani provenienti dal Camerun e dalla
Nigeria, qualcuno dal Congo.
Molti di loro sono cattolici, ma
non è possibile dare un numero esatto. Non si conosce il numero degli illegali. In conclusione, si stima che il numero
dei lavoratori stranieri cattolici a Cipro si aggiri tra le 9 e 10
mila persone, poco più”.
CHIESA
P A G I N A
7
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
AGENDA
del
VESCOVO
VENERDÌ 4
A Como, al mattino, udienze e colloqui; al pomeriggio,
Consiglio Episcopale
SABATO 5
A Cernobbio, alle ore
11.00, presso Villa Erba, festa dell’Arma dei Carabinieri; al pomeriggio, incontro con l’Ordo virginum.
DOMENICA 6
CORPUS DOMINI
A Como, alle ore 9.00, al
monastero della Visitazione, Santa Messa; in Cattedrale, alle ore 10.30, solenne pontificale; presso la basilica di Sant’Abbondio, a
partire dalle ore 16.30, restituzione della visita pastorale della zona Valle Intelvi; alle ore 20.30, dalla
Cattedrale, processione del
Corpus Domini.
LUNEDÌ 7
A Como, al mattino in
Vescovado, incontro con i
sacerdoti della classe di ordinazione 1965. Al pomeriggio incontro con i sacerdoti della classe di ordinazione 1975.
MARTEDÌ 8
All’eremo San Salvatore,
Incontro con i diaconi che riceveranno l’ordinazione
presbiterale il prossimo 12
giugno.
MERCOLEDÌ 9
A Como, al mattino, incontro con i sacerdoti della classe di ordinazione 1969.
GIOVEDÌ 10
A Como, al mattino, Consiglio Episcopale; al pomeriggio udienze e colloqui; Alla
sera, in Vescovado, incontro
con la Commissione per il
Diaconato permanente.
VENERDÌ 11 A
DOMENICA 13
Visita Pastorale alle comunità di Lemna, Molina e
Palanzo nella zona pastorale “Lario”.
SABATO 12
In Cattedrale a Como, alle
ore 10, ordinazioni presbiteriali.
ASSEMBLEA ANNUALE DEL
MOVIMENTO EUCARISTICO
iamo invitati da Gesù
ad essere suoi testimoni; “Andate in tutto
il mondo” ha detto.
Questa testimonianza è urgente perché oggi in
tante parti del mondo Dio
sembra assente. Noi, che siamo vicini all’Eucarestia, dobbiamo essere i primi nella testimonianza; per questo ci
vuole unione al Signore e vita
insieme. Della necessità di testimoniare ha parlato don Andrea Meloni nell’omelia della
Santa Messa celebrata al
sedicesimo Convegno Annuale del Movimento Eucaristico
Diocesano che si è tenuto sabato 15 maggio presso l’Istituto Canossiano di via Balestra a Como, dove si sono riuniti i Cavalieri del Santissimo
Sacramento. Preceduto dalla
recita, alle 15.30, del S. Rosario il Convegno è iniziato con
la S. Messa. Il celebrante, parlando della testimonianza cristiana, ha evidenziato come,
a volte, si lotta per il bene ma
non si riesce; questo deve essere occasione di purificazione
come quando si vede nei cristiani l’errore o il peccato,
dobbiamo cercare noi di essere veri testimoni e figli di Dio
e quindi di vivere con Ge-sù.
Al termine della Santa Messa
ha fatto seguito l’adorazione
al Santissimo.
Con la guida del presidente,
Ferdinando Marchini, i partecipanti hanno pregato e meditato su alcuni testi del beato padre Spinelli, fondatore
delle “Suore dell’Adorazione”,
e di monsignor Tonino Bello.
S
GIORNATA PER
I FAMIGLIARI
DEI MISSIONARI
Il 20 giugno nella parrocchia
di Domaso, incontro dei
famigliari dei missionari.
Ore 10.00 ritrovo in parrocchia. Ore 10.30 santa messa. Pranzo insieme in oratorio. Nel pomeriggio incontro
di riflessione e di ascolto di
testimonianze. Ore 16 preghiera e conclusione. Tutti i
famigliari dei missionari
sono invitati e i missionari
attualmente in Italia. Per
favorire l’organizzazione è
meglio dare la propria adesione all’Ufficio Missionario
Diocesano 031-242193.
RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO
Sabato 5 giugno alle ore 20.45 nella chiesa di Portichetto
“Roveto Ardente” modulo “Supplica per la salvezza del
mondo”. L’Adorazione continua poi personalmente tutta
la notte fino alla S. Messa delle 7.30.
UFFICIO PER LA LITURGIA
NUOVI MINISTRI DELLA COMUNIONE
Il secondo incontro del percorso formativo dedicato alla
preparazione dei nuovi ministri straordinari della Comunione Eucaristica avrà luogo sabato 19 giugno dalle ore
14.30 alle ore 17.30 a Como presso l’istituto Canossa, via
Balestra, 10. Si affronteranno i seguenti temi:
• La Parola e il Pane: una sola mensa per l’uomo.
• Linee di Spiritualità Eucaristica.
Per i candidati della provincia di Sondrio, l’appuntamento sarà stabilito dopo un contatto telefonico con i parroci interessati.
Nel raccoglimento davanti
all’eucaristia e nella sua preghiera si è sperimentata tra i
partecipanti una unione spirituale e una profondità di fede
tale da far esclamare improvvisamente e spontaneamente
ad un Cavaliere: “Com’è bella
l’Ostia e come siamo fortunati di essere cristiani!”. Alle ore
18.15 si è tenuta l’assemblea
del Movimento. Il presidente
ha iniziato la sua relazione sottolineando che l’impegno più
importante per chi appartiene al Movimento Eucaristico
Diocesano è l’adorazione ed
ha raccomandato la visita alla
chiesa di santa Cecilia, dove è
esposto il Santissimo, e la presenza all’Ora di adorazione
mensile. Marchini ha poi fatto una sintesi delle attività del
Movimento richiamando l’attenzione sui prossimi impegni
di servizio liturgico in Cattedrale ed in altre celebrazioni;
nel contempo ha verificato la
disponibilità dei presenti per
i vari impegni. Ha ricordato
anche il Consiglio diocesano,
i consigli zonali Como Centro,
i diversi Convegni e ricorrenze e anche molti interventi
del Papa.
ANTONIO NEGRINI
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
A CAPIAGO DAL 21 AL 24 GIUGNO
La 60° settimana nazionale
di aggiornamento pastorale
e nuove forme di comunità cristiana –
“ristrutturazioni che
chiamiamo, di volta
in volta, unità pastorali, comunità pastorali, parrocchie territoriali ecc.” – “non
devono servire solo per ovviare alla mancanza di preti, ma
anche perché è necessario vivere con maggiore concretezza la comunione nella Chiesa
tra comunità, ministeri ecclesiali, istituzioni territoriali e
condizioni del popolo di Dio”.
Così mons. Domenico Sigalini,
vescovo di Palestrina e presidente del Centro orientamento pastorale (Cop), in un’intervista al SIR presenta la 60ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale, che si terrà
a Capiago-Como dal 21 al 24
giugno 2010 e avrà per tema
“Nuove forme di comunità cristiana”.
“Ci sono vari ministeri – spiega mons. Sigalini – dove la
presenza laicale può essere
centrale: l’iniziazione cristia-
L
na, gli interventi educativi…”.
Poi, il ruolo delle associazioni: “Ce ne sono, ad esempio,
che sanno progettare la formazione, come l’Azione Cattolica. Essa è il tessuto
connettivo di una comunità
cristiana, collabora con la gerarchia in termini statutari,
non è ‘supplente’.
La presenza sul territorio di
varie e storiche, oltre che
nuove e agili, aggregazioni
laicali impone che qualsiasi
trasformazione delle forme di
comunità veda nel laicato una
forza trainante, un soggetto
corresponsabile, una vocazione battesimale non trascurabile”.
Sul prossimo numero de
“Il Settimanale” dedicheremo un approfondimento all’incontro di Capiago
con l’intervista completa
a mons. Domanico Sigalini e il programma dettagliato della tre giorni.
P A G I N A
8
Lo aveva
detto mons.
Coletti durante
la visita
pastorale:
“ci rivedremo
a Como quando
verrete a
restituirmi
la visita.
Vi aspetto”.
E così sarà
per i fedeli
della Val
D’Intelvi,
domenica 6
giugno nella
Basilica di
S.Abbondio
CHIESA
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
COMO IN 450 A S.ABBONDIO PER LA RESTITUZIONE DELLA VISITA PASTORALE
I FEDELI DELLA
VALLE D’INTELVI:
“ECCOCI,
VESCOVO DIEGO”
11 OTTOBRE 2009
ore 10.30
ons. Vescovo celebra la S. Messa
nella Chiesa Plebana di S. Stefano in Castiglione
Intelvi e nel saluto finale comunica: “La Visita Pastorale
ha una “coda”: insieme alle
altre Comunità della Valle vi
aspetto in Cattedrale a “restituirmi la visita”. Sarà un altro momento bello in cui potremo pregare insieme e volerci bene!!”
Eccoci!!! Vescovo Diego …
finalmente il momento è arrivato!!!
Domenica 6 giugno, nella
solennità del Corpus Domini,
le Comunità Cristiane della
Zona Pastorale “Valle Intelvi”,
rispondendo a quell’invito, si
riuniranno attorno al loro Pastore per questa restituzione.
La disposizione del cuore è
quella di un abbraccio di preghiera e di gratitudine verso
chi per primo è venuto a …
“tastare la temperatura della
M
FOTOSERVIZIO ANDREA PRIORI
fede” nelle nostre comunità,
come Lui stesso ha affermato, portando messaggi precisi
riguardo al nostro Dio -”Amore gratis per noi”, riguardo a
noi stessi - “risposta gratuita
a questo Amore”, e riguardo
all’altro - “ tu sei per me più
importante di me”.
Eccoci!!! Vescovo Diego!!
Siamo in tanti, tantissimi, è
bello dirlo, non per orgoglio,
ma per amore! Otto pullman
entreranno in città, senza contare le auto.
Per quanto riguarda l’organizzazione del pomeriggio, la
partenza dalla Valle sarà in-
torno alle 15.00; all’arrivo,
previsto per le 16.15, mons.
Vescovo accoglierà sacerdoti
e fedeli sulla porta della Basilica di Sant’Abbondio. Saranno presenti anche i
Confratelli della Valle, i bambini di Prima Comunione, i
Cresimati, i giovani, le famiglie e i nostri anziani. La cerimonia religiosa avrà inizio
con il canto delle litanie della
diocesi, seguite dalla preghiera della diocesi, molto cara al
nostro Vescovo Diego, un saluto del Vicario Foraneo don
Paolo Barocco, poi si ascolterà la Parola di Dio (Col.3,12-
IL 3 GIUGNO A SAN PANFILO D’ OCRE, PROVINCIA DI L’AQUILA
LA CARITAS IN ABRUZZO PER
INAUGURARE UNA SCUOLA
I
l 4 giugno la Caritas italiana consegna al comune di Ocre (L’Aquila)
una scuola primaria e
dell’infanzia, realizzata
con il contributo delle Caritas
diocesane della Lombardia. La
scuola di san Panfilo d’Ocre,
intitolata a “Lorenzo Milani”,
è costata quasi 2,5 milioni di
euro: ha una superficie di circa 1.300 m2, è in grado di ospitare 168 alunni ed è dotata di
palestra con spogliatoi, aule
per laboratori, infermeria,
cucina e mensa, servizi, sala
per attività libere di aggregazione e socio-culturali anche
pomeridiane, locali tecnici,
uffici amministrativi e di direzione. Alle cerimonia di
inaugurazione, alla presenza
dell’arcivescovo di L’Aquila
mons. Giuseppe Molinari, era
presente anche mons. Giuseppe Merisi, presidente di
Caritas italiana. Insieme ai
direttori di diverse Caritas
della Lombardia era presente
anche il direttore diocesano,
Roberto Bernasconi. Dalla
nostra diocesi sono state raccolte per il terremoto in
Abruzzo, grazie alla colletta
nelle parrocchie e alla donazioni di privati, 500 mila euro.
In totale a Caritas Italiana
sono pervenuti circa 27 milioni di euro, ai quali si aggiun-
La scuola di san Panfilo d’Ocre
gono i 5 milioni messi a disposizione dalla Cei. Passata
l’emergenza, operatori Caritas e volontari sono rimasti
accanto alle persone colpite.
L’impegno prioritario riguarda ora la prossimità e l’accompagnamento alle comunità
parrocchiali con interventi di
costruzione di nuove strutture e ricostruzione del tessuto
sociale. Sono 23 le strutture
già realizzate: tre scuole, cinque centri di comunità, dieci
ambienti per servizi sociali e
caritativi, cinque interventi di
ripristino di spazi parrocchiali. Altre inaugurazioni sono già
in calendario in due frazioni
del comune di L’Aquila: il 15
giugno 2010 il Centro di comunità di san Giacomo, il 19 giugno 2010 la scuola primaria e
dell’infanzia di Roio Poggio.
Tra interventi di emergenza
e primo aiuto, accompagnamento, riabilitazione socioeconomica e ricostruzione
sono stati spesi fino ad ora circa 13,5 milioni di euro. Nei
prossimi mesi è prevista la realizzazione di altre 25 strutture per un importo di 15 milioni di euro.
Nel mese di luglio la Caritas
di Como tornerà in Abruzzo
insieme alle altre Caritas della Lombardia per una tre
giorni di valutazione sul lavoro fatto in questo anno di intervento e per progettare i
nuovi interventi.
La prossima estate si terranno in Abruzzo i campi di
volontariato Caritas. Per informazioni 031304330
M.L.
17 e Gv.15,9-17). Mons. Vescovo siederà in cattedra e terrà
l’omelia, dopodiché si rinnoverà la professione di fede cantando il “Credo”. Il momento
di preghiera si concluderà con
il ringraziamento di alcuni
presenti, tra cui il Presidente
della Comunità Montana Lario
Intelvese, in rappresentanza
dei sindaci, si reciterà il “Pater
Noster” cantato ed infine
mons. Vescovo impartirà la Benedizione Apostolica.
Dopo questo importante
momento di preghiera, un
esperto illustrerà e spiegherà
le bellezze architettoniche e
artistiche della secolare Basilica comense.
Poi ci si sposterà al Centro
Pastorale diocesano Cardinal
Ferrari ove i partecipanti
avranno un momento conviviale di ristoro.
La sera, partecipazione alla
processione cittadina del
Corpus Domini, occasione
questa per condividere con la
Comunità Cristiana più ampia
che è in Como, sotto la guida
dell’unico Pastore, il voler esserci “per Cristo, con Cristo e
in Cristo”.
a cura dell’USVI
ALL’UNIVERSITA’ DELL’INSUBRIA
Il libro di mons. Signorelli
Occasione gradita per rivisitare il bel chiostro di S.
Abbondio è stato, venerdì
28 maggio, l’omaggio a
mons. Giuliano Signorelli,
nell’ Aula Magna dell’Università dell’Insubria. In
quel monumentale ex Seminario, l’assenza del “personaggio” mons. Signorelli
non ha impedito di sentirne aleggiare la presenza,
soprattutto per chi lo ha
conosciuto insegnante per
decine d’anni. L’iniziativa
di richiamare l’attenzione
sull’impegnativa ricerca,
ripresentata nella sua
riedizione, del saggio “La
figura del ragazzo in cinquant’anni di letteratura
italiana del Novecento” è stata una felice proposta di cari
amici dall’Autore. La risposta di un numeroso pubblico
presente ne ha dato conferma. L’omaggio mirava certo
alla persona, ma le due relazioni, diverse nella prospettiva indagata e corpose nella quantità e qualità del contenuto, hanno suscitato decisamente l’interesse dei presenti. Il prof. Gian Marco Gasperi, docente di Letteratura Italiana all’Università dell’Insubria ha guidato a scoprire e leggere varie dimensioni: geografica, sconfinando
anche al di là della “italiana” del titolo, storica,
contenutistica di intuizione psicologica, di relazione ragazzo - adulto, e molto altro ancora. Alberto Longatti ,
giornalista e attivo comunicatore nel panorama culturale comasco ha ulteriormente arricchito l’incontro con un
suo intervento. Non potevano mancare parole di stima e
di doverosa gratitudine all’indirizzo di mons. Giuliano
Signorelli, oltre al plauso per l’iniziativa, a nome del Seminario e del Vescovo mons. Diego Coletti.
don ARMANDO BERNASCONI
CHIESA
P A G I N A
9
VOCAZIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
11
GIUGNO
PREGHIERA
PER
I NOVELLI
COME È ORMAI
TRADIZIONE,
VIVREMO UNA
SERA
SERATTA
DI PREGHIERA
CON IL ROSARIO
E LL’ADORAZIONE
’ADORAZIONE
EUCARISTICA
AL SANTUARIO
DELLA
MADONNA
DEL SOCCORSO
ALLA SERA DELLA
VIGILIA DELLE
ORDINAZIONI
SACERDOTALI.
SONO INVITATI
TUTTI A PREGARE
PER I NOSTRI
NOVELLI
SACERDOTI,
IN PARTICOLARE
QUANTI
APPARTENGONO
ALLE PARROCCHIE
DI ORIGINE DEI
NOVELLI O ALLE
PARROCCHIE
NELLE QUALI ESSI
ABBIANO SVOLTO
IL LORO
MINISTERO
PASTORALE
DURANTE GLI
ANNI DI
SEMINARIO.
INIZIO ORE
20.45 ALLA
PRIMA CAPPELLA
CALENDARIO
GIUGNO 2010
CENTRO DIOCESANO VOCAZIONI
Tutte le info su www.cdvcomo.it
11 GIUGNO
PELLEGRINAGGIO PER I NOVELLI
Rosario e adorazione eucaristica al Santuario della Madonna del Soccorso alla
vigilia delle Ordinazioni Sacerdotali. Inizio ore 20.45 alla prima cappella
12 GIUGNO
ORDINAZIONI SACERDOTALI
17-20 GIUGNO
ESERCIZI SPIRITUALI PER 18ENNI
Cfr. box nella pagina.
23-26 GIUGNO
CAMPO GOV
Cfr. box nella pagina
GUANELLIANI
ALTRI ISTITUTI
Altre info su www.giovaniguanelliani.it
DISCOTECA DEL SILENZIO
Como - Santuario Sacro Cuore (ore 20.30 Santa Messa, segue l’esposizione
eucaristica fino alle ore 4.00), il 5-6 giugno
WEEK-END VOC “ITINERARIO DAMASCO”
Como – CPF S. Giuseppe il 5-6 giugno
PREGHIERA VOC
Como – Santuario Sacro Cuore il 16 giugno
CENACOLO DI PREGHIERA PER I SACERDOTI
Incontro di preghiera per la santificazione dei sacerdoti, il terzo sabato del mese.
Como, Santuario Sacro Cuore, 11 giugno
GIM (GIOVANI IMPEGNO MISSIONARIO)
MISSIONARI COMBONIANI
Altre info su www.giovaniemissione.it
IN CAMMINO CON IL LIBRO DELL’ESODO,
CON OSTINATA SPERANZA
Domenica 20 giugno, a Venegono Superiore (Va), dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
Porta con te la Bibbia. Tema dell’incontro: “Perdona la nostra colpa - ritornare
alle radici” (Es 32-40)
P A G I N A
CHIESA
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
10
VERSO LISIEUX/6
Chartres
SANTA TERESA: COME
RISPONDERE ALL’AMORE...
Notre Dame
de Fourviere
«
on gli ho mai dato
che amore, Lui
mi ricambia con
l’amore». Commetteremmo un
grave errore se pensassimo
che seguire la piccola via dell’infanzia spirituale significhi
semplicemente rimanere là,
davanti a Dio lasciandosi amare da Lui senza fare nulla, in
una totale passività. L’amore
misericordioso e gratuito di
Dio, ricevuto e sperimentato
esige una risposta.
La sera del 6 agosto 1897 madre Agnese chiede a Teresa
spiegazioni riguardo alla sua
piccola via, che cosa significhi
per lei «restare bambino piccolo dinanzi a Dio». «È riconoscere il proprio nulla, sperare tutto da Dio misericordioso, come un bambinello che
attende tutto dal suo babbo; è
non inquietarsi di alcunché,
non guadagnare ricchezze.
Anche i poveri danno al bambino quanto gli è necessario,
ma appena egli cresce, il padre non vuole più mantenerlo e gli dice: Lavora! Ora puoi
bastare a te stesso. È per non
sentirmi dire così che ho preferito non crescere; mi sentivo incapace di guadagnarmi la
vita, la vita eterna del Cielo!
Perciò, sono rimasta sempre
piccola, senz’altra occupazione che di cogliere fiori, i fiori
dell’amore e del sacrificio, e
offrirli al Signore, per suo piacere. Essere piccoli vuol dire
anche non attribuire affatto a
noi stessi le virtù che pratichiamo, non crederci capaci di
nulla, ma riconoscere che Dio
misericordioso pone il tesoro
della virtù in mano al suo bimbo, perché questi se ne serva
quando ne ha bisogno; ma il
tesoro è sempre di Dio. Infine, è non perdersi d’animo per
le proprie mancanze, perché i
bimbi cadono spesso, ma sono
troppo piccini per farsi un male grosso» (NV 7 agosto 1897).
Abbiamo già avuto modo di
sciogliere, negli scorsi interventi, gli equivoci che possono nascere leggendo alcune
espressioni di Teresa. Lungi
da noi il pensare di dover abbandonare le nostre capacità
N
umane e le capacità personali
per diventare incapaci e lasciarsi trasportare in Dio, diventando nulla per immergersi in Lui. La piccola via è crescere nell’abbandono di sé e
nella pratica dell’amore evangelici, itinerario di crescita e
maturazione della fede in risposta all’amore di Dio. Indubbiamente questo amore è gratuito e misericordioso e l’uomo non può che presentarsi a
mani vuote davanti a Lui mendico della provvidenza del Padre, nessuno sforzo per quanto grande potrà ripagare o
meritare la sovrabbondanza
del suo amore. Eppure l’immagine di Teresa ci suggerisce la possibilità e l’esigenza
di una risposta. Anche un
bambino può raccogliere fiori
d’amore e sacrificio per offrirli al Buon Dio. Il linguaggio
utilizzato appare piuttosto
stucchevole alla sensibilità
contemporanea, troppo sdolcinato forse. È l’idea che per
molti rimane legata a ricordi
d’infanzia quando mamme e
nonne spingevano, nei tempi
d’Avvento e di Quaresima, a
fare semplici rinunce e propositi così da comporre un piccolo bouquet di “fioretti”.
Certo, l’immagine è senza
dubbio molto infantile eppure
nasconde una piacevole intuizione. «L’amore si dimostra
nei fatti più che nelle parole»,
ricorda Ignazio di Loyola ai
suoi esercitanti e Teresa vuole approfittare di ogni occasione per offrire qualcosa a Dio
nella convinzione che «l’amore non si paga se non con
l’amore». L’esperienza cristiana gode di un incontro personale con il Signore Risorto ma
non si chiude in una relazione univoca soltanto, si espande nell’amore al prossimo immediato. È il comando nuovo
del Vangelo di Giovanni (Gv
13,34), l’amore di Gesù che i
discepoli hanno sperimentato
è ricambiato nell’amore verso i fratelli. «Con Giovanni
della Croce, Teresa si meraviglia al pensiero che la sposa
del Cantico possa piacere al
suo Dio per uno dei suoi occhi
e per uno solo dei suoi capel-
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
li, come a dire – commenta –
“per la cosa più grande e quella più piccola… Raccogliere
uno spillo per amore può convertire un’anima! Che mistero! Ah! È solo Gesù che può
dare un tale valore alle nostre
azioni” (LT 164)» (Descouvemont, DS XV, 593). «L’attività
più caratteristica della via dell’infanzia spirituale di Teresa
riguarda le “piccole cose” di cui
ella non ne lascia sfuggire
nessuna. “Io sono una piccolissima anima – dice – che non
può offrire al buon Dio che
piccolissime cose” (C 31r°). Se
elimina ciò che è grandioso,
perché estraneo alla volontà
di Dio su di lei, abbraccia tanto più generosamente ciò che
è piccolo, ciò che è comune
agli umili. Si dà con fervore
ai “piccoli sacrifici nell’ombra”
(A 58r°), sottolineando il loro
valore, se sono continui: “È
vero che nel mondo ci sono
grandissime e pesanti croci…
Quelle della vita religiosa
sono dei colpi di spillo giornalieri, la lotta si svolge su un
terreno diverso, occorre combattersi, distruggere se stessi, è in ciò che si riportano le
vere vittorie”. È una lotta più
facile? “Ho constatato io stessa, qui, che le nature più forti
apparentemente sono, in queste piccole cose, le più facili
ad abbattersi, tanto è vero
che la più grande delle vittorie è vincere se stessi…” (CSG,
p. 149)» (C. de Meester, La dinamica della fiducia, 320-321).
don MICHELE GIANOLA
A COMO IL GIUBILEO VISITANDINO
Festa per i 400 anni dell’Ordine
CHIESA
del
PASTORALE
LA
VORO
ASTORALELA
LAVORO
P A G I N A
11
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
DOPO LA MANOVRA
LA CRISI
NON ATTENUA
LA SUA MORSA
L
a recente manovra finanziaria del governo ci
fa capire che le difficoltà economiche del nostro Paese non sono
giunte al capolinea. Tutt’altro
siamo ancora in piena difficoltà. I timidi segnali di ripresa rimangono ancora fragili e le previsioni che davano il 2010 come
un anno difficile, ma nello stesso tempo prodromi, di una ripresa stanno per essere ridimensionate. Comunque ora
non serve sollevare accuse e
rimproveri a chi gestisce l’economia nel suo complesso o ai
singoli attori.
Qui si vuole fare solo una riflessione di natura pastorale e
più precisamente offrire spunti che aiutino il cristiano ad individuare ed elaborare cammini di testimonianza e impegno
all’interno della complessa realtà economica e, in particolar
modo, nel mondo del lavoro.
In questa situazione di particolare difficoltà sono state elaborate dagli organismi competenti strategie, anche pesanti,
di sacrifici, con la relativa ricaduta concreta sul vivere quotidiano. Scopo della manovra è di
dare avvio ad una ripresa salutare. Essa è però veramente
salutare se le condizioni economiche sono orientate ad uno
sviluppo che permetta alla persona e alla sua famiglia una
vita dignitosa.
La prima condizione riguardo al lavoro è ridare vitalità e
continuità alle attività lavorative. La dottrina sociale della
Chiesa afferma che esso deve
permettere la realizzazione della persona e il suo sostentamento e quello della famiglia. Purtroppo questo obiettivo viene
troppo spesso trascurato. Ciò
porta ad una disaffezione al lavoro e nello stesso tempo porta
a credere che la Chiesa sia capace di elaborare dei bei principi, ma astratti e lontani dalla
realtà quotidiana vissuta. E’
vero la realtà è diversa, ma non
per questo i principi della Dottrina sociale della Chiesa sono
astratti. Sono invece indicativi
per animare una civiltà del lavoro che possa veramente essere definita tale.
Ne consegue che al cristiano
è richiesto un impegno che lo
porti, nella sua realtà quotidiana lavorativa, ad essere promotore e protagonista per una autentica civiltà del lavoro. Per
questo è necessario un presupposto, non sempre scontato neppure per il cristiano stesso. Non
si può porre come obiettivo primario del lavoro il solo desiderio di guadagnare di più per
poter acquistare più cose. Quindi primo passo per il cristiano
è quello di compiere un percorso di conversione per verificare
FONDO “FAMIGLIA LAVORO”
Continua la solidarietà delle varie comunità diocesane a
favore del fondo “Famiglia Lavoro” della Diocesi di Como tanto
che al 31 maggio 2010 risultano raccolti fondi per un ammontare di 523.480,00 euro.
Grazie alla collaborazione dei rev.mi Parroci, il comitato
dei garanti ha potuto esaminare 292 richieste di sussidio. Le
richieste accettate sono state 238 per un totale erogato di
291.030,00 euro che ha coinvolto finora 90 delle nostre parrocchie. Restano pertanto a disposizione ancora 232.450,00
euro per ulteriori erogazioni.
Il criterio di assegnazione del sussidio alle famiglie di norma copre tre mesi al termine dei quali verrà riesaminata
ogni situazione. Oltre al sussidio vengono indicate anche opportunità per un possibile reinserimento del mondo del lavoro.
Il recente
intervento
del governo
conferma
la grave criticità
del momento.
Si è ancora
lontani
da possibili
soluzioni.
Occorre ridare
vitalità
e continuità
alle attività
lavorative
pagina a cura
dell’UFFICIO DIOCESANO
DELLA PASTORALE SOCIALE E
DEL LAVORO
se i propri obiettivi sono in
sintonia rispetto all’insegnamento della dottrina sociale
della Chiesa.
Dopo questa conversione rispetto al suo lavoro il cristiano,
in quanto tale, deve mettersi in
gioco con i propri compagni di
lavoro, visto anche la tendenza
contraria delle attuali scelte
produttive, in un contesto di
fraternità esortato da Papa
Benedetto XVI nella sua enciclica “Caritas in veritate”. Senza un tale contesto che fa del-
DALLA LETTERA ENCICLICA
“CARITAS IN VERITATE”
Volendo approfondire l’esortazione della Veglia (“lo sviluppo umano ha bisogno di cristiani con le braccia alzate verso
Dio nel gesto della preghiera”) e considerando che preghiera
è anche contemplazione, proponiamo questi paragrafi della
Caritas in Veritate. (n° 54. 55)
Una delle più profonde povertà che l’uomo può sperimentare è la solitudine.
A ben vedere anche le altre povertà, nascono dall’isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di amare. Le
povertà spesso sono generate dal rifiuto dell’amore di Dio,
da un’originaria tragica chiusura in se medesimo dell’uomo,
che pensa di bastare a se stesso, oppure di essere solo un
fatto insignificante e passeggero, uno « straniero» in un universo costituitosi per caso. L’uomo è alienato quando è solo o
si stacca dalla realtà, quando rinuncia a pensare e a credere
in un Fondamento. L’umanità intera è alienata quando si
affida a progetti solo umani, a ideologie e a utopie false.
Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l’uno accanto all’altro.
… Si tratta di un impegno che non può essere svolto dalle
sole scienze sociali, in quanto richiede l’apporto di saperi
come la metafisica e la teologia, per cogliere in maniera illuminata la dignità trascendente dell’uomo.
La creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali. Più le vive in modo autentico, più matura anche la propria identità personale. Non
è isolandosi che l’uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in
relazione con gli altri e con Dio. L’importanza di tali relazioni diventa quindi fondamentale. Ciò vale anche per i popoli.
È, quindi, molto utile al loro sviluppo una visione metafisica
della relazione tra le persone.
…Questa prospettiva trova un’illuminazione decisiva nel
rapporto tra le Persone della Trinità nell’unica Sostanza divina. La Trinità è assoluta unità, in quanto le tre divine
Persone sono relazionalità pura. La trasparenza reciproca
tra le Persone divine è piena e il legame dell’una con l’altra
totale, perché costituiscono un’assoluta unità e unicità. Dio
vuole associare anche noi a questa realtà di comunione: «perché siano come noi una cosa sola» (Gv 17, 22). Di questa
unità la Chiesa è segno e strumento. Anche le relazioni tra
gli uomini lungo la storia non hanno che da trarre vantaggio dal riferimento a questo divino Modello.
In particolare, alla luce del mistero rivelato della Trinità
si comprende che la vera apertura non significa dispersione
centrifuga, ma compenetrazione profonda. Questo risulta
anche dalle comuni esperienze umane dell’amore e della
verità.
l’azienda una comunità di persone, come ci ricorda Giovanni
Paolo II con l’enciclica “Centesimus Annus” porre al centro
dell’obiettivo produttivo la
centralità della persona è pura
illusione. Come pure illusione
è pensare di ridimensionare
l’obiettivo lavoro come fonte di
reddito per comperare più cose
se non si educa ad una vita sobria, a stili di vita sobri.
Queste premesse dicono come
siano indispensabili cammini di
formazione.
Questi cammini trovano
come loro naturale luogo di avvio le comunità cristiane dove
è possibile far incrociare in un
cammino formativo, l’insegnamento del Vangelo, della Dottrina sociale e i problemi quotidiani del lavoro.
Questo incrocio è il connubio
fondamentale per dar vita ad
una autentica civiltà del lavoro nella quale l’uomo vede realizzata la sua centralità e Dio
Padre e Creatore è il costante
riferimento e guida.
NOTIZIE DAL MONDO DEL LA
VORO
LAVORO
BUONI DELLA REGIONE
PER LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE
I lavoratori in Cassa Integrazione in deroga che stanno seguendo i percorsi di formazione e
accompagnamento presso i Centri accreditati della Regione Lombardia possono usufruire di
un sostegno ulteriore.
Si tratta del Voucher Conciliazione, attribuito alle persone titolari di Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali: la condizione per l’assegnazione è la presenza di un nucleo famigliare con
due genitori e due figli, oppure un genitore con un figlio, o la presenza nel nucleo di un convivente non autosufficiente. I buoni regionali danno diritto a due diverse tipologie di benefici: la
possibilità di acquistare prodotti alimentari in negozi convenzionati fino a un importo di
100,00 euro mensili e quella di usufruire di servizi (rivolti alla cura dei figli, di persone non
autosufficienti, all’effettuazione di piccoli lavori domestici) per un valore di 250,00 euro mensili. Anche questa opportunità è legata all’individuazione di operatori convenzionati.
I voucher potranno essere corrisposti a ciascun lavoratore fino a un massimo di dieci mesi,
compatibilmente con l’esaurimento delle risorse, ammontanti in regione a sei milioni di euro.
A fronte di una iniziativa positiva e che tende a privilegiare le famiglie con due figli si può
rilevare che non viene valutata la fascia di reddito dei richiedenti, né il numero complessivo
delle persone a carico e questo può comportare squilibri. E’ d’altra parte ancora in fase sperimentale l’identificazione degli operatori che forniranno servizi e le modalità di effettuazione
degli stessi.
Le persone in cassa integrazione interessate potranno rivolgersi per effettuare le domande
ai Patronati delle ACLI e delle organizzazioni sindacali, e accedere al sito
www.obiettivoconciliazione.it
P A G I N A
12
CHIESA
RUBRICHE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
GIUGNO 2010
GIUGNO 2010
Apostolato
della preghiera
Intenzione generale: “Perché ogni istituzione
nazionale e soprannazionale si impegni a garantire il rispetto della vita umana, dal concepimento fino al suo termine naturale”.
Non si può non amare la vita: è il primo e il più prezioso
bene per ogni essere umano. Dall’amore scaturisce la vita
e la vita desidera e chiede amore. Per questo la vita umana può e deve essere donata, per amore, e nel dono trova
la pienezza del suo significato, mai può essere disprezzata e tanto meno distrutta. Certo, i giorni della vita non
sono sempre uguali: c’è il tempo della gioia e il tempo
della sofferenza, il tempo della gratificazione e il tempo
della delusione, il tempo della giovinezza e il tempo della
vecchiaia, il tempo della salute e il tempo della malattia... Ma la vita non può essere valutata solo in base alle
condizioni o alle sensazioni che la caratterizzano nelle
sue varie fasi; essa è sempre un bene prezioso per se stessi
e per gli altri e in quanto tale è un bene non disponibile.
La vita, qualunque vita, non potrà mai dirsi “nostra”.
L’amore vero per la vita, non falsato dall’egoismo e dall’individualismo, è incompatibile con l’idea del possesso
indiscriminato che induce a pensare che tutto sia “mio”;
“mio” nel senso della proprietà assoluta, dell’arbitrio, della manipolazione. […] Se siamo attenti, qualcosa dentro di
noi ci avverte che la vita è il bene supremo sul quale nessuno può mettere le mani; anche in una visione puramente laica, l’inviolabilità della vita è l’unico e irrinunciabile
principio da cui partire per garantire a tutti giustizia, uguaglianza e pace. Chi ha il dono della fede, poi, sa che la vita
di una persona è più grande del percorso esistenziale che
sta tra il nascere e il morire: ha origine da un atto di amore di Colui che chiama i genitori a essere “cooperatori dell’amore di Dio creatore” (FC n. 28). Ogni vita umana porta
la Sua impronta ed è destinata all’eternità.
(Messaggio per la 29a Giornata per la vita, 4 febbraio 2007)
Intenzione missionaria: “Perché le Chiese in
Asia, che costituiscono «un piccolo gregge» tra
popolazioni non cristiane, sappiano comunicare il Vangelo e testimoniare con gioia la loro
adesione a Cristo”.
Rendere testimonianza a Gesù Cristo è il servizio supremo che la Chiesa può offrire ai popoli dell’Asia, poiché
risponde alla loro profonda ricerca di Assoluto e svela le
verità e i valori che garantiscono loro lo sviluppo umano
integrale. Profondamente cosciente della complessità di
così differenti situazioni in Asia e « vivendo secondo la
verità nella carità» (Ef 4, 15), la Chiesa proclama la Buona Novella con rispetto e stima amorevole nei confronti
di quanti l’ascoltano. Una proclamazione che rispetta i
diritti delle coscienze non viola la libertà, dal momento
che la fede richiede sempre una libera risposta da parte
dell’individuo. Ma il rispetto non elimina la necessità dell’esplicita proclamazione del Vangelo nella sua interezza.
Specialmente nel contesto della ricca varietà di culture e
religioni in Asia, occorre rilevare che « né il rispetto e la
stima verso queste religioni, né la complessità dei problemi sollevati sono per la Chiesa un invito a tacere l’annuncio di Cristo di fronte ai non cristiani ». […] Nel processo di
incontro tra le diverse culture del mondo, la Chiesa non
trasmette soltanto le sue verità e i suoi valori rinnovando
le culture dal di dentro, ma attinge anche da esse gli elementi positivi già presenti. Questo è il sentiero obbligato
degli evangelizzatori nel presentare la fede cristiana e nel
farla diventare parte del bagaglio culturale di un popolo e,
d’altra parte, le diverse culture, quando sono purificate e
rinnovate alla luce del Vangelo, possono divenire espressioni vere dell’unica fede cristiana.
(Giovanni Paolo II, Ecclesia in Asia, n. 20-21)
Intenzione dei Vescovi italiani: “Perché tutti
i cristiani, accogliendo con gioia i doni dello
Spirito, collaborino operosi all’edificazione della Chiesa, corpo di Cristo, per il servizio del
mondo”.
La vocazione alla santità affonda le sue radici nel Battesimo e viene riproposta dagli altri Sacramenti, principalmente dall’Eucaristia: rivestiti di Gesù Cristo e abbeverati dal suo Spirito, i cristiani sono «santi» e sono, perciò, abilitati e impegnati a manifestare la santità del loro
essere nella santità di tutto il loro operare. L’apostolo Paolo
non si stanca di ammonire tutti i cristiani perché vivano
«come si addice a santi» (Ef 5, 3).
La vita secondo lo Spirito, il cui frutto è la santificazione
(cf. Rom 6, 22; Gal 5, 22), suscita ed esige da tutti e da
ciascun battezzato la sequela e l’imitazione di Gesù Cristo, nell’accoglienza delle sue Beatitudini, nell’ascolto e
nella meditazione della Parola di Dio, nella consapevole
e attiva partecipazione alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa, nella preghiera individuale, familiare e
comunitaria, nella fame e nella sete di giustizia, nella
pratica del comandamento dell’amore in tutte le circostanze della vita e nel servizio ai fratelli, specialmente
se piccoli, poveri e sofferenti.
(Giovanni Paolo II, Christifideles laici, n. 16)
PER LE PARROCCHIE
108
L’informatore
giuridico
on sentenza n. 20743 del 28.9.2009
la Corte di Cassazione ha stabilito che
in materia di risarcimento dei danni
per responsabilità civile conseguente ad un infortunio subito da un minore all’interno di un campo sportivo di una
parrocchia nel corso di una partita di calcio,
ai fini della configurabilità di responsabilità a carico del soggetto organizzatore non è
sufficiente la sola circostanza di aver fatto
svolgere una gara sportiva.
Infatti per la sentenza della Corte di
Cassazione è necessario che il danno sia conseguenza di un comportamento colposo integrante un fatto illecito, posto in essere da
un altro minore impegnato nella partita, ed
inoltre che il soggetto organizzatore, in relazione alla gravità del caso concreto, risulti non aver predisposto tutte le misure atte
ad evitare i danni.
Nella fattispecie, oggetto della sentenza
della Corte di Cassazione, un minore era stato colpito involontariamente da un coetaneo
durante uno scontro di gioco che si era svolto sul campo di una parrocchia ed era stato
organizzato da un Circolo sportivo; a seguito di tale fatto il minore aveva riportato diverse lesioni.
I genitori del minore avevano conseguentemente promosso un’azione per ottenere il
risarcimento dei danni fisici subiti dal figlio
minore e avevano ottenuto dal Giudice di
Pace competente la condanna del Circolo
sportivo e della società assicurativa al pagamento dei danni subiti.
La Corte di Cassazione, confermando la
sentenza emessa dal giudice di appello, ha
negato il diritto al risarcimento affermando che in materia di risarcimento danni per
responsabilità civile conseguente ad un infortunio sportivo subito da uno studente all’interno di una struttura scolastica, organizzatrice di una partita di calcio, ai fini
della configurabilità a carico della stessa
scuola ex art. 2048 c.c. (“[I]. Il padre e la
madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette
alla tutela, che abitano con essi. La stessa
disposizione si applica all’affiliante. [II]. I
precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e
apprendisti nel tempo in cui sono sotto la
loro vigilanza. [III]. Le persone indicate dai
commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto.”) “non è sufficiente la
sola circostanza di aver fatto svolgere tra gli
allievi una gara sportiva, in quanto è necessario che il danno sia conseguenza di un
comportamento colposo integrante un fatto
illecito, posto in essere da altro giocatore, impegnato nella partita ed inoltre che la struttura, in relazione alla gravità del caso concreto, risulti non aver predisposto tutte le
misure atte ad evitare i danni.”.
Essendo l’evento dannoso avvenuto durante una normale azione di gioco, per caso fortuito e prescindendo del tutto da un comportamento falloso di un altro allievo partecipante alla gara sportiva, la Corte ha dichiarato che “nessun appunto può essere
mosso agli organizzatori della partita e nessuna specifica violazione può essere contestata al sorvegliante, essendosi il sinistro
verificato per un normale fallo di gioco, evento prevedibile in una partita di calcio ma
certo non prevenibile in alcun modo da parte dell’organizzatore”.
C
rubrica mensile a cura di VITTORIO RUSCONI
Parola di vita
di CHIARA LUBICH
«Chi avrà trovato la sua vita,
la perderà: e chi avrà perduto la sua
vita per causa mia, la troverà»
(Mt 10,39)
eggendo questa Parola di Gesù vengono in rilievo due tipi di vita: la vita terrena che si costruisce in questo mondo, e la vita soprannaturale data da Dio, attraverso Gesù, vita che
non finisce con la morte e che nessuno può
togliere. Di fronte all’esistenza, allora, si possono
avere due atteggiamenti: o attaccarsi alla vita terrena, considerandola come l’unico bene, e saremo
portati a pensare a noi stessi, alle nostre cose, alle
creature; ci chiuderemo nel nostro guscio, affermando solo il proprio io, e troveremo come conclusione
alla fine, inevitabilmente, solo la morte. Oppure, diversamente, credendo che abbiamo ricevuto da Dio
un’esistenza ben più profonda e autentica, avremo
il coraggio di vivere in modo da meritare questo dono
fino al punto di saper sacrificare la nostra vita terrena per l’altra.
“Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà
perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Quando Gesù ha detto queste parole pensava al martirio.
Noi, come ogni cristiano, dobbiamo essere pronti, per
seguire il Maestro e rimanere fedeli al Vangelo, a
perdere la nostra vita, morendo - se necessario - anche di morte violenta, e con la grazia di Dio ci sarà
data con ciò la vera vita. Gesù per primo ha “perso
la sua vita” e l’ha ottenuta glorificata. Egli ci ha
preavvertito di non temere “quelli che uccidono il
corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima” (Mt
10,28).
Oggi ci dice: “Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la
troverà”. Se leggi attentamente il Vangelo, vedrai
che Gesù torna su questo concetto per ben sei volte.
Ciò sta a dimostrare che importanza esso abbia e in
quale considerazione Gesù lo tenga.
Ma l’esortazione a perdere la propria vita non è
per Gesù soltanto un invito a sostenere anche il martirio. E’ una legge fondamentale della vita cristiana.
Occorre esser pronti a rinunciare a fare di se stessi l’ideale della vita, a rinunciare alla nostra indipendenza egoistica. Se vogliamo essere veri cristiani dobbiamo fare di Cristo il centro della nostra esistenza. E cosa Cristo vuole da noi? L’amore per gli
altri. Se faremo nostro questo suo programma, avremo certamente perso noi stessi e trovato la vita.
E questo non vivere per sé, non è certamente, come
qualcuno può pensare, un atteggiamento
rinunciatario e passivo. L’impegno del cristiano è
sempre assai grande e il suo senso di responsabilità
è totale.
“Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà
perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Fin
da questa terra si può fare l’esperienza che nel dono
di se stessi, nell’amore vissuto, cresce in noi la vita.
Quando avremo speso la nostra giornata al servizio
degli altri, quando avremo saputo trasformare il lavoro quotidiano, magari monotono e duro, in un gesto d’amore, proveremo la gioia di sentirci più realizzati.
“Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà
perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Seguendo i comandi di Gesù, che sono tutti imperniati
sull’amore, dopo questa breve esistenza troveremo
anche quella eterna.
Ricordiamo quale sarà il giudizio di Gesù nell’ultimo giorno. Egli dirà a quelli che stanno alla sua
destra: “Venite, benedetti... perché io ho avuto fame
e mi avete dato da mangiare...; ero forestiero e mi
avete ospitato, nudo e mi avete vestito...” (Cf Mt 25,
34 ss).
Per farci partecipi dell’esistenza che non passa,
guarderà unicamente se avremo amato il prossimo
e riterrà fatto a sé quanto abbiamo fatto ad esso.
Come vivremo allora questa Parola? Come perderemo sin da oggi la nostra vita per trovarla?
Preparandoci al grande e decisivo esame per il quale siamo nati.
Guardiamoci attorno e riempiamo la giornata di
atti di amore. Cristo si presenta a noi nei nostri figli, nella moglie, nel marito, nei compagni di lavoro,
di partito, di svago, ecc. Facciamo del bene a tutti. E
non dimentichiamo quelli di cui veniamo a conoscenza ogni giorno sui giornali o attraverso amici o per
mezzo della televisione... Facciamo per tutti qualcosa, secondo le nostre possibilità. E quando quelle ci
sembrassero esaurite, potremo ancora pregare per
loro. E’ amore che vale.
Parola di vita , giugno 1999,
pubblicata in Città Nuova , n.10/1999, p. 43
L
CHIESA
CHIESAMONDO
P A G I N A
13
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
LA FESTA DEI POPOLI UNA PRESENZA MAI COSÌ NUMEROSA
UNA SOLA,
GRANDE FAMIGLIA
U
na festa di famiglia.
Una grande e variopinta famiglia che
ha scelto di ritrovarsi insieme attorno
all’altare, accompagnati dal
proprioVescovo e Pastore. Domenica 30 maggio il Duomo di
Como è tornato a riempirsi dei
colori e delle lingue del mondo
per l’annuale “Festa dei Popoli”. Un appuntamento, ormai divenuto tradizionale, mai così
partecipato, anche grazie alla
presenza dei giovani guanelliani in arrivo a Como da ogni
angoli d’Italia per un ritiro, ma
non solo. Una dimostrazione del
lavoro portato avanti in questi
anni dalla diocesi per coinvolgere le persone arrivare nel
nostro territorio da altri Paesi.
Per rendere ancor più visibile
questa ricchezza, all’inizio della celebrazione, don Umberto
Gosparini,
responsabile
diocesano per la pastorale dei
migranti, ha voluto fare una
sorta di appello delle comunità
presenti. Accanto ai sudamericani (Ecuador, Argentina,
Salvador, Perù) e agli asiatici
(India, Filippine e Sri Lanka)
presenti già da anni, quest’anno è stata registrata la presenza della comunità africana che
da circa un anno ha iniziato a
trovarsi mensilmente nella
chiesa di San Rocco. Oltre al
nutrito gruppo di congolesi, erano presenti fedeli da Rwanda,
Angola, Uganda, Burkina Faso,
Camerun e Nigeria. Numerose
anche le persone provenienti
dall’est Europa in particolare
da Ucraina e Polonia. A loro ma
anche ai tanti italiani presenti
alla celebrazione si è rivolto,
nell’omelia, mons. Diego Coletti:
“questa è la domenica più appropriata per ritrovarci – ha
spiegato riferendosi alla festa
delle Trinità celebrata proprio
domenica 30 maggio - perché
il nostro è un Dio che è diversità, Padre, Figlio e Spirito San-
to, ma nell’unità. E questo è
quello che dobbiamo essere noi
come Chiesa di Como. Non chiuderci nel nostro appartamento
ma aprire i nostri orizzonti arricchendoci di lingue, culture e
tradizioni diverse per diventare un solo popolo. Un’unità che
non cancelli ma valorizzi le diversità. Esattamente il contrario della Torre di Babele”. Alla
celebrazione, insieme a diversi
sacerdoti, era presente anche
don Angelo Mazzucchi, missionario fidei donum nella missione diocesana di MarouaMokolo, tornato in Italia per un
periodo di riposo. La celebrazione è proseguita con le intenzioni di preghiera pronunciate
in più lingue e con la processione offertoriale scandita dai canti del coro africano che si è alternato con la corale della comunità filippina. Al termine
delle celebrazione don Gosparini ha voluto ringraziare le comunità presenti invitandole,
FOTOSERVIZIO
WILLIAM
ancora una volta, ad essere presenti nelle comunità in cui vivono e non solo con i propri connazionali. “E’ importante – ha
ricordato – dimostrare al mondo che si può essere comunione nella differenza”. Prima di
lasciare la cattedrale per un
momento di festa con il Vescovo all’esterno, il responsabile
della Pastorale dei Migranti ha
fatto un ultimo ed insolito annuncio: “in vista dell’inizio dei
mondiali in Africa, domenica 13
giugno, le diverse comunità torneranno ad incontrarsi per un
triangolare di calcio tra Italia,
Africa e Sud America”. Un’altra
occasione, questa volta di puro
divertimento, per riscoprirsi una
sola grande famiglia.
MICHELE LUPPI
UGANDA LA TESTIMONIANZA MISSIONARIA DI PADRE GIUSEPPE CLERICI
“I MONDIALI NON SIANO SOLO BUSINESS”
P
adre Giuseppe Clerici, Comboniano ci
racconta della sua
esperienza missionaria che da quarantacinque anni sta vivendo nel
nord dell’Uganda, nella città
di Gulu per oltre vent’anni al
centro di una guerra tra l’esercito ugandese e i ribelli dell’Esercito di Resistenza del
Signore.
Quali sono state le primarie motivazioni che l’
hanno indotta a compiere
questa scelta in terra di
missione?
“Il termine “missione” significa chiamata: sentirsi chiamati da Dio a compiere la sua
volontà in modo concreto verso chi ha bisogno veramente
del suo aiuto: i poveri, i malati, chi non possiede né una
casa, né un tetto, ove rifugiarsi. Ritengo tuttavia che proprio in questo continente nero
si riesce a vivere di più in
modo genuino la speranza e la
carità nel nostro fratello. Per
questo, dopo diversi anni a
servizio della sofferenza di
mia madre, ho scelto di speri-
mentare con le mie mani la vera
realtà del bisogno”.
Di cosa vive la sua gente,
quali sono le risorse produttive?
“A questa domanda forse dovrei rispondere: “aiutati che Dio
ti aiuta!”. La nostra principale
attività è l’agricoltura e i prodotti legati alla terra, grazie
anche alle condizioni climatiche, meteorologiche, ambientali. Qui, il raccolto viene effettuato due volte all’anno e perciò
tale popolazione si nutre con ciò
che produce. Quindi, la vita e il
tenore della stessa costano
poco. Oltre all’agricoltura vi
sono anche altre attività postagricole: come alcune produzioni casearie da cui si ricavano
formaggi, latte di capra e altri
prodotti. Vi sono anche delle
piccole tipografie dove i giovani stampano a mano dei libretti per le cerimonie religiose. A
questo proposito mi è caro ricordare che da noi la Messa
domenicale dura circa due ore
e mezzo, accompagnata da numerosi canti in varie lingue”.
La gente come vive la propria fede?
“I missionari Comboniani
sono giunti in Uganda nel 1910,
proprio quest’anno ricorre il
centenario dell’Avis dei missionari; per questa occasione sono
in atto delle grandi manifestazioni di fede. L’evangelizzazione
e la promozione umana vengono guidate da missionari che si
sono trasferiti nei centri urbani, in asili, scuole, con servizi
educativi per la formazione individuale e sociale del bambino e nei licei per quanto riguarda i giovani. Tutto all’insegna
di una fede forte e concreta”.
Tra pochi giorni inizieranno i mondiali in Sudafrica, i primi giocati nel continente africano. Seppur a
grande distanza dai campi
in cui le nazionali del mondo scenderanno in campo,
quali sono le vostre aspettative?
“Pur non sapendo molto di
calcio credo, tuttavia, sia giusto
affermare quanto sia importante lo svolgimento di una manifestazione come quella del
Campionato del Mondo per
l’Africa. Sarà senza dubbio una
grande opportunità che ci vie-
padre Clerici a Gulu in un immagine
di archivio dell’Ufficio Missionario
ne offerta per riportare l’Africa all’attenzione del mondo.
Questo potrebbe spingere a
prendere coscienza dei problemi che ci sono e trovare nuove
motivazioni per risolverli. Tuttavia vi è anche la preoccupa-
zione che da questa manifestazione scaturisca il solito
‘business commerciale’ e questo sarebbe davvero un
autogol per tutti”.
a cura di GIANNI NOLI
P A G I N A
15
Como
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
REALIZZATO GRAZIE AI FONDI DELL’ “8X1000”
Centro diurno:
incontrarsi
per ricominciare
Un prezioso punto
di approdo
nel cuore cittadino
per quanti, privi
di un lavoro
e di una casa,
hanno perso
contatto
con la società.
Un’occasione
per fermarsi e...
ripartire
di MARCO GATTI
[email protected]
U
n luogo di incontro, di sosta, di
dialogo. Un approdo in cui ritrovare dignità,
energie, risorse.
Sono queste alcuni degli elementi che caratterizzano “L’incontro”, il
Centro diurno Caritas di
Como. Uno dei frutti più
“freschi” maturati grazie
ai fondi dell’“8x1000” e investiti nel comune capoluogo.
Circa trentamila euro
spesi per adattare dei locali nel cuore del centro
storico cittadino, a ridosso
della chiesa di S. Donnino.
Un ampio salone comunitario, una cucina, uno
spazio lavanderia, un piccola biblioteca, una postazione informatica, la possibilità di una doccia…
Da un anno e mezzo
(l’inaugurazione è avvenuta nel dicembre 2008)
questo luogo rappresenta
un prezioso punto di riferimento per italiani e
stranieri privi di un lavoro, di una casa, di una famiglia. Poco importa che
siano regolari o no, è il bisogno la discriminante
che fa aprire la porte. E
con esso il desiderio di relazione, la voglia di rimettersi in gioco.
Entriamo nei locali di
via Giovio, al civico 42,
poco dopo le 10 di un lunedì mattina. Il Centro
diurno apre alle 10 ed è
un continuo via vai fino
alle 18, per quattro giorni la settimana (lunedì,
mercoledì, venerdì; il sabato fino alle 12). L’ampio
salone luminoso è già un
fiorire di attività e lingue
diverse. In fondo alla sala
qualcuno distribuisce la
colazione. Non è uno dei
volontari, ma un ospite.
Ci guardiamo in giro.
C’è chi legge il giornale,
chi passeggia per la stanza, chi lavora al computer,
chi gioca a carte. Sullo
sfondo il rumore di una
doccia, forse per lavare
via i residui di una notte
trascorsa all’addiaccio…
Scampoli di una norma-
lità non scontata, ma cercata, voluta con forza.
È una piccola babele di
anime, di lingue, di colori, unita da uno spirito di
famiglia. Uno spaccato di
vita dentro la convalle cittadina, frequentato da
una cinquantina di persone, nella maggioranza di
nazionalità non italiana.
I più numerosi sono nordafricani, ma alcuni provengono anche dall’area
sub sahariana e dall’est
europeo. Qualche italiano, in ogni caso, non manca mai.
«Questo luogo - ci spiega Roberto Bernasconi, direttore della Caritas
Diocesana - è un bene prezioso messo a disposizione di chi è stato meno fortunato di noi. Qui si rico-
mincia a tessere relazioni. Pian piano ci si riappropria della vita e si
guarda al futuro con maggiore speranza. Il Centro
diurno di Como è la conferma dell’importanza dei
fondi legati all’ “8x1000”.
Risorse che tornano alla
nostra gente sotto forma
di opere che vanno a migliorare la società nel suo
complesso, così da renderla più vivibile, per tutti.
Fondi, in questo specifico
caso, andati proprio a favore di chi non ha niente.
In aiuto di individui che,
attraverso questo luogo,
hanno la possibilità di riconciliarsi con un mondo
che, spesso, li tiene ai
margini».
«Gli spazi di via Giovio
- prosegue il direttore -
non si qualificano come
un’area di sosta, ma un
trampolino di lancio. La
presenza di una piccola
cucina, di un locale lavanderia, di punti ove riporre i propri beni vogliono
contribuire alla creazione
di un ambiente familiare.
Questo è un luogo che appartiene a chi vi transita,
e per questo va curato e
custodito, così come dovrebbe avvenire con la
propria casa. Gli ospiti
sono corresponsabili della struttura e si fanno carico, a turno, della pulizia
dei locali, della distribuzione della colazione. Grazie ad una rete di volontari (circa una dozzina,
preparati attraverso un
apposito corso) è stato
possibile attivare un piccolo spazio biblioteca, una
videoteca, predisporre
una postazione computer.
Si preparano curriculum,
si sta lavorando per un
migliore apprendimento
della lingua italiana. Si è
costituita una squadra di
calcio. In virtù della collaborazione con il mensile di strada “Scarp de’
tenis” è stato inoltre possibile dare lavoro a tre
ospiti».
«Da un anno e mezzo ci spiega Cecilia Gossetti, l’operatrice responsabile del Centro - “L’incontro” è diventato punto di
riferimento per persone
senza casa e lavoro. Soggetti che, grazie ad altri
servizi Caritas attivi sul
territorio, già ricevono
un’attenzione primaria
(mensa dei poveri, vestiario) e che qui cercano,
spesso inconsapevolmente, uno spazio di relazione. In questo luogo ho visto maturare, nel tempo,
un clima nuovo, diverso.
Ho notato affievolirsi la
freddezza e il timore reciproco che, inizialmente,
accomunavano ospiti di
Fotoservizio William
DOVE E QUANDO
Caritas
Centro diurno “L’incontro”
via Giovio 42, Como
aperto il lunedì, mercoledì, venerdì
dalle 10 alle 18
il sabato dalle 10 alle 12
cell. 340-3476581
nazionalità diverse. Si è
imparato a stare assieme,
ad accogliersi, ad ascoltarsi. Oggi l’aria che si respira è di una convivenza pacifica, rispettosa, collaborante. Un clima sereno
che ha restituito tranquillità agli ospiti stessi. Persone che, con il tempo,
sono diventate più accessibili, più rispettose. Uomini, e qualche donna, diventati meno sfuggenti,
meno sospettosi, e che volentieri si fermano a
scambiare due chiacchiere se incontrati, per caso,
in città. Esperienza impensabile fino a due anni
fa».
Ci guardiamo in giro.
Attorno a noi s’è fatto un
piccolo gruppetto di curiosi. Gli sguardi confermano il clima sereno. La domanda esce d’un soffio.
Voi che cosa avete trovato qui? «Una solidarietà
silenziosa» ci dice Tonino, il “poeta”, che con orgoglio ci mostra una sua
poesia pubblicata da
“Scarp de’ tenis”. «Gli
amici del Centro mi hanno offerto l’aiuto che mi
serviva per trovare una
casa e per ottenere la possibilità di qualche lavoro»
interviene Faouzi, uno
dei tre venditori del mensile di strada. «Vengo qui
per trovare degli amici» ci
racconta un altro, che
preferisce tenere per sè il
suo nome. Accanto a noi
si siede anche Roberto:
«Qui ho trovato una seconda famiglia, un ambiente tranquillo in un
momento per me di grande difficoltà. Un luogo che
mi sta dando molto, sia
moralmente che fisicamente. Per questo devo
dire grazie ai volontari
che ci hanno accolto».
I volontari. Un bene
prezioso, essenziale. «Ho
scelto di proseguire il mio
servizio qui, come volontaria, anche dopo uno
stage universitario - ci
spiega Stefania - perché
le relazioni create non potevano più rompersi.
Oggi questo luogo, queste
persone, sono un po’ parte della mia storia, e io
credo di essere parte della loro. Qui ho coltivato
amicizie che mi auguro
possano durare nel tempo».
“L’incontro”: un frutto
maturo, in città, grazie ai
fondi dell’ “8x1000”. Un
terreno fecondo alla generazione di nuovi semi di
solidarietà.
CRONACA
P A G I N A
16
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
A COLLOQUIO CON CHIARA MILANI
Biblioteca:
il passato che
diventa futuro
uogo privilegiato
di consultazione
di materiale storico e raro con la
possibilità di usufruire di un più moderno
sistema di prestiti agevolato dal sempre più consistente ricorso alle nuove tecnologie. E’ questo il
contesto che contraddistingue alla fine del primo
decennio del XXI secolo la
Biblioteca Comunale di
Como. Forte del suo patrimonio di 400.000 volumi,
di cui circa 250.000 antichi e rari, nonché di oltre 3.000 DVD e milioni
di documenti d’archivio,
nel corso del 2009 la Biblioteca comunale di
Como ha effettuato complessivamente 105.467
prestiti, 100.667 verso
propri tesserati e 4.800
nei confronti di altre biblioteche della provincia
per mezzo del nuovo sistema interbibliotecario e
proprio da questa settimana ha incrementato i
propri servizi “on-line”.
Infatti, da martedì scorso
1° giugno, anche la Biblioteca comunale di Como è
diventata “a portata di
mouse” visto che ogni
utente, con il proprio personal computer, può richiedere e prenotare libri,
dvd, cd, cd-rom in qualsiasi biblioteca della rete
provinciale (sistema interbibliotecario di Como,
dell’Ovest Como, della
Brianza Comasca e Lario
Ovest) e scegliere in quale biblioteca riceverli. Può
inoltre anche rinnovare il
prestito dei libri (a condizione che non siano stati
nel frattempo prenotati
da altri utenti), creare le
proprie bibliografie e salvarle nel proprio spazio
personale e infine controllare la propria scheda, lo
stato dei prestiti, delle
L
La direttrice della struttura ci illustra
le attività e i progetti che hanno,
negli anni, qualificato questo luogo.
Nutrito il patrimonio a disposizione
dell’utenza: 400.000 volumi,
di cui circa 250.000 antichi e rari,
nonché di oltre 3.000 DVD
e milioni di documenti d’archivio
di LUIGI CLERICI
Foto William
prenotazioni e degli eventuali ritardi. Per poter
usufruire di questi servizi basta essere iscritti ad
una qualsiasi biblioteca
della rete provinciale e
collegarsi al sito del catalogo provinciale (http://
opac.provincia.como.it)
oppure al sito dei diversi
sistemi bibliotecari della
provincia (quello della
Biblioteca di Como è
www.sistbiblioteca como.
it) cliccando su “servizi on
line”.
«La Biblioteca di Como
si sta caratterizzando
sempre di più per il suo
patrimonio quale biblioteca storica e di conservazione, con materiale
esclusivo antico e raro,
conservato e consultato
da studenti e studiosi a
partire dagli istituti scolastici superiori - ci racconta Chiara Milani, direttrice della Biblioteca
Comunale - Nel corso del
2009 infatti sono stati ben
3.603 gli utenti che hanno consultato in sede materiale dei nostri archivi
cartacei o pergamenacei,
di fotografie, stampe, manifesti».
Dal 1° giugno scorso, come si legge nei manifesti
diffusi un po’ ovunque, la
biblioteca di Como è diventata “a portata di
mouse”…
«La Biblioteca sta un
po’ cambiando la propria
tipologia di servizi. Un
processo dovuto al cambio
di gusti e mentalità del
pubblico che ora utilizza
molto internet per informarsi e per fare ricerche,
ma che continua, fortunatamente, comunque ad
acquistare libri. Dal 22
marzo scorso, inoltre, la
Biblioteca comunale ha
ampliato i propri servizi,
garantendo l’apertura al
pubblico fin dal mattino.
Dalle 9.30 alle 14.30, dal
lunedì al venerdì (il mercoledì dalle 9), è infatti
possibile la restituzione
di libri ed audiovisivi.
Con prenotazione da effettuarsi entro le 18 del
giorno precedente, negli
stessi orari è anche possibile la consultazione di
libri per adulti e ragazzi,
nonché dei microfilm. Restano escluse dalla lettura opere antiche, audiovisivi. Al mattino è inoltre
possibile utilizzare il servizio Wifi ed internet, il
catalogo elettronico ed
usufruire del servizio di
consulenza bibliografica;
disporre delle sale studio
nonché dell’emeroteca.
Oggi, infatti, la Biblioteca si pone soprattutto
come luogo di informazione ed assistenza agli
utenti nelle proprie ricerche. Inoltre al semplice
prestito dei volumi del
proprio patrimonio si è
sostituito il prestito interbibliotecario che, dal 1°
giugno scorso, ha avuto
un’ulteriore opportunità
di crescita grazie alla possibilità ora concessa a
tutti gli utenti della provincia di Como di effettuare ordinazione e di
prenotazione di volumi
direttamente su internet,
scegliendo anche la biblioteca di riferimento
dove ritirare, e poi riconsegnare, i libri presi in
prestito. Ci sarà la possibilità di inserire la propria e-mail per ricevere,
in futuro, avvisi e notizie;
di consultare la propria
scheda anagrafica e cronologica dei propri prestiti effettuati nel tempo
nonché di creare una propria bibliografia».
Ed in futuro sono previste ulteriori novità, grazie all’informatica, per
studiosi ed utenti in genere…
«Sì, ma va sottolineato
che già il fatto di aver cre-
ato un grande database
dei volumi su internet ha
già contribuito ad aprire
nuovi orizzonti per le biblioteche. Come Biblioteca Comunale di Como
presto saranno inoltre attivati nuovi cataloghi informatici. A partire dal
progetto “Raimondi”, col
quale si è proceduto ad un
riordino informatizzato di
tutto l’archivio delle famiglie Raimondi ed Odescalchi con documenti dal
1350 al XIX secolo. Praticamente si tratta della
storia della città di Como
e di buona parte del territorio. Un progetto che
sarà valorizzato soprattutto dalle imminenti celebrazioni per il ricordo di
Benedetto Odescalchi,
ovvero di Papa Innocenzo
XI, ma che consentirà di
conoscere fatti e dettagli
di eventi e personaggi
anche più recenti come,
ad esempio, quella di Luigi Raimondi nel periodo
risorgimentale. Tra poco
sarà on-line anche l’archivio dell’architetto Giampiero Lucino, professionista anarchico, rappresentante della scapigliatura
e del futurismo, amico di
personaggi del calibro di
Filippo Tommaso Marinetti o di Giuseppe Prezzolini. Inoltre stiamo predisponendo, insieme al
quotidiano La Provincia,
la possibilità di digitalizzare tutti i numeri del
quotidiano cittadino».
La biblioteca del futuro
è quindi sempre più destinata ad essere il risultato dell’incontro chi la privilegia quale luogo di formazione e chi invece luogo di distrazione?
«Il nostro pubblico è
molto vario: spazia dagli
studiosi a chi la utilizza
come luogo per trascorrere positivamente il proprio tempo. Inoltre non va
sottolineato il fatto di chi
utilizza la struttura comasca quale luogo per il
prestito interbibliotecario. Lo scorso anno, perché
richiesti da cittadini, sono
passati dalla Biblioteca di
Como 4.392 volumi appartenenti ad altre strutture del territorio. Numeri che sono destinati a crescere ulteriormente con i
nuovi sistemi di prenotazione on-line appena attivati».
PRESENTATI A SANT’AMBROGIO A MILANO I RESTAURI DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DEI GHIRLI
Rivolto verso il Ceresio, perché un tempo solo dal lago si giungeva a Campione
d’Italia, il santuario di Santa Maria dei Ghirli, con la sua caratteristica gradinata, è stato perfino pietra di paragone per l’architetto Mario Botta che, progettando il nuovo grande Casinò, ne aveva prefigurato lo spazio antistante proprio in
simmetria con l’antico edificio religioso. Il santuario resta, s’intende, testimonianza di una genuina fede mariana, oltre che mirabile monumento, vero ex voto
dei Maestri campionesi: stucchi e pitture che hanno appena finito di trovare,
specie nella parte del presbiterio, un accurato ripristino grazie ad un accurato
intervento di restauro conservativo; si è rimediato ai nefasti delle infiltrazioni
d’acqua e ai danni del tempo, verificando con esiti confortanti lo stabilità dell’edificio anche sulla scorta del recupero della documentazione di un altro lavoro di
restauro, di circa un secolo fa. Insomma, attorno al santuario di Santa Maria dei
Ghirli, documentazione e studio e competente artigianato hanno rinnovato, con
una prima campagna di restauro, anche l’interesse per il monumento, caro ai
campionesi, ma anche alla Diocesi di Milano. Se ne è avuta prova a Milano, dove
i compiuti interventi di restauro, coordinati da Eliana Tovagliaro, sono stati presentati nella cornice della basilica di Sant’Ambrogio ai cui abate il santuario
dell’enclave è storicamente soggetto in forza dell’antichissima donazione al Vescovo di Milano che ha impresso a Campione d’Italia le sue stesse caratteristiche. Un lembo di Diocesi ambrosiana fuori dei confini dello Stato, ma che, per
bocca di monsignor Erminio De Scalzi, abate di
Sant’Ambrogio, ne è parte integrante. E negli
auspici di Campione d’Italia, espressi sia dal sindaco Marita Piccaluga sia dalla presidente dell’Azienda turistica Cristina Ferrari, attraverso
la meraviglia del santuario di Santa Maria dei
Ghirli, potrebbe diventare una più conosciuta
meta, come indubbiamente merita.
Marita Piccaluga, infatti, non ha esitato a indicare nel Santuario il più prezioso dei tesori di
Campione d’Italia e l’Azienda turistica lo ha incluso prioritariamente nelle proprie proposte di
visita.
Il restauro, necessario, come ha spiegato il parroco dell’enclave Eugenio Mosca, è stato anche
provvido per rinnovare i legami storici tra Campione e la Chiesa di Sant’Ambrogio: l’ospitalità
accordata alla presentazione degli interventi a
Milano ha testimoniato una volta di più la peculiarità dell’enclave.
CRONACA
P A G I N A
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Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
LA PAROLA A FAUSTO TAGLIABUE
«Contro la crisi
servono intese
e sobrietà»
L
a manovra economica voluta dal
Governo ha riportato nei termini di
una stringente attualità la crisi in atto.
Crisi che impone rimedi
drastici, decisi, interventi di sostanza che, inevitabilmente andranno a
toccare le tasche dei cittadini.
A riaffermare i contorni di una stagione “di fatica” è stato lo stesso sindaco di Como Stefano
Bruni. Primo cittadino
che, la scorsa settimana,
ha paventato la necessità di risparmiare circa un
milione di euro nelle spese correnti per rendere
più snella e funzionale
l’attività della macchina
comunale. Tra le possibili “voci” sulle quali intervenire: la necessità di ritoccare i costi delle mense e degli asili nido; la riduzione delle spese per il
settore comunicazione; e
una lotta più serrata all’evasione fiscale.
La prima ad esprimere,
sul nostro territorio, preoccupazione rispetto al
rischio si vada profilando
una nuova stagione di aumenti per famiglie e pensionati è stata la Cisl, il
sindacato comasco più
rapprsentativo.
«A livello nazionale la
Cisl afferma da tempo - il
commento di Fausto Tagliabue, segretario generale della Cisl di Como la necessità di un grande
patto di concertazione.
Così come avvenne nel
’92-’93. Un’intesa tra
maggioranza, opposizione
e forze sociali, che permetta di arrivare a scelte
condivise per i prossimi
cinque anni e tratteggiare i contorni di un più roseo futuro per le prossime
generazioni».
La manovra governativa non va in quella direzione?
«Direi proprio di no. Tra
maggioranza ed opposizione non mi pare di co-
Il segretario generale comasco
della Cisl, il sindacato numericamente
più rappresentativo del territorio
lariano, riflette con noi sulla situazione
in atto e ne suggerisce le possibili
strategie di contenimento
di MARCO GATTI
gliere sintonia rispetto
alle misure indicate. Per
entrare nel merito dei
provvedimenti, come Cisl
abbiamo evidenziato la
necessità fosse molto
maggiore la cifra che si
dovrà recuperare dalla
lotta all’evasione fiscale,
dagli sprechi e dalle
ruberie rispetto a quella
che attinge risorse da tagli che vanno a colpire i
soliti noti… Del resto è
sotto gli occhi di tutti:
quando l’intervento va a
colpire gli stipendi del
pubblico impiego, le pensioni, i tagli agli enti locali significa che ad essere penalizzati sono sempre i cittadini… Deve invece pagare di più chi, in
questi anni, è riuscito ad
accumulare maggiori risorse. Mi sembra inammissibile che oggi vi siano cittadini indisturbati
che evadono a dismisura
contributi e tasse. Com’è
assurdo che le rendite finanziarie siano tassate
molto meno rispetto ai
redditi di chi crea lavoro
e a chi lavora. È su queste voci che il governo
deve intervenire in maniera assai più determinata. Se non riduciamo
in maniera strutturale l’
evasione fiscale e contributiva, se non sapremo
ridurre i costi per funzionamento della Repubblica, nelle sue diverse articolazioni, non potremo
trovare una via d’uscita».
Che cosa dire a livello locale?
«L’annuncio del sindaco, la scorsa settimana,
che fa riferimento alla
necessità di recuperare
risorse attraverso aumen-
Fausto Tagliabue
ti e tagli ci ha un po’ preoccupato. Ricordo che il
22 aprile scorso le organizzazioni sindacali di
Cgil, Cisl e Uil avevano
sottoscritto un’intesa con
sindaco, vicesindaco e assessore al Bilancio del
Comune di Como sugli indirizzi di bilancio per
l’esercizio 2010. In particolare l’accordo prevedeva la continuazione del
fondo a sostegno delle famiglie del comune di
Como colpite dalla crisi
economica. Fondo che servirà all’acquisto di beni di
prima necessità ed al pagamento di rette e tariffe. L’intesa predeva inoltre il non aumento delle
tasse ed imposte di competenza comunale, come
anche l’invarianza delle
tariffe TARSU. Inoltre si
era convenuto l’avvio di
un confronto per la definizione di un migliore criterio ISEE per l’accesso ai
servizi a domanda individuale, capace di meglio
delineare la situazione
reddituale della famiglia
(quoziente familiare). Ora
la manovra finanziaria
del governo non può essere l’occasione per mette-
re le mani nelle tasche
delle persone a livello locale, aumentando le tasse e le tariffe o riducendo
i servizi. Ci sono ampi
spazi per recuperare
gettito attraverso la lotta
all’evasione ed elusione
fiscale sia relativa all’
Irpef comunale sia a redditi infedeli che abbassano le rette dei servizi a
domanda individuale.
Inoltre vanno “asciugate”
le spese non produttive di
servizi ai cittadini e ridotte le società partecipate
dal Comune. Infine oltre
a contenere i costi si può
puntare ad incrementare
le entrate sbloccando una
parte dei progetti di sviluppo della città che sono
bloccati da contrasti politici».
«La strada da seguire
c’è - prosegue Tagliabue e l’accordo del 22 aprile
ben ne delinea i contenuti. Ci allarma, però, vengano annunciati tagli e riduzioni senza alcuna ulteriore intesa con le parti
sociali. A tale proposito
nei giorni scorsi , in coerenza con gli impegni sottoscritti con l’Amministrazione comunale abbiamo chiesto l’apertura
di un tavolo di confronto
per arrivare a decisioni
realmente condivise e per
evitare pesanti ricadute
sui cittadini comaschi».
Quali sono le “scato-
le vuote” che si potrebbero eliminare a livello locale?
«Nei trasporti vi sono
diverse società partecipate dagli enti locali sulle
quali si potrebbe intervenire. Penso a Spt e Cpt,
tanto per avanzare degli
esempi, che, francamente,
potrebbero essere ridimensionate o accorpate.
Un cammino virtuoso è
stato intrapreso da Acsm,
in cui operano quattro
società di vendita che,
nelle prossime settimane,
saranno tutte fuse in
Enerxenia. Un risparmio,
importante, in termini di
Cda, di sindaci revisori e
di costi. Questa è la strada da seguire prima di
pensare ad eventuali tagli ai servizi o a possibili
aumenti».
Le amministrazioni
hanno le loro responsabilità. Ma c’è un messaggio da dare anche
ai cittadini perché sappiano adeguarsi a questo periodo di maggiore austerità?
«Da tempo, come sindacato, predichiamo un’attenzione complessiva ai
costi. È evidente come
l’Italia, se al momento è
ancora nelle condizioni di
“gestire” la crisi, lo deve
alla capacità di risparmio
che le famiglie in passato
hanno dimostrato. Spirito che, però, negli ultimi
10-15 anni si è un po’
sgretolato sotto il bombardamento mediatico
che, a più riprese, esortava all’indebitamento ed
alla spesa. Forse è giunto
il tempo di tornare a considerare quei buoni principi che ci insegnavano i
nostri genitori. E cioè che
si spende se si ha, che si
fa il passo secondo la
gamba. Questo perché né
le famiglie né lo Stato
possono e debbono scaricare sulle future generazioni i costi attuali.. È
tempo di fermarsi e ragionare davvero sul funzionamento della macchina
amministrativa, per renderla più snella. Ottomila
e rotti Comuni… non possiamo più permetterceli.
162 Comuni in provincia
di Como sono troppi. Lo
stesso dicasi per 8 Piani
di zona... La Provincia
deve tenersi tutte le competenze che oggi le sono
riconosciute o è possibile
che ne abbia qualcuna in
meno? Occorre entrare in
questi nodi, ma per farlo
serve un patto, un’intesa
tra le parti sociali, altrimenti continueremo a
spendere caricando gli
oneri su figli e nipoti.
Un’intesa che dovrà davvero essere priva di colore politico, indispensabile per assicurare un domani sereno alle future
generazioni».
CONTRATTO NAZIONALE OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI
E' stato firmato la scorsa settimana scorsa il contratto nazionale per operai agricoli e florovivaisti, che prevede un
aumento salariale di 60 euro nei prossimi sette mesi: dal 1 maggio 35 euro in più e dal 1 gennaio del 2011 altri 27 euro
circa. «I 2500 lavoratori comaschi del settore, occupati per lo più come florovivaisti e nella manutenzione del verde,
oltre ai giardinieri - spiega Patrizia Baitieri, segretaria Flai (Federazione lavoratori agroindustria) Cgil di Como hanno attualmente un salario medio di 1200-1300 euro mensili. Un floricoltore comune, ad esempio, che ora prende
1154,51 euro, dal 1 maggio prenderà 1183, 37 e dal 1 gennaio 2011 1202,31; un giardiniere di ville qualificato passerà
dagli attuali 1246,07 a 1297,65 nel 2011. Con il risultato ottenuto avranno dunque un aumento di circa 60 euro da qui
al prossimo gennaio. L'aumento è del 4,1% nel biennio 2010-2011; per quanto riguarda il comparto dell'agricoltura è
stato inoltre sottoscritto a marzo un accordo unitario sul modello contrattuale che prevede il mantenimento del modello contrattuale fondato sul quadriennio, primo biennio a carattere nazionale per la parte economico e normativa e
secondo biennio a carattere provinciale con l'obiettivo anche del recupero della produttività.
Inoltre siamo riusciti ad ottenere la possibilità di stipulare dei contratti integrativi - quindi migliorativi - legati ai
comparti specifici, come ad esempio il settore della floricoltura. I contratti integrativi potrebbero quindi interessare da
vicino i lavoratori del nostro territorio, occupati come detto soprattutto in questa attività, mentre pochi sono i dipendenti agricoli nella nostra zona. Abbiamo ottenuto inoltre le 150 ore di studio per i lavoratori stranieri ed è stato
integrato il diritto d'infortunio per gli apprendisti».
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CRONACA
P A G I N A
18
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
IL PROSSIMO 13 GIUGNO
Rubens e i
fiamminghi
senza barriere
L
a grande mostra
“Rubens e i fiamminghi” costituisce uno dei maggiori richiami della stagione a Como, dove
è allestita negli spazi della storica Villa Olmo.
L’Unitalsi, sezione lombarda, in collaborazione
con la Pastorale della Salute della Diocesi di Como
e l’associazione Alveare di
Olgiate Comasco hanno
organizzato una interessante iniziativa, per “vivere l’arte senza barriere”, infatti, sarà possibile
visitare a Como, la mostra “Rubens e i fiamminghi”.
Per l’Unitalsi lombarda
essa è un nuovo campo di
prova: domenica 13 giugno, infatti, è in programma la visita organizzata
A promuovere questa interessante
iniziativa l’Unitalsi Sezione Lombarda,
in collaborazione con la Pastorale
della Salute della Diocesi di Como
e l’associazione Alveare
di Olgiate Comasco.
di un nutrito gruppo di
disabili in carrozzina.
Di questa prossima
“prima” ci parla il presidente regionale dell’Unitalsi, Germano Benedusi: non più solo ai
santuari, dunque, ma
anche alle mostre d’arte?
«Voglio premettere che
i santuari, in Italia e nel
mondo, sono di regola anche luoghi d’arte, ma è
vero che a Como il 13 giugno sperimenteremo,
come sezione lombarda,
un territorio inconsueto
per la nostra attività, la
cui missione resta il trasporto degli ammalati ai
santuari mariani; l’occasione però di offrire a chi
è in carrozzina una possibilità squisitamente
culturale ci è sembrata
un’opportunità da non
trascurare, tanto più
avendo ravvisato una particolare sensibilità nel
Sindaco di Como Stefano
Bruni ,che sta favorendo
l’iniziativa e potendo contare per la logistica sulla
Casa Don Guanella del
capoluogo lariano».
Una buona combinazione, ma perché proprio Como e questa
mostra?
«Sulla mostra credo che
ci sia poco da aggiungere:
il richiamo esercitato dal
nome di Rubens è potente; quanto a Como, ‘capitale’ dell’opera guanelliana, e don Luigi Guanella è compatrono dell’
Unitalsi, abbiamo trovato già in sede di proposta
un’accoglienza perfino
superiore alle attese».
Quanti saranno i
disa-bili in visita alla
mostra?
«Un centinaio. Piché
saranno in carrozzina,
con relativo accompagnatore, è una bella scommessa anche per una mo-
stra d’arte. L’accesso è
previsto naturalmente a
piccoli gruppi, ma già
giungere sul posto, percorrendo la passeggiata a
lago che conduce a Villa
Olmo, costituirà parte integrante di una giornata
particolare, non disgiunta
dai nostri precipui valori:
alla Casa Don Guanella,
dove è previsto il pranzo,
saranno visitati anche il
santuario e il museo
guanelliani, perché fede e
cultura si possono e devono coniugare».
L’organizzazione è a
punto?
«Mi si lasci dire che
all’Unitalsi muoviamo
treni “bianchi” di quasi
duemila ammalati, senza
per questo sottovalutare
una trasferta sia pure di
tanti disabili in carrozzi-
na, provenienti in gran
parte dalla Lombardia.
Anzi, la natura sperimentale dell’iniziativa attesta
che le dedicheremo particolare attenzione; ma sul
fronte della logistica vantiamo un’esperienza che
ci permette di affrontare
con la massima serenità
un impegno nel quale naturalmente crediamo
molto».
Potrebbe avere un
seguito?
«S’immagina un pubblico in carrozzina, almeno
in parte, alla Scala? Noi
dell’Unitalsi sì».
Per maggiori informazioni per la provincia di
Como associazione Alveare telefono 340-7640505
(suo presidente tel. 3453901738) oppure Unitalsi
Lombarda 02-4121176.
SABATO 5 GIUGNO
Tutto pronto per la
7 GIUGNO
AROMATICHE
E OFFICINALI
IN CUCINA
È
tutto pronto, in
città, per il secondo appuntamento
con la “Parada
par tücc”, la sfilata di gruppi e singoli, accomunati dall’arte, dalla
creatività e dalla voglia di
stare insieme, che attraverserà la città di Como
nel pomeriggio di sabato
5 giugno.
Un evento nato nel
2009 alla realizzazione
del quale hanno preso
parte diverse associazioni, coooperative, organizzazioni, enti e svariati cittadini del territorio
comasco, con il patrocinio
del Comune di Como e il
sostegno del Centro Servizi per il Volontariato.
Dal mese di aprile sono
stati attivati laboratori
gratuiti di diverse discipline con lo scopo di fornire occasioni di incontro,
conoscenza e collaborazione, finalizzati alla preparazione di lavori condivisi da portare in sfilata. I
partecipanti, principianti
e non, hanno avuto la possibilità di sperimentare e
sperimentarsi in brevi
percorsi artistici. Alla sfilata sono però invitati a
partecipare tutti i gruppi,
associazioni e singoli che
si sentono in linea con la
filosofia dell’evento.
La Parada partirà da
via Milano alta e attraverserà il centro storico
secondo questo percorso:
via Milano, piazza Vittoria, via Cantù, via Giovio,
Piazza Medaglie d’oro, via
Vittorio Emanuele II, via
Carlo Porta, piazza del
Un’immagine
dello scorso anno
Teatro Sociale, via Pretorio, via Plinio, piazza
Cavour, piazza Volta.
Nel punto di arrivo, in
piazza Volta, la Parada si
fermerà animando i giardini a lago fino a mezzanotte con esibizioni artistiche e stand con gazebo
di alcune delle associazioni organizzatrici.
Il ritrovo è previsto per
sabato 5 giugno alle ore
14.30 in via Milano alta.
L’iniziativa ha coinvolto circa 50 soggetti, tra
associazioni, gruppi informali, organizzazioni di
volontariato, cooperative,
istituzioni e cittadini, attivando 23 laboratori artistici gratuiti in preparazione dell’evento.
Ma perché “Parada par
tücc. L’arte che avanza”?
“Come di consueto - spiegano dal Centro Servizi
per il Volontariato - il titolo della manifestazione
è doppiamente evocativo:
se da una parte l’arte che
avanza fa riferimento al
corteo artistico di cui si
compone la Parada, dall’altro si allude al desiderio di coinvolgere anche le
espressioni creative marginali, periferiche, quelle
che “avanzano”».
Il progetto “Parada par
tücc”, infatti, ha tra i suoi
scopi la creazione di un
tessuto urbano coeso, capace di includere anche le
aree più distanti dal centro: non solo quindi le periferie fisiche, ma anche
quelle sociali. In questo
filone si colloca, a titolo
d’esempio, l’esperienza il
laboratorio teatrale “Sottocoperta” realizzato dall’associazione Luminanda al Centro Rifugiati di
Tavernola. Chiara Gismondi, referente del laboratorio racconta: «L’idea
di partenza del laboratorio si rifà all’intimità che
nasce dal raccontarsi delle storie intorno ad un
oggetto in costruzione.
Questo oggetto è una coperta che stiamo realizzando con gli ospiti del
centro a partire da ritagli di stoffe, vecchi abiti,
tessuti e manufatti provenienti da diverse parti del
mondo. Attorno a questo
fare si sono costruite le
trame di una narrazione.
Abbiamo invitato i partecipanti a raccontare dei
loro viaggi, delle loro storie quotidiane di integrazione, delle loro fatiche e
dei loro sogni, per meglio
capire, per meglio agire.
Queste narrazioni verranno poi trasposte e forse diventeranno storie
mitiche o leggendarie da
raccontare “sotto coperta”
ai fortunati che avranno
voglia, in parata, di partecipare a questo momento di scambio. La coperta
potrà poi essere spedita
alle altre parate italiane
ed europee per continuare a tessere un’idea di
unione».
Le collaborazioni stabilite dalla Parada si contano a decine, è possibile
citare quella con la Scuola della creatività di via
Perti, a Como, che partecipa alla Parada con alcune classi o con la banca
del tempo, o, ancora, il
pozzo dei desideri che collabora con la sartoria del
carcere per la realizzazione dei costumi.
Si ricorda, inoltre, che il
5 giugno ricorre la giornata mondiale dell’ambiente, in quella occasione la
Parada ospita il tour di
Cinemambiente in collaborazione con Arci Xanadù, dalle 22.00 proiezioni di film e documentari nella sala della circoscrizione 7.
La Parada si svolge in
contemporanea con il
CO.CO.CO - Como Conteporary Contest, un’iniziativa del Comune di
Como. Per informazioni:
tel. 031-301800, e-mail
[email protected],
www.paradapartucc.it.
Per la consueta serata di aggiornamento
mensile, la Società
Ortofloricola Comense
propone per lunedì 7
giugno alle ore 21 l’incontro “Aromatiche e
officinali in cucina”, a
cura di Secondo Gandola, presso la sede dell’Associazione in via
Ferabosco 11 a Sagnino.
L’ingresso è libero. Per
informazioni: Società
Orto-floricola Comense,
tel. 031-572177 oppure
031-531705; e-mail:
[email protected];
sito internet: www.
ortofloricola.it.
GIARDINO
DELLA VALLE
Sabato 5 e domenica
6 giugno, passeggiando
nel Giardino della Valle di Cernobbio sarà
possibile ammirare la
mostra fotografica “Musica. Un concerto fotografico” di Subini, con
contributo poetico di
Andrea Marabini, singolarmente inserita tra
la vegetazione del giardino, risultato di un
recupero ambientale di
Nonna Pupa. Arte e natura, nel segno della solidarietà a favore della
manutenzione del giardino. Per informazioni
ci si può rivolgere a Associazione “Il Giardino
della Valle”, Via Montesanto 5, Cernobbio; tel.
031-510714; www.ilgiar
dinodellavalle.org.
CRONACA
P A G I N A
19
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
IL MEETING IN CITTÀ
Pane e paradiso.
Mission in
progress
er un intero fine
settimana la Città di Como è stata colorata e animata dai giovani
di tutta Italia (con qualche rappresentanza estera) per il grande Meeting
“Pane e Paradiso. Mission in progress”, organizzato dal Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile di Como, in collaborazione con l’Ufficio
Diocesano di Pastorale
Giovanile. Ragazzi provenienti da tutta Italia, da
Como, da Lecco, da Milano, da Saronno, dalle Parrocchie guanelliane di
Bari, Ferentino (FR),
Messina, Padova, Roma
Trionfale, San Ferdinando (RC) e anche dalla Polonia sono stati insieme
per quattro giorni per conoscere e approfondire il
messaggio estremamente
attuale di don Luigi Guanella, traendo spunti di
riflessione e di impegno
per la propria vita.
«Siamo usciti da questo
straordinario Meeting
pieni di entusiasmo - com-
P
Una città per un
giorno colorata
e animata dai
giovani di tutta
Italia.
A promuovere
l’iniziativa
il Centro
Guanelliano
di Pastorale
Giovanile
di Como,
in collaborazione
con l’Ufficio
Diocesano
di Pastorale
Giovanile
di SILVIA FASANA
menta don Domenico Scibetta, Direttore del Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile. In particolare siamo molto felici che
questa edizione abbia visto la collaborazione anche di vari uffici pastora-
li diocesani (Pastorale
Giovanile, Centro Diocesano Vocazioni, Pastorale
MISSION IN PROGRESS
La nostra è una missione in corso, la nostra è una missione aperta a tutti!
Anche a te che a volte ti senti inquieto e hai un cuore tormentato. A te che
hai tanti sogni e altrettante paure, questo è un ottimo segno, la nostra missione parte da lì!
Guarda con coraggio quel vuoto che non riesci a colmare, è lo spazio infinito
dell’Amore di Dio. L’agitazione che a volte senti è il fermento dello Spirito che
ci spinge ad uscire da noi stessi per arrivare cuore a cuore con Dio Papà, la
nostra Unica, Vera Felicità.
Siamo convinti che tutto parta dal saper gustare i doni che Dio ci ha regalato, dal saper riconoscere la Provvidenza nel qui ed ora, dal saper scoprire la
sua presenza attraverso le esperienze e le persone che Egli ci pone lungo il
nostro cammino. Allora sarà spontaneo dire “grazie” con la nostra vita, donandosi per sempre e senza condizioni, vivendo a pieno la propria vocazione
specifica.
Anche tu con noi puoi decidere e lanciarti con fiducia in un volo che non
sarà più un salto nel vuoto, ma un salto nelle mani di Dio, per testimoniare la
nostra gioia nella vita quotidiana in tutti i suoi ambiti e sfaccettature.
Far parte della nostra mission in progress significa continuare a scrivere le
pagine del quinto Vangelo, quello cioè della vita vissuta in una rete di uomini
di buona volontà uniti dal vincolo di Carità. Sogniamo un nuovo social network
dove ciò che conta di più non siano la superficialità e l’esteriorità dei rapporti,
ma i legami profondi e veri da cuore a cuore, un heartbook!
Anche in campo culturale riteniamo che sia indispensabile impegnarci per
costruire il regno della Carità. Siamo convinti che la cultura non escluda la
fede, ma ad un tratto si ferma di fronte al mistero e lascia spazio al credere in
Dio, diventa lo strumento nelle Sue mani, che ci fa porre delle domande, così
come il pane ad un tratto deve essere affiancato, sostituito dal Paradiso. Per
cui Cultura sta a fede come Pane sta a Paradiso.
La Chiesa ci invita a dare priorità all’emergenza educativa, e noi, nella
nostra missione la vogliamo affrontare in stile guanelliano percorrendo le vie
del cuore. Infatti la benevolenza è, secondo noi, l’atteggiamento cardine per
instaurare un vero rapporto di fiducia e crescita reciproca che interessi tutte
le dimensioni e i livelli della persona umana. Tenendo conto che l’educazione
è relazione, la prima e più importante è quella con Dio, vissuta attraverso la
preghiera. E’ il Signore che ci da la forza di vivere secondo uno stile cristiano
e di comunicarlo agli altri. Se l’agire educativo mira ad intervenire sulle famiglie e sulla persona, si può ambire ad un rinnovamento ancora più radicale
che riguarda la società civile. Per questo vogliamo proporre strade nuove,
alternative forse più difficili perché controcorrente, ma animate da un autentico e forte spirito di Carità.
Vogliamo dare a tutti “Pane e Paradiso”, questa è la nostra missione! Usiamo la stampa, siti internet, forum, chat, le parole dette e scritte, ma soprattutto usiamo il dono più grande che abbiamo: le nostre vite.
Puoi essere anche tu, come don Guanella, “SPADA DI FUOCO!”
Fotoservizio William
Universitaria, Caritas),
perché è stata una grande occasione di “camminare insieme” e di sentirci tutti coinvolti nella
grande “sfida educativa”
lanciata dai vescovi italiani per i prossimi anni,
proponendo messaggi di
valore ed esperienze significative, che “lascino il
segno”». Questo evento ha
assunto inoltre una grande importanza come momento “forte” di preparazione al prossimo evento
della canonizzazione di
don Luigi Guanella, “figlio” della nostra Diocesi
e primo nostro Santo dei
tempi moderni.
«Credo che il meeting ci spiega don Emanuele
Corti, responsabile dell’Ufficio Diocesano dei
Giovani - sia stato una
bella esperienza di collaborazione e comunione. Ci
si è trovati insieme, in
maniera molto fraterna, a
riflettere sui contenuti e
sulla ricchezza legate a
questa giornata. Questo
evento poteva rappresentare anche una bella occasione offerta ai giovani
di Como per conoscere la
spiritualità guanelliana e
incontrare coetanei provenienti da tutta Italia.
Opportunità che, purtroppo, è stata poco sfruttata
vista la sostanziale assenza dei giovani comaschi, in particolar modo
quelli residenti le zone limitrofe il capoluogo. A
questi giovani faremo, in
ogni caso, arrivare il mandato conclusivo del meeting, prezioso frutto di
questo appuntamento
vissuto sul territorio cittadino».
Il temporale che si è
abbattuto sabato sera
sulla città non ha turbato la festa di apertura
presso la Casa Divina
Provvidenza, con il coro
GAP (Gospel Always Positive) dell’Opera Don
Guanella. La domenica
mattina i giovani, divisi
in gruppi, si sono ritrovati in sei luoghi significativi per Luigi Guanella
negli anni della sua permanenza a Como per i laboratori tematici. Sei luoghi di riflessione e confronto, sei tappe contras-
segnate ancora oggi da
un’impronta storica ma
anche da un valore che
diviene messaggio, provocazione e proposta per la
vita dei giovani. E così, il
Collegio Gallio ha ospitato il laboratorio su “L’emergenza educativa”; la
Basilica di S. Abbondio
quello su “Fede e cultura”;
il Centro Pastorale Cardinal Ferrari (ex-seminario) quello sulle scelte
vocazionali; la Casa S.
Maria di Lora quello sull’impegno di vita cristiana; il Santuario del Sacro
Cuore quello sulla spiritualità e infine la Casa S.
Marcellina il laboratorio
sulla carità. Nel pomeriggio, un momento molto
sentito è stato l’incontro
con il vescovo di Como,
mons. Diego Coletti, nella chiesa di S. Giacomo,
preceduto da una colorata e coinvolgente esibizione musicale di balli e canti in piazza. Mons. Coletti,
rispondendo a domande
rivolte a lui dagli stessi
giovani, ha sottolineato
come giovane sia colui che
trova il coraggio di rinunciare a mettere se stesso
e i propri interessi al centro dei propri pensieri e
progetti, per essere pronto a fare scelte che siano
“per sempre” e a donarsi
agli altri, come ha fatto
don Guanella. In questo
senso educare significa
aiutare una persona ad
uscire da se stessa e a trovare qualcosa per cui valga la pena giocare la propria vita. La grandezza di
don Guanella - ha sottolineato mons. Coletti - è
l’aver usato le sue capacità, le sue risorse, la sua
stessa vita per fare qualcosa che cambiasse quella degli altri, dando loro
una speranza. La sua trasparenza evangelica è in
grado ancora oggi di provocare i giovani, di spingerli a non accontentarsi
di una vita mediocre e ripiegata su se stessi, ma di
aprirsi agli altri. Domenica sera è stato invece il
momento del Musical
“Pane e Paradiso: Missione compiuta” di Nando
Bonini presso l’Auditorium del Politecnico. L’exchitarrista di Vasco Rossi ha ricordato dal palco:
«Se stasera siamo qui e
siamo felici, è perché Dio
è presente». Lunedì è stato il giorno dedicato alla
scoperta dei luoghi guanelliani della città, dove
Luigi Guanella ha studiato, è diventato sacerdote
e ha maturato il coraggio
di tradurre il desiderio
che si portava dentro nell’avventura di carità cominciata proprio nella
Casa Divina Provvidenza
di Como, la prima delle
sue fondazioni, che oggi
sono presenti in tutto il
mondo. Quindi un’intensa assemblea ha permesso di condividere con tutti i gruppi i lavori dei laboratori tematici e di
stendere un documento
(riportato a fianco); l’Adorazione eucaristica notturna nel Santuario del
Sacro Cuore ha sancito
un impegno di vita, come
pure la S. Messa conclusiva di martedì mattina,
alla presenza del vicario
generale dei Servi della
Carità, don Umberto
Brugnoni.
CRONACA
P A G I N A
20
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
PER UN’ESTATE SENZA CONFINI
La Bosnia chiama
e Como risponde
Si rinnova
il legame tra
il territorio
comasco
e i Balcani grazie
a due iniziative
promosse
da altrettante
realtà lariane
di MICHELE LUPPI
L
a Bosnia chiama
e, ancora una volta, Como risponde.
A più di quindi ci
anni dalla fine
della guerra nei Balcani,
due iniziative, una promossa dall’Arci con il sostegno del Comune di
Como e l’altra da Ipsia,
ONG della ACLI, rinnoveranno queste estate il legame, ormai antico, tra il
nostro territorio e il Paese balcanico. Sono, infatti, centinaia i giovani
comaschi che in questi
anni hanno vissuto esperienze di volontariato e
amicizia nei balcani.
Un legame nato ai tempi della guerra grazie al
lavoro e alla dedizione di
singoli, parrocchie e associazioni che si misero in
campo per portare aiuto
e solidarietà alle popolazioni colpite dalle violenze. Come dimenticare don
Renzo Scapolo e “Sprofondo” l’associazione che fondò insieme ad un gruppo
di giovani comaschi, nel
luglio del 1994, quando la
guerra non era ancora finita. Persone che arrivano a mettere a rischio la
propria vita per raggiungere Sarajevo, ancora sotto assedio, portando generi di prima necessità, ma
soprattutto la propria vicinanza umana. Un’avventura che continua ancora oggi grazie al lavoro
in Italia ma anche all’attività di “SprofondoBezdan” un’associazione
costituita a Sarajevo, in
una sorta di passaggio di
testimone, da alcuni operatori bosniaci per portare avanti i progetti avviati dall’associazione comasca. Questi furono solo
ANCHE IL COMUNE DI COMO...
SENZA CONFINI
i primi passi di un cammino di “andata e ritorno”
dal quel mondo spesso
misterioso chiamato
“balcani”. Nel corso degli
anni altre realtà hanno
rinsaldato questo legame
mostrando il volto di una
solidarietà che sa andare
oltre l’assistenza e l’aiuto materiale creando ponti di comunicazione e amicizia in uno scambio sempre più ricco tra popoli e
culture diverse.
L’ESPERIENZA
DI IPSIA-ACLI
È lo stesso spirito che
anima Ipsia, ONG delle
Acli, che anche quest’anno promuove all’ interno
del progetto “Terre e Libertà” campi di animazione per bambini in diversi
Paesi dei Balcani: Bosnia
Erzegovina, Kosovo e Albania. Un modo per i giovani italiani non solo di
conoscere Paesi, tanto vicini quanto spesso sconosciuti - pur avendo un
grande patrimonio di cultura e tradizioni - ma anche per vivere un’esperienza di volontariato con
altri giovani. Proprio all’interno di questo progetto si è andato consolidando il legame tra il nostro
territorio, attraverso la
sezione locale di Ipsia, e
la cittadina bosniaca di
Sapna. Un rapporto che si
è intensificato con il
gemellaggio tra la scuola
di Beregazzo con Figliaro
e quella del Paese balcanico. “Anche quest’anno ci spiega Anna Merlo, per
diversi anni tra i volontari comaschi in Bosnia quella di Sapna rientra
tra le mete individuate da
Ispia per i campi estivi. Il
campo di animazione è
previsto dal 24 luglio all’8
agosto ma la sua effettiva realizzazione sarà subordinata alle adesioni
che arriveranno. Ma anche se dovesse saltare il
campo a Sapna rimarranno comunque altre destinazioni nei balcani”. Da
qui l’invito che Ipsia rivolge a tutti i giovani che intendono vivere questa
esperienza. Le iscrizioni
ai campi nei Balcani chiudono il 15 giugno.
Per maggiori informazioni e iscrizioni www.
terreliberta.org o Ipsia
Como 031-3312726.
ARCI E COMUNE
DI COMO
Un’altra opportunità di
volontariato in Bosnia
arriva dal Comune di
Como che ha promosso
una borsa di cooperazione internazionale per un
giovane all’interno del
progetto “tutti giù per terra… tutti sulla terra!”
promosso dall’associazione Arci. “Ogni anno - ci
spiega Veronica Vittani
dell’Ufficio Relazioni Internazionali del Comune
di Como - il comune di
Como offre una borsa per
un progetto di cooperazione internazionale. Quest’anno, tra le varie realtà che hanno partecipato
al bando, è stata scelta
l’Arci di Como che, insieme ad altre realtà lombarde, realizzerà una serie di attività a Bratunac,
in Bosnia Erzegovina”. La
borsa messa a disposizione dal Comune di Como e
rivolta ai cittadini residenti fra i 18 e i 30, coprirà le spese di viaggio, vitto e alloggio per i 15 giorni di durata dello stage.
Nessun compenso sarà
dovuto al partecipante al
quale è richiesto un contributo di 150 euro per il
trasporto. Ai ragazzi si richiede inoltre la partecipazione a incontri di formazione pre-partenza
presso l’Associazione e
una riunione finale dove
i partecipanti formuleranno analisi e pianificheranno momenti per
condividere l’esperienza
con la cittadinanza comasca. La partenza è fissata per il prossimo 26
giugno.
Accanto al giovane vincitore della borsa prevista
dal Comune di Como si
affiancheranno altri due
giovani della provincia di
Como selezionati dalla
L’ufficio Relazioni Internazionali del Comune
di Como propone altre due iniziative di scambio e
conoscenza con altri popoli e culture per i giovani
residenti in città. In collaborazione con l’associazione Famiglia Comasca, ripropone anche per l’anno 2010 uno scambio reciproco tra giovani studenti delle città di Como e Tokamachi, con l’intento di migliorare la conoscenza tra i nostri popoli e rendere partecipi i giovani alla tematica del
gemellaggio. “Il comune - spiega Veronica Vittani
del Comune di Como - prevede tre fasi: nel mese
di dicembre 2010 gli studenti comaschi devono
accogliere in famiglia per due settimane un coetaneo giapponese. Successivamente nell’estate
2011 saranno gli studenti comaschi ad andare in
visita in Giappone ospiti degli studenti giapponesi. Infine, una volta rientrati, è prevista un’attività di promozione del gemellaggio sul territorio
cittadino”. Il Comune di Como sosterrà le spese
di viaggio dei due studenti comaschi, mentre il
loro soggiorno in Giappone sarà a cura delle famiglie ospitanti. Per partecipare al bando è necessario essere residenti nel Comune di Como,
maggiorenni e Iscritti ad un istituto superiore o,
in corso, a una facoltà universitaria. E’ richiesta
una buona conoscenza della lingua inglese. Le
domande vanno inoltrate entro il 3 settembre 2010
all’Ufficio Relazioni Internazionali. Per info tel.
031-252057.
sede locale dell’Arci. Il
loro compito in Bosnia
sarà quello di lavorare,
insieme a coetanei bosniaci, alla realizzazione di
un campo giochi, attualmente in uno stato di abbandono. L’obiettivo è
quello di creare uno spazio di svago a disposizione non solo della cittadinanza ma anche, durante le pause e ricreazioni,
ai ragazzi che frequentano la scuola media adia-
cente. “La scandenza del
bando per la borsa del
Comune di Como - spiega
Veronica Vittani - era prevista per il 21 maggio
scorso, ma a causa della
mancanza di richieste
abbiamo deciso di prorogarla”. Per informazioni
031-252057. Il bando è
scaricabile dal sito
internet del comune di
Como www.comune.como.
it nella sezione “bandi di
gara”.
LETTURA CONTINUATA DELLA SACRA SCRITTURA CON IL MASCI
Come già in due occasioni precedenti la comunità di adulti scout del MASCI di
Como ripropone una giornata dedicata alla Lettura Continuata della Sacra Scrittura. Nell’ottobre 2008 aveva proposto, per la prima volta nella nostra città,
l’ascolto della lettura continuata dei quattro Vangeli e nel novembre dell’anno
successivo le lettere di san Paolo. Sabato 5 giugno, con le stesse modalità delle
precedenti occasioni, nella basilica di S. Giacomo sarà proposta la lettura continuata dei libri sapienziali (Giobbe, Proverbi Qoelet, Sapienza Siracide).
Adulti scout comaschi si alterneranno nella lettura senza sosta, che sarà pubblica, a partire dalle 9 per concludersi alle 20. All’ingresso della Basilica sarà
comunque esposto il dettaglio dell’iniziativa.
La lettura delle Scritture in sequenza ordinata, senza interruzioni e senza salti, non è un atto consueto e forse neppure particolarmente praticato. Questa
lettura, gratuitamente rivolta ad ascoltatori non selezionati, non si sostituisce
alla meditazione né può avere come obiettivo l’approfondimento, che richiederebbero altri cammini e altri momenti, ma vuol essere un invito ad abitare
quella Parola. La visita ad una basilica può essere sollecitata dal richiamo di
una celebrazione, dalla ricerca di angoli di silenzio o dai tesori architettonici e
artistici che vi sono racchiusi; noi riteniamo che l’ascolto della sacra Scrittura
possa accogliere e accompagnare, in modo speciale, anche una visita fugace.
Per questi motivi continuiamo a pensare che il passante, il turista, il curioso o
chiunque si trovi ad affacciarsi alla Basilica potrà sentirsi “specialmente” accolto e accompagnato, per qualche tempo, da quelle Parole che sono annuncio
di quella salvezza gratuitamente donata a tutti gli uomini e le donne in virtù
della Pasqua del Signore Gesù Cristo.
BRUNO MAGATTI
CRONACA
P A G I N A
Como
21
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
ANFFAS E FORMAZIONEARDIA
Disabilità e invecchiamento
Ultimo incontro
promosso
dall’Anffas
nell’ambito
dell’itinerario
formativo
per familiari
e operatori
di persone
con disabilità
intellettive
e relazionali
di GABRIELLA ALBERTI
S
abato 29 maggio,
presso il Centro
Diurno Disabili
di via Del Dos,
nell’ultimo incon
tro dell’itinerario formativo per familiari e operatori di persone disabili intellettive e relazionali,
proposto dall’Associazione A.N.F.F.A.S. onlus di
Como, è stato affrontato
il tema “L’invecchiamento della persona con
disabilità. Quale accompagnamento?”. Relatore il
prof. Vittore Mariani,
pedagogista, docente di
metodologia della gestione integrata del gruppo,
presso l’Università Cattolica di Milano: il suo è stato un intervento di alto
spessore.
La persona ha diritto
ad una “progettualità” in
ogni fase del suo ciclo di
vita e in qualsiasi condizione fisica e psicofisica,
in quanto è sempre educabile. Rispetto e dignità
dell’individuo devono caratterizzare sempre il
percorso dell’esistenza,
dalla nascita alla morte,
anche quando c’è un invecchiamento e una decadenza psicofisica. Nei confronti della persona disabile occorre, infatti,
empatia, sensibilità, tenerezza, umiltà e condivisione: si deve crescere insieme nella cultura del
dono, perché la vita è un
dono.
La famiglia con un individuo disabile al suo
interno deve, da subito,
trovare forme di sostegno
e di solidarietà attraverso interventi quali l’elaborazione del progetto di
vita, l’educazione domiciliare con personale specializzato, l’alleanza
educativa con tutte le persone e i servizi deputati
alla realizzazione del progetto.
Quando la famiglia non
è più in grado di farsi ca-
rico del proprio familiare
disabile, adulto o anziano,
deve trovare sul territorio
delle realtà che siano capaci di garantire al proprio congiunto un progetto educativo personalizzato con uno “stile familiare” e ruoli educativi simili a quelli genitoriali.
Non strutture di ricovero,
ma case-famiglia accoglienti, per il benessere
della persona, con un accompagnamento educativo, non solo assistenziale e riabilitativo, con relazioni affettive e progettuali, con standard
gestionali adeguati.
E, nell’ultima fase dell’esistenza di una persona, bisogna recuperare
l’esperienza della vita
come “dono” e la centralità della relazione e della tenerezza. E’ il tempo
del distacco dalle energie:
si guarda al passato e non
al futuro e ci si pongono
domande di “senso” sulla
propria esistenza. Non si
deve, però, vedere la vecchiaia come un “peso” a
rischio di emarginazione,
ma come un “valore”: bisogna riscoprire continuamente il bene della
persona e la sua dignità.
DISCOTECA
DEL SILENZIO
Sabato 5 giugno presso il Santuario del Sacro Cuore di via Tommaso Grossi a Como, si
terrà la “Discoteca del
Silenzio”, il tradizionale appuntamento di
adorazione euca-ristica
notturna proposto dal
Centro Guanel-liano di
Pastorale Giovanile
(C.G.P.G.). L’inizio è alle
ore 20.30, con la celebrazione della S. Messa vespertina; seguirà
l’esposizione del SS.
Sacramento e l’animazione spirituale proposta dai giovani Guanelliani con preghiere,
canti, ritornelli, lettura
di brani di don Guanella e di frasi tratte dalla
Parola di Dio. Poi, dalle
23.00, il silenzio, la meditazione e la preghiera personale, fino alle
4.00 della domenica
mattina. Alle 24.00
sarà recitato il Santo
Rosario per tutte le famiglie in comunione
con altre realtà guanelliane.
Per informazioni ci si
può rivolgere alla segreteria del Centro Guanelliano di Pastorale
Giovanile, via L. Guanella, 13 Como; tel. 031296783; e-mail: como.
[email protected].
CRONACA
P A G I N A
22
Como
VIII CONVEGNO EDUCATIVO LO SCORSO 29 MAGGIO
Foto William
La passione
educativa
canossiana
Due relatori d’eccezione: mons. Diego
Coletti, vescovo della Diocesi di Como,
e madre Marilena Pagiato,
superiora provinciale
dell’Istituto Canossiano in Italia
S
i è svolto sabato
29 maggio presso
l’Aula Magna dell’Istituto “Matilde di Canossa” di
Como l’ottavo Convegno
educativo canossiano, che
quest’anno ha avuto come
titolo “Oltre l’emergenza:
continuità e passione
educativa”.
Dopo il benvenuto della preside, Marisa Gini, a
nome della comunità educante canossiana di Como, la moderatrice, Vera
Fisogni, del quotidiano
“La Provincia” ha introdotto i relatori, due figure di alto livello nel campo dell’educazione e della vicinanza alle giovani
generazioni: mons. Diego Coletti, vescovo della
Diocesi di Como, e madre
Marilena Pagiato, superiora provinciale dell’Istituto Canossiano in Italia.
Come sintetizzato nel
titolo, gli interventi dei
relatori si sono concentrati su “passione” e “continuità” nell’avventura
educativa; il primo aspetto, come ben delineato da
M. Marilena, è la forte
motivazione che spinge
l’adulto ad impegnarsi
nell’educazione delle nuove generazioni, pur con
fatica e non poche difficoltà, specie nella complessità storico-culturale dell’oggi. Il secondo termine,
quello di “continuità”, ha
senso, secondo Mons.
Coletti, se il tempo di educare viene vissuto gratuitamente, consapevoli che
“si educa solo insieme”,
riscoprendo la dimensione di prossimità della persona umana e prediligendo il “tu” di una relazione
interpersonale autentica
e non utilitaristica.
Entrambi gli interventi hanno saputo catturare l’attenzione del pubblico presente, composto da
educatori - genitori, insegnanti, religiosi - ma anche da parecchi alunni
dell’Istituto Canossa, i
quali hanno colto i numerosi spunti forniti con
grande comunicatività da
parte del Vescovo e di M.
Marilena. La moderatrice ha ricondotto ad una
sintesi di ampio respiro le
testimonianze udite e le
numerose domande giunte dalla platea, focalizzando l’attenzione sulla
possibilità che l’incontro
possa essere il punto di
partenza per “costruire
ponti” con il mondo educativo, laico e cattolico,
affinché l’emergenza di
cui si è spesso discusso
passi in secondo piano rispetto alla certezza di tra-
smettere ai bambini e ai
giovani valori fondanti e
il desiderio di scoprire il
senso della vita all’insegna della speranza.
Per gli educatori, il
messaggio finale è stato
quello di perseverare con
coraggio nell’educare,
dando ai giovani fiducia e
strumenti per conquistare la propria autonomia;
gli alunni, invece, sono
stati invitati a domandarsi il perché delle cose, a
pensare con la propria testa, a non accontentarsi:
a fare, cioè, della propria
vita una destinazione e
non un destino.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
CON MONDO
TURISTICO
A LASNIGO
L’associazione culturale “Mondo Turistico” ricorda per domenica 6 giugno
e per tutte le prime domeniche del mese fino a ottobre, la possibilità di visite guidate gratuite alla
chiesetta romanica di S.
Alessandro di Lasnigo
(lungo la strada ErbaBellagio), in collaborazione con la Parrocchia di
Asso.
L’appuntamento è per
le ore 15.30 sul luogo; la
visita guidata inizierà con
la spiegazione della storia
del monumento e delle
cappelle della Via Crucis
poste lungo il muro perimetrale, fino agli ultimi
restauri terminati nel
2007 e proseguirà mostrando gli scavi archeologici e la splendida decorazione interna. L’interno
è un ambiente ad aula
unica suddivisa da archi
trasversi ed affrescato,
nella zona absidale, con
immagini della Vergine e
di santi e con la scena della Crocifissione dipinta
da Andrea de Passeri nel
1513 sulla parete di fondo del presbiterio.
Non è necessaria la prenotazione.
Per informazioni: Mondo Turistico, tel. 3394163108; e-mail: mondo
[email protected].
CRONACA
P A G I N A
Como
23
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/223
Noi Genitori:
la nuova sede
La struttura,
che permetterà
di coniugare
utilità sociale
e responsabilità
ambientale, è
stata ufficialmente
aperta lo scorso
27 maggio
alla presenza
di quanti hanno
collaborato
a questa
importante
iniziativa
pagina a cura
del Consorzio Eureka
Ser vizi alla Cooperazione
e al Terzo Settore
www.eurekacomo.it
o scorso 27 maggio con una cerimonia ufficiale,
alla presenza di
molti fra coloro
che hanno dato, a vario
titolo, il loro prezioso contributo, si è inaugurata la
nuova struttura della Cooperativa Noi Genitori in
via XXIV Maggio ad
Arcellasco di Erba.
Si tratta di un bell’edificio, dalla forma moderna e luminosa, pensato e
voluto con precise caratteristiche di responsabilità ambientale. Per le scelte tecnologiche e di materiali fatte, è un edificio
che ha ottenuto la
certificazione della classe
A di contenimento energetico.
L’impianto di riscaldamento geotermico, le
pompe di calore, l’evaporatore e il recuperatore di
calore, lo scambiatore
d’aria, l’impianto solare e
fotovoltaico, così come la
particolare coibentazione,
rendono l’edificio autosufficiente da un punto di
vista energetico, spiegano
i progettisti della struttura. Tutti gli elementi finora descritti sono infatti
riusciti, amalgamandosi
l’uno all’altro, a creare un
edificio ben integrato nell’ambiente. Ma non solo.
Grazie al connubio fra
materiali ed energie rinnovabili presenti in natura, esso è un punto di riflessione per un’edificazione futura che sempre
più possa mirare ad una
migliore qualità della
vita, in una logica di rispetto dell’ambiente che
ci circonda.
Bruno Mazza, vice
presidente, precisa che
l’idea che sottende la realizzazione dell’edificio è
nata in seno alla cooperativa, dopo lunghe riflessioni e momenti di condivisioni fra tutte le persone coinvolte che, attraverso un efficace lavoro di
squadra, hanno mostrato
sensibilità e capacità di
impresa nel realizzare
un’opera destinata a durare nel tempo e a garantire il futuro a molte per-
L
LA COOPERATIVA
NOI GENITORI IN NUMERI
Persone con disabilità
56
Risorse umane impiegate
33
Base sociale
35 soci fruitori,
8 soci volontari,
10 soci prestatori,
5 soci sovventori
PER SAPERNE DI PIÙ
Cooperativa Noi Genitori
Via XXIV Maggio 4/e, Erba
Tel 031 641522 –
[email protected]
sone in difficoltà e alle
loro famiglie.
Sono ben quattro le cooperative sociali del Consorzio Solco Como che si
sono adoperate per dare
il loro apporto nella realizzazione della nuova
struttura, impiegando in
qualche caso personale
svantaggiato.
Il moderno edificio di
oltre 1.400 m2 ha avuto
un riconoscimento da
partner pubblici quali la
Regione Lombardia,
l’Amministrazione
Provinciale di Como, La
Comunità Montana e il
Comune di Erba. Molte
Fondazioni hanno sostenuto concretamente la cooperativa Noi Genitori:
Cariplo, Enel Cuore,
Comunità Comasca,
Banca Monte di Lombardia, Banca Popolare di Bergamo. Anche le
imprese non hanno fatto
mancare il loro sostegno,
tra queste citiamo Edison e la Banca di Cre-
dito Cooperativo dell’Alta Brianza. Infine i
soci hanno creduto nel
progetto di sviluppo sottoscrivendo oltre 100.000
euro di capitale.
L’edificio, è stato pensato, come struttura di
utilità sociale che grazie
ai nuovi spazi di cui dispone e all’ampliamento
delle opportunità riabilitative offerte, è in grado
di dare supporto alle famiglie e nuovi stimoli di
crescita alla comunità,
ma soprattutto di soddisfare senza sprechi le esigenze di formazione delle
persone con disabilità,
perché è di questo che la
Cooperativa, dall’anno
della sua nascita, si occupa.
Oggi, Noi Genitori, gestisce un Centro Socio
Educativo organizzato
in tre moduli specialistici per rispondere alle nuove esigenze formative dei
ragazzi, che cambiano con
il passare degli anni e da
Bruno Mazza,
vice presidente
della cooperativa
“Noi Genitori”
quasi un anno, il Centro
Diurno Disabili dei 26
comuni del Distretto
Erbese, (destinato a persone con gravi e gravissime forme di disabilità).
L’offerta dei servizi è
completata dal progetto
di Tempo Libero, il progetto “Dopo di Noi” (dedicato alla residenzialità)
e il progetto Integrato
con la Scuola, per gli
studenti disabili della
scuola dell’obbligo.
A questi servizi specialistici sulla disabilità si è
aggiunto, grazie agli spazi della nuova sede un
Centro di Riabilitazione.
Noi Genitori è divenuto
per il suo territorio nel
corso degli anni, un importante punto di riferimento, ad oggi infatti
sono ben 56 le persone
con disabilità che frequentano la struttura
stabilmente. Se si pensa
che nel ‘94 al debutto dell’attività, si era partiti con
la gestione di un servizio
diurno per 5 utenti, il
cammino fatto è davvero
significativo e non solo in
termini quantitativi. La
cooperativa da sempre
presta infatti un’attenzione particolare alla qualità dei suoi interventi. In
modo particolare si è impegnata per favorire la
promozione di una cultura inclusiva, relativa alle
tematiche della disabilità, attraverso interventi
formativi che hanno coinvolto negli anni le scuole
del territorio di ogni ordine e grado.
Accanto a molto di ciò
che è stato già fatto gli
amministratori di Noi
Genitori, sulla base dei
nuovi bisogni e delle richieste crescenti hanno in
cuore di voler realizzare
altri nuovi progetti: tra
questi in particolare c’è
tutto il tema della residenzialità, il cosiddetto
“durante e dopo di noi.
Da tempo infatti Noi
Genitori offre ai suoi
utenti momenti di partecipazione alla residenzialità, da un lato per offrire alle famiglie dei
disabili un sollievo momentaneo, ma senza
dimenticare che questi
percorsi consentono una
graduale e consapevole
emancipazione dai propri
nuclei famigliari da parte dei ragazzi. E’ un tema
importante e delicato che
la cooperativa gestisce
con cura e attenzione.
Ora che le esperienze
sin qui affrontate hanno
creato un clima di fiducia
e di continuità, ci sarà bisogno di avere una casa a
disposizione e le risorse
economiche per gestirla.
Un genitore ha già donato una bella casa di 240
m2, che dopo le opportune ristrutturazioni architettoniche sarà in grado di ospitare fino a otto
ragazzi. Si tratta di un
gesto generoso e lungimirante, e sull’onda di questa azione anche altri genitori e amici stanno
valutando e pensando
alla possibilità di creare
un ente giuridico, per
esempio una fondazione,
che possa occuparsi di sostenere progetti di residenzialità.
Da segnalare che, proprio in questi giorni, la
Cooperativa ha visto l’approvazione di un progetto consortile da parte della Fondazione Cariplo per
la ristrutturazione della
casa, finalizzata alla realizzazione di progetti residenziali.
CRONACA
P A G I N A
BassaComasca
24
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
UN INCONTRO PUBBLICO LA SCORSA SETTIMANA
Alcol e prevenzione
a Rovellasca
N
o limits”, “il
gusto pieno
della vita”
… che fatica educare
dentro gli spot della vita!
Se ne è parlato la settimana scorsa a Rovellasca in
un incontro pubblico sul
tema “Alcol e prevenzione” organizzato dall’ associazione “Adotta Renata”
con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.
Sono intervenute tre operatrici del Dipartimento
delle Dipendenze dell’
ASL della provincia di
Como: Renata Carini,
educatrice professionale,
la psicologa Lisa Impagliazzo e la dott.ssa Teresa Parillo, medico responsabile della UO Alcoldipendenze.
L’uso/abuso di alcol e
sostanze è un fenomeno
oggi sempre più frequente ed in continua evoluzione: potenzialmente tutti
possono venire a contatto
già nella preadolescenza
con alcool, tabacco, cannabis e altre droghe, poi può
svilupparsi dipendenza.
Si tratta di un problema
trasversale per fasce d’età
e fasce sociali; la percezione che i ragazzi hanno
delle sostanze psicoattive
è infatti legata alla cultu-
“
A
poco più di un
anno dall’inizio
dei lavori, oggi,
è stato inaugurato, lo scorso
venerdì 28 maggio, a
Lomazzo (CO) Como
NExT, il primo parco
scientifico tecnologico della provincia di Como, sorto sull’area industriale
dell’ex Cotonificio Somaini situato nel centro
storico della città.
Un’area non scelta a
caso, ma nel preciso intento di mantenere l’originaria destinazione industriale del sito, che ha
una propria e importante
storia.
Voluto e realizzato su
iniziativa della Camera
di Commercio di Como con un impegnativo
lavoro di avvio durato quattro anni, Como
Next si prefigge l’obiettivo di diventare entro il
2011 il “Faro Tecnologico”
della Regione Insubrica:
un luogo dove attirare
imprese caratterizzate da
contenuti innovativi e
basate soprattutto su tecnologie avanzate.
ComoNExT nasce con
l’obiettivo di offrire un
luogo fisico in cui le aziende innovative possano
trovare le migliori condizioni per portare avanti la
propria vocazione.
Gli spazi lavorativi (laboratori ed uffici) messi a
disposizione dal Parco
sono dotati di tutte le infrastrutture tecnologiche
La serata, promossa dall’associazione
“Adotta Renata” è servita per mettere
al centro il tema dell’abuso.
Se n’è parlato con tre operatrici
del dipartimento dipendenze
dell’Asl di Como
di ELENA CLERICI
ra del divertimento e dello sballo, alla dimensione
del piacere e del piacersi
- nell’età in cui essi costruiscono la loro identità, con forti pressioni da
parte del gruppo e della
società -, ed è perciò lontana dall’immaginario
della sofferenza, così
come dalla contestazione
politica-sociale tipica degli anni Sessanta.
Si parla oggi di policonsumo/poliabuso/polidipendenza, ed anche nel
mondo adulto si assiste
ad una sorta di “doping
della vita quotidiana”:
l’uso di alcol e droghe è
vissuto come “capsula di
piacere”, cioè come momento scollegato dal resto
della vita, con il grave rischio però di dipendenze,
anche se non si è nel quadro della devianza o
dell’emarginazione. Si
aggiungano la facilità a
procurarsi alcol e sostan-
ze, e il contesto sociale e
culturale in cui viviamo
che spinge ad essere sempre al top: “Se le persone
non riescono a trovare
quello che desiderano,
desiderano quello che trovano”.
Naturalmente l’uso /
abuso di sostanze è
correlato alla guida: il fattore umano è la causa
maggiore di incidenti
stradali, e l’alcol peggiora di gran lunga le prestazioni. La prima causa di
morte nei giovani tra i 14
e i 30 anni sono gli incidenti stradali; e per ogni
morto ci sono tre invalidi
gravi e venti feriti che
necessitano di cure
ospedaliere. Nella sola
provincia di Como ogni
anno muore o resta ferito
sulle strade un numero di
persone equivalente alla
popolazione di Laglio!
Che fare, considerato
che l’Italia detiene in Eu-
te la capacità di giudizio,
comporta il rischio di incidenti stradali, infortuni
sul lavoro, comportamenti violenti, inibisce le funzioni sessuali, riduce le
capacità atletiche. Non
devono assolutamente
bere i bambini e gli adolescenti, perchè al di sotto dei 16 anni l’organismo
non è maturo per smaltire l’alcol, e l’alcol stesso
può comprometterne lo
sviluppo. Anche per gli
adulti ci sono dei limiti,
20 gr di alcol etilico al
giorno per le donne, massimo 40 gr per gli uomini.
L’uso cronico di alcool determina danni al sistema
nervoso, a quello cardiocircolatorio, gastriti, ulcere, tumori allo stomaco,
epatiti e cirrosi.
A noi genitori ed educatori il compito di dare
innanzitutto il buon esempio. E poi facciamoci
carico della cura e della
relazione con i ragazzi,
con i nostri figli, e stabiliamo delle regole senza
deleghe.
quella di Comonext dovranno essere snodi fondamentali sui cui fondare competitività e crescita dei nostri prodotti nei
diversi mercati».
«La realizzazione di
ComoNExT - commenta
Paolo De Santis, presidente della Camera di
Commercio di Como - testimonia che il Sistema
Como è in grado di fare la
sua parte nel rendere
l’area più protagonista e
più attraente per chi vuole fare impresa. Sono convinto che ComoNExT
sarà un elemento fondamentale per far ritrovare
al nostro territorio orgoglio, consapevolezza e fiducia nella capacità di
essere competitivi. Como
NExT è un grande incubatore d’impresa, un’affascinante realtà con un
contenuto di idee e di progetti che possono fare la
differenza».
Ad oggi sono 13 le imprese che si sono già
insediate nel Parco, e si
stima che entro la fine del
2010 possano diventare
25/30.
Il Parco copre un’area
di 20.986 mq e sarà realizzato in fasi successive:
la prima fase (conclusa)
prevedeva la realizzazione di 12.000 mq (di cui
8.000 mq utilizzabili per
uffici/laboratori) sui quali potranno insediarsi fino
a 70 aziende.
Il costo per la realizzazione di questa prima
fase è stato di 17,7 milioni di euro, che sono stati
così coperti: 5 milioni di
capitale proprio di ComoNExT; 5 milioni provenienti dalla Fondazione
Cariplo; 7,7 milioni provenienti da mutuo bancario.
«Il benessere del nostro
territorio - commenta
Giorgio Carcano, presidente di ComoNExT - dipende in larga misura
dalla capacità di mantenere il settore manifatturiero competitivo e adatto alle sfide della globalizzazione. Nuovi filoni e la
costante innovazione di
prodotto e di processo delle produzioni tradizionali sono elementi necessari del rinnovamento. ComoNExT nasce per dare
un aiuto ed una casa alle
aziende di oggi e di domani».
«ComoNExT- il commento di Stefano Poretta, il direttore del Parco è davvero una sfida che
tutti dobbiamo saper raccogliere e far crescere per
lo sviluppo del territorio.
Noi con il nostro lavoro
quotidiano, le imprese con
la loro volontà di investire nell’innovazione. Più di
15 aziende questa sfida
l’hanno già raccolta!».
ADOTTA RENATA: PER SAPERNE DI PIÙ
L’associazione “Adotta Renata” è nata nel 2008
per iniziativa di un gruppo di mamme amiche di
Renata: moglie di Andrea e mamma di Matilde,
nel 2007 all’età di 42 anni è stata colpita da
aneurisma, e da allora sottoposta ad una serie di
interventi chirurgici. Oggi vive nella struttura Vita
Residence 3 di Guanzate (Como).
Lo scopo sociale dell’associazione è svolgere nel
nome di Renata attività di beneficenza a favore di
soggetti affetti da particolari patologie, e bisognosi di assistenza prolungata in strutture specializzate, anche oltre il periodo a copertura del Sistema Sanitario Pubblico. E’ attivo un sito
www.adottarenata.it.
ropa il triste primato di
iniziazione all’alcool a 12
anni?
Certamente opera di
prevenzione prima di tutto attraverso l’informazione. L’alcol compromet-
LOMAZZO VENERDÌ 28 MAGGIO
ComoNExT: al via
il primo parco
scientifico
tecnologico
necessarie per un’azienda
che voglia innovare e sperimentare nuove soluzioni: connessione di rete in
fibra ottica e wireless, alimentazioni elettriche protette da UPS, possibilità
di scarico fumi all’esterno,
predisposizione per l’utilizzo di gas tecnici.
Ma ciò che maggiormente può stimolare l’innovazione delle aziende
insediate nel Parco è la
presenza quotidiana all’interno del parco di una
struttura tecnica, composta da tre ingegneri che
da 5 anni operano sul territorio comasco con il
nome ormai noto di
IComo, per supportare le
aziende locali nei loro processi di innovazione. Il
compito della squadra
operativa di ComoNExT è
di aiutare le imprese
insediate nell’individuare
idee innovative, coerenti
con le caratteristiche dell’impresa, e di suppor-
tarle nel difficile processo di strutturazione dell’idea in uno studio di
fattibilità ed in seguito in
un business plan, che consenta una decisione razionale circa la realizzazione o meno dell’idea stessa.
Il Parco supporta le imprese insediate anche nell’organizzazione di eventi per divulgare nuove tecnologie che si stanno sviluppando, nell’individuazione di finanziamenti all’innovazione nazionali ed
europei, nel collegamento
con il mondo delle università e dei centri di ricerca, nel supporto alla protezione intellettuale, al
reperimento di finanziamenti nel mondo del seed
e venture capital e al
reperimento di partner
industriali per lo sviluppo dei progetti di innovazione. ComoNExT è quindi un luogo dove si respira un clima di cultura,
tecnologia, innovazione e
di cross-fertilizzazione
tra aziende che, pur di
settori differenti, sono
ispirate da finalità simili. Il Parco ha avviato anche un vero e proprio
incubatore di impresa
dove giovani (e non) aspiranti imprenditori possano ragionevolmente aspirare, dopo un percorso
guidato di tre anni, a diventare un’azienda capace di autosostenersi e di
produrre valore.
«La possibilità di condividere patrimoni di saperi
e know how - ha dichiarato al momento dell’inaugurazione il vicepresidente e assessore regionale all'Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione, Andrea Gibelli
- consente alla Lombardia
e ai suoi territori di insistere sulla strada della
crescita economica attraverso l'innovazione». «La
vera sfida oggi - ha proseguito Gibelli - è mettere in rete le conoscenze,
creando le condizioni migliori per garantire competitività soprattutto alle
piccole e medie imprese,
elemento fondamentale
del nostro tessuto economico. Iniziative come
CRONACA
Bassa&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
OGGI PARROCO EMERITO, NEL 60° DELL’ORDINAZIONE
G
Grande festa
per il sacerdote
che ha guidato
la parrocchia fino
al 2005
giovani che si sentivano
attratti da lui e che riempivano l’oratorio come
mai si era visto prima».
Consacrato sacerdote
nel 1950, la sua giovane
età non gli consentì infatti di essere ordinato l’anno prima insieme ai suoi
compagni di Teologia, trascorse i primi anni della
sua vita sacerdotale presso il collegio arcivescovile di Saranno come insegnante, successivamente
fu mandato ad Abbiategrasso dove restò per 18
anni come coadiutore ed
infine giunse a Guanzate
nel 1973, quando dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinal Colombo,
venne nominato parroco.
La parrocchia versava
allora in una situazione
difficile, molti fedeli si
erano, come dire, allontanati... ma don Luigi, che
arrivò in punta di piedi,
senza particolare clamore, seppe rivitalizzare la
vita della parrocchia in
poco tempo, grazie a tutto il suo impegno, dando
come già accennato, priorità alla vita oratoriana e
con essa ai giovani, che in
lui trovarono un punto di
riferimento importante
per la loro crescita spirituale.
Quegli adolescenti e
quei giovani che riempivano l’oratorio e seguivano con costanza il percorso educativo da lui proposto, oggi non più giovani,
sposati e maturi, contribuiscono ancora alla continuità della vita parrocchiale.
Con grande e faticoso
impegno don Luigi ha lasciato anche segni tangibili e concreti: l’opera più
importante fu sicuramente la costruzione dell’ora-
Sabato 5 giugno,
alle ore 21, nel santuario mariano di
Guanzate, nella ricorrenza del 60° di
don Luigi e nell’ambito della serata per
il restauro dell’organo del santuario
stesso, si esibiranno
con i loro strumenti i
ragazzi del conservatorio G. Verdi di Como.
Domenica 6 giugno
S. Messa solenne alle
ore 11; alle 12.30
pranzo e la sera, alle
20.30, processione;
martedì 8 giugno,
alle ore 11, solenne
concelebrazione in
Santuario con i preti
del decanato. Presiederà don Luigi Salvadei
Il santuario di Guanzate
torio San Gabriele che gli
costò parecchie notti insonni insieme a molte fa-
25
IL PROGRAMMA
DELLA FESTA
Guanzate festeggia
don Salvadei
iovedì 3 giugno
è stato un giorno di preghiera
e di festa grande per il 60° di
sacerdozio del parroco
emerito di Guanzate don
Luigi Salvadei. Il giorno
del GRAZIE al Signore
per questi 12 lustri interamente spesi nella Vigna ambrosiana del Signore, dei quali ben 32
anni trascorsi come parroco a Guanzate, fino al
2005.
Grazie alla sua giovialità, alla sua semplicità
ed alla sua sensibilità
verso tutti, che da sempre
lo hanno contraddistinto,
don Luigi ha saputo raccogliere frutti preziosi,
presenze assidue e sentita partecipazione alla
vita della parrocchia.
«Non potremo mai dimenticare - dicono alcuni suoi
parrocchiani - la dedizione ed il grande impegno
che ha sempre profuso
per tutti, in particolare
per gli adolescenti ed i
P A G I N A
tiche e preoccupazioni.
Senza dilungarci oltre
però, perché, conoscendo
la grande umiltà di don
Luigi che, quando leggerà questo articolo sicuramente dirà: “Non scrivete bugie...”, vogliamo con
lui ringraziare il Signore
per il dono del sacerdozio,
Guanzate tutta ringrazia e si stringe a don Luigi per tutto il bene che ha
fatto e che per volontà di
Dio continuerà a fare alla
nostra comunità.
BOSISIO PARINI
Summer art school per studenti con disabilità
L
a Nostra Famiglia
propone, per gli
studenti con disabilità dai 14 ai 17
anni, la Summer
Art School, tre settimane
di full immersion in attività di studio e approfondimento, per acquisire
esperienze, far emergere
potenzialità creative, acquisire tecniche e stabilire nuove relazioni significative. La proposta è per
ragazzi inseriti in corsi
professionali o nella scuola superiore che necessitano di sviluppare le proprie capacità espressive e
rafforzare autostima e fiducia.
E' condotta da esperti
del settore, educatori e
pedagogisti, si svolge dalle 9.00 alle 16.00 dal lunedì al venerdì ed è composta da diversi laboratori e attività:
FotoVideoLab: laboratorio audiovisivo su fotografia digitale e videoripresa per raccontare, attraverso le foto e i video,
Proposta estiva di full immersion
in attività di studio
e di approfondimento.
Dal 28 giugno al 19 luglio
a La Nostra Famiglia di Bosisio Parini
ter; prevede un percorso
di alfabetizzazione informatica e una guida ad alcune applicazioni WEB.
Verrà utilizzato per gestire le immagini e il sonoro
in collaborazione con il laboratorio foto-video.
Suono e Soundbeam:
laboratorio di musica cre-
se stessi e l'ambiente circostante. Fornisce una
preparazione per gestire
la fase di pre-produzione
(individuazione dell'idea
guida, preparazione materiale, organizzazione
del lavoro), le tecniche di
ripresa, la fase di postproduzione (stampa,
montaggio, sonorizzazione).
Informatica facile:
laboratorio per conoscere
ed utilizzare le potenzialità del personal compu-
ativa che coniuga lo studio e la pratica della musica all'interno di un'esperienza di comunicazione e
socialità. Lo strumento
Soundbeam consente di
creare musica attraverso
i movimenti del proprio
corpo grazie ad un sistema di sensori collegato ad
altri apparecchi musicali
e multimediali: i ragazzi
imparano a suonare con
gesti minimi oppure ampi, con l'ausilio di altri
strumenti, individualmente e in una piccola
band.
Cucino anch'io: laboratorio di cucina artigianale, basata su semplici
ricette, frutto dell'esperienza pluriennale di un
corso professionale. Essere autonomi in cucina non
significa solo eseguire
una ricetta, ma saper scegliere e programmare i
piatti del giorno, gustandoli poi in modo conviviale. E' un'attività a forte
valore educativo e sociale.
Animazione e piscina: Gruppi di animazione e attività sportive
(nuoto in piscina) integrano le proposte dei laboratori, garantendo un impegno quotidiano dalle ore
9 alle ore 16, per cinque
giorni alla settimana.
CRONACA
P A G I N A
26
Lago&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
UNA MOSTRA DALL’11 AL 20 GIUGNO A S. FEDELE
Com’era, com’è,
la Valle Intelvi
tra passato
e presente
D
i solito quando
ci capita in
mano una vecchia cartolina
o una foto interessante del territorio cerchiamo di individuarne
gli scorci, le vie, le case.
Ritratti in bianco e nero
che ancora sono arrivati
intatti ai nostri tempi
moderni. Non è facile. Di
solito non si ha a portata
di mano la possibilità di
un riscontro immediato
con il passato, così tanti
particolari inediti possono sfuggire alla memoria.
Questo hanno pensato
gli allievi di Andrea Priori, presidente del gruppo
fotografico “Controluce”
con sede a Cerano Intelvi,
alla ricerca di qualcosa di
nuovo per sottolineare il
fatto che quest’anno è il
decimo anniversario di
fondazione del sodalizio.
Accogliendo un’idea del
socio Giovanni Franchi,
in questi ultimi mesi hanno lavorato sodo e
setacciando la Valle hanno ricercato prima vecchie cartoline e foto interessanti e poi… posizionandosi nel punto esatto
del vecchio fotografo di
tanti anni fa hanno impresso la stessa immagine attuale, traendone così
una documentazione molto interessante .
Da tutto questo lavoro
A proporla
il gruppo
fotografico
“Controluce”
che festeggia
così i 10 anni
di attività
di RINA CARMINATI FRANCHI
è nata una collana di opere che sarà messa in mostra “alla Grotta” di largo
IV Novembre a S.Fedele
Intelvi dall’11 al 20 giugno e verrà inaugurata
venerdì 11 alle 18.30.
La mostra è composta
da circa 50 pannelli che
documentano scorci e personaggi della Valle, ognuno costituito da due foto:
una che rappresenta il
luogo, così com’era tanti
anni fa e, per contro, l’altra riproduce con esattezza lo stesso luogo, preso
dalla stessa angolazione
come si presenta tuttora.
Per alcune immagini,
purtroppo ciò non è stato
possibile a causa dei mutamenti verificatesi durante questo secolo .
Molto materiale raccolto dal presidente e dai
soci è risultato interessantissimo e in seguito
verrà elaborato e proposto alla visione del pubblico.
Il gruppo fotografico
“Controluce” è nato, come
IUBILANTES CAMMINO
E SPIRITUALITÀ
Domenica 13 giugno a Pragaletto di
Dumenza (VA), presso la Comunità benedettina della SS. Trinità, l’associazione culturale Iubilantes ripropone anche quest’anno una
pausa di approfondimento sul senso profondo dell’essere pellegrini. Il programma prevede alle ore 10.00 la S. Messa con la Comunità, con la preghiera e la benedizione dei
pellegrini; seguirà la visita al laboratorio di
icone con il padre iconografo; alle ore 12.30 il
pranzo (in silenzio!) con la Comunità. Nel pomeriggio, alle ore 14.30, ricordi e immagini
de “Il Cammino di San Giorgio di Suelli 2010”
con i soci Franco Saba e Guido Marazzi; alle
ore 15.30 il priore dom Adalberto Piovano terrà una riflessione sul tema “Cammino e spiritualità”, cui sarà presente anche la Comunità. Sono invitati pellegrini e aspiranti
pellegrini. Gli spostamenti avverranno con
mezzi propri. La partecipazione è gratuita,
ma è opportuno prevedere un’offerta da lasciare alla Comunità. Per chi partecipa al
pranzo, con prenotazione obbligatoria, il contributo consigliato è di 20 euro. Per informazioni, prenotazioni e contatti organizzativi
(entro lunedì 7 giugno): Iubilantes tel. 031279684; e-mail [email protected].
detto, 10 anni fa. Nell’arco di questi due lustri
moltissime sono state le
attività intraprese: mostre fotografiche, serate
con proiezioni di foto in
dissolvenza, eseguite con
la collaborazione di diversi Comuni della Valle,
dell’A.P.P.A.C. U.V.I.,
dell’A.Ge delegazione della Valle Intelvi e varie
Pro-Loco.
Ogni anno è stato organizzato un corso di fotografia per principianti
cui, complessivamente,
hanno partecipato più di
90 persone di tutte le età.
Alcuni di questi sono tuttora membri del gruppo.
Altre attività importanti realizzate sono stati i
concorsi internazionali,
“importantissimi, nel loro
piccolo, per scambiarsi
idee e esperienze” sottolinea il presidente Andrea
Priori. Appuntamenti che,
con grande soddisfazione
degli organizzatori, hanno visto la partecipazione
di fotoamatori provenienti da tutta Italia e dalla
vicina Svizzera .
La sede di “Controluce”
è a Cerano Intelvi. Il
gruppo partecipa a molte
manifestazioni nella quasi totalità dei comuni della Valle, non di rado anche all’aperto, quando ciò
è possibile nelle belle serate d’estate.
È bello ritrovarsi nelle
vecchie piazzette dei piccoli paesi ad ammirare e
commentare insieme le
immagini insolite che
appaiono sullo schermo.
Anche quest’anno, dunque, il gruppo guidato da
CON MONDO TURISTICO VISITA A S. ANNA AD ONNO
E ALLA MADONNA DEL MOLETTO A LIMONTA
L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” organizza per domenica 13 giugno una
visita guidata alla chiesa di S. Anna ad Onno e alla Madonna del Moletto a Limonta.
L’appuntamento è fissato per le ore 14.30 a Onno (ramo orientale del lago di Como,
sulla strada Lecco-Bellagio) davanti alla chiesetta di S. Anna. La chiesa si trova
lungo la strada, sulla sinistra (venendo da Lecco), nei pressi del cimitero. Giovanna Virgilio, esperta d’arte ed autrice di un libro sulla “costiera degli oliveti” illustrerà la chiesetta di S. Anna, dove si possono ammirare tracce di affreschi
trecenteschi e una interessante pala settecentesca. Seguirà poi il trasferimento
con propri mezzi a Limonta per visitare la chiesetta della Madonna del Moletto,
un santuario mariano del Seicento dove si trova un bellissimo ciclo di affreschi dei
fratelli Recchi dedicato alla vita della Vergine.
La quota di partecipazione è di 8 euro per i soci, di 9 euro per i non soci.
MONDO TURISTICO E IL “PICCOLO MONDO ANTICO”
L’Associazione Culturale “Mondo Turistico”, in collaborazione con il Festival Premio Antonio Fogazzaro, organizza per sabato 12 giugno una visita guidata in
Valsolda, sui luoghi di “Piccolo Mondo Antico”, il celebre romanzo di Fogazzaro.
L’appuntamento è fissato per le ore 15.00 ad Albogasio Inferiore, al parcheggio a
lago, lungo la statale. Si intraprenderà quindi un percorso a piedi per visitare
quegli angoli di Valsolda che meglio ricordano le descrizioni del romanzo “Piccolo
mondo antico”: Oria e la casa di Fogazzaro (solo esterno), Albogasio e la Calcinera,
i vicoli e le scalotte che portano alla parte superiore, dove si trova la casa Affaitati.
Arrivati a Castello, posto in splendida posizione panoramica, si visiterà la chiesa
di S. Martino ricca di dipinti cinquecenteschi e barocchi, dove Fogazzaro immagina il matrimonio segreto di Franco e Luisa. A completamento del percorso, visita
dell’abitato medievale e della casa del pittore Paolo Pagani, recentemente restaurata ed adibita a museo e a sede degli studi sugli artisti valsoldesi.
La quota di partecipazione è di 7 euro per i soci, di 8 euro per i non soci.
Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108;
e-mail: [email protected]; sito internet: www.mondoturistico.it
Andrea, fotografo eccellente per professione e
per passione, offrirà il risultato del lavoro dei suoi
ragazzi, realizzato con
tanta pazienza ed entusiasmo, in una collezione
di immagini bellissime.
In anteprima saranno
esposte a S.Fedele con i
seguenti orari: venerdì 18
giugno dalle 17 alle 19,
sabato 12 e 19 giugno,
dalle 15 alle 19, domenica 13 e 20 giugno dalle
10 alle 12.
Così gli appassionati
della macchina fotografica legati al gruppo vogliono festeggiare e mostrare a tutti un pezzetto
originale di storia della
Valle con una mostra che
vale una visita molto attenta e studiata dal titolo: “Com’era e com’è: la
Valle Intelvi tra passato
e presente”.
UN GIORNO
SUL MINCIO CON
SCACCIAPENSIERI
L’associazione Culturale Scacciapensieri promuove per domenica 27
giugno “Un giorno sul
Mincio”, itinerario fluviale e naturalistico nella riserva naturale delle Valli
del Mincio, riparo per centinaia di rare specie di
uccelli. Dal porticciolo di
Grazie Curtatone si discenderà il fiume verso la
città di Mantova.
Dopo il pranzo locale, la
giornata prevede la visita al Santuario della Madonna delle Grazie, con la
sua architettonica bellezza, antica meta di pellegrini e fedeli devoti alla
Beata Vergine Maria. In
questo contesto si svolge
il concorso nazionale dei
“Madonnari”.
Per maggiori informazioni e iscrizioni: associazione culturale Scacciapensieri, cellulare 3453302077; sito internet:
http://scacciapensieriisa.blogspot.com/.
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Sondrio
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
SONDRIO LA ONLUS ANFFAS APRIRÀ UN NUOVO CENTRO PRESSO LE EX SCUOLE DI MOSSINI
Autismo, uniti contro il silenzio
R
la Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale, Asl
con Azienda Ospedaliera
di Sondrio. Con questi
ultimi due enti sarà indispensabile studiare soluzioni per reperire fondi che assicurino conti-
che mette a dura prova, anche i pregiudizi che l’accompagnano. Ecco perché Anffas
Sondrio – prosegue
Mazzoni –, con il sostegno finanziario iniziale
del Rotary Club di Sondrio, ma ora anche delle
Fondazioni Tirelli e ProValtellina, ha prima istituito ed ora amplierà e
arricchirà di servizi per
la nostra provincia un
Centro Autismo (centro di valutazione capacità e sostegno educativo
per bambini con autismo)». «Nella mia vita –
scrive la mamma di un
figlio autistico – che da
34 anni è, in modo prevalente, quella di una
madre di un figlio disabile, tra le poche cose
che ho imparato c’è la
consapevolezza che per
dare corpo e concretezza alla mia vita e a quella di mio figlio devo aver
la forza e il coraggio di
allargare la mia visione
di lui in un raggio molto
più ampio che non il ristretto ambito della sua
disabilità. È una vita
complessa, ma le famiglie non possono e non
devono isolarsi dal resto
della società».
Che cosa comporterà portare a regime il
Centro Autismo a
Sondrio? «Anzitutto –
risponde Mazzoni – significa avere una nuova
sede, perchè quella attuale è diventata inadeguata rispetto all’aumento dell’utenza, alla
diversificazione dei servizi divenuti indispensabili durante questi tre
anni di attività e all’aumento del personale specializzato necessario. Lo
sportello che verrà attivato sarà presso l’exscuola elementare di
Mossini messa a disposizione dal Comune di
Sondrio. Verrà adeguata
strutturalmente con la
collaborazione dello
stesso Comune, arredata con quanto già si ha e
con acquisti (grazie al finanziamento delle fondazioni sopracitate) di
nuovi arredi e, soprattutto, di strumentazioni
divenute indispensabili
per poter coinvolgere famiglie e insegnanti. Sarà
importante, inoltre, stipulare una convenzione tra Anffas e Ufficio
di Piano di Sondrio a
nome e per conto di tutti gli Uffici di Piano del-
A SONDRIO INCONTRO PROMOSSO
DALL’ASSOCIAZIONE ALZHEIMER
L’associazione familiari dei malati di Alzheimer organizza giovedì 3 giugno, alle ore 16.30, presso la sala convegni della Rsa “Città di Sondrio” un
incontro di formazione dal titolo La ROT informale (terapia di orientamento alla realtà) nel trattamento delle demenze con relatrice la dottoressa Paola Ortelli, neuropsicologa. L’incontro è aperto ai familiari degli
ospiti e a tutti coloro che desidereranno intervenire.
NUOVA SEDE PER IL CONSORZIO TURISTICO
SONDRIO E VALMALENCO
Il Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco ha cambiato sede. Da martedì
1 giugno il Consorzio Turistico Sondrio e Valmalenco ha spostato i suoi
uffici dalla sede di piazzale Bertacchi negli spazi appositamente ristrutturati (grazie al supporto della Provincia, della Comunità Montana Valtellina
di Sondrio, di tutti i comuni associati e della società di pubblico trasporto
Stps) presso il terminal di via Tonale 13. Questo cambiamento corrisponde a una delle strategie del Consorzio Turistico: «l’attenzione verso il
territorio è la nostra risorsa primaria - dicono i responsabili -. Il buon esito
turistico nasce dal coinvolgimento diretto di chi è presente e opera nei
diversi mandamenti. La possibilità di essere posti in una sede di servizio
permetterà di dare informazioni di “prima mano” agli utenti non solo del
capoluogo e delle rinomate località turistiche ma anche dei luoghi meno
battuti dal turismo di massa ma parimenti ricchi di storia e bellezze naturali. Una nuova avventura per il Consorzio - concludono - che fa del servizio e della qualità un’arma reale per enti, associati e utenti». Info: www.son
drioevalmalenco.it; telefono 0342-451150.
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ecenti fatti di
cronaca hanno
riportato l’attenzione su un
problema che esiste e di cui si parla sempre troppo poco: l’autismo, soprattutto nei
bambini. La ribalta si
accende solo in presenza di episodi tristi che,
quasi sempre, mettono
in evidenza la solitudine
e le difficoltà quotidiane
con cui le famiglie si devono confrontare. Sebbene restino ancora sconosciute le cause, l’autismo può ugualmente
consentire una buona
qualità di vita, grazie a
trattamenti intensivi e
precoci. Guido Mazzoni, presidente di Anffas
Sondrio, esprime alcune
sue riflessioni. «La frequenza di avvenimenti,
con esiti spesso tragici,
che vedono coinvolte famiglie con figli autistici
dovrebbe far riflettere e
spingere a chiedersi cosa
fare per evitare drammi
umanamente tanto gravi. Nel 2004 sono state
emanate dalla Società
dei Neuropsichiatri Infantili le Linee Guida
per l’Autismo. Ormai
tutte le Regioni italiane
hanno promulgato indicazioni per la riorganizzazione dei servizi per
l’autismo, quasi ovunque, dove esistenti, obsoleti e insufficienti. Nel
2008 il Ministero della
Salute ha emanato un
documento sul trattamento delle sindromi
autistiche. Eppure, nonostante tutti questi
documenti, i diritti
dei bambini con autismo ad essere curati
con terapie valide ed
efficaci, ad essere educati e a vivere in
modo sereno nella società sono ancora trascurati. Né per i bambini né per gli adulti
autistici sono sufficienti
le attuali proposte di intervento e le famiglie, da
sole, devono affrontare
oltre a una disabilità
nuità al servizio».
Per sostenere il progetto del nuovo Centro
Autismo, con larghissimo anticipo è partita la
prevendita di uno spettacolo, in programma il
2 dicembre presso il
Polifunzionale San Rocco, con alcuni comici del
Laboratorio di Zelig.
Tutte le info, rivolgendosi ad Anffas Sondrio,
in largo Sindelfingen
16, telefono 0342-510
977.
CHIAVENNA A DIECI ANNI DALLA SUA MORTE
La luce di suor Mainetti
S
ono trascorsi dieci anni da quel 6
giugno
2000,
quando Chiavenna, e con lei l’Italia intera, ebbero un risveglio brusco, per un
fatto incomprensibile e
crudele. Suor Maria
Laura Mainetti, religiosa delle Figlie della
Croce di Sant’Andrea,
era stata uccisa nella
notte in via Poiatengo,
all’imbocco della strada
che porta al Parco delle
Marmitte dei Giganti.
La cronaca è nota: le indagini portarono all’arresto di tre giovani (Ambra, Milena, Veronica),
all’epoca dei fatti tutte
minorenni. Il fascino del
male e del satanismo; la
scelta ricaduta sulla suora per la sua figura esile
e il carattere mite; l’inganno per chiamarla fuori dal convento (una di
loro raccontò di aspettare un bambino frutto di
una violenza); le diciotto coltellate inferte se-
guendo un ultimo macabro rito, sei (numero diabolico) ciascuna. Gli
inquirenti decisero di
chiamare l’inchiesta
“Raggio di luce”: il raggio di luce che arrivava
dalla testimonianza di
suor Laura, come ebbe
a spiegare il procuratore Avella che chiuse il fascicolo in meno di un mese. Mentre le giovani la
colpivano, infatti, lei pregava, assicurando loro il
suo perdono e implorando misericordia per quel
loro gesto sciagurato.
Nel luogo del martirio è
stata posta una bella croce in granito dove campeggia il motto evangelico “se il chicco di frumento muore, porta molto frutto”. Da dieci anni
quel luogo è meta ininterrotta di pellegrinaggi:
la gente ha capito la generosità estrema di suor
Mainetti, e lì si ritrova
per pregare e per pregarla. Milena e Veronica
hanno già da tempo la-
sciato il carcere; per Ambra vige ancora un regime di semilibertà. Per
suor Maria Laura è stato avviato il processo di
beatificazione, felicemente concluso nella fase diocesana. In sua memoria sono nate associazioni educative, centri di
aiuto alla vita, attività di
solidarietà e accoglienza.
«La luminosa testimonianza di suor Laura
non deve essere dispersa o dimenticata - dicono da Chiavenna -. Cresce il numero di persone che la ricorda e vuole conoscerla meglio,
specie fra i giovani».
Questo fine settimana
Chiavenna la ricorderà
con un concerto - sabato
5 giugno - e domenica 6,
con la S. Messa alle ore
16.30 presieduta da
monsignor Coccopalmerio. Sul prossimo numero del Settimanale un’approfondimento sulla sua
figura.
E.L.
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CRONACA
29
Valchiavenna
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
PROSTO IL SALONE DELLA COMUNITA’ PARROCCHIALE E’ STATO DEDICATO AL COMPIANTO DON DE STEFANI
Nel ricordo di don Gustavo
F
ra gremito il salone parrocchiale - sabato 29
maggio - in occasione della dedicazione di questo spazio,
a disposizione della comunità, al compianto
arciprete don Gustavo
De Stefani, per 45 anni
al servizio di Prosto e
della sua gente. La scelta non è stata casuale in
quanto don Gustavo amò
molto e curò il restauro
e la conservazione di
questo palazzo che fu
abitato, nel periodo di
servizio a Prosto e
Savogno, dal Beato Luigi Guanella.
L’intero paese si è
stretto attorno ai famigliari per ricordare la figura del prete, scomparso nel 2008, dopo avere
profuso tutte le energie
per testimoniare la propria fede in Cristo. Due
fratelli dello scomparso
hanno scoperto la targa,
benedetta da Mons.
Ambrogio Balatti arciprete di Chiavenna; si
sono poi succedute le
testimonianze di alcuni
gruppi attivi in parroc-
dere lo stesso desco del
compianto arciprete.
Viva commozione ha
poi suscitato la carrellata
di immagini - predisposta dalle animatrici del
Gruppo Hospitale - che
hanno ripercorso tutta
la vita di don Gustavo:
dall’educazione in una
famiglia religiosa, al seminario, alla prima messa, alla vita in parrocchia
senza trascurare alcuni
scatti, inediti, più privati e familiari.
Come pure ha commosso il ricordo degli
anni giovanili tracciato
dal compagno di seminario e di messa don Narciso Mandelli che, non
potendo essere presente, ha comunque voluto
chia: la Corale ha proposto tre canti polifonici, i
ragazzi ed i giovani, che
sono i maggiori utilizzatori degli spazi in questione (tant’é che il gruppo dei giovani prende il
nome di gruppo Hospitale, mutuandolo dal
nome del palazzo ed a
significare lo spirito di
accoglienza del gruppo),
si sono esibiti nel loro
repertorio; brevi ricordi
personali, quasi domestici, sono stati tratteggiati da Don Ambrogio,
dal Sindaco Paolo Lisignoli, dalla Dott. Simonetta Coppa, appassio-
nata studiosa della nostra chiesa, e dal prof.
Scaramellini che ha
ripercorso i giorni ed i
mesi in cui, durante le
ricerche di archivio,
propedeutiche alla pubblicazione del libro sulla
chiesa parrocchiale, ebbe l’occasione di condivi-
AC MESE UNA DUE GIORNI DI FESTA PER LA SOCIETA’ SPORTIVA
Vent’anni di sport e amicizia
V
ent’anni di pallone e amicizia
in una due giorni indimenticabile. Si è svolta
nel fine settimana la festa dell’Ac Mese, il club
che dal 1990 manda in
campo ogni stagione cento giocatori provenienti
dal paese situato alle
porte di Chiavenna, ma
anche da altri Comuni
della Valle. Sono stati
moltissimi i momenti
emozionanti: la parata
delle annate dai giovani
del 1976 ai calciatori di
oggi, le coreografie,
l’alzaban-diera, le animazioni, i giochi e la presenza di tutti i protagonisti della storia dell’Ac
Mese e di tanti esponenti degli enti locali, della
Federazione e di altre
associazioni del territorio. Sono saliti sul palco
anche i familiari di quattro amici scomparsi Gianluca Mainetti, Emanuele Pasini, Aldo Falco
e Stefano De Stefani - e
c’è stata la lettura di un
augurio speciale arrivato da molto lontano, visto che é stata scritta da
don Luigi De Giambattista, missionario nell’India e nelle Filippine
e fratello del presidente
Albino. E naturalmente
c’è stato spazio per tante sfide sul campo del
centro sportivo.
«In vent’anni sono passati da Mese cinquecento ragazzi e una settantina tra dirigenti,
accompa-gnatori, allenatori e addetti al campo ha spiegato con una
comprensibile emozione
Albino De Giambattista,
presidente dalla fondazione. In questi ultimi
anni i ragazzi tesserati
sono stati circa un centinaio a stagione. Abbiamo ottenuto importanti
successi agonistici: nella stagione sportiva
2005/06, ad esempio, abbiamo vinto i campionati nelle categorie Esordienti, Giovanissimi e
Allievi, e siamo stati la
prima società a livello
provinciale a vincere in
tutte le categorie giovanili nella stessa stagione sportiva. Ma il riconoscimento che dà maggiore orgoglio e soddisfazione all’Ac Mese è la
Coppa disciplina vinta
per ben sette volte con
la squadra degli Allievi.
ASPIRANTI CHEF E CAMERIERI DA DIECI E LODE
«Bravi ragazzi, continuate così: il futuro è vostro». Con queste parole i
docenti dell’istituto professionale alberghiero Crotto Caurga di Chiavenna
si sono complimentati con gli alunni che hanno partecipato al “Pranzo dei
debuttanti”, appuntamento tradizionale di fine anno con il saggio di primavera che segna in qualche modo la fine dell’anno scolastico e la “prima”
vera prova per cuochi e camerieri che usciranno dalla scuola chiavennasca
dopo il triennale che sarà concluso al termine del prossimo anno scolastico. E’ toccato questa volta alla classe seconda B, composta da 22 alunni
divisi in due squadre operanti in cucina e sala, alternarsi ai fornelli e ai
tavoli per dare il meglio di sé. La giornata consisteva nel preparare un
pranzo completo, servito nella Sala Ristorante dell’Istituto, a genitori,
docenti e consiglio di classe: giudice severi, non c’è che dire, di fronte ai
quali non si poteva certo fare brutta figura! Preparati e affiancati dai docenti di cucina e sala “Renna e Fontana” e dalle docenti di lingua straniera
Lepore e Scuffi, gli allievi hanno offerto ai convitati un menu a base di
pesce, accompagnato da una selezione di vini. Il tutto illustrato ai
commensali in modo dettagliato in italiano, inglese e tedesco, a dimostrazione che non bastano più nel mercato moderno le sole competenze strettamente tecniche, ma serve anche versatilità e soprattutto la capacità di
intrattenere clienti di ogni dove, come del resto sempre più spesso capita
soprattutto nei ristoranti della Valchiavenna, rinomati anche oltre confine. Alla fine sono arrivati gli applausi, a dimostrazione dell’ottima preparazione raggiunta dai ragazzi dopo solo due anni di studi nella scuola di
via Cappuccini.
D.PRA
I nostri obiettivi principali sono quelli di fare
crescere, i ragazzi con
valori importanti dal
punto di vista morale e
sociale, visto che educazione e rispetto sono i
fondamenti della nostra
attività, diffondere lo
sport come principio di
vita, conservazione dello stato ottimale di salute e impiego del tempo
libero». Nelle parole del
presidente c’è tutta la
felicità di chi ha vissuto
i vent’anni di Ac Mese e
la festa del fine settimana. «Sono state due giornate commoventi - ha
aggiunto De Giambattista, premiato dall’amministrazione comunale
-. C’erano tutti i miei
ragazzi, i nostri giocatori e allenatori. Abbiamo
ricordato insieme i bei
tempi. Significa che i
valori della nostra società, cioè amicizia, rispetto ed educazione, hanno
fatto crescere i nostri
tesserati sul piano
calcistico, ma anche a
livello umano. Siamo
nati a Mese, ma siamo
legati a tutta la nostra
valle. Con questo spirito siamo cresciuti e abbiamo dimostrato che si
possono superare insieme problemi».
A novembre scadrà il
mandato di De Giambattista. «In questi anni si
è costruito un gruppo di
giovani molto preparati.
Non ho perso l’entusiasmo, ma è doveroso dare
spazio ai ragazzi. La mia
esperienza sarà a disposizione di tutti, ma dobbiamo dare fiducia alle
nuove generazioni».
S.BAR
ricordare l’amico e il
percorso, per molti versi comune, verso il sacerdozio. Una testimonianza è giunta anche
dall’Abate emerito dei
Cistercensi Dom Ugo
Tagni. Nel chiudere la
serata l’attuale arci-prete, padre Agostino, ha
fatto omaggio ai famigliari intervenuti del cd
con le immagini più significative proiettate
durante la serata ed ha
invitato la comunità a
fare tesoro del passato
per vivere il presente e
sapere costruire il futuro al passo con il mutare dei tempi. L’agape fraterna, nella piazzetta
dedicata a don Guanella,
ha concluso la serata.
L’ARCA
UN CONVEGNO PER RICORDARE I 25
ANNI AL FIANCO DEI PIU’ DEBOLI
La cooperativa L’Arca celebra i venticinque anni
di attività con un convegno sulla non autosufficienza. L’iniziativa si terrà il 10 giugno all’exconvento dei Cappuccini di Chiavenna. Lo staff
ha deciso di dedicare la propria attenzione a un
tema di grande attualità, sia per gli enti locali,
sia per le famiglie. «La non autosufficienza dell’anziano pone sfide peculiari al sistema dei servizi, per l’intreccio di problemi sociali e sanitari,
fisici e psicologici, nonché di gestione di risorse
economiche sempre più limitate - spiegano dalla
cooperativa -.Questa difficile condizione è condivisa dai familiari, che sono i principali attori della gestione della “fragilità” mentre faticosamente ricercano aiuto sia nei servizi pubblici che in
quelli privati. Per festeggiare i 25 anni di attività sul territorio, L’Arca intende fare il punto della situazione sulle risposte a queste problematiche e promuovere alcune riflessioni nel contesto della società civile e nel sistema dei servizi». Al tavolo dei relatori ci saranno i rappresentanti della cooperativa, degli enti locali e diversi
medici, oltre al sociologo valtellinese Aldo
Bonomi. Intanto, la cooperativa ringrazia il Centro Anziani di Novate Mezzola per il generoso
contributo di 2.500 euro destinato al servizio di
cure palliative domiciliari. (S.BAR)
REGOLEDO: APRE UN MUSEO
DEDICATO AD ANGELO VANINETTI
Tredici anni fa moriva a Regoledo di Cosio,
dov’era nato 73 anni prima, Angelo Vaninetti, il
pittore della Valtellina nel ’900, il cantore della
sua terra, della vita umile della sua gente, degli
oggetti di tutti i giorni, che nei suoi quadri si
trasfigurano diventando simbolo.
A lui, per volontà dei familiari, è stato dedicato
il primo museo di arte contemporanea in provincia di Sondrio, realizzato nel suo stesso studio in
via Bernasconi 40 a Regoledo. Sarà inaugurato
sabato 12 giugno con orario di apertura dalle 10
alle 12 e dalle 15 alle 18. Vi sono esposte opere di
tutte le epoche della sua attività, sempre ispirate alla Valtellina che egli amò e cantò con autenticità. Questo anche in periodi in cui pareva che
testimoniare l’attaccamento alla propria terra
significasse avere uno sguardo corto sulla realtà, mentre è tutto il contrario, come del resto
sosteneva Balzac: “se vuoi conoscere il mondo,
conosci prima la tua terra”.
Quella di Angelo Vaninetti è una pittura calda,
in cui vivono gli oggetti quotidiani, che diventano simboli di una esistenza dura, ma autentica,
legata alla natura e di essa rispettosa, sostenuta
da princìpi elaborati in secoli di storia da chi ci
ha preceduto. Di Angelo Vaninetti hanno scritto
molti critici: pittori notissimi e scrittori di fama,
che gli furono anche amici. Basta scorrere l’elegante ricco catalogo, curato dalla figlia Annalisa
e da suo marito Francesco Mazzoleni, per rendersene conto. Nel catalogo di quasi 200 pagine
scorrono anche brani tratti dalla corrispondenza
con gli scultori Mario Negri e Luciano Minguzzi,
i pittori Ennio Morlotti e Ibrahim Kodra. Anche
il grande Alberto Giacometti, in visita al suo studio di Regoledo, lo incoraggiò a continuare nella
sua arte, capace di umanizzare le cose.
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
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PREMIO A PINA RABBIOSI ORA SI PENSA A MIGLIORARE L’ATTIVITÀ DELLA BIBLIOTECA DELLA STRUTTURA
Riconoscimento alla Casa do Sol
D
uemila i concorrenti che hanno
partecipato all’ottava edizione
del Premio per i
progetti nel campo dell’educazione di bambini
e ragazzi in Brasile bandito dall’Unicef nel Paese sudamericano. Un
solo vincitore: la Casa
do Sol, fondata nel 1997
da Pina Rabbiosi e da
padre Luis Lintner.
Incredula l’anima della
casa, Pina Rabbiosi, che
dopo l’uccisione del sacerdote nel 2002, ha portato avanti il progetto al
quale insieme avevano
lavorato per diversi
anni. Un progetto che in
questi anni è cresciuto e
si è sviluppato in una
zona di Salvador de Bahia,dove l’emergenza educativa è all’ordine del
giorno.
«Non avremmo mai
immaginato che il progetto vincitore sarebbe
stato quello della Casa
do Sol - commenta c’erano così tanti altri
progetti, tutti di grande
qualità,che arrivavano
da ogni regione del Brasile, che non avremmo
mai pensato di avere
qualche chance. Questo
ha fatto sì che la nostra
gioia fosse ancora più
grande!». Sorride, mentre racconta la cerimonia di premiazione, alla
quale ha partecipato con
due collaboratori della
Casa do Sol, Tatà e Bira.
Quest’ultimo è un “volto conosciuto” anche qui
in Valtellina, dove è arrivato in visita qualche
tempo fa, per vedere di
persona le nostre montagne, quelle montagne
di cui tanto aveva sentito parlare negli anni in
cui, ragazzino, era uno
dei ragazzini della casa.
«Al momento della proclamazione del vincitore
- racconta Pina Rabbiosi
- quando sono stata chiamata sul palco per ricevere il premio,ho voluto
avere con me Tatà e Bira, che però erano seduti in fondo alla sala. Li
ho chiamati a gran voce, cosa che ha creato un
po’ di subbuglio in sala».
Pina Rabbiosi sottolinea
il significato di questo
premio, che nasce con
l’intento di valorizzare
quei progetti che favoriscono la crescita e lo sviluppo dei giovani,per arrivare a renderli uomini e donne responsabili
e autonomi nella società. Ricevere oggi questo
riconoscimento da parte
dell’Unicef significa che
il lavoro fatto in questi
anni nelle favelas sta
portando i suoi frutti».
«Gli stessi Tatà e Bira sono due ragazzi che un
tempo frequentavano la
Casa e che oggi all’interno della stessa hanno
diversi compiti di responsabilità». Nelle parole di Pina Rabbiosi si
ripercorre quindi la storia del progetto della Casa do Sol. Dalla necessità primaria di offrire ai
bambini delle favelas dei
pasti caldi e sufficienti alla loro crescita, un luogo dove poter trascorrere la giornata,dove essere al sicuro per qualche
ora. Da qui poi il lavoro, intenso, di educazione delle mamme.
«Insieme a padre Luis
riconoscemmo da subito
la necessità di offrire
un’adeguata formazione
alle persone delle favelas così da garantire loro
veramente un futuro».
Dai primi corsi, le attività si sono andate moltiplicando con il passare
degli anni. «Corsi di recupero per bambini e ragazzi, preparazione agli
esami di accesso alle uni-
versità, arte, cultura e
molto altro ancora. Tre
anni fa abbiamo potuto
realizzare un sogno - aggiunge - quando siamo
riusciti a realizzare all’interno della Casa una
biblioteca. Per i bambini e i ragazzi della favela
quella è l’unica occasione per poter accedere ai
libri e al materiale didattico. Un settore lo abbiamo dedicato ai libri sulla salute, che viene consultato in particolare
dalle donne».
Pina Rabbiosi sottolinea che oggi più che mai
ritiene che «la gente delle favelas la si aiuta non
solo offrendo loro da
mangiare e un tetto sotto cui ripararsi,ma dando loro anche cultura ed
educazione».
«E tutto questo impegno ci è stato riconosciuto con l’assegnazione di
questo premio», commenta. Grazie ai fondi
ricevuti Pina Rabbiosi ha
intenzione di ampliare
ancor più la biblioteca,
ma anche di organizzare viaggi, affinché i collaboratori della Casa do
Sol possano conoscere altri progetti sociali che
hanno partecipato al
concorso, visitarli e imparare da loro. «Sono
convinta che un lavoro
di rete, in questo settore, permetta di crescere
insieme e di rafforzare
la nostra presenza accanto ai più poveri e in
particolare ai bambini»,
conclude.
TUTTO PRONTO PER LA SKYRACE
VALMALENCO-VALPOSCHIAVO
Domenica 13 giugno, data importante per gli appassionati di skyrunning che in massa saranno ai
nastri di partenza della 9ª Valmalenco-Valposchiavo.
Alla segretaria del comitato italo svizzero sono già
pervenute moltissime adesioni: il tetto massimo di
partecipanti è 550. Non mancano nomi eccellenti: «Il
vincitore 2009 Robert Krupicka ha già confermato la
propria presenza con il preciso intento di tagliare per
primo il traguardo di Poschiavo - esordisce con soddisfazione il direttore gara Gianmario Nana -. A contendergli il primato ci saranno tantissimi campioni».
Sfogliando la lista partenti, spiccano i nomi degli azzurri Fulvio Dapit, Giovanni Tacchini, Gil Pintarelli,
il messicano Ricardo Mejia, lo spagnolo Augusti Roc,
il tedesco Helmut Schiessl, il polacco Daniel Wosik…
Al femminile, invece, per il momento le atlete più quotate sono la britannica Angela Mudge e la transalpina
Stephanie Jimenez. «Si è delineato un parterre di assoluto livello - continua il presidente del Comitato
Organizzatore Dario Marchesi -. Ciò vuol dire che
indipendentemente dal circuito nel quale la gara viene inserita, la Valmalenco-Valposchiavo si conferma
gara che piace». Info: 0041-81-8440571.
SUORE DELLA CARITÀ DI SANTA GIOVANNA ANTIDA PRESENZE PREZIOSE IN QUESTI ANNI IN CITTÀ
Sondrio saluta e ringrazia suor Teresa e suor Luisa
I
n poco più di otto anni di apostolato nell’ambito della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio a Sondrio, suor Teresa Albani
è entrata nelle case e nel
cuore di tanti sondriesi.
Molti fedeli della Collegiata, in primo luogo i
sacerdoti, la scorsa domenica hanno ringraziato e salutato la religiosa che, a partire da
questa settimana, è stata trasferita ad Erba,
nella Casa Cristo Re delle suore della Carità di
Santa Giovanna Antida,
congregazione cui appartiene suor Teresa.
Giunta in città a fine
febbraio del 2002, la suora, che molti sondriesi
confondevano con una
salesiana delle Figlie di
Maria Ausiliatrice a causa dell’abito simile, ha
sempre tenuto a sottolineare, invece, il carisma
della sua congregazione.
Non con le parole, ma
con la carità concreta:
raggiungendo molte famiglie per la preparazione al Battesimo, la
catechesi dell’iniziazione
cristiana e le visite agli
ammalati, suor Teresa
ha spesso colto i reali
bisogni di molte persone
che, senza nulla chiedere, hanno potuto contare sul suo aiuto. Ha vissuto con costanza la visita alle famiglie e, in
particolare, agli ammalati, portando alla maggior parte di loro la Comunione ogni settimana. «Un’esperienza – rac-
conta suor Teresa – nella quale ho cercato di educare il mio cuore ad una grande tenerezza verso i più deboli, soprattutto i disabili, Da loro ho
ricevuto molto, con disponibilità e ascolto ho
ricevuto molte confidenze e ho ricevuto tanto a-
more. Non sono mancati, per i limiti umani che
ho, anche momenti di
stanchezza, ma ho sempre saputo dove attingere energia per proseguire col mio impegno. Solo
il Signore Gesù è in grado di restituire entusiasmo e la volontà di rico-
minciare da capo».
Assieme a suor Teresa, anche suor Maria Luisa Gusmeroli lascerà
Sondrio per trasferirsi a
Morbegno. Un piccolo
rinnovamento nella comunità di quattro suore
che da poco più di un mese risiedono in un appartamento all’oratorio Sacro Cuore, dopo che la casa di riposo “Città di Sondrio” ha richiesto i locali da loro precedentemente occupati allo scopo di ampliare il reparto
di accoglienza per disabili. Attualmente le Suore della Carità, presenti
in città dal 1913, al servizio dei più bisognosi e
dei poveri, sono ancora
impegnate all’interno
della casa di riposo. Tre
a tempo pieno, mentre
una suora – dalla prossima settimana quella
che arriverà a sostituire suor Teresa – è impegnata nell’apostolato all’interno della parrocchia. Un’attenzione ai
bisogni senza sosta, sforzandosi di rispondere all’invito missionario del
Signore e vivendo lo
stesso desiderio della
fondatrice: «varcherei i
mari, andrei in capo al
mondo, se sapessi che
Dio lo vuole». «Ho sempre cercato di vivere il
carisma di santa Giovanna Antida – spiega
suor Teresa – per riferire tutta la mia esistenza a Dio, per la sua gloria. Ogni giorno rinnovo
il mio affetto filiale per
la Chiesa, ricordando le
parole della nostra fondatrice: “sono figlia della Chiesa, siatelo anche
voi con me”. Il mio impegno si rivolge in special modo ai poveri, per
assomigliare sempre più
a Gesù, servendo sempre con tenerezza, generosità, pazienza e amore». Se non sono mancati, negli ultimi giorni, gli
attestati di stima e di riconoscenza a suor Teresa, anche la religiosa esprime un particolare
ringraziamento ai sacerdoti della città e, in modo particolare, a don Ferruccio. «Lui – dice suor
Teresa – mi ha sostenuta nel mio meraviglioso
servizio degli ultimi anni, dandomi la possibilità di incontrare tante
persone da cui ho ricevuto molto. A tutti i preti
va il mio affetto e la mia
riconoscenza, unita alla
preghiera».
A.Gia.
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CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
INTERVISTA AL DOTTOR EZIO CORBELLINI LUMINARE DELLA CARBOSSITERAPIA
Quando la medicina incontra la
M
artedì 25
maggio
Chiavenna
ha ospitato
un’interessante serata di approfondimento sulle tecniche
mediche della carbossiterapia. È intervenuto
il dottor Ezio Corbellini, luminare di questa
speciale branca terapeutica che, con il Centro di
Piantedo in cui opera, è
conosciuto in tutto il
mondo. Sul numero di
aprile 2010 del “Notiziario”, la rivista di approfondimento culturale
edita dalla Banca Popolare di Sondrio, è stata
pubblicata un’interessante intervista al dottor
Corbellini. Ve la proponiamo integralmente su
queste pagine per gentile concessione della Bps
di Sondrio. L’intervista è
stata realizzata da Vittoria Bornelli.
L’applicazione del laser
e quello dell’anidride carbonica nel campo medico rappresentano nuovi
traguardi e prospettive
nella cura di varie patologie. Nell’ambito delle
malattie vascolari, la chirurgia endolaser rappresenta una tecnica mininvasiva per intervenire
sulle vene varicose con
notevole riduzione del
dolore evitando le cicatrici, mentre l’impiego
della carbossiterapia,
ancora poco conosciuta
in Italia, riscontra buoni risultati nelle patologie da stasi venosa e linfatica ed è nota dai tempi di Giulio Cesare per
gli effetti benefici sulle
ulcere. Ne abbiamo parlato con il dottor Ezio
Corbellini, chirurgo vascolare con esperienza
pluriventennale e direttore sanitario del Centro Salute di Piantedo
(www.centro-salute.
org), alle porte della Valtellina, all’avanguardia
nell’impiego di nuove
metodiche come la carbossiterapia e il trattamento laser antalgico.
Lo specialista, nato a
Morbegno nel 1957, racconta la sua passione per
la ricerca di applicazioni
innovative in campo medico e il senso di una professione a servizio dell’uomo in cui il sollievo
alla sofferenza è un’autentica missione. È un
discorso ampio che ha
radici lontane nella cultura greca e nel cristianesimo, dove si incontrano Gesù e il Cireneo
sul Calvario, fino al sacrificio estremo della
croce per salvare l’uomo
di ogni tempo. Il racconto a tratti diventa personale e tocca le fibre più
intime del cuore per ricordare di che pasta
sono fatti il dono e il mistero della vita.
Dottor Corbellini,
come è cambiata la
chirurgia vascolare
con l’impiego del laser?
«La chirurgia tradizionale è generalmente
praticata negli interventi sulle vene varicose e
sulle safene. Solo in alcuni casi si può applicare il laser, che rappresenta una metodica
mininvasiva complementare e non sostitutiva. Dai primi anni Novanta ho sempre seguito con attenzione l’evoluzione dell’uso del laser
in campo medico e l’ho
impiegato nell’ambito
della chirurgia vascolare
solo quando ci sono state le condizioni ideali per
farlo».
Che vantaggi dà l’utilizzo del laser vascolare?
«I vasi vengono eliminati con l’emissione della luce laser nella vena
da trattare che si coagula senza lasciare cicatrici. Il paziente ha un decorso postoperatorio e
un recupero più rapido
e meno doloroso, con
una riduzione al minimo
degli ematomi e dei segni estetici. Nella chirurgia tradizionale si fa
un’incisione col bisturi
mentre in quella laser ci
si avvale di un ago».
Quando si può affrontare con serenità
una laserchirurgia
vascolare?
«È importante accertare la qualifica dello specialista che deve avere
anche un’ottima preparazione per eseguire un
ecocolordoppler. Bisogna fare un’accurata valutazione clinica e strumentale. Dopodiché si
può decidere se questa
metodica è quella corretta. Tutto dipende dal diametro del vaso e c’è una
precisione millimetrica
che porta il medico a
decidere se sulle vene da
trattare si può usare il
laser o la chirurgia generale».
Quali altre esperienze ha maturato
nell’impiego del laser?
«Mi sono dedicato tra
l’altro al laser antalgico
che riscontra notevole
efficacia nella cura del
dolore acuto in caso di
distorsione, trauma muscolare, lombalgia e
tendinite».
Quali cautele è necessario avere nella
cura del dolore?
«Il medico deve avere
una conoscenza ottimale
del paziente, che spazia
dallo scheletro all’apparato muscolare fino al
decorso dei nervi principali. È necessaria una
competenza medico-clinica adeguata, poi a fare
la differenza è il laser
antalgico di qualità. La
terapia viene effettuata
con apparecchiature ad
alta potenza che devono
essere usate da medici
specializzati».
Che cosa può dire in
merito alla carbossiterapia?
«Penso che l’utilizzo
dell’anidride carbonica
per scopi terapeutici in
Italia non sia ancora abbastanza conosciuto dai
medici. Andando indietro nel tempo, l’applicazione di questo gas per
via cutanea in ambito
termale era già nota ai
tempi di Giulio Cesare
per gli effetti benefici
sulle ulcere. La carbossiterapia non è solo utile
ai fini del ringiovanimento della pelle, ma si
rivela preziosa nelle patologie caratterizzate da
stasi venosa e linfatica».
Nella sua professione ha molta attenzione per l’uso di tecnologie innovative in
campo medico. Quando è nata questa passione?
«Professionalmente sono nato al Policlinico di
Milano e mi sono dedicato alla ricerca per approfondire i meccanismi
fisiopatologici che regolano il sistema cardiovascolare. Mi sono concentrato sui problemi cardiovascolari e sulla patologia arteriosclerotica
perché è l’ambito più importante della chirurgia
vascolare».
Quale concetto di
medicina porta avanti nella sua professione?
«Il medico non dà la salute, ma aiuta il paziente in difficoltà a migliorare più in fretta le sue
condizioni generali. Poi
sarà l’individuo a guarire. Questa convinzione
mi spinge a cercare nuove cure all’avanguardia
e a coltivare un rapporto equilibrato con il paziente».
Che cosa è la salute?
«È un dono che non si
considera mai nel giusto
modo fino a quando non
viene tolto. La salute è
un po’ come l’ambiente
in cui viviamo. Lo continuiamo a maltrattare
fino a costringerlo a ribellarsi».
È sempre più frequente il ricorso di
ragazze in giovane
età alla chirurgia estetica. Quando è il caso
di rivolgersi al chirurgo?
«Sono favorevole agli
interventi che cercano
di restituire una condizione da cui dipende
l’equilibrio psicologico di
una persona. Ricorderò
sempre il caso di una
ragazzina sconvolta per
una neoformazione benigna in fronte. Si sentiva
osservata dal mondo intero e non usciva più di
casa perché si vedeva
brutta. Una volta tolta
questa neoformazione è
come risorta tornando a
vivere con serenità. Il
discorso è ben diverso
quando si tratta di fare
un intervento per assomigliare al modello femminile di turno».
Quale rapporto ha
con la sofferenza?
«Tutta la mia attività
di medico ha sempre visto al centro persone
sofferenti. In particolare, la specializzazione in
chirurgia vascolare mi
porta ad avere a che fare
con patologie molto dolorose. Tuttavia ancora
prima di iscrivermi a
medicina ho sempre avuto per indole un’attenzione particolare agli
anziani e ai bisognosi.
Non sento di affrontare
il rapporto umano con la
persona che soffre con
distacco e in modo asettico, avendo la presunzione di essere colui dal
quale dipende la soluzione di un problema. Mi
sta a cuore il fatto di poter trasmettere al malato che gli sono vicino e
porto con lui il fardello
della sofferenza per alleggerire il suo carico.
Un atteggiamento che si
riallaccia al senso anche
etimologico della compassione… È la metafora del Cireneo che aiuta
a portare la croce della
persona che il destino
ha messo sul suo percorso. È importante mettersi sullo stesso piano di
chi soffre per ridurre il
peso che deve portare».
Qual è stata la sua
esperienza diretta
con la sofferenza?
«Nel 1997, facendo uno
dei controlli di routine,
ho scoperto di avere un
tumore maligno alla tiroide. Ho dovuto sottopormi ad un intervento
chirurgico e fare un percorso di terapie che mi
hanno impegnato per
mesi prima di uscire dalla malattia. Poi tutto si
è risolto per il meglio.
Non ho avuto forme di
recidive e naturalmente
mi porto dietro un po’ di
acciacchi dovuti al fatto
di non avere più la tiroide e i relativi ormoni naturali».
Come ha vissuto
questa patologia considerando il fatto che
lei è medico?
«Prima ancora di co-
noscere la diagnosi e i
risultati avevo già una
specie di presentimento
che avrei dovuto affrontare un percorso lungo.
Era come se nell’intimo
già avessi la certezza di
avere un tumore di natura maligna. Tra l’altro
me lo ha detto un amico
chirurgo, che era terrorizzato dall’idea di dovermi dare questa notizia. Io appena mi sono
svegliato dall’anestesia
ho vissuto con trepidazione questa realtà, ma
senza esserne sconvolto
più di tanto. Invece ho
vissuto male l’angoscia
dei miei familiari che ho
sempre cercato di ridurre. Mi creava più problemi il peso che loro dovevano portare sulle spalle per causa mia che
quello a me destinato».
C’è un detto giapponese che ricorda come, per chi combatte,
la vita ha un sapore
che gli altri non capiranno mai… Quale lezione ha tratto dal
punto di vista umano
e professionale dopo
l’esperienza di una
malattia grave?
«Dal punto di vista
umano è semplicissimo.
Chi non ha mai avuto
esperienza della sofferenza e della malattia
pensa che tutto sia scontato e dovuto, e mette
fra le priorità la carriera, il prestigio e la vacanza, tutte cose che possono dare la felicità in
modo superficiale. Invece di fronte ad un problema serio cambia la
scala di valori della vita
e quello in cui si crede
assume notevole importanza. Mi riferisco, ad
esempio, alla famiglia e
al rapporto con le persone vicine e a diversi
aspetti dell’esistenza
che il più delle volte non
sono considerati nel giusto modo».
CARBOSSITERAPIA
Per carbossiterapia s’intende l’utilizzo a scopo terapeutico di anidride carbonica allo stato gassoso, somministrata per via transcutanea o subcutanea.
L’uso clinico vero e proprio cominciò nel 1932 ad opera di tre medici della
stazione termale di Royat (Clermont Ferrand, Francia). Furono infatti
Barrieu, Romeuf, Deschamps i primi a somministrare, per via sottocutanea,
il gas termale nel trattamento terapeutico delle arteriopatie periferiche organiche e funzionali e loro sequele. Gli effetti terapeutici possono essere
riassunti in: vasodilatazione arteriolare; formazione di nuovi vasi (neoangiogenesi); effetto fisiologico di distruzione dei grassi attraverso
potenziamento dell’effetto Bohr e attivazione recettoriale della lipolisi; netto aumento della velocità di circolo; aumento dell’ossigenazione tessutale; un aumento della deformabilità eritrocitaria per cui vi è facilitazione dello scorrimento del sangue nei vasi sclerotici.
ECO-COLOR DOPPLER VASCOLARE
Lo sviluppo dell’elettronica ha permesso di abbinare all’immagine anatomica dei vasi, fornita dall’ecografi a, le informazioni di tipo funzionale ottenibili con le tecniche Doppler. Le tecniche Doppler, anch’esse basate sugli ultrasuoni, sono in grado di individuare gli oggetti in
movimento, calcolandone direzione e velocità di spostamento. A livello del
corpo umano l’effetto Doppler è utilizzato per studiare i globuli rossi in movimento all’interno dei vasi.
LASER TERAPIA ANTALGICA
Gli effetti terapeutici dei laser sono ben identificati dal 1978 e possono essere così riassunti. Antinfiammatori: aumento dell’attività di smaltimento
dei processi infi ammatori da parte dei globuli bianchi. Analgesici: inibizione delle prostaglandine e stimolazione delle endorfi ne (antiinfi ammatori
presenti nel nostro organismo). Cicatriziali: aumento dell’attività fibroblastica e produzione di tessuto connettivale con guadagno estetico-funzionale delle cicatrici. Antiedema: dilatazione dei vasi linfatici con miglioramento del drenaggio linfatico macromolecolare. Vascolarizzanti: dilatazione venulare capillare con aumento del deflusso circolatorio.
CRONACA
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A CURA DI VITTORIA BORNELLI UNA STORIA CHE MERIA DI ESSERE CONOSCIUTA
luce, anche quella della fede...
Che opinione ha in
merito all’accanimento terapeutico e all’eutanasia?
«Tengo molto al rispetto della persona. L’ammalato che ti sta di fronte è Gesù. Non si può uccidere, ma nemmeno
andare contro natura
perché sappiamo che ci
sono un inizio e una fine
dell’esistenza. Accanirsi
per tenere in vita una
persona ormai morta è
assurdo».
Come si confronta
con il paziente anche
alla luce di questa
esperienza?
«Ho compreso ancora
meglio che il malato
chiede aiuto in prima
persona e in certi casi
non vuole nemmeno
sentirsi dire la diagnosi.
Certo, è importante che
un paziente sappia la diagnosi della sua patologia, ma il medico deve
dare l’aiuto necessario
per affrontare la malattia e in particolare far
sapere a chi soffre che
non è solo e non è stato
abbandonato».
Quanto è importante non lasciare solo
chi soffre?
«È fondamentale. Il
medico, per definizione,
stando al giuramento di
Ippocrate, è proprio la
persona che si mette a
servizio del paziente. Se
non ci sono questi presupposti è inutile che
uno faccia il medico».
La cultura greca in
certi casi ha un tale
slancio verso l’uomo e
la vita da sfiorare i
concetti del Cristianesimo. Che cosa dice
in sintesi il giuramento di Ippocrate?
«Suona più o meno così: «Giuro di esercitare
la medicina in libertà e
indipendenza di giudizio
e di comportamento; di
perseguire come scopi
esclusivi la difesa della
vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della
sofferenza, cui ispirerò
con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale,
ogni mio atto professionale…». Insomma, riassumendo, il giuramento
di Ippocrate dice che il
fine ultimo del medico è
dare tutto per aiutare la
persona malata».
Spesso ci si pone l’illusione di guarire il
corpo. In quali casi il
medico si trova a guarire l’anima?
«Quando si ha di fronte un paziente oncologico grave ci si rende conto che cerca innanzi tutto conforto. Tutti i malati vogliono guarire, ma
alcuni chiedono soprat-
tutto aiuto per riuscire
a superare i momenti
più angoscianti e per andare avanti ad ogni costo».
Come influisce la
cultura di oggi nel delirio di onnipotenza
che ha cancellato il
mistero della vita?
«Il guaio dei nostri giorni è che non c’è più cultura della vita nascente
e della morte. Si nasconde chi nasce e molto più
spesso chi sta morendo,
perché dà fastidio. La
morte turba un equilibrio psicologico distorto
per cui si diffonde un’idea di immortalità dell’uomo. Oggi non si accettano più la malattia, né la morte, né la
sacralità della vita».
C’è proprio bisogno
della sofferenza per
essere un bravo medico?
«Non penso sia fondamentale l’aver vissuto
l’esperienza della sofferenza per essere un bravo medico perché altrimenti c’è da essere un
po’ masochisti. È fondamentale invece mettersi al servizio dell’uomo.
Chi si lascia alle spalle
la sofferenza può avere
una marcia in più per
capire gli altri».
Quale atteggiamento domina oggi nei
confronti del malato?
«La malattia viene vista come qualcosa che dà
fastidio e allora si chiude il rapporto con la persona ammalata perché
mette angoscia e non la
si va nemmeno a trovare».
IN VISTA DELL’ESTATE
DUE NUOVE CARTOLINE DI PEDESINA
La Pro Loco di Pedesina, in un recente incontro, ha presentato una nuova serie di cartoline
della località orobica. Come ci ricorda la presidente Giulia Tarabini: «Si tratta di quattro cartoline che raffigurano alcuni scorci e panorami
del nostro piccolo paese,due ambientate nel periodo invernale e due nel periodo estivo. Sono
una serie di fotografie per la maggior parte inedite - continua la presidente - realizzate da noi e
quindi inviate alla tipografia. Da parte mia devo
dire che trovo molto bella e suggestiva la cartolina che raffigura il periodo natalizio, dove il presepe rappresentato con la natività (ricordo che è
stato costruito artigianalmente dai volontari con
dei tubi luminosi), ha come sfondo un cielo blu
particolarmente brillante che si contrappone al
nero delle sagome delle case e del campanile
della chiesa parrocchiale. Abbiamo voluto, con
questa presentazione, mostrarle ai nostri volontari in anteprima, a giorni saranno reperibili
presso la stessa Pro Loco e nel punto vendita
locale». La stampa di cartoline di Pedesina non è
una novità in assoluto in quanto già tre anni fa,
dopo che erano trascorsi diversi lustri dalla precedente stampa ,sempre a cura della Pro Loco,
sono state realizzate due nuove cartoline.
contrario. Se uno si limitasse nel dare a vedere
quello in cui crede
senza dirlo sarebbe già
qualcosa di grande».
Come vive la sua
spiritualità?
«Sono cattolico praticante e devoto alla Madonna che considero una
porta aperta su Gesù e
Dio».
C’è un medico al quale si ispira nella sua
professione?
«Più che ad un medico
in particolare mi ispiro
a Gesù. Lui è stato il
primo medico che si è
reso disponibile nel dare
tutto se stesso per curare le malattie vere dell’umanità. Gesù è il modello da seguire e tutti
gli altri sono solo imitazioni».
Ha dei luoghi che
frequenta di solito
per devozione?
«Il santuario della Madonna di Tirano, che rappresenta un tesoro di
arte e spiritualità, e
quello della Madonna
della Misericordia di
Gallivaggio, nel Comune di San Giacomo Filippo in Valchiavenna. Poi
c’è il santuario di Valpozzo, sopra Piantedo,
che è un punto di riferimento della religiosità
popolare».
Le capita mai di testimoniare la fede in
Gesù ai pazienti?
«Questo dipende dalle
situazioni. Piuttosto ritengo siano fondamentali l’esempio e il comportamento da cui traspaiono un insieme di valori.
Le prediche sono negative e portano all’effetto
È mai stato a Lourdes?
«Da giovane medico ho
partecipato come barelliere a più di un pellegrinaggio dell’Unitalsi al
santuario di Lourdes.
Ho promesso di ritornarci e purtroppo non sono
ancora riuscito a farlo. È
un’esperienza che sug-
gerisco di fare ai giovani come momento importante di formazione».
C’è bisogno di andare lontano per aiutare gli altri?
«Non si può generalizzare e farne un luogo
comune. A volte è più facile andare in terre lontane che aiutare il tuo
vicino di casa. Altro discorso per i missionari:
la loro scelta è diversa e
merita grande rispetto».
Qual è la bussola
che guida la sua vita?
«La cosa più importante è il mistero della croce. Il medico o qualsiasi
altro deve mettersi in
testa che ognuno è chiamato a fare la sua parte. Tutti devono portare
la propria croce, solo
così ci si avvicina a Gesù
e alla fine ci sarà anche
la resurrezione. Questo
è il centro di tutto. Gli
altri sono soltanto bei
discorsi».
Gesù in croce. Che
significato ha?
«Gesù non si è lasciato crocefiggere per se
stesso, ma per tutti noi.
Se voleva poteva scendere in ogni momento
dalla croce. Non lo ha
fatto. Così ci ha salvati».
P A G I N A
33
SPORT
CALCIO LA SOCIETÀ LARIANA RILEVATA DALL'IMPRENDITORE RAFFAELE CIUCCARIELLO
Como: un nuovo presidente
Nel più stretto
riserbo la coppia
Rivetti-Di Bari ha
deciso di accettare
un'offerta che
arriva da Torino
merito dell’affare rimandando tutto a domani sera. Nonostante la lussuosa abitazione, lui e la sua
famiglia, vivono pochissimo a Envie tanto che in
paese praticamente nessuno sapeva chi fossero
prima della tentata scalata al Toro. D’altronde
“facciamo avanti e indietro da Torino tutti i giorni per andare in ufficio.
Siamo imprenditori e ci
occupiamo in particolare,
ma non solo, di ristorazione”.
Gente tranquilla e di
poca mondanità, si dice.
Come si racconta che Raffaele Ciuccariello ami
andare personalmente a
fare la spesa in macelleria o nel negozio di alimentari non lontano dalla piazza centrale. Riservato e cordiale, lo definiscono i compaesani. Da
segnalare che Ciuccariello, qualche anno fa, aveva cercato di rilevare il
Torino ed era entrato in
pagina a cura di LUIGI CLERICI
Raffele Ciuccariello, imprenditore 69enne originario
della Puglia, entro la fine di giugno diventerà
il nuovo presidente del Como.
gari fin già dalla prossima
stagione. L’obiettivo è,
dunque, la serie B. In ogni
caso nelle prossime settimane non mancheranno
sorprese e arrivi visto che
un lavoro intenso attende
il nuovo padrone: allenatore da scegliere, squadra
da allestire e collaboratori da confermare o scegliere per iniziare subito con
il piede giusto.
In ogni caso ci sarebbe
già il direttore sportivo
del club : Mauro Traini,
marchigiano, già DS un
passato importante anche tra i professionisti
come Chieti, Ancona, Ascoli. Proprio a Ascoli avrebbe avuto modo di conoscere Oscar Brevi destinato con tutta probabilità a rimanere sulla panchina dell’allenatore. Raffaele Ciuccariello è un
uomo d’affari di origini
pugliesi e che vive in quello che è l’appartamento
più prestigioso, più grande e più lussuoso del castello di Envie, un picco-
lo centro alle pendici del
Mombracco dove si è trasferito a vivere da un
anno e mezzo con la sua
famiglia. “Volevamo vivere in pace dopo aver vissuto per tanti anni in centro
Torino”, spiega il nuovo
patron della calcio Como
che però non entra nel
SKYRUNNING IL 25 LUGLIO A PREMANA
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
S
i chiama Raffaele Ciuccariello,
ha quasi 70 anni
ed è originario
della Puglia. Da
anni, però, ha interessi ed
attività tra Torino ed hinterland. Ed è il nuovo padrone del Calcio Como.
La scorsa settimana avrebbe dovuto rappresentare il primo momento
fondamentale in vista della nuova stagione con la
nomina del nuovo allenatore e del direttore sportivo. Invece Antonio Di
Bari ed Amilcare Rivetti
hanno aspettato proprio
sabato scorso per annunciare di aver venduto l’intero pacchetto di maggioranza del club azzurro all’imprenditore torinese
per una cifra che si aggira
attorno al milione di euro.
Un classico “fulmine a
ciel sereno” che ha fatto
senza dubbio scalpore anche perché, solo qualche
settimana fa, i vertici azzurri avevano annunciato
grandi cose per la prossima stagione tra rinforzi e
conferme. Il nuovo padrone del Como, personaggio
ambizioso e con un discreto patrimonio economico,
avrebbe intenzioni più
che buone ovvero riportare gli azzurri “in alto”, ma-
contrasto con il presidente granata Cairo. A restare un po’ attoniti di fronte a questa evoluzione
inaspettata della situazione sono stati i tifosi azzurri che tutto si aspettavano tranne questo colpo di
scena dopo una stagione
di alti e bassi. Lo scetticismo, però, ha lasciato spazio alla fiducia in seguito
alla presentazione di
Ciuccariello avvenuta lunedì scorso allo stadio
Sinigaglia.
L'obiettivo del-la stagione dovrebbe essere quello di disputare un campionato di primo piano ma
soprattutto quello di ricostruire e rilanciare il settore giovanile.
L'atto notarile effettivo
che sancirà il passaggio
della proprietà del Calcio
Como dalla coppia Di
Bari-Rivetti, al "timone"
da due anni, a Ciuccariello dovrebbe essere sottoscritto entro la fine del
prossimo mese di giugno.
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
VOLLEY
SUCCESSO IN
PIAZZA CAVOUR
Un vero e proprio successo. E' questo il responso di "Un lago di Volley",
la manifestazione di promozione della pallavolo
che si è svolta sabato scorso, 29 maggio, in piazza
Cavour. Oltre 300 mini
atleti, studenti che frequentano le scuole del
comsco, hanno animato il
"salotto della città" cimentandosi in allegria e divertimento in un torneo che
è iniziato al mattino per
concludersi alle 19.
PARAPENDIO
Si svolgerà nel fine settimana del 26 e 27 giugno
sulla cima del monte
Cornizzolo ‘She.Fly’, primo
raduno nazionale di donne
dedite alla pratica sportiva del parapendio. Due
giorni ‘in ‘rosa’ dedicati alle
professioniste ma anche
alle donne che per la prima volta, vorranno provare l’ebbrezza di staccare i
piedi da terra per librarsi
nei cieli della Brianza.
Sarà, infatti, possibile
compiere gratuitamente
voli in biposto con piloti
professionisti altamente
qualificati. Un’iniziativa,
organizzata dal Parapendio Club Scurbatt con la
collaborazione della Federazione Italiana Volo Libero e il patrocinio della Provincia di Lecco
CICLISMO IL 20/6 TITOLO REGIONALE ESORDIENTI
Corsa mondiale sui monti 50° per l'US Vertematese
Il campionato
del mondo
si svolgerà su un
percorso di 32
chilometri
in occasione della
18° edizione
del "Giir di Mont"
A
Premana fervono i preparativi per il primo
campionato
mondiale di Sky
running World Championship in calendario il
25 luglio in occasione della 18.a edizione del ‘Giir
di Mont’. ‘Corridori del
cielo’ delle varie federazioni internazionali chiamati a raccolta per la conquista del titolo mondiale cui viene abbinato, con
una speciale classifica di
combinata, il Vertical Kilometer di Canazei nell’ambito della Dolomites
Skyrace, in programma
dieci giorni prima.
L’Associazione sportiva
Premana, con il direttore
di gara Filippo Fazzini in
testa, intende confermare la Valsassina come
meta di vertice dei grandi eventi dello skyrunning. Chi vincerà il Giir di
Mont si aggiudicherà una
HM BajaRR cc50. Previsti riconoscimenti in denaro ai primi 20 uomini e
5 donne, premi speciali a
chi stabilirà eventuali
nuovi record di percorrenza del tracciato di
gara, il tutto per 18.500
euro. L’A.s. Premana,
presieduta da Maurizio
Codega, si avvarrà della
collaborazione della Proloco premanese. Al palasport si potrà incontrare
il primo campione del
mondo di skymarathon
nonché la prima nazionale campione del mondo
Numerosi gli eventi di
contorno come il trekking
lungo alcuni alpeggi dove
si possono seguire le fasi
salienti della manifesta-
zione e gustare le delizie
del territorio.
Per i fotoamatori un
concorso fotografico che
premierà i migliori click in
tema ‘Giir di Mont’. Confermata la ‘Mini SkyRace’
di 20 km per chi non ha la
preparazione per una
skymarathon ma che vuole godersi una giornata di
sana attività all’aria aperta attraverso gli affascinanti paesaggi tra Valsassina, Valvarrone e Valfraina.
Il programma della manifestazione iridata prevede anche la gara per
bambini ‘Aspettando Giir
di Mont’, in programma
alle 21. 00 di giovedì 22
luglio. Per quanto riguarda il percorso, confermati i 32 chilometri lungo
dodici alpeggi con un dislivello complessivo di salite e discese di quasi 5.000
metri abbordabili anche a
semplici appassionati della corsa e dello sport immerso nella natura. Le
iscrizioni si chiudono alle
20.00 del 21 luglio.
In occasione
del mezzo secolo
di attività
si assegnerà
nel comasco
il titolo
di campione
lombardo
I
l 20 giugno l’Unione
Sportiva Vertematese festeggerà il
primo mezzo secolo
di attività, organizzando il Campionato Regionale Lombardo di Ciclismo Esordienti Maschile.
Due le gare in programma per l’assegnazione
della maglia bianco verde
con la rosa camuna ai vincitori: il Trofeo Texfinishmedaglia oro Anisio Melli
alla memoria del primo
Presidente fondatore, e
che si svilupperà sulla distanza di 30 km. (5 giri)
per quelli del primo anno
(1997). Il Trofeo Giamprimo Vaghi- 50°medaglia
oro Caduti Vertematesi di
42 km. (7 giri) per quelli
del secondo (1996). La manifestazione sportiva è
stata illustrata nei dettagli alla Fondazione Minoprio alla presenza di varie
autorità dal Direttore di
corsa Claudio Romanò e
dalla responsabile regionale del settore esor-dienti, l’ex atleta Rossella Galbiati. Tra i partecipanti
alla presentazione anche
il presidente regionale
della Federciclismo Luigi
Resnati e provinciale
Franco Bettoni oltre a
numerosi sponsor. Tra il
pubblico circa 200 presenti
vi erano molti ex Professionisti e medaglie d’oro
olimpiche.
Entrambe le gare si disputeranno lungo lo stesso tracciato scelto dopo
accurati sopralluoghi e ritenuto idoneo Rossella
Galbiati. Oltre cento gli atleti in gara per ogni categoria. È un anello da 6 km.
che, con partenza da via
Roma a Vertemate con
Minoprio (in leggera ascesa) si snoda attraverso il
bivio via Lodovico-via Risorgimento, quindi via
Regina - via Valmulini rotatoria via Valmulini,
un tratto in salita di 1 km.
(con collocato al termine
il traguardo del g.p.m.),
prima di raggiungere la
rotatoria della S.S. dei
Giovi in via Nazionale
(km. 3.700). Da qui percorrendo 1.300 metri si
raggiungerà via Odescalchi (km. 5) con l’ultimo
chilometro in leggera salita, fino allo striscione
d’arrivo collocato quasi al
termine di via Roma (342
metri di altitudine). Un
circuito molto scorrevole,
che si adatta molto ai
passisti veloci, idoneo
anche ad atleti che emergono in salita, essendo
previsti 2 km. (un terzo
del tracciato) con strada in
costante ascesa sino al
traguardo. Partenza e arrivo sono stati fissati in via
Roma.
pa
Società
Dirigen
Atleti/e
Allenat
Arbitri
Segnap
Squadr
Gare di
P A G I N A
34
MASSMEDIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
GIOVANI TALENTI IN CONCERTO A LUGANO
SUONANDO CHOPIN
C
on calorosi applausi è
stato accolto il quinto
appuntamento previsto
dalla stagione ticinese
“Celebrating Chopin –
Le forme e gli amici”. La rassegna culturale, promossa dalla
“International Piano Association
Switzerland” in collaborazione
con RSI Rete Due e la prestigiosa
“International Piano Academy –
Lake Como”, si propone di offrire la possibilità di meglio conoscere, mediante dei momenti
musicali con dei programmi di
sala accattivanti e ben strutturati, la figura del celebre compositore polacco e l’ampio panorama
culturale – musicale che lo ha stimolato nel suo percorso creativo.
Nel pomeriggio di domenica 30
maggio, presso l’Auditorio Stelio
Molo di Lugano, si è esibita la
giovane e già affermata pianista
russa Julianna Avdeeva in un
programma molto interessante e
impegnativo interamente dedicato alla forma Sonata. L’interprete ha eseguito la Sonata n°2
in si bemolle minore Op. 35 di F.
Chopin (comprendente la famosissima “Marcia funebre”) e la
Sonata n°1 in fa diesis minore
op.11 di R. Schumann, di cui è
stato possibile gustare la ricca
articolazione tematica grazie ad
una ricercata cantabilità delle
linee melodiche, attenzione alle
sfumature timbriche e alla coesione tra le parti del componimento. Dopo la pausa estiva, la
rassegna proseguirà con tre ap-
puntamenti previsti sempre per
l’ultima domenica dei mesi di
settembre, ottobre e novembre.
Protagonisti degli incontri saranno il celebre pianista tedesco
Severin von Eckardstein, la
croata Martina Filjak e il giovane Denis Kozhukhin, apprezzato
vincitore del primo premio al
prestigioso concorso internazionale per pianoforte “Queen
Elizabeth” di Bruxelles 2010. Per
ulteriori informazioni è possibile
visitare il sito www.pianoassociation.ch .
Teatro alla Scala a Milano con la
regia di Luchino Visconti e l’interpretazione di Maria Callas.
Un’edizione ormai storica.
Donizetti sottopose l’opera a
una revisione non limitata a una
semplice sostituzione di qualche
aria, bensì alla ridefinizione di
innumerevoli spunti melodici in
modo da conferire alla vicenda
una migliore continuità drammatica.
Vari elementi favorevoli contribuirono a fare di Anna Bolena
una tappa fondamentale del percorso creativo di Donizetti, consentendogli di conquistare un
largo margine di autonomia rispetto alla tradizione di Rossini
e di giungere a soluzioni drammatiche sempre più personali.
Pervenne a un linguaggio drammatico di notevole maturità in
grado di imporre, come nella scena finale, la sua validità espressiva. L’opera rappresentò un risultato sino ad allora mai perseguito, guardando sia alla tradizione sia al futuro. Donizetti rinunciò al finale lieto per abbracciare il nuovo genere della tradizione romantica. Con la sua
musica seppe tratteggiare, nei
minimi dettagli, la delicata e
complessa psicologia della protagonista, secondo una linea che
sarà penetrata a fondo in Lucia
di Lammermoor. In Anna Bolena incombe il peso di una tragica fatalità. Donizetti la ritrae da
questa prospettiva e definisce le
componenti fondamentali della
drammaturgia romantica: angoscia esistenziale, malinconica
nostalgia d’amore e abbandono
elegiaco.
Particolare attenzione fu rivolta dal
musicista A L L ' O P E R A
alla scrittura vocale.
Mai
come
in
Anna Bolena l’esi- GRAMMA
genza di
accordare
le necessità degli interpreti
alla ricerca di un canto espressivo raggiunge esiti di tale perfezione. Oltre alle arie e ai duetti assumono particolare importanza i concertati.
Il carattere unitario dell’opera è già presente nella Sinfonia
dove il colore orchestrale tratteggia i personaggi offrendo
nell’architettura tematica l’anticipazione della tragedia.
E’ un capolavoro già nella
struttura drammaturgica completamente plasmata sul carattere musicale del compositore
bergamasco.
ELENA OREGGIONI
Anna Bolena
A
”Sul mare”
Questa volta segnaliamo un film italiano del
bravo regista D’alatri (autore di Caso mai e La
febbre) Sul Mare (drammatico, durata 100’) in
programmazione al cinema Astra di Como
martedì 8 alle 15,30 e 21,00, mercoledì 9 e
giovedì 10 alle 21,00.
Trama:Due ventenni si conoscono sull’isola di
Ventotene. Salvatore vive lì con i genitori, ha
una barca e d’estate porta in giro i turisti. D’inverno va sulla terraferma, a Formia, e lavora
nei cantieri come muratore in nero. Da Genova,
Martina arriva a Ventotene per fare immersioni. Si incontrano, si innamorano. Dopo qualche tempo, lei parte e
lui entra in una profonda crisi. Fino a quando lei torna sull’isola, e
Salvatore pensa di poter programmare un futuro insieme. Anche
stavolta invece Martina torna a Genova e da qui lo chiama per comunicargli che andrà a Barcellona nell’ambito dell’Erasmus. Per
Salvatore é la fine di un sogno.
Valutazione pastorale: All’origine c’è il romanzo di Anna
Pavignano “In bilico sul mare”. C’è un sentimento che nasce all’improvviso e altrettanto bruscamente finisce. Costruito su eventi semplici, il racconto diventa una strada aperta sull’autenticità delle
situazioni, sul succedersi delle emozioni così come sgorgano dalla
quotidianità. E poi c’è il problema delle morti sul lavoro, chissà
perché chiamate bianche. C’è l’operaio Salvatore, con le sue parole
finali tra felicità, delusioni, ricordi, richiami ad una felicità forse
inafferrabile. Molti temi, molta suggestione per un film che, dal
punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e certo problematico.
Donizetti
nna Bolena è una
tragedia lirica in due
atti, musica di Gaetano Donizetti (17971848), su libretto di
Felice Romani che ha preso
spunto da Enrico VIII ossia
Anna Bolena di Ippolito
Pindemonte, Henry VIII di
Marie-Joseph Chénier e Anna
Bolena di Alessandro Pepoli. La
prima rappresentazione, che
riscosse un successo trionfale,
ebbe luogo al Teatro Carcano di
Milano il 26 dicembre 1830.
Interpreti d’eccezione furono
Giuditta Pasta, E. Orlandi, Giovanni Battista Rubini e F. Galli.
Questo melodramma pose
Donizetti fra i compositori più
importanti del suo tempo. E’
qui messa in evidenza la sua
straordinaria personalità lirico-drammatica, che sarà alla
base anche delle sue future opere. Scritta di getto in soli trenta giorni (fra il 10 novembre e il
10 dicembre 1830) questa tragedia lirica segna un momento
importante e significativo nell’evoluzione
stilistica
di
Donizetti, che si stacca definitivamente dall’influenza rossiniana.
Anna Bolena fu la prima opera donizettiana a circolare in
Europa. Fu rappresentata, con
esito positivo, a Parigi anche se
si trovò in concorrenza con La
Sonnambula di Bellini. Per
molti anni fu sempre presente
nei vari cartelloni teatrali, poi
improvvisamente scomparve
per venire ripresa nel 1957 al
CINEMA MON AMOUR
GUIDA
PEN
TA
Atto I: Come, innocente giovane (Anna); Ah! Parea che per
incanto (Smeton).
Atto II: Va, infelice e teco reca
il perdono di Bolena (Anna e
Giovanna); Ebben? Dinanzi ai
giudici (Coro); Per questa fiamma indomita (Giovanna); Vivi
tu, te ne scongiuro (Percy); Al
dolce guidami (Anna e Coro).
a cura di
ALBERTO CIMA
Tele
IL
comando
Domenica 6. Le frontiere dello Spirito, C5,
8,50.Reportage dall’assemblea dei vescovi. Messa del
S. Padre da Cipro, Rai1,
8,25. A sua immagine,
Rai1, 10,30. Racconti di
vita, Rai3, 13,25. Storie di
ricercatori emigrati all’estero. L’ispettore Barnaby,
La7, 14,05. Matrimonio impossibile, C5, 18,00. Film
commedia con M.Douglas.
Arena di Verona 2010,
Rai1, 21,20. Serata dedicata
al bel canto. I delitti del
cuoco, C5, 21,30. Con Bud
Spencer.
Report, Rai3,
21,30. Ultima puntata, il
punto sulle varie inchieste.
Crozza alive, La7, 21,35.
Varietà. Speciale Tg1, Rai1,
23,25. Glob l’osceno del villaggio, Rai3, 23,35. The
gift, C5, 23,30. Thriller
paranormale ben fatto.
Lunedì 7. La libreria
del mistero, Rai1, 11,50.Tv
giallo (da lun a ven.) Don
Matteo 4, Rai1, 14,10.
Fiction con T. Hill. (Da lunedì
a venerdì) Raccontami,
Rai1, 15,05. fiction sugli anni
’60. (Da lun a ven.) 41° Premio Barocco, Rai1, 21,20.
Vengono premiati gli italiani
che si sono distinti nel mondo. Chi l’ha visto?, Rai3,
21,05. Attualità. Numbers,
Rai2, 21,05. Il comandante
Na-varro, R4, 21,10. Poliziesco. Missione Natura, La7,
21,10. Documentari. Brubaker, R4, 23,25. Ottimo
film con R. Redford ambientato in un carcere.
Martedì 8. Una canzone per Bobby Long, Rai4,
14,00. Film drammatico
americano. Il commissario
Montalbano, Rai1, 21,20. Il
gioco delle tre carte. Fiction.
Ballarò, Rai3, 21.10. Attualità. Man of honor, R4,
21,10. Film drammatico con
R. De Niro e Cuba Gooding jr..
Fahrenheit 451, R4, 2,15.
Film da recuperare del gran-
de Truffaut, parabola valida
anche oggi.
Mercoledì 9. Il maresciallo Rocca e l’amico
d’infanzia, Rai1, 21,10. Tv
poliziesco. Atto di forza, R4,
21,10. Fantascienza. Becoming Jane, Rai3, 21,10.
Film delizioso ben recitato e
ben filmato. Biografia di Jane
Austen. Wind Music Awards, L’ombra del testimone,
Rai4, 21,10. Giallo con Demi
Moore.
Giovedì 10. Superquark, Rai1, 21,10. Speciale
dopo l’Islanda: cosa bolle sotto terra? Concerto di inaugurazione dei mondiali di
calcio 2010, Rai2, 21,05. I
La guerra di Mario, Iris,
21,00. Bel film drammatico
con V. Golino. SOS Tata,
La7, 21,10. Reality.
Venerdì 11. Gli archivi
della storia, 21,10. mons V.
Paglia introduce un film documentario dedicato alla vita
di Padre Pio. Private practice, Rai2, 21,05. Telefilm
derivati da Grace Anatomy.
Blade runner the final
cut, La7, 21,10. Film di fantascienza con H. Ford. Ricomincio dall’amore C5,
21,10. Film commedia CSI,
It1, 21,10. Poliziesco.
Sabato 12. Sulla via di
Damasco, Rai2, 10,00. Rubrica religiosa. Jimmy
Grimble, It1, 14,99. Buonissimo film per ragazzi. La
donna perfetta,C5, 14,10.
Una commedia satirica fresca e gradevole. Ben recitata.
A sua immagine, Rai,
17,10.Attualità religiosa.
Another Cinderella story,
It1, 19,20. Film commedia
per famiglie. Pane amore e
gelosia, Rai3, 21,30. Film di
Comencini. Tg2 Dossier,
Rai2, 23,35. Uomini sull’orlo di una crisi di
nervi,Rai3, 23,15. Prosa di
successo.
il settimanale
il settimanale
a cura di
TIZIANO RAFFAINI
P A G I N A
35
LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 5 GIUGNO 2010
IN MARGINE AD UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA
QUANDO LA FAZIOSITÀ PASSA PER NOTIZIA
D
omenica sera (30 maggio) Rai 3 nella trasmissione “Report” parla
dell’ “8X1000”. In una
stagione dove la TV
non ha molto da proporre pensi: “oh finalmente si parla di
qualcosa di utile…”.
Bastano pochi secondi per capire l’obbiettivo della trasmissione. Infatti, non si parla di
come la Chiesa utilizza questi
fondi a favore delle missioni nel
terzo mondo, nei paesi poveri,
per portare un po’ di sollievo a
quelle popolazioni martoriate
(dove le multinazionali vanno a
depredare risorse naturali, o a
portare armi), ma della capacità degli enti ecclesiali di “accumulare risorse”. Il solo interesse della trasmissione era quello di denigrare tutto ciò che la
Chiesa fa.
Però la TV pubblica si guarda
bene dal denunciare i poco chiari interessi che girano intorno
al mondo dello sport (e del calcio in particolare), vedi la vicenda economica che ha riguardato il “divorzio” dell’allenatore
Mourinho dall’Inter, o le cifre
stratosferiche con le quali vengono pagati i giocatori, o i grandi interessi economici che ci
sono con gli sponsor, o gli accaparramenti delle trasmissioni
televisive per le partite di calcio.
Ma tutto ciò, che c’entra con lo
sport vero? Però, di tutto questo la TV pubblica (ma anche
quella privata) non dice una parola.
Come non parla della droga
che in molti ambienti “bene”
della società circola più o meno
liberamente. E’, forse per la
“modica quantità personale”
che non se ne parla?
E perché non parla delle “buonuscite” dei suoi dipendenti e
delle tante consulenze che la
Rai paga con i soldi pubblici ai
tanti “collaboratori esterni” che
poca efficacia hanno sul buon
funzionamento di “un organo di
informazione pubblica”? Quale
modello culturale propone la
Rai? Quello dell’isola dei famosi e delle veline, per far concorrenza alle TV private?
Verrebbe da dire: “…per fortuna che la TV la si guarda sempre meno”.
Ma, forse, ha ragione chi dice
che essendo venuto a mancare
un partito che faceva da “cuscinetto” nella società civile, e che
si preoccupa di tutelare gli interessi dei cittadini (la famiglia, la
scuola, l’efficienza della pubblica amministrazione, la tutela
del lavoro, ecc…), gli attacchi dei
“poteri forti” si fanno sempre più
diretti e frontali. In questo contesto, chiunque siede su una
“poltrona” si sente legittimato e
autorizzato a dire tutto quello
che gli conviene, per i propri
interessi e quelli della casta che
lo ha collocato in quel posto, incurante dei danni alla collettività e quella società civile per le
quali tutti devono avere rispetto.
Stiano tranquilli i poteri forti, e tra questi anche lo “strumento” di informazione pubblica, che la Chiesa ha solo lo scopo di far conoscere a tutti il
messaggio di Cristo, che ha accettato di farsi mettere in croce,
per dimostrare quanto Amore
ha Dio per gli uomini. Si, anche
per quelli che non perdono occasione per denigrare l’operato
della Chiesa e la sua missione
nella nostra società, perché, solo l’Amore salva il mondo.
FRANCESCO MASCOLO
[email protected])
Non ho visto la trasmissione a cui il
nostro lettore fa
riferimento, ma - a
partire dai filmati
disponibili su YouTube - non
faccio fatica a intravedere
una certa faziosità nel
parlare di Otto per mille,
Chiesa italiana, Vaticano,
anche se mi risulta che
Report sia un programma
che cerca di offrire dati con
sufficiente precisione. Naturalmente in un periodo di
denuncia dei redditi, una
certa programmazione
televisiva lascia l’impressione
che si voglia confondere il
contribuente cattolico circa
la destinazione dell’otto per
mille, facendo di ogni erba
un fascio e mettendo
Anemone insieme allo Ior e il
Vaticano con l’Otto per mille:
la solita strategia del gettare
un po’ di sabbia negli occhi...
Detto questo, mi lasci dire
due cose che credo decisive.
La prima: una certa pruderie
nel parlare di Chiesa e
denaro lascia quasi intendere
che una struttura umana
come la Chiesa debba vivere
d’aria e non debba, quindi,
fare i conti con il denaro e il
mondo finanziario. Non è
così: certo, il messaggio
evangelico ha qualcosa da
dire circa il modo di rapportarsi al denaro, e sarebbe
cosa buona che se ne tenga
conto nella Chiesa. E non
sempre lo si fa o lo si è fatto:
Ma se bisogna segnalare il
peccato e perseguire il peccatore, non è il caso di gettare
via il bambino con l’acqua
sporca... Infatti, una seconda
cosa decisiva mi sembra
questa: che nella Chiesa ci
sia sporcizia lo ha detto un
cardinale che di lì a qualche
giorno sarebbe stato eletto
Papa, ma da qui a dire che la
Chiesa è una «cosa sporca» e
una «banda di ladri» ce ne
corre. Come sempre, serve
un po’ di equilibrio.
LETTERE
AL DIRETTORE
FAX:
031.3109325
POSTA:
V.le Cesare Battisti 8
22100 COMO
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