Dipadre in figlio l`aziendacresceesi migliora
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Dipadre in figlio l`aziendacresceesi migliora
MONZA PROVINCIA Giornale di Monza - Martedì 5 Gennaio 2010 La crisi non ferma le strenne La Camera di Commercio MB ha calcolato che abbiamo speso 165 euro a famiglia a pochi giorni dal Natale però molti doni «poco graditi» sono già stati «riciclati» MONZA (cmz) Per le strenne e i regali scartati a Natale i lombardi hanno speso complessivamente circa 530 milioni di euro, vale a dire circa 150 euro in media a famiglia. I monzesi hanno speso qualcosa di più (165 euro a famiglia), qualcosa meno i bresciani (110 euro a famiglia). E se un lombardo su due non ha ridotto il budget destinato alle tradizioni delle festività, coloro ai quali la crisi ha «imposto» il risparmio hanno preferito spendere meno in regali, risparmiando circa 38 euro a famiglia, piuttosto che fare rinunce su pranzi e cenoni, dove il risparmio si è fermato a 24 euro a famiglia. Complessivamente, dunque, il risparmio medio è di oltre 60 euro a famiglia, più contenuto a Varese (40 euro), più alto a Monza e a Milano (rispettivamente 80 e 65 euro), nonostante le famiglie monzesi e milanesi siano anche le più tradizionaliste: più della metà, infatti, nonostante la crisi, non ha modificato le proprie abitudini per le festività natalizie. Quasi il 90% dei lombardi «costretti» al risparmio hanno scelto di sacrificare il budget destinato alle strenne per parenti ed amici, una scelta condivisa dalle famiglie di tutte le ANCHE NELL’ANNO PIÙ DIFFICILE SI È RISPARMIATO MONZA (cmz) Anche nell’anno della crisi la maggioranza delle famiglie lombarde (61%) chiude il 2009 con il proprio bilancio in pareggio e addirittura il 18% è riuscito a risparmiare, anche se il 21% per far quadrare i conti ha attinto dai propri risparmi o è ricorso al debito. In Lombardia, come in Italia, la maggioranza delle famiglie percepisce la propria situazione invariata rispetto allo scorso anno, anche se il 21% dei lombardi teme un peggioramento nel prossimo anno, circa il doppio rispetto alla media nazionale (10%). E per il 2010 i lombardi sono più titubanti rispetto agli altri italiani anche per le prospettive di risparmio: circa il 40% ritiene possibile risparmiare nel corso del prossimo anno, contro il 70% circa della media nazionale. Per far quadrare i conti sul fronte della spesa, torna a aumentare la mobilità delle famiglie lombarde rispetto al punto vendita: salgono i discount a Brescia (25%), i province. Oltre ai regali, i milanesi preferiscono rinunciare ai festeggiamenti fuori casa ma non ai viaggi. È quanto emerge dalla ricerca «Le famiglie monzesi e lombarde e le festività natalizie», realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per ECONOMIA l’economia e la finanza. Ma la Ccia MB è andata anche oltre e ha già calcolato anche il «riciclo» dei regali, cioè il valore dei mercatini di seconda mano. Gli italiani riciclano i regali di Natale oltre che sul web anche nei negozi tradizionali e nei mercatini che commerciano articoli di seconda ma- supermercati a Bergamo (16%) e i mercati a Milano (5%). E scende anche la fedeltà al marchio: i lombardi si spostano verso i marchi di «catena» (+6%) e soprattutto guardano con più attenzione allo scaffale delle promozioni (+15%). I dati emergono dalle ricerche «L’economia familiare. Monza, Lombardia, Italia» e «I consumi e le famiglie monzesi e lombarde», realizzate dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza. Per il 2010 i lombardi sono più titubanti rispetto agli altri italiani anche per le prospettive di risparmio: circa il 40% ritiene possibile risparmiare nel corso del prossimo anno, contro il 70% circa della media nazionale. Sopra la media lombarda, le famiglie bergamasche, monzesi e milanesi che sono le più fiduciose nella possibilità di risparmiare nel corso del 2010. no, che, tra chi acquista a dicembre e chi invece riporta doppioni o doni poco graditi a gennaio, vedono aumentare il proprio giro d’affari durante il periodo delle feste di quasi 3 milioni di euro, di cui circa 750.000 euro in Lombardia. E con la crisi rispetto allo scorso anno in Lombardia sono aumentati dell’8% coloro che hanno acquistato i doni di Natale tra mercatini e negozi di articoli di seconda mano. Negli ultimi giorni di dicembre sono in aumento del 9%, rispetto allo scorso Natale, i lombardi che si sono già «disfatti» di doppioni e regali poco graditi, cercando di rivenderli ai mercatini dell’usato. 31 PARTITI I SALDI I monzesi disposti a spendere circa 100 euro a famiglia MONZA (cmz) Sabato scorso, 2 gennaio, è partita la corsa ai saldi. I lombardi spenderanno circa 300 milioni di euro comprando capi di abbigliamento e calzature scontate nelle città e nelle località di villeggiatura, dove i più fortunati si trovano ancora a trascorrere gli ultimi giorni delle vacanze natalizie. Il 40% delle famiglie lombarde è interessata agli acquisti di cappotti, stivali e di altri capi o accessori «curati» a lungo dalle vetrine, per una spesa media a famiglia di 80 euro. Anche se le famiglie ad alto reddito superano i 130 euro per abbigliamento e calzature scontati, mentre la spesa per i nuclei familiari a basso reddito si ferma a poco meno di 60 euro. Tra i lombardi, sono gli under 35 i più interessati ai capi scontati, per una spesa media di oltre 120 euro, mentre solo 1 anziano su 5 si dedicherà allo shopping, con un budget di circa 20 euro. È quanto emerge dalla ricerca «Le famiglie e i saldi», realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza. Le famiglie monzesi si dimostrano le più interessate agli acquisti in saldo (39%) e sono anche quelle pronte a spendere di più destinando oltre 100 euro per i capi scontati, circa il 50% in più rispetto a quelle bresciane e varesotte (circa 60 euro). A Milano la spesa media a famiglia è in linea con quella regionale (80 euro) mentre a Bergamo e nelle piccole province lombarde il budget destinato ai saldi invernali sale a 90 euro. n Quando la fabbrica a conduzione famigliare svolge anche un ruolo sociale Di padre in figlio l’azienda cresce e si migliora MONZA (ces) Le critiche che sempre più spesso ricevono gli operatori del mondo finanziario, causa - a detta di molti - della crisi odierna, sono accompagnate da un diverso atteggiamento nei confronti dell’economia reale. Risulta, infatti, sempre più importante e ammirevole il legame che un’azienda sviluppa con il territorio circostante e con le persone che vengono coinvolte direttamente o indirettamente nelle dinamiche imprenditoriali. Insomma, travolti e traditi da un mercato fatto solo di numeri e completamente scollegato dalla vita quotidiana di ognuno, ci rendiamo finalmente conto dell’importanza che le imprese presenti sul territorio rivestono per tutta la collettività. Non si tratta solo di interessi economici, ma di un vero e proprio riconoscimento del valore che le aziende rivestono per il tessuto sociale, il mantenimento delle tradizioni, lo sviluppo della comunità. Tutto questo assume un valore ancora più profondo se le aziende coinvolte sono legate ad una tradizione imprenditoriale «di famiglia». E’, infatti, evidente come le famiglie di industriali brianzole hanno sviluppato nei decenni un importantissimo legame con il proprio territorio e con la popolazione, venendosi incontro nelle rispettive esigenze e contribuendo al bene della società. Con le travagliate vicende economiche di questi anni, sta quindi assumendo un’importanza fondamentale il passaggio generazionale in atto nelle imprese di famiglia, una staffetta che è vista da tutti con un pizzico di apprensione, ma anche con tanta speranza e fiducia. Se il mercato, la società, il mondo intero è cambiato velocemente, ecco allora che ci si aspetta dalle nuove generazioni di imprenditori un sostegno, la capacità di saper interpretare nel migliore dei modi le nuove dinamiche economiche, l’abilità di cambiare mantenendo intatte le relazioni con il territorio e, ovviamente, i posti di lavoro. CONCOREZZO n A Colloquio con Massimo Giovanardi, che rappresenta la terza generazione alla guida della ditta di famiglia Il segreto: capire quando è il momento di passare la mano CONCOREZZO (ces) Massimo Giovanardi, 43 anni, amministratore delegato della «Giovanardi spa», rappresenta la terza generazione nell’azienda di famiglia. La Giovanardi è stata finalista dell’edizione 2009 del premio «Di padre in figlio – il gusto di fare impresa». Dottor Giovanardi, la sua azienda è stata fondata novant’anni fa da suo nonno, come vive questo legame con la storia? Un vecchio adagio recita che «la prima generazione crea, la seconda conserva, mentre la terza distrugge», spero proprio non sia il nostro caso! A parte gli scherzi, sono entrato in azienda nel 1989 proprio per aiutare la mia famiglia nel comprendere e capire gli sviluppi del A questo rapporto di fiducia instaurato negli anni sul territorio, le nuove generazioni di imprenditori della Brianza non vogliono venir meno e, anzi, sentono il dovere di affrontare il futuro con una responsabilità che non è solo quella della propria famiglia o dei bilanci dell’azienda, ma del portar avanti il loro terri- l’azienda era attiva nella promercato, insomma un ingresso «pilotato» non solo duzione di targhe smaltate. Il per continuità famigliare, primo passaggio generazioma come innesto di nuove nale avvenne in un contesto idee e mentalità. Fatte le dodi grandi cambiamenti del vute distinzioni, credo che tessuto industriale brianzooggi per lo: lo svilupmolti aspetpo delle induti sia più difstrie pesanti ficile pren- Gli orientamenti cambiano o f f r i v a u n dere in mamercato davgrazie a menti giovani vero imporno l’azienda e continuatante per tutto quello che re la tradizione famiera lo svilupgliare, ma sono tempi duri po della pannelleria e dei per tutti, l’importante è che quadranti, pensi alla Piagciascuno si faccia carico con gio, alla Magneti Marelli o serenità delle proprie realla Berkel. Fu proprio in sponsabilità. quella direzione che la seLa Giovanardi nasce conda generazione dei Gionella produzione di tarvanardi si incamminò, speghe smaltate. Ci racconti cializzandosi e facendo da che cosa hanno significato terzisti per i grandi colossi i passaggi generazionali. industriali. Come le dicevo, Si, quando fu fondata io entro sul finire degli anni ’80 proprio perché, con grande intelligenza e senso imprenditoriale, i nostri padri (il cugino Vittorio è responsabile della produzione) avevano capito la necessità di cambiare l’orientamento della produzione, l’avvento dell’elettronica stava infatti per «cancellare» tutto il mondo che girava attorno alla pannelleria. La Giovanardi si è allora orientata nel materiale di supporto alla promozione di alto livello, come orologeria, profumeria… Il passaggio generazionale insomma è stato fondamentale per cogliere le nuove opportunità del mercato; i cambiamenti si possono intravedere, ma servono menti giovani e aperte per indirizzare l’azienda verso il futuro. Un compito non facile, quello di comprendere il momento giusto in cui passare la mano… Ha perfettamente ragione. Ci sono cambiamenti che sono necessari, ma a volte si è talmente «dentro» l’azienda che difficilmente si è portati alle novità. La seconda ge- prenditori brianzoli stanno dimostrando in un momento così difficile per la nostra economia: se, infatti, il passaggio da una generazione all’altra è da sempre critico e porta con sé un mix di dubbi e speranze, oggi le nuove leve sono chiamate ad uno sforzo maggiore per riuscire non solo a prendere in mano il timone, ma an- che a traghettare la propria impresa fuori dalle acque della crisi economica. «Sono convinto che gli ingredienti per gestire al meglio il passaggio generazionale in un’azienda siano pochi, ma fondamentali: mantenere vivo il sistema valori famigliare senza che questo influisca sulle attività dell’azienda stessa, mante- nere aperto il dialogo con la generazione fondatrice, promuovere la meritocrazia - ci racconta Luca Rovati, vicepresidente esecutivo e figlio del fondatore della Rottapharm di Monza, azienda finalista del premio - La nostra realtà, e parlo anche a nome di mio fratello Lucio (direttore medico esecutivo e vicepresi- t torio e la loro «gente». Non è un caso che le imprese coinvolte nel premio «Di padre in figlio, il gusto di fare impresa» organizzato dalla Camera di Commercio, provengano per il 60% dalla Lombardia e, tra queste, una buona parte dalla Brianza. Un riconoscimento che dà atto del grande impegno che i giovani im- Massimo e Vittorio Giovanardi, dell’omonima ditta di Concorezzo nerazione Giovanardi ha capito perfettamente i cambiamenti che dovevano essere affidati ai figli. Quando vedo i miei due bambini mi prometto di essere lesto nel capire quando sarà il momento di andare in pensione. Ma c’è ancora tempo. dente del gruppo Rottapharm|Madaus, ndr), ha saputo affrontare le criticità proprio grazie ai preziosi insegnamenti che nostro padre ci ha trasmesso - il dialogo, il confronto, lo stimolo all’impegno costante – e grazie alla presenza di collaboratori e partner capaci». Iuri Scaramella ASL MONZA E BRIANZA CONFERMA PER CATTANEO PARLAMENTO ASSOCIAZIONI IN FESTA PER IL SECOLO MONZA (cmz) Dal 1° gennaio ed almeno fino al 31 dicembre prossimo, anche le persone in cassa integrazione straordinaria e i loro famigliari a carico (oltre ai disoccupati e ai lavoratori in mobilità) saranno esenti dal pagamento del ticket per le prestazioni di specialistica ambulatoriale (esami e visite), oltre che per la farmaceutica. La disposizione regionale è stata ribadita in un comunicato stampa dell’Asl di Monza e Brianza; rappresenta un ulteriore aiuto alle persone in difficoltà per la crisi economica. MONZA (cmz) I Maestri del lavoro di Monza e Brianza hanno recentemente rinnovato il Consiglio direttivo. Ecco il nuovo organigramma, guidato da Felice Cattaneo, confermato console provinciale. Aldo Laus (viceconsole), Lino Marconcini (segretario), Oscar Eliantonio (tesoriere). Consiglieri: Giovanni Ballabio, Giuseppe Miccichè, Cesare Molteni, Umberto Seclì, Lorenzo Simonassi, Anna Luigia Vismara. Revisori dei conti: Livia Bolzon, Franco Cesana, Gianpietro Furlan. MONZA (cmz) Nell’ultima riunione di dicembre il Comitato per il Parlamento delle associazioni ha fatto il punto sull’attività del 2009 e guardato ai programmi del 2010. Fra gli obiettivi c’è quello di fornire la più ampia collaborazione al Consiglio provinciale per costituire la Consulta delle associazioni e per avviare un dialogo su come inserire nello Statuto della Provincia il riconoscimento della «Rappresentanza permanente delle associazioni». Fra gli altri obiettivi la collaborazione con Regione ed Expo 2015 per tutte le iniziative che valorizzano il territorio. (cmz) Il Credito Valtellinese ha presentato il vino del centenario. E Centenario è proprio il nome scelto per questo vino che celebra il primo secolo del Gruppo Creval. 10 mila bottiglie di Valtellina superiore docg 2006 di 8 produttori con un’etichetta ad hoc. Bottiglie che sono state utilizzate come strenna natalizia ma che saranno proposte in numerose occasioni in tutta Italia, utilizzando anche la rete delle 510 filiali del Gruppo. «Un modo per promuovere il vino valtellinese usando il brand Creval» ha spiegato il direttore generale Miro Fiordi. Esentato dai ticket Un nuovo direttivo L’obiettivo per il 2010 Vino del centenario anche chi è in Cig per i Maestri del lavoro è costituire la Consulta per il Gruppo Creval