Divertimenti Nel Vecchio Mondo, parte 1 - Fucina Tileana

Transcript

Divertimenti Nel Vecchio Mondo, parte 1 - Fucina Tileana
Ambientazione per WFRP coordinata da
Antonio Baro (Aenthondiel), 2009
BACKG ROU N D
I Divertimenti nel Vecchio Mondo – parte prima
ATTIVITÀ VENATORIE
Questo modulo fa parte di una serie dedicata ai divertimenti nel mondo di Warhammer; è suddiviso in
sei parti e ognuna di queste tratta uno dei diversi aspetti.
Serie Completa:
I Divertimenti nel Vecchio Mondo, parte prima – Attività Venatorie
I Divertimenti nel Vecchio Mondo, parte seconda – Giostre e Tornei
I Divertimenti nel Vecchio Mondo, parte terza – Spettacoli
I Divertimenti nel Vecchio Mondo, parte quarta – Giochi Marziali
I Divertimenti nel Vecchio Mondo, parte quinta – Attività Sportive
I Divertimenti nel Vecchio Mondo, parte sesta – Divertimenti Popolari
La serie è coordinata da Aenthondiel
Parte prima: Attività Venatorie
Autori: Antonio “Aenthondiel” Baro, Emiliano Foco
Bestiario: Melchitti “Melgi” Gino
Falconeria: Emiliano Foco
Revisione: Emiliano Foco
Disegni e Impaginazione: Antonio “Aenthondiel” Baro
Attività Venatorie
2
BACKG ROU N D
Il Vecchio Mondo è un luogo pericoloso e cupo,
dove la possibilità di morire per malattia, fame o
violenza è ben presente a tutti i suoi abitanti.
Ma non per questo la gente rinuncia a vivere; al
contrario, chi può rende la propria vita il più pos­
sibile gradevole, cercando un modo che lo di­
stragga dalla fatica accumulata nella dura gior­
nata di lavoro, o gli faccia dimenticare le brutte e
sconvolgenti esperienze, a contatto con mostri e
pericoli. Per i Nobili, infine, le distrazioni fornite
dai divertimenti sono qualcosa di più:uno statussymbol e il modo migliore per passare il tempo.
Se le leggi possono colpire i molteplici aspetti del­
la vita quotidiana del Vecchio Mondo, sicuramen­
te toccheranno in modo marginale il mondo del
divertimento, cercando di regolamentarlo e di fa­
vorirlo, di certo evitando norme che lo impedisco­
no.
In tutte le nazioni e in tutti i reami è anzi spesso
favorito dalla stessa classe nobiliare, che spende
ingenti somme per organizzare feste e divertimen­
ti, sia per gli stessi nobili che per la popolazione
comune. Infatti tutti i regnanti sanno bene che una
delle leggi fondamentali per avere meno problemi
possibili con i propri sudditi è quello di fare si che
siano contenti. Dato che la tassazione elevata è
visto come l’unico metodo per poter raccogliere i
fondi necessari per mantenere in efficienza il pro­
prio feudo e per mantenere un “adeguato” tenore
di vita, il sovvenzionare ed organizzare spettacoli
che allietino i sudditi è una delle forme di mag­
gior successo per ottenere il consenso popolare.
Del resto ogni occasione serve allo scopo; matri­
moni tra i nobili, festività religiose, feste civili...
Oltre ai governanti dei vari territori, anche le
Chiese spesso organizzano “divertimenti”. Questi
sono spesso rappresentazioni a sfondo morale o
religioso, dove vengono impartiti i rudimenti delle
verità che enunciano le varie Chiese, e dove si
cerca spesso di fare nuovi adepti.
A volte le Chiese cercano di far intervenire la leg­
ge civile in modo di ostacolare o proibire spetta­
coli che essi reputano offensivi per la morale o la
loro fede, o diseducativi per la gioventù, ma dato
che in genere i detentori del Potere sono piuttosto
ritrosi ad intervenire, i religiosi più fanatici a vol­
te organizzano vere e proprie crociate tra i propri
seguaci, con manifestazioni o addirittura assalti.
In genere i soggetti degli strali delle chiese reagi­
scono chiedendo aiuto ai potenti, o sollecitando
gli appassionati, oppure ingaggiando marmaglia
a loro supporto. Altri ancora semplicemente ren­
dono nascosta la loro attività, trasferendola nel
sottobosco della malavita o in club privati, dove
poi continuano a fare i loro affari.
I divertimenti del Vecchio Mondo sono pressoché
infiniti; anche se solo una parte piuttosto ristretta
ha un seguito popolare, le varianti ed i tipi di atti­
vità ludiche sono talmente diversificate da regione
a regione, che non esiste la possibilità di una cer­
nita completa.
Questo lavoro che viene presentato ha lo scopo di
raccogliere delle indizioni di massima delle prin­
cipali forme di divertimento, ma l’Arbitro del Gio­
co dovrebbe escogitare varianti per ogni luogo in
cui i vari PG si recano.
Attività Venatorie
3
BACKG ROU N D
zato un casino di caccia, una costruzione destinata
a raccogliere uomini ed animali in vista della bat­
tuta di caccia, ed a riaccoglierli al temine, quando
i Signori riportano le loro prede, scelgono trofei, si
rifocillano con vini e spuntini, mangiano a volte la
cacciagione preparata in loco dai servi.
Il disdegnoso distacco frapposto fra la nobiltà ed il
mondo borghese prende anche le vesti della con­
servazione dei boschi vicini alle costruzioni nobi­
liari, posseduti perlopiù da feudatari e destinati a
riserva venatoria, gelosamente custodita.
La Caccia, attività dei Nobili
Tra i vari tipi di Caccia la più frequente è la caccia
al cervo con l’arco. In questo caso è praticata so­
prattutto nella sua versione in “battuta” (in breto­
ne, “par force”), dove il grosso ma mansueto ani­
male può essere facile bersaglio per i dardi degli
arcieri e nello stesso tempo permette l’allestimento
di grandi battute con cani, battitori e cacciatori ap­
piedati, che danno occasione al signore di sfoggia­
re tutta la propria potenza economica ed organiz­
zativa.
La caccia è l’attività nobiliare per eccellenza, la
forma più sofisticata di divertimento dei Cavalieri
e segno distintivo di appartenenza a una classe su­
periore. Essa si ricollega alla primitiva occupazio­
ne umana, quando assieme all’agricoltura era fon­
damentale per la sopravvivenza.
Connaturata con questi ancestrali ricordi, essa è
praticata liberamente, resistendo anche allo svilup­
po ed all’affermazione dell’agricoltura, con la
quale conviveva.
Nel tempo si delineò una duplice tipologia di cac­
cia: quella di stampo signorile, rivolta ad animali
di grossa taglia, come cervi e cinghiali, fino ad
animali rari e pericolosi come i grifoni, ed una
molto più diffusa, rivolta verso animali di piccole
dimensioni. A quest’ultima si dedicava, con una
miriade di attrezzi più o meno idonei, la popola­
zione comune, e può essere considerata come una
delle tante attività di sussiego (rientrante nella co­
siddetta economia della selva), liberamente prati­
cate all’interno delle terre comuni, ma general­
mente proibita nelle terre Signorili.
La successiva affermazione del potere nobiliare e
la progressiva privatizzazione delle terre pubbli­
che trasformarono l’esercizio della caccia in privi­
legio distintivo, in possesso di pochi potenti. Al­
l’interno del vasto latifondo viene in genere realiz­
Varianti
Vi sono varietà pressoché infinite di caccia.
La caccia a piedi, prediletta dai cacciatori più ac­
caniti e “sportivi”, si svolge nei boschi o in luoghi
impervi; i partecipanti in genere hanno solamente
una semplice guida e pochi servitori, in genere si
usano archi da caccia, mentre le armi bianche si
usano per l’autodifesa e per finire la preda.
Vi è poi la caccia in postazioni fisse, contro sel­
vaggina aviaria: i cacciatori si posizionano con
armi da tiro in luoghi predisposti, con un valletto
di supporto, mente un nutrito gruppo di battitori
stana le prede per farle alzare in volo. Ultimamen­
te è iniziata una serie di cacce con armi da fuoco,
ma sono considerate disdicevoli da molti nobili.
La più diffusa è la caccia a cavallo, con cani ap­
positamente addestrati per trovare e stanare le pre­
de; alternative sono il falco o il leopardo. In questi
casi gli animali fungono da “armi” dei cacciatori:
attaccano le prede e le ammazzano, ma non le
mangiano, limitandosi a riportarle ai propri padro­
ni, oppure costringono le prede ad uscire dalle
proprie tane, permettendo cosi ai cacciatori di col­
pirla con gli archi o le lance.
Attività Venatorie
4
BACKG ROU N D
La Falconeria
Giocare la Caccia
La falconeria è una delle forme di caccia conside­
rate più nobili e distintive dalla classe plebea: pra­
ticamente nessun nobile può permettersi di igno­
rarla e ciascuno ha il proprio rapace.
Anche le dame si dilettano nella caccia con i rapa­
ci, a loro è particolarmente associata la caccia a
basso volo come quella dello sparviero, mentre
quella ad alto volo come quella del falco è ritenuta
più consona ai nobili maschi.
La falconeria è stata introdotta nell’Impero fin dal­
l’antichità dall’Arabia, e dopo un breve periodo è
diventata un’attività esclusiva dei nobili: il falco
rappresenta infatti il potere della natura alta e ag­
gressiva su quella bassa e passiva, ovvero il potere
dei nobili sui pauperes.
Si tratta di eseguire una serie di movimenti tra l’a­
nimale braccato ed i partecipanti, che coinvolgono
le abilità tipiche (Cavalcare, Percepire, Cercare,
Seguire Traccie), con infine combattimenti basati
sul tiro o sullo scontro ravvicinato.
In questa attività partecipano il Nobile ed i suoi in­
vitati, sebbene in caso di pericolo possano interve­
nire anche gli esperti, che normalmente hanno
compiti di ausilio e controllo.
I partecipanti infatti, hanno tutto l’aiuto necessario
da una serie di figure preposte:
– I Battitori che conducono i cani destinati a pun­
tare la preda;
– I Guardacaccia ed i Cacciatori, che conoscono
i luoghi dove si nasconde la selvaggina, la ricer­
cano e vi guidano i partecipanti;
– I Mastri di Caccia, esperti nel guidare i Nobili
e pronti ad intervenire in caso di pericolo.
La caccia può essere condotta a piedi o a cavallo,
con armi da tiro quali archi e balestre o con armi
da usarsi a cavallo, come la lancia e la mezza lan­
cia. Solo nelle cacce più estreme le prede vengono
affrontate in combattimenti corpo a corpo.
La preda può variare; normalmente si tratta di ani­
mali particolarmente pregiati, selezionati e con­
trollati con cura dai Guardacaccia e dai Mastri di
Caccia; ma talvolta sono animali esotici, fiere,
mostri, o perfino pelleverde o uominibestia cattu­
rati in precedenza e poi rilasciati per una emozio­
nante guerra simulata, svolta però sotto l’occhio
attento di gregari capaci. In questi ultimi casi, in­
tervengono anche soldati o miliziani che circonda­
no la zona di caccia per evitare fughe indebite o
proteggono “le spalle” dei nobili impegnati in que­
sta particolare ed estrema attività venatoria.
L’allevamento in cattività dei falchi è impossibile,
quindi gli unici due metodi per ottenerne sono la
cattura di un esemplare adulto e il “ratto” dei pic­
coli dal nido; la modalità di cattura più diffusa
prevede l’impiego di una doppia gabbia, con la
chiusura guidata da un laccio, in cui sono chiusi
degli uccellini che attirano il rapace.
Il personale che sovrintende all’allevamento dei
rapaci deve seguire precise regole sia di igiene
personale sia morali: non mangiare né aglio né ci­
polle, lavarsi regolarmente, non essere goloso, be­
vitore, lussurioso, pigro, irascibile.
Gli strumenti del falconiere sono il guanto che
protegge mano e avambraccio (di solito il sinistro
per gli Imperiali e il destro per gli Arabi), un ba­
stoncino per carezzare le piume dell’uccello e una
sacca contenente i pezzetti di carne per ricompen­
sare il rapace dopo il buon esito del volo.
In conseguenza dell’introduzione delle riserve di
caccia e dell’uso della armi da fuoco, la diffusione
della falconeria ha subito una leggera flessione,
ma rimane tuttavia molto importante e popolare,
riprova ne sono le severe leggi vigenti in tutte le
terre che colpiscono chi uccida o sottragga illecita­
mente i piccoli dai nidi.
Attività Venatorie
5
BACKG ROU N D
Carriere collegate alla Caccia
Stalliere: uomo di fatica delle tenute di caccia,
ha il compito di tenere ben nutriti gli animali,
come i cani ed i cavalli, del loro Signore. Si
tratta comunque di una figura piuttosto nota
nel Vecchio Mondo, a volte al servizio delle
stalle delle Locande, ed i più bravi ed intra­
prendenti aprono stallaggi propri.
Scheda carriera: Fucina Tileana.
Le carriere qui presentate non sono esaustive nel
giocare una caccia. I partecipanti hanno una loro
carriera che spesso nulla ha a che fare con la
caccia in sé: sono nobili, mercanti, preti, soldati,
e così via, e sono in genere accompagnati dai ser­
vi personali, da valletti e figure simili.
Bracconiere: il nemico numero uno dei guardia­
caccia, che per necessità o per sfida entra
nelle Riserve di caccia e uccide la selvaggina
per procurare cibo per sé e per i familiari. Se
catturati sono in genere messi immediata­
mente a morte.
Scheda carriera: Fucina Tileana.
Battitore: il battitore è in genere un servo addet­
to a condurre i cani o, nel caso della caccia
con armi da tiro, provocare rumore per far al­
zare in volo le prede o stanarle dai loro na­
scondigli. A tale incombenza posso essere as­
segnati anche i villici.
Schede Carriere: WFRP; p.54 e p.60.
Bestiario della caccia
Guardacaccia: sono esperti nel controllare i bo­
schi, per selezionare la selvaggina da caccia­
re e per controllare che non vi siano “estra­
nei” che saccheggiano i beni del Signore.
Scheda carriera: Fucina Tileana.
Trattare degli animali, in particolare i cani, utiliz­
zati dai cacciatori potrebbe richiedere un intero
libro. Per i nostri scopi vengono inserite alcune
razze che nel medio evo e nel rinascimento furono
effettivamente usate nelle battute di caccia. Per le
caratteristiche si rimanda al Bestiario del Vecchio
Mondo e al Bestiario degli Animali Domestici e
dei piccoli animali presente nella Fucina Tileana.
Mastro di Caccia: è a capo dei guardiacaccia e
nelle battute è sempre pronto, vicino ai parte­
cipanti, per consigliare e aiutare. Coordinano
la battuta di caccia e più in generale i guarda­
caccia nel controllo delle tenute e sono in ge­
nere persone di assoluta fiducia del Nobile.
Scheda carriera: Fucina Tileana.
Bracco Tileano: è uno
straordinario cane
da ferma, ovvero
individuata la sel­
vaggina si ferma in
una posa tipica e la
fissa, ma è molto do­
tato nel riporto della
selvaggina oltre che abi­
le nell’individuarla; è il
compagno prediletto di moltissimi cacciatori,
duttile da poter essere utilizzato con qualsivo­
glia selvaggina, dotato di uno splendido trotto
in azione, con grandi capacità di apprendimen­
to che ne facilitano l’addestramento venatorio
ed un atteggiamento particolarmente riflessivo:
insomma uno spettacolo di cane.
Falconiere: cacciatore specializzato nella caccia
con l’uso di animale da preda. Il falconiere è
essenzialmente un nobile, di ambo i sessi,
che fa della caccia al falco il centro della
propria attività, in pratica è uno stile di vita
ed è riservato ai doli nobili.
Scheda carriera: Fucina Tileana.
Addestratore: altra figura tipica delle tenute di
caccia, si prende cura ed alleva i cuccioli di
cane e li addestra per la punta o il riporto. I
più dotati sono in grado di occuparsi anche
degli animali esotici e feroci del loro Signo­
re, che talvolta li cavalcano in guerra. Alcuni
addestratori si danno al mondo dello spetta­
colo esibendosi in numeri con le fiere.
Scheda carriera: Fucina Tileana.
Epagneul Bretone: è un gran caccia­
tore, specialista della beccaccia, è
una delle razze che meglio si
adatta a qualsiasi terre­
no; è abile tra i rovi,
tra gli acquitrini ed
anche nel percor­
rere vaste pia­
nure, è dotato
Domatore: gli addestratori più talentuosi e pre­
parati si specializzano nella redditizia attività
di allevamento ed addestramento di animali
feroci da usarsi in caccia e in battaglia e che
danno grande prestigio ai Signori che ne pos­
sono vantare il possesso; tali addestratori
d’elite sono noti come domatori.
Scheda carriera: Fucina Tileana.
Attività Venatorie
6
BACKG ROU N D
di un’eccellente ferma e sensibile olfatto, ec­
celle nel riporto anche in acqua. La razza deno­
ta una particolare intelligenza ed astuzia nello
stanare il selvatico, anche quello più difficile e
nel prendere iniziativa; è piuttosto rapido. Dal­
la Bretonnia si è rapidamente diffuso, anche
perché eccelle pure come cane da compagnia.
all’aperto per soddisfare la sua indole. Una
particolarità della razza è che l’addestramento
alla caccia (abilità peraltro innata nel setter) va
portato avanti nel massimo rispetto della sensi­
bilità del cane che altrimenti si rifiuterà di ese­
guire le nozioni che si cerca di imparagli: è ne­
cessario, pertanto, conoscere bene la psicologia
della razza ed entrare in sintonia con l’esem­
plare da addestrare.
Pointer: il suo alleva­
mento è all’insegna
della purezza delle
forme e delle linee di
sangue. Il pointer ha
un aspetto leggero, ed
è celeberrima la sua
estatica ferma: un vero
e proprio spettacolo. È
eccellente nella ricerca e
nella ferma della preda,
ma non ha (ancora) capacità di riporto della
selvaggina, oltre alla notevole velocità e all’en­
tusiasmo che lo contraddistingue le fasi di cac­
cia. Il pointer abbisogna di gran movimento
anche quando è a riposo dall’attività venatoria,
con il padrone e gli uomini è solitamente doci­
le ed affidabile, dimostrando sempre vivacità
ed affetto e vive spesso in simbiosi con il suo
compagno umano. È considerato uno dei cani
più eleganti per il suo galoppo a testa alta per
scovare il selvatico anche in ambienti molto
vasti, grazie ad un fiuto d’eccezione.
Spinone Tileano: Lo spinone è un cane
dall’aspetto robusto e ru­
stico ed ha eccellenti
doti venatorie; cac­
cia bene su qualsiasi
terreno anche se, an­
che grazie alla pro­
tezione del mantel­
lo, le paludi e la
fitta boscaglia sono fra gli habitat in
cui più si evidenzia la sua abilità; gran trottato­
re è dotato naturalmente di un buon riporto;
buon nuotatore, non teme intemperie e fatica, è
molto meticoloso nello scovare il selvatico e,
contrariamente ad altre razze, pur nella posa
della ferma dimostra il suo feeling con il suo
compagno uomo. Lo spinone è caratterizzato
da un’indole docile e mite, affezionatissimo al
padrone che riesce ad educarlo con una certa
facilità, si adatta bene anche negli ambienti
chiusi, se si tengono in debito conto le sue na­
turali ed istintive necessità di moto. Facile da
allevare, è una razza di affidabilità assoluta e
necessita solo di regolari spazzolature per ciò
che riguarda il tipico pelo.
Setter: è un cane
dotato di fiu­
to sensibi­
lissimo, ca­
pace di percepire
l’odore del selva­
tico a distanze
enormi e può esse­
re impiegato con
successo su ogni terreno e alla ricerca di qual­
siasi selvaggina da piuma, anche se la beccac­
cia costituisce la specialità della razza. Ama
cacciare a lunga distanza dal padrone, inse­
guendo l’odore del selvatico, che individua esi­
bendosi poi nella classica ferma; percorre lun­
ghe distanze al galoppo e rivela sin da piccolo
la naturale propensione all’attività venatoria ed
è dotato di un eccellente riporto. Al di fuori
dell’attività di caccia, il setter è un cane dolce,
affettuoso con il padrone ed i familiari, ami­
chevole con tutti; partecipa emotivamente alla
vita familiare ma necessita di lunghe corse
Falcone da Caccia: Sono molti gli
uccelli da preda usati per la fal­
coneria. Tra questi la Poiana, lo
Sparviero, il Falco, ecc... Altro
animale usato nella falconeria e
molto più pregiato è l’Aquila,
ben più difficile da catturare e da
addestrare. Sono animali non
allevabili in cattività. I nobili
che si dedicano attivamente
alla falconeria provvedono ad
addestrarli di persona; se invece
la praticano saltuariamente, allora li affidano
ad addestratori. Le differenze tra le razze non
sono particolarmente significative; in genere
poiana e sparviero vengano usati a quote medie
e basse, mentre il falco e l’aquila sono usati ad
alte quote.
Attività Venatorie
7
BACKG ROU N D
Altre notizie correlate alla caccia:
Testi Accademici: Per caratterizzare gli appas­
sionati di Caccia si possono introdurre volu­
mi specifici sull’argomento presenti nella bi­
blioteca personale, come i seguenti tomi:
Trofei: Oltre al tipico trofeo della testa impa­
gliata appesa al muro, o della bestia impa­
gliata intera, sono molto frequenti le esposi­
zioni delle arme usate o rotte in battute di
caccia, delle zanne, delle code o di altre parti
usate come amuleti, o l’uso di vestiario adat­
to alla caccia anche nelle occasioni informali
o negli incontri presso i club riservati.
Anonimo, De Arte Bersandi (in classico)
Anonimo, Le Roy Modus (in Bretone)
Gaston Phebus, Le livre de Chasse (in Bretone)
Anonimo, L’art d’Archerie (in Bretone)
Pier de’ Crescenzi, Ruralia Commoda (in Tileano)
Abiti ed equipaggiamento: Le Cacce Nobiliari
sono una forma di esibizione della ricchezza
della Casata che le ospita. Pertanto gli abiti si
richiamano a quelli dei cacciatori, sono prati­
ci e resistenti, ma sono sempre della miglior
foggia possibile, in modo di sottolineare il
benessere di cui gode la casata (anche quan­
do questo sia piuttosto basso). Lo stesso vale
per le armi, che sono della maggior qualità
possibile. A questo stile si adeguano anche
gli ospiti, e presentarsi in modo non confor­
me è indice di rozzezza e maleducazione.
Questi libri illustrano le tecniche della caccia con
l’arco, come si conduce una battuta al cervo, come si
allestisce un appostamento per il cinghiale, come si
prepara l’attrezzatura necessaria: l’arco, le frecce ecc.
Vi si trova la descrizione dei diversi tipi di arco adatti
alle differenti cacce: arco leggero per la caccia alla
posta, arco forte per quella da cerca. Vengono pre­
scritte le modalità per condurre battute di arcieri al
cervo, con o senza cani: come disporre gli uomini
alle poste, i battitori, i cani, ecc. Particolare attenzio­
ne è dedicata a come usare l’arco con i diversi tipi di
selvaggina (lepre, cinghiale, cervo, volpe, ecc.). Altri
interessanti particolari sono la descrizione della mi­
metizzazione o come sfruttare il cavallo per nascon­
dersi alla vista della selvaggina. Infine, non mancano
alcuni riferimenti tecnici agli archi usati, alle frecce
nonché alcuni accenni alla tecnica di tiro.
Questo articolo è un supplemento non ufficiale a Warhammer Fantasy RolePlay, di proprietà della Games Workshop
(GW), pubblicato in Italia dalla Nexus Editrice Srl. Tutti i relativi Marchi di Fabbrica (™) e Diritti d’Autore (©) sono usati
senza richiesta di permesso, e in nessun modo si intende reclamare la proprietà di questi alla GW o alla Nexus. L’autore
dell’articolo riconosce i diritti d’autore e il marchio di fabbrica dei relativi proprietari. Quando possibile, in questo articolo
ci si conforma al mondo “ufficiale” di Warhammer, e lo si fa con il pieno riconoscimento della proprietà intellettuale e dei
Diritti d’Autore legali di quel materiale. Qualsiasi riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale.
I disegni di copertina e di pagina 4 e 5 sono provenienti da siti Internet; questo articolo è stato ricavato da notizie sulla caccia
medievale e rinascimentale ritrovate in vari siti in internet, rielaborate in modo di poterle inserire nel contesto di gioco di wfrp
Vari Autori, coordinamento e grafica di Antonio Baro (Aenthondiel), 6/2009 – Fucina Tileana (http://wfrp.altervista.org)
Attività Venatorie
8