di... - La Riviera on-line
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DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 02 Controcopertina CAPO COLONNA, CROTONE MIRAGGIO GRECO O TRAGEDIA CALABRESE? RITORNELLO O FILONE? Progetto Magna Grecia SRL JIM BRUZZESE ttrarre visitatori e turisti nei siti archeologici calabresi. Detto, fatto. Trasversalmente e con l’ennesima iniezione di denaro pubblico, la classe governante calabrese ha confezionato in house (in casa propria) una società a responsabilità limitata, con un capitale di 100 mila euro: la “Progetto Magna Grecia S.r.l.”: 51% alla Regione Calabria, 49% agli enti pubblici, con particolare riferimento ai comuni nel cui ambito territoriale insistono siti di particolare interesse culturale. Sponsor ufficiale Giuseppe Scopelliti. Due presidenti. Pino Arlacchi, uomo di multiforme ingegno, e Ettore De Medici. Centrosinistra il primo, centrodestra il secondo. Nessun confine tra maggioranza e opposizioni, indistinguibili le visioni politiche. Da interpretare gli obiettivi personali e le ambizioni. Un nuovo miraggio greco o un’altra tragedia calabrese? Miraggio greco. La “Progetto Magna Grecia S.r.l.” chiede il banco, tutto il banco e, nonostante il musone dei comuni “espropriati” dalla gestione dei propri beni, tenta l’ennesimo azzardo sulla grande vocazione. Punta sul cavallo (finora) perdente, il turismo e sceglie quello zoppo, il turismo culturale. Tragedia calabrese. La “Progetto Magna Grecia S.r.l.” , e questa è una vecchia storia, causa di imperante stagnazione, vuole puntare sul sicuro, a carte scoperte e con i soldi degli altri. O per dirla in un altro modo. Questa nuova patacca, d’oro antico, ma sostanzialmente di cartapesta, cala dal collo di quelli che vincono facile, sempre gli stessi. Quelli che barcollano e propongono alla destra quando la sinistra è all’opposizione, che barcollano e abbracciano la sinistra, quando la destra è stata battuta. Poi si incontrano e concretizzano una altra Impresa per pochi. Stesa al tappeto, giace però la solita vittima. Con le ossa spezzate, la gente, all’ennesimo ko, incassa il pacchetto calato dall’alto da facce pulite. Colpevole. Povero. Mediocre. Senza rabbia, abituato a perdere tra ritornello e filoni. Il ritornello: “I non lascia spazio” azzeccheranno il POR Calabria FESR 2007/2013, quello dei “Grandi Attrattori Culturali” per spingere flussi, stormi e A gite dentro sette secoli di storia, unica e inimitabile. Il filone: “I non lascia spazio”, con la scusa di attrarre gite, stormi e flussi, assumeranno personale amico, incaricheranno compari d’anello, affrancheranno testimoni di nozze. E comunque, la new Srl, forte del nostro capitale, offrirà un pacchetto completo, contenente tutto quello che gira intorno alla Magna Grecia. Dagli scavi, alle attività di comunicazione, dalla formazione scolastica, a convegni, congressi e manifestazioni, tutto sarà cosa loro. Forti della sponsorizzazione di un Governatore che si sente Pericle, ma accentra sempre sui soliti trenta (tiranni) che non mollano mai. Non c’è niente da fare, non vanno giù. E se ci vanno, si rialzano. Poi ci promettono un futuro radioso. Senza fermarsi mai, neppure per un solo round, pretendono di essere creduti sulla parola, e in questo caso, ma cambia poco, sull’oggetto del proprio statuto. Abituata a tali pretese, la Calabria attende invano turisti, ma continua a non guardare seriamente al proprio futuro. Colpevoli i calabresi di non fidarsi più di se stessi, e quando accade questo, non c’è altro da fare che trovare un uomo forte e sicuro, anche se non sia nel giusto, e appendersi alle code della sua giacca. LE ROVINE DI LOCRI EPIZEFIRI PINO ARLACCHI L’ANTICA KAULON GIUSEPPE SCOPLETTITI LA VILLA ROMANA DI CASIGNANA DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 03 Parlando Style di... L’infamia * Trenitalia massacra la Calabria. Soppressi 21 treni NORDICI&SUDICI Povertà in arrivo GIOACCHINO CRIACO Ci ho provato ad arringarvi, volevo convincervi a fare la rivoluzione sapendo che non ci sarei mai riuscito. Ora siete con le spalle al muro. L'Italia è tecnicamente in default, come la Grecia nella quale fra un po' i militari saliranno al governo, come la Spagna, come l'Europa. Si cari sudici arriva la carestia, anzi c'è già da un po' anche se non ve l'hanno ancora detto e ve lo comunicheranno il più tardi possibile. Me la godo, confesso, d'altronde sono un vecchio compagno con vetero convinzioni che mi fanno ritenere superflue le sovrastrutture economiche, inutili i bisogni indotti e non necessari. Siete poveri da quando vi siete lasciati convincere che potevate vivere oltre le vostre possibilità, da quando il sistema ha consentito ai vostri magri stipendi di comprarsi casa, macchina, telefono e ogni altra prebenda consumistica. Vi siete impegnati la vita intera per godervi un po' di presente, sotto casa sono arrivate le mercedes, alle finestre hanno fatto capolino i condizionatori. Il diavolo vi ha fregato l'anima e voi il patto lo avete sottoscritto felici. Perché dovrei aver pena per voi. Odio gli strozzini, e parteggio per gli strozzati quando ricorrono all'usura per una malattia, una qualsiasi necessità reale. Strozzini e strozzati sono moralmente uguali quando gli ultimi ricorrono ai primi per avere una vita più comoda, per permettersi qualche lusso fuori dalla loro portata. E visto che siamo nel triste tema della cravatta potrei suggerirvi la soluzione se non fosse che in fondo anch'io sono un po' sudicio e che dirvi di non pagare i debiti sarebbe istigazione a delinquere. Sono ligio alle regole, quindi vi dico di pagare, se fossi un malacarne vi direi di fare la bella, gabbate il creditore e non pagate nulla. Vengano pure a prendersi la mercedes e il televisore al plasma, vi taglino il telefono. E chi se ne frega, visto che altre rivolte non ne avete fatte, fate la rivoluzione di necessità. Nessuno paghi più, il sistema tagli le prebende e chi s'è visto s'è visto, mica possono mettere al rogo milioni di persone. Ma voi cari sudici non farete manco questo, spolperete chiunque vi starà a tiro. Altro che civiltà e terzo millennio, il mondo è sempre più giungla e voi continuate a fare debiti e a sognare un benessere che vi siete mangiati. Manifestazione di protesta Manifestazioni e incontri, di cittadini e pendolari dai quattro angoli della Calabria, preparatori alla manifestazione del 26 Novembre prossimo -Domenica 13 pomeriggio, Cosenza, ore 16, sede CGIL P.za Vittoria, n.7; -Venerdi 18, Reggio C. ore 11, sede Dopolavoro Ferroviario, P.za Garibaldi -Sabato 19, Roccella, ore 11, sede Dopolavoro Ferroviario, vicino stazione -Sabato 19, Catanzaro L., ore 17, sede Dopolavoro Ferroviario -Domenica 20, Lamezia Terme, ore 11 sede del Dopolavoro -Domenica 20 Cosenza alle 16 Piazza Vittoria, Sede CGIL - Sabato 26 Catanzaro ore12 P.zza Matteotti “Contro la progressiva decimazione del sistema ferroviario calabrese” CARMELO CARABETTA a notizia è secca e non ha bisogno di commento. Dal prossimo 12 dicembre prossimo verranno soppressi i treni che da Reggio salgono verso il Nord e che nolenti scendono dal Nord verso Reggio. Il Governo ordina, la Società Ferrovie dello Stato esegue giuliva, tentando di dimostrare con l’ineffabile ex socialista Moretti che non di tagli si tratta, ma di consolidamento. Se avesse una faccia- ma è dotato solo d’una maschera- meriterebbe d’essere preso a schiaffi. Questi i treni tagliati: Intercity notte 782 Reggio Calabria (13,55) Milano (8,20); L Intercity notte 785 Milano Centrale (23,00) Reggio Calabria (18,05); Exp notte 891 Roma Termini (22,25) Reggio Calabria (6,35); Exp notte periodico 1665 Torino Porta Nuova (21,45) Reggio Centrale (12,25); ES 9380 periodico Reggio Calabria (16,35) Roma Termini (23,15); ES 9386 periodico Reggio Calabria (16,25) Roma Termini (23,15); Exp 1594 periodico – auto al seguito Reggio Calabria (16,15) Bolzano (10,10) Exp 1595 periodico – auto al seguito Bolzano (18,47) Reggio Calabria (10,55); Exp notte 1641 periodico Milano centrale (22,15) Crotone (13,50); Exp notte 1644 periodico Crotone (18,25) DOMENICA Milano Centrale (10,05); Exp 1681 periodico auto al seguito Venezia Mestre (20,18) Villa San Giovanni (10,55); Exp 1682 periodico auto al seguito Villa San Giovanni (21,30) Venezia Mestre (13,12); Ci avviamo verso la cortina di ferro, cioè la quasi incomunicabilità tra la Calabria e il centro-Nord. Il beato Governatore tace. Ha dichiarato il segretario regionale della FiltCgil, Nino Costantino: “Questo stillicidio comporterà, ovviamente, oltre ad una contrazione del personale occupato, una ulteriore riduzione di servizi essenziali per i passeggeri e, soprattutto, l’aumento delle distanze fra la Calabria, il Mezzogiorno ed il resto del Paese. 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 04 la Riviera SIGNORI, NON SI PARTE DIAVOLO NERO La cortina di ferro I governanti e i governativi promettono fuoco e fiamme, che per legge fisica diventeranno cenere. Chiedono, cioè, famigerati tavoli di confronto. Ma questa è l’ora d’occupare i ministeri, scacciandovi gli infingardi ministri. Per il resto, si tratta di chiacchiere e tabacchiere di legno Intercity notte Milano C.- Reggio C. 23,00 - 18,05 C’è una responsabilità evidente sia delle Ferrovie dello Stato che non investe nel Sud e ragiona come una società privata che pensa solo al profitto, sia del governo nazionale che, attraverso i tagli delle risorse fino al 70 per cento per i prossimi anni, marginalizza le aree deboli e le priva di qualsiasi prospettiva di sviluppo. Appare evidente che rispetto a queste decisioni ci aspettiamo energiche e concrete prese di posizioni di tutti i soggetti istituzionali calabresi, a cominciare dalla Giunta regionale e dai sindaci dei cinque capoluoghi calabresi, per far recedere ferrovie dello stato da queste decisioni che cancelleranno i requisiti minimi per una mobilità sostenibile e civile in una regione già debole come Espresso notte Torino P.- Reggio C. 21,45 - 12,25 la Calabria. Occorre una reazione forte e decisa”.Giusto. E poi conclude: “Noi faremo la nostra parte”. Vorremmo sapere quale sia la parte che reciterà la Filt- Cgil. Si limiterà alla lagna della denuncia senza azione? O mobiliterà le popolazioni delle quali non c’è segno nella vibrante dichiarazione di Nino Costantino che, con grande sorpresa, per salvare i trasporti in Calabria fa appello proprio alle forze che tappa dopo tappa li hanno depauperati e assottigliati? Ma già avanzano i leoni del governo regionale a promettere fuoco e fiamme sotto le mentite spoglie della cenere. Cioè, i governanti e i governativi, che per lunghi anni hanno dormito, hanno accettato i tagli in Espresso notte Roma T.- Reggio C. 22,25 - 06,35 nome delle leggi ferree dell’economia , nient’affatto rispettate per il potente stipendio di Moretti, chiederanno futili e inutili tavoli di confronto con il Ministro dei Trasporti, chicchessia? Quando, invece, è venuta l’ora d’occupare i ministeri e di scacciare non solo i ministri, ma persino i portinai e degli uscieri. Non risparmiando la sede di Trenitalia dove impera in poltrona l’ad Moretti con la sua corte. Il Governatore ci sta? Oppure è la solita lamentela del vecchio re che andava urlando disperato per la rapina della figlia : “ Mia figlia! Il mio cavallo!”. Non sapendosi decidere se per la figlia o il cavallo. Amico del Governo o della Calabria? Scelga di nuovo, e per la prima volta il Governatore. Michele Traversa e i sogni di gloria Con sua sentenza la Corte costituzionale ha sancito l'illegittimità della carica di sindaco e di deputato in una sola persona. Il chiamato in causa è Michele Traversa, che cumula la carica di sindaco di Catanzaro e di deputato. Ma non si decide a sciogliere il nodo, nient'affatto gordiano. Anzi, temporeggia in attesa- dice- che gli venga chiesto di fare una scelta. Da chi? Mchele Traversa -ciò che non sospettavamo- ha animo cinicamente indifferente a quelli tra i suoi che stan sospesi. La condizione più dura e atroce secondo Dante. Sta sospeso Luigi Fedele, capogruppo del Pdl alla Regione, che, ove il commilitone Michele Traversa optasse per la carica di sindaco, entrerebbe, in quanto primo dei non eletti, alla Camera. Sta sospesa, con il cuore palpitante in mano, la signora Tilde Minasi, che, ove Michele Traversa si dimettesse da parlamentare e Luigi Fedele accettasse di volare verso Roma, avrebbe finalmente raggiunto l'agognato seggio di consigliere regionale. Tre ipotesi per una poltrona, perciò. Se si realizzano, squassano la logica più comune. Ma c'è un fatto nuovo. Questo Parlamento ha i giorni contati. Quando sarà chiesto a Michele Traversa di scegliere, non avrà dubbi tra la poltrona cittadina e la poltrona romana. Verrà l'ora di Luigi Fedele, che non vorrà certamente sedere sullo scranno d'un Parlamento sull'orlo della tomba. La Signora Tilde Minasi, come una monaca che ha fatto voto di clausura, è senza scelta. È schiava delle decisioni degli odiati uomini. E, tuttavia, siccome gran dama, non mostrerà turbamento. Sicuramente, le fioccherà sulle labbra un sorriso. Amarostico, però, come l'amaretto di Saronno. I sogni di gloria finiscono al tramonto di Berlusconi. Sempre uomini tra i piedi. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 05 DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 06 Parlando di... LA COPERTINA * IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA Dietro l’avvelenatrice di Locri gli avvelenatori IN EVIDENZA Il mostro, sbattuto in prima pagina, riacquista il profilo della creatura umana, come accade nelle favole per i tanti orchi. Grazie al fatto che ogni tanto i magistrati comprendono quello che noi giornalisti non comprendiamo. E destinano Annunziata Iannizzi non al carcere, ma all’ospedale. PASQUINO CRUPI a incontravo ogni mattina alla stazione di Siderno. Andava innanzi –indietro sul marciapiedi. O stava seduta su uno dei lerci sedili, lì depositati più per respingere che per invitare i clienti di Trenitalia. Con l’implacabile sigaretta in bocca. In atteggiamento di chi cerca e non chiede. Labbra sigillate. A vederla, scontrosa come chi intenda essere lasciata in pace. Una povera donna. Domenica 6 novembre ho visto in televisione una donna affaccendata, nel bar dell’ospedale di Locri, a siringare un succo di mela con spizzichi di benzina. L’intruglio era destinato a essere trangugiato dall’anziano convivente di 75 anni, che, però, pur invitato a bere, teneva lontano dalla sua gola non riarsa il calice amaro. L’indomani, 7 novembre, la notizia era a piena pagina. Titoli grondanti. Ho riconosciuto la donna della stazione. Ho appreso il suo nome, Annunziata Iannizzi, quarantacinquenne. Una diabolica donna? Pare proprio di sì se è salita ai fastigi della cronaca con la qualifica, più letteraria che reale, di “avvelantrice”. Ma c’è da chiedersi – non sto pronunciando una arringa- se su un succo di mela, gocciolato di benzina, possa essere strumento conducente ad un veneficio, se, cioè, si possa avvelenare senza veleno. Intanto, l’impossibile avvelenamento non c’è stato. Annunziata Iannizzi -cerchiamo di non fare ridere i polli- non ha neppure tentato di avvelenare. L Tutto è rimasto confinato nelle intenzioni d’una povera donna , d’uno straccio di donna, sola al mondo. Ma questo non interessa nessuno. Specialmente quelli che non hanno mai digiunato, neppure di venerdì, e non sanno che cosa sia la fame e dove porta. Chi è Annunziata Iannizzi? La sua è storia dell’infanzia, condannata già ad essere adulta, a crescere da sola, a vestirsi da sola, a procurarsi il cibo da sola. Poiché i genitori la abbandonano fin dai primi anni d’età. E, in questi nostri paesi in cui sono rispettate le ragazze che hanno un padre e una madre, un marito e cognati, lei, grandicella, sarà di tutti quelli che la vogliono e di tutti quelli che la vogliono prendere in giro. Tanto più che in giovane età e per anni è stata in cura presso strutture psichiatriche e, poi- evviva i servizi sociali e la carità cristiana organizzata nelle curie- la strada è la sua maestra di vita. Approfittarne, più che lecito, era dovuto. Poteva diventare una ladra, ed è stata soltanto una ladruncola. Poteva diventare una delinquente ed è soltanto una malvivente. Nel significato più letterale della parola. Una donna onesta. Ogni tanto i magistrati comprendono quello che noi giornalisti non comprendiamo. Hanno subito compreso- e ne va dato atto al Gip di Locri- che Annunziata Iannizzi è una ammalata, e il suo luogo di destinazione, correttamente, è stato il reparto di Neuropsichiatria degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, non il carcere. Va curata, non incarcerata. Il mostro, sbattuto in prima pagina, riacquista il profilo della creatura umana, come accade nelle favole per i tanti orchi. Fatti tali dagli incantesimi. Per i quali non sono più d’attualità i maghi, ma i giornalisti. Ed io per questa povera donna, che ha acquistato le luci della ribalta solo perché ne venisse illuminata la crocifissione infame, con il cuore in mano dico che è assai più rispettabile delle grandi signore, che dal letto adulterino allungano la gamba per dondolare la culla del loro figlioletto piangente. Ché è sempre la pietà che la persona umana alla persona umana deve. Anche e soprattutto a Annunziata Iannizzi, vittima per tutta la vita delle insidie della vita. Ci sarà, comunque, il processo. Ci sarà una sentenza. Noi, l’imputata fuori dalla stanza in cui si ritirerà la Corte. E noi vogliamo dire ai giudici, che decideranno di Annunziata Iannizzi, con il grandissimo Genuzio Bentini, il più grande avvocato d’Italia : “Voi ci chiudete fuori della porta- siete i custodi e avete una consegna- noi battiamo contro la porta con le mani nude a costo di scorticarci e sanguinare, per risvegliare sotto i nostri colpi la eco di coscienze che non si domano”, che sanno piegare il diritto a umanità. Che manderanno assolta Annunziata Iannizzi. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 07 DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 08 la Riviera Calabria regione forte del PDL, tradisce Berlusconi Giuda Calabresi Il IN EVIDENZA Nella seduta finale Berlusconi guarda i 308 voti e scrive su un foglio “traditori”. Tali Nucara, Pittelli, D’Ippolito, e Versace. Ciò vuol dire un vuoto di direzione e di guida del PDL, sovranità limitata da Scopelliti. Un uomo forte grazie alla debolezza organica del PD, da tempo nel muto orto solingo. Drago del Giambellino ha finito di raccontare balle. Per diciotto anni le ha sparate di ogni dimensione, le più grosse (rivoluzione liberale e riforma della giustizia) hanno abbindolato milioni d’italiani, compresi tanti elettori di sinistra che orripilati dalla deriva giustizialista della loro parte avevano scelto di bere l’amaro calice del cavaliere per non ritrovarsi Caselli a palazzo Chigi, ritrovandosi prima Alfano a via Arenula e poi lo stesso alla guida del partito liberale di massa, più balla di questa. Il Cavaliere per diciotto anni ha tradito tutti ed era inevitabile che si ritrovasse le corna in casa. A furia di dir bugie ha mentito anche a se stesso dimenticando la verità degli adagi popolari, uno dei quali atteneva proprio ai draghi: “un san Giorgio per ogni drago” recita un proverbio calabrese. Berlusconi non lo conosceva ma i calabresi si, soprattutto quelli del PDL. Ora il Drago gira con un foglio in mano, sopra ci sono i nomi dei traditori che gli hanno infilato in cuore la spada. Medita vendetta e i primi sulla lista sono due calabresi, Pittelli e Versace, assenti nella votazione dell’otto novembre che ha sancito la fine del ventennio berlusconiano, ai quali lui aggiunge quelli degli altri deputati eletti nel PDL e già uccel di bosco da tempo, come la Napoli, o da pochi minuti, come la D’ippolito. E dire che lui la Calabria la aveva incensata di poltrone, tante come non mai per i calabresi. Al governo aveva cooptato i Galati, i Belcastro, i Misiti, i Gentile. Persino Nucara, reggino leader dei repubblicani, già gratificato con un posto da sottosegretario era assente alla votazione sul rendiconto, ma lui non è un santo, era semplicemente malato, con tanto di ricovero in clinica. Le defezioni calabresi sono state particolarmente indigeste al Cavaliere, lui punta molto sulla Calabria, fa affidamento sul suo serbatoio elettorale, vero pozzo dei miracoli in tempi di siccità. Ci fanno affidamento in molti nel PDL, per questo tengono d’occhio il governatore calabrese, detentore del forziere, e molto si vocifera, a torto o a ragione, di suoi presunti incontri romani in casa FLI e UDC, qualcuno ha paura posto che Peppe è un figlio di San Giorgio, inteso come palazzo. In fondo il PDL passa in queste ore da un Drago a un Angelo e sempre di bestie alate si tratta, e la tentazione di atterrarle è forte per i Santi. Cosa poteva fare Versace? Che almeno lui un Santo lo è davvero, ha sguainato la spada, è un vecchio socialista, anche se il capitale lo tiene in casa invece di combatterlo, e lui i leader massimi è abituato a vederli nella polvere. Come non poteva sentirsi male Nucara una volta realizzato il passaggio da La Malfa a Berlusconi. Pittelli è stato forzista della prima ora e al compimento del diciottesimo anno non poteva fare altro che affrancarsi. Il dramma vero è quello dell’onorevole Misiti che sta girando l’Italia in lungo e in largo per verificare il numero dei disastri e nessuno ha avuto ancora il coraggio di comunicargli che la vera catastrofe per lui si è già verificata a Monte Citorio. I tempi sono brutti per i Draghi, ma non sono belli neanche per i San Giorgio, intesi come Peppe, perché a Cosenza si mangia, e bene, e la Napoli pare abbia particolarmente gradito le pietanze UDC servite da Occhiuto. Peppe trema, ha dato di tutto agli ex democristiani per tenerseli buoni, ma quelli si sa che sono in odore di santità e lui ha mollato Fini per un Drago, un po’ drago lo è anche lui e qualche balla l’ha detta a furia di frequentare quello del Giambellino. Peppe si guarda intorno, pensa a quel sessantacinque per cento di poco più di un anno fa, quanto ne ritroverebbe oggi nell’urna? Poco, i calabresi sono tutti santi e portano sempre in alto i draghi solo per il gusto di atterrarli, ne sa qualcosa Agazio che gira desolatamente cercando una spiegazione a quella che per lui è stata una sconfitta inspiegabile alle passate regionali, e intanto si consola nell’oasi dell’MPA, ormai sempre più cimitero degli elefanti. Ma si confessiamolo, siamo noi calabresi a essere fatti male, tradiamo sempre tutti, avevamo illuso persino Adamo e Bova di essere dei trascinatori e li abbiamo lasciati col pugno in alto in mezzo alla strada e nessuno e andato a riprenderli, così ancora girano per le mulattiere calabresi convinti che il PD si un partito di massa, si sentono numeri primi mancando di godersi la solitudine dei numeri zero. Si i calabresi sono traditori, ma i traditi non sono dei Cristi e non possono dare dei Giuda ai loro giustizieri. (lr) DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 09 LETTERA PASTORALE N°2 Come volevasi dimostrare C PASQUINO CRUPI ome volevasi dimostrare. Anche se i decreti dei vescovi, avendo la durezza dei dogmi di menti unilaterali, non hanno bisogno di essere dimostrati. Don Salvatore Monte, il prete scalabriniano, il 7 novembre ha lasciato la parrocchia di Riace e s’è insediato in quella di Siderno Superiore. Vì è stato accompagnato dal sentimento ferito del IN EVIDENZA popolo riacese la cui sovranità non conta nulla, e non solo in questioni religiose. È la tragedia SIA BENEDETTO della democrazia, della primigeI Santi qualche torto ce l’hanno nia democrazia cristiana, abilitata anche loro. Con i loro miracoli, anch’essa, come la democrazia avverati o attesi, fanno laica, a trasformarsi in oligarchia. È l’insulto irriconoscente e ingraprecipitare denaro, molto to alla fatica e alla resistenza mildenaro, nelle casse della Chiesa. lenaria dei fedeli senza dei quali E il denaro -ricordiamolo- è lo le chiese sarabbereo rimaste chiuse e, chiuse, sarebbero state destisterco del diavolo. Per questo può essere trattato, senza danno nate a divenire relitti di mura. Queste cose d’una semplicità per la vita eterna, solo dai sconcertante le sanno i pastori, vescovi. Don Salvatore Monte è che portano le pecore al pascolo, non i proprietari delle pecore solo un prete. Vade retro, delle quali vivono, nutrendosi del Satana. Che sia benedetto il loro latte e sfruttando la loro lana. vescovo di Locri, che, È un pastore o un proprietario retrocedendo lo scalobriniano, mons. Morosini? Un vescovo o un gerarca? L’ardua risposta non ha salvato l’anima sua. l’attendo dai posteri ai quali auguro una scena cattolica diversa da quella presente a Locri e dintorni. E in cuor mio ho già risposto. Sapendo che le vie del Signore, essendo infinite, non sempre s’imbrocca quella giusta e che il libero arbitrio può essere anche la libertà di rompersi le gambe. O non è così? O non vale La copertina della Riviera del anche per mons. 6 novembre Lettera Pastorale Morosini? A n°1 per Monsignor Morosini meno di non voler pensare che in lui ci sia solo una natura, quella divina. E queso sarebbe uno scandalo teologico, oltre che un oltrepassamento del Cristo che di nature ne ebbe due: quella umana e quella divina. E, tuttavia, il Biondo Figlio della Galilea non si fece tentare dal Diavolo, quando là nel deserto il Padre della menzogna gli propose di dimostrare la sua divina derivazione buttandosi, da una torre, di accettare tutte le ricchezze del mondo per rinnegamento del Padre, di tramutare le pietre in pane. Ma da Cristo a Mons. Morosini ci sono duemila anni. Ma, al di la di ogni frattura temporale tra quel glorioso passato e questo infelice presente, sta di fatto che il Diavolo, avendo una sua illecita superbia, tenta in grande. Tenta i grandi. Il Cristo, persino Maria e i più nomati santi della Chiesa. San Francesco, per esempio. Santa Caterina, per fare un altro esempio. Il nostro San Nilo. Così insiste Giovann Papini in Storia di Cristo, già in altra occasione da me citato: “ Tutti i santi, che si nascondono nel deserto, tutti gli amanti d’Iddiio, saranno tentati da Satana. Più ci si allontana da lui e più s’accosta. Più siamo in alto e più s’accanisce a riportatrci in basso. Egli non può insudiciare che il pulito; non si cura della lordura che fermenta da sé nel male, sotto il fiato caldo della voluttà. Esser tentati da Satana è indizio di purità, segno di grandezza, riprova dell’ascensione. Chi ha conosciuto Satana e l’ha visto in faccia può sperare in se stesso” (pagg. 64-65). Mons. Morosini non rientra nel circolo del Grande Tentatore. Ci sono, soggiunge il Papini, persone per le quali Satana sembra che sia uno “spettro inventato per i bisogni della penitenza” (pa. 64). Non è il caso di disperare e disperarci. Nel 1963 Giovanni Papini pubblica Il diavolo, e conclude quel suo saggio con l’ipotesi, teologicamente eretica, generosamente umana, che Dio alla fine perdonerà anche il Principe del Male. Tutti, perciò, salvi. Anche mons. Morosini. Ma torniamo con i piedi per terra. Se non il diavolo, chi ha tentato il gerarca della diocesi di LocriGerace? O che cosa? Forse il “tesoro” del Santuario dei SS Cosma e Damiano? I Santi qualche torto ce l’hanno anche loro. Con i loro miracoli, avverati o attesi, fanno precipitare denaro, molto denaro, nelle casse della Chiesa. E il denaro- ricordiamolo- è lo sterco del diavolo. Per questo può essere trattato, senza danno per la vita eterna, solo dai vescovi. Don Salvatore Monte è solo un prete. Vade retro, Satana. Che sia benedetto il vescovo di Locri, che, retrocedendo lo scalobriniano, ha salvato l’anima sua. la Riviera Pasquale Morisani e gli uomini di Pietrastorta Le amicizie pericolose F acciamo una premessa. Le intercettazioni non sono la prova regina del processo e non costituiscono la prova della reità degli intercettati fino a quando non siano affrontate e decise dal pubblico dibattimento e dalla sentenza del collegio giudicante. Vale per tutti. Vale anche per l'eminente uomo politico, Pasquale Morisani, da sempre al seguito del Governatore come l'ombra al corpo. Nel 2007 entra nel Consiglio comunale di Reggio Calabria con lo schieramento “Per Scopellitti Sindaco”. E ha ruoli importanti. La gratitudine per l'ex sindaco Scopellitti è grande e dichiara a una tv reggina il 21 marzo 2011: “Questi anni di buongoverno della città sotto la guida di Giuseppe Scopelliti si sono contraddistinti per l'unità politica, intenti e azione, che hanno legato tutti gli attori del centrodestra […]. L'appoggio e la convergenza che tutti i partiti hanno trovato sulla candidatura del dottor Demetrio Arena è un importante punto di partenza sul quale ritornare a camminare: le qualità professionali e le virtù del nostro candidato sindaco sono inconfutabili”. Anche il sindaco Demetrio Arena sa che cosa sia la gratitudine e, vinte le elezioni, affida a Pasquale Morisani, che ha conseguito uno straordinario successo nelle elezioni del 15 e 16 maggio 2011, l'assessorato ai Lavori pubblici, che una letteratura concorde indica come il luogo dell'incontro tra politica, affari e 'ndrangheta. Perché ci interessiamo di Pasquale Morisani? Per il fatto che dall'inchiesta, denominata “Sistema” emerge che la cosca Crucitti di Pietrastorta gli diede il massimo sostegno quando, nel 2007, si candidò a consigliere comunale. È troppo presto per parlare delle amicizie pericolose di Scopelliti e di Arena, oltre che di consenso elettorale pericoloso? E Scopelliti, che ha trovato in Pasquale Morisani un suo strenuo usignolo, non ha nulla da cantare in difesa dell'amico intercettato? Non stupisce il silenzio di Arena. I ventriloqui riproducono le parole altrui. Se non parla Scopelliti… l.r. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 10 DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 11 Sanità L’ORDINE REGNA NEL REPARTO DI GINECOLOGIA DELL’OSPEDALE DI LOCRI Nascituri te salutant RODERIGO DI CASTIGLIA ESSENZIALE Un medico-asino può essere ancora sopportabile, ma un medico-padrone assoluto ci fa sobbalzare Nella foto in alto l’ospedale di Locri A destra Pietro Liguori responsabile di Ginecologia-Ostetricia giusto affannarsi per il Piano sanitario della Locride. Che sia giusto e rispetÈ toso dei bisogni delle popolazioni. Ma, intanto che si discute e qualche infermo muore, noi intendiamo andare al concreto, cominciando dal superstite ospedale di Locri. Che, come ogni buon ospedale calabrese, nato e cresciuto nella giungla partitica, non è sfuggito all’infezione clientelare. Passi se si fosse trattato della chiamata d’inservienti, infermieri, assistenti medici. Ma un principio d’assoluta imparzialità e scientificità avrebbe dovuto governare questo ospedale quando in questione c’era la scelta dei primari. Non è stata questa la linea. Ed è mistero, a dir vero, poco gaudioso quello che riguarda il concorso per il primariato di Ginecologia. I fatti risalgono all’anno 2009. Viene bandito il concorso de quo. Risulta vincitore il dr Filippo Vescio. Ha un curriculum di tutto valore, attestato da una casistica operatoria consolidata in oltre trenta anni di attività, regolarmente certificata. Volere volare, se ne delibera la nomina. Le rose durano più dello spazio d’un mattino quando sono immerse in un vassoio. La nomina del dr. Vescio, scritta su carta e, perciò, destinata a ingiallire negli anni, dura, incredibilmente, appena un giorno. Infatti, nel giro d’un giorno quella nomina viene revocata. Nell’ospedale di Locri, oltre gli ammalati, gli infermieri, i medici, ci sono anche gli Sherlock Holmes. Cercano e trovano che il dr. Filippo Vescio non aveva conseguito la specializzazione. Avanti, perciò, il dr. Pietro Liguori, che era arrivato dietro il dr. Filippo Vescio. Gli Sherlock Holmes se ne sono tornati a Londra. Non c’è chi sia in grado di cercare e di non trovare, e curiosare se il curriculum del nominato primario sia pieno, come l’uovo, cioè pieno di tutti i requisiti richiesti, compresa la certificazione della casistica operatoria. Di là da vedereNon importa. Se l’uomo si misura dalla parola come il bue dalle corna, non c’è dubbio che un primario, il primario Pietro Liguori, è da misurare con la capacità di sviluppo che imprime al reparto che dirige. Qual è il bilancio? Siccome errare è umano, non terremo conto degli interventi con strascico di richiesta di risarcimento. Badiamo a ciò che esclude l’umano errare. A come si organizza un reparto e lo si potenzia. Non pare dubbio che il reparto di Ginecologia arranca e rischia di portare alla rovina anche i reparto di neonatologia, già cancellato da madame Crudelia. Meno donne partorienti, meno bambini nati. E al di sotto di una sterminata quotaci sembra 500- c’ è la scure. Ma non sembra che il dr.Liguori si preoccupi di correggere la tendenza alla diminuizione delle partorienti. Ecco le due tappe. Taglia con un criterio aritmetico –il criterio più scriteriato da immaginare- i parti cesarei: decrescerli a prescindere, a prescindere anche dalla scelta della donna che anche in questo caso non può disporre del proprio corpo. Un medico-asino può essere ancora sopportabile, ma un medico-padrone assoluto ci fa sobbalzare. Chiude il reparto paganti che consentiva ai familiari della puerpera d’assistere la loro cara in una fase delicata della vita, che crea vita. Regna, lui console, una sproporzione sconsolante e pericolosa tra le ricoverate e il personale che le deve accudire, seguire. L’ordine deve regnare nel reparto di Ginecologia. Come a Varsavia, Ma la guerra è finita da tanto tempo. I residui di guerra no. Mosorrofa: I rubinetti delle case all’asciutto, dalla fontana pubblica acqua a perdere D a anni ormai il paese di Mosorrofa, che sorge alle spalle del centro di Reggio, soffre di assenza cronica di acqua. Nonostante i lavori di ricostruzione della rete e di allargamento degli acquedotti di qualche anno fa, gli abitanti di Mosorrofa, a quanto pare, sono destinati a puzzare! Benché, come si dice, i panni sporchi si lavino in casa, un cittadino, Domenico Suraci, ha più volte posto il problema alla circoscrizione di competenza. In particolare ha fatto notare come, mentre nelle case si è costretti a razionalizzare l’acqua, disponibile solo in alcune ore del giorno, da una fontana nei pressi dell’acquedotto l’acqua scorre copiosa e instancabile, poiché a getto continuo. È da maggio 2006 che, rivol- A Mosorrofa continua a mancare l’acqua, spesso per intere giornate, con notevoli disagi soprattutto per anziani e infermi, mentre ogni minuto da una fontana pubblica vanno persi 6 litri di preziosissima acqua, che in un giorno sono 8.640 e in un anno 3.153.600. gendosi all’allora Presidente di Circoscrizione, Giuseppe Caridi, consiglia di mettere un pulsante (rimosso anni fa non si sa per quale ragione) così da favorire un uso più razionale di una risorsa preziosa come l’acqua. Ma nessuno si è mosso. A Mosorrofa continua a mancare l’acqua, spesso per intere giornate, con notevoli disagi soprattutto per anziani e infermi, mentre ogni minuto da una fontana pubblica vanno persi 6 litri di preziosissima acqua, che in un giorno sono 8.640 e in un anno 3.153.600. In media ogni italiano consuma al giorno, tra docce, bere e mangiare, sciacquone, lavaggio macchina, mani, denti, piatti, carico lavastoviglie e lavatrice, e condizionatore 293 litri d’acqua. Installando un semplice rubinetto i circa 2000 abitanti di Mosorrofa avrebbero ogni giorno a disposizione più di 4 litri d’acqua a testa. Dunque quattro ve li abbiamo recuperati noi, per gli altri 289, care istituzioni, dovreste pensarci voi. Intanto iniziate a contattare un bravo idraulico… e se siete troppo impegnati come già immagino, vista la fama di cui godono gli idraulici, passatemi il numero che ci penso io! Maria Giovanna Cogliandro DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 12 DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 13 Parlando di... Locride LA COLONNA DI ERCOLE 19 minuti per 500 metri SIDERNO ercoledì, ore 16,45. Pioggia. Sto pensando alla mia colonna su la Riviera. «Gioiosa Marina: Scampia d’inverno, Rimini d’estate». Non mi convince. Credo sia una stronzata da tripla. Mi ricorda molto Rosarno paragonata a Castel Volturno e San Luca a Corleone. Decido che non ne vale la pena e salgo sulla mia macchina parcheggiata in una delle poche soste consentite di via Tasso. A destra, proprio accanto alla Bnl, direzione Ymca. Devo rimorchiare in via della Conciliazione, tra l’ufficio postale e la chiesa patrona, quell’infedele di mio figlio che si è deciso con un anno di ritardo alla comunione. Libera scelta per lui. 500 metri per me. Attendo un treno davanti al passaggio a livello, mancando la pole position per poco: sono il terzo della fila. Alla mia sinistra intanto fioccano multe: i nuovi vigili non fanno sconti, giustamente. Con la prima ingranata e il piede sinistro sulla frizione studio un doppio sorpasso sul lungomare. Potrei optare, voltando a destra, per un percorso alternativo: il Corso Garibaldi fino alla caserma dei carabinieri (quattro vie dopo quella della Conciliazione) per poi scendere sul corso principale e tornare indietro. Ma alle 16, 52 passa la littorina e mi sfuma l’alternativa: tre passeggeri in carrozza e 30 automobilisti bloccati da un assurdo spettacolo, tra antica assuefazione e incavolature. Supero di poco il limite di velocità del lungomare, e più in là del previsto, i battistrada della pole di prima. Gli prendo la scia al Jolly bar e li spolvero entrambi all’altezza della gelateria il Cremino. Sono solo al comando e allungo di quarta al passaggio della Sbarre poiché il divieto d’accesso sulla via Marina, direzione Locri, mi impedisce di riunirmi in brevissimo tempo al mio seminarista. Evito il dritto a destra di piazza Portosalvo che mi obbligherebbe a un parcheggio su via Cesare Battisti. «Più semplice Via Montanapoleone a Milano», mi dico. Ore 16, 54. Sbarre si mostra, calo di marcia e inizio la curva, ma una fila di quasi dieci macchine mi frena. Non ci credo, un altro treno. Passa alle 16,57 con il solo macchinista. Le macchine ripartono a rilento: il semaforo tra via Amendola e Jonio segna rosso. Le prime sette rientrano in città grazie a un verde di 45 secondi. L’ottava deve mettere la marcia indietro per evitare di rimanere dentro i binari. «Nooo, ancora un altro treno» mi dico sbattendo i pugni sullo sterzo. Non mi do pace fino alle 17,02, poi, dopo aver capito che l’ennesima littorina proviene da Locri, e che rischio altri 10 minuti di fermo, mi schizza l’idea dell’infrazione. E la commetto. Preso da raptus, sventolo la mia monovolume targata CS 537 MK fino all’accesso vietato di piazza Portosalvo, svolto a sinistra e infrango alle ore 17,04 la via Marina con immenso piacere. Voglio la multa in cambio di una denuncia. Al capo dei vigili: «Caro colonnello lavori oltre le multe, abbia qualche momento creativo. La segnaletica sidernese per adesso è come Trenitalia: se ne fotte! M CORSIVO 12 Masino Mittiga. Una persona per bene IN EVIDENZA Il fuoco, quando non serve a riscaldare, ma ad incendiare, è sempre ignobile. Ignobile quello che nel passato prossimo ha aggredito la farmacia della sindaca di Monasterace, Maria Lanzetta. Ignobile quello che alcuni giorni fa,vernerdì 4 novembre, ha assaltato la casa campestre del sindaco di Bovalino, Masino Mittiga. L'una e l'altro sono pubblici, amministratori, dirigenti di partiti e questo invoglia decisamente a individuare la radice dei due attentati in fatti politici disturbanti. Il fuoco, quando non serve a riscaldare, ma ad incendiare, è sempre ignobile. Ignobile quello che nel passato prossimo ha aggredito la farmacia della sindaca di Monasterace, Maria Lanzetta. Ignobile quello che alcuni giorni fa,vernerdì 4 novembre, ha assaltato la casa campestre del sindaco di Bovalino, Masino Mittiga. L'una e l'altro sono pubblici amministratori, dirigenti di partiti , e questo invoglia decisamente a individuare la radice dei due attentati in fatti politici disturbanti. Così ci sembra di poter e dover ragionare, ma si capisce che la parola definitiva spetta ai magistrati inquirenti, se mai riusciranno a dire una parola definitiva, cioè a scoprire i malfattori : mandanti ed esecutori, o soltanto esecutori. C' è qualcosa nella vita privata, nella vita professionale - è dirigente scolastico dell'Ipsia di Siderno- di Masino Mittiga che dia conto dell'attentato? Noi lo conosciamo da tempo, e possiamo con tranquilla coscienza risponderere che non c'è macchia alcuna nella sua vita privata e nella sua vita professionale. È una persona per bene. Da docente prima, da dirigente scolastico poi e ora ha svolto la sua funzione di guida con serietà, ragionevolezza, umanità. Per spiegarsi quello che è accaduto, bisogna richiamarsi all'imbestiamento umano, sempre più cresente nei nostri paesi. E c'è qualcosa nella sua attività di sindaco che abbia potuto accelerare le mani piromani? Noi sappiamo che è un sindaco probo, appassionato e pensoso delle sorti del suo paese, rispettoso dei diritti e del ruolo dell'opposizione. Mai portato all'esasperazione dei contrasti, che inevitabilmente sono all'ordine del giorno della lotta amministrativa, essendo comune e a chi gpverna e a chi sta all'opposizione il dogma della verità E allora che cosa? Poiché il fatto è accaduto, ossia è entrato nel circolo della realtà, non possiamo dire che è inspiegabile. Si spiega. Però, con che cosa? RACCOLTADIFFERENZIATA Roccella Jonica, un modello nazionale di GIOVANNI CERTOMÀ modelli posso anche provenire dal Sud dell'Italia, come sta accadendo lungo la costa jonica della Calabria, nel comune di Roccella Jonica, dove dal 20 luglio scorso è partito, unico esempio nella regione, la raccolta differenziata spinta, porta a porta. Una scelta coraggiosa quella degli amministratori roccellesi, iniziare questa rivoluzione culturale proprio nel pieno dell'estate e con l'afflusso massimo di turisti toccato in agosto. Eppure è stata intuizione quanto mai azzeccata nell'immediato, evitando al comune di ritrovarsi, come è accaduto in estate per tutto il territorio della Locride in piena emergenza rifiuti - mucchi di immondizia per le strade. Raccolta dif- I DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 14 la Riviera SAMO L’etica funeraria e il nobile rifiuto del poeta Zurzolo Noi non abbiamo né il vezzo né il vizio di chiedere l'esibizione dei carichi pendenti a chi muore di morte violenta. Al contrario, ci interroghiamo sempre come possa accadere che uomini prendano la decisione di uccidere altri uomini. Anche quando si tratta di uomini dalla fedina penale infetta, è sempre un moto di umanità che in noi scatta. Non fosse altro che per il fatto che l'assassinato lascia dietro di sé in tormento figli, figlie, una moglie spesso, sempre una madre che non potrà mai consolarsi del fatto innaturale che il generato la abbia preceduta nella tomba. E ci sono, poi, riiflessi implacabili di luci sinistre che avvolgono l'intera comunità e la rendono odiosa e malfamata agli occhi dei più. E ci sono ancora le rituali e non richieste dichiarazioni di sindaci solerti che s'affannano ad assicurarre che il paese in cui il sangue tinse di rosso la terra non è un paese di mafia. E con questo? Queste parole abbiamo sentito di dover scrivere dopo lassassionio del giovane……., che era anche consigliere comunale di maggioranza, della maggioranza amministartiva, retta e guidata dal sindaco, ing. Giuseppe Bruzzaniti. E ferenziata spinta, porta a porta, l'incognita era rappresentata alla vigilia da come i cittadini potessero rispondere, visto che il buon esito sarebbe stato rappresentato dal livello di collaborazione che avrebbero dimostrato. E i Roccellesi hanno dimostrato con i fatti e da subito, di voler cambiare, di voler essere il motore di questa rivoluzione culturale, se è vero come è vero che i dati dell'estate hanno raggiunto oltre l'80% di differenziata raggiunta: una sorpresa positiva per tutti! Questo dato ha fatto balzare Roccella, ormai da nove anni consecutivi bandiera blu, agli onori delle cronache nazionali. Il trend positivo continua come ci spiega l'Assessore alle politiche per la qualità urbana e l'ambiente, Vincenzo Bombardieri che annuncia come“prossimamente saremo presenti alla fiera Ecomondo, massimo evento del settore, dove presenteremo la nostra esperienza e nello stesso tempo attingeremo e studieremo tutte le novità nel settore ambientale che potranno esserci utili a rafforzare ulteriormente il nostro progetto”. qui s'attacca la seconda parte del nostro ragionamento, che ha da fare con con l'aridità sentimentale della Legge comunale. La quale prevede e impone la surroga del primo dei non eletti, qualunque siano le ragioni del decaduto e, nel nostro caso, del caduto. Entriamo nel fatto. A Samo primo dei non eletti risulta essere Antonio Zurzolo, che i nostri lettori conoscono per l'alta qualità della sua poesia in lingua dialettale. Lo Zurzolo ha avuto a Samo ruoli importanti nella vita amministrativa: oltre che consigliere, è stato assessore. Nelle ultime elezioni amministrative, poiché non si vota secondo i valori e secondo il merito, è rimasto fuori dal Consiglio comunale. Primo dei non eletti. Tocca, perciò, a lui subentrare al consigliere comunale assassinato. L'etica funeraria è drastica: mors tua, vita mea. Ma Antonio Zurzolo, oltre ad essere un grande poeta, è un uomo. Ha dichiarato che non entrerà in Consiglio comunale. La vita sua, per splendere, non ha bisogno del ciondolo di consigliere comunale, portato sui banchi della maggioranza dalla fioritura dei crisantemi del compaesano assassinato. I crisantemi sono i fiori dei morti, non le credenziali per entrare in un consiglio comunale, in un consiglio regionale, alla Camera dei Deputati. Samo è oggi un paese piegato dal triste accadimento. Un moto di speranza e di rinascita può venire dal rifiuto di Antonio Zurzolo. Con lui comincia l'era inedita della sconnessione dell'etica funeraria. Che meglio potrebbe dirsi antietica. Poiché sfruttare il morto, i morti è quanto di più immorale si possa concepire. (P.C.) CAULONIA Brizzi nominato delegato dei sindaci per il Consorzio di Bonifica «Saluto con favore l'avvenuto superamento della gestione commissariale e l'elezione democratica degli organi di governo del consorzio di bonifica. Ora c'è la possibilità di restituire, finalmente, il Consorzio agli agricoltori, che sono i primi attori e i veri protagonisti. Le reali esigenze degli agricoltori devono essere il fulcro delle attività dell'ente - dichiara Pasquale Brizzi, a pochi giorni dalla nomina a delegato dei sindaci dell'area da Bovalino a Monasterace, aree montane comprese, al Consiglio del Consorzio di Bonifica Alto Ionio -. Le elezioni del 16 ottobre scorso, al di là delle fisiologiche divisione di schieramento, hanno restituito importanti professionalità che da tempo operano nel comparto e che possono e devono dare un qualificato contributo nella gestione dell'ente». La nomina di Brizzi, all'unanimità, s e g n a quindi un'altra import a n t e tappa del percorso unitario che vede protagonisti i sindaci della Locride. «Sono onorato della fiducia che i colleghi Sindaci hanno voluto riporre sulla mia persona e mi impegno a profondere in questo nuovo incarico l'energia e la determinazione, che accompagnano da sempre la mia attività politico-amministrativa. Occorre l'impegno di tutti e, se occorre, la messa da parte di ambizioni e personalismi che non di rado vanno contro gli interessi dell'agricoltura e degli agricoltori. Soprattutto in questa fase storica in cui il territorio calabrese è ad altissimo rischio idrogeologico, il consorzio di bonifica può assurgere a soggetto in grado di mitigare tale rischio». Brizzi, alla guida dell'amministrazione comunale di S. Ilario dello Ionio dal maggio 2002, già presidente del PIT 21 della Locride, sempre in prima linea nelle battaglie per i cittadini, dalla scuola ai servizi pubblici essenziali, ed è tra i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti alle recenti consultazioni per il rinnovo del consiglio provinciale di Reggio Calabria. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 15 DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 16 A proposito di... Focus La “Rete diabetologia pediatrica calabrese”, tra le prime in Italia, è composta dai Servizi di diabetologia delle UO di Pediatria di ben dodici Ospedali della Regione Calabria, coordinati dal Centro di Locri. L'obiettivo è creare nella regione un sistema assistenziale qualificato ed integrato in grado di soddisfare i bisogni complessivi del bambino con diabete. Locri: Capitale calabrese della lotta al diabete infantile CARMELO CARABETTA IN EVIDENZA Il 2° Congresso della “Rete Diabetologica Pediatrica Calabrese”, vedrà i pediatri-diabetologi della nostra regione confrontarsi con colleghi provenienti dai centri di diabetologia pediatrica più qualificati d’Italia. L’augurio è che da questa sinergia maturino intese in grado di migliorare la vita dei ragazzi diabetici e delle loro famiglie l prossimo 18 e 19 novembre si terrà nella Locride il 2° Congresso della “Rete Diabetologica Pediatrica Calabrese”, un appuntamento importante e particolarmente atteso che vedrà i pediatri-diabetologi della nostra regione confrontarsi su problematiche di rilevante attualità con colleghi provenienti dai centri di diabetologia pediatrica più qualificati d’Italia. Il Congresso, che si svolge sotto l’e- I logia pediatrica. Dal 2007 la Regione Calabria, tra le prime in Italia, si è dotata di un modello organizzativo assistenziale in “rete”, riconosciuto ufficialmente con delibera di Giunta regionale, che garantisce su tutto il territorio la cura dei bambini e dei giovani con diabete da parte di specialisti di area pediatrica preparati specificatamente per il trattamento di questa specifica patologia. Della “Rete Diabetologica Pediatrica Calabrese” fanno parte tutto il territorio regionale e di azzerare la migrazione sanitaria fuori regione per detta patologia, un problema questo che nel passato ha causato pesanti ripercussioni sia in termini di disagio alle famiglie, costrette a raggiungere centri specialistici lontani, sia di aggravio economico per il sistema sanitario regionale calabrese. Un risultato davvero importante che gratifica tutti i pediatri-diabetologi calabresi che sono stati capaci di mettere in campo un modello vincente, caratterizzato dalla condivisione degli obiettivi e della sinergia delle azioni, dimostrando con i fatti che dal Sud e dalla Calabria possono partire idee e progetti innovativi. Il diabete mellito di tipo 1, la forma di diabete prevalente nell’età pediatrica, è di complessa gestione dal punto di vista assistenziale a causa dell’esordio spesso acuto e a volte drammatico, caratterizzato dalla necessità di intraprendere sin dalla diagnosi la terapia insulinica intensiva, dalla esigenza di uno stretto monitoraggio della glicemia, dalla presenza di problematiche psicologiche e relazionalie e dalla necessità di frequenti controlli. In questa fascia di età, il diabete necessita, pertanto, Dario Iafusco, Emanuela Baio, Paola Pisanti, Franco Mammì, Mariella Bruzzese, Tato Lombardo e Pietro Buono, Antonino Orlando, Maria Mancuso, Adriana Franzese LA MANIFESTAZIONE 18 novembre Pala Cultura - Locri ore 15 “IL BAMBINO CON DIABETE A SCUOLA” La scarsa conoscenza del diabete da parte da chi lavora a scuola è l’argomento del convegno che si propone di migliorare conoscenza della problematica e la relazione pazienti-istituzioni. 19 novembre Hotel President - Siderno ore 9 “CALABRIA, DIABETE IN ETÀ PEDIATRICA” L’individuazione di nuove forme di trasmissione del diabete ha allargato la necessità diagnostica all’intero ambito familiare è affidato a questo convegno l’inizio di un nuovo modus operandi gida della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, è organizzato dal Centro di Diabetologia Pediatrica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria , con sede presso la struttura operativa di Pediatria dell’ Ospedale di Locri, e dall’Associazione Giovani con Diabete della Locride. Al Congresso, che ha avuto il patrocinio dell’Assessorato alla Salute, dell’ Ordine Provinciale dei Medici, della Provincia di Reggio Calabria, della Città di Locri, della Associazione Diabete Italia e del Coordinamento tra le Associazioni Italiane Giovani Diabetici (AGD Italia), parteciperanno i medici afferenti ai centri calabresi che si occupano di diabeto- di un programma complessivo di assistenza, integrato con competenze multidisciplinari e con servizi assistenziali dedicati, distribuiti in maniera omogenea su tutto il territorio regionale. Tutto ciò riveste notevole importanza anche in ragione dell’aumento d’incidenza della malattia, registrata in tutto il nostro Paese ed in Calabria in particolare, poichè negli ultimi anni si sono avute dalle 40 alle 50 nuove diagnosi all’anno. Si tratta di un dato preoccupante che colloca la nostra regione tra quelle a più elevato tasso d’incidenza, seconda subito dopo la Sardegna. L’aumento dei casi di diabete in Calabria, dalle 40 alle 50 nuove diagnosi all’anno, rappresenta un dato preoccupante che colloca la nostra regione tra quelle a più elevato tasso d’incidenza. tredici centri specialistici di diabetologia pediatrica che operano nelle strutture di Pediatria degli ospedali di Castrovillari, Cetraro-Paola, Corigliano-Rossano, Cosenza, Crotone, Catanzaro, Lamezia, Locri, Soveria Mannelli, Reggio Calabria, Polistena, Soverato e Vibo Valenzia. Questo modello di rete assistenziale ha consentito di migliorare notevolmente la qualità delle cure diabetologiche pediatriche in DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 18 la Riviera Il diabete in età pediatrica ella giornata di Sabato 19 Novembre, il Congresso affronterà tematiche strettamente mediche che hanno come filo conduttore il tema “IL DIABETE IN ETÀ PEDIATRICA COME PUNTO DI PARTENZA PER INTERVENTI DI SALUTE PUBBLICA”. L’individuazione di forme di diabete a trasmissione genetica, il riconoscimento della predisposizione ereditaria al diabete tipo 2 e l’associazione di patologie autoimmuni nei pazienti con diabete tipo 1 e nei familiari, suggeriscono l’opportunità di allargare le indagini diagnostiche a tutto l’ambito familiare del paziente con diabete. Il programma prevede gli interventi del Prof. Roberto Miniero della Cattedra di Pediatria dell’ Università di Catanzaro, del dott. Fortunato Lombardo della Clinica Pediatrica dell’Università di Messina, della prof.ssa Adriana Franzese e del dott. Pietro Buono della Clinica N Inserimento scolastico dello studente con diabete l programma del Congresso, nel pomeriggio di Venerdì 18 novembre, alle ore 15.00 presso il Palazzo della Cultura di Locri, prevede una sessione interamente dedicata al tema “SCUOLA E DIABETE”. Tutte le ricerche relative all’inserimento scolastico dello studente con diabete evidenziano che la situazione è ancora caratterizzata da una scarsa conoscenza del diabete da parte di chi lavora nella scuola e dall’ assenza di regolamentazione istituzionale della problematica. La conseguenza di ciò, in molte realtà, è una scarsa collaborazione e , talvolta, persino il rifiuto I degli operatori scolastici ad assumersi responsabilità. Il convegno si pone l’obiettivo di migliorare la conoscenza di questa problematica e di promuovere l’assistenza e i diritti della persona con diabete attraverso una stretta collaborazione fra pazienti, mondo scientifico, istituzioni e associazioni di volontariato. Sono stati chiamati a relazionare sull’ argomento la dott.ssa Maria Mancuso del centro di Soveria Mannelli, la dott.ssa Mariella Bruzzese del centro di Locri, il Presidente Nazionale AGD Italia, dott. Massimo Cipolli, ed il Presidente AFAID Marche del Comitato Nazionale per i Diritti della Persona con Diabete, Ingegnere Giovanni Lamenza. Alla tavola rotonda parteciperanno l’On. Senatrice Emanuela Baio, Presidente Comitato Nazionale per i Diritti della Persona con Diabete, la Dott.ssa Paola Pisanti, Presidente Commissione Nazionale Diabete del Ministero della Salute, il Prof. Mario Caligiuri - Assessore alla Cultura della Regione Calabria ed il dott. Antonino Orlando, Dirigente Generale Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie della Regione Calabria. Sono invitati a partecipare i Dirigenti Scolastici, gli Insegnanti, le Associazioni di pazienti e di genitori e tutti i cittadini interessati alla problematica.(C.C.) DOMENICA Pediatrica della Università Federico II di Napoli, del prof. Francesco Prisco e del prof. Dario Iafusco della Clinica Pediatrica della Seconda Università di Napoli, del dott. Corrado Mammì, genetista, dell’ Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria. Ai pediatri-diabetologi dei centri della “Rete diabetologica pediatrica Calabrese” è stato affidato il compito di relazionare su questi importanti aspetti con riferimento alla situazione attuale della nostra regione. I numerosi e qualificati relatori esperti, l’importanza e l’attualità dei temi trattati ed il coinvolgimento diretto delle persone con diabete, delle loro famiglie e delle Associazioni fanno ritenere che questo “II Congresso della Rete Diabetologica Pediatrica Calabrese” può essere sicuramente considerato un altro importante passo avanti per il processo di crescita della diabetologica pediatrica in Calabria. 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 19 La www.larivieraonline.com gerenza [email protected] [email protected] Tel 0964/383478 la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri Direttore responsabile PASQUINO CRUPI In redazione CRISTINA BRIGUGLIO MATTEO RASCHELLÀ Responsabile dello sport ANTONIO TASSONE Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI COLLABORATORI Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano, Lettere, note e schermaglie E io difendo il Vescovo IL BRIZZOLATO di RUGGERO BRIZZI L’IMPORTANZA DEL CAZZEGGIO Una delle cose che più mi piace fare in questa terra è quella di attraversarla. Non nelle sue bellezze naturali. Non nei suoi abbrutimenti umani. Attraversarla a piedi, scorgendo tra gli uomini di paese i personaggi più belli che affronti di sorpresa mentre la tua mente è alle F24 o all' ETR. I personaggi che ti fermano solo perché sei passato da li proprio in quel momento ed esordiscono dicendoti “io per vivere devo scherzare due ore al giorno altrimenti muoio presto”. L'importanza del cazzeggio che ti risolleva il morale. La barzelletta dello sconosciuto, che non fa neanche ridere ma che ti porta a fermarti un attimo, nel bel mezzo di una mattina di lavoro, e a dire, è qui che voglio stare. I debiti di Italo, le sue storie d'amore “perchè l'uomo che non ha vizi è nu merda, e poi io so come ordinarmi nei vizi”. L'armonia ordinata (da quando ci sono i numerini) della rassegnazione nella fila infinita alla posta. La vita di paese che scorre nelle labbra di chi sa tutto di tutti e straborda nelle chiacchiere. Cugghiuniamu, non c'è molto altro da fare. Cugghiuniamu. Sono di questo avviso perché è caduto Silvio e non il parlamento su se stesso ed ancora Tony Santagata ha infiammarci, dovunque “ha stato”. “Vino vino vino”. Non mi voglio privare di nulla. Di nessun uomo. Di nessun soggetto pronto a distrarre la quotidianità e a ricordarti di aver il mare a un metro. Di guardarlo ogni tanto.Ringrazio ogni giorno Dio, per avermi fatto nascere nel posto più bello del mondo. “Dei Greci, i meridionali hanno preso il loro carattere di mitomani. E inventano favole sulla loro vita che in realtà è disadorna. A chi come me si occupa di dirne i mali e i bisogni, si fa l'accusa di rivelare le piaghe e le miserie, mentre il paesaggio, dicono, è così bello.” C.Alvaro PIERO SCHIRRIPA Caro Pasquino, tocca di nuovo a me difendere il Vescovo Morosini da un altro tuo attacco. Vorrei però assieme contrastare una linea politica errata. Quanto a Morosini, può non piacere l’uomo e lo stile dell’uomo - ma se tu ci parlassi (come pure ti è successo con altri), potresti penetrare oltre la sensazione “a pelle” riflettendo che l’uomo altro non è che una delle tante antiche declinazioni dell’albero genealogico di Adamo (tante foglie tutte uguali, dice Omero, tutte diverse). Non dobbiamo cercare i nostri desideri materializzati in altre persone, ma occasioni di pace e di comune percorso. Senza nulla togliere alla tua libertà di riferire voci o illazioni, anche quella sulla gestione dei soldi del Santuario dei Santi Cosimo e Damiano: le notizie sono il tuo mestiere, vere o false che possano sembrare. E si discute proprio per conoscere fatti e verità; a Riace, poi, ce n’è di gente bizzarra e ci vorrà impegno nella ricerca della verità. Quanto ai poveri e ai vinti, essi sono stati sempre molti – molti poi quelli che hanno detto di stare dalla loro parte. Troppo spesso sono i poveri che la danno vinta ai potenti con la loro rassegnazione e l’inerzia (…certe volte pare che il popolo fumi oppio; non credi?). E vengo alle questioni di linea. I potenti, i poteri e i palazzi nella nostra terra sono tutti aggregati e perfettamente allineati. Politici, burocrati, giudici, imprenditori/prenditori, mafiosi calibro 90 e antimafiosi di professione filano d’amore e d’accordo, cullati e pasciuti da Il voto di ieri alla Camera dei Deputati mette allo scoperto la crisi irreversibile del sistema bipolare maggioritario su cui ha retto la seconda repubblica segnato com’è dal venir meno della maggioranza espressa dagli elettori e dall’esistenza di minoranze che rimangono tali in quanto prive di forza e di progetti credibili che, nell’impossibilità di un confronto e di un dialogo tra schieramenti aprono una crisi al buio e portano rapidamente al ricorso forzato alle urne. La presa d’atto del Presidente del Consiglio dell’assenza della maggioranza in uno dei rami del Parlamento con l’annuncio delle sue dimissioni in una situazione normale ed in un paese normale condurrebbe inevitabilmente alle urne, ma, in una situazione anomala ed in piena emergenza eco- Siccome in Italia ha ragione chi parla per ultimo o chi per ultimo scrive, non entro nel merito della lettera di Piero Schirripa il cui vincolo di continuità al servizio dei vescovi di Locri è inossidabile. Decidano i lettori sul vero e il falso vero. IL DITO NELL’OCCHIO I CAVALLI DI TROIA La Democrazia cristiana, grande partito, aveva due cavali di razza: Amintore Fanfani e Aldo Moro. Nel tempo nei partiti sono arrivati gli asini bigi. Quando nessuno se la aspettava, la scena è cambiata. Il Pdl, partito dell'amore, che sempre feconda, ha rimesso in circolazione un po' di razza equina. Speciale. Non cavalli di razza, ma cavalli di Troia: Francesco Cananzi e Michele Marcianò, l'uno e l'altro consiglieri provinciali del Pdl, l'uno e l'altro della scuderia Scopelliti. E, corrivamente, scalpitanti e nitrenti contro il Presidente Raffa , che inutilmente hanno tentato di mettere in difficoltà nella recente adunanza del Consiglio provinciale, presieduta con energia dal Presidente Antonio Eroi. Il tempo passa e nulla insegna. I cavalli di Troia, fatti di legno stagionato, compresa la testa, hanno fatto la felicità di Ulisse. I trucchi, come i miracoli, non si ripetono. I due cavalli di Troia non faranno la gioia di Scopelliti. LA CRISI E LA TRUFFA SAVERIO ZAVETTIERI * pennivendoli accucciati dentro le loro stanze. Il potere e le istituzioni sono lontane e ostili verso i bisogni del popolo perché perseguono logiche coloniali vessatorie contro il territorio dettate dalla Lega Nord in tema di ordine pubblico e dall’interessato disinteresse della politica che amministra clientele e prebende rispondendone direttamente a Roma e Milano. Può la Chiesa allinearsi al potere ed ai potenti? Lo fa per quieto vivere, soggiogata ed intimidita da ricatti,o per corruzione materiale? Fino a quando la nostra terra sopporterà che la carcerazione di qualche boss sia pretesto per le tante innocenti, che si confischino i libretti postali a bambini, che si distruggano economie e posti di lavoro sulla base di semplice informative, che la corruzione sia gestita da logge e cordate, che politici e Sindaci (salvo lodevoli eccezioni) restino pavidi ed inerti, che imprese ed iniziative vengano castigate sia dalla violenza criminale che dall’ingiustizia vessatoria? Può la chiesa fermarsi e tacere, nel silenzio di roboanti proclami che tanto piacciono all’antimafia di vertice e di maniera? Ciao nomica e sociale come quella italiana si tradurrebbe in una truffa ai danni degli elettori costretti a votare ancora una volta con il Porcellum ed un grave danno per la tenuta del Paese sempre in bilico dinnanzi alla prospettiva di una legislatura di breve durata stante l’incombere del referendum in materia elettorale. E’ poi singolare che fino ad alcuni mesi addietro il mantra della sinistra e del PD in particolare era rappresentato dalla impossibilità di andare al voto con il Porcellum mentre ora, sentendo odore di risultato, si precludono tutte le strade per una possibile soluzione di governo al solo scopo di andare al voto. *Segretario nazionale “Socialisti Uniti – P.S.I.” La nota dell’on. Zavettieri ci è pervenuta, quando ancora il PD non s’era pronunciato per il Governo Monti. LA PROTESTA Chi vive nelle case popolari non ha diritto alla luce pubblica Gli assegnatari delle case, di S. Ilario Marina, lamentano ormai da tempo la mancanza di illuminazione pubblica, abbiamo fatto molti tentativi. Presso il Comune, nella persona del Sindaco Brizzi Pasquale, la sua risposta è sempre stata, che il terreno dove sorgono le case non è di proprietà del Comune, e quindi privato, e il suddetto Comune non può intervenire per fare i lavori per illuminazione pubblica. Ci siamo rivolti pure all'ente Case popolari di Reggio Calabria, che ci ha rispostodicendo che “ogni qualvolta l'ente case popolari, espropria i terreni ove sorgono gli alloggi popolari espropria per nome e conto del Comune”, questo ha dichiarato verbalmente l'architetto dell'ente case popolari. Un gruppo di cittadini Conoscendo la disponibilità del sindaco confidiamo che voglia dare una risposta a questi cittadini. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 20 HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo. Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili. PUBBLICITÀ Per richieste di pubblicità rivolgersi a: Pi Greco Comunication srl info 0964342679 G LI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA) DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. EDITORE - La Riviera S.r.l. Sede legale - Via dei Tigli, 27 - 89048 Siderno (RC) 0964383478 ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane RISPONDE il direttore KAPPADUE SALINE JONICHE. NON FUI IO CHE PECCAI Caro Direttore, la SEI, società che vuole imporre la costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche, ha perso la causa che aveva intentato contro il sottoscritto presso il Tribunale di Cosenza. Infatti, il GIP del Tribunale di Cosenza ha emesso il decreto con il quale viene definitivamente archiviata la querela per calunnia e diffamazione a mezzo stampa che la SEI ha aveva presentato nei miei confronti. Il GIP dott. Livio Cristofano, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Donatella Donato, ha, quindi, stabilito che da parte mia non vi fu né calunnia né diffamazione nei confronti della SEI. A tal proposito voglio ricordare che la SEI aveva ritenuto di presentare atto di denuncia-querela contro di me perché considerava calunniose e diffamatorie alcune mie affermazioni contenute in un comunicato stampa del 23 settembre 2008 con il quale salutavo con soddisfazione la richiesta della SEI di sospensione della procedura attivata per il rilascio della valutazione d’impatto ambientale. In particolare, la SEI, nella sua denuncia-querela, aveva ritenuto calunniose e diffamatorie le seguenti frasi: “.la sciagurata idea che era stata messa in piedi dalla multinazionale svizzera SEI è stata sonoramente battuta...”, ancora “Le lobby degli affaristi e dei grandi gruppi finanziari che, con l’accordo e la convivenza di forze malavitose, pensavano di potere continuare, nella logica della rapina e del saccheggio, a derubare e deturpare il territorio a danno e discapito dei cittadini e della salute sono state fermate e sonoramente sconfitte.”, e “Del resto, oltre al gravissimo impatto ambientale (.) Adesso che questo strano, fosco e turbe disegno è stato bloccato (.)”. Ebbene , la decisione conclusiva di archiviazione da parte del GIP, sgombra definitivamente il campo e stabilisce che quelle frasi non contenevano né calunnia né diffamazione, ma erano espressione di una libera manifestazione di pensiero sotto forma di severa critica e di denuncia politica. Non so se dopo questa sconfitta la SEI sarà indotta a ripensare le proprie strategie aziendali e a riconsiderare il progetto riguardante l’area ex Liquichimica di Saline Joniche. Una cosa, però, è certa: non saranno più tollerati comportamenti e atteggiamenti di tipo neocoloniale lesivi della dignità e dell’autonomia del popolo e del ter- LOQUI E SPROLOQUI di FILOMENA CATALDO LE REGIONI VIRTUOSE Il disastro di cui siamo stati spettatori in questi giorni ci lascia addolorati e doloranti per le morti e per le perdite di tanti affetti ma non stupiti. Stupiti no, non sarebbe possibile. Accanto alla solidarietà, però, non può mancare una nota polemica. Liguria, Toscana, Piemonte. Regioni del Centro-Nord. Regioni per bene. E pure regioni di abusivismo edilizio, di noncuranza, di disattenzione, di superficialità, di poca o niente prevenzione. Caratteristiche, queste, da sempre addebitate al Sud carlone, incurante dei divieti e delle concessioni edilizie facili. Non è così. Per quanto accaduto - semmai - ovunque è ed è stato così. Perché la pioggia - da sola - non può essere distruttiva. Insieme all'azione dell'uomo si. Questo ennesimo disastro ambientale non solo ci ha piegati ma ci ha resi tutti uguali. Con gli stessi peccati dell'uomo moderno. Dell'uomo italiano. Né del Nord né del Sud. la Riviera ritorio. Infine, mi corre l’obbligo di ringraziare pubblicamente il prof. avv. Nunzio Raimondi che, insieme ai suoi collaboratori, ha brillantemente esercitato la mia difesa ottenendo un risultato eclatante che, con la chiara sconfitta della SEI e dei suoi interessi, rappresenta il ristabilimento della verità e rafforza la lotta di tutti quelli che si battono con tenacia e determinazione contro un impianto altamente devastante e inquinante. Michelangelo Tripodi segretario regionale PdCI Ne siamo lieti. Ritratti * di Diego Cataldo MIMMO CALOPRESTI Regista cinematografico Calabrese di Polistena, regista di successo, stimato e conosciuto sul piano europeo, da Venezia a Cannes. Notevoli e di grande impegno i suoi documentari e i suoi films , che hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica, e, tra questi, *** ricordiamo “La seconda volta – 1995” , “Volevo solo vivere – 2006” , “L’Abbuffata – 2007” di RUGGERO CALVANO LEPRI O CONIGLI Se, a chiunque, si chiedesse di scegliere tra l'essere lepri o conigli, tutti vorrebbero la libertà dei boschi e non il chiuso delle gabbie. Tutti amano l'incertezza e accettano i pericoli di una vita libera, a nessuno piacciono le tragiche certezze del coniglio. Il coniglio ha una vita che gli è stata programmata da altri, finirà sulla tavola senza ombra di dubbio e la sua pelliccia andrà a scaldare il collo incipriato di qualche vecchia grassona cotonata. La lepre ha una chance nelle gambe, se è svelta può evitare pallini e predatori, la vita se la gioca e certo la sua non è una vita facile, ma può mettere un'incognita sul suo futuro. Il coniglio nulla può se non ingozzarsi e riprodursi secondo i desideri del suo carceriere. Gli uomini sognano per tutta la vita di essere lepri ma scelgono sempre la gabbia del coniglio. Proponete a uno di Milano di andare a fare il pastore in montagna per diecimila euro al mese o dategliene cinquecento per alzarsi la mattina alle sei, farsi due ore di traffico per essere in ufficio alle otto, mangiarsi un panino speak e brie all'una, staccare alle diciassette per essere a casa alle diciannove e scaldarsi per le venti qualcosa al microonde, guardarsi una fiction per poi fare una doccia e filarsela a letto che la sveglia è puntata alle cinque. Sabato un girò in città, magari una pizza o il cinema. Domenica rinchiusi in casa che lunedì si riattacca. Mutui, bollette, uffici, burocrazia. Vita che passa in un soffio per ritrovarsi in pensione al parco col cagnolino al guinzaglio, in attesa dell'infarto che lo farà ritrovare stecchito su una panchina in un gelido mattino invernale. Il milanese prenderà i cinquecento euro e si infilerà nella gabbia del coniglio a ingrassare e mettere al mondo altri conigli, sognando per tutta la vita di correre libero in un bosco che non vedrà mai. Io sono stato fortunato, ho settantasette anni e ai miei tempi si nasceva ancora in natura, sono nato libero e so cosa vuol dire, non cambierei mai il bosco con la gabbia e ho scelto di fare il pastore in montagna, anche senza i diecimila euro. La vita è dura, ma mangio quando posso e scopo quando ce la faccio. Oggi non si nasce più in natura, si viene al mondo come conigli, già nelle gabbie. E non si può chiedere a chi è nato in cattività di scegliere la libertà, già cinquecento euro sono per lui una grande chance. Signor Villaggio: ma mi facci il piacere Gent. mo Sig. Paolo Villaggio, Nell’intervista da Lei rilasciata il 5 novembre 2011 a Sky tg 24 ha detto: «Sono colpito ma anche indignato perchè i liguri hanno la presunzione di essere una cultura anglosassone diversa dalla cultura sudista borbonica che è forse la piaga di tutta l’Italia». Sudista e borbonica! Sig. Villaggio, non posso negarlo: come attore e come comico tanto di cappello, ma quando parla di cose serie, si taccia, la prego. E, se ha tempo, studi la storia d’Italia, del cosiddetto Risorgimento, dei Borbone e, soprattutto, dei colonizzatori savoiardi. Le sue affermazioni sul Sud sono il conclamato frutto della Sua crassissima ignoranza. La piaga dell’Italia siete voi, i Villaggio, i Bocca, i Cazzullo e tutti i razzisti che si vantano di rappresentare la imperialisticocolonialistica “cultura anglosassone” e franco padano piemontese. Tenetevela la vostra superiorità da razza ariana (ma qualche volta guardatevi anche allo specchio, se non temete di vomitare)! Ma non si vergogna, Sig. Villaggio? Mentre noi “terroni” seguiamo con angoscia la tragedia di Genova; mentre organizziamo sottoscrizioni per la raccolta di fondi per quella povera gente che ha perso tutto, Lei si dedica a praticare il solito, becero sport dei razzisti padani: denigrare i meridionali. Ma si tappi la bocca, Sig. Villaggio, stia zitto, e se proprio vuole indignarsi con qualcuno, lo faccia con la virulenta borghesia capitalistica franco padano piemontese, quella che 150 anni fa è venuta a devastare, rapinare e saccheggiare il Sud e che oggi -è sempre la stessa!- ha devastato il vostro territorio. Siete voi che lo avete stuprato, umiliato ed oltraggiato, non noi. Dove eravate, voi della razza ariana anglo franco padano piemontese quando i vostri voraci e mafiosi palazzinari occludevano i canali per cementificare il territorio? L’avete voluta e approntata voi la strage del 4 novembre, e allora piangetevi e vomitatevi addosso fra di voi e chiedete perdono a quelle vittime innocenti della vostra smania predatoria. E smettetela con questa noiosa, stucchevole, trita e uggiosa tiritera sui “borbonici”, di cui ignorate semplicemente tutto. I sudisti! I borbonici! Vuoi vedere che ora l’alluvione di Genova è stata provocata da Ferdinando II di Borbone, quello che costruiva i civilissimi e modernissimi Regi Lagni? Ma mi faccia il piacere! Senza saluti. Dott. Antonio Grano DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 21 DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 22 SPORT la Riviera Italiaa Rizziconi, L' su un campo che era della 'ndrangheta Oggi con la Nazionale a Rizziconi per un allenamento sul campo confiscato alla 'ndrangheta, ci sarà anche Rino Gattuso: il milanista, Campione del Mondo nel 2006, ha accolto con entusiasmo l'invito del presidente Abete di essere presente nella "sua" Calabria per testimoniare insieme alla Delegazione della FIGC, a Prandelli e agli Azzurri, l'impegno di tutti contro la criminalità organizzata. Protagonisti della festa organizzata per l'arrivo della Nazionale saranno mille ragazzi delle scuole elementari e medie, presenti sulle tribune del campo di calcetto di Rizziconi, dove Prandelli organizzerà un piccolo torneo dividendo gli Azzurri in quattro squadre. Ma la presenza in Calabria vuole essere soprattutto l'occasione per ribadire un forte impegno civile contro ogni forma di sopruso e di delinquenza in un territorio particolarmente esposto alle logiche della violenza e della sopraffazione. Nata nei mesi scorsi da un'idea dell'Associazione Libera di don Luigi Ciotti,la proposta è stata condivisa dalla FIGC che ha messo a punto in questi giorni i dettagli organizzativi della trasferta, d'intesa con il Commissario prefettizio del Comune Fabrizio Gallo e con le autorità locali. Il campo di Rizziconi è costruito su un terreno che la magistratura ha confiscato nel 2003 nel quadro di una larga inchiesta contro la 'ndrangheta nella zona di Gioia Tauro. Su quell'impianto, grazie all'impegno del Comune e di don Pino de Masi, animatore di Libera sul territorio, è nata un scuola calcio frequentata oggi da oltre 100 ragazzi tra i 6 e i 14 anni. "L'arrivo della Nazionale - è il messaggio rilanciato in queste ore dall'Amministrazione locale e dai volontari di Libera - è un motivo di speranza e di incoraggiamento per tutti i ragazzi di questa terra che vogliono voltare pagina e cercano un futuro diverso". Di ritorno dalla Polonia,dove venerdì 11 gli Azzurri sono stati impegnati in un'amichevole a Wroclaw, la Nazionale ha fatto tappa a Roma e stamani si trasferirà in Calabria per portare a Rizziconi e in tutta la Calabria la propria testimonianza di solidarietà e di impegno civile contro la criminalità organizzata. lr. Il calabrese Rino Gattuso ospite della FIGC sarà il testimonial d’eccezione Il punto sulla serie A Le primi 10 giornate di campionato sono volate via laciandosi dietro una netta impressione: quest'anno c'è più equilibrio, i valori sembrano essersi livellati in alto e molte squadre possono ambire a vincere, per cui non solo per lo scudetto, ma anche per la qualificazione in Champions e Europa Leage così come per la permanenza in serie A bisognerà lottare con le unghie e con i denti fino all'ultimo respiro. Certo è presto per andare troppo oltre, ma quello che il campionato ha lasciato in dote finora è proprio il ritorno ai massimi vertici dei bianconeri (oltretutto con una partita ancora da recuperare come Genoa, Inter e Napoli), se non altro per la dedizione, la decisione e la convinzione che tutti stanno profondendo dall'inizio della stagione a Torino, con la spinta in più di un nuovo stadio tanto bello quanto insidioso per gli avversari. Mantenendo gli stessi caratteri cromatici juventini ma trasferendoci più a nord verso il Friuli, sul gradino più alto troviamo l'Udinese e con essa la Lazio di Edy Reja e soprattutto Miroslav Klose, attaccante sopraffino sbarcato troppo tardi in Italia. Per entrambe le squadre non si tratta di una novità, l'anno scorso hanno lottato tra loro testa a testa fino all'ultimo per un posto in Champions e quest'anno si ritrovano appaiate al comando con una certezza in più. Dopo un avvio choc, si è rimesso in sesto molto bene anche il Diavolo rossonero. Gli uomini di Allegri hanno recuperato in classifica nella stessa misura in cui nelle gambe e nella testa sono state ritrovati energia e stimoli, cosicché hanno ripreso decisi il cammino e ora sono lì a un passo dal primo posto, pronti a dire l'ultima parola, quella più importante. Proseguendo, bene il Palermo del dopo Pastore (già il fatto di essersi messi alle spalle l'addio de El Flaco con una certa disinvoltura vale da solo i complimenti), benino invece Napoli e Roma. Soprattutto dal Ciuccio era lecito aspettarsi qualcosa in più, se non altro dopo la campagna aquisti estiva roboante almeno quanto agli spesso stonati squilli di tromba di Walter Mazzarri, tecnico in gamba ma con la "cresta" un po' troppo all'insù. La Roma da parte sua sta pagando il prevedibile dazio allo stravolgimento tecnico-tattico apportato da Luis Enrique, che da spagnolo fiero qual è non sa accontentarsi di vincere, a volte vuole stravincere e così finisce per prenderle. Dopo qualche risultato altalenante, sembrano invece essersi stabilizzate verso il basso le quotazioni di Fiorentina e Genoa: a Firenze si proverà a invertire la rotta con l'arrivo di Delio Rossi (basterà?), al Genoa invece con un Malesani ancora alla ricerca del bandolo della matassa, sarebbe il caso che si cominciassero a fare delle scelte chiare in chiave formazione, prima di perdere definitivamente altri treni importanti per destinazioni più dignitose e che meglio si addicono all'organico di buona qualità a disposizione.Tra le meno "nobili", brillano Siena, Catania, Atalanta e lo stesso Cagliari nonostante l'incredibile esonero di Ficcadenti (Cellino spiegaci perchè, in pochi l'abbiamo capito). Discreti, ma non più, Parma, Chievo e soprattutto Bologna, dove solo dopo l'avvicendamento in panchina tra l'uscente Bisoli e il subentrante Poli si è riusciti a mettere da parte qualche buon punticino. Scorrendo fino in fondo la classifica, male, molto male Lecce, Novara e Cesena: delle tre difficili situazioni, sorprende più di tutte quella dei romagnoli che quest'estate sembravano aver allestito, almeno sulla carta, una squadra capace di garantire più tranquillita e soddisfazioni ai tifosi e invece ora scivolata in fondo alla graduatoria, con soli tre miseri punti all'attivo e una squadra che stenta sempre più a ritrovarsi. Il capitolo finale è per l'Inter: i nerazzuri sono senza rischi di smentita la delusione per eccellenza della stagione e, osservate le premesse, sarà dura "svoltare", più dura dell'anno passato quando con l'addio a Benitez e un mercato di "riparazione" eccellente si rattoppò il possibile. Ora è diverso, la discesa che era già stata intuita ed era circolata nell'aria l'anno passato, si è fatta più ripida con la partenza di Samuel Eto'ò, giocatore insostituibile per chiunque, non solo per l'Inter. Volato via lui e con un anno in più sulle spalle di tutti, il colpo definitivo alle ambizioni di casa Moratti l'ha assestato il "professor" Gasperini, che salito in cattedra da rettore se ne è tornato a casa da assistente per di più presuntuoso e poco competente. Toccherà a Claudio Ranieri ricomporre i cocci: buona fortuna, ce ne vorrà tanta. Angelo Letizia DOMENICA 06 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 23 A proposito di... Sport Siderno: Vumbaca affianca Leonardo Francesco Vumbaca affiancherà il DG Enzo Leonardo nel ruolo di Vice Direttore Generale. Nuovo incarico societario per Francesco Vumbaca, già segretario dell'A.C.D. Siderno 1911, a seguito di un vertice dirigenziale tenutosi presso la sede della società. Da questo momento in poi affiancherà l'esperto nonché attuale DG della squadra Enzo Leonardo, nel ruolo di vice D.G.. Il presidente Salerno a f f e r m a : "Abbiamo ritenuto necessaria e importante la presenza quotidiana allo stadio e nella società di una persona qualificata come Vumbaca, già dirigente della precedente società, che possa migliorare l'organizzazione, la gestione tecnica e amministrativa del team, soprattutto durante le assenze per motivi di lavoro del Ragioniere Leonardo" continua: "ci tengo a precisare, per evitare fraintendimenti, che il ruolo di Enzo Leonardo non si discute; è anche grazie al suo impegno e alla sua profonda esperienza se oggi stiamo disputando il campionato d'eccellenza e sono certo che la sua conoscenza di questi campionati ci aiuterà a superare questo momento delicato. Purtroppo, spesso, come suddetto, si trova fuori sede per impegni di lavoro e quindi si è creata la necessità di fare affidamento su una persona che potesse sostituirLo in sua assenza e aiutarlo in sua presenza. Siamo convinti che lavorando in sinergia tra loro Leonardo e Vumbaca faranno un gran lavoro che ci auguriamo ripagherà con un cambiamento di rotta". Oggi al Raciti arriverà il temibile Brancaleone. Il Guardavalle vola in classifica grazie al ds Surace La squadra di mister Galati è una delle più belle realtà dell’Eccellenza Domenica scorsa allo Stadio Nicola Coscia di Guardavalle ha ottenuto il sesto risultato utile consecutivo, raggiungendo meritatamente il secondo posto in classifica e in solitario. Si da ancora più risalto alla vittoria dei ragazzi del Presidente Onorario Mimì Salerno in arte meglio conosciuto come “Maldini” per grandi trascorsi nel calcio, ma principalmente “Uomo di valori assoluto” nella vita come nello sport, umiltà, signorilità su tutti, e per le grandi doti che mette a disposizione ogni domenica per i suoi ragazzi che nel rettangolo di gioco gli stanno dimostrando tutto il loro affetto, alla società ma sopratutto al paese intero. Ma se tutto questo è stato possibile, si deve principalmente alla grande passione e alla grande personalità di una figura sempre presente nel Guardavalle, che come tutti ha fatto la famosa “gavetta” ma che questa settimana, giustamente abbiamo secondo noi scelto pe i lettori de la Riviera. Il D. G. , D. S. , Sponsor del F.C. Guardavalle l'Avvocato Francesco Surace. Mister Ciccio Galati attauale responsabile tecnico della prima squadra della società F.C. Guardavalle è bravo, e non siamo certamente noi a dirlo, ma c'è qualcuno che è stato bravissimo a creare le condizioni per farlo lavorare come piace a lui. L'ha fatto il direttore Surace consegnandogli una squadra di tutto rispetto. Di lui sappiamo poco, ma se un giocatore si ammala, lo fa guarire, se la sua squadra non va bene, a sempre la battuta pronta!!! Francesco Surace nel panorama calcistico è una figura in qualche maniera mitica perché è con lui che nasce il binomio Direttore Generale e Direttore Sportivo & Manager calcistico per questa categoria. Il grande Guardavalle l'anno scorso (matricola), e quest'anno con la grande rifondazione sono passate per le sue mani. E' con lui alla guida “amministrativa” dei Giallorossi che si comincia a parlare di una squadra « da primato ». E' stato il primo, vero « Re del mercato », e non solo per essersi assicurato il migliore allenatore in circolazione, ma anche per i giocatori che mette a disposizione di ogni Mister, tant'è che l'anno scorso gli è stato riconosciuto il premio di “stadioradio” terza edizione come miglior direttore sportivo dell'anno. Per Surace una vera e prorpria passione per il pallone, che associato anche all'attività Professionale di Avvocato, ma soprattutto ex grande calciatore fa si che la carica che ricopre, diventi una figura importante con una gestione a 360 gradi. La storia del calcio è spesso casuale, e a quella casualità i direttori sportivi forse devono più Oggi ritorna “Universo Dilettanti” Roccella alla ricerca REGGIO CALABRIA Come ogni domenica anche questo pomeriggio tornerà regolarmente in onda sulle frequenze radiofoniche di Radio Antenna Febea ( insieme ad un’altra autorevole “sindacation” di emittenti ed anche della tv locale TRS) “Universo Dilettanti” la trasmissione imperniata sul calcio dilettantistico calabrese. Una maratona domenicale della durata di quasi 8 ore che lo storico conduttore, il giornalista Antonello Merenda, porta avanti con passione da 17 anni. Risultati, classifiche e commenti della domenica calcistica calabrese puntualmente analizzati con riferimenti statistici dagli addetti ai lavori per una trasmissione che ricalca su base regionale il modello di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Appuntamento per le ore 14,30 per avere in tempo reale tutti i risultati. l.r. della vittoria da 6 punti Ancora soddisfatti per la bella vittoria di domenica nel derby con il Brancaleone giocatori e staff tecnico si sono ritrovati al comunale per i consueti allenamenti della settimana. Dopo un breve riscaldamento, come consuetudine, tutta la squadra si è recata in palestra dove sono stati effettuati degli esercizi specifici terminati i quali i calciatori si sono recati sul campo dove è iniziata una seduta atletica seguita da esercizi per il possesso palla e una partitella sette contro sette a campo ridotto. Non ha preso parte alla seduta odierna Valerio Saffioti, per lui solo terapia, alle prese con l’infortunio rimediato la scorsa settimana, in dubbio la sua presenza nella partita di oggi pomeriggio che vedrà il Roccella opposto all’ostico Sersale. E’ invece ritornato ad allenarsi Vittorio Di Maggio che sembra essersi ripreso dall’infortunio rimediato nella trasferta di Siderno, per lui allenamento differenziato al pari di Marco Sorgiovanni e Cristiano Parisi, che ricordiamo era dovuto tornare anzitempo negli spogliatoi nella partita di Brancaleone per una botta al polpaccio che fortunatamente non ha lasciato conseguenze. Ieri seduta di allenamento di rifinitura che è servita a mister Tonino Figliomeni per analizzare la situazione infortunati e catechizzare a dovere i suoi che dopo queste tre vittorie di fila servite a ringalluzzire l’ambiente si stanno proiettando nelle zone altissime della graduatoria segno che la squadra ha trovato uno sua specifica identità tecnica e tattica dopo un periodo non propriamente fortunato. Mister Figliomeni manderà in campo una formazione molto equilibrata che non lascerà nulla di intentato pur di ottenere il poker di vittoDOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 24 la Riviera di un ringraziamento. La sua fortuna e, retrospettivamente, la fortuna di una categoria che lui stesso si è creato, quella dei direttori generali, “tutto fare” in una società dilettantistica, ma principalmente della Società in questo caso del Guardavalle, dove ricopre un ruolo fondamentale che attualmente i risultati gli stanno dando ragione. Stagione 2011/2012: Il presidente Care' anche lui figura carismatica nel calcio per i trascorsi da calciatore, ora alla guida della società un uomo perbene, che arriva la grande svolta nel calcio a Guardavalle, e convinto dopo l'ottimo campionato dell'anno passato, non ha potuto dire di no, e quest'anno Surace, cala il jolly. “Se affida la panchina a Ciccio (Galati), proviamo a fare quel salto di categoria che tutti auspichiamo. Tutto ciò per farle capire quanto io creda a questa soluzione”. Con la partita che tra poco il Guardavalle affronterà in quel di Gioia Tauro con la Nuova Gioiese di Mister Nucera, il dirigente Giallorosso , infatti, spende parole di elogio per i suoi avversari , “Incontreremo una squadra attrezzata per il salto di categoria e più in forma in assoluto anche se domenica a Bovalino c'è stata la sconfitta, i ragazzi di Mister Nucera sono giocatori di valore assoluto e di rispetto”. Continua Surace “Ma in questo momento il Guardavalle rispetto a qualche mese fa è un'altra squadra. Un gruppo che cerca di giocarsi sempre la partita, combattivo, consapevole dei propri mezzi. Si incontreranno due squadre in ottima forma. E' chiaro che la partita per noi è iniziata martedì con la ripresa degli allenamenti, credo che possiamo dire che sulla carta abbiamo il cinquanta per cento di possibilità di portare a casa qualcosa. La Nuova Gioiese è una squadra che si è ritrovata, è in forma, e forte. E che avrà anche un grande apporto di pubblico. Il pronostico oggi è aperto. Ma il calcio ci ha sempre fatto vedere delle sorprese. Ma poi pensiamo anche che il Roccella, oggi è dietro a noi ha vinto due partite difficili come il derby con il Siderno e Brancaleone. Bisogna avere rispetto per gli avversari. Ma in ogni caso non sono imbattibili, altrimenti non esisterebbe più il calcio.” E dunque merita un applauso per il coraggio e per i risultati finora raggiunti, anche se il percorso è ancora lungo. In bocca al lupo Surace a Lei e alla sua Guardavalle calcistica. Antonio Chiera Il Catona a Bocale si è riscoperto grande A Bocale, soprattutto nel primo tempo, si è rivisto il Catona di qualche settimana addietro: una squadra tutta grinta e qualità, capace di strappare un pareggio sul campo di una diretta concorrente, che dal canto suo ha dimostrato di meritare appieno posizioni importanti in classifica. Il pari del Campoli, può dunque essere accolto positivamente dalla squadra di Barillà, che cancella così la brutta sconfitta (l'unica in nove gare) nel derby contro il Reggiosud. L'unica nota stonata semmai, è la perdita del primato in classifica a vantaggio di un super San Calogero, sempre più sorpresa di questo girone. Abbandonandoper un attimo calcoli e classifiche, considerato che ancora è presto per trattare certi argomenti, passiamo alla consueta analisi dei reparti. Dopo la giornata no di due settimane fa, la difesa biancoazzurra in quel di Bocale ha nuovamente dimostrato solidità ed organizzazione di gioco, risultando molto compatta e quasi impermeabile ai continui attacchi biancorossi soprattutto nella ripresa. Il reparto che invece continua a non convincere, è l’attacco: negli ultimi 16 metri, la compagine biancoazzurra rimane poco incisiva. Le cause sono certamente da ricercare nella precaria condizione fisica di Fontana, rientrato da poco in campo dopo il lungo stop, oltre che nel 'digiuno prolungato' di Maviglia, che non riesce proprio a sbloccarsi. E’ pur vero però che questa situazione meriterebbe anche un po’ di attenzione in più da parte del mister, con l’adozione magari di qualche modifica sul piano tattico. Intanto, domenica pomeriggio al Santoro di Villa San Giovanni arriverà un Real Catanzaro ricaricato dalla netta vittoria sul ReggioSud. Una gara non certo facile per il Catona, che però dovrà cercare di ritornare alla vittoria, soprattutto tra le mura di casa. Antonino De Luca-reggionelpallone.it RAI SPORT+ TRASMETTERA' IL DOMINIO DEL CENTRO STUDI KARATE AI CAMPIONATI DEL MONDO DI ARTI MARZIALI rie che Figliomeni auspica per poter rosicchiare punti alle due battistrada che la precedono in classifica. Ma attenzione al Sersale, una compagine molto arcigna con gente esperta e di categoria che sinora ha dato filo da torcere a tutte le squadra blasonate della categoria. Mister Rosati è uno che conosce questo torneo e avrà studiato tatticamente il Roccella per non farsi imbrigliare ecco perchè si prevede per questo pomeriggio al Comunale di Viale degli Ulivi una gran bella partita con continui capovolgimenti di fronte e tante emozioni. Antonio Tassone Gli atleti del M° Vincenzo URSINO conquistano 12 titoli iridati, 7 medaglie d'argento e 11 di bronzo L'evento, tenutosi ad Trapani nei giorni 4 - 5 e 6 novembre, ha visto la partecipazione di ca. 1.000 atleti provenienti da 40 Nazioni, è stato organizzato dalla World Martial Kombat Federation con il Patrocinio della Regione Sicilia della Città di Trapani e dell'UNICEF ed è stato seguito da un gran numero di spettatori oltre che da numerose Tv in primis RAI SPORT+ con il noto giornalista Roberto Gueli manderà l'evento in mondovisione. Eclatante il successo del CENTRO STUDI KARATE che ha fatto incetta di titoli iridati e medaglie nelle specialità Interstyle Forms, Creative Forms, Interstyle Weapons, Kata Sincronizzati e Self Defence e Skill Games. Numerosi gli attestati di stima ricevuti dal M° Vincenzo URSINO (Direttore Tecnico e Presidente del sodalizio calabrese) da parte di addetti ai lavori e non tra i quali si segnalano gli interventi dei massimi dirigenti calabresi degli Enti di Promozione Sportiva Nazionali ricono- sciuti dal C.O.N.I quali l'Associazione Italiana Cultura e Sport tramite il Dott. Arturo NASTASI, dei Centri Sportivi Aziendali e Industriali con la dott.ssa Maria LABATE e del dott. Giuseppe FRANGIPANE dell' Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale.Gli elogi hanno sottolineato la valenza sociale ed educativa promossa da sempre dal M° URSINO ma soprattutto l'esportazione dell'immagine positiva della nostra Calabria al di fuori dei confini regionali e nazionali, una terra nota ai più per tristi fatti di cronaca. Mattatore dell'evento è stato senza alcun dubbio il sidernese Vincenzo SCRUCI con 4 titoli Mondiali, da segnalare gli ori nei Kata Sincronizzati e nella Self defence con il trio Cordì-Macrì-Scruci che hanno sbaragliato tutti i concorrenti con delle prove applauditissime ed i due ori dei fratelli Tommaso e Vincenzo FIGLIOMENI. Ed ancora oro per Vincent Patrick Figliomeni, Vincenzo Guttà e Domenico Angilletta. lr DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 25 DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 26 la Riviera Biblioteca Meridionalista L’indubbio orizzonte meridionalista di Luigi Sturzo IN EVIDENZA La questione meridionale è la bussola di vita e di pensiero di Sturzo. Ma nella pregiata Prefazione di Marco Garzonio a Luigi Sturzo , Appello ai liberu e forti, a cura del Corriere della Sera 2011, non c’ è una parola di tiferimento alla battaglia meridionalist del Grande Prete. PASQUINO CRUPI Il “Corriere della Sera” ha pubblicato giovedì 10 novembre il testo di Luigi Sturzo “Ai liberi e forti”. Prendiamo spunto dell’iniziativa editoriale per una rivisitazione del pensiero meridionalista di Luigi Sturzo, non sorprendentemente silenziato come tale. Con Luigi Sturzo il movimento cattolico italiano segna una parola nuova e decisiva nel campo della battaglia meridionalista, fino a Lui taciuta. Nasce a Caltagirone (Catania) il 26 novembre 1871. Studia da prete e il 19 maggio 1984 fu ordinato sacerdote. Avvertì ben presto che l’ufficio del prete non era puramente e forse poveramente quello di dir messa, ricevere confessioni, assolvere e somministrare i sacramenti. E con il 1895 comincia a dispiegarsi l’attività pienamente politica e sociale di don Luigi Sturzo. Si sposta dalla Sicilia verso Roma. Incontra prelati e laici. Fa la conoscenza di Romolo Murri, del quale diviene amico, così come e di Giuseppe Toniolo. Dà la sua collaborazione sia alla rivista di Murri, «La cultura sociale», sia alla rivista di Toniolo, «Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie». Nel 1897 fonda e dirige «La Croce di Costantino». La I guerra mondiale, che produce morti, fa di Luigi Sturzo un politico di robusto spessore nazionale. Benedetto XV lo volle segretario della Giunta dell’Unione popolare alla quale tutti i cattolici erano obbligati a iscriversi. Nel 1916 è alzato alla carica di segretario dell’Opera nazionale per gli orfani, voluta dalla Azione cattolica. Ma era ormai venuta l’ora per la fondazione di un partito nazionale dei cattolici, che facesse propria la questione meridionale. Nasce il 18 gennaio 1919 con il nome di Partito Popolare Italiano e Luigi Sturzo, che ne fu il fondatore, sarà il primo segretario, scriveva al PPI il merito storico di essere stato il primo Partito a inserire nel suo programma la “soluzione della questione meridionale”: S’affaccia e trionfa il Fascismo, detesta- I meridionalisti non ci sono più e tanti intellettuali decorativi s’affollano nei luoghi dove è di moda indicare il Sud come il luogo di tutte le negatività. Sturzo fortunatamente non è vissuto abbastanza per assistere alla bancarotta fraudolenta del meridionalismo. to e avversato da Luigi Sturzo. Non così il Vaticano, che schiera la Chiesa dalla parte di Benito Mussolini. La creatura sturziana, il PPI, viene avviata alla liquidazione. Così come il suo fondatore, costretto ad andare in esilio da cui ritorna nel 1946. Riprende. Continua a impegnarsi nella vita politica italiana, ma fuori dall’organizzazione di partito, fuori dalla DC. Il 17 dicembre 1952 è nominato senatore a vita. Muore a Roma l’8 agosto 1959. La questione meridionale è la sua bussola politica e culturale per il presente, l’avvenire e fino alla morte. In linea con tutta la polemica nittiana e non solo nittiana sull’accentramento dello stato e l’uniformità tributaria e finanziaria, cause certe della questione del Sud e del Nord, ma in dissonanza dalle conclusioni di Francesco Saverio Nitti, Luigi Sturzo è fermamente convinto che “il rimedio sarebbe ed è un sobrio decentramento regionale amministrativo e finanziario e una federalizzazione delle varie regioni, che lasci intatta l’unità di regime” [in L. Sturzo, La battaglia meridionalista - a cura di G. De Rosa (Laterza, Bari 1979), p. 16 ], poiché “la questione nostra non è politica; è amministrativa e finanziaria” (IBIDEM). È, cioè, la questione dell’autonoma capacità di ogni regione di decidere delle proprie risorse finanziarie senza lacci e laccioli dello Stato accentratore, ma senza chiusure nel proprio egoismo economico. Come pare adesso d’avvisare nel progettato e votato federalismo fiscale. Non v’ha altra via per uscire dalle due Italie, per correggere le distorsioni dell’unità d’Italia, per far prendere alla questione del Nord e Sud “la via pratica di soluzione, senza ingiustizie e senza odi e rancori” ( IVI, pag.17). Non c’è salvezza per la Sicilia e il Mezzogiorno che in una strenua battaglia regionalista. Perciò, guerra regionalista. Quello della guerra regionalista fu qualcosa di più d’uno slogan, ma sempre uno slogan. I fatti non seguirono alle parole: un vero movimento politico siciliano non nacque, i comuni siciliani e meridionali non si mossero contro lo Stato accentratore, i deputati del Mezzogiorno proseguirono la loro consolidata carriera di pitocchi e di trasformisti. La guerra di tutti contro il Mezzogiorno solo non si può davvero vincere. Ma Luigi Sturzo non si ritirò dalla battaglia. Il Regionalismo non fu uno dei temi della sua battaglia meridionalista. Fu la sua battaglia meridionalista, l’idea che ne ordinava tutte le altre. E al ritorno dal lungo e non silenzioso esilio riprese a battere su quel chiodo fisso, che, nonostante il suo martello pneumatico, non riusciva a penetrare nel corpo dello Stato accentratore, custode geloso e animoso del suo assetto istituzionale, e non riusciva, pertanto, a penetrare nella Costituzione repubblicana del 1947. L’isolamento attorno a Luigi Sturzo si era fatto più denso. I meridionalisti federalisti erano stati ritirati dalla libera circolazione e Guido Dorso, unico superstite della pattuglia degli avversatori dello Stato accentratore, spingeva in direzione dell’autonomismo, non già del federalismo e del regionalismo. In più, tutti i partiti – dalla Democrazia cristiana al Partito comunista – erano dalla parte dello Stato accentratore. Ma è chiaro che, nel secondo dopoguerra, il regionalismo di Luigi Sturzo, se non vuole ridursi ad un arcaismo, deve essere il regionalismo come può essere concepito nel tempo nuovo dell’appena nata repubblica italiana. Né ci sembra infondato il sospetto che esso tenga conto anche del fatto che i governi sono a guida democratico-cristiana talché al vecchio fondatore del Partito popolare Italiano, prete ligio alla Santa Sede e democristiano, non pare dubbio che non possa frontalmente porsi e frontalmente opporsi. Dunque, niente più guerra regionalista, “non si concepisce più il regionalismo come un far da sé del Mezzogiorno, in guerra con il governo centrale” ( G. De Rosa, Introduzione a L. Sturzo, La battaglia meridionalista, cit., p. XXX). .Resta solo “la rivendicazione più piena dell’autonomia economica e finanziaria” IBIDEM). Luigi Sturzo ci ha abituati a questi cambi di passo. Infatti, una cosa fu il suo meridionalismo sul finire dell’Ottocento, negli anni del decennio giolittiano e del fascismo, e altra cosa fu negli anni del postfascismo. Nella fase prima del suo meridionalismo pensò la questione meridionale come questione agraria, come la questione della agricoltura arretrata da sollevare dal peso del regime feudale, dei patti agrari abnormi da modificare, della piccola proprietà da tutelare: da qui un Mezzogiorno contadino, da lì un Nord industriale. da qui un Mezzogiorno che doveva avere il suo sbocco nell’area del Mediterraneo, dà lì un Nord incastrato in Europa. Ma nella seconda fase del suo meridionalismo, al ritorno dall’esilio, Luigi Sturzo accolse fervidamente l’idea della necessità dell’industrializzazione “ massiva” (IVI, pag. XXXIII) del Mezzogiorno come via d’uscita della questione meridionale. Industrializzazione massiva, in grado d’aprire al Mezzogiorno “un vasto campo alle industrie chimiche, meccaniche, tessili e alle industrie costruttive” (L. Sturzo, La battaglia meridionalistai, cit., p. 178). E di questa nuova tendenza egli scorgeva i segni concreti nella politica dei governi centristi degli anni Cinquanta. Non fu che un’illusione. Una politica diretta alla industrializzazione del Mezzogiorno non vi fu. Non vi era stata mai. E questo è storia. E una vera politica diretta alla industrializzazione del Mezzogiorno non vi sarebbe stata, come non vi è stata. E anche questo è storia. Sturzo, tuttavia, guardava con fidente sguardo all’avvenire e scriveva: Il decennio dicembre 1944-54 segna, nella storia del Mezzogiorno, la più marcata tendenza verso la industrializzazione. Non sono mancate in precedenza qua e là industrie nel Mezzogiorno e nelle Isole, e, nel tipo del tempo, anche sotto i Borboni [...]. Ma una vera politica diretta alla industrializzazione del Mezzogiorno non vi è stata mai ( IVI, pag. 190). La replica dei fatti è stata dura. La questione meridionale non è stata risolta. L’agricoltura giace disfatta, in luogo dell’industrializzazione del Mezzogiorno c’è stato un processo di deindustrializzazione del Mezzogiorno. I meridionalisti d’un tempo non ci sono più e tanti intellettuali decorativi s’affollano nei luoghi dove è di moda indicare il Mezzogiorno come il luogo di tutte le negatività. Luigi Sturzo fortunatamente non è vissuto abbastanza per assistere alla bancarotta fraudolenta del meridionalismo. Né per assistere all’operazione omissiva del “Corriere della Sera”. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 27 Parlando di... Cultura e società Alberto Gatto A Siderno nasce Alemaride A Siderno nasce Alemaride: un'associazione rivolta alla valutazione e riabilitazione per l'età evolutiva. Frutto dell'esperienza di una equipe formata da una psicologa, una neuropsicomotricista e di una educatrice professionale. Alemaride si propone come un importante punto di riferimento per affrontare problematiche riguardanti bambini da zero a diciotto anni, che manifestano disturbi dell'apprendimento, ritardi cognitivi, ritardi psicomotori, sindromi genetiche, ritardi semplici del linguaggio e qualsiasi altro disturbo legato allo sviluppo e alla sfera affettivo-relazionale. Per ciascun bambino o ragazzo, è studiato un itinerario diagnostico e riabilitativo personalizzato come previsto dalle linee Guida sulla Riabilitazione del Ministero della Sanità e dalle vigenti disposizioni Regionali. Le attività svolte sono mirate a far sì che il soggetto acquisisca attraverso un percorso ben articolato, tutte quelle facoltà che lo rendono autonomo e consapevole di sé e del mondo che lo circonda. In tutto ciò assume un ruolo di notevole rilevanza il coinvolgimento della famiglia e della scuola che attraverso piani educativi individualizzati, cooperano e interagiscono raggiungendo obiettivi dal grande valore funzionale. L'ambiente dai toni accoglienti e confortevoli è pensato dall'adulto per il bambino, ed è il primo grande segnale di attenzione al suo desiderio. Le attività terapeutiche svolte in un clima di gioco proiettano il bambino in una dimensione di serenità e sicurezza permettendogli di mettere a fuoco il meglio delle sue potenzialità. Offrendo una molteplicità di servizi riabilitativi, Alemaride si presenta come un'associazione che pone al centro delle sue attenzioni la persona, intesa come essere umano, con piccole o grandi difficoltà che siano, ma in ogni caso e sempre, un piccolo uomo del domani che oggi sogna, sorride, osserva, cresce. A piccoli passi, con l'ausilio di persone esperte, con i metodi giusti, e soprattutto con la volontà di migliorarsi e di migliorare, lo sguardo può cadere oltre, mirare traguardi lontani. Un certo D. W. Winnicot scriveva: “In ogni bambino c'è una scintilla di vita, questo impulso verso la crescita e lo sviluppo fa parte di lui, è qualcosa con cui è nato e che lo sollecita ad andare avanti in modi che non dobbiamo nemmeno cercare di capire”. Milena Lacopo racconta nel suo corto il sacrificio del mugnaio di Gioiosa Ionica Rocco Gatto Ha ricevuto la menzione speciale della giuria al festival dei cortometraggi di Dosolo, in provincia di Mantova, “Il colore del tempo” del regista calabrese Alberto Gatto. La manifestazione, organizzata dal Circolo Gulliver, giunta all'ottava edizione, ha visto l'iscrizione in concorso di ventitre corti, tra cui è stata selezionata la decina per la proiezione nella serata conclusiva di sabato scorso. La giuria, composta dal che siano ancora davvero troppo poche le persone veramente sensibili a questo argomento. Rocco Gatto è stato un uomo che sul proprio coraggio ha costruito la sua vita; ha denunciato chi gli chiedeva il pizzo e chi imponeva il potere mafioso sulla povera gente; per questo è stato ucciso. Il ricordo serve per capire chi eravamo, chi siamo e dove vorremmo andare, serve per ritrovare la giusta “Il colore del tempo” al festival dei cortometraggi di Dosolo documentarista Rai Aldo Bersellini, dal critico cinematografico Stefano Prandini, dal fotografo Sergio Malacarne, dal regista Fabio Federici Canova e dalla docente di arti visive Anselmi Lucia, ha assegnato l'importante riconoscimento al corto, scritto e diretto da Gatto, sulla vita e il sacrificio di Rocco Gatto, il mugnaio di Gioiosa Ionica assassinato dalla 'ndrangheta il 12 marzo del 1977 per essersi ribellato ai taglieggiatori. Realistico e incisivo, il cortometraggio di Gatto, prodotto dalla Bird Production con il patrocinio del comune di Gioiosa Ionica e di “Libera”, riassume in otto minuti scarsi la tragica vicenda. «Sono centinaia gli uomini, le donne, giovani, ragazzi e anche bambini che hanno perso il loro sangue e la propria libertà tra le pietre della nostra terra e mi dispiace credere posizione politica e sociale, nel senso più autentico del termine -spiega Gatto in una nota di regia-. Tramite il corto vorrei che passasse un messaggio di rinascita per ricominciare ad indignarsi con fermezza e decisione. Per rivedere quell'atto disumano dell'omicidio che molte volte passa come una cosa quasi normale». Quello di Doslo è l'ennesimo premio ricevuto da Gatto per “Il colore del tempo” (2008), anche grazie all'ottima interpretazione degli attori Ulderico Pesce, Renato Scarpa, Nino Racco, Carlo Marrapodi e Lara Chiellino. Sempre sulla vicenda del mugnaio assassinato, Gatto, nel 2007, aveva realizzato il corto “Granosangue” premiato, tra l'altro, pure al festival dei cortometraggi organizzato dalla Fitel e dalla Scuola del Cinema e delle Arti di Roma. Maria Teresa D'Agostino Poetesse del Risorgimento EIFF 2012 - 6a edizione Ci saranno delle novità importanti al prossimo Epizephiry Film Festival. Oltre alle sezioni "storiche" (cortometraggi, mediometraggi, docufilm) ci sarà una sezione speciale: Il "Premio Orsi" per il miglior Documentario narrativo archeologico, dedicato al grande Archeologo Paolo Orsi (Rovereto, 17 ottobre 1859 - 1935). Il premio sarà assegnato, da un Comitato Scientifico formato da archeologi e studiosi esperti di cinema. Saranno inoltre avviati 3 laboratori (Luglio 2012): 1-CinemAttivo; 2-Laboratorio comparato di archeologia musicale ed Etnomusicologia (coordinato da Marò D'Agostino); 3-Laboratorio integrato “Visione in musica” (coordinato da Francesco Loccisano). La Direzione Artistica, inoltre per il logo di EIFF 2012, ha scelto quest'anno di utilizzare un' opera del Maestro Natino Chirico, "Charlie Chaplin", olio acrilico e tecnica mista su tela (130x94), l'originale è, attualmente, esposta a Reggio Calabria a Villa Genoese Zerbi, sede della Biennale di Venezia per la Regione Calabria. La cerimonia di consegna dei premi si svolgerà, come ogni anno, a Sant'Ilario Marina nelle serate del 18-19-2021 Luglio. Giorno 18 c.m. alle ore 17.00, presso il Grand Hotel President di Siderno, il Sidus Club inaugurerà l’anno sociale 2011 – 2012 con una conversazione su : “La scrittura al Femminile: le poetesse del Risorgimento”. Relatrice la Professoressa Pina Cappelleri Polverari coadiuvata dalle letture dei brani poetici da Rosa Alvaro de Felice con l’introduzione della Presidente Albarosa Dolfin Romeo. Sarà un modo per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia sotto un diverso profilo, ossia mettendo in luce il contributo delle donne fondamentale per la costruzione della nazione, contributo non solo da parte di tante eroine, mogli e madri di eroi: Anita Garibaldi la madre dei fratelli Cairoli. Ma anche e soprattutto da parte di donne che con i loro scritti si sono impegnate e a promuovere un nuovo modello di donne, lontano dall’ignoranza allora caratteristica del loro sesso, e a essere partecipi della propria contemporaneità incitando alla rivolta in nome dell’indipendenza dallo straniero. Quelle donne che M. T. Mori chiama “ Figlie d’Italia, nelle quali focalizza le sue attenzioni per ricostruire vite, vicende e opere. Sono peraltro state moltissime, appartenenti a tutte le regioni dalla Lombardia, alla Campania, alla Sicilia, e a tutti i ceti sociali; sono aristocratiche, borghesi e popolane che hanno collaborato al progetto dell’unificazione nazionale. La loro poesia è lirica patriottica , romantica, nei temi, nell’impianto lessicale e stilistico, poesia che ha entusiasmato, trascinato, emozionato i lettori di allora e che continua ad emozionare anche i lettori di oggi. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 28 la Riviera Gioaccino Criaco a “i mesi del giallo” Il nuovo libro di Gioacchino Criaco è stato ospite della quinta edizione de “I mesi del giallo”, rassegna letteraria che propone percorsi tra letteratura, storia, investigazione e cronaca nera, ideata dall'Associazione “Comunica” che si svolge da ottobre novembre ad Asti, Chiusano, Cortanze, Isola d'Asti e Frinco. L'incontro, dal titolo “Casi scottanti sotto il cielo di Parigi” si è svolto nella Casa del popolo di Asti, è stato introdotto da Giovanni Pensabene, appassionato lettore che ha in comune con Criaco le radici calabresi, e ha proposto la presentazione dei romanzi “American taste” (Rubbetino Editore) di Criaco e “Lezioni di tenebra” di Pandiani (Instarlibri). Pensabene ha conversato con Criaco su “American taste” romanzo noir le cui vicende portano il lettore dall'Aspromonte all'Atlantico, dal Vietnam a New York, o alla prigione di Fleury Merogis, a Parigi, mentre uomini della 'ndrangheta, terroristi dell'ETA e trafficanti arabi si alleano in una guerra globale contro il potere di una holding internazionale del lusso. “American taste” è il racconto lucido e disarmante dei legami profondi e controversi fra il crimine organizzato e gli affari “puliti”. Destini lontani che si incrociano e scoprono la radice del male che li ha resi carnefici e vittime. LE NOTE Generazione Neet L’associazione “Libera” premia Ilario Ammendolia Il coordinamento lucano di "Libera Associazioni", nomi e numeri contro le mafie, ha conferito a Ilario Ammendolia il premio “Beneventano” per le “coraggiose e lungimiranti politiche di accoglienza e promozione dei diritti umani portate avanti dalla sua amministrazione”. La manifestazione in ricordo di "Mimmo Beneventano” medico, giornalista e amministratore locale di origine lucane, ucciso in un agguato di camorra a Ottaviano, in provincia di Napoli, il 7 novembre 1980, è giunta ormai alla sua quarta edizione. Il riconoscimento viene assegnato ogni anno a politici e giornalisti che si sono distinti per il loro impegno per l'affermazione dei valori della democrazia contro le mafie. La cerimonia ufficiale di consegna dei premi si è svolta sabato 5 novembre, nel teatro comunale "Mariele Ventre" di Sasso di Castalda, in provincia di Potenza, il paese d' origine di Mimmo Beneventano. Il sindaco di Caulonia ha ricevuto con commossa gratitudine il prestigioso riconoscimento che quest'anno è stato conferito anche alla memoria di Vittorio Arrigoni, pacifista e free-lance ucciso a Gaza il 14 aprile 2011, “perchè con la sua vita ed il suo coraggio è stato testimone di un'Italia che costruisce la Pace nel mondo”; e alla redazione di Rainews “per l'importante ruolo che riveste nel Paese garantendo un'informazione libera e trasparente”. Un ballerino calabrese da Maria De Fillippi Giuseppe Gioffrè nato per ballare Ha vissuto e respirato l'hip-hop da quando è nato fino ad ora. Il suo amore per la danza sotto tutte le sue forme, lo spinge fin da bambino a seguire dei corsi di danza amatoriale presso una scuola di Gioia Tauro.Quello che colpisce di lui,quando balla, non sono i passi,ma lo stile,l'espressività,la forza esplosiva che lo fanno contradistinguere creando uno stile tutto suo pieno di fascino. A diciassette anni, sale sul treno per andare a studiare Hip-Hop / Jazz Funk in una scuola di Reggio Calabria. Da qui inizia un percorso di stage e concorsi dove spesso viene premiato con borse di studio e riconoscimenti. Nell'estate del 2011, con tanti sacrifici, corona il sogno di poter perfezionare i suoi studi per un periodo di 2 mesi presso prestigiose scuole di Los Angeles: Millennium Dance Complex, Debbie Reynolds Studio, Edge Performing Art Center e Ida. Oggi all'età di soli 18 anni il suo sogno si è avverato, Esibendosi davanti alla commissione ,composta da tre professori esperti di ballo,con un pezzo di Britney Spears,suo idolo a quanto pare, “Inside Out”,si è annoverato tra i 21 ragazzi Si chiama Giuseppe Giofrè,18 anni,nato alla marina di Gioia Tauro, ed è già una giovane promessa di ballo.Il ballerino gioiese che ha partecipato e incantato pubblico e critica, pochi di MARA RECHICHI giorni fa alle dure selezioni, superandole con la sua bravura e anche con la sua bellezza,del fortunato talent show televisivo “Amici di Maria De Filippi ed è ora entrato ufficialmente a fare parte,come ballerino di hip- hop della scuola più famosa d'Italia. Sul palco è stato un vero protagonista non solo per lo stile ben definito ma pare già riscuotere molti consensi nel pubblico femminile dato che oltre ad essere un bravo ballerino, è anche un bel ragazzo. “Un pietra preziosa che vorrei mettere in un bell'anello, un foglio bianco su cui scrivere”,ha detto di lui un insegnante della caratura di Cannito.“ Un talento da tenere nella scuola, mercurio vivo con il quale è interessante lavorare”-hanno detto altri-. Superfluo descrivere l'entusiasmo e l'emozione della mamma, Rosella,del papà, Antonio,della sorella Chiara,del fratello Alessandro e di tutti gli amici .Tutto un quartiere,quello di Via Trinacria, praticamente in festa, per questo ragazzo cresciuto in una semplice famiglia con pane e ballo e che ora, intavedono in lui , come un segno di riscatto e di rinnovamento di questa città. Per Giuseppe le porte del mondo dello spettacolo si sono aperte e che presto,con un pizzico di “fortuna” ,che non guasta in questi casi,potrebberro condurlo a divenire un ballerino famoso di stampo internazionale. Pasquale Patamia Lavoro. O preferite labor, o ergon, o job, o travàgghju? Studio. O preferite studere, o manthano, o learning, o sturiàri? Se operiamo di brain storming sulla parola “lavoro”, facciamo piovere espressioni come mercato, diritto, rapporto, sicurezza, festa, formazione, aggiornamento, contratto, stipendio, irpef, tredicesima, offerte, richieste, intellettuale, braccia, fatica, sacrificio, valutazione, pensione, art.1 della Costituzione. Notevole! Se facciamo brain storming sulla parola “studio”, siamo in grado di provocare un uragano di apprendimento, scuola, università, professori, preside, libri, quaderni, zaino, corsi di formazione, classi, sicurezza, supplenti, concentrazione, fatica, materie, compiti a casa, compiti in classe, voti, programmi, progetti, artt. 3, 4 e 34 della Costituzione. Ri-notevole! Qualche giorno fa è stata scoperta la terza via: né studio, né lavoro. Il 23% dei giovani italiani, della fascia 15-29 anni, appartiene alla generazione Neet (Not education, employment, training). E’ il risultato del rapporto “Economie regionali” che Bankitalia ha elaborato sui dati Istat del 2010. Sono più Neet i giovani meridionali e le donne, ohibò!. Circolano i dati, ma non si accenna alle motivazioni. Potremmo azzardare che la crisi, ma quante responsabilità ha ‘sta crisi? Oppure l’Istat ha truccato le carte in tavola per non scoraggiarci sulla compilazione del questionario del Censimento. L’avete fatto? Avete risposto alle domande su studio e lavoro? “Hai studiato, studi, che titolo di studio, un corso di formazione professionale, all’estero, la settimana scorsa hai frequentato, dove come, esci di cas,a a che ora?” Che ti vene l’ansia! “Hai lavorato almeno un’ora la scorsa settimana, hai cercato un lavoro, lavoreresti subito, lavori a t.d. o a t.i., solo, dipendente, cosa fai, in che settore, quante ore, dove come, esci di casa, a che ora?” Che ti vengono i sensi di colpa! Meglio Neet, va. Signora Istat, sarebbe così gentile da fornirci anche l’identikit del Neet? Che se lo conosci, lo eviti. O, magari, lo aiuti. HA VISSUTO E RESPIRATO L'HIP-HOP DA QUANDO È NATO FINO AD ORA. DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 29 Quelli della Notte Cinema&arte LARECENSIONE I SOLITI IDIOTI Gianluca ha trent'anni e la sua vita in casa con il padre sta per finire. Il grande giorno si avvicina, presto sposerà Fabiana, la fidanzata di sempre. La cerimonia è organizzata, gli ospiti sono arrivati, tutto è pronto, ma suo padre Ruggero, un anziano imprenditore spocchioso e dedito alle scommesse, non può permettere che il rampollo della sua dinastia si sposi con una ragazza che, a suo dire, sembra la figlia di Frankestein. L'unico modo per cui Gianluca gli può dimostrare di essere un uomo degno di rispetto è quello di portarsi a letto una vera donna, la più bella modella in circolazione: quella dei cartelloni pubblicitari dei una nota linea di lingerie. Trascinato a Roma dal padre, Gianluca incontrerà la bellissima “smutandata”. Intanto altri personaggi si muovono per arrivare in Chiesa in tempo per la cerimonia. Poi ci sono altre divertenti storie come quella di Fabio e Fabio, sono una coppia gay che sogna di avere un figlio con un concepimento naturale, una coppia di perbenisti borghesi alle prese con la classe multietnica del figlio prova in ogni modo a sembrare priva di pregiudizi e Sebastiano che deve consegnare un pacco regalo, ma che è in aperta guerra con una bruttissima postina. Inutile provare a leggere un film come I soliti idioti con un taglio sociologico, come uno spaccato dell'Italia attuale, sarebbe un tentativo di nobilitare un prodotto che punta a conquistare un pubblico che ha già ottenuto, sul web e in televisione, dimenticando che il mezzo cinematografico ha una sua dimensione peculiare. Difficile che un pubblico non avvezzo alla greve comicità del duo televisivo riesca ad apprezzarne l'umorismo, denso di parolacce, rumori basso ventrali e scurrilità (che però riescono a strappare più sorrisi di un medio lavoro di Boldi). Matteo Raschellà Marò D'Agostino a CosmoGRAFIE tra Segno, Materia e Visione E' stata inaugurata Mercoledì alla "Domus Talenti" di Roma un progetto espositivo, a cura di Eva Czerkl, che si propone di indagare attraverso le opere di un nutrito gruppo di artisti contemporanei, di diverse generazioni e livelli di esperienza, il complesso rapporto tra Scienza e Arte, tra Cosmo e Animo umano, mondi solo apparentemente distanti. Tra gli artisti presenti spicca il nome di Marò D'Agostino da Locri, architetto per vocazione. E' tornata da anni a vivere in Calabria dove persegue con audacia la filosofia del costruire sul costruito e si è ritagliata un posto come architetto d'interni, luce e giardini e come progettista di spazi minimi. E' titolare dello studio Arké, organizzatrice e mediatrice culturale, nella sua esperienza d'artista e performer combina le personali esperienze intorno al tema dello spazio concepito come dimensione fisica e spirituale di flussi e di intersezioni. Nel 2007 ha avviato ANTART laboratorio per la produzione di mobili e componenti d'arredo che nascono a stretto contatto col committente come esperienza di progetto relazionale, medium per la conoscenza culturale e geografica del territorio. Marò ha presentato una istallazione dal titolo “Extra materiam naturalem” in “CosmoGRAFIE tra Segno, Materia e Visione". Descrizione dell'opera: “Il grande invaso disegnato dalla loggia interna della galleria viene misurato da una vasta tessitura incorporea che lo attraversa e piccoli sassi levigati dal mare e accuratamente scelti e raccolti su una spiaggia ionica vi navigano, sospesi in un ordito invisibile; la loro materia è artefice silenziosa di un processo percettivo e cognitivo. Il transfert logistico e contestuale operato su di essa e la collocazione interzona dei segni spaziali evocano o creano relazioni con un “altrove” e proiettano il senso della visione in una misura che è più di tempo che di spazio, una dimensione sottile poetica e sur-reale, “extra materiam naturalem”. “Gli artisti presenti in 'CosmoGRAFIE', scrive Sergio Gabriele nel testo introduttivo al catalogo, “non hanno distanza, fra loro e dall'Arte, miracolosamente assumono il senso lasciando gli elementi componenti alla loro semplice rivoluzione democritea, che il mondo a caso pone, permettono l'avviluppo delle forme nella sembianza metafisica dell'incompiuto, che rivela la sua sostanza nel puro perché delle cose, nella cosmogonia della visione, della rappresentazione, del subito che si fa mai e della felicità che sta nell'esserci, in un gioco di prospettive anacronistiche e di segnali qasar che ottundono l'infinito e lo rendono plausibile, sostenibile, cioè fatuo e briosamente nullo.” OROSCOPO AL CINEMA CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 johnny english la rinascita16.00- 18.10 - 20.00 Blood story/22.00 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 Prossima apertura CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 La peggior settimana della mia vita/18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Immortals 3d/ 18.00 20.00 - 22.00 CINEMA GARIBLDI Polistena,info:0966/ 932622 Matrimonio a Parigi/16:00 - 19.15 - 21.30 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 La peggior settimana della mia vita/18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168 I soliti idioti / 18.00 -20.00 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 L’amore all’improvviso 17.10- 20.20 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Il cuore grande delle ragazze/16.30- 18.30 - 20.30 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de curtis Il re leone (3D)/17.00 18.45 -21.00 Lezioni di cioccolato 2/22.30 Sala sordi Immortals (3D)17.4519.55 - 22.30 Sala de sida Lezioni di cioccolato 2 3d/16.00 - 18.10 - 20.20 Worrior/1 -22.30 Sala mastroianni La peggior settimana della mia vita/17.00 - 18.45 - 21.00 - 23.00 ARIETE TORO GEMELLI CANCRO LEONE VERGINE dal 21 marzo al 20 aprile dal 21 aprile al 20 maggio dal 21 maggio al 21 giugno dal 22 giugno al 22 luglio dal 23 luglio al 23 agosto dal 24 agosto al 22 settembre La forma sarà smagliante nel fine settimana, ideale per lo svago e per il divertimento. Forse chi vi sta vicino si sta mostrando insofferente alle consuetudini: sforzarsi di essere più elastici, aiuterà. Come un jet supersonico, sbaraglieranno la concorrenza con intuizioni geniali, sarete unici! La Luna nel segno vi infonderà un'allure speciale. Week-end divertente, insieme agli amici di sempre. Sabato e domenica sarete allegri, ma,forse, anche un po' troppo polemici. Non esagerate! Dopo una lunga serie di transiti difficili, ci voleva un pò di cambiamento, il week-end è ottimo. BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO CAPRICORNO ACQUARIO PESCI dal 23 settembre al 22 ottobre dal 23 ottobre al 22 novembre dal 23 novembre al 21 dicembre dal 22 dicmbre al 20 gennaio dal 21 gennaio al 19 febbraio dal 20 febbraio al 20 marzo E’ un’eccellente settimana per lo studio, i colloqui di lavoro, le pubbliche relazioni e la carica energetica. Venere si è allontanata dal vostro segno, lasciandovi con una piacevole sensazione di benessere. Un po' di autoironia aiuterà. La prima decade viaggia spedita, dribblando ogni genere di ostacoli. Nel week end, i nativi della prima decade sentiranno la forte energia di Marte, divertitevi! Grazie anche a una Luna frizzante, quindi, vi sentirete disinvolti e leggeri come piume. Era ora! DOMENICA Fate attenzione alle spese e a idealizzazioni eccessive nei confronti di chi conoscete appena. 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 30 la Riviera Blob of the week “Il Cacciatore” Matteo è fuori di “seno” Auguri piccola Principessa... ...la tua famiglia Nord e Sud Un saluto a mio cugino Paki Alberto da Giussano ... e Mario da Bivongi Mimmo da Siderno - Masino e Sebastiano Esperienza e Tenacia Tra un concerto e l’altro si rilassa leggendo “la Riviera” Musicanti alla corte di Re Agostino Coltellaccio DOC 7 e 1/2 Reale La verità dell’Iride di Benjamin Bowson Quanto sarebbero noiosi i miei risvegli senza i motivetti di Sinatra, quanto triste sarebbe radermi davanti allo specchio senza poter fischiettare my way. Obama, in visita alla comunità italiana d'America, in cerca di futuri appoggi elettorali, ha ricoperto il vostro popolo di elogi. Sui petti gonfi degli italiani d'oltreoceano ha riversato valanghe di lodi, ha esaltato i vostri grandi del passato e alla fine ha detto cosa gli piaceva di più degli italiani. Quale triste America ci sarebbe stata senza Loren e Sinatra, che hanno reso lieta la vita. The voice e la ciociara hanno messo in ombra tutti gli italiani illustri, rivelando cosa di voi piace di più all'estero. E' vero, forzo un po' le intenzioni di Obama, ovviamente benevole e ruffiane, ma il concetto resta, e il retro pensiero anche. La versione vostra che più piace al mondo è quella ludica, da intrattenimento. Siete amati in quanto cantanti o attori. Con voi il tempo passa lieve, siete dei gran simpaticoni. Questo in fondo voleva dire Barack, e stavolta non si è inalberato nessuno. Obama non si è sganasciato dalle risate, dandovi dei giullari, l'ha detto con serietà. Non vi siete arrabbiati, anzi avete riso voi. Avreste potuto dirgli che anche se orgogliosi di attori e cantanti preferireste essere amati per i Colombo o i Vespucci, senza i quali gli antenati del presidente non sarebbero stati portati in catene a raccogliere cotone. Per i Meucci derubati della loro scienza, per i Sacco e Vanzetti, frodati della libertà e della vita dalla più grande democrazia del mondo. Avreste potuto snocciolargli cinquemila anni di storia, la fondazione dell'occidente che in fondo è una creatura di Roma. Avreste potuto dirgli di tutto, ma in fondo Obama è così politicamente corretto, così bonario. Mica ha le orecchie a sventola e il sorriso da iena di Sarkozy. Si, ne potevate dire di cose, e a ragione potevate inalberarvi. Alla fine avete apprezzato e per fargli capire quanto era riuscito a penetrare nella vostra natura gli avete semplicemente detto, scherzetto o dolcetto. Scherzetto o dolcetto DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011 LA RIVIERA 31