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DOMENICA
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
02
Controcopertina
CAPO COLONNA, CROTONE
MIRAGGIO GRECO O TRAGEDIA CALABRESE? RITORNELLO O FILONE?
Progetto Magna Grecia SRL
JIM BRUZZESE
ttrarre visitatori e turisti nei siti
archeologici calabresi. Detto,
fatto.
Trasversalmente e con l’ennesima iniezione di denaro pubblico, la classe governante calabrese ha confezionato in house
(in casa propria) una società a responsabilità limitata, con un capitale di 100 mila
euro: la “Progetto Magna Grecia S.r.l.”:
51% alla Regione Calabria, 49% agli enti
pubblici, con particolare riferimento ai
comuni nel cui ambito territoriale insistono siti di particolare interesse culturale.
Sponsor ufficiale Giuseppe Scopelliti.
Due presidenti. Pino Arlacchi, uomo di
multiforme ingegno, e Ettore De
Medici. Centrosinistra il primo, centrodestra il secondo. Nessun confine tra
maggioranza e opposizioni, indistinguibili le visioni politiche. Da interpretare gli
obiettivi personali e le ambizioni. Un
nuovo miraggio greco o un’altra tragedia
calabrese?
Miraggio greco. La “Progetto Magna
Grecia S.r.l.” chiede il banco, tutto il
banco e, nonostante il musone dei comuni “espropriati” dalla gestione dei propri
beni, tenta l’ennesimo azzardo sulla
grande vocazione. Punta sul cavallo
(finora) perdente, il turismo e sceglie
quello zoppo, il turismo culturale.
Tragedia calabrese. La “Progetto Magna
Grecia S.r.l.” , e questa è una vecchia storia, causa di imperante stagnazione,
vuole puntare sul sicuro, a carte scoperte e con i soldi degli altri.
O per dirla in un altro modo.
Questa nuova patacca, d’oro antico, ma
sostanzialmente di cartapesta, cala dal
collo di quelli che vincono facile, sempre
gli stessi. Quelli che barcollano e propongono alla destra quando la sinistra è
all’opposizione, che barcollano e abbracciano la sinistra, quando la destra è stata
battuta. Poi si incontrano e concretizzano
una altra Impresa per pochi.
Stesa al tappeto, giace però la solita vittima. Con le ossa spezzate, la gente,
all’ennesimo ko, incassa il pacchetto
calato dall’alto da facce pulite.
Colpevole. Povero. Mediocre. Senza rabbia, abituato a perdere tra ritornello e
filoni.
Il ritornello: “I non lascia spazio” azzeccheranno il POR Calabria FESR
2007/2013, quello dei “Grandi Attrattori
Culturali” per spingere flussi, stormi e
A
gite dentro sette secoli di storia, unica e
inimitabile.
Il filone: “I non lascia spazio”, con la
scusa di attrarre gite, stormi e flussi,
assumeranno personale amico, incaricheranno compari d’anello, affrancheranno testimoni di nozze.
E comunque, la new Srl, forte del nostro
capitale, offrirà un pacchetto completo,
contenente tutto quello che gira intorno
alla Magna Grecia.
Dagli scavi, alle attività di comunicazione, dalla formazione scolastica, a convegni, congressi e manifestazioni, tutto
sarà cosa loro. Forti della sponsorizzazione di un Governatore che si sente
Pericle, ma accentra sempre sui soliti
trenta (tiranni) che non mollano mai.
Non c’è niente da fare, non vanno giù.
E se ci vanno, si rialzano. Poi ci promettono un futuro radioso. Senza fermarsi
mai, neppure per un solo round, pretendono di essere creduti sulla parola, e
in questo caso, ma cambia poco, sull’oggetto del proprio statuto.
Abituata a tali pretese, la Calabria
attende invano turisti, ma continua a
non guardare seriamente al proprio
futuro. Colpevoli i calabresi di non
fidarsi più di se stessi, e quando accade
questo, non c’è altro da fare che trovare
un uomo forte e sicuro, anche se non sia
nel giusto, e appendersi alle code della
sua giacca.
LE ROVINE DI LOCRI EPIZEFIRI
PINO ARLACCHI
L’ANTICA KAULON
GIUSEPPE SCOPLETTITI
LA VILLA ROMANA DI CASIGNANA
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Parlando
Style
di...
L’infamia * Trenitalia massacra la Calabria. Soppressi 21 treni
NORDICI&SUDICI
Povertà in arrivo
GIOACCHINO CRIACO
Ci ho provato ad arringarvi, volevo
convincervi a fare la rivoluzione
sapendo che non ci sarei mai riuscito.
Ora siete con le spalle al muro.
L'Italia è tecnicamente in default, come la Grecia
nella quale fra un po' i militari saliranno al governo,
come la Spagna, come l'Europa. Si cari sudici arriva la
carestia, anzi c'è già da un po' anche se non ve l'hanno
ancora detto e ve lo comunicheranno il più tardi possibile. Me la godo, confesso, d'altronde sono un vecchio compagno con vetero convinzioni che mi fanno
ritenere superflue le sovrastrutture economiche, inutili i bisogni indotti e non necessari. Siete poveri da
quando vi siete lasciati convincere che potevate vivere
oltre le vostre possibilità, da quando il sistema ha consentito ai vostri magri stipendi di comprarsi casa, macchina, telefono e ogni altra prebenda consumistica. Vi
siete impegnati la vita intera per godervi un po' di presente, sotto casa sono arrivate le mercedes, alle finestre hanno fatto capolino i condizionatori. Il diavolo vi
ha fregato l'anima e voi il patto lo avete sottoscritto
felici. Perché dovrei aver pena per voi.
Odio gli strozzini, e parteggio per gli strozzati quando
ricorrono all'usura per una malattia, una qualsiasi
necessità reale. Strozzini e strozzati sono moralmente
uguali quando gli ultimi ricorrono ai primi per avere
una vita più comoda, per permettersi qualche lusso
fuori dalla loro portata. E visto che siamo nel triste
tema della cravatta potrei suggerirvi la soluzione se
non fosse che in fondo anch'io sono un po' sudicio e
che dirvi di non pagare i debiti sarebbe istigazione a
delinquere. Sono ligio alle regole, quindi vi dico di
pagare, se fossi un malacarne vi direi di fare la bella,
gabbate il creditore e non pagate nulla. Vengano pure
a prendersi la mercedes e il televisore al plasma, vi
taglino il telefono. E chi se ne frega, visto che altre
rivolte non ne avete fatte, fate la rivoluzione di necessità. Nessuno paghi più, il sistema tagli le prebende e
chi s'è visto s'è visto, mica possono mettere al rogo
milioni di persone. Ma voi cari sudici non farete
manco questo, spolperete chiunque vi starà a tiro.
Altro che civiltà e terzo millennio, il mondo è sempre
più giungla e voi continuate a fare debiti e a sognare
un benessere che vi siete mangiati.
Manifestazione di protesta
Manifestazioni e incontri, di cittadini e pendolari dai quattro angoli della
Calabria, preparatori alla manifestazione del 26 Novembre prossimo
-Domenica 13 pomeriggio, Cosenza, ore 16, sede CGIL P.za Vittoria, n.7;
-Venerdi 18, Reggio C. ore 11, sede Dopolavoro Ferroviario, P.za Garibaldi
-Sabato 19, Roccella, ore 11, sede Dopolavoro Ferroviario, vicino stazione
-Sabato 19, Catanzaro L., ore 17, sede Dopolavoro Ferroviario
-Domenica 20, Lamezia Terme, ore 11 sede del Dopolavoro
-Domenica 20 Cosenza alle 16 Piazza Vittoria, Sede CGIL
- Sabato 26 Catanzaro ore12 P.zza Matteotti
“Contro la progressiva decimazione del sistema ferroviario calabrese”
CARMELO CARABETTA
a notizia è secca e non ha bisogno di
commento. Dal prossimo 12 dicembre prossimo verranno soppressi i
treni che da Reggio salgono verso il Nord e
che nolenti scendono dal Nord verso
Reggio. Il Governo ordina, la Società
Ferrovie dello Stato esegue giuliva, tentando di dimostrare con l’ineffabile ex socialista Moretti che non di tagli si tratta, ma di
consolidamento. Se avesse una faccia- ma è
dotato solo d’una maschera- meriterebbe
d’essere preso a schiaffi.
Questi i treni tagliati:
Intercity notte 782 Reggio Calabria (13,55)
Milano (8,20);
L
Intercity notte 785 Milano Centrale
(23,00) Reggio Calabria (18,05);
Exp notte 891 Roma Termini (22,25)
Reggio Calabria (6,35);
Exp notte periodico 1665 Torino Porta
Nuova (21,45) Reggio Centrale (12,25);
ES 9380 periodico Reggio Calabria (16,35)
Roma Termini (23,15);
ES 9386 periodico Reggio Calabria (16,25)
Roma Termini (23,15);
Exp 1594 periodico – auto al seguito
Reggio Calabria (16,15) Bolzano (10,10)
Exp 1595 periodico – auto al seguito
Bolzano (18,47) Reggio Calabria (10,55);
Exp notte 1641 periodico Milano centrale
(22,15) Crotone (13,50);
Exp notte 1644 periodico Crotone (18,25)
DOMENICA
Milano Centrale (10,05);
Exp 1681 periodico auto al seguito Venezia
Mestre (20,18) Villa San Giovanni (10,55);
Exp 1682 periodico auto al seguito Villa
San Giovanni (21,30) Venezia Mestre
(13,12);
Ci avviamo verso la cortina di ferro, cioè la
quasi incomunicabilità tra la Calabria e il
centro-Nord. Il beato Governatore tace.
Ha dichiarato il segretario regionale della
FiltCgil,
Nino
Costantino:
“Questo stillicidio comporterà, ovviamente,
oltre ad una contrazione del personale
occupato, una ulteriore riduzione di servizi
essenziali per i passeggeri e, soprattutto,
l’aumento delle distanze fra la Calabria, il
Mezzogiorno ed il resto del Paese.
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SIGNORI, NON SI PARTE
DIAVOLO NERO
La cortina di ferro
I governanti e i governativi promettono fuoco e fiamme, che per legge fisica
diventeranno cenere. Chiedono, cioè, famigerati tavoli di confronto. Ma questa è l’ora
d’occupare i ministeri, scacciandovi gli infingardi ministri. Per il resto, si tratta di
chiacchiere e tabacchiere di legno
Intercity notte
Milano C.- Reggio C.
23,00 - 18,05
C’è una responsabilità evidente sia delle
Ferrovie dello Stato che non investe nel Sud
e ragiona come una società privata che
pensa solo al profitto, sia del governo nazionale che, attraverso i tagli delle risorse fino
al 70 per cento per i prossimi anni, marginalizza le aree deboli e le priva di qualsiasi
prospettiva
di
sviluppo.
Appare evidente che rispetto a queste decisioni ci aspettiamo energiche e concrete
prese di posizioni di tutti i soggetti istituzionali calabresi, a cominciare dalla Giunta
regionale e dai sindaci dei cinque capoluoghi calabresi, per far recedere ferrovie dello
stato da queste decisioni che cancelleranno
i requisiti minimi per una mobilità sostenibile e civile in una regione già debole come
Espresso notte
Torino P.- Reggio C.
21,45 - 12,25
la Calabria. Occorre una reazione forte e
decisa”.Giusto. E poi conclude: “Noi faremo la nostra parte”.
Vorremmo sapere quale sia la parte che
reciterà la Filt- Cgil. Si limiterà alla lagna
della denuncia senza azione? O mobiliterà
le popolazioni delle quali non c’è segno
nella vibrante dichiarazione di Nino
Costantino che, con grande sorpresa, per
salvare i trasporti in Calabria fa appello proprio alle forze che tappa dopo tappa li
hanno depauperati e assottigliati?
Ma già avanzano i leoni del governo regionale a promettere fuoco e fiamme sotto le
mentite spoglie della cenere. Cioè, i governanti e i governativi, che per lunghi anni
hanno dormito, hanno accettato i tagli in
Espresso notte
Roma T.- Reggio C.
22,25 - 06,35
nome delle leggi ferree dell’economia ,
nient’affatto rispettate per il potente stipendio di Moretti, chiederanno futili e inutili tavoli di confronto con il Ministro dei
Trasporti, chicchessia? Quando, invece, è
venuta l’ora d’occupare i ministeri e di
scacciare non solo i ministri, ma persino i
portinai e degli uscieri. Non risparmiando
la sede di Trenitalia dove impera in poltrona l’ad Moretti con la sua corte. Il
Governatore ci sta? Oppure è la solita
lamentela del vecchio re che andava
urlando disperato per la rapina della figlia :
“ Mia figlia! Il mio cavallo!”. Non sapendosi decidere se per la figlia o il cavallo. Amico
del Governo o della Calabria? Scelga di
nuovo, e per la prima volta il Governatore.
Michele Traversa e
i sogni di gloria
Con sua sentenza la Corte costituzionale ha sancito l'illegittimità della carica di sindaco e di deputato in una sola
persona. Il chiamato in causa è
Michele Traversa, che cumula la carica
di sindaco di Catanzaro e di deputato.
Ma non si decide a sciogliere il nodo, nient'affatto
gordiano. Anzi, temporeggia in attesa- dice- che gli
venga chiesto di fare una scelta. Da chi?
Mchele Traversa -ciò che non sospettavamo- ha
animo cinicamente indifferente a quelli tra i suoi
che stan sospesi. La condizione più dura e atroce
secondo Dante.
Sta sospeso Luigi Fedele, capogruppo del Pdl alla
Regione, che, ove il commilitone
Michele
Traversa optasse per la
carica di sindaco, entrerebbe, in quanto primo
dei non eletti, alla
Camera.
Sta sospesa, con il cuore
palpitante in mano, la
signora Tilde Minasi,
che, ove Michele Traversa si dimettesse da parlamentare e Luigi Fedele accettasse di volare verso
Roma, avrebbe finalmente raggiunto l'agognato
seggio di consigliere regionale. Tre ipotesi per una
poltrona, perciò. Se si realizzano, squassano la logica più comune.
Ma c'è un fatto nuovo. Questo Parlamento ha i
giorni contati. Quando sarà chiesto a Michele
Traversa di scegliere, non avrà dubbi tra la poltrona cittadina e la poltrona romana. Verrà l'ora di
Luigi Fedele, che non vorrà certamente sedere
sullo scranno d'un Parlamento sull'orlo della
tomba. La Signora Tilde Minasi, come una monaca che ha fatto voto di clausura, è senza scelta. È
schiava delle decisioni degli odiati uomini. E, tuttavia, siccome gran dama, non mostrerà turbamento. Sicuramente, le fioccherà sulle labbra un sorriso. Amarostico, però, come l'amaretto di Saronno.
I sogni di gloria finiscono al tramonto di
Berlusconi. Sempre uomini tra i piedi.
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Parlando
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LA COPERTINA * IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA
Dietro l’avvelenatrice
di Locri gli avvelenatori
IN EVIDENZA
Il mostro, sbattuto in
prima pagina,
riacquista il profilo
della creatura
umana, come accade
nelle favole per i tanti
orchi. Grazie al fatto
che ogni tanto i
magistrati
comprendono quello
che noi giornalisti
non comprendiamo.
E destinano
Annunziata Iannizzi
non al carcere, ma
all’ospedale.
PASQUINO CRUPI
a incontravo ogni mattina alla stazione di
Siderno. Andava innanzi –indietro sul marciapiedi. O stava seduta su uno dei lerci sedili, lì depositati più per respingere che per invitare
i clienti di Trenitalia. Con l’implacabile sigaretta in
bocca. In atteggiamento di chi cerca e non chiede. Labbra sigillate. A vederla, scontrosa come chi
intenda essere lasciata in pace. Una povera donna.
Domenica 6 novembre ho visto in televisione una
donna affaccendata, nel bar dell’ospedale di Locri,
a siringare un succo di mela con spizzichi di benzina. L’intruglio era destinato a essere trangugiato
dall’anziano convivente di 75 anni, che, però, pur
invitato a bere, teneva lontano dalla sua gola non
riarsa il calice amaro.
L’indomani, 7 novembre, la notizia era a piena
pagina. Titoli grondanti. Ho riconosciuto la donna
della stazione. Ho appreso il suo nome,
Annunziata Iannizzi, quarantacinquenne. Una
diabolica donna? Pare proprio di sì se è salita ai
fastigi della cronaca con la qualifica, più letteraria
che reale, di “avvelantrice”. Ma c’è da chiedersi –
non sto pronunciando una arringa- se su un succo
di mela, gocciolato di benzina, possa essere strumento conducente ad un veneficio, se, cioè, si
possa avvelenare senza veleno. Intanto, l’impossibile avvelenamento non c’è stato. Annunziata
Iannizzi -cerchiamo di non fare ridere i polli- non
ha neppure tentato di avvelenare.
L
Tutto è rimasto confinato nelle intenzioni d’una
povera donna , d’uno straccio di donna, sola al
mondo. Ma questo non interessa nessuno.
Specialmente quelli che non hanno mai digiunato,
neppure di venerdì, e non sanno che cosa sia la
fame e dove porta.
Chi è Annunziata Iannizzi?
La sua è storia dell’infanzia, condannata già ad
essere adulta, a crescere da sola, a vestirsi da sola,
a procurarsi il cibo da sola. Poiché i genitori la
abbandonano fin dai primi anni d’età. E, in questi
nostri paesi in cui sono rispettate le ragazze che
hanno un padre e una madre, un marito e cognati, lei, grandicella, sarà di tutti quelli che la vogliono e di tutti quelli che la vogliono prendere in giro.
Tanto più che in giovane età e per anni è stata in
cura presso strutture psichiatriche e, poi- evviva i
servizi sociali e la carità cristiana organizzata nelle
curie- la strada è la sua maestra di vita.
Approfittarne, più che lecito, era dovuto. Poteva
diventare una ladra, ed è stata soltanto una ladruncola. Poteva diventare una delinquente ed è soltanto una malvivente. Nel significato più letterale
della parola. Una donna onesta.
Ogni tanto i magistrati comprendono quello che
noi giornalisti non comprendiamo. Hanno subito
compreso- e ne va dato atto al Gip di Locri- che
Annunziata Iannizzi è una ammalata, e il suo
luogo di destinazione, correttamente, è stato il
reparto di Neuropsichiatria degli Ospedali Riuniti
di Reggio Calabria, non il carcere. Va curata, non
incarcerata.
Il mostro, sbattuto in prima pagina, riacquista il
profilo della creatura umana, come accade nelle
favole per i tanti orchi. Fatti tali dagli incantesimi.
Per i quali non sono più d’attualità i maghi, ma i
giornalisti. Ed io per questa povera donna, che ha
acquistato le luci della ribalta solo perché ne venisse illuminata la crocifissione infame, con il cuore in
mano dico che è assai più rispettabile delle grandi
signore, che dal letto adulterino allungano la
gamba per dondolare la culla del loro figlioletto
piangente. Ché è sempre la pietà che la persona
umana alla persona umana deve. Anche e soprattutto a Annunziata Iannizzi, vittima per tutta la
vita delle insidie della vita.
Ci sarà, comunque, il processo. Ci sarà una sentenza. Noi, l’imputata fuori dalla stanza in cui si
ritirerà la Corte. E noi vogliamo dire ai giudici, che
decideranno di Annunziata Iannizzi, con il grandissimo Genuzio Bentini, il più grande avvocato
d’Italia : “Voi ci chiudete fuori della porta- siete
i custodi e avete una consegna- noi battiamo
contro la porta con le mani nude a costo di scorticarci e sanguinare, per risvegliare sotto i nostri
colpi la eco di coscienze che non si domano”,
che sanno piegare il diritto a umanità. Che manderanno assolta Annunziata Iannizzi.
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Calabria regione forte del PDL, tradisce Berlusconi
Giuda Calabresi
Il
IN EVIDENZA
Nella seduta finale
Berlusconi guarda i
308 voti e scrive su un
foglio “traditori”. Tali
Nucara, Pittelli,
D’Ippolito, e Versace.
Ciò vuol dire un vuoto
di direzione e di guida
del PDL, sovranità
limitata da Scopelliti.
Un uomo forte grazie
alla debolezza
organica del PD, da
tempo nel muto orto
solingo.
Drago del Giambellino ha finito di
raccontare balle. Per diciotto anni le
ha sparate di ogni dimensione, le più
grosse (rivoluzione liberale e riforma
della giustizia) hanno abbindolato
milioni d’italiani, compresi tanti elettori di sinistra
che orripilati dalla deriva giustizialista della loro
parte avevano scelto di bere l’amaro calice del cavaliere per non ritrovarsi Caselli a palazzo Chigi, ritrovandosi prima Alfano a via Arenula e poi lo stesso
alla guida del partito liberale di massa, più balla di
questa. Il Cavaliere per diciotto anni ha tradito tutti
ed era inevitabile che si ritrovasse le corna in casa.
A furia di dir bugie ha mentito anche a se stesso
dimenticando la verità degli adagi popolari, uno dei
quali atteneva proprio ai draghi: “un san Giorgio
per ogni drago” recita un proverbio calabrese.
Berlusconi non lo conosceva ma i calabresi si,
soprattutto quelli del PDL. Ora il Drago gira con
un foglio in mano, sopra ci sono i nomi dei traditori che gli hanno infilato in cuore la spada. Medita
vendetta e i primi sulla lista sono due calabresi,
Pittelli e Versace, assenti nella votazione dell’otto
novembre che ha sancito la fine del ventennio berlusconiano, ai quali lui aggiunge quelli degli altri
deputati eletti nel PDL e già uccel di bosco da
tempo, come la Napoli, o da pochi minuti, come la
D’ippolito. E dire che lui la Calabria la aveva incensata di poltrone, tante come non mai per i calabresi. Al governo aveva cooptato i Galati, i Belcastro, i
Misiti, i Gentile. Persino Nucara, reggino leader dei
repubblicani, già gratificato con un posto da sottosegretario era assente alla votazione sul rendiconto,
ma lui non è un santo, era semplicemente malato,
con tanto di ricovero in clinica.
Le defezioni calabresi sono state particolarmente
indigeste al Cavaliere, lui punta molto sulla
Calabria, fa affidamento sul suo serbatoio elettorale, vero pozzo dei miracoli in tempi di siccità. Ci
fanno affidamento in molti nel PDL, per questo
tengono d’occhio il governatore calabrese, detentore del forziere, e molto si vocifera, a torto o a ragione, di suoi presunti incontri romani in casa FLI e
UDC, qualcuno ha paura posto che Peppe è un
figlio di San Giorgio, inteso come palazzo. In fondo
il PDL passa in queste ore da un Drago a un
Angelo e sempre di bestie alate si tratta, e la tentazione di atterrarle è forte per i Santi. Cosa poteva
fare Versace? Che almeno lui un Santo lo è davvero, ha sguainato la spada, è un vecchio socialista,
anche se il capitale lo tiene in casa invece di combatterlo, e lui i leader massimi è abituato a vederli
nella polvere.
Come non poteva sentirsi male Nucara una volta
realizzato il passaggio da La Malfa a Berlusconi.
Pittelli è stato forzista della prima ora e al compimento del diciottesimo anno non poteva fare altro
che affrancarsi. Il dramma vero è quello dell’onorevole Misiti che sta girando l’Italia in lungo e in largo
per verificare il numero dei disastri e nessuno ha
avuto ancora il coraggio di comunicargli che la vera
catastrofe per lui si è già verificata a Monte Citorio.
I tempi sono brutti per i Draghi, ma non sono belli
neanche per i San Giorgio, intesi come Peppe, perché a Cosenza si mangia, e bene, e la Napoli pare
abbia particolarmente gradito le pietanze UDC
servite da Occhiuto. Peppe trema, ha dato di tutto
agli ex democristiani per tenerseli buoni, ma quelli
si sa che sono in odore di santità e lui ha mollato
Fini per un Drago, un po’ drago lo è anche lui e
qualche balla l’ha detta a furia di frequentare quello del Giambellino. Peppe si guarda intorno, pensa
a quel sessantacinque per cento di poco più di un
anno fa, quanto ne ritroverebbe oggi nell’urna?
Poco, i calabresi sono tutti santi e portano sempre
in alto i draghi solo per il gusto di atterrarli, ne sa
qualcosa Agazio che gira desolatamente cercando
una spiegazione a quella che per lui è stata una
sconfitta inspiegabile alle passate regionali, e intanto si consola nell’oasi dell’MPA, ormai sempre più
cimitero degli elefanti. Ma si confessiamolo, siamo
noi calabresi a essere fatti male, tradiamo sempre
tutti, avevamo illuso persino Adamo e Bova di essere dei trascinatori e li abbiamo lasciati col pugno in
alto in mezzo alla strada e nessuno e andato a
riprenderli, così ancora girano per le mulattiere
calabresi convinti che il PD si un partito di massa, si
sentono numeri primi mancando di godersi la solitudine dei numeri zero. Si i calabresi sono traditori,
ma i traditi non sono dei Cristi e non possono dare
dei Giuda ai loro giustizieri. (lr)
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LETTERA PASTORALE N°2
Come volevasi dimostrare
C
PASQUINO CRUPI
ome volevasi dimostrare. Anche se i decreti
dei vescovi, avendo la durezza dei dogmi di
menti unilaterali, non hanno bisogno di
essere dimostrati. Don Salvatore Monte, il
prete scalabriniano, il 7 novembre ha lasciato la parrocchia di Riace e s’è insediato in quella di Siderno
Superiore. Vì è stato accompagnato dal sentimento ferito del
IN EVIDENZA
popolo riacese la cui sovranità
non conta nulla, e non solo in
questioni religiose. È la tragedia
SIA BENEDETTO
della democrazia, della primigeI Santi qualche torto ce l’hanno
nia democrazia cristiana, abilitata
anche loro. Con i loro miracoli,
anch’essa, come la democrazia
avverati o attesi, fanno
laica, a trasformarsi in oligarchia.
È l’insulto irriconoscente e ingraprecipitare denaro, molto
to alla fatica e alla resistenza mildenaro, nelle casse della Chiesa.
lenaria dei fedeli senza dei quali
E il denaro -ricordiamolo- è lo
le chiese sarabbereo rimaste chiuse e, chiuse, sarebbero state destisterco del diavolo. Per questo
può essere trattato, senza danno nate a divenire relitti di mura.
Queste cose d’una semplicità
per la vita eterna, solo dai
sconcertante le sanno i pastori,
vescovi. Don Salvatore Monte è che portano le pecore al pascolo,
non i proprietari delle pecore
solo un prete. Vade retro,
delle quali vivono, nutrendosi del
Satana. Che sia benedetto il
loro latte e sfruttando la loro lana.
vescovo di Locri, che,
È un pastore o un proprietario
retrocedendo lo scalobriniano,
mons. Morosini? Un vescovo o
un gerarca? L’ardua risposta non
ha salvato l’anima sua.
l’attendo dai posteri ai quali
auguro una scena cattolica
diversa da quella presente
a Locri e dintorni. E
in cuor mio ho già
risposto. Sapendo
che le vie del
Signore,
essendo infinite, non
sempre
s’imbrocca
quella giusta e
che il libero arbitrio
può essere anche la
libertà di rompersi
le gambe. O non è
così? O non vale
La copertina della Riviera del
anche per mons.
6 novembre Lettera Pastorale
Morosini?
A
n°1 per Monsignor Morosini
meno di non voler
pensare che in lui
ci sia solo una natura, quella divina. E
queso sarebbe uno scandalo teologico,
oltre che un oltrepassamento del Cristo
che di nature ne ebbe due: quella umana
e quella divina. E, tuttavia, il Biondo Figlio della
Galilea non si fece tentare dal Diavolo, quando là nel
deserto il Padre della menzogna gli propose di dimostrare la sua divina derivazione buttandosi, da una
torre, di accettare tutte le ricchezze del mondo per rinnegamento del Padre, di tramutare le pietre in pane.
Ma da Cristo a Mons. Morosini ci sono duemila anni.
Ma, al di la di ogni frattura temporale tra quel glorioso passato e questo infelice presente, sta di fatto che il
Diavolo, avendo una sua illecita superbia, tenta in
grande. Tenta i grandi. Il Cristo, persino Maria e i più
nomati santi della Chiesa. San Francesco, per esempio.
Santa Caterina, per fare un altro esempio. Il nostro
San Nilo. Così insiste Giovann Papini in Storia di
Cristo, già in altra occasione da me citato: “ Tutti i santi,
che si nascondono nel deserto, tutti gli amanti
d’Iddiio, saranno tentati da Satana. Più ci si allontana
da lui e più s’accosta. Più siamo in alto e più s’accanisce a riportatrci in basso. Egli non può insudiciare che
il pulito; non si cura della lordura che fermenta da sé
nel male, sotto il fiato caldo della voluttà. Esser tentati
da Satana è indizio di purità, segno di grandezza, riprova dell’ascensione. Chi ha conosciuto Satana e l’ha
visto in faccia può sperare in se stesso” (pagg. 64-65).
Mons. Morosini non rientra nel circolo del Grande
Tentatore. Ci sono, soggiunge il Papini, persone per le
quali Satana sembra che sia uno “spettro inventato
per i bisogni della penitenza” (pa. 64). Non è
il caso di disperare e disperarci. Nel 1963
Giovanni Papini pubblica Il diavolo, e conclude quel suo saggio con l’ipotesi, teologicamente eretica, generosamente
umana, che Dio alla fine perdonerà
anche il Principe del Male. Tutti, perciò,
salvi. Anche mons. Morosini.
Ma torniamo con i piedi per terra.
Se non il diavolo, chi ha tentato il
gerarca della diocesi di LocriGerace? O che cosa? Forse il
“tesoro” del Santuario dei SS
Cosma e Damiano? I Santi
qualche torto ce l’hanno
anche loro. Con i loro miracoli, avverati o attesi, fanno
precipitare denaro, molto
denaro, nelle casse della Chiesa.
E il denaro- ricordiamolo- è lo sterco
del diavolo. Per questo può essere
trattato, senza danno per la vita
eterna, solo dai vescovi. Don
Salvatore Monte è solo un prete.
Vade retro, Satana. Che sia
benedetto il vescovo di Locri,
che, retrocedendo lo scalobriniano, ha salvato l’anima sua.
la Riviera
Pasquale Morisani
e gli uomini di Pietrastorta
Le amicizie
pericolose
F
acciamo una premessa. Le
intercettazioni non sono la
prova regina del processo e non
costituiscono la prova della reità degli
intercettati fino a quando non siano
affrontate e decise dal pubblico dibattimento e dalla sentenza del collegio giudicante. Vale per tutti. Vale anche per
l'eminente uomo politico, Pasquale
Morisani, da sempre al seguito del
Governatore come l'ombra al corpo.
Nel 2007 entra nel Consiglio comunale
di Reggio Calabria con lo schieramento
“Per Scopellitti Sindaco”. E ha ruoli
importanti. La gratitudine per l'ex sindaco Scopellitti è grande e dichiara a
una tv reggina il 21 marzo 2011: “Questi
anni di buongoverno della città sotto la
guida di Giuseppe Scopelliti si sono
contraddistinti per l'unità politica,
intenti e azione, che hanno legato tutti
gli attori del centrodestra […].
L'appoggio e la convergenza che tutti i
partiti hanno trovato sulla candidatura
del dottor Demetrio Arena è un importante punto di partenza sul quale
ritornare a camminare: le qualità professionali e le virtù del nostro candidato
sindaco sono inconfutabili”. Anche il
sindaco Demetrio Arena sa che cosa sia
la gratitudine e, vinte le elezioni, affida
a Pasquale Morisani, che ha conseguito
uno straordinario successo nelle
elezioni del 15 e 16 maggio 2011, l'assessorato ai Lavori pubblici, che una letteratura concorde indica come il luogo
dell'incontro tra politica, affari e
'ndrangheta.
Perché ci interessiamo di Pasquale
Morisani? Per il fatto che dall'inchiesta,
denominata “Sistema” emerge che la
cosca Crucitti di Pietrastorta gli diede
il massimo sostegno quando, nel 2007,
si candidò a consigliere comunale. È
troppo presto per parlare delle amicizie
pericolose di Scopelliti e di Arena, oltre
che di consenso elettorale pericoloso?
E Scopelliti, che ha trovato in Pasquale
Morisani un suo strenuo usignolo, non
ha nulla da cantare in difesa dell'amico
intercettato? Non stupisce il silenzio di
Arena. I ventriloqui riproducono le
parole altrui. Se non parla Scopelliti…
l.r.
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Sanità
L’ORDINE REGNA NEL REPARTO DI GINECOLOGIA DELL’OSPEDALE DI LOCRI
Nascituri te salutant
RODERIGO DI CASTIGLIA
ESSENZIALE
Un medico-asino può
essere ancora
sopportabile, ma un
medico-padrone assoluto
ci fa sobbalzare
Nella foto in alto
l’ospedale di Locri
A destra
Pietro Liguori
responsabile di
Ginecologia-Ostetricia
giusto affannarsi per il Piano sanitario
della Locride. Che sia giusto e rispetÈ
toso dei bisogni delle popolazioni. Ma,
intanto che si discute e qualche infermo
muore, noi intendiamo andare al concreto, cominciando dal superstite ospedale di
Locri. Che, come ogni buon ospedale calabrese, nato e cresciuto nella giungla partitica, non è sfuggito all’infezione clientelare. Passi se si fosse trattato della chiamata
d’inservienti, infermieri, assistenti medici.
Ma un principio d’assoluta imparzialità e
scientificità avrebbe dovuto governare
questo ospedale quando in questione c’era
la scelta dei primari. Non è stata questa la
linea.
Ed è mistero, a dir vero, poco gaudioso
quello che riguarda il concorso per il primariato di Ginecologia. I fatti risalgono
all’anno 2009. Viene bandito il concorso
de quo. Risulta vincitore il dr Filippo
Vescio. Ha un curriculum di tutto valore,
attestato da una casistica operatoria consolidata in oltre trenta anni di attività,
regolarmente certificata. Volere volare, se
ne delibera la nomina. Le rose durano più
dello spazio d’un mattino quando sono
immerse in un vassoio. La nomina del dr.
Vescio, scritta su carta e, perciò, destinata
a ingiallire negli anni, dura, incredibilmente, appena un giorno. Infatti, nel giro d’un
giorno quella nomina viene revocata.
Nell’ospedale di Locri, oltre gli ammalati,
gli infermieri, i medici, ci sono anche gli
Sherlock Holmes. Cercano e trovano che il
dr. Filippo Vescio non aveva conseguito la
specializzazione.
Avanti, perciò, il dr. Pietro Liguori, che
era arrivato dietro il dr. Filippo
Vescio.
Gli Sherlock Holmes se ne
sono tornati a Londra. Non
c’è chi sia in grado di cercare
e di non trovare, e curiosare
se il curriculum del nominato primario sia pieno, come
l’uovo, cioè pieno di tutti i
requisiti richiesti, compresa la
certificazione della casistica
operatoria. Di là da vedereNon importa. Se l’uomo si misura dalla parola come il bue
dalle corna, non c’è dubbio che un primario, il
primario
Pietro
Liguori, è da misurare con la capacità
di sviluppo che
imprime al reparto
che dirige.
Qual è il bilancio?
Siccome errare è umano, non terremo
conto degli interventi con strascico di
richiesta di risarcimento. Badiamo a ciò
che esclude l’umano errare. A come si
organizza un reparto e lo si potenzia.
Non pare dubbio che il reparto di
Ginecologia arranca e rischia di portare
alla rovina anche i reparto di neonatologia, già cancellato da madame Crudelia.
Meno donne partorienti, meno bambini
nati. E al di sotto di una sterminata quotaci sembra 500- c’ è la scure. Ma non sembra che il dr.Liguori si preoccupi di correggere la tendenza alla diminuizione
delle partorienti.
Ecco le due tappe.
Taglia con un criterio aritmetico –il criterio
più scriteriato da immaginare- i parti cesarei: decrescerli a prescindere, a prescindere anche dalla scelta della donna che
anche in questo caso non può disporre
del proprio corpo. Un medico-asino
può essere ancora sopportabile, ma
un medico-padrone assoluto ci fa
sobbalzare. Chiude il reparto paganti
che consentiva ai familiari della
puerpera d’assistere la loro cara in
una fase delicata della vita, che crea
vita. Regna, lui console, una sproporzione sconsolante e pericolosa tra le
ricoverate e il personale che le
deve accudire, seguire.
L’ordine deve regnare
nel reparto
di
Ginecologia.
Come a Varsavia,
Ma la guerra è
finita da tanto
tempo. I residui di guerra
no.
Mosorrofa: I rubinetti delle case all’asciutto,
dalla fontana pubblica acqua a perdere
D
a anni ormai il paese di
Mosorrofa, che sorge alle
spalle del centro di Reggio,
soffre di assenza cronica di
acqua. Nonostante i lavori di ricostruzione della rete e di allargamento degli
acquedotti di qualche anno fa, gli abitanti di Mosorrofa, a quanto pare, sono
destinati a puzzare! Benché, come si
dice, i panni sporchi si lavino in casa, un
cittadino, Domenico Suraci, ha più volte
posto il problema alla circoscrizione di
competenza. In particolare ha fatto notare come, mentre nelle case si è costretti a
razionalizzare l’acqua, disponibile solo in
alcune ore del giorno, da una fontana nei
pressi dell’acquedotto l’acqua scorre
copiosa e instancabile, poiché a getto
continuo. È da maggio 2006 che, rivol-
A Mosorrofa continua a mancare l’acqua, spesso per intere giornate,
con notevoli disagi soprattutto per anziani e infermi, mentre ogni
minuto da una fontana pubblica vanno persi 6 litri di preziosissima
acqua, che in un giorno sono 8.640 e in un anno 3.153.600.
gendosi
all’allora
Presidente
di
Circoscrizione, Giuseppe Caridi, consiglia di mettere un pulsante (rimosso anni
fa non si sa per quale ragione) così da
favorire un uso più razionale di una risorsa preziosa come l’acqua. Ma nessuno si
è mosso. A Mosorrofa continua a mancare l’acqua, spesso per intere giornate, con
notevoli disagi soprattutto per anziani e
infermi, mentre ogni minuto da una fontana pubblica vanno persi 6 litri di preziosissima acqua, che in un giorno sono
8.640 e in un anno 3.153.600. In media
ogni italiano consuma al giorno, tra
docce, bere e mangiare, sciacquone,
lavaggio macchina, mani, denti, piatti,
carico lavastoviglie e lavatrice, e condizionatore 293 litri d’acqua. Installando
un semplice rubinetto i circa 2000 abitanti di Mosorrofa avrebbero ogni giorno a
disposizione più di 4 litri d’acqua a testa.
Dunque quattro ve li abbiamo recuperati
noi, per gli altri 289, care istituzioni,
dovreste pensarci voi. Intanto iniziate a
contattare un bravo idraulico… e se siete
troppo impegnati come già immagino,
vista la fama di cui godono gli idraulici,
passatemi il numero che ci penso io!
Maria Giovanna Cogliandro
DOMENICA
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Parlando
di...
Locride
LA COLONNA DI ERCOLE
19 minuti per 500 metri
SIDERNO
ercoledì, ore 16,45. Pioggia. Sto
pensando alla mia colonna su la
Riviera. «Gioiosa Marina:
Scampia d’inverno, Rimini d’estate». Non
mi convince. Credo sia una stronzata da
tripla. Mi ricorda molto Rosarno paragonata a Castel Volturno e San Luca a
Corleone. Decido che non ne vale la pena
e salgo sulla mia macchina parcheggiata
in una delle poche soste consentite di via
Tasso. A destra, proprio accanto alla Bnl,
direzione Ymca. Devo rimorchiare in via
della Conciliazione, tra l’ufficio postale e
la chiesa patrona, quell’infedele di mio
figlio che si è deciso con un anno di ritardo alla comunione. Libera scelta per lui.
500 metri per me.
Attendo un treno davanti al passaggio a
livello, mancando la pole position per
poco: sono il terzo della fila. Alla mia sinistra intanto fioccano multe: i nuovi vigili
non fanno sconti, giustamente.
Con la prima ingranata e il piede sinistro
sulla frizione studio un doppio sorpasso
sul lungomare. Potrei optare, voltando a
destra, per un percorso alternativo: il
Corso Garibaldi fino alla caserma dei
carabinieri (quattro vie dopo quella della
Conciliazione) per poi scendere sul corso
principale e tornare indietro.
Ma alle 16, 52 passa la littorina e mi sfuma
l’alternativa: tre passeggeri in carrozza e
30 automobilisti bloccati da un assurdo
spettacolo, tra antica assuefazione e incavolature. Supero di poco il limite di velocità del lungomare, e più in là del previsto,
i battistrada della pole di prima. Gli prendo la scia al Jolly bar e li spolvero entrambi all’altezza della gelateria il Cremino.
Sono solo al comando e allungo di quarta
al passaggio della Sbarre poiché il divieto
d’accesso sulla via Marina, direzione
Locri, mi impedisce di riunirmi in brevissimo tempo al mio seminarista. Evito il
dritto a destra di piazza Portosalvo che mi
obbligherebbe a un parcheggio su via
Cesare Battisti. «Più semplice Via
Montanapoleone a Milano», mi dico.
Ore 16, 54. Sbarre si mostra, calo di marcia e inizio la curva, ma una fila di quasi
dieci macchine mi frena. Non ci credo, un
altro treno. Passa alle 16,57 con il solo
macchinista. Le macchine ripartono a
rilento: il semaforo tra via Amendola e
Jonio segna rosso. Le prime sette rientrano in città grazie a un verde di 45 secondi.
L’ottava deve mettere la marcia indietro
per evitare di rimanere dentro i binari.
«Nooo, ancora un altro treno» mi dico
sbattendo i pugni sullo sterzo. Non mi do
pace fino alle 17,02, poi, dopo aver capito
che l’ennesima littorina proviene da
Locri, e che rischio altri 10 minuti di
fermo, mi schizza l’idea dell’infrazione. E
la commetto. Preso da raptus, sventolo la
mia monovolume targata CS 537 MK
fino all’accesso vietato di piazza
Portosalvo, svolto a sinistra e infrango alle
ore 17,04 la via Marina con immenso piacere. Voglio la multa in cambio di una
denuncia. Al capo dei vigili: «Caro colonnello lavori oltre le multe, abbia qualche
momento creativo. La segnaletica sidernese per adesso è come Trenitalia: se ne
fotte!
M
CORSIVO 12
Masino Mittiga. Una persona per bene
IN EVIDENZA
Il fuoco, quando non serve a
riscaldare, ma ad incendiare, è
sempre ignobile. Ignobile quello
che nel passato prossimo ha
aggredito la farmacia della
sindaca di Monasterace, Maria
Lanzetta. Ignobile quello che
alcuni giorni fa,vernerdì 4
novembre, ha assaltato la casa
campestre del sindaco di
Bovalino, Masino Mittiga. L'una
e l'altro sono pubblici,
amministratori, dirigenti di partiti
e questo invoglia decisamente
a individuare la radice dei due
attentati in fatti politici
disturbanti.
Il fuoco, quando non serve a riscaldare, ma ad
incendiare, è sempre ignobile. Ignobile quello che
nel passato prossimo ha aggredito la farmacia
della sindaca di Monasterace, Maria Lanzetta.
Ignobile quello che alcuni giorni fa,vernerdì 4
novembre, ha assaltato la casa campestre del
sindaco di Bovalino, Masino Mittiga. L'una e l'altro sono pubblici amministratori, dirigenti di partiti , e questo invoglia decisamente a individuare la radice dei due attentati in fatti politici
disturbanti. Così ci sembra di poter e dover
ragionare, ma si capisce che la parola definitiva spetta ai magistrati inquirenti, se mai
riusciranno a dire una parola definitiva,
cioè a scoprire i malfattori : mandanti ed
esecutori, o soltanto esecutori. C' è qualcosa
nella vita privata, nella vita professionale
- è dirigente scolastico dell'Ipsia di
Siderno- di Masino Mittiga
che dia conto dell'attentato?
Noi lo conosciamo da tempo,
e possiamo con tranquilla
coscienza risponderere che
non c'è macchia alcuna nella
sua vita privata e nella sua vita
professionale. È una persona per bene. Da docente prima, da dirigente scolastico poi e ora ha svolto la sua funzione di guida con serietà, ragionevolezza, umanità. Per spiegarsi quello che è accaduto, bisogna richiamarsi all'imbestiamento umano,
sempre più cresente nei nostri paesi. E c'è qualcosa nella sua attività di sindaco che abbia potuto
accelerare le mani piromani? Noi sappiamo
che è un sindaco probo, appassionato e
pensoso delle sorti del suo paese,
rispettoso dei diritti e del ruolo dell'opposizione. Mai portato all'esasperazione dei contrasti, che inevitabilmente sono all'ordine del giorno
della lotta amministrativa, essendo
comune e a chi gpverna e a chi sta
all'opposizione il dogma della
verità E allora che cosa?
Poiché il fatto è accaduto,
ossia è entrato nel circolo
della realtà, non possiamo
dire che è inspiegabile. Si
spiega. Però, con che
cosa?
RACCOLTADIFFERENZIATA
Roccella Jonica, un
modello nazionale
di GIOVANNI CERTOMÀ
modelli posso anche provenire dal
Sud dell'Italia, come sta accadendo
lungo la costa jonica della Calabria,
nel comune di Roccella Jonica, dove
dal 20 luglio scorso è partito, unico esempio nella regione, la raccolta differenziata
spinta, porta a porta. Una scelta coraggiosa quella degli amministratori roccellesi, iniziare questa rivoluzione culturale
proprio nel pieno dell'estate e con l'afflusso massimo di turisti toccato in agosto.
Eppure è stata intuizione quanto mai
azzeccata nell'immediato, evitando al
comune di ritrovarsi, come è accaduto in
estate per tutto il territorio della Locride in piena emergenza rifiuti - mucchi di
immondizia per le strade. Raccolta dif-
I
DOMENICA
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la Riviera
SAMO
L’etica funeraria e il nobile
rifiuto del poeta Zurzolo
Noi non abbiamo né il vezzo né il vizio di chiedere
l'esibizione dei carichi pendenti a chi muore di morte
violenta. Al contrario, ci interroghiamo sempre come
possa accadere che uomini prendano la decisione di
uccidere altri uomini. Anche quando si tratta di
uomini dalla fedina penale infetta, è sempre un moto
di umanità che in noi scatta. Non fosse altro che per
il fatto che l'assassinato lascia dietro di sé in tormento figli, figlie, una moglie spesso, sempre una madre
che non potrà mai consolarsi del fatto innaturale che
il generato la abbia preceduta nella tomba. E ci sono,
poi, riiflessi implacabili di luci sinistre che avvolgono
l'intera comunità e la rendono odiosa e malfamata
agli occhi dei più. E ci sono ancora le rituali e non
richieste dichiarazioni di sindaci solerti che s'affannano ad assicurarre che il paese in cui il sangue
tinse di rosso la terra non è un paese di mafia. E
con questo?
Queste parole abbiamo sentito di dover scrivere
dopo lassassionio del giovane……., che era
anche consigliere comunale di maggioranza,
della maggioranza amministartiva, retta e guidata dal sindaco, ing. Giuseppe Bruzzaniti. E
ferenziata spinta, porta a porta, l'incognita
era rappresentata alla vigilia da come i cittadini potessero rispondere, visto che il
buon esito sarebbe stato rappresentato dal
livello di collaborazione che avrebbero
dimostrato. E i Roccellesi hanno dimostrato con i fatti e da subito, di voler cambiare,
di voler essere il motore di questa rivoluzione culturale, se è vero come è vero
che i dati dell'estate hanno raggiunto oltre
l'80% di differenziata raggiunta: una sorpresa positiva per tutti! Questo dato ha
fatto balzare Roccella, ormai da nove anni
consecutivi bandiera blu, agli onori delle
cronache nazionali.
Il trend positivo continua come ci spiega
l'Assessore alle politiche per la qualità
urbana
e
l'ambiente,
Vincenzo
Bombardieri che annuncia come“prossimamente saremo presenti alla fiera
Ecomondo, massimo evento del settore,
dove presenteremo la nostra esperienza e
nello stesso tempo attingeremo e studieremo tutte le novità nel settore ambientale
che potranno esserci utili a rafforzare ulteriormente il nostro progetto”.
qui s'attacca la seconda parte del nostro ragionamento, che ha da fare con con l'aridità sentimentale della
Legge comunale. La quale prevede e impone la surroga del primo dei non eletti, qualunque siano le
ragioni del decaduto e, nel nostro caso, del caduto.
Entriamo nel fatto. A Samo primo dei non eletti
risulta essere Antonio Zurzolo, che i nostri lettori
conoscono per l'alta qualità della sua poesia in lingua
dialettale. Lo Zurzolo ha avuto a Samo ruoli importanti nella vita amministrativa: oltre che consigliere,
è stato assessore. Nelle ultime elezioni amministrative, poiché non si vota secondo i valori e secondo il
merito, è rimasto fuori dal Consiglio comunale.
Primo dei non eletti. Tocca, perciò, a lui subentrare al
consigliere comunale assassinato. L'etica funeraria è
drastica: mors tua, vita mea. Ma Antonio Zurzolo,
oltre ad essere un grande poeta, è un uomo. Ha
dichiarato che non entrerà in Consiglio comunale.
La vita sua, per splendere, non ha bisogno del ciondolo di consigliere comunale, portato sui banchi della
maggioranza dalla fioritura dei crisantemi del compaesano assassinato. I crisantemi sono i fiori dei
morti, non le credenziali per entrare in un consiglio
comunale, in un consiglio regionale, alla Camera dei
Deputati.
Samo è oggi un paese piegato dal triste accadimento.
Un moto di speranza e di rinascita può venire dal
rifiuto di Antonio Zurzolo. Con lui comincia l'era
inedita della sconnessione dell'etica funeraria. Che
meglio potrebbe dirsi antietica. Poiché sfruttare il
morto, i morti è quanto di più immorale si possa concepire. (P.C.)
CAULONIA
Brizzi nominato
delegato dei sindaci
per il Consorzio di
Bonifica
«Saluto con favore l'avvenuto
superamento della gestione commissariale e l'elezione democratica
degli organi di governo del consorzio di bonifica. Ora c'è la possibilità di restituire, finalmente, il
Consorzio agli agricoltori, che
sono i primi attori e i veri protagonisti. Le reali esigenze degli agricoltori devono essere il fulcro delle
attività dell'ente - dichiara
Pasquale Brizzi, a pochi giorni
dalla nomina a delegato dei sindaci dell'area da Bovalino a
Monasterace, aree montane comprese, al Consiglio del Consorzio di
Bonifica Alto Ionio -. Le elezioni
del 16 ottobre scorso, al di là delle
fisiologiche divisione di schieramento, hanno restituito importanti
professionalità che da tempo operano nel comparto e che possono e
devono dare un qualificato contributo
nella gestione dell'ente». La
nomina di
Brizzi,
all'unanimità,
s e g n a
quindi
un'altra
import a n t e
tappa del
percorso
unitario
che vede
protagonisti i sindaci della Locride. «Sono onorato
della fiducia che i colleghi Sindaci
hanno voluto riporre sulla mia persona e mi impegno a profondere in
questo nuovo incarico l'energia e
la determinazione, che accompagnano da sempre la mia attività
politico-amministrativa. Occorre
l'impegno di tutti e, se occorre, la
messa da parte di ambizioni e personalismi che non di rado vanno
contro gli interessi dell'agricoltura
e degli agricoltori. Soprattutto in
questa fase storica in cui il territorio calabrese è ad altissimo rischio
idrogeologico, il consorzio di
bonifica può assurgere a soggetto
in grado di mitigare tale rischio».
Brizzi, alla guida dell'amministrazione comunale di S. Ilario
dello Ionio dal maggio 2002, già
presidente del PIT 21 della
Locride, sempre in prima linea
nelle battaglie per i cittadini, dalla
scuola ai servizi pubblici essenziali,
ed è tra i candidati che hanno
ottenuto il maggior numero di voti
alle recenti consultazioni per il rinnovo del consiglio provinciale di
Reggio Calabria.
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A proposito
di...
Focus
La “Rete diabetologia pediatrica calabrese”, tra le prime in Italia, è composta dai Servizi di
diabetologia delle UO di Pediatria di ben dodici Ospedali della Regione Calabria, coordinati
dal Centro di Locri. L'obiettivo è creare nella regione un sistema assistenziale qualificato ed
integrato in grado di soddisfare i bisogni complessivi del bambino con diabete.
Locri: Capitale calabrese
della lotta al diabete infantile
CARMELO CARABETTA
IN EVIDENZA
Il 2° Congresso della “Rete Diabetologica
Pediatrica Calabrese”, vedrà i
pediatri-diabetologi della nostra regione
confrontarsi con colleghi provenienti dai
centri di diabetologia pediatrica più
qualificati d’Italia. L’augurio è che da
questa sinergia maturino intese in grado
di migliorare la vita dei ragazzi diabetici
e delle loro famiglie
l prossimo 18 e 19 novembre si
terrà nella Locride il 2°
Congresso
della
“Rete
Diabetologica
Pediatrica
Calabrese”, un appuntamento
importante e particolarmente atteso
che vedrà i pediatri-diabetologi della
nostra regione confrontarsi su problematiche di rilevante attualità con
colleghi provenienti dai centri di diabetologia pediatrica più qualificati
d’Italia.
Il Congresso, che si svolge sotto l’e-
I
logia pediatrica. Dal 2007 la
Regione Calabria, tra le prime in
Italia, si è dotata di un modello organizzativo assistenziale in “rete”, riconosciuto ufficialmente con delibera
di Giunta regionale, che garantisce
su tutto il territorio la cura dei bambini e dei giovani con diabete da
parte di specialisti di area pediatrica
preparati specificatamente per il
trattamento di questa specifica patologia. Della “Rete Diabetologica
Pediatrica Calabrese” fanno parte
tutto il territorio regionale e di azzerare la migrazione sanitaria fuori
regione per detta patologia, un problema questo che nel passato ha
causato pesanti ripercussioni sia in
termini di disagio alle famiglie,
costrette a raggiungere centri specialistici lontani, sia di aggravio economico per il sistema sanitario
regionale calabrese.
Un risultato davvero importante che
gratifica tutti i pediatri-diabetologi
calabresi che sono stati capaci di
mettere in campo un modello vincente, caratterizzato dalla condivisione degli obiettivi e della sinergia
delle azioni, dimostrando con i fatti
che dal Sud e dalla Calabria possono
partire idee e progetti innovativi.
Il diabete mellito di tipo 1, la forma
di diabete prevalente nell’età pediatrica, è di complessa gestione dal
punto di vista assistenziale a causa
dell’esordio spesso acuto e a volte
drammatico, caratterizzato dalla
necessità di intraprendere sin dalla
diagnosi la terapia insulinica intensiva, dalla esigenza di uno stretto
monitoraggio della glicemia, dalla
presenza di problematiche psicologiche e relazionalie e dalla necessità di
frequenti controlli. In questa fascia
di età, il diabete necessita, pertanto,
Dario Iafusco, Emanuela Baio, Paola Pisanti, Franco Mammì, Mariella Bruzzese, Tato Lombardo e Pietro Buono, Antonino Orlando, Maria Mancuso, Adriana Franzese
LA MANIFESTAZIONE
18 novembre Pala Cultura - Locri ore 15
“IL BAMBINO CON DIABETE A SCUOLA”
La scarsa conoscenza del diabete da parte da
chi lavora a scuola è l’argomento del convegno
che si propone di migliorare conoscenza della
problematica e la relazione pazienti-istituzioni.
19 novembre Hotel President - Siderno ore 9
“CALABRIA, DIABETE IN ETÀ PEDIATRICA”
L’individuazione di nuove forme di
trasmissione del diabete ha allargato la
necessità diagnostica all’intero ambito
familiare è affidato a questo convegno l’inizio
di un nuovo modus operandi
gida della Società Italiana di
Endocrinologia e Diabetologia
Pediatrica, è organizzato dal Centro
di
Diabetologia
Pediatrica
dell’Azienda Sanitaria Provinciale di
Reggio Calabria , con sede presso la
struttura operativa di Pediatria dell’
Ospedale
di
Locri,
e
dall’Associazione Giovani con
Diabete della Locride. Al Congresso,
che ha avuto il patrocinio
dell’Assessorato alla Salute, dell’
Ordine Provinciale dei Medici, della
Provincia di Reggio Calabria, della
Città di Locri, della Associazione
Diabete Italia e del Coordinamento
tra le Associazioni Italiane Giovani
Diabetici (AGD Italia), parteciperanno i medici afferenti ai centri
calabresi che si occupano di diabeto-
di un programma
complessivo di assistenza, integrato
con competenze
multidisciplinari e
con servizi assistenziali dedicati, distribuiti in maniera
omogenea su tutto il territorio regionale. Tutto ciò riveste notevole
importanza anche in ragione dell’aumento d’incidenza della malattia,
registrata in tutto il nostro Paese ed
in Calabria in particolare, poichè
negli ultimi anni si sono avute dalle
40 alle 50 nuove diagnosi all’anno. Si
tratta di un dato preoccupante che
colloca la nostra regione tra quelle a
più elevato tasso d’incidenza, seconda subito dopo la Sardegna.
L’aumento dei casi di diabete in Calabria,
dalle 40 alle 50 nuove diagnosi all’anno,
rappresenta un dato preoccupante che
colloca la nostra regione tra quelle a più
elevato tasso d’incidenza.
tredici centri specialistici di diabetologia pediatrica che operano nelle
strutture di Pediatria degli ospedali
di Castrovillari, Cetraro-Paola,
Corigliano-Rossano,
Cosenza,
Crotone, Catanzaro, Lamezia,
Locri, Soveria Mannelli, Reggio
Calabria, Polistena, Soverato e Vibo
Valenzia. Questo modello di rete
assistenziale ha consentito di migliorare notevolmente la qualità delle
cure diabetologiche pediatriche in
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la Riviera
Il diabete in età pediatrica
ella giornata di
Sabato 19
Novembre, il
Congresso affronterà tematiche strettamente mediche
che hanno come filo conduttore il tema “IL DIABETE IN ETÀ PEDIATRICA
COME PUNTO DI PARTENZA PER INTERVENTI
DI SALUTE PUBBLICA”.
L’individuazione di forme di
diabete a trasmissione genetica, il riconoscimento della
predisposizione ereditaria al
diabete tipo 2 e l’associazione di patologie autoimmuni
nei pazienti con diabete
tipo 1 e nei familiari, suggeriscono l’opportunità di
allargare le indagini diagnostiche a tutto l’ambito familiare del paziente con diabete. Il programma prevede
gli interventi del Prof.
Roberto Miniero della
Cattedra di Pediatria dell’
Università di Catanzaro, del
dott. Fortunato Lombardo
della Clinica Pediatrica
dell’Università di Messina,
della prof.ssa Adriana
Franzese e del dott. Pietro
Buono della Clinica
N
Inserimento scolastico
dello studente con diabete
l programma del Congresso, nel
pomeriggio di Venerdì 18 novembre, alle ore 15.00 presso il Palazzo
della Cultura di Locri, prevede una
sessione interamente dedicata al
tema “SCUOLA E DIABETE”.
Tutte le ricerche relative all’inserimento scolastico dello studente con
diabete evidenziano che la situazione
è ancora caratterizzata da una scarsa
conoscenza del diabete da parte di chi
lavora nella scuola e dall’ assenza di
regolamentazione istituzionale della
problematica. La conseguenza di ciò,
in molte realtà, è una scarsa collaborazione e , talvolta, persino il rifiuto
I
degli operatori scolastici ad assumersi responsabilità. Il convegno si pone
l’obiettivo di migliorare la conoscenza
di questa problematica e di promuovere l’assistenza e i diritti della persona con diabete attraverso una stretta
collaborazione fra pazienti, mondo
scientifico, istituzioni e associazioni di
volontariato.
Sono stati chiamati a relazionare sull’
argomento la dott.ssa Maria
Mancuso del centro di Soveria
Mannelli, la dott.ssa Mariella
Bruzzese del centro di Locri, il
Presidente Nazionale AGD Italia,
dott. Massimo Cipolli, ed il
Presidente AFAID Marche del
Comitato Nazionale per i Diritti della
Persona con Diabete, Ingegnere
Giovanni Lamenza. Alla tavola
rotonda parteciperanno l’On.
Senatrice Emanuela Baio, Presidente
Comitato Nazionale per i Diritti della
Persona con Diabete, la Dott.ssa
Paola
Pisanti,
Presidente
Commissione Nazionale Diabete del
Ministero della Salute, il Prof. Mario
Caligiuri - Assessore alla Cultura
della Regione Calabria ed il dott.
Antonino Orlando, Dirigente
Generale Dipartimento Tutela della
Salute e Politiche Sanitarie della
Regione Calabria. Sono invitati a partecipare i Dirigenti Scolastici, gli
Insegnanti, le Associazioni di pazienti e di genitori e tutti i cittadini interessati alla problematica.(C.C.)
DOMENICA
Pediatrica della Università
Federico II di Napoli, del
prof. Francesco Prisco e del
prof. Dario Iafusco della
Clinica Pediatrica della
Seconda Università di
Napoli, del dott. Corrado
Mammì, genetista, dell’
Azienda Ospedaliera di
Reggio Calabria. Ai pediatri-diabetologi dei centri
della “Rete diabetologica
pediatrica Calabrese” è
stato affidato il compito di
relazionare su questi importanti aspetti con riferimento
alla situazione attuale della
nostra regione.
I numerosi e qualificati
relatori esperti, l’importanza e l’attualità dei temi trattati ed il coinvolgimento
diretto delle persone con
diabete, delle loro famiglie
e delle Associazioni fanno
ritenere che questo “II
Congresso della Rete
Diabetologica Pediatrica
Calabrese” può essere sicuramente considerato un
altro importante passo
avanti per il processo di crescita della diabetologica
pediatrica in Calabria.
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
19
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R.O.C. n°11602 del 02/11/98
Questo periodico è associato
all’Unione Stampa Periodica
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Direttore responsabile
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In redazione
CRISTINA BRIGUGLIO
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Gioacchino Criaco, Lele Nucera,
Filippo Todaro, Anna Laura
Tringali, Mara Rechichi,
Benjamin Boson, Nik Spatari,
Maria Giovanna Cogliandro,
Angelo Letizia, Marilene Bonavita,
Francesca Rappoccio, Mario
Labate, Franco Crinò, Ruggero
Brizzi, Marco Andronaco, Isabella
Galimi,Maria Teresa D’agostino,
Giovanna Mangano,
Lettere, note e schermaglie
E io difendo il Vescovo
IL BRIZZOLATO
di RUGGERO BRIZZI
L’IMPORTANZA
DEL CAZZEGGIO
Una delle cose che più mi piace fare in questa terra
è quella di attraversarla.
Non nelle sue bellezze naturali.
Non nei suoi abbrutimenti umani.
Attraversarla a piedi, scorgendo tra gli uomini di
paese i personaggi più belli che affronti di sorpresa
mentre la tua mente è alle F24 o all' ETR.
I personaggi che ti fermano solo perché sei passato da li proprio in quel momento ed esordiscono
dicendoti “io per vivere devo scherzare due ore al
giorno altrimenti muoio presto”.
L'importanza del cazzeggio che ti risolleva il morale.
La barzelletta dello sconosciuto, che non fa neanche ridere ma che ti porta a fermarti un attimo, nel
bel mezzo di una mattina di lavoro, e a dire, è qui
che voglio stare.
I debiti di Italo, le sue storie d'amore “perchè l'uomo che non ha vizi è nu merda, e poi io so come
ordinarmi nei vizi”.
L'armonia ordinata (da quando ci sono i numerini)
della rassegnazione nella fila infinita alla posta.
La vita di paese che scorre nelle labbra di chi sa
tutto di tutti e straborda nelle chiacchiere.
Cugghiuniamu, non c'è molto altro da fare.
Cugghiuniamu. Sono di questo avviso perché è
caduto Silvio e non il parlamento su se stesso ed
ancora Tony Santagata ha infiammarci, dovunque
“ha stato”. “Vino vino vino”.
Non mi voglio privare di nulla. Di nessun uomo. Di
nessun soggetto pronto a distrarre la quotidianità e
a ricordarti di aver il mare a un metro. Di guardarlo ogni tanto.Ringrazio ogni giorno Dio, per avermi fatto nascere nel posto più bello del mondo.
“Dei Greci, i meridionali hanno preso il loro carattere di mitomani. E inventano favole sulla loro vita che
in realtà è disadorna. A chi come me si occupa di
dirne i mali e i bisogni, si fa l'accusa di rivelare le piaghe e le miserie, mentre il paesaggio, dicono, è così
bello.”
C.Alvaro
PIERO SCHIRRIPA
Caro Pasquino,
tocca di nuovo a me difendere il Vescovo Morosini da un altro
tuo attacco. Vorrei però assieme contrastare una linea politica errata.
Quanto a Morosini, può non piacere l’uomo e lo stile dell’uomo - ma se tu ci parlassi (come pure ti è successo con altri),
potresti penetrare oltre la sensazione “a pelle” riflettendo che
l’uomo altro non è che una delle tante antiche declinazioni
dell’albero genealogico di Adamo (tante foglie tutte uguali,
dice Omero, tutte diverse).
Non dobbiamo cercare i nostri desideri materializzati in altre
persone, ma occasioni di pace e di comune percorso. Senza
nulla togliere alla tua libertà di riferire voci o illazioni, anche
quella sulla gestione dei soldi del Santuario dei Santi Cosimo
e Damiano: le notizie sono il tuo mestiere, vere o false che
possano sembrare. E si discute proprio per conoscere fatti e
verità; a Riace, poi, ce n’è di gente bizzarra e ci vorrà impegno nella ricerca della verità.
Quanto ai poveri e ai vinti, essi sono stati sempre molti – molti
poi quelli che hanno detto di stare dalla loro parte. Troppo
spesso sono i poveri che la danno vinta ai potenti con la loro
rassegnazione e l’inerzia (…certe volte pare che il popolo
fumi oppio; non credi?).
E vengo alle questioni di linea.
I potenti, i poteri e i palazzi nella nostra terra sono tutti aggregati e perfettamente allineati. Politici, burocrati, giudici,
imprenditori/prenditori, mafiosi calibro 90 e antimafiosi di
professione filano d’amore e d’accordo, cullati e pasciuti da
Il voto di ieri alla Camera dei
Deputati mette allo scoperto la
crisi irreversibile del sistema bipolare maggioritario su cui ha retto la
seconda repubblica segnato com’è
dal venir meno della maggioranza
espressa dagli elettori e dall’esistenza di minoranze che rimangono tali in quanto prive di forza e di
progetti credibili che, nell’impossibilità di un confronto e di un dialogo tra schieramenti aprono una
crisi al buio e portano rapidamente al ricorso forzato alle urne.
La presa d’atto del Presidente del
Consiglio dell’assenza della maggioranza in uno dei rami del
Parlamento con l’annuncio delle
sue dimissioni in una situazione
normale ed in un paese normale
condurrebbe inevitabilmente alle
urne, ma, in una situazione anomala ed in piena emergenza eco-
Siccome in Italia ha ragione chi parla per ultimo o
chi per ultimo scrive, non entro nel merito della
lettera di Piero Schirripa il cui vincolo di continuità
al servizio dei vescovi di Locri è inossidabile.
Decidano i lettori sul vero e il falso vero.
IL DITO NELL’OCCHIO
I CAVALLI DI TROIA
La Democrazia cristiana, grande partito, aveva due cavali di razza: Amintore Fanfani e Aldo Moro. Nel tempo nei partiti sono arrivati gli asini bigi. Quando nessuno se la aspettava, la scena è cambiata. Il Pdl, partito dell'amore, che sempre feconda, ha rimesso in circolazione un po' di razza equina. Speciale. Non cavalli di razza, ma cavalli di Troia:
Francesco Cananzi e Michele Marcianò, l'uno e l'altro consiglieri provinciali del Pdl, l'uno e l'altro della scuderia
Scopelliti. E, corrivamente, scalpitanti e nitrenti contro il Presidente Raffa , che inutilmente hanno tentato di mettere
in difficoltà nella recente adunanza del Consiglio provinciale, presieduta con energia dal Presidente Antonio Eroi.
Il tempo passa e nulla insegna. I cavalli di Troia, fatti di legno stagionato, compresa la testa, hanno fatto la felicità di
Ulisse. I trucchi, come i miracoli, non si ripetono. I due cavalli di Troia non faranno la gioia di Scopelliti.
LA CRISI E LA TRUFFA
SAVERIO ZAVETTIERI *
pennivendoli accucciati dentro le loro stanze. Il potere e le
istituzioni sono lontane e ostili verso i bisogni del popolo perché perseguono logiche coloniali vessatorie contro il territorio
dettate dalla Lega Nord in tema di ordine pubblico e dall’interessato disinteresse della politica che amministra clientele e
prebende rispondendone direttamente a Roma e Milano.
Può la Chiesa allinearsi al potere ed ai potenti? Lo fa per
quieto vivere, soggiogata ed intimidita da ricatti,o per corruzione materiale?
Fino a quando la nostra terra sopporterà che la carcerazione
di qualche boss sia pretesto per le tante innocenti, che si confischino i libretti postali a bambini, che si distruggano economie e posti di lavoro sulla base di semplice informative, che la
corruzione sia gestita da logge e cordate, che politici e Sindaci
(salvo lodevoli eccezioni) restino pavidi ed inerti, che imprese
ed iniziative vengano castigate sia dalla violenza criminale che
dall’ingiustizia vessatoria?
Può la chiesa fermarsi e tacere, nel silenzio di roboanti proclami che tanto piacciono all’antimafia di vertice e di maniera?
Ciao
nomica e sociale come quella italiana si tradurrebbe in una truffa ai
danni degli elettori costretti a votare ancora una volta con il
Porcellum ed un grave danno per
la tenuta del Paese sempre in bilico dinnanzi alla prospettiva di una
legislatura di breve durata stante
l’incombere del referendum in
materia elettorale. E’ poi singolare
che fino ad alcuni mesi addietro il
mantra della sinistra e del PD in
particolare era rappresentato
dalla impossibilità di andare al
voto con il Porcellum mentre ora,
sentendo odore di risultato, si precludono tutte le strade per una
possibile soluzione di governo al
solo scopo di andare al voto.
*Segretario nazionale
“Socialisti Uniti – P.S.I.”
La nota dell’on. Zavettieri ci
è pervenuta, quando ancora il
PD non s’era pronunciato per
il Governo Monti.
LA PROTESTA
Chi vive nelle case popolari
non ha diritto alla luce pubblica
Gli assegnatari delle case, di S. Ilario Marina,
lamentano ormai da tempo la mancanza di
illuminazione pubblica, abbiamo fatto molti
tentativi. Presso il Comune, nella persona del
Sindaco Brizzi Pasquale, la sua risposta è
sempre stata, che il terreno dove sorgono le
case non è di proprietà del Comune, e quindi
privato, e il suddetto Comune non può intervenire per fare i lavori per illuminazione pubblica. Ci siamo rivolti pure all'ente Case popolari di Reggio Calabria, che ci ha rispostodicendo che “ogni qualvolta l'ente case popolari, espropria i terreni ove sorgono gli alloggi popolari espropria per nome e conto del
Comune”, questo ha dichiarato verbalmente l'architetto dell'ente case popolari.
Un gruppo di cittadini
Conoscendo la disponibilità del sindaco confidiamo che voglia dare una risposta a questi cittadini.
DOMENICA
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
20
HANNO COLLABORATO
Francesco Laddarina, Ian
Zimirri, Giuseppe Patamia,
Alessandra Bevilacqua,Bruno
Gemelli, Carmelo Carabetta,
Valentina Elia, Antonio
Cormaci, Mario Labate,
Antonio Tassone, Giulio
Romeo, Ilario Ammendolia,
Sara Caccamo, Giuseppe
Fiorenza, Daniele Mangiola,
Sara Caccamo.
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sottoscrizione di preventivi accordi tra
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ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane
RISPONDE il direttore
KAPPADUE
SALINE JONICHE. NON FUI IO CHE PECCAI
Caro Direttore, la SEI, società che vuole
imporre la costruzione della centrale a
carbone a Saline Joniche, ha perso la
causa che aveva intentato contro il sottoscritto presso il Tribunale di Cosenza.
Infatti, il GIP del Tribunale di Cosenza ha
emesso il decreto con il quale viene definitivamente archiviata la querela per calunnia e diffamazione a mezzo stampa che la
SEI ha aveva presentato nei miei
confronti. Il GIP dott. Livio Cristofano,
accogliendo la richiesta del Pubblico
Ministero dott.ssa Donatella Donato, ha,
quindi, stabilito che da parte mia non vi fu
né calunnia né diffamazione nei confronti
della SEI. A tal proposito voglio ricordare che la SEI aveva ritenuto di presentare
atto di denuncia-querela contro di me
perché considerava calunniose e diffamatorie alcune mie affermazioni contenute
in un comunicato stampa del 23 settembre 2008 con il quale salutavo con soddisfazione la richiesta della SEI di sospensione della procedura attivata per il rilascio della valutazione d’impatto ambientale. In particolare, la SEI, nella sua
denuncia-querela, aveva ritenuto calunniose e diffamatorie le seguenti frasi: “.la
sciagurata idea che era stata messa in
piedi dalla multinazionale svizzera SEI è
stata sonoramente battuta...”, ancora “Le
lobby degli affaristi e dei grandi gruppi
finanziari che, con l’accordo e la convivenza di forze malavitose, pensavano di potere continuare, nella logica della rapina e
del saccheggio, a derubare e deturpare il
territorio a danno e discapito dei cittadini
e della salute sono state fermate e sonoramente sconfitte.”, e “Del resto, oltre al
gravissimo impatto ambientale (.) Adesso
che questo strano, fosco e turbe disegno è
stato bloccato (.)”. Ebbene , la decisione
conclusiva di archiviazione da parte del
GIP, sgombra definitivamente il campo e
stabilisce che quelle frasi non contenevano né
calunnia né diffamazione, ma erano espressione di una libera manifestazione
di pensiero sotto forma di severa critica e di
denuncia politica. Non so se dopo questa
sconfitta la SEI sarà indotta a ripensare le
proprie strategie aziendali e a riconsiderare il
progetto
riguardante
l’area
ex
Liquichimica di Saline Joniche. Una cosa,
però, è certa: non saranno più
tollerati comportamenti e atteggiamenti di
tipo
neocoloniale
lesivi
della
dignità e dell’autonomia del popolo e del ter-
LOQUI E SPROLOQUI
di FILOMENA CATALDO
LE REGIONI
VIRTUOSE
Il disastro di cui siamo stati spettatori in questi giorni ci lascia addolorati e doloranti per le morti e per le
perdite di tanti affetti ma non stupiti. Stupiti no, non sarebbe possibile.
Accanto alla solidarietà, però, non
può mancare una nota polemica.
Liguria, Toscana, Piemonte.
Regioni del Centro-Nord. Regioni per bene. E
pure regioni di abusivismo edilizio, di noncuranza, di disattenzione, di superficialità, di poca o
niente prevenzione. Caratteristiche, queste, da
sempre addebitate al Sud carlone, incurante dei
divieti e delle concessioni edilizie facili. Non è
così. Per quanto accaduto - semmai - ovunque è
ed è stato così. Perché la pioggia - da sola - non
può essere distruttiva. Insieme all'azione dell'uomo si. Questo ennesimo disastro ambientale
non solo ci ha piegati ma ci ha resi tutti uguali.
Con gli stessi peccati dell'uomo moderno.
Dell'uomo italiano. Né del Nord né del Sud.
la Riviera
ritorio. Infine, mi corre l’obbligo di ringraziare pubblicamente il prof. avv. Nunzio
Raimondi che, insieme ai suoi collaboratori,
ha
brillantemente
esercitato
la
mia difesa ottenendo un risultato eclatante
che, con la chiara sconfitta della SEI e dei
suoi interessi, rappresenta il ristabilimento
della verità e rafforza la lotta di tutti quelli
che si battono con tenacia e
determinazione contro un impianto altamente devastante e inquinante.
Michelangelo Tripodi
segretario regionale PdCI
Ne siamo lieti.
Ritratti *
di Diego Cataldo
MIMMO CALOPRESTI
Regista
cinematografico
Calabrese di Polistena, regista di
successo, stimato e conosciuto sul
piano europeo, da Venezia a Cannes.
Notevoli e di grande impegno i suoi
documentari e i suoi films , che hanno
riscosso grande successo di pubblico e
di critica, e, tra questi, *** ricordiamo
“La seconda volta – 1995” , “Volevo
solo vivere – 2006” , “L’Abbuffata –
2007”
di RUGGERO CALVANO
LEPRI O CONIGLI
Se, a chiunque, si chiedesse di scegliere tra l'essere lepri o conigli, tutti vorrebbero la libertà dei
boschi e non il chiuso delle gabbie. Tutti amano
l'incertezza e accettano i pericoli di una vita libera, a nessuno piacciono le tragiche certezze del
coniglio. Il coniglio ha una vita che gli è stata programmata da altri, finirà sulla tavola senza ombra
di dubbio e la sua pelliccia andrà a scaldare il
collo incipriato di qualche vecchia grassona cotonata. La lepre ha una chance nelle gambe, se è
svelta può evitare pallini e predatori, la vita se la
gioca e certo la sua non è una vita facile, ma può
mettere un'incognita sul suo futuro. Il coniglio
nulla può se non ingozzarsi e riprodursi secondo
i desideri del suo carceriere. Gli uomini sognano
per tutta la vita di essere lepri ma scelgono sempre la gabbia del coniglio. Proponete a uno di
Milano di andare a fare il pastore in montagna
per diecimila euro al mese o dategliene cinquecento per alzarsi la mattina alle sei, farsi due ore
di traffico per essere in ufficio alle otto, mangiarsi un panino speak e brie all'una, staccare alle
diciassette per essere a casa alle diciannove e scaldarsi per le venti qualcosa al microonde, guardarsi una fiction per poi fare una doccia e filarsela a
letto che la sveglia è puntata alle cinque. Sabato
un girò in città, magari una pizza o il cinema.
Domenica rinchiusi in casa che lunedì si riattacca. Mutui, bollette, uffici, burocrazia. Vita che
passa in un soffio per ritrovarsi in pensione al
parco col cagnolino al guinzaglio, in attesa dell'infarto che lo farà ritrovare stecchito su una panchina in un gelido mattino invernale. Il milanese
prenderà i cinquecento euro e si infilerà nella
gabbia del coniglio a ingrassare e mettere al
mondo altri conigli, sognando per tutta la vita di
correre libero in un bosco che non vedrà mai. Io
sono stato fortunato, ho settantasette anni e ai
miei tempi si nasceva ancora in natura, sono nato
libero e so cosa vuol dire, non cambierei mai il
bosco con la gabbia e ho scelto di fare il pastore
in montagna, anche senza i diecimila euro. La
vita è dura, ma mangio quando posso e scopo
quando ce la faccio. Oggi non si nasce più in
natura, si viene al mondo come conigli, già nelle
gabbie. E non si può chiedere a chi è nato in cattività di scegliere la libertà, già cinquecento euro
sono per lui una grande chance.
Signor Villaggio: ma mi facci il piacere
Gent. mo Sig. Paolo Villaggio,
Nell’intervista da Lei rilasciata il 5 novembre 2011 a Sky tg 24 ha detto: «Sono colpito ma anche indignato perchè i liguri hanno
la presunzione di essere una cultura anglosassone diversa dalla cultura sudista borbonica che è forse la piaga di tutta l’Italia».
Sudista e borbonica!
Sig. Villaggio, non posso negarlo: come
attore e come comico tanto di cappello, ma
quando parla di cose serie, si taccia, la
prego. E, se ha tempo, studi la storia
d’Italia, del cosiddetto Risorgimento, dei
Borbone e, soprattutto, dei colonizzatori
savoiardi.
Le sue affermazioni sul Sud sono il conclamato frutto della Sua crassissima ignoranza.
La piaga dell’Italia siete voi, i Villaggio, i
Bocca, i Cazzullo e tutti i razzisti che si vantano di rappresentare la imperialisticocolonialistica “cultura anglosassone” e
franco padano piemontese.
Tenetevela la vostra superiorità da razza
ariana (ma qualche volta guardatevi anche
allo specchio, se non temete di vomitare)!
Ma non si vergogna, Sig. Villaggio?
Mentre noi “terroni” seguiamo con angoscia la tragedia di Genova; mentre organizziamo sottoscrizioni per la raccolta di fondi
per quella povera gente che ha perso tutto,
Lei si dedica a praticare il solito, becero
sport dei razzisti padani: denigrare i meridionali.
Ma si tappi la bocca, Sig. Villaggio, stia
zitto, e se proprio vuole indignarsi con
qualcuno, lo faccia con la virulenta borghesia capitalistica franco padano piemontese,
quella che 150 anni fa è venuta a devastare, rapinare e saccheggiare il Sud e che
oggi -è sempre la stessa!- ha devastato il
vostro territorio. Siete voi che lo avete stuprato, umiliato ed oltraggiato, non noi.
Dove eravate, voi della razza ariana anglo
franco padano piemontese quando i vostri
voraci e mafiosi palazzinari occludevano i
canali per cementificare il territorio?
L’avete voluta e approntata voi la strage del
4 novembre, e allora piangetevi e vomitatevi addosso fra di voi e chiedete perdono a
quelle vittime innocenti della vostra smania predatoria. E smettetela con questa
noiosa, stucchevole, trita e uggiosa tiritera
sui “borbonici”, di cui ignorate semplicemente tutto. I sudisti! I borbonici! Vuoi
vedere che ora l’alluvione di Genova è
stata provocata da Ferdinando II di
Borbone, quello che costruiva i civilissimi e
modernissimi Regi Lagni?
Ma mi faccia il piacere!
Senza saluti.
Dott. Antonio Grano
DOMENICA
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
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DOMENICA
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
22
SPORT
la Riviera
Italiaa
Rizziconi,
L'
su un campo che era della 'ndrangheta
Oggi con la Nazionale a
Rizziconi per un allenamento sul
campo confiscato alla 'ndrangheta, ci sarà anche Rino Gattuso: il
milanista, Campione del Mondo
nel 2006, ha accolto con entusiasmo l'invito del presidente Abete
di essere presente nella "sua"
Calabria per testimoniare insieme alla Delegazione della FIGC,
a Prandelli e agli Azzurri, l'impegno di tutti contro la criminalità
organizzata. Protagonisti della
festa organizzata per l'arrivo della
Nazionale saranno mille ragazzi
delle scuole elementari e medie,
presenti sulle tribune del campo
di calcetto di Rizziconi, dove
Prandelli organizzerà un piccolo
torneo dividendo gli Azzurri in
quattro squadre. Ma la presenza in Calabria
vuole essere soprattutto l'occasione per ribadire un forte impegno civile contro ogni
forma di sopruso e di delinquenza in un territorio particolarmente esposto alle logiche
della violenza e della sopraffazione. Nata nei
mesi scorsi da un'idea dell'Associazione
Libera di don Luigi Ciotti,la proposta è stata
condivisa dalla FIGC che ha messo a punto
in questi giorni i dettagli organizzativi della
trasferta, d'intesa con il Commissario prefettizio del Comune Fabrizio Gallo e con le
autorità locali. Il campo di Rizziconi è
costruito su un terreno che la magistratura
ha confiscato nel 2003 nel quadro di una
larga inchiesta contro la 'ndrangheta nella
zona di Gioia Tauro. Su quell'impianto, grazie all'impegno del Comune e di don Pino de
Masi, animatore di Libera sul territorio, è
nata un scuola calcio frequentata oggi da
oltre 100 ragazzi tra i 6 e i 14 anni. "L'arrivo
della Nazionale - è il messaggio rilanciato in
queste ore dall'Amministrazione locale e dai
volontari di Libera - è un motivo di speranza
e di incoraggiamento per tutti i ragazzi di
questa terra che vogliono voltare pagina e
cercano un futuro diverso". Di ritorno dalla
Polonia,dove venerdì 11 gli Azzurri sono
stati impegnati in un'amichevole a Wroclaw,
la Nazionale ha fatto tappa a Roma e stamani si trasferirà in Calabria per portare a
Rizziconi e in tutta la Calabria la propria
testimonianza di solidarietà e di impegno
civile contro la criminalità organizzata.
lr.
Il calabrese Rino
Gattuso ospite della
FIGC sarà il testimonial
d’eccezione
Il punto sulla serie A
Le primi 10 giornate di campionato sono volate via
laciandosi dietro una netta impressione: quest'anno c'è
più equilibrio, i valori sembrano essersi livellati in alto e
molte squadre possono ambire a vincere, per cui non solo
per lo scudetto, ma anche per la qualificazione in
Champions e Europa Leage così come per la permanenza in serie A bisognerà lottare con le unghie e con i denti
fino all'ultimo respiro. Certo è presto per andare troppo
oltre, ma quello che il campionato ha lasciato in dote
finora è proprio il ritorno ai massimi vertici dei bianconeri
(oltretutto con una partita ancora da recuperare come
Genoa, Inter e Napoli), se non altro per la dedizione, la
decisione e la convinzione che tutti stanno profondendo
dall'inizio della stagione a Torino, con la spinta in più di
un nuovo stadio tanto bello quanto insidioso per gli
avversari. Mantenendo gli stessi caratteri cromatici juventini ma trasferendoci più a nord verso il Friuli, sul gradino più alto troviamo l'Udinese e con essa la Lazio di Edy
Reja e soprattutto Miroslav Klose, attaccante sopraffino
sbarcato troppo tardi in Italia. Per entrambe le squadre
non si tratta di una novità, l'anno scorso hanno lottato tra
loro testa a testa fino all'ultimo per un posto in
Champions e quest'anno si ritrovano appaiate al comando con una certezza in più. Dopo un avvio choc, si è
rimesso in sesto molto bene anche il Diavolo rossonero.
Gli uomini di Allegri hanno recuperato in classifica nella
stessa misura in cui nelle gambe e nella testa sono state
ritrovati energia e stimoli, cosicché hanno ripreso decisi il
cammino e ora sono lì a un passo dal primo posto, pronti a dire l'ultima parola, quella più importante.
Proseguendo, bene il Palermo del dopo Pastore (già il
fatto di essersi messi alle spalle l'addio de El Flaco con
una certa disinvoltura vale da solo i complimenti),
benino invece Napoli e Roma. Soprattutto dal
Ciuccio era lecito aspettarsi qualcosa in più, se non
altro dopo la campagna aquisti estiva roboante
almeno quanto agli spesso stonati squilli di tromba di Walter Mazzarri, tecnico in gamba ma con
la "cresta" un po' troppo all'insù. La Roma da
parte sua sta pagando il prevedibile dazio allo
stravolgimento tecnico-tattico apportato da
Luis Enrique, che da spagnolo fiero qual è
non sa accontentarsi di vincere, a volte vuole
stravincere e così finisce per prenderle. Dopo
qualche risultato altalenante, sembrano invece
essersi stabilizzate verso il basso le quotazioni di
Fiorentina e Genoa: a Firenze si proverà a invertire la
rotta con l'arrivo di Delio Rossi (basterà?), al Genoa
invece con un Malesani ancora alla ricerca del bandolo
della matassa, sarebbe il caso che si cominciassero a fare
delle scelte chiare in chiave formazione, prima di perdere
definitivamente altri treni importanti per destinazioni più
dignitose e che meglio si addicono all'organico di buona
qualità a disposizione.Tra le meno "nobili", brillano Siena,
Catania, Atalanta e lo stesso Cagliari nonostante l'incredibile esonero di Ficcadenti (Cellino spiegaci perchè, in
pochi l'abbiamo capito). Discreti, ma non più, Parma,
Chievo e soprattutto Bologna, dove solo dopo l'avvicendamento in panchina tra l'uscente Bisoli e il subentrante
Poli si è riusciti a mettere da parte qualche buon punticino. Scorrendo fino in fondo la classifica, male, molto
male Lecce, Novara e Cesena: delle tre difficili situazioni,
sorprende più di tutte quella dei romagnoli che quest'estate sembravano aver allestito, almeno sulla carta, una
squadra capace di garantire più tranquillita e soddisfazioni ai tifosi e invece ora scivolata in fondo alla graduatoria, con soli tre miseri punti all'attivo e una squadra
che stenta sempre più a ritrovarsi. Il capitolo finale è per
l'Inter: i nerazzuri sono senza rischi di smentita la delusione per eccellenza della stagione e, osservate le premesse, sarà dura "svoltare", più dura dell'anno passato
quando con l'addio a Benitez e un mercato di
"riparazione" eccellente si rattoppò il possibile. Ora è
diverso, la discesa che era già stata intuita ed era circolata nell'aria l'anno passato, si è fatta più ripida con la
partenza di Samuel Eto'ò, giocatore insostituibile per chiunque, non solo per l'Inter. Volato via lui e con un anno
in più sulle spalle di tutti, il colpo definitivo alle ambizioni
di casa Moratti l'ha assestato il "professor" Gasperini, che
salito in cattedra da rettore se ne è tornato a casa da assistente per di più presuntuoso e poco competente.
Toccherà a Claudio Ranieri ricomporre i cocci: buona
fortuna, ce ne vorrà tanta.
Angelo Letizia
DOMENICA
06 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
23
A proposito
di...
Sport
Siderno: Vumbaca
affianca Leonardo
Francesco Vumbaca affiancherà il DG Enzo
Leonardo nel ruolo di Vice Direttore
Generale. Nuovo incarico societario per
Francesco Vumbaca, già segretario
dell'A.C.D. Siderno 1911, a seguito di un vertice dirigenziale tenutosi presso la sede della
società. Da questo momento in poi affiancherà l'esperto
nonché attuale
DG della squadra
Enzo Leonardo,
nel ruolo di vice
D.G.. Il presidente Salerno
a f f e r m a :
"Abbiamo ritenuto necessaria e
importante la
presenza quotidiana allo stadio e
nella società di
una
persona
qualificata come
Vumbaca, già
dirigente della
precedente società, che possa
migliorare l'organizzazione, la
gestione tecnica e
amministrativa del team, soprattutto durante
le assenze per motivi di lavoro del Ragioniere
Leonardo" continua: "ci tengo a precisare, per
evitare fraintendimenti, che il ruolo di Enzo
Leonardo non si discute; è anche grazie al suo
impegno e alla sua profonda esperienza se
oggi stiamo disputando il campionato d'eccellenza e sono certo che la sua conoscenza di
questi campionati ci aiuterà a superare questo
momento delicato. Purtroppo, spesso, come
suddetto, si trova fuori sede per impegni di
lavoro e quindi si è creata la necessità di fare
affidamento su una persona che potesse
sostituirLo in sua assenza e aiutarlo in sua
presenza. Siamo convinti che lavorando in
sinergia tra loro Leonardo e Vumbaca faranno un gran lavoro che ci auguriamo ripagherà
con un cambiamento di rotta". Oggi al Raciti
arriverà il temibile Brancaleone.
Il Guardavalle vola in classifica grazie al ds Surace
La squadra di mister Galati è una
delle più belle realtà dell’Eccellenza
Domenica scorsa allo Stadio Nicola Coscia di
Guardavalle ha ottenuto il sesto risultato utile
consecutivo, raggiungendo meritatamente il
secondo posto in classifica e in solitario. Si da
ancora più risalto alla vittoria dei ragazzi del
Presidente Onorario Mimì Salerno in arte
meglio conosciuto come “Maldini” per grandi
trascorsi nel calcio, ma principalmente
“Uomo di valori assoluto” nella vita come
nello sport, umiltà, signorilità su tutti, e per le
grandi doti che mette a disposizione ogni
domenica per i suoi ragazzi che nel rettangolo
di gioco gli stanno dimostrando tutto il loro
affetto, alla società ma sopratutto al paese
intero. Ma se tutto questo è stato possibile, si
deve principalmente alla grande passione e
alla grande personalità di una figura sempre
presente nel Guardavalle, che come tutti ha
fatto la famosa “gavetta” ma che questa settimana, giustamente abbiamo secondo noi scelto pe i lettori de la Riviera. Il D. G. , D. S. ,
Sponsor del F.C. Guardavalle l'Avvocato
Francesco Surace.
Mister Ciccio Galati attauale responsabile tecnico della prima squadra della società F.C.
Guardavalle è bravo, e non siamo certamente
noi a dirlo, ma c'è qualcuno che è stato bravissimo a creare le condizioni per farlo lavorare
come piace a lui. L'ha fatto il direttore Surace
consegnandogli una squadra di tutto rispetto.
Di lui sappiamo poco, ma se un giocatore si
ammala, lo fa guarire, se la sua squadra non va
bene, a sempre la battuta pronta!!! Francesco
Surace nel panorama calcistico è una figura in
qualche maniera mitica perché è con lui che
nasce il binomio Direttore Generale e
Direttore Sportivo & Manager calcistico per
questa categoria. Il grande Guardavalle l'anno scorso (matricola), e quest'anno con la
grande rifondazione sono passate per le sue
mani. E' con lui alla guida “amministrativa”
dei Giallorossi che si comincia a parlare di una
squadra « da primato ». E' stato il primo, vero
« Re del mercato », e non solo per essersi assicurato il migliore allenatore in circolazione,
ma anche per i giocatori che mette a disposizione di ogni Mister, tant'è che l'anno scorso
gli è stato riconosciuto il premio di “stadioradio” terza edizione come miglior direttore
sportivo dell'anno. Per Surace una vera e prorpria passione per il pallone, che associato
anche all'attività Professionale di Avvocato,
ma soprattutto ex grande calciatore fa si che la
carica che ricopre, diventi una figura importante con una gestione a 360 gradi.
La storia del calcio è spesso casuale, e a quella casualità i direttori sportivi forse devono più
Oggi ritorna “Universo Dilettanti” Roccella alla ricerca
REGGIO CALABRIA
Come ogni domenica anche questo
pomeriggio tornerà regolarmente
in onda sulle frequenze radiofoniche di Radio Antenna Febea (
insieme ad un’altra autorevole
“sindacation” di emittenti ed anche
della tv locale TRS) “Universo
Dilettanti” la trasmissione imperniata sul calcio dilettantistico calabrese. Una maratona domenicale
della durata di quasi 8 ore che lo
storico conduttore, il giornalista
Antonello Merenda, porta avanti
con passione da 17 anni. Risultati,
classifiche e commenti della domenica calcistica calabrese puntualmente analizzati con riferimenti
statistici dagli addetti ai lavori per
una trasmissione che ricalca su
base regionale il modello di “Tutto
il calcio minuto per minuto”.
Appuntamento per le ore 14,30
per avere in tempo reale tutti i
risultati.
l.r.
della vittoria da 6 punti
Ancora soddisfatti per la bella vittoria di domenica nel derby con il
Brancaleone giocatori e staff tecnico si sono ritrovati al comunale per i
consueti allenamenti della settimana. Dopo un breve riscaldamento,
come consuetudine, tutta la squadra si è recata in palestra dove sono stati
effettuati degli esercizi specifici terminati i quali i calciatori si sono recati
sul campo dove è iniziata una seduta atletica seguita da esercizi per il possesso palla e una partitella sette contro sette a campo ridotto. Non ha
preso parte alla seduta odierna Valerio Saffioti, per lui solo terapia, alle
prese con l’infortunio rimediato la scorsa settimana, in dubbio la sua presenza nella partita di oggi pomeriggio che vedrà il Roccella opposto all’ostico Sersale. E’ invece ritornato ad allenarsi Vittorio Di Maggio che sembra essersi ripreso dall’infortunio rimediato nella trasferta di Siderno, per
lui allenamento differenziato al pari di Marco Sorgiovanni e Cristiano
Parisi, che ricordiamo era dovuto tornare anzitempo negli spogliatoi
nella partita di Brancaleone per una botta al polpaccio che fortunatamente non ha lasciato conseguenze. Ieri seduta di allenamento di rifinitura che è servita a mister Tonino Figliomeni per analizzare la situazione
infortunati e catechizzare a dovere i suoi che dopo queste tre vittorie di
fila servite a ringalluzzire l’ambiente si stanno proiettando nelle zone
altissime della graduatoria segno che la squadra ha trovato uno sua specifica identità tecnica e tattica dopo un periodo non propriamente fortunato. Mister Figliomeni manderà in campo una formazione molto equilibrata che non lascerà nulla di intentato pur di ottenere il poker di vittoDOMENICA
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
24
la Riviera
di un ringraziamento. La sua fortuna e, retrospettivamente, la fortuna di una categoria che
lui stesso si è creato, quella dei direttori generali, “tutto fare” in una società dilettantistica,
ma principalmente della Società in questo
caso del Guardavalle, dove ricopre un ruolo
fondamentale che attualmente i risultati gli
stanno dando ragione. Stagione 2011/2012:
Il presidente Care' anche lui figura carismatica nel calcio per i trascorsi da calciatore, ora
alla guida della società un uomo perbene, che
arriva la grande svolta nel calcio a
Guardavalle, e convinto dopo l'ottimo campionato dell'anno passato, non ha potuto dire
di no, e quest'anno Surace, cala il jolly. “Se
affida la panchina a Ciccio (Galati), proviamo
a fare quel salto di categoria che tutti auspichiamo. Tutto ciò per farle capire quanto io
creda a questa soluzione”. Con la partita che
tra poco il Guardavalle affronterà in quel di
Gioia Tauro con la Nuova Gioiese di Mister
Nucera, il dirigente Giallorosso , infatti, spende parole di elogio per i suoi avversari ,
“Incontreremo una squadra attrezzata per il
salto di categoria e più in forma in assoluto
anche se domenica a Bovalino c'è stata la
sconfitta, i ragazzi di Mister Nucera sono giocatori di valore assoluto e di rispetto”.
Continua Surace “Ma in questo momento il
Guardavalle rispetto a qualche mese fa è
un'altra squadra. Un gruppo che cerca di giocarsi sempre la partita, combattivo, consapevole dei propri mezzi. Si incontreranno due
squadre in ottima forma. E' chiaro che la partita per noi è iniziata martedì con la ripresa
degli allenamenti, credo che possiamo dire
che sulla carta abbiamo il cinquanta per cento
di possibilità di portare a casa qualcosa. La
Nuova Gioiese è una squadra che si è ritrovata, è in forma, e forte. E che avrà anche un
grande apporto di pubblico. Il pronostico oggi
è aperto. Ma il calcio ci ha sempre fatto vedere delle sorprese. Ma poi pensiamo anche che
il Roccella, oggi è dietro a noi ha vinto due
partite difficili come il derby con il Siderno e
Brancaleone. Bisogna avere rispetto per gli
avversari. Ma in ogni caso non sono imbattibili, altrimenti non esisterebbe più il calcio.” E
dunque merita un applauso per il coraggio e
per i risultati finora raggiunti, anche se il percorso è ancora lungo. In bocca al lupo Surace
a Lei e alla sua Guardavalle calcistica.
Antonio Chiera
Il Catona a Bocale
si è riscoperto grande
A Bocale, soprattutto nel primo tempo, si è rivisto il Catona di qualche settimana addietro: una squadra tutta grinta e qualità, capace di strappare un pareggio sul campo di una
diretta concorrente, che dal canto suo ha dimostrato di meritare appieno posizioni
importanti in classifica. Il pari del Campoli, può dunque essere accolto positivamente
dalla squadra di Barillà, che cancella così la brutta sconfitta (l'unica in nove gare) nel
derby contro il Reggiosud. L'unica nota stonata semmai, è la perdita del primato in classifica a vantaggio di un super San Calogero, sempre più sorpresa di questo girone.
Abbandonandoper un attimo calcoli e classifiche, considerato che ancora è presto per
trattare certi argomenti, passiamo alla consueta analisi dei reparti. Dopo la giornata no
di due settimane fa, la difesa biancoazzurra in quel di Bocale ha nuovamente dimostrato
solidità ed organizzazione di gioco, risultando molto compatta e quasi impermeabile ai
continui attacchi biancorossi soprattutto nella ripresa. Il reparto che invece continua a
non convincere, è l’attacco: negli ultimi 16 metri, la compagine biancoazzurra rimane
poco incisiva. Le cause sono certamente da ricercare nella precaria condizione fisica di
Fontana, rientrato da poco in campo dopo il lungo stop, oltre che nel 'digiuno prolungato' di Maviglia, che non riesce proprio a sbloccarsi. E’ pur vero però che questa situazione meriterebbe anche un po’ di attenzione in più da parte del mister, con l’adozione
magari di qualche modifica sul piano tattico. Intanto, domenica pomeriggio al Santoro di
Villa San Giovanni arriverà un Real Catanzaro ricaricato dalla netta vittoria sul
ReggioSud. Una gara non certo facile per il Catona, che però dovrà cercare di ritornare
alla vittoria, soprattutto tra le mura di casa.
Antonino De Luca-reggionelpallone.it
RAI SPORT+ TRASMETTERA' IL DOMINIO
DEL CENTRO STUDI KARATE AI CAMPIONATI
DEL MONDO DI ARTI MARZIALI
rie che Figliomeni auspica per poter rosicchiare punti alle due battistrada che la precedono in classifica. Ma attenzione al Sersale, una compagine molto arcigna con gente esperta e di categoria che sinora ha dato filo
da torcere a tutte le squadra blasonate della categoria. Mister Rosati è
uno che conosce questo torneo e avrà studiato tatticamente il Roccella
per non farsi imbrigliare ecco perchè si prevede per questo pomeriggio
al Comunale di Viale degli Ulivi una gran bella partita con continui capovolgimenti di fronte e tante emozioni.
Antonio Tassone
Gli atleti del M° Vincenzo URSINO conquistano
12 titoli iridati, 7 medaglie d'argento e 11 di bronzo
L'evento, tenutosi ad Trapani nei giorni 4 - 5 e 6
novembre, ha visto la partecipazione di ca. 1.000
atleti provenienti da 40 Nazioni, è stato organizzato dalla World Martial Kombat Federation con
il Patrocinio della Regione Sicilia della Città di
Trapani e dell'UNICEF ed è stato seguito da un
gran numero di spettatori oltre che da numerose
Tv in primis RAI SPORT+ con il noto giornalista
Roberto Gueli manderà l'evento in mondovisione.
Eclatante il successo del CENTRO STUDI
KARATE che ha fatto incetta di titoli iridati e
medaglie nelle specialità Interstyle Forms,
Creative Forms, Interstyle Weapons, Kata
Sincronizzati e Self Defence e Skill Games.
Numerosi gli attestati di stima ricevuti dal M°
Vincenzo URSINO (Direttore Tecnico e
Presidente del sodalizio calabrese) da parte di
addetti ai lavori e non tra i quali si segnalano gli
interventi dei massimi dirigenti calabresi degli
Enti di Promozione Sportiva Nazionali ricono-
sciuti dal C.O.N.I quali l'Associazione Italiana
Cultura e Sport tramite il Dott. Arturo NASTASI,
dei Centri Sportivi Aziendali e Industriali con la
dott.ssa Maria LABATE e del dott. Giuseppe
FRANGIPANE
dell'
Ente
Nazionale
Democratico di Azione Sociale.Gli elogi hanno
sottolineato la valenza sociale ed educativa promossa da sempre dal M° URSINO ma soprattutto
l'esportazione dell'immagine positiva della nostra
Calabria al di fuori dei confini regionali e nazionali, una terra nota ai più per tristi fatti di cronaca. Mattatore dell'evento è stato senza alcun dubbio il sidernese Vincenzo SCRUCI con 4 titoli
Mondiali, da segnalare gli ori nei Kata
Sincronizzati e nella Self defence con il trio
Cordì-Macrì-Scruci che hanno sbaragliato tutti i
concorrenti con delle prove applauditissime ed i
due ori dei fratelli
Tommaso e Vincenzo
FIGLIOMENI. Ed ancora oro per Vincent
Patrick Figliomeni, Vincenzo Guttà e Domenico
Angilletta.
lr
DOMENICA
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DOMENICA
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la Riviera
Biblioteca Meridionalista
L’indubbio orizzonte
meridionalista di Luigi Sturzo
IN EVIDENZA
La questione meridionale è la bussola di vita e
di pensiero di Sturzo. Ma nella pregiata
Prefazione di Marco Garzonio a Luigi Sturzo
, Appello ai liberu e forti, a cura del Corriere
della Sera 2011, non c’ è una parola di
tiferimento alla battaglia meridionalist del
Grande Prete.
PASQUINO CRUPI
Il “Corriere della Sera” ha pubblicato
giovedì 10 novembre il testo di Luigi Sturzo
“Ai liberi e forti”. Prendiamo spunto dell’iniziativa editoriale per una rivisitazione del
pensiero meridionalista di Luigi Sturzo, non
sorprendentemente silenziato come tale.
Con Luigi Sturzo il movimento cattolico italiano segna una parola nuova e decisiva nel campo della battaglia meridionalista,
fino a Lui taciuta.
Nasce a Caltagirone (Catania) il 26
novembre 1871. Studia da prete e il 19 maggio 1984 fu ordinato sacerdote.
Avvertì ben presto che l’ufficio del
prete non era puramente e forse poveramente quello di dir messa, ricevere confessioni, assolvere e somministrare i sacramenti. E con il 1895 comincia a dispiegarsi l’attività pienamente politica e sociale di don
Luigi Sturzo. Si sposta dalla Sicilia verso
Roma. Incontra prelati e laici. Fa la conoscenza di Romolo Murri, del quale diviene
amico, così come e di Giuseppe Toniolo. Dà
la sua collaborazione sia alla rivista di Murri,
«La cultura sociale», sia alla rivista di
Toniolo, «Rivista internazionale di scienze
sociali e discipline ausiliarie». Nel 1897 fonda e
dirige «La Croce di
Costantino».
La I guerra mondiale, che produce morti,
fa di Luigi Sturzo un
politico di robusto spessore
nazionale.
Benedetto XV lo volle
segretario della Giunta
dell’Unione popolare
alla quale tutti i cattolici
erano obbligati a iscriversi. Nel 1916 è alzato alla
carica di segretario
dell’Opera nazionale per
gli orfani, voluta dalla
Azione cattolica. Ma era
ormai venuta l’ora per la
fondazione di un partito
nazionale dei cattolici,
che facesse propria la
questione meridionale. Nasce il 18 gennaio
1919 con il nome di Partito Popolare Italiano
e Luigi Sturzo, che ne fu il fondatore, sarà il
primo segretario, scriveva al PPI il merito
storico di essere stato il primo Partito a inserire nel suo programma la “soluzione della
questione meridionale”:
S’affaccia e trionfa il Fascismo, detesta-
I meridionalisti non
ci sono più e tanti
intellettuali decorativi
s’affollano nei luoghi
dove è di moda indicare
il Sud come il luogo di
tutte le negatività.
Sturzo fortunatamente
non è vissuto
abbastanza per assistere
alla bancarotta
fraudolenta del
meridionalismo.
to e avversato da Luigi Sturzo. Non così il
Vaticano, che schiera la Chiesa dalla parte di
Benito Mussolini. La creatura sturziana, il
PPI, viene avviata alla liquidazione. Così
come il suo fondatore, costretto ad andare in
esilio da cui ritorna nel 1946. Riprende.
Continua a impegnarsi nella vita politica italiana, ma fuori dall’organizzazione di partito,
fuori dalla DC. Il 17 dicembre 1952 è nominato senatore a vita. Muore a Roma l’8 agosto 1959.
La questione meridionale è la sua bussola politica e culturale per il presente, l’avvenire e fino alla morte.
In linea con tutta la polemica nittiana e
non solo nittiana sull’accentramento dello
stato e l’uniformità tributaria e finanziaria,
cause certe della questione del Sud e del
Nord, ma in dissonanza dalle conclusioni di
Francesco Saverio Nitti, Luigi Sturzo è fermamente convinto che “il rimedio sarebbe
ed è un sobrio decentramento regionale
amministrativo e finanziario e una federalizzazione delle varie regioni, che lasci intatta
l’unità di regime” [in L. Sturzo, La battaglia
meridionalista - a cura di G. De Rosa
(Laterza, Bari 1979), p. 16 ], poiché “la questione nostra non è politica; è amministrativa e finanziaria” (IBIDEM). È,
cioè, la questione dell’autonoma capacità di
ogni regione di decidere delle proprie risorse finanziarie senza lacci e laccioli dello Stato
accentratore, ma senza chiusure nel proprio
egoismo economico. Come pare adesso
d’avvisare nel progettato e votato federalismo fiscale.
Non v’ha altra via per uscire dalle due
Italie, per correggere le distorsioni dell’unità
d’Italia, per far prendere alla questione del
Nord e Sud “la via pratica di soluzione,
senza ingiustizie e senza odi e rancori” ( IVI,
pag.17).
Non c’è salvezza per la Sicilia e il
Mezzogiorno che in una strenua battaglia
regionalista. Perciò, guerra regionalista.
Quello della guerra regionalista fu qualcosa di più d’uno slogan, ma sempre uno slogan. I fatti non seguirono alle parole: un vero
movimento politico siciliano non nacque, i
comuni siciliani e meridionali non si mossero contro lo Stato accentratore, i deputati
del Mezzogiorno proseguirono la loro consolidata carriera di pitocchi e di trasformisti.
La guerra di tutti contro il Mezzogiorno solo
non si può davvero vincere. Ma Luigi Sturzo
non si ritirò dalla battaglia.
Il Regionalismo non fu uno dei temi
della sua battaglia meridionalista. Fu la sua
battaglia meridionalista, l’idea che ne ordinava tutte le altre. E al ritorno dal lungo e
non silenzioso esilio riprese a battere su quel
chiodo fisso, che, nonostante il suo martello
pneumatico, non riusciva a penetrare nel
corpo dello Stato accentratore, custode
geloso e animoso del suo assetto istituzionale, e non riusciva, pertanto, a penetrare nella
Costituzione repubblicana del 1947.
L’isolamento attorno a Luigi Sturzo si
era fatto più denso. I meridionalisti federalisti erano stati ritirati dalla libera circolazione e Guido Dorso, unico superstite della
pattuglia degli avversatori dello Stato accentratore, spingeva in direzione dell’autonomismo, non già del federalismo e del regionalismo. In più, tutti i partiti – dalla Democrazia
cristiana al Partito comunista – erano dalla
parte dello Stato accentratore.
Ma è chiaro che, nel secondo dopoguerra, il regionalismo di Luigi Sturzo, se
non vuole ridursi ad un arcaismo, deve essere il regionalismo come può essere concepito nel tempo nuovo dell’appena nata repubblica italiana. Né ci sembra infondato il
sospetto che esso tenga conto anche del
fatto che i governi sono a guida democratico-cristiana talché al vecchio fondatore del
Partito popolare Italiano, prete ligio alla
Santa Sede e democristiano, non pare dubbio che non possa frontalmente porsi e frontalmente opporsi. Dunque, niente più guerra regionalista, “non si concepisce più il
regionalismo come un far da sé del
Mezzogiorno, in guerra con il governo centrale” ( G. De Rosa, Introduzione a L.
Sturzo, La battaglia meridionalista, cit., p.
XXX). .Resta solo “la rivendicazione più
piena dell’autonomia economica e finanziaria” IBIDEM).
Luigi Sturzo ci ha abituati a questi
cambi di passo. Infatti, una cosa fu il suo
meridionalismo sul finire dell’Ottocento,
negli anni del decennio giolittiano e del
fascismo, e altra cosa fu negli anni del postfascismo.
Nella fase prima del suo meridionalismo pensò la questione meridionale come
questione agraria, come la questione della
agricoltura arretrata da sollevare dal peso
del regime feudale, dei patti agrari abnormi
da modificare, della piccola proprietà da
tutelare: da qui un Mezzogiorno contadino,
da lì un Nord industriale. da qui un
Mezzogiorno che doveva avere il suo sbocco
nell’area del Mediterraneo, dà lì un Nord incastrato in Europa. Ma nella seconda fase
del suo meridionalismo, al ritorno dall’esilio,
Luigi Sturzo accolse fervidamente l’idea
della necessità dell’industrializzazione “
massiva” (IVI, pag. XXXIII) del
Mezzogiorno come via d’uscita della questione meridionale. Industrializzazione massiva, in grado d’aprire al Mezzogiorno “un
vasto campo alle industrie chimiche, meccaniche, tessili e alle industrie costruttive” (L.
Sturzo, La battaglia meridionalistai, cit., p.
178).
E di questa nuova tendenza egli scorgeva i segni concreti nella politica dei governi centristi degli anni Cinquanta. Non fu che
un’illusione. Una politica diretta alla industrializzazione del Mezzogiorno non vi fu.
Non vi era stata mai. E questo è storia. E
una vera politica diretta alla industrializzazione del Mezzogiorno non vi sarebbe stata,
come non vi è stata. E anche questo è storia.
Sturzo, tuttavia, guardava con fidente sguardo all’avvenire e scriveva:
Il decennio dicembre 1944-54 segna, nella storia del Mezzogiorno, la più marcata tendenza
verso la industrializzazione. Non sono mancate in precedenza qua e là industrie nel
Mezzogiorno e nelle Isole, e, nel tipo del tempo,
anche sotto i Borboni [...]. Ma una vera politica diretta alla industrializzazione del
Mezzogiorno non vi è stata mai ( IVI, pag.
190).
La replica dei fatti è stata dura. La questione meridionale non è stata risolta.
L’agricoltura giace disfatta, in luogo dell’industrializzazione del Mezzogiorno c’è stato
un processo di deindustrializzazione del
Mezzogiorno. I meridionalisti d’un tempo
non ci sono più e tanti intellettuali decorativi s’affollano nei luoghi dove è di moda indicare il Mezzogiorno come il luogo di tutte le
negatività. Luigi Sturzo fortunatamente non
è vissuto abbastanza per assistere alla bancarotta fraudolenta del meridionalismo. Né
per assistere all’operazione omissiva del
“Corriere della Sera”.
DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
27
Parlando
di...
Cultura e società
Alberto Gatto
A Siderno
nasce
Alemaride
A Siderno nasce Alemaride: un'associazione rivolta alla valutazione e
riabilitazione per l'età evolutiva.
Frutto dell'esperienza di una equipe
formata da una psicologa, una neuropsicomotricista e di una educatrice
professionale. Alemaride si propone
come un importante punto di riferimento per affrontare problematiche
riguardanti bambini da zero a diciotto
anni, che manifestano disturbi dell'apprendimento, ritardi cognitivi, ritardi
psicomotori, sindromi genetiche,
ritardi semplici del linguaggio e qualsiasi altro disturbo legato allo sviluppo
e alla sfera affettivo-relazionale.
Per ciascun bambino o ragazzo, è studiato un itinerario diagnostico e riabilitativo personalizzato come previsto
dalle linee Guida sulla Riabilitazione
del Ministero della Sanità e dalle
vigenti disposizioni Regionali. Le
attività svolte sono mirate a far sì che
il soggetto acquisisca attraverso un
percorso ben articolato, tutte quelle
facoltà che lo rendono autonomo e
consapevole di sé e del mondo che lo
circonda. In tutto ciò assume un ruolo
di notevole rilevanza il coinvolgimento della famiglia e della scuola che
attraverso piani educativi individualizzati, cooperano e interagiscono raggiungendo obiettivi dal grande valore
funzionale.
L'ambiente dai toni accoglienti e confortevoli è pensato dall'adulto per il
bambino, ed è il primo grande segnale
di attenzione al suo desiderio. Le
attività terapeutiche svolte in un clima
di gioco proiettano il bambino in una
dimensione di serenità e sicurezza
permettendogli di mettere a fuoco il
meglio delle sue potenzialità.
Offrendo una molteplicità di servizi
riabilitativi, Alemaride si presenta
come un'associazione che pone al centro delle sue attenzioni la persona,
intesa come essere umano, con piccole o grandi difficoltà che siano, ma
in ogni caso e sempre, un piccolo
uomo del domani che oggi sogna, sorride, osserva, cresce. A piccoli passi,
con l'ausilio di persone esperte, con i
metodi giusti, e soprattutto con la
volontà di migliorarsi e di migliorare,
lo sguardo può cadere oltre, mirare
traguardi lontani.
Un certo D. W. Winnicot scriveva: “In
ogni bambino c'è una scintilla di vita,
questo impulso verso la crescita e lo
sviluppo fa parte di lui, è qualcosa con
cui è nato e che lo sollecita ad andare
avanti in modi che non dobbiamo
nemmeno cercare di capire”.
Milena Lacopo
racconta nel suo
corto il sacrificio del mugnaio
di Gioiosa Ionica Rocco Gatto
Ha ricevuto la menzione speciale della
giuria al festival dei cortometraggi di
Dosolo, in provincia di Mantova, “Il
colore del tempo” del regista calabrese
Alberto Gatto. La manifestazione,
organizzata dal Circolo Gulliver, giunta all'ottava edizione, ha visto l'iscrizione in concorso di ventitre corti,
tra cui è stata selezionata la decina per
la proiezione nella serata conclusiva di
sabato scorso. La giuria, composta dal
che siano ancora davvero troppo
poche le persone veramente sensibili a
questo argomento. Rocco Gatto è
stato un uomo che sul proprio coraggio ha costruito la sua vita; ha denunciato chi gli chiedeva il pizzo e chi
imponeva il potere mafioso sulla
povera gente; per questo è stato
ucciso. Il ricordo serve per capire chi
eravamo, chi siamo e dove vorremmo
andare, serve per ritrovare la giusta
“Il colore del tempo”
al festival dei cortometraggi di Dosolo
documentarista Rai Aldo Bersellini,
dal critico cinematografico Stefano
Prandini, dal fotografo Sergio
Malacarne, dal regista Fabio Federici
Canova e dalla docente di arti visive
Anselmi Lucia, ha assegnato l'importante riconoscimento al corto, scritto e
diretto da Gatto, sulla vita e il sacrificio
di Rocco Gatto, il mugnaio di Gioiosa
Ionica assassinato dalla 'ndrangheta il
12 marzo del 1977 per essersi ribellato
ai taglieggiatori.
Realistico e incisivo, il cortometraggio
di Gatto, prodotto dalla Bird
Production con il patrocinio del
comune di Gioiosa Ionica e di
“Libera”, riassume in otto minuti scarsi la tragica vicenda. «Sono centinaia
gli uomini, le donne, giovani, ragazzi e
anche bambini che hanno perso il loro
sangue e la propria libertà tra le pietre
della nostra terra e mi dispiace credere
posizione politica e sociale, nel senso
più autentico del termine -spiega
Gatto in una nota di regia-. Tramite il
corto vorrei che passasse un messaggio
di rinascita per ricominciare ad indignarsi con fermezza e decisione. Per
rivedere quell'atto disumano dell'omicidio che molte volte passa come una
cosa quasi normale». Quello di Doslo
è l'ennesimo premio ricevuto da Gatto
per “Il colore del tempo” (2008),
anche grazie all'ottima interpretazione
degli attori Ulderico Pesce, Renato
Scarpa, Nino Racco, Carlo Marrapodi
e Lara Chiellino. Sempre sulla vicenda
del mugnaio assassinato, Gatto, nel
2007, aveva realizzato il corto
“Granosangue” premiato, tra l'altro,
pure al festival dei cortometraggi organizzato dalla Fitel e dalla Scuola del
Cinema e delle Arti di Roma.
Maria Teresa D'Agostino
Poetesse
del Risorgimento
EIFF 2012 - 6a edizione
Ci saranno delle novità importanti al prossimo Epizephiry Film Festival.
Oltre alle sezioni "storiche" (cortometraggi, mediometraggi, docufilm) ci
sarà una sezione speciale:
Il "Premio Orsi" per il miglior Documentario narrativo archeologico, dedicato al grande Archeologo Paolo Orsi (Rovereto, 17 ottobre 1859 - 1935).
Il premio sarà assegnato, da un Comitato Scientifico formato da archeologi e studiosi esperti di cinema.
Saranno inoltre avviati 3 laboratori (Luglio 2012):
1-CinemAttivo;
2-Laboratorio comparato di archeologia musicale ed Etnomusicologia
(coordinato da Marò D'Agostino);
3-Laboratorio integrato “Visione in musica” (coordinato da Francesco
Loccisano).
La Direzione Artistica, inoltre per il logo di EIFF 2012, ha scelto quest'anno di utilizzare un' opera del Maestro Natino Chirico, "Charlie Chaplin",
olio acrilico e tecnica mista su tela (130x94), l'originale è, attualmente,
esposta a Reggio Calabria a Villa Genoese Zerbi, sede della Biennale di
Venezia per la Regione Calabria. La cerimonia di consegna dei premi si
svolgerà, come ogni anno, a Sant'Ilario Marina nelle serate del 18-19-2021 Luglio.
Giorno 18 c.m. alle ore 17.00, presso il Grand Hotel
President di Siderno, il Sidus Club inaugurerà l’anno
sociale 2011 – 2012 con una conversazione su : “La scrittura al Femminile: le poetesse del Risorgimento”.
Relatrice la Professoressa Pina Cappelleri Polverari coadiuvata dalle letture dei brani poetici da Rosa Alvaro de
Felice con l’introduzione della Presidente Albarosa Dolfin
Romeo.
Sarà un modo per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia
sotto un diverso profilo, ossia mettendo in luce il contributo delle donne fondamentale per la costruzione della
nazione, contributo non solo da parte di tante eroine,
mogli e madri di eroi: Anita Garibaldi la madre dei fratelli Cairoli.
Ma anche e soprattutto da parte di donne che con i loro
scritti si sono impegnate e a promuovere un nuovo modello di donne, lontano dall’ignoranza allora caratteristica
del loro sesso, e a essere partecipi della propria contemporaneità incitando alla rivolta in nome dell’indipendenza
dallo straniero. Quelle donne che M. T. Mori chiama “
Figlie d’Italia, nelle quali focalizza le sue attenzioni per
ricostruire vite, vicende e opere. Sono peraltro state
moltissime, appartenenti a tutte le regioni dalla
Lombardia, alla Campania, alla Sicilia, e a tutti i ceti
sociali; sono aristocratiche, borghesi e popolane che
hanno collaborato al progetto dell’unificazione nazionale.
La loro poesia è lirica patriottica , romantica, nei temi,
nell’impianto lessicale e stilistico, poesia che ha entusiasmato, trascinato, emozionato i lettori di allora e che continua ad emozionare anche i lettori di oggi.
DOMENICA
13
NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
28
la Riviera
Gioaccino Criaco
a “i mesi del giallo”
Il
nuovo libro di Gioacchino Criaco è stato ospite
della quinta edizione de “I mesi del giallo”,
rassegna letteraria che propone percorsi tra letteratura, storia, investigazione e cronaca nera, ideata
dall'Associazione “Comunica” che si
svolge da ottobre novembre ad Asti,
Chiusano, Cortanze, Isola d'Asti e
Frinco. L'incontro, dal titolo “Casi scottanti sotto il cielo di Parigi” si è svolto
nella Casa del popolo di Asti, è stato
introdotto da Giovanni Pensabene,
appassionato lettore che ha in comune
con Criaco le radici calabresi, e ha
proposto la presentazione dei
romanzi “American taste”
(Rubbetino Editore) di Criaco e
“Lezioni di tenebra” di Pandiani
(Instarlibri). Pensabene ha conversato con Criaco su “American
taste” romanzo noir le cui
vicende portano il lettore
dall'Aspromonte all'Atlantico, dal
Vietnam a New York, o alla prigione di Fleury Merogis, a Parigi,
mentre uomini della 'ndrangheta,
terroristi dell'ETA e trafficanti
arabi si alleano in una guerra globale contro il potere di una holding
internazionale del lusso.
“American taste” è il racconto lucido e disarmante dei legami profondi e controversi fra il crimine organizzato e gli affari “puliti”. Destini
lontani che si incrociano e scoprono
la radice del male che li ha resi
carnefici e vittime.
LE NOTE
Generazione Neet
L’associazione “Libera” premia
Ilario Ammendolia
Il coordinamento lucano di "Libera Associazioni", nomi e numeri
contro le mafie, ha conferito a Ilario Ammendolia il premio
“Beneventano” per le “coraggiose e lungimiranti politiche di
accoglienza e promozione dei diritti umani portate avanti dalla sua
amministrazione”. La manifestazione in ricordo di "Mimmo
Beneventano” medico, giornalista e amministratore locale di origine lucane, ucciso in un agguato di camorra a Ottaviano, in provincia di Napoli, il 7 novembre 1980, è giunta ormai alla sua quarta
edizione. Il riconoscimento viene assegnato ogni anno a politici e
giornalisti che si sono distinti per il loro impegno per l'affermazione dei valori della democrazia contro le mafie. La cerimonia
ufficiale di consegna dei premi si è svolta sabato 5 novembre, nel
teatro comunale "Mariele Ventre" di Sasso di Castalda, in provincia di Potenza, il paese d' origine di Mimmo Beneventano.
Il sindaco di Caulonia ha ricevuto con commossa gratitudine il
prestigioso riconoscimento che quest'anno è stato conferito anche
alla memoria di Vittorio Arrigoni, pacifista e free-lance ucciso a
Gaza il 14 aprile 2011, “perchè con la sua vita ed il suo coraggio è
stato testimone di un'Italia che costruisce la Pace nel mondo”; e
alla redazione di Rainews “per l'importante ruolo che riveste nel
Paese garantendo un'informazione libera e trasparente”.
Un ballerino calabrese da Maria De Fillippi
Giuseppe Gioffrè nato per ballare
Ha vissuto e respirato l'hip-hop da quando è
nato fino ad ora.
Il suo amore per la danza sotto tutte le sue
forme, lo spinge fin da bambino a seguire dei
corsi di danza amatoriale presso una scuola di
Gioia Tauro.Quello che colpisce di lui,quando
balla, non sono i passi,ma lo stile,l'espressività,la
forza esplosiva che lo fanno contradistinguere
creando uno stile tutto suo pieno di fascino.
A diciassette anni, sale sul treno per andare a
studiare Hip-Hop / Jazz Funk in una scuola di
Reggio Calabria.
Da qui inizia un percorso di stage e concorsi
dove spesso viene premiato con borse di studio
e riconoscimenti.
Nell'estate del 2011, con tanti sacrifici, corona il
sogno di poter perfezionare i suoi studi per un
periodo di 2 mesi presso prestigiose scuole di
Los Angeles:
Millennium Dance Complex, Debbie Reynolds
Studio, Edge Performing Art Center e Ida.
Oggi all'età di soli 18 anni il suo sogno si è
avverato, Esibendosi davanti alla commissione
,composta da tre professori esperti di ballo,con
un pezzo di Britney Spears,suo idolo a quanto
pare, “Inside Out”,si è annoverato tra i 21
ragazzi
Si chiama Giuseppe Giofrè,18 anni,nato alla
marina di Gioia Tauro, ed è già una giovane
promessa di ballo.Il ballerino gioiese che ha
partecipato e incantato pubblico e critica, pochi
di MARA RECHICHI
giorni fa alle dure selezioni, superandole con la
sua bravura e anche con la sua bellezza,del fortunato talent show televisivo “Amici di Maria
De Filippi ed è ora entrato ufficialmente a
fare parte,come ballerino di hip- hop della
scuola più famosa d'Italia. Sul palco è stato un
vero protagonista non solo per lo stile ben
definito ma pare già riscuotere molti consensi
nel pubblico femminile dato che oltre ad essere
un bravo ballerino, è anche un bel ragazzo.
“Un pietra preziosa che vorrei mettere in un
bell'anello, un foglio bianco su cui scrivere”,ha
detto di lui un insegnante della caratura di
Cannito.“
Un talento da tenere nella scuola, mercurio
vivo con il quale è interessante lavorare”-hanno
detto altri-.
Superfluo descrivere l'entusiasmo e l'emozione
della mamma, Rosella,del papà, Antonio,della
sorella Chiara,del fratello Alessandro e di tutti
gli amici .Tutto un quartiere,quello di Via
Trinacria, praticamente in festa, per questo
ragazzo cresciuto in una semplice famiglia con
pane e ballo e che ora, intavedono in lui , come
un segno di riscatto e di rinnovamento di questa città. Per Giuseppe le porte del mondo dello
spettacolo si sono aperte e che presto,con un
pizzico di “fortuna” ,che non guasta in questi
casi,potrebberro condurlo a divenire un ballerino famoso di stampo internazionale.
Pasquale Patamia
Lavoro. O preferite labor, o ergon, o job, o
travàgghju?
Studio. O preferite studere, o manthano, o
learning, o sturiàri?
Se operiamo di brain storming sulla parola
“lavoro”, facciamo piovere espressioni come
mercato, diritto, rapporto, sicurezza, festa,
formazione, aggiornamento, contratto, stipendio, irpef, tredicesima, offerte, richieste,
intellettuale, braccia, fatica, sacrificio, valutazione, pensione, art.1 della Costituzione.
Notevole!
Se facciamo brain storming sulla parola “studio”, siamo in grado di provocare un uragano di apprendimento, scuola, università, professori, preside, libri, quaderni, zaino, corsi di
formazione, classi, sicurezza, supplenti, concentrazione, fatica, materie, compiti a casa,
compiti in classe, voti, programmi, progetti,
artt. 3, 4 e 34 della Costituzione. Ri-notevole!
Qualche giorno fa è stata scoperta la terza
via: né studio, né lavoro. Il 23% dei giovani
italiani, della fascia 15-29 anni, appartiene
alla generazione Neet (Not education,
employment, training). E’ il risultato del rapporto “Economie regionali” che Bankitalia
ha elaborato sui dati Istat del 2010. Sono più
Neet i giovani meridionali e le donne, ohibò!.
Circolano i dati, ma non si accenna alle motivazioni. Potremmo azzardare che la crisi, ma
quante responsabilità ha ‘sta crisi? Oppure
l’Istat ha truccato le carte in tavola per non
scoraggiarci sulla compilazione del questionario del Censimento. L’avete fatto? Avete
risposto alle domande su studio e lavoro?
“Hai studiato, studi, che titolo di studio, un
corso di formazione professionale, all’estero,
la settimana scorsa hai frequentato, dove
come, esci di cas,a a che ora?” Che ti vene
l’ansia! “Hai lavorato almeno un’ora la scorsa settimana, hai cercato un lavoro, lavoreresti subito, lavori a t.d. o a t.i., solo, dipendente, cosa fai, in che settore, quante ore, dove
come, esci di casa, a che ora?” Che ti vengono i sensi di colpa! Meglio Neet, va. Signora
Istat, sarebbe così gentile da fornirci anche l’identikit del Neet? Che se lo conosci, lo eviti.
O, magari, lo aiuti.
HA VISSUTO E RESPIRATO
L'HIP-HOP DA QUANDO
È NATO FINO AD ORA.
DOMENICA
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
29
Quelli
della
Notte
Cinema&arte
LARECENSIONE
I SOLITI IDIOTI
Gianluca ha trent'anni e la sua vita in casa
con il padre sta per finire. Il grande giorno si
avvicina, presto sposerà Fabiana, la fidanzata di sempre. La cerimonia è organizzata, gli
ospiti sono arrivati, tutto è pronto, ma suo
padre Ruggero, un anziano imprenditore
spocchioso e dedito alle scommesse, non
può permettere che il rampollo della sua
dinastia si sposi con una ragazza che, a suo
dire, sembra la figlia di Frankestein. L'unico
modo per cui Gianluca gli può dimostrare
di essere un uomo degno di rispetto è quello di portarsi a letto una vera donna, la più
bella modella in circolazione: quella dei cartelloni pubblicitari dei una nota linea di lingerie. Trascinato a Roma dal padre,
Gianluca incontrerà la bellissima “smutandata”. Intanto altri personaggi si muovono
per arrivare in Chiesa in tempo per la cerimonia. Poi ci sono
altre divertenti
storie come quella
di Fabio e Fabio,
sono una coppia
gay che sogna di
avere un figlio con
un concepimento
naturale, una coppia di perbenisti
borghesi alle prese
con la classe multietnica del figlio prova in ogni modo a sembrare priva di pregiudizi e Sebastiano che
deve consegnare un pacco regalo, ma che è
in aperta guerra con una bruttissima postina. Inutile provare a leggere un film come I
soliti idioti con un taglio sociologico, come
uno spaccato dell'Italia attuale, sarebbe un
tentativo di nobilitare un prodotto che
punta a conquistare un pubblico che ha già
ottenuto, sul web e in televisione, dimenticando che il mezzo cinematografico ha una
sua dimensione peculiare. Difficile che un
pubblico non avvezzo alla greve comicità
del duo televisivo riesca ad apprezzarne l'umorismo, denso di parolacce, rumori basso
ventrali e scurrilità (che però riescono a
strappare più sorrisi di un medio lavoro di
Boldi).
Matteo Raschellà
Marò D'Agostino
a CosmoGRAFIE tra
Segno, Materia e Visione
E' stata inaugurata Mercoledì alla "Domus
Talenti" di Roma un progetto espositivo, a cura
di Eva Czerkl, che si propone di indagare attraverso le opere di un nutrito gruppo di artisti contemporanei, di diverse generazioni e livelli di
esperienza, il complesso rapporto tra Scienza e
Arte, tra Cosmo e Animo umano, mondi solo
apparentemente distanti.
Tra gli artisti presenti spicca il nome di Marò
D'Agostino da Locri, architetto per vocazione. E'
tornata da anni a vivere in Calabria dove persegue con audacia la filosofia del costruire sul
costruito e si è ritagliata un posto come architetto d'interni, luce e giardini e come progettista di
spazi minimi. E' titolare dello studio Arké, organizzatrice e mediatrice culturale, nella sua esperienza d'artista e performer combina le personali esperienze intorno al tema dello spazio concepito come dimensione fisica e spirituale di flussi
e di intersezioni.
Nel 2007 ha avviato ANTART laboratorio per la
produzione di mobili e componenti d'arredo che
nascono a stretto
contatto col committente
come
esperienza di progetto relazionale,
medium per la
conoscenza culturale e geografica
del territorio.
Marò ha presentato una istallazione
dal titolo “Extra
materiam naturalem”
in
“CosmoGRAFIE
tra Segno, Materia
e Visione".
Descrizione dell'opera: “Il grande
invaso disegnato
dalla loggia interna della galleria
viene misurato da una vasta tessitura incorporea
che lo attraversa e piccoli sassi levigati dal mare
e accuratamente scelti e raccolti su una spiaggia
ionica vi navigano, sospesi in un ordito invisibile;
la loro materia è artefice silenziosa di un processo percettivo e cognitivo. Il transfert logistico e
contestuale operato su di essa e la collocazione
interzona dei segni spaziali evocano o creano
relazioni con un “altrove” e proiettano il senso
della visione in una misura che è più di tempo
che di spazio, una dimensione sottile poetica e
sur-reale, “extra materiam naturalem”.
“Gli artisti presenti in 'CosmoGRAFIE', scrive
Sergio Gabriele nel testo introduttivo al catalogo, “non hanno distanza, fra loro e dall'Arte,
miracolosamente assumono il senso lasciando
gli elementi componenti alla loro semplice rivoluzione democritea, che il mondo a caso pone,
permettono l'avviluppo delle forme nella sembianza metafisica dell'incompiuto, che rivela la
sua sostanza nel puro perché delle cose, nella
cosmogonia della visione, della rappresentazione, del subito che si fa mai e della felicità che sta
nell'esserci, in un gioco di prospettive anacronistiche e di segnali qasar che ottundono l'infinito
e lo rendono plausibile, sostenibile, cioè fatuo e
briosamente nullo.”
OROSCOPO
AL CINEMA
CINEMA NUOVO
Siderno,info:0964/ 342776
johnny english la
rinascita16.00- 18.10 - 20.00
Blood story/22.00
CINEMA ARENA
Siderno,info:333/ 7672151
Prossima apertura
CINEMA GOLDEN
Roccela J,info:333/ 7672151
La peggior settimana
della mia vita/18.00 - 20.00
- 22.00
CINEMA VITTORIA
Locri,info:339/7153696
Immortals 3d/ 18.00 20.00 - 22.00
CINEMA GARIBLDI
Polistena,info:0966/ 932622
Matrimonio a
Parigi/16:00 - 19.15 - 21.30
CINEMA POLITEAMA
Gioia T.,info:0966/ 51498
La peggior settimana
della mia vita/18.00 - 21.00
CINEMA ODEON
Reggio C.,info:0965/ 898168
I soliti idioti / 18.00 -20.00 22.00
CINEMA AURORA
Reggio C.,info:0965/ 45373
L’amore all’improvviso
17.10- 20.20 - 22.30
NUOVA PERGOLA
Reggio C.,info:0965/ 21515
Il cuore grande delle
ragazze/16.30- 18.30 - 20.30
- 22.30
MULTISALA LUMIERE
Reggio C.,info:0965/ 51036
Sala de curtis
Il re leone (3D)/17.00 18.45 -21.00
Lezioni di cioccolato
2/22.30
Sala sordi
Immortals (3D)17.4519.55 - 22.30
Sala de sida
Lezioni di cioccolato 2
3d/16.00 - 18.10 - 20.20
Worrior/1 -22.30
Sala mastroianni
La peggior settimana
della mia vita/17.00 - 18.45
- 21.00 - 23.00
ARIETE
TORO
GEMELLI
CANCRO
LEONE
VERGINE
dal 21 marzo
al 20 aprile
dal 21 aprile
al 20 maggio
dal 21 maggio
al 21 giugno
dal 22 giugno
al 22 luglio
dal 23 luglio
al 23 agosto
dal 24 agosto
al 22 settembre
La forma sarà smagliante nel fine settimana, ideale per lo
svago e per il divertimento.
Forse chi vi sta vicino
si sta mostrando insofferente alle consuetudini: sforzarsi di essere più elastici, aiuterà.
Come un jet supersonico, sbaraglieranno
la concorrenza con
intuizioni geniali,
sarete unici!
La Luna nel segno vi
infonderà un'allure
speciale. Week-end
divertente, insieme
agli amici di sempre.
Sabato e domenica
sarete allegri,
ma,forse, anche un
po' troppo polemici.
Non esagerate!
Dopo una lunga
serie di transiti difficili, ci voleva un pò
di cambiamento, il
week-end è ottimo.
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
dal 23 settembre
al 22 ottobre
dal 23 ottobre
al 22 novembre
dal 23 novembre
al 21 dicembre
dal 22 dicmbre
al 20 gennaio
dal 21 gennaio
al 19 febbraio
dal 20 febbraio
al 20 marzo
E’ un’eccellente settimana per lo studio, i
colloqui di lavoro, le
pubbliche relazioni e
la carica energetica.
Venere si è allontanata dal vostro segno,
lasciandovi con una
piacevole sensazione
di benessere.
Un po' di autoironia
aiuterà. La prima
decade viaggia spedita, dribblando ogni
genere di ostacoli.
Nel week end, i nativi
della prima decade
sentiranno la forte
energia di Marte,
divertitevi!
Grazie anche a una
Luna frizzante, quindi, vi sentirete disinvolti e leggeri come
piume. Era ora!
DOMENICA
Fate attenzione alle
spese e a idealizzazioni eccessive nei
confronti di chi
conoscete appena.
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
30
la Riviera
Blob of the week
“Il Cacciatore”
Matteo è fuori di “seno”
Auguri piccola Principessa...
...la tua famiglia
Nord e Sud
Un saluto a mio cugino
Paki
Alberto da Giussano
... e Mario da Bivongi
Mimmo da Siderno
- Masino e Sebastiano Esperienza e Tenacia
Tra un concerto e l’altro si rilassa leggendo
“la Riviera”
Musicanti alla corte di Re Agostino
Coltellaccio DOC
7 e 1/2 Reale
La verità dell’Iride di Benjamin Bowson
Quanto
sarebbero
noiosi i miei risvegli
senza i motivetti di
Sinatra, quanto triste
sarebbe
radermi
davanti allo specchio senza poter fischiettare my way. Obama, in visita alla comunità italiana d'America, in cerca di
futuri appoggi elettorali, ha ricoperto il vostro popolo di elogi. Sui petti gonfi degli italiani d'oltreoceano ha riversato valanghe di lodi, ha esaltato i vostri grandi del passato e alla fine ha detto cosa gli piaceva di più degli italiani.
Quale triste America ci sarebbe stata senza Loren e Sinatra, che hanno reso lieta la vita. The voice e la ciociara hanno
messo in ombra tutti gli italiani illustri, rivelando cosa di voi piace di più all'estero. E' vero, forzo un po' le intenzioni di Obama, ovviamente benevole e ruffiane, ma il concetto resta, e il retro pensiero anche. La versione vostra che
più piace al mondo è quella ludica, da intrattenimento. Siete amati in quanto cantanti o attori. Con voi il tempo passa
lieve, siete dei gran simpaticoni. Questo in fondo voleva dire Barack, e stavolta non si è inalberato nessuno. Obama
non si è sganasciato dalle risate, dandovi dei giullari, l'ha detto con serietà. Non vi siete arrabbiati, anzi avete riso voi.
Avreste potuto dirgli che anche se orgogliosi di attori e cantanti preferireste essere amati per i Colombo o i Vespucci,
senza i quali gli antenati del presidente non sarebbero stati portati in catene a raccogliere cotone. Per i Meucci derubati della loro scienza, per i Sacco e Vanzetti, frodati della libertà e della vita dalla più grande democrazia del mondo.
Avreste potuto snocciolargli cinquemila anni di storia, la fondazione dell'occidente che in fondo è una creatura di
Roma. Avreste potuto dirgli di tutto, ma in fondo Obama è così politicamente corretto, così bonario. Mica ha le orecchie a sventola e il sorriso da iena di Sarkozy. Si, ne potevate dire di cose, e a ragione potevate inalberarvi. Alla fine
avete apprezzato e per fargli capire quanto era riuscito a penetrare nella vostra natura gli avete semplicemente detto,
scherzetto o dolcetto.
Scherzetto o dolcetto
DOMENICA
13 NOVEMBRE 2011
LA RIVIERA
31