dizionario dialettico - Provincia di Crotone
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dizionario dialettico - Provincia di Crotone
copertina 28-06-2000 15:10 Pagina 1 Ufficio Nazionale Seniores di FORZA ITALIA SERGIO TRAVAGLIA DIZIONARIO DIALETTICO Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 1 Ufficio Nazionale Seniores di FORZA ITALIA SERGIO TRAVAGLIA DIZIONARIO DIALETTICO Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 2 DA SERGIO TRAVAGLIA A TUTTI GLI INTERESSATI Cari amici, A seguito di una richiesta ricevuta tempo addietro ho concluso la compilazione di questo testo. Per lo meno negli intendimenti si tratta di una raccolta di spunti auspicabilmente utili al militante di Forza Italia come consultazione per le proprie argomentazioni politiche, sia nella quotidianità dell’impegno come nelle occasioni elettorali. Il documento non va inteso come un testo da leggere, ma semplicemente come una traccia da consultare in caso di necessità, con l’auspicio che possa fornire qualche risposta. Il testo, compilato con criteri personali, rappresenta una raccolta eterogenea di definizioni, dati statistici, dichiarazioni, e spunti tratti da libri vari, unificati tuttavia da un denominatore comune: la convinzione di parte che la liberaldemocrazia rappresenti la ricetta giusta per il bene della collettività, in contrasto con le versioni più o meno mascherate, ma comunque fallimentari, del socialismo reale di matrice marxista e comunista. Il titolo attribuito al testo è il “dizionario dialettico” nell’auspicio che, dall’attuale e del tutto iniziale documento cartaceo, possa trasformarsi in uno strumento collocato su Internet, consentendo così a tutti i militanti interessati di partecipare in modo interattivo alla sua integrazione ed al suo arricchimento. Cordialmente. Sergio Travaglia Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 3 INDICE Considerazioni generali Abigeato politico (vedi Trasformismo) Adeguatezza (principio di) Aggiotaggio politico Ambiente Arte sovietica Assistenza (vedi Stato sociale) Azione giudiziaria Bonifica semantica Borghesia Brogli elettorali Calendario della Libertà Capitalismo (vedi Impresa) Carattere (vedi Trasformismo) Carceri Citazioni e frasi storiche Clientelismo Coincidenze giudiziarie Colonialismo Comunismo (vedi Socialismo reale) Consociativismo Consumismo Culto della Personalità Curva dell’impegno Democrazia (vedi Bonifica semantica) Desistenza Devoluzione (Devolution) Don Sturzo Doppia verità Elettore (rispetto dell’) Equazione dello Sviluppo Europa Fellonìa (vedi Trasformismo) Fisco Forza Italia Pag. 5 « « « « 6 6 7 8 « « « « « 9 10 11 13 15 « « « « « 19 20 27 28 33 « « « « 34 35 36 37 « « « « « « « 40 40 41 42 45 45 46 « « 47 52 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Forza lavoro Giustizia Gogna mediatica Hot Parade Immigrazione Impresa Industria (vedi Impresa) Innovazione Inti Illimani Intolleranza Liberalismo Liberismo Libertà economica Marxismo (vedi anche Socialismo reale) Nazionalismo Occupazione/Disoccupazione Parametri Par condicio Politically Correct Popper (Ingegneria sociale) Povertà Produzione (vedi Impresa) Professionalità Profitto (vedi Impresa) Qualità della vita Razzismo Ribaltone (vedi Trasformismo) Ricettazione politica (vedi Trasformismo) Sarcasmo rosso Sicurezza Sindacati Socialismo reale Solidarietà Statalismo Stati Uniti Stato sociale Sussidiarietà Trasformismo Umorismo Pagina 4 Pag. « « « « « 55 57 64 66 69 70 « « « « « « « « « « « « « « 77 78 79 81 81 81 83 87 88 90 90 91 95 95 « 98 « « 100 109 « « « « « « « « « « « 111 112 112 116 125 128 132 132 137 139 142 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 5 5 CONSIDERAZIONI GENERALI Ai partiti politici può talvolta capitare di cadere vittime del morbo sottile della ergoanoressia (ossia della “mancanza di appetito” per l’azione) e di indulgere invece alla logobulimia (di subire cioè “un aumento morboso della fame” per la parola). Va altresì combattuto il morbo sottile dell’allogenesifobia, vale a dire dell’avversione per le idee generate da altri. I sintomi dell’allogenesifobia si manifestano più comunemente quando la tesi dell’interlocutore è affossata con le seguenti osservazioni: “non è questo il problema” oppure “il punto è un altro” Da ultimo si rammenta la possibile presenza nei partiti della patologia, cui sono particolarmente soggetti personaggi di spicco, definita con felice espressione dagli anglosassoni come “Ego Trip” ossia il viaggio dell’ego. Il morbo induce chi ne sia colpito a salire sulla propria personale astronave mentale per dirigersi verso obiettivi remoti e percepiti solo individualmente come giusti, trascurando la realtà circostante. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 6 6 A Abigeato politico (vedi Trasformismo) Adeguatezza (principio di) Le sinistre sanno dare prova di grandissima fantasia, anche a livello di architettura istituzionale, nella creazione di nuovi concetti utili a modellare la realtà in modo conveniente o a deformarla a seconda delle necessità. Per contrastare il democratico e produttivo concetto di Sussidiarietà (V.), riconosciuto e praticato ufficialmente anche a livello comunitario, la sinistra ha escogitato, estraendolo improvvisamente dal cilindro, il principio di Adeguatezza (sconosciuto in Europa). Tale principio rappresenta la negazione della sussidiarietà e del federalismo. In base a tale concetto fantasma si dice: «va bene la sussidiarietà, ma deve essere “adeguata” a determinati criteri, norme, regole (laccioli li chiamiamo noi) che lo Stato e solo lo Stato decide.» Si tornerebbe così al punto di partenza tanto caro alle sinistre per cui, in definitiva, è sempre e solo lo Stato la fonte di concessione di ogni diritto ai cittadini. Aggiotaggio politico Nell’ambito dei singoli partiti politici, pur essendo i militanti animati dall’aspirazione al successo delle idee comuni, affiorano spesso i contrasti, propri della natura umana, che portano talvolta a sacrificare gli interessi collettivi alla soddisfazione di quelli individuali. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 7 7 Un caso tipico è rappresentato dalla ricerca di visibilità individuale attraverso una manifestazione pubblica di dissenso rispetto alla linea del partito, a danno dell’immagine collettiva di compattezza. Volendo teorizzare il caso, si potrebbe proporre la seguente ipotesi, riferita a Forza Italia: I nostri militanti sono azionisti della S.p.A. Forza Italia. Ogni dichiarazione pubblica di dissenso deprime il valore delle azioni a danno dei soci e rappresenta una effettiva forma di aggiotaggio politico. Va ricordata la definizione del reato di aggiotaggio: Manovra tendente a provocare movimenti artificiosi nei corsi dei valori di borsa per trarne illeciti profitti. Resta inteso che nel caso specifico l’illecito profitto è rappresentato dall’acquisita visibilità individuale a danno dell’immagine collettiva. Ambiente La difesa dell’ambiente, valore che ha assunto rilevanza solo dopo la Rivoluzione Industriale, dato che in precedenza l’umanità era esclusivamente impegnata a procurarsi le risorse quotidiane per sopravvivere, viene generalmente gestita con atteggiamenti che sconfinano nel fanatismo quasi religioso. Non si cerca di solito la soluzione migliore per la collettività, ma si privilegia la decisione allineata con la propria ideologia Alla difesa dell’ambiente naturale si sono tradizionalmente dedicati i movimenti “ambientalisti” che, in omaggio a quanto sopra difendono ostinatamente anche situazioni facilmente modificabili (senza danni ambientali) a vantaggio della collettività. Il punto critico è rappresentato dalla convinzione degli Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 8 8 ambientalisti che l’industria sia male di per sé e vada quindi combattuta in quanto tale come pericolo per l’ambiente, trascurando gli enormi vantaggi arrecati alla collettività (vedi il capitolo Qualità della vita). Un movimento ambientalista maturo dovrebbe sforzarsi di capire il ruolo positivo dell’industria ed affiancarla in modo critico ma cooperativo per identificare soluzioni razionali ai problemi via via nascenti. La convinzione integralistica può portare invece gli ambientalisti ad omissioni clamorose (forse maliziose) allorché condannano ad esempio la deforestazione mondiale, (100.000 Km2 di foreste distrutte nel 1994) omettendo di comunicare che nello stesso anno sono stati riforestati 129.000 Km2 (cifre ricavate da World Figures in pocket, The Economist, 1994). Stupiscono altresì le differenze di giudizio e di reazione propagandistica di fronte ad eventi sostanzialmente identici, come ad esempio la pratica indifferenza verso le esplosioni atomiche cinesi e pakistane (sperimentali a fini bellici) e la mobilitazione massiccia e acrimoniosa verso l’esplosione atomica francese (sperimentale a fini civili). Il sostanziale terzomondismo e conseguente antiamericanismo dei movimenti ambientalistici è testimoniato, ad esempio dal silenzio che ha accompagnato uno dei più gravi disastri ecologici del secolo, ossia l’incendio dei pozzi petroliferi kuweitiani ad opera delle truppe irakene occupanti prima di abbandonarli. Arte sovietica Per motivi indecifrabili le sinistre nostrane si sentono depositarie quasi esclusive della Cultura e usano quindi trattare con degnazione il primitivo gregge intellettuale della destra. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 9 9 Volendo grossolanamete dividere la cultura in manifestazioni dell’intelletto e dell’arte (ragione ed emozione), andrebbe ricordato che per il primo aspetto la cultura di sinistra si ispira comunque ai residui di una teoria insensata e fallimentare come il marxismo mentre per il secondo aspetto ignora che, sotto il marxismo, l’arte era rigidamente sottoposta ai criteri burocratici del Realismo Socialista, il cui rispetto ed ortodossia erano presidiati da varie Accademie di stampo statale. Volendo fare un esempio minimo, che esprime tuttavia come la punta di un iceberg il livello di controllo artistico anche nella cultura popolare, si riportano un paio di casi di creatività e spontaneità sovietica, espresse dai famosi “chastuscki” o “stornelli” sovietici: Così recita il primo gioioso esempio: “Evviva, è finita la siccità, adesso arano i trattori. Se mi vedesse Stalin sarei una persona felice” Mentre il secondo esempio si mantiene rigorosamente in linea: “Ho comprato un ritratto di Lenin in una cornice d’oro. Egli ha portato luce a me oscuro contadinello”. Per ricavare un’idea completa della carica emotiva dello stornello è opportuno immaginare anche la corrispondente forma di accompagnamento musicale. Azione giudiziaria Si ha Azione giudiziaria allorché si individua un reato e si cerca successivamente di identificare il colpevole; si ha Persecuzione giudiziaria allorché si identifica prima il colpevole e si cerca successivamente di attribuirgli un reato. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 10 10 B Bonifica semantica La Bonifica semantica dovrebbe porre un argine ad una pratica sempre più diffusa, adottata soprattutto dai seguaci del Politically Correct (vedi) e consistente nell’identificare una parola di grande pregio attribuendola poi, come definizione, ad una realtà che pregiata non è, nel tentativo di nobilitarla. Tale patologia ha origini antiche ed era già stata analizzata ai tempi dell’umanesimo da Francesco Bacone nel capitolo dedicato agli “idola fori”, ossia agli errori generati dal linguaggio. La parola “democrazia” viene scelta come esempio perfetto di mistificazione che legittimerebbe quindi, molto opportunamente, l’intervento della bonifica semantica. Secondo il Garzanti infatti, Democrazia significa: Forma di governo nel quale la sovranità spetta al popolo che la esercita direttamente, o più spesso indirettamente, mediante i suoi rappresentanti liberamente eletti. Andrebbe quindi sondato l’abisso di disonestà intellettuale che per decenni ha attribuito la definizione di Repubblica Democratica Tedesca ad una realtà che rappresentava uno dei più biechi esempi storici di oppressione e di mancanza di legittimazione elettorale da parte dei governanti. La mistificazione semantica esercita un potente effetto inquinante sulla comunicazione di massa e andrebbe quindi Bonificata. Altre parole critiche, suscettibili di analisi, potrebbero essere ad esempio; razzismo, solidarietà, capitalismo, industria. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 11 11 Borghesia L’analisi del concetto di Borghesia (che etimologicamente si richiama all’abitante del “borgo”) e della storia della categoria rappresentano un impegno davvero affascinante per la contraddittorietà dei giudizi relativi, degni in tutto e per tutto di Pirandello. Secondo l’Enciclopedia Garzanti la «borghesia rappresenta, nel medio evo, la popolazione cittadina non soggetta all’ordinamento feudale» che «costituì uno degli “stati” nelle prime assemblee legislative e giunse poi alla sua grande affermazione politica con la rivoluzione francese.» Secondo il De Sanctis, «borghesia è la classe sociale composta dai proprietari dei mezzi di produzione e da commercianti, artigiani, liberi professionisti, dirigenti industriali e simili.» Nei confronti della borghesia sembra tuttavia esistere una avversione preconcetta: secondo il Panzini borghese è sinonimo di “non fine, volgaruccio”, per tacere di “piccolo borghese”, che significa “persona di opinioni meschine e di comportamenti banali.” A parte il merito non indifferente di essersi affrancata dalle catene feudali, dimostrando iniziativa e coraggio sconosciuti ad altri gruppi, si dovrebbe riconoscere alla borghesia una serie di caratteristiche non vistose ma molto solide, come la discrezione, la parsimonia, un moderato buon senso, la preoccupazione per il domani e soprattutto il culto per il lavoro e l’attività economica basata sull’iniziativa e l’amore del rischio, secondo modalità di sacrificio e di ascetismo laico. Si potrebbe concludere che il borghese, con i relativi pregi e difetti, rappresenta al meglio l’intima essenza della contraddittoria natura umana, e che quindi la realtà politica, economica e sociale da lui creata, possa rappresentare il punto di arrivo immutabile, seppure attraverso apparenti modifiche, per l’umanità. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 12 12 Non a caso alcuni scrittori di formazione tendenzialmente liberale come Weber, Sombart, Croce e Chabod presumono che l’inevitabile transitorietà dell’esistenza storico sociale della borghesia non escluda un suo quasi eterno predominio intellettuale e morale sulle altre classi. Contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere il parere di gran lunga più favorevole alla borghesia è stato espresso da due autorevoli personaggi chiaramente non sospetti di simpatie borghesi, Marx ed Engels: «La borghesia ha avuto nella storia una parte essenzialmente rivoluzionaria... Essa ha creato ben altre meraviglie che non le piramidi egiziane, gli acquedotti romani e le cattedrali gotiche: essa ha condotto ben altre imprese che non le migrazioni dei barbari o le crociate.... Sfruttando il mercato mondiale la borghesia ha reso cosmopolitica la produzione e la consumazione in tutti i paesi. A gran cordoglio di tutti i reazionari, essa ha tolto all’industria la base nazionale... Per via del rapido perfezionamento di tutti gli strumenti della produzione e per le comunicazioni divenute infinitamente più facili, essa trascina per forza nella corrente della civiltà anche le nazioni più barbare...I bassi prezzi delle sue merci sono la pesante artiglieria con la quale atterra tutte le muraglie cinesi e con la quale ha fatto capitolare i barbari più induriti nell’odio dello straniero. Costringe tutte le nazioni ad adottare le forme della produzione borghese, se pure non voglion perire e le forza a ricevere ciò che dicesi civilizzazione, ossia a farsi borghesi. A dirla in una sola espressione, crea un mondo a immagine e similitudine sua... La borghesia ha messo in essere delle forze produttive, il cui numero e la cui portata colossale supera quanto avesse mai fatto le passate generazioni tutte insieme. Aggiogamento delle forze naturali, le macchine, l’applicazione della chimica all’industria e all’agricoltura, Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 13 13 la navigazione a vapore, le ferrovie, il telegrafo elettrico, la messa a cultura d’interi continenti, i fiumi resi navigabili, della popolazioni intere sorte quasi miracolosamente dal suolo: ma quale dei secoli antecedenti avrebbe mai presentito che tali forze produttive giacessero latenti in seno al lavoro sociale?... i mezzi di produzione e di scambio valsi di fondamento allo sviluppo della borghesia, furon prodotti per entro alla società feudale. A un certo punto... i rapporti feudali della proprietà non corrispondevano più alle forze produttive venute a pieno sviluppo. Quelle condizioni, in luogo di favorire, impedivano la produzione. Divennero come delle catene. Bisognava spezzarle e furono spezzate. Subentrò la libera concorrenza, con la congrua costituzione sociale e politica, e con la signoria economica e politica della borghesia...» (Da “Il Manifesto dei comunisti” di Marx e Engels) Brogli elettorali Il cittadino medio non è sufficientemente consapevole di come i risultati delle elezioni, sia politiche che amministrative, possano essere influenzati, talvolta in modo determinante, da una gestione maliziosa dello spoglio delle schede elettorali ai seggi. Una forzatura circa l’interpretazione della volontà espressa dall’elettore sulla scheda può portare infatti all’annullamento della stessa cancellando quindi arbitrariamente la scelta del cittadino. Le decisioni nei casi dubbi dipendono dalla numerosità, preparazione e grinta dei rappresentanti de singoli partiti ai seggi, in persona di presidenti, scrutatori e rappresentanti di lista. Va riconosciuta alle sinistre una capacità ed un impegno molto superiori a quelli dei moderati nel presidio e nella Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 14 14 gestione del seggio, con i conseguenti vantaggi nei risultati elettorali, che in certi casi possono aver addirittura stravolto, grazie agli artifici adottati, la volontà popolare. Basti riflettere che nell’elezioni del 1996 il Polo perse per pochi voti in 78 collegi e le schede annullate furono 1.700.000. In un collegio toscano perse per una differenza di 40 voti, su un totale di 7.000 voti annullati. Da tempo il Polo sostiene, in contrasto con la maggioranza, la necessità di adottare il voto elettronico, che risolverebbe ogni problema di brogli elettorali. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 15 15 C Calendario della Libertà È davvero stupefacente come le sinistre riescano a capitalizzare in termini propagandistici la celebrazione di eventi o di personaggi le cui vicende possano presentare una positiva ricaduta politica. È così ad esempio che il 1° maggio o il 25 Aprile sono diventati dei veri e propri marchi che reclamizzano con cadenza immutabile un modello politico di sinistra. A tale ferreo impegno propagandistico si contrappone la frivola indifferenza dei liberaldemocratici (o borghesi) che pur disponendo di un campionario molto più ricco di possibilità celebrative non si sono mai concentrati sulla opportunità di trasformare in marchi significativi i propri simboli. Lo stesso dicasi per altri simboli tragici, come “fosse” o campi di concentramento la cui realtà viene sempre evidenziata a senso unico. Al fine di ricordare ai liberaldemocratici la necessità politica, per la salvaguardia della libertà e della democrazia, di equilibrare la celebrazione dei simboli, si ritiene di avviare l’elaborazione iniziale di un calendario di parte, che cominci a riempire il vuoto finora registrato nella simbologia dei moderati. Personaggio o Evento 1. Caduta del Muro di Berlino 2. Morte di Jan Palach 3. Morte di Padre Popieluszko 4. Tienanmen 5. Uccisione Ing. Taliercio 6. Firma Patto Alleanza Hitler-Stalin 7. Rivolta Germania Orientale 8. Rivolta Ungheria (Invasione) 9. Rivolta Cecoslovacchia (Invasione) 10. Fosse di Katyn 11. Foibe Giuliane 12. Rivolta di Kronstadt 13. Giornata in onore di A.Volta Data 9.11.1984 (13.8.61) 16.1.1969 30.10.1984 4.6.89 20.5.1981 23.8.1939 Marzo 1953 3.11.1956 21.8.1968 Aprile 1940 Primavera 1945 28.2 (1921) 18.2 (1745) Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 16 16 A questo punto può tornare opportuna qualche osservazione rivolta soprattutto ai giovani ai quali, non avendo vissuto di persona certe realtà, qualche nome o situazione potrebbero apparire del tutto oscuri o addirittura ignoti. 1. Sul muro di Berlino non vi è molto da dire se non sottolineare, a parte l’aspetto chiaramente oppressivo e disumano, la lunghezza della durata: dal 13.8.61, data della sua improvvisa erezione, al 9.11.89, data del suo abbattimento: ben 28 anni, abbondantemente al di sopra della durata del ventennio fascista e ben più del doppio della durata del regime nazista. Inutile sottolineare il valore simbolico dell’erezione del muro, diretto ad impedire evasioni dal paradiso comunista, e del suo abbattimento, come emblema di una riconquistata libertà democratica. 2. Jan Palach è il ventunenne cecoslovacco, studente di filosofia, che il 16.1.1969 si asperse di petrolio in piazza Wenceslas a Praga e si diede fuoco, morendo dopo qualche giorno di agonia. Egli si era immolato per protestare contro la invasione della Cecoslovacchia, da parte dell’armata sovietica, che aveva così posto fine alla “Primavera di Praga”. A differenza di tanti altri, pur giustamente celebrati personaggi soppressi con la violenza dai regimi totalitari, il gesto di Jan Palach esprime un valore simbolico di significato particolarmente intenso, in quanto rappresenta la scelta individuale di darsi la morte, pur di affermare il concetto supremo della libertà. Dopo la morte i resti di Jan Palach, divenuto in poche ore eroe nazionale, furono segretamente trasferiti dai comunisti fuori Praga. 3. La Polonia è sempre stata un Paese molto tormentato da un punto di vista politico e le vicende dell’ultima guerra mondiale stanno a testimoniarlo, con il contemporaneo intervento oppressivo di nazismo e comunismo sul suo territorio e la pluridecennale presenza di quest’ultimo totalitarismo. Fra le vittime simbolicamente più significative di questa fase va ricordato padre Popieluszko. Il sacerdote fu Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 17 17 rapito il 19 Ottobre 1984 da tre persone una delle quali, reo confesso, era il capitano Piotrowski. Il cadavere del sacerdote fu rinvenuto il 30 Ottobre 1984 in un deposito sulla Vistola, ad ovest di Varsavia. Dall’autopsia risultò che Popeluzko era stato legato e seviziato, prima di essere strangolato e gettato nel deposito. Il sacerdote era noto per la sua azione a favore di Solidarnosc e per i suoi aperti discorsi in difesa della libertà. L’inchiesta aperta sul caso condusse alla sospensione del Capo Dipartimento del Ministero degli Interni e all’arresto del vice capo. I tre colpevoli furono condannati per omicidio. Il delitto Popelusko presenta qualche affinità col delitto Matteotti. 4. Il 4.6.1989 centinaia di migliaia di studenti cinesi si riunirono in piazza Tienanmen a Pechino per continuare la protesta, in corso da tempo, contro il governo comunista al potere e chiedere nuovamente con forza riforme in senso democratico. Messo alle strette il governo reagì con l’impiego dei carri armati, facendo fuoco sui dimostranti che rimasero a migliaia sul terreno. Il governo comunista mantenne la presa oppressiva e da allora Tienanmen è diventata un simbolo di lotta per la libertà. Famosa la fotografia del giovane studente inerme, rimasto sconosciuto, che affronta un caro armato per arrestarne la marcia. 5. Giuseppe Taliercio, direttore della Montefibre di Marghera, è una delle tante decine di vittime, assassinate dalle Brigate rosse comuniste, durante gli anni di piombo. Il suo caso è degno di particolare memoria come semplice e dignitoso esempio di coerenza borghese. Fu ucciso dai suoi aguzzini solo per il fatto di essersi rifiutato di essere “servo del padrone”, quando una semplice dichiarazione gli avrebbe probabilmente salvato la vita. L’omicidio avvenne il 5.7.1981. 6. Molti giovani ignorano che il 23.8.1939 il simbolo supremo del comunismo storico, Giuseppe Stalin, firmò un patto di alleanza con Adolph Hitler, consentendo così alle ar- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 18 18 mate naziste di attaccare indisturbate i Paesi democratici dell’occidente europeo. Il patto prevedeva la spartizione della Polonia fra nazisti e comunisti e l’inserimento nella sfera di influenza sovietica dei Paesi baltici e della Bessarabia (l’attuale Moldavia). In omaggio al patto appena concluso, il 1°.9.1939 Germania e Unione Sovietica invadono contemporaneamente la Polonia da ovest e da est. 7, 8, 9. Il trittico delle rivoluzioni: i Paesi apparentemente “liberati” ma in realtà semplicemente esposti ad un cambio di dittatura, da nazista a comunista, come Germania orientale, Ugheria e Cecoslovacchia, hanno dato in concreto espliciti segnali di intolleranza attraverso tre ribellioni (1953, 1956, 1968) culminate in rivoluzioni sanguinose o nella caduta momentanea del governo locale comunista. In tutti i casi la conclusione è stata la ripresa del potere da parte dei governi comunisti, grazie all’intervento repressivo delle forze armate sovietiche. 10, 11. Campi di concentramento e sterminio nonché fosse di sepoltura, non sono certamente una prerogativa specifica del nazismo, ma hanno trovato ampia applicazione nei regimi comunisti anche se, come d’uso, una pubblicizzazione molto più sfumata se non addirittura boicottata. Anche se estranei alla logica del calendario sembra giusto ricordare i sinistri campi di concentramento di Kolyma o Solovki.e, come “fosse”, quelle famigerate di Katyn (in Polonia) che ospitarono i corpi di 15.000 ufficiali polacchi soppressi nel 1940 dai sovietici o le non meno famigerate foibe istriane dove trovarono la morte ingiustificata, per mano dei miliziani di Tito, migliaia di nostri poveri connazionali nella primavera del 1945. 12. I marinai della base navale militare di Kronstadt, a Santo Pietroburgo, hanno giocato un ruolo fondamentale e mitico di appoggio alla Rivoluzione sovietica del 1917, divenendo quasi il simbolo più significativo della partecipazione popolare alla insurrezione. E un colpo di cannone Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 19 19 sparato dall’incrociatore Aurora contro il Palazzo d’Inverno aveva praticamente segnato l’inizio della rivolta.. Solo quattro anni dopo, nel 1921, i marinai di Kronstadt, capita la natura mistificatrice della Rivoluzione sovietica si erano rivoltati con le armi e la sommossa era stata sanguinosamente repressa dal potere comunista. 13. La Rivoluzione industriale, che rappresenta l’evento più importante e benefico nella storia dell’umanità (vedi Qualità della vita), non ha ancora trovato un riconoscimento celebrativo nel calendario italiano. Con riferimento all’invenzione della pila, che insieme alla macchina a vapore di James Watt ha dato l’avvio alla rivoluzione industriale consentendo l’utilizzo dell’energia elettrica, sembra doveroso attribuire all’inventore Alessandro Volta un posto di onore nel calendario italiano. Attribuendo a Volta una Giornata di Riconoscenza, alla data della sua nascita, si potrà istituire una giornata di riflessione sui meriti dell’impresa che completi, con l’onore all’impresa, il concetto di omaggio al lavoro, finora attribuito unilateralmente, col 1° maggio, ai soli lavoratori. Capitalismo (vedi Impresa) Carceri In attesa di approfondimenti del problema della carcerazione può essere utile disporre della tabella sottoriportata per cominciare ad inquadrare il tema per lo meno in termini quantitativi. Come si rileverà la media dei carcerati si aggira sulle 50.000 unità all’anno, numero che, a giudizio unanime, è ritenuto pesantemente eccessivo rispetto alle strutture esistenti. Da un punto di vista qualitativo, come primissime osser- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 20 20 vazioni, si può rilevare che: - i tossicodipendenti rappresentano quasi un terzo dei detenuti; - gli extracomunitari rappresentano circa il 28% della popolazione carceraria. Prospetto 9 - PRESENTI NEGLI ISTITUTI DI PREVENZIONE E DI PENA - SITUAZIONE AL 31 DICEMBRE Anni A disposizione delle autorità Condannati Internati Totale N % N % N % N % 1992 26.444 55,6 19.855 41,7 1.289 2,7 47.588 100,0 1993 26.240 52,3 22.617 45,0 1.355 2,7 50.212 100,0 1994 24.324 47,5 25.630 50,0 1.277 2,5 51.231 100,0 1995 19.426 40,7 27.027 56,6 1.306 2,7 47.759 100,0 1996 18.490 38,1 28.843 59,4 1.231 2,5 48.564 100,0 Citazioni e frasi storiche Qualche squarcio di pensiero di personaggi illustri, che abbia una più o meno spiccata valenza politica e sia quindi utilizzabile in tale contesto, può rivestire una certa utilità per arricchire le argomentazioni del militante. Esponiamo quindi di seguito una prima raccolta sia di citazioni che di frasi storiche, raggruppate nelle due categorie: Citazioni «Nell’insieme, chiunque sia disposto a confrontare seriamente la nostra società occidentale con altre, sarà costretto a concordare sul fatto che la nostra società occidentale rappresenta la società migliore e più giusta che sia mai esistita durante l’intero corso della storia umana.» (Karl Popper) «- Non si può arrivare alla prosperità scoraggiando l’impresa - non si può rafforzare il debole indebolendo il più forte - non si può aiutare chi è piccolo abbattendo chi è grande Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 21 21 - non si può aiutare il povero distruggendo il ricco - non si possono aumentare le paghe rovinando i datori di lavoro - non si può andare avanti serenamente spendendo più di quanto si guadagna - non si può promuovere fratellanza fra gli uomin predicando l’odio di classe - non si può instaurare una vera sicurezza sociale adoperando per questo scopo denaro preso in prestito - non si può formare il carattere e il coraggio di un uomo togliendogli l’iniziativa e l’indipendenza - non si può aiutare permanentemente la gente facendo per essa ciò che essa potrebbe e dovrebbe fare da sola.» (Abraham Lincoln) «Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o non valgono niente le idee o non vale niente lui.» (Ezra Pound) «Nessuno va lontano finché non sa dove andare.» (Oliver Cromwell) «Le difficoltà aumentano quando più ci si avvicina allo scopo.» (Johann Wolfgang von Coethe) «Per me ogni passo è un passo verso lo scopo, e vale anche per i passi indietro.» (Ernst Junger) «Nessun obiettivo è così importante da giustificare metodi indegni.» (Albert Einstein) «Non serve battere la testa sul muro senza guardare, è meglio trovare la porta con gli occhi». (Werner von Siemens) «L’immaginazione è più importante della conoscenza.» (Albert Einstein) «Chi è lento ma non perde di vista la meta, è più veloce di chi va errando senza scopo.» (Gotthold Ephraim Lessing) «Non c’è vento favorevole per chi non sa in quale porto vuole arrivare.» (Seneca) «Nessuno sa cosa è in grado di fare finché non ci ha provato.» (Syrus) «Niente sorprende la gente più del buon senso con iniziative Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 22 22 chiare.» (Ralph Waldo Emerson) «Quelli che fanno strada sono quelli che si alzano e cercano la situazione giusta, e se non la trovano, allora se la creano.» (George Bernard Shaw) «Bisogna innamorarsi del successo, non del fallimento.» (Ernst Bloch) «Per agire con intelligenza l’uomo ha tre strade: la prima pensando: questa è la più nobile la seconda imitando: questa è la più facile la terza per esperienza: questa è la più dura.» (Confucio) «Renditi impopolare, allora ti prenderanno sul serio.» (Konrad Adenaurer) «Non ci può essere una crisi nelle prossime settimane. La mia agenda è già piena.» (Henry Kissinger) «Tu vedi cose che esistono e ti chiedi “Perché?”. Ma io sogno cose mai esistite e mi chiedo “Perché no?”.» (George Bernardo Shaw) «Se non sai dove andare probabilmente arriverai in un altro posto.» (Laurence J. Peter) «Ci piacciono le persone che dicono francamente quello che pensano. Basta che la pensino come noi.» (Mark Twain) «Si deve dire chiaro ciò che si può dire e non dire affatto ciò che non si può dire.» (Ludwing Wittgenstein) «I princìpi vanno tenuti in serbo per le grandi occasioni.» (Albert Camus) «Il segreto del successo è l’efficacia dell’ostinazione.» (Benjamin Disraeli) «Niente di grande è mai stato creato senza entusiasmo.» (Ralph Waldo Emerson) «È inevitabile che si tenda a sopravvalutare se stessi quando non ci si confronta con nessuno.» (Quintiliano) «Tutte le cose sono state già dette: poiché nessuno ascolta, occorre sempre ricominciare.» (Gide) «La maggior parte degli uomini provocano dei grandi disastri solo perché hanno lo scrupolo di non commettere piccoli errori.» Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 23 23 (Retz) «Dà vita a dei buoni esempi: sarai esentato dallo scrivere delle buone regole.» (Pitagora) «La battaglia richiede ardimento: un segnale lo suscita, due lo smorzano, tre lo abbattono.» (Confucio) «Senza trovare scuse nel bisogno di elaborare piani a lungo, non trascurare di provvedere alle necessità quotidiane.» (S. Gregorio Magno) «È più facile dire cose nuove che conciliare tra loro le cose già dette.» (Vauvenargues) «Una politica non vale che per il metodo. Il metodo non vale che per l’applicazione.» (Richelieu) «È il metodo che permette alle persone ordinarie di fare cose straordinarie.» (Webb) «Per impossessarci dello stato vi sono cinque difficoltà: la prima consiste nell’essere favorito, ma nel non avere uomini abili; la seconda nell’avere gli uomini ma non avere sostenitori; la terza nell’avere sostenitori ma non avere piani; la quarta nell’avere piani ma non avere il popolo; la quinta nell’avere il popolo ma non avere la virtù.» (Confucio) «Colui che eccelle nel risolvere le difficoltà lo fa prima che sorgano. Chi è eccellente nel vincere i suoi nemici trionfa prima che le loro minacce prendano corpo.» (Sun Tsu) «Ciò che non è ancora apparso si previene facilmente: agisci prima che qualcosa sia; crea l’ordine prima che sia disordine.» (Lao-Tzu) «Sapeva distinguere tra il male e il peggio, tra il bene e il meglio: qualità rara per uno che comanda.» (Retz) Frasi storiche Qui staremo benissimo. Hic manebimus optime. Così avrebbe detto, secondo Livio (Storia di Roma, V, 55), un centurione romano al suo portinsegna, rientrando in città con la coorte e ordinando l’alt ai suoi uomini proprio Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 24 24 davanti al Senato, mentre i Senatori discutevano se lasciare o no Roma, semidistrutta dai Galli (390 a.C.). I Senatori ritennero di buon augurio l’ordine del centurione e decisero di non lasciare la città. Se vinceremo i Romani in un’altra battaglia come questa, saremo completamente rovinati. Così avrebbe detto Pirro (re dell’Epiro, 319-272 a.C.), dopo la vittoria di Ascoli (279 a.C.) contro i Romani, cit. in Plutarco, Vite parallele Pirro, 21,9. Se n’è andato, è uscito, è fuggito a precipizio. Abiit, excessit, evasit, erupit. Cicerone (scrittore e politico romano, 106-43 a.C.) Catilinarie, II, 1. Con questa efficace sequenza di verbi Cicerone annunciò in Senato la precipitosa fuga di Catilina, dopo che era stata scoperta la sua congiura. Va’ senza paura: porti Cesare e la sua fortuna. Perge audacter, Caesarem vehis Caesarisque fortunam. Così avrebbe detto Cesare al marinaio che tentava di salpare per Brindisi, e non riusciva a prendere il largo per la tempesta. L’episodio è citato, in greco, da Plutarco, Vite parallele, Cesare, 38. Mai servire un signore che possa morire! Nunca servir a senor que se me pueda morir! Francesco Borgia (duca di Gandìa, gesuita, 1510-1572). Parole che pronunciò prima di prendere gli ordini religiosi, quando fu aperto il feretro che conteneva il cadavere dell’imperatrice Isabella. Ricordatevi del povero fornaio! Recordève del povero Fornèr! Detto a Venezia dai giudici, secondo la tradizione, prima di ogni sentenza capitale, con richiamo alla condanna a morte del Fornaretto giustiziato innocente nel 1507. Acqua alle corde! Così secondo la tradizione, avrebbe gridato un capitano di mare di San Remo, di nome Brasca, agli operai addetti al- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 25 25 l’innalzamento dell’obelisco in piazza San Pietro a Roma nel 1586, perché le corde si stavano allentando. Papa Sisto V, che aveva imposto, pena la morte, il massimo silenzio durante la delicata operazione, avrebbe premiato il coraggioso sanremese con una pensione e numerosi privilegi. L’episodio, tuttavia, non è storicamente attestato dai cronisti contemporanei. Dicevamo ieri... Decìamos ayer Frase che si dice Luis de Leòn (poeta spagnolo, 15271591) pronunciasse nel riprendere le lezioni all’Università di Salamanca, dopo cinque anni passati nelle carceri dell’inquisizione. È spesso citata nella forma latina heri dicebamus. Mangino delle brioche! Qùils mangent de la brioche. Maria Antonietta (regina di Francia, 1755-1793). Così avrebbe detto quando le fu comunicato che il popolo non aveva pane. - È una rivolta? - No, Sire, è una rivoluzione. - C’est une révolte? - Non, Sire, c’est une révolution. Così La Rochefoucauld-Liancourt (duca di Francia, 17471827) rispose alla domanda del re Luigi XVI quando fu riportata a Versailles la notizia della caduta della Bastiglia (1789). Cit. in F. Dreyfus, La Rochefoucauld-Liancourt, II, 3. È peggio d’un delitto, è un errore. C’est pire qùun crime, c’est une faute. J. Fouchè (ministro di polizia di Napoleone, 1759-1820), detto alla notizia della fucilazione del duca d’Enghien (1804). Lavoro eterno. / Paga il Governo! Così U. Foscolo (poeta italiani, 1778-1827) in un epigramma contro il bibliotecario di Brera, a Milano, L. Lamberti, Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 26 26 che tirava per le lunghe l’edizione bodoniana dell’Iliade omerica. La battaglia di Waterloo è stata vinta sui campi sportivi di Eton. The battle of Waterloo was won on the playing fields at Eton. Attribuito a A.W. Duca di Wellington (militare britannico, 1769-1852) da Montalembert, De l’avenir politique de l’Angleterre. L’ordine regna a Varsavia. L’ordre règne à Varsovie. H.F.B. Sèbastiani de la Porta (politico francese, 1772-1851), Discorso alla Camere dei Deputati, 1831. Con questa frase venne annunciata la brutale repressione a opera dell’esercito russo di una rivolta a Varsavia. Questa è la negazione di Dio eretta a sistema di governo. Affermazione udita a Napoli, com’egli stesso riferisce, da W. E. Gladstone (statista inglese, 1809-1898), nel 1851, a proposito del governo borbonico. Non ci interessano le possibilità di sconfitta. We are not interested in the possibilities of defeat. Vittoria (regina inglese, 1819-1901), a J. Balfour durante la “settimana nera” della guerra anglo-boera, dicembre 1899. Non siamo neutrali. Siamo non belligeranti. No somos neutrales. Somos no beligerantes. F. Franco (dittatore spagnolo, 1892-1975). Non ho altro da offrire che sangue, fatica, lacrime e sudore. I have nothing to offer buto blood, toil, tears and sweat. W. Churchill (politico britannico, 1874-1965), Discorso alla Camera dei Comuni, 13/5/1940. Una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. An iron curtain has descended across the Continent. W. Churchill (politico britannico, 1874-1965), Discorso al Westmister College, Fulton, U.S.A., 5/3/1946. Lasciare che cento fiori sboccino e cento scuole conten- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 27 27 dano: questa politica stimola il progresso delle arti e delle scienze e la fioritura della cultura socialista nel nostro Paese. Mao Tse-Tung (politico cinese, 1893-1976), Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo, discorso a Pechino, 27/2/1957. Clientelismo Nell’antica Roma veniva definito cliente chi si poneva al servizio di un cittadino potente (detto patrono) contraccambiandone i favori in vari modi, ma soprattutto facendo propaganda elettorale e votando per lui in occasione delle elezioni alle cariche pubbliche. (Garzanti) Con l’andare del tempo il concetto si è trasformato in un meccanismo sempre più sfumato, ma non per questo meno nocivo, dando vita ad un sistema di rapporti fra persone basati non su meriti obiettivi ma su interessi e favoritismi. In tale visione allargata può tranquillamente rientrare il fatto che, durante il governo Prodi, siano state effettuate nomine mirate in incarichi importanti al ritmo di una nomina ogni sette ore. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 28 28 Coincidenze giudiziarie 1993 DATA 6 dicembre 1993 POLITICA GIUSTIZIA Sono resi noti gli incontri di Silvio Berlusconi con Mario Segni, Umberto Bossi e Rosy Bindi al fine di formare una gran coalizione in grado di tagliare la strada al successo delle sinistre. “Altrimenti scendo in campo io” assicura, Berlusconi. In un’intervista al Corriere della Sera, il procuratore capo di Milano, dott. Francesco Saverio Borrelli, lancia il suo monito ai candidati delle prossime elezioni “prendete consapevolezza di questa situazione, dico io. Chi sa d’avere scheletri nell’armadio, vergogne del passato, apra l’armadio e si tiri da parte. Tiratevi da parte prima che ci arriviamo noi, dico io”. 20 dicembre 1993 1994 DATA POLITICA GIUSTIZIA 11 febbraio 1994 In una conferenza stampa al Circolo della Stampa a Milano si tiene la presentazione ufficiale del “Polo delle Libertà”. Emesso un ordine di custodia cautelare, da parte della Procura della Repubblica di Milano, nei confronti di Paolo Berlusconi per un’inchiesta relativa ai Fondi pensione della Cariplo. 1 Il giorno precedente l’avvocato di P. Berlusconi era andato in Procura per ottenere una presentazione spontanea del suo assistito, ma dalla Procura era venuto un rifiuto. (inchiesta Cariplo) Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 29 29 DATA POLITICA GIUSTIZIA 10 marzo 1994 (- 17 giorni alle elezioni) Perquisita la sede di Pubblitalia a Segrate. Dell’Utri indagato per falso in bilancio. La Procura ha chiesto l’arresto per Dell’Utri ed altri 5 manager. 19 marzo 1994 (- 8 giorni alle elezioni) Due pentiti accusano Dell’Utri. Secondo indiscrezioni il dirigente sarebbe inquisito per associazione mafiosa. 2 22 marzo 1994 (- 5 giorni alle elezioni) La Procura di Palermo dà il placet affinché il grande accusatore di Dell’Utri, Salvatore Cangemi, ottenga il “contratto” di pentito. Il procuratore aggiunto Lo Forte conferma le indagini a carico di Dell’Utri. 24 marzo 1994 (- 3 giorni alle elezioni) Il sostituto procuratore di Palmi, Maria Grazia Omboni, chiede alla Digos di acquisire entro e non oltre 24 ore gli elenchi con le generalità dei candidati e dei presidenti di club di Berlusconi. 9 luglio 1994 A Napoli il G7: Berlusco- Rinviato a giudizio Paolo ni rilancia il miracolo ita- Berlusconi per l’inchiesta Cariplo. liano 5 nuove perquisizioni alla Fininvest. Sono ormai 100. 4 ottobre 22 novembre 1994 Vertice mondiale sulla criminalità a Napoli, presieduto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi Nuova richiesta di rinvio a giudizio per Paolo Berlusconi, per Edilnord. 3 dicembre 1994 4 dicembre 1994 Silvio Berlusconi è indagato, comunica la notizia il Corriere della Sera, parte anche l’avviso di garanzia con l’invito a comparire. Ballottaggio- Elezioni amministrative Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 30 30 1 Arresto Paolo Berlusconi Pietro Folena (Pds) “L’arresto comincia a svelare agli occhi dell’opinione pubblica meno accorta l’intreccio profondo che è intercorso in questi anni fra la famiglia Berlusconi ed il sistema di Tangentopoli”. 2 Indagini sulla Mafia Nicola Mancino (Ministro degli Interni) “La Mafia sarà protagonista anche questa volta, garantendo l’appoggio ad alcune formazioni politiche. Dicono che in Sicilia la tendenza sia verso Forza Italia. 1995 DATA POLITICA 6 maggio 1995 GIUSTIZIA Convocato in Procura a Milano per l’8 maggio Silvio Berlusconi ed altri 9 indagati, manager Fininvest, per l’inchiesta sui cd. Libretti al portatore. 7 maggio 1995 Ballottaggio elezioni DATA POLITICA 1996 GIUSTIZIA 14 marzo 1996 Da Roma un documento di protesta dei magistrati al CSM, i metodi usati dalla Procura di Milano sono scorretti. 1 aprile 1996 (- 20 giorni alle elezioni) Il Pool intende processare Silvio Berlusconi anche per falso in bilancio per l’indagine All’Iberian 16 aprile 1996 (- 5 giorni alle elezioni) Roma. L’Ariosto viene sentita in procura per le indagini relative alla morte del colonnello Ferraro. La teste ne aveva già parlato ai pm milanesi. Scettici sulle dichiarazioni i pm romani. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 31 31 DATA POLITICA GIUSTIZIA Berlusconi chiede la ricusazione del Presidente del tribunale, Carlo Crivelli. Al termine dell’udienza sulla Guardia di Fianza, Crivelli parla con il pm Colombo di “tecnica del bastone e della carota ed aggiunge che si cerca di utilizzarla al massimo. 5 ottobre 1996 26 novembre 1996 Violante: “Basta con la repubblica giudiziaria. I politici, negli ultimi venti anni, si sono fatti scavalcare dalla magistratura, determinando così anomalie gravi che possono farci parlare di repubblica giudiziaria. Mentre la magistratura decide sempre di più, la politica decide sempre meno”. DATA POLITICA 1997 12 dicembre 1997 14 dicembre 1997 GIUSTIZIA Il gip di Milano chiede al Parlamento l’arresto di Previti. Elezioni amministrative in Sicilia. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 32 32 1998 DATA POLITICA 26 marzo 1998 “È una semplice coincidenza”. Dice Flick. Lo stesso giorno in cui il guardasigilli italiano ed il suo collega svizzero stringono un’alleanza giudiziaria senza precedenti fra i due Paesi, il Pool Mani Pulite riceve da Berna la risposta alle rogatorie. GIUSTIZIA 8 maggio 1998 Pool. Indagati Berlusconi e Previti per il Lodo Mondadori. 9 maggio 1998 Pool. Berlusconi e Previti indagati anche sulla SME. 1 10 settembre 1998 Quesiti dei tests per il concorso a funzionari alla Camera: quale Deputato è indagato in base alle testimonianze del cosiddetto “Teste omega?” “in che anno è stata aperta l’inchiesta contro Marcello Dell’Utri?”, “quale vertice internazionale presiedeva Silvio Berlusconi quanto gli fu notificato dal pool di Milano un avviso di garanzia?”. 1 Ortenzio Zecchino: coincidenze? “Il tempismo con cui il pool di Milano invia avvisi di garanzia, come gli ultimi sul caso Mondadori-.Sme, chi solleva questi argomenti viene tacitato con l’obiezione che in Italia esiste l’obbligatorietà dell’azione penale. Discorso formalmente ineccepibile. Però non è facile dire che nelle scelte dei tempi non ci possa essere una certa discrezionalità. Io mi chiedo: dal G7 a oggi, tutti i provvedimenti contro Berlusconi sono stati emanati in tempi obbligati?” Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 33 33 Colonialismo Un argomento piuttosto diffuso fra quanti praticano il modello interpretativo del “Politically Correct” (vedi voce relativa) si basa sulla convinzione che molti Paesi del terzo mondo, attualmente preda del sottosviluppo e perciò degni della massima commiserazione, siano stati pesantemente penalizzati dalla soggezione al colonialismo, autore della spoliazione selvaggia delle risorse naturali. E nell’assegnare al colonialismo la sua giusta dose di avversione lo identificano sostanzialmente col periodo ottocentesco che coincide con la nascita della Rivoluzione industriale, in modo da coinvolgere anche quest’ultima, come d’uso, nella diffamazione. Una riflessione meno sommaria ci ricorderebbe che il colonialismo è vecchio come la storia, talchè ne furono vistosi protagonisti attivi i Fenici, i Greci, i Romani, le Repubbliche marinare italiane, gli Arabi nella loro spinta verso l’Occidente e nell’ultimo periodo le potenze occidentali. Molti Paesi colonizzati se la sono poi cavata egregiamente. Per tacere dell’Italia che, pur soggetta a dominazioni quasi continue dal 496 d.c. in avanti, aveva saputo esprimere in precedenza un capolavoro come l’Impero romano e successivamente un prodigio universale come il Rinascimento; senza trascurare il fatto che, pur totalmente priva di risorse naturali, si colloca oggi come la quinta o sesta potenza economica mondiale. Senza trascurare gli Stati Uniti, Paese dimostratosi molto brillante malgrado la colonizzazione, che gli ha consentito di conquistare l’indipendenza solo nel 1783. Esistono poi Paesi che sono stati colonizzati dalla natura, come ad esempio la Svizzera che è stata defraudata fin dalla nascita di qualsiasi risorsa naturale e che ciò malgrado è diventata nel suo piccolo una potenza mondiale. Sorge a tal punto il sospetto che non siano le risorse natu- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 34 34 rali a far grande una nazione e per contrasto la loro spoliazione a deprimerle, anche perché, malgrado le spoliazioni, le risorse naturali locali sono rimaste abbondantissime. Tutti i paesi del mondo hanno avuto a disposizione, come l’Italia, almeno 3000 anni di storia per realizzare grandi progetti nazionali. Le scarse prestazioni di molti paesi del terzo mondo, pur ricchissimi di risorse naturali come ad es. la Nigeria, non possono quindi essere imputate al colonialismo che, sul totale di migliaia di anni disponibili, è durato solo, nella versione moderna, un paio di secoli. Al di là di considerazioni pietistiche vanno analizzate le vere cause dell’insuccesso, da attribuire probabilmente a ragioni ambientali e psicologiche. Consociativismo Tecnicamente si tratta di un sistema che prevede l’accordo tacito fra maggioranza e opposizione per la produzione delle leggi (soprattutto settoriali e di spesa) e la gestione del potere. Si tratta di una delle molteplici forme di deformazione della volontà elettorale e quindi popolare, che in numerose passate legislature ha visto le sinistre inserirsi in modo surrettizio nel meccanismo del potere. Il fenomeno sta a dimostrare come i principi spesso sbandierati nei programmi elettorali possano essere piegati a favore di semplici ambizioni di sottogoverno. Indipendentemente dal giudizio morale, tale pratica patologica sta a confermare la responsabilità praticamente piena delle sinistre per lo sfascio di economia e istituzioni del Paese provocato nei decenni. Infatti durante il periodo del consociativismo l’opposizione (di sinistra) ha votato a favore del 90% delle leggi proposte dalla maggioranza. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 35 35 Consumismo Secondo il dizionario, si tratta della «Tendenza, rafforzata dalla pubblicità e dalle moderne tecniche di persuasione di massa, ad un uso accelerato di beni e servizi, proposti e assunti come simbolo di prestigio sociale.» I fautori del Politically correct (vedi voce relativa) giudicano molto negativamente il consumismo, ritenendolo un’invenzione nefasta delle grandi imprese, particolarmente multinazionali, diretta a massimizzare le vendite e quindi il profitto attraverso la creazione di bisogni artificiali stimolati dalla pubblicità. La lotta al consumismo è spalleggiata dall’azione di giornali e giornalisti specializzati a smascherare le presunte colpe del consumismo. L’asse portante del ragionamento di questi giornalisti è rappresentata dalla convinzione che il cittadino consumatore sia un essere sprovveduto, incapace di valutare i propri interessi e quindi da condurre per mano verso la scelta giusta, avvisandolo continuamente dei pericoli nei quali potrebbe incorrere. Tale martellamento insidioso, del tutto in contrasto con la realtà (vedi la voce Qualità della vita) ha provocato nel consumatore, pur beneficiario a tutto campo dei benefici della società moderna, uno stato d’animo di sfiducia. Tale situazione ha indotto un pensatore come Ortega y Gasset a esprimere il famoso giudizio secondo cui «L’uomo moderno non è solidale con le cause del suo benessere.» Da notare come il clima italiano sia particolarmente acrimonioso nei confronti della produzione di beni di largo consumo, talché l’espressione “consumismo” nella sua accezione negativa è praticamente inesistente in numerosissimi vocabolari stranieri. La task-force dei giornalisti anti-consumismo trascura sostanzialmente il fatto che, grazie alla società dei consumi, Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 36 36 il cittadino ha oggi a disposizione una pluralità di scelte, che vanno dalla vita più ascetica a quella più sofisticata. La decisione spetta a lui solo, mentre in passato la scelta, data la scarsità dell’offerta, era obbligata e consisteva nella ricerca delle risorse per la sopravvivenza quotidiana. I giornalisti che istigano il cittadino contro la società dei consumi, mentre ne utilizzano tutti i vantaggi, potrebbero essere correttamente definiti dei “clandestini a bordo”. Culto della Personalità Il culto della personalità, pratica storicamente antichissima, viene vissuta in chiave moderna come un’istituzione tipica dei Paesi del socialismo reale, che hanno esibito negli ultimi decenni una serie di personaggi coattivamente venerati dai loro sudditi, da Stalin a Mao Tse Tung, da Castro a Ceausescu. Tale pratica malsana ha inquinato anche personaggi geograficamente estranei al socialismo reale ma succubi della relativa teoria per carenza di adeguata capacità critica. Non tutti i personaggi illustri hanno infatti la statura intellettuale del gigante Popper che già nel 1918 aveva compreso tutta la futilità della costruzione marxista. Nel trabocchetto è caduto anche un personaggio depositario di una sua piccola fama locale, come il defunto Presidente Pertini, autore di un discorso pronunciato in Parlamento alla morte di Stalin,di cui riportiamo gli stralci più significativi: «Signor Presidente, onorevoli colleghi il dolore e l’angoscia che sono in noi impediscono ogni frase retorica ed ogni accento polemico. Di fronte a questa morte non si può rimanere che stupiti e costernati. Stupiti per la grandezza che questa figura assume nella morte. La morte la pone nella sua giusta luce; sicchè uo- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 37 37 mini politici di ogni credo politico, amici ed avversari debbono oggi riconoscere l’immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto. Siamo costernati dinanzi a questa morte per il vuoto che Giuseppe Stalin lascia nel suo popolo e nella umanità intera. Ottobre 1917: questa data costituisce una svolta decisiva per la storia del mondo. L’ottobre 1917 segna l’affermazione vittoriosa del Quarto Stato, il quale soprattutto da quel giorno diviene da oggetto a soggetto di storia. Per opera di quella vittoria l’utopia di un tempo diventa realtà e quella che era una speranza a sospingere le masse diseredate ed oppresse verso la meta suprema, diviene una certezza. Vi è poi l’ultima tappa, signori; altra pietra miliare sul cammino dell’umanità... Perché signori, oggi noi dobbiamo riconoscere tutti che lo sforzo che ha fatto quest’uomo in questi ultimi anni è stato quello di gettare le fondamenta di una pace sicura e duratura... » (In morte di Stalin, discorso di Sandro Pertini al Senato, in data 6-3-1953, atti parlamentari pag. 39136). Curva dell’impegno La struttura psicologica umana presenta ovviamente, a seconda dei raggruppamenti nazionali o sociali, dei meccanismi di comportamento costanti e quindi ripetitivi. Può essere interessante cercare di identificare qualche tendenza al fine di realizzare, ove opportuno, i correttivi del caso. Lo svolgimento dell’attività politica, esaltando la tensione psicologica individuale, è particolarmente adatta ad evidenziare determinate tendenze. Si prenda il caso ad esempio del personaggio politico, a Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 38 38 tutti i livelli, candidabile ad una nomina od elezione. Prima della designazione (probabilmente nella massima buona fede) le sue intenzioni di impegno a favore del movimento sono massime. A designazione avvenuta gli intendimenti iniziali seguono un determinato percorso, dalle caratteristiche standard. Può essere interessante illustrare il comportamento con una curva che, nella sua configurazione, risulta speculare alla famosa curva di Laffer sulla pressione fiscale (vedi pagina seguente). Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 39 39 LA CURVA DI IMPEGNO DEGLI ELETTI O NOMINATI 100 IMPEGNO 100 0 TEMPO Tempo: 0 indica il momento della candidatura 100 corrisponde alla fine del mandato Impegno: 0 indica il minimo dell’impegno 100 indica il massimo dell’impegno MASSIME ESTEMPORANEE Il principe conferirà l’incarico di pregio a chi inizialmente lo respinge, imperocché colui che rifiuta intravvede gli oneri dell’incarico mentre colui che lo sollecita vi intravvede gli onori Travaglia/Machiavelli Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 40 40 D Democrazia (vedi Bonifica semantica) Desistenza Nei collegi maggioritari, dove la maggioranza relativa conquista il seggio, il patto di desistenza viene stipulato fra due forze affini, seppur elettoralmente distinte, ma intenzionate a governare insieme. In collegi predeterminati viene così presentato un unico candidato, previa rinuncia dell’altro, con invito all’elettore a concentrare i voti su di lui, anche se non totalmente affine, in modo da accrescere artificialmente il numero dei consensi per questa alleanza spuria. Si tratta di un vero imbroglio che alle ultime elezioni ha costretto i moderati dell’Ulivo a votare in molti collegi per Rifondazione Comunista, in mancanza di un candidato più affine, e gli estremisti di Rifondazione Comunista a votare analogamente per un candidato moderato dell’Ulivo. Il Polo avrebbe potuto compiere la stessa operazione stringendo un patto di desistenza con l’estrema destra della Fiamma Tricolore, ma non lo ha fatto per ragioni di lealtà nei confronti del proprio elettore, pur consapevole di rinunciare così ad un rilevante pacchetto di voti. Devoluzione (Devolution) La devoluzione può essere descritta come segue: Sussidiarietà + Statuti regionali speciali = devolution, devoluzione. In tutto il mondo gli stati nazione perdono compiti e fun- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 41 41 zioni, con una devoluzione di questi compiti e funzioni o al privato o ai livelli di governo inferiori. Questa è la vera devoluzione, che ha nella sussidiarietà e negli statuti speciali i suoi due pilastri. È la devoluzione come la si concepisce in Europa. Don Sturzo Don Luigi Sturzo, eminente pensatore del nostro secolo, interprete appassionato del messaggio cattolico e fondatore del Partito Popolare Italiano, non può certamente essere sospettato di tendenze antidemocratiche e di indifferenza per il messaggio cristiano di solidarietà. In controtendenza con il diffuso buonismo disfattista odierno aveva tuttavia correttamente identificato nell’individualismo e nell’antistatalismo la molla propulsiva per il bene della collettività. Pur nella consapevolezza di una estrema semplificazione, vanno ricordati alcuni punti significativi delle sue raccomandazioni: 1. In primo luogo un appello ai “liberi e forti” il che presuppone un riferimento alle energie più dinamiche del Paese, capaci di creare, in un clima liberale di sviluppo le risorse necessarie anche per venire incontro alle necessità dei soggetti meno attrezzati 2. In secondo luogo l’identificazione di tre “male bestie” vale a dire la Partitocrazia, lo Statalismo e la Corruzione, contro le quali invitava alla più ferrea mobilitazione, con un messaggio di grandissima attualità 3. E da ultimo un appello a: spirito di iniziativa, cultura del rischio e senso di responsabilità, che appare un vero e proprio inno alla cultura benefica dell’impresa, vale a dire l’istituzione più idonea a creare valore aggiunto nell’interesse della collettività. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 42 42 Doppia verità La mistificazione, a cominciare dai contenuti della teoria marxista, è senpre stata ed è tuttora uno dei punti di forza della pratica comunista, più o meno mascherata. Secondo quanto riferito da Enzo Bettiza nel ponderoso libro I misteri di Mosca che narra le vicende dei comunisti internazionali ghettizzati nel sinistro albergo Luxor, la codificazione della doppiezza comunista, come strategia operativa, sarebbe stata elaborata addirittura da Palmiro Togliatti, ospite di Mosca negli anni ‘30, sotto lo pseudonimo di Dionisi. Uno stralcio del libro di Bettiza così riporta i principi della doppiezza comunista come strumento per la conquista del potere: «...Per quanto riguarda la doppiezza comunista... i comunisti dovranno universalizzarla come linea generale del partito; vorrà dire che dovranno sdoppiarsi essi stessi, cambiar pelle all’esterno, fingere di liberalizzarsi; vorrà dire in altre parole, che dovranno inserirsi e quasi integrarsi alla società borghese assediandola dall’interno, inquinandola ideologicamente, disarmandola moralmente, dissolvendola materialmente e conquistandola di trincea in trincea, senza colpo ferire in una lunga estenuante guerra di posizione... Sarà un morbido attacco allo Stato che resterà l’obiettivo finale, attraverso lo svuotamento indolore della società in cui tutto ciò che è democratico, liberale, progressista, dovrà essere poco per volta portato alle estreme conseguenze anarchiche della democrazia, del liberalismo e del progressismo... il sindacato dovrà diventare il padrone sovrano del lavoro e della produzione, le organizzazioni di massa le padrone della piazza, i giornali e le scuole i propagandisti di idee ultraliberali favorevoli alla linea corrosiva del partito, mentre la Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 43 43 magistratura e il diritto borghese, confiscati e manipolati dai giudici comunisti, si trasformeranno in micidiali armi terroristiche puntate al cuore delle classi dominanti. Gli altri partiti rivali... dovranno essere gradualmente irretiti e paralizzati in una trama sempre più vischiosa di patti, di alleanze, di compromessi fino a smarrire la loro identità e a consegnarsi da sé nelle mani del partito comunista che salirà al potere e compirà la sua rivoluzione finale in nome del pluralismo, della democrazia, della libertà e della indipendenza nazionale...» (pagg. 205-206) A convalida dell’ipotesi mistificatoria citiamo un esempio fornito da Norberto Bobbio, guru riconosciuto dei “progressisti”, nel suo libretto Destra e sinistra. A conclusione della sua analisi Bobbio si convince che il principale elemento distintivo fra destra e sinistra sia la cocente aspirazione di quest’ultima ad un ideale di eguaglianza generalizzato. Sulla base di tale premessa Bobbio divide i movimenti politici in quattro categorie: a) all’estrema destra movimenti antiliberali e antiegualitari di cui «ritengo sia superfluo indicare esempi storici ben noti, come fascismo e nazismo...» b) al centro destra movimenti libertari ed inegualitari, come i conservatori, fedeli comunque al metodo democratico c) al centro sinistra movimenti libertari ed egualitari, del tipo socialismo liberale. Sostanzialmente i partiti socialdemocratici d) all’estrema sinistra i movimenti egualitari ed autoritari di cui l’esempio storico più importante è... il giacobinismo!!! Cosicché quanti si aspettavano a quel punto, in simmetria con fascisti e nazisti, la messa in castigo dei comunisti, la cui esistenza storica non può certo essere negata, sono destinati a restare con un palmo di naso, rendendo comunque omaggio alla doppiezza dell’autore. Scendendo dal livello guru a quello del leader politico pos- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 44 44 siamo ricordare due dichiarazioni di Occhetto, non perfettamente coincidenti: «Il comunismo è morto e sepolto e noi siamo contenti perché ha tradito gli interessi dei lavoratori» (Corriere della Sera, 31.8.91) «Io sono e resto un comunista italiano. Se si darà vita ad una nuova forza politica, ci parteciperò con le idee di un comunista» (L’Espresso, 15.9.91) Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 45 45 E Elettore (rispetto dell’) Per elezione si intende l’atto di: «designare, mediante il sistema del voto, le persone destinate a ricoprire un determinato incarico o a rappresentare una collettività in un’assemblea o simili.» A questa enunciazione apparentemente semplice corrisponde tuttavia una realtà molto più complessa, in molti casi preordinata a vanificare maliziosamente la reale volontà dell’elettore. Fra i possibili strumenti utilizzati allo scopo si possono menzionare: Prima del voto: il patto di Desistenza (vedi voce relativa) Durante il voto: i Brogli elettorali (vedi voce relativa) Dopo il voto: il Ribaltone (vedi voce relativa), o il mancato rispetto dell’esito referendario Le tre situazioni si collegano al concetto di Trasformismo (vedi). - Desistenza: l’elettore dell’Ulivo, se moderato e di centro, è costretto a votare per i comunisti e viceversa. - Broglio elettorale: modifica di nascosto il voto di centro destra in voto di sinistra, o annulla fraudolentemente un voto di centro-destra valido. - Ribaltone. Consente: mercato di parlamentari; Ribaltone. Consente: mercato dei voti; Ribaltone. Consente: mercato delle poltrone. Equazione dello Sviluppo A più riprese lo stesso Presidente di Forza Italia ha illu- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 46 46 strato “La cura Berlusconi” per realizzare più sviluppo e più occupazione: 1. meno imposte 2. meno burocrazia 3. meno tasse sul lavoro 4. più investimenti dello Stato in infrastrutture. Meno tasse = meno evasione (più entrate) Meno tasse sulle imprese = più competitività Meno tasse sul lavoro = più occupazione Meno tasse sulle persone = più consumi e quindi Più sviluppo Più risorse per lo stato sociale Esiste solidarietà, equità sociale, giustizia sociale solo attraverso lo sviluppo. La nostra è l’economia dello sviluppo, la politica del segno + (del segno più). La sinistra fa la politica del segno - (del segno meno). Europa Abbiamo assistito nel 1998 ad un ulteriore passo avanti, molto importante, verso la completa edificazione dell’Europa come soggetto unitario, sia economico che politico e sociale. Il caso ha voluto che ad officiare tale momento sia stato un governo delle sinistre, fatto di cui gli occasionali protagonisti hanno menato gran vanto, quasi a sottolineare la conclusione di una coerente posizione storica. È opportuno ricordare che, a fronte di un atteggiamento da mosca cocchiera, l’idea dell’Europa è nata più di quarant’anni fa, senza nessuna attestazione di simpatia da parte del mondo comunista, ed è quindi una creatura esclusiva dei cattolici e dei liberali. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 47 47 F Fellonìa (vedi Abigeato politico) Fisco Prima di svolgere qualche considerazione su un argomento così scottante e sempre attuale può essere utile, a titolo di memento, esporre il quadro dei prelievi operati dal fisco, in corso d’anno, nei confronti dei cittadini. (vedi tabella a pagina seguente) Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 48 48 TAVOLA 18.2 - ENTRATE TRIBUTARIE DELLO STATO Tributi PER CATEGORIA DI TRIBUTI (A) (IN MILIARDI DI LIRE) Competenza Competenza Cassa 1993 1994 1995 1996 1997 1993 1994 1995 257.481 158.162 24.377 16.937 40.344 19 5.434 8.822 602 2.784 245.696 152.567 27.966 17.692 37.438 17 215 6.436 654 2.711 266.283 164.120 28.168 16.321 35.802 12 273 15.369 715 5.503 294.303 177.847 35.373 22.136 42.903 11 184 10.843 17 4.989 334.377 194.633 50.216 27.537 37.819 13 298 18.875 71 4.915 250.124 154.900 21.795 15.692 40.398 13 5.506 8.815 260 2.745 237.806 148.516 26.108 15.904 37.412 7 317 6.625 215 2.702 260.679 162.478 26.433 15.030 35.305 10 310 15.178 482 5.453 30.714 5.042 8.611 4.972 160 1.202 5.676 721 4.330 29.164 5.760 7.595 5.009 191 1.316 4.360 1.162 3.771 30.273 6.001 7.758 5.281 213 1.389 3.777 1.084 4.770 35.057 6.072 9.333 6.314 208 1.679 5.177 1.276 4.988 36.213 6.130 8.813 6.258 265 1.853 3.969 1.440 7.485 29.429 4.742 8.594 4.408 152 1.118 5.376 861 4.178 29.613 5.811 7.389 5.256 191 1.301 4.634 1.261 3.770 30.448 5.841 7.838 5.391 210 1.416 4.234 1.137 4.381 Imposte sul movimento e scambio delle merci e dei servizi Imposta sul valore aggiunto Olii minerali e loro derivati Tasse automobilistiche e relativa addizionale Soprattassa Diesel Imposta su registrazioni nel Pra Multe, ammende e sanzioni amministrative per I.V.A. Altre 118.168 76.998 37.525 1.050 385 724 451 1.035 135.538 90.487 39.353 1.064 442 782 2.205 1.205 142.978 94.113 43.323 883 235 860 2.399 1.165 141.739 98.241 35.968 996 248 847 4.182 1.257 150.161 104.828 37.324 1.069 185 899 4.785 1.071 117.928 77.484 37.315 988 235 702 180 1.024 147.159 105.066 38.992 1.028 250 789 249 755 155.445 110.475 42.618 949 213 882 340 850 160.359 166.641 120.032 125.759 37.120 38.055 873 898 124 85 854 848 416 298 940 698 Imposte sui consumi, monopoli, lotto e lotterie Canone di abbonamento alla RAI-TV Diritti erariali sui pubblici spettacoli Spiriti Birra Zucchero Gas incondensabili ed energia elettrica Gas metano per impieghi non industriali o artigianali Proventi addizionale energia elettrica Caffé e cacao Banane Tabacchi e proventi vari del Monopolio Tassa speciale veicoli azionati con gas metano Lotto e lotterie Altre Totale 24.391 1.988 533 611 401 –– 1.220 4.881 –– –– 2 8.515 44 5.882 314 430.754 27.003 2.528 553 759 448 –– 1.973 4.925 –– –– 6 9.411 41 5.583 778 437.401 31.466 2.566 590 786 444 –– 2.458 5.810 147 –– –– 10.322 33 7.384 926 471.000 37.053 2.753 663 897 421 –– 4.320 6.978 366 –– –– 10.659 38 8.998 960 508.152 40.337 2.601 404 858 440 –– 4.584 7.603 333 –– –– 11.285 19 11.102 1.108 561.088 24.801 2.371 511 575 395 9 1.194 4.873 –– 196 2 8.840 29 5.503 303 422.282 26.738 2.451 562 715 444 –– 1.792 5.045 –– –– 7 9.425 23 5.785 489 441.316 29.946 2.584 579 746 441 –– 2.247 5.707 147 –– –– 9.688 29 6.988 790 477.400 36.891 39.948 2.644 2.758 663 384 825 881 420 452 –– –– 3.732 4.658 6.929 7.307 202 316 –– –– –– –– 11.106 10.910 26 10 9.475 11.439 869 833 514.614 565.134 Imposte dirette Imposta sul reddito delle persone fisiche Imposta sul reddito delle persone giuridiche Imposta locale sui redditi Ritenute sui redditi da capitale Addizionale 8% Condono Altre imposte dirette Tributi soppressi Tributi minori Imposte sugli affari Registro Bollo Imposta sulle assicurazioni Sostitutiva Ipotecaria Concessioni governative Imposte successorie Altre (a) I dati relativi al 1997 sono provvisori 1996 1997 283.543 318.939 173.037 187.948 32.216 44.527 19.017 24.308 43.282 38.229 9 6 195 207 10.716 18.684 154 104 4.897 4.926 33.841 6.603 9.167 5.627 213 1.608 5.141 1.362 4.727 39.606 6.358 8.889 7.057 169 2.443 3.989 1.433 7.662 TO Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 49 49 PER CATEGORIA DI TRIBUTI (A) (IN MILIARDI DI LIRE) Competenza Cassa 994 1995 1996 1997 1993 1994 1995 696 567 966 692 438 17 215 436 654 711 266.283 164.120 28.168 16.321 35.802 12 273 15.369 715 5.503 294.303 177.847 35.373 22.136 42.903 11 184 10.843 17 4.989 334.377 194.633 50.216 27.537 37.819 13 298 18.875 71 4.915 250.124 154.900 21.795 15.692 40.398 13 5.506 8.815 260 2.745 237.806 148.516 26.108 15.904 37.412 7 317 6.625 215 2.702 260.679 162.478 26.433 15.030 35.305 10 310 15.178 482 5.453 1996 1997 164 760 595 009 191 316 360 162 771 30.273 6.001 7.758 5.281 213 1.389 3.777 1.084 4.770 35.057 6.072 9.333 6.314 208 1.679 5.177 1.276 4.988 36.213 6.130 8.813 6.258 265 1.853 3.969 1.440 7.485 29.429 4.742 8.594 4.408 152 1.118 5.376 861 4.178 29.613 5.811 7.389 5.256 191 1.301 4.634 1.261 3.770 30.448 5.841 7.838 5.391 210 1.416 4.234 1.137 4.381 538 487 353 064 442 782 205 205 142.978 94.113 43.323 883 235 860 2.399 1.165 141.739 98.241 35.968 996 248 847 4.182 1.257 150.161 104.828 37.324 1.069 185 899 4.785 1.071 117.928 77.484 37.315 988 235 702 180 1.024 147.159 105.066 38.992 1.028 250 789 249 755 155.445 110.475 42.618 949 213 882 340 850 160.359 166.641 120.032 125.759 37.120 38.055 873 898 124 85 854 848 416 298 940 698 003 528 553 759 448 –– 973 925 –– –– 6 411 41 583 778 401 31.466 2.566 590 786 444 –– 2.458 5.810 147 –– –– 10.322 33 7.384 926 471.000 37.053 2.753 663 897 421 –– 4.320 6.978 366 –– –– 10.659 38 8.998 960 508.152 40.337 2.601 404 858 440 –– 4.584 7.603 333 –– –– 11.285 19 11.102 1.108 561.088 24.801 2.371 511 575 395 9 1.194 4.873 –– 196 2 8.840 29 5.503 303 422.282 26.738 2.451 562 715 444 –– 1.792 5.045 –– –– 7 9.425 23 5.785 489 441.316 29.946 2.584 579 746 441 –– 2.247 5.707 147 –– –– 9.688 29 6.988 790 477.400 36.891 39.948 2.644 2.758 663 384 825 881 420 452 –– –– 3.732 4.658 6.929 7.307 202 316 –– –– –– –– 11.106 10.910 26 10 9.475 11.439 869 833 514.614 565.134 283.543 318.939 173.037 187.948 32.216 44.527 19.017 24.308 43.282 38.229 9 6 195 207 10.716 18.684 154 104 4.897 4.926 33.841 6.603 9.167 5.627 213 1.608 5.141 1.362 4.727 39.606 6.358 8.889 7.057 169 2.443 3.989 1.433 7.662 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 50 50 La politica fiscale adottata dall’attuale governo rappresenta una chiara prova dell’avversione istintiva che le sinistre provano per il concetto di impresa. Basti considerare l’andamento dell’imposizione sulle imprese nei principali Paesi stranieri, secondo la sottostante tabella. Corriere della Sera 29 ottobre 1998 IL PRELIEVO FISCALE SULLE SOCIETÀ Dati in % PAESI 1980 1996 DIFFERENZA Belgio Danimarca Francia Germania Irlanda Italia Lussemburgo Olanda Portogallo Spagna Regno Unito 48,0 37,0 50,0 61,7 45,0 36,3 45,5 46,0 51,2 33,0 62,0 40,0 34,0 36,6 56,0 38,0 53,0 40,3 35,0 39,6 36,0 33,0 -8,0 -3,0 -13,3 -5,7 -7,0 +16,9 -5,2 -11,0 -11,8 +3,0 -19,0 L’andamento sopra illustrato sta ad indicare che in moltissimi Paesi è stato compreso che uno dei modi principali per innescare lo sviluppo economico è quello di ridurre la pressione fiscale sulle imprese. Praticamente solo l’Italia appare in controtendenza. Prendendo lo spunto da una frase di Churchill secondo cui «molti credono che l’industria sia una tigre da domare, molti credono che sia una mucca da mungere, pochi sanno che è un cavallo robusto che tira un carro molto pesante», i nostri governanti hanno scelto evidentemente l’ipotesi della mucca. Il motivo per cui in Italia non si è ancora verificata una rivolta fiscale dipende probabilmente dal fatto che il cittadino non ha ancora afferrato il concetto che, pagando meno tasse non diminuisce la ricchezza della collettività, ma Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 51 51 quella della burocrazia, mentre aumenta quella del cittadino stesso che conserva in tasca i soldi per soddisfare le sue necessità al lordo del taglieggiamento burocratico. I servizi che i cittadini ricevono di ritorno dallo Stato risultano infatti ridotti come valore dal costo di una gestione burocratica spesso arbitraria, inefficiente e parassitaria. Il fatto che lo Stato sia così riluttante ad imboccare una politica di sviluppo, la cui premessa sarebbe comunque la riduzione delle imposte, significa che non è stato ancora afferrato un concetto di rilevante significato metaforico. Lo Stato potrebbe essere considerato il più grande azionista di tutte le imprese italiane, ove si considerasse il prelievo delle imposte alla stregua dell’incasso di dividendi dell’ordine del 50/60% dei profitti. Lo Stato non sembra quindi capire che il vituperato profitto non è altro che un veicolo di imposta: più alto il profitto, più alto il gettito fiscale. L’aumento dei profitti andrebbe quindi considerato come una vera benedizione. Considerando il gettito annuale dell’IRPEG pari a circa 30.000 miliardi, un raddoppio dei profitti potrebbe significare, con un calcolo molto spannometrico, un raddoppio dell’IRPEG. E 30.000 miliardi rappresenterebbero certamente una Finanziaria molto robusta, raggiunta tuttavia in modo gioioso attraverso lo sviluppo invece che in modo penoso attraverso una spinta al pauperismo. Vista la persistente tendenza del nostro Governo ad aumentare le imposte è da temere, come possibilità seppure teorica, che senza la fissazione costituzionale di un limite, il prelievo fiscale potrebbe raggiungere il livello del 100% del reddito. Si realizzerebbe così una forma perfetta di Socialismo Reale attraverso la leva fiscale. Evasione fiscale: il fenomeno va visto in una visione prudenziale. A parte la considerazione che un’evasione fiscale massiccia può essere semplicemente la spia di aliquote irragionevolmente alte, la quantificazione del fenomeno va verificata in modo razionale e non emotivo. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 52 52 Non si dimentichi infatti che evasione fiscale significa presenza di un reddito occulto, sul quale non sono state incassate le imposte. Se l’evasione fiscale italiana equivalesse effettivamente, come si vocifera, a 200.000 miliardi, ciò significherebbe, calcolando un’aliquota del 40%, un aggiustamento in aumento del PIL per una cifra pari a circa 500.000 miliardi che ci porterebbe, ad esempio, a superare il PIL della Francia. Il che sembra improbabile. Le sinistre fanno una politica, per dirla alla Tremonti, tutta tasse e tassi: ci caricano di nuove tasse e sperano nella riduzione dei tassi. Ma tasse+tassi = sviluppo zero Madre del contribuente è l’aliquota giusta. Il profitto non è altro che un veicolo di imposta: più alto il profitto, maggiore il gettito fiscale. I Parlamenti sono nati per difendere i cittadini dagli abusi fiscali dei governanti. attraverso la malsana pratica delle leggi delegate, l’attuale governo Elude tale fondamentale principio. Forza Italia (proposta di Mission - interpretazione personale) È importante ricordare che Forza Italia è l’unico partito, di rilevanza significativa, nato nella seconda repubblica con il voto popolare. In tale contesto non sono quindi considerati i partiti marginali, come rilevanza percentuale, o quelli nati artificialmente attraverso la pratica dell’abigeato politico. La Mission di Forza Italia può essere identificata come segue: In linea coi valori fondamentali migliorare la qualità di vita nel paese garantendo la libertà e favorendo lo sviluppo, nel rispetto della sussidiarietà. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 53 53 Si intende per Mission il ruolo globale, comprensivo del raggiungimento dei singoli obiettivi, che al momento della nascita ogni organismo si assegna, implicitamente o esplicitamente (alla voce citazioni si troveranno numerosi riferimenti impliciti al concetto di Mission). Analizzando separatamente i singoli punti delle mission si può rilevare: Migliorare la qualità di vita nel paese significa un impegno a tutto campo che, partendo dal miglioramento materiale(vedi Qualità della Vita) consenta la creazione di reali risorse addizionali da impiegare anche per il riequilibrio di situazioni sociali obiettivamente sperequate. Tale azione va svolta nel rispetto dei valori fondamentali come la famiglia, la religione, l’amor di Patria, il rispetto della legalità, la professionalità e il merito, il senso civico, l’altruismo. Il messaggio è rivolto soprattutto alla difesa contro i principi corrosivi del modello pseudo progressivo noto come Politically Correct (vedi voce relativa) La mission va realizzata garantendo la libertà, concetto da intendersi nel senso più lato, vale a dire il controllo costante che tutte le istituzioni operino nell’assoluto rispetto delle proprie attribuzioni, la denuncia puntuale di ogni deviazione e l’azione diretta al ripristino dell’equilibrio. La mission va inoltre realizzata favorendo lo sviluppo, concetto che rappresenta uno degli elementi chiave di differenziazione rispetto alla dottrina delle sinistre che rimane comunque influenzata dalla matrice di origine marxista. Nella loro visione statalistica le sinistre ritengono che l’importante sia eliminare le sperequazioni economiche e quindi suddividere in modo più equilibrato la torta già esistente. Ciò significa che il PIL nazionale rimane sostanzialmente immutato ma si verificano cambiamenti a livello dei PIL individuali, con un progressivo livellamento (vedi la voce doppia verità) Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 54 54 Nella staticità della situazione si verifica quindi una progressiva deriva verso il pauperismo e l’emarginazione del Paese rispetto ai concorrenti più dinamici. La ricetta dello sviluppo punta invece ad aumentare il PIL nazionale il che comporta comunque, con l’allargamento della torta, un aumento del PIL pro capite, sia pure attraverso temporanee sperequazioni in contrasto con la visione statalistica dell’egualitarismo, ma in linea con i vantaggi generali della collettività. La diversa concezione del dinamismo economico deriva anche dalla fatalistica convinzione delle sinistre che lo sviluppo del PIL sia un fatto naturale, quasi ineluttabile, mentre i liberaldemocratici si rendono conto degli sforzi che ogni singolo operatore, in particolare le imprese, deve compiere per contribuire allo sviluppo. Presupposto dello sviluppo è naturalmente la condizione che ogni istituzione creatrice di PIL reale (in primis l’impresa) venga liberata dai vincoli artificiali che ne paralizzano l’efficacia, rispettando per lo meno una situazione di mercato, ossia una parità di condizione rispetto ai concorrenti internazionali. Non a caso il massimo sviluppo del Paese si è realizzato nel decennio 1950/1960, in coincidenza con lo scarso peso di sindacati e partitocrazia, allorchè il reddito pro-capite si è raddoppiato, la disoccupazione è scesa dal 10% al 3% e la Lira ha conquistato l’Oscar per la moneta più stabile. E da ultimo il rispetto della sussidiarietà, (vedi la voce relativa) ossia la garanzia che nella sussidiarietà verticale la capacità di decidere sia sempre collocata nelle istituzioni più vicine al cittadino (non faccia la Regione quello che può fare il Comune) e nella sussidiarietà orizzontale la decisione sia attribuita all’area più competente (non faccia lo Stato quello che può fare il privato). Tenendo conto di quanto il concetto di sussidiarietà possa fra l’altro favorire il fondamentale principio del Federalismo. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 55 55 Forza lavoro Le progressive modifiche strutturali, verificabili a scadenze successive, nell’impiego delle forza lavoro, rappresentano uno degli specchi più significativi per l’interpretazione dell’evoluzione sociale. Tale lettura va utilizzata soprattutto per valutare in modo non emotivo problemi di grande rilevanza, in primo luogo quello della disoccupazione, che trovano comunque costanti e ripetitivi riscontri nella storia Come noto l’esempio più famoso di avversione ai cambiamenti produttivi è rappresentato dal luddismo, movimento che prende il nome da Ned Ludd un operaio inglese che nel 1779 in quel del Leicerstershire, avrebbe distrutto alcune macchine per la produzione di calze, generando un movimento di opposizione all’impiego di macchine nell’industria, che si estese a tutto il Paese. Più curioso, come esempio di distruzione di professionalità, il caso della Francia che nel 1830 importò, in assenza all’epoca di farmaci idonei, 40 milioni di mignatte (alias sanguisughe) destinate ai salassi. C’è da chiedersi che fine abbia fatto oggi la radicata professionalità di quegli applicatori, senza rammaricarsi tuttavia per la sua estinzione. Nel 1984 il professor Weber, un’autorità nel campo delle relazioni industriali statunitensi, rettore della Midwestern University di Chicago, forniva i seguenti dati sulla composizione della forza lavoro negli USA: - addetti alla produzione dell’acciaio: 250.000; - addetti alla produzione delle automobili: 600.000; - occupati nelle case di riposo per anziani: 1.300.000; - occupati nel fast food: 6.500.000. Collegando i dati di cui sopra al fatto aggiuntivo che negli USA gli addetti all’agricoltura non superano il 2% della popolazione(il che consente comunque di coprire le esigenze del Paese e di esportare altresì una quota rilevante Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 56 56 del prodotto) se ne può trarre una conclusione interessante dal punto di vista ideologico e politico. I dati confermano infatti, ove fosse necessario, la totale insensatezza previsionale della teoria marxista: Marx aveva in effetti totalmente ignorato il poderoso sviluppo futuro del terziario, ossia dei servizi, tanto è vero che la simbologia comunista aveva utilizzato due soli simboli e cioè la falce per l’agricoltura ed il martello per l’industria. Il terziario, che oggi la fa da padrone come percentuale delle forze di lavoro, col 64,2%, era stato totalmente ignorato da Marx. Tale realtà è chiaramente confermata dalla situazione italiana che si presenta come segue: Composizione percentuale della forza lavoro Anni 1881-1997 Anni Agricoltura Industria Altre attività 1881 1911 1936 1951 1981 1997 65,4 59,1 52,0 43,0 11,1 7,8 20,2 23,6 25,6 29,9 41,5 28,0 14,4 17,3 22,4 27,1 47,4 64,2 Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Istat. Composizione percentuale del Pil Anni 1913-1981 Anni Agricoltura Industria Altre attività 1887 1913 1938 1963 1981 1997 48,9 37,6 26,6 16,5 6,1 3,1 21,5 24,9 30,3 49,5 37,1 30,5 29,6 37,5 43,1 34,0 56,8 65,4 Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Istat. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 57 57 G Giustizia Si premette la definizione secondo cui giustizia è la «Virtù per cui si rispettano i diritti altrui e si attribuisce a ciascuno ciò che gli è dovuto.» È da presumere che nell’immaginario soggettivo del cittadino italiano, come confermato da numerose ricerche, la pratica di amministrazione della giustizia venga associata ad un concetto di assoluta imparzialità che al limite potrebbe rendere inaccessibile tale funzione a soggetti impegnati con atti o dichiarazioni in attività politiche. In pratica, a differenza della grande maggioranza dei magistrati che si comportano con la dovuta correttezza, una frangia molto combattiva ha assunto da anni posizioni di esplicito impegno politico, su posizioni di sinistra con il frequente appoggio di qualche istituzione, e l’obiettivo di rimodellare i criteri di applicazione del diritto, operando ai limiti della costituzionalità. Alcuni stralci da un recente libro di Giancarlo Lehner, «Due pesi e due misure» possono fornire materia a riflessioni che, pur frammentarie, si ricompongono alla fine in una certa unitarietà. «Il 29 gennaio 1998, dopo aver ascoltato il veto posto da Elena Paciotti al pacchetto Boato sulla giustizia, il presidente del Csm, Scalfaro, invece di ribadire solennemente che le riforme costituzionali non competono alle associazioni sindacali, dichiara di condividere, una per una, le parole della Paciotti, presidente, appunto, dell’Anm, sindacato di categoria dei magistrati. Il capo dello Stato accusa gli avvocati di “sovvertire l’ordine costituito” (17 novembre 1998) solo perché hanno dato vita a uno sciopero di Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 58 58 protesta (“peggio che andare in piazza armati”).» “Tra abrogazioni” e “dimenticanze”, vanno segnalate le leggi originarie che la Costituzione richiede: per esempio quella che dovrebbe vietare ai giudici l’iscrizione ai partiti politici, ovviamente mai varata («Aspettiamo quella legge da cinquant’anni» ha lamentato Giuseppe Consolo su “Il Giornale” del 30 maggio 1998).» «L’articolo 105 della Costituzione detta: “Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati”.» Le funzioni sembrerebbero quindi arrestarsi a questo punto. Ciò malgrado «il Csm è stato capace, nel 1990, di richiedere la sospensione dei propri lavori, adducendo l’incredibile motivazione della contemporanea celebrazione del congresso politico del Pci! Così come s’è sentito autorizzato a stendere pareri non richiesti su iniziative legislative, a vergare appelli, allarmi, bellicose risoluzioni, a sindacare presidenti del Consiglio e della Repubblica, nonché a interpretare i propri compiti amministrativi in forma di pressione e di controllo politico dei magistrati non in linea.» «Lo stesso giudice Giovanni Falcone fotografava così questa mutazione genetica: “Il Csm è diventato, anziché organo di autogoverno e garante dell’autonomia della magistratura, una struttura da cui il magistrato si deve guardare... con le correnti trasformate in cinghia di trasmissione della lotta politica”.» «Bene, si è arrivati al punto che più sentenze e, purtroppo, una specifica sentenza della Cassazione, hanno stabilito che gli altri elementi di prova possono essere anche solo le semplici ulteriori dichiarazioni di un secondo coimputato, senza alcun altro riscontro. Insomma, bastano le dichiarazioni concordanti di due persone che abbiamo appreso quella versione dei fatti da altri, anche se nel frattempo de- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 59 59 funti, per costituire prova sufficiente a una condanna!» «Vale la pena di ricordare che già tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta montò, fomentata dal Pci e da molti utili idioti dei partiti democratici, la propaganda mirata all’uso alternativo del diritto.» «Sempre a Milano, nel 1969, un magistrato affermava che la battaglia dei giudici alternativi andava portata avanti, “se necessario, con la violenza!”» «L’ideologia, insomma, sormontava, sino a renderla irriconoscibile, la funzione: “Compagni,” così si esprimeva l’allora giudice di Palermo, Giuseppe Di Lello, “con questo Congresso dobbiamo decidere se siamo dei compagni che restano tali pure essendo magistrati; dobbiamo anche decidere se Magistratura Democratica, nata per contrastare le mistificazioni della giustizia borghese, debba oggi accettare di farsi garante di una eventuale repressione dell’area del dissenso, magari in una ipotesi di compromesso storico”». «Tre le idee-forza ricorrenti che legavano le pur diverse anime di Magistratura Democratica, l’una filo-Pci, le altre variamente extraparlamentari: 1) l’edificazione di una magistratura “che guarda alla classe operaia, ai suoi valori, alla sua razionalità storica come a un nuovo referente ideale”; 2) la lettura e l’applicazione della Costituzione per trarne sino alle estreme conseguenze “la logica fortemente anticapitalistica”; 3) l’avvento di un governo alternativo, come prospettato, ad esempio, da Edmondo Bruti Liberati nel 1977: “La magistratura non deve limitarsi a garantire spazi di libertà, ma deve appoggiare chi gestisce il dissenso per innescare un processo di ribaltamento dei rapporti di forza”.» «Negli anni Settanta, Giancarlo Caselli, già allora immancabile protagonista di dibattiti assembleari, nonché redattore, insieme a Luciano Violante, della rivista del Pci torinese “Nuova società”, lamentava, tuttavia, la residua diffidenza della classe operaia verso le pur sempre “borghesi” toghe.» Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 60 60 «Di contro, vi era l’ala movimentista di Magistratura democratica, che pensava ingenuamente o irresponsabilmente alla rivoluzione dietro l’angolo (“... Francesco Greco, come molti di noi, invitava nei congressi all’abbattimento dello Stato borghese”).» «Quando si parla - spiega Colombo (Gherardo) - di “opposizione politica” svolta dalla magistratura, ci si riferisce esclusivamente all’attività di controllo giurisdizionale che... si trasforma in controllo politico perché altre forme di controllo sono carenti, e perché attraverso l’imposizione di attività di supplenza il controllo giurisdizionale si è trasformato anche in controllo politico.» Fin qui alcune notazioni che, seppur scoordinate, potrebbero suscitare qualche dubbio di ortodossia istituzionale. Come noto il personaggio di gran lunga più colpito dall’azione di questa frangia di magistrati è stato il leader dell’opposizione e di Forza Italia, Silvio Berlusconi, con palesi ripercussioni su numerosi personaggi del suo entourage. Degno di nota un suo sfogo recepito da Internet Forza Italia del 6.6.96: «Così si esprime Silvio Berlusconi, a Cagliari nella seconda tappa del suo tour elettorale in Sardegna: “Credo, comunque, di aver dimostrato nella mia vita, più di qualsiasi italiano, una capacità di fondo, di resistenza, che non ha confronti con nessuno né dei protagonisti dell’impresa, né dei protagonisti della politica come provano le decine e decine di procedimenti contro a mio carico, 720 udienze, 450 perquisizioni e sequestri, cento avvocati messi in campo per resistere, un milione e mezzo di documenti sequestrati, 37 mandati di cattura sui propri dirigenti, di cui 15 nemmeno rinviati a giudizio, cioè una pura sottrazione della libertà a un cittadino, non motivata. E tutto questo nei confronti di un Gruppo che è poi risultato - ha spiegato Berlusconi - senza doppia contabilità e senza fondi ne- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 61 61 ri. Ci sono stati sequestrati non so quanti conti correnti, sono state perquisite decine di banche, svolte centinaia di rogatoria. E la guerra che mi hanno fatto per le televisioni? C’è stato su questo tema anche un referendum voluto dalla sinistra che abbiamo vinto. Insomma non c’è nessuno che abbia dimostrato tanta tenacia e tanta resistenza come Berlusconi. E io sono qua a fare il leader dell’opposizione con la forte volontà di diventare il responsabile del Governo.» Alcune osservazioni a corollario di quanto sopra: - L’81% degli italiani pensa che la magistratura italiana condiziona la vita politica. - Il 51,6% degli italiani ritiene che ci sia un atteggiamento persecutorio nei confronti di Silvio Berlusconi. - L’Italia è l’unico Paese d’Europa dove la parola di un pentito, priva di un milligrammo di riscontri obiettivi, ha valore probatorio. Se ne potrebbe dedurre che in Italia, per acquistare diritti, per diventare credibili, bisogna diventare criminali e poi pentirsi. - Qualsiasi assassino vi può regalare vent’anni di galera, sostenendo, solo con la sua parola, che vi ha visto commettere un reato. - In Italia ci sono 2.000 pentiti con privilegi incredibili. - I pentiti di allevamento rendono dichiarazioni a gettone. - Certi pentiti, di cui si serve la Procura di Palermo, sono stati giudicati inattendibili dalla Corte di Assise di Catania. Con una considerazione finale che dovrebbe fare riflettere: - Col decreto Biondi, reso famigerato a furor di “Media”, vennero liberati dalla carcerazione cautelare 2.500 persone. Decaduto il decreto, ne rientrarono in carcere 50. Una semplice operazione aritmetica porta a concludere che 2.450 persone erano illegalmente detenute. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 62 62 TAVOLA 4.15 - DELITTI E PERSONE DENUNCIATI ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA DELLE FORZE DELL’ORDINE, PER SPECIE DEL DELITTO - ANNO 1997 DELITTI (a) DELITTI PERSONE DENUNCIATE (b) DI AUTORE NEI CAPOLUOGHI Totale Per 100.000 abitanti Noto Ignoto Totale Per 100.000 abitanti Totale Di cui minori di 18 anni Strage (art. 422 C.P.) 4 Omicidi dolosi consumati 863 Infanticidi 10 Omicidi preterintenzionali 51 Tentati omicidi 1.708 Omicidi colposi 1.517 Lesioni dolose 25.184 Violenze sessuali 1.582 Furti semplici e aggravati 1.401.471 Rapine 32.896 Estorsioni 3.352 Sequestri di persona 1.007 Associazione per delinquere (art. 416 C.P.) 834 Associazione di tipo mafioso (art. 416/bis C.P.) 144 Incendi dolosi 8.661 Attentati dinamitardi e/o incendiari 1.159 Truffe 62.952 Contrabbando 55.855 Produzione, commercio, ecc. di stupefacenti 41.420 Sfruttamento, favoreggiamento, ecc. della prostituzione 2.714 Altri delitti 797.370 Totale 2.440.754 – 1,5 – 0,1 3,0 2,6 43,8 2,8 2.436,8 57,2 5,8 1,8 1,5 0,3 15,1 2,0 109,5 97,1 72,0 4,7 1.386,4 4.243,9 3 434 9 40 1.189 1.355 20.062 1.289 76.298 6.254 2.511 660 834 144 869 72 23.618 54.370 39.729 2.531 372.598 604.878 1 429 1 11 519 162 5.122 284 1.325.173 26.642 841 347 – – 7.792 1.087 39.334 1.485 1.691 183 424.772 1.835.876 3 337 4 27 786 490 12.410 840 784.336 19.679 1.580 565 460 85 3.625 333 34.697 27.891 23.166 1.312 396.517 1.309.143 – 1,9 – 0,2 4,5 2,8 70,7 4,8 4466,7 112,1 9,0 3,2 2,6 0,5 20,6 1,9 197,6 158,8 131,9 7,5 2.258,1 7.455,5 6 579 11 67 1.606 1.536 24.146 1.582 101.112 9.333 4.033 1.112 7.638 3.086 1.169 125 33.987 57.116 50.577 3.621 482.279 784.721 – 16 2 1 40 10 600 114 8.988 521 135 34 69 3 68 4 139 360 1.795 21 9.694 22.714 (a) I dati si riferiscono ai delitti rilevati nel momento della denuncia all’Autorità giudiziaria da parte della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanzia, e non comprendono quelli denunciati all’Autorità Giudiziaria di altri Organi (altri Pubblici Ufficiali, ecc.) né da privati. Essi quindi non sono confrontabili con quelli dei delitti Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 63 63 DELITTI (a) PERSONE DENUNCIATE (b) DI AUTORE NEI CAPOLUOGHI Per .000 anti Noto Ignoto Totale Per 100.000 abitanti Totale Di cui minori di 18 anni – 1,5 – 0,1 3,0 2,6 43,8 2,8 36,8 57,2 5,8 1,8 1,5 0,3 15,1 2,0 09,5 97,1 72,0 4,7 86,4 43,9 3 434 9 40 1.189 1.355 20.062 1.289 76.298 6.254 2.511 660 834 144 869 72 23.618 54.370 39.729 2.531 372.598 604.878 1 429 1 11 519 162 5.122 284 1.325.173 26.642 841 347 – – 7.792 1.087 39.334 1.485 1.691 183 424.772 1.835.876 3 337 4 27 786 490 12.410 840 784.336 19.679 1.580 565 460 85 3.625 333 34.697 27.891 23.166 1.312 396.517 1.309.143 – 1,9 – 0,2 4,5 2,8 70,7 4,8 4466,7 112,1 9,0 3,2 2,6 0,5 20,6 1,9 197,6 158,8 131,9 7,5 2.258,1 7.455,5 6 579 11 67 1.606 1.536 24.146 1.582 101.112 9.333 4.033 1.112 7.638 3.086 1.169 125 33.987 57.116 50.577 3.621 482.279 784.721 – 16 2 1 40 10 600 114 8.988 521 135 34 69 3 68 4 139 360 1.795 21 9.694 22.714 denunciati per i quali l’Autorità giudiziaria ha iniziato l’azione penale. (b) Le persone denunciate sono computate tante volte quanti sono i delitti per i quali sono state denunciate. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 64 64 La tavola soprastante tende a sottolineare come, su 2.440.754 delitti denunciati nel 1997, solo 604.878 siano riferibili ad autori noti. Se ne deduce che restano impuniti il 75,22% dei delitti denunciati. Gogna Mediatica Il Giornale del 10 maggio 1999 affronta il tema delle imputazioni che si potrebbero definire “mediatiche”, vale a dire della denuncia con grande clamore, attraverso stampa e TV, di presunte illegalità, sulla base di semplici supposizioni, e della mancata, o quasi impercettibile rettifica, qualora i casi si risolvano in una bolla di sapone. Rino Formica: in una lettera al Corriere della Sera Emanuele Macaluso lamenta che i giornali non abbiano dato conto nemmeno con una riga dell’assoluzione piena dell’ex onorevole socialista, inquisito per corruzione nel 1995. Le accuse riempirono le prime pagine e i telegiornali. Alberto Di Pisa (Il Corvo). Accusato nel 1989 di voler screditare l’Antimafia siciliana attraverso l’invio di lettere anonime, fu pesantemente attaccato dalla Repubblica e dal Corriere della Sera. Assolto nel 1993, Repubblica confinò la notizia a pagina 21, il Manifesto in una “breve” nelle pagine interne, il Corriere la nascose negli interni. Arrestati gli assessori regionali di Abruzzo: Apertura del TG 5 e prima pagina di Repubblica: “Una regione in galera”. Foto del DC Remo Gaspari, neppure inquisito, con mani giunte tipo manette. La pubblicazione il Centro (Caracciolo) parlò di “testimonianze di tangenti” (mai rilevate), con titoli ripresi da Washington Post e New York Times. Dopo Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 65 65 l’assoluzione generale nel 1997 la Repubblica ignorò completamente la notizia, il Centro ammise “L’inchiesta è corretta” e il Corriere relegò la notizia all’interno accanto alle estrazione del lotto. Ligato: la lupara dei politici: La Repubblica del 2 novembre 1992: «In carcere per delitto quattro capi di DC e PSI calabresi.» Editoriale di Giorgio Bocca: «La realtà supera l’immaginazione.» Vignetta di Forattini con un morto coperto da lenzuolo con simbolo DC. Squattrone, Battaglia Niccolò e Palamara assolti nel 1995 senza alcun commento giornalistico. La volpe argentata: Clelio Darida, accusato di tangente miliardaria: «In trappola la volpe argentata», secondo la Repubblica dell’8 giugno 1993. Assolto senza neppure rinvio a giudizio. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 66 66 H Hot Parade Violante Dal suo libro «Le due libertà»: «Il comunismo si è rivelato una leva straordinaria per sconfiggere totalitarismi, colonialismi, sfruttamento di altri esseri umani. È stato in molti Paesi levatrice di libertà.». «Il comunismo ha fallito solo quando si è proposto come duraturo sistema di governo.» (Da “Il Giornale” del 7.1.2000, articolo di Marcello Veneziani) Rutelli «Sotto il motorino nulla» (da “Il Giornale”, 4.1.2000). Karl Marx «Quando sarà il nostro turno non abbelliremo il terrore», Karl Marx, 1852 (Da “Il Giornale”, 31.12.99, Marcello Veneziani) Alessandro Natta (sull’imminente congresso DS) “Sembra una carovana questo povero partito. Non credo che si possa chiamare congresso (quello del Lingotto che comincerà giovedì prossimo), sarà solo una kermesse. Questi cretini ed anche ignoranti non conoscono la storia del loro Paese, del partito in cui sono cresciuti. Abbiamo un segretario che vuol fare l’americano…». (Da “Il Giornale” dell’11.1.2000) Massimo D’Alema «Penso che gli italiani abbiano preso gusto a questa democrazia dell’alternanza, nella quale le forze politiche non fanno pasticci sottobanco…» (Da «D’Alema, parole a vi- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 67 67 sta» a cura di Enrico Ghezzi) «Il Governo appartiene a chi vince le elezioni, le istituzioni appartengono a tutti» (idem) «Chi diventa leader di un esercito che non è il suo e che ha fiducia in altri leader non sarà mai un leader, sarà una marionetta» (idem) «Un uomo che è stato presidente della Repubblica non dovrebbe entrare nella mischia» (Passioni, Rai due, intervista a Sabina Guzzanti, 11 aprile ‘98) «Abbiamo l’occasione di diventare un Paese democratico vero, dove la gente decide con il voto da che dev’essere governata. Se perdiamo questa occasione, può darsi che questo Paese vada a rotoli.». (Punto di svolta, 16 febbraio ‘94). (Da “Il Giornale” del 24/10/98) Massimo D’Alema «Il clima mi preoccupa: insulti, offese; oltre agli spot anche le parole necessitano forse di regole». (Da intervento in Aula del Senatore Enrico Rizzi, il 15/2/2000) Luciano Violante «La via della riforma non è ricoperta di petali di rosa e non è scontato che la riforma sarà democratica». (Dal libro “Il piccone e la quercia” di Luciano Violante) Massimo Baldini «In Italia sta paradossalmente avvenendo quello che avveniva ad Atene nel lontano IV secolo avanti Cristo. Come ci raccontano le orazioni di Lisia, chi toccava l’ulivo veniva duramente punito con l’esilio e la confisca dei beni, e nei casi più gravi, con la carcerazione e la pena capitale.» (Da intervento in Aula del giorno 15/2/2000) Palmiro Togliatti Si era al 16° Congresso del Partito Comunista sovietico, Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 68 68 Mosca 1930. Sale alla tribuna Palmiro Togliatti, e dice: «È per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte di più del migliore cittadino italiano.» (da “Il Giornale” del 12/10/99) Leone Trotskij a Lenin «Vladimir Ilic, senza lavoro forzato non costruiremo mai il socialismo» (tratto da “GULAG, il sistema dei lager in URSS “ ed. Mazzotta) Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 69 69 I Immigrazione Fra le tante sfaccettature del concetto di Solidarietà (vedi) si distingue la propensione, ispirata dal Politically Correct (vedi), a risolvere il problema dei diseredati del Terzo Mondo attraverso una massiccia immigrazione nei Paesi più ricchi. Si tratta di un orientamento sfumato che non spinge tuttavia il ragionamento oltre un certo limite, generando quindi una sostanziale sensazione di incertezza. Per quanto possa sembrare paradossale, un metodo valido per verificare l’effettiva validità di un’idea è quello di spingerla alle estreme conseguenze onde chiarire in modo drastico tutte le possibili implicazioni. Vista l’imponenza della proposta andrebbe tuttavia effettuata in anticipo una considerazione di tipo “Macro”, per legare correttamente la percentuale di reddito di ogni Paese “ricco” al presumibile flusso di immigrazione. (o “imponibile” di immigrazione) A fronte di un PIL mondiale di oltre $ 27.000 miliardi, esiste una popolazione mondiale di circa 5,5 miliardi. I 24 Paesi più ricchi, con 812 milioni di abitanti, producono il 79% del reddito mondiale. I restanti 4.691 milioni di abitanti producono il 21% del reddito mondiale. L’Italia, con 56 milioni di abitanti, appartiene al gruppo dei Paesi ricchi e copre il 6,9% della popolazione di questi Paesi. Dovrebbe quindi importare il 6,9% della popolazione dei Paesi diseredati, (pari a 4.691 milioni) per un totale di 323 milioni di persone. Ove si ammettesse come “fisiologica” la presenza nei Paesi ricchi di un 10% di immigrati, l’Italia potrebbe accoglie- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 70 70 re 5,6 milioni di persone il che, rispetto ai 323 milioni di immigrati spettanti come quota vincolata rappresenterebbe una percentuale insignificante, per la cui copertura non vale certamente la pena di sottoporre il Paese ai disagi che l’immigrazione incontrollata gli sta infliggendo. Tali semplici considerazioni aritmetiche sembrano dimostrare la assurdità del modello “immigrazione illimitata” e suggerire la necessità di un’opzione alternativa. L’alternativa può consistere soltanto nell’arresto dell’immigrazione indiscriminata che comporta costi enormi sia come investimenti che come danni al sistema Paese, senza offrire in cambio agli immigrati nulla di soddisfacente. I risparmi realizzati e gli investimenti addizionali andrebbero concentrati sui Paesi di origine della emigrazione per lo sviluppo locale delle economie, in base al modello occidentale, salvaguardando così la dignità dei beneficiari. Impresa In senso molto generale il concetto di impresa può essere definito come una “ Attività economica organizzata per la produzione o lo scambio di beni o di servizi” o altresì come una “ Azione specialmente pericolosa o di esito incerto”. La seconda definizione chiarisce in modo molto puntuale l’intima natura dell’impresa, vale a dire la capacità di assumere un rischio. Risultano quindi un’impresa sia l’avventura di Cristoforo Colombo, sia la decisione del cittadino di “mettersi in proprio” per vendere o produrre qualcosa. Secondo il codice civile l’azienda è «il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa», mentre imprenditore è colui che «esercita professionalmente un’attività economica al fine della produzione e/o dello scambio di beni e/o di servizi.» Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 71 71 L’essenza della figura dell’imprenditore è quella di organizzatore dei fattori produttivi, che sono tradizionalmente: - Il capitale (remunerato con l’interesse) - Il lavoro, remunerato con la retribuzione - I beni naturali, (remunerati con il prezzo) - L’imprenditorialità, (remunerata con il profitto) Salvo il fallimento dell’impresa, la remunerazione di alcuni fattori è garantita da contratti, mentre quella di altri non è garantita. Sono garantiti: - Il lavoro (attraverso il contratto di lavoro) - I beni naturali (attraverso i contratti di compravendita) - Il capitale di terzi/attraverso l’impegno al pagamento di interessi) Non sono invece garantiti: - L’imprenditorialità - Il capitale di rischio (capitale dei soci). La pubblica opinione, stimolata dal Politically Correct, nutre grande simpatia per i fattori della produzione garantiti, snobbando invece quelli a rischio e sforzandosi di ignorare che, senza questi ultimi, i primi non sarebbero nati e non potrebbero comunque sopravvivere. La grande lotta demagogica è quindi diretta a giustificare l’attribuzione di tutto il valore aggiunto ai fattori produttivi garantiti lasciando a secco, con pericolo di estinzione, quelli a rischio. Alcune considerazioni di tipo metaforico/dialettico: - L’impresa potrebbe essere vista come un grande recipiente dal quale l’imprenditore estrae i soldi per pagare una serie di categorie: i fornitori delle materie prime, i fornitori dei servizi, i lavoratori, gli istituti di credito per il denaro a prestito, i sottoscrittori di obbligazioni e via discorrendo. Finite le erogazioni, se qualcosa resta nel recipiente assume il nome di utile e su di esso si avventa il fisco pretendendo il 50-60% dell’ammontare. Col residuo si gratificano, quando Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 72 72 possibile, i soci che hanno partecipato al rischio, dopodiché l’imprenditore può finalmente incassare la remunerazione del suo impegno e del suo rischio. - Il ruolo sociale dell’impresa consiste nella produzione di beni e servizi e nel pagamento delle imposte. Specificando ulteriormente il concetto di produzione si ricaverebbe quanto segue: produzione è creazione di beni/servizi, questi ultimi contengono utilità che a sua volta consiste nella capacità di soddisfare un bisogno. L’utilità va intesa quindi in tale contesto, vale a dire in un confronto con il mercato e quindi con la richiesta spontanea da parte del consumatore del bene o servizio. I beni o servizi prodotti artificialmente attraverso la mediazione dello Stato, non contengono utilità e quindi non soddisfano un bisogno ma generano soltanto un onere fiscale. - Non risulta in nessun caso che l’oggetto sociale dell’impresa, inteso come documento statutario, preveda fra i suoi obiettivi la “creazione di occupazione”. È da presumere quindi che tale intendimento sia formalmente estraneo alle finalità dell’impresa. Ciò non toglie tuttavia che l’impresa rappresenti il principale, se non unico, strumento per la creazione di occupazione, a patto che il sistema non ne ostacoli ma anzi ne favorisca, con tutti i mezzi disponibili, lo sviluppo. - Da un’altra angolazione si può giudicare il ruolo sociale dell’impresa come quello di “produrre valore aggiunto”. Siccome il PIL di un Paese può essere considerato come la somma di tutti i valori aggiunti, si conferma il ruolo fondamentale dell’impresa nella formazione del PIL nazionale. Malauguratamente le sinistre considerano lo sviluppo del PIL come un fatto naturale, simile all’alternarsi delle stagioni, e non riescono quindi ad afferrare l’importanza di favorire l’operatività dell’impresa. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 73 73 - Gli imprenditori costituiscono l’esercito pacifico che difende il Paese dalla colonizzazione economica straniera. In contrasto con la concezione fatalistica delle sinistre, l’imprenditore potrebbe rientrare nelle specie in estinzione qualora fosse condannato dall’ambiente. - Paradossalmente, per qualcuno, l’impresa potrebbe essere una delle poche istituzioni oneste, in quanto dichiara esplicitamente di lavorare per il proprio profitto, pena la sua scomparsa, e non per nobili ideali ammantati di ipocrisia. - Lo Stato è sostanzialmente azionista di tutte le imprese italiane in quanto incassa, con le imposte, dividendi superiori al 50% del profitto. Il suo comportamento ideologicamente e stolidamente persecutorio verso le imprese, in contrasto con il ruolo di “azionista”, non coincide con gli interessi della collettività. - Oltre al ruolo istituzionale l’impresa si rende utile in modo oscuro alla collettività. Non risulta ad esempio che sia mai stato quantificato il beneficio per lo Stato dell’accollo all’impresa dell’onere di riscuotere le imposte sulle retribuzioni dei dipendenti (modello 110). L’operazione andrebbe quantificata sia in termini di costo per le imprese che di benefici finanziari per lo Stato derivanti dalla prontezza dell’incasso. Capitalismo In omaggio al concetto della bonifica semantica si ritiene utile richiamare una definizione formale di capitalismo: «Sistema economico sociale la cui caratteristica principale risiede nella proprietà dei mezzi di produzione e nella conseguente separazione tra classe dei capitalisti e classe dei lavoratori» (Nuovo Zingarelli). Il concetto sembra chiaro, se non fosse per l’intervento del Politically Correct che punta ad intorbidare le acque demonizzando non tanto il capitalismo in quanto tale ma so- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 74 74 prattutto quello derivato dalla aborrita Rivoluzione industriale così come per colonialismo non si intende quello presente durante l’intera storia dell’umanità ma soltanto quello attribuibile alle potenze industriali. In base alla definizione si dovrebbe ricavare che il capitalismo è nato praticamente già nella preistoria, ad esempio con l’invenzione dell’arco da caccia. Possiamo certamente considerare l’arco come un mezzo di produzione in quanto idoneo a generare il “prodotto selvaggina”. Ipotizzando la presenza di un troglodita proprietario di due archi, se egli aggioga all’arco disponibile (la macchina d’epoca) un troglodita proletario sprovvisto di arco proprio, facendogli produrre due fagiani al giorno e trattenendone uno, si realizza un’ipotesi perfetta di capitalismo, con addirittura una blanda anticipazione della teoria del plusvalore. Un concetto così semplice e onnipresente, perfezionato ed arricchito nel corso dei millenni (non si potrà certo negare che gli antichi latifondisti o i banchieri fiorentini fossero dei capitalisti) è stato successivamente snobbato e confuso da esponenti anche illustri del capitalismo odierno. Vedasi ad esempio la dichiarazione di Gianni Agnelli: «Capitalismo? - ha detto l’avvocato - mi sembra una parola inappropriata e sorpassata» (Corriere della Sera, 5.9.93). Ed anche un economista principe come l’austriaco Schumpeter ha avuto da dire la sua: «...L’opinione pubblica è ormai talmente prevenuta che la condanna del regime capitalistico e di tutte le sue opere passa per una conclusione già scontata, quasi per un obbligo di società. Ogni scrittore od oratore, quali che siano le sue simpatie politiche, è ansioso di rispettare questo codice di ribadire il proprio atteggiamento critico, la propria convinzione che il capitalismo abbia esaurito il suo compito, la propria avversione per gli interessi capitalistici. Qualunque altro atteggiamento passa non soltanto per assurdo, ma Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 75 75 per antisociale. Vi si riconosce una prova di immorale servilismo. Tutto ciò è perfettamente logico...» Industria Per capire appieno il significato di industria va ricordato che, mentre l’istituto dell’impresa è vecchio di millenni la sua branca principale, l’industria appunto, è nata soltanto poco più di due secoli fa, con l’invenzione della macchina a vapore. La corretta definizione di industria è praticamente ignota non solo al grande pubblico ma anche alla grandissima maggioranza degli addetti ai lavori. Secondo il professor Cipolla, docente emerito alla Colombia University e alla Normale di Pisa, industria è: «Il processo che consente di ricavare energia dalle sostanze inanimate.» Una volta capito questo fondamentale concetto l’interpretazione storica diventa di elementare semplicità, in base all’analisi delle tre ere attraversate dall’umanità. L’era predatoria (o nomade) inizia con la comparsa dell’uomo sulla terra, milioni di anni fa. L’uomo si limita a spogliare il territorio delle risorse esistenti spostandosi successivamente in territori vergini. L’unica fonte di energia è rappresentata dai muscoli umani e le calorie disponibili non superano le 2.000 quotidiane pro capite. L’era agricola inizia 10.000 anni fa. l’uomo si ferma sul territorio e comincia a riprodurre le risorse attraverso l’allevamento del bestiame e l’agricoltura. le fonti di energia si allargano ai muscoli degli animali e ai mulini a vento ed acqua. La disponibilità di calorie sale a circa 18.000 pro capite. Fino al 1700 la popolazione del globo si stabilizza sui 600 milioni di abitanti. L’era industriale inizia circa 200 anni fa quando alle precedenti fonti di energia si aggiunge l’utilizzo delle sostanze inanimate (carbone, petrolio, metano, uranio). Le calorie di- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 76 76 sponibili raggiungono nei Paesi industrializzati il livello di 400.000 pro capite e nel giro di 200 anni la popolazione aumenta a quasi 6 miliardi. L’umanità è quindi appena entrata nell’era industriale (da 200 anni rispetto i milioni di anni dell’era predatoria e i 10.000 anni dell’era agricola) e vi resterà fintantoché l’umanità continuerà a trarre energia dalle sostanze inanimate. Tutti i tentativi politically correct di segnalare l’ingresso dell’umanità nell’era post industriale o post moderna o nella seconda o terza rivoluzione industriale rappresentano solo una patetica velleità di falsificare la realtà e di disconoscere i meriti dell’industria (vedi la voce Qualità della vita). Il motivo per cui, malgrado ogni evidenza l’essere umano, pur utilizzandolo in pieno, continui a mantenere la sua diffidenza nei confronti del progresso industriale, resta un mistero da affidare all’analisi psicologica o forse psicoanalitica. Profitto Per quanto bersagliato in tutti i modi ed in tutti i luoghi, il profitto svolge un ruolo vitale per il progresso dell’economia e del tenore di vita della collettività. E al di là di ogni elucubrazione, rappresenta un concetto semplicissimo, in quanto altro non è che: «Eccedenza dei ricavi sulle spese, risultato economico positivo di un’attività produttiva» (Garzanti). Altro non è, insomma, che il residuo presente (se presente), nel metaforico recipiente che l’imprenditore svuota progressivamente nel corso della sua attività. Si potrebbe anche concludere che: Il profitto è figlio del rischio e padre dello sviluppo. Più alti i profitti, più ricco il fisco. Raddoppiamo i profitti per raddoppiare le entrate. Tassare lo sviluppo, non la miseria. Il profitto d’impresa è un veicolo d’imposta. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 77 77 E come chiusura, secondo Leone XIII «il profitto è il frutto della capacità di servire gli altri.» Innovazione Il principio di innovazione rappresenta una pietra miliare nella storia dell’umanità ed è alla base del concetto stesso di impresa in senso lato. I possibili effetti dirompenti dell’innovazione, anche positiva, spiegano le difficoltà di esecuzione, che sono state acutamente analizzate da Machiavelli: «Nulla havvi di più difficile a prendersi in mano, nulla di più periglioso a condurre né più pieno di incerto successo che di prendere la guida all’introduzione di un nuovo ordine di cose, poiché colui il quale induce al cangiamento ha per nemici tutti color che ben si son portati nella passata condizione e per tepidi difensori coloro i quali potrebbero ben portarsi nella nuova).» L’innovazione tuttavia può trovare terreno fertile solo quando nel governo e nel Paese esista un atteggiamento positivo nei confronti dello sviluppo. I confronti internazionali, illustrati nella tabella successiva dimostrano quanto sia arretrata l’Italia: Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 78 78 INDICATORI DI SVILUPPO DI CAPITALE IMMATERIALE E DI CAPITALE UMANO INNOVATIVO. Confronto con i sette Paesi più industrializzati (Rapporto Censis 1998, pag.189) Italia Gran Francia Germania Bretagna Usa Canada Giappone CAPITALE IMMATERIALE aaSpesa complessiva aaIn Ricerca e Sviluppo aa(% PIL 1995) 1,1 2,3 2,3 2,1 2,6 1,7 2,8 aaInvestimenti aain tecnologia aadell’informazione e aadella comunicazione 1,1 1,5 1,5 2,1 2,9 2,6 1,6 CAPITALE UMANO aaColletti bianchi ad aaelevata competenza aa(% su totale aaoccupati, 1995) 24,8 35,4 36,5 38,3 26,3 31,3 22,9 aaScienziati e ingegneri aaImpegnati in attività aadi Ricerca e Sviluppo aa(su 10.000 aaappartenenti alle aaforze lavoro, 1994) 33,3 58,8 58,0 51,3 74,3 52,0 81,4 Inti Illimani Sono un gruppo di musicanti cileni, sostanzialmente malinconici, che utilizzano uno strumento a fiato di difficile definizione da parte del profano, presentandosi come una via di mezzo fra zufolo, piffero ed ocarina. Ai tempi della dittatura di Pinochet il gruppo ha girato a lungo il mondo come ambasciatore di un messaggio di li- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 79 79 berazione del proprio Paese. Una volta divenuto il Cile un Paese democratico e importante come sviluppo economico, gli Inti Illimani si sono trasformati in una specie di strumento barometrico-politico, nel senso che la loro ricomparsa in Italia, dopo alterni periodi di ibernazione, sta generalmente ad indicare tempo buono per le sinistre. Il loro caso viene richiamato in quanto conferma la capacità delle sinistre di sfruttare in modo organizzato ogni appiglio propagandistico, a fronte della sostanziale indifferenza dei moderati, ai quali non mancherebbero certamente le occasioni di reagire in modo analogo, ricorrendo a musicanti esuli, cinesi o cubani certamente all’altezza degli Inti. Intolleranza Il concetto di intolleranza può infestare epoche storiche o intere popolazioni, ma può assumere anche aspetti spiccioli molto significativi. Per valutare a livello di campione l’avversione viscerale, al limite della patologia, che può animare un simpatizzante di sinistra nei confronti di idee giudicate incompatibili, vale la pena di meditare sul documento sotto riportato. Avendo ricevuto a casa una copia omaggio de “Il Giornale”, inviatagli dal quotidiano, il Professor Ennio Blanchet, da Trieste, ha risposto con la seguente lettera: «Respingo al mittente l’inqualificabile foglio che mi avete fatto misteriosamente il disonore di inviarmi. Accludo il guanto di plastica con cui, per evitare contaminazioni, ho trattato l’oggetto. Qualora intendeste ripetere tale sinistro scherzo, esaminerò la possibilità di addebitarvi le spese che si renderanno necessarie per la disinfestazione della mia cassetta postale. Senza saluti.» (da “Il Giornale” del 12-1-99). Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 80 80 A conforto di quanto sopra riportiamo stralci di un articolo di Arturo Gismondi dal titolo «Gaber meglio di Jovanotti» (“Il Giornale” del 12.8.99). «...L’ Espresso pubblica un articolo nel quale una giornalista... rimprovera al cantante Giorgio Gaber di continuare a vivere con la moglie, Ombretta Colli, dopo che questa si è fatta eleggere a una carica pubblica nel partito di Berlusconi... L’articolo... conclude chiedendosi se “la regola che ognuno è libero di disporre dei suoi affetti vale quando in questo sodalizio uno dei due cambia radicalmente, diventa dalla testa ai piedi un’altra persona “. Gaber... ha risposto picche ai suoi inquisitori. Ma non è sempre così. Un altro cantante, Jovanotti, rinuncia a non so che incarico musicale al Comune di Bologna dopo che Michele Serra su Repubblica, lo ha invitato a fare una scelta che “non può essere neutrale” Da una parte “la Bologna di Dalla, Guccini e Lolli, Stefano Benni, Roversi ed Eco... dall’altra il Guazzaloca...” ...E questa volta la razza padrona ha vinto, Jovanotti lamenta “pressioni intollerabili” e china la testa.» Inutile sottolineare come la vicenda ricordi in modo esemplare la frase storica di Guareschi «Contrordine compagni.» La politicizzazione “esplicita” degli artisti sembra comunque guadagnare terreno in modo impudente. È di ieri, secondo il Giornale del 21 settembre, il rifiuto del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, di partecipare al Gala della moda organizzato al Teatro Smeraldo dal Comune di Milano. La motivazione addotta sarebbe il carattere “fascista” della matrice organizzativa. Il voto della maggioranza dei cittadini sembra quindi insufficiente, agli occhi della sinistra, a legittimare le libere istituzioni. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 81 81 L Liberalismo «Ideologia o movimento politico che afferma la limitazione dei poteri dello Stato in nome dei diritti individuali.» (Garzanti). Liberismo «Dottrina economica che sostiene il principio del libero scambio delle merci nel commercio interno e internazionale e affida al mercato il compito di regolare l’attività economica, che riserva ai privati, opponendosi ad ogni intervento statale.» (Garzanti). In una società libera il bene generale consiste principalmente nel facilitare il perseguimento di scopi individuali sconosciuti. Libertà economica Il livello di libertà economica di un Paese viene calcolato, in base a parametri universalmente accettati, da numerosi istituti, fra cui la Heritage Foundation, utilizzando un indice mirato (più basso il numero, più grande la libertà economica). L’Italia si trova soltanto al 36° posto, avendo alle spalle, tra i Paesi occidentali, la sola Grecia. Riportiamo uno stralcio dell’indice, fino alla 36° posizione. (The Economist 1997). Dizionario dialettico 3.3 1 2 3 4 5 7 9 11 15 18 20 22 23 25 26 27 31 34 36 2-06-2000 8:42 Hong Kong Singapore Bahrain New Zealand Switzerland United States Taiwan United Kingdom Bahamas Netherlands Czech Republic Denmark Japan Luxembourg Belgium Canada United Arab Emirates Australia Austria Germany Ireland Chile Finland Thailand Estonia Kuwai Norway South Korea Sri Lanka Sweden France Iceland Panama El Salvador Trinidad & Tobago Cyprus Italy Jamaica Malaysia Portugal Spain 1.25 1.30 1.60 1.75 1.90 1.90 1.95 1.95 2.00 2.00 2.05 2.05 2.05 2.05 2.10 2.10 2.10 2.15 2.15 2.20 2.20 2.25 2.30 2.30 2.35 2.40 2.45 2.45 2.45 2.45 2.50 2.50 2.50 2.55 2.55 2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 2.60 Pagina 82 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 83 83 M Marxismo (vedi anche Socialismo reale) Popper è stato probabilmente il primo grande pensatore a identificare, in tempi brevissimi, l’insensatezza del marxismo. Lo ha fatto nel suo trattato «Le miserie dello storicismo» nel quale colloca appunto il marxismo nel filone filosofico dello storicismo, vale a dire di quelle dottrine che pretendono arrogantemente di poter prevedere scientificamente l’evoluzione della storia e della società. Con l’aiuto di un testo del prof. Settembrini, identifichiamo le principali assurdità del marxismo: Condizioni obiettive Marx arriva a promettere il Paradiso in terra grazie alla sua teoria ma bada a non denigrare le precedenti rivoluzioni, che in passato avevano proclamato senza successo lo stesso ambizioso obiettivo. Vuole evitare insomma che lo si prenda per il visionario di turno. Elabora pertanto la teoria delle condizioni obiettive, sostenendo il principio che la prossima rivoluzione non si fonderà come le precedenti su condizioni soggettive, determinanti per il fallimento, ma avrà successo e sarà quindi 1’ultima delle rivoluzioni. “Condizioni obiettive” significano per Marx che la società sia già passata attraverso la fase capitalistica borghese e sia matura al punto da offrire un’ampia disponibilità di beni ai cittadini. (Difatti la rivoluzione comunista è scoppiata in Russia, il Paese meno maturo dell’occidente da un punto di vista capitalistico) Plusvalore La ricchezza della Società è costituita da lavoro umano ac- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 84 84 cumulato. Anzi, “sudore umano solidificato”. Secondo Marx lo sviluppo del capitalismo è condizionato dalla presenza di una massa di proletari che possono sopravvivere solo vendendo al capitalista come “merce” la propria “forza di lavoro”. Quando chiedono lavoro più persone di quante ne occorrano, il proprietario di un capitale può comperare il lavoro al prezzo più basso, quello della sola sopravvivenza. Si supponga che bastino 6 ore di lavoro per produrre l’indispensabile alla sopravvivenza del lavoratore e della sua famiglia. Se il capitalista pretendesse solo 6 ore di lavoro si avrebbe equivalenza fra prestazione e remunerazione. In realtà il capitalista, che si è servito dell’eccesso di offerta di lavoro per ridurre al minimo il salario, si serve della medesima situazione per elevare al massimo le ore di lavoro. L’operaio lavorerà 12 ore. E qui sta la chiave del profitto. Le 6 ore in più (non pagate) costituiscono pluslavoro per l’operaio, plusvalore per il capitalista e plusprodotto per la produzione. Quel che l’operaio ha prodotto nelle prime 6 ore è sempre necessario, perché reintegra i suoi consumi. Del plusprodotto si appropria invece il capitalista che, vendendolo, lo trasforma in plusvalore e reinvestendolo promuove l’accumulazione capitalistica. Se l’operaio lavora quindi 6 ore per il suo mantenimento e 6 ore per il capitalista esiste, secondo Marx, uno sfruttamento del 100%. Caduta del saggio tendenziale di profitto A questo punto Marx suddivide il capitale dell’impresa in “costante” e “variabile”. E costante l’investimento rappresentato da “macchine e materie prime” e variabile l’investimento in “salari di manodopera manuale”. In base al principio del plusvalore, quanto più alto è l’impiego del lavoro manuale (ossia del capitale variabile) tanto più elevato è lo sfruttamento e quindi il profitto del capitalista. Corrispondentemente alla progressiva riduzione Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 85 85 del lavoro manuale (capitale variabile), sostituito dalle macchine (capitale costante), il profitto diminuisce, in quanto si deve necessariamente concludere che diminuisce lo sfruttamento. Si cerca così di accreditare la tesi secondo cui lo sviluppo tecnologico farebbe diminuire il saggio di profitto. Nell’economia automatizzata il capitalista non potrebbe quindi più vivere, per mancanza di sudore da succhiare, e quindi lo stesso non può volere l’automazione. A questo punto la fede marxista può condurre a conclusioni surreali come nel caso di Pokrovskij, uno dei più grandi storici marxisti russi, molto ammirato da Lenin allorché scrive, agli inizi degli anni Venti, che non c’era da aspettarsi che il capitalismo avrebbe sviluppato l’automobile. Il motore a scoppio trovava nella ferrovia un ostacolo insuperabile, perché il capitalismo non avrebbe potuto permettere l’obsolescenza del capitale investito nelle strade ferrate. Trasferendo la teoria ai giorni nostri ne conseguirebbe che gli imprenditori attuali sono molto miopi: per risanare i bilanci sarebbe sufficiente procedere a massicce assunzioni di personale in modo da modificare la composizione del capitale dando maggior peso al capitale variabile (manodopera), sfruttandolo adeguatamente e aumentando quindi il profitto. Lavoro medio socialmente necessario Su tale punto Marx incontra grossissime difficoltà a far quadrare i conti. In realtà non può affermare che il valore del prodotto è determinato esclusivamente dalla quantità di lavoro incorporato, perché nasce subito l’obiezione: l’operaio che impiega dieci ore per costruire l’oggetto che un altro operaio fabbrica in cinque ore, produce forse il doppio di valore di quest’ultimo? Se la ricchezza consiste nella quantità di lavoro impiegato, dovrebbe essere questa la conclusione. No, dice Marx: il lavoro che conta è il lavoro Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 86 86 medio socialmente necessario. Se nella società in cui operiamo occorrono 5 ore per fare quell’oggetto, le altre cinque ore di chi ne impiega 10 sono ore perdute. In questo modo si ammette tuttavia che la vera ricchezza è l’oggetto prodotto. Dunque il valore è rappresentato dall’oggetto e non dalla quantità di lavoro presente nell’oggetto. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 87 87 N Nazionalismo Grazie al “Politically Correct” il concetto di Nazionalismo ha perso l’aroma virtuoso legato all’amor di patria, acquisendo i connotati sinistri dell’estremismo di destra. Eppure sembra trattarsi di un fenomeno fisiologico che recentemente (secolo XX) ha vissuto il suo boom. Nel corso del novecento il numero degli Stati si è quadruplicato nel mondo e nella sola Europa hanno visto la luce le seguenti creature: Norvegia, Bulgaria, Albania, Finlandia, Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Irlanda, Islanda, Cipro, Malta, Estonia, Etuania, Lettonia, Caucaso, Georgia, Azerbaigian, Armenia, Ukraina, Moldova, Belorus, Repubbliche Asiatiche ex USSR, Croazia, Slovenia, Bosnia Erzegovina, Macedonia. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 88 88 O Occupazione/Disoccupazione L’importanza e la delicatezza del tema sono tali da suscitare ovviamente una grande emozione, che non deve tuttavia distogliere da un’analisi quanto più possibile obiettiva. Non a tutti è noto ad esempio che il censimento della disoccupazione si effettua in base ad interviste campionarie ed ha quindi sostanzialmente il valore di un sondaggio. Se, per fare un caso, una casalinga, dopo decenni di inerzia, dichiara improvvisamente di avere compiuto una infruttuosa ricerca di lavoro nei 30 giorni precedenti all’intervista, la dichiarazione è sufficiente per farla automaticamente annoverare fra i disoccupati. Tale meccanismo spiega come sia possibile l’aumento contemporaneo dell’occupazione (se il numero di chi effettivamente lavora aumenta) e della disoccupazione (se le nuove dichiarazioni di disoccupazione aumentano a loro volta) Il concetto di occupazione/disoccupazione è quindi in parte soggettivo. Paradossalmente un’estemporanea quanto velleitaria aspirazione al lavoro di un milione di casalinghe italiane, concretatasi in altrettante dichiarazioni, potrebbe produrre di colpo un aumento corrispondente del livello di disoccupazione. Sarebbe altresì opportuno riflettere se qualsiasi richiesta di lavoro presenti gli stessi requisiti di intensità o se esista invece, in realtà, una specie di scala Mercalli della disoccupazione che misuri diversi gradi di intensità, anche psicologica. Al massimo livello di intensità e quindi di partecipazione sociale andrebbe collocato il disoccupato disposto ad accettare immediatamente, in qualsiasi luogo, qualsiasi lavoro, a qualsiasi retribuzione indipendentemente dal- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 89 89 le proprie qualifiche. Se in pratica non esistesse questa, magari inconsapevole, graduatoria di intensità, sarebbe difficile spiegare l’ormai diffusa realtà, frequentemente testimoniata dai quotidiani, per cui specifiche offerte di determinate occasioni di lavoro cadono nel vuoto. E sarebbe difficile spiegare le dichiarazioni del ragioniere generale dello stato, Monorchio, secondo cui sarà necessario importare almeno 50.000 extracomunitari all’anno, per coprire posti di lavoro vacanti. O come mai, secondo uno studio effettuato tempo fa da Confindustria, i disoccupati reali in Italia non supererebbero le 170.000 unità. In un modo o nell’altro si torna al concetto che la soluzione dei principali problemi economici, disoccupazione compresa, è sempre legata alla ricetta usata dai diversi partiti (dirigismo o liberismo, pauperismo o sviluppo) e che quella giusta può essere solo, appunto, la promozione dello sviluppo. Si potrebbe quindi concludere che - L’occupazione è figlia dello sviluppo del mercato. - Uccidere il mercato significa uccidere il lavoro. - Il problema non si risolve con i “lavori socialmente futili”. - La flessibilità del lavoro non è libertà di licenziare, ma di assumere. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 90 90 P Parametri Nell’analisi di determinate realtà si ignorano talvolta delle pregiudiziali che, ove evidenziate, metterebbero completamente in crisi le conclusioni raggiunte in spregio alle pregiudiziali stesse. Onde evitare tale rischio è opportuno costituirsi una scorta di parametri da applicare di volta in volta alle realtà considerate. Si prenda ad esempio il parametro, accreditato da numerosi eminenti economisti, secondo cui un sistema economico non può generare nuova occupazione se il tasso di sviluppo del PIL non raggiunge almeno il 2,5% annuo. Al di sotto di tale livello il potenziale aumento di occupazione viene assorbito infatti dall’incremento di produttività. Accettato questo parametro come pregiudiziale ne consegue che la politica di un governo saggio dovrebbe orientarsi esclusivamente verso la promozione dello sviluppo al fine di superare la soglia del 2,5%, ben sapendo che qualsiasi alternativa artificiale per generare occupazione, condurrebbe soltanto alla creazione di lavori “socialmente futili”. Par condicio Con il decreto legge del Governo tecnico Dini, in data 20 febbraio 1995 si è stabilito il regime della “Par condicio”. Il meccanismo prevede quanto segue: Vengono disciplinate le modalità di accesso ai mezzi di comunicazione di massa da parte delle forze politiche e dei candidati durante le campagne elettorali (po- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 91 91 litiche, amministrative, europee o referendarie) secondo un obbligo di rispetto del principio della parità di trattamenti. Di spazi di propaganda elettorale sulla stampa, nella Rai e nelle TV private (!) sono offerti a condizioni di parità di trattamento, vale a dire assegnando tempi uguali a tutti i soggetti prescindendo dall’effettivo “peso elettorale”. Il “periodo protetto” va dal giorno di convocazione dei comizi elettorali alla chiusura della campagna elettorale e si può estendere quindi da 45 fino a 70 giorni prima delle elezioni. Norme particolarmente rigide e restrittive della libertà di informazione vengono dettate in maniera di pubblicità elettorale e della diffusione dei sondaggi elettorali. Negli ultimi 20 giorni della campagna elettorale è infatti vietato rendere pubblici o diffondere sondaggi, mentre negli ultimi 30 giorni è vietata “ogni forma di pubblicità elettorale”. Il decreto, che ha pesantemente condizionato le elezioni regionali del 1995, politiche del 1996 nonché varie elezioni amministrative, è stato reiterato 7 volte ed è decaduto il 18 maggio 1996. È rimasto quindi in vigore, dal 20 febbraio 1995 al 18 maggio 1996 senza essere convertito in legge dal Parlamento. Si è verificata così una situazione per cui un atto del Governo, senza legittimazione parlamentare, ha potuto falsare l’esito di più tornate elettorali. Insieme al trucco della “Desistenza” e all’imbroglio del “Ribaltone”, la “Par condicio”, così come intesa faziosamente dalle sinistre, rappresenta un elemento fondamentale per la “Balcanizzazione della politica” in Italia. Politically Correct Si tratta di un modello pseudo-culturale che inquina la Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 92 92 realtà socio-politica dei Paesi Occidentali industrializzati. In un suo libro recente Hughes definiva la concezione “Politically Correct” come la “cultura del piagnisteo”. Un tentativo più analitico di definizione potrebbe recitare così: “Il comportamento preconcetto ed irrazionale a favore di chi appare più debole o pratica la trasgressione”. Il “Politically Correct” presuppone comunque, implicitamente, la negazione dei valori della società industriale, dell’individuo, dell’impresa, della meritocrazia, della competizione e dello sviluppo tipici del mondo privato privilegiando, implicitamente, lo statalismo, l’assistenzialismo, l’appiattimento ugualitario, la permissività, la deferenza piagnucolosa verso concetti utopistici e mistificanti come la solidarietà, la società multietnica o l’arte graffitaria. Il Politically Correct condanna la qualità e la competizione. Ironizza Hughes rilevando che sarebbe facile rendere Politically Correct il gioco del tennis: basterebbe abolire la rete in mezzo al campo. Esistono due figure retoriche che servono da spia per segnalare con chiarezza situazioni Politically Correct: la litote, che esprime un concetto attraverso la negazione (ad es. il “cieco” diventa “non vedente”, il “bidello” diventa “personale non docente”) e l’eufemismo che tende ad ammorbidire un concetto edulcorando le parole (ad es. “spazzino” diventa “netturbino” e poi “operatore ecologico”; la “serva” diventa “domestica” e quindi “collaboratrice familiare” per trasformarsi di seguito in “colf”). La forma forse più evidente di appiattimento sul modello del Politically Correct è rappresentata dalla corrente filosofica dello strutturalismo secondo cui ogni manifestazione artistica o tecnica, purché propria di una Nazione, rappresenta una specificità culturale, con dignità uguale a qualsiasi altra manifestazione. Vengono così messi esattamente sullo stesso piano il suono del tam-tam nella giungla ed una sinfonia di Beethoven, la costruzione di un arco da Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 93 93 caccia o della navetta spaziale. Il Politically Correct nasce negli USA in linea con le campagne di Ralph Nader (vate dei Consumatori) e di Barry Commoner (vate degli ecologisti) e viene sposato dai “liberals” legati al Partito Democratico. Viene così costruito il meccanismo che servirà agli americani come base per l’espiazione delle colpe del capitalismo (quali?!?!) nei confronti dei discredati, dei minorati, dei diversi. Il contagio (in negativo, non in positivo) si estende rapidamente a tutti i Paesi dell’Occidente, imprigionando in una gabbia ideologica il giudizio del cittadino, che viene costretto ad accettare acriticamente le scelte utopistiche e strumentali dei burattinai del Politically Correct, pena la “scomunica laica” comminata dai mezzi di informazione che presidiano il sistema. Il regime del “grande fratello” compila così delle vere e proprie liste di proscrizione informale, ignote al cittadino ma ben conosciute dai garanti della comunicazione, che colpiscono ogni forma di deviazionismo. A titolo di esempio, estremamente sintetico, si riporta uno stralcio delle liste di proscrizione. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 94 94 POLITICALLY CORRECT SI Il gergo La droga Razze di colore La prostituzione stradale (Legge Merlin) I graffiti selvaggi De Benedetti Che Guevara Sofri/Baraldini Esecuzioni capitali cinesi Atomiche cinesi e pakistane Zingari Cuba Incendio irakeno dei pozzi Kuweit Alimenti naturali Espianto organi umani Energia tradizionale La rabbia dei giovani Pacifismo Colpe della società Diritti Le donne Lavoro minorile zingari Opere russe alla Scala Novelle cuisine Mussulmani Assassini NO Il latino Il fumo Razza bianca La prostituzione appartata Raffaello Berlusconi Jan Palach Fioravanti Esecuzioni capitali USA Atomica francese Cittadini USA Progetto Mosè per Venezia Alimenti transgenici Espianto organi animali (biotecnologie) Energia nucleare La rassegnazione degli anziani Difesa militare Colpe individuali Doveri Gli uomini Lavoro minorile imprese Opere italiane alla Scala Cucina regionale Cattolici Vittime In conclusione, il modello del Politically Correct rappresenta una strategia alternativa alla teoria marxista per consentire ai comunisti di conquistare in modo truffaldino il potere mancato o perduto in base alla teoria tradizionale. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 95 95 Popper (Ingegneria sociale) Popper identifica la figura dell’ingegnere sociale (cui è affidato il compito di progettare e far funzionare le istituzioni sociali), che colloca in due distinte categorie: e cioè gli “ingegneri gradualistici”, da interpretare come appartenenti alla scuola liberaldemocratica, e gli “ingegneri utopistici”, di estrazione marxista. L’ingegnere utopistico mira a riplasmare l’intera società secondo un piano regolatore preciso. L’imprevedibilità della natura umana costringe tuttavia l’utopista, volente o nolente, a cercare di dominare l’elemento personale con mezzi istituzionali e ad allargare il suo programma fino a comprendere non solo la trasformazione della società secondo un piano, ma anche la trasformazione dell’uomo. Infatti alla richiesta di costruire una nuova società adatta agli uomini e alle donne che vi dovranno vivere si sostituisce la richiesta che questi uomini e queste donne siano plasmati contro la loro volontà e con la violenza per adattarli alla nuova società. Il benemerito ingegnere gradualistico cercherà invece con spirito pragmatico borghese e rinunciando all’utopia, di individuare e combattere i più gravi ed urgenti mali della società invece di battersi, come un visionario, per il suo più grande bene ultimo. Realizzerà quindi gradualmente, ma concretamente, il bene della società. Povertà Il concetto di povertà descrive una realtà estremamente differenziata da paese a paese, ma ciò malgrado applicato in modo uniforme a situazioni anche geografiche diverse, suscitando così confusione e disagio psicologico. Per quanto riguarda l’Italia si parla spesso di aumento del- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 96 96 la povertà, ma non si illustra generalmente il livello di reddito che determina l’ingresso nell’area della povertà stessa, generando così notevole incertezza nel cittadino. I parametri vengono periodicamente aggiornati ma, a quanto pare, nel 1999 entra nell’area della povertà una famiglia di due persone che percepisca un reddito non superiore a 1.450.000 lire al mese, il che significa 725.000 lire pro capite, pari a 8.700.000 lire pro capite all’anno. Pur nel massimo rispetto di quanti sono veramente indigenti sembra opportuno che l’analisi del problema si basi su fatti perfettamente documentati, onde evitare emozioni ingiustificate e distorsioni economiche nell’impiego delle risorse che finirebbero per danneggiare le persone realmente bisognose. Può essere utile al riguardo un’analisi pubblicata nel 1993 dalla Heritage Foundation sulla povertà negli Stati Uniti che denota in questo campo un impegno del Paese che viene generalmente disconosciuto. La guerra alla povertà, cominciata negli USA nel 1964 sotto Lyndon Johnson, era costata fino agli inizi degli anni ‘90 5,1 trilioni di dollari, un costo superiore a quello dell’ultima guerra mondiale. Anche escludendo una serie di programmi di Welfare destinati alle classi medie nel 1992 la spesa aveva raggiunto il record di 306 miliardi di dollari, pari a 570.000 miliardi di lire. Considerando che in dollari costanti tra gli anni ’60 e ‘90 il costo del Welfare si è moltiplicato per sette volte il rapporto si chiede come il numero dei poveri sia potuto rimanere immutato (circa 30 milioni) Secondo l’istituzione USA “Heritage Foundation” il paradosso è spiegato dalle grossolane imprecisioni delle rilevazioni statistiche, riguardanti soprattutto una sottostima delle entrate e l’esclusione dal calcolo delle proprietà. Fra le principali distorsioni od omissioni vengono indicati: - Circa il 40% dei poveri sono proprietari di case. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 97 97 - Il 64% delle famiglie povere possiede l’automobile e il 15% ne possiede più d’una. - Circa il 60% delle case povere dispone di aria condizionata, il 33% possiede il forno a microonde. Nel 1992 la soglia di povertà per una famiglia di 4 persone era calcolata, come entrate di cassa e quindi indipendentemente dalle proprietà (es. casa di proprietà e non in affitto) in $ 14.343, pari a Lire 27.000.000. La cifra non comprende tuttavia i benefici del Welfare, che portano quasi a raddoppiare l’importo. Infatti è stato ufficialmente calcolato che a fronte di ogni dollaro conteggiato come entrata della famiglia povera, la famiglia stessa spende 1.85 dollari. È stato calcolato che la spesa per Welfare di 306 miiliardi di dollari sostenuta nel 1992, rappresenta il triplo di quanto sarebbe stato sufficiente per elevare al di sopra della soglia di povertà il reddito di tutte le famiglie classificate come povere. Il rapporto attribuisce al sistema di welfare americano due gravi conseguenze di tipo sociale, dovute al fatto che alla povertà materiale si è aggiunta o sostituita la cosiddetta “povertà comportamentale” (behavioral poverty), che ha provocato una vera e propria erosione dei valori fondamentali. - La diffusione del welfare di disoccupazione ha gradualmente eroso la propensione al lavoro, rendendo allettante l’inazione. Nel 1950 circa il 33% delle famiglie povere erano comunque capeggiate da un adulto che lavorava. Nel 1990 tale percentuale si è ridotta al 15%. - I sussidi a favore delle ragazze madri hanno favorito la dissoluzione della famiglia, consentendo di lucrare il sussidio rinunciando al matrimonio. Nel 1959 il 28% delle famiglie povere era capeggiato da una donna mentre nel 1991 il numero è salito al 61%. Mentre negli anni ’60 il numero di bambini neri illegittimi ammontava al 25% delle nascite, nel 1992 quasi due bambini su tre nascevano fuori matrimonio. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 98 98 Il rapporto conclude in tono sconsolato sulla vera “tragedia” del sistema di welfare americano: «milioni di bambini che crescono senza padre, milioni di genitori che hanno perso l’etica e la dignità del lavoro ed intere generazioni che vengono derubate dei loro sogni e speranze per il futuro.» Le considerazioni di cui sopra invitano a preferire una ricetta che privilegi lo sviluppo, basato sulla valorizzazione dell’individuo, rispetto all’intervento statale. Tenendo anche conto del fatto che nei Paesi in cui vige la ricetta statalista in contrapposizione al modello liberaldemocratico, ossia nel miliardo e mezzo di sudditi ancora sottoposti al modello comunista, la soglia della povertà dell’Italia o degli Stati Uniti, rappresenterebbe un formidabile “balzo in avanti” nel tenore di vita. Non dimentichiamo infatti che, tanto per citare i casi più noti il reddito pro capite annuale ammonta in Cina (1997) a $ 623 (Lire 1.152.550) per le aree urbane e a $ 252 (Lire 466.000) per le aree rurali; nella Corea del Nord (1996) a $ 910 (Lire 1.683.350) e a $ 741 (Lire 1.370.085) nel 1997, con una interessante tendenza alla diminuzione, e a Cuba (1998) a $ 646 (Lire 1.195.100). Produzione (vedi Impresa) Professionalità Il clima sempre più diffuso di Politically Correct, con conseguente avversione per la qualità, e le collegate crescenti manifestazioni di permissivismo e buonismo, incidono progressivamente sul concetto di dovere, concetto sempre meno popolare per le sue fastidiose implicazioni di disciplina ed impegno personale. I richiami al senso del dovere si sono fatti quindi sempre Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:42 Pagina 99 99 più rari e timorosi, acquisendo connotati quasi anacronistici. Eppure il concetto di dovere ha una sua precisa dignità costituzionale essendo specificamente richiamato dall’art. 4, comma 2, che recita: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società». Al recupero di questa norma, ormai quasi ignorata nella quotidiana dialettica politica, potrebbe agganciarsi un rilancio del concetto di professionalità individuale basata sulle forze della persona e senza necessità di mendicare assistenze esterne. La professionalità del singolo, ormai in grave declino, è di fondamentale importanza anche per il Paese, in quanto l’immagine di professionalità di un Paese è data dalla somma della professionalità dei singoli cittadini. Profitto (vedi Impresa) Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:43 Pagina 101 100 Q grafico 2 Qualità della vita 1994-97 1990-93 1986-89 1910-12 1881-82 0 1980-85 10 1970-72 20 1973-77 30 1960-62 40 1930-32 50 1950-53 60 1921-22 70 In modo esplicito da parte dei movimenti ecologisti, senza che le sinistre dissentano vistosamente e con il cittadino sostanzialmente d’accordo, si usa sostenere che, rispetto ai tempi passati, la qualità della vita sia andata progressivamente peggiorando. Tale affermazione denota una totale mancanza di analisi e, come già riportato, conferma l’amara constatazione di Ortega y Gasset, secondo cui «l’uomo moderno non è solidale con le cause del suo benessere.» Contrariamente a quanto generalmente affermato, dal momento della rivoluzione induPERIODI striale e grazie ad essa, la qualità della vita è migliorata in modo esponenziale, sia in termini materiali che morali e spirituali. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:43 Pagina 102 102 Se consideriamo un parametro fondamentale della qualità della vita, il reddito pro-capite, rileviamo l’aumento incredibile verificatosi in poco più di cento anni, che evidenzia una moltiplicazione per dieci della cifra iniziale (vedi grafico 3). PIL PER ABITANTE IN LIRE COSTANTI 1997 grafico 3 35.000 30.000 20.000 15.000 10.000 5.000 ANNI 1990-1997 1980-1989 1970-1979 1960-1969 1950-1959 1940-1949 1930-1939 1920-1929 1910-1919 1900-1909 1890-1899 1880-1889 1870-1879 0 1861-1869 MIGLIAIA DI LIRE 25.000 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:43 Pagina 103 103 EVOLUZIONE ORARIO DI LAVORO grafico 4 4000 3500 ORE ANNUE 3000 2500 2000 1500 1830 1847 1870 1920 1940 1958 1966 1970 1980 1990 1998 ANNI Il fatto sorprendente è rappresentato tuttavia dalla circostanza che tale decuplicazione del reddito si sia realizzato con una riduzione alla metà dell’orario di lavoro (vedi grafico 4). Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:43 Pagina 104 104 A questi miglioramenti di tipo materiale vanno aggiunti tuttavia progressi incredibili nell’area spirituale e morale. Prendiamo ad esempio il caso della riduzione sorprendente di un fenomeno così negativo come l’analfabetismo (vedi grafico 5). E se vogliamo considerare un fatto di una certa rilevanza, sia pure legato al mondo del tempo libero, dobbiamo con- ANALFABETISMO grafico 5 80 70 60 40 30 20 10 91 81 19 71 19 61 19 19 * 51 19 41 31 ANNI 19 21 19 11 19 19 * 01 91 91 19 19 81 18 18 71 0 18 PERCENTUALE 50 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 105 105 PERSONE CHE SI SONO RECATE IN VACANZA grafico 6 50 45 40 35 ANNI 30 25 20 15 10 5 0 1959 1965 1975 1978 1982 1985 1993 1994 PERCENTUALE statare come sia aumentato nel corso di pochi anni il numero delle persone che possono concedersi di andare in vacanza (vedi grafico 6). Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 106 106 ELETTORI DEL PARLAMENTO NAZIONALE grafico 7 90 80 70 60 % ABITANTI 50 40 30 20 10 0 61 18 67 18 74 18 80 18 86 18 92 18 97 18 04 19 13 19 21 19 29 19 48 19 58 19 68 19 76 19 83 19 92 19 96 19 ANNI Il continuo miglioramento della qualità della vita, legato all’impressionante aumento di risorse generato dalla Rivoluzione industriale, ha avuto ripercussioni importanti anche su realtà fondamentali, che potrebbero apparire direttamente non collegate, come ad esempio l’incredibile diffusione del diritto di voto (vedi grafico 7). Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 107 107 E per toccare un tasto molto caro agli ambientalisti, che tendono a presentare un quadro negativo circa gli effetti della Rivoluzione industriale, va ricordato che la superficie boschiva in Italia, contrariamente a quanto generalmente ritenuto, ha subito negli anni notevole incremento (vedi grafico 8). SUPERFICIE FORESTALE (migliaia di ettari) 7500 grafico 8 7000 6500 5500 5000 4500 4000 3500 18 71 19 21 19 35 19 46 19 50 19 53 19 56 19 59 19 62 19 65 19 68 19 71 19 74 19 77 19 80 19 83 19 86 19 89 19 92 19 95 MIGLIAIA DI ETTARI 6000 ANNI Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 108 108 E come colpo di scena finale in un mondo che ci viene presentato come affetto da una violenza crescente ed inarrestabile, consideriamo un parametro molto significativo al riguardo, l’andamento del tasso di omicidi dolosi (vedi grafico 9). OMICIDI PER 100 MILA ABITANTI (ESCLUSI OMICIDI COLPOSI) MEDIE DI PERIODO 16 grafico 9 14 12 8 6 4 2 PERIODI 1991-1997 1981-1980 1971-1980 1961-1970 1951-1960 1941-1950 1931-1940 1921-1930 1911-1920 1901-1910 1891-1900 0 1881-1890 NUMERO DI OMICIDI 10 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 109 109 R Razzismo Razzismo è certamente uno dei concetti più gettonati in questi anni e rappresenta uno dei cavalli di battaglia del Politically Correct. L’intendimento è quello di bollare come intollerante qualsiasi osservazione riferita agli aspetti irrazionali e dannosi, spesso per entrambe le parti, della immigrazione illimitata e indiscriminata. Analizzando il concetto, in linea coi principi della Bonifica semantica, in base alla definizione del vocabolario, si nota quale forzatura del significato della parola venga quotidianamente perpetrata dai manipolatori della pubblica opinione. Razzismo è: «Tendenza a considerare la razza come fattore determinante dello sviluppo della civiltà di una società e quindi a conservarne la purezza, evitando la contaminazione con altri popoli, considerati di razza inferiore, mediante la discriminazione razziale e anche con la persecuzione e la loro distruzione.» (Garzanti). Le emozioni che si muovono intorno al concetto di razzismo vanno chiaramente molto al di là del contenuto della definizione, dalla quale risulta chiaramente come la pratica effettiva del razzismo rappresenti un impegno molto gravoso, con risvolti chiaramente criminali di natura estremistica. In una metaforica scala di Richter del fenomeno di incompatibilità razziale il razzismo potrebbe essere posto al vertice ed equiparato all’omicidio, con una serie di sfumature sottostanti che, partendo da una blanda antipatia potrebbero salire all’intolleranza e quindi all’avversione. Si tratterebbe di forme intermedie di incompatibilità, ben lonta- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 110 110 ne ancora dall’impegno criminale attivo che il razzismo reale presuppone. Il Politically Correct bolla invece come razzismo qualsiasi, anche minima e giustificata, mancanza di rispetto da parte dell’indigeno verso l’immigrato. Assimilando così qualsiasi comportamento, anche il più innocuo, al livello massimo del razzismo. Si usa cioè l’epiteto massimo per qualsiasi tipo di infrazione. In sostanza, anche l’oltraggio verbale viene definito “omicidio”. Al fine di intimidire il cittadino medio, per finalità parzialmente imperscrutabili, l’accusa di razzismo viene profusa a piene mani dagli operatori del Politically Correct, intralciando così un’analisi obiettiva e serena del problema che dovrebbe comunque basarsi sulla premessa: “Lavoratori sì, clandestini no”, con la riaffermazione del principio di legalità e l’auspicio di soluzioni che possano presentare un valore aggiunto per entrambi le parti. Ribaltone (vedi Abigeato politico) Ricettazione politica (vedi Abigeato) Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 111 111 S Sarcasmo rosso Nei confronti dei loro antagonisti politici i comunisti utilizzano sistematicamente forme pesanti di sarcasmo, in modo così diffuso da ritenere che abbiamo seguito corsi di partito per corrispondenza. È tipico il “sorriso di scherno socialista” con cui punteggiano, specialmente nelle trasmissioni televisive, le argomentazioni degli avversari, anche quelle obiettivamente validissime. Si tratta di un sarcasmo piuttosto grossolano che presenta, in filigrana, le caratteristiche già ricordate dell’arte sovietica, ispirata al Realismo socialista. Per dissociarsi da un passato sanguinario usano ad esempio l’iperbole: «Ma voi credete ancora che i comunisti mangino i bambini?.» Un antagonista più malizioso di quanto non siano i bonaccioni borghesi avrebbe messo immediatamente in campo una controiperbole, ad esempio: «Ma voi credete ancora che gli imprenditori impicchino gli operai?» Incidentalmente, a parte la mancata pronta risposta dei borghesi, risulta storicamente provato che in passato i comunisti si sono effettivamente dedicati a pratiche di cannibalismo infantile, come dimostrato dal Libro Nero sul Comunismo, con particolare riferimento alle tragiche condizioni economiche della Cina marxista. E purtroppo anche recentemente nella Corea del Nord, grazie alla carestia cronica provocata in quel Paese dall’insensato regime comunista, si sono verificate pratiche di cannibalismo infantile come attestato dal Corriere della Sera dell’ottobre 1997. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 112 112 Sicurezza L’importanza vitale del tema, che tocca le esigenze prioritarie del cittadino, merita un approfondimento a tutto campo. Ci limitiamo ad un rapido squarcio su alcuni aspetti della recente realtà. Nel periodo fra il 1° luglio 1996 e il 30 giugno del 1997 sono stati denunciati 2.920.000 delitti, dei quali: - 1.710.000 furti; - 2.850 omicidi consumati o tentati; - 47.230 rapine; - 27.240 violazioni delle leggi sugli stupefacenti; - 7.550 estorsioni; - 95 sequestri di persone. Sono rimasti ignoti gli autori: del 95% dei furti denunciati; dell’83% degli omicidi; dell’86% delle rapine; dell’86% dei sequestri di persona. Non esistono molti segnali dell’impegno delle procure sui reati appartenenti alla tipologia di cui sopra. Sindacati Nel 1997 le forze di lavoro in Italia ammontavano a 22.891.000 unità (Rapporto Censis 1998). I Sindacati italiani, incarnati nella Triplice (CGIL, CISL e UIL) si sono progressivamente arrogati (tecnicamente arrogarsi significa attribuire a sé stessi qualcosa che non è dovuto) il ruolo della rappresentanza globale della forze di lavoro del Paese. Nel 1997 la situazione associativa della Triplice era la seguente: Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 113 113 ASSOCIATI CGIL ATTIVI 2.303.706 PENSIONATI 2.875.459 DISOCCUPATI 36.123 ALTRI TOTALE 5.215.288 TOTALE GENERALE CISL 1.882.657 1.909.832 63.845 3.856.334 UIL 1.119.768 418.437 50.065 154.627 1.742.897 10.814.519 In percentuale la situazione si presenta come segue: ASSOCIATI ATTIVI PENSIONATI DISOCCUPATI ALTRI CGIL 44.2 55.1 0.7 CISL 48.8 49.5 1.7 UIL 64.2 24.0 2.9 8.9 Per valutare appieno la capacità di rappresentanza della Triplice nei confronti dei lavoratori, dal totale di 10.814.519 iscritti vanno dedotti i pensionati (che lavoratori più non sono) in numero di 5.203.728 e se ne ricava la differenza (che rappresenta i lavoratori effettivi più una fascia veramente marginale di disoccupati), pari a 5.610.791 unità. La rappresentanza va quindi calcolata ponendo in relazione tale cifra con il totale delle forze lavoro, pari a 22.891.000 unità, e dall’operazione si ricava che la Triplice rappresenta soltanto il 24,51% dei lavoratori italiani. Dalle cifre di cui sopra si rileva chiaramente la scarsissima presenza fra gli iscritti di disoccupati, significativa del comportamento delle categorie non protette verso l’azione sindacale. Si rileva altresì come i sindacati si siano arrogati una serie di ruoli fondamentali, estranei alla loro competenza, incidendo in modo sempre più pesante sulla realtà economica e sociale del Paese. Si può correttamente ritenere che grazie al loro motto (im- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 114 114 plicito), “Lavorare di meno e guadagnare di più” rappresentano il freno principale alla modernizzazione e allo sviluppo del Paese. E ciò malgrado il fatto che possano costituire una realtà in via di potenziale estinzione, almeno in base a quell’indicatore di tendenza che sono gli USA. Secondo il Prof. Weber, della Midwestern University di Chicago, i lavoratori sindacalizzati statunitensi erano il 64% nel 1970, scendendo al 24% nel 1985. Secondo il Sole 24 Ore del 10-1-96 la percentuale è scesa al 10%. Da rilevare inoltre che, alla luce di un rapporto ISTAT solo il 25% dei cittadini si sentirebbe rappresentato dai Sindacati. Per chiudere col tema della rappresentatività nei confronti dei lavoratori, nettamente squilibrata dalla preponderanza di pensionati fra gli iscritti, va ricordato il trattamento penalizzante riservato dal sistema alle componenti sindacali estranee alla Triplice che vedono ad esempio arbitrariamente escluse dalle decisioni che contano sindacati come l’UGL con oltre due milioni di associati. Malgrado l’evidente declino la forza dei Sindacati nei confronti del Governo, in cambio dell’appoggio politico fornito, è tale che nel DPEF (Documento di programmazione economico finanziaria) del 1996 sono riusciti ad imporre, violando tutte le regole dell’economia e della tecnica previsionale, un arbitrario tasso di inflazione al 3% (artificialmente alto) per consentire un recupero surrettizio di remunerazione nel rinnovo dei contratti collettivi. Le manchevolezze o le intrusioni arbitrarie che si possono imputare ai Sindacati sono, come minimo, le seguenti: - non hanno rispettato la costituzione che imponeva loro, all’art. 39, l’obbligo di registrazione per acquisire legittimazione; - non hanno rispettato il verdetto del referendum che imponeva loro di rinunciare alla trattenuta sulla busta paga dei lavoratori; Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 115 115 - non hanno rinunciato alla pratica di occupare i posti nei consigli di amministrazione degli Istituti previdenziali, contribuendo a condurli irresponsabilmente al collasso: - continuano a presentarsi (in particolare la CGIL) come sindacati dei lavoratori mentre (ad es. nella CGIL) oltre il 55% degli iscritti è rappresentato da pensionati; - continuano nella pratica illecita di tenere segreti i loro bilanci, contro ogni etica di pubblicità. Possono quindi a ragione essere definiti: Evasori costituzionali (per il mancato rispetto dell’art. 39 della Costituzione); evasori referendari (per la mancata rinuncia alla trattenuta in busta paga come da richiesta dei cittadini, avallata da referendum); occupatori istituzionali (per la proterva occupazione di poltrone nei consigli di amministrazione degli enti pubblici); mistificatori semantici (per la pretesa di rappresentare i lavoratori mentre rappresentano prevalentemente i pensionati); occultatori gestionali (per la riservatezza con cui amministrano i loro bilanci). Malgrado tanti addebiti, legati soprattutto all’artificiosità della loro situazione, i sindacati continuano a spadroneggiare sulla scena economica e sociale del Paese e a rappresentare arbitrariamente il principale interlocutore del governo per ogni decisione importante. In aggiunta a tutto ciò non rifuggono ad ogni occasione dal presentarsi come titolari di meriti non ben identificati per i momenti di progresso del Paese e come critici severi dell’impresa per fantasiose manchevolezze attribuibili a quest’ultima. Fortunatamente qualche intellettuale non schierato, e citiamo in proposito De Jouvenel, ha saputo identificare l’atteggiamento da mosca cocchiera dei soggetti sindacali: «Il grande miglioramento nelle condizioni dei lavoratori conseguito nel corso degli ultimi anni è da molti attribuito alla pressione sindacale ed a buone leggi che hanno corretto un sistema cattivo. D’altra parte ci si Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 116 116 può domandare se questo miglioramento si sarebbe verificato senza i successi di questo cattivo sistema e se l’azione politica non abbia unicamente fatto cadere dall’albero il frutto che esso stesso aveva prodotto. La ricerca della causa non è un’indagine senza importanza dal momento che un’errata attribuzione del merito può condurre alla convinzione che il frutto si produca scuotendo l’albero.» Socialismo reale Prima di avviare un confronto fra diverse forma di totalitarismo sembra opportuno premettere una definizione dello Stato totalitario, scelta fra le tante disponibili. Friedrich e Brzezinski, (1965), elencano sei caratteristiche tipiche degli Stato totalitari: Uso su vasta scala della ideologia. Le società totalitarie forniscono spiegazioni per ogni momento della vita. Sistemi a partito unico. Gli Stati totalitari sono sistemi a partito unico guidati da dittatori o leadership collettive; il partito unico è il solo partito legale nello Stato e monopolizza le cariche di Governo. Terrore. Gli Stati totalitari usano il terrore per mantenere il controllo: - torture; - interrogatori; - limitazione della libertà personale. Controllo dei mezzi di comunicazione. Le voci dissenzienti sono obbligate a una comunicazione “sotterranea”. Il regime fornisce una interpretazione unica e spesso distorta, rinforzando la propria ideologia. Controllo delle armi. Controllo dell’economia. Attraverso piani economici statali con obiettivi da raggiungere per ciascun settore indu- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 117 117 striale, agricolo o altro. Può anche significare l’abolizione della proprietà privata. Qualsiasi mente intellettualmente neutrale dovrebbe condividere la definizione, accettando di conseguenza che ogni Stato rispondente a tali “requisiti” di ammissione debba essere automaticamente classificato come totalitario, indipendentemente dai motivi che lo hanno spinto alla scelta. Tutto ciò premesso si può dedurre che anche in politica, come in altri campi, esistono dei generi dai quali possono derivare delle specie. Storicamente il genere Totalitarismo ha generato tre specie più note: il Fascismo, il Nazismo ed il Comunismo. Il genere Democrazia, ha prodotto sostanzialmente una sola specie, la Liberaldemocrazia. La storia ha voluto che il fascismo ed il nazismo fossero puniti dal collasso militare e politico e inoltre ufficialmente giudicati e condannati (dal tribunale di Norimberga). Mentre il comunismo è stato colpito solo dal collasso politico e non è stato giudicato ufficialmente da nessun tribunale. E ciò malgrado il fatto che, mentre fascismo e nazismo sono scomparsi da decenni dalla faccia della terra, il comunismo continua a soggiogare una vasta aliquota della popolazione mondiale: in effetti, fatta uguale a 100 la popolazione originariamente soggetta al comunismo, ne è stata liberata solo una quota del 37%. Al fine di rendere più agevole l’interpretazione del percorso concettuale si ripropone lo schema, nella pagina successiva, sotto forma di organigramma. Il punto fondamentale da ricordare è comunque che il comunismo, al di là delle cortine fumogene sparse dagli addetti ai lavori, rappresenta come specie una forma di totalitarismo del tutto analoga a fascismo e nazismo con l’aggravante, come detto sopra, della permanenza in vita. Mentre per qualche considerazione più tecnica riguar dante la teoria rinviamo alla voce Marxismo, ci limitiamo in Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 118 118 Natura del fenomeno politico Genere Totalitarismo Democrazia Specie Specie Liberaldemocrazia Fascismo Nazismo Processo di Norimberga Comunismo ? Popolazione liberata 37% Popolazione soggetta nel 1998 63% questa sede ad alcune osservazioni più eterogenee che evidenziano il fallimento previsionale del marxismo o illustrano qualche differenza fra il modello occidentale e quello sovietico. Passando ad alcune considerazioni più spicciole si potrebbe ricordare che: - Marx aveva diviso rigidamente l’umanità in due classi, i Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 119 119 capitalisti o borghesi (proprietari dei mezzi di produzione) e i proletari (sfruttati dai primi e capaci di sopravvivere solo vendendo come merce la loro forza lavoro). Non aveva previsto tuttavia che l’evoluzione economico-sociale, stimolata dalla tecnologia, avrebbe vanificato tale distinzione. A quella stregua oggi dovrebbero essere considerati proletari i consiglieri delegati delle grandi imprese multinazionali, dalla Fiat alla General Motors, dalla IBM alla General Electric, in quanto campano vendendo la loro forza lavoro. D’altro canto potrebbero essere considerati capitalisti, in quanto proprietari pro quota delle imprese attraverso l’azionariato diffuso, gli operai che vi lavorano. - Identificando nei contadini (la falce) e negli operai (il martello) lo zoccolo duro del proletariato, Marx non aveva intuito la tendenza al progressivo assottigliamento di queste categorie, con il prepotente sviluppo del terziario, trovatosi quindi senza un simbolo che lo rappresentasse. (Per maggiori dettagli si rinvia alla voce forza di lavoro). La capacità previsionale, ampiamente dimostrata dalla storia come fallimentare, implicita nella teoria marxista, ha trovato autorevoli seguaci che si sono successivamente uniti al Maestro nelle loro previsioni fasulle. Si prenda ad esempio un apprezzato divulgatore del marxismo come Antonio Labriola. Nella sua opera «La concezione materialistica della storia» edita da Laterza nel 1895, scrive: «...Fiorirono in questi ultimi anni numerosi giuristi, i quali cercarono nelle correzioni al codice civile i mezzi pratici per elevare la condizione del proletariato. Ma perché non chiedono al Papa che si faccia capo della lega dei liberi pensatori? Ameno più degli altri è il caso dei quello scrittore italiano che, occupandosi di recente della lotta di classe, chiede che, accanto al codice che garantisce i diritti del capitale, ne sorga un altro a garanzia dei diritti del lavoro!!...» Sembra quasi irridente ricordare a questo punto la legge n. 300, del 20.5.1970, ben nota come Statuto dei lavoratori. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 120 120 Qualche confronto storico/statistico - I partiti comunisti (salvo possibili irrilevanti eccezioni) non sono mai andati democraticamente al potere, a differenza di quanto prevede il normale iter nei Paesi democratici. Persino fascismo e nazismo, nell’assumere il potere, hanno avuto un avallo leggermente più democratico. Il giorno 6-01-1918 fu convocato per la prima volta il Parlamento russo, liberamente eletto nelle elezioni di novembre, e in quello stesso giorno si aprì e si chiuse il breve ciclo della democrazia russa. In serata infatti i parlamentari furono espulsi dai miliziani sovietici con la famosa frase “La guardia è stanca” e il Parlamento venne definitivamente chiuso. La democrazia bolscevica era durata un giorno. - Scontate le stesse caratteristiche oppressive fra comunismo e nazifascismo, si potrebbe concludere che il comunismo si distingue in peggio per: - la numerosità della popolazione soggetta; - la durata dell’oppressione; - il riferimento esclusivo ad una pomposa teoria; - la permanenza in vita del sistema (solo il 37% della popolazione originariamente soggiogata è stata liberata); - la persecuzione della chiesa; - la persecuzione della famiglia; - il rifiuto del concetto di Patria; - I concetti sopra esposti possono essere esemplificati nella successiva tabella riassuntiva, in cui si tenta una quantificazione, ovviamente suscettibile di interpretazioni differenti, degli aspetti negativi dei tre principali totalitarismi. Volume Globale di Oppressione (VGO). Ci agganciamo alla tabella soprastante per illustrare il significato dell’ultima voce: l’esigenza di creare tale voce è nata dal dubbio che non esistesse finora un parametro idoneo a valutare comparativamente il peso negativo espresso dai singoli totalitarismi. Per ovviare a tale carenza si è pensato ad un mec- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 121 121 canismo che consentisse di quantificare il “Volume Globale di Oppressione (VGO),” con riferimento a nazifascismo e comunismo. Caratteristiche Libertà politica Libertà di stampa Libertà di parola Libertà di associazione Omicidi Eccidi Campi di concentramento Deportazioni etniche Discriminazioni razziali Durata dittatura Numerosità popolazioni coinvolte Esistenza teoria Volume globale oppressione Fascismo *** *** *** *** * * * = * ** * * * Nazismo *** *** *** *** ** *** *** = *** * ** * * Comunismo *** *** *** *** *** *** *** *** * *** *** *** *** Moltiplicando in modo globale la numerosità delle singole popolazioni europee per gli anni di specifica soggezione al nazifascismo (266.000.000x64) si ottiene la cifra (depurata di sei zeri) di 2.887 (che sta ad indicare il VGO del nazifascismo). Lo stesso calcolo riferito al comunismo, soltanto europeo e quindi ad esclusione della Cina ed altri Paesi extraeuropei (in tal caso il VGO assumerebbe valori astronomici), dà il seguente risultato, previa identica depurazione di sei zeri: 397.000.000 (popolazione) x 513 anni = VGO di 25.343 Pur nella sua approssimazione il parametro del VGO consente di accertare che il peso del totalitarismo comunista è di circa 10 volte superiore al nazifascismo (si usa il tempo presente in quanto, essendo il comunismo ancora in gran parte attivo, può aumentare notevolmente il distacco). - Sempre in termini comparativi il fallimento economico Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 122 122 della teoria marxista in confronto al modello liberaldemocratico è dimostrato in modo lampante dal confronto parallelo dello sviluppo economico di Paesi originariamente uniti e successivamente divisi in sistemi liberaldemocratici e regimi comunisti: Come anno conclusivo di questo slalom parallelo economico è stato prescelto il 1989, momento della caduta del muro di Berlino. PAESI Germania Occ. Germania Or.* Corea Sud Corea Nord* Congo Zaire * Taiwan Cina * Paesi comunisti contrassegnati con * PIL PRO-CAP. IN $ (1989) 18.628 8.805 4.001 846 1.056 173 4.992 540 - Una considerazione comparativa sul livello di efficienza del meccanismo produttivo sovietico, basato sulla collettivizzazione forzata e, in campo agricolo, sulla diffusione capillare di kolkhos e sovkhos, ossia le grandi concentrazioni di lavoratori contadini, realizzate per esaltare gli effetti positivi della collettivizzazione. L’unica eccezione alla collettivizzazione erano piccoli appezzamenti marginali di terreno che il governo concedeva alla gestione dei privati, permettendo loro di incamerare i prodotti I risultati della collettivizzazione, nettamente contrari, tanto per cambiare, alle previsioni marxiste e leniniste, rappresentano praticamente un inno all’economia privata e sono illustrati dal brano che segue: «... La situazione produttiva nei Paesi comunisti era tale per cui i contadini, trascurando i Kolkhos, preferivano sfruttare intensivamente piccolissimi appezzamenti di terra, il cui reddito poteva appartenere loro. In pratica il ren- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 123 123 dimento di questi “orti” era molto più elevato di quello delle terre collettivizzate. Le terre private, che rappresentavano il 9,6% della superficie totale, fornivano il 90,5% del pollame, il 66% dei maiali, la metà dei latticini, il 30% della frutta e della verdura...» (da Enciclopedia Storica Zanichelli, pag. 523, con riferimento all’Ungheria) Il capitolo dei confronti può chiudersi con una argomentazione, paradossale nella forma ma coerente nei contenuti. S afferma spesso da talune parti che, anche riconoscendo tutti i torti del comunismo sovietico, gli va comunque riconosciuto il merito di aver migliorato il tenore di vita del Paese. Tale affermazione può essere valida in termini assoluti, ma non in termini relativi, in confronto cioè con i progressi realizzati nello stesso tempo dai Paesi liberaldemocratici. Nel 1989, anno della caduta del muro, il reddito sovietico, dopo 70 anni di gestione comunista del Paese era approdato a $ 6.757 pro capite contro i $ 20.960 degli USA e i 18.628 della Germania Ovest. È facilissimo presumere che se, invece di cadere in braccio al comunismo la Russia avesse continuato nella pratica del modello occidentale, che in epoca pre-rivoluzionaria stava già dando frutti promettenti, il suo reddito sarebbe oggi più alto dell’attuale. E comunque va ricordato che il regime sovietico ha sulla coscienza 35 milioni di morti (Robert Conquest, Il costo umano del comunismo). Indulgendo al paradosso (ma non troppo) si potrebbe calcolare che se il regime sovietico avesse prodotto in 70 anni un aumento inverosimile di PIL di 5% all’anno, ciò avrebbe significato 350 punti in 70 anni. Dividendo 35 milioni di morti per 350 punti di PIL si avrebbe una media di 100.000 vittime per ogni punto di PIL, un costo umano obiettivamente inaccettabile. Riflessioni di chiusura Alla luce di quanto emerge dalla storia del comunismo sovietico e dei suoi indistruttibili, anche se mascherati, stra- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 124 124 scichi contemporanei, l’atteggiamento dei liberaldemocratici appare troppo incline ad un colpevole oblio. Al fine di rinfocolare l’attenzione ed alzare il livello di guardia, sottoponiamo un paio di testimonianze che potrebbero essere esemplari: Tienanmen Il Vice Presidente della Camera dei Deputati, Alfredo Biondi, in occasione del decimo anniversario della strage di Piazza Tienanmen, ha inviato una lettera aperta a tutti gli amministratori locali affinchè si facciano promotori di un’iniziativa volta ad intitolare ai martiri di Tienanmen una via o una piazza della loro città: «Lo ritengo doveroso - ha spiegato Biondi - ancor più nel decimo anniversario dei tragici eventi di Piazza Tienanmen, e come reazione all’operato del Governo cinese che nuovamente ha incarcerato ben sette persone, scelte fra coloro che avevano osato denunciare il regime di Pechino per aver provocato dieci anni fa, con la repressione di una pacifica manifestazione, la morte di almeno 623 civili e il ferimento di più di diecimila persone.» (Ricavato da Internet Forza Italia del 6.6.99) Onorevole venga a Budapest Vorrei invitare qualche Deputato comunista italiano qui, nella mia città, perché visiti la mostra fotografica sui Gulag. Quale il nocciolo duro di questa audace ricostruzione visiva del genocidio del fascismo rosso? 1) Sono scomparsi in questi campi di morte il doppio degli ebrei dei lager: 12 milioni di esseri umani; 2) il primo Gulag è del 1930, ben prima di quelli nazisti; 3) nessun film italiano ha finora ricordato quel massacro durato oltre vent’anni; 4) c’è dispar condicio tra crimini nazisti e comunisti: questi ultimi oltre a essere stati più devastanti di quelli di Hitler sono anche più orrendi perché cancellati, ad arte, dalla memoria della coscienza di milioni di europei. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 125 125 (Lettera a “Il Giornale”, 18 maggio 1999, da Herbert Spinski). Qualche notazione spicciola. Voi fate finta di pagarci e noi facciamo finta di lavorare (a proposito del clima regnante nell’ambiente di lavoro in USSR). Il perseguimento di fini irraggiungibili può impedire il conseguimento di fini possibili. (A proposito della nocività degli “Ingegneri utopistici”). I cosiddetti post-comunisti, sono dei pregiudicati politici. (A proposito della necessità di pretendere dai pentiti politici un comportamento coerente col ripudio di reati, per lo meno ideologici). Non è caduto il comunismo, è caduta la paura del comunismo. (È necessario non abbassare la guardia). Solidarietà Per verificare il significato del concetto è opportuno ricorrere ad un paio di definizioni: L’insieme dei legami affettivi e morali che uniscono l’uomo singolo alla società di cui fa parte, e questa con lui (Garzanti). Il fatto di possedere gli stessi interessi ed opinioni; aiuto reciproco (The advanced learner’s dictionary of current English). Il concetto di solidarietà merita una particolare attenzione in quanto rappresenta un altro dei pilastri mistificatori del Politically Correct. Mentre la definizione del termine appare alquanto restrittiva, limitando il concetto di solidarietà ai membri di una data società, l’interpretazione “buonista” punta ad estenderla a livello planetario in un quadro idilliaco di perequazione patrimoniale. Onde saggiare la validità dell’idea si impongono alcune considerazioni partendo dalla valutazione del PIL mon- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 126 126 diale (dati tratti da «Pocket World in figures», The Economist 1998). Nel 1995 il PIL del mondo ammontava a 27.657 miliardi di dollari. A livello dei singoli Paesi i PIL pro-capite spaziavano dal più alto, il Lussemburgo con $ 41.464, al più basso, il Mozambico, con $ 78. Non rappresenta una sorpresa che i PIL più alti siano raggruppati nell’area del modello occidentale e quelli più bassi nell’area del socialismo reale o modelli affini. Ove si decidesse un atto di perequazione dividendo il PIL mondiale per il numero di abitanti della terra e distribuendolo singolarmente in porzioni uguali, si realizzerebbe un PIL pro-capite di $ 4.855, pari a circa Lire 600.000/700.000 al mese, soglia di accesso, in Italia, alla riconosciuta situazione di povertà. Con questa operazione teorica di solidarietà i cittadini del mondo sarebbero tutti uguali e tutti poveri. Conclusione ovvia è che alla teoria della semplice suddivisione delle risorse, tipica del socialismo reale, con destinazione pauperismo, va contrapposta quella dello sviluppo con la diffusione del modello occidentale ai Paesi del Terzo Mondo per il decollo delle economie locali. Guardando alla solidarietà in termini di aiuti internazionali (vale a dire dei contributi che i Paesi industrializzati elargiscono istituzionalmente ai Paesi più poveri), si registra il seguente quadro (The Economist 1998): Donatori 1 2 3 4 5 6 7 Japan Francia Germany United States Netherlands United Kingdom Canada $ (milioni) 14,489 8,443 7,524 7,367 3,226 3,157 2,067 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 127 127 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 Sweden Denmark Italy Spain Norway Australia Switzerland Belgium Austria Finland Kuwait Portugal Saudi Arabia Ireland Greece New Zealand South Korea 1,704 1,623 1,623 1,348 1,244 1,194 1,084 1,034 767 388 371 271 192 153 152 123 116 Beneficiari 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 China Zambia Egypt India Ex-Yugoslavia Indonesia Bangladesh Cote d’Ivoire Mozambique Philippines Ethiopia Tanzania Thailand Vietnam Pakistan Uganda Rwanda Kenya Bolivia Senegal Nicaragua Ghana Cambodia Sri Lanka $ (milioni) 3,521 2,029 2,017 1,738 1,638 1,389 1,269 1,200 1,102 884 876 875 863 826 805 805 711 707 692 663 662 644 567 553 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 128 128 Come si noterà, fra i donatori non risulta alcun Paese del socialismo reale, mentre la comunista Cina guida la classifica dei beneficiari. Il Politically Correct estende ovviamente il concetto di solidarietà ad altre aree, in primo luogo l’accoglimento indiscriminato in Occidente di profughi dal Terzo Mondo, senza limiti di quantità o qualità. Di tale aspetto si tratta sotto immigrazione. Statalismo Nel concetto di statalismo si annida uno dei fondamentali elementi di differenziazione fra liberaldemocrazia e socialismo reale. Partendo come al solito da definizioni tecniche si ricava che statalismo significa: - dottrina che considera lo Stato come unica fonte di diritto. Oppure: - tendenza ad attribuire allo Stato un potere di controllo sempre più vasto in ogni campo di attività. (Garzanti) La venerazione dello Stato, come fonte di ogni delizia e di tutti i possibili benefici può giungere addirittura a livelli di deificazione nel concetto di “Stato Etico” che si fonda sull’attribuzione di un significato morale o addirittura religioso all’istituzione “Stato” presupponendo che, appunto, sia lo Stato ad attribuire ai cittadini i loro diritti. I diritti dei cittadini preesistono invece allo Stato, che ha solo il compito di garantire ai cittadini il loro libero esercizio. Il concetto di Stato etico rappresenta notoriamente un patrimonio culturale tipico delle sinistre, ed è appunto il genitore dello Statalismo e della conseguente mortificazione dell’individuo. Il cittadino percepisce abbastanza chiaramente che lo Sta- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 129 129 to non esiste come entità a sé stante, ma si incarna semplicemente negli addetti statali, le cui prestazioni vengono quotidianamente verificate dai contribuenti, e non sempre con piena soddisfazione. Visto il livello di efficienza tradizionalmente esibito, il concetto di Stato o addirittura di Stato etico potrebbe agevolmente prestarsi a qualche forma di ironia. Siccome una delle caratteristiche principali dello statalismo è rappresentata dalla produzione di parole anziché di fatti due studiosi hanno pensato di mettere in evidenza tale prerogativa costruendo una selezione di frasi apparentemente logiche ma sostanzialmente vuote di significato. Le hanno tratte dai numerosissimi piani sanitari elaborati nel tempo dall’apparato statale. L’esercizio è stato battezzato “Il generatore automatico di piani sanitari” e viene riportato di seguito. L’effetto comico si raggiunge nel modo seguente: basta prendere una frase qualunque della prima colonna di sinistra e proseguire verso destra, salendo o scendendo a caso, scegliendo una frase per ognuna delle colonne. Ne deriverà ogni volta una frase complessa e fumosa, dai tipici connotati “statalistico politichesi”. Il Generatore Automatico di Piani Sanitari Sottoponiamo lo studio al lettore, il funzionamento del puzzle: basta prendere una frase qualunque della prima colonna di sinistra e proseguire verso destra aggiungendovi successivamente una frase per ognuna delle colonne scelta a caso. Ne deriverà ogni volta una frase complessa e fumosa, dai tipici connotati “politichesi”. Alcune notazioni spicciole: - In occasione della sua prima campagna presidenziale Reagan ha conquistato un vantaggio determinante su Carter allorchè, durante il dibattito finale televisivo, ha di- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 130 130 IL GENERATORE AUTOMATICO DI PIANI SANITARI L’utenza potenziale Si caratterizza per Il ribaltamento della logica assistenziale preesistente Il bisogno emergente Privilegia Il superamento di ogni ostacolo e la resistenza passiva Il quadro normativo Prefigura Un organico collegamento interdisciplinare ed una prassi di lavoro di gruppo La valenza epidemiologi- Riconduce a sintesi ca Il nuovo soggetto sociale Persegue La puntuale corrispondenza fra obiettivi e risorse La verifica critica degli obiettivi L’approccio programma- Estrinseca tico Il riorientamento delle linee di tendenza in atto L’assetto politico istitu- Si propone zionale L’accorpamento delle funzioni ed il decentramento decisionale Il criterio metodologico Presuppone La ricognizione del bisogno emergente e della domanda non soddisfatta Il modello di sviluppo Porta avanti La riconversione ed articolazione periferica dei servizi Il metodo partecipativo Auspica Un corretto rapporto fra strutture e sovrastrutture chiarato: «credevamo di risolvere i nostri problemi affidandoli allo Stato, finché ci siamo accorti che era lo Stato il nostro problema.» Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 131 131 Nel primario inte- Sostanziando e vi- Nei tempi brevi, La trasparenza di ogni atto decisioanzi brevissimi resse della popola- talizzando nale zione Senza pregiudica- Recuperando ov- In un’ottica pre- La non sanitarizventiva e non più zazione delle rire l’attuale livello vero rivalutando sposte curativa delle prestazioni Al di sopra di inte- Ipotizzando e per- In un ambito terri- Un indispensabile toriale omogeneo, salto di qualità ressi e pressioni di seguendo ai diversi livelli parte Secondo un mo- Non assumendo Nel rispetto della Una congrua flesdulo di interdi- mai come implici- normativa esisten- sibilità delle strutture te pendenza oriz- to zontale In una visione or- Fattualizzando e Nel contesto di un L’annullamento di sistema integrato ogni ghettizzazioganica e ricondot- concretizzando ne ta a unità Con criteri non di- Non sottacendo Quale sua premes- Il coinvolgimento ma anzi puntua- sa indispensabile e attivo di operatori rigistici ed utenti condizionante lizzando Al di là delle con- Potenziando ed Nella misura in L’appianamento cui ciò sia fattibile delle discrepanze e traddizioni e diffi- incrementando discrasie esistenti coltà iniziali In maniera articolata e non totalizzante Con le dovute ed La ridefinizione di una nuova figura imprescindibili professionale sottolineature Attraverso il meccanismo della partecipazione In termini di effi- L’adozione di una cacia e di efficien- metodologia differenziata za Senza precostituzione delle risposte A monte e a valle La demedicalizzadella situazione zione del linguaggio contingente - In una società libera lo Stato non amministra gli affari dell’uomo, amministra la giustizia tra uomini che conducono i propri affari. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 132 132 - Un Governo che ruba a Pietro per dare a Paolo avrà sempre il consenso di Paolo (G. B. Shaw) - Espropriamo lo Stato, riprendiamo la roba nostra. Stati Uniti In questi giorni gli Stati Uniti hanno registrato 8 milioni di miliardari, livello per tre quarti raggiunto negli ultimi 10 anni. Si può di conseguenza presumere che circa 30 milioni di persone negli USA vivano in regime da miliardari, (circa il 12% della popolazione), contro il 13% che vive in regime di povertà, con un reddito inferiore a 33 milioni annui. Il 48% degli americani sono proprietari di titoli azionari contro il 19% di 15 anni fa. (“Il Giornale” del 4.1.2000, Pasolini Zanelli) Una Germania ogni 6 anni, è il ritmo con cui gli USA aggiungono ricchezza al loro Prodotto Interno Lordo. Lo storico americano Sergej Krushev, figlio di Nikita, così commenta: «L’economia è troppo forte e troppo complessa per poter essere amministrata o controllata: in questo consiste il trionfo del capitalismo.» (“Il Giornale”, 8.1.2000, Pasolini Zanelli). Durante gli anni novanta gli USA hanno creato quasi 22 milioni di posti di lavoro e la disoccupazione è scesa al 4,1% (Economist, gennaio 2000). Stato sociale Sembra opportuno premettere una tabella illustrativa degli oneri globali rappresentati per la collettività dallo Stato sociale. Lo Stato sociale si basa sul seguente concetto: lo Stato fa ricorso alla coercizione per costringere la collettività a dare 86.425 9.772 51.980 24.673 280.765 233.593 25.827 5.216 5.763 3.001 5.490 1.875 33.667 3.408 2.852 14.264 1.484 222 841 10.596 400.857 22.632 5.799 4.677 3.996 5.690 1.779 32.214 3.410 2.866 13.201 1.430 230 819 10.258 382.520 1994 86.692 11.750 50.396 24.546 263.614 219.041 1993 2.505 5.730 2.752 34.264 3.411 2.687 14.481 1.490 234 1.080 10.881 415.558 5.275 6.138 25.671 85.818 9.670 52.023 24.125 295.476 247.405 1995 1996 1.829 6.686 1.897 34.859 3.431 2.839 14.506 1.497 235 1.016 11.335 445.478 5.338 6.403 26.626 92.683 10.588 55.909 26.186 317.936 269.157 Totale istituzioni 1.783 7.300 2.312 34.731 3.609 2.625 14.280 1.488 238 1.028 11.463 473.807 5.504 6.110 26.783 99.295 11.650 60.149 27.496 339.781 289.989 1997 (a) 3.996 5.565 1.776 26.494 3.410 2.866 13.201 1.430 230 819 4.538 358.149 5.799 4.677 6.297 86.692 11.750 50.396 24.546 244.963 216.583 1993 3.001 5.420 1.872 27.877 3.408 2.852 14.264 1.484 222 841 4.806 376.345 5.216 5.763 7.763 86.425 9.772 51.980 24.673 262.043 233.008 1994 2.505 5.662 2.749 28.451 3.411 2.687 14.481 1.490 234 1.080 5.068 392.160 5.275 6.138 8.769 85.818 9.670 52.023 24.125 277.891 246.793 1995 1.829 6.623 1.895 28.890 3.431 2.839 14.506 1.497 235 1.016 5.366 421.648 5.338 6.403 9.107 92.683 10.588 55.909 26.186 300.075 268.880 1996 1.783 7.237 2.310 28.707 3.609 2.625 14.280 1.488 238 1.028 5.439 448.894 5.504 6.110 8.283 99.295 11.650 60.149 27.496 320.892 289.665 1997 (a) Di cui: istituzioni delle amministrazioni pubbliche 2-06-2000 8:44 (a) Dati provvisori. - (b) - Comprende le visite mediche generiche e specialistiche, analisi diagnostiche strumentali, protesi, cure balneo-termali ed altre prestazioni. - (c) Comprende equo indennizzo, liquidazioni in capitale, assegni, indennità, sussidi complementari al reddito ed annualità alle vedove. Sanità Assistenza farmaceutica Assistenza ospedaliera Altre prestazioni sanitarie (b) Previdenza Pensioni e rendite Liquidazione per fine rapporto di lavoro Indennità di malattia, temporanea per infortuni e di maternità Indennità di disoccupazione Assegno di integrazione salariale Assegni familiari Altri sussidi e assegni (c) Assistenza Pensione sociale Pensione di guerra Pensione agli invalidi civili Pensione ai ciechi Pensione ai sordomuti Altri assegni e sussidi Assistenza sociale Totale protezione sociale (a) VOCI ECONOMICHE Tavola 9.20 - Prestazioni di protezione sociale (in miliardi di lire) Dizionario dialettico 3.3 Pagina 133 Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:44 Pagina 134 134 a scopi di assistenza più di quanto darebbe spontaneamente in assenza di costrizione. Le origini dello stato sociale sono controverse: la tesi sostenuta da vari scrittori secondo cui l’inventore dell’assistenzialismo di stato nella sua forma attuale sarebbe stato Bismarck, che lo avrebbe introdotto (1881) per far perdere terreno all’opposizione socialdemocratica, non è accettata da tutti. La crescente incidenza degli oneri dello stato sociale sul PIL è testimoniata dalla tabella sottostante: SPESA PER PRESTAZIONI SOCIALI 1974/1988 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 Prezzi correnti 15.205 19.616 24.421 28.963 36.577 42.426 54.696 72.805 88.609 109.355 121.556 139.055 154.748 169.972 186.256 Prezzi 1989 90.851 100.213 106.775 108.261 121.889 123.215 131.052 145.976 152.520 164.272 164.733 172.630 181.486 190.305 198.518 In % al PIL 12,44 14,15 13,97 13,51 14,43 13,69 14,11 15,69 16,25 17,26 16,72 17,11 17,26 17,35 17,26 In % alle spese totali 33,24 33,93 34,39 33,21 33,54 32,65 32,40 32,79 32,44 33,35 32,45 32,24 32,68 32,78 32,54 Fonte: Banca d’Italia, Relazione…, varie annate. I dati nella prima colonna sono in miliardi di lire a prezzi correnti e quelli nella seconda in miliardi a prezzi 1989. Infine quelli della terza colonna esprimono le spese per prestazioni sociali in percentuale al prodotto interno lordo quelli della quarta in percentuale alle spese totali del settore pubblico. Ai giorni nostri l’incidenza è ulteriormente aumentata e si aggira intorno al 23%. Tale andamento appare in contrasto con la tendenza al continuo incremento del reddito pro-capite verificatosi nei decenni, come indicato nella tabella soprastante. Appare in effetti singolare che, più aumentano le risorse a disposizione del singolo cittadino, più lo stato Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 135 135 PIL PER ABITANTE IN LIRE COSTANTI 1997 35.000 30.000 MIGLIAIA DI LIRE 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 1990-1997 1980-1989 1970-1979 1960-1969 1950-1959 1940-1949 1930-1939 1920-1929 1910-1919 1900-1909 1890-1899 1880-1889 1870-1879 1861-1869 0 ANNI investa nell’opera di protezione sociale. Tale contraddizione può essere spiegata solo col fatto che gli investimenti rappresentano una mistificazione e sono in realtà lo specchio di distorsioni ed inefficienze che si vogliono gabellare come crescente impegno sociale. Lo Stato in sostanza grava la collettività di costi per poter distribuire benefici sotto forma di “Servizi sociali”. Tuttavia, dal momento che il trasferimento ha un suo costo (quello della burocrazia intermediatrice) la collettività riceve dallo Stato, in una situazione di Monopolio, meno di quello che ha dovuto pagare. In sostanza il criterio di elargizione universale realizza il conferimento di benefici a tutti, anche Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 136 136 ai ricchi, mentre il costo dell’assistenzialismo grava su tutti, anche sui poveri. Secondo un’analisi dell’ on. Antonio Martino una forma di “assistenzialismo indiretto” è rappresentata dall’intervento dello Stato nella realtà economica, allo scopo dichiarato ma ingannevole di “creare occupazione”. L’effetto “visibile” dell’operazione è quello di creare posti di lavoro nell’impresa assistita. L’effetto invisibile” è quello di una diminuzione di fondi al sistema produttivo, con conseguente riduzione dei posti di lavoro. L’effetto netto non è nullo, come potrebbe sembrare, giacchè in tal modo l’occupazione pubblica, generalmente improduttiva, spiazza l’occupazione privata, generalmente produttiva, con conseguente diminuzione del reddito prodotto. Il ragionamento è confermato dal fatto che, secondo uno studio di qualche anno fa; la creazione di un posto di lavoro privato costa circa 25 milioni e quella di un posto pubblico si aggira sui 150 milioni. Da quanto sopra si arguisce che, «se taluno riceve un reddito che non produce, qualcun altro produrrà un reddito che non riceve» (Leonard Reed). La scarsa visibilità dei danni provocati dall’assistenzialismo indiretto è illustrata dal seguente esempio: Un’impresa pubblica che occupi 10.000 addetti e perda 57 miliardi all’anno attribuisce in media ad ogni addetto L. 5.700.000 all’anno in eccesso rispetto al reddito prodotto. Se il costo viene “spalmato” sull’intera popolazione, ogni cittadino si accollerà un onere di L. 1.000. Si spiega in tal modo l’accanimento dei 10.000 nel difendere la situazione di fronte all’indifferenza dei 57 milioni. Diceva la Thatcher nel 1979: «In Inghilterra esistono due settori: il settore privato, che è controllato dallo Stato, e quello pubblico, che non è controllato da nessuno.» Assistenza Si può definire l’assistenza come la “Attività svolta da Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 137 137 qualche particolare organo od ente e diretta a venire incontro alle necessità di determinate categorie sociali. La forma degenerativa dell’assistenza, fatto in sé positivo, è rappresentata dall’assistenzialismo, che potrebbe significare: “Ricevere più di quanto hai versato”. Oppure, trasformandola in battuta: “Paghi uno, prendi due”. Previdenza Significa in pratica “ ricevere il giusto”. Vale a dire: da ognuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi versamenti. Sussidarietà Il concetto di sussidiarietà, adottato anche dall’Europa, rappresenta un meccanismo fondamentale per la democrazia e lo sviluppo. La sussidiarietà si articola in due forme: Sussidiarietà verticale. Punta a valorizzare al massimo il ruolo individuale del cittadino, trasferendo quanto più possibile vicino al suo livello, o al livello delle istituzioni a lui più vicine, ogni fonte di decisione amministrativa. Si traduce nel seguente modello: - Non faccia il Comune quello che può fare il cittadino, non faccia la Provincia quello che può essere meglio fatto dal Comune, non faccia la Regione ciò che può essere meglio fatto dalla Provincia, non faccia lo Stato ciò che può essere meglio fatto dalla Regione e non faccia l’Europa ciò che può essere meglio fatto dai singoli Stati. Sussidiarietà orizzontale. Attraverso una corretta attribuzione di competenze punta Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 138 138 a valorizzare al massimo l’efficacia dell’azione della collettività: - non faccia lo Stato, il pubblico, attraverso le sue istituzioni anche locali, ciò che può essere fatto dal privato (individuo, famiglia, associazioni di volontariato). Ciò interessa tutti i servizi pubblici, tutti quei servizi che oggi sono gestiti dalle aziende municipalizzate, che gravano pesantemente sul bilancio dello Stato. Occorre lasciare allo Stato centrale solo 5 funzioni: la difesa, la politica estera, la moneta, la giustizia federale, le garanzie di base per lo Stato sociale. Come considerazione politica di attualità, a conferma della mancanza di coerenza o della “doppiezza” delle sinistre, va ricordato che nella Bicamerale, il cui ruolo le sinistre oggi tanto esaltano, ma solo a parole, era stato finalmente formulato il principio di sussidiarietà, un principio che l’Europa ci chiede e ci impone. Ebbene, una volta arrivati in Aula, quando si è trattato di discutere questo principio sancito in Bicamerale, le sinistre lo hanno rinnegato. Come già ricordato, a livello individuale la sussidiarietà potrebbe trovare fondamento nell’art. 4, comma 2 della Costituzione: «Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.» Dice Pio XI, nella «Quadragesimo Anno»: «Siccome non è lecito togliere agli individui quello che essi possono compiere con la forza e l’industria propria per affidarlo alla comunità, così è giusto rimettere ad una maggiore e più alta società quello che dalle minori e inferiori comunità si può fare.» Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 139 139 T Trasformismo Il concetto di Trasformismo si articola in varie componenti e la sua ricostruzione può offrire lo spunto per un montaggio di fantasia, (esercizio nel quale generalmente eccellono le sinistre), al fine di condannare una pratica profondamente lesiva della fedeltà all’elettore. In questa costruzione metaforica si potrebbe partire dal concetto di abigeato (che viene tradizionalmente definito come Furto di bestiame in branco) e che, una volta trasformato in abigeato politico, verrebbe a consistere nella “cattura, da parte di un partito o coalizione, di parlamentari appartenenti a schieramenti politici opposti”. La manovra è perpetrata sia da partiti preesistenti che da partiti costituiti ad hoc, i quali eseguono l’operazione sfruttando la “fellonia” degli eletti. Come noto nella società feudale con tale termine si definiva la mancanza alla fede giurata, commessa dal vassallo contro il suo signore. Nel caso specifico si considera che il “signore” dell’eletto sia il suo elettore... A questo punto gli autori dell’abigeato procedono ad incamerare in modo organico i felloni realizzando la fattispecie criminosa della “ricettazione”, tecnicamente definita come “La detenzione consapevole a scopo di lucro di merci da altri rubate”. Una volta realizzata la fattispecie, responsabile della ricettazione diviene il partito che ospita il transfuga, il quale rimane illecitamente depositario della fiducia rubata all’elettore. Lo scopo di lucro viene realizzato con l’aumento artificiale ed illegittimo della numerosità dei seggi. A questo punto tutto è pronto per il cosiddetto ribaltone, termine che nel significato proprio significa “Scossa im- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 140 140 provvisa e violenta di un veicolo che sta o sembra stia per ribaltarsi” ma che nella prassi frequentemente adottata negli ultimi tempi dalle sinistre significa “trasferimento truffaldino del potere dalla maggioranza legittima ad una minoranza artificialmente maggioritaria”. Con tali complesse operazioni si realizza la trionfante realtà del trasformismo, ossia del “Metodo politico che consiste nel formare maggioranze parlamentari con uomini di varie tendenze, dissolvendo gli schieramenti tradizionali”. Tale pratica malsana, presente con alterne vicende nella vita politica italiana, è stata rilanciata alla grande nelle ultime due legislature dalle sinistre, in spregio della volontà dell’elettore e come velleitario rimedio alla propria inconsistenza programmatica. Rappresentano clamorosi esempi di ribaltone la vicenda del 1995 col trasferimento alle sinistre dei voti dei Parlamentari della Lega Nord eletti dai sostenitori del Centro Destra e nella legislatura successiva la maggioranza artificialmente mantenuta dalle sinistre grazie alla creazione dell’UDR e al successivo abigeato a danno del centro destra e dei suoi elettori dei voti necessari a mantenere la capacità di governo. Volendo operare un distinguo si dovrebbe comunque attribuire la fellonia genuina solo ai parlamentari che passano dalla opposizione alla maggioranza e quindi al Governo per lucrare presumibili vantaggi, mentre andrebbe considerato caso per caso il movimento inverso che, in assenza di benefici, godrebbe della presunzione di scelta ideologica. Alla luce delle considerazioni svolte sopra emerge l’esigenza di un punto fermo morale che aiuti a valutare il giusto e a decidere di conseguenza. In omaggio alle convinzioni dell’elettore, che non accetta la politica come un esercizio di scelte sganciate da ogni principio di moralità e lealtà, sembra opportuno rispolverare la definizione, for- Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 141 141 mulata da Cesare Cantù, di un concetto forse oggi arrugginito ma la cui pratica ha reso grandi molti popoli. Si tratta più precisamente della definizione di carattere. «Per uomo di carattere intendiamo uno che ha il proposito di rimanere quello che è; perseverando nelle viste e nella condotta, con molta forza di attenzione e fermezza di volontà non piglia colore dalle cose che lo circondano; non varia sentimento secondo i casi o le sensazioni o la paura del ridicolo; non brucia una candela al santo ed una al diavolo; studia di non parere diverso di quello che è, ma di essere quello che desidera parere; non civetta la popolarità col rinnegare la propria coscienza; non cerca tanto il bene che può godere quanto il bene che può fare; sa quel che fa e perché lo fa; nobilmente sente, virilmente sostiene, fortemente spera con altezza di pensieri, chiarezza di scopi, franchezza di atti.» Ci si chiede a quanti dei felloni che popolano oggi la scena politica potrebbe essere attribuito il soprannome di un grande del carattere, come ad esempio un Attilio Regolo. Volendo chiudere con una battuta si potrebbe concludere il tema come segue: i transfughi politici hanno cambiato sarto. Ora si vestono da Volta & Gabbana. Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 142 142 U Umorismo Nel promuovere un’azione politica di parte, va valorizzato anche il possibile contributo dell’umorismo, rivisitando la storia recente e recuperando materiale sia grafico che letterale. Come esempio delle possibilità da esplorare, si offrono due campioni: Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 143 143 Ad oltre un secolo dalla morte, Marx resuscita e si precipita in Unione Sovietica per visionare i frutti concreti della sua teoria. Chiede successivamente alla TV sovietica di poter lasciare un messaggio di commento al popolo russo. Dopo una lunga trattativa gli vengono concessi 10 secondi per l’esternazione. Sullo schermo appare quindi il volto di Marx che esterna così: «Proletari di tutto il mondo, scusate!!» Dizionario dialettico 3.3 2-06-2000 8:45 Pagina 144 La Pagina Srl - 0651607121 Stampato per conto de La Pagina Srl presso gli stabilimenti grafici ATI Srl - Pomezia