Dieci anni senza Wojtyla, il Papa di tutti
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Dieci anni senza Wojtyla, il Papa di tutti
Anno III - Numero 78 - Giovedì 2 aprile 2015 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Al Senato Inps Turismo Anti-corruzione, torna il falso in bilancio Pensioni d'oro: il rebus di Renzi La Pasqua triste e sporca della Sicilia Colosimo a pag. 2 a pag. 4 Fruch a pag. 9 VERSO LE ELEZIONI REGIONALI MENTRE SI MOLTIPLICANO IN TUTTO IL PAESE INCHIESTE DEVASTANTI SU UNA POLITICA PEGGIORATA DI QUALITÀ di Francesco Storace T rasparenza impone di dare la sveglia agli smemorati. Compreso chi finge di non aver capito che cosa sta succedendo in Italia. Nel Belpaese accade che siamo nel pieno di una rivoluzione giudiziaria, estesa territorialmente, nessuna latitudine è risparmiata dalla tempesta. Succede perché la politica è complessivamente peggiorata di qualità; aumentano i reati gravi, a turno vengono colpiti i vari schieramenti. Il presidente del consiglio si vanta di norme anticorruzione che ottengono il primo via libera parlamentare, ma chissà quando entreranno in vigore e con quale efficacia. Domanda: bastano le leggi per fermare la corruzione? Le leggi bloccano, quando funzionano, i ladri, ma i reati sono già commessi in quel caso. E si aprono le porte del carcere. C’è bisogno di una medicina “politica”. C’è bisogno di una politica in grado di tornare credibile agli occhi delle comunità che guardano attonite lo spettacolo, davvero deprimente. Ora, quello che fa la sinistra poco mi interessa. O meglio, mi preoccupa per l’Italia perché ormai il Pd è il partito-stato che domina il paese. Ma non si intravede una strategia alternativa dalla nostra metà campo. LA SVEGLIA telefonata, una stretta di mano, un incontro anche fortuito potrebbero compromettere anche la persona più onesta nell’immaginario collettivo (se penso a quante ne ho dovute subire...): all’Italia manca proprio la destra. E tutti insieme dobbiamo ricostruirla. Si deve reincontrare gente che non si parlava da anni; perché solo uniti si possono andare a riprendere nelle case amici perduti che non ne volevano sapere più. Dobbiamo tornare ad amare l’Italia più di noi stessi. E questo spiega agli increduli della rete perché ho fatto quell’annuncio a favore di Fratelli d’Italia, senza accordi, senza trattative, certo con il gradimento di Giorgia Meloni, ma non c’è stata ancora neppure l’occasione di uno scambio di idee. Quando le volontà si incontrano su un percorso finalmente unitario, non servono le parole, ma i fatti. Se Fratelli d’Italia potrà essere il futuro della destra, molto dipenderà dalle elezioni regionali di fine maggio. E sarebbe stato un delitto assistere alla partita dalla finestra, in attesa di giugno. Se il modello funziona, non serve costruire altro. Guai a sperare il contrario. Se facciamo tutti il nostro dovere, la rappresentanza di valori nostri, a partire da una legalità non parolaia, diventerà una certezza. A prescindere da chi sta in poltrona. La scelta a favore di Fratelli d'Italia serve a risvegliare una destra che da troppo tempo manca ad una nazione sempre più in crisi, morale innanzitutto Se nei giorni scorsi ho annunciato che al comitato centrale de La Destra - il prossimo 19 aprile - proporrò il sostegno alle elezioni regionali al movimento di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, è perché occorre spiegare ai cittadini che una crisi politica dagli esiti imprevedibili non può vedere chi ha l’ambizione di rappresentare un pensiero - spesso comune - continuamente in lotta all’interno del proprio confine di gioco. Mai come ora manca un progetto politico per l’Italia. Che parta dall’affermazione di un’etica vera. Ancora una volta dobbiamo dirlo, pur nella consapevolezza che una BERGOGLIO LO RICORDA CON TENEREZZA, MA SUBITO SCATTANO INUTILI PARAGONI UN PAESE SULL'ORLO DELLA GUERRA CIVILE Dieci anni senza Wojtyla, il Papa di tutti di Igor Traboni BAGNO DI SANGUE TURCO Vignola a pag. 6 ANCORA FALLE NEL SISTEMA SANITARIO D'EMERGENZA LAZIO: IL 118 SI SPEGNE Sarra a pag. 5 P apa Wojtyla se ne andava giusto dieci anni fa, la sera del 2 aprile del 2005, per entrare per sempre nei cuori di tanti, praticamente di tutti, anche dei non credenti. E ieri, Papa Francesco lo ha ricordato così, durante il saluto finale all’udienza del mercoledì: “Il suo esempio e la sua testimonianza sono sempre vivi tra noi. Cari giovani, imparate ad affrontare la vita con il suo ardore e il suo entusiasmo; cari ammalati, portate con gioia la croce della sofferenza come egli ci ha insegnato; e voi, cari sposi novelli, mettete sempre Dio al centro, perché la vostra storia coniugale abbia più amore e più felicità”. Parole toccanti, che riportano nell’immediato l’essenza del pontefice polacco, il più popolare in assoluto – anche se non è certo il caso di star qui a buttar giù una classifica celeste – tra i Papi contemporanei. Il gusto di stare in mezzo alla gente, e l’amore che la gente gli dimostra, certo non difettano a quest’ultimo successore di Pietro pure venuto da lontano, eppure i due Pontefici continuano a sembrare un po’ diversi tra loro. La popolarità di San Giovanni Paolo II era probabilmente più “immediata”, meno costruita su altari tanto mediatici quanto profani. Gli stessi che stanno cercando di metter su questo parallelismo tra due Pontefici sicuramente diversi, ma a tutto vantaggio di Bergoglio. E’ capitato di leggere, non più tardi di due giorni fa, ad esempio, una cronaca di Repubblica – il giornale che più di altri si vuole ‘bergogliano’ – sull’imminente decennale della morte di Wojtyla e sulla (presunta, assai presunta) scarsa considerazione che il ricordo starebbe suscitando tra i ‘Papa boys’, la generazione venuta su a pane, rosari e giornate mondiali dei giovani. Questi ragazzi sono cresciuti – era in pratica l’assunto – e non solo anagraficamente, e ora stanno ‘dalla parte’ di Francesco. Ecco: riflettere sulla popolarità è un conto (lo si è fatto a lungo con Benedetto XVI, ad esempio, e il povero teologo tedesco ha sempre perso il confronto con predecessore e successore), cercare di dare anche a questa una veste poco talare ma assai ‘politica’, è un altro paio di maniche. ;AH76Q --. %"- Z 3BD;>7 IL SENATO HA APPROVATO IERI IL DISEGNO DI LEGGE, CHE ORA PASSA AL VAGLIO DELLA CAMERA Anti-corruzione, una legge“ad partitum” Il falso in bilancio torna ad essere un reato, con le pene più severe d’Europa. Ma restano le norme di non punibilità di Federico Colosimo essuno scossone, la maggioranza di Renzi va avanti da sola: l’aula del Senato ha approvato il ddl anticorruzione con 165 sì, 74 no e 13 astenuti. A favore hanno votato Pd, Area popolare, Autonomie-Maie-Psi. Contrari Forza Italia, M5S e Gal. Astensione dalla Lega nord. Un disegno di legge che riesuma il falso in bilancio. Qualcosa che nel 2002 venne bollata come una delle prime leggi “ad personam” per mandare assolto l’allora premier Silvio Berlusconi in un processo milanese per quel crimine. Stiamo parlando appunto del falso in bilancio, dichiarato 12 anni fa come “incostituzionale” e che adesso torna ad essere un reato. Ma al governo non c’è più il centrodestra dell’ex Cav, ma il “nuovo” centrosinistra di Renzi. Polemiche messe a tacere con una immediata – e risicata - approvazione. Depotenziato allora, rivisto nel 2005, torna in auge: con poche eccezioni. Nella nuova formulazione le pene per le “false comunicazioni sociali” prevedono da 1 a 5 anni di reclusione. Bocciati gli emendamenti di Sel e Lega che promuovevano di alzare le soglie da 2 a 6 anni, modifica che avrebbe reso possibile l’uso delle intercettazioni. Con il Pd dunque in N salvo. Nessuna indagine per le aziende non quotate in Borsa, tra le quali le “cooperative” rosse – sempre più sotto inchiesta - e tutte le altre fondazioni accusate dall’opinione pubblica di far girare milioni e milioni di euro. Non si dovrà provare di aver alterato il mercato o di aver prodotto un danno alla società quando si rappresentano situazioni non vere nei bilanci. Approvato anche il discusso articolo 10 del decreto sull’anticorruzione, che prevede un inasprimento delle pene per false comunicazioni delle “spa” non quotate: si rischia la reclusione da 3 a 8 anni. E ancora, quello sulla condanna per i fatti di lieve entità, per i quali sono previsti dai 6 ai 36 mesi. Altro giro altra corsa. Passa anche l’articolo 11, con sanzioni pecuniarie per le “bugiarde” dichiarazioni per tutti i tipi di società. Con i vertici che se dovessero incorrere nell’illecito saranno costretti a pagare dalle 200 alle 600 quote. In controtendenza al depotenziamento attuato al tempo da Berlusconi la legge, come già detto, annuncia fino a 8 anni di galera. Si tratta della più alta in Europa. Una norma che elimina le soglie quantitative e include perfino le holding di controllo e chi raccoglie risparmio. Ma mantiene quelle norme di non punibilità che erano state introdotte proprio dal centrodestra. Un paradosso. Come quello che questo nuovo falso in bilancio viene approvato dentro una legge anticorruzione. PRIME FRIZIONI IN AULA SUL RUOLO DELLE COOP E LA POSSIBILITÀ DI PRODURRE REDDITO NEL VOLONTARIATO Terzo settore a rischio “mafia capitale” I nizia il dibattito sulla Delega al Governo per la riforma del Terzo settore e numerose voci di dissenso cominciano a levarsi, peraltro non solo dall’area d’opposizione. La deputata di Area popolare Paola Binetti, componente commissione Affari sociali, fa rilevare un rischio da “scandalo cooperativo” nella riforma del governo Renzi. “C’è qualche ri- serva, che riguarda soprattutto l’art. 4, dove si delinea un nuovo ruolo dell’impresa sociale. Una figura giuridica ibrida, che mette insieme la finalità ''sociale'' e la possibilità di distribuire utili, cioè di essere almeno in parte profit e di remunerare il capitale investito. Il rischio di questa riforma è lo schiacciamento dell’esperienza partecipativa e sociale del terzo settore sulla dimensione imprenditoriale e privatista dei cosiddetti mercati sociali, spesso dipendenti dallo stesso sistema politico. I rischi sono tanti, come hanno evidenziato le vicende di ''mafia capitale'' e della Cooperativa 29 giugno”. Anche altri aspetti della legge delega trovano fieri oppositori in aula. “L’apertura del servizio civile agli extracomunitari è al di fuori di ogni logica e produrrà uno spreco catastrofico di risorse”, denuncia il deputato Davide Caparini, della Lega Nord, che parla di “ennesimo, e dannoso, strumento usato per alimentare il mercato dell’invasione. Non può esserci servizio civile senza cittadinanza, senza condivisione di un percorso di integrazione e dei valori fondanti della nostra società e del volontariato”. Caparini ha anche proposto il ritorno alla ''Authority per il volontariato'' per sottrarre al "centralismo del governo" il controllo sul terzo settore, che “fino ad oggi non si è nemmeno reso conto dei traffici delle pseudo-coop sociali coinvolte nell’inchiesta mafia capitale”. E, a proposito di accentramento: “L’istituzione di un unico registro nazionale delle associazioni di volontariato (rispetto agli attuali registri regionali) è in aperto contrasto con le richieste formulate dai territori in sede di conferenza stato-Regioni e dà l’idea della visione ''verticistica'' che muove la riforma”. Il parlamentare del Carroccio ha rivolto le sue critiche anche contro la “mercatizzazione delle imprese sociali”, che “svenderà il patrimonio sociale di un Paese”, per inseguire il “modello americano, lontano anni luce dalla nostra storia”. R.V. LA PATATA BOLLENTE PASSA NELLE MANI DELLA GIUNTA DELLE IMMUNITÀ. L’ESPOSTO È STATO PRESENTATO DA BUEMI (PSI) E ALTRI Bagarre “Sblocca Italia”, la Procura indaga sui 5 stelle Grasso difende i grillini: “Ho chiesto che il procedimento e la convocazione di testimoni non abbiano ulteriore seguito”. I pentastellati avrebbero impedito il voto ad alcuni colleghi L 3 )DA5GD3 6; +A?3 ;@6393 ;> ,7@3FA D; EBA@67 > 57@FDA 67> 5A@F7@67D7 ;> BD7 EG@FA ;?B76;?7@FA 67> HAFA 6GD3@F7 >Z7E3 ?7 67> 6;E79@A 6; >7997 W,4>A553 "F3>;3X 3 )3 >3LLA &363?3 63 B3DF7 6; 3>5G@; B3D>3?7@F3D; 67>&AH;?7@FA ;@CG7 ,F7>>7 %Z7EBAEFA P EF3FA BD7E7@F3FA 63> E7@3FAD7 67>)E; @D;5A G7?; 7 63 3>FD; 5A>>79:; @7; 5A@8DA@F; 67; 9D;>>;@; 3 >Q >Z3B7DFGD3 6; G@ 83E5;5A>A "> 53BA 6; ;?BGF3L;A@7 D;9G3D63 >Z3DF;5A>A 67> A6;57 B7@3>7 5;AP>Z;@F7DDGL;A@7 6; 7E7D5;L;A 6; AD93@; 5AEF;FGL;A@3>; 6AH7D 63D7 G@ B3D7D7 EG>>Z;@5:;7EF3 3B7DF3 63>>3 )DA5GD3 6; +A?3 5A@FDA ; 9D;>>;@; E3DN >3 ;G@F3 67>>7 7>7L;A@; 7 67>>7 ;??G@;FN B3D>3 ?7@F3D; 67> ,7@3FA 675;67D>A P EF3F3 >3 5A@ 87D7@L3 67; 53B;9DGBBA 3>>3D93F3 3>>ZG88;5;A 6; BD7E;67@L3 6; )3>3LLA &363?3 5:7 :3 D;@ H;3FA EAEF3@L;3>?7@F7 >3 D;5:;7EF3 3>>ZAD93@A 67> ,7@3FA W& , 67@G@5;3F; ;@ )DA5GD3 '7EEG@A E; EA9@; 6; ;@F;?;6;D5; X :3 E5D;FFA EG 3574AA= ;> 53BA 9DGBBA 67> &AH;?7@FA ,F7>>7 3> ,7@3FA @6D73 ;A88; 5:7 :3 399;G@FA W,; FD3FF3 6; G@ 3FF355A BA>;F;5A ;@3557FF34;>7 344;3?A EA>A 6;87EA 9>; ;@F7D7EE; 67; 5;FF36;@;X W 44;3?A 67@G@5;3FA ;> 83FFA 5:7 ; 9D;>>;@; B7D B;T 6; ?7LLZAD3 5; :3@@A ;?B76;FA >Z3557EEA 3> HAFA :3 D355A@F3FA G7?; E; FD3FF3 6; G@ 3FF355A 3> E;EF7?3 5AEF;FGL;A@3>7 Z G@3 H;A>7@L3 7 :3 D;EHA>F; B7@3>; @A@ P G@ 3FF7@F3FA 3> 8G@L;A @3?7@FA 679>; AD93@; 5AEF;FGL;A@3>; ( HA9>;3?A 3EB7FF3D7 5:7 3DD;H; G@ -7<7DA 5A@ >3 B;EFA>3 ;@ 3G>3 BD;?3 6; 5:;3?3D7 ; ?39;EFD3F; X &3 @A@ P FGFFA G7?; :3 5:;3?3FA ;@ 53GE3 3@5:7 ;> BD7E;67@F7 67> ,7@3FA );7FDA D3EEA 5:7 WE3D7447 6AHGFA ;@F7DH7@;D7 5A;@HA>97@6A CG7EFAD; 7 5A??7EE; ?3 @A@ >Z:3 83FFA 755A B7D5:O E;3?A 3@63F; ;@ BDA5GD3X H7EF;D7 CG7EF3 HA>F3 ; B3@@; 67>>Z3HHA53FA 67> &AH;?7@FA ;@CG7 ,F7>>7 P EF3FA >A EF7EEA @G ?7DA G@A 67> ,7@3FA 5:7 :3 5:;7EFA 3>>3 )DA5GD3 5:7 W;> BDA576;?7@FA 7 >3 5A@HA53L;A@7 6; F7 EF;?A@; @A@ 344;3@A G>F7D;AD7 E79G;FAX W%Z3FF;H;FN BAEF3 ;@ 7EE7D7 63; ?7?4D; 67>>7 3 ?7D7 @A@ BGS 8AD?3D7 A997FFA 6; 3FF;H;FN ;@CG; E;F;H3 67> B?X :3 67FFA 3@5AD3 D3EEA 5;F3@6A G@3 E7@F7@L3 67>>3 ADF7 AEF;FGL;A@3>7 'A@ EA>A %3 ?39;EFD3FGD3 AD6;@3D;3 @A@ BGS ;@ 6393D7 WEG; 5A?BADF3?7@F; 67; E7@3FAD; @7> >Z7E7D5;L;A 67>>7 >ADA BD7DA93F;H7 5ZP G@ 6;87FFA 3EEA>GFA 6; 9;GD;E6;L;A@7X B7D CG7EFA :3 5A@ 5>GEA D3EEA WE7 @7 A55GB7DN >3 ;G@F3 B7D >7 ;??G@;FNX G.S. Via Giovanni Paisiello n.40 00198 Roma Tel. 06 85357599 - 06 84082003 Fax 06 85357556 email: [email protected] Direttore responsabile Amministratore ! Capo Redattore Progetto grafico Società editrice ?;5; 67> ;AD@3>7 6Z"F3>;3 Sito web Per la pubblicità Responsabile Marketing tel. 335 6466624 - 06 37517187 mail: [email protected] -----------------Autorizzazione del Tribunale di Roma n° 286 del 19-10-2012 ;AH76Q --. %"- Z 3BD;>7 IL PURGATORIO NEL GRUPPO MISTO DELLA DEPUTATA ROMANA DIMESSASI DAL NCD È DURATO DUE MESI Saltamartini, abbraccio alla Lega dei Popoli Salvini promette: verrò a Garbatella. E Sel già comincia con le minacce di Robert Vignola ue mesi al Gruppo Misto, fino alla decisione: aderire alla Lega dei Popoli di Salvini, esserne presumibilmente il perno nella Capitale. “Salvini è l’unico fronte aggregativo nel perimetro del centrodestra in grado di mettere insieme le parti migliori. Sentivamo la mancanza di una casa comune”, ha detto l’ormai ex deputata di Ncd Saltamartini in conferenza stampa a palazzo Madama. “E con ''Noi con Salvini'' possiamo dare risposte alla reali esigenze e ai reali problemi degli italiani”, ha aggiunto. Dal canto suo il leader leghista annuncia che presto crescerà anche il gruppo della Lega Nord alla Camera e che le adesioni arrivano da molte realtà locali. “Ci sono molte richieste di venire con noi, che vanno dal Nord a Sud, con contributi sui territori, dalla Puglia alla Sicilia alla Campania. Siamo un cantiere aperto”, spiega, non senza registrare che il gruppo alla Camera “crescerà ulteriormente perché ci sono tante richieste di farne parte. C’è chi perde pezzi…”. Ciò del resto avviene anche ai livelli amministrativi periferici della capitale, dove il gruzzolo di portabandiera sul territorio cresce fino a 40 adesioni di consiglieri municipali. Otto quelle ufficializzate ieri mattina al Senato nel corso di una conferenza stampa. D Altre, spiegano fonti del Carroccio, saranno presentate a breve. Accanto a Barbara Salmartini si schierano da subito i consiglieri Luigi Servilio e Valentina Bellini del primo municipio, Andrea Signorini e Sara De Angelis del secondo municipio, Emanuele Amici del sesto municipio, Matteo Mariani del quarto municipio, Massimiliano Ciccocelli del quinto municipio, Andrea Baccarelli dell’ottavo. Si tratta di un primo drappello di un gruppo molto più vasto. Il coordinatore per il Sud di ''Noi con Salvini'', il senatore Raffaele Volpi, dice di avere già pronte le adesioni di altri 30 consiglieri municipali a Lega dei Popoli. La presentazione dovrebbe avvenire con una manifestazione pubblica prima delle regionali. Intanto però proprio questa sfida romana, come accaduto anche altrove, può essere foriera di tensioni. Salvini ha lanciato un tour di tutti i municipi. “Matteo devi venire a Garbatella, è pieno di comunisti”, lo invita Baccarelli. “Lo so che è pieno di coglioni. Ma un volantinaggio al mercato lo vengo a fare volentieri”, la sua risposta. Che ha infiammato l’estrema sinistra romana, sempre alla ricerca di uno spauracchio per convincere i propri riluttanti militanti a scendere in piazza. “Matteo Salvini riceverà a Garbatella lo stesso trattamento di Alemanno. Sconsigliamo vivamente”, ha avvertito con un minaccioso “cin- guettio” il capogruppo al Campidoglio di Sel, Gianluca Peciola. Al netto del per niente distensivo tono usato dal leader leghista, un riferimento alle inqualificabili gazzarre dei centri sociali che l’uomo al governo della città poteva tranquillamente risparmiarsi. Speriamo che la stupidità non sia contagiosa. DOPO L’ADDIO SUO E DI SANDRO BONDI, LA SENATRICE INCROCIA LE ARMI DIALETTICHE CON GIOVANNI TOTI Forza Italia: i panni sporchi si lavano in tv Il consigliere del Cav: “Dovrebbero dimettersi”. La Repetti: “Ai 60 di Alfano non lo ha chiesto” on chi ce l’avevano Bondi e Repetti quando hanno sollevato dubbi sul “cerchio” magico attorno a Berlusconi. Excusatio non petita, dicevano i Romani (non Antonio…). Ed ecco che ieri mattina Giovanni Toti, consigliere di Silvio Berlusconi ed eurodeputato Forza Italia, con qualche dichiarazione a ''La telefonata'' ha acceso le inevitabili micce già innescate. “Mi dispiace per Sandro Bondi, volto storico di Forza Italia, che per questo partito ha fatto molto. Ma chi non si riconosce più nel partito che lo ha eletto dovrebbe dimettersi anche dal Parlamento dove viene pagato dai cittadini. Non è il miglior comportamento che un politico dovrebbe tenere, ma è una cosa che non riguarda solo lui”. Apriti cielo! Subito Manuela Repetti, compagna di vita e di scelte politiche dell’ex ministro, ha dato fuoco alle polveri. “A Toti che dice, riferendosi a me e al senatore Bondi che ci siamo dimessi da Fi per passare al gruppo misto, che per coerenza dovremmo dimetterci da senatori, vorrei far comprendere la totale illogicità delle sue parole: non mi pare di averlo sentito fare C le stesse considerazioni quando più di 60 parlamentari sono usciti da Forza Italia prima di noi per formare un altro gruppo che lo stesso Toti rincorre tutt’oggi per fare alleanze; mi pare chiaro a tutti che in Fi ci siano problemi oggettivi con faide interne e regolamenti di conti, di cui Toti fa parte, mentre noi, proprio per l’affetto per il presidente Berlusconi, non vogliamo parteciparvi; infine, mi sento assolutamente coerente col mandato degli elettori proprio uscendo da un partito che è profondamente cambiato rispetto agli ideali a cui si è ispirato”. Pochi giri delle lancette sull’orologio è Toti è già in un’altra finestra televisiva, della quale approfitta per controbattere alla stoccata della Repetti. “Ritengo Forza Italia un partito accogliente e democratico. Posso accettare le critiche di chi ci si affaccia e non ci si trova per le regole del partito. Ma da parte di chi ha esercitato quelle regole per alcuni anni e scopre che quelle regole non vanno più bene, mi sembra un ripensamento tardivo. Cambiare casacca già di per sé non è onorevole- ha poi osservato in generale Toti- Se uno lo fa, dovrebbe dimettersi anche da rappresentate parlamentare della gente che lo ha votato per fare quello. Mi risulta più disdicevole se viene fatto dando lezioni di moralità, di etica e di politica. Questo lo trovo al di là del bene e del male. Se uno non si trova più in un partito, può non avere il coraggio di dimettersi da parlamentare, io giustifico tutto. L’uomo è fragile di natura. Ma che mi diano anche lezioni di vita mi sembra eccessivo”. Ma proprio ad Agorà è la stessa senatrice a ribattere. “Toti avrebbe dovuto rivolgerci parole più rispettose. Questo livello di battute mette ancora più in rilievo la situazione di Forza Italia e il livello del cerchio magico che c’è nel partito. Ci sono cerchi magici e cerchi magici: se il Pd ha Delrio, Forza Italia ha Toti”. Secondo la senatrice Repetti, il punto è che “Berlusconi ha fatto l’errore di delegare a persone che non hanno né l’autorevolezza, né il consenso del resto del partito. Purtroppo hanno preso piede approfittando del momento di difficoltà del presidente”. R. V. DALLA GIUNTA DELLE IMMUNITÀ L’OK A PROCEDERE Caso Aldrovandi: Giovanardi adesso rischia il processo L 3 ;G@F3 B7D >7 ;??G @;FN 67> ,7@3FA :3 63FA >ZA= 3 BDA5767D7 @7; 5A@8DA@F; 67> E7@3FAD7 '56 B 3D>A ;AH3@3D6; EG D; 5:;7EF3 63; 9;G6;5; 6; 7DD3D3 HAF3D7 3 83HAD7 )6 7 & , 5A@FDA ; '56 7 %793 'AD6 -GFFA @3E57 63>>7 6;5:;3D3 L;A@; 67> E7@3FAD7 ?A67@7 E7 355GE3FA 6; 6;883?3L;A@7 399D3H3F3 63 )3FD;L;3 &A D7FF; >3 ?36D7 6; 767D;5A >6DAH3@6; B7D 3>5G@7 6; 5:;3D3L;A@; D;>3E5;3F7 3> BDA 9D3??3 D36;A8A@;5A %3 L3@ L3D3 55A>F3 CG;@6; 3 ?39 9;AD3@L3 >3 D;5:;7EF3 67> 9;B 6; 7DD3D3 &A@;53 ;9:7FF; 9;G6;53@6A 5:7 >7 AB;@;A@; 7EBD7EE7 @7> 5ADEA 6; G@Z;@ F7DH;EF3 3 G@3 D36;A @A@ D;7@ FD3H3@A @7>>Z3?4;FA 67>>3 BD7DA93F;H3 67>>Z;@E;@6353 4;>;FN 7J 3DF;5A>A 67>>3 AEF;FGL;A@7 "> B>357F :3 63FA >3 EFGD3 3 @GAH7 BA>7?;5:7 5A?7 3? 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V. 4 Giovedì 2 aprile 2015 ATTUALITA’ DA UNA PARTE IL PRESIDENTE DELL’INPS DALL’ALTRA IL COMMISSARIO DELLA REVISIONE ALLA SPESA Pensioni d’oro, Renzi non sa a chi dare retta Boeri vuole prelevare dagli anziani ricchi per dare ai più poveri garantendo omogeneità. Ma Gutgeld, consigliere economico del premier, ha già messo il suo veto alla questione. Chi la spunterà? SULLA LEGGE ELETTORALE Volano altri stracci nel Pd Bersani: “Offesi da Matteo” S di Federico Colosimo P relievo forzoso sulle pensioni d’oro, Inps e governo passano all’incasso? Impazza il metodo Tito Boeri (a sinistra nella foto), con l’istituto nazionale di previdenza che vuole prelevare dagli anziani più ricchi per dare ai più poveri. O per lo meno dagli italiani ‘senior’ che ricevono un assegno molto alto rispetto ai contributi versati. Questioni di equità, sottolinea il nuovo presidente. Che entro il mese di giugno presenterà le sue proposte - già illustrate al premier Matteo Renzi - per garantire uniformità. Idee, dunque, perché l’Inps non ha potere legislativo e toccherà poi al parlamento decidere. Ma la filosofia di fondo è questa, consigli che possano garantire più uguaglianza volti “a non fare cassa”. Ci tiene a specificarlo l’economista. L’ipotesi è quella di chiedere “a queste persone di poter dare qualcosa per contrastare la povertà, soprattutto nella fascia 55-65 anni. Vogliamo per queste generazioni - ha spiegato nell’intervista rilasciata a Ballarò - trovare un modo per ‘arrestare’ la miseria e dare la possibilità di andare in pensione prima e in modo sostenibile”. Il numero uno dell’Inps, a tutto tondo, ha reso noto che dal 1° maggio verrà data la l’opportunità agli italiani di poter sapere quali saranno le loro “buste paga” future. Tutti potranno decidere di cambiare retribuzioni e contributi.Valutando anche quanto tutto questo avrà effetti sulle pensioni. Si parte dai giovani, dagli “under 40”. Poi la platea verrà allargata e nel 2016 l’operazione sarà estesa pure ai lavoratori dipendenti pubblici e agli iscritti alle gestioni speciali presso l’Inps. Concetti che vanno in disaccordo con quelli espressi da Yoram Gutgeld (a destra nella foto), nuovo commissario della revisione della spesa, che solo poche ore prima sottoli- enza fine le polemiche nel Pd dopo la direzione dell’altra sera e la decisione di Renzi di passare alla conta, con la minoranza che al voto non ha partecipato. Ora fa discutere un colloquio di Pier Luigi Bersani con 'Repubblica' nel quale l'ex segretario Dem critica aspramente, anche se non è la prima volta l'atteggiamento di Matteo Renzi sulla legge elettorale e avverte che sul provvedimento il governo non ha i numeri, neppure in commissione Affari costituzionali della Camera dove il testo è in discussione: “Ne dovrà sostituire tanti di noi per arrivare al traguardo. E se continuerà a fare delle forzature, io stesso chiederò di essere sostituito. Noi abbiamo detto: concordiamo alcune mo- neava come la decisione della politica fosse quella di non toccare le pensioni. Differenza di vedute e nessuna unità di intenti. Una bella gatta da pelare per Renzi, che dovrà decidere se adottare il metodo Boeri o quello del suo consigliere economico. Un difiche e poi votiamo l'Italicum tutti insieme sia alla Camera sia al Senato. E Renzi che dice? Non mi fido. Ho trovato questa risposta offensiva, molto più di tante battutine personali che riserva a chi dissente. Non mi fido di Berlusconi , lo puoi dire. Ma se non ti fidi del tuo partito, è la fine". Seccata la replica del presidente del partito, il filo renziano Matteo Orfini: "Immaginare che si possa spaccare il Pd su una richiesta di modifiche marginali all'Italicum, dopo che anche su sollecitazione di Bersani è stato completamente riscritto, lo trovo incredibile e incomprensibile. Non vorrei che per ragioni strumentali si creasse tensione nel Pd", conclude Orfini. vero e proprio Guru per il Rottamatore, costretto probabilmente a ignorare le direttive del bocconiano. Finito solo un anno fa al centro del toto-ministri e in corsa, fino al rush finale, per il dicastero dello Sviluppo Economico. “Bruciato”, all’ultima curva, da Federica Guidi. IL NUOVO EDITORE: “HO VOTATO GRILLO”. MA PROPRIO I 5 STELLE ADESSO LO ATTACCANO “L’Unità” torna tra veleni e polemiche I l ritorno in edicola dell’Unità è imminente, probabilmente sabato 25 aprile, secondo quello che è l’auspicio anche del nuovo editore Guido Veneziani: “Per riuscirci ho provato a indossare la tuta di Capitan Power, ma non so se basterà”, ha detto lo stesso Veneziani (a capo di un gruppo che manda in edicola riviste di gossip) dopo il via libera del Tribunale fallimentare di Roma al salvataggio della testata già Pd, Ds e antenati vari, fino al Pci. In realtà, dopo nove mesi (l’Unità ha sospeso le pubblicazioni il 1° agosto scorso) la testata dovrebbe tornare in edicola ma profondamente cambiata e con un editore la cui fede dem non è proprio un marchio di fabbrica. Lo stesso Veneziani, al Fatto quotidiano ha infatti ammesso di aver votato Grillo alle ultime elezioni, senza esserne pentito “però – ha aggiunto tanto per cercare di non perdere di vista almeno lo zoccolo duro dei lettori del giornale - non sono uno impegnato nelle vicende politiche. Il mio era un voto di protesta. Oggi però voterei per Renzi. Sta portando avanti un rinnovamento politico che incide sul sociale, e in maniera veloce”. Renzi forse, insomma, ma Gramsci – che il giornale lo ha fondato – proprio no: “Se il giornale ha chiuso è perché non incontrava più il gusto della gente, non interessava cosa si scriveva: non si può portare avanti un rendiconto nostalgico di tempi che non esistono più”. Morto e risepolto sotto la storica testatina dell’Unità, insomma. Lo stesso Fatto quotidiano, che qualche migliaio di copie potrebbe comunque vedersele rosicchiate dal ritorno dell’Unità, dà poi conto di altri problemi del nuovo editore e della tipografia di Alba, nel Cuneese, che stampa anche Famiglia Cristiana. Ma il giornale diffuso nelle parrocchie la settimana scorsa ha rischiato di non uscire, a causa del distacco dell’elettricità all’utenza della Roto Alba. “Nessun problema finanziario, solo un problema tecnico”, si è comunque affrettato a spiegare Veneziani. Ma all’editore sono anche i conti politici che non tornano: nonostante l’accennata professione di voto grillina all’ultima tornata, ieri proprio i 5 stelle lo hanno attaccato. E pesantemente: "A breve Renzi avrà un altro volantino con cui fare propaganda e lo pagheremo anche noi. Il quotidiano che vanta il record di fondi pubblici riservati ai giornali di partito, 152 milioni di euro in 24 anni, tornerà ad infestare le edicole il 25 aprile”, ha scritto il deputato Giorgio Sorial su facebook, aggiungendo: "Se da una parte c'è ovviamente da essere felici per la riassunzione della redazione, dall’altra c’è la consapevolezza che probabilmente l'Unita' continuerà a fare schifo. Qualcuno ha dimenticato quei bei titoloni sul M5S quando ci davano degli squadristi? L''editore sarà Guido Veneziani che pubblica Vero, “PENALIZZATE LE FASCE DEBOLI” Riforma banche Popolari: i gesuiti attaccano il governo N ell'attuale situazione di crisi, l'approvazione, da parte del Parlamento, del decreto del Governo sulle banche popolari rischia di penalizzare proprio le fasce più deboli della popolazione. La scelta politica, oltre a esprimere la mancanza di sensibilità verso la finanza cooperativa, introduce un limite alla libertà di organizzazione d''impresa che non ha uguali negli altri Paesi europei". Ad affermarlo è la Civiltà Cattolica, la prestigiosa rivista dei gesuiti – ordine religioso cui appartiene anche Bergoglio - in un articolo di padre Francesco Occhetta. “In Paesi come Olanda, Francia, Germania, Austria e Finlandia esistono banche a voto capitario – si legge nell’articolo - in cui il socio ha un voto indipendentemente dal numero delle azioni Stop, Miracoli, Vero Cucina, Confessioni Donna. Il Pd controllerà il 5% tramite la Fondazione EYU (Europa-YoudemUnità) e il direttore lo sceglierà Renzi (come per la Rai) e tanti saluti alla neutralità". A proposito, per la scelta del possedute, come le banche di credito cooperativo o popolari, con capitalizzazioni ben oltre la soglia degli 8 miliardi di euro. Le grandi reti cooperative internazionali hanno dimensioni molto superiori agli 8 miliardi di euro e operano su territori molto vasti". "In Germania, per esempio, il Governo -prosegue la rivista dei gesuiti- è intervenuto per capitalizzare con fondi pubblici (centinaia di miliardi) le banche popolari, che hanno avuto prestazioni molto peggiori di quelle italiane. Se per la cancelliera tedesca, Angela Merkel, le banche a voto capitario sono un cardine dell''economia sociale di mercato, con il decreto sulle banche popolari non e'' risultato essere lo stesso per il Governo italiano, intenzionato a porre fine alla loro esperienza". direttore è questione di ore e in pole resta Stefano Menichini, già al vertice di Europa, il quotidiano ex Margherita poi defunto una volta entrato nell’orbita Pd, ed onnipresente nei talk politici in tv. Igor Traboni ;AH76Q +(& 3BD;>7 % % 2"( FERMO PER QUATTRO ORE LA NOTTE SCORSA IL SISTEMA INFORMATIVO DI GESTIONE DEI SOCCORSI. OPERATORI COL TACCUINO Blackout al 118, se accadesse col Giubileo? Sull’increscioso fatto, già avvenuto in passato, Francesco Storace ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione. E attacca la Direzione dell’Ares: “Perché si è ripetuto?” ome è possibile che si sia verificato un blocco di circa quattro ore del sistema informatico di gestione dei soccorsi alla centrale operativa del 118 di Roma? Perché? Domande poste da Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale e leader de La Destra, che ha denunciato l’increscioso fatto. Storace ha parlato di “scene allarmanti”. Un disservizio che comunque non finirà nel dimenticatoio. Infatti, Storace ha presentato un’interrogazione urgente al commissario ad acta per Sanità, Nicola Zingaretti, nonché presidente della Regione Lazio, per fare chiarezza sul gravissimo blackout, che fortunatamente non ha portato C a conseguenze terribili. “Quattro ore di blackout. La paura di non riuscire a salvare vite umane. Poi, per fortuna, il sistema informatico che si riesce a rimettere in funzione. Tutto questo è accaduto stanotte (ieri, ndr), presso la centrale operativa del 118 di Roma, in un arco di tempo - riferiscono sindacalisti dei dipendenti - tra le due e le sei del mattino. Ci sono state scene allarmanti, con gli operatori che dovevano prendere appunti al block notes perché il sistema non funzionava, con inevitabili ritardi”, ha scritto Storace sul Giornale d’Italia, aggiungendo che “comunque, dice uno dei lavoratori che era di turno e che non vuole farsi pubblicità - ma è difficile capire perché tanto timore - ‘per fortuna è accaduto di notte, quando l’attività è minore, semplicemente perché c’è meno gente in giro’”. “Di qui la domanda, che tradurrò oggi (ieri, ndr) stesso in un’interrogazione al presidente LO STRANO CASO DEL SERVIZIO 060606 LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE PIETRO DI PAOLO AltaRoma, una “moda” le risposte imbarazzanti dalla giunta Zingaretti S ulle note di “Arrivederci Roma” il servizio 060606 è passato a Crotone. A gestire da ieri incredibilmente il numero di riferimento per tutte le informazioni sui servizi del Comune di Roma è l’azienda calabrese Abramo Customer Car, a capo di Sergio Abramo, attuale sindaco di Catanzaro. Un appalto aggiudicatosi alla modica cifra di oltre 10 milioni di euro, grazie a un ribasso pari al 30,55%. Una linea, quella voluta dalla giunta Marino, che lascerà per strada 280 lavoratori della Almaviva Contact di Roma, che fin qui hanno gestito impeccabilmente il servizio. Basti pensare che l’amministrazione comunale non ha previsto la clausola sociale nel bando di affidamento. Ma non era la sinistra quella che tutelava il lavoro e i lavoratori? Oppure a sorpresa la storiella, che la sinistra ha raccontato per anni, è cambiata nel 2015? Una situazione che ha fatto scattare sulla sedia anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli della regione: ma se questa stessa interruzione - che già in passato c’è stata - si dovesse verificare durante il Giubileo straordinario, che cosa potrebbe accadere?”, si è chiesto l’ex ministro della Salute, sottolineando che “lo stesso problema potrebbe esserci per l’elisoccorso, necessario per trasportare i malati gravi che un’ambulanza avrebbe difficoltà a condurre in ospedale nella marea umana di via della Conciliazione”. Storace ha poi colto l’occasione per ricordare il piccolo Giuliano, deceduto per la mancanza di un’elipista a servizio dell’ospedale di Frosinone. “Ma se non si attuano neppure le convenzioni che avrebbero impedito ad un bimbo di tre anni di morire tra Alatri, Frosinone e il Gemelli...”, ha attaccato ancora il consigliere de La Destra, che non ha dubbi: “La regione ha il dovere di aiutare chi opera a fare bene il proprio lavoro al servizio dei cittadini. Il 118, sia a terra che in cielo, diventi la vera priorità della regione Lazio”. Qualche ora dopo la denuncia di Storace, è arrivata la precisazione della Direzione dell’Ares 118, che ha confermato il blocco del sistema informatico di gestione dei soccorsi, avvenuto dalle ore 2.29 alle ore 6.16, assicurando che sono state applicate le procedure e i protocolli operativi previsti. “Si è dunque proceduto - si legge nella nota ad una gestione manuale delle chiamate di emergenza e, nello stesso tempo, sono stati attivati i tecnici per l’individuazione e la risoluzione del problema informatico. Durante il tempo di blocco, grazie anche alla grande professionalità dei nostri operatori che ci ha permesso di superare le momentanee difficoltà, tutte le richieste di soccorso pervenute in Centrale Operativa sono state gestite in maniera positiva”. “Sono in corso ulteriori verifiche per comprendere le cause che hanno determinato il blocco del sistema, in modo da elaborare dei correttivi per evitare che si ripetano problemi tecnici di questa natura - prosegue la Direzione - Si ricorda inoltre che è imminente l’aggiudicazione di una gara regionale che consegnerà nuove tecnologie informatiche alle Centrali Operative di Ares 118: un’importante innovazione che la Regione Lazio ha fortemente voluto, al fine di dotare l’azienda di sistemi informatici avanzati che implementeranno le performances di risposta ai cittadini”. Non si è fatta attendere al replica del consigliere de La Destra: “Ringrazio la direzione dell’Ares per la puntuale precisazione, ma mi è ben nota la professionalità degli operatori dell’azienda. Resto preoccupato perché pare che lo stesso episodio sia avvenuto ad ottobre ma non se ne sia saputo nulla. Perché si è ripetuto?”. Giuseppe Sarra Dalla giunta Zingaretti risposte imbarazzanti sull’asta pubblica per la cessione delle quote di Altaroma. Ho presentato un’interrogazione a risposta immediata su questa vicenda, e l'incolpevole assessore Ciminiello mandata allo sbaraglio da Zingaretti e dall’assessore Fabiani, non ha saputo dare risposte con una scarna e non esaustiva relazione preparata dagli uffici”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Lazio, Pietro Di Paolo. “La giunta Zingaretti dimostra ancora una volta di non rispettare il Consiglio regionale - aggiunge -. Con il collegato alla finanziaria del 2014 ha abrogato la norma con cui nel 2011 era stata decisa la cessione delle quote di Altaroma, e in quell'occasione, in seguito ad un mio emendamento, l’assessore Fabiani si era impegnato a motivare questa scelta, cosa puntualmente non avvenuta. Alla luce della tanto decantata spending review, resta ancora inspiegabile per quale ragione tra le tante società e agenzie che Zingaretti si vanta di aver chiuso o accorpato, Altaroma continui a beneficiare del sostegno anche finanziario della Regione Lazio; a ciò si aggiunge, fatto ancora più grave, che in ottemperanza alla norma del 2011 era stata indetta un’asta pubblica per il “ d’Italia. Oltre a beccare il sindaco Marino, l’ex ministro della Gioventù ha puntato il dito anche contro il governo incapace di salvaguardare i posti di lavoro. “Non è stato fatto nulla nemmeno dal governo Renzi - ha punto la Meloni - che ha abbandonato al suo destino quelle imprese virtuose, come ad esempio Almaviva Contact, impegnate a difendere i livelli occupazioni in Italia nonostante la concorrenza sleale e le gare al massimo ribasso”. La Meloni è poi passata dalla protesta alla proposta, ovvero “sostenere anche con incentivi economici e riconoscimenti tutte quelle aziende che non vogliono delocalizzazione e che si battono ogni giorno per difendere i lavoratori e la loro dignità”. G.S. giorno 28 marzo 2013 per la cessione delle quote, di cui si è persa ogni traccia. La risposta all’interrogazione di cui si è fatta carico l'assessore Ciminiello, data l’assenza del collega Fabiani, di fatto non fornisce i chiarimenti richiesti. Di certo ad oggi c’è solo la scorrettezza di questa giunta che senza plausibili giustificazioni continua a dirottare risorse economiche su Altaroma, una società con i conti in difficoltà e alle prese con un controverso rinnovo per le nomine delle cariche sociali, tra cui spiccano anche dubbie professionalità che nulla hanno a che fare con la moda. Che Altaroma sia una opportunità per nuovi sbocchi occupazionali, scouting di giovani stilisti e internazionalizzazione delle imprese del Lazio, come ci è stato risposti oggi in Consiglio regionale, è tutto da dimostrare. Altaroma si è rivelata una giocata perdente su cui Zingaretti si ostina a scommettere e nessuno sa il perché”. ;AH76Q ,- +" 3BD;>7 A POCHE SETTIMANE DAL VOTO E DOPO IL SEQUESTRO FINITO CON TRE MORTI, SI FA INCANDESCENTE LA SITUAZIONE Turchia sull’orlo della rivolta di piazza Incidenti ed assalti ai quartier generali della polizia, ancora morti e feriti. Risolta senza spargimenti di sangue l’occupazione armata di una sede del partito di Erdogan. Gli arresti si contano a decine di Robert Vignola ono ore di tensione e sangue in tutta la Turchia. Soprattutto a Istanbul, dove ieri una donna kamikaze, che trasportava una bomba, è stata uccisa mentre cercava di compiere un attentato alla questura. Un secondo assalitore, invece, in un primo momento è riuscito a fuggire. Nella sparatoria sono rimasti feriti anche due agenti. È stato solo il più grave, ma non l’unico, episodio di violenza all'indomani del sanguinoso sequestro a Istanbul del giudice Mehmet Selim Kiraz da parte di due membri del gruppo di estrema sinistra DhkpC. È polemica soprattutto sull'esito del blitz delle teste di cuoio di Ankara costato la vita al pm e ai suoi sequestratori. Ieri mattina la polizia turca ha arrestato a Antalya, Smirne e Eskisehir 32 persone sospettate di essere vicine al Dhkp-C. Intanto scattava di nuovo l’emergenza a Istanbul: un uomo armato è entrato in una sede dell'Akp, il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan, a Kartal, un sobborgo di Istanbul. Dopo avere fatto irruzione, l'uomo aveva fatto uscire tutti i dipendenti presenti e aveva esposto ad una finestra una bandiera turca sulla quale era stata aggiunta S una sorta di scimitarra. Con un intervento delle forze speciali è stato arrestato. Non ci sono stati feriti. La polizia aveva isolato l'area. Dopo l'assalto delle teste di cuoio al Palazzo di Giustizia, nella notte c’erano del resto stati incidenti fra la polizia e i manifestanti in due quartieri di Istanbul. Le forze di sicurezza hanno usato lacrimogeni per disperdere manifestanti di estrema sinistra nel quartiere di Okmeydani, dove il quattordicenne Berkin El- van, figura simbolo del movimento di Gezi Park, venne colpito mortalmente da un candelotto lacrimogeno alla testa nel giugno 2013. Ci sono stati incidenti anche nel quartiere popolare di Gazi, dove è attivo il Dhkp-C. I due sequestratori del giudice Mehmet Selim Kiraz, come ormai noto, chiedevano "giustizia" per la vicenda Berkin. A due anni dai fatti il poliziotto responsabile della morte del ragazzo non è stato ancora incriminato. Il pm Kiraz aveva però ottenuto dal comando di polizia l'identità degli agenti presenti sul luogo del ferimento mortale. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha interrotto ieri la visita ufficiale in Romania per rientrare a Istanbul e presentare le proprie condoglianze alla famiglia del magistrato, i cui funerali sono stati officiati nella moschea Eyup Sultan, alla presenza del premier Ahmet Davutoglu. In mattinata una cerimonia di omaggio si è svolta nel Palazzo di Giustizia di Istanbul. Intanto le polemiche rimbalzano anche sulla stampa turca. L'esito drammatico dell'assalto delle forze di sicurezza, con le quali pure si è congratulato Erdogan, viene commentato velenosamente da più parti. "Lo Stato non riesce a proteggere il suo pm" titola il quotidiano di sinistra Sozcu. Per Cumhuriyet, la tragica vicenda mette in luce che "la gente non si fida più della giustizia" e che "la repressione delle proteste e l'insabbiamento della giustizia spingono alcuni a decidere che la violenza è l'unica soluzione". A due mesi dalle elezioni politiche, avverte, si temono ora "scenari catastrofici". Yurt si chiede invece se il sanguinoso sequestro di Istanbul non sia "una provocazione" in vista del voto, atteso tra poche settimane. I JIHADISTI OCCUPANO PARTE DEL CAMPO PROFUGHI PALESTINESE. SCONTRI AL CONFINE CON LA GIORDANIA, ECCIDI DI CIVILI NEL NORD L’Isis s’infiltra a Damasco L a serpe dell’Isis dentro Damasco. Sfruttando le falle, il degrado, la rabbia che porta dritti al fondamentalismo. L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha reso noto che nella capitale siriana combattenti dell’Isis hanno preso il controllo di gran parte del campo profughi palestinese di Yarmouk, a sud della città. Mentre i miliziani dello Stato islamico arretrano in Iraq, con l'esercito regolare che ha ormai rimesso le mani su Tikrit, il sito di Yarmouk è ora in gran parte nelle mani dei jihadisti di Abu Bakr al-Bagdadi. I militanti dello Stato islamico sono avanzati nell'accampamento di Yarmouk dal vicino distretto di Hajar al-Asawad, a sud del campo e hanno anche preso d'assalto l'ospedale palestinese della zona, catturando tutti i membri dello staff medico e i volontari, secondo quanto ha riferito un altro attivista palestinese all'agenzia di stampa cinese Xinhua. La fonte ha spiegato che la parte meridionale del campo è importante perché si tratta di una zona densamente popolata. I militanti dello Stato islamico hanno anche posizionato dei cecchini sulle sommità dei palazzi e attualmente si stanno scontrando con i gruppi rivali ribelli, che controllano l'accampamento dal 2012. Inoltre, secondo testimoni i miliziani di al-Nusra, gruppo affiliato ad al-Qaeda, si sarebbero uniti nell'occasione allo Stato islamico. La situazione umanitaria del campo appare grave: gli abitanti soffrono di carenza di cibo, medicinali e farmaci. La situazione è ora in evoluzione in tutta la Siria. La Giordania ha chiuso temporaneamente il principale valico di frontiera con la Siria per motivi di sicurezza, dopo gli intensi scontri fra esercito siriano e ribelli nelle zone vicine al confine. Il posto di frontiera, nella provincia meridionale di Daraa, è assediato dai ribelli da alcuni mesi e le truppe governative che lo difendono ricevono rifornimenti solo con lanci dagli elicotteri. L'attacco è cominciato con il lancio di obici di mortaio su Nasib, cui hanno fatto seguito intensi combattimenti tra i ribelli e i soldati. Damasco ha bombardato le postazioni dei jihadisti. La conquista di Nasib da parte dei ribelli consentirebbe loro di controllare praticamente tutta la frontiera con la Giordania, perché già da tempo hanno nelle loro mani il passaggio di Ramtha. Prima della crisi siriana, il valico era la principale via di transito per le merci trasportate tra la Turchia e il Golfo. Purtroppo arrivano anche notizie di altri efferati eccidi. Gli estremisti del Daesh (nome arabo dell'Isis) dopo l'assalto ad un villaggio della provincia di Hama, nel centro della Siria, hanno giustiziato 48 civili, tra cui anche donne e bambini, alcuni bruciati vivi. Secondo l'agenzia di stampa siriana – che ha citato la polizia locale - i mercenari takfiri hanno attaccato in mattinata il villaggio Ma'juba, controllato dall'esercito, causando almeno 48 morti e oltre 20 feriti. La stessa fonte aggiunge che in seguito le truppe governative hanno aperto il fuoco contro i miliziani costringendoli a ritirarsi. Un ufficiale dell'esercito ha reso noto che dopo gli scontri, le loro forze hanno rinvenuto e disinnescato circa 40 ordigni nello stesso villaggio. R. V. PER USCIRE DALL’ANGOLO, PUTIN STA SVILUPPANDO PROGRAMMI ENERGETICI DALL’EUROPA AL MEDIO ORIENTE La Russia rialza la testa col nucleare di Tatiana Ovidi D ABA 9;AD@; 6; 3EE7@L7 7 E;>7@L; ;> BD7 E;67@F7 DGEEA P FAD@3FA B;T 53D;5A 7 8ADF7 6; BD;?3 % A?;5;6;A '7?FEAH 5:7 E7?4D3H3 3H7D 3B7DFA G@3 5D;E; 3> D7? >;@A E; P B3D>3FA 6; 9A>B7 7 ?39@3F; ;@ D; HA>F3 P 9;N 35CG3 B3EE3F3 )GF;@ :3 D;?7EEA FGFF; ;@ D;93 E7?4D3 D7997D7 >3 FD79G3 ;@ .5D3;@3 7 CG;@6; >3 @3E5;F3 67>>3 'GAH3 +GEE;3 7 ;> EGA 5A@E7@EA 5A@F;@G3 36 7EE7D7 7>7H3F;EE;?A "@A>FD7 EG> B;3@A ;@F7D@3L;A@3>7 > 397@63 67>>A 23D P B;7@3 6; ;?B79@; ;?BADF3@F; 'A@AEF3@F7 >7 E3@L;A@; 7 >7 4>35= >;EF 6; 03 E:;@9FA@ 7 DGJ7>>7E &AE53 E7?4D3 7EE7D7 GE5;F3 63>> 3@9A>A 7 E7?4D3 HA>7D D;5AD63D7 3> ?A@6A ;@F7DA 5:7 >3 +GEE;3 P G@3 EGB7D BAF7@L3 .E3 76 .7 E7 @7 EA@A D7E; 5A@FA ?A>FA 47@7 3>>3 ,;D;3 39>; 355AD6; 5A@ >3 ;@3 63>> 3@ @7EE;A@7 67>>3 D;?73 3>>7 H;FFAD;7 @7> A@ 43EE 63>>3 5D7E57@F7 3FF;H;FN ?;>;F3D7 @7> 3> F;5A 39>; 355AD6; 5A@ >7 @3L;A@; EG63?7D;53@7 7 ?76;AD;7@F3>; &AE53 E7?4D3 G@ DG>>A 5A? 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Il frammento che proponiamo ai lettori proviene da un articolo a firma di Pietro Gorgolini del giornale Epoca, che ci viene riferito ancora da Luigi Vicentini nel suo volumetto del '24 che è al momento alla nostra attenzione e nel quale il giornalista ci racconta un'intervista ad Alfredo A. Haighton. Ecco cosa dice il magnate della finanza olandese in merito: "Noi, che pur deriviamo direttamente dalla dottrina mussoliniana, non ci appelliamo fascisti (questa parola non esiste nella nostra lingua) bensì attualisti. Letteralmente, anzi, la nostra organizzazione, copiata sul modello fascista italiano, si appella Ligue del Actualistes (Verbond van Actualisten). Noi abbiamo fatto nostro però il vostro meraviglioso programma di redenzione nazionale. Le sedi attualiste, in Olanda, sono parecchie. Io e il dottor K. H. E. de Jong, dell'Accademia dell'Aja, abbiamo radunato intorno a noi, in pochi mesi, oltre 4000 aderenti, giovani tutti entusiasti, di provata fede e di coraggio indomito. Ma questo numero sarà presto sicuramente sorpassato". Il cronista chiede dunque se il bolscevismo in Olanda è forte. "Prima del nostro avvento, si - risponde Haighton - era, anzi, fortissimo. Esso tentò disperatamente di fare la rivoluzione alla fine del 1918, con gli aiuti diretti della Russia, ma non riuscì dinanzi alla nostra ferma ed incrollabile resistenza. Tentarono di nuovo i leninisti più tardi, nel '19, ma il loro tentativo fu egualmente inane". Poi riferisce dei loro morti per la causa: "Oltre 40 compagni caduti nella battaglia civile assai aspra e dolorosa e circa un centinaio di feriti" spiega. La domanda successiva riguarda i rapporti tra il Fascismo italiano e l'Attualismo olandese, ecco la risposta: "Finora non ci furono, per ovvie ragioni, rapporti di sorta. Ma lo scopo della mia venuta a Roma, si può precisare in tre fasi: 1) Conoscere di persona S. E. l'on. Mussolini; 2) Affiatarmi, per allacciare buone e cordiali relazioni di amicizia e d'intesa spirituale fra i due movimenti, con i vostri dirigenti del Partito Nazionale Fascista; 3) Studiare il Fascismo italiano sul posto, cioè più da vicino, e ricavarne dirette impressioni. A tal fine molto mi sarà di aiuto la preziosa conoscenza del comm. Giuseppe Bastianini, cui è affidata, se non erro, la direzione del fascismo italiano all'estero". Il lettore forse ricorderà che di Giuseppe Bastianini abbiamo parlato nello speciale dello scorso anno dal titolo "Ritratti", riepilogando brevemente egli nella Grande Guerra era stato sottotenente degli Arditi e aveva abbracciato il Fascismo sin dai suoi esordi, era stato segretario del Fascio di Perugia, vice segretario del PNF dal '21 al '23, deputato a partire del '24 poi sottosegretario all'Economia Nazionale dal '26 al '27 quando passò alla diplomazia a Tangeri, Lisbona ed Atene. Nel 1923 era Ambasciatore a Varsavia e nel '39'40 a Londra in sostituzione di Grandi per volere di Mussolini. Nel 1939 fu Consigliere nazionale alla Ca- mera dei fasci e delle Corporazioni, nel '41 alla guida del Governatorato di Dalmazia e nel '43 sottosegretario agli affari esteri. Il suo grande affetto per Mussolini non gli impedirà di votare al gran Consiglio (egli peraltro non ne era membro eppure venne ammesso a quella fatale seduta e gli fu anche consentito di votare) a favore dell'Ordine del Giorno Grandi: sarà così condannato a morte a Verona in contumacia e riuscirà a sfuggire alla cattura. Dopo questo breve inciso, utile appena a riannodare i fili della nostra storia anche in quelle che sembrano piccole cose (ma la storia è fatta anche di piccole cose), torniamo al nostro argomento odierno e vediamo cosa dice Haighton a proposito della vertenza italo-greca all'estero e della questione di Fiume. "Naturalmente l'Inghilterra, potenza egemonica, mal sopporta la politica estera di Mussolini, leale, risoluta e forte, abituata com'era alla molle e fiacca diplomazia dei suoi predecessori. Corfù, più che Territet, è stata la vera pietra di paragone della genialità e della forza d'animo e dell'abilità diplomatica del vostro Presidente del Consiglio. L'Italia, per sua virtù, è uscita dal conflitto diplomatico con la Grecia e si può dire col resto delle Nazioni d'Europa, assai accresciuta di prestigio e di autorità. Lo stesso sgombero di Corfù, fissato per il 27 settembre, è una prova limpida della sua saggezza politica e del suo meraviglioso senso della misura. Io credo fermamente - e così credono i miei connazionali attualisti - che anche la spinosissima questione di Fiume sarà presto risolta dal vostro formidabile uomo di Stato con senno, energia e fortuna. Viva l'Italia ed il Fascismo! Arrivederci". E, conclude Gorgolini: "Così dicendo, l'autorevole 'fascista olandese', si congedò stringendomi la mano". IL “PALITIKEN” DI COPENAGHEN INTERVISTA LO SCRITTORE SVEDESE VERNER SU MUSSOLINI “L’Italia si è davvero ridestata: l’Italia è risorta” “È il condottiero nato dall’Italia, colla sua mano di governante risoluto e pratico è oggi il più grande uomo di Stato dell’Europa” I n questa seconda parte del nostro speciale odierno parliamo del giornale Palitiken di Copenaghen che pubblica un'intervista con il suo collaboratore, l'allora celebre scrittore svedese Verner von Heidenstam, sulla situazione dell'Italia in quel momento storico. "Io ritengo assolutamente - dice tra l'altro parlando del Fascismo - che noi ci troviamo di fronte al ritorno, in un antico paese, di glorie antiche. Una nuova aria spira su tutta l'Italia. Il parlamentarismo politico, il comunismo, il socialismo di Carlo Marx sono stati totalmente distrutti. L'Italia rifiorisce dietro un ammirevole movimento nazionale che sorprende e desta ammirazione profonda. Io sono persuaso che l'Italia è divenuta 'la grande Potenza del mezzogiorno'. Non si tratta di un movimento nazionale superficiale. È l'antico individualismo che s'impone. Per comprenderlo, bisogna vedere l'Italia di oggi. Mussolini non è un guerrafondaio ma un uomo moderno, pratico, con grande versatilità e con un senso pratico senza uguale. Mussolini è il condottiero nato dall'Italia. Egli non si circonda di splendore: si muove tranquillo in mezzo alle folle. Con le riforme introdotte, con la sua chiarezza di intenti e di parole, colla sua mano di governante risoluto e pratico, egli si è reso popolarissimo. Mussolini è, secondo me, il più grande uomo di Stato dell'Europa di oggi. Il fascismo non è una reazione di contro lo sviluppo della democrazia, ma ristabilisce la individualità umana che il bolscevismo voleva distruggere. Io ritengo che il movimento fascista metterà le proprie impronte anche nella vita degli altri popoli. Mussolini ha creato un Governo forte: Mussolini è un vero dono di Dio per l'Italia. Il fascismo è un movimento romano che conquista tutti gli italiani dai fanciulli che frequentano le prime classi delle scuole 8 Giovedì 2 aprile 2015 ECONOMIA IL “CONGELAMENTO” DELLA RESTITUZIONE DEI PRESTITI SCENDE A 12 MESI, MA NON SI TRATTA DI UNA VALVOLA ANTICRISI Sospensione dei mutui, l’inganno è servito Altro che standby a costo zero: gli interessi aggiuntivi saranno salatissimi Italia-Vaticano: firmata la convenzione fiscale di Marcello Calvo U n incubo trasformatosi presto in realtà. La moratoria sui mutui, con la sospensione della restituzione dei prestiti da parte delle imprese scesa da 36 a 12 mesi, eventualmente rinnovabili, è un bluff. Altro che valvola anticrisi, come qualcuno l’ha definita. Questa scorciatoia ha un costo salatissimo: si chiama “oneri di sospensione”. Sono gli interessi aggiuntivi, alla fine del periodo di “stop” delle rate, da pagare alla banca oltre al capitale residuo. Lo standby – come rivelato anche da Italia Oggi – non sarà a costo zero. Le aziende dovranno fare i conti con i calcoli di interesse che peseranno, e molto, sul conto finale. E potranno essere anche di migliaia di euro. A potervi accedere, inoltre, solo le Pmi. Quelle che non avranno debiti scaduti da più di 90 giorni e daranno prova di poter riprendere i pagamenti. Accordo raggiunto tra Abi e associazioni delle imprese. L’inganno è servito. A rimetterci, i risparmiatori. Che se decideranno di sospendere le rate per 2, 4, 6, 8 mesi, potranno RETROATTIVO LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI I tranquillamente farlo. Correndo però un rischio enorme. Alla fine dei giochi, infatti, per il periodo in cui il mutuo è stato “congelato”, dovranno pagare gran parte degli interessi. Ancora più salati se il finanziamento è a tasso fisso. Con i casi di “intervallo” che verranno esaminati uno ad uno senza automatismi di sorta. Gli istituti bancari saranno chiamati invece a dare una risposta entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda, con la possibilità, per entrambe le parti in causa, di rivedere gli accordi entro (e non oltre) il 31 dicembre di ogni anno. Come si pagheranno gli oneri di sospensione? Volendo si possono spezzettare e aggiungere alle rate. Tradotto, rate (praticamente) al quadrato. Ecco il com- promesso al ribasso raggiunto nel silenzio anche dei ministeri interessati: quelli dell’Economia e dello Sviluppo Economico. E pensare che secondo la legge di stabilità si sarebbero dovuti continuare a “saldare” solo gli interessi precedentemente fissati. Oltre il danno la beffa. Con le Pmi che dovranno fare i conti con il ricalcolo. L’inghippo è svelato. l segretario del Vaticano per i Rapporti con gli Stati, Paul Richard Gallagher, e il Ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan, hanno firmato una Convenzione in materia fiscale tra la Santa Sede e l'Italia. Le riforme già introdotte e la creazione presso la Santa Sede di istituzioni con specifiche competenze in materia economica e finanziaria, consentono ora la piena cooperazione amministrativa anche ai fini fiscali. L'Italia è il primo Paese con cui la Santa Sede sottoscrive un accordo che disciplina lo scambio di informazioni. L a Convenzione recepisce il più aggiornato standard internazionale in materia di scambio di informazioni per disciplinare la cooperazione tra le autorità competenti dei due Paesi. Lo scambio di informazioni riguarderà i periodi d'imposta a partire dal 1° gennaio 2009 e consentirà il pieno adempimento, con modalità semplificate, degli obblighi fiscali relativi alle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono attività finanziaria nella Santa Sede da alcune persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia. La Convenzione in materia fiscale firmata tra Italia e Santa Sede attua inoltre, come si legge in una nota ufficiale, "quanto previsto dal Trattato del Laterano relativamente all'esenzione dalle imposte per gli immobili della Santa Sede indicati nello stesso Trattato". E’ inoltre integrato in questa Convenzione anche lo scambio di note del luglio 2007 tra il ministero degli Affari Esteri e la segreteria di Stato, che prevede la notifica per via diplomatica degli atti tributari ad enti della Santa Sede. RAGGIUNTA UN’IPOTESI PER IL RINNOVO Contratto bancari, si va verso l’accordo È stata raggiunta l’altra notte, dopo un serrato confronto, un'ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto dei bancari la cui scadenza è stata fissata al 31 dicembre 2018. Il testo, non modificabile, verrà sottoposto all’attenzione del comitato esecutivo dell’Abi, l’associazione dei bancari, e delle assemblee che i sindacati convocheranno nelle prossime settimane. Ecco cosa prevede, nelle sue principali articolazioni, l’ipotesi di accordo: ANIMA SOCIALE E OCCUPAZIONE - Individuate soluzioni di forte valenza sociale con l'obiettivo di tutelare l'occupazione e favorire l'occupazione in particolare dei giovani. È stato definito un significativo incremento del livello retributivo di inserimento professionale; confermate le attuali modalità e misure di finanziamento del Fondo per l’occupazione con operatività prorogata a fine 2018; si costituirà, infine, una apposita "piattaforma" informatica per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nell’ambito del settore con specifica attenzione alla ricollocazione del personale INQUADRAMENTO DEL PERSONALE - Relativamente alla necessità di semplificazione delle norme sul sistema degli inquadramenti viene istituito un Cantiere di lavoro per la definizione entro il 2016 di un nuovo schema di classificazione del personale che tenga conto dei mutati assetti tecnici, organizzativi e produttivi delle banche. Le parti hanno convenuto che lo stesso tema possa riguardare eventuali intese a livello aziendale. TRATTAMENTO ECONOMICO - Confermando la volontà di tutelare il potere d'acquisto delle retribuzioni, l'intesa riconosce un incremento medio a regime di 85 euro suddivisi in tre tranches con decorrenza rispettivamente l'1 ottobre 2016, 2017, 2018. Per l’Abi si tratta di un risultato importante e di una risposta adeguata a conciliare gli interessi di carattere professionale e occupazionale dei lavoratori con le esigenze di stabilità ed equilibrio delle banche italiane di fronte a un contesto macroeconomico che sta pesando e peserà nel lungo periodo sui livelli di redditività, sulla qualità degli attivi e sui margini di ricavo. L'intesa apre la strada a una serie di soluzioni utili a continuare ad affrontare i cambiamenti in atto nel settore bancario relativi alla razionalizzazione dei processi produttivi, organizzativi e delle strutture distributive, all'evoluzione dei comportamenti della clientela, delle innovazioni tecnologiche e ai cambiamenti normativi e di supervisione. 9 8 Giovedì 2 aprile 2015 DALL’ITALIA LA SICILIA “SI PREPARA” AD ACCOGLIERE I VILLEGGIANTI Musei chiusi… ai turisti restano i rifiuti Mentre numerose aree archeologiche non apriranno al pubblico durante le vacanze pasquali l’isola si trova a fronteggiare l’emergenza immondizia di Barbara Fruch P otrebbe essere un’occasione per rilanciare il turismo, ma rischia invece di avere l’ennesima ricaduta negativa. Con l’arrivo imminente del ponte pasquale sarebbero almeno centomila i turisti pronti ad approdare in una delle Isole più belle d’Italia, la Sicilia. Una vacanza che rischia di essere indimenticabile: costretti a girovagare per le strade, data la chiusura di numerosi siti archeologici, immersi tra cumuli di spazzatura. Secondo quanto riportato da Repubblica Palermo, il lunedì di Pasquetta saranno ben 105 i musei chiusi al pubblico (dall’area archeologica di Morgantina a Castello Eurialo a Siracusa) e solamente ventitre quelli pronti ad accogliere i turisti. Un allarme, in tal senso, è stato lanciato anche dalla Uil Sicilia. “Musei aperti nei festivi in Sicilia? Ma quando mai – ha ricordato Gianni Borrelli, della Uil Sicilia – Un fallimento, considerato il flusso turistico in aumento in questo periodo, causato da una cattiva gestione del personale e delle risorse da parte del Governo regionale”. Il sindacato, smentisce le dichiarazioni dell'assessore ai beni culturali Purpura che, dopo un primo allarme lanciato nei giorni scorsi dalla stessa Uil aveva assicurato come la Regione era pronta a garantire l’apertura a Pasqua e Pasquetta di quelle aree archeologiche che registrano di consueto un elevato numero di visitatori. “Assistiamo a un indecoroso spettacolo sull'offerta del turismo culturale nell'Isola – continua Borrelli – Abbiamo proposto più soluzioni per riformare il settore ed tenere aperti i siti anche nei festivi ma si preferisce, invece, tutelare i custodi regionali e mantenere gli amici imboscati in ufficio. Per Pasqua come garantito dall'assessore Purpura, i musei saranno aperti. È vero, ma solo perché coincide con la prima domenica del mese. Giorno in cui tutti i siti d'Italia per legge sono aperti e gratis. Ma già lunedì di Pasquetta in Sicilia si ripeterà il triste spettacolo dei cancelli chiusi. La Uil si dichiara disponibile a trovare soluzioni utili e immediate. Prima fra tutte lo sblocco dei 200 ex Asu (su un totale di mille a disposizione) che sono fermi da gennaio e delle turnazioni dei circa 500 lavoratori della Sas. Inoltre, il Governo Crocetta non ha dato ancora il via alla trasformazione a full-time dei 200 lavoratori della Sas che non graverebbero sulle casse regionali. L'assessore Purpura da sei mesi studia un piano di riforma del settore. La Sicilia, intanto, ha perso migliaia di turisti”. Ma non è solamente la questione dei siti aperti a preoccupare. Nell’Isola infatti da tempo si registra l’emergenza rifiuti: a cominciare dal versante occidentale con Palermo e dintorni invasi da sacchetti di plastica e immondizia di ogni genere. Ma l’allarme scatterà presto anche sul versante orientale: come ricorda ‘Il corriere di Ragusa’ la discarica di Catania si esaurirà a maggio, Cava dei Modicani a Ragusa a giugno, e delle discariche progettate a Enna, Gela e Messina, non si hanno certezze sui tempi di consegna. Tonnellate di rifiuti dunque che rischiano di riversarsi sulle strade, come d’altronde già accade nel Palermitano. Uno spettacolo desolante, chilometri di immondizia da Punta Raisi al centro della città.“In Sicilia il sistema regionale del ciclo dei rifiuti appare pieno di lacune, si registra una situazione di stallo che in alcuni casi è degenerata – aveva dichiarato pochi giorni fa il presidente della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Alessandro Bratti – Permane l’utilizzo delle discariche come unico sistema mentre la raccolta differenziata non raggiunge il 10 per cento. Senza tralasciare una situazione debitoria di questi ambiti che perdura nonostante la presenza di commissari liquidatori e continua a gravare su spalle dei cittadini che, a loro volta, non pagano, alimentando un loop che prosegue NISCEMI da anni. Secondo alcuni il Piano rifiuti 2012 non è mai partito perché privo di valutazione ambientale strategica; secondo altri, invece, la valutazione è stata fatta. Ad ogni modo, questo Piano pare scaduto nel 2014 e sembra che si stia lavorando a un altro. Dagli elementi che abbiamo raccolto, dal 2010 (anno dell’ultimo report fatto dai nostri predecessori) a oggi non ci sono stati cambiamenti. Esiste solo un sistema di fatto basato su discariche, soprattutto private e non è in linea con quelli che sono gli orientamenti più moderni. In un sistema ordinario di gestione dei rifiuti che non va – aveva aggiunto – le infiltrazioni malavitose ci sono di tutti i tipi e di tutti generi, come per esempio i noti fenomeni corruttivi anche all'interno delle strutture pubbliche come quella della Regione”. Non stupisce dunque che a Palermo la raccolta sia ferma, con rifiuti di ogni genere che si riversano nelle strade. Immondizia che marcisce per settimane sul ciglio della strada con le auto che sono costrette a fare lo slalom tra sacchetti e mobili abbandonati per poter passare. Questo lo spettacolo che è destinato ad accogliere i turisti, per lo meno coloro che deciso di passare le vacanze nell’Isola. Qualcuno infatti pare non abbia avuto dubbi, gli 80 mila croceristi della spagnola Pullmantur hanno infatti sostituito Tunisi con la Sardegna, scartando la Sicilia. D’altronde se non si troverà una soluzione l’Isola rischia di perdere anche il turismo, mercato su cui ha sempre puntato. MILANO Muos, procura sequestra Torna l’allarme ebola: l’impianto satellitare ricoverata una dottoressa Notificato il provvedimento dopo l’arresto dei lavori per la realizzazione del sito deciso dal Tar di Palermo S igilli al Muos di Niscemi (Caltanissetta). Il sequestro dell'impianto satellitare nella base Usa è stato disposto dalla procura di Caltagirone. Nelle scorse settimane il Tar di Palermo aveva accolto i ricorsi dei comitati No-Muos e del Comune annullando il provvedimento della Regione che aveva dato il via libera alla prosecuzione dei lavori di realizzazione dell'impianto di Tlc nella base americana. I giudici amministrativi avevano sottolineato che non era stata dimostrata la mancanza di effetti negativi sulla salute dei cittadini, sottolineati invece da diversi studi, e che erano state violate precise prescrizioni ambientali. Di ieri invece la decisione del sequestro disposto dal gip di Caltagirone, Salvatore Ettore Cavallaro, su richiesta del procuratore Giuseppe Verzera, per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente in una riserva naturale, al quale sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare. Il provvedimento è già stato notificato al comandante del contingente militare statunitense presente nella base di Sigonella. L’ese- cuzione è del nucleo di polizia giudiziaria della Polizia municipale della Procura di Caltagirone. Soddisfatto il sindaco di Caltagirone, Nicola Bonanno. “Per far rispettare la legge - ha detto - la magistratura non ha esitato a scendere coraggiosamente in campo, ancora una volta, contro i poteri forti. Questo provvedimento - aggiunge Bonanno - rende giustizia alle ragioni del territorio e della sua battaglia, portata avanti con coraggio e determinazione. Speriamo di avere scritto la parola fine a questa vicenda e che non si registrino ulteriori tentativi di attentare al sacrosanto diritto alla salute delle B.F. nostre comunità”. Avviato il sistema di allerta: le prime analisi sul virus della febbre emorragica risultano negative A llarme ebola a Milano. Si tratta di una 30 anni originaria di Piacenza, medico di Emergency, che è stata ricoverata in isolamento all’ospedale Sacco. Tuttavia, le prime analisi sul virus della febbre emorragica risultano negative. La donna era rientrata lunedì scorso, dopo aver prestato servizio per alcuni mesi in un ospedale in Sierra Leone, una delle nazioni più colpite dall’epidemia. L’allarme era scattato martedì, verso le 22.30, in seguito a una segnalazione giunta da fuori regione. La direzione dell'Azienda Ospedaliera, in stretto contatto con Areu e i vertici dell'assessorato regionale alla Salute, ha subito avviato il sistema previsto per la gestione di situazioni di questo tipo. La paziente è stata prelevata dalla sua casa, a Piacenza, dall'autoambulanza dedicata all'alto biocontenimento. Intanto presso l’Ospedale si è proceduto al censimento dei posti letto liberi per l'eventuale spostamento dei pazienti ricoverati nel reparto ad alto isolamento e alla collocazione delle reti di recin- zione per consentire le manovre all'ambulanza in arrivo. La donne è arrivata alle 4.30 al nosocomio, dove sono state avviate le analisi necessarie. Il vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani, ha commentato l'accaduto sottolineando che “il sistema sanitario lombardo e tutta la macchina definita per la gestione di possibili pazienti affetti da sintomatologia sospetta ha dato prova di funzionare con rapidità, efficienza, discrezione. Attendiamo l'esito delle analisi che per ora sono fortunatamente negative, ma intanto non posso che sottolineare con piacere come tutto abbia perfettamente B.F. funzionato”. ;AH76Q %%Z"- %" 3BD;>7 FARI PUNTATI SULL’ILVA DI TARANTO Operai a rischio e Galletti fa propaganda Il ministro in visita allo stabilimento rinnova le promesse di bilanciare attività e ambiente Intanto nell’ultima settimana oltre duemila lavoratori sono andati in contratto di solidarietà empre più lavoratori sono a rischio. Ma la priorità, per ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ieri in visita all’Ilva di Taranto, è il piano ambientale. Peccato che nel frattempo siano stati fermati due altiforni su quattro e un’acciaieria su due. Proprio ieri lo stop tubificio 1, che segue quello dell’altoforno 5 e dell’acciaieria 1, fermati nei giorni scorsi per i lavori dell’Autorizzazione integrata ambientale. Producendo meno ghisa, c’è meno attività a valle. E di conseguenza cresce anche il ricorso ai contratti di solidarietà, l’ammortizzatore sociale concordato tra azienda e sindacati per gestire questa particolare fase. Nell’ultima settimana (dal 23 al 31 marzo) 2.310 lavoratori sono andati in contratto di solidarietà (meno ore di lavoro e corrispondente taglio della retribuzione, in parte compensato dall’Inps). A questi se ne aggiungeranno altri 800 circa ad aprile, maggio e giugno. In particolare, ad aprile la solidarietà toccherà 3.131 lavoratori (di cui 2.222 tra altiforni, acciaierie, laminatoi e tubifici e 421 tra carpenteria e officine meccaniche ed elettriche). Tutto ciò “grazie” all’accordo delle scorse settimane che ha previsto che a Taranto vada in solidarietà un numero massimo di 4.074 addetti. Circa 500 in più rispetto ai circa 3.500 delle intese relative al 2014 e 2013 (comunque nei due anni precedenti la solidarietà non è mai andata oltre i 1.500-1.600 addetti), ma 500 in S meno rispetto a quanto aveva chiesto l’azienda. Il tutto perché aumentano i fermi alla produttività dello stabilimento. Ma questo, evidentemente, non preoccupa il Ministro Galletti. “La grande sfida che abbiamo davanti è conciliare l’industria con l’ambiente. I cittadini non sono più disposti a scambiare il lavoro con l’ambiente. Con l’ultimo decreto abbiamo individuato delle fonti di finanziamento importanti, gli 1,2 miliardi di euro sequestrati ai Riva andranno a finanziare il piano di ambientalizzazione dell’Ilva. Ieri abbiamo firmato con il ministro Padoan e il ministro Guidi il decreto che dà il via all’operazione” ha spiegato Galletti che ha partecipato alla consueta Messa celebrata nello stabilimento in occasione della Pasqua insieme ai tre commissari Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba. “Non ci può essere un’impresa che non rispetti l’ambiente, e Taranto ha bisogno di Ilva – ha detto ancora il ministro – I finanziamenti per realizzare l’Aia, come stabilisce la legge, saranno proprio i soldi che abbiamo sequestrato ai Riva. Tutto il piano ambientale deve essere ralizzato entro il 4 agosto 2016. È una sfida molto ambiziosa, vedremo se riusciremo ad arrivare a quella scadenza avendo completato tutti gli interventi. La novità è che il piano ambientale parte, con l’80% di tutte le prescrizioni entro agosto 2015. Il piano prevede la copertura dei parchi minerari”. LA PROTESTA ALLA IN.CO A SARMEOLA DI RUBANO (PADOVA) Il problema sono i soldi, ma Galletti non può che dirsi ottimista: “L’ultimo decreto Ilva individua forme di finanziamento molto forti: i 150 milioni che sono già arrivati da Fintecna, i 400 milioni garantiti dallo Stato e il miliardo e due sequestrato ai Riva”. E anche se i fondatori dell’Ilva hanno fatto opposizione al gip di Milano per il trasferimento del denaro, “siamo supportati bene sia dal punto di vista legislativo che legale, abbiamo in questi giorni firmato con Padoan e Guidi l’emissione del prestito obbligazionario. Andiamo avanti”. Avanti con uno stabilimento socchiuso, e una produzione di fatto dimezzata. “È una situazione molto difficile – chiude Galletti – Il fatto che si sia individuata una soluzione vuol dire che il governo c’è. Ma bisogna fare ancora tanti sacrifici”. Sacrifici che giornalmente vengono fatti dai lavoratori che ormai non hanno più garanzie. Operai che, tra l’altro, rischiano giornalmente. Proprio nella serata di venerdì un dipendente ha riportato ustioni alla faccia e alle mani cadendo su un piano di carica delle batterie 11 e 12 del reparto Cokerie. A dare l’allarme sono stati alcuni colleghi. A comunicarlo è stata la Fim Cisl di Taranto che ha chiesto un incontro all'azienda per capire l'esatta dinamica. Non è chiaro, infatti, se l'operaio sia caduto a causa di un malore oppure sia scivolato. L'uomo è stato trasportato prima nell'infermeria dello stabilimento e poi ricoverato in ospedale. Barbara Fruch IN BREVE OMICIDIO IRENE FOCARDI, Ai 230 dipendenti è stato imposto di timbrare un solo giorno a settimana fino al 9 maggio. Poi verrà proposto il trasferimento H 3@@A 3BB7EA ; >ADA 53?;5; 63 >3HADA 3; 53@57>>; 67>>A EF34;>;?7@FA ; >3HA D3FAD; 67>>3 "@ A 3 ,3D?7A>3 6; +G43@A )36AH3 3L;7@63 5:7 5A@87L;A@3 53B; 6; H7EF;3D;A B7D D?7@79;>6A 279@3 BAFD7447DA ;@83FF; @A@ E7DH;D7 B;T %A EF34; >;?7@FA P 3 D;E5:;A 5:;GEGD3 %3 @AF;L;3 7D3 EF3F3 D7EF3 @AF3 @79>; E5ADE; 9;AD@; 63 >3G6;A +A@5A D7EBA@E34;>7 67>>3 EGBB>K 5:3;@ 67>>3 6;H;E;A@7 344;9>;3?7@FA 67> 9DGBBA D?7@79;>6A 279@3 5:7 63> P EG47@FD3FA 5A@ >3 ,B3 "@ A 3>>3 ;H3> 5:7 3H7H3 :3 3@@G@5;3FA >3 53EE3 ;@F79D3L;A@7 9G3639@; AD6;@3D;3 B7D CG3FFDA 9;AD@; >3 E7FF;?3@3 8;@A 3> ?399;A 7 ;> 5A@5D7FA D;E5:;A 67>>3 5:;G EGD3 67>>A EF34;>;?7@FA @7> 9;DA 67; BDAEE;?; 6G7 ?7E; %7 5;D53 B7DEA@7 5:7 >3HAD3@A B7D >3 E767 B36AH3@3 ;@ 9D3@6;EE;?3 B3DF7 6A@@7 >3HAD3@A 6G@CG7 G@ EA>A 9;AD@A EG 5;@CG7 &3 FD3 G@3 E7FF;?3@3 6A HD3@@A H3>GF3D7 9>; ;@57@F;H; 5:7 ;> 9DGB BA D?7@79;>6A 279@3 ?7FF7DN ;@ 53? 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FERMATO IL COMPAGNO Davide Di Martino, il compagno di Irene Focardi, l’ex modella fiorentina scomparsa dal 3 febbraio, è stato fermato con l’accusa di omicidio. Il cadavere della donna era stato trovato domenica dentro un sacco nero, in un fosso proprio vicino all’abitazione di Di Martino. Al suo interno sono stati ritrovati anche un paio di calzini ‘dimenticati’ dal presunto omicida. L’uomo si trovava già ai domiciliari per scontare una pena a tre anni e nove mesi per maltrattamenti. Il processo era nato proprio dalle violenze subite da Irene. Nonostante questo, i due avevano continuato a frequentarsi. Martedì durante una perquisizione a casa dell’uomo erano stati rinvenuti dei sacchi neri simili a quello dove era il corpo della vittima. Secondo gli inquirenti, dopo aver ucciso la donna, avrebbe nascosto il corpo nel sacco di plastica usato per la biancheria sporca, scordandosi all’interno i due calzini. Di Martino si trova nel carcere di Sollicciano. MONZA, RAGAZZINO TRAVOLTO E UCCISO IN BICI Tragedia a Monza. Matteo Trenti, 16enne è stato travolto e ucciso martedì sera mentre in bicicletta stava tornando a casa dalla riunione dei boy scout. Il giovane è stato sbalzato per oltre dieci metri. L'automobilista, un monzese 20enne, che si è fermato e ha chiamato il 118, è risultato positivo al primo test sulle droghe. Dovrà comunque sottoporsi ad un secondo accertamento in quanto, come precisato i vigili, il pre test è privo di valenza giuridica. Per quanto riguarda la dinamica dell'incidente, sembra che il 16enne stesse attraversando via Azzone Visconti in bicicletta, quando l'auto lo ha travolto. Fermatosi immediatamente a prestare soccorso, l'automobilista, sotto shock, ha dichiarato agli agenti di non averlo visto. ROVIGO, MAROCCHINO USTIONA LA FIGLIA DELLA CONVIVENTE Ha ustionato la figlia della convivente con una forchetta rovente per punizione. È successo a Rovigo. Protagonista della vicenda un marocchino. Come racconta ‘Il gazzettino’ a innescare l'indagine era stata una dipendente di un patronato al quale la mamma della vittima si era presentata per la dichiarazione dei redditi ben cinque anni fa. La donna vide che la bambina cercava di nascondere una vistosa fasciatura e la sua segnalazione diede il via agli accertamenti. Secondo quanto emerso la bambina veniva costretta a rimanere inginocchiata per ore e picchiata dal compagno del madre. Stessa punizione veniva impartita anche al bambino, figlio della donna. L'uomo era solito bruciare il dorso della mano della bimba con una forchetta scaldata sul fornello. Ora il marocchino ma anche la donna, italiana convertita all’Islam, sono a processo per maltrattamenti. 11 Giovedì 2 aprile 2015 SPETTACOLI A ROMA E SE ANCHE “LUI”, DAVANTI A QUESTO DISASTRO CHE APPARE SENZA VIA D'USCITA, VOLESSE STACCARE LA SPINA PER ALMENO UN ANNO? Tre santi in gara per sostituire il Capo Quisquilie Production presenta Sergio Assisi e Bianca Guaccero alla Sala Umberto con “Oggi sto da Dio” di Emma Moriconi È in scena fino al prossimo 5 aprile "Oggi sto da Dio", di Assisi-GioielliSabatucci, con Fabrizio Sabatucci e Giancarlo Ratti, scene di Andrea Simonetti, costumi di Adele Bargilli, disegno luci di Gerardo Buzzanca, musiche originali di Louis Siciliano Aluei, regia di Mauro Mandolini. Una commedia dal titolo evocativo che può sembrare solo un modo di dire e invece forse potrebbe essere qualcosa di più, tant'è che porta all'attenzione del pubblico tre Santi italiani: Sant'Ambrogio, San Pietro e San Gennaro. Uno spettacolo che sembra sospeso insomma tra cielo e terra, come suggeriscono le note stampa: "Abbandoniamo per una volta l’immagine classica di Inferno e Paradiso. Immaginiamo che il Bene e il Male, Dio e il Diavolo, possano impersonare qualunque ruolo in questo mondo e nelle alte sfere. E proiettiamo i nostri tre Santi in questo non-luogo molto vicino al nostro, in un nontempo molto vicino al nostro, di fronte ad una segretaria poco ospitale come spesso le nostre. Fin da subito si respira un’aria di comica inquietudine in cui i nostri protagonisti, sottoposti ad un certo stress dovuto all’attesa, dimostrano presto i loro caratteri ed i loro difetti. Sembra che vengano messi alla prova sotto l’occhio severo di una candid camera. Ma qualcosa di più li aspetta. La segretaria informa i tre che Dio, stanco e demoralizzato, sta cercando un sostituto per prendersi una pausa. La scelta del sostituto ricadrà su uno di loro in base all’esito delle prove a cui verranno sottoposti. Devono dimostrare che vale ancora la pena spendersi per sostenere gli altri, che si può migliorare, che si può cambiare. E soprattutto devono dimostrare di essere affiatati e di sapersi aiutare pena la cancellazione dell’Italia e dei suoi abitanti dalla faccia della terra come esempio e monito a tutte le genti. Il secondo atto sarà l’arena delle prove a cui si sottoporranno Sant’Ambrogio, San Pietro e San Gennaro. Chissà se ce la faranno. Chissà se l’Italia verrà cancellata per sempre". Le premesse per una serata simpatica ed insolita, insomma, ci sono tutte. Divertimento e riflessioni per una commedia un po' amara, diretta da Mauro Mandolini, che dice: "L'attuale è un periodo in cui la parola crisi sovrasta ogni tipo di attività. Nei più diversi ambiti produttivi aumentano le percentuali negative che riguardano porzioni sempre più crescenti di popolazione. Una cappa di inadeguatezza, di insoddisfazione, di logorio, sembra incombere su ogni nostra azione. Zone d'Italia franano drammaticamente per piogge abbondanti, ma certo non bibliche. E se anche Dio, davanti a questo disastro, che appare senza via d'uscita, non stesse da Dio nemmeno Lui? E se volesse "staccare la spina" per almeno un anno? A chi lascerebbe il Suo arduo compito? Convoca tre dei suoi Santi più importanti, che meglio rappresentano le tipologie italiche: Sant'Ambrogio, San Pietro e San Gennaro. Il Nord, il Centro ed il Sud. Difficile, però, metterli d'accordo. Dio li ha convocati in un luogo che non ha nulla di paradisiaco e nel quale, ad attenderli, c'è un'ambigua segretaria che cerca di indurli in tentazione e che li sottopone ad una serie di test, dai quali i tre escono irrimediabilmente sconfitti. Una commedia con la quale si ride, si canta, si scherza e ci si prende sul serio allo stesso tempo. Tipicamente italiano, no?". Lo spettacolo, iniziato lo scorso 17 marzo, è alla Sala Umberto fino al prossimo 5 aprile dal martedì al venerdì alle 21, il sabato alle 17 e alle 21, domenica alle 17. Il “Doppio sogno” di Giancarlo Marinelli Sul palcoscenico del Quirino lo spettacolo tratto dall'omonimo racconto di Arthur Schnitzler D al 7 al 19 aprile va in scena "Doppio sogno" (eyes wide shut) di Giancarlo Marinelli, tratto dall'omonimo racconto di Arthur Schnitzler, a cura della Compagnia Moliere, con il patrocinio della Regione Veneto. Con Ruben Rigillo nel ruolo di Daniel Fridolin, Caterina Murino (Nicole Fridolin), Ivana Monti (Ivana), Rosario Coppolino (Naktigal), Andrea Cavatorta (Consigliere Bohm), Francesco Maria Cordella (Gibiser), Serena Marinelli (Pierrette), Simone Vaio (Albert Bohm), Carlotta Maria Rondana (la donna in blu). Le scene sono di Andrea Bianchi, i costumi di Adelia Apostolico, le musiche di Roberto Fia, light designer Mirko Oteri. "Per la prima volta in Teatro la novella traumatica che fonde in modo assai compiuto il sogno e la realtà, Freud e il romanzo d’appendice, e da cui Stanley Kubrick, con Eyes Wide Shut, ha tratto il suo ultimo capolavoro del tutto incompiuto" dice il regista nel comunicato stampa, e aggiunge: “Dopo il grande successo delle due stagioni di Elephant Man, cercavo un testo che possedesse una caratteristica; darmi la possibilità, come drammaturgo e come regista, di creare personaggi multipli per i miei attori; un testo che fosse già teatro multiplo. Dove la storia fosse tante storie; dove la verità fosse tante verità; e dove, finalmente, l’amore, la morte, il senso di colpa, il peccato e il riscatto, affiorassero prepotentemente tutti insieme. In una Vienna innevata eppure caldissima - continua Marinelli - il dottor Fridolin riceve la più imprevedibile delle confessioni dalla moglie Albertine: “Ti ricordi, l’estate scorsa, sulla spiaggia danese, quel giovane uomo? Se mi avesse chiamata, non avrei potuto oppormi. Ero pronta a sacrificare te, la nostra bambina, tutto il mio futuro”. Dall’intima confidenza di un tradimento solo fantasticato all’ossessione che dura un’interminabile notte; dopo aver viaggiato negli inferi della mente e della carne, sullo scivolo dell’alba, i due coniugi si ritrovano soli, smarriti, ma innamorati più di prima. Torna la poesia di Cyrano All’Ambra alla Garbatella dal 9 al 19 aprile A ppuntamento per il 9 aprile prossimo al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma con "Cyrano - al mio amore", adattato e diretto da Enrico Maria Falconi, che propone sulla scena un Cyrano dei nostri tempi, "disilluso e sconsolato - fa sapere il comunicato stampa dedicato all'evento - circondato da un esercito di donne". Torna dun- que sul palcoscenico uno dei personaggi più amati della prosa di tutti i tempi, geniale umanità creata da Edmond Rostand e di cui il mondo intero è memore soprattutto dopo la straordinaria interpretazione di Gerard Depardieu, con il suo naso sproporzionato e la sua verve poetica, le sue fragilità e le sue passioni, il cinismo con cui egli viene fatto oggetto di scherno, il suo timore a rivelare i suoi sentimenti. La bella cugina Rossana è Manuela Zero mentre il bel Cristiano è Marco Stabile. La scenografia è realizzata con un'impalcatura metallica e mobile, grazie alla quale si sviluppa armonicamente la piece nei suoi vari livelli. Nel ruolo di Cyrano lo stesso Enrico Maria Falconi mentre il Barone In fondo solo questo mi interessa conclude - raccontare (ancora una volta) i crimini, anche solo della fantasia, De Guiche è Giuseppe Scoglio. Completano il cast Rachele Giannini (Lignere), Patrizio De Paolis (Ragauneau), Simone Luciani (Montfleury), Mariangela Calia (Le Bret). Il corpo di ballo è guidato dal coreografo Manolo Casalino, i costumi sono di Simone Luciani, le scene di Roberto Cosimi. Maria Chiara Trabberi e Simone Luciani hanno curato l'aiuto regia. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Ambra alla Garbatella fino al 19 aprile, dal giovedì al sabato alle 21 e la domenica g.c. alle 17. che attentano ogni giorno alla felicità della coppia; dire quanto sia disperante dover amare e essere amati, facendo i conti con l’infantile terrore e la sadica eccitazione dell’abbandono; mettere in scena la follia di chi, ad un certo punto della sua vita, è convinto che il dolore che subiamo, in verità, sia la punizione meritata a quel nostro abbandonare, tradire, violare chi ha scelto di essere, per sempre, nostro. Il teatro è amare gli attori. E odiare tutto ciò che riescono ad essere al posto nostro”. In occasione della messa in scena dello spettacolo, nel foyer del Teatro sarà installato Il Castello degli Specchi, usufruibile dagli spettatori dalle 19 alle 21 e durante l'intervallo. "Doppio sogno" sarà in scena dal martedì al sabato alle 2.45, giovedì 9 e mercoledì 15 aprile alle 16,45, sabato 11 aprile alle 16,45 e alle 20.45. tutte em le domenica alle 16.45. 12 Giovedì 2 aprile 2015 SOCIETA’ A VIENNA IL CONGRESSO DELLA ASSOCIAZIONE EUROPEA DI PSICHIATRIA PER ELABORARE UN PIANO PER COMBATTERE L'EMERGENZA Disturbi mentali, un fenomeno in crescita In Italia 17 milioni di persone colpite da tali patologie, solo uno su tre si sottopone a una cura di Chantal Capasso S ono sempre di più gli europei colpiti da disturbi mentali. Dati impressionanti che in futuro potranno solo che aumentare. Sono circa 164 milioni, il 38,2% della popolazione totale, gli europei colpiti da qualche forma di disturbo mentale, con un impatto economico stimato in 798 miliardi di euro, ma solo 1 europeo su 3 si cura ed arriva a rivolgersi ad uno specialista. Queste le drastiche stime oggetto di analisi durante il Congresso della Associazione europea di psichiatria (Epa), tenutosi a Vienna. Scopo dell’evento è quello di elaborare progetti condivisi per affronatare questa emergenza globale. Solo in Italia il problema riguarda 17 milioni di persone. La salute mentale considerata la vastità dei soggetti colpiti da tale patologia diventa una vera questione di sanità pubblica. Gli esperti prevedono che entro il 2030, i disturbi psichiatrici saranno infatti le malattie più frequenti a livello mondiale. Ed ancora: tali patologie contribuiscono al 26,6% della disabilità totale e riguardano, solo in Italia, circa 17 milioni di persone. Entra nello specifico, illustrando il problema, lo psichiatra Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Azienda ospedaliera Fatebenefratelli di Milano: "non hanno tutti la medesima gravità. Spicca tuttavia il trend in costante crescita per queste patologie e, soprattutto, per tre tipi di disturbi". Si tratta, spiega, "della depressione (che interessa circa il 7,2% della popolazione europea), dei disturbi cognitivi come l'Alzheimer (3,5%) e dei disturbi legati all'abuso di alcol (3,4%). Altre patologie in aumento sono anche i disturbi da panico e del sonno". Altra preoccupante tendenza, anche questa in aumento, sono suicidi: all’anno sono circa 800mila casi nel mondo e 4mila in Italia. Numeri che rivelano una condizione esistenziale sempre più difficile, aggravata da un dato ulteriore: "Solo 1 persona 3 affetta da disturbi mentali si cura ed assume i farmaci appropriati e, complessivamente, meno del 10% di tali soggetti LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MEDICINA OMEOPATICA 2015 Stare bene è “naturale” Visite gratuite negli studi convenzionati aperti al pubblico per la prevenzione e i corretti stili di vita A ppuntamento da non perdere. Venerdì 10 aprile si svolgerà “Stiamo bene… naturalmente!”, un’iniziativa promossa da Amiot - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia – che si svolgerà su tutto il territorio nazionale per la Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica. In occasione dell’evento, gli studi medici e veterinari convenzionati offriranno al pubblico visite gratuite aventi lo scopo di sensibilizzare sull’importanza di un corretto stile di vita, illustrare le basi di una corretta prevenzione dei mali di stagione, delle allergie, delle intossicazioni dell’organismo, dei dolori cronici o di altri malesseri, e sulle terapie d’avanguardia per prendersi cura di sé e prevenire i disagi e le malattie, oltre ad informare sulle ultime novità in ambito terapeutico. La nuova edizione di “Stiamo bene… naturalmente!” è un progetto promosso da Amiot - Associazione Medica Italiana di Omotossicologia – che vanta il sostegno concreto di GUNA, azienda leader in Italia nel settore della produzione e distribuzione di farmaci di origine biologico-naturale. arriva da uno specialista". Le cause sottese all’esplosione dei disturbi della psiche, ce le spiega Mencacci. "Un impatto importante ha avuto, negli ultimi anni, la crisi economica, che ha portato ad uno scadimento della qualità della vita ed un aumento della disoccupazione. La conseguenza è stato appunto il forte aumento del consumo di alcol, della depressione e dei disturbi da panico". Sotto accusa, però, finisce anche uno dei tratti peculiari della società moderna: la velocità dei cambiamenti nel mondo globalizzato. Alle persone, sottolinea Mencacci, "è chiesto di far fronte ad un numero sempre maggiore di cambiamenti rapidi, sul lavoro, nella vita, nell'adattamento alle nuove tecnologie”. la stessa velocità dei ritmi di vita, l’adattarsi ai cambiamenti può mettere in crisi, soprattutto, le persone più fragili, come gli anziani ed anche in alcuni casi i giovani, portandole a scompensarsi dal punto di vista psicologico". Insomma, "a fronte di una complessità crescente delle dinamiche sociali - rileva l'esperto - aumentano le tensioni mentre vengono sempre di più a mancare forme di 'ammortizzatori' per allentare le ansie". E' dunque "fondamentale - sottolinea Mencacci - che oggi l'Europa investa di più nella salute mentale". Un messaggio lanciato anche dal presidente dell'Associazione italiana di psichiatria (Sip), Emilio Sacchetti: "Il Congresso Epa è una preziosa opportunità per condividere risultati di ricerca e nuove strategie terapeutiche, confrontandosi con esperienze internazionali. L'obiettivo è intraprendere nuove 'connessioni', in un efficace networking a livello europeo". Perchè "per vincere la malattia mentale - conclude il presidente Sip - servono innovazione e programmi condivisi". LA CORTE EUROPEA CONDANNA L’ITALIA. L’ODISSEA 14 ANNI UNA COPPIA TORINESE UNA RICERCA DELL’UNIVERSITÀ DI LUNGA BRESCIA E DIDIWASHINGTON Scoperta la dieta per vivere più a lungo Mangiare per cinque giorni e digiunare per due, sarebbe questa la formula della longevità U In questo modo Amiot mette a disposizione una rete di medici convenzionati disponibili non solo a effettuare una visita gratuita per un controllo medico, ma anche ad approfondire le conoscenze sull’offerta di terapie d'avanguardia fondate sulla medicina dei bassi dosaggi, e allineate alle più moderne metodologie cliniche. “Attraverso la giornata promossa da Amiot” - ha dichiarato Cesare Santi, Medico Specialista in Chirurgia Vascolare e Presidente Amiot - “i pazienti avranno la possibilità di accrescere la propria consapevolezza nei confronti dell’ef- ficacia che hanno le medicine complementari nel ristabilire l’equilibrio delle naturali funzioni di difesa dell’organismo, e dell’importanza di un salutare stile di vita per una corretta prevenzione delle malattie”. Sono tanti gli addetti al settore che hanno aderito all’iniziativa. In tutto, solo nel 2014, coltre 500 studi medici e veterinari, in 94 province italiane, hanno supportato il progett, a conferma dell’interesse crescente verso le medicine complementari, nel rispetto del principio di libertà di scelta terapeutica di medici e di Elvira Mami pazienti. n team di ricercatori coordinato da Luigi Fontana, professore ordinario di medicina e nutrizione all’università di Brescia, in collaborazione con Linda Partrige della Washington University di Saint Louis e il Max Planck Institute for biology of ageing ha scoperto una dieta che garantirebbe la longevità. Oggetto di sperimentazione gli animali, testati durante un regime alimentare di 5 giorni di cibo e due di digiuno, confermerebbe quanto sopra. L’alternanza fra mangiare e digiunare aiuterebbe a combattere combattere le infiammazioni,oltre a portare ad una restrizione calorica di un terzo delle calorie introdotte nell’organismo. Tutto questo porta ad un allungamento delle aspettative di vita e la riduzione in modo significativo dei rischi per la salute. “Per rallentare l’invecchiamento non c’è bisogno di ridurre in modo drastico la quantità complessiva di calorie – spiegano Fontana e Partrige – La diminuzione dell’apporto proteico, il digiuno intermittente e l’as- sunzione di cibo prevalentemente nelle prime ore della giornata associati a un miglioramento qualitativo della dieta hanno effetti analoghi alla restrizione calorica”. Secondo questa teoria bisognerebbe ridurre l’apporto di proteine. Per avere effetti sicuri bisogna osservare scrupolosamente che i due giorni di digiuno non siano consecutivi. Come spiega Fontana:“Il digiuno non deve essere completo. Ai nostri volontari chiediamo di mangiare solo verdura cotta o cruda con un paio di cucchiai d’olio, per un totale di 500 calorie”, Altra regola consiste nell’eliminare le proteine di origine animale: “Le proteine animali contengono alcuni tipi di aminoacidi che aumentano il danno prodotto dal metabolismo alle cellule – racconta Fontana – Quelle vegetali contengono fibre, che plasmano i trilioni di batteri che popolano il nostro sistema digestivo in modo da ridurre le infiammazioni”. Inoltre l’apporto calorico deve essere concentrato nelle prime ore del mattino: “Ai nostri volontari chiediamo di assumere tutte le calorie della giornata in otto ore partendo dalla mattina e di cenare il prima possibile, solo con verdure. Questo per far coincidere alimentazione e ritmi circadiani. Solo negli ultimi decenni l’uomo ha spostato i suoi ritmi di vita verso la notte, con effetti negativi sulla salute”. “Quello che abbiamo osservato è che nei periodi di carenza di cibo l’organismo si mette in pausa, rallenta le sue funzioni metaboliche e di conseguenza anche il danno che il metabolismo arreca alle cellule per poi rimettersi in moto nei periodi di abbondanza”, concludono i due riCh.C. cercatori.