di - La Riviera
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l cardinale Martini piace più la Pasqua che il Natale. Anche a noi. Ma vorremmo che il Cristo non morisse ogni anno. Dipende da noi. In un mondo cristiano non ci sarebbe più bisogno della sua passione. Auguri A DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 02 UNA STORIA ROCCO CAPRAIO ROCK CERCA L’AMORE a un regno enorme che si estende a perdita di un occhio che spazia da una cima all'altra dell'Aspromonte e ci guarda dall'alto a noi gente di marina. Ha settecento capre che gli regalano in media venti chili di latticini al giorno e tante bestie da macelleria. Il tutto per un guadagno di settanta ottanta mila euro all'anno, che arrivano con i sussidi comunitari a centomila. Cifra costante da vent'anni a questa parte, da quando a vent'anni ha scelto di allevare capre. Si è fatto fare una baita portata direttamente dalle Dolomiti del Brenta, con sul tetto una fila di pannelli solari. Ha tutto dentro e un mondo intero fuori dove scorazzare liberamente con le proprie bestie. Ha un fuoristrada nuovo di pacca parcheggiato sotto al terzo larice a sinistra. La dispensa è sempre piena, come il suo conto in banca. Due docce al giorno e l'acqua di colonia e niente puzza di capra addosso. Nel suo iPod solo musica rock, i Clash, i Nirvana, i Doors e qualche volta qualche piccola contaminazione jazz. Rocco ha tutto per stare bene, anzi quasi tutto. A Rocco manca l'amore che da qualche tempo forte si fa sentire. Scende più spesso a valle, ma sembra non ci sia nulla da fare. Alle donne il rock dei monti sembra non sia salutare. I suoi incontri galanti si fermano agli incontri occasionali, perché Rocco non cede convinto che l'amore lo si fa e non lo si vende. Rocco è triste perché tutto il suo mondo gli sembra nulla senza l'amore. E se leggete un annuncio su facebbook, Rocco re dell'Aspromonte cerca l'amore, non vi dico di rispondergli ma regalategli almeno un mi piace. le chevalier H A Cortina si multa a Platì si sequestra preposto a darli, vuol dire che un terzo della ricchezza prodotta nel paese è illecita e andrebbe sequestrata, e parliamo di centinaia di miliardi di euro. Cosa vogliamo sostenere che solo quel paio di miliardi sequestrati a mafia, camorra e ndrangheta puzzano? Non puzzano uguale i soldi della corruzione, dell'evasione, del lavoro nero, delle frodi alimentari, delle truffe allo Stato, alla Comunità europea, delle false pensioni, delle frodi assicurative, delle LA COLONNA DI ERCOLE truffe bancarie e borsistiche? Suvvia non facciamo gli ipocriA ONGE STREET ti. Chi ruba è ladro mafioso o no, ALLA TATALE e fuori di casa ci dovrebbero andare tutti i ladri, non solo i a sindrome dello Jonio non c'enpresunti mariuoli della provintra nulla con il mal d'Africa: la cia di Reggio, sempreché, beninteso, il furto sia certificato savana ti sequestra, il mar e non semplicemente presunto Mediterraneo ti fotte. da relazioni parentali, amicali o Incontrai Mimmo Pellegrino nel 1989 in un ristorante di Yonge ambientali. Il conto sui propri Street, in un incrocio tra la strada beni dovrebbe essere chiesto più lunga del Nord America, una a tutti, sia che si indossi la coast to coast di 1800 km, e la pancoppola, il frac, la tonaca, la cia ricca di Down Town. Tagliava toga o la divisa. E sia a chi capelli. Acconciature lunghe e mai a abbia la coscienza sporca o il spazzola. Per scelta di vita inseguiva colletto coperto di bianco. la lambada delle onde. Un monolocale a Cernobbio Pausa pranzo. lo vendi in attimo e sono In quel 15 settembre il cielo camsoldi per lo Stato, un palazzo biava repentinamente meches, a Natile di Careri lo puoi zebrate di grigio topo . Solo uno mandare solo in rovina. colpo di sole a sud gli sorrideva come una calamita. E di questo mi diede subito conferma: « Toronto ti CARTOLINE PER LA PADANIA di Antonio Calabrò mette comodo. «Televisione al plasma e poltrona tecnologica, bancomat prodighi; poi però ti chiede l'anima, perchè lei non ce l’ha» mi disse. Non ero d'accordo. Da settembre ad Halloween nessuno per me era come l'Ontario. Tutto rosso e giallo. Praterie di Budweiser, profumo di mele e futuro scontato. Po il mar Jonio. Repentinamente dalla sera alla mattina. La sindrome mi possedette quando Mimmo era già in Calabria da qualche anno. L'esorcista fallì. L'ho incontrato l'altro giorno, in un angolo tra la statale 106, la più lunga del meridione, e la pancia decadente della misera e irriconoscibile Siderno. Da pochi giorni aveva chiuso quella saracinesca alzata qualche Capo Bruzzano. Le onde risalgono la spiaggia come in uno mese dopo il nostro incontro a sbarco a Omaha Beach. L’aria marina diffonde turbini di sale Yonge Street. Aveva portato l'orienprofumato alle alghe salmastre. Il grande scoglio divide mare te nella Locride. Mathari, 20 metri e venti come la punta a foglia di una lancia Achea. I fantasmi quadri di Indonesia, per 20 anni. di prodi Argivi remano al largo cavalcando marosi infuriati, Una piazza etnica nelle centro della spaccati dalle rocce in spuma bollente. La rabbia silente dello città.Era triste, il viso grigio topo Jonio, spinta dall’invisibile tridente, gli stormi d’uccelli neri dentro capelli ancora lunghi. come esuli pensieri, e Capo Bruzzano, che sfida i venti e Pausa pranzo raduna le nuvole sulle nostre teste. Passandogli accanto tratCi siamo seduti nel bar di fronte e ci teniamo il respiro, per ascoltare il ritmo battente di Poseidone. siamo fottuti una budweiser. FERNANDO SAGADO el nord si scuda e nel sud si preleva. Sembra il conto della serva, ma a volte i ragionamenti banali risultano i migliori. E se il requisire il provento di un'attività illecita rappresenta un giusto principio di diritto, non si comprende come al sud il guadagno turpe sia sottratto a chi lo produce e al nord venga semplicemente multato. Non si capisce perché se chi ruba è del nord sia un furbo e, viceversa, assuma le normali vesti del ladro il mariuolo meridionale. Scene drammatiche, come quelle viste a Platì, di gente messa in strada a norma di legge saranno mai visibili oltre l'Arno? Sicuramente si a patto che i ladri siano ricollegabili alla mafia, altrimenti un modo per conservare il maltolto, tra scudi e sanatorie, lo si troverà sempre. E questa non vuol essere la solita polemica nord sud, però è certo che se un calabrese gira su di un bolide del quale non potrà dimostrare la provenienza lecita prima o poi se lo vedrà sequestrato, se lo fa un genovese ha la quasi certezza che nessuno andrà mai a ficcare il naso nei suoi affari. Sia beninteso, non abbiamo alcuna intenzione di difendere i ladri, tutt'altro. Vorremmo che i ladri fossero considerati tali a ogni latitudine e così non è. Si è mai visto un maxi sequestro di beni in Veneto su un patrimonio fraudolentemente accumulato? No. Salvo qualcuno che fosse riconducibile alla mafia. Ora, ben venga il depauperamento della mafia ma giunga pure l'impoverimento di chi ruba in nome proprio senza aver fatto giuramenti di sangue. Però attenzione, togliere i beni a una famiglia è un atto di una gravità estrema, perché significa rinnegarne la costituzione economica. Le regole per farlo devono essere estremamente garantiste, sbattere qualcuno fuori di casa va fatto solo in presenza di prove incontrovertibili e in base a un sistema di regole che mira solo a stabilire che rubare sia ingiusto. E che rubare sia ingiusto deve essere ben chiaro a tutti i ladri e non ad alcuni si e a molti no. Se un terzo dell'economia italiana è sommersa, per dati uniformi di ogni ente N D Y S 106 L * DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 03 Parlando di... ATTUALITÀ POLAROID NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO Missione internazionale per superare lo sbarramento Parametri per un sindaco usato ra un po' si vota per il rinnovo di parecchie amministrazioni comunali, le liste sono già state presentate. Sapete che a giorni inizieranno i pellegrinaggi di candidati e amici nelle case dei sudici, mentre per i nordici ci saranno le cene e gli spot televisivi. Si peroreranno le cause di futuri possibili sindaci, assessori e consiglieri e qualche consiglio, anche se non richiesto, ve lo devo pur dare, certo che come al solito lo disattenderete. Ma posto che sono un grafomane patologico, scrivo e consiglio per malattia non per convinzione e di chi politicamente fregherà voi mi frega poco. Non è un mutamento di linea rispetto a quella assunta dalla rubrica, ultimamente. La chiave di lettura resta sempre quella ambientalista, di crescita verde in armonia con la natura, e di decrescita industriale, anche se in questo caso il gioco è facile non essendoci industrie da smantellare al sud, pur se in presenza di tentativi pericolosissimi di finta e letale per l'ambiente industrializzazione ed essendo il nord sulla via della deindustrializzazione forzata dai mercati. Torniamo a bomba, inutile darvi avvisi sui neofiti della politica, chi si candida per la prima volta non può ovviamente essere valutato in base a inesistenti precedenti amministrativi, vi toccherà affidarvi, nel caso la vostra scelta caschi su di essi, al desti- F no. Per quanto riguarda il sindaco usato il discorso è, apparentemente, più semplice essendo normale che il ricandidato sfoggerà sul petto le medaglie conquistate sul campo e qui bisognerà ragionare, perché oltre alle medaglie di metallo nobile, ce ne stanno di ignobile lega. Il sindaco usato vi dirà quanto ha fatto, ve lo dirà in termini di soldoni. Ho portato investimenti per uno, due, centomilioni o centomila euro. Questo è un parametro ingannevole, come quello delle opere fatte. Perché se i soldoni sono serviti a gonfiare le tasche di pochi e le opere sono state fatte male e sono servite solo a cementificare, allora a un sindaco che ha fatto tanto e preferibile uno che non ha fatto nulla, se quel nulla ha significato il conservare l'ambiente per come era stato trovato. Si a volte è possibile che sia meglio un amministratore passivo di un attivo amministratore. Un sindaco purtroppo non è un auto venduta da un concessionario o un prodotto in garanzia con la clausola soddisfatti o rimborsati. La scelta è complessa e non va presa a cuor leggero, rischiereste di trovarvi in casa un padrone che gestirà il comune come fosse un bene privato. Scegliete dunque come vi aggrada, ma valutate l'operato passato tenendo sempre conto che del passato tutto si sa ma del futuro certezza non vi è. STANDING OVATION AL CILEA CAVALLARO, PAPANDREA E PROFAZIO. DOPO LE LITI, IL TRIO di ANTONIO CALABRÒ* foto Fabio Orlando l teatro era colmo come nelle grandi occasioni: una folla di gente entusiasta, sia di Reggio che della provincia; dallo Jonio al Tirreno, tutti insieme, uniti in un grande ballo collettivo, in un autentico Peana di Ellenica memoria, in una corale e propiziatoria danza di felicità. Il ritmo della Tarantella, rielaborata con grande perizia dai due maestri calabresi, ha coinvolto ogni partecipante, senza distinzione alcuna: dai palchi alla galleria per l'intera serata si sono svolti balletti improvvisati, l'entusiasmo crescente era tenuto a bada dai malcapitati pompieri addetti alla sicurezza, le mani levate in aria e i passi del ballo rendevano la moltitudine un solo, unico, appassionato insieme di ritmo e di gioia sfrenata. Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea, tutti i musicisti impegnati, la splendida trascinatrice ballerina Giovanna Scarfò, in un crescendo di emozioni hanno regalato una serata fantastica ad un pubblico dagli I Una delegazione di Comunisti Italiani è stata ricevuta a Pechino . Dicono che Michelangelo Tripodi abbia chiesto alla delegazione cinese del partito fratello il trasferimento in Italia d’un milione di compagni cinesi. Per mettere il PDCI al riparo dallo sbarramento. DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 04 la Riviera Chi sostituirà l’insostituibile Pignatone? Antonio Ingroia RODERIGO DI CASTIGLIA l 4 aprile il CSM ha messo a bando il concorso per la copertura di Capo della Procura di Reggio Calabria. Pignatone se n'è ghiuto e scopriamo con nostra sorpresa che il Procuratore, al di sopra d'ogni critica, è sostituibile. Chi lo sostituirà? Questa più che una domanda, è un dilemma. E sicuramente il dr. Giuseppe Pignatone, che ha avuto tanto amore per Reggio e per il sistema politico che la governava e la governa, non si sottrarrà al dovere di dare qualche consiglio. Interessato alla prosecuzione del suo modo di gestire la giustizia a Reggio. Vedremo. La data ultima e utile per presentare la domanda scade il 4 maggio. Solo dentro quella data sapremo esattamente i nomi degli aspiranti alla poltrona del dr. Giuseppe Pignatone, riverito e leccato dai grandi uomini politici calabresi come un sovrano assoluto che ha diritto di vita e di morte su chi governa. Il dr. Giuseppe Pignatone non c'entra, ma durante la sua permanenza a Reggio il genuflessionismo dei destri e dei sinistri è stato pari solo alle genuflessioni delle pinzochere che così pensano di conquistarsi il favore del Padreterno. Orbene, chi? S'affacciano sulla stampa locale i primi nomi: quello del dr. Nicola Gratteri e del dr. Giuseppe Prestipino. Ma né l'uno né l'altro arriveranno all'agognato traguardo. Sul siciliano Giuseppe Prestipino pesa una denuncia dei magistrati Alberto Cisterna e Vincenzo Macrì. Andrà all'Aquila. Su Nicola Gratteri non pesa nulla . Pesa solo il fatto che è un magistrato al di fuori di ogni chiesa, e gli mancano gli appoggi politici. Questo torna a suo titolo d'onore, ma non è un titolo sufficiente per essere nominato dal più politico degli organismi: il Csm. Orbene, chi? Torniamo a chiederci. Senza dubbio, Antonio Ingroia, il più accanito accusatore di Dell' Utri, e il più convinto della colpevolezza di Dell'Utri. Se resterà in Sicilia, a Palermo, non c' è dubbio che il processo Dell'Utri ricadrà nelle sue mani. Per evitare questa disgrazia è necessario che lasci Palermo e venga a Reggio. E così sarà. A meno che il Csm non sia neutro come certi nomi nella lingua latina. occhi lucidi e dal sorriso radioso. In occasioni come queste si scopre l'importanza e la bellezza delle proprie radici, e ne scaturisce una grande sensazione di appartenenza che rende ognuno fiero e orgoglioso di essere ciò che è: orgogliosi, felici e fieri di essere calabresi, in questo caso. Il concerto è stato in progressione, con un coinvolgimento crescente; il cantore reggino Otello Profazio ha suonato e cantato col duo, poi, con ritmo sempre più forsennato, i musicisti hanno conquistato il teatro che a un certo punto rimbombava di tarantella. La ballerina scalza con le sue movenze antiche da Sibilla divinatrice invitava all'imitazione, e nessuno si è fatto pregare: ballavano tutti, vecchi e giovani, uomini e donne, bambini e ragazzi. Quando una donna calabrese balla la tarantella, con quel sorriso allusivo e gioioso che le si dipinge naturalmente in volto, diventa, e mi perdonino le altre, la donna più bella del mondo; le movenze ritmiche la trasformano in una creatura antica, uscita direttamente dalle pagine dell'Iliade, diventa Penelope e Afrodite, diventa un motivo plausibile per dire la vita è bella, diventa graziosa, tenera, sensuale, romantica, feroce, forte, radiosa, diventa felicità incarnata. L'apice si è raggiunto quando i musicisti hanno lasciato il palco e sono scesi in platea al ritmo del tradizionale Ballo di San Rocco di Gioiosa Jonica (che qualche scriteriato vorrebbe abolire; sono quelli che non comprendono, sono quelli che vogliono un popolo sottomesso, sono quelli che odiano il ballo perché odiano la sensualità e la gioia della vita). Una danza ipnotica e febbrile, un Peana atavico, una liberazione e una esaltazione. Un ritorno alla terra, ai riti propiziatori, alla natura stessa dell'uomo. Il Ballo è letteralmente esploso tra la felicità di tutti, rendendo il momento indimenticabile. Il popolo calabrese, vituperato e offeso da secoli, che deve ritrovare l'orgoglio, il senso d'appartenenza, la forza e la voglia di risorgere. tratto dal sito www.zoomsud.it I DIAVOLO NERO IL COMPLOTTO Finito il mortorio sul modello Reggio, il Governatore dei Governatori ne ha iniziato un altro, che prende nome di complotto contro la Città della Fata Morgana, ovverosia contro di lui. Sarebbe poco pensare che Lui s'identifichi nella Città. E non è troppo opinionare che la Città si identifichi in Lui. In Lui, sicome il sindaco più amato d'Italia. Ché, di tutta evidenza, l'amore è cieco- e ora il Governatore più scalpitante, come un purosangue vanesio, della Calabria non più sull'orlo dell'abisso. Dato il coro famelico, che accompagna le esternazioni del Sindaco a tempo non determinato dal dr. Arena e del Governatore a tempo fissato dalla scadenza elettorale, anche io ripiego le corna ai suoi piedi e il nuovo mortorio mi commuove e desta tristi ricordi. Ricordiamo insieme. Il complotto -scusate se paragono le cose grandi alle pusille- fu una creatura staliniana. Stalin elaborò la teoria che più si andava avanti nell'edificazione del socialismo e più rabbiosa era la reazione della classe spossessata, che per ciò stesso replicava con il complotto. Non è a dire che il Governatore sia uomo di molte letture. Ma qualcosa resta pure nella testa di chi non legge. Ed ecco l'ammaccatura scopellitiana: più l'adorata Città è andata avanti e ancor di più i suoi nemici hanno tessuto il complotto, giudici non esclusi. Originale non è, ma è straordinaria la coincidenza tra fascismo rosso e fascismo nero. Disturbo, una volta di più, Stalin. Fu sua la teoria -per dir così- grammaticale della trasformazione del complemento di specificazione in complemento di eguaglianza. Per cui dire: il Segretario del Partito comunista equivaleva a: il Segretario è il Partito comunista. Ne derivava: chi critica il Segretario del Partito, in effetti, critica il Partito comunista, e diviene oggettivamente un nemico del popolo, essendo il Partito comunista l'incarnazione del popolo. Un'altra ammacatura scopellitania: il Sindaco della Città è la Città. Ne deriva: chi critica il Sindaco, critica la Città, che in Lui si identifica. Bisogna avere un delirio d'onnipotenza per ragionare in in questo modo. Il che porta le superbe narici del Governatore a scambiare l'odore della muffa con il profumo delle acque nanfe, distillato dei fiori d'arancio. DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 05 DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 06 Parlando Web di Claudio Cordova sfida l’informazione provinciale l Dispaccio lancia la sfida a La Riviera a Strill a Zoomsud e a tutte le altre testate regionali d’informazione presenti sulla rete. Una nuova voce si aggiunge per descrivere minuto per minuto la realtà della Calabria. Alessia Candito e Claudio Cordova reggeranno il timone del Dispaccio, il sito d’informazione che ha debuttato il primo giorno d’aprile. Accogliamo felici la voce nuova, certi che arricchirà l’offerta giornalistica e contribuirà a comporre un quadro informativo che necessita di visioni ulteriori. Facciamo l’in bocca al lupo alla testata e da parte nostra accettiamo una sfida che sicuramente stimolerà tutti a migliorarsi e a migliorare la rappresentazione della Calabria, troppo spesso affidata a giornali che privilegiano il lato oscuro della nostra terra. I PRIMO PIANO Leaders Il ‘900 calabrese Il Socialista inquieto capì che la dipendenza del Sud poteva essere interrotta solo da processi diffusi di industrializzazione. Con Lui cessa il monopolio della stampa conservatrice in Calabria. “ Giacomo Mancini, l’uomo che più di tutti ha fatto per la Calabria e il Mezzogiorno I PASQUINO CRUPI casi della vita sono strani. Nell’ultima fase della sua vita, sempre tesa allo scopo unico del riscatto della Calabria e, pour cause, del Mezzogiorno, Giacomo Mancini aveva conosciuto il massimo dell’isolamento e il massimo dell’accanimento contro di lui. Aveva cominciato Bettino Craxi a metterlo in un angolo quando lo estromise da capolista del PSI in Calabria, e non solo l’astuzia della ragione fece in modo che uscisse da quel cimento elettorale primo tra gli eletti. Era proseguita la campagna contro di lui, all’interno del Partito dove non contava ormai quasi più nulla, con la mancata rielezione nel 1992. Ciò che gli costò molta amarezza e l’abbandono di gran parte di dirigenti socialisti, che da lui avevano avuto posti importanti e comode poltrone di comando. Infine, al suo fianco e fino alla morte, in provincia di Reggio Calabria, rimanemmo soli soletti Raffaele Manferoce, farmacista a Cinquefrondi, ed io. Fuori dalla Calabria il solo Antonio Landoli, docente universitario, senatore, pur lui decapitato da Bettino Craxi, che non lo volle ricandidare. A Cosenza non disertò da Giacomo Mancini Michele Cozza, un intellettuale fine, un economista di valore. E fu dentro questa solitudine che egli ebbe a patire un assurdo processo per concorso esterno in associazione di cui ancora arrossiscono le pareti del tribunale di Palmi. Ne fu assolto a Catanzaro. E non c’era e non c’è da menarne gioia. Le assoluzioni, per chi ci pensa, sono le cicatrici del giusto ingiustamente perseguitato. Dell’ingiustizia e della perversità giuridica di quel processo reca scientifica testimonianza il libro fiero e civile dell’avv. Paolini, “Agguato a Giacomo Mancini”. Dicevo: i casi della vita sono strani. Giacomo Mancini è morto l’ 8 aprile del 2002 a Cosenza. Esattamente 12 anni fa. Non mi si accusi di retorica umanistica. Ha davvero ragione Ugo Foscolo quando ne “I Sepolcri” scrive che “giusta di gloria dispensiera è morte”. Così è stato per Lui. Appena dopo la morte, tremiti di nostalgia si sono avvertiti. Giacomo Mancini è ritornato nella sua grandezza di socialista e di meridionalista. Socialista riform i s t i . Meridionalista garantista. Vige ancora una vulgata che vuole G i a c o m o Mancini come uomo di potere e a anche di clientele. Non fu uomo di potere nel significato deteriore del termine, e non fu uomo di clientele nel significato tradizionale del termine. Nel Mezzogiorno qualche favor si fa. Ed è opera di bene per chi ha bisogno. Egli ha educato al sapere operativo tante generazioni, che si sono fatte avanti con l’azione e con il pensiero, l’una e l’altro puntati sul Mezzogiorno e la questione meridionale. La Padania trovò in Lui un combattente estremo, e fu lui per primo a inventare il nome Padania, a indicare nella “stampa padana” l’artiglieria pesante mossa contro di noi. Ebbe di fronte le toghe e gli ermellini e li avversò con energia, uscendone sconfitto. Alzò lo sguardo sui poteri forti e non si ritirò dalla lotta. Il suo midollo era di leone e piegò gli interessi della casta nel campo della medicina, imponendo l’uso del vaccino Sabin grazie a cui, dalla faccia della Calabria e del Mezzogiorno, scomparvero i bambini poliomielitici che strascicavano le gambe per terra, sostenendosi sulla poca forza delle loro deboli braccia. Ingaggiò una battaglia sconfinata con i burocrati dei Lavori pubblici, di cui fu Ministro ineguagliabile, e ruppe con l’autostrada l’isolamento della Calabria, tornato ora di moda. Capì che tutti i governi, anche quelli a partecipazione socialista, erano nemici del Mezzogiorno e della Calabria e non ebbe esitazione a contrapporsi. Contro la visione ruralista e gracchista del PCI, fermo alla questione meridionale come questione contadina, riprendendo le intuizioni di Rodolfo Moranti, lanciò l’idea che il Mezzogiorno e la Calabria non avrebbero interrotto la loro nefasta dipendenza, la loro storica carriera di territori, esposti alla criminalità organizzata, di DOMENICA aree dell’assistenza, senza l’innesto di processi d’industrializzazione. E si batté per la realizzazione del Quinto centro siderurgico nella Piana di Gioia Tauro e la Liquichimica di Saline Joniche, caso unico d’una fabbrica che chiude i battenti dopo essere stata ultimata, e chiusa addirittura con un decreto a mezzo stampa del “Corriere della Sera”, che ha voluto sempre il nostro bene. Della Liquichimica resta ora una ferraglia arrugginita del Quinto centro siderurgico: il grande porto di Gioia Tauro. Allora i grandi economisti, con la cresta poggiata nella redazione dei quotidiani altolocati, parlarono di industrie nel deserto. Quando piuttosto è da dire che la Calabria è un deserto senza industrie. E se il processo d’industrializzazione - mi domando- fosse andato avanti, la Calabria ai nostri dì sarebbe la Calabria che abbiamo sotto gli occhi? Ma Giacomo Mancini non è stato solo questo, e sarebbe stato tanto. È stato un uomo di cultura operativa. Ha spezzato il monopolio della stampa conservatrice con la creazione de “Il Giornale di Calabria”. Ha dato alla Calabria la Casa editrice Lerici. Ha innestato nel cuore antico di Cosenza la Libreria Feltrinelli, arricchita da un Centro Studi. Ha fondato il Premio Sila che ha vantato tra i suoi presidenti Carlo Bo, e nelle prime edizioni ha premiato ala memoria Guido Dorso. Ha dato voce al pensiero socialista calabrese con il mensile “La Parola socialista” e il quindicinale “Calabriaoggi”. È stato l’uomo politico che più di tutti ha fatto per la Calabria e il Mezzogiorno nel Novecento. Lui, che ha fatto uscire il pensiero meridionalista dalla fase della ricerca alla fase dell’azione pratica, della realizzazione dei suoi traguardi, alcuni raggiunti. Non ha lasciato eredi. Solo sospiri. E per carità del Grande Morto non parlo del decennale, organizzato dal figlio e dal nipote. Ambedue dovrebbero cambiare nome cognome, così come hanno cambiato idee e collocazione. Meno male che la primgenitura del socialismo calabrese non appartiene né all’uno né all’altro. 18 MARZO 2012 LA RIVIERA 07 DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 08 la Riviera La settimana n questa terra esistono avvenimenti che Vergogna. Nel 2012 una terra condannata ATTENTATO A ILARIO FILIPPONE: UNA PAGINA NERA sono spiegabili solamentecertificando il da mille problemi ha bisogno di una stamfatto che la presenza di belve, di bestie, pa libera, chiara, sul territorio, siala più alta di qualsiasi intraprendente. Scrivere ciò che è la regione d’Italia. Vicino alla Pasqua 2012, realtà diventa il senso vero di una comul’auto diun cronista salta in aria, data alla nità civile. Non si può nascondere all’infifiamme dai vigliacchi di turno, da chi sicrenito quello che prima o poi, in un aula di de boss e non è nemmeno il garzone di se tribunale, in un dibattito pubblico, in un stesso. Uomini vili, padrini senzaonore, in confronto politico, verrà a galla. La colpa una parola bestie. Nella notte tra martedì e dei giornalisti qual’è? Forse solo quella di mercoledì la Renault Modus di Ilario arrivare prima su un qualcosa che per Filippone, giornalista di “Calabria Ora”, ma forza di cose emergerà dopo? E la gente io direigiornalista e basta, un cavallo di tace intorno a Filippone. Qualcuno ha razza della cronaca giudiziaria, è stata addirittura abbassato gli occhi salutando a VICENZO GALLO incendiata a pochi centimetri da casa sua. fatica il giornalista di Locri. Vergogna. Alle due notte, nell’oscurità, quella che avvolge i vili, Ilario Filippone in una storica intervista a Figliomeni Non parlate più di una Calabria migliore finchè non qualcuno ha lanciato un segnale. Ma a chi, a saremo tutti al fianco di ragazzi come il cronista di Filippone? A tutti i giornalisti? A qualcun altro? Bhè Locri. per chiunque fosse l’avvertimento, sappiano, le belve poi, altra amara constatazione, arriva da con l’anello al naso, che di fronte ad un gesto del geneun’inchiesta che non mi aveva mai convinto: re maggiore sarà la voglia di continuare a raccontare “Crimine”. Pensavo che la ‘ndrangheta, il una Locride e una Calabria afflitta e in mano a bande potere mafioso in Calabria fosse altro, evoludi delinquenti. Non di mafiosi, ma di delinquenti, picto, da business class. La dda di Reggio Calabria aveva coli criminali senza gloria. Due però sono le consideragione, la ndrangheta nella Locride è ancora gretta, razioni che mi toccano e rendono amara e angoscianbarbara e agricola, come dimostrano i profili delle te la situazione che ha colpito Filippone. La prima è numerose condanne tra Milano e la Calabria. l’indifferenza della gente vicina a Ilario. Qualcuno ha Non ci salveremo mai, specialmente se la gente contianche sussurrato “c’era da aspettarselo”. Vergogna. nuerà a girarsi dall’altra parte. Coraggio Ilario. I Siamo circondati da belve feroci E NON TOCCATE ILARIO RUGGERO CALVANO C'è ancora da noi chi si muove con le tenebre e pensa che affermare se stesso con la violenza sia un atto da uomini. Deve aver pensato questo chi l'altra notte col buio ha distrutto l'auto di Ilario Filippone. La sopraffazione non è da forti, appartiene alla categoria dei gesti vili, è l'armamentario di chi colpisce a tradimento. Chi scrive ha il diritto di dire quello che pensa e il dovere di riportare tutto ciò che ritenga notizia, con l'unico limite della legge e del lettore. Il lettore che non gradisce cambierà lettura e la legge provvederà a sanzionare gli abusi. Ilario Filippone ha il dovere e il diritto di scrivere ciò che gli sembra utile per il pubblico e nessuno può avere la protervia di impedirlo. Stare col giornalista colpito, con i suoi familiari, non è un atto di cortesia a Filippone o il riconoscimento della perfezione del suo lavoro, e un gesto a cui si e obbligati per il rispetto di se stessi se ci si vuol sentire uomini nel senso nobile del termine. Ilario deve scrivere quel che vuole e noi gli siamo vicini. La nostra è una solidarietà piena, come deve essere in un momento cosi grave, senza distinguo e senza cavilli. Non toccatelo Ilario e smettetela di andar di notte a trovare chi non vi piace. IL DITO NELL’OCCHIO Dopo le dimissioni di Maria Lanzetta sui campi di Monasterace batte la luna on sono rituali, ma sono certamente a scoppio ritardato le solidarietà che sono scese dall'alto e che hanno a riguardo il sindaco di Monasterace, Maria Lanzetta. Si sono scomodati a mezzo telegramma, che non costa molto, e a mezzo telefono, che costa ancor di meno, personaggi illustri. S'è scomodata persino Susanna Camuso, segretaria nazionale della Cgil, la quale, sempre lontana dalla Calabria, questa volta ha espresso vicinanza. Si scomoda la Commisione nazionle Antimafia. La Lanzetta -non dimentichiamoloera stato bersaglio sensibile della criminalità organizzata già un anno fa, quando fu data alle fiamme la farma- N più di qualcosa non funziona. E, dopo il replicato criminale episodio, soprattutto non funziona che le procellarie vestano Maria Lanzetta dei panni della madre dei Gracchi. Peraltro, da lei respinte con la presentazione delle sue dimissioni. Cosa che umanamente comprendiamo per la ragione già detta da don Abbondio, che non aveva un cuor da leone: “Qui non si tratta di ragione e di torto, ma di forza”. Però, ciò cia di cui è proprietaria e titolare. che umanamente è legittimo, non lo Ma il misfatto non ebbe risonanza è sul piano politico. Chi inizia una nazionale e non si chiese, come ora lotta contro la mafia, sterzando l'amed enfaticamente, l'intervento del ministrazione contro di essa, non ministro degli interni, quando più può interrompere l'opera di bonifica correttamente bisognerebbe chiedeincominciata. re che le forze dell'ordine, prefettuCi dispiace che nell'ora del dolore, ra e questura esercitino un controllo che stringe Maria Lanzetta e la sua serio del territorio senza la tentaziofamiglia, la nostra solidarietà sia ne di farne un campo di concentraaccompagnata da queste riserve. mento. Prima, no. Ma ciò è per il bene suo e dell'inteEvidentemente, per fare rintronare ro paese. Non certamente salvato le orecchie di chi sta in alto, il credai ciclisti dell'antimafia, che, al pitìo delle fiamme non basta. suono delle sirene spiegate dall'auto Occorre che ci sia la sparatoria. di scorta, sembrano suggerire ai È così? monasteracesi che lo Stato c'è. La Ma se a Monasterace si può sparadeputata Maria Grazia Laganà ne re, e si spara, quando se ne ha ha addirittura due di scorta. E a voglia, se a Monasterace si può metMaria Lanzetta il gran prefetto tere nel mirino il suo sindaco ad libiVarratta s’è deciso ad assegnarla tum, ciò vuole dire che qualcosa e solo ora. A tempo scaduto. L’ULTIMA CENA oleva fare le primarie Ammendolia, il sindaco di Caulonia sapeva di potere incorrere in qualche Giuda. E cosí é stato. All'ultimo momento utile il tradimento é arrivato, per cui saranno Mercuri e Riccio a contendersi la poltrona di primo cittadino. Entrambi stimati e competenti ma il primo a capo di una grande coalizione che vede insieme la strana coppia Tucci-Campisi (quanto dureranno?) e il secondo a dirigere un gruppo che ha volutamente sperperato il capitale politico costituito da Ammendolia e dalle sue idee. Finalmente candidato Luigi Fuda che forse la smetterá di scrivere i discorsi ai bisognosi e si esporrá in prima persona. Per il resto sará campagna elettorale dura e, come al solito in quel di Caulonia, non mancheranno i colpi bassi. D'altronde ognuno ha la classe politica che si merita. Giovanni Maiolo V DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 09 Parlando di ATTUALITÀ Scuola La scalata degli istituti tecnici ANTONELLA ITALIANO bbiamo tante eccellenze qui nella Locride e che siano volontariamente offuscate è ciò che temiamo. Così, a furia di spendere energie per difenderci dall'opinione pubblica plagiata, restiamo senza forze per promuoverle. Prendiamo un bel respiro ora, mandiamo al diavolo i luoghi comuni e gli stereotipi, e urliamo il valore dei nostri giovani studenti. Una classifica, sti- A lata dalla “Fondazione Giovanni Agnelli”, mette sul podio gli istituti scolastici migliori della Calabria: al primo posto c'è l'istituto crotonese “Polo di Cutro”, al secondo l'Istituto tecnico commerciale “G. Marconi” di Siderno, al terzo l'Istituto tecnico nautico statale “Nautico Pizzo”. Sesto posto per l'Istituto tecnico commerciale “G. Ferraris” di Reggio Calabria. Una classifica che ci riempie di orgoglio, da un lato per il nostro irriducibile campanilismo reggino, dall'altro perché alletta il pensiero che sia questo il volto della nostra gioventù. Lo studio statistico è stato effettuato analizzando gli istituti superiori di provenienza delle migliori matricole universitarie calabresi. L'indagine sulla Calabria, voluta fortemente dall'assessore regionale Mario Caligiuri, ha riguardato 166 scuole statali e paritarie e i risultati di profitto, e rendimento agli esami universitari, di oltre 145.000 diplomati. Balza subito agli occhi un “effetto provincia”: gli studenti dei piccoli centri hanno rivelato le migliori performance universitarie, facendo impallidire i giovani proveniente dai grandi centri urbani. In realtà le classifiche stilate sono due. La top ten di sopra è costruita “pesando” statisticamente l'effettivo contributo, dato dalla scuola, al successo universitario dei suoi diplomati; una seconda classifica è costruita considerando altri fattori in grado di influenzare i percorsi universitari. Importanti, al pari dei voti, sono infatti la caratteristiche individuali degli studenti, i contesti territoriale di riferimento, il contesto socio-culturale della scuola frequentata. Si è tenuto conto, inoltre, che vi sono indirizzi più o meno facili, e atenei più o meno generosi nelle votazioni, utilizzando lo strumento statistico della normalizzazione. Un discorso a parte che affronteremo sul prossimo numero, e che viene evidenziato proprio da questo studio, è l'ottima qualità della formazione fornita dagli istituti tecnici. I Licei dunque perdono terreno, mentre i giovani studenti di Reggio e provincia scalano le classifiche Reggio Calabria Piazza Italia rivede la luce È stato inaugurato il sito archeologico di Piazza Italia. Viene infatti restituito alla cittadinanza un luogo “storico” di Reggio, un luogo da sempre centro istituzionale e politico della città. La futuristica struttura in vetro e acciaio che dovrebbe occupare (uso il condizionale in quanto ancora non è completa) un'intera metà della piazza è nata dopo un parto travagliato, durato quasi Polistena Il ritorno del mercato MARIA BOETI Di nuovo in primo piano il mercato. Per accertarci di persona, che disposizione d'animo hanno gli ambulanti, ci siamo presi la briga di contattare telefonicamente qualcuno di loro. Se secondo la loro esperienza venderanno di più o ci sarà di nuovo disorientamento. Riconoscono la giornalista e il giornale La Riviera, si complimentano e ci dicono che siamo molto letti. Tornando in argomento, parliamo del mercato e, consapevoli che ognuno nel suo campo è un fine ragionatore, veniamo a sapere dalla loro viva voce: “…sì, tornare nei vecchi binari è utile. Ed è scontato che venderemo di più, che ci sarà un maggior movimento”. Continuano, nei loro commenti, né strani né sgradevoli: “…prima, la vecchia Amministrazione Laruffa ci ha messo in disparte adesso con dieci anni. Come specificato in conferenza stampa qualche giorno fa dal sindaco Demetrio Arena, non sono ancora stati trovati i soldi necessari per completare parte della pavimentazione. Pertanto l'inaugurazione, celebrata in pompa magna, sarà solo parziale. Il nuovo progetto, ideato e quasi ultimato da un'azienda che si è già occupata di lavori in acciaio in Liguria e Toscana, sarà destinato ad adornare la nuova piazza in chiave decisamente del tutto moderna, certamente in contrasto con lo stile “neoclassico” del resto degli edifici che si affacciano sull'antica piazza un tempo dedicata a Ferdinando I di Borbone: nel dettaglio, quattro lucernai, teche e pannelli descrittivi in acciaio e vetro, utili ad illustrare gli scavi. L'idea è molto simile a quella utilizzata per rendere visibile gli scavi di parte del “Foro di Traiano” a Roma. L'ingresso sarà realizzato con una struttura anch'essa in acciaio e vetro. Agli scavi si potrà giungere tramite una scala elicoidale appesa alla struttura di copertura. Da quanto detto anche dalla Soprintendenza archeologica bisogna tuttavia aspettare i fondi della Regione per completare la pavimentazione. Ciò significa che entro la fine del 2012 la piazza dovrebbe finalmente essere completata e osservata in tutto il suo antico e moderno splendore. Il mio personale augurio è che non si parli solamente dell'opera, che non riecheggi nella memoria reggina solo la grande teca all'aperto: è di fondamentale importanza che, grazie a questa importante scoperta, il cittadino reggino possa avere il diritto di conoscere la luminosa storia della prima pòlis greca della Calabria, dell'unico porto naturale dell'impero borbonico. Un museo multimediale in pieno centro, invece di improbabili e costosissimi progetti di “stelle marine”. Perché no? Antonio Cormaci Tripodi finalmente torniamo. Noi abbiamo bisogno di fare cassa, vendiamo mercanzie di tutti i generi e dobbiamo portare soldi a casa, noi non giochiamo, questo è il nostro lavoro.” Dal breve dialogo avuto, abbiamo capito che proprio contenti non sono. Ne è venuto fuori un quadro né scuro né vivace. Nel caso specifico, si sentono danneggiati, gli ambulanti residenti, perché non hanno potuto scegliere la collocazione e non se la Polistena Polistena sta cambiando? MARIA BOETI Sperando d'interpretare al meglio i sentimenti dei commercianti ambulanti e di posto fisso parliamo del ritorno del mercato, che a giorni sarà ricollocato nel suo habitat naturale, viale Rivoluzione d'Ottobre -via S. Marina. Disposizione, questa, che per cinquant'anni ha visto arrivare il mercoledì mattina a Polistena centinaia di acquirenti da tutta al Piana. Abbiamo già trattato l'argomento quando l'Amministrazione Laruffa ha inteso appartarlo nelle vie Marx -Gullo. Quella attuale, invece, ha deciso di riportarlo nei dintorni della zona dov'era nato. Manovre politiche o un venir incontro ai commercianti per incrementare l' economia? Probabilmente entrambe le facciate! Certamente, il cambio, è positivo! Da qui, la domanda sorge spontanea: Polistena sta davvero cambiando? Siamo davvero in una fase di mutamento epocale? Intanto, per verificare se ciò è vero, possiamo analizzare il gergo parlato e scritto. Che vuol dire “Modello Polistena”? Di un Modello abbiamo sentito parlare in altro luogo, ma pare sia fallito. O no?! Sarebbe più giusto e più conforme, se davvero la metamorfosi sta avvenendo, dire “La Polistena geniale”. Sarebbe bello sentir dire, anche da Reggio: “a Polistena fanno così”. Polistena è l'originale non la fotocopia, non deve scopiazzare i modelli di nessuno, e che siamo alle Elementari?! Per adesso, iniziamo col vedere che assetto prenderà il ricco materiale che abbiamo a disposizione, ricco materiale, riguardo anche le intelligenze, parliamo dei dotti, degli esperti. A volte, pur animati da ottime intenzioni, si può cadere in trappole insensate prodotte dall'ostinazione di chi ha il potere e dalla dappocaggine di chi sta intorno. D'altra parte quelli che siedono all'opposizione hanno imparato, l'arte di strisciare andando da destra a sinistra e viceversa tentando di avanzare verso la corte. Questa la realtà polistenese...al momento. sentono di fare una battaglia. E' il criterio dell' assegnazione che li amareggia. Il loro rammarico si basa sulla non priorità di preferenza, dicono, da parte dell' attuale Amministrazione che sul rispetto della legalità ha fatto il proprio baluardo. Ma tutto questo è normale: la severità produce sempre qualche contrarietà. Loro, gli ambulanti che dovunque piazzino le tende dovrebbero essere il fiore e la forza della compravendita hanno questi DOMENICA disappunti. E, permetteteci qualche appunto in chiusura: la via S. Marina è ricordata dagli avi, al di là di tutti gli settori per la vendita dell' utensileria, del pentolame, della terracotta, del rame, degli artigiani, dei fabbri, addirittura dei maniscalchi, ect. La passata Amministrazione, ha costruito con le sue stesse mani la sconfitta. Se la sono proprio voluta. E, pur avanti con l'età hanno fatto errori di inesperienza! Meglio così! 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 10 DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 11 Parlando di... IL FAI A SOSTEGNO DI MARIA CARMELA LANZETTA La presidenza regionale del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) Calabria e la Delegazione FAI della Locride e della Piana esprimono solidarietà per il vile attentato subito dall'amica ed associata FAI Maria Carmela Lanzetta, Sindaco di Monasterace, da sempre al fianco dei volontari del FAI nella valorizzazione del patrimonio culturale della Locride, se ne ricorda da ultimo il fattivo sostegno alla Delegazione per il restauro del mosaico del Drago, bene simbolo della cittadina di Monasterace e del territorio Locride Siderno Addio, vecchio pontile I Muti di Platì unque, il 3 aprile a Platì nella Chiesa San Loreto, propiziato dal vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, ha avuto luogo un dibattito - per dirla con liturgico linguaggiosulle “criticità” del paese. V’era presente il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa, con stuolo di assessori provinciali e il consigliere provinciale Luigi Giugno. Non poteva mancare e non è mancato il parrocchiano Rosario Sergi, del quale non siamo riusciti a capire se intenda servire la Chiesa, mettersi sotto le grandi ali del perdono di Dio o funzionare come l’ultima ruota del carro di Romano De Grazia. Che, siccome cammina verso l’avvento della democrazia, della legalità, della trasparenza a Platì, è, al di là d’ogni apparenza, è una posizione utile e preziosa. Noi siamo ben lieti di tanta presenza. Il paese di Platì non è solo. Potrebbe solo accadergli d’essere in mala compagnia. D CONTESSA LARA Arrivano le ruspe nella Locride e spazzano via il vecchiume. Che bell'aria di primavera! Il cinema Ariston di Bovalino era una vergogna per il paese dall'impeccabile piano regolatore. Pericolante, inutilizzato, è stato strappato ai pallavolisti che lo avevano adibito a palestra, è stato strappato a chi sperava in un recupero della struttura. Perché un cinema al centro cittadino, a due passi dalla piazza principale e dalla chiesa, ci sarebbe stato proprio bene, dicevano. Ma di un cinema si può anche fare a meno. Stessa sorte toccò al lido Orsa, con la differenza che, quando vi arrivò il mare, era già cadavere. E oggi, finalmente, si spazza via il pontile di Siderno. Tutte opere inutili e ingombranti. Opere vecchie. Al contrario, questo lunedì mattina sa di nuovo, è una bella giornata, di quelle che d'improvviso regala aprile e che fanno dimenticare le piogge invernali. È un piacere osservare, riscaldati dal tepore del sole, la forza brutale della ruspa affannarsi contro acciaio e cemento. Il mare non si oppone, la gente neanche. Poi si arriva a quel punto, nascosto tra i pilastri, che fu l'alcova dei nostri corpi. Incoscienti amanti. Forse anche un po' troppo sentimentali se preferimmo il mare e la sabbia fine a comodi giacigli. Ma oggi i nostri peccati saranno portati via col cemento, lavati dalle onde, e che sia la volta buona visto che, per tanti anni, si era tentata invano la demolizione. Dunque, grazie sindaco Ritorto, per averci liberato da una struttura insensata e pericolosa. E, soprattutto, di averlo fatto in modo intelligente senza gravare con ulteriori costi sul bilancio comunale. Apprendiamo difatti che i materiali della demolizione saranno riutilizzati per completare dei lavori attualmente in corso a Siderno. Due piccioni, forse tre, quattro, e una sola fava. Chiariamo agli eventuali nostalgici (non mancano mai) che il vecchio pontile, considerato da alcuni una testimonianza storica, in realtà è un residuo dell'edilizia degli anni '60. Che sarebbe dovuto servire come attracco di mercantili ma non è mai entrato in funzione. Che esistevano alcuni progetti di recupero ma sono stati tutti abbandonati. Abbandonate dunque anche voi la tristezza, e rincuoratevi, perché l'Amministrazione comunale agirà presto contro gli altri orribili relitti esistenti lungo la costa sidernese. Di nuovo ruspe, ancora Locride. Ed un suggerimento: cosa ne pensate di demolire, anziché ristrutturare ogni volta, il vecchio castello di Roccella? E poi salire su su, fino a Gerace. E sul promontorio che ospitò gli Sparvieri facciamoci un bel palazzo con vista sul mare. Masino Mittiga Questo riguarda, però, il futuro. Al presente è da constatare che, fatta eccezione per Giuseppe Raffa, costretto al silenzio dalla sua funzione, tutti gli accorati delle “criticità” di Platì sono stati zitti e muti, quando il paese è stato interamente accolto in una retata . Sono stati zitti e muti quando c’è stata la grande scoperta che colà anche i bambini sono mafiosi. Sono stati zitti e muti, quando Romano De Grazia, superando con un colpo solo le due infamie precedenti, ha dichiarato che a Platì non c’è chi, tranne lui, sia in grado di stare a capo dell’Amministrazione. E Rosario Sergi, stimando che lo stare zitti e muti era poco, s’è messo al suo seguito. Muti e zitti- dal vescovo a Luigi Giugno- anche adesso che con i loro tatticismi verbali parlano di “criticità” e non dicono una parola sulla criticità delle criticità : se Platì è un paese normale o un paese enorme per ‘ndrangheta. “ MISTER MILIARDO Sono in arrivo a Bovalino importanti fondi per il recupero e la messa in sicurezza delle strutture scolastiche elementari e medie. Nella lista dei beneficiari dei Fondi Strutturali Europei, programmazione 2007-2013, FESR - PON “Ambienti per l'apprendimento” è presente il Comune di Bovalino con un ammontare complessivo di circa 700.000,00 euro da destinare alle scuole elementari di Borgo e del Centro e della scuola media. Soddisfazione per il cospicuo finanziamento da impiegare per il recupero del patrimonio edilizio scolastico bovalinese è stata espressa dal sindaco Tommaso Mittiga e dall'intera compagine amministrativa. Un contributo importante che sommato ai recenti finanziamenti di 5,4 milioni di euro per interventi di bonifica di siti ad alto rischio e ai 350 mila per il progetto “Sistema di videosorveglianza del Comune di Bovalino - Un occhio alla sicurezza” presentato nell'ambito del PON Sicurezza per lo Sviluppo, fanno riflettere sull'effettivo modus operandi di questa amministrazione e sulle accuse infondate recentemente lanciate dalla minoranza consiliare in riferimento ad un presunto stallo politico-amministrativo. Il Sindaco di Bovalino non si risparmia, e soprattutto non fa risparmiare lo Stato. Un vero segugio a caccia di finanziamenti DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 12 la Riviera LAVORATORI A SOLI 150 EURO Hanno già aderito tanti comuni, associazioni, aziende private e uffici giudiziari alla manifestazione d'interesse che dovrà essere presentata alla provincia di Reggio Calabria. In pratica, si potrrebbe beneficiare di lavoratori in Cig straordinaria ed in mobilità, in deroga per 6 mesi e per 20 ore al giorno, pagando solo Inail e l'assicurazione contro terzi (circa 150 euro a testa). Un progetto sostenuto da Stefano Maria Catalano dirigente del settore 8, formazione professionale, lavoro e politiche giovanili. Delitto Berlingeri LA STORIA DI NARDO E DI COLA ANTONELLA ITALIANO Nardo era un vecchio commerciante di cavalli, dall'intuito vivo e dalla morale discutibile, come si addice ad ogni buon venditore. Amava chiacchierare con i concittadini che incontrava per strada e, anche se viveva a Bovalino, se ne sentiva profondamente distante. Lui la vita la guardava dritta in faccia, la sentiva sulla pelle, la ascoltava di notte dalla sua baracca. E profumava di terra e di sudore, aveva i suoni delle macchine che correvano sulla statale, di grilli lontani nascosti dal buio, di galline schiamazzanti dentro casa. La sera, proprio davanti alla porta, sotto il filo dei panni stesi ad asciugare, accendeva il braciere e vi restava seduto a lungo con la famiglia. La sua storia era antica, modesta e, i suoi tanti figli, ragazzi semplici a cui avrebbe voluto insegnare a trattare con gli animali: l'arte del sensale, con tutte le sue parodie e gli atteggiamenti. Cosimo, Benedetto, Francesco, Sasà, Cesare, Armanda, Cola sognavano invece un'altra vita e Nardo si scontrava continuamente con il loro totale rifiuto ma, soprattutto, era preoccupato dall'atteggiamento di Cola. Ribelle fin da piccolo, quel ragazzo sembrava non accontentarsi mai di nulla. Era stanco dei cavalli, del freddo della baracca, e guardava la vita cittadina con un interesse sempre maggiore, ed intenzioni poco chiare. Forse sarebbe cambiato, pensava in cuor suo il vecchio padre. Andare alla fiera di Piazza Armerina, in Sicilia, per Nardo era una grande festa. Si preparava quand'era ancora notte, doccia e profumo, pantaloni e giacca abbinata, e una immacolata camicia bianca. Solo dopo la morte della moglie indossò sempre una cravatta nera. Poi, nel riflesso opaco dello specchio, aggiustava la “barritta”, sistemava il portafoglio in tasca, ed era pronto per il viaggio. Lui era il capo e guidava le trattative, PASQUETTAA SIDERNO Torna la “Pasquetta sidernese” organizzata dal sindaco Riccardo Ritorto e dall’Assessore Maurizio Baggetta. Il programma prevede: alle ore 18,00 l’esposizione in Piazza Portosalvo del gigantesco agnello di marzapane realizzato dai maestri pasticceri sidernesi con successivo taglio e degustazione. Alle 20,00 in Piazza Risorgimento il concerto del gruppo di Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea: i Taranproject. ...PASQUAA PORTIGLIOLA Saranno Eugenio Bennato, Francesco Loccisano e Mimmo Cavallaro con i Taran Project i protagonisti di “Ecce Musica”, per la terza edizione del concerto della Pasqua di Portigliola. L'evento, promosso dal sindaco Pasquale Panetta, e organizzato sotto la direzione artistica di Francesco Loccisano, sarà condotto da Rosario Barbaro e Maria Teresa D'Agostino. ogni dettaglio era importante. Quando invece le fiere si svolgevano nei paesi dell'entroterra aspromontano gli zingari partivano tutti, e affittavano stanze per pernottare nel paese un'intera settimana. Sono questi i ricordi che vivono nel cuore dei bovalinesi. Nardo “lo zingaro ricco”, il capo, che ancora oggi, imboccando lo svincolo della statale 106, sembra quasi di vedere seduto davanti alla porta di casa. I suoi figli, Cosimo e Benedetto, si sono trasferiti al nord per lavoro. Cesare e Francesco seguono malamente le sue orme, mancanti come sono di classe, smalto, arguzia. Cola si sospetta tratti con la droga. Cola entra ed esce dalla galera, infastidisce i concittadini con continui furti, cambia grosse auto, conduce una inspiegabile vita agiata. Anche nel vestire è esigente: predilige i colori accesi, non è raro ritrovarselo davanti in pantaloni rossi e vistose camice a quadri. E dopo l'ultima “visita” in carcere ottiene gli arresti domiciliari, poi la notifica della sorveglianza speciale, il permesso di lavoro alla Limina. Ma, nella sua ricerca del benessere facile, Cola trova anche la morte. Una morte triste, solitaria, in cui l'ultima cosa che sente è il frastuono dei colpi di fucile. Non il dolore delle ferite ma l'odore del sangue caldo, e della terra, gli stringe il cuore. Quella terra che suo padre respirava al galoppo sui cavalli, ora lo accoglie e lo accarezza. Cola, figlio del Capo, avrebbe potuto essere diverso dagli altri zingari, ma un cuore nato libero, tanto da ritenersi al di sopra delle regole, è di difficile gestione persino per un padre. LEOCOS UOVA DI PASQUA AI BAMBINI RICOVERATI IN OSPEDALE Proseguono le iniziative di solidarietà promosse dall'associazione LEOCOS, in prima linea nel portare avanti progetti dedicati a grandi e piccini. I bambini ricoverati nel reparto di pediatria dell'ospedale di Locri, riceveranno in questi giorni la visita dei volontari che per ottenere un sorriso in cambio di un uovo di Pasqua porteranno gli auguri per le ormai prossime festività. L’invito Ai 42 sindaci della Locride “Le intimidazioni contro la collega Maria Teresa Lanzetta non possono lasciare indifferenti i sindaci della Locride. Occorre una reazione composta, seria, determinata. Per questo motivo ho deciso di convocare il comitato dei sindaci allargato a tutti i 42 colleghi della Locride a Monasterace per mercoledì, 10 aprile, alle ore 10,30. E’ questo l’invito rivolto da Ilario Ammendolia al Presidente della Provincia, al presidente Scopelliti, al sindaco di Rosarno, ai sindaci di Guardavalle, Badolato, Santa Caterina e Sant'Andrea. DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 13 LA COPERTINA Bossi, e ancora, Boso, Borghezio, Speroni, Maroni, Reguzzoni, Salvini, Castellazzi e Calderoli per un trentennio hanno detrminato l’arretramento culturale ed economico del paese. Con loro cessa il potere dell’ignoranza da bar Bossi lascia La fine di un mostro La tribù dei Maranza GIOACCHINO CRIACO B ossi abdica, dopo la scoperta che i soldi del partito servivano a far vivere nell’agiatezza il cerchio magico costruito intorno alla famiglia del leader. E che le cose non fossero limpide lo si era capito da tante cose. Per comprendere che non c’era “trippa per gatti” sarebbe bastato guardare dentro tante vicende economiche oscure, emblematica era la storia dei dodicimila miliardi di vecchie lire spesi per Malpensa, con due aeroporti esistenti a pochi chilometri: Orio al Serio e Linate. Chissà se i riti celtici prevedano i riti pasquali. Sarebbe bello se così fosse, così i leghisti potrebbero festeggiare quella che per loro è una Pasqua di resurrezione. Bossi e la sacra famiglia nordista sono tornati alla vita, hanno lasciato i sepolcri e si sono mischiati ai vivi, scoprendo quanto i loro loculi fossero sepolture imbiancate e quanto essi stessi fossero uguali agli umani italioti. Come tutti, come sempre, diceva un tempo il duro Tonino, Di Pietro. E in fondo una sorpresa non lo è per molti che la lega fosse né più né meno mediamente ladra come il resto dei partiti che formano l’arco costituzionale italiano. La sorpresa, per tanti, è stata la durata della lega. Nessuno avrebbe potuto prevedere che gente dello spessore di Boso, Borghezio, Castellazzi, Calderoli, Speroni, Maroni, Reguzzoni, Salvini avesse potuto imperversare in Italia per un trentennio determinando l’arretramento culturale ed economico del paese, ora sotto gli occhi di tutti. Difatti è un mistero come gente il cui posto naturale sarebbe il tavolino di un bar di una valle sperduta a giocarsela a carte per il titolo del re del ramino, sia riuscita a entrare in politica, nei comuni, Il destino dell’Italia determinato da una sette che con il Settentrionalismo ha stoppato lo sviluppo nazionale nelle province, nelle regioni. Gente come Castelli e Calderoli, nei ministeri? No, per forza ci deve essere stata una regia dietro. Un potere enorme e spiritoso, che non solo voleva distruggere l’Italia ma voleva anche divertirsi. E si deve essere sbellicato di risate a vederci presi a calci in culo per trent’anni da personaggi che nel meridione trovi seduti in qualunque bar di paese a giocarsi l’aperitivo a tresette o alla briscola a chiamata. La lega, in realtà, ha dato l’esatta misura della grandez- Sfrattate i leghisti PASCAL CHARMOT rattateli come i platiesi. Buttateli fuori di casa. Lasciateli sulla strada con un po’ di stracci in mano. Mandategli i Cacciatori elitrasportati di Vibo Valentia, facendoli arrivare in padania col favore delle tenebre e piazzandoglieli nel salotto sopra il tappeto buono muniti di scarponi infangati d’ordinanza. Fategli assaggiare il rigore della legge italiana a questi barbari del nord e mostrategli cosa si prova a ritrovarsi in casa all’alba la benemerita. Permetteteci per una volta di essere truci e di mollare per un giorno il garantismo peloso che ci connota negativamente. Per ventiquat- T tro ore ci comporteremo da padani e chiederemo leggi durissime, i celti ci massacrano d’improperi da trent’anni e per quanto il nostro animo sia gentile un momento di sfogo è d’obbligo. Quindi prendetegli tutto, senza andare tanto per il sottile, a quelli del cerchio magico. Toglietegli ogni soldone sottratto al belpaese, mandate il loro figli a dormire in stazione come di solito si fa con i mafiosi calabresi. E per la legge del contrappasso, ripristinate il soggiorno obbligato e portateci in terronia i vertici della lega, magari ci contageranno e un giorno potrà nascere la lega del sud. DOMENICA za del paese, che si è scoperto una terra per maranza, bulli padani con gusto politico pari al gusto per le camice a quadrettoni grandi verdi che indossano. I maranza padani tenevano famiglia come i truzzi della migliore tradizione napoletana e i tamarri che girano per le strade meridionali. Si, mica può essere un caso che i leghisti se li sia veramente scelti la gente, perché se il trenta % dei nordici dovesse assomigliare a chi li ha rappresentati per tanto tempo, sarebbero veramente messi mali. Certo che non può essere così, i nordici sono bella gente e i bassi istinti leghisti sono un fenomeno fuorviante. Del resto nemmeno gli italiani sarebbero messi bene se la loro immagine fosse speculare a un altro maranza eccellente, il Berlusca altro drago del Giambellino dal sangue padano che ha allietato un ventennio di dolce vita nazionale. No, dobbiamo dircelo che non assomigliamo a chi ci rappresenta, mica ci sentiamo simili al Bersani dalle maniche della camicia arrotolate, al Tonino nazionale, al Rutelli, allo Scilipoti o alla Fornero. C’è qualche potere immenso che si diverte a umiliarci, questo dobbiamo dirci, che quello che si vede è tutto falso, una montatura tragicomica. Dobbiamo dirlo per salvarci. Altrimenti dovremmo ammetterlo che siamo una grande, immensa, tribù dei Maranza. 18 MARZO 2012 LA RIVIERA 14 DOMENICA 8 APRILE 2012 II Vetrine Grandi vini reggini LA PROVINCIA AL VINITALY PI Nel padiglione 7b del Vinitaly di Verona, insieme alla Calabria e ad altre regioni del sud e del centro Italia, la provincia di Reggio Calabria ha spiccato in originalità, in qualità dei vini proposti e soprattutto per il ricco calendario di eventi: seminari, convegni, talk-show, degustazioni guidate L’enologia di qualità per un ritorno alla Magna Grecia eggio Calabria, provincia enoica. Dal tirreno allo jonio: ritorno alla Magna Grecia” è il brand con il quale la provincia di Reggio Calabria ha intrapreso il progetto di valorizzazione dei vini di qualità, a partire dalla partecipazione alla 46° edizione del Vinitaly, la più grande kermesse internazionale del mondo del vino. Nel padiglione 7b, insieme alla Calabria e ad altre regioni del sud e del centro Italia, la provincia di Reggio Calabria ha spiccato in originalità, in qualità dei vini proposti e soprattutto per il ricco calendario di eventi: seminari, convegni, talk-show, degustazioni guidate. E ancora: la presentazione della guida vini “Reggio Calabria, provincia enoica”, la presentazione del libro “Corsa alla Terra” alla presenza dell’autore ovvero Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura al parlamento europeo, la partecipazione di importanti personalità del mondo del vino tra i quali il famoso giornalista Eric J. Lyman alla ricerca dei “vini unici” il quale ha apprezzato il paesaggio “R ed i vini dei terrazzamenti della Costa Viola e i passiti Greco di Bianco e Mantonico, il noto professore Fausto Cantarelli il quale ha definito i vini reggini come “i vini che mordono e varcano la dieta mediterranea”, il sommelier Sandro Sangiorgi (tra i fondatori di Slow Food e da molti definito l’erede di Veronelli) che si è soffermato a lungo per conoscere ed “esplorare” le caratteristiche dei vini di Palizzi, Giovanni Pugliese export manager dell’Enoteca Italiana che ha apprezzato, tra gli altri, i vini provenienti dal pianoro fossilifero di Arghillà, la giornalista del “Gambero Rosso” che si è intrattenuta proficuamente con le numerose “donne del vino” presenti presso gli stands della provincia, Giuseppe Gaglioti presidente della camera di commercio di Cosenza che ha visitato gli spazi reggini complimentandosi per l’originalità dell’iniziativa e per il fitto calendario di eventi proposti dichiarando di voler intraprendere una fattiva collaborare con l’assessore Rao. E anche i numeri confermano il successo dell’iniziativa, fortemente voluta dal presidente Giuseppe Raffa e dall’assessore all’agricoltura Gaetano Rao ed apprezzatissima sia dalle aziende partecipanti sia dai “colleghi” delle altre province e regioni: 160 mq e lo spazio eventi “Agorà”, 15 aziende vitivinicole, 2 strade del vino (l’”Ecostrada del vino e dei sapori della Costa Viola” e la “Strada dei vini e dei sapori della Locride”), 50 etichette al banco di assaggio, 10 tra talk-show, seminari, convegni e degustazioni guidate, 20 tra relatori, esperti del settore, giornalisti della stampa specializzata, 15 tra enti ed istituzioni in partnership. E a Gaetano Rao, chiediamo quali sono le motivazioni del successo di “Reggio Calabria, provincia enoica” alla 46^ edizione del Vinitaly. “Probabilmente alla base della ottima riuscita dell’evento vi sono la cura dei particolari, il coinvolgimento sin dall’inizio dei produttori e delle associazioni di categoria, la programmazione intrapresa già da novembre e l’avere usufruito dell’attività di professionisti di altissima caratura. Ma sia chiaro che il successo è anche merito della grande professionalità delle aziende vitivinicole reggine che hanno parte- DOMENICA 8 APRILE 2012 LA PROVINCIA ENOICA EVENTI E DEGUSTAZIONI GUIDATE Un “blend” vincente umerose partnership e collaborazioni N nazionali (Città del vino, Movimento turismo del vino, CERVIM, Regione Siciliana, QUI ACCANTO i protagonisti reggini al vinitaly 2102. SOPRA il momento della presentazione dell’importante iniziativa da parte dei vertici istituzionali cipato all’evento, le quali hanno dimostrato di essere in grado, con le loro produzioni, di competere con chiunque. Ed i risultati concreti a detta degli stessi partecipanti e di tutti coloro che hanno vissuto gli intensi giorni del Vinitaly sono evidenti”. Il progetto “Reggio Calabria enoica” è partito prima ancora del Vinitaly e a più riprese lei ha dichiarato che continuerà. In che senso ? “Il progetto fa parte di un più ampio programma di marketing territoriale condiviso dalla giunta, consci che il vino sia l’emblema dell’enogastronomia e del territorio. Abbiamo realizzato un incontro proficuo con la Camera di commercio italo-germanica, prossimamente ne realizzeremo uno con la camera di Commercio italo-canadese, diffonderemo la guida dei vini della provincia già presentata la Vinitaly, proseguiremo con altre iniziative a favore delle imprese vitivinicole orientate all’esportazione ed alla promozione del paniere “prodotto-territorio”; da imprenditore ritengo sia fondamentale contribuire all’incontro tra domanda ed offerta e al contempo che sia necessario stimolare i flussi turistici. Infatti è stato un Vinitaly improntato sui servizi per le aziende e non solo pura vetrina: l’incontro con i buyers, i seminari tematici, le degustazioni guidate e i banchi di assaggio, i talk-show ed i convegni hanno dimostrato come sia possibile essere attivi, originali ed attrattivi in un contesto eterogeneo e vasto come quello veronese”. Avete puntato molto sulla comunicazione integrata e sulla promozione anche nazionale oltre che regionale e locale, offrendo grande visibilità al settore, con quali risultati ? “In realtà avremmo voluto fare ancora di più per il marchio “Reggio Calabria, provincia enoica” ma le risorse limitate ci hanno costretto a selezionare con cura ma con ottimi risultati in termini di ritorno mediatico e soprattutto in termini di interesse reale da parte del mondo del vino e di incontri proficui con le cantine. Ma la cosa importante è che ad essere promozionato è stato l’intero territorio oltre che le aziende partecipanti al progetto ed indirettamente tutta la filiera vitivinicola provinciale ed il comparto del turismo enogastronomico e rurale”. Interprofessional Network, Associazione Economisti di Impresa, SIEA, Accademia alimentare italiana, Vinidea, ecc.) hanno consentito di costruire un ricco calendario di eventi presso lo spazio “Agorà” dello stand della provincia reggina. Grazie al banco d’assaggio, al desk-giornalisti di Calabria Economia ed alla regia televisiva di Vinitalia.tv si è riusciti ad animare l’intero padiglione e a proporre in diretta quanto accadeva su Laprimapagina.it e sulla stampa on-line in genere sia regionale che specialistica. Chiediamo all’agronomo ed assaggiatore ONAV Rosario Previtera, coordinatore di “Reggio Calabria, provincia enoica”, quali sono stati i momenti salienti della manifestazione. “Il mix tra convegni, talkshow e seminari unitamente alle degustazioni guidate, ha consentito di tenere sempre viva l’attenzione sugli stand delle aziende reggine e sulla provincia di Reggio Calabria in genere, il cui spazio è stato visitato da personaggi autorevoli oltre che da importanti imprenditori vitivinicoli calabresi. Interessanti e molto apprezzati sono stati i seminari su “Vendere il vino all’estero: aspetti fiscali e doganali” e su “Marketing del vino e preparazione all’incontro con i buyers”. Grande interesse da parte dei giornalisti e del pubblico in genere hanno destato sia l’inaugurazione con la presentazione della Guida vini “Reggio Calabria, provincia enoica” sia la presentazione del libro di Paolo De Castro “Corsa alla Terra”. Non meno partecipati sono risultati i due talk-show tematici: “Turismo del vino, paesaggio e qualità: il trittico per lo sviluppo” e “Internazionalizzazione e mercati del futuro per il vino”. Ha riscosso inoltre grande successo il provocatorio convegno “Calabrese e Nero D’Avola: autoctoni fratelli o gemelli ?” che si è tradotto in un amichevole “match” culturale tra calabresi e siciliani e nella presentazione in anteprima nazionale di alcuni vini da Nero D’Avola in purezza: un esclusivo bianco, uno spumante, un passito ed un rosso a marchio geografico regionale. Infine le degustazioni guidate hanno consentito di avvicinare sia i produttori che il pubblico alla didattica del vino ed corretto approccio al “bicchiere”. Sono stati degustati il primo giorno i vini dello jonio reggino: i Palizzi IGT di Pichilli (“Prastico” e “Kalò”) e di Altomonte (“Suggianzi” e “Rosso di Palizzi”). Poi, il secondo giorno è stata la volta dei vini del tirreno reggino: l’IGT Costa Viola “Armacìa, il vino dei terrazzamenti” della Coop. Enopolis Costa Viola e gli IGT Calabria, prodotti ad Arghillà della cantina Zagarella: “Alfieribianco”, “Alfierinero”, “Terragrande”. E’ andato anche in degustazione un innovativo vino rosso sperimentale prodotto dagli allievi della scuola agraria “G. Ferraris” di Palmi denominato “Suavitas”ed esposto nell’ambito di un progetto specifico presso lo stand del Ministero dell’agricoltura. Ed infine, il terzo giorno, è avvenuta la degustazione guidata di una selezione dei vini Greco di Bianco e Mantonico, che ha riscosso grande apprezzamento ed ha visto tra i partecipanti anche il giornalista Eric J. Lyman. Una tematica interessante quella della degustazione guidata che valorizza il rapporto vino-territorio che ci ha consentito di essere ospiti nel padiglione della Regione Veneto – Consorzio del Bardolino DOC per una diretta televisiva del 26 marzo (disponibile su www.veronaoggi.tv ) la quale ci ha dato la possibilità di promuovere i vini ed il territorio provinciali: un territorio, quello di Enotria “terra del vino”, dal quale la cultura enoica si è diffusa ovunque”. III DOMENICA 8 APRILE 2012 IV LA PROVINCIA AL VINITALY LE AZIENDE PRESENTI ALL’EDIZIONE 2012 La parola ai protagonisti rande soddisfazione per le numerose aziende partecipanti alla 46^ edizione di Vinitaly con il progetto “Reggio Calabria, provincia enoica”. A sentirne i protagonisti, tutti risultano entusiasti per l’organizzazione, il coordinamento, i servizi, gli eventi e gli spazi offerti. Il direttore tecnico della coop. Enopolis Costa Viola, l’agronomo Giuseppe Beldono sostiene “che Vinitaly è una vetrina importante ma è stato soprattutto, grazie alla provincia un momento di confronto e di incontro soprattutto col mercato. Gli eventi ed i servizi offerti dalla Provincia, sono risultati interessantissimi, formativi ed proficui in un contesto orientato al business”. Maricle Zagarella ed il fratello Giovanni dell’omonima azienda, tornano da Verona soddisfatti dalle degustazioni guidate e di quanto ottenuto in termini di incontri BtoB: “uno stimolo in più per proseguire nel raggiungimento dell’obiettivo aziendale di produrre alta qualità, quale risultato sinergico del lavoro della natura con quello dell’uomo nel rispetto reciproco”. Anche le altre “donne del vino” del vino di “Sisters & Sisters” Angela e Vittoria Versace, Antonia e Domenica Scordo le giovani conduttrici dell’azienda vitivinicola Pichilli, sono soddisfatte di una quattro giorni intensa e “viva” e di aver potuto incontrare, col fondatore Nino Pichilli ed il loro mentore Maurizio Fiumanò, sia potenziali acquirenti, sia clienti che buyers e giornalisti specializzati, ma anche personaggi importanti e significativi come il sommelier Sandro Sangiorgi che ha apprezzato il loro famoso “vino di Palizzi” e la filosofia aziendale che le accompagna. E sempre da Palizzi il giovane Antonino Altomonte insieme a Nino Inuso, racconta che anche grazie al Vinitaly ed alle degustazioni guidate ha potuto trasmettere e divulgare uno dei propri obiettivi primari e cioè “quello di valorizzare gli ecotipi locali dei vitigni storici di Palizzi a partire dagli innesti provenienti dalle secolari vigne madri”. Cosimo Canturi rappresenta le dieci aziende produttrici del DOC Greco di Bianco e del Mantonico passito - IGT Locride riunite nell’Associazione “Megale Hellas”, tutte presenti al grande e visitatissimo spazio messo a disposizione per questa DOC di eccellenza, proprio accanto al colorato stand dedicato alle due Strade del vino della provincia. Canturi, egli stesso produttore, sostiene che “lo scopo principale dell’associazione è quello di favorire l’affermazione definitiva sui mercati nazionali ed esteri dei nostri pregiati vini, apprezzati in tutto il mondo. Questa edizione del Vinitaly è stato certamente un ottimo inizio in tal senso ed ha consentito ancora di più di far apprezzare i nostri vini e le nostre aziende al grande pubblico ed ai ristoratori. Inoltre questa bella esperienza, grazie all’assessorato provincia all’agricoltura, ci ha consentito di testare per la prima volta concretamente in occasione di un evento importante, la grande sinergia esistente tra i produttori associati”. G PI DOMENICA 11 MARZO 2012 LA RIVIERA 19 La www.larivieraonline.com gerenza [email protected] [email protected] Tel 0964/383478 la Riviera COLLABORATORI Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Direttore Editoriale E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, DOMENICO M ACRÌ, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO, A NTONELLA I TALIANO Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Ruggero Brizzi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Marco Andronaco, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino, Giovanna Mangano. Lettere, note e schermaglie La via Crucis è la storia della Locride di oggi GIANNI CARTERI “Era gente fiera quella di Africo, gelosa, alquanto selvatica. E poco propensa a fare amicizia con il forestiero dal quale temeva equivoci ed inganni, o, al massimo, licenza e malcostume. Gli piaceva oziare alla gente lassù... Quelli di Africo affrontavano la legge a viso aperto e si ribellavano come un solo uomo, appena ritenevano che la misura fosse colma anche se l'ingiustizia patita era a danno solo di essi”. Sono parole tratte da “Scomparsa di Africo” di Raoul Maria De Angelis, alle quali istintivamente penso quando arrivo, accompagnato da mio figlio Francesco, nell'odierna Africo Nuovo, il paese di Giuseppe Morabito “tiradditto” e dei tanti giovani operai e studenti che negli anni settanta lottarono come leoni per la nascita del nuovo paese che oggi sorge nei pressi di capo Bruzzano, dove sbarcarono i primi coloni greci alla ricerca di terre nuove e cieli nuovi. Giorno del Venerdì Santo, fra poco arriva Padre Giancarlo Bregantini, sotto un sole spavaldamente arrogante, per inaugurare la Nuova Via Crucis ed il nuovo Calvario, posto su una collina che sovrasta uno dei paesi più tormentati della Locride da faide che sembra non abbiano mai fine. I banchi della chiesa sono tutti occupati dalle donne africesi, moltissime delle quali listate a lutto con il capo coperto da un elegante velo nero: una scena che non vedevo da almeno quarant'anni. Cantano, in un'atmosfera di autentico e partecipato dolore popolare “Spiritu Santu meu, datami aiutu” detto anche “Leroggiu da Passioni”, l'orologio che scandisce le ventiquattrore della Passione di Cristo. E' bello, pur nella drammaticità del Venerdì Santo, sentire la triste melodia, imbevuta di ritmo e cadenza arabi, che le donne più anziane continuano a cantare in un silenzio irreale e con gli uomini all'impie di in fondo alla chiesa, pur essi sbigottiti e toccati dall'atmosfera che si è creata in questo lembo ai confini del mondo. Non è facile decifrare le parole strascicate ma mi soccorrono le pagine di Michele Furfaro e del maestro Natale Femia che nei due volumi “Benedittu lu Signori” hanno raccolto i canti religiosi popolari della Diocesi di LocriGerace . Sentite l'incipit: “Ora si parra di Diu, nu ver'amuri,/n'amuri veru e n'amuri perfettu/e quantu beni vorzi o peccatori/lu vorzi liberari di lu mpernu”. Appare molto provato Padre Giancarlo. Lo si legge in viso e nell'incedere stanco e lo si capisce bene quando inizia l'omelia al termine della Liturgia della Parola : “La Passione di Cristo- dice con voce ferma e affranta ad un tempo- non è un racconto di ieri ma è la storia dolorosa di oggi”. Concetto espresso anche nella Cattedrale di Locri alla Messa del Crisma del Giovedì Santo: “Tribolati ma non schiacciati: E' stata una Quaresima provata, segnata da grandi tentazioni ed evidenti prove, come il fuoco che purifica l'oro. Ci ha preoccupato l'aggressione alla vita, a tutta la vita, che vediamo spesso schiacciata e offesa. “In forme diverse ma tutte ugualmente feroci: omicidi, aborti, lotte tra fratelli. “Ciò non significa che vogliamo dare spazio ad un Dio che si vendica “continuava a ripetere alla gente di Africo il Vescovo. Il “mai senza l'altro” essenza del cammino sinodale, nella sua più intima pregnanza resta il simbolo più grande “per resistere agli attacchi del male, il rimedio più grande per l'unità e la solidarietà della Chiesa e della gente della Locride”. Il calarsi nella spiegazione della Passione ridà come per incanto smalto e vigore inaspettato a Padre Giancarlo, incantato dalla partecipazione corale del popolo africese. Indica i personaggi chiave della Via Crucis : Giuda, Pietro, Ponzio Pilato, il popolo, Maria, la dolcissima madre di Gesù. Inizia così la sua coinvolgente spiegazione proprio da Giuda, la figura evangelica sulla quale più si è sbizzarrita la fantasia di scrittori e cineasti, proprio perché rappresenta più di tutti le tante contraddizioni dell'esistenza dell'uomo. Ecco il passaggio dialettale delle donne africesi: “A li cincu uri Jesu già vidia/ ca giuda vanti a la turba s'affanna, /Giuda lu baciae a li Judea dicia: / Pigghjàti a chistu chi v'ajummostratu”. E proseguendo, ecco il dramma di Pietro, “l''amatu discipulu”, che parla a Gesù credendo di conoscere pienamente e presuntuosamente se stesso. Dice Bregantini: “Nessuno ha la vera idea di Dio se non ha conosciuto il Crocifisso”. E Pietro, dopo che ha rinnegato per tre volte il suo Maestro, incontra per alcuni secondi lo sguardo di Cristo”. Come non tornare al canto dialettale: “Canta lu gallu e Petru l'ha negatu,/canta lu gallu e Petru s'avvidia, /cercàu perdunu di lu so peccatu/a li so' occji ddu' funtani avia”. La Chiesa di Africo si riempie ancora, molti sono all'impiedi incantati dalle parole di Bregantini che tratteggia la figura di Pilato chiedendosi e chiedendo ai presenti che cosa c'è in noi di Pilato, che cosa ci impedisce di essere liberi, quali sono le nostre paure, le maschere che portiamo tra la gente, spesso calpestando gli altri pere l'apparenza, per il buon giudizio della gente che ci circonda. Ecco i versi della Passione popolare a tal riguardo: “Pilatu s'affacciau goià a lu barconi/e nci mmostrà'a lupopulu: “Ecce Homu”/...Ha perzu di la faccia lu decoru/ora chi vinni a 'sta grandi mpotenza, /Eternu Patri, chist'è lu to'Figghjolu,/fu rimbuttatu a tanta penitenza”. E come non ritrovarci negli insulti, nelle bestemmie del popolo inferocito verso Gesù, quel popolo spesso beneficato dal Maestro e che indifferente dopo aver gridato “crucifige” se ne va per la sua strada. La gente pensa tra sé e sé: si era proclamato Figlio di Dio; se è veramente figlio di Dio, scenda dalla Croce. Ancora una volta, evidenzia Padre Giancarlo, “di fronte al Crocifisso ogni uomo rivela se stesso, manifesta la sua mediocrità, la sua meschinità”. Ed eccoci infine alla scena di Maria sotto la Croce. Come scriveva San Josemaria Escrivà nella sua bellissima “Via Crucis” , la Madre Nostra dall'annuncio dell'Angelo fino alla sua agonia ai piedi della Croce- non ha avuto altro cuore né altra vita che quella di Gesù: “Padre Giancarlo si ferma pensieroso per alcuni attimi, totalmente immerso nei dolori, nelle pene e negli affanni che accompagnano il Cristo, e poi riprende: “Maria ha dato se stessa a Dio e a Gesù. Nel momento che Gesù è crocifisso e glorificato nella Croce, riceve la definitiva consacrazione del suo sì. Ella soffre vedendo il suo Figlio, non più suo, nelle fameliche mani degli uomini, ucciso dagli uomini per loro amore”. Ci soccorrono ancora le parole della pietà popolare africese: “Guardamu l'afflizioni di Maria,/Matri Maria rrestà'scuntenta e sula,/guarda la Cruci e spirari volia,/vidi a so' figghju, sonà'vintum'ura”. Molto toccante il bacio della Croce con Bregantini seduto ai piedi dell'altare con in mano il Crocifisso che la gente ordinatamente va ad accarezzare o baciare. Mentre mi avvicino per baciare il Cristo il mio sguardo incrocia quello del Vescovo e mi ricordo delle parole che mi aveva scritto qualche giorno prima: “La Via Crucis continua, ma presto sarà Pasqua per la nostra terra”. Con queste parole di grande speranza lascio Africo facendo mie le ultime implorazioni delle donne di Africo: “Cu' ama lu Signori veru e giustu/lu Paradisu lu pigghia di pettu,/cu cadi 'mpeccatu mortali no' n'è giustu, /ca chista cosa si sapi di certu”. Sono le parole di un popolo che oggi in parte ha smarrito la sua antica identità , dopo che - come amava ripetere Don Giovanni Stilo- “ di generazione in generazione, ha vissuto per decenni , per secoli , aggrappata alla famiglia , alla zolla di terra , alla montagna. “ La modernità e le improvvise ricchezze, inseguite con ogni mezzo , hanno stravolto il volto degli africoti e di tanta parte della società calabrese . Non sarà facile vincere il male con il bene anche perchè , come il principe Tommasi di Lampedusa scriveva nel suo Gattopardo “il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare. “ Politica: anno zero o Jurassic park? ELPIDOS Lo dicono gli economisti, i sociologi, gli storici, i filosofi ed i teologi, gli anni che stiamo attraversando rappresentano l'anno zero della nostra società e della vita di ogni essere umano. Si afferma, infatti, in maniera univoca o quasi, che trascorso questo periodo, nulla e niente sarà come prima. Il problema è proprio quel “quasi”. Si, perchè, in questa evidente quanto imprescindibile situazione di cambiamento e stravolgimento sociale ed economico, nulla si sa del pensiero dei politici e della politica, di cosa pensano e di cosa faranno. Sarà anno zero anche per la politica o , come in un modo incantato e disilluso, la politica sarà ancora la “zona franca” o l'oasi di riproduzione di un moderno “Jurassic Park”, per soliti noti e vecchi poteri? Con questo epocale interrogativo si avvicinano le elezioni amministrative di primavera che vedranno impegnati numerosi centri della nostra Provincia. La politica saprà finalmente cogliere la necessità del cambiamento e della mutazione sociale in atto e, così, facendo saprà riappropriarsi della logica democratica della rappresentanza della società e delle sue prospettive? I nostri politici prenderanno atto di tale necessità, consacrando finalmente il tanto auspicato ricambio generazionale e di idee - più volte promesso, ma mai coraggiosamente e concretamente attuato - sul presupposto che questo è più adatto ai cambiamenti storici ed epocali? Oppure continueranno a reincarnarsi nei soliti personaggi e solite ideologie che hanno, nel tempo, portato al radicarsi dei problemi della nostra società? Il dilemma sarà presto sciolto, nel frattempo, piace porre all'attenzione dei protagonisti elettori compresi - un pensiero: la storia ed i giovani camminano insieme! LA POESIA Mare Mare ti guardo so che oltre l'orizzonte la tua acqua azzurra lambisce ancora la terra una barca in lontananza si dirige verso un porto di Calabria e tu forestiero tocchi queste sponde nel tuo cuore la paura e la speranza Un uomo che non ha lo stesso colore della tua pelle ti tende la mano per te comincia una nuova vita nella mente hai ancora l'immagine del cielo stellano le palme della tua terra qui in terra di calabria trovi aranceti al posto dei dolci datteri. Ma la vita è sempre amara per te figlio di Agar pellegrino per le vie del mondo e io che ti incontro... e tu che mi inviti a comprare e tue collane colorate ti guardo e spero che i tuoi giorni si colorano di vita vera e tu possa trovare Pace e Amore Laura Impellizzieri L’AGOLO DI PARRELLO di Franco Parrello “Bambinella du mercatu” Un piccolo paese vicino Napoli. Una bambina di tre anni rimane orfana di entrambi i genitori. I vicini di casa l'aiutano, come sanno fare i cuori napoletani. Ha quasi quindici anni quando si reca al mercato a fare la spesa. Tutti, affettuosamente, la chiamano “A Bambinella du Mercatu”. Giovedì Santo, Maruzzella si reca al mercato a comprare i dolcetti, perché di lì a qualche giorno si festeggerà la Santa Pasqua. Conosce, tra le bancarelle, un giovane marinaio e se ne innamora perdutamente. Passano pochi mesi e Maruzzella è in attesa di una bambina, ma il marinaio è andato via, sembra svanito nel nulla; nessuno sa dove sia andato. Dopo qualche anno giunse in paese una notizia: “nu bastimentu” è scomparso in una notte di tempesta. Tutti commentano: “ E' proprio vero, chi nella vita fa del male, sicuramente un giorno pagherà.” DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 20 HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo. Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili. PUBBLICITÀ la Riviera Per richieste di pubblicità rivolgersi a: PI GRECO Comunication srl info 0964342679 G LI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA) DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. EDITORE - La Riviera S.r.l. Sede legale - Via dei Tigli, 27 - 89048 Siderno (RC) 0964383478 ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane RISPONDE il direttore KAPPADUE di RUGGERO CALVANO La vendetta, le tartarughe, il cane di Hitler La Capitaneria di Porto sequestra la barca ad un pescatore di frodo (pescava senza licenza) e il giornalista denuncia la spietata burocrazia della carta bollata annunciando pubblicamente quale sarà la vendetta del povero malcapitato: la prossima estate taglierà la testa alle tartarughe che verranno a deporre le uova sul litorale ionico reggino. Aspettiamoci dunque che i taglialegna abusivi ai quali la Forestale dovesse sequestrare la motosega, annuncino sul giornale che per vendetta bruceranno i boschi dell'Aspromonte o che i bracconieri, sorpresi a catturare ghiri con le tagliole, si mangeranno vivi pure i pulcini di rondine. Anche qui, naturalmente, “per vendetta”. Perché un Calabrese che non si vendica corre il rischio di essere scambiato per una persona troppo mite e quindi, con qualcosa bisogna pure sfogarsi per il presunto torto subìto. Fosse anche la testa di una incolpevole tartaruga. Pur comprendendo il particolare stato di necessità in cui si trova, crediamo che sarebbe stato più giusto consigliare al pescatore che medita atroci e ancor più illegali decapitazioni, di mettersi a posto con la licenza e di continuare a pescare (nessuno glielo impedirebbe) come fanno tutti i pescatori onesti. Lasciando in pace le tartarughe, che con questa triste storia di sequestri e carte bollate, non c'entrano proprio niente. Pino Paolillo WWF Calabria Il dr. Pino Paolinno, che pure dà segno di capacità ironica, non ha afferrato la luminosa ironia dell’angelo custode de “la Riviera”. Il quale, per la miseria, consigliando al pescatore di frodo di nutrirsi di qualche testata mozzata di tarturuga, lo condanna a morire di digiuno. Ma non era che una metafora. Che cosa direbbe il dr. Pino Paolillo se io qui affermassi che, dopo i tagli del governo Monti, i pensionati potranno assecondare il loro bisogno di carne, mangiando lucertole e serpenti? I quali, salva la generosa bontà di San Francesco, sono velenosi. Non ci sarà nessun massacro di tartarughe. Per paradosso il nostro angelo con ali, velluate di bontà crisiana, ha voluto porre un problema che il dr. Pino Paolillo tende a ignorare, vestendo i panni di Tarzan, da me, peraltro ammirato: che il diritto alla vita viene prima di ogni altro diritto. Chi ha fame, può rubare. E questo è riconosciuto anche dal diritto penale. Ma il dr. Pino Paolillo, interessato esclusivamente al linguaggio animale, dà l'idea di non capire più il linguaggio umano e neanche la lingua che scrive. Lo stato di necessità è senza alternative. Il nostro angelo custode - che angelo sarebbe altrimenti?- il quale, diversamente dal dr. Pino Paolillo, ama più gli esseri umani che gli animali, e, perciò intende la loro lingua, non poteva dare al suo Frafrà il flautato consiglio del Pesidente WWF. Anche perché ricorda dove condusse l'amore esclusivo di Hitler per il suo cane. Ritratti * di Diego Cataldo PASQUINO CRUPI Critico letterario e giornalista. Autore della monumentale Storia della letteratura calabrese e di saggi, tutti pervasi da fbra meridionalista. Meridionalista nello spirito e nei fatti, ha raccontato e racconta la Calabria con audacia e originalità. Già apprezzato Rettore dell'Università per Stranieri di Reggio Calabria, è ora direttore attento e perspicace de “La Riviera”. Giustifico questo ritratto, da lui non voluto, con il fatto che a Pasqua ricorre il suo onomastico, ed è a questo modo che la redazione gli fa gli auguri.. Vendesi Bar Caffetteria sito a Roccella J. in via Roma info: 3683630731 NON COMMETTERE L’ERRORE DI CONFONDERE LA LOPA CON LA LUPA Stanno piazzando in ogni balzo un anemometro elettronico, un affarino che serve a misurare il vento. Ai piani della Lopa hanno fatto centro e già i moderni mugnai si strofinano le mani. I maghi del vento si muovono veloci e non è difficile prevedere che a breve molte cime saranno coronate da pale eoliche. E io, nonostante le mie capacità profetiche, non posso dirvi dove i mostri sorgeranno. Posso, però, con assoluta certezza indicarvi i luoghi in cui le pale d'acciaio non fenderanno l'aria. Non ci saranno a Scapparrone, sul monte di Giove e sulla torre di Montalto. Sulla Lopa il gioco è stato facile e lo sarà in tanti altri posti in cui ci saranno sindaci vogliosi di rimpinguare i bilanci comunali, imprenditorucoli smaniosi di mobilitare gli appalti e vili calabresi che per bisogno o per paura chineranno come sempre il capo. Ma la Lopa non è la Lupa e la vocale diversa non rappresenta una differenza di poco conto. La lopa è un lupo imbastardito, diventato cane da padrone. Il lupo resta tale, libero da catene e da bisogni per cui svendersi. La Calabria è sempre più abitata da lopi, ma benché pochi i lupi continuano a esistere, per questo il vento non sarà mai ammaestrato nel cuore dell'Aspromonte. Lo sarà purtroppo in tanti altri posti ammansiti dalla disoccupazione, dalla politica, dal regresso culturale, dalla depressione economica, dal tradimento mafioso che hanno fatto di questa terra un posto da svendere. Tutto si cede per un vantaggio che è piccolo o grande a seconda del potere contrattuale dei singoli o dei gruppi. Anche il vento daremo via come ogni briciolo della nostra dignità buttata al vento. Dappertutto lo farete, tranne che nella valle del vento in cui lo Zefiro ci scorre dalla notte dei tempi e non si farà certo imbrigliare da qualche elica o da un po' di colla per topi. Tutto è vendibile in Calabria tranne un certo vento che non si lascerà mai comprare, e tranne certi lupi che bisognerà ammazzare per farli trasformare in lopi. Voi cagnolini da passeggio rinuncerete anche alla boria estiva per un gelato che si squaglierà in un attimo sotto il nostro potente sole, fino a quando non vi venderete anche quello. E io non cambierò il destino dei vili, anticipo solo la loro ignominia. Cosa volete fare, arrestarmi? Sono già in una colonia penale e per venire ad ammazzarmi è troppa la strada che dovreste fare, col rischio di imbattervi in un calabrese ancora lupo. SIDERNO: APPELLO DEL PLESSO LAMIA a solidarietà è nei nostri progetti. Il Plesso Lamia con i progetti extracurriculari “Riciclando, creiamo” Scuola dell’infanzia e “Ambiente e territorio” Scuola Primaria avente come finalità la conoscenza e la protezione del nostro ambiente, attraverso il riciclaggio, con la raccolta dei tappi di plastica, contribuisce al sostegno dei progetti di approvvigionamento idrico nei Paesi poveri del terzo mondo. Partecipa anche tu a quest’iniziativa affinchè l’acqua non sia ancora un miraggio per alcuni paesi del mondo. L DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 21 ELEZIONI AMMINISTRATIVE Il caso allucinante di Ilario Ammendolia PALMI A avanza per decapitazione. La testa da far rotolare era quella di Ilario Ammendolìa, e adesso sembrano disposti a raccoglierla in lacrime i dirigenti provinciali del PD. Se le notizie in nostro possesso sono vere, pare che la segreteria provinciale s’appresti a “promulgare” una nota di solidarietà per Ilario Ammendolìa e di critica di Attilio Tucci. Ma Attilio Tucci doveva essere fermato quando, infrangendo ogni principio, cominciò a tramare contro Ilario Ammendolìa e, per abbatterlo, s’acconciava in lista per traslazione con il consigliere provinciale pidiellino Campisi, che egli aveva fieramente combattuto e non vinto nelle elezioni provinciali del 2011. Non lo ha fatto, non l’ha voluto fare. Siamo di fronte ad una resa senza neppure l’onore delle armi. Il Pd delle cime, non casualmente fatto da ex comunisti, che sono come le pizze alle quattro stagioni, non ama i sindaci con la testa fiera e alta, i sindaci i quali sanno che non si può essere meridionalisti senza essere garantisti, i sindaci che non si riparano sotto l’ombrello antimafia per non fare nulla e non essere accusati di nulla, e combattono serimente la mafia. Siccome è di parata la lotta antimafia del Pd, Ilario Ammendolìa rappresentava lo scandalo. Per questo è stato eliminato dai brontosauri del suo partito. Chiaro che non prevedessero il semifinale atto di ritiro dalla lista di Ilario Ammendolìa. Ma, comunque, s’erano già attrezzati ad affondarlo elettoralmente con una lista dove vanno a braccetto, come san Francesco e Madonna Povertà, il piddista Tucci, il pidiellino Campisi e i traformisti storici di Caulonia. Il trasformismo di centrosinisnistra si combina con il trasformismo di centrodestra. Roy Biasi inizia male il suo cammino di neocordinatore. Solo per un miracolo -ma Gesù è morto e non ci sentenel paese di Pasquale Cavallaro non ritorneranno a comandare i casati antichi, che di generazione in generazione hanno trasmesso le loro investiture di morte del progresso e della democrazia. Il prof. D’Attorre può consolarsi, leggendo intatta sui libri la coppia etica e politica. CIMINA lla rinuncia, detta noiosamente passo indietro, di I l a r i o Ammendolìa, ha fatto seguito il carnevale dell’ipocrisia, che ha trovato, purtroppo, tra i suoi massimi interpreti, chi ora guida la lista di “Unione democratica”, Ninni Riccio. Via la maschera. Ilario Ammendolìa va ringraziato per avere tolto Caulonia dalla mesta vita provinciale, balzandola alle luci della ribalta meridionale, e non già, come dice l’intronato candidato a sindaco di “Unione democratica”, per “l’alto senso di responsabilità” significato “di fronte alle divergenze che si erano create nella maggioranza”. Ciò che lo ha spinto a “fare un passo indietro e creare possibili alternative affinché questa maggioranza si presentasse ompatta a questa tornata elettorale”. Le possibili alternative non si creano a poche ore dalla presentazione della lista. Né passi indietro né passi avanti, perciò. La verità è che Ilario Ammendolìa è stato stritolato dai capi del Pd reggino, poiché sarebbe troppo pensare che a deciderlo a trarsi fuori sia stato il tradimento, all’ultima ora, d’un Cagliuso qualunque. La fossa sotto i piedi gli è stata scavata dai becchini del Pd provinciale nel cui cerchio funebre dobbiamo fare entrare per doveroso aggiornamento, Demetrio Naccari Carlizzi. Visto che Federica Roccisano, a lui devota, splende nella lista Insieme per Caulonia. E di passaggio vogliamo segnalare un’altra splendida presenza di rivoluzionario senza macchia e senza paura: quel Rullo Vincenzo che con le budela dell’ultimo prete voleva sgozare l’ultimo re, e ora si trova in compagnia degli uomini del Pdl. Han fatto finta i becchini d’essere neutrali e rispettosi dell’autonomia della sezione locale piddista, ma, in realtà, hanno lavorato per il logoramento della candidatura Ammendolìa, volgendo da subito gli occhi vogliosi verso Attilio Tucci, che non più assessore provinciale e non più consigliere non poteva tollerare l’dea d’un sindaco uscente e rientrante nella persona del combattivo presidente del Comitato dei Sindaci. Nel Pd, così come negli altri partiti, si SALVATORE BOEMI Se per lui, si sono affaticati inutilmente ad alzare l’età pensionabile, l’ex pm non va mai in pensione. I Palazzi sono il suo amore. Appartiene solo a sé stesso. SILVANA MORGANTE Sa di non poter vincere, ma impugna ugualmente l’ascia di guerra, tenendo fermi i principi del socialismo calabrese. Brava. FRANCESCO TRENTINELLA Scusandoci con il dir: non lo conosciamo. DOMENICO POLIFRONI Sindaco uscente. Da dipendente dell’Ufficio dell’impiego non ha impiegato nessuno. Da sindaco ha impiegato il tempo tessendo l’elogio del caciocavallo. GIUSEPPE FUDOLI Ci riprova Guseppe Fudoli, già sindaco di Ciminà nell’era antidiluviana. Le sue egregie imprese nessuno le ricorda. MARIO NESCI Tu sei la nostalgia, che fa piangere il cuore. Da 40 anni in Piemonte, ritorna al paese natìo. Per far piangere i compasani, se eletto? DOMENICO VERSACI L’avv. Domenico Versaci non lascia e tenta di raddoppiare, e trova avverso a lui il “consuocero” prof. Giuseppe Maviglia. Guerra in famiglia. AFRICO Caulonia al tempo del boia FRANCESCO CRIACO È’ il volto nuovo di questa campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale. Dovrebbe esser caro agli elettori e alle elettrici. ANTONIMINA DI PASQUINO CRUPI GIOVANNI BARONE Appartiene alla razza, ormai in estinzione, dei medici umanisti, intesi a curare anche le ferite della società. In atto, consigliere provinciale dell’Udc. GIUSEPPE MAVIGLIA Il prof. Giuseppe Maviglia torna alle armi, visto che di Africo è stato già sindaco: per due volte. Vuole triplicare per dimostrare che non c’è 2 senza 3. ANTONIO CONDELLI Una vecchia conoscenza. Di Antonimina è già stato sindaco e vicesindaco. Gli anni passano, ma lui non s’accorge. LUCIANO PELLE La nostra opera è sempre incompiuta. E giustamente per portarla a compimento si ricandida. Uscente. Rientrante? ANTONIO CONDEMI PLACANICA DALLA COPERTINA È un’acqua cheta adirittura un’acqua santa, ma ha dell’ostinazione questo ex sindaco. Persevera, avendogli qualcosa di diabicolico trasmesso il sindaco uscente. ROCCO M. CLEMENO Salute, o Satana, o ribellione, o forza vindice della ragione. Sacri a te salgano gl’incensi. E i voti? DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 22 DOMENICO MERCURI Avvocato, già sindaco e già comunista, guida una lista dove il fiele contro Ammendolìa ha raccolto destri e sinistri. Una questione di bile. GESUALDO COSTANTINO Già vicepresidente della Provincia, tra i suoi maggiori sostenitori annovera il sindaco uscente Peppe Iaria. Il che non è di buon auspicio. MELITO P.S. CAULONIA GIOVANNI RICCIO In zona Cesarini, prende il posto di Ilario Ammendolìa come candidato a sindaco. Tutto è contro di lui tranne che la coerenza e l’onestà politica. GIUSEPPE S. MINNITI Ha scalpitato per tutta la consiliatura. A furia di scalpitare, s’è fissato di essere un cavallo purosangue e tenta la scalata. Resteranno solo i nitriti? PORTIGLIOLA NICOLA ANDRIANÒ Il nuovo avanza con il volto pulito e intelliente di Andrianò storicamente fuori dalle combutte. In lista con lui una donna eccezionale: Rosanna Femia BIVONGI GROTTERIA SALVATORE LEONCINI Vincenzo Loiero era un re. Infatti, ha già destinato il suo erede per il regno di Grotteria. Perché andare alle urne? RAFFAELE MARIA LUPIS Conosce i vizi e le virtù della politica. Ed è da lungo tempo in campo. Testardo e volitivo. ROCCO LUGLIO Fa il commercialista a Guidonia Montecello (Roma). Dopo Maggio non viene Luglio. E neppure Panetta? PASQUALINO PANETTA Sindaco uscente, va alla riconquista del Comune al suono della tarantella, ballo millenario del popolo calabrese. Complimenti. ENZO RUSSO Persona garbata e qualificata, di retti pensieri, rientra nella lotta amministativa dopo 20 anni. Il mondo è cambiato. Ma non per questo deflette. IVAN LEOTTA Il programma è splendido. Ma è solo un programma. E da noi, come l’esperienza insegna, le parole sono sillabe, non pietre. Credito, in ogni caso. FELICE VALENTI Una vecchia volpe della vita amministrativa bivongese. Ha avuto tempo 20 anni per realizzare il “nuovo rinascimento”, e lo promette per maggio venturo. RIZZICONI GIUSEPPE DI GIORGIO Il paese chiama e lui ha risposto. E’ un pezzo importante della quaterna. Ma di sindaco ce n’è uno solo. RAFFAELE ANASTASI Già importante dirigente del PSI e già efficace sindaco, il favore popolare non gli può mancare. È uomo di grande esperienza politica. L’ora del gloria scoppia in anticipo a Palmi Arriva il Salvatore stampigliato L'ora del gloria a Palmi è scoppiata prima della domenica di Pasqua quando dalla tomba si leva il Salvatore. Infatti, nella città di Domenico Antonio Cardone e di Leonida Rèpaci, le campane hanno suonato a stormo nel solare mattino del 3 aprile quando, stampigliato sulla scheda elettorale, libero dalla croce della Sua, dove non si scontano peccati, è apparso un altro Salvatore del quale oltre i prodigi futuri s'annuncia la resurrezione dal mondo mesto dei delitti e delle pene. Quello di Nazareth invitava a non giudicare se non si voleva essere giudicati, questi di Palmi, poiché tale l'ufficio del Pm, ha viceversa giudicato sempre. Non sappiamo se si tratta del principio dantesco del contraccambio e se lo stesso Boemi lo abbia pensato. Ma sta di fatto che il giudice che ha giudicato sarà giudicato, e con il tribunale del popolo non si scherza. A meno che il Salvatore e i suoi propugnatori di sinistra giustizialista non ritengano che dalle urne di maggio usciranno non voti, ma ovazioni. E, se il contrario, vorrà dire che a Palmi avrà vinto la mafia, essendo chiaro che il magistrato ex è la legge e chi è contro di lui è contro la legge. Il dr. Giovanni Barone, persona squisita e pulita, candidato a sindaco del centrodestra sotto le bandiere dell'Udc, è avvisato. Così come sono avvisati gli altri candidati a sindaco: la sempre sfolgorante Silvana Morgante e Franco Trentinella. Palmi aveva già fatto un passo falso contro la sua storia, contro i suoi Magni Spiriti, contro l'autonomia della politica con la candidatura e quindi la vittoria dell'ex questore Ennio Gaudio. Un commissario al Comune. E quando mai, al di là del valore personale di Ennio Gaudio? Non solo un altro passo falso, ma soprattutto la disfatta del centrosinistra, rimasto senza quadri dirigenti, sena decoro, senza onore, ha portato sul proscenio Boemi il Salvatore, che si ritrova fuori dal sepolcro per la liberazione di Palmi e con tanti sepolcri imbiancati al fianco. Che, morti ad ogni sentimento di democrazia, avrebbero dovuto non candidare il Salvatore, poiché è inaudito che un magistrato, sia pure ex, si possa candidare dove ha esercitato il suo mestiere di pubblico ministero. O no? Al pensiero che a Palmi la Sinistra storica alzò a sindaci Francesco Carbone e Gaetano Baietta, portò al Senato della Repubblica Francesco Marazzita, e candidò al Senato prima Leonida Rèpaci, poi il filosofo Guido Calogero, dispensatori l'uno e l'altro di luce, viene da piangere. E se la Sinistra con il Pd non piange, di che pianger suole? ANTONIO TRIPODI Punta sui giovani per staccare Rizziconi dale vecchie logiche e dalle vecchie compagnie, che hanno reso epilettica la vita amministrativa di Rizziconi. DOMENICA CARLO MAZZÙ È già stato sindaco a tempo determinato di Rizziconi. Tutte le briglie ora vuole nuovamente nelle sue mani. Ci riuscirà? 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 23 A proposito di... Sport ECCELLENZA LA CHAMPIONS? NON È AFFARE NOSTRO Spagna due, Inghilterra e Germania una ciascuna: in totale fanno quattro. Stiamo parlando delle squadre semifinaliste della Champions. Per il secondo anno consecutivo l'Italia resta fuori dalle magnifiche quattro. Martedì scorso, sul Milan, c'avevamo sperato un po' tutti dopo lo 0-0 dell'andata contro il Barcellona. L'uno a uno di Nocerino aveva illuso, bastava un pareggio con gol alla squadra di Allegri per eliminare i fortissimi dei blaugrana, ma alla fine l'1-3 ha messo fine ai sogni di gloria. C'è da recriminare sul secondo rigore concesso agli spagnoli, molto ma molto generoso per usare un eufemismo, ma a conti fatti, nei centottanta minuti la squadra di Guardiola ha ampiamente meritato la semifinale. E, per onestà intellettuale, a Milano un rigore su Sanchez poteva esserci. Ricapitolando, anche per quest'anno la coppa dalle grandi orecchie non sarà affare nostro. A dire il vero, non è che negli ultimi anni siamo stati solo spettatori - Milan campione d'Europa nel 2003 e nel 2007, Inter nel 2010 - ma non “portare” con continuità squadre in semifinale ci compromette il ranking. Le semifinali saranno Real Madrid - Bayern Monaco e Chlesea Barcellona. La sfida tra tedeschi e spagnoli avrà un dolce sapore per Jose Mourinho, infatti i bavaresi furono sconfitti proprio dallo Special One nella finale di Madrid del 2010 quando era alla guida dell'Inter. Favorito il Real Madrid, ma occhio alla tenacia dei tedeschi e alle stelle Robben, Ribery e Mario Gomez che in questa edizione del torneo ha segnato a ripetizione. Sulla carta la finale potrebbe essere el Clasico, Real Madrid Barcellona, visto che nell'altra semifinale l'ago della bilancia pende nettamente a favore degli spagnoli. Ma nei londinesi grida ancora vendetta la semifinale del 2010, quando Ovrebo, l'arbitro della gara di ritorno a Londra, negò almeno due rigori netti ai Blues. I palleggiatori di Guardiola hanno il favore del pronostico, ma il Chelsea con Di Matteo in panca sembra aver riacquistato smalto. Aver eliminato il Napoli agli ottavi ha ridato vigore e poi gente come Lampard, Terry, Drogba, Cech, è abituata alla pressione di gare di questa importanza. Partite di andata il 17 e 18 aprile, ritorno 24 e 25. Non ci resta che accomodarci sul divano, per quest'anno la Champions non è affare nostro. Massimo Petrungaro Riepilogo di campionato opo la sosta Pasquale riprenderà il campionato di eccellenza calabrese. Il Montalto, che per tutta la stagione agonistica è sempre stato in vetta, salvo catastrofi, e penso che non succederà, il prossimo anno disputerà il tanto atteso Torneo dell’interregionale. Sicuramente non è stata una sorpesa, guardando i nomi che annovera nel suo organico, giocatori sicuramente di categoria superiore, sia di esperienza che di qualità. Dopo aver lusingato il Montalto, non dimentichiamo il Sersale, questa squadra che nessuno poteva immaginare il fantastico campionato che sta disputando, è stata la vera sorpresa di questa stagione, senza essere magnanimi se non ci fosse stato il Montalto si regalerebbe il sogno della categoria superiore. Ma chiariamo un punto, non tutto è perduto perché potrà prevalere negli spareggi playoff che lo vedrà favorito rispetto alle altre per il fatto che disputerà le gare nel proprio terreno di gioco. Le altre candidate a questi spareggi dovreb- bero essere Rende e Rossanese, perché la quinta squadra non ci sarà per la differenza punti tra la seconda qualificata e la stessa. E stiamo parlando del Roccella, la grande delusione del campionato, che nonostante i grandi sacrifici del patron Giannitti non è riuscita a centrare l’obiettivo minimo, cioè i play-off. Lasciano i piani alti concentriamoci nella parte bassa della classifica, dove troviamo il Brancaleone e il Siderno tra le squadre del nostro comprensorio. La squadra di mister Brando, dopo le ultime prestazioni, sembra essersi tirata fuori da ogni eventuale spareggio play-out, mentre il Siderno qualche problema lo potrebbe ancora avere, anche se il fattore campo potrebbe far si che la truppa di Laface si tirasse fuori dallo spauracchio play-out. E che dire della Bovalinese, dopo una lunga militanza nella categoria assaggia l’amaro gusto della retrocessione sperando in un immediato ritorno, insieme al presidentissimo Giovanni Ferrigno, senza nulla togliere alla dirigenza attuale D PROMOZIONE GIRONE A: IL PUNTO DELLA SIUAZIONE Anche nel campionato di Promozione girone A i giochi ancora non sono chiusi per il salto di categoria. Qui se la giocano tre squadre, con un piccolo vantaggio del San Lucido avendo un punto di vantaggio sulla Paolana e tre sul Roggiano. Molto probabilmente si andrà fino alla fine del torneo. Lascia la categoria il Cetraro che, in tutte le partite finora disputate, ha collezionato un misero bottino di sei punti. PROMOZIONE Girone B: inseguimento tra rischio retrocessione e scampagnate Spostandoci nel campionato di Promozione girone B, dopo la sconfitta della capolista Catona in quel della Taurianovese, il Bocale dopo un lungo inseguimento è riuscito a raggiungerlo in testa, e ora sono appaiate in classifica, anche se il favorito resta il Catona poiché gioca due delle restanti tre partite nel proprio campo, al contrario il Bocale gioca una partita in casa e le restanti due in trasferta. Auguriamo a tutte e due le compagine reggine un in bocca al lupo. Trasferiamoci in coda alla classifica dove troviamo con dispiacere un San Luca irriconoscibil, retrocesso ormai da diverso tempo. La squadra di don Pino Strangio ha affrontato questo campionato, e mi dispiace dirlo, come se le domeniche invece di andare a giocare si facessero delle scampagnate per la gioia degli avversari. Auguriamo anche a loro un immediato ritorno nella medesima categoria. DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 24 la Riviera SIDERNO TORNEO DI BURRACO AL BEAT WINE Si è tenuto a Siderno il torneo regionale di Burraco, denominato “Delle Palme”, per onorare le festività pasquali. L'evento, organizzato dal gruppo Burraco Ymca di Siderno, diretto da Francesco Ruso, ha avuto come arbitro regionale Luigi Federico, e direttore di sala ed arbitro di circolo Pino Caminiti. Le società che, per tutta la giornata di domenica 1 aprile, se le sono “date” a suon di pinelle, sono intervenute da tutta la Regione: la Ads Reggio Calabria e il suo presidente Pietro Barillà, la Asd Club Catanzaro e il presidente Walter Viapiana, la Asd Club Lamezia e il presidente Cetta Spedalieri, il Club La Pinella Catanzaro e il presidente Michele Barbieri, il Gruppo Burraco Ymca Siderno e il vice presidente Antonella Bumbaca, il Circolo Conca Glauca Bovalino e il presidente Silvana Fonti. Non sono mancate altre autorevoli presenze: la coppia prima classificata nella graduatoria Fibur Reggio Calabria, Walter Viapiana e Renata Felicetti. Il torneo, considerato l'elevato numero di partecipanti, è stato suddiviso in quattro gironi. I primi classificati del girone A sono stati Maria Romeo e Antonietta Cristaudo del Club Lamezia, dal girone B emerge la coppia Pirotti, Daniela e Patrizia. I gironi C e D sono tutti dell'Ymca Siderno con la coppia Maria Pia Bongiovanni e Francesco Ferraro e la coppia Agrippa Pinella e Anna Ferreri. E, dopo le finalissime, questo il podio: al gradino più alto si piazza il Club Lamezia con la coppia Rosa Maria Romeo e Antonietta Cristaudo, segue la coppia Maria Nicolò ed Eleonora Rago del gruppo Burraco Ymca, e chiudono i reggini Giovanni Barbucci e Angela Lombardo. E c'è anche una coppia prima classificata “migliore manche”, Tonino Caristo e Mariuccia Romeo, del Circolo Conca Glauca Bovalino. Presenti, al primo torneo ufficiale organizzato dalla Fibur, per immortalare gli “scontri” le testate giornalistiche di Telemia e de la Riviera. Il tutto ospiti dei deliziosi titolari del BEAT WINE. La giovane realtà del Campus Audax Bovalino La società di basket Campus Audax Bovalino opera sul territorio bovalinese da almeno cinque anni, e ha già ottenuto dei risultati importanti, soprattutto in termini numerici. La possibilità di avere, in questo paese abituato a vivere di calcio e danza, circa sessanta ragazzi, tra maschi e femmine, suddivisi nei vari gruppi in base alle fasce d'età, ci permette di iscriverci nei vari campionati in modo stabile e continuo: si parte dai gruppi minibasket dove la non competitività degli incontri rende le partite semplici e divertenti per i vari bambini, riscoprendo il vero valore del gioco e del divertimento. Salendo si arriva ai gruppi esordienti, campionato che rappresenta il passaggio dal minibasket al basket, per poi arrivare alle varie under. Manca ancora una prima squadra di riferimento, ma il settore giovanile promette già molto bene. Alcuni dei nostri ragazzi, per ragioni di numero e di fasce d'età scoperte hanno affrontato alcuni campionati insieme con squadre associate, Melito per quanto riguarda la maschile, Locri per quanto riguarda la femminile. Gli obiettivi di crescita non mirano al fattore economico che tutte le squadre devono affrontare per un buon percorso della stagione, ma a un cambio di mentalità dello sport in generale, oltre a poter dire al paese che esiste il Basket come sport anche da noi, uno sport che a livelli anche piu alti, regionale e nazionale fa molta fatica ad esprimersi. E' il movimento a dover crescere, c'è il bisogno di partire dalle basi. il 25 aprile la STRAWOMAN Corri! Fa bene al cuore Sono atlete, lavoratrici, dottoresse, giornaliste, amministratrici, cantanti, avvocatesse, modelle, professoresse, mamme, studentesse, volontarie, parrucchiere, casalinghe, disoccupate, precarie. Sono le donne che hanno deciso di sostenere la STRAWOMAN LOCRI. Una marcia rosa organizzata dall'ASD Sporting Locri in collaborazione con l'Associazione Leocos e Associazione Podisti Locri. L'iniziativa rientra nel progetto della campagna di sensibilizzazione “Donne con il Cuore amaranto” avviato a settembre 2011. La STRAWOMAN si svolgerà il 25 aprile 2012 dalle ore 10,00 con raduno in piazza dei Martiri e consiste in una marcia tutta al femminile per le strade cittadine della città. Con lo slogan “STRAWOMAN. Corri! Fa bene al cuore”, l'obiettivo primario è quello di diffondere e promuovere la cultura della prevenzione negli ambienti sportivi, sensibilizzando le persone sull'importanza della presenza dei defibrilla- tori nelle infrastrutture sportive. Una corsa, dunque, per offrire l'opportunità a molti giovani donne di rapportarsi con l'attività sportiva associando momenti di socializzazione condivisione e pari opportunità. Attraverso il presente progetto pertanto si vogliono incoraggiare, anche, le Istituzioni a sostenere iniziative tese a sottolineare l'importanza educativa delle attività motorie e sportive, mirando in particolare ad approfondire i temi legati ad aspetti etici, medici, sociali e culturali. Attraverso il ricavato delle quote di partecipazione delle iscritte, si acquisterà un defibrillatore che sarà messo a disposizione, in comodato d'uso, a tutte le società sportive e all'interno del Palazzetto dello Sport di Locri. La manifestazione sportiva, che coinvolgerà donne impegnate in qualsiasi settore sociale (scuole, le aziende, centri giovanili, parrocchie, comuni, enti pubblici, uffici, associazioni di volontariato e sportive) vede il patrocinio della Provincia di Reggio, il patrocinio del Comune di Locri, della Figc delegazione Locride e del Centro Sportivo Italiano di Reggio Calabria, guidato dal presidente Paolo Cicciù, promotore di uno sport che guarda alla vita e ai suoi valori. Con il Csi si è anche programmata, sempre per il 25 aprile, la manifestazione sportiva Campionato nazionale pallavolo femminile Allieve. 3° Tappa Palasport Locri. La Strawoman ha coinvolto, inoltre, molte associazioni che hanno subito sposato il progetto: Amici di Filippo, Advst Locri, Rangers Mediterraneo, Croce Bianca Siderno, Enal Caccia Protezione Civile, gruppo Ardore. L'appuntamento per tutte le donne di ogni età, sportive e non, è il 25 aprile 2012 in piazza dei Martiri. Dalle ore 8,30 ci si potrà iscrivere. La gara adulte inizierà alle 10,30 e sarà anticipata dalla marcia dei bambini. Tutte le newssu www. larivieraonline.com DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 25 DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 26 Meglio un uovo di cioccolato, anche se non di finissimo, piuttosto che le solite paternali sulla Pasqua. Di questi tempi non abbiamo né Babbi né Befane a cui chiedere regali e carboncelli, ma qualcudi Filomena Cataldo no – bontà sua – ci ha fatto dono del Bossi abbandono. Almeno questo!Il buonismo, sotto feste, non è mai gradito, soprattutto se condito con i soliti lamenti da cattedrale. La Pasqua è spirito di sofferenza e rinascita, è momento di intensa riflessione, concentrazione sulle possibilità e impossibilità della vita e della morte. Realisticamente sostenute da un senso concitato di contemporaneità. E lo è tutti i santi giorni dell’anno. Perdonatemi il pungiglione. Ma nei calvari simulati, accanto a coloro che realmente compartecipano, non vi è mai capitato di scorgere, a macchia di leopardo, paucciane biforcute, menestrelli di corte e corticciole o veline defenestrate? Personalmente, qualche volta. Eppure sono tanti i volti di mamme ( e padri) che seguono la croce del proprio figlio come Maria di Nazaret. In silenzio, prostrata, fedele ma anche forte e coraggiosa, priva di ciance. Magari in un angolo. Eppure non tutti questi volti sono dello sciame, non sempre, ma ci sono e fanno. Giù il velo!Non abbiamo bisogno di partecipare per esserci. E non vergogniamoci, se non ci siamo. Vergogniamoci se non viviamo dignitosamente il dono che ci è stato dato e se non difendiamo questa dignità. Se non consideriamo gli altri nel loro calvario e se non pretendiamo che gli altri considerino il nostro. Se nascondiamo, bigottamente, il desiderio di voler stare bene per paura di essere considerati materiali. Allora venga fuori chi vuol stare male!Importante è fare bene per stare meglio. Necessario è pensar bene per essere migliori. Meglio un uovo di cioccolato, dunque, che di fame ce n’è tanta. LOQUI E SPROLOQUI UOVA DI PASQUA la Riviera Biblioteca meridionalista Una (croni)storia della Calabria attraverso i “forestieri” di Giuseppe Fiorenza Paolo Orsi Paolo Orsi “scopre” la civiltà storica calabrese e la restituisce agli stessi calabresi ignari, dandole visibilità europea . Nessuno meglio di lui ha investigato le visceri della Calabria, specchio di riscatto e manuale di difesa contro tutte le letterature antimeridionaliste. GIUSEPPE FIORENZA Immagini In alto, in senso orario: tempio jonico di marasà Locri, scavi 1889-90; Paolo Orsi con un dioscuro, scavi del 1889-90, Locri; tempio di kaulon, Monaterace, scavi del 1890; teatro greco di Siracusa, scavi del 1860. Sopra: Paolo Orsi durante gli scavi all’Apollonion di Cirò. Una delle (poche) persone alla quale la Calabria deve molto, in senso totale sia di contributo alla sua storia sia di solidarietà culturale alla sua condizione sociale è senz’altro Paolo Orsi, uno dei più grandi archeologi della storia d’Italia. Per avere un’idea della sua statura e della sua grandezza, citiamo un ritratto che di lui fece il suo amico e collega Enrico Gagliardi, che lo ospitò nella sua attività a Monteleone, l’odierna Vibo Valentia: «Rivedo il maestro: alta, solida la persona, la nobile testa eretta, la fronte spaziosa, pochi capelli lisci modellavano il cranio, la barbetta grigia, il portamento rigido, quasi militare, lo avrebbero fatto scambiare per un ufficiale; ma un solco profondo sulla fronte e lo sguardo penetrante ben rilevavano in lui l’uomo di studio e di scienza, abituato al diuturno travaglio del pensiero. Il parlare lento, misurato, schiaro, chiaro, traduceva subito il carattere dell’uomo, diritto e preciso, che attraverso il lavoro senza indugi e senza stanchezza, vedeva netta la meta. La sua vita austera, d’una semplicità francescana, che rifuggiva dagli onori e da ogni teatrale popolarità, gli ha permesso di operare in silenzio in luoghi disagiatissimi». Uno dei meriti, oltre all’attività primaria, del grande archeologo è quello di aver contribuito a dare inizio alla definizione di una identità calabra, come testimonia questo autore: “Ci vollero gli scavi di Paolo Orsi per riportare alla luce i resti delle città antiche di Locri, di Reggio Calabria, dei templi di Crotone e di Cirò Punta Alice la cui esistenza, fino ai primi decenni del secolo scorso, era solo probabile, ma non provabile. La formazione preistorica ed empirica dell’archeologo trentino consentirono di portare in Calabria, la moderna scienza dell’archeologia relegando l’erudizione fine a sé stessa e le fantasie dei tanti localismi miopoietici nei recessi delle storie locali.” Veneto di Rovereto, dopo gli studi presso l’Imperial Regio Ginnasio di Rovereto, si trasferì a Vienna per seguire corsi di storia antica ed archeologia. Continuò gli studi presso l’Università di Padova e si laureò a Roma. Poi frequentò la Reale scuola italiana di Archeologia a Roma, la scuola d’arte classica a Bologna e paleontologia di nuovo a Roma. A trent’anni entrò nella pubblica amministrazione, diventò ispettore degli scavi e dei Musei, e nel 1890 fu inviato a Siracusa, dove si dedicò allo studio delle origini dei Sicani e dei Siculi e delle città di Thapsos e Megara Hyblaea. Fu “Commissario” del Museo Nazionale di Napoli per un breve periodo (1900 - 1901), e nel 1907 si trasferì a Reggio Calabria, dove divenne direttore della Sovraintendenza Calabra per gli Scavi e contribuì alla nascita del grande Museo Nazionale della Magna Grecia, lavorò in particolare a Reggio, a Locri e a Rosarno dove contiDOMENICA nuò lo studio sulla Magna Grecia. Scoprì città, un tempio ionico, antiche mura e i siti di Medma dal 1912 al 1914, di Krimisa dal 1924 al 1929, di Caluonia dal 1911 al 1913, individuando il sito archeologico a Monasterace, prima ritenuto presso l’odierna Caulonia. Scavò per diversi anni a Monteleone di Calabria (attuale Vibo Valentia). Fu tra i fondatori nel 1909 della Società Italiana di Archeologia e con Zanotti Bianco, nel 1931 dell’Archivio storico per la Calabria e la Lucania per quanto riguarda il Trentino, i suoi lavori furono spesso in coppia con Federico Halbherr entrambi per qualche anno studenti a Vienna. Il Museo Archeologico di Siracusa a lui intitolato ed il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria contengono una grandissima quantità di reperti risalenti ad un periodo che va dalla preistoria sino al periodo greco, provenienti da ritrovamenti di tutto il territorio della Sicilia e della Calabria. Magnifico esempio di amore per la Calabria, Orsi esplora palmo a palmo un territorio dove è già difficile e avventuroso in larghissima parte percorrerlo, ma che cela i resti della propria antica civiltà. Non solo scopre molti siti e salva letteralmente dalla rovina monumenti insigni come la Cattolica di Stilo e altri, ma con notevole talento archeologico interpreta ogni singolo scavo e studio in modo corretto e scientificamente valido, come si è dimostrato nei più recenti scavi e approfondimenti dei luoghi archeologici. Così come Gerarda Rohlfs salva il dialetto calabrese dalla scomparsa, allo stesso modo Paolo Orsi “scopre” la civiltà storica calabrese e la restituisce agli stessi calabresi dandole una visibilità europea e costituendo la base di ogni singolo studio che in seguito si farà. Una pietra miliare che non è soltanto riconoscimento del proprio illustre passato, archeologico e storico, ma anche uno specchio di riscatto per l’intera storia sociale e culturale della Calabria. 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 27 A proposito di... teatro A GIOIOSA J. “NAPOLI, 24 MAGGIO 1900” Data in cui nasce il più grande drammaturgo napoletano di tutto il secolo "Eduardo de Filippo. L’opera è un omaggio al più grande maestro dell' arte di Napoli. Un atto di ossequio ai grandi nomi del '900 napoletano, da Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo e tanti altri sino ad arrivare fino al grande Totò ed all' indimenticabile Nino Taranto. Tutto questo in un clima di grande comicità, allegria ed un pizzico di riflessione. Con gli attori, i cantanti e la musica dal vivo dell'orchestra, si ripercorreranno le pagini più toccanti, comiche ed emozionanti della sua immensa Opera teatrale. Eduardo a 110 anni dalla sua nascita. Cultura e società Il ritrattino di Jane Grey LE NOTE di MARA RECHICHI Troppe croci sul calvario Da quando siamo venuti al mondo, abbiamo sempre saputo che la Pasqua è di resurrezione, che la vita vince sulla morte. Ce l'hanno raccontata così, ci abbiamo creduto e siamo andati avanti. Quest'anno, però, c'è qualcosa che non torna. Non abbiamo trovato più solo tre croci sul calvario, ma ne abbiamo trovate molte di più. Ce le ha innalzate la signora con la falce che ha deciso di darsi il nome Crisi. Stiamo vertiginosamente al ritmo di una croce al giorno. Troppe, davvero troppe! Si sa, non siamo tutti uguali, non abbiamo tutti lo stesso carattere e gli stessi strumenti di difesa per conservarci e preservarci: c'è chi è temprato e forte, resiste e riesce a trovare soluzioni ai problemi, c'è chi, invece, non ce la fa e viene sopraffatto dalla disperazione, fino al compimento del gesto estremo di autosoppressione. Il suicidio è l'azione di disprezzo più cattiva che ci possa essere, frutto dalla completa perdita di quell'amor proprio in senso lato, per dirla con Rousseau, che la natura ci ha dato e che dovremmo difendere. Dovrebbe essere alimentato con le conferme e con gli incoraggiamenti che l'esterno ci rimanda, per il tramite delle relazioni interpersonali. Quelle che intessiamo con altre persone, a noi prossime per sangue, per amicizia, per condivisione di percorsi sociali scelti oppure “subiti”, quali il rapporto con le burocrazie. Proviamo, per un attimo, a stare nei panni di chi, per esempio, malato oncologico, ha chiesto il riconoscimento di un diritto, una pensione di invalidità: per legge, dovrebbe essere chiamato a visita entro 15 giorni dalla domanda (a differenza dei 30 per tutti gli altri casi), invece passano le settimane e ancora attende che l'INPS lo chiami, e speriamo che arrivi prima l'INPS… Oppure nei panni di chi ha investito tutto nella realizzazione di un'impresa, con impiegati che sono diventati familiari e che, improvvisamente, non è più in grado di garantire loro la retribuzione per il lavoro svolto… E dei lavoratori che, dall'oggi al domani, si trovano senza quel lavoro. Eccole qui, le troppe croci sul calvario. Chi ha il compito di rimuoverle? Dai carteggi inediti del letterato toscano Mario Pratesi custoditi nella Biblioteca dell'Università di Toronto, spunta un grazioso biglietto della marchesa gioiosana Clelia Pellicano, che chiedeva una recensione alle sue «Novelle calabresi» (1908) © Francesco D. Caridi n'armoniosa traccia epistolare di una dama napoletana, gioiosana d'adozione per via di matrimonio, vissuta a cavallo tra 800 e 900, si trova in un carteggio custodito nella Biblioteca dell'Università di Toronto. Prima di citare la piccola scoperta d'archivio, è il caso di presentare la protagonista: Clelia Romano (1876-1923), una nobildonna che rifiutò le convenzioni e le ipocrisie del suo ambiente, senza però rinunciare alla eleganza e alla dignità del suo rango. Pur annoverata tra le figure minori (quasi del tutto obliate) della cultura meridionale nel periodo della Belle Epoque e negli anni successivi allo scoppio della Grande Guerra, Clelia, morta a soli 47 anni, l'anno dopo l'avvento del fascismo, riesce ancora a incuriosire con i suoi racconti veristi, in cui il Sud è pregno della propria tradizione contadina e la memoria antropologica si glorifica nella finzione letteraria. Clelia unì alla tensione umanistica l'impegno civile, per sollecitare l'emancipazione politica, sociale e culturale delle donne. Ne discusse, senza complessi, con i suoi amici ministri Orlando, Di Rudinì e Salandra. Era figlia del giureconsulto e magistrato Giandomenico Romano, un aristocratico del foggiano stabilitosi a Napoli e a Castellammare di Stabia, già patriota risorgimentale e poi parlamentare del Regno. Rinomata come Clelia Pellicano per aver sposato, appena sedicenne, il marchese gioiosano Francesco Maria Pellicano, di antico lignaggio, nel 1909 rimase vedova con sette figli. Il marchese, spirito autenticamente liberale, aveva permesso alla moglie di dare alle stampe nel 1899 le sue «novelle dei miei vent'anni», nonostante la contrarietà dei famigliari, irritati da tanta audacia: «I miei parenti», scriverà Clelia, «erano tutti in supremo grado collet monté come direbbero i nostri alleati francesi; e le mie novelle erano ardite... troppo ardite! Tali apparivano anche ai miei occhi attoniti, al mio spirito quasi sgomento di aver loro data la vita. Ma la tentazione era forte. Con la complicità di mio U Insieme a Moschetta Poesia, Musica e Sapori nella tradizione marito, scappai a Napoli, dove mi riuscì di trovare un editore disposto a stamparle in nitida edizione». Collet monté, vale a dire che i suoi parenti erano tradizionalisti o, nella più vile accezione, superati, passati di moda. Per pubblicare libri e articoli, Clelia adottò lo pseudonimo di Jane Grey, evocando così una sventurata sovrana inglese ((1536-54) ascesa al trono all'età di 17 anni per designazione del morente Edoardo VI: il suo regno durò soltanto nove giorni, a causa di intrighi dinastici. Infatti, fu dichiarata usurpatrice e decapitata, benché innocente. Era stata immolata alla ragion di Stato su ordine dei Tudor. Per Clelia, assumerne il nome significava perpetuare il ricordo di una donna vittima del potere maschile e ribellarsi in sua vece. La marchesa, che alternò i soggiorni di famiglia e i ricevimenti nelle case di Castellammare di Stabia, di Roma, di Napoli e di Gioiosa Ionica, ebbe scambi di pensieri e di cortesie con celebri intellettuali della sua epoca. Imprenditrice agricola, conferenziera, scrittrice e giornalista, animò un salotto culturale Sabato 14 aprile a partire dalle ore 20.30, l'Associazione Pro Moschetta, parte attiva nella salvaguardia storica e culturale del territorio organizzerà per l'intera comunità cittadina nella suggestiva Piazza Moschetta una manifestazione culturale “Insieme a Moschetta” per rendere omaggio alla poesia dialettale e alla splendida musica tradizionale che saranno accompagnate da degustazioni tipiche della nostra tradizione locale. La manifestazione vede protagonisti validi e conosciuti poeti e musicisti del luogo, infatti la poesia sarà piacevolmente allietata dal gruppo folkloristico degli Argagnari. Siderno Banco alimentare a per le persone disagiate Giovanna Panetta Pro Moschetta DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 28 la Riviera a Roma, emulando la tradizione francese dei «salons», in cui mondanità, conversazione, erudizione e letteratura diventavano gli spinterogeni della civiltà. Fu intrinseca con Grazia Deledda, Matilde Serao, Salvatore di Giacomo, Antonio Fogazzaro, Luigi Capuana (che le dedicò una delle novelle del suo libro Delitto ideale, nel 1902). Le corrispondenze di Clelia Pellicano con questi e altri letterati forse sono andate distrutte, o smarrite, o son seppellite in archivi privati. In Calabria, una sua attenta biografa è Gaetanina Sicari Ruffo. E veniamo alla nostra piccola scoperta d'archivio. Nel 1908 Clelia Pellicano pubblicò Novelle calabresi (edizioni Sten di Torino), nove storie, ciascuna con dedica personale ad alcuni suoi amici: Giuseppe Mantica, Grazia Deledda, Ersilia Caetani Lovatelli, Antonio Fogazzaro, on. Maggiorino Ferraris, Bice Tittoni, Luigi Capuana, Sfinge; e naturalmente a suo marito. Sfinge era il nome d'arte della scrittrice romagnola Eugenia Codronchi Argeli (18651934), figlia del conte Giovanni Codronchi Argeli che fu ministro della Pubblica Istruzione. Novelliera e giornalista, Eugenia frequentava i maggiori circoli letterari, dove conobbe anche Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli, e con Clelia Pellicano spartì anche un'accesa sensibilità femminista. Su consiglio di Sfinge, Clelia mandò una copia del suo libro, per la recensione, a un professore toscano molto conosciuto in quei tempi, Mario Pratesi (1842-1921), critico e romanziere ostinato, provveditore agli studi in diverse città, già segretario del famoso linguista Niccolò Tommaseo (che, per inciso, un giorno rimproverò Pratesi di descrivere nei suoi racconti «preti ridicoli, come se non ce ne fosse tra' laici di ridicoli e peggio», come si legge in una lettera inedita) e in rapporto di amicizia con grandi scrittori dell'epoca, tra i quali Carducci e Gabriele d'Annunzio. Clelia accompagnò il libro con un biglietto in cui erano stampati il suo ritratto, la testa sormontata da un cappello piumato, e il nome d'arte Jane Grey. Vi si legge: «Sfinge comune amica nostra mi consiglia di mandarle questa mia raccolta di "Novelle calabresi" ed io non mi faccio pregare, ben lieta s'Ella vorrà leggerle e poi dirne, schiettamente, quel po' di bene e quel molto male che ne penserà! Non dimentichi del tutto gli amici di Roma e mi creda con ammirazione Devma Msa Pellicano». Questo biglietto, rimasto finora inedito, è qui riprodotto per concessione della Victoria University Library di Toronto (Eds. Anne Urbancic and Carmela Colella), che custodisce ed ha digitalizzato l'archivio di Pratesi a suo tempo trasferito da Firenze in Canada per passaggi ereditari (all'Archivio di Stato di Firenze è conservato soltanto il carteggio 1866-190 tra Pratesi e Giuseppe Cesare Abba, una gloria delle nostre patrie lettere). l'Associazione “OLTRE L'ARCOBALENO” onlus di Siderno, in collaborazione con la LEOCOS ambulanze di Locri ringrazia il Sindaco ed il Banco Alimentare Onlus per aver permesso la distribuzione di prodotti alimentari anche ai cittadini sidernesi bisognosi. Da un'idea della presidente dell'associazione Marilene Bonavita, in collaborazione con Leonardo Vincenzo Modafferi, si è riusciti nella realizzazione del progetto che prevedeva assistenza a persone e famiglie indigenti registrate con il modello ISEE al Comune. Disponibilissimo alla realizzazione della richiesta anche l'assessore all'ambiente Angelo Alvaro ed il Sindaco e proprio grazie a loro , da oggi, 4 aprile, sono iniziate le distribuzioni degli alimenti. Marilene Bonavita IL PREMIO GIGI MALAFARINA Nel segno della tradizione La Sala Conferenze del Palazzo della Provincia ha ospitato mercoledì 21 Marzo, la XX Edizione del Premio Gigi Malafarina di Giornalismo arte e cultura. Nel ricordare la sua storia, Il Premio Malafarina nasce nel dicembre del 1989 per iniziativa dell’associazione culturale “I Nuovi Vignaioli” e del suo presidente Consolato Squillace. Una nuova Edizione dunque “nel segno della tradizione, della continuità e dell’innovazione”, per custodire nella memoria dei giovani calabresi l’indelebile ricordo dell’uomo, del giornalista e dello scrittore, Gigi Malafarina, figlio legittimo della sua Terra. Nell’introdurre la cerimonia di premiazione , il professore Squillace ha voluto ringraziare per la partecipazione soprattutto gli studenti e docenti dell’Istituto Vittorino da Feltre, del Liceo Artistico A. Frangipane e la Scuola dell’infanzia”Zerosei”. Il giornalista Carlo Parisi, ha poi tratteggiato un ricordo affettuoso dell’amico e collega. “Gigi Malafarina faceva il proprio mestiere: raccontava i fatti. Da cronista di razza aveva la straordinaria capacità di sapere ascoltare la gente. Durante i Fatti di Reggio, Malafarina è stato un importante punto di riferimento per molti inviati delle principali testate nazionali”. A conclusione del suo intervento, Parisi ha invitato i giornalisti calabresi ha seguire l’esempio professionale di Gigi Malafarina, non dimenticando che esiste “una differenza sostanziale tra un giornalismo di fatti e un giornalismo di opinioni. Il giornalista deve essere comunque un uomo libero,non ricattabile: scevro da ogni genere di schiavitù, umana e professionale”. La XX Edizione del Premio, anche quest’anno annovera nell’albo d’oro dei suoi premiati, calabre- si illustri che si sono distinti per meriti particolari in diversi campi. Il Premio Gigi Malafarina per l’edizione 2012 è stato conferito ad Arcangelo Badolato per il giornalismo, Carmelo Saltalamacchia per la cultura, Luigi Carbone per le nuove tendenze nei massmedia, Luisa Latella per il Servizio nel sociale, Enrico Costa per il ruolo della Calabria nel Mediterraneo,Franco Mosino per la ricerca nella cultura classica, Antonino Laface per la narrativa, Andrea Audino per l’arte. Alessandro Manganaro ha ricevuto il premio alla carriera scolastica nel ruolo dirigenziale e Monsignor Antonino Morabito alla carriera ecclesiale e produzione letteraria. Spentesi i riflettori, il Premio Gigi Malafarina si congeda dal pubblico con un promessa di continuità nel solco della tradizione e con uno sguardo attento ai tanti giovani , figli della Calabria del domani, perché non dimentichino mai l’esempio dei Grandi. Rosamaria Malafarina Siderno Un istituto a nuovo Protagonista, nella settimana dello studente, è l'Istituto Superiore “Pitagora”, Liceo Artistico e Istituto Tecnico per Geometri. Gli alunni, hanno messo da parte righelli e pennelli e si sono muniti di guanti, carriole, pale e, soprattutto, entusiasmo per rimettere a “nuovo” la loro scuola. È infatti un Istituto che coniuga arte e tecnica, bellezza e perfezione con il fine di valorizzare l'alunno nella propria personalità. Dopo la giornata di lunedì dedicata al tema della sicurezza, in cui sono intervenuti i rappresentati della Guardia Costiera di Roccella Ionica, il martedì è stato dedicato al tema ecologico “facendo scendere in campo” gli alunni. Non vi è Bovalino Sclerosi multipla ormai ti conosco stato studente che non abbia partecipato: i più grandi si sono dedicati alla tinteggiatura delle aule, coprendo i “decori” lasciati dagli stessi alunni; mentre i minorenni si sono divertiti a pulire il cortile e a estirpare erbacce. Il tutto sotto la supervisione dei loro insegnanti, che non si sono tirati indietro ad aiutarli. Fondamentale è stato il contributo del Comune della città che ha fornito gli attrezzi utilizzati.. Quella vissuta dai ragazzi del Pitagora è stata senza dubbio una giornata speciale, vissuta con il sorriso sulle labbra e voglia di fare, uniti e protagonisti del loro progetto educativo. Giovanna Panetta (docente vicaria) Gioia Tauro Operazione “Mare sicuro 2012” La Guardia Costiera tra i banchi di scuola per educare alla cultura del mare. E' partito anche quest'anno il progetto “Mare sicuro 2012”, indirizzato a sensibilizzare i giovani ad un “corretto uso del mare” in vista della prossima stagione estiva. Gli uomini della Capitaneria di porto di Gioia Tauro, guidata dal Capitano di fregata Diego Tomat, grazie all'interessamento dei dirigenti scolastici ed alla disponibilità dei docenti, dal mese di novembre 2011 hanno organizzato una serie di incontri nelle scuole ricadenti nel territorio di giurisdizione del circondario. Gli incontri si sono tenuti presso gli istituti superiori nonché Scuole Medie del territorio della Piana di Gioia Tauro. Durante le lezioni sono stati proiettati filmati della Guardia Costiera, e distribuite brochure educative e realizzati test che hanno permesso di apprendere quanto gli studenti conoscono sulla sicurezza in mare. Pasquale Patamia ANTONELLA ITALIANO 'associazione “Ccsvi nella Sclerosi Multipla - Calabria” è giunta al secondo incontro territoriale “Ccsvi e sclerosi multipla” che si terrà sabato 14 aprile 2012, alle ore 17.00, presso la sala orchidea a Bovalino. Saranno presenti le associazioni di volontariato operanti sul territorio, mentre apriranno i lavori il sindaco di Bovalino,Tommaso Mittiga, il senatore Francesco Crinò, il presidente di “Edera” Francesco Perrone. Interverranno, nei settori di loro competenza, i medici Luigi Giugno, Antonio Mileto, Giovanni Perri, Pietro Volpe. Concluderà gli interventi la presidente dell'associazione patrocinante, Assunta Mazzei. La stessa precisa alla stampa: «La Ccsvi Calabria promuove la totale assistenza delle persone, colpite da sclerosi multipla, che vogliano prendere in considerazione la possibilità del trattamento della Ccsvi (Insufficienza Venosa Cronica Cerebro - spinale). Per questo sollecita la collaborazione fra neurologo, fisiatra, chirurgo vascolare, radiologo interventista e tutte quelle figure professionali coinvolte nelle due patologie». La sclerosi multipla è una malattia relativamente comune, a volte latente, capace di nascondersi per anni prima di costringere la sua vittima alla carrozzina. Altre volte è così aggressiva da portare ad un rapido peggioramento dei deficit neurologici la sua vittima. Velocemente, fino alla morte. Un male nascosto o improvviso, un male comune, un male che però oggi conosciamo bene. Contro la sclerosi multipla giochiamo di anticipo. L DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 29 Parlando di Cinema OROSCOPO ILOSOFIA REGGINA ARIETE dal 21 marzo al 20 aprile SA-RC: il governo introduce il pedaggio sull'autostrada il lavoro darà grandi soddisfazioni anche se sarà fonte di un po’ di stanchezza e nervosismo. Seguite l'istinto più che mai e preferite farvi coinvolgere e travolgere dalla vita. TORO dal 21 aprile al 20 maggio Si preannuncia un'ulteriore beffa per i cittadini del profondo sud Italia, i quali sono costretti ormai da anni a sopportare le lunghe code per via dei lavori di ammodernamento dell'autostrada A3 che collega Salerno a Reggio Calabria: dal 2013 verrà introdotto il pedaggio. Questo, almeno per bocca del Ministro dei Trasporti Corrado Passera, “servirà a completare entro breve tempo i lavori di ammodernamento dell'autostrada“. Ma nel frattempo cosa faranno i cittadini? Saranno costretti a pagare per un servizio che non funziona? Da sottolineare come, inoltre, i cittadini del sud sono già penalizzati dall'assenza di una degna rete ferroviaria e della penuria di collegamenti aerei. Ma il Ministro Passera, intervenuto durante il convegno dei giovani leghisti a Varese, rilancia. “Lo sviluppo economico al sud è pari allo zero, non ha senso investire in termini di infrastrutture al sud; ma i lavori dell'A3 vanno completati al più presto ed in questo momento è impensabile che l'Italia, già in reces- Sentite più forte il bisogno di intimità e rassicurazione. Ma non temete! La vostra carica sarà un'arma letale per scongiurare eventuali scappatelle del partner. GEMELLI dal 21 maggio al 21 giugno Entrate inaspettate in arrivo vi permetteranno di concedervi quei piccoli vizi cui non volete proprio rinunciare. La luna vi regala fascino e intraprendenza. sione, utilizzi ulteriori risorse per il Sud. L'economia italiana è basata sulle imprese del nord, è lì che dobbiamo investire”. Noi rimaniamo basiti di fronte a simili affermazioni, ulteriori commenti sarebbero superflui. Ma i caselli autostradali dove verranno posizionati? Si presume che gli estremi caselli saranno posizionati a Salerno (all'imbocco della A3) ed a Villa San Giovanni, a sud dell'imbarco per Messina. Saranno contenti gli esponenti della lega (visto lo scroscio di applausi ricevuti dopo simili affermazioni), sicuramente non lo saranno i cittadini del sud. Attendiamo però ulteriori sviluppi e risposte da parte della classe politica del sud Italia, anche perchè tale notizie non trovano ancora conferme negli organi ufficiali di stampa. Ma come si dice in genere una rondine (una Passera in questo caso) non fa primavera. E speriamo che sia così in questo caso. Nicola Zitara, l’ultimo libro CANCRO DAL SITO BRIGANTI dal 22 giugno al 22 luglio "Memorie di quad'ero italiano" è il titolo, volutamente provocatorio, dell'ultimo libro di Nicola Zitara, giornalista e scrittore di Siderno (Reggio Calabria), per lunghi anni fiero militante socialista poi impegnato in prima fila nel Movimento meridionale, che, già nel 1971, aveva scandalizzato molti benpensanti con un altro volume dal titolo e dall'impostazione non meno corrosivi e dissacranti rispetto ai modelli ed alle certezze costruiti negli anni del risorgimento, imposti per un secolo sotto i governi sabaudi e considerati come bandiere intoccabili anche con l'avvento dei governi repubblicani: "L'unità d'Italia: nascita di una colonia". Sviluppando ulteriormente l'analisi avviata con l'opera di 29 anni fa, Zitara indaga a fondo sulle cause che portarono nel 1860 il Meridione continentale ed insulare alla perdita dell'autonomia statale che lo aveva caratterizzato per sette secoli, dall'epoca di Ruggiero il Normanno alla fine del Regno delle Due Sicilie. L'indagine è allargata alle vicissitudini che le regioni meridionali hanno Valutate il comportamento del partner e il senso della relazione. Vi scontrerete con quella parte di voi che vorrebbe eterna ogni storia. LEONE dal 23 luglio al 23 agosto Le priorità saranno riposo, attenzione al corpo, ricerca di equilibrio interiore. Approfittate per concedervi una vacanza-benessere. VERGINE dal 24 agosto al 22 settembre Avete voglia di ripensare alcune vostre amicizie. Tenete presente il valore della fiducia e parlate apertamente a chi la ripone in voi. dovuto subire in quasi un secolo e mezzo di vita "italiana" nell'ambito dello Stato unitario, considerato sia nella sua versione sabauda che in quella repubblicana. […]Una visione drammatica quella che Nicola Zitara esprime attraverso il suo libro, ma tutt'altro che priva di presupposti oggettivi e sostenuta con un ragionamento lineare e ineccepibile. Sbaglierebbe chi non accettasse questo nuovo, approfondito e appassionato sforzo di analisi come un prezioso contributo a capire i perchè delle troppe contraddizioni che continuano a caratterizzare i rapporti fra il Nord e il Sud dell'Italia e come uno stimolo a ricercare soluzioni reali, concrete, immediate: il meridionalismo della prima Repubblica era una truffa ed è miseramente fallito, quello della seconda è ancora più sbiadito ed evanescente. La domanda che si impone, al punto in cui siamo, è questa: esistono alternative allo scenario ipotizzato e auspicato dallo scrittore socialista di Siderno? FRANCO NOCELLA - Segretario della FederMediterraneo (FIDM) BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO CAPRICORNO ACQUARIO PESCI dal 23 settembre al 22 ottobre dal 23 ottobre al 22 novembre dal 23 novembre al 21 dicembre dal 22 dicmbre al 20 gennaio dal 21 gennaio al 19 febbraio dal 20 febbraio al 20 marzo La lontananza dai vostri familiari favorisce le ansie e le incomprensioni. Non disperate, atriti e rancori sono sempre superabili quando c'è alla base l'amore reciproco. In amore siete impetuosi e scatenati, privi di freni inibitori. Se siete single sarà molto difficile resistervi. Ricordate sempre cosa dicevano i latini: in medio stat virtus. I dubbi vi attanagliano, e non vedete le cose nella giusta prospettiva. Non fatevi accecare dal pessimismo, rischiate di farvi sfuggire qualche chanche. Sintonia e intesa con amici del segno del Sagittario, con Leone e Scorpione, invece, ci potranno essere incomprensioni e situazioni conflittuali. La ricerca del piacere tende ad avere la meglio sulle buone abitudini. Mangiate quello che più vi piace, senza remore. Ma non sgarrate troppo. DOMENICA Vi sentite bene con voi stessi e questo vi da il coraggio. Con il partner potrebbe esserci un po’ di noia. Siete single? Mettetevi in gioco e vivrete situazioni interessanti. 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 30 CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Immortalis/ 16.00 - 18.00 - 20.00 L’altra faccia del diavolo/ 22.00 CINEMA GOLDEN Roccella J,info:333/ 7672151 Buona giornata/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Titanic (in 3D)/ 17.00 - 21.00 CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 Magnifica presenza/ 16.30 - 19.30 - 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 E’nata una star/ 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168 Buona giornata/ 18.00 - 20.00 - 22.00 Blob of the week CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Biancaneve/ 16.00 - 18.10 - 20.20 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 I più grandi di tutti/ 18.30 - 20.30 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala De Curtis Titanic (in 3D)/ 18.00 - 21.40 George Harrison,living in the material world/ 19 aprile ore 21.00,di Martin Scorsese Sala Sordi Pirati! Briganti da strapazzo (in 3D)/ 17.30 - 19.15 La furia dei Titani (in 3D)/ 21.00 - 22.45 Sala De Sica Act of valor/ 18.30 - 20.45 - 23.00 Sala Mastroianni Marigold hotel/ 18.10 E’nata una star/ 20.45 - 22.45 la Riviera AL CINEMA Robe di Kappa L' abbraccio affettuoso degli esordienti della Juventina - Siderno al loro Mister Alfredo. Tra una pennica e l’altra, incurante dello scorrere del tempo, ronfa. Auguri zio Tommy. Bud Spencer & Terence Hill Davide Scarfò si è presentato in redazione con una notizia bomba seguita da una prova schiacciante, la foto che svelerebbe la vera identità di Cosimo, ovvero un POLLO che non capisce di calcio! Cosimo sostiene: "il Milan è più forte della Juve " malgrado non sia riuscito a vincere uno scontro diretto su quattro, dice Davide "ragazzi giudicate voi....guardate che uova che fa!!!!" Amarcord Paolo Sofia Gita Scolastica Pompei 1978 III Media “G. Pedullà” Siderno. chi si riconosce?? Firenze 3 aprile 2012 La sfida calabrese nella culla culturale di Dante. la redazione de la Riviera si congratula con Angelo Macrì per la laurea in economia. D’ora in poi il comune può dormire sonni tranquilli: i conti torneranno. La verità dell’Iride Questo mondo non ha più un verso, gira a casaccio senza rispettare l'ordine naturale delle cose. E' per spirito di categoria che mi lamento, dacché anche noi bravi ragazzi ci di Benjamin Bowson siamo organizzati per tutelare i nostri interessi. Questa è l'epoca delle regole e dei suoi sacerdoti, così anche noi fuorilegge ci siamo adeguati, vogliamo doveri e diritti e diciamo che non ci sta bene, col codice in mano, quanto va accadendo in giro. Una volta erano i banditi, e solo loro, a essere belli e maledetti e solo loro si spupazzavano le bambole prima di cederle sull'altare a un fesso che ci avrebbe costruito intorno una famiglia. Su di noi si facevano i film, si tessevano le leggende. Eravamo icone sexy, modelli ambiti se non da imitare. Tutti facevano strada al nostro arrivo e nell'entrare nei saloon le teste si abbassavano e i bicchieri si riempivano. Questo un tempo, perché oggi se non sei un capitano o un commissario, o almeno un appuntato un soggetto, una sceneggiatura, una fiction non te la dedica nessuno. Ora nei bar a bere con le pupe ci stanno loro, loro attaccano alla fronte lo scontrino col conto al proprietario del saloon. Girano in gruppo, hanno la pistola al fianco e lo sguardo maledetto in volto. Sono loro i nuovi bravi ragazzi, gli uomini in legge che nell'armadio tengono la divisa e sfidano il mondo senza rischio di galera. Hanno sempre qualcuno da salvare, un buono da proteggere e corrono a duecento all'ora sulle strade del giorno e della notte, e tutti a fargli strada. Ti fulminano con lo sguardo macho, oggi sono loro i bravi ragazzi ed è giusto così, perché è l'epoca delle regole e della legalità. E ben gli sta a tutta questa brava gente che vuole solo giudici prediche e sermoni. Saranno felici, e immagino la gioia nel mezzo di una sana scopata vedersi i volti di un Caselli, un Ciotti o un Napolitano che ti dettano le regole del coito, ti contano gli spasimi e ti consigliano, per il dopo, un cilicio catartico. Ma ora che anche noi ci stiamo organizzando le regole le faremo rispettare e ci faremo ridare indietro pupe e saloon, com'era un tempo quando il mondo girava nel verso normale e un bullo o uno sbirro lo distinguevi a un quarto di miglio. Gli sbirri al posto dei bravi ragazzi DOMENICA 08 APRILE 2012 LA RIVIERA 31