di - La Riviera

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di - La Riviera
l cardinale Martini
piace più la Pasqua che
il Natale. Anche a noi.
Ma vorremmo che il Cristo non
morisse ogni anno. Dipende da
noi. In un mondo cristiano non
ci sarebbe più bisogno della sua
passione. Auguri
A
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
02
UNA STORIA
ROCCO
CAPRAIO ROCK
CERCA L’AMORE
a un regno enorme che
si estende a perdita di
un occhio che spazia
da una cima all'altra
dell'Aspromonte e ci guarda
dall'alto a noi gente di marina.
Ha settecento capre che gli
regalano in media venti chili di
latticini al giorno e tante bestie
da macelleria. Il tutto per un
guadagno di settanta ottanta
mila euro all'anno, che arrivano con i sussidi comunitari a
centomila. Cifra costante da
vent'anni a questa parte, da
quando a vent'anni ha scelto di
allevare capre. Si è fatto fare
una baita portata direttamente
dalle Dolomiti del Brenta, con
sul tetto una fila di pannelli
solari. Ha tutto dentro e un
mondo intero fuori dove scorazzare liberamente con le
proprie bestie. Ha un fuoristrada nuovo di pacca parcheggiato sotto al terzo larice a sinistra. La dispensa è sempre
piena, come il suo conto in
banca. Due docce al giorno e
l'acqua di colonia e niente
puzza di capra addosso. Nel
suo iPod solo musica rock, i
Clash, i Nirvana, i Doors e
qualche volta qualche piccola
contaminazione jazz. Rocco ha
tutto per stare bene, anzi quasi
tutto. A Rocco manca l'amore
che da qualche tempo forte si
fa sentire. Scende più spesso a
valle, ma sembra non ci sia
nulla da fare. Alle donne il
rock dei monti sembra non sia
salutare. I suoi incontri galanti
si fermano agli incontri occasionali, perché Rocco non
cede convinto che l'amore lo si
fa e non lo si vende. Rocco è
triste perché tutto il suo
mondo gli sembra nulla senza
l'amore. E se leggete un
annuncio su facebbook, Rocco
re dell'Aspromonte cerca l'amore, non vi dico di rispondergli ma regalategli almeno un
mi piace.
le chevalier
H
A Cortina si multa a Platì si sequestra
preposto a darli, vuol dire che un terzo della ricchezza prodotta nel
paese è illecita e andrebbe sequestrata, e parliamo di centinaia di
miliardi di euro. Cosa vogliamo sostenere che solo quel paio di
miliardi sequestrati a mafia, camorra e ndrangheta puzzano? Non
puzzano uguale i soldi della corruzione, dell'evasione, del lavoro
nero, delle frodi alimentari, delle truffe allo Stato, alla Comunità
europea, delle false pensioni,
delle frodi assicurative, delle
LA COLONNA DI ERCOLE
truffe bancarie e borsistiche?
Suvvia non facciamo gli ipocriA ONGE STREET
ti.
Chi ruba è ladro mafioso o no,
ALLA TATALE
e fuori di casa ci dovrebbero
andare tutti i ladri, non solo i
a sindrome dello Jonio non c'enpresunti mariuoli della provintra nulla con il mal d'Africa: la
cia di Reggio, sempreché,
beninteso, il furto sia certificato savana ti sequestra, il mar
e non semplicemente presunto Mediterraneo ti fotte.
da relazioni parentali, amicali o Incontrai Mimmo Pellegrino nel
1989 in un ristorante di Yonge
ambientali. Il conto sui propri
Street, in un incrocio tra la strada
beni dovrebbe essere chiesto
più lunga del Nord America, una
a tutti, sia che si indossi la
coast to coast di 1800 km, e la pancoppola, il frac, la tonaca, la
cia ricca di Down Town. Tagliava
toga o la divisa. E sia a chi
capelli. Acconciature lunghe e mai a
abbia la coscienza sporca o il
spazzola. Per scelta di vita inseguiva
colletto coperto di bianco.
la lambada delle onde.
Un monolocale a Cernobbio
Pausa pranzo.
lo vendi in attimo e sono
In quel 15 settembre il cielo camsoldi per lo Stato, un palazzo
biava repentinamente meches,
a Natile di Careri lo puoi
zebrate di grigio topo . Solo uno
mandare solo in rovina.
colpo di sole a sud gli sorrideva
come una calamita. E di questo mi
diede subito conferma: « Toronto ti
CARTOLINE PER LA PADANIA
di Antonio Calabrò
mette comodo. «Televisione al plasma e poltrona tecnologica, bancomat prodighi; poi però ti chiede l'anima, perchè lei non ce l’ha» mi
disse. Non ero d'accordo. Da settembre ad Halloween nessuno per
me era come l'Ontario. Tutto rosso e
giallo. Praterie di Budweiser, profumo di mele e futuro scontato. Po il
mar Jonio. Repentinamente dalla
sera alla mattina. La sindrome mi
possedette quando Mimmo era già
in Calabria da qualche anno.
L'esorcista fallì.
L'ho incontrato l'altro giorno, in un
angolo tra la statale 106, la più lunga
del meridione, e la pancia decadente
della misera e irriconoscibile
Siderno. Da pochi giorni aveva chiuso quella saracinesca alzata qualche
Capo Bruzzano. Le onde risalgono la spiaggia come in uno
mese dopo il nostro incontro a
sbarco a Omaha Beach. L’aria marina diffonde turbini di sale
Yonge Street. Aveva portato l'orienprofumato alle alghe salmastre. Il grande scoglio divide mare
te nella Locride. Mathari, 20 metri
e venti come la punta a foglia di una lancia Achea. I fantasmi
quadri di Indonesia, per 20 anni.
di prodi Argivi remano al largo cavalcando marosi infuriati,
Una piazza etnica nelle centro della
spaccati dalle rocce in spuma bollente. La rabbia silente dello
città.Era triste, il viso grigio topo
Jonio, spinta dall’invisibile tridente, gli stormi d’uccelli neri
dentro capelli ancora lunghi.
come esuli pensieri, e Capo Bruzzano, che sfida i venti e
Pausa pranzo
raduna le nuvole sulle nostre teste. Passandogli accanto tratCi siamo seduti nel bar di fronte e ci
teniamo il respiro, per ascoltare il ritmo battente di Poseidone.
siamo fottuti una budweiser.
FERNANDO SAGADO
el nord si scuda e nel sud si preleva. Sembra il conto della serva,
ma a volte i ragionamenti banali risultano i migliori. E se il
requisire il provento di un'attività illecita rappresenta un giusto principio di diritto, non si comprende come al sud il guadagno turpe sia
sottratto a chi lo produce e al nord venga semplicemente multato.
Non si capisce perché se chi ruba è del nord sia un furbo e, viceversa, assuma le normali vesti del ladro il mariuolo meridionale. Scene
drammatiche, come quelle viste a Platì, di gente messa in strada a
norma di legge saranno mai visibili oltre l'Arno? Sicuramente si a
patto che i ladri siano ricollegabili alla mafia, altrimenti un modo per
conservare il maltolto, tra scudi e sanatorie, lo si troverà sempre. E
questa non vuol essere la solita polemica nord sud, però è certo che
se un calabrese gira su di un bolide del quale non potrà dimostrare
la provenienza lecita prima o poi se lo vedrà sequestrato, se lo fa un
genovese ha la quasi certezza che nessuno andrà mai a ficcare il
naso nei suoi affari. Sia beninteso, non abbiamo alcuna intenzione di
difendere i ladri, tutt'altro. Vorremmo che i ladri fossero considerati
tali a ogni latitudine e così non è. Si è mai visto un maxi sequestro di
beni in Veneto su un patrimonio fraudolentemente accumulato?
No. Salvo qualcuno che fosse riconducibile alla mafia. Ora, ben
venga il depauperamento della mafia ma giunga pure l'impoverimento di chi ruba in nome proprio senza aver fatto giuramenti di
sangue. Però attenzione, togliere i beni a una famiglia è un atto di
una gravità estrema, perché significa rinnegarne la costituzione economica. Le regole per farlo devono essere estremamente garantiste,
sbattere qualcuno fuori di casa va fatto solo in presenza di prove
incontrovertibili e in base a un sistema di regole che mira solo a stabilire che rubare sia ingiusto. E che rubare sia ingiusto deve essere
ben chiaro a tutti i ladri e non ad alcuni si e a molti no. Se un terzo
dell'economia italiana è sommersa, per dati uniformi di ogni ente
N
D Y
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L
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DOMENICA
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LA RIVIERA
03
Parlando
di...
ATTUALITÀ
POLAROID
NORDICI & SUDICI
DI GIOACCHINO CRIACO
Missione internazionale
per superare lo sbarramento
Parametri per un sindaco usato
ra un po' si vota per il
rinnovo di parecchie
amministrazioni comunali, le liste sono già state presentate. Sapete che a giorni
inizieranno i pellegrinaggi di
candidati e amici nelle case
dei sudici, mentre per i nordici ci saranno le cene e gli spot
televisivi. Si peroreranno le
cause di futuri possibili sindaci, assessori e consiglieri e
qualche consiglio, anche se
non richiesto, ve lo devo pur
dare, certo che come al solito
lo disattenderete. Ma posto
che sono un grafomane patologico, scrivo e consiglio per
malattia non per convinzione
e di chi politicamente fregherà voi mi frega poco. Non
è un mutamento di linea
rispetto a quella assunta dalla
rubrica, ultimamente. La
chiave di lettura resta sempre
quella ambientalista, di crescita verde in armonia con la
natura, e di decrescita industriale, anche se in questo caso
il gioco è facile non essendoci
industrie da smantellare al
sud, pur se in presenza di tentativi pericolosissimi di finta e
letale per l'ambiente industrializzazione ed essendo il
nord sulla via della deindustrializzazione forzata dai
mercati. Torniamo a bomba,
inutile darvi avvisi sui neofiti
della politica, chi si candida
per la prima volta non può
ovviamente essere valutato in
base a inesistenti precedenti
amministrativi, vi toccherà
affidarvi, nel caso la vostra
scelta caschi su di essi, al desti-
F
no. Per quanto riguarda il sindaco usato il discorso è, apparentemente, più semplice
essendo normale che il ricandidato sfoggerà sul petto le
medaglie conquistate sul
campo e qui bisognerà ragionare, perché oltre alle medaglie di metallo nobile, ce ne
stanno di ignobile lega. Il sindaco usato vi dirà quanto ha
fatto, ve lo dirà in termini di
soldoni. Ho portato investimenti per uno, due, centomilioni o centomila euro.
Questo è un parametro ingannevole, come quello delle
opere fatte. Perché se i soldoni sono serviti a gonfiare le
tasche di pochi e le opere
sono state fatte male e sono
servite solo a cementificare,
allora a un sindaco che ha
fatto tanto e preferibile uno
che non ha fatto nulla, se quel
nulla ha significato il conservare l'ambiente per come era
stato trovato. Si a volte è possibile che sia meglio un amministratore passivo di un attivo
amministratore. Un sindaco
purtroppo non è un auto venduta da un concessionario o
un prodotto in garanzia con la
clausola soddisfatti o rimborsati. La scelta è complessa e
non va presa a cuor leggero,
rischiereste di trovarvi in casa
un padrone che gestirà il
comune come fosse un bene
privato. Scegliete dunque
come vi aggrada, ma valutate
l'operato passato tenendo
sempre conto che del passato
tutto si sa ma del futuro certezza non vi è.
STANDING OVATION AL CILEA
CAVALLARO, PAPANDREA
E PROFAZIO.
DOPO LE LITI, IL TRIO
di ANTONIO CALABRÒ*
foto Fabio Orlando
l teatro era colmo come nelle grandi
occasioni: una folla di gente entusiasta,
sia di Reggio che della provincia; dallo
Jonio al Tirreno, tutti insieme, uniti in un
grande ballo collettivo, in un autentico
Peana di Ellenica memoria, in una corale
e propiziatoria danza di felicità.
Il ritmo della Tarantella, rielaborata con
grande perizia dai due maestri calabresi,
ha coinvolto ogni partecipante, senza
distinzione alcuna: dai palchi alla galleria
per l'intera serata si sono svolti balletti
improvvisati, l'entusiasmo crescente era
tenuto a bada dai malcapitati pompieri
addetti alla sicurezza, le mani levate in
aria e i passi del ballo rendevano la moltitudine un solo, unico, appassionato insieme di ritmo e di gioia sfrenata.
Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea,
tutti i musicisti impegnati, la splendida
trascinatrice ballerina Giovanna Scarfò, in
un crescendo di emozioni hanno regalato
una serata fantastica ad un pubblico dagli
I
Una delegazione di Comunisti
Italiani è stata ricevuta a Pechino .
Dicono che Michelangelo Tripodi
abbia chiesto alla delegazione cinese del partito fratello il trasferimento
in Italia d’un milione di compagni
cinesi. Per mettere il PDCI al riparo
dallo sbarramento.
DOMENICA
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la Riviera
Chi sostituirà l’insostituibile
Pignatone? Antonio Ingroia
RODERIGO DI CASTIGLIA
l 4 aprile il CSM ha messo a bando il concorso per la copertura di Capo della
Procura di Reggio Calabria. Pignatone se
n'è ghiuto e scopriamo con nostra sorpresa
che il Procuratore, al di sopra d'ogni critica, è
sostituibile. Chi lo sostituirà? Questa più che
una domanda, è un dilemma. E sicuramente il dr. Giuseppe Pignatone, che
ha avuto tanto amore per Reggio
e per il sistema politico che la
governava e la governa, non
si sottrarrà al dovere di
dare qualche consiglio.
Interessato alla prosecuzione del suo modo di
gestire la giustizia a
Reggio. Vedremo.
La data ultima e
utile per presentare
la domanda scade il
4 maggio. Solo
dentro quella data
sapremo esattamente i nomi degli aspiranti
alla poltrona del dr. Giuseppe Pignatone,
riverito e leccato dai grandi uomini politici
calabresi come un sovrano
assoluto che ha diritto di
vita e di morte su chi
governa. Il dr. Giuseppe
Pignatone non c'entra,
ma durante la
sua permanenza
a
Reggio
il
genuflessionismo
dei
destri e dei sinistri è stato pari
solo alle genuflessioni delle
pinzochere che
così pensano di
conquistarsi il
favore
del
Padreterno.
Orbene, chi?
S'affacciano sulla stampa locale i primi nomi:
quello del dr. Nicola Gratteri e del dr.
Giuseppe Prestipino. Ma né l'uno né l'altro
arriveranno all'agognato traguardo. Sul siciliano Giuseppe Prestipino pesa una denuncia dei magistrati Alberto Cisterna e
Vincenzo Macrì. Andrà all'Aquila. Su Nicola
Gratteri non pesa nulla . Pesa solo il fatto che
è un magistrato al di fuori di ogni chiesa, e gli
mancano gli appoggi politici. Questo torna a
suo titolo d'onore, ma non è un titolo sufficiente per essere nominato dal più politico
degli organismi: il Csm.
Orbene, chi? Torniamo a chiederci.
Senza dubbio, Antonio Ingroia, il più accanito accusatore di Dell' Utri, e il più convinto
della colpevolezza di Dell'Utri.
Se resterà in Sicilia, a Palermo, non c' è dubbio che il processo Dell'Utri ricadrà nelle sue
mani.
Per evitare questa disgrazia è necessario che
lasci Palermo e venga a Reggio. E così sarà.
A meno che il Csm non sia neutro come certi
nomi nella lingua latina.
occhi lucidi e dal sorriso radioso.
In occasioni come queste si scopre l'importanza e la bellezza delle proprie radici,
e ne scaturisce una grande sensazione di
appartenenza che rende ognuno fiero e
orgoglioso di essere ciò che è: orgogliosi,
felici e fieri di essere calabresi, in questo
caso.
Il concerto è stato in progressione, con un
coinvolgimento crescente; il cantore reggino Otello Profazio ha suonato e cantato
col duo, poi, con ritmo sempre più forsennato, i musicisti hanno conquistato il
teatro che a un certo punto rimbombava
di tarantella. La ballerina scalza con le
sue movenze antiche da Sibilla divinatrice
invitava all'imitazione, e nessuno si è fatto
pregare: ballavano tutti, vecchi e giovani,
uomini e donne, bambini e ragazzi.
Quando una donna calabrese balla la
tarantella, con quel sorriso allusivo e
gioioso che le si dipinge naturalmente in
volto, diventa, e mi perdonino le altre, la
donna più bella del mondo; le movenze
ritmiche la trasformano in una creatura
antica, uscita direttamente dalle pagine
dell'Iliade, diventa Penelope e Afrodite,
diventa un motivo plausibile per dire la
vita è bella, diventa graziosa, tenera, sensuale, romantica, feroce, forte, radiosa,
diventa felicità incarnata. L'apice si è raggiunto quando i musicisti hanno lasciato il
palco e sono scesi in platea al ritmo del
tradizionale Ballo di San Rocco di
Gioiosa Jonica (che qualche scriteriato
vorrebbe abolire; sono quelli che non
comprendono, sono quelli che vogliono
un popolo sottomesso, sono quelli che
odiano il ballo perché odiano la sensualità
e la gioia della vita). Una danza ipnotica e
febbrile, un Peana atavico, una liberazione e una esaltazione. Un ritorno alla
terra, ai riti propiziatori, alla natura stessa
dell'uomo. Il Ballo è letteralmente esploso tra la felicità di tutti, rendendo il
momento indimenticabile.
Il popolo calabrese, vituperato e offeso da
secoli, che deve ritrovare l'orgoglio, il
senso d'appartenenza, la forza e la voglia
di risorgere.
tratto dal sito www.zoomsud.it
I
DIAVOLO NERO
IL COMPLOTTO
Finito il mortorio sul modello
Reggio, il Governatore dei
Governatori ne ha iniziato un altro,
che prende nome di complotto contro la Città della Fata Morgana,
ovverosia contro di lui. Sarebbe poco
pensare che Lui s'identifichi nella Città. E non è
troppo opinionare che la Città si identifichi in
Lui. In Lui, sicome il sindaco più amato d'Italia.
Ché, di tutta evidenza, l'amore è cieco- e ora il
Governatore più scalpitante, come un purosangue vanesio, della Calabria non più sull'orlo dell'abisso. Dato il coro famelico, che accompagna
le esternazioni del Sindaco a tempo non determinato dal dr. Arena e del Governatore a tempo
fissato dalla scadenza elettorale, anche io ripiego
le corna ai suoi piedi e il nuovo mortorio mi commuove e desta tristi ricordi.
Ricordiamo insieme. Il complotto -scusate se
paragono le cose grandi alle pusille- fu una creatura staliniana. Stalin elaborò la teoria che più si
andava avanti nell'edificazione del socialismo e
più rabbiosa era la reazione della classe spossessata, che per ciò stesso replicava con il complotto. Non è a dire che il Governatore sia uomo di
molte letture. Ma qualcosa resta pure nella testa
di chi non legge. Ed ecco l'ammaccatura scopellitiana: più l'adorata Città è andata avanti e ancor
di più i suoi nemici hanno tessuto il complotto,
giudici non esclusi. Originale non è, ma è straordinaria la coincidenza tra fascismo rosso e fascismo nero.
Disturbo, una volta di più, Stalin.
Fu sua la teoria -per dir così- grammaticale della
trasformazione del complemento di specificazione in complemento di eguaglianza. Per cui dire:
il Segretario del Partito comunista equivaleva a:
il Segretario è il Partito comunista. Ne derivava:
chi critica il Segretario del Partito, in effetti, critica il Partito comunista, e diviene oggettivamente
un nemico del popolo, essendo il Partito comunista l'incarnazione del popolo. Un'altra ammacatura scopellitania: il Sindaco della Città è la
Città. Ne deriva: chi critica il Sindaco, critica la
Città, che in Lui si identifica. Bisogna avere un
delirio d'onnipotenza per ragionare in in questo
modo. Il che porta le superbe narici del
Governatore a scambiare l'odore della muffa
con il profumo delle acque nanfe, distillato dei
fiori d'arancio.
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Parlando
Web
di
Claudio Cordova sfida l’informazione provinciale
l Dispaccio lancia la sfida a La Riviera a Strill a Zoomsud e a tutte le altre testate regionali d’informazione presenti sulla rete. Una nuova voce si aggiunge per descrivere minuto per minuto la realtà della
Calabria. Alessia Candito e Claudio Cordova reggeranno il timone del Dispaccio, il sito d’informazione che ha debuttato il primo giorno d’aprile. Accogliamo felici la voce nuova, certi che arricchirà l’offerta giornalistica e contribuirà a comporre un quadro informativo che necessita di visioni ulteriori.
Facciamo l’in bocca al lupo alla testata e da parte nostra accettiamo una sfida che sicuramente stimolerà tutti a migliorarsi e a migliorare la rappresentazione della Calabria, troppo spesso affidata a giornali che privilegiano il lato oscuro della nostra terra.
I
PRIMO PIANO
Leaders
Il ‘900 calabrese
Il Socialista inquieto capì che la dipendenza del Sud poteva essere
interrotta solo da processi diffusi di industrializzazione.
Con Lui cessa il monopolio della stampa conservatrice in Calabria.
“
Giacomo Mancini, l’uomo che più di tutti
ha fatto per la Calabria e il Mezzogiorno
I
PASQUINO CRUPI
casi della vita sono strani.
Nell’ultima fase della sua
vita, sempre tesa allo scopo
unico del riscatto della
Calabria e, pour cause, del
Mezzogiorno, Giacomo Mancini
aveva conosciuto il massimo dell’isolamento e il massimo dell’accanimento contro di lui. Aveva
cominciato Bettino Craxi a metterlo in un angolo quando lo estromise da capolista del PSI in
Calabria, e non solo l’astuzia della
ragione fece in modo che uscisse
da quel cimento elettorale primo
tra gli eletti. Era proseguita la
campagna contro di lui, all’interno
del Partito dove non contava
ormai quasi più nulla, con la mancata rielezione nel 1992. Ciò che
gli costò molta amarezza e l’abbandono di gran parte di dirigenti
socialisti, che da lui avevano avuto
posti importanti e comode poltrone di comando. Infine, al suo fianco e fino alla morte, in provincia di
Reggio Calabria, rimanemmo soli
soletti Raffaele Manferoce, farmacista a Cinquefrondi, ed io.
Fuori dalla Calabria il solo
Antonio Landoli, docente universitario, senatore, pur lui decapitato
da Bettino Craxi, che non lo volle
ricandidare. A Cosenza non
disertò da Giacomo Mancini
Michele Cozza, un intellettuale
fine, un economista di valore. E fu
dentro questa solitudine che egli
ebbe a patire un assurdo processo
per concorso esterno in associazione di cui ancora arrossiscono le
pareti del tribunale di Palmi. Ne fu
assolto a Catanzaro. E non c’era e
non c’è da menarne gioia. Le assoluzioni, per chi ci pensa, sono le
cicatrici del giusto ingiustamente
perseguitato. Dell’ingiustizia e
della perversità giuridica di quel
processo reca scientifica testimonianza il libro fiero e civile dell’avv.
Paolini, “Agguato a Giacomo
Mancini”. Dicevo: i casi della vita
sono strani.
Giacomo Mancini è morto l’ 8
aprile del 2002 a Cosenza.
Esattamente 12 anni fa. Non mi si
accusi di retorica umanistica. Ha
davvero ragione Ugo Foscolo
quando ne “I Sepolcri” scrive che
“giusta di gloria dispensiera è
morte”. Così è stato per Lui.
Appena dopo la morte, tremiti di
nostalgia si sono avvertiti.
Giacomo Mancini è ritornato
nella sua grandezza di socialista e
di meridionalista. Socialista riform i s t i .
Meridionalista
garantista. Vige
ancora una vulgata che vuole
G i a c o m o
Mancini come
uomo di potere
e a anche di
clientele. Non fu
uomo di potere
nel significato
deteriore del termine, e non fu
uomo di clientele nel significato
tradizionale del
termine.
Nel
Mezzogiorno qualche favor si fa.
Ed è opera di bene per chi ha bisogno.
Egli ha educato al sapere operativo tante generazioni, che si sono
fatte avanti con l’azione e con il
pensiero, l’una e l’altro puntati sul
Mezzogiorno e la questione meridionale. La Padania trovò in Lui
un combattente estremo, e fu lui
per primo a inventare il nome
Padania, a indicare nella “stampa
padana” l’artiglieria pesante
mossa contro di noi.
Ebbe di fronte le toghe e gli ermellini e li avversò con energia, uscendone sconfitto. Alzò lo sguardo sui
poteri forti e non si ritirò dalla
lotta. Il suo midollo era di leone e
piegò gli interessi della casta nel
campo della medicina, imponendo l’uso del vaccino Sabin grazie a
cui, dalla faccia
della Calabria e
del Mezzogiorno,
scomparvero i
bambini poliomielitici che strascicavano
le
gambe per terra,
sostenendosi
sulla poca forza
delle loro deboli
braccia. Ingaggiò
una
battaglia
sconfinata con i
burocrati
dei
Lavori pubblici,
di cui fu Ministro ineguagliabile, e
ruppe con l’autostrada l’isolamento della Calabria, tornato ora di
moda. Capì che tutti i governi,
anche quelli a partecipazione
socialista, erano nemici del
Mezzogiorno e della Calabria e
non ebbe esitazione a contrapporsi. Contro la visione ruralista e
gracchista del PCI, fermo alla questione meridionale come questione contadina, riprendendo le
intuizioni di Rodolfo Moranti, lanciò l’idea che il Mezzogiorno e la
Calabria non avrebbero interrotto
la loro nefasta dipendenza, la loro
storica carriera di territori, esposti
alla criminalità organizzata, di
DOMENICA
aree dell’assistenza, senza l’innesto di processi d’industrializzazione. E si batté per la realizzazione
del Quinto centro siderurgico
nella Piana di Gioia Tauro e la
Liquichimica di Saline Joniche,
caso unico d’una fabbrica che
chiude i battenti dopo essere stata
ultimata, e chiusa addirittura con
un decreto a mezzo stampa del
“Corriere della Sera”, che ha voluto sempre il nostro bene. Della
Liquichimica resta ora una ferraglia arrugginita del Quinto centro
siderurgico: il grande porto di
Gioia Tauro. Allora i grandi economisti, con la cresta poggiata
nella redazione dei quotidiani
altolocati, parlarono di industrie
nel deserto. Quando piuttosto è
da dire che la Calabria è un deserto senza industrie. E se il processo
d’industrializzazione - mi domando- fosse andato avanti, la
Calabria ai nostri dì sarebbe la
Calabria che abbiamo sotto gli
occhi?
Ma Giacomo Mancini non è stato
solo questo, e sarebbe stato tanto.
È stato un uomo di cultura operativa. Ha spezzato il monopolio
della stampa conservatrice con la
creazione de “Il Giornale di
Calabria”. Ha dato alla Calabria
la Casa editrice Lerici. Ha innestato nel cuore antico di Cosenza la
Libreria Feltrinelli, arricchita da
un Centro Studi. Ha fondato il
Premio Sila che ha vantato tra i
suoi presidenti Carlo Bo, e nelle
prime edizioni ha premiato ala
memoria Guido Dorso. Ha dato
voce al pensiero socialista calabrese con il mensile “La Parola socialista”
e
il
quindicinale
“Calabriaoggi”.
È stato l’uomo politico che più di
tutti ha fatto per la Calabria e il
Mezzogiorno nel Novecento. Lui,
che ha fatto uscire il pensiero
meridionalista dalla fase della
ricerca alla fase dell’azione pratica, della realizzazione dei suoi traguardi, alcuni raggiunti.
Non ha lasciato eredi. Solo sospiri.
E per carità del Grande Morto
non parlo del decennale, organizzato dal figlio e dal nipote.
Ambedue dovrebbero cambiare
nome cognome, così come hanno
cambiato idee e collocazione.
Meno male che la primgenitura
del socialismo calabrese non
appartiene né all’uno né all’altro.
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la Riviera
La settimana
n questa terra esistono avvenimenti che
Vergogna. Nel 2012 una terra condannata
ATTENTATO A ILARIO FILIPPONE: UNA PAGINA NERA
sono spiegabili solamentecertificando il
da mille problemi ha bisogno di una stamfatto che la presenza di belve, di bestie,
pa
libera,
chiara,
sul territorio, siala più alta di qualsiasi
intraprendente. Scrivere ciò che è la
regione d’Italia. Vicino alla Pasqua 2012,
realtà diventa il senso vero di una comul’auto diun cronista salta in aria, data alla
nità civile. Non si può nascondere all’infifiamme dai vigliacchi di turno, da chi sicrenito quello che prima o poi, in un aula di
de boss e non è nemmeno il garzone di se
tribunale, in un dibattito pubblico, in un
stesso. Uomini vili, padrini senzaonore, in
confronto politico, verrà a galla. La colpa
una parola bestie. Nella notte tra martedì e
dei giornalisti qual’è? Forse solo quella di
mercoledì la Renault Modus di Ilario
arrivare prima su un qualcosa che per
Filippone, giornalista di “Calabria Ora”, ma
forza di cose emergerà dopo? E la gente
io direigiornalista e basta, un cavallo di
tace intorno a Filippone. Qualcuno ha
razza della cronaca giudiziaria, è stata
addirittura abbassato gli occhi salutando a
VICENZO GALLO
incendiata a pochi centimetri da casa sua.
fatica il giornalista di Locri. Vergogna.
Alle due notte, nell’oscurità, quella che avvolge i vili, Ilario Filippone in una storica intervista a Figliomeni
Non parlate più di una Calabria migliore finchè non
qualcuno ha lanciato un segnale. Ma a chi, a
saremo tutti al fianco di ragazzi come il cronista di
Filippone? A tutti i giornalisti? A qualcun altro? Bhè
Locri.
per chiunque fosse l’avvertimento, sappiano, le belve
poi, altra amara constatazione, arriva da
con l’anello al naso, che di fronte ad un gesto del geneun’inchiesta che non mi aveva mai convinto:
re maggiore sarà la voglia di continuare a raccontare
“Crimine”. Pensavo che la ‘ndrangheta, il
una Locride e una Calabria afflitta e in mano a bande
potere mafioso in Calabria fosse altro, evoludi delinquenti. Non di mafiosi, ma di delinquenti, picto, da business class. La dda di Reggio Calabria aveva
coli criminali senza gloria. Due però sono le consideragione, la ndrangheta nella Locride è ancora gretta,
razioni che mi toccano e rendono amara e angoscianbarbara e agricola, come dimostrano i profili delle
te la situazione che ha colpito Filippone. La prima è
numerose condanne tra Milano e la Calabria.
l’indifferenza della gente vicina a Ilario. Qualcuno ha
Non ci salveremo mai, specialmente se la gente contianche sussurrato “c’era da aspettarselo”. Vergogna.
nuerà a girarsi dall’altra parte. Coraggio Ilario.
I
Siamo circondati
da belve feroci
E
NON
TOCCATE
ILARIO
RUGGERO CALVANO
C'è ancora da noi chi si muove con le tenebre e pensa che affermare se stesso con la violenza sia un atto da uomini. Deve aver pensato questo
chi l'altra notte col buio ha distrutto l'auto di Ilario Filippone. La sopraffazione non è da forti, appartiene alla categoria dei gesti vili, è l'armamentario di chi colpisce a tradimento. Chi scrive ha il diritto di dire quello che pensa e il dovere di riportare tutto ciò che ritenga notizia, con l'unico limite della legge e del lettore. Il lettore che non gradisce cambierà lettura e la legge provvederà a sanzionare gli abusi. Ilario Filippone ha il
dovere e il diritto di scrivere ciò che gli sembra utile per il pubblico e nessuno può avere la protervia di impedirlo. Stare col giornalista colpito, con
i suoi familiari, non è un atto di cortesia a Filippone o il riconoscimento della perfezione del suo lavoro, e un gesto a cui si e obbligati per il
rispetto di se stessi se ci si vuol sentire uomini nel senso nobile del termine. Ilario deve scrivere quel che vuole e noi gli siamo vicini. La nostra è
una solidarietà piena, come deve essere in un momento cosi grave, senza distinguo e senza cavilli. Non toccatelo Ilario e smettetela di andar di
notte a trovare chi non vi piace.
IL DITO NELL’OCCHIO
Dopo le dimissioni
di Maria Lanzetta
sui campi di
Monasterace
batte la luna
on sono rituali, ma sono certamente a scoppio ritardato le
solidarietà che sono scese dall'alto e che hanno a riguardo il sindaco di Monasterace, Maria Lanzetta.
Si sono scomodati a mezzo telegramma, che non costa molto, e a mezzo
telefono, che costa ancor di meno,
personaggi illustri. S'è scomodata persino Susanna Camuso, segretaria
nazionale della Cgil, la quale, sempre
lontana dalla Calabria, questa volta
ha espresso vicinanza. Si scomoda la
Commisione nazionle Antimafia.
La Lanzetta -non dimentichiamoloera stato bersaglio sensibile della criminalità organizzata già un anno fa,
quando fu data alle fiamme la farma-
N
più di qualcosa non funziona. E,
dopo il replicato criminale episodio,
soprattutto non funziona che le procellarie vestano Maria Lanzetta dei
panni della madre dei Gracchi.
Peraltro, da lei respinte con la presentazione delle sue dimissioni.
Cosa che umanamente comprendiamo per la ragione già detta da don
Abbondio, che non aveva un cuor
da leone: “Qui non si tratta di ragione e di torto, ma di forza”. Però, ciò
cia di cui è proprietaria e titolare.
che umanamente è legittimo, non lo
Ma il misfatto non ebbe risonanza
è sul piano politico. Chi inizia una
nazionale e non si chiese, come ora
lotta contro la mafia, sterzando l'amed enfaticamente, l'intervento del
ministrazione contro di essa, non
ministro degli interni, quando più
può interrompere l'opera di bonifica
correttamente bisognerebbe chiedeincominciata.
re che le forze dell'ordine, prefettuCi dispiace che nell'ora del dolore,
ra e questura esercitino un controllo
che stringe Maria Lanzetta e la sua
serio del territorio senza la tentaziofamiglia, la nostra solidarietà sia
ne di farne un campo di concentraaccompagnata da queste riserve.
mento. Prima, no.
Ma ciò è per il bene suo e dell'inteEvidentemente, per fare rintronare
ro paese. Non certamente salvato
le orecchie di chi sta in alto, il credai ciclisti dell'antimafia, che, al
pitìo delle fiamme non basta.
suono delle sirene spiegate dall'auto
Occorre che ci sia la sparatoria.
di scorta, sembrano suggerire ai
È così?
monasteracesi che lo Stato c'è. La
Ma se a Monasterace si può sparadeputata Maria Grazia Laganà ne
re, e si spara, quando se ne ha
ha addirittura due di scorta. E a
voglia, se a Monasterace si può metMaria Lanzetta il gran prefetto
tere nel mirino il suo sindaco ad libiVarratta s’è deciso ad assegnarla
tum, ciò vuole dire che qualcosa e
solo ora. A tempo scaduto.
L’ULTIMA CENA
oleva
fare
le
primarie
Ammendolia, il sindaco di
Caulonia sapeva di potere incorrere in qualche Giuda. E cosí é
stato. All'ultimo momento utile il tradimento é arrivato, per cui saranno Mercuri
e Riccio a contendersi la poltrona di
primo cittadino. Entrambi stimati e competenti ma il primo a capo di una grande
coalizione che vede insieme la strana coppia Tucci-Campisi (quanto dureranno?) e
il secondo a dirigere un gruppo che ha
volutamente sperperato il capitale politico costituito da Ammendolia e dalle sue
idee.
Finalmente candidato Luigi Fuda che
forse la smetterá di scrivere i discorsi ai
bisognosi e si esporrá in prima persona.
Per il resto sará campagna elettorale dura
e, come al solito in quel di Caulonia, non
mancheranno i colpi bassi. D'altronde
ognuno ha la classe politica che si merita.
Giovanni Maiolo
V
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
09
Parlando
di
ATTUALITÀ
Scuola
La scalata
degli istituti
tecnici
ANTONELLA ITALIANO
bbiamo tante eccellenze qui nella Locride e
che siano volontariamente offuscate è ciò che temiamo.
Così, a furia di spendere energie per
difenderci dall'opinione pubblica plagiata, restiamo senza forze per promuoverle. Prendiamo un bel respiro ora, mandiamo al diavolo i
luoghi comuni e gli stereotipi, e
urliamo il valore dei nostri giovani studenti. Una classifica, sti-
A
lata dalla “Fondazione Giovanni Agnelli”,
mette sul podio gli istituti scolastici migliori
della Calabria: al primo posto c'è l'istituto
crotonese “Polo di Cutro”, al secondo
l'Istituto tecnico commerciale “G. Marconi”
di Siderno, al terzo l'Istituto tecnico nautico
statale “Nautico Pizzo”. Sesto posto per
l'Istituto tecnico commerciale “G. Ferraris”
di Reggio Calabria. Una classifica che ci
riempie di orgoglio, da un lato per il nostro
irriducibile campanilismo reggino, dall'altro
perché alletta il pensiero che
sia questo il volto della nostra
gioventù.
Lo studio statistico è
stato effettuato
analizzando gli istituti superiori di provenienza delle migliori
matricole universitarie
calabresi. L'indagine sulla
Calabria, voluta fortemente dall'assessore regionale Mario Caligiuri, ha
riguardato 166 scuole
statali e paritarie e i
risultati di profitto, e
rendimento agli
esami universitari, di oltre 145.000 diplomati. Balza subito agli occhi un “effetto provincia”: gli studenti dei piccoli centri hanno
rivelato le migliori performance universitarie, facendo impallidire i giovani proveniente dai grandi centri urbani. In realtà le classifiche stilate sono due. La top ten di sopra è
costruita “pesando” statisticamente l'effettivo contributo, dato dalla scuola, al successo
universitario dei suoi diplomati; una seconda classifica è costruita considerando altri
fattori in grado di influenzare i percorsi universitari.
Importanti, al pari dei voti, sono infatti la
caratteristiche individuali degli studenti, i
contesti territoriale di riferimento, il contesto socio-culturale della scuola frequentata.
Si è tenuto conto, inoltre, che vi sono indirizzi più o meno facili, e atenei più o meno
generosi nelle votazioni, utilizzando lo strumento statistico della normalizzazione. Un
discorso a parte che affronteremo sul prossimo numero, e che viene evidenziato proprio
da questo studio, è l'ottima qualità della formazione fornita dagli istituti tecnici. I Licei
dunque perdono terreno, mentre i giovani
studenti di Reggio e provincia scalano le
classifiche
Reggio Calabria
Piazza Italia rivede la luce
È stato inaugurato il sito archeologico di Piazza Italia.
Viene infatti restituito alla cittadinanza un luogo “storico”
di Reggio, un luogo da sempre centro istituzionale e
politico della città. La futuristica struttura in vetro e
acciaio che dovrebbe occupare (uso il condizionale in
quanto ancora non è completa) un'intera metà della
piazza è nata dopo un parto travagliato, durato quasi
Polistena
Il ritorno
del mercato
MARIA BOETI
Di nuovo in primo piano il mercato. Per accertarci di persona,
che disposizione d'animo hanno
gli ambulanti, ci siamo presi la
briga di contattare telefonicamente qualcuno di loro. Se
secondo la loro esperienza venderanno di più o ci sarà di
nuovo disorientamento.
Riconoscono la giornalista e il
giornale La Riviera, si complimentano e ci dicono che siamo
molto letti. Tornando in argomento, parliamo del mercato e,
consapevoli che ognuno nel suo
campo è un fine ragionatore,
veniamo a sapere dalla loro viva
voce: “…sì, tornare nei vecchi
binari è utile. Ed è scontato che
venderemo di più, che ci sarà un
maggior movimento”.
Continuano, nei loro commenti,
né strani né sgradevoli:
“…prima, la vecchia
Amministrazione Laruffa ci ha
messo in disparte adesso con
dieci anni. Come specificato in conferenza stampa
qualche giorno fa dal sindaco Demetrio Arena, non sono
ancora stati trovati i soldi necessari per completare parte
della pavimentazione. Pertanto l'inaugurazione, celebrata in pompa magna, sarà solo parziale. Il nuovo progetto, ideato e quasi ultimato da un'azienda che si è già
occupata di lavori in acciaio in Liguria e Toscana, sarà
destinato ad adornare la nuova piazza in chiave decisamente del tutto moderna, certamente in contrasto con lo
stile “neoclassico” del resto degli edifici che si affacciano
sull'antica piazza un tempo dedicata a Ferdinando I di
Borbone: nel dettaglio, quattro lucernai, teche e pannelli
descrittivi in acciaio e vetro, utili ad illustrare gli scavi.
L'idea è molto simile a quella utilizzata per rendere visibile gli scavi di parte del “Foro di Traiano” a Roma.
L'ingresso sarà realizzato con una struttura anch'essa in
acciaio e vetro. Agli scavi si potrà giungere tramite una
scala elicoidale appesa alla struttura di copertura. Da
quanto detto anche dalla Soprintendenza archeologica
bisogna tuttavia aspettare i fondi della Regione per completare la pavimentazione. Ciò significa che entro la fine
del 2012 la piazza dovrebbe finalmente essere completata e osservata in tutto il suo antico e moderno splendore. Il mio personale augurio è che non si parli solamente dell'opera, che non riecheggi nella memoria reggina solo la grande teca all'aperto: è di fondamentale
importanza che, grazie a questa importante scoperta, il
cittadino reggino possa avere il diritto di conoscere la
luminosa storia della prima pòlis greca della Calabria,
dell'unico porto naturale dell'impero borbonico. Un
museo multimediale in pieno centro, invece di improbabili e costosissimi progetti di “stelle marine”. Perché no?
Antonio Cormaci
Tripodi finalmente torniamo.
Noi abbiamo bisogno di fare
cassa, vendiamo mercanzie di
tutti i generi e dobbiamo portare soldi a casa, noi non giochiamo, questo è il nostro lavoro.”
Dal breve dialogo avuto, abbiamo capito che proprio contenti
non sono. Ne è venuto fuori un
quadro né scuro né vivace. Nel
caso specifico, si sentono danneggiati, gli ambulanti residenti,
perché non hanno potuto scegliere la collocazione e non se la
Polistena
Polistena sta
cambiando?
MARIA BOETI
Sperando d'interpretare al meglio i sentimenti
dei commercianti ambulanti e di posto fisso
parliamo del ritorno del mercato, che a giorni
sarà ricollocato nel suo habitat naturale, viale
Rivoluzione d'Ottobre -via S. Marina.
Disposizione, questa, che per cinquant'anni ha
visto arrivare il mercoledì mattina a Polistena
centinaia di acquirenti da tutta al Piana.
Abbiamo già trattato l'argomento quando
l'Amministrazione Laruffa ha inteso appartarlo nelle vie Marx -Gullo. Quella attuale,
invece, ha deciso di riportarlo nei dintorni
della zona dov'era nato. Manovre politiche o
un venir incontro ai commercianti per incrementare l' economia? Probabilmente
entrambe le facciate! Certamente, il cambio, è
positivo! Da qui, la domanda sorge spontanea:
Polistena sta davvero cambiando? Siamo
davvero in una fase di mutamento epocale?
Intanto, per verificare se ciò è vero, possiamo
analizzare il gergo parlato e scritto. Che vuol
dire “Modello Polistena”? Di un Modello
abbiamo sentito parlare in altro luogo, ma
pare sia fallito. O no?! Sarebbe più giusto e
più conforme, se davvero la metamorfosi sta
avvenendo, dire “La Polistena geniale”.
Sarebbe bello sentir dire, anche da Reggio: “a
Polistena fanno così”. Polistena è l'originale
non la fotocopia, non deve scopiazzare i modelli di nessuno, e che siamo alle Elementari?!
Per adesso, iniziamo col vedere che assetto
prenderà il ricco materiale che abbiamo a disposizione, ricco materiale, riguardo anche le
intelligenze, parliamo dei dotti, degli esperti.
A volte, pur animati da ottime intenzioni, si
può cadere in trappole insensate prodotte dall'ostinazione di chi ha il potere e dalla dappocaggine di chi sta intorno. D'altra parte
quelli che siedono all'opposizione hanno
imparato, l'arte di strisciare andando da destra
a sinistra e viceversa tentando di avanzare
verso la corte. Questa la realtà polistenese...al
momento.
sentono di fare una battaglia. E'
il criterio dell' assegnazione che
li amareggia. Il loro rammarico
si basa sulla non priorità di preferenza, dicono, da parte dell'
attuale Amministrazione che sul
rispetto della legalità ha fatto il
proprio baluardo. Ma tutto questo è normale: la severità produce sempre qualche contrarietà.
Loro, gli ambulanti che dovunque piazzino le tende dovrebbero essere il fiore e la forza della
compravendita hanno questi
DOMENICA
disappunti. E, permetteteci
qualche appunto in chiusura: la
via S. Marina è ricordata dagli
avi, al di là di tutti gli settori per
la vendita dell' utensileria, del
pentolame, della terracotta, del
rame, degli artigiani, dei fabbri,
addirittura dei maniscalchi, ect.
La passata Amministrazione, ha
costruito con le sue stesse mani
la sconfitta. Se la sono proprio
voluta. E, pur avanti con l'età
hanno fatto errori di inesperienza! Meglio così!
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DOMENICA 08 APRILE
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LA RIVIERA
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Parlando
di...
IL FAI A SOSTEGNO DI MARIA CARMELA LANZETTA
La presidenza regionale del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) Calabria e la Delegazione FAI della
Locride e della Piana esprimono solidarietà per il vile attentato subito dall'amica ed associata FAI Maria
Carmela Lanzetta, Sindaco di Monasterace, da sempre al fianco dei volontari del FAI nella valorizzazione
del patrimonio culturale della Locride, se ne ricorda da ultimo il fattivo sostegno alla Delegazione per il
restauro del mosaico del Drago, bene simbolo della cittadina di Monasterace e del territorio
Locride
Siderno
Addio,
vecchio pontile
I Muti di Platì
unque, il 3 aprile a Platì nella
Chiesa San Loreto, propiziato
dal vescovo Giuseppe Fiorini
Morosini, ha avuto luogo un
dibattito - per dirla con liturgico linguaggiosulle “criticità” del paese. V’era presente il
presidente della Provincia, Giuseppe Raffa,
con stuolo di assessori provinciali e il consigliere provinciale Luigi Giugno. Non poteva
mancare e non è mancato il parrocchiano
Rosario Sergi, del quale non siamo riusciti a
capire se intenda servire la Chiesa, mettersi
sotto le grandi ali del perdono di Dio o funzionare come l’ultima ruota del carro di
Romano De Grazia. Che, siccome cammina
verso l’avvento della democrazia, della legalità, della trasparenza a Platì, è, al di là d’ogni apparenza, è una posizione utile e preziosa. Noi siamo ben lieti di tanta presenza.
Il paese di Platì non è solo. Potrebbe solo
accadergli d’essere in mala compagnia.
D
CONTESSA LARA
Arrivano le ruspe nella Locride e spazzano
via il vecchiume. Che bell'aria di primavera!
Il cinema Ariston di Bovalino era una vergogna per il paese dall'impeccabile piano regolatore. Pericolante, inutilizzato, è stato strappato ai pallavolisti che lo avevano adibito a
palestra, è stato strappato a chi sperava in un
recupero della struttura. Perché un cinema al
centro cittadino, a due passi dalla piazza principale e dalla chiesa, ci sarebbe stato proprio
bene, dicevano. Ma di un cinema si può
anche fare a meno. Stessa sorte toccò al lido
Orsa, con la differenza che, quando vi arrivò
il mare, era già cadavere. E oggi, finalmente,
si spazza via il pontile di Siderno. Tutte opere
inutili e ingombranti. Opere vecchie. Al contrario, questo lunedì mattina sa di nuovo, è
una bella giornata, di quelle che d'improvviso
regala aprile e che fanno dimenticare le piogge invernali. È un piacere osservare, riscaldati dal tepore del sole, la forza brutale della
ruspa affannarsi contro acciaio e cemento. Il
mare non si oppone, la gente neanche. Poi si
arriva a quel punto, nascosto tra i pilastri, che
fu l'alcova dei nostri corpi. Incoscienti amanti. Forse anche un po' troppo sentimentali se
preferimmo il mare e la sabbia fine a comodi giacigli. Ma oggi i nostri peccati saranno
portati via col cemento, lavati dalle onde, e
che sia la volta buona visto che, per tanti anni,
si era tentata invano la demolizione.
Dunque, grazie sindaco Ritorto, per averci
liberato da una struttura insensata e pericolosa. E, soprattutto, di averlo fatto in modo
intelligente senza gravare con ulteriori costi
sul bilancio comunale. Apprendiamo difatti
che i materiali della demolizione saranno riutilizzati per completare dei lavori attualmente in corso a Siderno. Due piccioni, forse tre,
quattro, e una sola fava. Chiariamo agli eventuali nostalgici (non mancano mai) che il vecchio pontile, considerato da alcuni una testimonianza storica, in realtà è un residuo dell'edilizia degli anni '60. Che sarebbe dovuto
servire come attracco di mercantili ma non è
mai entrato in funzione. Che esistevano alcuni progetti di recupero ma sono stati tutti
abbandonati. Abbandonate dunque anche
voi la tristezza, e rincuoratevi, perché
l'Amministrazione comunale agirà presto
contro gli altri orribili relitti esistenti lungo la
costa sidernese. Di nuovo ruspe, ancora
Locride. Ed un suggerimento: cosa ne pensate di demolire, anziché ristrutturare ogni
volta, il vecchio castello di Roccella? E poi
salire su su, fino a Gerace. E sul promontorio
che ospitò gli Sparvieri facciamoci un bel
palazzo con vista sul mare.
Masino Mittiga
Questo riguarda, però, il futuro. Al presente è da constatare che, fatta eccezione per
Giuseppe Raffa, costretto al silenzio dalla
sua funzione, tutti gli accorati delle “criticità” di Platì sono stati zitti e muti, quando
il paese è stato interamente accolto in una
retata . Sono stati zitti e muti quando c’è
stata la grande scoperta che colà anche i
bambini sono mafiosi. Sono stati zitti e muti,
quando Romano De Grazia, superando con
un colpo solo le due infamie precedenti, ha
dichiarato che a Platì non c’è chi, tranne lui,
sia in grado di stare a capo
dell’Amministrazione. E Rosario Sergi, stimando che lo stare zitti e muti era poco, s’è
messo al suo seguito. Muti e zitti- dal vescovo a Luigi Giugno- anche adesso che con i
loro tatticismi verbali parlano di “criticità” e
non dicono una parola sulla criticità delle
criticità : se Platì è un paese normale o un
paese enorme per ‘ndrangheta.
“
MISTER MILIARDO
Sono in arrivo a Bovalino importanti fondi per il recupero e la messa in
sicurezza delle strutture scolastiche elementari e medie. Nella lista dei
beneficiari dei Fondi Strutturali Europei, programmazione 2007-2013,
FESR - PON “Ambienti per l'apprendimento” è presente il Comune di
Bovalino con un ammontare complessivo di circa 700.000,00 euro da
destinare alle scuole elementari di Borgo e del Centro
e della scuola media.
Soddisfazione per il cospicuo finanziamento da impiegare per il recupero del patrimonio edilizio scolastico
bovalinese è stata espressa dal sindaco Tommaso
Mittiga e dall'intera compagine amministrativa. Un
contributo importante che sommato ai recenti finanziamenti di 5,4 milioni di euro per interventi di bonifica di siti ad alto rischio e ai 350 mila per il progetto
“Sistema di videosorveglianza del Comune di
Bovalino - Un occhio alla sicurezza” presentato nell'ambito del PON Sicurezza per lo Sviluppo, fanno riflettere sull'effettivo
modus operandi di questa amministrazione e sulle accuse infondate
recentemente lanciate dalla minoranza consiliare in riferimento ad un
presunto stallo politico-amministrativo.
Il Sindaco di
Bovalino non si
risparmia, e
soprattutto non fa
risparmiare lo
Stato. Un vero
segugio a caccia
di finanziamenti
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
12
la Riviera
LAVORATORI A SOLI 150 EURO
Hanno già aderito tanti comuni, associazioni, aziende private e uffici giudiziari alla manifestazione d'interesse che dovrà essere presentata alla provincia di Reggio Calabria. In pratica, si
potrrebbe beneficiare di lavoratori in Cig straordinaria ed in mobilità, in deroga per 6 mesi e
per 20 ore al giorno, pagando solo Inail e l'assicurazione contro terzi (circa 150 euro a testa).
Un progetto sostenuto da Stefano Maria Catalano dirigente del settore 8, formazione professionale, lavoro e politiche giovanili.
Delitto Berlingeri
LA STORIA DI NARDO E DI COLA
ANTONELLA ITALIANO
Nardo era un vecchio commerciante di cavalli, dall'intuito vivo e dalla
morale discutibile, come si addice ad ogni buon venditore. Amava chiacchierare con i concittadini che incontrava per strada e, anche se viveva a
Bovalino, se ne sentiva profondamente distante. Lui la vita la guardava
dritta in faccia, la sentiva sulla pelle, la ascoltava di notte dalla sua baracca. E profumava di terra e di sudore, aveva i suoni delle macchine che
correvano sulla statale, di grilli lontani nascosti dal buio, di galline schiamazzanti dentro casa. La sera, proprio davanti alla porta, sotto il filo dei
panni stesi ad asciugare, accendeva il braciere e vi restava seduto a lungo
con la famiglia. La sua storia era antica, modesta e, i suoi tanti figli, ragazzi semplici a cui avrebbe voluto insegnare a trattare con gli animali: l'arte del sensale, con tutte le sue parodie e gli atteggiamenti. Cosimo,
Benedetto, Francesco, Sasà, Cesare, Armanda, Cola sognavano invece
un'altra vita e Nardo si scontrava continuamente con il loro totale rifiuto
ma, soprattutto, era preoccupato dall'atteggiamento di Cola. Ribelle fin
da piccolo, quel ragazzo sembrava non accontentarsi mai di nulla. Era
stanco dei cavalli, del freddo della baracca, e guardava la vita cittadina
con un interesse sempre maggiore, ed intenzioni poco chiare. Forse
sarebbe cambiato, pensava in cuor suo il vecchio padre.
Andare alla fiera di Piazza Armerina, in Sicilia, per Nardo era una grande festa. Si preparava quand'era ancora notte, doccia e profumo, pantaloni e giacca abbinata, e una immacolata camicia bianca. Solo dopo la
morte della moglie indossò sempre una cravatta nera. Poi, nel riflesso
opaco dello specchio, aggiustava la “barritta”, sistemava il portafoglio in
tasca, ed era pronto per il viaggio. Lui era il capo e guidava le trattative,
PASQUETTAA SIDERNO
Torna la “Pasquetta sidernese” organizzata
dal sindaco Riccardo Ritorto e
dall’Assessore Maurizio Baggetta. Il programma prevede: alle ore 18,00 l’esposizione in Piazza Portosalvo del gigantesco
agnello di marzapane realizzato dai maestri
pasticceri sidernesi con successivo taglio e
degustazione. Alle 20,00 in Piazza
Risorgimento il concerto del gruppo di
Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea: i
Taranproject.
...PASQUAA PORTIGLIOLA
Saranno Eugenio Bennato, Francesco
Loccisano e Mimmo Cavallaro con i Taran
Project i protagonisti di “Ecce Musica”, per
la terza edizione del concerto della Pasqua
di Portigliola.
L'evento, promosso dal sindaco Pasquale
Panetta, e organizzato sotto la direzione
artistica di Francesco Loccisano, sarà condotto da Rosario Barbaro e Maria Teresa
D'Agostino.
ogni dettaglio era importante. Quando invece le
fiere si svolgevano nei paesi dell'entroterra aspromontano gli zingari partivano tutti, e affittavano
stanze per pernottare nel paese un'intera settimana.
Sono questi i ricordi che vivono nel cuore dei bovalinesi. Nardo “lo zingaro ricco”, il capo, che ancora
oggi, imboccando lo svincolo della statale 106, sembra quasi di vedere seduto davanti alla porta di casa.
I suoi figli, Cosimo e Benedetto, si sono trasferiti al
nord per lavoro. Cesare e Francesco seguono malamente le sue orme, mancanti come sono di classe,
smalto, arguzia. Cola si sospetta tratti con la droga.
Cola entra ed esce dalla galera, infastidisce i concittadini con continui furti, cambia grosse auto, conduce una inspiegabile vita agiata. Anche nel vestire
è esigente: predilige i colori accesi, non è raro ritrovarselo davanti in pantaloni rossi e vistose camice a
quadri. E dopo l'ultima “visita” in carcere ottiene gli
arresti domiciliari, poi la notifica della sorveglianza speciale, il permesso
di lavoro alla Limina. Ma, nella sua ricerca del benessere facile, Cola
trova anche la morte. Una morte triste, solitaria, in cui l'ultima cosa che
sente è il frastuono dei colpi di fucile. Non il dolore delle ferite ma l'odore del sangue caldo, e della terra, gli stringe il cuore. Quella terra che suo
padre respirava al galoppo sui cavalli, ora lo accoglie e lo accarezza. Cola,
figlio del Capo, avrebbe potuto essere diverso dagli altri zingari, ma un
cuore nato libero, tanto da ritenersi al di sopra delle regole, è di difficile
gestione persino per un padre.
LEOCOS
UOVA DI PASQUA
AI BAMBINI
RICOVERATI IN
OSPEDALE
Proseguono le iniziative di solidarietà promosse dall'associazione LEOCOS, in
prima linea nel portare avanti progetti
dedicati a grandi e piccini.
I bambini ricoverati nel reparto di pediatria dell'ospedale di Locri, riceveranno in
questi giorni la visita dei volontari che per
ottenere un sorriso in cambio di un uovo
di Pasqua porteranno gli auguri per le
ormai prossime festività.
L’invito
Ai 42 sindaci della Locride
“Le intimidazioni contro la collega Maria Teresa Lanzetta non
possono lasciare indifferenti i sindaci della Locride. Occorre una
reazione composta, seria, determinata. Per questo motivo ho
deciso di convocare il comitato
dei sindaci allargato a tutti i 42
colleghi della Locride a
Monasterace per mercoledì, 10
aprile, alle ore 10,30.
E’ questo l’invito rivolto da Ilario
Ammendolia al Presidente della
Provincia, al presidente Scopelliti,
al sindaco di Rosarno, ai sindaci
di Guardavalle, Badolato, Santa
Caterina e Sant'Andrea.
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
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LA COPERTINA
Bossi, e ancora, Boso, Borghezio, Speroni, Maroni, Reguzzoni,
Salvini, Castellazzi e Calderoli per un trentennio hanno
detrminato l’arretramento culturale ed economico del paese.
Con loro cessa il potere dell’ignoranza da bar
Bossi lascia
La fine di un mostro
La tribù dei Maranza
GIOACCHINO CRIACO
B
ossi abdica, dopo la
scoperta che i soldi del
partito servivano a far
vivere nell’agiatezza il
cerchio
magico
costruito intorno alla famiglia del
leader.
E che le cose non fossero limpide
lo si era capito da tante cose.
Per comprendere che non c’era
“trippa per gatti” sarebbe bastato
guardare dentro tante vicende
economiche oscure, emblematica
era la storia dei dodicimila miliardi di vecchie lire spesi per
Malpensa, con due aeroporti esistenti a pochi chilometri: Orio al
Serio e Linate.
Chissà se i riti celtici prevedano i
riti pasquali. Sarebbe bello se così
fosse, così i leghisti potrebbero
festeggiare quella che per loro è
una Pasqua di resurrezione. Bossi
e la sacra famiglia nordista sono
tornati alla vita, hanno lasciato i
sepolcri e si sono mischiati ai vivi,
scoprendo quanto i loro loculi fossero sepolture imbiancate e quanto essi stessi fossero uguali agli
umani italioti. Come tutti, come
sempre, diceva un tempo il duro
Tonino, Di Pietro. E in fondo una
sorpresa non lo è per molti che la
lega fosse né più né meno mediamente ladra come il resto dei partiti che formano l’arco costituzionale italiano. La sorpresa, per
tanti, è stata la durata della lega.
Nessuno avrebbe potuto prevedere che gente dello spessore di
Boso, Borghezio, Castellazzi,
Calderoli, Speroni, Maroni,
Reguzzoni, Salvini avesse potuto
imperversare in Italia per un trentennio determinando l’arretramento culturale ed economico del
paese, ora sotto gli occhi di tutti.
Difatti è un mistero come gente il
cui posto naturale sarebbe il tavolino di un bar di una valle sperduta a giocarsela a carte per il titolo
del re del ramino, sia riuscita a
entrare in politica, nei comuni,
Il destino dell’Italia
determinato da una
sette che con il
Settentrionalismo
ha stoppato lo
sviluppo nazionale
nelle province, nelle regioni.
Gente come Castelli e Calderoli,
nei ministeri? No, per forza ci
deve essere stata una regia dietro.
Un potere enorme e spiritoso, che
non solo voleva distruggere l’Italia
ma voleva anche divertirsi. E si
deve essere sbellicato di risate a
vederci presi a calci in culo per
trent’anni da personaggi che nel
meridione trovi seduti in qualunque bar di paese a giocarsi l’aperitivo a tresette o alla briscola a
chiamata. La lega, in realtà, ha
dato l’esatta misura della grandez-
Sfrattate i leghisti
PASCAL CHARMOT
rattateli come i platiesi. Buttateli fuori di
casa. Lasciateli sulla strada con un po’ di
stracci in mano. Mandategli i Cacciatori
elitrasportati di Vibo Valentia, facendoli arrivare in padania col favore delle tenebre e piazzandoglieli nel salotto sopra il tappeto buono
muniti di scarponi infangati d’ordinanza.
Fategli assaggiare il rigore della legge italiana
a questi barbari del nord e mostrategli cosa si
prova a ritrovarsi in casa all’alba la benemerita. Permetteteci per una volta di essere truci e
di mollare per un giorno il garantismo peloso
che ci connota negativamente. Per ventiquat-
T
tro ore ci comporteremo da padani e chiederemo leggi durissime, i celti ci massacrano
d’improperi da trent’anni e per quanto il
nostro animo sia gentile un momento di sfogo
è d’obbligo. Quindi prendetegli tutto, senza
andare tanto per il sottile, a quelli del cerchio
magico. Toglietegli ogni soldone sottratto al
belpaese, mandate il loro figli a dormire in stazione come di solito si fa con i mafiosi calabresi. E per la legge del contrappasso, ripristinate
il soggiorno obbligato e portateci in terronia i
vertici della lega, magari ci contageranno e un
giorno potrà nascere la lega del sud.
DOMENICA
za del paese, che si è scoperto una
terra per maranza, bulli padani
con gusto politico pari al gusto per
le camice a quadrettoni grandi
verdi che indossano. I maranza
padani tenevano famiglia come i
truzzi della migliore tradizione
napoletana e i tamarri che girano
per le strade meridionali. Si, mica
può essere un caso che i leghisti se
li sia veramente scelti la gente,
perché se il trenta % dei nordici
dovesse assomigliare a chi li ha
rappresentati per tanto tempo,
sarebbero veramente messi mali.
Certo che non può essere così, i
nordici sono bella gente e i bassi
istinti leghisti sono un fenomeno
fuorviante. Del resto nemmeno
gli italiani sarebbero messi bene
se la loro immagine fosse speculare a un altro maranza eccellente, il
Berlusca altro drago del
Giambellino dal sangue padano
che ha allietato un ventennio di
dolce vita nazionale. No, dobbiamo dircelo che non assomigliamo
a chi ci rappresenta, mica ci sentiamo simili al Bersani dalle maniche della camicia arrotolate, al
Tonino nazionale, al Rutelli, allo
Scilipoti o alla Fornero. C’è qualche potere immenso che si diverte
a umiliarci, questo dobbiamo
dirci, che quello che si vede è tutto
falso, una montatura tragicomica.
Dobbiamo dirlo per salvarci.
Altrimenti dovremmo ammetterlo che siamo una grande, immensa, tribù dei Maranza.
18
MARZO 2012
LA RIVIERA
14
DOMENICA 8 APRILE 2012
II
Vetrine
Grandi vini reggini
LA PROVINCIA AL VINITALY
PI
Nel padiglione 7b del Vinitaly di Verona, insieme alla Calabria e ad altre
regioni del sud e del centro Italia, la provincia di Reggio Calabria ha
spiccato in originalità, in qualità dei vini proposti e soprattutto per il ricco
calendario di eventi: seminari, convegni, talk-show, degustazioni guidate
L’enologia di qualità per un
ritorno alla Magna Grecia
eggio Calabria, provincia enoica. Dal
tirreno allo jonio: ritorno alla Magna
Grecia” è il brand con il quale la provincia di Reggio Calabria ha intrapreso
il progetto di valorizzazione dei vini di
qualità, a partire dalla partecipazione alla 46° edizione del
Vinitaly, la più grande kermesse internazionale del mondo
del vino. Nel padiglione 7b, insieme alla Calabria e ad altre
regioni del sud e del centro Italia, la provincia di Reggio
Calabria ha spiccato in originalità, in qualità dei vini proposti e soprattutto per il ricco calendario di eventi: seminari,
convegni, talk-show, degustazioni guidate. E ancora: la presentazione della guida vini “Reggio Calabria, provincia
enoica”, la presentazione del libro “Corsa alla Terra” alla
presenza dell’autore ovvero Paolo De Castro, presidente
della commissione agricoltura al parlamento europeo, la
partecipazione di importanti personalità del mondo del
vino tra i quali il famoso giornalista Eric J. Lyman alla
ricerca dei “vini unici” il quale ha apprezzato il paesaggio
“R
ed i vini dei terrazzamenti della Costa Viola e i passiti
Greco di Bianco e Mantonico, il noto professore Fausto
Cantarelli il quale ha definito i vini reggini come “i vini che
mordono e varcano la dieta mediterranea”, il sommelier
Sandro Sangiorgi (tra i fondatori di Slow Food e da
molti definito l’erede di Veronelli) che si è soffermato a
lungo per conoscere ed “esplorare” le caratteristiche
dei vini di Palizzi, Giovanni Pugliese export manager
dell’Enoteca Italiana che ha apprezzato, tra gli altri, i
vini provenienti dal pianoro fossilifero di Arghillà, la
giornalista del “Gambero Rosso” che si è intrattenuta
proficuamente con le numerose “donne del vino” presenti presso gli stands della provincia, Giuseppe Gaglioti
presidente della camera di commercio di Cosenza che ha
visitato gli spazi reggini complimentandosi per l’originalità
dell’iniziativa e per il fitto calendario di eventi proposti
dichiarando di voler intraprendere una fattiva collaborare
con l’assessore Rao. E anche i numeri confermano il successo dell’iniziativa, fortemente voluta dal presidente
Giuseppe Raffa e dall’assessore all’agricoltura Gaetano
Rao ed apprezzatissima sia dalle aziende partecipanti sia
dai “colleghi” delle altre province e regioni: 160 mq e lo
spazio eventi “Agorà”, 15 aziende vitivinicole, 2 strade del
vino (l’”Ecostrada del vino e dei sapori della Costa Viola”
e la “Strada dei vini e dei sapori della Locride”), 50 etichette al banco di assaggio, 10 tra talk-show, seminari,
convegni e degustazioni guidate, 20 tra relatori, esperti del settore, giornalisti della stampa specializzata, 15
tra enti ed istituzioni in partnership. E a Gaetano Rao,
chiediamo quali sono le motivazioni del successo di
“Reggio Calabria, provincia enoica” alla 46^ edizione
del Vinitaly. “Probabilmente alla base della ottima riuscita
dell’evento vi sono la cura dei particolari, il coinvolgimento sin
dall’inizio dei produttori e delle associazioni di categoria, la
programmazione intrapresa già da novembre e l’avere usufruito dell’attività di professionisti di altissima caratura. Ma sia
chiaro che il successo è anche merito della grande professionalità delle aziende vitivinicole reggine che hanno parte-
DOMENICA 8 APRILE 2012
LA PROVINCIA ENOICA
EVENTI E DEGUSTAZIONI GUIDATE
Un “blend” vincente
umerose partnership e collaborazioni
N
nazionali (Città del vino, Movimento turismo del vino, CERVIM, Regione Siciliana,
QUI ACCANTO i protagonisti reggini al vinitaly 2102.
SOPRA il momento della presentazione dell’importante
iniziativa da parte dei vertici istituzionali
cipato all’evento, le quali hanno dimostrato di essere in grado,
con le loro produzioni, di competere con chiunque. Ed i risultati concreti a detta degli stessi partecipanti e di tutti coloro che
hanno vissuto gli intensi giorni del Vinitaly sono evidenti”. Il
progetto “Reggio Calabria enoica” è partito prima
ancora del Vinitaly e a più riprese lei ha dichiarato che
continuerà. In che senso ? “Il progetto fa parte di un più
ampio programma di marketing territoriale condiviso
dalla giunta, consci che il vino sia l’emblema dell’enogastronomia e del territorio. Abbiamo realizzato un incontro proficuo con la Camera di commercio italo-germanica, prossimamente ne realizzeremo uno con la camera
di Commercio italo-canadese, diffonderemo la guida dei
vini della provincia già presentata la Vinitaly, proseguiremo
con altre iniziative a favore delle imprese vitivinicole orientate
all’esportazione ed alla promozione del paniere “prodotto-territorio”; da imprenditore ritengo sia fondamentale contribuire all’incontro tra domanda ed offerta e al contempo che sia
necessario stimolare i flussi turistici. Infatti è stato un
Vinitaly improntato sui servizi per le aziende e non solo pura
vetrina: l’incontro con i buyers, i seminari tematici, le degustazioni guidate e i banchi di assaggio, i talk-show ed i convegni
hanno dimostrato come sia possibile essere attivi, originali ed
attrattivi in un contesto eterogeneo e vasto come quello veronese”. Avete puntato molto sulla comunicazione integrata e sulla promozione anche nazionale oltre che
regionale e locale, offrendo grande visibilità al settore, con quali risultati ? “In realtà avremmo voluto fare
ancora di più per il marchio “Reggio Calabria, provincia
enoica” ma le risorse limitate ci hanno costretto a selezionare con cura ma con ottimi risultati in termini di
ritorno mediatico e soprattutto in termini di interesse reale
da parte del mondo del vino e di incontri proficui con le cantine. Ma la cosa importante è che ad essere promozionato è
stato l’intero territorio oltre che le aziende partecipanti al progetto ed indirettamente tutta la filiera vitivinicola provinciale
ed il comparto del turismo enogastronomico e rurale”.
Interprofessional Network, Associazione
Economisti di Impresa, SIEA, Accademia alimentare italiana, Vinidea, ecc.) hanno consentito di costruire un ricco calendario di eventi
presso lo spazio “Agorà” dello stand della provincia reggina. Grazie al banco d’assaggio, al
desk-giornalisti di Calabria Economia ed alla
regia televisiva di Vinitalia.tv si è riusciti ad animare l’intero padiglione e a proporre in diretta quanto accadeva su Laprimapagina.it e
sulla stampa on-line in genere sia regionale
che specialistica. Chiediamo all’agronomo ed
assaggiatore ONAV Rosario Previtera, coordinatore di “Reggio Calabria, provincia enoica”, quali sono stati i momenti salienti della
manifestazione. “Il mix tra convegni, talkshow e seminari unitamente alle degustazioni
guidate, ha consentito di tenere sempre viva
l’attenzione sugli stand delle aziende reggine e
sulla provincia di Reggio Calabria in genere, il
cui spazio è stato visitato da personaggi autorevoli oltre che da importanti imprenditori
vitivinicoli calabresi. Interessanti e molto
apprezzati sono stati i seminari su “Vendere il
vino all’estero: aspetti fiscali e doganali” e su
“Marketing del vino e preparazione all’incontro con i buyers”. Grande interesse da parte
dei giornalisti e del pubblico in genere hanno
destato sia l’inaugurazione con la presentazione della Guida vini “Reggio Calabria, provincia enoica” sia la presentazione del libro di
Paolo De Castro “Corsa alla Terra”. Non
meno partecipati sono risultati i due talk-show
tematici: “Turismo del vino, paesaggio e qualità: il trittico per lo sviluppo” e
“Internazionalizzazione e mercati del futuro
per il vino”. Ha riscosso inoltre grande successo il provocatorio convegno “Calabrese e Nero
D’Avola: autoctoni fratelli o gemelli ?” che si è
tradotto in un amichevole “match” culturale
tra calabresi e siciliani e nella presentazione in
anteprima nazionale di alcuni vini da Nero
D’Avola in purezza: un esclusivo bianco, uno
spumante, un passito ed un rosso a marchio
geografico regionale. Infine le degustazioni
guidate hanno consentito di avvicinare sia i
produttori che il pubblico alla didattica del
vino ed corretto approccio al “bicchiere”.
Sono stati degustati il primo giorno i vini dello
jonio reggino: i Palizzi IGT di Pichilli
(“Prastico” e “Kalò”) e di Altomonte
(“Suggianzi” e “Rosso di Palizzi”). Poi, il
secondo giorno è stata la volta dei vini del tirreno reggino: l’IGT Costa Viola “Armacìa, il
vino dei terrazzamenti” della Coop. Enopolis
Costa Viola e gli IGT Calabria, prodotti ad
Arghillà
della
cantina
Zagarella:
“Alfieribianco”, “Alfierinero”, “Terragrande”.
E’ andato anche in degustazione un innovativo vino rosso sperimentale prodotto dagli
allievi della scuola agraria “G. Ferraris” di
Palmi denominato “Suavitas”ed esposto nell’ambito di un progetto specifico presso lo
stand del Ministero dell’agricoltura. Ed infine,
il terzo giorno, è avvenuta la degustazione guidata di una selezione dei vini Greco di Bianco
e Mantonico, che ha riscosso grande apprezzamento ed ha visto tra i partecipanti anche il
giornalista Eric J. Lyman. Una tematica interessante quella della degustazione guidata che
valorizza il rapporto vino-territorio che ci ha
consentito di essere ospiti nel padiglione della
Regione Veneto – Consorzio del Bardolino
DOC per una diretta televisiva del 26 marzo
(disponibile su www.veronaoggi.tv ) la quale ci
ha dato la possibilità di promuovere i vini ed il
territorio provinciali: un territorio, quello di
Enotria “terra del vino”, dal quale la cultura
enoica si è diffusa ovunque”.
III
DOMENICA 8 APRILE 2012
IV
LA PROVINCIA AL VINITALY
LE AZIENDE PRESENTI ALL’EDIZIONE 2012
La parola ai protagonisti
rande soddisfazione per le numerose aziende
partecipanti alla 46^ edizione di Vinitaly con il
progetto “Reggio Calabria, provincia enoica”. A
sentirne i protagonisti, tutti risultano entusiasti per l’organizzazione, il coordinamento, i servizi, gli eventi e gli
spazi offerti. Il direttore tecnico della coop. Enopolis
Costa Viola, l’agronomo Giuseppe Beldono sostiene
“che Vinitaly è una vetrina importante ma è stato soprattutto, grazie alla provincia un momento di confronto e di
incontro soprattutto col mercato. Gli eventi ed i servizi
offerti dalla Provincia, sono risultati interessantissimi,
formativi ed proficui in un contesto orientato al business”. Maricle Zagarella ed il fratello Giovanni dell’omonima azienda, tornano da Verona soddisfatti dalle
degustazioni guidate e di quanto ottenuto in termini di
incontri BtoB: “uno stimolo in più per proseguire nel raggiungimento dell’obiettivo aziendale di produrre alta
qualità, quale risultato sinergico del lavoro della natura
con quello dell’uomo nel rispetto reciproco”. Anche le
altre “donne del vino” del vino di “Sisters & Sisters”
Angela e Vittoria Versace, Antonia e Domenica Scordo le
giovani conduttrici dell’azienda vitivinicola Pichilli, sono
soddisfatte di una quattro giorni intensa e “viva” e di aver
potuto incontrare, col fondatore Nino Pichilli ed il loro
mentore Maurizio Fiumanò, sia potenziali acquirenti, sia
clienti che buyers e giornalisti specializzati, ma anche personaggi importanti e significativi come il sommelier
Sandro Sangiorgi che ha apprezzato il loro famoso “vino
di Palizzi” e la filosofia aziendale che le accompagna. E
sempre da Palizzi il giovane Antonino Altomonte insieme
a Nino Inuso, racconta che anche grazie al Vinitaly ed
alle degustazioni guidate ha potuto trasmettere e divulgare uno dei propri obiettivi primari e cioè “quello di
valorizzare gli ecotipi locali dei vitigni storici di Palizzi a
partire dagli innesti provenienti dalle secolari vigne
madri”. Cosimo Canturi rappresenta le dieci aziende
produttrici del DOC Greco di Bianco e del Mantonico
passito - IGT Locride riunite nell’Associazione “Megale
Hellas”, tutte presenti al grande e visitatissimo spazio
messo a disposizione per questa DOC di eccellenza, proprio accanto al colorato stand dedicato alle due Strade
del vino della provincia. Canturi, egli stesso produttore,
sostiene che “lo scopo principale dell’associazione è quello di favorire l’affermazione definitiva sui mercati nazionali ed esteri dei nostri pregiati vini, apprezzati in tutto il
mondo. Questa edizione del Vinitaly è stato certamente
un ottimo inizio in tal senso ed ha consentito ancora di
più di far apprezzare i nostri vini e le nostre aziende al
grande pubblico ed ai ristoratori. Inoltre questa bella
esperienza, grazie all’assessorato provincia all’agricoltura, ci ha consentito di testare per la prima volta concretamente in occasione di un evento importante, la grande
sinergia esistente tra i produttori associati”.
G
PI
DOMENICA
11 MARZO 2012
LA RIVIERA
19
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Editorialista: G IOACCHINO C RIACO
Art Director: P AOLA D ’ ORSA
Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI
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Rechichi, Ruggero Brizzi,
Benjamin Boson, Nik Spatari,
Angelo Letizia, Marilene Bonavita,
Francesca Rappoccio, Mario
Labate, Franco Crinò, Marco
Andronaco, Isabella Galimi ,Maria
Teresa D’Agostino, Giovanna
Mangano.
Lettere, note e schermaglie
La via Crucis è la storia
della Locride di oggi
GIANNI CARTERI
“Era gente fiera quella di Africo, gelosa, alquanto
selvatica. E poco propensa a fare amicizia con il
forestiero dal quale temeva equivoci ed inganni, o,
al massimo, licenza e malcostume. Gli piaceva
oziare alla gente lassù... Quelli di Africo affrontavano la legge a viso aperto e si ribellavano come un
solo uomo, appena ritenevano che la misura fosse
colma anche se l'ingiustizia patita era a danno solo
di essi”. Sono parole tratte da “Scomparsa di Africo”
di Raoul Maria De Angelis, alle quali istintivamente
penso quando arrivo, accompagnato da mio figlio
Francesco, nell'odierna Africo Nuovo, il paese di
Giuseppe Morabito “tiradditto” e dei tanti giovani
operai e studenti che negli anni settanta lottarono
come leoni per la nascita del nuovo paese che oggi
sorge nei pressi di capo Bruzzano, dove sbarcarono i primi coloni greci alla ricerca di terre nuove e
cieli nuovi. Giorno del Venerdì Santo, fra poco arriva Padre Giancarlo Bregantini, sotto un sole spavaldamente arrogante, per inaugurare la Nuova Via
Crucis ed il nuovo Calvario, posto su una collina
che sovrasta uno dei paesi più tormentati della
Locride da faide che sembra non abbiano mai fine.
I banchi della chiesa sono tutti occupati dalle
donne africesi, moltissime delle quali listate a lutto
con il capo coperto da un elegante velo nero: una
scena che non vedevo da almeno quarant'anni.
Cantano, in un'atmosfera di autentico e partecipato
dolore popolare “Spiritu Santu meu, datami aiutu”
detto anche “Leroggiu da Passioni”, l'orologio che
scandisce le ventiquattrore della Passione di Cristo.
E' bello, pur nella drammaticità del Venerdì Santo,
sentire la triste melodia, imbevuta di ritmo e cadenza arabi, che le donne più anziane continuano a
cantare in un silenzio irreale e con gli uomini all'impie di in fondo alla chiesa, pur essi sbigottiti e toccati dall'atmosfera che si è creata in questo lembo
ai confini del mondo. Non è facile decifrare le parole strascicate ma mi soccorrono le pagine di
Michele Furfaro e del maestro Natale Femia che nei
due volumi “Benedittu lu Signori” hanno raccolto i
canti religiosi popolari della Diocesi di LocriGerace . Sentite l'incipit: “Ora si parra di Diu, nu
ver'amuri,/n'amuri veru e n'amuri perfettu/e quantu beni vorzi o peccatori/lu vorzi liberari di lu mpernu”. Appare molto provato Padre Giancarlo. Lo si
legge in viso e nell'incedere stanco e lo si capisce
bene quando inizia l'omelia al termine della
Liturgia della Parola : “La Passione di Cristo- dice
con voce ferma e affranta ad un tempo- non è un
racconto di ieri ma è la storia dolorosa di oggi”.
Concetto espresso anche nella Cattedrale di Locri
alla Messa del Crisma del Giovedì Santo: “Tribolati
ma non schiacciati: E' stata una Quaresima provata, segnata da grandi tentazioni ed evidenti prove,
come il fuoco che purifica l'oro. Ci ha preoccupato
l'aggressione alla vita, a tutta la vita, che vediamo
spesso schiacciata e offesa. “In forme diverse ma
tutte ugualmente feroci: omicidi, aborti, lotte tra
fratelli.
“Ciò non significa che vogliamo dare spazio ad un
Dio che si vendica “continuava a ripetere alla gente
di Africo il Vescovo. Il “mai senza l'altro” essenza
del cammino sinodale, nella sua più intima pregnanza resta il simbolo più grande “per resistere
agli attacchi del male, il rimedio più grande per l'unità e la solidarietà della Chiesa e della gente della
Locride”.
Il calarsi nella spiegazione della Passione ridà come
per incanto smalto e vigore inaspettato a Padre
Giancarlo, incantato dalla partecipazione corale del
popolo africese. Indica i personaggi chiave della
Via Crucis : Giuda, Pietro, Ponzio Pilato, il popolo,
Maria, la dolcissima madre di Gesù. Inizia così la
sua coinvolgente spiegazione proprio da Giuda, la
figura evangelica sulla quale più si è sbizzarrita la
fantasia di scrittori e cineasti, proprio perché rappresenta più di tutti le tante contraddizioni dell'esistenza dell'uomo. Ecco il passaggio dialettale delle
donne africesi: “A li cincu uri Jesu già vidia/ ca
giuda vanti a la turba s'affanna, /Giuda lu baciae a
li Judea dicia: / Pigghjàti a chistu chi v'ajummostratu”. E proseguendo, ecco il dramma di Pietro,
“l''amatu discipulu”, che parla a Gesù credendo
di conoscere pienamente e presuntuosamente
se stesso. Dice Bregantini: “Nessuno ha la vera
idea di Dio se non ha conosciuto il Crocifisso”. E
Pietro, dopo che ha rinnegato per tre volte il suo
Maestro, incontra per alcuni secondi lo sguardo
di Cristo”. Come non tornare al canto dialettale:
“Canta lu gallu e Petru l'ha negatu,/canta lu gallu
e Petru s'avvidia, /cercàu perdunu di lu so peccatu/a li so' occji ddu' funtani avia”.
La Chiesa di Africo si riempie ancora, molti sono
all'impiedi incantati dalle parole di Bregantini che
tratteggia la figura di Pilato chiedendosi e chiedendo ai presenti che cosa c'è in noi di Pilato, che cosa
ci impedisce di essere liberi, quali sono le nostre
paure, le maschere che portiamo tra la gente, spesso calpestando gli altri pere l'apparenza, per il buon
giudizio della gente che ci circonda. Ecco i versi
della Passione popolare a tal riguardo: “Pilatu s'affacciau goià a lu barconi/e nci mmostrà'a lupopulu: “Ecce Homu”/...Ha perzu di la faccia lu decoru/ora chi vinni a 'sta grandi mpotenza, /Eternu
Patri, chist'è lu to'Figghjolu,/fu rimbuttatu a tanta
penitenza”.
E come non ritrovarci negli insulti, nelle bestemmie
del popolo inferocito verso Gesù, quel popolo
spesso beneficato dal Maestro e che indifferente
dopo aver gridato “crucifige” se ne va per la sua
strada. La gente pensa tra sé e sé: si era proclamato
Figlio di Dio; se è veramente figlio di Dio, scenda
dalla Croce. Ancora una volta, evidenzia Padre
Giancarlo, “di fronte al Crocifisso ogni uomo rivela
se stesso, manifesta la sua mediocrità, la sua
meschinità”. Ed eccoci infine alla scena di Maria
sotto la Croce. Come scriveva San Josemaria
Escrivà nella sua bellissima “Via Crucis” , la Madre
Nostra dall'annuncio dell'Angelo fino alla sua agonia ai piedi della Croce- non ha avuto altro cuore
né altra vita che quella di Gesù: “Padre Giancarlo si
ferma pensieroso per alcuni attimi, totalmente
immerso nei dolori, nelle pene e negli affanni che
accompagnano il Cristo, e poi riprende: “Maria ha
dato se stessa a Dio e a Gesù. Nel momento che
Gesù è crocifisso e glorificato nella Croce, riceve la
definitiva consacrazione del suo sì. Ella soffre
vedendo il suo Figlio, non più suo, nelle fameliche
mani degli uomini, ucciso dagli uomini per loro
amore”. Ci soccorrono ancora le parole della pietà
popolare africese: “Guardamu l'afflizioni di
Maria,/Matri Maria rrestà'scuntenta e sula,/guarda
la Cruci e spirari volia,/vidi a so' figghju, sonà'vintum'ura”. Molto toccante il bacio della Croce con
Bregantini seduto ai piedi dell'altare con in mano il
Crocifisso che la gente ordinatamente va ad accarezzare o baciare. Mentre mi avvicino per baciare il
Cristo il mio sguardo incrocia quello del Vescovo e
mi ricordo delle parole che mi aveva scritto qualche giorno prima: “La Via Crucis continua, ma presto sarà Pasqua per la nostra terra”. Con queste
parole di grande speranza lascio Africo facendo
mie le ultime implorazioni delle donne di Africo:
“Cu' ama lu Signori veru e giustu/lu Paradisu lu pigghia di pettu,/cu cadi 'mpeccatu mortali no' n'è giustu, /ca chista cosa si sapi di certu”. Sono le parole
di un popolo che oggi in parte ha smarrito la sua
antica identità , dopo che - come amava ripetere
Don Giovanni Stilo- “ di generazione in generazione, ha vissuto per decenni , per secoli , aggrappata
alla famiglia , alla zolla di terra , alla montagna. “
La modernità e le improvvise ricchezze, inseguite
con ogni mezzo , hanno stravolto il volto degli africoti e di tanta parte della società calabrese . Non
sarà facile vincere il male con il bene anche perchè
, come il principe Tommasi di Lampedusa scriveva nel suo Gattopardo “il sonno, caro Chevalley, il
sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare. “
Politica: anno zero o Jurassic park?
ELPIDOS
Lo dicono gli economisti, i sociologi, gli storici, i filosofi ed i teologi, gli anni che stiamo attraversando
rappresentano l'anno zero della nostra società e
della vita di ogni essere umano. Si afferma,
infatti, in maniera univoca o quasi, che trascorso questo periodo, nulla e niente sarà come
prima. Il problema è proprio quel “quasi”. Si, perchè,
in questa evidente quanto imprescindibile situazione
di cambiamento e stravolgimento sociale ed economico, nulla si sa del pensiero dei politici e della politica, di cosa pensano e di cosa faranno. Sarà anno
zero anche per
la politica
o
,
come in
un modo
incantato e
disilluso, la
politica
sarà ancora la “zona franca” o l'oasi di riproduzione
di un moderno “Jurassic Park”, per soliti noti e vecchi poteri?
Con questo epocale interrogativo si avvicinano le elezioni amministrative di primavera che vedranno
impegnati numerosi centri della nostra Provincia. La
politica saprà finalmente cogliere la necessità del
cambiamento e della mutazione sociale in atto e,
così, facendo saprà riappropriarsi della logica democratica della rappresentanza della società e delle sue
prospettive?
I nostri politici prenderanno atto di tale necessità,
consacrando finalmente il tanto auspicato ricambio
generazionale e di idee - più volte promesso, ma mai
coraggiosamente e concretamente attuato - sul presupposto che questo è più adatto ai cambiamenti
storici ed epocali? Oppure continueranno a reincarnarsi nei soliti personaggi e solite ideologie che
hanno, nel tempo, portato al radicarsi dei
problemi della nostra società?
Il dilemma
sarà presto
sciolto, nel frattempo, piace porre all'attenzione dei protagonisti elettori compresi - un pensiero: la storia ed i giovani
camminano insieme!
LA POESIA
Mare
Mare ti guardo
so che oltre l'orizzonte
la tua acqua azzurra
lambisce ancora la terra
una barca in lontananza
si dirige verso un porto
di Calabria
e tu forestiero tocchi queste sponde
nel tuo cuore la paura e la speranza
Un uomo che non ha
lo stesso colore della tua pelle
ti tende la mano
per te comincia
una nuova vita
nella mente hai ancora l'immagine
del cielo stellano
le palme della tua terra
qui in terra di calabria
trovi aranceti
al posto dei dolci datteri.
Ma la vita è sempre amara
per te figlio di Agar
pellegrino per le vie del mondo
e io che ti incontro...
e tu che mi inviti a comprare
e tue collane colorate
ti guardo e spero che
i tuoi giorni si colorano
di vita vera e tu possa trovare
Pace e Amore
Laura Impellizzieri
L’AGOLO DI PARRELLO di Franco Parrello
“Bambinella du mercatu”
Un piccolo paese vicino Napoli. Una bambina di tre anni rimane
orfana di entrambi i genitori. I vicini di casa l'aiutano, come sanno
fare i cuori napoletani. Ha quasi quindici anni quando si reca al
mercato a fare la spesa. Tutti, affettuosamente, la chiamano “A
Bambinella du Mercatu”. Giovedì Santo, Maruzzella si reca al mercato a comprare i dolcetti, perché di lì a qualche giorno si festeggerà la Santa Pasqua. Conosce, tra le bancarelle, un giovane
marinaio e se ne innamora perdutamente. Passano pochi mesi e
Maruzzella è in attesa di una bambina, ma il marinaio è andato via,
sembra svanito nel nulla; nessuno sa dove sia andato. Dopo
qualche anno giunse in paese una notizia: “nu bastimentu” è scomparso in una notte di tempesta. Tutti commentano: “ E' proprio vero,
chi nella vita fa del male, sicuramente un giorno pagherà.”
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
20
HANNO COLLABORATO
Francesco Laddarina, Ian
Zimirri, Giuseppe Patamia,
Alessandra Bevilacqua,Bruno
Gemelli, Carmelo Carabetta,
Valentina Elia, Antonio
Cormaci, Mario Labate,
Giulio Romeo, Ilario
Ammendolia, Sara
Caccamo, Giuseppe
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ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane
RISPONDE il direttore
KAPPADUE di RUGGERO CALVANO
La vendetta, le tartarughe, il cane di Hitler
La Capitaneria di Porto sequestra la
barca ad un pescatore di frodo (pescava
senza licenza) e il giornalista denuncia la
spietata burocrazia della carta bollata
annunciando pubblicamente quale sarà
la vendetta del povero malcapitato: la
prossima estate taglierà la testa alle tartarughe che verranno a deporre le uova sul
litorale ionico reggino. Aspettiamoci
dunque che i taglialegna abusivi ai quali la
Forestale dovesse sequestrare la motosega, annuncino sul giornale che per vendetta
bruceranno
i
boschi
dell'Aspromonte o che i bracconieri, sorpresi a catturare ghiri con le tagliole, si
mangeranno vivi pure i pulcini di rondine. Anche qui, naturalmente, “per vendetta”. Perché un Calabrese che non si
vendica corre il rischio di essere scambiato per una persona troppo mite e quindi,
con qualcosa bisogna pure sfogarsi per il
presunto torto subìto. Fosse anche la
testa di una incolpevole tartaruga.
Pur comprendendo il particolare stato di
necessità in cui si trova, crediamo che
sarebbe stato più giusto consigliare al
pescatore che medita atroci e ancor più
illegali decapitazioni, di mettersi a posto
con la licenza e di continuare a pescare
(nessuno glielo impedirebbe) come
fanno tutti i pescatori onesti.
Lasciando in pace le tartarughe, che con
questa triste storia di sequestri e carte bollate, non c'entrano proprio niente.
Pino Paolillo
WWF Calabria
Il dr. Pino Paolinno, che pure dà segno di capacità ironica, non ha afferrato la luminosa ironia dell’angelo custode de “la Riviera”. Il quale, per la miseria, consigliando al
pescatore di frodo di nutrirsi di qualche testata mozzata di tarturuga, lo condanna a
morire di digiuno. Ma non era che una metafora. Che cosa direbbe il dr. Pino Paolillo
se io qui affermassi che, dopo i tagli del governo Monti, i pensionati potranno assecondare il loro bisogno di carne, mangiando lucertole e serpenti? I quali, salva la generosa
bontà di San Francesco, sono velenosi. Non ci sarà nessun massacro di tartarughe. Per
paradosso il nostro angelo con ali, velluate di bontà crisiana, ha voluto porre un problema che il dr. Pino Paolillo tende a ignorare, vestendo i panni di Tarzan, da me, peraltro ammirato: che il diritto alla vita viene prima di ogni altro diritto. Chi ha fame, può
rubare. E questo è riconosciuto anche dal diritto penale. Ma il dr. Pino Paolillo, interessato esclusivamente al linguaggio animale, dà l'idea di non capire più il linguaggio
umano e neanche la lingua che scrive. Lo stato di necessità è senza alternative. Il nostro
angelo custode - che angelo sarebbe altrimenti?- il quale, diversamente dal dr. Pino
Paolillo, ama più gli esseri umani che gli animali, e, perciò intende la loro lingua, non
poteva dare al suo Frafrà il flautato consiglio del Pesidente WWF. Anche perché ricorda dove condusse l'amore esclusivo di Hitler per il suo cane.
Ritratti *
di Diego Cataldo
PASQUINO
CRUPI
Critico letterario e giornalista. Autore della monumentale Storia della letteratura
calabrese e di saggi, tutti pervasi da fbra meridionalista.
Meridionalista nello spirito e
nei fatti, ha raccontato e
racconta la Calabria con
audacia e originalità. Già
apprezzato Rettore
dell'Università per Stranieri
di Reggio Calabria, è ora
direttore attento e perspicace de “La Riviera”.
Giustifico questo ritratto, da
lui non voluto, con il fatto
che a Pasqua ricorre il suo
onomastico, ed è a questo
modo che la redazione gli fa
gli auguri..
Vendesi
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info: 3683630731
NON COMMETTERE
L’ERRORE DI CONFONDERE
LA LOPA CON LA LUPA
Stanno piazzando in ogni balzo
un anemometro elettronico, un
affarino che serve a misurare il
vento. Ai piani della Lopa hanno
fatto centro e già i moderni
mugnai si strofinano le mani. I
maghi del vento si muovono
veloci e non è difficile prevedere
che a breve molte cime saranno
coronate da pale eoliche. E io,
nonostante le mie capacità profetiche, non posso dirvi dove i
mostri sorgeranno. Posso, però,
con assoluta certezza indicarvi i
luoghi in cui le pale d'acciaio non
fenderanno l'aria. Non ci saranno a Scapparrone, sul monte di
Giove e sulla torre di Montalto.
Sulla Lopa il gioco è stato facile
e lo sarà in tanti altri posti in cui
ci saranno sindaci vogliosi di rimpinguare i bilanci comunali,
imprenditorucoli smaniosi di
mobilitare gli appalti e vili calabresi che per bisogno o per
paura chineranno come sempre
il capo. Ma la Lopa non è la
Lupa e la vocale diversa non rappresenta una differenza di poco
conto. La lopa è un lupo imbastardito, diventato cane da
padrone. Il lupo resta tale, libero
da catene e da bisogni per cui
svendersi. La Calabria è sempre
più abitata da lopi, ma benché
pochi i lupi continuano a esistere, per questo il vento non sarà
mai ammaestrato nel cuore
dell'Aspromonte. Lo sarà purtroppo in tanti altri posti
ammansiti dalla disoccupazione,
dalla politica, dal regresso culturale, dalla depressione economica, dal tradimento mafioso che
hanno fatto di questa terra un
posto da svendere. Tutto si cede
per un vantaggio che è piccolo o
grande a seconda del potere contrattuale dei singoli o dei gruppi.
Anche il vento daremo via come
ogni briciolo della nostra dignità
buttata al vento. Dappertutto lo
farete, tranne che nella valle del
vento in cui lo Zefiro ci scorre
dalla notte dei tempi e non si
farà certo imbrigliare da qualche
elica o da un po' di colla per topi.
Tutto è vendibile in Calabria
tranne un certo vento che non si
lascerà mai comprare, e tranne
certi lupi che bisognerà ammazzare per farli trasformare in lopi.
Voi cagnolini da passeggio rinuncerete anche alla boria estiva per
un gelato che si squaglierà in un
attimo sotto il nostro potente
sole, fino a quando non vi venderete anche quello. E io non cambierò il destino dei vili, anticipo
solo la loro ignominia. Cosa
volete fare, arrestarmi? Sono già
in una colonia penale e per venire ad ammazzarmi è troppa la
strada che dovreste fare, col
rischio di imbattervi in un calabrese ancora lupo.
SIDERNO: APPELLO DEL PLESSO LAMIA
a solidarietà è nei nostri progetti. Il Plesso Lamia con i
progetti
extracurriculari
“Riciclando, creiamo” Scuola
dell’infanzia e “Ambiente e territorio” Scuola Primaria avente come
finalità la conoscenza e la protezione
del nostro ambiente, attraverso il
riciclaggio, con la raccolta dei tappi
di plastica, contribuisce al sostegno
dei progetti di approvvigionamento
idrico nei Paesi poveri del terzo
mondo. Partecipa anche tu a quest’iniziativa affinchè l’acqua non sia
ancora un miraggio per alcuni paesi
del mondo.
L
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
21
ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Il caso
allucinante
di Ilario
Ammendolia
PALMI
A
avanza per decapitazione.
La testa da far rotolare era
quella
di
Ilario
Ammendolìa, e adesso
sembrano disposti a raccoglierla in lacrime i dirigenti
provinciali del PD. Se le
notizie in nostro possesso
sono vere, pare che la segreteria provinciale s’appresti a
“promulgare” una nota di
solidarietà
per
Ilario
Ammendolìa e di critica di
Attilio Tucci. Ma Attilio
Tucci doveva essere fermato
quando, infrangendo ogni
principio, cominciò a tramare
contro
Ilario
Ammendolìa e, per abbatterlo, s’acconciava in lista
per traslazione con il consigliere provinciale pidiellino
Campisi, che egli aveva fieramente combattuto e non
vinto nelle elezioni provinciali del 2011. Non lo ha
fatto, non l’ha voluto fare.
Siamo di fronte ad una resa
senza neppure l’onore delle
armi.
Il Pd delle
cime,
non
casualmente
fatto da ex
comunisti, che
sono come le
pizze alle quattro stagioni,
non ama i sindaci con la
testa fiera e alta, i sindaci i
quali sanno che non si può
essere meridionalisti senza
essere garantisti, i sindaci
che non si riparano sotto
l’ombrello antimafia per
non fare nulla e non essere
accusati di nulla, e combattono serimente la mafia.
Siccome è di parata la lotta
antimafia del Pd, Ilario
Ammendolìa rappresentava
lo scandalo. Per questo è
stato eliminato dai brontosauri del suo partito. Chiaro
che non prevedessero il
semifinale atto di ritiro dalla
lista di Ilario Ammendolìa.
Ma, comunque, s’erano già
attrezzati ad affondarlo
elettoralmente con una lista
dove vanno a braccetto,
come san Francesco e
Madonna Povertà, il piddista Tucci, il pidiellino
Campisi e i traformisti storici di Caulonia. Il trasformismo di centrosinisnistra si
combina con il trasformismo di centrodestra. Roy
Biasi inizia male il suo cammino di neocordinatore.
Solo per un miracolo -ma
Gesù è morto e non ci sentenel paese di Pasquale
Cavallaro non ritorneranno
a comandare i casati antichi,
che di generazione in generazione hanno trasmesso le
loro investiture di morte del
progresso e della democrazia. Il prof. D’Attorre può
consolarsi, leggendo intatta
sui libri la coppia etica e
politica.
CIMINA
lla rinuncia, detta
noiosamente
passo indietro, di
I l a r i o
Ammendolìa, ha fatto
seguito il carnevale dell’ipocrisia, che ha trovato, purtroppo, tra i suoi massimi
interpreti, chi ora guida la
lista di “Unione democratica”, Ninni Riccio. Via la
maschera.
Ilario Ammendolìa va ringraziato per avere tolto
Caulonia dalla mesta vita
provinciale, balzandola alle
luci della ribalta meridionale, e non già, come dice l’intronato candidato a sindaco
di “Unione democratica”,
per “l’alto senso di responsabilità” significato “di fronte alle divergenze che si
erano create nella maggioranza”. Ciò che lo ha spinto
a “fare un passo indietro e
creare possibili alternative
affinché questa maggioranza si presentasse ompatta a
questa tornata elettorale”.
Le possibili
alternative
non si creano
a poche ore
dalla presentazione della
lista. Né passi
indietro né
passi avanti,
perciò.
La verità è che Ilario
Ammendolìa è stato stritolato dai capi del Pd reggino,
poiché sarebbe troppo pensare che a deciderlo a trarsi
fuori sia stato il tradimento,
all’ultima ora, d’un Cagliuso
qualunque. La fossa sotto i
piedi gli è stata scavata dai
becchini del Pd provinciale
nel cui cerchio funebre dobbiamo fare entrare per
doveroso aggiornamento,
Demetrio Naccari Carlizzi.
Visto
che
Federica
Roccisano, a lui devota,
splende nella lista Insieme
per Caulonia. E di passaggio
vogliamo segnalare un’altra
splendida presenza di rivoluzionario senza macchia e
senza paura: quel Rullo
Vincenzo che con le budela
dell’ultimo prete voleva sgozare l’ultimo re, e ora si
trova in compagnia degli
uomini del Pdl.
Han fatto finta i becchini
d’essere neutrali e rispettosi
dell’autonomia della sezione locale piddista, ma, in
realtà, hanno lavorato per il
logoramento della candidatura Ammendolìa, volgendo
da subito gli occhi vogliosi
verso Attilio Tucci, che non
più assessore provinciale e
non più consigliere non
poteva tollerare l’dea d’un
sindaco uscente e rientrante
nella persona del combattivo presidente del Comitato
dei Sindaci. Nel Pd, così
come negli altri partiti, si
SALVATORE
BOEMI
Se per lui, si sono
affaticati inutilmente
ad alzare l’età pensionabile, l’ex pm
non va mai in pensione. I Palazzi sono il
suo amore.
Appartiene solo a sé
stesso.
SILVANA
MORGANTE
Sa di non poter vincere, ma impugna
ugualmente l’ascia di
guerra, tenendo
fermi i principi del
socialismo calabrese.
Brava.
FRANCESCO
TRENTINELLA
Scusandoci
con il dir:
non lo conosciamo.
DOMENICO
POLIFRONI
Sindaco uscente. Da
dipendente
dell’Ufficio dell’impiego non ha impiegato nessuno. Da sindaco ha impiegato il
tempo tessendo l’elogio del caciocavallo.
GIUSEPPE
FUDOLI
Ci riprova Guseppe
Fudoli, già sindaco di
Ciminà nell’era antidiluviana. Le sue
egregie imprese nessuno le ricorda.
MARIO
NESCI
Tu sei la nostalgia,
che fa piangere il
cuore. Da 40 anni in
Piemonte, ritorna al
paese natìo. Per far
piangere i compasani, se eletto?
DOMENICO
VERSACI
L’avv. Domenico
Versaci non lascia e
tenta di raddoppiare,
e trova avverso a lui
il “consuocero” prof.
Giuseppe Maviglia.
Guerra in famiglia.
AFRICO
Caulonia al
tempo del boia
FRANCESCO
CRIACO
È’ il volto nuovo di
questa campagna
elettorale per il rinnovo del Consiglio
comunale. Dovrebbe
esser caro agli elettori e alle elettrici.
ANTONIMINA
DI PASQUINO CRUPI
GIOVANNI
BARONE
Appartiene alla
razza, ormai in estinzione, dei medici
umanisti, intesi a
curare anche le ferite
della società. In atto,
consigliere provinciale dell’Udc.
GIUSEPPE
MAVIGLIA
Il prof. Giuseppe
Maviglia torna alle
armi, visto che di
Africo è stato già sindaco: per due volte.
Vuole triplicare per
dimostrare che non
c’è 2 senza 3.
ANTONIO
CONDELLI
Una vecchia conoscenza. Di
Antonimina è già
stato sindaco e vicesindaco. Gli anni passano, ma lui non s’accorge.
LUCIANO
PELLE
La nostra opera è
sempre incompiuta.
E giustamente per
portarla a compimento si ricandida.
Uscente. Rientrante?
ANTONIO
CONDEMI
PLACANICA
DALLA COPERTINA
È un’acqua cheta
adirittura un’acqua
santa, ma ha dell’ostinazione questo ex
sindaco. Persevera,
avendogli qualcosa di
diabicolico trasmesso
il sindaco uscente.
ROCCO M.
CLEMENO
Salute, o Satana,
o ribellione,
o forza vindice
della ragione.
Sacri a te salgano
gl’incensi. E i voti?
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
22
DOMENICO
MERCURI
Avvocato, già sindaco e già comunista,
guida una lista dove
il fiele contro
Ammendolìa ha raccolto destri e sinistri.
Una questione di
bile.
GESUALDO
COSTANTINO
Già vicepresidente
della Provincia, tra i
suoi maggiori sostenitori annovera il sindaco uscente Peppe
Iaria. Il che non è di
buon auspicio.
MELITO P.S.
CAULONIA
GIOVANNI
RICCIO
In zona Cesarini,
prende il posto di
Ilario Ammendolìa
come candidato a
sindaco. Tutto è contro di lui tranne che
la coerenza e l’onestà
politica.
GIUSEPPE S.
MINNITI
Ha scalpitato per
tutta la consiliatura.
A furia di scalpitare,
s’è fissato di essere
un cavallo purosangue e tenta la scalata.
Resteranno solo i
nitriti?
PORTIGLIOLA
NICOLA
ANDRIANÒ
Il nuovo avanza con
il volto pulito e intelliente di Andrianò
storicamente fuori
dalle combutte. In
lista con lui una
donna eccezionale:
Rosanna Femia
BIVONGI
GROTTERIA
SALVATORE
LEONCINI
Vincenzo Loiero era
un re. Infatti, ha già
destinato il suo erede
per il regno di
Grotteria. Perché
andare alle urne?
RAFFAELE
MARIA LUPIS
Conosce i vizi e le
virtù della politica.
Ed è da lungo tempo
in campo. Testardo e
volitivo.
ROCCO
LUGLIO
Fa il commercialista
a Guidonia
Montecello (Roma).
Dopo Maggio non
viene Luglio. E neppure Panetta?
PASQUALINO
PANETTA
Sindaco uscente, va
alla riconquista del
Comune al suono
della tarantella, ballo
millenario del popolo calabrese.
Complimenti.
ENZO
RUSSO
Persona garbata e
qualificata, di retti
pensieri, rientra nella
lotta amministativa
dopo 20 anni. Il
mondo è cambiato.
Ma non per questo
deflette.
IVAN
LEOTTA
Il programma è
splendido. Ma è solo
un programma. E da
noi, come l’esperienza insegna, le parole
sono sillabe, non pietre. Credito, in ogni
caso.
FELICE
VALENTI
Una vecchia volpe
della vita amministrativa bivongese.
Ha avuto tempo 20
anni per realizzare il
“nuovo rinascimento”, e lo promette
per maggio venturo.
RIZZICONI
GIUSEPPE DI
GIORGIO
Il paese chiama e lui
ha risposto. E’ un
pezzo importante
della quaterna. Ma
di sindaco ce n’è uno
solo.
RAFFAELE
ANASTASI
Già importante dirigente del PSI e già
efficace sindaco, il
favore popolare non
gli può mancare. È
uomo di grande
esperienza politica.
L’ora del gloria scoppia in anticipo a Palmi
Arriva il Salvatore
stampigliato
L'ora del gloria a Palmi è scoppiata prima della
domenica di Pasqua quando dalla tomba si leva
il Salvatore. Infatti, nella città di Domenico
Antonio Cardone e di Leonida Rèpaci, le campane hanno suonato a stormo nel solare mattino del 3 aprile quando, stampigliato sulla scheda elettorale, libero dalla croce della Sua, dove
non si scontano peccati, è apparso un altro
Salvatore del quale oltre i prodigi futuri s'annuncia la resurrezione dal mondo mesto dei
delitti e delle pene. Quello di Nazareth invitava
a non giudicare se non si voleva essere giudicati, questi di Palmi, poiché tale l'ufficio del Pm,
ha viceversa giudicato sempre. Non sappiamo
se si tratta del principio dantesco del contraccambio e se lo stesso Boemi lo abbia pensato.
Ma sta di fatto che il giudice che ha giudicato
sarà giudicato, e con il tribunale del popolo
non si scherza. A meno che il Salvatore e i suoi
propugnatori di sinistra giustizialista non
ritengano che dalle urne di maggio usciranno
non voti, ma ovazioni. E, se il contrario, vorrà
dire che a Palmi avrà vinto la mafia, essendo
chiaro che il magistrato ex è la legge e chi è
contro di lui è contro la legge. Il dr. Giovanni
Barone, persona squisita e pulita, candidato a
sindaco del centrodestra sotto le bandiere
dell'Udc, è avvisato. Così come sono avvisati gli
altri candidati a sindaco: la sempre sfolgorante
Silvana Morgante e Franco Trentinella.
Palmi aveva già fatto un passo falso contro la
sua storia, contro i suoi Magni Spiriti, contro
l'autonomia della politica con la candidatura e
quindi la vittoria dell'ex questore Ennio
Gaudio. Un commissario al Comune. E quando mai, al di là del valore personale di Ennio
Gaudio? Non solo un altro passo falso, ma
soprattutto la disfatta del centrosinistra, rimasto senza quadri dirigenti, sena decoro, senza
onore, ha portato sul proscenio Boemi il
Salvatore, che si ritrova fuori dal sepolcro per
la liberazione di Palmi e con tanti sepolcri
imbiancati al fianco. Che, morti ad ogni sentimento di democrazia, avrebbero dovuto non
candidare il Salvatore, poiché è inaudito che
un magistrato, sia pure ex, si possa candidare
dove ha esercitato il suo mestiere di pubblico
ministero. O no?
Al pensiero che a Palmi la Sinistra storica alzò
a sindaci Francesco Carbone e Gaetano
Baietta, portò al Senato della Repubblica
Francesco Marazzita, e candidò al Senato
prima Leonida Rèpaci, poi il filosofo Guido
Calogero, dispensatori l'uno e l'altro di luce,
viene da piangere. E se la Sinistra con il Pd non
piange, di che pianger suole?
ANTONIO
TRIPODI
Punta sui giovani per
staccare Rizziconi
dale vecchie logiche
e dalle vecchie compagnie, che hanno
reso epilettica la vita
amministrativa di
Rizziconi.
DOMENICA
CARLO
MAZZÙ
È già stato sindaco a
tempo determinato
di Rizziconi. Tutte le
briglie ora vuole nuovamente nelle sue
mani. Ci riuscirà?
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
23
A proposito
di...
Sport
ECCELLENZA
LA CHAMPIONS?
NON È AFFARE
NOSTRO
Spagna due, Inghilterra e Germania
una ciascuna: in totale fanno quattro.
Stiamo parlando delle squadre semifinaliste della Champions. Per il secondo
anno consecutivo l'Italia resta fuori
dalle magnifiche quattro. Martedì scorso, sul Milan, c'avevamo sperato un po'
tutti dopo lo 0-0 dell'andata contro il
Barcellona. L'uno a uno di Nocerino
aveva illuso, bastava un pareggio con
gol alla squadra di Allegri per eliminare i fortissimi dei blaugrana, ma alla
fine l'1-3 ha messo fine ai sogni di gloria. C'è da recriminare sul secondo
rigore concesso agli spagnoli, molto ma
molto generoso per usare un eufemismo, ma a conti fatti, nei centottanta
minuti la squadra di Guardiola ha
ampiamente meritato la semifinale. E,
per onestà intellettuale, a Milano un
rigore su Sanchez poteva esserci.
Ricapitolando, anche per quest'anno la
coppa dalle grandi orecchie non sarà
affare nostro. A dire il vero, non è che
negli ultimi anni siamo stati solo spettatori - Milan campione d'Europa nel
2003 e nel 2007, Inter nel 2010 - ma
non “portare” con continuità squadre
in semifinale ci compromette il
ranking. Le semifinali saranno Real
Madrid - Bayern Monaco e Chlesea Barcellona. La sfida tra tedeschi e spagnoli avrà un dolce sapore per Jose
Mourinho, infatti i bavaresi furono
sconfitti proprio dallo Special One
nella finale di Madrid del 2010 quando
era alla guida dell'Inter. Favorito il
Real Madrid, ma occhio alla tenacia
dei tedeschi e alle stelle Robben,
Ribery e Mario Gomez che in questa
edizione del torneo ha segnato a ripetizione. Sulla carta la finale potrebbe
essere el Clasico, Real Madrid Barcellona, visto che nell'altra semifinale l'ago della bilancia pende nettamente a favore degli spagnoli. Ma nei
londinesi grida ancora vendetta la
semifinale del 2010, quando Ovrebo,
l'arbitro della gara di ritorno a Londra,
negò almeno due
rigori netti ai
Blues. I palleggiatori di
Guardiola
hanno il
favore del
pronostico,
ma il Chelsea
con Di
Matteo in
panca sembra
aver riacquistato smalto.
Aver eliminato
il Napoli agli
ottavi ha ridato
vigore e poi
gente come
Lampard, Terry,
Drogba, Cech, è
abituata alla pressione di gare di questa
importanza. Partite di
andata il 17 e 18 aprile,
ritorno 24 e 25. Non ci
resta che accomodarci sul
divano, per quest'anno
la Champions non è
affare nostro.
Massimo Petrungaro
Riepilogo di campionato
opo la sosta Pasquale riprenderà il
campionato di eccellenza calabrese. Il Montalto, che per tutta la
stagione agonistica è sempre stato
in vetta, salvo catastrofi, e penso che non succederà, il prossimo anno disputerà il tanto
atteso
Torneo
dell’interregionale.
Sicuramente non è stata una sorpesa, guardando i nomi che annovera nel suo organico,
giocatori sicuramente di categoria superiore,
sia di esperienza che di qualità. Dopo aver
lusingato il Montalto, non dimentichiamo il
Sersale, questa squadra che nessuno poteva
immaginare il fantastico campionato che sta
disputando, è stata la vera sorpresa di questa
stagione, senza essere magnanimi se non ci
fosse stato il Montalto si regalerebbe il sogno
della categoria superiore.
Ma chiariamo un punto, non tutto è perduto
perché potrà prevalere negli spareggi playoff che lo vedrà favorito rispetto alle altre per
il fatto che disputerà le gare nel proprio terreno di gioco.
Le altre candidate a questi spareggi dovreb-
bero essere Rende e Rossanese, perché la
quinta squadra non ci sarà per la differenza
punti tra la seconda qualificata e la stessa. E
stiamo parlando del Roccella, la grande
delusione del campionato, che nonostante i
grandi sacrifici del patron Giannitti non è
riuscita a centrare l’obiettivo minimo, cioè i
play-off. Lasciano i piani alti concentriamoci
nella parte bassa della classifica, dove troviamo il Brancaleone e il Siderno tra le squadre
del nostro comprensorio.
La squadra di mister Brando, dopo le ultime
prestazioni, sembra essersi tirata fuori da
ogni eventuale spareggio play-out, mentre il
Siderno qualche problema lo potrebbe ancora avere, anche se il fattore campo potrebbe
far si che la truppa di Laface si tirasse fuori
dallo spauracchio play-out. E che dire della
Bovalinese, dopo una lunga militanza nella
categoria assaggia l’amaro gusto della retrocessione sperando in un immediato ritorno,
insieme al presidentissimo Giovanni
Ferrigno, senza nulla togliere alla dirigenza
attuale
D
PROMOZIONE
GIRONE A: IL
PUNTO DELLA
SIUAZIONE
Anche nel campionato di
Promozione girone A i giochi
ancora non sono chiusi per il
salto di categoria.
Qui se la giocano tre squadre,
con un piccolo vantaggio del
San Lucido avendo un punto
di vantaggio sulla Paolana e
tre sul Roggiano. Molto probabilmente si andrà fino alla
fine del torneo.
Lascia la categoria il Cetraro
che, in tutte le partite finora
disputate, ha collezionato un
misero bottino di sei punti.
PROMOZIONE
Girone B: inseguimento
tra rischio retrocessione
e scampagnate
Spostandoci nel campionato di Promozione girone
B, dopo la sconfitta della
capolista Catona in quel
della Taurianovese, il
Bocale dopo un lungo
inseguimento è riuscito a
raggiungerlo in testa, e
ora sono appaiate in classifica, anche se il favorito
resta il Catona poiché
gioca due delle restanti tre
partite nel proprio campo,
al contrario il Bocale
gioca una partita in casa e
le restanti due in trasferta.
Auguriamo a tutte e due
le compagine reggine un
in bocca al lupo.
Trasferiamoci in coda alla
classifica dove troviamo
con dispiacere un San
Luca irriconoscibil, retrocesso ormai da diverso
tempo.
La squadra di don Pino
Strangio ha affrontato
questo campionato, e mi
dispiace dirlo, come se le
domeniche invece di andare
a giocare si facessero delle
scampagnate per la gioia
degli avversari. Auguriamo
anche a loro un immediato
ritorno nella medesima categoria.
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
24
la Riviera
SIDERNO
TORNEO DI BURRACO AL BEAT WINE
Si è tenuto a Siderno il torneo regionale
di Burraco, denominato “Delle Palme”,
per onorare le festività pasquali.
L'evento, organizzato dal gruppo
Burraco Ymca di Siderno, diretto da
Francesco Ruso, ha avuto come arbitro
regionale Luigi Federico, e direttore di
sala ed arbitro di circolo Pino Caminiti.
Le società che, per tutta la giornata di
domenica 1 aprile, se le sono “date” a
suon di pinelle, sono intervenute da
tutta la Regione: la Ads Reggio Calabria
e il suo presidente Pietro Barillà, la Asd
Club Catanzaro e il presidente Walter
Viapiana, la Asd Club Lamezia e il presidente Cetta Spedalieri, il Club La
Pinella Catanzaro e il presidente
Michele Barbieri, il Gruppo Burraco
Ymca Siderno e il vice presidente
Antonella Bumbaca, il Circolo Conca
Glauca Bovalino e il presidente Silvana
Fonti. Non sono mancate altre
autorevoli presenze: la coppia prima
classificata nella graduatoria Fibur
Reggio Calabria, Walter Viapiana e
Renata Felicetti. Il torneo, considerato
l'elevato numero di partecipanti, è stato
suddiviso in quattro gironi. I primi classificati del girone A sono stati Maria
Romeo e Antonietta Cristaudo del Club
Lamezia, dal girone B emerge la coppia
Pirotti, Daniela e Patrizia. I gironi C e D
sono tutti dell'Ymca Siderno con la coppia Maria Pia Bongiovanni e Francesco
Ferraro e la coppia Agrippa Pinella e
Anna Ferreri. E, dopo le finalissime,
questo il podio: al gradino più alto si
piazza il Club Lamezia con la coppia
Rosa Maria Romeo e Antonietta
Cristaudo, segue la coppia Maria Nicolò
ed Eleonora Rago del gruppo Burraco
Ymca, e chiudono i reggini Giovanni
Barbucci e Angela Lombardo. E c'è
anche una coppia prima classificata
“migliore manche”, Tonino Caristo e
Mariuccia Romeo, del Circolo Conca
Glauca Bovalino. Presenti, al primo torneo ufficiale organizzato dalla Fibur,
per immortalare gli “scontri” le testate
giornalistiche di Telemia e de la Riviera.
Il tutto ospiti dei deliziosi titolari del
BEAT WINE.
La giovane realtà
del Campus
Audax Bovalino
La società di basket Campus Audax Bovalino
opera sul territorio bovalinese da almeno
cinque anni, e ha già ottenuto dei risultati
importanti, soprattutto in termini numerici.
La possibilità di avere, in questo paese abituato a vivere di calcio e danza, circa sessanta
ragazzi, tra maschi e femmine, suddivisi nei
vari gruppi in base alle fasce d'età, ci permette di iscriverci nei vari campionati in modo
stabile e continuo: si parte dai gruppi minibasket dove la non competitività degli incontri rende le partite semplici e divertenti per i
vari bambini, riscoprendo il vero valore del
gioco e del divertimento. Salendo si arriva ai
gruppi esordienti, campionato che rappresenta il passaggio dal minibasket al basket,
per poi arrivare alle varie under. Manca
ancora una prima squadra di riferimento, ma
il settore giovanile promette già molto bene.
Alcuni dei nostri ragazzi, per ragioni di
numero e di fasce d'età scoperte hanno
affrontato alcuni campionati insieme con
squadre associate, Melito per quanto riguarda la maschile, Locri per quanto riguarda la
femminile. Gli obiettivi di crescita non mirano al fattore economico che tutte le squadre
devono affrontare per un buon percorso
della stagione, ma a un cambio di mentalità
dello sport in generale, oltre a poter dire al
paese che esiste il Basket come sport anche
da noi, uno sport che a livelli anche piu alti,
regionale e nazionale fa molta fatica ad
esprimersi. E' il movimento a dover crescere,
c'è il bisogno di partire dalle basi.
il 25 aprile la STRAWOMAN
Corri! Fa bene al cuore
Sono atlete, lavoratrici, dottoresse, giornaliste,
amministratrici, cantanti, avvocatesse, modelle,
professoresse, mamme, studentesse, volontarie,
parrucchiere, casalinghe, disoccupate, precarie.
Sono le donne che hanno deciso di sostenere la
STRAWOMAN LOCRI. Una marcia rosa
organizzata dall'ASD Sporting Locri in collaborazione con l'Associazione Leocos e
Associazione Podisti Locri. L'iniziativa rientra
nel progetto della campagna di sensibilizzazione
“Donne con il Cuore amaranto” avviato a settembre 2011. La STRAWOMAN si svolgerà il
25 aprile 2012 dalle ore 10,00 con raduno in piazza dei Martiri e consiste in una marcia tutta al
femminile per le strade cittadine della città. Con
lo slogan “STRAWOMAN. Corri! Fa bene al
cuore”, l'obiettivo primario è quello di diffondere e promuovere la cultura della prevenzione
negli ambienti sportivi, sensibilizzando le persone sull'importanza della presenza dei defibrilla-
tori nelle infrastrutture sportive. Una corsa, dunque, per offrire l'opportunità a molti giovani
donne di rapportarsi con l'attività sportiva associando momenti di socializzazione condivisione
e pari opportunità. Attraverso il presente progetto pertanto si vogliono incoraggiare, anche, le
Istituzioni a sostenere iniziative tese a sottolineare l'importanza educativa delle attività motorie e
sportive, mirando in particolare ad approfondire
i temi legati ad aspetti etici, medici, sociali e culturali. Attraverso il ricavato delle quote di partecipazione delle iscritte, si acquisterà un defibrillatore che sarà messo a disposizione, in comodato d'uso, a tutte le società sportive e all'interno
del Palazzetto dello Sport di Locri. La manifestazione sportiva, che coinvolgerà donne impegnate in qualsiasi settore sociale (scuole, le aziende,
centri giovanili, parrocchie, comuni, enti pubblici, uffici, associazioni di volontariato e sportive)
vede il patrocinio della Provincia di Reggio, il
patrocinio del Comune di Locri, della Figc delegazione Locride e del Centro Sportivo Italiano
di Reggio Calabria, guidato dal presidente Paolo
Cicciù, promotore di uno sport che guarda alla
vita e ai suoi valori. Con il Csi si è anche programmata, sempre per il 25 aprile, la manifestazione sportiva Campionato nazionale pallavolo
femminile Allieve. 3° Tappa Palasport Locri. La
Strawoman ha coinvolto, inoltre, molte associazioni che hanno subito sposato il progetto: Amici
di Filippo, Advst Locri, Rangers Mediterraneo,
Croce Bianca Siderno, Enal Caccia Protezione
Civile, gruppo Ardore. L'appuntamento per
tutte le donne di ogni età, sportive e non, è il 25
aprile 2012 in piazza dei Martiri. Dalle ore 8,30
ci si potrà iscrivere. La gara adulte inizierà alle
10,30 e sarà anticipata dalla marcia dei bambini.
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DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
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DOMENICA
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LA RIVIERA
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Meglio un uovo di cioccolato, anche se non di finissimo, piuttosto
che le solite paternali sulla Pasqua. Di questi tempi non abbiamo
né Babbi né Befane a cui chiedere regali e carboncelli, ma qualcudi Filomena Cataldo
no – bontà sua – ci ha fatto dono del Bossi abbandono. Almeno
questo!Il buonismo, sotto feste, non è mai gradito, soprattutto se condito con i soliti lamenti da cattedrale. La Pasqua è spirito di sofferenza e rinascita, è momento di intensa riflessione, concentrazione sulle possibilità e impossibilità della vita e della morte. Realisticamente sostenute da un senso concitato di contemporaneità. E lo è tutti i santi
giorni dell’anno. Perdonatemi il pungiglione. Ma nei calvari simulati, accanto a coloro che realmente compartecipano, non vi è mai capitato di scorgere, a macchia di leopardo, paucciane biforcute, menestrelli di corte e corticciole o veline defenestrate? Personalmente, qualche volta. Eppure sono tanti i volti di mamme ( e padri) che seguono la croce del proprio figlio come Maria di Nazaret. In silenzio, prostrata, fedele ma anche forte e coraggiosa, priva di ciance. Magari in un angolo. Eppure non tutti questi
volti sono dello sciame, non sempre, ma ci sono e fanno. Giù il velo!Non abbiamo bisogno di partecipare per esserci. E non vergogniamoci, se non ci siamo.
Vergogniamoci se non viviamo dignitosamente il dono che ci è stato dato e se non difendiamo questa dignità. Se non consideriamo gli altri nel loro calvario e se non pretendiamo che gli altri considerino il nostro. Se nascondiamo, bigottamente, il desiderio di voler stare bene per paura di essere considerati materiali. Allora venga fuori chi
vuol stare male!Importante è fare bene per stare meglio. Necessario è pensar bene per essere migliori. Meglio un uovo di cioccolato, dunque, che di fame ce n’è tanta.
LOQUI E SPROLOQUI
UOVA DI PASQUA
la Riviera
Biblioteca meridionalista
Una (croni)storia
della Calabria attraverso
i “forestieri”
di Giuseppe Fiorenza
Paolo
Orsi
Paolo Orsi “scopre” la civiltà storica calabrese e la restituisce agli
stessi calabresi ignari, dandole visibilità europea . Nessuno meglio
di lui ha investigato le visceri della Calabria, specchio di riscatto e
manuale di difesa contro tutte le letterature antimeridionaliste.
GIUSEPPE FIORENZA
Immagini
In alto, in senso orario: tempio jonico di marasà Locri, scavi 1889-90; Paolo Orsi con un
dioscuro, scavi del 1889-90, Locri; tempio di kaulon, Monaterace, scavi del 1890; teatro
greco di Siracusa, scavi del 1860. Sopra: Paolo Orsi durante gli scavi all’Apollonion di Cirò.
Una delle (poche) persone alla
quale la Calabria deve molto, in
senso totale sia di contributo
alla sua storia sia di solidarietà
culturale alla sua condizione
sociale è senz’altro Paolo Orsi,
uno dei più grandi archeologi
della storia d’Italia.
Per avere un’idea della sua statura e della sua grandezza, citiamo un ritratto che di lui fece il
suo amico e collega Enrico
Gagliardi, che lo ospitò nella
sua attività a Monteleone, l’odierna Vibo Valentia:
«Rivedo il maestro: alta, solida la
persona, la nobile testa eretta, la
fronte spaziosa, pochi capelli lisci
modellavano il cranio, la barbetta grigia, il portamento rigido,
quasi militare, lo avrebbero fatto
scambiare per un ufficiale; ma un
solco profondo sulla fronte e lo
sguardo penetrante ben rilevavano in lui l’uomo di studio e di
scienza, abituato al diuturno travaglio del pensiero. Il parlare
lento, misurato, schiaro, chiaro,
traduceva subito il carattere dell’uomo, diritto e preciso, che
attraverso il lavoro senza indugi e
senza stanchezza, vedeva netta la
meta. La sua vita austera, d’una
semplicità francescana, che rifuggiva dagli onori e da ogni teatrale
popolarità, gli ha permesso di
operare in silenzio in luoghi disagiatissimi».
Uno dei meriti, oltre all’attività
primaria, del grande archeologo
è quello di aver contribuito a
dare inizio alla definizione di
una identità calabra, come testimonia questo autore:
“Ci vollero gli scavi di Paolo
Orsi per riportare alla luce i
resti delle città antiche di Locri,
di Reggio Calabria, dei templi
di Crotone e di Cirò Punta Alice
la cui esistenza, fino ai primi
decenni del secolo scorso, era
solo probabile, ma non provabile. La formazione preistorica ed
empirica dell’archeologo trentino consentirono di portare in
Calabria, la moderna scienza
dell’archeologia relegando l’erudizione fine a sé stessa e le
fantasie dei tanti localismi miopoietici nei recessi delle storie
locali.”
Veneto di Rovereto, dopo gli
studi presso l’Imperial Regio
Ginnasio di Rovereto, si trasferì
a Vienna per seguire corsi di
storia antica ed archeologia.
Continuò gli studi presso
l’Università di Padova e si laureò a Roma. Poi frequentò la
Reale
scuola
italiana
di
Archeologia a Roma, la scuola
d’arte classica a Bologna e
paleontologia di nuovo a Roma.
A trent’anni entrò nella pubblica amministrazione, diventò
ispettore degli scavi e dei
Musei, e nel 1890 fu inviato a
Siracusa, dove si dedicò allo studio delle origini dei Sicani e dei
Siculi e delle città di Thapsos e
Megara Hyblaea.
Fu “Commissario” del Museo
Nazionale di Napoli per un
breve periodo (1900 - 1901), e
nel 1907 si trasferì a Reggio
Calabria, dove divenne direttore
della
Sovraintendenza
Calabra per gli Scavi e contribuì
alla nascita del grande Museo
Nazionale della Magna Grecia,
lavorò in particolare a Reggio, a
Locri e a Rosarno dove contiDOMENICA
nuò lo studio sulla Magna
Grecia.
Scoprì città, un tempio ionico,
antiche mura e i siti di Medma
dal 1912 al 1914, di Krimisa dal
1924 al 1929, di Caluonia dal
1911 al 1913, individuando il
sito
archeologico
a
Monasterace, prima ritenuto
presso l’odierna Caulonia.
Scavò per diversi anni a
Monteleone di Calabria (attuale
Vibo Valentia).
Fu tra i fondatori nel 1909 della
Società Italiana di Archeologia e
con Zanotti Bianco, nel 1931
dell’Archivio storico per la
Calabria e la Lucania per quanto riguarda il Trentino, i suoi
lavori furono spesso in coppia
con Federico Halbherr entrambi per qualche anno studenti a
Vienna.
Il Museo Archeologico di
Siracusa a lui intitolato ed il
Museo Archeologico Nazionale
della Magna Grecia di Reggio
Calabria contengono una grandissima quantità di reperti risalenti ad un periodo che va dalla
preistoria sino al periodo greco,
provenienti da ritrovamenti di
tutto il territorio della Sicilia e
della Calabria.
Magnifico esempio di amore
per la Calabria, Orsi esplora
palmo a palmo un territorio
dove è già difficile e avventuroso in larghissima parte percorrerlo, ma che cela i resti della
propria antica civiltà. Non solo
scopre molti siti e salva letteralmente dalla rovina monumenti
insigni come la Cattolica di Stilo
e altri, ma con notevole talento
archeologico interpreta ogni
singolo scavo e studio in modo
corretto e scientificamente valido, come si è dimostrato nei più
recenti scavi e approfondimenti
dei luoghi archeologici.
Così come Gerarda Rohlfs salva
il dialetto calabrese dalla scomparsa, allo stesso modo Paolo
Orsi “scopre” la civiltà storica
calabrese e la restituisce agli
stessi calabresi dandole una visibilità europea e costituendo la
base di ogni singolo studio che
in seguito si farà.
Una pietra miliare che non è
soltanto riconoscimento del
proprio illustre passato, archeologico e storico, ma anche uno
specchio di riscatto per l’intera
storia sociale e culturale della
Calabria.
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LA RIVIERA
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A proposito
di... teatro
A GIOIOSA J. “NAPOLI, 24 MAGGIO 1900”
Data in cui nasce il più grande drammaturgo napoletano di tutto il secolo "Eduardo de Filippo. L’opera è un omaggio al più
grande maestro dell' arte di Napoli. Un atto di ossequio ai grandi nomi del '900 napoletano, da Raffaele Viviani, Eduardo De
Filippo e tanti altri sino ad arrivare fino al grande Totò ed all' indimenticabile Nino Taranto. Tutto questo in un clima di grande
comicità, allegria ed un pizzico di riflessione. Con gli attori, i cantanti e la musica dal vivo dell'orchestra, si ripercorreranno le pagini più toccanti, comiche ed emozionanti della sua immensa Opera teatrale. Eduardo a 110 anni dalla sua nascita.
Cultura e società
Il ritrattino di Jane Grey
LE NOTE
di MARA RECHICHI
Troppe croci
sul calvario
Da quando siamo venuti
al mondo, abbiamo sempre saputo che la
Pasqua è di resurrezione, che la vita vince sulla
morte. Ce l'hanno raccontata così, ci
abbiamo creduto e siamo andati
avanti. Quest'anno, però, c'è qualcosa
che non torna. Non abbiamo trovato
più solo tre croci sul calvario, ma ne
abbiamo trovate molte di più. Ce le
ha innalzate la signora con la falce
che ha deciso di darsi il nome Crisi.
Stiamo vertiginosamente al ritmo di
una croce al giorno. Troppe, davvero
troppe! Si sa, non siamo tutti uguali,
non abbiamo tutti lo stesso carattere
e gli stessi strumenti di difesa per conservarci e preservarci: c'è chi è temprato e forte, resiste e riesce a trovare
soluzioni ai problemi, c'è chi, invece,
non ce la fa e viene sopraffatto dalla
disperazione, fino al compimento del
gesto estremo di autosoppressione. Il
suicidio è l'azione di disprezzo più
cattiva che ci possa essere, frutto dalla
completa perdita di quell'amor proprio in senso lato, per dirla con
Rousseau, che la natura ci ha dato e
che dovremmo difendere. Dovrebbe
essere alimentato con le conferme e
con gli incoraggiamenti che l'esterno
ci rimanda, per il tramite delle relazioni interpersonali. Quelle che intessiamo con altre persone, a noi prossime per sangue, per amicizia, per condivisione di percorsi sociali scelti
oppure “subiti”, quali il rapporto con
le burocrazie. Proviamo, per un attimo, a stare nei panni di chi, per esempio, malato oncologico, ha chiesto il
riconoscimento di un diritto, una pensione di invalidità: per legge, dovrebbe essere chiamato a visita entro 15
giorni dalla domanda (a differenza
dei 30 per tutti gli altri casi), invece
passano le settimane e ancora attende
che l'INPS lo chiami, e speriamo che
arrivi prima l'INPS… Oppure nei
panni di chi ha investito tutto nella
realizzazione di un'impresa, con
impiegati che sono diventati familiari
e che, improvvisamente, non è più in
grado di garantire loro la retribuzione
per il lavoro svolto… E dei lavoratori
che, dall'oggi al domani, si trovano
senza quel lavoro. Eccole qui, le troppe croci sul calvario. Chi ha il compito di rimuoverle?
Dai carteggi inediti del letterato toscano Mario Pratesi custoditi nella Biblioteca
dell'Università di Toronto, spunta un grazioso biglietto della marchesa gioiosana
Clelia Pellicano, che chiedeva una recensione alle sue «Novelle calabresi» (1908)
© Francesco D. Caridi
n'armoniosa traccia epistolare di
una dama napoletana, gioiosana
d'adozione per via di matrimonio,
vissuta a cavallo tra 800 e 900, si
trova in un carteggio custodito nella
Biblioteca dell'Università di Toronto.
Prima di citare la piccola scoperta d'archivio,
è il caso di presentare la protagonista: Clelia
Romano (1876-1923), una nobildonna che
rifiutò le convenzioni e le ipocrisie del suo
ambiente, senza però rinunciare alla eleganza e alla dignità del suo rango. Pur annoverata tra le figure minori (quasi del tutto obliate) della cultura meridionale nel periodo
della Belle Epoque e negli anni successivi
allo scoppio della Grande Guerra, Clelia,
morta a soli 47 anni, l'anno dopo l'avvento del
fascismo, riesce ancora a incuriosire con i
suoi racconti veristi, in cui il Sud è pregno
della propria tradizione contadina e la
memoria antropologica si glorifica nella finzione letteraria.
Clelia unì alla tensione umanistica l'impegno
civile, per sollecitare l'emancipazione politica, sociale e culturale delle donne. Ne discusse, senza complessi, con i suoi amici ministri
Orlando, Di Rudinì e Salandra. Era figlia del
giureconsulto e magistrato Giandomenico
Romano, un aristocratico del foggiano stabilitosi a Napoli e a Castellammare di Stabia,
già patriota risorgimentale e poi parlamentare del Regno.
Rinomata come Clelia Pellicano per aver
sposato, appena sedicenne, il marchese
gioiosano Francesco Maria Pellicano, di antico lignaggio, nel 1909 rimase vedova con
sette figli. Il marchese, spirito autenticamente liberale, aveva permesso alla moglie di
dare alle stampe nel 1899 le sue «novelle dei
miei vent'anni», nonostante la contrarietà dei
famigliari, irritati da tanta audacia: «I miei
parenti», scriverà Clelia, «erano tutti in
supremo grado collet monté come direbbero
i nostri alleati francesi; e le mie novelle erano
ardite... troppo ardite! Tali apparivano anche
ai miei occhi attoniti, al mio spirito quasi sgomento di aver loro data la vita. Ma la tentazione era forte. Con la complicità di mio
U
Insieme a Moschetta
Poesia, Musica e
Sapori nella tradizione
marito, scappai a Napoli, dove mi riuscì di
trovare un editore disposto a stamparle in
nitida edizione». Collet monté, vale a dire
che i suoi parenti erano tradizionalisti o,
nella più vile accezione, superati, passati di
moda.
Per pubblicare libri e articoli, Clelia adottò lo
pseudonimo di Jane Grey, evocando così una
sventurata sovrana inglese ((1536-54) ascesa
al trono all'età di 17 anni per designazione
del morente Edoardo VI: il suo regno durò
soltanto nove giorni, a causa di intrighi dinastici. Infatti, fu dichiarata usurpatrice e decapitata, benché innocente. Era stata immolata
alla ragion di Stato su ordine dei Tudor. Per
Clelia, assumerne il nome significava perpetuare il ricordo di una donna vittima del
potere maschile e ribellarsi in sua vece. La
marchesa, che alternò i soggiorni di famiglia
e i ricevimenti nelle case di Castellammare di
Stabia, di Roma, di Napoli e di Gioiosa
Ionica, ebbe scambi di pensieri e di cortesie
con celebri intellettuali della sua epoca.
Imprenditrice agricola, conferenziera, scrittrice e giornalista, animò un salotto culturale
Sabato 14 aprile a partire dalle ore 20.30,
l'Associazione Pro Moschetta, parte attiva nella
salvaguardia storica e culturale del territorio
organizzerà per l'intera comunità cittadina nella
suggestiva Piazza Moschetta una manifestazione
culturale “Insieme a Moschetta” per rendere
omaggio alla poesia dialettale e alla splendida
musica tradizionale che saranno accompagnate
da degustazioni tipiche della nostra tradizione
locale.
La manifestazione vede protagonisti validi e
conosciuti poeti e musicisti del luogo, infatti la
poesia sarà piacevolmente allietata dal gruppo
folkloristico degli Argagnari.
Siderno
Banco alimentare a
per le persone disagiate
Giovanna Panetta
Pro Moschetta
DOMENICA
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LA RIVIERA
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la Riviera
a Roma, emulando la tradizione francese dei
«salons», in cui mondanità, conversazione,
erudizione e letteratura diventavano gli spinterogeni della civiltà. Fu intrinseca con
Grazia Deledda, Matilde Serao, Salvatore di
Giacomo, Antonio Fogazzaro, Luigi
Capuana (che le dedicò una delle novelle del
suo libro Delitto ideale, nel 1902). Le corrispondenze di Clelia Pellicano con questi e
altri letterati forse sono andate distrutte, o
smarrite, o son seppellite in archivi privati. In
Calabria, una sua attenta biografa è
Gaetanina Sicari Ruffo.
E veniamo alla nostra piccola scoperta d'archivio.
Nel 1908 Clelia Pellicano pubblicò Novelle
calabresi (edizioni Sten di Torino), nove storie, ciascuna con dedica personale ad alcuni
suoi amici: Giuseppe Mantica, Grazia
Deledda, Ersilia Caetani Lovatelli, Antonio
Fogazzaro, on. Maggiorino Ferraris, Bice
Tittoni, Luigi Capuana, Sfinge; e naturalmente a suo marito.
Sfinge era il nome d'arte della scrittrice romagnola Eugenia Codronchi Argeli (18651934), figlia del conte Giovanni Codronchi
Argeli che fu ministro della Pubblica
Istruzione. Novelliera e giornalista, Eugenia
frequentava i maggiori circoli letterari, dove
conobbe anche Giosuè Carducci e Giovanni
Pascoli, e con Clelia Pellicano spartì anche
un'accesa sensibilità femminista.
Su consiglio di Sfinge, Clelia mandò una
copia del suo libro, per la recensione, a un
professore toscano molto conosciuto in quei
tempi, Mario Pratesi (1842-1921), critico e
romanziere ostinato, provveditore agli studi
in diverse città, già segretario del famoso linguista Niccolò Tommaseo (che, per inciso, un
giorno rimproverò Pratesi di descrivere nei
suoi racconti «preti ridicoli, come se non ce
ne fosse tra' laici di ridicoli e peggio», come si
legge in una lettera inedita) e in rapporto di
amicizia con grandi scrittori dell'epoca, tra i
quali Carducci e Gabriele d'Annunzio. Clelia
accompagnò il libro con un biglietto in cui
erano stampati il suo ritratto, la testa sormontata da un cappello piumato, e il nome d'arte
Jane Grey. Vi si legge: «Sfinge comune amica
nostra mi consiglia di mandarle questa mia raccolta di "Novelle calabresi" ed io non mi faccio
pregare, ben lieta s'Ella vorrà leggerle e poi
dirne, schiettamente, quel po' di bene e quel
molto male che ne penserà! Non dimentichi del
tutto gli amici di Roma e mi creda con ammirazione Devma Msa Pellicano».
Questo biglietto, rimasto finora inedito, è qui
riprodotto per concessione della Victoria
University Library di Toronto (Eds. Anne
Urbancic and Carmela Colella), che custodisce ed ha digitalizzato l'archivio di Pratesi a
suo tempo trasferito da Firenze in Canada
per passaggi ereditari (all'Archivio di Stato di
Firenze è conservato soltanto il carteggio
1866-190 tra Pratesi e Giuseppe Cesare
Abba, una gloria delle nostre patrie lettere).
l'Associazione “OLTRE L'ARCOBALENO”
onlus di Siderno, in collaborazione con la LEOCOS ambulanze di Locri ringrazia il Sindaco ed il
Banco Alimentare Onlus per aver permesso la
distribuzione di prodotti alimentari anche ai cittadini sidernesi bisognosi.
Da un'idea della presidente dell'associazione
Marilene Bonavita, in collaborazione con
Leonardo Vincenzo Modafferi, si è riusciti nella
realizzazione del progetto che prevedeva assistenza a persone e famiglie indigenti registrate con il
modello ISEE al Comune.
Disponibilissimo alla realizzazione della richiesta
anche l'assessore all'ambiente Angelo Alvaro ed il
Sindaco e proprio grazie a loro , da oggi, 4 aprile,
sono iniziate le distribuzioni degli alimenti.
Marilene Bonavita
IL PREMIO GIGI MALAFARINA
Nel segno della tradizione
La Sala Conferenze del Palazzo della
Provincia ha ospitato mercoledì 21 Marzo, la
XX Edizione del Premio Gigi Malafarina di
Giornalismo arte e cultura.
Nel ricordare la sua storia, Il Premio
Malafarina nasce nel dicembre del 1989 per
iniziativa dell’associazione culturale “I Nuovi
Vignaioli” e del suo presidente Consolato
Squillace.
Una nuova Edizione dunque “nel segno
della tradizione, della continuità e
dell’innovazione”, per custodire
nella memoria dei giovani calabresi
l’indelebile ricordo dell’uomo, del
giornalista e dello scrittore, Gigi
Malafarina, figlio legittimo della
sua Terra.
Nell’introdurre la cerimonia
di premiazione , il professore Squillace ha voluto
ringraziare per la partecipazione soprattutto
gli studenti e docenti
dell’Istituto Vittorino
da Feltre, del Liceo Artistico A. Frangipane e
la Scuola dell’infanzia”Zerosei”.
Il giornalista Carlo Parisi, ha poi tratteggiato
un ricordo affettuoso dell’amico e collega.
“Gigi Malafarina faceva il proprio mestiere:
raccontava i fatti. Da cronista di razza aveva la
straordinaria capacità di sapere ascoltare la
gente. Durante i Fatti di Reggio, Malafarina è
stato un importante punto di riferimento per
molti inviati delle principali testate nazionali”. A conclusione del suo intervento,
Parisi ha invitato i giornalisti calabresi
ha seguire l’esempio professionale di
Gigi Malafarina, non dimenticando
che esiste “una differenza sostanziale tra un giornalismo di fatti e un
giornalismo di opinioni. Il giornalista
deve essere comunque un uomo
libero,non ricattabile: scevro da
ogni genere di schiavitù, umana e
professionale”.
La XX Edizione del Premio,
anche quest’anno annovera nell’albo d’oro dei suoi premiati, calabre-
si illustri che si sono distinti per meriti particolari in diversi campi.
Il Premio Gigi Malafarina per l’edizione
2012 è stato conferito ad Arcangelo Badolato
per il giornalismo, Carmelo Saltalamacchia
per la cultura, Luigi Carbone per le nuove tendenze nei massmedia, Luisa Latella per il
Servizio nel sociale, Enrico Costa per il ruolo
della Calabria nel Mediterraneo,Franco
Mosino per la ricerca nella cultura classica,
Antonino Laface per la narrativa, Andrea
Audino per l’arte.
Alessandro Manganaro ha ricevuto il premio
alla carriera scolastica nel ruolo dirigenziale e
Monsignor Antonino Morabito alla carriera
ecclesiale e produzione letteraria.
Spentesi i riflettori, il Premio Gigi Malafarina
si congeda dal pubblico con un promessa di
continuità nel solco della tradizione e con
uno sguardo attento ai tanti
giovani , figli della Calabria del domani, perché non dimentichino mai l’esempio dei
Grandi.
Rosamaria Malafarina
Siderno
Un istituto a nuovo
Protagonista, nella settimana
dello studente, è l'Istituto
Superiore “Pitagora”, Liceo
Artistico e Istituto Tecnico
per Geometri. Gli alunni,
hanno messo da parte righelli
e pennelli e si sono muniti di
guanti, carriole, pale e,
soprattutto, entusiasmo per
rimettere a “nuovo” la loro
scuola.
È infatti un Istituto che coniuga arte e tecnica, bellezza e
perfezione con il fine di valorizzare l'alunno nella propria
personalità. Dopo la giornata
di lunedì dedicata al tema
della sicurezza, in cui sono
intervenuti i rappresentati
della Guardia Costiera di
Roccella Ionica, il martedì è
stato dedicato al tema ecologico “facendo scendere in
campo” gli alunni. Non vi è
Bovalino
Sclerosi multipla
ormai ti conosco
stato studente che non abbia
partecipato: i più grandi si
sono dedicati alla tinteggiatura delle aule, coprendo i
“decori” lasciati dagli stessi
alunni; mentre i minorenni si
sono divertiti a pulire il cortile e a estirpare erbacce. Il
tutto sotto la supervisione dei
loro insegnanti, che non si
sono tirati indietro ad aiutarli.
Fondamentale è stato il contributo del Comune della
città che ha fornito gli attrezzi
utilizzati..
Quella vissuta dai ragazzi del
Pitagora è stata senza dubbio
una giornata speciale, vissuta
con il sorriso sulle labbra e
voglia di fare, uniti e protagonisti del loro progetto educativo.
Giovanna Panetta
(docente vicaria)
Gioia Tauro
Operazione “Mare sicuro 2012”
La Guardia Costiera tra i banchi di scuola per educare alla cultura del mare.
E' partito anche quest'anno il progetto “Mare sicuro 2012”, indirizzato a
sensibilizzare i giovani ad un “corretto uso del mare” in vista della prossima
stagione estiva. Gli uomini della Capitaneria di porto di Gioia Tauro, guidata dal Capitano di fregata Diego Tomat, grazie all'interessamento dei dirigenti scolastici ed alla disponibilità dei docenti, dal mese di novembre 2011
hanno organizzato una serie di incontri nelle scuole ricadenti nel territorio
di giurisdizione del circondario. Gli incontri si sono tenuti presso gli istituti
superiori nonché Scuole Medie del territorio della Piana di Gioia Tauro.
Durante le lezioni sono stati proiettati filmati della Guardia Costiera, e
distribuite brochure educative e realizzati test che hanno permesso di
apprendere quanto gli studenti conoscono sulla sicurezza in mare.
Pasquale Patamia
ANTONELLA ITALIANO
'associazione “Ccsvi nella Sclerosi Multipla - Calabria” è giunta al secondo incontro territoriale “Ccsvi e sclerosi multipla” che si terrà sabato 14 aprile 2012, alle ore 17.00, presso
la sala orchidea a Bovalino. Saranno presenti le associazioni di volontariato operanti sul
territorio, mentre apriranno i lavori il sindaco di Bovalino,Tommaso Mittiga, il senatore
Francesco Crinò, il presidente di “Edera” Francesco Perrone. Interverranno, nei settori di loro
competenza, i medici Luigi Giugno, Antonio Mileto, Giovanni Perri, Pietro Volpe. Concluderà
gli interventi la presidente dell'associazione patrocinante, Assunta Mazzei. La stessa precisa alla
stampa: «La Ccsvi Calabria promuove la totale assistenza delle persone, colpite da sclerosi multipla, che vogliano prendere in considerazione la possibilità del trattamento della Ccsvi
(Insufficienza Venosa Cronica Cerebro - spinale). Per questo sollecita la collaborazione fra neurologo, fisiatra, chirurgo vascolare, radiologo interventista e tutte quelle figure professionali
coinvolte nelle due patologie». La sclerosi multipla è una malattia relativamente comune, a
volte latente, capace di nascondersi per anni prima di costringere la sua vittima alla carrozzina.
Altre volte è così aggressiva da portare ad un rapido peggioramento dei deficit neurologici la
sua vittima. Velocemente, fino alla morte. Un male nascosto o improvviso, un male comune, un
male che però oggi conosciamo bene. Contro la sclerosi multipla giochiamo di anticipo.
L
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
29
Parlando
di
Cinema
OROSCOPO
ILOSOFIA
REGGINA
ARIETE
dal 21 marzo
al 20 aprile
SA-RC:
il governo introduce
il pedaggio
sull'autostrada
il lavoro darà grandi soddisfazioni anche se sarà fonte di un
po’ di stanchezza e nervosismo. Seguite l'istinto più che
mai e preferite farvi coinvolgere e travolgere dalla vita.
TORO
dal 21 aprile
al 20 maggio
Si preannuncia un'ulteriore beffa per i cittadini del profondo sud Italia, i quali
sono costretti ormai da anni a sopportare le lunghe code per via dei lavori di
ammodernamento dell'autostrada A3 che collega Salerno a Reggio Calabria:
dal 2013 verrà introdotto il pedaggio.
Questo, almeno per bocca del Ministro dei Trasporti Corrado Passera, “servirà a completare entro breve tempo i lavori di ammodernamento dell'autostrada“. Ma nel frattempo cosa faranno i cittadini? Saranno costretti a pagare per un servizio che non funziona? Da sottolineare come, inoltre, i cittadini del sud sono già penalizzati dall'assenza di una degna rete ferroviaria e
della penuria di collegamenti aerei.
Ma il Ministro Passera, intervenuto durante il convegno dei giovani leghisti a
Varese, rilancia. “Lo sviluppo economico al sud è pari allo zero, non ha senso
investire in termini di infrastrutture al sud; ma i lavori dell'A3 vanno completati al più presto ed in questo momento è impensabile che l'Italia, già in reces-
Sentite più forte il bisogno
di intimità e rassicurazione.
Ma non temete! La vostra
carica sarà un'arma letale
per scongiurare eventuali
scappatelle del partner.
GEMELLI
dal 21 maggio
al 21 giugno
Entrate inaspettate in arrivo
vi permetteranno di concedervi quei piccoli vizi cui
non volete proprio rinunciare. La luna vi regala fascino
e intraprendenza.
sione, utilizzi ulteriori risorse per il Sud. L'economia italiana è basata sulle
imprese del nord, è lì che dobbiamo investire”.
Noi rimaniamo basiti di fronte a simili affermazioni, ulteriori commenti
sarebbero superflui.
Ma i caselli autostradali dove verranno posizionati? Si presume che gli estremi caselli saranno posizionati a Salerno (all'imbocco della A3) ed a Villa San
Giovanni, a sud dell'imbarco per Messina.
Saranno contenti gli esponenti della lega (visto lo scroscio di applausi ricevuti dopo simili affermazioni), sicuramente non lo saranno i cittadini del sud.
Attendiamo però ulteriori sviluppi e risposte da parte della classe politica del
sud Italia, anche perchè tale notizie non trovano ancora conferme negli organi ufficiali di stampa. Ma come si dice in genere una rondine (una Passera in
questo caso) non fa primavera. E speriamo che sia così in questo caso.
Nicola Zitara, l’ultimo libro
CANCRO
DAL SITO BRIGANTI
dal 22 giugno
al 22 luglio
"Memorie di quad'ero italiano" è il titolo,
volutamente provocatorio, dell'ultimo
libro di Nicola Zitara, giornalista e scrittore di Siderno (Reggio Calabria), per lunghi anni fiero militante socialista poi impegnato in prima fila nel Movimento meridionale, che, già nel 1971, aveva scandalizzato molti benpensanti con un altro volume dal titolo e dall'impostazione non
meno corrosivi e dissacranti rispetto ai
modelli ed alle certezze costruiti negli anni
del risorgimento, imposti per un secolo
sotto i governi sabaudi e considerati come
bandiere intoccabili anche con l'avvento
dei governi repubblicani: "L'unità d'Italia:
nascita di una colonia". Sviluppando ulteriormente l'analisi avviata con l'opera di 29
anni fa, Zitara indaga a fondo sulle cause
che portarono nel 1860 il Meridione continentale ed insulare alla perdita dell'autonomia statale che lo aveva caratterizzato
per sette secoli, dall'epoca di Ruggiero il
Normanno alla fine del Regno delle Due
Sicilie. L'indagine è allargata alle vicissitudini che le regioni meridionali hanno
Valutate il comportamento
del partner e il senso della
relazione. Vi scontrerete con
quella parte di voi che vorrebbe eterna ogni storia.
LEONE
dal 23 luglio
al 23 agosto
Le priorità saranno riposo,
attenzione al corpo, ricerca di
equilibrio interiore.
Approfittate per concedervi
una vacanza-benessere.
VERGINE
dal 24 agosto
al 22 settembre
Avete voglia di ripensare alcune vostre amicizie. Tenete
presente il valore della fiducia
e parlate apertamente a chi la
ripone in voi.
dovuto subire in quasi un secolo e mezzo
di vita "italiana" nell'ambito dello Stato
unitario, considerato sia nella sua versione
sabauda che in quella repubblicana.
[…]Una visione drammatica quella che
Nicola Zitara esprime attraverso il suo
libro, ma tutt'altro che priva di presupposti
oggettivi e sostenuta con un ragionamento
lineare e ineccepibile.
Sbaglierebbe chi non accettasse questo
nuovo, approfondito e appassionato sforzo di analisi come un prezioso contributo
a capire i perchè delle troppe contraddizioni che continuano a caratterizzare i
rapporti fra il Nord e il Sud dell'Italia e
come uno stimolo a ricercare soluzioni
reali, concrete, immediate: il meridionalismo della prima Repubblica era una truffa
ed è miseramente fallito, quello della
seconda è ancora più sbiadito ed evanescente.
La domanda che si impone, al punto in
cui siamo, è questa: esistono alternative
allo scenario ipotizzato e auspicato dallo
scrittore socialista di Siderno?
FRANCO NOCELLA - Segretario della
FederMediterraneo (FIDM)
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
dal 23 settembre
al 22 ottobre
dal 23 ottobre
al 22 novembre
dal 23 novembre
al 21 dicembre
dal 22 dicmbre
al 20 gennaio
dal 21 gennaio
al 19 febbraio
dal 20 febbraio
al 20 marzo
La lontananza dai vostri familiari favorisce le ansie e le
incomprensioni. Non disperate, atriti e rancori sono sempre superabili quando c'è alla
base l'amore reciproco.
In amore siete impetuosi e
scatenati, privi di freni inibitori. Se siete single sarà molto
difficile resistervi. Ricordate
sempre cosa dicevano i latini:
in medio stat virtus.
I dubbi vi attanagliano, e
non vedete le cose nella
giusta prospettiva. Non
fatevi accecare dal pessimismo, rischiate di farvi sfuggire qualche chanche.
Sintonia e intesa con amici
del segno del Sagittario,
con Leone e Scorpione,
invece, ci potranno essere
incomprensioni e situazioni conflittuali.
La ricerca del piacere
tende ad avere la meglio
sulle buone abitudini.
Mangiate quello che più
vi piace, senza remore.
Ma non sgarrate troppo.
DOMENICA
Vi sentite bene con voi stessi e
questo vi da il coraggio. Con il
partner potrebbe esserci un
po’ di noia. Siete single?
Mettetevi in gioco e vivrete
situazioni interessanti.
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
30
CINEMA NUOVO
Siderno,info:0964/ 342776
Immortalis/
16.00 - 18.00 - 20.00
L’altra faccia del diavolo/
22.00
CINEMA GOLDEN
Roccella J,info:333/ 7672151
Buona giornata/
18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA VITTORIA
Locri,info:339/7153696
Titanic (in 3D)/
17.00 - 21.00
CINEMA GARIBALDI
Polistena,info:0966/ 932622
Magnifica presenza/
16.30 - 19.30 - 22.00
CINEMA POLITEAMA
Gioia T.,info:0966/ 51498
E’nata una star/
18.00 - 21.00
CINEMA ODEON
Reggio C.,info:0965/ 898168
Buona giornata/
18.00 - 20.00 - 22.00
Blob of the week
CINEMA AURORA
Reggio C.,info:0965/ 45373
Biancaneve/
16.00 - 18.10 - 20.20 - 22.30
NUOVA PERGOLA
Reggio C.,info:0965/ 21515
I più grandi di tutti/
18.30 - 20.30 - 22.30
MULTISALA LUMIERE
Reggio C.,info:0965/ 51036
Sala De Curtis
Titanic (in 3D)/
18.00 - 21.40
George Harrison,living in
the material world/ 19 aprile
ore 21.00,di Martin Scorsese
Sala Sordi
Pirati! Briganti da strapazzo (in 3D)/
17.30 - 19.15
La furia dei Titani (in 3D)/
21.00 - 22.45
Sala De Sica
Act of valor/
18.30 - 20.45 - 23.00
Sala Mastroianni
Marigold hotel/ 18.10
E’nata una star/
20.45 - 22.45
la Riviera
AL CINEMA
Robe di Kappa
L' abbraccio affettuoso degli esordienti della
Juventina - Siderno al loro Mister Alfredo.
Tra una pennica e l’altra, incurante dello
scorrere del tempo, ronfa. Auguri
zio Tommy.
Bud Spencer & Terence Hill
Davide Scarfò si è presentato in redazione con una
notizia bomba seguita da una prova schiacciante, la
foto che svelerebbe la vera identità di Cosimo, ovvero un POLLO che non capisce di calcio! Cosimo
sostiene: "il Milan è più forte della Juve " malgrado
non sia riuscito a vincere uno scontro diretto su
quattro, dice Davide "ragazzi giudicate voi....guardate che uova che fa!!!!"
Amarcord
Paolo Sofia
Gita Scolastica Pompei 1978 III Media “G. Pedullà”
Siderno. chi si riconosce??
Firenze 3 aprile 2012
La sfida calabrese nella
culla culturale di Dante.
la redazione de la Riviera
si congratula con Angelo
Macrì per la laurea in economia. D’ora in poi il comune può dormire sonni tranquilli: i conti torneranno.
La verità dell’Iride
Questo mondo non ha più un verso, gira a casaccio senza rispettare l'ordine naturale
delle cose. E' per spirito di categoria che mi lamento, dacché anche noi bravi ragazzi ci
di Benjamin Bowson siamo organizzati per tutelare i nostri interessi. Questa è l'epoca delle regole e dei suoi
sacerdoti, così anche noi
fuorilegge ci siamo adeguati, vogliamo doveri e
diritti e diciamo che non ci
sta bene, col codice in
mano, quanto va accadendo in giro. Una volta erano i banditi, e solo loro, a essere belli e maledetti e solo loro si spupazzavano le bambole prima di cederle sull'altare a un fesso che ci avrebbe costruito intorno una famiglia. Su di noi si facevano i film, si tessevano le leggende. Eravamo icone sexy, modelli ambiti se non da imitare. Tutti facevano strada al nostro arrivo e nell'entrare nei saloon le teste si
abbassavano e i bicchieri si riempivano. Questo un tempo, perché oggi se non sei un capitano o un commissario, o almeno un appuntato un soggetto, una sceneggiatura, una fiction non te la dedica nessuno. Ora nei bar a bere con le pupe ci stanno loro, loro attaccano alla
fronte lo scontrino col conto al proprietario del saloon. Girano in gruppo, hanno la pistola al fianco e lo sguardo maledetto in volto. Sono
loro i nuovi bravi ragazzi, gli uomini in legge che nell'armadio tengono la divisa e sfidano il mondo senza rischio di galera. Hanno sempre qualcuno da salvare, un buono da proteggere e corrono a duecento all'ora sulle strade del giorno e della notte, e tutti a fargli strada.
Ti fulminano con lo sguardo macho, oggi sono loro i bravi ragazzi ed è giusto così, perché è l'epoca delle regole e della legalità. E ben gli
sta a tutta questa brava gente che vuole solo giudici prediche e sermoni. Saranno felici, e immagino la gioia nel mezzo di una sana scopata vedersi i volti di un Caselli, un Ciotti o un Napolitano che ti dettano le regole del coito, ti contano gli spasimi e ti consigliano, per il
dopo, un cilicio catartico. Ma ora che anche noi ci stiamo organizzando le regole le faremo rispettare e ci faremo ridare indietro pupe e
saloon, com'era un tempo quando il mondo girava nel verso normale e un bullo o uno sbirro lo distinguevi a un quarto di miglio.
Gli sbirri al posto dei bravi ragazzi
DOMENICA
08 APRILE 2012
LA RIVIERA
31