Disturbi gastroenterici ed autismo ITA
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Disturbi gastroenterici ed autismo ITA
Scaricato da bmj.comj in data 28 Ottobre 2004 www.bmj.com Relazione tra disordini gastrointestinali infantili ed autismo: uno studio caso-controllo nidificato utilizzando i dati provenienti dall’UK General Practice Research Database Corri Black, James A. Kaye ed Hershel Jick. BMJ 2002; 325;419-421 Doi:10.1136/bmj.325.7361.419 (traduzione di Alessandra Torriani, [email protected]) E’ possibile reperire informazioni e servizi aggiornati all’indirizzo: http://bmj.com/cgi/content/full/325/7361/419 Esse comprendono: Bibliografia Questo articolo cita 18 articoli, 3 dei quali possono essere scaricati gratuitamente all’indirizzo: http://bmj.com/cgi/content/full/325/7361/419#BIBL 7 articoli online che citano questo articolo possono essere scaricati all’indirizzo: http://bmj.com/cgi/content/full/325/7361/419#otherarticoles Risposte Rapide Sono state pubblicate 12 risposte rapide a questo articolo; esse possono essere scaricate gratuitamente all’indirizzo: http://bmj.com/cgi/content/full/325/7361/419#responses E’ possibile rispondere a questo articolo all’indirizzo: http://bmj.com/cgi/eletter-submit/325/7361/419 Servizio di avviso per e-mail Per ricevere avvisi gratuiti per e-mail quando nuovi articoli citano questo articolo, sottoscrivere nel box in alto a destra dell’articolo stesso. Raccolta di argomenti simili Nelle collezioni che seguono è possibile trovare articoli su argomenti simili: Ricerca clinica (497 articoli) Psichiatria infantile e dell’adolescenza (231 articoli) Gastroenterologia, altro (618 articoli) Epidemiologia, altro (1129 articoli) Pediatria, altro (1369 articoli) Note: Per ordinare ristampe di questo articolo visitare la pagina: http://bmj.bmjjournals.com/cgi/reprintform Per abbonarsi a BMJ visitare la pagina: - pag. 1 di 10 - http://www.bmjjournals.com/subscriptions - pag. 2 di 10 - Assistenza di base Relazione tra disordini gastrointestinali infantili ed autismo: uno studio caso-controllo nidificato utilizzando i dati provenienti dall’UK General Practice Research Database Corri Black, James A. Kaye ed Hershel Jick. Riassunto Obiettivi Valutare se esista una maggior probabilità di avere una storia di disordini gastrointestinali per i bambini affetti da autismo rispetto ai bambini non autistici. Disegno dello studio Studio caso-controllo nidificato. Sede Database dello UK General Practice Research. Pazienti Bambini nati dopo il 1 Gennaio 1998 e registrati nel Database della General Practice Research entro 6 mesi dalla nascita. Criterio di valutazione dei risultati Infiammazione cronica del tratto gastrointestinale, malattia celiaca, intolleranza alimentare e sintomi gastrointestinali ricorrenti registrati dal medico generico. Risultati 9 bambini su 96 (9%) con una diagnosi di autismo (casi) e 41 bambini non autistici su 449 (9%) (controlli appaiati) avevano una storia di disordini gastrointestinali prima della data indice (la data della prima diagnosi di autismo registrata nei casi e la stessa data per i controlli). L’odds ratio stimata per una storia di disordini gastrointestinali tra i bambini affetti da autismo rispetto ai bambini non autistici era di 1,0 (intervallo di confidenza del 95%, da 0,5 a 2,2). Conclusioni Non è stata trovata alcuna prova che i bambini affetti da autismo abbiano una probabilità maggiore rispetto ai bambini non autistici di soffrire di disordini gastrointestinali definiti in qualsiasi momento prima della loro diagnosi di autismo. Introduzione L’autismo è uno spettro di disordini dello sviluppo caratterizzato da compromissione dell’interazione sociale e della comunicazione.1 Vari studi hanno dimostrato che la prevalenza e l’incidenza dell’autismo si è innalzata decisamente negli ultimi dieci anni.2, 3 Nel 1998, Wakefield e colleghi hanno suggerito un’associazione tra patologia intestinale infiammatoria cronica ed autismo.4 Essi hanno descritto 12 bambini affetti da autismo e da sintomi gastrointestinali tra cui diarrea, dolore ed intolleranze alimentari. Colonscopia e biopsia hanno mostrato iperplasia ileale-linfoide-nodulare e colite non specifica. Gli autori hanno ipotizzato che la patologia intestinale cronica e il malassorbimento potrebbero essere fattori causali nello sviluppo dell’autismo. Ciò ha sollevato preoccupazioni riguardo alla patologia gastrointestinale come fattore di rischio per l’autismo. Utilizzando uno studio caso-controllo nidificato abbiamo valutato la frequenza di infiammazione cronica del tratto gastrointestinale, malattia celiaca, intolleranza alimentare e sintomi gastrointestinali ricorrenti tra bambini con diagnosi di autismo rispetto a bambini non autistici. Abbiamo utilizzato dati resi anonimi dal Database della UK General Practice Research. - pag. 3 di 10 - Metodi Fin dal 1987 più di 3 milioni di residenti del Regno Unito sono stati registrati da medici generici britannici selezionati che hanno registrato dettagli relativi a caratteristiche del paziente, farmaci somministrati e ricoveri ospedalieri per il General Practice Research Database. Le diagnosi sono state registrate secondo una versione modificata del sistema di codifica denominato Oxford Medical Information System.5 L’alta qualità dei dati registrati è stata convalidata in parecchi studi effettuati dal Boston Collaborative Drug Surveillance Program.6-15 Abbiamo incluso come popolazione di base tutti i bambini nati dopo il 1 Gennaio 1988 e registrati entro 6 mesi dalla nascita (n=211.480).Dalle registrazioni informatiche abbiamo identificato tutti i bambini nella popolazione dello studio con una prima diagnosi registrata di autismo (codice ICD 307.0) tra il 1 Gennaio 1988 ed il 31 Dicembre 1999. Abbiamo richiesto le registrazioni ospedaliere e di richiesta di ricovero, comprese le lettere di psichiatri, neurologi e pediatri, alla ricerca di tutti i casi potenziali, e le abbiamo riviste alla ricerca delle prove di disordini dello spettro autistico, compresa la Sindrome di Asperger. Se la diagnosi di autismo era confermata da documentazione aggiuntiva, allora consideravamo il bambino come un caso. Se le registrazioni indicavano che la diagnosi non rientrava nel disordine dello spettro autistico, escludevamo il bambino da ulteriori analisi. Abbiamo considerato i bambini con registrazioni non definitive o non raggiungibili come “possibili” casi. Abbiamo preso la prima diagnosi di autismo registrata tra i dati informatici come data indice per quel caso. Per comprendere la condizione riportata da Wakefield e colleghi,4 abbiamo identificato i bambini affetti da patologie infiammatorie dell’intestino (colite ulcerosa, enterite regionale), gastroenterite cronica, intolleranza alimentare (compresa la malattia celiaca) e sintomi gastrointestinali ricorrenti – per esempio, diarrea, coliche o vomito in tre occasioni separate entro 6 mesi l’una dall’altra – registrate a livello informatico in qualsiasi momento prima della data indice. Abbiamo richiesto la registrazione dei dettagli relativi a ricoveri e consulti ospedalieri. Per le condizioni meno gravi di intolleranza alimentare e sintomi gastrointestinali ricorrenti non erano disponibili altre informazioni oltre alla registrazione del medico generico. Abbiamo abbinato fino a cinque controlli a ciascun caso per data di nascita (entro 2 mesi), sesso, e studio medico. Abbiamo assegnato la data indice di ciascun caso come data indice per i controlli abbinati, assicurando quindi un abbinamento accurato per età e controllo per il tempo di calendario della diagnosi. Utilizzando la regressione logistica condizionale abbiamo stimato il rischio relativo di una storia di disordini gastrointestinali definiti in qualsiasi momento prima della data indice tra i bambini affetti da autismo rispetto ai bambini non autistici. Abbiamo anche considerato la relazione temporale tra vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia ed inizio dei sintomi gastrointestinali tra i casi. Il nostro protocollo di studio è stato approvato dal Scientific and Ethical Advisory Group del General Practice Research Database. Per proteggere la riservatezza, tutti i dati forniti sono stati resi anonimi. Risultati In totale, sono stati identificati 103 bambini con una prima registrazione informatica di autismo. Abbiamo ricevuto le registrazioni di casi relative ad 83 bambini, e dopo la revisione 66 di essi (80%) sono stati presi in considerazione come affetti da autismo. Sette bambini sono stati esclusi perché le loro registrazioni indicavano che la diagnosi non era di autismo. Le registrazioni dei casi erano non decisive per 10 bambini, e non disponibili per 20; questi bambini sono stati considerati come “possibili” casi. - pag. 4 di 10 - In totale, 96 casi sono stati inclusi per un’analisi ulteriore e sono stati abbinati a 449 controlli. La Tabella 1 mostra la distribuzione di età, sesso e disordini gastrointestinali tra casi e controlli. - pag. 5 di 10 - Tabella 1 Caratteristiche dei bambini affetti da autismo e dei controlli abbinati. I valori sono numeri (percentuali) a meno che non venga affermato diversamente. Maschi Femmine Età media (mesi): Maschi Femmine Disordine gastrointestinale: Malattia celiaca Gastroenterite cronica Enterite regionale Malassorbimento Colite ulcerosa Intolleranza alimentare Sintomi 3 volte in 6 mesi Inviato in ospedale per i disordini Casi (n=96) 84 (88) 12 (13) Controlli (n=449) 394 (88) 55 (12) 51,0 49,4 49,8 49,4 0 2 (2) 0 0 0 3 (3) 1 (0,3) 0 0 1 (0,3) 0 11 (2) 4 (4) 28 (6) 6 (6) 18 (4) Nove (9%) casi e 41 (9%) controlli erano affetti da disordini gastrointestinali prima della data indice. Nessun bambino era affetto da malattia di Crohn o colite ulcerosa. Due casi erano affetti da gastroenterite cronica: un gemello prematuro da parto trogemellare affetto da enterocolite necrotizzante all’età di 3 mesi ed un bambino affetto da diarrea cronica nonostante un’endoscopia normale. Ad un controllo è stata diagnosticata la malattia celiaca, ed un altro con sindrome di Down era affetto da malassorbimento con endoscopia normale. Tre casi e 12 controli erano affetti da intolleranze alimentari; 10 (83%) erano dovute al latte. Nessun caso ha sviluppato sintomi gastrointestinali entro 1 mese dalla vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia, e solamente tre erano affetti da sintomi gastrointestinali a partire da 3 mesi dalla vaccinazione (due affetti da intolleranza al latte vaccino a 6 ed 8 settimane dalla vaccinazione ed uno con il primo di tre episodi di diarrea a 6 settimane dalla vaccinazione). L’odds ratio stimato per una storia di disordini gastrointestinali tra i bambini affetti da autismo rispetto ai bambini non autistici era 1,0 (intervallo di confidenza del 95%, da 0,5 a 2,2; Tabella 2). L’odds ratio tra i maschi era dello 0,8 (da 0,3 a 1,9). Tra le femmine, solamente due casi e due controlli erano affetti da disturbi gastrointestinali di un qualsiasi tipo; pertanto non è stato possibile stimare alcun odds ratio utile. Prendendo in considerazione solamente i bambini con registrazioni dei casi che confermavano la diagnosi di autismo (n=66), non è stata scoperta alcuna differenza materiale nell’odds ratio generale. L’odds ratio per una storia di patologia gastrointestinale seria (malattia celiaca, gastroenterite cronica, malassorbimento ed intolleranza alimentare) tra i bambini affetti da autismo rispetto a quelli non autistici non differiva sostanzialmente dall’odds ratio stimata con l’inclusione di tutte le patologie gastrointestinali. Tabella 2 Odds ratio per una storia di patologia gastrointestinale tra bambini affetti da autismo (casi) rispetto ai bambini non autistici (controlli) Casi N° (%) senza patologie gastrointestinali N° (%) con patologie gastrointestinali Controlli (n=449) (n=96) 87 (91) 9 (9) - pag. 6 di 10 - 408 (91) 41 (9) Odds ratio* (95% CI) Gruppo di riferimento 1,0 (da 0,5 a 2,2) *controlli abbinati a casi per età (entro 2 mesi), sesso, studio medico e data indice - pag. 7 di 10 - Discussione Nel 1995 Thompson e colleghi hanno proposto che la vaccinazione contro il morbillo potesse rappresentare un fattore di rischio per la patologia intestinale infiammatoria. 16 Sebbene ciò sia stato confutato, più tardi Wakefield e colleghi hanno allargato l’ipotesi ad includere il successivo sviluppo di autismo e disordini dello sviluppo ad esso correlati dopo l’esposizione al vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. 4, 17 Secondo questa ipotesi, i sintomi gastrointestinali sufficienti a portare i bambini all’attenzione medica sono stati considerati come intermedi in un percorso causale proposto dal vaccino all’autismo. Questa forma di autismo, che apparentemente era associata ad una regressione comportamentale subito dopo la vaccinazione, era considerata come una nuova variante di disordine dello sviluppo. La serie di bambini affetti dal disordine valutati da Wakefield e colleghi, che si riferiva fossero affetti da “iperplasia ilealelinfoide-nodulare” all’endoscopia, erano affetti da sintomi gastrointestinali cronici iniziati in vari momenti dopo la vaccinazione.4 Recentemente, Fombonne e colleghi hanno riferito che il loro gruppo non ha scoperto alcuna prova di una “nuova variante” di autismo con regressione e sintomi gastrointestinali come ipotizzato da Wakefield e colleghi.18 Essi hanno analizzato i dati di un recente sondaggio britannico di tipo sanitario e due serie cliniche di casi già studiate in precedenza nei quali veniva condotta un’intervista standardizzata per stabilire la diagnosi di autismo. Essi non hanno scoperto alcun aumento nella prevalenza di disturbo disintegrativo dell’infanzia, nessuno spostamento verso un’età più precoce delle prime preoccupazioni dei genitori, e nessun aumento nella velocità di regressione dello sviluppo dall’introduzione del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. Nessun caso di autismo era affetto da disordini intestinali di tipo infiammatorio, e non vi era alcuna associazione tra regressione e comparsa di sintomi gastrointestinali. Erano presenti troppo pochi casi affetti da un qualsiasi disordine gastrointestinale specifico da poter stimare gli odds ratio per i singoli disordini. In seguito, Taylor e colleghi hanno effettuato uno studio basato sulla popolazione, con dati provenienti da cinque distretti sanitari del nord-est di Londra. Nemmeno questo studio ha fornito alcun supporto per una nuova, ipotetica variante di autismo associata a morbillo, parotite e rosolia, caratterizzata da regressione dello sviluppo e problemi intestinali. Le proporzioni di 473 bambini autistici con regressione o sintomi intestinali non cambiava significativamente nel periodo di 20 anni seguito all’introduzione del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, nel 1988.19 In questo studio riportiamo i risultati di uno studio basato sulla popolazione della relazione tra sintomi gastrointestinali ed autismo diagnosticato utilizzando i dati provenienti da studi medici di tutto il Regno Unito. In un’analisi caso-controllo con abbinamento di età per data indice, tempo di calendario e studio medico, non abbiamo trovato alcun aumento nella storia di infiammazione gastrointestinale cronica, malattia celiaca, intolleranza alimentare o sintomi gastrointestinali ricorrenti tra i bambini affetti da autismo rispetto ai bambini non autistici. Dato che possono passare anni prima che una diagnosi di autismo risulti evidente, abbiamo rivisto le storie registrate sotto forma informatizzata per casi e controlli dalla nascita, per includere tutti i potenziali sintomi gastrointestinali rilevanti. Ponendo come presupposto la necessità che tutti i bambini fossero stati registrati presso lo studio medico di zona entro 6 mesi dalla nascita, ed accoppiando le date di nascita alla data indice, abbiamo assicurato che le storie precoci fossero complete e che la durata del follow up fosse simile tra i casi ed i loro controlli. Non possiamo escludere la possibilità che qualche bambino del nostro studio fosse affetto da sintomi gastrointestinali subclinici prima della loro presentazione con il comportamento autistico. Tuttavia, i bambini descritti da Wakefield e colleghi erano affetti da patologie gastrointestinali sintomatiche.4 Non possiamo nemmeno escludere la possibilità che in alcuni individui una grave patologia gastrointestinale possa essere associata allo sviluppo di autismo. Tuttavia, i nostri risultati indicano che, se anche ciò - pag. 8 di 10 - dovesse avvenire, tuttavia è probabile che si tratti di un avvenimento raro. Una forza del disegno del nostro studio è che i sintomi sono stati registrati al momento in cui sono stati riferiti al medico di base, piuttosto che essere ricordati retrospettivamente dai genitori o dalle persone che avevano cura dei bambini. La mancanza di interviste strutturate che assicurino uniformità nella diagnosi di autismo, tuttavia, rappresenta una potenziale limitazione. Ancora, l’alta proporzione di casi diagnosticati dai medici di base che siamo stati in grado di confermare rivedendo la documentazione aggiuntiva, compresi i riassunti delle cartelle cliniche alla dimissione e le lettere dei consulenti, indica che i nostri casi sono un sottogruppo valido di bambini nella popolazione generale britannica cui viene diagnosticato l’autismo. I nostri risultati sono coerenti con quelli di altri studi nel fornire le prove contro una sostanziale associazione tra patologie gastrointestinali nei bambini ed il susseguente sviluppo di autismo.18, 19 Ringraziamo i medici di base che hanno fornito i dati al General Practice Research Database per la loro continua partecipazione e cura verso i pazienti. Collaboratori: CB e JAK hanno partecipato all’ideazione, disegno, analisi e redazione di questo studio. HJ ha partecipato all’ideazione, disegno e redazione. CB agirà in qualità di garante per lo studio. Il Boston Collaborative Drug Surveillance Program è sostenuto in parte da borse di studio concesse da AstraZeneca, Berlex Laboratories, GlaxoSmithKline, Hoffman-La Roche, Ingenix Pharmaceutical Services, Johnson&Johnson Pharmaceutical Research & Development, LCC, Pharmacia Corporation and Novartis Farmaceutica. Il presente studio non è stato sovvenzionato. Conflitto di interessi: nessuno dichiarato. Che cosa c’è di già noto su questo argomento In una serie di casi di bambini affetti da autismo è stata riportata una patologia gastrointestinale dal caratteristico aspetto endoscopico e patologico; è stato ipotizzato che tale patologia fosse correlata alla vaccinazione antimorbillo, parotite e rosolia. L’incidenza di autismo è aumentata durante gli ultimi dieci anni, nonostante una frequenza stabile per la vaccinazione antimorbillo, parotite e rosolia nella stessa popolazione. Che cosa aggiunge questo articolo I bambini affetti da autismo non hanno una probabilità maggiore rispetto ai bambini non autistici di aver sofferto di disordini gastrointestinali in qualsiasi momento prima della diagnosi di autismo. Meno del 10% di bambini con una diagnosi di autismo ha una storia di disordini gastrointestinali, e per la maggior parte di essi i sintomi sono lievi. Non è stata scoperta alcuna associazione temporale tra la vaccinazione antimorbillo, parotite e rosolia e l’insorgenza di sintomi gastrointestinali nei bambini affetti da autismo. BIBLIOGRAFIA 1 Wing L. The autistic spectrum. Lancet 1997;350:1761-6. 2 Kaye JA, Melero-Montes M, Jick H. Mumps, measles and rubella vaccine and the incidence of autism recorded by general practitioners. BMJ 2001:322;460-3. - pag. 9 di 10 - 3 Dales L, Hammer SJ, Smith NJ. Time trends in autism and MMR immunisation coverage in California. 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