Storia - Unitre Varedo

Transcript

Storia - Unitre Varedo
Dos s i e r
by Roberto Romano’
m
ille perle in
ezzo al
are
le Maldive
1
«. . . incerto è il loro
numero, perchè alcuni ne
contano mille, altri fino a
diecimila. Né, credo, che di
tanta disparità di numero
possa assegnarsi altra
cagione, se non che molte di
esse non siano altro che
scogli o piccoli tratti di terra
renosa, che da tutti i
passeggeri non sono
riconosciuti per isole».
«Gli abitanti sono per lo più
arabi, o agli arabi
somiglianti di colore.
Di religione sono poi
maoettani, laddove i
Ceylonesi, e quei di Malybar
sono gentili.
Sono tutte sotto il governo
di un solo sovrano e i
geografi le dividono in 13
Paesi, bagnati da molte
acque, ma basse, tantochè
in alcuni luoghi si valicano a
piedi, nè i canali sono
molto larghi. Sono per la
maggior parte sterili d’ogni
cosa fuorchè di alberi da
cocco, che servono agli
abitanti di vitto, di bevanda.
Le acque di queste isole
somministrano molto ed
ottimo pesce quale unico
companatico degli
abitanti; perchè hanno
pochissima carne e poco riso,
che si importa qua dal
Bengala.
Le ricchezze dell’isola di Mala
consistono in poca quantità
di ambra; non avendo per
altro cosa che stimoli gli
europei a stabilirsi in questo
Paese»
Gianbattista Albrizzi,
navigatore, 1738
2
P
oste quasi al centro
dell’Oceano Indiano, appena sotto la punta meridionale dell’India (595
km), a sinistra di Sri Lanka (670
km), le Maldive costituiscono un
arcipelago lungo 764 chilometri, formato da 1.192 isole (ma
c’è chi dice 1.200 o addirittura
1.800); coprendo una superficie
totale di appena 298 chilometri
quadri; il che vi dà una idea di
che dimensioni possano raggiungere le singole isole.
L’arcipelago è suddiviso in 26 atolli naturali protetti da barriere
coralline; sono tutte
isole pianeggianti con
un livello medio di 2
metri sopra quello del
mare. Sono coperte
da palme da cocco,
con spiagge di sabbia
bianchissima di origine corallina.
Il clima di questa regione è regolato dai
monsoni.
Durante il monsone Iruvai di nord-est (novembre-maggio) la stagione è secca, il mare
è calmo, i venti sono deboli. Durante il monsone Hulhangu di sud-ovest (giugno-ottobre) l’umidità è accentuata, i venti possono
essere anche forti, e il mare può essere agitato. Le precipitazioni non sono mai eccessive. Indipendentemente dalla stagione la
temperatura è costante durante tutto l’anno;
attestandosi su un valore medio di 29 gradi.
3
La Storia
L
a storia delle Maldive è relativamente recente;
ciò dovuto principalmente dal fatte che non ci
sono storici locali; lasciando solo agli stranieri di
passaggio il compito di narrare quello che furono
le Maldive. Un secondo fattore è il suo isolamento “fisico”
dal resto del mondo. Infine, anche il suo turismo è recente.
E’ solo dal 1972 che l’arcipelago si apre in modo strutturale al turismo.
Ma è solo nel XVI secolo che le potenze europee iniziarono
a minacciare le Maldive. I primi a conquistare l'arcipelago
furono i Portoghesi, che vi crearono un insediamento nel
1558 al comando di Andreas Andre (al museo di Male, la
capitale, si apprende che in loco veniva chiamato Andhiri
Andhiri).
Affrontarono in battaglia le truppe del sultano Ali VI che
venne ucciso. Vinta ogni resistenza, iniziò per
i portoghesi quella che consideravano la missione più importante: convertire i maldiviani
al cristianesimo. Come ogni popolo oppresso,
ben presto anche i maldiviani rialzarono la testa ed iniziarono con piccoli focolai di rivolta.
Muhammad Thakurufar Al-Azam ne fu il capo
nonchè ispiratore ed iniziò conducendo incursioni lampo contro gli avamposti portoghesi,
nelle varie isole.
Ne conseguì un rilancio economico di quest’isola con nuove oportunità di lavoro. Si calcola che oltre
1.200 persone vi trovarono lavoro. Nel 1976 la
base fu abandonata dagli inglesi, il che causò
perdita di commesse, crisi economica e conseguente spopolamento dell’isola, i cui abitanti
hanno cercato nuove opportunità in altre isole,
nella capitale o all’estero.
Quando Sri Lanka ottenne l’indipendenza, il
governo delle Maldive chiese ed ottenne una
revisione del trattato del 1887. Con un nuovo
trattato firmato nel 1948 cessò il tributo alla
Gran Bretagna pur continuando la sua protezione militare. Negli anni successivi alla
guerra, la vita politica e sociale del sultanato
fu sostanzialmente stabile, fatta eccezione per
un fallito tentativo di instaurazione del sistema repubblicano nel 1953. Nei primi anni ‘60
si formò uno stato separatista: la Repubblica
Unita di Suradiva. La neo repubblica comprendeva le isole più meridionali dell’arcipelago, a
sud dell’One and Half Degree Channel, e cioè
gli atolli di Suradiva, Addu e Gan più una serie di isolotti
minori. La Repubblica fu riassorbita nel 1963 e scomparve.
Il sultanato rimase poi indipendente fino al 1887, anno in
cui l’allora governatore di Sri Lanka, Sir H.A. Gordon, firmò, con il sultano Mohamed Mueenuddin II un accordo in
base al quale le Maldive diventavano di fatto un protettorato britannico; con il dovere di versare i tributi alla corona
inglese.
L’indipendenza dal Regno Unito fu sancita il 26 luglio
1965; nel 1968, il sultanato divenne una Repubblica presidenziale. Dal 1978 al 2008 il presidente è stato Maumoon
Abdul Gayoom; egli ha governato il paese in
modo totalitario, esercitando un rigoroso controllo dei mezzi di informazione e impedendo
di fatto l’esistenza di un movimento di opposizione. Gayoom denunciò due abortiti tentativi
di colpo di Stato per spodestarlo, nel 1980 e nel
1983. Il 3 novembre 1988 un gruppo di suoi
oppositori politici, spalleggiati da mercenari
tamil del People’s Liberation Organisation of
Tamil Eelam, mise in atto un tentativo di golpe impossessandosi della capitale Malé; Gayoom richiese assistenza militare all’estero, e con
l’operazione Cactus un contingente di truppe
scelte dell’esercito indiano fu inviato dal primo
ministro Rajiv Gandhi a ristabilire l’ordine nell’arcipelago:
i mercenari furono rapidamente sconfitti e Gayoom reintegrato nelle sue piene funzioni.
Durante la seconda guerra mondiale le Maldive rappresentarono un possedimento strategico per la marina bri-
Nel luglio del 2003 Amnesty International ha pubblicato
un rapporto sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal
Così come era organizzato, però, si rendeva
conto che non avrebbe mai potuto sconfiggere
truppe ben organizzate come quelle portoghesi. Chiese così aiuto (e lo ottenne) dagli indiani
di Malabar. con questi sbarcò una notte del 1573 a Male
sconfiggendo definitivamente i portoghesi ed uccidendo in
battaglia Andreas Andre. Dopo 15 anni di dominazione le
Maldive erano di nuovo libere.
4
tannica. L’isola di Gan, nell’atollo di Adu, nell’estremo sud,
divenne, durante la seconda guerra mondiale, un centro
di addestramento e nel 1956 una base aerea; quando gli
inglesi chiusero la loro base militare di Ceylon e si trasferirono qui.
5
Maumoon Abdul Gayoom nel 1984
regime del presidente Gayoom; esso cita casi di maltrattamenti nelle carceri maldiviane, imprigionamenti di giornalisti e politici dell’opposizione e sviluppo di numerose
carceri negli atolli più distanti. Nel settembre dello stesso
anno, in seguito al decesso di tre carcerati, vi
sono state alcune manifestazioni. Il presidente
Gayoom ha annunciato lo studio di riforme del
sistema giudiziario e dei poteri del parlamento.
incident i n e lla c a pi t a l e
dav a nt i a l c a r c e r e - Ma l e
Ma ni fe sta zi one a Ma l e
Nell’agosto 2004 vi è stata una imponente manifestazione a Malé per chiedere il rilascio dei
prigionieri politici e una riforma del sistema
politico. La manifestazione è stata dispersa dalle forze dell’ordine e nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza; in seguito a queste
vicende si sono accese altre manifestazioni contro il regime che, secondo l’opposizione esiliata
all’estero, hanno portato a ulteriori arresti di
massa. Ciononostante parte della popolazione
maldiviana riteneva che il progresso raggiunto dall’arcipelago negli ultimi due decenni sia
merito del presidente Gayoom. Nel 2008 vi fu
una transizione, in parte pilotata dallo stesso
Gayoom (che nel 2000 aveva garantito le prime elezioni parzialmente libere), alla democrazia plurale, sebbene la costituzione garantisse
i vecchi esponenti del regime e riaffermasse
una sostanziale mancanza di libertà di culto.
Nel 2008 il partito democratico delle Maldive
prese il potere e tentò di modernizzare le isole
in senso liberale e liberista, senza però fare i
conti con il trentennio di dittatura precedente. Gayoom ed i suoi uomini non furono mai
né interdetti dai pubblici uffici, né processati
né tanto meno incarcerati. Il nuovo corso politico dettò diverse misure in materia di libertà
d’espressione, il rispetto dei diritti umani, la
riforma del sistema carcerario, la libertà di riunione ecc.
Presidente divenne un oppositore di lungo corso di Gayoom, l’avvocato e giornalista Mohamed Nasheed (è stato incarcerato più volte
per reati d’opinione tra il 1990 e il 1998, dopo
aver denunciato in alcuni articoli giornalistici
gli scandali del regime e le elezioni truffa del
1989), fu eletto parlamentare nel 2000 (prima
della liberalizzazione dei partiti politici), ma,
immediatamente dopo, nuovamente incarcerato con vari pretesti fino al 2003, quando, uscito
di prigione, entrò nel partito democratico (che non era ancora riconosciuto dal regime), anche se fu costretto ad un
breve esilio in Gran Bretagna. Rientrò nell’arcipelago nel
2005, quando il partito democratico venne riconosciuto
6
dal governo, impegnato in una
lenta e titubante transizione
verso la democrazia. Nel 2005
il partito democratico, ormai
guidato da Mohamed Nasheed
ha organizzato alcune grandi
manifestazioni contro il regime, cui il governo rispose con
l’incarcerazione di molti dirigenti (ufficialmente “per proteggere la loro incolumità”),
mentre Mohamed Nasheed fu
accusato di terrorismo e posto
nuovamente in isolamento.
Scarcerato nel 2007 poté concorrere alle elezioni del 2008,
che vinse a capo di un’eterogenea coalizione che raggruppava tutti i partiti d’opposizione “storici”, ovvero il Gaumee
Party (centro), il Jumhoory
Party, l’Adhaalath Party, (Partito Islamico), il Social Democratic Party e il Gaumee Ithihaad
(centro, nato da una scissione dell’ala moderata del partito democratico), ottenendo
il 54% dei voti. La coalizione
si è però sciolta nel corso dei
successivi due anni, sia per
questioni inerenti alle politiche sociali (sottovalutate dal
governo), sia per il carattere
laico (mal visto dal Adhaalath
Party) del governo. Inoltre nel
2010 tutti i ministri si dimisero e vi furono numerosi arresti di parlamentari accusati di
corruzione, oltre a varie contestazioni che furono stigmatizzate come derivanti dalle macchinazioni del passato regime.
Da allora Mohamed Nasheed
guida un monocolore del partito democratico, che è quello
di maggioranza relativa con
circa il 30% dei voti (35,3%
alle politiche del 2009). Uno
dei successi del primo governo
democratico delle isole è stata
la trasformazione dell’econo(segue a pag. 8)
Maldive in cifre
7 64 km
ci r ca la lu ng h e zza d e l l ’ arc ip e l ago .
M a le , la ca p i ta le , sta es at t ame nt e al c e nt ro .
123 km
ci r ca la su a la r g h e z z a
298 kmq
la su p e r fi ci e tot al e d e l l e is o l e
1.192
i sole tota li d i cu i
20 0
a b i tate
10 0
ci r ca i r e sor t tu r i sti ci
10 minuti
i l te m p o m e d i o d i p e rc o rre n z a a
p i e d i i ntor no ad u n’i sol a
5 giorni
i l te m p o ne ce ssa rio p e r raggiu n ge re Gan
( estremo sud ) da M al e , in D h o n i ( la tipica
barca maldiviana )
40 minuti
3 95 .0 0 0
con l’a e r e o
sono g li a b i ta nt i d i c u i
229.0 0 0
u om i ni
166.0 0 0
d onne
7 2 anni
è l’a sp e ttati v a d i vit a p e r gl i u o min i
77
è l’a sp e ttati v a d i vit a p e r l e d o n n e
anni
85 .0 0 0
500
v i v ono ne lla ca p i tal e M al e
è i l nu m e r o m e d i o d i a b it ant i p e r l e al t re
i sole a b i tate
1.0 0 5
/k m q la d e nsi tà a b i tat iva ( rapportata alle isole
abitate )
+960
è i l p r e fi sso te le foni c o
20 , 83 7
è i l ca m b i o da lla Ru p h ia M al d ivian a ( M VR )
a ll’Eu r o ( cambio gennaio 2014 )
7
mia maldiviana nella prima economia verde del
mondo, ovvero in un’economia indipendente
da tutte le fonti d’energia fossili, e basata soprattutto sul vento, il sole e piccole quantità
di biodiesel autoprodotto o importato; questo
dipende anche dal fatto che le Maldive sono lo
stato a maggior rischio in caso di riscaldamento globale e conseguente aumento del livello
del mare. Celebre, a tal proposito, il suo Consiglio dei Ministri tenuto sott’acqua nel 2009
per sottolineare il grave pericolo ambientale
incombente sulle Maldive (lo Stato ha già acquistato ampie tenute in Australia, dove pensa
di trasferire i propri cittadini in caso ciò si verificasse).
Notevoli sono state anche le politiche di difesa dell’ambiente e della biodiversità della barriera corallina, unite
al blocco di diversi progetti di speculazione edilizia, anche
se quest’ultimo punto, in un paese che vive di turismo, ha
provocato la dura opposizione di diversi esponenti della
borghesia dell’arcipelago (e di grandi compaMoha m e d Na she e d
gnie internazionali) molto interessati a costruire grandi alberghi senza regole restrittive, a
difesa delle coste. Nel 2012, in vista anche di alcune possibili riforme costituzionali che avrebbero abolito la preminenza assoluta della religione islamica nella costituzione maldiviana,
liberalizzato alcune professioni e consentito,
ad esempio, l’apertura di centri di massaggio
anche al di fuori dei grandi alberghi, si ebbe
un duro scontro politico tra il governo e Mohamed Abdulla, capo della suprema corte, che si risolse con
l’incarcerazione di quest’ultimo con l’accusa di corruzione.
L’opposizione sostenne che l’accusa di corruzione era stata
artefatta per rimuovere uno scomodo sostenitore del carattere islamico della costituzione. In conseguenza di questo
fatto i sostenitori del passato regime, le forze di polizia,
e i movimenti islamici hanno dato corso ad un colpo di
stato (7-9 febbraio 2012), preceduto da piccole
l’ o n da a nom a l a de l l o tsuna mi
manifestazioni e scontri di piazza (1-7 febbraio
de l di c e m br e 200 4
2012), che ha provocato il ferimento di diversi
deputati, l’arresto, la successiva scarcerazione del presidente Nasheed in cambio delle sue
dimissioni. Le piccole forze militari dell’arcipelago si sono dichiarate invece favorevoli al
governo, mentre alcuni esponenti politici sono
andati in esilio volontario in Sri Lanka o hanno chiesto l’aiuto della comunità internazionale. Gli USA hanno tuttavia riconosciuto il governo golpista l’11 febbraio 2012. A capo del
governo vi è Mohamed Waheed Hassan Manik,
ex vice presidente, ex importante burocrate
Come si forma un Atollo
Ma l e - ur ne
(segue a pag. 10)
8
La p a r ola d e r i v a da “ atolu ” ch e ne l D hi v e h i , li ng u a p a r lata ne ll’A r ci pe l ago d e l l e M al d ive , s ig ni fi ca “ chi u so”, a p p u nto, p e r d e scr i v e r e qu e sto “ ce r ch i o” cor a lli no.
La te or i a su lla for m a zi one d i qu e ste p a r ti cola r i i sole è d i Cha r le s D arw in c h e l a e l ab o rò
osse r v a nd o atolli or i g i nati si i n se g u i to a llo sp r ofonda m e nto d i coni v u l c an ic i s p e nt i. Pe rt an to la lor o for m a zi one v i e ne tr ad i zi ona lm e nte a ssoci ata a qu e sto ca rat t e ris t ic o f e n o me n o
g e olog i co.
I n e ffe tti qu e sta str uttu r a cor a lli na non è ne ce ssa r i m e nte le g ata al l e o rigin i vu l c an ic h e
d e l su b str ato g e olog i co. La d i ffe r e nza p r i nci p a le d e ll’atollo r i sp e tt o ad al t re f o rmaz io n i
cor a lli ne sta ne llo sp r ofonda m e nto d i u n’i sola ( si a qu e sta d i or i g i ne v ul c an ic a o me n o ) int o rno a cu i i l r e e f si sv i lu p p a a for m a r e u n a ne llo.
1
Fase 1: i ntor no a l cono vu l c an ic o s p e nt o in iz ia
a for m a r si u n fr i ng i ng re e f .
2
Fase 2: I n se g u i to a llo s p ro f o n dame nt o il c o r a llo conce ntr a i l su o ac c re s c ime nt o s u l b o rd o d e l cr ate r e . S i fo rma in f in e u n a l agu n a
i nte r na su l cu i fond o i n iz ial me nt e è p re s e nt e
u n v e r o e p r op r i o ta p pe ro d i re e f, p o i, c o n l a
m or te d e i cor a lli , si forman o s e d ime nt i c o ral li ni .
Evoluzione di un atollo in isola corallina
1
Fase 1: i n se g u i to a llo s p ro f o n dame nt o l a l ag u na d e ll’atollo si col ma c o mp l e t ame nt e d i
se d i m e nti e i ni za a comp arire l a p rima ve ge ta zi one .
2
Fase 2: con i l p r ose g u i r e d e l l o s p ro f o n dame n to si for m a u na v e r a e p ro ria is o l a c irc o n dat a
da lla b a r r i e r r e e f.
Aspetti di un atollo
I l r i su ltato fi na le è u n g r a nd e a ne llo d i for m a zi oni
m ad r e p or i ch e affi or a nti . S p e sso, ne lle zone e m e r se ,
si r ad i ca a nche d e lla v e g e ta zi one che atte cch i sce
con fati ca su lla sa b b i a cor a lli na ( com e le d u e i sole
p i ù p i ccole qu i ne ll’i m m ag i ne ) .
Com e qu a lsi a si a ltr a for m a zi one g e olog i ca p r e se nte
su lla te r r a a nch e u n atollo è d e sti nato a scom p a r i r e : è solo qu e sti one d i te m p o. B a sta che l’a u m e nto d e l li v e llo m e d i o m a r i no su p e r i la v e loci tà d i accr e sci m e nto d e l cor a llo p e r fa r si che la str uttu r a
scom p a i a sotto l’acqu a . P a r e ch e qu e sto, ca u sa l’e ffe tto se r r a , p u r tr op p o sti a su cce d e nd o a lle I sole
M a ld i v e .
9
M o ham e d Nasheed
ri uni sce il
C o nsi gl i o de i M i ni stri
so tt’acqu a
i l 17 o tto bre 2009
Fla s h-Fl as h- Fla sh -Fl as h - F l as h - F l as h

delle Nazioni Unite, ex membro del partito democratico che aveva abbandonato nel decennio
precedente, anche dopo un duro scontro per
la leadership con Nasheed per fondare il Gaumee Itthihaad (partito d’unità nazionale, centro). Per quanto il Gaumee Itthihaad non fosse
più al governo dal 2010 era rimasto comunque
vice presidente in carica fino al colpo di stato,
quando le forze di polizia avevano costretto
con la minaccia delle armi Nasheed a firmare
le proprie dimissioni. 
(Liberamente tratto da Internet e dai volumi:
“Maldives, a nation of island, ed. Media Transasia Ltd. e
“Maldives” ed. GuidaViaggi)
Nel 1 998 le Maldive fur on o colpit e dagl i e ffe t t i d e va st a nt i d e l Ni ñ o. L ’ ac qua a l l’ int e r no
d el l ’atollo r aggiu n se te mpe r atu r e d i 4- 5 gr ad i sup e r i or i a l l a m e d i a , d e t e r m i n a n d o lo s b ia ncam ento de i cor alli e la su cce ssi va m or t e d i ol t r e i l 9 0 % d e l ge n e r e A c r op or a . A nc o r o g g i
l e b arri e r e cor allin e maldivian e non si son o r i p r e se c om p l e t a m e nt e .

L’atti v ità più se gu ita alle Maldi ve è l ’ i m m e r si on e ; i l 6 0 % d e i t ur i st i ha p r ovat o a l m e no u na
v o l ta ad imme r ge r si in qu e i fon da l i .

I l P aese r ise nte pr ofon dame nt e d e l l a c ul t ur a m usul m a n a : l a c ost i t uz i on e d e l 20 0 8 ne g a
o so ttrae la cittadin an za a chi n on a b b r ac c i a que st a fe d e , e l ’ a p ost a si a ( a b b a nd o no d i
tal e f ede ) è un r e ato pun ibile con l a m or t e .


Nel co d ice maldivian o n on e siste i l r e at o d i vi ol e n z a se ssua l e .

I no m i de lle isole maldivian e han n o t e r m i n a z i on i ge n e r a l m e nt e i n FU SHI c he vuol dir e I S O LA o V EL I che sign ifica SABBIA, o GIR I c he vuol d i r e COR A L LO. Così ad e se m p i o D H O N VE L I :
DHO N = BIAN CO/A + VELI = SABBIA ; LOHIFU SHI = LOHI ( n on vuol d i r e n ul l a ) + FU SHI = I S O LA ; DIGGI R I -D I G ( n on vu ol dir e n ul l a ) + GIR I = COR A L LO e c c . e c c .

P er quanto le case sian o dotate d i n um e r i c i vi c i , a M a l e que st i p r at i c a m e nt e n on s i u s a no
m ai .
Le case ve n gon o ide ntificate con n om i d i fa nt a si a ( e s. Oa si V i e w ; Cr a b t r e e ( m e l o s e lv at ico ; Marin e Dr e am e cc.) Lo ste sso d i c a si p e r i n e goz i ( Fa i r P r i c e - p r e z zo e quo- Neat S t o r e
- neg ozi o pulito-. . .)
S ul l e po che str ade pe r cor r ibili, la m aggi or p a r t e d e l l e qua l i si t r ova a M a l e , i ve i c o li d e v o no
v i ag g i ar e su lla cor sia sin istr a.

Il fi o re n azion ale è la r osa di co l or e r osa ( R osa p ol ya nt ha ) m e nt r e l ’ a l b e r o n a z i o na le è la
pal m a da cocco.

Il v al o re di un’isola è stabilito in b a se a l n um e r o d i p a l m e da c oc c o e si st e nt i , c h e è c o ntro l l ato r igor osame nte e an n u alm e nt e da l c a p o d e l l ’ i sol a . Il l i qui d o p r e se nt e n e lla no c e
v erd e de l cocco è r icco di vitami n e , m i n e r a l i , e n z i m i e a m m i n oac i d i ; r i n vi gor i sc e le d if e s e ,
d ep ura, disintossica e attiva il me t a b ol i sm o; p uò e sse r e i n i e t t at o i n ve n a i n c a s i e s t r e mi
d i d i si d r atazion e .

10
A l l e Mal dive n on c’è l’Ambasciat a It a l i a n a , m a sol o un a A ge n z i a Con sol a r e c he d ip e nd e
dal l ’Am basciata di Colombo, n e llo Sr i L a n ka
P
la Capitale
robabilmente è la più piccola capitale del mondo, come dimensione, essendo costruita su un’isola di soli 2 Kmq. Il termine Male
deriva dallo sanscrito Maaliu, che significa “isola grande” o “isola
principale”, mentre in passato fu chiamata Mahal o “isola del palazzo” in quanto centro del potere delle Maldive.
La città è caratterizzata da una fila interminabile di edifici di 10 o 12 piani
allegramente dipinti da colori molto vivaci, moschee, mercati ed un labirinto
di stradine asfaltate e semafori che regolano l’intenso traffico di auto, motorini e biciclette.
In meno di un ventennio ha subìto trasformazioni epocali. Fino agli anni ‘80 era caratterizzata da stradine di
sabbia bianca, edifici di un solo piano, tanti carrettini,
biciclette o tutt’al più motorini. Tutti avevano lo stesso
tipo di targa (che so. . . la 08 era una bicicletta, la 09 un
carretto, la 06 un motorino . . . ). Poi una trasformazione
devastante. Un traffico degno di Pechino (fatte ovviamente le debite proporzioni). Un’isola piatta come un biliardo,
ma con una concentrazione di SUV 4x4 unica al mondo.
La città è suddivisa in quattro quartieri: Henveiru
(nord-est) sede degli edifici amministrativi; Galolhu (centro-sud) zona residenziale; Machangolhi (centro) dove c’è
una maggiore densità di negozi e Maafannu (ovest) zona
dei cantieri navali e del porto commerciale ove transita la
maggior parte delle merci da e per le Maldive.
M al e c o m’ e ra - an n i ’ 80
La strada principale di Male, Chandani Magu, è caratterizzata da un complesso di negozi di souvenir, non a caso
è denominata anche Singapore Bazaar, ove è possibile trovare i più svariati articoli dell’artigianato locale. Oltre alle
magliette di ottimo cotone, sulle quali sono dipinti con
maestria pesci colorati e vedute delle isole, si possono scegliere oggetti di corallo nero, di tartaruga, di madreperla
e dente di cetaceo, lavorati come collane, braccialetti e
orecchini. Ci sono poi, parei di seta e batik provenienti da
Sri Lanka, monili e pietre preziose. In quest’area si trovano anche il mercato del pesce e il mercato locale, dove
vengono venduti i prodotti locali: verdure, frutta, patate,
dolci, pacchetti di dolciumi, noci, caschi di banane e ancora pesce fresco, pesce secco e affumicato.
Sulla Chandani Magu ssi trova anche il Museo Nazionale,
M a le com’ è - an n i ’ 2 0 0 0
ospitato nell’unica costruzione rimasta del vecchio palazzo del sultano, ora denominato Sultan’s Park. L’edificio, in
stile coloniale eduardiano, ospita al suo interno i tesori del sultano e i reperti
archeologici raccolti da Thor Heyerdahl, molti dei quali sono anche citati
nel suo libro “The Maldive Mistery”. Una visita al museo è sufficiente a darvi
un’idea della ricchezza storica di cui molti visitatori nemmeno sospettano
l’esistenza e non penserete più alle Maldive solo come a una destinazione
turistica.
A Male non ci sono spiagge, ma muretti che delimitano l’isola da tutti i
lati. Nonostante ciò, in una zona di recente costruzione, è stata ricavata una
spiaggia ideale per coloro che desiderano correre o passeggiare; tale zona
è particolarmente popolata nelle sere in cui si cerca refrigerio. Lo spazio
a disposizione dei cittadini è ormai arrivato al minimo sopportabile, tanto
11
M al e c o m’ e r a - a nni ’8 0
che è già presente vicino a Malè una nuova isola,
Hulhumale, nata bonificando il reef dell’ aeroporto
di Hulhule.
La città presenta molte Moschee, per la precisione
ben venti, tra le quali citiamo Hukuro Minsky, edificata nel 1656 lungo la Meduziyaraiy magu, famosa
per le belle decorazioni in pietra finemente scolpita
nonchè per il lungo pannello, inciso nel XIII secolo, che commemora l’introduzione dell’Islam nelle
Maldive, mentre all’esterno ci sono la tomba di Abu
Al Barakat e le lapidi degli altri sultani. Altra moschea da visitare è Huskuru Miskiiy, che significa
Moschea del Venerdì, edificata nel XVII secolo per
ordine del Sultano Ibrahim Iskandhar. La struttura
è un capolavoro di incisione di corallo e di artigianato locale, basti pensare che le pareti sono tenute insieme da blocchi di corallo filigranato. L’area che delimita la moschea è un cimitero caratterizzato
da lapidi di corallo finemente incise. Di fronte all’edificio invece è collocato il
Munnaaru o minareto (vedi foto qui sopra), risalente al 1675, utilizzato per
chiamare alla preghiera i fedeli.
Esattamente davanti a Hukuru Miskiiy si trova il
palazzo Mulee-aage, edificato nel 1906 dal Sultano Mohamed Shamsuddeen III. L’edificio, con i suoi
cancelli in ferro battutto, i fregi ornamentali e i
giardini ben curati, era destinato a suo figlio, ma
purtroppo il sultano fu allontanato molto prima dal
potere. Nel 1953, anno in cui le Maldive divennero una Repubblica, il palazzo divenne la Residenza
ufficiale del Presidente e rimase tale fino al 1994,
quando venne edificato il nuovo palazzo presidenziale. Attualmente il palazzo Mulee-aage ospita gli
uffici del Presidente.
M a le o g g i
Se lo desiderate, potete fare il giro della capitale
in taxi. Il prezzo base per un singolo viaggio, per
un massimo di quattro persone, da un punto ad un
altro dell’isola, è di MRf. 15.00 (1 dollaro), ogni bagaglio trasportato costa MRf. 5.00. Dall’aeroporto
è possibile raggiungere Malè tramite un taxi/dhoni
che parte ogni 15 minuti dal molo posizionato a destra, uscendo dall’aeroporto. Il tragitto dura 15 minuti e l’approdo è presso
la banchina che costeggia il lungomare principale. 
(tratto da www.isolemaldive.eu - con integrazioni personali)
S
Seenu (Atollo di Addu - Gan-)
eenu è la ‘seconda città’ delle Maldive
(circa 9.000 abitanti) ed è anche il luogo ideale da cui partire per andare a
vedere la vita nei villaggi tradizionali.
Il popolo Addu è strenuamente indipendente,
parla in modo diverso dalla gente della capitale
e ha pure tentato di separarsi dalla repubblica.
La storia recente di Addu è stata fortemente influenzata dalle basi inglesi, impiantate sull’isola di Gan durante la seconda guerra mondiale,
allo scopo di difendere i territori dell’Oceano
Indiano. Nel 1956 la postazione fu trasformata
in base della Royal Air Force, d’importanza fondamentale per la guerra fredda. Alla base vivevano 600 persone, che salivano a 3000 nei
periodi di lavori più intensi. Gli Inglesi costruirono una strada rialzata per collegare le isole Feydhoo, Maradhoo e
G a n, la v e c c h ia b as e in gl e s e
Hithadhoo e occuparono la maggior parte della popolazione locale. Nel 1976 si ritirarono e
chiusero la base, ma molti dipendenti, che parlavano inglese ed erano lavoratori qualificati,
furono i primi a trovare lavoro nella nascente
industria del turismo.
Lo sviluppo turistico di Addu è iniziato lentamente: per la costruzione del primo luogo di
villeggiatura si è sfruttata la base di Gan, oggi
collegato con la capitale dai moderni jet della
Air Maldives. L’Ocean Reef Resort non è il tipico paradiso tropicale, ma è ricavato nella ex
base militare. Una cosa insolita. L’isola di Gan è
collegata da strade e ponti alle isole vicine e si
può quindi girare in bicicletta tra i vari villaggi.

La Bandiera e L’Emblema Nazionale
La B a ndi e r a : La Ba n d i e r a n a z i on a l e d e l l e M a l dive ha u n r e ttan g ol o ve r d e , c on un a m e z z a lun a bian ca al ce nt r o, c i r c on dat o da un b or d o
r osso. I l ve r de de l r e t t a n gol o si gn i fi c a l a vi t a ,
il pr ogr e sso e la pr o sp e r i t à . L a m e z z a l un a r a p pr e se nta la fe de Isl a m i c a d e l p a e se , m e nt r e i l
bor do r osso ide ntifi c a i sac r i fi c i fat t i dagl i e r oi
n azion ali dur ante le l ot t e p e r l ’ i n d i p e n d e n z a e
la sovr an ità.
12
L’Emble ma La p a l m a da c oc c o n e l l ’ e m b l e m a n a zion ale r appre se nt a l a vi t a d e l l a Na z i on e ; l a
ste lla e la lun a sup p or t at e da l l e d ue b a n d i e r e n azion ali ra p p r e se nt a n o l a Fe d e Isl a m i c a , l o
Stato e la su a a ut or i t à . L a sc r i t t a si gn i fc a “ L o
Stato de lle M a l d i ve ”.
13
la Cucina
A
lle Maldive la cucina è molto semplice ma ben curata.
Tutti i cibi sono importati ad eccezione del pesce!
Nei villaggi turistici la clientela solitamente è di diverse nazionalità,
e quindi anche la cucina è generalmente internazionale.
Ormai molti resort gestiti in esclusiva per la clientela italiana òropongono anche
specialità della nostra cucina.. Può anche capitare che, a causa delle condizioni atmosferiche, i rifornimenti alle isole siano irregolari e conseguentemente i menu
poco vari per alcuni giorni.
La maggior parte delle ricette tradizionali delle Maldive sono a base di riso bollito, pesce, verdure cotte, uova, banane, noci di cocco e pollo con abbondante uso di
spezie, soprattutto del curry, mentre la bevanda principale è il tè. Qui di seguito vi
elenchiamo i piatti tipici maldiviani:
Chichandaa satani (ingredienti: pelle di serpente,
cipolle, crema di noce di cocco, peperoncino, succo di limone e sale);
Cutlu (ingredienti: tonno, patate, cipolle, aglio, peperoncini, succo di lime, pepe, molliche di pane, uova, sale
Dhan’di Aluvi Kan’dhi (ingredienti: manioca, riso,
zucchero, latte di cocco, acqua di gelsomino, acqua e crema di noce di cocco);
Dhon Huni Havaadhu Curry il “puré” maldiviano
(ingredienti: noce di cocco, polvere di curcuma, cipolle,
aglio, pepe, zenzero e curry);
Fihunumas (ingredienti: tonno, peperoncino rosso, cipolle, aglio, cumino, curry, grano di pepe nero e sale);
Geri Riha (ingredienti: filetto di manzo, cipolle, aglio, peperoncino, curry, olio di
cocco, curry di coriandolo in polvere, crema di cocco, latte di cocco, acqua e sale);
Hanaakuri Rehi (ingredienti: spratto argentato (pesciolini tipo argentine), cipolle, aglio, curry, curry di coriandolo in polvere, olio di noce di cocco e sale);
Huni Havaadhu Curry in pasta al cocco (ingredienti: noce di cocco, semi di finocchio, cumino, peperoncino, grano di pepe, cannella, cardamomo, chiodi di garofano,
curcuma in polvere, cipolle, aglio, zenzero e curry);
Kaliyaa Birinjee (ingredienti: riso patna, cipolle, aglio, cannella, cardamomi, zenzero, semi di finocchio, burro chiarificato, latte di cocco, curry e sale);
Kandumahu Mussanmaa (ingredienti: filetti di tonno, cipolle, curry, olio di cocco, curry di coriandolo in polvere, zucchero, uvetta, arachidi, latte di cocco, crema di
cocco, sale e foglie di palma);
Kukulhu Bis Riha (ingredienti: uova, patate, curry di coriandolo in polvere, cipolle,
aglio, peperoncino, foglie di curry, olio di cocco, crema di cocco, latte di cocco, acqua
e sale);
Lhoamahu Kirugarudhiya (ingredienti: tonno affumicato, cipolle, aglio, curry,
peperoncino, mango, chiodi di garofano, cardamomi, cannella, latte di cocco, crema
di cocco, acqua e sale);
14
Lonumirus Havaadhu Curry piccante in polvere (ingredienti: noce di cocco, peperoncini, cumino, semi di
finocchio, pepe, cipolle, aglio, polvere di curcuma e zenzero);
Mahu Bis Riha (ingredienti:
ingredienti: tonno, cipolle, aglio, foglie
di coriandolo, curry di coriandolo in polvere, peperoncini, latte di cocco, crema di cocco, acqua, olio di cocco e
sale);
Masbaiy (ingredienti: riso patna, tonno, aglio, peperoncini, pepe nero, cannella, chiodi di garofano, cardamomi, polvere di curcuma, curry, burro chiarificato, latte
di cocco, acqua e sale);
Raiymahu Riha (ingredienti: fragolino (dentice), cipolle, aglio, curry in polvere, burro chiarificato, latte di cocco, crema di cocco, acqua e sale);
Thelulimas (ingredienti: tonno, peperoncini, cipolle, aglio, cumino, curry, grano di
pepe nero, sale e olio).

HEVI, L O SP IRITO M AL D IVIA N O
Nonostante la fede e l’osservanza dell’ Islam, i maldiviani sono molto superstiziosie in
creature soprannaturali chiamate DHEVI ritenute invisibili, ma qualche volta visibili,
in grado di muoversi in mare aperto, sulla terra e addirittura di transitare attraverso le
barriere, di essere di aiuto o di arrecare danni. La tradizione vuole che molti pescatori
credano ancora in un dhevi, chiamato ODIVARU RESSI che raramente si mostra benevolo e che di solito danneggia i pescherecci, il pesce e la stessa incolumità dei pescatori. Il
suo spirito si rende percepibile come una lunga ombra, o sotto le sembianze di un pesce
vela o marlin nero. Il dhevi detto VIGANI è invece il signore della morte, la causa dei decessi improvvisi e delle epidemie , è descritto come un omuncolo o una scimmia coperta
di una folta pelliccia, provvisto di una lunga proboscide che usa per trarre nutrimento
dalle tombe. Poi c’è il BUDDEVI, capo spirituale di tutti i Dhevi, vive nella foresta, sulla
spiaggia o nelle vicinanze delle abitazioni abbandonate, compare dopo ogni temporale,
quando l’acqua sgocciola lungo le foglie delle palme da cocco e assume le sembianze di
un gatto o di un uomo dalla robusta corporatura. Si dice che chiunque lo veda cada vittima di una terribile malattia.
Per questo i maldiviani sono affascinati dagli stregoni. In passato il ruolo degli stregoni
era quello di cacciare questi spiriti maligni.
Esiste anche una nefanda profezia, la quale afferma che, un giorno, la vita alle Maldive
si estinguerà perchè il mare coprirà ogni cosa. Al di là delle superstizioni, questa è una
eventualità molto verosimile: se il processo di scioglimento dei ghiacci, dovuto all’effetto serra proseguirà, è possibile che le Maldive possano davvero scomparire nel giro di
mezzo secolo. A meno che, qualche stregone non trovi la soluzione... Intanto ci sta già
pensando lo Stato Maldiviano. Pare infatti che abbia già acquistato ampi territori in Australia dove poter trasferire i propri cittadini in caso si avveri questa eventualità. 
15
K AN D U - T H I L A - G I R I . . .
K A N D U : sono canali fra le isole, le barriere coralline o gli atolli.
Sono soggetti a correnti, che creano gli ambienti adatti per i coralli molli. Le acque interne dell’atollo sono un habitat ideale per la produzione di
placton, che attraversa le kandu verso il mare aperto, attirando pesci di
grosse dimensioni come mante e squali balena. Nei periodi di
monsone da sud-ovest (da maggio a settembre), in genere le
correnti defluiscono attraverso i kandu posti sul lato
orientale, mentre durante il monsone di nord-est
(da dicembre a marzo) il flusso verso l’esterno
interessa il lato occidentale.
T H I L A : i thila sono formazioni coralline che si
ergono dal fondale dell’atollo fino a 5-15 dalla
superficie dell’acqua, spesso si tratta di
particolari montagne sottomarine. La cima
del thila è spesso ricoperta da coralli e
frequentata da numerose specie ittiche , mentre
i versanti nascondono grotte e sporgenze.
G I R I : sono formazioni coralline che arrivano fino a
pochi metri dalla superficie dell’acqua. Hanno caratteristiche
in comune con i THILA, ma la superficie talvolta è troppo vicina
alla superficie per immergersi.
I Giri e i Thila si trovano nel Kandu, dove le correnti ricche di sostanze
favoriscono la crescita dei coralli molli. Sono presenti anche nelle acque
all’ interno degli atolli, dove il mare è meno mosso e più caldo. I coralli duri
che crescono sui giri e sui thila protetti sono quelli che hanno risentito
maggiormente dell’ imbiancamento del 98 e sono quelli che hanno bisogno
di più tempo per la ripresa. 
16