Digitazione a cura della cooperativa sociale “Il Tulipano” APPELLO

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Digitazione a cura della cooperativa sociale “Il Tulipano” APPELLO
APPELLO
PRESIDENTE: 17 presenti la seduta è valida, nomino scrutatori Stroppa Olindo, Castriconi
Vincenzo e Menghi Evasio. Sono le ore 9:42 la seduta può iniziare, devono comunicare assenti
Carmenati perché è fuori Fabriano e Urbani perché ha un impegno urgente stamattina in fabbrica,
vengono dei compratori dall'estero, consigliere Balducci per comunicazioni.
CONSIGLIERE BALDUCCI: Grazie presidente una comunicazione veloce, anche per l'assessore
all'ambiente grazie, Mario, serve per lui, una comunicazione di questo genere, sono venuto a
conoscenza da qualcuno che qualche operatore ecologico quando fa la raccolta differenziata, mentre
noi dobbiamo farla, butta tutto nel cassonetto, cioè in altre parole non la fa, e qualche comune,
qualcuno mi ha, non è che chiaramente posso dire dove l'ha fatta, quindi non l'ho accertata
personalmente però mi ha fatto notare questo, che qualche operatore ecologico quando fa la raccolta
differenziata ammucchia tutto nel camioncino, quindi credo che sia necessario fare qualche
indagine, grazie.
PRESIDENTE: Consigliere Mezzopera, consigliere Mezzopera per comunicazioni.
CONSIGLIERE MEZZOPERA: Si grazie presidente, no io volevo soltanto comunicare, in
questo caso come vice presidente della commissione fondo di solidarietà, che noi un mese fa
abbiamo chiuso la commissione praticamente perché ha completato i lavori, ed abbiamo fatto una
proposta alla giunta per l'utilizzo delle somme residue, ecco da un mese a questa parte mi risulta che
ancora non abbiamo avuto le risposte se questa nostra proposta è stata accettata oppure no, perché
noi volevamo continuare a dar vita a quella parte residuale per poter sostenere appunto alcuni
progetti in commissione attività produttive, quindi questa è una comunicazione di sollecito per il
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sindaco e per la giunta di dare una risposta se positiva o negativa alla nostra proposta, grazie
presidente.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Mezzopera.
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PRESIDENTE: Sono le ore 9:45 ha inizio, non l'ora delle interpellanze, ma stamattina dovrebbe
essere dedicata quasi esclusivamente alle interpellanze e alle interrogazioni perché aumentano a
dismisura, quindi la 2 non è presente il consigliere Urbani, passiamo al punto 3 all'ordine del
giorno, interpellanza presentata dal consigliere D’Innocenzo, PDL, sulla viabilità di via Zobicco,
quindi illustra il consigliere D’Innocenzo e relaziona l'assessore vice sindaco Sandro Romani.
CONSIGLIERE D’INNOCENZO: Ringrazio il presidente per l'opportunità concessa per
l'illustrazione di questa interpellanza dall'assessore Romani, a seguito di numerose lamentele chiedo
all'amministrazione comunale di illustrarci le motivazioni che hanno comportato le modifiche alla
viabilità lungo viale Zobicco e largo Fratelli Spacca, più o meno siamo avanti al museo della Carta,
non so se l'assessore ha focalizzato, considerando il museo della Carta un punto strategico per
l'immagine della città domando se non sia il caso di, premetto che questa interpellanza è stata
presentata il 12 ottobre ed era stata segnalata la problematica qualche giorno prima, poi dopo per
problemi organizzativi è slittata e la stiamo discutendo i primi di dicembre, allora domando se non
sia il caso di togliere le transenne in mezzo alla strada e quei spartitraffico di plastica bianchi e
rossi, osceni, lo so apposta, apposta, precisavo perché tu sei bravo, tu prima leggi le interpellanze di
D’Innocenzo poi vai sul posto, come no non c'è più sono state tolte, risistemare il fondo stradale
rovinato dalle radici dei pini antistanti il museo, no ieri sera parlavano, sono passato addirittura c'è
un albero di Natale stupendo, bellissimo, bisogna tagliare il pino? No, riallineare gli spazi che
delimitano i parcheggi con il nuovo senso di marcia, qualora l'amministrazione comunale non
voglia recedere da questa presa di posizione, cioè noi vorremmo capire, è una presa di posizione, un
provvedimento definitivo, o è stata una prova per far si che si raggiungesse il museo della Carta con
più facilità, se è un provvedimento momentaneo siamo disponibili a comprendere le motivazioni del
sopportare questa decisione amministrativa, se invece per voi pensate che sia una cosa strategica e
di lungo profilo, di lungo respiro, che debba rimanere in questa condizione perlomeno i parcheggi
quelli a spina di pesce che siano orientati nel senso di marcia, perché succede che uno viaggia in un
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senso di marcia e si trova i parcheggi, cioè dovremmo arrivare e fare un parcheggio con il freno a
mano, tipo quando eravamo ragazzi con il testacoda per, scherzi a parte sono sicuro che l'assessore
prenderà a cuore le segnalazioni sottolineate, indicate in questa interpellanza, l’assessore Romani ha
facoltà di rispondere.
ASSESSORE ROMANI: Grazie consigliere, e come ben dici si, l’interpellanza siccome noi non
siamo mai preparati, le guardiamo poi andiamo a capire quello che ci viene chiesto, giusto o meno,
come, o in che direzione va, sul fatto della, rispondo sul fatto dell’idea di lasciare quella viabilità
così come è, come l'abbiamo costituita, relativamente a come fai presente nell'interpellanza, perché
comunque ecco è un percorso che dopo un inizio comunque di grosse polemiche, come sempre ci
stanno quando ci sono le novità, adesso c'è un, diciamo, ci si è adeguati a una viabilità che
relativamente a quel parte di quartiere, a quel tratto di strada, credo che sia giusta e propedeutica,
ovviamente inizialmente era come tutte le novità che questa amministrazione a posto in essere,
ecco, c'è stato anche un periodo di verifica e di prova, se proprio non andava ci si poteva ragionare
sopra, poi da qui a porre in essere i miglioramenti che tu dici, pienamente d'accordo su i primi due
credo che hai potuto constatare, visto anche il fatto che si è prolungata nel tempo l'interrogazione,
quindi il fatto dei dissuasori e delle transenne con il segnale, che comunque era stato lasciato lì per
diverso tempo anche su sollecitazione dei vigili urbani per far prendere ancor di più, meglio, il fatto
ecco del divieto di accesso in quel tratto di strada. Le altre due situazioni particolari, quel dosso
naturale creato da quella pianta che chiaramente non si, che al di là di quello che dice il sindaco che
taglierebbe anche l'erba dove non c'è, quella pianta lì deve rimanere e nei tempi e nei modi giusti
interverremo per cercare di non togliere, perché io non è che sono molto pratico di ciò, ma chi lo fa
di mestiere mi dice che difficilmente riusciremo a togliere il dosso totalmente perché la radice
ormai ha fatto comunque la sua, diciamo, presa chiamiamola, non so se è detto bene, ma spero di
aver reso l'idea, mentre per il discorso delle strisce che faremo con i nostri operai, perché appaltare
anche quel pezzo li diventerebbe oltremodo esoso, la settima, no proprio ieri o venerdì, non so,
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abbiamo ritirato la macchinetta per fare le strisce che aveva avuto un problema e quindi era venuta a
stare in manutenzione, e questo intervento è stato già inserito nell'ambito della programmazione dei
lavori degli operai, prima possibile, questo, quello che tu chiedi giustamente verrà posto in essere.
PRESIDENTE: Grazie assessore, la parola al consigliere D’Innocenzo per replica.
CONSIGLIERE D’INNOCENZO: Ringrazio l'assessore per le delucidazioni, allora abbiamo
appreso che questi provvedimenti non è che sono stati presi per migliorare l'accesso al museo della
Carta ma è per un discorso di viabilità più in generale e secondo voi siete rimasti soddisfatti dal
risultato diciamo ottenuto da questo cambio di, anche? anche i cittadini, qualcuno continua a
protestare però è normale che quando se prende è fisiologico che quando uno prende, togliere le
transenne in mezzo alla strada e lo spartitraffico di plastica bianchi e rossi penso che siamo stati
tutti concordi, è evidente che l'avete messi voi e poi dopo sono stati tolti, adesso non so se per un
motivo d'emergenza per qualche, però erano una cosa decisamente oscena soprattutto in prossimità
del nostro museo della Carta, sistemare il fondo stradale rovinato dalle radici dei pini antistanti il
museo, comprendo bene che sia una cosa difficile, però apprezzo la buona predisposizione
dell'assessore a cercare di, nei limiti del possibile, ad attenuare la problematica, niente, quindi
abbiamo, possiamo constatare che questo provvedimento è da considerarsi definitivo per
l'amministrazione e che quindi a breve verranno delimitate le strisce che delimitano gli stalli per i
parcheggi nella zona. Un ultima osservazione prima di chiudere, mi hanno fatto notare dei cittadini
in zona Santa Maria, a proposito della famosa macchina per disegnare le strisce per terra, che a
Santa Maria sono state fatte le strisce pedonali, penso sia la stessa macchina, e dopo non meno di un
mese è stato rifatto il manto stradale, no prima sono state fatte le strisce e poi il manto stradale, è
stata una segnalazione che mi è arrivata ieri, mi avevano chiesto di fare un intervento dico ma non
penso che sia il caso perché fa parte della normale amministrazione, cioè succede, no, no ma ieri mi
hanno chiamato per questo problema, cioè che prima sono state disegnate le strisce pedonali e
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successivamente è stato rifatto il manto stradale, no se, no se, a Campodonico non so come siete
abituati se prima fate le strisce e poi il manto stradale o prima il manto stradale e poi disegnate le
strisce sopra, ringrazio il presidente per.
PRESIDENTE: Per cortesia lo facciamo, siamo pochi facciamo un po' di silenzio stamattina.
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PRESIDENTE: Punto 4 all'ordine del giorno, interpellanza presentata dal consigliere
D’Innocenzo, PDL, richiesta di chiarimenti in merito all'operato degli uffici urbanistica del comune,
illustra il consigliere D’Innocenzo, relaziona il sindaco.
CONSIGLIERE D’INNOCENZO: Allora sono giunte allo scrivente numerose segnalazioni di
cittadini in merito all'attività degli uffici urbanistica del comune, più precisamente parliamo di
sopralluogo di fine lavoro per estrazione a sorte,, con immancabile apertura di procedimenti,
difficoltà notevole nell'ottenere l'abitabilità degli edifici con innumerevoli richieste documentali non
sempre comprensibili, alla luce di tutto ciò e considerando il momento di gravissima crisi che vive
la città, sempre osservando il criterio di rispetto della legalità, si chiede di conoscere quali siano i
criteri d'estrazione delle pratiche di fine lavoro e chi è proposto a ciò, i cittadini sinora oggetto di
tali verifiche ed i progettisti ad essi associati, naturalmente non so se, non so se, non so se andiamo
a invadere i limiti, cioè andiamo a superare i limiti imposti dalla privacy, qualcuno dagli uffici mi
ha detto che aveva preparato una relazione con i nomi e naturalmente non renderemo pubblici, li
evidenzieremo eventualmente, semmai il caso, in cui qualche tecnico sia stato sorteggiato tante
volte, qualcuno ha fatto il calcolo, sarebbe stato più facile vincere al superenalotto che ad essere
sorteggiato tutte quelle volte, ed alcuni tecnici che guarda caso non sono mai stati estratti, sarà una
fatalità, sarà un, sarà un caso, non lo so, intanto acquisiamo i nominativi dei cittadini e dei tecnici ad
essi associati e poi osserveremo. La terza domanda, le modalità richieste, al di là dell'ovvia norme
di legge, per le concessioni delle abitabilità, oltre alle norme di legge se c'è qualche altra richiesta
che il comune di Fabriano richiede, perché se tante volte qui in consiglio mi dite no quello che
richiediamo è solo ciò che è previsto per legge, significa che tutte le altre richieste, non siano, non
sono pertinenti, tutto ciò al fine di vigilare sul corretto operato degli uffici comunali e nella
speranza che le regole siano rispettate da tutti in eguale misura, senza distinzione tra figli e
figliastri.
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SINDACO SORCI: Allora ti rispondo io, ok, bravo
PRESIDENTE: relaziona il sindaco, era
SINDACO SORCI: si ok, allora, no io, Silvano lo dico, faccio una premessa prima rispetto a una
affermazione che hai fatto, dice se la lotteria, allora, ma lo faccio in senso generale approfitto di te,
signori io direi sempre, ho detto che questo è il paese dei se, il paese di Cavina, se poi la stessa
politica ci si mette a fare queste affermazioni ne perdiamo la faccia tutti, e i cittadini diventano
sempre peggio, perché basta pensare alle catene, basta pensare ad altre storie che tutti quanti, diamo
adito, no ma in senso, la gente già non lo sa di che parla e continua a sparlare quindi, allora
ritorniamo invece all'argomento in questione, allora le comunicazioni e ti rispondo per iscritto, cioè
proprio, le comunicazioni di fine lavori inerenti i permessi di costruire e le scie dell'edilizia privata
e dell'ufficio Suap vengono ordinate, scusate, Rossi, altrimenti sento te non sento a me, riesco,
vengono ordinate per protocollo di arrivo con numerazione crescente, tutti gli atti del comune sono
tutti protocollati, tale numerazione viene poi inserita in un programma denominato estrazione dei
numeri casuali, procedendo successivamente all'estrazione casuale vera e propria del 30% delle
comunicazioni di fine lavori pervenute, quindi, si, quindi è la generazione, se vuoi ti faccio vedere
un sistema simile per fare i numeri del lotto, tanto, si, no ma i numeri del lotto è fatto apposta,
generazione casuale, viene redatto apposito verbale di sorteggio a disposizione di tutti il quale reca
il numero del protocollo, il nominativo del richiedente, la localizzazione dell'intervento, a questo
punto viene comunicato al detentore del titolo autorizzativo, e al direttore dei lavori, la data e
l'orario del sopralluogo d'ufficio con almeno 7 giorni di preavviso, si porta a conoscenza che la fase
d'estrazione dei numeri casuali per maggior trasparenza è avvenuta in alcuni casi addirittura alla
presenza di tecnici esterni che occasionalmente si trovano presso il nostro ufficio, ed inoltre anche
dei componenti della commissione edilizia, e in merito il servizio preposto è disponibile come
sempre a fare assistere a tale estrazione chiunque, i preposti alla fase d'estrazione sono l'architetto
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Evangelisti, che è il dirigente del servizio, il geometra Alberto De Santis, che adesso onestamente
sta male e a cui io faccio gli auguri, il geometra Marco Frascarello, che è l'istruttore tecnico, mentre
i preposti per i sopralluoghi d'ufficio sono il geometra Alberto De Santis e il geometra Marco
Frascarello, in riscontro alla richiesta di chiarimenti invece riferiti alle difficoltà notevoli
nell'ottenere l'abitabilità degli edifici con innumerevoli richieste documentali, non sempre
comprensibili, il responsabile dell'ufficio rivela quanto segue: premesso che il certificato di agibilità
attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli
uffici e degli impianti installati a seguito della realizzazione delle opere, e che tale rilascio è quindi
conseguenza della verifica di tali requisiti, documenti di rito previsti dalla normativa vigente che si
ricorda che però è in continua evoluzione, quindi quelli che chiediamo oggi magari fra tre mesi
saranno diversi, e quindi magari il geometra o l'ingegnere ha la visione di tre mesi fa si trova in
difficoltà, non si riesce a comprendere dove ne siano le palesate difficoltà per ottenere l'agibilità, è
chiaro che chi parla di notevoli difficoltà non conosce né la materia né la normativa che lo
disciplina. Una volta rilasciato il documento di agibilità, oggi per effetto del d.p.r. 380/01, si chiama
invece agibilità, era l'ufficiale sanitario, dell'ufficio d'igiene, oggi per effetto dello stesso dispositivo
non è più l'ufficiale sanitario bensì l'amministrazione comunale, ma non è cambiato nulla sia prima
che ora, l'agibilità viene rilasciata solo esclusivamente se l'immobile o parte di esso ne possiede i
requisiti, e faccio un inciso, tanto tempo fa sui giornali comparve un articolo di un noto medico
fabrianese che era stato tanto tempo prima fuori e che accusava la pubblica, siccome ci aveva
chiesto la verifica dell’agibilità della propria casa, di una casa, agibilità rilasciata negli anni 70, non
so che cosa, quando siamo andati a vedere a rifare la verifica ci siamo accorti che la casa non
possedeva i requisiti di agibilità che dovevano, il minimo l'altezza è 2 e 70, ma bensì aveva un
altezza di 2 e 39, con tutti gli annessi, però ci ha messo sul giornale come se fossimo dei cattivi,
quella volta la rilasciava l'ufficiale sanitario, e quindi molto, ecco, poi succedono queste cose,
quindi l'ho detto perché è andato sui giornali ci ha detto che eravamo tutti cattivi tutti, nell'85% dei
casi il rilascio di tale documento avviene non oltre 5 giorni dalla richiesta, per legge invece deve
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essere rilasciata almeno entro 30 giorni dalla richiesta, e questa è una cosa che io non condivido,
perché quando te la fanno, il tempo tecnico di farla, noi 30 giorni come, e tante volte mi arrabbio
con qualcuno ed ho preso anche un ulteriore multa, vero D’Innocenzo, nel restante 10% dei casi
avviene addirittura rilasciato dopo 2 giorni, il restante 5% dell'inchiesta è riferita ai casi in cui la
documentazione di rito che si ripete prevista per legge non viene presentata o presentata solo in
parte, quindi lo ripeto, entro 5 giorni nella statistica è state rilasciate l'85% delle richieste, il 10%
entro 2 giorni, il restante 5% è mancanza di documenti quindi avviene a secondo di quello che
succede. Infine vale la pena ricordare che il documento di agibilità viene rilasciato, oltre che in base
alla documentazione di rito, quindi la documentazione obbligatoria sempre necessaria ai sensi
dell'articolo 25 del d.p.r. 380 anche sulla scorta, attenzione di dichiarazioni e attestazioni spontanee
rese sia dal direttore dei lavori che dal proprietario richiedente, tutto ciò circa la rispondenza
dell'opera realizzata rispetto a quanto invece autorizzato in sede di dichiarazione della fine lavori,
ed è appunto in base a tale dichiarazione di fine lavori che in virtù dell'articolo 27 del d.p.r.
380/2001 e successive sue modifiche, viene predisposta come richiesta dalla suddetta normativa una
verifica a campione che in questo comune è dell'ordine del 30% circa da effettuarsi tramite
sopralluoghi di rito, quindi siccome, tanto per essere chiari, era già anche previsto prima per la 46
90 che i comuni erano obbligati a fare almeno il 20% delle verifiche e tutto il resto, siccome ci sono
attestazioni fatte spontaneamente dal, quindi si procede secondo la legge al sorteggio, e al sorteggio
con la verifica, e la verifica è stata fatta, io qui ho l'elenco di tutti quelli che sono stati sorteggiati,
quindi è disponibile a tutti quanti perché non credo che ci sia nulla di, l'estrazione è pubblica quindi,
non vedo i tecnici, non vedo tecnici, onestamente, che si ripetono continuamente, quindi proprio,
poi dipende anche dal, il calcolo della probabilità è anche legato ad un fatto che se uno lavora tanto
fa tante fini lavori è facile pure che sia più volte sorteggiato, si, trovo infatti, trovo un tecnico, ho
visto che è stato sorteggiato tre volte nella stessa, nella stessa, esatto, nella stessa, nello stesso giro,
quindi questo è quello, se lei lo vuole vedere ecco, si lei consigliere D’Innocenzo, comunque visto
che siamo, è un documento ufficiale, e visto che siamo, tutti ci possono ascoltare, i tecnici che
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vogliono presenziare al sorteggio non devono far altro che andare nell' nell'ufficio preposto e quindi
vedere quando viene sorteggiata la pratica, quindi non c'è. no le comunicazioni c'è, sanno che
quando c'è un gruppo di fine lavori, i tecnici lo sanno, ogni fine mese si recano li e vedono chi
sorteggiano.
PRESIDENTE: Consigliere D’Innocenzo per replica.
CONSIGLIERE D’INNOCENZO: Mi piace quando risponde il sindaco, relazione posta per
iscritto, per non uscire dai binari, preciso, puntuale, significa che abbiamo colto nel segno, poi
casualmente controllando i nomi, però è vero questo è stato estratto tre volte, fortunato, in
un'occasione, potrei fare un giro lunghissimo in questa, io, ecco, no il problema non è se uno viene
estratto tante volte, vediamo se qualcuno non viene estratto mai, perché il problema vero è questo, è
è questo il nocciolo della questione, io sul discorso delle catene, sul discorso che a volte per bagarre
politiche, per contrapposizioni politiche, arriviamo a ingenerare un senso di sfiducia nei nostri
cittadini non sono assolutamente d'accordo, questa mattina mentre salivo le scale del consiglio
comunale, io prima di salire le scale sotto l'arco ho incontrato un fabrianese tipico, un mio amico
Niccolò che mi diceva forza andate su e fate le cose per Fabriano, e quindi c'è attenzione da parte
dei fabrianese per i lavori svolti in quest'aula, e se a volte ci sono delle contrapposizioni sono
dovute anche al rispetto dei ruoli tra le parti, perché se è vero che voi dovete amministrare perché
avete vinto le elezioni è compito dell'opposizione, e delle forze che controllano il vostro operato,
andare a vigilare e soprattutto domandare su alcuni accadimenti che avvengono dentro le stanze
dell'amministrazione, quindi penso che fare un'interpellanza del genere non ingeneri assolutamente
nessun meccanismo di sfiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni, anzi forse
qualche cittadino si potrebbe sentire più tutelato perché quello che accade dentro le stanze diciamo
dell'amministrazione pubblica sono anche poste al controllo del consiglio comunale come penso che
sia giusto. Questa generazione casuale come ha risposto il sindaco della, la modalità dell'estrazione
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a sorte, non corrisponde al fatto che appena presentata l'interpellanza e girando per i comuni alcuni
personaggi nominati prima, adesso senza che li nominiamo perché fa ridere, il mio ruolo di
opposizione alla parte politica più che altro che dovrebbe gestire la parte amministrativa, alcuni dei
personaggi indicati nella risposta del sindaco Sorci mi hanno fermato e mi hanno detto ma guarda
che tutte le estrazioni sono state fatte alla presenza di tecnici fabrianesi e dei membri della
commissione edilizia, mentre oggi in maniera molto attenta e molto accorta il sindaco ci ha detto in
alcuni casi queste estrazioni sono state fatte alla presenza dei tecnici e dei membri della
commissione edilizia, certo chi c'è c'è, però diciamo che se qualcuno volesse seguire questi
momenti, no web cam, però diamone comunicazione e mettiamo in condizione tutti tecnici di poter
dire, di poter sapere il giorno ics viene fatta l'estrazione a sorte con generazione casuale per la
presentazione delle pratiche, perché che in alcuni casi siano state svolte queste estrazioni alla
presenza dei tecnici ci sta bene, ma in altri casi sono state fatte nelle segrete stanze, nelle segrete
stanze perché erano chiuse al pubblico, dell'amministrazione comunale, i cui risultati possono
sembrare alquanto strani nella risultante finale. Comunque mi riservo di controllare i nominativi
quando mi avrete preparato la relazione, che accetto con rispetto dell'amministrazione, e mi
riserverò successivamente di fare le dovute annotazioni e commenti, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere D’Innocenzo.
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PRESIDENTE: Punto 5 all'ordine del giorno, interpellanza presentata dal consigliere Armezzani,
SEL, sullo stato di conservazione di due chiese con annessi chiostri e oratori che appartengono alla
tradizione culturale della nostra città e racchiudono opere di importante valore, illustra il consigliere
Armezzani relaziona il vice sindaco Sandro Romani.
CONSIGLIERE ARMEZZANI: Sì grazie signor presidente, allora sarò, su questa interpellanza,
mi è stata sollecitata da cittadini fabrianesi, perché io sinceramente non ero a conoscenza, poi lo
sono diventato, delle cose che sto per dire, io volevo fare due cose, due questioni volevo sollevare,
una cercare di coinvolgere anche il presidente della commissione cultura, con cui avevo già parlato,
cioè con il capogruppo Quinto Balducci, se questo è l'ultimo punto a dire il vero dell'interpellanza,
ma lo espongo per primo, se era possibile fare una visita guidata magari con personale tecnico della
Chiesa di Sant'Agostino e della Chiesa, mentre la Chiesa di Sant'Agostino è proprietà del comune la
Chiesa di San Benedetto non lo è, quindi non so se possiamo fare un sopralluogo accompagnati dal
personale tecnico, la situazione che stiamo vivendo è un pretesto paradossale nel senso che abbiamo
una difficoltà nella manutenzione degli spazi che abbiamo a disposizione nelle due chiese, in
particolar modo stiamo parlando per il momento di Sant'Agostino, perché Sant'Agostino è ancora
presenta situazioni di disagio, soprattutto per le infiltrazioni di umidità, per la conservazione delle
opere d'arte che sono contenute nella chiesa, e perché ancora sembra che ci siano all'interno della
chiesa stessa, mentre a noi ci risulta dalla vecchia, dal vecchio restauro che riguardava le cappelle
gotiche, un capolavoro della scuola riminese, uno delle principali attrattive turistiche e culturali
della nostra città, ci domandiamo, grazie, ci domandiamo in particolare, attraverso questa
interpellanza, se ha un senso continuare ad insistere sullo sfruttamento, l'utilizzo, degli spazi
culturali, la loro fruizione, ai cittadini di Fabriano ed a eventuali turisti, se poi il livello di
conservazione delle stesse versa in condizioni così difficili, tra l'altro ci sembra, almeno così mi è
stato detto, che gli interventi di messa in sicurezza o comunque di maggiore fruibilità dello spazio
potrebbero essere facilmente raggiunti con impiego di risorse illimitate, in particolar modo si é
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intervenuto già sul tetto da cui filtrava l'acqua, che contribuiva alla cattiva manutenzione dello
stabile nel suo interno, che è di natura, ripeto,, ricca di capolavori artistici, in particolare la cosa che
noi chiediamo, sulla questione di Sant'Agostino, è la conservazione dell’affresco dell'oratorio
attribuito da Federico Zeri a Lorenzo Salimbeni, e quindi un opera di grandissima importanza, che,
anche oggetto di studio da parte della comunità degli storici, ma ripeto dovrebbe essere lasciata alla
fruizione di tutti i cittadini e di coloro che sono interessati o comunque hanno interesse a conoscere
la storia culturale della nostra città, questo si dica in maniera più aggravata la situazione che si trova
invece nella Chiesa di San Benedetto, che è uno dei grandi gioielli barocchi di Fabriano, forse il più
insigne, queste chiese vengono, è possibile impedire il rumore del pubblico, non è possibile
purtroppo, nella chiesa di San Benedetto noi abbiamo opere di Gentileschi, di De Magistris, di
Pasqualino Rossi, sono allarmanti lo stato di conservazione della Chiesa del coro e della sacrestia,
in particolare preoccupa lo stato di conservazione dell'affresco di De Magistris nella parete del coro,
attaccata in più parti dall'umidità e danneggiato in maniera grave. Vorrei poi ricordare che quando
si trattò di mettere in restauro il Gonfalone adiacente alla chiesa, no adiacente, insomma nei pressi
della chiesa, vennero investiti quasi 150.000,00 € di soldi, di denaro pubblico, e a
quell'inaugurazione della riapertura dell'oratorio parteciparono anche insigne personalità del mondo
cattolico, è strano che la curia abbandoni, lasci in uno stato preoccupante, volevo sapere quanto è
preoccupante lo Stato? se il comune è in grado di fornirci delle indicazioni in merito? e nonostante
naturalmente l'immobile non sia di proprietà comunale e pubblica, bensì privata, che cosa si possa
fare per intervenire nella salvaguardia di beni che per loro natura appartengono a tutti e non soltanto
ai legittimi proprietari, ripeto su questo punto soprattutto mi interessava avere, ho già avuto un
parere favorevole da parte del presidente della commissione cultura, naturalmente potrebbe essere
estesa a tutti, non è che deve partecipare la commissione cultura alla visita guidata, però se la
commissione avalla questa proposta e altri consiglieri volessero partecipare a questa visita
naturalmente la riproponiamo all'attenzione sia della giunta sia del consiglio, presidente è difficile
poter fare interpellanze in questo clima.
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PRESIDENTE: Relaziona il sindaco.
SINDACO SORCI: Allora premesso che nulla, anzi sono anche contento che si organizzi il tour in
modo che tutti si rendano conto di tutti i recuperi che abbiamo fatto e di tutto quello che c'è ancora
da fare
PRESIDENTE: la stampa per cortesia un po' più piano
SINDACO SORCI: quindi da questo, quindi da questo punto di vista, quando volete, chi vuole, si
organizza, ecco, l'assessore Ruggeri organizza il giro per tutto, allora Sant'Agostino, cominciamo da
Sant'Agostino, Sant'Agostino, la Chiesa e la parte delle cappelle sono tutte apposto, anzi hanno,
devo dire con molta onestà che hanno un problema principalmente dovuto al fatto che la Chiesa é
molto spesso chiusa e se non circola l'aria, se non circola l'aria, l’umidità la fa da padrona, quindi
quello è il principio basilare per il mantenimento in perfetta efficienza dell'immobile, tutta la parte
degli affreschi delle cappelle sono state fatte durante il periodo della mostra del Gentile, grazie al
contributo della fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano, quello, e nello stesso periodo è stato
restaurato il Salimbeni, l'affresco del Salimbeni, e messo in completa sicurezza, mentre la parte
dell'immobile dell’oratorio dei Beati Becchetti è inserito in un piano, dovuto al terremoto, tra i beni
culturali e al 265º posto mi ricordo, non so, fino adesso non sono riuscito a farlo finanziare, quindi
quello che invece è rimasto diciamo tra virgolette incustodito è tutto il chiostro dove, siccome in
quella parte non ci va nessuno, prima, prima era, c'erano addirittura le impalcature, è rimasto tutta
quella parte lì che deve essere rimessa, mettiti seduto lì, quindi deve essere rimessa in sistemazione
insieme al manufatto che protegge il Salimbeni, che è una delle opere più belle ed importanti della
nostra città, quindi, però la chiesa di Sant'Agostino e le cappelle sono tutte quante fruibili, e torno a
ripeterlo se fosse maggiormente aperta e ci fosse il ricambio dell'aria forse sarebbe anche meglio.
Per quanto riguarda invece San Benedetto qui è un discorso molto, molto largo, vorrei ricordare a
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tutti quanti che il San Benedetto è una delle chiese che fu affidato alla sovraintendenza, i cui
restauri furono affidati alla sovraintendenza, ed è rimasta un'incompiuta, abbiamo portato il
sovrintendente regionale, ci abbiamo portato tutti quanti, c'é una relazione alla corte dei conti e
all'ufficio preposto regionale, fatto dall'epoca dalla vecchia sovrintendente Liana Lippi, per il costo,
per il costo del restauro, dove si evidenzia che sono costate più il sistema di impalcature che i
lavori, tanto per essere chiari, quindi ci sono delle responsabilità precise, tanto è vero che una parte,
una parte dell'abside, della parte, non è in perfetta sicurezza, quindi io non ho firmato l'agibilità
completa per tutta la chiesa, abbiamo portato, sia Scarpellini che l'altro sovraintendente, tutti quanti
a vedere, hanno chiesto al ministero dei beni culturali ulteriori fondi per la messa definitiva in
ripristino della Chiesa, che torno a ripeterlo, era una delle poche chiese affidate dopo il terremoto
alla sovraintendenza, c'è questo che bisogna evidenziare bene, perché tutti pensano al comune o alla
curia, cioè all'ingegner Balducci nella sua funzione privata di professionista, in realtà questo è un
regalo che ci ha fatto la sovraintendenza, andate pure a vedere chi era il direttore dei lavori e poi
potete tra virgolette farvi due risate, tanto per, quindi questo ci tenevo a dirlo perché onestamente è
una delle, tra virgolette, incompiute del terremoto, una, poca, delle poche incompiute del terremoto
di questa città, ma perché? e lo ripeto per l'ennesima volta, non è stata né affidata né al comune né
alla curia vescovile ma ci ha pensato direttamente un organismo dello Stato e queste sono le
condizioni in cui ci siamo ridotti, quindi, per il resto, al di là, abbiamo recuperato, tutti i complessi
sono in corso finale di restauro, l'unico che è rimasto ancora da cominciare i lavori é il palazzo del
Podestà, che tutti sanno, che ha ricevuto un finanziamento, e all'inizio dell'anno andremo in gara per
i lavori, abbiamo recuperato anche l'oratorio del Gonfalone grazie ad un intervento fatto in
Parlamento dal nostro Onorevole fabrianese, e che quindi era fuori anche quello dagli interventi
programmati, rimane, torno a ripeterlo, il Sant'Agostino, io avevo provato, devo dire con molta
onestà, avevo provato a mettere anche la parte dell’oratorio dei Beati Becchetti sulla cosiddetta
legge Mancia, con cui abbiamo ottenuto sia i soldi per il giardino grazie a Casoli, i soldi per il
Gonfalone e l'apertura delle mura storiche grazie a Maria Paola Merloni, gli spazi erano quelli che
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erano, perché se aspettiamo il finanziamento della 61 sui beni culturali ci vorrà ancora, vista l'aria
che tira lo dico con molta onestà, sarà una cosa molto lunga, avevo provato a dire la verità a
inserirla in un discorso che l'Asur stava facendo su quella parte, perché siamo a confine con
l'ospedale, purtroppo non ci siamo riusciti neanche in quello, perché all'Asur abbiamo dato una
parte della camera mortuaria, vecchia camera mortuaria, che ha fatto, avevo provato anche a
chiedergli di inglobare tutta la parte dell’oratorio dei Beati Becchetti visto che comunque, tanto per
chiarezza, uno degli affreschi più importanti della nostra città è comunque stato restaurato e messo
in sicurezza, il problema è che il manufatto poi all'interno, perché quello nella mia vecchia idea era
di riportare a sistemazione idonea quella parte lì e riportargli anche quelli che oggi sono chiamati tra
virgolette volgarmente i legni devoti, visto il titolo che gli è stato dato durante la mostra del 199394, cioè riportare lì quelle che erano le statue che appartenevano all'oratorio, quindi oggi siamo in
queste condizioni, quindi c'è, io rivendico a questa città e alle amministrazioni prima di me e quella
mia una grandissima attenzione sui beni culturali, proprio in virtù di tutto il lavoro che è stato fatto,
certo non finisce qui, lo dico con molta franchezza, perché ci vuole e ci vorrà nei prossimi anni altri
interventi, perché poi non basta restaurare bisogna mantenerli e qui si apre un altro capitolo
importante, e se qualcuno di voi ha visto Report domenica sera, si renderà conto che il capitolo
ancora più importante da scrivere nella storia di questa città è il problema della gestione di tutto il
sistema, tra virgolette chiamiamolo così, museale diffuso, che è un altro grande capitolo, è un
capitolo che ha bisogno di scrivere delle regole e delle modalità, tanta fantasia, e tanto anche, tra
virgolette, pecunia volgare, che in questo momento è un problema per tutti quanti.
PRESIDENTE: Grazie sindaco, la parola al consigliere Armezzani per replica.
CONSIGLIERE ARMEZZANI: Bene, allora prendo atto e questa è la cosa più importante che il,
si fa, la cosa più importante dal mio punto di vista ovviamente, che si faccia questo giro, allora
aspettiamo una comunicazione da parte dell'assessore Ruggeri, grazie di questa disponibilità, per
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quanto riguarda naturalmente la questione del San Benedetto, sapevo che la situazione era
complicata e mi rendo conto che sia difficile, volevo semplicemente che, sempre facendo
riferimento alla puntata di Report quando (incomprensibile) ha detto, insomma, vediamo se c'è
un'elite intellettuale in questa città che è in grado di promuovere, no le iniziative di natura
puramente di mecenatismo, ma anche di sensibilizzazione culturale, perché la classe politica, non si
può chiedere ai politici di fare quello che non sanno fare per il loro mestiere che, cioè sostituirsi alla
funzione intellettuale, io mi auguro che, naturalmente questa interpellanza può fare molto poco,
però l'opinione pubblica almeno una parte consistente che, opinion leader come si diceva una volta,
dell'opinione pubblica siano in grado di guidare queste operazioni di trasformazione, viceversa
rischiamo di compromettere un patrimonio di grandissima importanza. Per quanto riguarda il San
Benedetto le notizie che ricordava il sindaco, ma anche il pavimento cede all'inizio, dall'ingresso
della chiesa fino, quindi ci sono situazioni strutturali di pericolo e questa è una questione di natura,
siccome sul Gonfalone si erano spesi dei soldi io spero che si riescano a trovare soldi anche per il
completamento del restauro e della messa in sicurezza di tutta la chiesa di San Benedetto, grazie,
non so chi ha fatto il lavoro però se mi dici il nome magari l'ho, però non conosco il, benissimo,
adesso lo so.
PRESIDENTE: Grazie al consigliere Armezzani.
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PRESIDENTE: Punto 6 all'ordine del giorno, interpellanza presentata dai consiglieri Rossi e
Biondi, Gruppo Misto, su verifica di scarichi abusivi di pneumatici usati nel territorio del comune di
Fabriano, illustra il consigliere Rossi e relaziona l'assessore Paglialunga.
CONSIGLIERE ROSSI: Allora grazie presidente, ma questa interpellanza nasce, sarò molto
veloce nell'esposizione, da una segnalazione di alcuni cittadini del comune di Fabriano che sono
venuti a conoscenza, e qui chiedo all'amministrazione se questo innanzitutto risulta essere vero e se
sono stati fatti i controlli, che in alcune località del territorio fabrianese, che potrebbe essere nei
pressi di via di Vittorio e all'inizio delle serre, se si trovano delle discariche, delle discariche
abusive, un interramento che potrebbe risalire agli anni 80, i (incomprensibile) rifiuti classificabili
in rifiuti speciali pneumatici fuori uso, codice CEE 16 01 03, ora quella richiesta è innanzitutto se il
comune di Fabriano intende procedere o già ha fatto una verifica della presenza delle suddette
discariche abusive di pneumatici attraverso un'indagine che possa appunto darne o no conferma, e
nel caso in cui al comune di Fabriano fossero già noti i fatti sopra elencati si chiede di conoscere
altresì l'eventuale individuazione esatta dei siti di discarica abusiva dei pneumatici e di
perimetrazione, la valutazione dell'impatto ambientale e dei pericoli connessi, il grado di
coinvolgimento delle autorità ambientali e la caratterizzazione delle aree, le azioni già intraprese e
da intraprendere, quali il recupero smaltimento dei pneumatici o bonifica dei siti. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie al consigliere Rossi, la parola all'assessore Paglialunga, ma sindaco deve
risponde Paglialunga, l'assessore all'ambiente, si sarà preparato, allora sindaco
SINDACO SORCI: allora
PRESIDENTE: faccio tutto mi, va bene, allora relaziona il sindaco.
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SINDACO SORCI: Allora questa storia dei pneumatici è una storia vecchissima, è una storia
vecchissima, perché, non ci sono pneumatici interrati ma questo è quello che vi hanno detto, questa
è una foto fatta dal povero Mezzanotte, chi ha un po' di anni come me ricorda benissimo questi
episodi, all'epoca il buon Battistoni e company avevano un'azienda, eccola, quindi, non sono segreti
è una, questa è una foto artistica di Angelo Mezzanotte, chi ha un po' di cultura e interesse per la
città e vuole bene alla città se documenta, quindi discariche di questo genere a cielo aperto sono
state smantellate a suo tempo, poi dico, questa addirittura in questo luogo c'è un'azienda agraria
biologica e quindi, allora quindi quello che si dice, e torno a ripeterlo, ecco perché ho voluto
rispondere io, perché altrimenti sempre con questa storia che si dice, quindi in giro per Fabriano
discariche di questo genere non ce ne sono, sicuramente ci saranno in giro pneumatici abbandonati
ovunque, ogni tanto troviamo situazioni di questo genere, ma situazioni consolidate, consolidate, di
questo genere qui mi dispiace dirlo, tra virgolette sono contento, a conoscenza di tutti quanti noi
compresi gli organi di vigilanza non ce né, ci sono abbandoni e molte volte il pneumatico è stato
usato in campagna, anche in campagna, per trattenere il terreno, quindi puoi trovare 1, 2, 3.
pneumatici interrati ma serve per i terrazzamenti, è fatti a suo tempo da, come succede nelle nostre
campagne, dico, ma di questo volume, per questo l'ho voluto, è un documento storico quindi, è un
documento, l'ho voluto portare proprio per, di questo genere qui, che c'è stato un periodo storico in
cui, Rossi è troppo giovane, ma dove oggi, c'era, c'è la Coop, lì c'era la fabbrica di Battistoni dei
pneumatici che prese pure fuoco, tanto per, quindi sono storie vecchie per chi ama la città e vuole
studiarne la storia sa quel, quindi queste sono, l'altro era sotto, l'altra grande ricostruttore di gomme,
perché qui stiamo parlando degli anni 80 dove andava di moda, 70-80, la ricostruzione della
gomma, era il periodo storico in cui facevano arrivare tutte queste gomme, le riassemblavano, gli
rifacevano la ricopertura, tutta la carcassa e quindi c'era un accumulo di questi pneumatici, proprio
perché c'erano due aziende che si facevano una grande concorrenza su questo, quindi poi è nato
tutto questo problema, perché non tutti i copertoni erano idonei ad essere riciclati, perché chi la
carcassa l'aveva spanciata, come si suol dire, non aveva più le caratteristiche, quindi questa è la
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situazione effettiva del, per quanto riguarda la gomma, poi dopo sulla pericolosità o no della
gomma potremmo aprire un dibattito lungo, se è interrata o non interrata, ma questo è un altro
discorso, cioè allo stato attuale discariche di questo genere qui non ne siamo nessuno a conoscenza,
e quello che si (voci) sì sì, no no, cioè sono, queste qui era quella che doveva essere interrata,
parliamoci chiaro, questa doveva, non è mai stata interrata, sono state asportate, logicamente può
darsi che se vai giù il fiume di Argignano 2, 3, gomme in giro, da, le trovi dappertutto come in
qualsiasi altro, ma non, sono stati chiamati, e credo ci fu anche delle denunce ci furono, allo
smaltimento di tutti questi, quindi quello, tanto per essere chiari, quello che ha detto Pinino, così c'è,
siccome siamo tutti quanti, è, è vero che ci stavano ma erano in queste condizioni e non furono
smaltite sotterrandole ma portandole via, perché in questo luogo oggi c'è l'azienda agraria del dottor
Guidarelli, così faccio nome e cognome, che è un'azienda agraria, un fiore all'occhiello del
territorio, e avendoci acqua delle salse così detta è considerata, quindi, non credo, il dottor,
chiunque visto le arature che ha avuto per lungo tempo, chiunque avrebbe trovato una discarica
abusiva.
PRESIDENTE: Sindaco, consigliere Rossi per replica.
CONSIGLIERE ROSSI: Allora ringrazio il sindaco che poi riesce a passare con una facilità
incredibile tra i quadri le opere d'arte alle discariche, un po' il tuttologo, il pico de' paperis della città
fabrianese, ma io prendo atto insomma di quello che dice, riferirò ai cittadini che insomma mi
hanno sollecitato questa interpellanza, quindi il comune esclude che ci siano situazioni sia a cielo
aperto che interramenti di grandi quantità di gomme, va bene, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Rossi.
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PRESIDENTE: Punto 7 all'ordine del giorno, interpellanza presentata dal consigliere Malefora, su
soppressione parcheggi tratto finale di via IV Novembre, illustra il consigliere Malefora, relaziona il
vice sindaco Romani, il sindaco permettendo, vorrei dire due cosette anche io.
CONSIGLIERE MALEFORA: Grazie presidente, questa interpellanza nasce dall'esigenza di
segnalare una circostanza, diciamo, che si sta rendendo un po' difficoltosa perché il traffico lungo
viale IV novembre, direzione viale Serafini, risulta essere sempre congestionato soprattutto e non
solo nelle ore di punta, a causa di diversi parcheggi posti sul lato sinistro della strada, tali parcheggi
per chi proviene dal ponte e gira a sinistra rendono molto difficoltose le manovre d'immissione su
tale tratto di strada, e pone a serio rischio la sicurezza dei cittadini, è per questo che chiedo
all'amministrazione comunale se esiste la possibilità di eliminare tali parcheggi, anche perché
aggiungo una postilla che non ho inserito nell'interpellanza, anche per chi proviene da viale Serafini
e si immette sul lato sinistro della strada per girare in via Cialdini, è costretto a fare la gincana per
schivare le automobili che provengono da viale IV novembre perché appunto la strada su quel
punto, su quel tratto, è molto stretta.
PRESIDENTE: Assessore vicesindaco Romani ha la parola.
ASSESSORE ROMANI: Grazie presidente, dunque io qui rispondo con gli appelli dei cittadini
del, che gli appelli dei cittadini e dei residenti del borgo, della zona specifica di cui parla Lilia,
raccolte e girate al sottoscritto dal presidente del comitato di quartiere, dove le situazioni sono
totalmente l'opposto di quello che l'interpellanza dice, e io convengo con la loro paura e perplessità,
loro parlano di un traffico troppo veloce, troppo pericoloso, ed è vero questo, sia proveniente dalla
stazione verso il ponte e sia proveniente, quel traffico proveniente da via IV novembre, e debbo dire
che da un sopralluogo fatto anche insieme al comandante quei 10 parcheggi che stanno sulla
sinistra, e che comunque non influiscono minimamente, minimamente, qualora vengono rispettate
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ovviamente, nel rispetto di come sono stati posizionati i parcheggi, certo se poi uno parcheggia in
maniera selvaggia è diverso, ma parcheggiando negli appositi spazi non influiscono minimamente
nel defluire del traffico proveniente dal ponte, anzi voglio dire forse, ecco dipende da una, a volte,
anche poca praticità da parte di chi magari ha paura di immettersi su quel tratto di strada, perché più
verso la destra provengono, e proviene traffico, forse macchine, forse a troppa velocità, punto di
domanda, e quindi queste diciamo questi parcheggi un po' dovrebbero, per come l'abbiamo vista
insieme ripeto al comandante anche, dovrebbero fungere un pochettino da
CONSIGLIERE MALEFORA: Sandro scusa ma io non riesco a sentirti, cioè sento un vocio di
fondo
ASSESSORE ROMANI: devo ripartire da capo? no ecco dicevo che, non so se hai sentito la prima
parte della discussione, l'ultimo pezzo, dicevamo nel sopralluogo fatto insieme al comandante si
ragionava proprio sul fatto che forse queste, il parcheggio di queste macchine potessero fungere
quasi, è improprio quello che sto dicendo quindi vorrei che venga preso per quello che è, non da
dissuasore, nel senso che la presenza di queste macchine nei relativi parcheggi, possano, voglio
dire, consentire tranquillamente il defluire del traffico in maniera normale ripeto, ed hanno anche
una funzione abbastanza specifica in questo, ripeto ho, e ci sono verbali che posso in qualsiasi
momento portare a disposizione di chiunque, ho le preoccupazioni degli esercenti pubblici, dei
negozi che stanno nei paraggi dell'incrocio, ed anche dei cittadini che sono fortemente preoccupati,
ed io ho constatato in più di un'occasione effettivamente di una, della troppa velocità delle
macchine, per cui ecco l'intenzione dell'amministrazione è di lasciare il mondo come sta, perché
non vediamo e non ci sono, secondo noi, problemi, anzi stiamo cercando di trovare, e non certo
dossi perché oramai è assodato che su strade di alto scorrimento i dossi non possono essere
assolutamente messi, stiamo cercando qualche altra palliativo o qualche altro percorso per poter
cercare di rendere meno veloce quel tratto di strada.
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PRESIDENTE: Scusa Lilia, da fruitore perché abito lì quindi ne utilizzo, intanto due parcheggi
sono stati tolti in precedenza, perché, proprio per favorire l'immissione, perché lì non è, è una
confluenza, quindi quando è che si crea l'intoppo? quando arriva qualcuno che non parte e aspetta
che non viene più nessuno da via IV novembre, invece c'è la possibilità di immettersi, confluire, e
poi ci va 5, 6. macchine dopo il ponte, prima dei parcheggi, quindi devono capire che è una
confluenza non un incrocio, il discorso da via IV novembre con il ponte che viene giù, quello che
sarebbe necessario è le strisce perché non si vedono più e quindi qualche pedone rischia di essere, al
limite se ne può togliere anche un altro di parcheggio, però lì un pullmino per i residenti, lì c'è
anche la Chiesa, c'è capito, quindi è, sarebbe tra l'altro è un po' che, opportunità, è un po' che
praticamente 8:10, 8:25, quando i genitori accompagna tutti i figli alla scuola e poi ritorna tutti, e
qualche volta la sera, io ci passo spesso perché abito lì, quindi non è, voglio dire una roba proprio, è
importante lasciarceli quei 5 o 6 parcheggi perché fa un po' da, li ce stanno le attività, e tra l'altro è
dimostrato che la velocità non si abbassa con i dossi perché tu 30 metri prima di quell'incrocio è
stato fatto un dosso con l'asfalto, consigliere Malefora per replica.
CONSIGLIERE MALEFORA: Grazie presidente, anche io passo due volte al giorno in quel
tratto di strada perché uscendo dalla piazza bassa passo davanti a Lara e passo appunto per il viale
IV novembre, però sinceramente il sentir dire che quei parcheggi rimangono lì perché servono da
deterrente per l'eccesso di velocità mi sembra, diciamo, una giustificazione poco chiara, no no non
(voci) l'ha detto Sandro, ok fammi finire, sì fammi finire il concetto, si, no non è che non lo voglio
far passare, però sento dire dall'assessore ai lavori pubblici che i parcheggi non vogliono essere
eliminati, cioè non devono essere eliminati, poi il presidente del consiglio mi dice 2 sono stati
eliminati qualche tempo fa, se è possibile ne possiamo togliere un altro, cioè non è che io ho fatto
l'interpellanza perché non sapevo che fare e dico faccio l'interpellanza perché voglio togliere
parcheggi, perché proprio chi proviene dal ponte, adesso al di là che viene preso come un incrocio o
come una confluenza, però avendo subito i parcheggi posti sul lato destro cioè è proprio difficile
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immettersi, anche in considerazione del fatto, come diceva l'assessore ai lavori pubblici, è un tratto
di strada dove il traffico è molto scorrevole, ed anche dalla parte opposta come dicevo prima,
perché comunque io faccio sia quella strada che la direzione opposta per ritornare in studio la sera,
cioè quando ti trovi sul lato sinistro via Cialdini le macchine che provengono dal lato opposto se tu
non stai attento ti vengono addosso perché appunto c'è questo eccesso di velocità che secondo me
dovrebbe essere studiato, però io adesso non ho capito Sandro mi dice è possibile, non togliamo
niente, il presidente del consiglio mi dice 1 o 2 se ne possono togliere, si siccome anche io sono una
fruitrice, perché ci passo anche io spesso, il dosso c'è 20 metri prima e quindi il dosso, a addosso
avevo capito il dosso, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Malefora.
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PRESIDENTE: Punto 8 all'ordine del giorno, interpellanza presentata dal consigliere Lilia
Malefora sugli innumerevoli furti perpetrati sul cimitero di Cancelli, il sindaco dove sta? stavolta
dovrebbe rispondere, e non sa più, tanto il sindaco lui
CONSIGLIERE MALEFORA: adesso che il sindaco doveva essere presente manca
PRESIDENTE: dai sindaco risponde il presidente del consiglio
CONSIGLIERE MALEFORA: risponde il presidente del consiglio
PRESIDENTE: consigliere Malefora illustri la cosa, l'interpellanza
CONSIGLIERE MALEFORA: grazie presidente, questa interpellanza nasce da un'altra esigenza,
da diverso tempo nel cimitero della frazione di Cancelli vengono posti in essere diversi furti a causa
della mancata chiusura dei cancelli e della mancata sorveglianza da parte di personale a ciò
autorizzato, vengono sottratti in particolare dei pezzi di grondaia e dei vasi di proprietà dei
proprietari delle tombe, però i vasi naturalmente vengono sempre, sono sempre oggetto di furti,
però quello che più preoccupa appunto sono questi pezzi di grondaia, a distanza di tempo tale
circostanza potrebbe creare un grave nocumento per l'amministrazione, è per questo che chiedo se
esiste la possibilità di porre in essere un'attività di vigilanza per risolvere il problema, anche perché
il cimitero comunque rimane aperto 24 ore su 24, grazie.
PRESIDENTE: Risponde il vice sindaco dai.
VICESINDACO ROMANI: Ma se parliamo su un discorso, dunque questo è uno dei cimiteri
delle frazioni che è gestito in parte dalla cooperativa che svolge anche altre funzioni, certo diventa
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difficile pensare di dover mettere in essere un sistema come quello che stai proponendo perché
sicuramente qualcosa che se (incomprensibile) sinceramente leggo da questa interpellanza il
problema di Cancelli, non ho nessuno, perlomeno per quello che riguarda me, ha mai posto questo
problema, vorrà dire che cercheremo con più attenzione di vedere come cercare di risolvere la
faccenda, sicuramente la ritengo difficile perché non credo che possiamo pretendere, nell'ambito di
quell'appalto, una presenza così incisiva come dici tu, comunque, quindi ecco, l'ultima volta Angelo
infatti questo appalto è stato, è passato un po' in maniera veloce. forse eravamo inesperti non lo so,
perché qualche problematica si era già riscontrata e ci si poteva un attimo ragionare meglio,
comunque impegno formale di vedere come, anche perché con la responsabile della cooperativa ci
si deve vedere a giorni, come poter lavorare, se anche (incomprensibile) un bando diverso e poter
evitare quello che qui viene così fortemente evidenziato
NON ANNUNCIATO: comunque Romani il male è generale, perché dalle parti nostre lo stesso
quello che avviene, che diceva Sforza, hanno tolto proprio i discendenti di rame, che raccoglie le
acque piovane, e dall'esterno operano e portano via, quindi è gente che viaggia di notte
naturalmente che visita più di un cimitero.
PRESIDENTE: Consigliere Malefora per replica.
CONSIGLIERE MALEFORA: Ringrazio infatti il contributo degli altri consiglieri (voci),
ringrazio anche l'assessore ai lavori pubblici Sandro Romani della disponibilità e del colloquio che
avrà a breve con i rappresentanti della cooperativa e farò, appunto, informerò gli abitanti della
frazione di Cancelli di questa disponibilità, grazie.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Malefora.
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PRESIDENTE: Ci sono 4 interpellanze, riguarda, tutte fatte dal consigliere Galli e a tutte deve
rispondere l'assessore Romani, il consigliere Galli è disposto ad illustrarle tutte e quattro e quindi,
perché si tratta tutte di interventi, quindi il consigliere Galli può illustrare la 9, la 10, la 11ª e la 12ª
proposta.
CONSIGLIERE GALLI: Grazie presidente, sicuramente possiamo trattarle tutte insieme, hanno
lo stesso diciamo tema di fondo, che è una situazione di alcune cose del territorio che ritengo,
cavalca ferrovie, va bene, allora inizio proprio da quello, allora ho visto che proprio in questi giorni
è stato fatto lì proprio un intervento di emergenza, ovvero praticamente sono state messe delle
transenne per segnalare lo stato di pericolo, lo stato di pericolo secondo me è evidente,
(incomprensibile) praticamente abbastanza profondo sulla strada e purtroppo credo conseguente ad
una problematica un po' delicata che dovrebbe essere praticamente di carattere frana, legata alla
possibilità praticamente di una frana o di un assestamento non adeguato del terreno, sicuramente
però una zona di viabilità importante che fa da collegamento per via Martiri di Kindù e ragione per
la quale si ritiene necessario capire se un intervento di semplice manutenzione può essere risolutivo
o se invece debba essere previsto un intervento di carattere più ampio strutturale, non mi dilungo
perché ho allegato praticamente all'interpellanza diverse fotografie che rappresentano lo stato dei
luoghi, una fotografia in particolare è praticamente sintomatica quella nella quale si può vedere una
persona che infila l'intero braccio praticamente nella crepa che si è aperta sulla strada, e questa
dunque è una segnalazione anche ai fini della situazione di pericolo da prendere in tempo, secondo
me però la situazione dell'intera via, e dunque poi salendo praticamente verso Civita, dovrebbe
essere oggetto di maggiore attenzione e manutenzione, allegata a questa interpellanza, se abbiamo
lo stesso ordine delle fotografie, alla terza foto, seconda e terza foto Sandro c'è anche una cosa un
po' curiosa che mi è stata segnalata, chiaramente, sulla strada pubblica c'è l'attraversamento di un
cavo elettrico, è stato praticamente inserito dal lato della strada e attraversa l'intera strada che è
proprietà di un privato (incomprensibile) sulla strada ha fatto una piccola traccia che praticamente
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ha posto un cavo elettrico, allora questo verosimilmente per dare praticamente corrente diciamo
all'orto, a un pozzo, ad un qualcosa, ritengo che anche questa sia una situazione nella quale
intervenire lungo questo tratto di strada, perché insomma anche questa non sicuramente, dico
adesso per il momento, anomala, e questa è la prima interpellanza. Non vado in fila seguo la mia
sequenza, le condizioni della strada Pedemontana, so bene, e non parliamo di un intervento di
competenza del comune, e questo lo dico a priori, però parliamo di un argomento che ripetutamente
nell'arco degli anni ho portato all'attenzione dei giornali, io vorrei far vedere effettivamente ai
consiglieri quale è lo stato attuale delle opere di contenimento della strada Pedemontana, questi
sono i muri di contenimento in cemento armato, ma parliamo di muri praticamente che hanno
veramente impegnato praticamente risorse pubbliche, ma qui siamo in una situazione di totale
abbandono, oltre che di pericolosità e quant'altro, chiaramente non chiedo all'assessore l'intervento
con i mezzi del comune perché non abbiamo la competenza, ma di promuovere tutti, tutti, dunque
l'interpellanza ha questo scopo sul punto, iniziative per rendere nota quale è la situazione di degrado
ormai di questa zona. La strada che conduce a Cantia, la strada che conduce a Cantia, Roberto dico
al sindaco di dare un occhiata ma sicuramente Roberto, sindaco, sicuramente l'avrai anche tu viste
questa è la situazione dei muri di contenimento della Pedemontana, cioè una cosa veramente
incredibile, per cui questa è una richiesta di intervento comune da parte del consiglio comunale, da
parte di tutti, per render nota, pubblicizzare, questa situazione. Frazione Cantia, io qui feci già
un'interpellanza, forse un anno fa, interpellanza conseguente al fatto che chi aveva eseguito i lavori
aveva praticamente ridotto il tratto stradale in direi condizioni critiche, nello stesso tratto avevamo
discusso nell’interpellanza di interpellare la ditta che aveva fatto i lavori e di impegnarla a rimettere
in pristino il tratto di strada, prendo atto, primo, che è stato fatto, almeno da quanto mi è stato
possibile constatare, ma che è stato fatto in modo del tutto inadeguato, e questo praticamente vuol
dire che, al di là della buona volontà che l'amministrazione può aver messo, chi ha realizzato i
lavori assolutamente non ha consentito una remissione in pristino che si possa considerare idonea,
quel tratto di strada presenta avvallamenti, tra l'altro non segnalati, per cui su questo bisognerebbe,
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non so non ci sono riandato dopo l'interpellanza, se è stata inserita una segnaletica per avvertire il
pericolo, ma sicuramente anche qui le foto dimostrano che il problema è su il sottostrato, e dunque
sul praticamente il tracciato stradale, dove nel sottofondo non sono state realizzate opere di
stabilizzazione, bensì più semplicemente apportato il manto di copertura in asfalto punto e fine,
ritengo che in questi casi, e poi valuterò adesso l'intervento dell'assessore, l'amministrazione debba
assolutamente pretendere attraverso un'azione di controllo che queste opere vengano realizzate in
modo corretto, qui si ha almeno l'evidenza che questo intervento sia stato fatto veramente male,
parliamo di un tratto di strada che conduce alla frazione Cantia, e le foto sono eloquenti sotto questo
profilo. L'ultima interpellanza invece è una questione più blanda, riguarda la piazzetta vicoli della
Gioia, dove abbiamo praticamente dei sampietrini e diciamo una situazione di dissesto abbastanza
ampio, dove in tutta la piazzetta praticamente questi sampietrini si sono rimossi, alcuni tratti sono
privi, altri tratti sono con sampietrini che ormai praticamente si muovono liberamente, e questa
situazione mi è stata segnalata in quanto ci sono stati diversi casi, semplici, di persone che sono
cadute praticamente in quanto hanno inciampato con questo tipo di situazione, dunque ecco mi
riservo la replica, però ho inteso opportuno segnalare queste 4 situazioni che mi erano state portate
all'attenzione.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Galli, allora le relative relazioni per queste 4 interpellanze da
parte del vice sindaco Sandro Romani.
VICESINDACO ROMANI: Grazie presidente, parto, seguo cronologicamente quello che
Giuseppe ha posto in essere, partendo da via Martiri di Kindù, rispondo relativamente anche alla,
anche se non era nell'ambito dell'interpellanza per quello che ho visto al discorso dell'intervento,
che comunque bisognerà fare su quel tratto di strada che per l'ennesima volta è franato, quindi
penso che in qualche maniera, qualche, qualcosa di più importante vada fatto, con una premessa
importante però, una premessa importantissima, che questa amministrazione, credo anche chi mi ha
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preceduto, ha ereditato una situazione molto singolare del fatto che tutto quel tratto di strada è di
proprietà privata, quindi io, che poi possiamo parlare, e per carità parliamo di proprietà privata ad
uso pubblico, ed in questo caso l'uso pubblico ci può star tutto perché il collega due situazioni, due
agglomerati, due parti, della città ed anche dello stesso quartiere, quindi popolose e comunque
importanti, però resta il fatto che quel tratto di strada è privato, io sfido, non so chi dovrà mettere a
posto anche queste situazioni perché tanto bisognerà metterle a posto, e qui non so quanti passaggi
dobbiamo fare, quanti frazionamenti, cioè mi viene in mente che forse a volte è meglio passare
avanti, anche se è impensabile farlo, e quindi ereditiamo un qualcosa che qualcun altro forse, anzi
sicuramente, avrebbe dovuto provvedere, come debbo dire è buona norma da diverso tempo, quanto
meno, ritengo entrambe le giunte Sorci hanno posto in essere, che quando si va a fare qualche
intervento pubblico e c'è da espropriare situazioni private, prima si fa l'esproprio poi si fa
l'intervento, assodato questo che credo venga ben messo in considerazione, ecco rispondo al fatto di
provvedere in qualche maniera ad una manutenzione ordinaria di quel tratto di strada, cercando di
coinvolgere, anche appunto attaccandoci anche a questo aspetto privato, di coinvolgere anche chi
magari sta facendo qualche intervento nell'ambito proprio della realtà di Civita e considerando,
precisando però che l'intervento sul ponte, perché anche questo prendete in considerazione, verrà
fatto io credo a brevissimo prendendo a riferimento economico il ribasso d'asta che è scaturito dal
primo lotto dei famosi 500.000,00 € di interventi sulle strade, che già sono in essere, abbiamo viale
Serafini, via Dante, quindi al termine di tutta l'operazione del primo lotto, o forse anche prima
dipende anche da come chi opera si trova, si trova a operare, scusa il doppio ragionamento, e quella
sistemazione verrà assolutamente fatta, per il resto ripeto sperando di portarci dietro anche chi un pò
sta contribuendo anche in maniera forte al dissesto di quella strada, provvederemo sicuramente
anche a una manutenzione ordinaria, perché purtroppo si è legati anche alla premessa iniziale che
non è di poco conto. Da qui alla Pedemontana, io sulla Pedemontana sono d'accordissimo sul
discorso e sul preambolo fatto, con due ulteriori precisazioni, al di là del fatto assodato la proprietà
dell'Anas, li però c'è un divieto di accesso, credo che il presidente del consiglio lui se vuole può
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sostenere il gioco, divieto d'accesso che è da sempre, tant'è che ricordo, credo presidente, che per i
lavori che fecero li intorno ci fu bisogno di un'autorizzazione particolare, addirittura, addirittura
rammento che furono messi
PRESIDENTE: con ordinanza prefettizia
VICESINDACO ROMANI: esatto, e fu divisa a metà la strada, no, per il fatto, l'ipotesi che forse
tutta la struttura della strada da un punto di vista proprio strutturale avesse dei problemi, inoltre
continua ad esserci, benché sono passati 30, 35, anni, quanto? questo contenzioso con la ditta
Grassetti, adesso non vedo niente da eccepire sul fatto di fare un intervento anche relativamente al
fatto scaturito da questa interpellanza con l'Anas, per capire e vedere, ma credo con poca fortuna, se
fossero o se sono disposti a fare qualcosa per una maggior sicurezza del luogo, ovviamente posso
capire che la risposta è insita nel fatto che ripeto lì c'è un divieto di accesso chiaro, preciso, e
chiaramente da questo lato, comunque si tutela da un certo punto di vista, ripeto niente da eccepire
sicuramente (incomprensibile) faremo di fare un intervento all’Anas magari riportando anche quello
che è stata la discussione, di questo, di quest'interrogazione. La strada di Cantia, il vero problema,
vero problema di tutte e 4 le interpellanze poste, è perché in effetti non c'è una responsabilità della
ditta, in quanto come si nota anche dalle foto che sono state presentate, la strada non è che è
scivolata da una parte perché magari c'è presenza di acqua o perché, se abbiamo ben notato la
formetta, come si dice, dalla parte a sinistra andando a Cantia è rimasta integra, non si è spostata di
niente, perché? e non è una questione di acqua, almeno, dico almeno perché? abbiamo messo in
essere un incarico per fare dei sondaggi per capire appunto la realtà, ma la realtà ce la racconta un
po' la storia, chi ha vissuto quel, e chi vive quei posti, dicono, e ciò è vero, che sotto gran parte di
quel territorio c'erano delle miniere di zolfo che hanno quindi, miniere, vuoti, ecco ci sono dei vuoti
sotto la superficie della strada, anche, non ad una profondità eccessiva, che man mano con
l'assestamento, infatti si nota anche, si può notare anche dalle foto che questo asfalto è come ripeto
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sceso dall'alto, si è abbassato non è scivolato, e dando credito a quello che tantissime persone hanno
detto di ciò, ecco abbiamo provveduto a fare un incarico, a dare un incarico geologico, che
speriamo prestissimo, anzi dovrebbe spero prima di Natale, dovrebbero arrivare questi risultati, per
capire poi come muoversi, perché non è una cosa, se tutto venisse confermato quel tratto di strada di
fatto dovrebbe essere spostato, tutelato in che maniera? questo non lo sappiamo ancora, se non
prima che questi risultati, questo sondaggio, di questi sondaggi possono dare gli esiti che vedremo e
che verificheremo, quindi la responsabilità della ditta, in questo, da questo punto di vista per il
momento, se è confermato quello che, quello che sto dicendo, e che solamente la parte tecnica potrà
confermarlo, ovviamente viene un attimo accantonata, comunque tutto è fermo, nessuno ha
provveduto a liquidare o far altro perché appunto si vuol prima verificare questo. Vicoli della gioia
non è una competenza, o Dio è una competenza dell'amministrazione perché tutto è competenza
dell'amministrazione, ma sono interventi fatti dalla Multiservizi che in più di un'occasione sono stati
chiamati a ripristinare quelle situazioni che sono ben evidenziate, loro hanno un percorso di vita,
che però secondo me ed anche ieri l'ho ripetuto in maniera forte, stavolta comunque abbiamo anche
scritto ben che avevamo già scritto, questo era un pochettino più diversa (incomprensibile) e loro
provvedono a questi tipi di interventi appaltando di solito, facendo di solito due appalti l'anno, per
cui ecco c'è anche il rischio che uno si ritrovi che per 7-8 mesi, ma questa è una cosa che dura da
più, che per 7-8 mesi magari quella situazione non venga ripristinata e comunque creando i
problemi che si creano, in altre circostanze ho visto, e comunque non ho gradito, che nell'attesa
mettevano del catrame per poi ripristinare, qui non hanno fatto neanche quello, ma ho avuto, dico
ho avuto, dopo la lettera dell'altro ieri, di venerdì, rassicurazioni in tal senso che prestissimo questa
cosa venga sistemata, saremo vigili.
PRESIDENTE: Grazie assessore, la parola al consigliere Galli per replica.
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CONSIGLIERE GALLI: Sì grazie presidente, vado in ordine sparso a seconda delle interpellanze
che ho in mano e replico all'assessore in questo modo, per quanto riguarda la questione più blanda
vicoli della Gioia prendiamo atto di una cosa che non sta bene all'assessore pertanto non sta bene a
nessuno, e cioè che se Multiservizi fa i suoi interventi sul patrimonio del comune,
conseguentemente all'intervento è obbligatorio che seduta stante faccia anche il ripristino, e non è
concepibile, né l'assessore può accettarlo come giustamente poi lo stesso assessore ci dice, che se
Multiservizi fa un intervento, ad esempio interviene su una zona in porfido a cubetti o su una zona a
sampietrini li rimuove, fa l'intervento di captazione, di manutenzione, quello che è, poi non rimette i
sampietrini, ricopre, non mette l'asfalto, in alcuni casi come in questo, e questa situazione debba
essere accettata dai residenti mediamente per 6 mesi, 7 mesi, tenuto conto che poi Multiservizi con
questo decalogo che l'assessore ci ha detto fa due interventi all'anno per ritornare sui punti in cui ha
fatto gli interventi, io sollecito l'assessore che comunque ha capito bene e conosce meglio di me la
problematica, io la apprendo oggi e cioè di questa modalità con la quale Multiservizi fa l'intervento,
e poi lascia le cose in malo modo, e poi noi ci ritroviamo a dover subire, credo, una serie di
interventi di cittadini che verranno a lamentare per iscritto, verbalmente, che sono stati fatti lavori
che chi li ha fatti li ha poi lasciati, ha fatto il suo intervento come per dire saluti e baci e poi rimane
il problema, io credo che l'amministrazione in questo caso debba pretendere quanto è giusto, nulla
di più di quanto é giusto, e cioè che Multiservizi faccia giustamente il suo intervento ma al
contempo il ripristino immediato e non successivo degli interventi che ha fatto, se questo dovesse
continuare noi ci troveremo che chiaramente Multiservizi per i motivi che sono ovvi farà una serie
innumerevole di interventi di manutenzione che non possiamo poi stare dietro alla Multiservizi
continuamente a farci l'elenco di tutti gli interventi fatti per sapere e capire come andarli a
sollecitare per le varie buche, diciamo così, o toppe, diciamo così, che vengono lasciate sul
territorio, io su questo ho ben capito che, mi ritengo soddisfatto della richiesta ma sicuramente non
del fatto che il problema non si sia risolto e anzi da quanto l'assessore ci dice è un problema
sicuramente da tenere in forte considerazione. La frazione di Cantia, la strada, io qui invece
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assessore non sono, cioè prendo atto come sempre che sicuramente i problemi vengono quantomeno
attenzionati, e questo è una cosa che devo riconoscere, non sono però d'accordo nella metodica,
ovvero, allora che la situazione, intanto va bene qui mi consento una battuta e dico sotto ci sono
miniere di zolfo valutiamolo sotto altro profilo, ma è una battuta se poi c'è lo zolfo e se può essere
utile, però la questione è diversa, questo tratto stradale ha sempre avuto, da quanto ci viene riferito,
una situazione di difficoltà, di tenuta, in effetti non sembra collegata a una frana diciamo o da
situazioni di acqua, quanto da una situazione geologica particolare, allora io mi chiedo ma pur
sapendo che questa è la situazione non sopravvenuta, perché questa è la seconda interpellanza che
interviene sullo stesso tratto, la prima interpellanza dava conto del vecchio manto stradale già
oggetto di cedimenti, ma non parliamo chiaramente, non è un'interpellanza quella che porta
questioni diciamo di carattere banale, no perché qui con l'assessore ci parliamo ce lo diciamo in
modo pratico, sono situazioni che evidenziano una situazione di una particolarità ben più
sostanziale, questo è un tratto di questa strada, magari da lontano si vede poco però questo è un
tratto forse di 7-800 metri di una diretta, in cui in un tratto importante centrale c'è un cedimento, ma
parliamo di un cedimento che costituisce seriamente pericolo alla circolazione stradale, perché
rischia concretamente di creare incidenti, e ci sono stati incidenti stradali di persone che sono andate
fuori strada, e pertanto hanno avuto danni, allora il disappunto è nel fatto che la relazione geologica
non può essere fatta dopo, va fatta prima, perché farla dopo significa avere investito i soldi del
comune, però Sandro devo essere sincero perché in questo caso è stato fatto l'intervento, per cui è
positivo, poi quanto è costato quest'intervento? e oggi cosa succede? succede che per la mancanza
di una relazione geologica rischiamo, no rischiamo, siamo obbligati sicuramente a fare delle
valutazioni tecniche diverse, o per un intervento del sottofondo che richiederà non so quale tipo di
intervento strutturale, o magari ipotesi a dover valutare la necessità di cambiare ancora di nuovo il
tracciato, anche in questo caso parliamo di una strada di collegamento credo sostanzialmente unica
per la frazione di Cantia, fermo restando che poi Cantia è ulteriormente collegata verso Sassoferrato
e dunque ok, però parliamo di un tratto di viabilità importante, per cui questo è diciamo l'aspetto.
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Per la questione Pedemontana, condividiamo chiaramente tutti, e su questo assessore siamo
concordi, che il problema è di ampiezza purtroppo totale, purtroppo quarant'anni di storia, o quelli
che sono, ci dimostrano quella che è sul nostro territorio un'incompiuta, però dico anche che questo
era un messaggio ulteriore attraverso l'interpellanza di carattere politico, poi che dopo non sia facile
intervenire su una problematica come questa, perché sono quarant'anni che comunque la subiamo, e
però è pur vero che è un tema rispetto al quale ritengo non abbiamo dato il peso, la rilevanza, ci
siamo spesso intervenuti perché ci sono stati interpellanze, ci sono stati dibattiti, ci sono stati
interventi, forse un anno sì un anno no, sui giornali si esce con la Pedemontana, però secondo me è
mancata un'azione forte per prendere in mano questa problematica, tra virgolette, per la competenza
politica del comune di Fabriano chiaramente, nei limiti di quello che può essere la capacità del
comune di intervento, però certamente un'opera che ricade sul nostro territorio, è un'opera che lo
deturpa, è un'opera che il comune di Fabriano ha bisogno alla stregua di altri interventi di viabilità,
forse oggi mai tanto quanto oggi, perché proprio abbiamo situazioni in cui dobbiamo rilanciare il
territorio e privilegiare tutte quelle che possono essere le soluzioni che ci aiutano a collegare bene
praticamente la nostra città per ogni tipo di esigenza, e dunque su questo io ritengo che nonostante
si sia a fine mandato non possiamo mai non prenderla in considerazione. La questione Martiri di
Kindù e l'intero tratto della strada, assessore imparo cose sempre nuove e giustamente tramite
l'assessore si hanno delle informazioni, e cioè il fatto che sia una strada privata, allora io credo che
in casi come questi effettivamente lì il problema è alla stessa stregua di quello di Cantia per
intenderci, ovvero io ritengo che non è tanto la questione per la parte principale di una
manutenzione ordinaria, lì c'è una situazione che storicamente, e questo ce lo raccontano le persone
più anziane, sia data dalla morfologia del terreno, lì esistevano le vecchie fornaci, per cui un terreno
praticamente franoso, melmoso, e dunque non è tanto l'intervento di una manutenzione ordinaria
che può risolvere quel problema almeno nel primo tratto, e cioè proprio nel tratto dove ci sono il,
dove c'è il parcheggio comunale, allora li si tratterà di capire bene attraverso uno studio quale sia
l'intervento strutturale necessario, perché solo di intervento strutturale si può parlare, altrimenti
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saranno solo tra virgolette interventi inutili, ma ancora di più va capito se e quale è la situazione
giuridica, se la strada è privata, se va espropriata, se non va espropriata, se e in che modo va
regolata, dunque se queste questioni, come ha detto l'assessore, nelle giunte sono state affrontate
allorquando si presentavano queste problematiche attraverso gli strumenti dell'esproprio, anche in
questo caso per risolverlo in via definitiva bisogna mettere le carte sul tavolino, in modo molto
sereno, molto tranquillo, capire quale è l'intervento che va realizzato, e che lo renda definitivo,
questo per il primo tratto, per il ponte o cavalcavia o sottopasso o comunque delle ferrovie, va bene
prendiamo atto che con i ribassi d'asta ci sarà una parte residua, ma lì il problema sembra tutto
sommato limitato, c'è qualcosa, c'è la problematica del deflusso delle acque con un po' di pendenza,
ma credo che sia un intervento modesto, modesto, chiederei invece all'amministrazione,
all'assessore, di prestare attenzione in quella zona anche perché è una zona comunque frequentata,
di transito viabile, di prestare attenzione un po' alla manutenzione del verde, ma non, questo
soprattutto, mi interessa, ma poi se me lo può dire, anche come viene gestito il rapporto con le
ferrovie, noi abbiamo tutta la parte che dalla strada scende praticamente fino ai binari che
sicuramente essendo comunque centrale per noi, nell'ambito cittadino, è praticamente mancante di
interventi di ripulitura, questa è anche un'altra cosa che comunque secondo me non è, non è,
positiva, per cui credo che li, non lo so se noi abbiamo la competenza autonoma, se ci deve essere
un accordo con le ferrovie dello Stato, se fosse possibile dall'inizio dove è il Conad fino in fondo
secondo me dovrebbe essere oggetto, ma poi il problema è sul primo tratto fino a quel cavalcavia,
sulla seconda parte, in realtà questa problematica non c'è. Un ultima cosa che mi sono dimenticato
di dire è quando raggiungiamo la punta estrema di Civita dove c'è la curva, proprio, è stato fatto
recentemente una recinzione, chiederei di fare una verifica, a me non interessa la questione
privatistica, interessa solo la questione viabile, se quel tratto di viabilità oggi è conforme, cioè se
l'intervento del privato è stato fatto a norma nel senso di rispettare, perché credo che quello sia un
tratto particolare nel periodo invernale, per cui quando le condizioni non sono, esatto, non sono
delle migliori, è un tratto di strada effettivamente sindaco stretto, stretto, e praticamente dunque non
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so se quegli interventi fatti ai lati delle strade siano tra virgolette la soluzione ottimale, non lo so,
dunque non sto dicendo che non sono la soluzione ottimale, però sicuramente mi sembra che
abbiano ridotto proprio sulla curva abbastanza il tratto della viabilità e dunque capire se, al di là del
rispetto da parte del privato della strada, se ci sono esigenze di utilità pubblica per la viabilità che
possano far ragionare sull'ipotesi che il comune faccia un intervento, grazie comunque per le
risposte e purtroppo per queste evidenze che ancora emergono.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Galli.
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PRESIDENTE: Punto 13 all'ordine del giorno, interpellanza presentata dal consigliere Latini, con
Enrico Carmenati per Fabriano, sulla trasformazione aree fabbricabili in agricole, illustra il
consigliere Latini e relaziona il sindaco.
CONSIGLIERE LATINI: Oggi mi sorride (incomprensibile) c'è qualcosa che non va, ha
preparato uno scherzetto, l'interpellanza è lunghetta ma il succo della stessa può essere abbastanza
conciso, nel 1992, quando fu introdotta l'Ici, questa venne introdotta anche sui terreni edificabili,
sulla base della previsione dei piani regolatori locali, fino a poco tempo fa chiaro che avere un
terreno edificabile era una vincita al lotto, in particolare in questa città che era caratterizzata da una
grossa edificabilità residenziale ed industriale, quindi pagare l'Ici su un terreno agricolo passato
edificabile sulla base del piano regolatore era considerata fino a poco tempo fa una fortuna, una
vincita ad una lotteria, la crisi economica che ci ha investito da qualche anno a questa parte ha reso
non vera questa previsione, cioè terreni edificabili non vengono più acquistati, per la maggior parte,
in quanto manca coloro che intendono costruire, quindi il terreno edificabile è diventato un peso per
coloro che ne sono proprietari, perché è un costo annuo senza trarne, senza trarne, alcun beneficio,
quindi l'interpellanza mira a chiedere all'amministrazione comunale se non sia il caso, se non sia il
caso, di chiedere tramite anche un bando pubblico, come ha fatto qualche altro comune della nostra
provincia, ai possessori di terreni edificabili, di chiedere la possibilità all'ente, che l'ha resi
edificabili, di ritornare al vecchio status, cioè di rifarli ritornare agricoli, questo potrebbe essere
fatto anche in maniera irreversibile, quindi anche in un futuro anteriore, dove la crisi economica
potrebbe essere superata, questi terreni non dovrebbero essere più considerati edificabili, anche in
vigenza di nuovi piani regolatori generali, quindi potrebbe essere fatto un bando, quindi un'offerta
al pubblico, di chiedere che coloro che hanno questi terreni edificabili che pagano l'Ici a fondo
perduto, di poter retrocedere dall'edificabilità e farli ritornare agricoli in maniera irreversibile, io ho
visto che il comune di Senigallia l'aveva fatto, l'aveva presa questa decisione solo che, solo che, la
differenza, la differenza, è che il comune di Senigallia l'ha fatto nel momento in cui aveva steso il
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piano regolatore generale, questa è la differenza, noi lo faremmo in vigenza di un piano regolatore
stilato, 15 anni fa, 20 anni fa, però sarebbe un toccasana per coloro che hanno questi terreni che non
saranno mai edificati per via della crisi economica che ha investito il nostro territorio.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Latini, la parola al sindaco.
SINDACO SORCI: Intanto comincio dal finale, perché correggo Latini, perché non era il piano
regolatore generale, perché Senigallia ha fatto una serie di varianti differenti per le frazioni, per
tutte, ha raccordato poi tutto il sistema, perché oggi torno a ripetere il piano regolatore generale non
lo fa più nessuno perché nessuno é matto come Sassoferrato che ha impiegato 15 anni per farlo, e
soprattutto tutti quanti in attesa della nuova legge regionale sul regime dei suoli, visto che è stata
approvata una adesso, ma il vero, la vera legge regionale, la 34, ancora ha da venire nonostante sia
stata già una prima bozza teoricamente era stata portata al consiglio regionale alcuni anni fa, io
intanto faccio una premessa quindi per togliere, la prima relais del piano Idea è stata consegnata a
questo comune secondo le indicazioni anche emerse dal consiglio comunale, per cui nei prossimi
giorni procederemo ad una serie di incontri per quanto riguarda questa cosa con tutte le
associazioni, quello che è, per raccogliere ancora ulteriori elementi e poi chiamare tutti, la politica,
a riflettere su questa cosa, e tra i discorsi che è stato dato come mandato all'università di Politecnica
delle Marche c'era il discorso, prima vedevo un volantino che Mezzopera portava sul consumo del
territorio, uno dei, perché poi quando uno fa il consumo del territorio bisogna pure che capisce che
cosa vuol dire il termine, proprio l'altro giorno c'è stato un convegno ad Ancona su questo discorso
dove qualcuno dice, sì è vero consumiamo il territorio ristrutturiamo quello che c'è adesso
aumentiamo le cubature, perché è questo poi il miglior utilizzo del territorio, perché altrimenti, e tra
le indicazioni e quello che emerge c'è il discorso del minor consumo del territorio e la premialità
scritta con le regole per quanto vuol dire la retrocessione del terreno di chi ha l'edificabilità e la
mette a disposizione di altri, quindi sono dei sistemi premianti proprio per regolare questo. Io
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ricordo a tutti che siamo consiglieri comunali e siamo chiamati qui a il bene comune, allora quando
leggo, infatti nell'incontro con l'università Politecnica delle Marche ho fatto un ragionamento molto
semplice che ci terrei a evidenziare a tutti, nel momento della retrocessione, supponiamo di un'area,
lo voglio semplificare, supponiamo che un'area oggi attualmente edificabile non utilizzata produca
100,00, Latini mi ascolti, 100,00 € di reddito per il comune, per il comune, perché ci paga l'Ici, nel
momento della retrocessione, se non trovo, se non trovo a chi riequilibrare i 100,00 € di Ici, quindi
non trasferisco l'edificabilità che ha quella zona lì da un'altra parte, il comune ha un decremento
delle proprie entrate di 100, quindi noi non é che possiamo pensare di danneggiare il comune per
favorire il privato, credo che questo sia un dato oggettivo, quindi come si ragiona su questi
meccanismi, che devono essere scritti, perché la premialità deve trovare pure qualcuno che gli
interessi, se io devo retrocedere il terreno, l'ettaro di Vito Giuseppucci, faccio il nome così non è,
siccome non ce l'ha lui fa il farmacista non mi può denunciare perché ho violato la privacy, scherzi
a parte, e retrocedo il suo devo trovare a chi dare una premialità che mi produca questo gettito,
altrimenti ho solo danneggiato, e io su questo tipo di discorso mi dispiace io non sono d'accordo a
danneggiare la collettività, quindi le regole vanno scritte e sono in questo momento i procedimenti
sono scritti, vanno all'esame tra virgolette tutto per capire come si possono migliorare, anche perché
Guido Latini era, sa come nascono i piani regolatori, come me, come tutti quelli che sono in
quest'aula, sanno come nascono i piani regolatori e sa pure come alla fine il piano regolatore
privilegia chi è possessore di aree e che magari in quel periodo ha fatto anche osservazioni per
introdurre la propria area all'interno del documento del piano regolatore, e che oggi magari ha
tenuto queste aree per guadagnare sempre di più, ferme nei periodi in cui andavano tutte bene le
cose, e oggi siccome deve pagare dice no a me non mi interessa più, e qui lo ripeto per l'ennesima
volta, qui dentro siamo tutti a fare prima di tutto gli interessi della collettività, poi possiamo anche
risolvere i problemi del singolo ma senza il danno della collettività, questo ci tengo a evidenziarlo,
quindi il documento, lo ripeto il famoso piano Idea tutto questo qui, è oggi la prima sua stesura è
stata depositata al comune, tanto è vero che l'incontro che ho avuto con l'Università giovedì scorso
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che mi ha illustrato le linee guida del documento, che è la prima bozza e che quindi va un attimo
ancora allargato, contiene anche, è in linea attenzione, è in linea con l'ultimo, anzi siamo il primo
comune, il primo comune, che ha prodotto un documento programmatorio da un punto di vista
urbanistico tenendo conto del nuovo regime dei suoli che ha introdotto un mese fa la regione
Marche, quindi questo, all'interno di quello viene contenuto anche questo discorso della
retrocessione, chiamiamola così, e della premialità del sistema, ma in modo trasparente, regolare,
non per gli amici degli amici, ma per tutti quanti, con un principio, e qui il meccanismo si é tra
virgolette nel colloquio ingrippato come mi piace usare il termine, perché sono i livelli, attenzione,
ed è una riflessione che vale per tutti quanti, anzi se qualcuno di voi ha un'idea è bene che la elabori
e magari ne faccia partecipe tutti quanti, perché il disallineamento, attenzione, tra la retrocessione e
l'eventuale premialità, no ma non solo, attenzione signori non facciamo finta di niente, un conto
sono gli standard urbanistici, e quello, e quindi rimane, ma dall'altra parte ve lo ripeto a tutti ci sono
anche gli equilibri finanziari del comune, perché senza quelli dopo è inutile che facciamo tanti
discorsi che ci vogliono i soldi per fare, allora il comune oggi ha un gettito Ici di un certo tipo, fatto
dalle seconde case, dai terreni edificabili, da tutti quanti, quindi bisogna che la politica sia seria su
queste cose e mantenga gli equilibri, si é accorto pure lo Stato italiano che a togliere l'Ici alla prima
casa, fatta in quella maniera, è stata una stoltezza quindi, allora quindi oggi, anzi se l'avesse fatta
come era stata programmata con le riduzioni a suo tempo sicuramente oggi non avremmo applicato
una misura come quella che se si legge, per cui ancora, per notizie Stampa è molto più pesante, ma
questo è un altro discorso, quindi oggi lo ripeto il documento strutturale va nelle linee di
programmazione di questo, dove si tende a eliminare anche con il principio però della, urbanistico,
correttezza urbanistica e l'equilibrio finanziario, quindi da questo punto di vista quello che chiede
qualcuno, però attenzione non è fatto per gli amici degli amici, ma é fatto per tutti con delle regole
chiare, codificate, perché nessuno vuole andare in galera, nessuno vuole andare in galera e quindi
nel momento in cui ci sarà questo procedimento si terrà conto di tutte le esigenze, con tanto di
bando pubblico, come ha fatto Senigallia, come ha fatto addirittura Cupramontana, per addirittura
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inserire in più, con un discorso di programmazione, Senigallia ha fatto questa, e così le do un'altra
informazione tecnica al consigliere Latini, Senigallia aveva un esubero, un esubero, strutturale delle
aree perché aveva un dimensionamento del piano regolatore per 65.000 abitanti e quindi facendo
questa operazione, dicendo, ha cercato di togliere un po' di, tra virgolette, eccesso, ma perché era,
Jesi ha fatto un piano regolatore piano Idea, ma strutturandolo a 41.000 abitanti, e ne ha 39.800,
quindi facendo il discorso dei recuperi e di tutto il resto, quindi c'è questo, quando si guardano i
documenti di programmazione urbanistica bisogna tenere conto di tutte le cose, ed in questo
momento bisogna tenere conto anche dell'aspetto, dell'incidenza finanziaria, che può avere sul
comune le trasformazioni urbanistiche, che non bastano solo gli oneri ma è compresa anche dell' Ici,
che é un'altra struttura finanziaria di appartenenza del comune.
PRESIDENTE: Grazie sindaco, la parola al consigliere Latini per replica.
CONSIGLIERE LATINI: Allora vorrei ricordare al sindaco, io sono scordarello ma anche lui non
scherza, io non ho detto niente di nuovo, io ho ribadito niente popò di meno che quanto deciso
all'unanimità dal consiglio comunale il 9 febbraio del 2010, dove fra l'altro il dispositivo di delibera
parlava anche di un bando pubblico per la retrocessione di queste aree, quindi non è che ho detto
una cosa che è nata in questo momento o è nata nelle segrete stanze, era una decisione assunta
all'unanimità dal consiglio nel quale tra l'altro, tra l'altro, mi sembra che risulto anche assente,
quindi non è stato dato seguito a un ordine del giorno approvato all'unanimità dal consiglio
comunale, certo io capisco le questioni urbanistiche e le questioni finanziarie, le questioni
urbanistiche nascono perché noi abbiamo un piano regolatore basato su una previsione di 40.000
abitanti, Jesi lo fa avendocene 40 lo fa su 41, gli altri lo fanno graduato sulla base delle loro
previsioni concrete, noi lo facemmo, perlomeno quel piano regolatore lì, perché adesso con 150
varianti che abbiamo fatto credo che sia tutt'altra cosa che lo strumento urbanistico originale. Per
quanto riguarda le questioni e le preoccupazioni di natura squisitamente finanziaria l'Ici ritorna con
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la ricetta Monti, ritorna, ma non solo ritorna un'aliquota Ici sulla prima casa, ma ritorna addirittura
l'Ici dopo aver rivalutato le rendite catastali, quindi sarà non solo come prima ma peggio di prima,
non si chiamerà Ici da quello che ho capito
SINDACO SORCI: consigliere le posso, mi permette una sola considerazione, mi scusi se la
interrompo, perché almeno sa tutti quanti, signori questa storia dell’Ici detta così è una bufala, le
spiego perché? l’Ici della prima casa, non mi ascoltate mai anche quando parliamo del bilancio, c'è
stata restituita quindi 1.700.000 c'è stato restituito, questo, anche quest’anno, ma come? diminuendo
il contributo ordinario che ci veniva dato prima, quindi ci hanno dato un contributo ordinario
minore integrandolo con l'Ici, quindi noi abbiamo fatto sempre para e patta da questo punto di vista,
quindi ecco, quello che succederà in futuro è che l'ici ecco non entra, cioè mi piace dirlo, e quindi
mi scuso se l'ho interrotta, perché altrimenti sembra che tra poco ci arriva un sacco di soldi, no
1.700.000, mentre nel 2008 ci ha dato l'83%, nel 2010 - nel 2011 ci ha restituito tutta la
certificazione del Ici che abbiamo prodotto noi, quindi dell’Ici a 4.07, quello che è nel gettito,
perché io dico sempre abbiamo sbagliato dovevamo tenerla più alta perché chi aveva l'Ici prima
casa più alta ha preso di più, ecco va bene adesso o dopo non lo so, 4 non lo so, però ci tengo
altrimenti tutti, anche il presidente della giunta regionale l'altro giorno nel pieno consiglio, quello
che io stavo twittando, lo dico con molta, bravo, con il sindaco di Bari e con Riotti, il direttore su
Twitter, anche Spacca mi ha detto ma ve ridà, gli ho detto guardate non ci ridà nulla perché quello
già ce lo dà, ce l'ha tolto sul trasferimento ordinario, quindi in modo che sia chiaro, altrimenti qui
veramente pensano tutti che balliamo.
PRESIDENTE: Consigliere Latini può continuare
CONSIGLIERE LATINI: Allora il concetto che volevo esprimere, forse, forse non sono stato
sufficientemente chiaro, è che incasseremo l'Ici, l'Imu se non vado errato, ma ha seguito della
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revisione delle rendite catastali, quindi incasseremo molto di più rispetto a quello che lo Stato
restituiva sulla base dell'Ici che si incassava 3 anni fa o 4 anni fa, o 4 anni fa, però qui il problema,
il problema è che la questione delle aree edificabili, che non saranno mai edificate, è una questione
che aggrava l'economia familiare di molte famiglie, di molte persone, qui questa amministrazione è
double face, da una parte dà a tutti senza controllo di nessun tipo, sgancia ogni anno 7.600.000,00 €
di contributi, dall'altro dice no qui bisogna incassare, paghiamo 7.600.000 di contributi senza
nessun ritegno, senza nessuna vergogna, mentre chi ha bisogno e deve pagare non andiamo incontro
perché, perché altrimenti si incassa di meno, però spendiamo ogni anno in più, lievita, questa cifra
dell'assistenza siamo arrivati a cifre iperboliche di 7.600.000,00 €.
PRESIDENTE: Grazie al consigliere Latini.
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PRESIDENTE: Punto 14 all'ordine del giorno, interpellanza presentata dal consigliere Armezzani,
SEL, sulla conferenza servizi per sblocco progetto restauro e ricostruzione Eremo ValdiSasso,
illustra il consigliere Armezzani e risponde Paglialunga, non lo so perché, però c'era qui Romani
sindaco, non lo so chi deve rispondere, Paglialunga allora va bene.
CONSIGLIERE ARMEZZANI: Sì grazie signor presidente, allora la settimana scorsa, cioè
durante il consiglio comunale della settimana scorsa avrei voluto fare una comunicazione, poi in
effetti non aveva molto senso visto che avevo già presentato l'interpellanza, però c'era giunta
notizia, non so se è vero, che il 24 novembre, quindi due giorni prima dell'ultimo consiglio, cinque
giorni prima anzi dell'ultimo consiglio, si era tenuta una conferenza dei servizi cosiddetta nel
consiglio comunale, no negli uffici comunali scusate, con la presenza quindi anche di tecnici e dei
rappresentanti del comune sulla questione dell'Eremo di Valdisasso e del progetto che era stato
bloccato e il cantiere sottoposto a sequestro dall'autorità giudiziaria per irregolarità nella
conduzione dei lavori preliminari per la redazione del progetto definiti esecutivo, tra l'altro nella
precedente interpellanza, da me presentata e discussa qualche tempo fa, si era appreso che il
comune e anche la sovraintendenza non avevano dato parere favorevole al progetto definitivo, in
particolar modo mi ricordo che il comune aveva fatto valere una propria contrarietà per quanto
riguarda il piano interrato, la posizione di un garage, un assurdo considerando il luogo in cui si
doveva, in cui si opererà per il restauro dell'eremo, per altro da molte parti si era contestata, mi
sembrava che anche l'assessore Paglialunga avesse, su dibattiti on-line diciamo così ed anche
conversazioni private, espresso perplessità sul tipo di ricostruzione per la parte cioè caduta, che è
crollata dell'eremo, ormai negli anni 50, negli anni 60, la ricostruzione di quelle parti aveva
generato molti sospetti, perché nelle forme di restauro ciò che è crollato se è definitivamente tale
non va riedificato, soprattutto nei volumi e nelle superfici che erano state prese in considerazione,
ora io vengo rapidamente alle domande che pongo, innanzitutto se è vero che si è tenuta una
conferenza dei servizi, perché questa è una notizia ufficiosa, io non ho visto conferme di nessun tipo
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dal punto di vista della pubblica amministrazione, secondo, opportunamente, se si è tenuta, quali
sono le risultanze dell'incontro, ed in particolare mi interessa sapere a che stato siamo adesso del
progetto, il progetto definitivo era stato, aveva avuto pareri negativi, se c'è un nuovo progetto
definitivo e quali sono le conseguenze del blocco del sequestro del cantiere, qualcuno ha pagato?
hanno pagato i responsabili della ditta? hanno pagato gli uffici regionali coinvolti nel sequestro del,
non so insomma ecco, chi ha pagato e se qualcuno ha pagato? se c'è un'ammenda? se c'è una
sanzione amministrativa, che cosa è successo? Un'altra questione invece che ci premeva molto, e
non solo a me, ma soprattutto alle associazioni ambientalistiche che erano intervenute su questa
questione in tutta la regione Marche, se, e che avevano anche, l'altra volta avevo allegato i loro
appelli, per altro erano stati rivolti anche al sindaco, quindi erano in possesso del comune, se si è
operato in qualche modo per la salvaguardia della bellezza del luogo, si parlava di rispetto dello
spirito dei luoghi nei documenti delle associazioni naturalistiche, che io assolutamente mi sento di
sottoscrivere, perché si parlava naturalmente di garage che doveva essere costruito, preludeva ad un
traffico sostenuto in una zona che è difesa dalla regione Marche per la sua bellezza naturalistica,
questa cosa sembrava essere compromessa dalla comparsa di un garage per 100 auto o qualcosa del
genere, e se soprattutto verrà costruita questa famosa strada che non era semplicemente la strada di
cantiere ma una nuova strada che comporta un traffico, insomma privata che collegava l'eremo e
rendendolo fruibile a un largo pubblico di conferenzieri di, non si sa bene cosa, tra l'altro ricordo
che in quel dibattito venne fuori che un una bruttura, una ristrutturazione e ampliamento della
struttura monastica precedente finanziata, non si sa con quali soldi, negli anni del dopoguerra era
già avvenuta nei dintorni fabrianesi, se guardiamo l'Eremo di San Silvestro è un obbrobrio
naturalistico e architettonico che deturpa la zona delle nostre montagne, e sinceramente vederne fare
un'altra ci sembrava un po' esagerato, in una contesto incastonato in una zona di alto valore, sia
architettonico storico culturale e paesaggistico naturalistico, inoltre un'altra domanda che volevamo
fare era, riguardava la questione del finanziamento, sono finanziati con soldi pubblici gli ambienti
di proprietà della regione, perché l'Eremo di Valdisasso in larga parte è proprietà della regione, ma
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c'è anche una parte proprietà dell'ente ecclesiastico, penso dell'ordine francescano, francamente non
lo so, volevo sapere se erano previsti dei finanziamenti anche per quello e con quale titolo i soldi
pubblici venivano spesi o investiti su strutture private, strutture di proprietà privata, e in particolar
modo come ultima conclusione se in questa conferenza dei servizi, ammesso che vi sia stata o se i
progettisti, i progettisti, se i progettisti avevano preso atto, visione, si erano convinti del fatto che
intervenire in quel luogo con le cementificazioni, che erano previste nel vecchio progetto, erano
ormai una cosa da considerare passata o meno. Un’ultima domanda che mi viene proposta e che vi
giro senz'altro, è se c'è una zona, se in questo, nei pressi di questa, dell'Eremo di Valdisasso e
dell'aula verde, c'è una zona, se vi risulta esserci una zona protetta, un sito di interesse comunitario,
definito Sic, vi ringrazio e aspetto naturalmente la vostra risposta.
PRESIDENTE: Grazie assessore Armezzani, assessore Paglialunga per la relazione.
ASSESSORE PAGLIALUNGA: Grazie presidente, ma è vero quello che dice Armezzani, il tema
è assolutamente sentito dalle associazioni ambientaliste, è assolutamente sentito dalle associazioni
culturali, perché è un intervento importantissimo nella nostra zona da questi due punti di vista, e
devo dire che già ha dato luogo ad un grande dibattito questo, ho visto già on-line oltre 160
interventi, poi ho letto il solito solone che con la solita prosopopea demagogica scrive la solita frase
di chi di solito non ha nulla da dire ma che ci sta sempre bene in un contesto di questo genere,
ovverosia dare l'idea che la sa lunga e dice che ancora una volta noi risponderemo in politichese
senza farci capire, allora voglio essere molto chiaro sperando che non sia politichese ma sia, visto
che siamo anche in un confronto, il più chiaro possibile, allora nella prima parte il 24 novembre
effettivamente si è tenuta una conferenza dei servizi, che era il seguito di un'altra conferenza dei
servizi già convocata, dico questo perché probabilmente anche per colpa mia, non ho problemi a
dirlo, forse ho spiegato male che questa conferenza dei servizi era esclusivamente dedicata ai
soggetti interessati, Comunità Montana, comune, provincia, regione, eccetera, invece si è creduto
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che fosse pubblica tanto è che ho saputo che in quella mattina si sono presentati anche alcuni
cittadini perché pensavano che poteva essere una discussione a cui assistere, non era così, chiariamo
come è stato un po' l'iter, perché anche in questa interpellanza, mentre l'ho letta, mi sono accorto
che sono girate notizie, non sbagliate, diciamo poco chiare, che hanno portato a pensare una cosa
rispetto ad un'altra, come nasce tutta questa storia? velocemente dall'inizio, la regione ha
commissionato un progetto, progetto che doveva essere approvato tra chi lo faceva e chi lo
realizzava, ha iniziato tutto l'iter autorizzatorio, al comune è stata chiesta solo, al comune è stata
chiesta solo, l’autorizzazione paesaggistica sulla base di quel progetto, autorizzazione paesaggistica
che noi abbiamo dovuto girare, in quanto area sottoposta a vincolo paesaggistico, alla
sovraintendenza, avuto il parere dalla sopraintendenza nel frattempo la regione ha mandato il
progetto anche alla sovraintendenza dei beni monumentali, in quanto lì c'è anche il vincolo
monumentale, fatto tutto questo passaggio in cui il comune si è impegnato fortissimamente a farlo
nel più breve tempo possibile, vista la speranza di una realizzazione migliore, possibile, adesso tutto
quanto avvenuto, e quindi la parte riguardante il comune nelle varie autorizzazioni adesso è ferma al
Suap e sta avendo il suo progetto in itinere di autorizzazione finale. Il precedente progetto definitivo
della regione è stato respinto dal comune, non è vero il comune non ha respinto nulla, l'unica cosa
su cui è intervenuto il comune, ed anche qui con molta chiarezza, é su quella cosa che lei
consigliere Armezzani chiama bruttura, e che anche noi condividiamo il termine, che era il discorso
del parcheggio interrato e che riguardava anche l'iter autorizzativo anche questo bloccato, di una
strada alternativa per giungere all'eremo, il nuovo progetto, noi abbiamo bloccato la costruzione del
garage, in quella sede è stato ripresentato un progetto dove era previsto prima il garage adesso ci
andrà esclusivamente una sala conferenze. La strada, la strada prevista non è più presa in
considerazione, quindi da questo punto di vista non ci sono più questioni che avevano messo anche
noi in allarme su tutta la posizione di impatto ambientale, ma soprattutto di distruzione di un habitat
che invece noi riteniamo che possa avere un valore positivo solo se salvaguardato in quei termini e
in quei modi. Quali sono il progetto dal punto di vista procedurale e se esiste il sequestro del
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cantiere, il sequestro del cantiere c'è, è tuttora vigente, è compito della ditta nel momento che ci
presenterà tutto il progetto di ripristino, avere, fare la richiesta di svincolo, i tempi e i modi di
questo a noi non sono noti in quanto dipendono dalla procura che ha fatto il sequestro, c'è stata una
violazione relativa all'esecuzione di opere in assenza di titolo autorizzativo in area vincolata, con
ordinanza dirigenziale del 21.09.2011 è stata imposta al signor Lancia Mauro, che é il proprietario
della ditta esecutrice dei lavori ed amministratore unico, ed in questa ordinanza veniva imposto alla
ditta Lancia di ripristinare lo stato dei luoghi entro 90 giorni, evitando ulteriori danni all'ambiente e
salvaguardando il più possibile la vegetazione che esiste, nella successiva seduta che è avvenuta
abbiamo incontrato, abbiamo incontrato, anche la ditta Lancia, la ditta Lancia gli abbiamo chiesto
una fideiussione per avere garanzie sui lavori di ripristino, devo dire che anche questa cosa è stata
come dire un po' esagerata, nel senso che sembrava che chissà quali problemi e quali problematiche
avevano realizzato, tutto quanto riguarda esclusivamente il posizionamento, consigliere Armezzani,
della gru, della gru che ha inciso un pochino sulla, un pochino, un pochino, tanto è che consigliere
Armezzani quando lei mi chiede le cifre le dico che una multa di 500,00 € è stata, cioè tutto questo
di cui stiamo parlando riguarda una multa di 500,00 € per la questione della rupe che è stata scalfita
nel momento del posizionamento, gli è stato chiesto alla ditta Lancia adesso di metterla 50 metri
distante dalla rupe allungando il braccio, e il fatto della via per raggiungere il cantiere, la strada,
dove lì hanno, sono intervenuti distruggendo alcune parti di flora protette che però sono state già,
erano state censite, quindi saranno ripristinate con la stessa fauna di prima, ovviamente questa
stradina ci hanno chiesto di tenerla comunque in funzione, in quanto gli è impossibile altrimenti
arrivare al cantiere con i mezzi. L'altra cosa che ha chiesto la dottoressa Pacheco, la
sovraintendenza, nel giorno che abbiamo fatto questo incontro, è che tutta la parte che riguarda il
posizionamento dei materiali, l'impostazione della gru, la copertura del cantiere, sia fatta quanto più
possibile in parti di legno, quindi non usare materiale ferroso, non usare roba troppo impattante, che
sarebbe brutta sul luogo, devo dire che già due volte io sono andato a vedere mi sembra che, certo
parliamoci chiaro un cantiere lì comunque per quanto ci puoi mettere è sempre brutto, è sempre
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impattante, su questo non c'è assolutamente possibilità, però si stanno utilizzando materiali diversi
da quelli che normalmente si utilizzano nei cantieri, e tutto cercando di metterle sul prato sotto la
rupe nella parte più lontana possibile. Quindi ripeto il grande, la grande operazione che sembrava,
che anche a noi sembrava, anche a me sembrava, come più volte abbiamo avuto modo io e lei anche
di confrontarci su questo tema, devo dire che si è tutto definito in 500,00 € di multa 2.000,00 €
perché avevano iniziato il cantiere senza l'autorizzazione preventiva, però tutto il resto devo dire
che sembrava che fosse molto più esagerato rispetto, rispetto, a quello che dicevamo e che
pensavamo all'inizio. A quanto ammonta la somma investita in soldi pubblici, 2.811.000,00 € che
sono comunque soldi dei fondi Fas, non sono previsti interventi sul privato e gli ultimi su questo,
ovviamente non essendoci interventi sul privato, non si prevede nessun intervento. L'ultima parte,
evitando cementificazioni ricostruzioni del tutto incompatibili con la storia del luogo, sicuramente
questo fa parte del progetto adesso rivisto e ricambiato, quello che dicevo un attimo fa, non c'è più
la strada, non c'è più il garage interrato, ed io dico che quando uno non capisce, va bene, scusate,
stavo dicendo tutta la parte che viene rivista è esclusivamente una parte un po' interna dove c'era
stata una grande discussione tra parte, di una parte della sovraintendenza e da parte dei monaci, che
ritenevano alcuni interventi all'interno differenti da quelli storicamente presenti, questa nuova parte
invece, questo è stato cambiato, ha avuto la soddisfazione, questo progetto, anche di quella parte
della sovraintendenza che riteneva fare un intervento diverso e da parte di, io ho parlato pochi
giorni fa, ci siamo visti, per discuterne con Don Ferdinando, padre Ferdinando, che è il priore, ed ha
trovato anche questa soddisfazione da parte loro, quindi io credo che potremmo andare
velocissimamente, sono previste marzo 2016 la conclusione di tutte le operazioni, io mi auguro che
questo possa essere fatto nei tempi previsti, fatto così come il nuovo progetto prevede, fatto senza
avere nessuno impatto ulteriore dal punto di vista ambientale, l'impegno di quella strada che adesso
è stata e viene utilizzata per il cantiere, è non solo garantita ma é garantita anche da polizza
fideiussoria che abbiamo richiesto, io credo che tutto si possa concludere nella maniera migliore
possibile.
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PRESIDENTE: Grazie all'assessore Paglialunga, consigliere Armezzani per replica.
CONSIGLIERE ARMEZZANI: Sì, quindi adesso noi abbiamo in comune, c’è il progetto, questo
corretto, diciamo così, è presente, se io faccio l'accesso agli atti me lo possono dare oppure no?
perché l'altra volta ho fatto l'accesso agli atti non me l'hanno dato perché non c'era, poi è arrivato
dopo una seconda istanza e dopo che avevo fatto l'accesso, adesso questo nuovo progetto possiamo
visionarlo? è possibile vederlo?
ASSESSORE PAGLIALUNGA: il consigliere comunale certo
CONSIGLIERE ARMEZZANI: perfetto, quindi lo prenderemo in visione, no io sulla questione,
grazie molto, apprendo con soddisfazione del fatto che il, insomma, i danneggiamenti non sono, non
sono così cospicui come sembrava anche dalle foto che erano state fatte vedere, che ho potuto
vedere dal sopralluogo fatto dall'ufficio tecnico del comune, prendo, la sanzione amministrativa
ovviamente non è di mia competenza, e mi auguro quindi che si possa considerare il danno subito
finora di piccola entità, mi auguro ma vorrei poterlo verificare poi magari, con, quando sarà
dissequestrato il cantiere. Mi interessava invece sapere nel progetto, nel vecchio progetto, ma questa
non è una domanda, poi la verificheremo nel progetto nuovo, nel progetto vecchio era prevista una
costruzione di diverse, non so stanze, appartamenti, non so come esprimermi, che erano poi in
dotazione, sarebbero stati messi a disposizione della comunità monastica, come foresteria, oppure
come uso, quindi era chiaramente un intervento forse su edifici pubblici ma che poi entrava nella
competenza della comunità monastica, quindi in qualche modo aveva una funzione privata su
questo mi riservo di intervenire in un secondo momento quando avrò tutti i documenti a
disposizione, ringrazio l'assessore delle risposte. C'era un'ultima questione, che però anche questa
verrà valutata, le associazioni naturalistiche avevano posto il problema della ricostruzione degli
edifici crollati negli anni 50, cioè della parte degli edifici crollato negli anni 50, quindi se ho capito
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bene questa verrà, c’è non solo un restauro ma una consistente ricostruzione? quella zona che lei
diceva, lo spazio pubblico per conferenze, quella è una parte che va, non è il restauro dell'esistente,
é la ricostruzione del vecchio immagino, oppure c'è una parte dell'edificio che, perché era la
volumetria, l'impatto era valutato anche sui volumi delle costruzioni che si andavano ad aggiungere
all'edificio che attualmente presenta la necessità del restauro, poi ripeto se può darmi una risposta al
volo io ne sarei soddisfatto, rimaneva questa
ASSESSORE PAGLIALUNGA: per dire al volo per capirci
PRESIDENTE: assessore Paglialunga
ASSESSORE PAGLIALUNGA: una cosa al volo perché non la finiamo più altrimenti
PRESIDENTE: una cosa al volo
ASSESSORE PAGLIALUNGA: al volo solo per una cosa perché così
PRESIDENTE: le domande non sta nell'interpellanza
ASSESSORE PAGLIALUNGA: sì però siccome non
CONSIGLIERE ARMEZZANI: no era nell'interpellanza presidente
ASSESSORE PAGLIALUNGA: no perché questa chiuderebbe tutto presidente, cioè non ci sono
aumenti di volume, non ci sono aumenti di volume rispetto al precedente, quindi tutte queste
domande non esistono perché è solo la ricostruzione del precedente.
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PRESIDENTE: Allora le interpellanze sono finite tutte, allora le interpellanze sono finite tutte,
nella conferenza, no non parla ha finito, le interpellanze sono finite tutte, avevamo preso impegno
nella conferenza dei servizi che c'è un ordine del giorno sulla casa di riposo che è un ordine del
giorno firmato da tutte quante, da tutte le forze, molto semplice quindi dice che siamo d'accordo se
la regione riesce a trasformarlo in Ipab, io metterei in discussione quell'ordine del giorno perché mi
sembra abbastanza semplice, firmato mi sembra da quasi tutte le forze, adesso non mi ricordo se c'è
qualcuno, quindi chi lo illustra questo ordine del giorno, anzi lo metto in votazione per la
discussione, devo mettere in votazione il punto, la trattazione in anticipo del punto 21, punto 21
ordine del giorno presentato dalla commissione consiliare servizi alla persona e alla famiglia, sulla
trasformazione della casa di riposo in Ipab, chi lo illustra il presidente della commissione Menghi?
l’anticipazione, la votazione è aperta, no non ci si arriva li, questo lo avevamo concordato nella fase
della conferenza dei capigruppo, dopo faremo tutto quello che si può Bonafoni, allora la votazione
è aperta
PRESIDENTE: Sforza faccia la dichiarazione di voto a microfono acceso
CONSIGLIERE SFORZA: Sono favorevole all’anticipazione dell’argomento
PRESENTI
20
ASTENUTI
0
CONTRARI
1
FAVOREVOLI
19
ESITO
APPROVATO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 20 consiglieri; Voti validi 20; Astenuti: Nessuno;
Contrari 1: Latini; Favorevoli 19; quindi il punto 21 all'ordine del giorno è stato anticipato.
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PRESIDENTE: Relaziona il presidente della commissione Evasio Menghi, sentiamo la relazione,
sentiamo la relazione del presidente della commissione.
CONSIGLIERE MENGHI: Grazie presidente, ma tutti i membri del consiglio hanno la copia
dell'ordine del giorno quindi sono già in grado di poterlo giudicare nel contenuto, noi come
commissione abbiamo sentito questo dovere, dovere morale, ancor prima che politico, di
condividere la decisione assunta dal consiglio di amministrazione della vecchia casa di riposo, oggi
struttura polifunzionale, per la trasformazione del vecchio istituto in azienda pubblica alla persona e
alla famiglia, abbiamo ritenuto di condividere questa impostazione per due ordini di motivi,
prevalentemente, uno riguarda la permanenza della gestione pubblica, la continuità della gestione
pubblica, la garanzia che la gestione pubblica assicura una qualità di trattamento a mio parere, a
nostro parere migliore rispetto ad altri tipi di gestione, agli ospiti che sono dentro la struttura, e la
seconda che anche se c'è un'interlocutoria aperta con la regione il consiglio di amministrazione della
casa di riposo, sempre dentro le norme della legge regionale numero 5, cerca di dimostrare che i
requisiti richiesti appunto dall'articolo 3 della stessa legge sono in possesso della attuale struttura
polifunzionale, è augurabile da parte nostra che anche l'interlocutoria si chiuda favorevolmente per
consentire la continuità della gestione, migliorare in alcuni casi anche le condizioni interne, in
alcune parti debbono essere migliorate, e che in certo qual modo anche il consiglio comunale credo
che si debba pronunciare intorno a questo problema ed esprimere una opinione, noi ci auguriamo
favorevole, per, affinché anche il sindaco e la giunta possano intervenire a sostegno della posizione
adottata dal consiglio di amministrazione, c'è un'ultima cosa nella quale io credo sia da parte nostra
doveroso anche riservare una attenzione, stiamo parlando di un punto sensibilissimo che richiede
credo la massima attenzione di tutti, perché trattiamo una questione che riguarda l'aspetto sociale
ma anche umano, qualora non dovesse permanere ancora questa struttura, almeno per il tempo che
separa se si vuole la realizzazione della programmata struttura polifunzionale, della già progettata
area dell'Itis, credo che ci possa essere, si possa creare un vuoto di incertezza anche attorno alla
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continuità gestionale, quindi ci sono intrecci che riguarda l'aspetto umano, l'aspetto sociale, e anche
l'aspetto che si assicuri che la permanenza di questa gestione possa continuare anche in prospettiva,
questo è il richiamo che la commissione ha inteso fare al consiglio comunale con l'augurio che
venga approvato questo consiglio comunale, in maniera da permettere anche al sindaco e alla giunta
di poter intervenire in merito, grazie.
PRESIDENTE: Grazie al consigliere Menghi, la parola al consigliere Sforza.
CONSIGLIERE SFORZA: Dunque io sono uno di quelli che ha aderito a questo ordine del giorno
insieme a tutti i consiglieri appartenenti alla commissione servizi alla famiglia, i quali hanno sempre
sostenuto che l'attuale Ipab di Fabriano venga trasformata in azienda pubblica, in virtù della legge
quadro 328 del 2000 che prevede il sistema integrato di interventi e servizi sociali, ed in virtù della
legge regionale numero 5 del 26.02.2008, che stabilisce che il riordino dell'Ipab, e che le stesse
debbano trasformarsi in aziende pubbliche di servizi alla persona o in persone giuridiche di diritto
privato senza scopo di lucro, noi della commissione abbiamo optato per la trasformazione di
azienda pubblica, ho sentito i pareri, innanzitutto non è che l'abbiamo fatto a chiusi occhi,
chiudendo gli occhi, abbiamo sentito praticamente il consiglio di amministrazione, il presidente, i
sindacati, il dottor Battistella a cui praticamente è stato affidato l'incarico di studio per i servizi
integrati, perciò abbiamo scelto l'azienda pubblica e non la fondazione, perché? innanzitutto
l'azienda pubblica rimarrebbe un interlocutore privilegiato nei confronti della regione Marche, in
termini di sovvenzione, primo, perché è possibile procedere direttamente alla nomina del presidente
e del consiglio di amministrazione, la contabilità economica dell'ente pubblico permetterebbe in
caso di disavanzo di bilancio la possibilità di risanare il bilancio stesso, ed invece a diversità della
fondazione come ente privato che perseguirebbe lo scopo di lucro, cioè comportando anche aumenti
delle tariffe degli utenti, qui stiamo parlando praticamente di persone anziane, tra l'altro non molto
ricche, praticamente, che vive con una pensione, e poi dal punto di vista del personale impiegato,
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perché praticamente si prospetterebbe nel medio termine, medio termine, disparità di trattamento tra
i dipendenti assunti prima che andrebbero in questa struttura, con un migliore contratto, e i
dipendenti assunti dopo, noi abbiamo presentato quest'ordine del giorno affinché il sindaco
praticamente si impegni solo ad intervenire nelle sedi opportune, regione Marche, affinché la
richiesta presentata dal consiglio di amministrazione venga accolta, dal momento che la casa di
riposo ha tutti i requisiti di legge per essere trasformato, questo a noi è quanto ci è stato detto, ha un
volume di affari di 600.000 e la presenza di un patrimonio mobiliare e immobiliare di valore a
500.000, tutta la documentazione è stata trasmessa entro i 180 giorni stabiliti dalla legge, per tanto
sindaco la invitiamo solamente a sollecitare la richiesta, io finisco qui.
PRESIDENTE: Grazie al consigliere Sforza, la parola al consigliere Latini, avvisate il consigliere
Latini, consigliere Latini sull'ordine del giorno presentato dal consigliere Menghi.
CONSIGLIERE LATINI: Comunque sarò brevissimo presidente, sullo spirito dell'ordine del
giorno nulla questio, va bene che la casa di riposo diventi un'azienda pubblica, qualche dubbio ce
l'ho se rientra in quelle ipotesi, in entrambe le ipotesi, non in una delle due, previste dalla legge
regionale 5 del 2008, cioè questo bilancio e questa erogazione di servizi per un importo di
600.000,00 €, ma soprattutto se è proprietaria di immobili e beni mobili per oltre 500.000,00 €,
questo è il dubbio più grosso, perché forse l'erogazione di servizi ci potrebbe anche essere, questo
non è, non faccio questo discorso per dire che sono contrario, faccio questo discorso per dire
stiamoci attento, viaggiamo su basi certe invece di andare avanti con questioni che potrebbero poi
ritorcersi contro. Altro aspetto che mi era venuto in mente è come si concilia, parlando della casa di
riposo Vittorio Emanuele II, questo con il progetto che abbiamo di unificazione delle due case, delle
due case in un proget financing che stiamo portando avanti, con la costruzione che sarebbero
entrambi un'unica istituzione, dovrebbe essere, un'unica istituzione, come si concilia questo,
un'azienda pubblica e un'azienda privata che vanno a convivere nello stesso sito.
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PRESIDENTE: Grazie al consigliere Latini non ho, il consigliere Armezzani.
CONSIGLIERE ARMEZZANI: Sì io caldeggio naturalmente un voto favorevole su questo
ordine del giorno e ringrazio la commissione praticamente che l'ha presentato, inoltre vorrei far
presente una cosa, questa proposta è stata presentata in regione ormai 6-7 mesi fa e mi sembra un
po' lungo il tempo, cioè a quanto io, a quanto ne sappiamo sembra che il, questa richiesta si sia
impantanata da qualche parte non riusciamo a capire né i motivi né il perché, quindi io faccio mia la
proposta del consigliere Sforza di far sì che si possa, se i consiglieri che hanno presentato l'ordine
del giorno sono favorevoli, presentare un emendamento però a nome di tutto il consiglio affinché il
consiglio comunale faccia richiesta di delucizzazione, di avere, per avere una risposta perché dopo 7
mesi con i pareri emessi dagli uffici, eccetera eccetera, questa situazione in regione non può restare
impantanata, e non si sa bene dove e in quale ufficio? a quale livello? se in giunta? se negli uffici?
negli uscieri? è sparita, è stata divorata questa cosa, quindi che noi non solo caldeggiamo che venga
accolta ma vogliamo sapere che l'iter proceda in maniera spedita, perché non vorremmo che si
rimpallino le responsabilità tra i vari livelli per non dare luogo ad una risposta su questo punto,
quindi se i firmatari dell'ordine del giorno sono d'accordo io proporrei, proprio insieme
naturalmente a loro, un breve testo, un emendamento, che invita il sindaco e la giunta a intervenire
nelle sedi opportune affinché tale richiesta venga definitivamente accolta, e chiede che la procedura
della domanda già depositata presso gli uffici regionali trovi un rapido svolgimento, e trovi un
rapido esito, perché é a nostra conoscenza il fatto che questo esito viene così artificiosamente
impedito, grazie.
PRESIDENTE: (incomprensibile) consigliere Armezzani io non credo che c'è necessità di un
emendamento, (incomprensibile) si invita il sindaco e la giunta ad intervenire nelle sedi opportune
affinché la richiesta (incomprensibile), quindi c’è già, il sindaco può operare senza emendamento,
adesso voglio dire, c'è qui perché vogliamo, c'è le condizioni perché il sindaco si muova, quindi non
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è che gli devo creare ulteriori (incomprensibile), quindi consigliere Ottaviani ha la parola, adesso se
lo vuoi presentare l'emendamento fallo.
CONSIGLIERE OTTAVIANI: Grazie presidente, io resto perplesso di fronte a ciò che è stato
asserito da alcuni consiglieri, in occasione, io torno li perché ormai sono 6 mesi che ne stiamo
parlando, in occasione della presentazione del proget financing della nuova casa di riposo, cui tutti
possiamo essere d'accordo o meno, io ho sollevato in due sedute consiliari diverse, l’eccezione, ed
ho detto signori, l’azienda, l’Ipab del Vittorio Emanuele II ha richiesto la trasformazione in azienda
di servizi pubblici alla persona, è logico andare a votare l'ordine del giorno sulla proposta di
deliberazione della giunta sul proget financing, quando ancora non sappiamo la conclusione di
quell'iter, e vi ho anche detto, se l'azienda, la casa Vittorio Emanuele II verrà trasformata in ASP a
mio giudizio non è più possibile dare in concessione la gestione della casa di riposo come proget
financing, non lo sarebbe se secondo il sottoscritto neanche se venisse scelta la strada del soggetto
di diritto privato in fondazione, ma sarebbe possibile solo se avvenisse la scelta dell'associazione,
sulla quale poi i sindacati hanno avuto da discutere dicendo che a norma, adesso lasciamo perdere il
riferimento legislativo, non potrebbe essere neanche possibile la trasformazione dell'associazione,
abbiamo, ho sentito tanta enfasi l'altra volta sulla difesa delle case, le condizioni igieniche, si è
parlato di mancanza di autorizzazioni, mancanza, o almeno di situazioni disdicevoli per la struttura
attuale, fermo restando che il fatto di essere disdicevoli lo era anche 5 anni fa, 10 anni fa, fermo
restando che l'autorizzazione esiste la regione e quindi anche l’accreditamento per la struttura come
residenza sanitaria protetta, esiste, e pertanto le attuali case di riposo sono a norma, l'ultimo
impianto che ha fatto il comune è stato quello dell'impianto antincendio, eccetera, dopo la verifica
dei vigili del fuoco, allora io sto a dire se adesso noi peroriamo la causa di un passaggio in ASP
automaticamente cassiamo la possibilità, se questa si realizzasse, di dar luogo al proget financing, o
almeno chi fa proget financing deve fare una seconda casa di riposo, o una seconda struttura
polifunzionale, l'altra volta però l'amministrazione mi ha detto, il sindaco ha risposto con testuali
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parole, l'attuale casa di riposo Vittorio Emanuele II, struttura polifunzionale, scusate, non ha i
requisiti per essere convertita in ASP, questa è la dichiarazione del sindaco, allora qui bisogna
capire, da una parte il consiglio di amministrazione vigente della struttura polifunzionale Vittorio
Emanuele II, che per semplicità indicherò come casa di riposo, ci dice che esiste, esistono i
requisiti, esistono i requisiti di 600.000,00 € previsti dalla legge di volume corrente, esistono i
requisiti di 500.000,00 €, che sappia io, e potete capire perché lo sappia, in realtà la prima richiesta
da parte della casa di riposo alla regione è tornata con prescrizioni, nel senso che veniva messa in
discussione la metodologia di calcolo utilizzata dall'ingegnere consulente sull'entità del patrimonio,
è stata fatta opposizione da parte del consiglio amministrazione che noi abbiamo eletto alla casa di
riposo, e da lì il nulla, sull'opposizione formale fatta non abbiamo risposta alcuna parte della
regione, in teoria, anzi introduco un concetto di più, se non sbaglio o 7 o 10 giorni fa la regione
avrebbe dovuto esprimersi, forse c'è stata una comunicazione informale, ma nulla di scritto, che
potrebbe in teoria invece dar retta al consiglio di amministrazione, ora io sono perfettamente
d'accordo nel dare indicazione a favorire, affinché il sindaco e tutta la giunta si impegna a favorire
questo, non capisco come possa essere realizzabile, non so se la commissione mi segue, il concetto
di trasformazione è un concetto del tutto o nulla, o esiste o non esiste il requisito, se non esistesse il
requisito il sindaco poco potrebbe fare, per di più verrebbe a delegittimare la scelta fatta dal proget
financing, quando l'altra volta io facevo riferimento all’approssimazione, della conduzione
amministrativa, stavo a stigmatizzare il comportamento tenuto per l'anticipazione da parte
dell'amministrazione del proget financing che è stato spinto in maniera evidente di fronte ad una
questione pendente che prima doveva essere risolta, per poter legittimare la scelta del proget, o al
più quella scelta sia quella di fare due strutture diverse, ed in questo nulla questio, allora come è
possibile dico io che il sindaco possa fare qualcosa, ed in particolar modo se la casa di riposo
Vittorio Emanuele II non presenta i requisiti previsti dalla legge 5, quale è la scelta
dell'amministrazione nel futuro della casa? perché li ovviamente l’Ipab si estingue, è necessario che
il consiglio faccia la delibera di estinzione, e probabilmente a quel punto tutto ritorna nelle mani del
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comune, perché 4 in teoria sarebbero le ipotesi realizzabili, allora il comune estingue, cioè il
consiglio fa la delibera di estinzione, la trasmette al comune, il comune ha di fronte a sé una scelta,
ente di diritto pubblico, ente di diritto privato, che cosa vuole fare il comune? questa forse è la
domanda prioritaria, che intenzioni ha il comune di proporre nell'eventuale, visto che Sorci è
convinto, e ce lo ha asserito l'altra volta, che non ha requisiti, l'ex Ipab Vittorio Emanuele II, allora
che cosa vuole fare il comune, alla luce in particolar modo del proget financing gestito da,
eventualmente, privati per quella parte di strutture di accoglienza che possono essere gestiti da
privati indipendentemente dalla autorizzazione, indipendentemente dall’accreditamento regionale,
quindi la risposta principale forse che l'amministrazione oggi deve darci è questa, quale è il futuro o
quale sia il futuro della strutturazione dei servizi di accoglienza per anziani in questo comune, è un
discorso molto più ampio, e capite bene, o almeno io ero contrario a quello che il concetto di
esternalizzazione, oggi come oggi un ente pubblico è costretto fra virgolette ad esternalizzare in
ragione della sudditanza al patto di stabilità, in particolar modo per quello che è il concetto limitante
del personale dipendente, certo se un comune nella passata amministrazione ha in maniera
simmetrica potenziato esclusivamente dei servizi comunali, è ovvio che adesso paghiamo dazio per
il resto, è economica l’esternalizzazione, si o no, probabilmente si, però l'esternalizzazione a mio
modo di vedere per la politica degli enti locali è pari alla delocalizzazione del privato delle aziende,
perché il comune, indipendentemente da quei paletti che sono stati messi nelle gestioni, nella
gestione del caso precipuo, il comune rinuncia a quella che è la sua vicenda principale, per gestire la
cosa pubblica ed offrire il servizio pubblico, non mi dilungo oltre, non sottolineo quello che è il
problema che si verrà a creare con il personale attuale, perché non è il caso di questo, ma ne ho già
parlato in precedenza e sarei noioso, anche se sono sempre stato l’unica cattedrale nel deserto,
questo in effetti, forse solo ultimamente qualcuno ha preso coscienza di quello che, probabilmente
mi sono spiegato male, ma stavo portando avanti e sostenendo, e quindi chiudo qui presidente il
discorso perché rientro perfettamente nei tempi concessi, e vorrei una risposta su quelle che sono le
intenzioni, ma no vedremo faremo, cosa facciamo domani, in maniera certa, il che significa che
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abbiamo già analizzato, abbiamo già i dati, abbiamo già la visione completa della cosa, grazie
presidente.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Ottaviani, la parola al consigliere Gentili.
CONSIGLIERE GENTILI: Si sarò molto breve, giusto per ribadire la linea che ha tenuto, che ha
avuto Futuro e Libertà in questo momento, ma prima da quando è partito questa argomentazione,
cioè 3 fa, da Alleanza Nazionale, e quindi c’è stata diciamo anche una linea coerente su quello che
noi intendevamo per quanto riguarda questa casa di riposo, quindi la proposta che era venuta 3 anni
fa appunto all'epoca da Alleanza Nazionale era appunto quella di andare verso l’azienda pubblica,
l’azienda pubblica come sottolineato in questo passo di questo ordine del giorno per quanto riguarda
il considerato, noi pensiamo appunto che in un'azienda pubblica, per quanto riguarda la casa di
riposo, possa perseguire meglio gli scopi, di essere un azienda che non persegue scopi di lucro, che
ha un trattamento di qualità, e che sia, sia sotto l'aspetto igienico assistenziali che alberghiero,
questi sono secondo noi dei punti importanti, dopo di che riprendo anche il passo di Marco
Ottaviani, perché giustamente diceva forse stiamo esternalizzando un po' troppo e
queste
esternalizzazioni coincidono forse nelle localizzazioni che il privato di solito effettua quando
diciamo sposta degli stabilimenti produttivi in altre nazioni, perché il personale non è più una
risorsa bensì diventa un costo, quindi secondo me bisogna assolutamente cercare di attivare tutti
quei processi affinché la regione dia un esito positivo su questa questione, l'azienda pubblica può
essere una soluzione importante, per far diventare la casa di riposo, non soltanto la casa di riposo
per ricchi, ma la casa di riposo per tutte le persone che ne hanno effettivamente bisogno, sappiamo
benissimo che l'andamento demografico del nostro paese, quindi l’Italia ma soprattutto della nostra
regione, cioè delle Marche, ci espone ad un problema importante per quanto riguarda l'anzianità,
che è in crescita e a cui noi dobbiamo dare una risposta, quindi ci sono dei servizi importanti, li
abbiamo analizzati in commissione politiche sociali, ringrazio il presidente perché ha sollevato con
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particolare sensibilità delle tematiche importanti, come il SAD e altre tematiche, naturalmente noi
dobbiamo approfondire questo scorcio ultimo di amministrazione Sorci ma che sarà anche penso un
problema che dovremo risolvere come Fabriano o come città praticamente che guarda al futuro,
grazie questa è la linea nostra.
PRESIDENTE: Grazie al consigliere Gentili naturalmente, allora sindaco ha la parola, dopo del
sindaco la discussione è chiusa perché è stati presentati gli emendamenti.
SINDACO SORCI: Prescindendo dal fatto che l’ordine del giorno è un invito quindi non, io però
ribadisco quello che ho avuto modo di dire tempo fa, che Ottaviani a sue parole ha riassunto, e qui
io ci tengo invece ad evidenziare con molta, a prescindere dal fatto che purtroppo la riforma
dell’Ipab è stata fatta in una maniera che non ha, tra virgolette, consentito di mettere e/o nelle due,
un conto è il patrimonio un conto è il fatturato, il comune di Fabriano è l’unica Ipab che è rimasta
fuori da quello che, ex Ipab anzi per l’esattezza, da quello che lo schema generale della Regione,
per cui si è creata questa situazione, questa situazione io, torno a ripeterlo, se poi uno deve fare gli
artefizi, né può inventare, compreso il credito che l’Ipab vanta nei confronti del comune di ics, che
non è così, allora ecco, perfetto, ho capito, io torno a ripeterlo contabilmente uno può scrivere
quello che gli pare, quindi, e quindi ribadisco, conoscendo questa storia ormai da quasi 10 anni,
perché una delle cose più divertenti della prima giunta era il dialogo tra l’assessore Ruggeri ed il
presidente attuale del consiglio su 50.000,00 € che andavano e venivano, e lui mi diceva che l’aveva
spesi quell’altro rispetto all’altro, ma questo fa parte delle battute, io ho una visione, una visione
molto pratica di questa cosa, quello che è il futuro e quello che è il transitorio, giustamente Evasio
Menghi ha detto che facciamo se non è, gestiremo il transitorio nella garanzia assoluta di tutti
quanti questo è, perché come gestiamo la casa albergo gestiremo anche la stessa cosa, quindi il
transitorio non mi preoccupa, quello che invece, è lo scenario quello che mi preoccupa, quindi qui
oggi è evidente, è evidente una cosa, senza che ci nascondiamo, da una parte la visione di una
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società pubblica che riguarda la parte della casa albergo e della casa di riposo, dall’altra parte
invece una visione differente che dice cari signori siccome qui in problema è che il comune non può
fare sempre tutto ed il contrario di tutto, quindi fissiamo le regole, fissiamo le condizioni, fissiamo
il sostegno, e facciamo fare la gestione che, oggi in realtà avviene anche così perché il personale,
tolte 8 persone della casa Vittorio Emanuele, che sono assunte dall’Ipab, sono tutte persone esterne,
tutte fatte con una gestione tra virgolette esterna al comune, quindi oggi, e lo ribadisco per
l’ennesima volta, non è che il mio pensiero è, Ottaviani ha fatto un affermazione che non era
precisa, le condizioni igienico, no non c’entrano nulla quelle li, c’è un problema differente che oggi,
oggi da un punto di vista autorizzativo, tutte le strutture considerate strategiche, devono rispondere
ad una serie di requisiti, e questi requisiti devono aggiungere a secondo di come uno li ha
classificati, L2, L5, tutte queste cose qui strane della pubblica amministrazione in ics, perché se
rientra in una cosa che è sotto il 20% della messa in sicurezza bisognerebbe chiuderle
immediatamente, ma tutti cerchiamo di evitare queste cose quindi di arrivare ad un livello per cui ci
sia un numero di anni precisi per l’adeguamento sismico, e lo ripeto, adeguare simicamente un
manufatto come quello li è materialmente, tra virgolette, impossibile, a meno di sventramento
completo o rifacimento, togliendo le volte facendo, cambiando cioè, quindi l’unica soluzione chiara
è farla nuova ed in maniera differente, rispetto ad un vecchio convento o una vecchia struttura come
quella che c’è, questo credo che sia chiaro per tutti, visto che su facebook ci sono anche un sacco di
persone che scrivono su questa cosa, adesso gli manderò un video messaggio, anche perché alcune
di queste sono anche professionisti che dovrebbero conoscere bene queste cose, ma mi sembra che
ormai sia diventato invece un sistema ognuno per promuovere se stesso senza dire le cose per la
collettività, quindi c’è questo, allora io dico guardate, e lo ribadisco, da un punto, la mia visione
personale è che i requisiti per cui la Regione ha fatto un interlocutoria, ha chiesto ha tutti, e credo
deciderà adesso, siano che oggi la casa Vittorio Emanuele non abbiano i requisiti patrimoniali,
patrimoniali, richiesti dalla norma, punto, questa è la mia visione personale, leggendo, stavo
rileggendo un appunto vecchio, punto questo, quindi, l’invito a riconoscerla o meno, questo io non
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ho nessun problema, però torno a ripetere la mia visione è del futuro non di oggi, e pensare a fare
un’azienda pubblica oggi nel comune di Fabriano secondo me è una cosa che non ci azzecca nulla,
perché il comune bisogna che si concentri su quelle attività che sono prevalentemente di indirizzo di
controllo e quelle specifiche, la casa, le case di riposo sono un attività ormai specialistica,
specialistica, è come, tra virgolette, la parte ospedaliera, invece qui si tende ogni volta, con il gioco
delle tre carte, a rifilare attività sempre al soggetto più debole, allora la parte sociale dell’anziano ha
bisogno oggi di professionalità che i comuni non sono in grado di dare, punto, questo è il mio
pensiero su questa vicenda.
PRESIDENTE: Grazie sindaco, allora il consigliere Armezzani ha presentato un emendamento, io
l’ho distribuito, quindi se il consigliere Armezzani lo illustra lo mettiamo in votazione.
CONSIGLIERE ARMEZZANI: Grazie signor presidente, allora innanzitutto io ritengo che
questo emendamento, sia, rafforzi la posizione della commissione, perché abbiamo l'impressione
che su questo si stia giocando una partita all'oscuro delle nostre richieste, se il consiglio comunale
chiede che l’Ipab, ex Ipab, venga trasformato in un'azienda di diritto pubblico, cioè, espresso qui
nell’ordine del giorno, questo iter procedurale deve subire almeno due passaggi, un passaggio
amministrativo, ci sono le condizioni perché, a questa domanda lei non dà una risposta, ma da la
risposta all'amministrazione, gli uffici, sia amministrativi, di natura finanziaria, che tecnica
giuridica, se il parere fosse positivo e a noi risulta che questo, ufficiosamente, (incomprensibile)
sembra che la pratica si sia bloccata proprio per questo, in parole povere io non so chi condivide,
chi non condivide questa opinione, a che livello lo condivida e a che livello, però la nostra richiesta,
la mia richiesta va in questa direzione, si invita il sindaco e giunta ad intervenire presso la regione
affinché sia reso noto a che punto si trova la pratica relativa alla richiesta in oggetto, depositata
presso gli uffici della regione dal consiglio di amministrazione della casa di riposo, affinché se ne
acceleri la definitiva deliberazione, in maniera tale che non si perda ulteriore tempo aspettando che i
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passi, diciamo la storia faccia un suo decorso nel silenzio dell'amministrazione, noi vogliamo che
questa cosa abbia un definitivo atteggiamento di chiarezza, sulla base della quale poi si aprirà la
discussione sui motivi che hanno portato ad una cosa o all'altra, per me quindi è un rafforzamento
alla luce delle considerazioni che sono in nostro possesso, cioè di una conclusione dell'iter tecnico
amministrativo, ed una sua diciamo inpaludamento nella questione di natura invece più, se
vogliamo, politica, ripeto la formazione di una azienda pubblica è molto, potrebbe essere decisiva
per moltissimi aspetti della vita del nostro territorio, i servizi sociali associati sono già, impegnano
già parecchie risorse del nostro territorio, non è assolutamente detto che con numeri alla mano il
progetto Battistella, che venne presentato in commissione per chi lo ha vissuto in prima persona, da
la possibilità in questa direzione, quindi non si tratta della casa di riposo dell’RSA, si tratta del
complesso dei servizi sociali e dei servizi all'assistenza e alla cura delle persone anziane, per la
disabilità del disagio che sono problemi con cui noi avremmo a fare, e che non possono essere
gestiti dal privato, e che comunque il comune, la parte pubblica, può svolgere egregiamente anche
in futuro attraverso una riformulazione, attraverso una riprogettazione, attraverso anche una
riqualificazione, questo è, l'emendamento va in questa direzione e quindi chiedo che sia votato
naturalmente dal consiglio e che sia votato favorevolmente, grazie.
PRESIDENTE: Allora consigliere Ottaviani sull’emendamento.
CONSIGLIERE OTTAVIANI: Si, l'articolazione che ha fatto il consigliere Armezzani
dell'emendamento lascia aperta comunque sia la richiesta che sto ripetendo nuovamente
all'amministrazione, l'estinzione dell’Ipab, dell'ex Ipab, della casa Vittorio Emanuele II, che cosa
comporta? una risposta da parte dell'assessore competente, una risposta da parte del sindaco, ma che
sia una risposta, qui nessuno controbatte sul fatto dell'utilità della nuova casa, quello che volete, io
vorrei la risposta, fermo restando che la soppressione dell’Ipab, dell'ex Ipab, determina quella che è
la presenza del capitale a disposizione della casa Vittorio Emanuele II dovrà essere indirizzata
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secondo le finalità previste dallo statuto, che non solo quelle comunali, ciò che, attenzione, perché
qui tutti state dicendo, ammettiamo che la casa di riposo non abbia i requisiti, allora c'è del capitale
che non è comunale, attenzione (voci) no altrimenti parliamo del sesso degli angeli (voci)
PRESIDENTE: no parliamo dell'emendamento la discussione l'abbiamo fatta prima
CONSIGLIERE OTTAVIANI: ma l'emendamento è questo (voci) ed allora se l'emendamento
non dovesse di per sé dire nulla è inutile presentarlo ed accettarlo, se non dice nulla, allora se
ammesso che
PRESIDENTE: ho detto al consigliere
CONSIGLIERE OTTAVIANI: va bene allora presidente le sostanzio rapidamente, io vorrei una
risposta a quello che detto, a quello che ho chiesto prima, risposta non ce ne, mi sembra di capire
che nessuno sappia che cosa accade se estinguiamo la casa Vittorio Emanuele II, appunto, allora la
invito ad esortare il sindaco o l'assessore a rispondere (voci)
PRESIDENTE: no perché non la può dare, perché la decisione su quello o quell'altro lo fa la
regione, non, né il sindaco né
CONSIGLIERE OTTAVIANI: no la regione da sì o no l’ok se esiste, ma poi cosa facciamo se
estinguiamo l'ex Ipab, cosa facciamo?
PRESIDENTE: Altri interventi sull'emendamento, no senti Armezzani, integrazione, tu hai il
diritto di (voci), ragazzi io, sentite, allora sono le ore 13:13, sospendo la seduta per il pranzo,
riprendiamo, non sulla discussione, solo sull’emendamento, sull'emendamento, chiarimento
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sull'emendamento, le discussioni sull'emendamento, sull'emendamento, però sull’emendamento non
ritorniamo a dire se la casa di riposo eccetera eccetera. Buon pranzo, a questo punto cominciamo
alle 15:00, la seduta viene ripresa alle 15:00
PAUSA PRANZO
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APPELLO
PRESIDENTE: 23 presenti la seduta è valida, gli scrutatori, riconfermo gli scrutatori della
mattinata, Stroppa, Castriconi e Menghi. Sono le ore 15:20 la seduta può riprendere, aveva chiesto
chiarimenti il consigliere Biondi, sull’emendamento di Armezzani.
CONSIGLIERE BIONDI: Si presidente, niente il chiarimento che volevo chiedere io era relativo
all'emendamento, era relativo all'emendamento, per dire che l'emendamento che ha presentato il
consigliere Armezzani è integrativo rispetto all'ordine del giorno e quindi non è sostitutivo, ok?
PRESIDENTE: è così, perché lui dice, dopo, si propone di inserire dopo il termine invita il
sindaco, il seguente testo dopo il termine del sindaco
CONSIGLIERE BIONDI: il sindaco e la giunta
PRESIDENTE: quindi il tempo, però dice che è un altro capoverso
CONSIGLIERE BIONDI: allora magari se lui ce lo spiega per bene così capiamo
PRESIDENTE: quindi è aggiuntivo, aveva tratto in inganno anche il sindaco che pensava che era
sostitutivo, non è che dice sopprimere, quindi dovrebbe dire altro capoverso, consigliere Armezzani
chiarisca
CONSIGLIERE ARMEZZANI: Si, chiedo scusa perché avevo scritto male evidentemente, però
era aggiungere una cosa in più, quindi è, il sindaco invita, quel testo che c'è adesso, poi dopo
questo, aggiungere invita inoltre, invita infine, si può fare per le vie brevi o devo riscrivere
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l'emendamento? presidente? posso lasciare, va bene questa correzione fatta a microfono aperto o
devo riscrivere l'emendamento, basta dire invita infine, invita inoltre, il sindaco e la giunta ad
intervenire presso la regione, va bene vengo su lo correggo, per il resto va bene così o volete una
copia, no va bene, allora io adesso lo correggo e poi se volete lo leggo ad alta voce.
PRESIDENTE: Consigliere Menghi un attimo perché lei è uno dei firmatari, quindi se vuole fa la
dichirazione di voto e quindi, per l'emendamento, allora consigliere Menghi ha la parola.
CONSIGLIERE MENGHI: A nome della commissione dichiaro la nostra disponibilità e la nostra
approvazione all'emendamento, così come è stato precisato dal consigliere Armezzani, e
dall’emendamento che è stato presentato, quindi siamo favorevoli.
PRESIDENTE: Allora altri interventi sull'emendamento? non ci sono interventi, quindi metto in
votazione l'emendamento
proposto
dal
consigliere Armezzani,
la votazione è aperta
sull’emendamento
PRESENTI
21
ASTENUTI
9
CONTRARI
0
FAVOREVOLI
12
ESITO
APPROVATO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 21 consiglieri; Voti validi 21; Astenuti 9: Sorci,
Ottaviani, Balducci, Mingarelli, Bonafoni, Bartocci, Ciappelloni, Giuseppucci e Castriconi;
Contrari: Nessuno; Favorevoli 12; l'emendamento proposto dal consigliere Armezzani è stato
accolto.
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PRESIDENTE: Allora possono fare la dichiarazione, replica dichiarazioni di voto i consiglieri che
hanno votato l'ordine del giorno, ossia Evasio Menghi, Ianita Biondi, Giuseppe Pariano, Gino
Sforza ed Alessandro Gentili, la dichiarazione di voto, gli altri non la possono fare, quindi c'è
qualcuno per la dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno? non ci sono dichiarazioni di voto,
quindi metto in votazione l'ordine del giorno proposto dalla commissione affari istituzionali così
come è stato emendato, la votazione è aperta
PRESENTI
21
ASTENUTI
8
CONTRARI
1
FAVOREVOLI
12
ESITO
APPROVATO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 21 consiglieri; Voti validi 21; Astenuti 8: Crocetti,
Balducci, Mingarelli, Bonafoni, Bartocci, Ciappelloni, Giuseppucci e Castriconi; Contrari 1: Sorci;
Favorevoli 12; l'ordine del giorno presentato dalla commissione affari istituzionali è stato
approvato, così come è stato emendato
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PRESIDENTE: Allora io ho una richiesta, io ho una richiesta di anticipazione dell'argomento
numero, punto 20, l’anticipazione del punto 20, comunque io nella conferenza dei capigruppo avevo
detto che era urgente il punto 16 e quello di nuova istituzione il punto 25, quindi secondo me
dovremmo essere in questo ordine, punto 16, no non scade niente al punto di Collepaganello,
purtroppo, se ce la facciamo dopo Collepaganello prosegue. Allora io metto in votazione, oltre che,
quindi accolgo la richiesta dei 3 firmatari, dei 4 anzi firmatari, dell’emendamento, del punto 20,
metto in votazione l'anticipazione, Mezzopera Ennio, Gentili Alessandro, Sforza Gino, poi non so
se questo è Tini Ottaviani Bellucci non so, Ottaviani e Tini, quindi, perché il consiglio tributario se
non si fa entro quest’anno non si fa, dopo per 2 anni non si, Bonafoni c'è la richiesta quindi io ho,
per forza la devo mettere in votazione, è inutile che, per cortesia, allora (voci), per cortesia volete
fare silenzio, allora sono urgenti perché? questo perché se non si fa entro dicembre non si attua per
2 anni il consiglio tributario, il punto 16, per cortesia, il punto 16 se non l’approviamo, c'è anche un
debito fuori bilancio, si configura il debito fuori bilancio, il punto 25 è una convenzione che è già in
atto e quindi noi praticamente bisogna che la facciamo, altrimenti il comune di Serra sospende il
trasporto, quindi consigliere Urbani.
CONSIGLIERE URBANI: Presidente io faccio notare che lei vuole anticipare un punto 20 dove i
relatori sono l'assessore Boldrini e la De Simone che non c'è nessuno dei due, che vogliamo
anticipare, arrivano quando? con il diretto, l'accelerato, con
PRESIDENTE: metto faccio una votazione unica, allora anticipiamo i punti, Bellucci sto
spiegando, sto spiegando, allora 16 20 e 25, va bene, allora metto in votazione l'anticipazione del
punto 16 del punto 20 e del punto 25, 16 20 e 25, poi eventualmente se la serata lo consente
ripartiamo dal punto 15, dal punto 15, allora ripeto metto in votazione l'anticipazione dei seguenti
punti all'ordine del giorno 16 20 e 25, la votazione è aperta.
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PRESENTI
24
ASTENUTI
6
CONTRARI
3
FAVOREVOLI
15
ESITO
APPROVATO
PRESIDENTE: Hanno partecipato al voto 24 consiglieri; Voti validi 24; Astenuti 6: Sorci, Sforza,
Bellucci e Tini; Contrari 3: Latini, Bonafoni e Bartocci; Favorevoli 15; i 3 punti all'ordine del
giorno sono anticipati.
PRESIDENTE: Allora rispiego, le conferenze dei capigruppo, le conferenze dei capigruppo sono
fatte per programmare i lavori dei consigli comunali, quindi al di là che avesse fatto la richiesta
Gentili Mezzopera e, era nello spirito d’amministrazione perché questi sono i 3 punti che interessa
all'amministrazione di approvare, perché sono 3 punti in cui, ho la lettera della De Simone che mi
dice di sollecitare il consiglio tributario, c'è il discorso della convenzione con Serra San Quirico che
stanno facendo il trasporto, e c'è il discorso della convenzione del Museo della Carta, perché se non
approviamo ci fa pagare, è un debito fuori bilancio perché stiamo fuori dai termini, quindi non è
richieste campate in aria, sono richieste tutte, Bonafoni non te ne può fregare niente va bene hai
votato contrario e va bene, appunto. Punto 16 all'ordine del giorno, Balducci dove sta?
CONSIGLIERE TINI: Scade il 31 dicembre, scade il 31 dicembre, sono le tigne del presidente,
non si capisce, scade il 31 dicembre, se lo facevi oggi o lo facevi 20 non cambiava niente.
PRESIDENTE: Si però sindaco bisogna farlo, perché il 20 arriverà altre cose urgenti, quindi dopo
del 20 di consigli non se ne fanno più, allora punto 16 all'ordine del giorno, punto 16 all'ordine del
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giorno, approvazione accordo con la diocesi di, per cortesia un po' di silenzio si può avere, allora
punto 16 all'ordine del giorno, approvazione accordo con la diocesi Fabriano-Matelica per l'utilizzo
rettoria del San Domenico a servizio del Museo della Carta e della Filigrana, ai sensi dell'articolo 8
legge 848/1929 e dell'articolo 73 legge 222 del 1985, illustra, relaziona l'assessore Balducci.
ASSESSORE BALDUCCI: Allora, presidente inizio? allora innanzitutto, c'è un momento di
concitazione, sono appena arrivato, Peppe ha ricominciato, allora innanzitutto io direi, farei un
plauso a chi ha scritto la delibera, addirittura perché in una pagina e mezza ha concentrato la storia
di 140 anni e l'ha fatto in maniera direi anche comprensibile, partendo dal 1866 da quando c'è stata
la soppressione dei conventi, arrivando fino al 2009, penso che abbia fatto veramente, chi è che l’ha
scritto, in pochissimi punti ha precisato il discorso, nel senso che, qui parliamo del complesso San
Domenico, il complesso San Domenico significa chiesa San Domenico e di Santa Lucia, e il
complesso conventuale vero e proprio, perciò l'attuale Museo della Carta e della Filigrana,
sostanzialmente, il Museo della Carta e della Filigrana che sta, l'attuale Museo della Carta e della
Filigrana che è stato retrocesso dalle proprietà dei frati domenicani è passato (incomprensibile) dal
comune, più di questo Peppe non ci arrivo, è passata in proprietà al comune, ed è stato recuperato
nel, diciamo in questi atti di soppressione, al rettore della chiesa di San Domenico era stato
concesso, facciamo un po' la storia, un appartamento per la residenza e per continuare a destinare al
culto la Chiesa vera e propria, quando la sovraintendenza ha recuperato il complesso nel 1969,
ovviamente ha recuperato anche l'appartamento ove risiedeva il rettore, ed a questo rettore la allora
amministrazione ha concesso un compenso, un contributo per trovarsi una sistemazione diversa,
all'epoca, leggo, sono stati concessi 20.000 lire al mese, la proprietà per cui è passata in capo
all'ente pubblico, proprietà che è stata ribadita, tengo a precisare, anche nel periodo post sisma, in
effetti la Chiesa di San Domenico, danneggiata dal terremoto, è stata recuperata per iniziativa del
comune di Fabriano, e non è stata, diciamo così, non è passata tra le chiese che hanno, che sono
state recuperate diciamo su iniziativa della diocesi Fabriano-Matelica, proprio perché la proprietà
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era del comune, ed il comune, cioè l'ente pubblico ha continuato a rispettare quelli che erano gli
accordi oramai datati con la diocesi concedendo un contributo al rettore della chiesa fino al 2005,
nel 2005, io dico inspiegabilmente, è stato sollevato un problema di opportunità da parte del
dirigente dei servizi finanziari, in quanto si era rilevato che, secondo questa interpretazione, non era
dovuta questo contributo in quanto la Chiesa non era più adibita al culto, perché? perché se noi
andiamo a leggere la normativa che diciamo determina questi atti soppressivi, l'ente pubblico è
obbligato a dare un contributo o un alloggio al rettore nel solo caso in cui la Chiesa rimanesse di
fruizione pubblica e vi si esercitasse ancora il culto, questo è assodato, sia negli atti del ‘66 sia nella
legge 848 del ‘29, sia nell'ultimo patto concordatario del 1985, sia ribadito nella legge 179 del 2009,
a questo punto chiaramente il rettore ha diciamo così protestato chiedendo il contributo dovuto, il
comune ha richiesto un parere ad un legale, molto esperto di diritto canonico dovrei dire, e lo ha
chiesto, e questo legale ha dato un parere preciso, secondo me definitivo, asserendo che la Chiesa è
sempre stata aperta al culto, ed in effetti è sempre fruibile da fruizione pubblica, e la diocesi non ha
mai revocato questa funzione pubblica, perché deve essere la diocesi che deve revocare la fruizione
pubblica, ancorché venisse celebrata una sola messa l'anno così come voi potete riscontrare a pagina
5 del parere legale, è sufficiente per certificare l'apertura al pubblico, del resto non è stata mai
messa né discussa la proprietà del comune
PRESIDENTE: consigliere Latini lei che è sempre interessato alle chiese di culto
ASSESSORE BALDUCCI: (incomprensibile) la proprietà da parte del comune, c'è la stessa lettera
del rettore che lo certifica, il rettore dice la proprietà è del comune ma giustamente mi dovete un
contributo, e Boschi chiude dicendo, e ve lo leggo testualmente, che eventuali modifiche alla
situazione oggi in essere, e si riferisce al pagamento del contributo, potranno solo scaturire da un
nuovo accordo, convenzioni tra e parti. ovvio è che in questa ultima fattispecie, nuovo accordo,
rientra a pieno titolo anche la retrocessione di una porzione dell'immobile da destinare a rettoria
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all'interno del complesso conventuale e/o l'assegnazione di altro o diverso alloggio, mentre
l’eventuale cessazione del pagamento del contributo potrà avvenire solo nell'ipotesi che
l'ordinamento canonico escluda detta Chiesa al pubblico culto, in sintesi significa che al rettore o gli
viene concesso un contributo o gli viene retrocesso l'appartamento, visto che, visto che per questo
comune, anzi c'è anche la terza possibilità che la diocesi dica che quella Chiesa non è più aperta al
culto, cosa che non è accaduto, giustamente, per cui, e questo è lo stesso rettore che lo asserisce, tra
le retrocessioni, il fatto che quest'appartamento della rettoria attualmente fa parte integrante del
complesso Museo della Carta e della filigrana, chiaramente è stata scelta da parte del rettore la
strada del contributo, è stata scelta la parte del contributo ancorché da parte della diocesi è stata data
un'ulteriore possibilità al comune, nel senso che coloro che possono visitare o visitano il Museo
della Carta e della Filigrana e che abbiamo visto sono circa 40.000 persone l'anno, possono
accedere attraverso la sacrestia, per cui attraverso il passaggio del chiosco unitario, attraverso la
sacrestia, possono visitare gli affreschi del Nuzi, perché dentro la chiesa del San Domenico voi
sapete esistono, oltre alla cattedrale, l'unico plesso ove sono ancora degli affreschi, gli affreschi
trecenteschi del Nuzi, questa possibilità che viene poi riportata nella convenzione è stata diciamo
così data dalla diocesi in aggiunta alla non richiesta di retrocessione dell’appartamento, siamo
buonissimi, siamo buonissimi è Natale, questo non era Natale però diciamo questa possibilità è stata
concessa, oltre questo diciamo tutto sommato al comune quell’appartamento diventa di, non dico
fondamentale importanza, ma diventa indispensabile perché? perché attualmente viene utilizzato
nell’ambito delle manifestazioni, nell’ambito delle attività del Museo della Carta e della Filigrana,
come residenza per artisti, per studiosi, per borsisti, o per coloro che vengono a fare laboratori,
piuttosto che, l’ultima volta abbiamo parlato di Paskett, del laboratorio sull’acquerello che lui ha
tenuto qui a Fabriano, Paskett l’abbiamo ospitato all’interno del Museo della Carta e della Filigrana
in questo appartamento, senza perciò gravare del comune delle somme di soggiorno che debbono
essere, in ragione di ciò l’ente pubblico, cioè il comune ha riconosciuto il contributo dovuto al
rettore fino al 2010 con questa convenzione, per i 5 anni che vanno dal 2011 al 2015 viene diciamo
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istituita una convenzione che continua a riconoscere questi 3.000,00 € l’anno, cioè 250,00 € al mese
di fittanza, nella sostanza, che vengono concessi al rettore della chiesa.
PRESIDENTE: Grazie all’assessore Balducci, il consigliere Latini ha la parola.
CONSIGLIERE LATINI: Grazie, dalla relazione dell'assessore sembra che è tutto a posto, tutto
regolare, invece non è niente regolare, stiamo parlando, ci stiamo riferendo all'articolo 73 della
legge 222 del 1985 che ha ratificato gli accordi tra lo Stato italiano e lo Stato del Vaticano,
rimodificati, rimodellati, dal presidente del consiglio dell'epoca Bettino Craxi, l'articolo 73 ripete
pedissequamente quanto previsto dalla legge 848 del 29 che ratificava gli accordi lateranensi, i patti
lateranensi tra Mussolini e il cardinale Gasparri, ci sono, ci sono diverse angolazioni da cui vedere
questa cosa a livello giuridico, che poi c'è un livello morale che ha tutto un altro aspetto e credo che
a questo consiglio più interessi l'aspetto morale che quello legale, perché dipinto così, andiamo
avanti, tutti contenti madama la marchesa, invece non è vero niente, l'aspetto legale è ben definito
dalla legge, parla dei beni di cui la Chiesa dice, nel 1999 leggi unitarie eversive, 1999 no 1849,
leggi unitarie eversive dell'asse ecclesiastico, li definisce, e sono leggi eversive, ossia quelle
unitarie, quelle unitarie, ovviamente di soppressione degli enti ecclesiastici questo è ovvio,
definisce ben diversamente i beni con personalità giuridica o che acquisiscono personalità giuridica
come parrocchie e chiese appartenenti al fondo per il culto e definisce ben diversamente quelle
appartenenti a province e comuni, quando parla di province e comuni dice semplicemente la legge
che bisogna riservare, quando sono rettorie, rettorie, ed il termine giuridico ha un senso, non sono
messi a caso, hanno un senso, quando sono rettorie deve riservare una congrua parte per l'alloggio
del rettore, nessuno è obbligato ad elargire contributi, non c'è un obbligo, non c'è un obbligo, la
legge parla solo di mettere a disposizione un congruo spazio per l'appartamento del rettore, l'obbligo
del contributo ce lo siamo inventati, ma io non dico, inventati tra virgolette perché? perché abbiamo
chiesto pareri legali che sono fini a se stessi, i pareri legali non fanno norma, sono fini a quello a
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colui che chiediamo al parere, sono pareri proveritate e quelli del comune non sono neppure
proveritate per la verità, ma sono pareri chiesti ad un esperto di diritto canonico, credo, diritto
ecclesiastico, non lo so, che cosa è la rettoria, questa è una definizione della legge non è una
definizione mia, la rettoria dove abita il rettore è la sede dell'ufficio rettorale, è la sede dell'attività
pastorali funzionali, alle persone, alla comunità, facenti parte di quella Chiesa, qui non né
rispettiamo nessuna delle tre, in un'attività pastorali rientra anche la moderna catechesi, ditemi voi
se avete visto mai catechesi alla chiesa di San Domenico, non c'è nessuno, viene aperta il 13
dicembre, se uscite vedete i manifesti, 13 dicembre Santa Lucia festa nella Chiesa di San Benedetto,
l'ultimo rettore credo quelli vecchi quanto me, l'ultimo rettore credo quelli vecchi quanto me se lo
ricordano si chiamava Giuseppe Riganelli, abitava in via Chiavelli, poco dopo il campanile, poco
dopo l’abside, dopo Don Giuseppe Riganelli, morto nel 69, si nel 69, fu nominato rettore Don Ugo
Carletti e credo non abbia mai abitato la rettoria, poi ci furono, ci furono gli interventi del comune
all'epoca con l'assessore alla cultura Giancarlo Teatini, venne fuori il museo della carta tutte le
vicende, rettore dopo Don Ugo Carletti, dopo Don Ugo Carletti, fu Don Andrea Caporali, in effetti,
in effetti nel 1970 circa il comune pagava 20.000 lire al mese a Don Andrea Caporali, va bene,
siamo passati dalle 20.000 lire alle 250.000 lire al mese, nessuno ha mai abitato più la rettoria,
perché? perché i locali non c'erano più era diventato museo della Carta della Filigrana, il sacerdote
in effetti non aveva bisogno di abitare la rettoria perché aveva tutt'altra abitazione, e dal 2000, io
non so chi era il direttore dei servizi finanziari dell'epoca (voci) è un gran democristiano ma in
effetti aveva compreso che la Chiesa è aperta solo il 13 dicembre, questo lo so io come lo sapete
tutti voi perché siete tutti fabrianesi, (voci) anche il vicesindaco Romani (voci) il 4 luglio, il 4 luglio
del 2006 il rettore attuale scrive, non scrive la diocesi attenzione perché la competenza è della
diocesi è dell’ordinario diocesano, invece scrive il rettore e dice ai signori amministratori del
comune di Fabriano, ragazzi io voglio la rettoria se non mi date la rettoria, perché sapeva molto
bene che la rettoria non c'era più, voglio, voglio i soldi l'anno, la giunta dice va bene caro ti do
3.000,00 € l'anno, dal 2006, sarebbero 18.000,00 € di arretrati più 3.000,00 € in un momento in cui
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tutti soffrono la fame noi diamo 3.000,00 € ad una persona che non abiterà mai San Domenico,
perché ha casa sua, lo capite cosa state approvando, state approvando un furto legalizzato, quando
c'è gente che ha bisogno di soldi per vivere, 3.000,00 l’anno ad una persona che non abiterà mai la
Chiesa, allora io vi dico questo dategli l'appartamento però con l'obbligo di viverci, lui ci vive li
dentro, altrimenti in un momento come questo è vergognoso chiedere i soldi ai cittadini, è
vergognoso, la coscienza vostra non lo so che dovete approvare questa delibera, gente che non
abiterà mai li, solo 3.000,00 € l'anno gli diamo, quando c'è gente che chiede 100,00 € per pagare le
bollette, io non lo so che dice Paoletti, io non lo so cosa dirà su questo, è una vergogna, allora
dobbiamo dare la rettoria anche a Sant'Agostino, perché non la date a Sant'Agostino? perché Don
Alberto Castellani è persona dignitosa e non chiede soldi, perché la rettoria di Sant'Agostino, qui lo
sapete tutti, c'è stato Don Giovanni Boria una vita, dopo Don Giovanni Boria nessuno ha chiesto un
soldo, qui ci presentiamo con 3.000,00 € l'anno, è una vergogna, è una vergogna, io non so le
coscienze vostre cosa diranno, le persone dignitose non le chiedono, Don Alberto Castellani non
chiede una lira, è una rettoria come San Domenico ed è aperta più spesso di San Domenico, invece
dei locali del San Domenico del museo della Carta dove ci avete fatto un albergo, dove ci avete
fatto un albergo, non so chi vi ha autorizzato, chi vi ha autorizzato, danno ospitalità dentro il San
Domenico, ci dormono, ci mangiano, dentro il San Domenico chi vi ha dato l'autorizzazione? allora
quei locali li date al rettore che non mi ricordo come si chiama e va a vivere li, li vive, apre la
Chiesa e vive lì, no che vive da un'altra parte con un appartamento da un altra parte, perché questo
le coscienze di tutti devono rimordere, in un momento come questo che andiamo a chiedere i soldi a
destra e a manca regaliamo 3.000,00 € più 18.000,00 € di arretrati, regaliamo, è una vergogna,
retrocediamo l'appartamento, tanto se dovete farci l'albergo ad ospitare, non so a chi ospitate? qui
poi ci andremo a vedere ancor meglio, come fate ad ospitare gente, questo lo vedremo ancor
meglio, allora invece che ospitare gente retrocedete un congruo, un congruo, non lo so l’aggettivo
come si definisce a livello di metri quadri, a livello di metri quadri, retrocedete un appartamento ed
il rettore abita li dentro.
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PRESIDENTE: Grazie consigliere Latini
ASSESSORE BALDUCCI: rispondo immediatamente perché penso che così ci capiamo meglio
PRESIDENTE: ci sono delle regole, c’è delle regole da rispettare, allora facciamo tutti gli
interventi poi dopo tu rispondi, quindi, va bene se te li scordi te li segni, ci sono altri interventi? non
ci sono altri interventi, adesso rispondi.
ASSESSORE BALDUCCI: Apprezzo la foga, apprezzo la foga del consigliere Latini, però
bisogna che la foga sia corrispondente a ciò che uno dice, nel senso che il consigliere Latini fa un
po' di confusione con quello che accade nel 1985, il 1985 è una data importante nei rapporti Stato
Chiesa perché lo Stato smette di dare la congrua ai parroci, sopprime i benefici, ed obbliga la
Chiesa ad autofinanziare i parroci e coloro che sono ministri del culto, diciamo così, qui proprio
nasce l’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero, che non è un ente spirituale ma essere ente
commerciale, questo prende in carico tutto ciò che è produttivo di reddito e si preoccupa di dare la
paga ai sacerdoti, per cui nel, Istituto diocesano è un altro mondo Roberto non ti confondere anche
tu, Istituto Diocesano per il sostentamento del clero, di cui io, al di là del consigliere ovviamente
faccio il presidente ogni tanto, è un ente commerciale non è un ente spirituale, e nasce proprio in
ragione dell'accordo Stato Chiesa, dell'85, e si deve preoccupare di fare cassa sostanzialmente
perché lo Stato non dà più la congrua ai parroci, cioè non li paga più, per cui prende tutto ciò che è
produttivo di reddito, questo per chiarezza, quello Stato, quella legge dell'85 non va a sopprimere
quello che era stato detto nel 29 a proposito della rettoria, giusto il discorso sulla rettoria, la rettoria
è un'altra cosa, non è una parrocchia, infatti il rettore giustamente scrive voi comune di Fabriano mi
date i soldi dal 69, non è che il rettore si inventa di voler i soldi o un contributo del comune nel
2005, è il comune che in maniera, giusta, sbagliata, ma nel 1969 decide di non retrocedere, come
giustamente sarebbe dovuto essere, l'appartamento che è ben determinato all'interno del museo della
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Carta della Filigrana, non lo retrocede ma dà un compenso, quel compenso che viene dato fino al
2005, poi si ferma, questo non si capisce, se tu ti fermi e non mi dai il compenso mi dai
l'appartamento, infatti il rettore non ti dice io non voglio, tu segui la legge come io l’ho seguita
finora, tu non ti tieni l'appartamento perché ti serve, benissimo, allora mi paghi l'affitto,
fondamentalmente il succo è questo, altrimenti mi ridai l'appartamento, è la legge, non è che se lo è
inventato dove Giovanni Chiavellini, così il nome del rettore che è l'economo della diocesi, tra le
altre cose, e questo lui te lo dice chiaramente. Tra le altre cose, non ruba neanche niente, ma ben
che meno ruba al comune, perché quell'appartamento non è stato trasformato in albergo, nella
delibera viene detto per cosa viene usato, volgiamo sapere i nomi di chi va ad alloggiare li, ve l’ho
detto David Paskett, il presidente della Royal Water Color Society, se normalmente lo alloggiamo li
gratis lo ospiti in un albergo, c’è andata l’Insures, vogliamo sapere chi è l’Insures? l’Insures è
docente alla Tecnic University americana che si porta qua 40, 50, americani per fare dei corsi sulla
carta per due settimane, tre settimane, l'anno, quattro corsi l'anno, se Fabriano come mi sembra che
stia, aspetta poi ci stanno altri 3 o 4 soggetti, Cameron Galt sempre gente che lavora sulla carta che
viene a fare gratuitamente dei corsi che valorizzano il museo della Carta e della filigrana, se non li
ospiti li, li devi ospitare in albergo, gli devi pagare da mangiare, quanto ti costa 3.000,00 € l'anno,
no, ti costa certamente di più di 3.000,00 € l'anno, che tu oggi paghi per averci la disposizione
gratuitamente, ed è un valore aggiunto al museo della Carta e della Filigrana, questo ci è
riconosciuto, se Fabriano come penso che si stia profilando all'orizzonte diventerà nel 2014 ed
ospiterà nel 2014, e questo lo posso dire così perché stiamo mettendo appunto gli ultimi dettagli,
sede del congresso mondiale della Iapma, la Iapma è l'associazione mondiale che racchiude tutti
coloro che della carta fatta a mano ne fanno un uso artistico, se Fabriano diventerà sede mondiale di
questo congresso lo dobbiamo anche a questo fatto, che noi portiamo questi personaggi qui senza
oneri economici per il comune, perché li ospitiamola dentro, ma al di là di questo non è un
problema se il comune non vuole concedere questo, chiamiamolo contributo, questo affitto
retrocede l'appartamento, ma è il rettore stesso che l'ha detto, però dopo facciamo i conti di quanto
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ci costa ospitare questa gente che valorizzi il museo della Carta e della filigrana alla fine dell'anno,
andiamo avanti, per cui è facile dire chi ci va o chi non ci va, o quanto costa o quando non costa,
seguiamo la norma non è un problema, io dico che il rettore ha sbagliato, questo adesso detto fuori
dai denti, lo dico a microfono acceso, al limite ha sbagliato quando lui va a spendere su proprietà
del comune dei soldi per restaurare la chiesa, se va a mettere a norma l'impianto elettrico, ma questi
sono oneri che spettano alla proprietà, il rettore con quei 3.000,00 €, che li ha presi, ne ha spesi
45.000,00 €, non è tanto sveglio questo rettore ci fa anche l'economo delle diocesi, penso che il
comune di Fabriano si è preso 45.000,00 € gratis perdendone 3.000, questi sono numeri e con i
numeri mi ci trovo bene, allora li forse dormiva il rettore, però al rettore gli piace quella chiesa,
perché il rettore da quando è rettore, non solo ci dice la messa il 13 dicembre Santa Lucia e tutte le
ambaradam, ci concede di andare a visitare gli affreschi del Nuzi, ce lo concede perché è giusto che
sia così, a gratis, ma la tiene aperta sempre, se voi andate su ed andate al museo della Carta e della
Filigrana, tutti giorni la vedete aperta, la funzione pubblica c’è ed è termine essenziale perché ci sia
la rettoria, ora se il comune di Fabriano decide che 3.000,00 € di affitto, cioè 250,00 € di affitto al
mese per quell'appartamento che ce ne ha fruttati già 45.000, ma questo lasciamolo perdere, se poi
ritiene che per ospitare questa gente che forse farà venire nel 2014 il congresso mondiale dello
Iapma a Fabriano, e penso che non sia poco, sia un investimento giusto, ridia indietro al rettore
l'appartamento che è ben definito, ha un ingresso assestante, cucina, soggiorno, due camere da letto,
ed un bagno, finemente rimesso a posto e penso che 250,00 € al mese sia anche un affitto basso,
però dico che tutto sommato se questa è una cifra troppo alta per il comune, rifaccia, utilizzi il
sistema della retrocessione, in alternativa faccia questa convenzione, io dico che nell'interesse del
comune di Fabriano e della realtà fabrianese del museo della Carta e della filigrana forse è meglio
pagare 250,00 € di affitto mensili, che non solo se li è già ripresi come impegno del rettore sulla
Chiesa, ma che sicuramente con l'ospitalità che dovrà offrire a quei personaggi che vengono e che
portano persone a Fabriano di un certo livello, ma anche se non fosse di un certo livello, portano
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persone, fanno si che il museo della carta quest’anno possa arrivare oltre le 40.000 presenze di
visitatori, secondo me il comune ha il suo grande tornaconto.
PRESIDENTE: Allora dunque, ci è andata bene perché non era Balducci il rettore, c'è andata bene
perché non era Balducci, avete sentito che lui ci avrebbe chiesto un prezzo, perché ricordate che ad
Attiggio abbiamo fatto una pedana polivalente per quelli di Attiggio sulla terra della diocesi e ci fa
pagare l'affitto della terra, quindi state attenti, allora Bellucci, Mezzopera, il sindaco, io non ho dato
la parola a Balducci perché ho detto facciamo intervenire tutti e poi Balducci risponde, nessuno ha
chiesto la parola, no allora io sono matto, mi sembra che Balducci abbia chiarito molte cose avete la
dichiarazioni di voto perché qui si può fare, no allora, consigliere Ottaviani per cortesia mi
sostituisce
CONSIGLIERE TINI: non ci siamo accorti chiediamo scusa, non ci siamo accorti che hai detto
che
PRESIDENTE: allora però bisogna
CONSIGLIERE TINI: non ci siamo accorti va bene
PRESIDENTE: ma non si fa, bisogna che ci accorgiamo perché io non ho dato la parola a Balducci
proprio perché ho detto prima tutti gli interventi e poi eventualmente Balducci chiarisce, non ci
sono interventi allora Balducci puoi parlare, Balducci puoi parlare, adesso, adesso Balducci ha
risposto un altra volta a tutti, nella dichiarazione di voto fate l'intervento, Tini dici no, allora è no,
allora fate quello che vi pare, dichiarazioni di voto, no dichiarazioni di voto su questo punto, non ci
sono dichiarazioni di voto? andate via, andate via, non ci sono dichiarazioni di voto, no Tini tu a
casa tua, sempre tu vuoi comandare su questo consiglio, diventa presidente del consiglio e vieni qui
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e poi stabilisci tu le robe, risentiamo l'intervento, ma avete la dichiarazioni di voto per fare
l'intervento, è perché volete fare come vi pare, è perché volete fare come vi pare, d'altronde
Balducci ha rispiegato tutto non so che cosa gli dovete domandare, perché ha ridetto tutto, quindi ci
sono, se volete fare ci sono dichiarazioni di voto, Mezzopera per dichiarazione di voto, sindaco per
dichiarazioni di voto ti metto in lista.
CONSIGLIERE MEZZOPERA: Grazie presidente, allora io avevo chiesto l'intervento comunque
andiamo in dichiarazioni di voto, effettivamente confermo presidente a suo sostegno che era stato
chiaro nel proseguire con i lavori quindi, ecco io, dichiarazione di voto, allora su questo argomento
il nostro voto sarà di astensione, di astensione perché quando ho ascoltato l'intervento del
consigliere Latini che motivava alcuni suoi punti e la risposta dell'assessore, io quello che
onestamente, lo dico proprio con chiarezza, dove mi trovo in difficoltà a valutare queste cose qui
quando l'assessore si esprime, l'assessore Balducci, si esprime perché effettivamente lui prima
diceva io ricopro anche saltuariamente la presidenza degli enti commerciali o qualcosa di simile,
quindi a volte faccio fatica a capire se su alcune dichiarazioni il rettore ha sbagliato a fare gli
investimenti, cioè l'assessore dovrebbe fare l'interesse tucur sempre e pienamente del comune,
qualche volta mi trovo in imbarazzo nell'ascoltare alcune cose, lo dico con molta franchezza, quindi
il nostro voto sarà un voto di astensione, grazie presidente.
PRESIDENTE: Grazie, sindaco per dichiarazione di voto.
SINDACO SORCI: Allora io ho ascoltato la foga di Guido Latini, credo lui è su questo cose è
molto storico quindi, però credo che ci sia, per questo noi voteremo a favore, ci sia anche un
rispetto di tutto quello che è stato fatto in precedenza e degli accordi che tante volte sulle carte non
si riescono a leggere, siccome io sono uno di quelli che ha votato anche nel lontano 1994 un atto di
questo genere, perché, era, all'epoca ero assessore alla cultura insieme al consigliere Tini, che
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l'assessore al turismo, il museo per noi era strategico e compreso l'appartamento del museo, invece
confermo, c'era il custode e poi c'era il progetto, quel famoso progetto che è andato avanti per 10
anni dell'utilizzo comunque sempre a fini del museo dell'appartamento, poi i discorsi se è opportuno
o non è opportuno ognuno ha le sue visioni, quindi io torno a ripeterlo, l’ho votato nel 1994, l’ho
riproposto adesso perché era scaduto, riparametrando quello, ma le motivazioni per cui nei lontani
anni che furono, fino con Don Grillo che era prete economo dell'epoca della curia, fino ad oggi
rimangono inalterate, poi i discorsi che si possono fare se è opportuno oggi o no, questa cosa, io
dico che bisogna sempre onorare gli impegni che qualcun altro ha assunto prima con le modalità
che c'erano, quindi da questo punto di vista, non è che mi straccio le vesti, dico che quello è
strategico per il museo della Carta, è stato fatto in epoca, e mi meraviglia al di là di tutto, Guido
Latini io lo dico pubblicamente insieme a Giancarlo Teatini e ad altre persone, sono stati gli
inventori del museo della Carta in epoche che furono quelle che furono, quindi storicamente
funziona così, è stato rimodellato questo strumento con l'introduzione di questa parte
dell'appartamento, prima il custode poi per altri fini come sede per i corsi, ed a me va benissimo,
cioè mandare la gente fuori, quelli che dovremmo ospitare, in alberghi, è vero facciamo lavorare
altra gente ma sarebbe un costo vivo quindi lo stesso, fa pari e patta, quindi non mi scandalizzo né
la prendo come una cosa, ecco perché votiamo a favore.
PRESIDENTE: Grazie sindaco, Bellucci per dichiarazione di voto, consigliere Bellucci per
dichiarazione di voto.
CONSIGLIERE BELLUCCI: Si grazie presidente, a me dispiace perché in fondo è una delibera
che non dava adito a battibecchi insensati anche da parte tua presidente, mi dispiace, perché in
fondo quella delibera che ci dava Roberto Sorci adesso del 94, mi sembra, che noi democristiani
eravamo quasi presenti mi sembra, non so se c'era anche il nome mio, perciò ecco era solamente,
era solamente per dire che non c'era motivo se uno chiedeva la parola, che non aveva capito che
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avevi chiuso la discussione, io credo che potevi benissimo derogare almeno per un attimo, perciò
era solamente per dire però che quello che dice il sindaco Sorci è vero, è vero anche però che Sorci
dimentica tutto quanto ha fatto le vecchie amministrazioni dall'80 al 90, quello che ha speso in
quell'occasione, e stasera sarebbe stato opportuno capire, capire, che a quello che voi prorogate,
perorate la causa, a questo punto può essere giusta eccetera, però anche sapere quanto abbiamo
speso in quegli anni, come abbiamo risistemato anche quell'appartamento, dove poi l’ha abitato
vent'anni Palanca il custode del museo, perciò siete imprecisi su queste cose, Balducci deve fare la
sua requisitoria. per lui diventa quasi un atto dovuto, ma tu sindaco no a te non te lo consento
perché tu partecipavi sia a quella delibera che hai del 94 e sai anche quanto l'amministrazione
comunale negli anni precedenti ha speso per rimetterlo in sesto, perché era un rudere, era
quell'appartamento, allora questa sera si poteva dire, qui ha ragione Guido Latini, cosa significa
ridare 18.000,00 € o 15 o 18.000,00 € e poi Balducci dice ma anche per la Chiesa è stati spesi
40.000,00 € che doveva, benissimo, ma non si può solamente parlare a senso unico, ecco quello che
volevo dire prima, io penso che anche il collega Tini voleva rimarcare perché poi è una delibera
firmata addirittura da Angelo Tini, allora quando si fa queste cose bisogna avere il pro e il contro,
ecco, no portare qui 18.000,00 € e noi ci abbiamo spesa centinaia di milioni di lire quella volta
Roberto Sorci nei 10 anni
SINDACO SORCI: scusa Roberto è vero che sul museo della
CONSIGLIERE BELLUCCI: lascia perdere il museo io parlo dell'appartamento
SINDACO SORCI: l'appartamento no
CONSIGLIERE BELLUCCI: anche dell'appartamento Roberto Sorci, anche sull'appartamento
abbiamo speso i soldi, che era un rudere quella volta, per mandarci Palanca li dentro l'abbiamo
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rimesso a posto tutto, da capo a fondo, allora io dico che per quanto ci riguarda proprio perché non
ci hai dato modo, non tu ma la presidenza del consiglio non si è comportata bene in questo lasso di
tempo con il gruppo dell'UDC, per questo noi non partecipiamo al voto.
PRESIDENTE: Grazie fai la dichiarazione di voto poi non partecipa al voto, dopo io devo
derogare, io devo derogare, va bene, consigliere Urbani ha la parola.
CONSIGLIERE URBANI: Si presidente, per dichiarazione di voto, c'è una sola cosa che secondo
me, però ormai è successa, è che diciamo l'accordo precedentemente che c'era, che era scaduto nel
2006, prevedeva 250.000 lire al mese, secondo me l’unico errore in questa circostanza che fa la
giunta è che quando rifà l'accordo nel 2010 gli riconosce per gli anni passati 3.000,00 €, secondo
me andava riconosciuto per gli anni passati lo stesso importo che era stato concordato
precedentemente, poi da lì in poi eventualmente il nuovo importo, secondo me questo è l'errore che
c'è, perché Roberto tu fai una cosa retroattiva, tu dici io da oggi in poi ti do 3.000,00 €, prima c'era
un accordo che prevedeva 250.000 lire al mese, io finché non ho fatto il nuovo accordo ti continuo a
pagare 250.000 lire al mese e non avremmo avuto qui stasera le discussioni che per 5 anni, per 4
anni, adesso bisogna dargli 12, 13, o 14.000,00 € di arretrati, si sarebbe partito con un nuovo
accordo, però io ritengo che anche 250,00 € mese, oggi come oggi, non sia una cifra che il comune
non possa sostenere per una cosa del genere, per cui il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Urbani, consigliere Latini per dichiarazione di voto.
CONSIGLIERE LATINI: Se non si azzitta no, allora quello che ho detto rimane tutto, ma capisco
anche perfettamente, io sono fra spartito non sono iscritto a nessun partito, capisco bene che i
partiti, che i partiti hanno le elezioni, lo comprendo perfettamente, siccome non sono nato ieri
mattina voi avete paura di prendere una decisione perché in mezzo c'è la curia, questo è il vostro
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problema, chi ha interessi diretti, chi ha paura delle elezioni, chi ha paura di farsi nemici, invece di
ragionare con il cuore ragionate con un'altra cosa, voi state pensando alle prossime elezioni ed ogni
voto qui è strategico, ogni voto è strategico e rappresenta l'utilità marginale, ogni voto. L'Istituto per
il sostentamento del clero nasce nell'85 ma ha una funzione ben precisa, vengono tolte le congrue ai
parroci e l'Istituto per il sostentamento del clero percepisce somme dallo Stato in maniera
complessiva, che poi ripartisce tra le varie gerarchie e i carichi ecclesiastici, le persone che vengono
al museo della Carta possono andare, non rimangono 6 mesi, rimangono un giorno, due giorni, tre
giorni e possono tranquillamente, il comune si può far carico di 50,00 € giorno, passano anche se
non lo sapete la prima colazione, gli alberghi cittadini, allora ripeto in un momento decisamente
particolare per la comunità fabrianese voi non potete regalare 3.000,00 € l'anno a partire dal 2006
con arretrati di 18.000,00 €, perché siete, in questo caso vi comportate in maniera immorale nei
confronti della gente che ha bisogno, perché il parroco che è anche rettore percepisce la sua congrua
dall’Istituto per il sostentamento del clero, quindi non dobbiamo intervenire noi, nella maniera più
assoluta, la chiesa è sempre chiusa e lo sapete bene perché non abitate a Jesi, abitate a Fabriano, e
come me ci passate tutti i giorni o quasi, e lo vedete che la Chiesa è sempre chiusa, soldi per la
Chiesa li spende il comune se ce n'è bisogno, è sua proprietà, quindi non è che spende i soldi, chi
c’e l’ha detto che spende i soldi, dove sta scritto? la questione oggi riguarda dare soldi quando non
se ne ha diritto, per una questione morale non giuridica, quindi invito i consiglieri che hanno un
minimo di coscienza a votare contro a questo atto deliberativo a prescindere dalle elezioni che ci
saranno tra pochi mesi.
PRESIDENTE: Grazie consigliere Latini, consigliere Armezzani ha la parola per dichiarazione di
voto.
CONSIGLIERE ARMEZZANI: Molto velocemente il mio voto sarà contrario a questo atto
perché io non ragiono con il cuore ma con la testa diciamo, così, ritenevo che tutto quello che, e
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naturalmente mi rendo conto ed ho preso atto della descrizione dei fatti dati dall'assessore, che
giustamente ci ha posto di fronte ad una possibilità di scelta tra una situazione ed un'altra, io
preferirei l'altra, preferisco l'altra, voterò per l'altra, quindi non, però ritengo che laddove ci siano
commistioni tra enti religiosi, soprattutto con rilevanza economica, ed amministrazione pubblica,
più possibile ci si tenga lontano da questi meglio è, e di conseguenza avremmo tutte le possibilità di
dare i servizi e gli strumenti funzionali ad un ottimo, ad un eccellente, servizio per il museo della
Carta a prescindere dall'uso della rettoria, dunque se anche questo fosse la conseguenza preferirei
che questa relazione si interrompesse e per questo voto contro, grazie.
PRESIDENTE: Grazie al consigliere Armezzani, consigliere Biondi per dichiarazione di voto.
CONSIGLIERE BIONDI: Si anche io presidente esprimo il mio voto contrario rispetto a questo
atto, perché credo che il ragionamento così preciso e puntuale fatto dal consigliere Latini insomma
sia veramente, risponda insomma, ci dovrebbe far un pochino aprire gli occhi, perché in qualche
modo fa una questione di, rimette a posto le cose su una questione anche di principio rispetto alle
scelte che un'amministrazione deve fare in un momento particolarmente difficile come questo, né
mi convince il discorso fatto dall'assessore Balducci quando dice che comunque questo
appartamento è strategico per il turismo fabrianese che gira intorno al museo, in quanto ritengo che
ci siano dei circuiti e degli alberghi e dei posti dove ospitare eventualmente all'interno della città di
Fabriano, quindi non credo sia questo il nodo centrale del problema insomma, ricordo tra l'altro
quando questa struttura era veramente un rudere, io me la ricordo, e quindi mi ricordo anche tutti i
soldi che il comune ci ha speso per questa struttura e che comunque rimane di proprietà del comune,
quindi voglio dire se effettivamente poi alla chiesa aspetta un appartamento perché questo consente
al rettore di vivere li, questo non glielo toglie nessuno insomma, ma se poi il rettore comunque vive
da un'altra parte non usufruisce di questo appartamento a già fatto una scelta, quindi bene o male
ritengo che sia giusto che quei soldi possano essere dirottati in un'altra direzione, magari a chi ha
Digitazione a cura della cooperativa sociale “Il Tulipano”