Dicembre 2009 - Don Bosco Insieme

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Dicembre 2009 - Don Bosco Insieme
SALESIANI
DI DON BOSCO
L’Eco
dell’oratorio
Exallievi Don Bosco - Casa Madre
1919 - 2009 novant’anni insieme
Dicembre 2009 n. 3
IL VICARIO DEL DIRETTORE
Importanza della condivisione:
Natale è condivisione
È sempre bello
ogni tanto rileggere
la biografia di Don
Bosco, perché, oltre che essere affascinati dalla sua vita e opere, si incontrano altre figure
che hanno avuto grande importanza
per il Santo e che sono di esempio a
ciascuno di noi.
Vorrei brevemente accennare a due:
Mamma Margherita, la mamma di
Don Bosco e al beato Michele Rua,
“Ora tocca a te prepararmi all’incontro
con il Signore”. Mamma Margherita lo
disse al suo Don Giovannino sul letto
di morte prima di ricevere gli ultimi
sacramenti.
Essa gli aveva insegnato i grandi misteri della fede, lo aveva preparato a ricevere i sacramenti, a diventare sacerdote, a pregare, a riconoscere la
grandezza di Dio e fidarsi sempre di
Lui.
Gli aveva insegnato l’onestà, il valore
del sacrificio, il rispetto dei poveri...
Aveva vissuto con Lui gli ultimi 10 anni della sua vita a Valdocco condividendo con lui sacrifici, preghiera e fiducia
nella Provvidenza.
Ora toccava a Lui preparare la mamma al
grande passo verso
quel Dio a cui avevano
offerto tutto: vita e
speranze, dolori e
gioie.
“Ora tocca a te!”
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“A Mirabello cercherò
di essere Don Bosco”
Anche don Rua aveva
imparato tutto da
Don Bosco da quel
momento che l’aveva
incontrato per la prima volta e gli aveva
detto “Io e te, Michelino, faremo sempre a
metà”.
Da Don Bosco aveva
imparato il senso della vita, il valore della
fede, la gioia dell’amore di Dio, della
carità e della consacrazione, la bellezza della devozione a Maria e della donazione totale di sé.
E certamente Don Bosco alla fine della sua vita gli ha detto: “Ora tocca a te
portare avanti la mia opera”. E don
Rua si mise all’opera e fece come Don
Bosco gli aveva insegnato ed è stato il
continuatore fedele. Il vero salesiano,
che ha fatto a metà anche nella santità.
Due figure della vita di Don Bosco, che
possono insegnare tante cose anche
a noi. Ora tocca a te salesiano, a te marito o sposa, a te adolescente, a te giovane, che ti apri alla vita, portare avanti il grande e sempre attuale messaggio
di Don Bosco.
Questo l’impegno unitamente all’augurio di Buone Feste a tutti voi, exallievi, e alle vostre famiglie per un Natale pieno di speranza.
don Remo Paganelli
Vicario del Direttore
Exallievi e loro Famiglie i m
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Buon Natale
«A Betlemme si è
manifestata al mondo
la Luce che illumina
la nostra vita;
ci è stata rivelata
la Via che ci conduce
alla pienezza
della nostra umanità».
Benedetto XVI
IO SONO NATO PERCHÉ...
Sono nato povero
perché tu possa considerarmi l’unica ricchezza.
Sono nato piccolo
perché tu cerchi di non dominare gli altri.
Sono nato in una grotta
perché ogni uomo abbia accesso a me.
Sono nato debole
perché tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore
perché tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato persona
perché tu abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo
perché tu possa riconoscerti in me.
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Sono nato perseguitato
perché tu sappia accettare le difficoltà per
amore mio.
Sono nato nella semplicità
perché tu smetta di essere complicato.
Sono nato umilmente
perché tu possa evitare ogni orgoglio.
Sono nato senza clamore
perché tu possa evitare ogni esibizione.
Sono nato disarmato
perché tu abbia fiducia nella mia bontà.
Sono nato come un bimbo
perché tu impari ad essere semplice come
i fanciulli.
Sono nato nella tua vita
per portare tutti alla casa del Padre.
Lambert Noben
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In una foresta crescevano alberi di varie specie: imponenti abeti, svettanti
larici, pini rampanti e modesti alberi
di cirmolo e di faggio.
Essi non producevano frutti succosi,
come quelli del vicino frutteto.
Però si distinguevano per le chiome
dai rami frondosi, per il riparo offerto
agli uccelli, per il sibilo delle foglie al
soffiar dei venti e per le varie tonalità
di verde: il colore della speranza.
Soprattutto davano rami e tronchi per
scaldare le case, per costruire oggetti
utili alla vita e alle attività dell’uomo.
Un pezzo di pino dal tronco squarciato e spezzato dal fulmine servì a costruire una mangiatoia, anche se di
poco conto. Però servì da culla ad un
bimbo particolare, dall’apparenza simile a tutti i bimbi di questo mondo.
Quel legno, nella sua pochezza, aveva
dato tutto al povero neonato.
Il bimbo crebbe, si fece uomo e si
chiamò Figlio dell’uomo. Divenne un
grande maestro, anzi il Maestro.
Nel presentarsi ai benpensanti, ai ‘sapienti’ di Palestina e agli osservanti di
facciata ebbe l’“impudenza” di scoprire le carte, affermando di essere sì
uomo, come tutti noi, ma anche di essere Dio. Da qui incominciarono i
Da legno a legno
guai: tranelli, imboscate, risentimenti, congiure. Ma la gente, la
povera gente, vide in
Lui il liberatore, il Salvatore, Colui che faceva
i loro interessi, Colui
che li capiva. Egli poneva loro una sola condizione: che avessero
FEDE in Lui.
Fu condannato a morte per crocifissione,
perché, a loro dire (dei grandi e dei
sapienti), aveva bestemmiato, dichiarandosi Dio.
Un altro legno, di castagno questa volta, lo accolse come inconsapevole patibolo.
Un legno accolse i vagiti di un bimbo
alla sua nascita, qui un altro legno accolse il grido “dell’Uomo dei dolori”
per le sofferenze fisiche dei flagelli, dei
chiodi e della corona di spine, e quella morale dell’abbandono da parte dei
suoi.
Nella stalla il bimbo allargava le braccine e le manine per implorare protezione, sul Golgota il crocifisso spalancò le braccia per accogliere tutti e
per salvarli.
Per il tuo Natale non avere un cuore
gelido e indifferente, di pietra; ma
scaldalo con il legno della culla e della croce: li unisce il calore e la fiamma
dell’amore.
In questa atmosfera e in questa cornice auguro un Buon Natale a te, caro
amico Exallievo, e a tutti i tuoi Cari.
don Giancarlo Casati
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Il presidente ci informa
Cari EXALLIEVI,
come è tradizione, la
prima domenica di ottobre segna l’inizio del
nuovo anno sociale.
Domenica 4 ottobre ci
siamo riuniti in San
Francesco per la santa
Messa, dando inizio al
nostro cammino di fede, che proseguirà
sino al prossimo mese di giugno.
Il primo incontro (grazie alla sensibilità
del nostro delegato) ha assunto una particolare solennità. Ben cinque exallievi hanno voluto ringraziare il buon Dio per gli
anni di vita vissuti insieme. Li vogliamo
ricordare.
ALFONSO CORRADO e signora MARIA per
i loro 60 anni di matrimonio (nozze di diamante); ROCCO BARBERO e signora ANGELA, MARCELLO MATTIS e signora
GINNY per i loro 55 anni; DINO BOGGIONE e signora ELENA per le loro nozze d’oro
(50 anni); GIULIO NEGRONI e signora CESIRA per i loro 45 anni. FELICITAZIONI! e
ancora per molti anni! L’Ausiliatrice e Don
Bosco vi proteggano per gli anni futuri.
Congratulazioni al coro GEX di Ezio Bevilacqua & C., che hanno resa più gioiosa la
liturgia con i canti e la musica.
MARTEDÌ 8 DICEMBRE,
festa dell’Immacolata. Alle
ore 10,30 s. Messa nella
chiesa di S. Francesco d’Assisi, la chiesa degli inizi. Al
termine sarà rievocato l’incontro di Don Bosco con
Bartolomeo Garelli, suggellato da un’AVE MARIA, come fecero loro.
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DOMENICA 31 GENNAIO, festa di s. Giovanni Bosco. Valdocco sarà mèta di numerosi devoti, desiderosi di pregare davanti all’urna del Santo. Gli Exallievi sono
invitati a partecipare alla santa Messa delle ore 21, riservata alla Famiglia Salesiana.
DOMENICA 21 MARZO: RITIRO
SPIRITUALE IN PREPARAZIONE
ALLA PASQUA, presso le Suore del
Cenacolo in piazza Gozzano di Torino.
DOMENICA 11 APRILE, Domenica in Albis, CONVEGNO ANNUALE
qui a Valdocco. I programmi inerenti a
questi ultimi due appuntamenti, li pubblicheremo in modo dettagliato nel numero de “L’Eco” di marzo.
★★★
Per la Congregazione salesiana l’anno 2009
è stato l’anno delle celebrazioni per il 150°
anniversario della fondazione.
Le solenni cerimonie hanno avuto inizio a
Valdocco il 31 gennaio u. s.
Al mattino il cardinale Severino Poletto,
durante la solenne concelebrazione, ha
voluto ribadire nell’omelia che il sistema
educativo di Don Bosco è sempre attuale
per l’educazione dei giovani nella società
moderna.
Nel pomeriggio l’incontro dei giovani in
basilica con il successore di Don Bosco,
don Pascual Chàvez, ha toccato momenti
esaltanti. L’entusiasmo e l’allegria hanno
rasentato toni ‘da stadio’. Certamente don
Chàvez ha il dono di saper penetrare nel
cuore dei giovani. Ha ricordato loro di non
ritenersi solo testimoni, ma soprattutto di
essere “cuore pulsante” di un grande movimento.
La conclusione delle celebrazioni è programmata sabato 19 dicembre alle ore 11.
Il Rettor Maggiore presiederà una solenne
concelebrazione in Basilica. Alle ore 15,30
concerto all’ Auditorium del Lingotto.
★★★
Tra le attività realizzate nel 2009 merita
una particolare annotazione di merito la
prosecuzione del lavoro di ricerca al fine di
poter incontrare exallievi artigiani (per ora)
frequentanti lo stesso anno di permanenza a Valdocco. Il successo di questa iniziativa va attribuito agli exallievi LUCIANO
GIACHINO e FRANCO QUAGLINO, i quali, con certosina pazienza spulciando i registri scolastici e le pagine bianche, contattano telefonicamente gli exallievi riuscendo ad organizzare dei “mini convegni”.
★★★
Cari Exallievi, l’anno 2009 ha registrato un
leggero calo di tesseramenti, causato, a
parer mio, dalle difficoltà economiche che
stiamo attraversando.
Nonostante quanto sopra, la vostra generosità è stata commovente e ci ha permesso di assolvere gli impegni prefissati, quali le varie iniziative benefiche e la pubblicazione de “L’Eco dell’Oratorio”.
Abbiamo consegnato al direttore dell’ Oratorio, don Enzo Baccini, 1500 € per la borsa di studio “Don Ottorino Sartori”; sono
state sottoscritte le tre adozioni a distanza
(600 €) a beneficio dei tre giovani che abbiamo preso in carico. Il terzo impegno,
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del quale vi informai nel giorno del Convegno, era di devolvere a beneficio dell’Oratorio salesiano dell’Aquila, disastrato dal
terremoto, l’intero guadagno del buffet,
che allestiamo nel giorno della festa di Maria Ausiliatrice. La somma di 3000 € è stata fatta pervenire al direttore dell’oratorio.
★★★
Il Natale dell’anno scorso è stato sfiorato
solo parzialmente dalla
grave crisi economica.
Quest’anno, anche se c’è
chi predica ottimismo un
giorno sì e l’altro pure, la
realtà è tutt’altro che rosea. Aumento della disoccupazione tra i giovani (anche laureati), famiglie giovani (specie quelle con figli) che vedono
crollare il loro tenore di vita rasentando la
povertà. È di questi giorni la notizia di un
aumento del 30% di famiglie che chiedono
aiuto alle parrocchie (rapporto Caritas).
Aumento incontrollato di lavoratori in cassa integrazione. Anziani al limite dell’indigenza.
Che Natale sarà il loro? Certamente in questo periodo si moltiplicano le iniziative benefiche e di solidarietà. Peccato che la
maggior parte di esse vivano l’arco di pochi giorni. E poi...?
Se siamo cristiani convinti non possiamo
far finta di niente. Ricordiamo le parole di
Gesù: quello che farete ad uno di questi
fratelli è come se lo aveste fatto a me.
★★★
Cari Exallievi, cordiali auguri a Voi e alle
vostre Famiglie. Un abbraccio e la nostra
amicizia a tutti gli exallievi in sofferenza.
Che l’Ausiliatrice e Don Bosco vi proteggano.
Luigi Mazzucchi
Il passato torna a essere presente
È difficile staccarsi dal passato, soprattutto se ti chiami exallievo di Don Bosco e di passato hai una leggenda: i Becchi, Mamma Margherita, Don Bosco, la
santità, le missioni nel mondo, i giovani
poveri ed emarginati. E agitare una bandiera del passato è un modo come un
altro per definire le dimensioni di una
leggenda. Un cammino che diventa leggenda sulla strada che scende dal Colle
Don Bosco a Valdocco con Mamma
Margherita. Un colle e una meta che
parlano più delle persone.
Da Mamma Margherita Don Bosco aveva imparato a condividere con chi è nel
bisogno, a vedere il volto di Dio nel povero. Era una spiritualità possibile a tutti, da trasmettere ai giovani. Da quell’insegnamento Don Bosco ha costruito il
cammino, per logica e per fede. E dalla
finestra di Mamma Margherita si è aper-
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ta la porta il 18 dicembre 1859. In quel
giorno, scrive Don Alasonatti, si radunano nella camera di Don Bosco alcuni
dei suoi giovani collaboratori allo scopo di “promuovere e conservare lo spirito di vera carità che richiedesi nell’opera degli Oratori per la gioventù abbandonata e pericolante”. E nello stesso verbale si legge: “Piacque pertanto ai Congregati di ergersi in Società o Congregazione che, avendo di mira il vicendevole
aiuto per la santificazione propria, si
proponessero di promuovere la gloria di
Dio e la salute delle anime, specialmente delle più bisognose di istruzione e di
educazione”.
Don Bosco non fu soltanto santità. Con
la sua cultura fu la nascita di una nuova
era per i giovani, in una società in cui i
giovani dovevano avere un’identità e oc-
cupare il loro spazio
esistenziale. In cui la
Torino perbenista
che si stava industrializzando vedeva
soltanto gli effetti
deleteri dei giovani
poveri, abbandonati
ed emarginati e nulla faceva per recuperarli. C’è voluto
un prete che da un
retroterra contadino
irrompesse nella
città-capitale e operasse per avviare il
sistema educativo
non più basato sulla
repressione e reclusione alla “Generala” (futuro Ferrante
Aporti). Un semplice prete che non lasciò la pratica in
mano ai potenti per
contribuire alla costruzione di ciò che i
giovani speravano e
sognavano, impegnandosi nello studio e nel lavoro, e
assicurare un avvenire sereno.
Dopo 150 anni segnati dal calendario sono passate tante
generazioni, è passato un mondo: dal
dopoguerra al dopolira, dal calamaio
delle elementari alla tastiera del computer, dal 33 giri allo scaricare musica
da internet, adattandoci a continui cambiamenti di mentalità, dello spazio e del
tempo. Lo sguardo profetico di Don Bosco pone l’attenzione su questo nostro
presente, schiacciato da un progresso
civile e culturale dove il richiamo alla
morale provoca un’alzata di spalle. Don
Bosco indica delle prospettive ampie.
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Basta saperlo ascoltare: alzare gli occhi e
guardare il cielo, perché Lui ci ha insegnato che c’è un cielo da guardare, soprattutto quando il clima sociale, tra dissipazione o solitudine, rende difficile
elevare gli animi. Lo spartito oggi ha note drammatiche: manca a molti adulti
la capacità di essere educatori, di prendersi cura della formazione affettiva e
morale dei giovani. La convinzione che i
giovani sono lo specchio degli adulti ha
spinto il card. Poletto a ipotizzare che
“se Don Bosco vivesse ai giorni nostri
fonderebbe gli Oratori per i genitori”
(omelia alla festa di Don Bosco del 31
gennaio 2004).
Si dice che viviamo in un epoca in cui
l’umanità segna due categorie dell’esistenza: la famiglia e l’indipendenza, la
tradizione e la rivoluzione. Mamme,
nonni, papà, bambini in passeggino,
islamiche col velo: gente con umanità,
sentimenti e amore (l’Italia della normalità e senso della coesione sociale).
Ragazzi e ultrà della magliettizzazione
che srotolano striscioni ed esibiscono
sulle T-shirt motti di battaglia e pugno
col dito medio alzato: povertà lessicale e
figurativa che porta ad un mancato controllo delle parole, dei gesti, delle azioni,
delle manifestazioni in piazza e piazzate
alle manifestazioni (l’Italia da stadio).
Anche sulle “panze” dei deputati in parlamento dal profilo tragicomico: “perché dobbiamo gridare chi siamo e cosa
annunciamo” (l’Italia della politica). Poi
ci sono i fautori del “vietato vietare” che
impedisce di imporre regole.
Gli slogan più belli nella storia? “La morte ma non peccati”, “I miei amici saranno Gesù e Maria”. Le frasi erano di Domenico Savio. Un ragazzo che però non
aveva jeans più o meno stracciati e
neanche la maglietta.
Lorenzo Ardissone
Un albero rigoglioso
Sono 150 anni che i Salesiani esistono: precisamente dalla sera del 18 dicembre 1859.
Da allora, nonostante qualche ruga, la Società (o Congregazione) Salesiana si presenta anche oggi viva e piena di energie.
Con i suoi 16.234 membri (dati 2008) diffusi nei 5 continenti, riuniti in comunità
religiose raggruppate in 92 province (ispettorie), svolge la sua missione con 7.610
opere: scuole di ogni genere e grado, università, parrocchie, orfanotrofi, opere per
giovani a rischio e ragazzi poveri, oratori,
convitti, missioni, santuari, case editrici e
centri di formazione e spiritualità.
Se poi calcolassimo il numero di collaboratori laici, di alunni, di Exallievi, di amici,
di benefattori e dei vari membri della fa-
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miglia salesiana ci renderemmo subito
conto della vastità di questo popolo radunato sotto la bandiera di Don Bosco.
Pio XI, grande ammiratore del nostro Santo, ebbe a dire: “Ben difficilmente si potrebbe dire a parole o misurare quanto si
sia reso benemerito nella chiesa e fuori
del mondo cristiano. Se poi si vorrà mettere a confronto la mancanza di mezzi, da
cui era senza interruzione afflitto, e le contrarietà che continuamente sofferse, con la
larghezza delle sue imprese e i benefizi arrecati all’umano genere, si dovrà ammirare in lui non soltanto il sacerdote acceso di
zelo apostolico, ma l’inviato da Dio per
venire in aiuto specialmente ai bisogni della gioventù”.
E noi Exallievi abbiamo forti motivi per
gloriarci di Don Bosco, per essere anche
noi sensibili ai problemi
dei giovani e per rimboccarci le maniche a
guardare il mondo giovanile con gli occhi di
Don Bosco e ad aiutarlo
a crescere positivamente
verso la vita.
Così facendo, anche noi
avremo contribuito a
operare con ottimismo
alla rinascita dei valori
che contano. Anche noi
faremo nostro l’entusiasmo di Giovanni Cagliero: “frate o non frate, voglio stare con Don Bosco”. E così fece. Anche
noi non vorremmo essere da meno.
GCC
Briciole di storia di Valdocco
Mi presento. Sono un sacerdote salesiano
di 78 anni, qui in Valdocco. Fui allievo ‘fistolo’ in questa Casa salesiana dal 1941 al
1945: tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Durante questo periodo noi –
‘fistoli’= studenti – facemmo due sfollamenti: uno a Cumiana, l’altro ad Ivrea.
Direttore dei ‘fistoli’ e degli Artigiani (i
‘boia fauss’) era don Toigo Antonio, uomo
robusto, dalla voce roca ed in perenne posizione di braccia tese in avanti per il bacia-mano: più ne prendeva di “basi” più
era contento. Il nostro insegnante di francese ci aveva insegnato che in detta lingua ‘oi’ si pronunciava ‘ua’. Ci venne spontaneo (a noi dell’ultimo anno) chiamare il
nostro direttore don ‘Tuagò’. Ma sottovoce,
affinché lui non ci udisse.
Era l’inizio di maggio del ’45 quando manifestai a don ‘Tuagò’ che volevo farmi salesiano: era obbligatoria stilare la domanda. “Vedi, Augusto, non hai ancora l’età di
andare in noviziato. Però fa’ venire uno dei
due genitori, che mi diano il loro consenso”.
Venne mia madre, Romilde, in bicicletta
da Nucetto (CN), alta val Tanaro. In tutto
118 km in un giorno. Diede il consenso:
era dopo la ricreazione di merenda. Non
credo che sia tornata a Nucetto il medesimo giorno! Dove sarà andata per la notte
in quel mese di maggio? Spensierato che
ero, non glielo chiesi. Ricordo che biciclettò per 118 km per venire a Valdocco e
altrettanti, suppongo, per tornare a casa.
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Dove c’è l’attuale teatro, c’erano aule; una
di queste era per le prove canto dei pre-
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scelti ‘fistoli’. Era maestro per queste prove un sacerdote salesiano venuto dal Cile
per salute. Una sera – non ricordo che male avessi fatto – fermò impetuoso tutti i
‘do’ ed i ‘si bemolle’. Urlò: «Tu, scendi giù;
come ti chiami?... Ed incominciò a scrivere con il mozzicone di lapis. Tenendo lui
basso il taccuino, sbirciai e vidi, con un
crescente sollievo, che la punta del lapis la
teneva alzata dal foglio, sicché, di propo-
sito, non si annotò un bel niente. Con una
“va’ aposto” io vi ritornai contento come
una pasqua, facendo i gradini due a due».
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Sopra le dette aule c’era il nostro dormitorio, dalla capienza di circa 185 ‘fistoli’. Avvenne che una notte dei bombardieri inglesi, volendo colpire la fabbrica della Fiat
Grandi Motori di via Cigna, rasero al suolo
tutta quell’ala (noi eravamo in rifugio sotto la Basilica di Maria Ausiliatrice).
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Nel maggio 1945, il quadro del Lorenzone
– portato al Colle Don Bosco durante la
guerra – era tornato in Basilica così posizionato: tutto steso nel presbiterio della
basilica, con due teloni leggeri che coprivano sia il dietro del dipinto, riparandolo
dal pavimento del presbiterio, sia il dipinto vero e proprio (Ausiliatrice e Santi) disposti all’insù. Noi dell’ultimo anno, in un
intervallo della mattinata, facilitati dal fatto di occupare un’aula vicina alla basilica,
corremmo a vedere. I ragazzi, si sa, sono
sempre ragazzi. Si voleva vedere il dipinto
a distanza ravvicinatissima, etc. Per mio
conto pensai di far di tutto per dare un bacio sulla fronte della Madonna. In ginocchio ed accosciato nell’angolo del grande
dipinto (angolo che mi portava, arrotolando il telo superiore, più vicino al volto
della Madonna), incominciai ad arrotolare. Ma una voce venne perentoria: “Cosa
fai? Accidenti!”. Ebbi tempo a voltare il capo e vedere don Fedele Giraudi agguerito
per un solenne calcio nel sedere. Chiappalo merlo! Feci un salto ed evitai la minaccia non virtuale ma reale: il mio deretano non subì tanta umiliazione.
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Credete a queste briciole? Comunque, grazie per avermi letto, portandovi un po’ di
memorie nella vostra mente! Scrivetele. Vi
assicuro che darò loro la mia attenzione: il
sorridere dopo 50 anni dell’accaduto fa
bene ed incoraggia a vedere ed apprezzare le briciole dei nipotini!
don Odello Augusto
Il cortiletto
a fianco della sacrestia
della Chiesa di
San Francesco d’Assisi,
dove Don Bosco ha incontrato
il giovane BARTOLOMEO GARELLI.
In questo cortiletto per varie
domeniche venivano decine
e decine di ragazzi a giocare
e a incontrare Don Bosco.
La lapide ricorda la data della posa,
l’8 dicembre 1941.
Si nota lo stile ampolloso e roboante
del periodo fascista.
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Eravate così...
Prima media A 1957-1958 con don Giulio Aprà.
Un “gorba” si immortala
con il sig. Zebulone (1967).
Il tornio costruito dalla
3 aavviamento nel 1946-1947.
L’orgoglio del 4° corso 1946-1947.
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Prima C grafici 1968-1969.
Volti noti che hanno
terminato la loro corsa:
don Egidio Bongioanni, direttore
sig. Spiri Enzo
sig. Tesio Giuseppe
don Natale Orlandi
don Giuseppe Baroffio
sig. Spinelli Orlando
Grafici 1986.
“Grandini” 1965,
con due grandi,
don Ersilio Renoglio
e sig. Vittorio Zebulone.
Vincitori gare di religione:
“chi ci si riconosce?”.
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Il Bambù
C’era una volta, nel cuore del regno dell’ovest, uno splendido giardino. E là, nell’ora più fresca del giorno, il signore del
giardino passeggiava tra gli alberi. Tra tutte le piante del giardino la più bella, la più
amata era un Bambù, nobile e pieno di
grazia.
Anno dopo anno il Bambù cresceva sempre più maestoso e gentile. Era consapevole di come il suo signore lo amava e gioiva alla sua vista, ma rimaneva umile e grazioso in tutti i suoi tratti.
Spesso, quando il vento veniva a giocare
tra i rami, bambù sembrava scordarsi per
qualche tempo della sua dignità. Iniziava a
danzare e a ondeggiare in allegria, scuotendosi e quasi danzando si lasciava piegare in gioioso abbandono.
Era lui il vero maestro della danza in tutto
il giardino con grande diletto del suo signore.
Un giorno il signore del giardino si fece
molto vicino e iniziò a contemplare il
bambù lasciando traspirare dagli occhi
una insolita attesa. Il bambù, ardente di
affetto, piegò fino a terra la sua grande
chioma in un gesto di sincero e cordiale
saluto. Il signore così gli parlò:
“Bambù, desidero fare uso di te”.
Bambù sussultò con la chioma alta nel cielo in un guizzo di gioia. Il giorno dei giorni
finalmente era arrivato! L’ora in cui finalmente il suo destino, la sua missione poteva essere compiuta in pienezza!
Con voce calma e serena rispose: “Mio signore: sono pronto. Usami come tu vuoi”.
“Bambù” rispose con voce pacata e grave il
signore “sarò costretto a prenderti e tagliarti”.
Un tremito di orrore percosse il bambù da
fronda a radice: “Ta... tagl... Tagliarmi?! Ta-
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gliare me bambù che tu signore hai fatto
crescere più bello di tutti gli alberi del giardino? Tagliarmi. Ah... no! Questo no! Usami come credi per la tua gioia, mio signore, ma non tagliare...”.
“Mio amato bambù” e la voce del signore
ora era molto profonda “se non taglio, se
non ti taglio, non posso far uso di te”.
Il giardino era immobile. Il vento trattenne
il respiro. Il Bambù assai lentamente piegò
la sua chioma superba e maestosa, e in un
sussurro: “Mio signore, se non puoi far uso
di me senza tagliare, sia come tu desideri e
taglia di me”.
“Bambù, Bambù a cui voglio un gran bene,
dovrò tagliare foglie e rami dal tuo tronco”.
“Signore, signor mio, pietà di me! Tagliami
e abbassa tra la polvere la mia bellezza,
ma fino al punto di portar via le mie foglie
e i miei rami??”.
“Bambù diletto, se non porto via foglie e
rami non potrò far uso di te”.
Il sole nascose il suo volto. Una farfalla che
aveva sentito queste parole svanì impau-
rita dietro un cespuglio. Bambù tremava al
pensiero di cosa lo avrebbe aspettato, ma
in un sussurro annuì: “Maestro, taglia via”.
“Bambù, Bambù mio, dividerò in due il
tuo corpo e porterò via il tuo cuore, perché
se così non è non posso usare di te”.
“Signore, maestro, avanti, taglia e dividi”.
E fu così che il signore del giardino prese
Bambù e lo tagliò a terra e rimosse i suoi
rami e lo svestì delle foglie. Divise il suo
corpo in due e scavò fuori il suo cuore.
Sollevandolo con mano gentile lo trasportò presso una fonte di acqua limpida e
fresca, zampillante là dove i campi erano
aridi e brulli.
Posando il bambù da un lato alla fonte e
dall’altro al canale che passava tra il campo inaridito, con dolcezza e animo grato là
lo depose.
La sorgente gorgogliò serena il suo benvenuto. L’acqua scintillante corse lieta
riempendo il canale di Bambù e fecondando i campi in attesa.
E il riso fu piantato e i giorni passarono. I
germogli spuntati crebbero rigogliosi. Il
giorno del raccolto venne: un raccolto
buono e abbondante.
Era il giorno di Bambù, un tempo così
maestoso nella sua rigogliosa bellezza, eppure ora ancora più grande nelle sue spoglie sembianze, nella sua umiltà.
Perché nella sua bellezza era vita abbondante.
Ma nella sua umiltà era divenuto abbondanza di vita per il mondo.
(Leggenda indù)
Vale sempre, ma ancor di più a Natale.
MONDO
GEX
Il gruppo GEX, giovani exallievi salesiani, è
composto da ragazzi e ragazze che partono dalla prima superiore e raggiungono
l’età universitaria. I più grandi sono animatori dei più piccoli, come l’Oratorio di
Don Bosco insegna.
Il nostro programma è abbastanza impegnativo e prevede un incontro settimanale il venerdì dalle ore 15.00 alle ore 16.00.
Una volta al mese incontriamo un ospite
su un tema inerente la vita dei giovani o lo
stile di Don Bosco. Stiamo tentando di iniziare un’attività o più di servizio sistematico nei confronti di ragazzi poveri o bisognosi di aiuto per lo studio. Ci riserviamo
un incontro mensile di formazione.
Alcune occasioni speciali vissute que-
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st’anno sono state l’uscita al Parco Ruffini,
la Festa di Hallogex, l’organizzazione dei
giochi per la ‘Castagnata’ di novembre, che
poi si è rivelata una merenda a pane e salame.
Con i più grandi speriamo di realizzare anche un ritiro nelle vicinanze del Natale.
Con tutti prevediamo l’animazione della
Messa ogni tanto nella Basilica di Maria
Ausiliatrice, se le nostre forze e le circostanze ce lo permetteranno.
Abbiamo a disposizione, per chi lo desidera, un CD interattivo sull’attività estiva
di Pracharbon.
Al principio dell’anno abbiamo arredato
la nuova sala Gex, grazie alla generosità
del Direttore don Enzo Baccini e la collaborazione pratica di alcuni confratelli Coadiutori. Dentro la nuova sala si sta piuttosto bene, per questo invitiamo tutti a farci
una capatina ed aiutarci a tenerla pulita
ed ordinata come tutti la desiderano.
PER TE...
C’è un posto nella vita
dove troverai sempre rifugio sicuro
dove il tempo non ha confini;
c’è un posto nella vita, dove i sogni e
i pensieri trovano accoglienza e si evolvono,
c’ è un posto nella vita, dove conta solo la
tua
felicità, dove la realtà sembra essere più leggera,
dove il mondo non conosce problemi e distruzione,
c’è un posto nella vita, che conosci solo tu…
... È un posto davvero speciale
che conosce solo il bene, conosce la pace,
conosce la semplicità ed il perdono,
conosce l’entusiasmo e l’amore,
quel posto è il tuo cuore, il timoniere della
tua vita:
un porto sicuro dove approdare quando ti
senti
sconfortato e solo; lì nel tuo cuore non sei solo,
perché con te, in te e per te,
vive il tuo angelo custode;
devi solo saperlo ascoltare
e il tuo cammino verrà illuminato e ti
apparirà più limpido.
Non sfuggire al tuo destino, ma accoglilo
e vivilo come se ogni giorno fosse l’ultimo
e scoprirai che il tuo angelo ti è vicino sempre.
Simona Marinari
Sono arrivato a Valdocco nell’autunno del
2005, come ospite del Pensionato Universitario: è questa una piccola realtà, forse
sconosciuta ai più, di cui oggi vorrei dare
testimonianza attraverso la mia esperienza.
Da tempo, avevo maturato la scelta di proseguire gli studi dopo il Liceo, vuoi per costruire le basi ad un solido futuro lavorativo, vuoi per non deludere le aspettative
familiari, vuoi, soprattutto, per cercare l’esito naturale alle mie inclinazioni. Inizialmente, avevo fatto progetti impegnativi
per studiare in una città diversa, sottovalutando la possibilità di un “piano alternativo” che passasse da Torino. Tuttavia,
come si sa, «l’uomo propone, ma non dispone»: così, lo scherzo felice della Provvidenza, dopo aver stravolto ogni mia prospettiva, mi ha portato ad iscrivermi all’Ateneo Torinese e a trovare ospitalità, in
modo rocambolesco, in via Maria Ausiliatrice.
All’epoca, poco o nulla sapevo su Don Bosco e i Salesiani, perché l’educazione religiosa della mia infanzia era passata attraverso esperienze diverse da quelle dell’oratorio; i primi giorni, prevaleva in me un
Una persona migliore
senso di estraneità al luogo, tanto più che
ritenevo temporanea la mia permanenza
al Pensionato, una breve parentesi di ripiego prima di realizzare il mio progetto
iniziale. Non solo ero scettico, ma anche
abbastanza chiuso, specialmente verso gli
altri collegiali, persone che ritenevo non
avrei mai più visto di lì a qualche mese.
A poco a poco, però, la curiosità di scoprire ogni giorno un pezzo nuovo di Valdocco, vera città nella città, e l’inevitabile
coinvolgimento nel clima di famiglia del
Pensionato, hanno radicalmente cambiato la mia prospettiva. Con il tempo, la diffidenza ha lasciato il posto alla fiducia, la
riluttanza alla disponibilità, la solitudine
all’amicizia. Beninteso, quell’anno non
mancarono le difficoltà: agli impegni universitari abbastanza gravosi e a qualche
fisiologico incontro – scontro con gli altri
ragazzi del collegio, si aggiunsero alcuni
problemi di salute abbastanza rilevanti.
Posso dire con soddisfazione, però, che
tutti questi ostacoli sono stati superati proprio grazie alle preghiere e all’aiuto di molti che ho incontrato qui, tant’è che, a luglio, ho rinnovato l’iscrizione all’anno successivo senza esitazione.
E così per altre quattro volte.
Ormai, questo è il mio ultimo anno di permanenza a
Valdocco come studente: il
tempo che ho speso qui è
stato ben speso. In primo
luogo, ho guadagnato, grazie alla serenità del luogo e
ad uno studio proficuo, una
buona formazione culturale: mi sono laureato in fisica
e presto completerò la specializzazione in fisica teori-
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ca. Che dire, poi, della formazione umana,
affinata dalla convivenza e dal confronto
con “ventiquattro fratelli collegiali” e con i
referenti del Pensionato; non solo ho guadagnato in amicizie sincere e in momenti
di gioia comune, ma specialmente in virtù,
nel costante esercizio dell’ascolto, della
disponibilità, dell’attenzione reciproci. Insieme, abbiamo fatto esperienza di condivisione tutte le volte in cui ci siamo trovati per festeggiare compleanni e lauree,
oppure anche per stare vicino a chi era triste o soffriva a causa di problemi personali. Infine, non meno importante, ho arricchito la mia formazione spirituale sia
con gli incontri organizzati settimanalmente e con alcune delle tante iniziative
proposte, sia con la vicinanza ai luoghi di
Don Bosco ed alla loro frequentazione.
Come ho detto, questa parte della mia vita sta per concludersi: non so che cosa mi
riserverà il futuro, ma certamente porterò
con me il frutto più ricco che mi regala
Don Bosco: oggi sono una persona migliore.
Emanuele Nocera
Chi si vede! ...
Grazie alla paziente ricerca degli amici
Quaglino Franco e Giachino Luciano, si è
potuto raggiungere i componenti delle
classi degli anni 1940-1950 dell’Avviamento e della Tecnica. Prossimamente si
spera di completare il decennio 1950-1960,
sempre dell’Avviamento e della Tecnica, e
poi iniziare con classi della Media e del
Ginnasio.
In primavera è in programma, oltre al tradizionale convegno della prima domenica
dopo Pasqua, un incontro di tutti gli ex-falegnami, con la presenza dei sigg. Riccardo
Mano, Mario Notario ed Alfredo Refrancore.
Sono in cantiere anche gli incontri cinquantenari del 1959/60: verrà inviata
un’apposita lettera.
Quest’anno si sono incontrati gruppi della 3a Avviamento e 2a Tecnica 1957/58, la
prima, la terza Avviamento e la seconda
Tecnica 1958/’59.
Impressioni? Soddisfazione, direi entusiastica. Interessanti e piacevoli gli interventi di ognuno dei presenti.
Ci siamo lasciati proponendoci altri incontri, acciacchi ed anni permettendo.
L’incontro con amici, con Don Bosco e
l’Ausiliatrice ci ha rilanciati ad essere TESTIMONI di valori umani e cristiani seminati nella nostra famiglia, attecchiti nella
scuola di Don Bosco e cresciuti e irrobustiti nella vita.
Incontro del 26 agosto 2009. 3a Avviamento e 2a Tecnica (1957-1958).
Attempati, ma non più di tanto.
Da sinistra a terra: signora e BAR S. - OLIVIERO G. e signora - CALAVITA S. e signora - DELSOGLIO G.
FERRARIS M. - don CASATI - PACSCHERO F.
sui gradini: amico di MAFFIOLI - MAFFIOLI e signora - SEGLIE - GIORDANO G. - GIACHINO L.
Incontro del 10 ottobre 2009. 1a Avviamento (1958-1959).
Ancora baldanzosi e pieni di energia. Benvenute e gradite le signore
Da sin. in ginocchio: don CASATI G. - GIACHINO L.
in piedi: le SIGNORE presenti
I° gradino: MENEGHINI G. - CORRADO O. - FERRI S. - BERARD W. - SANTA G. -BORGHINO G.
MOLINAR MIN - MATHIS E. - GIOLITO T. - PPREGNOLATO V. - MIGLIETTI R. - PAVIA M.
II° gradino: ANZOLA L. - FORMIA F. - SANTA B. - AMPOLLINI L. - statua Don Bosco - BERTOLINO E.
FALORNI G. - LUPARIA C. - CUNACCIA R.
Incontro del 17 ottobre 2009. 3a Avviamento e 2a Tecnica (1958-1959).
Pochi ma soddisfatti di esserci ritrovati
Da sin.: fila a terra BERTALMIO U. - RICHETTO G. - FORNERIS G. - don BIGIO A. - d. CASATI
CASSANO G. - BORLA G. -BAUSOLA R.
Sui gradini: RINALDI - FRANCO G. - BURLANDO D. - BIAVA A. - RASCHIO F. - MARTINI G. - MARTINETTO F.
Filo diretto
Il direttore della Casa, don ENZO BACCINI, ci scrive: Carissimi Exallievi, vi ringrazio di cuore per il pensiero avuto per i ragazzi della scuola con il generoso dono
della somma di 1.500 €, offerta come borsa di studio “Don OTTORINO SARTORI”.
Le necessità, specie in questi tempi di crisi, sono molte e la Provvidenza ci viene incontro anche attraverso di voi. Grazie di
cuore.
Vi assicuriamo una preghiera riconoscente. Caramente in Don Bosco
Don Enzo Baccini
★★★
La signora LAURA BERNARDI ved. Vair
Genesio ci confida, parlando di suo marito, “mi affido alle sue preghiere come aiuto nella vita per me e per la famiglia che
abbiamo creato”.
Ci può contare, cara Signora, e lo facciamo volentieri
★★★
GUIDO MOSCA:… All’inizio della novena
dell’Immacolata il mio pensiero vola a
quando a Valdocco ero a scuola e c’era
sempre la breve predica di vari Sacerdoti
che illustravano le glorie di Maria.
Oggi le rivivo ancora nel cuore e nella
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mente e se anche nel mondo ci sono brutture io vedo ancora sprazzi di sole nei giovani. …
Io dico sempre “attenti: Dio è misericordioso, ma non si fa credere imbecille (scusi la parola). Lo sono invece quelli che fanno finta di ignorarlo”. … Gli acciacchi non
mi mancano, ma finché Dio è con me, di
chi devo avere timore?
Il tuo scritto,Guido, testimonia di come sia
importante l’educazione ricevuta. Grazie.
★★★
UMBERTO CACCINA fotografa la sua Paola nel saluto estremo: Noi e che con Lei
abbiamo vissuto anni felici, non possiamo che ricordare ed apprezzare le sue qualità, di cui la più evidente è stata senz’altro
l’impegno che metteva in tutto ciò che faceva.
Ottima studentessa nell’infanzia e nell’adolescenza, sportiva ed artista nello stesso
tempo. Conserviamo i suoi disegni chiaroscuri, le sue tele ad olio, i suoi lavori all’uncinetto, tutti realizzati con passione e
professionalità. Sempre fu attiva ed instancabile.
Ricordiamo gli anni vissuti in Messico a
Cuernavaca, la città dell’eterna primavera.
Del Messico Le piaceva la cucina di cui era
molto ghiotta tanto da divenirne una
esperta. Questa conoscenza è diventata
poi fondamentale al suo ritorno in Italia
per essere di aiuto all’avvio del ristorante
messicano di suo figlia Cinzia, e con i suoi
preziosi consigli ha molto contribuito al
successo dell’attività.
Al nostro ritorno in Italia inoltre si prodigava in una accoglienza calorosa verso gli
amici dei figli in occasione delle molte feste organizzate in casa con la sua collaborazione e tutto questo per facilitare il loro
inserimento nel nuovo ambiente.
La sua vita è stata troncata in età relativamente giovane e con grandi sofferenze,
ma sino all’ultimo respiro ci ha voluto lasciare questo messaggio: ‘Miei cari, anche
se mi vedete sofferente e molto malata, vi
voglio vedere allegri, sereni ed ottimisti
verso il futuro e desidero che con me ringraziate il buon Dio che a tutti noi ha donato un’esistenza ricca felice e piena di
amore e di questo sempre dobbiamo essergli grati’.
Non occorrono commenti: lo scritto parla
da sé.
★★★
GIANFRANCO GIORDANO si è attivato,
dopo l’incontro del 26 settembre, ad inviare materiale fotografico e a dare la sua
disponibilità per gli Exallievi che sono agli
inizi dell’uso del computer. Chi è interessato lo faccia sapere. Scrive: “Mi è piaciuto
l’incontro dove ho potuto apprezzare il più
moderno pensiero salesiano, certamente
meno conservatore di quello legato ai miei
ricordi giovanili’.
Grazie, Gianfranco della tua disponibilità e
del tuo entusiasmo.
★★★
SERAFINO ANZOLA, dopo l’incontro del
10 ottobre ’09, ci scrive: “invio alcune
istantanee della giornata. Mi è gradita l’occasione per ringraziare Te e Giachino per la
bella giornata, che spero possa riproporsi
presto”.
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È anche nostro desiderio riproporla, con
qualche variazione.Il risultato più bello è
stato quello di ritrovarci dopo tanti anni e
la comune soddisfazione che sprizzava dagli occhi.
★★★
Dall’amico Exallievo ANTONIO BONETTO abbiamo ricevuto un pensiero natalizio
particolare, che penso utile per tutti noi.
Riporta un articolo dello studioso e scrittore Vittorio Messori, che può chiarirci alcune idee.
GESÙ È NATO VERAMENTE IL 25 DICEMBRE?
ECCO LE RAGIONI.
“Fu la Chiesa a scegliere il 25 dicembre per
contrastare e sostituire le feste pagane nei
giorni del solstizio d’inverno. La nascita
del Cristo al posto della rinascita del “sol
invictus”.
All’inizio, dunque, ci fu una decisione pastorale che può essere mutata, variando
le necessità. Una provocazione, ovviamente, che si basava però su ciò che è (o,
meglio, era) pacificamente ammesso da
tutti gli studiosi: la collocazione liturgica
del Natale è un scelta arbitraria, senza collegamento con la data della nascita di Gesù, che nessuno sarebbe in grado di determinare.
Ebbene, pare proprio che gli esperti si siano sbagliati. In realtà OGGI, anche GRAZIE
AI DOCUMENTI DI QUMRAN, potremmo
essere in grado di stabilirlo con precisione:
GESÙ È NATO PROPRIO IL 25 DICEMBRE.
Una scoperta straordinaria sul serio e che
non può essere sospettata di fini apologetici cristiani, visto che la dobbiamo a
un docente, ebreo, dell’Università di Gerusalemme, il professor Shemarjahu Talmon. Shemarjahu Talmon insegna all’Università ebraica di Gerusalemme. Lo studioso è riuscito a precisare in che ordine
cronologico si susseguivano le 24 classi
sacerdotali.
La tradizione di cristiani orientali che pone tra il 23 e il 25 settembre l’annuncio a
Zaccaria è sempre stata verosimile. Ma
questa verosimiglianza si è avvicinata alla
certezza perché, stimolati dalla scoperta
del professor Talmon, gli studiosi hanno
ricostruito la “filiera” di quella tradizione,
giungendo alla conclusione che essa proveniva direttamente dalla Chiesa primitiva,
giudeo-cristiana,di Gerusalemme. Una
memoria antichissima quanto tenacissima, quella delle Chiese d’Oriente, come
confermato in molti altri casi. Ecco, dunque, che ciò che sembrava mitico assume,
improvvisamente, nuova verosimiglianza.
Una catena di eventi che si estende su 15
mesi: in settembre l’annuncio a Zaccaria e
il giorno dopo il concepimento di Giovanni;¸in marzo, sei mesi dopo, l’annuncio a
Maria; in giugno, tre mesi dopo, la nascita
di Giovanni; sei mesi dopo, la nascita di
Gesù. Con quest’ultimo evento arriviamo
giusto al 25 dicembre. Giorno che, dunque, non fu fissato a caso…”.
Un motivo in più per avvalorare la nostra
fede. Grazie.
Ex che ricordiamo e che ci parlano
VAIR GENESIO
✙ 4-1-2009
TORLASCO ENRICO
✙ 10-07-2009
AIMASSO GIUSEPPE
✙ 16-11-2009
Nello sforzo dell’ascesa dei monti, che tanto amava, ha forgiato il
suo carattere ad affrontare le fatiche della vita, comunicando
questa esperienza ai giovani che
ha incontrato nel suo cammino,
come formatore professionale.
Ha amato e servito il Signore, offrendo negli ultimi tempi le sue
sofferenze per i giovani più discoli della Scuola, perché ne divenissero gli exallievi migliori.
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SAVANT ALEINA PIERO
✙ 28-09-2009
Tu che tanto ci amasti in vita veglia su di noi e guidaci perché
possiamo sempre percorrere come te la giusta via della bontà.
Fraternamente ricordiamo gli amici, che da tempo ci hanno lasciato:
✙ AIMASSO GIUSEPPE salesiano, insegnante e capo laboratorio di meccanica (1972-1975)
morto a Lombriasco il 16 novembre 2009
✙ VAIR GENESIO exallievo meccanico (1958-1961), morto il 4 gennaio 2009
✙ SAVANT ALEINA PIERO exallievo (1956-1961), morto il 28 settembre 2009
✙ FUGIGLANDO GIOVANNI ex artigiano, morto il 20 maggio 2009
✙ TORLASCO ENRICO ex meccanico (1954-1959), morto il 10 luglio 2009
Le più vive condoglianze
a Umberto Caccina
per la perdita della moglie PAOLA
È bello lodarti
È bello cantare il tuo amore,
è bello lodare il tuo nome,
È bello cantare il tuo amore,
è bello lodarti Signore,
è bello cantare a te.
Felicit azioni e augur i a:
a ANFOSSO CAMILLO e QUEZADA CARMEN per il loro matrimonio
a MAURILIO CORTESE e signora ANNA per i loro 50 anni di matrimonio, le loro nozze d’oro! E per la nascita del nipotino VALERIO
ai neo-nonni MARIVANNA e MICHELE FILISTEO per la nascita di LUCA
a LORENZO ARDISSONE per la nascita della nipotina ANNA: la sua piccola vita è sbocciata come un fiore che il Signore ha custodito nel suo amore.
a RAMON ABRAMO neo-dottore in ingegneria energetica. Un traguardo è stato raggiunto. Altri ne attendono!
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I nostri appuntamenti:
Venerdì 18 dicembre
in Basilica ore 19.30 solenne Concelebrazione, a conclusione dei festeggiamenti della
Congregazione salesiana.
Sabato 19 dicembre
ore 11.00: Concelebrazione in Basilica
ore 15.00: Concerto all’Auditorium “G. Agnelli “ del Lingotto
Domenica 31 gennaio: Festa di San Giovanni Bosco: ore 21.00 Santa Messa per la Famiglia Salesiana
Domenica 21 marzo: Ritiro in preparazione alla Pasqua c/o le Suore del Cenacolo (p.zza Gozzano)
Domenica 11 aprile: Convegno annuale Exallievi
Prime domeniche del mese: S. Messa in San Francesco alle ore 10.00
Domenica 3 gennaio pregheremo per la pace nel mondo
Domenica 7 febbraio con benedizione della gola
Domenica 7 marzo
Tesseramento 2010
La quota associativa è di € 20,00. Grazie per il vostro attaccamento a Don Bosco,
all’Unione Ex-allievi “Casa Madre” e per la vostra generosità.
Per informazioni telefonare ai seguenti numeri:
Delegato: 011.5224368 [email protected]
Sede Ex: 011.5224502 con segreteria telefonica
La nostra casella di posta elettronica:
www.donboscoinsieme.com - [email protected]
I tuoi dati fanno parte dell’archivio elettronico gestito dell’Associazione Exallievi/e di Don Bosco - Casa Madre, con sede in Torino, Via Maria Ausiliatrice 32, nel rispetto di quanto stabilito dalla legge n. 196/03 sulla tutela dei dati personali. I Tuoi dati non saranno oggetto di comunicazione o diffusione a terzi, se non per ciò che riguarda la spedizione della rivista. Per essi potrai richiedere, in qualsiasi momento, modifiche,
aggiornamento, integrazione o cancellazione, scrivendo all’attenzione del Delegato, all’indirizzo della rivista.
AVVISO
PER IL
PORTALETTERE
Suppl. al n.10 de “Il tempio di Don Bosco”
Dir. Resp. Valerio Bocci
Aut. Trib. Torino n. 498 del 14-11-1949
Corrispondenza:
UNIONE EXALLIEVI CASA MADRE
Via Maria Ausiliatrice 32 - 10152 Torino
l’eco dell’oratorio
dicembre 2009
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In caso di MANCATO RECAPITO inviare a:
TORINO CMP NORD per la restituzione al Mittente:
via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino
Esso si impegnerà a pagare la relativa tassa.