Diffida del 31 Ottobre 2009 al giornale Libero di

Transcript

Diffida del 31 Ottobre 2009 al giornale Libero di
STUDIO LEGALE PORRU
Via Paolo Emilio, 34
Tel. 063243441 – Fax 063243449
DOMANDA DI RETTIFICA EX ART. 8 DELLA LEGGE 8
FEBBRAIO 1948, N. 47, COME SOSTITUITO DALL’ART. 42,
DELLA LEGGE 5 AGOSTO 1981, N. 416
per
L’On. Signor Esterino MONTINO (Vicepresidente della Giunta della
Regione Lazio), elettivamente domiciliato ai fini del presente atto, in
Roma, alla Via Paolo Emilio n. 34, presso lo studio dell’Avv. Alessandro
PORRU;
RILEVATO CHE
-
Il giorno venerdì 30 ottobre 2009, il quotidiano “Libero” a pagina
4 ha pubblicato un articolo a firma Franco BEHIS, recante titolo
“MONTINO NON HA ALIBI MA OSPITO’ LA DISCO GAY”;
-
All’interno di tale articolo è dato leggere che “Montino e la
Cirinnà attraverso la loro Monester sono proprietari del locale a
fianco dell’Alibi e nel loro palazzo è stata ospitata solo
occasionalmente qualche serata del luogo cult per gay e trans di
Roma”.
-
Inoltre, nell’articolo sopra menzionato si legge che “Montino ha
invece investito i risparmi suoi e della Cirinnà oltre che nella rete
di fattorie del grossetano anche nelle mura dell’isolato a fianco
dell’Alibi. Lì ai numeri civici 46 – 46/a, 46/ b e 48/a ci sono altre
discoteche, bar e ristoranti fra cui Le Rune, il Coyote e il Top five.
I frequentatori dell’Alibi, oltre ad avere trascorso serate in
trasferta nel <<palazzo Montino>>, spesso andavano a bere o
mangiare qualcosa prima di scatenarsi nella loro discoteca
preferita.
2
A differenza della famiglia Molayem che ha depositato ogni
contratto di affitto stipulato per la gestione dei locali, Montino e la
Cirinnà non hanno depositato alla Camera di Commercio
nemmeno uno. Difficile quindi stabilire la loro contabilità”.
L’articolo sopra richiamato contiene una serie di dati infondati e di
gravi errori.
Peraltro, l’articolo in questione segue di un giorno un altro articolo
apparso sul vostro giornale, in data 29 ottobre 2009, sempre a firma del
Signor BECHIS, in cui addirittura si attribuiva all’On. MONTINO la
proprietà di locali osè, gay, lesbo, bisex e trans, nonché la titolarità di
“affari notturni” definiti a “luci rosse”.
Ovviamente, le notizie (se di notizie si può parlare) sono risultate solo
delle falsità.
Ciò nonostante, il vostro giornale nell’articolo a firma del Signor
BECHIS in tale ultimo articolo continua a fornire informazioni
assolutamente false che alludono a situazioni in realtà inesistenti.
Infatti, nell’articolo in questione, intanto, si sostiene che l’On.
MONTINO avrebbe “investito i propri risparmi in una rete di fattorie nel
grossetano”, quando in realtà l’On. MONTINO possiede, peraltro solo pro
- quota, nel grossetano, due piccole fattorie che si occupano
esclusivamente di “coltura biologica”, svolta per pura passione e con
insignificanti ed in alcuni casi del tutto inesistenti proventi economici.
Appare evidente il significato allusivo della frase utilizzata “ha
investito i propri risparmi in una rete di fattorie” che, comunque, nella
migliore delle ipotesi, fornisce solo un dato errato della realtà.
3
Inoltre, nell’articolo de quo si riferisce che i frequentatori dell’Alibi,
avrebbero trascorso “serate in trasferta nel palazzo Montino” e che nei
locali a fianco dell’Alibi sarebbe stata ospitata occasionalmente qualche
serata del luogo culto per gay e trans.
I locali Le Rune, il Coyote e Top Five non sono mai stati gestiti dalla
MONESTER S.r.l., la quale ha solo concesso in locazione commerciale gli
immobili di sua proprietà alle rispettive società che gestiscono tali locali e
che sono completamente estranee rispetto alla stessa MONESTER S.r.l. ed
all’On. Esterino MONTINO.
Comunque, l’affermazione davvero grave ed inesatta è contenuta
nell’ultimo capoverso dell’articolo in discorso, ove è data leggere che “A
differenza della famiglia Molayem che ha depositato ogni contratto di
affitto stipulato per la gestione dei locali, Montino e la Cirinnà non hanno
depositato alla Camera di Commercio nemmeno uno. Difficile quindi
stabilire la loro contabilità”.
Tale affermazione, oltre ad essere destituita di qualsivoglia
fondamento, appare il frutto di una a dir poco scarsa conoscenza della
materia nonché di inesistenti verifiche.
Infatti, come si poteva facilmente verificare prima di pubblicare
l’articolo in parola, la MONESTER S.r.l. ha concesso in locazione
commerciale gli immobili di sua proprietà, siti in Roma, alla Via Monte
Testaccio nn. 46, 46/a, 46/b e 48/a, mediante contratti regolarmente
registrati presso la competente Agenzia delle Entrate, nonché debitamente
inseriti nella contabilità della suddetta Società.
4
Si fa rilevare al vostro giornale ed all’autore dell’articolo in discorso
come non vi sia alcuna disposizione legislativa che contempli il deposito
di contratti di locazione commerciale presso la camera di commercio.
Vi è invece l’obbligo, ai fini fiscali, di registrare presso l’Agenzia
delle Entrate di competenza i contratti di locazione.
Tale obbligo la MONESTER S.r.l. ha regolarmente assolto.
Sarebbe stata sufficiente una semplice verifica presso l’Agenzia delle
Entrate per evitare di diffondere notizie false ed errate anche nei loro
presupposti.
Inoltre, la MONESTER è assolutamente estranea alle licenze
commerciali ottenute dai singoli gestori dei locali che svolgono la loro
attività, mediante contratto di locazione commerciale, all’interno degli
immobili di proprietà della MONESTER S.r.l..
Infine, si vuole stigmatizzare la frase conclusiva dell’articolo del
Signor BECHIS del 30 ottobre 2009, ove si sostiene come sia difficile
stabilire la contabilità relativa ai contratti di locazione in questione.
In realtà, tali contratti di affitto, oltre ad essere stati regolarmente
registrati, sono regolarmente fatturati ed indicati nella contabilità della
MONESTER S.r.l., come può essere verificato facilmente da chiunque ne
abbia interesse, essendo stati depositati i relativi bilanci presso la Camera
di commercio di Roma. Si fa osservare al vostro giornale che la visione di
detti bilanci è pubblica.
Sarebbe opportuno che il Vostro giornale effettuasse delle verifiche
prima di diffondere notizie false e gravemente lesive del decoro e della
dignità di personaggi pubblici che hanno sempre tenuto un contegno
ineccepibile ed improntato alla piena legalità; questo soprattutto
5
nell’interesse superiore del lettore e della credibilità ed onorabilità della
stessa stampa in generale.
L’articolo in oggetto ha evidentemente un contenuto diffamatorio nei
confronti dell’On. MONTINO, il quale formula sin da ora ogni e più
ampia riserva di agire nelle opportune sedi giudiziarie, tanto penali quanto
civili, per il riconoscimento dell’illecito commesso nei propri confronti e
per il ristoro del gravissimo danno d’immagine subito e delle conseguenze
di natura economica dello stesso.
Si osserva, inoltre, che quando la notizia diffusa con il mezzo della
stampa risulta essere non rispondente al vero e/o lesiva della dignità o del
decoro, l’offeso può esercitare il diritto di rettifica riconosciutogli dalla
legge.
In proposito, l’art. 8 della legge 8 febbraio 1948, numero 47, come
sostituito dall’art. 42 della legge 5 agosto 1981, numero 416, prevede
espressamente che:
“Il Direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire
gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le
dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate
immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da
essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a varietà, purché le
dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di
incriminazione penale.
Per i quotidiani le dichiarazioni o le rettifiche di cui al comma
precedente sono pubblicate non oltre due giorni da quello in cui è
avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina
del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
6
Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le
ha determinate e devono essere pubblicate nella loro interezza, purché
contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche
tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni
contestate”.
Appare evidente la potenzialità lesiva dell’articolo in questione nei
confronti dell’On. MONTINO.
Pertanto, in virtù della norma sopra menzionata si invita e
DIFFIDA
con la presente, il Direttore o, comunque, il Responsabile del
quotidiano “Libero” a pubblicare, entro e non oltre il termine di legge e
con le modalità previste dalla medesima norma di cui sopra, la rettifica
della quale di seguito si indica il testo integrale:
“Le notizie apparse in data venerdì 30 ottobre 2009 sul quotidiano
Libero, a pagina 4, nell’articolo a firma del Signor Franco Bechis,
recante il titolo <<Montino non ha Alibi ma ospitò la disco gay >>,
sono completamente inesatte e non corrispondenti alla realtà. Infatti,
l’On. MONTINO non ha investito i propri risparmi in una rete di
fattorie nel grossetano, ma in realtà possiede, peraltro solo pro-quota,
nel grossetano, due fattorie di piccole dimensioni che svolgono
esclusivamente “coltura biologica”, con insignificanti proventi
economici e che sono gravate da mutui accesi proprio per consentirne
l’acquisto. Inoltre, la MONESTER S.r.l., della quale l’On. MONTINO
è socio, ha concesso in locazione commerciale gli immobili di sua
proprietà, siti in Roma, alla Via Monte Testaccio nn. 46, 46/a, 46/b e
48/a, mediante contratti regolarmente registrati presso la competente
7
Agenzia delle Entrate, nonché debitamente inseriti nella contabilità
della suddetta Società. La MONESTER S.r.l. ha regolarmente
adempiuto all’obbligo, previsto ai fini fiscali, di registrare presso
l’Agenzia delle Entrate di competenza i contratti di locazione
commerciale degli immobili di sua proprietà. Tali contratti di
locazione, oltre ad essere stati regolarmente registrati, sono
regolarmente fatturati ed indicati nella contabilità della MONESTER
S.r.l., come può essere verificato facilmente da chiunque ne abbia
interesse, essendo stati depositati i relativi bilanci presso la Camera di
commercio di Roma. Deve ritenersi inesatto, pertanto, che sia difficile
stabilire la contabilità della MONESTER S.r.l. in relazione ai
contratti di locazione commerciali aventi ad oggetto gli immobili di
proprietà di qest’ultima, siti in Roma, alla Via Monte Testaccio nn.
46, 46/a, 46/b e 48/a. La MONESTER non ha mai gestito i locali Le
Rune, Il Coyote e Top Five. La MONESTER S.r.l. non è neppure
titolare delle licenze commerciali relative a tali locali che sono di
competenza esclusiva dei loro gestori”.
Si comunica che, qualora il vostro giornale non provveda a pubblicare
la rettifica di cui sopra, nei termini e nelle modalità indicate dalla legge, si
provvederà, senza indugio, ad adire la competente Autorità Giudiziaria, in
via cautelare d’urgenza, al fine di ottenere la pubblicazione della rettifica
riportata nel presente atto.
Roma, 31 ottobre 2009
On. Esterino MONTINO
Avv. Alessandro PORRU