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Anno XVI N° 18/2007 - 30 dicembre
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Dibattito polit i c o p e r l a s e n t e n z a d e l Ta r L a z i o
La laconica battuta di Prodi
Il Ministro dell’Economia è diventato “il capo espiatorio” sul caso Speciale
Giorgio Lambrinopulos
C
ontinua a tenere banco nel dibattito politico la sentenza del
Tar del Lazio che ha accolto
il ricorso presentato dal generale Roberto Speciale
contro la rimozione dall’incarico di comandante generale della Guardia di Finanza. Se il Professore glissa
alla domanda e l’opposizione persiste nell’attacco a
Padoa-Schioppa e Visco,
chiedendone le dimissioni,
nell’Unione non c’è omogeneità di vedute. “Oggi
non è una giornata ‘speciale’” è la laconica battuta di
Romano Prodi ai cronisti
che a Bologna, fuori dalla
messa domenicale, gli chiedevano un commento sul
caso del generale e chi sarà
domani alla guida della
Guardia di Finanza. Mentre
Anna Finocchiaro ammette
che ‘’sono stati commessi
degli errori dagli uffici che
hanno scritto il provvedimento con il quale veniva
sollevato dall’incarico il generale Speciale”. “Mi piacerebbe - spiega - un Paese
in cui questi errori non si
producessero, ma anche un
Paese in cui a capo della
Guardia di Finanza ci fossero persone che non usano
risorse pubbliche per fini
personali”. Anche Massimo
Donadi, capogruppo alla
Camera di Italia dei Valori,
dice che “il governo ha
commesso un errore, ma la
il Generale Roberto Speciale
Incroci Atlantici
Francesco Perfetti
L
’attacco alle Torri Gemelle di New York
dell’11 settembre 2001
ha rappresentato un momento
di svolta nella storia non soltanto degli Stati Uniti, ma anche, e soprattutto, nella storia
dell’Occidente. Infatti, quell’evento – con tutto quanto ne
è seguito: la crociata contro il
terrorismo internazionale, la
guerra in Afghanistan e poi in
Iraq, la guerriglia che insanguina tuttora il Medio Oriente
– ha modificato profondamen-
te il sistema degli equilibri
internazionali e ha posto con
grande evidenza il problema
della collocazione – ovvero,
se si preferisce, di una ricollocazione – della Unione Europea nel nuovo contesto internazionale quale è venuto
ridefinendosi proprio a partire
da quegli avvenimenti drammatici. Il mondo, insomma, è
cambiato, è profondamente
cambiato dopo l’11 settembre.
Già da tempo, per la verità,
dopo l’abbattimento del muro
di Berlino e il crollo dei regimi di socialismo reale, la situazione internazionale appa-
riva caratterizzata dalla
presenza di una sola superpotenza, appunto gli Stati Uniti,
egemone indiscussa nel ruolo
di garante riconosciuto di un
nuovo ordine internazionale
fondato tanto sui principi
quanto sulla prassi della cosiddetta liberaldemocrazia.
Accanto alle analisi di quei
politologi che sottolineavano
come, in una prospettiva di
medio o lungo termine, gli
Stati Uniti si sarebbero trovati
in una inevitabile situazione
di conflitto non soltanto con il
Medio Oriente, ma anche con
l’emergente potenza, econo-
mica e politica, della Cina, mi
sembra, per l’eco che ebbe in
Occidente e per le discussioni
cui dette luogo, sia opportuno
rammentare un celebre saggio
di Francis Fukuyama. Politologo e filosofo di formazione
hegeliana, questi – in un saggio dal titolo suggestivo The
end of history pubblicato nel
1989 sulla bella rivista The
National Interest (e poi divenuto un libro assai fortunato
anche in Europa) – sostenne
la tesi che la fine del comunismo aveva comportato la fine
Continua a pag 24
fiducia al ministro PadoaSchioppa non è in alcun
modo in discussione, per
noi il caso si è concluso con
la doverosa revoca delle deleghe sulla Guardia di Finanza
al
viceministro
Visco”. Il ministro
dell’Economia è diventato ‘’il
capro espiatorio’’ sul caso
Speciale, secondo il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Il leader
dell’Italia dei Valori è convinto che in questa vicenda
l’esecutivo oltre che ‘’pasticcione è stato anche un
po’ arrogante’’. ‘’Il ministro
Padoa-Schioppa - ricorda
Di Pietro - ha portato all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri la questione della revoca dei poteri
del generale Speciale ma
tutto il governo l’ha votato
con il mio voto contrario. E’
sbagliato, dunque, prendersela ora con Padoa-Schioppa’’. Gli dà ragione il senatore del Pd, Antonio Polito,
che difende il titolare di Via
XX settembre e parla di
‘’scelte che sono state fatte
collegialmente e sostenute
pubblicamente dal governo
e dalla sua maggioranza. E’
dunque ingiusto oggi chiederne le dimissioni. Sarebbe più logico, dal punto di
vista
dell’opposizione,
chiedere le dimissioni del
governo. Ma questo - conclude Polito - è ciò che l’opposizione fa dal primo giorno della legislatura”. Il
verde Paolo Cento, sottosegretario al ministero dell’Economia, preferisce concentrare la polemica sul
centrodestra. “Bene ha fatto
ieri in Parlamento la maggioranza di centrosinistra a
confermare piena fiducia al
ministro Padoa-Schioppa e
all’operato del governo sottolinea - Sul caso Speciale il centrodestra fa solo
strumentalizzazioni cercando di politicizzare una vicenda che deve rimanere in
ambito istituzionale’’. ‘’In
quale altro Paese dell’Occidente avanzato - si chiede
invece Daniele Capezzone
- Tommaso Padoa-Schioppa e Vincenzo Visco sarebbero rimasti o resterebbero
ancora al loro posto? Sarebbe molto opportuno, da parte loro - osserva - un atto di
dignità: dimettersi, lasciare
le poltrone, e scusarsi per
questo mix di prepotenza e
dilettantismo’’. Tutta l’opposizione insiste nel volere
le dimissioni del titolare
dell’Economia e anche di
Visco. “Il ministro delle Finanze caccia un consigliere
della Rai e il comandante
generale della Guardia di
Finanza. Ma il tribunale
amministrativo gli dà torto
due volte: ‘non lo puoi fare’
- rileva Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi
- Il ministro non si dimette e
neanche chiede scusa: è un
caso di prepotenza mai visto”. ‘’Non possono bastare
le ammissioni di errore,
pronunciate a mezza bocca,
da vari esponenti della sinistra’’ mette in chiaro Isabella Bertolini, vice presidente
dei deputati di Forza Italia,
che intima ‘’un’assunzione
di responsabilità’’: ‘’Se,
come ha affermato alla Camera il ministro PadoaSchioppa, c’è da parte del
governo il massimo rispetto
delle decisioni della Magistratura, il presidente del
Consiglio deve chiedere le
dimissioni immediate del
Continua a pag 2
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Politica
Segue dalla prima
viceministro’’. Le fa eco Maurizio
Gasparri, di An: ‘’Al reintegro
immediato di Speciale deve poi
corrispondere l’immediato allontanamento dal governo di PadoaSchioppa e Visco. Due persone che
hanno più volte violato le leggi. Le finanze pubbliche non possono rimanere
in mani che affondano nell’illegalità.
Gli onesti al loro posto, i nemici della
legge a casa. Subito. Se non avverrà
scatteranno le nostre denunce penali.
Contro tutti. Nessuno escluso’’. Gasparri chiede anche le dimissioni di
Prodi: ‘’E’ una persona irresponsabile,
arrogante e in preda a un delirio tipico
di una persona priva delle piene facoltà
mentali. Si dimetta e si curi”. “In un
Paese normale un ministro che sbaglia
due volte dovrebbe avere la dignità di
dimettersi’’ è anche l’opinione del segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa. E, a
chi gli domanda se pure Visco debba
rassegnare le dimissioni, risponde: “Visco è l’autore dell’ingiusta cacciata di
un servitore dello Stato quale era il generale Speciale”. Il Tar del Lazio ha
accolto il ricorso presentato dal generale Roberto Speciale contro la rimozione dall’incarico di comandante generale della Guardia di Finanza. Il giudice
amministrativo ha però detto no alla
richiesta di risarcimento presentata da
Speciale, pari a 5 milioni di euro. Le
spese legali, circa 6 mila euro, sono state attribuite al ministero dell’Economia. Dinanzi al Tar il generale Speciale
aveva sollevato la questione della legittimità del decreto con cui il governo lo
scorso primo giugno gli aveva tolto
l’incarico di comandante generale della
Guardia di Finanza. Un provvedimento
seguito allo scontro che Speciale aveva
avuto con il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco e che i legali del
generale avevano contestato punto per
punto nel ricorso definendo la rimozione lesiva ‘’sotto l’aspetto dell’immagine, della dignità e della onorabilità professionale’’. ‘’Con questa sentanza il
generale Speciale è stato ampiamente
soddisfatto. Il Tar lo ha reintegrato nelle sue funzioni, in linea teorica, ripristinando lo ‘status quo ante’ - commenta
alle Agenzie Stampa Gianluca Esposito, legale del generale della Guardia di
Finanza. ‘’Questa sentenza gli ha restituito le funzioni e l’onore del quale è
stato privato in modo inaccettabile”.
‘’Quello che conta in questa vicenda è
il principio - sottolinea Esposito - e il
generale ne ha fatto una questione di
principio. Questa sentenza è stata per
lui ampiamente risarcitoria’’. In serata
è arrivato un primo commento del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che intervenendo in aula
alla Camera ha sottolineato come il governo intenda ‘’esercitare pienamente
le proprie prerogative nell’interesse del
paese’’. ‘’Le determinazioni del governo, così come l’analisi della sentenza afferma il ministro- saranno ispirati a
tre principi guida: il primo, massimo
rispetto per magistratura amministrativa e per le sue deliberazioni; secondo,
massima cura e attenzione al corpo della Guardia di Finanza e alla sua esigenza di esercitare in piena serenità, con un
chiaro comando, in condizioni di certezza; in terzo luogo, l’intendimento
del governo di esercitare pienamente le
proprie prerogative nell’interesse del
paese’’. Padoa-Schioppa spiega quindi
che la sentenza del Tar ‘’è ora allo studio degli uffici della presidenza del
consiglio, del ministero della Difesa,
del ministero dell’Economia’’. E’ quindi ‘’evidente che non sono ora in grado
di anticipare il risultato dell’esame e
delle decisioni che il governo prenderà
su questa materia’’. Dal centrodestra
però parte l’attacco al titolare dell’Eco-
nomia, ‘colpevole’ di aver rimosso il
numero uno delle Fiamme gialle. Forza
Italia e Alleanza Nazionale chiedono le
dimissioni del ministro e che il governo
riferisca in Parlamento. ‘’Per la seconda volta l’arroganza del ministro Padoa
Schioppa, che con il suo comportamento da dittatorello sudamericano aveva
cercato di imporre siluramenti e avvicendamenti ai vertici di organismi militari e aziende di Stato violando la legge
e attaccando la democrazia, è stata pe-
civile - conclude il il capogruppo di
An- tale sentenza porterebbe alle immediate dimissioni del ministro competente’’. Sulla stessa linea infine il
presidente dei senatori di Forza Italia
Renato Schifani: ‘’Nel giro di due settimane l’arroganza e la protervia politico
istituzionale di questo governo è stata
smascherata dalla magistratura che ha
confermato l’illegittimità di quegli atti
di rimozione che noi avevamo denunziato. A questo punto, mentre ci atten-
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
questo passo -conclude l’esponente del
Partito socialista- si andrà a una sempre
più frequente invasione di campo tra la
sfera politica e quella giudiziaria che
non gioverà certo a nessuno’’. “Ho rassegnato le definitive ed irrevocabili dimissioni dal Comando generale della
Guardia di finanza direttamente al capo
dello Stato, che è al di sopra del governo, rappresenta la Nazione ed è il capo
delle Forze armate, nell’interesse della
Guardia di finanza e del Paese, perché
non intendo più
collaborare al
servizio di questo governo”.
Lo dice il generale Roberto
Speciale alle
Agenzie Stampa. “Sei mesi fa
- ricorda l’ufficiale - ho rifiutato il prestigioso incarico di
consigliere alla
Corte dei Conti
e oggi rifiuto il
Comando generale
della
Guardia di finanza nel quale
ero stato reintegrato a pieno titolo con la sentenza del Tar.
L’unica vera finalità del mio ricorso era quella
di avere restituito l’onore di cui
ero stato spogliato in maniera
inaccettabile e
ingiusta. Questo
riscatto vale più
di qualunque
somma di danaro. Non mi
aspetto senso di
gratitudine, questo è l’ultimo
atto da militare”.
‘’Non ho mai
pensato di tornare alla guida della Guardia di Finanza’’, dice poi
ai microfoni di
Sky Tg24. ‘’Il
mio non è stato
un colpo di sce-
na, ma un gesto ponderato’’. ‘’Io mi sono
dimesso - spiega - per spirito di servizio
affinché cessi questa vergognosa polemica. Per amore della Guardia di Finanza e
per lo Stato che ho servito per 46 anni
faccio un passo indietro. Voglio dimostrare - ha aggiunto l’ex comandante generale delle Fiamme gialle - che non sono legato a nessuna poltrona’’. Da parte sua, il
presidente Napolitano ha risposto con
una missiva a Speciale: ‘’Generale, ho
ricevuto la lettera con la quale ella ha rassegnato - in ‘spirito di servizio verso le
istituzioni’ - le ‘dimissioni dalle funzioni
di Comandate Generale della Guardia di
Finanza’, e le comunico di aver già provveduto a investire della questione le competenti autorità di governo’’. Dimissioni
accettate dal ministro dell’Economia.
“Ho ricevuto la Sua lettera di dimissioni
irrevocabili che Ella ha indirizzato al Presidente della Repubblica, al Presidente
del Consiglio dei Ministri, al Ministro
della Difesa e al sottoscritto. Accetto la
Sua manifestazione di volontà”. E’ quanto si legge nella lettera inviata dal mini-
stro dell’Economia Tommaso PadoaSchioppa all’ex comandante generale
della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Il Governo, prosegue il ministro,
“si riserva di valutare se fare ricorso
avverso la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio”.
La lettera di Speciale non è piaciuta al
presidente del Consiglio Romano Prodi
. “E’ una lettera irrituale nella forma e
nei modi, che non cambia la posizione
del governo”, ha commentato il premier. “Vedremo nelle prossime ore gli
aspetti procedurali da seguire”, ha aggiunto. Il centrodestra plaude invece
alla scelta del generale. Per Renato
Schifani, capogruppo di Forza Italia al
Senato, è ‘’un gesto che merita rispetto
per un uomo dello Stato che dimostra
di non essere interessato al potere personale, ma alla sola tutela della verità e
della sua dignità’’. “Che lezione di stile
ha dato il generale Speciale rassegnando le proprie dimissioni”, gli fa eco il
coordinatore delle segreterie della
Lega Roberto Calderoli. Mentre
secondo il capogruppo Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, “Speciale ha fatto l’unica cosa che poteva fare e ha scritto le uniche
parole che poteva scrivere’’. E aggiunge: ‘’A me sembra che le sue
dimissioni rendano inutile il ricorso al Consiglio di Stato”. Giorgio Lambrinopulos
Il Ministro dell’Economia Padoa Schioppa
santemente certificata dalla magistratura amministrativa’’ dice vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto. E
aggiunge: ‘’Dopo la sentenza del Tar,
che boccia e censura l’operato del ministro dell’Economia e la politica da
regime del presidente del Consiglio,
non rimane che una sola strada: le dimissioni di Padoa Schioppa’’. ‘’In altri
tempi un militare disonorato come lo è
stato Padoa Schioppa sarebbe tolto di
mezzo in modo irrevesibile - dichiara
Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale -. Noi ci accontentiamo delle sue
immediate dimissioni dopo che il tar ha
bocciato la rimozione illegale del generale Speciali. Dopo il caso Petroni
un’altra bocciatura per un ministro che
rappresenta una vergogna per l’Italia.
Va cacciato subito. Intervenga il Capo
dello Stato contro i banditi che infestano il palazzo. Via il ministro del malaffare e torni subito Speciale alla guida
della Finanza’’. Sempre da Via della
Scrofa, Ignazio La Russa chiede che il
governo riferisca ‘’urgentemente’’.
‘’Ho incaricato il vicepresidente del
Gruppo di An Edmondo Cirielli di formalizzare tale richiesta. La sentenza
del Tar definisce la rimozione del Generale un ‘eccesso di potere’ da parte
del governo. In qualunque altro Paese
diamo le dimissioni del ministro Padoa
Schioppa, è doveroso che il parlamento
affronti immediatamente il problema
del rispetto delle regole istituzionali e
dell’uso delle istituzioni per fini politici
del quale l’esecutivo Prodi è triste protagonista della storia del nostro Paese’’.
La vicenda aveva provocato dure polemiche anche nella maggioranza: Di
Pietro in particolare aveva chiesto a Visco di fare un passo indietro. ‘’Se il
governo ascoltasse di più il ministro Di
Pietro, eviteremmo tante brutte figure’’
sottolinea lapidario il senatore Nello
Formisano, capogruppo dell’Italia dei
Valori a palazzo Madama. Il centrosinistra però difende in larga parte l’operato di Padoa-Schioppa. Per il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro,
la decisione del Tar non mette in difficoltà il ministero dell’Economia. ‘’Mi
pare di aver letto sui giornali le cronache di uno che andava in vacanza con
mezzi dello Stato, cosa che non mi pare
appropriata per un servitore dello Stato’’. Secondo Roberto Villetti, capogruppo socialista della Rosa nel pugno,
‘’il governo aveva tutto il diritto di rimuovere il generale Speciale’’. ‘’Non è
però la prima volta che una decisione
politica viene rovesciata da una sentenza del tribunale amministrativo. Di
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Pagina Tre
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Donne nell’Islam: diritti e restrizioni
52^ Parte
Roberto Cavallo
N
ella scorsa puntata abbiamo visto come l’Occidente, con la pornografia invadente e con i nuovi
traffici legati alla prostituzione
femminile, non costituisca certo
un esempio positivo per il giusto
rispetto dovuto alla donna. La
lotta di associazioni e di ONG,
soprattutto cristiane, volte a
denunciare e a spezzare queste
forme di nuove schiavitù, sembra infrangersi conto il muro
del profitto e della criminalità
organizzata. Caduta la cortina
di ferro, oggi sono soprattutto le ragazze dell’Est europeo
a pagare in prima persona; ma
anche dall’Africa un fiume di
donne si riversa sui marciapiedi d’Europa. Fra queste ultime
le nigeriane sono sicuramente
le più numerose. E’ emblematico che esse provengano quasi
esclusivamente dagli Stati meridionali della Nigeria, popolati
da genti cristiane o animiste.
Alcune arrivano anche dal nord
musulmano, ma si tratta per lo
più di ragazze sfruttate appartenenti alla minoranza cristiana
perseguitata. Per quanto mi risulta, insomma, non ci sono (o
comunque sono rare) le giovani
nigeriane avviate alla prostituzione di origine musulmana.
Tale dato di fatto trova fondamento nel principio generale
che una donna islamica non
deve mai essere sottomessa a
un non musulmano: una ragazza islamica non può sposare un
non musulmano, fosse anche
ebreo o cristiano, perché a causa della sua naturale debolezza
rischierebbe di farsi influenzare
dal marito. E’ invece possibile
– ed auspicato – il contrario. In
questo modo i figli si trovano
automaticamente nella fede paterna, mentre la donna ebrea o
cristiana, se pure nel tempo non
si sarà convertita all’Islam, sarà
costretta a vedere morire con
sé la possibilità di trasmettere
alle nuove generazioni il proprio credo. La donna diventa
così uno strumento privilegiato di espansione dell’Islam. Da
qui nasce anche il disprezzo
per coloro che sono celibi e la
condanna morale del celibato,
disprezzo espressamente previsto dal Corano (Sura 24,32).
Secondo il teologo don Georges Wadih Haddad, questo atteggiamento di difesa del ruolo
materno “…è richiesto dal Corano ed è imposto come norma
di vita. Infatti l’espansionismo
islamico, inizialmente condotto
attraverso la guerra, è in seguito
stato sempre gestito attraverso
il ventre delle donne, prima di
tutto con un numero di maternità
più numerose possibili. Un altro
modo di perpetuare l’espansione dell’islam consiste, infatti,
nell’incitamento della propaganda islamica a sposare donne
di altra religione, per convertirle e spingerle all’abiura” (La
donna in Medioriente, Marietti,
Genova-Milano, 2006, pag. 80).
Anche lavorativamente, per
Ayaan Hirsi Ali
quanto possibile, la donna non
deve dipendere da maschi che
non siano musulmani. Adriano
Sofri ha curato l’introduzione del libro “Non sottomessa”
di Ayaan Hirsi Ali, la giovane
donna somala autrice della sceneggiatura del film “Submission”, che è costato la vita al regista olandese Theo Van Gogh;
Ayaan Hirsi Ali, già deputato
olandese, nel maggio 2006 dovette abbandonare l’Olanda,
che non le garantiva adeguata
protezione, per rifugiarsi negli
Stati Uniti e vivere sotto copertura. Fra le altre cose, ecco dunque cosa scrive Adriano Sofri:
“La cultura islamica esclude
che una donna emigri da sola e
si prenda cura così intimamente di una persona, soprattutto di
un uomo, che non sia della sua
famiglia…” (Einaudi, Torino,
2005, pag. XLVIII). Di conseguenza è difficile trovare delle
donne musulmane che facciano, per esempio, la badante:
troverete una ragazza dell’Est
europeo, una filippina, una sudamericana; non un’araba. Così
protetta dalla tradizione musulmana, l’emancipazione femminile fatica ad affermarsi anche
negli Stati arabi più laicisti. In
occasione della XIX Conferenza dei 45 Ministri degli Esteri
dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), tenutasi al Cairo nel 1990, venne
promulgata la Dichiarazione
dei diritti dell’uomo nell’Islam.
Essa riprende numerosi punti
della Dichiarazione Universa-
le del 1948, ma sottolinea che
i diritti umani devono comunque essere conformi alla legge
musulmana, che ne fissa i limiti: diritto alla vita, alla libertà,
all’uguaglianza, alla giustizia,
all’equità nei processi, alla protezione contro gli abusi di potere e contro la tortura, il diritto
alla protezione dell’onore e della reputazione, il diritto d’asilo,
il diritto delle minoranze (decretato dal Corano per la gente
del Libro), il diritto e l’obbligo
per i musulmani di partecipare
alla conduzione e alla gestione
degli affari pubblici, le libertà
di fede, di pensiero e di parola.
Tutto questo è garantito: sempre
nei limiti, però, prescritti dalla
legge musulmana, come precisa il testo. Nella Dichiarazio-
ne del Cairo viene riaffermato
il ruolo storico della comunità
musulmana (Umma), la migliore comunità umana possibile.
Quindi si sostiene che i diritti
dell’uomo sono riassunti nella
Sharia, la legge islamica considerata immutabile e definitiva,
e che tutti i diritti fondamentali
e le libertà universali fanno già
parte della religione islamica.
In questa prospettiva, di necessaria subordinazione dei diritti umani all’ottica dell’Islam,
vanno letti anche i più recenti
tentativi di apertura ai diritti delle donne. I paletti quindi
restano: come quello per cui la
donna musulmana non può liberamente unirsi ad un uomo di
altro credo religioso. La professoressa Roberta Aluffi, docente
di diritto musulmano all’Università di Torino, riferisce in
proposito: “La musulmana che
sposa un non musulmano sarà
spesso oggetto di pressioni, minacce e talora violenze da parte
della famiglia. E comunque la
possibilità che il matrimonio
sia riconosciuto nel Paese islamico dipende dalla conversione
all’islam del marito” (Avvenire, 20 gennaio 2007, pag.7). La
non musulmana che sposa un
musulmano non è obbligata a
convertirsi – anche se subisce
di norma molteplici pressioni
in tal senso –; però in caso di
separazione o divorzio perde la
tutela dei figli e, se resta vedova, non può ereditare dal marito. D’altronde l’art. 19 della
citata Dichiarazione recita che
solo il padre ha la responsabilità dell’educazione fisica, morale e religiosa della prole, in
conformità alle sue credenze
e alla sua legge religiosa. Nel
periodo pre-islamico il marito
aveva un potere illimitato di
ripudiare la moglie. Il Corano
riconosce al marito la potestà
di sciogliere unilateralmente
il legame matrimoniale (ripudio), ma limita con varie forme
questa libertà assoluta. La donna non ha tale diritto, ma deve
avanzare specifica e motivata richiesta ad un giudice, che
vaglierà se nel caso concreto
ricorrano i tassativi casi previsti dalla sharia. Oggi il potere
di ripudio in capo al marito in
diversi luoghi viene attenuato,
sottoponendolo a talune condizioni. Sta di fatto che solo
in pochi Stati, come la Tunisia
(fin dal 1956) e il Marocco (con
il nuovo codice di famiglia del
2004), il ripudio unilaterale
dell’uomo è apertamente proibito, con il riconoscimento del
divorzio per ambedue i sessi.
Né è necessaria, in questi Paesi, l’autorizzazione a sposarsi
da parte del padre o comunque
di un uomo che faccia da tutore
(wali). Negli altri codici, anche
moderni, l’istituto del wali viene invece mantenuto, per cui
l’opposizione alla volontà del
wali, che è sempre un uomo, è
sconveniente e, talvolta, praticamente impossibile (“Islam:
storia, dottrina, rapporti con il
cristianesimo”, a cura del Centro Federico Peirone, Elledici,
2004, pag. 132).
(Continua)
Politica
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
I diritti delle maggioranze
L
’uccisione della signora Reggiani a Roma, ha
messo a nudo la fragilità e
la debolezza ormai drammatica
del nostro Paese. Abbiamo visto
un volto di un’Italia che fa veramente tremare. Questo delitto
mette in discussione l’immigrazione selvaggia che insieme ad
immigrati con voglia di lavorare
ha importato anche delinquenti
pronti a commettere qualsiasi
reato. Perfino le autorità romene
l’hanno spiegato: “Da noi la situazione è tranquilla perché i nostri delinquenti sono venuti tutti
da voi”. Siamo diventati importatori di delitti, i delinquenti
sono attratti dalla nostra terra,
come hanno detto ad Ottoemezzo di Giuliano Ferrara. La polizia fa quello che può ma i mezzi
sono scarsi, inoltre la sinistra al
governo è incapace di fare una
seria politica sulla sicurezza.
Avremmo già dovuto bloccare
gli ingressi - scrive Giampaolo
Pansa – invece la nostra frontiera resta spalancata. Ma dove
sta scritto che dobbiamo accogliere tutti, compresi quelli che
entrano in casa nostra per delinquere? Si chiede lo scrittore.
In ogni modo viviamo in una
società globalizzata che porta a
convivere sullo stesso territorio
persone di cultura, lingua, abitudini e provenienza diversa, ma
per raggiungere la pacifica convivenza é importante che tutti
condividono quei valori minimi,
come il non rubare, non uccidere, diversamente la convivenza
sarà sostituita dalla violenza e
dallo scontro. E’ indispensabile riconoscere questi valori
universali che sono riconosciuti
dalla ragione a prescindere da
ogni fede religiosa, sono valori
che vincolano anche chi ha una
religione diversa da quella storicamente maggioritaria in Italia o non ne ha nessuna, senza
che questo vincolo costituisca
un’oppressione delle minoranze o un’ingerenza della Chiesa
nella vita sociale. Certo gli italiani, la Chiesa Cattolica hanno
una lunga storia d’accoglienza
dei più poveri e dei più deboli.
“Ma lo Stato non può orientare
la sua politica dell’immigrazione al solo principio di accoglienza, e infatti Benedetto
XVI menziona insieme ‘sicurezza e accoglienza’. Buonista
è chi parla solo di accoglienza
dimenticando la sicurezza, solo
di diritti dimenticando i doveri,
solo di minoranze dimenticando che esistono anche i diritti
delle maggioranze, primo fra
tutti quello a una vita sicura e a
uno Stato che ci sappia proteggere dalla violenza quotidiana”.
( Massimo Introvigne, Il Papa
non è buonista. L’accoglienza
non prescinde dalla sicurezza,
9 novembre 2007, Il Giornale
della Libertà). Il cardinale Biffi qualche anno fa disse che in
Italia avremmo dovuto iniziare
a far entrare solo persone provenienti da paesi che avevano
una struttura sociale simile alla
nostra. Scegliamoli, dunque,
gli immigrati. Stipuliamo accordi bilaterali con i paesi di
provenienza e valutiamoli prima di farli approdare in Italia.
Occorre ricordare a certi cat-
Lo scrittore Giampaolo Pansa
tolici dalla lacrimuccia facile
che esistono i diritti della maggioranza. Due anni fa intervenendo ad un convegno internazionale sulle nuove religioni,
svoltosi a Palermo, Alessandro
Pagano, allora assessore alla
cultura della Regione Siciliana, sosteneva che in Europa la
difesa dei diritti delle minoranze è spesso promossa con un
metodo assolutamente sbagliato. Si ritiene, cioè, che il modo
migliore per difendere le minoranze consista nel far finta che
le maggioranze non esistano e
anzi nel dare addosso alle maggioranze pubblicamente e con
gesti di grande valore simbolico. E l’onorevole Pagano faceva riferimento alla Spagna di
Josè Luis Rodriguez Zapatero,
che non tiene conto
della maggioranza
dei cittadini spagnoli che sono cattolici, provocandoli in continuazione
con misure anticlericali che offendono punti essenziali della loro fede.
Secondo il ragionamento di Pagano lo zapaterismo
è una fabbrica di
xenofobia, proprio
perché
“quando
non si rispettano,
anzi si disprezzano pubblicamente,
i diritti delle maggioranze, queste si
innervosiscono e si
crea un clima dove
anche
l’effettiva
tutela delle minoranze – che non può
essere
giuridica,
ma ha bisogno del
consenso – diventa
difficile”.(Massimo
Introvigne, minoranze religiose e
diritti delle maggioranze. Contro lo
zapaterismo, 2.7.05
Il
Domenicale).
Bisogna aggiungere
che nei Paesi dove
una religione ha
forgiato l’identità
e la storia della nazione come il
cattolicesimo in Italia, ma anche
l’Ortodossia in Russia, o l’Islam
in Marocco, non può funzionare
neanche il modello statunitense,
che considera tutte le religioni tra
loro assolutamente uguali. Questo può andare bene negli USA,
che è stato così fin dalle origini,
ma solo una finzione giuridica permetterebbe di dire che la
Chiesa Cattolica in Italia è una
religione uguale alle 600 altre
presenti nel nostro Paese. E lo
stesso vale per l’islam in Marocco o per l’ortodossia in Russia o
in Georgia. Ci sono Paesi dove la
religione ha fatto la nazione non
riconoscerlo è una sciocchezza,
così come non riconoscere le radici cristiane dell’Europa. La provocazione sui diritti delle maggioranze è valida anche per gli immigrati
che sono minoranze rispetto agli
europei che li ospitano. Vale per gli
omosessuali, che sono pur sempre
delle minoranze, l’insistenza quasi
maniacale dei loro diritti fa dimenticare quelli delle famiglie che sono
la maggioranza. Vale per i diritti dei
lavoratori italiani o francesi rispetto
all”idraulico polacco” immigrato.
A questo proposito sta facendo discutere il bando delle Poste Italiane
di assumere 500 nuovi dipendenti
part-time dove metà dei posti
sono riservati agli stranieri. Su
internet monta la protesta: “Invece che largo ai giovani, le Poste fanno largo agli immigrati”,
“Chi pensa ai precari di casa nostra?”, “Italiani discriminati, immigrati tutelati”, “Dopo le quote
rose, ecco le quote nere”. Vale
per le persone comuni italiani
turbate dai giudici che mandano assolti noti terroristi, delinquenti vari in nome del diritto
al garantismo di una minoranza
extracomunitaria e politicamente estremista che rischierebbe di
essere discriminata, mentre del
diritto della maggioranza non si
tiene conto. Vale per le piccole
e medie industrie che sentono
parlare del diritto internazionale
garantito di chi importa prodotti
cinesi e molto meno del loro diritto ad esistere e garantire posti
di lavoro. Domenico Bonvegna
cui ideatori e continuatori (i laici
del nostro tempo) dopo aver rimosso Dio dall’orizzonte umano
si sono ridotti a credere agli oroscopi, ai maghi, agli spiriti guida
e agli asini che volano? Oppure
perché non ironizzano sui padri
“nobili” del comunismo e del
nazismo (ideologica a stretta parentela atea) che prima di prendere importanti decisioni praticavano riti
esoterici? E perché non
mettono alla berlina
gli effetti “democratici” del comunismo che
dopo aver proclamato
l’eguaglianza e la giustizia sociale sterminò
intere nazioni e portò
fame, miseria e dittature in mezzo mondo?
Ma le ridicolaggini
dell’universo a cui appartengono, potrebbero continuare a lungo
se si inoltrassero nel
meandri della politica
contemporanea. Una
solo cosa è innegabile:
la Chiesa Cattolica è
l’unica istituzione che
dona “gratis”uomini
al mondo, mentre tutte le altre, perseguono
esclusivamente i propri meschini interessi
personali!
LETTERA AL DIRETTORE
U
fficialmente Daniele Luttazzi è stato licenziato
da LA7 per aver offeso
Giuliano Ferrara, ufficiosamente
per le critiche blasfeme mosse
all’enciclica di
papa Ratzinger. Questi laicissimi guitti
da palcoscenico, “affetti” in
massa (la lista
è lunghissima)
da
“grillite
acuta”
(“patologia” il cui
virus primordiale scaturì da
Beppe Grillo),
ci dovrebbero
spiegare perché quando devono scegliere
un
soggetto
da
immolare
sull’altare del
loro ego, guarda caso, parano
sempre contro
la Chiesa Cattolica. Eppure
se
facessero
una ricognizione in casa loro,
di personaggi
Beppe Grillo
e istituzioni da sbeffeggiare ne
troverebbero a iosa! Ad esempio, perché non cominciano a
canzonare le magnifiche sorti e
progressive dell’illuminismo, i
Gianni Toffali
Politica Europea
POLITICA EUROPEA
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Televisione senza frontiere
La Commissione Europea apre una procedura
d’infrazione contro l’Italia sulla pubblicità televisiva
L
a Commissione ha
inviato all’Italia una
lettera di costituzione
in mora concernente la violazione delle regole comunitarie in materia di pubblicità televisiva stabilite dalla
direttiva “Televisione senza
frontiere”. Si tratta della
prima fase del procedimento
comunitario di infrazione in
questo ambito. “Le emittenti hanno bisogno della pubblicità e i pubblicitari hanno
bisogno delle emittenti, ma
occorre anche garantire una
protezione efficace dei consumatori. Abbiamo bisogno
soprattutto di una pubblicità responsabile,” ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria responsabile della
società dell’informazione e
dei media. “Per beneficiare
delle regole meno dettagliate e più flessibili in materia
di pubblicità previste dalla
direttiva sui servizi dei media audiovisivi senza frontiere di prossima adozione,
l’Italia, alla stregua degli
altri Stati membri, deve rispettare ed applicare piena-
Viviane Reding, Commissaria responsabile della società dell’informazione
mente le disposizioni comunitarie in vigore”. L’Italia
non ha adottato le misure
necessarie per attuare cor-
rettamente le disposizioni
della direttiva “Televisione
senza frontiere” e garantire
che queste disposizioni siano effettivamente rispettate.
Uno studio indipendente ha
evidenziato che le emittenti italiane non rispettano le
disposizioni quantitative in
materia di pubblicità stabilite dalla direttiva, in particolare la regola che fissa
a il tetto massimo di pubblicità per ora a 12, la regola che prevede un intervallo di almeno 20 minuti
tra due spot pubblicitari e
quella che riguarda le interruzioni pubblicitarie durante i film. La legislazione italiana, nel calcolare i
tempi massimi di pubblicità, non tiene conto degli
spot di televendita - e ciò
determina il superamento dei limiti stabiliti dalla
direttiva - e non rispetta
neppure la durata minima
di 15 minuti prevista dalla
direttiva per le “finestre di
programmazione destinate alla televendita” (ossia
i programmi di televendita
su un canale televisivo generalista). Inoltre, contrariamente a quanto previsto
dalla direttiva, per la legge
italiana l’autopromozione
- tra cui le pubblicità delle emittenti per i loro programmi o prodotti - non è
Antitrust, sanzione per 243 milioni
L
a Commissione ha inflitto ammende per un
totale di 243 210 000
euro ai gruppi Bayer, Denka,
DuPont, Dow, ENI e Tosoh,
per avere partecipato ad un
cartello relativo alla gomma
cloroprene nello Spazio economico europeo (SEE), in violazione del divieto, previsto
dal trattato CE, di cartelli e
pratiche commerciali restrittive (articolo 81). Tra il 1993
e il 2002, tali imprese si sono
ripartite il mercato e hanno
fissato i prezzi della gomma
cloroprene, materiale utilizzato per la produzione di componenti in gomma di una serie
di prodotti industriali, lattice
per la produzione di attrezzature subacquee, preservativi e
solette interne di calzature e
come adesivo. L’ammenda inflitta a ENI è stata aumentata
del 60%, in quanto l’impresa
era già stata multata in precedenza per pratiche analoghe.
Anche l’ammenda comminata
a Bayer sarebbe stata maggiorata per lo stesso motivo, ma la
Bayer è stata la prima impresa
a presentare informazioni sul
cartello in base alla comunicazione della Commissione del
2002 e ha ottenuto l’immunità
completa dalle ammende. La
commissaria responsabile per
la concorrenza, Neelie Kroes,
ha dichiarato: “È particolarmente scoraggiante constatare
che l’industria della gomma
non ha ancora imparato dall’esperienza passata a evitare
i cartelli. Non riesco a capire
come gli azionisti e i membri
dei consigli di amministrazione possano tollerare tali pratiche illegali”. La gomma cloroprene è una gomma sintetica
delle calzature e dei mobili e
come lattice per la produzione di attrezzature subacquee,
preservativi e solette interne
di calzature. L’indagine della Commissione è cominciata
nel marzo e luglio 2003 con
ispezioni a sorpresa organizzate in seguito ad una richiesta
di immunità presentata dalla
Bayer ai sensi della comunicazione del 2002 sul trattamento
favorevole Il cartello Almeno a partire dal 1993 e fino al
2002, i produttori di gomma
cloroprene hanno costituito un
cartello nel quadro del quale concordavano le rispettive
quote di mercato e fissavano i
prezzi. Le imprese si riunivano regolarmente per discutere
dei prezzi, scambiare informazioni commerciali sensibili,
discutere di specifici clienti e
verificare l’attuazione dei loro
accordi illegali.
Neelie Kroes, Commissaria responsabile per la concorrenza
Ammende:
in grado di subire deformazioni sotto sollecitazione e di
riprendere la forma originale
senza alterazioni permanenti. Viene soprattutto utilizzata
nell’industria della gomma per
la produzione di tubi flessibili, cinghie di sezione trapezoidale, cinghie di trasmissione,
come adesivo nell’industria
Tali pratiche rappresentano
un’infrazione particolarmente grave delle norme antitrust
contenute nel trattato CE. Nel
fissare gli importi delle ammende, la Commissione ha tenuto conto dell’incidenza del
cartello sulle vendite delle diverse società coinvolte, della
quota di mercato complessiva,
dell’estensione geografica del
cartello e dell’effettiva attua-
zione degli accordi di cartello.
La Commissione ha aumentato
le ammende comminate a ENI
e a Bayer, rispettivamente del
60% e del 50%, poiché erano
già state multate più volte per
attività di cartello nel quadro
di precedenti decisioni della
Commissione. Conformemente al programma di trattamento
favorevole della Commissione
è stata ricompensata la collaborazione di tre gruppi. Bayer
(anche se recidiva) ha ottenuto
l’immunità completa, mentre a
Tosoh e a DuPont/Dow è stata
concessa una riduzione rispettivamente del 50% e del 25%
dell’ammenda. Nella fattispecie, le ammende sono state calcolate in base agli orientamenti per il calcolo delle ammende
del 2006 in vigore al momento
della notifica della comunicazione degli addebiti. Le ammende inflitte e le riduzioni
concesse dalla Commissione
una forma di pubblicità. Ne
consegue che dei programmi, tra cui i telegiornali, subiscono interruzioni troppo
numerose e troppo lunghe,
in contrasto con le disposizioni della direttiva che
limita l’inserimento di spot
pubblicitari. D’altra parte
alcune norme fondamentali
della direttiva, come quelle
che garantiscono il rispetto
della dignità umana e della
non discriminazione, non
sono applicate ai messaggi
di autopromozione diffusi
sui canali televisivi italiani.
La Commissione nutre inoltre dei dubbi circa l’efficacia della procedura prevista
dalla legislazione italiana
per sanzionare le infrazioni in materia di pubblicità
televisiva, in quanto risulta
troppo “debole” per avere
un effetto dissuasivo e proteggere in modo efficace i
consumatori in Italia. La
Commissione ha pertanto
trasmesso all’Italia una lettera di costituzione in mora
per l’attuazione scorretta
e il mancato rispetto della
direttiva “Televisione senza
frontiere”. Il governo italiano dispone di due mesi di
tempo per rispondere alle
preoccupazioni
espresse
dalla Commissione.
Giorgio Lambrinopulos
conformemente alla comunicazione sul trattamento favorevole sono le seguenti: Riduzione in base alla comunicazione
sul trattamento favorevole (in
percentuale) Riduzione in base
alla comunicazione sul trattamento favorevole (in euro)
Azioni di risarcimento del danno:
Le persone o imprese vittime
del comportamento anticoncorrenziale descritto nel caso
di specie possono adire i tribunali nazionali per richiedere il
risarcimento dei danni subiti,
presentando elementi della decisione pubblicata come prove
del fatto che il comportamento
ha avuto luogo ed era illegale.
Benché la Commissione abbia
multato le imprese in questione, gli eventuali risarcimenti
non subiranno riduzioni per effetto dell’ammenda della Commissione. È stato pubblicato un
Libro verde sull´applicazione
del diritto da parte dei privati. G.L.
Ammenda* (in euro)
Bayer, Germania
100%
Tosoh, Giappone
50%
DuPont, Stati Uniti del quale Dow, 25%
ENI, Italia
Denka, Giappone
TOTALE
201 000 000
4 800 000
19 750 000
132 160 000
47 000 000
243 210 000
(*) Le persone giuridiche all’interno dell’impresa possono essere ritenute responsabili in solido della totalità o di una parte dell´ammenda comminata
Informazione Regionale
dalla
Calabria
Moratoria europea
sulla distruzione
degli embrioni umani
C
rotone - L’Associazione
Scienza & Vita ha deciso di aderire alla proposta lanciata dal quotidiano
“Avvenire” per una moratoria
europea sulla distruzione degli
embrioni umani. Una campagna che si rende tanto più necessaria dopo gli studi condotti
in Giappone e Stati Uniti su
cellule adulte fatte “ringiovanire” a staminali pluripotenti. “E’
questa la strada per ricerche eticamente sostenibili” - precisa
Scienza & Vita” -, che si appella ai ricercatori europei perché
si eviti la distruzione di embrioni umani a scopi scientifici.
“Da sempre noi sosteniamo - ricordano i presidenti di Scienza
& Vita, Maria Luisa Di Pietro e
Bruno Dallapiccola - la ricerca
sulle cellule staminali adulte, i
cui vantaggi clinici sono stati
già ampiamente documentati
e dimostrati”. Scienza & Vita
promuove inoltre una mobilitazione di tutte le proprie As-
Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone-S. Severina
sociazioni sparse sul territorio
nazionale, perché la proposta di
moratoria europea sulla distruzione di embrioni umani venga
condivisa e sottoscritta da una
larga rappresentanza dell’opinione pubblica italiana.
Difatti anche a Crotone alla
presenza
dell’Arcivescovo,
mons. Domenico Graziani,
si è tenuto un incontro della
Consulta per l’Apostolato dei
Laici della Diocesi di Crotone
-S.Severina. L’Arcivescovo ha,
inoltre predisposto un invito
formale a tutti i parroci , affinché promuovano e organizzino
la raccolta delle sottoscrizioni
nelle loro parrocchie.
Ma il momento dell’incontro
della Consulta per l’Apostolato
dei laici, che riteniamo degno
di nota è stato quando l’Arcivescovo davanti a tutti i responsabili dei gruppi, associazioni
e movimenti ha sottoscritto
la proposta dell’Associazione
Scienza &Vita, invitando tutte
le associazioni, gruppi e movimenti ad impegnarsi a fondo
per questa iniziativa.
25....Francesco Bacone e gli
aderenti alla corrente di pensiero
dell’età moderna a lui ispirata,
nel ritenere che l’uomo sarebbe
stato redento mediante la scienza,
sbagliavano. Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza;
questa specie di speranza è fallace. La scienza può contribuire molto all’umanizzazione del
mondo e dell’umanità. Essa però
può anche distruggere l’uomo e il
mondo, se non viene orientata da
forze che si trovano al di fuori di
essa....
26. Non è la scienza che redime l’uomo. L’uomo viene redento
mediante l’amore (Benedetto XVI
- Spe Salvi)
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Laicità, l’universalmente umano
Vi t a , f a m i g l i a , l a v o r o : i l r u o l o
del MCL nella società di oggi
Q
uesto è il tema della
Conferenza programmatica regionale che si
è tenuta il 14 dicembre scorso.
I lavori sono stati presieduti dal
Dott. Nicolò Papa, Amministratore nazionale MCL, e aperti,
dopo l’indirizzo di saluto da
parte di S.E. Mons. Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme,
con la relazione del presidente
regionale Avv. Vincenzo Massara, Il perché di questo tema,
si rinviene nell’impegno che il
MCL, sia a livello nazionale sia
a livello regionale, sta portando avanti ormai da molti anni
e che mira ad un’azione rieducativa che porti alla formazione
di coscienze critiche , libere e
responsabili Lo abbiamo detto
anche in occasione della presentazione del Manifesto per
l’identità popolare, che presto
verrà presentato anche in Calabria: “In Italia, come già avvenuto in altre nazioni europee,
sta avanzando, prepotentemente, la prospettiva di una società
secolarizzata, egemonizzata da
una cultura relativistica che,
non solo pretende di espellere
la dimensione religiosa da ogni
ambito civile, ma attacca addirittura i più elementari principi del diritto naturale, radicati
nella cultura stessa dell’essere
Nicolò Papa, Amministratore Nazionale MCL
umano e riguardanti la vita, la
famiglia, l’organizzazione sociale. Il richiamo al principio
della laicità dello Stato, operato
e proposto in maniera distorta
e strumentale, sta portando alla
negazione proprio di uno dei
capisaldi di tale principio: la
difesa e tutela dell’identità di
un popolo, delle proprie radici, In questo contesto i movimenti
della propria storia, componen- e l’associazionismo in generale
ti da cui lo Stato trae origine e hanno un ruolo determinante
fondamento” Noi su questi temi da giocare, perché con la loro
sentiamo una profonda respon- azione è possibile incidere nei
sabilità e riteniamo che bisogna meccanismi della politica, per
destarsi e coordinarsi al fine di indirizzare le scelte dei goverriaffermare, promuovere e di- ni verso i lavoratori affermando
fendere in tutte le sedi i valori così, il primato dell’uomo sul
non negoziabili che sono alla lavoro non solo rispetto agli
base della dottrina sociale del- altri fattori della produzione,
la Chiesa. Il lavoro, poi, come ma principalmente quale criteha affermato Giovanni Paolo II rio interpretativo dei processi
nella Laborem Exercens, “è il economici ed in ultima analisi,
segno di una persona operante unico strumento di giudizio per
in una comunità di persone” e una valutazione complessiva
che esso qualifica
“in un certo senso
la sua stessa natura”. Ciò significa,
semplicemente, che
il lavoro (almeno
concettualmente) è
un valore assoluto,
riconducibile alla
sfera dei diritti inalienabili dell’uomo,
nella sua realtà ontologica. Da questo
concetto noi partiamo per riaffermare
ancora una volta la
centralità dell’uomo e dell’uomo lavoratore; in questo
senso, il lavoro diventa una variabile
indipendente, che
condiziona
tutte
le scelte politiche,
economiche e sociali, ed il “Vangelo del
lavoro” rappresenta Mons. Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme
per tutti un riferimento indispensabile
per affermare una nuova antro- dello sviluppo. Che cosa allopologia. Il particolare momento ra vogliamo fare, io credo che
che la nostra regione sta viven- noi tutti, ognuno nel proprio
do, interroga ognuno di noi e ci ambito dobbiamo riaffermare
rimanda alle responsabilità di la nostra soggettività politica e
ognuno. La cultura della lega- sociale, portando avanti la polità e della trasparenza non si sitiva esperienza sviluppata nel
proclama, si vive. Si vive quoti- corso degli anni nella consadianamente nelle piccole come pevolezza che solo attraverso
nelle grandi cose. Si afferma la concezione piena dei corpi
nell’esercizio dei propri dirit- intermedi, della società, dello
ti, e si concretizza nell’esple- stato, dei rapporti tra società
tamento dei propri doveri. Noi e politica, si può addivenire
ci sentiamo profondamente im- alla costruzione di un mondo
pegnati su queste tematiche, e migliore.Va riaffermato il princontinueremo a lavorare alacre- cipio del primato della persona
mente affinchè questi principi in uno stato organizzato sulla
trovino rispondenza nell’azione base dei principi di sussidariepolitica dei nostri governanti. tà e solidarietà.
Lettera alla Biblioteca “Pier Giorgio Frassati”
C
rotone - Noi alunni della
II B La ringraziamo per il
progetto “Leggifilm” che
la biblioteca Pier Giorgio Frassati ha proposto e reso possibile
alla “Giovanni XXIII” e sicuramente a molte altre scuole.
Questa attività didattica è molto
utile a noi ragazzi dal momento
che, oltre ad arricchire la nostra
conoscenza, ci fa capire le differenze presenti tra il film e il libro.
Essa educa il nostro orecchio all’ascolto e i nostri occhi a “vedere” il film; tutto ciò sviluppa
enormemente la nostra concen-
trazione, che nei primi incontri
è risultata, forse, poco allenata e
ci accosta con più consapevolezza all’amico libro. La volevamo
anche informare del laboratorio di lettura curato dalla prof.
Musumeci che ci ha offerto la
possibilità di creare la nostra biblioteca di classe. Essa consiste
nella lettura espressiva del libro
di narrativa “Valori” di Licia
Buganè e nella lettura silenziosa da parte nostra dei libri scelti.
Sono state nominate dalla professoressa quattro apprendiste
bibliotecarie: Nicoletta Laura,
Minicò Aurora, Zizza Federica
e Capocasale Anna. Esse hanno
il compito di distribuire i libri,
averne cura e registrare quanto
viene ritirato e consegnato. E’
richiesta ad ogni alunno la stesura di una recensione dei testi
letti. Abbiamo anche realizzato
un cartellone, con il
titolo “fantasticando
nei libri”, dove si
segnala per quanto
tempo è stato trattenuto il libro e una
crocetta viene apposta per ogni testo letto. Ogni alunno della
classe ha portato da
casa un certo numero
di libri a sua scelta,
per poter permettere la lettura di
essi ai suoi coetanei. Con grande gioia abbiamo accolto la notizia che saremmo venuti anche
quest’anno a farLe visita, per
passare un’altra mattinata con il
progetto “Leggifilm” e avremmo
ascoltato le sue preziose indicazioni. Le saremmo molto grati
se Ella volesse offrirci suggerimenti per una migliore gestione
della nostra biblioteca.
Con stima e riconoscenza
Gli alunni della II B della
Giovanni XXIII
Informazione Regionale
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
dalla
Calabria
Q
uella che ieri era sembrata un’ipotesi, osservando
i nuovi scavi sui marciapiedi delle strade del Vomero,
quartiere collinare della Città, oggi
è diventata una realtà. “ In via
Scarlatti, nell’isola pedonale, stamani ho visto all’opera gli operai
della ditta incaricata, attraverso ill
Comune di Napoli, di predisporre le opere necessarie – chiarisce
Gennaro Capodanno, presidente
del Comitato Valori collinari e
fondatore del movimento RAP,
di resistenza contro l’aggressione
pubblicitaria -. E proprio così, al
Vomero ma anche in altre quartieri di Napoli si sta procedendo in
questi giorni a scavare centinaia di
buche per l’installazione di nuovi
manufatti pubblicitari, paline ed
quant’altro“. “ Basta! Non ne possiamo più – tuona Capodanno -,
chiediamo non solo il rispetto delle
norme e dei regolamenti, ma anche
di porre un freno a questo vero e
proprio inquinamento pubblicitario. Nei giorni scorsi abbiamo condotto uno studio su alcune strade
del Vomero con risultati davvero
eclatanti. Per esemplificare, in via
Luca Giordano, nel tratto di poche
centinaia di metri tra via Scarlatti
e piazza degli Artisti, si contano
47 manufatti pubblicitari. In alcune strade, come in via Stanzione,
dinanzi alla facciata laterale della scuola Vanvitelli, costruita nel
1931, vi sono sei tabelloni in poco
più di dieci metri. Analoga densità
in via Tino di Camaino, all’angolo
con via Tarantino. Un manufatto
pubblicitario campeggia anche dinanzi alla facciata laterale di villa
Casciaro in via Solimena “. “ Dopo
l’inquinamento atmosferico, determinato dal traffico veicolare, dopo
l’inquinamento acustico, per gli
aerei a bassa quota che continuano a sorvolare minacciosamente
la collina, il Vomero ora è afflitto
anche da “ inquinamento pubbli-
A servizio della sicurezza
e della legalità
C
astrovillari - “Il parere positivo da parte del Ministero degli Interni di ubicare
il Commissariato di PS di Castrovillari in una nuova struttura come
sollecitato, sostenuto più volte da
questa Amministrazione è l’esito
naturale di un intervento di concertazione a più voci, avviato da
anni presso il dicastero competente che mi ha visto continuamente presente a Roma, negli organismi preposti dello Stato su un
problema troppo importante che
bisognava risolvere in fretta nell’interesse dei lavoratori e delle
stesse comunità”. Lo ha affermato
il sindaco di Castrovillari, Franco
Blaiotta, ricordando il suo impegno nei confronti dei ministeri,
verso il Prefetto e Questore di Cosenza nonché verso il Prefetto con
poteri speciali di Reggio Calabria,
che “da anni – aggiunge- non si è
mai interrotto per l’importanza di
dare risposte concrete al presidio
in quanto tale, bisognoso anche di
aumento di personale e di mezzi,
come più volte richiamatoci dagli
stessi rappresentanti del SIULP”.
“Il lavoro avviato alcuni anni fa si
accinge, così- sostiene Blaiotta-,
ad andare in porto, dato che questo è il primo passo di un inizio
di procedura che darà una risposta
concreta a quest’esigenza importante, nell’interesse delle popolazioni ed a supporto di quella
sicurezza di cui queste Forze
delll’Ordine, con le altre, sono riferimento nel territorio. Dunque il
via libera del ministero del Viminale incammina il Commissariato
verso l’attesa e la legittima nuova
sistemazione, la quale darà una
mano allo svolgimento di tutte
quelle funzioni del personale che
oggi, più di prima, sono al centro
delle competenze della Polizia di
Stato. Inutile dire che l’Amministrazione ha appreso la notizia con
grande soddisfazione, convinta
ancora una volta che il vero impegno e la continua e forte concertazione possono dare, quando
esiste la volontà politica, risposte
al territorio , alle sue problematiche ed alle giuste aspettative delle
popolazioni. Queste, nel caso del
Commissariato di Ps di Castrovillari, migliorerà le attività di vigilanza già portate avanti egregiamente grazie alle professionalità e
capacità degli uomini e donne che
vi operano”.
Basta non ne possiamo più!
Lavori per manufatti pubblicitari
citario “ – conclude Capodanno -.
E’ una malattia che sta infestando
rapidamente ogni angolo di territorio. L’inquinamento pubblicitario
in effetti è particolarmente subdolo
perché, come una malattia che man
mano si diffonde, crea una forma
di desensibilizzazione nelle persone. In questo modo si perde
anche la facoltà di indignarsi e
progressivamente si viene spinti
a pensare che sia “normale così”.
Alla fine non ci si fa neppure più
caso “. Capodanno sulla vicenda chiede l’immediato intervento del sindaco Iervolino, perché
vengano adottate tutte le misure
necessarie.
Immigrati a Corigliano e dintorni
B
en venga ogni cultura e politica dell’accoglienza a
vantaggio degli ospiti della
Calabria. Tuttavia, è tempo che il fenomeno dell’immigrazione sia gestito con polso fermo anche da noi. In
particolare per quel che riguarda certi
territori come la Sibaritide eil Coriglianese in specie». Non usa mezzi
termini l’onorevole Maurizio Feraudo. La cronaca recente racconta di
numerosi episodi di violenza legati
proprio alla quotidianità delle popolazioni straniere presenti lungo la
costa jonica. Il presidente del Gruppo
regionale Idv chiede che la situazione sia meglio tenuta in mano dalle
Istituzioni. «La questione-immigrati
è seria e non può sempre essere affrontata con luoghi comuni o buonismo - commenta sempre Feraudo
- C’è bisogno di altro. Intanto di una
gestione dell’accoglienza meno legata al solo volontariato. E poi dei
controlli ferrei su chi arriva, su cosa
viene a fare qui da noi, su come vive
e come si mantiene. L’esplosione di
contrasti etnici oppure di altri episodi
violenti proprio della delusione e disperazione sociali, è un pericolo impellente per alcune aree della Calabria. Non si può restare alla finestra,
sperando sempre che la fortuna o il
caso scongiurino il peggio». L’onorevole Feraudo si preoccupa soprattutto per quanto accade in alcuni
territori particolari della provincia di
Cosenza. «A Corigliano, per esempio, la situazione è esplosiva. L’arrivo continuo di stranieri non sempre è
digerito dai cittadini locali. Non c’è
controllo sulle regole, sui documenti stessi di tali disperati ospiti della
zona. C’è chi li sfrutta fino all’osso e
Il Castello di Corigliano
chi ne deve subire la presenza, a volte, anche violenta. Chiedo che il Comune di questa città non sia lasciato
solo a gestire una situazione così
esplosiva. Lo stesso faccio pensando ad altre realtà joniche nello stesso
caos: Cariati, Sibari, Villapiana. Il fenomeno abbisogna di lavoro, energie
e uomini e lo Stato non si può tirare
indietro come sempre fa da queste
parti, a tutto svantaggio degli onesti
cittadini locali».
Immediata rimozione delle strutture Telecom
C
astrovillari - Il sindaco di Castrovillari,
Francesco Blaiotta, ha
scritto al direttore generale
della Telecom e, per conoscenza, al presidente dell’Ente Parco Nazionale del
Pollino, affermando che se i
ripetitori su Monte Sant’Angelo non saranno rimossi a
breve questo lo farà l’Amministrazione comunale, addebitando il costo alla Telecom. “Ad un anno ( primi di
dicembre del 2006) dall’ ennesima richiesta di rimuovere i ripetitori in disuso posti
su Monte San’Angelo,- scrive Blaiotta- ancora nessun
cenno è pervenuto a questa
Amministrazione. Già, infat-
Francesco Blaiotta, Sindaco di
Castrovillari
ti, il 7 settembre
del 2005, al fine
di
smantellare
gli impianti metallici avevamo
posto il problema
all’
attenzione
della Telecom”.
“E’ nostra intenzione rimuovere- aggiunge
l’amministratore
- le apparecchiature, anche alla
luce dell’inutilità odierna dei
suddetti
strumenti che furono
installati
molti
anni addietro, quando ancora non si erano affermate le
nuove tecnologie nel settore
delle telecomunicazioni. Fra
l’altro, a poca distanza dai
ripetitori, sorgono i resti di
un’antica chiesetta, verso la
quale si sta rinnovando una
tradizionale devozione popolare che porta tanti fedeli
a frequentarla nuovamente”.
Da qui la richiesta alla direzione generale della Telecom
“ di prendere immediatamente in seria considerazione la
nuova sollecitazione”. Nel
caso, però, questa non dovesse sortire nessun effetto il
sindaco è deciso: “ si vedrà
costretto, suo malgrado, a far
rimuovere i pannelli addebitando le spese alla società di
telecomunicazioni”.
Informazione Regionale
dalla
Calabria
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Tutti insieme sotto lo stesso cielo
C
rotone - Parole come “valore
della persona, amicizia, solidarietà”, hanno sempre fatto
parte degli obiettivi formativi della
scuola del X° circolo “Maria Montessori”. Anche quest’anno con il
progetto “tutti insieme sotto lo stesso
cielo”, sono state messe in moto una
serie di iniziative quali la vendita dei
dolci e la tombolata della solidarietà, volte alla raccolta di fondi da de-
volvere in beneficenza. Al progetto
hanno aderito: i genitori, che hanno
preparato dolci per allestire la bancarella della solidarietà, mettendo
a disposizione il loro tempo; molti
negozianti di Crotone che hanno dimostrato generosità, offrendo doni
per la realizzazione del gioco della
tombola, occasione formidabile per
i bambini per comprendere meglio
cosa significhi compiere un’esperien-
Basta lucrare sulla salute dei cittadini
No al raddoppio termovalorizzatore di Gioia Tauro
Occorre un nuovo Piano regionale dei Rifiuti
G
ioia Tauro - “Nella piana di Gioia Tauro si sta
tentando di concentrare un’assurda quanto insensata
quantità di ecomostri che rischiano di compromettere irrimediabilmente la vocazione agricola e
Villetta Pilè,
allarmismo
ingiustificato
C
ariati - Villetta Pilè,
allarmismo
ingiustificato. La circostanza
cui fa riferimento il Sig. Aldo
FORTINO non si è mai verificata. Mai nessuna telefonata
è stata ricevuta, dal Sindaco
della Città di Cariati, in merito al presunto stato di degrado in cui verserebbe la zona
sopraindicata. Il degrado non
è tale da richiedere interventi urgenti, piuttosto, in questa
zona come in altre, servirebbero interventi di riqualificazione e risanamento urbanistico.
Abbiamo letto sulla stampa,
questa mattina, del resoconto
tanto dettagliato quanto fantastico di cui si sarebbero resi
protagonisti, circa un anno fa,
il Sig. Aldo Fortino e lo stesso Sindaco. Il Primo Cittadino
non ha mai ricevuto, alcuna
telefonata, né tanto meno segnalazioni, dal Sig. Fortino e,
pertanto, non si è potuto impegnare in vane promesse. Dei
rifiuti ingombranti, depositati
fino a qualche giorno fa nella
zona parcheggi antistante la
Villetta Pilé, sono stati prontamente ritirati dagli addetti la
scorsa settimana. Partire eventualmente da tale evidenza,
distorcendola, per affermare
che l’intera zona versa nel più
totale stato di degrado significa volere intenzionalmente
rendere una descrizione falsa
e menzognera del reale stato
delle cose. Resta, più in generale, il problema degli ingombranti sul quale l’Esecutivo
continua a non lesinare sforzi
ed impegno per addivenire,
d’intesa con la società incaricata, a soluzioni diverse e più
efficienti che salvaguardino
l’intero territorio comunale,
compresa la zona Pilé. Non si
può recriminare a questa Am-
turistica dell’intero territorio oltre
che a provocare seri danni alla salute
dei cittadini”. Ad affermarlo è Giuseppe Longo
già responsabile del PdCI
della Piana e
componente
del Comitato Centrale
del partito.
Le
preoccupazioni
sollevate in
questi anni
dalle associazioni ambientaliste e
in modo particolare dal
movimento
per la difesa
del territorio
sono legittime e da sostenere con
forza, perchè
tutti i cittadini calabresi
hanno il di- Termovalorizzatore
ritto di conoscere in quale misura questi mostri incideranno sulla loro salute,
visti anche i numerosi studi che
affermano quanto siano dannose le sostanze tossiche emesse
dagli inceneritori, dalle centrali
turbo gas e dalle cosiddette isole
ecologiche che si sta tentando di
costruire e concentrare in un’unica area peraltro ad alta densità abitativa. La politica deve
svolgere un serio ruolo in tutto
questo e dare un senso di continuità alle battaglie intraprese in
difesa della salute pubblica negli
anni scorsi. Grave pertanto è la
responsabilità politica della Regione che non solo dopo l’inutile
voto contrario al raddoppio del
termovalorizzatore espresso nel
2005 non ha più dato continuità
a quella battaglia, ma soprattutto
perchè non è in grado di mettere
la parola fine ad un commissaria-
mento che dura da troppo tempo
predisponendo un efficace piano
regionale dei rifiuti, che potrebbe
rappresentare la migliore risposta della politica alla emergenza
rifiuti in Calabria. Per tutto ciò
bisogna ulteriormente sostenere
le ragioni di un territorio che ha
sempre subito scelte che hanno
solamente prodotto risultati dalle negative ricadute ambientali
e sociali. La manifestazione del
ministrazione Comunale di non
interessarsi della pulizia della
Città. Noi e non altri come chi
ci ha preceduti, abbiamo effettuato durante tutto l’anno, interventi di bonifica del territorio. La zona non è immersa nel
degrado come si vorrebbe far
credere, piuttosto la situazione rientra in una ordinarietà
sicuramente insoddisfacente,
ma frutto di anni di abbandono, di certo non attribuibile a
questo Sindaco o a questa Amministrazione. Il Centro Storico, così come la Marina di
Cariati, necessiterebbe piuttosto di interventi urbanistici
più complessi, che richiedono
tempi e impegni di spesa notevoli. Fino alla fine del proprio
mandato l’Esecutivo Sero si
impegnerà a lavorare affinché
si riescano ad ottenere risultati in questa direzione. Di certo non si può dire che in oltre
un anno e mezzo di governo si
sia stati con le mani in mano.
Al contrario di quanto si vorrebbe far credere il Sindaco
e la Giunta Comunale stanno
lavorando nella più totale trasparenza, con onestà intellettuale e capacità dirigenziale.
Con risultati misurabili. Per
ciò che concerne, infine, la
vicenda
dell’Antenna sul Torrione
del rione Valle, i
cittadini erano già
stati
informati:
l’Amministrazione
Comunale ha, coerente con i propri
impegni, revocato
ogni autorizzazione. La si smetta,
pertanto, con speculazioni mediocri
e prive di ogni e
qualsiasi respiro.
Fare opposizione –
lo ripetiamo- è ben
altra cosa.
za così grande; le insegnanti che si
sono attivate per preparare al meglio
questo “gesto d’amore” organizzando
con i bambini di classi diverse, uno
spettacolo teatrale che si terrà nell’auditorium della scuola il 19 dicembre
alle ore 18:00 in presenza di ospiti
d’eccezione. Sarà un’occasione per
ritrovare il vero significato del Natale,
un messaggio da portare sempre nello
zainetto della vita.
22 dicembre prossimo sarà un
importante banco di prova non
solo per la politica ma anche per
il senso comune del popolo della
Piana di Gioia Tauro che dovrà
riversarsi in massa in una serrata
protesta civile, scongiurando il
pericoloso progetto di raddoppio
del termovalorizzatore. E’ giunta
l’ora di dire basta, anche perchè
senza una seria valutazione di impatto ambientale che ci dica con
certezza quale è la reale
situazione atmosferica
della Piana, non è tollerabile neanche pensare lontanamente ad un
eventuale rigassificatore
che tra le altre cose provocherebbe irreparabili
danni anche all’ecosistema marino. Non si può
più fare a meno di constatare inoltre che nella
Piana di Gioia Turo aumentano costantemente
i casi di sclerosi multipla e le morti legate a
malattie tumorali che
fino a prova contraria
non è da escludere che
abbiano origine dalla
presenza nell’atmosfera
di sostanze altamente
inquinanti. In tal senso bene ha fatto l’On.
Pignataro ha presentare una interrogazione
parlamentare affinchè
si cominci a fare chiarezza sulla posizione
del governo rispetto ai
problemi ambientali che
esistono nel territorio
pianigiano. Dal governo
regionale e nazionale
dunque, vogliamo risposte certe
senza alcun tipo di ambiguità,
perchè sabato 22 dicembre le
tantissime persone presenti non
vogliono assistere alle solite passerelle ma impegni precisi che
rendano serena soprattutto la vita
dei loro figli, poichè non è giusto
che ci sia chi lucra sulla salute e
sulla pelle della gente.
Giuseppe Longo
Filippo Sero, Sindaco del comune di Cariati
Informazione Regionale
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
dalla
Calabria
Pronta la nona
stagione teatrale
C
astrovillari - Tutto è pronto nel teatro Sybaris del Protoconvento per
accogliere il nuovo programma “che
anche quest’anno- precisa il sindaco, Franco
Blaiotta- offrirà un calendario di tutto rispetto che non ha nulla da invidiare ad altri”. “La
stagione – è stato spiegato dal primo cittadino- afferma in tutto e per tutto la promozione culturale su cui è impegnata l’Amministrazione”. Il cartellone propone 9 spettacoli
e gli abbonamenti potranno essere acquistati
presso il Protoconvento Francescano dal 14
al 17 ,dal 19 al 24 e dal 26 al 27 novembre,
dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle 19.
L’abbonamento intero in platea per tutta la
stagione è di 80 euro, il ridotto 60. Il biglietto intero in platea costerà 10 euro, il ridotto
8, mentre in galleria avrà il prezzo di 7 euro.
Le riduzioni verranno effettuate per coloro i
quali non hanno compiuto il 26° anno detto,
per gli over 65 e per i diversamente abili.
La rassegna si avvale anche quest’anno dell’associazione Teatri Calabresi Associati, la
quale lavora da diversi anni con altre realtà.
“ Dopo lo straordinario successo delle passate edizioni, fitte d’appuntamenti di gran
pregio- precisa il sindaco, Franco Blaiottache hanno vissuto una crescita continua e
varia di pubblico, l’Amministrazione torna
con una nuova proposta che accompagnerà la città, dalla prima decade di dicembre
all’ultima settimana di marzo, segnando ancora una volta l’affermazione del teatro. Tra
gli artisti, la presenza del grande Remo Girone, di Ernesto Mahieux, Maurizio Micheli, Giammarco Tognazzi, Corrado Tedeschi,
Sebastiano Lo Monaco, Caterina Costantini,
Elsa Martinelli, Corinne Clary, Eva Robin’s
e di altri. Appuntamenti - afferma il sindaco- da non perdere, che faranno interessare
e divertire, coinvolgendo. Un’altra stagione,
insomma, che lascerà il segno, affascinando
ed intrigando ancora. Il programma, poi, è
una testimonianza concreta di quest’ulteriore momento culturale che viene offerto alla
città. E’ a testimonianza di questa dedizione
che ci apprestiamo a vivere un’altra stagione
d’incontri, legati all’arte della recitazione.
La stessa, che ci ha consentito di programmarla e di farne uno degli istanti qualificanti
tra i tanti promossi e portati avanti in questi
anni, per rispondere all’ampia domanda di
partecipazione della gente alla vita della
cultura, dove si gioca una delle battaglie più
importanti per la formazione e crescita civile. Non a caso l’impegno culturale di questa
amministrazione – ha aggiunto il primo cittadino – è voluto andare oltre, migliorando
sempre più la stessa programmazione” . Ma
ecco il programma nello specifico: lunedì 3
dicembre, verrà presentato l’opera “ Lunga
giornata verso la notte” di Eugene O’ Neil
con Remo Girone e Annamaria Guarnirei
per la regia di Piero Maccarinelli; giovedì
3 gennaio “Gomorra” di Roberto Saviano e Mario Gelardi con Ivan Castiglione
– Francesco Di Leva – Antonio Ianniello
Giuseppe Miale di Mauro – Adriano
Pantaleo e con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux per la regia di
Mario Gelardi; martedì 8 gennaio “Otello”
di W. Shakespeare con Sebastiano Lo Monaco; giovedì 17 gennaio “Prima pagina”di
Ben Hecht e Mac Arthur con Giammarco
Tognazzi - Bruno Armando per la regiadi
Francesco Tavassi; mercoledì 6 febbraio “Il
contrabasso” di Patrick Suskind, versione
italiana di Annabella Cerliani e Maurizio
Micheli con Maurizio Micheli per la regia di
Marco Risi ; giovedì 21 febbraio “Carmen”
(Ballet Flamenco de Madrid) con musica di
G. Bizet per la direzione musicale di Antonio
Amaya , Direzione artistica e coreografica di
Sara Le zana. La regia è di Luciano Ruiz;
Giovedì 28 febbraio sarà in scena la “Plaza
Suite” di Neil Simon con Corrado Tedeschi
, Milly Falsino per la regia di Claudio Insegno; Giovedì 6 marzo il teatro del Protoconvento accoglierà “I giovani Holden LocriRoma a/r” di Anna Carabetta con Domenico
Pantano ,Cristina Mantis, Gianni Pellegrino
e con I Ragazzi di Locri con “visioni” di
Massimiliano Siccardi , musiche originali di
Nicola Stilo , canzoni di Quartaumentata ed
immagini del film “Riprendiamoci la vita”
di Silvano Agosti; mentre martedì 25 marzo
la stagione teatrale del Comune di Castrovillari si concluderà con l’opera “Otto donne e
un ministro” di Roberto Thomas, interpretata da un cast d’eccessione: Caterina Costantini , Elsa Martinelli , Corinne Clary - Eva
Robin’s per la regia di Claudio Insegno.
Il Protoconvento Francescano di Castrovillari
Il nuovo Partito Socialista
C
osenza - Si è riunito, nei giorni
scorsi, sotto la presidenza del
Segretario Provinciale Gianni
Papasso, il Comitato Direttivo Provinciale dei Socialisti Democratici Italiani.
Ha partecipato alla riunione anche il
Segretario Regionale del Partito Ercole
Nucera. Alla riunione hanno partecipato una moltitudine di dirigenti provinciali, regionali e nazionali del partito,
di sindaci ed amministratori socialisti.
Il dibattito è stato ricco, appassionato
e di alto profilo politico. Dopo la relazione introduttiva del segretario Gianni
Papasso, sono intervenuti: Franco Galzarano, Pino Iacino, Argia Morcavallo,
Gianni Buscemi, Francesco Meringolo,
Franz Caruso, Tonino Mundo, Ugo Gravina, Salvatore Magarò, Mimmo Genise, Valeria Capalbo, Pietro Mari, Ercole
Nucera, Anna Falcone, Filippo Vairo,
Giacomo Mancini I lavori si sono conclusi con la replica del segretario provinciale. Il Direttivo Provinciale dello
S.D.I. di Cosenza, ha espresso un giudizio assolutamente positivo sulla conferenza programmatica nazionale che la
Costituente Socialista ha svolto a Roma
il 5 e 6 ottobre scorso, da cui è scaturita
la nascita del nuovo Partito Socialista.
La conferenza programmatica nazionale che a giusta ragione è stata definita
“Le Primarie delle idee”, ha rappresentato un momento importante, esaltante
e significativo per i socialisti italiani,
oltre che per i temi trattati anche e ,
soprattutto, per aver delineato i cardini
politici e programmatici del nuovo Partito Socialista. Il Direttivo Provinciale
dello S.D.I. di Cosenza, ha salutato con
grande entusiasmo la nascita nel nuovo
Partito Socialista alla cui base sono stati
posti principi antichi riformulati in termini moderni: libertà, merito ed equità.
Il nuovo Partito Socialista rappresenta
un progetto politico che poggiando su
solide basi della migliore tradizione
socialista e riformista e traendone i più
alti insegnamenti, manifesta capacità di
innovazione per misurarsi con i nuovi
bisogni e le nuove ansie di riscatto dei
più deboli, in una mutata società. Il
nuovo Partito Socialista non vuole assolutamente rappresentare un’azione di
semplice nostalgia ma la nascita di un
forte, nuovo, moderno, giovane soggetto politico che si richiama alla grande
tradizione del socialismo italiano e si
colloca pienamente negli ideali politici
e programmatici del Partito Socialista
Europeo. Il Direttivo Provinciale dello
S.D.I. di Cosenza, ha anche salutato
con favore e con vivo apprezzamento il
fatto che il nuovo Partito Socialista si
pone in termini moderni lo sviluppo del
Mezzogiorno e della Calabria, che non
devono rappresentare più emergenza
del Paese da affrontare con compensazione di natura monetaria, bensì opportunità di sviluppo Il Mezzogiorno e la
discontinuità con il passato. I socialisti
nella regione si batteranno ancora con
maggiore incisività per il rinnovamento,
il risanamento, lo sviluppo, per l’affermazione di sani principi etici e morali e
per una giustizia giusta, equa ed imparziale. Il Comitato Direttivo Provinciale
dello S.D.I., si è anche soffermato sulle
vicende politiche-amministrative che
Panorama di Soveria Mannelli
Calabria per il nuovo Partito Socialista
rappresentano un territorio nuovo dove
concentrare la ricerca di nuovi settori
vincenti, dove affermare nuovi criteri di
selettività, dove attuare con maggiore
rigore il controllo della spesa pubblica,
dove intervenire con maggiore decisione per disboscare l’area dell’intermediazione politica. La mancanza di una
grande formazione socialista riformista
ha pesato notevolmente nel determinare
gli attuali risultati deludenti della cosiddetta Seconda Repubblica. Anche
dopo le primarie, la debolezza programmatica del Partito Democratico rimane
intatta. La “Cosa Rossa” che intendono
realizzare la Sinistra Democratica e le
altre formazioni della sinistra radicale
non attrae l’interesse degli italiani che
invocano una maggiore azione riformista nel Paese. Il nuovo Partito Socialista, quindi, è essenziale per affermare
in Italia una forza riformista in linea
con il riformismo europeo e per affrontare le sfide poste dalla globalizzazione
e dalle profonde trasformazioni in atto
nella società. Il nuovo Partito Socialista, si pone anche l’obbiettivo di aiutare
la Calabria ad uscire dall’emergenza
morale e sociale in cui purtroppo è stata
ricacciata e per raggiungere l’agognata
interessano la Città di Cosenza censurando quanti si esercitano nell’attività dell’antisocialismo ed esprimendo
un giudizio assolutamente negativo
sull’attività del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale. Il Comitato
Direttivo, soprattutto, auspica che il
Sindaco prenda definitivamente atto
dello stato comatoso in cui versa la
maggioranza ed avvii un serio dibattito, un profondo confronto con tutto il
consiglio comunale, al fine di elaborare un nuovo programma di rilancio e di
sviluppo che faccia ritornare Cosenza a
svolgere, nuovamente, un ruolo di primo piano nella politica della provincia
e della regione. Il comitato direttivo
ha anche approvato, all’unanimità,
un ordine del giorno di solidarietà al
Sindaco Ugo Gravina e a tutta l’Amministrazione di Montalto Uffugo, per
la vicenda che ha visto contrapposti gli
Amministratori del Comune con l’Assessore Regionale alla Cultura, per la
manifestazione del Leoncavallo. Il Comitato Direttivo, infine, ha deciso di
sviluppare sul territorio una efficace
azione per la campagna di adesione
relativa all’anno 2008 e per propagandare e presentare all’opinione pubblica
il nuovo Partito Socialista.
Si vuole sopprimere
la polizia stradale
S
overato - L’On. Fernando Pignataro deputato calabrese del
PdCI ha presentato un’interrogazione parlamentare
al ministro degli Interni
Giuliano Amato per sapere
quali iniziative, con urgenza, intenda intraprendere
il ministro per scongiurare
che il presidio di polizia
stradale di Soverato venga
soppresso, considerato sia
l’impegno del comune a realizzare un’apposita caserma
e sia i notevoli disagi che
una scelta così approssimativa potrebbe comportare
per tutti i cittadini calabresi che verrebbero privati di
un importante presidio che
esercita una costante attività di controllo e sicurezza
stradale. La nostra preoccu-
pazione nasce
perchè pare ci
sia la volontà
di sopprimere il presidio
di Soverato,
che svolge un
importantisOn.le Fernando Pignataro
simo compito
per garantire
il controllo della SS 106, ed in particolare a quelli di
sulla quale sussistono innu- sicurezza e di ordine pubmerevoli problemi di via- blico. Per queste ragioni,
bilità e frequenti incidenti auspichiamo che il ministradali anche mortali non stro assuma una decisione
essendo stata nè ammoder- ponderata e responsabile
nata nè messa in sicurezza. che altrimenti risulterebbe
Se quanto paventato do- grave in un territorio come
vesse risultare vero, sarà quello della fascia ionica
necessario utilizzare sul catanzarese, nel quale si
quel tratto stradale più ca- rischierebbe solamente di
rabinieri e agenti di polizia alimentare la sfiducia dei
municipale che così verran- cittadini nei confronti delno sottratti ad altri compiti lo Stato.
Informazione Regionale
10
dalla
Calabria
Incarico di prestigio
per Leonardo Sacco
N
uovo incarico di presti- spiegato durante la riunione di
gio per Leonardo Sacco. insediamento del consiglio naIl giovanissimo gover- zionale - perché possano seguire
natore della Misericordia di Iso- e affiancare le Misericordie in
la Capo Rizzuto, è stato infatti fase di costituzione”. Soddisfaeletto nel consiglio di presidenza zione è stata espressa da Sacco,
della confederazione nazionale. che ha commentato: “Credo che
Ad un mese dalla sua elezione sia un giusto riconoscimento alla
nel consiglio nazionale per il rin- Misericordia di Isola e alla mia
novo degli organi sociali della persona. Confido nel supporto di
confederazione delle Misericor- tutti i confratelli affinché la Midie, Sacco è stato prescelto nei sericordia di Isola possa rappregiorni scorsi dal presidente Ga- sentare sempre di più una fonte
briele Brunini, tra i cinque rap- di crescita per i giovani e lo stespresentanti del consiglio di pre- so territorio”.
sidenza. Già nei mesi
scorsi, nel corso di un
incontro con le Misericordie crotonesi,
Brunini aveva manifestato stima e fiducia nei confronti del
giovane governatore,
che tra l’altro è coordinatore
regionale
della confederazione.
In quell’occasione
Brunini, sottolineò
l’importanza di attribuire a Sacco un
ruolo propulsivo all’interno della confederazione nazionale,
riconoscendogli meriti e capacità fondamentali per il rilancio
dell’associazione, il
suo sviluppo al sud
e la promozione dei
giovani. “Vorrei affidare l’incarico a
confratelli di regioni
del sud - ha infatti On.le Maurizio Feraudo
Da solo il Pd non va da nessuna parte
Feraudo chiede a Di Pietro di “mettere da parte gli avventurieri”
I
l gotha nazionale di Idv a
rapporto nell’isola di Ischia.
Nel Conclave generale la
Calabria è stata rappresentata
dal presidente del Gruppo regionale, l’onorevole Maurizio Feraudo. L’evento politico ischitano, voluto dal Gruppo campano
dell’Idv, è stato un confronto su
quanto vive il partito nelle varie
realtà regionali della Penisola. In
pratica si è tastato il polso all’Idv
per capire il suo stato di salute.
«Sottoponiamo al ministro e nostro leader Tonino Di Pietro ciò
che deve essere il primo obiettivo comune – commenta proprio
l’onorevole Feraudo di ritorno
da Ischia – Il nostro partito deve
continuare a essere sempre più
attento alle problematiche territoriali, nel rispetto delle identità
regionali, tutti ingredienti essenziali per continuare il percorso
di trasformazione da movimento a partito da tempo iniziato.
Occorre dare concretezza alla
figura dei nostri eletti: essi, do-
C
processo sommario al poliziotto ma si vuole condannare tutto
l’operato delle forze dell’ordine. La morte del giovane laziale, è l’ennesimo pretesto per
mettere sotto accusa le forze di
Polizia e giustificare le numerose frange di Ultras che ogni
domenica cercano lo scontro
violento con chi deve garantire la sicurezza ai cittadini. Ci
troviamo ancora oggi a parlare
di delinquenti, che vanno allo
stadio dettando quelle che sono
le loro regole, come quelle di
sospendere o meno una partita
mentre “LO STATO” ancora
non è in grado di far rispettare quelle che sono le regole
del vivere civile e sicuri. Ormai il garantismo e l’impunità
che, regna tra i tanti teppisti e
delinquenti la fa da padroni,
inducendo i cittadini onesti ad
adeguarsi a questo clima di violenza che regna incontrastato.
vendo rispondere alla gente che
li ha scelti, è il migliore legame
possibile tra la società civile
sana e le Istituzioni. Altre figure
non sono pensabili né accettabili
in un simile ruolo». Feraudo e
colleghi hanno anche esaminato
l’arrivo del Partito Democratico
sullo scenario politico dell’attuale maggioranza di Governo
nazionale. «Il centrosinistra tutto deve avere più consapevolezza del peso che ha l’Idv – tuona
ancora il presidente del Gruppo
regionale calabrese – Noi siamo
radicati, contiamo tanto nelle
simpatie popolari. Anche il neo
Pd deve interrogarsi su come
meglio colloquiare con noi e gli
altri alleati, i gradi di comandanti in campo non te li regala
nessuno. Da solo il Pd non va da
nessuna parte. A livello regionale non sempre è forte come a
livello nazionale. Pensiamo che
ovunque vada, invece, rilanciata
la coalizione di centrosinistra.
Così, se non soprattutto, in Ca-
labria dove se n’è un po’ perso
il senso politico. Per farlo, però,
occorre avere la forza di allontanare gli avventurieri di mille
battaglie che cercano di sedersi sempre a capotavola. Con la
serietà si vincono tutte le scommesse politiche immaginabili».
stesso Comitato organizzatore. De Grano si è, inoltre,
dimostrato assolutamente
bendisposto all’istituzione
dell’edizione regionale del
Premio e si è detto pronto a rendersi parte di questo progetto, per quanto di
competenza della Regione
Calabria. Il Premio “Etica
e Impresa” nasce nel 2006
per volontà delle tre Associazioni nazionali dei quadri e delle alte professionalità aderenti a Cgil, Cisl
e Uil e della Associazione
italiana dei direttori del
personale (Aidp), che, assieme a Federmanagement,
ne formano il Comitato organizzatore. Il Premio mira
a far emergere il valore di
un nuovo modello di impresa, fondato su relazioni industriali avanzate e capace
di coniugare la tutela e la
valorizzazione dei lavoratori con le esigenze di competitività e di sviluppo delle aziende. Vuole, dunque,
dare visibilità a formule
riuscite di accordi aziendali e di pratiche in materia
di impegno etico e responsabilità sociale d’impresa,
che sappiano coniugare risultati aziendali con benefici sociali; incoraggiare le
imprese ad agire in una visione di responsabilità sociale in sintonia con la propria missione; contribuire
alla diffusione di modelli di
cooperazione tra impresa e
società in grado di stimolare le imprese verso nuove
modalità di crescita. Ecco
perché vengono premiati i
migliori accordi sindacali
e le migliori pratiche partecipative progettuali e di
dialogo sociale su cinque
temi: la pari opportunità,
l’integrazione europea, la
responsabilità sociale di
impresa, la formazione e
la promozione della alte
professionalità, la mobilità
come libera opzione. Il termine ultimo per partecipare
al Premio è il 30 novembre
prossimo.
Leonardo Sacco
Premio “Etica e Impresa”
I
l Premio nazionale “Etica e Impresa”, che sarà
assegnato nel gennaio
2008, avrà, a partire da
quest’anno,
anche delle
edizioni regionali. La decisione è stata accolta con favore dalla Regione Calabria
che, rappresentata dal dirigente generale del Dipartimento Attività Produttive
Francesco De Grano, ha
incontrato a Roma il Comitato organizzatore del Premio, presieduto da Romeo
Scarpari, per definire le
azioni che L’Ente calabrese
intende porre in essere per
stimolare le nostre imprese
a partecipare al prestigioso
riconoscimento e a rendere costante il rapporto tra
le eccellenze che insistono
sul territorio regionale e lo
Caccia alla polizia che vergogna!!!
rotone - Duro attacco
del Sindacato, dopo i
fatti incresciosi avvenuti nei pressi dello stadio Olimpico di Roma e negli altri stadi
Italiani. La dura protesta parte
dal Presidente Provinciale della
Federazione Sindacale di Polizia -Ugl di Crotone, Gianfranco DE CARLO il quale difende l’operato di quei poliziotti
che ogni domenica si trovano a
fronteggiare veri teppisti, il cui
scopo e obiettivo è di avere uno
scontro con chi rappresenta lo
Stato. Si ritorna, a meno di un
anno dalla morte dell’Ispettore di Polizia RACITI a parlare
di violenza. Nello specifico si
condanna il comportamento di
un poliziotto che accidentalmente ha causato la morte del
giovane ventottenne laziale
Gabriele SANDRI, quanto accaduto ha dell’incredibile, non
solo perché si è subito fatto un
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Questo clima di quasi anarchia
sembra faccia comodo non solo
agli Ultras ma anche ad alcune
società di calcio che di questi
teppisti ne conoscono i nomi.
Si chiede per l’ennesima volta
che la Polizia di Stato venga
impiegata per il controllo del
territorio a garanzia e tutela dei
cittadini che mai come oggi n’è
sentono maggiormente bisogno. E’ arrivata l’ora di dire basta all’utilizzo della Polizia agli
interessi Societari e Privati, di
cui se ne fa carico LO STATO,
in tutto questo risanare i danni
materiali e vandalici, che ogni
domenica vede responsabili
questi teppisti. Si chiede di non
legittimare più questi comportamenti e di applicare leggi più
severe a garanzia di pene certi,
inoltre si chiede che non siano
i cittadini , “attraverso maggiori tasse”, a pagare i danni che
questi commettono.
Città di Sibari
Informazione Regionale
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
dalla
Calabria
Presto interventi
Anas sulla statale 107
Sono queste le rassicurazioni che
l’Anas ha fornito al deputato Laratta
dopo le proteste dei mesi scorsi
C
rotone - «L’Anas a breve interverrà per mettere in sicurezza la SGC Silana-Crotonese».
Ad annunciarlo è il parlamentare del
partito democratico, Franco Laratta,
dopo aver incontrato ieri a San Giovanni in Fiore i vertici calabresi della
società. L’Anas - afferma l’esponete
politico - ha assicurato «immediati interventi di manutenzione straordinaria
sull’arteria». Per l’onorevole Laratta
«si tratta di prime importanti risposte
agli annosi problemi di una strada che
attraversa l’altopiano silano, collega
la provincia di Cosenza a quella di
Crotone». La storia della SGC silana-crotonese, per i disagi provocati
ai cittadini, è lunga. Diversi incidenti,
Franco Laratta, Parlamentare del
partito democratico
molti dei quali mortali, hanno interessato la superstrada durante questi
anni. Nei mesi scorsi all’altezza del
viadotto “Cannavino”, il traffico è stato costretto ad una sola corsia, per via
della formazione del manto stradale.
Stesso problema è stato segnalato da
Laratta per il tratto che interessa San
Fili. I disagi e le lamentele di turisti e
residenti hanno indotto il diellino a rivolgere una interrogazione al ministro
Di Pietro, che dopo aver predisposto
un accurato monitoraggio ha escluso
“pericoli” per l’incolumità delle persone, anche se lo stato di fatiscenza
della statale costrinsero nuovamente
Laratta ad una dura protesta, insieme
agli amministratori locali, a Camigliatello Silano per attirare l’attenzione
dell’Anas e del ministero sui disagi
cronici della 107. A seguito di quella
protesta il parlamentare aveva incontrato a Roma i vertici dell’ Anas i quali
fornivano rassicurazione per una rapida e positiva soluzione. «Oggi – dice –
finalmente qualcosa si muove; sono in
arrivo importanti interventi sulla 107;
interventi che renderanno più agevole
e sicuro il transito veicolare. Inoltre,
riporta l’esponente politico, «in vista
della stagione invernale è stata assicurata la concreta attivazione del Piano
di sicurezza per il tratto di strada che
Lettera aperta di Manno
S
ento il dovere di ringraziare
tutta la classe dirigente delle
Organizzazioni Professionali
Agricole e dei Consorzi di Bonifica
che hanno avuto il coraggio di sacrificare qualche interesse particolare per
privilegiare le ragioni dello sviluppo
complessivo della nostra regione.
Senza il loro contributo non sarebbe
stato neanche possibile sognare una
vera e propria autoriforma della bonifica auspicata, prima, ed aiutata, dopo,
dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e Forestazione. “Le rivoluzioni sono figlie di idee e di sentimenti
prima che di interessi”, sosteneva don
Luigi Sturzo, ma si sa come gli aforismi vengano troppo spesso declamati
nei convegni e molto di rado declinati nell’amministrare. Oggi l’antico
mondo della Bonifica ha licenziato
una proposta che prevede una immediata riduzione del numero dei Consorzi che comporta il risparmio netto
di circa il 45% delle spese corrisposte
agli organi, comprendendo che era il
primo segnale indispensabile per arrivare ad una reale ottimizzazione delle
risorse impiegate nel settore. Ogni
singolo Consigliere di Amministrazione ha dimenticato il rischio di perdere la propria poltrona al solo fine di
poter rendere concreta la possibilità di
superare una fase decennale di interventi attuati in regime di emergenza.
Che l’acqua sia un bene comune ha
favorito, per troppi anni, una consapevolezza scontata, oggi, sta divenendo, finalmente, coscienza consolidata
I
miglie), gli uffici, i campetti di calcio e
pallavolo nonché lo spiazzale nel quale
tutti i gruppi convergono per raggiungere la mensa e i luoghi d’attività. “Una
visita fondamentale è importante – l’ha
definita la direttrice Parisi – in quanto
l’immigrazione è un argomento attuale
del quale i giovani è necessario che si
interessino. Ma non solo. L’aspetto della visita è educativo in più direzioni. I
bambini, infatti, attraverso l’esperienza
degli immigrati cominciano a rendersi
conto della dimensione geografica del
nostro pianeta, delle situazioni politiche e religiose che vivono all’interno
di ogni nazione e percepire gli aspetti
emozionali che tutto questo procura
agli ospiti presenti nel
Centro”. La richiesta della scuola media di poter
visitare il centro, è conseguente all’attivazione
di un progetto intitolato:
“Scuola collocata in area
a forte rischio immigrazione”, articolato su interventi riferiti a particolari
fenomeni di disagio quali
l’integrazione degli immigrati, l’alfabetizzazione,
che sia anche la materia prima per
eccellenza. È importante sottolineare che questa maturità è il frutto di
un percorso iniziato con il varo della
L. R. 11/2003 che sapevamo come
ci avrebbe “imposto” un’agenda di
lavori per interventi strutturali e strutturati. Di fronte ad eccezionali eccessi
nell’uso di qualche cronico commissariamento, ci sono state infatti la
maggioranza delle amministrazioni
consortili che hanno fatto salti mortali per assicurare servizi con un assetto che prevedeva sovrapposizioni
di competenze ed emergenze che si
moltiplicavano in un settore, quale
quello agricolo, che doveva, contemporaneamente, affrontare un ritardo
strutturale proprio. E dopo aver collaborato alla stesura della legge 11
già nel 2003 abbiamo spinto prima
e salutato dopo, con soddisfazione,
la realizzazione e l’approvazione del
Piano Pluriennale delle Opere Pubbliche di Bonifica. Non è stato semplice
proseguire tutti assieme sul percorso
di un cambio di approccio da quando,
le potenzialità di esportare quello che
viene sempre più spesso definito l’oro
blu. Ma l’aspetto più interessante nel
medio periodo riguarderà ogni singola azienda agricola e l’obiettivo della
patrimonializzazione del valore pubblico dell’acqua: le imprese potranno così concentrarsi sugli usi misti e
plurimi della risorsa idrica; ma anche
tutti gli altri settori produttivi della
nostra regione potranno usufruire
direttamente di economie d’impresa
per l’uso diretto che ne fanno e, indirettamente, potranno godere di una
concertazione con gli altri Enti operanti sul territorio al fine di realizzare
una concreta ed ampia condivisione
dei programmi e dei progetti per lo
sviluppo e la crescita economica e la
sicurezza delle popolazioni. Ebbene,
nonostante questa volontà condivisa
in più di quattro anni di lavoro, ho
pensato che fossimo vicini solo dopo
l’intervento dell’Assessore Pirillo in
occasione dell’inaugurazione della
vasca di Calusia lo scorso quattro
ottobre: l’Assessore fu chiarissimo,
costeggia le montagne». Il deputato ha
poi ricordato le decine di morti che si
sono registrate negli ultimi tempi sulla 107 e per scongiurare ciò auspica
che l’Anas avvii «una forte attività di
prevenzione, asfaltando o segnalando
in tempo utile le “voragini da neve”
che provocano gravi incidenti e danni
ingenti alle auto». Infine «la società
investa sempre di più nella sicurezza
di tutte le strade calabresi che hanno
bisogno di interventi non più rinviabili, come ad esempio la SS 106».
Visita guidata di studenti al
Campo di Accoglienza di S. Anna
sola Capo Rizzuto - Per la prima
volta nella storia, un Cda apre le
porte ad una scuola. Oggi pomeriggio gli alunni delle classi 1° e
2° della scuola media Gioacchino da
Fiore di Isola accompagnate dai loro
docenti, sono state accolte all’interno
del Centro d’accoglienza S.Anna per
una visita guidata. Nei giorni scorsi i
piccoli studenti, avevano incontrato la
direttrice del Centro, Liberata Parisi,
nella sede della Misericordia di Isola,
per porre alla sua attenzione alcune domande. In particolare i bambini erano
incuriositi dagli aspetti inerenti la vita
all’interno del campo, il modo di trascorrere il tempo, la provenienza degli
ospiti e i motivi del loro viaggio. Due
ore di dibattito che hanno gettato le
basi alla visita vera e propria che oggi
si è svolta per circa un’ora e mezza. Ad
accompagnare il gruppo di 32 persone
( 15 docenti e 17 alunni), la stessa direttrice Parisi, seguita dal vice Pasquale Ribecco e dagli operatori della Misericordia, la quale ha fatto da cicerone
nei vari settori del campo: la sala tv, la
ludoteca, la scuola d’italiano, il campo
C (dove ai bambini sono stati mostrati
i container nei quali vivono alcune fa-
11
i corsi di lingua (italiano e francese)
e l’intercultura. Soddisfatti insegnanti
e studenti che hanno potuto vivere in
prima persona ciò che normalmente si
studia a scuola o si vive giornalmente
dai racconti dei media. Le iniziative del
Cda, proseguono con la mostra Prove
d’arte oltre “confine”, che rimarrà
in esposizione presso la Sala Margherita fino al prossimo 23 novembre e dal 24 novembre fino al sei dicembre al Bastione Toledo. Una serie
di impulsi positivi che sono nati nei
mesi scorsi nel corso di un incontro
tra gli operatori del centro, il Ministero dell’Interno, la Prefettura e la
Questura di Crotone.
Il Ministro Paolo De Castro
e cioè da più di due anni, abbiamo
avviato la realizzazione di un Catasto
unico; e da quando abbiamo dato un
contributo importante alla stesura del
Piano Strategico Rurale (nella nuova
programmazione dei Fondi Strutturali
della Comunità Europea) tutto teso
a disegnare un quadro chiaro entro
quale i nuovi Consorzi di Bonifica
potranno ritagliare interventi pratici
tesi all’uso plurimo dell’acqua sia
per il settore primario che potrà godere di una produttività del e dall’acqua. Questa è la sfida che abbiamo
voluto affrontare senza trascurare
tutti quegli aspetti che continuiamo
ad affrontare da anni: per citarne solo
alcuni, il coordinamento dell’attività
degli Operai Idraulico Forestali per
l’emergenza incendi e l’immensa attività di difesa del suolo e del dissesto
idrogeologico (riconosciutaci anche
dalla Protezione Civile nelle tragiche
occasioni delle alluvioni di Soverato,
Lamezia e Vibo). Ora con il varo di
questa riforma i singoli cittadini potranno usufruire di una qualità ed una
quantità dell’acqua sempre maggiore
realizzando una migliore gestione
degli impianti e della rete irrigua e,
come detto, potremo intervenire anche sulle tariffe perché la Calabria ha
ribadendo con forza, alla presenza di molti deputati regionali e del
Ministro De Castro, che nel rispetto
delle prerogative dell’intero Consiglio Regionale, alla Giunta non
rimaneva altro che capitalizzare il
coraggio delle Organizzazioni di
Categoria e dell’Urbi che (riportando le sue testuali parole) “è teso a
voler dotare i Consorzi di Bonifica
di strumenti efficenti rinunciando
a privilegi, e non sarà concesso a
nessuno di rallentare un processo di
autoriforma teso a consegnare l’amministrazione di questi importantissimi Enti ai legittimi rappresentanti
che sono gli agricoltori”. Ulteriore
incoraggiamento venne dal Ministro
quando volle sottolineare come proprio in Calabria, con questa riforma,
potesse nascere (ricito testualmente)
“un virtuoso modello di riforme che
avrebbe il doppio pregio di avvenire
nello strategico settore della gestione della risorsa idrica”. Il naturale
sigillo non potrà che arrivare dal
Consiglio Regionale che sono certo
non avrà alcun dubbio nel licenziare
il corpo di questa riforma che possiede il prezioso carattere di quel
tipo di concertazione vera che rifugge le consorterie.
12
Informazione Regionale
La scuola come
soggetto fondamentale
dalla
Sicilia
Insegnamento
antimafia nelle scuole
P
alermo – Il vicepresidente
della Commissione parlamentare Antimafia, il deputato del Pd Beppe Lumia, ha presentato come primo firmatario alla
Camera una proposta di legge per
l’introduzione dell’insegnamento
dell’ antimafia nelle scuole. «Le
scuole medie e superiori istituiranno – recita il primo articolo della
proposta di legge -, inserendole
nelle attività curriculari un’unità
didattica sul tema della mafia,con
l’obiettivo di insegnare l’antimafia
a scuola. su questo tema una più
diffusa e corretta informazione è il
punto di partenza anche per l’educazione ai valori della legalità. Nell’unità didattica verrà data priorità
alle testimonianze orali e scritte,
alle documentazioni ufficiali,alla
storia della Mafia, all’intreccio
tra economia, politica, società e
al tema dei rapporti internazionali
della mafia. «Le scuole – si legge
ancora all’articolo 2 - si avvalgono di competenze appositamente
acquisite e maturate nelle pratiche
e nell’esperienza dell’educazione
alla legalità attraverso la memoria
storica. L’attività delle unità didattiche persegue i seguenti obiettivi:
a) sperimentare, studiare ed affinare
le pratiche e le competenze al fine
di prevenire l’espandersi della mafia e della sua cultura nei giovani e
superarne i danni, favorire un’educazione alla non violenza; e b) favo-
rire e promuovere interventi di rete,
sia con l’insieme delle istituzioni,
associazioni, organizzazioni, enti
pubblici e privati, sia con l’insieme
delle competenze e delle figure professionali, al fine di offrire le differenti risposte, in merito alle diverse
tematiche che sono affrontate nel
corso dell’anno scolastico». Viene
pertanto «istituito – recita l’articolo
3 -, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un apposito fondo
destinato al cofinanziamento degli
interventi di cui alla presente legge,
con le seguenti finalità: a) finanziamento della programmazione regionale a favore degli interventi di cui
alla presente legge; b) finanziamento degli interventi in corso alla data
di entrata in vigore della presente
legge; c) promozione di nuovi interventi». «Al termine di ogni esercizio
finanziario – aggiunge -, le eventuali somme assegnate agli enti locali e
territoriali e non utilizzate possono
essere riassegnate, con decreto del
Ministro della solidarietà sociale,
alla realizzazione di programmi regionali o di specifici progetti locali
rientranti nelle finalità di cui alla
presente legge. Al termine del primo
triennio di attuazione della presente
legge, le eventuali somme assegnate e non utilizzate sono computate
in aggiunta alle somme del fondo di
cui al comma 1 disponibili nel successivo triennio di attuazione». In
quanto alla copertura finanziaria, si
legge infine nella proposta di legge: «Agli oneri
derivanti dall’attuazione
della presente legge, pari
a 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007, si
provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai
fini del bilancio triennale
2007-2009, nell’ambito
dell’unità
previsionale
di base di parte corrente
«Fondo speciale» dello
stato di previsione del
Ministero dell’economia
e delle finanze per l’anno
2007, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
relativo
Giuseppe Lumia, vicepresidente della Commisal
Ministero
degli
affari
sione parlamentare Antimafia
esteri».
C
atania - Dotare ogni Comune
di uno spazio dedicato a Giostre e Luna Park, e riconoscere
la professionalità dei piccoli imprenditori che si occupano di intrattenimento itinerante. Questi gli obiettivi
di “ANSVA - Associazione Nazionale Spettacoli Viaggianti e Affini”, la
nuova categoria sindacale che si è costituita questa mattina presso la sede
della Confesercenti. L’associazione
ha già eletto il primo presidente Roberto Persichini ed il primo vicepresidente Antonio Principato. All’incontro hanno partecipato il direttore della
Confesercenti etnea Alberto Sozzi ed
il dirigente sindacale Enza Lombar-
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
L’assessore Leanza: “Il percorso scolastico va contestualizzato nel segno di
una rinnovata necessità di tutela e valorizzazione dell’identità regionale ma
sempre nel più vasto disegno di una imprescindibile cittadinanza europea.
C
atania - Connettere il locale al globale, attivare le
politiche e le misure più
appropriate per fruire e promuovere la ricchezza dei localismi che
caratterizzano la nostra regione. La
scuola come soggetto fondamentale per costruire un’identità positiva
del territorio e per sviluppare la formazione civica degli studenti, come
futuri cittadini, protagonisti dello
sviluppo sostenibile, del rispetto
e della valorizzazione del proprio
patrimonio culturale e sociale. Di
questi complessi argomenti hanno
discusso oggi, a Sant’Alessio Siculo, l’assessore regionale ai Beni
culturali, ambientali e alla Pubblica
Istruzione, Lino Leanza, il dirigente
generale del Dipartimento Pubblica
Istruzione, Patrizia Monterosso, il
dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano, e oltre
500 dirigenti scolastici. “Curricolo – Aree di intervento di interesse
regionale” il titolo dell’incontro durante il quale è stato avviato un dibattito per definire, nell’ambito del
curricolo scolastico, le aree di intervento di interesse regionale. Infatti,
secondo quanto sancito dal DPR n.
275/99, “Definizione dei curricoli”,
dalla legge n. 53/2003 art 2 punto L e
dal D.M. 47 del 13.06.2006, “i piani
di studio personalizzati, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni
scolastiche, contengono un nucleo
fondamentale, omogeneo su base
nazionale, che rispecchia la cultura,
le tradizioni e l’identità nazionale, e
prevedono una quota, riservata alle
regioni, relativa agli aspetti di interesse specifico delle stesse, anche
collegata con le realtà locali”. “E’
fondamentale – ha spiegato Leanzaaprire un dialogo con le autonomie
scolastiche per individuare a cosa
destinare la quota di interesse regionale, ovvero quella fetta di insegnamenti che possono esaltare l’autonomia progettuale delle scuole. Si
tratta di pensare a una rete, bisogna
mettere a sistema una progettualità
che tantissime autonomie scolastiche della Regione Siciliana portano già avanti nell’ambito dei piani
di studio. Il curricolo scolastico,
d’altronde, ha già come obiettivo
quello di creare e consolidare nello studente linguaggi, competenze,
valori che consentano di formare
solide identità non autoreferenziali.
Ogni studente, quindi, deve essere
messo nelle condizioni di “collocare” opportunamente il proprio patrimonio di conoscenze, di competenze, di saperi, di tradizioni. E’ per
questo che le autonomie scolastiche
za dei localismi che caratterizzano
la nostra regione: è vivo, per esempio, il desiderio di conoscenza del
patrimonio culturale della Sicilia.
Inoltre il recupero, a partire da quest’anno scolastico, di una cultura
costituzionale sarà certamente un
input di grande valenza formativa,
grazie al quale, in classe, lo studente avrà un’ulteriore e significativa
Nicola Leanza, Assessore ai beni Culturali e Pubblica
Istruzione Regione Siciliana
interagiscono già fortemente con i
contesti locali e un’alta percentuale
di istituti scolastici prevede annualmente, nel piano dell’offerta formativa, iniziative per promuovere il
territorio. La dimensione culturale
del percorso scolastico va contestualizzata, individuando spazi organizzativo-didattici nel segno di
una rinnovata e convinta necessità
di tutela e valorizzazione dell’identità regionale, nel più vasto disegno
di una imprescindibile cittadinanza
europea. Ciò significa attivare le
politiche e le misure più appropriate
per fruire e promuovere la ricchez-
opportunità di riflessione sulle visioni
unitarie dei diritti umani, sull’identità
nazionale, sull’articolazione autonomistica e sull’apertura sopranazionale; sulla scuola come istituzione
e sul suo compito di insegnamento
ispirato al rispetto della persona e alla
prospettiva di una società che ha una
forte identità ma che è anche pluralistica, aperta alla mondialità e al dialogo interculturale. Proprio perché la
cultura di riferimento della scuola è
“fluida, emergente, aperta”, oggi più
che mai va connesso il locale al globale e la cultura deve fare i conti con
le differenze”.
Nasce “ANSVA - Spettacolo Viaggiante”
do, che coordinerà l’associazione.
Subito dopo, Persichini, Principato e
Lombardo hanno incontrato l’Assessore comunale al Commercio Mario
Indaco nella sede dell’Assessorato.
“La categoria - dichiara il presidente
Roberto Persichini - ha la necessità di
farsi riconoscere come tale, soprattutto dai Comuni: purtroppo, nessuno di
loro ha attuato la legge nazionale che
prevede uno spazio apposito per ospitare Circhi e Luna Park”. “Siamo soddisfatti - aggiunge il dirigente Confesercenti Enza Lombardo - e daremo
tutto il nostro sostegno all’associazione Spettacolo Viaggiante. Inoltre,
lanciamo un messaggio alla comunità:
collaboreremo insieme alle altre sigle
sindacali per ottenere il medesimo
risultato, quello di creare lavoro e favorire l’occupazione in questo ambito
commerciale”. Il Presidente ANSVA
Roberto Persichini, 45 anni, è un esercente specializzato in intrattenimento
itinerante, con un’esperienza consolidata nel settore da ben tre generazioni; attualmente, si occupa di un
Luna Park per bambini ad Acireale, e
di un’attrazione in Piazza Nettuno a
Catania. La categoria si avvale anche
dell’entusiasmo del vicepresidente
Antonio Principato, 28 anni, anche
lui impegnato in un’attività itinerante
a Catania.
Da sin, Il Presidente Roberto Persichini, il Dirigente Enza Lombardo e
il Vice Presidente Antonio Principato
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Informazione Regionale
dalla
Sicilia
Un ufficio per gli
automobilisti multati
C
atania - Saranno annullate le mul- il limite massimo di velocità di 60 chilote per eccesso di velocità rilevate metri è stato indicato impropriamente. E’
sul viale Mediterraneo, riviste le da intendersi corretto quello di 90 kmh,
sanzioni per quelle sull’asse dei servizi, re- per cui tutte le infrazioni che indicano una
stano confermate le infrazioni verbalizzate velocità al di sotto di questo limite non
sulla Catania-Gela. Il presidente della Pro- si devono pagare (chi ha già pagato sarà
vincia di Catania, on. Raffaele Lombardo, rimborsato) e per chi ha superato il limitorna sul “caso autovelox” e chiarisce, una te dei 90 kmh le sanzioni saranno riparavolta per tutte, le decisioni finali dell’Am- metrate. Da lunedì inizieranno, inoltre, i
ministrazione in seguito all’attività della lavori di manutenzione per il rifacimento
Polizia provinciale e annuncia anche l’im- dell’asfalto e della segnaletica: si preveminente apertura di uno sportello per tutti dono rallentamenti e incolonnamenti per
i chiarimenti necessari. “Innanzitutto non cui si consigliano percorsi alternativi per
c’è mai stato alcun intento persecutorio nei chi deve raggiungere l’aeroporto di Caconfronti degli automobilisti, né esigen- tania. Catania-Gela. Resta confermata la
ze di “far cassa” – ha sottolineato l’on. “tolleranza zero”: presenza costante delLombardo -. Il nostro Ente ha un bilancio le pattuglie della Polizia provinciale con
impeccabile, addirittura con un avanzo di l’autovelox per prevenire incidenti. Il diamministrazione di 60 milioni di euro che rettore generale della Provincia, Marcello
avremmo utilizzato per investimenti, se Fecarotti, presente alla conferenza stampa
non ci fosse impedito dai vincoli del Pat- insieme all’assessore Orazio Pellegrino,
to di stabilità. L’unico vero motivo per il ha annunciato, inoltre, l’apertura di uno
quale abbiamo deciso di intervenire con specifico ufficio informazioni nei locali
pattuglie dotate di autovelox è ridurre gli di via Mascagni, 56-58, a Catania, tra una
incidenti, frequentissimi e spesso mortali, decina di giorni. L’assessore Pellegrino ha
su alcune strade soggette a traffico intenso anticipato che i verbali saranno rinotificati
e spesso a velocità ben oltre i limiti. Que- e nell’attesa, quindi, nessuna multa va pasto intervento, soprattutto di prevenzione, gata. Per Giuseppe Tanasi, segretario naha prodotto risultati positivi: sulla Catania- zionale del Codacons, accompagnato dall’
Gela gli incidenti mortali sono drastica- avv. Giovanni Petrone, presidente regionamente diminuiti e gli automobilisti rispet- le, dall’avv. Floriana Pisani, coordinatore
tano con maggiore attenzione il limite di 90 ufficio legale regionale, e dall’avv. Dochilometri, che non è stabilito da noi, ma menico Fabiano, responsabile provinciale
dall’ente gestore, in questo caso l’ANAS, Adusbef, con queste soluzioni vengono
che speriamo metta in sicurezza in tempi di fatto revocate circa 31.000 multe su un
brevi l’intero percorso. Purtroppo, abbiamo totale di 48.000, quindi 17.000 saranno
riscontrato, proprio grazie all’autovelox, parzialmente riviste. Infine, il presidencome sull’asse dei servizi si raggiungano te Raffaele Lombardo ha annunciato che
velocità da formula uno, come dimostrano tutte le Province italiane parteciperanno
le fotografie: spesso vengono superati i ad una manifestazione contro il governo
200 chilometri orari, in un caso addirittu- nazionale il 7 novembre per protestare per
ra i 300, le moto sfiorano i 190 chilometri il mancato trasferimento di 52 milioni di
orari”. Fatta questa premessa, bisogna sot- euro l’anno, per tre anni, che la legge fitolineare perché le infrazioni verbalizzate nanziaria prevedeva di destinare proprio
dalla Polizia provinciale vanno, in gran per la manutenzione e l’adeguamento delparte, riformulate. Viale Mediterraneo: in la viabilità secondaria.
base ad una interpretazione
della Prefettura, il viale Mediterraneo, il raccordo cioè
che collega via Vincenzo
Giuffrida con il casello di
san Gregorio, deve intendersi “tratto autostradale”,
quindi la competenza unica
ed esclusiva e della Polizia
stradale. Tutti i verbali sono,
quindi, nulli: non vanno pagati. Chi ha già pagato sarà
rimborsato. Asse dei servizi: Da sinistra: Tanasi, Lombardo, Fecarotti e Pellegrino
G
Inaugurato il
Career Tourism Centre
iarre - Il comparto turistico si presenta ancora una
volta come destinatario di
strategie formative e territoriali
atte a rilevarne ed esprimerne le
potenzialità di un territorio che
come quello etneo è ricco di risorse ambientali e culturali. Inaugurato stamani, dal sindaco, Teresa
Sodano, il Career tourism Centre.
Giarre, con sede in via Oberdan
2E/F. “L’ Etna career tourism centre, vede coinvolti i partner del
progetto, con l’ obiettivo di fornire un sostegno diretto e un servizio di assistenza individuale e di
gruppo sulla scelta del percorso
professionale, per stimolare il processo di decision-making.il nuovo
centro offre diversi servizi a chi si
avvicina al mercato del lavoro nel
campo turistico. Si tratta di un importante punto di riferimento per
il turismo integrato che nasce proprio a Giarre, nell’ ambito di progetto ambizioso, ovvero l’ “Ori.
Etna.Tur” (Orientamento e inserimento nel settore turistico),
proposto da un’ATS (associazione
temporanea di scopo) costituita
dal Comune di Giarre (nella veste
di capofila), dalla Provincia regionale di Catania, dal Centro orientamento e formazione dell’Università degli Studi di Catania, dal
Parco dell’Etna, dall’Agenzia sviluppo Simeto Etna e dall’omologa
Jonico Etnea. L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del Pit (Progetto
integrato territoriale) Etna n°24,
ha come mission quella di favorire l’inserimento nel mercato
del lavoro relativo al settore del
turismo del territorio Etneo. Tale
obiettivo verrà realizzato attraverso una serie di azioni che prevedono una pluralità di interventi
sinergicamente integrati, tra cui la
ricerca e l’analisi dei fabbisogni
occupazionali e formativi; varie
iniziative di sensibilizzazione, informazione, orientamento professionale e animazione territoriale;
percorsi formativi concepiti allo
scopo di fornire e potenziare le
competenze specifiche richieste
dal settore turistico dell’area di
riferimento. L’ambito territoriale di riferimento comprende tutti
i 28 comuni del Pit in questione:
Calatabiano, Fiumefreddo, Giarre, Mascali, Riposto, Castiglione, Linguaglossa, Maletto, Milo,
Piedimonte Etneo, Randazzo,
Sant’Alfio, Santa Venerina e Zafferana Etnea (comprensorio EtnaAlcantara); Adrano, Belpasso,
Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Misterbianco, Motta
S. Anastasia, Nicolosi, Paternò, Pedara, Ragalna, S.
Maria di Licodia, S.Pietro
Clarenza e Trecastagni
(versante Simeto-Etna). Il
Progetto Ori.etna.tour, al
fine di favorire l’inserimento nel mercato del lavoro
relativo al settore del turismo del territorio Etneo, si
propone sia obiettivi di carattere generale che di tipo
specifici. Gli obiettivi generali da raggiungere sono:
accrescere e razionalizzare
le conoscenze riguardo le
offerte formative e gli sboc- Maria Teresa Sodano, sindaco di Giarre
chi occupazionali nel settore turistico; definire, dopo
aver valutato in modo articolato ed i rappresentanti di tutti i parle caratteristiche degli studenti teners interessati del progetto, è
delle scuole superiori, dell’Uni- stata preceduta da un seminario
versità, dei laureati, un quadro più sul tema “Territorio, Turismo e
generale della condizione giova- Formazione” . Illustri relatori ed
nile nella Sicilia centro-orientale; esperti in materia, Andea Brogna
favorire il raccordo con il mondo Manager Pit 24, Gabriele Ciraldel lavoro e l’inserimento lavora- do, direttore del progetto, Orazio
tivo dei giovani attraverso l’uso Licciardello, dell’ Università dedi strumenti ad hoc, quali “il bi- gli Studi di Catania, il coordinalancio delle competenze”,attivare tore Azione di Ricerca e del Etna
efficaci forme di partnership con Career Centre Tourism, Roberto
altri soggetti pubblici e privati per Pennisi,coordinatore dell’ Azione
la diffusione di informazioni e di di orientamento rivolta al sisteiniziative, sul turismo; formare fi- ma, il coordinatore dell’azione di
gure professionali con conoscen- orientamento rivolta al Sistema la
ze e competenze specialistiche in coordinatrice dei Corsi di Formaambito turistico. Tra gli obiettivi zioneAnna Maria Altavilla dell’
specifici invece: attuare modalità Università degli Studi di Catania,
innovative di diffusione delle in- alternandosi, nell’ aula confeformazioni sull’offerta turistico- renze del Palazzo delle Culture,
formativa; realizzare un’attività hanno sottolineato la necessità di
di sensibilizzazione, informazio- puntare su un turismo integrato e
ne e formazione; promuovere di qualità per accogliere flussi tutirocini formativi e periodi di al- ristici e sviluppare tutto il relatiternanza scuola lavoro che facili- vo settore, fonte di sviluppo e di
tino l’inserimento post-diploma e occupazione.Presenti in sala il dipost-laurea e il collegamento con rettore dell’ Ente Parco dell’ Etna,
il mercato del lavoro; ampliare i Giuseppe Spina e il commissario
dati di conoscenza sulla condi- Ettore Foti. Soddisfazione è stazione dei diplomati e laureati del- ta espressa dal sindaco Sodano
l’area d riferimento; monitorare il per l’ avvio di questo progetto
processo di orientamento attuato. integrato, finanziato per l’ imporRelativamente alle attività for- to di oltre un milione di euro, e
mative, saranno realizzati cinque che coinvolge enti di formazione
corsi, di cui tre rivolti a giovani come l’Università e le istituzioni,
disoccupati e due a operatori del Provincia e Comuni, per formare
settore. La cerimonia di inaugu- nuove professionalità ed inserire
razione, cui tra gli altri, oltre al nuove figure in ambito turistico,
primo cittadino giarrese, hanno componente essenziale per lo svipresenziato le autorità cittadine luppo sostenibile del territorio.
La frana del Monte delle Rose
S
alemi - In queste ore alcuni
operai del Comune, sotto il
coordinamento dei vigili del
Fuoco, dei tecnici comunali e della
Protezione civile stanno provvedendo a rendere più sicura l’area
sottostante il Monte delle Rose
dove all’alba di ieri venerdì 19 ottobre sono franati a valle alcuni costoni di roccia, uno di quali, di grosse dimensioni, s’è fermato a pochi
metri dalle abitazioni «Abbiamo
chiesto – dice il sindaco Biagio
Mastrantoni – la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Con i
nostri operai in queste ore stiamo
comunque lavorando per eliminare
le situazioni di pericolo imminente ed in particolare lo spostamento
di alcuni massi che sono ancora
in bilico e rischiano di scivolare a
valle. La Protezione Civile regionale ci ha assicurato uno stanziamento di fondi urgente per iniziare
già da lunedì mattina una serie di
lavori che serviranno a mettere in
sicurezza l’intera area e a consentire alle famiglie di rientrare nelle
loro case. La stessa Protezione
civile effettuerà i lavori di messa
in sicurezza che richiedono oltre
alla normale manodopera personale specializzato. La situazione,
comunque, è costantemente sotto
controllo». Le persone fatte evacuare sono state ospitate in maggior parte da parenti o amici. Solo
in 6 hanno deciso di pernottare in
un albergo.
13
Un masso franato dal Monte delle Rose
INSERTO
Corriere Letterario
Il jihad & la crociata
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
A cura di Antonio D’Ettoris
Claudia Pitotti
L
’ultima fatica di Marco Meschini, storico medievalista e docente universitario alla Cattolica del
Sacro Cuore di Milano, ha come titolo
un binomio quanto mai presente nel dibattito culturale del nostro tempo e, più
in generale, nell’opinione comune di
oggi, troppo spesso sedotta da facili luoghi comuni, giudizi affrettati e analisi a
dir poco superficiali. Il titolo dell’opera in questione è Il jihad & la crociata
(edizioni Ares, Milano 2007, pagg. 160,
€ 12), nel cui sottotitolo, Guerre sante asimmetriche, l’autore fa presagire
quale sarà il suo obiettivo: smontare
il falso luogo comune che equipara il
jihad islamico alla crociata cristiana. Il
testo si propone come lettura ideale per
chi voglia approfondire l’argomento
proposto ma, nello stesso tempo, non
desideri smarrirsi in un interminabile
volume analitico; Il jihad & la crociata,
infatti, non è solo un testo scorrevole
e di facile lettura, ma è altresì un libro
agile e perfettamente fruibile anche dai
non specialisti: in meno di 200 pagine
esso ripercorre la storia della religione
islamica, arrivando alla formazione del
concetto di jihad, ed in seguito vengono riproposte le tappe fondamentali di
un’altra storia, quella delle crociate,
mediante lo stesso procedimento. A tal
proposito, Meschini ha efficacemente suddiviso il suo libro in due sezioni
principali, precedute da un’ Introduzione, con la quale l’autore prende le
mosse (e non a caso) dalla celeberrima
lectio magistralis tenuta da Papa Benedetto XVI a Regensburg (meglio nota
come Ratisbona) il 12 settembre 2006.
In quella occasione il Sommo Pontefice
ha mirabilmente spiegato l’importante e
La partenza per la crociata (Statuti dell’Ordine del Santo Spirito, XIV secolo, Bibliothèque nationale,
Paris, MS Fr. 4274, f. 6)
necessario rapporto tra fede e ragione,
“le due ali necessarie allo spirito umano per elevarsi alla conoscenza della
verità”, come ricorda Meschini nella
stessa Introduzione, parafrasando le
parole di Papa Ratzinger che a Ratisbona “si è soffermato principalmente sul
concetto di ragione (lógos in greco)” ;
per far ciò, ha brevemente citato un dialogo-controversia avutosi, sul finire del
XIV secolo, tra un imperatore bizantino
di nome Manuele II Paleologo e un dotto persiano, circa le verità del Cristianesimo e quelle apportate dall’Islam; durante questo confronto l’imperatore non
risparmiò dure critiche alla religione di
Maometto, in virtù, soprattutto, del suo
espansionismo armato, che ricorreva
quindi a violenza e minacce, elementi
incompatibili con la natura razionale di
Dio, che è Lógos e che “non si compiace del sangue”. In seguito l’autore
pone le domande fondamentali su jihad
e crociata, a cui egli stesso fornirà una
risposta, attraverso un’indagine chiara
e lineare che si dipana nel corso della lettura. All’Introduzione segue, per
Archivi di guerra
La collana “Archivi di guerra” della Hobby & Work Publishing presenta
un’ampia serie di volumi, con allegati
Dvd, in cui vengono raccolti documenti, filmati e testimonianze sulla seconda
guerra mondiale. La collana è suddivisa
in quattro raccolte, dedicate a: ”Le battaglie”, “I protagonisti”, “I cinegiornali” e
“I misteri”. Fra i primi testi usciti citiamo
Lo sbarco in Normandia (pp. 128, 1 Dvd,
€ 12,90), Ascesa al potere del Nazismo
(pp. 128, 1 Dvd, € 12,90), Erwin Rommel la Volpe del deserto (pp. 128, 1 Dvd,
€ 12,90) e Enigma (pp. 128, 1 Dvd, €
12,90). L’ampiezza documentaria consente un’ampia lettura di eventi e personaggi.
La g io vane magrebina Noria
Ghozali, fuggita di casa per sottrarsi all’intransigenza paterna, ormai se la deve
cavare da sola, ma mai avrebbe pensato di
diventare investigatrice di polizia del decimo Arrondissement di Parigi. E la prima
prova che deve affrontare è il caso del ritrovamento di un cadavere nel parcheggio della Villette: si tratta del corpo di Fatima Rashed, nome d’arte Katryn,
una “call-girl” di lusso frequentata da diverse personalità francesi e straniere.
Dominique Manotti
Le mani su Parigi
Tropea
Pagg. 221 Euro 12,90
In questo godibile saggio, Hew Strachan rimette in diHew Strachan
scussione tutte le idee sbagliate, le strumentalizzazioni Carl von Clausewitz
e i fraintendimenti nati intorno a Della guerra. L’autore Della guerra. una biografia
smentisce, ad esempio, l’opinione secondo cui per
Newton & Compton
Clausewitz sia necessariamente la politica a definire e
Pagg. 224 Euro 9,90
regolare la guerra e mostra come, in realtà, per il teorico
militare prussiano la guerra possieda dinamiche proprie,
in virtù delle quali esercita, a sua volta, un’importante influenza sulla politica stessa.
È il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una
giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro.
Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l’ultimo
uomo sulla Terra. L’ultimo umano sopravvissuto,
in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che
lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre.
Richard Matheson
Io sono Leggenda
Fanucci
Pagg. 226 Euro 13,00
Questa raccolta, curata da Sudhir Kakar, l’auSudhir Kakar
tore di Mira e il Mahatma e di altre importanti Storie d’amore indiane
opere della narrativa indiana contemporanea,
Neri Pozza
presenta storie d’amore ambientate in ogni parte
Pagg. 256 Euro 15,50
dell’India e scritte originariamente nelle più
disparate lingue del subcontinente indiano: assamese, bengali, marathi, kannada, gujarati, kashmiro, malayalam e così via.
M. B.
l’appunto, la Parte Prima del libro, intitolata Il jihad, che rivela al lettore particolari inediti, sconosciuti ai più, circa la
formazione dell’Islam, dai suoi albori,
passando attraverso le origini del suo
sedicente profeta, Maometto, fino ad
arrivare alla nascita di un vero e proprio
impero, quello islamico, in cui l’Islam
si configura “realtà religiosa e politica
unitaria”: ciò vuol dire, come spiega
Meschini, che esso è “una teocrazia
universalistica, concepito cioè per essere esteso a tutto il mondo”. Pertanto,
continua l’autore, “[l’Islam] ha in sé
anche una forza guerresca che presto o
tardi non avrebbe fatto a meno di scatenarsi”. Il lettore avrà dunque ben chiaro
il reale valore e significato della guerra
santa islamica, scortato anche e soprattutto dai continui riferimenti al Corano
(il testo sacro dei musulmani), che
l’autore cita frequentemente.
La necessità, poi, di fare le
dovute distinzioni rispetto a
quelle che furono le Crociate
in Terra Santa, conduce Meschini alla composizione della Parte
15
Seconda del suo testo, questa volta intitolata appunto La crociata, grazie alla
quale il lettore potrà finalmente comprendere origini, scopo e reale funzione
di ciò che è erroneamente definita mera
e sanguinosa guerra di espansione o dai
connotati prettamente economici, dissipando le nebbie provocate da immagini
falsate e resoconti privi di fondamento
storico. Il libro prende congedo dal suo
lettore con la Conclusione, intitolata
Asimmetrie, in cui Meschini, oltre
a raccogliere le idee di fondo, elargisce ulteriori informazioni e chiarimenti, traendo le conclusioni logiche
di una ricostruzione pulita e rigorosa, portata avanti nel corso della propria analisi. Al termine della quale,
operati i dovuti approfondimenti, e
le necessarie spiegazioni, si approda, ad esempio, ad un chiarimento
fondamentale, e cioè che “il jihad
è coessenziale all’Islam, mentre la
crociata non lo è per il cristianesimo” in quanto “non risiede nel suo
essere intrinseco di religione storica
e rivelata”. Al contrario, “togliere il
jihad dal volto dell’Islam è impossibile” poiché “espressione della religione islamica nel suo sorgere e nel
suo formarsi”. Lo scrittore, in definitiva, riesce abilmente, e con analisi ineccepibile, a colpire al cuore il
plurisecolare pregiudizio sul jihad e
la crociata, quasi “fossero espressioni speculari delle due religioni cui
sono connessi”, giudicando “false
e mistificatorie le giustapposizioni
facili”. Il lettore che si sottoporrà a
questa proficua lettura dedurrà facilmente anche l’infondatezza di quella
credenza che vuole l’Islam religione
tollerante, ieri come oggi. D’altronde, benché sia passato più di un anno
da quella lezione a Ratisbona, certamente molti di noi ancora ricordano
le numerose proteste, gli insulti e le
minacce che essa scatenò. Nel mondo occidentale, certo. Ma anche e
soprattutto in quello islamico. Alla
faccia della tolleranza.
Alberto Bentoglio
L’attività teatrale e musicale in Italia
Carocci
Pagg. 246 Euro 18,50
Aggiornata e ampliata in ogni sua parte, questa
nuova edizione propone lo studio dell’organizzazione e dell’economia dello spettacolo teatrale
e musicale.Pensato per lo studente del triennio
universitario, il volume si propone di colmare una
lacuna editoriale, compendiando elementi economici e legislativi con aspetti più propriamente gestionali e artistici.
I quotidiani sono ancora un modelRiccardo Gualdo
lo di lingua scritta? Com’è fatta e come
L’italiano dei giornali
sta cambiando la lingua dei giornaCarocci
li in Italia? Come vengono letti e come
Pagg. 144 Euro 10,00
funzionano i testi al loro interno? La
storia linguistica della scrittura dei quotidiani negli ultimi anni permette di rispondere a queste domande e di capire meglio, con strumenti adeguati, come leggere il giornale e come scrivere per il giornale in
modo chiaro, responsabile e corretto.
Fin dal “Libro dei Morti” degli antichi egizi, di
generazione in generazione, le scritture sacre, i
racconti popolari, la narrativa e la poesia hanno
tramandato miti, storie e leggende per tentare di
spiegare l’inspiegabile, il mistero. E fra tutti i misteri, quello più temuto: cosa c’è dopo la morte? Come su uno spartito musicale
sono incastonate in questa raccolta le note più preziose e intense dell’immaginario spirituale di popoli e culture.
Luca Crippa
Inferni e paradisi
Piemme
Pagg. 318 Euro 16,50
Apparse per la prima volta in una raccolta in
Kalila e Dimma
sanscrito diciassette secoli fa, queste fiabe
Fiabe indiane di Bidpai
costituiscono la fonte nascosta o palese di auNeri Pozza
tentici capolavori della letteratura occidentale.
Pagg. 256 Euro 12,50
Senza di esse non avremmo probabilmente
avuto Esopo e La Fontaine, Le mille e una
notte e I racconti di Canterbury, oltre a una sterminata serie di racconti popolari
trasmessi oralmente lungo il corso dei secoli tanto in Occidente quanto in Oriente.
Letteratura Mediterranea
INSERTO
16
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Quando ci si può guardar soffrire e raccontare quello che si è visto, significa che si è nati per la letteratura.
Maruzza Musumeci
I
Giovanna Crisà
l nuovo romanzo di Camilleri, ci trascina nel
mondo incantato delle
fiabe.
In Maruzza Musumeci,
c’è tutta la Sicilia ottocentesca, ma soprattutto
c’è l’ironia che caratterizza tutti i romanzi del
Camilleri. E questa è la
storia del viddrano che
si maritò con una sirena, ma attenzione non
siamo di fronte a una si-
L
rena intesa come pesce,
ma davanti a una donna
che vive tra gli uomini,
una donna bellissima
che, consapevole di questa sua “dote”, seduce il
prescelto. E chi poteva
cadere nella rete della
sirena, se non il povero
Gnazio Manisco, emigrante, che a quarantacinque anni sposa Maruzza, lui che di mare
non ne vuole sentire, al
punto tale che durante i
suoi viaggi in mare sta-
va sotto coperta tutto
sudato?! I due avranno
due figli, Cola, che diventerà un astronomo e
Resina .
Naturalmente, Maruzza Musumeci, non può
definirsi un romanzo
storico, ma fantastico o
meglio ancora magico,
poiché le donne del racconto hanno uno stretto
legame con il mare, e
quale esso sia lasceremo
che sia il lettore a scoprirlo.
L’ultimo lettore
a lettura del romanzo è
uno specchio di ciò che
la vita deve essere, è la
sindrome di Madame Bovary”.
Riccardo Piglia, scrittore sudamericano, stavolta traccia una
possibile storia della figura del
lettore. Avete mai pensato a
Borges, Joyce, Kafka o il Che
mentre leggono? Probabilmente no. Noi lettori li abbiamo visti sempre come scrittori
e basta . Ecco che Piglia pone
la domanda: Chi è il lettore?
Immagina Borghes che legge
con i suoi occhi quasi ciechi,
Che che legge appollaiato su
un albero, Joyce che usa la sua
lente di ingrandimento. Siamo
Andrea Camilleri
Maruzza Musumeci
Sellerio
Pagg. 151 Euro 10,00
al confine tra un saggio e un
romanzo, ma soprattutto siamo
di fronte alla consapevolezza
che la lettura crea un mondo
parallelo alla nostra vita. A
questo punto, Piglia, trasforma Anna Karenina e Madame
Bovary in lettrici: esse leggono per dare un senso alla
propria vita, poiché nella loro
vita manca qualcosa. Un libro
interessante, che si fonda sulla
tesi del bovarismo: desiderare
di essere un altro, desiderare
di essere come gli eroi dei romanzi”.
Ricardo Piglia L’ultimo lettore Feltrinelli Pagg. 171 Euro 13,00
È
il terzo titolo della
saga di Stephenie
Meyer sulla storia d’amore tra la giovane
Bella e il vampiro buono
Edward, dopo “Twilight”
e “New moon”. Mentre
Seattle è funestata da una
serie di strani omicidi e una
vampira spietata continua a
darle la caccia, Bella si trova ancora una volta in serio
pericolo. È arrivato per lei
il momento delle decisioni
e dei sacrifici: basterà il fidanzato Edward a farle dimenticare il migliore amico
Jacob? Troverà il coraggio
necessario a diventare una
Cullen? Obbligata a scegliere fra l’amore e l’amicizia, è consapevole che
la sua decisione rischia di
riaccendere la millenaria
lotta fra vampiri e licantropi. Nel frattempo l’esame di
maturità è alle porte e per
Bella il momento della verità si avvicina...
G. C.
Stephenie Meyer
Eclipse
Fazi
Pagg. 504 Euro 18,50
Roberta Degl’Innocenti
La luna e gli
spazzacamini
Edizioni del leone
Pagg. 124 Euro 15,00
James Ellroy
Notturni
hoolywodiani
Feltrinelli
Pagg. 210 Euro 15,00
Los Angeles, la metropoli corrotta, violenta,
amata, è protagonista
anche dei cinque racconti e del romanzo
breve di questa raccolta. Il romanzo breve,
che dà il titolo al volume, ha per protagonista
Dick Contino, un fisarmonicista che Ellroy fa
rivivere in una storia di
amore e tradimento. E
assieme a lui rivivono
le atmosfere dei locali
notturni degli anni cinquanta.
Will Adams
L’enigma di
Alessandro Magno
Cairo
Pagg. 399 Euro 18,00
Daniel Knox è un brillante archeologo di Cambridge esperto di immersioni in fuga da un
boss della malavita egiziana.
Gaille Bonnard è una giovane
studiosa francese di lingua demotica, la scrittura egizia usata anche nella stele di
Rosetta. Elena Koloktronis è un’egittologa di fama,
distrutta dal dolore per la perdita del marito. Philip
Dragoumis è un eccentrico milionario che si crede la
reincarnazione di Filippo II, padre del grande Alessandro, ossessionato dall’idea di liberare la Macedonia e il suo popolo dalla dominazione greca. Tutti
nascondono un segreto. Tutti hanno una missione da
compiere. Tutti cercano la tomba di Alessandro Magno: quel leggendario mausoleo degno di un dio, visitato da re e imperatori, che sembra inghiottito dalla
storia. Ma dove sono realmente le spoglie di Alessandro e il suo favoloso corredo funebre? Nella città da
lui fondata oppure in Macedonia, nelle tombe reali,
accanto al padre? Oppure il suo corpo è stato portato
in gran segreto dai suoi uomini più fedeli nell’oasi di
Siva, al cospetto dell’oracolo di Ammone, il dio che
il re tanto amava? Sullo sfondo del magico Egitto, tra
antiche città e metropoli caotiche, esplorazioni negli
abissi e inseguimenti nel deserto, un misterioso codice
che potrebbe svelare il luogo di sepoltura del grande
sovrano macedone innesca una sfida senza esclusione
di colpi, dove ognuno ha una meta da raggiungere ed
è disposto a tutto pur di raggiungerla.
Jamews L. Nelson
L’idea più folle
Tropea
Pagg. 379 Euro 18,50
G. C.
Eclipse
Èdouard Bourdet
Il fascino avvincente
delle fiabe risiede in primo luogo nella scrittura
che le plasma e in quella
incantata freschezza di
linguaggio che rinnova
nel miracolo ogni volta la trasparenza aurea
delle antiche leggende e
degli eterni racconti popolari che si tramandano
magari solo oralmente
di generazione in generazione. E chi meglio di
un poeta può farsi interprete di tale cristallina
leggerezza?
Tarda estate 1775. Il generale George Washington scopre che la quantità di polvere da sparo
si è ridotta a non più
di nove colpi per ogni
uomo. Un piano disperato viene messo in
atto in fretta e furia: mandare una nave, sotto il comando del capitano Isaac Biddlecomb
fino a Bermuda per impossessarsi delle scorte inglesi, che, come risaputo, si trovano lì.
Ma il piano è una trappola organizzata da un
traditore infiltratosi fra i patrioti nella quale
finirà lo stesso Biddlecomb. Washington spedisce il suo aiutante di campo, maggiore Edward Fitzgerald, a scovare il traditore, mentre
Biddlecomb dovrà ricorrere a tutta l’astuzia
ed esperienza per proteggere i suoi uomini e
la sua nave, e per impadronirsi della polvere
da sparo che è la linfa vitale della lotta per
la libertà. Divisi da un oceano, ma uniti dalla causa, come dalle proprie paure personali,
Biddlecomb e Fitzgerald dovranno guardarsi
da un nemico comune: la più grande potenza
militare al mondo...
INSERTO
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
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NOVITÀ LIBRARIE
Novità Laterza
Il Cinquecento vede la nascita di
una nuova cucina che, superati i
modelli ereditati dal passato, si
apre a nuovi orizzonti attingendo
agli schemi alimentari delle nostre
tradizioni superando ogni vincolo
dietetico e rinnegando ogni coinvolgimento religioso. Nel contempo assistiamo alla codificazione della gestualità conviviale, articolato contesto di atti che coinvolge l’insieme dell’organizzazione cortese, cuochi, credenzieri, scalchi, trincianti, coppieri, attori di uno
spettacolo affascinante per lusso, eleganza e magnificenza.
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Cucina e convivialità italiana del
Cinquecento
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A cura di Annarita Angelini e Pierre
Il Rinascimento è un atelier
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nel quale si compongono in
Il pensiero simbolico nella prima
maniera originale esperienze
età moderna
e concetti radicati in tradiOlschki
zioni antiche ed eterogenee e
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destinati a esiti diversi. Saperi
nuovi o rinnovati si caricano
di valenze dottrinali inattese e concorrono ad arricchire il patrimonio concettuale degli uomini.
Michele Federico Sciacca
Lezioni di filosofia della storia
Olschki
pp. 46 Euro 10,00
Nell’imminenza del centenario
della nascita di Sciacca (2008)
sono pubblicate in versione italiana tre lezioni da lui tenute a Córdoba nel 1957, su invito di Alberto
Caturelli, che oggi si può considerare il maggiore discepolo di Sciacca. Sono testi di grande rilievo perché integrano sia i suoi noti studi su
Agostino, sia, sul piano teoretico, una delle sue opere fondamentali, La
libertà e il tempo (1965).
Uno sguardo nuovo sulle vicende della crisi
religiosa italiana ed europea del ’500 attraverso la vicenda biografica e intellettuale del
giurista senese Lancellotto Politi, entrato nel
1517 nell’ordine domenicano con il nome di
Ambrogio Catarino.
In questo nuovo libro, Gioannini e Massobrio offrono una documentata ricostruzione dei bombardamenti aerei alleati in Italia,
della guerra che si abbatte sui civili, sugli
impianti industriali, le vie di trasporto e le
città. All’analisi della strategia, della tattica,
delle finalità e delle premesse ideologiche dei
bombardamenti si accompagna il racconto, attraverso un collage di testimonianze di prima
mano, delle vicende di coloro che vivevano
sotto le bombe.
William Dalrymple
L’assedio di Delhi. 1857
Lo scontro finale fra l’ultima
dinastia Moghul e l’impero
britannico
Pagg. 544 Euro 25,00
A 150 anni di distanza, Dalrymple offre
un ritratto vivido, dal punto di vista degli
sconfi tti, dei tragici avvenimenti che portarono al tramonto di una civiltà, quella
islamica, che aveva dominato l’India per
tre secoli. Un racconto affascinante, portato
alla luce dalla mole immensa di documenti originali rinvenuti negli archivi di
stato indiani.
Questo libro parla di religione, o meglio di religioni: cosa significa credere, in che cosa crediamo o non crediamo e che rapporto hanno queste
credenze con la più importante di tutte, l’aspirazione all’immortalità. Ma parla anche della verità, della differenza tra credulità e fede, delle vie non dogmatiche dello spirito.
“La medicina odierna esige più che mai la
Giorgio Cosmacini
compresenza di una religiosità interumana
La
religiosità della
imprescindibile. Senza di essa, la medicina si
medicina
dimezza: dimezzata, perde la propria identità
istituzionale di téchne al servizio dell’uomo”. Pagg. 224 Euro 18,00
Cattolico, ebraico, islamico, agnostico, ateo: il
‘buon medico’ è tale indipendentemente – o, forse, addirittura a dispetto
– della confessione o del credo che abbraccia, votato prima di tutto alla propria missione di cura. La professione medica, più di ogni altra sfera dell’agire
umano, si richiama a quella coscienza morale, quel radicato senso di religiosità laica che nasce da un’etica della dignità e della tolleranza, fondamento
indispensabile del rapporto profondo tra soggetto curante e soggetto curato.
Potrebbe diventare uno dei protagonisti della
scena geopolitica mondiale, dopo che per più di
tre secoli ha vissuto sotto il dominio delle potenze europee e che per quasi tutto il Novecento
è stata considerata una sorta di ‘cortile di casa’
degli Stati Uniti. Ma l’America Latina continua a
essere un universo dove la democrazia è ancora una sfida aperta, l’economia
è in bilico tra arretratezza e sviluppo e sopravvivono forti disparità sociali.
Valerio Castronovo
Piazze e caserme
Pagg. 423 Euro 20,00
(1484-1553)
Il volume presenta studi sulla letteratura termale diversi per tematiche e ambientazioni
Studi e immagini sui bagni
territoriali, per momenti ed esperienze cul(secoli XIV-XIX)
turali: sui medici medievali Ugolino CacciOlschki
ni e Francesco Casini, sulla lettera di Poggio
pp. X-174 Euro 23,00 43,00 Bracciolini da Baden del 1416, sulla raccolta cinquecentesca “De balneis”, sull’irradiazione europea del termalismo nelle arti figurative, sugli spostamenti di Montaigne, sulle vicende di un funzionario fiorentino, Girolamo Vasari, sulle terme di Contursi, presso Salerno, e su altri siti termali agli inizi dell’Ottocento.
Bombardate l’Italia
Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945
Pagg. 574 Euro 24,00
Fernando Savater
La vita eterna
Pagg. 270 Euro 16,00
Ambrogio Catarino Politi
A cura di Paolo Viti
Segreti delle acque
Marco Gioannini, Giulio
Massobrio
Gian Piero Brunetta
La parola più ricorrente in tutti i tentaIl cinema italiano
tivi di osservare il cinema italiano dalla
contemporaneo
fine degli anni Sessanta a oggi è “crisi”.
Pagg. 832 Euro 20,00
Quello che era stato il decennio più innovativo per qualità, quantità, forme di
sperimentazione, innovazione ed espansione della cinematografia italiana nel mondo, a un tratto cambia pelle, segna il passo, si frantuma.
Giorgio Caravale
Sulle tracce dell’eresia
Olschki
pp. XII-322 Euro 35,00
“Le ragioni della ‘famigerata’ contrapposizione
Marco Revelli
tra destra e sinistra sono ancora tutte lì, sul tappeto
Sinistra destra
‘globale’, per certi versi potenziate e ingigantite
Pagg. 288 Euro 15,00
dall’unificazione dello spazio planetario. Quello
che manca, drammaticamente, sembrano essere
piuttosto le soluzioni e i soggetti politici disposti a farsene carico.
A cura di G. Assereto e
M. Doria
Storia della Liguria
Pagg. 450 Euro 25,00
N R
ovità
Attilio Bolzoni, Giuseppe
D’Avanzo
Il capo dei capi
Pagg. 288 Euro 10,20
L’ultima volta che videro piangere Totò Riina fu al
funerale del padre e del fratellino, uccisi da un residuato bellico. Era l’estate del ’43 e Totò, un picciotto analfabeta e sporco, primo figlio maschio,
diventava a soli 13 anni il capofamiglia. Mezzo
secolo dopo, al suo arresto, era l’uomo più potente di Cosa Nostra, ormai diventata Cosa Sua. In
un’ascesa sanguinaria e spietata, aveva portato i
contadini di Corleone ai vertici del governo mafioso, riscrivendo completamente le regole del gioco,
tra famiglia e famiglia, tra mafia e Stato.
Collen McCullough
Cleopatra
Pagg. 755 Euro 21,00
Questo romanzo racconta le turbinose vicende che portano alla nascita dell’Impero:
la rivalità tra i fedelissimi di Cesare, le ambizioni di Marco Antonio, la sua alleanza
con Cleopatra, le mire della regina d’Egitto, che sogna per Cesarione, il figlio che
ha avuto con Cesare, un’impossibile gloria
politica e militare.
www.laterza.it
17
izzoli
La Liguria ha segnato una sorta di primato nella
storia dell’Italia centro-settentrionale, dove
altre regioni hanno tardato molto a raggiungere unità e identità politica, o non l’hanno mai
conseguita. Sotto la guida di Genova, a lungo
una delle più ricche e dinamiche città italiane, la Liguria ha conosciuto invece
una precoce unificazione ma i suoi confini regionali hanno subìto nei secoli
continue ridefinizioni, a causa dei mutevoli equilibri della politica nazionale.
www.rcs.it
A cura di Eridano Bazzarelli
Paul Veyne
L’impero greco-romano
Pagg. 784 Euro 32,00
Una grandiosa sintesi del mondo classico
e una visione rivoluzionaria dell’antichità
che rivelano le origini dell’europa attuale
e la prima globalizzazione della storia
“Tra le numerose opere dedicate al periodo
fondante della storia dell’Occidente, una è
destinata a fare epoca: L’impero greco-romano dell’archeologo e storico Paul Veyne.”
Mircea Eliade
Un’altra giovinezza
Pagg. 168 Euro 15,00
E invece Dominic Matei, colpito da un
fulmine e ridotto a un tizzone ardente la
notte di Pasqua del 1938, non solo riesce
a sopravvivere, diventa un fenomeno. Il
professore rumeno, arrivato a Bucarest per
suicidarsi, si ritrova d’un tratto ringiovanito
di trent’anni, e affetto da una sensazionale
forma di ipermnesia: ricorda tutto, troppo,
anzi sa addirittura ciò che ancora deve accadere.
Anton Cechov
Racconti
Pagg. 1020 Euro 14,00
Cechov chiamò a raccolta le ultime forze e
disse: “È un sacco di tempo che non bevo più
champagne”. Si portò il bicchiere alle labbra
e bevve.Maestro del racconto breve, amato e
imitato da moltissima letteratura del Novecento, Cechov ha affascinato generazioni di lettori
e scrittori per la concretezza della narrazione,
ma anche per il senso tragico di cui sono intrise le sue storie più minute e per quella sorta
di ovattata drammaticità in cui affondano le
vite dei personaggi.
Elizabeth Lowry
La madonna del Bellini
Pagg. 354 euro 18,50
Ero giunto a Mawle spinto da un’ossessione: sogno divorante della bellezza.
La Madonna del Bellini è un romanzo
sull’arte e sulla bellezza che ha il ritmo
di un thriller, la storia di un’appassionata
ricerca che è anche un viaggio dentro un
passato destinato a ripetersi.
LIBRI DA LEGGERE
LIBRI
INSERTO
18
Toni Capuozzo
Occhiaie di riguardo
Piemme
Pagg. 348 Euro 15,50
Storie contraddittorie, perché sono proprio quelle
per Toni Capuozzo il sale
per chi è chiamato a raccontare ciò che accade.
è
LEGGERE
L
e radici del pensiero
evoluzionista sono da
ricercarsi in filosofie e
concetti religiosi antecedenti
al cristianesimo. L’avvento
delle idee darwiniste ed evoluzioniste nelle discipline
biologiche avvenne principalmente grazie alla concausa
di due fattori: da una parte la
cultura di quei tempi, fortemente influenzata dai principi
illuministici; dall’altra il ricco
repertorio di ritrovamenti di
Darwin e di altri naturalisti,
che vennero però interpretati
secondo un’ottica parziale.
Errata è comunque la tesi che
i dati scientifici di Darwin
imponessero la formulazione
di una teoria macro-evolutiva
e falsa è anche la concezione
che attraverso le osservazioni
di Darwin la teoria creazionista sia stata confutata. Confutate vennero solo determinate
idee creazioniste. Come possiamo giudicare oggi il panorama dei fatti? La risposta la
lasciamo allo spirito critico di
ciascuno.” (pag.25) Con questi presupposti inizia il libro
dei biologi Reinhard Junker
e Siegfried Scherer dal titolo
significativo: Evoluzione. Un
trattato critico. Certezza dei
fatti e diversità delle interpretazioni che l’editore Gribaudi
di Milano ha pubblicato nel
mese di settembre del 2007
(pp. 334, € 30,00). Il volume
vede la collaborazione di dodici esperti di varie discipline, dalla paleontologia alla
chimica, dall’informatica
alla botanica e all’antropologia ed è curato, per l’edizione italiana, da Fernando
De Angelis. Ciò che lo rende
unico, è che la discussione
è aperta a interpretazioni
filosofiche che non si limitano ad una visione ristretta
all’ateismo metodologico,
visione che è alla base di tutti i manuali scolastici, dalla
scuola elementare all’università. Pertanto, chi non si
riconosca in quel tipo di visione della vita, può trovarvi
sconfinamenti (così vengono
chiamate le finestre che nel
testo separano i dati oggettivi dalle interpretazioni anche
filosofiche) nel campo, appunto, della filosofia dove si
prendono in considerazioni
altre visioni del mondo. Il testo, di spessore universitario,
è suddiviso in VII parti e 16
capitoli nei quali si introduce il lettore alla filosofia della scienza portandolo poi a
conoscere i fondamenti della
biologia dei “tipi base” e di
quella evoluzionistica. La III
parte è dedicata alla ricerca
delle cause dell’evoluzione,
Una casa senza biblioteca è
come una fortezza senza armeria
(da un antico detto monastico)
a cura di Maria Grazia D’Ettoris
C
allo studio (parte IV) sulle
cause dell’evoluzione stessa
e alla ricerca storica attraverso la biologia comparata.
La VI parte è dedicata all’interpretazione dei fossili
e all’origine dell’umanità.
Il volume si chiude con un
capitolo dedicato agli sconfinamenti che sono inevitabili:
“le dottrine sulle origini non
possono esimersi dall’operare degli sconfinamenti, se
vogliono fare delle affermazioni sulla storia della vita
nella sua globalità. Ciò vale
per il naturalismo (…), come
per le dottrine della creazione” (pag.5). L’ultimo capitolo del libro (pag. 306) è
dedicato all’esposizione del
concetto del Disegno Intelligente dopo che gli autori si
sono occupati delle critiche
alle ipotesi evoluzionistiche
e hanno evidenziato le difficoltà per arrivare a conoscere
nella loro pienezza i meccanismi della macroevoluzione e dell’origine della vita
sul nostro pianeta. Difficoltà
che debbono essere uno stimolo per i ricercatori “e non
una giustificazione obbligata
per un’altra concezione delle
origini della vita, come può
essere quella creazionista”
(pag. 306). Con questa ultima affermazione gli autori
dimostrano, ove ve ne fos-
onservali nella tua
Dietmar Rothermund
Storia dell’India
Il Mulino
Pagg. 144 Euro 10,50
Il profilo tracciato nel volume segue, dal
sesto secolo a oggi, l’evoluzione di questo
paese immenso, culla di religioni e civiltà:
dai regni medievali all’impero Moghul, dal
colonialismo britannico all’indipendenza,
fino al presente, alla realtà dell’India come
grande democrazia e potenza industriale in
pieno boom con cui sempre più ci si dovrà
confrontare.
Philippe Contamine
La guerra dei cent’anni
Il Mulino
Pagg. 136 Euro 9,50
Il volume sintetizza origini, andamento
e conseguenze della guerra, descrivendo
con chiarezza i complicati alti e bassi del
conflitto, il mutevole gioco delle alleanze,
il succedersi di accordi volatili e paci instabili, per giungere all’equilibrio finale
che portò il Regno di Francia a ottenere il
pieno dominio del proprio territorio.
se bisogno, la loro massima
apertura alle scoperte della
scienza sempre attenti, però,
a non confondere i dati empirici con le interpretazioni
dettate spesso da preconcetti o visioni ideologiche.
Il grande successo avuto
dal volume in Germania (6
edizioni, oltre 40mila copie
vendute) le molte traduzioni nelle principali lingue
(quella in lingua inglese
è in preparazione) contrasta con l’assordante silenzio dei critici che forse sta
ad indicare che questa è la
strada giusta da percorrere:
quella dello studio critico
del quale non vi è traccia
nella manualistica scolastica italiana. Niente fa vacillare la certezza che tutto si
evolve, che l’esperimento
di Miller sia più che provato, che la farfalla Biston betularia sia la dimostrazione
dell’evoluzione all’opera,
che l’ontogenesi ricapitoli
la filogenesi, che i fossili
dimostrino l’evoluzione e
cosi via. Ecco finalmente un
manuale che espone anche i
rilievi critici che finora sono
stati tenuti nascosti agli studenti e li espone spiegando
anche il retroterra filosofico
e ideologico che spesso si
nasconde dietro a molte affermazioni.v
B
Ercolani, Pasquini
La percezione del dolore
Il Mulino
Pagg. 208 Euro 15,00
Attorno al dolore come esperienza universale, immediata, talora invalidante, si sono
venute costituendo nei millenni tradizioni
popolari e conoscenza medica. Tuttavia,
solo di recente il dolore è diventato specifico
oggetto di studio. Questo volume affronta
in una panoramica completa e aggiornata
i correlati psichici e neurofisiologici della
percezione del dolore.
Ziauddin Sardar
Cercasi paradiso
disperatamente
Il Saggiatore
Pagg. 348 Euro 20,00
L’avventura spirituale e religiosa di Ziauddin Sardar ha inizio nel 1972 in Inghilterra, quando, studente universitario, si vede
piombare in casa due “fratelli” musulmani
decisi a riportare sulla retta via i fedeli che
non praticano in modo ortodosso. Alle proteste del giovane Zia che deve preparare un
esame i due uomini di fede rispondono, implacabili: “Vuoi andare in paradiso? Sei sicuro di essere pronto per l’Esame Finale?”.
Paco Ignacio Taibo II
Un rivoluzionario chiamato Pancho
Pancho Villa. una biografia narrativa
CULTURA
Evoluzione. Un trattato critico
Andrea Bartelloni
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Tropea
Pagg. 900 Euro 22,90
La biografia di Pancho Villa, il rivoluzionario messicano entrato nella
leggenda, scritta nello stile di Paco
Taibo, che in tanti anni di ricerche ha
dipanato un groviglio di aneddoti, dicerie, falsità o mitizzazioni. Un affresco della più complessa rivoluzione - la
prima del XX secolo - seguendo la vita avventurosa, temeraria e tormentata dell’uomo che si chiamava in realtà
Doroteo Arango, bandito per ribellione ai soprusi dei latifondisti divenuto generale della División del Norte, un
esercito talmente disciplinato e ben organizzato da suscitare all’epoca l’interesse di osservatori militari europei e
statunitensi.
Questo libro ricostruisce le peripezie, dai particolari più
stravaganti alle imprese memorabili, di un uomo sagace e
imprevedibile, illetterato che fondò scuole in tutti i territori
conquistati, astemio in un ambiente di forti bevitori, dallo
sguardo magnetico.
Aldo Ferrari
Breve storia del Caucaso
Carocci
Pagg. 152 Euro 14,00
Dopo la dissoluzione dell’Unione
Sovietica il Caucaso è divenuto
una delle aree di maggior rilievo
strategico del mondo contemporaneo. Tuttavia, l’odierna rilevanza
geopolitica non deve far dimenticare la complessa dimensione storica e culturale che da
sempre lo caratterizza. Questa regione costituisce infatti
“uno dei più problematici laboratori di culture del nostro
Mediterraneo”, caratterizzato da un’eccezionale ricchezza etnolinguistica e al tempo stesso da una dimensione
fortemente marginale, “di frontiera”. Per millenni, infatti,
il Caucaso ha costituito un confine non solo e non tanto
geografico, quanto storico-culturale, tra due mondi assai
diversi, anche se tra loro comunicanti: quello del Vicino
Oriente e quello delle steppe eurasiatiche, a lungo dominato da popoli nomadi.
iblioteca
Guevariana
Racconti e storie sul Che
Einaudi
Pagg. XXXV-149 Euro 10,00
Alcuni dei più importanti scrittori di tutto
il mondo raccontano il loro Che. Il comandante rivive - rievocato, reinventato - in
alcune pagine esemplari che spiegano e
conservano il mito: da Angel Rama a Julio Cortázar, da Heinrich Böll a José Saramago, da Osvaldo Soriano a Mario Vargas
Llosa, da Paco Ignacio Taibo II a Manuel
Vázquez Montalbán.
B. Dongiovanni, N. Tranfaglia
Dizionario storico dell’Italia
unita
Laterza
Pagg. 1040 Euro 78,00
Un dizionario critico che in poco meno
di un centinaio di voci offre le chiavi per
intendere nella maniera più incisiva quasi
un secolo e mezzo di storia italiana, nei
suoi vari aspetti, politico, sociale, economico, culturale. Da Agricoltura a Sport,
da Comunisti a Federalismo, da Cavour a
Moro, da Criminalità a Telecomunicazioni.
Gregory Conko, Henry I. Miller
Giovanni Tizzoni
La democrazia al cinema
I dilemmi del costituzionalismo
in cinque film
Meltemi
Pagg. 77 Euro 9,00
Gli antichi greci erano soliti affrontare
questioni difficili come la violenza, la
verità, i valori morali attraverso la tragedia. Oggi è il cinema a rispondere in gran
parte al bisogno di rielaborare sul piano
dell’immaginario collettivo le istanze fondamentali che stanno alla base della convivenza civile.
Il cibo di Frankenstein
La rivoluzione biotecnologia tra
politica e protesta
Lindau
Pagg. 368 Euro 26,00
I due autori svolgono un’accurata operazione di “igiene sociale”, tesa a dissolvere la
ragnatela di pregiudizi che ci impedisce di
giudicare obiettivamente il valore scientifico delle biotecnologie e il loro contributo al
benessere. Denunciano gli interessi nascosti
dietro il potere e la discrezionalità crescenti
dei burocrati e dei regolatori, che rendono
la ricerca e lo sviluppo scientifici troppo
costosi, facendo dei prodotti gene-spliced
un genere di lusso a uso esclusivo di pochi
Informazione Regionale
20
dalla
Sicilia
F
500 nuovi posti
di lavoro
iumefreddo di Sicilia - Siglato in vi imprenditori locali. Per la gestione dei
data odierna, al Palazzo di città, servizi destinati a parcheggi, manutenzionella sede municipale di Via Dia- ne aree a verde, manutenzione in genere
na, il protocollo d’intesa tra il Comune e vigilanza, il gestore si impegna a utilizdi Fiumefreddo, l’impresa costruzioni zare lavoratori e professionalità residenti
Maltauro e la MF Sicily Sarl (Gruppo Mc sul territorio comunale. In ambito di asArthur Glenn), per la realizzazione di un sunzioni il gestore si impegna, nel rispetto
grande Centro commerciale polifunziona- delle vigenti norme, a valutare prioritariale (Outlet). L’ area su cui nascerà il centro mente le domande indicate dal personale
commerciale è ubicata nel comune di Fiu- indicato dall’ ente comunale, collocato in
mefreddo. L’importante iniziativa è frutto mobilità oppure disoccupati degli ex imdella costante attività promossa dall’Am- pianti produttivi di Keyes e Russotti, reministrazione comunale volta a richiama- sidente o nato in territorio fiumefreddese,
re significativi investimenti sul territorio. usufruendo di sgravi contributivi previsti,
Già dall’ottobre 2004 sono state infatti ed in numero non superiore a 30 unità,e a
inoltrate ufficialmente diverse lettere a riservare analoga priorità,a parità di congruppi e società di particolare rilevanza dizione offerte ,a favore di società o coonazionale e internazionale, tra cui proprio perative da loro appositamente costituite
la McArthur Glenn, e altri soggetti che in caso di esternalizzazione dei servizi
oggi stanno già investendo sul territorio. di manutenzione, cura del verde etc… Il
Il progetto, a detta del primo cittadino fiu- gestore assume altresì l’ impegno di ormefreddese, Sebastiano Nucifora, assume ganizzare in collaborazione con l’ Ammisignificative implicazioni sia in termini nistrazione comunale almeno due grandi
occupazionali, con una previsione di 500 eventi annui, a carattere artistico culturale,
unità impiegate direttamente nella struttu- per richiamare pubblico e promuovere l’
ra, sia in termini di rilancio dello sviluppo immagine del territorio e di sponsorizzare
socio-economico e quindi turistico del il cartellone delle manifestazioni estive
territorio. “ Questo nuovo progetto – ha messe a punto dall’ ente comunale. “Si
detto il sindaco Nucifora-cambia la sto- tratta dunque di un progetto ambizioso
ria ed il volto della nostra città. La sigla hanno tenuto a precisare i rappresentanti
di questo protocollo rappresenta un segno dell’ impresa costruzioni Maltauro- che
tangibile, da parte dell’ Amministrazione farà sorgere a Fiumefreddo un centro
e del Consiglio comunale per l’ occupa- commerciale polifunzionale, inserito in
zione. Saranno infatti impiegati nell’ eser- un importante nodo di comunicazione e
cizio delle attività commerciali e turistico trasporto sul quale confluiscono le prinricettive -ha spiegato il sindaco Nucifora- cipali direttrici di collegamento tra Catalavoratori residenti da almeno due anni a nia e Messina, compresi i centri balneari
Fiumefreddo di Sicilia, con precedenza a compresi tra le due province, in un conquelli già impiegati nelle medesime ca- testo turistico prossimo a due importanti
tegorie merceologiche del progetto”. L’ distretti produttivi di valenza significativa
importante intesa è stata sottoscritta tra il come l’ area etnea e peloritana”. “ Su circa
comune di Fiumefreddo di Sicilia, nella ventimila quadrati di superficie a Fiumepersona del suo legale rappresentante, il freddo – ha concluso Hargreave in qualità
sindaco, Sebastiano Nucifora, i rappre- di gestore- creeremo nuova occupazione
sentanti dell’ impresa Giuseppe Maltauro e forniremo un servizio commerciale per
s.p.a di Vicenza ed i legali rappresentanti un bacino d’ utenza cha va da Messina a
della Mc Arthur Glenn di Roma. Oltre al Catania, attraendo molti turisti”.
sindaco, Sebastiano
Nucifora accanto a
tutta la giunta erano
presenti il dirigente
generaledell’impresa
costruzioni Maltauro
McArthur, Maurizio
Trentin ed il responsabile immobiliare
Paolo Dosa ed il
progettista Giovanni Modica. Claude
Semon Hargreave
ed il procuratore
Maurizio Lupi, invece rappresentavano
la MF Sicily Sarl
(Gruppo Mc Arthur
Glenn). Secondo l’
accordo raggiunto
dalle parti, il gestore
si impegna, nella misura del 50%, a dare
preferenza nell’ affidamento a trattativa
privata dei servizi
accessori, a gestori
di strutture similari
sul territorio o a nuo- Il monumento ai Caduti - Fiumefreddo di Sicilia – di
Salvatore Incorpora
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
48 mila multe per alta velocità
C
atania - Ancora una volta
nella Sicilia dei Gattopardi assistiamo increduli alla
mattanza della legalità e di quei
cittadini che rispettosi della legalità pensano, o forse sognano, di
vivere in una regione dove il diritto dovrebbe essere il conduttore
dei rapporti umani e tra cittadini e
amministrazioni. Ovvero non dovremmo vivere nel
paese dei balocchi,
ma in una regione
dove le leggi sono
leggi, il diritto è diritto, i cittadini sono
cittadini, e dove i
politici sono solo
politici, e gli amministratori dovrebbero
solo
amministrare
e senza cambiare a
loro piacimento le
leggi e le regole che
governano il vivere
civile di una Regione, di una Provincia,
di un Comune. Nulla
di tutto ciò è accaduto in questi giorni nei
confronti di quegli
automobilisti che a
dispetto di tali leggi,
ovvero del Codice
della Strada, scorazzano sulle strade,
non importa se siano autovelox
provinciali o statali
o ancora comunali,
mettendo giornalmente e serio rischio la loro incolumità e quella
degli altri automobilisti e di coloro
che trasportano ma anche di color
che sulle strade si muovono a piedi. E per questi, ma a quanto pare
anche per il Presidente della Provincia, poco importa se giornalmente grazie all’irresponsabile e
criminale guida di alcuni automobilisti accadano decine di incidenti
che fanno anche strage di cittadini,
con decine di feriti e di morti. Ma
a quanto pare la multa contro tali
automobilisti, tramite autovelox
(vorremmo vedere come possono
fare i Poliziotti a fermare una automobilisti che sfreccia sulle strade
se non rischiando di aggravare la
situazione) è più importante della sicurezza sulle strade portando
alla mobilitazione per cancellarne il più possibile politici di ogni
schieramento, lo stesso Presidente
della Provincia, ma anche il Prefetto e niente meno Associazioni
di consumatori che invece dovrebbero puntare sulla salvaguardia del
benessere dei cittadini.Ovvero invece di colpire l’illegalità di certi
automobilisti tali personaggi preferiscono colpire e delegittimare i
componenti della Polizia Provinciale non solo colpevolizzandoli
rebbe un massacro giornaliero di
cittadini, che invece le leggi le rispettano e li mettono in pratica a
salvaguardai della loro vita e di
quella degli altri. Ci rifiutiamo di
pensare che è tutto ciò è uno scamotage per garantirsi i voti di tali
automobilisti potenziali criminali
e denigrandoli nel loro ruolo istituzionale e difensori della legalità
e uscendo fuori dal cappello dell’opportunità politica il fatto che
la Polizia Provinciale non avrebbe
compiti previsti dal Codice della
Strada e leggi pertinenti, ovvero
non dovrebbe, sempre secondo tali
delegittimatori, verificare e multare gli automobilisti che non rispettano i limiti di velocità. Ci sarebbe
da pensare, ma non possiamo visto
che si tratta di politici e amministratori, che questi sconoscono
le leggi dello Stato e ovviamente
l’esistenza stessa del Codice della
Strada. E allora che fanno cancellano (o almeno pensano di poterlo
fare) migliaia di multe per eccesso di velocità, sembrerebbero ben
48 mila, facendo in tal modo un
gentile cortesia agli automobilisti
indisciplinati i quali continueranno a correre, ed un torto a quegli
automobilisti, e per grazia di Dio
sono la maggioranza allora ci sa-
visto e considerato che le elezioni
provinciali sono alle porte.Ma tutto ciò è, a nostro avviso, del tutto
illegittimo: e non solo cancellare
le multe per eccesso di velocità
ma anche per quanto riguarda la
delegittimazione della Polizia Provinciale, che peraltro ha poteri di
polizia giudiziaria, in quanto per il
suo stesso ruolo istituzionali e per
i compiti assegnategli ha non solo
il diritto ma soprattutto il dovere di
prevenire ed accertare le violazioni
in materia di circolazione stradale.
L’ACA SICILIA nel rispetto delle
prerogative del diritto presenterà
un esposto alle Autorità competenti affinchè venga fatta chiarezza
sulla validità delle multe, la legittimità della Polizia Provinciale, sull’annunciata cancellazione di 48
mila multe e sul diritto dei cittadini
civili ad essere rispettati.
Alfio Lisi
Presidente Aca Sicilia
Emergenza sociale a Palermo
P
alermo - Da ormai dieci
giorni, nel silenzioso abbandono di tutte le istituzioni cittadine, 53 persone
presidiano il consiglio comunale, rivendicando il diritto ad
una casa e ad una vita dignitosa.
Quella di questi giorni, descritta
come un’emergenza, è in realtà
la situazione quotidiana in cui
marcisce questa città. E’ sotto gli
occhi di tutti lo stato di abbandono fisico e sociale che caratterizza Palermo, ed è evidente che gli
unici progetti politici di chi amministra questa città sono quelli
della speculazione economica
per pochi e del mantenimento di
una situazione di ricattabilità per
molti. All’interno del comune
si sono catalizzate diverse que-
stioni irrisolte di questa città. Al
comitato 12 Luglio, che da anni
è impegnato nella lotta per il diritto alla casa, si sono aggiunte
18 famiglie, sfrattate senza alcun
preavviso dalle locande in cui risiedevano, che chiedono una sistemazione dignitosa e definitiva
e non provvisoria, ed infine le
famiglie cui è stato riconosciuto il diritto all’assistenza continuativa (1700 famiglie aventi
diritto in totale), che rischiano
di diventare i futuri senza casa
perché da dieci mesi non ricevono il contributo di assistenza.
A questa situazione già di per se
grave si è aggiunto, pochi giorni fa, il crollo di una palazzina
al Capo con la morte di un ragazzo di 28 anni e 25 famiglie
trovatesi di colpo in mezzo alla
strada, senza alcuna proposta da
parte dell’amministrazione. Le
richieste avanzate da chi occupa
in questi giorni il comune e da
chi si trova in situazioni di emergenza vengono presentate come
irrealizzabili ,ma sappiamo che
non è così: questa città è piena
di edifici, utilizzabili a scopo
abitativo, che vengono invece
usati come merce di scambio
affaristico; centinaia di migliaia
di euro vengono impiegati senza
un’effettiva considerazione delle
priorità e delle necessità dei suoi
cittadini. Questa città ha bisogno
di risposte e soluzioni concrete e
risolutive. Continueremo a resistere fino a quando non otterremo ciò che ci spetta.
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
dalla
Informazione Regionale
Campania
E
sprimo la propria solidarietà ed annuncio la mia
partecipazione al corteo programmato per sabato a
Chiaia. Un quartiere, quest’ulti-
mo, che soffre degli stessi problemi che affliggono la collina,
invasa da bande di delinquenti
e da baby-gang, con punte pericolose specialmente nei fine set-
21
Uniti nella protesta
timana. Anzi stiamo pensando
di lanciare la stessa idea di un
corteo anche al Vomero, per sensibilizzare l’opinione pubblica,
ma, principalmente, per denunciare la latitanza sui gravi problemi dell’ordine pubblico da
parte degli Enti preposti. Sono
mesi che per le strade sono in
bella mostra le telecamere della
videosorveglianza, ma, di fatto,
non risulta che siano mai entrate in
funzione. Centinaia
di migliaia di euro
spese senza alcun
beneficio, mentre
l’anno scorso di
questi tempi veniva annunciato che
sarebbero diventate
operative dal Natale 2006. Sta per
finire il 2007 e la
promessa non è stata mantenuta. Così
come non è stato
mantenuto l’impegno di una postazione mobile delle
forze
dell’ordine
nell’isola pedonale di via Scarlatti,
dove anni addietro,
dopo le proteste e Il ponte di via Chiaia a Napoli
le petizioni dei cittadini, venne istituito un camper mobile, la cui pre- so, per citare l’ultimo grave episenza contributi ad eliminare gli sodio, hanno azionato l’apertura
scontri tra bande della periferia manuale delle porte, mettendo a
che si verificavano sistematica- repentaglio la salute degli utenti
mente il sabato sera. Neppure e del personale viaggiante. Bisouna maggiore sorveglianza nelle gna prendere atto che a Napoli il
stazioni del metrò dell’area col- piano per la sicurezza si è rivelinare, pur richiesta da tempo, è lato un vero e proprio fallimenstata attuata. Col risultato che to e pensare a nuove iniziative
ogni fine settimana i viaggiatori come quella di far intervenire
sono costretti ad assistere impo- l’esercito, vista oramai la manitenti agli atti vandalici di bande festa incapacità di controllare e
di teppisti sempre più spavaldi reprimere i fenomeni legati alla
ed aggressivi, che, sabato scor- delinquenza organizzata e non.
tea, a prescindere ovviamente
dall’età dei frequentatori. In
Europa la situazione è molto
più complessa e variegata, ma
per lo più, in nazioni come
Spagna, Francia, Inghilterra,
Germania, Portogallo, Irlanda e Norvegia, il divieto di
fumo riguarda i locali pubblici o aperti al pubblico, come
in Italia, o i luoghi di lavoro. In Belgio è anche vietato
vendere sigarette ai minori di
16 anni dal primo dicembre
2005. Sul problema è intervenuto il mese scorso, il Parlamento europeo, approvando
con 561 voti favorevoli, 63
contrari e 36 astensioni la relazione di Karl-Heinz FLORENZ (PPE/DE, DE ), con
la risoluzione del 24 ottobre
2007 sul Libro verde “Verso
l’Europa senza fumo: opzioni
per un’iniziativa dell’Unione
europea” (2007/2105(INI)),
dove, tra l’altro, lo stesso
Parlamento “ invita gli Stati membri, entro due anni, a
presentare una proposta che
preveda un divieto totale di
fumo in tutti i luoghi di lavoro chiusi, incluso il settore della ristorazione, nonché
in tutte le istituzioni pubbliche e sui mezzi di trasporto
pubblici all’interno dell’UE
e invita la Commissione, qualora non tutti gli Stati membri dovessero raggiungere gli
obiettivi indicati, a presentare al Parlamento europeo e al
Consiglio, entro il 2011, una
proposta di regolamentazione
per la tutela dei non fumato-
ri nell’ambito della normativa sulla sicurezza e la salute
sul lavoro, riconoscendo in
tale contesto le disposizioni
nazionali già vigenti negli
Stati membri; invita gli Stati
membri che hanno introdotto
un divieto totale del fumo nei
luoghi pubblici, nei bar e nei
ristoranti, a mettere a punto e
sottoscrivere una carta volontaria per una “ zona europea
senza fumo”, creando così un
gruppo di punta di Stati membri che hanno già adottato un
divieto totale del fumo sulla
base di un accordo volontario e invita i paesi firmatari
della carta a considerare infine la possibilità di conferire
a tale carta volontaria carattere legislativo attraverso la
procedura di cooperazione
rafforzata” e, poi, al punto
10, “ invita gli Stati membri a vietare il fumo nei parchi giochi pubblici entro due
anni “. Un divieto, quindi,
quello nei soli parchi giochi
pubblici, e quindi non in tutti
i parchi, che andrà dettato attraverso una legge dello Stato
da emanare entro due anni, e
che non può quindi scaturire
direttamente da un’ordinanza
comunale, che, se applicata,
potrebbe solo alimentare il
contenzioso nelle varie sedi
giudiziarie. Se proprio, poi,
si vuole risolvere, in maniera definitiva, il problema derivato dal fumo di sigarette
bisogna fare come si è fatto
nel Bhutan, un paese, tra l’India ed il Tibet, grande quanto
Il quartiere Vomero a Napoli
LETTERA AL DIRETTORE
C
aro Direttore,
me li immagino a Napoli, città perennemente sommersa dai rifiuti e miasmi cancerogeni, e dai fumi
da combustione che inquinano
l’aria per la mancanza di un
piano organico per combattere il traffico, i vigili urbani
col metro in mano a misurare
la distanza che separa il fumatore dalla signora in stato
interessante o dal bambino.
Così come li vedo chiedere
alla signora il certificato del
medico curante che dichiari
la gravidanza, non sempre visibile, specialmente nei primi
mesi, ed i bambini girare nei
parchi, con il tesserino esposto in bella mostra, che ne attesti l’età ( “ guarda che ho 13
anni e posso anche fumare “ ).
L’ordinanza che vieta il fumo
nei 43 parchi cittadini, così
come è stata concepita presenta notevoli problemi di legittima. Tra l’altro non si capisce neppure quando entrerà
in vigore, se oggi domenica o
domani lunedì, come afferma
il maggior quotidiano partenopeo. Di certo i napoletani non
sono informati del nuovo dispositivo e nei parchi non c’è
ancora alcuna segnaletica. Ma
a parte questo bisogna vedere
se, in mancanza di una legge
nazionale, un’amministrazione comunale può imporre sanzioni, dal momento che, dalle
notizie apparse sulla stampa,
sembra che la norma di riferimento sia la legge 16 gennaio 2003, n. 3, più nota come
legge Sirchia, la quale, però,
si riferisce esclusivamente ai
locali chiusi e non agli spazi
aperti. Altro aspetto opinabile, sul piano normativo, è la
possibilità di differenziare
cittadini, tra quelli di serie
A, che devono essere protetti
dal danno per fumo passivo,
come gestanti e bambini fino
a 12 anni, e quelli di serie B,
a partire dai bambini da 13 in
su, fino agli anziani, molti dei
quali frequentatori abituali di
parchi, che in base alla disposizione emanata a Napoli non
sarebbero oggetto di alcuna
tutela. Ed infine, visto che
bambini e donne incinte frequentano anche altri luoghi
pubblici aperti, come spiagge, zoo e orti botanici, per
esemplificare, bisognerebbe
per “ par condicio “ vietare il
fumo anche in tutti questi altri siti. Un provvedimento che
sa tanto di “fumo negli occhi”
e che tenta di scimmiottare,
a mio avviso con scarso successo, altre iniziative assunte
altrove al riguardo, ma non
solo per i parchi. Basti pensare che, secondo i dati forniti
dall’American Nonsmokers
Rights Foundation, dal 1999
al 2007 le città americane che
vietano di fumare all’aperto
sono passate da 30 a 1.124. Il
consiglio comunale della città
di San Francisco, sempre per
esemplificare, approvò nel
gennaio del 2005 un bando
che vietava il tabacco in tutti
i giardini pubblici e nei centri ricreativi dell’intera con-
la Svizzera e con poco più di
due milioni di abitanti, dove il
governo ha deciso sin da meta
dicembre del 2004, vale a dire
circa 3 anni fa, di vietare la
vendita di tabacco in tutto
il regno, bandendo quindi il
fumo in tutti i luoghi aperti e
chiusi. Si tratta di un paese a
maggioranza buddista e si sa
che i buddisti ritengono che il
fumo faccia più male all’anima che alla salute. Poche le
eccezioni consentite in base
al provvedimento emanato.
E’ legale solo importare sigarette “per uso personale” sebbene le tasse doganali siano
del 200 per cento. Ai turisti
stranieri è consentito fumare,
ma possono essere accusati di
spaccio se offrono una sigaretta a un cittadino bhutanese. Ma si avrà mai il coraggio
in Italia di bandire totalmente il tabacco, dall’Italia, tutelando davvero la salute di fumatori e non fumatori? Penso
proprio di no, visti i notevoli
interessi, soprattutto economici, specialmente di alcune
categorie, che girano intorno
al tabacco, e la possibilità
che si ritorni, come ai vecchi tempi, al contrabbando
di sigarette, Ma , almeno, si
abbia il coraggio di dichiararlo a chiare lettere, senza
mettere in campo inutili palliativi, utili solo a conquistare un poco di spazio sui mass
media nell’affannosa ricerca
dello scoop quotidiano.
Gennaro Capodanno
22
Informazione Regionale
Sacra Corona e Camorra
corrodono la gioventù
dalla
Puglia
Stanno arruolando ragazzi e giovani del sud in un clima
di bullismo, vandalismo e scarso rendimento scolastico
Libertà di stampa e dialogo
con gli editori
Franco Marini, Presidente del
Senato
B
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
cronisti i punti esenziali da lui toccati prima di cedere la parola al Segretario Nazionale Paolo Serventi
Longhi. Quest’ultimo dopo undici
anni nella prosecuzione dei lavori
congressuali a Castellaneta, il 30
Novembre, lascerà il segretariato.
Gravissima - esordiva Longhi - la
mancata risoluzione del contratto
e pericolosa la volontà di orientare
l’informazione. Per queste ragioni,
nel ricordo commosso dei colleghi
caduti, la categoria dovrà difendere
a denti stretti la propria indipendenza e per farlo - concludeva Serventi
Longhi - occorrerà innanzitutto il
rispetto delle leggi. Di taglio più accademico l’intervento di una delle
più autorevoli firme del giornalismo italiano e attuale Senatore della
Repubblica Sergio Zavoli. Riferendosi al 900 l’ Ex Presidente della
RAI ha rimarcato come, la storia
del secolo scorso abbia inciso notevolmente sul valore della notizia
non sufficientemente sorvegliato
tanto da generare superficialità nei
comportamenti socilai. Salvaguardia del pluralismo dell’informazione e della carta stampata contro il
sopraggiungere dell’editoria elettronica gli altri punti toccati nel
suo intervento salutato tra lunghi
applausi fra i quali anche quelli di
Franco Marini. La seconda carica
dello Stato da ex sindacalista non
perdeva la verve dei suoi trascorsi
sindacali ricordando che nel 1992,
quando era Ministro del Lavoro,
affrontò una trattativa ancora più
difficile di quella a tutt’oggi in
corso. Per quest’ultima si diceva
ottimista sulla relativa conclusione
perchè a prevalere sarà, a suo dire,
la forza degli uomini richiamando
l’Art.21 della Costituzione. Attuare esso - proseguiva Marini - è la
via maestra utile per delineare quel
confine fra Politica e Comunicazione necessario nella inaugurazione,
per entrambe, di una nuova stagione
delle responsabilità. Dalle parole e
sopratutto dalle buone intenzioni
occorrerà passare ai fatti.
Nicola Zuccaro
ari - Nella splendida cornice del Teatro Piccinni in
Bari si è tenuta, Lunedì 26
Novembre, la Cerimonia Inaugurale del 25° Congresso Nazionale
della Federazione Nazionale della
Stampa comunemente noto come il
Sindacato dei Giornalisti. La scelta
di questo luogo è stata simbolica.
Quì nel gennaio del 1944 si celebrò
il Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale che segnarono
quel passo decisivo per traghettare
l’Italia, ancora in conflitto, verso
l’era repubblicana e costituzionale.
Questo riferimento storico è stato il
filo conduttore che ha legato i numerosi e autorevoli interventi fra i
quali quello del Presidente del Senato Franco Marini presente alla
Cerimonia in rappresentanza del
Capo dello Stato. A fare gli onori di
casa il Presidente dell’Assostampa
Puglia Felice Salvati che , nel suo
breve intervento di apertura, ha richiamato la necessità di tornare alla
contrattazione intesa come dialogo
con gli Editori; alcuni di essi presenti in platea sono stati elogiati per
aver arricchito la già lunga tradizione editoriale pugliese e giornalistica considerato il lancio di autorevoli firme. Nei saluti istituzionali il
primo intervento è stato quello del
Sindaco di Bari Michele Emiliano
che ha rimarcato la missione di guida del giornalista a favore del cittadino e tesa a distinguere le buone
dalle cattive situazioni. Per il
Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola il mancato
rinnovo contrattuale riflette
quel livello di incivilimento a
causa del quale sta svanendo
lo spirito pubblico e l’interesse generale verso i problemi
del Paese. Con il ricordo commosso di Enzo Biagi si apriva l’intervento del Presidente
della FNSI Franco Siddi. Dal
taglio istituzionale - per Siddi - l’odierna giornata assumeva una storica importanza per
la libertà dell’informazione a
inizio dei festeggiamenti del
Centenario dalla fondazione
della stessa. Buste paga povere, riforma dell’ordinamento
professionale, precariato dei Senatore Sergio Zavoli
U
na
parte malata
della società, quella malavitosa ha assunto
nuovi
connotati, specie nel già
tormentato Meridione. Su questo
tema spinoso si
è già, autorevolmente, espresso,
recentemente ,il
Procuratore aggiunto
Cataldo
Motta, capo della
Direzione distrettuale antimafia di
Lecce. Egli così si
è espresso: “Purtroppo, abbiamo
registrato un abbassamento della
soglia di età degli
affiliati ai boss.
Per questo crediamo molto nel con- Giuseppe Fioroni, Ministro dell’Istruzione
tributo pedagogico delle scuole e delle strutture Pit con 1,5milioni riguardano
educative della società civile. il finanziamento di progetti per
Noi stessi quando ci troviamo l’educazione dei giovani alla
a fare scuola di legalità ai ra- legalità. Ma, se dalla Puglia
gazzi insistiamo molto su que- ci spostiamo in Campania, il
sto aspetto. Non è un compito rischio per i ragazzi di essere
facile, perché le sollecitazioni inglobati nelle organizzaziosono troppe per i giovanissimi: ni malavitose, non è di meno.
La mancanza di un lavoro, la Così, a Torre Annunziata gli
tentazione del denaro facile, il imprendibili ragazzi, dodici
consumismo, la moto, le auto, anni, l’esercito dei bambini puil divertirsi a tutti i costi. Tutto sher, guadagnano 2.000 euro al
concorre a rendere più fragili mese, nel primo mercato della
i giovani alle tentazioni del- droga. A Salerno così sono
la criminalità. Io dico sempre stati disegnati da un camorrista
ai ragazzi che essere inglobati pentito i nuovi scenari criminelle organizzazioni malavito- nali cittadini: i protagonisti in
se, soprattutto quelle di stampo campo e la guerra di camorra è
mafioso, significa non poter scoppiata tra i “ragazzi di Papiù tornare in dietro perché la stena” e i “ragazzi di via Irno
mafia non lascia più liberi, è che ha già lasciato 2 morti in
un tunnel senza ritorno”. Ecco campo. Da branco a clan; dalun esempio di recente recluta- l’hascisc alla cocaina; dal “pizmento di giovani da parte della zo” nelle discoteche alle tanmalavita organizzata avvenuto genti richieste agli ambulanti
nel Salento. Tre 23enni , inso- del mercato e agli operatori
spettabili fiancheggiatori, pur all’ingrosso del Mercato ittico.
con un lavoro alle spalle, sono E’ tutta qui la storia del clan
stati arrestati dai carabinieri, in “Papacchione”, ovvero, i “ raquanto reclutati dai capi basto- gazzi di Pastena” che volevano
ne del nord Salento che dallo prendere in mano la città. Ma,
spaccio di cocaina avrebbero il sogno o l’ambizione li hanno
fatto un business privilegiato. traditi; come le cimici piazzaD’altra parte, i margini di gua- te un po’ ovunque, da polizia
dagno dello spaccio sono così e carabinieri. Ebbene, a tutto
alti, che fare proseliti anche, fra ciò si aggiunga il clima contachi ha un lavoro regolarmente gioso di bullismo, vandalismo
retribuito, non è molto diffici- e scarso rendimento scolastico
le. E se dovessero rispondere che altro non fa che agevolare
al vero le ipotesi investigative, l’opera di inglobamento delle
anche il magazziniere, il bari- organizzazioni malavitose. Ma
sta e il piccolo imprenditore c’è di più. Nelle regioni del noedile, si sarebbero lasciati ten- stro Mezzogiorno c’è una vera
tare dal denaro facile, seppure e propria emergenza sociale di
ad alto rischio. In contrasto a cui nessuno parla: la povertale grave fenomeno si è già tà di competenza dei giovani.
mossa la Regione Puglia pre- A lanciare l’ultimo allarme è
sentando il 4 dicembre scorso un volume appena pubblicato
un programma “innovativo” dall’Istituto Cattaneo:”Povertà
riguardante il settore sicurezza e benessere”, a cura di Andrea
e legalità , con Azioni riguar- Brandolini e Chiara Saraceno.
danti Comuni, Pit, e consorsi La misurazione della “povertà
Asi. In particolare l’Azione A di competenze” è stata effettuadei Comuni e l’Azione B dei ta partendo dai dati di PISA,
un’iniziativa dell’Ocse che
valuta periodicamente la
preparazione scolastica dei
quindicenni in una quarantina di Paesi. Il punteggio medio dei giovani meridionali è
significativamente più basso di quello dei giovani del
Centro-Nord d’Italia che è
invece, grosso modo in linea
con la media europea. Ma
c’è un altro dato che preoccupa non poco: l’indagine
PISA misura le competenze
solo di coloro che vanno a
scuola; sappiamo, però, che
al Sud vi sono elevati tassi
di abbandono, circa il 7% di
quindicenni ha già smesso
di studiare. Questa drammatica situazione per evitare
diventi un terreno sempre
più fertile per l’opera di inglobazione di ragazzi e giovani, già in corso d’opera
da parte delle organizzazioni malavitose operanti nel
Meridione, è necessario che
questo tema: “I nostri giovani del Sud sono condannati
in larga parte all’ignoranza”
diventi sempre un obiettivo
c e n t r a le del dibattito
politico presente e futuro.
In verità un primo “incipit”,
già, c’è : “Quattro miliardi
di euro, facendo ricorso ai
Fondi europei, nei prossimi 7 saranno destinati alle
scuole del Sud, per colmare
i deficit di conoscenza”, ha
detto il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni.
Peraltro, in conclusione, riportiamo un dato statistico
recentissimo: nelle quattro
regioni “più” povere di conoscenza: Sicilia, Sardegna,
Calabria e Basilicata, quasi
il 40% dei ragazzi è sotto il
livello di competenza ritenuto sufficiente.
Salvatore Resta
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Informazione Regionale
Misteri e caos nel calcio
d i l e t t a n t i s t i c o b a re s e
dalla
Puglia
B
Oggi si ricomincia
a lavorare
B
ari – Francesco Tarantini
eletto Presidente della Legambiente Puglia. Termina
con una conferma l’appuntamento quadriennale di confronto programmatico dei circoli dell’associazione Legambiente. “Negli
ultimi due anni credo che la Legambiente Puglia ha fatto molto,
se non bastassero le facce nuove
che ho visto oggi, che denotano
come l’associazione sia cresciuta,
oggi ci sono anche i dati positivi
che attestano l’energia che anima
il lavoro di tutti” dichiara Sebastiano Venneri della Segreteria Nazionale nel commentare la rielezione
di Tarantini a Presidente Regionale, “l’impegno della Legambiente
per difendere l’ambiente in questa
regione è quotidiano e ispirato alle
ragioni del fare, a noi i ruoli di testimonianza non ci interessano,
Legambiente ha cambiato questo
paese, è cambiata anche lei, è diventata una associazione più professionale, ha bisogno di persone
che gli dedichino maggior tempo,
perché il peso dell’associazione
è cresciuto come le aspettative
dei cittadini rispetto a quello che
Legambiente può e deve fare”. Il
Convegno ha registrato uno svolgimento positivo su tutti i fronti,
come sottolineato dai rappresentanti degli Enti che hanno portato
il loro saluto all’assemblea, e che
ha segnato il nuovo corso dell’associazione, come dichiarato dallo
stesso Francesco Ferrante, Direttore Generale Legambiente, “E’
soddisfazione personale, la mia,
nel notare che Legambiente Puglia è riuscita a diventare un interlocutore stimato da parte di tutti
gli stake holders che sono venuti
oggi a portare il loro saluto, e che
riconoscono in Legambiente, un
interlocutore altro con cui parlare
Immagine di una discarica
23
e pianificare” commenta Ferrante
in merito agli interventi degli assessori regionali Massimo Ostilio
e Michele Losappio, di Michele
Lamacchia, Presidente Anci Puglia, Giorgio Assennato, Direttore
Generale Arpa Puglia, e continua
“finalmente abbiamo ricostituito
le condizioni per permettere a Legambiente di fare il suo mestiere
in qualità di comunità di uomini
e donne che cooperano a partire
dalla molla dell’ambientalismo,
ma che hanno come obiettivo
principale quello di agire nell’ottica di un cambiamento di questo
Paese”. L’assemblea ha poi votato
all’unanimità il nuovo Direttivo,
che passa da 35 a 30 membri e di
cui fanno parte: Francesco Tarantini, Marina Bellini, Annamaria
Fersurella, Aldo Fusaro, Maurizio
Manna, Franco Salcuni, Lunetta
Franco, Mimmo Lobaccaro, Franco Zerruso, Leo Corvace, Giovanni Palmisano, Renato Pacella,
Gennaro Tedesco, Enzo Renato,
Renato Regina, Maurizio Trolli, Francesco Bartucci, Carmen
Lombardi, Giovanni Di Nielli,
Vito Montalbò, Mimmo La Vacca,
Gianfranco Vetrugno, Pino Ponzini, Marinazzo Doretto, Stefano
Latini, Francesco Vigneri, Enzo
Volpicelli, Luigi Lagna, Giovanni
Ponzetta, Maria Casulli, ed ha eletto contestualmente il nuovo Direttore, nella persona di Marina Bellini.
“Oggi si ricomincia a lavorare”, Tarantini accoglie con entusiasmo la
conferma che gli viene dall’assemblea congressuale “con un organico
che ha recuperato e messo a valore
le esperienze storiche dell’associazione, aggiungendo e apportando la
nuova linfa dei dirigenti, scelti per
le loro capacità tecniche specifiche,
per continuare sulla strada della
crescita e del cambiamento”.
ari - Si colorisce di giallo
l’avvicendamento sulla panchina del Liberty Bari, la seconda squadra del capoluogo pugliese, su cui torneremo prossimamente.
In chiusura dell’odierno numero del
Corriere del Sud si apprendeva che,
Salvatore Mazzarano subentrava nella conduzione tecnica della squadra
ad Angelo Terracenere. Da una prima
versione dei fatti al termine di Liberty Bari- Atletico Corato l’ex mediano
del Bari rassegnava verbalmente le
dimissioni dopo la gara persa dal Liberty per 2-1 . Nella serata di Lunedì
19 si apprendeva dalla dirigenza che,
in assenza di un atto formale, consistente nella presentazione di una lettera scritta dal tecnico dimissionario,
Angelo Terracenere restava il tecnico del Liberty Bari. Una posizione
diplomatica, quest’ultima, che però
contraddiceva con la decisione della dirigenza libertina consistente nel
già esonero di Terracenere e nella
individuazione del sostituto di cui la
stessa non voleva svelarne l’identità.
Nella stesse ore si apprendeva con
ulteriore conferma dai quotidiani baresi, nel mattino successivo, che il
nuovo tecnico del Liberty Bari era
stato scelto nella persona di Mister
Salvatore Mazzarano. Esonero o dimissioni ? In questi casi la verità sta
nel mezzo e cioè nella versione contradditoria presentata dalla dirigenza
del Liberty Bari. Veniamo all’avvicendamento tecnico. Chiusa una
porta se ne apre un’altra.
Questo detto popolare vale
anche per Mister Salvatore
Mazzarano. Smesso i panni di Selezionatore della
Rappresentativa Pugliese
Juniores rassegnando le dimissioni da questo incarico
tecnico per presunti motivi
personali anche se, per chi
scrive, probabilmente condizionati dall’aver mancato
la conquista del Torneo delle Regioni Edizione 2007 al
termine del quale la compagine pugliese giunse seconda. All’ Ex CT della Puglia
il compito di risollevare
una squadra, il Liberty che,
partita con l’obbiettivo di
raggiungere i Play Off, ora
dovrà guardarsi bene dai
bassi fondi della classifica
del Campionato Pugliese
di Eccellenza. Definito il
cambio tecnico, resta per il
Liberty Bari il problema relativo al campo di gioco. Il Angelo Terracenere
terreno sinora utilizzato per
gli incontri casalinghi e le per le se- in Seconda Categoria. Anticipare
dute di allenamento, lo Stadio Della al Sabato? Probabilmente e solo
Vittoria risulta in pessime condizioni se, spostate altrove le gare del
come documentano i sette infortunii Campionato Csen, l’avversaria di
occorsi ad altrettanti calciatori baresi. turno lo accetti. Resta come uniUnitamente ai costi esosi di noleggio ca alternativa il posticipo serale
del glorioso impianto barese la diri- domenicale tuttora adottato da un
genza di Corso Vittorio Emanuele altra società dell’Eccellenza Pucapeggiata dal Presidente Antonio gliese, il Francavilla, e che stando
Flora ha deciso di emigrare ai primi bilanci sta regalando buoal Comunale del Quartier ni risultati in termini di afflusso.
San Paolo poichè dotato di Perchè non provare anche questo
terreno in erba sintetica. Ma esperimento. Attuandolo si evitei problemi non finiscono rebbe il caos nel calcio dilettantiquì. Stando al calendario a stico barese in una Città come Bari
partire da Domenica 2 Di- che fatica dal 1990 a risorgere
cembre le gare interne con calcisticamente per la scarsa coorinizio alle 14.30 del Liberty dinazione degli enti competenti e
coinciderebbero con quelle della impreparazione delle società
del Japigia l’altra squadra calcistiche nella gestione degli Stabarese militante nel Giro- dii di Quartiere. Si prospetta per
ne Barese del Campionato Via Cairoli, sede della LND Pudi Promozione Pugliese glia, una situazione tutt’altro che
fissate al medesimo ora- facile da gestire nella definizione
rio. Allora che fare? An- delle prossime giornate dei camticipare al mattino della pionati dilettantistici che vedranno
Domenica ? No perchè ad impegnate le squadre baresi citate
utilizzare il terreno di gio- in queste righe. co è il San Paolo, la squadra del Quartiere militante
Nicola Zuccaro
Salvatore Mazzarano
Contro l’ampliamento delle discariche
L
a Uil di Puglia
assicura pieno,
totale e incondizionato sostegno a
tutte le iniziative che i
comitati di Grottaglie,
Fragagnano e San
Marzano hanno messo
in atto per impedire
l’ampliamento delle
attuali discariche nei
Comuni di Grottaglie
e Fragagnano. Pieno
sostegno anche al presidio permanente “No
discariche” in località
Latorre-Caprarica e
alla grande manifestazione che domani
(sabato 10 novembre)
si svolgerà a Fragagnano. “Coloro che
sostengono che bisogna continuare a fare
arrivare i rifiuti solidi urbani e
speciali da altre province in questi siti – spiega il segretario generale Aldo Pugliese – hanno la
memoria corta e dimenticano che
avevano chiesto e ottenuto che in
via del tutto eccezionale questi
rifiuti sarebbero confluiti in queste discariche fino al prossimo
31 dicembre. Dopo di che, se chi
di competenza non ha trovato le
soluzioni adeguate, non può immaginare che i succitati Comuni
e i loro residenti debbano farsene carico per tutto il 2008 se non
per gli anni a venire”. Insomma,
è un problema che riguarda tutta
la provincia di Taranto, “ovvero
– aggiuge Pugliese – quella più
inquinata d’Italia e d’Europa nella quale sono presenti circa 100
discariche ufficiali, alle quali
vanno aggiunte quelle industriali
e quelle abusive. Di fronte a que-
sto scenario coloro che sostengono che debbano arrivare ulteriori
rifiuti, dimostrano di avere un bel
fegato, anche perché nulla hanno
fatto per migliorare la situazione ambientale della provincia
jonica”. Inevitabile, perciò, gli
interrogativi: perché questa provincia deve continuare subire
le inadempienze altrui? Perché
deve continuare ad accettare i
rifiuti altrui? “Se qualcuno dice
– conclude Pugliese – che non
si deve fare la fine della Campania in una logica di solidarietà dovrebbe anche immaginare
che questi rifiuti potrebbe essere
collocati altrove. Ad esempio in
agro di Terlizzi. Questa sì che sarebbe una bella dimostrazione di
solidarietà. E’ bello chiedere agli
altri di essere solidali e poi dire
che in casa mia non li voglio.
Troppo comodo”.
Cultura
24
Segue dalla prima
dell’epoca dei conflitti ideologici e,
perciò stesso, la fine della storia.
Inoltre, egli aggiunse, l’evento aveva
mostrato la superiorità del modello
istituzionale liberaldemocratico di
tipo occidentale che si sarebbe rivelato, pertanto, la forma ultima, consolidata e migliore di governo della
umanità. Per quanto potessero ancora sopravvivere regimi che si ispiravano alla filosofia e agli assunti del
marxismo o del marxismo-leninismo, la vittoria definitiva della democrazia liberale, quale noi intendiamo soprattutto nella versione
realizzata negli Stati Uniti di democrazia concorrenziale, non avrebbe
più potuto, secondo Fukuyama, essere posta in discussione: il futuro,
insomma, sarebbe stato caratterizzato non più e non tanto da confronti e
scontri più o meno violenti e sanguinosi di ideologie e di modelli istituzionali espressione di precise ideologie, quanto piuttosto dalla comune e
solidale ricerca di soluzioni condivise ai problemi di natura tecnico-economica nell’obiettivo finale del raggiungimento e della costruzione di
un mondo armonico. Si trattava, naturalmente, di uno schema affascinante se non per altro quanto meno
per la fiducia che instillava nell’idea
di un mondo futuro, unito e armonioso, uniforme nel tipo di istituzioni
e di obiettivi, destinato a succedere
al mondo turbolento, sussultorio dell’epoca della guerra fredda. A prescindere dalle polemiche, che dilagarono oltre la ristretta cerchia della
cittadella accademica e investirono i
mezzi di comunicazione di massa di
tutto il mondo, rimane il fatto che lo
schema teorico di Fukuyama fu ben
presto messo in crisi dalle dure leggi
di una realtà tutt’altro che incline a
piegarsi alle argomentazioni della
L’attacco alle torri gemelle
filosofia politica. E l’idea della fine
dei conflitti dopo la conclusione della cosiddetta “guerra fredda” fu
smentita presto dalla moltiplicazione
di scontri di natura etnica, nazionalistica o anche micronazionalistica in
molti casi così sanguinosi e così privi di scrupoli etici da far evocare lo
spettro del genocidio di intere popolazioni. Insomma, lo schema teorico
di Fukuyama – uno studioso certamente autorevole, che fa parte della
ricca galassia del conservatorismo
americano e che è pur sempre un intellettuale di grande valore e spessore – si rivelò, alla prova dei fatti,
utopistico, illusorio e debole, come
pure utopistiche, illusorie e deboli si
erano rivelate, all’indomani dei due
conflitti mondiali che hanno insanguinato il ‘900, le aspettative, le speranze, le illusioni di una pace duratura, fondata sulla messa al bando della
guerra e sulla creazione di una situazione di “sicurezza collettiva” garantita dalle organizzazioni internazio-
nali. Alcuni anni dopo
l’elaborazione concettuale dello schema
teorico sulla “fine della storia”, un altro
grande studioso americano, esperto in politologia e storia delle
relazioni internazionali, Samuel P. Huntington, pubblicò sulla
rivista Foreign Affairs,
un saggio, anch’esso
destinato a diventare
un libro di successo,
dal titolo The Clash of
Civilization and the
Remaking of World
Order (tradotto in italiano col titolo Lo
scontro delle civiltà e
il nuovo ordine mondiale). Huntington, volente o nolente, era l’antiFukuyama: e, come tale,
venne percepito, interpretato e discusso. Il lavoro sottendeva l’idea
che il crollo del comunismo e la conclusione della guerra fredda, lungi
dal portare con sé la fine della storia,
avevano provocato la tendenza verso
un riassestamento geo-politico mondiale in termini più culturali che
ideologici o economici. Tale riassestamento era dovuto, in certa misura,
al fatto che gli esseri umani definivano ormai la propria identità non più
sulla base di un’ideologia politica o
dell’appartenenza a un’area caratterizzata da un sistema economico,
quanto, piuttosto, sulla base dei connotati di tipo etnico culturali quali la
lingua, la religione, le tradizioni, i
costumi e via dicendo. I punti caldi
dello scacchiere internazionale si
erano concentrati lungo quelle che
Huntington ha definito le linee di faglia tra le civiltà, con la conseguenza
che i rapporti fra gruppi di civiltà diverse, anziché cordiali, sarebbero
stati in generale freddi o, spesso,
Narnia alla scuola di Castelmola
L
e Cronache di Narnia sono
sbarcate alla scuola primaria
(elementare) “De Dominicis” di
Castelmola, della storia fantasy di C.S.
Lewis sono stati coinvolti soprattutto i
bambini del primo ciclo. Mondi fantastici, con paesaggi meravigliosi popolati da creature magiche d’ogni tipo,
dove il bene e il Male si contendono il
primato nell’eterna battaglia della vita.
Con interesse i bambini hanno ascoltato
la lettura di qualche capitolo del 2 libro
del ciclo narrativo de Le Cronache di
Narnia, hanno colorato alcune schede
con immagini dei personaggi più rappresentativi e infine hanno contribuito
ad arricchire un cartellone riassuntivo
esposto in classe. Tutti appassionatamente hanno potuto prendere visione
dopo qualche difficoltà del film Il Leone, la Strega e l’armadio, prodotto dalla
Walt Disney Pictures, uscito due anni fa
proprio in questo periodo.
I quattro protagonisti, i ragazzi Pevensie, il coraggioso Peter, il fragile
Edmund, la saggia Susan e la piccola
Lucy, gli eroi del racconto del mondo fatato hanno attirato l’interesse dei
bambini, ma anche gli altri personaggi
tutti animali parlanti come il fauno Tumnus o la coppia di castori che aiutano i
bambini nella lotta contro il Male.
“L’ingresso del Regno di Narnia,
che avviene attraverso gli occhi stupiti
e curiosi di una bambina, conserva un
senso della meraviglia di stampo infantile (nel senso migliore e più alto).
Lo spettatore scoprirà che è incredibilmente facile affezionarsi a Peter, Susan
e Lucy (ma anche al ‘perfido’ Edmund,
che una volta pentito diventerà sul tro-
no Edmund il Giusto); e lasciandosi
commuovere dalla semplice verità dello sguardo sul reale di cui i ragazzi sono
portatori, potrà godere di una storia che,
come esigeva lo stesso Lewis da ogni
buon racconto, conquista a 5 come a 50
anni”. (Luisa Cotta Ramosino, Le Cronache di Narnia, un armadio di segreti.
Per bambini? 24.12.05 Il Domenicale).
La trama ricca d’episodi ha incuriosito molto i bambini, i quattro fratelli spediti dai genitori in campagna lontano da
Londra per sfuggire ai bombardamenti
aerei della seconda guerra mondiale,
giocando a nascondino nell’immensa
villa del professore, entrano in un armadio magico, che li porta su una terra
sconosciuta, Narnia, dove da 100 anni
regnano il freddo e la neve portati dalla
crudele Strega Bianca.
La lotta tra la Strega Bianca
(Jadis)che rappresenta il Male e Aslan,
il Leone, il re di Narnia, che rappresenta
il Bene. Aslan si sacrifica per salvare i
figli di Adamo e di Eva, ma poi risorge,
per ritornare più forte di prima, dopo
aver liberato le creature a suo tempo
pietrificate dalla Strega, nella battaglia
finale contro l’esercito della perfida
Strega usurpatrice che voleva conquistare il potere a Narnia.
Come in ogni fiaba che si rispetti i
quattro hanno successo nell’impresa e
giustamente alla fine vengono incoronati re di Narnia.
Le Cronache sono una bella storia
coinvolgente, il libro è da anni un classico che ha venduto nel mondo anglosassone circa cento milioni di copie. E’
facilissimo capire di chi parla la narrazione. Walter Hooper ha raccontato
che una disegnatrice doveva illustrare
questi racconti per una casa editrice
e un giorno, mentre dipingeva il Leone Aslan, “sanguinante e moribondo,
scoppiò a piangere e capì che il motivo
per cui si commuoveva era che Aslan,
che aveva sacrificato la vita per la salvezza dei suoi piccoli amici, le aveva
ricordato Cristo”. Infatti, è così, scrive
Antonio Socci.
“In effetti la metafora delle ‘Cronache di Narnia’ è chiaramente cristologica, il Leone che risorge e vince la Strega che ha raggelato il mondo è Gesù e
il ragazzo a cui egli affida la sovranità
– guarda caso – si chiama Peter, Pietro.
Ma - continua Socci - sarebbe interessante pure chiedersi dove sia quel mondo assiderato dal gelo di cui parla la
favola di lewis. Lui scriveva negli anni
della seconda guerra mondiale ed è abbastanza evidente che la Strega bianca
che aveva chiuso il mondo nell’inverno
senza Natale era il simbolo dei terribili
totalitarismi mortiferi. Dove il leone di
Giuda veniva di nuovo martirizzato”.
(Il Giornale 29.12.05)
Domenico Bonvegna
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
ostili. La conflittualità fra civiltà diverse avrebbe potuto assumere – a
livello locale o microlivello – la forma di un conflitto di faglia tra stati
limitrofi appartenenti a civiltà diverse e coesistenti all’interno di una
stessa nazione o fra gruppi impegnati a edificare nuovi stati dalle macerie dei vecchi, ovvero – a livello globale o macrolivello – la forma di
conflitti fra stati guida destinati a
coinvolgere i principali stati delle
diverse civiltà. Alla luce del suo
schema interpretativo, il rapporto,
per esempio, fra Islam e Occidente finiva per diventare, secondo
Huntington, un rapporto di “guerra fredda tra civiltà” o di “guerra
strisciante”. Il saggio di Huntington è stato confermato, nelle linee essenziali, dagli avvenimenti
che si sono succeduti negli ultimi
anni a partire, proprio, dall’attentato alle Twin Towers di New
Francio Fukuyama, politologo e filosofo
York del 2001. Ma, riconosciuto
tutto questo, si può fare una considerazione. Parlare di scontro di
civiltà può, forse, suscitare qualche imbarazzo – imbarazzo, va da
sé, di natura psicologica – per una
sorta di “complesso” nei confronti di un concetto che evoca esplicitamente l’idea del conflitto o,
più ancora, l’idea dello “stato di
conflittualità” come quello di una
situazione del tutto normale nei
rapporti fra le civiltà. Per inciso,
colgo questa occasione per ricordare che un grandissimo studioso
e diplomatico inglese, a me come
studioso e lettore molto caro, Arnold J. Toynbee, stranamente
obliato dalla storiografia contemporanea – in quella sua monumentale opera dal titolo assai
modesto A Study of History, articolata in otto densi volumi che
costituiscono una vera e propria
storia e analisi fenomenologica
comparata delle civiltà – elaborò una teoria in un certo senso
anticipatrice delle idee di Huntington fondata sul concetto di
un continuo confronto fra civiltà
basato sulla diade sfida-risposta.
Ma torniamo al punto. Se, come si
diceva, si vuol cedere all’imbarazzo
politically correct di
un discorso che esorcizza l’idea dello scontro di civiltà si dovrà
almeno parlare, per
utilizzare un linguaggio di sapore popperiano, di contrapposizione fra società aperte e
società chiuse. Il che
non è, comunque, davvero poco e sposta il
discorso da un approccio
di
tipo
“culturalistico” delle
relazioni internazionali a un approccio di
maggior latitudine
concettuale. Il presente articolo, frutto
di una relazione tenuta dal prof. Francesco Perfetti
ad un convegno della Banca di
Piacenza, sarà incluso in un fascicolo di atti pubblicati dalla Banca. Si ringrazia la Banca di Piacenza per l’autorizzazione alla
pubblicazione del pezzo.
… continua
Riapre il Museo Nazionale
archeologico di Taranto
T
aranto - Dal 21 dicembre
riapre al pubblico uno
dei più importanti musei
italiani, il Museo Nazionale Ar-
Dalla collezione degli ori di Taranto
cheologico di Taranto. Sarà il
vicepresidente del Consiglio e
Ministro per i Beni e le Attività
Culturali, Francesco Rutelli ad
inaugurare nel capoluogo jonico la prima Sezione del Museo,
il 20 dicembre alle ore 12.00.
La riapertura del Museo di
Taranto rappresenta un evento
da tempo atteso dagli appassionati di storia e archeologia,
nonché dagli operatori turistici pugliesi che puntano anche
sull’offerta legata ai Beni culturali per incrementare i flussi
incoming.
Dopo una chiusura durata
sette anni per lavori di ristrutturazione, torneranno a splendere i famosi Ori di Taranto,
la straordinaria collezione di
monili magno-greci che tanto
ha catalizzato l’attenzione di
turisti, appassionati ed esperti di tutto il mondo. Gli Ori di
Taranto sono stati esposti con
enorme successo di pubblico
a Milano, Parigi, Amburgo e
Tokio
Accanto a questo straordinario evento, l’Assessorato al
Turismo della Regione Puglia
ha inteso organizzare un educational tour per i media nazionali e la stampa specializzata con l’obiettivo di offrire
una chiave di lettura complessiva della variegata offerta turistica regionale.
Gianfranco Nitti
Cultura
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
N
el marzo del 1921 i marinai della base navale di
Kronstadt, piccola isola a
ovest di Pietroburgo, poi Leningrado, si ribellano contro il governo bolscevico, che pure avevano
aiutato a conquistare il potere nell’ottobre del 1917, e resistono per
alcune settimane alla controffensiva governativa. L’apertura degli
archivi sovietici ha permesso al
francese Jean-Jacques Marie, storico dell’Unione Sovietica e animatore del Parti des Travailleurs,
d’ispirazione trotzkista, di gettare
nuova luce sulla rivolta e di ricostruire fino al dettaglio gli antefatti e i primi passi dell’insurrezione,
le incertezze iniziali e i timori del
governo, l’assalto finale e la repressione del movimento (Kronstadt 1921. Il Soviet dei marinai
contro il governo sovietico, trad.
it., UTET, Torino 2007, pp. 384,
€ 24.00). La rivolta s’inserisce in
un contesto caratterizzato da frequenti sollevazioni contadine nei
confronti del governo comunista,
motivate dalla leva obbligatoria,
dalle requisizioni forzate da parte
dell’Armata Rossa e dall’ammasso coatto del raccolto nei depositi
statali; né mancano, fra le ragioni, la difesa delle libertà e delle
tradizio­ni religiose. I marinai di
25
La rivolta di Kronstadt
Kronstadt, tornando in licenza ai
villaggi natali, vengono a contatto
con la politica della requisizione
dei cereali e con i metodi violenti
che il partito comunista usava per
attuarla; nelle città, invece, scoprono la miseria prodotta dalla
guerra civile che loro stessi avevano scatenato per impadronirsi
del potere. Il 1° marzo migliaia
di marinai e soldati elaborano un
documento di rivendicazioni in
quindici punti, fra cui la libertà
di parola e di stampa, la libertà di
assemblea per sindacati e organizzazioni contadine, la libertà di
produrre e di tenere per sé i frutti
del proprio lavoro. Alcuni marinai
inneggiano a una «terza rivoluzione», dopo quella antizarista del
febbraio 1917 e il golpe bolscevico dell’ottobre 1917. Gli emissari
del partito inviati da Pietroburgo
vengono arrestati e in sostituzione del soviet locale è nominato
un Comitato Rivoluzionario, che
ordina il disarmo immediato di
tutti i comunisti presenti sull’isola. Lenin, capo del governo e del
partito comunista, e Trockij, commissario del popolo alla Guerra, denunciano il movimento di
Kronstadt come una ribellione
organizzata dal controspionaggio
francese e dal generale Aleksandr
Kozlovskij, comandante dell’artiglieria locale, che non aveva alcun
rapporto con la rivolta. Era però
l’unico ex generale della fortezza
e ciò consentiva di trasformare
il movimento in cospirazione di
«guardie bianche», cioè di nemici della rivoluzione Il marescial-
lo Mikhail Tuchacevskij, fresco
artefice della sconfitta dei «bianchi», nominato responsabile delle
operazioni militari per la riconquista della piazzaforte, riunisce
circa 40.000 soldati e, nonostante
l’ammutinamento di alcuni reggimenti, schiaccia l’insurrezione il
17 marzo, dopo furiosi combattimenti sul mare di ghiaccio intorno all’isola, che provocano gravi
perdite a entrambe le parti. Nella
notte gli insorti fuggono a piedi
verso la vicina Finlandia, dove ne
arriveranno poco più di 6.000, rinchiusi subito dalle autorità locali
in campi di concentramento. La
rivolta di Kronstadt renderà evidente il fallimento del tentativo di
una realizzazione immediata del
comunismo. In occasione del X
Congresso del Partito Comunista
Russo, svoltosi proprio nei giorni
dell’insurrezione, Lenin ne prende atto e pone le basi della Nuova
Politica Economica, che dà ai contadini la facoltà di commercializzare quanto resta del loro raccolto,
dopo aver pagato una imposta in
natura. Nello stesso tempo, però,
vengono vietati definitivamente
tutti i partiti politici, già costretti
alla semiclandestinità, ed è approvata una risoluzione sull’unità del
partito con la conseguente eliminazione di ogni oppositore interno. Gli avvenimenti di Kronstadt
continuano a rappresentare, per i
nostalgici del «sogno umanitario»
marxista, irriducibili nonostante
i genocidi, il simbolo dell’ultimo
tentativo di riscattare una rivoluzione «tradita». Tale sembra essere anche Jean-Jacques Marie.
Francesco Pappalardo
L’odio dei socialcomunisti contro la Chiesa in Spagna
S
arà un caso ma giusto quattro giorni
dopo l’anniversario dello scoppio
della Rivoluzione d’ottobre il 28
ottobre scorso, la Chiesa beatifica 498
uomini e donne che sono stati torturati
Antonio Socci, scrittore
massacrati in Spagna da altri uomini che
si rifacevano più o meno consapevolmente a quella rivoluzione. Ci riferiamo alla
persecuzione che l’intera Chiesa spagnola
subì a partire dal 1931 e poi proseguita fra
il 1934 e il 1936. Aveva cominciato Giovanni Paolo II a beatificare nel 1987 tre
suore carmelitane crudelmente massacrate
per le strade di Madrid. Successivamente
Papa Woityla con altre cerimonie ne beatificò tanti altri per un totale di 465 martiri
spagnoli. Domenica scorsa c’è stata la
beatificazione più massiccia della storia
della Chiesa, 498 che aggiunti a quelli
precedenti, si arriva a quasi mille beati, tra
cui 11 santi, assassinati e in futuro secondo monsignor Camino si potrebbe ad arrivare a riconoscere fino a 10 mila martiri,
tutti di questo periodo. Antonio Socci sul
quotidiano Libero a questo proposito scriveva: “Sarà l’occasione per conoscere una
delle più sanguinarie tempeste anticristiane scatenate nell’Europa del nostro tempo
ad opera dei rivoluzionari repubblicani
(una miscela di comunismo, socialismo,
anarchia e laicismo). Socialisti, comunisti, staliniani, trotzkisti, anarchici si scatenarono senza freni eliminando nei modi
più atroci 4.184 sacerdoti e seminaristi
diocesani, 2.365 religiosi, 283
suore, 13 vescovi, e un numero
incalcolabile di semplici cristiani
la cui unica colpa era portare un
crocifisso al collo o avere un rosario in tasca o essersi recati alla
messa o aver nascosto un prete
o essere madre di un sacerdote
come capitò a una donna che per
questo fu soffocata con un crocifisso ficcato nella gola. Per un
totale di 6834 vittime. In certe
diocesi, come quella Aragonese
di Barbastro, nei primi mesi della mattanza fu massacrato l’88
per cento del clero. Tutto ciò che
aveva attinenza con la Chiesa fu
distrutto, incendiato, saccheggiato: chiese, seminari, conventi,
palazzi vescovili. Alcune chiese furono rase al suolo, arredi
sacri e tesori artistici distrutti e
rubati. Fu distrutto un ingente
patrimonio storico, artistico e
documentario che la Chiesa nei
secoli aveva saputo conservare
negli archivi, nelle biblioteche,
nei musei dei suoi templi, monasteri,
conventi. Il culto religioso fu soppresso
dovunque e quello privato reso difficile e
pericoloso, come ai tempi delle catacombe. In pratica si mirava a scristianizzare la
Spagna, negando ai cattolici le libertà più
elementari. La persecuzione e il martirio
di queste persone ebbe origine nel clima
fortemente anticlericale presente fin dalla
proclamazione della Repubblica nel 1931.
Dopo con l’inizio della guerra civile nel
1936, l’olocausto degli ecclesiastici, del
tutto estranei a fazioni o partiti politici
di qualunque colore, entra nel vivo. Vicente Càrcel Ortì nel suo Buio sull’altare
edito da Città Nuova, cita un passo di G.
Hermet: “la persecuzione religiosa del
1936 non ha solamente il carattere di un
massacro, ma acquista anche quello di un
attacco sistematico contro la tradizione e i
simboli religiosi. Per certi versi si è voluto
far sparire la funzione che rappresentavano quei sacerdoti perseguitati, cacciati,
imprigionati o giustiziati. I persecutori
eseguivano ordini perentori, quello di
sterminare la Chiesa. “Solidaridad Obrera”, il quotidiano anarco-socialista, nel
numero del 15 agosto 1936, istigava allo
sterminio: “bisogna estirpare quella gente. La Chiesa dev’essere strappata dalla
nostra terra fin dalle radici”. “Trattandosi
di sacerdoti, né pietà né prigionieri: ucciderli tutti senza remissione[…]Abbiamo
ordine di ammazzare tutti i vescovi, tutti
i preti e tutti i frati”. “la profanazione di
tombe e cimiteri fu un altro degli aspetti
più macabri della persecuzione. Numerosi cadaveri di ecclesiastici vennero dissepolti ed esposti al pubblico ludibrio. Nei
camposanti si tentò di eliminare qualsiasi
segno religioso.” Sono immagini che io
ho visto per la prima volta negli anni 70 in
un fascicolo di Storia Illustrata, che aveva
mio fratello e che ora non troviamo più.
Volendo fare una breve antologia della
crudeltà, Ortì scrive: “oltre che premeditata, la persecuzione si dimostrò anche assai
crudele, perché quasi tutti i casi di assassinio individuale e alcuni di quelli collettivi
furono preceduti da torture psicologiche e
fisiche, da mutilazioni, percosse, insulti,
ecc. E tutto ciò, secondo le parole di Pio
XI, “con un odio, una barbarie e una ferocia che non si sarebbero creduti possibili
ai nostri giorni”. Sono numerosi i casi
della persecuzione religiosa, spesso anche
raccapriccianti, “molti sacerdoti furono
ammazzati perché non vollero bestemmiare e la stessa cosa accadde a parecchi
laici. […]Altri ancora furono incitati a
violare il segreto sacramentale, a calpestare il crocifisso o le immagini sacre e
vennero, anche, istigati a compiere azioni
disoneste. […]Molti, inoltre, i fatti sacrileghi gravi, come la profanazione diretta
dell’Eucarestia, attuata in mille forme:
svuotando i tabernacoli, sparando contro
il Santissimo Sacramento, mangiando tutto ciò che contenevano le pissidi e bevendo con i calici usati per il culto, spargendo
per le strade le ostie consacrate e calpestandole, trasformando le chiese in stalle
e gli altari in mangiatoie, distruggendo
con speciale sollecitudine le pietre sacre
dell’altare.[…]Tutto ciò che aveva carattere sacro venne distrutto. Tesori storici
e artistici di incalcolabile valore furono
preda delle fiamme…Il tutto con un furore iconoclasta, molto simile a quello dei
giacobini francesi, ai bolscevichi russi o
ai nazionalsocialisti tedeschi. Molti storici, ammettendo la persecuzione contro
la Chiesa, tendono tuttavia a confonderla
con i primi mesi della guerra civile e, in
molti casi, come una reazione violenta
provocata nella zona repubblicana dall’insurrezione militare del 18 luglio 1936 per
opera del Generalissimo Francisco Franco. La questione è molto più complessa:
la Chiesa ha subito discriminazioni fin
dal 1931 con una vera e propria campagna persecutoria architettata dal governo
repubblicano. E’ completamente falso
scrivere che la Chiesa spagnola all’inizio
della guerra civile si schierò con le forze
nazionaliste del generale Franco. Come
aveva come unica finalità “salvare la Spagna”, restaurare la legge e l’ordine che
non c’era più. La maggioranza del popolo
spagnolo appoggiò con entusiasmo l’alzamiento del generale Franco. ”Tale entusiasmo popolare aveva una fortissima
motivazione religiosa, che contrastava
con la violentissima persecuzione religiosa immediatamente scatenatasi nella zona
rossa in contrasto con la protezione della
religione nella zona nazionale […]Così,
gran parte dei combattenti nazionali combatteva per molti motivi, ma il principale
era per la Religione[…]Non vi è nulla di
strano che, per molti, si trattasse di una
crociata, anche prima che la Chiesa uffi-
Vicente Carcel Ortì
sostengono il gruppetto dei centri sociali
di Roma che cercava la rissa davanti alla
Chiesa di S. Eugenio con lo striscione
dove c’era scritto: “Chi ha sfruttato, ucciso e torturato non può essere beato”.
Soltanto dopo un anno il 1 luglio 1937 i
Vescovi spagnoli hanno pubblicamente
manifestato, attraverso un documento, al
mondo intero lo stato di persecuzione dei
propri fedeli e certamente a questo punto
le forze nazionaliste furono viste come
liberatrici, l’unica speranza di sopravvivenza e di tutela dell’identità e della storia
della nazione. Il movimento nazionalista
cialmente l’appoggiasse e la qualificasse
come tale[…]Man mano che il tempo
passava e si venivano a conoscere le
atrocità della zona rossa, per le persone comuni l’alzamiento si trasformò
in crociata e in guerra di liberazione”.
(Estanislao Cantero Nunez in Cristianità, n. 258/1996) Uno degli errori più
gravi della Repubblica fu quello di non
aver capito che la maggioranza degli
spagnoli era cattolica e desiderava continuarlo ad esserlo. Domenico Bonvegna
Cultura
26
Sull’immigrazione accoglienza e sicurezza
L
’assassinio della signora
Giovanna Reggiani a Roma
ha messo in discussione
un certo “buonismo” presente soprattutto nel mondo cattolico. In
particolare ha fatto discutere la
polemica tra l’onorevole Casini e
alcune frange del mondo cattolico
accusate di “buonismo” per il loro
atteggiamento nei confronti degli
immigrati. Qualcuno ha cercato di
strumentalizzare le parole delll’Angelus di Benedetto XVI: “Auspico
che le relazioni tra popolazioni
migranti e popolazioni locali avvengano nello spirito di quell’alta civiltà morale che è frutto dei
valori spirituali e culturali di ogni
popolo a Paese. Chi è preposto alla
sicurezza e all’accoglienza sappia
far uso dei mezzi atti a garantire i
diritti e i doveri che sono alla base
di ogni vera convivenza e incontro
tra i popoli”. Parole chiare che non
possono lasciare dubbi, il Papa fa
riferimento ad un’alta civiltà morale che si costruisce attorno a dei
valori che non sono di qualche popolo in particolare, ma di “ogni popolo”. Principi come non uccidere,
non rubare, non spacciare droga,
rispettare la famiglia, non sono
valori europei o asiatici, italiani o
rumeni, cristiani o buddhisti o atei:
sono principi universali, che s’impongono a ogni persona umana
in quanto persona. L’argomento
immigrazione non si può impostare “se si rimane nell’angusto
orizzonte del relativismo, secondo
cui ogni popolo ha i ‘suoi’ valori
e non esistono valori universali e
Papa Benedetto XVI
assoluti. Così il matrimonio monogamico sarebbe un valore attestato
e vissuto da secoli in Occidente ma
non potrebbe, senza essere razzisti
o imperialisti, imporlo a popoli che
da secoli praticano la poligamia”.
(Massimo Introvigne, Il Papa non
è buonista. L’accoglienza non prescinde dalla sicurezza, 9.11.07 Il
Giornale della Libertà). E’ indi-
spensabile riconoscere quei valori
universali che sono riconosciuti
dalla ragione a prescindere da ogni
fede religiosa, sono valori che vincolano anche chi ha una religione
diversa da quella storicamente
maggioritaria in Italia o non ne ha
nessuna, senza che questo vincolo
costituisca un’oppressione delle
minoranze o un’ingerenza del-
Il magnificat del figlio
Per i papà e le mamme vere
L
’Anonimo scrive:
<<Fate festa nelle vostre case perché dite\
che è la festa della famiglia,\
ma intanto avete quasi distrutto la famiglia…>>. Natale è un Dio Bambino che
si fa amore, famiglia in cui
Giuseppe e Maria sono modelli di paternità e maternità.
La famiglia di Nazaret ,però,
è una “famiglia strana, non
regolare”. Sai perché? Maria
resta incinta senza che Giuseppe sapesse nulla, Giuseppe
non sa cosa fare e alla fine la
sposa nonostante il pettegolezzo della gente e la legge
mosaica, non è il Bambino ad
obbedire ai genitori ma sono
loro che gli devono obbedienza perché sono “genitori di un
Dio fattosi carne”… Strano,
no? Sarà pure strana ma è una
famiglia che sa amarsi. Ho incontrato per l’Italia e l’estero
famiglie, genitori, figli, giovani… Guardando gli occhi
perplessi e consenzienti delle
mamme, le facce corrucciate
dei papà bastonati, i volti dei
figli e dei giovani sprizzanti
vita e desiderio di amore è
nato il Magnificat del figlio
che assieme a Mamma Maria
voglio cantare per augurarti
un Natale diverso. La mia
anima magnifica il Signore
per il dono dei miei genitori
perché nel loro amore provo e
trovo l’amore vero di un Dio
che è papà e mamma anche per
me. Grazie,Signore, per mamma e papà che non mi illudono spacciandosi
per miei amici
ma sanno essere
genitori che mi
generano
alla
vita, al mondo,
allo studio, al
lavoro, alla fede,
all’altro…
Ti
benedico per i
loro “Si” che mi
hanno dato certezza, sicurezza,
stima e fiducia.
Ti benedico anche e soprattutto
per i loro “No”
ai miei capricci,
alle richieste di
esagerate attenzioni, all’ultimo
modello del cellulare, alle magliette griffate
e agli acquisti
ogni tre giorni;
mi hanno forgiato la personalità
ed il carattere,
mi hanno abituato ad accettare e
superare le scon-
fitte che prima o poi incontri
nella vita. Ti lodo Signore,
padre di ogni uomo, perché
mi hai donato un papà che per
giocare con me, per cenare
con me, per aiutarmi a fare
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
la Chiesa nella vita sociale. E se
vogliamo raggiungere la pacifica
convivenza in una società ormai
globalizzata che porta a convivere
sullo stesso territorio persone di
cultura, lingua,
abitudini e provenienza diversa, é importante
che tutti condividano
questi
valori minimi,
diversamente
la convivenza
sarà
sostituita
dalla violenza e
dallo scontro di
tutti contro tutti. Certo gli italiani, la Chiesa
Cattolica hanno
una lunga storia
d’accoglienza
dei più poveri e
dei più deboli.
“Ma lo Stato non
può orientare la
sua politica dell’immigrazione
al solo principio
di accoglienza, e
infatti Benedetto
XVI menziona
insieme ‘sicurezza e accoglienza’. Buonista è chi parla solo di accoglienza
dimenticando la sicurezza, solo di
diritti dimenticando i doveri, solo
di minoranze dimenticando che
esistono anche i diritti delle maggioranze, primo fra tutti quello a
una vita sicura e a uno Stato che
ci sappia proteggere dalla violenza
quotidiana”. (Ibidem) Chi è preposto perché oltre all’accoglienza
anche la sicurezza sia garantita?
Spetta allo Stato, ricorda il Papa,
usando mezzi adatti, facendo una
politica dell’immigrazione seria e
non velleitaria e pasticciona come
sta facendo il governo Prodi. Occorre ricordare a certi cattolici dalla lacrimuccia facile che esistono i
diritti della maggioranza. Due anni
fa intervenendo ad un convegno
internazionale sulle nuove religioni, Alessandro Pagano, allora assessore alla cultura della Regione
Siciliana, sosteneva che in Europa
la difesa dei diritti delle minoranze
è spesso promossa con un metodo
assolutamente sbagliato. Si ritiene,
cioè, che il modo migliore per difendere le minoranze consista nel
far finta che le maggioranze non
esistano e anzi nel dare addosso
alle maggioranze pubblicamente e
con gesti di grande valore simbolico. E l’onorevole Pagano faceva
riferimento alla Spagna di Josè
Luis Rodriguez Zapatero, che non
tiene conto della maggioranza dei
cittadini spagnoli che sono cattolici, provocandoli in continuazione
con misure anticlericali che offendono punti essenziali della loro
fede. Secondo il ragionamento di
Pagano lo zapaterismo è una fabbrica di xenofobia, proprio perché
“quando non si rispettano, anzi si
disprezzano pubblicamente, i diritti
delle maggioranze, queste si innervosiscono e si crea un clima dove
anche l’effettiva tutela delle minoranze – che non può essere giuridica, ma ha bisogno del consenso
– diventa difficile”.(Massimo Introvigne, minoranze religiose e diritti
delle maggioranze. Contro lo zapaterismo, 2.7.05 Il Domenicale). i compiti, per starmi vicino
quando mi sento solo, tradito,
sfiduciato da una vita troppo grande e troppo ingrata…
rientra prima dal lavoro perdendo soldi ma guadagnando
il mio amore e la mia fiducia
nella vita. Ti ringrazio Signore, “madre di ogni uomo”, per
mamma che per essermi vicina
mi ha affidata ai nonni più che
alla baby-sitter, mi riempie di
baci, di carezze, di presenze
e non di regali che servono
a
colmare
i vuoti e le
assenze educative di genitori preoccupati più di
se stessi, della loro bellezza e prestanza fisica,
della
loro
carriera, del
loro
protagonismo sociale che dei
loro ragazzi.
Grazie, Signore, per le
carezze, gli
abbracci,
i
baci, le litigate, i perdoni, le occhiate dei miei
genitori. Mi
hanno insegnato
che
ho un corpo
bisognoso di
essere amato
ed un anima
che respira
d’amore, che la sessualità è
un dono e il sesso sfrenato
è un corpo senz’anima; che
amare è perdonare e che litigare è bello quando ci si ama.
Il loro perdonarsi mi educa
più di qualsiasi predica sull’amore. Voglio ringraziarti per le rughe sul volto di
mamma e la pelle raggrinzita
di papà. Si preoccupano non
della vecchiaia che avanza
inesorabile ma di farmi bella
la vita con i loro sacrifici, la
loro fatica quotidiana, le loro
gioiose privazioni. Ho capito che il vero fitness non è
quello delle super affollate
palestre dove madri e padri
quarantenni e svampiti trovano il tempo di andare nonostante il lavoro e i problemi. La vera bellezza è quella
dell’amore che hai dentro e
che sa farsi dono, amore che
ti fa essere sempre giovane.
Preferisco, Signore, genitori consumati dall’amore che
genitori belli esteticamente
e vuoti dentro, voglio accarezzare volti rugosi e non tirati ed essere accarezzato da
mani callose e non curate per
sentire il calore ed il valore
di una vita donata per amore. Magnifica l’anima mia
il Signore perché si è fatto
padre e madre dell’umanità
nella grotta semplice e bella
di Betlemme e non nei templi
di Gerusalemme, perché ha
voluto una famiglia povera e
ricca di amore e non la casa
dei potenti del suo tempo.
Domenico Bonvegna
don Francesco, diacono
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
A cura di
Maria Grazia D’Ettoris
Speciale scuola
27
Leggere che passione!
La Pier Giorgio Frassati racconta
(testo nel disegno): In questa scena ho rappresentato quando il padre, sorpreso e commosso, guarda suo figlio Colin che gioca a
“marra cinese” con i suoi amici.
Alessandro Monizzi
Classe 5° A - Scuola “M. Montessori”
(Testo nel disegno): Marta mostra a
Mary il regalo che le ha fatto la mamma per darglielo.
Alessandra Iemma
Classe 5° A - Scuola “M. Montessori”
Il Giardino Segreto
di Hodgson Burnett Frances
C
rotone - “Il Giardino Segreto” è la storia di una bambina inglese, di nome Mary,
residente in India, che, rimasta orfana, và a vivere nello splendido
palazzo dello zio, in Inghilterra. Li
Mary conosce una sua cameriera privata che ha qualche anno più di lei;
il primo approccio non è dei migliori, ma successivamente acquistano
una maggiore confidenza l’una nei
confronti dell’altra. Un giorno Mary
decide di andare a vedere i giardini
del palazzo ed è proprio in questo
momento che la bambina conosce
il fratello della sua cameriera che
ha una grande passione e amore per
la natura. Mary inizialmente è arrogante e scontrosa con il ragazzo,
ma successivamente i due diventano
amici. La bambina, dopo qualche
tempo, conosce suo cugino, un bambino isterico che è convinto di avere
un problema alle gambe. A questo
punto della storia Mary cerca di aiutare il cugino, anche se è un’impresa
molto complessa, però lei non si da
per vinta; nel frattempo la bambina
scopre l’esistenza di un giardino segreto, cinto da un’edera molto fitta
e chiuso da una porta di ferro ben
nascosta. Mary cerca di entrare nel
giardino che, verso la fine della vicenda, rappresenterà due importanti
Recensione
O
ttima sceneggiatura, attori non conosciuti, ma con ottima capacità di
interpretazione, profitti non molto
alti e film non conosciuto dal cinema, ma
dalla televisione, film drammatico, ma allo
stesso tempo misterioso, travolgente, adatto
maggiormente a un pubblico minorile, ma
anche per qualsiasi età. Film, sceneggiato in
India e in Inghilterra e parla di una bambina viziata ma dopo, nella continuazione del
film, apparirà dolce e amata dagli spettatori
per la sua forza di volontà nello scoprire il
giardino segreto e nell’aiutare suo cugino
Colin. Diverse differenze tra il contenuto
del libro e del film ma del resto il contenuto
non cambia e resta sempre un ottimo film.
Giorgia Maida
Camilla Pupa
Dalila Iorno
Classe 5° A - Scuola “M. Montessori”
traguardi: i bambini riescono ad entrare nel giardino segreto e Mary
riesce a far camminare il cugino.
Secondo la mia opinione questo
libro è avvincente ed interessante; è un libro ricco di particolari
tanto che sembra di poter vedere
le vicende senza avere bisogno di
immagini stampate su un pezzo di
carta. Questa storia è adatta a tutte
le età e vi consigliamo di prendervi una vacanza per leggere questo
libro.
Impressioni e
riflessioni
fatti, in modo molto dettagliato, sia i
caratteri dei personaggi che i luoghi,
mentre il film ce li mostra direttamente, senza soffermarsi sui particolari. A noi il film è piaciuto tanto
perché è stato molto commovente e
ci ha mostrato splendidi paesaggi e
scenografie, ma siamo arrivati alla
conclusione che il fascino che trasmette il libro non è paragonabile
alla visione del film. Sia il libro che
il film sono molto avvincenti, soprattutto per i problemi che trattano;
come affrontare la perdita di due persone molto importanti della propria
vita. Questa è stata una esperienza molto positiva, commovente e
costruttiva perché ci ha insegnato
a reagire con forza e serenità agli
eventi più tragici della nostra vita.
Noi avremmo voluto guardare ed
ascoltare questa storia in un giardino invece che in una biblioteca,
per apprenderla con più passione.
A
nche quest’anno, abbiamo
partecipato al progetto lettura presso la Biblioteca “Pier
Giorgio Frassati” con una innovazione: “il Leggifilm”. Questo progetto
consiste nel confrontare i romanzi con
le versioni cinematografiche tratti dai
libri stessi. Abbiamo iniziato con “il
Giardino Segreto” un romanzo che
narra di una bambina nata in India, di
nome Mary Lennox. Mary era molto
viziata in quanto circondata solo dalla servitù, non avendo l’attenzione
dei genitori. Dopo la loro morte, a
causa del colera, Mary venne affidata
ad uno zio che viveva in Inghilterra.
Qui diventerà matura, imparerà a
piangere ed insegnerà allo zio come
ridere. Leggendo il libro, ognuno di
noi, ha immaginato personaggi e luoghi in modo molto diverso da come
poi li ha visti nel film. Il libro ci aiuta
a sviluppare maggiormente la nostra
fantasia mentre il film lascia meno
spazio all’immaginazione. Il libro è,
secondo noi, molto più ricco di particolari rispetto al film. Descrive, in-
Testo: Ecco arrivare Mary al castello dello zio Archibald Craven
assieme alla signorina Medlock
Ugo Bellezza
Nico Greco
Angelo Scorza
Francesco Palmieri
Francesco Auditore
Classe 5° A Scuola “M. Montessori”
(Testo nel disegno): Mary scopre
il giardino e rimane sorpresa.
Carlo Morace
Classe 5° A Scuola “M. Montessori”
Francesco Marcello
Paolo Crugliano
Classe 5° A Scuola “M. Montessori”
Alessandra Iemma
Marianna Marando
Carlotta Riillo
Chiara Romano
Federica Voce
Classe 5° A Scuola “M. Montessori”
28
Riccardo Muti (Napoli, 28
luglio 1941) è stato direttore
musicale del Teatro alla
Scala di Milano dal 1986
al 2005. Frequente ospite
del Festival di Berlino e
della Filarmonica di Vienna,
partecipa abitualmente al
Festival di Salisburgo dove
è particolarmente apprezzato per l’allestimento delle
opere mozartiane.
Teatro
Cultura
a cura di Giuseppe
D’Ettoris
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
Carlo Giuffrè (Napoli, 3
dicembre 1928) ha interpretato
la maggior parte delle commedie napoletane del grande De
Filippo, manifestando le sue
doti di attore dalla vocazione
comica e grottesca. Numerose
le sue interpretazioni cinematografiche e nelle fiction
televisive.
Santa Cecilia, parte una ricca stagione musicale
Gianfranco Nitti
Q
che in questo caso propone
un suo arrangiamento della
monumentale “Arte della Fuga”
di Bach, insieme alle “Sidewalk
dances” (danze da marciapiede)
di
Moondog, simbolo
dell’America ‘on the road’: Louis
Thomas Hardin (questo il vero
nome di Moondog, morto sette
anni fa) era un musicista cieco
di grande talento, che viveva
sui marciapiedi e sostava spesso
davanti
all’ingresso
della
Carnegie Hall di New York;
qui componeva e improvvisava su strumenti di fortuna,
stregando musicisti come Igor
Stravinskij e Charlie Parker.
Joanna MacGregor ha ricostruito
alcuni dei suoi manoscritti, per
far conoscere al mondo il fascino
visionario di queste musiche (29
febbraio 2008). Inoltre, per la
serata del 19 marzo, la Schola
Cantorum de Caracas (gruppo
che fa parte di un progetto
di recupero di bambini e
uest’anno la stagione
sinfonica e quella cameristica dell’Accademia di
Santa Cecilia a Roma presentano
numerose analogie e affinità.
Mai come questa volta, infatti,
le due stagioni si intrecciano,
all’Auditorium Parco della
Musica, in un continuo gioco
di rimandi: grandi interpreti
della sinfonica che si esibiscono
in recital cameristici (come
Pollini, Argerich, Krylov ...);
due rassegne che prevedono
concerti sinfonici e cameristici
(“Prospettive Pollini” e “Progetto
Scaramuzza”);
l’integrale
brahmsiana che si completa con
i tre Quartetti (dopo i Concerti
per Pianoforte e le Sinfonie);
le celebrazioni per “Haendel
a Roma”, distribuite tra i due
calendari. Ed è proprio la
stagione da camera
che ha aperto il
12 ottobre, con tre
Cantate Italiane di
Haendel, il nuovo
anno di musica a
Santa Cecilia. Si
prosegue con “Le
Concert d’Astrée”,
ensemble francese
fondato e diretto
da
Emmanuelle
Haïm, che sarà a
Santa Cecilia il
19 dicembre per
affrontare
due
capolavori
del
repertorio sacro: il
“Dixit Dominus”
di Haendel e il
Magnificat di Bach,
solista il grande
soprano
Natalie
Dessay. Fra le
novità e le curiosità
della
stagione
cameristica,
d a v v e r o
s i n g o l a r e i l
concerto
“Bach l’avveniristico Auditorium “Parco della Musica”
meets
Moondog”
con
la Britten
Sinfonia. Il gruppo inglese, ragazzi disagiati) eseguirà la
specializzato nel repertorio Passione secondo Marco, che il
contemporaneo, è guidato da compositore argentino Osvaldo
una donna, Joanna McGregor, Golijov ha scritto per il 250°
anniversario
della
morte di Bach. Si
tratta di uno spettacolo
che prevede, oltre al
coro,
un’orchestra
singolare, composta
da musicisti jazz e
classici, un soprano
e un ballerino di
capoeira (19 marzo).
Come di consueto,
non mancano nella
stagione da camera
di Santa Cecilia i
migliori
pianisti
e violinisti della
scena
internazionale, una serata
dedicata al recital
Vincenzo Scaramuzza
vocale, esibizioni dei
più importanti quartetti
europei del momento e
di alcuni solisti dell’Accademia.
E
veniamo
alla stagione sinfonica:
anche quest’anno saranno
ben nove le produzioni
di Pappano, al suo
terzo anno da direttore
musicale dell’Accademia
Nazionale
di
Santa
Cecilia. L’apertura (13, 14
e 15 ottobre) è riservata
a due pietre miliari
di epoche diverse: la
“Sinfonia per otto voci
e orchestra” di Luciano
Berio, del 1968, e lo
“Stabat Mater” di Rossini.
Le scelte riflettono il
gusto di Pappano nell’accostare pagine di carattere
contrastante, per stabilire confronti a distanza
e
scoprire analogie
inaspettate. Affiancano i
L’Accademia di Santa Cecilia a Roma
Sinfonie di Brahms a febbraio
e, a conclusione di un anno
assai intenso, una
nuova
edizione della Nona Sinfonia
di Beethoven il 26, 28 e 29
aprile. Il secondo concerto
della stagione cadrà appena
dopo la chiusura della Festa
del Cinema di Roma. Ovvio,
q u i n d i , l ’ o m a g g i o a d u n
Accademico di Santa Cecilia
che ha ricevuto recentemente il
più ambito dei premi cinematografici, l’Oscar alla carriera:
Ennio Morricone sarà l’autore
eseguito nel concerto del 27,
29 e 30 ottobre. Altri nomi
in programma: il pianista
j a z z S t e f a n o B o l l a n i ,
il direttore
e
compositore
cinese Tan Dun, il soprano
lituano Violeta Urmana e,
fuori abbonamento, orchestre
internazionali come la Philharmonique du Luxembourg e la
China Philharmonic.
Tutto
il programma della Stagione
2007–2008 dell’Accademia
di Santa Cecilia, oltre alle
condizioni di abbonamento.
complessi ceciliani gli Swingle
Singers (le storiche otto voci
americane per cui la Sinfonia
di Berio è nata) mentre, per
lo “Stabat” di Rossini, è
previsto un cast di voci di
primo piano: Emma Bell, Sonia
Ganassi, i tenori Lowrence
Brownlee (13 e 14), Colin Lee
(il 15 ) e Shen Yang . Pappano
dirigerà quest’anno, il 21
dicembre, anche l’atteso concerto
natalizio dedicato alla pace: sarà
il “Gala Offenbach”, carrellata
di brani tratti dalle operette di
Jacques Offenbach, il francotedesco che fu quasi l’inventore
del genere. Protagonista vocale,
di nuovo Sonia Ganassi. E poi
ancora, oltre ai primi frutti di un
nuovo sodalizio con Maurizio
Pollini (a gennaio), Pappano dirigerà l’integrale delle
Ripresa aerea del Parco della Musica in Roma
Economia
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
29
A cura di Gianfranco D’Ettoris
Per gli sfratti, non prevale la
logica antiproprietaria
Corrado Sforza Fogliani
Presidente Confedilizia
P
er gli sfratti, la logica antiproprietaria - davanti alle
vibrate proteste della nostra
organizzazione e, soprattutto, davanti ai passi formali da noi fatti
in sede governativa - non ha prevalso. La Sinistra radicale (che impone, invece, al Governo di andare
avanti col Catasto ai Comuni e col
Catasto patrimoniale, e che pone il
veto - insieme a CGIL-CISL-UIL al varo della cedolare secca del 20
per cento per i redditi da locazione)
ha avuto la peggio. Il blocco degli
sfratti - entrato in Consiglio dei ministri come decreto legge, proposto
dalla Presidenza del Consiglio e dal
ministro della Solidarietà sociale,
Ferrero, di Rifondazione comunista - ne è uscito come semplice
disegno di legge. Ciò significa che
il blocco per particolari categorie
di inquilini scaduto il 15 ottobre (e
che - in varie versioni territoriali andava avanti dal 2000) non è stato
rinnovato e, quindi, che il blocco
non c’è più, in nessuna parte d’Italia, e per nessuno. Una proroga
entrerebbe in vigore solo se ed in
quanto il disegno di legge varato
dal Consiglio dei ministri venisse
convertito (ciò di cui daremmo immediata notizia) in legge, a seguito
dell’ordinario iter parlamentare.
Oggi come oggi, le esecuzioni di
rilascio possono essere sospese
solo a seguito di specifici provvedimenti - che la Confedilizia
impugnerebbe, così come ha fatto
anche in passato, sempre con esito
favorevole - assunti nelle forme di
legge, mentre all’evidenza non rilevano assicurazioni verbali (che il
ministro dell’Interno avrebbe dato)
o pretesi accordi politici intervenu-
ti (secondo dichiarazioni del già
detto ministro Ferrero) neppure ai
fini del diniego della concessione
della forza pubblica, se l’impiego
della stessa fosse in effetti necessario in singoli casi. Dinieghi che
esporrebbero comunque lo Stato, salvo altri, al risarcimento del
danno provocato, come da recenti
sentenze della Cassazione e della
Corte europea. La Confedilizia ha
espresso - in una nota - il proprio
plauso per l’azione svolta dal ministro per le Infrastrutture Di Pietro,
che ha impedito la reiterazione del
blocco e quindi il varo di un nuovo provvedimento ad esecuzione
immediata a carico della proprietà,
così riaffermando la validità del
principio di legalità ed i presupposti fondanti di uno Stato di diritto.
Dal canto suo, la Confedilizia ha
anche rappresentato in tutte le sedi
che sarebbe stato semplicemente
vergognoso bloccare gli sfratti in
849 Comuni d’Italia - così come
veniva proposto al Consiglio dei
ministri - avanti le previsioni del
decreto legge n. 159/’07 (che offre
ai Comuni possibilità immediate di
utilizzazione di unità immobiliari
per i passaggi da casa a casa, sia attraverso pronte ristrutturazioni che
attraverso locazioni di unità immobiliari), ed avanti - soprattutto - il
fatto che un’indagine di Nomisma
condotta per conto del Ministero
Infrastrutture, ha accertato che,
nella gran parte delle provincie
italiane (47, per l’esattezza), non è
scattato alcun blocco di sfratti sulla
base del provvedimento scaduto e,
soprattutto, che gli sfratti bloccati
in tutto il resto d’Italia erano 2889
in tutto. Un problema non certo
difficile da affrontare se si considera che - come la Corte dei conti ha
accertato - le unità immobiliari del
patrimonio dell’edilizia pubblica
occupate senza titolo (e che quindi
potrebbero - e dovrebbero - essere
messe a disposizione dei meno abbienti) sono in tutta Italia fra le 25
e le 30 mila. Portarne in stato di legalità anche solo 3.000 (un ben limitato
numero percentuale, quindi) servirebbe a dare alloggio, nelle diverse
città, a tutti coloro che hanno finora
beneficiato - magari per 7 interi anni
- del blocco. Ma è una questione di
volere questo, e di non volere - invece - continuare a costruire e costruire.
Come la gran parte dei politici e dei
sindacalisti, per non parlare dei costruttori - tutti per evidenti, anche se
differenti, ragioni - continuano a voler fare, con continuo, enorme spreco
di territorio, contro i quali i Verdi - al
Governo - si guardano bene dal protestare, anche minimamente.
Sfratti e occupazioni, sconcertanti
dichiarazioni dal prefetto di Roma
Giorgio Spaziani Testa
Segretario generale Confedilizia
U
n quotidiano nazionale ha riportato qualche giorno fa la seguente dichiarazione della organizzazione Action a proposito del Prefetto di
Roma, Carlo Mosca: “Mosca ci ha anche
detto che in certi casi le nostre occupazioni sono state utili”. Se le affermazioni
attribuite al Prefetto Mosca sono vere, c’è
da rimanere sconcertati. Le occupazioni
alle quali ci si riferisce sono una pratica
violenta e illegale che nessuno Stato di
diritto può tollerare e di fronte alla quale
la proprietà edilizia si aspetta dalla pubblica autorità una attività di prevenzione
e repressione capace di garantire i più elementari principi dello Stato di diritto e di
un ordinato svolgimento della vita civile.
Secondo quanto riportato nell’articolo citato, a detta di Action il Prefetto di Roma
avrebbe invece addirittura evidenziato la
“utilità” di tale pratica. Solo una smentita
ufficiale può tranquillizzare
Filippo La Mantia
Oste e cuoco
Emozioni, appunti e ricette
di cucina
Fabbri
Pagg. 146 Euro 19,90
“Il mio concetto di food sta nel creare
un’atmosfera di casa, comfort, servizio
e cibo per permettere ai commensali di
viaggiare stando seduti su una comoda
sedia a gustare del cibo che racconti loro
qualcosa di importante ma semplice, di
tradizionale ma con una forza interiore
originale, tale da rendere quell’esperienza unica, ogniqualvolta lo si desidera.”
Giuliano Scarselli
Ordinamento giudiziario
e forense
Giuffrè
Pagg. XX-434 Euro 27,00
Il testo ha due obiettivi: in primo luogo vuole
essere un manuale ad uso degli studenti
con riferimento ad una disciplina che molte
facoltà stanno reintroducendo nei corsi di
laurea; in secondo luogo aspira ad essere
oggetto d’interesse di giudici ed avvocati
e di quanti lavorino nelle aule di giustizia,
con il commento della legislazione vigente in materia e molte notizie e curiosità
sulle professioni di giudice ed avvocato.
gli enti e le società proprietarie di beni
immobili, i proprietari di casa e gli stessi
singoli risparmiatori di edilizia in genere. Si sono del resto già visti gli effetti di
una recente sentenza della Corte di Cassazione, malamente (o quantomeno impropriamente) presentata: gli occupanti
abusivi che esibivano alle forze dell’ordine fogli col dispositivo della sentenza.
Ora, esibiranno le dichiarazioni (finora,
non smentite) del Prefetto? Ma al Prefetto di Roma viene attribuito dallo stesso
quotidiano anche altro. “Non concederà
la forza pubblica in questa città per gli
sfratti per finita locazione, per morosità e
anche per gli inquilini senza titolo che vivono nelle case degli enti”. Si tratterebbe
– avrebbe precisato Palazzo Valentini –
di una “decisione conforme alle direttive
del Governo in attesa dell’approvazione
di un pacchetto nazionale sugli sfratti per
ammortizzare l’emergenza casa”. Sempre
se sono vere, anche queste dichiarazioni
U
tilità
Pisoni, Biancone, Busso, Cisi
Il bilancio consolidato
IAS/IFRS
Giuffrè
pp. XVII-372 Euro 30,00
Il lavoro prende avvio dall’analisi del quadro
giuridico di riferimento originato dall’introduzione dei principi contabili internazionali nell’ambito Europeo, individuando
le regole cui devono o possono riferirsi i
gruppi quotati e gli altri gruppi che hanno
l’obbligo di redazione del bilancio consolidato.
Codice di procedura penale e
leggi complementari
Giuffrè
pp. XX-1278 Euro 14,00
Il Codice è aggiornato a: · Legge 3 agosto
2007, n. 124 (servizi di sicurezza e segreto di
Stato) · Legge 3 agosto 2007, n. 123 (sicurezza sul lavoro)· Legge 6 aprile 2007, n. 46 di
conversione del D.L. n. 10/2007 (lavoratori di
Paesi terzi) Leggi complementari: Casellario
giudiziale - Cooperazione giudiziaria - Giudice
di pace - Manifestazioni sportive - Minorenni
- Ordinamento penitenziario - Segreto di Stato e Servizi di sicurezza - Spese di giustizia
- Stranieri extracomunitari - Stupefacenti.
creano sconcerto, e la Confedilizia ha immediatamente attivato tutti gli strumenti
per tutelare i proprietari di casa, in particolare chiedendo spiegazioni al Governo
circa le ipotizzate “direttive”. Il blocco
sfratti – che, in ogni caso, riguardava
specifiche categorie di inquilini per i soli
sfratti per finita locazione, e non certo
casi di morosità o, addirittura, di inquilini senza titolo – è infatti definitivamente
scaduto il 15 ottobre. E la Confedilizia ha
già chiarito che le esecuzioni di rilascio
potrebbero quindi essere sospese solo a
seguito di specifici provvedimenti assunti nelle forme di legge (il Consiglio dei
Ministri del 23 ottobre scorso ha semplicemente approvato un disegno di legge
contenente una proroga che entrerà in
vigore se ed in quanto venisse convertito
in legge dal Parlamento a seguito dell’ordinario iter parlamentare). Non rilevano
assicurazioni verbali o pretesi accordi
politici neppure ai fini del diniego della
concessione della forza pubblica, se ed
in quanto necessaria nei singoli casi. Tali
dinieghi esporrebbero comunque lo Stato
– e salvo altri – al risarcimento del danno
provocato, come dimostrano recenti sentenze della Cassazione e della Corte europea dei diritti dell’uomo. In ogni caso,
quel che preme rilevare è che è inaudito
che si tutelino (se queste sono davvero le
intenzioni del nuovo Prefetto di Roma,
nominato da questo Governo) perfino i
morosi e i senza titolo (occupanti abusivi, a parlar chiaro). E poi, ci si meraviglia che le occupazioni si moltiplichino e
siano ormai giunte ad un ritmo pressoché
giornaliero? E ci si può meravigliare,
allora, che le unità immobiliari abusivamente occupate siano in Italia – secondo
la Corte dei Conti – 25/30mila? La proprietà edilizia – già gravata da un carico
fiscale senza eguali – attende di sapere se
almeno i suoi più elementari diritti siano
garantiti.
A cura della CONFEDILIZIA di Crotone - Via Lucifero 40 - Tel. 0962/905192
Sito Internet: www.godel.it/confediliziakr
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Vi piace la geografia?
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La geografia è poco conosciuta e spesso
non molto amata. Tuttavia, grazie alla democratizzazione dei viaggi e delle escursioni, alla globalizzazione, alla diffusione
del turismo e all’urbanizzazione crescente
delle nostre regioni, tutti, spesso inconsapevolmente, fanno della geografia. Per quale motivo allora si conosce così male questa disciplina che apre le porte del mondo?
Matthew MacDonald
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Tecniche Nuove
Pagg. XIV-656 Euro 39,90
Questo testo tratta come costruire un
foglio elettronico funzionale e utilizzabile, spiega come inserire e formattare
l’informazione affinché sia chiaramente comprensibile e spende buona parte sui problemi essenziali: usare formule e funzioni, stampare rapporti e
inserire grafici e tabelle per un’ottima comunicazione informativa.
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penale
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Al presente Manuale si può affiancare
come complemento la Guida allo studio
del processo penale. Tavole sinottiche ed
atti, dello stesso autore, ed. Giuffrè. La
Guida riporta schemi ed esempi di atti
processuali; essa è suddivisa in base alle
medesime parti e capitoli che appaiono nel
Manuale così da permettere un continuo
collegamento con lo studio del medesimo.
Bartolomeo Romano
Guida alla parte speciale del
diritto penale
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Pagg. XVI-152 Euro 14,00
Il volume si propone quale utile premessa
alla parte speciale del diritto penale, in modo
tale che i lettori trovino, indipendentemente
dalla scelta operata in ordine al settore poi
ulteriormente approfondito, le medesime
nozioni introduttive. A tal fine, sono delineate le tematiche generali, relative alla
parte speciale del codice penale, affiancando
ad una breve analisi dei titoli un quadro
panoramico delle incriminazioni esistenti.
Religione
30
Costruttivismo
o Intuizionismo
4^ Parte
Cosimo Galasso
A
nche questo filone di pensiero
nacque come risposta al clima di scoramento e d’incertezza
che, sul finire del XIX
secolo, s’abbatté sulla
matematica a seguito della scoperta dei
paradossi logici nella
teoria degli Insiemi e
degli Insiemi infiniti di G.Cantor(18451918). Gli esponenti
principali del costruttivismo furono L. Kronecker(1823-1891) e,
in seguito, L. Brouwer(1881-1966).
In
via prudenziale, si
stabilì
d’includere
nella matematica soltanto quegli enunciati deducibili-secondo
una sequenza finita di
passi- dai numeri nat
urali(1,2,3.)considera
ti d’origine divina ed
autoevidenti. In pratica, date queste premesse, si tagliavano
fuori vaste aree della
matematica.
Hilbert,
naturalmente, avversò immediatamente la
corrente intuizionista
e nella sua opera Ricerche sui fondamenti
della matematica, ne
denunciò il programma: ”Essi cercano di
salvare la matematica
gettando a mare tutto
ciò che appare scomodo…seguendo
questi
riformatori rischiamo
di perdere una gran
parte dei nostri tesori più preziosi.”. Tutti
quei concetti-in primis
quello d’infinito-che
non avevano alcuna
valenza concreta, erano, infatti, scartati a
priori. In particolare,
il concetto d’infinito
era così controintuitivo e lontano dal cosiddetto “uomo della
strada”che molti matematici lo trovavano
addirittura “ripugnante”. Di converso, per
altri, risultò di una
bellezza e di una profondità senza eguali,
tanto da far dire al
solito,
inesauribile,
Hilbert, in polemica con gli intuizionisti, che:”L’Infinito è
il frutto più mirabile
del pensiero matematico, e anzi una delle
più alte realizzazioni
dell’attività intellettuale umana…Nessuno riuscirà a cacciarci dal Paradiso che
Cantor ha creato per
noi”. Questa corrente,
proprio perché “costruiva” la matematica
“passo dopo passo”, fu
chiamata costruttivismo. In questo modo
si sperava di evitare la
Francio j. Moloney
Il Vangelo di Giovanni
Elledici
Pagg. 544 Euro 44,00
Questo studio si concentra sul progetto
narrativo del Quarto Vangelo e analizza
l’influenza che la storia in esso narrata
ha avuto sui suoi lettori. Concepito per
un pubblico che va ben oltre la cerchia
di lettori del primo secolo, il Vangelo di
Giovanni parla ai cristiani di tutti i tempi e li chiama a operare, una volta per
sempre, la più importante scelta di vita.
Luigi Giussani
Lettere di fede e di amicizia
ad Angelo Majo
San Paolo
Pagg. 152 Euro 10,00
Un libro che è già un documento storico.
Pubblicato per la prima volta nel 75°
compleanno di Luigi Giussani per opera di
monsignore Angelo Majo, suo compagno
di seminario e amico per la vita, il libro
viene oggi riproposto come documento
dell’animo appassionato del fondatore di
Comunione e Liberazione.
I
trappola dei paradossi
logici. Lo scienziato inglese J. Barrow,
molto opportunamente, ha definito questa
corrente come “L’Immacolata
Costruzione”. Il costruttivismo,
inoltre, coerentemente
alle sue premesse, era
costretto a rinunciare anche alla dimostrazione per assurdo
-reductio ad absurdum-che, partendo da
un enunciato iniziale
dato per vero, deduce,
da tale enunciato, una
contraddizione logica,
arrivando, pertanto, a
dimostrare la necessaria falsità dell’enunciato di partenza.
Concettualismo
Questa corrente di
pensiero
considera
la matematica esclusivamente come uno
strumento utile, senza
alcuna valenza filosofica; è una concezione
tipica di chi-economisti, sociologi, ingegneri- si serve della
matematica come uno
strumento “confezionato” da altri, per i
propri scopi. Il concettualismo non crede ad
una realtà matematica,
ma la ritiene utile per
descrivere gli aspetti
quantitativi del mondo
che ci circonda.
L
(continua...)
La vera biografia di Maddalena di Canossa
(1774-1835), fondatrice dell’Istituto delle
Figlie della Carità, chiamate comunemente
Canossiane. Fin dalle origini l’attività della
Canossa si rivolse alle necessità dei più
bisognosi: l’insegnamento alle ragazze povere, l’insegnamento nelle parrocchie della
dottrina cristiana, l’assistenza negli ospedali.
S.S. San Pio X
Pascendi Dominici gregis
Cantagalli
Pagg. 136 Euro 13,50
Conosciuta come l’enciclica contro gli
errori del modernismo, contiene un’analisi
approfondita delle sette metamorfosi che
il pensatore modernista puo’ assumere (filosofo, credente, storico, critico, teologo,
apologista e riformatore) e propone sette
rimedi per combattere quella che definisce
la ‘’sintesi di tutte le eresie’’, il ritorno alla
tomistica, faro di ogni pensiero razionale.
Riflettiamo con i Libri
Aldo Bergamaschi P. Bergamaschi è un personaggio originale e sco“Andate e mostrate” modo. La radicalità che gli è dettata dalle pagine
Omelie Anno Liturgico A del Vangelo la vive con rigorosa coerenza nel
servizio ai più poveri, cui da anni offre di che sfamarsi. Le sue omelie – incisive, dotte e corpose
nei concetti ma semplici e familiari nel linguaggio – sono prive di retorica e capaci di carpire l’attenzione dell’uditorio.
EDB
Lo spettro che oggi si aggira per l’Europa non è
quello del “ritorno delle religioni”, o del “buon
Dio” di una volta, come certi laici, ossessionati
dai loro principi, sembrano credere. È piuttosto quello del nichilismo, la feroce religione
di coloro che non credono in nulla e che vorrebbero persino impedire agli altri di credere.
Bernard Sichère
Cattolico
Perché non dobbiamo rassegnarci a un mondo senza Dio
Lindau
Pagg. 144 Euro 14,00
Tiro avanti come un asino… Più
di venti anni fa la pubblicazione di
questo volume costituì un evento
editoriale in numerosi Paesi d’Europa e del mondo. In modo conciso
e ironico, con molta bonomia e una
punta di malizia a stento trattenuta, il cardinale Etchegaray affrontava
temi della vita quotidiana, dell’agire e del pensiero dei cristiani.
Cardinal Roger Etchegaray
Tiro avanti come un asino...
San Paolo
Pagg. 302 Euro 17,00
Il presepe è la protesta popolare nei conCristoforo Bove
fronti di un pensiero teologico assiderato
Il presepe
di ragionamenti. Un santo napoletano,
San Paolo
Alfonso de’ Liguori, interpretò questa
Pagg. 65 Euro 5,00
nostalgia popolare e l’estasi della gente
dinanzi al Mistero con il canto: Tu scendi
dalle stelle! L’autore ripercorre la storie del presepe, ne identifica alcune
specificità regionali, fino alla presunta crisi contemporanea. Bisogna continua
re a fare il presepe.
Lungo i giorni della novena di Natale
il sussidio accompagna all’incontro col
Bambino avvolto in fasce nella mangiatoia. Strutturata in modo liturgico e lineare con un brano del Vangelo seguito da un
breve commento che si chiude con una preghiera della tradizione cristiana, la novena
è pensata come momento di preghiera, ma anche quale occasione di riflessione.
Francesco Lambiasi
Figli nel Figlio
Novena di Natale
EDB
Pagg. 40 Euro 2,00
Si rimarrà sorpresi nel constatare che l’acCesare Bonivento
cento principale non è posto dall’autore
Il celibato sacerdotale
sul celibato sacerdotale e sulle sue conSan Paolo
crete realizzazioni nel tempo, ma sulla
Pagg. 184 Euro 14,00
continenza sacerdotale, praticabile e praticata, e sempre richiesta dalla Chiesa cattolica sia ai celibi che ricevono gli ordini maggiori sia agli sposati che
ricevono il Diaconato.
ibri dello
Marina Airoldi, Dorino Turiz
Maddalena di Canossa
San Paolo
Pagg. 182 Euro 11,50
N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre
S
pirito
Renato L. De Zan, Roberto
Laurita
La Parola per la Chiesa
EDB
Pagg. 328 Euro 17,50
Antonio Socci
Il segreto di Padre Pio
Rizzoli
Pagg. 322 Euro 18,00
In una riflessione a due voci, il volume
commenta le letture delle domeniche e delle
feste dell’anno liturgico A. Due sono i poli
di attenzione. Il primo è costituito dalla parola di Dio: per ogni domenica e festa R.L.
De Zan esamina i testi biblici mettendone
a fuoco il tema liturgico e la dimensione
letteraria. Il secondo è mirato alla ricaduta
pastorale.
Il segreto di padre Pio ricostruisce le
tappe di una storia folgorante e unica,
raccoglie le parole di molti miracolati e convertiti, ma soprattutto le inedite
rivelazioni dei figli spirituali del santo.
Persone comuni che oggi vivono silenziosamente fra noi, che sperimentano attualmente la presenza misteriosa del padre e
col suo aiuto si offrono anch’esse vittime
a beneficio di tanti sofferenti e del mondo
intero, in espiazione dei crimini degli uomini e a protezione della Chiesa.
A cura di Fratel MichaelDavid
Acoompagnati dalla Parola
EDB
Pagg. 120 Euro 7,50
Renzo Lavatori
Il Signore verrà nella gloria
EDB
Pagg. 240 Euro 20,00
L’Avvento è un tempo privilegiato per la
preghiera e la meditazione. Il volume si
rivolge a ogni cristiano impegnato e, per
le sue caratteristiche tipografiche a caratteri grandi, in particolare agli anziani e a
persone con difficoltà di lettura, testimoniando la crescente attenzione delle EDB
nei confronti del pubblico degli ipovedenti.
La speranza e l’attesa, così come la domanda
sul futuro dell’uomo e dell’universo, sono
questioni centrali del messaggio cristiano.
La riscoperta dell’escatologia cui si è assistito negli ultimi decenni – in particolar modo
a partire dal Vaticano II – ha condotto a una
ricollocazione della materia negli studi: da
appendice della teologia essa è divenuta
elemento di lettura dell’insieme del discorso teologico.
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Giuseppe Brienza
Identità cattolica e anticomunismo nell’Italia del dopoguerra
La figura e l’opera di mons. Roberto Ronca
Presentazione del cardinale Fiorenzo Angelini
Prefazione di Marco Invernizzi
Nel 30° anniversario della morte di mons. Roberto Ronca (avvenuta a Roma il 25 settembre del 1977), fondatore e direttore
per un decennio del movimento civico-politico Unione Nazionale Civiltà Italica (1946-1955), si ripercorrono in questo saggio, attraverso le vicende biografiche del vescovo romano ricostruite tramite documenti d’archivio inediti, i più importanti
passaggi della politica italiana del dopoguerra. Ecco quindi vissute dal movimento ed interpretate dall’osservatorio privilegiato delle testate promosse da Civiltà Italica (l’omonimo mensile, il quindicinale L’Italiano e l’Agenzia Romana Informazioni)
le delicate vicende della ricostruzione italiana, la “scelta di campo” del 18 aprile 1948, fino a quel “centrismo” degasperiano
(1948-1953) e “post-degasperiano” di cui mons. Ronca fu il più attivo e determinato avversario. Il suo disegno politico, infatti, mirava ad intensificare l’azione anticomunista nel Paese e nella società, attraverso l’alleanza delle forze autenticamente
anticomuniste e “nazionali”. Fu il vescovo romano così ad ideare e promuovere, all’inizio degli anni ‘50, inediti esperimenti
di coalizione a livello amministrativo locale, dalla più nota “operazione Sturzo” a Roma (che fallì) alla meno conosciuta ma
significativa “lista Bartolo Longo” a Pompei (che amministrò la piccola cittadina campana dal ‘52 al 1955). Essi causarono
tanto di quello scompiglio nella politica nazionale, da generare una campagna diffamatoria contro Ronca che lo portò ad un
completo isolamento dal punto di vista umano ed ecclesiale. Da tale “caduta in disgrazia”, nel 1955, egli si riprese solo in
seguito all’ascesa al pontificato di Giovanni XXIII, che lo conosceva e lo stimava fin dai primi anni del sacerdozio.
I-88900 Crotone, via Lucifero 40
tel. 0962/90.51.92 fax 0962/90.25.28
ISBN 978-88-89341-10-0
pp. 244, + 16 ill. € 18,90
Opera di prossima pubblicazione