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Se il Professore glissa alla domanda e l’opposizione persiste nell’attacco a Padoa-Schioppa e Visco, chiedendone le dimissioni, nell’Unione non c’è omogeneità di vedute. “Oggi non è una giornata ‘speciale’” è la laconica battuta di Romano Prodi ai cronisti che a Bologna, fuori dalla messa domenicale, gli chiedevano un commento sul caso del generale e chi sarà domani alla guida della Guardia di Finanza. Mentre Anna Finocchiaro ammette che ‘’sono stati commessi degli errori dagli uffici che hanno scritto il provvedimento con il quale veniva sollevato dall’incarico il generale Speciale”. “Mi piacerebbe - spiega - un Paese in cui questi errori non si producessero, ma anche un Paese in cui a capo della Guardia di Finanza ci fossero persone che non usano risorse pubbliche per fini personali”. Anche Massimo Donadi, capogruppo alla Camera di Italia dei Valori, dice che “il governo ha commesso un errore, ma la il Generale Roberto Speciale Incroci Atlantici Francesco Perfetti L ’attacco alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 ha rappresentato un momento di svolta nella storia non soltanto degli Stati Uniti, ma anche, e soprattutto, nella storia dell’Occidente. Infatti, quell’evento – con tutto quanto ne è seguito: la crociata contro il terrorismo internazionale, la guerra in Afghanistan e poi in Iraq, la guerriglia che insanguina tuttora il Medio Oriente – ha modificato profondamen- te il sistema degli equilibri internazionali e ha posto con grande evidenza il problema della collocazione – ovvero, se si preferisce, di una ricollocazione – della Unione Europea nel nuovo contesto internazionale quale è venuto ridefinendosi proprio a partire da quegli avvenimenti drammatici. Il mondo, insomma, è cambiato, è profondamente cambiato dopo l’11 settembre. Già da tempo, per la verità, dopo l’abbattimento del muro di Berlino e il crollo dei regimi di socialismo reale, la situazione internazionale appa- riva caratterizzata dalla presenza di una sola superpotenza, appunto gli Stati Uniti, egemone indiscussa nel ruolo di garante riconosciuto di un nuovo ordine internazionale fondato tanto sui principi quanto sulla prassi della cosiddetta liberaldemocrazia. Accanto alle analisi di quei politologi che sottolineavano come, in una prospettiva di medio o lungo termine, gli Stati Uniti si sarebbero trovati in una inevitabile situazione di conflitto non soltanto con il Medio Oriente, ma anche con l’emergente potenza, econo- mica e politica, della Cina, mi sembra, per l’eco che ebbe in Occidente e per le discussioni cui dette luogo, sia opportuno rammentare un celebre saggio di Francis Fukuyama. Politologo e filosofo di formazione hegeliana, questi – in un saggio dal titolo suggestivo The end of history pubblicato nel 1989 sulla bella rivista The National Interest (e poi divenuto un libro assai fortunato anche in Europa) – sostenne la tesi che la fine del comunismo aveva comportato la fine Continua a pag 24 fiducia al ministro PadoaSchioppa non è in alcun modo in discussione, per noi il caso si è concluso con la doverosa revoca delle deleghe sulla Guardia di Finanza al viceministro Visco”. Il ministro dell’Economia è diventato ‘’il capro espiatorio’’ sul caso Speciale, secondo il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Il leader dell’Italia dei Valori è convinto che in questa vicenda l’esecutivo oltre che ‘’pasticcione è stato anche un po’ arrogante’’. ‘’Il ministro Padoa-Schioppa - ricorda Di Pietro - ha portato all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri la questione della revoca dei poteri del generale Speciale ma tutto il governo l’ha votato con il mio voto contrario. E’ sbagliato, dunque, prendersela ora con Padoa-Schioppa’’. Gli dà ragione il senatore del Pd, Antonio Polito, che difende il titolare di Via XX settembre e parla di ‘’scelte che sono state fatte collegialmente e sostenute pubblicamente dal governo e dalla sua maggioranza. E’ dunque ingiusto oggi chiederne le dimissioni. Sarebbe più logico, dal punto di vista dell’opposizione, chiedere le dimissioni del governo. Ma questo - conclude Polito - è ciò che l’opposizione fa dal primo giorno della legislatura”. Il verde Paolo Cento, sottosegretario al ministero dell’Economia, preferisce concentrare la polemica sul centrodestra. “Bene ha fatto ieri in Parlamento la maggioranza di centrosinistra a confermare piena fiducia al ministro Padoa-Schioppa e all’operato del governo sottolinea - Sul caso Speciale il centrodestra fa solo strumentalizzazioni cercando di politicizzare una vicenda che deve rimanere in ambito istituzionale’’. ‘’In quale altro Paese dell’Occidente avanzato - si chiede invece Daniele Capezzone - Tommaso Padoa-Schioppa e Vincenzo Visco sarebbero rimasti o resterebbero ancora al loro posto? Sarebbe molto opportuno, da parte loro - osserva - un atto di dignità: dimettersi, lasciare le poltrone, e scusarsi per questo mix di prepotenza e dilettantismo’’. Tutta l’opposizione insiste nel volere le dimissioni del titolare dell’Economia e anche di Visco. “Il ministro delle Finanze caccia un consigliere della Rai e il comandante generale della Guardia di Finanza. Ma il tribunale amministrativo gli dà torto due volte: ‘non lo puoi fare’ - rileva Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi - Il ministro non si dimette e neanche chiede scusa: è un caso di prepotenza mai visto”. ‘’Non possono bastare le ammissioni di errore, pronunciate a mezza bocca, da vari esponenti della sinistra’’ mette in chiaro Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia, che intima ‘’un’assunzione di responsabilità’’: ‘’Se, come ha affermato alla Camera il ministro PadoaSchioppa, c’è da parte del governo il massimo rispetto delle decisioni della Magistratura, il presidente del Consiglio deve chiedere le dimissioni immediate del Continua a pag 2 laZanichelli Atlante geografico a colori di 32 tavole, 2007 Oltre 67 000 voci, 340 cartine geografiche, tematiche e storiche. Nell’edizione cartacea: 1400 illustrazioni a colori riunite in 128 tavole tematiche, 3500 illustrazioni in bianco e nero. Politica Segue dalla prima viceministro’’. Le fa eco Maurizio Gasparri, di An: ‘’Al reintegro immediato di Speciale deve poi corrispondere l’immediato allontanamento dal governo di PadoaSchioppa e Visco. Due persone che hanno più volte violato le leggi. Le finanze pubbliche non possono rimanere in mani che affondano nell’illegalità. Gli onesti al loro posto, i nemici della legge a casa. Subito. Se non avverrà scatteranno le nostre denunce penali. Contro tutti. Nessuno escluso’’. Gasparri chiede anche le dimissioni di Prodi: ‘’E’ una persona irresponsabile, arrogante e in preda a un delirio tipico di una persona priva delle piene facoltà mentali. Si dimetta e si curi”. “In un Paese normale un ministro che sbaglia due volte dovrebbe avere la dignità di dimettersi’’ è anche l’opinione del segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa. E, a chi gli domanda se pure Visco debba rassegnare le dimissioni, risponde: “Visco è l’autore dell’ingiusta cacciata di un servitore dello Stato quale era il generale Speciale”. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal generale Roberto Speciale contro la rimozione dall’incarico di comandante generale della Guardia di Finanza. Il giudice amministrativo ha però detto no alla richiesta di risarcimento presentata da Speciale, pari a 5 milioni di euro. Le spese legali, circa 6 mila euro, sono state attribuite al ministero dell’Economia. Dinanzi al Tar il generale Speciale aveva sollevato la questione della legittimità del decreto con cui il governo lo scorso primo giugno gli aveva tolto l’incarico di comandante generale della Guardia di Finanza. Un provvedimento seguito allo scontro che Speciale aveva avuto con il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco e che i legali del generale avevano contestato punto per punto nel ricorso definendo la rimozione lesiva ‘’sotto l’aspetto dell’immagine, della dignità e della onorabilità professionale’’. ‘’Con questa sentanza il generale Speciale è stato ampiamente soddisfatto. Il Tar lo ha reintegrato nelle sue funzioni, in linea teorica, ripristinando lo ‘status quo ante’ - commenta alle Agenzie Stampa Gianluca Esposito, legale del generale della Guardia di Finanza. ‘’Questa sentenza gli ha restituito le funzioni e l’onore del quale è stato privato in modo inaccettabile”. ‘’Quello che conta in questa vicenda è il principio - sottolinea Esposito - e il generale ne ha fatto una questione di principio. Questa sentenza è stata per lui ampiamente risarcitoria’’. In serata è arrivato un primo commento del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che intervenendo in aula alla Camera ha sottolineato come il governo intenda ‘’esercitare pienamente le proprie prerogative nell’interesse del paese’’. ‘’Le determinazioni del governo, così come l’analisi della sentenza afferma il ministro- saranno ispirati a tre principi guida: il primo, massimo rispetto per magistratura amministrativa e per le sue deliberazioni; secondo, massima cura e attenzione al corpo della Guardia di Finanza e alla sua esigenza di esercitare in piena serenità, con un chiaro comando, in condizioni di certezza; in terzo luogo, l’intendimento del governo di esercitare pienamente le proprie prerogative nell’interesse del paese’’. Padoa-Schioppa spiega quindi che la sentenza del Tar ‘’è ora allo studio degli uffici della presidenza del consiglio, del ministero della Difesa, del ministero dell’Economia’’. E’ quindi ‘’evidente che non sono ora in grado di anticipare il risultato dell’esame e delle decisioni che il governo prenderà su questa materia’’. Dal centrodestra però parte l’attacco al titolare dell’Eco- nomia, ‘colpevole’ di aver rimosso il numero uno delle Fiamme gialle. Forza Italia e Alleanza Nazionale chiedono le dimissioni del ministro e che il governo riferisca in Parlamento. ‘’Per la seconda volta l’arroganza del ministro Padoa Schioppa, che con il suo comportamento da dittatorello sudamericano aveva cercato di imporre siluramenti e avvicendamenti ai vertici di organismi militari e aziende di Stato violando la legge e attaccando la democrazia, è stata pe- civile - conclude il il capogruppo di An- tale sentenza porterebbe alle immediate dimissioni del ministro competente’’. Sulla stessa linea infine il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani: ‘’Nel giro di due settimane l’arroganza e la protervia politico istituzionale di questo governo è stata smascherata dalla magistratura che ha confermato l’illegittimità di quegli atti di rimozione che noi avevamo denunziato. A questo punto, mentre ci atten- N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre questo passo -conclude l’esponente del Partito socialista- si andrà a una sempre più frequente invasione di campo tra la sfera politica e quella giudiziaria che non gioverà certo a nessuno’’. “Ho rassegnato le definitive ed irrevocabili dimissioni dal Comando generale della Guardia di finanza direttamente al capo dello Stato, che è al di sopra del governo, rappresenta la Nazione ed è il capo delle Forze armate, nell’interesse della Guardia di finanza e del Paese, perché non intendo più collaborare al servizio di questo governo”. Lo dice il generale Roberto Speciale alle Agenzie Stampa. “Sei mesi fa - ricorda l’ufficiale - ho rifiutato il prestigioso incarico di consigliere alla Corte dei Conti e oggi rifiuto il Comando generale della Guardia di finanza nel quale ero stato reintegrato a pieno titolo con la sentenza del Tar. L’unica vera finalità del mio ricorso era quella di avere restituito l’onore di cui ero stato spogliato in maniera inaccettabile e ingiusta. Questo riscatto vale più di qualunque somma di danaro. Non mi aspetto senso di gratitudine, questo è l’ultimo atto da militare”. ‘’Non ho mai pensato di tornare alla guida della Guardia di Finanza’’, dice poi ai microfoni di Sky Tg24. ‘’Il mio non è stato un colpo di sce- na, ma un gesto ponderato’’. ‘’Io mi sono dimesso - spiega - per spirito di servizio affinché cessi questa vergognosa polemica. Per amore della Guardia di Finanza e per lo Stato che ho servito per 46 anni faccio un passo indietro. Voglio dimostrare - ha aggiunto l’ex comandante generale delle Fiamme gialle - che non sono legato a nessuna poltrona’’. Da parte sua, il presidente Napolitano ha risposto con una missiva a Speciale: ‘’Generale, ho ricevuto la lettera con la quale ella ha rassegnato - in ‘spirito di servizio verso le istituzioni’ - le ‘dimissioni dalle funzioni di Comandate Generale della Guardia di Finanza’, e le comunico di aver già provveduto a investire della questione le competenti autorità di governo’’. Dimissioni accettate dal ministro dell’Economia. “Ho ricevuto la Sua lettera di dimissioni irrevocabili che Ella ha indirizzato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Difesa e al sottoscritto. Accetto la Sua manifestazione di volontà”. E’ quanto si legge nella lettera inviata dal mini- stro dell’Economia Tommaso PadoaSchioppa all’ex comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Il Governo, prosegue il ministro, “si riserva di valutare se fare ricorso avverso la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio”. La lettera di Speciale non è piaciuta al presidente del Consiglio Romano Prodi . “E’ una lettera irrituale nella forma e nei modi, che non cambia la posizione del governo”, ha commentato il premier. “Vedremo nelle prossime ore gli aspetti procedurali da seguire”, ha aggiunto. Il centrodestra plaude invece alla scelta del generale. Per Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia al Senato, è ‘’un gesto che merita rispetto per un uomo dello Stato che dimostra di non essere interessato al potere personale, ma alla sola tutela della verità e della sua dignità’’. “Che lezione di stile ha dato il generale Speciale rassegnando le proprie dimissioni”, gli fa eco il coordinatore delle segreterie della Lega Roberto Calderoli. Mentre secondo il capogruppo Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, “Speciale ha fatto l’unica cosa che poteva fare e ha scritto le uniche parole che poteva scrivere’’. E aggiunge: ‘’A me sembra che le sue dimissioni rendano inutile il ricorso al Consiglio di Stato”. Giorgio Lambrinopulos Il Ministro dell’Economia Padoa Schioppa santemente certificata dalla magistratura amministrativa’’ dice vicecoordinatore di Fi, Fabrizio Cicchitto. E aggiunge: ‘’Dopo la sentenza del Tar, che boccia e censura l’operato del ministro dell’Economia e la politica da regime del presidente del Consiglio, non rimane che una sola strada: le dimissioni di Padoa Schioppa’’. ‘’In altri tempi un militare disonorato come lo è stato Padoa Schioppa sarebbe tolto di mezzo in modo irrevesibile - dichiara Maurizio Gasparri di Alleanza Nazionale -. Noi ci accontentiamo delle sue immediate dimissioni dopo che il tar ha bocciato la rimozione illegale del generale Speciali. Dopo il caso Petroni un’altra bocciatura per un ministro che rappresenta una vergogna per l’Italia. Va cacciato subito. Intervenga il Capo dello Stato contro i banditi che infestano il palazzo. Via il ministro del malaffare e torni subito Speciale alla guida della Finanza’’. Sempre da Via della Scrofa, Ignazio La Russa chiede che il governo riferisca ‘’urgentemente’’. ‘’Ho incaricato il vicepresidente del Gruppo di An Edmondo Cirielli di formalizzare tale richiesta. La sentenza del Tar definisce la rimozione del Generale un ‘eccesso di potere’ da parte del governo. In qualunque altro Paese diamo le dimissioni del ministro Padoa Schioppa, è doveroso che il parlamento affronti immediatamente il problema del rispetto delle regole istituzionali e dell’uso delle istituzioni per fini politici del quale l’esecutivo Prodi è triste protagonista della storia del nostro Paese’’. La vicenda aveva provocato dure polemiche anche nella maggioranza: Di Pietro in particolare aveva chiesto a Visco di fare un passo indietro. ‘’Se il governo ascoltasse di più il ministro Di Pietro, eviteremmo tante brutte figure’’ sottolinea lapidario il senatore Nello Formisano, capogruppo dell’Italia dei Valori a palazzo Madama. Il centrosinistra però difende in larga parte l’operato di Padoa-Schioppa. Per il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, la decisione del Tar non mette in difficoltà il ministero dell’Economia. ‘’Mi pare di aver letto sui giornali le cronache di uno che andava in vacanza con mezzi dello Stato, cosa che non mi pare appropriata per un servitore dello Stato’’. Secondo Roberto Villetti, capogruppo socialista della Rosa nel pugno, ‘’il governo aveva tutto il diritto di rimuovere il generale Speciale’’. ‘’Non è però la prima volta che una decisione politica viene rovesciata da una sentenza del tribunale amministrativo. Di Direzione - Redazione - Amministrazione Via Lucifero 40 -88900 Crotone Tel. (0962) 905192 Fax (0962) 902528 Direttore Editoriale Pino D’Ettoris Direttore Responsabile Tina D’Ettoris Iscriz. registro naz. della Stampa n. 4548 del 12.02.1994 - ROC n. 2734 Servizi fotografici, fotocomposizione e impaginazione c/c postale 15800881 Intestato a IL CORRIERE DEL SUD Associato U. S. P. I. UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Sito Internet: http://www.corrieredelsud.it E-Mail: [email protected] - [email protected] [email protected] Pagina Tre N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Donne nell’Islam: diritti e restrizioni 52^ Parte Roberto Cavallo N ella scorsa puntata abbiamo visto come l’Occidente, con la pornografia invadente e con i nuovi traffici legati alla prostituzione femminile, non costituisca certo un esempio positivo per il giusto rispetto dovuto alla donna. La lotta di associazioni e di ONG, soprattutto cristiane, volte a denunciare e a spezzare queste forme di nuove schiavitù, sembra infrangersi conto il muro del profitto e della criminalità organizzata. Caduta la cortina di ferro, oggi sono soprattutto le ragazze dell’Est europeo a pagare in prima persona; ma anche dall’Africa un fiume di donne si riversa sui marciapiedi d’Europa. Fra queste ultime le nigeriane sono sicuramente le più numerose. E’ emblematico che esse provengano quasi esclusivamente dagli Stati meridionali della Nigeria, popolati da genti cristiane o animiste. Alcune arrivano anche dal nord musulmano, ma si tratta per lo più di ragazze sfruttate appartenenti alla minoranza cristiana perseguitata. Per quanto mi risulta, insomma, non ci sono (o comunque sono rare) le giovani nigeriane avviate alla prostituzione di origine musulmana. Tale dato di fatto trova fondamento nel principio generale che una donna islamica non deve mai essere sottomessa a un non musulmano: una ragazza islamica non può sposare un non musulmano, fosse anche ebreo o cristiano, perché a causa della sua naturale debolezza rischierebbe di farsi influenzare dal marito. E’ invece possibile – ed auspicato – il contrario. In questo modo i figli si trovano automaticamente nella fede paterna, mentre la donna ebrea o cristiana, se pure nel tempo non si sarà convertita all’Islam, sarà costretta a vedere morire con sé la possibilità di trasmettere alle nuove generazioni il proprio credo. La donna diventa così uno strumento privilegiato di espansione dell’Islam. Da qui nasce anche il disprezzo per coloro che sono celibi e la condanna morale del celibato, disprezzo espressamente previsto dal Corano (Sura 24,32). Secondo il teologo don Georges Wadih Haddad, questo atteggiamento di difesa del ruolo materno “…è richiesto dal Corano ed è imposto come norma di vita. Infatti l’espansionismo islamico, inizialmente condotto attraverso la guerra, è in seguito stato sempre gestito attraverso il ventre delle donne, prima di tutto con un numero di maternità più numerose possibili. Un altro modo di perpetuare l’espansione dell’islam consiste, infatti, nell’incitamento della propaganda islamica a sposare donne di altra religione, per convertirle e spingerle all’abiura” (La donna in Medioriente, Marietti, Genova-Milano, 2006, pag. 80). Anche lavorativamente, per Ayaan Hirsi Ali quanto possibile, la donna non deve dipendere da maschi che non siano musulmani. Adriano Sofri ha curato l’introduzione del libro “Non sottomessa” di Ayaan Hirsi Ali, la giovane donna somala autrice della sceneggiatura del film “Submission”, che è costato la vita al regista olandese Theo Van Gogh; Ayaan Hirsi Ali, già deputato olandese, nel maggio 2006 dovette abbandonare l’Olanda, che non le garantiva adeguata protezione, per rifugiarsi negli Stati Uniti e vivere sotto copertura. Fra le altre cose, ecco dunque cosa scrive Adriano Sofri: “La cultura islamica esclude che una donna emigri da sola e si prenda cura così intimamente di una persona, soprattutto di un uomo, che non sia della sua famiglia…” (Einaudi, Torino, 2005, pag. XLVIII). Di conseguenza è difficile trovare delle donne musulmane che facciano, per esempio, la badante: troverete una ragazza dell’Est europeo, una filippina, una sudamericana; non un’araba. Così protetta dalla tradizione musulmana, l’emancipazione femminile fatica ad affermarsi anche negli Stati arabi più laicisti. In occasione della XIX Conferenza dei 45 Ministri degli Esteri dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), tenutasi al Cairo nel 1990, venne promulgata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo nell’Islam. Essa riprende numerosi punti della Dichiarazione Universa- le del 1948, ma sottolinea che i diritti umani devono comunque essere conformi alla legge musulmana, che ne fissa i limiti: diritto alla vita, alla libertà, all’uguaglianza, alla giustizia, all’equità nei processi, alla protezione contro gli abusi di potere e contro la tortura, il diritto alla protezione dell’onore e della reputazione, il diritto d’asilo, il diritto delle minoranze (decretato dal Corano per la gente del Libro), il diritto e l’obbligo per i musulmani di partecipare alla conduzione e alla gestione degli affari pubblici, le libertà di fede, di pensiero e di parola. Tutto questo è garantito: sempre nei limiti, però, prescritti dalla legge musulmana, come precisa il testo. Nella Dichiarazio- ne del Cairo viene riaffermato il ruolo storico della comunità musulmana (Umma), la migliore comunità umana possibile. Quindi si sostiene che i diritti dell’uomo sono riassunti nella Sharia, la legge islamica considerata immutabile e definitiva, e che tutti i diritti fondamentali e le libertà universali fanno già parte della religione islamica. In questa prospettiva, di necessaria subordinazione dei diritti umani all’ottica dell’Islam, vanno letti anche i più recenti tentativi di apertura ai diritti delle donne. I paletti quindi restano: come quello per cui la donna musulmana non può liberamente unirsi ad un uomo di altro credo religioso. La professoressa Roberta Aluffi, docente di diritto musulmano all’Università di Torino, riferisce in proposito: “La musulmana che sposa un non musulmano sarà spesso oggetto di pressioni, minacce e talora violenze da parte della famiglia. E comunque la possibilità che il matrimonio sia riconosciuto nel Paese islamico dipende dalla conversione all’islam del marito” (Avvenire, 20 gennaio 2007, pag.7). La non musulmana che sposa un musulmano non è obbligata a convertirsi – anche se subisce di norma molteplici pressioni in tal senso –; però in caso di separazione o divorzio perde la tutela dei figli e, se resta vedova, non può ereditare dal marito. D’altronde l’art. 19 della citata Dichiarazione recita che solo il padre ha la responsabilità dell’educazione fisica, morale e religiosa della prole, in conformità alle sue credenze e alla sua legge religiosa. Nel periodo pre-islamico il marito aveva un potere illimitato di ripudiare la moglie. Il Corano riconosce al marito la potestà di sciogliere unilateralmente il legame matrimoniale (ripudio), ma limita con varie forme questa libertà assoluta. La donna non ha tale diritto, ma deve avanzare specifica e motivata richiesta ad un giudice, che vaglierà se nel caso concreto ricorrano i tassativi casi previsti dalla sharia. Oggi il potere di ripudio in capo al marito in diversi luoghi viene attenuato, sottoponendolo a talune condizioni. Sta di fatto che solo in pochi Stati, come la Tunisia (fin dal 1956) e il Marocco (con il nuovo codice di famiglia del 2004), il ripudio unilaterale dell’uomo è apertamente proibito, con il riconoscimento del divorzio per ambedue i sessi. Né è necessaria, in questi Paesi, l’autorizzazione a sposarsi da parte del padre o comunque di un uomo che faccia da tutore (wali). Negli altri codici, anche moderni, l’istituto del wali viene invece mantenuto, per cui l’opposizione alla volontà del wali, che è sempre un uomo, è sconveniente e, talvolta, praticamente impossibile (“Islam: storia, dottrina, rapporti con il cristianesimo”, a cura del Centro Federico Peirone, Elledici, 2004, pag. 132). (Continua) Politica N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre I diritti delle maggioranze L ’uccisione della signora Reggiani a Roma, ha messo a nudo la fragilità e la debolezza ormai drammatica del nostro Paese. Abbiamo visto un volto di un’Italia che fa veramente tremare. Questo delitto mette in discussione l’immigrazione selvaggia che insieme ad immigrati con voglia di lavorare ha importato anche delinquenti pronti a commettere qualsiasi reato. Perfino le autorità romene l’hanno spiegato: “Da noi la situazione è tranquilla perché i nostri delinquenti sono venuti tutti da voi”. Siamo diventati importatori di delitti, i delinquenti sono attratti dalla nostra terra, come hanno detto ad Ottoemezzo di Giuliano Ferrara. La polizia fa quello che può ma i mezzi sono scarsi, inoltre la sinistra al governo è incapace di fare una seria politica sulla sicurezza. Avremmo già dovuto bloccare gli ingressi - scrive Giampaolo Pansa – invece la nostra frontiera resta spalancata. Ma dove sta scritto che dobbiamo accogliere tutti, compresi quelli che entrano in casa nostra per delinquere? Si chiede lo scrittore. In ogni modo viviamo in una società globalizzata che porta a convivere sullo stesso territorio persone di cultura, lingua, abitudini e provenienza diversa, ma per raggiungere la pacifica convivenza é importante che tutti condividono quei valori minimi, come il non rubare, non uccidere, diversamente la convivenza sarà sostituita dalla violenza e dallo scontro. E’ indispensabile riconoscere questi valori universali che sono riconosciuti dalla ragione a prescindere da ogni fede religiosa, sono valori che vincolano anche chi ha una religione diversa da quella storicamente maggioritaria in Italia o non ne ha nessuna, senza che questo vincolo costituisca un’oppressione delle minoranze o un’ingerenza della Chiesa nella vita sociale. Certo gli italiani, la Chiesa Cattolica hanno una lunga storia d’accoglienza dei più poveri e dei più deboli. “Ma lo Stato non può orientare la sua politica dell’immigrazione al solo principio di accoglienza, e infatti Benedetto XVI menziona insieme ‘sicurezza e accoglienza’. Buonista è chi parla solo di accoglienza dimenticando la sicurezza, solo di diritti dimenticando i doveri, solo di minoranze dimenticando che esistono anche i diritti delle maggioranze, primo fra tutti quello a una vita sicura e a uno Stato che ci sappia proteggere dalla violenza quotidiana”. ( Massimo Introvigne, Il Papa non è buonista. L’accoglienza non prescinde dalla sicurezza, 9 novembre 2007, Il Giornale della Libertà). Il cardinale Biffi qualche anno fa disse che in Italia avremmo dovuto iniziare a far entrare solo persone provenienti da paesi che avevano una struttura sociale simile alla nostra. Scegliamoli, dunque, gli immigrati. Stipuliamo accordi bilaterali con i paesi di provenienza e valutiamoli prima di farli approdare in Italia. Occorre ricordare a certi cat- Lo scrittore Giampaolo Pansa tolici dalla lacrimuccia facile che esistono i diritti della maggioranza. Due anni fa intervenendo ad un convegno internazionale sulle nuove religioni, svoltosi a Palermo, Alessandro Pagano, allora assessore alla cultura della Regione Siciliana, sosteneva che in Europa la difesa dei diritti delle minoranze è spesso promossa con un metodo assolutamente sbagliato. Si ritiene, cioè, che il modo migliore per difendere le minoranze consista nel far finta che le maggioranze non esistano e anzi nel dare addosso alle maggioranze pubblicamente e con gesti di grande valore simbolico. E l’onorevole Pagano faceva riferimento alla Spagna di Josè Luis Rodriguez Zapatero, che non tiene conto della maggioranza dei cittadini spagnoli che sono cattolici, provocandoli in continuazione con misure anticlericali che offendono punti essenziali della loro fede. Secondo il ragionamento di Pagano lo zapaterismo è una fabbrica di xenofobia, proprio perché “quando non si rispettano, anzi si disprezzano pubblicamente, i diritti delle maggioranze, queste si innervosiscono e si crea un clima dove anche l’effettiva tutela delle minoranze – che non può essere giuridica, ma ha bisogno del consenso – diventa difficile”.(Massimo Introvigne, minoranze religiose e diritti delle maggioranze. Contro lo zapaterismo, 2.7.05 Il Domenicale). Bisogna aggiungere che nei Paesi dove una religione ha forgiato l’identità e la storia della nazione come il cattolicesimo in Italia, ma anche l’Ortodossia in Russia, o l’Islam in Marocco, non può funzionare neanche il modello statunitense, che considera tutte le religioni tra loro assolutamente uguali. Questo può andare bene negli USA, che è stato così fin dalle origini, ma solo una finzione giuridica permetterebbe di dire che la Chiesa Cattolica in Italia è una religione uguale alle 600 altre presenti nel nostro Paese. E lo stesso vale per l’islam in Marocco o per l’ortodossia in Russia o in Georgia. Ci sono Paesi dove la religione ha fatto la nazione non riconoscerlo è una sciocchezza, così come non riconoscere le radici cristiane dell’Europa. La provocazione sui diritti delle maggioranze è valida anche per gli immigrati che sono minoranze rispetto agli europei che li ospitano. Vale per gli omosessuali, che sono pur sempre delle minoranze, l’insistenza quasi maniacale dei loro diritti fa dimenticare quelli delle famiglie che sono la maggioranza. Vale per i diritti dei lavoratori italiani o francesi rispetto all”idraulico polacco” immigrato. A questo proposito sta facendo discutere il bando delle Poste Italiane di assumere 500 nuovi dipendenti part-time dove metà dei posti sono riservati agli stranieri. Su internet monta la protesta: “Invece che largo ai giovani, le Poste fanno largo agli immigrati”, “Chi pensa ai precari di casa nostra?”, “Italiani discriminati, immigrati tutelati”, “Dopo le quote rose, ecco le quote nere”. Vale per le persone comuni italiani turbate dai giudici che mandano assolti noti terroristi, delinquenti vari in nome del diritto al garantismo di una minoranza extracomunitaria e politicamente estremista che rischierebbe di essere discriminata, mentre del diritto della maggioranza non si tiene conto. Vale per le piccole e medie industrie che sentono parlare del diritto internazionale garantito di chi importa prodotti cinesi e molto meno del loro diritto ad esistere e garantire posti di lavoro. Domenico Bonvegna cui ideatori e continuatori (i laici del nostro tempo) dopo aver rimosso Dio dall’orizzonte umano si sono ridotti a credere agli oroscopi, ai maghi, agli spiriti guida e agli asini che volano? Oppure perché non ironizzano sui padri “nobili” del comunismo e del nazismo (ideologica a stretta parentela atea) che prima di prendere importanti decisioni praticavano riti esoterici? E perché non mettono alla berlina gli effetti “democratici” del comunismo che dopo aver proclamato l’eguaglianza e la giustizia sociale sterminò intere nazioni e portò fame, miseria e dittature in mezzo mondo? Ma le ridicolaggini dell’universo a cui appartengono, potrebbero continuare a lungo se si inoltrassero nel meandri della politica contemporanea. Una solo cosa è innegabile: la Chiesa Cattolica è l’unica istituzione che dona “gratis”uomini al mondo, mentre tutte le altre, perseguono esclusivamente i propri meschini interessi personali! LETTERA AL DIRETTORE U fficialmente Daniele Luttazzi è stato licenziato da LA7 per aver offeso Giuliano Ferrara, ufficiosamente per le critiche blasfeme mosse all’enciclica di papa Ratzinger. Questi laicissimi guitti da palcoscenico, “affetti” in massa (la lista è lunghissima) da “grillite acuta” (“patologia” il cui virus primordiale scaturì da Beppe Grillo), ci dovrebbero spiegare perché quando devono scegliere un soggetto da immolare sull’altare del loro ego, guarda caso, parano sempre contro la Chiesa Cattolica. Eppure se facessero una ricognizione in casa loro, di personaggi Beppe Grillo e istituzioni da sbeffeggiare ne troverebbero a iosa! Ad esempio, perché non cominciano a canzonare le magnifiche sorti e progressive dell’illuminismo, i Gianni Toffali Politica Europea POLITICA EUROPEA N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Televisione senza frontiere La Commissione Europea apre una procedura d’infrazione contro l’Italia sulla pubblicità televisiva L a Commissione ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora concernente la violazione delle regole comunitarie in materia di pubblicità televisiva stabilite dalla direttiva “Televisione senza frontiere”. Si tratta della prima fase del procedimento comunitario di infrazione in questo ambito. “Le emittenti hanno bisogno della pubblicità e i pubblicitari hanno bisogno delle emittenti, ma occorre anche garantire una protezione efficace dei consumatori. Abbiamo bisogno soprattutto di una pubblicità responsabile,” ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria responsabile della società dell’informazione e dei media. “Per beneficiare delle regole meno dettagliate e più flessibili in materia di pubblicità previste dalla direttiva sui servizi dei media audiovisivi senza frontiere di prossima adozione, l’Italia, alla stregua degli altri Stati membri, deve rispettare ed applicare piena- Viviane Reding, Commissaria responsabile della società dell’informazione mente le disposizioni comunitarie in vigore”. L’Italia non ha adottato le misure necessarie per attuare cor- rettamente le disposizioni della direttiva “Televisione senza frontiere” e garantire che queste disposizioni siano effettivamente rispettate. Uno studio indipendente ha evidenziato che le emittenti italiane non rispettano le disposizioni quantitative in materia di pubblicità stabilite dalla direttiva, in particolare la regola che fissa a il tetto massimo di pubblicità per ora a 12, la regola che prevede un intervallo di almeno 20 minuti tra due spot pubblicitari e quella che riguarda le interruzioni pubblicitarie durante i film. La legislazione italiana, nel calcolare i tempi massimi di pubblicità, non tiene conto degli spot di televendita - e ciò determina il superamento dei limiti stabiliti dalla direttiva - e non rispetta neppure la durata minima di 15 minuti prevista dalla direttiva per le “finestre di programmazione destinate alla televendita” (ossia i programmi di televendita su un canale televisivo generalista). Inoltre, contrariamente a quanto previsto dalla direttiva, per la legge italiana l’autopromozione - tra cui le pubblicità delle emittenti per i loro programmi o prodotti - non è Antitrust, sanzione per 243 milioni L a Commissione ha inflitto ammende per un totale di 243 210 000 euro ai gruppi Bayer, Denka, DuPont, Dow, ENI e Tosoh, per avere partecipato ad un cartello relativo alla gomma cloroprene nello Spazio economico europeo (SEE), in violazione del divieto, previsto dal trattato CE, di cartelli e pratiche commerciali restrittive (articolo 81). Tra il 1993 e il 2002, tali imprese si sono ripartite il mercato e hanno fissato i prezzi della gomma cloroprene, materiale utilizzato per la produzione di componenti in gomma di una serie di prodotti industriali, lattice per la produzione di attrezzature subacquee, preservativi e solette interne di calzature e come adesivo. L’ammenda inflitta a ENI è stata aumentata del 60%, in quanto l’impresa era già stata multata in precedenza per pratiche analoghe. Anche l’ammenda comminata a Bayer sarebbe stata maggiorata per lo stesso motivo, ma la Bayer è stata la prima impresa a presentare informazioni sul cartello in base alla comunicazione della Commissione del 2002 e ha ottenuto l’immunità completa dalle ammende. La commissaria responsabile per la concorrenza, Neelie Kroes, ha dichiarato: “È particolarmente scoraggiante constatare che l’industria della gomma non ha ancora imparato dall’esperienza passata a evitare i cartelli. Non riesco a capire come gli azionisti e i membri dei consigli di amministrazione possano tollerare tali pratiche illegali”. La gomma cloroprene è una gomma sintetica delle calzature e dei mobili e come lattice per la produzione di attrezzature subacquee, preservativi e solette interne di calzature. L’indagine della Commissione è cominciata nel marzo e luglio 2003 con ispezioni a sorpresa organizzate in seguito ad una richiesta di immunità presentata dalla Bayer ai sensi della comunicazione del 2002 sul trattamento favorevole Il cartello Almeno a partire dal 1993 e fino al 2002, i produttori di gomma cloroprene hanno costituito un cartello nel quadro del quale concordavano le rispettive quote di mercato e fissavano i prezzi. Le imprese si riunivano regolarmente per discutere dei prezzi, scambiare informazioni commerciali sensibili, discutere di specifici clienti e verificare l’attuazione dei loro accordi illegali. Neelie Kroes, Commissaria responsabile per la concorrenza Ammende: in grado di subire deformazioni sotto sollecitazione e di riprendere la forma originale senza alterazioni permanenti. Viene soprattutto utilizzata nell’industria della gomma per la produzione di tubi flessibili, cinghie di sezione trapezoidale, cinghie di trasmissione, come adesivo nell’industria Tali pratiche rappresentano un’infrazione particolarmente grave delle norme antitrust contenute nel trattato CE. Nel fissare gli importi delle ammende, la Commissione ha tenuto conto dell’incidenza del cartello sulle vendite delle diverse società coinvolte, della quota di mercato complessiva, dell’estensione geografica del cartello e dell’effettiva attua- zione degli accordi di cartello. La Commissione ha aumentato le ammende comminate a ENI e a Bayer, rispettivamente del 60% e del 50%, poiché erano già state multate più volte per attività di cartello nel quadro di precedenti decisioni della Commissione. Conformemente al programma di trattamento favorevole della Commissione è stata ricompensata la collaborazione di tre gruppi. Bayer (anche se recidiva) ha ottenuto l’immunità completa, mentre a Tosoh e a DuPont/Dow è stata concessa una riduzione rispettivamente del 50% e del 25% dell’ammenda. Nella fattispecie, le ammende sono state calcolate in base agli orientamenti per il calcolo delle ammende del 2006 in vigore al momento della notifica della comunicazione degli addebiti. Le ammende inflitte e le riduzioni concesse dalla Commissione una forma di pubblicità. Ne consegue che dei programmi, tra cui i telegiornali, subiscono interruzioni troppo numerose e troppo lunghe, in contrasto con le disposizioni della direttiva che limita l’inserimento di spot pubblicitari. D’altra parte alcune norme fondamentali della direttiva, come quelle che garantiscono il rispetto della dignità umana e della non discriminazione, non sono applicate ai messaggi di autopromozione diffusi sui canali televisivi italiani. La Commissione nutre inoltre dei dubbi circa l’efficacia della procedura prevista dalla legislazione italiana per sanzionare le infrazioni in materia di pubblicità televisiva, in quanto risulta troppo “debole” per avere un effetto dissuasivo e proteggere in modo efficace i consumatori in Italia. La Commissione ha pertanto trasmesso all’Italia una lettera di costituzione in mora per l’attuazione scorretta e il mancato rispetto della direttiva “Televisione senza frontiere”. Il governo italiano dispone di due mesi di tempo per rispondere alle preoccupazioni espresse dalla Commissione. Giorgio Lambrinopulos conformemente alla comunicazione sul trattamento favorevole sono le seguenti: Riduzione in base alla comunicazione sul trattamento favorevole (in percentuale) Riduzione in base alla comunicazione sul trattamento favorevole (in euro) Azioni di risarcimento del danno: Le persone o imprese vittime del comportamento anticoncorrenziale descritto nel caso di specie possono adire i tribunali nazionali per richiedere il risarcimento dei danni subiti, presentando elementi della decisione pubblicata come prove del fatto che il comportamento ha avuto luogo ed era illegale. Benché la Commissione abbia multato le imprese in questione, gli eventuali risarcimenti non subiranno riduzioni per effetto dell’ammenda della Commissione. È stato pubblicato un Libro verde sull´applicazione del diritto da parte dei privati. G.L. Ammenda* (in euro) Bayer, Germania 100% Tosoh, Giappone 50% DuPont, Stati Uniti del quale Dow, 25% ENI, Italia Denka, Giappone TOTALE 201 000 000 4 800 000 19 750 000 132 160 000 47 000 000 243 210 000 (*) Le persone giuridiche all’interno dell’impresa possono essere ritenute responsabili in solido della totalità o di una parte dell´ammenda comminata Informazione Regionale dalla Calabria Moratoria europea sulla distruzione degli embrioni umani C rotone - L’Associazione Scienza & Vita ha deciso di aderire alla proposta lanciata dal quotidiano “Avvenire” per una moratoria europea sulla distruzione degli embrioni umani. Una campagna che si rende tanto più necessaria dopo gli studi condotti in Giappone e Stati Uniti su cellule adulte fatte “ringiovanire” a staminali pluripotenti. “E’ questa la strada per ricerche eticamente sostenibili” - precisa Scienza & Vita” -, che si appella ai ricercatori europei perché si eviti la distruzione di embrioni umani a scopi scientifici. “Da sempre noi sosteniamo - ricordano i presidenti di Scienza & Vita, Maria Luisa Di Pietro e Bruno Dallapiccola - la ricerca sulle cellule staminali adulte, i cui vantaggi clinici sono stati già ampiamente documentati e dimostrati”. Scienza & Vita promuove inoltre una mobilitazione di tutte le proprie As- Mons. Domenico Graziani, Arcivescovo di Crotone-S. Severina sociazioni sparse sul territorio nazionale, perché la proposta di moratoria europea sulla distruzione di embrioni umani venga condivisa e sottoscritta da una larga rappresentanza dell’opinione pubblica italiana. Difatti anche a Crotone alla presenza dell’Arcivescovo, mons. Domenico Graziani, si è tenuto un incontro della Consulta per l’Apostolato dei Laici della Diocesi di Crotone -S.Severina. L’Arcivescovo ha, inoltre predisposto un invito formale a tutti i parroci , affinché promuovano e organizzino la raccolta delle sottoscrizioni nelle loro parrocchie. Ma il momento dell’incontro della Consulta per l’Apostolato dei laici, che riteniamo degno di nota è stato quando l’Arcivescovo davanti a tutti i responsabili dei gruppi, associazioni e movimenti ha sottoscritto la proposta dell’Associazione Scienza &Vita, invitando tutte le associazioni, gruppi e movimenti ad impegnarsi a fondo per questa iniziativa. 25....Francesco Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dell’età moderna a lui ispirata, nel ritenere che l’uomo sarebbe stato redento mediante la scienza, sbagliavano. Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di speranza è fallace. La scienza può contribuire molto all’umanizzazione del mondo e dell’umanità. Essa però può anche distruggere l’uomo e il mondo, se non viene orientata da forze che si trovano al di fuori di essa.... 26. Non è la scienza che redime l’uomo. L’uomo viene redento mediante l’amore (Benedetto XVI - Spe Salvi) N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Laicità, l’universalmente umano Vi t a , f a m i g l i a , l a v o r o : i l r u o l o del MCL nella società di oggi Q uesto è il tema della Conferenza programmatica regionale che si è tenuta il 14 dicembre scorso. I lavori sono stati presieduti dal Dott. Nicolò Papa, Amministratore nazionale MCL, e aperti, dopo l’indirizzo di saluto da parte di S.E. Mons. Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme, con la relazione del presidente regionale Avv. Vincenzo Massara, Il perché di questo tema, si rinviene nell’impegno che il MCL, sia a livello nazionale sia a livello regionale, sta portando avanti ormai da molti anni e che mira ad un’azione rieducativa che porti alla formazione di coscienze critiche , libere e responsabili Lo abbiamo detto anche in occasione della presentazione del Manifesto per l’identità popolare, che presto verrà presentato anche in Calabria: “In Italia, come già avvenuto in altre nazioni europee, sta avanzando, prepotentemente, la prospettiva di una società secolarizzata, egemonizzata da una cultura relativistica che, non solo pretende di espellere la dimensione religiosa da ogni ambito civile, ma attacca addirittura i più elementari principi del diritto naturale, radicati nella cultura stessa dell’essere Nicolò Papa, Amministratore Nazionale MCL umano e riguardanti la vita, la famiglia, l’organizzazione sociale. Il richiamo al principio della laicità dello Stato, operato e proposto in maniera distorta e strumentale, sta portando alla negazione proprio di uno dei capisaldi di tale principio: la difesa e tutela dell’identità di un popolo, delle proprie radici, In questo contesto i movimenti della propria storia, componen- e l’associazionismo in generale ti da cui lo Stato trae origine e hanno un ruolo determinante fondamento” Noi su questi temi da giocare, perché con la loro sentiamo una profonda respon- azione è possibile incidere nei sabilità e riteniamo che bisogna meccanismi della politica, per destarsi e coordinarsi al fine di indirizzare le scelte dei goverriaffermare, promuovere e di- ni verso i lavoratori affermando fendere in tutte le sedi i valori così, il primato dell’uomo sul non negoziabili che sono alla lavoro non solo rispetto agli base della dottrina sociale del- altri fattori della produzione, la Chiesa. Il lavoro, poi, come ma principalmente quale criteha affermato Giovanni Paolo II rio interpretativo dei processi nella Laborem Exercens, “è il economici ed in ultima analisi, segno di una persona operante unico strumento di giudizio per in una comunità di persone” e una valutazione complessiva che esso qualifica “in un certo senso la sua stessa natura”. Ciò significa, semplicemente, che il lavoro (almeno concettualmente) è un valore assoluto, riconducibile alla sfera dei diritti inalienabili dell’uomo, nella sua realtà ontologica. Da questo concetto noi partiamo per riaffermare ancora una volta la centralità dell’uomo e dell’uomo lavoratore; in questo senso, il lavoro diventa una variabile indipendente, che condiziona tutte le scelte politiche, economiche e sociali, ed il “Vangelo del lavoro” rappresenta Mons. Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme per tutti un riferimento indispensabile per affermare una nuova antro- dello sviluppo. Che cosa allopologia. Il particolare momento ra vogliamo fare, io credo che che la nostra regione sta viven- noi tutti, ognuno nel proprio do, interroga ognuno di noi e ci ambito dobbiamo riaffermare rimanda alle responsabilità di la nostra soggettività politica e ognuno. La cultura della lega- sociale, portando avanti la polità e della trasparenza non si sitiva esperienza sviluppata nel proclama, si vive. Si vive quoti- corso degli anni nella consadianamente nelle piccole come pevolezza che solo attraverso nelle grandi cose. Si afferma la concezione piena dei corpi nell’esercizio dei propri dirit- intermedi, della società, dello ti, e si concretizza nell’esple- stato, dei rapporti tra società tamento dei propri doveri. Noi e politica, si può addivenire ci sentiamo profondamente im- alla costruzione di un mondo pegnati su queste tematiche, e migliore.Va riaffermato il princontinueremo a lavorare alacre- cipio del primato della persona mente affinchè questi principi in uno stato organizzato sulla trovino rispondenza nell’azione base dei principi di sussidariepolitica dei nostri governanti. tà e solidarietà. Lettera alla Biblioteca “Pier Giorgio Frassati” C rotone - Noi alunni della II B La ringraziamo per il progetto “Leggifilm” che la biblioteca Pier Giorgio Frassati ha proposto e reso possibile alla “Giovanni XXIII” e sicuramente a molte altre scuole. Questa attività didattica è molto utile a noi ragazzi dal momento che, oltre ad arricchire la nostra conoscenza, ci fa capire le differenze presenti tra il film e il libro. Essa educa il nostro orecchio all’ascolto e i nostri occhi a “vedere” il film; tutto ciò sviluppa enormemente la nostra concen- trazione, che nei primi incontri è risultata, forse, poco allenata e ci accosta con più consapevolezza all’amico libro. La volevamo anche informare del laboratorio di lettura curato dalla prof. Musumeci che ci ha offerto la possibilità di creare la nostra biblioteca di classe. Essa consiste nella lettura espressiva del libro di narrativa “Valori” di Licia Buganè e nella lettura silenziosa da parte nostra dei libri scelti. Sono state nominate dalla professoressa quattro apprendiste bibliotecarie: Nicoletta Laura, Minicò Aurora, Zizza Federica e Capocasale Anna. Esse hanno il compito di distribuire i libri, averne cura e registrare quanto viene ritirato e consegnato. E’ richiesta ad ogni alunno la stesura di una recensione dei testi letti. Abbiamo anche realizzato un cartellone, con il titolo “fantasticando nei libri”, dove si segnala per quanto tempo è stato trattenuto il libro e una crocetta viene apposta per ogni testo letto. Ogni alunno della classe ha portato da casa un certo numero di libri a sua scelta, per poter permettere la lettura di essi ai suoi coetanei. Con grande gioia abbiamo accolto la notizia che saremmo venuti anche quest’anno a farLe visita, per passare un’altra mattinata con il progetto “Leggifilm” e avremmo ascoltato le sue preziose indicazioni. Le saremmo molto grati se Ella volesse offrirci suggerimenti per una migliore gestione della nostra biblioteca. Con stima e riconoscenza Gli alunni della II B della Giovanni XXIII Informazione Regionale N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre dalla Calabria Q uella che ieri era sembrata un’ipotesi, osservando i nuovi scavi sui marciapiedi delle strade del Vomero, quartiere collinare della Città, oggi è diventata una realtà. “ In via Scarlatti, nell’isola pedonale, stamani ho visto all’opera gli operai della ditta incaricata, attraverso ill Comune di Napoli, di predisporre le opere necessarie – chiarisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e fondatore del movimento RAP, di resistenza contro l’aggressione pubblicitaria -. E proprio così, al Vomero ma anche in altre quartieri di Napoli si sta procedendo in questi giorni a scavare centinaia di buche per l’installazione di nuovi manufatti pubblicitari, paline ed quant’altro“. “ Basta! Non ne possiamo più – tuona Capodanno -, chiediamo non solo il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma anche di porre un freno a questo vero e proprio inquinamento pubblicitario. Nei giorni scorsi abbiamo condotto uno studio su alcune strade del Vomero con risultati davvero eclatanti. Per esemplificare, in via Luca Giordano, nel tratto di poche centinaia di metri tra via Scarlatti e piazza degli Artisti, si contano 47 manufatti pubblicitari. In alcune strade, come in via Stanzione, dinanzi alla facciata laterale della scuola Vanvitelli, costruita nel 1931, vi sono sei tabelloni in poco più di dieci metri. Analoga densità in via Tino di Camaino, all’angolo con via Tarantino. Un manufatto pubblicitario campeggia anche dinanzi alla facciata laterale di villa Casciaro in via Solimena “. “ Dopo l’inquinamento atmosferico, determinato dal traffico veicolare, dopo l’inquinamento acustico, per gli aerei a bassa quota che continuano a sorvolare minacciosamente la collina, il Vomero ora è afflitto anche da “ inquinamento pubbli- A servizio della sicurezza e della legalità C astrovillari - “Il parere positivo da parte del Ministero degli Interni di ubicare il Commissariato di PS di Castrovillari in una nuova struttura come sollecitato, sostenuto più volte da questa Amministrazione è l’esito naturale di un intervento di concertazione a più voci, avviato da anni presso il dicastero competente che mi ha visto continuamente presente a Roma, negli organismi preposti dello Stato su un problema troppo importante che bisognava risolvere in fretta nell’interesse dei lavoratori e delle stesse comunità”. Lo ha affermato il sindaco di Castrovillari, Franco Blaiotta, ricordando il suo impegno nei confronti dei ministeri, verso il Prefetto e Questore di Cosenza nonché verso il Prefetto con poteri speciali di Reggio Calabria, che “da anni – aggiunge- non si è mai interrotto per l’importanza di dare risposte concrete al presidio in quanto tale, bisognoso anche di aumento di personale e di mezzi, come più volte richiamatoci dagli stessi rappresentanti del SIULP”. “Il lavoro avviato alcuni anni fa si accinge, così- sostiene Blaiotta-, ad andare in porto, dato che questo è il primo passo di un inizio di procedura che darà una risposta concreta a quest’esigenza importante, nell’interesse delle popolazioni ed a supporto di quella sicurezza di cui queste Forze delll’Ordine, con le altre, sono riferimento nel territorio. Dunque il via libera del ministero del Viminale incammina il Commissariato verso l’attesa e la legittima nuova sistemazione, la quale darà una mano allo svolgimento di tutte quelle funzioni del personale che oggi, più di prima, sono al centro delle competenze della Polizia di Stato. Inutile dire che l’Amministrazione ha appreso la notizia con grande soddisfazione, convinta ancora una volta che il vero impegno e la continua e forte concertazione possono dare, quando esiste la volontà politica, risposte al territorio , alle sue problematiche ed alle giuste aspettative delle popolazioni. Queste, nel caso del Commissariato di Ps di Castrovillari, migliorerà le attività di vigilanza già portate avanti egregiamente grazie alle professionalità e capacità degli uomini e donne che vi operano”. Basta non ne possiamo più! Lavori per manufatti pubblicitari citario “ – conclude Capodanno -. E’ una malattia che sta infestando rapidamente ogni angolo di territorio. L’inquinamento pubblicitario in effetti è particolarmente subdolo perché, come una malattia che man mano si diffonde, crea una forma di desensibilizzazione nelle persone. In questo modo si perde anche la facoltà di indignarsi e progressivamente si viene spinti a pensare che sia “normale così”. Alla fine non ci si fa neppure più caso “. Capodanno sulla vicenda chiede l’immediato intervento del sindaco Iervolino, perché vengano adottate tutte le misure necessarie. Immigrati a Corigliano e dintorni B en venga ogni cultura e politica dell’accoglienza a vantaggio degli ospiti della Calabria. Tuttavia, è tempo che il fenomeno dell’immigrazione sia gestito con polso fermo anche da noi. In particolare per quel che riguarda certi territori come la Sibaritide eil Coriglianese in specie». Non usa mezzi termini l’onorevole Maurizio Feraudo. La cronaca recente racconta di numerosi episodi di violenza legati proprio alla quotidianità delle popolazioni straniere presenti lungo la costa jonica. Il presidente del Gruppo regionale Idv chiede che la situazione sia meglio tenuta in mano dalle Istituzioni. «La questione-immigrati è seria e non può sempre essere affrontata con luoghi comuni o buonismo - commenta sempre Feraudo - C’è bisogno di altro. Intanto di una gestione dell’accoglienza meno legata al solo volontariato. E poi dei controlli ferrei su chi arriva, su cosa viene a fare qui da noi, su come vive e come si mantiene. L’esplosione di contrasti etnici oppure di altri episodi violenti proprio della delusione e disperazione sociali, è un pericolo impellente per alcune aree della Calabria. Non si può restare alla finestra, sperando sempre che la fortuna o il caso scongiurino il peggio». L’onorevole Feraudo si preoccupa soprattutto per quanto accade in alcuni territori particolari della provincia di Cosenza. «A Corigliano, per esempio, la situazione è esplosiva. L’arrivo continuo di stranieri non sempre è digerito dai cittadini locali. Non c’è controllo sulle regole, sui documenti stessi di tali disperati ospiti della zona. C’è chi li sfrutta fino all’osso e Il Castello di Corigliano chi ne deve subire la presenza, a volte, anche violenta. Chiedo che il Comune di questa città non sia lasciato solo a gestire una situazione così esplosiva. Lo stesso faccio pensando ad altre realtà joniche nello stesso caos: Cariati, Sibari, Villapiana. Il fenomeno abbisogna di lavoro, energie e uomini e lo Stato non si può tirare indietro come sempre fa da queste parti, a tutto svantaggio degli onesti cittadini locali». Immediata rimozione delle strutture Telecom C astrovillari - Il sindaco di Castrovillari, Francesco Blaiotta, ha scritto al direttore generale della Telecom e, per conoscenza, al presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, affermando che se i ripetitori su Monte Sant’Angelo non saranno rimossi a breve questo lo farà l’Amministrazione comunale, addebitando il costo alla Telecom. “Ad un anno ( primi di dicembre del 2006) dall’ ennesima richiesta di rimuovere i ripetitori in disuso posti su Monte San’Angelo,- scrive Blaiotta- ancora nessun cenno è pervenuto a questa Amministrazione. Già, infat- Francesco Blaiotta, Sindaco di Castrovillari ti, il 7 settembre del 2005, al fine di smantellare gli impianti metallici avevamo posto il problema all’ attenzione della Telecom”. “E’ nostra intenzione rimuovere- aggiunge l’amministratore - le apparecchiature, anche alla luce dell’inutilità odierna dei suddetti strumenti che furono installati molti anni addietro, quando ancora non si erano affermate le nuove tecnologie nel settore delle telecomunicazioni. Fra l’altro, a poca distanza dai ripetitori, sorgono i resti di un’antica chiesetta, verso la quale si sta rinnovando una tradizionale devozione popolare che porta tanti fedeli a frequentarla nuovamente”. Da qui la richiesta alla direzione generale della Telecom “ di prendere immediatamente in seria considerazione la nuova sollecitazione”. Nel caso, però, questa non dovesse sortire nessun effetto il sindaco è deciso: “ si vedrà costretto, suo malgrado, a far rimuovere i pannelli addebitando le spese alla società di telecomunicazioni”. Informazione Regionale dalla Calabria N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Tutti insieme sotto lo stesso cielo C rotone - Parole come “valore della persona, amicizia, solidarietà”, hanno sempre fatto parte degli obiettivi formativi della scuola del X° circolo “Maria Montessori”. Anche quest’anno con il progetto “tutti insieme sotto lo stesso cielo”, sono state messe in moto una serie di iniziative quali la vendita dei dolci e la tombolata della solidarietà, volte alla raccolta di fondi da de- volvere in beneficenza. Al progetto hanno aderito: i genitori, che hanno preparato dolci per allestire la bancarella della solidarietà, mettendo a disposizione il loro tempo; molti negozianti di Crotone che hanno dimostrato generosità, offrendo doni per la realizzazione del gioco della tombola, occasione formidabile per i bambini per comprendere meglio cosa significhi compiere un’esperien- Basta lucrare sulla salute dei cittadini No al raddoppio termovalorizzatore di Gioia Tauro Occorre un nuovo Piano regionale dei Rifiuti G ioia Tauro - “Nella piana di Gioia Tauro si sta tentando di concentrare un’assurda quanto insensata quantità di ecomostri che rischiano di compromettere irrimediabilmente la vocazione agricola e Villetta Pilè, allarmismo ingiustificato C ariati - Villetta Pilè, allarmismo ingiustificato. La circostanza cui fa riferimento il Sig. Aldo FORTINO non si è mai verificata. Mai nessuna telefonata è stata ricevuta, dal Sindaco della Città di Cariati, in merito al presunto stato di degrado in cui verserebbe la zona sopraindicata. Il degrado non è tale da richiedere interventi urgenti, piuttosto, in questa zona come in altre, servirebbero interventi di riqualificazione e risanamento urbanistico. Abbiamo letto sulla stampa, questa mattina, del resoconto tanto dettagliato quanto fantastico di cui si sarebbero resi protagonisti, circa un anno fa, il Sig. Aldo Fortino e lo stesso Sindaco. Il Primo Cittadino non ha mai ricevuto, alcuna telefonata, né tanto meno segnalazioni, dal Sig. Fortino e, pertanto, non si è potuto impegnare in vane promesse. Dei rifiuti ingombranti, depositati fino a qualche giorno fa nella zona parcheggi antistante la Villetta Pilé, sono stati prontamente ritirati dagli addetti la scorsa settimana. Partire eventualmente da tale evidenza, distorcendola, per affermare che l’intera zona versa nel più totale stato di degrado significa volere intenzionalmente rendere una descrizione falsa e menzognera del reale stato delle cose. Resta, più in generale, il problema degli ingombranti sul quale l’Esecutivo continua a non lesinare sforzi ed impegno per addivenire, d’intesa con la società incaricata, a soluzioni diverse e più efficienti che salvaguardino l’intero territorio comunale, compresa la zona Pilé. Non si può recriminare a questa Am- turistica dell’intero territorio oltre che a provocare seri danni alla salute dei cittadini”. Ad affermarlo è Giuseppe Longo già responsabile del PdCI della Piana e componente del Comitato Centrale del partito. Le preoccupazioni sollevate in questi anni dalle associazioni ambientaliste e in modo particolare dal movimento per la difesa del territorio sono legittime e da sostenere con forza, perchè tutti i cittadini calabresi hanno il di- Termovalorizzatore ritto di conoscere in quale misura questi mostri incideranno sulla loro salute, visti anche i numerosi studi che affermano quanto siano dannose le sostanze tossiche emesse dagli inceneritori, dalle centrali turbo gas e dalle cosiddette isole ecologiche che si sta tentando di costruire e concentrare in un’unica area peraltro ad alta densità abitativa. La politica deve svolgere un serio ruolo in tutto questo e dare un senso di continuità alle battaglie intraprese in difesa della salute pubblica negli anni scorsi. Grave pertanto è la responsabilità politica della Regione che non solo dopo l’inutile voto contrario al raddoppio del termovalorizzatore espresso nel 2005 non ha più dato continuità a quella battaglia, ma soprattutto perchè non è in grado di mettere la parola fine ad un commissaria- mento che dura da troppo tempo predisponendo un efficace piano regionale dei rifiuti, che potrebbe rappresentare la migliore risposta della politica alla emergenza rifiuti in Calabria. Per tutto ciò bisogna ulteriormente sostenere le ragioni di un territorio che ha sempre subito scelte che hanno solamente prodotto risultati dalle negative ricadute ambientali e sociali. La manifestazione del ministrazione Comunale di non interessarsi della pulizia della Città. Noi e non altri come chi ci ha preceduti, abbiamo effettuato durante tutto l’anno, interventi di bonifica del territorio. La zona non è immersa nel degrado come si vorrebbe far credere, piuttosto la situazione rientra in una ordinarietà sicuramente insoddisfacente, ma frutto di anni di abbandono, di certo non attribuibile a questo Sindaco o a questa Amministrazione. Il Centro Storico, così come la Marina di Cariati, necessiterebbe piuttosto di interventi urbanistici più complessi, che richiedono tempi e impegni di spesa notevoli. Fino alla fine del proprio mandato l’Esecutivo Sero si impegnerà a lavorare affinché si riescano ad ottenere risultati in questa direzione. Di certo non si può dire che in oltre un anno e mezzo di governo si sia stati con le mani in mano. Al contrario di quanto si vorrebbe far credere il Sindaco e la Giunta Comunale stanno lavorando nella più totale trasparenza, con onestà intellettuale e capacità dirigenziale. Con risultati misurabili. Per ciò che concerne, infine, la vicenda dell’Antenna sul Torrione del rione Valle, i cittadini erano già stati informati: l’Amministrazione Comunale ha, coerente con i propri impegni, revocato ogni autorizzazione. La si smetta, pertanto, con speculazioni mediocri e prive di ogni e qualsiasi respiro. Fare opposizione – lo ripetiamo- è ben altra cosa. za così grande; le insegnanti che si sono attivate per preparare al meglio questo “gesto d’amore” organizzando con i bambini di classi diverse, uno spettacolo teatrale che si terrà nell’auditorium della scuola il 19 dicembre alle ore 18:00 in presenza di ospiti d’eccezione. Sarà un’occasione per ritrovare il vero significato del Natale, un messaggio da portare sempre nello zainetto della vita. 22 dicembre prossimo sarà un importante banco di prova non solo per la politica ma anche per il senso comune del popolo della Piana di Gioia Tauro che dovrà riversarsi in massa in una serrata protesta civile, scongiurando il pericoloso progetto di raddoppio del termovalorizzatore. E’ giunta l’ora di dire basta, anche perchè senza una seria valutazione di impatto ambientale che ci dica con certezza quale è la reale situazione atmosferica della Piana, non è tollerabile neanche pensare lontanamente ad un eventuale rigassificatore che tra le altre cose provocherebbe irreparabili danni anche all’ecosistema marino. Non si può più fare a meno di constatare inoltre che nella Piana di Gioia Turo aumentano costantemente i casi di sclerosi multipla e le morti legate a malattie tumorali che fino a prova contraria non è da escludere che abbiano origine dalla presenza nell’atmosfera di sostanze altamente inquinanti. In tal senso bene ha fatto l’On. Pignataro ha presentare una interrogazione parlamentare affinchè si cominci a fare chiarezza sulla posizione del governo rispetto ai problemi ambientali che esistono nel territorio pianigiano. Dal governo regionale e nazionale dunque, vogliamo risposte certe senza alcun tipo di ambiguità, perchè sabato 22 dicembre le tantissime persone presenti non vogliono assistere alle solite passerelle ma impegni precisi che rendano serena soprattutto la vita dei loro figli, poichè non è giusto che ci sia chi lucra sulla salute e sulla pelle della gente. Giuseppe Longo Filippo Sero, Sindaco del comune di Cariati Informazione Regionale N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre dalla Calabria Pronta la nona stagione teatrale C astrovillari - Tutto è pronto nel teatro Sybaris del Protoconvento per accogliere il nuovo programma “che anche quest’anno- precisa il sindaco, Franco Blaiotta- offrirà un calendario di tutto rispetto che non ha nulla da invidiare ad altri”. “La stagione – è stato spiegato dal primo cittadino- afferma in tutto e per tutto la promozione culturale su cui è impegnata l’Amministrazione”. Il cartellone propone 9 spettacoli e gli abbonamenti potranno essere acquistati presso il Protoconvento Francescano dal 14 al 17 ,dal 19 al 24 e dal 26 al 27 novembre, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle 19. L’abbonamento intero in platea per tutta la stagione è di 80 euro, il ridotto 60. Il biglietto intero in platea costerà 10 euro, il ridotto 8, mentre in galleria avrà il prezzo di 7 euro. Le riduzioni verranno effettuate per coloro i quali non hanno compiuto il 26° anno detto, per gli over 65 e per i diversamente abili. La rassegna si avvale anche quest’anno dell’associazione Teatri Calabresi Associati, la quale lavora da diversi anni con altre realtà. “ Dopo lo straordinario successo delle passate edizioni, fitte d’appuntamenti di gran pregio- precisa il sindaco, Franco Blaiottache hanno vissuto una crescita continua e varia di pubblico, l’Amministrazione torna con una nuova proposta che accompagnerà la città, dalla prima decade di dicembre all’ultima settimana di marzo, segnando ancora una volta l’affermazione del teatro. Tra gli artisti, la presenza del grande Remo Girone, di Ernesto Mahieux, Maurizio Micheli, Giammarco Tognazzi, Corrado Tedeschi, Sebastiano Lo Monaco, Caterina Costantini, Elsa Martinelli, Corinne Clary, Eva Robin’s e di altri. Appuntamenti - afferma il sindaco- da non perdere, che faranno interessare e divertire, coinvolgendo. Un’altra stagione, insomma, che lascerà il segno, affascinando ed intrigando ancora. Il programma, poi, è una testimonianza concreta di quest’ulteriore momento culturale che viene offerto alla città. E’ a testimonianza di questa dedizione che ci apprestiamo a vivere un’altra stagione d’incontri, legati all’arte della recitazione. La stessa, che ci ha consentito di programmarla e di farne uno degli istanti qualificanti tra i tanti promossi e portati avanti in questi anni, per rispondere all’ampia domanda di partecipazione della gente alla vita della cultura, dove si gioca una delle battaglie più importanti per la formazione e crescita civile. Non a caso l’impegno culturale di questa amministrazione – ha aggiunto il primo cittadino – è voluto andare oltre, migliorando sempre più la stessa programmazione” . Ma ecco il programma nello specifico: lunedì 3 dicembre, verrà presentato l’opera “ Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’ Neil con Remo Girone e Annamaria Guarnirei per la regia di Piero Maccarinelli; giovedì 3 gennaio “Gomorra” di Roberto Saviano e Mario Gelardi con Ivan Castiglione – Francesco Di Leva – Antonio Ianniello Giuseppe Miale di Mauro – Adriano Pantaleo e con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux per la regia di Mario Gelardi; martedì 8 gennaio “Otello” di W. Shakespeare con Sebastiano Lo Monaco; giovedì 17 gennaio “Prima pagina”di Ben Hecht e Mac Arthur con Giammarco Tognazzi - Bruno Armando per la regiadi Francesco Tavassi; mercoledì 6 febbraio “Il contrabasso” di Patrick Suskind, versione italiana di Annabella Cerliani e Maurizio Micheli con Maurizio Micheli per la regia di Marco Risi ; giovedì 21 febbraio “Carmen” (Ballet Flamenco de Madrid) con musica di G. Bizet per la direzione musicale di Antonio Amaya , Direzione artistica e coreografica di Sara Le zana. La regia è di Luciano Ruiz; Giovedì 28 febbraio sarà in scena la “Plaza Suite” di Neil Simon con Corrado Tedeschi , Milly Falsino per la regia di Claudio Insegno; Giovedì 6 marzo il teatro del Protoconvento accoglierà “I giovani Holden LocriRoma a/r” di Anna Carabetta con Domenico Pantano ,Cristina Mantis, Gianni Pellegrino e con I Ragazzi di Locri con “visioni” di Massimiliano Siccardi , musiche originali di Nicola Stilo , canzoni di Quartaumentata ed immagini del film “Riprendiamoci la vita” di Silvano Agosti; mentre martedì 25 marzo la stagione teatrale del Comune di Castrovillari si concluderà con l’opera “Otto donne e un ministro” di Roberto Thomas, interpretata da un cast d’eccessione: Caterina Costantini , Elsa Martinelli , Corinne Clary - Eva Robin’s per la regia di Claudio Insegno. Il Protoconvento Francescano di Castrovillari Il nuovo Partito Socialista C osenza - Si è riunito, nei giorni scorsi, sotto la presidenza del Segretario Provinciale Gianni Papasso, il Comitato Direttivo Provinciale dei Socialisti Democratici Italiani. Ha partecipato alla riunione anche il Segretario Regionale del Partito Ercole Nucera. Alla riunione hanno partecipato una moltitudine di dirigenti provinciali, regionali e nazionali del partito, di sindaci ed amministratori socialisti. Il dibattito è stato ricco, appassionato e di alto profilo politico. Dopo la relazione introduttiva del segretario Gianni Papasso, sono intervenuti: Franco Galzarano, Pino Iacino, Argia Morcavallo, Gianni Buscemi, Francesco Meringolo, Franz Caruso, Tonino Mundo, Ugo Gravina, Salvatore Magarò, Mimmo Genise, Valeria Capalbo, Pietro Mari, Ercole Nucera, Anna Falcone, Filippo Vairo, Giacomo Mancini I lavori si sono conclusi con la replica del segretario provinciale. Il Direttivo Provinciale dello S.D.I. di Cosenza, ha espresso un giudizio assolutamente positivo sulla conferenza programmatica nazionale che la Costituente Socialista ha svolto a Roma il 5 e 6 ottobre scorso, da cui è scaturita la nascita del nuovo Partito Socialista. La conferenza programmatica nazionale che a giusta ragione è stata definita “Le Primarie delle idee”, ha rappresentato un momento importante, esaltante e significativo per i socialisti italiani, oltre che per i temi trattati anche e , soprattutto, per aver delineato i cardini politici e programmatici del nuovo Partito Socialista. Il Direttivo Provinciale dello S.D.I. di Cosenza, ha salutato con grande entusiasmo la nascita nel nuovo Partito Socialista alla cui base sono stati posti principi antichi riformulati in termini moderni: libertà, merito ed equità. Il nuovo Partito Socialista rappresenta un progetto politico che poggiando su solide basi della migliore tradizione socialista e riformista e traendone i più alti insegnamenti, manifesta capacità di innovazione per misurarsi con i nuovi bisogni e le nuove ansie di riscatto dei più deboli, in una mutata società. Il nuovo Partito Socialista non vuole assolutamente rappresentare un’azione di semplice nostalgia ma la nascita di un forte, nuovo, moderno, giovane soggetto politico che si richiama alla grande tradizione del socialismo italiano e si colloca pienamente negli ideali politici e programmatici del Partito Socialista Europeo. Il Direttivo Provinciale dello S.D.I. di Cosenza, ha anche salutato con favore e con vivo apprezzamento il fatto che il nuovo Partito Socialista si pone in termini moderni lo sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria, che non devono rappresentare più emergenza del Paese da affrontare con compensazione di natura monetaria, bensì opportunità di sviluppo Il Mezzogiorno e la discontinuità con il passato. I socialisti nella regione si batteranno ancora con maggiore incisività per il rinnovamento, il risanamento, lo sviluppo, per l’affermazione di sani principi etici e morali e per una giustizia giusta, equa ed imparziale. Il Comitato Direttivo Provinciale dello S.D.I., si è anche soffermato sulle vicende politiche-amministrative che Panorama di Soveria Mannelli Calabria per il nuovo Partito Socialista rappresentano un territorio nuovo dove concentrare la ricerca di nuovi settori vincenti, dove affermare nuovi criteri di selettività, dove attuare con maggiore rigore il controllo della spesa pubblica, dove intervenire con maggiore decisione per disboscare l’area dell’intermediazione politica. La mancanza di una grande formazione socialista riformista ha pesato notevolmente nel determinare gli attuali risultati deludenti della cosiddetta Seconda Repubblica. Anche dopo le primarie, la debolezza programmatica del Partito Democratico rimane intatta. La “Cosa Rossa” che intendono realizzare la Sinistra Democratica e le altre formazioni della sinistra radicale non attrae l’interesse degli italiani che invocano una maggiore azione riformista nel Paese. Il nuovo Partito Socialista, quindi, è essenziale per affermare in Italia una forza riformista in linea con il riformismo europeo e per affrontare le sfide poste dalla globalizzazione e dalle profonde trasformazioni in atto nella società. Il nuovo Partito Socialista, si pone anche l’obbiettivo di aiutare la Calabria ad uscire dall’emergenza morale e sociale in cui purtroppo è stata ricacciata e per raggiungere l’agognata interessano la Città di Cosenza censurando quanti si esercitano nell’attività dell’antisocialismo ed esprimendo un giudizio assolutamente negativo sull’attività del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale. Il Comitato Direttivo, soprattutto, auspica che il Sindaco prenda definitivamente atto dello stato comatoso in cui versa la maggioranza ed avvii un serio dibattito, un profondo confronto con tutto il consiglio comunale, al fine di elaborare un nuovo programma di rilancio e di sviluppo che faccia ritornare Cosenza a svolgere, nuovamente, un ruolo di primo piano nella politica della provincia e della regione. Il comitato direttivo ha anche approvato, all’unanimità, un ordine del giorno di solidarietà al Sindaco Ugo Gravina e a tutta l’Amministrazione di Montalto Uffugo, per la vicenda che ha visto contrapposti gli Amministratori del Comune con l’Assessore Regionale alla Cultura, per la manifestazione del Leoncavallo. Il Comitato Direttivo, infine, ha deciso di sviluppare sul territorio una efficace azione per la campagna di adesione relativa all’anno 2008 e per propagandare e presentare all’opinione pubblica il nuovo Partito Socialista. Si vuole sopprimere la polizia stradale S overato - L’On. Fernando Pignataro deputato calabrese del PdCI ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro degli Interni Giuliano Amato per sapere quali iniziative, con urgenza, intenda intraprendere il ministro per scongiurare che il presidio di polizia stradale di Soverato venga soppresso, considerato sia l’impegno del comune a realizzare un’apposita caserma e sia i notevoli disagi che una scelta così approssimativa potrebbe comportare per tutti i cittadini calabresi che verrebbero privati di un importante presidio che esercita una costante attività di controllo e sicurezza stradale. La nostra preoccu- pazione nasce perchè pare ci sia la volontà di sopprimere il presidio di Soverato, che svolge un importantisOn.le Fernando Pignataro simo compito per garantire il controllo della SS 106, ed in particolare a quelli di sulla quale sussistono innu- sicurezza e di ordine pubmerevoli problemi di via- blico. Per queste ragioni, bilità e frequenti incidenti auspichiamo che il ministradali anche mortali non stro assuma una decisione essendo stata nè ammoder- ponderata e responsabile nata nè messa in sicurezza. che altrimenti risulterebbe Se quanto paventato do- grave in un territorio come vesse risultare vero, sarà quello della fascia ionica necessario utilizzare sul catanzarese, nel quale si quel tratto stradale più ca- rischierebbe solamente di rabinieri e agenti di polizia alimentare la sfiducia dei municipale che così verran- cittadini nei confronti delno sottratti ad altri compiti lo Stato. Informazione Regionale 10 dalla Calabria Incarico di prestigio per Leonardo Sacco N uovo incarico di presti- spiegato durante la riunione di gio per Leonardo Sacco. insediamento del consiglio naIl giovanissimo gover- zionale - perché possano seguire natore della Misericordia di Iso- e affiancare le Misericordie in la Capo Rizzuto, è stato infatti fase di costituzione”. Soddisfaeletto nel consiglio di presidenza zione è stata espressa da Sacco, della confederazione nazionale. che ha commentato: “Credo che Ad un mese dalla sua elezione sia un giusto riconoscimento alla nel consiglio nazionale per il rin- Misericordia di Isola e alla mia novo degli organi sociali della persona. Confido nel supporto di confederazione delle Misericor- tutti i confratelli affinché la Midie, Sacco è stato prescelto nei sericordia di Isola possa rappregiorni scorsi dal presidente Ga- sentare sempre di più una fonte briele Brunini, tra i cinque rap- di crescita per i giovani e lo stespresentanti del consiglio di pre- so territorio”. sidenza. Già nei mesi scorsi, nel corso di un incontro con le Misericordie crotonesi, Brunini aveva manifestato stima e fiducia nei confronti del giovane governatore, che tra l’altro è coordinatore regionale della confederazione. In quell’occasione Brunini, sottolineò l’importanza di attribuire a Sacco un ruolo propulsivo all’interno della confederazione nazionale, riconoscendogli meriti e capacità fondamentali per il rilancio dell’associazione, il suo sviluppo al sud e la promozione dei giovani. “Vorrei affidare l’incarico a confratelli di regioni del sud - ha infatti On.le Maurizio Feraudo Da solo il Pd non va da nessuna parte Feraudo chiede a Di Pietro di “mettere da parte gli avventurieri” I l gotha nazionale di Idv a rapporto nell’isola di Ischia. Nel Conclave generale la Calabria è stata rappresentata dal presidente del Gruppo regionale, l’onorevole Maurizio Feraudo. L’evento politico ischitano, voluto dal Gruppo campano dell’Idv, è stato un confronto su quanto vive il partito nelle varie realtà regionali della Penisola. In pratica si è tastato il polso all’Idv per capire il suo stato di salute. «Sottoponiamo al ministro e nostro leader Tonino Di Pietro ciò che deve essere il primo obiettivo comune – commenta proprio l’onorevole Feraudo di ritorno da Ischia – Il nostro partito deve continuare a essere sempre più attento alle problematiche territoriali, nel rispetto delle identità regionali, tutti ingredienti essenziali per continuare il percorso di trasformazione da movimento a partito da tempo iniziato. Occorre dare concretezza alla figura dei nostri eletti: essi, do- C processo sommario al poliziotto ma si vuole condannare tutto l’operato delle forze dell’ordine. La morte del giovane laziale, è l’ennesimo pretesto per mettere sotto accusa le forze di Polizia e giustificare le numerose frange di Ultras che ogni domenica cercano lo scontro violento con chi deve garantire la sicurezza ai cittadini. Ci troviamo ancora oggi a parlare di delinquenti, che vanno allo stadio dettando quelle che sono le loro regole, come quelle di sospendere o meno una partita mentre “LO STATO” ancora non è in grado di far rispettare quelle che sono le regole del vivere civile e sicuri. Ormai il garantismo e l’impunità che, regna tra i tanti teppisti e delinquenti la fa da padroni, inducendo i cittadini onesti ad adeguarsi a questo clima di violenza che regna incontrastato. vendo rispondere alla gente che li ha scelti, è il migliore legame possibile tra la società civile sana e le Istituzioni. Altre figure non sono pensabili né accettabili in un simile ruolo». Feraudo e colleghi hanno anche esaminato l’arrivo del Partito Democratico sullo scenario politico dell’attuale maggioranza di Governo nazionale. «Il centrosinistra tutto deve avere più consapevolezza del peso che ha l’Idv – tuona ancora il presidente del Gruppo regionale calabrese – Noi siamo radicati, contiamo tanto nelle simpatie popolari. Anche il neo Pd deve interrogarsi su come meglio colloquiare con noi e gli altri alleati, i gradi di comandanti in campo non te li regala nessuno. Da solo il Pd non va da nessuna parte. A livello regionale non sempre è forte come a livello nazionale. Pensiamo che ovunque vada, invece, rilanciata la coalizione di centrosinistra. Così, se non soprattutto, in Ca- labria dove se n’è un po’ perso il senso politico. Per farlo, però, occorre avere la forza di allontanare gli avventurieri di mille battaglie che cercano di sedersi sempre a capotavola. Con la serietà si vincono tutte le scommesse politiche immaginabili». stesso Comitato organizzatore. De Grano si è, inoltre, dimostrato assolutamente bendisposto all’istituzione dell’edizione regionale del Premio e si è detto pronto a rendersi parte di questo progetto, per quanto di competenza della Regione Calabria. Il Premio “Etica e Impresa” nasce nel 2006 per volontà delle tre Associazioni nazionali dei quadri e delle alte professionalità aderenti a Cgil, Cisl e Uil e della Associazione italiana dei direttori del personale (Aidp), che, assieme a Federmanagement, ne formano il Comitato organizzatore. Il Premio mira a far emergere il valore di un nuovo modello di impresa, fondato su relazioni industriali avanzate e capace di coniugare la tutela e la valorizzazione dei lavoratori con le esigenze di competitività e di sviluppo delle aziende. Vuole, dunque, dare visibilità a formule riuscite di accordi aziendali e di pratiche in materia di impegno etico e responsabilità sociale d’impresa, che sappiano coniugare risultati aziendali con benefici sociali; incoraggiare le imprese ad agire in una visione di responsabilità sociale in sintonia con la propria missione; contribuire alla diffusione di modelli di cooperazione tra impresa e società in grado di stimolare le imprese verso nuove modalità di crescita. Ecco perché vengono premiati i migliori accordi sindacali e le migliori pratiche partecipative progettuali e di dialogo sociale su cinque temi: la pari opportunità, l’integrazione europea, la responsabilità sociale di impresa, la formazione e la promozione della alte professionalità, la mobilità come libera opzione. Il termine ultimo per partecipare al Premio è il 30 novembre prossimo. Leonardo Sacco Premio “Etica e Impresa” I l Premio nazionale “Etica e Impresa”, che sarà assegnato nel gennaio 2008, avrà, a partire da quest’anno, anche delle edizioni regionali. La decisione è stata accolta con favore dalla Regione Calabria che, rappresentata dal dirigente generale del Dipartimento Attività Produttive Francesco De Grano, ha incontrato a Roma il Comitato organizzatore del Premio, presieduto da Romeo Scarpari, per definire le azioni che L’Ente calabrese intende porre in essere per stimolare le nostre imprese a partecipare al prestigioso riconoscimento e a rendere costante il rapporto tra le eccellenze che insistono sul territorio regionale e lo Caccia alla polizia che vergogna!!! rotone - Duro attacco del Sindacato, dopo i fatti incresciosi avvenuti nei pressi dello stadio Olimpico di Roma e negli altri stadi Italiani. La dura protesta parte dal Presidente Provinciale della Federazione Sindacale di Polizia -Ugl di Crotone, Gianfranco DE CARLO il quale difende l’operato di quei poliziotti che ogni domenica si trovano a fronteggiare veri teppisti, il cui scopo e obiettivo è di avere uno scontro con chi rappresenta lo Stato. Si ritorna, a meno di un anno dalla morte dell’Ispettore di Polizia RACITI a parlare di violenza. Nello specifico si condanna il comportamento di un poliziotto che accidentalmente ha causato la morte del giovane ventottenne laziale Gabriele SANDRI, quanto accaduto ha dell’incredibile, non solo perché si è subito fatto un N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Questo clima di quasi anarchia sembra faccia comodo non solo agli Ultras ma anche ad alcune società di calcio che di questi teppisti ne conoscono i nomi. Si chiede per l’ennesima volta che la Polizia di Stato venga impiegata per il controllo del territorio a garanzia e tutela dei cittadini che mai come oggi n’è sentono maggiormente bisogno. E’ arrivata l’ora di dire basta all’utilizzo della Polizia agli interessi Societari e Privati, di cui se ne fa carico LO STATO, in tutto questo risanare i danni materiali e vandalici, che ogni domenica vede responsabili questi teppisti. Si chiede di non legittimare più questi comportamenti e di applicare leggi più severe a garanzia di pene certi, inoltre si chiede che non siano i cittadini , “attraverso maggiori tasse”, a pagare i danni che questi commettono. Città di Sibari Informazione Regionale N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre dalla Calabria Presto interventi Anas sulla statale 107 Sono queste le rassicurazioni che l’Anas ha fornito al deputato Laratta dopo le proteste dei mesi scorsi C rotone - «L’Anas a breve interverrà per mettere in sicurezza la SGC Silana-Crotonese». Ad annunciarlo è il parlamentare del partito democratico, Franco Laratta, dopo aver incontrato ieri a San Giovanni in Fiore i vertici calabresi della società. L’Anas - afferma l’esponete politico - ha assicurato «immediati interventi di manutenzione straordinaria sull’arteria». Per l’onorevole Laratta «si tratta di prime importanti risposte agli annosi problemi di una strada che attraversa l’altopiano silano, collega la provincia di Cosenza a quella di Crotone». La storia della SGC silana-crotonese, per i disagi provocati ai cittadini, è lunga. Diversi incidenti, Franco Laratta, Parlamentare del partito democratico molti dei quali mortali, hanno interessato la superstrada durante questi anni. Nei mesi scorsi all’altezza del viadotto “Cannavino”, il traffico è stato costretto ad una sola corsia, per via della formazione del manto stradale. Stesso problema è stato segnalato da Laratta per il tratto che interessa San Fili. I disagi e le lamentele di turisti e residenti hanno indotto il diellino a rivolgere una interrogazione al ministro Di Pietro, che dopo aver predisposto un accurato monitoraggio ha escluso “pericoli” per l’incolumità delle persone, anche se lo stato di fatiscenza della statale costrinsero nuovamente Laratta ad una dura protesta, insieme agli amministratori locali, a Camigliatello Silano per attirare l’attenzione dell’Anas e del ministero sui disagi cronici della 107. A seguito di quella protesta il parlamentare aveva incontrato a Roma i vertici dell’ Anas i quali fornivano rassicurazione per una rapida e positiva soluzione. «Oggi – dice – finalmente qualcosa si muove; sono in arrivo importanti interventi sulla 107; interventi che renderanno più agevole e sicuro il transito veicolare. Inoltre, riporta l’esponente politico, «in vista della stagione invernale è stata assicurata la concreta attivazione del Piano di sicurezza per il tratto di strada che Lettera aperta di Manno S ento il dovere di ringraziare tutta la classe dirigente delle Organizzazioni Professionali Agricole e dei Consorzi di Bonifica che hanno avuto il coraggio di sacrificare qualche interesse particolare per privilegiare le ragioni dello sviluppo complessivo della nostra regione. Senza il loro contributo non sarebbe stato neanche possibile sognare una vera e propria autoriforma della bonifica auspicata, prima, ed aiutata, dopo, dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e Forestazione. “Le rivoluzioni sono figlie di idee e di sentimenti prima che di interessi”, sosteneva don Luigi Sturzo, ma si sa come gli aforismi vengano troppo spesso declamati nei convegni e molto di rado declinati nell’amministrare. Oggi l’antico mondo della Bonifica ha licenziato una proposta che prevede una immediata riduzione del numero dei Consorzi che comporta il risparmio netto di circa il 45% delle spese corrisposte agli organi, comprendendo che era il primo segnale indispensabile per arrivare ad una reale ottimizzazione delle risorse impiegate nel settore. Ogni singolo Consigliere di Amministrazione ha dimenticato il rischio di perdere la propria poltrona al solo fine di poter rendere concreta la possibilità di superare una fase decennale di interventi attuati in regime di emergenza. Che l’acqua sia un bene comune ha favorito, per troppi anni, una consapevolezza scontata, oggi, sta divenendo, finalmente, coscienza consolidata I miglie), gli uffici, i campetti di calcio e pallavolo nonché lo spiazzale nel quale tutti i gruppi convergono per raggiungere la mensa e i luoghi d’attività. “Una visita fondamentale è importante – l’ha definita la direttrice Parisi – in quanto l’immigrazione è un argomento attuale del quale i giovani è necessario che si interessino. Ma non solo. L’aspetto della visita è educativo in più direzioni. I bambini, infatti, attraverso l’esperienza degli immigrati cominciano a rendersi conto della dimensione geografica del nostro pianeta, delle situazioni politiche e religiose che vivono all’interno di ogni nazione e percepire gli aspetti emozionali che tutto questo procura agli ospiti presenti nel Centro”. La richiesta della scuola media di poter visitare il centro, è conseguente all’attivazione di un progetto intitolato: “Scuola collocata in area a forte rischio immigrazione”, articolato su interventi riferiti a particolari fenomeni di disagio quali l’integrazione degli immigrati, l’alfabetizzazione, che sia anche la materia prima per eccellenza. È importante sottolineare che questa maturità è il frutto di un percorso iniziato con il varo della L. R. 11/2003 che sapevamo come ci avrebbe “imposto” un’agenda di lavori per interventi strutturali e strutturati. Di fronte ad eccezionali eccessi nell’uso di qualche cronico commissariamento, ci sono state infatti la maggioranza delle amministrazioni consortili che hanno fatto salti mortali per assicurare servizi con un assetto che prevedeva sovrapposizioni di competenze ed emergenze che si moltiplicavano in un settore, quale quello agricolo, che doveva, contemporaneamente, affrontare un ritardo strutturale proprio. E dopo aver collaborato alla stesura della legge 11 già nel 2003 abbiamo spinto prima e salutato dopo, con soddisfazione, la realizzazione e l’approvazione del Piano Pluriennale delle Opere Pubbliche di Bonifica. Non è stato semplice proseguire tutti assieme sul percorso di un cambio di approccio da quando, le potenzialità di esportare quello che viene sempre più spesso definito l’oro blu. Ma l’aspetto più interessante nel medio periodo riguarderà ogni singola azienda agricola e l’obiettivo della patrimonializzazione del valore pubblico dell’acqua: le imprese potranno così concentrarsi sugli usi misti e plurimi della risorsa idrica; ma anche tutti gli altri settori produttivi della nostra regione potranno usufruire direttamente di economie d’impresa per l’uso diretto che ne fanno e, indirettamente, potranno godere di una concertazione con gli altri Enti operanti sul territorio al fine di realizzare una concreta ed ampia condivisione dei programmi e dei progetti per lo sviluppo e la crescita economica e la sicurezza delle popolazioni. Ebbene, nonostante questa volontà condivisa in più di quattro anni di lavoro, ho pensato che fossimo vicini solo dopo l’intervento dell’Assessore Pirillo in occasione dell’inaugurazione della vasca di Calusia lo scorso quattro ottobre: l’Assessore fu chiarissimo, costeggia le montagne». Il deputato ha poi ricordato le decine di morti che si sono registrate negli ultimi tempi sulla 107 e per scongiurare ciò auspica che l’Anas avvii «una forte attività di prevenzione, asfaltando o segnalando in tempo utile le “voragini da neve” che provocano gravi incidenti e danni ingenti alle auto». Infine «la società investa sempre di più nella sicurezza di tutte le strade calabresi che hanno bisogno di interventi non più rinviabili, come ad esempio la SS 106». Visita guidata di studenti al Campo di Accoglienza di S. Anna sola Capo Rizzuto - Per la prima volta nella storia, un Cda apre le porte ad una scuola. Oggi pomeriggio gli alunni delle classi 1° e 2° della scuola media Gioacchino da Fiore di Isola accompagnate dai loro docenti, sono state accolte all’interno del Centro d’accoglienza S.Anna per una visita guidata. Nei giorni scorsi i piccoli studenti, avevano incontrato la direttrice del Centro, Liberata Parisi, nella sede della Misericordia di Isola, per porre alla sua attenzione alcune domande. In particolare i bambini erano incuriositi dagli aspetti inerenti la vita all’interno del campo, il modo di trascorrere il tempo, la provenienza degli ospiti e i motivi del loro viaggio. Due ore di dibattito che hanno gettato le basi alla visita vera e propria che oggi si è svolta per circa un’ora e mezza. Ad accompagnare il gruppo di 32 persone ( 15 docenti e 17 alunni), la stessa direttrice Parisi, seguita dal vice Pasquale Ribecco e dagli operatori della Misericordia, la quale ha fatto da cicerone nei vari settori del campo: la sala tv, la ludoteca, la scuola d’italiano, il campo C (dove ai bambini sono stati mostrati i container nei quali vivono alcune fa- 11 i corsi di lingua (italiano e francese) e l’intercultura. Soddisfatti insegnanti e studenti che hanno potuto vivere in prima persona ciò che normalmente si studia a scuola o si vive giornalmente dai racconti dei media. Le iniziative del Cda, proseguono con la mostra Prove d’arte oltre “confine”, che rimarrà in esposizione presso la Sala Margherita fino al prossimo 23 novembre e dal 24 novembre fino al sei dicembre al Bastione Toledo. Una serie di impulsi positivi che sono nati nei mesi scorsi nel corso di un incontro tra gli operatori del centro, il Ministero dell’Interno, la Prefettura e la Questura di Crotone. Il Ministro Paolo De Castro e cioè da più di due anni, abbiamo avviato la realizzazione di un Catasto unico; e da quando abbiamo dato un contributo importante alla stesura del Piano Strategico Rurale (nella nuova programmazione dei Fondi Strutturali della Comunità Europea) tutto teso a disegnare un quadro chiaro entro quale i nuovi Consorzi di Bonifica potranno ritagliare interventi pratici tesi all’uso plurimo dell’acqua sia per il settore primario che potrà godere di una produttività del e dall’acqua. Questa è la sfida che abbiamo voluto affrontare senza trascurare tutti quegli aspetti che continuiamo ad affrontare da anni: per citarne solo alcuni, il coordinamento dell’attività degli Operai Idraulico Forestali per l’emergenza incendi e l’immensa attività di difesa del suolo e del dissesto idrogeologico (riconosciutaci anche dalla Protezione Civile nelle tragiche occasioni delle alluvioni di Soverato, Lamezia e Vibo). Ora con il varo di questa riforma i singoli cittadini potranno usufruire di una qualità ed una quantità dell’acqua sempre maggiore realizzando una migliore gestione degli impianti e della rete irrigua e, come detto, potremo intervenire anche sulle tariffe perché la Calabria ha ribadendo con forza, alla presenza di molti deputati regionali e del Ministro De Castro, che nel rispetto delle prerogative dell’intero Consiglio Regionale, alla Giunta non rimaneva altro che capitalizzare il coraggio delle Organizzazioni di Categoria e dell’Urbi che (riportando le sue testuali parole) “è teso a voler dotare i Consorzi di Bonifica di strumenti efficenti rinunciando a privilegi, e non sarà concesso a nessuno di rallentare un processo di autoriforma teso a consegnare l’amministrazione di questi importantissimi Enti ai legittimi rappresentanti che sono gli agricoltori”. Ulteriore incoraggiamento venne dal Ministro quando volle sottolineare come proprio in Calabria, con questa riforma, potesse nascere (ricito testualmente) “un virtuoso modello di riforme che avrebbe il doppio pregio di avvenire nello strategico settore della gestione della risorsa idrica”. Il naturale sigillo non potrà che arrivare dal Consiglio Regionale che sono certo non avrà alcun dubbio nel licenziare il corpo di questa riforma che possiede il prezioso carattere di quel tipo di concertazione vera che rifugge le consorterie. 12 Informazione Regionale La scuola come soggetto fondamentale dalla Sicilia Insegnamento antimafia nelle scuole P alermo – Il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, il deputato del Pd Beppe Lumia, ha presentato come primo firmatario alla Camera una proposta di legge per l’introduzione dell’insegnamento dell’ antimafia nelle scuole. «Le scuole medie e superiori istituiranno – recita il primo articolo della proposta di legge -, inserendole nelle attività curriculari un’unità didattica sul tema della mafia,con l’obiettivo di insegnare l’antimafia a scuola. su questo tema una più diffusa e corretta informazione è il punto di partenza anche per l’educazione ai valori della legalità. Nell’unità didattica verrà data priorità alle testimonianze orali e scritte, alle documentazioni ufficiali,alla storia della Mafia, all’intreccio tra economia, politica, società e al tema dei rapporti internazionali della mafia. «Le scuole – si legge ancora all’articolo 2 - si avvalgono di competenze appositamente acquisite e maturate nelle pratiche e nell’esperienza dell’educazione alla legalità attraverso la memoria storica. L’attività delle unità didattiche persegue i seguenti obiettivi: a) sperimentare, studiare ed affinare le pratiche e le competenze al fine di prevenire l’espandersi della mafia e della sua cultura nei giovani e superarne i danni, favorire un’educazione alla non violenza; e b) favo- rire e promuovere interventi di rete, sia con l’insieme delle istituzioni, associazioni, organizzazioni, enti pubblici e privati, sia con l’insieme delle competenze e delle figure professionali, al fine di offrire le differenti risposte, in merito alle diverse tematiche che sono affrontate nel corso dell’anno scolastico». Viene pertanto «istituito – recita l’articolo 3 -, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un apposito fondo destinato al cofinanziamento degli interventi di cui alla presente legge, con le seguenti finalità: a) finanziamento della programmazione regionale a favore degli interventi di cui alla presente legge; b) finanziamento degli interventi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge; c) promozione di nuovi interventi». «Al termine di ogni esercizio finanziario – aggiunge -, le eventuali somme assegnate agli enti locali e territoriali e non utilizzate possono essere riassegnate, con decreto del Ministro della solidarietà sociale, alla realizzazione di programmi regionali o di specifici progetti locali rientranti nelle finalità di cui alla presente legge. Al termine del primo triennio di attuazione della presente legge, le eventuali somme assegnate e non utilizzate sono computate in aggiunta alle somme del fondo di cui al comma 1 disponibili nel successivo triennio di attuazione». In quanto alla copertura finanziaria, si legge infine nella proposta di legge: «Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, pari a 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2009, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2007, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo Giuseppe Lumia, vicepresidente della Commisal Ministero degli affari sione parlamentare Antimafia esteri». C atania - Dotare ogni Comune di uno spazio dedicato a Giostre e Luna Park, e riconoscere la professionalità dei piccoli imprenditori che si occupano di intrattenimento itinerante. Questi gli obiettivi di “ANSVA - Associazione Nazionale Spettacoli Viaggianti e Affini”, la nuova categoria sindacale che si è costituita questa mattina presso la sede della Confesercenti. L’associazione ha già eletto il primo presidente Roberto Persichini ed il primo vicepresidente Antonio Principato. All’incontro hanno partecipato il direttore della Confesercenti etnea Alberto Sozzi ed il dirigente sindacale Enza Lombar- N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre L’assessore Leanza: “Il percorso scolastico va contestualizzato nel segno di una rinnovata necessità di tutela e valorizzazione dell’identità regionale ma sempre nel più vasto disegno di una imprescindibile cittadinanza europea. C atania - Connettere il locale al globale, attivare le politiche e le misure più appropriate per fruire e promuovere la ricchezza dei localismi che caratterizzano la nostra regione. La scuola come soggetto fondamentale per costruire un’identità positiva del territorio e per sviluppare la formazione civica degli studenti, come futuri cittadini, protagonisti dello sviluppo sostenibile, del rispetto e della valorizzazione del proprio patrimonio culturale e sociale. Di questi complessi argomenti hanno discusso oggi, a Sant’Alessio Siculo, l’assessore regionale ai Beni culturali, ambientali e alla Pubblica Istruzione, Lino Leanza, il dirigente generale del Dipartimento Pubblica Istruzione, Patrizia Monterosso, il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano, e oltre 500 dirigenti scolastici. “Curricolo – Aree di intervento di interesse regionale” il titolo dell’incontro durante il quale è stato avviato un dibattito per definire, nell’ambito del curricolo scolastico, le aree di intervento di interesse regionale. Infatti, secondo quanto sancito dal DPR n. 275/99, “Definizione dei curricoli”, dalla legge n. 53/2003 art 2 punto L e dal D.M. 47 del 13.06.2006, “i piani di studio personalizzati, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, contengono un nucleo fondamentale, omogeneo su base nazionale, che rispecchia la cultura, le tradizioni e l’identità nazionale, e prevedono una quota, riservata alle regioni, relativa agli aspetti di interesse specifico delle stesse, anche collegata con le realtà locali”. “E’ fondamentale – ha spiegato Leanzaaprire un dialogo con le autonomie scolastiche per individuare a cosa destinare la quota di interesse regionale, ovvero quella fetta di insegnamenti che possono esaltare l’autonomia progettuale delle scuole. Si tratta di pensare a una rete, bisogna mettere a sistema una progettualità che tantissime autonomie scolastiche della Regione Siciliana portano già avanti nell’ambito dei piani di studio. Il curricolo scolastico, d’altronde, ha già come obiettivo quello di creare e consolidare nello studente linguaggi, competenze, valori che consentano di formare solide identità non autoreferenziali. Ogni studente, quindi, deve essere messo nelle condizioni di “collocare” opportunamente il proprio patrimonio di conoscenze, di competenze, di saperi, di tradizioni. E’ per questo che le autonomie scolastiche za dei localismi che caratterizzano la nostra regione: è vivo, per esempio, il desiderio di conoscenza del patrimonio culturale della Sicilia. Inoltre il recupero, a partire da quest’anno scolastico, di una cultura costituzionale sarà certamente un input di grande valenza formativa, grazie al quale, in classe, lo studente avrà un’ulteriore e significativa Nicola Leanza, Assessore ai beni Culturali e Pubblica Istruzione Regione Siciliana interagiscono già fortemente con i contesti locali e un’alta percentuale di istituti scolastici prevede annualmente, nel piano dell’offerta formativa, iniziative per promuovere il territorio. La dimensione culturale del percorso scolastico va contestualizzata, individuando spazi organizzativo-didattici nel segno di una rinnovata e convinta necessità di tutela e valorizzazione dell’identità regionale, nel più vasto disegno di una imprescindibile cittadinanza europea. Ciò significa attivare le politiche e le misure più appropriate per fruire e promuovere la ricchez- opportunità di riflessione sulle visioni unitarie dei diritti umani, sull’identità nazionale, sull’articolazione autonomistica e sull’apertura sopranazionale; sulla scuola come istituzione e sul suo compito di insegnamento ispirato al rispetto della persona e alla prospettiva di una società che ha una forte identità ma che è anche pluralistica, aperta alla mondialità e al dialogo interculturale. Proprio perché la cultura di riferimento della scuola è “fluida, emergente, aperta”, oggi più che mai va connesso il locale al globale e la cultura deve fare i conti con le differenze”. Nasce “ANSVA - Spettacolo Viaggiante” do, che coordinerà l’associazione. Subito dopo, Persichini, Principato e Lombardo hanno incontrato l’Assessore comunale al Commercio Mario Indaco nella sede dell’Assessorato. “La categoria - dichiara il presidente Roberto Persichini - ha la necessità di farsi riconoscere come tale, soprattutto dai Comuni: purtroppo, nessuno di loro ha attuato la legge nazionale che prevede uno spazio apposito per ospitare Circhi e Luna Park”. “Siamo soddisfatti - aggiunge il dirigente Confesercenti Enza Lombardo - e daremo tutto il nostro sostegno all’associazione Spettacolo Viaggiante. Inoltre, lanciamo un messaggio alla comunità: collaboreremo insieme alle altre sigle sindacali per ottenere il medesimo risultato, quello di creare lavoro e favorire l’occupazione in questo ambito commerciale”. Il Presidente ANSVA Roberto Persichini, 45 anni, è un esercente specializzato in intrattenimento itinerante, con un’esperienza consolidata nel settore da ben tre generazioni; attualmente, si occupa di un Luna Park per bambini ad Acireale, e di un’attrazione in Piazza Nettuno a Catania. La categoria si avvale anche dell’entusiasmo del vicepresidente Antonio Principato, 28 anni, anche lui impegnato in un’attività itinerante a Catania. Da sin, Il Presidente Roberto Persichini, il Dirigente Enza Lombardo e il Vice Presidente Antonio Principato N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Informazione Regionale dalla Sicilia Un ufficio per gli automobilisti multati C atania - Saranno annullate le mul- il limite massimo di velocità di 60 chilote per eccesso di velocità rilevate metri è stato indicato impropriamente. E’ sul viale Mediterraneo, riviste le da intendersi corretto quello di 90 kmh, sanzioni per quelle sull’asse dei servizi, re- per cui tutte le infrazioni che indicano una stano confermate le infrazioni verbalizzate velocità al di sotto di questo limite non sulla Catania-Gela. Il presidente della Pro- si devono pagare (chi ha già pagato sarà vincia di Catania, on. Raffaele Lombardo, rimborsato) e per chi ha superato il limitorna sul “caso autovelox” e chiarisce, una te dei 90 kmh le sanzioni saranno riparavolta per tutte, le decisioni finali dell’Am- metrate. Da lunedì inizieranno, inoltre, i ministrazione in seguito all’attività della lavori di manutenzione per il rifacimento Polizia provinciale e annuncia anche l’im- dell’asfalto e della segnaletica: si preveminente apertura di uno sportello per tutti dono rallentamenti e incolonnamenti per i chiarimenti necessari. “Innanzitutto non cui si consigliano percorsi alternativi per c’è mai stato alcun intento persecutorio nei chi deve raggiungere l’aeroporto di Caconfronti degli automobilisti, né esigen- tania. Catania-Gela. Resta confermata la ze di “far cassa” – ha sottolineato l’on. “tolleranza zero”: presenza costante delLombardo -. Il nostro Ente ha un bilancio le pattuglie della Polizia provinciale con impeccabile, addirittura con un avanzo di l’autovelox per prevenire incidenti. Il diamministrazione di 60 milioni di euro che rettore generale della Provincia, Marcello avremmo utilizzato per investimenti, se Fecarotti, presente alla conferenza stampa non ci fosse impedito dai vincoli del Pat- insieme all’assessore Orazio Pellegrino, to di stabilità. L’unico vero motivo per il ha annunciato, inoltre, l’apertura di uno quale abbiamo deciso di intervenire con specifico ufficio informazioni nei locali pattuglie dotate di autovelox è ridurre gli di via Mascagni, 56-58, a Catania, tra una incidenti, frequentissimi e spesso mortali, decina di giorni. L’assessore Pellegrino ha su alcune strade soggette a traffico intenso anticipato che i verbali saranno rinotificati e spesso a velocità ben oltre i limiti. Que- e nell’attesa, quindi, nessuna multa va pasto intervento, soprattutto di prevenzione, gata. Per Giuseppe Tanasi, segretario naha prodotto risultati positivi: sulla Catania- zionale del Codacons, accompagnato dall’ Gela gli incidenti mortali sono drastica- avv. Giovanni Petrone, presidente regionamente diminuiti e gli automobilisti rispet- le, dall’avv. Floriana Pisani, coordinatore tano con maggiore attenzione il limite di 90 ufficio legale regionale, e dall’avv. Dochilometri, che non è stabilito da noi, ma menico Fabiano, responsabile provinciale dall’ente gestore, in questo caso l’ANAS, Adusbef, con queste soluzioni vengono che speriamo metta in sicurezza in tempi di fatto revocate circa 31.000 multe su un brevi l’intero percorso. Purtroppo, abbiamo totale di 48.000, quindi 17.000 saranno riscontrato, proprio grazie all’autovelox, parzialmente riviste. Infine, il presidencome sull’asse dei servizi si raggiungano te Raffaele Lombardo ha annunciato che velocità da formula uno, come dimostrano tutte le Province italiane parteciperanno le fotografie: spesso vengono superati i ad una manifestazione contro il governo 200 chilometri orari, in un caso addirittu- nazionale il 7 novembre per protestare per ra i 300, le moto sfiorano i 190 chilometri il mancato trasferimento di 52 milioni di orari”. Fatta questa premessa, bisogna sot- euro l’anno, per tre anni, che la legge fitolineare perché le infrazioni verbalizzate nanziaria prevedeva di destinare proprio dalla Polizia provinciale vanno, in gran per la manutenzione e l’adeguamento delparte, riformulate. Viale Mediterraneo: in la viabilità secondaria. base ad una interpretazione della Prefettura, il viale Mediterraneo, il raccordo cioè che collega via Vincenzo Giuffrida con il casello di san Gregorio, deve intendersi “tratto autostradale”, quindi la competenza unica ed esclusiva e della Polizia stradale. Tutti i verbali sono, quindi, nulli: non vanno pagati. Chi ha già pagato sarà rimborsato. Asse dei servizi: Da sinistra: Tanasi, Lombardo, Fecarotti e Pellegrino G Inaugurato il Career Tourism Centre iarre - Il comparto turistico si presenta ancora una volta come destinatario di strategie formative e territoriali atte a rilevarne ed esprimerne le potenzialità di un territorio che come quello etneo è ricco di risorse ambientali e culturali. Inaugurato stamani, dal sindaco, Teresa Sodano, il Career tourism Centre. Giarre, con sede in via Oberdan 2E/F. “L’ Etna career tourism centre, vede coinvolti i partner del progetto, con l’ obiettivo di fornire un sostegno diretto e un servizio di assistenza individuale e di gruppo sulla scelta del percorso professionale, per stimolare il processo di decision-making.il nuovo centro offre diversi servizi a chi si avvicina al mercato del lavoro nel campo turistico. Si tratta di un importante punto di riferimento per il turismo integrato che nasce proprio a Giarre, nell’ ambito di progetto ambizioso, ovvero l’ “Ori. Etna.Tur” (Orientamento e inserimento nel settore turistico), proposto da un’ATS (associazione temporanea di scopo) costituita dal Comune di Giarre (nella veste di capofila), dalla Provincia regionale di Catania, dal Centro orientamento e formazione dell’Università degli Studi di Catania, dal Parco dell’Etna, dall’Agenzia sviluppo Simeto Etna e dall’omologa Jonico Etnea. L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del Pit (Progetto integrato territoriale) Etna n°24, ha come mission quella di favorire l’inserimento nel mercato del lavoro relativo al settore del turismo del territorio Etneo. Tale obiettivo verrà realizzato attraverso una serie di azioni che prevedono una pluralità di interventi sinergicamente integrati, tra cui la ricerca e l’analisi dei fabbisogni occupazionali e formativi; varie iniziative di sensibilizzazione, informazione, orientamento professionale e animazione territoriale; percorsi formativi concepiti allo scopo di fornire e potenziare le competenze specifiche richieste dal settore turistico dell’area di riferimento. L’ambito territoriale di riferimento comprende tutti i 28 comuni del Pit in questione: Calatabiano, Fiumefreddo, Giarre, Mascali, Riposto, Castiglione, Linguaglossa, Maletto, Milo, Piedimonte Etneo, Randazzo, Sant’Alfio, Santa Venerina e Zafferana Etnea (comprensorio EtnaAlcantara); Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Misterbianco, Motta S. Anastasia, Nicolosi, Paternò, Pedara, Ragalna, S. Maria di Licodia, S.Pietro Clarenza e Trecastagni (versante Simeto-Etna). Il Progetto Ori.etna.tour, al fine di favorire l’inserimento nel mercato del lavoro relativo al settore del turismo del territorio Etneo, si propone sia obiettivi di carattere generale che di tipo specifici. Gli obiettivi generali da raggiungere sono: accrescere e razionalizzare le conoscenze riguardo le offerte formative e gli sboc- Maria Teresa Sodano, sindaco di Giarre chi occupazionali nel settore turistico; definire, dopo aver valutato in modo articolato ed i rappresentanti di tutti i parle caratteristiche degli studenti teners interessati del progetto, è delle scuole superiori, dell’Uni- stata preceduta da un seminario versità, dei laureati, un quadro più sul tema “Territorio, Turismo e generale della condizione giova- Formazione” . Illustri relatori ed nile nella Sicilia centro-orientale; esperti in materia, Andea Brogna favorire il raccordo con il mondo Manager Pit 24, Gabriele Ciraldel lavoro e l’inserimento lavora- do, direttore del progetto, Orazio tivo dei giovani attraverso l’uso Licciardello, dell’ Università dedi strumenti ad hoc, quali “il bi- gli Studi di Catania, il coordinalancio delle competenze”,attivare tore Azione di Ricerca e del Etna efficaci forme di partnership con Career Centre Tourism, Roberto altri soggetti pubblici e privati per Pennisi,coordinatore dell’ Azione la diffusione di informazioni e di di orientamento rivolta al sisteiniziative, sul turismo; formare fi- ma, il coordinatore dell’azione di gure professionali con conoscen- orientamento rivolta al Sistema la ze e competenze specialistiche in coordinatrice dei Corsi di Formaambito turistico. Tra gli obiettivi zioneAnna Maria Altavilla dell’ specifici invece: attuare modalità Università degli Studi di Catania, innovative di diffusione delle in- alternandosi, nell’ aula confeformazioni sull’offerta turistico- renze del Palazzo delle Culture, formativa; realizzare un’attività hanno sottolineato la necessità di di sensibilizzazione, informazio- puntare su un turismo integrato e ne e formazione; promuovere di qualità per accogliere flussi tutirocini formativi e periodi di al- ristici e sviluppare tutto il relatiternanza scuola lavoro che facili- vo settore, fonte di sviluppo e di tino l’inserimento post-diploma e occupazione.Presenti in sala il dipost-laurea e il collegamento con rettore dell’ Ente Parco dell’ Etna, il mercato del lavoro; ampliare i Giuseppe Spina e il commissario dati di conoscenza sulla condi- Ettore Foti. Soddisfazione è stazione dei diplomati e laureati del- ta espressa dal sindaco Sodano l’area d riferimento; monitorare il per l’ avvio di questo progetto processo di orientamento attuato. integrato, finanziato per l’ imporRelativamente alle attività for- to di oltre un milione di euro, e mative, saranno realizzati cinque che coinvolge enti di formazione corsi, di cui tre rivolti a giovani come l’Università e le istituzioni, disoccupati e due a operatori del Provincia e Comuni, per formare settore. La cerimonia di inaugu- nuove professionalità ed inserire razione, cui tra gli altri, oltre al nuove figure in ambito turistico, primo cittadino giarrese, hanno componente essenziale per lo svipresenziato le autorità cittadine luppo sostenibile del territorio. La frana del Monte delle Rose S alemi - In queste ore alcuni operai del Comune, sotto il coordinamento dei vigili del Fuoco, dei tecnici comunali e della Protezione civile stanno provvedendo a rendere più sicura l’area sottostante il Monte delle Rose dove all’alba di ieri venerdì 19 ottobre sono franati a valle alcuni costoni di roccia, uno di quali, di grosse dimensioni, s’è fermato a pochi metri dalle abitazioni «Abbiamo chiesto – dice il sindaco Biagio Mastrantoni – la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Con i nostri operai in queste ore stiamo comunque lavorando per eliminare le situazioni di pericolo imminente ed in particolare lo spostamento di alcuni massi che sono ancora in bilico e rischiano di scivolare a valle. La Protezione Civile regionale ci ha assicurato uno stanziamento di fondi urgente per iniziare già da lunedì mattina una serie di lavori che serviranno a mettere in sicurezza l’intera area e a consentire alle famiglie di rientrare nelle loro case. La stessa Protezione civile effettuerà i lavori di messa in sicurezza che richiedono oltre alla normale manodopera personale specializzato. La situazione, comunque, è costantemente sotto controllo». Le persone fatte evacuare sono state ospitate in maggior parte da parenti o amici. Solo in 6 hanno deciso di pernottare in un albergo. 13 Un masso franato dal Monte delle Rose INSERTO Corriere Letterario Il jihad & la crociata N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre A cura di Antonio D’Ettoris Claudia Pitotti L ’ultima fatica di Marco Meschini, storico medievalista e docente universitario alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha come titolo un binomio quanto mai presente nel dibattito culturale del nostro tempo e, più in generale, nell’opinione comune di oggi, troppo spesso sedotta da facili luoghi comuni, giudizi affrettati e analisi a dir poco superficiali. Il titolo dell’opera in questione è Il jihad & la crociata (edizioni Ares, Milano 2007, pagg. 160, € 12), nel cui sottotitolo, Guerre sante asimmetriche, l’autore fa presagire quale sarà il suo obiettivo: smontare il falso luogo comune che equipara il jihad islamico alla crociata cristiana. Il testo si propone come lettura ideale per chi voglia approfondire l’argomento proposto ma, nello stesso tempo, non desideri smarrirsi in un interminabile volume analitico; Il jihad & la crociata, infatti, non è solo un testo scorrevole e di facile lettura, ma è altresì un libro agile e perfettamente fruibile anche dai non specialisti: in meno di 200 pagine esso ripercorre la storia della religione islamica, arrivando alla formazione del concetto di jihad, ed in seguito vengono riproposte le tappe fondamentali di un’altra storia, quella delle crociate, mediante lo stesso procedimento. A tal proposito, Meschini ha efficacemente suddiviso il suo libro in due sezioni principali, precedute da un’ Introduzione, con la quale l’autore prende le mosse (e non a caso) dalla celeberrima lectio magistralis tenuta da Papa Benedetto XVI a Regensburg (meglio nota come Ratisbona) il 12 settembre 2006. In quella occasione il Sommo Pontefice ha mirabilmente spiegato l’importante e La partenza per la crociata (Statuti dell’Ordine del Santo Spirito, XIV secolo, Bibliothèque nationale, Paris, MS Fr. 4274, f. 6) necessario rapporto tra fede e ragione, “le due ali necessarie allo spirito umano per elevarsi alla conoscenza della verità”, come ricorda Meschini nella stessa Introduzione, parafrasando le parole di Papa Ratzinger che a Ratisbona “si è soffermato principalmente sul concetto di ragione (lógos in greco)” ; per far ciò, ha brevemente citato un dialogo-controversia avutosi, sul finire del XIV secolo, tra un imperatore bizantino di nome Manuele II Paleologo e un dotto persiano, circa le verità del Cristianesimo e quelle apportate dall’Islam; durante questo confronto l’imperatore non risparmiò dure critiche alla religione di Maometto, in virtù, soprattutto, del suo espansionismo armato, che ricorreva quindi a violenza e minacce, elementi incompatibili con la natura razionale di Dio, che è Lógos e che “non si compiace del sangue”. In seguito l’autore pone le domande fondamentali su jihad e crociata, a cui egli stesso fornirà una risposta, attraverso un’indagine chiara e lineare che si dipana nel corso della lettura. All’Introduzione segue, per Archivi di guerra La collana “Archivi di guerra” della Hobby & Work Publishing presenta un’ampia serie di volumi, con allegati Dvd, in cui vengono raccolti documenti, filmati e testimonianze sulla seconda guerra mondiale. La collana è suddivisa in quattro raccolte, dedicate a: ”Le battaglie”, “I protagonisti”, “I cinegiornali” e “I misteri”. Fra i primi testi usciti citiamo Lo sbarco in Normandia (pp. 128, 1 Dvd, € 12,90), Ascesa al potere del Nazismo (pp. 128, 1 Dvd, € 12,90), Erwin Rommel la Volpe del deserto (pp. 128, 1 Dvd, € 12,90) e Enigma (pp. 128, 1 Dvd, € 12,90). L’ampiezza documentaria consente un’ampia lettura di eventi e personaggi. La g io vane magrebina Noria Ghozali, fuggita di casa per sottrarsi all’intransigenza paterna, ormai se la deve cavare da sola, ma mai avrebbe pensato di diventare investigatrice di polizia del decimo Arrondissement di Parigi. E la prima prova che deve affrontare è il caso del ritrovamento di un cadavere nel parcheggio della Villette: si tratta del corpo di Fatima Rashed, nome d’arte Katryn, una “call-girl” di lusso frequentata da diverse personalità francesi e straniere. Dominique Manotti Le mani su Parigi Tropea Pagg. 221 Euro 12,90 In questo godibile saggio, Hew Strachan rimette in diHew Strachan scussione tutte le idee sbagliate, le strumentalizzazioni Carl von Clausewitz e i fraintendimenti nati intorno a Della guerra. L’autore Della guerra. una biografia smentisce, ad esempio, l’opinione secondo cui per Newton & Compton Clausewitz sia necessariamente la politica a definire e Pagg. 224 Euro 9,90 regolare la guerra e mostra come, in realtà, per il teorico militare prussiano la guerra possieda dinamiche proprie, in virtù delle quali esercita, a sua volta, un’importante influenza sulla politica stessa. È il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l’ultimo uomo sulla Terra. L’ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Richard Matheson Io sono Leggenda Fanucci Pagg. 226 Euro 13,00 Questa raccolta, curata da Sudhir Kakar, l’auSudhir Kakar tore di Mira e il Mahatma e di altre importanti Storie d’amore indiane opere della narrativa indiana contemporanea, Neri Pozza presenta storie d’amore ambientate in ogni parte Pagg. 256 Euro 15,50 dell’India e scritte originariamente nelle più disparate lingue del subcontinente indiano: assamese, bengali, marathi, kannada, gujarati, kashmiro, malayalam e così via. M. B. l’appunto, la Parte Prima del libro, intitolata Il jihad, che rivela al lettore particolari inediti, sconosciuti ai più, circa la formazione dell’Islam, dai suoi albori, passando attraverso le origini del suo sedicente profeta, Maometto, fino ad arrivare alla nascita di un vero e proprio impero, quello islamico, in cui l’Islam si configura “realtà religiosa e politica unitaria”: ciò vuol dire, come spiega Meschini, che esso è “una teocrazia universalistica, concepito cioè per essere esteso a tutto il mondo”. Pertanto, continua l’autore, “[l’Islam] ha in sé anche una forza guerresca che presto o tardi non avrebbe fatto a meno di scatenarsi”. Il lettore avrà dunque ben chiaro il reale valore e significato della guerra santa islamica, scortato anche e soprattutto dai continui riferimenti al Corano (il testo sacro dei musulmani), che l’autore cita frequentemente. La necessità, poi, di fare le dovute distinzioni rispetto a quelle che furono le Crociate in Terra Santa, conduce Meschini alla composizione della Parte 15 Seconda del suo testo, questa volta intitolata appunto La crociata, grazie alla quale il lettore potrà finalmente comprendere origini, scopo e reale funzione di ciò che è erroneamente definita mera e sanguinosa guerra di espansione o dai connotati prettamente economici, dissipando le nebbie provocate da immagini falsate e resoconti privi di fondamento storico. Il libro prende congedo dal suo lettore con la Conclusione, intitolata Asimmetrie, in cui Meschini, oltre a raccogliere le idee di fondo, elargisce ulteriori informazioni e chiarimenti, traendo le conclusioni logiche di una ricostruzione pulita e rigorosa, portata avanti nel corso della propria analisi. Al termine della quale, operati i dovuti approfondimenti, e le necessarie spiegazioni, si approda, ad esempio, ad un chiarimento fondamentale, e cioè che “il jihad è coessenziale all’Islam, mentre la crociata non lo è per il cristianesimo” in quanto “non risiede nel suo essere intrinseco di religione storica e rivelata”. Al contrario, “togliere il jihad dal volto dell’Islam è impossibile” poiché “espressione della religione islamica nel suo sorgere e nel suo formarsi”. Lo scrittore, in definitiva, riesce abilmente, e con analisi ineccepibile, a colpire al cuore il plurisecolare pregiudizio sul jihad e la crociata, quasi “fossero espressioni speculari delle due religioni cui sono connessi”, giudicando “false e mistificatorie le giustapposizioni facili”. Il lettore che si sottoporrà a questa proficua lettura dedurrà facilmente anche l’infondatezza di quella credenza che vuole l’Islam religione tollerante, ieri come oggi. D’altronde, benché sia passato più di un anno da quella lezione a Ratisbona, certamente molti di noi ancora ricordano le numerose proteste, gli insulti e le minacce che essa scatenò. Nel mondo occidentale, certo. Ma anche e soprattutto in quello islamico. Alla faccia della tolleranza. Alberto Bentoglio L’attività teatrale e musicale in Italia Carocci Pagg. 246 Euro 18,50 Aggiornata e ampliata in ogni sua parte, questa nuova edizione propone lo studio dell’organizzazione e dell’economia dello spettacolo teatrale e musicale.Pensato per lo studente del triennio universitario, il volume si propone di colmare una lacuna editoriale, compendiando elementi economici e legislativi con aspetti più propriamente gestionali e artistici. I quotidiani sono ancora un modelRiccardo Gualdo lo di lingua scritta? Com’è fatta e come L’italiano dei giornali sta cambiando la lingua dei giornaCarocci li in Italia? Come vengono letti e come Pagg. 144 Euro 10,00 funzionano i testi al loro interno? La storia linguistica della scrittura dei quotidiani negli ultimi anni permette di rispondere a queste domande e di capire meglio, con strumenti adeguati, come leggere il giornale e come scrivere per il giornale in modo chiaro, responsabile e corretto. Fin dal “Libro dei Morti” degli antichi egizi, di generazione in generazione, le scritture sacre, i racconti popolari, la narrativa e la poesia hanno tramandato miti, storie e leggende per tentare di spiegare l’inspiegabile, il mistero. E fra tutti i misteri, quello più temuto: cosa c’è dopo la morte? Come su uno spartito musicale sono incastonate in questa raccolta le note più preziose e intense dell’immaginario spirituale di popoli e culture. Luca Crippa Inferni e paradisi Piemme Pagg. 318 Euro 16,50 Apparse per la prima volta in una raccolta in Kalila e Dimma sanscrito diciassette secoli fa, queste fiabe Fiabe indiane di Bidpai costituiscono la fonte nascosta o palese di auNeri Pozza tentici capolavori della letteratura occidentale. Pagg. 256 Euro 12,50 Senza di esse non avremmo probabilmente avuto Esopo e La Fontaine, Le mille e una notte e I racconti di Canterbury, oltre a una sterminata serie di racconti popolari trasmessi oralmente lungo il corso dei secoli tanto in Occidente quanto in Oriente. Letteratura Mediterranea INSERTO 16 N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Quando ci si può guardar soffrire e raccontare quello che si è visto, significa che si è nati per la letteratura. Maruzza Musumeci I Giovanna Crisà l nuovo romanzo di Camilleri, ci trascina nel mondo incantato delle fiabe. In Maruzza Musumeci, c’è tutta la Sicilia ottocentesca, ma soprattutto c’è l’ironia che caratterizza tutti i romanzi del Camilleri. E questa è la storia del viddrano che si maritò con una sirena, ma attenzione non siamo di fronte a una si- L rena intesa come pesce, ma davanti a una donna che vive tra gli uomini, una donna bellissima che, consapevole di questa sua “dote”, seduce il prescelto. E chi poteva cadere nella rete della sirena, se non il povero Gnazio Manisco, emigrante, che a quarantacinque anni sposa Maruzza, lui che di mare non ne vuole sentire, al punto tale che durante i suoi viaggi in mare sta- va sotto coperta tutto sudato?! I due avranno due figli, Cola, che diventerà un astronomo e Resina . Naturalmente, Maruzza Musumeci, non può definirsi un romanzo storico, ma fantastico o meglio ancora magico, poiché le donne del racconto hanno uno stretto legame con il mare, e quale esso sia lasceremo che sia il lettore a scoprirlo. L’ultimo lettore a lettura del romanzo è uno specchio di ciò che la vita deve essere, è la sindrome di Madame Bovary”. Riccardo Piglia, scrittore sudamericano, stavolta traccia una possibile storia della figura del lettore. Avete mai pensato a Borges, Joyce, Kafka o il Che mentre leggono? Probabilmente no. Noi lettori li abbiamo visti sempre come scrittori e basta . Ecco che Piglia pone la domanda: Chi è il lettore? Immagina Borghes che legge con i suoi occhi quasi ciechi, Che che legge appollaiato su un albero, Joyce che usa la sua lente di ingrandimento. Siamo Andrea Camilleri Maruzza Musumeci Sellerio Pagg. 151 Euro 10,00 al confine tra un saggio e un romanzo, ma soprattutto siamo di fronte alla consapevolezza che la lettura crea un mondo parallelo alla nostra vita. A questo punto, Piglia, trasforma Anna Karenina e Madame Bovary in lettrici: esse leggono per dare un senso alla propria vita, poiché nella loro vita manca qualcosa. Un libro interessante, che si fonda sulla tesi del bovarismo: desiderare di essere un altro, desiderare di essere come gli eroi dei romanzi”. Ricardo Piglia L’ultimo lettore Feltrinelli Pagg. 171 Euro 13,00 È il terzo titolo della saga di Stephenie Meyer sulla storia d’amore tra la giovane Bella e il vampiro buono Edward, dopo “Twilight” e “New moon”. Mentre Seattle è funestata da una serie di strani omicidi e una vampira spietata continua a darle la caccia, Bella si trova ancora una volta in serio pericolo. È arrivato per lei il momento delle decisioni e dei sacrifici: basterà il fidanzato Edward a farle dimenticare il migliore amico Jacob? Troverà il coraggio necessario a diventare una Cullen? Obbligata a scegliere fra l’amore e l’amicizia, è consapevole che la sua decisione rischia di riaccendere la millenaria lotta fra vampiri e licantropi. Nel frattempo l’esame di maturità è alle porte e per Bella il momento della verità si avvicina... G. C. Stephenie Meyer Eclipse Fazi Pagg. 504 Euro 18,50 Roberta Degl’Innocenti La luna e gli spazzacamini Edizioni del leone Pagg. 124 Euro 15,00 James Ellroy Notturni hoolywodiani Feltrinelli Pagg. 210 Euro 15,00 Los Angeles, la metropoli corrotta, violenta, amata, è protagonista anche dei cinque racconti e del romanzo breve di questa raccolta. Il romanzo breve, che dà il titolo al volume, ha per protagonista Dick Contino, un fisarmonicista che Ellroy fa rivivere in una storia di amore e tradimento. E assieme a lui rivivono le atmosfere dei locali notturni degli anni cinquanta. Will Adams L’enigma di Alessandro Magno Cairo Pagg. 399 Euro 18,00 Daniel Knox è un brillante archeologo di Cambridge esperto di immersioni in fuga da un boss della malavita egiziana. Gaille Bonnard è una giovane studiosa francese di lingua demotica, la scrittura egizia usata anche nella stele di Rosetta. Elena Koloktronis è un’egittologa di fama, distrutta dal dolore per la perdita del marito. Philip Dragoumis è un eccentrico milionario che si crede la reincarnazione di Filippo II, padre del grande Alessandro, ossessionato dall’idea di liberare la Macedonia e il suo popolo dalla dominazione greca. Tutti nascondono un segreto. Tutti hanno una missione da compiere. Tutti cercano la tomba di Alessandro Magno: quel leggendario mausoleo degno di un dio, visitato da re e imperatori, che sembra inghiottito dalla storia. Ma dove sono realmente le spoglie di Alessandro e il suo favoloso corredo funebre? Nella città da lui fondata oppure in Macedonia, nelle tombe reali, accanto al padre? Oppure il suo corpo è stato portato in gran segreto dai suoi uomini più fedeli nell’oasi di Siva, al cospetto dell’oracolo di Ammone, il dio che il re tanto amava? Sullo sfondo del magico Egitto, tra antiche città e metropoli caotiche, esplorazioni negli abissi e inseguimenti nel deserto, un misterioso codice che potrebbe svelare il luogo di sepoltura del grande sovrano macedone innesca una sfida senza esclusione di colpi, dove ognuno ha una meta da raggiungere ed è disposto a tutto pur di raggiungerla. Jamews L. Nelson L’idea più folle Tropea Pagg. 379 Euro 18,50 G. C. Eclipse Èdouard Bourdet Il fascino avvincente delle fiabe risiede in primo luogo nella scrittura che le plasma e in quella incantata freschezza di linguaggio che rinnova nel miracolo ogni volta la trasparenza aurea delle antiche leggende e degli eterni racconti popolari che si tramandano magari solo oralmente di generazione in generazione. E chi meglio di un poeta può farsi interprete di tale cristallina leggerezza? Tarda estate 1775. Il generale George Washington scopre che la quantità di polvere da sparo si è ridotta a non più di nove colpi per ogni uomo. Un piano disperato viene messo in atto in fretta e furia: mandare una nave, sotto il comando del capitano Isaac Biddlecomb fino a Bermuda per impossessarsi delle scorte inglesi, che, come risaputo, si trovano lì. Ma il piano è una trappola organizzata da un traditore infiltratosi fra i patrioti nella quale finirà lo stesso Biddlecomb. Washington spedisce il suo aiutante di campo, maggiore Edward Fitzgerald, a scovare il traditore, mentre Biddlecomb dovrà ricorrere a tutta l’astuzia ed esperienza per proteggere i suoi uomini e la sua nave, e per impadronirsi della polvere da sparo che è la linfa vitale della lotta per la libertà. Divisi da un oceano, ma uniti dalla causa, come dalle proprie paure personali, Biddlecomb e Fitzgerald dovranno guardarsi da un nemico comune: la più grande potenza militare al mondo... INSERTO N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre www.olschki.it NOVITÀ LIBRARIE Novità Laterza Il Cinquecento vede la nascita di una nuova cucina che, superati i modelli ereditati dal passato, si apre a nuovi orizzonti attingendo agli schemi alimentari delle nostre tradizioni superando ogni vincolo dietetico e rinnegando ogni coinvolgimento religioso. Nel contempo assistiamo alla codificazione della gestualità conviviale, articolato contesto di atti che coinvolge l’insieme dell’organizzazione cortese, cuochi, credenzieri, scalchi, trincianti, coppieri, attori di uno spettacolo affascinante per lusso, eleganza e magnificenza. Claudio Bemporat Cucina e convivialità italiana del Cinquecento Olschki pp. 344 Euro 32,00 A cura di Annarita Angelini e Pierre Il Rinascimento è un atelier Caye nel quale si compongono in Il pensiero simbolico nella prima maniera originale esperienze età moderna e concetti radicati in tradiOlschki zioni antiche ed eterogenee e pp. XIV-388 Euro 40,00 destinati a esiti diversi. Saperi nuovi o rinnovati si caricano di valenze dottrinali inattese e concorrono ad arricchire il patrimonio concettuale degli uomini. Michele Federico Sciacca Lezioni di filosofia della storia Olschki pp. 46 Euro 10,00 Nell’imminenza del centenario della nascita di Sciacca (2008) sono pubblicate in versione italiana tre lezioni da lui tenute a Córdoba nel 1957, su invito di Alberto Caturelli, che oggi si può considerare il maggiore discepolo di Sciacca. Sono testi di grande rilievo perché integrano sia i suoi noti studi su Agostino, sia, sul piano teoretico, una delle sue opere fondamentali, La libertà e il tempo (1965). Uno sguardo nuovo sulle vicende della crisi religiosa italiana ed europea del ’500 attraverso la vicenda biografica e intellettuale del giurista senese Lancellotto Politi, entrato nel 1517 nell’ordine domenicano con il nome di Ambrogio Catarino. In questo nuovo libro, Gioannini e Massobrio offrono una documentata ricostruzione dei bombardamenti aerei alleati in Italia, della guerra che si abbatte sui civili, sugli impianti industriali, le vie di trasporto e le città. All’analisi della strategia, della tattica, delle finalità e delle premesse ideologiche dei bombardamenti si accompagna il racconto, attraverso un collage di testimonianze di prima mano, delle vicende di coloro che vivevano sotto le bombe. William Dalrymple L’assedio di Delhi. 1857 Lo scontro finale fra l’ultima dinastia Moghul e l’impero britannico Pagg. 544 Euro 25,00 A 150 anni di distanza, Dalrymple offre un ritratto vivido, dal punto di vista degli sconfi tti, dei tragici avvenimenti che portarono al tramonto di una civiltà, quella islamica, che aveva dominato l’India per tre secoli. Un racconto affascinante, portato alla luce dalla mole immensa di documenti originali rinvenuti negli archivi di stato indiani. Questo libro parla di religione, o meglio di religioni: cosa significa credere, in che cosa crediamo o non crediamo e che rapporto hanno queste credenze con la più importante di tutte, l’aspirazione all’immortalità. Ma parla anche della verità, della differenza tra credulità e fede, delle vie non dogmatiche dello spirito. “La medicina odierna esige più che mai la Giorgio Cosmacini compresenza di una religiosità interumana La religiosità della imprescindibile. Senza di essa, la medicina si medicina dimezza: dimezzata, perde la propria identità istituzionale di téchne al servizio dell’uomo”. Pagg. 224 Euro 18,00 Cattolico, ebraico, islamico, agnostico, ateo: il ‘buon medico’ è tale indipendentemente – o, forse, addirittura a dispetto – della confessione o del credo che abbraccia, votato prima di tutto alla propria missione di cura. La professione medica, più di ogni altra sfera dell’agire umano, si richiama a quella coscienza morale, quel radicato senso di religiosità laica che nasce da un’etica della dignità e della tolleranza, fondamento indispensabile del rapporto profondo tra soggetto curante e soggetto curato. Potrebbe diventare uno dei protagonisti della scena geopolitica mondiale, dopo che per più di tre secoli ha vissuto sotto il dominio delle potenze europee e che per quasi tutto il Novecento è stata considerata una sorta di ‘cortile di casa’ degli Stati Uniti. Ma l’America Latina continua a essere un universo dove la democrazia è ancora una sfida aperta, l’economia è in bilico tra arretratezza e sviluppo e sopravvivono forti disparità sociali. Valerio Castronovo Piazze e caserme Pagg. 423 Euro 20,00 (1484-1553) Il volume presenta studi sulla letteratura termale diversi per tematiche e ambientazioni Studi e immagini sui bagni territoriali, per momenti ed esperienze cul(secoli XIV-XIX) turali: sui medici medievali Ugolino CacciOlschki ni e Francesco Casini, sulla lettera di Poggio pp. X-174 Euro 23,00 43,00 Bracciolini da Baden del 1416, sulla raccolta cinquecentesca “De balneis”, sull’irradiazione europea del termalismo nelle arti figurative, sugli spostamenti di Montaigne, sulle vicende di un funzionario fiorentino, Girolamo Vasari, sulle terme di Contursi, presso Salerno, e su altri siti termali agli inizi dell’Ottocento. Bombardate l’Italia Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945 Pagg. 574 Euro 24,00 Fernando Savater La vita eterna Pagg. 270 Euro 16,00 Ambrogio Catarino Politi A cura di Paolo Viti Segreti delle acque Marco Gioannini, Giulio Massobrio Gian Piero Brunetta La parola più ricorrente in tutti i tentaIl cinema italiano tivi di osservare il cinema italiano dalla contemporaneo fine degli anni Sessanta a oggi è “crisi”. Pagg. 832 Euro 20,00 Quello che era stato il decennio più innovativo per qualità, quantità, forme di sperimentazione, innovazione ed espansione della cinematografia italiana nel mondo, a un tratto cambia pelle, segna il passo, si frantuma. Giorgio Caravale Sulle tracce dell’eresia Olschki pp. XII-322 Euro 35,00 “Le ragioni della ‘famigerata’ contrapposizione Marco Revelli tra destra e sinistra sono ancora tutte lì, sul tappeto Sinistra destra ‘globale’, per certi versi potenziate e ingigantite Pagg. 288 Euro 15,00 dall’unificazione dello spazio planetario. Quello che manca, drammaticamente, sembrano essere piuttosto le soluzioni e i soggetti politici disposti a farsene carico. A cura di G. Assereto e M. Doria Storia della Liguria Pagg. 450 Euro 25,00 N R ovità Attilio Bolzoni, Giuseppe D’Avanzo Il capo dei capi Pagg. 288 Euro 10,20 L’ultima volta che videro piangere Totò Riina fu al funerale del padre e del fratellino, uccisi da un residuato bellico. Era l’estate del ’43 e Totò, un picciotto analfabeta e sporco, primo figlio maschio, diventava a soli 13 anni il capofamiglia. Mezzo secolo dopo, al suo arresto, era l’uomo più potente di Cosa Nostra, ormai diventata Cosa Sua. In un’ascesa sanguinaria e spietata, aveva portato i contadini di Corleone ai vertici del governo mafioso, riscrivendo completamente le regole del gioco, tra famiglia e famiglia, tra mafia e Stato. Collen McCullough Cleopatra Pagg. 755 Euro 21,00 Questo romanzo racconta le turbinose vicende che portano alla nascita dell’Impero: la rivalità tra i fedelissimi di Cesare, le ambizioni di Marco Antonio, la sua alleanza con Cleopatra, le mire della regina d’Egitto, che sogna per Cesarione, il figlio che ha avuto con Cesare, un’impossibile gloria politica e militare. www.laterza.it 17 izzoli La Liguria ha segnato una sorta di primato nella storia dell’Italia centro-settentrionale, dove altre regioni hanno tardato molto a raggiungere unità e identità politica, o non l’hanno mai conseguita. Sotto la guida di Genova, a lungo una delle più ricche e dinamiche città italiane, la Liguria ha conosciuto invece una precoce unificazione ma i suoi confini regionali hanno subìto nei secoli continue ridefinizioni, a causa dei mutevoli equilibri della politica nazionale. www.rcs.it A cura di Eridano Bazzarelli Paul Veyne L’impero greco-romano Pagg. 784 Euro 32,00 Una grandiosa sintesi del mondo classico e una visione rivoluzionaria dell’antichità che rivelano le origini dell’europa attuale e la prima globalizzazione della storia “Tra le numerose opere dedicate al periodo fondante della storia dell’Occidente, una è destinata a fare epoca: L’impero greco-romano dell’archeologo e storico Paul Veyne.” Mircea Eliade Un’altra giovinezza Pagg. 168 Euro 15,00 E invece Dominic Matei, colpito da un fulmine e ridotto a un tizzone ardente la notte di Pasqua del 1938, non solo riesce a sopravvivere, diventa un fenomeno. Il professore rumeno, arrivato a Bucarest per suicidarsi, si ritrova d’un tratto ringiovanito di trent’anni, e affetto da una sensazionale forma di ipermnesia: ricorda tutto, troppo, anzi sa addirittura ciò che ancora deve accadere. Anton Cechov Racconti Pagg. 1020 Euro 14,00 Cechov chiamò a raccolta le ultime forze e disse: “È un sacco di tempo che non bevo più champagne”. Si portò il bicchiere alle labbra e bevve.Maestro del racconto breve, amato e imitato da moltissima letteratura del Novecento, Cechov ha affascinato generazioni di lettori e scrittori per la concretezza della narrazione, ma anche per il senso tragico di cui sono intrise le sue storie più minute e per quella sorta di ovattata drammaticità in cui affondano le vite dei personaggi. Elizabeth Lowry La madonna del Bellini Pagg. 354 euro 18,50 Ero giunto a Mawle spinto da un’ossessione: sogno divorante della bellezza. La Madonna del Bellini è un romanzo sull’arte e sulla bellezza che ha il ritmo di un thriller, la storia di un’appassionata ricerca che è anche un viaggio dentro un passato destinato a ripetersi. LIBRI DA LEGGERE LIBRI INSERTO 18 Toni Capuozzo Occhiaie di riguardo Piemme Pagg. 348 Euro 15,50 Storie contraddittorie, perché sono proprio quelle per Toni Capuozzo il sale per chi è chiamato a raccontare ciò che accade. è LEGGERE L e radici del pensiero evoluzionista sono da ricercarsi in filosofie e concetti religiosi antecedenti al cristianesimo. L’avvento delle idee darwiniste ed evoluzioniste nelle discipline biologiche avvenne principalmente grazie alla concausa di due fattori: da una parte la cultura di quei tempi, fortemente influenzata dai principi illuministici; dall’altra il ricco repertorio di ritrovamenti di Darwin e di altri naturalisti, che vennero però interpretati secondo un’ottica parziale. Errata è comunque la tesi che i dati scientifici di Darwin imponessero la formulazione di una teoria macro-evolutiva e falsa è anche la concezione che attraverso le osservazioni di Darwin la teoria creazionista sia stata confutata. Confutate vennero solo determinate idee creazioniste. Come possiamo giudicare oggi il panorama dei fatti? La risposta la lasciamo allo spirito critico di ciascuno.” (pag.25) Con questi presupposti inizia il libro dei biologi Reinhard Junker e Siegfried Scherer dal titolo significativo: Evoluzione. Un trattato critico. Certezza dei fatti e diversità delle interpretazioni che l’editore Gribaudi di Milano ha pubblicato nel mese di settembre del 2007 (pp. 334, € 30,00). Il volume vede la collaborazione di dodici esperti di varie discipline, dalla paleontologia alla chimica, dall’informatica alla botanica e all’antropologia ed è curato, per l’edizione italiana, da Fernando De Angelis. Ciò che lo rende unico, è che la discussione è aperta a interpretazioni filosofiche che non si limitano ad una visione ristretta all’ateismo metodologico, visione che è alla base di tutti i manuali scolastici, dalla scuola elementare all’università. Pertanto, chi non si riconosca in quel tipo di visione della vita, può trovarvi sconfinamenti (così vengono chiamate le finestre che nel testo separano i dati oggettivi dalle interpretazioni anche filosofiche) nel campo, appunto, della filosofia dove si prendono in considerazioni altre visioni del mondo. Il testo, di spessore universitario, è suddiviso in VII parti e 16 capitoli nei quali si introduce il lettore alla filosofia della scienza portandolo poi a conoscere i fondamenti della biologia dei “tipi base” e di quella evoluzionistica. La III parte è dedicata alla ricerca delle cause dell’evoluzione, Una casa senza biblioteca è come una fortezza senza armeria (da un antico detto monastico) a cura di Maria Grazia D’Ettoris C allo studio (parte IV) sulle cause dell’evoluzione stessa e alla ricerca storica attraverso la biologia comparata. La VI parte è dedicata all’interpretazione dei fossili e all’origine dell’umanità. Il volume si chiude con un capitolo dedicato agli sconfinamenti che sono inevitabili: “le dottrine sulle origini non possono esimersi dall’operare degli sconfinamenti, se vogliono fare delle affermazioni sulla storia della vita nella sua globalità. Ciò vale per il naturalismo (…), come per le dottrine della creazione” (pag.5). L’ultimo capitolo del libro (pag. 306) è dedicato all’esposizione del concetto del Disegno Intelligente dopo che gli autori si sono occupati delle critiche alle ipotesi evoluzionistiche e hanno evidenziato le difficoltà per arrivare a conoscere nella loro pienezza i meccanismi della macroevoluzione e dell’origine della vita sul nostro pianeta. Difficoltà che debbono essere uno stimolo per i ricercatori “e non una giustificazione obbligata per un’altra concezione delle origini della vita, come può essere quella creazionista” (pag. 306). Con questa ultima affermazione gli autori dimostrano, ove ve ne fos- onservali nella tua Dietmar Rothermund Storia dell’India Il Mulino Pagg. 144 Euro 10,50 Il profilo tracciato nel volume segue, dal sesto secolo a oggi, l’evoluzione di questo paese immenso, culla di religioni e civiltà: dai regni medievali all’impero Moghul, dal colonialismo britannico all’indipendenza, fino al presente, alla realtà dell’India come grande democrazia e potenza industriale in pieno boom con cui sempre più ci si dovrà confrontare. Philippe Contamine La guerra dei cent’anni Il Mulino Pagg. 136 Euro 9,50 Il volume sintetizza origini, andamento e conseguenze della guerra, descrivendo con chiarezza i complicati alti e bassi del conflitto, il mutevole gioco delle alleanze, il succedersi di accordi volatili e paci instabili, per giungere all’equilibrio finale che portò il Regno di Francia a ottenere il pieno dominio del proprio territorio. se bisogno, la loro massima apertura alle scoperte della scienza sempre attenti, però, a non confondere i dati empirici con le interpretazioni dettate spesso da preconcetti o visioni ideologiche. Il grande successo avuto dal volume in Germania (6 edizioni, oltre 40mila copie vendute) le molte traduzioni nelle principali lingue (quella in lingua inglese è in preparazione) contrasta con l’assordante silenzio dei critici che forse sta ad indicare che questa è la strada giusta da percorrere: quella dello studio critico del quale non vi è traccia nella manualistica scolastica italiana. Niente fa vacillare la certezza che tutto si evolve, che l’esperimento di Miller sia più che provato, che la farfalla Biston betularia sia la dimostrazione dell’evoluzione all’opera, che l’ontogenesi ricapitoli la filogenesi, che i fossili dimostrino l’evoluzione e cosi via. Ecco finalmente un manuale che espone anche i rilievi critici che finora sono stati tenuti nascosti agli studenti e li espone spiegando anche il retroterra filosofico e ideologico che spesso si nasconde dietro a molte affermazioni.v B Ercolani, Pasquini La percezione del dolore Il Mulino Pagg. 208 Euro 15,00 Attorno al dolore come esperienza universale, immediata, talora invalidante, si sono venute costituendo nei millenni tradizioni popolari e conoscenza medica. Tuttavia, solo di recente il dolore è diventato specifico oggetto di studio. Questo volume affronta in una panoramica completa e aggiornata i correlati psichici e neurofisiologici della percezione del dolore. Ziauddin Sardar Cercasi paradiso disperatamente Il Saggiatore Pagg. 348 Euro 20,00 L’avventura spirituale e religiosa di Ziauddin Sardar ha inizio nel 1972 in Inghilterra, quando, studente universitario, si vede piombare in casa due “fratelli” musulmani decisi a riportare sulla retta via i fedeli che non praticano in modo ortodosso. Alle proteste del giovane Zia che deve preparare un esame i due uomini di fede rispondono, implacabili: “Vuoi andare in paradiso? Sei sicuro di essere pronto per l’Esame Finale?”. Paco Ignacio Taibo II Un rivoluzionario chiamato Pancho Pancho Villa. una biografia narrativa CULTURA Evoluzione. Un trattato critico Andrea Bartelloni N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Tropea Pagg. 900 Euro 22,90 La biografia di Pancho Villa, il rivoluzionario messicano entrato nella leggenda, scritta nello stile di Paco Taibo, che in tanti anni di ricerche ha dipanato un groviglio di aneddoti, dicerie, falsità o mitizzazioni. Un affresco della più complessa rivoluzione - la prima del XX secolo - seguendo la vita avventurosa, temeraria e tormentata dell’uomo che si chiamava in realtà Doroteo Arango, bandito per ribellione ai soprusi dei latifondisti divenuto generale della División del Norte, un esercito talmente disciplinato e ben organizzato da suscitare all’epoca l’interesse di osservatori militari europei e statunitensi. Questo libro ricostruisce le peripezie, dai particolari più stravaganti alle imprese memorabili, di un uomo sagace e imprevedibile, illetterato che fondò scuole in tutti i territori conquistati, astemio in un ambiente di forti bevitori, dallo sguardo magnetico. Aldo Ferrari Breve storia del Caucaso Carocci Pagg. 152 Euro 14,00 Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica il Caucaso è divenuto una delle aree di maggior rilievo strategico del mondo contemporaneo. Tuttavia, l’odierna rilevanza geopolitica non deve far dimenticare la complessa dimensione storica e culturale che da sempre lo caratterizza. Questa regione costituisce infatti “uno dei più problematici laboratori di culture del nostro Mediterraneo”, caratterizzato da un’eccezionale ricchezza etnolinguistica e al tempo stesso da una dimensione fortemente marginale, “di frontiera”. Per millenni, infatti, il Caucaso ha costituito un confine non solo e non tanto geografico, quanto storico-culturale, tra due mondi assai diversi, anche se tra loro comunicanti: quello del Vicino Oriente e quello delle steppe eurasiatiche, a lungo dominato da popoli nomadi. iblioteca Guevariana Racconti e storie sul Che Einaudi Pagg. XXXV-149 Euro 10,00 Alcuni dei più importanti scrittori di tutto il mondo raccontano il loro Che. Il comandante rivive - rievocato, reinventato - in alcune pagine esemplari che spiegano e conservano il mito: da Angel Rama a Julio Cortázar, da Heinrich Böll a José Saramago, da Osvaldo Soriano a Mario Vargas Llosa, da Paco Ignacio Taibo II a Manuel Vázquez Montalbán. B. Dongiovanni, N. Tranfaglia Dizionario storico dell’Italia unita Laterza Pagg. 1040 Euro 78,00 Un dizionario critico che in poco meno di un centinaio di voci offre le chiavi per intendere nella maniera più incisiva quasi un secolo e mezzo di storia italiana, nei suoi vari aspetti, politico, sociale, economico, culturale. Da Agricoltura a Sport, da Comunisti a Federalismo, da Cavour a Moro, da Criminalità a Telecomunicazioni. Gregory Conko, Henry I. Miller Giovanni Tizzoni La democrazia al cinema I dilemmi del costituzionalismo in cinque film Meltemi Pagg. 77 Euro 9,00 Gli antichi greci erano soliti affrontare questioni difficili come la violenza, la verità, i valori morali attraverso la tragedia. Oggi è il cinema a rispondere in gran parte al bisogno di rielaborare sul piano dell’immaginario collettivo le istanze fondamentali che stanno alla base della convivenza civile. Il cibo di Frankenstein La rivoluzione biotecnologia tra politica e protesta Lindau Pagg. 368 Euro 26,00 I due autori svolgono un’accurata operazione di “igiene sociale”, tesa a dissolvere la ragnatela di pregiudizi che ci impedisce di giudicare obiettivamente il valore scientifico delle biotecnologie e il loro contributo al benessere. Denunciano gli interessi nascosti dietro il potere e la discrezionalità crescenti dei burocrati e dei regolatori, che rendono la ricerca e lo sviluppo scientifici troppo costosi, facendo dei prodotti gene-spliced un genere di lusso a uso esclusivo di pochi Informazione Regionale 20 dalla Sicilia F 500 nuovi posti di lavoro iumefreddo di Sicilia - Siglato in vi imprenditori locali. Per la gestione dei data odierna, al Palazzo di città, servizi destinati a parcheggi, manutenzionella sede municipale di Via Dia- ne aree a verde, manutenzione in genere na, il protocollo d’intesa tra il Comune e vigilanza, il gestore si impegna a utilizdi Fiumefreddo, l’impresa costruzioni zare lavoratori e professionalità residenti Maltauro e la MF Sicily Sarl (Gruppo Mc sul territorio comunale. In ambito di asArthur Glenn), per la realizzazione di un sunzioni il gestore si impegna, nel rispetto grande Centro commerciale polifunziona- delle vigenti norme, a valutare prioritariale (Outlet). L’ area su cui nascerà il centro mente le domande indicate dal personale commerciale è ubicata nel comune di Fiu- indicato dall’ ente comunale, collocato in mefreddo. L’importante iniziativa è frutto mobilità oppure disoccupati degli ex imdella costante attività promossa dall’Am- pianti produttivi di Keyes e Russotti, reministrazione comunale volta a richiama- sidente o nato in territorio fiumefreddese, re significativi investimenti sul territorio. usufruendo di sgravi contributivi previsti, Già dall’ottobre 2004 sono state infatti ed in numero non superiore a 30 unità,e a inoltrate ufficialmente diverse lettere a riservare analoga priorità,a parità di congruppi e società di particolare rilevanza dizione offerte ,a favore di società o coonazionale e internazionale, tra cui proprio perative da loro appositamente costituite la McArthur Glenn, e altri soggetti che in caso di esternalizzazione dei servizi oggi stanno già investendo sul territorio. di manutenzione, cura del verde etc… Il Il progetto, a detta del primo cittadino fiu- gestore assume altresì l’ impegno di ormefreddese, Sebastiano Nucifora, assume ganizzare in collaborazione con l’ Ammisignificative implicazioni sia in termini nistrazione comunale almeno due grandi occupazionali, con una previsione di 500 eventi annui, a carattere artistico culturale, unità impiegate direttamente nella struttu- per richiamare pubblico e promuovere l’ ra, sia in termini di rilancio dello sviluppo immagine del territorio e di sponsorizzare socio-economico e quindi turistico del il cartellone delle manifestazioni estive territorio. “ Questo nuovo progetto – ha messe a punto dall’ ente comunale. “Si detto il sindaco Nucifora-cambia la sto- tratta dunque di un progetto ambizioso ria ed il volto della nostra città. La sigla hanno tenuto a precisare i rappresentanti di questo protocollo rappresenta un segno dell’ impresa costruzioni Maltauro- che tangibile, da parte dell’ Amministrazione farà sorgere a Fiumefreddo un centro e del Consiglio comunale per l’ occupa- commerciale polifunzionale, inserito in zione. Saranno infatti impiegati nell’ eser- un importante nodo di comunicazione e cizio delle attività commerciali e turistico trasporto sul quale confluiscono le prinricettive -ha spiegato il sindaco Nucifora- cipali direttrici di collegamento tra Catalavoratori residenti da almeno due anni a nia e Messina, compresi i centri balneari Fiumefreddo di Sicilia, con precedenza a compresi tra le due province, in un conquelli già impiegati nelle medesime ca- testo turistico prossimo a due importanti tegorie merceologiche del progetto”. L’ distretti produttivi di valenza significativa importante intesa è stata sottoscritta tra il come l’ area etnea e peloritana”. “ Su circa comune di Fiumefreddo di Sicilia, nella ventimila quadrati di superficie a Fiumepersona del suo legale rappresentante, il freddo – ha concluso Hargreave in qualità sindaco, Sebastiano Nucifora, i rappre- di gestore- creeremo nuova occupazione sentanti dell’ impresa Giuseppe Maltauro e forniremo un servizio commerciale per s.p.a di Vicenza ed i legali rappresentanti un bacino d’ utenza cha va da Messina a della Mc Arthur Glenn di Roma. Oltre al Catania, attraendo molti turisti”. sindaco, Sebastiano Nucifora accanto a tutta la giunta erano presenti il dirigente generaledell’impresa costruzioni Maltauro McArthur, Maurizio Trentin ed il responsabile immobiliare Paolo Dosa ed il progettista Giovanni Modica. Claude Semon Hargreave ed il procuratore Maurizio Lupi, invece rappresentavano la MF Sicily Sarl (Gruppo Mc Arthur Glenn). Secondo l’ accordo raggiunto dalle parti, il gestore si impegna, nella misura del 50%, a dare preferenza nell’ affidamento a trattativa privata dei servizi accessori, a gestori di strutture similari sul territorio o a nuo- Il monumento ai Caduti - Fiumefreddo di Sicilia – di Salvatore Incorpora N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre 48 mila multe per alta velocità C atania - Ancora una volta nella Sicilia dei Gattopardi assistiamo increduli alla mattanza della legalità e di quei cittadini che rispettosi della legalità pensano, o forse sognano, di vivere in una regione dove il diritto dovrebbe essere il conduttore dei rapporti umani e tra cittadini e amministrazioni. Ovvero non dovremmo vivere nel paese dei balocchi, ma in una regione dove le leggi sono leggi, il diritto è diritto, i cittadini sono cittadini, e dove i politici sono solo politici, e gli amministratori dovrebbero solo amministrare e senza cambiare a loro piacimento le leggi e le regole che governano il vivere civile di una Regione, di una Provincia, di un Comune. Nulla di tutto ciò è accaduto in questi giorni nei confronti di quegli automobilisti che a dispetto di tali leggi, ovvero del Codice della Strada, scorazzano sulle strade, non importa se siano autovelox provinciali o statali o ancora comunali, mettendo giornalmente e serio rischio la loro incolumità e quella degli altri automobilisti e di coloro che trasportano ma anche di color che sulle strade si muovono a piedi. E per questi, ma a quanto pare anche per il Presidente della Provincia, poco importa se giornalmente grazie all’irresponsabile e criminale guida di alcuni automobilisti accadano decine di incidenti che fanno anche strage di cittadini, con decine di feriti e di morti. Ma a quanto pare la multa contro tali automobilisti, tramite autovelox (vorremmo vedere come possono fare i Poliziotti a fermare una automobilisti che sfreccia sulle strade se non rischiando di aggravare la situazione) è più importante della sicurezza sulle strade portando alla mobilitazione per cancellarne il più possibile politici di ogni schieramento, lo stesso Presidente della Provincia, ma anche il Prefetto e niente meno Associazioni di consumatori che invece dovrebbero puntare sulla salvaguardia del benessere dei cittadini.Ovvero invece di colpire l’illegalità di certi automobilisti tali personaggi preferiscono colpire e delegittimare i componenti della Polizia Provinciale non solo colpevolizzandoli rebbe un massacro giornaliero di cittadini, che invece le leggi le rispettano e li mettono in pratica a salvaguardai della loro vita e di quella degli altri. Ci rifiutiamo di pensare che è tutto ciò è uno scamotage per garantirsi i voti di tali automobilisti potenziali criminali e denigrandoli nel loro ruolo istituzionale e difensori della legalità e uscendo fuori dal cappello dell’opportunità politica il fatto che la Polizia Provinciale non avrebbe compiti previsti dal Codice della Strada e leggi pertinenti, ovvero non dovrebbe, sempre secondo tali delegittimatori, verificare e multare gli automobilisti che non rispettano i limiti di velocità. Ci sarebbe da pensare, ma non possiamo visto che si tratta di politici e amministratori, che questi sconoscono le leggi dello Stato e ovviamente l’esistenza stessa del Codice della Strada. E allora che fanno cancellano (o almeno pensano di poterlo fare) migliaia di multe per eccesso di velocità, sembrerebbero ben 48 mila, facendo in tal modo un gentile cortesia agli automobilisti indisciplinati i quali continueranno a correre, ed un torto a quegli automobilisti, e per grazia di Dio sono la maggioranza allora ci sa- visto e considerato che le elezioni provinciali sono alle porte.Ma tutto ciò è, a nostro avviso, del tutto illegittimo: e non solo cancellare le multe per eccesso di velocità ma anche per quanto riguarda la delegittimazione della Polizia Provinciale, che peraltro ha poteri di polizia giudiziaria, in quanto per il suo stesso ruolo istituzionali e per i compiti assegnategli ha non solo il diritto ma soprattutto il dovere di prevenire ed accertare le violazioni in materia di circolazione stradale. L’ACA SICILIA nel rispetto delle prerogative del diritto presenterà un esposto alle Autorità competenti affinchè venga fatta chiarezza sulla validità delle multe, la legittimità della Polizia Provinciale, sull’annunciata cancellazione di 48 mila multe e sul diritto dei cittadini civili ad essere rispettati. Alfio Lisi Presidente Aca Sicilia Emergenza sociale a Palermo P alermo - Da ormai dieci giorni, nel silenzioso abbandono di tutte le istituzioni cittadine, 53 persone presidiano il consiglio comunale, rivendicando il diritto ad una casa e ad una vita dignitosa. Quella di questi giorni, descritta come un’emergenza, è in realtà la situazione quotidiana in cui marcisce questa città. E’ sotto gli occhi di tutti lo stato di abbandono fisico e sociale che caratterizza Palermo, ed è evidente che gli unici progetti politici di chi amministra questa città sono quelli della speculazione economica per pochi e del mantenimento di una situazione di ricattabilità per molti. All’interno del comune si sono catalizzate diverse que- stioni irrisolte di questa città. Al comitato 12 Luglio, che da anni è impegnato nella lotta per il diritto alla casa, si sono aggiunte 18 famiglie, sfrattate senza alcun preavviso dalle locande in cui risiedevano, che chiedono una sistemazione dignitosa e definitiva e non provvisoria, ed infine le famiglie cui è stato riconosciuto il diritto all’assistenza continuativa (1700 famiglie aventi diritto in totale), che rischiano di diventare i futuri senza casa perché da dieci mesi non ricevono il contributo di assistenza. A questa situazione già di per se grave si è aggiunto, pochi giorni fa, il crollo di una palazzina al Capo con la morte di un ragazzo di 28 anni e 25 famiglie trovatesi di colpo in mezzo alla strada, senza alcuna proposta da parte dell’amministrazione. Le richieste avanzate da chi occupa in questi giorni il comune e da chi si trova in situazioni di emergenza vengono presentate come irrealizzabili ,ma sappiamo che non è così: questa città è piena di edifici, utilizzabili a scopo abitativo, che vengono invece usati come merce di scambio affaristico; centinaia di migliaia di euro vengono impiegati senza un’effettiva considerazione delle priorità e delle necessità dei suoi cittadini. Questa città ha bisogno di risposte e soluzioni concrete e risolutive. Continueremo a resistere fino a quando non otterremo ciò che ci spetta. N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre dalla Informazione Regionale Campania E sprimo la propria solidarietà ed annuncio la mia partecipazione al corteo programmato per sabato a Chiaia. Un quartiere, quest’ulti- mo, che soffre degli stessi problemi che affliggono la collina, invasa da bande di delinquenti e da baby-gang, con punte pericolose specialmente nei fine set- 21 Uniti nella protesta timana. Anzi stiamo pensando di lanciare la stessa idea di un corteo anche al Vomero, per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma, principalmente, per denunciare la latitanza sui gravi problemi dell’ordine pubblico da parte degli Enti preposti. Sono mesi che per le strade sono in bella mostra le telecamere della videosorveglianza, ma, di fatto, non risulta che siano mai entrate in funzione. Centinaia di migliaia di euro spese senza alcun beneficio, mentre l’anno scorso di questi tempi veniva annunciato che sarebbero diventate operative dal Natale 2006. Sta per finire il 2007 e la promessa non è stata mantenuta. Così come non è stato mantenuto l’impegno di una postazione mobile delle forze dell’ordine nell’isola pedonale di via Scarlatti, dove anni addietro, dopo le proteste e Il ponte di via Chiaia a Napoli le petizioni dei cittadini, venne istituito un camper mobile, la cui pre- so, per citare l’ultimo grave episenza contributi ad eliminare gli sodio, hanno azionato l’apertura scontri tra bande della periferia manuale delle porte, mettendo a che si verificavano sistematica- repentaglio la salute degli utenti mente il sabato sera. Neppure e del personale viaggiante. Bisouna maggiore sorveglianza nelle gna prendere atto che a Napoli il stazioni del metrò dell’area col- piano per la sicurezza si è rivelinare, pur richiesta da tempo, è lato un vero e proprio fallimenstata attuata. Col risultato che to e pensare a nuove iniziative ogni fine settimana i viaggiatori come quella di far intervenire sono costretti ad assistere impo- l’esercito, vista oramai la manitenti agli atti vandalici di bande festa incapacità di controllare e di teppisti sempre più spavaldi reprimere i fenomeni legati alla ed aggressivi, che, sabato scor- delinquenza organizzata e non. tea, a prescindere ovviamente dall’età dei frequentatori. In Europa la situazione è molto più complessa e variegata, ma per lo più, in nazioni come Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Portogallo, Irlanda e Norvegia, il divieto di fumo riguarda i locali pubblici o aperti al pubblico, come in Italia, o i luoghi di lavoro. In Belgio è anche vietato vendere sigarette ai minori di 16 anni dal primo dicembre 2005. Sul problema è intervenuto il mese scorso, il Parlamento europeo, approvando con 561 voti favorevoli, 63 contrari e 36 astensioni la relazione di Karl-Heinz FLORENZ (PPE/DE, DE ), con la risoluzione del 24 ottobre 2007 sul Libro verde “Verso l’Europa senza fumo: opzioni per un’iniziativa dell’Unione europea” (2007/2105(INI)), dove, tra l’altro, lo stesso Parlamento “ invita gli Stati membri, entro due anni, a presentare una proposta che preveda un divieto totale di fumo in tutti i luoghi di lavoro chiusi, incluso il settore della ristorazione, nonché in tutte le istituzioni pubbliche e sui mezzi di trasporto pubblici all’interno dell’UE e invita la Commissione, qualora non tutti gli Stati membri dovessero raggiungere gli obiettivi indicati, a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 2011, una proposta di regolamentazione per la tutela dei non fumato- ri nell’ambito della normativa sulla sicurezza e la salute sul lavoro, riconoscendo in tale contesto le disposizioni nazionali già vigenti negli Stati membri; invita gli Stati membri che hanno introdotto un divieto totale del fumo nei luoghi pubblici, nei bar e nei ristoranti, a mettere a punto e sottoscrivere una carta volontaria per una “ zona europea senza fumo”, creando così un gruppo di punta di Stati membri che hanno già adottato un divieto totale del fumo sulla base di un accordo volontario e invita i paesi firmatari della carta a considerare infine la possibilità di conferire a tale carta volontaria carattere legislativo attraverso la procedura di cooperazione rafforzata” e, poi, al punto 10, “ invita gli Stati membri a vietare il fumo nei parchi giochi pubblici entro due anni “. Un divieto, quindi, quello nei soli parchi giochi pubblici, e quindi non in tutti i parchi, che andrà dettato attraverso una legge dello Stato da emanare entro due anni, e che non può quindi scaturire direttamente da un’ordinanza comunale, che, se applicata, potrebbe solo alimentare il contenzioso nelle varie sedi giudiziarie. Se proprio, poi, si vuole risolvere, in maniera definitiva, il problema derivato dal fumo di sigarette bisogna fare come si è fatto nel Bhutan, un paese, tra l’India ed il Tibet, grande quanto Il quartiere Vomero a Napoli LETTERA AL DIRETTORE C aro Direttore, me li immagino a Napoli, città perennemente sommersa dai rifiuti e miasmi cancerogeni, e dai fumi da combustione che inquinano l’aria per la mancanza di un piano organico per combattere il traffico, i vigili urbani col metro in mano a misurare la distanza che separa il fumatore dalla signora in stato interessante o dal bambino. Così come li vedo chiedere alla signora il certificato del medico curante che dichiari la gravidanza, non sempre visibile, specialmente nei primi mesi, ed i bambini girare nei parchi, con il tesserino esposto in bella mostra, che ne attesti l’età ( “ guarda che ho 13 anni e posso anche fumare “ ). L’ordinanza che vieta il fumo nei 43 parchi cittadini, così come è stata concepita presenta notevoli problemi di legittima. Tra l’altro non si capisce neppure quando entrerà in vigore, se oggi domenica o domani lunedì, come afferma il maggior quotidiano partenopeo. Di certo i napoletani non sono informati del nuovo dispositivo e nei parchi non c’è ancora alcuna segnaletica. Ma a parte questo bisogna vedere se, in mancanza di una legge nazionale, un’amministrazione comunale può imporre sanzioni, dal momento che, dalle notizie apparse sulla stampa, sembra che la norma di riferimento sia la legge 16 gennaio 2003, n. 3, più nota come legge Sirchia, la quale, però, si riferisce esclusivamente ai locali chiusi e non agli spazi aperti. Altro aspetto opinabile, sul piano normativo, è la possibilità di differenziare cittadini, tra quelli di serie A, che devono essere protetti dal danno per fumo passivo, come gestanti e bambini fino a 12 anni, e quelli di serie B, a partire dai bambini da 13 in su, fino agli anziani, molti dei quali frequentatori abituali di parchi, che in base alla disposizione emanata a Napoli non sarebbero oggetto di alcuna tutela. Ed infine, visto che bambini e donne incinte frequentano anche altri luoghi pubblici aperti, come spiagge, zoo e orti botanici, per esemplificare, bisognerebbe per “ par condicio “ vietare il fumo anche in tutti questi altri siti. Un provvedimento che sa tanto di “fumo negli occhi” e che tenta di scimmiottare, a mio avviso con scarso successo, altre iniziative assunte altrove al riguardo, ma non solo per i parchi. Basti pensare che, secondo i dati forniti dall’American Nonsmokers Rights Foundation, dal 1999 al 2007 le città americane che vietano di fumare all’aperto sono passate da 30 a 1.124. Il consiglio comunale della città di San Francisco, sempre per esemplificare, approvò nel gennaio del 2005 un bando che vietava il tabacco in tutti i giardini pubblici e nei centri ricreativi dell’intera con- la Svizzera e con poco più di due milioni di abitanti, dove il governo ha deciso sin da meta dicembre del 2004, vale a dire circa 3 anni fa, di vietare la vendita di tabacco in tutto il regno, bandendo quindi il fumo in tutti i luoghi aperti e chiusi. Si tratta di un paese a maggioranza buddista e si sa che i buddisti ritengono che il fumo faccia più male all’anima che alla salute. Poche le eccezioni consentite in base al provvedimento emanato. E’ legale solo importare sigarette “per uso personale” sebbene le tasse doganali siano del 200 per cento. Ai turisti stranieri è consentito fumare, ma possono essere accusati di spaccio se offrono una sigaretta a un cittadino bhutanese. Ma si avrà mai il coraggio in Italia di bandire totalmente il tabacco, dall’Italia, tutelando davvero la salute di fumatori e non fumatori? Penso proprio di no, visti i notevoli interessi, soprattutto economici, specialmente di alcune categorie, che girano intorno al tabacco, e la possibilità che si ritorni, come ai vecchi tempi, al contrabbando di sigarette, Ma , almeno, si abbia il coraggio di dichiararlo a chiare lettere, senza mettere in campo inutili palliativi, utili solo a conquistare un poco di spazio sui mass media nell’affannosa ricerca dello scoop quotidiano. Gennaro Capodanno 22 Informazione Regionale Sacra Corona e Camorra corrodono la gioventù dalla Puglia Stanno arruolando ragazzi e giovani del sud in un clima di bullismo, vandalismo e scarso rendimento scolastico Libertà di stampa e dialogo con gli editori Franco Marini, Presidente del Senato B N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre cronisti i punti esenziali da lui toccati prima di cedere la parola al Segretario Nazionale Paolo Serventi Longhi. Quest’ultimo dopo undici anni nella prosecuzione dei lavori congressuali a Castellaneta, il 30 Novembre, lascerà il segretariato. Gravissima - esordiva Longhi - la mancata risoluzione del contratto e pericolosa la volontà di orientare l’informazione. Per queste ragioni, nel ricordo commosso dei colleghi caduti, la categoria dovrà difendere a denti stretti la propria indipendenza e per farlo - concludeva Serventi Longhi - occorrerà innanzitutto il rispetto delle leggi. Di taglio più accademico l’intervento di una delle più autorevoli firme del giornalismo italiano e attuale Senatore della Repubblica Sergio Zavoli. Riferendosi al 900 l’ Ex Presidente della RAI ha rimarcato come, la storia del secolo scorso abbia inciso notevolmente sul valore della notizia non sufficientemente sorvegliato tanto da generare superficialità nei comportamenti socilai. Salvaguardia del pluralismo dell’informazione e della carta stampata contro il sopraggiungere dell’editoria elettronica gli altri punti toccati nel suo intervento salutato tra lunghi applausi fra i quali anche quelli di Franco Marini. La seconda carica dello Stato da ex sindacalista non perdeva la verve dei suoi trascorsi sindacali ricordando che nel 1992, quando era Ministro del Lavoro, affrontò una trattativa ancora più difficile di quella a tutt’oggi in corso. Per quest’ultima si diceva ottimista sulla relativa conclusione perchè a prevalere sarà, a suo dire, la forza degli uomini richiamando l’Art.21 della Costituzione. Attuare esso - proseguiva Marini - è la via maestra utile per delineare quel confine fra Politica e Comunicazione necessario nella inaugurazione, per entrambe, di una nuova stagione delle responsabilità. Dalle parole e sopratutto dalle buone intenzioni occorrerà passare ai fatti. Nicola Zuccaro ari - Nella splendida cornice del Teatro Piccinni in Bari si è tenuta, Lunedì 26 Novembre, la Cerimonia Inaugurale del 25° Congresso Nazionale della Federazione Nazionale della Stampa comunemente noto come il Sindacato dei Giornalisti. La scelta di questo luogo è stata simbolica. Quì nel gennaio del 1944 si celebrò il Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale che segnarono quel passo decisivo per traghettare l’Italia, ancora in conflitto, verso l’era repubblicana e costituzionale. Questo riferimento storico è stato il filo conduttore che ha legato i numerosi e autorevoli interventi fra i quali quello del Presidente del Senato Franco Marini presente alla Cerimonia in rappresentanza del Capo dello Stato. A fare gli onori di casa il Presidente dell’Assostampa Puglia Felice Salvati che , nel suo breve intervento di apertura, ha richiamato la necessità di tornare alla contrattazione intesa come dialogo con gli Editori; alcuni di essi presenti in platea sono stati elogiati per aver arricchito la già lunga tradizione editoriale pugliese e giornalistica considerato il lancio di autorevoli firme. Nei saluti istituzionali il primo intervento è stato quello del Sindaco di Bari Michele Emiliano che ha rimarcato la missione di guida del giornalista a favore del cittadino e tesa a distinguere le buone dalle cattive situazioni. Per il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola il mancato rinnovo contrattuale riflette quel livello di incivilimento a causa del quale sta svanendo lo spirito pubblico e l’interesse generale verso i problemi del Paese. Con il ricordo commosso di Enzo Biagi si apriva l’intervento del Presidente della FNSI Franco Siddi. Dal taglio istituzionale - per Siddi - l’odierna giornata assumeva una storica importanza per la libertà dell’informazione a inizio dei festeggiamenti del Centenario dalla fondazione della stessa. Buste paga povere, riforma dell’ordinamento professionale, precariato dei Senatore Sergio Zavoli U na parte malata della società, quella malavitosa ha assunto nuovi connotati, specie nel già tormentato Meridione. Su questo tema spinoso si è già, autorevolmente, espresso, recentemente ,il Procuratore aggiunto Cataldo Motta, capo della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Egli così si è espresso: “Purtroppo, abbiamo registrato un abbassamento della soglia di età degli affiliati ai boss. Per questo crediamo molto nel con- Giuseppe Fioroni, Ministro dell’Istruzione tributo pedagogico delle scuole e delle strutture Pit con 1,5milioni riguardano educative della società civile. il finanziamento di progetti per Noi stessi quando ci troviamo l’educazione dei giovani alla a fare scuola di legalità ai ra- legalità. Ma, se dalla Puglia gazzi insistiamo molto su que- ci spostiamo in Campania, il sto aspetto. Non è un compito rischio per i ragazzi di essere facile, perché le sollecitazioni inglobati nelle organizzaziosono troppe per i giovanissimi: ni malavitose, non è di meno. La mancanza di un lavoro, la Così, a Torre Annunziata gli tentazione del denaro facile, il imprendibili ragazzi, dodici consumismo, la moto, le auto, anni, l’esercito dei bambini puil divertirsi a tutti i costi. Tutto sher, guadagnano 2.000 euro al concorre a rendere più fragili mese, nel primo mercato della i giovani alle tentazioni del- droga. A Salerno così sono la criminalità. Io dico sempre stati disegnati da un camorrista ai ragazzi che essere inglobati pentito i nuovi scenari criminelle organizzazioni malavito- nali cittadini: i protagonisti in se, soprattutto quelle di stampo campo e la guerra di camorra è mafioso, significa non poter scoppiata tra i “ragazzi di Papiù tornare in dietro perché la stena” e i “ragazzi di via Irno mafia non lascia più liberi, è che ha già lasciato 2 morti in un tunnel senza ritorno”. Ecco campo. Da branco a clan; dalun esempio di recente recluta- l’hascisc alla cocaina; dal “pizmento di giovani da parte della zo” nelle discoteche alle tanmalavita organizzata avvenuto genti richieste agli ambulanti nel Salento. Tre 23enni , inso- del mercato e agli operatori spettabili fiancheggiatori, pur all’ingrosso del Mercato ittico. con un lavoro alle spalle, sono E’ tutta qui la storia del clan stati arrestati dai carabinieri, in “Papacchione”, ovvero, i “ raquanto reclutati dai capi basto- gazzi di Pastena” che volevano ne del nord Salento che dallo prendere in mano la città. Ma, spaccio di cocaina avrebbero il sogno o l’ambizione li hanno fatto un business privilegiato. traditi; come le cimici piazzaD’altra parte, i margini di gua- te un po’ ovunque, da polizia dagno dello spaccio sono così e carabinieri. Ebbene, a tutto alti, che fare proseliti anche, fra ciò si aggiunga il clima contachi ha un lavoro regolarmente gioso di bullismo, vandalismo retribuito, non è molto diffici- e scarso rendimento scolastico le. E se dovessero rispondere che altro non fa che agevolare al vero le ipotesi investigative, l’opera di inglobamento delle anche il magazziniere, il bari- organizzazioni malavitose. Ma sta e il piccolo imprenditore c’è di più. Nelle regioni del noedile, si sarebbero lasciati ten- stro Mezzogiorno c’è una vera tare dal denaro facile, seppure e propria emergenza sociale di ad alto rischio. In contrasto a cui nessuno parla: la povertale grave fenomeno si è già tà di competenza dei giovani. mossa la Regione Puglia pre- A lanciare l’ultimo allarme è sentando il 4 dicembre scorso un volume appena pubblicato un programma “innovativo” dall’Istituto Cattaneo:”Povertà riguardante il settore sicurezza e benessere”, a cura di Andrea e legalità , con Azioni riguar- Brandolini e Chiara Saraceno. danti Comuni, Pit, e consorsi La misurazione della “povertà Asi. In particolare l’Azione A di competenze” è stata effettuadei Comuni e l’Azione B dei ta partendo dai dati di PISA, un’iniziativa dell’Ocse che valuta periodicamente la preparazione scolastica dei quindicenni in una quarantina di Paesi. Il punteggio medio dei giovani meridionali è significativamente più basso di quello dei giovani del Centro-Nord d’Italia che è invece, grosso modo in linea con la media europea. Ma c’è un altro dato che preoccupa non poco: l’indagine PISA misura le competenze solo di coloro che vanno a scuola; sappiamo, però, che al Sud vi sono elevati tassi di abbandono, circa il 7% di quindicenni ha già smesso di studiare. Questa drammatica situazione per evitare diventi un terreno sempre più fertile per l’opera di inglobazione di ragazzi e giovani, già in corso d’opera da parte delle organizzazioni malavitose operanti nel Meridione, è necessario che questo tema: “I nostri giovani del Sud sono condannati in larga parte all’ignoranza” diventi sempre un obiettivo c e n t r a le del dibattito politico presente e futuro. In verità un primo “incipit”, già, c’è : “Quattro miliardi di euro, facendo ricorso ai Fondi europei, nei prossimi 7 saranno destinati alle scuole del Sud, per colmare i deficit di conoscenza”, ha detto il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni. Peraltro, in conclusione, riportiamo un dato statistico recentissimo: nelle quattro regioni “più” povere di conoscenza: Sicilia, Sardegna, Calabria e Basilicata, quasi il 40% dei ragazzi è sotto il livello di competenza ritenuto sufficiente. Salvatore Resta N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Informazione Regionale Misteri e caos nel calcio d i l e t t a n t i s t i c o b a re s e dalla Puglia B Oggi si ricomincia a lavorare B ari – Francesco Tarantini eletto Presidente della Legambiente Puglia. Termina con una conferma l’appuntamento quadriennale di confronto programmatico dei circoli dell’associazione Legambiente. “Negli ultimi due anni credo che la Legambiente Puglia ha fatto molto, se non bastassero le facce nuove che ho visto oggi, che denotano come l’associazione sia cresciuta, oggi ci sono anche i dati positivi che attestano l’energia che anima il lavoro di tutti” dichiara Sebastiano Venneri della Segreteria Nazionale nel commentare la rielezione di Tarantini a Presidente Regionale, “l’impegno della Legambiente per difendere l’ambiente in questa regione è quotidiano e ispirato alle ragioni del fare, a noi i ruoli di testimonianza non ci interessano, Legambiente ha cambiato questo paese, è cambiata anche lei, è diventata una associazione più professionale, ha bisogno di persone che gli dedichino maggior tempo, perché il peso dell’associazione è cresciuto come le aspettative dei cittadini rispetto a quello che Legambiente può e deve fare”. Il Convegno ha registrato uno svolgimento positivo su tutti i fronti, come sottolineato dai rappresentanti degli Enti che hanno portato il loro saluto all’assemblea, e che ha segnato il nuovo corso dell’associazione, come dichiarato dallo stesso Francesco Ferrante, Direttore Generale Legambiente, “E’ soddisfazione personale, la mia, nel notare che Legambiente Puglia è riuscita a diventare un interlocutore stimato da parte di tutti gli stake holders che sono venuti oggi a portare il loro saluto, e che riconoscono in Legambiente, un interlocutore altro con cui parlare Immagine di una discarica 23 e pianificare” commenta Ferrante in merito agli interventi degli assessori regionali Massimo Ostilio e Michele Losappio, di Michele Lamacchia, Presidente Anci Puglia, Giorgio Assennato, Direttore Generale Arpa Puglia, e continua “finalmente abbiamo ricostituito le condizioni per permettere a Legambiente di fare il suo mestiere in qualità di comunità di uomini e donne che cooperano a partire dalla molla dell’ambientalismo, ma che hanno come obiettivo principale quello di agire nell’ottica di un cambiamento di questo Paese”. L’assemblea ha poi votato all’unanimità il nuovo Direttivo, che passa da 35 a 30 membri e di cui fanno parte: Francesco Tarantini, Marina Bellini, Annamaria Fersurella, Aldo Fusaro, Maurizio Manna, Franco Salcuni, Lunetta Franco, Mimmo Lobaccaro, Franco Zerruso, Leo Corvace, Giovanni Palmisano, Renato Pacella, Gennaro Tedesco, Enzo Renato, Renato Regina, Maurizio Trolli, Francesco Bartucci, Carmen Lombardi, Giovanni Di Nielli, Vito Montalbò, Mimmo La Vacca, Gianfranco Vetrugno, Pino Ponzini, Marinazzo Doretto, Stefano Latini, Francesco Vigneri, Enzo Volpicelli, Luigi Lagna, Giovanni Ponzetta, Maria Casulli, ed ha eletto contestualmente il nuovo Direttore, nella persona di Marina Bellini. “Oggi si ricomincia a lavorare”, Tarantini accoglie con entusiasmo la conferma che gli viene dall’assemblea congressuale “con un organico che ha recuperato e messo a valore le esperienze storiche dell’associazione, aggiungendo e apportando la nuova linfa dei dirigenti, scelti per le loro capacità tecniche specifiche, per continuare sulla strada della crescita e del cambiamento”. ari - Si colorisce di giallo l’avvicendamento sulla panchina del Liberty Bari, la seconda squadra del capoluogo pugliese, su cui torneremo prossimamente. In chiusura dell’odierno numero del Corriere del Sud si apprendeva che, Salvatore Mazzarano subentrava nella conduzione tecnica della squadra ad Angelo Terracenere. Da una prima versione dei fatti al termine di Liberty Bari- Atletico Corato l’ex mediano del Bari rassegnava verbalmente le dimissioni dopo la gara persa dal Liberty per 2-1 . Nella serata di Lunedì 19 si apprendeva dalla dirigenza che, in assenza di un atto formale, consistente nella presentazione di una lettera scritta dal tecnico dimissionario, Angelo Terracenere restava il tecnico del Liberty Bari. Una posizione diplomatica, quest’ultima, che però contraddiceva con la decisione della dirigenza libertina consistente nel già esonero di Terracenere e nella individuazione del sostituto di cui la stessa non voleva svelarne l’identità. Nella stesse ore si apprendeva con ulteriore conferma dai quotidiani baresi, nel mattino successivo, che il nuovo tecnico del Liberty Bari era stato scelto nella persona di Mister Salvatore Mazzarano. Esonero o dimissioni ? In questi casi la verità sta nel mezzo e cioè nella versione contradditoria presentata dalla dirigenza del Liberty Bari. Veniamo all’avvicendamento tecnico. Chiusa una porta se ne apre un’altra. Questo detto popolare vale anche per Mister Salvatore Mazzarano. Smesso i panni di Selezionatore della Rappresentativa Pugliese Juniores rassegnando le dimissioni da questo incarico tecnico per presunti motivi personali anche se, per chi scrive, probabilmente condizionati dall’aver mancato la conquista del Torneo delle Regioni Edizione 2007 al termine del quale la compagine pugliese giunse seconda. All’ Ex CT della Puglia il compito di risollevare una squadra, il Liberty che, partita con l’obbiettivo di raggiungere i Play Off, ora dovrà guardarsi bene dai bassi fondi della classifica del Campionato Pugliese di Eccellenza. Definito il cambio tecnico, resta per il Liberty Bari il problema relativo al campo di gioco. Il Angelo Terracenere terreno sinora utilizzato per gli incontri casalinghi e le per le se- in Seconda Categoria. Anticipare dute di allenamento, lo Stadio Della al Sabato? Probabilmente e solo Vittoria risulta in pessime condizioni se, spostate altrove le gare del come documentano i sette infortunii Campionato Csen, l’avversaria di occorsi ad altrettanti calciatori baresi. turno lo accetti. Resta come uniUnitamente ai costi esosi di noleggio ca alternativa il posticipo serale del glorioso impianto barese la diri- domenicale tuttora adottato da un genza di Corso Vittorio Emanuele altra società dell’Eccellenza Pucapeggiata dal Presidente Antonio gliese, il Francavilla, e che stando Flora ha deciso di emigrare ai primi bilanci sta regalando buoal Comunale del Quartier ni risultati in termini di afflusso. San Paolo poichè dotato di Perchè non provare anche questo terreno in erba sintetica. Ma esperimento. Attuandolo si evitei problemi non finiscono rebbe il caos nel calcio dilettantiquì. Stando al calendario a stico barese in una Città come Bari partire da Domenica 2 Di- che fatica dal 1990 a risorgere cembre le gare interne con calcisticamente per la scarsa coorinizio alle 14.30 del Liberty dinazione degli enti competenti e coinciderebbero con quelle della impreparazione delle società del Japigia l’altra squadra calcistiche nella gestione degli Stabarese militante nel Giro- dii di Quartiere. Si prospetta per ne Barese del Campionato Via Cairoli, sede della LND Pudi Promozione Pugliese glia, una situazione tutt’altro che fissate al medesimo ora- facile da gestire nella definizione rio. Allora che fare? An- delle prossime giornate dei camticipare al mattino della pionati dilettantistici che vedranno Domenica ? No perchè ad impegnate le squadre baresi citate utilizzare il terreno di gio- in queste righe. co è il San Paolo, la squadra del Quartiere militante Nicola Zuccaro Salvatore Mazzarano Contro l’ampliamento delle discariche L a Uil di Puglia assicura pieno, totale e incondizionato sostegno a tutte le iniziative che i comitati di Grottaglie, Fragagnano e San Marzano hanno messo in atto per impedire l’ampliamento delle attuali discariche nei Comuni di Grottaglie e Fragagnano. Pieno sostegno anche al presidio permanente “No discariche” in località Latorre-Caprarica e alla grande manifestazione che domani (sabato 10 novembre) si svolgerà a Fragagnano. “Coloro che sostengono che bisogna continuare a fare arrivare i rifiuti solidi urbani e speciali da altre province in questi siti – spiega il segretario generale Aldo Pugliese – hanno la memoria corta e dimenticano che avevano chiesto e ottenuto che in via del tutto eccezionale questi rifiuti sarebbero confluiti in queste discariche fino al prossimo 31 dicembre. Dopo di che, se chi di competenza non ha trovato le soluzioni adeguate, non può immaginare che i succitati Comuni e i loro residenti debbano farsene carico per tutto il 2008 se non per gli anni a venire”. Insomma, è un problema che riguarda tutta la provincia di Taranto, “ovvero – aggiuge Pugliese – quella più inquinata d’Italia e d’Europa nella quale sono presenti circa 100 discariche ufficiali, alle quali vanno aggiunte quelle industriali e quelle abusive. Di fronte a que- sto scenario coloro che sostengono che debbano arrivare ulteriori rifiuti, dimostrano di avere un bel fegato, anche perché nulla hanno fatto per migliorare la situazione ambientale della provincia jonica”. Inevitabile, perciò, gli interrogativi: perché questa provincia deve continuare subire le inadempienze altrui? Perché deve continuare ad accettare i rifiuti altrui? “Se qualcuno dice – conclude Pugliese – che non si deve fare la fine della Campania in una logica di solidarietà dovrebbe anche immaginare che questi rifiuti potrebbe essere collocati altrove. Ad esempio in agro di Terlizzi. Questa sì che sarebbe una bella dimostrazione di solidarietà. E’ bello chiedere agli altri di essere solidali e poi dire che in casa mia non li voglio. Troppo comodo”. Cultura 24 Segue dalla prima dell’epoca dei conflitti ideologici e, perciò stesso, la fine della storia. Inoltre, egli aggiunse, l’evento aveva mostrato la superiorità del modello istituzionale liberaldemocratico di tipo occidentale che si sarebbe rivelato, pertanto, la forma ultima, consolidata e migliore di governo della umanità. Per quanto potessero ancora sopravvivere regimi che si ispiravano alla filosofia e agli assunti del marxismo o del marxismo-leninismo, la vittoria definitiva della democrazia liberale, quale noi intendiamo soprattutto nella versione realizzata negli Stati Uniti di democrazia concorrenziale, non avrebbe più potuto, secondo Fukuyama, essere posta in discussione: il futuro, insomma, sarebbe stato caratterizzato non più e non tanto da confronti e scontri più o meno violenti e sanguinosi di ideologie e di modelli istituzionali espressione di precise ideologie, quanto piuttosto dalla comune e solidale ricerca di soluzioni condivise ai problemi di natura tecnico-economica nell’obiettivo finale del raggiungimento e della costruzione di un mondo armonico. Si trattava, naturalmente, di uno schema affascinante se non per altro quanto meno per la fiducia che instillava nell’idea di un mondo futuro, unito e armonioso, uniforme nel tipo di istituzioni e di obiettivi, destinato a succedere al mondo turbolento, sussultorio dell’epoca della guerra fredda. A prescindere dalle polemiche, che dilagarono oltre la ristretta cerchia della cittadella accademica e investirono i mezzi di comunicazione di massa di tutto il mondo, rimane il fatto che lo schema teorico di Fukuyama fu ben presto messo in crisi dalle dure leggi di una realtà tutt’altro che incline a piegarsi alle argomentazioni della L’attacco alle torri gemelle filosofia politica. E l’idea della fine dei conflitti dopo la conclusione della cosiddetta “guerra fredda” fu smentita presto dalla moltiplicazione di scontri di natura etnica, nazionalistica o anche micronazionalistica in molti casi così sanguinosi e così privi di scrupoli etici da far evocare lo spettro del genocidio di intere popolazioni. Insomma, lo schema teorico di Fukuyama – uno studioso certamente autorevole, che fa parte della ricca galassia del conservatorismo americano e che è pur sempre un intellettuale di grande valore e spessore – si rivelò, alla prova dei fatti, utopistico, illusorio e debole, come pure utopistiche, illusorie e deboli si erano rivelate, all’indomani dei due conflitti mondiali che hanno insanguinato il ‘900, le aspettative, le speranze, le illusioni di una pace duratura, fondata sulla messa al bando della guerra e sulla creazione di una situazione di “sicurezza collettiva” garantita dalle organizzazioni internazio- nali. Alcuni anni dopo l’elaborazione concettuale dello schema teorico sulla “fine della storia”, un altro grande studioso americano, esperto in politologia e storia delle relazioni internazionali, Samuel P. Huntington, pubblicò sulla rivista Foreign Affairs, un saggio, anch’esso destinato a diventare un libro di successo, dal titolo The Clash of Civilization and the Remaking of World Order (tradotto in italiano col titolo Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale). Huntington, volente o nolente, era l’antiFukuyama: e, come tale, venne percepito, interpretato e discusso. Il lavoro sottendeva l’idea che il crollo del comunismo e la conclusione della guerra fredda, lungi dal portare con sé la fine della storia, avevano provocato la tendenza verso un riassestamento geo-politico mondiale in termini più culturali che ideologici o economici. Tale riassestamento era dovuto, in certa misura, al fatto che gli esseri umani definivano ormai la propria identità non più sulla base di un’ideologia politica o dell’appartenenza a un’area caratterizzata da un sistema economico, quanto, piuttosto, sulla base dei connotati di tipo etnico culturali quali la lingua, la religione, le tradizioni, i costumi e via dicendo. I punti caldi dello scacchiere internazionale si erano concentrati lungo quelle che Huntington ha definito le linee di faglia tra le civiltà, con la conseguenza che i rapporti fra gruppi di civiltà diverse, anziché cordiali, sarebbero stati in generale freddi o, spesso, Narnia alla scuola di Castelmola L e Cronache di Narnia sono sbarcate alla scuola primaria (elementare) “De Dominicis” di Castelmola, della storia fantasy di C.S. Lewis sono stati coinvolti soprattutto i bambini del primo ciclo. Mondi fantastici, con paesaggi meravigliosi popolati da creature magiche d’ogni tipo, dove il bene e il Male si contendono il primato nell’eterna battaglia della vita. Con interesse i bambini hanno ascoltato la lettura di qualche capitolo del 2 libro del ciclo narrativo de Le Cronache di Narnia, hanno colorato alcune schede con immagini dei personaggi più rappresentativi e infine hanno contribuito ad arricchire un cartellone riassuntivo esposto in classe. Tutti appassionatamente hanno potuto prendere visione dopo qualche difficoltà del film Il Leone, la Strega e l’armadio, prodotto dalla Walt Disney Pictures, uscito due anni fa proprio in questo periodo. I quattro protagonisti, i ragazzi Pevensie, il coraggioso Peter, il fragile Edmund, la saggia Susan e la piccola Lucy, gli eroi del racconto del mondo fatato hanno attirato l’interesse dei bambini, ma anche gli altri personaggi tutti animali parlanti come il fauno Tumnus o la coppia di castori che aiutano i bambini nella lotta contro il Male. “L’ingresso del Regno di Narnia, che avviene attraverso gli occhi stupiti e curiosi di una bambina, conserva un senso della meraviglia di stampo infantile (nel senso migliore e più alto). Lo spettatore scoprirà che è incredibilmente facile affezionarsi a Peter, Susan e Lucy (ma anche al ‘perfido’ Edmund, che una volta pentito diventerà sul tro- no Edmund il Giusto); e lasciandosi commuovere dalla semplice verità dello sguardo sul reale di cui i ragazzi sono portatori, potrà godere di una storia che, come esigeva lo stesso Lewis da ogni buon racconto, conquista a 5 come a 50 anni”. (Luisa Cotta Ramosino, Le Cronache di Narnia, un armadio di segreti. Per bambini? 24.12.05 Il Domenicale). La trama ricca d’episodi ha incuriosito molto i bambini, i quattro fratelli spediti dai genitori in campagna lontano da Londra per sfuggire ai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, giocando a nascondino nell’immensa villa del professore, entrano in un armadio magico, che li porta su una terra sconosciuta, Narnia, dove da 100 anni regnano il freddo e la neve portati dalla crudele Strega Bianca. La lotta tra la Strega Bianca (Jadis)che rappresenta il Male e Aslan, il Leone, il re di Narnia, che rappresenta il Bene. Aslan si sacrifica per salvare i figli di Adamo e di Eva, ma poi risorge, per ritornare più forte di prima, dopo aver liberato le creature a suo tempo pietrificate dalla Strega, nella battaglia finale contro l’esercito della perfida Strega usurpatrice che voleva conquistare il potere a Narnia. Come in ogni fiaba che si rispetti i quattro hanno successo nell’impresa e giustamente alla fine vengono incoronati re di Narnia. Le Cronache sono una bella storia coinvolgente, il libro è da anni un classico che ha venduto nel mondo anglosassone circa cento milioni di copie. E’ facilissimo capire di chi parla la narrazione. Walter Hooper ha raccontato che una disegnatrice doveva illustrare questi racconti per una casa editrice e un giorno, mentre dipingeva il Leone Aslan, “sanguinante e moribondo, scoppiò a piangere e capì che il motivo per cui si commuoveva era che Aslan, che aveva sacrificato la vita per la salvezza dei suoi piccoli amici, le aveva ricordato Cristo”. Infatti, è così, scrive Antonio Socci. “In effetti la metafora delle ‘Cronache di Narnia’ è chiaramente cristologica, il Leone che risorge e vince la Strega che ha raggelato il mondo è Gesù e il ragazzo a cui egli affida la sovranità – guarda caso – si chiama Peter, Pietro. Ma - continua Socci - sarebbe interessante pure chiedersi dove sia quel mondo assiderato dal gelo di cui parla la favola di lewis. Lui scriveva negli anni della seconda guerra mondiale ed è abbastanza evidente che la Strega bianca che aveva chiuso il mondo nell’inverno senza Natale era il simbolo dei terribili totalitarismi mortiferi. Dove il leone di Giuda veniva di nuovo martirizzato”. (Il Giornale 29.12.05) Domenico Bonvegna N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre ostili. La conflittualità fra civiltà diverse avrebbe potuto assumere – a livello locale o microlivello – la forma di un conflitto di faglia tra stati limitrofi appartenenti a civiltà diverse e coesistenti all’interno di una stessa nazione o fra gruppi impegnati a edificare nuovi stati dalle macerie dei vecchi, ovvero – a livello globale o macrolivello – la forma di conflitti fra stati guida destinati a coinvolgere i principali stati delle diverse civiltà. Alla luce del suo schema interpretativo, il rapporto, per esempio, fra Islam e Occidente finiva per diventare, secondo Huntington, un rapporto di “guerra fredda tra civiltà” o di “guerra strisciante”. Il saggio di Huntington è stato confermato, nelle linee essenziali, dagli avvenimenti che si sono succeduti negli ultimi anni a partire, proprio, dall’attentato alle Twin Towers di New Francio Fukuyama, politologo e filosofo York del 2001. Ma, riconosciuto tutto questo, si può fare una considerazione. Parlare di scontro di civiltà può, forse, suscitare qualche imbarazzo – imbarazzo, va da sé, di natura psicologica – per una sorta di “complesso” nei confronti di un concetto che evoca esplicitamente l’idea del conflitto o, più ancora, l’idea dello “stato di conflittualità” come quello di una situazione del tutto normale nei rapporti fra le civiltà. Per inciso, colgo questa occasione per ricordare che un grandissimo studioso e diplomatico inglese, a me come studioso e lettore molto caro, Arnold J. Toynbee, stranamente obliato dalla storiografia contemporanea – in quella sua monumentale opera dal titolo assai modesto A Study of History, articolata in otto densi volumi che costituiscono una vera e propria storia e analisi fenomenologica comparata delle civiltà – elaborò una teoria in un certo senso anticipatrice delle idee di Huntington fondata sul concetto di un continuo confronto fra civiltà basato sulla diade sfida-risposta. Ma torniamo al punto. Se, come si diceva, si vuol cedere all’imbarazzo politically correct di un discorso che esorcizza l’idea dello scontro di civiltà si dovrà almeno parlare, per utilizzare un linguaggio di sapore popperiano, di contrapposizione fra società aperte e società chiuse. Il che non è, comunque, davvero poco e sposta il discorso da un approccio di tipo “culturalistico” delle relazioni internazionali a un approccio di maggior latitudine concettuale. Il presente articolo, frutto di una relazione tenuta dal prof. Francesco Perfetti ad un convegno della Banca di Piacenza, sarà incluso in un fascicolo di atti pubblicati dalla Banca. Si ringrazia la Banca di Piacenza per l’autorizzazione alla pubblicazione del pezzo. … continua Riapre il Museo Nazionale archeologico di Taranto T aranto - Dal 21 dicembre riapre al pubblico uno dei più importanti musei italiani, il Museo Nazionale Ar- Dalla collezione degli ori di Taranto cheologico di Taranto. Sarà il vicepresidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli ad inaugurare nel capoluogo jonico la prima Sezione del Museo, il 20 dicembre alle ore 12.00. La riapertura del Museo di Taranto rappresenta un evento da tempo atteso dagli appassionati di storia e archeologia, nonché dagli operatori turistici pugliesi che puntano anche sull’offerta legata ai Beni culturali per incrementare i flussi incoming. Dopo una chiusura durata sette anni per lavori di ristrutturazione, torneranno a splendere i famosi Ori di Taranto, la straordinaria collezione di monili magno-greci che tanto ha catalizzato l’attenzione di turisti, appassionati ed esperti di tutto il mondo. Gli Ori di Taranto sono stati esposti con enorme successo di pubblico a Milano, Parigi, Amburgo e Tokio Accanto a questo straordinario evento, l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia ha inteso organizzare un educational tour per i media nazionali e la stampa specializzata con l’obiettivo di offrire una chiave di lettura complessiva della variegata offerta turistica regionale. Gianfranco Nitti Cultura N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre N el marzo del 1921 i marinai della base navale di Kronstadt, piccola isola a ovest di Pietroburgo, poi Leningrado, si ribellano contro il governo bolscevico, che pure avevano aiutato a conquistare il potere nell’ottobre del 1917, e resistono per alcune settimane alla controffensiva governativa. L’apertura degli archivi sovietici ha permesso al francese Jean-Jacques Marie, storico dell’Unione Sovietica e animatore del Parti des Travailleurs, d’ispirazione trotzkista, di gettare nuova luce sulla rivolta e di ricostruire fino al dettaglio gli antefatti e i primi passi dell’insurrezione, le incertezze iniziali e i timori del governo, l’assalto finale e la repressione del movimento (Kronstadt 1921. Il Soviet dei marinai contro il governo sovietico, trad. it., UTET, Torino 2007, pp. 384, € 24.00). La rivolta s’inserisce in un contesto caratterizzato da frequenti sollevazioni contadine nei confronti del governo comunista, motivate dalla leva obbligatoria, dalle requisizioni forzate da parte dell’Armata Rossa e dall’ammasso coatto del raccolto nei depositi statali; né mancano, fra le ragioni, la difesa delle libertà e delle tradizioni religiose. I marinai di 25 La rivolta di Kronstadt Kronstadt, tornando in licenza ai villaggi natali, vengono a contatto con la politica della requisizione dei cereali e con i metodi violenti che il partito comunista usava per attuarla; nelle città, invece, scoprono la miseria prodotta dalla guerra civile che loro stessi avevano scatenato per impadronirsi del potere. Il 1° marzo migliaia di marinai e soldati elaborano un documento di rivendicazioni in quindici punti, fra cui la libertà di parola e di stampa, la libertà di assemblea per sindacati e organizzazioni contadine, la libertà di produrre e di tenere per sé i frutti del proprio lavoro. Alcuni marinai inneggiano a una «terza rivoluzione», dopo quella antizarista del febbraio 1917 e il golpe bolscevico dell’ottobre 1917. Gli emissari del partito inviati da Pietroburgo vengono arrestati e in sostituzione del soviet locale è nominato un Comitato Rivoluzionario, che ordina il disarmo immediato di tutti i comunisti presenti sull’isola. Lenin, capo del governo e del partito comunista, e Trockij, commissario del popolo alla Guerra, denunciano il movimento di Kronstadt come una ribellione organizzata dal controspionaggio francese e dal generale Aleksandr Kozlovskij, comandante dell’artiglieria locale, che non aveva alcun rapporto con la rivolta. Era però l’unico ex generale della fortezza e ciò consentiva di trasformare il movimento in cospirazione di «guardie bianche», cioè di nemici della rivoluzione Il marescial- lo Mikhail Tuchacevskij, fresco artefice della sconfitta dei «bianchi», nominato responsabile delle operazioni militari per la riconquista della piazzaforte, riunisce circa 40.000 soldati e, nonostante l’ammutinamento di alcuni reggimenti, schiaccia l’insurrezione il 17 marzo, dopo furiosi combattimenti sul mare di ghiaccio intorno all’isola, che provocano gravi perdite a entrambe le parti. Nella notte gli insorti fuggono a piedi verso la vicina Finlandia, dove ne arriveranno poco più di 6.000, rinchiusi subito dalle autorità locali in campi di concentramento. La rivolta di Kronstadt renderà evidente il fallimento del tentativo di una realizzazione immediata del comunismo. In occasione del X Congresso del Partito Comunista Russo, svoltosi proprio nei giorni dell’insurrezione, Lenin ne prende atto e pone le basi della Nuova Politica Economica, che dà ai contadini la facoltà di commercializzare quanto resta del loro raccolto, dopo aver pagato una imposta in natura. Nello stesso tempo, però, vengono vietati definitivamente tutti i partiti politici, già costretti alla semiclandestinità, ed è approvata una risoluzione sull’unità del partito con la conseguente eliminazione di ogni oppositore interno. Gli avvenimenti di Kronstadt continuano a rappresentare, per i nostalgici del «sogno umanitario» marxista, irriducibili nonostante i genocidi, il simbolo dell’ultimo tentativo di riscattare una rivoluzione «tradita». Tale sembra essere anche Jean-Jacques Marie. Francesco Pappalardo L’odio dei socialcomunisti contro la Chiesa in Spagna S arà un caso ma giusto quattro giorni dopo l’anniversario dello scoppio della Rivoluzione d’ottobre il 28 ottobre scorso, la Chiesa beatifica 498 uomini e donne che sono stati torturati Antonio Socci, scrittore massacrati in Spagna da altri uomini che si rifacevano più o meno consapevolmente a quella rivoluzione. Ci riferiamo alla persecuzione che l’intera Chiesa spagnola subì a partire dal 1931 e poi proseguita fra il 1934 e il 1936. Aveva cominciato Giovanni Paolo II a beatificare nel 1987 tre suore carmelitane crudelmente massacrate per le strade di Madrid. Successivamente Papa Woityla con altre cerimonie ne beatificò tanti altri per un totale di 465 martiri spagnoli. Domenica scorsa c’è stata la beatificazione più massiccia della storia della Chiesa, 498 che aggiunti a quelli precedenti, si arriva a quasi mille beati, tra cui 11 santi, assassinati e in futuro secondo monsignor Camino si potrebbe ad arrivare a riconoscere fino a 10 mila martiri, tutti di questo periodo. Antonio Socci sul quotidiano Libero a questo proposito scriveva: “Sarà l’occasione per conoscere una delle più sanguinarie tempeste anticristiane scatenate nell’Europa del nostro tempo ad opera dei rivoluzionari repubblicani (una miscela di comunismo, socialismo, anarchia e laicismo). Socialisti, comunisti, staliniani, trotzkisti, anarchici si scatenarono senza freni eliminando nei modi più atroci 4.184 sacerdoti e seminaristi diocesani, 2.365 religiosi, 283 suore, 13 vescovi, e un numero incalcolabile di semplici cristiani la cui unica colpa era portare un crocifisso al collo o avere un rosario in tasca o essersi recati alla messa o aver nascosto un prete o essere madre di un sacerdote come capitò a una donna che per questo fu soffocata con un crocifisso ficcato nella gola. Per un totale di 6834 vittime. In certe diocesi, come quella Aragonese di Barbastro, nei primi mesi della mattanza fu massacrato l’88 per cento del clero. Tutto ciò che aveva attinenza con la Chiesa fu distrutto, incendiato, saccheggiato: chiese, seminari, conventi, palazzi vescovili. Alcune chiese furono rase al suolo, arredi sacri e tesori artistici distrutti e rubati. Fu distrutto un ingente patrimonio storico, artistico e documentario che la Chiesa nei secoli aveva saputo conservare negli archivi, nelle biblioteche, nei musei dei suoi templi, monasteri, conventi. Il culto religioso fu soppresso dovunque e quello privato reso difficile e pericoloso, come ai tempi delle catacombe. In pratica si mirava a scristianizzare la Spagna, negando ai cattolici le libertà più elementari. La persecuzione e il martirio di queste persone ebbe origine nel clima fortemente anticlericale presente fin dalla proclamazione della Repubblica nel 1931. Dopo con l’inizio della guerra civile nel 1936, l’olocausto degli ecclesiastici, del tutto estranei a fazioni o partiti politici di qualunque colore, entra nel vivo. Vicente Càrcel Ortì nel suo Buio sull’altare edito da Città Nuova, cita un passo di G. Hermet: “la persecuzione religiosa del 1936 non ha solamente il carattere di un massacro, ma acquista anche quello di un attacco sistematico contro la tradizione e i simboli religiosi. Per certi versi si è voluto far sparire la funzione che rappresentavano quei sacerdoti perseguitati, cacciati, imprigionati o giustiziati. I persecutori eseguivano ordini perentori, quello di sterminare la Chiesa. “Solidaridad Obrera”, il quotidiano anarco-socialista, nel numero del 15 agosto 1936, istigava allo sterminio: “bisogna estirpare quella gente. La Chiesa dev’essere strappata dalla nostra terra fin dalle radici”. “Trattandosi di sacerdoti, né pietà né prigionieri: ucciderli tutti senza remissione[…]Abbiamo ordine di ammazzare tutti i vescovi, tutti i preti e tutti i frati”. “la profanazione di tombe e cimiteri fu un altro degli aspetti più macabri della persecuzione. Numerosi cadaveri di ecclesiastici vennero dissepolti ed esposti al pubblico ludibrio. Nei camposanti si tentò di eliminare qualsiasi segno religioso.” Sono immagini che io ho visto per la prima volta negli anni 70 in un fascicolo di Storia Illustrata, che aveva mio fratello e che ora non troviamo più. Volendo fare una breve antologia della crudeltà, Ortì scrive: “oltre che premeditata, la persecuzione si dimostrò anche assai crudele, perché quasi tutti i casi di assassinio individuale e alcuni di quelli collettivi furono preceduti da torture psicologiche e fisiche, da mutilazioni, percosse, insulti, ecc. E tutto ciò, secondo le parole di Pio XI, “con un odio, una barbarie e una ferocia che non si sarebbero creduti possibili ai nostri giorni”. Sono numerosi i casi della persecuzione religiosa, spesso anche raccapriccianti, “molti sacerdoti furono ammazzati perché non vollero bestemmiare e la stessa cosa accadde a parecchi laici. […]Altri ancora furono incitati a violare il segreto sacramentale, a calpestare il crocifisso o le immagini sacre e vennero, anche, istigati a compiere azioni disoneste. […]Molti, inoltre, i fatti sacrileghi gravi, come la profanazione diretta dell’Eucarestia, attuata in mille forme: svuotando i tabernacoli, sparando contro il Santissimo Sacramento, mangiando tutto ciò che contenevano le pissidi e bevendo con i calici usati per il culto, spargendo per le strade le ostie consacrate e calpestandole, trasformando le chiese in stalle e gli altari in mangiatoie, distruggendo con speciale sollecitudine le pietre sacre dell’altare.[…]Tutto ciò che aveva carattere sacro venne distrutto. Tesori storici e artistici di incalcolabile valore furono preda delle fiamme…Il tutto con un furore iconoclasta, molto simile a quello dei giacobini francesi, ai bolscevichi russi o ai nazionalsocialisti tedeschi. Molti storici, ammettendo la persecuzione contro la Chiesa, tendono tuttavia a confonderla con i primi mesi della guerra civile e, in molti casi, come una reazione violenta provocata nella zona repubblicana dall’insurrezione militare del 18 luglio 1936 per opera del Generalissimo Francisco Franco. La questione è molto più complessa: la Chiesa ha subito discriminazioni fin dal 1931 con una vera e propria campagna persecutoria architettata dal governo repubblicano. E’ completamente falso scrivere che la Chiesa spagnola all’inizio della guerra civile si schierò con le forze nazionaliste del generale Franco. Come aveva come unica finalità “salvare la Spagna”, restaurare la legge e l’ordine che non c’era più. La maggioranza del popolo spagnolo appoggiò con entusiasmo l’alzamiento del generale Franco. ”Tale entusiasmo popolare aveva una fortissima motivazione religiosa, che contrastava con la violentissima persecuzione religiosa immediatamente scatenatasi nella zona rossa in contrasto con la protezione della religione nella zona nazionale […]Così, gran parte dei combattenti nazionali combatteva per molti motivi, ma il principale era per la Religione[…]Non vi è nulla di strano che, per molti, si trattasse di una crociata, anche prima che la Chiesa uffi- Vicente Carcel Ortì sostengono il gruppetto dei centri sociali di Roma che cercava la rissa davanti alla Chiesa di S. Eugenio con lo striscione dove c’era scritto: “Chi ha sfruttato, ucciso e torturato non può essere beato”. Soltanto dopo un anno il 1 luglio 1937 i Vescovi spagnoli hanno pubblicamente manifestato, attraverso un documento, al mondo intero lo stato di persecuzione dei propri fedeli e certamente a questo punto le forze nazionaliste furono viste come liberatrici, l’unica speranza di sopravvivenza e di tutela dell’identità e della storia della nazione. Il movimento nazionalista cialmente l’appoggiasse e la qualificasse come tale[…]Man mano che il tempo passava e si venivano a conoscere le atrocità della zona rossa, per le persone comuni l’alzamiento si trasformò in crociata e in guerra di liberazione”. (Estanislao Cantero Nunez in Cristianità, n. 258/1996) Uno degli errori più gravi della Repubblica fu quello di non aver capito che la maggioranza degli spagnoli era cattolica e desiderava continuarlo ad esserlo. Domenico Bonvegna Cultura 26 Sull’immigrazione accoglienza e sicurezza L ’assassinio della signora Giovanna Reggiani a Roma ha messo in discussione un certo “buonismo” presente soprattutto nel mondo cattolico. In particolare ha fatto discutere la polemica tra l’onorevole Casini e alcune frange del mondo cattolico accusate di “buonismo” per il loro atteggiamento nei confronti degli immigrati. Qualcuno ha cercato di strumentalizzare le parole delll’Angelus di Benedetto XVI: “Auspico che le relazioni tra popolazioni migranti e popolazioni locali avvengano nello spirito di quell’alta civiltà morale che è frutto dei valori spirituali e culturali di ogni popolo a Paese. Chi è preposto alla sicurezza e all’accoglienza sappia far uso dei mezzi atti a garantire i diritti e i doveri che sono alla base di ogni vera convivenza e incontro tra i popoli”. Parole chiare che non possono lasciare dubbi, il Papa fa riferimento ad un’alta civiltà morale che si costruisce attorno a dei valori che non sono di qualche popolo in particolare, ma di “ogni popolo”. Principi come non uccidere, non rubare, non spacciare droga, rispettare la famiglia, non sono valori europei o asiatici, italiani o rumeni, cristiani o buddhisti o atei: sono principi universali, che s’impongono a ogni persona umana in quanto persona. L’argomento immigrazione non si può impostare “se si rimane nell’angusto orizzonte del relativismo, secondo cui ogni popolo ha i ‘suoi’ valori e non esistono valori universali e Papa Benedetto XVI assoluti. Così il matrimonio monogamico sarebbe un valore attestato e vissuto da secoli in Occidente ma non potrebbe, senza essere razzisti o imperialisti, imporlo a popoli che da secoli praticano la poligamia”. (Massimo Introvigne, Il Papa non è buonista. L’accoglienza non prescinde dalla sicurezza, 9.11.07 Il Giornale della Libertà). E’ indi- spensabile riconoscere quei valori universali che sono riconosciuti dalla ragione a prescindere da ogni fede religiosa, sono valori che vincolano anche chi ha una religione diversa da quella storicamente maggioritaria in Italia o non ne ha nessuna, senza che questo vincolo costituisca un’oppressione delle minoranze o un’ingerenza del- Il magnificat del figlio Per i papà e le mamme vere L ’Anonimo scrive: <<Fate festa nelle vostre case perché dite\ che è la festa della famiglia,\ ma intanto avete quasi distrutto la famiglia…>>. Natale è un Dio Bambino che si fa amore, famiglia in cui Giuseppe e Maria sono modelli di paternità e maternità. La famiglia di Nazaret ,però, è una “famiglia strana, non regolare”. Sai perché? Maria resta incinta senza che Giuseppe sapesse nulla, Giuseppe non sa cosa fare e alla fine la sposa nonostante il pettegolezzo della gente e la legge mosaica, non è il Bambino ad obbedire ai genitori ma sono loro che gli devono obbedienza perché sono “genitori di un Dio fattosi carne”… Strano, no? Sarà pure strana ma è una famiglia che sa amarsi. Ho incontrato per l’Italia e l’estero famiglie, genitori, figli, giovani… Guardando gli occhi perplessi e consenzienti delle mamme, le facce corrucciate dei papà bastonati, i volti dei figli e dei giovani sprizzanti vita e desiderio di amore è nato il Magnificat del figlio che assieme a Mamma Maria voglio cantare per augurarti un Natale diverso. La mia anima magnifica il Signore per il dono dei miei genitori perché nel loro amore provo e trovo l’amore vero di un Dio che è papà e mamma anche per me. Grazie,Signore, per mamma e papà che non mi illudono spacciandosi per miei amici ma sanno essere genitori che mi generano alla vita, al mondo, allo studio, al lavoro, alla fede, all’altro… Ti benedico per i loro “Si” che mi hanno dato certezza, sicurezza, stima e fiducia. Ti benedico anche e soprattutto per i loro “No” ai miei capricci, alle richieste di esagerate attenzioni, all’ultimo modello del cellulare, alle magliette griffate e agli acquisti ogni tre giorni; mi hanno forgiato la personalità ed il carattere, mi hanno abituato ad accettare e superare le scon- fitte che prima o poi incontri nella vita. Ti lodo Signore, padre di ogni uomo, perché mi hai donato un papà che per giocare con me, per cenare con me, per aiutarmi a fare N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre la Chiesa nella vita sociale. E se vogliamo raggiungere la pacifica convivenza in una società ormai globalizzata che porta a convivere sullo stesso territorio persone di cultura, lingua, abitudini e provenienza diversa, é importante che tutti condividano questi valori minimi, diversamente la convivenza sarà sostituita dalla violenza e dallo scontro di tutti contro tutti. Certo gli italiani, la Chiesa Cattolica hanno una lunga storia d’accoglienza dei più poveri e dei più deboli. “Ma lo Stato non può orientare la sua politica dell’immigrazione al solo principio di accoglienza, e infatti Benedetto XVI menziona insieme ‘sicurezza e accoglienza’. Buonista è chi parla solo di accoglienza dimenticando la sicurezza, solo di diritti dimenticando i doveri, solo di minoranze dimenticando che esistono anche i diritti delle maggioranze, primo fra tutti quello a una vita sicura e a uno Stato che ci sappia proteggere dalla violenza quotidiana”. (Ibidem) Chi è preposto perché oltre all’accoglienza anche la sicurezza sia garantita? Spetta allo Stato, ricorda il Papa, usando mezzi adatti, facendo una politica dell’immigrazione seria e non velleitaria e pasticciona come sta facendo il governo Prodi. Occorre ricordare a certi cattolici dalla lacrimuccia facile che esistono i diritti della maggioranza. Due anni fa intervenendo ad un convegno internazionale sulle nuove religioni, Alessandro Pagano, allora assessore alla cultura della Regione Siciliana, sosteneva che in Europa la difesa dei diritti delle minoranze è spesso promossa con un metodo assolutamente sbagliato. Si ritiene, cioè, che il modo migliore per difendere le minoranze consista nel far finta che le maggioranze non esistano e anzi nel dare addosso alle maggioranze pubblicamente e con gesti di grande valore simbolico. E l’onorevole Pagano faceva riferimento alla Spagna di Josè Luis Rodriguez Zapatero, che non tiene conto della maggioranza dei cittadini spagnoli che sono cattolici, provocandoli in continuazione con misure anticlericali che offendono punti essenziali della loro fede. Secondo il ragionamento di Pagano lo zapaterismo è una fabbrica di xenofobia, proprio perché “quando non si rispettano, anzi si disprezzano pubblicamente, i diritti delle maggioranze, queste si innervosiscono e si crea un clima dove anche l’effettiva tutela delle minoranze – che non può essere giuridica, ma ha bisogno del consenso – diventa difficile”.(Massimo Introvigne, minoranze religiose e diritti delle maggioranze. Contro lo zapaterismo, 2.7.05 Il Domenicale). i compiti, per starmi vicino quando mi sento solo, tradito, sfiduciato da una vita troppo grande e troppo ingrata… rientra prima dal lavoro perdendo soldi ma guadagnando il mio amore e la mia fiducia nella vita. Ti ringrazio Signore, “madre di ogni uomo”, per mamma che per essermi vicina mi ha affidata ai nonni più che alla baby-sitter, mi riempie di baci, di carezze, di presenze e non di regali che servono a colmare i vuoti e le assenze educative di genitori preoccupati più di se stessi, della loro bellezza e prestanza fisica, della loro carriera, del loro protagonismo sociale che dei loro ragazzi. Grazie, Signore, per le carezze, gli abbracci, i baci, le litigate, i perdoni, le occhiate dei miei genitori. Mi hanno insegnato che ho un corpo bisognoso di essere amato ed un anima che respira d’amore, che la sessualità è un dono e il sesso sfrenato è un corpo senz’anima; che amare è perdonare e che litigare è bello quando ci si ama. Il loro perdonarsi mi educa più di qualsiasi predica sull’amore. Voglio ringraziarti per le rughe sul volto di mamma e la pelle raggrinzita di papà. Si preoccupano non della vecchiaia che avanza inesorabile ma di farmi bella la vita con i loro sacrifici, la loro fatica quotidiana, le loro gioiose privazioni. Ho capito che il vero fitness non è quello delle super affollate palestre dove madri e padri quarantenni e svampiti trovano il tempo di andare nonostante il lavoro e i problemi. La vera bellezza è quella dell’amore che hai dentro e che sa farsi dono, amore che ti fa essere sempre giovane. Preferisco, Signore, genitori consumati dall’amore che genitori belli esteticamente e vuoti dentro, voglio accarezzare volti rugosi e non tirati ed essere accarezzato da mani callose e non curate per sentire il calore ed il valore di una vita donata per amore. Magnifica l’anima mia il Signore perché si è fatto padre e madre dell’umanità nella grotta semplice e bella di Betlemme e non nei templi di Gerusalemme, perché ha voluto una famiglia povera e ricca di amore e non la casa dei potenti del suo tempo. Domenico Bonvegna don Francesco, diacono N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre A cura di Maria Grazia D’Ettoris Speciale scuola 27 Leggere che passione! La Pier Giorgio Frassati racconta (testo nel disegno): In questa scena ho rappresentato quando il padre, sorpreso e commosso, guarda suo figlio Colin che gioca a “marra cinese” con i suoi amici. Alessandro Monizzi Classe 5° A - Scuola “M. Montessori” (Testo nel disegno): Marta mostra a Mary il regalo che le ha fatto la mamma per darglielo. Alessandra Iemma Classe 5° A - Scuola “M. Montessori” Il Giardino Segreto di Hodgson Burnett Frances C rotone - “Il Giardino Segreto” è la storia di una bambina inglese, di nome Mary, residente in India, che, rimasta orfana, và a vivere nello splendido palazzo dello zio, in Inghilterra. Li Mary conosce una sua cameriera privata che ha qualche anno più di lei; il primo approccio non è dei migliori, ma successivamente acquistano una maggiore confidenza l’una nei confronti dell’altra. Un giorno Mary decide di andare a vedere i giardini del palazzo ed è proprio in questo momento che la bambina conosce il fratello della sua cameriera che ha una grande passione e amore per la natura. Mary inizialmente è arrogante e scontrosa con il ragazzo, ma successivamente i due diventano amici. La bambina, dopo qualche tempo, conosce suo cugino, un bambino isterico che è convinto di avere un problema alle gambe. A questo punto della storia Mary cerca di aiutare il cugino, anche se è un’impresa molto complessa, però lei non si da per vinta; nel frattempo la bambina scopre l’esistenza di un giardino segreto, cinto da un’edera molto fitta e chiuso da una porta di ferro ben nascosta. Mary cerca di entrare nel giardino che, verso la fine della vicenda, rappresenterà due importanti Recensione O ttima sceneggiatura, attori non conosciuti, ma con ottima capacità di interpretazione, profitti non molto alti e film non conosciuto dal cinema, ma dalla televisione, film drammatico, ma allo stesso tempo misterioso, travolgente, adatto maggiormente a un pubblico minorile, ma anche per qualsiasi età. Film, sceneggiato in India e in Inghilterra e parla di una bambina viziata ma dopo, nella continuazione del film, apparirà dolce e amata dagli spettatori per la sua forza di volontà nello scoprire il giardino segreto e nell’aiutare suo cugino Colin. Diverse differenze tra il contenuto del libro e del film ma del resto il contenuto non cambia e resta sempre un ottimo film. Giorgia Maida Camilla Pupa Dalila Iorno Classe 5° A - Scuola “M. Montessori” traguardi: i bambini riescono ad entrare nel giardino segreto e Mary riesce a far camminare il cugino. Secondo la mia opinione questo libro è avvincente ed interessante; è un libro ricco di particolari tanto che sembra di poter vedere le vicende senza avere bisogno di immagini stampate su un pezzo di carta. Questa storia è adatta a tutte le età e vi consigliamo di prendervi una vacanza per leggere questo libro. Impressioni e riflessioni fatti, in modo molto dettagliato, sia i caratteri dei personaggi che i luoghi, mentre il film ce li mostra direttamente, senza soffermarsi sui particolari. A noi il film è piaciuto tanto perché è stato molto commovente e ci ha mostrato splendidi paesaggi e scenografie, ma siamo arrivati alla conclusione che il fascino che trasmette il libro non è paragonabile alla visione del film. Sia il libro che il film sono molto avvincenti, soprattutto per i problemi che trattano; come affrontare la perdita di due persone molto importanti della propria vita. Questa è stata una esperienza molto positiva, commovente e costruttiva perché ci ha insegnato a reagire con forza e serenità agli eventi più tragici della nostra vita. Noi avremmo voluto guardare ed ascoltare questa storia in un giardino invece che in una biblioteca, per apprenderla con più passione. A nche quest’anno, abbiamo partecipato al progetto lettura presso la Biblioteca “Pier Giorgio Frassati” con una innovazione: “il Leggifilm”. Questo progetto consiste nel confrontare i romanzi con le versioni cinematografiche tratti dai libri stessi. Abbiamo iniziato con “il Giardino Segreto” un romanzo che narra di una bambina nata in India, di nome Mary Lennox. Mary era molto viziata in quanto circondata solo dalla servitù, non avendo l’attenzione dei genitori. Dopo la loro morte, a causa del colera, Mary venne affidata ad uno zio che viveva in Inghilterra. Qui diventerà matura, imparerà a piangere ed insegnerà allo zio come ridere. Leggendo il libro, ognuno di noi, ha immaginato personaggi e luoghi in modo molto diverso da come poi li ha visti nel film. Il libro ci aiuta a sviluppare maggiormente la nostra fantasia mentre il film lascia meno spazio all’immaginazione. Il libro è, secondo noi, molto più ricco di particolari rispetto al film. Descrive, in- Testo: Ecco arrivare Mary al castello dello zio Archibald Craven assieme alla signorina Medlock Ugo Bellezza Nico Greco Angelo Scorza Francesco Palmieri Francesco Auditore Classe 5° A Scuola “M. Montessori” (Testo nel disegno): Mary scopre il giardino e rimane sorpresa. Carlo Morace Classe 5° A Scuola “M. Montessori” Francesco Marcello Paolo Crugliano Classe 5° A Scuola “M. Montessori” Alessandra Iemma Marianna Marando Carlotta Riillo Chiara Romano Federica Voce Classe 5° A Scuola “M. Montessori” 28 Riccardo Muti (Napoli, 28 luglio 1941) è stato direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano dal 1986 al 2005. Frequente ospite del Festival di Berlino e della Filarmonica di Vienna, partecipa abitualmente al Festival di Salisburgo dove è particolarmente apprezzato per l’allestimento delle opere mozartiane. Teatro Cultura a cura di Giuseppe D’Ettoris N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre Carlo Giuffrè (Napoli, 3 dicembre 1928) ha interpretato la maggior parte delle commedie napoletane del grande De Filippo, manifestando le sue doti di attore dalla vocazione comica e grottesca. Numerose le sue interpretazioni cinematografiche e nelle fiction televisive. Santa Cecilia, parte una ricca stagione musicale Gianfranco Nitti Q che in questo caso propone un suo arrangiamento della monumentale “Arte della Fuga” di Bach, insieme alle “Sidewalk dances” (danze da marciapiede) di Moondog, simbolo dell’America ‘on the road’: Louis Thomas Hardin (questo il vero nome di Moondog, morto sette anni fa) era un musicista cieco di grande talento, che viveva sui marciapiedi e sostava spesso davanti all’ingresso della Carnegie Hall di New York; qui componeva e improvvisava su strumenti di fortuna, stregando musicisti come Igor Stravinskij e Charlie Parker. Joanna MacGregor ha ricostruito alcuni dei suoi manoscritti, per far conoscere al mondo il fascino visionario di queste musiche (29 febbraio 2008). Inoltre, per la serata del 19 marzo, la Schola Cantorum de Caracas (gruppo che fa parte di un progetto di recupero di bambini e uest’anno la stagione sinfonica e quella cameristica dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma presentano numerose analogie e affinità. Mai come questa volta, infatti, le due stagioni si intrecciano, all’Auditorium Parco della Musica, in un continuo gioco di rimandi: grandi interpreti della sinfonica che si esibiscono in recital cameristici (come Pollini, Argerich, Krylov ...); due rassegne che prevedono concerti sinfonici e cameristici (“Prospettive Pollini” e “Progetto Scaramuzza”); l’integrale brahmsiana che si completa con i tre Quartetti (dopo i Concerti per Pianoforte e le Sinfonie); le celebrazioni per “Haendel a Roma”, distribuite tra i due calendari. Ed è proprio la stagione da camera che ha aperto il 12 ottobre, con tre Cantate Italiane di Haendel, il nuovo anno di musica a Santa Cecilia. Si prosegue con “Le Concert d’Astrée”, ensemble francese fondato e diretto da Emmanuelle Haïm, che sarà a Santa Cecilia il 19 dicembre per affrontare due capolavori del repertorio sacro: il “Dixit Dominus” di Haendel e il Magnificat di Bach, solista il grande soprano Natalie Dessay. Fra le novità e le curiosità della stagione cameristica, d a v v e r o s i n g o l a r e i l concerto “Bach l’avveniristico Auditorium “Parco della Musica” meets Moondog” con la Britten Sinfonia. Il gruppo inglese, ragazzi disagiati) eseguirà la specializzato nel repertorio Passione secondo Marco, che il contemporaneo, è guidato da compositore argentino Osvaldo una donna, Joanna McGregor, Golijov ha scritto per il 250° anniversario della morte di Bach. Si tratta di uno spettacolo che prevede, oltre al coro, un’orchestra singolare, composta da musicisti jazz e classici, un soprano e un ballerino di capoeira (19 marzo). Come di consueto, non mancano nella stagione da camera di Santa Cecilia i migliori pianisti e violinisti della scena internazionale, una serata dedicata al recital Vincenzo Scaramuzza vocale, esibizioni dei più importanti quartetti europei del momento e di alcuni solisti dell’Accademia. E veniamo alla stagione sinfonica: anche quest’anno saranno ben nove le produzioni di Pappano, al suo terzo anno da direttore musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L’apertura (13, 14 e 15 ottobre) è riservata a due pietre miliari di epoche diverse: la “Sinfonia per otto voci e orchestra” di Luciano Berio, del 1968, e lo “Stabat Mater” di Rossini. Le scelte riflettono il gusto di Pappano nell’accostare pagine di carattere contrastante, per stabilire confronti a distanza e scoprire analogie inaspettate. Affiancano i L’Accademia di Santa Cecilia a Roma Sinfonie di Brahms a febbraio e, a conclusione di un anno assai intenso, una nuova edizione della Nona Sinfonia di Beethoven il 26, 28 e 29 aprile. Il secondo concerto della stagione cadrà appena dopo la chiusura della Festa del Cinema di Roma. Ovvio, q u i n d i , l ’ o m a g g i o a d u n Accademico di Santa Cecilia che ha ricevuto recentemente il più ambito dei premi cinematografici, l’Oscar alla carriera: Ennio Morricone sarà l’autore eseguito nel concerto del 27, 29 e 30 ottobre. Altri nomi in programma: il pianista j a z z S t e f a n o B o l l a n i , il direttore e compositore cinese Tan Dun, il soprano lituano Violeta Urmana e, fuori abbonamento, orchestre internazionali come la Philharmonique du Luxembourg e la China Philharmonic. Tutto il programma della Stagione 2007–2008 dell’Accademia di Santa Cecilia, oltre alle condizioni di abbonamento. complessi ceciliani gli Swingle Singers (le storiche otto voci americane per cui la Sinfonia di Berio è nata) mentre, per lo “Stabat” di Rossini, è previsto un cast di voci di primo piano: Emma Bell, Sonia Ganassi, i tenori Lowrence Brownlee (13 e 14), Colin Lee (il 15 ) e Shen Yang . Pappano dirigerà quest’anno, il 21 dicembre, anche l’atteso concerto natalizio dedicato alla pace: sarà il “Gala Offenbach”, carrellata di brani tratti dalle operette di Jacques Offenbach, il francotedesco che fu quasi l’inventore del genere. Protagonista vocale, di nuovo Sonia Ganassi. E poi ancora, oltre ai primi frutti di un nuovo sodalizio con Maurizio Pollini (a gennaio), Pappano dirigerà l’integrale delle Ripresa aerea del Parco della Musica in Roma Economia N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre 29 A cura di Gianfranco D’Ettoris Per gli sfratti, non prevale la logica antiproprietaria Corrado Sforza Fogliani Presidente Confedilizia P er gli sfratti, la logica antiproprietaria - davanti alle vibrate proteste della nostra organizzazione e, soprattutto, davanti ai passi formali da noi fatti in sede governativa - non ha prevalso. La Sinistra radicale (che impone, invece, al Governo di andare avanti col Catasto ai Comuni e col Catasto patrimoniale, e che pone il veto - insieme a CGIL-CISL-UIL al varo della cedolare secca del 20 per cento per i redditi da locazione) ha avuto la peggio. Il blocco degli sfratti - entrato in Consiglio dei ministri come decreto legge, proposto dalla Presidenza del Consiglio e dal ministro della Solidarietà sociale, Ferrero, di Rifondazione comunista - ne è uscito come semplice disegno di legge. Ciò significa che il blocco per particolari categorie di inquilini scaduto il 15 ottobre (e che - in varie versioni territoriali andava avanti dal 2000) non è stato rinnovato e, quindi, che il blocco non c’è più, in nessuna parte d’Italia, e per nessuno. Una proroga entrerebbe in vigore solo se ed in quanto il disegno di legge varato dal Consiglio dei ministri venisse convertito (ciò di cui daremmo immediata notizia) in legge, a seguito dell’ordinario iter parlamentare. Oggi come oggi, le esecuzioni di rilascio possono essere sospese solo a seguito di specifici provvedimenti - che la Confedilizia impugnerebbe, così come ha fatto anche in passato, sempre con esito favorevole - assunti nelle forme di legge, mentre all’evidenza non rilevano assicurazioni verbali (che il ministro dell’Interno avrebbe dato) o pretesi accordi politici intervenu- ti (secondo dichiarazioni del già detto ministro Ferrero) neppure ai fini del diniego della concessione della forza pubblica, se l’impiego della stessa fosse in effetti necessario in singoli casi. Dinieghi che esporrebbero comunque lo Stato, salvo altri, al risarcimento del danno provocato, come da recenti sentenze della Cassazione e della Corte europea. La Confedilizia ha espresso - in una nota - il proprio plauso per l’azione svolta dal ministro per le Infrastrutture Di Pietro, che ha impedito la reiterazione del blocco e quindi il varo di un nuovo provvedimento ad esecuzione immediata a carico della proprietà, così riaffermando la validità del principio di legalità ed i presupposti fondanti di uno Stato di diritto. Dal canto suo, la Confedilizia ha anche rappresentato in tutte le sedi che sarebbe stato semplicemente vergognoso bloccare gli sfratti in 849 Comuni d’Italia - così come veniva proposto al Consiglio dei ministri - avanti le previsioni del decreto legge n. 159/’07 (che offre ai Comuni possibilità immediate di utilizzazione di unità immobiliari per i passaggi da casa a casa, sia attraverso pronte ristrutturazioni che attraverso locazioni di unità immobiliari), ed avanti - soprattutto - il fatto che un’indagine di Nomisma condotta per conto del Ministero Infrastrutture, ha accertato che, nella gran parte delle provincie italiane (47, per l’esattezza), non è scattato alcun blocco di sfratti sulla base del provvedimento scaduto e, soprattutto, che gli sfratti bloccati in tutto il resto d’Italia erano 2889 in tutto. Un problema non certo difficile da affrontare se si considera che - come la Corte dei conti ha accertato - le unità immobiliari del patrimonio dell’edilizia pubblica occupate senza titolo (e che quindi potrebbero - e dovrebbero - essere messe a disposizione dei meno abbienti) sono in tutta Italia fra le 25 e le 30 mila. Portarne in stato di legalità anche solo 3.000 (un ben limitato numero percentuale, quindi) servirebbe a dare alloggio, nelle diverse città, a tutti coloro che hanno finora beneficiato - magari per 7 interi anni - del blocco. Ma è una questione di volere questo, e di non volere - invece - continuare a costruire e costruire. Come la gran parte dei politici e dei sindacalisti, per non parlare dei costruttori - tutti per evidenti, anche se differenti, ragioni - continuano a voler fare, con continuo, enorme spreco di territorio, contro i quali i Verdi - al Governo - si guardano bene dal protestare, anche minimamente. Sfratti e occupazioni, sconcertanti dichiarazioni dal prefetto di Roma Giorgio Spaziani Testa Segretario generale Confedilizia U n quotidiano nazionale ha riportato qualche giorno fa la seguente dichiarazione della organizzazione Action a proposito del Prefetto di Roma, Carlo Mosca: “Mosca ci ha anche detto che in certi casi le nostre occupazioni sono state utili”. Se le affermazioni attribuite al Prefetto Mosca sono vere, c’è da rimanere sconcertati. Le occupazioni alle quali ci si riferisce sono una pratica violenta e illegale che nessuno Stato di diritto può tollerare e di fronte alla quale la proprietà edilizia si aspetta dalla pubblica autorità una attività di prevenzione e repressione capace di garantire i più elementari principi dello Stato di diritto e di un ordinato svolgimento della vita civile. Secondo quanto riportato nell’articolo citato, a detta di Action il Prefetto di Roma avrebbe invece addirittura evidenziato la “utilità” di tale pratica. Solo una smentita ufficiale può tranquillizzare Filippo La Mantia Oste e cuoco Emozioni, appunti e ricette di cucina Fabbri Pagg. 146 Euro 19,90 “Il mio concetto di food sta nel creare un’atmosfera di casa, comfort, servizio e cibo per permettere ai commensali di viaggiare stando seduti su una comoda sedia a gustare del cibo che racconti loro qualcosa di importante ma semplice, di tradizionale ma con una forza interiore originale, tale da rendere quell’esperienza unica, ogniqualvolta lo si desidera.” Giuliano Scarselli Ordinamento giudiziario e forense Giuffrè Pagg. XX-434 Euro 27,00 Il testo ha due obiettivi: in primo luogo vuole essere un manuale ad uso degli studenti con riferimento ad una disciplina che molte facoltà stanno reintroducendo nei corsi di laurea; in secondo luogo aspira ad essere oggetto d’interesse di giudici ed avvocati e di quanti lavorino nelle aule di giustizia, con il commento della legislazione vigente in materia e molte notizie e curiosità sulle professioni di giudice ed avvocato. gli enti e le società proprietarie di beni immobili, i proprietari di casa e gli stessi singoli risparmiatori di edilizia in genere. Si sono del resto già visti gli effetti di una recente sentenza della Corte di Cassazione, malamente (o quantomeno impropriamente) presentata: gli occupanti abusivi che esibivano alle forze dell’ordine fogli col dispositivo della sentenza. Ora, esibiranno le dichiarazioni (finora, non smentite) del Prefetto? Ma al Prefetto di Roma viene attribuito dallo stesso quotidiano anche altro. “Non concederà la forza pubblica in questa città per gli sfratti per finita locazione, per morosità e anche per gli inquilini senza titolo che vivono nelle case degli enti”. Si tratterebbe – avrebbe precisato Palazzo Valentini – di una “decisione conforme alle direttive del Governo in attesa dell’approvazione di un pacchetto nazionale sugli sfratti per ammortizzare l’emergenza casa”. Sempre se sono vere, anche queste dichiarazioni U tilità Pisoni, Biancone, Busso, Cisi Il bilancio consolidato IAS/IFRS Giuffrè pp. XVII-372 Euro 30,00 Il lavoro prende avvio dall’analisi del quadro giuridico di riferimento originato dall’introduzione dei principi contabili internazionali nell’ambito Europeo, individuando le regole cui devono o possono riferirsi i gruppi quotati e gli altri gruppi che hanno l’obbligo di redazione del bilancio consolidato. Codice di procedura penale e leggi complementari Giuffrè pp. XX-1278 Euro 14,00 Il Codice è aggiornato a: · Legge 3 agosto 2007, n. 124 (servizi di sicurezza e segreto di Stato) · Legge 3 agosto 2007, n. 123 (sicurezza sul lavoro)· Legge 6 aprile 2007, n. 46 di conversione del D.L. n. 10/2007 (lavoratori di Paesi terzi) Leggi complementari: Casellario giudiziale - Cooperazione giudiziaria - Giudice di pace - Manifestazioni sportive - Minorenni - Ordinamento penitenziario - Segreto di Stato e Servizi di sicurezza - Spese di giustizia - Stranieri extracomunitari - Stupefacenti. creano sconcerto, e la Confedilizia ha immediatamente attivato tutti gli strumenti per tutelare i proprietari di casa, in particolare chiedendo spiegazioni al Governo circa le ipotizzate “direttive”. Il blocco sfratti – che, in ogni caso, riguardava specifiche categorie di inquilini per i soli sfratti per finita locazione, e non certo casi di morosità o, addirittura, di inquilini senza titolo – è infatti definitivamente scaduto il 15 ottobre. E la Confedilizia ha già chiarito che le esecuzioni di rilascio potrebbero quindi essere sospese solo a seguito di specifici provvedimenti assunti nelle forme di legge (il Consiglio dei Ministri del 23 ottobre scorso ha semplicemente approvato un disegno di legge contenente una proroga che entrerà in vigore se ed in quanto venisse convertito in legge dal Parlamento a seguito dell’ordinario iter parlamentare). Non rilevano assicurazioni verbali o pretesi accordi politici neppure ai fini del diniego della concessione della forza pubblica, se ed in quanto necessaria nei singoli casi. Tali dinieghi esporrebbero comunque lo Stato – e salvo altri – al risarcimento del danno provocato, come dimostrano recenti sentenze della Cassazione e della Corte europea dei diritti dell’uomo. In ogni caso, quel che preme rilevare è che è inaudito che si tutelino (se queste sono davvero le intenzioni del nuovo Prefetto di Roma, nominato da questo Governo) perfino i morosi e i senza titolo (occupanti abusivi, a parlar chiaro). E poi, ci si meraviglia che le occupazioni si moltiplichino e siano ormai giunte ad un ritmo pressoché giornaliero? E ci si può meravigliare, allora, che le unità immobiliari abusivamente occupate siano in Italia – secondo la Corte dei Conti – 25/30mila? La proprietà edilizia – già gravata da un carico fiscale senza eguali – attende di sapere se almeno i suoi più elementari diritti siano garantiti. A cura della CONFEDILIZIA di Crotone - Via Lucifero 40 - Tel. 0962/905192 Sito Internet: www.godel.it/confediliziakr Armand Frèmant Vi piace la geografia? Giuffrè Pagg. 293 Euro 19,70 La geografia è poco conosciuta e spesso non molto amata. Tuttavia, grazie alla democratizzazione dei viaggi e delle escursioni, alla globalizzazione, alla diffusione del turismo e all’urbanizzazione crescente delle nostre regioni, tutti, spesso inconsapevolmente, fanno della geografia. Per quale motivo allora si conosce così male questa disciplina che apre le porte del mondo? Matthew MacDonald Excel 2007 Tecniche Nuove Pagg. XIV-656 Euro 39,90 Questo testo tratta come costruire un foglio elettronico funzionale e utilizzabile, spiega come inserire e formattare l’informazione affinché sia chiaramente comprensibile e spende buona parte sui problemi essenziali: usare formule e funzioni, stampare rapporti e inserire grafici e tabelle per un’ottima comunicazione informativa. Paolo Tonini Manuale di procedura penale Giuffrè pp. XXVI-896 Euro 58,00 Al presente Manuale si può affiancare come complemento la Guida allo studio del processo penale. Tavole sinottiche ed atti, dello stesso autore, ed. Giuffrè. La Guida riporta schemi ed esempi di atti processuali; essa è suddivisa in base alle medesime parti e capitoli che appaiono nel Manuale così da permettere un continuo collegamento con lo studio del medesimo. Bartolomeo Romano Guida alla parte speciale del diritto penale Giuffrè Pagg. XVI-152 Euro 14,00 Il volume si propone quale utile premessa alla parte speciale del diritto penale, in modo tale che i lettori trovino, indipendentemente dalla scelta operata in ordine al settore poi ulteriormente approfondito, le medesime nozioni introduttive. A tal fine, sono delineate le tematiche generali, relative alla parte speciale del codice penale, affiancando ad una breve analisi dei titoli un quadro panoramico delle incriminazioni esistenti. Religione 30 Costruttivismo o Intuizionismo 4^ Parte Cosimo Galasso A nche questo filone di pensiero nacque come risposta al clima di scoramento e d’incertezza che, sul finire del XIX secolo, s’abbatté sulla matematica a seguito della scoperta dei paradossi logici nella teoria degli Insiemi e degli Insiemi infiniti di G.Cantor(18451918). Gli esponenti principali del costruttivismo furono L. Kronecker(1823-1891) e, in seguito, L. Brouwer(1881-1966). In via prudenziale, si stabilì d’includere nella matematica soltanto quegli enunciati deducibili-secondo una sequenza finita di passi- dai numeri nat urali(1,2,3.)considera ti d’origine divina ed autoevidenti. In pratica, date queste premesse, si tagliavano fuori vaste aree della matematica. Hilbert, naturalmente, avversò immediatamente la corrente intuizionista e nella sua opera Ricerche sui fondamenti della matematica, ne denunciò il programma: ”Essi cercano di salvare la matematica gettando a mare tutto ciò che appare scomodo…seguendo questi riformatori rischiamo di perdere una gran parte dei nostri tesori più preziosi.”. Tutti quei concetti-in primis quello d’infinito-che non avevano alcuna valenza concreta, erano, infatti, scartati a priori. In particolare, il concetto d’infinito era così controintuitivo e lontano dal cosiddetto “uomo della strada”che molti matematici lo trovavano addirittura “ripugnante”. Di converso, per altri, risultò di una bellezza e di una profondità senza eguali, tanto da far dire al solito, inesauribile, Hilbert, in polemica con gli intuizionisti, che:”L’Infinito è il frutto più mirabile del pensiero matematico, e anzi una delle più alte realizzazioni dell’attività intellettuale umana…Nessuno riuscirà a cacciarci dal Paradiso che Cantor ha creato per noi”. Questa corrente, proprio perché “costruiva” la matematica “passo dopo passo”, fu chiamata costruttivismo. In questo modo si sperava di evitare la Francio j. Moloney Il Vangelo di Giovanni Elledici Pagg. 544 Euro 44,00 Questo studio si concentra sul progetto narrativo del Quarto Vangelo e analizza l’influenza che la storia in esso narrata ha avuto sui suoi lettori. Concepito per un pubblico che va ben oltre la cerchia di lettori del primo secolo, il Vangelo di Giovanni parla ai cristiani di tutti i tempi e li chiama a operare, una volta per sempre, la più importante scelta di vita. Luigi Giussani Lettere di fede e di amicizia ad Angelo Majo San Paolo Pagg. 152 Euro 10,00 Un libro che è già un documento storico. Pubblicato per la prima volta nel 75° compleanno di Luigi Giussani per opera di monsignore Angelo Majo, suo compagno di seminario e amico per la vita, il libro viene oggi riproposto come documento dell’animo appassionato del fondatore di Comunione e Liberazione. I trappola dei paradossi logici. Lo scienziato inglese J. Barrow, molto opportunamente, ha definito questa corrente come “L’Immacolata Costruzione”. Il costruttivismo, inoltre, coerentemente alle sue premesse, era costretto a rinunciare anche alla dimostrazione per assurdo -reductio ad absurdum-che, partendo da un enunciato iniziale dato per vero, deduce, da tale enunciato, una contraddizione logica, arrivando, pertanto, a dimostrare la necessaria falsità dell’enunciato di partenza. Concettualismo Questa corrente di pensiero considera la matematica esclusivamente come uno strumento utile, senza alcuna valenza filosofica; è una concezione tipica di chi-economisti, sociologi, ingegneri- si serve della matematica come uno strumento “confezionato” da altri, per i propri scopi. Il concettualismo non crede ad una realtà matematica, ma la ritiene utile per descrivere gli aspetti quantitativi del mondo che ci circonda. L (continua...) La vera biografia di Maddalena di Canossa (1774-1835), fondatrice dell’Istituto delle Figlie della Carità, chiamate comunemente Canossiane. Fin dalle origini l’attività della Canossa si rivolse alle necessità dei più bisognosi: l’insegnamento alle ragazze povere, l’insegnamento nelle parrocchie della dottrina cristiana, l’assistenza negli ospedali. S.S. San Pio X Pascendi Dominici gregis Cantagalli Pagg. 136 Euro 13,50 Conosciuta come l’enciclica contro gli errori del modernismo, contiene un’analisi approfondita delle sette metamorfosi che il pensatore modernista puo’ assumere (filosofo, credente, storico, critico, teologo, apologista e riformatore) e propone sette rimedi per combattere quella che definisce la ‘’sintesi di tutte le eresie’’, il ritorno alla tomistica, faro di ogni pensiero razionale. Riflettiamo con i Libri Aldo Bergamaschi P. Bergamaschi è un personaggio originale e sco“Andate e mostrate” modo. La radicalità che gli è dettata dalle pagine Omelie Anno Liturgico A del Vangelo la vive con rigorosa coerenza nel servizio ai più poveri, cui da anni offre di che sfamarsi. Le sue omelie – incisive, dotte e corpose nei concetti ma semplici e familiari nel linguaggio – sono prive di retorica e capaci di carpire l’attenzione dell’uditorio. EDB Lo spettro che oggi si aggira per l’Europa non è quello del “ritorno delle religioni”, o del “buon Dio” di una volta, come certi laici, ossessionati dai loro principi, sembrano credere. È piuttosto quello del nichilismo, la feroce religione di coloro che non credono in nulla e che vorrebbero persino impedire agli altri di credere. Bernard Sichère Cattolico Perché non dobbiamo rassegnarci a un mondo senza Dio Lindau Pagg. 144 Euro 14,00 Tiro avanti come un asino… Più di venti anni fa la pubblicazione di questo volume costituì un evento editoriale in numerosi Paesi d’Europa e del mondo. In modo conciso e ironico, con molta bonomia e una punta di malizia a stento trattenuta, il cardinale Etchegaray affrontava temi della vita quotidiana, dell’agire e del pensiero dei cristiani. Cardinal Roger Etchegaray Tiro avanti come un asino... San Paolo Pagg. 302 Euro 17,00 Il presepe è la protesta popolare nei conCristoforo Bove fronti di un pensiero teologico assiderato Il presepe di ragionamenti. Un santo napoletano, San Paolo Alfonso de’ Liguori, interpretò questa Pagg. 65 Euro 5,00 nostalgia popolare e l’estasi della gente dinanzi al Mistero con il canto: Tu scendi dalle stelle! L’autore ripercorre la storie del presepe, ne identifica alcune specificità regionali, fino alla presunta crisi contemporanea. Bisogna continua re a fare il presepe. Lungo i giorni della novena di Natale il sussidio accompagna all’incontro col Bambino avvolto in fasce nella mangiatoia. Strutturata in modo liturgico e lineare con un brano del Vangelo seguito da un breve commento che si chiude con una preghiera della tradizione cristiana, la novena è pensata come momento di preghiera, ma anche quale occasione di riflessione. Francesco Lambiasi Figli nel Figlio Novena di Natale EDB Pagg. 40 Euro 2,00 Si rimarrà sorpresi nel constatare che l’acCesare Bonivento cento principale non è posto dall’autore Il celibato sacerdotale sul celibato sacerdotale e sulle sue conSan Paolo crete realizzazioni nel tempo, ma sulla Pagg. 184 Euro 14,00 continenza sacerdotale, praticabile e praticata, e sempre richiesta dalla Chiesa cattolica sia ai celibi che ricevono gli ordini maggiori sia agli sposati che ricevono il Diaconato. ibri dello Marina Airoldi, Dorino Turiz Maddalena di Canossa San Paolo Pagg. 182 Euro 11,50 N° 18/2007 - ANNO XVI - 30 dicembre S pirito Renato L. De Zan, Roberto Laurita La Parola per la Chiesa EDB Pagg. 328 Euro 17,50 Antonio Socci Il segreto di Padre Pio Rizzoli Pagg. 322 Euro 18,00 In una riflessione a due voci, il volume commenta le letture delle domeniche e delle feste dell’anno liturgico A. Due sono i poli di attenzione. Il primo è costituito dalla parola di Dio: per ogni domenica e festa R.L. De Zan esamina i testi biblici mettendone a fuoco il tema liturgico e la dimensione letteraria. Il secondo è mirato alla ricaduta pastorale. Il segreto di padre Pio ricostruisce le tappe di una storia folgorante e unica, raccoglie le parole di molti miracolati e convertiti, ma soprattutto le inedite rivelazioni dei figli spirituali del santo. Persone comuni che oggi vivono silenziosamente fra noi, che sperimentano attualmente la presenza misteriosa del padre e col suo aiuto si offrono anch’esse vittime a beneficio di tanti sofferenti e del mondo intero, in espiazione dei crimini degli uomini e a protezione della Chiesa. A cura di Fratel MichaelDavid Acoompagnati dalla Parola EDB Pagg. 120 Euro 7,50 Renzo Lavatori Il Signore verrà nella gloria EDB Pagg. 240 Euro 20,00 L’Avvento è un tempo privilegiato per la preghiera e la meditazione. Il volume si rivolge a ogni cristiano impegnato e, per le sue caratteristiche tipografiche a caratteri grandi, in particolare agli anziani e a persone con difficoltà di lettura, testimoniando la crescente attenzione delle EDB nei confronti del pubblico degli ipovedenti. La speranza e l’attesa, così come la domanda sul futuro dell’uomo e dell’universo, sono questioni centrali del messaggio cristiano. La riscoperta dell’escatologia cui si è assistito negli ultimi decenni – in particolar modo a partire dal Vaticano II – ha condotto a una ricollocazione della materia negli studi: da appendice della teologia essa è divenuta elemento di lettura dell’insieme del discorso teologico. A di e i r u g u n o Bu e l a t Na o n n A n o Bu Giuseppe Brienza Identità cattolica e anticomunismo nell’Italia del dopoguerra La figura e l’opera di mons. Roberto Ronca Presentazione del cardinale Fiorenzo Angelini Prefazione di Marco Invernizzi Nel 30° anniversario della morte di mons. Roberto Ronca (avvenuta a Roma il 25 settembre del 1977), fondatore e direttore per un decennio del movimento civico-politico Unione Nazionale Civiltà Italica (1946-1955), si ripercorrono in questo saggio, attraverso le vicende biografiche del vescovo romano ricostruite tramite documenti d’archivio inediti, i più importanti passaggi della politica italiana del dopoguerra. Ecco quindi vissute dal movimento ed interpretate dall’osservatorio privilegiato delle testate promosse da Civiltà Italica (l’omonimo mensile, il quindicinale L’Italiano e l’Agenzia Romana Informazioni) le delicate vicende della ricostruzione italiana, la “scelta di campo” del 18 aprile 1948, fino a quel “centrismo” degasperiano (1948-1953) e “post-degasperiano” di cui mons. Ronca fu il più attivo e determinato avversario. Il suo disegno politico, infatti, mirava ad intensificare l’azione anticomunista nel Paese e nella società, attraverso l’alleanza delle forze autenticamente anticomuniste e “nazionali”. Fu il vescovo romano così ad ideare e promuovere, all’inizio degli anni ‘50, inediti esperimenti di coalizione a livello amministrativo locale, dalla più nota “operazione Sturzo” a Roma (che fallì) alla meno conosciuta ma significativa “lista Bartolo Longo” a Pompei (che amministrò la piccola cittadina campana dal ‘52 al 1955). Essi causarono tanto di quello scompiglio nella politica nazionale, da generare una campagna diffamatoria contro Ronca che lo portò ad un completo isolamento dal punto di vista umano ed ecclesiale. Da tale “caduta in disgrazia”, nel 1955, egli si riprese solo in seguito all’ascesa al pontificato di Giovanni XXIII, che lo conosceva e lo stimava fin dai primi anni del sacerdozio. I-88900 Crotone, via Lucifero 40 tel. 0962/90.51.92 fax 0962/90.25.28 ISBN 978-88-89341-10-0 pp. 244, + 16 ill. € 18,90 Opera di prossima pubblicazione