Dicembre 2015 - Associazioni Milano

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Dicembre 2015 - Associazioni Milano
Spigolature di vita cittadina
editoriale
Anno XVII - N. 3-4 - dicembre 2015
UN TRAGICO FILO ROSSO
di Carmine Silvestre
L’
interrogativo. C’è un filo rosso che
collega tutti i fatti sanguinosi succedutisi da quel tragico 11 settembre
2001, segnato dall’atroce attentato e abbattimento delle Torri Gemelle del World Trade
Center di New York, ai più recenti fatti dello
scorso 13 novembre di Parigi? A noi poveri
mortali non è dato sapere, nemmeno, forse,
ai molti potentati del mondo. A noi, però, non
può ormai sfuggire che il mondo, reso globalizzato dai moderni mass media, è diventato
un immenso cortile in cui tutti, o quasi tutti,
conoscono i fatti di tutti. E i fatti e le vicende
tragiche e meno tragiche si susseguono con
tale velocità che quello accaduto pochi istanti
prima è già sopraffatto da quello immediatamente successivo. È un vortice di notizie, a
cui non è semplice sottrarsi, che si travolgono
e si accavallano tra loro, che si trasformano
in una macina vorticosa che non concede di
sedimentare gli avvenimenti: per tentare, almeno, di capire cosa ci sta capitando e come
e perché siamo inclusi, nostro malgrado, in
questi fatti ed eventi. Non c’è una frazione di
tempo per riflettere, per agganciare il nostro
essere, i nostri ancoraggi esistenziali, c’è chi
li chiama principi di vita, per poterci domandare se siamo ancora noi a vivere o stiamo assistendo a una proiezione filmica. Incalza alla
mente l’immagine dell’uomo della caverna di
Platone che, inconscio, si trova ad assistere
alla rappresentazione delle ombre e non dei
fatti reali. La dimensione non è nota e per
questo gli uomini si dimenano e, non sapendo
con chi prendersela, si avventano ora su questa notizia, ora su quella per sentirsi vivere.
Nel teatrino della loro vita, fanno di tutto per
guadagnare il primo piano per affermare principi e valori cui spesso non credono, ma che
fa comodo sbandierare per rappresentarsi
come i paladini e i difensori della prima ora.
Sono i primi attori del momento, senza aver
faticato per conquistare la parte che intendono recitare. I recenti fatti di Rozzano sul
Natale ne sono una tremenda denuncia: qui
si è proditoriamente preso di mira il dott.
Marco Parma, preside dell’Istituto Comprensivo Garofani, per cose da lui mai dette e mai
fatte. Tutto distruggono e tutto travolgono.
Pur di arrivare primi, vestono gli abiti del marinaio che alza il dito indice, inumidito con il
tocco della lingua, per cogliere l’orientamento del momento e dirigere in quella direzione il loro arrembaggio. Alle ideologie di
ieri, a volte pregne di valori nonostante non
peccassero esse stesse di profonde contraddizioni, è subentrata una gara podistica, ben
rappresentata da quella trasmissione televisiva della prima ora de “IL Musichiere”: un
programma del sabato sera condotto dal compianto Mario Riva, che aveva il compito di
decretare chi avesse toccato per primo la
campanella. Al gareggiante podista che riusciva a dare la risposta della canzone, introdotta di volta in volta dall’orchestra con una
o più note musicali, era assegnata la palmares
della vittoria. Per nostra fortuna la vita, nonostante tutto, pur nel tragico filo rosso che
sembra volere condurci sulla strada della distruzione e dell’aggressione dell’un contro
l’altro, non si racchiude in questo teatrino vagante. A volte questo filo rosso viene spezzato o reso meno tragico da altri fatti condotti
da semplici individui o anche da uomini di
prestigio, che riescono a farci intravedere un
altro spettacolo. Tra questi non può sfuggire
l’opera messa in campo da Papa Francesco,
che, con i suoi “per favore” i suoi ”per piacere”
e i suoi “pregate per me”, sta indicando un’altra strada: quella dell’Amore. Da qui scaturisce il nostro buon Natale a tutti i nostri lettori,
augurando anche un sereno anno 2016.
l’Airone intervista il Sindaco Claudio Veneziano che si impegna a
C
MIGLIORARE I SERVIZI
i inoltriamo, previo appuntamento,
nella Casa comunale Villa Mora per incontrare il Sindaco Claudio Veneziano,
avendo già in mente una serie di domande da
sottoporgli, alcune delle quali ricavate dal sentore dei cittadini. Con gesto gentile e sorriNatale naif – i pastori
Auguri di
Buon Natale
e Buon 2016
La Redazione
dente il primo cittadino ci accoglie nel suo
studio, dove ci fa accomodare e dove gli rivolgiamo il nostro primo interrogativo nel
chiedergli se, dopo un anno mezzo dalla sua
elezione di maggio dello scorso anno, sente
di poter affermare di avere acquisito la piena
conoscenza della macchina amministrativa.
R. La piena conoscenza della macchina amministrativa è una parola grossa, cosciente di essere inesperto come sindaco
ho passato e passo tutt’ora molte ore in
comune informandomi e ascoltando le
persone. Questo ha permesso di calarmi
nel ruolo in tempi relativamente brevi.
D. Ha dovuto mettere mano alla modifica dei
regolamenti per renderli più adeguati alla
sua azione amministrativa?
R. Qualcosa è stato fatto e altri cambiamenti
avverranno, mi spiace solo creare apprensione tra i dipendenti che vedono
sempre i cambiamenti come motivo di disagio.
D. Quale o quali problemi l’hanno maggiormente assillato in questo arco di tempo?
R. Sicuramente il centro sportivo. Abbiamo
ereditato una situazione complicata. Devo
dire che sinceramente mi aspettavo un
comportamento differente dalla passata
amministrazione e dall’ex sindaco Rozzoni: pensavo in un passaggio di consegne in cui venivano illustrate priorità e
urgenze. Il fatto che abbiano nascosto il
fallimento della Biffi s.p.a. lo ritengo un
atto grave.
segue a pag 2
il Volo dell’Airone - dicembre 2015
PANTIGLIATE E DINTORNI
da pag 1 - intervista al Sindaco
Tacere una situazione solo per fini elettorali sapendo che la stessa avrebbe creato un problema
per i cittadini vuol dire venir meno a quell’aspetto etico caro a Società&Ambiente (simbolo sotto il quale il Sindaco si è presentato alle
elezioni, ndr) e spesso richiamato in campagna
elettorale. La sconfitta elettorale del PD a Pantigliate è stata clamorosa, anche perché avvenuta per mezzo di ragazzi giovani e motivati.
Per questa ragione avrei visto di buon grado un
defilarsi della signora Rozzoni e di qualche
altro componente del Partito Democratico.
Facce nuove avrebbero forse permesso un dialogo maggiore, quel dialogo che sembra difficile al momento attuale. Ma come si dice, “non
è mai troppo tardi“. Vedi Peschiera Borromeo.
D. Uno dei cavalli di battaglia del suo programma
elettorale era la trasparenza. Ma proprio su questo punto l’opposizione in Consiglio comunale
l’ha accusata di essere venuto meno per i troppi
suoi silenzi. Come stanno effettivamente le
cose?
R. Se siamo attaccati così duramente è proprio
perché siamo trasparenti, tutti possono sapere
tutto chiunque può venire in Comune, prendere
visione o farsi dire le cose come sono, non
siamo noi che abbiamo nascosto il fallimento
Biffi, l’abbattimento della Cassinazza, che la
piattaforma la si poteva fare anni prima senza
creare disagio ai cittadini. Io penso che pecchiamo di comunicazione, sì, ma questo va solo
a discapito nostro.
D. Nello scorso mese di luglio è stato approvato il
bilancio preventivo, che il documento programmatico dell’Amministrazione. Quali sono gli interventi che ritiene maggiormente qualificanti e
quali sono state le ragioni che non le hanno consentito di inserire altre azioni che pur aveva in
mente di realizzare?
R. Nel documento programmatico di quest’anno ci
sono inseriti già dei punti cardini del nostro programma elettorale che miglioreranno i servizi al
cittadino senza chiedere ulteriori tributi, che aiuteranno la scuola ed i giovani. Però i numeri
purtroppo non mentono mai e questi ci dicono
che noi Comuni dobbiamo e dovremo sempre di
più far fronte ad una diminuzione dei trasferimenti statali e, di contro, ad un continuo contenimento dei costi... tutto questo garantendo
sempre i servizi. Per quanto riguarda gli investimenti sui beni comunali è di priorità per noi investire sulle strutture scolastiche, scelta
fondamentale e di programma; per noi, al contrario di chi ci ha preceduto che ha preferito investire su una nuova sede comunale.
D. Com’è stato e com’è il rapporto con i suoi cittadini?
R. Il fatto di essere conosciuto per via del volontariato sicuramente è stato positivo, Attualmente mi sembra di avere con i cittadini un
buon rapporto, come sindaco sono sempre disponibile, ricevo tutti i giorni a qualsiasi ora
durante la giornata, e questo mi permette di
ascoltare molte persone, di capirne i disagi,
mi sento vicino alle gente. Naturalmente come
sempre, quando si prendono delle decisioni si
scontenta qualcuno, non si potrà mai avere un
consenso totale. Devo dire che ascoltare aiuta
molto, avere la pazienza di sentire le critiche
permette fare partecipare i singoli, ognuno
vuole dare il suon apporto, ascoltare ed essere ascoltati avvicina le persone.
D. Ritiene di aver saputo rispondere, sinora, alle
loro aspettative?
R. Il riscontro positivo viene manifestato da molti,
percepiscono l’impegno che viene profuso e
sono contenti di questo: io penso che nelle
scelte politiche fondamentali abbiamo risposto
nel modo in cui la gente si aspettava. La farmacia comunale, l’uso della sala del CAG
(Centro Aggregazione Giovani, ndr), il buon
rapporto instaurato con la scuola, sono fatti importanti. Per quanto riguarda la pulizia, i cani,
e altre situazioni sicuramente le persone fanno
bene a lamentarsi, ma è anche vero che per
queste problematiche serve l’impegno di tutti,
genitori, scuole e di tutta la cittadinanza. Chiaramente il riscontro lo si potrà avere solo dopo
qualche anno, ci sono situazioni come la variante al PGT che richiede tempo e risorse economiche.
nello studio del Sindaco
D. Si ritengono, a suo avviso, soddisfatti dei servizi che eroga il Comune, oppure, sul suo tavolo piovono o sono piovute insoddisfazioni e
lamentele?
R. Dal mio punto di vista, le persone sono abbastanza soddisfatte, perlomeno per quanto riguarda i servizi fondamentali, (sociali e
scuola), sulla pulizia del paese e sul verde si
può migliorare, siamo in linea con le passate
amministrazioni, e per migliorare bisognerebbe investire di più, ma non vi sono risorse.
Possiamo dire che rispetto al passato stiamo
cercando di migliorare i servizi contenendo la
spesa, convinti che anche il volontariato possa
essere una risorsa importante, specialmente se
viene dirottata e gestita al meglio come valore
aggiunto.
D. Uno dei punti dolenti per un Sindaco è quello
di tentare di contenere le tasse, pur a fronte all’incalzare delle molteplici richieste e necessità che avanzano, soprattutto nel campo
sociale. In che modo il Sindaco Veneziano è
riuscito a tenere sotto controllo l’equilibrio di
bilancio senza dover toccare le tasche dei cittadini?
R. A fronte della situazione economica attuale, il
contenimento dei costi è un obbligo, e penso
che nessuno meglio di una nuova squadra politica può calarsi nella realtà e intervenire di
conseguenza con dei cambiamenti, sempre difficili da attuare se i politici sono la continuità
di errori del passato. Non avendo partiti alle
spalle e non avendo promesso niente a nessuno
ci troviamo nella condizione di decidere al meglio cercando di eleminare gli sprechi, un grazie in questo senso anche all’assessore Abate.
D. Un apprezzamento che le viene riconosciuto è
quello di aver deciso di devolvere il suo stipendio di Sindaco ad iniziative sociali e scolastiche. Può dirci a chi o a quali iniziative intende
devolvere il suo compenso il prossimo anno?
R. Non ci crederà ma quei soldi li spendiamo almeno dieci volte ed è il motivo per cui il vicesindaco mi prende in giro. Quando arriva
questo periodo, cominciamo a pensare come
spenderli e allora ci piacerebbe dirottarli sulla
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scuola, sul sociale, fare degli eventi da regalare ai cittadini, comprare un trattorino per tagliare l’erba per i volontari, sistemare qualche
aiuola sul viale, rifare le aree cani, e altro, ma
purtroppo sono 24 mila euro e non 100 mila.
Questo per dire quanto ci sta a cuore il nostro
compito, abbiamo questa piccola cifra che
possiamo considerare un extra e con essa vorremmo fare tutto.
D. In un momento di generale “paura” per gli attentati che si stanno verificando in Francia e
nelle varie parti dell’Europa, compresa l’Italia, quali poteri e quali azioni può mettere in
campo il Sindaco di Pantigliate per tutelare la
sua comunità?
R. Ritengo opportuno che tutti si impegnino nel
controllare il territorio, anche la sicurezza è
un bene comune e come tale tutti devono partecipare e contribuire a questo bene fondamentale. I luoghi vanno vissuti, ogni cittadino
deve vegliare controllare e chiamare i carabinieri se vede qualcosa di sospetto, senza
paura. Sulla sicurezza vorrei fare una serata
in cui parteciperanno anche le forze dell’ordine che spiegheranno come ci si deve comportare nei momenti di difficoltà.
D. Da qualche mese sono state assunte iniziative
da parte di associazioni e di alcuni Comuni
della Paullese per migliorare il trasporto su
questa importante arteria stradale. Ci sono progressi in atto al riguardo?
R. Non penso si siano fatti progressi in merito ai
trasporti: si, vi è fermento, vengono fatte proposte, vedremo se sarà possibile dare gambe a
questi progetti, penso che lei si riferisca al
bus-via. Appena possibile partirà il lotto di riqualificazione della paullese che va dalle 4
strade al ponte di Spino D’Adda; vi è in programma anche il nuovo ponte, ma io sinceramente partirei subito dai semafori di S.
Donato, dove la colpa non è di certo dell’amministrazione del luogo, ma essere in fila dopo
molti anni di inizio lavori vuol dire che si è lavorato male sprecando soldi pubblici.
D. Cosa ci può dire sull’istituzione della città metropolitana?
R. La Città Metropolitana è il futuro, per essa
stiamo lavorando, ma, mi ripeta la domanda
tra vent’anni.
D. Una cittadina come Pantigliate, facente parte
dei Comuni della città metropolitana, quali
vantaggi può trarne?
R. Attualmente nessuno, vi è la necessità di collaborare con altre realtà cercando di contare
di più come territorio. Se ognuno pensa solo a
se stesso (inteso come comune) saremo fagocitati da Milano che detterà legge su tutto.
D. In prossimità delle nuove feste natalizie e del
nuovo anno, qual è l’augurio che il Sindaco
Veneziano sente di dover rivolgere ai suoi cittadini?
R. Sono un sognatore che vuole rimanere sempre
con i piedi per terra, l’augurio è quello che
tutti possano passare delle liete e serene feste
e che per l’anno nuovo le persone pensino a
cosa possono fare per il comune e non cosa il
comune può fare per loro. Non sono parole
mie ma le considero importanti per avere la
giusta visione dell’amore che ognuno deve
avere per la propria città.
Grati per l’incontro, ci salutiamo con il reciproco
augurio di un buon Natale e di un sereno 2016.
intervista di Carmine Silvestre
e Salvatore Cassavia
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il Volo dell’Airone - dicembre 2015
PANTIGLIATE E DINTORNI
dopo i tragici fatti di Parigi del 13 novembre il coraggio non è la sete di vendetta
LA LIBERTÀ CI APPARTIENE
È
passato poco più di un mese dai sanguinosi
attentati di Parigi e la città è tuttora scossa
per quanto accaduto la sera del 13 novembre. Ancora oggi ho difficoltà a rielaborare le
molteplici sensazioni che mi hanno travolto; ma
ricordo che rabbia, panico e sgomento hanno segnato quella notte e i giorni successivi.
violenza in più luoghi della città quasi contemporaneamente, poi la triste conferma da parte dei
media: “Attentato terroristico a Parigi!” E mentre le informazioni rimbalzavano dai social network ai telegiornali e gli inviati sui luoghi
interessati cercavano di ricostruire il puzzle degli
eventi, il numero delle vittime continuava a
due dei luoghi presi di mira nella carneficina: le Petit Cambodge, 15 vittime, le Carillon, 15 vittime
Il costante suono delle sirene che come musica
assordante risuonava per le strade o l’assillante
sensazione che potesse succedere qualcosa da un
momento all’altro, la crescente paura di uscire di
casa o incontrare gli amici, hanno iniziato ad accompagnare la mia quotidianità e a contaminare
la mia libertà. Ma trovarsi a fare i conti con attacchi terroristici non è una condizione di fronte
alla quale si è pronti; non esiste un manuale di
comportamento o delle regole da seguire, ma richiede solo un grande sforzo. Per istinto o necessità senti il bisogno viscerale dell’affetto delle
persone care, perché, seppur non mi trovassi in
quelle strade in quel preciso istante, nonostante
lavori a qualche centinaia di metri, mi sono sentito colpito e trafitto nel profondo dell’anima soprattutto quando è arrivata la notizia che diversi
amici, colleghi architetti, si erano malauguratamente trovati nel bel mezzo delle sparatorie. Mi
si è gelato il sangue nelle vene e nel tentativo di
capire che cosa stesse succedendo mi sono collegato a tutti i siti d’informazione. Dapprima la notizia dello Stadio, poi il nome del “Carillon”,“Le
Petit Cambodge”,“La Belle Équipe” il “Bataclan”. Le immagini che scorrevano sullo schermo
mi lasciavano senza parole, senza emozioni, o
semplicemente, non riuscivo neanche io a capire
cosa stessi provando. Il mio pensiero si è subito
rivolto a Gerardo, Juan Pablo, Emily, Raphael e
altri amici e conoscenti che sorseggiavano qualche birra seduti ai tavoli del Carillon in attesa del
weekend. Ma Raphael, ferito da diversi colpi di
kalashnikov, non ce l’ha fatta. E pensare che solo
un paio di giorni prima avevamo trascorso una
piacevole serata tutti insieme; una come tante
altre, come sarebbe dovuto essere quel venerdì
sera e di cui lui non ha mai visto la fine. Da quel
momento in poi il telefono ha iniziato a squillare.
Messaggi e chiamate si sono susseguite a ritmo
incalzante: “dove sei? - “sto vedendo il tg, cosa
sta accadendo a Parigi?”- “stai bene?” e così per
tutta la notte. La notizia si è diffusa. Inizialmente
non era ancora ben chiaro il motivo di cotanta
crescere e quell’agonia sembrava interminabile.
Mentre facevo zapping da un telegiornale a un
altro, in francese, in italiano, in inglese, continuavo a chiedermi se altri amici fossero stati
coinvolti e nel frattempo davo mie notizie a tutti
quelli che mi stavano contattando. Nei minuti successivi François Hollande, presidente della Francia, ha interrotto la diretta per annunciare i
provvedimenti immediati: chiusura delle frontiere,
il consiglio categorico di non uscire di casa e l’attuazione del “plan blanc”. In quel momento mi
sono sentito violato. Non riuscivo a pensare che a
un paio d’isolati dal mio ufficio giacevano esanimi
i corpi di colleghi, amici e molti altri ragazzi come
me. Un brivido gelido mi ha attraversato la
schiena; la possibilità che mi potessi trovare coinvolto non sarebbe stata impossibile, senonché quel
giorno, sono uscito prima da lavoro perché avevo
altri programmi per la serata senza preoccuparmi
di fare la una tappa per quelle vie. Fortuna? Caso?
Destino? Non saprei rispondere. Ma ricordo che
quella notte è stato difficile prendere sonno. I numerosi pensieri mi trafiggevano la mente come saette e la volontà di aiutare o raggiungere gli amici
coinvolti era sempre più incalzante; ma quella
notte i telefoni hanno squillato a vuoto e non si è
saputo nulla sino all’indomani. Oggi che lucidità
e consapevolezza si sono ristabilite sono sincero
nel poter dire che il senso di “Liberté, Égalité, Fraternité” di questa città e soprattutto di questo
Paese sia stato letteralmente profanato. È stato
profanato il quartiere dove lavoro e le strade che
percorro ogni giorno, è stato profanato il bar che
frequento prima di tornare a casa, è stata violentata la mia quotidianità parigina. Perché il nemico
non è l’Islam o il Corano, l’essere cristiano o
ebreo, ma la cruenta ignoranza di coloro che in
nome della religione, si tramutano in fanatici fratricidi. E affrontarli richiede molto coraggio, che
non è la sete di vendetta, ma nella forza di ritornare a vivere la libertà che ci appartiene.
da Parigi, Paolo Silvestre
con il nostro amico cane e il nostro amico gatto
NON SEMPRE OCCORRE ALLARMARSI
Q
a cura di Daniele Avallone *
ualche giorno fa, un mio amico, mi ha
riferito di alcuni episodi di vomito manifestati dal suo gatto; parlando di
quelle che potevano esserne le cause, ho trovato spunto per l’argomento di questo numero.
Spesso, nell’attività ambulatoriale, capita di
sentire la frase ’’Dottore, il mio cane, il mio
gatto ha il vomito.’’ Innanzitutto, bisogna capire se realmente si tratta di vomito: questo
sintomo può essere facilmente confuso con il
rigurgito. Apparentemente, il risultato sembra
lo stesso, ma sono differenti le cause scatenanti, ed è quindi importante che il “padroncino” impari a distinguere
i due sintomi per non forviare il veterinario nel suo
iter diagnostico: il vomito
è preceduto da conati,
cioè il cane o il gatto,
inarca il dorso, inizia a
contrarre l’addome e poi
vomita. Nel rigurgito, il materiale alimentare viene
espulso dalla bocca
senza sintomi premonitori. Per capire, poi, l’origine del sintomo, va stilata
quella che in medicina si
chiama ‘’diagnosi differenziale’’, cioè l’elenco
di tutte le possibili cause, e purtroppo per noi
in questo caso la lista è veramente lunga. Il mio
consiglio, comunque, è di non allarmarsi se la
sintomatologia si manifesta sporadicamente: a
volte sia cani che gatti, possono ingerire qualcosa di non propriamente ‘’commestibile’’, che
può scatenare la sintomatologia. In questi casi
si può gestire il “paziente” in casa, avendo alcuni accorgimenti: tenere il cane o il gatto a digiuno per un giorno e lasciare poca acqua a
disposizione. Se il sintomo non persiste, somministrare il giorno successivo la normale razione giornaliera di cibo, dilazionata in più
pasti, per poi tornare, il secondo giorno, alla
normalità; ovviamente se il sintomo persiste
portatelo dal vostro veterinario di fiducia.
A questo punto vi saluto con un augurio di
buon Natale e buon Anno nuovo, con il
monito di non rimpinzare i vostri
amichetti a quattro zampe: è festa
anche per noi, per cui, evitate di
chiamarci dopo il cenone dicendo: “dottore, il mio cane,
il mio gatto ha il vomito: che
faccio ve lo porto in clinica?!”.
* Veterinario
il Volo dell’Airone - dicembre 2015
ANGOLO DELLA CULTURA
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Natale a Tenerife
UN PRESEPE PIENO DI COLORE E DI FESTA
S
i era giunti ormai ai primi di dicembre e
Juan ancora una volta, tornato da scuola,
si trovava a casa da solo. Suo padre era sicuramente in giro a cercare un lavoro e la
mamma era al centro a pulire le scale delle case
di Santa Cruz. Chissà, forse a Plaza del Chicharro, a Calle de La Rosa o al Castillo. Quanto gli mancava la sua
mamma in quel momento! Mentre
così pensava, Juan notò che sul davanzale della finestra c’era un piccolo angioletto di terracotta. Juan si
incuriosì, si avvicinò e trovò un biglietto. Era del suo papà. C’era
scritto: “Juan, per favore, quest’anno
al presepe pensaci tu. Fai tutto quello
che credi opportuno. Ci fidiamo di
te. Ti vogliamo bene, figlio”. Firmato: papà e mamma. La bella calligrafia e la cura con cui era stato
scritto quel biglietto, era certo del
suo caro papà. L’idea dell’angioletto
doveva essere stata della sua dolce
mamma. Il papà di Juan era una persona molto colta, uno scrittore senza
troppo successo. Tutte le sere, prima
di andare a letto, Juan riceveva in dono una storia raccontata da suo padre, il quale la inventava
per quel suo figlio tanto amato. Juan sorrise,
mise il foglietto in tasca. Toccò l’angioletto e si
ricordò che nel forno c’era il pranzo che la
mamma gli aveva preparato, proprio come faceva
ogni mattina prima di andare a lavorare. Mangiò
con una certa allegria mentre i pensieri già davano forma al presepe. E il suo, sembrava più un
presepe da Guerre Stellari che il classico presepe
della Chiesa del Pilar, non lontano da dove la
mamma si trovava in quel momento. Juan aprì la
scatola che stava vicino al divano e trovò tutte le
statuine del presepe, riposte con molta cura e avvolte, ognuna, in un pezzetto di giornale.
C’erano alcune case un po’ diroccate, un ponticello, un pezzo di specchio per il laghetto, il castello, i soldati romani, i pastori, le pecorelle, una
luminosa, la vecchina con il fuso che gli ricordava la nonnina del racconto del suo papà che filava zucchero e creava cose profumate e dolci.
Si immerse in quello scatolone con molte aspettative e contentezza. Come gli sarebbe piaciuto
se quelle statuine si fossero animate. Cercando e
rovistando, trovò pure i cammelli con i re magi,
solo che in mano non avevano niente perché
qualche anno prima, Juan aveva tolto loro i regali, pensando che fossero per lui. Juan aveva
una fantasia vivida e, alcune volte, immaginava
che le cose si animassero o che gli animali parlassero o che le nuvole si abbassassero fino a
prendere la forma di un disco volante, fra le sue
mani, o di un aeroplano con un aviatore molto
somigliante a quello del Piccolo Principe. Prese
in mano i re magi: dei re senza doni, ormai. Non
si sentì in colpa. Non perché non gli dispiacesse.
Ma suo padre gli aveva insegnato che era più importante sentirsi responsabili delle proprie
azioni, imparare dai propri sbagli e cercare di
fare il meglio. A questo pensò mentre teneva in
mano Baldassarre, Melchiorre e Gasparre. Si
di Cinzia Tomassini *
guardò intorno. Dove poteva costruire il presepe?
L’unico posto adatto gli sembrava quello dove si
trovava, ben piazzata, la TV. Ci pensò un poco e
poi decise che l’avrebbe fatto proprio lì. Certo,
da solo, non poteva togliere la televisione.
Quella televisione così grande e che tante volte
il mio natale naif
suo padre era stato sul punto di vendere ma mai
l’aveva fatto perché sapeva che Juan non voleva.
Pensò anche a questo, il ragazzino. Decise di
chiedere una mano alla signora Carmen che viveva al piano di sotto. Non sopportava la signora
Carmen, non più di tanto, perché quando iniziava a parlare non la smetteva più. Però era
l’unica persona che poteva aiutarlo in quel momento. Scese e bussò alla porta. Carmen fu felicissima e sorpresa allo stesso tempo. Juan, che
bello vederti! Hai bisogno di qualcosa? Juan
spiegò la situazione e Carmen fu felice di aiutarlo. Salirono a casa del ragazzo e spostarono
la televisione. Ma dove metterla? Carmen non
aveva la TV così Juan pensò che per un certo periodo poteva stare a casa sua. La donna non se la
sentiva di accettare, se non dopo aver parlato con
i genitori del ragazzo. Ma Juan spiegò che aveva
il permesso di prendere ogni decisione opportuna e saggia. Convinse la signora Carmen e così
la televisione traslocò. In cambio, la signora gli
donò una bella scatola di legno che aveva costruito il marito per riporre tutte le statuine del
presepio. Certo lei non lo avrebbe costruito.
Dopo la morte del marito, si sentiva piuttosto
sola. Tutti i parenti abitavano lontano. Aveva un
unico parente, nipote del marito, che viveva a
Candelaria il quale ogni tanto la invitava a mangiare la pizza a Sabor de Italia. Carmen ci andava sempre volentieri a Candelaria perché era
devota della Vergine e perché aveva anche diverse amiche e voleva un gran bene a quei due
ragazzi italiani della pizzeria: Raffaele e Michelangelo. Erano dei maestri della pizza tanto che
gli stessi italiani dicevano di non aver mangiato
una pizza tanto buona nemmeno in Italia. Carmen diede a Juan la scatola con le figure del presepe e Juan pensò che anche Carmen doveva
avere qualche cosa di natalizio in casa. Decisero
così che un bel presepe sarebbe stato costruito
in casa di Juan e un bell’albero in casa di Car-
men. C’era un problema: le luminose. A Juan era
stato insegnato che ogni problema ha anche una
o più soluzioni. Fu deciso che la luminosa sarebbe andata all’albero di Carmen. La signora rifiutò, per lei era più importante far contento il
ragazzo. E poi l’albero… A che serviva un albero di Natale a casa sua? Così parlavano e così progettavano e non
sapevano cosa avevano messo in
moto, quei due. A Juan, Carmen cominciava pure a stargli simpatica soprattutto quando si fermava e si
metteva a cantare e a lui questa cosa
lo faceva ridere. Avevano raggiunto
diversi accordi e dovevano solo cominciare a costruire il presepe. Decisero che come base avrebbero
usato le pietre nere delle spiagge di
Tenerife e come deserto la sabbia de
Las Teresitas. Raccogliere la sabbia
de Las Teresitas era piuttosto semplice: uscirono con due bottiglie
vuote e le riempirono di arena gialla.
Dove andare a raccogliere le pietre
nere? A Carmen venne l’idea di andare a Candelaria. Così lo disse a
Juan, invitandolo a mangiare una pizza, con il
permesso dei genitori. La pizzeria stava poi proprio davanti a La Hornilla, dove avrebbero potuto raccogliere qualche pietra nera. Juan scrisse
un biglietto ai suoi. Trascorse un pomeriggio
fantastico. Conobbe Michelangelo e si divertì
tantissimo a vedere quel ragazzo italiano che faceva le acrobazie con la pizza. Quando tornò a
casa, trovò i suoi genitori che stavano cenando.
Juan raccontò tutto quello che aveva vissuto quel
giorno. I suoi lo ascoltavano e lo guardavano con
quel loro modo tenero e amorevole. Il pomeriggio seguente, Carmen lo attendeva davanti ad
una tazza di cioccolato e ciambelle profumate.
Incredibile, Juan non poteva crederci: quella era
la sua merenda preferita! Mentre gustavano
quelle delizie a Carmen venne in mente che non
avevano le palline per l’albero e nemmeno un albero. E concluse: lasciamo stare, Juan, dai. In-
MAGICO N
di Sabrina M
È negli occhi dei bambini la magia
del Natale
Che si esprime su questi piccoli visi
in modo speciale
La città, come una bella donna,
si addobba di luci intermittenti
Indossando uno scialle di nebbia e freddo
che fa battere i denti…
Le zampogne suonano da lontano mentre
si guardano le bancarelle,
mano nella mano…
Aleggia nell’aria il profumo di castagne
e dolcetti invitanti
Che fanno da richiamo ai viandanti…
Tutti coinvolti dal fascino della festa
e dei valori
5
il Volo dell’Airone - dicembre 2015
vece a Juan venne una idea: avrebbero costruito
loro l’albero e, a posto delle palline, avrebbero
messo dei cartoncini colorati con tanti pensieri
e desideri. A Carmen parve una idea bellissima.
Però, prima il presepe e poi l’albero. Mentre
preparavano il presepe, Juan si ricordò di una
frase che aveva letto nella stanza della sua insegnante di letteratura e che lo aveva colpito: “E’
Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono
sempre prima, mentre le persone sono sempre
più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci
spente e con le persone accese”. Già, le persone
accese, ripeteva a Carmen. Decisero che avrebbero fatto un presepe pieno di colore, pieno di
festa. A Carmen venne in mente che al quarto
piano viveva un’artista che si era trasferita da
poco tempo. L’aveva conosciuta a Candelaria.
Era una pittrice italiana che ogni giorno se ne
andava a La Hornilla a dipingere, davanti al
mare e faceva dei quadri coloratissimi, tanto che
sembrava di entrare in qualche racconto fantastico. Salirono al quarto piano. Suonarono alla
porta e venne loro ad aprire il marito della pittrice che fu molto gentile e li accolse con gioia.
Cinzia – è così che si chiamava la pittrice – stava
preparando la mostra di Natale. Francesco la
chiamò. Carmen e Juan si presentarono e parlarono della loro idea. Cinzia accettò volentieri.
Provò solo un po’ di fastidio iniziale per lasciare
in sospeso quello che stava facendo ma non se la
sentì di rifiutare un aiuto. Disse al ragazzino che
quella frase che lo aveva colpito era di Charles
Bukowski, uno scrittore famoso. Scesero a casa
di Juan e cominciarono a dare forma e colore al
presepe e anche Francesco li aiutò. Quando stavano per mettere le statuine, Juan decise di utilizzare i re magi senza doni. Si prendeva la sua
responsabilità. Avrebbe messo dei doni nelle
loro mani la notte del 5 gennaio. A tutti parve
un’ottima idea. Terminarono la giornata con una
cena a casa di Francesco e Cinzia. Il presepe era
stato costruito e ora bisognava pensare all’albero. Di chi fu l’idea ora non saprei dirlo ma
questa fu: chiedere alle persone di scrivere un
loro pensiero, un loro desiderio, insomma qualcosa. A tutte le persone del palazzo. Il giorno
dopo, Cinzia aveva già preparato cento cartoncini colorati. Suonarono alle porte di tutto il palazzo e l’idea venne accolta tanto bene che la
signora Mavi consigliò di mettere quell’albero
così originale all’entrata, giù nell’atrio. Allora
O NATALE
na Messina*
Chiusi per l’occasione in carte preziose
di sgargianti colori
Fiocca la neve come morbida ovatta
E la notte giunge già soddisfatta
Portando con sé la stella cometa cadente
che indica la strada vincente
Di un bimbo che nascendo al gelo già
si dona
E che a tutti il male perdona
Bambini, mamme e parenti guardano
con Stupore
Capendo il senso più importante
della Vita e dell’Amore.
*autrice della poesia
e della composizione natalizia qui in sottofondo
ANGOLO DELLA CULTURA
desiderio. Furono coinvolti anche amici, conoscenti e parenti fino ad arrivare a cento cartoncini. Juan pose sull’albero condominiale
l’angioletto di terracotta. Fu un passa parola e,
quell’anno, altri alberi di questo tipo furono costruiti a Tenerife. Alberi semplici, senza troppe
pretese, ma generosi, solidali, fatti da persone che
avevano trovato dentro se stesse la vera luce che
si accende: quella dell’amicizia, della condivisione e dell’amore. Volete sapere cosa pose Juan
nelle mani dei re magi? Tre piccole pergamene e
su ognuna c’era scritta una parola: GRAZIE!
il quarto re
si decise di realizzare un albero più piccolo per
Carmen e uno più grande per tutto lo stabile.
Ognuno scrisse un pensiero, una preghiera, un
* artista, autrice anche delle opere
di pag. 1^ “Natale naif – i pastori”,
di pag. 4 “il mio natale naif”
e di pag. 5 “il quarto re”
recensione
L’IMMAGINE DEL SUD
D
analisi di 10 anni dei fatti di cronaca del giornalista Michele Salerno
ieci anni di storia,
ciali più volte oggetto di interes1945/1955, dieci anni nei
sati quanto sterili studi parlaquali la politica italiana ha
mentari. Il testo si sviluppa in
dovuto fare i conti con le immequattro capitoli, all’interno di
diate conseguenze della guerra nel
ciascuno di essi si tratteggiano
disastrato contesto sociale reso aninteressanti specifici argomenti.
cora più acuto dall’esiziale lotta
In particolare, nel primo si focafratricida tra gli italiani, indotti a
lizza l’aspetto sociale tra il sepacontrapporsi gli uni contro gli
ratismo e la questione sociale;
altri, schierati chi con i fascisti e
mentre nel secondo si tratta del
chi con gli antifascisti e i partifalso problema tra iperattivismo
giani. Purtroppo, tale situazione
del Nord e immobilismo del Sud;
aveva inferto una ferita ancora più
nel terzo, poi, ci si addentra nelprofonda agli innumerevoli cumuli
l’esame del rapporto mafia/bandi macerie lasciate sul campo dal
ditismo nella misteriosa isola di
copertina del libro
secondo conflitto mondiale. In queSicilia; nel quarto, infine, vensto quadro, già di per sé tragico per gli immegono analizzati gli errori della riforma agradiati postumi della guerra, la politica italiana
ria. Da questo quadro d’insieme emerge, però,
era chiamata a fare i conti anche con un’altra
che il vero intento dell’impegnativo studio di
ingrovigliata problematica, la questione MeriMichele Salerno, “L’IMMAGINE DEL SUD
dionale: già, allora, irrisolta e, purtroppo, an– attraverso il Corriere della Sera e altra
cora oggi all’ordine del giorno nelle agende dei
stampa nel dopoguerra (1945-1955) – Ed.
governi che nel tempo si sono succeduti. Per
2015 – Pubblicazione a cura dell’Autore”,
questi motivi, parlare e, a maggior ragione, adnon è rivolto preminentemente alla ricerca stodentrarsi nei meandri delle scelte politiche
rica, perché la curiosità propria del giornalidegli uomini di governo dell’epoca non era
sta, qual egli è, lo conquista e lo induce ad
cosa facile. Michele Salerno, per evitare ogni
allargare lo sguardo su altri fenomeni in cui
strumentalizzazione, ha svolto un operoso lasi imbatte. Come quello di cogliere e di dar rivoro certosino, sfogliando una ad una centinaia
lievo alla diversa lettura dei fatti che impedi pagine di giornale del Corriere della sera e
gnano di volta in volta il giornalista di turno
di altra stampa del tempo, cogliendo, in modo
incaricato di trattarli. Parliamo delle prestidiretto e indiretto, molti di quegli aspetti pecugiose penne di C. Barbagallo, P. Murialdo, C.
liari interessanti l’argomento di cui si era fatto
Russo, M. Borsa, F. Flora, G. Marotta, I. Moncarico di trattare. Di tutte, poi, annotandone la
tanelli, non sottraendosi di denunciare un infonte. Da questa sua analisi si ricava uno scecomprensibile conformismo di alcuni di essi
nario costellato da continui e contraddittori inalle scelte dei politici del momento. Per tali
terventi normativi che da subito appaiono senza
considerazioni, la scelta di Michele Salerno di
respiro e lungimiranza, perché dettati per lo più
aprire una finestra sui fatti del Meridione, atda interessi di potentati, che avrebbero dovuto
traverso il commento e le considerazioni degli
cedere una parte dei lori poteri/poderi per dare
inviati speciali e non delle varie testate giorun’autorevole e responsabile risposta all’emernalistiche consultate, è senz’altro da apprezgente richiesta di giustizia sociale. Con il suo
zare, osservando che la sua intuizione di
scritto, Michele Salerno riesce a dimostrare
utilizzare i resoconti di cronaca offrirà un inquanto fosse lontano l’interesse di quella classe
teressante stimolo allo studio e alla ricerca di
politica nel voler risollevare davvero le sorti del
chi di mestiere fa lo storico.
Meridione, che ancora oggi soffre di quei mali
Libro da leggere, con l’accortezza di non farlo
che già allora, negli apparenti intenti del potutto d’un fiato se si vogliono apprezzare aptere politico, dovevano essere estirpati. O,
pieno gli spunti e le valutazioni in esso contequantomeno, farsi carico di assumere provvenuti su un articolato periodo storico della
dimenti di progressive azioni che nel tempo
nostra Nazione.
avrebbero dovuto portare a sciogliere i nodi soCarmine Silvestre
il Volo dell’Airone - dicembre 2015
POLITICHE SOCIALI
SOSTEGNO ALLE PERSONE
IN DIFFICOLTÀ
A
a cura di Antonino Scafa
partire dallo scorso mese di ottobre la Regione Lombardia ha avviato una serie di misure rivolte a cittadini in condizione di
difficoltà. Sono state individuate cinque azioni finalizzate al sostegno economico di famiglie, persone
anziane, con disabilità e in condizione di disoccupazione in relazione a diverse condizioni di bisogno,
in una logica di erogazione di contributi economici
una tantum e di voucher per l’acquisto di servizi. Gli
interventi previsti sono i seguenti:
FAMIGLIE
Bonus bebè - Contributo alle famiglie come sostegno socio-economico per la crescita del secondo e
del terzo figlio
Bonus affitti - Contributo per la riduzione dell’incidenza del canone di affitto per il mantenimento
dell’abitazione in locazione
Abolizione super ticket ambulatoriale - Esenzione dal ticket sanitario aggiuntivo (super ticket)
per le prestazioni di specialistica ambulatoriale per
persone a basso reddito
ANZIANI E DISABILI
Assegno di autonomia - Voucher per l’acquisto di
interventi volti a migliorare la qualità della vita delle
famiglie e delle persone anziane e disabili
DISOCCUPATI
Progetto Inserimento Lavorativo - Contributo
economico come indennità di partecipazione per
la fruizione di servizi di orientamento, formazione
e accompagnamento alla ricerca del lavoro previsti dalla Dote Unica Lavoro
MISURE E DESTINATARI
1. Sostegno dell’autonomia e sostegno della natalità attraverso il bonus bebè
Misura erogata:!contributo una tantum di 800 euro
per il secondo figlio e 1000 euro dal terzo in poi
Destinatari:!bimbi nati nel periodo 8.10.15/31.12.2015.
Stimati su base annua in 26.000 secondogeniti e
10.000 terzogeniti e oltre
Requisiti: famiglie con ISEE non superiore a 30.000
euro, residenza da almeno 5 anni in Lombardia di entrambi i genitori
Modalità di accesso ed erogazione: a richiesta, e
successiva erogazione diretta in un’unica soluzione
tramite i consultori familiari
Decorrenza della misura:!8 ottobre 2015
2.!Sostegno alle famiglie residenti nei Comuni ad
alta tensione abitativa per il mantenimento dell’abitazione in locazione
Misura erogata: Contributo fisso una tantum fino ad
un massimo di 800 euro
Destinatari:!6.000 famiglie residenti in abitazioni in
locazione nei 155 Comuni lombardi ad alta tensione
abitativa
Requisiti: ISEE compreso tra i 7.000 e i 9.000 euro
e residenza in Lombardia da almeno 5 anni
Modalità di accesso ed erogazione: bandi regionali
aperti dal 2 novembre al 15 dicembre e successiva erogazione diretta in un’unica soluzione tramite i Comuni
Decorrenza della misura: 1^ novembre 2015
3.!Esenzione dal ticket sanitario aggiuntivo (super
ticket) per le prestazioni di specialistica ambulatoriale
Misura erogata: esenzione dal pagamento della
quota fissa (c.d. super-ticket) per le prestazioni di specialistica ambulatoriale (di cui alla L. n. 111/2011,
così come rimodulata dalla DGR n. 2027 del
20.07.2011)
Destinatari:! 500.000 famiglie (stimabile in
1.250.000 cittadini)
Requisiti: cittadini e i loro familiari a carico con un
reddito familiare fiscale annuale non superiore ad
Euro 18.000
Modalità di accesso ed erogazione: autocertificazione del reddito imponibile
6
Decorrenza della misura: 15 ottobre 2015
4a. Interventi volti a migliorare la qualità della
vita delle famiglie e delle persone anziane con limitazione dell’autonomia
Misura erogata: voucher mensile di 400 euro per
l’acquisto di prestazioni di cura della persona e del
domicilio e per il mantenimento della vita sociale e
delle relazioni
Destinatari:!520 persone
Requisiti: età>75 anni, con reddito ISEE inferiore
a 10.000 euro e compromissione funzionale derivante da stato iniziale di demenza o Alzheimer o
altre patologie di natura psicogeriatrica
Modalità di accesso ed erogazione: avviso pubblico regionale
Decorrenza della misura: 1 dicembre 2015
4b. Sviluppo dell’autonomia finalizzata all’inclusione sociale delle persone disabili
Misura erogata: voucher mensile di 400 euro finalizzato a sostenere l’autonomia della persona disabile e percorsi di inclusione in contesti sociali
Destinatari:! 470 giovani e adulti con disabilità
medio/grave
Requisiti: età compresa tra i 16 e i 35 anni in riferimento alla disabilità intellettiva; età superiore ai
35 anni per persone con esiti da trauma o patologie
invalidanti; reddito ISEE inferiore a 10.000 euro
Modalità di accesso ed erogazione: avviso pubblico regionale
Decorrenza della misura: 1 dicembre 2015
5. Progetto di Inserimento Lavorativo (PIL)
Misura erogata: contributo economico di 300 euro
per al massimo 6 mesi (valore commisurato e non
superiore ai servizi di politica attiva del lavoro effettivamente fruiti)
Destinatari:! 5.000 persone beneficiarie di Dote
Unica lavoro
Requisiti: stato di disoccupazione superiore a 36
mesi, ISEE familiare non superiore a 18.000
euro, non fruizione di altre integrazioni al reddito,
sottoscrizione di patto di corresponsabilità
Modalità di accesso ed erogazione: a sportello tramite il sistema Dote Unica Lavoro
Decorrenza della misura: 1^ dicembre 2015
BICICLETTATA SULLO STRADUN DEL DUCA
da sx: sosta presso una delle chiuse – pedalando verso la meta – D. Barboni illustra il percorso: con lui il Presidente G. Cassavia e il promotore dell’iniziativa G. Inglima”
L
a consueta biciclettata annuale, promossa
dall’Associazione Amici dell’Airone,
quest’anno (XI edizione) ha avuto la collaborazione anche del Punto Parco Villa Mora.
La manifestazione del 27 settembre, caratterizzata, come sempre, da una numerosa partecipazione, ha avuto come percorso principale la
Strada del Duca, dove si sono potute ammirare
diverse attrattive ambientali. In prossimità della
ex Cascina Cassinazza ci si è fermati per ascoltare la presentazione dell’ambiente verso cui si
era diretti dal nostro socio Domenico Barboni.
Fra le varie descrizioni il Barboni ha parlato
della derivazione della Strada che prende il
nome dal Duca Gabrio Serbelloni e che la sua
famiglia acquistò dai Conti D’Adda. La strada
divenne un luogo importante di rifugio durante
la seconda guerra mondiale. La chiusura al traffico veicolare e l’assenza di rumori hanno favorito il ripopolamento di diverse specie
faunistiche favorite dall’ambiente naturale di un
ecosistema particolarissimo rappresentato dalle
Sorgenti della Muzzetta. Assai caratteristiche
sono le chiuse che consentono una distribuzione
particolare delle acque con tecniche di irrigazione ingegneristica molto avanzate per il
tempo in cui furono costruite. Si è avuto modo
di osservare come i manufatti idraulici di inter-
sezione riescano a far superare con un corso
d’acqua un altro canale più basso. Secondo
l’esposizione del Barboni quanto osservato è
una caratteristica del Parco agricolo Sud Milano
costituito da una fitta maglia agricola, scandita
dalla fitta rete di corsi d’acqua naturale e di canali artificiali. Terreni coltivati a mais si alternano a marcite; filari d’alberi disegnano il
confine dei campi e accompagnano i corsi d’acqua. Cascine antiche e nuclei rurali di pregio
punteggiano tutto il territorio. Per un approfondimento consigliamo una visita al Punto parco
Villa Mora dove sono in distribuzione diversi
materiali istruttivi.
7
il Volo dell’Airone - dicembre 2015
arte culinaria
ETNICO, SOLO QUESTIONE DI MODA?
D
ei tanti linguaggi universali con cui possiamo
aver a che fare, la cucina è probabilmente uno
dei più diffusi e a portata di tutti. Ne è sicuramente prova l’incredibile diffusione che ha avuto un
fenomeno come quello della cucina etnica, in primis
quella giapponese negli ultimi 10 anni: ricordo che
fino a non molto tempo fa era difficile convincere qualcuno della bontà di una pallina di riso avvolta da pesce
crudo, mentre oggi alcuni termini come “sushi” sono
praticamente vocabolario comune. Per quanto personalmente mi abbia positivamente colpito vedere questo tipo di apertura al nuovo e all’insolito, una
diffusione così capillare porta inevitabilmente con sé
alcuni problemi. Primo fra tutti il fatto che,
essendo una qualsiasi cucina inevitabilmente legata a tradizioni e aspetti culturali del
luogo d’origine, una diffusione di massa ha portata a svalutazione tanto del cibo quanto della nazionalità del ristorante in cui entriamo. Questo cosa significa?
Che se un tipo di cucina è molto ricercato ci saranno
più ristoratori pronti ad offrirla. Una tale diffusione sarebbe anche una buona cosa, se non fosse che questo
porta spesso a imitazioni nate solo per soddisfare una
generica voglia di “cucina giapponese”, “cucina cinese”
ecc…. imitazioni che mediamente poco hanno a che
fare con l’originale, se non nell’apparenza. A Milano e
dintorni è sicuramente un fenomeno diffuso, tanto che
spesso la formula classica e più nota è quella degli “all
you can eat”, dove già dal nome si può intuire che la bilancia penda più verso la quantità che per la qualità.
Tanto in questi come in altri locali a finalità simili, il
focus è spesso improntato sull’offrire una generica palla
LA POSTA DELL’AIRONE
di riso con un fettina di salmone senza badare
al resto. Questo può bastare a definirla
“sushi”? Probabilmente no, essendo fatto in
maniera diversa e standard qualitativi diversi. Ovviamente questo è solo un esempio applicabile sia ad
altri piatti della tradizioni nipponica quanto ad altre cucine di nazionalità diverse. E’ un peccato che in alcune
circostanze si perda e si svaluti l’identità di un piatto,
perché con essa viene persa anche una parte di ciò che
caratterizza un ristorante dall’essere veramente etnico.
Questo non necessita per forza di cose che un’imitazione sia di cattivo gusto a priori e che non abbia ragione di esistere, ma sicuramente è un prodotto diverso
che poco ha di autentico. Per questo motivo se davvero
l’interesse è l’etnico in cucina, e quindi la scoperta
delle tradizioni a tavola (e non) di un altro paese, bisognerebbe non cadere nell’errore dell’etnico per moda,
ormai abitudine abbastanza diffusa.
Marcello Cassavia
Lettere al direttore
Cari Amici,
Di ritorno a Pantigliate per un breve periodo, l’occasione
è sempre propizia per rinverdire i contatti con amici, vicini e conoscenti con i quali le distanze non hanno impedito di mantenere viva l’amicizia. A molti potrà
sembrare strano, ma, non avendo familiari al cimitero,
faccio anche una fugace visita al campo dove io ritengo
che in epoca romana gli abitanti di Pantigliate seppellissero i loro morti. Forse non erano neppure cristiani, ma
erano comunque, per così dire, “compaesani” che ci
hanno preceduti in questi luoghi e a cui, in fondo, dobbiamo l’esistenza stessa di questo nostro antico borgo. A
proposito di quest’ultimo, se la cosa può incuriosire vorrei descrivervi le impressioni che provo nel rivedere i
posti a distanza di tempo tra una visita e l’altra. Provenendo da sud, l’ingresso nel paese gode sempre di quell’improvviso e solenne spettacolo offerto dal doppio
filare di pioppi cipressini allineati lungo la via De Gasperi. La prospettiva del viale è davvero maestosa e non
facile da osservare altrove, per questo ricordo volentieri
che tale alberatura fu voluta dall’allora sindaco e amico
Dr. Galdino Cassavia che qui saluto con simpatia. L’altra impressione, che riporto con piacere, è che il paese
stia uscendo da un periodo in cui mi era apparso alquanto trascurato. Certamente non aiuta osservare lo
stato di abbandono in cui versa l’area di divertimenti acquatici, ma credo sia giusto ricordare che a suo tempo
molti, ed io tra questi, avevano cautelato dall’intraprendere un’opera che comportava per il paese un’esposizione eccessiva e per la quale si nutrivano concreti dubbi
sulla capacità di sostenerla nel tempo. Avrei preferito riconoscere che mi ero sbagliato, ma ora spiace vedere
confermata la contrarietà di allora. Altre sensazioni che
ho avuto sono: a) aumentata rumorosità e sorvoli a quote
relativamente basse di aerei partiti da Linate e b) una
nauseabonda puzza di maiali che in certe ore del giorno
permea l’aria. Forse questi fenomeni preesistevano e un
tempo ci avevo fatto l’abitudine, ma per certo lo sporco
dei cani in paese e i rifiuti abbandonati lungo la Paullese, se c’erano, ora hanno raggiunto livelli esagerati.
Trovo incredibile che nel volgere di un tempo non lunghissimo molti si siano adattati a questi fenomeni di
aperta inciviltà. Possibile che la porcheria dia fastidio
solo a chi arriva da fuori? Voglio ammettere che l’aver
cessato la raccolta a domicilio di rifiuti ingombranti non
vada nella direzione di favorire la collaborazione dei cittadini. Oltretutto ciò si aggiunge al non ritiro degli sfalci
del verde, che pure costituisce un limite ed un disagio
per gli utenti. Posso capire che in un’epoca già di per sé
gravata da mille difficoltà e ansie qualcuno decida di
averne avuto abbastanza, per cui decide di fare a modo
proprio, ma insozzare i luoghi dove si vive non è la risposta giusta, io credo. Magari chiedere all’Amministrazione comunale un ripensamento, sarebbe meglio per
tutti, o no? Altra faccenda, davvero fastidiosa, sono le
zanzare tigre che, in stormi famelici, ti aggrediscono h
24, come si dice oggi. Qui però il discorso si allarga, per-
ché ho letto che in regione quegli insetti hanno causato un
certo numero di casi di “Febbre del Nilo”. Pensa che
gioia, i lombardi si ammalano di malattie tropicali senza
disturbarsi ad andare fino ai tropici. Forse i vertici della
politica regionale, assisi nel loro nuovo grattacielo di Milano, si sentono molto americani, ma faccio notare che
gli americani, quelli veri, le zanzare le sanno sterminare.
Farlo anche qui è chiedere troppo? Zanzare a parte, mi
sento comunque di concludere che Pantigliate, col suo
verde diffuso ed ora anche Punto d’Interesse del Parco
Sud Milano, continui ad apparirmi come un buon luogo
dove vivere. A questo proposito ringrazio l’amico Giorgio Inglima per avermi fatto conoscere il sindaco Veneziano, col quale mi sono intrattenuto durante un
gradevolissimo scambio di opinioni. Persona affabile, mi
è parso dotato della necessaria determinazione per perseguire condizioni migliori per il paese e chi ci vive.
Anche se in Italia, dalla legge Bassanini in poi, quella di
sindaco non è una posizione facile, auguro ai cittadini di
Pantigliate che si verifichino le giuste condizioni di collaborazione e sinergia affinché il nostro possa portare a
compimento il suo mandato con successo. Buon lavoro,
Signor Sindaco! Fino alla prossima, vi saluto con un caloroso abbraccio.
Renato Bucci
al maggior numero di farmaci acquistati per la rivendita. Il
servizio rappresenta l’attività svolta dal Comune “in nome
e per conto “ del Servizio Sanitario Nazionale, trattandosi
di un’attività rivolta a fini sociali. L’Amministrazione comunale di Pantigliate, attraverso l’acquisizione delle quote
di capitale sociale potrà esercitare il controllo sull’esercizio
dell’attività. La quota di partecipazione nel capitale sociale
di FAR.COM. è complessivamente di Euro 13.740,28 e risulta ragionevole e particolarmente conveniente dal punto
di vista economico ed organizzativo rispetto ad altre alternative proponibili: gestione in economia da parte del Comune, costituzione di un’azienda speciale (nuova
partecipata), gestione tramite società mista oppure consorzio
tra enti. L’acquisizione delle quote implica l’organizzazione
ex novo di un servizio che non dà luogo al trasferimento di
risorse umane e per quanto riguarda l’aspetto finanziario, il
servizio non implica spese, risultando in equilibrio, col solo
impegno, da parte del Comune, della messa a disposizione
del fabbricato sito in Piazza Comunale n. 31, ovvero l’ex
municipio. La farmacia comunale dovrà trovare la giusta mediazione tra le esigenze commerciali per l’autofinanziamento, il marketing e l’impegno sociale, mettendo in atto
tutte le iniziative ritenute necessarie per far comprendere alla
cittadinanza che la presenza della Farmacia comunale sarà
socialmente attiva, continuando ad essere indipendente
dalle casse comunali. La società FAR.COM. investirà comFARMACIA COMUNALE
plessivamente una cifra di Euro 470.000, realizzando la riLettera al Volo con preghiera di pubblicazione
strutturazione e l’arredo dei locali dell’ex municipio.
Per comprendere questo progetto dobbiamo ricordare che
L’investimento sarà soggetto ad un ammortamento di 12 anni
il percorso verso l’apertura di una seconda farmacia sul nocirca ed andrà a gravare sul conto economico della stessa
stro territorio è iniziato ad aprile dello scorso anno, quando
Farmacia comunale, non sul bilancio del Comune, come
è stata offerta la possibilità di una seconda sede farmaceuqualcuno afferma, cercando di distorcere le informazioni
tica. A luglio 2014 il Consiglio
chiare che sono state fornite.
comunale con voto unanime
Forse il fatto di non essere
favorevole (anzi quasi unaaddirittura presente dunime, perché ci fu un astenuto)
rante il Consiglio comuha deciso di esercitare il diritto
nale, e ci riferiamo al
di prelazione sulla gestione
consigliere di minoranza, ha
della nuova farmacia, in funcreato un po’ di confusione;
zione del ruolo di servizio pubfermo poi sentenziare sulla
blico, a tutela della salute dei
“grande approssimazione
cittadini. La farmacia comucon cui si fanno scelte ...” La
nale svolge una funzione pubdiscussione in Consiglio coblica di particolare rilievo per
munale era un’ulteriore ocvecchio Municipio, sede della farmacia comunale
la collettività e rientra tra i sercasione per fugare i dubbi
vizi pubblici locali, in quanto
che assillano la consigliera di
rivolto a realizzare fini sociali, oltre ad avere rilevanza ecominoranza, e trovare le risposte alle domande che, con molta
nomica. L’opzione, tra le varie forme di gestione che la
strafottenza, ha posto durante la discussione del punto allegge permette, è affidata a scelte del Comune. La società
l’ordine del giorno; fermo poi che il consigliere ha preferito
scelta, si chiama FAR.COM., una società di capitali a parlasciare l’aula consigliare, senza attendere le risposte a
tecipazione totalmente pubblica, costituita da 12 amminiquanto richiesto. Infatti, la dott.ssa Nicoletta Rossini, diretstrazioni comunali, tra cui: Vignate, Pioltello, Truccazzano,
tore generale operativo della società FAR.COM. appositaVizzolo Predabissi, Gessate, Cerro al Lambro, Vaprio
mente invitata al dibattito e disponibile a rispondere e a
d’Adda, solo per citarne alcuni. Questa società gestisce le
fugare ogni perplessità e dubbio, avrebbe sicuramente rassifarmacie comunali di proprietà dei Comuni soci, consecurato i perplessi e chiarita ogni cosa.Peccato, un’altra ocguendo economie di spesa e miglioramenti organizzativi,
casione persa,… per loro!
ottimizzando l’approvvigionamento dei farmaci in rapporto
Antonella Galimberti, Assessore
il Volo dell’Airone - dicembre 2015
PANTIGLIATE E DINTORNI
8
Notizie al volo
MOSTRA FOTOGRAFICA
Durante il mese di
luglio il Parco
Villa Mora è stato
vivacizzato da numerosissime fotografie messe in
mostra dal Punto
Parco. Il tema “il esposizione nel Parco Villa Mora
nostro territorio”
aveva l’intento di rappresentare le vestigia del
nostro passato lontano e recente raffrontate con
la realtà d’oggi. L’afflusso di visitatori è stato notevole favorito anche dall’arsura del sole dove gli
alberi facevano da riparo.
21 SETTEMBRE
NUOVO CENTRO CCV
Alla presenza di numerosi esponenti locali, provinciali e regionali fra cui l’assessore alla Protezione civile della Regione Lombardia Simona
Bordonali, è stata inaugurata la nuova sede metropolitana della protezione civile ricavata da una
preesistente struttura collocata all’interno dell’Idroscalo. A fare da padrone di casa è stato
chiamato il nostro concittadino Dario Pasini, presidente dell’esecutivo del Comitato di coordinamento del volontariato metropolitano (CCV).
SAGRA DEL PAESE
In occasione
della Sagra
del
Paese
dello scorso
6 settembre
il Parroco
della Parrocchia S. Margherita ha
presentato il
processione 6 settembre
suo nuovo
collaboratore don Stefano che prende il testimone da don Alessio. A entrambi auguriamo un
proficuo lavoro pastorale.
Il Volo dell’Airone
Periodico dellʼAssociazione senza scopo di lucro
“Amici dell’Airone”
Sede: Via Mameli, 4 – Pantigliate (Milano)
Sito WEB: www.associazioni.milano.it/amiciairone
E-Mail: [email protected]
Direttore Responsabile: Carmine Silvestre
Direttore Editoriale: Galdino Cassavia
Redattori: Antonino Scafa,
Sabrina Messina,
Salvatore Cassavia
Composizione e stampa:
Litografia GOOD PRINT
via Lirone, 6 - Peschiera Borromeo
Autorizzazione Tribunale di Milano n. 203 del 17/3/2000
Le notizie di questo numero sono aggiornate
alla data del 10 dicembre 2015
Questa pubblicazione a distribuzione gratuita,
non fruisce di contributi pubblici.
Manoscritti e fotografie anche se non pubblicate
non vengono restituite.
Tutte le collaborazioni sono rese gratuitamente.
Riservatezza - Legge 196/2003
LʼEditore garantisce la tutela dei dati personali.
Il responsabile dei dati è il direttore editoriale
Galdino Cassavia
don Gianni Cesena, parroco di Peschiera Borromeo,
benedice la nuova sede CCV
FESTA 4 NOVEMBRE
Domenica 8 novembre la tradizionale Festa dell’Unità nazionale, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con
l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.
Dopo il ritrovo in Piazza della Fontana, il corteo,
accompagnato dal Corpo Bandistico di Ombriano, per le strade del
paese, per raggiungere
la Piazza comunale.
Dopo la S. Messa il
gruppo si è radunato davanti al Monumento ai
Caduti, con la cerimonia
dell’alzabandiera, la deposizione delle corone e
i discorsi tenuti dalle
omaggio al Monumento
Autorità civili e militari.
dei Caduti
CINEFORUM
Venerdì 27 novembre si è conclusa la 35^ edizione del Cineforum d’autunno che anche quest’anno ha visto la partecipazione di un
numeroso pubblico alle cinque serate proposte.
Soddisfatti , oltre ai partecipanti, anche i responsabili e i volontari che gestiscono la sala,
che sono riusciti a superare brillantemente, seppur con difficoltà, il passaggio alla tecnologia
della proiezione digitale. Resta sempre valido
l’invito a chiunque volesse collaborare a proporsi
con i responsabili. Il prossimo appuntamento per
una nuova serie di quattro film dal 22 gennaio al
12 febbraio con la consueta partecipazione, per
la presentazione della proiezione e la conduzione
del dibattito, del prof. Claudio Villa.
FIACCOLATA PER DANIELE
Alle ore 19 di sabato 5 dicembre dinanzi alla
Chiesa di Serenissima un elevato numero di cittadini hanno dato vita alla fiaccolata “per Daniele” promossa dall’Amministrazione comunale
di Pantigliate e dalla Parrocchia S. Margherita.
Il corteo ha percorso Viale Risorgimento sino a
Piazza Comunale dove molti dei partecipanti si
sono recati nella Chiesa per pregare. L’interrogativo ricorrente fra i partecipanti è stato quello
del perché di Daniele non si sa ancora nulla nonostante siano stati investiti nella ricerca tutti i
mass media nazionali. Anche noi de “Il Volo dell’Airone” nutriamo con i suoi familiari la speranza che Daniele presto si faccia vivo fra i suoi
concittadini.
VI FIERA SUD EST
Nell’ambito della VI Fiera del Sud-Est, domenica 29 novembre ha avuto luogo, lungo Viale
Risorgimento e in Piazza della Fontana (Area
centrale), il tradizionale appuntamento con i
Mercatini di Natale. Le Associazioni che operano nel paese e che hanno allestito i loro banchetti per la raccolta fondi benefici, sono state:
Centro Donne, Over 35, Con il tuo passo, CAV,
Istituto comprensivo, Comitato genitori, Vivimondo, AVIS, Caritas, Miagolandia, Punto Parco
e Amici dell’Airone.
un momento della fiaccolata
DAL PUNTO PARCO
VILLA MORA
Attività svolte
Pizza in Piazza e Lucciolata
Mostra fotografica “Conosci il tuo territorio”
Biciclettata “Alla scoperta delle opere idrauliche dello Stradun del Duca”
I Soci si ritrovano in Viale Risorgimento, 18
il 3° giovedì di ogni mese alle ore 21.00
Per informazioni visitate il sito web:
www.associazioni.milano.it/amiciairone
Telefono 02-9067017
E-Mail dell’Associazione:
[email protected]
E-Mail della Redazione de il Volo dell’airone:
[email protected]
La raccolta fondi, effettuata nell’ambito delle
varie manifestazioni che si svolgono per il “Natale insieme con solidarietà”, tutte patrocinate
dall’Amministrazione comunale, andrà a beneficio dei seguenti progetti: “Ariel”, promosso da
AVIS, “Mai più in bolletta” promosso da CARITAS e “sostegno mamme in difficoltà” promosso da CAV.
banchetti delle associazioni
Attività programmate
Corso di Birdwatching
Mostra fotografica “Pantigliate com’era”
Attività per conoscere il Parco Agricolo Sud
Milano: visita guidata Mulino e Abbazia di
Chiaravalle