Dicembre 2015 - Associazioni Milano
Transcript
Dicembre 2015 - Associazioni Milano
Spigolature di vita cittadina editoriale Anno XVII - N. 3-4 - dicembre 2015 UN TRAGICO FILO ROSSO di Carmine Silvestre L’ interrogativo. C’è un filo rosso che collega tutti i fatti sanguinosi succedutisi da quel tragico 11 settembre 2001, segnato dall’atroce attentato e abbattimento delle Torri Gemelle del World Trade Center di New York, ai più recenti fatti dello scorso 13 novembre di Parigi? A noi poveri mortali non è dato sapere, nemmeno, forse, ai molti potentati del mondo. A noi, però, non può ormai sfuggire che il mondo, reso globalizzato dai moderni mass media, è diventato un immenso cortile in cui tutti, o quasi tutti, conoscono i fatti di tutti. E i fatti e le vicende tragiche e meno tragiche si susseguono con tale velocità che quello accaduto pochi istanti prima è già sopraffatto da quello immediatamente successivo. È un vortice di notizie, a cui non è semplice sottrarsi, che si travolgono e si accavallano tra loro, che si trasformano in una macina vorticosa che non concede di sedimentare gli avvenimenti: per tentare, almeno, di capire cosa ci sta capitando e come e perché siamo inclusi, nostro malgrado, in questi fatti ed eventi. Non c’è una frazione di tempo per riflettere, per agganciare il nostro essere, i nostri ancoraggi esistenziali, c’è chi li chiama principi di vita, per poterci domandare se siamo ancora noi a vivere o stiamo assistendo a una proiezione filmica. Incalza alla mente l’immagine dell’uomo della caverna di Platone che, inconscio, si trova ad assistere alla rappresentazione delle ombre e non dei fatti reali. La dimensione non è nota e per questo gli uomini si dimenano e, non sapendo con chi prendersela, si avventano ora su questa notizia, ora su quella per sentirsi vivere. Nel teatrino della loro vita, fanno di tutto per guadagnare il primo piano per affermare principi e valori cui spesso non credono, ma che fa comodo sbandierare per rappresentarsi come i paladini e i difensori della prima ora. Sono i primi attori del momento, senza aver faticato per conquistare la parte che intendono recitare. I recenti fatti di Rozzano sul Natale ne sono una tremenda denuncia: qui si è proditoriamente preso di mira il dott. Marco Parma, preside dell’Istituto Comprensivo Garofani, per cose da lui mai dette e mai fatte. Tutto distruggono e tutto travolgono. Pur di arrivare primi, vestono gli abiti del marinaio che alza il dito indice, inumidito con il tocco della lingua, per cogliere l’orientamento del momento e dirigere in quella direzione il loro arrembaggio. Alle ideologie di ieri, a volte pregne di valori nonostante non peccassero esse stesse di profonde contraddizioni, è subentrata una gara podistica, ben rappresentata da quella trasmissione televisiva della prima ora de “IL Musichiere”: un programma del sabato sera condotto dal compianto Mario Riva, che aveva il compito di decretare chi avesse toccato per primo la campanella. Al gareggiante podista che riusciva a dare la risposta della canzone, introdotta di volta in volta dall’orchestra con una o più note musicali, era assegnata la palmares della vittoria. Per nostra fortuna la vita, nonostante tutto, pur nel tragico filo rosso che sembra volere condurci sulla strada della distruzione e dell’aggressione dell’un contro l’altro, non si racchiude in questo teatrino vagante. A volte questo filo rosso viene spezzato o reso meno tragico da altri fatti condotti da semplici individui o anche da uomini di prestigio, che riescono a farci intravedere un altro spettacolo. Tra questi non può sfuggire l’opera messa in campo da Papa Francesco, che, con i suoi “per favore” i suoi ”per piacere” e i suoi “pregate per me”, sta indicando un’altra strada: quella dell’Amore. Da qui scaturisce il nostro buon Natale a tutti i nostri lettori, augurando anche un sereno anno 2016. l’Airone intervista il Sindaco Claudio Veneziano che si impegna a C MIGLIORARE I SERVIZI i inoltriamo, previo appuntamento, nella Casa comunale Villa Mora per incontrare il Sindaco Claudio Veneziano, avendo già in mente una serie di domande da sottoporgli, alcune delle quali ricavate dal sentore dei cittadini. Con gesto gentile e sorriNatale naif – i pastori Auguri di Buon Natale e Buon 2016 La Redazione dente il primo cittadino ci accoglie nel suo studio, dove ci fa accomodare e dove gli rivolgiamo il nostro primo interrogativo nel chiedergli se, dopo un anno mezzo dalla sua elezione di maggio dello scorso anno, sente di poter affermare di avere acquisito la piena conoscenza della macchina amministrativa. R. La piena conoscenza della macchina amministrativa è una parola grossa, cosciente di essere inesperto come sindaco ho passato e passo tutt’ora molte ore in comune informandomi e ascoltando le persone. Questo ha permesso di calarmi nel ruolo in tempi relativamente brevi. D. Ha dovuto mettere mano alla modifica dei regolamenti per renderli più adeguati alla sua azione amministrativa? R. Qualcosa è stato fatto e altri cambiamenti avverranno, mi spiace solo creare apprensione tra i dipendenti che vedono sempre i cambiamenti come motivo di disagio. D. Quale o quali problemi l’hanno maggiormente assillato in questo arco di tempo? R. Sicuramente il centro sportivo. Abbiamo ereditato una situazione complicata. Devo dire che sinceramente mi aspettavo un comportamento differente dalla passata amministrazione e dall’ex sindaco Rozzoni: pensavo in un passaggio di consegne in cui venivano illustrate priorità e urgenze. Il fatto che abbiano nascosto il fallimento della Biffi s.p.a. lo ritengo un atto grave. segue a pag 2 il Volo dell’Airone - dicembre 2015 PANTIGLIATE E DINTORNI da pag 1 - intervista al Sindaco Tacere una situazione solo per fini elettorali sapendo che la stessa avrebbe creato un problema per i cittadini vuol dire venir meno a quell’aspetto etico caro a Società&Ambiente (simbolo sotto il quale il Sindaco si è presentato alle elezioni, ndr) e spesso richiamato in campagna elettorale. La sconfitta elettorale del PD a Pantigliate è stata clamorosa, anche perché avvenuta per mezzo di ragazzi giovani e motivati. Per questa ragione avrei visto di buon grado un defilarsi della signora Rozzoni e di qualche altro componente del Partito Democratico. Facce nuove avrebbero forse permesso un dialogo maggiore, quel dialogo che sembra difficile al momento attuale. Ma come si dice, “non è mai troppo tardi“. Vedi Peschiera Borromeo. D. Uno dei cavalli di battaglia del suo programma elettorale era la trasparenza. Ma proprio su questo punto l’opposizione in Consiglio comunale l’ha accusata di essere venuto meno per i troppi suoi silenzi. Come stanno effettivamente le cose? R. Se siamo attaccati così duramente è proprio perché siamo trasparenti, tutti possono sapere tutto chiunque può venire in Comune, prendere visione o farsi dire le cose come sono, non siamo noi che abbiamo nascosto il fallimento Biffi, l’abbattimento della Cassinazza, che la piattaforma la si poteva fare anni prima senza creare disagio ai cittadini. Io penso che pecchiamo di comunicazione, sì, ma questo va solo a discapito nostro. D. Nello scorso mese di luglio è stato approvato il bilancio preventivo, che il documento programmatico dell’Amministrazione. Quali sono gli interventi che ritiene maggiormente qualificanti e quali sono state le ragioni che non le hanno consentito di inserire altre azioni che pur aveva in mente di realizzare? R. Nel documento programmatico di quest’anno ci sono inseriti già dei punti cardini del nostro programma elettorale che miglioreranno i servizi al cittadino senza chiedere ulteriori tributi, che aiuteranno la scuola ed i giovani. Però i numeri purtroppo non mentono mai e questi ci dicono che noi Comuni dobbiamo e dovremo sempre di più far fronte ad una diminuzione dei trasferimenti statali e, di contro, ad un continuo contenimento dei costi... tutto questo garantendo sempre i servizi. Per quanto riguarda gli investimenti sui beni comunali è di priorità per noi investire sulle strutture scolastiche, scelta fondamentale e di programma; per noi, al contrario di chi ci ha preceduto che ha preferito investire su una nuova sede comunale. D. Com’è stato e com’è il rapporto con i suoi cittadini? R. Il fatto di essere conosciuto per via del volontariato sicuramente è stato positivo, Attualmente mi sembra di avere con i cittadini un buon rapporto, come sindaco sono sempre disponibile, ricevo tutti i giorni a qualsiasi ora durante la giornata, e questo mi permette di ascoltare molte persone, di capirne i disagi, mi sento vicino alle gente. Naturalmente come sempre, quando si prendono delle decisioni si scontenta qualcuno, non si potrà mai avere un consenso totale. Devo dire che ascoltare aiuta molto, avere la pazienza di sentire le critiche permette fare partecipare i singoli, ognuno vuole dare il suon apporto, ascoltare ed essere ascoltati avvicina le persone. D. Ritiene di aver saputo rispondere, sinora, alle loro aspettative? R. Il riscontro positivo viene manifestato da molti, percepiscono l’impegno che viene profuso e sono contenti di questo: io penso che nelle scelte politiche fondamentali abbiamo risposto nel modo in cui la gente si aspettava. La farmacia comunale, l’uso della sala del CAG (Centro Aggregazione Giovani, ndr), il buon rapporto instaurato con la scuola, sono fatti importanti. Per quanto riguarda la pulizia, i cani, e altre situazioni sicuramente le persone fanno bene a lamentarsi, ma è anche vero che per queste problematiche serve l’impegno di tutti, genitori, scuole e di tutta la cittadinanza. Chiaramente il riscontro lo si potrà avere solo dopo qualche anno, ci sono situazioni come la variante al PGT che richiede tempo e risorse economiche. nello studio del Sindaco D. Si ritengono, a suo avviso, soddisfatti dei servizi che eroga il Comune, oppure, sul suo tavolo piovono o sono piovute insoddisfazioni e lamentele? R. Dal mio punto di vista, le persone sono abbastanza soddisfatte, perlomeno per quanto riguarda i servizi fondamentali, (sociali e scuola), sulla pulizia del paese e sul verde si può migliorare, siamo in linea con le passate amministrazioni, e per migliorare bisognerebbe investire di più, ma non vi sono risorse. Possiamo dire che rispetto al passato stiamo cercando di migliorare i servizi contenendo la spesa, convinti che anche il volontariato possa essere una risorsa importante, specialmente se viene dirottata e gestita al meglio come valore aggiunto. D. Uno dei punti dolenti per un Sindaco è quello di tentare di contenere le tasse, pur a fronte all’incalzare delle molteplici richieste e necessità che avanzano, soprattutto nel campo sociale. In che modo il Sindaco Veneziano è riuscito a tenere sotto controllo l’equilibrio di bilancio senza dover toccare le tasche dei cittadini? R. A fronte della situazione economica attuale, il contenimento dei costi è un obbligo, e penso che nessuno meglio di una nuova squadra politica può calarsi nella realtà e intervenire di conseguenza con dei cambiamenti, sempre difficili da attuare se i politici sono la continuità di errori del passato. Non avendo partiti alle spalle e non avendo promesso niente a nessuno ci troviamo nella condizione di decidere al meglio cercando di eleminare gli sprechi, un grazie in questo senso anche all’assessore Abate. D. Un apprezzamento che le viene riconosciuto è quello di aver deciso di devolvere il suo stipendio di Sindaco ad iniziative sociali e scolastiche. Può dirci a chi o a quali iniziative intende devolvere il suo compenso il prossimo anno? R. Non ci crederà ma quei soldi li spendiamo almeno dieci volte ed è il motivo per cui il vicesindaco mi prende in giro. Quando arriva questo periodo, cominciamo a pensare come spenderli e allora ci piacerebbe dirottarli sulla 2 scuola, sul sociale, fare degli eventi da regalare ai cittadini, comprare un trattorino per tagliare l’erba per i volontari, sistemare qualche aiuola sul viale, rifare le aree cani, e altro, ma purtroppo sono 24 mila euro e non 100 mila. Questo per dire quanto ci sta a cuore il nostro compito, abbiamo questa piccola cifra che possiamo considerare un extra e con essa vorremmo fare tutto. D. In un momento di generale “paura” per gli attentati che si stanno verificando in Francia e nelle varie parti dell’Europa, compresa l’Italia, quali poteri e quali azioni può mettere in campo il Sindaco di Pantigliate per tutelare la sua comunità? R. Ritengo opportuno che tutti si impegnino nel controllare il territorio, anche la sicurezza è un bene comune e come tale tutti devono partecipare e contribuire a questo bene fondamentale. I luoghi vanno vissuti, ogni cittadino deve vegliare controllare e chiamare i carabinieri se vede qualcosa di sospetto, senza paura. Sulla sicurezza vorrei fare una serata in cui parteciperanno anche le forze dell’ordine che spiegheranno come ci si deve comportare nei momenti di difficoltà. D. Da qualche mese sono state assunte iniziative da parte di associazioni e di alcuni Comuni della Paullese per migliorare il trasporto su questa importante arteria stradale. Ci sono progressi in atto al riguardo? R. Non penso si siano fatti progressi in merito ai trasporti: si, vi è fermento, vengono fatte proposte, vedremo se sarà possibile dare gambe a questi progetti, penso che lei si riferisca al bus-via. Appena possibile partirà il lotto di riqualificazione della paullese che va dalle 4 strade al ponte di Spino D’Adda; vi è in programma anche il nuovo ponte, ma io sinceramente partirei subito dai semafori di S. Donato, dove la colpa non è di certo dell’amministrazione del luogo, ma essere in fila dopo molti anni di inizio lavori vuol dire che si è lavorato male sprecando soldi pubblici. D. Cosa ci può dire sull’istituzione della città metropolitana? R. La Città Metropolitana è il futuro, per essa stiamo lavorando, ma, mi ripeta la domanda tra vent’anni. D. Una cittadina come Pantigliate, facente parte dei Comuni della città metropolitana, quali vantaggi può trarne? R. Attualmente nessuno, vi è la necessità di collaborare con altre realtà cercando di contare di più come territorio. Se ognuno pensa solo a se stesso (inteso come comune) saremo fagocitati da Milano che detterà legge su tutto. D. In prossimità delle nuove feste natalizie e del nuovo anno, qual è l’augurio che il Sindaco Veneziano sente di dover rivolgere ai suoi cittadini? R. Sono un sognatore che vuole rimanere sempre con i piedi per terra, l’augurio è quello che tutti possano passare delle liete e serene feste e che per l’anno nuovo le persone pensino a cosa possono fare per il comune e non cosa il comune può fare per loro. Non sono parole mie ma le considero importanti per avere la giusta visione dell’amore che ognuno deve avere per la propria città. Grati per l’incontro, ci salutiamo con il reciproco augurio di un buon Natale e di un sereno 2016. intervista di Carmine Silvestre e Salvatore Cassavia 3 il Volo dell’Airone - dicembre 2015 PANTIGLIATE E DINTORNI dopo i tragici fatti di Parigi del 13 novembre il coraggio non è la sete di vendetta LA LIBERTÀ CI APPARTIENE È passato poco più di un mese dai sanguinosi attentati di Parigi e la città è tuttora scossa per quanto accaduto la sera del 13 novembre. Ancora oggi ho difficoltà a rielaborare le molteplici sensazioni che mi hanno travolto; ma ricordo che rabbia, panico e sgomento hanno segnato quella notte e i giorni successivi. violenza in più luoghi della città quasi contemporaneamente, poi la triste conferma da parte dei media: “Attentato terroristico a Parigi!” E mentre le informazioni rimbalzavano dai social network ai telegiornali e gli inviati sui luoghi interessati cercavano di ricostruire il puzzle degli eventi, il numero delle vittime continuava a due dei luoghi presi di mira nella carneficina: le Petit Cambodge, 15 vittime, le Carillon, 15 vittime Il costante suono delle sirene che come musica assordante risuonava per le strade o l’assillante sensazione che potesse succedere qualcosa da un momento all’altro, la crescente paura di uscire di casa o incontrare gli amici, hanno iniziato ad accompagnare la mia quotidianità e a contaminare la mia libertà. Ma trovarsi a fare i conti con attacchi terroristici non è una condizione di fronte alla quale si è pronti; non esiste un manuale di comportamento o delle regole da seguire, ma richiede solo un grande sforzo. Per istinto o necessità senti il bisogno viscerale dell’affetto delle persone care, perché, seppur non mi trovassi in quelle strade in quel preciso istante, nonostante lavori a qualche centinaia di metri, mi sono sentito colpito e trafitto nel profondo dell’anima soprattutto quando è arrivata la notizia che diversi amici, colleghi architetti, si erano malauguratamente trovati nel bel mezzo delle sparatorie. Mi si è gelato il sangue nelle vene e nel tentativo di capire che cosa stesse succedendo mi sono collegato a tutti i siti d’informazione. Dapprima la notizia dello Stadio, poi il nome del “Carillon”,“Le Petit Cambodge”,“La Belle Équipe” il “Bataclan”. Le immagini che scorrevano sullo schermo mi lasciavano senza parole, senza emozioni, o semplicemente, non riuscivo neanche io a capire cosa stessi provando. Il mio pensiero si è subito rivolto a Gerardo, Juan Pablo, Emily, Raphael e altri amici e conoscenti che sorseggiavano qualche birra seduti ai tavoli del Carillon in attesa del weekend. Ma Raphael, ferito da diversi colpi di kalashnikov, non ce l’ha fatta. E pensare che solo un paio di giorni prima avevamo trascorso una piacevole serata tutti insieme; una come tante altre, come sarebbe dovuto essere quel venerdì sera e di cui lui non ha mai visto la fine. Da quel momento in poi il telefono ha iniziato a squillare. Messaggi e chiamate si sono susseguite a ritmo incalzante: “dove sei? - “sto vedendo il tg, cosa sta accadendo a Parigi?”- “stai bene?” e così per tutta la notte. La notizia si è diffusa. Inizialmente non era ancora ben chiaro il motivo di cotanta crescere e quell’agonia sembrava interminabile. Mentre facevo zapping da un telegiornale a un altro, in francese, in italiano, in inglese, continuavo a chiedermi se altri amici fossero stati coinvolti e nel frattempo davo mie notizie a tutti quelli che mi stavano contattando. Nei minuti successivi François Hollande, presidente della Francia, ha interrotto la diretta per annunciare i provvedimenti immediati: chiusura delle frontiere, il consiglio categorico di non uscire di casa e l’attuazione del “plan blanc”. In quel momento mi sono sentito violato. Non riuscivo a pensare che a un paio d’isolati dal mio ufficio giacevano esanimi i corpi di colleghi, amici e molti altri ragazzi come me. Un brivido gelido mi ha attraversato la schiena; la possibilità che mi potessi trovare coinvolto non sarebbe stata impossibile, senonché quel giorno, sono uscito prima da lavoro perché avevo altri programmi per la serata senza preoccuparmi di fare la una tappa per quelle vie. Fortuna? Caso? Destino? Non saprei rispondere. Ma ricordo che quella notte è stato difficile prendere sonno. I numerosi pensieri mi trafiggevano la mente come saette e la volontà di aiutare o raggiungere gli amici coinvolti era sempre più incalzante; ma quella notte i telefoni hanno squillato a vuoto e non si è saputo nulla sino all’indomani. Oggi che lucidità e consapevolezza si sono ristabilite sono sincero nel poter dire che il senso di “Liberté, Égalité, Fraternité” di questa città e soprattutto di questo Paese sia stato letteralmente profanato. È stato profanato il quartiere dove lavoro e le strade che percorro ogni giorno, è stato profanato il bar che frequento prima di tornare a casa, è stata violentata la mia quotidianità parigina. Perché il nemico non è l’Islam o il Corano, l’essere cristiano o ebreo, ma la cruenta ignoranza di coloro che in nome della religione, si tramutano in fanatici fratricidi. E affrontarli richiede molto coraggio, che non è la sete di vendetta, ma nella forza di ritornare a vivere la libertà che ci appartiene. da Parigi, Paolo Silvestre con il nostro amico cane e il nostro amico gatto NON SEMPRE OCCORRE ALLARMARSI Q a cura di Daniele Avallone * ualche giorno fa, un mio amico, mi ha riferito di alcuni episodi di vomito manifestati dal suo gatto; parlando di quelle che potevano esserne le cause, ho trovato spunto per l’argomento di questo numero. Spesso, nell’attività ambulatoriale, capita di sentire la frase ’’Dottore, il mio cane, il mio gatto ha il vomito.’’ Innanzitutto, bisogna capire se realmente si tratta di vomito: questo sintomo può essere facilmente confuso con il rigurgito. Apparentemente, il risultato sembra lo stesso, ma sono differenti le cause scatenanti, ed è quindi importante che il “padroncino” impari a distinguere i due sintomi per non forviare il veterinario nel suo iter diagnostico: il vomito è preceduto da conati, cioè il cane o il gatto, inarca il dorso, inizia a contrarre l’addome e poi vomita. Nel rigurgito, il materiale alimentare viene espulso dalla bocca senza sintomi premonitori. Per capire, poi, l’origine del sintomo, va stilata quella che in medicina si chiama ‘’diagnosi differenziale’’, cioè l’elenco di tutte le possibili cause, e purtroppo per noi in questo caso la lista è veramente lunga. Il mio consiglio, comunque, è di non allarmarsi se la sintomatologia si manifesta sporadicamente: a volte sia cani che gatti, possono ingerire qualcosa di non propriamente ‘’commestibile’’, che può scatenare la sintomatologia. In questi casi si può gestire il “paziente” in casa, avendo alcuni accorgimenti: tenere il cane o il gatto a digiuno per un giorno e lasciare poca acqua a disposizione. Se il sintomo non persiste, somministrare il giorno successivo la normale razione giornaliera di cibo, dilazionata in più pasti, per poi tornare, il secondo giorno, alla normalità; ovviamente se il sintomo persiste portatelo dal vostro veterinario di fiducia. A questo punto vi saluto con un augurio di buon Natale e buon Anno nuovo, con il monito di non rimpinzare i vostri amichetti a quattro zampe: è festa anche per noi, per cui, evitate di chiamarci dopo il cenone dicendo: “dottore, il mio cane, il mio gatto ha il vomito: che faccio ve lo porto in clinica?!”. * Veterinario il Volo dell’Airone - dicembre 2015 ANGOLO DELLA CULTURA 4 Natale a Tenerife UN PRESEPE PIENO DI COLORE E DI FESTA S i era giunti ormai ai primi di dicembre e Juan ancora una volta, tornato da scuola, si trovava a casa da solo. Suo padre era sicuramente in giro a cercare un lavoro e la mamma era al centro a pulire le scale delle case di Santa Cruz. Chissà, forse a Plaza del Chicharro, a Calle de La Rosa o al Castillo. Quanto gli mancava la sua mamma in quel momento! Mentre così pensava, Juan notò che sul davanzale della finestra c’era un piccolo angioletto di terracotta. Juan si incuriosì, si avvicinò e trovò un biglietto. Era del suo papà. C’era scritto: “Juan, per favore, quest’anno al presepe pensaci tu. Fai tutto quello che credi opportuno. Ci fidiamo di te. Ti vogliamo bene, figlio”. Firmato: papà e mamma. La bella calligrafia e la cura con cui era stato scritto quel biglietto, era certo del suo caro papà. L’idea dell’angioletto doveva essere stata della sua dolce mamma. Il papà di Juan era una persona molto colta, uno scrittore senza troppo successo. Tutte le sere, prima di andare a letto, Juan riceveva in dono una storia raccontata da suo padre, il quale la inventava per quel suo figlio tanto amato. Juan sorrise, mise il foglietto in tasca. Toccò l’angioletto e si ricordò che nel forno c’era il pranzo che la mamma gli aveva preparato, proprio come faceva ogni mattina prima di andare a lavorare. Mangiò con una certa allegria mentre i pensieri già davano forma al presepe. E il suo, sembrava più un presepe da Guerre Stellari che il classico presepe della Chiesa del Pilar, non lontano da dove la mamma si trovava in quel momento. Juan aprì la scatola che stava vicino al divano e trovò tutte le statuine del presepe, riposte con molta cura e avvolte, ognuna, in un pezzetto di giornale. C’erano alcune case un po’ diroccate, un ponticello, un pezzo di specchio per il laghetto, il castello, i soldati romani, i pastori, le pecorelle, una luminosa, la vecchina con il fuso che gli ricordava la nonnina del racconto del suo papà che filava zucchero e creava cose profumate e dolci. Si immerse in quello scatolone con molte aspettative e contentezza. Come gli sarebbe piaciuto se quelle statuine si fossero animate. Cercando e rovistando, trovò pure i cammelli con i re magi, solo che in mano non avevano niente perché qualche anno prima, Juan aveva tolto loro i regali, pensando che fossero per lui. Juan aveva una fantasia vivida e, alcune volte, immaginava che le cose si animassero o che gli animali parlassero o che le nuvole si abbassassero fino a prendere la forma di un disco volante, fra le sue mani, o di un aeroplano con un aviatore molto somigliante a quello del Piccolo Principe. Prese in mano i re magi: dei re senza doni, ormai. Non si sentì in colpa. Non perché non gli dispiacesse. Ma suo padre gli aveva insegnato che era più importante sentirsi responsabili delle proprie azioni, imparare dai propri sbagli e cercare di fare il meglio. A questo pensò mentre teneva in mano Baldassarre, Melchiorre e Gasparre. Si di Cinzia Tomassini * guardò intorno. Dove poteva costruire il presepe? L’unico posto adatto gli sembrava quello dove si trovava, ben piazzata, la TV. Ci pensò un poco e poi decise che l’avrebbe fatto proprio lì. Certo, da solo, non poteva togliere la televisione. Quella televisione così grande e che tante volte il mio natale naif suo padre era stato sul punto di vendere ma mai l’aveva fatto perché sapeva che Juan non voleva. Pensò anche a questo, il ragazzino. Decise di chiedere una mano alla signora Carmen che viveva al piano di sotto. Non sopportava la signora Carmen, non più di tanto, perché quando iniziava a parlare non la smetteva più. Però era l’unica persona che poteva aiutarlo in quel momento. Scese e bussò alla porta. Carmen fu felicissima e sorpresa allo stesso tempo. Juan, che bello vederti! Hai bisogno di qualcosa? Juan spiegò la situazione e Carmen fu felice di aiutarlo. Salirono a casa del ragazzo e spostarono la televisione. Ma dove metterla? Carmen non aveva la TV così Juan pensò che per un certo periodo poteva stare a casa sua. La donna non se la sentiva di accettare, se non dopo aver parlato con i genitori del ragazzo. Ma Juan spiegò che aveva il permesso di prendere ogni decisione opportuna e saggia. Convinse la signora Carmen e così la televisione traslocò. In cambio, la signora gli donò una bella scatola di legno che aveva costruito il marito per riporre tutte le statuine del presepio. Certo lei non lo avrebbe costruito. Dopo la morte del marito, si sentiva piuttosto sola. Tutti i parenti abitavano lontano. Aveva un unico parente, nipote del marito, che viveva a Candelaria il quale ogni tanto la invitava a mangiare la pizza a Sabor de Italia. Carmen ci andava sempre volentieri a Candelaria perché era devota della Vergine e perché aveva anche diverse amiche e voleva un gran bene a quei due ragazzi italiani della pizzeria: Raffaele e Michelangelo. Erano dei maestri della pizza tanto che gli stessi italiani dicevano di non aver mangiato una pizza tanto buona nemmeno in Italia. Carmen diede a Juan la scatola con le figure del presepe e Juan pensò che anche Carmen doveva avere qualche cosa di natalizio in casa. Decisero così che un bel presepe sarebbe stato costruito in casa di Juan e un bell’albero in casa di Car- men. C’era un problema: le luminose. A Juan era stato insegnato che ogni problema ha anche una o più soluzioni. Fu deciso che la luminosa sarebbe andata all’albero di Carmen. La signora rifiutò, per lei era più importante far contento il ragazzo. E poi l’albero… A che serviva un albero di Natale a casa sua? Così parlavano e così progettavano e non sapevano cosa avevano messo in moto, quei due. A Juan, Carmen cominciava pure a stargli simpatica soprattutto quando si fermava e si metteva a cantare e a lui questa cosa lo faceva ridere. Avevano raggiunto diversi accordi e dovevano solo cominciare a costruire il presepe. Decisero che come base avrebbero usato le pietre nere delle spiagge di Tenerife e come deserto la sabbia de Las Teresitas. Raccogliere la sabbia de Las Teresitas era piuttosto semplice: uscirono con due bottiglie vuote e le riempirono di arena gialla. Dove andare a raccogliere le pietre nere? A Carmen venne l’idea di andare a Candelaria. Così lo disse a Juan, invitandolo a mangiare una pizza, con il permesso dei genitori. La pizzeria stava poi proprio davanti a La Hornilla, dove avrebbero potuto raccogliere qualche pietra nera. Juan scrisse un biglietto ai suoi. Trascorse un pomeriggio fantastico. Conobbe Michelangelo e si divertì tantissimo a vedere quel ragazzo italiano che faceva le acrobazie con la pizza. Quando tornò a casa, trovò i suoi genitori che stavano cenando. Juan raccontò tutto quello che aveva vissuto quel giorno. I suoi lo ascoltavano e lo guardavano con quel loro modo tenero e amorevole. Il pomeriggio seguente, Carmen lo attendeva davanti ad una tazza di cioccolato e ciambelle profumate. Incredibile, Juan non poteva crederci: quella era la sua merenda preferita! Mentre gustavano quelle delizie a Carmen venne in mente che non avevano le palline per l’albero e nemmeno un albero. E concluse: lasciamo stare, Juan, dai. In- MAGICO N di Sabrina M È negli occhi dei bambini la magia del Natale Che si esprime su questi piccoli visi in modo speciale La città, come una bella donna, si addobba di luci intermittenti Indossando uno scialle di nebbia e freddo che fa battere i denti… Le zampogne suonano da lontano mentre si guardano le bancarelle, mano nella mano… Aleggia nell’aria il profumo di castagne e dolcetti invitanti Che fanno da richiamo ai viandanti… Tutti coinvolti dal fascino della festa e dei valori 5 il Volo dell’Airone - dicembre 2015 vece a Juan venne una idea: avrebbero costruito loro l’albero e, a posto delle palline, avrebbero messo dei cartoncini colorati con tanti pensieri e desideri. A Carmen parve una idea bellissima. Però, prima il presepe e poi l’albero. Mentre preparavano il presepe, Juan si ricordò di una frase che aveva letto nella stanza della sua insegnante di letteratura e che lo aveva colpito: “E’ Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese”. Già, le persone accese, ripeteva a Carmen. Decisero che avrebbero fatto un presepe pieno di colore, pieno di festa. A Carmen venne in mente che al quarto piano viveva un’artista che si era trasferita da poco tempo. L’aveva conosciuta a Candelaria. Era una pittrice italiana che ogni giorno se ne andava a La Hornilla a dipingere, davanti al mare e faceva dei quadri coloratissimi, tanto che sembrava di entrare in qualche racconto fantastico. Salirono al quarto piano. Suonarono alla porta e venne loro ad aprire il marito della pittrice che fu molto gentile e li accolse con gioia. Cinzia – è così che si chiamava la pittrice – stava preparando la mostra di Natale. Francesco la chiamò. Carmen e Juan si presentarono e parlarono della loro idea. Cinzia accettò volentieri. Provò solo un po’ di fastidio iniziale per lasciare in sospeso quello che stava facendo ma non se la sentì di rifiutare un aiuto. Disse al ragazzino che quella frase che lo aveva colpito era di Charles Bukowski, uno scrittore famoso. Scesero a casa di Juan e cominciarono a dare forma e colore al presepe e anche Francesco li aiutò. Quando stavano per mettere le statuine, Juan decise di utilizzare i re magi senza doni. Si prendeva la sua responsabilità. Avrebbe messo dei doni nelle loro mani la notte del 5 gennaio. A tutti parve un’ottima idea. Terminarono la giornata con una cena a casa di Francesco e Cinzia. Il presepe era stato costruito e ora bisognava pensare all’albero. Di chi fu l’idea ora non saprei dirlo ma questa fu: chiedere alle persone di scrivere un loro pensiero, un loro desiderio, insomma qualcosa. A tutte le persone del palazzo. Il giorno dopo, Cinzia aveva già preparato cento cartoncini colorati. Suonarono alle porte di tutto il palazzo e l’idea venne accolta tanto bene che la signora Mavi consigliò di mettere quell’albero così originale all’entrata, giù nell’atrio. Allora O NATALE na Messina* Chiusi per l’occasione in carte preziose di sgargianti colori Fiocca la neve come morbida ovatta E la notte giunge già soddisfatta Portando con sé la stella cometa cadente che indica la strada vincente Di un bimbo che nascendo al gelo già si dona E che a tutti il male perdona Bambini, mamme e parenti guardano con Stupore Capendo il senso più importante della Vita e dell’Amore. *autrice della poesia e della composizione natalizia qui in sottofondo ANGOLO DELLA CULTURA desiderio. Furono coinvolti anche amici, conoscenti e parenti fino ad arrivare a cento cartoncini. Juan pose sull’albero condominiale l’angioletto di terracotta. Fu un passa parola e, quell’anno, altri alberi di questo tipo furono costruiti a Tenerife. Alberi semplici, senza troppe pretese, ma generosi, solidali, fatti da persone che avevano trovato dentro se stesse la vera luce che si accende: quella dell’amicizia, della condivisione e dell’amore. Volete sapere cosa pose Juan nelle mani dei re magi? Tre piccole pergamene e su ognuna c’era scritta una parola: GRAZIE! il quarto re si decise di realizzare un albero più piccolo per Carmen e uno più grande per tutto lo stabile. Ognuno scrisse un pensiero, una preghiera, un * artista, autrice anche delle opere di pag. 1^ “Natale naif – i pastori”, di pag. 4 “il mio natale naif” e di pag. 5 “il quarto re” recensione L’IMMAGINE DEL SUD D analisi di 10 anni dei fatti di cronaca del giornalista Michele Salerno ieci anni di storia, ciali più volte oggetto di interes1945/1955, dieci anni nei sati quanto sterili studi parlaquali la politica italiana ha mentari. Il testo si sviluppa in dovuto fare i conti con le immequattro capitoli, all’interno di diate conseguenze della guerra nel ciascuno di essi si tratteggiano disastrato contesto sociale reso aninteressanti specifici argomenti. cora più acuto dall’esiziale lotta In particolare, nel primo si focafratricida tra gli italiani, indotti a lizza l’aspetto sociale tra il sepacontrapporsi gli uni contro gli ratismo e la questione sociale; altri, schierati chi con i fascisti e mentre nel secondo si tratta del chi con gli antifascisti e i partifalso problema tra iperattivismo giani. Purtroppo, tale situazione del Nord e immobilismo del Sud; aveva inferto una ferita ancora più nel terzo, poi, ci si addentra nelprofonda agli innumerevoli cumuli l’esame del rapporto mafia/bandi macerie lasciate sul campo dal ditismo nella misteriosa isola di copertina del libro secondo conflitto mondiale. In queSicilia; nel quarto, infine, vensto quadro, già di per sé tragico per gli immegono analizzati gli errori della riforma agradiati postumi della guerra, la politica italiana ria. Da questo quadro d’insieme emerge, però, era chiamata a fare i conti anche con un’altra che il vero intento dell’impegnativo studio di ingrovigliata problematica, la questione MeriMichele Salerno, “L’IMMAGINE DEL SUD dionale: già, allora, irrisolta e, purtroppo, an– attraverso il Corriere della Sera e altra cora oggi all’ordine del giorno nelle agende dei stampa nel dopoguerra (1945-1955) – Ed. governi che nel tempo si sono succeduti. Per 2015 – Pubblicazione a cura dell’Autore”, questi motivi, parlare e, a maggior ragione, adnon è rivolto preminentemente alla ricerca stodentrarsi nei meandri delle scelte politiche rica, perché la curiosità propria del giornalidegli uomini di governo dell’epoca non era sta, qual egli è, lo conquista e lo induce ad cosa facile. Michele Salerno, per evitare ogni allargare lo sguardo su altri fenomeni in cui strumentalizzazione, ha svolto un operoso lasi imbatte. Come quello di cogliere e di dar rivoro certosino, sfogliando una ad una centinaia lievo alla diversa lettura dei fatti che impedi pagine di giornale del Corriere della sera e gnano di volta in volta il giornalista di turno di altra stampa del tempo, cogliendo, in modo incaricato di trattarli. Parliamo delle prestidiretto e indiretto, molti di quegli aspetti pecugiose penne di C. Barbagallo, P. Murialdo, C. liari interessanti l’argomento di cui si era fatto Russo, M. Borsa, F. Flora, G. Marotta, I. Moncarico di trattare. Di tutte, poi, annotandone la tanelli, non sottraendosi di denunciare un infonte. Da questa sua analisi si ricava uno scecomprensibile conformismo di alcuni di essi nario costellato da continui e contraddittori inalle scelte dei politici del momento. Per tali terventi normativi che da subito appaiono senza considerazioni, la scelta di Michele Salerno di respiro e lungimiranza, perché dettati per lo più aprire una finestra sui fatti del Meridione, atda interessi di potentati, che avrebbero dovuto traverso il commento e le considerazioni degli cedere una parte dei lori poteri/poderi per dare inviati speciali e non delle varie testate giorun’autorevole e responsabile risposta all’emernalistiche consultate, è senz’altro da apprezgente richiesta di giustizia sociale. Con il suo zare, osservando che la sua intuizione di scritto, Michele Salerno riesce a dimostrare utilizzare i resoconti di cronaca offrirà un inquanto fosse lontano l’interesse di quella classe teressante stimolo allo studio e alla ricerca di politica nel voler risollevare davvero le sorti del chi di mestiere fa lo storico. Meridione, che ancora oggi soffre di quei mali Libro da leggere, con l’accortezza di non farlo che già allora, negli apparenti intenti del potutto d’un fiato se si vogliono apprezzare aptere politico, dovevano essere estirpati. O, pieno gli spunti e le valutazioni in esso contequantomeno, farsi carico di assumere provvenuti su un articolato periodo storico della dimenti di progressive azioni che nel tempo nostra Nazione. avrebbero dovuto portare a sciogliere i nodi soCarmine Silvestre il Volo dell’Airone - dicembre 2015 POLITICHE SOCIALI SOSTEGNO ALLE PERSONE IN DIFFICOLTÀ A a cura di Antonino Scafa partire dallo scorso mese di ottobre la Regione Lombardia ha avviato una serie di misure rivolte a cittadini in condizione di difficoltà. Sono state individuate cinque azioni finalizzate al sostegno economico di famiglie, persone anziane, con disabilità e in condizione di disoccupazione in relazione a diverse condizioni di bisogno, in una logica di erogazione di contributi economici una tantum e di voucher per l’acquisto di servizi. Gli interventi previsti sono i seguenti: FAMIGLIE Bonus bebè - Contributo alle famiglie come sostegno socio-economico per la crescita del secondo e del terzo figlio Bonus affitti - Contributo per la riduzione dell’incidenza del canone di affitto per il mantenimento dell’abitazione in locazione Abolizione super ticket ambulatoriale - Esenzione dal ticket sanitario aggiuntivo (super ticket) per le prestazioni di specialistica ambulatoriale per persone a basso reddito ANZIANI E DISABILI Assegno di autonomia - Voucher per l’acquisto di interventi volti a migliorare la qualità della vita delle famiglie e delle persone anziane e disabili DISOCCUPATI Progetto Inserimento Lavorativo - Contributo economico come indennità di partecipazione per la fruizione di servizi di orientamento, formazione e accompagnamento alla ricerca del lavoro previsti dalla Dote Unica Lavoro MISURE E DESTINATARI 1. Sostegno dell’autonomia e sostegno della natalità attraverso il bonus bebè Misura erogata:!contributo una tantum di 800 euro per il secondo figlio e 1000 euro dal terzo in poi Destinatari:!bimbi nati nel periodo 8.10.15/31.12.2015. Stimati su base annua in 26.000 secondogeniti e 10.000 terzogeniti e oltre Requisiti: famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro, residenza da almeno 5 anni in Lombardia di entrambi i genitori Modalità di accesso ed erogazione: a richiesta, e successiva erogazione diretta in un’unica soluzione tramite i consultori familiari Decorrenza della misura:!8 ottobre 2015 2.!Sostegno alle famiglie residenti nei Comuni ad alta tensione abitativa per il mantenimento dell’abitazione in locazione Misura erogata: Contributo fisso una tantum fino ad un massimo di 800 euro Destinatari:!6.000 famiglie residenti in abitazioni in locazione nei 155 Comuni lombardi ad alta tensione abitativa Requisiti: ISEE compreso tra i 7.000 e i 9.000 euro e residenza in Lombardia da almeno 5 anni Modalità di accesso ed erogazione: bandi regionali aperti dal 2 novembre al 15 dicembre e successiva erogazione diretta in un’unica soluzione tramite i Comuni Decorrenza della misura: 1^ novembre 2015 3.!Esenzione dal ticket sanitario aggiuntivo (super ticket) per le prestazioni di specialistica ambulatoriale Misura erogata: esenzione dal pagamento della quota fissa (c.d. super-ticket) per le prestazioni di specialistica ambulatoriale (di cui alla L. n. 111/2011, così come rimodulata dalla DGR n. 2027 del 20.07.2011) Destinatari:! 500.000 famiglie (stimabile in 1.250.000 cittadini) Requisiti: cittadini e i loro familiari a carico con un reddito familiare fiscale annuale non superiore ad Euro 18.000 Modalità di accesso ed erogazione: autocertificazione del reddito imponibile 6 Decorrenza della misura: 15 ottobre 2015 4a. Interventi volti a migliorare la qualità della vita delle famiglie e delle persone anziane con limitazione dell’autonomia Misura erogata: voucher mensile di 400 euro per l’acquisto di prestazioni di cura della persona e del domicilio e per il mantenimento della vita sociale e delle relazioni Destinatari:!520 persone Requisiti: età>75 anni, con reddito ISEE inferiore a 10.000 euro e compromissione funzionale derivante da stato iniziale di demenza o Alzheimer o altre patologie di natura psicogeriatrica Modalità di accesso ed erogazione: avviso pubblico regionale Decorrenza della misura: 1 dicembre 2015 4b. Sviluppo dell’autonomia finalizzata all’inclusione sociale delle persone disabili Misura erogata: voucher mensile di 400 euro finalizzato a sostenere l’autonomia della persona disabile e percorsi di inclusione in contesti sociali Destinatari:! 470 giovani e adulti con disabilità medio/grave Requisiti: età compresa tra i 16 e i 35 anni in riferimento alla disabilità intellettiva; età superiore ai 35 anni per persone con esiti da trauma o patologie invalidanti; reddito ISEE inferiore a 10.000 euro Modalità di accesso ed erogazione: avviso pubblico regionale Decorrenza della misura: 1 dicembre 2015 5. Progetto di Inserimento Lavorativo (PIL) Misura erogata: contributo economico di 300 euro per al massimo 6 mesi (valore commisurato e non superiore ai servizi di politica attiva del lavoro effettivamente fruiti) Destinatari:! 5.000 persone beneficiarie di Dote Unica lavoro Requisiti: stato di disoccupazione superiore a 36 mesi, ISEE familiare non superiore a 18.000 euro, non fruizione di altre integrazioni al reddito, sottoscrizione di patto di corresponsabilità Modalità di accesso ed erogazione: a sportello tramite il sistema Dote Unica Lavoro Decorrenza della misura: 1^ dicembre 2015 BICICLETTATA SULLO STRADUN DEL DUCA da sx: sosta presso una delle chiuse – pedalando verso la meta – D. Barboni illustra il percorso: con lui il Presidente G. Cassavia e il promotore dell’iniziativa G. Inglima” L a consueta biciclettata annuale, promossa dall’Associazione Amici dell’Airone, quest’anno (XI edizione) ha avuto la collaborazione anche del Punto Parco Villa Mora. La manifestazione del 27 settembre, caratterizzata, come sempre, da una numerosa partecipazione, ha avuto come percorso principale la Strada del Duca, dove si sono potute ammirare diverse attrattive ambientali. In prossimità della ex Cascina Cassinazza ci si è fermati per ascoltare la presentazione dell’ambiente verso cui si era diretti dal nostro socio Domenico Barboni. Fra le varie descrizioni il Barboni ha parlato della derivazione della Strada che prende il nome dal Duca Gabrio Serbelloni e che la sua famiglia acquistò dai Conti D’Adda. La strada divenne un luogo importante di rifugio durante la seconda guerra mondiale. La chiusura al traffico veicolare e l’assenza di rumori hanno favorito il ripopolamento di diverse specie faunistiche favorite dall’ambiente naturale di un ecosistema particolarissimo rappresentato dalle Sorgenti della Muzzetta. Assai caratteristiche sono le chiuse che consentono una distribuzione particolare delle acque con tecniche di irrigazione ingegneristica molto avanzate per il tempo in cui furono costruite. Si è avuto modo di osservare come i manufatti idraulici di inter- sezione riescano a far superare con un corso d’acqua un altro canale più basso. Secondo l’esposizione del Barboni quanto osservato è una caratteristica del Parco agricolo Sud Milano costituito da una fitta maglia agricola, scandita dalla fitta rete di corsi d’acqua naturale e di canali artificiali. Terreni coltivati a mais si alternano a marcite; filari d’alberi disegnano il confine dei campi e accompagnano i corsi d’acqua. Cascine antiche e nuclei rurali di pregio punteggiano tutto il territorio. Per un approfondimento consigliamo una visita al Punto parco Villa Mora dove sono in distribuzione diversi materiali istruttivi. 7 il Volo dell’Airone - dicembre 2015 arte culinaria ETNICO, SOLO QUESTIONE DI MODA? D ei tanti linguaggi universali con cui possiamo aver a che fare, la cucina è probabilmente uno dei più diffusi e a portata di tutti. Ne è sicuramente prova l’incredibile diffusione che ha avuto un fenomeno come quello della cucina etnica, in primis quella giapponese negli ultimi 10 anni: ricordo che fino a non molto tempo fa era difficile convincere qualcuno della bontà di una pallina di riso avvolta da pesce crudo, mentre oggi alcuni termini come “sushi” sono praticamente vocabolario comune. Per quanto personalmente mi abbia positivamente colpito vedere questo tipo di apertura al nuovo e all’insolito, una diffusione così capillare porta inevitabilmente con sé alcuni problemi. Primo fra tutti il fatto che, essendo una qualsiasi cucina inevitabilmente legata a tradizioni e aspetti culturali del luogo d’origine, una diffusione di massa ha portata a svalutazione tanto del cibo quanto della nazionalità del ristorante in cui entriamo. Questo cosa significa? Che se un tipo di cucina è molto ricercato ci saranno più ristoratori pronti ad offrirla. Una tale diffusione sarebbe anche una buona cosa, se non fosse che questo porta spesso a imitazioni nate solo per soddisfare una generica voglia di “cucina giapponese”, “cucina cinese” ecc…. imitazioni che mediamente poco hanno a che fare con l’originale, se non nell’apparenza. A Milano e dintorni è sicuramente un fenomeno diffuso, tanto che spesso la formula classica e più nota è quella degli “all you can eat”, dove già dal nome si può intuire che la bilancia penda più verso la quantità che per la qualità. Tanto in questi come in altri locali a finalità simili, il focus è spesso improntato sull’offrire una generica palla LA POSTA DELL’AIRONE di riso con un fettina di salmone senza badare al resto. Questo può bastare a definirla “sushi”? Probabilmente no, essendo fatto in maniera diversa e standard qualitativi diversi. Ovviamente questo è solo un esempio applicabile sia ad altri piatti della tradizioni nipponica quanto ad altre cucine di nazionalità diverse. E’ un peccato che in alcune circostanze si perda e si svaluti l’identità di un piatto, perché con essa viene persa anche una parte di ciò che caratterizza un ristorante dall’essere veramente etnico. Questo non necessita per forza di cose che un’imitazione sia di cattivo gusto a priori e che non abbia ragione di esistere, ma sicuramente è un prodotto diverso che poco ha di autentico. Per questo motivo se davvero l’interesse è l’etnico in cucina, e quindi la scoperta delle tradizioni a tavola (e non) di un altro paese, bisognerebbe non cadere nell’errore dell’etnico per moda, ormai abitudine abbastanza diffusa. Marcello Cassavia Lettere al direttore Cari Amici, Di ritorno a Pantigliate per un breve periodo, l’occasione è sempre propizia per rinverdire i contatti con amici, vicini e conoscenti con i quali le distanze non hanno impedito di mantenere viva l’amicizia. A molti potrà sembrare strano, ma, non avendo familiari al cimitero, faccio anche una fugace visita al campo dove io ritengo che in epoca romana gli abitanti di Pantigliate seppellissero i loro morti. Forse non erano neppure cristiani, ma erano comunque, per così dire, “compaesani” che ci hanno preceduti in questi luoghi e a cui, in fondo, dobbiamo l’esistenza stessa di questo nostro antico borgo. A proposito di quest’ultimo, se la cosa può incuriosire vorrei descrivervi le impressioni che provo nel rivedere i posti a distanza di tempo tra una visita e l’altra. Provenendo da sud, l’ingresso nel paese gode sempre di quell’improvviso e solenne spettacolo offerto dal doppio filare di pioppi cipressini allineati lungo la via De Gasperi. La prospettiva del viale è davvero maestosa e non facile da osservare altrove, per questo ricordo volentieri che tale alberatura fu voluta dall’allora sindaco e amico Dr. Galdino Cassavia che qui saluto con simpatia. L’altra impressione, che riporto con piacere, è che il paese stia uscendo da un periodo in cui mi era apparso alquanto trascurato. Certamente non aiuta osservare lo stato di abbandono in cui versa l’area di divertimenti acquatici, ma credo sia giusto ricordare che a suo tempo molti, ed io tra questi, avevano cautelato dall’intraprendere un’opera che comportava per il paese un’esposizione eccessiva e per la quale si nutrivano concreti dubbi sulla capacità di sostenerla nel tempo. Avrei preferito riconoscere che mi ero sbagliato, ma ora spiace vedere confermata la contrarietà di allora. Altre sensazioni che ho avuto sono: a) aumentata rumorosità e sorvoli a quote relativamente basse di aerei partiti da Linate e b) una nauseabonda puzza di maiali che in certe ore del giorno permea l’aria. Forse questi fenomeni preesistevano e un tempo ci avevo fatto l’abitudine, ma per certo lo sporco dei cani in paese e i rifiuti abbandonati lungo la Paullese, se c’erano, ora hanno raggiunto livelli esagerati. Trovo incredibile che nel volgere di un tempo non lunghissimo molti si siano adattati a questi fenomeni di aperta inciviltà. Possibile che la porcheria dia fastidio solo a chi arriva da fuori? Voglio ammettere che l’aver cessato la raccolta a domicilio di rifiuti ingombranti non vada nella direzione di favorire la collaborazione dei cittadini. Oltretutto ciò si aggiunge al non ritiro degli sfalci del verde, che pure costituisce un limite ed un disagio per gli utenti. Posso capire che in un’epoca già di per sé gravata da mille difficoltà e ansie qualcuno decida di averne avuto abbastanza, per cui decide di fare a modo proprio, ma insozzare i luoghi dove si vive non è la risposta giusta, io credo. Magari chiedere all’Amministrazione comunale un ripensamento, sarebbe meglio per tutti, o no? Altra faccenda, davvero fastidiosa, sono le zanzare tigre che, in stormi famelici, ti aggrediscono h 24, come si dice oggi. Qui però il discorso si allarga, per- ché ho letto che in regione quegli insetti hanno causato un certo numero di casi di “Febbre del Nilo”. Pensa che gioia, i lombardi si ammalano di malattie tropicali senza disturbarsi ad andare fino ai tropici. Forse i vertici della politica regionale, assisi nel loro nuovo grattacielo di Milano, si sentono molto americani, ma faccio notare che gli americani, quelli veri, le zanzare le sanno sterminare. Farlo anche qui è chiedere troppo? Zanzare a parte, mi sento comunque di concludere che Pantigliate, col suo verde diffuso ed ora anche Punto d’Interesse del Parco Sud Milano, continui ad apparirmi come un buon luogo dove vivere. A questo proposito ringrazio l’amico Giorgio Inglima per avermi fatto conoscere il sindaco Veneziano, col quale mi sono intrattenuto durante un gradevolissimo scambio di opinioni. Persona affabile, mi è parso dotato della necessaria determinazione per perseguire condizioni migliori per il paese e chi ci vive. Anche se in Italia, dalla legge Bassanini in poi, quella di sindaco non è una posizione facile, auguro ai cittadini di Pantigliate che si verifichino le giuste condizioni di collaborazione e sinergia affinché il nostro possa portare a compimento il suo mandato con successo. Buon lavoro, Signor Sindaco! Fino alla prossima, vi saluto con un caloroso abbraccio. Renato Bucci al maggior numero di farmaci acquistati per la rivendita. Il servizio rappresenta l’attività svolta dal Comune “in nome e per conto “ del Servizio Sanitario Nazionale, trattandosi di un’attività rivolta a fini sociali. L’Amministrazione comunale di Pantigliate, attraverso l’acquisizione delle quote di capitale sociale potrà esercitare il controllo sull’esercizio dell’attività. La quota di partecipazione nel capitale sociale di FAR.COM. è complessivamente di Euro 13.740,28 e risulta ragionevole e particolarmente conveniente dal punto di vista economico ed organizzativo rispetto ad altre alternative proponibili: gestione in economia da parte del Comune, costituzione di un’azienda speciale (nuova partecipata), gestione tramite società mista oppure consorzio tra enti. L’acquisizione delle quote implica l’organizzazione ex novo di un servizio che non dà luogo al trasferimento di risorse umane e per quanto riguarda l’aspetto finanziario, il servizio non implica spese, risultando in equilibrio, col solo impegno, da parte del Comune, della messa a disposizione del fabbricato sito in Piazza Comunale n. 31, ovvero l’ex municipio. La farmacia comunale dovrà trovare la giusta mediazione tra le esigenze commerciali per l’autofinanziamento, il marketing e l’impegno sociale, mettendo in atto tutte le iniziative ritenute necessarie per far comprendere alla cittadinanza che la presenza della Farmacia comunale sarà socialmente attiva, continuando ad essere indipendente dalle casse comunali. La società FAR.COM. investirà comFARMACIA COMUNALE plessivamente una cifra di Euro 470.000, realizzando la riLettera al Volo con preghiera di pubblicazione strutturazione e l’arredo dei locali dell’ex municipio. Per comprendere questo progetto dobbiamo ricordare che L’investimento sarà soggetto ad un ammortamento di 12 anni il percorso verso l’apertura di una seconda farmacia sul nocirca ed andrà a gravare sul conto economico della stessa stro territorio è iniziato ad aprile dello scorso anno, quando Farmacia comunale, non sul bilancio del Comune, come è stata offerta la possibilità di una seconda sede farmaceuqualcuno afferma, cercando di distorcere le informazioni tica. A luglio 2014 il Consiglio chiare che sono state fornite. comunale con voto unanime Forse il fatto di non essere favorevole (anzi quasi unaaddirittura presente dunime, perché ci fu un astenuto) rante il Consiglio comuha deciso di esercitare il diritto nale, e ci riferiamo al di prelazione sulla gestione consigliere di minoranza, ha della nuova farmacia, in funcreato un po’ di confusione; zione del ruolo di servizio pubfermo poi sentenziare sulla blico, a tutela della salute dei “grande approssimazione cittadini. La farmacia comucon cui si fanno scelte ...” La nale svolge una funzione pubdiscussione in Consiglio coblica di particolare rilievo per munale era un’ulteriore ocvecchio Municipio, sede della farmacia comunale la collettività e rientra tra i sercasione per fugare i dubbi vizi pubblici locali, in quanto che assillano la consigliera di rivolto a realizzare fini sociali, oltre ad avere rilevanza ecominoranza, e trovare le risposte alle domande che, con molta nomica. L’opzione, tra le varie forme di gestione che la strafottenza, ha posto durante la discussione del punto allegge permette, è affidata a scelte del Comune. La società l’ordine del giorno; fermo poi che il consigliere ha preferito scelta, si chiama FAR.COM., una società di capitali a parlasciare l’aula consigliare, senza attendere le risposte a tecipazione totalmente pubblica, costituita da 12 amminiquanto richiesto. Infatti, la dott.ssa Nicoletta Rossini, diretstrazioni comunali, tra cui: Vignate, Pioltello, Truccazzano, tore generale operativo della società FAR.COM. appositaVizzolo Predabissi, Gessate, Cerro al Lambro, Vaprio mente invitata al dibattito e disponibile a rispondere e a d’Adda, solo per citarne alcuni. Questa società gestisce le fugare ogni perplessità e dubbio, avrebbe sicuramente rassifarmacie comunali di proprietà dei Comuni soci, consecurato i perplessi e chiarita ogni cosa.Peccato, un’altra ocguendo economie di spesa e miglioramenti organizzativi, casione persa,… per loro! ottimizzando l’approvvigionamento dei farmaci in rapporto Antonella Galimberti, Assessore il Volo dell’Airone - dicembre 2015 PANTIGLIATE E DINTORNI 8 Notizie al volo MOSTRA FOTOGRAFICA Durante il mese di luglio il Parco Villa Mora è stato vivacizzato da numerosissime fotografie messe in mostra dal Punto Parco. Il tema “il esposizione nel Parco Villa Mora nostro territorio” aveva l’intento di rappresentare le vestigia del nostro passato lontano e recente raffrontate con la realtà d’oggi. L’afflusso di visitatori è stato notevole favorito anche dall’arsura del sole dove gli alberi facevano da riparo. 21 SETTEMBRE NUOVO CENTRO CCV Alla presenza di numerosi esponenti locali, provinciali e regionali fra cui l’assessore alla Protezione civile della Regione Lombardia Simona Bordonali, è stata inaugurata la nuova sede metropolitana della protezione civile ricavata da una preesistente struttura collocata all’interno dell’Idroscalo. A fare da padrone di casa è stato chiamato il nostro concittadino Dario Pasini, presidente dell’esecutivo del Comitato di coordinamento del volontariato metropolitano (CCV). SAGRA DEL PAESE In occasione della Sagra del Paese dello scorso 6 settembre il Parroco della Parrocchia S. Margherita ha presentato il processione 6 settembre suo nuovo collaboratore don Stefano che prende il testimone da don Alessio. A entrambi auguriamo un proficuo lavoro pastorale. Il Volo dell’Airone Periodico dellʼAssociazione senza scopo di lucro “Amici dell’Airone” Sede: Via Mameli, 4 – Pantigliate (Milano) Sito WEB: www.associazioni.milano.it/amiciairone E-Mail: [email protected] Direttore Responsabile: Carmine Silvestre Direttore Editoriale: Galdino Cassavia Redattori: Antonino Scafa, Sabrina Messina, Salvatore Cassavia Composizione e stampa: Litografia GOOD PRINT via Lirone, 6 - Peschiera Borromeo Autorizzazione Tribunale di Milano n. 203 del 17/3/2000 Le notizie di questo numero sono aggiornate alla data del 10 dicembre 2015 Questa pubblicazione a distribuzione gratuita, non fruisce di contributi pubblici. Manoscritti e fotografie anche se non pubblicate non vengono restituite. Tutte le collaborazioni sono rese gratuitamente. Riservatezza - Legge 196/2003 LʼEditore garantisce la tutela dei dati personali. Il responsabile dei dati è il direttore editoriale Galdino Cassavia don Gianni Cesena, parroco di Peschiera Borromeo, benedice la nuova sede CCV FESTA 4 NOVEMBRE Domenica 8 novembre la tradizionale Festa dell’Unità nazionale, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Dopo il ritrovo in Piazza della Fontana, il corteo, accompagnato dal Corpo Bandistico di Ombriano, per le strade del paese, per raggiungere la Piazza comunale. Dopo la S. Messa il gruppo si è radunato davanti al Monumento ai Caduti, con la cerimonia dell’alzabandiera, la deposizione delle corone e i discorsi tenuti dalle omaggio al Monumento Autorità civili e militari. dei Caduti CINEFORUM Venerdì 27 novembre si è conclusa la 35^ edizione del Cineforum d’autunno che anche quest’anno ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico alle cinque serate proposte. Soddisfatti , oltre ai partecipanti, anche i responsabili e i volontari che gestiscono la sala, che sono riusciti a superare brillantemente, seppur con difficoltà, il passaggio alla tecnologia della proiezione digitale. Resta sempre valido l’invito a chiunque volesse collaborare a proporsi con i responsabili. Il prossimo appuntamento per una nuova serie di quattro film dal 22 gennaio al 12 febbraio con la consueta partecipazione, per la presentazione della proiezione e la conduzione del dibattito, del prof. Claudio Villa. FIACCOLATA PER DANIELE Alle ore 19 di sabato 5 dicembre dinanzi alla Chiesa di Serenissima un elevato numero di cittadini hanno dato vita alla fiaccolata “per Daniele” promossa dall’Amministrazione comunale di Pantigliate e dalla Parrocchia S. Margherita. Il corteo ha percorso Viale Risorgimento sino a Piazza Comunale dove molti dei partecipanti si sono recati nella Chiesa per pregare. L’interrogativo ricorrente fra i partecipanti è stato quello del perché di Daniele non si sa ancora nulla nonostante siano stati investiti nella ricerca tutti i mass media nazionali. Anche noi de “Il Volo dell’Airone” nutriamo con i suoi familiari la speranza che Daniele presto si faccia vivo fra i suoi concittadini. VI FIERA SUD EST Nell’ambito della VI Fiera del Sud-Est, domenica 29 novembre ha avuto luogo, lungo Viale Risorgimento e in Piazza della Fontana (Area centrale), il tradizionale appuntamento con i Mercatini di Natale. Le Associazioni che operano nel paese e che hanno allestito i loro banchetti per la raccolta fondi benefici, sono state: Centro Donne, Over 35, Con il tuo passo, CAV, Istituto comprensivo, Comitato genitori, Vivimondo, AVIS, Caritas, Miagolandia, Punto Parco e Amici dell’Airone. un momento della fiaccolata DAL PUNTO PARCO VILLA MORA Attività svolte Pizza in Piazza e Lucciolata Mostra fotografica “Conosci il tuo territorio” Biciclettata “Alla scoperta delle opere idrauliche dello Stradun del Duca” I Soci si ritrovano in Viale Risorgimento, 18 il 3° giovedì di ogni mese alle ore 21.00 Per informazioni visitate il sito web: www.associazioni.milano.it/amiciairone Telefono 02-9067017 E-Mail dell’Associazione: [email protected] E-Mail della Redazione de il Volo dell’airone: [email protected] La raccolta fondi, effettuata nell’ambito delle varie manifestazioni che si svolgono per il “Natale insieme con solidarietà”, tutte patrocinate dall’Amministrazione comunale, andrà a beneficio dei seguenti progetti: “Ariel”, promosso da AVIS, “Mai più in bolletta” promosso da CARITAS e “sostegno mamme in difficoltà” promosso da CAV. banchetti delle associazioni Attività programmate Corso di Birdwatching Mostra fotografica “Pantigliate com’era” Attività per conoscere il Parco Agricolo Sud Milano: visita guidata Mulino e Abbazia di Chiaravalle