documento di programmazione dei servizi sanitari e

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documento di programmazione dei servizi sanitari e
DOCUMENTO DI
PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI
SANITARI E SOCIO-SANITARI
ANNO 2013
La redazione del documento è il risultato del lavoro di gruppo del
«Tavolo Tecnico» dei Responsabili per aree di specifica competenza,
condiviso con la Direzione Strategica.
Linee guida per il documento: D.G.R. 4334 del 26 Ottobre 2012 e
relativa circolare attuativa del 17 Dicembre 2012
Il Direttore Generale dell’ASL di Como
Dott. Roberto Bollina
1
INDICE
L’ASL DELLA PROVINCIA DI COMO
CONTESTO TERRITORIALE
CONTESTO EPIDEMIOLOGICO
STILI DI VITA E ABITUDINI
MALATTIE INFETTIVE NELLA PROVINCIA DI COMO
ADESIONE ALLE ATTIVITÀ DI VACCINAZIONE
NEOPLASIE (ATTIVITÀ REGISTRO TUMORI)
ADESIONE ALLE ATTIVITÀ DI SCREENING
INDICATORI DI DOMANDA E DI OFFERTA
- AREA SANITARIA
- AREA SOCIO-SANITARIA
PROGRAMMAZIONE 2013
“IL CITTADINO AL CENTRO DEL SISTEMA SANITARIO E SOCIOSANITARIO”
LE RISORSE DEL SISTEMA
- ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA ASL
- L’ORIENTAMENTO DEL CITTADINO ALLA RELAZIONE CON I SERVIZI
Informazione, Comunicazione e Fruibilità dei servizi
- LA PREVENZIONE E TUTELA DELLA SALUTE
La promozionedella salute
La prevenzione per l’uomo
La prevenzione negli ambienti di vita e lavoro
La prevenzione veterinaria
- LA PRESA IN CARICO DELL’ASSISTITO
La rete dei servizi sanitari
Il Governo della rete dei servizi sanitari territoriali
La rete dei servizi socio-sanitari
Il Governo della rete dei servizi socio-sanitari territoriali
2
L’ASL DELLA PROVINCIA DI COMO
Con DGR del 19/12/2012 la Regione Lombardia ha approvato il Piano di Organizzazione 2012-2014 adottato
dall’ASL di Como.
Il Piano di Organizzazione Aziendale è lo strumento strategico che definendo l’organizzazione guida le azioni
volte al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia per il perseguimento degli obiettivi di mandato e di
sviluppo definiti dalla Regione Lombardia.
In tale ottica le principali finalità sottese alle modifiche introdotte sono:
riequilibrare il modello a matrice con una più attenta riconduzione della responsabilità gestionale ai livelli
tecnici programmatori dipartimentali;
valorizzare la dimensione territoriale, attraverso una migliore definizione delle responsabilità del Distretto
Socio-Sanitario, quale portavoce organizzativo sul territorio della direzione aziendale e dei dipartimenti e
garante del coordinamento logistico organizzativo nell’ambito territoriale di riferimento;
sviluppare una maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse professionali orientata al raggiungimento dei
risultati;
L’organigramma macro-organizzativo è di seguito rappresentato.
Figura 1 – Organigramma macro-organizzativo – P.O.A. 2012-2014
L’azienda sanitaria è articolata nei seguenti dipartimenti:
Dipartimento Programmazione Acquisto Controllo Sanitario
Dipartimento delle Cure Primarie e Continuità Assistenziale
Dipartimento di Prevenzione Medico
Dipartimento di Prevenzione Veterinario
Dipartimento Attività Socio-Sanitarie Integrate
Dipartimento Dipendenze
Dipartimento Amministrativo
3
L’assetto territoriale è organizzato in quattro Distretti socio-sanitari - Brianza (con le aree territoriali di Cantù,
Erba e Mariano Comense), Como, Medio Alto Lario (con le aree territoriali di Menaggio e Dongo) e Sud-Ovest
(con le aree territoriali di Olgiate Comasco e Lomazzo - Fino Mornasco) – e un distretto speciale - Campione
d’Italia – oltre a quattro Distretti veterinari, territorialmente coincidenti con i Distretti socio-sanitari.
Completano l’organizzazione aziendale le Unità di Staff che supportano la Direzione Strategica nelle funzioni
di programmazione e di governance dell’azienda.
La Mission e gli obiettivi aziendali
L’ASL, all’interno dell’attuale sistema sanitario regionale, si pone come soggetto interprete della domanda di
salute dei cittadini e di coordinamento nella programmazione della rete dei servizi sanitari e socio-sanitari a
livello provinciale.
L’ASL è garante, nei confronti del cittadino, dei livelli di qualità delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie
acquistate dagli Erogatori pubblici e privati accreditati o direttamente erogate. L’ASL svolge, quindi, il ruolo
di punto di contatto tra la rete sanitaria e il cittadino.
Il suo assetto organizzativo gestionale, che copre l’intera provincia, assicura il compito di coordinare la rete
dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia, controllare e garantire la qualità e l’efficienza di
ospedali, ambulatori e studi medici, svolgere direttamente interventi di igiene e prevenzione, compresa
l’educazione sanitaria, svolgere interventi di medicina veterinaria ed effettuare alcune prestazioni di
assistenza sanitaria.
L’ASL nello svolgere e realizzare la propria mission ha scelto di dare priorità e valore alle seguenti azioni:
Prevenire ed educare il cittadino alla salute;
Garantire i Livelli Essenziali di Assistenza;
Garantire efficacia ed efficienza nella gestione e valorizzare le risorse professionali aziendali.
Acquisire i servizi dagli erogatori pubblici e privati accreditati migliorando la capacità organizzativa ed il
monitoraggio della qualità delle prestazioni e delle prescrizioni mediche e farmaceutiche;
Ampliare gli spazi e le occasioni di condivisione e programmazione a livello provinciale con gli Enti Locali, i
Soggetti Erogatori ed il Terzo Settore;
Le funzioni istituzionali che la ASL assicura sono riconducibili a quattro macro-aree:
TUTELA
Strumenti di indirizzo sulle attività erogate dal sistema sanitario e socio-sanitario
CONTROLLO
Attività direttamente svolte per il controllo degli erogatori con cui è attivo un contratto.
PROCESSI ASSISTENZIALI
Attività a carattere sanitario e socio-sanitario direttamente erogate
MEDICINA TERRITORIALE
CONVENZIONATA
Attività sviluppate per la gestione dei rapporti convenzionali con MMG e PDF e CA
Principi ispiratori della programmazione ASL 2013
Si assume quale elemento di attenzione prioritaria il principio “il cittadino al centro del sistema sanitario e
sociosanitario” che si sviluppa nelle seguenti funzioni:
-
ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA ASL
ORIENTAMENTO DEL CITTADINO ALLA RELAZIONE CON I SERVIZI
PREVENZIONE E TUTELA DELLA SALUTE
PRESA IN CARICO DELL’ASSISTITO
Rapporto con il territorio e i Portatori di interesse
Di prioritaria importanza sono le relazioni istituzionali con gli Enti Locali, i Soggetti del Terzo Settore e, in
generale, con le Forze Sociali e gli Erogatori di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie che rappresentano gli
interlocutori privilegiati dei bisogni socio-sanitari dei cittadini con particolare riferimento al territorio della
Provincia di Como.
4
Al rapporto privilegiato tra Azienda Sanitaria Locale e Regione Lombardia si affianca quello istituzionale con i
Comuni attraverso gli Organismi di rappresentanza degli stessi. In particolare la Conferenza dei Sindaci, il
Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci per le problematiche di interesse provinciale e, a livello locale, le
Assemblee distrettuale dei Sindaci; sono sviluppate inoltre collaborazioni con le Associazioni di Volontariato,
rappresentate nel Tavolo di Coordinamento del Terzo Settore, le Organizzazioni Sindacali territoriali e vari
Tavoli e Organismi di coordinamento su specifiche tematiche quali, ad esempio, le dipendenze, la salute
mentale e le adozioni.
Annualmente i Portatori di Interesse condividono il Documento di Programmazione e Coordinamento dei
Servizi Sanitari e Socio-sanitari, evidenziando le problematiche locali rilevate nei diversi ambiti territoriali nelle
aree sanitaria, socio-sanitaria e sociale.
La stesura dei Piani di Zona 2012-2014 ha costituito un’occasione di confronto per l’individuazione e la
condivisione, nell’ambito dell’integrazione socio-sanitaria, di obiettivi e azioni riguardanti specifiche aree,
quali la famiglia e le fragilità.
Nei rapporti con le Strutture Erogatrici pubbliche e private accreditate l’Azienda, attraverso la Conferenza dei
Legali Rappresentanti delle Strutture Erogatrici Sanitarie e i Tavoli Istituzionali degli Erogatori socio sanitari
accreditati ha favorito il passaggio da una logica di controllo ad una di responsabilizzazione degli Erogatori
medesimi al fine di migliorare la congruità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate.
Non da ultimo attraverso il documento delle Perfomance dell’ASL.
Il documento di programmazione predispone un riferimento significativo per l’individuazione di obiettivi
prioritari altamente strategici che vanno ad alimentare il Piano Performance aziendale anche al fine della
comunicazione sociale ai portatori di interesse attraverso la pubblicazione annuale sul sito internet aziendale
dell’ASL.
5
CONTESTO TERRITORIALE
Figura 2 - Distretti socio-sanitari della ASL di Como – Anno 2012
L’ASL della Provincia di Como opera in un territorio
caratterizzato da una peculiare conformazione
orografica; la presenza del lago e delle montagne
condiziona l’urbanizzazione, la localizzazione delle
attività
industriali
e
professionali
e,
di
conseguenza, la diffusione della popolazione.
L’ottimizzazione dei servizi sul territorio risulta quindi
particolarmente impegnativa a causa delle
diverse realtà locali, della difficile mobilità che
caratterizza alcune aree e della tendenza della
popolazione a concentrarsi in quelle zone dove
l’offerta di lavoro è superiore.
Il territorio della provincia comprende 160 comuni
dei quali solo un numero limitato supera i diecimila
abitanti.
Una
peculiarità
dell’Azienda
è
rappresentata inoltre dall’exclave di Campione
d’Italia, che comporta problematiche gestionali
completamente diverse dal resto della provincia,
a seguito delle diverse condizioni socioeconomiche dei residenti e della coesistenza
dell’offerta socio-sanitaria di due differenti nazioni.
Grafico 1 - Assistibili domiciliati al 31/10/2012 - Fonte: DWH
Come si nota dal grafico 1, la popolazione domiciliata
nella provincia di Como ammontava, al 31 ottobre
2012, ad un totale di 597.068 abitanti, con la seguente
distribuzione della popolazione suddivisa per distretto
socio sanitario: distretto Brianza con il 33,9% degli
assistiti, seguito dal distretto Sud-Ovest 31,8%, dal
distretto di Como 24,7%, distretto Medio Alto Lario 9,2%
e Campione d’Italia 0,4%.
Grafico 2 - Assistibili domiciliati al 31/10/2012 - Fonte: DWH
Come si può notare dal grafico 2, negli ultimi sei anni si
registra una progressiva crescita demografica: nel
periodo 2006-2012 vi è un incremento di 27.194 unità (
+4,77% ).
6
Tale incremento della popolazione è dovuto al costante intensificarsi dei flussi migratori, sia nazionali che
esteri, mentre la crescita naturale ha un impatto decisamente inferiore.
Il saldo migratorio dal 2004 risulta in costante decremento (ad eccezione dell’anno 2008) fino ad attestarsi ad
un tasso di 5,4‰ nel 2011. Il saldo migratorio totale della provincia di Como è sostenuto principalmente da
cittadini provenienti da altre nazioni (grafico 4) e in buona parte anche da flussi migratori nazionali.
Grafico 3 - Crescita naturale, saldo migratorio, saldo totale (x 1.000) –
(anni 2004-2011) - Fonte dati: ISTAT
Grafico 5 - Piramide delle età al 31/10/2012 – Fonte: DWH ASL
Grafico 4 - Saldi migratori - Fonte: ISTAT (anni 2004 – 2011)
Grafico 6 – Speranza di vita alla nascita (1992 – 2009) – Fonte: Istat
La piramide delle età relativa ai residenti in provincia di Como, grafico 5, è tipica delle attuali società
industrializzate ove l’aumentata qualità dell’assistenza socio-sanitaria è alla base dell’aumento dell’età
media. L’invecchiamento della popolazione non è però adeguatamente controbilanciato dall’aumento
della natalità, con la conseguenza che la parte più significativa della piramide si sta spostando verso fasce di
età più elevata.
La speranza di vita alla nascita (grafico 6) che rappresenta il numero medio di anni che una persona può
aspettarsi di vivere al momento della nascita, correlata al tasso di mortalità, fornisce indicazioni sullo stato
globale della popolazione e risulta in progressiva crescita. Il grafico mostra infatti come la speranza di vita alla
nascita per gli abitanti della provincia di Como sia sostanzialmente in linea con i valori regionali e nazionali ed
evidenzia nel contempo una tendenza alla riduzione della differenza tra i due sessi.
Il costante incremento dell’aspettativa di vita ha significative ricadute sulla fase di programmazione
dell’assistenza ai cittadini da parte dell’ASL.
7
CONTESTO EPIDEMIOLOGICO
Tabella 1 - Prevalenza e costi delle patologie cronico degenerative. Fonte BDA 2011
Assistiti
Patologie cronicodegenerative
2010
Trapiantato
Insufficienti renali cronici
Prevalenza
2011
2010
2011
431
450
0,07 %
0,08 %
1.949
2.096
0,33 %
0,35 %
HIV e AIDS
1.326
1.366
0,22 %
0,23 %
Neoplastici
21.053
23.150
3,57 %
3,89 %
Diabetici
23.332
23.866
3,96 %
4,01 %
Cardiovasculopatici
73.566
74.528
12,48 %
12,53 %
Broncopneumopatici
8.642
9.063
1,47 %
1,52 %
Gastroenteropatici
9.572
8.954
1,62 %
1,51 %
Neuropatici
6.940
7.188
1,18 %
1,21 %
Affezioni autoimmuni
2.983
3.345
0,51 %
0,56 %
Affezioni endocrine
9.541
10.103
1,62 %
1,70 %
Grafico 7 - Prevalenza delle principali patologie cronico degenerative –
Fonte: BDA 2011
Grafico 8 - Prevalenza cronici per fascia d’età - Fonte: BDA 2011
Cardiovasculop.
Diabete
80%
Neoplasie
70%
Neuropatie
60%
Aff. endocr.
50%
Gastroenterop.
40%
Broncopneumop.
30%
20%
Aff. autoimmun.
10%
2003
85+
8084
7579
7074
6569
6064
5559
5054
4549
4044
3539
3034
2529
2024
1519
1014
5-9
0
0%
2011
HIV e AIDS
1-4
Insuff. renale cronica
Trapianti
0%
2%
4%
6%
8%
10%
12%
14%
L’andamento delle principali patologie cronico degenerative è costantemente monitorato grazie alla
implementazione della Banca Dati Assistito (BDA); nella tabella 5 è possibile osservare quale sia stata la
prevalenza di queste patologie nel corso dell’anno 2011, con i relativi costi totali e pro capite, ove si nota che
i trapiantati, gli insufficienti renali cronici e le infezioni da HIV sono le patologie che comportano un maggiore
costo procapite (rispettivamente € 19.186,86, € 9.989,29 e € 9.197,06 ), a causa dei complessi servizi sanitari
richiesti.
Dal punto di vista quantitativo, le cardiovasculopatie continuano ad essere le patologie cronico
degenerative più rappresentate nella popolazione. Seguono il diabete e le neoplasie. L’aumento della
sopravvivenza dei pazienti affetti da patologie cronico degenerative alimenta il “serbatoio” della prevalenza
e ne mantiene, o addirittura ne incrementa il valore. Questo dato è influenzato anche dalla messa in atto di
campagne di prevenzione e di screening di massa che ha influito anche sull’incidenza di alcune patologie,
poiché ha consentito di diagnosticare situazioni che sarebbero giunte all’attenzione del medico solo in fasi
sintomatologicamente più evidenti.
L’aumento della prevalenza delle patologie cronico degenerative ha una delle cause principali
nell’incremento dell’età media della popolazione; suddividendo per fasce di età la percentuale di pazienti
affetti da queste patologie, si conferma infatti come la prevalenza sia direttamente proporzionale all’età.
È infatti possibile notare come la percentuale di pazienti aumenti progressivamente con l’invecchiamento,
raggiungendo il picco tra i settantacinque e gli ottantaquattro anni.
La prevalenza delle principali patologie si può definire praticamente omogenea rispetto alle aree territoriali
della provincia di Como, ma le modalità assistenziali sono spesso condizionate dalle diverse realtà locali; ne
risentono, di conseguenza, anche i costi socio sanitari generati.
8
Tabella 2 - Costi medi pro capite per patologia - Fonte: BDA 2011
Patologie cronicodegenerative
Brianza
Campione
d'Italia
Como
Medio Alto
Lario
Sud Ovest
ASL
Trapiantato
19.489,14
1.533,00
12.875,76
21.359,57
23.286,71
19.186,86
Insufficienti renali cronici
9.344,07
1.824,80
9.445,36
10.570,92
11.116,28
9.989,29
HIV e AIDS
8.537,30
-
9.653,93
9.797,57
9.349,93
9.197,06
Neoplastici
4.150,09
513,53
3.983,10
4.546,14
4.053,56
4.101,29
Diabetici
2.250,79
796,04
2.319,21
2.779,89
2.129,15
2.283,43
Cardiovasculopatici
1.690,27
746,60
1.830,33
1.995,77
1.767,87
1.777,27
Broncopneumopatici
1.712,17
983,13
1.622,52
1.816,88
1.669,12
1.679,89
Gastroenteropatici
1.352,38
595,43
1.585,44
1.530,61
1.454,95
1.451,86
Neuropatici
3.050,68
624,03
3.485,01
3.546,09
2.889,33
3.165,56
Affezioni autoimmuni
831,28
653,21
933,17
996,29
919,31
898,53
Affezioni endocrine
774,73
340,86
837,58
1.129,90
868,53
850,91
È infatti possibile notare che nel Distretto Medio Alto Lario i costi medi pro capite sono generalmente più
elevati rispetto agli altri Distretti. Questo fatto trova in buona parte riscontro nella scelta di ospedalizzare il
paziente con maggiore frequenza e per tempi più prolungati, a causa delle particolari condizioni orografiche
e delle conseguenti minori possibilità di spostamento per accedere a prestazioni specialistiche ambulatoriali,
day hospital, day surgery ecc.
A tal proposito, si evidenzia che tra i 3 principali capitoli di spesa per il trattamento delle patologie croniche, i
ricoveri rappresentano percentualmente la parte preponderante.
Grafico 10 Spesa pro capite per fascia d’età –
Fonte: BDA 2011
Grafico 9 – Distribuzione spesa per tipologia di assistenza –
Fonte: BDA 2011
4.500
4.000
22,78%
3.500
56,05%
3.000
21,17%
2.500
2.000
1.500
1.000
500
-
Ricoveri
Ambulatoriale
0-04
Farmaceutica
05-09 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95-99
Ricoveri
Ambulatoriale
Farmaceutica
Valutando i consumi per assistito, suddivisi per fascia di età e tipologia di spesa, risulta evidente come i
maggiori costi sanitari siano a carico della fascia di età pediatrica (soprattutto tra 0 e 5 anni) e di quella
compresa tra i 65 e gli 85 anni (grafico 12).
Grafico 11 Tasso generico di mortalità ‰ - Fonte: ISTAT
Nella Provincia di Como si registrano oltre 5.000
decessi/anno; il tasso di mortalità (grafico 13) risulta
in diminuzione nel periodo 2008-2011, con valori
leggermente inferiori alla media regionale.
Tasso generico di mortalità (per 1.000 residenti)
10
9,3
9,2
9,1
9,3
9,0
9
9
9,0
8,9
8
2008
2009
Como
2010
2011
Lombardia
9
100+
Osservando la piramide delle età alla morte si nota una maggiore longevità del sesso femminile. Le malattie
del sistema circolatorio ed i tumori sono causa di circa i due terzi dei decessi totali; si sottolinea inoltre che la
prima causa di mortalità nel genere femminile è rappresentata dalle malattie del sistema circolatorio, mentre i
tumori sono la causa principale di morte nei maschi.
Grafico 15 Principali cause di morte – anno 2011 –
Fonte: Reg. Mortalità ASL
Grafico 14 Piramide dell’età alla morte – anno 2011 –
Fonte: Reg. Mortalità ASL
Piramide dell’età alla morte
100+
90-94
Malattie sist.
circolatorio
85-89
Tumori
95-99
80-84
31,26%
37,59%
37,56%
27,69%
7,04%
7,39%
Malattie sist.
respiratorio
75-79
70-74
Malattie sist. nervoso
e organi dei sensi
65-69
60-64
Malattie endocr.,
nutriz., metab. e …
55-59
Traumatismi e
avvelenamenti
50-54
45-49
40-44
Disturbi psichici
35-39
Malattie sist.
digerente
30-34
25-29
20-24
MASCHI
15-19
FEMMINE
10-14
Malattie infettive
parassitarie
Maschi
Malattie sist. genitourinario
05-09
Femmine
Altro
0-04
600
400
200
0
200
400
600
800
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
35%
40%
Principali attività economiche e produttive della provincia di Como
La
Provincia
di
Como,
Grafico 16 – Tessuto produttivo della provincia di Como – Fonte Regione Lombardia
nonostante
la
COSTRUZIONI
considerevole numerosità di
SERVIZI
“servizi”, resta fortemente
SANITA'
TRASPORTI
industrializzata. Il tessuto
TOT. COMMERCIO
produttivo
varia
nelle
ELET. GAS ACQUA
ALTRE€INDUSTRIE
diverse zone del territorio: il
IND.€ELETTRICA
settore
terziario
è
IND.€MECCANICA
prevalente
in
Como;
IND.€METALLI
IND.TRASFORMAZ.€
l’olgiatese è caratterizzato
IND.€GOMMA
dal settore tessile mentre il
IND.€PETROLIO E CH.
canturino ed il marianese
IND.€CARTA
IND.€LEGNO
sono
famose
per
la
IND.€CONCIARIA
lavorazione del legno. Nella
IND.€TESSILE
zona di Erba c’è un piccolo
IND.€ALIMENTARE
ESTRAZ.MINERALI
polo
di
industria
AGRINDUSTRIA E PESCA
metalmeccanica, mentre
0
2000
4000
6000
8000
nel medio alto lago, oltre a
qualche piccolo cantiere navale c’è un’importante azienda metalmeccanica.
10000
12000
14000
16000
Si evidenzia l’attenzione alla problematica amianto, tema di grande rilevanza per il rischio sanitario correlato
all’esposizione a tale sostanza, che nel 2012 ha visto proseguire - in attuazione alle indicazioni del Piano
Regionale Amianto Lombardia (PRAL) – il censimento dei siti interessati utile all’implementazione
dell’anagrafica regionale “registro on-line”, che dall’avvio nel 2006 al 1° semestre 2012 ha raggiunto 4.024
siti/strutture interessate dalla presenza di amianto in matrice compatta o friabile.
10
Grafico 17 – Ambienti di vita – aperti e confinati - Fonte ASL Como – Archivio 4D Prevenzione
F a rm a c ie
S t rut t ure a lbe rghie re e ric e t t iv e
S c uo le
S t udi m e dic i
S t rut t ure s a nit a rie
R S A e a lt re s t rut t ure s o c io - s a nit a rie
A s ili nido e a lt re unit à d' o f f e rt a s o c ia li
P ro duzio ne c o s m e t ic i
Im pia nt i s po rt iv i e pis c ine
P a rruc c hie ri, e s t e t is t i, t a t ua t o ri, e c c .
P o s t i t e le f o nic i e int e rne t po int
D e po s it i e lo gis t ic he
S t rut t ure c im it e ria li
S it i c o n pre s e nza a m ia nt o
Lo c a lit à ba lne a ri la c us t ri
0
500
10 0 0
15 0 0
2000
2500
3000
3500
4000
4500
Le ditte alimentari presenti
sul
territorio
si
concentrano nelle zone
più turistiche (intorno ai
laghi e nelle Comunità
Montane) per quanto
riguarda il settore della
ristorazione
pubblica,
mentre per la produzione
primaria
orticola
si
concentrano nella zona
sud del Lomazzese ed
intorno al comune di
Como (Camnago Volta).
Per le altre categorie di
ditte operanti nel settore
alimentare vi è una distribuzione pressoché omogenea.
Oltre a ditte presenti da anni nel territorio e precisamente: tre di acque minerali e bibite (nel menaggino,
nell’erbese e nel lomazzese), due aziende vinicole e un oleificio nell’Alto Lario, un mulino nell’erbese, un
produttore di integratori alimentari nel triangolo Lariano, uno di caramelle ed uno di dolci nell’olgiatese, - si
segnalano quelle di recente attivazione: un’importante industria di cioccolato nell’erbese e due produttori di
additivi alimentari nel territorio del distretto Sud-Ovest.
Tabella 3 – Principali Attività del settore alimentare Fonte ASL Como – Archivio 4D Prevenzione
SETTORE ALIMENTARE
NUM. AZIENDE
Impianti di acquedotto (captazioni, adduzioni, trattamento, distribuzione)
Bar
474
1.860
Mense
692
Esercizi della ristorazione con somministrazione
1.340
Commercio al dettaglio, in sede fissa e ambulante, di alimenti e bevande
1.330
Commercio all'ingrosso altri prodotti alimentari
252
Stabilimenti laboratori per la produzione confezionamento acque minerali
51
Laboratori di preparazione prodotti alimentari freschi (es.: rosticcerie,
gastronomie, gelaterie, pizzerie da asporto)
560
Stabilimenti/laboratori per la produzione pasticceria fresca e gelati
140
Attività di coltivazione
299
Nelle tabelle successive sono rappresentati gli impianti di maggiore rilevanza soggetti alle attività di controllo
di Prevenzione Veterinaria, con l’evidenza del relativo livello di rischio, identificato in maniera decrescente
dal livello inferiore “livello di rischio 4” al livello massimo “livello di rischio 1”.
Tabella 4 – Patrimonio zootecnico della Provincia di Como
NUMERO
IMPIANTI
LIVELLI DI
RISCHIO
Allevamenti apistici
417
3
Allevamenti avicoli
54
2
Allevamenti bovini da carne
889
3
Allevamenti bovini da latte
186
1
Allevamenti bovini da riproduzione
396
2
TIPOLOGIA IMPIANTO
Allevamenti equini
1.351
3
Allevamenti ovicaprini
1.844
da 1 a 2
725
da 1 a 2
Allevamenti suini
Nella tabella 4 sono rappresentate la tipologia
e il numero di aziende zootecniche, su cui i
Servizi di Sanità Animale e di Igiene Zootecnica
dell’ASL di Como esercitano le loro attività di
vigilanza al fine di prevenire la trasmissione e la
diffusione di malattie infettive, la salvaguardia
dei requisiti igienico-sanitari dei prodotti
effettuata tramite verifiche fin dall’inizio della
filiera produttiva.
11
Tabella 5 – Impianti soggetti ai controlli sugli animali d’affezione
NUMERO
IMPIANTI
LIVELLI DI
RISCHIO
Canili rifugi
8
3
Canili sanitari
1
2
Negozi per la vendita di animali
31
3
Canili privati e pensioni per animali
20
3
TIPOLOGIA IMPIANTO
Presso le strutture riportate a fianco viene
svolta l’attività di controllo connessa alla
prevenzione del randagismo sul territorio,
che ha visto un ulteriore regresso anche
nel corso del 2012.
Tabella 6 – Attività alimentari soggette ai controlli veterinari
TIPOLOGIA IMPIANTO
IMPIANTI
LIVELLI DI RISCHIO
Deposito all'ingrosso
158
da 3 a 4
Distributore automatico di latte crudo
46
1
Ipermercati e supermercati
109
3
Negozio commercializzazione al dettaglio
255
da 3 a 4
Impianto di macellazione di pollame, lagomorfi e selvaggina
5
2
Impianto di macellazione di ungulati domestici industriali e non industriali
Impianto di produzione, porzionatura e confezionamento
di prodotti a base di latte
Impianto di produzione prodotti a base di carne industriale
53
da 1 a 2
50
3
17
2
Impianto di produzione di prodotti a base di carne non industriale
20
3
Impianto di trasformazione di stomaci, vesciche ed intestini
3
Impianto di produzione di prodotti a base di latte in alpeggio
23
Centro trattamento termico del latte
3
2
Impianto di produzione di prodotti a base di pesce
14
da 1 a 2
Impianto di sezionamento di carni
32
da 2 a 3
Laboratorio di produzione annesso a spaccio agricolo
Laboratorio di produzione e vendita di gelati e prodotti
a base di latte
Laboratorio di produzione e vendita miele
26
2
205
da 1 a 2
98
3
Macellerie e/o pollerie
198
3
Pescherie
15
2
Pesca professionale
38
3
Strutture mobili per vendita ambulante
361
2
Coltivazione prodotti destinabili alimentazione zootecnica
387
Commercio e produzione mangimi
171
Grossisti autorizzati alla vendita diretta di farmaci ad uso veterinario
da 2 a 3
3
Impianti di trasformazioni e transito categoria 1
1
1
Impianti di trasformazioni e transito categoria 3
2
2
Ambulatori cliniche studi veterinari
69
Il territorio e le caratteristiche delle attività produttive della provincia di Como presentano aspetti tipici legati a
un territorio collinare e montagnoso da una parte e urbanizzato dall’altro. Il Distretto Veterinario Medio Alto
Lario è caratterizzato dalla presenza di un elevato numero di allevamenti, soprattutto ovicaprini, con le
caratteristiche tipiche della zootecnia di montagna. Rilevante risulta essere l’attività di controllo sulla fauna
selvatica. Nel Distretto Veterinario di Como è presente una grande industria alimentare con macello
industriale oltre ad insediamenti zootecnici di grande e media entità e a un Canile Zoofilo. Il Distretto
Veterinario Brianza si contraddistingue per la presenza di numerose attività industriali e artigianali di
lavorazione e trasformazione degli alimenti, per la presenza di due Canili Zoofili, per una zootecnia intensiva
nell’area del Marianese e del Canturino e di un’altra con caratteristiche prettamente rurali nella zona
dell’Erbese e in Valassina. Il Distretto Veterinario Sud Ovest si caratterizza per la presenza di due macelli
industriali e di due stabilimenti per la lavorazione di sottoprodotti di origine animale e per l’alto numero di
aziende agricole e concentramenti animali di carattere intensivo o semintensivo. Nella tabella precedente
vengono rappresentate le attività sia di produzione primaria che di trasformazione soggette alla vigilanza dei
servizi di Igiene ed Alimenti di Origine Animale e di Igiene Zootecnica.
12
STILI DI VITA E ABITUDINI
Sono stati condotti numerosi studi sui comportamenti e stili di vita degli italiani: abitudini alimentari sbagliate,
fumo, abuso di sostanze alcoliche, tossicodipendenza ed eccessiva sedentarietà permangono i principali
fattori di rischio per la salute. Le evidenze scientifiche confermano ad
MENO SALE NEL PANE
esempio che un elevato apporto di sale con la dieta è associato in modo
ADESIONE PANIFICATORI
dose dipendente all’incidenza di ictus, ad eventi cardiovascolari e ad un
ANNO 2011
ANNO 2012
alto costo per le cure mediche legate a queste patologie. La riduzione del
sale nella dieta è quindi un importante obiettivo da raggiungere per la
34
47
salute dei cittadini e dei bambini in particolare affinché si abituino ad un
comportamento più salutare, oltre ad influire sul contenimento della spesa sanitaria. Nell’anno 2011 sono stati
avviati confronti con le associazioni di categoria del territorio provinciale, cui aderiscono i panificatori locali,
che hanno portato il numero di aderenti a 34.
Nel corso del 2012, è stato ampliato il numero di associazioni aderenti alla campagna di riduzione del sale
nel pane: i panificatori aderenti, il cui elenco completo è pubblicato ed integrato periodicamente sul sito
aziendale, sono diventati 47 (al 31.12.2012).
In collaborazione con le associazioni di categoria firmatarie dell’accordo, sono state inoltre predisposte ad
uso dei consumatori specifiche pubblicazioni (locandina stampata in 1000 copie e pieghevole stampato in
25000 copie) al fine di offrire utili e pratici strumenti per una salutare impostazione dell’alimentazione e di
corretti stili di vita. Il fabbisogno individuale giornaliero totale di sale è nei bambini a partire da 1 grammo al
giorno e negli adulti di 5 grammi: il consumo reale è invece di 10-15 grammi al giorno (55% proveniente dagli
alimenti, il 35% dal sale aggiunto in cucina o a tavola, il 10% da altre fonti tra cui la maggiore è il pane).
Secondo l’accordo tra associazioni di categoria e Regione Lombardia i panificatori associati hanno avviato
in modo stabile e senza differenza di prezzo la produzione e la vendita di pane con ridotto contenuto di sale
(dal 2% aIl'1,7%, riferito alla farina).
Dell’iniziativa, presentata con una conferenza stampa tenuta dall’ASL e dai rappresentanti delle 4
associazioni di categoria firmatarie dell’accordo, sono stati informati gli MMG, i PdF, le Farmacie, i Sindaci e
tutte le scuole dell’infanzia. A tutti sono state consegnate sia la locandina che alcune copie di pieghevoli.
I pieghevoli sono disponibili per i cittadini nei panifici aderenti, e verranno distribuiti nel 2013 nelle altre scuole
della provincia di Como. Sono state altresì sollecitate tutte le strutture con mense collettive perché tengano
conto della “riduzione del sale” nella stesura dei prossimi capitolati.
L'esercizio fisico regolare è un altro fattore protettivo anche nei riguardi di molte malattie cronico
degenerative come i tumori, il diabete, l’ipertensione, l’obesità, l’osteoporosi, le malattie cardiovascolari.
L’abitudine all’esercizio fisico si acquisisce fin dall’infanzia: figli di genitori sportivi hanno maggiori probabilità di
non diventare sedentari in età adulta. D’altra parte chi è più sportivo tra i 9 e i 19 anni ha maggiori probabilità
di essere attivo anche più avanti nella vita. Abituare bambini ed adolescenti ad uno stile di vita attivo, quindi,
significa garantire loro un migliore stato di benessere e di salute nel tempo.
In provincia di Como molti soggetti in età evolutiva presentano un eccesso ponderale: la causa va ricercata
nell’assunzione di cattive abitudini alimentari ma anche ad un tempo insufficiente dedicato all’attività fisica.
Nei bambini a partire dai 5 anni di età è raccomandata la pratica di almeno un’ora di attività fisica
moderato-vigorosa al giorno.
Il 40,3% dei bambini di 9 anni non
Nello studio di sorveglianza nutrizionale e stili di vita condotto
dall’ASL di Como su un campione di 1067 bambini nati nel 2001,
effettua una sufficiente attività fisica
nell’ambito del quale sono state indagate anche le abitudini
motorie, è emerso che il 40,3% di questi bambini non effettua una attività fisica sufficiente.
Nel 2012 sono stati realizzati interventi di lotta alla
sedentarietà sulle varie fasce d’età come la
promozione del “piedibus”, in collaborazione con le amministrazioni comunali e gli istituti scolastici, per favorire
25 Piedibus in 20 Comuni della provincia di Como e più
di 400 bambini vanno a scuola a piedi
13
nei bambini delle scuole primarie un'attività fisica abituale andando a scuola a piedi e l’attivazione dei gruppi
di cammino per gli anziani, sempre in collaborazione con le amministrazioni comunali ma anche con le
associazioni di volontariato. Questa salutare abitudine deve necessariamente coinvolgere più scuole e
comunità territoriali.
Tabella 7 - Gruppi di cammino in provincia di Como
Gruppi di cammino
Anno di attivazione
Comuni coinvolti
10
dal 16/12/2009 al
31/12/2011
Merone, Lambrugo, Cucciago, Cavallasca, Carbonate, Faloppio,
Dongo-Gravedona, Lipomo, Tavernerio e Grandate
1
2012
Guanzate
Ogni gruppo di cammino vede la partecipazione media di circa 20-25 persone
I gruppi di cammino attualmente funzionanti si ritrovano con cadenza bisettimanale a volte anche trisettimanale per percorrere gli itinerari stabiliti.
Nel 2011 per promuovere l’attività fisica tra i dipendenti , sono state affisse locandine presso il 100% delle sedi
ASL, con indicazione che “fare le scale fa bene alla salute”, mentre nel 2012 il progetto è stato esteso
all’Azienda Ospedaliera S. Anna, che – autorizzata all’utilizzo del materiale informativo ASL – ha proceduto
all’affissione presso i propri presidi. In collaborazione con il CRAL aziendale, sono state inoltre avviate
numerose iniziative sportive che spaziano dai corsi e passeggiate di Nordic Walking, tornei di calcio e di tennis,
tornei femminili di palla a volo fino alla promozione di abbonamenti a palestre e piscine locali rispondendo
così alle richieste pervenute dai dipendenti nel corso di una indagine condotta nel 2011 sulle abitudini
alimentari. Per poter disporre di dati aggiornati sulla prevalenza territoriale di bambini con eccesso ponderale,
a distanza di cinque anni dalla precedente rilevazione e per poter effettuare una comparazione con la
stessa, è stato riproposto nel 2011 uno studio di sorveglianza nutrizionale e stili di vita per 1067 bambini nati nel
2001 (rilevazione dati antropometrici e questionario abitudini alimentari e attività fisica) e 992 nel 2002 (solo
rilevazione dati antropometrici). La sorveglianza è stata effettuata su un campione di alunni statisticamente
rappresentativo all’interno di 34 scuole primarie, le stesse del 2006 (sorteggiate con criterio casuale,
uniformemente distribuite sul territorio provinciale) in due momenti successivi: aprile-maggio e ottobrenovembre.
Sulla base del contenuto di tale documento sono stati successivamente implementati:
-
un documento in PowerPoint divulgativo pubblicato sul sito intranet ASL nell’area formazione;
-
un volumetto informativo ed educativo dal titolo “Più passi all’aria aperta e meno pasti scorretti” che
verrà distribuito nel corso del 2013 alle scuole ed alle famiglie; il
volumetto sarà poi pubblicato sul sito internet aziendale disponibile
SOVRAPPESO
OBESI
per tutti i cittadini.
NATI 2001
29,52%
7,69%
Molti sono i dati interessanti pubblicati nell’opuscolo, tra i quali si citano
NATI 2002
22%
9%
ad esempio nei nati nel 2001 un sovrappeso del 29,52% ed un’obesità
del 7,69%, mentre nei nati nel 2002 un sovrappeso del 22% ed un’obesità del 9%. Per quanto riguarda gli adulti
(18-70 anni di età) i dati cumulati di sovrappeso ed obesità rilevati dall’indagine del 2007 erano di 42,2%. Altre
informazioni di quello studio sugli stili di vita degli adulti sono disponibili sul sito aziendale nell’area “informazioni
sanitarie”. Nel corso del 2012 è stato riproposto lo studio di sorveglianza nutrizionale e stili di vita sulla
popolazione adulta afferente agli ambulatori distrettuali di Igiene pubblica dell’ASL di Como (8 sedi
distrettuali). La raccolta dati riguardante un campione di 993 soggetti di età compresa tra 18 e 80 anni e
l’inserimento in apposito database è in fase di ultimazione. Nel corso del 2013 i dati verranno elaborati,
analizzati e successivamente divulgati.
Altre iniziative volte a favorire l’assunzione di un comportamento alimentare corretto nella popolazione
generale e scolastica in particolare, si sintetizzano negli inviti, formalmente trasmessi ai Servizi Comunali, Enti
gestori e Responsabili della ristorazione, a contattare l’ASL per una valutazione dei Capitolati delle mense.
Tutte le iniziative sopra descritte si affiancano all’attività continua e quotidiana di orientamento ed indirizzo
rivolte alle realtà scolastiche (450 mense scolastiche) in ordine alla corretta applicazione del menù scolastico
14
e della valutazione di richieste di modifiche al menù standard per esigenze di specifiche realtà
opportune diete speciali individuali secondo il protocollo ASL realizzato e vigente dal 2008.
e
di
Relativamente al tabagismo ogni anno, nella provincia di Como, il fumo è responsabile del 15% di decessi.
L’ASL di Como individua, come interlocutori privilegiati delle iniziative di promozione della salute in tale
ambito, i preadolescenti e gli adolescenti, ma anche la popolazione generale ed in particolare le donne.
L’iniziazione dei giovani al fumo e all’utilizzo di altre sostanze avviene per lo più in epoca adolescenziale e
nell’ambito del gruppo che, a questa età, acquisisce sempre maggiore importanza. I fenomeni di abuso,
riconosciuti fra i comportamenti a rischio tipici dell’adolescenza, hanno sulla salute un impatto ampiamente
documentato: da quelli immediati a quelli a distanza nel tempo come le patologie tumorali. Si evidenzia
come il consumo di tabacco sia sperimentato per la prima volta ed aumenti in modo considerevole proprio
nel periodo preadolescenziale: la percentuale dei giovani che fumano è pari allo 0,92% tra gli 11enni, 8,09%
tra i 13enni, 30,58% tra i 15enni. Considerando il consumo frequente di tabacco, si evidenzia come la
percentuale di giovani che riportano di fumare almeno una volta la settimana passi da 0,38% per gli 11enni a
circa 22,03% per i 15enni. Parallelamente la percentuale di ragazzi/e che riportano di fumare ogni giorno
passa da 0,15% ad 11 anni a 15,49% a 15 anni (Rapporto sui dati regionali HBSC Health Behaviour in Schoolaged Children 2009 – 2010 Stili di vita e salute dei giovani in età scolare).
Tabella 8 - Percentuale di studenti che hanno dichiarato di aver fumato almeno una volta. Fonte dati regionali : Ricerca sulle risorse individuali
e le abilità di vita degli studenti delle scuole secondarie di I grado della Lombardia A.S. 2011-2012
Da qui la scelta di mettere in campo
interventi precoci che permettano ai
CLASSI
CLASSI
CLASSI LST
CLASSI LST
ragazzi di sviluppare “competenze di
Controllo
Controllo
vita”
(life
skills) per fare
scelte
11 anni
3,30%
4,30%
3,70%
6,90%
consapevoli e “sane” anche in questo
ambito. Nel 2012 l’ASL ha continuato gli interventi di prevenzione sulla dipendenza tabagica, da alcol e
droghe nelle scuole, promuovendo in particolare la sperimentazione regionale del programma Life Skills
Training (LST) che coinvolge attualmente 141 docenti e 950 studenti di scuola secondaria di primo grado. Si
riportano i risultati di efficacia rispetto al primo anno di lavoro nelle scuole (tabella 8) . Dai dati presentati si
evidenzia come in percentuale maggiore gli studenti che non svolgono il programma di prevenzione rispetto
a quelli che lo svolgono dichiarano di aver fumato sigarette. Questi primi dati confermano l’efficacia del
programma nel compensare l’aumento del consumo di tabacco al crescere dell’età.
Scuole
secondarie
di I grado
2011-2012
inizio anno scolastico
fine anno scolastico
Nel 2012 l’ASL oltre a continuare gli interventi di prevenzione sulla dipendenza tabagica nelle scuole per
aumentare il numero di insegnanti e ragazzi informati sui danni prodotti dal fumo e quindi in grado di
assumere un comportamento consapevole, ha dedicato uno spazio significativo alla progettazione e
realizzazione di interventi rivolti al target lavoratori. Sono stati coinvolti 116 lavoratori del Punto vendita
Esselunga di Como attraverso un’azione congiunta del Dipartimento Dipendenze e l’UOC PSAL del
Dipartimento di Prevenzione Medico in collaborazione con il medico competente e il datore di lavoro. Sono
stati raccolti 116 questionari anonimi sull’abitudine al fumo e l’esposizione a fumo passivo negli ambienti di
lavoro. I 116 questionari raccolti hanno evidenziato 46 fumatori e 70 non fumatori. In un secondo tempo gli
operatori ASL hanno effettuato misurazioni di CO nell’espirato ed esami spirometrici.
Sono stati effettuati 55 misurazioni di CO (30 in soggetti fumatori, 16 in soggetti non fumatori e 9 in soggetti ex
fumatori) e 41 esami spirometrici. Gli esiti degli accertamenti eseguiti verranno restituiti ai lavoratori attraverso il
medico competente. Sono state distribuite brochure informative della Società Italiana di Tabaccologia sui
vantaggi e sugli strumenti per smettere di fumare e brochure degli Ambulatori Antifumo dell’ASL Como.
Nell’ambiente di lavoro sono state coinvolte le lavoratrici della Esselunga attraverso un’azione congiunta
dell’UOC PSAL con il Dipartimento Dipendenze con l’attivazione di un punto informativo in azienda, interventi
di counselling e dimostrazioni di misurazione del monossido di carbonio.
A seguito del percorso formativo sul counselling motivazionale breve che ha coinvolto 70 operatori (SerT,
Consultori Familiari, Medicina dello Sport, UO Prevenzione, Uff. Medico Competente ASL) si è attivata tale
tecnica nelle sedi dei nove Consultori Familiari ASL e del Servizio di Medicina dello sport per un totale di più di
1.000 counseling effettuati nel 2012. Sono inoltre stati realizzati nel 2012 un percorso formativo per l’attivazione
15
del counselling motivazionale presso gli ambulatori dei MMG e una “Campagna antifumo” rivolta ai
dipendenti ASL (375 questionari restituiti) e ai docenti delle scuole (410 questionari restituiti ) con
implementazione nella rete HPH dell’Az. Ospedaliera S. Anna di Como volta a favorire la cessazione del fumo
e l’accesso ai servizi di cura. Tra le abitudini scorrette da contrastare si aggiunge l’abuso di sostanze alcoliche
che mostra un notevole incremento proprio nella transizione tra l’età preadolescenziale e adolescenziale. Il
consumo di alcol fra gli adolescenti è un fenomeno che non può essere sottovalutato anche perché è in
questa età che si stabiliscono i modelli di consumo che saranno poi verosimilmente mantenuti nell’età adulta.
Sembra infatti esistere un legame tra l’iniziazione in giovane
% di giovani
% di giovani che
età e l’abuso in età adulta (De Wit et al., 2000; Poikolainen
che bevono
bevono
FASCIA DI ETÀ
saltuariamente
frequentemente
et al., 2001). La percentuale di ragazzi/e che riportano di
alcolici
alcolici
bere alcolici saltuariamente (raramente oppure ogni mese)
11 ANNI
24,90%
4,26%
è pari a 24,90% per gli 11enni, 45,43% per i 13enni, 44,71%
per i 15enni. Si evidenzia inoltre un sottogruppo di giovani
13 ANNI
45,43%
9,53%
che consuma invece alcolici frequentemente (ogni
15 ANNI
44,71%
36,33%
settimana oppure ogni giorno), pari a 4,26% per gli 11enni,
9,53% per i 13enni, 36,33% per i 15enni. La maggior parte dei giovani consuma alcolici nel weekend e tale
tendenza si accentua al crescere dell’età: la percentuale di giovani che riportano di consumare alcol solo il
sabato e la domenica è pari a 5.96% per gli 11enni, 11.44% per i 13enni, 37.24% per i 15enni. Parallelamente
aumenta anche la percentuale di giovani che dichiarano di bere alcolici sia nel weekend sia in settimana:
1,16% per gli 11enni, 2,82% per i 13enni, 8,06% per i 15enni. (Rapporto sui dati regionali HBSC Health Behaviour
in School-aged Children 2009 – 2010 Stili di vita e salute dei giovani in età scolare). Non trascurabile è il
problema della incidentalità stradale. Nel 2010 nella provincia di Como gli incidenti stradali sono stati 1.697
con 23 morti e 2.370 feriti (dati ISTAT 2010). Le fasce maggiormente soggette ad incidentalità stradale in
provincia di Como sono quelle giovanili (dai 18 ai 25 e dai 26 ai 35 anni) e il maggior numero di ricoveri per
infortuni stradali avviene nei week end.
Per quanto riguarda le rilevazioni e osservazioni raccolte dalle stesse Unità Mobili Giovani e Divertimento
territoriali i rischi più frequenti correlati al consumo di alcol e droghe sono rappresentati dalle abbuffate
alcoliche, dalle risse ed in generale dall’incidentalità stradale. Dalle misurazioni del tasso alcolico effettuate
sui ragazzi che spontaneamente hanno aderito emerge come sul totale delle misurazioni effettuate più del
50% siano oltre il limite legale. Dai controlli effettuati su strada dalle Forze dell'Ordine con operatori ASL nel
2011 proseguito poi nel 2012 (Progetto Drugs on street) il 6% dei fermati è risultato alla guida sotto l'effetto di
alcol e/o droghe.A fronte del quadro appena descritto ma anche degli interventi di contrasto attivati è
importante sottolineare come in questi ultimi anni si sia registrata una riduzione degli incidenti stradali e in
particolare di quelli correlati alla guida in stato di ebbrezza alcolica.
Tabella 9 - Trend degli incidenti stradali, con infrazione art. 186 (guida sotto l’influenza dell’alcol) e art.187 (guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti)
ANNO
INCIDENTI
STRADALI
INCIDENTI
INCIDENTI
PER GUIDA
INFLUENZA ALCOL
PER USO DI SOSTANZE
STUPEFACENTI
TOT.
TOT.
TOT in %
TOT.
TOT in %
2006
479
77
16,0
14
3,0
2007
393
70
17,8
15
3,8
2008
344
55
16,0
12
3,1
2009
318
52
16,3
19
6,0
2010
318
39
12,3
14
4,4
2011
240
24
10,0
10
4,2
La tabella 3. descrive il trend degli incidenti
stradali, con infrazione art. 186 (guida sotto
l’influenza dell’alcol) e art.187 ( guida in
stato di alterazione psico-fisica per uso di
sostanze stupefacenti), del Codice della
strada rilevati
dalla Polizia Stradale di
Como.
16
Tabella 10 - Indicatori di risultato ed efficacia degli interventi di prevenzione delle dipendenze e dell’incidentalità stradale correlata
INDICATORE DI RISULTATO
ED EFFICACIA
n. dosi/giorno principali
droghe d’abuso
consumate dalla
popolazione di Como
INDICATORE DI RISULTATO
ED EFFICACIA
n. incidenti stradali correlati
a guida in stato di
ebbrezza alcolica rilevati
dalla Polizia Stradale di
Como
2008
2009
2011-2012
RISULTATI RAGGIUNTI
5.155
4.243
Dati rilevati e
in
fase
di
elaborazione
ma
con
riscontro di un
trend
in
diminuzione
Tra il 2008 e il 2009 si è rilevata una significativa
riduzione dei consumi di eroina e cocaina nella
popolazione generale in parte correlabile
all’intensa ed efficace attività di prevenzione
condotta nel corso degli ultimi anni. Dalle prime
elaborazioni sembra confermato un ulteriore
trend in diminuzione del consumo di sostanze
nel 2011/2012 rispetto al 2008.
2006
2008
2011
RISULTATI RAGGIUNTI
479
344
240
(77 art. 186)
(55 art. 186)
Riduzione degli incidenti stradali e in particolare
di quelli correlati alla guida in stato di ebbrezza
alcolica
(24 art. 186)
In relazione all’uso di sostanze illecite i dati disponibili dipingono un quadro della situazione locale
caratterizzato da:
-
progressiva diffusione del consumo e del poli-consumo di sostanze nelle fasce giovanili della popolazione,
in contesti di “normalità” e con scarsissima consapevolezza del rischio
-
forte prossimità dei giovani con la disponibilità di droghe
-
tendenza alla “normalizzazione” dell’assunzione/sperimentazione di sostanze nell’ambito del contesto
sociale e familiare
-
scarsa percezione dell’illecito diffusa ai diversi segmenti d’età
Si tratta di un quadro non modificato nelle sue dimensioni qualitative dalle recenti ricerche che rilevano una
riduzione generalizzata dei consumi a livello nazionale (Relazione Annuale al Parlamento sull’uso di sostanze
stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia 2012).
Tabella 11 - Percentuale di studenti 15 -19 anni che hanno dichiarato di aver usato sostanze almeno una volta nella vita (Relazione annuale
al Parlamento 2012)
TIPO DI
SOSTANZA
Il dato sui consumi di sostanze stupefacenti indica che
la tendenza alla contrazione, in atto ormai da alcuni
ALCOL
87,68
83,29
85,49 anni, può ritenersi sostanzialmente confermata ma con
CANNABIS
26,94
18,30
22,62 alcune precisazioni per la popolazione studentesca: si
riscontra una lieve tendenza all'aumento per la
STIMOLANTI
2,22
1,33
1,78
cannabis ed una ripresa dei consumi di stimolanti
COCAINA
3,37
1,85
2,61
(ecstasy e amfetamine) che riguardano però solo il 2%
EROINA
0,61
0,42
0,52 degli studenti, mentre i consumi di cocaina, eroina e
ALLUCINOGENI
3,47
1,69
2,58 allucinogeni presentano un trend in diminuzione
(Relazione Annuale al Parlamento sull’uso di sostanze
stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia 2012). Dato preoccupante il facile accesso alle sostanze
anche attraverso il web (smart drugs e cannabinoidi sintetici) e l’intensificarsi di nuove forme di dipendenza
quali i comportamenti di addiction non mediati da sostanze come il gioco d’azzardo patologico. Nel 2012 sul
territorio provinciale è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Mario Negri un’indagine sul consumo di
sostanze che ha coinvolto 833 studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Como che conferma i
dati nazionali nella popolazione giovanile.
MASCHI % FEMMINE %
TOTALE %
Qui di seguito sono sintetizzate le iniziative di contrasto all’uso e abuso di sostanze illecite e lecite messe in atto
nel 2012 dal Dipartimento Dipendenze dell’ASL in collaborazione con altre articolazioni aziendali ed Enti del
territorio.
17
Tabella 12 - Indicatori di processo e attività degli interventi di prevenzione delle dipendenze
INDICATORE
2012
% di scuole primarie e secondarie coinvolte in
interventi preventivi su droghe, alcol e
incidentalità stradale
(avanzamento 2008 –
2012)
80%
19%
% di scuole secondarie di primo grado
coinvolte nella sperimentazione ife Skills
Training Program
(avanzamento 2011 –
2012)
% di scuole secondarie di secondo grado
coinvolte nella sperimentazione UNPLUGGED
EUDAP
(avanzamento 2011 –
2012)
10%
RISULTATO RAGGIUNTO
Raggiungimento capillare delle scuole del
territorio di diverso ordine e grado
Attivazione e corretta implementazione del
Life Skill Training Program (programma di
validata efficacia) nelle scuole aderenti
Attivazione e corretta implementazione del
programma Unplugged nelle scuole aderenti
3.427 di cui
n. studenti, genitori, insegnanti delle scuole
primarie e secondarie raggiunti da interventi
preventivi su droghe, alcol e incidentalità
stradale
•
2.530 studenti
•
447 insegnanti
•
450 genitori
Attivazione dei docenti quali moltiplicatori
dell’azione preventiva, sensibilizzazione dei
genitori e sviluppo delle abilità di vita (life skill)
degli studenti
(2008 – 2012)
> 800
n. giovani consumatori di droghe 14-24 anni
contattati da “Spazio In- Dipendenze
Giovanili”
(avanzamento 2009 –
2012)
n. giovani contattati nei contesti del
divertimento tramite Unità Mobili Giovani e
Divertimento
(avanzamento 2010 –
novembre 2012)
n. soggetti alla guida sottoposti a controlli
stradali e accertamenti tossicologici (Progetto
DOS Prefettura/FFOO/SerT/Comune di Como)
12.972 (avanzamento
2009 – 02 dicembre
2012)
n. educatori informali e operatori formati
n. studenti scuole secondarie di secondo
grado di Como coinvolti nella survey sui
comportamenti d’uso delle sostanze realizzata
in collaborazione con l’Istituto di Ricerche
Farmacologiche Mario Negri di Milano
19.999
341
(2011 – 2012)
833
(2012)
Intervento precoce sui giovani consumatori
di sostanze
Realizzazione di interventi preventivi rivolti ai
giovani nei contesti dei locali del
divertimento notturno
Potenziamento dell’azione di contrasto
dell’incidentalità stradale correlata ad alcol
e droghe attraverso la collaborazione tra
FFOO e SerT
Sviluppo della Rete Territoriale di Prevenzione
e ampliamento dei contesti di intervento
preventivo
Conoscenza e descrizione dell’evoluzione
del fenomeno di consumo di sostanze tra i
giovani del territorio.
Nel corso dell’anno 2012 il Distretto Veterinario Medio Alto Lario con il Servizio di Igiene degli Allevamenti e
delle Produzioni Zootecniche ha organizzato, in applicazione al Piano Latte programmato da Regione
Lombardia, una serie di incontri rivolti agli allevatori del territorio riguardanti i controlli sulla qualità igienica del
latte e prodotti derivati in allevamento e in alpeggio e sul latte da consumarsi crudo.
All’iniziativa, svoltasi a Porlezza nel mese di maggio in collaborazione con le Associazioni di categoria hanno
partecipato 37 titolari di aziende di produzione latte situate sul territorio del Distretto.
Proprietari di cani che hanno ottenuto apposito
patentino attraverso corsi organizzati da
Veterinari specializzati
Sempre nel 2012, con lo scopo di aggiornare ed ulteriormente
sensibilizzare gli operatori interessati, è stato organizzato presso
ognuno dei quattro Distretti Veterinari un Corso rivolto al
SUD
TOTALE
BRIANZA
COMO
MAL
personale operante presso gli impianti di macellazione, nel
OVEST
ASL
rispetto di quanto previsto dal Reg.(CE) 1099/2009 applicabile
5
89
12
57
15
dal 1 gennaio 2013. Al termine, dopo esame finale, è stato
rilasciato ai partecipanti un certificato di idoneità che ha abilitato gli operatori allo svolgimento delle
operazioni di abbattimento nel rispetto del benessere animale e a salvaguardia dei requisiti di salubrità ed
igienicità delle carni. Come per gli scorsi anni, il Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni
Zootecniche in collaborazione con l’Associazione Provinciale Allevatori ha organizzato ad Erba due edizioni
del Corso per trasportatori, conducenti e guardiani di animali in ottemperanza a quanto previsto dal Reg.(CE)
1/2005.Per quanto riguarda gli interventi di educazione alla salute nel campo del rapporto uomo-animale nel
18
corso del 2012 il Servizio Sanità Animale del Dipartimento, al fine
di ridurre i danni provocati all’uomo da morsicature causate da
una particolare aggressività dei cani, ha organizzato presso le
quattro sedi dei distretti veterinari corsi di formazione rivolti ai
proprietari dei cani proprio per fornire una serie di indicazioni e
migliorare la convivenza con gli animali d’affezione.
Partecipazione corso rivolto al personale
operante presso gli impianti di macellazione
BRIANZA
COMO
MAL
SUD OVEST
49
14
25
27
MALATTIE INFETTIVE NELLA PROVINCIA DI COMO
Grafico 18 – Numero notifiche di malattie infettive ASL segnalati 2002-2011
L’analisi dell’andamento dei casi di malattia
infettiva segnalati a carico di cittadini residenti nel
territorio dell’ASL di Como ed il confronto con i dati
relativi agli anni precedenti, consente di tracciare
un preciso quadro di contesto epidemiologico,
strumento essenziale per una corretta analisi delle
malattie infettive sotto il profilo del rischio e per
l’identificazione di corretti criteri di priorità da
seguire nella programmazione e pianificazione
degli interventi di prevenzione. I tassi di incidenza
delle patologie infettive più comuni in relazione
all’età, indicano che nei bambini e negli adolescenti le principali patologie sono di tipo esantematico e
gastroenterico; nei giovani adulti si riscontrano più frequentemente casi di morbillo, di malattia invasiva da
meningococco e, soprattutto se stranieri, di tubercolosi; nella fascia d’età intermedia (tra i 30 e i 45 anni) si
concentrano i casi di nuova sieropositività HIV e sifilide mentre negli anziani oltre i 65 anni prevalgono
patologie quali la legionellosi, la diarrea infettiva da Clostridium difficile e la polmonite invasiva da
pneumococco.
Si conferma la progressiva riduzione delle malattie a carattere francamente epidemico; tra le malattie
esantematiche mantengono tale caratteristica solo la varicella (223 casi/ 100.000) e, in misura minore, la
scarlattina (30 casi/ 100.000) mentre morbillo, rosolia e parotite, grazie al raggiungimento di buoni tassi di
copertura del vaccino MPR nella popolazione infantile, risultano numericamente contenute con conseguente
riduzione dell’incidenza di complicanze e di ospedalizzazione.
Patologie come la tubercolosi, la malattia invasiva da pneumococco, la legionellosi e le diarree infettive
colpiscono elettivamente soggetti che si trovano in particolare condizione di “fragilità”, in cui oltre alla
presenza dell’agente patogeno sono la situazione di salute di base o la condizione di vita che concorrono al
verificarsi della malattia.
Le parassitosi cutanee, la tubercolosi, l’epatite A e la malaria sono frequentemente diagnosticate in soggetti
provenienti da Paesi in via di sviluppo o comunque da aree ad alta endemia. Il fenomeno migratorio che
sempre più caratterizza la realtà locale deve pertanto indurre a individuare strategie preventive mirate a tale
target di popolazione. In tal senso l’attività di Medicina Preventiva dei Viaggi costituisce un importante
strumento per la prevenzione e il contenimento delle patologie da importazione.
Relativamente alle malattie sessualmente trasmissibili si conferma per l’Aids un tasso di incidenza in calo
rispetto agli anni ’90 - 2000 in linea con il dato nazionale e pari a una media di 16 nuovi casi anno. A seguito
del diffondersi di schemi terapeutici efficaci se applicati in fase precoce, la malattia si manifesta
prevalentemente come patologia cronica a lenta evoluzione con importante impatto socio-sanitario. Per
quanto riguarda le nuove diagnosi di sieropositività da HIV si evidenzia che dal 2009 al 2012 sono stati
notificati 108 casi, in media 27 casi per anno in linea con il dato di incidenza nazionale pari a 5,5/100000
abitanti. Prevalgono nettamente i soggetti di sesso maschile con un’età media alla diagnosi di 38aa; in un
terzo dei casi si tratta di cittadini stranieri. I rapporti etero ed omosessuali rappresentano la modalità
prevalente di contagio, mentre meno rilevante rispetto al passato è il rischio legato alla tossicodipendenza
19
Modalità di esposizione
Grafico 19 - Percentuale cause nuove diagnosi di sieropositività da HIV
RAPPORTI ETEROSESSUALI CON
PARTNER A RISCHIO NON NOTO
5%
Così come a livello nazionale anche
nella realtà locale in circa la metà
dei casi lo stato immunitario alla
RAPPORTI ETEROSESSUALI
37%
OCCASIONALI CON PARTNER A
diagnosi risulta già compromesso
RISCHIO
(CD4 < 200) ciò ad indicare la
RAPPORTI
necessità di porre in atto misure che
OMOSESSUALI/BISESSUALI
favoriscano la diagnosi precoce. A
USO DI DROGHE E.V.
23%
tal proposito, in ottemperanza a
quanto indicato nel Decreto 11572
del 16 novembre 2010 “sorveglianza
Missing
e controllo dell’infezione da HIV:
24%
determinazioni per il potenziamento
delle attività di screening e diagnosi precoce” è stato attuato nel corso dell’anno 2012 un potenziamento
della rete MTS integrata ASL/Azienda Ospedaliera S. Anna, con l’attivazione di un centro per il counselling e
lo screening delle MTS con accesso in anonimato. I dati di attività dimostrano un netto aumento degli accessi
(220 nel corrente anno) triplicati rispetto agli anni precedenti.
11%
Adesione alle attività di vaccinazione
Tabella 13 - Coperture vaccinali per distretto – Aggiornato al 31.12.2012
COMO
BRIANZA SUD-OVEST
M.A.L.
TOTALE
ASL
VACCINO ESAVALENTE
(POLIO-DIFTO-TETANOPERTOSSE-EPATITE B-HIB) ≥ 95%
97%
97%
97%
98%
97%
MORBILLO - PAROTITE ROSOLIA: 1.A DOSE ≥ 95%
96%
95%
95%
96%
95%
MORBILLO - PAROTITE ROSOLIA: 2.A DOSE ≥ 90%
94%
93%
92%
96%
93%
POLIO 4.A DOSE ≥ 95%
97%
95%
94%
98%
95%
HPV - 1.A DOSE > 70%
76%
70%
72%
77%
73%
L’attività vaccinale costituisce
uno dei settori di impegno
prioritario
delle
azioni
di
prevenzione. Il settore vaccinale
è strutturato ed ha consentito di
mantenere, per le vaccinazioni
raccomandate
dell’infanzia,
livelli di copertura in linea con le
indicazioni
regionali
ed un
adeguato
monitoraggio
dei
risultati. Nel 2012 sono proseguite
le attività di
offerta attiva delle vaccinazioni,
comprese quelle nei confronti
dei soggetti a maggior rischio e
HPV - 3.A DOSE ≥ 70%
60%
66%
67%
72%
66%
la campagna specifica antiinfluenzale. Si segnala che l’ASL di Como è stata individuata da Regione Lombardia quale “pilota” per
avviare il nuovo flusso informativo dei dati vaccinali mediante applicativo GEV gestito da Lombardia
Informatica, che consente la trasmissione diretta e non più periodica di tutti gli eventi vaccinali in maniera da
aggiornare la banca dati regionale in tempo reale. Il flusso è stato reso operativo nel mese di dicembre.
NEOPLASIE (ATTIVITÀ REGISTRO TUMORI)
Dall’anno 2009 al 2011 l’ASL di Como ha proseguito i lavori per la costruzione del Registro Tumori
perfezionandone l’impianto e realizzando quattro anni di incidenza (2003-2006).
A fine anno 2011 sono stati inviati i dati di incidenza allo IARC (International Agency for Research on Cancer
Registries) per partecipare, con la propria casistica, alla pubblicazione del WHO “Cancer Incidence in Five
Continents – Volume X” . Lo IARC ha verificato e confermato la buona qualità dei dati.
Nell’anno 2012 l’UOS Registro Tumori e Screening si è impegnata a realizzare quattro attività principali:
-
Conseguimento dell’Accreditamento da parte dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori),
organismo riconosciuto a livello internazionale quale garante della qualità dei dati dei Registri Tumori
italiani.
20
-
-
Organizzazione dell’XVI riunione scientifica annuale AIRTUM, convegno scientifico di tre giorni che ha
ospitato più di 200 specialisti del settore in rappresentanza di tutti i Registri Tumori italiani. In tale occasione
l’ASL ha presentato una relazione sul tumore epatico dal titolo: “Epatocarcinoma: valutazione su base di
popolazione dell’appropriatezza dei trattamenti secondo le raccomandazioni scientifiche”.
Completamento di un ulteriore anno di incidenza (2007) e lancio incidenza dei tre anni successivi (20082010) con costruzione del 70% dei casi dell’anno 2008.
Approfondimento epidemiologico sul tumore mammario; tumore più frequente per incidenza e mortalità
nel sesso femminile. Analisi preliminare dell’impatto dello screening organizzato mammografico sul
territorio provinciale. Di seguito alcuni dati di interesse.
Tabella 14 - Incidenza anni 2003-2007, numero e tasso standardizzato Europeo (escluso tumori cutanei spino e basocellulari)
TUTTI I TUMORI
STANDARD EUROPEO
UOMINI
8.737
498,2
DONNE
7.473
353,3
TOTALE
16.164
410,8
Si nota un tasso standardizzato più basso nelle donne rispetto agli uomini.
Tabella 15 – Incidenza tumori più frequenti suddivisi per sesso e anno di diagnosi
UOMINI
DONNE
SEDE
2003 2004 2005 2006 2007 2003 2004 2005 2006 2007
MAMMELLA
7
6
3
3
2
444
438
472
522
542
PROSTATA
410
377
368
401
369
-
-
-
-
-
POLMONE, TRACHEA E BRONCHI
297
299
264
285
259
63
72
73
103
95
COLON
138
166
162
164
185
162
129
124
160
168
STOMACO
102
90
100
88
98
56
68
62
84
60
VESCICA
125
133
128
137
114
34
33
24
33
30
RENE
62
82
70
74
60
43
33
41
52
41
RETTO + RETTO SIGMA
61
81
57
70
61
37
45
52
52
47
FEGATO E DOTTI INTRAEPATICI
94
72
103
99
90
35
47
35
38
38
MELANOMA
38
52
34
36
53
42
43
51
29
56
LINFOMA
81
89
77
77
75
64
67
67
80
53
PANCREAS
44
46
47
57
44
50
55
55
53
70
ENCEFALO
29
23
28
31
17
23
43
19
29
21
OVAIO
-
-
-
-
-
52
48
31
43
44
TIROIDE
15
7
15
11
22
38
39
30
29
40
21
Grafico 20 - Prime 15 sedi negli uomini: tasso di incidenza standardizzato Europeo su 100.000 abitanti anni 2003-2007
120,0
100,0
80,0
60,0
40,0
20,0
tir
oi
de
re
r
tto en
+s e
ig
m
a
pa
nc
re
as
m
el
an
om
a
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l.
lin
fo
m
a
pr
os
ta
ta
po
lm
on
e
0,0
Grafico 21 - Prime 15 sedi nelle donne: tasso di incidenza standardizzato Europeo su 100.000 abitanti anni 2003-2007
140,0
120,0
100,0
80,0
60,0
40,0
20,0
ce
rv
r
ic en
e
e
fe
ut
ga
er
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a
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o
el
an
om
a
m
am
m
el
la
0,0
Di seguito vengono riportati alcuni dettagli sulla casistica del tumore mammario.
Tabella 16 - Incidenza tumori mammari femminili (anni 2003-2007): casi e tasso standardizzato Europeo
ETÀ
<T2
%
>=T2
%
< 39
58
49
61
51
40-49
215
64
121
36
50-69
645
64
363
36
> 70
255
43
345
57
Totale
1.173
57
890
43
L’incremento osservato negli anni in cui si è sviluppato
progressivamente lo screening organizzato (dal giugno
2004 in poi) è evidente ma ancora non significativo.
Tabella 17 – estensione del tumore mammario alla diagnosi (anni 2003-07): n. casi e % < o >= T2
ANNO
NUMERO CASI
TASSO STD EU
2003
444
121,2
2004
438
114,3
2005
472
123,0
2006
522
134,9
2007
542
138,7
TOTALE 2003-2007
2.418
126,3
Su 2.418 tumori invasivi della mammella, il Registro
Tumori è stato in grado di specificare per n. 2.063, pari
all’85%, il grado di estensione del tumore alla diagnosi
(stadiazioni “T”). A questa casistica vanno aggiunti 163
tumori in situ. Si nota un’alta percentuale di tumori
diagnosticati in fase precoce (<T2). Con il proseguo del
programma di screening ci attendiamo una ulteriore
riduzione dei cancri avanzati.”
22
Tabella 18 – % Sopravvivenza relativa a cinque anni, per fascia d’età (coorte casi incidenti anni 2003-07)
TUTTE LE ETÀ
0-39
40-49
50-69
70-74
70+
La sopravvivenza a cinque anni del tumore
mammario è buona, in linea coi valori medi del Nord
87,1
87,6
94,4
89
85
79,4
Italia. Tale risultato deriva dagli sforzi sinergici della
prevenzione e della qualità delle cure. La flessione sull’età avanzata (dato già corretto sull’aspettativa di vita)
deve fare riflettere su un possibile minor approccio preventivo o curativo condizionato dall’età.
Adesione alle attività di screening
Tabella 19 – Attività di screening Tassi di adesione corretti – Anno 2011
2011
TASSO DI
ADESIONE
CORRETTO
38.300
pari a circa
donne invitate
il 60%
ANNO
SCREENING
MAMMOGRAFICO
I dati riferibili alle attività di screening della mammella
e del colon retto evidenziano come l’ASL sia in linea
con gli obiettivi regionali sia per l’adesione che per i
round di chiamata.
Per lo screening mammografico, nel 2011 sono state
invitate complessivamente 38.300 donne con un
COLON-RETTALE
soggetti invitati
il 52%
tasso di adesione corretto pari a circa il 60%. Per lo
screening colon rettale, nel 2011 sono stati invitati 72.400 soggetti con un tasso di adesione corretto pari a
circa il 52% (i tassi definitivi sono calcolabili solo a conclusione del primo trimestre 2012).
72.400
pari a circa
Nel 2012 i due programmi di screening hanno proseguito la loro attività invitando tutta la popolazione
eleggibile nel rispetto della chiamata biennale. Il tasso di adesione corretto è stato rispettivamente pari a
circa al 50% per il colon retto e al 60% per il mammografico.
L’ASL pone sempre grande attenzione nel monitorare gli indicatori di qualità dei programmi di screening. Tra
questi assume particolare valore la ricerca dei cancri di intervallo. Si tratta dei cancri che si manifestano
nell’intervallo tra un episodio di screening “negativo” e l’episodio successivo (nei due anni successivi). Per il
tumore mammario, secondo le Linee Guida Europee, il loro numero non dovrebbe superare il 30% dei casi
attesi in assenza di screening, nel primo anno e il 50% nel secondo anno, dopo la mammografia.
I cancri intervallo sono classificati sulla base della revisione radiologica in: cancri non visibili alla mammografia
di screening; casi con “segni minimi”, che ad un revisione informata possono essere definiti sospetti, ed “errori
di screening”(falsi negativi). A questo percorso hanno partecipato sia i radiologi dei Centri di lettura che
esperti esterni. Tale procedura è stata ripetuta per tre anni consecutivi. Nel 2012 sono stati ricercati e
revisionati i cancri intervallo appartenenti alla coorte delle donne, con esito negativo alla mammografia del
2008.I valori di riferimento, dettati dalle Linee Guida Europee, vogliono significare che è inevitabile la presenza
di cancri di intervallo per motivi sia epidemiologici che di difficoltà diagnostiche ma che il loro numero deve
essere contenuto e in proporzione all’incidenza attesa in una determinata popolazione.
Tabella 20 - Cancri di intervallo
ANNI
2004-2006
MX ESEGUITE:
7.549
ANNI
2006-2007
MX ESEGUITE:
19.465
ANNO
2008
MX ESEGUITE:
15.258
INCIDENZA PROPORZIONALE 1°
ANNO
(CA ATTESI =22)
INCIDENZA PROPORZIONALE 2°
ANNO (CA ATTESI =22)
OSSERVATI
OSSERVATO/ATTESI
OSSERVATI
OSSERVATO/ATTESI
5
22,10%
11
48,70%
INCIDENZA PROPORZIONALE 1°
ANNO
(CA ATTESI =58)
5
8,50%
INCIDENZA PROPORZIONALE 1°
ANNO
(CA ATTESI =45)
10
22,1%
INCIDENZA PROPORZIONALE 2°
ANNO (CA ATTESI =58)
13
22,22%
INCIDENZA PROPORZIONALE 2°
ANNO (CA ATTESI =45)
14
23,93%
23
INDICATORI DI DOMANDA E DI OFFERTA: AREA SANITARIA
Domanda sanitaria, prevalenza e incidenza di patologie: la popolazione esente per patologia è di 136.019
assistiti per un numero di esenzioni pari a 237.021 (dato al 31.10.2012).
I residenti dell’ASL hanno usufruito nel 2011 di 90.205 ricoveri, di cui 78,6% in regime ordinario, per un tasso di
ricovero di 123‰.
Il 32,77% dei ricoveri ordinari avviene in Strutture lombarde site al di fuori del territorio dell’ASL di Como,
principalmente nelle strutture site nella ASL della città di Milano, il 2,32% dei ricoveri è extraregione
prevalentemente verso Emilia Romagna e Piemonte.
In ragione di strategie regionali di programmazione sulla appropriatezza d’erogazione e di politica tariffaria, i
ricoveri risultano in riduzione negli anni e si apprezza un incremento nelle prestazioni ambulatoriali.
Nel 2011 i residenti hanno usufruito di 9.880.876 prestazioni ambulatoriali (l’ 80,3% in strutture site nel territorio
dell’ASL) e 4.332.754 (+1,5% rispetto al 2011) prescrizioni farmaceutiche. Nell’ambito della farmaceutica
convenzionata, nonostante si sia verificato nell’anno 2012 un incremento nei consumi sia in termini di
prescrizioni, sia di confezioni, sia di DDD (dose media giornaliera necessaria per ottenere l'effetto terapeutico),
si è verificato un decremento della spesa farmaceutica del 9,2% rispetto all'anno 2011, dovuto principalmente
ad una maggiore prescrizione da parte dei Medici di Medicina Generale di farmaco equivalente (passati dal
34% del 01.01.2012 al 40,5% del 31.12.2012).
Offerta sanitaria:
Sul territorio sono presenti:
-
1 Azienda Ospedaliera,
-
3 Ospedali Classificati (2 religiosi e uno privato)
-
4 Case di Cura
per complessivi 2.271 posti letto (PL) a contratto pari a 3,8 posti letto ogni mille abitanti comprensivi di 576 posti
letto di riabilitazione pari al 0,9 PL ogni mille abitanti (tabella 21).
Sono presenti inoltre:
-
6 Pronto Soccorso di cui 3 anche con funzione DEA (Dipartimento Emergenza e Accettazione)
-
10 Strutture accreditate di specialistica ambulatoriale a contratto (tabella 22 )
-
4 Centri accreditati di medicina sportiva
-
63 Punti e attività di prelievo afferenti a SMeL pubblici e privati accreditati.
Significativa è nella provincia l’offerta di strutture psichiatriche e di NPI, sono infatti presenti:
-
30 comunità residenziali di psichiatria di cui 23 a contratto per un totale di 397 posti (318 a contratto)
-
5 strutture
contratto).
residenziali terapeutiche di NPI di cui solo 2 a contratto per un totale di 113 posti (77 a
24
Tabella 21 – Rete di Offerta della Provincia di Como – posti letto ordinari, Day Hospital e Day Surgery – Anno 2012
DISTRETTO BRIANZA
FBF
UNITA' OPERATIVA
ORD
CENTRO DI DAY HOSPITAL
CENTRO DI DAY SURGERY
CARDIOLOGIA
CHIRURGIA GENERALE
CHIRURGIA GEN. ad indirizzo vascolare
CHIRURGIA MAXILLO-FACCIALE
CHIRURGIA PLASTICA
CHIRURGIA VASCOLARE
MALATTIE ENDOCRINE
GERIATRIA
MALATTIE INFETTIVE
MEDICINA GENERALE
MEDICINA GENERALE detenuti
MEDICINA GENERALE - ACUTI
NEFROLOGIA
NEUROCHIRURGIA
NEUROLOGIA
STROKE
OCULISTICA
ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
OSTETRICIA E GINECOLOGIA
OTORINOLARINGOIATRIA
PEDIATRIA
PSICHIATRIA
UROLOGIA
ANESTESIA E RIANIMAZIONE
TERAPIA INTENSIVA
UNITA' CORONARICA
DERMATOLOGIA
RIABILITAZ. SPECIALISTICA
RIABILITAZ. GENERALE E GERIATRICA
RIABILITAZ. DI MANTENIMENTO
GASTROENTEROLOGIA
ONCOLOGIA
PNEUMOLOGIA
RADIOTERAPIA
NEONATOLOGIA
TERAPIA INTENSIVA NEONATALE
CURE PALLIATIVE
TOT.POSTI LETTO
CANTU'
DH/DS
ORD
DH/DS
DISTRETTO COMO
MARIANO
ORD
DH/DS
S.GIUSEPPE
S. BENEDETTO
ORD
ORD
DH/DS
DH/DS
OSA
ORD
DISTRETTO MAL
VILLA APRICA
DH/DS
ORD
DH/DS
VALDUCE
ORD
DH/DS
COF
ORD
MENAGGIO
DH/DS
ORD
DH/DS
MORIGGIA
ORD
DH/DS
12
35
20
35
8
26
4
25
3
18
50
24
5
56
12
3
12
2
20
2
17
19
8
2
1
34
18
46
3
42
2
1
1
41
18
3
45
2
14
1
22
1
38
1
9
1
5
26
22
15
22
12
1
3
30
45
5
23
4
21
31
4
24
2
50
6
1
25
15
2
3
6
9
20
1
27
2
14
1
19
1
29
8
6
4
4
2
48
42
3
14
1
1
10
15
10
1
10
13
16
1
1
3
12
22
6
4
4
12
6
2
40
78
54
6
10
1
2
66
38
5
2
2
147
1
101
20
18
5
1
10
24
9
6
224
13
17
158
13
10
2
94
3
64
1
71
0
24
1
597
55
148
21
234
15
195
2
83
5
254
25
11
Tabella 21- Offerta ambulatoriale privata – Anno 2012
TIPOLOGIA DI STRUTTURA
DENOMINAZIONE STRUTTURA
Poliambulatorio San Carlo – Olgiate C.
Synlab Como ( ex Poliambulatorio Centro Polispecialistico S. Nicolò)
POLIAMBULATORIO
PRIVATO
Poliambulatorio San Paolo Radiologia - Bregnano
Radiologia e Terapia Fisica Studio di Radiologia e Ter. Fisiche CDC –
Bulgarograsso
LABORATORIO ANALISI
PRIVATO
Laboratorio Analisi Laboratorio Analisi “Le Betulle” – Appiano G.
Odontoiatra Studio Dentistico Dott. Ezio Freni – Orsenigo
Odontoiatra Dott. Fabrizio Petit & C. – Cantù
STUDIO DENTISTICO
PRIVATO
Odontoiatra Dott. Marcello Cornelio – Como
Odontoiatra Dott. Fabio Molteni – Como
Odontoiatria Amb. Odontoiatrico di Giudici Amalia – Mariano C.
Prestazioni di ricovero ospedaliero
I ricoveri rappresentano la tipologia assistenziale più rilevante in termini economici per l’Azienda Sanitaria
Locale, in considerazione della complessità delle prestazioni erogate unite agli aspetti residenziali che
comporta questa modalità di assistenza.
Ricoveri ordinari
Tabella 22 - Numero ricoveri ordinari - Fonte: Regione Lombardia – Periodo 2009 - 2011
RICOVERI ORDINARI
2008
2009
2010
2011
78.727
78.068
74.518
72.531
Il numero complessivo di Ricoveri Ordinari (R.O.) fruiti dai cittadini comaschi nelle strutture ospedaliere
regionali ed extra regionali risulta in costante diminuzione nel tempo. La contrazione del numero di R.O. è in
larga parte da ricondursi al progressivo trasferimento di alcune prestazioni verso altre tipologie assistenziali (da
R.O. a D.H./D.S. e da questi verso la Specialistica ambulatoriale). Inoltre, nel 2010, ha inciso la temporanea
riduzione di attività legata al trasferimento dell’Ospedale S. Anna di Como.
Grafico 22 - Ricoveri Ordinari: tassi standardizzati ‰ - Fonte: Regione Lombardia
180
170
ASL Como
Regione Lombardia
160
155,45
150
145,91
146,43
144,77
142,78
137,82
140
133,79
136,88
134,73
130
134,28
Anche il tasso standardizzato complessivo di
ricovero presenta un trend in diminuzione; il
valore riscontrato per l’anno 2011 (123,62‰) è il
più basso tra le ASL lombarde. Si registra invece
un aumento della spesa complessiva per ricoveri,
per l’incremento delle tariffe e della complessità
delle cure.
128,20
123,62
120
110
100
2006
2007
2008
2009
2010
2011
26
Tabella 23 - Tassi grezzi di ricovero ‰. – Fonte: ASL Como – Anno 2011
Differenze, anche sostanziali, si evidenziano dall’analisi dei
tassi di ricovero per l’anno 2011 a livello distrettuale.
Il Distretto Medio Alto Lario presenta i tassi più elevati; tali valori
sono in larga parte riconducibili alla presenza di una rilevante
quota di popolazione anziana in un territorio caratterizzato da
una peculiare conformazione orografica, che rende più
difficoltoso l’accesso alle strutture sanitarie. Nel confronto con
l’anno 2010 si registra per tutti i distretti una diminuzione, più
accentuata per il distretto di Como, legata al passaggio di
Tasso grezzo ‰
DISTRETTO
2010
2011
BRIANZA
120,67
116,49
COMO
131,84
121,63
MEDIO ALTO LARIO
154,18
147,61
SUD OVEST
123,12
115,17
prestazioni in regime di DH e/o ambulatoriale.
L’analisi a livello provinciale della mobilità passiva mostra un trend in crescita con tendenza alla stabilizzazione
nel 2011, con valori superiori alla media regionale. La fuga di ricoveri avviene, in prevalenza, verso gli ospedali
di province confinanti, ma una quota sempre più ampia si indirizza verso le strutture ad alta specializzazione
del capoluogo lombardo.
Si mantiene sostanzialmente stabile la percentuale di ricoveri effettuati presso strutture al di fuori del territorio
regionale. La mobilità attiva, dopo il calo nel 2010 registra un incremento del 20% e riguarda soprattutto le
UU.OO. di Ortopedia, Riabilitazione specialistica ed Endocrinologia.
Day Hospital e Day Surgery
Le tabelle successive mostrano l’attività delle attività di Day Hospital e di Day Surgery nel periodo 2009-2011.
Tabella 24 - Giornate di DH medico per 1000 abitanti. Fonte: ASL Como
VARIAZIONE
2009/2011
DISTRETTO
2009
2010
2011
BRIANZA
80,75
77,39
61,08
-24,36%
COMO
99,21
89,93
71,55
-27,88%
MEDIO ALTO LARIO
63,94
55,96
57,14
-10,64%
SUD OVEST
77,55
71,63
64,47
-16,87%
TOTALE
82,50
76,68
64,39
-21,96%
Per il DH è stato analizzato il numero di giornate per
1.000 abitanti. Si conferma il trend in diminuzione con
un calo più significativo a carico del Distretto di
Como e Distretto Brianza. Il calo è da imputarsi
anche al richiamo effettuato dall’ASL, tramite i
controlli, ad un utilizzo più appropriato di questa
tipologia di ricovero con la conversione dei Day
Hospital diagnostici a prestazioni ambulatoriali così
come ribadito da RL.
Tabella 25 - Casi di DH chirurgico per 1000 abitanti Fonte: ASL Como
VARIAZIONE
2009/2011
Per quanto riguarda la Day Surgery, è stato valutato
il numero di ricoveri per mille abitanti; si assiste ad
BRIANZA
15,43 10,89
9,84
-36,24% una riduzione generalizzata degli accessi, meno
COMO
16,54 12,07
9,06
-45,21% marcato nel distretto Sud ovest. La riduzione più
nel
2010
è
da
imputarsi
MEDIO ALTO LARIO
19,00 15,13 11,54
-39,30% significativa
all’implementazione della chirurgia a bassa
SUD OVEST
16,91 13,68 11,76
-30,46%
complessità che ha visto passare alcune procedure
TOTALE
16,51 12,46 10,42
-36,89%
di Day Surgery ad un nuovo livello assistenziale, con
specifici requisiti autorizzativi di accreditamento e rendicontato nel flusso ambulatoriale.
DISTRETTO
2009
2010
2011
Riabilitazione
I dati esposti nella tabella 26 riguardano i ricoveri erogati per problematiche di carattere riabilitativo.
L’andamento delle prestazioni riabilitative rileva un consumo interno (residenti comaschi in strutture del
territorio) in lieve aumento, mentre restano sostanzialmente stabile il numero di ricoveri effettuati in strutture
extra ASL.
Tabella 26- Ricoveri per riabilitazione Tasso grezzo ‰ - Fonte: ASL Como
2009
2010
2011
CONSUMO INTERNO
4.001
4.027
4.148
FUGA IN REGIONE
2.441
2.508
2.480
ATTRAZIONE
2.616
2.306
2.519
L’aumento delle prestazioni di ricovero riabilitativo per pazienti
provenienti da altre province è in parte determinato dalla
presenza nel territorio della nostra ASL di strutture con una
discreta capacità di attrazione dovuta ad un’offerta
27
numericamente consistente, superiore alla media regionale, ed in alcuni casi mirata a particolari
problematiche.
Prestazioni ambulatoriali
Il valore complessivo della spesa per prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale è incrementato
passando da 131 milioni di Euro del 2009 a circa 149 milioni di Euro nel 2011. Anche il valore medio pro capite
è aumentato da 225,90 Euro nel 2009 a 245,07 Euro nel 2010 fino al valore di 254,53 Euro nell’anno 2011.
Tabella 27 - Valore pro capite ambulatoriale – Fonte: ASL Como
LABORATORIO
DISTRETTO
RADIOLOGIA
ALTRE DISCIPLINE
PRONTO SOCCORSO
2009
€
2010
€
2011
€
2009
€
2010
€
2011
€
2009
€
2010
€
2011
€
2009
€
2010
€
2011
€
BRIANZA
46,86
48,81
49,78
43,92
46,01
48,06
103,60
116,97
123,18
24,34
23,23
24,17
COMO
49,66
51,24
51,37
47,90
48,92
51,30
120,22
135,81
142,25
26,88
26,82
26,25
M.A.L.
41,35
44,53
47,83
39,04
39,91
41,73
104,48
128,08
132,75
27,92
27,04
27,67
SUD OVEST
44,26
47,58
48,12
43,42
46,16
47,59
109,52
123,92
131,24
25,45
25,99
25,99
TOTALE ASL
46,22
48,63
49,46
44,30
46,21
48,12
109,71
124,88
131,36
25,66
25,35
25,59
Il significativo incremento dei valori di spesa registrato già nel corso del 2010 rispetto al 2009 è da ascriversi in
larga parte al passaggio in regime ambulatoriale (chirurgia a bassa complessità) di alcune prestazioni
precedentemente erogate in Day Surgery. Il Distretto di Como conferma un valore di consumo medio più
elevato rispetto agli altri distretti, confermando come la consistente presenza di punti di offerta determini una
maggiore richiesta di prestazioni.
Farmaceutica territoriale
Consumi: la tabella successiva mostra il trend 2009-2012 delle risorse assorbite per l'area della farmaceutica
territoriale; si evidenzia la diminuzione del dato di spesa registrato dall'anno 2011. In particolare i dati
evidenziano per l’anno 2012 una notevole diminuzione di spesa farmaceutica soprattutto per le fasce sopra i
45 anni.
Tabella 28 - Consumo farmaceutico pro capite – Fonte: ASL Como
2009
2010
2011
PREVISIONE
€
€
€
2012 €
0 ANNI
16,2
17,0
15,3
21,6
01-04 ANNI
29,9
29,6
27,5
28,0
05-14 ANNI
28,2
23,3
21,4
24,8
15-44 ANNI
51,6
48,0
44,4
39,6
45-64 ANNI
168,7
166,3
149,6
132,6
65-74 ANNI
400,0
403,5
356,8
319,1
75 ANNI ED OLTRE
462,4
466,2
414,6
379,9
TOTALE ASL
155,7
155,2
141,2
127,5
FASCE D’ETÀ
Come si nota dalla tabella 28, il maggior consumo
pro-capite è da attribuirsi principalmente alle fasce
d’età compresa fra i 65-74 ed oltre i 75 anni.
La riduzione iniziata nel 2011 è determinata anche
dalle numerose azioni intraprese dall’ASL per
incrementare il consumo dei farmaci equivalenti
che, a parità di efficacia e principio attivo, hanno
un costo significativamente inferiore.
28
Farmaci a somministrazione diretta a pazienti non ricoverati – File F
La tabella che segue mette in evidenza il consumo dei farmaci ospedalieri ricompresi nel File F nel periodo
2010-2012.
Tabella 29 - Consumo File F residenti - Fonte: ASL Como
Anno 2010
Anno 2011
Previsione 2012
€
%
€
%
€
%
PRESSO STRUTTURE PROVINCIA COMO
17.727.074
55,14%
16.982.256
56,30%
17.038.799
56,79%
PRESSO STRUTTURE DI ALTRE PROVINCE
14.420.796
44,86%
13.181.185
43,70%
12.964.342
43,21%
TOTALE CONSUMO
32.147.870
100%
30.163.441
100%
30.003.141
100%
Dai dati si evince che la spesa per i farmaci ospedalieri ha subito una riduzione nel 2011 mentre la previsione
per il 2012 indica una sostanziale stabilità. Da evidenziare che la riduzione è avvenuta soprattutto per pazienti
in cura presso strutture non del territorio ed è stata determinata in parte dalla presa in carico di tali pazienti
presso gli ospedali della provincia.
Psichiatria
Nelle tabelle 30 e 31 vengono riportati i dati per il periodo 2009-2012, relativi alla spesa e al numero di pazienti
residenti nell’ASL di Como che usufruiscono di prestazioni di psichiatria (flusso 46 san) suddivise in residenzialità,
semi-residenzialità (Centri Diurni) e assistenza territoriale (attività CPS). I dati della residenzialità relativi alla
proiezione 2012 rispetto al 2011 evidenziano un modesto incremento del valore economico associato ad un
possibile calo del numero di pazienti (da verificare con dati definitivi). Questo è da imputarsi molto
probabilmente alla scadenza dei programmi riabilitativi con durata di 36 mesi istituiti con la DGR 4221 ed a un
utilizzo di tipologie di comunità a più alta intensità riabilitativa. La spesa per la semi-residenzialità è
sostanzialmente invariata mentre è confermato l’aumento costante di coloro che usufruiscono dell’attività
territoriale anche se con un numero di prestazioni pro-capite ridotte o meno onerose.
Tabella 30 - Prestazioni di residenzialità - Anni 2009 – 2012 – Valori espressi in migliaia di euro
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
BRIANZA
2.808
99
3.091
98
3.040
91
3.159
77
3,91%
COMO
2.721
121
3.203
139
2.699
98
2.689
100
-0,37%
M.A.L.
889
36
843
40
681
32
732
24
7,49%
SUD OVEST
2.206
89
2.422
91
2.916
95
2.858
82
-1,99%
TOTALE ASL
8.624
345
9.559
368
9.336
316
9.438
283
1,09%
DISTRETTO
** la proiezione riguarda unicamente il valore economico.
Tabella 31 - Prestazioni di semi-residenzialità - Anni 2009 – 2012 – Valori espressi in migliaia di euro
DISTRETTO
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
BRIANZA
906
110
995
96
956
102
938
93
-1,88%
COMO
933
170
822
126
709
122
768
105
8,32%
M.A.L.
578
76
523
68
616
71
622
64
0,97%
SUD OVEST
655
117
619
118
570
124
569
116
-0,18%
TOTALE ASL
3.072
473
2.959
408
2.851
419
2.897
378
1,61%
29
Tabella 32 - Prestazioni di assistenza territoriale - Anni 2009 – 2012 – Valori espressi in migliaia di euro
DISTRETTO
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
Numero
Pazienti
Valore
BRIANZA
1.171
1.191
1.625
1.458
1.855
1.605
1.778
1.870
-4,15%
COMO
1.640
876
2.108
1.272
2.555
1.303
2.296
1.559
-10,14%
M.A.L.
1.340
530
1.398
555
1.159
561
1.133
664
-2,24%
SUD OVEST
1.108
963
1.417
1.393
2.004
1.686
2.122
1.950
5,89%
TOTALE ASL
5.259
3.560
6.548
4.678
7.573
5.155
7.329
6.043
-3,22%
Nella tabella sottostante sono riportati i dati conseguenti al ricovero di pazienti - con disturbi psichiatrici, o con
disabilità psico-organica associata a disturbi del comportamento - , presso la rete dei servizi sanitari, sociosanitari e socio-assistenziali di strutture private “non a contratto” con il S.S.R. (flusso 43/san). Si nota un
andamento crescente dei costi legato alla necessità di rispondere ad un incremento della domanda di
questa specifica tipologia. L’aumento più significativo si è registrato nel 2011 con l’inserimento in idonee
strutture residenziali del territorio di alcuni pazienti dimessi dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari di Castiglione
delle Stiviere e di Reggio Emilia.
Tabella 33 - Ricovero di pazienti con disturbi psichiatrici, o con disabilità psico-organica associata a disturbi del comportamento - I valori
sono espressi in migliaia di euro
ANNO 2009
ANNO 2010
ANNO 2011
ANNO 2012
VALORE
N. Pz
VALORE
N. Pz
VALORE
N. pz
VALORE
N. pz
1.782
110
1.845
112
2.300
130
2.726
135
CURE PRIMARIE
I medici di medicina generale
Tabella 34 –Numero MMG – Anno 2012
DISTRETTO
MMG
BRIANZA
129
CAMPIONE
2
COMO
99
M.A.L.
35
SUD OVEST
117
TOTALE ASL
382
Tabella 35 – Tipologia forme associative MMG – Anno 2012
TIPO FORMA
ASSOCIATIVA
ASSOCIAZIONI
MEDICI
ASSISTITI
GRUPPO
22
77
112.478
RETE
35
141
203.194
TOTALE
57
218
315.672
I cambiamenti dell’assistenza primaria permettono oggi all’assistito la possibilità di usufruire di prestazioni più
qualificate ed appropriate anche grazie all’adozione di soluzioni organizzative quali le forme associative della
medicina generale, la presenza di personale di studio ed infermieristico e all’utilizzo di strumenti quali i percorsi
diagnostico terapeutici (PDTA) basati sulle Evidence Based Medicine (EBM). La distribuzione dei Medici di
Medicina Generale sul territorio provinciale è rappresentata nella tabella 34, mentre nella tabella successiva
viene rappresentata la distribuzione dei medici di medicina generale nelle varie forme associative.
30
I Pediatri di Famiglia
Nelle tabelle seguenti viene rappresentata la distribuzione dei Pediatri di Famiglia sul territorio provinciale e la
loro ripartizione nelle varie forme associative
Tabella 36 - Numero di pediatri di famiglia – Anno 2012
DISTRETTO
Tabella 37 - Tipologia forme associative pediatri di famiglia – Anno 2012
PDF
TIPO FORMA
ASSOCIATIVA
ASSOCIAZIONI
MEDICI
ASSISTITI
ASSOCIAZIONE
5
24
25.740
14
GRUPPO/RETE
3
11
12.523
M.A.L.
5
TOTALE
8
35
38.265
SUD OVEST
23
TOTALE ASL
65
BRIANZA
23
CAMPIONE
0
COMO
Continuità assistenziale
Tabella 38 – Postazioni territoriali servizio Continuità Assistenziale – Anno 2012
DISTRETTO
SEDE
MEDICI
Cantù
BRIANZA
22
Erba
Mariano
CAMPIONE
5
Campione
Cernobbio
COMO
20
Como
Pognana
Il servizio di Continuità Assistenziale, come si può
vedere dalla tabella qui a fianco, opera attraverso
una rete di 15 postazioni territoriali, 14 delle quali (ad
esclusione di quella di Campione d’Italia) coordinate
da una Centrale Operativa, ubicata dal luglio 2011
presso la nuova sede della Azienda Regionale
Emergenza Urgenza (AREU) in territorio di Villa
Guardia.
La centrale operativa, il cui compito è quello di
ricevere le richieste di intervento da tutto il territorio
Menaggio
15
provinciale attraverso una
San Fedele
chiamata al numero verde
N. VERDE
Carbonate
840.000.661, effettua una
CENTRALE OPERATIVA
valutazione delle chiamate
Fino Mornasco
e in caso di necessità di
840.000.661
SUD OVEST
Lomazzo
29
intervento attiva il medico
Lurate C.
della postazione territoriale di riferimento per il
Olgiate
cittadino che necessita di assistenza. La Centrale
Operativa è interconnessa con la Centrale della
CENTRALE OPERATIVA
11
AREU (Servizio di 118) e condivide con essa i supporti
TOTALE ASL
15 SEDI
102
informatici, telematici e di registrazione garantendo
così una rapida attivazione del Servizio 118 in caso di necessità.
Dongo
MEDIO ALTO
LARIO
Protesica
L’aumento della prevalenza delle patologie cronico-degenerative e l’innalzamento della vita media
determinano un costante incremento dell’utilizzo di ausili e presidi.
Tabella 39 – Prevalenza, Incidenza -2010-2012 di assistiti utilizzatori di presidi di protesica minore
PREVALENZA
2010
CATETERI
DIABETICA
ASSORBENZA
STOMIE
2011
INCIDENZA
PREV.
2012
2010
2011
PREV.
2012
1.255
1.290
1.296
355
389
329
21.134
22.230
22.892
2.465
2.691
2.619
8.410
8.567
8.788
2.272
2.257
2.281
781
798
809
209
231
217
Nell’anno 2012, proseguendo il percorso
avviato negli anni precedenti, sono
state
attuate
azioni
di
omogeneizzazione
delle
modalità
prescrittive , in particolare sono state
semplificate le procedure di accesso ai
servizi da parte degli assistiti.
31
Al fine di adempiere alle indicazioni previste dalla recente normative in materia di spending review è stato
avviato un processo di revisione dell’intero sistema protesica che presenta come elementi fondamentali
l’appropriatezza della prescrizione dei presidi, la condivisione del percorso con gli specialisti ospedalieri, una
riorganizzazione interna e la razionalizzazione della spesa.
Governo clinico
Il progressivo invecchiamento della popolazione e il conseguente incremento di cittadini affetti da patologie
cronico-degenerative impongono nuovi approcci e nuovi modelli di organizzazione sanitaria, che tengano
conto della gestione dei pazienti cronici, dell’efficacia e dell’appropriatezza clinica dell’assistenza erogata,
nonché della qualità delle cure. Il governo clinico rappresenta uno strumento che implica aspetti che
riguardano sia l’organizzazione dei servizi sanitari che elementi che riguardano gli aspetti clinici delle cure
anche attraverso metodologie e strumenti come: l’audit clinico, linee-guida, percorsi diagnostici terapeutici,
carte di controllo. Per il 2013 si intende continuare il programma di attuazione del governo clinico attraverso il
coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale attuando specifici progetti per la gestione di pazienti
affetti dalle principali patologie cronico-degenerative quali il diabete, le cardiovascuolpatie, le dispilipidemie,
l’ipertensione, le broncopneumopatie. In particolare si attiveranno azioni finalizzate al monitoraggio dei PDTA
già concordati sul territorio comasco e si proseguirà con la sperimentazione del progetto CREG (Chronic
Related Group).
Percorsi Diagnostico Terapeutici
Tabella 40 – Prevalenza, Incidenza -2010-2012 di assistiti utilizzatori di presidi di protesica minore
PDTA
Azioni
DIABETE
Revisione e monitoraggio
BPCO
Monitoraggio
SCOMPENSO CARDIACO
Monitoraggio
IPERTENSIONE
Monitoraggio
Nel territorio della ASL sono attivi i PDTA elencati nella
tabella 40 ove vengono illustrate le azioni che si
intendono effettuare nel corso 2013 in collaborazione
con i medici della medicina generale
CREG (Chronic Related Group)
Nel territorio della ASL di Como nel corso dell’anno 2012 è stata avviata la sperimentazione del CREG:
innovativo modello organizzativo per la gestione del paziente cronico. Hanno partecipato al bando di
concorso pubblico 4 Soggetti Gestori del CREG e le cooperative di Medici della Medicina Generale, con i
quali sono stati sottoscritti specifici contratti. Di seguito viene indicata una tabella che illustra i numeri degli
attori che partecipano alla sperimentazione(oltre 100 MMG e oltre 18.000 pazienti).
Tabella 41 – Attori che partecipano alla sperimentazione CREG
COOPERATIVE DI MMG
ARRUOLATI
ARRUOLABILI
MMG
Attualmente
oltre
17.500
assistiti arruolati nel CReG
COMO MEDICARE
5.362
7.532
36
dispongono di un proprio
COSMA 2000
4.798
6.574
29
piano terapeutico e stanno
sperimentando un nuovo
MMG-CREG
4.822
6.076
24
modello organizzativo per la
PAXME GESTIONI
2.903
3.646
15
gestione
della
propria
TOTALE
17.885
23.828
104
patologia. Per il 2013, si
intende attivare il monitoraggio e il controllo dell’attività svolta dai 4 soggetti gestori.
32
INDICATORI DI DOMANDA E DI OFFERTA: AREA SOCIO-SANITARIA
Tabella 42 - Consumo di prestazioni nelle strutture socio-sanitarie - dato espresso in numero di giornate/prestazioni fruite da utenti lombardi
STRUTTURE
2009
2010
2011
2012*
RSA
1.530.097
1.635.345
1.658.919
1.652.482
RSD
81.055
82.760
84.543
85.005
CSS
12.882
20.169
20.200
21.671
CDD
59.044
63.565
65.548
65.807
IDR
139.998
142.975
140.973
**132.247
CDI
73.423
72.231
73.492
77.185
5.721
6.024
6.108
6.075
43.472
45.508
46.061
46.183
1.945.692
2.068.577
2.095.754
2.086.655
HOSPICE
ENTI AUSILIARI DIPENDENZE
TOTALI
Le attività socio-sanitarie integrate
(ASSI) sono rivolte a varie tipologie
di
utenza
caratterizzate
principalmente da situazioni di
“fragilità”
(anziani,
disabili,
tossicodipendenti,
malati
terminali,…); nella tabella 42 si
riportano alcuni dati significativi
rispetto alle varie unità d’offerta.
* Dati stimati sui trimestri precedenti
**40 p.l. residenziali trasferiti in altra ASL
Nel territorio dell’ASL di Como sono presenti al 31.12.2012 le sotto elencate Unità d’Offerta socio-sanitarie;
nella tabella 43 vengono inoltre riportati i dati – soggetti a stima per quanto riguarda l’ultima trimestralità anno
2012 – riferiti al n. di utenti che hanno fruito di prestazioni con le relative saturazioni complessive per tipologia
di struttura.
Tabella 43 - Rete strutture socio-sanitarie e loro utilizzo
NUM.
NUM. STRUTTURE
ACCREDITATE E A
CONTRATTO
NUM. POSTI LETTO
ACCRETITATI E A
CONTRATTO
UTENTI
NUM.
UTENTI
%
SATURAZIONE
%
SATURAZIONE
2011
2012
2011
2012
RSA
56
4.507
6.643
6.295
97
96
CDI
15
333
597
592
64
66
RSD
7
234
275
273
98
98
HOSPICE
2
20
246
258
84
84
CDD
13
351
341
344
79
78
CSS
7
64
71
62
68
69
EA
6
143
247
249
87
88
96
95
TIPOLOGIA STRUTTURA
9+
CF PUBBLICI
1 sede
distaccata
16.309
16.236
CF PRIVATI
4
3.705
2.286
ISTITUTI DI RIABILITAZIONE
4
5.090
5.307
SOGGETTI EROGATORI ADI
22
4.403
4.323
SERT/NOA
6
2.622
2.550
60 residenziali +
115
semiresidenziali
Per quanto riguarda la parte socio sanitaria, la valorizzazione dei consumi è riportata nelle tabella 44 “costo
prestazioni” usufruite dai residenti della Provincia di Como (sia in Lombardia sia fuori Regione) e tabella 45
“produzione prestazioni” erogate dalle strutture socio-sanitarie a contratto con l’ASL per gli anni 2010, 2011 e
2012.
33
Tabella 44 - Costi prestazioni nelle strutture socio-sanitarie - dato espresso in migliaia di euro
COSTI SOSTENUTI PER RESIDENTI COMO
IN STRUTTURE PROVINCIALI E NON
2010
2012
2011
(proiezione)
RSA
57.593
57.022
57.620
RSD
7.409
7.408
7.552
CSS
232
262
268
3.142
3.232
3.360
IDR
10.285
10.298
10.660
CDI
2.036
2.021
2.010
591
688
850
HOSPICE
1.117
1.264
1.190
COMUNITÀ TOX
3.102
3.157
3.135
28
48
55
4.162
4.091
4.350
685
629
675
90.382
90.120
91.725
CDD
CONSULTORI PRIVATI
SMI
COSTI PER ADI E VOUCHER
ALTRI COSTI
TOTALE GENERALE COSTI
Il confronto tra le tabella qui a fianco
(costo
sostenuto
per
residenti
provincia) ed in quella seguente
(produzione delle strutture provinciali
per assistiti regionali) evidenzia
comunque
l’elevato
indice
di
“attrazione”
delle
strutture
accreditate e a contratto anche nei
confronti di assistiti residenti presso
altre
province
lombarde,
con
particolare
riferimento
al
“residenziale” (RSA, RSD). In tali
tipologie di struttura, i dati riferiti alla
“produzione” presso le strutture
provinciali sono maggiori di quelli
riferiti al “costo” per soli assistiti
residenti, sostenuti sia in ambito
provinciale che extra provinciale. Si
riscontra una leggera diminuzione
del trend dei consumi, da attribuire
in generale alla situazione di crisi che
sta vivendo il Paese.
Tabella 45 - Produzione di prestazioni nelle strutture socio-sanitarie (ASSITITI lombardi e fuori regione)–
RISORSE DISPONIBILI PER CONTRATTI BUDGET ANNO 2012
BUDGET DI PRODUZIONE
(valori espressi in €)
CDI, CDD
5.653.236
SERVIZI RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI AREA DIPENDENZE (COMPRESA MOBILITÀ PASSIVA)
2.848.000
SERVIZI DI RIABILITAZIONE (COMPRESA MOBILITÀ PASSIVA)
8.232.530
RSA
65.785.000
RSD
9.029.000
CSS
322.764
HOSPICE
CONSULTORI FAMILIARI
TOTALE
1.383.000
858.527
94.112.057
A fronte della produzione erogata dalle Unità di Offerta presenti nella provincia di Como, nel 2012 l’ASL ha
sottoscritto contratti per un importo complessivo pari a €. 94.112.057. Nel totale non è compreso l’importo
assegnato all’ADI, in quanto per effetto della sperimentazione l’importo è stato suddiviso per il periodo
gennaio-agosto 2012 in budget assegnati ai singoli enti erogatori per un importo pari a €. 2.395.850 e
successivamente il 01.09.2012 è stato introdotto il riconoscimento delle remunerazione delle prestazioni
attraverso il sistema dei voucher (tabella 46).
34
Tabella 46 - Risorse a disposizione per la contrattazione dei servizi socio-sanitari
PRODUZIONE PRESTAZIONI PER
ASSISTITI REGIONALI E NON
2010
2012
2011
(proiezioni)
RSA
67.498
69.708
69.257
RSD
8.897
9.083
8.988
CSS
270
293
336
CDD
3.203
3.285
3.229
IDR
9.811
9.821
8.211
CDI
2.138
2.152
2.265
548
673
850
HOSPICE
1.235
1.407
1.405
COMUNITÀ TOX
2.731
2.848
2.839
COSTI PER ADI E VOUCHER
4.162
3.126
3402
685
629
675
101.178
103.025
101.457
CONSULTORI PRIVATI
ALTRI COSTI
TOTALE GENERALE COSTI
Tabella 47 - Numero posti a contratto e budget 1° quadrimestre 2013 sottoscritto per tipologia di unità d’offerta
TIPOLOGIA UNITA’
D’OFFERTA
N. UNITA’
D’OFFERTA
N. POSTI A CONTRATTO
RSA
56
4.487
RSD
7
234
CDI
16
333
CDD
13
351
CSS
7
64
IDR
4
175 + 90.800 prestazioni
amb./dom.
HOSPICE
2
20
ENTI AUSILIARI
6
143
CONSULTORI FAMILIARI
4
TOTALE
115
5.807
La tabella 47 si riferisce ai dati rappresentativi del panorama delle unità di offerta socio-sanitarie e relative
risorse regionali contrattualizzate in via provvisoria per il 1° quadrimestre 2013
Dipendenze
Per quanto riguarda la domanda di prestazioni nell’ambito delle Dipendenze si rileva che l’équipe
multidisciplinare integrata dei Sert garantisce l’assistenza ai soggetti residenti con problemi di consumo, abuso
e dipendenza da sostanze psicotrope illegali e legali o da comportamenti non mediati da sostanze (gioco
d’azzardo, internet) con prestazioni ambulatoriali e in carcere o percorsi residenziali in comunità. L’accesso è
libero in assenza di liste d’attesa.
Dai dati riportati nella tabella 48, dopo l’incremento dell’utenza nel 2010 e 2011, si rileva nel 2012 una
stabilizzazione dei volumi con un lieve trend in diminuzione per i consumatori di sostanze illegali e in aumento
per i consumatori di bevande alcoliche in linea con le tendenze del fenomeno.
35
Tabella 48 - Indicatori di domanda di cura area Dipendenze 2009/2012
ASSISTENZA SERT
2009
SOGGETTI ASSISTITI NEI SERT
2010
2012
2011
proiezione
2.397
2.618
2.622
2.550
131.885
178.288
123.957
120.000
SOGGETTI ASSISTITI DAL SERT IN
CARCERE
382
345
340
320
SOGGETTI RESIDENTI ASSISTITI IN
COMUNITÀ
246
244
262
250
PRESTAZIONI TARIFFATE EROGATE
NEI SERT
Consultori
Di seguito vengono riportati gli esiti degli interventi di supporto alle famiglie fragili nonché della
sperimentazione delle nuove funzioni consultoriali di ascolto, orientamento e supporto psico/socio/ educativo
all’individuo e alla famiglia. Relativamente agli interventi di supporto alle famiglie fragili l’operatività ha
evidenziato come la presa in carico comprensiva di erogazione di supporti concreti, possa effettivamente
facilitare la compliance da parte di un’utenza, altrimenti difficilmente raggiungibile dalla rete dei servizi.
Tabella 49 – Nuclei familiari in condizione di fragilità assistiti nell’ambito degli interventi consultoriali di sostegno alla neo-genitorialità fragile –
anno 2012 – Progetti “Una mano alla famiglia” – “Progetto Mamma” – “Dalla parte dei bambini”
NUCLEI CON DONNE IN
GRAVIDANZA
NUCLEI CON BAMBINI
0-12 MESI
TOTALE NUCLEI FAMILIARI
FRAGILI ASSISTITI
CANTU’
37
28
65
COMO GRAMSCI
34
7
41
COMO CASTELNUOVO
15
1
16
-
7
7
PONTE LAMBRO
15
18
33
FINO MORNASCO
5
19
24
MARIANO COMENSE
23
20
43
MENAGGIO
6
9
15
OLGIATE COMASCO
8
10
18
CONSULTORIO FAMILIARE
DONGO
TOTALE
143
119
262
In merito alla sperimentazione delle nuove funzioni consultoriali, l’affluenza registrata ha reso evidente
l’effettivo bisogno di ascolto, orientamento e supporto da parte dell’individuo, della coppia e della famiglia come di seguito rappresentato.
Tabella 50 – Esiti avvio sperimentazione consultoriale - Progetto “Genitori? Sì grazie” – novembre 2011-giugno 2012
“PUNTO D’ ASCOLTO”
“CRESCERE INSIEME”
“SPAZIO MAMMA E PAPA’”
TOT.
CONSULTORI
UTENTI
COLLOQUI
CONTATTI
TELEF.
ASL - COMO
GRAMSCI
37
46
-
59
172
26
145
55
47
241
LA FAMIGLIA
DI COMO
2
13
11
41
122
-
-
-
-
43
TOTALE
39
59
11
100
294
26
145
55
47
284
FAMILIARI
UTENTI
COLLOQUI
CONSUL.
TELEF.
UTENTI
INCONTRI
CONSUL.
TELEF.
UTENTI
36
Fragilità
Si rappresentano di seguito i dati sull’attività garantita dai Distretti socio-sanitari dell’ASL nell’ambito della
Fragilità - sostanzialmente a favore di persone anziane o con disabilità. L’attività relativa alla Assistenza
Domiciliare Integrata nel 2012 ha riguardato 4.323 pazienti seguiti durante il corso dell’anno. Nella tabella 51
sono rappresentate il numero di Valutazioni Multi Dimensionali (VMD) effettuate dalle équipe distrettuali con
l’evidenza della tipologia di intervento.
Tabella 51 – Le valutazioni multidimensionali anno 2012
VALUTAZIONI MULTIDIMENSIONALI EFFETTUATE COMPLESSIVAMENTE NEI DISTRETTI NEL 2012
VALUTAZIONI
Prestazioni aggiuntive per minori disabili finanziate con il FNA 2010
57
Progetti per persone con bisogni complessi elaborati da strutture (CDD, CDI, CSS)
8
Progetti Sperimentali Welfare
26
TOTALE VALUTAZIONI RIFERITE A PROGETTI SPERIMENTALI
91
TOTALI VALUTAZIONI ADI
2.258
Inerenti i progetti finanziati con il Progetti Fondo non Autosufficienza 2010
107
Persone con gravi disabilità
40
Inerenti i Progetti per persone con bisogni complessi elaborati da strutture
37
A favore di persone con bisogni complessi al proprio domicilio
164
Inerenti persone in Stato vegetativo
21
Inerenti persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica
109
Inerenti i progetti sperimentali Welfare: Post – acuti; Minori con gravissime disabilità; Minori
con disabilità presi in carico ambulatorialmente o a domicilio
28
Voucher per lungo-assistenza in CSS
31
Altro
2
TOTALE VALUTAZIONI NON RIFERITE ALL’ADI
539
Le valutazioni multi dimensionali dei Distretti riguardano gli assistiti fruitori dei progetti riferiti ai seguenti contesti:
-
sperimentazione regionale di un nuovo sistema di Welfare (DGR n. 3239/12)
-
progetti elaborati dagli Uffici di Piano a favore di minori con disabilità (Decreto regionale 12861 del
27.12.2011) ed i progetti presentati da alcune strutture accreditate (CDD, CDI, CSS) a favore di persone
con bisogni particolarmente complessi sia per la caratteristica della loro disabilità che per criticità del
contesto socio – familiare in cui sono inserite (Decreto 7211 del 2.8.2011)
La valutazione multi dimensionale consente di contestualizzare le “risposte “ garantite attraverso l’erogazione
dei servizi nella maniera più personalizzata possibile rispetto ai “bisogni” degli assistiti.
37
LE RISORSE DEL SISTEMA
Le risorse umane e professionali
Nella tabella successiva viene rappresentata la suddivisione del personale, rappresentato come unità lavoro, accorpati per macro-classi di profili e aree
contrattuali. I dati si riferiscono al 30 novembre 2012 e sono da considerarsi pressoché definitivi.
Tabella 52 – Personale ASL di Como convertito in unità lavoro – al 30 novembre 2012
TEMPO
PIENO
TEMPO PARZIALE
TEMPO DETERMINATO
(INCARICO)
TOTALE
PERSONALE INFERMIERISTICO , TECNICO SANITARIO, VIGILANZA E
ISPEZIONE E PERSONALE DELLA RIABILITAZIONE
134
28,01
0
162,01
ASSISTENTI SOCIALI
20
5,97
0
25,97
PERSONALE AMMINISTRATIVO
168
34,28
4
206,28
PERSONALE RUOLO TECNICO, PERSONALE AUSILIARIO
SPECIALIZZATO SERV. ASSISTENZIALI E SPECIALIZZATO SERV. ECONOMALI
51
2,99
2
55,99
TOTALE COMPARTO NON DIRIGENZIALE
373
71,25
6
450,25
DIRIGENZA MEDICA E VETERINARIA
113
2
1
116
DIRIGENZA SANITARIA
31
0
0
31
DIRIGENZA PROFESSIONALE TECNICA E AMMINISTRATIVA
16
0,50
0
16,50
TOTALE AREA DIRIGENZA
160
2,50
1
163,50
TOTALE COMPLESSIVO
533
73,75
7
613,75
MACRO CLASSI DI PROFILI/AREE CONTRATTUALI
38
Le risorse economico finanziarie
Tabella 52 – Decreto di assegnazione 2013 – ASL di Como
A.S.L. DELLA PROVINCIA DI COMO
Voce
RICAVI
Quota Capitaria
Ricavi ASSI
Funzioni non tariffate
Fondo maggiori consumi DRG
Fondo maggiori consumi AMBU
Fondo ex O.P.
Altri contributi e fondi da Regione
Altri contributi
Entrate proprie
Libera professione (art. 55 CCNL)
Prestazioni S.S.R.
Proventi finanziari e straordinari
Totale Ricavi (al netto capitalizzati)
COSTI
Drg
Ambulatoriale
Neuropsichiatria
Screening
Farmaceutica+Doppio canale
Protesica e dietetica in convenzione
File F
Psichiatria
Personale
IRAP personale dipendente
Libera professione (art. 55 CCNL) + IRAP
Costi ASSI
Ammortamenti (al netto dei capitalizzati)
Medicina Generale e Pediatri
Beni e Servizi (netti)
Altri costi
Accantonamenti dell'esercizio
Integrativa e protesica non erogata in farmacia (compresi acq. di beni)
Oneri finanziari e straordinari
Totale Costi (al netto capitalizzati)
Bilancio Consuntivo 2011
Preconsuntivo al 31/12/2012
Bilancio Preventivo 2013
686.464
94.256
516
6.005
1.181
5.044
302
67
7.661
801.496
698.349
97.476
381
3.780
350
4.761
251
342
805.690
684.153
298.096
113.756
5.316
923
110.266
301
30.363
20.051
34.157
2.287
294
94.256
2.716
53.178
13.694
3.682
746
292.819
122.804
5.390
1.160
105.722
51
32.981
20.648
33.959
2.314
232
97.476
3.137
52.632
13.118
3.342
740
288.014
119.577
4.991
1.160
99.553
51
35.161
21.655
33.935
2.313
232
16.163
16.784
15.625
1.251
801.496
381
805.690
789.289
504
2.144
4.761
251
789.289
3.137
51.966
10.908
3.535
39
ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA ASL
Con l’approvazione del POA 2012-2014 e con il cronoprogramma previsto di attivazione del nuovo assetto macro e micro organizzativo previsto, l’ASL prevede la
gestione dei processi di revisione organizzativa di attribuzione delle nuove responsabilità e della ridefinizione di regolamenti e procedure per assicurare i
cambiamenti necessari al pieno allineamento entro il 2013 al nuovo modello organizzativo.
Attori coinvolti: Direzioni aziendali, Dipartimenti aziendali, Distretti socio-sanitari, Staff delle Direzioni strategiche
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: DGR 3822 del 25/7/2012 (Linee guida regionali per i POA), indicazioni operative 3/8/2012, DGR 4564 del 19/12/2012
(Approvazione Piano di Organizzazione ASL Provincia di Como) DGR 2633 del 6/12/2011 “Regole 2012” ed allegati, DGR 4334 del 26/10/2012 “Regole 2013” ed allegati, 150, 158, Legge
regionale 30 dicembre 2009 n. 33 (testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) DGR IX/2734 del 22/12/2011 (Testo unico delle regole di gestione del sistema socio-sanitario
regionale) FORMAZIONE: D.Lgs. n. 502 del 30 dicembre 1992; D.Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001; DGR 18576/2004 e s.m.i.; ACN per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina
Generale e s.m.i.; ACN per la disciplina dei rapporti con i Medici Pediatri di Libera; Accordi ex D.lgs. n. 81/2008 e circ.reg n.7 17/9/12; L.R. 30 dicembre 2009 n. 33; Accordo Stato Regioni
del 16 aprile 2012
Tabella “Organizzazione e gestione del sistema ASL”
L’ASL con deliberazione aziendale
n. 658 del 12/11/2012 ha formulato
una proposta del POA 2012-2014,
successivamente approvata dalla
R.L. con DGR n. 4564 del
19/12/2012.
Con deliberazione aziendale n. 20
del 17/1/2013 l’ASL ha preso atto
dell’approvazione regionale ed ha
avviato il cronoprogramma per la
revisione organizzativa
conseguente.
SETTORE
REVISIONE ORGANIZZATIVA PIANO DI
DESCRIZIONE
CONTESTO
ORGANIZZAZIONE AZIENDALE 2012/2014
IL SISTEMA ASL
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Revisione regolamenti organizzativi in funzione dei
cambiamenti di responsabilità, processi lavorativi,
meccanismi operativi, deleghe e riassegnazione del
personale previsti dal POA 2012/2014, coerentemente
al Sistema Qualità Aziendale.
Revisione ed adeguamento dei contratti individuali dei
Dirigenti Gestionali Responsabili delle Strutture semplici
e complesse in relazione all’organigramma del POA
2012/2014
Messa a regime del POA 2012/2014 relativamente a quanto
previsto dal cronoprogramma, sia sul versante macro
organizzativo che micro organizzativo entro il 31.12.2013
Revisione graduazione dirigenza professional e
aggiornamento/riassegnazione
delle
Posizioni
Organizzative aziendali dell’area comparto, con
riferimento alla micro-organizzazione ad esito POA
2012/2014
Individuazione e attivazione di almeno due nuove aree
di coordinamento intraaziendale entro 31.12.2013
40
SETTORE
Nel corso dell’anno 2012 il
funzionamento dei servizi dell’ASL è
stato assicurato da un numero di
unità operative pari a 605,25 unità
di cui 441,75 del comparto e 163,50
della
dirigenza.
Le
risorse
assegnate in sede di budget da
parte RL rappresentano un limite
invalicabile, con la sola eccezione
del rischio di interruzione di
pubblico servizio, sempre fermo
restando il rispetto dell’equilibrio
economico complessivo aziendale
RISPETTO DEL BUDGET E PIANO ASSUNZIONI
Nell’anno 2012 è stata avviata la
progettazione
e
stesura
del
documento piano performance
annualità 2012 su sperimentazione
regionale ai sensi della L.150/2009 e
con indirizzo linee guida OIV.
Redazione piano performance
2013 sulla base linee guida OIV
aggiornate 4/2/2013
VALUTAZIONE PERFORMANCE
DESCRIZIONE
CONTESTO
ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE
IL PIANO ASSUNZIONI
VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO E
ATTUAZIONE DELLA GESTIONE
LE RISORSE UMANE E PROFESSIONALI E
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
Assegnazione budget complessivo e programmazione
del piano assunzioni 2012 soggetto alla stessa
metodologia già sperimentata negli ultimi anni (turn
over del personale a tempo indeterminato fatti salvi gli
indicatori di efficienza ed economicità elaborati in
sede regionale che determinano il posizionamento
dell’Azienda rispetto all’ “atteso regionale medio”).
Consolidare le misure di stabilizzazione finanziaria
contemplate dal D.L. n. 78/2010 convertito in L. n.
122/2010,
secondo
l’impostazione
regionale
tratteggiata nel corso del 2011.
Attivazione e coordinamento Tavolo Tecnico per la
progettazione e stesura (dic. 2012-febbr. 2013) di un
documento integrato caratterizzato da una selezione
delle priorità strategiche estratte dal Documento di
Programmazione aziendale e con una definizione di
obiettivi di impatto sulle aspettative reali dei portatori di
interessi.
Azioni di monitoraggio periodiche e relazione sulla
realizzazione del Piano Performance annualità 2012.
RISULTATI ATTESI
La spesa per l’anno 2013 relativamente alle consulenze, ai
contratti atipici (collaborazioni coordinate e continuative,
incarichi libero professionali) non potrà superare quella
sostenuta nel 2012.
Assunzioni a tempo determinato per copertura di posti
vacanti, nelle more del Piano Assunzioni 2013, effettuate solo
in caso di interruzione di pubblico servizio.
Comunicazione ai Portatori di Interesse attraverso
pubblicazione sito web aziendale di un documento Piano
Performance 2013 con contenuti di sintesi sulle priorità
strategiche aziendali con evidenze degli stati di attuazione
41
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Con DGR 2633 del 6/12/2011
“Regole 2012” e DGR 4334 del
26/10/2012 “Regole 2013” non è
più consentita l’erogazione di
quote di incentivazione premiante
in regime di acconto, ma solo
previa valutazione dello stato di
avanzamento di obiettivi, per cui
l’ASL deve definire e accreditare
un
sistema
di
processi
di
monitoraggio
e
valutazione
coerente
alla
possibilità
di
erogazioni a saldi infra-annuali
VALUTAZIONE E PREMIALITA’
Sperimentazione e consolidamento di sistemi di
monitoraggio delle performance organizzative a
supporto di erogazioni di quote a titolo di saldo infraannuale di premialità
Affinamento metodologia e meccanismi operativi adeguati
ad una gestione del sistema premialità coerente alle
evoluzioni delle linee guida/normative nazionali e regionali,
con accreditamento di un sistema dedicato
L’ASL di Como attraverso il Provider
ECM eroga eventi formativi al
personale dipendente, MMG, PdF,
medici di continuità assistenziale
ed esterni, in un’ottica di raccordo
tra la capitalizzazione dei crediti
formativi e le proprie esigenze
organizzative per il mantenimento
della qualità delle prestazioni dei
servizi sanitari e socio sanitari, nel
rispetto delle regole regionali e
nazionali, per la costruzione del
piano formativo.
FORMAZIONE DELLE RISORSE UMANE
VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO E ATTUAZIONE DELLA GESTIONE
MACRO
ATTIVITA’
Sviluppare una rete di:
•
referenti interni, per migliorare l’analisi del
fabbisogno formativo,
•
referenti esterni, per consolidare la formazione sul
campo ospedali/territorio dei MMG,
con l’obiettivo di favorire la crescita professionale
degli operatori, sempre orientata alla creazione di una
rete di conoscenza e di operatività condivise.
Condividere in azienda un percorso comune per la
valorizzazione delle risorse umane, nell’ottica del
dossier formativo.
Piano formativo aziendale da approvare entro il 31 gennaio
2013
42
Con nota prot. n. H1.2012.0036948
del
13/12/2012 sono state
comunicate le linee di attività da
sviluppare in materia di Risk
Management
nell’anno 2013.
Nello specifico viene richiesto
l’elaborazione e approvazione
entro il 31.3.2013 del Piano
annuale
di RM che dovrà
ricomprendere tutte le attività e le
progettualità specifiche (almeno 3
progetti operativi) da scegliere tra
le tematiche proposte alle ASL. Nel
documento saranno specificate
inoltre le iniziative formative sulla
prevenzione
del
rischio
che
verranno scelte nell’ambito del
Gruppo di coordinamento della
gestione del rischio. Lo sportello di
ascolto e mediazione trasformativa
dei conflitti nel 2012 si è dotata di
uno strumento procedurale sulle
modalità di gestione, premessa
indispensabile
al
corretto
funzionamento dell’attività.
Proseguirà l’attività del Comitato
Valutazione Sinistri che:
•
si occupa dell’armonizzazione
della gestione dei sinistri
•
garantisce l’analisi esperta dei
casi,
la
minimizzazione
dell’impatto economico che
potrebbe impegnare l’Azienda
in futuro
•
garantisce l’opportunità di un
equo ristoro del danno in
collaborazione
con
la
Compagnia Assicurativa
SETTORE
GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO
DESCRIZIONE
CONTESTO
MONITORAGGIO DEI PROFILI DI RISCHIO
QUALITA’ E RISK MANAGEMENT
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Revisione/aggiornamento delle modalità operative di
gestione della documentazione sanitaria
Verifica corretta applicazione delle modalità operative di
gestione della documentazione sanitaria attraverso incontri
programmati nel Piano Annuale di Audit interni
Integrazione nel sistema di gestione nel rischio sanitario
e della qualità aziendale degli standard di
funzionamento dei servizi veterinari in materia di
sicurezza alimentare ai sensi del reg. CE n.882/2004
Evidenza della integrazione nel sistema di gestione del
rischio sanitario e della qualità aziendale degli standard di
funzionamento dei servizi veterinari in materia di sicurezza
alimentare
Il rischio nella gestione del farmaco nell’attività dei
Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Famiglia
Evidenza di azioni mirate alla prevenzione del rischio nella
gestione del farmaco di MMG/PDF
Gestione del rischio nelle tossinfezioni alimentari
Redazione e diffusione procedura per la gestione delle
tossinfezioni alimentari
Iniziative formative specifiche in materia di prevenzione
del rischio e di patient safety
Attuazione eventi formativi specifici
Prosecuzione dell’attività di monitoraggio degli eventi
sentinella.
Quanto rilevato sarà oggetto di disamina da parte del
Gruppo per il Coordinamento del Rischi e CVS, al fine
di orientare le rispettive attività
Compilazione database ministeriale SIMES
Prosecuzione dell’attività di monitoraggio dei rischi
RCT/O, delle cadute ed infortuni e degli eventi
sentinella, nonché della rendicontazione degli eventi
avversi e delle media-conciliazioni.
Quanto rilevato sarà oggetto di disamina da parte del
CVS e del Gruppo per il Coordinamento del Rischi, al
fine di orientare le rispettive attività.
Il CVS darà attuazione a quanto previsto dalla circolare
regionale delle regole 2013
Compilazione
database
regionali
e
conseguente
aggiornamento
del
profilo
di
sinistrosità
dell’ASL;
coinvolgimento della Direzione Strategica in considerazione
dei risvolti economici dei sinistri.
43
PROGRAMMAZIONE
PIANO INVESTIMENTI
Il Piano investimenti per il 2013 risente in modo
importante delle nuove metodologie contabili previste
per i bilanci delle Aziende Sanitarie dal D. Lgs.
118/2011. In tal senso la recente ridefinizione degli
investimenti autofinanziati previsti nella legge di stabilità
approvata a fine dicembre 2012, apre spiragli alla
possibilità di procedere ad investimenti autofinanziati.
in un primo momento totalmente esclusi nel 2013. Le
indicazioni regionali si manifesteranno presumibilmente
in sede di indicazioni circa la redazione del Bilancio
d’esercizio 2013 non ancora comunicate.
Rispetto dei piani approvati dalla DG Sanità
BILANCIO
Il contesto economico-finanziario
2013 è fortemente caratterizzato
dal proseguo delle politiche di
contenimento della spesa avviate
sia a livello nazionale che regionale
nel corso del 2012.
Tali indirizzi sono stati declinati
operativamente nella DGR 4334
del 26/10/2012 avente ad oggetto
“ Determinazioni in ordine alla
gestione del servizio socio-sanitario
regionale per l’esercizio 2013 – (di
concerto
con
l’Assessore
Pellegrini), laddove a fronte di una
politica nazionale di contrazione
dei trasferimenti si risponde con
una gestione rigorosa delle risorse
disponibili.
SETTORE
Anche nell’esercizio 2013 la vera sfida è costituita
dall’assicurare i livelli di assistenza consolidati pur in
presenza di risorse più contenute, nel rispetto del
pareggio di bilancio.
Pareggio di bilancio
L’introduzione delle metodologie contabili ex D.Lgs.
118/2011, già avviate nel corso dell’esercizio 2012,
troverà ulteriore definizione nel 2013 considerando che
la stessa normativa è tutt’ora oggetto di modifiche.
Piena attuazione del D.Lgs. 118/2012
ATTUAZIONE DISPOSIZIONI
DESCRIZIONE
CONTESTO
DECRETO LGS. 118/ 2011 e
DECRETO LGS. 174 / 2012
MACRO
ATTIVITA’
RISULTATI ATTESI
44
L'ASL della Provincia di Como ha
una notevole quantità di sedi
(circa 60) distribuite sul territorio.
Molte di queste sedi non sono di
proprietà dell'Azienda ma sono
concesse in uso oneroso o gratuito
da Enti Pubblici o Privati.
L'alta quantità di sedi comporta
spese di mantenimento, difficoltà
organizzative
per
i
continui
spostamenti tra una sede e l'altra.
RAZIONALIZZAZIONE E RIDUZIONE DELLA SPESA
Le linee di indirizzo regionali per
l’anno 2013 sono orientate come
per gli anni precedenti ad un
attento monitoraggio della spesa
finalizzato ad un mantenimento e
miglioramento
dell’equilibrio
finanziario di sistema e, in sede di
verifiche nazionali, all’accesso alle
risorse finanziarie disponibili per il
Servizio Sanitario Regionale.
Inoltre l’ASL ha stipulato per il
quadriennio 2012-2015 l’accordo
con le Aziende Sanitarie Locali
delle Province di Bergamo, Lecco,
Monza e Brianza, Sondrio e Varese
per l’acquisto di beni e servizi in
forma consorziata.
SETTORE
PIATTAFORMA SINTEL
DESCRIZIONE
CONTESTO
RAZIONALIZZAZIONE LOGISTICA
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Adesione alle convenzioni dell’Agenzia Regionale
Centrale Acquisti
Acquisti di beni e servizi in forma aggregata con una
percentuale pari ad almeno il 50% del totale della spesa.
Incrementare il numero di gare di almeno 10% rispetto
alla programmazione dell’anno 2012
Adesione alle Convenzioni Consip SpA
Utilizzo di strumenti informatici e delle funzionalità rese
disponibili dalla piattaforma telematica regionale
Sintel, per lo svolgimento di procedure di affidamento
di servizi e forniture.
Inoltre
una
semplificazione
dei
processi
di
approvvigionamento
e uno snellimento delle
procedure di acquisto tramite la piattaforma
telematica Sintel con un minore utilizzo della
documentazione cartacea.
A seguito degli studi effettuati nell’anno 2012, che
proseguiranno nel 2013 tenendo conto delle esigenze
aziendali e del miglioramento dei servizi da rendere ai
cittadini, sono state individuate due aree di intervento
al fine di ridurre le spese per affitto e conduzione di
sedi.
Gli interventi dovranno essere eseguiti con il pieno
coinvolgimento delle strutture aziendali interessate.
Aggiudicazione mediante la piattaforma Sintel delle
procedure di gara di importo pari o superiore a € 40.000 al
netto dell’IVA.
In collaborazione con la Direzione Sociale, Dipartimento
Dipendenze, trasferimento delle attività del SERT di Erba V.le
Prealpi presso altri SERT Aziendali, con conseguente disdetta
del contratto di affitto della sede stessa.
In collaborazione con Direzione Sanitaria, Dipartimento Cure
Primarie e Continuità Assistenziale, revisione e riduzione delle
sedi di Continuità Assistenziale.
45
L’ORIENTAMENTO DEL CITTADINO ALLA RELAZIONE CON I SERVIZI
La comunicazione e la relazione con il cittadino sono elementi fondamentali per la soddisfazione dei bisogni dei nostri portatori di interesse. Nell'ASL della provincia
ai Como la rete territoriale degli URP localizzati in ogni ambito territoriale distrettuale è capillare rispetto al territorio di appartenenza per poter rispondere
tempestivamente ai cittadini. L’informatica dà una mano: le costanti innovazioni relative a nuovi servizi on line tramite la CRS sono determinanti, e l’ASL si impegna
ad un significativo adeguamento strutturale del sito internet aziendale. Ciò per permettere ai cittadini, specialmente a coloro che sono più fragili, una agevole
ricerca di risposte adeguate. Verrà assicurata una comunicazione efficace delle campagne di prevenzione e si rafforzerà la sinergia con l’azienda ospedaliera
pubblica per una coordinata azione di comunicazione dei servizi erogati sull’intero territorio provinciale.
Attori coinvolti: Dipartimento Programmazione, Acquisto e Controllo Sanitario; Dipartimento ASSI; Dipartimento Amministrativo; Dipartimento Cure Primarie e Continuità Assistenziale;
Distretti Socio-Sanitari; Ufficio Stampa e Comunicazione; ICT, Dipartimento Prevenzione Medico, Dipartimento Prevenzione Veterinario, Dipartimento Dipendenze
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: COMUNICAZIONE: Legge 150 del 2000. “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle Pubbliche
amministrazioni”
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Attivazione di una rete con le
Aziende Ospedaliere territoriali per
la
condivisione
dei
piani
di
Comunicazione,
la
validazione
secondo le regole di Regione
Lombardia, nell’ambito più generale
di
analisi
dei
possibili
raccordi/integrazioni
sul territorio
con gli altri enti sanitari presenti.
IL PIANO COMUNICAZIONE
Raccordo, condivisione e trasmissione in Regione dei
Piani di Comunicazione delle Aziende sanitarie
Ospedaliere entro il 31 marzo 2013
Trasmissione dei piani di comunicazione in Regione Lombardia
entro il 31 marzo 2013 che abbiano come obiettivo:
•
miglioramento dell’informazione socio-sanitaria nel suo
complesso, con particolare riguardo all’omogeneità di
azione tra le varie strutture.
Necessità di puntuale adeguamento
delle
informazioni
riguardo
procedure, recapiti e orari dei servizi.
SEMPLIFICAZIONE DEI
PROCESSI INFORMATIVI
PER IL CITTADINO
Attivazione di una più puntuale trasmissione di
informazioni da parte dei Dipartimenti e Distretti per
l’aggiornamento in tempo reale della Carta dei Servizi
telematica.
Valorizzazione e miglioramento dell’integrazione della
rete distrettuale degli URP.
CARTA DEI SERVIZI
MACRO
ATTIVITA’
COMUNICAZIONE SOCIOSANITARIA NEL TERRITORIO
Tabella “L’Informazione, Comunicazione e Fruibilità dei Servizi”
Informazione al pubblico contestuale alla variazione di
procedure o di orari/recapiti di servizi.
Attivazione di periodico confronto con la rete URP
46
DESCRIZIONE
CONTESTO
La sempre maggiore diffusione degli
strumenti informatici nelle famiglie ci
pone nelle condizioni di privilegiare
l’accesso telematico ad informazioni
e servizi.
SETTORE
SITO INTERNET
LA FRUIBILITA’ DEI SERVIZI
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Rifacimento integrale del sito internet aziendale,
privilegiando l’accessibilità secondo le normative,
l’informazione sui servizi, i percorsi guidati, la
modulistica on line
Realizzazione nuovo sito che dovrà permettere:
•
Minori accessi diretti dell’utenza agli sportelli distrettuali;
•
Miglioramento della possibilità di fruizione di modulistica on
line.
•
Miglioramento dell’empowerment del cittadino in
un’ottica di accrescimento della conoscenza dei servizi
disponibili.
•
Definizione di percorsi standard mirati ad associare
domanda/ risposta sulle singole richieste.
•
Massima fruibilità del sito internet e dell’accesso ai servizi
da parte dei soggetti fragili o con condizioni di disabilità.
47
LA PREVENZIONE: PROMOZIONE E TUTELA DELLA SALUTE
La promozione della salute e i corretti stili di vita
Per migliorare la qualità di vita e il benessere della persona e della comunità la scelta è di investire nella prevenzione e nel controllo delle malattie croniche.
Promuovere la salute non è una responsabilità esclusiva del settore sanitario ma necessita di azioni sinergiche e intersettoriali con altri ambiti della vita sociale. L’ASL
di Como sostiene la progettazione partecipata con i partner territoriali secondo un approccio integrato e coordinato nella pianificazione di azioni sui principali
fattori di rischio (sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo, abuso di alcool) coerentemente ai dati di contesto, best practice e/o prove di efficacia.
Attori coinvolti: Miglioramento qualità e Risk Management, Dipartimento di Prevenzione Medico, Dipartimento Dipendenze, Dipartimento di Prevenzione Veterinario, Distretti sociosanitari, Osservatorio Epidemiologico e Sistemi Informativi, Rete delle Scuole che promuovono salute, Ufficio Scolastico Territoriale, Uffici di Piano, Enti locali, Terzo settore, Regione
Lombardia, UO. Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria Direzione Generale Sanità, Associazioni di categoria artigiani e commercianti, Comuni, Medici di medicina generale,
Pediatri di famiglia, Farmacie., DPA Presidenza Consiglio dei Ministri, Prefettura, Motorizzazione, Forze dell’ordine.
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: Nota Regione Lombardia prot. H1.2011.0005388 del 18/02/2011 (“Accordo per riduzione sale nel pane”) - DGR n. IX/2056 del
28/07/2011 e Decreto n. 5829 del 02/07/2012 - DGR n. 2633 del 06.12.11, DGR n. 4334 del 26.10.12, DGR n.3375 del 09.05.2012, DGR n.1999/2011, DGR n.6219 del 19.12.2007, DGR n.10158
del 16.09.2009, DGR n. 4225 del 25.10.2012; DGR n° IX 939 del 1.12,2010
SETTING SCUOLE
RETE LOMBARDA SCUOLE CHE PROMUOVONO
SALUTE
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
Il Protocollo di Intesa del 14-072011 sottoscritto tra USR e RL su “la
scuola che promuove salute”
rappresenta la cornice teorica e
pratica in cui trova fondamento
l’accordo provinciale di rete tra le
scuole aderenti sottoscritto l’11
luglio 2012 presso l’UST di Como.
L’intesa e l’accordo conseguente
sanciscono che la rete delle
scuole assume la titolarità nel
governo dei processi di salute;
l’ASL e L’UST svolgono una
funzione di accompagnamento
metodologico.
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
PROGRAMMAZIONE
Tabella “La promozione della salute e i corretti stili di vita”
In conformità con le indicazioni regionali la rete delle
scuole verrà supportata dal gruppo di lavoro
interdipartimentale ASL per area di competenza nella
definizione di priorità, obiettivi, strumenti e metodi per
lo sviluppo di iniziative come ad esempio il progetto
“Sviluppare competenze per sicurezza e benessere”
presentato nell’anno 2012 affinché benessere e salute
diventino reale esperienza nella vita della comunità
scolastica.
Soddisfacimento delle indicazioni regionali che verranno
fornite entro il 30.1.2012 e realizzazione delle azioni previste.
Almeno 3 incontri del gruppo ASL con la rete delle scuole a
garanzia della corretta attuazione degli accordi assunti.
48
Educazione al rispetto dei diritti
degli esseri viventi e al corretto
rapporto
con
la
natura.
Conoscenza dei diritti e doveri
verso gli animali.
Educazione e prevenzione dei
rischi
sanitari
associati
alla
presenza di animali.
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
PROMOZIONE E ATTIVITA’
FISICA E CORRETTE ABITUDINI
ALIMENTARI
Nei contesti territoriali di Como e
Varese i dati di sorveglianza
nutrizionale riferiti alla popolazione
scolastica confermano l’utilità di
operare scelte condivise tra i vari
partner
per
sostenere
l’empowerment
riguardo
all’adozione di comportamenti e
stili
di
vita
corretti
nell’alimentazione e nell’attività
fisica.
Nello
specifico
della
provincia di Como da uno studio
di
sorveglianza
nutrizionale
condotto nel 2011 su un campione
di 1.067 ragazzi nati nel 2001 sono
emersi
i
seguenti
risultati:
sovrappeso il 29,5 % ; obesi il 7,7 %.
SETTORE
Realizzare interventi di educazione alla salute su piani
coordinati di informazione ed attività inerenti una
motricità idonea e diffusa e un’alimentazione
adeguata, in un’ottica di sviluppo del curriculum
formativo e all’insieme di tempi e contesti di esperienza
di vita della popolazione studentesca. Tali interventi
saranno finalizzati al contenimento del numero degli
alunni in sovrappeso ed obesi all’interno di una
accezione complessiva del benessere individuale e
relazionale
degli
alunni
concretamente
ed
operativamente definito in ambienti, procedure,
strumenti e comportamenti coerenti.
Realizzazione azioni previste nel progetto provinciale Inter
istituzionale elaborato in stretta collaborazione tra Ufficio
Scolastico Territoriale di Varese e Como, Dirigenti Scolastici
di Varese e Como, l’ASL di Varese e l’ASL di Como “Be
agile - azioni per la prevenzione del sovrappeso e
dell’obesità “ pianificato nell’anno 2011 coinvolgendo i
settori della Medicina dello sport e dell’Igiene degli alimenti
del Dipartimento di Prevenzione Medico e inserito nella
piattaforma BDPROSALUTE.
PREVENZIONE TABAGISMO
DESCRIZIONE
CONTESTO
Proseguire azioni di prevenzione tabagismo
negli
ambienti identificati (ASL scuole, AO S Anna) nel
progetto HPH 2011con il successivo coinvolgimento di
tutte le strutture sanitarie erogatrici del territorio. Presso
l’ASL sarà nuovamente proposto l’accesso facilitato
agli ambulatori antifumo. Le azioni delle scuole sono
inserite nel programma della rete delle scuole che
promuovono salute. In particolare si intende
promuovere interventi di counseling motivazionale
breve presso le scuole della rete e facilitare l’accesso
agli ambulatori antifumo dell’ASL a tutti i fumatori che
dichiarano di voler smettere.
Realizzazione di interventi condivisi con le scuole della rete di
counseling ai docenti fumatori. Identificazione di percorsi
dedicati ai fumatori che intendono smettere presso gli
ambulatori ASL.
Promozione di rilevazione del fenomeno tabagismo presso le
strutture erogatrici disponibili.
EDUCAZIONE E
PREVENZIONE VETERINARIA
SETTING SCUOLE
RETE LOMBARDA SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE
MACRO
ATTIVITA’
Coinvolgimento
Dipartimento
di
Prevenzione
Veterinario a percorsi di formazione e ad altre iniziative
finalizzati all’educazione sanitaria e zoofila nelle scuole
ai sensi della DGR n° IX 939 del 1/12/2010
“Approvazione del Piano regionale triennale degli
interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo
demografico della popolazione animale e di
prevenzione del randagismo” ai sensi dell’art 117 della
L.R. 33/2009
Partecipazione Medici Veterinari ai percorsi di formazione
per docenti o ad altre iniziative da tenersi presso gli Istituti
scolastici nell’ambito del progetto “Sviluppare competenze
per sicurezza e benessere”
49
SETTORE
Da uno studio condotto dall’ASL di
Como nel 2011 risulta che circa il
38% dei soggetti in età evolutiva
(nati nel 2001) presenta un
eccesso ponderale. Risulta altresì
che i bambini in sovrappeso ed
obesità presentano un livello di
attività fisica insufficiente per il 46%
PROMOZIONE E ATTIVITA’
FISICA E CORRETTE ABITUDINI
ALIMENTARI
SETTING SCUOLE
DESCRIZIONE
CONTESTO
Da uno studio condotto dall’ASL di
Como nel 2007 risultava che il 42%
della popolazione adulta (18 – 70
anni) era in eccesso ponderale.
Inoltre il 62% aveva abitudini
alimentari squilibrate e circa l’11%
un’alimentazione
decisamente
errata. E’ risultato altresì che il 61%
dei soggetti esercitava un livello di
attività fisica insufficiente (meno di
3 ore settimanali)
I
dati
provinciali
sono
sostanzialmente sovrapponibili con
quelli regionali e nazionali.
A supporto dell’azione locale
Regione Lombardia ha avviato
una campagna di comunicazione
sulla promozione di stili di vita ed
ambienti favorevoli alla salute
denominata “Guadagnare salute
(rendere facili le scelte salutari)”.
PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE ABITUDINI
ALIMENTARI
SETTING AMBIENTI FAVOREVOLI ALLA SALUTE
RETE LOMBARDA SCUOLE CHE
PROMUOVONO SALUTE
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Potenziare l’efficacia degli interventi di promozione di
corretti stili di vita (abitudini alimentari e attività fisica)
attraverso la costruzione di una cultura preventiva nelle
scuole primarie rivolta a docenti, alunni e genitori.
Distribuzione in tutte le scuole primarie della provincia di
Como del volumetto “Più passi all’aria aperta e meno pasti
scorretti” nel quale sono contenuti i dati risultanti dalla
sorveglianza di comportamenti e stili di vita dei bambini
(indagine 2011 paragonata all’indagine 2006) e consigli per
l’adozione di corrette abitudini alimentari e motorie. Tale
supporto informativo potrà facilitare lo sviluppo nei curricula
scolastici di specifici programmi di promozione della salute
da parte delle scuole.
Potenziare l’efficacia degli interventi di prevenzione
con il supporto dei dati di sorveglianza stili di vita adulti
compresi tra i 18 e gli 80 anni della provincia di Como
raccolti nel 2012
Elaborazione dei dati e creazione di un documento da
pubblicare sul sito internet aziendale a disposizione di tutti i
cittadini riportante i dati relativi agli stili di vita (Confronto
Indagine 2012 e Indagine 2007)
In particolare:
•
presenza di sovrappeso ed obesità
•
abitudini alimentari
•
abitudine all’attività fisica
nonché utili consigli per l’adozione di più corretti stili di vita.
Attuare la campagna informativa utilizzando lo
strumento comunicativo prodotto da Regione
Lombardia - vedi nota prot. n. H1.2012.0035590 del
12.12.2012.
Distribuzione locandine informative, cartoline promocard e
banner animato (con disponibilità sui siti web e ASL e DG
Sanità)
50
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
SETTING AMBIENTI FAVOREVOLI ALLA SALUTE
L’eccessivo consumo di insaccati,
di sughi, di formaggi, l’aggiunta
di sale nella ristorazione domestica
e il contenuto di sale nel pane
concorrono a raggiungere un
introito giornaliero di cloruro di
sodio di circa 12 grammi ovvero
una quantità doppia di quella
ritenuta accettabile (circa 6
grammi).
Da queste premesse RL ha avviato
un progetto per la riduzione del
sale nel pane come primo
momento per la riduzione di tale
composto
nell’alimentazione
quotidiana.
PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE
ABITUDINI ALIMENTARI
Potenziare l’efficacia degli interventi di prevenzione
primaria attraverso la distribuzione del pieghevole “con
meno sale nel pane c’è più gusto…” stampato nel
2012, al fine di sensibilizzare la popolazione circa
l’importanza della riduzione del sale quotidiano
apportato con l’alimentazione.
Distribuzione di circa 18.000 pieghevoli “con meno sale…..”
(distribuiti nel 2012 presso i panifici, gli MMG, PdF, Farmacie,
Comuni e scuole dell’infanzia) anche a tutte le scuole
primarie della provincia di Como.
Avviare, in collaborazione
con l’Ufficio scolastico
territoriale (UST) di Como uno studio di analisi delle
abitudini motorie e stato ponderale su un campione di
studenti frequentanti la scuola primaria di secondo
grado.
Report analisi sulle abitudini motorie e stato ponderale
correlato della popolazione scolastica oggetto dello studio
Censire la tipologia e disponibilità di offerta di attività
fisica-sportiva del territorio attraverso l’analisi dei dati
del Servizio di Medicina dello sport.
Mappatura tipologia e distribuzione dell’offerta organizzata
di attività fisica-sportiva del territorio provinciale
Proseguire la promozione dell’attività fisica attraverso i
"Gruppi di cammino", ad oggi 11 risultano funzionanti
nella provincia di Como ed i 25 "Piedibus" che in
collaborazione con le amministrazioni comunali e gli
istituti scolastici, risultano attivi in 20 Comuni della
provincia di Como.
Incremento numerico di Gruppi di Cammino, Piedibus nei
Comuni
La responsabilità del notevole
incremento della prevalenza di
sovrappeso e obesità nei soggetti
in età evolutiva va attribuita ad
una non corretta alimentazione
ma anche ad una insufficiente
attività fisica. Nei bambini a partire
dai 5 anni di età è raccomandata
la pratica di almeno un’ora di
attività fisica moderata-vigorosa al
giorno.
In
uno
studio
di
sorveglianza nutrizionale del 2011
su un campione di 1.067 bambini
nati nel 2001, in cui sono state
indagate anche le abitudini
motorie, è emerso che il 40,3% di
questi bambini non effettua una
attività fisica sufficiente
PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE
ABITUDINI ALIMENTARI
SETTORE
SETTING SCUOLE
DESCRIZIONE
CONTESTO
RETE SCUOLE CHE PROMUOVONO LA SALUTE
MACRO
ATTIVITA’
51
Nel nostro Paese, l’inattività fisica è
causa del 5% circa del totale delle
morti e del 31% degli anni di vita in
buona salute persi. Gli effetti
positivi dell’attività fisica sulla
patologia cronica non trasmissibile
sono solidamente documentati.
All’inverso, sono altrettanto ben
noti il peso epidemiologico delle
malattie croniche ed il ruolo di
fattore di rischio nei confronti delle
stesse
rappresentato
dalla
sedentarietà. Sulla base di quanto
precede, è stato chiesto dal
Ministero della Salute di condurre
una sperimentazione inerente la
prevenzione e cura basata sulla
prescrizione e l’erogazione di
attività fisica personalizzata sulle
caratteristiche
del
singolo
attraverso
percorsi
che
garantiscano il raggiungimento e
il mantenimento dei livelli di attività
prescritta.
Le abitudini di vita scorrette sono
eventi sentinella di stress lavorocorrelato ed è ubiquitario in tutti i
settori lavorativi.
L’abitudine al
fumo di sigaretta inoltre rientra tra
i fattori determinanti l’insorgenza di
patologie croniche meritevoli di
azioni preventive.
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE ABITUDINI
ALIMENTARI
DESCRIZIONE
CONTESTO
Come da DGR n. IX/2056 del 28/07/2011 e Decreto n.
5829 del 02/07/2012 la ASL di Como è coinvolta,
attraverso il Servizio di Medicina dello Sport e Lotta al
Doping,
nel progetto sperimentale “Prescrizione
dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e
terapia in Lombardia”.
Il percorso progettuale prevede le seguenti macro-fasi:
a) reclutamento mediante la collaborazione dei MMG
di n. 61 soggetti di medio ed alto rischio, valutato sulla
base della "carta del rischio cardio-cerebrovascolare;
b) valutazione clinico-strumentale da effettuarsi presso
l'Ambulatorio del Servizio di Medicina dello Sport;
c) eventuali ulteriori accertamenti specialistici e
strumentali da effettuarsi presso strutture sanitarie
esterne;
d) prescrizione dell'esercizio fisico da effettuarsi per 6
mesi presso palestre idonee o partecipando a specifici
"Gruppi di Cammino";
e) rivalutazione clinico-strumentale a 3 mesi ed alla
conclusione del periodo;
f) inserimento di tutti i dati in apposito software
regionale:
g) report finale.
PREVENZIONE TABAGISMO
SETTING AMBIENTI FAVOREVOLI ALLA SALUTE
MACRO
ATTIVITA’
Proseguire l’analisi clinica e motivazionale sui lavoratori
selezionati nell’anno 2012 presso l’azienda di medie
dimensione del settore terziario al fine di orientarli al
percorso di disassuefazione facilitando l’accesso agli
ambulatori antifumo ASL.
Identificare
la popolazione di soggetti fumatori
occupati presso un’altra azienda di medie dimensioni
del settore chimico al fine di classificarne il livello di
rischio derivante dalla sinergia tra esposizione ad
agenti chimici sul posto di lavoro e
agenti
cancerogeni presenti nel fumo di sigarette.
RISULTATI ATTESI
Corretta ed omogenea valutazione clinico strumentale e
prescrizione dell’attività fisica da parte di personale
qualificato.
Esecuzione da parte dei soggetti reclutati degli esercizi fisici
prescritti
Prosecuzione spontanea dell’attività fisica oltre il periodo di
sperimentazione da parte dei soggetti reclutati.
Identificazione della percentuale di soggetti fumatori.
Svolgere uno studio degli indicatori predittivi di Stress lavoro
correlato e studio delle conseguenze derivanti dall’abitudine
al fumo attraverso test specifici (questionari, spirometrie,
rilevazioni Co nell’espirato) sia nell’azienda del settore
terziario sia nel settore chimico
52
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Dai
dati
locali
e nazionali
(Relazione al Parlamento 2012) si
rileva che pur riducendosi i
consumi
nella
popolazione
generale, tra i giovani il problema
continua
ad
allarmare
in
particolare per il consumo di
cannabinoidi e stimolanti e di
bevande alcoliche con gravi rischi.
E’ pertanto necessario proseguire
con incisive ed efficaci azioni
preventive secondo le indicazioni
del Piano d’azione regionale per le
dipendenze (DGR n. 4225/2012).
Il
Dipartimento
Dipendenze
garantisce
il
contrasto
del
fenomeno nella sua evoluzione
svolgendo un ruolo di regia e
favorendo lo sviluppo di una rete
di intervento territoriale con gli altri
enti di settore per una prevenzione
strutturata ed efficace.
PREVENZIONE UNIVERSALE E SELETTIVA DELLE DIPENDENZE E DEI RISCHI CORRELATI
AREA DIPENDENZE
Prosecuzione nel 2013 dell’attività del Comitato Rete
Territoriale della prevenzione in collaborazione con altri enti
e articolazioni aziendali. Previste almeno n. 4 riunioni e la
partecipazione al tavolo regionale di coordinamento TTRP
Implementare
la
rete
territoriale
per
la
programmazione degli interventi di prevenzione e la
moltiplicazione dell’ azione preventiva
Definizione del Piano Locale Prevenzione delle Dipendenze
2013- 2014 entro il 31.12.2013
Attivazione nel 2013 di almeno un intervento formativo rivolto
agli adulti con un “ruolo educativo” nei contesti extrascolastici.
Attivazione di una specifica collaborazione con le
associazioni di famiglie che operano sul territorio provinciale
per sviluppare azioni di contrasto al fenomeno dell’uso di
sostanze. Sono state contattate almeno n. 6 associazioni.
Realizzare interventi di prevenzione universale di
provata efficacia rivolti alle scuole secondarie
Implementazione nel 2013 nelle scuole secondarie di 1°
grado del programma Life Skills Training Lombardia in
collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione Medico.
Si prevede un incremento delle scuole raggiunte del 50 %
rispetto all’Anno Scolastico 2011 - 2012
Completamento nel 2013 nelle scuole secondarie di 2°
grado del programma Unplugged. Realizzazione nel 2013
delle unità previste pari almeno all’80% e monitoraggio del
100% delle schede docenti compilate
Realizzare interventi di prevenzione selettiva rivolti a
giovani consumatori di sostanze volti all’intervento
precoce
Prosecuzione del Progetto Prefettura “Spazio In-Dipendenze
Giovanili” sui giovani consumatori segnalati con il
monitoraggio della percentuale dei giovani segnalati che è
stato possibile raggiungere
Realizzare interventi volti a prevenire l’incidentalità
stradale correlata all’assunzione di alcol e droghe alla
guida
Realizzazione nel 2013 del Progetto su protocollo DOS “Non ti
bere la patente” in collaborazione con la Polizia Locale del
Comune di Como e le FF.OO.
(controlli su strada effettuati >= 2.500)
53
La prevenzione per l’uomo
Guardare alla persona come centro dell'intervento di prevenzione, significa saperla leggere nel contesto in cui si trova, collocandola in una
situazione dinamica di relazioni con le altre persone, ma anche con agenti biologici, chimici e fisici presenti nell'ambiente, e con le strutture
abitative, ricreative, lavorative frequentate. Secondo tale visione, la prevenzione non può dunque pensare solo a singoli interventi che riguardano
la singola persona, ma deve mirare, nella strategia complessiva, a far sì che tutto quanto circonda e, in certa misura, compenetra la persona,
possa concorrere al suo benessere. La prevenzione collettiva prevede, dunque, interventi finalizzati ad affrontare problematiche sanitarie di rilievo
quali-quantitativo, con interventi rivolti sia alla persona (screening, vaccinazioni, educazione sanitaria, etc.), sia agli ambienti di vita e di lavoro
(controlli nel settore alimentare, delle acque potabili, prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, etc.).
Attori coinvolti: Dipartimento di Prevenzione Medico, Dipartimento Dipendenze, Miglioramento qualità e Risk Management, Dipartimento Cure Primarie, Regione, Comuni, Azienda
Ospedaliera S. Anna, Laboratorio di Sanità Pubblica di Milano, ISS, Istituto di Virologia-Policlinico di Milano, Dipartimento PAC/S, Dipartimento Prevenzione Veterinaria, Dipartimento ASSI,
Distretti socio-sanitari
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: Delibera N. IX/1175 del 29 dicembre 2010; Piano di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro 2011-2013- DGR N. IX/1821 del
8/6/2011; DGR IX/4334 del 26/10/12 “Regole 2013”; DGR n. IX/4475 “Aggiornamento Piano regionale vaccini” , DGR n. IX/4489 del 13.12.2012 “Revisione e aggiornamento interventi di
sorveglianza Malattie Infettive”; normative specifiche di settore.
DESCRIZIONE
CONTESTO
La
rilevanza
della patologia
neoplastica sia per l’alto numero di
casi che insorgono ogni anno che
per l’elevata mortalità (circa il 50%
dei casi a cinque anni), rende
indispensabile avere a disposizione
un
sistema
di
controllo
epidemiologico e di monitoraggio
della qualità delle cure.
Nel 2012 l’ASL di Como ha
proseguito
l’attività
per
la
costruzione del Registro Tumori
migliorandone
la
qualità
e
completando i primi cinque anni di
incidenza 2003-2007 (dati riportati
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
INCIDENZA
MACRO
ATTIVITA’
REGISTRO TUMORI
Tabella “ La Prevenzione per l’uomo”
Nell’anno 2013 l’ASL intende:
•
Completare l’incidenza 2008;
•
Costruire l’incidenza: 2009;
•
Costruire l’incidenza 2010 solo per le sedi del
tumore mammario e colon rettale per i quali sono
attivi i programmi di screening;
•
Caricare le fonti principali anni 2011 e 2012: azioni
preliminari al lancio dei successivi anni di
incidenza;
•
Assicurare il mantenimento dei requisiti richiesti per
l’accreditamento AIRTUM anche attraverso la
partecipazione ai programmi di formazione e ai
convegni promossi dall’AIRTUM.
RISULTATI ATTESI
Completamento del rapporto Incidenza 2008
Bozza del Report relativo all’ Incidenza 2009
54
SETTORE
REGISTRO TUMORI
nel
capitolo
“Contesto
epidemiologico e demografico”).
Ha
ottenuto
l’accreditamento
AIRTUM e ha ospitato il convegno
annuale nazionale AIRTUM. Inoltre
ha avviato le procedure per la
costruzione di altri tre anni di
incidenza (2008-2010) registrando
circa 2/3 dei casi riferiti al 2008.
INCIDENZA
CERVICE UTERINA
Il tumore della mammella e quello
colon rettale , principali patologie
neoplastiche nella popolazione
adulta, sono ancora tra le più
frequenti cause di morte tumorale.
Per
entrambe
le
patologie
esistono test di screening efficaci:
mammografia e sangue occulto
nelle feci, da effettuarsi ogni due
anni nella fascia d’età 50-69 anni.
Nel 2012 l’ASL ha assicurato la
chiamata attiva di tutta la
popolazione target sia al primo
livello che agli approfondimenti,
ove necessari, nel rispetto degli
indicatori di qualità oltre che degli
intervalli di round. Ha effettuato la
ricerca dei cancri intervallo dei
tumori mammari per la coorte
delle
donne
aderenti
allo
screening nel 2008, al fine di
migliorare la sensibilità del test.
SCREENING MAMMELLA e SCREENING COLON RETTO
DESCRIZIONE
CONTESTO
SCREENING
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Redazione del rapporto Incidenza 2010 solo per cancro
mammario e colon-rettale
Estensione screening mammella e colo retto >=95%
Nel 2013 l’ASL intende sviluppare il metodo della
chiamata attiva per garantire l’estensione completa
ai due programmi di screening e raggiungere
l’adesione
minima
del
60%
allo
screening
mammografico e del 45% per quello colon-rettale.
Adesione corretta allo screening mammografico >=60%
Adesione corretta allo screening colon-rettale >= 45%
Per il monitoraggio della sensibilità dello screening
mammografico, si intende completare la revisione
cancri intervallo anno 2009.
Completamento del monitoraggio dei “cancri intervallo
2009” nel programma di screening del ca della mammella
Proseguirà il progetto per il reclutamento al Pap test
delle donne “fragili” che afferiscono ai Consultori ASL in
occasione di altre domande di salute.
Evidenza di donne reclutate all’esecuzione del Pap test in
occasione di accessi ai Consultori Familiari ASL
55
DESCRIZIONE
CONTESTO
Il
sistema
informativo
MAINF
consente la raccolta di dati
epidemiologici con alti standard di
qualità. L’elaborazione di report
periodici
inoltre
consente
di
tracciare
un
quadro
epidemiologico locale puntuale
indispensabile per la pianificazione
delle
azioni
preventive
e
dell’offerta vaccinale per le
patologie prevenibili con vaccino.
Nell’anno
2012
sono
state
elaborate procedure per una
gestione omogenea delle inchieste
a seguito di segnalazione di
malattia infettiva. Al fine di rendere
più efficace la sorveglianza della
malattia tubercolare sono state
acquisite complete informazioni
sulla compliance terapeutica dei
singoli casi.
Sono state inoltre inseriti nel
programma di screening i soggetti
immigrati da zone ad alta
endemia segnalati come nuovi
arrivi dalle strutture di accoglienza
( numero pari a 126 soggetti)
SETTORE
PREVENZIONE MALATTIE INFETTIVE
PREVENZIONE MALATTIE INFETTIVE E VACCINAZIONI
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Azioni mirate al mantenimento dei requisiti di qualità di
MAINF
Mantenimento di alti requisiti di qualità dei dati MAINF, con
particolare riguardo ai tempi di chiusura dei focolai
epidemici
Recepimento delle indicazioni regionali (delibera
IX/4489 del 13.12.2012 – all.2 “Aggiornamenti su
prevenzione dell’infezione, sorveglianza e controllo
della malattia tubercolare in Regione Lombardia”) per
una più efficace sorveglianza della malattia
tubercolare, in particolare attraverso l’acquisizione di
complete informazioni sulla compliance terapeutica,
nonché attraverso la programmazione di specifici
interventi preventivi su gruppi di popolazione a rischio,
quali soggetti immigrati da paesi ad alta endemia
tubercolare, soggetti senza fissa dimora, soggetti con
infezione da HIV, reclusi in istituti di pena
Revisione del Piano strategico locale per la sorveglianza e il
controllo della malattia tubercolare (Delibera ASL 180 del
13.04.2006), in recepimento della DGR
IX/4489 del
13.12.2012
Attuazione di mirati interventi preventivi per la tubercolosi su
gruppi di popolazione a rischio e sorveglianza efficace della
malattia attraverso l’acquisizione di complete informazioni
sulla compliance terapeutica
56
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Attuazione delle azioni previste dal nuovo “Piano Vaccini”
regionale (DGR IX/4475) e mantenimento degli elevati livelli
di copertura vaccinale:
L’ assenza di
casi
tra la
popolazione
vaccinata
delle
patologie oggetto di proposta
vaccinale attiva indica, nel tempo,
l’efficacia dell’intervento stesso.
I livelli di copertura risultano
sostanzialmente in linea con gli
obiettivi
regionali.
Occorre
comunque mantenere/migliorare
l’adesione alle vaccinazioni e
intensificare le iniziative per alcune
vaccinazioni (anti-HPV e antidiftotetanica agli adolescenti).
L’anagrafe
vaccinale
informatizzata è a regime e con
interfaccia al SISS. L’ASL di Como è
stata identificata quale ASL pilota
per l’avvio della sperimentazione
della trasmissione dei dati vaccinali
con
flusso
continuo
per
il
popolamento della banca dati
regionale.
Coorte nati residenti 2011: Vaccino esavalente (polio- diftotetano-pertosse- epatite B-HIB) ≥ 95%;
Morbillo- Parotite – Rosolia: 1a dose ≥ 95%;
VACCINAZIONI
MACRO
ATTIVITA’
Ai fini dell’attuazione in sede locale delle indicazioni
dettate dal nuovo “Piano Vaccini” regionale (DGR
IX/4475), saranno forniti indirizzo e supporto per
l’attuazione delle azioni previste.
Coorte nati residenti 2007: Morbillo-Parotite-Rosolia – 2a dose
≥ 90%
Polio 4a dose ≥ 95%;
HPV: Coorte 2001: > 80% alla 1a dose
Coorte 2000: copertura alla terza dose ≥ 80%
Coorte nati 1996:
5a dose difto-tetano ≥ 85%;
Soggetti appartenenti a categorie a rischio:
≥ 70% soggetti 0-18 aa, per le rispettive patologie, su
denominatore BDA.
Portare a regime il sistema della trasmissione dei dati
vaccinali con flusso continuo per il popolamento della
banca dati regionale, superando la fase sperimentale
Miglioramento della qualità dei dati vaccinali attraverso la
più efficiente gestione dell’anagrafe vaccinale
57
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
PREVENZIONE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE (MTS)
Nell’anno 2012 è continuato il
flusso di trasmissione delle schede
previste per la segnalazione di
nuova sieropositività per HIV che,
grazie alla completezza dei dati
aggiuntivi,
permettono
una
puntuale lettura epidemiologica
del fenomeno.
E’ stata altresì attuata una azione
mirata alla emersione di nuovi casi
non segnalati a partire dall’anno
2009 con il recupero di 21 schede.
E’ stato dato corso alle azioni
previste dal progetto di revisione
della rete MTS/CRH (Delibera 660
del
20.12.2011)
per
il
potenziamento e l’ottimizzazione
dell’offerta del test HIV tramite
l’apertura nell’aprile 2012 di un
ambulatorio MTS per il counselling
anonimo
e
gratuito
e
per
l’esecuzione
delle
indagini
sierologiche per MTS in raccordo
con le strutture ospedaliere di
secondo
livello.
Gli
accessi
nell’anno 2012 sono quadruplicati
rispetto all’anno precedente (248
vs 56)
PREVENZIONE E CONTROLLO HIV/AIDS
Mantenimento del corretto flusso di segnalazione
/inserimento delle schede di segnalazione HIV ed
elaborazione dei dati inseriti (report).
Mantenimento dei requisiti di qualità e di operatività
del Centro MTS con pianificazione di iniziative di
promozione/educazione sanitaria mirati ai giovani e ai
gruppi di popolazione a maggior rischio per prevenire
la diffusione del contagio stimolando l’adozione di
comportamenti consapevoli e sicuri e favorendo la
diagnosi precoce.
Mantenimento della qualità dei dati epidemiologici relativi
alle nuove infezioni HIV e mantenimento dei requisiti di
qualità e accessibilità del centro MTS con particolare
sensibilizzazione
dei
soggetti
a
rischio(migranti,
tossicodipendenti etc.) tramite l’ individuazione di vie di
accesso preferenziali al Centro
58
La prevenzione negli ambienti di vita e lavoro
Come previsto dai Piani nazionali, regionali e locali presupposto per l’attività di prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro è l’analisi del contesto del territorio sul
quale si opera, che porta all’individuazione delle attività economiche e di servizio che presentano maggiori rischi per la salute sia della popolazione sia dei
lavoratori, consentendo di concentrare su di esse i controlli. L’attenzione si è spostata dai soli requisiti strutturali ai requisiti di funzionamento, in particolare attraverso
la verifica dell’organizzazione e dei piani di autocontrollo delle imprese, come indicato dalle direttive europee in materia di sicurezza alimentare, sicurezza nei
luoghi di lavoro, sicurezza negli ambienti di vita e nelle reti di servizi.
Attori coinvolti: Dipartimento di Prevenzione Medico, Dipartimento PAC/S, DPV, Dipartimento Cure Primarie, Dipartimento ASSI, Ministero della Salute, Regione, Provincia, Direzione
Provinciale del Lavoro, UOOML di Desio, INAIL, Comitato Coordinamento Provinciale ex art. 7 D.Lgs. 81/08, ARPA, Associazioni di categoria, SUAP, Comuni, ASL Varese, ASL Lecco,
Fondazione Minoprio, Autorità d’Ambito.
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: D.Lgs. 81/08; Delibera N. IX/1175 del 29 dicembre 2010; Piano di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro 2011-2013- DGR
N. IX/1821 del 8/6/2011; DGR 4334 – 26/10/2012 ”Regole 2013”; Linee Guida Regionali in materia di “Standard di funzionamento dei servizi ASL competenti in materia di sicurezza
alimentare” ai sensi del Reg. (CE) 882/2004, Pacchetto Igiene, normative specifiche di settore; DGR n. IX/4564 del 19/12/2012 (Approvazione POA ASL provincia di Como)
TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DEI
LAORATORI
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
Sulla base della pianificazione per il
triennio 2012 – 2014., inviata alla UO
Governo della Prevenzione e Tutela
Sanitaria nel febbraio 2012, occorre
procedere alla programmazione
integrata
per l’anno 2013 dei
controlli, basata sulla analisi e la
graduazione dei rischi
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DEI
LAVORATORI
Tabella “La Prevenzione negli ambienti di vita e lavoro”
Predisposizione pianificazione integrata annuale delle
attività di prevenzione e dei controlli
Invio alla UO Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria
del Piano dei controlli anno 2013 entro il 28 febbraio 2013
(mail RL del 10/01/2013)
59
SETTORE
L’attività di vigilanza è finalizzata al
controllo della qualità dell’acqua a
tutela della salute dei bagnanti.
In parallelo è attiva la rilevazione di
eventuali patologie correlate alla
balneazione attraverso la rete dei
medici di base e delle strutture
specialistiche territoriali.
L’attività di campionamento sui laghi
di Como, Montorfano, Segrino,
Pusiano, Lugano e Piano riguarda 34
punti di prelievo rappresentativi di 51
spiagge idonee alla balneazione. Al
monitoraggio
batteriologico
effettuato durante la stagione
balneare (maggio-settembre) viene
affiancato il monitoraggio algale
durante tutto il corso dell’anno,
effettuato su 13 punti significativi per i
6 laghi.
BALNEAZIONE E STATO DI SALUTE DEL LAGO
Le piscine aperte al pubblico presenti
sul territorio sono 75. Nel 2012 sono
state effettuate verifiche ispettive
sulle strutture degli impianti più
significativi, in base al numero dei
fruitori, che indaghi sulla qualità delle
acque mediante campionamento
delle acque di approvvigionamento,
immissione e di vasca.
Le attività analitiche sono effettuate
dai LSP di Como, di Lecco e di
Varese.
IMPIANTI NATATORI -
DESCRIZIONE
CONTESTO
PISCINE APERTE AL PUBBLICO
AMBIENTI DI VITA
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
Per il 2013 si conferma l’attività di controllo in
ottemperanza alle disposizioni normative, con
miglioramento dell’efficacia delle modalità di
controllo mediante centralizzazione dipartimentale.
Nel 2013 dovrà essere completata la piena attuazione
delle
disposizioni
derivanti
dalla
normativa
comunitaria, in particolare per la definizione dei profili
delle acque e per l’efficace controllo delle disposizioni
emesse a seguito di non conformità, con particolare
rilievo all’assicurazione della corretta informazione dei
cittadini.
Per il 2013 è previsto il mantenimento dell’attività di
campionamento presso gli impianti natatori
RISULTATI ATTESI
Mantenimento dei livelli di controllo della qualità delle
acque di balneazione a tutela dei cittadini anche
mediante rilevazione di eventuali manifestazioni cliniche
correlabili alla balneazione.
Attività di coordinamento con i Comuni per l’apposizione di
cartellonistica in tutti i punti di balneazione secondo
indicazioni regionali.
Contenimento delle patologie correlabili all’utilizzo di acque
a scopo ricreativo mediante mantenimento dell’attività di
controllo della qualità delle acque degli impianti natatori.
60
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
L’attività di controllo sul territorio
permette
di
mantenere
un’integrazione con il Registro dei
mesoteliomi previsto dal PRAL.
Alla fine del 2012 risultano censiti n.
4.024
siti/strutture,
inseriti
nell’anagrafica regionale on-line,
previa analisi tecnica su ogni notifica.
L’attività di controllo riguarda le
notifiche PRAL e gli esposti
RISCHIO AMIANTO
Nel 2013 si prevede la prosecuzione dell’attività di
controllo sul territorio, con miglioramento della qualità
delle valutazioni specifiche, e il supporto alle
Amministrazioni Comunali come previsto dalla recente
L.R. 14/2012
Mantenimento dell’attività anche attraverso progetto
specifico, di incremento quali-quantitativo dell’attività di
controllo
L’attività di controllo sul territorio e di
supporto
alle
Amministrazioni
Comunali consente scelte atte a
favorire il miglioramento del contesto
ambientale e la tutela dello stato di
salute della popolazione, anche
attraverso la creazione di ambienti
favorenti corretti stili di vita.
E’ stata attivata una più stretta
sinergia
del
DPM
con
altre
articolazioni aziendali, per una più
efficace azione di supporto alle
Amministrazioni
locali
nella
definizione di scelte di governo del
territorio finalizzate ad un più alto
livello di promozione e tutela della
salute.
Sulle tematiche ambientali è stata
ulteriormente
rafforzata
la
collaborazione
con
ARPA,
in
particolare per specifiche situazione
ritenute maggiormente meritevoli di
attenzione,
ovvero
per
la
condivisione di protocolli su materie
di comune interesse (es. sorgenti
orfane).
Miglioramento del supporto ai Comuni e Provincia anche
mediante partecipazione ASL in Conferenza dei Servizi.
BONIFICHE AMBIENTALI
AMBIENTI DI VITA
MACRO
ATTIVITA’
Per il 2013 si prevede di migliorare la sinergia tra le
diverse
articolazioni
aziendali
interessate
alle
problematiche
ambientali;
miglioramento
dell’integrazione –collaborazione con ARPA per
l’istruttoria dei procedimenti di bonifica ambientale;
conferma della collaborazione con altre Istituzioni ed
Amministrazioni (Comuni e Provincia)
per le
valutazioni di competenza sanitaria relative ai
procedimenti attivati
Monitoraggio numero pareri e numero partecipazioni a
Conferenze dei Servizi.
61
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
Da oltre 10 anni è in essere l’attività di
monitoraggio
pollinico
in
collaborazione con la Fondazione
scientifica Minoprio; i dati sono
settimanalmente resi disponibili alla
rete sanitaria territoriale attraverso il
Dipartimento
Provinciale
di
Allergologia.
La mappatura territoriale, mantenuta
anche attraverso la collaborazione
dei Comuni, e la correlazione con il
consumo di farmaci, consentono di
orientare le azioni per un miglior
contenimento dei rischi sanitari
correlati alle patologie allergiche di
origine ambientale.
LOTTA AGLI INFESTANTI E PREVENZIONE DELLE
PATOLOGIE ALLERGICHE
La presenza di zanzare ed altri vettori
risulta sempre maggiore, anche in
probabile relazione ai cambiamenti
climatici in corso. L’attività di
mappatura in essere da alcuni anni
risulta pertanto necessaria al fine del
contenimento
delle
patologie
trasmesse dai vettori e per la
sorveglianza sanitaria.
CONTENIMENTO PROLIFERAZIONE ZANZARE (IN
PARTICOLAR MODO ZANZARA TIGRE) E ALTRI
VETTORI
AMBIENTI DI VITA
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Miglioramento della collaborazione con le Amministrazioni
comunali per il monitoraggio territoriale e l’individuazione di
aree a maggior rischio.
Per il 2013 è previsto il mantenimento dell’attività di
monitoraggio pollinico, migliorando ulteriormente la
collaborazione con la Fondazione Minoprio, attraverso
una elaborazione dei dati per una più facile fruibilità
anche da parte dei cittadini.
Supporto alla rete di specialisti per le attività cliniche di
prevenzione dei soggetti allergici.
Miglioramento delle azioni di informazione
alla
popolazione, anche attraverso l’aggiornamento del portale
aziendale.
Mappatura delle aree a maggior rischio
Nel 2013 è previsto il mantenimento dell’attività con
particolare riferimento alle indicazioni regionali con il
coinvolgimento di tutti i comuni della provincia di
Como al fine del miglioramento delle azioni finalizzate
al contenimento dei rischi e ad una più ampia
informazione ai cittadini.
Corretta informazione alla popolazione per prevenire i rischi
e adottare comportamenti e gestioni ambientali adeguate
Pagine informative sul sito internet aziendale
Database con le iniziative e i riferimenti comunali
62
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
La normativa comunitaria ha di
recente aggiornato le disposizioni in
materia di controlli e di allerta su
prodotti chimici non alimentari nel
circuito commerciale. L’attività di
controllo sul territorio - con la
conoscenza e mappatura
degli
insediamenti presenti e la relativa
categorizzazione del rischio - delle
aziende produttive e commerciali consente interventi puntuali sulle
attività di maggior interesse.
SISTEMI DI ALLERTA DEI PRODOTTI
NON ALIMENTARI
Per il 2013 è prevista la partecipazione, in
collaborazione con le altre articolazioni dipartimentali
competenti, all’attività di controllo.
La vigilanza sul settore cosmetico
rappresenta attività consolidata a
tutela della salute dei cittadini.
I controlli sono effettuati sulla intera
filiera, in rapporto anche alle aziende
produttrici e distributrici presenti sul
territorio.
Vengono
effettuate
verifiche
ispettive
nei
processi
produttivi in attività di importazione e
distribuzione all’ingrosso dei prodotti,
con periodicità coerente con la
graduazione del rischio.
E’ parallelamente attivo il sistema di
sorveglianza di eventuali eventi
avversi correlati all’uso di prodotti
cosmetici.
PRODOTTI COSMETICI
Nel 2013 è previsto il mantenimento del livello di tutela
dei consumatori in relazione all’utilizzo dei prodotti
cosmetici, mediante attività di controllo della filiera
produttiva -distributiva e sorveglianza degli eventi
sanitari.
Negli ultimi anni le attività di
tatuaggio e piercing hanno trovato
sempre maggiore diffusione. Il livello
di rischio sanitario potenziale è alto in
relazione alla correttezza delle
modalità gestionali dell’attività, dei
materiali e delle tecniche utilizzati.
TATUATORI E
PIERCING
AMBIENTI DI VITA
MACRO
ATTIVITA’
Supporto ai S.U.A.P. (Sportelli Unici Attività Produttive)
per le attività di nuova attivazione.
Attività di controllo e vigilanza sulle strutture presenti sul
territorio.
RISULTATI ATTESI
Gestione dei controlli a tutela del cittadino-consumatore
conseguenti alle segnalazioni del sistema di allerta
•
•
Controllo sulle nuove attività, conseguenti a notifiche
pervenute dalle aziende
Sorveglianza su eventuali eventi avversi correlati all’uso
di prodotti cosmetici.
Mantenimento del livello di controllo per la tutela sanitaria
dei cittadini che si sottopongono a tatuaggi e piercing
63
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
La tutela dei cittadini nei confronti
del rischio radioattivo rappresenta
elemento sensibile nell’ambito delle
attività di controllo.
Sul territorio sono presenti diverse
realtà con rischio radiogeno elevato,
con necessità di mantenere alti livelli
di controllo.
La radioprotezione del paziente, in
ambito
diagnostico-terapeutico,
costituisce altro settore su cui è
necessario
garantire
costante
controllo per il contenimento del
rischio.
RADIOPROTEZIONE
DESCRIZIONE
CONTESTO
Per il 2013 saranno proseguite le azioni di:
•
Collaborazione con la
Prefettura
per
l’aggiornamento dei protocolli di intervento in
particolare per il trasporto di sostanze radioattive e
il supporto per pareri relativi a rilasci di Nulla Osta
•
Prosecuzione delle attività di controllo in ambito
sanitario, in collaborazione con il Dipartimento
PAC/S, in particolare in relazione all’attività
interventistica, ai livelli di qualità per la
radioterapia, agli standard di qualità per
tomografi RM ad uso medico.
•
Prosecuzione attività di vigilanza e controllo su
industrie e situazioni con rischio radiologico in
collaborazione con Amministrazione comunale ed
ARPA.
•
Mantenimento dell’attività di routine per le misure
di prevenzione in relazione all’esposizione ai
campi elettromagnetici di origine antropica
presenti sul territorio e il continuo popolamento
dell’archivio SARA.
Le scuole presentano elementi di
rischio
sanitario
sia
per
gli
allievi/frequentatori,
sia
per
gli
operatori/lavoratori, sia per gli aspetti
legati alla tutela igienica degli
alimenti. Nell’attività di controllo è
pertanto attivo un sistema di
valutazione del rischio integrato per
gli aspetti di tutela sul rischio
alimentare e sul rischio indoor a
tutela sia degli alunni-studenti che
dei lavoratori.
STRUTTURE SCOLASTICHE
AMBIENTI DI VITA
MACRO
ATTIVITA’
Nel 2013 verrà proseguita l’attività di vigilanza e
controllo sulle strutture scolastiche già in essere negli
anni passati, con
verifiche ispettive che hanno
portato ad una mappatura provinciale. E’ stata
effettuata una valutazione dei requisiti strutturali,
impiantistici gestionali e di sicurezza con evidenza del
relativo grado di rischio e - in particolare - una analisi
della qualità del cibo esaminando gli esiti delle
“scatole nere”
RISULTATI ATTESI
Supporto alla Prefettura per predisposizione di protocolli di
intervento
Vigilanza e supporto alle Strutture sanitarie per la definizione
di misure di controllo per il contenimento del rischio
radiologico
Controllo su industrie e situazioni con rischio radiologico, al
fine del contenimento del rischio per i lavoratori e per la
popolazione
Contenimento delle situazioni di rischio degli allievi e
lavoratori scolastici attraverso proposta di precisi interventi,
al fine di migliorare le condizioni igieniche ed impiantistiche
delle strutture stesse.
64
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Gli ospiti di strutture socio-sanitarie e
assistenziale
costituiscono
popolazione particolarmente fragile
e meritevole di mantenimento di alto
livello di controllo dei rischi sanitari; in
particolare per le condizioni di
sicurezza, per le condizioni indoor,
per la prevenzione delle patologie
alimentari e per la prevenzione delle
malattie
infettive.
L’attività
di
controllo, considerata la tipologia
delle strutture, è coordinata con il
Dipartimento ASSI, permettendo in
tal modo una più elevata efficacia a
tutela di soggetti particolarmente
fragili.
STRUTTURE SOCIO SANITARIE E ASSISTENZIALI
Nel 2013 è prevista la prosecuzione dell’attività di
vigilanza e controllo sulle strutture socio assistenziali e
socio sanitarie secondo il protocollo condiviso tra i
Dipartimenti di Prevenzione Medico e Dipartimento
ASSI, attuando modalità operative coerenti con le
esigenze del territorio e le indicazioni regionali sia in
ambito sociale che di prevenzione igienico-sanitaria.
La collaborazione tra i due Dipartimenti verrà
ulteriormente sviluppata mediante utilizzazione di
verbale di sopralluogo unificato.
Effettuazione di interventi di controllo in attuazione di
modalità integrate di valutazione sia sugli aspetti igienico
sanitari che su quelli gestionali/funzionali delle unità di
offerta, mediante rafforzamento della sinergia dei
Dipartimenti di Prevenzione Medico e Dipartimento ASSI, in
coerenza con le indicazioni regionali.
L’andamento del fenomeno delle intossicazioni da
monossido di carbonio impone di mantenere un alto
livello di vigilanza ricercando anche sinergie con altri
soggetti che svolgono attività di controllo, al fine di
ottimizzare i risultati in termini di maggior efficacia per
la tutela della salute dei cittadini. Pertanto verrà
mantenuta l’attività di controllo, anche in sinergia con
il settore competente dell’Amministrazione Provinciale
al fine di migliorare le azioni preventive di
sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dei rischi
correlati alle condizioni di sicurezza indoor ed in
particolare per le intossicazioni da CO.
Per la prevenzione di casi di legionellosi verrà
mantenuta attività di controllo nelle strutture recettive
e collettive (anche sulla base di riscontri precedenti),
valutando sia gli aspetti impiantistici che analitici in
correlazione con i dati sanitari.
Le strutture recettive alberghiere o di altre tipologie
saranno oggetto di controllo anche in relazione ai
requisiti strutturali e di sicurezza.
Effettuazione dei controlli per il contenimento dei rischi
indoor, da intossicazione di monossido di carbonio e del
rischio legionellosi
Gli ambienti confinati, luogo in cui si
trascorre circa il 90% del tempo,
presentano condizioni di rischio per
fattori diversi, anche in relazione alla
tipologia delle strutture e della
relativa popolazione ospitata.
In
particolare
negli
ambienti
residenziali continuano a registrarsi
eventi incidentali con intossicazioni
da monossido di carbonio.
Nelle strutture recettive-alberghiere
importanti fattori di rischio sono
correlati alle condizioni di sicurezza
strutturale ed impiantistica e dalla
contaminazione
microbiologica
dell’acqua distribuita (legionellosi).
AMBIENTI CONFINATI
DESCRIZIONE
CONTESTO
SICUREZZA E SALUBRITA’ INDOOR
AMBIENTI DI VITA
MACRO
ATTIVITA’
65
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
L’attività di controllo sulle strutture
carcerarie
è
normativamente
prevista
quale
supporto
alla
Amministrazione Penitenziaria per la
prevenzione di rischio igienicosanitario
per
una
popolazione
particolarmente fragile quale quella
istituzionalizzata.
STRUTTURA CARCERARIA
Nel 2013 è previsto il mantenimento dell’attività di
vigilanza, con particolare riguardo alle situazioni di
rischio. Nel 2012 presso la Casa Circondariale di Como
sono stati effettuati 3 interventi ispettivi ed un’indagine
in relazione al rischio legionellosi.
Si segnala inoltre che è in corso un’indagine sui rischi
derivanti dalle criticità impiantistiche per gli aspetti
igienico-sanitari legati alla distribuzione dell’acqua.
Supporto alla Amministrazione Penitenziaria per la
rilevazione e l’adozione di conseguenti misure correttive in
relazione alle situazioni di rischio igienico sanitario rilevate.
Effettuazione di almeno due interventi ispettivi nell’anno
con verifica degli aspetti strutturali e gestionali ed indagine
di corretto funzionamento degli impianti dal punto di vista
igienico-sanitario.
Il radon costituisce uno dei più
importanti fattori di rischio per lo
sviluppo del cancro del polmone. La
Regione Lombardia ha emanato
indicazioni
per
supportare
le
Amministrazioni locali per l’adozione
di interventi di prevenzione.
ESPOSIZIONE AL GAS RADON NEGLI EDIFICI
AMBIENTI DI VITA
MACRO
ATTIVITA’
Proseguendo nell’azione di supporto ai Comuni
avviata nel 2012, verrà sviluppata l’attività informativa
alla popolazione per la sensibilizzazione nei confronti
del rischio radon e verrà ulteriormente confermata la
disponibilità nei confronti delle Amministrazioni locali
per l’aggiornamento dei Regolamenti Edilizi Comunali
con inserimento di norme tecniche specifiche per la
prevenzione del rischio.
Sviluppo di attività informativa e di sensibilizzazione nei
confronti della popolazione.
Evidenza della collaborazione con le Amministrazioni
Comunali.
66
PROGRAMMAZIONE
CANTIERI
Sulla base dei criteri enunciati nel
“Piano regionale 2011-2013 per la
promozione della salute e sicurezza
nei
luoghi
di
lavoro”
la
programmazione
delle
attività
ispettive proseguirà in base alla
mappatura
degli
insediamenti
produttivi presenti in provincia ed alla
categorizzazione del rischio, al fine di
consentire interventi puntuali sulle
attività di maggior interesse, con le
seguenti linee d’azione:
•
superamento
della
visione
formalistica e burocratica della
sicurezza;
•
evoluzione
qualitativa
dell’attività ispettiva a fronte di
un numero di controlli limitato;
•
individuazione ed accertamento
dei fattori di rischio;
•
svolgimento di indagini finalizzate
all’accertamento delle cause di
infortuni e malattie professionali
SETTORE
Nel territorio della provincia di Como sono mappate
(Tabella LEA fonte UO Governo della Prevenzione R. L.)
circa n. 3.456 aziende del settore costruzioni.
Nel 2013 verrà proseguita l’attività ispettiva secondo le
indicazioni regionali privilegiando le “Grandi Opere”
in coordinamento con altri Enti (DTL, Provincia, CPT).
Le Grandi Opere interessano i Distretti Brianza , Como
e Sud-Ovest.
Attività di controllo nel comparto edile, con mantenimento
del numero di ispezioni 2012, salvo le riduzioni di personale
AGROINDUSTRIA
DESCRIZIONE
CONTESTO
Nel 2013 è prevista la prosecuzione delle verifiche
ispettive sui requisiti di sicurezza sulle macchine
agricole e sugli aspetti procedurali e formativi previsti
dal D.Lgs. 81/08 per il rilascio del parere richiesto.
Nel 2012 nel settore Agroindustria sono state effettuate
n. 46 ispezioni in 38 aziende del settore per l’ inoltro alla
Provincia del relativo parere.
Analisi , sopralluoghi ed emissioni di pareri per PSR su tutte
le domande inoltrate dalla Provincia nel 2013
ATTIVITA’ ECONOMICHE E
PRODUTTIVE
AMBIENTI DI LAVORO
MACRO
ATTIVITA’
RISULTATI ATTESI
Le principali attività economiche e produttive di tutti i
settori della provincia di Como si attestano intorno a
26.757. Nel 2013 sarà garantito il controllo dei principali
requisiti di prevenzione e sicurezza previsti dal D.Lgs.
81/2008, nelle imprese appartenenti ai comparti
selezionati sulla base della categorizzazione dei rischi.
La programmazione dei controlli include le imprese
AIA e quelle con elevati indici di frequenza e gravità
per infortuni e malattie professionali.
Controlli nel 5% delle imprese attive, fatto salvo le riduzioni di
personale
67
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
INDUSTRIE CHIMICHE
In continuità con la precedente annualità si
proseguirà
il
percorso
di
formazione/
responsabilizzazione delle aziende in base alle
indicazioni della UO Governo della Prevenzione e
Tutela Sanitaria, in collaborazione con UOOML di
Desio. Nel 2012 sono state predisposte adeguate
check list su REACH/CLP, applicate in via sperimentale
in 3 Aziende di grosse dimensioni. La documentazione
relativa è stata inoltrata alla DGS regionale.
Come da DGR IX/4334 del 26/10/2012 – punto 3.3. verranno effettuati controlli REACH/CLP come precedente
annualità, ovvero su tre aziende del settore chimico
SETTORE LEGNO
DESCRIZIONE
CONTESTO
Verifica dell’applicazione delle linee di indirizzo e dei
vademecum regionali, in coerenza con le indicazioni
della Commissione Consultiva permanente art. 6 D.Lgs
81/08
Conoscenza e adozione efficace delle Linee Guida
(punto 3.4. DGR 2633) del settore con individuazione di tre
aziende con adozione efficace delle LG specifiche.
AMBIENTI DI LAVORO
MACRO
ATTIVITA’
68
DESCRIZIONE
CONTESTO
Nel settore della sicurezza alimentare
nel 2012 sono stati effettuati n. 3.508
controlli
(2.244
ispezioni
e
campionamenti e 1.264 valutazioni
documentali) contro i 3.323 dell’anno
precedente
anche
in
virtù
dell’aumento delle valutazione SCIA
a cura del Tavolo interdisciplinare
istituito presso il DPM. I controlli sono
stati effettuati nel rispetto dei criteri di
programmazione sulla base della
graduazione del rischio, sono stati
coordinati con DPV, Dip. PAC.S e
Dip.ASSI ed attuati in conformità alle
procedure di sistema codificate negli
“Standard di funzionamento”. Il
miglioramento della categorizzazione
del rischio e l’aumento percentuale
di controlli su quelle ditte che sono
definite a rischio 1 e 2 hanno la
conseguenza positiva di aumentare
l’efficacia dell’azione di vigilanza
soprattutto in quegli esercizi dove
effettivamente la contaminazione
può avvenire e provocare eventi
patologici. Nel 2012 si registra una
diminuzione del numero dei focolai e
delle persone coinvolte in episodi di
tossinfezione/intossicazione
alimentare rispetto al 2011: lieve in
merito ai focolai (5 vs 6), di cui 3 in
famiglia (vs 4) ed 1 nella ristorazione
(vs 2) con 17 soggetti interessati (vs
18); più marcato rispetto ai casi
singoli di salmonellosi (67 vs 115).
Ciò conferma la bontà dell’azione di
vigilanza sulla base del principio della
categorizzazione
del
rischio
e
l’opportunità
di
incrementare
l’informazione sulle buone pratiche di
igiene anche in ambito domestico.
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Controllo delle strutture del settore alimentare secondo i
principi di qualità e quantità individuati nel Piano dei
controlli annuale.
Nel 2013 - come da indicazioni della DGR IX/4344 del
26/10/2012 - si manterrà l’attività secondo i parametri
sopracitati fatto salvo le riduzioni del personale.
Approvazione e diffusione da parte dei Dipartimenti Medico
e Veterinario delle linee guida integrate tra Titolo IV del RLI e
Regolamento CEE 852/2004, in previsione dell’avvio delle
procedure di revisione formale a livello provinciale del Titolo
IV RLI.
SICUREZZA ALIMENTARE
SICUREZZA ALIMENTARE E TUTELA
DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI
MACRO
ATTIVITA’
Verrà data diffusione e attuazione alla revisione del
protocollo di gestione dei casi di tossinfezione/
intossicazione alimentare, congiuntamente al DPV.
Gestione casi di tossinfezione/intossicazione alimentare
secondo nuovo protocollo
69
DESCRIZIONE
CONTESTO
Attraverso le seguenti azioni:
•
campionamenti
di
alimenti,
bevande e acqua potabile
•
analisi conseguenti a cura del
Laboratorio Sanità Pubblica di
Como
viene effettuata la prevenzione di
patologie di origine alimentare per
contaminanti microbiologici.
Il confronto sui campioni di acqua
ad uso umano analizzati nei primi 9
mesi del 2012 rispetto al 2011
evidenzia un lieve miglioramento
nella
qualità microbiologica con
giudizio di conformità nel 85.6% dei
prelievi 2012 rispetto al 84.2% del
2011.
Attraverso le seguenti azioni:
•
campionamenti
di
alimenti,
bevande e acqua potabile
•
analisi conseguenti a cura di
Laboratori ASL appartenenti al
“Polo” di riferimento, secondo
quanto indicato dalla DGR
IX/4441 del 28/11/2012,
viene effettuata La prevenzione di
patologie di origine alimentare per
contaminanti chimici.
I campionamenti di alimenti e
bevande e di acqua potabile, da
analizzare
chimicamente
hanno
confermato una situazione ottima
che non necessita di particolari
deroghe.
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Miglioramento ulteriore della qualità microbiologica
Ci si attende per il 2013, concluso il lavoro di
formazione ed addestramento in tutti i Comuni del
Medio-Alto Lario ove esiste una criticità che gli stessi si
adeguino alle indicazioni ricevute.
ALIMENTI, BEVANDE E ACQUA POTABILE
SICUREZZA ALIMENTARE E TUTELA
DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI
MACRO
ATTIVITA’
Continuerà pertanto il periodico monitoraggio delle
acque secondo le frequenze di legge con particolare
riguardo a quei Comuni.
Nel 2013 – oltre a proseguire la partecipazione
all’obiettivo
regionale
di
“razionalizzazione
e
riorganizzazione dei Laboratori di Prevenzione delle
ASL, a supporto dell’attività di controllo in un’ottica di
sistema integrato allargato” –, si avrà l’opportunità di
ricercare possibili contaminanti in casi di particolari
emergenze (finora non analizzabili) grazie a quanto
previsto dagli allegati della DGR IX/4441/2012.
Prosecuzione della partecipazione al Tavolo regionale per
la razionalizzazione e riorganizzazione “in rete” dei
Laboratori di Prevenzione delle ASL a supporto delle attività
di controllo e in un’ottica di sistema integrato allargato
Maggiore possibilità di controlli chimico sugli eventuali
contaminanti
70
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Si garantisce da maggio a novembre
l’apertura degli Ispettorati Micologici
della ASL provincia di Como per la
determinazione, commestibilità e
identificazione delle specie fungine.
Il servizio è gratuito ed ha ad oggetto
i funghi raccolti da privati cittadini.
E’ attiva inoltre
la reperibilità
specifica in orario festivo e notturno
per le intossicazioni, da agosto a
novembre (svolta anche per l’ASL
della provincia di Lecco)
INTOSSICAZIONI DA FUNGHI
Potenziamento dell’attività sul territorio grazie
all’innesto di due nuovi Ispettori Micologi ed
affinamento dell’attività di aggiornamento
Adeguamento alle innovazioni procedurali e di modulistica
in fase di emanazione da parte della competente U.O.
Regionale.
EXPO 2015
SICUREZZA ALIMENTARE E TUTELA
PROGETTI INNOVATIVI
DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI
MACRO
ATTIVITA’
Per valorizzare le produzioni alimentari tipiche
attraverso interventi finalizzati a garantire la loro
sicurezza e implementare l’attività di controllo,
l’aggiornamento delle banche dati anagrafiche e
l’individuazione dei livelli di rischio, saranno individuate
n. 40 attività alimentari (delle due categorie scelte nel
contesto) da sottoporre a vigilanza ispettiva
coordinata e congiunta tra i due Dipartimenti che si
occupano di igiene degli alimenti.
L’attività di verifica, effettuata prevalentemente in
giorni/orari di maggior afflusso e stress lavorativo permetterà
di rilevare le situazioni di rischio più elevato, favorendo
interventi e prescrizioni immediati e la risoluzione di non
conformità a garanzia della salute del consumatore.
La Direzione Generale Sanità al fine
di contribuire alla realizzazione
dell’evento EXPO 2015, ha promosso
la
predisposizione
di
progetti
operativi per la valorizzazione delle
produzioni
alimentari
tipiche
attraverso interventi finalizzati a
garantire la loro sicurezza.
In
attuazione
delle
indicazioni
regionali il DPM e il DPV hanno
presentato un progetto comune per
l’attività di controllo integrata nel
settore
della
ristorazione
e
somministrazione
di
produzioni
alimentari tipiche della provincia di
Como. Dalle anagrafiche presenti
nei sistemi I.M.Pre.S@ e SIVI sono stati
individuati n. 78 agriturismi e n. 160
circa di esercizi di ristorazione.
71
DESCRIZIONE
CONTESTO
Nel 2012 si è stabilizzata l’attività del
Tavolo interdisciplinare (composto
da operatori DPM ed integrato con
operatori DPV), istituito presso il DPM
per la valutazione di tutte le SCIA
pervenute all’ASL di Como.
Al 30.11.2012 risultano essere stati
esaminati: n. 1.083 Mod. A – (Nuova
Attività – Modifica attività esistente)
così suddivisi: n.429 : Igiene Alimenti
(Commercio-Esercizi
PubbliciLaboratori-Ristorazione pubblica e
collettiva) ; n. 459 : Igiene Sanità
Pubblica
(Attività Servizi PersonaImp.Sportivi-Laboratori < 3 addetti); n.
195 : Prevenzione e Sicurezza
Ambienti
di
Lavoro
(Attività
Manifatturiere)
n. 433 Mod. B (Subingresso –
Variazioni
societari
Resp.
Professionali), così suddivisi: n. 265:
Igiene Alimenti; n. 162: Igiene Sanità
Pubblica; n. 6: Prevenzione e
Sicurezza Ambienti di Lavoro
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Miglioramento dei rapporti con i Comuni attraverso incontri
di definizione di procedure condivise in attuazione alle
norme regionali e nazionali
SCIA
SEMPLIFICAZIONE E RESPONSABILIZZAZIONE D’IMPRESA
MACRO
ATTIVITA’
Considerata la positività, l’efficacia e l’efficienza della
nuova modalità di valutazione delle SCIA, nel 2013
l’attività verrà proseguita con le seguenti azioni di
miglioramento:
•
invio ai Comuni del bilancio 2012 e riepilogo delle
principali normative e dei chiarimenti illustrati nei
due incontri tenutisi in CCIAA nell’ultimo bimestre
2012 con tutti i Comuni della provincia;
•
standardizzazione e puntualizzazione dei criteri per
la categorizzazione del rischio in tutte le tipologie
di struttura;
•
adesione della ASL al sistema di incasso on-line
delle tariffe richieste agli utenti dei Comuni in
delega e/o in convenzione CCIAA
Impulso alla
completa dematerializzazione mediante
ricezione SCIA on-line;
Maggior aderenza dei Comuni alle indicazioni normative
con conseguente aumento delle pratiche inviate;
Maggior omogeneità nella programmazione di ispezioni
urgenti sulla base della categorizzazione del rischio
72
La prevenzione veterinaria
L’ASL individua le attività dedicate alla prevenzione veterinaria quale indispensabile strumento per la tutela della salute della persona e delle popolazioni
animali,del benessere animale e del corretto rapporto uomo-animale, in totale coerenza con le indicazioni contenute nel Piano Regionale della Prevenzione
Veterinaria. Tutti gli interventi programmatori si allineano a disposizioni comunitarie, nazionali e regionali. In questa strategia rivestono un ruolo fondamentale misure
quali la prevenzione del rischio di malattie infettive, la definizione degli standard di funzionamento dei servizi di controllo e la promozione della biosicurezza delle
aziende. Gli ambiti di intervento riguardano la verifica della sicurezza dei prodotti di origine animale, la prevenzione delle malattie degli animali, il controllo delle
zoonosi, la promozione del benessere animale, l'interazione uomo-animale, la promozione della competitività delle produzioni agro-zootecniche regionali.
Attori coinvolti: Dipartimento di Prevenzione Veterinario – Distretti Veterinari – U.O. Randagismo – IZSLER – Regione – Comuni – Università degli Studi Facoltà di Medicina Veterinaria –
Amministrazione Provinciale – Associazioni di categoria – Associazioni Protezionistiche ed Animaliste .
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: DGR 350/2011 – Piano Regionale della Prevenzione Veterinaria 2012-2014 – Reg. (CE) 852-853-854 e 882/2004 – PNR – PNAA –
Reg.(CE) 1/2005 – Reg.(CE) 1099/09 – Reg (CE) 1069/09– O.M. 3.3.2009 – Manuale Regionale sugli Standard di funzionamento dei controlli ufficiali – D.L.vo 194/2008 – D.P.C.M. 29.11.2001
SICUREZZA ALIMENTARE E SANITA’ VETERINARIA
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
Le attività in ambito distrettuale
devono svolgersi nel rispetto del
Piano Regionale Prevenzione
Veterinaria 2012-2014 e pianificando
gli obiettivi triennali da declinare
annualmente tramite la
predisposizione dei Piani Integrati
Aziendali e Distrettuali della
Prevenzione Veterinaria
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
PROGRAMMAZIONE
Tabella “La Prevenzione veterinaria”
Programmazione e pianificazione attività previste dal
PIAPV(seconda annualità 2013) nel corso di incontri di
Comitato di Dipartimento di Prevenzione Veterinario
alla presenza di tutti gli attori coinvolti con particolare
riguardo ai controlli,compresi quelli integrati con IZSLER
sulla base dell’analisi di contesto territoriale e in
relazione alla graduazione del rischio.
Individuazione dei settori e delle attività da sottoporre
a vigilanza e degli impianti da sottoporre a verifica
Pianificazione e svolgimento dell'attività sulla base del
livello di rischio individuato.
RISULTATI ATTESI
Approvazione della seconda annualità del piano entro il
31.01.2013 e stesura dei Piani Aziendali entro il 28.02.2013.
Esecuzione di almeno il 90% dei sopralluoghi e dei controlli
programmati
73
PROGRAMMAZIONE
PIANI DI CAMPIONAMENTO
VERIFICHE SU TUTTA LA FILIERA
PRODUTIVA
SICUREZZA ALIMENTARE E SANITA’ VETERINARIA
Pianificazione obiettivi triennali con
declinazione annuale. Le attività
della sicurezza alimentare e della
sanità veterinaria riguardano la
predisposizione e lo svolgimento dei
seguenti piani:
• Piano Aziendale e Distrettuale
Controlli in base al livello di rischio
attribuito alle singole attività
• Piano Audit Servizi IAOA e SIAPZ in
impianti riconosciuti UE, Paesi Terzi
e Fed. Russa,anche con la
collaborazione dell’IZSLER.
• Piano Audit Servizio IAOA in
impianti riconosciuti
• Piano Audit Servizi SA e SIAPZ in
allevamenti bovini superiori a 50
capi.
• PNR,PNAA,Piano PCB e
diossine,Piano latte crudo, Piano
Alpeggi,Piano Salmonella in
prodotti a base di carne,Piano
Listeria in formaggi,Piano controllo
temperature.
• Audit interni su corretta
applicazione procedure speciali e
di sistema.
SETTORE
AUDIT ESTERNI
DESCRIZIONE
CONTESTO
AUDIT INTERNI
MACRO
ATTIVITA’
RISULTATI ATTESI
Esecuzione di almeno il 90% dei campionamenti
programmati
Programmazione, pianificazione, svolgimento, dei
Piani di campionamento, monitoraggio e controllo
sulla base delle indicazioni ministeriali regionali a cura
dei competenti Direttori di Servizio e dei Referenti di
ogni singolo Piano
Esecuzione del 100% degli Audit programmati con IZSLER
Esecuzione del 100% degli Audit programmati in impianti
riconosciuti e in allevamenti bovini
Esecuzione del 100% degli Audit interni programmati (1 per
Distretto)
74
Sperimentazione e messa a regime
sistema informatizzato gestione
sanzioni amministrative
Programmazione, pianificazione,
esecuzione e monitoraggio dei Piani
di Bonifica Sanitaria e di controllo
sulle malattie trasmissibili degli
animali domestici
INFORMATIZZAZIONE DEMATERIALIZZAZIONE E
SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA
Implementazione Sistema Informativo
Veterinario Integrato
SETTORE
TRASMISSIBILI TRA ANIMALI E DAGLI ANIMALI
ALL’UOMO
DESCRIZIONE
CONTESTO
PREVENZIONE E CONTROLLO DELLE MALATTIE
CONTROLLO DELLE MALATTIE TRASMISSIBILI
SISTEMA INFORMATIVO VETERINARIO,
ANAGRAFI ZOOTECNICHE
E INFORMATIZZAZIONE AMMINISTRATEIVA
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Integrazioni ed aggiornamenti previsti secondo
scadenze indicate da U.O. Veterinaria Regionale
Aggiornare ed implementare SIVI rispettando le scadenze
indicate da U.O. Regionale
Utilizzo sperimentale nel corso del 1° quadrimestre
2013 e successiva messa a regime del sistema
Messa a regime del sistema entro l’anno
Programmazione, pianificazione e svolgimento di
interventi diagnostici e di atti di vigilanza, monitoraggio
e controllo sulle malattie trasmissibili degli animali.
Effettuazione del 90% degli interventi programmati negli
allevamenti
75
PREVENZIONE AL
RANDAGISMO
Il tema dell’aggressività dei cani e
dei conseguenti episodi di
morsicatura è argomento sempre
attuale. La grande partecipazione ai
Corsi effettuati nel 2012 e le sempre
più frequenti richieste di iscrizione e di
istituzione di iniziative riguardanti
anche altri animali d’affezione
impongono lo svolgimento di nuove
ulteriori edizioni
PREVENZIONE DELLE
MORSICATURE E DELLE
AGGRESSIONI DA CANI
Nell’ambito del Piano di Sviluppo
Rurale 2007/2013 sono previste
verifiche sul rispetto delle condizioni
necessarie per fruire dei contributi
erogati da UE
Nuove attività di monitoraggio e
controllo sanitario sulla fauna
selvatica al fine di prevenire la
trasmissione di malattie infettive agli
animali domestici e all’uomo
RISULTATI ATTESI
Programmazione e svolgimento nuove edizioni dei
Corsi per proprietari di cani previsti dalla O.M. 3.3.2009
e successive modifiche.
Effettuazione del 100% dei Corsi programmati
Programmazione e svolgimento Corsi per proprietari di
gatti ed altri animali d’affezione
Acquisizione elenco da D.G. Sanità e da D.G.
Agricoltura Aziende da sottoporre a verifica
100% controlli eseguiti con le modalità indicate rispetto ai
controlli assegnati.
Programmazione e svolgimento del Piano di
monitoraggio e controllo sanitario della fauna
selvatica
Adempiere alle attività previste nel Piano secondo le
indicazioni della U.O. Veterinaria Regionale
Programmazione ed esecuzione controlli del Piano sul
benessere animale in allevamento e durante il
trasporto
Esecuzione del 90% dei controlli programmati
PIANI DI SETTORE
IGIENE ALLEVAMENTI E
PRODUZIONI ZOOTECNICHE
Piano Benessere animale
PROGRAMMAZIONE
PIANO DEI CONTROLLI
SULLA CONDIZIONALITA’
IN ALLEVAMENTO
SETTORE
PIANO DI
CONTROLLO SU
FAUNA SELVATICA
DESCRIZIONE
CONTESTO
SANITA’ E BENESSERE ANIMALE
MACRO
ATTIVITA’
76
Attivazione di progetti innovativi a
valenza locale,con particolare
riguardo a specifiche situazioni
territoriali finalizzati ad aumentare
l’efficacia dei processi di attuazione
del controllo ufficiale e di erogazione
dei LEA attraverso l’utilizzo dei fondi
funzioni non coperte da tariffe
predefinite anno 2013
Implementazione dell’attività di
controllo, aggiornamento
dell’anagrafica ed
individuazione dei livelli di rischio in
attività di ristorazione e
somministrazione di produzioni
alimentari tipiche della Provincia di
Como attraverso interventi finalizzati
a garantirne la sicurezza.
PIANI DI SETTORE
Piano Farmacovigilanza negli
allevamenti e nelle strutture
veterinarie
SETTORE
PROGETTI INNOVATIVI
DESCRIZIONE
CONTESTO
EXPO 2015
PREVENZIONE VETERINARIA
SICUREZZA ALIMENTI DI
ORIGINE ANIMALE E
FARMACI VETERINARI
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
Individuazione strutture da sottoporre a verifica.
Programmazione ed esecuzione controlli e verifiche
previste dal Piano di Farmacovigilanza
RISULTATI ATTESI
Esecuzione del 90% dei controlli programmati
Implementazione e aggiornamento in continuo
anagrafe zootecnica ovicaprina informatizzata.
Revisione ed implementazione dati anagrafe canina.
Verifica sulla shelf-life dei formaggi porzionati in
collaborazione con IZSLER Brescia
Attività di vigilanza e controllo presso entità della
grande distribuzione operanti nelle giornate festive
Individuazione attività da sottoporre a controllo,
programmazione e svolgimento sopralluoghi congiunti
DPM e DPV
77
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
RISULTATI ATTESI
Programmazione, stesura, diffusione e approvazione
Piano
Stesura e approvazione Piano entro 31.1.2013
Individuazione dei partecipanti ai Corsi Eupolis e
successiva partecipazione del personale identificato
Maggiore formazione del personale
Organizzazione e svolgimento del 100% dei Corsi
programmati per personale dipendente tenuti da
docenti interni
Maggiore formazione del personale
Corsi di formazione sulla gestione
dell’anagrafe canina informatizzata
per Veterinari L.P. accreditati
Organizzazione e svolgimento del 100% dei Corsi
programmati a cura docenti interni appartenenti al
Servizio Sanità Animale.
Maggiore formazione del personale
Corsi di formazione per utenti esterni
(allevatori, trasportatori, OSA)
Organizzazione e svolgimento dei Corsi a cura di
docenti interni
Effettuazione del 100% dei Corsi programmati
Verifica e Aggiornamento dei riferimenti esterni
contenuti nelle tabelle del Piano(numeri telefonici ed
Indirizzi).
Verifica ed aggiornamento archivi e dispositivi di protezione
(DPI etc.) entro il primo semestre 2013.
Corsi di formazione sulla gestione
delle anagrafi informatizzate
Aggiornamento Piano Emergenze
del Dipartimento di Prevenzione
Veterinario
FORMAZIONE
Prosecuzione della partecipazione ai
Corsi Eupolis
PIANO EMERGENZE
GESTIONE EMERGENZE
VETERINARIE
SICUREZZA ALIMENTARE E SANITA’ VETERINARIA
Predisposizione Piano di Formazione
Aziendale in coerenza con gli
obiettivi strategici della DG Sanità e
con gli obiettivi specifici del PIAPV
PROGRAMMAZIONE
-Verifica ed aggiornamento archivi e dispositivi di
protezione
-Verifica ed eventuale aggiornamento procedure
Verifica ed aggiornamento riferimenti esterni (Indirizzi
telefoni, etc.) e procedure entro il 2013
78
LA PRESA IN CARICO DELL’ASSISTITO
La rete dei servizi sanitari territoriali
Il continuo aumento della prevalenza delle patologie croniche degenerative (12,5 % della popolazione è affetta da cardiovasculopatie, il 5% da diabete mellito, il
4,8% da neoplasie il 2% da broncopneumopatie), della durata della vita media, la crescente necessità di un ridimensionamento del ruolo dell’ospedale e della
razionalizzazione della spesa sanitaria, determinano inevitabilmente l’esigenza di una riorganizzazione dei modelli assistenziali mediante l’implementazione di un
modello integrato di presa in carico dell’assistito. L’obiettivo è infatti quello di passare dalla semplice cura delle patologie alla presa in carico dell’assistito e dei suoi
bisogni di salute. La rete integrata multidisciplinare Ospedale-Territorio rappresenta, al momento attuale, il modello di risposta più adeguato al soddisfacimento dei
bisogni. Il ruolo del medico di medicina generale deve essere rivalutato e valorizzato come primo e fondamentale riferimento per il paziente cronico.
Attori coinvolti: Dipartimento Cure Primarie, Dipartimento ASSI, Dipartimento PACS, Distretti Socio Sanitari, Strutture erogatrici, Medici di Medicina Generale
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: GOVERNO CLINICO: DGR n. 937 del 01/12/2010, DGR n.1479 del 30/03/2011, DDGS n. 4383 del 16/05/2011; DGR n. 2633 del
6/12/2011 e DGR n. 4334 del 31/10/2012; GOVERNO DELL’ASSISTENZA PROTESICA E ASSISTENZA INTEGRATIVA: DM 332 del 27/8/1999, DGR.8730 del 22.12.2008, DGR 993 del 1.12.2010; DGR
2633 del 6.12.2011e la delibera delle Regole DGR4334 del 31.10.2012. CRS-SISS: Allegato alla deliberazione n. 10031 del 07 Agosto 2009 - Sistema Informativo Socio-Sanitario: Il Sistema
Informativo Socio-Sanitario: evoluzioni 2010-2012 con possibile estensione al 2014 – Piano di massima.; Allegato n.1 alla D.G.R. n. 10512 del 09/ Novembre 2011 – Sistema Informativo
Socio-Sanitario: Il Sistema Informativo evoluzioni 2010-2012 – Piano di dettaglio. ; Allegato N.1 alla D.G.R. N. IX/4334 del 26 Ottobre 2012 - Indirizzi di programmazione sanitaria per l’anno
2013.
DESCRIZIONE
CONTESTO
La necessità e l’urgenza di adottare
misure finalizzate ad assicurare la
continuità dello svolgimento di
attività connesse ai bisogni di salute,
di qualità e appropriatezza delle
cure, ed economicità nell’impiego
delle risorse, determina l’esigenza di
una revisione degli strumenti già posti
in essere relativi al governo clinico
degli assistiti affetti d a patologie
croniche
affiancata
alla
sperimentazione di nuovi modelli
organizzativi ed assistenziali .
SETTORE
PROGETTO CREG
MACRO
ATTIVITA’
IL GOVERNO CLINICO
Tabella “La Rete dei Servizi Sanitari Territoriali”
PROGRAMMAZIONE
Realizzazione di un programma per il Governo Clinico
dei pazienti affetti da patologie croniche:
•
Valutazione dei 4 PDTA attivi e revisione del PDTA
Diabete;
•
Monitoraggio aderenza ai PDTA;
•
Istituzione di un tavolo di coordinamento ASLMMG per un confronto inerente il monitoraggio
dei PDTA e l’appropriatezza dell’uso delle risorse;
•
Proseguimento della sperimentazione CReG.
RISULTATI ATTESI
Revisione PDTA diabete
Determinazione di un
panel di indicatori finalizzati al
monitoraggio dell’applicazione del PDTA
Elaborazione di un documento condiviso
gestione del paziente cronico
per la corretta
Monitoraggio attività dei 4 soggetti gestori dei Creg
79
Tutti gli
Enti Erogatori Privati ed
Accreditati sono integrati al SISS per
la
gestione
dei
flussi
di
rendicontazione e per i servizi iniziali
(che consentono di identificare il
cittadino e gestire le prescrizioni).
Di queste, le strutture che dovevano
integrarsi in modo completo (ossia
fino alla pubblicazione dei referti per
renderli visibili ai cittadini e ai medici
curanti) hanno integrato almeno una
tipologia di prestazione (laboratorio,
radiologia, lettere di dimissione, ecc.)
Nel 2012 55 RSA rispetto ad un totale
di 56,
risultano completamente
integrate al SISS
AUSILI PER DIABETICI
In merito alla razionalizzazione della
spesa e al continuo aumento della
prevalenza della malattie cronicodegenerative vi è la necessità di
promuovere interventi finalizzati a
rendere sempre più appropriato il
percorso
assistenziale
che
regolamenta l’assistenza protesica e
quella integrativa.
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Razionalizzazione della rete attraverso un maggior
coordinamento
degli attori coinvolti nel macroprocesso protesica: articolazioni aziendali, fornitori,
soggetti erogatori (medici prescrittori).
Istituzione di un tavolo di coordinamento con i soggetti
esterni (soggetti erogatori e fornitori)
Integrazione dei flussi informativi
Realizzazione di un cruscotto aziendale per il governo
Riorganizzazione delle competenze e dei sistemi
operativi finalizzati alla programmazione, vigilanza e
controllo
Assegnazione di competenze e di progettazione della
formazione sia a livello dipartimentale sia distrettuale
Incremento delle tipologie di prestazioni integrate.
Rendere disponibile sul Fascicolo Sanitario Elettronico un
numero sempre più rilevante di referti.
INTEGRAZIONE AL SISS
DESCRIZIONE
CONTESTO
Prosecuzione dell’integrazione completa al SISS (che
permette di pubblicare i referti di alcune prestazioni e
renderli visibili ai cittadini e ai loro medici curanti).
RSA
CRS-SISS
GOVERNO DELL’ASSISTENZA PROTESICA E
ASSISTENZA INTEGRATIVA
MACRO
ATTIVITA’
Prosecuzione dell’integrazione al SISS per la trasmissione
dei flussi informativi ed erogazione dei servizi di scelta e
revoca del medico agli ospiti.
Incrementare i servizi informatizzati di prenotazione con
ampliamento dell’offerta delle prestazioni prenotabili
Si prevede l’integrazione dell’ultima RSA mancante.
80
SETTORE
L’attività di sensibilizzazione dei
cittadini sull’utilità del consenso al
trattamento dei dati sanitari personali
per la creazione del Fascicolo
Sanitario Elettronico, hanno portato
la percentuale di adesione a
Novembre 2012 al 67,08 % della
popolazione
(ultimo
dato
disponibile).
CITTADINI
Durante il corso dell’anno 2012 sono
stati erogati più di 20.000 PIN legati
alla CRS (Carta Regionale dei Servizi).
COMUNI, ASL
e SPAZIO
REGIONE
Nel corso del 2012 sono aumentate
le farmacie coinvolte nel servizio di
prenotazione di prima visita o visite di
controllo.
Gli MMG/PDF effettuano prescrizioni
via SISS e trasmettono i certificati di
malattia on-line.
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Continua la raccolta del consenso informato presso le
sedi predisposte
Presso le sedi predisposte verrà garantito il servizio di
rilascio/registrazione del consenso informato; rispetto del
target indicato dalla Regione
Continua il servizio di erogazione codici PIN/PUK
E’ garantito il servizio presso le sedi abilitate
FARMACIE
DESCRIZIONE
CONTESTO
Prosecuzione del servizio di prenotazione di prima visita
o visite di controllo nelle farmacie.
Incremento delle farmacie aderenti al servizio
Rispetto del target che verrà indicato dalla Regione
MMG/PDF
CRS-SISS
MACRO
ATTIVITA’
Prosecuzione dell’attività prescrittiva tramite SISS e
trasmissione dei certificati di malattia on-line.
Collegamento degli ambulatori non ancora attivi.
Si prevedono altresì opportune azioni a supporto
attività lavorativa di MMG e PDF.
Monitoraggio periodico dei livelli di prescrittività con rispetto
del target che verrà successivamente
indicato dalla
Regione
Prosecuzione del collegamento degli ambulatori non ancora
attivi .
81
Il Governo della rete dei servizi sanitari territoriali
La necessità di potenziamento dei servizi territoriali come più efficace risposta al trattamento dello patologie cronico degenerative, affidando all’ospedale il ruolo
di struttura deputata al trattamento delle acuzie non altrimenti trattabili determina la conseguente necessità di un governo della rete. L’eccessiva frammentazione
dei servizi e delle attività non garantisce la continuità del percorso dell’assistito ed il perseguimento dell’obiettivo di gestione territoriale del paziente cronico. Di
conseguenza l’integrazione tra medico di medicina generale, medico di continuità assistenziale, specialista ospedaliero risulta ineludibile per un miglior
orientamento del paziente e il miglioramento della qualità della sua assistenza. L’organizzazione degli ospedali in reti cliniche e logistiche viene considerata una
possibile soluzione alle problematiche connesse al cambiamento della domanda di salute ed all’ evoluzione tecnologica dell’offerta che, implicando costi sempre
maggiori, pone il problema della sostenibilità economica del servizio sanitario. Con l’invecchiamento della popolazione si ha un aumento di cronicità e di non
autosufficienza; le patologie croniche richiedono pochi interventi in fase acuta ma una presa in carico continua che dovrebbe essere garantita da servizi sanitari in
rete, con una preponderanza del ruolo dei servizi territoriali. La riorganizzazione delle reti di ricovero e cura coniuga appropriatezza clinica e appropriatezza
allocativa delle risorse
Attori coinvolti: Dipartimento PAC/S; Dipartimento Cure Primarie, MMG strutture sanitarie del territorio, Regione Lombardia
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: PROGRAMMAZIONE SANITARIA: DGR 4334 del 26.10.2012, Circolare attuativa prot.n. H1.2012.36178, DGR 4605 del 28.12.2012,
DGR 4606 del 28.12.2012; Piano Socio Sanitario Regionale 2010- 2014
Tabella “Il Governo della rete dei servizi sanitari territoriali”
DESCRIZIONE
CONTESTO
Contrattualizzazione e budget con le
Strutture che erogano prestazioni di
ricovero, Specialistica Ambulatoriale,
psichiatria e NPI
L’offerta di posti letto relativo alla
provincia di Como è soggetta a
variazioni nel corso dell’anno. Dal 1
gennaio 2013 le strutture di ricovero
e
cura
dovranno
aggiornare
puntualmente i flussi ministeriali di
rilevazione che saranno utilizzati per
la programmazione regionale
SETTORE
INDICI DI OFFERTA E NEGOZIAZIONE
PROGRAMMAZIONE SANITARIA
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
Contrattualizzazione del budget per l’anno 2013 con
le nuove disposizioni introdotte dalla DGR 4334/2012
che prevedono l’assegnazione di due quote di risorse
(ricoveri e ambulatoriali) entrambe comprendenti il
valore delle prestazioni extra- budget. Per l’attività
ambulatoriale è stata prevista una programmazione
quadrimestrale con la definizione di specifiche
aliquote.
Monitoraggio delle rilevazioni ministeriali (modelli HSP)
inerenti le attività di ricovero e in particolare del
numero dei posti letto mediamente utilizzato durante
l’anno.
RISULTATI ATTESI
Sottoscrizione contratti integrativi con budget provvisorio il
31/12/2012 e contratti definitivi entro il 30/04/2013 con
eventuali riaperture negoziali nel corso dell’anno 2013,
come indicato da Regione Lombardia.
Salvaguardia dell’accessibilità ai servizi per i cittadini
attraverso almeno 2 incontri di monitoraggio dell'attività
con le strutture accreditate e a contratto.
Verificare che i posti letto effettivamente operativi e messi
a carico del SSN corrispondano agli indici d’offerta
ministeriali attraverso una verifica per ciascuna struttura di
ricovero.
82
DESCRIZIONE
CONTESTO
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Effettuazione di uno studio multicentrico relativo
all’appropriatezza prescrittiva dell’EGDS.
Elaborazione
dati
di
erogazione
EGDS
(Esofagogastroduodenoscopia) al fine di migliorare
l’accessibilità e ridurre lo squilibrio domanda/offerta.
Eventuale rafforzamento/ condivisione dei criteri di
appropriatezza all’esecuzione dell' indagine di
endoscopia digestiva
stabiliti dalle Linee Guida
internazionali rivolto a Medici di Medicina Generale
e specialisti
Verifica dell’appropriatezza nei 2 incontri con tutte le
strutture erogatrici di EGDS
Monitoraggio delle nuove attività trasferite ad un
livello di erogazione differente (da ricovero diurno ad
ambulatoriale)
Pieno adempimento all'implementazione
della MAC
(Attività
ambulatoriale ad alta complessità ed
integrazione) e della BIC (attività di chirurgia a bassa
intensità) inserendo la verifica di tali attività nel piano di
controlli.
Verifica del possesso dei requisiti di DH nei casi in cui gli
stessi risultano mantenuti in assetto ed attivi nel 2012.
Nel corso del 2011-2012 sono stati
accreditati 44 posti per l'attività di
sub acuti. Questi sono collocati
presso l'istituto Clinico Villa Aprica,
l'Ospedale Valduce e il Presidio
dell'AO di Mariano Comense. In
questa prima fase hanno utilizzato
questa tipologia di ricoveri
quasi
unicamente pazienti in dimissione da
un ricovero per acuti.
RICOVERI
Il patto della salute 2010 - 2012 ha
individuato 108 DRG a rischio di
inappropriatezza di erogazione e le
procedure
in
essi
contenuti
dovranno essere portati dal regime
ordinario e di DH a quello di MAC e
BIC
L’offerta
dei
posti
letto
di
riabilitazione
risulta
oltre
che
numericamente consistente è poco
differenziata per livello di intensità
RIABILITAZIONE
PROGRAMMAZIONE SANITARIA
Focalizzazione su particolari aspetti e
criticità dell’offerta
SETTORE
SPECIALISTICA AMBULTORIALE
MACRO
ATTIVITA’
Consolidamento di attività sub-acute con la
contrattualizzazione di ulteriori posti tecnici
e
incremento dell’attività in ingresso con pazienti
direttamente provenienti dal territorio e/o dalle
strutture di pronto soccorso
Rimodulazione del numero di posti letto di
riabilitazione con un incremento dei posti letto di
generale geriatrica attraverso specifici accordi con le
strutture coinvolte
Allineamento al numero di posti tecnici individuati da RL
nel 2011, ovvero raggiungimento dei 54 posti tecnici
accreditati
Utilizzo più appropriato del ricovero ordinario attraverso la
saturazione dei posti di sub acuti
Utilizzo più appropriato dei posti letto di riabilitazione
specialistica
83
PROGRAMMAZIONE SANITARIA
Controllo dei Tempi di Attesa
prestazioni di ricovero e prestazioni
ambulatoriali
A decorrere dal 1° gennaio 2013 le
regioni dovranno farsi carico dei
rimborsi
connessi
alla mobilità
sanitaria internazionale
SETTORE
TEMPI DI ATTESA
DESCRIZIONE
CONTESTO
STRANIERI
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Monitoraggio dei Tempi di attesa in riferimento a
quanto previsto dal piano aziendale per il governo
dei tempi di attesa delle prestazioni di specialistica
ambulatoriale e di ricovero per l’anno 2013
Piano da predisporre entro il 31.01.2012 con l’individuazione
delle aree critiche su cui intervenire tempestivamente
Valutazione congiunta con AO finalizzata ad
individuare in modo dettagliato le prestazioni di
specialistica ambulatoriale, per le quali si possa
prevedere nell’ultimo quadrimestre del 2013 una
difficoltà di accesso in termini di allungamento
eccessivo dei tempi di attesa e a cui destinare quote
di risorse aggiuntive
Sinergie tra strutture pubbliche e private, ospedaliere ed
extraospedaliere nell’obiettivo di risolvere tempi d’attesa
critici.
Trasmissione della valutazione alla DG Sanità entro il 31
gennaio 2013 ed applicazione di quanto disposto
successivamente da RL .
Monitoraggio e controllo della corretta classificazione
delle prestazioni erogate ai cittadini stranieri e di
quanto eventualmente verrà indicato nella circolare
regionale oggi in preparazione.
Verifica dei dati inviati da ciascuna struttura di ricovero e
cura relativamente alla corretta classificazione delle
prestazioni erogate per consentire una compensazione
finanziaria completa.
84
DESCRIZIONE
CONTESTO
Prosieguo nell’applicazione delle
indicazioni di Regione Lombardia
(PRSM e raccomandazioni e
approfondimenti tecnici)
relativamente a
•
Organizzazione CPS e SPDC
•
Dimissioni pz lombardi ricoverati
presso gli Ospedali Psichiatrici
Giudiziari
•
Prosecuzione dei programmi
innovatii
•
Implementazione
nuovo
software del sistema informativo
SETTORE
PSICHIATRIA
PROGRAMMAZIONE SANITARIA
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Verifica che il DSM adotti modalità standardizzate di
accoglienza e valutazione e di applicazione del PTI
formulato per la presa in carico di pazienti gravi.
Esistenza di una procedura e applicazione della stessa su
tutti i CPS per un’organizzazione dell’attività dei CPS per
percorsi di cura.
Per quanto riguarda il percorso di consulenza stabilire
le modalità per un rapporto organico con MMG.
Elaborazione in modo congiunto AO/ASL di PDTA per i
disturbi emotivi comuni. Attestare la presenza PDTA per i
disturbi dello spettro depressivo ansioso.
Monitoraggio pazienti OPG in collaborazione con il
DSM.
Progressivo incremento dei pazienti dimessi dagli OPG e
conseguente riduzione del numero totale di pazienti
ricoverati presso OPG.
Valutazione di merito, da parte dell’OCSM, per il
prosieguo dei programmi innovativi
•
Programma dipartimentale intervento precoce
nelle psicosi: attivazione di una risposta integrata
tra prevenzione e continuità delle cure;
•
Ritornare a casa;
•
Un patto per la salute mentale: il ruolo centrale
degli utenti;
•
Vivere in prossimità;
•
Presa in carico integrata di pazienti psichiatrici
con bisogni psico-sociali-sanitari complessi;
•
Adolescenti e giovani adulti: un modello di
integrazione per il miglioramento della qualità e
continuità delle cure;
Invio entro il 15/02/2013 della relazione di quanto
approvato da OCSM in merito alla stabilizzazione dell’area
dell’innovazione in salute mentale
Monitoraggio della nuova modalità di trasmissione
dei dati della 46/san
Migliorare la qualità dei dati raccolti
l’elaborazione semestrale dell’attività
attraverso
85
PROGRAMMAZIONE
Stesura e attuazione del Piano dei
Controlli sulla base delle indicazioni
di Regione Lombardia
Regione Lombardia provvederà nel
corso
del
2013
ad
una
riorganizzazione
della
rete
ospedaliera, nello specifico le
specialità già individuate dalla DGR
IX/3976/12
(emergenza
cardiovascolare ed emodinamiche,
reti di patologia, reti di alta
specialità,
punti
nascita,
radioterapia)
RISULTATI ATTESI
Monitoraggio progetti approvati nel 2012 relativi alla
gestione dell’emergenza, all’autismo e disturbi
generalizzati dello sviluppo e alla diagnosi e
trattamento dei DSA:
•
Presa in carico diagnostica terapeutica dei minori
con DSA;
•
Presa in carico tempestiva dei casi di autismo e
disturbi generalizzati dello sviluppo;
•
Gestione delle emergenze urgenze in età
evolutiva: un modello integrativo di integrazione.
Gli ultimi due progetti vengono proseguiti in
collaborazione UONPIA e strutture private.
Raccordo tra UONPIA e strutture riabilitative
territorio
PIANO ANNUALE
CONTROLLI
PROGRAMMAZIONE SANITARIA
Prosieguo delle linee emanate dai
gruppi di lavoro attivati da Regione
Lombardia nel 2011 e 2012
SETTORE
NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E
DELL’ADOLESCENZA
DESCRIZIONE
CONTESTO
RETI DI PATOLOGIA
MACRO
ATTIVITA’
Relazione di monitoraggio a RL al fine di attestare la
stabilizzazione dei progetti e il miglioramento della
collaborazione tra UONPIA e strutture private.
del
Presentazione del Piano Controlli entro il 31.01.2013
con il seguente dettaglio:
•
controllo del 14% dei ricoveri erogati dalle
strutture (7% controlli di tipo mirato, 3%
autocontrollo della qualità documentale, 4%
autocontrollo di congruenza e di appropriatezza
generica da parte delle strutture)
•
controllo del 3,5 % dei record ambulatoriali.
Coordinamento locale di quanto emergerà dai lavori
dei gruppi regionali .
Attuazione di un piano di controlli condiviso con RL
Attuazione di quanto individuato da Regione Lombardia a
livello provinciale.
Contrattualizzazione dell’attività .
Rete delle cure palliative e terapia del dolore:
monitoraggio dell’assistenza ODCP
Ampliamento dell’offerta di ODCP a tutto il territorio
provinciale attraverso l’ incremento del numero di pazienti
presi in carico
86
SETTORE
L’attuazione
dei
nuovi
assetti
organizzativi in materia di Soccorso
Sanitario Extra-Ospedaliero
in
Regione Lombardia (DGR IX/1964
del 06/07/2011) e la riorganizzazione
della infrastruttura tecnologica delle
Centrali Operative di Emergenza
Urgenza (COEU), comporterà
la
necessità di integrazione del servizio
di CA di Sondrio presso la Centrale
di Coordinamento
della CA di
Como
(CO.CA),
già
attivata,
tramite
l’implementazione
della
struttura tecnologica esistente. Tale
processo impatterà sul modello
organizzativo di gestione dell’intero
servizio di CA dell’ASL di Como , che
dovrà
necessariamente
essere
oggetto
di
un
processo
di
riorganizzazione sia a livello della
centrale di coordinamento sia a
livello di postazioni territoriali.
RETE TERRITORIALE DI
DESCRIZIONE
CONTESTO
Al fine di ridurre gli accessi
inappropriati in pronto soccorso per
assistiti in età pediatrica è ritenuto
necessario
garantire
l’assistenza
pediatrica territoriale nei giorni di
sabato
CONTINUITA’ DELL’ASSISTENZA
PEDIATRICA
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Piano di riordino delle postazioni territoriali
CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
MACRO
ATTIVITA’
Riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale:
•
•
•
Ridefinizione numero, ubicazione e turnistica delle
postazioni territoriali;
Informatizzazione delle postazioni territoriali;
Riorganizzazione
della
CO.CA
(Centrale
Operativa Continuità Assistenziale), attraverso
l’integrazione del servizio di gestione della C.A. di
Sondrio
e la
rivalutazione del
modello
organizzativo di gestione della sede centrale di
Como.
Attuazione dell’informatizzazione nelle sedi già individuate
Integrazione del servizio di gestione della C.A. di Sondrio
Proseguimento dell’attività presso due sedi territoriali:
Mariano Comense e Appiano Gentile.
Monitoraggio attività svolta
87
Prosecuzione delle linee emanate
con le Regole regionali 2011/ 2012 in
materia di analisi, monitoraggio e
razionalizzazione
della
spesa
farmaceutica.
SETTORE
FARMACEUTICA TERRITORIALE
DESCRIZIONE
CONTESTO
FARMACEUTICA
OSPEDALIERA
ASSISTENZA FARMACEUTICA
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
La modalità operativa della procedura condivisa, per
i farmaci ospedalieri riclassificati da fascia H a fascia
A ( PHT), non deve costituire aggravio di spesa per il
SSR rispetto ai costi attualmente sostenuti dalla
Regione.
Monitoraggio della procedura condivisa con le Strutture
erogatrici, relativa alla prescrizione e distribuzione dei
farmaci riclassificati da farmaci ospedalieri di fascia H a
fascia A (PHT): la certificazione avverrà con cadenza
mensile.
Governo spesa farmaceutica convenzionata
attraverso:
•
l’inserimento del raggiungimento della %
farmaco equivalente sul totale prescritto
secondo i parametri individuati dalle Regole
regionali 2013, come obiettivo contrattuale con
Strutture;
•
l’organizzazione di incontri formativi con Medici
Specialisti
e
MMG
provvedendo
all’aggiornamento del Prontuario Dimissioni e del
Prontuario Farmaci Equivalenti
Raggiungimento al 31.12.2013 della % di farmaco
equivalente sul totale prescritto secondo i parametri
individuati dalle Regole regionali 2013.
Monitoraggio procedura condivisa con le Strutture
erogatrici nell’ambito del Prontuario delle Dimissioni e
dei Farmaci Biosimilari, relativa alla prescrizione di
quest’ultimi nei pazienti “ naive”.
Verifica dei piani terapeutici dei farmaci biosimilari
rendicontati dalle Strutture erogatrici al fine di certificare
che la modalità operativa della procedura condivisa
costituisca valore aggiunto per non determinare
un
aggravio della spesa farmaceutica convenzionata
Monitoraggio e controllo farmaci innovativi
Controllare
e
monitorare
il
100%
della
prescrizione/erogazione attraverso il tracciato record File F
dei farmaci oncologici ed oftalmologici con scheda AIFA,
appartenenti alla tipologia 5,2 o 1 di rendicontazione in File
F al fine di migliorare l’appropriatezza prescrittiva dei
farmaci ad alto costo utilizzati in ambito ospedaliero.
88
LA RETE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: L.R. n. 3/2008, L.R. n. 2/2012, DGR 8496/2008, DGR 2633/2011, DGR 937/2010, DGR 3850/12, DGR 3540/12, DGR 6231/12, DGR
3239/12, DGR 3376/12, DGR 4221/12, DGR 4334/12, TU 309/90, DGR n.12621/2003, Circolare regionale n.2 del 20.12.2012, Decreto del Ministero della Salute del 11.06.2010, DGR n.
3375/2012, DGR n.1999/2011, DGR n. 6219/2007, DGR n. 10158/.2009, Progetto quadro nazionale NNIDAC 2011-2012,DGR n. 4225/2012; ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA: Dgr 4221/12
“ Misure a sostegno del welfare aziendale ed interaziendale e della conciliazione Famiglia - Lavoro in Lombardia”. ; D.d.u.o. n. 12138/12 “Approvazione delle indicazioni per la
partecipazione alle iniziative di welfare aziendale e interaziendale e alla dote conciliazione servizi alla persona, in attuazione della Dg.r. del 25 ottobre 2012 n. 4221”; D.d.s. 13 dicembre
2012 - n. 12140 “Approvazione delle modalità di adesione alla "Filiera conciliazione" da parte di soggetti erogatori di servizi, in attuazione della Dgr del 25 ottobre 2012 n. 4221”
Attori coinvolti: Dipartimento ASSI, Dipartimento Dipendenze, servizi erogatori ASL (Consultori Familiari e Sert/Noa), Dipartimento di Prevenzione Medico, UOC Miglioramento qualità ed
educazione alla salute, Dipartimento Cure Primarie, Uffici di Piano, Enti gestori dei servizi socio-sanitari Integrati, soggetti del Terzo settore, Ufficio scolastico provinciale, rete della
Conciliazione Famiglia – Lavoro ( Ster, Uffici di Piano, imprese, soggetti Terzo Settore, enti pubblici, Associazioni di categoria), Forze dell’Ordine, Prefettura, Casa Circondariale, Regione,
DPA Presidenza Consiglio dei Ministri, Istituto Ricerche Mario Negri.
L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIOSANITARIA
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
Consultori familiari pubblici e privati
accreditati in qualità di fulcro della
rete di servizi ed interventi a favore
della famiglia (nel suo ruolo
generativo e di cura) in grado di
raccoglierne le richieste e i bisogni
offrendo soluzioni in tempo reale.
Approvazione
della
sperimentazione
in
area
consultoriale ex DGR 3239/12
relativamente alle nuove funzioni di
ascolto, orientamento e supporto
psico-socio-educativo.
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
ASSISTENZA CONSULTORIALE
Tabella “La Rete dei Servizi Socio-Sanitari”
Promozione di nuove modalità di presa in carico
dell'utenza mediante la prosecuzione e
potenziamento del primo semestre di sperimentazione
già svolta “Genitori? Sì grazie”, attualizzata nel
progetto «Tutti Per Uno, Un Consultorio Per Tutti» presso il C.F. pubblico di Como Gramsci e il C.F.
privato La Famiglia di Como - sulle nuove funzioni di
ascolto, orientamento e accompagnamento
psicopedagogico, mediante la realizzazione delle
linee di attività: “Noi con i nostri bambini” (ascolto,
orientamento e supporto psico-educativo ai
neogenitori, nonni e altre figure parentali)
“Punto d’ascolto” (informazione, ascolto e
orientamento alla rete dei servizi)“Una mano alla
famiglia” (spazi di ascolto e sostegno
psicopedagogico alla famiglia e ai suoi componenti
rispetto a qualunque momento evolutivo del ciclo di
vita individuale e/o familiare) che si concretizza nelle
offerte: “Crescere Insieme”; “Spazio nonni”; “Giovani e
dintorni”.
Miglioramento
dell'accessibilità
consultoriale
e
personalizzazione della risposta all’individuo, alla coppia e
alla famiglia, misurabile mediante il monitoraggio del livello di
adesione alle nuove funzioni consultoriali sperimentate, sia
nei termini quantitativi di affluenza ai nuovi punti di offerta,
che
qualitativi di gradimento del servizio (analisi esiti
questionari restituiti).
89
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
Nell’attualità
caratterizzata
dall’incidenza della crisi economica
globale sul sostentamento familiare
e dalla pressante emergenza delle
cosiddette “nuove povertà”, anche
nel nostro territorio emergono con
maggior diffusione e intensità le
fragilità e difficoltà di nuclei familiari
bisognosi di attenzione e sostegno
sia economico che psico-sociale e
che
difficilmente
accedono
spontaneamente alla rete dei servizi
socio-sanitari.
SOSTEGNO ALLA NEOGENITORIALITA’ FRAGILE
Prosecuzione delle progettualità finalizzata a favorire
l'accesso ai Consultori da parte dei nuclei familiari
fragili mediante la promozione di interventi di rete a
supporto della famiglia e della maternità - dalla
gravidanza al primo anno di vita del bambino - che
garantiscano un effettivo sollievo socio-economicorelazionale.
Realizzazione - nell’ambito del progetto “Dalla parte
dei bambini”
- di piani integrati di sostegno
socio/assistenziale/sanitario, tarati sui bisogni del target
familiare fragile intercettato dalla rete territoriale di
riferimento (pubblico/privato/terzo settore) - mediati e
garantiti dalla figura del “case manager” consultoriale
- comprendenti anche
l’erogazione di “supporti
concreti” (sostegno alimentare, beni e prodotti
infanzia/ maternità, orientamento professionale, ecc.).
Facilitazione dell’aggancio dell’utente alla proposta sociosanitaria integrata e fidelizzazione al servizio consultoriale,
grazie anche al sostegno concreto offerto in risposta al
bisogno familiare, verificabile mediante evidenze
documentali relative ad ogni percorso realizzato (Indicatori:
n. percorsi, tipologia e n. complessivo interventi erogati).
Continuazione della sperimentazione legata alla
Riforma regionale ADI prevedendo l’implementazione
ed il miglioramento delle attività delle Unità Valutative
Multidimensionali ASL (medico, infermiere, assistente
sociale) in linea con le indicazioni di riferimento.
Rilevazione dei bisogni della casistica più fragile e
valorizzazione delle attività delle UVM attraverso revisione
delle procedure interne riguardanti la casistica domiciliare
ADI/SLA/SV.
Prosecuzione della sperimentazione delle linee di
indirizzo per l’assistenza di persone in stato vegetativo e
delle persone affette da SLA.
Miglioramento delle valutazioni multidimensionali relative ai
progetti sperimentali regionali (progetti welfare, pazienti con
bisogni complessi, progetti FNA ed altri in itinere) attraverso
incontri periodici fra Dipartimento e Distretti.
Monitoraggio della attività domiciliare concernente le
dimissioni protette in condivisione con le Cure Primarie.
Consolidamento delle prassi relative alle dimissioni protette in
coerenza con i protocolli in vigore e in collaborazione con il
Dipartimento Cure Primarie: esistenza di protocolli condivisi
Esigenza di conoscere i bisogni delle
famiglie e dei pazienti nella
costruzione
di risposte integrate
con il miglior utilizzo possibile delle
risorse del territorio.
Sul territorio delle Provincia di Como
sono presenti: 4 UVM, una per
ambito distrettuale; 8 punti di
accesso ADI nei distretti;
22 erogatori accreditati ADI di cui 9
erogatori ADI cure palliative.
ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA
L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIO-SANITARIA
MACRO
ATTIVITA’
RISULTATI ATTESI
90
Integrare i progetti sperimentali in
atto (finanziati con decreto 12861 /
27.12.2011) per minori con disabilità
con la rete dei servizi accreditati
per ottimizzare le risorse e le
opportunità.
Nei 4 Distretti ASL sono attivi 8
CeAD: sussiste la necessità di
perseguire l’integrazione con i servizi
sociali territoriali attraverso gli UdP e
la sinergia con il terzo settore, con
particolare riferimento alle realtà
che offrono servizi complementari a
quelli erogati da Asl o Comuni.
I CeAD sono punto di riferimento
per la popolazione e luogo di
integrazione
operativa
fra
i
componenti della rete.
In questo processo le attività di
Valutazione Multidimensionale per
la rilevazione dei bisogni sono lo
strumento per migliorare l’uso dei
servizi da parte dei cittadini.
E’ necessario inoltre promuovere la
qualità e la sussidiarietà dei diversi
attori
coinvolti
nelle
iniziative
sperimentali regionali (Dgr 3239),
con particolare riferimento alla
valutazione
complessiva
della
sperimentazione nell’area post –
acuti.
SETTORE
ASSISTENZA AI DISABILI
DESCRIZIONE
CONTESTO
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Integrazione delle attività dei progetti sperimentali
Welfare e dei progetti finanziati con FNA 2010 rivolti ai
minori con disabilità nel quadro d'insieme della rete dei
servizi, con particolare riferimento alla UONPIA
ospedaliera e agli erogatori accreditati per prestazioni
riabilitative.
Nell’ambito delle attività dell’Organismo di Coordinamento
per la Neuropsichiatria infantile garantire la massima
integrazione dei progetti finanziati con le sperimentazioni
welfare e FNA 2010 con le altre opportunità di presa in carico
dei minori disabili. Acquisizione di dati sui minori con disabilità
dalla UONPIA ospedaliera.
Promozione dell’avvio degli sportelli di orientamento e
consulenza per l’autonomia da parte del III settore
Integrazione nella rete dei servizi degli sportelli per
l’autonomia attraverso uno stabile collegamento con i CeAD.
Aggiornamento distrettuale della conoscenza dei servizi
erogati e in particolare delle associazioni che si rivolgono alla
fragilità mediante la revisione del data base sul terzo settore
disponibile sul sito aziendale.
CeAD:
fornire maggiori informazioni all’utenza sulle
opportunità e sulle attività del terzo settore.
ASSISTENZA AGLI ANZIANI
L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIO-SANITARIA
MACRO
ATTIVITA’
Ulteriore semplificazione e facilitazione dell’accesso ai servizi
da parte dell’utenza con l’affinamento delle procedure di
accoglienza.
Miglioramento continuo delle modalità di risposta ai bisogni
dell’utenza
fragile
con
l’utilizzo
delle
valutazioni
multidimensionali
Analisi dettagliata degli esiti delle sperimentazioni
regionali per quanto riguarda i servizi per post – acuti e
le ricadute sul sistema sanitario e socio-sanitario.
Miglioramento dell’appropriatezza nelle dimissioni di casistica
fragile dalle strutture sanitarie verso le RSA attraverso l’analisi
dei dati rilevati nel corso della sperimentazione.
91
L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIO-SANITARIA
L’attività relativa alla Assistenza
Domiciliare Integrata nel 2012 ha
riguardato 4.323 pazienti seguiti
durante il corso dell’anno.
Le valutazioni multi dimensionali dei
Distretti riguardano gli assistiti fruitori
dei progetti riferiti ai seguenti
contesti:
-
sperimentazione regionale di un
nuovo sistema di Welfare (DGR
n. 3239/12);
- progetti elaborati dagli Uffici di
Piano a favore di minori con
disabilità e i progetti presentati
da alcune strutture accreditate
(CDD, CDI, CSS) a favore di
persone
con
bisogni
particolarmente complessi sia
per la caratteristica della loro
disabilità che per criticità del
contesto socio – familiare in cui
sono inserite
La valutazione multi dimensionale
consente di contestualizzare le
“risposte “ garantite attraverso
l’erogazione
dei
servizi
nella
maniera più personalizzata possibile
rispetto ai “bisogni” degli assistiti.
SETTORE
INTERVENTI IN MATERIA DI CONCILIAZIIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO
DESCRIZIONE
CONTESTO
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Prosecuzione sperimentazione a sostegno
politiche di Conciliazione Famiglia Lavoro.
delle
Attivazione percorso regionale in materia di:
Messa a sistema della filiera di Conciliazione.
emissione Bando in attuazione della DGR. 4221/12 – imprese e
erogazione dote di conciliazione.
Progetto dote di conciliazione servizi alla persona.
Coordinamento delle attività progettuali
Attività distrettuale per l’accompagnamento
cittadino nella presentazione dei progetti.
al
Supporto al cittadino nella compilazione della modulistica
relativa alla richiesta di voucher per i servizi di conciliazione.
Attività di promozione e informazione
Azioni di supporto allo sviluppo
conciliazione tra le imprese
della
rete
di
92
Attraverso
l’area
erogativa,
rappresentata da sei sedi SERT
accreditate, viene garantita la cura
e la riabilitazione ai soggetti con
dipendenze
patologiche
da
sostanze illegali e legali e da
comportamenti di “addiction” non
mediati da sostanze. I principi
ispiratori sono la presa in carico,
l’integrazione delle professionalità,
la valutazione dei bisogni e degli
esiti degli interventi, approccio volto
al recupero e al reinserimento.
L’assistenza
ai
detenuti
tossicodipendenti
della
Casa
Circondariale “Bassone” , in termini
di cura e di riabilitazione, viene
garantita da una specifica èquipe
del Sert di Como. La popolazione
carceraria
con
patologie
di
dipendenza rappresenta il 30% con
un aumento consistente di soggetti
stranieri (48%). Ogni anno sono
assistite presso i locali dedicati di
“Spazio
carcere”
circa
350
persone.. Il percorso intramurario si è
dimostrato efficace nel migliorare
l’esito del programma terapeutico
attivato
successivamente
all’esterno in applicazione delle
misure alternative alla detenzione
prevenendo le ricadute nel reato.
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Garanzia delle prestazioni ambulatoriali di cura e riabilitazione
ai soggetti con dipendenza da sostanze illegali e legali e da
comportamenti di “addiction” in funzione della domanda di
assistenza ( n. utenza presa in carico dai Sert e n. prestazioni
erogate)
AREA EROGATIVA SERT
DESCRIZIONE
CONTESTO
Erogare gli interventi di assistenza diretta ai soggetti
con dipendenza patologica da sostanze illegali e legali
e da comportamenti di “addiction” garantendo la
valutazione dei bisogni e degli esiti.
DIPENDENZE CARCERE
L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIO-SANITARIA
MACRO
ATTIVITA’
Erogare prestazioni di cura e riabilitazione rivolte a
detenuti
tossicodipendenti
presso
la
Casa
Circondariale di Como nello “Spazio carcere”
dedicato.
Partecipazione attiva alla sperimentazione regionale Sert
sulla definizione degli interventi in funzione della diagnosi e
della valutazione dei bisogni (piena adesione alle indicazioni
regionali)
Adesione con avvio al progetto ”Net Outcome”
Dipartimento Politiche Antidroga (Presidenza Consiglio
Ministri) per la valutazione degli esiti dei trattamenti
soggetti in trattamento farmacologico per dipendenza
oppiacei
finanziato per € 15.557,53 (sottoscrizione
protocollo da parte dell’ASL all’1.1.2013)
del
dei
nei
da
del
Garanzia dell’assistenza ai detenuti tossicodipendenti della
Casa Circondariale di Como anche in integrazione con le
altre realtà operanti in carcere su progettazioni di
reinserimento sociale con attività riabilitative intramurarie
(previsti 350 soggetti)
93
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
ASSISTENZA ALLE CARCERI
Semestralmente il Dipartimento di
Prevenzione Medico esegue visite
ispettive igienico-sanitarie presso
l’unico
carcere
presente
sul
territorio.
Nell’ambito
della
sorveglianza delle malattie infettive
nell’ultimo anno è stata data
particolare
attenzione
alla
prevenzione della legionellosi.
SORVEGLIANZA
MALATTIE INFETTIVE
Si intende attuare una revisione, in condivisione con
l’Azienda Ospedaliera S. Anna deputata alle attività
sanitarie interne al carcere,
delle misure di
prevenzione delle malattie infettive in comunità
carceraria, con particolare riguardo alla sorveglianza
della malattia tubercolare e delle MTS.
Migliorare e rendere più efficaci gli interventi di sorveglianza
delle malattie infettive.
ATTENZIONE AGLI STRANIERI
Nel corso dell’anno 2012 si è
sostanzialmente interrotto il flusso
dei migranti dal Nord Africa
evidenziatosi in modo consistente
nell’anno precedente.
Tuttavia continua un flusso ridotto
ma costante di migranti presso le
strutture di accoglienza presenti sul
territorio. Per costoro sono state
mantenute in essere le misure di
sorveglianza
sanitaria
integrata
previste dal progetto ”Migranti dal
nord
Africa”
con
particolare
riguardo alla sorveglianza della
malattia tubercolare e delle MTS.
Sono infatti stati sottoposti a test di
Mantoux 109 soggetti e sono stati
distribuiti a tutti i centri di
accoglienza
e
agli
stranieri
accedenti agli ambulatori dei
viaggiatori internazionali opuscoli
informativi sulle MTS e sul centro MTS
SORVEGLIANZA SANITARIA MIGRANTI
Prosecuzione dell’attività integrata di sorveglianza
sanitaria dei migranti in arrivo presso i centri di
accoglienza in collaborazione con le associazioni di
riferimento. Pianificazione ed attuazione di specifici
interventi preventivi per la malattia tubercolare, le MTS
e l’epatite A: patologie per cui gli
stranieri sono considerati target a rischio.
Consolidamento di un sistema che permetta di tutelare la
salute
nella
popolazione
immigrata,
individuando
tempestivamente eventuali emergenze di salute pubblica per
minimizzare possibili effetti negativi sulla comunità.
Pianificazione di strategie preventive
per la malattia
tubercolare mirate alla popolazione immigrata con aumento
dei soggetti sottoposti a screening; promozione dell’accesso
al centro MTS con individuazione di canali preferenziali di
accesso al centro stesso; offerta della vaccinazione
antiepatite A a tutti i soggetti stranieri di età inferiore a 14
anni
94
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Il Dipartimento di prevenzione
medico
gestisce
secondo
la
normativa
di
riferimento(DGR
VII/6471 ottobre 2001-DGR VII/20766
febbraio
2005)l’inserimento
dei
soggetti affetti da Aids /infezione da
HIV e sindromi correlate in assistenza
extra-ospedaliera residenziale e
semi residenziale. Nel territorio sono
presenti strutture convenzionate
:una casa alloggio, un centro
diurno integrato ed un hospice. Nel
corso dell’anno 2012 sono stati
inseriti 9 pazienti con particolare
attenzione al rispetto dei tempi di
attesa
per
l’inserimento.
Attualmente sono in carico 11
pazienti. L’attività è rendicontata
attraverso l’utilizzo dell’applicativo
informatico regionale SOFIA
ASSISTENZA MALATI AIDS E SINDROMI HIV CORRELATE
AIDS E SINDROMI HIV CORRELATE
ASSISTENZA EXTRA-OSPEDALIETA MALATI DI
MACRO
ATTIVITA’
Si prevede di mantenere buoni standard qualitativi
gestionali nel rispetto dei tempi previsti per la presa in
carico dei pazienti e dei loro bisogni reali con
l’esecuzione di monitoraggio periodico dei progetti
assistenziali individuali dei singoli pazienti inseriti.
Mantenimento di una rete integrata per valutare i bisogni
assistenziali, sia di ordine sociale che sanitario, dei soggetti
affetti da infezione HIV/aids che consenta l’individuazione di
una risposta assistenziale personalizzata, idonea, efficace
nell’ottica di un miglioramento dell’autonomia e congrua
anche dal punto di vista economico.
95
Il Governo della rete dei servizi socio-sanitari
La programmazione sociosanitaria deve rispondere ad un sistema di bisogni di crescente complessità e differenziazione a cui occorre offrire modalità di
valutazione del bisogno e di accompagnamento della persona maggiormente integrate e puntuali rispetto ai diversi progetti individuali. Un aspetto che costituisce
una criticità del sistema è quello della frammentazione dei servizi, rispetto alla quale bisogna attivare delle azioni di ricomposizione, sia per favorire la fruibilità degli
stessi da parte degli assistiti, sia per un più razionale utilizzo delle risorse disponibili. A tal proposito si evidenzia quindi il ruolo di governance del sistema che l’ASL
deve esercitare ; in particolare nell’ambito socio sanitario attraverso le azioni di coordinamento, programmazione e acquisto delle prestazioni, nonché di vigilanza
e controllo. A supporto di tale funzione di governance, si sottolinea l’importanza dello sviluppo di percorsi condivisi con gli enti erogatori, che trovano il loro
momento di sintesi nei tavoli di confronto con i soggetti gestori e con i soggetti erogatori.
Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: L.R. n. 3/2008, L.R. n. 2/2012, DGR 8496/2008, DGR 2633/2011, DGR 937/2010, DGR 3850/12, DGR 3540/12, DGR 6231/12, DGR
3239/12, DGR 3376/12, DGR 4221/12, DGR 4334/12, TU 309/90, DGR n.12621/2003, Circolare regionale n.2 del 20.12.2012, Decreto del Ministero della Salute del 11.06.2010, DGR n.
3375/2012, DGR n.1999/2011, DGR n. 6219/2007, DGR n. 10158/.2009, Progetto quadro nazionale NNIDAC 2011-2012,DGR n. 4225/2012
Attori coinvolti: Dipartimento ASSI, Dipartimento Dipendenze, servizi erogatori ASL (Consultori Familiari e Sert/Noa), Dipartimento di Prevenzione Medico, UOC Miglioramento qualità ed
educazione alla salute, Dipartimento Cure Primarie, Uffici di Piano, Enti gestori dei servizi socio-sanitari Integrati, soggetti del Terzo settore, Ufficio scolastico provinciale, rete della
Conciliazione Famiglia – Lavoro ( Ster, Uffici di Piano, imprese, soggetti Terzo Settore, enti pubblici, Associazioni di categoria), Forze dell’Ordine, Prefettura, Casa Circondariale, ,
Regione, DPA Presidenza Consiglio dei Ministri, Istituto Ricerche Mario Negri.
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA
Programmazione
integrata
con
soggetti erogatori. In un sistema
complesso ed in continua evoluzione
come quello del welfare, si sottolinea
l’importanza di condividere – pur nel
rispetto dei diversi ruoli tra chi è
chiamata alla governance del
sistema (asl) e chi eroga la
prestazione (soggetti gestori) – la
programmazione di alcuni percorsi
congiunti di tipo qualitativo.
TAVOLI DEL TERZO SETTORE E DEI SOGGETTI
EROGATORI
Tabella “Il Governo della rete dei servizi socio-sanitari”
Sviluppo di percorsi condivisi presso l’ASL tra i Tavoli del
Terzo Settore e i Tavoli dei soggetti erogatori di
prestazioni sociosanitarie
Attivazione di percorsi di qualità condivisi (area anziani e
disabili: la qualità della relazione; percorsi integrati di rete per
minori disabili; eventuali altre proposte / tavolo erogatori
consultoriali: introduzione nuove tipologie di prestazioni)
96
E’ confermata la logica della
contrattualizzazione
e
della
budgetizzazione
–
DGR n.
4334/2012
LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA
Si prosegue nella sperimentazione
ADI attraverso la VMD e la
erogazione di voucher al cittadino.
SETTORE
CONTRATTI E BUDGET
DESCRIZIONE
CONTESTO
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Sottoscrizione contratti provvisori e definitivi nella tempistica ex
DGR 4334/12;
Contrattualizzazione e budget: conferma della
modalità di sottoscrizione di contratti di budget per
l’intera rete dei servizi socio sanitari integrati
Ottimizzazione utilizzo risorse assegnate da regione
Integrazione attività di vigilanza e controllo sull’appropriatezza
delle prestazioni sociosanitarie;
Innovazioni regionali in materia di
accreditamento,
vigilanza
e
controllo – DGR 3540/12
VIGILANZA E CONTROLLO
MACRO
ATTIVITA’
Piano annuale di vigilanza e controllo DDG 12623/12;
Integrazione dell’attività di vigilanza riferita al
mantenimento dei requisiti strutturali e gestionali con
l’attività di controllo dell’appropriatezza delle
prestazioni.
Integrazioni tra l’attività dell’UOS Vigilanza e Controllo e il
Dipartimento Prevenzione per le UO sociosanitarie e UO sociali
Implementazione dei controlli di appropriatezza;
Monitoraggio semestrale
adeguamento
dei
Piani
Programma
di
Applicazione di sanzioni amministrative in materia di vigilanza
e controllo sulle UDO sociosanitarie
97
MACRO
ATTIVITA’
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Sulla base delle indicazioni del Piano
d’azione
regionale
per
le
dipendenze (DGR n. 4225 del
25.10.2012)
Il
Dipartimento
Dipendenze,
attraverso
l’area
programmatoria separata dall’area
erogativa, garantisce il contrasto del
fenomeno nella sua evoluzione
svolgendo un ruolo di regia e
favorendo lo sviluppo di una rete di
intervento territoriale con gli altri enti
di settore per una prevenzione e una
cura strutturata ed efficace.
L’ambito programmatorio gestisce e
coordina progettazioni anche in
utilizzo di specifici finanziamenti di
settore
regionali
e
nazionali.
L’Osservatorio
Dipendenze
garantisce lo studio del fenomeno,
la rilevazione dei dati epidemiologici
e la ricerca sulle tendenze dei
consumi in rete con gli Osservatori
regionale e nazionale
Consolidare il ruolo di regia del Dipartimento
Dipendenze per il rafforzamento della Rete Territoriale
Prevenzione
PROGRAMMAZIONE E OSSERVATORIO DIPENDENZE
LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA
Prosecuzione nel 2013 dell’attività del Comitato Rete
Territoriale Prevenzione (almeno n. 4 riunioni)
Definizione del Piano Locale Prevenzione delle Dipendenze
2013 – 2014 (documento steso entro il 31.12.2013)
Prosecuzione e sviluppo del Progetto Rete regionale
prevenzione e dei progetti preventivi regionali in utilizzo del
finanziamento regionale € 15.000 (realizzazione dei progetti
Life Skills Training e Unplugged nelle scuole)
Coordinamento Progetto sperimentale regionale “Party con
noi” sulla prevenzione selettiva e riduzione del rischio
(n. riunioni cabina di regia locale)
Favorire lo sviluppo dei progetti sperimentali regionali
nuovo welfare area dipendenze DGR n. 3239 del
04/04/2012
Coordinamento Progetto sperimentale regionale “Coadattamenti” sugli adolescenti in difficoltà con problemi di
consumo di sostanze (n. riunioni cabina di regia locale)
Coordinamento Progetto sperimentale regionale “Approdo
sicuro” sulla cronicità (n. riunioni cabina di regia locale)
Coordinamento e integrazione Progetto sperimentale
regionale “Ambulatorio Specialistico sperimentale GAP” sulle
nuove forme di abuso e dipendenza e il gioco d’azzardo
(n. riunioni cabina di regia locale)
98
DESCRIZIONE
CONTESTO
SETTORE
PROGRAMMAZIONE E OSSERVATORIO DIPENDENZE
LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA
MACRO
ATTIVITA’
PROGRAMMAZIONE
RISULTATI ATTESI
Utilizzo a regime della nuova Piattaforma mFp 5.0 sistema
gestionale per le dipendenze ( inserimento dei tracciati Amb
e SIND nel sistema modulare regionale SMAF e rispetto delle
scadenze di invio dei flussi informativi)
Analisi del fenomeno con implementazione del sistema
di rilevazione informatica dei dati epidemiologici e
dell’attività di ricerca in rete con gli Osservatori
regionale e nazionale
Collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche
“Mario Negri” di Milano con pubblicazione dei risultati del
Progetto regionale di ricerca “Istituzione di una rete di
rilevamento regionale per la stima dei consumi di sostanze in
Lombardia mediante analisi delle acque reflue. Un metodo
innovativo basato sulle evidenze” (report dei risultati della
ricerca entro il 31.12.2013)
Sviluppo della collaborazione con gli Osservatori Territoriali
delle ASL di Regione Lombardia (partecipazione al tavolo
regionale Osservatori TTRO)
99