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DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI SANITARI E SOCIO-SANITARI ANNO 2013 La redazione del documento è il risultato del lavoro di gruppo del «Tavolo Tecnico» dei Responsabili per aree di specifica competenza, condiviso con la Direzione Strategica. Linee guida per il documento: D.G.R. 4334 del 26 Ottobre 2012 e relativa circolare attuativa del 17 Dicembre 2012 Il Direttore Generale dell’ASL di Como Dott. Roberto Bollina 1 INDICE L’ASL DELLA PROVINCIA DI COMO CONTESTO TERRITORIALE CONTESTO EPIDEMIOLOGICO STILI DI VITA E ABITUDINI MALATTIE INFETTIVE NELLA PROVINCIA DI COMO ADESIONE ALLE ATTIVITÀ DI VACCINAZIONE NEOPLASIE (ATTIVITÀ REGISTRO TUMORI) ADESIONE ALLE ATTIVITÀ DI SCREENING INDICATORI DI DOMANDA E DI OFFERTA - AREA SANITARIA - AREA SOCIO-SANITARIA PROGRAMMAZIONE 2013 “IL CITTADINO AL CENTRO DEL SISTEMA SANITARIO E SOCIOSANITARIO” LE RISORSE DEL SISTEMA - ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA ASL - L’ORIENTAMENTO DEL CITTADINO ALLA RELAZIONE CON I SERVIZI Informazione, Comunicazione e Fruibilità dei servizi - LA PREVENZIONE E TUTELA DELLA SALUTE La promozionedella salute La prevenzione per l’uomo La prevenzione negli ambienti di vita e lavoro La prevenzione veterinaria - LA PRESA IN CARICO DELL’ASSISTITO La rete dei servizi sanitari Il Governo della rete dei servizi sanitari territoriali La rete dei servizi socio-sanitari Il Governo della rete dei servizi socio-sanitari territoriali 2 L’ASL DELLA PROVINCIA DI COMO Con DGR del 19/12/2012 la Regione Lombardia ha approvato il Piano di Organizzazione 2012-2014 adottato dall’ASL di Como. Il Piano di Organizzazione Aziendale è lo strumento strategico che definendo l’organizzazione guida le azioni volte al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia per il perseguimento degli obiettivi di mandato e di sviluppo definiti dalla Regione Lombardia. In tale ottica le principali finalità sottese alle modifiche introdotte sono: riequilibrare il modello a matrice con una più attenta riconduzione della responsabilità gestionale ai livelli tecnici programmatori dipartimentali; valorizzare la dimensione territoriale, attraverso una migliore definizione delle responsabilità del Distretto Socio-Sanitario, quale portavoce organizzativo sul territorio della direzione aziendale e dei dipartimenti e garante del coordinamento logistico organizzativo nell’ambito territoriale di riferimento; sviluppare una maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse professionali orientata al raggiungimento dei risultati; L’organigramma macro-organizzativo è di seguito rappresentato. Figura 1 – Organigramma macro-organizzativo – P.O.A. 2012-2014 L’azienda sanitaria è articolata nei seguenti dipartimenti: Dipartimento Programmazione Acquisto Controllo Sanitario Dipartimento delle Cure Primarie e Continuità Assistenziale Dipartimento di Prevenzione Medico Dipartimento di Prevenzione Veterinario Dipartimento Attività Socio-Sanitarie Integrate Dipartimento Dipendenze Dipartimento Amministrativo 3 L’assetto territoriale è organizzato in quattro Distretti socio-sanitari - Brianza (con le aree territoriali di Cantù, Erba e Mariano Comense), Como, Medio Alto Lario (con le aree territoriali di Menaggio e Dongo) e Sud-Ovest (con le aree territoriali di Olgiate Comasco e Lomazzo - Fino Mornasco) – e un distretto speciale - Campione d’Italia – oltre a quattro Distretti veterinari, territorialmente coincidenti con i Distretti socio-sanitari. Completano l’organizzazione aziendale le Unità di Staff che supportano la Direzione Strategica nelle funzioni di programmazione e di governance dell’azienda. La Mission e gli obiettivi aziendali L’ASL, all’interno dell’attuale sistema sanitario regionale, si pone come soggetto interprete della domanda di salute dei cittadini e di coordinamento nella programmazione della rete dei servizi sanitari e socio-sanitari a livello provinciale. L’ASL è garante, nei confronti del cittadino, dei livelli di qualità delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie acquistate dagli Erogatori pubblici e privati accreditati o direttamente erogate. L’ASL svolge, quindi, il ruolo di punto di contatto tra la rete sanitaria e il cittadino. Il suo assetto organizzativo gestionale, che copre l’intera provincia, assicura il compito di coordinare la rete dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia, controllare e garantire la qualità e l’efficienza di ospedali, ambulatori e studi medici, svolgere direttamente interventi di igiene e prevenzione, compresa l’educazione sanitaria, svolgere interventi di medicina veterinaria ed effettuare alcune prestazioni di assistenza sanitaria. L’ASL nello svolgere e realizzare la propria mission ha scelto di dare priorità e valore alle seguenti azioni: Prevenire ed educare il cittadino alla salute; Garantire i Livelli Essenziali di Assistenza; Garantire efficacia ed efficienza nella gestione e valorizzare le risorse professionali aziendali. Acquisire i servizi dagli erogatori pubblici e privati accreditati migliorando la capacità organizzativa ed il monitoraggio della qualità delle prestazioni e delle prescrizioni mediche e farmaceutiche; Ampliare gli spazi e le occasioni di condivisione e programmazione a livello provinciale con gli Enti Locali, i Soggetti Erogatori ed il Terzo Settore; Le funzioni istituzionali che la ASL assicura sono riconducibili a quattro macro-aree: TUTELA Strumenti di indirizzo sulle attività erogate dal sistema sanitario e socio-sanitario CONTROLLO Attività direttamente svolte per il controllo degli erogatori con cui è attivo un contratto. PROCESSI ASSISTENZIALI Attività a carattere sanitario e socio-sanitario direttamente erogate MEDICINA TERRITORIALE CONVENZIONATA Attività sviluppate per la gestione dei rapporti convenzionali con MMG e PDF e CA Principi ispiratori della programmazione ASL 2013 Si assume quale elemento di attenzione prioritaria il principio “il cittadino al centro del sistema sanitario e sociosanitario” che si sviluppa nelle seguenti funzioni: - ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA ASL ORIENTAMENTO DEL CITTADINO ALLA RELAZIONE CON I SERVIZI PREVENZIONE E TUTELA DELLA SALUTE PRESA IN CARICO DELL’ASSISTITO Rapporto con il territorio e i Portatori di interesse Di prioritaria importanza sono le relazioni istituzionali con gli Enti Locali, i Soggetti del Terzo Settore e, in generale, con le Forze Sociali e gli Erogatori di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie che rappresentano gli interlocutori privilegiati dei bisogni socio-sanitari dei cittadini con particolare riferimento al territorio della Provincia di Como. 4 Al rapporto privilegiato tra Azienda Sanitaria Locale e Regione Lombardia si affianca quello istituzionale con i Comuni attraverso gli Organismi di rappresentanza degli stessi. In particolare la Conferenza dei Sindaci, il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci per le problematiche di interesse provinciale e, a livello locale, le Assemblee distrettuale dei Sindaci; sono sviluppate inoltre collaborazioni con le Associazioni di Volontariato, rappresentate nel Tavolo di Coordinamento del Terzo Settore, le Organizzazioni Sindacali territoriali e vari Tavoli e Organismi di coordinamento su specifiche tematiche quali, ad esempio, le dipendenze, la salute mentale e le adozioni. Annualmente i Portatori di Interesse condividono il Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi Sanitari e Socio-sanitari, evidenziando le problematiche locali rilevate nei diversi ambiti territoriali nelle aree sanitaria, socio-sanitaria e sociale. La stesura dei Piani di Zona 2012-2014 ha costituito un’occasione di confronto per l’individuazione e la condivisione, nell’ambito dell’integrazione socio-sanitaria, di obiettivi e azioni riguardanti specifiche aree, quali la famiglia e le fragilità. Nei rapporti con le Strutture Erogatrici pubbliche e private accreditate l’Azienda, attraverso la Conferenza dei Legali Rappresentanti delle Strutture Erogatrici Sanitarie e i Tavoli Istituzionali degli Erogatori socio sanitari accreditati ha favorito il passaggio da una logica di controllo ad una di responsabilizzazione degli Erogatori medesimi al fine di migliorare la congruità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate. Non da ultimo attraverso il documento delle Perfomance dell’ASL. Il documento di programmazione predispone un riferimento significativo per l’individuazione di obiettivi prioritari altamente strategici che vanno ad alimentare il Piano Performance aziendale anche al fine della comunicazione sociale ai portatori di interesse attraverso la pubblicazione annuale sul sito internet aziendale dell’ASL. 5 CONTESTO TERRITORIALE Figura 2 - Distretti socio-sanitari della ASL di Como – Anno 2012 L’ASL della Provincia di Como opera in un territorio caratterizzato da una peculiare conformazione orografica; la presenza del lago e delle montagne condiziona l’urbanizzazione, la localizzazione delle attività industriali e professionali e, di conseguenza, la diffusione della popolazione. L’ottimizzazione dei servizi sul territorio risulta quindi particolarmente impegnativa a causa delle diverse realtà locali, della difficile mobilità che caratterizza alcune aree e della tendenza della popolazione a concentrarsi in quelle zone dove l’offerta di lavoro è superiore. Il territorio della provincia comprende 160 comuni dei quali solo un numero limitato supera i diecimila abitanti. Una peculiarità dell’Azienda è rappresentata inoltre dall’exclave di Campione d’Italia, che comporta problematiche gestionali completamente diverse dal resto della provincia, a seguito delle diverse condizioni socioeconomiche dei residenti e della coesistenza dell’offerta socio-sanitaria di due differenti nazioni. Grafico 1 - Assistibili domiciliati al 31/10/2012 - Fonte: DWH Come si nota dal grafico 1, la popolazione domiciliata nella provincia di Como ammontava, al 31 ottobre 2012, ad un totale di 597.068 abitanti, con la seguente distribuzione della popolazione suddivisa per distretto socio sanitario: distretto Brianza con il 33,9% degli assistiti, seguito dal distretto Sud-Ovest 31,8%, dal distretto di Como 24,7%, distretto Medio Alto Lario 9,2% e Campione d’Italia 0,4%. Grafico 2 - Assistibili domiciliati al 31/10/2012 - Fonte: DWH Come si può notare dal grafico 2, negli ultimi sei anni si registra una progressiva crescita demografica: nel periodo 2006-2012 vi è un incremento di 27.194 unità ( +4,77% ). 6 Tale incremento della popolazione è dovuto al costante intensificarsi dei flussi migratori, sia nazionali che esteri, mentre la crescita naturale ha un impatto decisamente inferiore. Il saldo migratorio dal 2004 risulta in costante decremento (ad eccezione dell’anno 2008) fino ad attestarsi ad un tasso di 5,4‰ nel 2011. Il saldo migratorio totale della provincia di Como è sostenuto principalmente da cittadini provenienti da altre nazioni (grafico 4) e in buona parte anche da flussi migratori nazionali. Grafico 3 - Crescita naturale, saldo migratorio, saldo totale (x 1.000) – (anni 2004-2011) - Fonte dati: ISTAT Grafico 5 - Piramide delle età al 31/10/2012 – Fonte: DWH ASL Grafico 4 - Saldi migratori - Fonte: ISTAT (anni 2004 – 2011) Grafico 6 – Speranza di vita alla nascita (1992 – 2009) – Fonte: Istat La piramide delle età relativa ai residenti in provincia di Como, grafico 5, è tipica delle attuali società industrializzate ove l’aumentata qualità dell’assistenza socio-sanitaria è alla base dell’aumento dell’età media. L’invecchiamento della popolazione non è però adeguatamente controbilanciato dall’aumento della natalità, con la conseguenza che la parte più significativa della piramide si sta spostando verso fasce di età più elevata. La speranza di vita alla nascita (grafico 6) che rappresenta il numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere al momento della nascita, correlata al tasso di mortalità, fornisce indicazioni sullo stato globale della popolazione e risulta in progressiva crescita. Il grafico mostra infatti come la speranza di vita alla nascita per gli abitanti della provincia di Como sia sostanzialmente in linea con i valori regionali e nazionali ed evidenzia nel contempo una tendenza alla riduzione della differenza tra i due sessi. Il costante incremento dell’aspettativa di vita ha significative ricadute sulla fase di programmazione dell’assistenza ai cittadini da parte dell’ASL. 7 CONTESTO EPIDEMIOLOGICO Tabella 1 - Prevalenza e costi delle patologie cronico degenerative. Fonte BDA 2011 Assistiti Patologie cronicodegenerative 2010 Trapiantato Insufficienti renali cronici Prevalenza 2011 2010 2011 431 450 0,07 % 0,08 % 1.949 2.096 0,33 % 0,35 % HIV e AIDS 1.326 1.366 0,22 % 0,23 % Neoplastici 21.053 23.150 3,57 % 3,89 % Diabetici 23.332 23.866 3,96 % 4,01 % Cardiovasculopatici 73.566 74.528 12,48 % 12,53 % Broncopneumopatici 8.642 9.063 1,47 % 1,52 % Gastroenteropatici 9.572 8.954 1,62 % 1,51 % Neuropatici 6.940 7.188 1,18 % 1,21 % Affezioni autoimmuni 2.983 3.345 0,51 % 0,56 % Affezioni endocrine 9.541 10.103 1,62 % 1,70 % Grafico 7 - Prevalenza delle principali patologie cronico degenerative – Fonte: BDA 2011 Grafico 8 - Prevalenza cronici per fascia d’età - Fonte: BDA 2011 Cardiovasculop. Diabete 80% Neoplasie 70% Neuropatie 60% Aff. endocr. 50% Gastroenterop. 40% Broncopneumop. 30% 20% Aff. autoimmun. 10% 2003 85+ 8084 7579 7074 6569 6064 5559 5054 4549 4044 3539 3034 2529 2024 1519 1014 5-9 0 0% 2011 HIV e AIDS 1-4 Insuff. renale cronica Trapianti 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% L’andamento delle principali patologie cronico degenerative è costantemente monitorato grazie alla implementazione della Banca Dati Assistito (BDA); nella tabella 5 è possibile osservare quale sia stata la prevalenza di queste patologie nel corso dell’anno 2011, con i relativi costi totali e pro capite, ove si nota che i trapiantati, gli insufficienti renali cronici e le infezioni da HIV sono le patologie che comportano un maggiore costo procapite (rispettivamente € 19.186,86, € 9.989,29 e € 9.197,06 ), a causa dei complessi servizi sanitari richiesti. Dal punto di vista quantitativo, le cardiovasculopatie continuano ad essere le patologie cronico degenerative più rappresentate nella popolazione. Seguono il diabete e le neoplasie. L’aumento della sopravvivenza dei pazienti affetti da patologie cronico degenerative alimenta il “serbatoio” della prevalenza e ne mantiene, o addirittura ne incrementa il valore. Questo dato è influenzato anche dalla messa in atto di campagne di prevenzione e di screening di massa che ha influito anche sull’incidenza di alcune patologie, poiché ha consentito di diagnosticare situazioni che sarebbero giunte all’attenzione del medico solo in fasi sintomatologicamente più evidenti. L’aumento della prevalenza delle patologie cronico degenerative ha una delle cause principali nell’incremento dell’età media della popolazione; suddividendo per fasce di età la percentuale di pazienti affetti da queste patologie, si conferma infatti come la prevalenza sia direttamente proporzionale all’età. È infatti possibile notare come la percentuale di pazienti aumenti progressivamente con l’invecchiamento, raggiungendo il picco tra i settantacinque e gli ottantaquattro anni. La prevalenza delle principali patologie si può definire praticamente omogenea rispetto alle aree territoriali della provincia di Como, ma le modalità assistenziali sono spesso condizionate dalle diverse realtà locali; ne risentono, di conseguenza, anche i costi socio sanitari generati. 8 Tabella 2 - Costi medi pro capite per patologia - Fonte: BDA 2011 Patologie cronicodegenerative Brianza Campione d'Italia Como Medio Alto Lario Sud Ovest ASL Trapiantato 19.489,14 1.533,00 12.875,76 21.359,57 23.286,71 19.186,86 Insufficienti renali cronici 9.344,07 1.824,80 9.445,36 10.570,92 11.116,28 9.989,29 HIV e AIDS 8.537,30 - 9.653,93 9.797,57 9.349,93 9.197,06 Neoplastici 4.150,09 513,53 3.983,10 4.546,14 4.053,56 4.101,29 Diabetici 2.250,79 796,04 2.319,21 2.779,89 2.129,15 2.283,43 Cardiovasculopatici 1.690,27 746,60 1.830,33 1.995,77 1.767,87 1.777,27 Broncopneumopatici 1.712,17 983,13 1.622,52 1.816,88 1.669,12 1.679,89 Gastroenteropatici 1.352,38 595,43 1.585,44 1.530,61 1.454,95 1.451,86 Neuropatici 3.050,68 624,03 3.485,01 3.546,09 2.889,33 3.165,56 Affezioni autoimmuni 831,28 653,21 933,17 996,29 919,31 898,53 Affezioni endocrine 774,73 340,86 837,58 1.129,90 868,53 850,91 È infatti possibile notare che nel Distretto Medio Alto Lario i costi medi pro capite sono generalmente più elevati rispetto agli altri Distretti. Questo fatto trova in buona parte riscontro nella scelta di ospedalizzare il paziente con maggiore frequenza e per tempi più prolungati, a causa delle particolari condizioni orografiche e delle conseguenti minori possibilità di spostamento per accedere a prestazioni specialistiche ambulatoriali, day hospital, day surgery ecc. A tal proposito, si evidenzia che tra i 3 principali capitoli di spesa per il trattamento delle patologie croniche, i ricoveri rappresentano percentualmente la parte preponderante. Grafico 10 Spesa pro capite per fascia d’età – Fonte: BDA 2011 Grafico 9 – Distribuzione spesa per tipologia di assistenza – Fonte: BDA 2011 4.500 4.000 22,78% 3.500 56,05% 3.000 21,17% 2.500 2.000 1.500 1.000 500 - Ricoveri Ambulatoriale 0-04 Farmaceutica 05-09 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95-99 Ricoveri Ambulatoriale Farmaceutica Valutando i consumi per assistito, suddivisi per fascia di età e tipologia di spesa, risulta evidente come i maggiori costi sanitari siano a carico della fascia di età pediatrica (soprattutto tra 0 e 5 anni) e di quella compresa tra i 65 e gli 85 anni (grafico 12). Grafico 11 Tasso generico di mortalità ‰ - Fonte: ISTAT Nella Provincia di Como si registrano oltre 5.000 decessi/anno; il tasso di mortalità (grafico 13) risulta in diminuzione nel periodo 2008-2011, con valori leggermente inferiori alla media regionale. Tasso generico di mortalità (per 1.000 residenti) 10 9,3 9,2 9,1 9,3 9,0 9 9 9,0 8,9 8 2008 2009 Como 2010 2011 Lombardia 9 100+ Osservando la piramide delle età alla morte si nota una maggiore longevità del sesso femminile. Le malattie del sistema circolatorio ed i tumori sono causa di circa i due terzi dei decessi totali; si sottolinea inoltre che la prima causa di mortalità nel genere femminile è rappresentata dalle malattie del sistema circolatorio, mentre i tumori sono la causa principale di morte nei maschi. Grafico 15 Principali cause di morte – anno 2011 – Fonte: Reg. Mortalità ASL Grafico 14 Piramide dell’età alla morte – anno 2011 – Fonte: Reg. Mortalità ASL Piramide dell’età alla morte 100+ 90-94 Malattie sist. circolatorio 85-89 Tumori 95-99 80-84 31,26% 37,59% 37,56% 27,69% 7,04% 7,39% Malattie sist. respiratorio 75-79 70-74 Malattie sist. nervoso e organi dei sensi 65-69 60-64 Malattie endocr., nutriz., metab. e … 55-59 Traumatismi e avvelenamenti 50-54 45-49 40-44 Disturbi psichici 35-39 Malattie sist. digerente 30-34 25-29 20-24 MASCHI 15-19 FEMMINE 10-14 Malattie infettive parassitarie Maschi Malattie sist. genitourinario 05-09 Femmine Altro 0-04 600 400 200 0 200 400 600 800 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% Principali attività economiche e produttive della provincia di Como La Provincia di Como, Grafico 16 – Tessuto produttivo della provincia di Como – Fonte Regione Lombardia nonostante la COSTRUZIONI considerevole numerosità di SERVIZI “servizi”, resta fortemente SANITA' TRASPORTI industrializzata. Il tessuto TOT. COMMERCIO produttivo varia nelle ELET. GAS ACQUA ALTREINDUSTRIE diverse zone del territorio: il IND.ELETTRICA settore terziario è IND.MECCANICA prevalente in Como; IND.METALLI IND.TRASFORMAZ. l’olgiatese è caratterizzato IND.GOMMA dal settore tessile mentre il IND.PETROLIO E CH. canturino ed il marianese IND.CARTA IND.LEGNO sono famose per la IND.CONCIARIA lavorazione del legno. Nella IND.TESSILE zona di Erba c’è un piccolo IND.ALIMENTARE ESTRAZ.MINERALI polo di industria AGRINDUSTRIA E PESCA metalmeccanica, mentre 0 2000 4000 6000 8000 nel medio alto lago, oltre a qualche piccolo cantiere navale c’è un’importante azienda metalmeccanica. 10000 12000 14000 16000 Si evidenzia l’attenzione alla problematica amianto, tema di grande rilevanza per il rischio sanitario correlato all’esposizione a tale sostanza, che nel 2012 ha visto proseguire - in attuazione alle indicazioni del Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) – il censimento dei siti interessati utile all’implementazione dell’anagrafica regionale “registro on-line”, che dall’avvio nel 2006 al 1° semestre 2012 ha raggiunto 4.024 siti/strutture interessate dalla presenza di amianto in matrice compatta o friabile. 10 Grafico 17 – Ambienti di vita – aperti e confinati - Fonte ASL Como – Archivio 4D Prevenzione F a rm a c ie S t rut t ure a lbe rghie re e ric e t t iv e S c uo le S t udi m e dic i S t rut t ure s a nit a rie R S A e a lt re s t rut t ure s o c io - s a nit a rie A s ili nido e a lt re unit à d' o f f e rt a s o c ia li P ro duzio ne c o s m e t ic i Im pia nt i s po rt iv i e pis c ine P a rruc c hie ri, e s t e t is t i, t a t ua t o ri, e c c . P o s t i t e le f o nic i e int e rne t po int D e po s it i e lo gis t ic he S t rut t ure c im it e ria li S it i c o n pre s e nza a m ia nt o Lo c a lit à ba lne a ri la c us t ri 0 500 10 0 0 15 0 0 2000 2500 3000 3500 4000 4500 Le ditte alimentari presenti sul territorio si concentrano nelle zone più turistiche (intorno ai laghi e nelle Comunità Montane) per quanto riguarda il settore della ristorazione pubblica, mentre per la produzione primaria orticola si concentrano nella zona sud del Lomazzese ed intorno al comune di Como (Camnago Volta). Per le altre categorie di ditte operanti nel settore alimentare vi è una distribuzione pressoché omogenea. Oltre a ditte presenti da anni nel territorio e precisamente: tre di acque minerali e bibite (nel menaggino, nell’erbese e nel lomazzese), due aziende vinicole e un oleificio nell’Alto Lario, un mulino nell’erbese, un produttore di integratori alimentari nel triangolo Lariano, uno di caramelle ed uno di dolci nell’olgiatese, - si segnalano quelle di recente attivazione: un’importante industria di cioccolato nell’erbese e due produttori di additivi alimentari nel territorio del distretto Sud-Ovest. Tabella 3 – Principali Attività del settore alimentare Fonte ASL Como – Archivio 4D Prevenzione SETTORE ALIMENTARE NUM. AZIENDE Impianti di acquedotto (captazioni, adduzioni, trattamento, distribuzione) Bar 474 1.860 Mense 692 Esercizi della ristorazione con somministrazione 1.340 Commercio al dettaglio, in sede fissa e ambulante, di alimenti e bevande 1.330 Commercio all'ingrosso altri prodotti alimentari 252 Stabilimenti laboratori per la produzione confezionamento acque minerali 51 Laboratori di preparazione prodotti alimentari freschi (es.: rosticcerie, gastronomie, gelaterie, pizzerie da asporto) 560 Stabilimenti/laboratori per la produzione pasticceria fresca e gelati 140 Attività di coltivazione 299 Nelle tabelle successive sono rappresentati gli impianti di maggiore rilevanza soggetti alle attività di controllo di Prevenzione Veterinaria, con l’evidenza del relativo livello di rischio, identificato in maniera decrescente dal livello inferiore “livello di rischio 4” al livello massimo “livello di rischio 1”. Tabella 4 – Patrimonio zootecnico della Provincia di Como NUMERO IMPIANTI LIVELLI DI RISCHIO Allevamenti apistici 417 3 Allevamenti avicoli 54 2 Allevamenti bovini da carne 889 3 Allevamenti bovini da latte 186 1 Allevamenti bovini da riproduzione 396 2 TIPOLOGIA IMPIANTO Allevamenti equini 1.351 3 Allevamenti ovicaprini 1.844 da 1 a 2 725 da 1 a 2 Allevamenti suini Nella tabella 4 sono rappresentate la tipologia e il numero di aziende zootecniche, su cui i Servizi di Sanità Animale e di Igiene Zootecnica dell’ASL di Como esercitano le loro attività di vigilanza al fine di prevenire la trasmissione e la diffusione di malattie infettive, la salvaguardia dei requisiti igienico-sanitari dei prodotti effettuata tramite verifiche fin dall’inizio della filiera produttiva. 11 Tabella 5 – Impianti soggetti ai controlli sugli animali d’affezione NUMERO IMPIANTI LIVELLI DI RISCHIO Canili rifugi 8 3 Canili sanitari 1 2 Negozi per la vendita di animali 31 3 Canili privati e pensioni per animali 20 3 TIPOLOGIA IMPIANTO Presso le strutture riportate a fianco viene svolta l’attività di controllo connessa alla prevenzione del randagismo sul territorio, che ha visto un ulteriore regresso anche nel corso del 2012. Tabella 6 – Attività alimentari soggette ai controlli veterinari TIPOLOGIA IMPIANTO IMPIANTI LIVELLI DI RISCHIO Deposito all'ingrosso 158 da 3 a 4 Distributore automatico di latte crudo 46 1 Ipermercati e supermercati 109 3 Negozio commercializzazione al dettaglio 255 da 3 a 4 Impianto di macellazione di pollame, lagomorfi e selvaggina 5 2 Impianto di macellazione di ungulati domestici industriali e non industriali Impianto di produzione, porzionatura e confezionamento di prodotti a base di latte Impianto di produzione prodotti a base di carne industriale 53 da 1 a 2 50 3 17 2 Impianto di produzione di prodotti a base di carne non industriale 20 3 Impianto di trasformazione di stomaci, vesciche ed intestini 3 Impianto di produzione di prodotti a base di latte in alpeggio 23 Centro trattamento termico del latte 3 2 Impianto di produzione di prodotti a base di pesce 14 da 1 a 2 Impianto di sezionamento di carni 32 da 2 a 3 Laboratorio di produzione annesso a spaccio agricolo Laboratorio di produzione e vendita di gelati e prodotti a base di latte Laboratorio di produzione e vendita miele 26 2 205 da 1 a 2 98 3 Macellerie e/o pollerie 198 3 Pescherie 15 2 Pesca professionale 38 3 Strutture mobili per vendita ambulante 361 2 Coltivazione prodotti destinabili alimentazione zootecnica 387 Commercio e produzione mangimi 171 Grossisti autorizzati alla vendita diretta di farmaci ad uso veterinario da 2 a 3 3 Impianti di trasformazioni e transito categoria 1 1 1 Impianti di trasformazioni e transito categoria 3 2 2 Ambulatori cliniche studi veterinari 69 Il territorio e le caratteristiche delle attività produttive della provincia di Como presentano aspetti tipici legati a un territorio collinare e montagnoso da una parte e urbanizzato dall’altro. Il Distretto Veterinario Medio Alto Lario è caratterizzato dalla presenza di un elevato numero di allevamenti, soprattutto ovicaprini, con le caratteristiche tipiche della zootecnia di montagna. Rilevante risulta essere l’attività di controllo sulla fauna selvatica. Nel Distretto Veterinario di Como è presente una grande industria alimentare con macello industriale oltre ad insediamenti zootecnici di grande e media entità e a un Canile Zoofilo. Il Distretto Veterinario Brianza si contraddistingue per la presenza di numerose attività industriali e artigianali di lavorazione e trasformazione degli alimenti, per la presenza di due Canili Zoofili, per una zootecnia intensiva nell’area del Marianese e del Canturino e di un’altra con caratteristiche prettamente rurali nella zona dell’Erbese e in Valassina. Il Distretto Veterinario Sud Ovest si caratterizza per la presenza di due macelli industriali e di due stabilimenti per la lavorazione di sottoprodotti di origine animale e per l’alto numero di aziende agricole e concentramenti animali di carattere intensivo o semintensivo. Nella tabella precedente vengono rappresentate le attività sia di produzione primaria che di trasformazione soggette alla vigilanza dei servizi di Igiene ed Alimenti di Origine Animale e di Igiene Zootecnica. 12 STILI DI VITA E ABITUDINI Sono stati condotti numerosi studi sui comportamenti e stili di vita degli italiani: abitudini alimentari sbagliate, fumo, abuso di sostanze alcoliche, tossicodipendenza ed eccessiva sedentarietà permangono i principali fattori di rischio per la salute. Le evidenze scientifiche confermano ad MENO SALE NEL PANE esempio che un elevato apporto di sale con la dieta è associato in modo ADESIONE PANIFICATORI dose dipendente all’incidenza di ictus, ad eventi cardiovascolari e ad un ANNO 2011 ANNO 2012 alto costo per le cure mediche legate a queste patologie. La riduzione del sale nella dieta è quindi un importante obiettivo da raggiungere per la 34 47 salute dei cittadini e dei bambini in particolare affinché si abituino ad un comportamento più salutare, oltre ad influire sul contenimento della spesa sanitaria. Nell’anno 2011 sono stati avviati confronti con le associazioni di categoria del territorio provinciale, cui aderiscono i panificatori locali, che hanno portato il numero di aderenti a 34. Nel corso del 2012, è stato ampliato il numero di associazioni aderenti alla campagna di riduzione del sale nel pane: i panificatori aderenti, il cui elenco completo è pubblicato ed integrato periodicamente sul sito aziendale, sono diventati 47 (al 31.12.2012). In collaborazione con le associazioni di categoria firmatarie dell’accordo, sono state inoltre predisposte ad uso dei consumatori specifiche pubblicazioni (locandina stampata in 1000 copie e pieghevole stampato in 25000 copie) al fine di offrire utili e pratici strumenti per una salutare impostazione dell’alimentazione e di corretti stili di vita. Il fabbisogno individuale giornaliero totale di sale è nei bambini a partire da 1 grammo al giorno e negli adulti di 5 grammi: il consumo reale è invece di 10-15 grammi al giorno (55% proveniente dagli alimenti, il 35% dal sale aggiunto in cucina o a tavola, il 10% da altre fonti tra cui la maggiore è il pane). Secondo l’accordo tra associazioni di categoria e Regione Lombardia i panificatori associati hanno avviato in modo stabile e senza differenza di prezzo la produzione e la vendita di pane con ridotto contenuto di sale (dal 2% aIl'1,7%, riferito alla farina). Dell’iniziativa, presentata con una conferenza stampa tenuta dall’ASL e dai rappresentanti delle 4 associazioni di categoria firmatarie dell’accordo, sono stati informati gli MMG, i PdF, le Farmacie, i Sindaci e tutte le scuole dell’infanzia. A tutti sono state consegnate sia la locandina che alcune copie di pieghevoli. I pieghevoli sono disponibili per i cittadini nei panifici aderenti, e verranno distribuiti nel 2013 nelle altre scuole della provincia di Como. Sono state altresì sollecitate tutte le strutture con mense collettive perché tengano conto della “riduzione del sale” nella stesura dei prossimi capitolati. L'esercizio fisico regolare è un altro fattore protettivo anche nei riguardi di molte malattie cronico degenerative come i tumori, il diabete, l’ipertensione, l’obesità, l’osteoporosi, le malattie cardiovascolari. L’abitudine all’esercizio fisico si acquisisce fin dall’infanzia: figli di genitori sportivi hanno maggiori probabilità di non diventare sedentari in età adulta. D’altra parte chi è più sportivo tra i 9 e i 19 anni ha maggiori probabilità di essere attivo anche più avanti nella vita. Abituare bambini ed adolescenti ad uno stile di vita attivo, quindi, significa garantire loro un migliore stato di benessere e di salute nel tempo. In provincia di Como molti soggetti in età evolutiva presentano un eccesso ponderale: la causa va ricercata nell’assunzione di cattive abitudini alimentari ma anche ad un tempo insufficiente dedicato all’attività fisica. Nei bambini a partire dai 5 anni di età è raccomandata la pratica di almeno un’ora di attività fisica moderato-vigorosa al giorno. Il 40,3% dei bambini di 9 anni non Nello studio di sorveglianza nutrizionale e stili di vita condotto dall’ASL di Como su un campione di 1067 bambini nati nel 2001, effettua una sufficiente attività fisica nell’ambito del quale sono state indagate anche le abitudini motorie, è emerso che il 40,3% di questi bambini non effettua una attività fisica sufficiente. Nel 2012 sono stati realizzati interventi di lotta alla sedentarietà sulle varie fasce d’età come la promozione del “piedibus”, in collaborazione con le amministrazioni comunali e gli istituti scolastici, per favorire 25 Piedibus in 20 Comuni della provincia di Como e più di 400 bambini vanno a scuola a piedi 13 nei bambini delle scuole primarie un'attività fisica abituale andando a scuola a piedi e l’attivazione dei gruppi di cammino per gli anziani, sempre in collaborazione con le amministrazioni comunali ma anche con le associazioni di volontariato. Questa salutare abitudine deve necessariamente coinvolgere più scuole e comunità territoriali. Tabella 7 - Gruppi di cammino in provincia di Como Gruppi di cammino Anno di attivazione Comuni coinvolti 10 dal 16/12/2009 al 31/12/2011 Merone, Lambrugo, Cucciago, Cavallasca, Carbonate, Faloppio, Dongo-Gravedona, Lipomo, Tavernerio e Grandate 1 2012 Guanzate Ogni gruppo di cammino vede la partecipazione media di circa 20-25 persone I gruppi di cammino attualmente funzionanti si ritrovano con cadenza bisettimanale a volte anche trisettimanale per percorrere gli itinerari stabiliti. Nel 2011 per promuovere l’attività fisica tra i dipendenti , sono state affisse locandine presso il 100% delle sedi ASL, con indicazione che “fare le scale fa bene alla salute”, mentre nel 2012 il progetto è stato esteso all’Azienda Ospedaliera S. Anna, che – autorizzata all’utilizzo del materiale informativo ASL – ha proceduto all’affissione presso i propri presidi. In collaborazione con il CRAL aziendale, sono state inoltre avviate numerose iniziative sportive che spaziano dai corsi e passeggiate di Nordic Walking, tornei di calcio e di tennis, tornei femminili di palla a volo fino alla promozione di abbonamenti a palestre e piscine locali rispondendo così alle richieste pervenute dai dipendenti nel corso di una indagine condotta nel 2011 sulle abitudini alimentari. Per poter disporre di dati aggiornati sulla prevalenza territoriale di bambini con eccesso ponderale, a distanza di cinque anni dalla precedente rilevazione e per poter effettuare una comparazione con la stessa, è stato riproposto nel 2011 uno studio di sorveglianza nutrizionale e stili di vita per 1067 bambini nati nel 2001 (rilevazione dati antropometrici e questionario abitudini alimentari e attività fisica) e 992 nel 2002 (solo rilevazione dati antropometrici). La sorveglianza è stata effettuata su un campione di alunni statisticamente rappresentativo all’interno di 34 scuole primarie, le stesse del 2006 (sorteggiate con criterio casuale, uniformemente distribuite sul territorio provinciale) in due momenti successivi: aprile-maggio e ottobrenovembre. Sulla base del contenuto di tale documento sono stati successivamente implementati: - un documento in PowerPoint divulgativo pubblicato sul sito intranet ASL nell’area formazione; - un volumetto informativo ed educativo dal titolo “Più passi all’aria aperta e meno pasti scorretti” che verrà distribuito nel corso del 2013 alle scuole ed alle famiglie; il volumetto sarà poi pubblicato sul sito internet aziendale disponibile SOVRAPPESO OBESI per tutti i cittadini. NATI 2001 29,52% 7,69% Molti sono i dati interessanti pubblicati nell’opuscolo, tra i quali si citano NATI 2002 22% 9% ad esempio nei nati nel 2001 un sovrappeso del 29,52% ed un’obesità del 7,69%, mentre nei nati nel 2002 un sovrappeso del 22% ed un’obesità del 9%. Per quanto riguarda gli adulti (18-70 anni di età) i dati cumulati di sovrappeso ed obesità rilevati dall’indagine del 2007 erano di 42,2%. Altre informazioni di quello studio sugli stili di vita degli adulti sono disponibili sul sito aziendale nell’area “informazioni sanitarie”. Nel corso del 2012 è stato riproposto lo studio di sorveglianza nutrizionale e stili di vita sulla popolazione adulta afferente agli ambulatori distrettuali di Igiene pubblica dell’ASL di Como (8 sedi distrettuali). La raccolta dati riguardante un campione di 993 soggetti di età compresa tra 18 e 80 anni e l’inserimento in apposito database è in fase di ultimazione. Nel corso del 2013 i dati verranno elaborati, analizzati e successivamente divulgati. Altre iniziative volte a favorire l’assunzione di un comportamento alimentare corretto nella popolazione generale e scolastica in particolare, si sintetizzano negli inviti, formalmente trasmessi ai Servizi Comunali, Enti gestori e Responsabili della ristorazione, a contattare l’ASL per una valutazione dei Capitolati delle mense. Tutte le iniziative sopra descritte si affiancano all’attività continua e quotidiana di orientamento ed indirizzo rivolte alle realtà scolastiche (450 mense scolastiche) in ordine alla corretta applicazione del menù scolastico 14 e della valutazione di richieste di modifiche al menù standard per esigenze di specifiche realtà opportune diete speciali individuali secondo il protocollo ASL realizzato e vigente dal 2008. e di Relativamente al tabagismo ogni anno, nella provincia di Como, il fumo è responsabile del 15% di decessi. L’ASL di Como individua, come interlocutori privilegiati delle iniziative di promozione della salute in tale ambito, i preadolescenti e gli adolescenti, ma anche la popolazione generale ed in particolare le donne. L’iniziazione dei giovani al fumo e all’utilizzo di altre sostanze avviene per lo più in epoca adolescenziale e nell’ambito del gruppo che, a questa età, acquisisce sempre maggiore importanza. I fenomeni di abuso, riconosciuti fra i comportamenti a rischio tipici dell’adolescenza, hanno sulla salute un impatto ampiamente documentato: da quelli immediati a quelli a distanza nel tempo come le patologie tumorali. Si evidenzia come il consumo di tabacco sia sperimentato per la prima volta ed aumenti in modo considerevole proprio nel periodo preadolescenziale: la percentuale dei giovani che fumano è pari allo 0,92% tra gli 11enni, 8,09% tra i 13enni, 30,58% tra i 15enni. Considerando il consumo frequente di tabacco, si evidenzia come la percentuale di giovani che riportano di fumare almeno una volta la settimana passi da 0,38% per gli 11enni a circa 22,03% per i 15enni. Parallelamente la percentuale di ragazzi/e che riportano di fumare ogni giorno passa da 0,15% ad 11 anni a 15,49% a 15 anni (Rapporto sui dati regionali HBSC Health Behaviour in Schoolaged Children 2009 – 2010 Stili di vita e salute dei giovani in età scolare). Tabella 8 - Percentuale di studenti che hanno dichiarato di aver fumato almeno una volta. Fonte dati regionali : Ricerca sulle risorse individuali e le abilità di vita degli studenti delle scuole secondarie di I grado della Lombardia A.S. 2011-2012 Da qui la scelta di mettere in campo interventi precoci che permettano ai CLASSI CLASSI CLASSI LST CLASSI LST ragazzi di sviluppare “competenze di Controllo Controllo vita” (life skills) per fare scelte 11 anni 3,30% 4,30% 3,70% 6,90% consapevoli e “sane” anche in questo ambito. Nel 2012 l’ASL ha continuato gli interventi di prevenzione sulla dipendenza tabagica, da alcol e droghe nelle scuole, promuovendo in particolare la sperimentazione regionale del programma Life Skills Training (LST) che coinvolge attualmente 141 docenti e 950 studenti di scuola secondaria di primo grado. Si riportano i risultati di efficacia rispetto al primo anno di lavoro nelle scuole (tabella 8) . Dai dati presentati si evidenzia come in percentuale maggiore gli studenti che non svolgono il programma di prevenzione rispetto a quelli che lo svolgono dichiarano di aver fumato sigarette. Questi primi dati confermano l’efficacia del programma nel compensare l’aumento del consumo di tabacco al crescere dell’età. Scuole secondarie di I grado 2011-2012 inizio anno scolastico fine anno scolastico Nel 2012 l’ASL oltre a continuare gli interventi di prevenzione sulla dipendenza tabagica nelle scuole per aumentare il numero di insegnanti e ragazzi informati sui danni prodotti dal fumo e quindi in grado di assumere un comportamento consapevole, ha dedicato uno spazio significativo alla progettazione e realizzazione di interventi rivolti al target lavoratori. Sono stati coinvolti 116 lavoratori del Punto vendita Esselunga di Como attraverso un’azione congiunta del Dipartimento Dipendenze e l’UOC PSAL del Dipartimento di Prevenzione Medico in collaborazione con il medico competente e il datore di lavoro. Sono stati raccolti 116 questionari anonimi sull’abitudine al fumo e l’esposizione a fumo passivo negli ambienti di lavoro. I 116 questionari raccolti hanno evidenziato 46 fumatori e 70 non fumatori. In un secondo tempo gli operatori ASL hanno effettuato misurazioni di CO nell’espirato ed esami spirometrici. Sono stati effettuati 55 misurazioni di CO (30 in soggetti fumatori, 16 in soggetti non fumatori e 9 in soggetti ex fumatori) e 41 esami spirometrici. Gli esiti degli accertamenti eseguiti verranno restituiti ai lavoratori attraverso il medico competente. Sono state distribuite brochure informative della Società Italiana di Tabaccologia sui vantaggi e sugli strumenti per smettere di fumare e brochure degli Ambulatori Antifumo dell’ASL Como. Nell’ambiente di lavoro sono state coinvolte le lavoratrici della Esselunga attraverso un’azione congiunta dell’UOC PSAL con il Dipartimento Dipendenze con l’attivazione di un punto informativo in azienda, interventi di counselling e dimostrazioni di misurazione del monossido di carbonio. A seguito del percorso formativo sul counselling motivazionale breve che ha coinvolto 70 operatori (SerT, Consultori Familiari, Medicina dello Sport, UO Prevenzione, Uff. Medico Competente ASL) si è attivata tale tecnica nelle sedi dei nove Consultori Familiari ASL e del Servizio di Medicina dello sport per un totale di più di 1.000 counseling effettuati nel 2012. Sono inoltre stati realizzati nel 2012 un percorso formativo per l’attivazione 15 del counselling motivazionale presso gli ambulatori dei MMG e una “Campagna antifumo” rivolta ai dipendenti ASL (375 questionari restituiti) e ai docenti delle scuole (410 questionari restituiti ) con implementazione nella rete HPH dell’Az. Ospedaliera S. Anna di Como volta a favorire la cessazione del fumo e l’accesso ai servizi di cura. Tra le abitudini scorrette da contrastare si aggiunge l’abuso di sostanze alcoliche che mostra un notevole incremento proprio nella transizione tra l’età preadolescenziale e adolescenziale. Il consumo di alcol fra gli adolescenti è un fenomeno che non può essere sottovalutato anche perché è in questa età che si stabiliscono i modelli di consumo che saranno poi verosimilmente mantenuti nell’età adulta. Sembra infatti esistere un legame tra l’iniziazione in giovane % di giovani % di giovani che età e l’abuso in età adulta (De Wit et al., 2000; Poikolainen che bevono bevono FASCIA DI ETÀ saltuariamente frequentemente et al., 2001). La percentuale di ragazzi/e che riportano di alcolici alcolici bere alcolici saltuariamente (raramente oppure ogni mese) 11 ANNI 24,90% 4,26% è pari a 24,90% per gli 11enni, 45,43% per i 13enni, 44,71% per i 15enni. Si evidenzia inoltre un sottogruppo di giovani 13 ANNI 45,43% 9,53% che consuma invece alcolici frequentemente (ogni 15 ANNI 44,71% 36,33% settimana oppure ogni giorno), pari a 4,26% per gli 11enni, 9,53% per i 13enni, 36,33% per i 15enni. La maggior parte dei giovani consuma alcolici nel weekend e tale tendenza si accentua al crescere dell’età: la percentuale di giovani che riportano di consumare alcol solo il sabato e la domenica è pari a 5.96% per gli 11enni, 11.44% per i 13enni, 37.24% per i 15enni. Parallelamente aumenta anche la percentuale di giovani che dichiarano di bere alcolici sia nel weekend sia in settimana: 1,16% per gli 11enni, 2,82% per i 13enni, 8,06% per i 15enni. (Rapporto sui dati regionali HBSC Health Behaviour in School-aged Children 2009 – 2010 Stili di vita e salute dei giovani in età scolare). Non trascurabile è il problema della incidentalità stradale. Nel 2010 nella provincia di Como gli incidenti stradali sono stati 1.697 con 23 morti e 2.370 feriti (dati ISTAT 2010). Le fasce maggiormente soggette ad incidentalità stradale in provincia di Como sono quelle giovanili (dai 18 ai 25 e dai 26 ai 35 anni) e il maggior numero di ricoveri per infortuni stradali avviene nei week end. Per quanto riguarda le rilevazioni e osservazioni raccolte dalle stesse Unità Mobili Giovani e Divertimento territoriali i rischi più frequenti correlati al consumo di alcol e droghe sono rappresentati dalle abbuffate alcoliche, dalle risse ed in generale dall’incidentalità stradale. Dalle misurazioni del tasso alcolico effettuate sui ragazzi che spontaneamente hanno aderito emerge come sul totale delle misurazioni effettuate più del 50% siano oltre il limite legale. Dai controlli effettuati su strada dalle Forze dell'Ordine con operatori ASL nel 2011 proseguito poi nel 2012 (Progetto Drugs on street) il 6% dei fermati è risultato alla guida sotto l'effetto di alcol e/o droghe.A fronte del quadro appena descritto ma anche degli interventi di contrasto attivati è importante sottolineare come in questi ultimi anni si sia registrata una riduzione degli incidenti stradali e in particolare di quelli correlati alla guida in stato di ebbrezza alcolica. Tabella 9 - Trend degli incidenti stradali, con infrazione art. 186 (guida sotto l’influenza dell’alcol) e art.187 (guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti) ANNO INCIDENTI STRADALI INCIDENTI INCIDENTI PER GUIDA INFLUENZA ALCOL PER USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI TOT. TOT. TOT in % TOT. TOT in % 2006 479 77 16,0 14 3,0 2007 393 70 17,8 15 3,8 2008 344 55 16,0 12 3,1 2009 318 52 16,3 19 6,0 2010 318 39 12,3 14 4,4 2011 240 24 10,0 10 4,2 La tabella 3. descrive il trend degli incidenti stradali, con infrazione art. 186 (guida sotto l’influenza dell’alcol) e art.187 ( guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti), del Codice della strada rilevati dalla Polizia Stradale di Como. 16 Tabella 10 - Indicatori di risultato ed efficacia degli interventi di prevenzione delle dipendenze e dell’incidentalità stradale correlata INDICATORE DI RISULTATO ED EFFICACIA n. dosi/giorno principali droghe d’abuso consumate dalla popolazione di Como INDICATORE DI RISULTATO ED EFFICACIA n. incidenti stradali correlati a guida in stato di ebbrezza alcolica rilevati dalla Polizia Stradale di Como 2008 2009 2011-2012 RISULTATI RAGGIUNTI 5.155 4.243 Dati rilevati e in fase di elaborazione ma con riscontro di un trend in diminuzione Tra il 2008 e il 2009 si è rilevata una significativa riduzione dei consumi di eroina e cocaina nella popolazione generale in parte correlabile all’intensa ed efficace attività di prevenzione condotta nel corso degli ultimi anni. Dalle prime elaborazioni sembra confermato un ulteriore trend in diminuzione del consumo di sostanze nel 2011/2012 rispetto al 2008. 2006 2008 2011 RISULTATI RAGGIUNTI 479 344 240 (77 art. 186) (55 art. 186) Riduzione degli incidenti stradali e in particolare di quelli correlati alla guida in stato di ebbrezza alcolica (24 art. 186) In relazione all’uso di sostanze illecite i dati disponibili dipingono un quadro della situazione locale caratterizzato da: - progressiva diffusione del consumo e del poli-consumo di sostanze nelle fasce giovanili della popolazione, in contesti di “normalità” e con scarsissima consapevolezza del rischio - forte prossimità dei giovani con la disponibilità di droghe - tendenza alla “normalizzazione” dell’assunzione/sperimentazione di sostanze nell’ambito del contesto sociale e familiare - scarsa percezione dell’illecito diffusa ai diversi segmenti d’età Si tratta di un quadro non modificato nelle sue dimensioni qualitative dalle recenti ricerche che rilevano una riduzione generalizzata dei consumi a livello nazionale (Relazione Annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia 2012). Tabella 11 - Percentuale di studenti 15 -19 anni che hanno dichiarato di aver usato sostanze almeno una volta nella vita (Relazione annuale al Parlamento 2012) TIPO DI SOSTANZA Il dato sui consumi di sostanze stupefacenti indica che la tendenza alla contrazione, in atto ormai da alcuni ALCOL 87,68 83,29 85,49 anni, può ritenersi sostanzialmente confermata ma con CANNABIS 26,94 18,30 22,62 alcune precisazioni per la popolazione studentesca: si riscontra una lieve tendenza all'aumento per la STIMOLANTI 2,22 1,33 1,78 cannabis ed una ripresa dei consumi di stimolanti COCAINA 3,37 1,85 2,61 (ecstasy e amfetamine) che riguardano però solo il 2% EROINA 0,61 0,42 0,52 degli studenti, mentre i consumi di cocaina, eroina e ALLUCINOGENI 3,47 1,69 2,58 allucinogeni presentano un trend in diminuzione (Relazione Annuale al Parlamento sull’uso di sostanze stupefacenti e sulle tossicodipendenze in Italia 2012). Dato preoccupante il facile accesso alle sostanze anche attraverso il web (smart drugs e cannabinoidi sintetici) e l’intensificarsi di nuove forme di dipendenza quali i comportamenti di addiction non mediati da sostanze come il gioco d’azzardo patologico. Nel 2012 sul territorio provinciale è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Mario Negri un’indagine sul consumo di sostanze che ha coinvolto 833 studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Como che conferma i dati nazionali nella popolazione giovanile. MASCHI % FEMMINE % TOTALE % Qui di seguito sono sintetizzate le iniziative di contrasto all’uso e abuso di sostanze illecite e lecite messe in atto nel 2012 dal Dipartimento Dipendenze dell’ASL in collaborazione con altre articolazioni aziendali ed Enti del territorio. 17 Tabella 12 - Indicatori di processo e attività degli interventi di prevenzione delle dipendenze INDICATORE 2012 % di scuole primarie e secondarie coinvolte in interventi preventivi su droghe, alcol e incidentalità stradale (avanzamento 2008 – 2012) 80% 19% % di scuole secondarie di primo grado coinvolte nella sperimentazione ife Skills Training Program (avanzamento 2011 – 2012) % di scuole secondarie di secondo grado coinvolte nella sperimentazione UNPLUGGED EUDAP (avanzamento 2011 – 2012) 10% RISULTATO RAGGIUNTO Raggiungimento capillare delle scuole del territorio di diverso ordine e grado Attivazione e corretta implementazione del Life Skill Training Program (programma di validata efficacia) nelle scuole aderenti Attivazione e corretta implementazione del programma Unplugged nelle scuole aderenti 3.427 di cui n. studenti, genitori, insegnanti delle scuole primarie e secondarie raggiunti da interventi preventivi su droghe, alcol e incidentalità stradale • 2.530 studenti • 447 insegnanti • 450 genitori Attivazione dei docenti quali moltiplicatori dell’azione preventiva, sensibilizzazione dei genitori e sviluppo delle abilità di vita (life skill) degli studenti (2008 – 2012) > 800 n. giovani consumatori di droghe 14-24 anni contattati da “Spazio In- Dipendenze Giovanili” (avanzamento 2009 – 2012) n. giovani contattati nei contesti del divertimento tramite Unità Mobili Giovani e Divertimento (avanzamento 2010 – novembre 2012) n. soggetti alla guida sottoposti a controlli stradali e accertamenti tossicologici (Progetto DOS Prefettura/FFOO/SerT/Comune di Como) 12.972 (avanzamento 2009 – 02 dicembre 2012) n. educatori informali e operatori formati n. studenti scuole secondarie di secondo grado di Como coinvolti nella survey sui comportamenti d’uso delle sostanze realizzata in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano 19.999 341 (2011 – 2012) 833 (2012) Intervento precoce sui giovani consumatori di sostanze Realizzazione di interventi preventivi rivolti ai giovani nei contesti dei locali del divertimento notturno Potenziamento dell’azione di contrasto dell’incidentalità stradale correlata ad alcol e droghe attraverso la collaborazione tra FFOO e SerT Sviluppo della Rete Territoriale di Prevenzione e ampliamento dei contesti di intervento preventivo Conoscenza e descrizione dell’evoluzione del fenomeno di consumo di sostanze tra i giovani del territorio. Nel corso dell’anno 2012 il Distretto Veterinario Medio Alto Lario con il Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche ha organizzato, in applicazione al Piano Latte programmato da Regione Lombardia, una serie di incontri rivolti agli allevatori del territorio riguardanti i controlli sulla qualità igienica del latte e prodotti derivati in allevamento e in alpeggio e sul latte da consumarsi crudo. All’iniziativa, svoltasi a Porlezza nel mese di maggio in collaborazione con le Associazioni di categoria hanno partecipato 37 titolari di aziende di produzione latte situate sul territorio del Distretto. Proprietari di cani che hanno ottenuto apposito patentino attraverso corsi organizzati da Veterinari specializzati Sempre nel 2012, con lo scopo di aggiornare ed ulteriormente sensibilizzare gli operatori interessati, è stato organizzato presso ognuno dei quattro Distretti Veterinari un Corso rivolto al SUD TOTALE BRIANZA COMO MAL personale operante presso gli impianti di macellazione, nel OVEST ASL rispetto di quanto previsto dal Reg.(CE) 1099/2009 applicabile 5 89 12 57 15 dal 1 gennaio 2013. Al termine, dopo esame finale, è stato rilasciato ai partecipanti un certificato di idoneità che ha abilitato gli operatori allo svolgimento delle operazioni di abbattimento nel rispetto del benessere animale e a salvaguardia dei requisiti di salubrità ed igienicità delle carni. Come per gli scorsi anni, il Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche in collaborazione con l’Associazione Provinciale Allevatori ha organizzato ad Erba due edizioni del Corso per trasportatori, conducenti e guardiani di animali in ottemperanza a quanto previsto dal Reg.(CE) 1/2005.Per quanto riguarda gli interventi di educazione alla salute nel campo del rapporto uomo-animale nel 18 corso del 2012 il Servizio Sanità Animale del Dipartimento, al fine di ridurre i danni provocati all’uomo da morsicature causate da una particolare aggressività dei cani, ha organizzato presso le quattro sedi dei distretti veterinari corsi di formazione rivolti ai proprietari dei cani proprio per fornire una serie di indicazioni e migliorare la convivenza con gli animali d’affezione. Partecipazione corso rivolto al personale operante presso gli impianti di macellazione BRIANZA COMO MAL SUD OVEST 49 14 25 27 MALATTIE INFETTIVE NELLA PROVINCIA DI COMO Grafico 18 – Numero notifiche di malattie infettive ASL segnalati 2002-2011 L’analisi dell’andamento dei casi di malattia infettiva segnalati a carico di cittadini residenti nel territorio dell’ASL di Como ed il confronto con i dati relativi agli anni precedenti, consente di tracciare un preciso quadro di contesto epidemiologico, strumento essenziale per una corretta analisi delle malattie infettive sotto il profilo del rischio e per l’identificazione di corretti criteri di priorità da seguire nella programmazione e pianificazione degli interventi di prevenzione. I tassi di incidenza delle patologie infettive più comuni in relazione all’età, indicano che nei bambini e negli adolescenti le principali patologie sono di tipo esantematico e gastroenterico; nei giovani adulti si riscontrano più frequentemente casi di morbillo, di malattia invasiva da meningococco e, soprattutto se stranieri, di tubercolosi; nella fascia d’età intermedia (tra i 30 e i 45 anni) si concentrano i casi di nuova sieropositività HIV e sifilide mentre negli anziani oltre i 65 anni prevalgono patologie quali la legionellosi, la diarrea infettiva da Clostridium difficile e la polmonite invasiva da pneumococco. Si conferma la progressiva riduzione delle malattie a carattere francamente epidemico; tra le malattie esantematiche mantengono tale caratteristica solo la varicella (223 casi/ 100.000) e, in misura minore, la scarlattina (30 casi/ 100.000) mentre morbillo, rosolia e parotite, grazie al raggiungimento di buoni tassi di copertura del vaccino MPR nella popolazione infantile, risultano numericamente contenute con conseguente riduzione dell’incidenza di complicanze e di ospedalizzazione. Patologie come la tubercolosi, la malattia invasiva da pneumococco, la legionellosi e le diarree infettive colpiscono elettivamente soggetti che si trovano in particolare condizione di “fragilità”, in cui oltre alla presenza dell’agente patogeno sono la situazione di salute di base o la condizione di vita che concorrono al verificarsi della malattia. Le parassitosi cutanee, la tubercolosi, l’epatite A e la malaria sono frequentemente diagnosticate in soggetti provenienti da Paesi in via di sviluppo o comunque da aree ad alta endemia. Il fenomeno migratorio che sempre più caratterizza la realtà locale deve pertanto indurre a individuare strategie preventive mirate a tale target di popolazione. In tal senso l’attività di Medicina Preventiva dei Viaggi costituisce un importante strumento per la prevenzione e il contenimento delle patologie da importazione. Relativamente alle malattie sessualmente trasmissibili si conferma per l’Aids un tasso di incidenza in calo rispetto agli anni ’90 - 2000 in linea con il dato nazionale e pari a una media di 16 nuovi casi anno. A seguito del diffondersi di schemi terapeutici efficaci se applicati in fase precoce, la malattia si manifesta prevalentemente come patologia cronica a lenta evoluzione con importante impatto socio-sanitario. Per quanto riguarda le nuove diagnosi di sieropositività da HIV si evidenzia che dal 2009 al 2012 sono stati notificati 108 casi, in media 27 casi per anno in linea con il dato di incidenza nazionale pari a 5,5/100000 abitanti. Prevalgono nettamente i soggetti di sesso maschile con un’età media alla diagnosi di 38aa; in un terzo dei casi si tratta di cittadini stranieri. I rapporti etero ed omosessuali rappresentano la modalità prevalente di contagio, mentre meno rilevante rispetto al passato è il rischio legato alla tossicodipendenza 19 Modalità di esposizione Grafico 19 - Percentuale cause nuove diagnosi di sieropositività da HIV RAPPORTI ETEROSESSUALI CON PARTNER A RISCHIO NON NOTO 5% Così come a livello nazionale anche nella realtà locale in circa la metà dei casi lo stato immunitario alla RAPPORTI ETEROSESSUALI 37% OCCASIONALI CON PARTNER A diagnosi risulta già compromesso RISCHIO (CD4 < 200) ciò ad indicare la RAPPORTI necessità di porre in atto misure che OMOSESSUALI/BISESSUALI favoriscano la diagnosi precoce. A USO DI DROGHE E.V. 23% tal proposito, in ottemperanza a quanto indicato nel Decreto 11572 del 16 novembre 2010 “sorveglianza Missing e controllo dell’infezione da HIV: 24% determinazioni per il potenziamento delle attività di screening e diagnosi precoce” è stato attuato nel corso dell’anno 2012 un potenziamento della rete MTS integrata ASL/Azienda Ospedaliera S. Anna, con l’attivazione di un centro per il counselling e lo screening delle MTS con accesso in anonimato. I dati di attività dimostrano un netto aumento degli accessi (220 nel corrente anno) triplicati rispetto agli anni precedenti. 11% Adesione alle attività di vaccinazione Tabella 13 - Coperture vaccinali per distretto – Aggiornato al 31.12.2012 COMO BRIANZA SUD-OVEST M.A.L. TOTALE ASL VACCINO ESAVALENTE (POLIO-DIFTO-TETANOPERTOSSE-EPATITE B-HIB) ≥ 95% 97% 97% 97% 98% 97% MORBILLO - PAROTITE ROSOLIA: 1.A DOSE ≥ 95% 96% 95% 95% 96% 95% MORBILLO - PAROTITE ROSOLIA: 2.A DOSE ≥ 90% 94% 93% 92% 96% 93% POLIO 4.A DOSE ≥ 95% 97% 95% 94% 98% 95% HPV - 1.A DOSE > 70% 76% 70% 72% 77% 73% L’attività vaccinale costituisce uno dei settori di impegno prioritario delle azioni di prevenzione. Il settore vaccinale è strutturato ed ha consentito di mantenere, per le vaccinazioni raccomandate dell’infanzia, livelli di copertura in linea con le indicazioni regionali ed un adeguato monitoraggio dei risultati. Nel 2012 sono proseguite le attività di offerta attiva delle vaccinazioni, comprese quelle nei confronti dei soggetti a maggior rischio e HPV - 3.A DOSE ≥ 70% 60% 66% 67% 72% 66% la campagna specifica antiinfluenzale. Si segnala che l’ASL di Como è stata individuata da Regione Lombardia quale “pilota” per avviare il nuovo flusso informativo dei dati vaccinali mediante applicativo GEV gestito da Lombardia Informatica, che consente la trasmissione diretta e non più periodica di tutti gli eventi vaccinali in maniera da aggiornare la banca dati regionale in tempo reale. Il flusso è stato reso operativo nel mese di dicembre. NEOPLASIE (ATTIVITÀ REGISTRO TUMORI) Dall’anno 2009 al 2011 l’ASL di Como ha proseguito i lavori per la costruzione del Registro Tumori perfezionandone l’impianto e realizzando quattro anni di incidenza (2003-2006). A fine anno 2011 sono stati inviati i dati di incidenza allo IARC (International Agency for Research on Cancer Registries) per partecipare, con la propria casistica, alla pubblicazione del WHO “Cancer Incidence in Five Continents – Volume X” . Lo IARC ha verificato e confermato la buona qualità dei dati. Nell’anno 2012 l’UOS Registro Tumori e Screening si è impegnata a realizzare quattro attività principali: - Conseguimento dell’Accreditamento da parte dell’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), organismo riconosciuto a livello internazionale quale garante della qualità dei dati dei Registri Tumori italiani. 20 - - Organizzazione dell’XVI riunione scientifica annuale AIRTUM, convegno scientifico di tre giorni che ha ospitato più di 200 specialisti del settore in rappresentanza di tutti i Registri Tumori italiani. In tale occasione l’ASL ha presentato una relazione sul tumore epatico dal titolo: “Epatocarcinoma: valutazione su base di popolazione dell’appropriatezza dei trattamenti secondo le raccomandazioni scientifiche”. Completamento di un ulteriore anno di incidenza (2007) e lancio incidenza dei tre anni successivi (20082010) con costruzione del 70% dei casi dell’anno 2008. Approfondimento epidemiologico sul tumore mammario; tumore più frequente per incidenza e mortalità nel sesso femminile. Analisi preliminare dell’impatto dello screening organizzato mammografico sul territorio provinciale. Di seguito alcuni dati di interesse. Tabella 14 - Incidenza anni 2003-2007, numero e tasso standardizzato Europeo (escluso tumori cutanei spino e basocellulari) TUTTI I TUMORI STANDARD EUROPEO UOMINI 8.737 498,2 DONNE 7.473 353,3 TOTALE 16.164 410,8 Si nota un tasso standardizzato più basso nelle donne rispetto agli uomini. Tabella 15 – Incidenza tumori più frequenti suddivisi per sesso e anno di diagnosi UOMINI DONNE SEDE 2003 2004 2005 2006 2007 2003 2004 2005 2006 2007 MAMMELLA 7 6 3 3 2 444 438 472 522 542 PROSTATA 410 377 368 401 369 - - - - - POLMONE, TRACHEA E BRONCHI 297 299 264 285 259 63 72 73 103 95 COLON 138 166 162 164 185 162 129 124 160 168 STOMACO 102 90 100 88 98 56 68 62 84 60 VESCICA 125 133 128 137 114 34 33 24 33 30 RENE 62 82 70 74 60 43 33 41 52 41 RETTO + RETTO SIGMA 61 81 57 70 61 37 45 52 52 47 FEGATO E DOTTI INTRAEPATICI 94 72 103 99 90 35 47 35 38 38 MELANOMA 38 52 34 36 53 42 43 51 29 56 LINFOMA 81 89 77 77 75 64 67 67 80 53 PANCREAS 44 46 47 57 44 50 55 55 53 70 ENCEFALO 29 23 28 31 17 23 43 19 29 21 OVAIO - - - - - 52 48 31 43 44 TIROIDE 15 7 15 11 22 38 39 30 29 40 21 Grafico 20 - Prime 15 sedi negli uomini: tasso di incidenza standardizzato Europeo su 100.000 abitanti anni 2003-2007 120,0 100,0 80,0 60,0 40,0 20,0 tir oi de re r tto en +s e ig m a pa nc re as m el an om a la rin ge en ce fa lo te st ic ol o co lo n ve sc ic a fe s ga tom to ac e do o tti bi l. lin fo m a pr os ta ta po lm on e 0,0 Grafico 21 - Prime 15 sedi nelle donne: tasso di incidenza standardizzato Europeo su 100.000 abitanti anni 2003-2007 140,0 120,0 100,0 80,0 60,0 40,0 20,0 ce rv r ic en e e fe ut ga er to in a e do tti bi l. en ce fa lo ov ai o tir oi de pa nc re re tto as +s ig m a c co olo n rp o ut er o lin fo m a po lm on e st om ac m o el an om a m am m el la 0,0 Di seguito vengono riportati alcuni dettagli sulla casistica del tumore mammario. Tabella 16 - Incidenza tumori mammari femminili (anni 2003-2007): casi e tasso standardizzato Europeo ETÀ <T2 % >=T2 % < 39 58 49 61 51 40-49 215 64 121 36 50-69 645 64 363 36 > 70 255 43 345 57 Totale 1.173 57 890 43 L’incremento osservato negli anni in cui si è sviluppato progressivamente lo screening organizzato (dal giugno 2004 in poi) è evidente ma ancora non significativo. Tabella 17 – estensione del tumore mammario alla diagnosi (anni 2003-07): n. casi e % < o >= T2 ANNO NUMERO CASI TASSO STD EU 2003 444 121,2 2004 438 114,3 2005 472 123,0 2006 522 134,9 2007 542 138,7 TOTALE 2003-2007 2.418 126,3 Su 2.418 tumori invasivi della mammella, il Registro Tumori è stato in grado di specificare per n. 2.063, pari all’85%, il grado di estensione del tumore alla diagnosi (stadiazioni “T”). A questa casistica vanno aggiunti 163 tumori in situ. Si nota un’alta percentuale di tumori diagnosticati in fase precoce (<T2). Con il proseguo del programma di screening ci attendiamo una ulteriore riduzione dei cancri avanzati.” 22 Tabella 18 – % Sopravvivenza relativa a cinque anni, per fascia d’età (coorte casi incidenti anni 2003-07) TUTTE LE ETÀ 0-39 40-49 50-69 70-74 70+ La sopravvivenza a cinque anni del tumore mammario è buona, in linea coi valori medi del Nord 87,1 87,6 94,4 89 85 79,4 Italia. Tale risultato deriva dagli sforzi sinergici della prevenzione e della qualità delle cure. La flessione sull’età avanzata (dato già corretto sull’aspettativa di vita) deve fare riflettere su un possibile minor approccio preventivo o curativo condizionato dall’età. Adesione alle attività di screening Tabella 19 – Attività di screening Tassi di adesione corretti – Anno 2011 2011 TASSO DI ADESIONE CORRETTO 38.300 pari a circa donne invitate il 60% ANNO SCREENING MAMMOGRAFICO I dati riferibili alle attività di screening della mammella e del colon retto evidenziano come l’ASL sia in linea con gli obiettivi regionali sia per l’adesione che per i round di chiamata. Per lo screening mammografico, nel 2011 sono state invitate complessivamente 38.300 donne con un COLON-RETTALE soggetti invitati il 52% tasso di adesione corretto pari a circa il 60%. Per lo screening colon rettale, nel 2011 sono stati invitati 72.400 soggetti con un tasso di adesione corretto pari a circa il 52% (i tassi definitivi sono calcolabili solo a conclusione del primo trimestre 2012). 72.400 pari a circa Nel 2012 i due programmi di screening hanno proseguito la loro attività invitando tutta la popolazione eleggibile nel rispetto della chiamata biennale. Il tasso di adesione corretto è stato rispettivamente pari a circa al 50% per il colon retto e al 60% per il mammografico. L’ASL pone sempre grande attenzione nel monitorare gli indicatori di qualità dei programmi di screening. Tra questi assume particolare valore la ricerca dei cancri di intervallo. Si tratta dei cancri che si manifestano nell’intervallo tra un episodio di screening “negativo” e l’episodio successivo (nei due anni successivi). Per il tumore mammario, secondo le Linee Guida Europee, il loro numero non dovrebbe superare il 30% dei casi attesi in assenza di screening, nel primo anno e il 50% nel secondo anno, dopo la mammografia. I cancri intervallo sono classificati sulla base della revisione radiologica in: cancri non visibili alla mammografia di screening; casi con “segni minimi”, che ad un revisione informata possono essere definiti sospetti, ed “errori di screening”(falsi negativi). A questo percorso hanno partecipato sia i radiologi dei Centri di lettura che esperti esterni. Tale procedura è stata ripetuta per tre anni consecutivi. Nel 2012 sono stati ricercati e revisionati i cancri intervallo appartenenti alla coorte delle donne, con esito negativo alla mammografia del 2008.I valori di riferimento, dettati dalle Linee Guida Europee, vogliono significare che è inevitabile la presenza di cancri di intervallo per motivi sia epidemiologici che di difficoltà diagnostiche ma che il loro numero deve essere contenuto e in proporzione all’incidenza attesa in una determinata popolazione. Tabella 20 - Cancri di intervallo ANNI 2004-2006 MX ESEGUITE: 7.549 ANNI 2006-2007 MX ESEGUITE: 19.465 ANNO 2008 MX ESEGUITE: 15.258 INCIDENZA PROPORZIONALE 1° ANNO (CA ATTESI =22) INCIDENZA PROPORZIONALE 2° ANNO (CA ATTESI =22) OSSERVATI OSSERVATO/ATTESI OSSERVATI OSSERVATO/ATTESI 5 22,10% 11 48,70% INCIDENZA PROPORZIONALE 1° ANNO (CA ATTESI =58) 5 8,50% INCIDENZA PROPORZIONALE 1° ANNO (CA ATTESI =45) 10 22,1% INCIDENZA PROPORZIONALE 2° ANNO (CA ATTESI =58) 13 22,22% INCIDENZA PROPORZIONALE 2° ANNO (CA ATTESI =45) 14 23,93% 23 INDICATORI DI DOMANDA E DI OFFERTA: AREA SANITARIA Domanda sanitaria, prevalenza e incidenza di patologie: la popolazione esente per patologia è di 136.019 assistiti per un numero di esenzioni pari a 237.021 (dato al 31.10.2012). I residenti dell’ASL hanno usufruito nel 2011 di 90.205 ricoveri, di cui 78,6% in regime ordinario, per un tasso di ricovero di 123‰. Il 32,77% dei ricoveri ordinari avviene in Strutture lombarde site al di fuori del territorio dell’ASL di Como, principalmente nelle strutture site nella ASL della città di Milano, il 2,32% dei ricoveri è extraregione prevalentemente verso Emilia Romagna e Piemonte. In ragione di strategie regionali di programmazione sulla appropriatezza d’erogazione e di politica tariffaria, i ricoveri risultano in riduzione negli anni e si apprezza un incremento nelle prestazioni ambulatoriali. Nel 2011 i residenti hanno usufruito di 9.880.876 prestazioni ambulatoriali (l’ 80,3% in strutture site nel territorio dell’ASL) e 4.332.754 (+1,5% rispetto al 2011) prescrizioni farmaceutiche. Nell’ambito della farmaceutica convenzionata, nonostante si sia verificato nell’anno 2012 un incremento nei consumi sia in termini di prescrizioni, sia di confezioni, sia di DDD (dose media giornaliera necessaria per ottenere l'effetto terapeutico), si è verificato un decremento della spesa farmaceutica del 9,2% rispetto all'anno 2011, dovuto principalmente ad una maggiore prescrizione da parte dei Medici di Medicina Generale di farmaco equivalente (passati dal 34% del 01.01.2012 al 40,5% del 31.12.2012). Offerta sanitaria: Sul territorio sono presenti: - 1 Azienda Ospedaliera, - 3 Ospedali Classificati (2 religiosi e uno privato) - 4 Case di Cura per complessivi 2.271 posti letto (PL) a contratto pari a 3,8 posti letto ogni mille abitanti comprensivi di 576 posti letto di riabilitazione pari al 0,9 PL ogni mille abitanti (tabella 21). Sono presenti inoltre: - 6 Pronto Soccorso di cui 3 anche con funzione DEA (Dipartimento Emergenza e Accettazione) - 10 Strutture accreditate di specialistica ambulatoriale a contratto (tabella 22 ) - 4 Centri accreditati di medicina sportiva - 63 Punti e attività di prelievo afferenti a SMeL pubblici e privati accreditati. Significativa è nella provincia l’offerta di strutture psichiatriche e di NPI, sono infatti presenti: - 30 comunità residenziali di psichiatria di cui 23 a contratto per un totale di 397 posti (318 a contratto) - 5 strutture contratto). residenziali terapeutiche di NPI di cui solo 2 a contratto per un totale di 113 posti (77 a 24 Tabella 21 – Rete di Offerta della Provincia di Como – posti letto ordinari, Day Hospital e Day Surgery – Anno 2012 DISTRETTO BRIANZA FBF UNITA' OPERATIVA ORD CENTRO DI DAY HOSPITAL CENTRO DI DAY SURGERY CARDIOLOGIA CHIRURGIA GENERALE CHIRURGIA GEN. ad indirizzo vascolare CHIRURGIA MAXILLO-FACCIALE CHIRURGIA PLASTICA CHIRURGIA VASCOLARE MALATTIE ENDOCRINE GERIATRIA MALATTIE INFETTIVE MEDICINA GENERALE MEDICINA GENERALE detenuti MEDICINA GENERALE - ACUTI NEFROLOGIA NEUROCHIRURGIA NEUROLOGIA STROKE OCULISTICA ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA OSTETRICIA E GINECOLOGIA OTORINOLARINGOIATRIA PEDIATRIA PSICHIATRIA UROLOGIA ANESTESIA E RIANIMAZIONE TERAPIA INTENSIVA UNITA' CORONARICA DERMATOLOGIA RIABILITAZ. SPECIALISTICA RIABILITAZ. GENERALE E GERIATRICA RIABILITAZ. DI MANTENIMENTO GASTROENTEROLOGIA ONCOLOGIA PNEUMOLOGIA RADIOTERAPIA NEONATOLOGIA TERAPIA INTENSIVA NEONATALE CURE PALLIATIVE TOT.POSTI LETTO CANTU' DH/DS ORD DH/DS DISTRETTO COMO MARIANO ORD DH/DS S.GIUSEPPE S. BENEDETTO ORD ORD DH/DS DH/DS OSA ORD DISTRETTO MAL VILLA APRICA DH/DS ORD DH/DS VALDUCE ORD DH/DS COF ORD MENAGGIO DH/DS ORD DH/DS MORIGGIA ORD DH/DS 12 35 20 35 8 26 4 25 3 18 50 24 5 56 12 3 12 2 20 2 17 19 8 2 1 34 18 46 3 42 2 1 1 41 18 3 45 2 14 1 22 1 38 1 9 1 5 26 22 15 22 12 1 3 30 45 5 23 4 21 31 4 24 2 50 6 1 25 15 2 3 6 9 20 1 27 2 14 1 19 1 29 8 6 4 4 2 48 42 3 14 1 1 10 15 10 1 10 13 16 1 1 3 12 22 6 4 4 12 6 2 40 78 54 6 10 1 2 66 38 5 2 2 147 1 101 20 18 5 1 10 24 9 6 224 13 17 158 13 10 2 94 3 64 1 71 0 24 1 597 55 148 21 234 15 195 2 83 5 254 25 11 Tabella 21- Offerta ambulatoriale privata – Anno 2012 TIPOLOGIA DI STRUTTURA DENOMINAZIONE STRUTTURA Poliambulatorio San Carlo – Olgiate C. Synlab Como ( ex Poliambulatorio Centro Polispecialistico S. Nicolò) POLIAMBULATORIO PRIVATO Poliambulatorio San Paolo Radiologia - Bregnano Radiologia e Terapia Fisica Studio di Radiologia e Ter. Fisiche CDC – Bulgarograsso LABORATORIO ANALISI PRIVATO Laboratorio Analisi Laboratorio Analisi “Le Betulle” – Appiano G. Odontoiatra Studio Dentistico Dott. Ezio Freni – Orsenigo Odontoiatra Dott. Fabrizio Petit & C. – Cantù STUDIO DENTISTICO PRIVATO Odontoiatra Dott. Marcello Cornelio – Como Odontoiatra Dott. Fabio Molteni – Como Odontoiatria Amb. Odontoiatrico di Giudici Amalia – Mariano C. Prestazioni di ricovero ospedaliero I ricoveri rappresentano la tipologia assistenziale più rilevante in termini economici per l’Azienda Sanitaria Locale, in considerazione della complessità delle prestazioni erogate unite agli aspetti residenziali che comporta questa modalità di assistenza. Ricoveri ordinari Tabella 22 - Numero ricoveri ordinari - Fonte: Regione Lombardia – Periodo 2009 - 2011 RICOVERI ORDINARI 2008 2009 2010 2011 78.727 78.068 74.518 72.531 Il numero complessivo di Ricoveri Ordinari (R.O.) fruiti dai cittadini comaschi nelle strutture ospedaliere regionali ed extra regionali risulta in costante diminuzione nel tempo. La contrazione del numero di R.O. è in larga parte da ricondursi al progressivo trasferimento di alcune prestazioni verso altre tipologie assistenziali (da R.O. a D.H./D.S. e da questi verso la Specialistica ambulatoriale). Inoltre, nel 2010, ha inciso la temporanea riduzione di attività legata al trasferimento dell’Ospedale S. Anna di Como. Grafico 22 - Ricoveri Ordinari: tassi standardizzati ‰ - Fonte: Regione Lombardia 180 170 ASL Como Regione Lombardia 160 155,45 150 145,91 146,43 144,77 142,78 137,82 140 133,79 136,88 134,73 130 134,28 Anche il tasso standardizzato complessivo di ricovero presenta un trend in diminuzione; il valore riscontrato per l’anno 2011 (123,62‰) è il più basso tra le ASL lombarde. Si registra invece un aumento della spesa complessiva per ricoveri, per l’incremento delle tariffe e della complessità delle cure. 128,20 123,62 120 110 100 2006 2007 2008 2009 2010 2011 26 Tabella 23 - Tassi grezzi di ricovero ‰. – Fonte: ASL Como – Anno 2011 Differenze, anche sostanziali, si evidenziano dall’analisi dei tassi di ricovero per l’anno 2011 a livello distrettuale. Il Distretto Medio Alto Lario presenta i tassi più elevati; tali valori sono in larga parte riconducibili alla presenza di una rilevante quota di popolazione anziana in un territorio caratterizzato da una peculiare conformazione orografica, che rende più difficoltoso l’accesso alle strutture sanitarie. Nel confronto con l’anno 2010 si registra per tutti i distretti una diminuzione, più accentuata per il distretto di Como, legata al passaggio di Tasso grezzo ‰ DISTRETTO 2010 2011 BRIANZA 120,67 116,49 COMO 131,84 121,63 MEDIO ALTO LARIO 154,18 147,61 SUD OVEST 123,12 115,17 prestazioni in regime di DH e/o ambulatoriale. L’analisi a livello provinciale della mobilità passiva mostra un trend in crescita con tendenza alla stabilizzazione nel 2011, con valori superiori alla media regionale. La fuga di ricoveri avviene, in prevalenza, verso gli ospedali di province confinanti, ma una quota sempre più ampia si indirizza verso le strutture ad alta specializzazione del capoluogo lombardo. Si mantiene sostanzialmente stabile la percentuale di ricoveri effettuati presso strutture al di fuori del territorio regionale. La mobilità attiva, dopo il calo nel 2010 registra un incremento del 20% e riguarda soprattutto le UU.OO. di Ortopedia, Riabilitazione specialistica ed Endocrinologia. Day Hospital e Day Surgery Le tabelle successive mostrano l’attività delle attività di Day Hospital e di Day Surgery nel periodo 2009-2011. Tabella 24 - Giornate di DH medico per 1000 abitanti. Fonte: ASL Como VARIAZIONE 2009/2011 DISTRETTO 2009 2010 2011 BRIANZA 80,75 77,39 61,08 -24,36% COMO 99,21 89,93 71,55 -27,88% MEDIO ALTO LARIO 63,94 55,96 57,14 -10,64% SUD OVEST 77,55 71,63 64,47 -16,87% TOTALE 82,50 76,68 64,39 -21,96% Per il DH è stato analizzato il numero di giornate per 1.000 abitanti. Si conferma il trend in diminuzione con un calo più significativo a carico del Distretto di Como e Distretto Brianza. Il calo è da imputarsi anche al richiamo effettuato dall’ASL, tramite i controlli, ad un utilizzo più appropriato di questa tipologia di ricovero con la conversione dei Day Hospital diagnostici a prestazioni ambulatoriali così come ribadito da RL. Tabella 25 - Casi di DH chirurgico per 1000 abitanti Fonte: ASL Como VARIAZIONE 2009/2011 Per quanto riguarda la Day Surgery, è stato valutato il numero di ricoveri per mille abitanti; si assiste ad BRIANZA 15,43 10,89 9,84 -36,24% una riduzione generalizzata degli accessi, meno COMO 16,54 12,07 9,06 -45,21% marcato nel distretto Sud ovest. La riduzione più nel 2010 è da imputarsi MEDIO ALTO LARIO 19,00 15,13 11,54 -39,30% significativa all’implementazione della chirurgia a bassa SUD OVEST 16,91 13,68 11,76 -30,46% complessità che ha visto passare alcune procedure TOTALE 16,51 12,46 10,42 -36,89% di Day Surgery ad un nuovo livello assistenziale, con specifici requisiti autorizzativi di accreditamento e rendicontato nel flusso ambulatoriale. DISTRETTO 2009 2010 2011 Riabilitazione I dati esposti nella tabella 26 riguardano i ricoveri erogati per problematiche di carattere riabilitativo. L’andamento delle prestazioni riabilitative rileva un consumo interno (residenti comaschi in strutture del territorio) in lieve aumento, mentre restano sostanzialmente stabile il numero di ricoveri effettuati in strutture extra ASL. Tabella 26- Ricoveri per riabilitazione Tasso grezzo ‰ - Fonte: ASL Como 2009 2010 2011 CONSUMO INTERNO 4.001 4.027 4.148 FUGA IN REGIONE 2.441 2.508 2.480 ATTRAZIONE 2.616 2.306 2.519 L’aumento delle prestazioni di ricovero riabilitativo per pazienti provenienti da altre province è in parte determinato dalla presenza nel territorio della nostra ASL di strutture con una discreta capacità di attrazione dovuta ad un’offerta 27 numericamente consistente, superiore alla media regionale, ed in alcuni casi mirata a particolari problematiche. Prestazioni ambulatoriali Il valore complessivo della spesa per prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale è incrementato passando da 131 milioni di Euro del 2009 a circa 149 milioni di Euro nel 2011. Anche il valore medio pro capite è aumentato da 225,90 Euro nel 2009 a 245,07 Euro nel 2010 fino al valore di 254,53 Euro nell’anno 2011. Tabella 27 - Valore pro capite ambulatoriale – Fonte: ASL Como LABORATORIO DISTRETTO RADIOLOGIA ALTRE DISCIPLINE PRONTO SOCCORSO 2009 € 2010 € 2011 € 2009 € 2010 € 2011 € 2009 € 2010 € 2011 € 2009 € 2010 € 2011 € BRIANZA 46,86 48,81 49,78 43,92 46,01 48,06 103,60 116,97 123,18 24,34 23,23 24,17 COMO 49,66 51,24 51,37 47,90 48,92 51,30 120,22 135,81 142,25 26,88 26,82 26,25 M.A.L. 41,35 44,53 47,83 39,04 39,91 41,73 104,48 128,08 132,75 27,92 27,04 27,67 SUD OVEST 44,26 47,58 48,12 43,42 46,16 47,59 109,52 123,92 131,24 25,45 25,99 25,99 TOTALE ASL 46,22 48,63 49,46 44,30 46,21 48,12 109,71 124,88 131,36 25,66 25,35 25,59 Il significativo incremento dei valori di spesa registrato già nel corso del 2010 rispetto al 2009 è da ascriversi in larga parte al passaggio in regime ambulatoriale (chirurgia a bassa complessità) di alcune prestazioni precedentemente erogate in Day Surgery. Il Distretto di Como conferma un valore di consumo medio più elevato rispetto agli altri distretti, confermando come la consistente presenza di punti di offerta determini una maggiore richiesta di prestazioni. Farmaceutica territoriale Consumi: la tabella successiva mostra il trend 2009-2012 delle risorse assorbite per l'area della farmaceutica territoriale; si evidenzia la diminuzione del dato di spesa registrato dall'anno 2011. In particolare i dati evidenziano per l’anno 2012 una notevole diminuzione di spesa farmaceutica soprattutto per le fasce sopra i 45 anni. Tabella 28 - Consumo farmaceutico pro capite – Fonte: ASL Como 2009 2010 2011 PREVISIONE € € € 2012 € 0 ANNI 16,2 17,0 15,3 21,6 01-04 ANNI 29,9 29,6 27,5 28,0 05-14 ANNI 28,2 23,3 21,4 24,8 15-44 ANNI 51,6 48,0 44,4 39,6 45-64 ANNI 168,7 166,3 149,6 132,6 65-74 ANNI 400,0 403,5 356,8 319,1 75 ANNI ED OLTRE 462,4 466,2 414,6 379,9 TOTALE ASL 155,7 155,2 141,2 127,5 FASCE D’ETÀ Come si nota dalla tabella 28, il maggior consumo pro-capite è da attribuirsi principalmente alle fasce d’età compresa fra i 65-74 ed oltre i 75 anni. La riduzione iniziata nel 2011 è determinata anche dalle numerose azioni intraprese dall’ASL per incrementare il consumo dei farmaci equivalenti che, a parità di efficacia e principio attivo, hanno un costo significativamente inferiore. 28 Farmaci a somministrazione diretta a pazienti non ricoverati – File F La tabella che segue mette in evidenza il consumo dei farmaci ospedalieri ricompresi nel File F nel periodo 2010-2012. Tabella 29 - Consumo File F residenti - Fonte: ASL Como Anno 2010 Anno 2011 Previsione 2012 € % € % € % PRESSO STRUTTURE PROVINCIA COMO 17.727.074 55,14% 16.982.256 56,30% 17.038.799 56,79% PRESSO STRUTTURE DI ALTRE PROVINCE 14.420.796 44,86% 13.181.185 43,70% 12.964.342 43,21% TOTALE CONSUMO 32.147.870 100% 30.163.441 100% 30.003.141 100% Dai dati si evince che la spesa per i farmaci ospedalieri ha subito una riduzione nel 2011 mentre la previsione per il 2012 indica una sostanziale stabilità. Da evidenziare che la riduzione è avvenuta soprattutto per pazienti in cura presso strutture non del territorio ed è stata determinata in parte dalla presa in carico di tali pazienti presso gli ospedali della provincia. Psichiatria Nelle tabelle 30 e 31 vengono riportati i dati per il periodo 2009-2012, relativi alla spesa e al numero di pazienti residenti nell’ASL di Como che usufruiscono di prestazioni di psichiatria (flusso 46 san) suddivise in residenzialità, semi-residenzialità (Centri Diurni) e assistenza territoriale (attività CPS). I dati della residenzialità relativi alla proiezione 2012 rispetto al 2011 evidenziano un modesto incremento del valore economico associato ad un possibile calo del numero di pazienti (da verificare con dati definitivi). Questo è da imputarsi molto probabilmente alla scadenza dei programmi riabilitativi con durata di 36 mesi istituiti con la DGR 4221 ed a un utilizzo di tipologie di comunità a più alta intensità riabilitativa. La spesa per la semi-residenzialità è sostanzialmente invariata mentre è confermato l’aumento costante di coloro che usufruiscono dell’attività territoriale anche se con un numero di prestazioni pro-capite ridotte o meno onerose. Tabella 30 - Prestazioni di residenzialità - Anni 2009 – 2012 – Valori espressi in migliaia di euro Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore BRIANZA 2.808 99 3.091 98 3.040 91 3.159 77 3,91% COMO 2.721 121 3.203 139 2.699 98 2.689 100 -0,37% M.A.L. 889 36 843 40 681 32 732 24 7,49% SUD OVEST 2.206 89 2.422 91 2.916 95 2.858 82 -1,99% TOTALE ASL 8.624 345 9.559 368 9.336 316 9.438 283 1,09% DISTRETTO ** la proiezione riguarda unicamente il valore economico. Tabella 31 - Prestazioni di semi-residenzialità - Anni 2009 – 2012 – Valori espressi in migliaia di euro DISTRETTO Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore BRIANZA 906 110 995 96 956 102 938 93 -1,88% COMO 933 170 822 126 709 122 768 105 8,32% M.A.L. 578 76 523 68 616 71 622 64 0,97% SUD OVEST 655 117 619 118 570 124 569 116 -0,18% TOTALE ASL 3.072 473 2.959 408 2.851 419 2.897 378 1,61% 29 Tabella 32 - Prestazioni di assistenza territoriale - Anni 2009 – 2012 – Valori espressi in migliaia di euro DISTRETTO Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore Numero Pazienti Valore BRIANZA 1.171 1.191 1.625 1.458 1.855 1.605 1.778 1.870 -4,15% COMO 1.640 876 2.108 1.272 2.555 1.303 2.296 1.559 -10,14% M.A.L. 1.340 530 1.398 555 1.159 561 1.133 664 -2,24% SUD OVEST 1.108 963 1.417 1.393 2.004 1.686 2.122 1.950 5,89% TOTALE ASL 5.259 3.560 6.548 4.678 7.573 5.155 7.329 6.043 -3,22% Nella tabella sottostante sono riportati i dati conseguenti al ricovero di pazienti - con disturbi psichiatrici, o con disabilità psico-organica associata a disturbi del comportamento - , presso la rete dei servizi sanitari, sociosanitari e socio-assistenziali di strutture private “non a contratto” con il S.S.R. (flusso 43/san). Si nota un andamento crescente dei costi legato alla necessità di rispondere ad un incremento della domanda di questa specifica tipologia. L’aumento più significativo si è registrato nel 2011 con l’inserimento in idonee strutture residenziali del territorio di alcuni pazienti dimessi dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari di Castiglione delle Stiviere e di Reggio Emilia. Tabella 33 - Ricovero di pazienti con disturbi psichiatrici, o con disabilità psico-organica associata a disturbi del comportamento - I valori sono espressi in migliaia di euro ANNO 2009 ANNO 2010 ANNO 2011 ANNO 2012 VALORE N. Pz VALORE N. Pz VALORE N. pz VALORE N. pz 1.782 110 1.845 112 2.300 130 2.726 135 CURE PRIMARIE I medici di medicina generale Tabella 34 –Numero MMG – Anno 2012 DISTRETTO MMG BRIANZA 129 CAMPIONE 2 COMO 99 M.A.L. 35 SUD OVEST 117 TOTALE ASL 382 Tabella 35 – Tipologia forme associative MMG – Anno 2012 TIPO FORMA ASSOCIATIVA ASSOCIAZIONI MEDICI ASSISTITI GRUPPO 22 77 112.478 RETE 35 141 203.194 TOTALE 57 218 315.672 I cambiamenti dell’assistenza primaria permettono oggi all’assistito la possibilità di usufruire di prestazioni più qualificate ed appropriate anche grazie all’adozione di soluzioni organizzative quali le forme associative della medicina generale, la presenza di personale di studio ed infermieristico e all’utilizzo di strumenti quali i percorsi diagnostico terapeutici (PDTA) basati sulle Evidence Based Medicine (EBM). La distribuzione dei Medici di Medicina Generale sul territorio provinciale è rappresentata nella tabella 34, mentre nella tabella successiva viene rappresentata la distribuzione dei medici di medicina generale nelle varie forme associative. 30 I Pediatri di Famiglia Nelle tabelle seguenti viene rappresentata la distribuzione dei Pediatri di Famiglia sul territorio provinciale e la loro ripartizione nelle varie forme associative Tabella 36 - Numero di pediatri di famiglia – Anno 2012 DISTRETTO Tabella 37 - Tipologia forme associative pediatri di famiglia – Anno 2012 PDF TIPO FORMA ASSOCIATIVA ASSOCIAZIONI MEDICI ASSISTITI ASSOCIAZIONE 5 24 25.740 14 GRUPPO/RETE 3 11 12.523 M.A.L. 5 TOTALE 8 35 38.265 SUD OVEST 23 TOTALE ASL 65 BRIANZA 23 CAMPIONE 0 COMO Continuità assistenziale Tabella 38 – Postazioni territoriali servizio Continuità Assistenziale – Anno 2012 DISTRETTO SEDE MEDICI Cantù BRIANZA 22 Erba Mariano CAMPIONE 5 Campione Cernobbio COMO 20 Como Pognana Il servizio di Continuità Assistenziale, come si può vedere dalla tabella qui a fianco, opera attraverso una rete di 15 postazioni territoriali, 14 delle quali (ad esclusione di quella di Campione d’Italia) coordinate da una Centrale Operativa, ubicata dal luglio 2011 presso la nuova sede della Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU) in territorio di Villa Guardia. La centrale operativa, il cui compito è quello di ricevere le richieste di intervento da tutto il territorio Menaggio 15 provinciale attraverso una San Fedele chiamata al numero verde N. VERDE Carbonate 840.000.661, effettua una CENTRALE OPERATIVA valutazione delle chiamate Fino Mornasco e in caso di necessità di 840.000.661 SUD OVEST Lomazzo 29 intervento attiva il medico Lurate C. della postazione territoriale di riferimento per il Olgiate cittadino che necessita di assistenza. La Centrale Operativa è interconnessa con la Centrale della CENTRALE OPERATIVA 11 AREU (Servizio di 118) e condivide con essa i supporti TOTALE ASL 15 SEDI 102 informatici, telematici e di registrazione garantendo così una rapida attivazione del Servizio 118 in caso di necessità. Dongo MEDIO ALTO LARIO Protesica L’aumento della prevalenza delle patologie cronico-degenerative e l’innalzamento della vita media determinano un costante incremento dell’utilizzo di ausili e presidi. Tabella 39 – Prevalenza, Incidenza -2010-2012 di assistiti utilizzatori di presidi di protesica minore PREVALENZA 2010 CATETERI DIABETICA ASSORBENZA STOMIE 2011 INCIDENZA PREV. 2012 2010 2011 PREV. 2012 1.255 1.290 1.296 355 389 329 21.134 22.230 22.892 2.465 2.691 2.619 8.410 8.567 8.788 2.272 2.257 2.281 781 798 809 209 231 217 Nell’anno 2012, proseguendo il percorso avviato negli anni precedenti, sono state attuate azioni di omogeneizzazione delle modalità prescrittive , in particolare sono state semplificate le procedure di accesso ai servizi da parte degli assistiti. 31 Al fine di adempiere alle indicazioni previste dalla recente normative in materia di spending review è stato avviato un processo di revisione dell’intero sistema protesica che presenta come elementi fondamentali l’appropriatezza della prescrizione dei presidi, la condivisione del percorso con gli specialisti ospedalieri, una riorganizzazione interna e la razionalizzazione della spesa. Governo clinico Il progressivo invecchiamento della popolazione e il conseguente incremento di cittadini affetti da patologie cronico-degenerative impongono nuovi approcci e nuovi modelli di organizzazione sanitaria, che tengano conto della gestione dei pazienti cronici, dell’efficacia e dell’appropriatezza clinica dell’assistenza erogata, nonché della qualità delle cure. Il governo clinico rappresenta uno strumento che implica aspetti che riguardano sia l’organizzazione dei servizi sanitari che elementi che riguardano gli aspetti clinici delle cure anche attraverso metodologie e strumenti come: l’audit clinico, linee-guida, percorsi diagnostici terapeutici, carte di controllo. Per il 2013 si intende continuare il programma di attuazione del governo clinico attraverso il coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale attuando specifici progetti per la gestione di pazienti affetti dalle principali patologie cronico-degenerative quali il diabete, le cardiovascuolpatie, le dispilipidemie, l’ipertensione, le broncopneumopatie. In particolare si attiveranno azioni finalizzate al monitoraggio dei PDTA già concordati sul territorio comasco e si proseguirà con la sperimentazione del progetto CREG (Chronic Related Group). Percorsi Diagnostico Terapeutici Tabella 40 – Prevalenza, Incidenza -2010-2012 di assistiti utilizzatori di presidi di protesica minore PDTA Azioni DIABETE Revisione e monitoraggio BPCO Monitoraggio SCOMPENSO CARDIACO Monitoraggio IPERTENSIONE Monitoraggio Nel territorio della ASL sono attivi i PDTA elencati nella tabella 40 ove vengono illustrate le azioni che si intendono effettuare nel corso 2013 in collaborazione con i medici della medicina generale CREG (Chronic Related Group) Nel territorio della ASL di Como nel corso dell’anno 2012 è stata avviata la sperimentazione del CREG: innovativo modello organizzativo per la gestione del paziente cronico. Hanno partecipato al bando di concorso pubblico 4 Soggetti Gestori del CREG e le cooperative di Medici della Medicina Generale, con i quali sono stati sottoscritti specifici contratti. Di seguito viene indicata una tabella che illustra i numeri degli attori che partecipano alla sperimentazione(oltre 100 MMG e oltre 18.000 pazienti). Tabella 41 – Attori che partecipano alla sperimentazione CREG COOPERATIVE DI MMG ARRUOLATI ARRUOLABILI MMG Attualmente oltre 17.500 assistiti arruolati nel CReG COMO MEDICARE 5.362 7.532 36 dispongono di un proprio COSMA 2000 4.798 6.574 29 piano terapeutico e stanno sperimentando un nuovo MMG-CREG 4.822 6.076 24 modello organizzativo per la PAXME GESTIONI 2.903 3.646 15 gestione della propria TOTALE 17.885 23.828 104 patologia. Per il 2013, si intende attivare il monitoraggio e il controllo dell’attività svolta dai 4 soggetti gestori. 32 INDICATORI DI DOMANDA E DI OFFERTA: AREA SOCIO-SANITARIA Tabella 42 - Consumo di prestazioni nelle strutture socio-sanitarie - dato espresso in numero di giornate/prestazioni fruite da utenti lombardi STRUTTURE 2009 2010 2011 2012* RSA 1.530.097 1.635.345 1.658.919 1.652.482 RSD 81.055 82.760 84.543 85.005 CSS 12.882 20.169 20.200 21.671 CDD 59.044 63.565 65.548 65.807 IDR 139.998 142.975 140.973 **132.247 CDI 73.423 72.231 73.492 77.185 5.721 6.024 6.108 6.075 43.472 45.508 46.061 46.183 1.945.692 2.068.577 2.095.754 2.086.655 HOSPICE ENTI AUSILIARI DIPENDENZE TOTALI Le attività socio-sanitarie integrate (ASSI) sono rivolte a varie tipologie di utenza caratterizzate principalmente da situazioni di “fragilità” (anziani, disabili, tossicodipendenti, malati terminali,…); nella tabella 42 si riportano alcuni dati significativi rispetto alle varie unità d’offerta. * Dati stimati sui trimestri precedenti **40 p.l. residenziali trasferiti in altra ASL Nel territorio dell’ASL di Como sono presenti al 31.12.2012 le sotto elencate Unità d’Offerta socio-sanitarie; nella tabella 43 vengono inoltre riportati i dati – soggetti a stima per quanto riguarda l’ultima trimestralità anno 2012 – riferiti al n. di utenti che hanno fruito di prestazioni con le relative saturazioni complessive per tipologia di struttura. Tabella 43 - Rete strutture socio-sanitarie e loro utilizzo NUM. NUM. STRUTTURE ACCREDITATE E A CONTRATTO NUM. POSTI LETTO ACCRETITATI E A CONTRATTO UTENTI NUM. UTENTI % SATURAZIONE % SATURAZIONE 2011 2012 2011 2012 RSA 56 4.507 6.643 6.295 97 96 CDI 15 333 597 592 64 66 RSD 7 234 275 273 98 98 HOSPICE 2 20 246 258 84 84 CDD 13 351 341 344 79 78 CSS 7 64 71 62 68 69 EA 6 143 247 249 87 88 96 95 TIPOLOGIA STRUTTURA 9+ CF PUBBLICI 1 sede distaccata 16.309 16.236 CF PRIVATI 4 3.705 2.286 ISTITUTI DI RIABILITAZIONE 4 5.090 5.307 SOGGETTI EROGATORI ADI 22 4.403 4.323 SERT/NOA 6 2.622 2.550 60 residenziali + 115 semiresidenziali Per quanto riguarda la parte socio sanitaria, la valorizzazione dei consumi è riportata nelle tabella 44 “costo prestazioni” usufruite dai residenti della Provincia di Como (sia in Lombardia sia fuori Regione) e tabella 45 “produzione prestazioni” erogate dalle strutture socio-sanitarie a contratto con l’ASL per gli anni 2010, 2011 e 2012. 33 Tabella 44 - Costi prestazioni nelle strutture socio-sanitarie - dato espresso in migliaia di euro COSTI SOSTENUTI PER RESIDENTI COMO IN STRUTTURE PROVINCIALI E NON 2010 2012 2011 (proiezione) RSA 57.593 57.022 57.620 RSD 7.409 7.408 7.552 CSS 232 262 268 3.142 3.232 3.360 IDR 10.285 10.298 10.660 CDI 2.036 2.021 2.010 591 688 850 HOSPICE 1.117 1.264 1.190 COMUNITÀ TOX 3.102 3.157 3.135 28 48 55 4.162 4.091 4.350 685 629 675 90.382 90.120 91.725 CDD CONSULTORI PRIVATI SMI COSTI PER ADI E VOUCHER ALTRI COSTI TOTALE GENERALE COSTI Il confronto tra le tabella qui a fianco (costo sostenuto per residenti provincia) ed in quella seguente (produzione delle strutture provinciali per assistiti regionali) evidenzia comunque l’elevato indice di “attrazione” delle strutture accreditate e a contratto anche nei confronti di assistiti residenti presso altre province lombarde, con particolare riferimento al “residenziale” (RSA, RSD). In tali tipologie di struttura, i dati riferiti alla “produzione” presso le strutture provinciali sono maggiori di quelli riferiti al “costo” per soli assistiti residenti, sostenuti sia in ambito provinciale che extra provinciale. Si riscontra una leggera diminuzione del trend dei consumi, da attribuire in generale alla situazione di crisi che sta vivendo il Paese. Tabella 45 - Produzione di prestazioni nelle strutture socio-sanitarie (ASSITITI lombardi e fuori regione)– RISORSE DISPONIBILI PER CONTRATTI BUDGET ANNO 2012 BUDGET DI PRODUZIONE (valori espressi in €) CDI, CDD 5.653.236 SERVIZI RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI AREA DIPENDENZE (COMPRESA MOBILITÀ PASSIVA) 2.848.000 SERVIZI DI RIABILITAZIONE (COMPRESA MOBILITÀ PASSIVA) 8.232.530 RSA 65.785.000 RSD 9.029.000 CSS 322.764 HOSPICE CONSULTORI FAMILIARI TOTALE 1.383.000 858.527 94.112.057 A fronte della produzione erogata dalle Unità di Offerta presenti nella provincia di Como, nel 2012 l’ASL ha sottoscritto contratti per un importo complessivo pari a €. 94.112.057. Nel totale non è compreso l’importo assegnato all’ADI, in quanto per effetto della sperimentazione l’importo è stato suddiviso per il periodo gennaio-agosto 2012 in budget assegnati ai singoli enti erogatori per un importo pari a €. 2.395.850 e successivamente il 01.09.2012 è stato introdotto il riconoscimento delle remunerazione delle prestazioni attraverso il sistema dei voucher (tabella 46). 34 Tabella 46 - Risorse a disposizione per la contrattazione dei servizi socio-sanitari PRODUZIONE PRESTAZIONI PER ASSISTITI REGIONALI E NON 2010 2012 2011 (proiezioni) RSA 67.498 69.708 69.257 RSD 8.897 9.083 8.988 CSS 270 293 336 CDD 3.203 3.285 3.229 IDR 9.811 9.821 8.211 CDI 2.138 2.152 2.265 548 673 850 HOSPICE 1.235 1.407 1.405 COMUNITÀ TOX 2.731 2.848 2.839 COSTI PER ADI E VOUCHER 4.162 3.126 3402 685 629 675 101.178 103.025 101.457 CONSULTORI PRIVATI ALTRI COSTI TOTALE GENERALE COSTI Tabella 47 - Numero posti a contratto e budget 1° quadrimestre 2013 sottoscritto per tipologia di unità d’offerta TIPOLOGIA UNITA’ D’OFFERTA N. UNITA’ D’OFFERTA N. POSTI A CONTRATTO RSA 56 4.487 RSD 7 234 CDI 16 333 CDD 13 351 CSS 7 64 IDR 4 175 + 90.800 prestazioni amb./dom. HOSPICE 2 20 ENTI AUSILIARI 6 143 CONSULTORI FAMILIARI 4 TOTALE 115 5.807 La tabella 47 si riferisce ai dati rappresentativi del panorama delle unità di offerta socio-sanitarie e relative risorse regionali contrattualizzate in via provvisoria per il 1° quadrimestre 2013 Dipendenze Per quanto riguarda la domanda di prestazioni nell’ambito delle Dipendenze si rileva che l’équipe multidisciplinare integrata dei Sert garantisce l’assistenza ai soggetti residenti con problemi di consumo, abuso e dipendenza da sostanze psicotrope illegali e legali o da comportamenti non mediati da sostanze (gioco d’azzardo, internet) con prestazioni ambulatoriali e in carcere o percorsi residenziali in comunità. L’accesso è libero in assenza di liste d’attesa. Dai dati riportati nella tabella 48, dopo l’incremento dell’utenza nel 2010 e 2011, si rileva nel 2012 una stabilizzazione dei volumi con un lieve trend in diminuzione per i consumatori di sostanze illegali e in aumento per i consumatori di bevande alcoliche in linea con le tendenze del fenomeno. 35 Tabella 48 - Indicatori di domanda di cura area Dipendenze 2009/2012 ASSISTENZA SERT 2009 SOGGETTI ASSISTITI NEI SERT 2010 2012 2011 proiezione 2.397 2.618 2.622 2.550 131.885 178.288 123.957 120.000 SOGGETTI ASSISTITI DAL SERT IN CARCERE 382 345 340 320 SOGGETTI RESIDENTI ASSISTITI IN COMUNITÀ 246 244 262 250 PRESTAZIONI TARIFFATE EROGATE NEI SERT Consultori Di seguito vengono riportati gli esiti degli interventi di supporto alle famiglie fragili nonché della sperimentazione delle nuove funzioni consultoriali di ascolto, orientamento e supporto psico/socio/ educativo all’individuo e alla famiglia. Relativamente agli interventi di supporto alle famiglie fragili l’operatività ha evidenziato come la presa in carico comprensiva di erogazione di supporti concreti, possa effettivamente facilitare la compliance da parte di un’utenza, altrimenti difficilmente raggiungibile dalla rete dei servizi. Tabella 49 – Nuclei familiari in condizione di fragilità assistiti nell’ambito degli interventi consultoriali di sostegno alla neo-genitorialità fragile – anno 2012 – Progetti “Una mano alla famiglia” – “Progetto Mamma” – “Dalla parte dei bambini” NUCLEI CON DONNE IN GRAVIDANZA NUCLEI CON BAMBINI 0-12 MESI TOTALE NUCLEI FAMILIARI FRAGILI ASSISTITI CANTU’ 37 28 65 COMO GRAMSCI 34 7 41 COMO CASTELNUOVO 15 1 16 - 7 7 PONTE LAMBRO 15 18 33 FINO MORNASCO 5 19 24 MARIANO COMENSE 23 20 43 MENAGGIO 6 9 15 OLGIATE COMASCO 8 10 18 CONSULTORIO FAMILIARE DONGO TOTALE 143 119 262 In merito alla sperimentazione delle nuove funzioni consultoriali, l’affluenza registrata ha reso evidente l’effettivo bisogno di ascolto, orientamento e supporto da parte dell’individuo, della coppia e della famiglia come di seguito rappresentato. Tabella 50 – Esiti avvio sperimentazione consultoriale - Progetto “Genitori? Sì grazie” – novembre 2011-giugno 2012 “PUNTO D’ ASCOLTO” “CRESCERE INSIEME” “SPAZIO MAMMA E PAPA’” TOT. CONSULTORI UTENTI COLLOQUI CONTATTI TELEF. ASL - COMO GRAMSCI 37 46 - 59 172 26 145 55 47 241 LA FAMIGLIA DI COMO 2 13 11 41 122 - - - - 43 TOTALE 39 59 11 100 294 26 145 55 47 284 FAMILIARI UTENTI COLLOQUI CONSUL. TELEF. UTENTI INCONTRI CONSUL. TELEF. UTENTI 36 Fragilità Si rappresentano di seguito i dati sull’attività garantita dai Distretti socio-sanitari dell’ASL nell’ambito della Fragilità - sostanzialmente a favore di persone anziane o con disabilità. L’attività relativa alla Assistenza Domiciliare Integrata nel 2012 ha riguardato 4.323 pazienti seguiti durante il corso dell’anno. Nella tabella 51 sono rappresentate il numero di Valutazioni Multi Dimensionali (VMD) effettuate dalle équipe distrettuali con l’evidenza della tipologia di intervento. Tabella 51 – Le valutazioni multidimensionali anno 2012 VALUTAZIONI MULTIDIMENSIONALI EFFETTUATE COMPLESSIVAMENTE NEI DISTRETTI NEL 2012 VALUTAZIONI Prestazioni aggiuntive per minori disabili finanziate con il FNA 2010 57 Progetti per persone con bisogni complessi elaborati da strutture (CDD, CDI, CSS) 8 Progetti Sperimentali Welfare 26 TOTALE VALUTAZIONI RIFERITE A PROGETTI SPERIMENTALI 91 TOTALI VALUTAZIONI ADI 2.258 Inerenti i progetti finanziati con il Progetti Fondo non Autosufficienza 2010 107 Persone con gravi disabilità 40 Inerenti i Progetti per persone con bisogni complessi elaborati da strutture 37 A favore di persone con bisogni complessi al proprio domicilio 164 Inerenti persone in Stato vegetativo 21 Inerenti persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica 109 Inerenti i progetti sperimentali Welfare: Post – acuti; Minori con gravissime disabilità; Minori con disabilità presi in carico ambulatorialmente o a domicilio 28 Voucher per lungo-assistenza in CSS 31 Altro 2 TOTALE VALUTAZIONI NON RIFERITE ALL’ADI 539 Le valutazioni multi dimensionali dei Distretti riguardano gli assistiti fruitori dei progetti riferiti ai seguenti contesti: - sperimentazione regionale di un nuovo sistema di Welfare (DGR n. 3239/12) - progetti elaborati dagli Uffici di Piano a favore di minori con disabilità (Decreto regionale 12861 del 27.12.2011) ed i progetti presentati da alcune strutture accreditate (CDD, CDI, CSS) a favore di persone con bisogni particolarmente complessi sia per la caratteristica della loro disabilità che per criticità del contesto socio – familiare in cui sono inserite (Decreto 7211 del 2.8.2011) La valutazione multi dimensionale consente di contestualizzare le “risposte “ garantite attraverso l’erogazione dei servizi nella maniera più personalizzata possibile rispetto ai “bisogni” degli assistiti. 37 LE RISORSE DEL SISTEMA Le risorse umane e professionali Nella tabella successiva viene rappresentata la suddivisione del personale, rappresentato come unità lavoro, accorpati per macro-classi di profili e aree contrattuali. I dati si riferiscono al 30 novembre 2012 e sono da considerarsi pressoché definitivi. Tabella 52 – Personale ASL di Como convertito in unità lavoro – al 30 novembre 2012 TEMPO PIENO TEMPO PARZIALE TEMPO DETERMINATO (INCARICO) TOTALE PERSONALE INFERMIERISTICO , TECNICO SANITARIO, VIGILANZA E ISPEZIONE E PERSONALE DELLA RIABILITAZIONE 134 28,01 0 162,01 ASSISTENTI SOCIALI 20 5,97 0 25,97 PERSONALE AMMINISTRATIVO 168 34,28 4 206,28 PERSONALE RUOLO TECNICO, PERSONALE AUSILIARIO SPECIALIZZATO SERV. ASSISTENZIALI E SPECIALIZZATO SERV. ECONOMALI 51 2,99 2 55,99 TOTALE COMPARTO NON DIRIGENZIALE 373 71,25 6 450,25 DIRIGENZA MEDICA E VETERINARIA 113 2 1 116 DIRIGENZA SANITARIA 31 0 0 31 DIRIGENZA PROFESSIONALE TECNICA E AMMINISTRATIVA 16 0,50 0 16,50 TOTALE AREA DIRIGENZA 160 2,50 1 163,50 TOTALE COMPLESSIVO 533 73,75 7 613,75 MACRO CLASSI DI PROFILI/AREE CONTRATTUALI 38 Le risorse economico finanziarie Tabella 52 – Decreto di assegnazione 2013 – ASL di Como A.S.L. DELLA PROVINCIA DI COMO Voce RICAVI Quota Capitaria Ricavi ASSI Funzioni non tariffate Fondo maggiori consumi DRG Fondo maggiori consumi AMBU Fondo ex O.P. Altri contributi e fondi da Regione Altri contributi Entrate proprie Libera professione (art. 55 CCNL) Prestazioni S.S.R. Proventi finanziari e straordinari Totale Ricavi (al netto capitalizzati) COSTI Drg Ambulatoriale Neuropsichiatria Screening Farmaceutica+Doppio canale Protesica e dietetica in convenzione File F Psichiatria Personale IRAP personale dipendente Libera professione (art. 55 CCNL) + IRAP Costi ASSI Ammortamenti (al netto dei capitalizzati) Medicina Generale e Pediatri Beni e Servizi (netti) Altri costi Accantonamenti dell'esercizio Integrativa e protesica non erogata in farmacia (compresi acq. di beni) Oneri finanziari e straordinari Totale Costi (al netto capitalizzati) Bilancio Consuntivo 2011 Preconsuntivo al 31/12/2012 Bilancio Preventivo 2013 686.464 94.256 516 6.005 1.181 5.044 302 67 7.661 801.496 698.349 97.476 381 3.780 350 4.761 251 342 805.690 684.153 298.096 113.756 5.316 923 110.266 301 30.363 20.051 34.157 2.287 294 94.256 2.716 53.178 13.694 3.682 746 292.819 122.804 5.390 1.160 105.722 51 32.981 20.648 33.959 2.314 232 97.476 3.137 52.632 13.118 3.342 740 288.014 119.577 4.991 1.160 99.553 51 35.161 21.655 33.935 2.313 232 16.163 16.784 15.625 1.251 801.496 381 805.690 789.289 504 2.144 4.761 251 789.289 3.137 51.966 10.908 3.535 39 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL SISTEMA ASL Con l’approvazione del POA 2012-2014 e con il cronoprogramma previsto di attivazione del nuovo assetto macro e micro organizzativo previsto, l’ASL prevede la gestione dei processi di revisione organizzativa di attribuzione delle nuove responsabilità e della ridefinizione di regolamenti e procedure per assicurare i cambiamenti necessari al pieno allineamento entro il 2013 al nuovo modello organizzativo. Attori coinvolti: Direzioni aziendali, Dipartimenti aziendali, Distretti socio-sanitari, Staff delle Direzioni strategiche Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: DGR 3822 del 25/7/2012 (Linee guida regionali per i POA), indicazioni operative 3/8/2012, DGR 4564 del 19/12/2012 (Approvazione Piano di Organizzazione ASL Provincia di Como) DGR 2633 del 6/12/2011 “Regole 2012” ed allegati, DGR 4334 del 26/10/2012 “Regole 2013” ed allegati, 150, 158, Legge regionale 30 dicembre 2009 n. 33 (testo unico delle leggi regionali in materia di sanità) DGR IX/2734 del 22/12/2011 (Testo unico delle regole di gestione del sistema socio-sanitario regionale) FORMAZIONE: D.Lgs. n. 502 del 30 dicembre 1992; D.Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001; DGR 18576/2004 e s.m.i.; ACN per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale e s.m.i.; ACN per la disciplina dei rapporti con i Medici Pediatri di Libera; Accordi ex D.lgs. n. 81/2008 e circ.reg n.7 17/9/12; L.R. 30 dicembre 2009 n. 33; Accordo Stato Regioni del 16 aprile 2012 Tabella “Organizzazione e gestione del sistema ASL” L’ASL con deliberazione aziendale n. 658 del 12/11/2012 ha formulato una proposta del POA 2012-2014, successivamente approvata dalla R.L. con DGR n. 4564 del 19/12/2012. Con deliberazione aziendale n. 20 del 17/1/2013 l’ASL ha preso atto dell’approvazione regionale ed ha avviato il cronoprogramma per la revisione organizzativa conseguente. SETTORE REVISIONE ORGANIZZATIVA PIANO DI DESCRIZIONE CONTESTO ORGANIZZAZIONE AZIENDALE 2012/2014 IL SISTEMA ASL MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Revisione regolamenti organizzativi in funzione dei cambiamenti di responsabilità, processi lavorativi, meccanismi operativi, deleghe e riassegnazione del personale previsti dal POA 2012/2014, coerentemente al Sistema Qualità Aziendale. Revisione ed adeguamento dei contratti individuali dei Dirigenti Gestionali Responsabili delle Strutture semplici e complesse in relazione all’organigramma del POA 2012/2014 Messa a regime del POA 2012/2014 relativamente a quanto previsto dal cronoprogramma, sia sul versante macro organizzativo che micro organizzativo entro il 31.12.2013 Revisione graduazione dirigenza professional e aggiornamento/riassegnazione delle Posizioni Organizzative aziendali dell’area comparto, con riferimento alla micro-organizzazione ad esito POA 2012/2014 Individuazione e attivazione di almeno due nuove aree di coordinamento intraaziendale entro 31.12.2013 40 SETTORE Nel corso dell’anno 2012 il funzionamento dei servizi dell’ASL è stato assicurato da un numero di unità operative pari a 605,25 unità di cui 441,75 del comparto e 163,50 della dirigenza. Le risorse assegnate in sede di budget da parte RL rappresentano un limite invalicabile, con la sola eccezione del rischio di interruzione di pubblico servizio, sempre fermo restando il rispetto dell’equilibrio economico complessivo aziendale RISPETTO DEL BUDGET E PIANO ASSUNZIONI Nell’anno 2012 è stata avviata la progettazione e stesura del documento piano performance annualità 2012 su sperimentazione regionale ai sensi della L.150/2009 e con indirizzo linee guida OIV. Redazione piano performance 2013 sulla base linee guida OIV aggiornate 4/2/2013 VALUTAZIONE PERFORMANCE DESCRIZIONE CONTESTO ORGANIZZATIVA ED INDIVIDUALE IL PIANO ASSUNZIONI VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO E ATTUAZIONE DELLA GESTIONE LE RISORSE UMANE E PROFESSIONALI E MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE Assegnazione budget complessivo e programmazione del piano assunzioni 2012 soggetto alla stessa metodologia già sperimentata negli ultimi anni (turn over del personale a tempo indeterminato fatti salvi gli indicatori di efficienza ed economicità elaborati in sede regionale che determinano il posizionamento dell’Azienda rispetto all’ “atteso regionale medio”). Consolidare le misure di stabilizzazione finanziaria contemplate dal D.L. n. 78/2010 convertito in L. n. 122/2010, secondo l’impostazione regionale tratteggiata nel corso del 2011. Attivazione e coordinamento Tavolo Tecnico per la progettazione e stesura (dic. 2012-febbr. 2013) di un documento integrato caratterizzato da una selezione delle priorità strategiche estratte dal Documento di Programmazione aziendale e con una definizione di obiettivi di impatto sulle aspettative reali dei portatori di interessi. Azioni di monitoraggio periodiche e relazione sulla realizzazione del Piano Performance annualità 2012. RISULTATI ATTESI La spesa per l’anno 2013 relativamente alle consulenze, ai contratti atipici (collaborazioni coordinate e continuative, incarichi libero professionali) non potrà superare quella sostenuta nel 2012. Assunzioni a tempo determinato per copertura di posti vacanti, nelle more del Piano Assunzioni 2013, effettuate solo in caso di interruzione di pubblico servizio. Comunicazione ai Portatori di Interesse attraverso pubblicazione sito web aziendale di un documento Piano Performance 2013 con contenuti di sintesi sulle priorità strategiche aziendali con evidenze degli stati di attuazione 41 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Con DGR 2633 del 6/12/2011 “Regole 2012” e DGR 4334 del 26/10/2012 “Regole 2013” non è più consentita l’erogazione di quote di incentivazione premiante in regime di acconto, ma solo previa valutazione dello stato di avanzamento di obiettivi, per cui l’ASL deve definire e accreditare un sistema di processi di monitoraggio e valutazione coerente alla possibilità di erogazioni a saldi infra-annuali VALUTAZIONE E PREMIALITA’ Sperimentazione e consolidamento di sistemi di monitoraggio delle performance organizzative a supporto di erogazioni di quote a titolo di saldo infraannuale di premialità Affinamento metodologia e meccanismi operativi adeguati ad una gestione del sistema premialità coerente alle evoluzioni delle linee guida/normative nazionali e regionali, con accreditamento di un sistema dedicato L’ASL di Como attraverso il Provider ECM eroga eventi formativi al personale dipendente, MMG, PdF, medici di continuità assistenziale ed esterni, in un’ottica di raccordo tra la capitalizzazione dei crediti formativi e le proprie esigenze organizzative per il mantenimento della qualità delle prestazioni dei servizi sanitari e socio sanitari, nel rispetto delle regole regionali e nazionali, per la costruzione del piano formativo. FORMAZIONE DELLE RISORSE UMANE VALORIZZAZIONE DEL CAPITALE UMANO E ATTUAZIONE DELLA GESTIONE MACRO ATTIVITA’ Sviluppare una rete di: • referenti interni, per migliorare l’analisi del fabbisogno formativo, • referenti esterni, per consolidare la formazione sul campo ospedali/territorio dei MMG, con l’obiettivo di favorire la crescita professionale degli operatori, sempre orientata alla creazione di una rete di conoscenza e di operatività condivise. Condividere in azienda un percorso comune per la valorizzazione delle risorse umane, nell’ottica del dossier formativo. Piano formativo aziendale da approvare entro il 31 gennaio 2013 42 Con nota prot. n. H1.2012.0036948 del 13/12/2012 sono state comunicate le linee di attività da sviluppare in materia di Risk Management nell’anno 2013. Nello specifico viene richiesto l’elaborazione e approvazione entro il 31.3.2013 del Piano annuale di RM che dovrà ricomprendere tutte le attività e le progettualità specifiche (almeno 3 progetti operativi) da scegliere tra le tematiche proposte alle ASL. Nel documento saranno specificate inoltre le iniziative formative sulla prevenzione del rischio che verranno scelte nell’ambito del Gruppo di coordinamento della gestione del rischio. Lo sportello di ascolto e mediazione trasformativa dei conflitti nel 2012 si è dotata di uno strumento procedurale sulle modalità di gestione, premessa indispensabile al corretto funzionamento dell’attività. Proseguirà l’attività del Comitato Valutazione Sinistri che: • si occupa dell’armonizzazione della gestione dei sinistri • garantisce l’analisi esperta dei casi, la minimizzazione dell’impatto economico che potrebbe impegnare l’Azienda in futuro • garantisce l’opportunità di un equo ristoro del danno in collaborazione con la Compagnia Assicurativa SETTORE GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DESCRIZIONE CONTESTO MONITORAGGIO DEI PROFILI DI RISCHIO QUALITA’ E RISK MANAGEMENT MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Revisione/aggiornamento delle modalità operative di gestione della documentazione sanitaria Verifica corretta applicazione delle modalità operative di gestione della documentazione sanitaria attraverso incontri programmati nel Piano Annuale di Audit interni Integrazione nel sistema di gestione nel rischio sanitario e della qualità aziendale degli standard di funzionamento dei servizi veterinari in materia di sicurezza alimentare ai sensi del reg. CE n.882/2004 Evidenza della integrazione nel sistema di gestione del rischio sanitario e della qualità aziendale degli standard di funzionamento dei servizi veterinari in materia di sicurezza alimentare Il rischio nella gestione del farmaco nell’attività dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Famiglia Evidenza di azioni mirate alla prevenzione del rischio nella gestione del farmaco di MMG/PDF Gestione del rischio nelle tossinfezioni alimentari Redazione e diffusione procedura per la gestione delle tossinfezioni alimentari Iniziative formative specifiche in materia di prevenzione del rischio e di patient safety Attuazione eventi formativi specifici Prosecuzione dell’attività di monitoraggio degli eventi sentinella. Quanto rilevato sarà oggetto di disamina da parte del Gruppo per il Coordinamento del Rischi e CVS, al fine di orientare le rispettive attività Compilazione database ministeriale SIMES Prosecuzione dell’attività di monitoraggio dei rischi RCT/O, delle cadute ed infortuni e degli eventi sentinella, nonché della rendicontazione degli eventi avversi e delle media-conciliazioni. Quanto rilevato sarà oggetto di disamina da parte del CVS e del Gruppo per il Coordinamento del Rischi, al fine di orientare le rispettive attività. Il CVS darà attuazione a quanto previsto dalla circolare regionale delle regole 2013 Compilazione database regionali e conseguente aggiornamento del profilo di sinistrosità dell’ASL; coinvolgimento della Direzione Strategica in considerazione dei risvolti economici dei sinistri. 43 PROGRAMMAZIONE PIANO INVESTIMENTI Il Piano investimenti per il 2013 risente in modo importante delle nuove metodologie contabili previste per i bilanci delle Aziende Sanitarie dal D. Lgs. 118/2011. In tal senso la recente ridefinizione degli investimenti autofinanziati previsti nella legge di stabilità approvata a fine dicembre 2012, apre spiragli alla possibilità di procedere ad investimenti autofinanziati. in un primo momento totalmente esclusi nel 2013. Le indicazioni regionali si manifesteranno presumibilmente in sede di indicazioni circa la redazione del Bilancio d’esercizio 2013 non ancora comunicate. Rispetto dei piani approvati dalla DG Sanità BILANCIO Il contesto economico-finanziario 2013 è fortemente caratterizzato dal proseguo delle politiche di contenimento della spesa avviate sia a livello nazionale che regionale nel corso del 2012. Tali indirizzi sono stati declinati operativamente nella DGR 4334 del 26/10/2012 avente ad oggetto “ Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio-sanitario regionale per l’esercizio 2013 – (di concerto con l’Assessore Pellegrini), laddove a fronte di una politica nazionale di contrazione dei trasferimenti si risponde con una gestione rigorosa delle risorse disponibili. SETTORE Anche nell’esercizio 2013 la vera sfida è costituita dall’assicurare i livelli di assistenza consolidati pur in presenza di risorse più contenute, nel rispetto del pareggio di bilancio. Pareggio di bilancio L’introduzione delle metodologie contabili ex D.Lgs. 118/2011, già avviate nel corso dell’esercizio 2012, troverà ulteriore definizione nel 2013 considerando che la stessa normativa è tutt’ora oggetto di modifiche. Piena attuazione del D.Lgs. 118/2012 ATTUAZIONE DISPOSIZIONI DESCRIZIONE CONTESTO DECRETO LGS. 118/ 2011 e DECRETO LGS. 174 / 2012 MACRO ATTIVITA’ RISULTATI ATTESI 44 L'ASL della Provincia di Como ha una notevole quantità di sedi (circa 60) distribuite sul territorio. Molte di queste sedi non sono di proprietà dell'Azienda ma sono concesse in uso oneroso o gratuito da Enti Pubblici o Privati. L'alta quantità di sedi comporta spese di mantenimento, difficoltà organizzative per i continui spostamenti tra una sede e l'altra. RAZIONALIZZAZIONE E RIDUZIONE DELLA SPESA Le linee di indirizzo regionali per l’anno 2013 sono orientate come per gli anni precedenti ad un attento monitoraggio della spesa finalizzato ad un mantenimento e miglioramento dell’equilibrio finanziario di sistema e, in sede di verifiche nazionali, all’accesso alle risorse finanziarie disponibili per il Servizio Sanitario Regionale. Inoltre l’ASL ha stipulato per il quadriennio 2012-2015 l’accordo con le Aziende Sanitarie Locali delle Province di Bergamo, Lecco, Monza e Brianza, Sondrio e Varese per l’acquisto di beni e servizi in forma consorziata. SETTORE PIATTAFORMA SINTEL DESCRIZIONE CONTESTO RAZIONALIZZAZIONE LOGISTICA MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Adesione alle convenzioni dell’Agenzia Regionale Centrale Acquisti Acquisti di beni e servizi in forma aggregata con una percentuale pari ad almeno il 50% del totale della spesa. Incrementare il numero di gare di almeno 10% rispetto alla programmazione dell’anno 2012 Adesione alle Convenzioni Consip SpA Utilizzo di strumenti informatici e delle funzionalità rese disponibili dalla piattaforma telematica regionale Sintel, per lo svolgimento di procedure di affidamento di servizi e forniture. Inoltre una semplificazione dei processi di approvvigionamento e uno snellimento delle procedure di acquisto tramite la piattaforma telematica Sintel con un minore utilizzo della documentazione cartacea. A seguito degli studi effettuati nell’anno 2012, che proseguiranno nel 2013 tenendo conto delle esigenze aziendali e del miglioramento dei servizi da rendere ai cittadini, sono state individuate due aree di intervento al fine di ridurre le spese per affitto e conduzione di sedi. Gli interventi dovranno essere eseguiti con il pieno coinvolgimento delle strutture aziendali interessate. Aggiudicazione mediante la piattaforma Sintel delle procedure di gara di importo pari o superiore a € 40.000 al netto dell’IVA. In collaborazione con la Direzione Sociale, Dipartimento Dipendenze, trasferimento delle attività del SERT di Erba V.le Prealpi presso altri SERT Aziendali, con conseguente disdetta del contratto di affitto della sede stessa. In collaborazione con Direzione Sanitaria, Dipartimento Cure Primarie e Continuità Assistenziale, revisione e riduzione delle sedi di Continuità Assistenziale. 45 L’ORIENTAMENTO DEL CITTADINO ALLA RELAZIONE CON I SERVIZI La comunicazione e la relazione con il cittadino sono elementi fondamentali per la soddisfazione dei bisogni dei nostri portatori di interesse. Nell'ASL della provincia ai Como la rete territoriale degli URP localizzati in ogni ambito territoriale distrettuale è capillare rispetto al territorio di appartenenza per poter rispondere tempestivamente ai cittadini. L’informatica dà una mano: le costanti innovazioni relative a nuovi servizi on line tramite la CRS sono determinanti, e l’ASL si impegna ad un significativo adeguamento strutturale del sito internet aziendale. Ciò per permettere ai cittadini, specialmente a coloro che sono più fragili, una agevole ricerca di risposte adeguate. Verrà assicurata una comunicazione efficace delle campagne di prevenzione e si rafforzerà la sinergia con l’azienda ospedaliera pubblica per una coordinata azione di comunicazione dei servizi erogati sull’intero territorio provinciale. Attori coinvolti: Dipartimento Programmazione, Acquisto e Controllo Sanitario; Dipartimento ASSI; Dipartimento Amministrativo; Dipartimento Cure Primarie e Continuità Assistenziale; Distretti Socio-Sanitari; Ufficio Stampa e Comunicazione; ICT, Dipartimento Prevenzione Medico, Dipartimento Prevenzione Veterinario, Dipartimento Dipendenze Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: COMUNICAZIONE: Legge 150 del 2000. “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle Pubbliche amministrazioni” DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Attivazione di una rete con le Aziende Ospedaliere territoriali per la condivisione dei piani di Comunicazione, la validazione secondo le regole di Regione Lombardia, nell’ambito più generale di analisi dei possibili raccordi/integrazioni sul territorio con gli altri enti sanitari presenti. IL PIANO COMUNICAZIONE Raccordo, condivisione e trasmissione in Regione dei Piani di Comunicazione delle Aziende sanitarie Ospedaliere entro il 31 marzo 2013 Trasmissione dei piani di comunicazione in Regione Lombardia entro il 31 marzo 2013 che abbiano come obiettivo: • miglioramento dell’informazione socio-sanitaria nel suo complesso, con particolare riguardo all’omogeneità di azione tra le varie strutture. Necessità di puntuale adeguamento delle informazioni riguardo procedure, recapiti e orari dei servizi. SEMPLIFICAZIONE DEI PROCESSI INFORMATIVI PER IL CITTADINO Attivazione di una più puntuale trasmissione di informazioni da parte dei Dipartimenti e Distretti per l’aggiornamento in tempo reale della Carta dei Servizi telematica. Valorizzazione e miglioramento dell’integrazione della rete distrettuale degli URP. CARTA DEI SERVIZI MACRO ATTIVITA’ COMUNICAZIONE SOCIOSANITARIA NEL TERRITORIO Tabella “L’Informazione, Comunicazione e Fruibilità dei Servizi” Informazione al pubblico contestuale alla variazione di procedure o di orari/recapiti di servizi. Attivazione di periodico confronto con la rete URP 46 DESCRIZIONE CONTESTO La sempre maggiore diffusione degli strumenti informatici nelle famiglie ci pone nelle condizioni di privilegiare l’accesso telematico ad informazioni e servizi. SETTORE SITO INTERNET LA FRUIBILITA’ DEI SERVIZI MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Rifacimento integrale del sito internet aziendale, privilegiando l’accessibilità secondo le normative, l’informazione sui servizi, i percorsi guidati, la modulistica on line Realizzazione nuovo sito che dovrà permettere: • Minori accessi diretti dell’utenza agli sportelli distrettuali; • Miglioramento della possibilità di fruizione di modulistica on line. • Miglioramento dell’empowerment del cittadino in un’ottica di accrescimento della conoscenza dei servizi disponibili. • Definizione di percorsi standard mirati ad associare domanda/ risposta sulle singole richieste. • Massima fruibilità del sito internet e dell’accesso ai servizi da parte dei soggetti fragili o con condizioni di disabilità. 47 LA PREVENZIONE: PROMOZIONE E TUTELA DELLA SALUTE La promozione della salute e i corretti stili di vita Per migliorare la qualità di vita e il benessere della persona e della comunità la scelta è di investire nella prevenzione e nel controllo delle malattie croniche. Promuovere la salute non è una responsabilità esclusiva del settore sanitario ma necessita di azioni sinergiche e intersettoriali con altri ambiti della vita sociale. L’ASL di Como sostiene la progettazione partecipata con i partner territoriali secondo un approccio integrato e coordinato nella pianificazione di azioni sui principali fattori di rischio (sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo, abuso di alcool) coerentemente ai dati di contesto, best practice e/o prove di efficacia. Attori coinvolti: Miglioramento qualità e Risk Management, Dipartimento di Prevenzione Medico, Dipartimento Dipendenze, Dipartimento di Prevenzione Veterinario, Distretti sociosanitari, Osservatorio Epidemiologico e Sistemi Informativi, Rete delle Scuole che promuovono salute, Ufficio Scolastico Territoriale, Uffici di Piano, Enti locali, Terzo settore, Regione Lombardia, UO. Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria Direzione Generale Sanità, Associazioni di categoria artigiani e commercianti, Comuni, Medici di medicina generale, Pediatri di famiglia, Farmacie., DPA Presidenza Consiglio dei Ministri, Prefettura, Motorizzazione, Forze dell’ordine. Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: Nota Regione Lombardia prot. H1.2011.0005388 del 18/02/2011 (“Accordo per riduzione sale nel pane”) - DGR n. IX/2056 del 28/07/2011 e Decreto n. 5829 del 02/07/2012 - DGR n. 2633 del 06.12.11, DGR n. 4334 del 26.10.12, DGR n.3375 del 09.05.2012, DGR n.1999/2011, DGR n.6219 del 19.12.2007, DGR n.10158 del 16.09.2009, DGR n. 4225 del 25.10.2012; DGR n° IX 939 del 1.12,2010 SETTING SCUOLE RETE LOMBARDA SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO Il Protocollo di Intesa del 14-072011 sottoscritto tra USR e RL su “la scuola che promuove salute” rappresenta la cornice teorica e pratica in cui trova fondamento l’accordo provinciale di rete tra le scuole aderenti sottoscritto l’11 luglio 2012 presso l’UST di Como. L’intesa e l’accordo conseguente sanciscono che la rete delle scuole assume la titolarità nel governo dei processi di salute; l’ASL e L’UST svolgono una funzione di accompagnamento metodologico. SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI PROGRAMMAZIONE Tabella “La promozione della salute e i corretti stili di vita” In conformità con le indicazioni regionali la rete delle scuole verrà supportata dal gruppo di lavoro interdipartimentale ASL per area di competenza nella definizione di priorità, obiettivi, strumenti e metodi per lo sviluppo di iniziative come ad esempio il progetto “Sviluppare competenze per sicurezza e benessere” presentato nell’anno 2012 affinché benessere e salute diventino reale esperienza nella vita della comunità scolastica. Soddisfacimento delle indicazioni regionali che verranno fornite entro il 30.1.2012 e realizzazione delle azioni previste. Almeno 3 incontri del gruppo ASL con la rete delle scuole a garanzia della corretta attuazione degli accordi assunti. 48 Educazione al rispetto dei diritti degli esseri viventi e al corretto rapporto con la natura. Conoscenza dei diritti e doveri verso gli animali. Educazione e prevenzione dei rischi sanitari associati alla presenza di animali. PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE ABITUDINI ALIMENTARI Nei contesti territoriali di Como e Varese i dati di sorveglianza nutrizionale riferiti alla popolazione scolastica confermano l’utilità di operare scelte condivise tra i vari partner per sostenere l’empowerment riguardo all’adozione di comportamenti e stili di vita corretti nell’alimentazione e nell’attività fisica. Nello specifico della provincia di Como da uno studio di sorveglianza nutrizionale condotto nel 2011 su un campione di 1.067 ragazzi nati nel 2001 sono emersi i seguenti risultati: sovrappeso il 29,5 % ; obesi il 7,7 %. SETTORE Realizzare interventi di educazione alla salute su piani coordinati di informazione ed attività inerenti una motricità idonea e diffusa e un’alimentazione adeguata, in un’ottica di sviluppo del curriculum formativo e all’insieme di tempi e contesti di esperienza di vita della popolazione studentesca. Tali interventi saranno finalizzati al contenimento del numero degli alunni in sovrappeso ed obesi all’interno di una accezione complessiva del benessere individuale e relazionale degli alunni concretamente ed operativamente definito in ambienti, procedure, strumenti e comportamenti coerenti. Realizzazione azioni previste nel progetto provinciale Inter istituzionale elaborato in stretta collaborazione tra Ufficio Scolastico Territoriale di Varese e Como, Dirigenti Scolastici di Varese e Como, l’ASL di Varese e l’ASL di Como “Be agile - azioni per la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità “ pianificato nell’anno 2011 coinvolgendo i settori della Medicina dello sport e dell’Igiene degli alimenti del Dipartimento di Prevenzione Medico e inserito nella piattaforma BDPROSALUTE. PREVENZIONE TABAGISMO DESCRIZIONE CONTESTO Proseguire azioni di prevenzione tabagismo negli ambienti identificati (ASL scuole, AO S Anna) nel progetto HPH 2011con il successivo coinvolgimento di tutte le strutture sanitarie erogatrici del territorio. Presso l’ASL sarà nuovamente proposto l’accesso facilitato agli ambulatori antifumo. Le azioni delle scuole sono inserite nel programma della rete delle scuole che promuovono salute. In particolare si intende promuovere interventi di counseling motivazionale breve presso le scuole della rete e facilitare l’accesso agli ambulatori antifumo dell’ASL a tutti i fumatori che dichiarano di voler smettere. Realizzazione di interventi condivisi con le scuole della rete di counseling ai docenti fumatori. Identificazione di percorsi dedicati ai fumatori che intendono smettere presso gli ambulatori ASL. Promozione di rilevazione del fenomeno tabagismo presso le strutture erogatrici disponibili. EDUCAZIONE E PREVENZIONE VETERINARIA SETTING SCUOLE RETE LOMBARDA SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE MACRO ATTIVITA’ Coinvolgimento Dipartimento di Prevenzione Veterinario a percorsi di formazione e ad altre iniziative finalizzati all’educazione sanitaria e zoofila nelle scuole ai sensi della DGR n° IX 939 del 1/12/2010 “Approvazione del Piano regionale triennale degli interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo” ai sensi dell’art 117 della L.R. 33/2009 Partecipazione Medici Veterinari ai percorsi di formazione per docenti o ad altre iniziative da tenersi presso gli Istituti scolastici nell’ambito del progetto “Sviluppare competenze per sicurezza e benessere” 49 SETTORE Da uno studio condotto dall’ASL di Como nel 2011 risulta che circa il 38% dei soggetti in età evolutiva (nati nel 2001) presenta un eccesso ponderale. Risulta altresì che i bambini in sovrappeso ed obesità presentano un livello di attività fisica insufficiente per il 46% PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE ABITUDINI ALIMENTARI SETTING SCUOLE DESCRIZIONE CONTESTO Da uno studio condotto dall’ASL di Como nel 2007 risultava che il 42% della popolazione adulta (18 – 70 anni) era in eccesso ponderale. Inoltre il 62% aveva abitudini alimentari squilibrate e circa l’11% un’alimentazione decisamente errata. E’ risultato altresì che il 61% dei soggetti esercitava un livello di attività fisica insufficiente (meno di 3 ore settimanali) I dati provinciali sono sostanzialmente sovrapponibili con quelli regionali e nazionali. A supporto dell’azione locale Regione Lombardia ha avviato una campagna di comunicazione sulla promozione di stili di vita ed ambienti favorevoli alla salute denominata “Guadagnare salute (rendere facili le scelte salutari)”. PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE ABITUDINI ALIMENTARI SETTING AMBIENTI FAVOREVOLI ALLA SALUTE RETE LOMBARDA SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Potenziare l’efficacia degli interventi di promozione di corretti stili di vita (abitudini alimentari e attività fisica) attraverso la costruzione di una cultura preventiva nelle scuole primarie rivolta a docenti, alunni e genitori. Distribuzione in tutte le scuole primarie della provincia di Como del volumetto “Più passi all’aria aperta e meno pasti scorretti” nel quale sono contenuti i dati risultanti dalla sorveglianza di comportamenti e stili di vita dei bambini (indagine 2011 paragonata all’indagine 2006) e consigli per l’adozione di corrette abitudini alimentari e motorie. Tale supporto informativo potrà facilitare lo sviluppo nei curricula scolastici di specifici programmi di promozione della salute da parte delle scuole. Potenziare l’efficacia degli interventi di prevenzione con il supporto dei dati di sorveglianza stili di vita adulti compresi tra i 18 e gli 80 anni della provincia di Como raccolti nel 2012 Elaborazione dei dati e creazione di un documento da pubblicare sul sito internet aziendale a disposizione di tutti i cittadini riportante i dati relativi agli stili di vita (Confronto Indagine 2012 e Indagine 2007) In particolare: • presenza di sovrappeso ed obesità • abitudini alimentari • abitudine all’attività fisica nonché utili consigli per l’adozione di più corretti stili di vita. Attuare la campagna informativa utilizzando lo strumento comunicativo prodotto da Regione Lombardia - vedi nota prot. n. H1.2012.0035590 del 12.12.2012. Distribuzione locandine informative, cartoline promocard e banner animato (con disponibilità sui siti web e ASL e DG Sanità) 50 PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI SETTING AMBIENTI FAVOREVOLI ALLA SALUTE L’eccessivo consumo di insaccati, di sughi, di formaggi, l’aggiunta di sale nella ristorazione domestica e il contenuto di sale nel pane concorrono a raggiungere un introito giornaliero di cloruro di sodio di circa 12 grammi ovvero una quantità doppia di quella ritenuta accettabile (circa 6 grammi). Da queste premesse RL ha avviato un progetto per la riduzione del sale nel pane come primo momento per la riduzione di tale composto nell’alimentazione quotidiana. PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE ABITUDINI ALIMENTARI Potenziare l’efficacia degli interventi di prevenzione primaria attraverso la distribuzione del pieghevole “con meno sale nel pane c’è più gusto…” stampato nel 2012, al fine di sensibilizzare la popolazione circa l’importanza della riduzione del sale quotidiano apportato con l’alimentazione. Distribuzione di circa 18.000 pieghevoli “con meno sale…..” (distribuiti nel 2012 presso i panifici, gli MMG, PdF, Farmacie, Comuni e scuole dell’infanzia) anche a tutte le scuole primarie della provincia di Como. Avviare, in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale (UST) di Como uno studio di analisi delle abitudini motorie e stato ponderale su un campione di studenti frequentanti la scuola primaria di secondo grado. Report analisi sulle abitudini motorie e stato ponderale correlato della popolazione scolastica oggetto dello studio Censire la tipologia e disponibilità di offerta di attività fisica-sportiva del territorio attraverso l’analisi dei dati del Servizio di Medicina dello sport. Mappatura tipologia e distribuzione dell’offerta organizzata di attività fisica-sportiva del territorio provinciale Proseguire la promozione dell’attività fisica attraverso i "Gruppi di cammino", ad oggi 11 risultano funzionanti nella provincia di Como ed i 25 "Piedibus" che in collaborazione con le amministrazioni comunali e gli istituti scolastici, risultano attivi in 20 Comuni della provincia di Como. Incremento numerico di Gruppi di Cammino, Piedibus nei Comuni La responsabilità del notevole incremento della prevalenza di sovrappeso e obesità nei soggetti in età evolutiva va attribuita ad una non corretta alimentazione ma anche ad una insufficiente attività fisica. Nei bambini a partire dai 5 anni di età è raccomandata la pratica di almeno un’ora di attività fisica moderata-vigorosa al giorno. In uno studio di sorveglianza nutrizionale del 2011 su un campione di 1.067 bambini nati nel 2001, in cui sono state indagate anche le abitudini motorie, è emerso che il 40,3% di questi bambini non effettua una attività fisica sufficiente PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE ABITUDINI ALIMENTARI SETTORE SETTING SCUOLE DESCRIZIONE CONTESTO RETE SCUOLE CHE PROMUOVONO LA SALUTE MACRO ATTIVITA’ 51 Nel nostro Paese, l’inattività fisica è causa del 5% circa del totale delle morti e del 31% degli anni di vita in buona salute persi. Gli effetti positivi dell’attività fisica sulla patologia cronica non trasmissibile sono solidamente documentati. All’inverso, sono altrettanto ben noti il peso epidemiologico delle malattie croniche ed il ruolo di fattore di rischio nei confronti delle stesse rappresentato dalla sedentarietà. Sulla base di quanto precede, è stato chiesto dal Ministero della Salute di condurre una sperimentazione inerente la prevenzione e cura basata sulla prescrizione e l’erogazione di attività fisica personalizzata sulle caratteristiche del singolo attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento dei livelli di attività prescritta. Le abitudini di vita scorrette sono eventi sentinella di stress lavorocorrelato ed è ubiquitario in tutti i settori lavorativi. L’abitudine al fumo di sigaretta inoltre rientra tra i fattori determinanti l’insorgenza di patologie croniche meritevoli di azioni preventive. SETTORE PROGRAMMAZIONE PROMOZIONE E ATTIVITA’ FISICA E CORRETTE ABITUDINI ALIMENTARI DESCRIZIONE CONTESTO Come da DGR n. IX/2056 del 28/07/2011 e Decreto n. 5829 del 02/07/2012 la ASL di Como è coinvolta, attraverso il Servizio di Medicina dello Sport e Lotta al Doping, nel progetto sperimentale “Prescrizione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia in Lombardia”. Il percorso progettuale prevede le seguenti macro-fasi: a) reclutamento mediante la collaborazione dei MMG di n. 61 soggetti di medio ed alto rischio, valutato sulla base della "carta del rischio cardio-cerebrovascolare; b) valutazione clinico-strumentale da effettuarsi presso l'Ambulatorio del Servizio di Medicina dello Sport; c) eventuali ulteriori accertamenti specialistici e strumentali da effettuarsi presso strutture sanitarie esterne; d) prescrizione dell'esercizio fisico da effettuarsi per 6 mesi presso palestre idonee o partecipando a specifici "Gruppi di Cammino"; e) rivalutazione clinico-strumentale a 3 mesi ed alla conclusione del periodo; f) inserimento di tutti i dati in apposito software regionale: g) report finale. PREVENZIONE TABAGISMO SETTING AMBIENTI FAVOREVOLI ALLA SALUTE MACRO ATTIVITA’ Proseguire l’analisi clinica e motivazionale sui lavoratori selezionati nell’anno 2012 presso l’azienda di medie dimensione del settore terziario al fine di orientarli al percorso di disassuefazione facilitando l’accesso agli ambulatori antifumo ASL. Identificare la popolazione di soggetti fumatori occupati presso un’altra azienda di medie dimensioni del settore chimico al fine di classificarne il livello di rischio derivante dalla sinergia tra esposizione ad agenti chimici sul posto di lavoro e agenti cancerogeni presenti nel fumo di sigarette. RISULTATI ATTESI Corretta ed omogenea valutazione clinico strumentale e prescrizione dell’attività fisica da parte di personale qualificato. Esecuzione da parte dei soggetti reclutati degli esercizi fisici prescritti Prosecuzione spontanea dell’attività fisica oltre il periodo di sperimentazione da parte dei soggetti reclutati. Identificazione della percentuale di soggetti fumatori. Svolgere uno studio degli indicatori predittivi di Stress lavoro correlato e studio delle conseguenze derivanti dall’abitudine al fumo attraverso test specifici (questionari, spirometrie, rilevazioni Co nell’espirato) sia nell’azienda del settore terziario sia nel settore chimico 52 MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Dai dati locali e nazionali (Relazione al Parlamento 2012) si rileva che pur riducendosi i consumi nella popolazione generale, tra i giovani il problema continua ad allarmare in particolare per il consumo di cannabinoidi e stimolanti e di bevande alcoliche con gravi rischi. E’ pertanto necessario proseguire con incisive ed efficaci azioni preventive secondo le indicazioni del Piano d’azione regionale per le dipendenze (DGR n. 4225/2012). Il Dipartimento Dipendenze garantisce il contrasto del fenomeno nella sua evoluzione svolgendo un ruolo di regia e favorendo lo sviluppo di una rete di intervento territoriale con gli altri enti di settore per una prevenzione strutturata ed efficace. PREVENZIONE UNIVERSALE E SELETTIVA DELLE DIPENDENZE E DEI RISCHI CORRELATI AREA DIPENDENZE Prosecuzione nel 2013 dell’attività del Comitato Rete Territoriale della prevenzione in collaborazione con altri enti e articolazioni aziendali. Previste almeno n. 4 riunioni e la partecipazione al tavolo regionale di coordinamento TTRP Implementare la rete territoriale per la programmazione degli interventi di prevenzione e la moltiplicazione dell’ azione preventiva Definizione del Piano Locale Prevenzione delle Dipendenze 2013- 2014 entro il 31.12.2013 Attivazione nel 2013 di almeno un intervento formativo rivolto agli adulti con un “ruolo educativo” nei contesti extrascolastici. Attivazione di una specifica collaborazione con le associazioni di famiglie che operano sul territorio provinciale per sviluppare azioni di contrasto al fenomeno dell’uso di sostanze. Sono state contattate almeno n. 6 associazioni. Realizzare interventi di prevenzione universale di provata efficacia rivolti alle scuole secondarie Implementazione nel 2013 nelle scuole secondarie di 1° grado del programma Life Skills Training Lombardia in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione Medico. Si prevede un incremento delle scuole raggiunte del 50 % rispetto all’Anno Scolastico 2011 - 2012 Completamento nel 2013 nelle scuole secondarie di 2° grado del programma Unplugged. Realizzazione nel 2013 delle unità previste pari almeno all’80% e monitoraggio del 100% delle schede docenti compilate Realizzare interventi di prevenzione selettiva rivolti a giovani consumatori di sostanze volti all’intervento precoce Prosecuzione del Progetto Prefettura “Spazio In-Dipendenze Giovanili” sui giovani consumatori segnalati con il monitoraggio della percentuale dei giovani segnalati che è stato possibile raggiungere Realizzare interventi volti a prevenire l’incidentalità stradale correlata all’assunzione di alcol e droghe alla guida Realizzazione nel 2013 del Progetto su protocollo DOS “Non ti bere la patente” in collaborazione con la Polizia Locale del Comune di Como e le FF.OO. (controlli su strada effettuati >= 2.500) 53 La prevenzione per l’uomo Guardare alla persona come centro dell'intervento di prevenzione, significa saperla leggere nel contesto in cui si trova, collocandola in una situazione dinamica di relazioni con le altre persone, ma anche con agenti biologici, chimici e fisici presenti nell'ambiente, e con le strutture abitative, ricreative, lavorative frequentate. Secondo tale visione, la prevenzione non può dunque pensare solo a singoli interventi che riguardano la singola persona, ma deve mirare, nella strategia complessiva, a far sì che tutto quanto circonda e, in certa misura, compenetra la persona, possa concorrere al suo benessere. La prevenzione collettiva prevede, dunque, interventi finalizzati ad affrontare problematiche sanitarie di rilievo quali-quantitativo, con interventi rivolti sia alla persona (screening, vaccinazioni, educazione sanitaria, etc.), sia agli ambienti di vita e di lavoro (controlli nel settore alimentare, delle acque potabili, prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, etc.). Attori coinvolti: Dipartimento di Prevenzione Medico, Dipartimento Dipendenze, Miglioramento qualità e Risk Management, Dipartimento Cure Primarie, Regione, Comuni, Azienda Ospedaliera S. Anna, Laboratorio di Sanità Pubblica di Milano, ISS, Istituto di Virologia-Policlinico di Milano, Dipartimento PAC/S, Dipartimento Prevenzione Veterinaria, Dipartimento ASSI, Distretti socio-sanitari Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: Delibera N. IX/1175 del 29 dicembre 2010; Piano di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro 2011-2013- DGR N. IX/1821 del 8/6/2011; DGR IX/4334 del 26/10/12 “Regole 2013”; DGR n. IX/4475 “Aggiornamento Piano regionale vaccini” , DGR n. IX/4489 del 13.12.2012 “Revisione e aggiornamento interventi di sorveglianza Malattie Infettive”; normative specifiche di settore. DESCRIZIONE CONTESTO La rilevanza della patologia neoplastica sia per l’alto numero di casi che insorgono ogni anno che per l’elevata mortalità (circa il 50% dei casi a cinque anni), rende indispensabile avere a disposizione un sistema di controllo epidemiologico e di monitoraggio della qualità delle cure. Nel 2012 l’ASL di Como ha proseguito l’attività per la costruzione del Registro Tumori migliorandone la qualità e completando i primi cinque anni di incidenza 2003-2007 (dati riportati SETTORE PROGRAMMAZIONE INCIDENZA MACRO ATTIVITA’ REGISTRO TUMORI Tabella “ La Prevenzione per l’uomo” Nell’anno 2013 l’ASL intende: • Completare l’incidenza 2008; • Costruire l’incidenza: 2009; • Costruire l’incidenza 2010 solo per le sedi del tumore mammario e colon rettale per i quali sono attivi i programmi di screening; • Caricare le fonti principali anni 2011 e 2012: azioni preliminari al lancio dei successivi anni di incidenza; • Assicurare il mantenimento dei requisiti richiesti per l’accreditamento AIRTUM anche attraverso la partecipazione ai programmi di formazione e ai convegni promossi dall’AIRTUM. RISULTATI ATTESI Completamento del rapporto Incidenza 2008 Bozza del Report relativo all’ Incidenza 2009 54 SETTORE REGISTRO TUMORI nel capitolo “Contesto epidemiologico e demografico”). Ha ottenuto l’accreditamento AIRTUM e ha ospitato il convegno annuale nazionale AIRTUM. Inoltre ha avviato le procedure per la costruzione di altri tre anni di incidenza (2008-2010) registrando circa 2/3 dei casi riferiti al 2008. INCIDENZA CERVICE UTERINA Il tumore della mammella e quello colon rettale , principali patologie neoplastiche nella popolazione adulta, sono ancora tra le più frequenti cause di morte tumorale. Per entrambe le patologie esistono test di screening efficaci: mammografia e sangue occulto nelle feci, da effettuarsi ogni due anni nella fascia d’età 50-69 anni. Nel 2012 l’ASL ha assicurato la chiamata attiva di tutta la popolazione target sia al primo livello che agli approfondimenti, ove necessari, nel rispetto degli indicatori di qualità oltre che degli intervalli di round. Ha effettuato la ricerca dei cancri intervallo dei tumori mammari per la coorte delle donne aderenti allo screening nel 2008, al fine di migliorare la sensibilità del test. SCREENING MAMMELLA e SCREENING COLON RETTO DESCRIZIONE CONTESTO SCREENING MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Redazione del rapporto Incidenza 2010 solo per cancro mammario e colon-rettale Estensione screening mammella e colo retto >=95% Nel 2013 l’ASL intende sviluppare il metodo della chiamata attiva per garantire l’estensione completa ai due programmi di screening e raggiungere l’adesione minima del 60% allo screening mammografico e del 45% per quello colon-rettale. Adesione corretta allo screening mammografico >=60% Adesione corretta allo screening colon-rettale >= 45% Per il monitoraggio della sensibilità dello screening mammografico, si intende completare la revisione cancri intervallo anno 2009. Completamento del monitoraggio dei “cancri intervallo 2009” nel programma di screening del ca della mammella Proseguirà il progetto per il reclutamento al Pap test delle donne “fragili” che afferiscono ai Consultori ASL in occasione di altre domande di salute. Evidenza di donne reclutate all’esecuzione del Pap test in occasione di accessi ai Consultori Familiari ASL 55 DESCRIZIONE CONTESTO Il sistema informativo MAINF consente la raccolta di dati epidemiologici con alti standard di qualità. L’elaborazione di report periodici inoltre consente di tracciare un quadro epidemiologico locale puntuale indispensabile per la pianificazione delle azioni preventive e dell’offerta vaccinale per le patologie prevenibili con vaccino. Nell’anno 2012 sono state elaborate procedure per una gestione omogenea delle inchieste a seguito di segnalazione di malattia infettiva. Al fine di rendere più efficace la sorveglianza della malattia tubercolare sono state acquisite complete informazioni sulla compliance terapeutica dei singoli casi. Sono state inoltre inseriti nel programma di screening i soggetti immigrati da zone ad alta endemia segnalati come nuovi arrivi dalle strutture di accoglienza ( numero pari a 126 soggetti) SETTORE PREVENZIONE MALATTIE INFETTIVE PREVENZIONE MALATTIE INFETTIVE E VACCINAZIONI MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Azioni mirate al mantenimento dei requisiti di qualità di MAINF Mantenimento di alti requisiti di qualità dei dati MAINF, con particolare riguardo ai tempi di chiusura dei focolai epidemici Recepimento delle indicazioni regionali (delibera IX/4489 del 13.12.2012 – all.2 “Aggiornamenti su prevenzione dell’infezione, sorveglianza e controllo della malattia tubercolare in Regione Lombardia”) per una più efficace sorveglianza della malattia tubercolare, in particolare attraverso l’acquisizione di complete informazioni sulla compliance terapeutica, nonché attraverso la programmazione di specifici interventi preventivi su gruppi di popolazione a rischio, quali soggetti immigrati da paesi ad alta endemia tubercolare, soggetti senza fissa dimora, soggetti con infezione da HIV, reclusi in istituti di pena Revisione del Piano strategico locale per la sorveglianza e il controllo della malattia tubercolare (Delibera ASL 180 del 13.04.2006), in recepimento della DGR IX/4489 del 13.12.2012 Attuazione di mirati interventi preventivi per la tubercolosi su gruppi di popolazione a rischio e sorveglianza efficace della malattia attraverso l’acquisizione di complete informazioni sulla compliance terapeutica 56 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Attuazione delle azioni previste dal nuovo “Piano Vaccini” regionale (DGR IX/4475) e mantenimento degli elevati livelli di copertura vaccinale: L’ assenza di casi tra la popolazione vaccinata delle patologie oggetto di proposta vaccinale attiva indica, nel tempo, l’efficacia dell’intervento stesso. I livelli di copertura risultano sostanzialmente in linea con gli obiettivi regionali. Occorre comunque mantenere/migliorare l’adesione alle vaccinazioni e intensificare le iniziative per alcune vaccinazioni (anti-HPV e antidiftotetanica agli adolescenti). L’anagrafe vaccinale informatizzata è a regime e con interfaccia al SISS. L’ASL di Como è stata identificata quale ASL pilota per l’avvio della sperimentazione della trasmissione dei dati vaccinali con flusso continuo per il popolamento della banca dati regionale. Coorte nati residenti 2011: Vaccino esavalente (polio- diftotetano-pertosse- epatite B-HIB) ≥ 95%; Morbillo- Parotite – Rosolia: 1a dose ≥ 95%; VACCINAZIONI MACRO ATTIVITA’ Ai fini dell’attuazione in sede locale delle indicazioni dettate dal nuovo “Piano Vaccini” regionale (DGR IX/4475), saranno forniti indirizzo e supporto per l’attuazione delle azioni previste. Coorte nati residenti 2007: Morbillo-Parotite-Rosolia – 2a dose ≥ 90% Polio 4a dose ≥ 95%; HPV: Coorte 2001: > 80% alla 1a dose Coorte 2000: copertura alla terza dose ≥ 80% Coorte nati 1996: 5a dose difto-tetano ≥ 85%; Soggetti appartenenti a categorie a rischio: ≥ 70% soggetti 0-18 aa, per le rispettive patologie, su denominatore BDA. Portare a regime il sistema della trasmissione dei dati vaccinali con flusso continuo per il popolamento della banca dati regionale, superando la fase sperimentale Miglioramento della qualità dei dati vaccinali attraverso la più efficiente gestione dell’anagrafe vaccinale 57 MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI PREVENZIONE MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE (MTS) Nell’anno 2012 è continuato il flusso di trasmissione delle schede previste per la segnalazione di nuova sieropositività per HIV che, grazie alla completezza dei dati aggiuntivi, permettono una puntuale lettura epidemiologica del fenomeno. E’ stata altresì attuata una azione mirata alla emersione di nuovi casi non segnalati a partire dall’anno 2009 con il recupero di 21 schede. E’ stato dato corso alle azioni previste dal progetto di revisione della rete MTS/CRH (Delibera 660 del 20.12.2011) per il potenziamento e l’ottimizzazione dell’offerta del test HIV tramite l’apertura nell’aprile 2012 di un ambulatorio MTS per il counselling anonimo e gratuito e per l’esecuzione delle indagini sierologiche per MTS in raccordo con le strutture ospedaliere di secondo livello. Gli accessi nell’anno 2012 sono quadruplicati rispetto all’anno precedente (248 vs 56) PREVENZIONE E CONTROLLO HIV/AIDS Mantenimento del corretto flusso di segnalazione /inserimento delle schede di segnalazione HIV ed elaborazione dei dati inseriti (report). Mantenimento dei requisiti di qualità e di operatività del Centro MTS con pianificazione di iniziative di promozione/educazione sanitaria mirati ai giovani e ai gruppi di popolazione a maggior rischio per prevenire la diffusione del contagio stimolando l’adozione di comportamenti consapevoli e sicuri e favorendo la diagnosi precoce. Mantenimento della qualità dei dati epidemiologici relativi alle nuove infezioni HIV e mantenimento dei requisiti di qualità e accessibilità del centro MTS con particolare sensibilizzazione dei soggetti a rischio(migranti, tossicodipendenti etc.) tramite l’ individuazione di vie di accesso preferenziali al Centro 58 La prevenzione negli ambienti di vita e lavoro Come previsto dai Piani nazionali, regionali e locali presupposto per l’attività di prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro è l’analisi del contesto del territorio sul quale si opera, che porta all’individuazione delle attività economiche e di servizio che presentano maggiori rischi per la salute sia della popolazione sia dei lavoratori, consentendo di concentrare su di esse i controlli. L’attenzione si è spostata dai soli requisiti strutturali ai requisiti di funzionamento, in particolare attraverso la verifica dell’organizzazione e dei piani di autocontrollo delle imprese, come indicato dalle direttive europee in materia di sicurezza alimentare, sicurezza nei luoghi di lavoro, sicurezza negli ambienti di vita e nelle reti di servizi. Attori coinvolti: Dipartimento di Prevenzione Medico, Dipartimento PAC/S, DPV, Dipartimento Cure Primarie, Dipartimento ASSI, Ministero della Salute, Regione, Provincia, Direzione Provinciale del Lavoro, UOOML di Desio, INAIL, Comitato Coordinamento Provinciale ex art. 7 D.Lgs. 81/08, ARPA, Associazioni di categoria, SUAP, Comuni, ASL Varese, ASL Lecco, Fondazione Minoprio, Autorità d’Ambito. Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: D.Lgs. 81/08; Delibera N. IX/1175 del 29 dicembre 2010; Piano di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro 2011-2013- DGR N. IX/1821 del 8/6/2011; DGR 4334 – 26/10/2012 ”Regole 2013”; Linee Guida Regionali in materia di “Standard di funzionamento dei servizi ASL competenti in materia di sicurezza alimentare” ai sensi del Reg. (CE) 882/2004, Pacchetto Igiene, normative specifiche di settore; DGR n. IX/4564 del 19/12/2012 (Approvazione POA ASL provincia di Como) TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DEI LAORATORI MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO Sulla base della pianificazione per il triennio 2012 – 2014., inviata alla UO Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria nel febbraio 2012, occorre procedere alla programmazione integrata per l’anno 2013 dei controlli, basata sulla analisi e la graduazione dei rischi SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI Tabella “La Prevenzione negli ambienti di vita e lavoro” Predisposizione pianificazione integrata annuale delle attività di prevenzione e dei controlli Invio alla UO Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria del Piano dei controlli anno 2013 entro il 28 febbraio 2013 (mail RL del 10/01/2013) 59 SETTORE L’attività di vigilanza è finalizzata al controllo della qualità dell’acqua a tutela della salute dei bagnanti. In parallelo è attiva la rilevazione di eventuali patologie correlate alla balneazione attraverso la rete dei medici di base e delle strutture specialistiche territoriali. L’attività di campionamento sui laghi di Como, Montorfano, Segrino, Pusiano, Lugano e Piano riguarda 34 punti di prelievo rappresentativi di 51 spiagge idonee alla balneazione. Al monitoraggio batteriologico effettuato durante la stagione balneare (maggio-settembre) viene affiancato il monitoraggio algale durante tutto il corso dell’anno, effettuato su 13 punti significativi per i 6 laghi. BALNEAZIONE E STATO DI SALUTE DEL LAGO Le piscine aperte al pubblico presenti sul territorio sono 75. Nel 2012 sono state effettuate verifiche ispettive sulle strutture degli impianti più significativi, in base al numero dei fruitori, che indaghi sulla qualità delle acque mediante campionamento delle acque di approvvigionamento, immissione e di vasca. Le attività analitiche sono effettuate dai LSP di Como, di Lecco e di Varese. IMPIANTI NATATORI - DESCRIZIONE CONTESTO PISCINE APERTE AL PUBBLICO AMBIENTI DI VITA MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE Per il 2013 si conferma l’attività di controllo in ottemperanza alle disposizioni normative, con miglioramento dell’efficacia delle modalità di controllo mediante centralizzazione dipartimentale. Nel 2013 dovrà essere completata la piena attuazione delle disposizioni derivanti dalla normativa comunitaria, in particolare per la definizione dei profili delle acque e per l’efficace controllo delle disposizioni emesse a seguito di non conformità, con particolare rilievo all’assicurazione della corretta informazione dei cittadini. Per il 2013 è previsto il mantenimento dell’attività di campionamento presso gli impianti natatori RISULTATI ATTESI Mantenimento dei livelli di controllo della qualità delle acque di balneazione a tutela dei cittadini anche mediante rilevazione di eventuali manifestazioni cliniche correlabili alla balneazione. Attività di coordinamento con i Comuni per l’apposizione di cartellonistica in tutti i punti di balneazione secondo indicazioni regionali. Contenimento delle patologie correlabili all’utilizzo di acque a scopo ricreativo mediante mantenimento dell’attività di controllo della qualità delle acque degli impianti natatori. 60 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI L’attività di controllo sul territorio permette di mantenere un’integrazione con il Registro dei mesoteliomi previsto dal PRAL. Alla fine del 2012 risultano censiti n. 4.024 siti/strutture, inseriti nell’anagrafica regionale on-line, previa analisi tecnica su ogni notifica. L’attività di controllo riguarda le notifiche PRAL e gli esposti RISCHIO AMIANTO Nel 2013 si prevede la prosecuzione dell’attività di controllo sul territorio, con miglioramento della qualità delle valutazioni specifiche, e il supporto alle Amministrazioni Comunali come previsto dalla recente L.R. 14/2012 Mantenimento dell’attività anche attraverso progetto specifico, di incremento quali-quantitativo dell’attività di controllo L’attività di controllo sul territorio e di supporto alle Amministrazioni Comunali consente scelte atte a favorire il miglioramento del contesto ambientale e la tutela dello stato di salute della popolazione, anche attraverso la creazione di ambienti favorenti corretti stili di vita. E’ stata attivata una più stretta sinergia del DPM con altre articolazioni aziendali, per una più efficace azione di supporto alle Amministrazioni locali nella definizione di scelte di governo del territorio finalizzate ad un più alto livello di promozione e tutela della salute. Sulle tematiche ambientali è stata ulteriormente rafforzata la collaborazione con ARPA, in particolare per specifiche situazione ritenute maggiormente meritevoli di attenzione, ovvero per la condivisione di protocolli su materie di comune interesse (es. sorgenti orfane). Miglioramento del supporto ai Comuni e Provincia anche mediante partecipazione ASL in Conferenza dei Servizi. BONIFICHE AMBIENTALI AMBIENTI DI VITA MACRO ATTIVITA’ Per il 2013 si prevede di migliorare la sinergia tra le diverse articolazioni aziendali interessate alle problematiche ambientali; miglioramento dell’integrazione –collaborazione con ARPA per l’istruttoria dei procedimenti di bonifica ambientale; conferma della collaborazione con altre Istituzioni ed Amministrazioni (Comuni e Provincia) per le valutazioni di competenza sanitaria relative ai procedimenti attivati Monitoraggio numero pareri e numero partecipazioni a Conferenze dei Servizi. 61 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE Da oltre 10 anni è in essere l’attività di monitoraggio pollinico in collaborazione con la Fondazione scientifica Minoprio; i dati sono settimanalmente resi disponibili alla rete sanitaria territoriale attraverso il Dipartimento Provinciale di Allergologia. La mappatura territoriale, mantenuta anche attraverso la collaborazione dei Comuni, e la correlazione con il consumo di farmaci, consentono di orientare le azioni per un miglior contenimento dei rischi sanitari correlati alle patologie allergiche di origine ambientale. LOTTA AGLI INFESTANTI E PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE ALLERGICHE La presenza di zanzare ed altri vettori risulta sempre maggiore, anche in probabile relazione ai cambiamenti climatici in corso. L’attività di mappatura in essere da alcuni anni risulta pertanto necessaria al fine del contenimento delle patologie trasmesse dai vettori e per la sorveglianza sanitaria. CONTENIMENTO PROLIFERAZIONE ZANZARE (IN PARTICOLAR MODO ZANZARA TIGRE) E ALTRI VETTORI AMBIENTI DI VITA MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Miglioramento della collaborazione con le Amministrazioni comunali per il monitoraggio territoriale e l’individuazione di aree a maggior rischio. Per il 2013 è previsto il mantenimento dell’attività di monitoraggio pollinico, migliorando ulteriormente la collaborazione con la Fondazione Minoprio, attraverso una elaborazione dei dati per una più facile fruibilità anche da parte dei cittadini. Supporto alla rete di specialisti per le attività cliniche di prevenzione dei soggetti allergici. Miglioramento delle azioni di informazione alla popolazione, anche attraverso l’aggiornamento del portale aziendale. Mappatura delle aree a maggior rischio Nel 2013 è previsto il mantenimento dell’attività con particolare riferimento alle indicazioni regionali con il coinvolgimento di tutti i comuni della provincia di Como al fine del miglioramento delle azioni finalizzate al contenimento dei rischi e ad una più ampia informazione ai cittadini. Corretta informazione alla popolazione per prevenire i rischi e adottare comportamenti e gestioni ambientali adeguate Pagine informative sul sito internet aziendale Database con le iniziative e i riferimenti comunali 62 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE La normativa comunitaria ha di recente aggiornato le disposizioni in materia di controlli e di allerta su prodotti chimici non alimentari nel circuito commerciale. L’attività di controllo sul territorio - con la conoscenza e mappatura degli insediamenti presenti e la relativa categorizzazione del rischio - delle aziende produttive e commerciali consente interventi puntuali sulle attività di maggior interesse. SISTEMI DI ALLERTA DEI PRODOTTI NON ALIMENTARI Per il 2013 è prevista la partecipazione, in collaborazione con le altre articolazioni dipartimentali competenti, all’attività di controllo. La vigilanza sul settore cosmetico rappresenta attività consolidata a tutela della salute dei cittadini. I controlli sono effettuati sulla intera filiera, in rapporto anche alle aziende produttrici e distributrici presenti sul territorio. Vengono effettuate verifiche ispettive nei processi produttivi in attività di importazione e distribuzione all’ingrosso dei prodotti, con periodicità coerente con la graduazione del rischio. E’ parallelamente attivo il sistema di sorveglianza di eventuali eventi avversi correlati all’uso di prodotti cosmetici. PRODOTTI COSMETICI Nel 2013 è previsto il mantenimento del livello di tutela dei consumatori in relazione all’utilizzo dei prodotti cosmetici, mediante attività di controllo della filiera produttiva -distributiva e sorveglianza degli eventi sanitari. Negli ultimi anni le attività di tatuaggio e piercing hanno trovato sempre maggiore diffusione. Il livello di rischio sanitario potenziale è alto in relazione alla correttezza delle modalità gestionali dell’attività, dei materiali e delle tecniche utilizzati. TATUATORI E PIERCING AMBIENTI DI VITA MACRO ATTIVITA’ Supporto ai S.U.A.P. (Sportelli Unici Attività Produttive) per le attività di nuova attivazione. Attività di controllo e vigilanza sulle strutture presenti sul territorio. RISULTATI ATTESI Gestione dei controlli a tutela del cittadino-consumatore conseguenti alle segnalazioni del sistema di allerta • • Controllo sulle nuove attività, conseguenti a notifiche pervenute dalle aziende Sorveglianza su eventuali eventi avversi correlati all’uso di prodotti cosmetici. Mantenimento del livello di controllo per la tutela sanitaria dei cittadini che si sottopongono a tatuaggi e piercing 63 SETTORE PROGRAMMAZIONE La tutela dei cittadini nei confronti del rischio radioattivo rappresenta elemento sensibile nell’ambito delle attività di controllo. Sul territorio sono presenti diverse realtà con rischio radiogeno elevato, con necessità di mantenere alti livelli di controllo. La radioprotezione del paziente, in ambito diagnostico-terapeutico, costituisce altro settore su cui è necessario garantire costante controllo per il contenimento del rischio. RADIOPROTEZIONE DESCRIZIONE CONTESTO Per il 2013 saranno proseguite le azioni di: • Collaborazione con la Prefettura per l’aggiornamento dei protocolli di intervento in particolare per il trasporto di sostanze radioattive e il supporto per pareri relativi a rilasci di Nulla Osta • Prosecuzione delle attività di controllo in ambito sanitario, in collaborazione con il Dipartimento PAC/S, in particolare in relazione all’attività interventistica, ai livelli di qualità per la radioterapia, agli standard di qualità per tomografi RM ad uso medico. • Prosecuzione attività di vigilanza e controllo su industrie e situazioni con rischio radiologico in collaborazione con Amministrazione comunale ed ARPA. • Mantenimento dell’attività di routine per le misure di prevenzione in relazione all’esposizione ai campi elettromagnetici di origine antropica presenti sul territorio e il continuo popolamento dell’archivio SARA. Le scuole presentano elementi di rischio sanitario sia per gli allievi/frequentatori, sia per gli operatori/lavoratori, sia per gli aspetti legati alla tutela igienica degli alimenti. Nell’attività di controllo è pertanto attivo un sistema di valutazione del rischio integrato per gli aspetti di tutela sul rischio alimentare e sul rischio indoor a tutela sia degli alunni-studenti che dei lavoratori. STRUTTURE SCOLASTICHE AMBIENTI DI VITA MACRO ATTIVITA’ Nel 2013 verrà proseguita l’attività di vigilanza e controllo sulle strutture scolastiche già in essere negli anni passati, con verifiche ispettive che hanno portato ad una mappatura provinciale. E’ stata effettuata una valutazione dei requisiti strutturali, impiantistici gestionali e di sicurezza con evidenza del relativo grado di rischio e - in particolare - una analisi della qualità del cibo esaminando gli esiti delle “scatole nere” RISULTATI ATTESI Supporto alla Prefettura per predisposizione di protocolli di intervento Vigilanza e supporto alle Strutture sanitarie per la definizione di misure di controllo per il contenimento del rischio radiologico Controllo su industrie e situazioni con rischio radiologico, al fine del contenimento del rischio per i lavoratori e per la popolazione Contenimento delle situazioni di rischio degli allievi e lavoratori scolastici attraverso proposta di precisi interventi, al fine di migliorare le condizioni igieniche ed impiantistiche delle strutture stesse. 64 SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Gli ospiti di strutture socio-sanitarie e assistenziale costituiscono popolazione particolarmente fragile e meritevole di mantenimento di alto livello di controllo dei rischi sanitari; in particolare per le condizioni di sicurezza, per le condizioni indoor, per la prevenzione delle patologie alimentari e per la prevenzione delle malattie infettive. L’attività di controllo, considerata la tipologia delle strutture, è coordinata con il Dipartimento ASSI, permettendo in tal modo una più elevata efficacia a tutela di soggetti particolarmente fragili. STRUTTURE SOCIO SANITARIE E ASSISTENZIALI Nel 2013 è prevista la prosecuzione dell’attività di vigilanza e controllo sulle strutture socio assistenziali e socio sanitarie secondo il protocollo condiviso tra i Dipartimenti di Prevenzione Medico e Dipartimento ASSI, attuando modalità operative coerenti con le esigenze del territorio e le indicazioni regionali sia in ambito sociale che di prevenzione igienico-sanitaria. La collaborazione tra i due Dipartimenti verrà ulteriormente sviluppata mediante utilizzazione di verbale di sopralluogo unificato. Effettuazione di interventi di controllo in attuazione di modalità integrate di valutazione sia sugli aspetti igienico sanitari che su quelli gestionali/funzionali delle unità di offerta, mediante rafforzamento della sinergia dei Dipartimenti di Prevenzione Medico e Dipartimento ASSI, in coerenza con le indicazioni regionali. L’andamento del fenomeno delle intossicazioni da monossido di carbonio impone di mantenere un alto livello di vigilanza ricercando anche sinergie con altri soggetti che svolgono attività di controllo, al fine di ottimizzare i risultati in termini di maggior efficacia per la tutela della salute dei cittadini. Pertanto verrà mantenuta l’attività di controllo, anche in sinergia con il settore competente dell’Amministrazione Provinciale al fine di migliorare le azioni preventive di sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dei rischi correlati alle condizioni di sicurezza indoor ed in particolare per le intossicazioni da CO. Per la prevenzione di casi di legionellosi verrà mantenuta attività di controllo nelle strutture recettive e collettive (anche sulla base di riscontri precedenti), valutando sia gli aspetti impiantistici che analitici in correlazione con i dati sanitari. Le strutture recettive alberghiere o di altre tipologie saranno oggetto di controllo anche in relazione ai requisiti strutturali e di sicurezza. Effettuazione dei controlli per il contenimento dei rischi indoor, da intossicazione di monossido di carbonio e del rischio legionellosi Gli ambienti confinati, luogo in cui si trascorre circa il 90% del tempo, presentano condizioni di rischio per fattori diversi, anche in relazione alla tipologia delle strutture e della relativa popolazione ospitata. In particolare negli ambienti residenziali continuano a registrarsi eventi incidentali con intossicazioni da monossido di carbonio. Nelle strutture recettive-alberghiere importanti fattori di rischio sono correlati alle condizioni di sicurezza strutturale ed impiantistica e dalla contaminazione microbiologica dell’acqua distribuita (legionellosi). AMBIENTI CONFINATI DESCRIZIONE CONTESTO SICUREZZA E SALUBRITA’ INDOOR AMBIENTI DI VITA MACRO ATTIVITA’ 65 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI L’attività di controllo sulle strutture carcerarie è normativamente prevista quale supporto alla Amministrazione Penitenziaria per la prevenzione di rischio igienicosanitario per una popolazione particolarmente fragile quale quella istituzionalizzata. STRUTTURA CARCERARIA Nel 2013 è previsto il mantenimento dell’attività di vigilanza, con particolare riguardo alle situazioni di rischio. Nel 2012 presso la Casa Circondariale di Como sono stati effettuati 3 interventi ispettivi ed un’indagine in relazione al rischio legionellosi. Si segnala inoltre che è in corso un’indagine sui rischi derivanti dalle criticità impiantistiche per gli aspetti igienico-sanitari legati alla distribuzione dell’acqua. Supporto alla Amministrazione Penitenziaria per la rilevazione e l’adozione di conseguenti misure correttive in relazione alle situazioni di rischio igienico sanitario rilevate. Effettuazione di almeno due interventi ispettivi nell’anno con verifica degli aspetti strutturali e gestionali ed indagine di corretto funzionamento degli impianti dal punto di vista igienico-sanitario. Il radon costituisce uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo del cancro del polmone. La Regione Lombardia ha emanato indicazioni per supportare le Amministrazioni locali per l’adozione di interventi di prevenzione. ESPOSIZIONE AL GAS RADON NEGLI EDIFICI AMBIENTI DI VITA MACRO ATTIVITA’ Proseguendo nell’azione di supporto ai Comuni avviata nel 2012, verrà sviluppata l’attività informativa alla popolazione per la sensibilizzazione nei confronti del rischio radon e verrà ulteriormente confermata la disponibilità nei confronti delle Amministrazioni locali per l’aggiornamento dei Regolamenti Edilizi Comunali con inserimento di norme tecniche specifiche per la prevenzione del rischio. Sviluppo di attività informativa e di sensibilizzazione nei confronti della popolazione. Evidenza della collaborazione con le Amministrazioni Comunali. 66 PROGRAMMAZIONE CANTIERI Sulla base dei criteri enunciati nel “Piano regionale 2011-2013 per la promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” la programmazione delle attività ispettive proseguirà in base alla mappatura degli insediamenti produttivi presenti in provincia ed alla categorizzazione del rischio, al fine di consentire interventi puntuali sulle attività di maggior interesse, con le seguenti linee d’azione: • superamento della visione formalistica e burocratica della sicurezza; • evoluzione qualitativa dell’attività ispettiva a fronte di un numero di controlli limitato; • individuazione ed accertamento dei fattori di rischio; • svolgimento di indagini finalizzate all’accertamento delle cause di infortuni e malattie professionali SETTORE Nel territorio della provincia di Como sono mappate (Tabella LEA fonte UO Governo della Prevenzione R. L.) circa n. 3.456 aziende del settore costruzioni. Nel 2013 verrà proseguita l’attività ispettiva secondo le indicazioni regionali privilegiando le “Grandi Opere” in coordinamento con altri Enti (DTL, Provincia, CPT). Le Grandi Opere interessano i Distretti Brianza , Como e Sud-Ovest. Attività di controllo nel comparto edile, con mantenimento del numero di ispezioni 2012, salvo le riduzioni di personale AGROINDUSTRIA DESCRIZIONE CONTESTO Nel 2013 è prevista la prosecuzione delle verifiche ispettive sui requisiti di sicurezza sulle macchine agricole e sugli aspetti procedurali e formativi previsti dal D.Lgs. 81/08 per il rilascio del parere richiesto. Nel 2012 nel settore Agroindustria sono state effettuate n. 46 ispezioni in 38 aziende del settore per l’ inoltro alla Provincia del relativo parere. Analisi , sopralluoghi ed emissioni di pareri per PSR su tutte le domande inoltrate dalla Provincia nel 2013 ATTIVITA’ ECONOMICHE E PRODUTTIVE AMBIENTI DI LAVORO MACRO ATTIVITA’ RISULTATI ATTESI Le principali attività economiche e produttive di tutti i settori della provincia di Como si attestano intorno a 26.757. Nel 2013 sarà garantito il controllo dei principali requisiti di prevenzione e sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008, nelle imprese appartenenti ai comparti selezionati sulla base della categorizzazione dei rischi. La programmazione dei controlli include le imprese AIA e quelle con elevati indici di frequenza e gravità per infortuni e malattie professionali. Controlli nel 5% delle imprese attive, fatto salvo le riduzioni di personale 67 SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI INDUSTRIE CHIMICHE In continuità con la precedente annualità si proseguirà il percorso di formazione/ responsabilizzazione delle aziende in base alle indicazioni della UO Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria, in collaborazione con UOOML di Desio. Nel 2012 sono state predisposte adeguate check list su REACH/CLP, applicate in via sperimentale in 3 Aziende di grosse dimensioni. La documentazione relativa è stata inoltrata alla DGS regionale. Come da DGR IX/4334 del 26/10/2012 – punto 3.3. verranno effettuati controlli REACH/CLP come precedente annualità, ovvero su tre aziende del settore chimico SETTORE LEGNO DESCRIZIONE CONTESTO Verifica dell’applicazione delle linee di indirizzo e dei vademecum regionali, in coerenza con le indicazioni della Commissione Consultiva permanente art. 6 D.Lgs 81/08 Conoscenza e adozione efficace delle Linee Guida (punto 3.4. DGR 2633) del settore con individuazione di tre aziende con adozione efficace delle LG specifiche. AMBIENTI DI LAVORO MACRO ATTIVITA’ 68 DESCRIZIONE CONTESTO Nel settore della sicurezza alimentare nel 2012 sono stati effettuati n. 3.508 controlli (2.244 ispezioni e campionamenti e 1.264 valutazioni documentali) contro i 3.323 dell’anno precedente anche in virtù dell’aumento delle valutazione SCIA a cura del Tavolo interdisciplinare istituito presso il DPM. I controlli sono stati effettuati nel rispetto dei criteri di programmazione sulla base della graduazione del rischio, sono stati coordinati con DPV, Dip. PAC.S e Dip.ASSI ed attuati in conformità alle procedure di sistema codificate negli “Standard di funzionamento”. Il miglioramento della categorizzazione del rischio e l’aumento percentuale di controlli su quelle ditte che sono definite a rischio 1 e 2 hanno la conseguenza positiva di aumentare l’efficacia dell’azione di vigilanza soprattutto in quegli esercizi dove effettivamente la contaminazione può avvenire e provocare eventi patologici. Nel 2012 si registra una diminuzione del numero dei focolai e delle persone coinvolte in episodi di tossinfezione/intossicazione alimentare rispetto al 2011: lieve in merito ai focolai (5 vs 6), di cui 3 in famiglia (vs 4) ed 1 nella ristorazione (vs 2) con 17 soggetti interessati (vs 18); più marcato rispetto ai casi singoli di salmonellosi (67 vs 115). Ciò conferma la bontà dell’azione di vigilanza sulla base del principio della categorizzazione del rischio e l’opportunità di incrementare l’informazione sulle buone pratiche di igiene anche in ambito domestico. SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Controllo delle strutture del settore alimentare secondo i principi di qualità e quantità individuati nel Piano dei controlli annuale. Nel 2013 - come da indicazioni della DGR IX/4344 del 26/10/2012 - si manterrà l’attività secondo i parametri sopracitati fatto salvo le riduzioni del personale. Approvazione e diffusione da parte dei Dipartimenti Medico e Veterinario delle linee guida integrate tra Titolo IV del RLI e Regolamento CEE 852/2004, in previsione dell’avvio delle procedure di revisione formale a livello provinciale del Titolo IV RLI. SICUREZZA ALIMENTARE SICUREZZA ALIMENTARE E TUTELA DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI MACRO ATTIVITA’ Verrà data diffusione e attuazione alla revisione del protocollo di gestione dei casi di tossinfezione/ intossicazione alimentare, congiuntamente al DPV. Gestione casi di tossinfezione/intossicazione alimentare secondo nuovo protocollo 69 DESCRIZIONE CONTESTO Attraverso le seguenti azioni: • campionamenti di alimenti, bevande e acqua potabile • analisi conseguenti a cura del Laboratorio Sanità Pubblica di Como viene effettuata la prevenzione di patologie di origine alimentare per contaminanti microbiologici. Il confronto sui campioni di acqua ad uso umano analizzati nei primi 9 mesi del 2012 rispetto al 2011 evidenzia un lieve miglioramento nella qualità microbiologica con giudizio di conformità nel 85.6% dei prelievi 2012 rispetto al 84.2% del 2011. Attraverso le seguenti azioni: • campionamenti di alimenti, bevande e acqua potabile • analisi conseguenti a cura di Laboratori ASL appartenenti al “Polo” di riferimento, secondo quanto indicato dalla DGR IX/4441 del 28/11/2012, viene effettuata La prevenzione di patologie di origine alimentare per contaminanti chimici. I campionamenti di alimenti e bevande e di acqua potabile, da analizzare chimicamente hanno confermato una situazione ottima che non necessita di particolari deroghe. SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Miglioramento ulteriore della qualità microbiologica Ci si attende per il 2013, concluso il lavoro di formazione ed addestramento in tutti i Comuni del Medio-Alto Lario ove esiste una criticità che gli stessi si adeguino alle indicazioni ricevute. ALIMENTI, BEVANDE E ACQUA POTABILE SICUREZZA ALIMENTARE E TUTELA DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI MACRO ATTIVITA’ Continuerà pertanto il periodico monitoraggio delle acque secondo le frequenze di legge con particolare riguardo a quei Comuni. Nel 2013 – oltre a proseguire la partecipazione all’obiettivo regionale di “razionalizzazione e riorganizzazione dei Laboratori di Prevenzione delle ASL, a supporto dell’attività di controllo in un’ottica di sistema integrato allargato” –, si avrà l’opportunità di ricercare possibili contaminanti in casi di particolari emergenze (finora non analizzabili) grazie a quanto previsto dagli allegati della DGR IX/4441/2012. Prosecuzione della partecipazione al Tavolo regionale per la razionalizzazione e riorganizzazione “in rete” dei Laboratori di Prevenzione delle ASL a supporto delle attività di controllo e in un’ottica di sistema integrato allargato Maggiore possibilità di controlli chimico sugli eventuali contaminanti 70 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Si garantisce da maggio a novembre l’apertura degli Ispettorati Micologici della ASL provincia di Como per la determinazione, commestibilità e identificazione delle specie fungine. Il servizio è gratuito ed ha ad oggetto i funghi raccolti da privati cittadini. E’ attiva inoltre la reperibilità specifica in orario festivo e notturno per le intossicazioni, da agosto a novembre (svolta anche per l’ASL della provincia di Lecco) INTOSSICAZIONI DA FUNGHI Potenziamento dell’attività sul territorio grazie all’innesto di due nuovi Ispettori Micologi ed affinamento dell’attività di aggiornamento Adeguamento alle innovazioni procedurali e di modulistica in fase di emanazione da parte della competente U.O. Regionale. EXPO 2015 SICUREZZA ALIMENTARE E TUTELA PROGETTI INNOVATIVI DELLA SALUTE DEI CONSUMATORI MACRO ATTIVITA’ Per valorizzare le produzioni alimentari tipiche attraverso interventi finalizzati a garantire la loro sicurezza e implementare l’attività di controllo, l’aggiornamento delle banche dati anagrafiche e l’individuazione dei livelli di rischio, saranno individuate n. 40 attività alimentari (delle due categorie scelte nel contesto) da sottoporre a vigilanza ispettiva coordinata e congiunta tra i due Dipartimenti che si occupano di igiene degli alimenti. L’attività di verifica, effettuata prevalentemente in giorni/orari di maggior afflusso e stress lavorativo permetterà di rilevare le situazioni di rischio più elevato, favorendo interventi e prescrizioni immediati e la risoluzione di non conformità a garanzia della salute del consumatore. La Direzione Generale Sanità al fine di contribuire alla realizzazione dell’evento EXPO 2015, ha promosso la predisposizione di progetti operativi per la valorizzazione delle produzioni alimentari tipiche attraverso interventi finalizzati a garantire la loro sicurezza. In attuazione delle indicazioni regionali il DPM e il DPV hanno presentato un progetto comune per l’attività di controllo integrata nel settore della ristorazione e somministrazione di produzioni alimentari tipiche della provincia di Como. Dalle anagrafiche presenti nei sistemi I.M.Pre.S@ e SIVI sono stati individuati n. 78 agriturismi e n. 160 circa di esercizi di ristorazione. 71 DESCRIZIONE CONTESTO Nel 2012 si è stabilizzata l’attività del Tavolo interdisciplinare (composto da operatori DPM ed integrato con operatori DPV), istituito presso il DPM per la valutazione di tutte le SCIA pervenute all’ASL di Como. Al 30.11.2012 risultano essere stati esaminati: n. 1.083 Mod. A – (Nuova Attività – Modifica attività esistente) così suddivisi: n.429 : Igiene Alimenti (Commercio-Esercizi PubbliciLaboratori-Ristorazione pubblica e collettiva) ; n. 459 : Igiene Sanità Pubblica (Attività Servizi PersonaImp.Sportivi-Laboratori < 3 addetti); n. 195 : Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (Attività Manifatturiere) n. 433 Mod. B (Subingresso – Variazioni societari Resp. Professionali), così suddivisi: n. 265: Igiene Alimenti; n. 162: Igiene Sanità Pubblica; n. 6: Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Miglioramento dei rapporti con i Comuni attraverso incontri di definizione di procedure condivise in attuazione alle norme regionali e nazionali SCIA SEMPLIFICAZIONE E RESPONSABILIZZAZIONE D’IMPRESA MACRO ATTIVITA’ Considerata la positività, l’efficacia e l’efficienza della nuova modalità di valutazione delle SCIA, nel 2013 l’attività verrà proseguita con le seguenti azioni di miglioramento: • invio ai Comuni del bilancio 2012 e riepilogo delle principali normative e dei chiarimenti illustrati nei due incontri tenutisi in CCIAA nell’ultimo bimestre 2012 con tutti i Comuni della provincia; • standardizzazione e puntualizzazione dei criteri per la categorizzazione del rischio in tutte le tipologie di struttura; • adesione della ASL al sistema di incasso on-line delle tariffe richieste agli utenti dei Comuni in delega e/o in convenzione CCIAA Impulso alla completa dematerializzazione mediante ricezione SCIA on-line; Maggior aderenza dei Comuni alle indicazioni normative con conseguente aumento delle pratiche inviate; Maggior omogeneità nella programmazione di ispezioni urgenti sulla base della categorizzazione del rischio 72 La prevenzione veterinaria L’ASL individua le attività dedicate alla prevenzione veterinaria quale indispensabile strumento per la tutela della salute della persona e delle popolazioni animali,del benessere animale e del corretto rapporto uomo-animale, in totale coerenza con le indicazioni contenute nel Piano Regionale della Prevenzione Veterinaria. Tutti gli interventi programmatori si allineano a disposizioni comunitarie, nazionali e regionali. In questa strategia rivestono un ruolo fondamentale misure quali la prevenzione del rischio di malattie infettive, la definizione degli standard di funzionamento dei servizi di controllo e la promozione della biosicurezza delle aziende. Gli ambiti di intervento riguardano la verifica della sicurezza dei prodotti di origine animale, la prevenzione delle malattie degli animali, il controllo delle zoonosi, la promozione del benessere animale, l'interazione uomo-animale, la promozione della competitività delle produzioni agro-zootecniche regionali. Attori coinvolti: Dipartimento di Prevenzione Veterinario – Distretti Veterinari – U.O. Randagismo – IZSLER – Regione – Comuni – Università degli Studi Facoltà di Medicina Veterinaria – Amministrazione Provinciale – Associazioni di categoria – Associazioni Protezionistiche ed Animaliste . Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: DGR 350/2011 – Piano Regionale della Prevenzione Veterinaria 2012-2014 – Reg. (CE) 852-853-854 e 882/2004 – PNR – PNAA – Reg.(CE) 1/2005 – Reg.(CE) 1099/09 – Reg (CE) 1069/09– O.M. 3.3.2009 – Manuale Regionale sugli Standard di funzionamento dei controlli ufficiali – D.L.vo 194/2008 – D.P.C.M. 29.11.2001 SICUREZZA ALIMENTARE E SANITA’ VETERINARIA MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO Le attività in ambito distrettuale devono svolgersi nel rispetto del Piano Regionale Prevenzione Veterinaria 2012-2014 e pianificando gli obiettivi triennali da declinare annualmente tramite la predisposizione dei Piani Integrati Aziendali e Distrettuali della Prevenzione Veterinaria SETTORE PROGRAMMAZIONE PROGRAMMAZIONE Tabella “La Prevenzione veterinaria” Programmazione e pianificazione attività previste dal PIAPV(seconda annualità 2013) nel corso di incontri di Comitato di Dipartimento di Prevenzione Veterinario alla presenza di tutti gli attori coinvolti con particolare riguardo ai controlli,compresi quelli integrati con IZSLER sulla base dell’analisi di contesto territoriale e in relazione alla graduazione del rischio. Individuazione dei settori e delle attività da sottoporre a vigilanza e degli impianti da sottoporre a verifica Pianificazione e svolgimento dell'attività sulla base del livello di rischio individuato. RISULTATI ATTESI Approvazione della seconda annualità del piano entro il 31.01.2013 e stesura dei Piani Aziendali entro il 28.02.2013. Esecuzione di almeno il 90% dei sopralluoghi e dei controlli programmati 73 PROGRAMMAZIONE PIANI DI CAMPIONAMENTO VERIFICHE SU TUTTA LA FILIERA PRODUTIVA SICUREZZA ALIMENTARE E SANITA’ VETERINARIA Pianificazione obiettivi triennali con declinazione annuale. Le attività della sicurezza alimentare e della sanità veterinaria riguardano la predisposizione e lo svolgimento dei seguenti piani: • Piano Aziendale e Distrettuale Controlli in base al livello di rischio attribuito alle singole attività • Piano Audit Servizi IAOA e SIAPZ in impianti riconosciuti UE, Paesi Terzi e Fed. Russa,anche con la collaborazione dell’IZSLER. • Piano Audit Servizio IAOA in impianti riconosciuti • Piano Audit Servizi SA e SIAPZ in allevamenti bovini superiori a 50 capi. • PNR,PNAA,Piano PCB e diossine,Piano latte crudo, Piano Alpeggi,Piano Salmonella in prodotti a base di carne,Piano Listeria in formaggi,Piano controllo temperature. • Audit interni su corretta applicazione procedure speciali e di sistema. SETTORE AUDIT ESTERNI DESCRIZIONE CONTESTO AUDIT INTERNI MACRO ATTIVITA’ RISULTATI ATTESI Esecuzione di almeno il 90% dei campionamenti programmati Programmazione, pianificazione, svolgimento, dei Piani di campionamento, monitoraggio e controllo sulla base delle indicazioni ministeriali regionali a cura dei competenti Direttori di Servizio e dei Referenti di ogni singolo Piano Esecuzione del 100% degli Audit programmati con IZSLER Esecuzione del 100% degli Audit programmati in impianti riconosciuti e in allevamenti bovini Esecuzione del 100% degli Audit interni programmati (1 per Distretto) 74 Sperimentazione e messa a regime sistema informatizzato gestione sanzioni amministrative Programmazione, pianificazione, esecuzione e monitoraggio dei Piani di Bonifica Sanitaria e di controllo sulle malattie trasmissibili degli animali domestici INFORMATIZZAZIONE DEMATERIALIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Implementazione Sistema Informativo Veterinario Integrato SETTORE TRASMISSIBILI TRA ANIMALI E DAGLI ANIMALI ALL’UOMO DESCRIZIONE CONTESTO PREVENZIONE E CONTROLLO DELLE MALATTIE CONTROLLO DELLE MALATTIE TRASMISSIBILI SISTEMA INFORMATIVO VETERINARIO, ANAGRAFI ZOOTECNICHE E INFORMATIZZAZIONE AMMINISTRATEIVA MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Integrazioni ed aggiornamenti previsti secondo scadenze indicate da U.O. Veterinaria Regionale Aggiornare ed implementare SIVI rispettando le scadenze indicate da U.O. Regionale Utilizzo sperimentale nel corso del 1° quadrimestre 2013 e successiva messa a regime del sistema Messa a regime del sistema entro l’anno Programmazione, pianificazione e svolgimento di interventi diagnostici e di atti di vigilanza, monitoraggio e controllo sulle malattie trasmissibili degli animali. Effettuazione del 90% degli interventi programmati negli allevamenti 75 PREVENZIONE AL RANDAGISMO Il tema dell’aggressività dei cani e dei conseguenti episodi di morsicatura è argomento sempre attuale. La grande partecipazione ai Corsi effettuati nel 2012 e le sempre più frequenti richieste di iscrizione e di istituzione di iniziative riguardanti anche altri animali d’affezione impongono lo svolgimento di nuove ulteriori edizioni PREVENZIONE DELLE MORSICATURE E DELLE AGGRESSIONI DA CANI Nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013 sono previste verifiche sul rispetto delle condizioni necessarie per fruire dei contributi erogati da UE Nuove attività di monitoraggio e controllo sanitario sulla fauna selvatica al fine di prevenire la trasmissione di malattie infettive agli animali domestici e all’uomo RISULTATI ATTESI Programmazione e svolgimento nuove edizioni dei Corsi per proprietari di cani previsti dalla O.M. 3.3.2009 e successive modifiche. Effettuazione del 100% dei Corsi programmati Programmazione e svolgimento Corsi per proprietari di gatti ed altri animali d’affezione Acquisizione elenco da D.G. Sanità e da D.G. Agricoltura Aziende da sottoporre a verifica 100% controlli eseguiti con le modalità indicate rispetto ai controlli assegnati. Programmazione e svolgimento del Piano di monitoraggio e controllo sanitario della fauna selvatica Adempiere alle attività previste nel Piano secondo le indicazioni della U.O. Veterinaria Regionale Programmazione ed esecuzione controlli del Piano sul benessere animale in allevamento e durante il trasporto Esecuzione del 90% dei controlli programmati PIANI DI SETTORE IGIENE ALLEVAMENTI E PRODUZIONI ZOOTECNICHE Piano Benessere animale PROGRAMMAZIONE PIANO DEI CONTROLLI SULLA CONDIZIONALITA’ IN ALLEVAMENTO SETTORE PIANO DI CONTROLLO SU FAUNA SELVATICA DESCRIZIONE CONTESTO SANITA’ E BENESSERE ANIMALE MACRO ATTIVITA’ 76 Attivazione di progetti innovativi a valenza locale,con particolare riguardo a specifiche situazioni territoriali finalizzati ad aumentare l’efficacia dei processi di attuazione del controllo ufficiale e di erogazione dei LEA attraverso l’utilizzo dei fondi funzioni non coperte da tariffe predefinite anno 2013 Implementazione dell’attività di controllo, aggiornamento dell’anagrafica ed individuazione dei livelli di rischio in attività di ristorazione e somministrazione di produzioni alimentari tipiche della Provincia di Como attraverso interventi finalizzati a garantirne la sicurezza. PIANI DI SETTORE Piano Farmacovigilanza negli allevamenti e nelle strutture veterinarie SETTORE PROGETTI INNOVATIVI DESCRIZIONE CONTESTO EXPO 2015 PREVENZIONE VETERINARIA SICUREZZA ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE E FARMACI VETERINARI MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE Individuazione strutture da sottoporre a verifica. Programmazione ed esecuzione controlli e verifiche previste dal Piano di Farmacovigilanza RISULTATI ATTESI Esecuzione del 90% dei controlli programmati Implementazione e aggiornamento in continuo anagrafe zootecnica ovicaprina informatizzata. Revisione ed implementazione dati anagrafe canina. Verifica sulla shelf-life dei formaggi porzionati in collaborazione con IZSLER Brescia Attività di vigilanza e controllo presso entità della grande distribuzione operanti nelle giornate festive Individuazione attività da sottoporre a controllo, programmazione e svolgimento sopralluoghi congiunti DPM e DPV 77 MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE RISULTATI ATTESI Programmazione, stesura, diffusione e approvazione Piano Stesura e approvazione Piano entro 31.1.2013 Individuazione dei partecipanti ai Corsi Eupolis e successiva partecipazione del personale identificato Maggiore formazione del personale Organizzazione e svolgimento del 100% dei Corsi programmati per personale dipendente tenuti da docenti interni Maggiore formazione del personale Corsi di formazione sulla gestione dell’anagrafe canina informatizzata per Veterinari L.P. accreditati Organizzazione e svolgimento del 100% dei Corsi programmati a cura docenti interni appartenenti al Servizio Sanità Animale. Maggiore formazione del personale Corsi di formazione per utenti esterni (allevatori, trasportatori, OSA) Organizzazione e svolgimento dei Corsi a cura di docenti interni Effettuazione del 100% dei Corsi programmati Verifica e Aggiornamento dei riferimenti esterni contenuti nelle tabelle del Piano(numeri telefonici ed Indirizzi). Verifica ed aggiornamento archivi e dispositivi di protezione (DPI etc.) entro il primo semestre 2013. Corsi di formazione sulla gestione delle anagrafi informatizzate Aggiornamento Piano Emergenze del Dipartimento di Prevenzione Veterinario FORMAZIONE Prosecuzione della partecipazione ai Corsi Eupolis PIANO EMERGENZE GESTIONE EMERGENZE VETERINARIE SICUREZZA ALIMENTARE E SANITA’ VETERINARIA Predisposizione Piano di Formazione Aziendale in coerenza con gli obiettivi strategici della DG Sanità e con gli obiettivi specifici del PIAPV PROGRAMMAZIONE -Verifica ed aggiornamento archivi e dispositivi di protezione -Verifica ed eventuale aggiornamento procedure Verifica ed aggiornamento riferimenti esterni (Indirizzi telefoni, etc.) e procedure entro il 2013 78 LA PRESA IN CARICO DELL’ASSISTITO La rete dei servizi sanitari territoriali Il continuo aumento della prevalenza delle patologie croniche degenerative (12,5 % della popolazione è affetta da cardiovasculopatie, il 5% da diabete mellito, il 4,8% da neoplasie il 2% da broncopneumopatie), della durata della vita media, la crescente necessità di un ridimensionamento del ruolo dell’ospedale e della razionalizzazione della spesa sanitaria, determinano inevitabilmente l’esigenza di una riorganizzazione dei modelli assistenziali mediante l’implementazione di un modello integrato di presa in carico dell’assistito. L’obiettivo è infatti quello di passare dalla semplice cura delle patologie alla presa in carico dell’assistito e dei suoi bisogni di salute. La rete integrata multidisciplinare Ospedale-Territorio rappresenta, al momento attuale, il modello di risposta più adeguato al soddisfacimento dei bisogni. Il ruolo del medico di medicina generale deve essere rivalutato e valorizzato come primo e fondamentale riferimento per il paziente cronico. Attori coinvolti: Dipartimento Cure Primarie, Dipartimento ASSI, Dipartimento PACS, Distretti Socio Sanitari, Strutture erogatrici, Medici di Medicina Generale Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: GOVERNO CLINICO: DGR n. 937 del 01/12/2010, DGR n.1479 del 30/03/2011, DDGS n. 4383 del 16/05/2011; DGR n. 2633 del 6/12/2011 e DGR n. 4334 del 31/10/2012; GOVERNO DELL’ASSISTENZA PROTESICA E ASSISTENZA INTEGRATIVA: DM 332 del 27/8/1999, DGR.8730 del 22.12.2008, DGR 993 del 1.12.2010; DGR 2633 del 6.12.2011e la delibera delle Regole DGR4334 del 31.10.2012. CRS-SISS: Allegato alla deliberazione n. 10031 del 07 Agosto 2009 - Sistema Informativo Socio-Sanitario: Il Sistema Informativo Socio-Sanitario: evoluzioni 2010-2012 con possibile estensione al 2014 – Piano di massima.; Allegato n.1 alla D.G.R. n. 10512 del 09/ Novembre 2011 – Sistema Informativo Socio-Sanitario: Il Sistema Informativo evoluzioni 2010-2012 – Piano di dettaglio. ; Allegato N.1 alla D.G.R. N. IX/4334 del 26 Ottobre 2012 - Indirizzi di programmazione sanitaria per l’anno 2013. DESCRIZIONE CONTESTO La necessità e l’urgenza di adottare misure finalizzate ad assicurare la continuità dello svolgimento di attività connesse ai bisogni di salute, di qualità e appropriatezza delle cure, ed economicità nell’impiego delle risorse, determina l’esigenza di una revisione degli strumenti già posti in essere relativi al governo clinico degli assistiti affetti d a patologie croniche affiancata alla sperimentazione di nuovi modelli organizzativi ed assistenziali . SETTORE PROGETTO CREG MACRO ATTIVITA’ IL GOVERNO CLINICO Tabella “La Rete dei Servizi Sanitari Territoriali” PROGRAMMAZIONE Realizzazione di un programma per il Governo Clinico dei pazienti affetti da patologie croniche: • Valutazione dei 4 PDTA attivi e revisione del PDTA Diabete; • Monitoraggio aderenza ai PDTA; • Istituzione di un tavolo di coordinamento ASLMMG per un confronto inerente il monitoraggio dei PDTA e l’appropriatezza dell’uso delle risorse; • Proseguimento della sperimentazione CReG. RISULTATI ATTESI Revisione PDTA diabete Determinazione di un panel di indicatori finalizzati al monitoraggio dell’applicazione del PDTA Elaborazione di un documento condiviso gestione del paziente cronico per la corretta Monitoraggio attività dei 4 soggetti gestori dei Creg 79 Tutti gli Enti Erogatori Privati ed Accreditati sono integrati al SISS per la gestione dei flussi di rendicontazione e per i servizi iniziali (che consentono di identificare il cittadino e gestire le prescrizioni). Di queste, le strutture che dovevano integrarsi in modo completo (ossia fino alla pubblicazione dei referti per renderli visibili ai cittadini e ai medici curanti) hanno integrato almeno una tipologia di prestazione (laboratorio, radiologia, lettere di dimissione, ecc.) Nel 2012 55 RSA rispetto ad un totale di 56, risultano completamente integrate al SISS AUSILI PER DIABETICI In merito alla razionalizzazione della spesa e al continuo aumento della prevalenza della malattie cronicodegenerative vi è la necessità di promuovere interventi finalizzati a rendere sempre più appropriato il percorso assistenziale che regolamenta l’assistenza protesica e quella integrativa. SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Razionalizzazione della rete attraverso un maggior coordinamento degli attori coinvolti nel macroprocesso protesica: articolazioni aziendali, fornitori, soggetti erogatori (medici prescrittori). Istituzione di un tavolo di coordinamento con i soggetti esterni (soggetti erogatori e fornitori) Integrazione dei flussi informativi Realizzazione di un cruscotto aziendale per il governo Riorganizzazione delle competenze e dei sistemi operativi finalizzati alla programmazione, vigilanza e controllo Assegnazione di competenze e di progettazione della formazione sia a livello dipartimentale sia distrettuale Incremento delle tipologie di prestazioni integrate. Rendere disponibile sul Fascicolo Sanitario Elettronico un numero sempre più rilevante di referti. INTEGRAZIONE AL SISS DESCRIZIONE CONTESTO Prosecuzione dell’integrazione completa al SISS (che permette di pubblicare i referti di alcune prestazioni e renderli visibili ai cittadini e ai loro medici curanti). RSA CRS-SISS GOVERNO DELL’ASSISTENZA PROTESICA E ASSISTENZA INTEGRATIVA MACRO ATTIVITA’ Prosecuzione dell’integrazione al SISS per la trasmissione dei flussi informativi ed erogazione dei servizi di scelta e revoca del medico agli ospiti. Incrementare i servizi informatizzati di prenotazione con ampliamento dell’offerta delle prestazioni prenotabili Si prevede l’integrazione dell’ultima RSA mancante. 80 SETTORE L’attività di sensibilizzazione dei cittadini sull’utilità del consenso al trattamento dei dati sanitari personali per la creazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, hanno portato la percentuale di adesione a Novembre 2012 al 67,08 % della popolazione (ultimo dato disponibile). CITTADINI Durante il corso dell’anno 2012 sono stati erogati più di 20.000 PIN legati alla CRS (Carta Regionale dei Servizi). COMUNI, ASL e SPAZIO REGIONE Nel corso del 2012 sono aumentate le farmacie coinvolte nel servizio di prenotazione di prima visita o visite di controllo. Gli MMG/PDF effettuano prescrizioni via SISS e trasmettono i certificati di malattia on-line. PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Continua la raccolta del consenso informato presso le sedi predisposte Presso le sedi predisposte verrà garantito il servizio di rilascio/registrazione del consenso informato; rispetto del target indicato dalla Regione Continua il servizio di erogazione codici PIN/PUK E’ garantito il servizio presso le sedi abilitate FARMACIE DESCRIZIONE CONTESTO Prosecuzione del servizio di prenotazione di prima visita o visite di controllo nelle farmacie. Incremento delle farmacie aderenti al servizio Rispetto del target che verrà indicato dalla Regione MMG/PDF CRS-SISS MACRO ATTIVITA’ Prosecuzione dell’attività prescrittiva tramite SISS e trasmissione dei certificati di malattia on-line. Collegamento degli ambulatori non ancora attivi. Si prevedono altresì opportune azioni a supporto attività lavorativa di MMG e PDF. Monitoraggio periodico dei livelli di prescrittività con rispetto del target che verrà successivamente indicato dalla Regione Prosecuzione del collegamento degli ambulatori non ancora attivi . 81 Il Governo della rete dei servizi sanitari territoriali La necessità di potenziamento dei servizi territoriali come più efficace risposta al trattamento dello patologie cronico degenerative, affidando all’ospedale il ruolo di struttura deputata al trattamento delle acuzie non altrimenti trattabili determina la conseguente necessità di un governo della rete. L’eccessiva frammentazione dei servizi e delle attività non garantisce la continuità del percorso dell’assistito ed il perseguimento dell’obiettivo di gestione territoriale del paziente cronico. Di conseguenza l’integrazione tra medico di medicina generale, medico di continuità assistenziale, specialista ospedaliero risulta ineludibile per un miglior orientamento del paziente e il miglioramento della qualità della sua assistenza. L’organizzazione degli ospedali in reti cliniche e logistiche viene considerata una possibile soluzione alle problematiche connesse al cambiamento della domanda di salute ed all’ evoluzione tecnologica dell’offerta che, implicando costi sempre maggiori, pone il problema della sostenibilità economica del servizio sanitario. Con l’invecchiamento della popolazione si ha un aumento di cronicità e di non autosufficienza; le patologie croniche richiedono pochi interventi in fase acuta ma una presa in carico continua che dovrebbe essere garantita da servizi sanitari in rete, con una preponderanza del ruolo dei servizi territoriali. La riorganizzazione delle reti di ricovero e cura coniuga appropriatezza clinica e appropriatezza allocativa delle risorse Attori coinvolti: Dipartimento PAC/S; Dipartimento Cure Primarie, MMG strutture sanitarie del territorio, Regione Lombardia Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: PROGRAMMAZIONE SANITARIA: DGR 4334 del 26.10.2012, Circolare attuativa prot.n. H1.2012.36178, DGR 4605 del 28.12.2012, DGR 4606 del 28.12.2012; Piano Socio Sanitario Regionale 2010- 2014 Tabella “Il Governo della rete dei servizi sanitari territoriali” DESCRIZIONE CONTESTO Contrattualizzazione e budget con le Strutture che erogano prestazioni di ricovero, Specialistica Ambulatoriale, psichiatria e NPI L’offerta di posti letto relativo alla provincia di Como è soggetta a variazioni nel corso dell’anno. Dal 1 gennaio 2013 le strutture di ricovero e cura dovranno aggiornare puntualmente i flussi ministeriali di rilevazione che saranno utilizzati per la programmazione regionale SETTORE INDICI DI OFFERTA E NEGOZIAZIONE PROGRAMMAZIONE SANITARIA MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE Contrattualizzazione del budget per l’anno 2013 con le nuove disposizioni introdotte dalla DGR 4334/2012 che prevedono l’assegnazione di due quote di risorse (ricoveri e ambulatoriali) entrambe comprendenti il valore delle prestazioni extra- budget. Per l’attività ambulatoriale è stata prevista una programmazione quadrimestrale con la definizione di specifiche aliquote. Monitoraggio delle rilevazioni ministeriali (modelli HSP) inerenti le attività di ricovero e in particolare del numero dei posti letto mediamente utilizzato durante l’anno. RISULTATI ATTESI Sottoscrizione contratti integrativi con budget provvisorio il 31/12/2012 e contratti definitivi entro il 30/04/2013 con eventuali riaperture negoziali nel corso dell’anno 2013, come indicato da Regione Lombardia. Salvaguardia dell’accessibilità ai servizi per i cittadini attraverso almeno 2 incontri di monitoraggio dell'attività con le strutture accreditate e a contratto. Verificare che i posti letto effettivamente operativi e messi a carico del SSN corrispondano agli indici d’offerta ministeriali attraverso una verifica per ciascuna struttura di ricovero. 82 DESCRIZIONE CONTESTO PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Effettuazione di uno studio multicentrico relativo all’appropriatezza prescrittiva dell’EGDS. Elaborazione dati di erogazione EGDS (Esofagogastroduodenoscopia) al fine di migliorare l’accessibilità e ridurre lo squilibrio domanda/offerta. Eventuale rafforzamento/ condivisione dei criteri di appropriatezza all’esecuzione dell' indagine di endoscopia digestiva stabiliti dalle Linee Guida internazionali rivolto a Medici di Medicina Generale e specialisti Verifica dell’appropriatezza nei 2 incontri con tutte le strutture erogatrici di EGDS Monitoraggio delle nuove attività trasferite ad un livello di erogazione differente (da ricovero diurno ad ambulatoriale) Pieno adempimento all'implementazione della MAC (Attività ambulatoriale ad alta complessità ed integrazione) e della BIC (attività di chirurgia a bassa intensità) inserendo la verifica di tali attività nel piano di controlli. Verifica del possesso dei requisiti di DH nei casi in cui gli stessi risultano mantenuti in assetto ed attivi nel 2012. Nel corso del 2011-2012 sono stati accreditati 44 posti per l'attività di sub acuti. Questi sono collocati presso l'istituto Clinico Villa Aprica, l'Ospedale Valduce e il Presidio dell'AO di Mariano Comense. In questa prima fase hanno utilizzato questa tipologia di ricoveri quasi unicamente pazienti in dimissione da un ricovero per acuti. RICOVERI Il patto della salute 2010 - 2012 ha individuato 108 DRG a rischio di inappropriatezza di erogazione e le procedure in essi contenuti dovranno essere portati dal regime ordinario e di DH a quello di MAC e BIC L’offerta dei posti letto di riabilitazione risulta oltre che numericamente consistente è poco differenziata per livello di intensità RIABILITAZIONE PROGRAMMAZIONE SANITARIA Focalizzazione su particolari aspetti e criticità dell’offerta SETTORE SPECIALISTICA AMBULTORIALE MACRO ATTIVITA’ Consolidamento di attività sub-acute con la contrattualizzazione di ulteriori posti tecnici e incremento dell’attività in ingresso con pazienti direttamente provenienti dal territorio e/o dalle strutture di pronto soccorso Rimodulazione del numero di posti letto di riabilitazione con un incremento dei posti letto di generale geriatrica attraverso specifici accordi con le strutture coinvolte Allineamento al numero di posti tecnici individuati da RL nel 2011, ovvero raggiungimento dei 54 posti tecnici accreditati Utilizzo più appropriato del ricovero ordinario attraverso la saturazione dei posti di sub acuti Utilizzo più appropriato dei posti letto di riabilitazione specialistica 83 PROGRAMMAZIONE SANITARIA Controllo dei Tempi di Attesa prestazioni di ricovero e prestazioni ambulatoriali A decorrere dal 1° gennaio 2013 le regioni dovranno farsi carico dei rimborsi connessi alla mobilità sanitaria internazionale SETTORE TEMPI DI ATTESA DESCRIZIONE CONTESTO STRANIERI MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Monitoraggio dei Tempi di attesa in riferimento a quanto previsto dal piano aziendale per il governo dei tempi di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di ricovero per l’anno 2013 Piano da predisporre entro il 31.01.2012 con l’individuazione delle aree critiche su cui intervenire tempestivamente Valutazione congiunta con AO finalizzata ad individuare in modo dettagliato le prestazioni di specialistica ambulatoriale, per le quali si possa prevedere nell’ultimo quadrimestre del 2013 una difficoltà di accesso in termini di allungamento eccessivo dei tempi di attesa e a cui destinare quote di risorse aggiuntive Sinergie tra strutture pubbliche e private, ospedaliere ed extraospedaliere nell’obiettivo di risolvere tempi d’attesa critici. Trasmissione della valutazione alla DG Sanità entro il 31 gennaio 2013 ed applicazione di quanto disposto successivamente da RL . Monitoraggio e controllo della corretta classificazione delle prestazioni erogate ai cittadini stranieri e di quanto eventualmente verrà indicato nella circolare regionale oggi in preparazione. Verifica dei dati inviati da ciascuna struttura di ricovero e cura relativamente alla corretta classificazione delle prestazioni erogate per consentire una compensazione finanziaria completa. 84 DESCRIZIONE CONTESTO Prosieguo nell’applicazione delle indicazioni di Regione Lombardia (PRSM e raccomandazioni e approfondimenti tecnici) relativamente a • Organizzazione CPS e SPDC • Dimissioni pz lombardi ricoverati presso gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari • Prosecuzione dei programmi innovatii • Implementazione nuovo software del sistema informativo SETTORE PSICHIATRIA PROGRAMMAZIONE SANITARIA MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Verifica che il DSM adotti modalità standardizzate di accoglienza e valutazione e di applicazione del PTI formulato per la presa in carico di pazienti gravi. Esistenza di una procedura e applicazione della stessa su tutti i CPS per un’organizzazione dell’attività dei CPS per percorsi di cura. Per quanto riguarda il percorso di consulenza stabilire le modalità per un rapporto organico con MMG. Elaborazione in modo congiunto AO/ASL di PDTA per i disturbi emotivi comuni. Attestare la presenza PDTA per i disturbi dello spettro depressivo ansioso. Monitoraggio pazienti OPG in collaborazione con il DSM. Progressivo incremento dei pazienti dimessi dagli OPG e conseguente riduzione del numero totale di pazienti ricoverati presso OPG. Valutazione di merito, da parte dell’OCSM, per il prosieguo dei programmi innovativi • Programma dipartimentale intervento precoce nelle psicosi: attivazione di una risposta integrata tra prevenzione e continuità delle cure; • Ritornare a casa; • Un patto per la salute mentale: il ruolo centrale degli utenti; • Vivere in prossimità; • Presa in carico integrata di pazienti psichiatrici con bisogni psico-sociali-sanitari complessi; • Adolescenti e giovani adulti: un modello di integrazione per il miglioramento della qualità e continuità delle cure; Invio entro il 15/02/2013 della relazione di quanto approvato da OCSM in merito alla stabilizzazione dell’area dell’innovazione in salute mentale Monitoraggio della nuova modalità di trasmissione dei dati della 46/san Migliorare la qualità dei dati raccolti l’elaborazione semestrale dell’attività attraverso 85 PROGRAMMAZIONE Stesura e attuazione del Piano dei Controlli sulla base delle indicazioni di Regione Lombardia Regione Lombardia provvederà nel corso del 2013 ad una riorganizzazione della rete ospedaliera, nello specifico le specialità già individuate dalla DGR IX/3976/12 (emergenza cardiovascolare ed emodinamiche, reti di patologia, reti di alta specialità, punti nascita, radioterapia) RISULTATI ATTESI Monitoraggio progetti approvati nel 2012 relativi alla gestione dell’emergenza, all’autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo e alla diagnosi e trattamento dei DSA: • Presa in carico diagnostica terapeutica dei minori con DSA; • Presa in carico tempestiva dei casi di autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo; • Gestione delle emergenze urgenze in età evolutiva: un modello integrativo di integrazione. Gli ultimi due progetti vengono proseguiti in collaborazione UONPIA e strutture private. Raccordo tra UONPIA e strutture riabilitative territorio PIANO ANNUALE CONTROLLI PROGRAMMAZIONE SANITARIA Prosieguo delle linee emanate dai gruppi di lavoro attivati da Regione Lombardia nel 2011 e 2012 SETTORE NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E DELL’ADOLESCENZA DESCRIZIONE CONTESTO RETI DI PATOLOGIA MACRO ATTIVITA’ Relazione di monitoraggio a RL al fine di attestare la stabilizzazione dei progetti e il miglioramento della collaborazione tra UONPIA e strutture private. del Presentazione del Piano Controlli entro il 31.01.2013 con il seguente dettaglio: • controllo del 14% dei ricoveri erogati dalle strutture (7% controlli di tipo mirato, 3% autocontrollo della qualità documentale, 4% autocontrollo di congruenza e di appropriatezza generica da parte delle strutture) • controllo del 3,5 % dei record ambulatoriali. Coordinamento locale di quanto emergerà dai lavori dei gruppi regionali . Attuazione di un piano di controlli condiviso con RL Attuazione di quanto individuato da Regione Lombardia a livello provinciale. Contrattualizzazione dell’attività . Rete delle cure palliative e terapia del dolore: monitoraggio dell’assistenza ODCP Ampliamento dell’offerta di ODCP a tutto il territorio provinciale attraverso l’ incremento del numero di pazienti presi in carico 86 SETTORE L’attuazione dei nuovi assetti organizzativi in materia di Soccorso Sanitario Extra-Ospedaliero in Regione Lombardia (DGR IX/1964 del 06/07/2011) e la riorganizzazione della infrastruttura tecnologica delle Centrali Operative di Emergenza Urgenza (COEU), comporterà la necessità di integrazione del servizio di CA di Sondrio presso la Centrale di Coordinamento della CA di Como (CO.CA), già attivata, tramite l’implementazione della struttura tecnologica esistente. Tale processo impatterà sul modello organizzativo di gestione dell’intero servizio di CA dell’ASL di Como , che dovrà necessariamente essere oggetto di un processo di riorganizzazione sia a livello della centrale di coordinamento sia a livello di postazioni territoriali. RETE TERRITORIALE DI DESCRIZIONE CONTESTO Al fine di ridurre gli accessi inappropriati in pronto soccorso per assistiti in età pediatrica è ritenuto necessario garantire l’assistenza pediatrica territoriale nei giorni di sabato CONTINUITA’ DELL’ASSISTENZA PEDIATRICA PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Piano di riordino delle postazioni territoriali CONTINUITA’ ASSISTENZIALE CONTINUITA’ ASSISTENZIALE MACRO ATTIVITA’ Riorganizzazione del servizio di continuità assistenziale: • • • Ridefinizione numero, ubicazione e turnistica delle postazioni territoriali; Informatizzazione delle postazioni territoriali; Riorganizzazione della CO.CA (Centrale Operativa Continuità Assistenziale), attraverso l’integrazione del servizio di gestione della C.A. di Sondrio e la rivalutazione del modello organizzativo di gestione della sede centrale di Como. Attuazione dell’informatizzazione nelle sedi già individuate Integrazione del servizio di gestione della C.A. di Sondrio Proseguimento dell’attività presso due sedi territoriali: Mariano Comense e Appiano Gentile. Monitoraggio attività svolta 87 Prosecuzione delle linee emanate con le Regole regionali 2011/ 2012 in materia di analisi, monitoraggio e razionalizzazione della spesa farmaceutica. SETTORE FARMACEUTICA TERRITORIALE DESCRIZIONE CONTESTO FARMACEUTICA OSPEDALIERA ASSISTENZA FARMACEUTICA MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI La modalità operativa della procedura condivisa, per i farmaci ospedalieri riclassificati da fascia H a fascia A ( PHT), non deve costituire aggravio di spesa per il SSR rispetto ai costi attualmente sostenuti dalla Regione. Monitoraggio della procedura condivisa con le Strutture erogatrici, relativa alla prescrizione e distribuzione dei farmaci riclassificati da farmaci ospedalieri di fascia H a fascia A (PHT): la certificazione avverrà con cadenza mensile. Governo spesa farmaceutica convenzionata attraverso: • l’inserimento del raggiungimento della % farmaco equivalente sul totale prescritto secondo i parametri individuati dalle Regole regionali 2013, come obiettivo contrattuale con Strutture; • l’organizzazione di incontri formativi con Medici Specialisti e MMG provvedendo all’aggiornamento del Prontuario Dimissioni e del Prontuario Farmaci Equivalenti Raggiungimento al 31.12.2013 della % di farmaco equivalente sul totale prescritto secondo i parametri individuati dalle Regole regionali 2013. Monitoraggio procedura condivisa con le Strutture erogatrici nell’ambito del Prontuario delle Dimissioni e dei Farmaci Biosimilari, relativa alla prescrizione di quest’ultimi nei pazienti “ naive”. Verifica dei piani terapeutici dei farmaci biosimilari rendicontati dalle Strutture erogatrici al fine di certificare che la modalità operativa della procedura condivisa costituisca valore aggiunto per non determinare un aggravio della spesa farmaceutica convenzionata Monitoraggio e controllo farmaci innovativi Controllare e monitorare il 100% della prescrizione/erogazione attraverso il tracciato record File F dei farmaci oncologici ed oftalmologici con scheda AIFA, appartenenti alla tipologia 5,2 o 1 di rendicontazione in File F al fine di migliorare l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci ad alto costo utilizzati in ambito ospedaliero. 88 LA RETE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: L.R. n. 3/2008, L.R. n. 2/2012, DGR 8496/2008, DGR 2633/2011, DGR 937/2010, DGR 3850/12, DGR 3540/12, DGR 6231/12, DGR 3239/12, DGR 3376/12, DGR 4221/12, DGR 4334/12, TU 309/90, DGR n.12621/2003, Circolare regionale n.2 del 20.12.2012, Decreto del Ministero della Salute del 11.06.2010, DGR n. 3375/2012, DGR n.1999/2011, DGR n. 6219/2007, DGR n. 10158/.2009, Progetto quadro nazionale NNIDAC 2011-2012,DGR n. 4225/2012; ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA: Dgr 4221/12 “ Misure a sostegno del welfare aziendale ed interaziendale e della conciliazione Famiglia - Lavoro in Lombardia”. ; D.d.u.o. n. 12138/12 “Approvazione delle indicazioni per la partecipazione alle iniziative di welfare aziendale e interaziendale e alla dote conciliazione servizi alla persona, in attuazione della Dg.r. del 25 ottobre 2012 n. 4221”; D.d.s. 13 dicembre 2012 - n. 12140 “Approvazione delle modalità di adesione alla "Filiera conciliazione" da parte di soggetti erogatori di servizi, in attuazione della Dgr del 25 ottobre 2012 n. 4221” Attori coinvolti: Dipartimento ASSI, Dipartimento Dipendenze, servizi erogatori ASL (Consultori Familiari e Sert/Noa), Dipartimento di Prevenzione Medico, UOC Miglioramento qualità ed educazione alla salute, Dipartimento Cure Primarie, Uffici di Piano, Enti gestori dei servizi socio-sanitari Integrati, soggetti del Terzo settore, Ufficio scolastico provinciale, rete della Conciliazione Famiglia – Lavoro ( Ster, Uffici di Piano, imprese, soggetti Terzo Settore, enti pubblici, Associazioni di categoria), Forze dell’Ordine, Prefettura, Casa Circondariale, Regione, DPA Presidenza Consiglio dei Ministri, Istituto Ricerche Mario Negri. L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIOSANITARIA MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO Consultori familiari pubblici e privati accreditati in qualità di fulcro della rete di servizi ed interventi a favore della famiglia (nel suo ruolo generativo e di cura) in grado di raccoglierne le richieste e i bisogni offrendo soluzioni in tempo reale. Approvazione della sperimentazione in area consultoriale ex DGR 3239/12 relativamente alle nuove funzioni di ascolto, orientamento e supporto psico-socio-educativo. SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI ASSISTENZA CONSULTORIALE Tabella “La Rete dei Servizi Socio-Sanitari” Promozione di nuove modalità di presa in carico dell'utenza mediante la prosecuzione e potenziamento del primo semestre di sperimentazione già svolta “Genitori? Sì grazie”, attualizzata nel progetto «Tutti Per Uno, Un Consultorio Per Tutti» presso il C.F. pubblico di Como Gramsci e il C.F. privato La Famiglia di Como - sulle nuove funzioni di ascolto, orientamento e accompagnamento psicopedagogico, mediante la realizzazione delle linee di attività: “Noi con i nostri bambini” (ascolto, orientamento e supporto psico-educativo ai neogenitori, nonni e altre figure parentali) “Punto d’ascolto” (informazione, ascolto e orientamento alla rete dei servizi)“Una mano alla famiglia” (spazi di ascolto e sostegno psicopedagogico alla famiglia e ai suoi componenti rispetto a qualunque momento evolutivo del ciclo di vita individuale e/o familiare) che si concretizza nelle offerte: “Crescere Insieme”; “Spazio nonni”; “Giovani e dintorni”. Miglioramento dell'accessibilità consultoriale e personalizzazione della risposta all’individuo, alla coppia e alla famiglia, misurabile mediante il monitoraggio del livello di adesione alle nuove funzioni consultoriali sperimentate, sia nei termini quantitativi di affluenza ai nuovi punti di offerta, che qualitativi di gradimento del servizio (analisi esiti questionari restituiti). 89 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE Nell’attualità caratterizzata dall’incidenza della crisi economica globale sul sostentamento familiare e dalla pressante emergenza delle cosiddette “nuove povertà”, anche nel nostro territorio emergono con maggior diffusione e intensità le fragilità e difficoltà di nuclei familiari bisognosi di attenzione e sostegno sia economico che psico-sociale e che difficilmente accedono spontaneamente alla rete dei servizi socio-sanitari. SOSTEGNO ALLA NEOGENITORIALITA’ FRAGILE Prosecuzione delle progettualità finalizzata a favorire l'accesso ai Consultori da parte dei nuclei familiari fragili mediante la promozione di interventi di rete a supporto della famiglia e della maternità - dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino - che garantiscano un effettivo sollievo socio-economicorelazionale. Realizzazione - nell’ambito del progetto “Dalla parte dei bambini” - di piani integrati di sostegno socio/assistenziale/sanitario, tarati sui bisogni del target familiare fragile intercettato dalla rete territoriale di riferimento (pubblico/privato/terzo settore) - mediati e garantiti dalla figura del “case manager” consultoriale - comprendenti anche l’erogazione di “supporti concreti” (sostegno alimentare, beni e prodotti infanzia/ maternità, orientamento professionale, ecc.). Facilitazione dell’aggancio dell’utente alla proposta sociosanitaria integrata e fidelizzazione al servizio consultoriale, grazie anche al sostegno concreto offerto in risposta al bisogno familiare, verificabile mediante evidenze documentali relative ad ogni percorso realizzato (Indicatori: n. percorsi, tipologia e n. complessivo interventi erogati). Continuazione della sperimentazione legata alla Riforma regionale ADI prevedendo l’implementazione ed il miglioramento delle attività delle Unità Valutative Multidimensionali ASL (medico, infermiere, assistente sociale) in linea con le indicazioni di riferimento. Rilevazione dei bisogni della casistica più fragile e valorizzazione delle attività delle UVM attraverso revisione delle procedure interne riguardanti la casistica domiciliare ADI/SLA/SV. Prosecuzione della sperimentazione delle linee di indirizzo per l’assistenza di persone in stato vegetativo e delle persone affette da SLA. Miglioramento delle valutazioni multidimensionali relative ai progetti sperimentali regionali (progetti welfare, pazienti con bisogni complessi, progetti FNA ed altri in itinere) attraverso incontri periodici fra Dipartimento e Distretti. Monitoraggio della attività domiciliare concernente le dimissioni protette in condivisione con le Cure Primarie. Consolidamento delle prassi relative alle dimissioni protette in coerenza con i protocolli in vigore e in collaborazione con il Dipartimento Cure Primarie: esistenza di protocolli condivisi Esigenza di conoscere i bisogni delle famiglie e dei pazienti nella costruzione di risposte integrate con il miglior utilizzo possibile delle risorse del territorio. Sul territorio delle Provincia di Como sono presenti: 4 UVM, una per ambito distrettuale; 8 punti di accesso ADI nei distretti; 22 erogatori accreditati ADI di cui 9 erogatori ADI cure palliative. ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIO-SANITARIA MACRO ATTIVITA’ RISULTATI ATTESI 90 Integrare i progetti sperimentali in atto (finanziati con decreto 12861 / 27.12.2011) per minori con disabilità con la rete dei servizi accreditati per ottimizzare le risorse e le opportunità. Nei 4 Distretti ASL sono attivi 8 CeAD: sussiste la necessità di perseguire l’integrazione con i servizi sociali territoriali attraverso gli UdP e la sinergia con il terzo settore, con particolare riferimento alle realtà che offrono servizi complementari a quelli erogati da Asl o Comuni. I CeAD sono punto di riferimento per la popolazione e luogo di integrazione operativa fra i componenti della rete. In questo processo le attività di Valutazione Multidimensionale per la rilevazione dei bisogni sono lo strumento per migliorare l’uso dei servizi da parte dei cittadini. E’ necessario inoltre promuovere la qualità e la sussidiarietà dei diversi attori coinvolti nelle iniziative sperimentali regionali (Dgr 3239), con particolare riferimento alla valutazione complessiva della sperimentazione nell’area post – acuti. SETTORE ASSISTENZA AI DISABILI DESCRIZIONE CONTESTO PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Integrazione delle attività dei progetti sperimentali Welfare e dei progetti finanziati con FNA 2010 rivolti ai minori con disabilità nel quadro d'insieme della rete dei servizi, con particolare riferimento alla UONPIA ospedaliera e agli erogatori accreditati per prestazioni riabilitative. Nell’ambito delle attività dell’Organismo di Coordinamento per la Neuropsichiatria infantile garantire la massima integrazione dei progetti finanziati con le sperimentazioni welfare e FNA 2010 con le altre opportunità di presa in carico dei minori disabili. Acquisizione di dati sui minori con disabilità dalla UONPIA ospedaliera. Promozione dell’avvio degli sportelli di orientamento e consulenza per l’autonomia da parte del III settore Integrazione nella rete dei servizi degli sportelli per l’autonomia attraverso uno stabile collegamento con i CeAD. Aggiornamento distrettuale della conoscenza dei servizi erogati e in particolare delle associazioni che si rivolgono alla fragilità mediante la revisione del data base sul terzo settore disponibile sul sito aziendale. CeAD: fornire maggiori informazioni all’utenza sulle opportunità e sulle attività del terzo settore. ASSISTENZA AGLI ANZIANI L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIO-SANITARIA MACRO ATTIVITA’ Ulteriore semplificazione e facilitazione dell’accesso ai servizi da parte dell’utenza con l’affinamento delle procedure di accoglienza. Miglioramento continuo delle modalità di risposta ai bisogni dell’utenza fragile con l’utilizzo delle valutazioni multidimensionali Analisi dettagliata degli esiti delle sperimentazioni regionali per quanto riguarda i servizi per post – acuti e le ricadute sul sistema sanitario e socio-sanitario. Miglioramento dell’appropriatezza nelle dimissioni di casistica fragile dalle strutture sanitarie verso le RSA attraverso l’analisi dei dati rilevati nel corso della sperimentazione. 91 L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIO-SANITARIA L’attività relativa alla Assistenza Domiciliare Integrata nel 2012 ha riguardato 4.323 pazienti seguiti durante il corso dell’anno. Le valutazioni multi dimensionali dei Distretti riguardano gli assistiti fruitori dei progetti riferiti ai seguenti contesti: - sperimentazione regionale di un nuovo sistema di Welfare (DGR n. 3239/12); - progetti elaborati dagli Uffici di Piano a favore di minori con disabilità e i progetti presentati da alcune strutture accreditate (CDD, CDI, CSS) a favore di persone con bisogni particolarmente complessi sia per la caratteristica della loro disabilità che per criticità del contesto socio – familiare in cui sono inserite La valutazione multi dimensionale consente di contestualizzare le “risposte “ garantite attraverso l’erogazione dei servizi nella maniera più personalizzata possibile rispetto ai “bisogni” degli assistiti. SETTORE INTERVENTI IN MATERIA DI CONCILIAZIIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO DESCRIZIONE CONTESTO MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Prosecuzione sperimentazione a sostegno politiche di Conciliazione Famiglia Lavoro. delle Attivazione percorso regionale in materia di: Messa a sistema della filiera di Conciliazione. emissione Bando in attuazione della DGR. 4221/12 – imprese e erogazione dote di conciliazione. Progetto dote di conciliazione servizi alla persona. Coordinamento delle attività progettuali Attività distrettuale per l’accompagnamento cittadino nella presentazione dei progetti. al Supporto al cittadino nella compilazione della modulistica relativa alla richiesta di voucher per i servizi di conciliazione. Attività di promozione e informazione Azioni di supporto allo sviluppo conciliazione tra le imprese della rete di 92 Attraverso l’area erogativa, rappresentata da sei sedi SERT accreditate, viene garantita la cura e la riabilitazione ai soggetti con dipendenze patologiche da sostanze illegali e legali e da comportamenti di “addiction” non mediati da sostanze. I principi ispiratori sono la presa in carico, l’integrazione delle professionalità, la valutazione dei bisogni e degli esiti degli interventi, approccio volto al recupero e al reinserimento. L’assistenza ai detenuti tossicodipendenti della Casa Circondariale “Bassone” , in termini di cura e di riabilitazione, viene garantita da una specifica èquipe del Sert di Como. La popolazione carceraria con patologie di dipendenza rappresenta il 30% con un aumento consistente di soggetti stranieri (48%). Ogni anno sono assistite presso i locali dedicati di “Spazio carcere” circa 350 persone.. Il percorso intramurario si è dimostrato efficace nel migliorare l’esito del programma terapeutico attivato successivamente all’esterno in applicazione delle misure alternative alla detenzione prevenendo le ricadute nel reato. SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Garanzia delle prestazioni ambulatoriali di cura e riabilitazione ai soggetti con dipendenza da sostanze illegali e legali e da comportamenti di “addiction” in funzione della domanda di assistenza ( n. utenza presa in carico dai Sert e n. prestazioni erogate) AREA EROGATIVA SERT DESCRIZIONE CONTESTO Erogare gli interventi di assistenza diretta ai soggetti con dipendenza patologica da sostanze illegali e legali e da comportamenti di “addiction” garantendo la valutazione dei bisogni e degli esiti. DIPENDENZE CARCERE L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LE PROGETTUALITA’ DI AREA SOCIO-SANITARIA MACRO ATTIVITA’ Erogare prestazioni di cura e riabilitazione rivolte a detenuti tossicodipendenti presso la Casa Circondariale di Como nello “Spazio carcere” dedicato. Partecipazione attiva alla sperimentazione regionale Sert sulla definizione degli interventi in funzione della diagnosi e della valutazione dei bisogni (piena adesione alle indicazioni regionali) Adesione con avvio al progetto ”Net Outcome” Dipartimento Politiche Antidroga (Presidenza Consiglio Ministri) per la valutazione degli esiti dei trattamenti soggetti in trattamento farmacologico per dipendenza oppiacei finanziato per € 15.557,53 (sottoscrizione protocollo da parte dell’ASL all’1.1.2013) del dei nei da del Garanzia dell’assistenza ai detenuti tossicodipendenti della Casa Circondariale di Como anche in integrazione con le altre realtà operanti in carcere su progettazioni di reinserimento sociale con attività riabilitative intramurarie (previsti 350 soggetti) 93 MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI ASSISTENZA ALLE CARCERI Semestralmente il Dipartimento di Prevenzione Medico esegue visite ispettive igienico-sanitarie presso l’unico carcere presente sul territorio. Nell’ambito della sorveglianza delle malattie infettive nell’ultimo anno è stata data particolare attenzione alla prevenzione della legionellosi. SORVEGLIANZA MALATTIE INFETTIVE Si intende attuare una revisione, in condivisione con l’Azienda Ospedaliera S. Anna deputata alle attività sanitarie interne al carcere, delle misure di prevenzione delle malattie infettive in comunità carceraria, con particolare riguardo alla sorveglianza della malattia tubercolare e delle MTS. Migliorare e rendere più efficaci gli interventi di sorveglianza delle malattie infettive. ATTENZIONE AGLI STRANIERI Nel corso dell’anno 2012 si è sostanzialmente interrotto il flusso dei migranti dal Nord Africa evidenziatosi in modo consistente nell’anno precedente. Tuttavia continua un flusso ridotto ma costante di migranti presso le strutture di accoglienza presenti sul territorio. Per costoro sono state mantenute in essere le misure di sorveglianza sanitaria integrata previste dal progetto ”Migranti dal nord Africa” con particolare riguardo alla sorveglianza della malattia tubercolare e delle MTS. Sono infatti stati sottoposti a test di Mantoux 109 soggetti e sono stati distribuiti a tutti i centri di accoglienza e agli stranieri accedenti agli ambulatori dei viaggiatori internazionali opuscoli informativi sulle MTS e sul centro MTS SORVEGLIANZA SANITARIA MIGRANTI Prosecuzione dell’attività integrata di sorveglianza sanitaria dei migranti in arrivo presso i centri di accoglienza in collaborazione con le associazioni di riferimento. Pianificazione ed attuazione di specifici interventi preventivi per la malattia tubercolare, le MTS e l’epatite A: patologie per cui gli stranieri sono considerati target a rischio. Consolidamento di un sistema che permetta di tutelare la salute nella popolazione immigrata, individuando tempestivamente eventuali emergenze di salute pubblica per minimizzare possibili effetti negativi sulla comunità. Pianificazione di strategie preventive per la malattia tubercolare mirate alla popolazione immigrata con aumento dei soggetti sottoposti a screening; promozione dell’accesso al centro MTS con individuazione di canali preferenziali di accesso al centro stesso; offerta della vaccinazione antiepatite A a tutti i soggetti stranieri di età inferiore a 14 anni 94 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Il Dipartimento di prevenzione medico gestisce secondo la normativa di riferimento(DGR VII/6471 ottobre 2001-DGR VII/20766 febbraio 2005)l’inserimento dei soggetti affetti da Aids /infezione da HIV e sindromi correlate in assistenza extra-ospedaliera residenziale e semi residenziale. Nel territorio sono presenti strutture convenzionate :una casa alloggio, un centro diurno integrato ed un hospice. Nel corso dell’anno 2012 sono stati inseriti 9 pazienti con particolare attenzione al rispetto dei tempi di attesa per l’inserimento. Attualmente sono in carico 11 pazienti. L’attività è rendicontata attraverso l’utilizzo dell’applicativo informatico regionale SOFIA ASSISTENZA MALATI AIDS E SINDROMI HIV CORRELATE AIDS E SINDROMI HIV CORRELATE ASSISTENZA EXTRA-OSPEDALIETA MALATI DI MACRO ATTIVITA’ Si prevede di mantenere buoni standard qualitativi gestionali nel rispetto dei tempi previsti per la presa in carico dei pazienti e dei loro bisogni reali con l’esecuzione di monitoraggio periodico dei progetti assistenziali individuali dei singoli pazienti inseriti. Mantenimento di una rete integrata per valutare i bisogni assistenziali, sia di ordine sociale che sanitario, dei soggetti affetti da infezione HIV/aids che consenta l’individuazione di una risposta assistenziale personalizzata, idonea, efficace nell’ottica di un miglioramento dell’autonomia e congrua anche dal punto di vista economico. 95 Il Governo della rete dei servizi socio-sanitari La programmazione sociosanitaria deve rispondere ad un sistema di bisogni di crescente complessità e differenziazione a cui occorre offrire modalità di valutazione del bisogno e di accompagnamento della persona maggiormente integrate e puntuali rispetto ai diversi progetti individuali. Un aspetto che costituisce una criticità del sistema è quello della frammentazione dei servizi, rispetto alla quale bisogna attivare delle azioni di ricomposizione, sia per favorire la fruibilità degli stessi da parte degli assistiti, sia per un più razionale utilizzo delle risorse disponibili. A tal proposito si evidenzia quindi il ruolo di governance del sistema che l’ASL deve esercitare ; in particolare nell’ambito socio sanitario attraverso le azioni di coordinamento, programmazione e acquisto delle prestazioni, nonché di vigilanza e controllo. A supporto di tale funzione di governance, si sottolinea l’importanza dello sviluppo di percorsi condivisi con gli enti erogatori, che trovano il loro momento di sintesi nei tavoli di confronto con i soggetti gestori e con i soggetti erogatori. Riferimenti normativi e programmatici nazionali e regionali: L.R. n. 3/2008, L.R. n. 2/2012, DGR 8496/2008, DGR 2633/2011, DGR 937/2010, DGR 3850/12, DGR 3540/12, DGR 6231/12, DGR 3239/12, DGR 3376/12, DGR 4221/12, DGR 4334/12, TU 309/90, DGR n.12621/2003, Circolare regionale n.2 del 20.12.2012, Decreto del Ministero della Salute del 11.06.2010, DGR n. 3375/2012, DGR n.1999/2011, DGR n. 6219/2007, DGR n. 10158/.2009, Progetto quadro nazionale NNIDAC 2011-2012,DGR n. 4225/2012 Attori coinvolti: Dipartimento ASSI, Dipartimento Dipendenze, servizi erogatori ASL (Consultori Familiari e Sert/Noa), Dipartimento di Prevenzione Medico, UOC Miglioramento qualità ed educazione alla salute, Dipartimento Cure Primarie, Uffici di Piano, Enti gestori dei servizi socio-sanitari Integrati, soggetti del Terzo settore, Ufficio scolastico provinciale, rete della Conciliazione Famiglia – Lavoro ( Ster, Uffici di Piano, imprese, soggetti Terzo Settore, enti pubblici, Associazioni di categoria), Forze dell’Ordine, Prefettura, Casa Circondariale, , Regione, DPA Presidenza Consiglio dei Ministri, Istituto Ricerche Mario Negri. MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA Programmazione integrata con soggetti erogatori. In un sistema complesso ed in continua evoluzione come quello del welfare, si sottolinea l’importanza di condividere – pur nel rispetto dei diversi ruoli tra chi è chiamata alla governance del sistema (asl) e chi eroga la prestazione (soggetti gestori) – la programmazione di alcuni percorsi congiunti di tipo qualitativo. TAVOLI DEL TERZO SETTORE E DEI SOGGETTI EROGATORI Tabella “Il Governo della rete dei servizi socio-sanitari” Sviluppo di percorsi condivisi presso l’ASL tra i Tavoli del Terzo Settore e i Tavoli dei soggetti erogatori di prestazioni sociosanitarie Attivazione di percorsi di qualità condivisi (area anziani e disabili: la qualità della relazione; percorsi integrati di rete per minori disabili; eventuali altre proposte / tavolo erogatori consultoriali: introduzione nuove tipologie di prestazioni) 96 E’ confermata la logica della contrattualizzazione e della budgetizzazione – DGR n. 4334/2012 LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA Si prosegue nella sperimentazione ADI attraverso la VMD e la erogazione di voucher al cittadino. SETTORE CONTRATTI E BUDGET DESCRIZIONE CONTESTO PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Sottoscrizione contratti provvisori e definitivi nella tempistica ex DGR 4334/12; Contrattualizzazione e budget: conferma della modalità di sottoscrizione di contratti di budget per l’intera rete dei servizi socio sanitari integrati Ottimizzazione utilizzo risorse assegnate da regione Integrazione attività di vigilanza e controllo sull’appropriatezza delle prestazioni sociosanitarie; Innovazioni regionali in materia di accreditamento, vigilanza e controllo – DGR 3540/12 VIGILANZA E CONTROLLO MACRO ATTIVITA’ Piano annuale di vigilanza e controllo DDG 12623/12; Integrazione dell’attività di vigilanza riferita al mantenimento dei requisiti strutturali e gestionali con l’attività di controllo dell’appropriatezza delle prestazioni. Integrazioni tra l’attività dell’UOS Vigilanza e Controllo e il Dipartimento Prevenzione per le UO sociosanitarie e UO sociali Implementazione dei controlli di appropriatezza; Monitoraggio semestrale adeguamento dei Piani Programma di Applicazione di sanzioni amministrative in materia di vigilanza e controllo sulle UDO sociosanitarie 97 MACRO ATTIVITA’ DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Sulla base delle indicazioni del Piano d’azione regionale per le dipendenze (DGR n. 4225 del 25.10.2012) Il Dipartimento Dipendenze, attraverso l’area programmatoria separata dall’area erogativa, garantisce il contrasto del fenomeno nella sua evoluzione svolgendo un ruolo di regia e favorendo lo sviluppo di una rete di intervento territoriale con gli altri enti di settore per una prevenzione e una cura strutturata ed efficace. L’ambito programmatorio gestisce e coordina progettazioni anche in utilizzo di specifici finanziamenti di settore regionali e nazionali. L’Osservatorio Dipendenze garantisce lo studio del fenomeno, la rilevazione dei dati epidemiologici e la ricerca sulle tendenze dei consumi in rete con gli Osservatori regionale e nazionale Consolidare il ruolo di regia del Dipartimento Dipendenze per il rafforzamento della Rete Territoriale Prevenzione PROGRAMMAZIONE E OSSERVATORIO DIPENDENZE LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA Prosecuzione nel 2013 dell’attività del Comitato Rete Territoriale Prevenzione (almeno n. 4 riunioni) Definizione del Piano Locale Prevenzione delle Dipendenze 2013 – 2014 (documento steso entro il 31.12.2013) Prosecuzione e sviluppo del Progetto Rete regionale prevenzione e dei progetti preventivi regionali in utilizzo del finanziamento regionale € 15.000 (realizzazione dei progetti Life Skills Training e Unplugged nelle scuole) Coordinamento Progetto sperimentale regionale “Party con noi” sulla prevenzione selettiva e riduzione del rischio (n. riunioni cabina di regia locale) Favorire lo sviluppo dei progetti sperimentali regionali nuovo welfare area dipendenze DGR n. 3239 del 04/04/2012 Coordinamento Progetto sperimentale regionale “Coadattamenti” sugli adolescenti in difficoltà con problemi di consumo di sostanze (n. riunioni cabina di regia locale) Coordinamento Progetto sperimentale regionale “Approdo sicuro” sulla cronicità (n. riunioni cabina di regia locale) Coordinamento e integrazione Progetto sperimentale regionale “Ambulatorio Specialistico sperimentale GAP” sulle nuove forme di abuso e dipendenza e il gioco d’azzardo (n. riunioni cabina di regia locale) 98 DESCRIZIONE CONTESTO SETTORE PROGRAMMAZIONE E OSSERVATORIO DIPENDENZE LA PROGRAMMAZIONE SOCIO-SANITARIA MACRO ATTIVITA’ PROGRAMMAZIONE RISULTATI ATTESI Utilizzo a regime della nuova Piattaforma mFp 5.0 sistema gestionale per le dipendenze ( inserimento dei tracciati Amb e SIND nel sistema modulare regionale SMAF e rispetto delle scadenze di invio dei flussi informativi) Analisi del fenomeno con implementazione del sistema di rilevazione informatica dei dati epidemiologici e dell’attività di ricerca in rete con gli Osservatori regionale e nazionale Collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano con pubblicazione dei risultati del Progetto regionale di ricerca “Istituzione di una rete di rilevamento regionale per la stima dei consumi di sostanze in Lombardia mediante analisi delle acque reflue. Un metodo innovativo basato sulle evidenze” (report dei risultati della ricerca entro il 31.12.2013) Sviluppo della collaborazione con gli Osservatori Territoriali delle ASL di Regione Lombardia (partecipazione al tavolo regionale Osservatori TTRO) 99