Discorso del Presidente n° 1 del 12 Marzo 2015 Oggetto - La-vis

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Discorso del Presidente n° 1 del 12 Marzo 2015 Oggetto - La-vis
Discorso del Presidente n° 1 del 12 Marzo 2015
Oggetto: Revisori e “Conti” della Cooperativa La Vis e del Gruppo
Questo mio intervento è dettato dalla necessità di fornire - soprattutto ai nostri soci, ai dipendenti ed
ai fornitori- un aggiornato resoconto di tutti quei passaggi significativi che la Cooperativa ed il
Gruppo La-Vis stanno portando avanti. Sono vicende che trattano attività a volte riservate, delicate
e complesse e talmente vicine alle nostre sensibilità che meriterebbero molta prudenza e tanto
rispetto nell’essere affrontate. Mi sono però deciso a scrivere perché è necessario, a questo punto,
offrire ai soci un doveroso resoconto che illustri “i fatti” veri accaduti ed aiuti a fare giustizia del
“vergognoso” atteggiamento che alcuni organi della stampa locale stanno alimentando nei confronti
della Cooperativa e del Gruppo La-Vis.
1. ATTIVATA L’AZIONE DI RESPONSABILITÀ
In data 06.03.2015 è stata presentata istanza per una specifica Azione di Responsabilità nei
confronti degli ex amministratori, ex sindaci e revisori della Società Casa Girelli S.p.a. controllata
dal Gruppo La-Vis, per fatti accaduti negli anni 2005 - 2010.
Le vicende per le quali è stata presentata l’Azione di Responsabilità, al termine di un lungo e
delicato lavoro di analisi della situazione di quegli anni circa la reale sussistenza di valide ragioni
per poter procedere in questo modo sono da riferirsi ai crediti inesigibili vantati dalla Società Casa
Girelli S.p.a. nei confronti della Società americana F.W.I. per complessivi 6 milioni di euro, crediti
che con l’approvazione del bilancio al 30.06.2010 intervenuto nel gennaio 2011 durante le prime
fasi del commissariamento, sono stati svalutati, perché inesigibili.
La svalutazione di questi crediti, come tutti noi soci ben sappiamo per averne dovuto “pagare” le
conseguenze, ha avuto ripercussioni a catena fino a riflettersi sul bilancio della Cooperativa e sul
bilancio consolidato del Gruppo. La responsabilità di una siffatta circostanza, inoltre, come è stato
ben chiaro a tutti durante la seduta dello scorso 26 gennaio dell’Assemblea dei soci della
Cooperativa, è da ascriversi anche a chi avrebbe dovuto vigilare sui conti della Cooperativa e del
Gruppo La-Vis negli anni dal 2005 al 2010.
Proprio per questo motivo l’Azione di Responsabilità è stata estesa dalla Cooperativa La Vis anche
nei confronti del Revisore Legale dei Conti e cioè la Divisione Vigilanza della Federazione Trentina
della Cooperazione.
A questo punto sarà compito della magistratura accertare i diversi livelli di responsabilità del danno
che i soci della Cooperativa La Vis hanno subito a causa di quanto accaduto negli anni dal 2005 al
2010.
Questo è per me un passaggio molto importante e da ben evidenziare: infatti per oltre 4 anni tutti
noi soci abbiamo, in moltissime occasioni, reclamato che si facesse luce sulle responsabilità di chi
aveva, attraverso azioni non adeguate, portato alla crisi della Cooperativa fino al
Commissariamento, generando una difficile situazione di crisi dalla quale stiamo progressivamente
uscendo grazie al lodevole contributo di noi soci tutti, dei dipendenti, dei collaboratori e dei
fornitori.
2. CORRETTEZZA DEI BILANCI DELLE SOCIETÀ DEL GRUPPO
In questi ultimi quattro anni e mezzo i Commissari prima (dal 2010 al 2012) e il Consiglio di
Amministrazione dopo (dal 2012 ad oggi) hanno sempre operato con un duplice obbiettivo, ridurre
il debito che la precedente gestione aveva creato, e contemporaneamente aumentare il livello della
remunerazione del prodotto conferito attraverso una consona valorizzazione sul mercato.
Il debito è stato praticamente dimezzato ed il livello del “liquidato medio” è passato da 50 Euro al
q.le per la vendemmia 2009 agli 83 Euro al q.le per la vendemmia 2013 (ricordo anche che la
valorizzazione media delle uve trentine per la vendemmia 2013 è stata – in base alle rilevazioni del
Consorzio Vini del Trentino dichiarate lo scorso 27 Febbraio – di 86,94 Euro q.le).
Questi risultati della Cooperativa La Vis sono stati ottenuti con grande sforzo da parte di tutti quanti
ho più sopra citato, attraverso uno svolgimento delle attività attento e rispettoso di tutte le
normative e delle procedure previste, e con l’aiuto di società e consulenti specializzati che potessero
rassicurare gli amministratori ed i soci il rispetto nell’uso corretto delle norme e delle procedure.
Fino al momento del Commissariamento c’era praticamente un unico “Ente” di Controllo: La
Divisione Vigilanza della Federazione Trentina della Cooperazione. E nella prima parte di questa
nota ho messo in risalto i risultati che hanno dato le lunghe indagini sulle responsabilità di chi ha
portato la Cooperativa La Vis alla tremenda crisi del 2010 e al successivo Commissariamento.
Dal 2010 in poi la La Vis ha acquisito le giuste professionalità per una corretta gestione
amministrativa e per evitare il ripetersi di situazioni che potessero ingenerare una seconda crisi. E,
infatti, per assicurare un adeguato livello di coordinamento e di controllo, tutte le società del
Gruppo hanno un proprio Collegio Sindacale il cui Caposindaco è la stessa persona, che è anche
Caposindaco del Collegio Sindacale della Capogruppo La Vis S.c.a..
La Cooperativa Capogruppo, ricordo, al termine del Commissariamento ha adottato il “modello
tradizionale” rispetto al “modello monistico” che vigeva prima del 2010.
Ciascuna delle Società controllate, poi, ha una società di Revisore legale dei conti terza
indipendente iscritta nell’Albo Speciale Consob e Associata Assirevi, quindi soggetta a procedure
di controllo e di verifica molto stringenti.
Per il previsto Piano di Risanamento, in base all’ art. 67 l.d. L.F. – richiesto da Cooperfidi – siamo
stati “costretti” ad adottare ulteriori strutture di verifica e controllo quali l’Advisor Industriale (Sei
Consulting S.r.l.) l’Advisor Finanziario (Prof. Alberto Mazzoleni) che interloquiscono con
l’Advisor legale (Avv. Cosimo Lombardi) nella gestione del tavolo con le banche.
L’art. 67 prevede inoltre che intervenga anche una ulteriore figura, l’”Attestatore” che confermi la
veridicità dei dati dei bilanci fin qui registrati e la ragionevolezza della programmazione che il
Piano che abbiamo predisposto prevede.
Non è superfluo sottolineare che tutte queste Società specializzate, alcune delle quali lavorano
addirittura nell’interesse dei creditori finanziari, ad oggi hanno confermato la correttezza
dell’operato della Cooperativa, pur in un contesto particolarmente complesso.
3. I REVISORI DELLA FEDERAZIONE
A fronte di una serie di pareri di congruità e correttezza dei bilanci degli ultimi anni (dopo il 2010)
continuiamo a registrare le incomprensibili prese di posizione della Divisione Vigilanza della
Federazione Trentina della Cooperazione che, per una legge che rappresenta una particolarità nel
panorama legislativo nazionale ed internazionale, ci viene imposto come Organismo di Controllo.
Nel corso dell’ultima assemblea tenutasi il 26 Gennaio, oltre a deliberare l’attivazione dell’Azione
di Responsabilità per l’omessa ovvero tardiva vigilanza da parte della Divisione Vigilanza della
Federazione Trentina della Cooperazione (che è l’Autorità di Revisione ai sensi della L.R. 5/2008)
negli anni che vanno dal 2005 al 2010, abbiamo anche dato evidenza delle contestazioni che da
tempo abbiamo mosso rispetto all’operato dell’Autorità di Revisione della Federazione nella
stesura della Relazione legale dei conti al Bilancio al 30.06.2014, indirizzandole all’Autorità di
Vigilanza ai sensi della LR 5/2008 – che è la PAT- oltre che al competente Ministero.
Abbiamo, in effetti, contestato la Relazione al bilancio a partire dal 2012 perché è stato notato che,
finché c’era il Commissariamento, filava tutto liscio, ma quando si è profilata la fine del
Commissariamento, con l’approvazione del bilancio al 30.06.2012, i Revisori della Federazione
hanno cambiato bruscamente ed inspiegabilmente atteggiamento nel loro giudizio denunciando
“incertezze sulla continuità aziendale”. Quest’ultima è una terminologia tecnica, apparentemente
innocua, ma che ci siamo resi ben presto conto di quante ripercussioni negative – soprattutto
economiche – ha causato alla Cooperativa ed al Gruppo La-Vis.
La “continuità aziendale”, ho imparato in questi anni, è un allarme che il Revisore può invocare
perché vede a rischio la gestione caratteristica legata ai 12 mesi presi in esame ad avverte che la
società in questione sarà impossibilitata ad andare avanti. Noi, pur in presenza di ormai tre anni di
insinuazioni sulle incertezze e di “continuità aziendali”, siamo ancora qui e siamo convinti che ce la
faremo!
Che gli attuali amministratori, nella ricerca delle responsabilità abbiano individuato dei profili che
coinvolgono DIRETTAMENTE la Divisione Vigilanza della Cooperazione siamo consapevoli che
possa aver dato non poco fastidio!
Hanno fatto in questi ultimi anni di tutto per evitare che si potesse arrivare a chiedere conto dei loro
errori nella vigilanza – una volta che la magistratura li abbia accertati, s’intende - negli anni che
avevano portato al Commissariamento quando, i rappresentanti della Federazione, venivano in
pompa magna alle Assemblee dei soci a dire che andava tutto bene.
Nel loro confronto con la Cooperativa La Vis, gli incaricati della Divisione Vigilanza della
Federazione Trentina della Cooperazione si sono resi protagonisti di molteplici manchevolezze
procedurali che abbiamo tempestivamente segnalato a chi di dovere.
Non ci è possibile interloquire, chiedono collaborazione e si comportano in maniera diametralmente
opposta. Nemmeno il Collegio Sindacale della Cooperativa La Vis, né il Revisore legale delle
Società controllate (che è anche Revisore Legale volontario della Capogruppo) hanno fin qui potuto
mai collaborare con i Revisori della Federazione, e della questione ovviamente hanno, a loro volta,
dato formale evidenza.
Veniamo minacciati di provvedimenti di carattere penale se divulghiamo informazioni riservate
sulle loro attività e poi leggiamo sul giornale notizie e dati “sottoposti a segreto d’ufficio”, notizie il
più delle volte magari rivolte ad altri obiettivi e non rappresentanti la realtà dei fatti.
E’ poi sotto gli occhi di voi tutti l’atteggiamento, che si commenta da sé, operato dalle due Casse
Rurali che, insieme ad altre 9 banche, da più di 8 mesi stanno negoziando la nostra posizione
finanziaria.
Gli istituti di credito, peraltro, erano tutti d’accordo già a novembre, ad eccezione delle due Casse
Rurali (presiedute da Giorgio Fracalossi). Infatti dopo 5 mesi (da Luglio a Novembre) durante i
quali una (Cassa Trento) aveva detto che avrebbe dovuto fare degli approfondimenti, l’altra (Cassa
Centrale) aveva espresso addirittura parere favorevole, entrambe si sono “tirate indietro”
esattamente alla vigilia di Natale. Hanno scritto che il motivo della loro defezione era che la
Relazione dei Revisori della Federazione evidenziava “incertezze sulla continuità aziendale”, le
stesse incertezze evidenziate nella precedente relazione.
Siamo tornati a trattare con le Banche presentando anche il Piano previsto dalla procedura che
Cooperfidi ci ha chiesto di fare e, ancora una volta, Cassa Trento e Cassa Centrale, apprendiamo dai
giornali, hanno rallentato lo sblocco della situazione perché vogliono vedere la Revisione
Cooperativa Ordinaria (la cosiddetta biennale) relazione riservata alla Cooperativa.
Ma sui giornali scrivono della Revisione, rammento “riservata”, prima ancora che il Consiglio
possa esprimere o faccia valere le proprie osservazioni e ragioni come previsto dalla legge, ed
evidenziano che ci sarebbero delle gravi irregolarità.
Ma che gravi irregolarità?
Non c’è segnalata nessuna grave irregolarità nella Relazione cooperativa ordinaria (biennale),
che ancora una volta abbiamo dovuto contestare agli organismi competenti. Solo una serie di
confuse interpretazioni di dati errati e una serie di notizie non rappresentanti la realtà.
L’unica vera “irregolarità” - mi verrebbe da dire - è questa particolarità della Federazione Trentina
della Cooperazione, che a revisionare i conti delle aziende sia lo stesso soggetto che impone di far
fare sempre da loro anche la consulenza!
La Federazione, infatti, da sempre, e facendosela pagare non poco, ci fa anche la consulenza per la
redazione del Bilancio alla Cooperativa e del Bilancio Consolidato.
E non costa neanche poco questo “servizio” sui conti dei soci.
4. ESPOSTI IN PROCURA DELLA REPUBBLICA
Alla luce della continuativa ed insistente campagna denigratoria alla quale assistiamo
quotidianamente abbiamo dato mandato ai legali di presentare uno o più esposti in Procura della
Repubblica contro i continui articoli che appaiono su alcuni giornali locali con notizie coperte da
Segreto d’Ufficio e con notizie non corrispondenti al vero e destituite di ogni fondamento.
5. ALCUNI PRESUNTI CENSORI
Più volte ho cercato di capire il motivo di una così ostinata, insistente e continua strumentale critica
esasperata nei toni, portatrice di una cattiveria e di una rabbia che non fa parte della nostra cultura,
critica che gli organi di stampa locale da 4 anni e mezzo ci riservano, salvo qualche rara eccezione.
Una delle più eclatanti prese di posizioni nei confronti della Cooperativa La Vis, è quella della
pubblicazione altrimenti nota come Questo Trentino (Q.T.).
Molti dei soci sanno di come già dal 2011 l’allora Commissario Zanoni, al fine di tutelare
l’immagine della Cooperativa (oltre che la sua personale) avesse, stante i continuativi attacchi
personali nei suoi confronti e nei confronti della Cooperativa che provocavano e hanno continuato a
provocare danni, intentato causa nei confronti di Ettore Paris Direttore di QT. Vi riporto la
conclusione della questione, così come il nostro legale ce l’ha riportata.
E’ stata emessa nei giorni scorsi la sentenza con la quale il Giudice di Trento nella causa portante
il n. 1940/2012 R.G., promossa da La Vis S.c.a. e ing. Zanoni Marco avverso Paris Ettore, ha
condannato il convenuto Paris Ettore al pagamento in favore dell’attrice La Vis S.c.a. della somma
di € 22.000,00, ed in favore dell’attore ing. Zanoni Marco della somma di € 17.000,00, a titolo di
risarcimento danni e di sanzione pecuniaria ex art. 12 della l. n. 47/1948.
Inoltre il Giudice ha condannato il convenuto Ettore Paris alla rifusione delle spese processuali in
favore delle controparti.
La sentenza è ovviamente esecutiva, e quindi la Cooperativa si attiverà tempestivamente.
Nella sentenza il Giudice, condanna Questo Trentino, per gli articoli oggetto del contendere
che riportavano affermazioni offensive e false, precisa come la dimensione economica della cifra,
ridotta rispetto a quanto richiesto, sia da riferirsi “alla limitata diffusione della rivista”. In verità,
oltre alle (evidentemente poche) copie edite direttamente, la diffusione è sempre stata assicurata
dall’inserimento nella rassegna stampa on line della F.T.C., che ha ben altra diffusione, che
“qualcuno” da un certo momento in avanti, aveva disposto.
Non credo che servano molti commenti.
Preciso però, al fine di una completa informazione, che nella “Redazione” di Q.T. figura anche
Mauro Bondi, avvocato che cura gli interessi di alcuni ex soci della Cooperativa La Vis in una
specifica vertenza.
Ho evidenziato anche, come in passato, ci siamo visti costretti, in più occasioni, ad inviare formali
diffide anche al quotidiano L’Adige, in particolare per gli articoli firmati da Francesco Terreri, così
come nei confronti degli articoli pubblicati sul Corriere del Trentino a firma di Enrico Orfano per la
deviazione dagli stessi utilizzata nel riportare delle presunte informazioni in molteplici occasioni
destituite di fondamento, ovvero falsate rispetto alla corretta rappresentazione della realtà.
6. QUESTIONE EX SOCI
Ritengo opportuno anche su questo delicato tema, evidenziare alcune precisazioni:
La Cooperativa La Vis ed il Gruppo, a fronte della situazione di tensione finanziaria acuitasi dal
Luglio 2014 ad oggi per le motivazioni che ho già sinteticamente illustrato ma che in sintesi sono da
ricondurre ad un prolungato e reiterato ritardo nell’esprimere la propria posizione da parte di Cassa
Trento e Cassa Centrale, ha dovuto prestare particolare attenzione alla gestione della Tesoreria (la
cosiddetta liquidità).
Su quest’ottica, come ben noto, soci, dipendenti, collaboratori e fornitori sono stati chiamati ad un
ennesimo sacrificio, che stanno portando avanti con fatica, ma con fiducia in attesta
dell’approvazione del Piano da parte degli istituti di credito.
Preciso che per quanto riguarda i soci si è provveduto a posticipare (per tutti i rapporti sociali con
soci ed ex soci) la restituzione dell’Autofinanziamento 2008.
Per
quanto
riguarda,
quindi,
il
pagamento
agli
ex
soci
relativo
alla
restituzione
dell’Autofinanziamento 2007 (importo residuo minore di 50.000 Euro), che da sempre è stato
confermato avremmo provveduto ad effettuare, abbiamo inevitabilmente dovuto ritardare e
rimodulare parte dei pagamenti (che peraltro da tempo abbiamo iniziato a fare) che risultano
comunque nella pianificazione dei bonifici da fare settimanalmente e che, come il resto delle
situazioni ingenerate dalla tensione finanziaria, potrebbero avere sicure accelerazione dal
pronunciamento (quale esso sia) di Cassa Trento e Cassa Centrale.
Appare quindi una cattiveria e senza fondamento la domanda di fallimento fatta da alcuni
ex-soci al Tribunale di Trento, stiamo appunto parlando di meno di 50.000 euro, rispetto ad
un Gruppo che fattura oltre 93 milioni di euro.