DIANOVA News N.13

Transcript

DIANOVA News N.13
Numero 13
dicembre 2003
anno II
Newsletter trimestrale
dell’Associazione
Dianova Onlus
Spedizione in
abbonamento postale
Art.2 comma 20/C
legge 662/96
Milano, copia gratuita
Cari lettori,
sulle pagine dei nostri giornali appaiono spesso articoli o
annunci sulla diffusione dell’AIDS in Africa e sull’enorme
difficoltà di fermare questa epidemia.
La situazione è grave e tutti noi siamo chiamati a dare un
nostro contributo.
I numeri parlano chiari: 30 milioni di africani sono infetti, di
cui il 58% è composto da donne. 11 milioni sono gli orfani e
tra questi moltissimi sono sieropositivi.
Oltre all’Africa, si sta espandendo in Asia, Caraibi, Europa
dell’Est, ma anche in Occidente.
Infatti il nostro paese, come molte altre nazioni industrializzate, sta accusando una grande diffusione della malattia,
soprattutto nelle aree metropolitane.
Il problema non è da sottovalutare: oggi in Italia si parla di di
120.000 casi tra malati di AIDS e sieropositivi.
La Lombardia detiene il triste primato con il maggior numero
di casi; seguita dal Lazio, dall’Emilia Romagna e dalla
Liguria.
Se inizialmente le cosiddette categorie a rischio erano gli
omosessuali e i tossicodipendenti, oggi la probabilità di contagio è aumentata anche tra gli eterosessuali che spesso
hanno una bassa percezione del rischio diventando talvolta
portatori inconsapevoli della malattia.
Per questo ci sembra doveroso richiamare l’attenzione di tutti
voi in occasione della Giornata Mondiale dell’AIDS del 1°
dicembre. E’ un momento per riflettere, ma soprattutto un
momento per informare e promuovere la ripresa di campagne di prevenzione presso il mondo giovanile, nelle scuole,
in famiglia.
Conto anche sul vostro impegno, perché i nostri figli possano
sperare in un futuro senza AIDS.
Il Presidente
Luciano Gatti
DA X A EX
L'ATTIVITÀ DI DIANOVA
CONFERENZA AL COMUNE DI TODI
Il 29 settembre scorso abbiamo partecipato alla
conferenza "Condividere i bisogni per condividere il
senso della vita" organizzata dal Banco Alimentare
dell'Umbria e dal Comune di Todi presso il Palazzo
Comunale di Todi.
Alla conferenza erano presenti il Presidente
Nazionale del Banco Alimentare, l'Assessore ai
Servizi Sociali del comune di Todi, le associazioni del
territorio e la Caritas.
I relatori hanno presentato i progetti e le opportunità offerte dalla rete assistenziale del territorio. Il
nostro intervento, tenuto dal direttore della comunità terapeutica di Todi, Marcello Majorana, ha
riscosso grande apprezzamento sia da parte del
pubblico che dal Comune di Todi per la partecipazione
e la sensibilità dimostrata verso i problemi sociali
della città di Todi.
Dianova ha poi collaborato con il Banco Alimentare
alla Colletta Alimentare 2003 svoltasi il 29 novembre.
CONFERENZA MONDIALE SULLA
PREVENZIONE A POMEZIA
Si è svolta a Pomezia, dal 22 al 26 settembre 2003, la
V° Conferenza Mondiale sulla prevenzione dall'uso di
droghe dal titolo "La dimensione culturale, etica e
scientifica nella prevenzione dall'uso di droghe".
Hanno partecipato 500 delegati provenienti da 84
nazioni, tra loro erano presenti la psicologa Sara
Cecchetti - del centro d'ascolto di Roma - per Dianova
Italia e Xavier Agusti Pagans - Direttore Area
Comunicazione - per Dianova International.
Il Governo Italiano era presente nella persona del suo
Vice-Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, che ha
presentato il progetto di legge governativo sulla
riforma delle politiche di lotta alla droga.
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LA COMUNITÁ DI ORTACESUS
CRESCE
La Comunità Terapeutica di Ortacesus si sta sempre
più radicando nella sua regione: sta crescendo nelle
relazioni con gli altri enti e si sta integrando sempre
più nella rete dei servizi territoriali delle dipendenze.
Recentemente è stata inserita nel Coordinamento
delle Comunità Terapeutiche della Sardegna al fine
di sviluppare una collaborazione proficua e di collegare le risorse del territorio.
Il direttore della Comunità Terapeutica, Pierangelo
Puppo, è inoltre entrato a far parte di un tavolo di
lavoro regionale finalizzato all'applicazione dell'Atto
d'Intesa Stato-Regioni (L. 45/99) e più precisamente
alla creazione dei dipartimenti territoriali per le
dipendenze.
GRUPPI DI LAVORO DELLA
CONSULTA AIDS
La Consulta operativa sui problemi dell'Aids sta
elaborando un documento per l'aggiornamento delle
linee-guida della terapia antiretrovirale.
Dianova parteciperà ai gruppi di lavoro che si attiveranno sui seguenti temi:
- cambiare in ragione di scarsa aderenza (nella
terapia antiretrovirale);
- il paziente tossicodipendente;
- il paziente detenuto.
All'elaborazione di questi temi parteciperanno, per
la nostra Associazione, Pierangelo Puppo - direttore
di comunità terapeutica ed esperto nei problemi da
HIV-, Mario Espa - direttore di comunità terapeutica
ed esperto nei problemi di Hiv - e il Dr. Giorgio
Barbarini - medico infettivologo e nostro rappresentante all'interno della consulta.
L ' AT T I V I T À
D I
D I A N O V A
DIANOVA PARTECIPA AL
CONCORSO PxB
WWW.SEGRETARIATOSOCIALE.IT
Dianova si è iscritta al concorso PxB (Pubblicità
perBene) organizzato dalla società MIXMEDIA con
la campagna pubblicitaria "DA X A EX" realizzata
dall’agenzia XYZ-Reply a titolo gratuito, che avete gia
visto pubblicata su questa newsletter e su diversi
periodici nazionali, e con uno spot realizzato da
Dianova International e tradotto poi in Italiano.
Il premio "Pubblicità perBene", che ha cadenza
annuale, è rivolto ad Associazioni, Enti pubblici o
privati, Tv Locali e Nazionali, Quotidiani, Periodici,
Radio, Siti Internet, Aziende, testimonial e privati
cittadini che abbiano promosso, diffuso, finanziato o
ideato campagne di pubblica utilità.
Il concorso intende valorizzare, promuovere e diffondere la cultura della pubblicità sociale attraverso un
riconoscimento ufficiale da assegnarsi alle iniziative
che si sono distinte maggiormente per qualità,
efficacia e originalità.
Nancy Brilli è la principale testimonial, affiancata
anche da altre Buone Stelle, e la protagonista dello
spot realizzato per la promozione dell’evento.
Il progetto è realizzato con il patrocinio ed un
contributo della Regione Lazio, con la collaborazione
del Maurizio Costanzo Show ed il supporto di Sky, la
nuova piattaforma satellitare italiana, che diffonderà
gli spot di Pubblicità per Bene.
I premi sono stati assegnati lo scorso 24 novembre a
Roma, purtroppo Dianova non era tra i vincitori.
Grazie all’attività di sensibilizzazione che svolgono i
nostri banchetti presenti ogni giorno per le strade e
le piazze di diverse città, siamo stati inseriti all’interno
di un portale di informazione che si rivolge a tutte le
fasce deboli. La responsabile di www.segretariatosociale.it si è imbattuta casualmente con i nostri ragazzi
a Castellamare di Stabia (NA) e, dopo aver scambiato
alcune parole con loro, ha deciso di aiutarci a promuovere la nostra Associazione.
Un nostro responsabile si è incontrato poi con la
redazione del portale che si è resa disponibile a
inserire Dianova come realtà di riferimento per i
problemi di tossicodipendenza.
La presenza nel portale ci permetterà di diffondere
ad un pubblico più vasto i servizi che offriamo.
Supporti di questo tipo sono graditi e indispensabili
per divulgare le attività che svolgiamo a favore delle
persone tossicodipendenti.
PRESENZE NELLE COMUNITÀ
TERAPEUTICHE DIANOVA NEL
TERZO TRIMESTRE 2003
Lug Ago
Set
Presenze *
59
55
52
Inserimenti
6
9
8
Interruzioni **
3
4
2
Espulsioni***
0
0
1
Invio ad altri programmi ****
0
2
3
Reinserimenti *****
1
3
4
* numero degli utenti presenti mensilmente nel terzo
trimestre 2003 nelle Comunità Terapeutiche DIANOVA in Italia
** del programma terapeutico
*** dalla Comunità per gravi inosservanze delle regole
**** trasferimento in altre strutture pubbliche o private
***** uscita dalle comunità e reinserimento nella vita sociale
3
D I A N O V A
N E L
M O N D O
DIANOVA SPAGNA:
PROGRAMMA PER MINORI
4
Nel 2000, l'associazione Dianova Spagna, per
rispondere alle necessità avvertite in materia di minori
con problemi di consumo di sostanze stupefacenti, ha
delineato un programma residenziale specifico per
adolescenti che manifestano problemi di tossicodipendenza oltre che deficit di adattamento e seri problemi comportamentali.
La principale finalità, era quella di offrire un programma che desse una risposta qualitativa prima
dell'entrata in vigore della legge sui minori (5/2000) che
contemplava specificatamente la diversificazione delle
risorse assistenziali in relazione a problemi concreti.
La prima fase ha visto la realizzazione del Centro
Residenziale di Zandueta (Navarra), in qualità di
progetto pilota. Un anno dopo, a seguito della richiesta
da parte dei servizi responsabili dei minori a rischio
sociale ed i buoni risultati raggiunti, si è deciso di
ampliare il progetto ad altri tre centri residenziali:
Cordoba, Madrid e Murcia.
La base terapeutica ed educativa del programma è
orientata al rafforzamento di un'identità positiva
nell'adolescente al fine di diminuire i fattori di rischio
che possono portare al consumo di droghe. Vengono
elaborate, con speciale attenzione, le competenze
emozionali e sociali che permetteranno al ragazzo di
integrarsi, al momento opportuno, a livello socio-lavorativo o di seguire un percorso di formazione.
La residenzialità dell’intervento offre l’opportunità di
seguire adeguatamente gli ospiti, permettendo loro di
identificare le proprie caratteristiche personali, i propri
problemi e le capacità di sviluppo.
In questo senso, l'intervento terapeutico si basa sui
seguenti principi metodologici:
- l'individualizzazione: la totalità del programma gira
intorno alla dimensione personale, offrendo risposte
educative e terapeutiche adattate alle circostanze, agli
interessi, ai momenti e alla capacità di apprendimento
di ciascun minore;
- la flessibilità: il programma educativo approfitta di
tutti gli eventi, gli incidenti, i momenti e le circostanze
che accadono con il fine di aiutare il minore nel
rafforzamento positivo della sua identità;
- la partecipazione: il programma stimola la dimensione relazionale e l'autostima del minore mediante il
suo coinvolgimento attivo nel progetto educativo
individuale, nell'aiuto agli altri minori e nell'organizzazione del centro;
- un'equipe professionale vicina: i minori devono poter
trovare negli adulti che li assistono un riferimento,
Centro di S.Elena (Cordoba)
devono poter instaurare con loro la confidenza e la
sicurezza emozionale necessarie per essere aiutati. Il
dovere dell'equipe è quello di favorire una predisposizione al cambiamento e all'apprendimento.
Il programma è costituito da tre fasi: la prima di
diagnosi e di normalizzazione fisica, la seconda di
consolidamento e sviluppo e la terza di rafforzamento
degli apprendimenti e di integrazione socio-lavorativa.
La programmazione educativa-terapeutica del centro
si articola su diverse aree di intervento con l'obiettivo
di preparare il minore a seguire il suo itinerario
comunitario: area salute, area consumo di droghe,
area sviluppo personale, area sviluppo socio-lavorativo, area famiglia, area riposo e tempo libero e area
formazione e inserimento lavorativo.
Dopo quasi due anni e mezzo di applicazione del
programma, Dianova Spagna è diventata un riferimento importante per le amministrazioni pubbliche
nell'intervento sui minori in situazione di rischio o non
protetti. Attualmente sono state firmate convenzioni
con sei amministrazioni pubbliche autonome e con tre
amministrazioni pubbliche provinciali.
I risultati raggiunti con questo progetto, il desiderio di
offrire attenzione integrale ai minori a rischio sociale, ci hanno posto davanti alla necessità di sviluppare
un nuovo programma residenziale urbano che offra
la possibilità di rinforzare gli apprendimenti acquisiti e
lavorare sull'inserimento socio-lavorativo in un
ambiente più autonomo e comunitario. Questo
nuovo intervento, ora in fase di sviluppo, farà parte
della rete assistenziale esistente che si arricchirà di
questa nuova risorsa.
Centro di S.Lucia (Madrid)
N O T I Z I E
I N
B R E V E
AIDS: ISS, CRESCITA STABILIZZATA
MA I CASI SONO OLTRE 52MILA
L’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso i dati sull’AIDS
in Italia: i casi dall'inizio dell'epidemia sono oltre
52.000, di cui oltre 33.500 sono deceduti.
Nel primo semestre del 2003, sono stati segnalati
848 nuovi casi. L’aumento dei casi è in una fase di
stabilizzazione; la mancanza di un decremento risiede
nel fatto che oltre il 62% delle persone a cui viene
diagnosticata l’Aids non ha fatto terapie anti-retrovirali prima di quel momento, ignorando lo stato di
sieropositività. A questo proposito, solo il 38% degli
eterosessuali ed il 43,5% degli omo/bisessuali, contro l'87% dei tossicodipendenti, ha avuto una diagnosi di sieropositività almeno 6 mesi prima della diagnosi di Aids.
La trasmissione sessuale è oggi la principale modalità
di diffusione dell'Aids/Hiv nel nostro paese. Le variazioni geografiche restano simili a quelle riscontrate
nel corso di tutta l'epidemia, con tassi di incidenza più
elevati, nell'ordine, in Lombardia, Lazio, Sardegna,
Liguria ed Emilia Romagna. Molise e Basilicata sono
le regioni col più basso tasso di incidenza registrato
nell'ultimo anno. Grazie all'incremento della sopravvivenza, aumenta il numero di persone che vivono dopo
una diagnosi di Aids, che sono oggi più di 18.500. In
conclusione, sebbene l'incidenza di nuovi casi di Aids
sia inferiore a quella dell'anno del picco epidemico
(1995), il numero non si arresta a causa della bassa
percezione del rischio di vasti strati di popolazione;
ciò comporta una mancata esecuzione del test ed
un ritardato accesso al trattamento. Tutto questo
determina anche un aumento del totale delle persone sieropositive (persone con Aids e infetti asintomatici), che stimiamo essere oggi circa 120.000.
Fonte: www.nadironlus.org
AIDS: AFRICA 1 ADULTO SU 11 È
SIEROPOSITIVO
Le cifre sono spaventose: nel continente africano
finora 15 milioni di persone sono state stroncate
dall'Aids; 1 adulto su 11 è sieropositivo, nel complesso
30 milioni (di cui il 60 % sono donne), vale a dire
il 75% dei sieropositivi del mondo intero; ci sono poi
11 milioni di orfani che hanno perso i genitori per tale
malattia, in larghissima percentuale a loro volta sieropositivi, e col trend attuale saranno 20 milioni nel
2010; non più dell’ 1% di quanti ne avrebbero
bisogno possono usufruire dei farmaci antiretrovirali,
a causa dei costi proibitivi. È, per sommi capi, il
quadro del flagello Aids che sta stritolando l’Africa,
dove ha già decimato un'intera generazione, e si avvia
ad annichilirne un'altra. Secondo la Banca Mondiale
del Malawi entro il 2005 il 50% della mano d'opera
qualificata di tale paese potrebbe morire di Aids; in
molte nazioni (ad esempio il Botswana) tra il 40 ed il
50 % degli adulti è sieropositivo, mentre, la media
continentale si aggira sempre almeno intorno al 20 %.
Come contrastare, con un minimo di efficacia, questa vera e propria apocalisse, che naturalmente ha
anche ricadute economiche catastrofiche? È il tema
su cui si sono confrontati lo scorso settembre a
Nairobi circa 8.000 delegati tra i quali scienziati, operatori, politici, economisti e malati nella 13° conferenza
internazionale su Aids e malattie trasmesse per via
sessuale in Africa. Si sono cercate strategie comuni
partendo, oltre che dalla constatazione della situazione, dalla verifica che i fondi stanziati appaiono ancora largamente insufficienti, anche se sono aumentati.
In grande evidenza nel dibattito, il tema dell’accesso
alle medicine antiretrovirali. Recenti intese di commercio internazionale hanno aperto qualche spiraglio: le grandi compagnie farmaceutiche detentrici
dei brevetti hanno dato, infine, un sostanziale via
libera alla loro produzione a costi bassissimi nei
paesi flagellati dall’Aids.
Chiedono però, garanzie che tali medicine non siano
importate sottobanco nelle nazioni ricche e poi rivendute sottocosto. E, in ultimo, può apparire incredibile,
resta il problema della prevenzione e dell’informazione ostacolate dall’opposizione sull’uso di profilattici
da parte della Chiesa e da usanze locali come quella
in cui se il marito muore, la moglie va in sposa a suo
fratello o comunque ad un suo parente, anche se
l'uomo è morto di Aids ed ha contagiato la donna.
Fonte: www.nadironlus.org
ONU: L'AIDS È LA MALATTIA
DEI TEENAGERS
Metà dei nuovi infetti nel mondo hanno tra i 15 e i 24
anni. Ogni 14 secondi, nel mondo un ragazzo viene
infettato dall'Aids, per un totale di 60 mila nuovi
contagi al giorno. Lo rivela il rapporto delle Nazioni
Unite "Making One Billion Count: Investing in
Adolescents' Health and Rights" presentato l'8 ottobre a Londra e incentrato sui rischi che corrono gli
oltre un miliardo di adolescenti che oggi popolano il
mondo formando la più grande generazione di giovani
della storia. Tra i vari rischi, l'Aids è uno dei più ricorrenti e pericolosi. E nonostante questo, denuncia l'Onu
che ha definito l'Hiv «una malattia da teenager», le
scuole di 44 Paesi su 107 interpellate per compilare il
rapporto non prevedono programmi di educazione e
prevenzione contro l'Aids.
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GLI ESPERTI RISPONDONO
DOMANDE E RISPOSTE
SULL’ AIDS
Intervista al Dott. Giorgio Barbarini
Qual è la prevalenza della tossicodipendenza nell’ambito dei soggetti sieropositivi?
Attualmente la tossicodipendenza non rappresenta
la condizione più epidemiologicamente favorente il
contagio da virus HIV. Si ritiene infatti che la percentuale di nuovi contagiati nel periodo gennaio 2002 giugno 2003 fra i tossicodipendenti non superi il
10% del totale, contro il 70% dell’inizio dell’infezione.
Le cause del decremento sono dovute innanzitutto al
minor uso di eroina, e quindi alla pratica iniettiva
richiesta da questa sostanza, e dall’incremento di
sostanze che vengono sniffate (cocaina), deglutite
(ecstasy, efedrina e altri componenti) o fumate (crack).
Le campagne di informazione e prevenzione sull’ AIDS
hanno funzionato?
Le campagne di sensibilizzazione sul rischio insito
nell’utilizzo promiscuo di siringhe e aghi per iniettarsi sostanze stupefacenti credo abbiano accomunato,
nel subconscio giovanile, la possibilità di contagio da
virus HIV con l’uso della siringa. La stessa immagine
è diventata anche simbolo del concetto di tossicodipendenza, per cui i giovani che sniffano o inghiottono
sostanze stupefacenti non si ritengono affatto tossicodipendenti e non avvertono la gravità del loro
comportamento e le possibili conseguenze, perché
“ i drogati sono solo quelli che si bucano”. La trasmissione del virus tra i nuovi tossicomani avviene
maggiormente nel corso di rapporti sessuali “dovuti”
alla prostituzione praticata per guadagnare soldi per
le dosi. Tutto questo però non avviene tra i tossicomani provenienti da altri Paesi che non percepiscono il rischio del contagio da HIV insito nello scambio di siringhe ed è nei loro confronti che deve essere oggi svolta una campagna di prevenzione.
Se la prevenzione è la strada su cui bisogna maggiormente insistere, cosa suggerisce di fare nei confronti dei tossicodipendenti?
Alla luce delle considerazioni appena espresse,
ritengo che oggi sia assolutamente necessario intervenire sulla condizione di tossicodipendenza, che
deve essere fatta percepire ai giovani come fonte di
malanni non solo di natura infettiva, ma anche
metabolica e neurologica. Si impone quindi non l’uso
di sostanze (es. metadone) che creino una tossicodipendenza ”legale”, ma percorsi di educazione guidati
da svolgere in ambienti protetti (comunità). Una
campagna simile a quelle prodotte negli anni scorsi
va invece intrapresa nei confronti dei tossicodipendenti extracomunitari, che dovranno essere quindi
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ancor più aiutati e integrati (per loro la figura della
comunità diventa a mio avviso fondamentale).
Quali sono i sintomi che devono indurre una persone
a sottoporsi ad un test HIV?
Una persona deve sottoporsi al test HIV quando è
consapevole di aver avuto comportamenti a rischio;
non esistono sintomi specifici dell’infezione né del
suo decorso. Al momento dell’infezione infatti la
sintomatologia simil-mononucleosica (febbre molto
alta, possibile ingrossamento dei linfonodi laterocervicali e nucali) si riscontra solo in un terzo dei
casi, difficilmente distinguibile da forme similinfluenzali, con scomparsa totale dei sintomi dopo
una decina di giorni. Nel corso della progressione
dell’infezione non ci sono sintomi patognomonici
della stessa; si possono riscontrare stanchezza, calo
di peso, febbri recidivanti, sudorazioni notturne, ma
sono sintomi comuni a molte patologie. E’ fondamentale che ognuno abbia bene in mente le possibilità
di contagio da questo virus, sappia valutare di aver
corso dei rischi di contagio e si sottoponga al test.
Qual è la reale situazione sulla ricerca di un vaccino
efficace?
Nel campo dei vaccini la ricerca è duplice : vaccino
preventivo e vaccino curativo. Il primo è in una
situazione di stallo a causa delle mutazioni che il
virus HIV manifesta dopo l’ingresso in un nuovo
organismo. I tentativi sono stati numerosi, mai però
arrivati al momento di sperimentazione finale (somministrazione di vaccino e susseguente contagio, per
dimostrare la reale efficacia). L’iter del vaccino curativo è invece più promettente: per quello prodotto a
Roma da Barbara Ensoli all’Istituto Superiore di
Sanità, intervistata da noi alcuni anni fa quando era
appena arrivata in Italia, è finalmente partita la
sperimentazione; è in fase 2 invece (l’inizio della
sperimentazione sembra imminente) quello frutto di
un lavoro comune da parte della Merck in collaborazione con Aventis ( due fra le industrie farmaceutiche più importanti del mondo). Ad oggi però non
siamo ancora per nulla in grado di prevedere quando
saranno disponibili vaccini sia preventivi che curativi
(sicuramente non prima di almeno due-tre anni
nella migliore delle ipotesi).
Per sottoporre una domanda o conoscere
il Centro di Ascolto più vicino:
• telefonare al numero 0161.319615
oppure
• inviare un e-mail all’indirizzo
[email protected]
COME SOSTENERE DIANOVA
IL TUO CONTRIBUTO A DIANOVA
• Mantenimento di un ragazzo:
Per portare avanti le sue attività Dianova ha bisogno
Costo: giornaliero
30 Euro
anche della generosità di privati e aziende. I contributi
settimanale
210 Euro
del Servizio Sanitario non sono sufficienti a coprire i
mensile
900 Euro
reali costi di mantenimento degli utenti e di gestione
dei centri.
• Ampliamento della comunità terapeutica di Ortacesus
Ci sono diversi modi per sostenere le attività • Materiale per l’attività dei laboratori
dell’Associazione. Si può:
• Corsi di formazione professionale
• effettuare una donazione in denaro* libera o finalizzata
ad un progetto, tramite:
Per avere maggiori informazioni sui progetti e
- c/c postale, utilizzando il bollettino allegato al
sui relativi costi è possibile contattare l’ufficio
Notiziario o sul conto n. 13546239 intestato a
promozionale allo 0161.319615 oppure inviare
Dianova ONLUS
un’ e-mail all’indirizzo: [email protected]
- c/c bancario n. 780023 – Monte dei Paschi di Siena
Ag. Rho – ABI 01030 – CAB 20500
• effettuare una donazione* in beni (alimentari, di
consumo, materiali, ecc.), contattando l'ufficio
approvvigionamento merci al: 0161.319921
• promuovere l’attività parlandone ad amici e conoscenti e
presentandoci persone interessate a diventare sostenitori
• esporre il materiale informativo dell’Associazione
presso il luogo dove si lavora
• concedere uno spazio per la presenza di un banchetto
informativo gestito dai collaboratori dell’Associazione
• ospitare uno dei ragazzi delle comunità nell’ambito di
messe o incontri con i giovani per raccontare la sua
esperienza
R I N G R A Z I A
Comunità per il recupero dalle tossicodipendenze
D I A N O V A
E’ possibile finalizzare il contributo ad attività o
progetti specifici come:
A Natale metti sotto l’albero un dono speciale:
un contributo per aiutare i nostri ragazzi a
trascorrere più serenamente le festività.
Se il destinatario del regalo è un tuo caro, gli
potremo inviare un biglietto di ringraziamento
e di auguri a tuo nome.
* Ogni donazione effettuata a favore di
Dianova ONLUS gode di benefici fiscali in
base all’art. 13 del D. Lgs. 460/97. Per questo è necessario conservare la ricevuta
di versamento.
“Essere dipendenti vuol dire perdere di vista se stessi
e le proprie potenzialità. Dianova ha ridato un’identità
e un futuro a tanti tossicodipendenti”.
Al Vitello D’Oro - Salerno
Nuova Odo - Brescia
Parrocchia S.S. Simone e Giuda - Canale Molineto (RA)
Banco Alimentare della Sardegna - Cagliari
Parrocchia B. Vergine Addolorata in S. Siro - Milano
Parrocchia S. Giovanni Evangelista - Rimini
Bongross - Cagliari
Parrocchia S. Carlo alla Ca Grande - Milano
Parrocchia S. Giovanni Battista - Carife (AV)
Carissimi Torrefazione - Bergamo
Parrocchia S. Martino e Giorgio - Siena
Parrocchia S. Maria del Carmine - Avigliano (PZ)
Casella Burro - Cremona
Parrocchia S. Alberto da Chitina - Colle di val
d’Elsa (SI)
Parrocchia Cristo Re - Cariati (CS)
Co.Mo.Chi - Cagliari
Parrocchia S. Antonio da Padova - Capistrello (AQ)
Conad del Tirreno - Cagliari
Parrocchia S. Pietro Apostolo - Zagarolo (RM)
Consorzio Coop Carni - Sassari
Parrocchia S. Silvestro - Villa Adriana (RM)
Convento S. Leone Magno - Bitonto (BA)
Parrocchia Gesù Giuseppe Maria - Canosa di
Puglia (BA)
Seneca - Bergamo
Parrocchia S.S. Alfonso e Gerardo - Napoli
Tanda E Spada - Thiesi (SS)
Parrocchia Santuario Del Cuore di Gesù Afragola (NA)
Salov - Lucca
Il melograno data services - Roma
GEM - Milano
Parrocchia SS. Giovanni B. e Nicola - Castel di
Sangro (AQ)
XYZ Reply - Milano
Dianova International - Barcellona
Ditta G.E. - Bologna
Indal - Brescia
Jupiter Srl - Aquila
Later Sistem - Cagliari
Mobil Pesca - PistoiaMolino S. Giuliano (Al)
Parrocchia S. Maria Assunta - Carpinone (IS)
Parrocchia S. Giuseppe Artigiano - Campobasso
Parrocchia di Feriole - Loc. Teolo (PD)
Parrocchia S. Nicodermo - Cirò Marina (KR)
Parrocchia S. Bartolomeo - Chiavari (GE)
Peperoncino - Milano
Potentina srl - Cagliari
Stemaplast - Oristano
INOLTRE SI RINGRAZIA:
Il quotidiano della Basilicata
www.segretariatosociale.it (per averci inserito
nel loro sito)
Parrocchia di Enego - Enego (VI)
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L ’A N G O L O D E L L A P O S T A
Gentile direttore,
Per i nostri lettori .......
l’anno scorso, in questo periodo, esattamente il 20
dicembre, è scomparso mio nipote di soli 19 anni.
Ho pensato che il miglior modo di ricordare il
giorno della sua morte fosse quello di dare la possibilità ad altri ragazzi come lui di uscire dalla droga
e di tornare a vivere. Lui non ce l’ha fatta, ma credo
che tanti altri giovani ce la possano fare con il
vostro aiuto.
Per questo vi invio un contributo speciale in memoria del mio caro nipote.
Continuate così, state vicino a questi ragazzi che
hanno perso la strada e alle loro famiglie che spesso sono impreparate davanti a un nemico così terribile come la droga.
A tutti voi auguro di trascorrere un sereno Natale.
Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che ci
hanno presentato nuovi amici dopo aver ricevuto il
nostro messaggio. Un grazie anche a tutte le persone come Nonna Emilia che hanno inviato donazioni
in memoria di loro cari scomparsi. E bello da parte
loro, in un momento così triste per la morte di un
loro parente ricordarsi di altre persone che stanno
soffrendo e che stanno lottando per tornare a vivere
una vita normale.
Nonostante il difficile tema trattato in questo
numero, desideriamo esprimere da parte di tutti
noi, degli operatori e dei ragazzi i più sinceri auguri
per le prossime festività.
DIANOVA IN ITALIA
Nonna Emilia
DIANOVA è un’Organizzazione Non Lucrativa di
Utilità Sociale ONLUS, con sedi in 14 nazioni,
nata in Italia nel 1998.
La sua missione è quella di:
• aiutare le persone ad abbandonare il consumo
di droga;
• favorire il loro inserimento nella società;
• condurre azioni di educazione preventiva
sulla tossicodipendenza.
Le principali fonti di finanziamento consistono in
offerte volontarie e donazioni.
In Italia DIANOVA è presente con due Comunità
Terapeutiche a Todi (PG) e Ortacesus (CA) e con
sedi operative in Piemonte, Lombardia, Lazio e
Sardegna.
Newsletter trimestrale
dell’Associazione Dianova Onlus.
Redazione
via S. Antonio 3, 20021 Bollate, MI
tel. 02 38305024, fax 02 3506586
E-mail: [email protected]
Direttore responsabile
MAURO LUCCARDINI
Comitato Redazione
GIORGIO BARBARINI
OMBRETTA GARAVAGLIA
VLADIMIRO TORRESANI
Coordinamento editoriale
ARAGORN INIZIATIVE
via Vittoria Colonna 49, Milano.
Foto
ARCHIVIO DIANOVA
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L E
N O S T R E
S E D I
Comunità per il recupero dalle tossicodipendenze
Sede Legale
Via S. Antonio, 3
20021 Bollate (MI)
Tel./fax 02 35.06.586
E-mail: [email protected]
Comunità Terapeutica di Todi
Casa la Palazzetta, 23 - Fraz. Asproli
06059 Todi (PG)
Tel. 075 88.53.427 - fax 075 88.53.617
E-mail: [email protected]
Sede Operativa di Pezzana
Regione S. Maria, 17
13010 Pezzana (VC)
Tel. 0161 31.93.02 - fax 0161 31.91.10
E-mail: [email protected]
Ufficio Marketing e Raccolta Fondi
Regione S. Maria 17
13010 Pezzana (VC)
Tel. 0161 31.96.15
E-mail: [email protected]
E-mail: [email protected]
Comunità Terapeutica di Ortacesus
Loc. Gutturu Turri
09040 Ortacesus (CA)
Tel. 070 98.19.100
Tel./fax 070 98.04.080
E-mail: [email protected]
Sede Operativa di Roma
Via Emilio Ghione, 9/15
00128 Roma
Tel. 06 50.71.027
fax 06 50.71.997
E-mail: [email protected]
Centro di Reinserimento di Ussana
Località Combira Andria
09040 Ussana (CA)
Tel. 070 91.82.85
fax 070 91.71.121
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