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WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI CNIPA – ROMA 9 NOVEMBRE 2007 Scelta e uso dei formati e dei supporti SILVIO SALZA Università degli Studi di Roma “La Sapienza” [email protected] www.dis.uniroma1/~salza SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 1 L’accesso al documento informatico La lettura (visualizzazione) del documento richiede l’intermediazione di un sistema informatico • • • Il documento rischia di restare indissolubilmente legato al sistema con il quale è stato prodotto Un intermediazione scorretta può comportare una violazione dell’integrità del documento Necessari diversi livelli di interpretazione: − Codifica del supporto fisico − Organizzazione del file system − Codifica dei caratteri − Formato del file SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 2 1 La storia dell’archeologo (AD 2010) • • • • Nel 2000 DC un archeologo trova in Mesopotamia una serie di tavolette di terracotta sumere del 2300 AC costituenti l’archivio di Sargon di Akkad. Malgrado i 4300 anni i segni sulle tavolette sono ancora chiaramente intelligibili Basta conoscere la lingua sumera per ‘leggere’ il contenuto dell’archivio Molte lingue antiche sono state tramandate, quasi tutte le altre sono state decifrate Evento notevole ma non eccezionale: riteniamo ‘normale’ che documenti ‘tradizionali’ sopravvivano per millenni SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 3 La storia dell’archeologo (AD 4000) • • • Nel 4000 DC un archeologo trova in Mesopotamia una serie dischi ottici del 2000 DC, contenenti l’archivio segreto di Saddam Hussein Molto probabilmente i dischi sono illeggibili a livello fisico Comunque, per ‘leggerne’ il contenuto occorrerebbe: – Un lettore di CD/DVD (ma l’ultimo esemplare è andato perduto nel tragico incendio nel Museo della Scienza e della Tecnica di Washington DC, nel 2560 DC) – La specifica del formato proprietario dei file (ma è andata perduta nella confusione conseguente il clamoroso fallimento di Microsoft nel 2025 DC) – Una copia di MS Office 97 che giri sulle micro-piattaforme neuroniche sottocutanee a 1024 bit che hanno sostituito i PC a partire dal 2070 DC SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 4 2 Leggibilità dei documenti informatici La leggibilità di un documento informatico dipende dalla possibilità e dalla capacità di interpretare ed elaborare correttamente i dati binari che costituiscono il documento, secondo le regole stabilite dal formato con cui esso è stato memorizzato • Iniziale dipendenza dei formati dagli ambienti di elaborazione (anni ’60 - ’80) • • • Proliferazione dei formati proprietari Tendenza attuale verso la standardizzazione dei formati Pericolo di ‘illegibilità’ ridotto, ma tuttora presente SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 5 Formato del documento informatico Formato: insieme di regole in base alle quali viene effettuata la visualizzazione del documento, cioè la trasformazione dell’informazione binaria contenuta nel documento informatico in forma direttamente leggibile. A. Indicazione dell’applicazione con cui il documento è stato generato B. Definizione di una procedura per visualizzarlo con applicazioni diverse NB: il risultato del processo di visualizzazione deve essere in tutto identico a quello percepito dall’autore del documento. . SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 6 3 Metadati • Tutte le informazioni significative associate al documento informatico, escluse quelle che ne costituiscono il contenuto • Informazioni su: modi, tempi e soggetti coinvolti nella formazione, nella sottoscrizione, nella gestione e nella conservazione del documento • Nei documenti informatici i metadati possono diventare parte integrante del documento • I metadati agevolano la gestione dei documenti informatici: – Ricerca: individuazione e localizzazione – Accesso: gestione di raccolte tramite cataloghi – Interoperabilità: basata su equivalenze semantiche SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 7 Standard per i metadati • • • • Garantiscono la definizione di modalità di accesso e gestione generali, cioè indipendenti dal singolo archivio Consentono l’impostazione di ricerche che interessano molteplicità e varietà di archivi diversi (es. cataloghi bibliotecari) Assicurano l’interoperabilità degli archivi e la migrazione dei documenti Esistono consolidati standard di riferimento, cui attenersi, in particolare: – ISAD (International Standard for Archival Description) sviluppato nel 1996-9 dall’ International Council on Archives – Dublin Core (1995) molto diffuso in ambito bibliotecario SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 8 4 Documento intelligente Documento informatico che contiene al suo interno tutti i metadati ad esso associati • • Termine forse non rigoroso, ma ormai entrato nell’uso • Eventuali sottoscrizioni estendono anche i metadati la validità e le conseguenze dell’azione • Esistono formati sia aperti che proprietari che supportano il documento intelligente (Es. PDF, PDF/A, ODF, Open XML) Documento autocontenuto: porta sempre con sé tutta l’informazione ad esso associata SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 9 Formati aperti e formati proprietari • Formati proprietari: sono riconducibili a produttori che ne conservano i diritti e ne rendono pubbliche le specifiche • Formati aperti: sono descritti da specifiche liberamente disponibili, possibilmente sotto forma di standard emessi da organismi internazionali riconosciuti (ISO, IEC, ITU-T, etc.) N.B. L’apertura del formato di un documento informatico ne rende sempre possibile la decodifica, anche in assenza di prodotti che la eseguano automaticamente, quindi è un requisito essenziale per garantirne la conservazione SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 10 5 Formato del file system File system: sistema secondo cui le singole unità di registrazione (file) sono organizzate sul supporto di memorizzazione • • • Le specifiche del file system sono indispensabili per la lettura del supporto e l’estrazione dei file in esso contenuti Per i dischi magnetici usati in genere file system proprietari Per i supporti ottici sono disponibili file system aperti: – Standard ISO 9660 (1988) per CD e DVD – Standard ISO/IEC 13346 (1995) per DVD e HDVD Solo un file system aperto garantisce il recupero dei file, e quindi documenti, a distanza di tempo SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 11 Tipologie di formati • Formati per immagini – Adatti a documenti digitalizzati – Non consentono ricerche basate sul contenuto – Possibile l’indicizzazione tramite OCR • Formati per testi non formattati – Semplici e di facile interpretazione – Non consentono la rappresentazione del formato • Formati per testi formattati – Rappresentazione più ricca del documento – Possono anche supportare il processo di formazione – Spesso associati ad ambienti proprietari SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 12 6 Formati per immagini • TIFF (proprietario Adobe): molto diffuso, ma occorre evitare l’uso di forme di compressione non standard (LZW) che possono dare problemi di portabilità • JPEG (ISO 10918-1): consente livelli di compressione elevati (1:20) • JPEG2000 (ISO/IEC 15444-1): evoluzione del JPEG con migliori doti di compressione e resilienza (soft fail) • PNG (ISO/IEC 15948): molto diffuso su web, ma ancora non supportato da molte applicazioni Ampiamente usati nella digitalizzazione di originali cartacei SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 13 Formati per immagini: parametri di qualità • Risoluzione – Misurata in dpi (pixel/pollice) – 300 dpi sono sufficienti per la digitalizzare di originali cartacei • Profondità di colore – Numero di bit per pixel (da 1 a 64) – 8 bit consentono una scala di grigi a 256 livelli – 24 bit ganatiscono una scala completa di colori • Tipo di compressione – Lossless (senza perdita): riduzioni di circa il 20% – Lossy: rapporti anche di 1:20, ma con perdita di qualità SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 14 7 Formati di testo: codifica dei caratteri • • • Testo registrato come semplice sequenza di caratteri e di spazi, senza alcuna informazione sulla formattazione In ambiente Windows file di testo sono caratterizzati dall’estensione .txt Un documento di testo non contiene (in linea di principio) elementi che dipendono dal software con cui è stato prodotto N.B. È comunque essenziale conoscere il formato usato per la codifica dei caratteri: senza di questo l’informazione binaria non può essere interpretata SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 15 Codice ASCII • • • • • American Standard Code for Information Interchange Inizialmente pensato per la lingua inglese (senza accenti) È tuttora la codifica più diffusa Codifica ciascun carattere con un byte (256 caratteri) Aggiunte poi diverse ‘estensioni nazionali’ per codificare caratteri accentati, segni dicroici etc Lo standard ISO 8859 prevede oltre 10 estensioni (alphabet soup); Windows introduce ulteriori differenze! N.B. Alla stessa codifica possono corrispondere caratteri diversi nelle diverse estensioni: è necessario specificare l’estensione, e ciò è comunque causa di confusione SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 16 8 Codice Unicode • • Supera i problemi dello standard ISO 8859 • UCS: codifica con numero di byte fisso per ciascun carattere; molto diffuso UCS-2 • UTF: codifica con numero di byte fisso per ciascun carattere; molto diffuso UTF-8 usa da 1 a 4 byte per carattere (è un superset di ASCII) Condivide le codifiche con UCS (Universal Character Set), standard ISO/IEC 10646, il quale prevede oltre 1 milione di codifiche (il cinese!!!!) È caldamente raccomandato l’uso di UCS-2 o UTF-8 SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 17 Il formato PDF • • • • • È oggi il più interessante formato per l’archiviazione dei documenti Introdotto da Adobe nel 1993 è giunto alla versione 1.7 Si pone sulla scia del PostScript, il più diffuso linguaggio per stampanti Concepito per rappresentare documenti complessi in modo indipendente dalle caratteristiche dell’ambiente di elaborazione, soprattutto per la diffusione via Web La versione 1.7 diventerà a breve standard ISO Specifiche pubblicate sul sito di Adobe a partire dalla versione 1.3: qualsiasi soggetto può realizzare software che generano e visualizzano documenti PDF SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 18 9 Firma digitale in PDF • Dal febbraio 2006 è possibile in Italia firmare direttamente file PDF, con pieno valore legale • La firma (ed il relativo certificato) diventano oggetti facenti parte dei metadati del file • • • • È possibile firmare le diverse versioni contenute nel file È possibile realizzare schemi di firma multipla Viene evitato l’imbustamento in formato PKCS#7 Il file può essere letto come un normale file PDF La firma dei documenti PDF costituisce una notevole semplificazione in termini di usabilità SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 19 Il formato PDF/A • Versione limitata del PDF, basata sulla versione 1.4, pensata per la conservazione di lungo termine • Standard concepito con la finalità di consentire la corretta riproduzione dei documenti a grande distanza di tempo • Definiti criteri cui devono conformarsi i prodotti che leggono file PDF/A • Diventato standard ISO 19005-1 nel 2005 Obiettivi del PDF/A: • Indipendenza dai dispositivi e dai sistemi • I documenti sono completamente autocontenuti • Tutta la documentazione è inclusa nel file SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 20 10 Prescrizioni e restrizioni del PDF/A • Il documento contiene tutti gli elementi per la sua corretta interpretazione, in particolare le fonti • • Un insieme minimo di metadati è reso obbligatorio Devono essere assenti tutti gli elementi non adatti alla conservazione di lungo termine, in particolare: − riferimenti esterni − cifratura − codice eseguibile (macro, javascript, etc.) − contenuti multimediali (audio e video) • Previsti due livelli di conformità: − PDF/A-1- b: garantisce riproduzione e aspetto visuale −PDF/A-1- a: richiede anche la struttura logica (tagged PDF) SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 21 ODF (Open Document Format) • Formato basato su XML per documenti elettronici d’ufficio: spreadsheets, presentazioni, documenti di word processing • • Deriva dal formato della suite open source OpenOffice • Dal 2006 è standard ISO/IEC 26300 Nasce come standard OASIS (Organization for the Advancement of Structured Information Standards) Disponibile per questo formato una suite open source molto importante (OpenOffice) con discreti livelli di compatibilità con altri prodotti commerciali SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 22 11 OOXML (Open Office XML) • • • • • Formato basato su XML per documenti elettronici d’ufficio: spreadsheets, presentazioni, documenti di word processing Sviluppato da Microsoft per la suite Office 2007 Documenti costituiti da ‘package’ in formato ZIP che contengono una molteplicità di file Pubblicato come standard Ecma 37, fast-track standardization in corso presso ISO Specifiche aperte e diritti resi disponibili sotto la forma Reasonable and Non Discriminatory Licensing Grande passo avanti rispetto ai precedenti formati proprietari usati in casa Microsoft SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 23 Criteri di scelta dei formati • • Compromesso tra esigenze diverse: – Conservazione del documento: impone l’adozione di formati aperti, per garantire la leggibilità a distanza di tempo – Formazione del documento: privilegia gli aspetti di usabilità e spesso spinge all’uso di formati proprietari L’usabilità non può essere trascurata, perché da essa dipende l’accettazione da parte degli utenti Liberalizzare l’uso dei formati nella fase di formazione, ma imporre limiti chiari e precisi per le fasi di gestione e conservazione SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 24 12 Supporti di conservazione • • • Dischi magnetici: sono il supporto più diffuso ed economico per una memorizzazione che privilegia la semplicità di accesso Sistemi RAID: sono configurazioni ridondate di dischi magnetici (a volte con firmware proprietario) con notevoli vantaggi in termini di affidabilità Supporti rimuovibili: supporto di elezione per conservazione di lungo periodo, non richiedono la disponibilità continua del sistema di memorizzazione I supporti rimuovibili, se correttamente organizzati e gestiti, sono i soli a garantire la possibilità di accedere ai dati indipendentemente dal sistema SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 25 Supporti ottici rimuovibili • • • Dischi ottici UDO (Ultra Density Optical): molto affidabili ma costosi e con alcuni aspetti proprietari CD e DVD: poco costosi, ma con significativi problemi di affidabilità e durata nel tempo Lettura dei CD/DVD indipendente dal dispositivo e dal sistema: dati organizzati in base a standard consolidati: • ISO/IEC 10149 (Yellow book): formato di registrazione dei CD-ROM • ISO 9660: formato del file system dei CD • ISO/IEC 13346: formato del file system dei DVD Il problema della durata del tempo delle registrazioni viene sistematicamente sottovalutato: non esistono purtroppo dati di riferimento affidabili SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 26 13 Problemi dei CD/DVD • • • In un CD sono registrati circa 10-10 bit: alta probabilità (certezza!) di avere almeno un errore Informazione codificata a tre livelli con schemi ridondanti a correzione d’errore: meno del 30% della capacità è occupata dai dati veri e propri Decadimento legato a diversi fattori: – Stabilità dello strato di colorante (dye) – Invecchiamento dei collanti – Temperatura, umidità e radiazioni UV Quando un CD è leggibile, significa che contiene solo errori che possono essere corretti dalla codifica ridondante: ma quanto siamo distanti dal baratro? SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 27 Sistemi online: pro e contro PRO ─ Soluzione verso cui si indirizza il mercato: offerta di prodotti ricca e competitiva. ─ Dati sono sempre on-line, accessibili e sempre sotto controllo ─ Brevi intervalli di migrazione imposti dall’obsolescenza dei sistemi (ciclo di circa 5 anni) CONTRO – Accesso ai dati mediato dal sistema, e quindi legato al suo destino (ed a quello del suo costruttore) – Problematico il recupero dei dati da parte di terzi – Alcuni schemi di registrazione prevedono una delocalizzazione dei dati: ciascun documento viene smembrato e registrato su dispositivi diversi SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 28 14 Supporti rimuovibili (CD/DVD): pro e contro PRO – Dati registrati secondo schemi ‘aperti’ ed estesamente documentati. – Documenti chiaramente localizzati nei supporti – Leggibilità dei dati indipendente da quella del sistema di registrazione – Supporti semplicemente prelevabili e trasportabili CONTRO – Valutazione della qualità della registrazione e della durata complessa e problematica – Mercato dei supporti CD e DVD e dei dispositivi di registrazione dominato dalla domanda consumer: manca un’offerta di qualità. SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 29 Conservazione su CD e DVD Malgrado i problemi è possibile organizzare e gestire in modo sicuro il processo di conservazione su CD e DVD, ma occorre curare una serie di aspetti essenziali • • • • Selezione dei supporti: approvvigionamenti per lotti, da fonti sicure e con analisi della qualità dei lotti Controllo del processo di registrazione: misure di qualità a valle della registrazione, eventualmente a campione Generazione di copie multiple: su supporti di tipo diverso, e custodite in luoghi diversi Monitoraggio del processo di invecchiamento: misure della qualità delle registrazioni effettuate con periodicità prestabilita SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 30 15 Monitoraggio di qualità delle registrazioni • • Consente di misurare i livelli di errori presenti in un supporto registrato Diverse tipologie di strumenti: – Software di analisi: effettuano una lettura a basso livello del CD e permettono una discreta misura di alcuni tipi di errori – Dispositivi specializzati: sono relativamente costosi (5 K€ - 10 K€) ma consentono un assessment preciso ed affidabile Procedure di questo tipo vengono abitualmente adottate come controllo di qualità nella produzione industriale di supporti ottici registrati SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 31 La conservazione come servizio • • • • Notevole complessità e delicatezza della procedura di conservazione Molto oneroso gestire in proprio la conservazione di documenti informatici per organizzazioni di piccole e medie dimensioni Opportuna la creazione di infrastrutture che offrano la conservazione come servizio Necessaria una certificazione pubblica dei soggetti abilitati al servizio, basata su procedure di controllo continue e rigorose Il responsabile della conservazione deve continuare a far parte dell’organizzazione da cui i dati provengono SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 32 16 La conservazione come servizio • • • • I soggetti produttori affidano a centri specializzati i loro documenti informatici La consegna può avvenire: – All’atto dell’archiviazione del documento – Al termine della fase di gestione Nel primo caso il centro supporta anche la gestione del fascicolo Nel secondo si limita a conservare fascicoli già chiusi Il centro di conservazione assume , a partire dall’istante di consegna, la responsabilità del documento, e ne garantisce l’ininterrotta custodia e l’accesso continuativo da parte dei soggetti autorizzati SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 33 Servizi offerti dai Centri di conservazione • • • • • • Conferma formale dell’avvenuta accettazione del documento. Verifica di conformità del documento rispetto ai formati utilizzabili per la conservazione Verifica della validità di eventuali sottoscrizioni digitali e marcature temporali Controllo degli accessi ai fascicoli ed ai documenti, verifica delle credenziali esibite dai soggetti autorizzati dal produttore Mantenimento di un registro degli accessi a garanzia della loro tracciabilità Gestione dei fascicoli secondo le regole di classificazione e selezione indicate dai soggetti produttori. SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 34 17 Centri pubblici o privati • • • • Per la PA si pone il problema di affidare i propri documenti ad un soggetto privato Questione delicata, perché si tratta di un patrimonio nazionale Di fatto già avviene: ad esempio per il protocollo ASP Soluzione: requisiti molto rigidi e controlli molto seri – Solidità finanziaria – Infrastrutture adeguate – Formalizzazione delle procedure di qualità Lo Stato dovrebbe comunque svolgere il ruolo di garante della qualità dei servizi nei confronti degli utenti, sia privati che pubblici SILVIO SALZA – Scelta e uso dei formati e dei supporti – WORKSHOP PER DIRIGENTI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PROTOCOLLO E DEI FLUSSI DOCUMENTALI – CNIPA – Roma 9 novembre 2007 35 18