di Linate deve essere tale da non com- promettere
Transcript
di Linate deve essere tale da non com- promettere
Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 17 IX COMMISSIONE di Linate deve essere tale da non compromettere lo sviluppo di Malpensa. Poiché non è compito mio né – contrariamente a quanto si pensa – l’Alitalia è dominus di alcunché, o è cosı̀ o non andiamo avanti. Io sono fiducioso che sarà cosı̀. Tariffe domestiche ed oneri di pubblico servizio. Se il Governo dovesse decidere di comportarsi come fa la Francia per la Corsica, noi prenderemo parte alla gara. Si tratterà di una gara pubblica alla quale parteciperanno non solo soggetti italiani ma comunitari e vincerà quello che farà l’offerta migliore. Per quanto riguarda le tariffe domestiche – come già detto anche in un’altra occasione, non so se qui alla Camera o al Senato – va tenuto presente che quelle italiane sono a livelli inferiori alla media europea. Inoltre, siccome in ogni settore industriale le tariffe sono correlate ai costi per fare il servizio, non c’è dubbio che il costo per tonnellatachilometro offerta sul domestico è tre volte superiore all’intercontinentale. Non si può paragonare la Palermo-Milano con la Milano-New York: è una logica ferrea. RINALDO BOSCO. Quando arriva la concorrenza si va da Roma a Venezia con 80 mila lire ! DOMENICO CEMPELLA, Amministratore delegato dell’Alitalia. Anche per i telefoni è cosı̀. RINALDO BOSCO. Allora apriamo alla concorrenza, visto che si può andare da Roma a New York con 449 mila lire ! DOMENICO CEMPELLA, Amministratore delegato dell’Alitalia. Ma il mercato è già aperto alla concorrenza. Tuttavia oggi non esiste settore italiano, tratta domestica o intercomunitaria, in cui possa entrare chiunque. Non potete addebitare ad un vettore, comunque si chiami, di fare cartello. Il cartello lo fanno altri settori industriali, che non voglio menzionare, i quali poi ci addebitano i costi. Noi no. Escono tariffe a 40 mila lire e noi accettiamo. — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 LUIGI MARTINI. E hanno fallito. DOMENICO CEMPELLA, Amministratore delegato dell’Alitalia. E hanno fallito. Ognuno può entrare per sei mesi, regalare biglietti, dopo di che porta i libri in tribunale: è verissimo. Ma fa un grosso danno a questo settore e ai passeggeri, perché allora sı̀ che si deve parlare di sicurezza; ma questo capitolo lo voglio chiudere. Il presidente ha fatto giustamente un inciso sulla caratteristica del piano che abbiamo presentato e, se non ricordo male, sui tassi di crescita previsti. Per quanto riguarda i tassi di crescita, abbiamo registrato a gennaio un incremento del 7,1 per cento e stiamo registrando a febbraio un aumento di traffico del 10,1 per cento rispetto all’anno passato, il che vuol dire che, ancorché menomati, questo sarchiapone – non dovrei usare questo termine, poiché tutto è registrato – di Malpensa sta rendendo, visto che si incrementa del 20 per cento la connettività. Consideriamo il bicchiere anche mezzo pieno: nel 1999 rispetto al 1998 con l’evento Malpensa è successo che un 20 per cento in più di passeggeri in transito ha utilizzato il sistema aeroportuale italiano. È un dato di fatto. Perché questo 20 per cento diventi il 40, c’è bisogno che quell’aeroporto diventi effettivamente un hub, cioè accresca la capacità di interconnettere tutti i settori di traffico: domestico, regionale, internazionale ed intercontinentale. Questa è la politica dell’hub. Poi gli altri paesi insegnano – Francia docet con l’apertura di Roissy – che prima si realizza questo, poi si può fare qualsiasi cosa perché ormai quell’investimento è produttivo, quel tipo di situazione è consolidata sul mercato e i flussi di traffico non l’abbandonano più. A voler fare 13 cose insieme c’è il rischio che non ne venga bene neanche una. Onorevole Savarese, è proprio vero: noi stiamo facendo una marcia e – ecco l’imbarazzo – per un verso sappiamo di avere ancora delle incertezze per andare avanti, per un altro stiamo andando avanti. WINGS diventerà una realtà. Thai Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 18 IX COMMISSIONE è l’obiettivo di Alitalia da quindici anni, perché è il primo punto in quell’area che ci consente di sviluppare, con un sistema di hub della Thai, tutto l’Estremo oriente e stiamo andando a stringere questo tipo di alleanza con americani e olandesi, assumendo che non avremo più problemi in termini di valore del sistema aeroportuale. Sı̀, noi vogliamo sviluppare il regional. Da maggio arriveranno i primi sei Embraer a 50 posti e nel momento in cui, chiarito l’assunto, ci metteremo a lavorare sul piano avremo quindici opzioni da sviluppare per dare risposta alle richieste di collegamenti perché, sapendo di non poter far tutto, noi siamo destinati – e ci piace – a combattere contro tutti. Quando non siamo ad armi pari, perché non abbiamo le quattro piste del Charles De Gaulle ed abbiamo il traffico separato in tre aeroporti, la cosa è molto più difficile, però non demordiamo. MD-80 e MD-82. Da quando è pervenuto l’avviso della FAI, in 72 ore abbiamo rivisto tutta la flotta ed abbiamo emanato un comunicato stampa: non esiste nella flotta Alitalia alcun problema di quel genere. Quello che è stato rilevato riguarda solo gli Stati Uniti: sei aerei di una compagnia americana. Abbiamo fatto tutti i test e possiamo dire che non vi è alcun problema di alcun genere sotto il profilo della sicurezza. Questo – non ricordo chi abbia parlato di sicurezza – la dice lunga sulla capacità di Alitalia di intervenire in 72 ore per verificare 90 aeroplani. Questo è quello che abbiamo fatto e nessuno dica che l’Alitalia, in un momento particolare per l’industria, possa minimamente intervenire, tagliando i costi, su queste attività. Fiumicino è uno dei tre sistemi europei. Noi abbiamo già cominciato – non per venire incontro alle esigenze di qualcuno ma perché è una logica che ci piaceva – ad incrementarlo e quest’inverno Roma ha avuto 50 collegamenti intercontinentali rispetto ai 40 dell’anno prima, che significa una crescita del 25 per cento. E andremo avanti, perché tutto è collegato: se diventeremo più robusti rispetto a come siamo oggi, allora tutto — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 diventerà più facile rispetto a quell’obiettivo. Chi vuole abbandonare Roma ? Chi vuole non investire su Roma ? Però non si possono fare troppe cose insieme. Rimane un punto della rete concordata – non è una decisione solamente nostra – ma dobbiamo essere nella condizione di poter intervenire. Per la privatizzazione – tema toccato da parecchi commissari – vale quello che ha detto il presidente Stajano. Io continuo a ritenere una necessità di tipo industriale quella di essere un’azienda privata. Non è che oggi ci sentiamo legati, ma certamente saremmo più liberi rispetto a qualsiasi forma di crescita e di decisione. Nel momento in cui dovremo crescere, ci sarà bisogno di ulteriori investimenti e sarà assai difficile poter ricorrere ad investimenti pubblici, quindi logica vuole che una azienda che ha un piano ed una redditività costante ed è privatizzata possa reperire capitali finanziari sul mercato. La stock option, onorevole Boghetta, è una decisione del nostro azionista, che vale per tutte le aziende dell’IRI cosı̀ come per tutte le aziende dell’ENI e tutte le aziende private. Vuole essere un sistema per dare ai manager una pungolo in più e non dei soldi in più, poiché tanto più sono condizionati dal valore del titolo tanto più attenti saranno alla redditività dell’azienda. La logica dovrebbe essere questa. Quella sull’intasamento del nord Italia credo sia una risposta che deve dare qualcun altro. Noi registriamo le capacità e speriamo che la situazione evolva. È un problema che non riguarda solamente l’Italia, perché la crescita dell’attività della nostra industria ha messo a dura prova tutti i sistemi di controllo in Europa, soprattutto perché tali sistemi, nonostante vi sia Eurocontrol, spesso non comunicano tra loro. Mi pare che a questo riguardo vi sia una precisa impostazione del nuovo commissario ai trasporti Loyola, che vuole prendere questo toro per le corna e venirne fuori al più presto possibile. Per quanto riguarda l’ANPAC e gli appalti, noi non abbiamo appalti con Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 19 IX COMMISSIONE l’ANPAC. Abbiamo delle commesse con una società svizzera per quanto riguarda, credo, l’attività di sicurezza. Non ho, ad oggi, alcuna indicazione rispetto ad una relazione diretta: prendo nota della segnalazione e la verificherò. UGO BOGHETTA. Mi darà una risposta a breve giro di posta ? DOMENICO CEMPELLA, Amministratore delegato dell’Alitalia. Certo. Per quanto riguarda il carburante, vi dico che il carburante vale 1.200 miliardi sul conto economico dell’Alitalia. Quindi, quando si apprezza nel modo in cui si apprezza, il delta è veramente sostanziale. Nel 2000 rispetto alla 1998 l’effetto deltaprezzo più delta-valuta dollaro americano vale 500 miliardi: questo è l’ordine di grandezza. Non ricordo chi abbia domandato quanti costi esterni abbiamo, ma la risposta è: tantissimi. Uno è questo. L’altro è l’air navigation. Il terzo è dato dalle attività di scalo non gestite direttamente. Ecco perché nel momento in cui, finalmente, si dovesse liberalizzare il sistema dell’handling noi ci adopereremo, a cominciare da Roma, a far diventare anche quel costo, cosı̀ come stiamo facendo per le manutenzioni, una attività di business, sempre per fare efficienza a livello di conto economico. Non c’è dubbio che non vi è possibilità di intervento immediato quando lo scenario cambia cosı̀ rapidamente. Come ho già detto, io non sono tanto preoccupato di vedere – e lo sapremo presto – quale sarà il budget 2000; ciò che mi interessa capire – ed oggi ne sono certo – è se esistano le condizioni per continuare il percorso di sviluppo dell’azienda, che è altra cosa. Poi, non c’è dubbio che stiamo già mettendo mano agli interventi possibili, perché non si può far tutto. Abbiamo già attuato un drastico ridimensionamento degli organici negli ultimi tre anni, tranne che per quanto riguarda la manutenzione, nella quale investiamo, per cui non si può ancora incidere su quel tipo di attività. Stiamo evidentemente intervenendo su quei costi nei quali l’intervento è possibile, — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 che sono i soliti; come vedete, l’Alitalia non brilla per sponsorizzare alcun tipo di avvenimento. Credo di aver già risposto – la risposta è sı̀ – alla domanda posta dall’onorevole Bosco sul regional. Non direi che vi è stata una robusta iniezione di denaro pubblico; l’Air France ha avuto 7.300 miliardi ! Noi abbiamo ricevuto 1.200 miliardi che hanno avuto per l’IRI una resa del 20 per cento l’anno; sfido a trovare un investimento che abbia questo tipo di redditività. Non ci sentiamo un’azienda che abbia prosciugato risorse pubbliche, assolutamente ! Siamo invece preoccupati di dare una redditività anche al capitale privato presente nell’azienda; ecco perché stiamo pensando al piano. I piloti giovani non rappresentano un fatto negativo. Io sono per i giovani, non per gli anziani; d’altra parte, è intervenuto un cambiamento abbastanza radicale nel sistema pensionistico e quindi, con tutta l’attenzione che questo richiede, utilizziamo piloti che evidentemente sanno fare il proprio mestiere; nominiamo comandanti quelli che hanno esperienza. Il cambiamento generazionale avviene dappertutto, non si può sempre pretendere di avere quelli di prima. RINALDO BOSCO. È stato un cambiamento drammatico... DOMENICO CEMPELLA, Amministratore delegato dell’Alitalia. Sı̀, ma lo stiamo gestendo molto bene. Mi preoccuperei di altre situazioni nel resto del mondo alle quali forse non viene data la stessa attenzione. Onorevole Bruno, quando si parla di hub – in questo momento parla non uno dell’Alitalia ma un cittadino che vive in questo paese – bisognerebbe considerarlo anche in termini di sviluppo, come ho detto prima. Per quanto ci riguarda, non abbiamo motivo di ritenere che l’esistenza dell’hub comporti un cambiamento di scelta; vanificheremmo tutto quello che stiamo facendo per realizzare quel piano. La risposta è affermativa, purché siano presenti le caratteristiche che consentano Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 20 IX COMMISSIONE di avere un ritorno da quel tipo di investimento. Fino ad oggi è stato molto precario per i motivi che ho illustrato prima. Rispondendo all’onorevole Angelici, vorrei dire che Grottaglie è un investimento con un ritorno abbastanza vicino, per cui non intendiamo tornare indietro. Ieri abbiamo concluso l’accordo con Finmeccanica per rilevare i suoi hangar su Grottaglie. Probabilmente ho dimenticato molte cose, ma quando si risponde alla fine diventa un po’ difficile ricordare ogni punto. PRESIDENTE. Credo invece che abbia colto tutti gli argomenti offerti alla sua riflessione dai colleghi. Rinnoviamo i nostri ringraziamenti al dottor Cempella: con la consueta franchezza e precisione ha individuato i problemi ed indicato la prospettiva, una prospettiva che – lo ribadisco – per quello che riguarda il Parlamento italiano, per univoche e frequenti prese di posizione, deve continuare ad incentivare lo sviluppo. Dichiaro conclusa l’audizione dell’amministratore delegato dell’Alitalia. Audizione di rappresentanti di vettori nazionali (Air Europe). PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul trasporto aereo e, in particolare, delle audizioni di rappresentanti dei vettori nazionali, l’audizione di rappresentanti di Air Europe. Ringrazio il presidente Rattazzi per aver accolto con grande disponibilità la nostra convocazione. Ricordo che la pubblicità dei lavori è assicurata, oltre che dagli impianti audiovisivi a circuito chiuso, dalla resocontazione stenografica; lo dico al nostro ospite perché, rappresentando una società, deve sapere che tutte le dichiarazioni che renderà sono di natura pubblica. — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 Darei subito la parola al presidente Rattazzi per una breve introduzione, dopo di che, come fatto anche in precedenza, verranno formulati i quesiti da parte dei commissari. Mi scuso con il presidente per averlo costretto ad una attesa che certamente avremmo voluto fosse più breve, ma i lavori parlamentari spesso evolvono in un modo non prevedibile; in particolare l’audizione del dottor Cempella, come abbiamo potuto constatare, è stata piuttosto lunga. LUPO RATTAZZI, Presidente dell’Air Europe. Sono io che ringrazio lei, presidente, e l’intera Commissione trasporti perché sicuramente un’audizione parlamentare rappresenta per un imprenditore del trasporto aereo come me il culmine di una carriera ed anche, se volete, una testimonianza della valenza e del ruolo che la mia azienda ha assunto nell’ambito di questo comparto. Avevo predisposto un intervento, ma ho avuto la fortuna di ascoltare l’introduzione del dottor Cempella, il che mi dà la possibilità di non sovrappormi a lui ed anche di abbreviare il mio discorso. Infatti, nella sua allocuzione introduttiva ha detto una serie di cose che io condivido pienamente, soprattutto per quanto concerne la vicenda di Malpensa, di cui parlerò un po’ più tardi. Credo che per i commissari potrebbe essere più interessante avere un quadro della mia azienda di modo che ne possano capire il ruolo in ambito nazionale. Air Europe ha chiuso il 1999 con 500 miliardi di fatturato; ha mille dipendenti, una flotta di 12 aeromobili con una età media di un anno e mezzo, quindi molto più bassa di quella dichiarata dal dottor Cempella. In effetti quest’anno la flotta di A320 verrà interamente sostituita con velivoli completamente nuovi. La società fa capo ad una holding controllata al 51 per cento da tre famiglie che fanno capo ad altrettanti manager fondatori dell’azienda e per il 49 per cento dal gruppo Swissair. Per quanto riguarda il tipo di attività svolta, fino all’anno scorso, fino all’in- Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 21 IX COMMISSIONE gresso del gruppo Swissair nella compagine azionaria, l’Air Europe era per eccellenza un vettore dedito al traffico turistico. In effetti, è nato nel 1988 con questa missione; posso dire senza tema di smentite che noi abbiamo inventato il traffico charter di lungo raggio e lo abbiamo sviluppato con una modalità non conosciuta fino a quel momento in Italia, ossia con aerei nuovissimi ed un servizio del tutto simile a quello dei voli di linea (anche se oggi la distinzione tra voli charter e di linea è molto meno netta di quanto non fosse un tempo). Abbiamo cominciato ad operare con macchine allora non conosciute, ossia i Boeing 767 e 757, sempre con una flotta con un’età media giovanissima. Mi piace ricordare che l’ingresso del gruppo Swissair ha costituito il più grosso investimento effettuato da una compagnia aerea straniera in una compagnia italiana che la storia del nostro paese ricordi, almeno negli ultimi quarant’anni, dal 1957; precedentemente investimenti in Italia erano stati realizzati da compagnie come la TWA, la British Airways, prima che Alitalia e LAI fossero fuse. In un momento in cui gli investimenti esteri scarseggiano, questo è sicuramente per noi motivo di orgoglio. A seguito dell’ingresso di Swissair, l’Air Europe pianificò, anche sulla base di quanto si andava prospettando come programma relativo al sistema milanese (il famoso decreto 46T), di concentrare tutte le sue attività su Malpensa, aggiungendo alcune gambe nazionali. Infatti, nel maggio 1999 abbiamo iniziato ad operare da Milano su Napoli, Catania, Palermo; cominceremo ad operare su Bari a partire dal prossimo venerdı̀. Può essere forse interessante per la Commissione capire che cosa abbia significato l’intervento di Air Europe sul mercato nazionale. Ebbene, a seguito del nostro intervento (maggio 1999), ma anche delle reazioni dei concorrenti, che evidentemente hanno aggiunto capacità per mantenere quote di mercato, i posti offerti su Palermo sono aumentati del 100 per cento, quelli su Catania dell’80 per cento, — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 quelli su Napoli del 50 per cento e quelli su Bari, dopo il nostro ingresso, del 233 per cento. Anche lo sviluppo del traffico testimonia dell’entità dell’impatto di Air Europe: fino all’aprile del 1999 la crescita del mercato nazionale sempre sulle tratte da Milano verso Napoli e Palermo era statica, se non addirittura in declino; dall’ingresso di Air Europe abbiamo una crescita, mese su mese, dell’ordine del 40 per cento. Operiamo quarantaquattro movimenti al giorno sull’aeroporto di Malpensa e questo ci colloca come secondo cliente della SEA in quella realtà. Abbiamo l’ambizione – non ho paura di dirlo – di diventare la prima compagnia aerea privata italiana e, quando Alitalia sarà privatizzata, la seconda. Certamente non abbiamo l’ambizione di scalzare l’Alitalia perché il gap è incolmabile; parliamo di dimensioni venti volte superiori e soprattutto oggi l’Alitalia, nonostante i suoi problemi, ha portato avanti e sta portando avanti un’alleanza molto forte e temibile. Anche noi siamo inseriti nell’ambito di una delle quattro grandi alleanze europee: l’Eurowings (quella cui appartiene Alitalia), la Star Airlines, che fa capo grosso modo a Lufthansa, la British American, il gruppo Qualyflyer, che annovera tra i suoi membri svariate compagnie di bandiera europee come in particolare la Sabena, la TAP, la Turkish, la Swissair ed una compagnia controllata da quest’ultima, che è la Crossair. Per quanto riguarda la parte atlantica dell’alleanza Qualiflyer, in passato tale gruppo era alleato con la Delta, adesso questa ha scelto un nuovo partner, che è l’Air France, per cui il gruppo Qualiflyer si sta orientando verso un’alleanza sempre più stretta con l’American Airline. Vi ho parlato del programma per il futuro, che è quello di diventare la prima compagnia privata italiana. Debbo sinceramente dire che oggi la pianificazione dell’azienda è totalmente ferma per via del dramma – lo definisco cosı̀ – Malpensa-Linate, che per quanto riguarda Air Europe ha un aspetto ancora più grave rispetto a quello che sta colpendo Alitalia, Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 22 IX COMMISSIONE anche se, naturalmente, a grandi dimensioni corrispondono grossi problemi. Tale aspetto consiste nel fatto che, essendo noi entrati sul mercato nazionale solo nel 1999, ci è interdetto – cosa invece consentita ai tre grossi concorrenti nazionali, che sono Alitalia, Meridiana e Air One – di operare sull’aeroporto di Linate. Ora, quando si va a vedere la differenza tra i fattori di riempimento che, in questo caso, l’Alitalia ha su Malpensa rispetto a quelli su Linate (che, come ben sappiamo, è l’aeroporto preferito dai viaggiatori che vengono dal sud) ci rendiamo conto di quale danno ha subito l’Air Europe negli ultimi dieci mesi per una situazione che avrebbe dovuto essere transitoria – doveva durare solo fino al 1998, poi è stata prorogata al 25 ottobre 1999, successivamente al 15 giugno 2000 – ed ora è prorogata sine die. Ci troviamo, dunque, in una situazione di alterazione della concorrenza che io non ho mancato di sottolineare a tutte le autorità competenti, ovvero l’Autorità garante, la Commissione europea nonché il tribunale amministrativo del Lazio, una situazione nella quale noi siamo fortemente penalizzati per cui, francamente – cosı̀ come è anche per l’Alitalia e le altre compagnie italiane – non capiamo quale sia il nostro futuro. Sappiamo che quello di redistribuire il traffico all’interno del sistema milanese è un problema enorme, un rompicapo con il quale, con molta diligenza, il ministro Bersani e i suoi collaboratori si stanno cimentando ma che, purtroppo, deve conciliare quattro esigenze che sono di difficile conciliazione: i problemi dell’Alitalia, i problemi ambientalisti, il diritto comuitario e le esigenze dell’utenza del sud Italia. Come ho detto al ministro Bersani, io non ho ricette al riguardo. Consapevoli che il progetto hub è un progetto molto importante, cosı̀ per noi come per l’Alitalia, e che indubbiamente tale progetto avrebbe rafforzato l’industria italiana, avrei preferito che il decreto Burlando 1 fosse entrato pienamente in vigore cosı̀ come era previsto, però sono realistico, mi rendo conto delle esigenze dell’utenza del Meridione e di tutta una serie di altri — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 problemi per cui tifo, o tifavo, per una versione « annacquata » di quel decreto, cioè un versione in cui ad una quota parte del traffico, nella misura in cui oggi sta operando a Linate invece che a Malpensa, venga consentito di continuare ad operare a Linate, ovviamente consentendo di entrare anche a vettori come noi; infatti è assolutamente contrario al diritto comunitario, in particolare al regolamento 2408, che prosegua anche per un solo giorno la situazione che esiste oggi per Linate e Malpensa, con un privilegio, lo ripeto, a carico di diciassette vettori (tre italiani e quattordici stranieri) per l’utilizzo di una struttura che è pubblica. Mi fermo qui, naturalmente disponibile a rispondere a qualsiasi tipo di domanda. PRESIDENTE. Ringrazio il presidente Rattazzi e do la parola ai colleghi che intendano formulare domande. ENZO SAVARESE. Ringrazio il presidente Rattazzi per la sintetica ma, allo stesso tempo, esauriente esposizione. Mi complimento per l’attività di Air Europe, che notoriamente ha portato alla conoscenza e alla crescita del charter in Italia; non voglio aprire una polemica su cosa fosse prima il charter e come venisse definito dall’allora RAI, comunque oggi il charter è una realtà importante e questo si deve soprattutto a Air Europe. Vorrei sapere se il presidente Rattazzi possa confermarci quello che mi è parso di capire, cioè che quello di Malpensa è un problema non dell’Alitalia ma del paese, per cui Air Europe ne è coinvolto cosı̀ come anche altri vettori. In caso affermativo, gli domando quanto abbia inciso sui conti di Air Europe il mancato decollo di Malpensa: abbiamo letto con preoccupazione della possibilità che si faccia ricorso alla cassa integrazione e, comunque, si tratta di una realtà che occupa direttamente mille persone, alle quali si deve aggiungere tutto l’indotto, dagli agenti di viaggio ai tour operator e via dicendo. Sempre dalle parole del presidente mi è parso di capire che per la soluzione del problema Malpensa-Linate egli veda più la Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 23 IX COMMISSIONE necessità di identificare delle destinazioni, magari secondo un tetto di passeggeri, eliminando quindi distinzioni tra compagnie, per dare la possibilità sia agli incomer sia ai nuovi di operare sulle rotte, stabilendo dunque livelli accettabili che consentano, da una parte, a Malpensa di vivere e non di vivacchiare e, dall’altra, a Linate meglio definito nei suoi limiti una piena operatività. Vorrei essere confortato su questa opinione. UGO BOGHETTA. Rivolgerò al presidente Rattazzi soltanto due domande. La prima riguarda il problema della sicurezza dal momento che Air Europe è una compagnia ancora piccola, quanto meno in relazione all’Alitalia, ed in essa, dunque, i costi per la sicurezza possono essere superiori e comunque meno ammortizzabili. So che lei mi potrebbe subito rispondere che, essendo i vostri aerei nuovi, sono anche sicuri, ma non credo che la cosa sia cosı̀ semplice, perché a prescindere dall’età degli aerei il problema è quello di una continua manutenzione e di continui controlli. Vorrei dunque capire meglio quale sia l’approccio di Air Europe al problema della sicurezza, degli standard e dei controlli previsti in questo settore. In secondo luogo vorrei sapere quale tipo di contratto o di contratti siano applicati dall’Air Europe. ANTONIO ATTILI. A me sembra giusta la riflessione del dottor Rattazzi sul fatto che la mancata definizione, almeno fino ad ora, della questione Malpensa rappresenti un problema per tutto il sistema nazionale, cosı̀ come ha osservato anche il dottor Cempella, per cui è del tutto ovvio che la mancata soluzione o la soluzione che si darà di tale problema avrà una serie di conseguenze. Purtroppo, alcune conseguenze negative già vi sono state: è di questi giorni la protesta di Meridiana, che a me risulta essere al momento il secondo vettore... LUPO RATTAZZI, Presidente dell’Air Europe. È cosı̀. Noi vogliamo diventare il secondo vettore. — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 ANTONIO ATTILI. Ve lo auguro, è evidente ! Dicevo che Meridiana ha lamentato perdite per decine di miliardi a causa della sua doppia situazione: volando su Linate, si preparavano al passaggio su Malpensa ma tutto si è poi bloccato, per cui questa situazione di incertezza ha prodotto costi operativi ulteriori. Le rivolgerò alcune rapidissime domande. Dal momento che siamo molto interessati a che i processi di liberalizzazione che, purtroppo, ora sono solo sulla carta, si attuino veramente nel paese, poiché è proprio l’assenza di concorrenza – a nostro parere – a determinare costi molto alti per gli utenti, vorrei sapere, innanzitutto, se abbiate progetti – mi auguro di sı̀ – e quali siano per aumentare l’offerta nel Mezzogiorno, mercato molto vasto che stenta però a decollare. Vorrei poi sapere se riguardo alla questione degli slot la sua compagnia abbia incontrato difficoltà, come nuovo entrante rispetto ai detentori degli slot, e se l’attuale sistema di ripartizione la soddisfi o se proponga dei correttivi. Da ultimo, le rivolgo la stessa domanda che ho già fatto al dottor Cempella. Le chiedo, cioè, se, in caso di estensione degli oneri di pubblico servizio al Mezzogiorno, la sua compagnia sia interessata a questo tipo di prospettiva e se la consideri utile e positiva. RINALDO BOSCO. Vorrei chiedere al dottor Rattazzi se abbia mai pensato di utilizzare l’aeroporto del Friuli-Venezia Giulia, Ronchi dei Legionari, per i collegamenti alla rete già in uso dell’Air Europe e per sapere se vi siano delle difficoltà dal momento che tale aeroporto, come altri, è servito solamente da Alitalia, per cui è in essere un monopolio per il quale io, come friulano, sto soffrendo e che determina per l’Italia una perdita di mercato. Vorremmo che vi fosse uno sviluppo diverso proprio per aumentare la competitività, cosı̀ come si sta verificando nel vicino aeroporto di Venezia, che è importante ma spesso soffre per la presenza di nebbia e non è certamente una porta verso l’est. Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 24 IX COMMISSIONE RENZO TOSOLINI. Dottor Rattazzi, concordo con lei che l’attuale situazione di stallo in cui si trova Malpensa danneggi non soltanto l’Air Europe ma, in definitiva, tutti i vettori, italiani e stranieri. Una domanda precisa: come si collocherà Air Europe nel momento in cui troverà attuazione il decreto Burlando-bis, ovvero verrà attuato il trasferimento del restante 34 per cento dei voli su Malpensa, lasciando tra Milano e Roma soltanto una navetta di 2 milioni di passeggeri ? PAOLO MAMMOLA. Desidero sottolineare una domanda che già è stata formulata dal collega Boghetta e che, peraltro, io stesso ho poco fa rivolto al dottor Cempella. Ricordo a me stesso e ai colleghi che quella alla quale stiamo procedendo è un’indagine conoscitiva incentrata sul problema della sicurezza del trasporto aereo nel nostro paese, per cui la domanda è di rito ma assolutamente centrale nel nostro ragionamento: come si comporta questa neonata o nascente seconda potenza del trasporto aereo privato italiano nel settore della sicurezza e cosa sta facendo per mantenere quegli standard di efficienza che vengono richiesti agli operatori in questo settore ? È una domanda ripetitiva, ma ritengo che vada comunque posta. Per quanto riguarda, invece, il ruolo che la sua compagnia sta svolgendo a livello nazionale, creando una nuova opportunità di trasporto ed un’alternativa alle compagnie più consolidate, osservo che viene lamentata dai concorrenti una politica eccessivamente aggressiva dal punto di vista tariffario, con le conseguenti negatività sul piano gestionale e di bilancio dell’azienda medesima, che, evidentemente, ha sofferto su alcune tratte dei danni di carattere economico per un non adeguato ritorno dal punto di vista della remuneratività dei prezzi e delle tariffe applicate. Vorrei capire, nell’ottica dello sviluppo del trasporto interno, quale sia l’obiettivo della vostra compagnia, perché ritengo che imprenditori oculati come quelli che sono oggi azionisti di Air Europe non possano pensare soltanto di — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 drenare traffico sul mercato attraverso politiche dei prezzi troppo aggressive, che possono avere una logica nel brevissimo termine ma non possono certo mantenersi nel medio periodo o, peggio ancora, in una strategia di più lunga gittata. Domando, quindi, quale impostazione l’azienda stia dando alla sua politica, perché dalla solidità della compagnia deriva l’efficienza e nell’efficienza rientrano anche il controllo ed il mantenimento dei livelli di sicurezza del trasporto aereo in Italia. PRESIDENTE. Formulerò anch’io, come presidente, qualche quesito, in particolare un quesito che è anche una riflessione. Le rivolgo questa domanda, presidente Rattazzi, anche come analista economico e come imprenditore del settore attento alle più generali dinamiche del piano industriale nel quale opera e gliela rivolgo anche perché io sono da sempre attento ai temi della liberalizzazione e della concorrenza, che vorrei sviluppata sempre di più, anche al fine di vedere realizzati quei risultati positivi che fino ad oggi nel settore del traffico aereo non sempre sono parsi evidenti come sarebbe sperabile, cioè il miglioramento del servizio e la riduzione dei costi. Il settore del traffico aereo registra in un paese come l’Italia significativi incrementi di gran lunga superiori (anche di 3-4 volte) agli aumenti del prodotto interno lordo; quest’anno – lo ha detto il dottor Cempella – si potrebbe crescere ad un livello dell’8-10 per cento. Eppure tutte le compagnie aeree, non esclusa l’Alitalia sulla base degli ultimi risultati che sono stati attestati, registrano un disequilibrio evidente nei loro conti. I new comers, come la sua compagnia, hanno probabilmente la necessità di raggiungere un breakeven, ossia una dimensione ottimale per ammortizzare i costi fissi, quindi per raggiungere livelli di redditività. Questo problema possono averlo di certo anche altre compagnie; per quelle che sono da più lungo tempo presenti sul mercato – Meridiana, Air One – forse si tratta anche di ridefinire le prospettive, di ristrutturare Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 25 IX COMMISSIONE la situazione economica, di avere piani di impresa più confacenti e realistici. Meridiana, come sappiamo, attraversa una fase di crisi che addirittura lascia ipotizzare – ma dovrei dire che ormai il quadro a questo riguardo è definito – un’alienazione del pacchetto di controllo. Ebbene, qual è allora il male oscuro di questa situazione ? Pur in presenza di elementi di stress ciclici come l’aumento del carburante e lo sfavorevole rapporto euro-dollaro, al di là di questi elementi ed anche di qualche imprevidenza – non della classe politica ma di qualche politico di vari schieramenti; relativamente a Malpensa si è avuto un quadro di indecisione inusuale, pur in un sistema politico che non sceglie con la rapidità auspicabile rispetto alle dinamiche economiche – al di là di questi aspetti contingenti, ciclici, accidentali, mi pare di non vedere nel settore industriale elementi di compiuta maturità che consentano in prospettiva di immaginare quei livelli di redditività che in un settore come il trasporto aereo caratterizzano realtà industriali di altri paesi. Vorrei che a questo riguardo il dottor Rattazzi concentrasse la sua attenzione, per esempio, sul rapporto con i gestori aeroportuali, sulla dinamica di incompiuta liberalizzazione dell’handling, sui problemi riguardanti i contratti di lavoro, la non adeguata flessibilità, la mancanza di disponibilità sui picchi da parte di alcune categorie di lavoratori (i piloti). Vorrei che il nostro ospite delineasse un quadro che desse al Parlamento la possibilità di individuare i problemi, che a questo punto considero strutturali, per migliorare l’attività e la redditività non solo della sua impresa, ma più in generale del comparto industriale; oggi questo nella sua globalità sembra non essere in condizione di remunerare, almeno nel breve periodo, capitali che sono investiti nel lungo periodo; tenuto conto delle dinamiche del trasporto aereo, si tratta di grossi investimenti industriali che vanno ammortizzati. Sono abbastanza preoccupato di questa dinamica di crisi, che di volta in volta travolge compagnie aeree determinando — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 complessivamente una situazione di instabilità del sistema, e rispetto alle possibilità di concorrenza che nel sistema stesso si debbono realizzare. Non occorre fare esempi: c’è una continua sparizione e riapparizione... UGO BOGHETTA. È il mercato ! PRESIDENTE. È un problema che certo in parte attribuisco fisiologicamente al mercato, ma mi preoccupa nel momento in cui vedo in perdita tutte le aziende che operano nel settore del trasporto aereo. Ripeto: una causa può essere individuata in Malpensa, nell’accrescimento del prezzo del carburante, ma ce ne devono essere anche altre. LUPO RATTAZZI, Presidente dell’Air Europe. Presidente, comincerei dall’ultima domanda, che forse è la più complessa, ma è quella che più mi affascina come studioso oltre che come imprenditore del settore. Effettivamente lei ha delineato una situazione che esiste, ma esiste non solo a livello italiano, direi addirittura a livello mondiale. Alcuni dati – che purtroppo non ho portato con me ma posso trasmettere successivamente – mostrano una cosa chiarissima: l’industria del trasporto aereo, se raffrontata con gli altri comparti, è quella che ha la più bassa redditività in assoluto per alcune caratteristiche intrinseche. Ne posso citare alcune: questo comparto generalmente si approvvigiona da fornitori di servizi di carattere monopolistico; in tale ambito si registra un cronico eccesso di capacità, che purtroppo non si risolve mai perché gli aerei delle imprese fallite tornano continuamente in circolo presso altri concorrenti; vigono normative completamente antiquate, per esempio, sulla nazionalità e il controllo, le quali fanno sı̀ che ci siano troppe compagnie in giro (alcune esistono solo in quanto protette dai rispettivi Stati), che si rilevi un eccesso di capacità a livello mondiale; incide un fatto specifico Alita- Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 26 IX COMMISSIONE lia, nel senso che vi è un eccesso di capacità sui mercati in cui noi siamo entrati. Credo che per quanto riguarda le imprese private – non ritengo siano possibili altri giochi per l’Alitalia al di fuori dell’alleanza con KLM – ci dovrà essere qualche forma di consolidamento, perché i vettori che oggi in Italia sono presenti sul mercato sono troppi, per cui si rischia di produrre una somma di perdite anziché una somma di profitti. Il presidente ha ricordato – vi ho accennato come elemento generale – il problema della liberalizzazione dell’handling. Come ho detto, uno dei problemi dell’industria che io rappresento è dato dall’acquisto presso fornitori monopolisti, soggetti che hanno più potere di mercato di quanto non ne abbia la compagnia aerea. Questo fa sı̀ che vi sia una continua instabilità. Le barriere all’ingresso sono molto più basse di quelle alla permanenza; se si vuole rimanere in questo segmento ci vogliono capitali molto grossi. Tuttavia, questo continuo crescere e morire di compagnie è dovuto al fatto che effettivamente le barriere all’ingresso sono bassissime: oggi, con lo strumento della locazione operativa degli aeromobili, chiunque con un minimo di conoscenza può mettere in piedi una compagnia, che magari dura solo sei mesi ma in questo periodo produce gravissimi danni, perché comunque si va ad aggiungere a questo eccesso di capacità, va ad abbassare i prezzi in modo da configurare addirittura una forma di dumping. L’onorevole Mammola ha parlato di politica eccessivamente aggressiva sotto il profilo tariffario e per certi versi posso essere d’accordo. Effettivamente ci siamo visti costretti a seguire una politica tariffaria di questo tipo perché eravamo penalizzati, in quanto è impossibile convincere un passeggero che da Catania deve andare a Milano e si può servire del servizio Alitalia, di quello di Meridiana, o di quello di Air One che operano su Linate, avendo in alternativa quello di Air Europe che va a Malpensa, a rivolgersi a quest’ultima compagnia, se non abbas- — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 sando i prezzi. Questa è purtroppo una situazione di sofferenza del tutto particolare che solo Air Europe sta patendo, dovuta al suo ingresso nel mercato nel 1999, quindi dopo l’emanazione del cosiddetto decreto Burlando-bis. In merito alla sicurezza, la mia risposta è la stessa del dottor Cempella. Vi risparmio tutte le sigle (JAR145, JAROPS), vi dico che in nessuna compagnia di un certo peso – e noi operiamo su ben tre tratte intercontinentali di linea, ci vantiamo di avere in qualche modo sconfitto il monopolio Alitalia avendo iniziato ad operare su L’Avana nel 1997 – si può permettere di risparmiare sulla sicurezza. Aggiungo che abbiamo un organismo, il RAI ENAC, di una severità e di una capacità tecnica notevolissime, che non lascia assolutamente spazio a nessun tipo di risparmio in questo ambito. L’onorevole Tosolini ha chiesto come si collocherebbe Air Europe nel caso di entrata in vigore del Burlando-bis, cosı̀ come era previsto. Sappiamo che ormai non entrerà mai più in vigore... RENZO TOSOLINI. Anche sotto il profilo occupazionale. LUPO RATTAZZI, Presidente dell’Air Europe. Devo dare una risposta di carattere generale perché se il Burlando-bis entrasse in vigore cosı̀ come era previsto, quindi andasse avanti in pieno il progetto di creare un forte hub a Malpensa, indubbiamente Air Europe potrebbe riassorbire immediatamente quelle ore di cassa integrazione cui ha dovuto fare ricorso. Il Burlando 1 creava una struttura – questa è una parziale risposta all’onorevole Savarese – che rafforzava l’industria italiana, rappresentata da Alitalia, Air Europe, Meridiana ed altre realtà. Purtroppo, delineandosi un hub meno forte con fughe di traffico che continueranno da Linate, dovrò vedere quale sarà il nuovo progetto, che comunque per noi rappresenterà un passo in avanti. Infatti, poiché dovrebbe consentire ai cosiddetti new comers di andare a Linate, se tutti vi andranno, questo sarà Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 27 IX COMMISSIONE per noi uno sviluppo positivo. Ci consentirebbe di assorbire quelle ore di cassa integrazione. L’onorevole Savarese chiedeva quanto abbia pesato il problema di Malpensa sui conti di Air Europe. Il differenziale di fattore di riempimento (load factor) tra un volo operato a Linate ed uno a Malpensa va da un minimo del 6 a un massimo del 20 per cento. Lei che è del settore, onorevole Savarese, sa che cosa vogliono dire questi numeri: con il volo CataniaLinate invece che Catania-Malpensa si hanno venti punti di fattore di riempimento in più. Chiaramente Linate è l’aeroporto preferito soprattutto dagli uomini di affari, dalla gente che viaggia dal sud e in giornata può facilmente ritornare; Malpensa pone invece il problema della metropolitana, per la quale comunque le cose sono migliorate moltissimo. La mancata realizzazione del Burlando 1 ha generato un mancato trasferimento di traffico delle compagnie straniere all’Alitalia, cosı̀ come era il progetto hub, ma ha altresı̀ provocato nell’ambito del mercato nazionale una redistribuzione del traffico a sfavore di una compagnia come Air Europe e a favore di altre come Meridiana, Air One ed Alitalia. Per quanto riguarda la soluzione del problema Malpensa-Linate, avendo avuto vari incontri con i tecnici del Ministero che se ne stanno occupando, devo dire che si tratta di un rompicapo notevolissimo perché le tre esigenze nazionali di cui ho detto prima – quella dell’Alitalia, quella ambientalista e quella di chi vuole mantenere aperto Linate – si scontrano con il diritto comunitario. Quando la coperta è corta, se si tira da una parte ci si scopre dall’altra, per questo, lo ripeto, ho trovato i tecnici alle prese con un rompicapo notevolissimo. Mentre inizialmente io credevo che bastasse estendere il 34 per cento di voli oggi previsto per Linate a tutte le compagnie, anche nuove entranti, ora mi rendo conto che ciò non può avvenire, perché la Comunità non è d’accordo che convivano due criteri: quello dei 2 milioni di passeggeri, cioè della navetta, e quello del 34 per cento. Quindi, — — SEDUTA DEL Indagine conoscitiva – 12 16 FEBBRAIO 2000 bisogna ricorrere ad un’altra soluzione, che, tra l’altro, io mi ripropongo di studiare tra domani e dopodomani tramite incontri con l’Assoclearence per presentare, poi, una mia proposta autonoma al Ministero, ma il cui esito è veramente molto incerto. All’onorevole Boghetta rispondo che applichiamo contratti di lavoro aziendali, negoziati quindi con le rappresentanze sindacali aziendali. UGO BOGHETTA. Che non fanno riferimento a nessun altro tipo di contratto ? LUPO RATTAZZI, Presidente dell’Air Europe. No. Per quanto riguarda i processi di liberalizzazione, confermo quanto ha detto il dottor Cempella: per le tratte domestiche e le tratte intraeuropee è pienamente in vigore, salvo il problema degli slot, il libero ingresso. Noi non abbiamo incontrato particolari problemi di slot, anche perché ci siamo attrezzati in tempo a Malpensa già a partire dal maggio 1999, quando c’era ancora spazio, ma ritengo che spazio ne rimarrà comunque, dato che non tutto si trasferirà. In caso di estensione degli oneri di pubblico servizio alle tratte per il sud, Air Europe è sicuramente interessata a concorrere per questo tipo di servizio. L’onorevole Bosco mi ha chiesto se abbiamo mai pensato di utilizzare Ronchi dei Legionari. Devo purtroppo rispondergli che questo è un settore che premia il concetto di hub, quindi la concentrazione dei propri servizi in uno solo o massimo due aeroporti, infatti noi operiamo su Malpensa e su Roma. Mi risulta che su Trieste faccia con profitto attività l’amico Leali, della Air Dolomiti, che peraltro sta facendo veramente molto bene; credo che non ci sarebbe spazio per noi se non con un’attività regional, che però è assolutamente al di fuori della nostra portata, soprattutto in termini di investimenti. PRESIDENTE. Ringrazio il presidente Rattazzi, che mi pare abbia fornito rispo- Camera dei Deputati XIII LEGISLATURA — — 28 IX COMMISSIONE ste estremamente ampie e nello stesso tempo precise su tutti i quesiti che sono stati formulati dai commissari. Le difficoltà alle quali egli ha fatto accenno in ordine alle necessità di recuperare margini di redditività per i rilevanti investimenti che Air Europe e, più in generale, le compagnie aeree hanno fatto destano preoccupazioni che anche noi condividiamo. Il settore del trasporto è da sempre caratterizzato, in altre modalità, da pesanti interventi differenziali dello Stato; nel campo del trasporto aereo, come sappiamo – io dico: fortunatamente –, ciò è avvenuto solo in maniera marginale con riferimento al passato. Credo, però, che si possano utilizzare le modalità alle quali ha fatto riferimento nel suo intervento l’onorevole Attili per ottenere, anche attraverso il rispetto delle dinamiche comunitarie, quelle prestazioni di servizio obbligatorio che sono consustanziali alla dinamica del servizio universale, alla necessità di garantire a tutti i cittadini, anche quelli che vivono nelle aree più marginali, la possibilità di godere di collegamenti con il centro, quindi di espletare le proprie attività e i propri commerci. Facciamo gli auguri ad Air Europe e siamo certi che nel quadro dello sviluppo Indagine conoscitiva – 12 — — SEDUTA DEL 16 FEBBRAIO 2000 complessivo del traffico aereo in Italia anche i problemi che sono stati oggetto di questa audizione potranno essere risolti. Per parte nostra, ribadiamo che l’impegno su Malpensa è stato da sempre fermissimo per quel che attiene la volontà di questa Commissione e del Parlamento e riteniamo che si debba proseguire su questa strada. In tal senso abbiamo avuto indicazioni estremamente precise e rassicuranti dal ministro Bersani e ci auguriamo che entro pochi giorni, o poche settimane, questa situazione, che ha raggiunto livelli in qualche caso paradossali, venga ricondotta ad una normalità politica ed economica. Ringrazio ancora il presidente Rattazzi e dichiaro conclusa l’audizione. La seduta termina alle 17. IL CONSIGLIERE CAPO DEL SERVIZIO STENOGRAFIA DOTT. VINCENZO ARISTA Licenziato per la stampa il 25 febbraio 2000. STABILIMENTI TIPOGRAFICI CARLO COLOMBO Stampato su carta riciclata ecologica STC13-9IN-12 Lire 1000