DIRITTO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE

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DIRITTO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE
DIRITTO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE
Rapporto finale di presentazione dei risultati del progetto
I laboratori della partecipazione democratica
(a cura di Cecilia Cappelli)
1
Sommario
Premessa............................................................................................................................................................ 3
1
DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE................................................. 3
2
ANALISI DELLE CRITICHE E DELLE PROPOSTE............................................................................................. 4
2.1
Critiche .............................................................................................................................................. 5
2.2
Proposte ............................................................................................................................................. 7
3
SVILUPPO DELLE PROPOSTE PIU’ VOTATE IN PICCOLI GRUPPI DI LAVORO............................................... 8
4
VALUTAZIONI DI GRADIMENTO DA PARTE DELLE SCUOLE........................................................................ 8
5
RIFLESSIONI CONCLUSIVE SULLA PARTECIPAZIONE DEI RAGAZZI NELLE SCUOLE ..................................... 9
Appendice statistica
2
Premessa
Il tema scelto per l’edizione dei laboratori 2012 deriva dall’ascolto diretto dei ragazzi durante i
laboratori 2011 sul tema del diritto alla cultura. Avendo rilevato un certo disagio in alcune classi, in
concomitanza dei numerosi sbarchi a Lampedusa avvenuti nel 2011, abbiamo pensato di proporre
questo delicato tema della “libera circolazione delle persone”, per capire l’eventuale rilevanza di
stereotipi e pregiudizi presenti nella nostra Regione.
L’esperienza dei laboratori 2012 è partita a febbraio e si è conclusa a maggio e ci ha permesso di
ascoltare, con il metodo del Future Workshop 1, circa 320 studenti appartenenti a 15 classi di 11
scuole superiori della Toscana. I laboratori della partecipazione democratica si inseriscono nel più
ampio progetto del Meeting sui Diritti Umani promosso da ormai 16 anni dalla Regione Toscana.
Come ricordiamo il metodo prevede tre fasi di rilevazione: critica, fantasia/proposte (con successivo
sviluppo della proposta in piccoli gruppi) e analisi di fattibilità delle proposte. La metodologia si
basa sul principio che solo dall’ascolto diretto degli stakeholder sia possibile apportare
miglioramenti sul tema oggetto d’indagine. Nel caso specifico del “diritto alla libera circolazione
delle persone” gli studenti nella fase delle critiche dovevano individuare gli eventuali ostacoli
all’effettivo accesso a questo diritto, mentre in quella delle proposte sviluppare idee che ne
migliorassero il godimento.
1
DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE
Prima di iniziare la realizzazione dei Future Workshop, ogni classe ha fatto un breve brainstorming
sul concetto di libera circolazione delle persone, di cui riportiamo sotto alcuni risultati.
Nella maggior parte dei casi gli studenti hanno posto la loro attenzione sui movimenti legati ai flussi
immigratori, piuttosto che agli spostamenti legati a motivi di studio o di viaggio.
In questa prima fase non sono emersi stereotipi o pregiudizi sugli immigrati, solo in due cartelloni si
segnala la necessità di “maggiori controlli sui flussi migratori e sui singoli immigrati” e di
“sicurezza”. In generale le parole associate alla libera circolazione sono prevalentemente di apertura
e di tutela dei diritti degli immigrati.
1
R. Junk, N. Mullert, “Future workshops – how to create desirable futures” ed. Institute for Social Inventions,
London,1996.
3
Prima dell’avvio della fase critica sono stati letti in ogni classe gli articoli 10 e 35 della Costituzione
Italiana, che sanciscono i principi costituzionali in materia di immigrazione ed emigrazione.
In alcune classi è stata poi aperta una breve discussione sulla condanna inflitta all’Italia dalla Corte
Europea dei diritti umani di Strasburgo per i respingimenti indiscriminati in mare verso la Libia del
2009, in violazione dell’art.3 della Convenzione internazionale sui diritti umani.
2
4
ANALISI DELLE CRITICHE E DELLE PROPOSTE
Il primo dato che emerge dall’ascolto dei 320 ragazzi, tramite i Future Workshop, è una differente
distribuzione delle critiche rispetto alle proposte. Durante la fase critica i ragazzi hanno utilizzato
più categorie di quante ne abbiano utilizzate nella fase propositiva e soprattutto diverso è il peso
loro assegnato. Solo 2 categorie hanno mantenuto pesi quasi analoghi in entrambe le fasi: gli aspetti
normativi sia italiani che internazionali in materia di libera circolazione delle persone (più del 14%)
e la correlazione tra scarsa e distorta informazione e razzismo (circa il 2%)
2.1 Critiche
Vediamo adesso (tab.1) il dettaglio delle aree critiche più votate: su 614 voti totali dati alle critiche
quasi il 21% riguarda le difficoltà di integrazione culturale e religiosa, il 14,5% gli aspetti normativi
e le loro applicazioni, il 7,5% le difficoltà burocratiche che gli immigrati devono fronteggiare per
ottenere la cittadinanza o altri documenti.
Seguono poi con pesi via, via decrescenti: la crisi economica che aggrava la condizione degli
immigrati, ma anche la concorrenza che fanno agli Italiani, accettando condizioni di sfruttamento
lavorativo (4,40%); l’informazione e mass media che passano messaggi che favoriscono i pregiudizi
e la diffusione di stereotipi sugli immigrati (2,12%); il problema del mancato o della complessa
procedura di riconoscimento dei titoli di studio, anche nel caso di cittadini appartenenti ai Paesi
dell’Est di nuova entrata (1,63%).
Segnaliamo poi una miscellanea di voci critiche che riguardano gli ostacoli al movimento delle
persone legati a motivi turistici, di studio o altro (7,33%). In questa macro-voce sono confluite le
critiche degli studenti dell’Isola d’Elba, che denunciano le loro difficoltà di spostamento e gli alti
costi dell’accesso alla loro isola, aggravate dalla crisi e dagli alti costi della benzina.
Entrando nel dettaglio delle principali macro-voci (tab. 1A appendice statistica), la “difficoltà di
integrazione culturale e religiosa” è stata principalmente imputata alla presenza di atteggiamenti
razzisti in Italia, alla diffusione di stereotipi e pregiudizi, alla mancanza di sforzi reciproci tra
popolazioni locali e immigrati e alla mancanza di rispetto delle tradizioni religiose degli Italiani.
Questa ultima critica è sempre legata al dibattito sui crocifissi nelle scuole, che viene
automaticamente collegato alla presenza dei ragazzi immigrati nelle scuole italiane, ignorando
completamente gli articoli 7 e 8 della nostra Costituzione in materia di confessioni religiose.
Per quanto riguarda invece la normativa e la sua applicazione in materia di immigrazione, i ragazzi
parlano di leggi troppe “leggere” per gli immigrati, di scarsi controlli alle frontiere, ma anche di
mancata concessione dello ius soli in Italia. Purtroppo le loro critiche derivano dal “sentito dire”
non avendo alcuna conoscenza diretta di norme di diritto internazionale, né nella maggioranza dei
casi degli Accordi di Schengen.
Tab. 1 – Le aree critiche più votate: valori assoluti
e percentuali
Difficoltà di integrazione culturale e religiosa
Normativa italiana e sua applicazione
Difficoltà burocratiche per gli immigrati
Ostacoli generali al movimento delle persone non legati
all’immigrazione
Crisi economica italiana e concorrenza lavorativa da parte degli
immigrati
Informazione , mass media e razzismo
Problema del riconoscimento dei titoli di studio degli immigrati
5
totale
area
% area
127
89
46
20,68
14,50
7,49
45
7,33
27
13
10
4,40
2,12
1,63
TOTALE CRITICHE PIU’ VOTATE
TOTALE CRITICHE
357
614
58,15
Al di là delle critiche più votate, vorremo adesso soffermarci su alcuni stereotipi che sono emersi
durante i laboratori, che sono sempre stati votati da piccoli gruppi o addirittura a volte sono rimasti
al livello di un semplice sfogo di qualche studente.
Vediamone i principali con i relativi voti raggiunti:
• in alcuni casi scavalcamento da parte di cittadini immigrati nell’assegnazione della casa ( 0
voti)
• manca il rispetto di leggi, cultura, ambiente da parte dei cittadini immigrati (4)
• mancanza di rispetto delle tradizioni, soprattutto religiose, degli italiani da parte dei cittadini
immigrati e alcune volte da parte degli italiani all’estero (6)
• licenziamento degli italiani sostituiti da lavoratori immigrati che accettano bassi salari (3)
• a volte i rom ottengono case popolari scavalcando gli italiani (3)
• a volte i rom, in quanto nomadi, non accettano i nostri stili di vita (0)
• A volte i rom vivono in condizioni di grande disagio ma hanno a disposizione beni di
consumo di lusso (6)
• I lavoratori immigrati tolgono il lavoro ai lavoratori dei paesi di destinazione (2)
• A volte manca il rispetto di usanze e tradizioni religiose da parte degli immigrati (10)
• Gli immigrati tolgono il lavoro agli italiani come gli italiani tolgono il lavoro ai cittadini di
altri paesi quando emigrano (2)
• Problemi di sicurezza nei paesi d’accoglienza legati alle difficoltà di trovare lavoro degli
immigrati (3)
• Alcuni immigrati non cercano lavoro quando vengono in Italia per cui sono più soggetti a
delinquere (1)
• Le leggi sono troppo superficiali per gli immigrati (17)
Gli abbiamo definiti stereotipi, perché non sono suffragati da un’effettiva conoscenza dei fenomeni
segnalati, ma si basano solo su un “sentito dire”, dato per scontato. Durante i laboratori le
affermazioni sopra riportate hanno sempre sollevato interessanti e accesi dibattiti tra studenti, che
hanno permesso di lasciare fluire la discussione spesso confinata entro limiti “auto-imposti”, per la
paura di essere definiti razzisti dai propri compagni.
Cercando però di approfondire le conoscenze su cui nascevano le affermazioni fatte, i ragazzi non
hanno saputo rispondere, né sostenere le loro convinzioni, per questo dopo il dibattito alcune
critiche non sono state votate neanche da chi le aveva espresse.
Riportiamo alcuni esempi di domande rivolte ai ragazzi durante i laboratori:
• sapete che si seguono dei criteri per le assegnazioni delle case popolari che determinano
l’ordine delle graduatorie? Conoscete questi criteri?
• Cosa significa il mancato rispetto delle tradizioni religiose degli Italiani? Potete farmi
qualche esempio?
• Quali sono i mestieri in cui gli immigrati hanno sostituito la manodopera italiana?
• Quanti sono gli immigrati in Italia?
In generale non ci sono state risposte a queste domande oppure sempre risposte molto
approssimative, mai basate su approfondimenti che permettessero una consapevolezza critica di ciò
che si affermava.
6
2.2 Proposte
Come già in precedenza affermato, le aree di raggruppamento delle proposte sono minori di quelle
delle critiche e soprattutto si rileva una maggiore concentrazione su tre categorie, di cui solo una
non legata ai fenomeni migratori (tab.2).
Su 598 proposte quasi il 27% riguarda l’integrazione culturale e religiosa; il 15% la necessità di
movimento dei ragazzi e quasi il 15% la normativa italiana e la sua applicazione, con anche alcune
riflessioni su norme a carattere internazionale.
Gli altri tre raggruppamenti seguono a forte distanza, anche se trattano temi di grande importanza,
ma di difficile sviluppo propositivo: quasi il 3%delle proposte riguarda la necessità di
riconoscimento dei titoli di studio degli immigrati; il 2% la necessità di un’informazione corretta sul
fenomeno dell’immigrazione e poco più dell’1% lo snellimento delle procedure burocratiche per la
concessione della cittadinanza italiana.
Entrando nel dettaglio delle principali macro-voci (tab. 2B appendice statistica), risulta molto
interessante la lettura delle tante proposte in tema di integrazione culturale e religiosa, che è il tema
più sentito dai ragazzi, meno stereotipato e più vicino alle loro esperienze di vita.
Nella maggior parte delle classi sono infatti presenti ragazzi provenienti da Paesi stranieri, che
convivono apparentemente bene con gli altri. L’unica osservazione è che spesso la convivenza
avviene spontaneamente, ma anche in modo un po’ superficiale, in quanto non ci si sofferma quasi
mai a riflettere sulla diversità di esperienze o di storie dei propri compagni immigrati.
Le proposte sugli aspetti dell’integrazione riguardano la musica, la danza, lo sport; i laboratori
scolastici di lingua italiana tenuti dai coetanei italiani; gli aspetti sanitari degli immigrati con
malattie croniche; la richiesta di affiancamento delle lezioni di storia con testimonianze dirette da
parte di studenti immigrati, ecc.
Le proposte normative sono incentrate principalmente sulla necessità della concessione dello ius
soli anche in Italia, diritto che permetterebbe ai compagni nati in Italia da genitori stranieri di
diventare subito cittadini italiani. I gruppi che hanno sviluppato questo tema, si sono documentati su
internet, cercando i Paesi dove veniva applicato lo ius soli, con quale modalità di concessione e
evidenziando le diversità di applicazione tra i vari Paesi.
Difficilissimo, ma anche davvero interessante il problema della collaborazione tra i vari Stati al fine
di armonizzare le diverse concezioni di pena e reato, soprattutto rispetto a reati legati alla
condizione femminile.
Le proposte volte a favorire il movimento dei ragazzi sono state anche questo anno molte, sempre
orientate a promuovere gli scambi tra scuole, ad attivare progetti europei come il Comenius, ad
organizzare gite scolastiche che permettano di visitare i luoghi studiati solo sui libri, ad offrire
borse di studio per facilitare lo studio all’estero.
Tab.2 – Totali per macro-aree delle proposte più
votate: valori assoluti e percentuali
Necessità di integrazione culturale e religiosa
totale
area
% area
159
26,59
Favorire il movimento delle persone non legato all’immigrazione
90
15,05
Normativa italiana e sua applicazione, norme internazionali
88
14,72
Necessità di riconoscimento dei titoli di studio degli immigrati
17
2,84
7
12
2,01
7
1,17
TOTALE PROPOSTE PIU’ VOTATE
373
62,38
TOTALE PROPOSTE
598
Informazione , mass media
Procedure burocratiche per gli immigrati
3
SVILUPPO DELLE PROPOSTE PIU’ VOTATE IN PICCOLI GRUPPI DI LAVORO
Come previsto dal metodo Future Workshop, dopo le fasi delle critiche e delle proposte, segue un
lavoro di approfondimento per piccoli gruppi delle proposte più votate.
Lo schema metodologico di presentazione delle proposte è stato il seguente:
•
•
•
4
perché si vuole fare la proposta: gli studenti devono fare una descrizione sintetica di
criticità individuate, di fabbisogni inappagati
cosa si vuole ottenere: gli studenti devono indicare sinteticamente la finalità della loro
proposta ed eventualmente declinarla in obiettivi specifici, enumerati secondo una
sequenza logica di sviluppo
come si vuole realizzare la proposta: gli studenti devono sinteticamente elencare le
attività necessarie alla realizzazione della finalità/ obiettivi programmati
VALUTAZIONI DI GRADIMENTO DA PARTE DELLE SCUOLE
Alla fine di ogni laboratorio abbiamo chiesto una valutazione di gradimento tramite questionari sia
agli studenti che agli insegnanti.
Agli studenti è stato chiesto di valutare i seguenti aspetti: interesse sul tema scelto “il diritto alla
libera circolazione delle persone”; piacevolezza e possibilità di riutilizzo del metodo del Future
workshop; chiarezza e capacità di coinvolgimento della conduttrice, clima tra i compagni.
I risultati sono stati molto buoni, come si evidenzia chiaramente dalla tabella 3, con una media
complessiva di 3,37 su un punteggio massimo di 4.
Tab 3. Media delle valutazioni degli studenti
Interesse per il
tema (valutazione
da 0 a 4)
Piacevolezza del
metodo (da 0 a 4)
Utilità del metodo
per risolvere altre
situazioni (da 0 a
4)
Chiarezza e
coinvolgimento
della conduttrice
(da 0 a 4)
Clima con i
compagni (da 0 a
4)
3,41
3,42
3
3,61
3,42
Agli insegnanti è stata invece chiesta una valutazione sui seguenti aspetti: interesse sul tema scelto,
aspetti formativi e possibilità di riutilizzo del metodo del Future Workshop; partecipazione della
classe ai laboratori; organizzazione logistica dei laboratori.
8
Ottimi i risultati ottenuti, come si può rilevare dalla tabella 4, con una media complessiva pari a
3,77, vicino alla soglia massima prevista di 4.
Tab.4 Media delle valutazioni degli insegnanti
Interesse per il
tema (valutazione
da 0 a 4)
Aspetti formativi
del metodo (da 0 a
4)
Uso futuro del
metodo FW (da 0 a
4)
Partecipazione
della classe (da 0 a
4)
Organizzazione
logistica del
laboratorio (da 0 a
4)
3,95
3,93
3,49
3,74
3,75
5
RIFLESSIONI CONCLUSIVE SULLA PARTECIPAZIONE DEI RAGAZZI NELLE
SCUOLE
La partecipazione degli studenti ai laboratori è stata anche questo anno ottima, anche se il tema
trattato era molto complesso. La libera circolazione delle persone è stata nella maggior parte dei
casi interpretata come la possibilità per gli altri di circolare nel nostro Paese, mentre solo in piccola
parte è stata vissuta in maniera attiva, cioè come opportunità di movimento dentro e fuori i propri
confini nazionali.
Durante i laboratori non abbiamo mai rilevato atteggiamenti discriminatori verso i propri compagni
stranieri, generalmente molto presenti nelle classi, ma paradossalmente abbiamo sentito pronunziare
stereotipi sugli immigrati con grande naturalezza, anche in presenza di ragazzi immigrati. Davanti
alle nostre osservazioni, gli studenti italiani hanno sempre reagito dicendo che le loro affermazioni
non riguardavano i propri compagni di scuola, perché con loro era “diverso”, loro erano uguali a
loro. Dall’altra parte ci è sembrato di percepire un certo desiderio di “mimesi” da parte dei ragazzi
immigrati, almeno che il colore della loro pelle o gli abiti indossati non li rendessero palesemente
diversi. In sintesi i ragazzi italiani spesso non conoscono le storie, le esperienze dei loro coetanei
immigrati, e non sembrano neanche molto curiosi di saperle, mentre gli studenti immigrati,
soprattutto se rumeni e albanesi, preferiscono mimetizzarsi il più possibile con quelli italiani.
Durante un laboratorio, in cui il dibattito non fluiva, arrancando dietro a luoghi comuni per paura di
essere considerati razzisti, uno studente parlò dei “pregiudizi non detti” e si mise in gioco,
raccontando dei suoi disagi personali di fronte a scontri vissuti nella sua squadra di calcio tra
l’allenatore e due ragazzi immigrati. Dopo la sua testimonianza il clima nella classe cambiò
radicalmente, perché i cosiddetti pregiudizi non detti rimangono sopiti fino a quando non si creano
condizioni, spesso anche fisiologiche, di conflitto tra adolescenti. Nel conflitto allora la diversità di
cultura, di razza o quanto altro emerge “passionalmente”, diventando nell’immaginario la causa
semplificatrice del conflitto. La legge di causa/effetto porta alla soluzione più banale: respingere la
diversità per risolvere il conflitto.
Dopo quell’incontro, i pregiudizi non detti sono stati il filo conduttore dei nostri dibattiti, che hanno
permesso ai ragazzi di aprirsi, di manifestare i loro disagi rispetto al “diverso”. Crediamo che sulla
conoscenza e consapevolezza della diversità sia possibile costruire, mentre sul “non detto” ,
prendono silenziosamente campo atteggiamenti razzisti, pronti ad emergere al primo scontro
adolescenziale.
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La scuola, a parte rare eccezioni di insegnanti di buona volontà, sembra ormai “non avere tempo”, e
nemmeno la preparazione necessaria (per esempio: poca conoscenza delle indicazioni ministeriali,
scarsa diffusione delle buone pratiche e inadeguata formazione degli insegnanti, ecc), per affrontare
la complessità delle società multietniche, per costruire con i ragazzi veri percorsi di integrazione
culturale, almeno che non si intenda l’integrazione come l’omologazione ai propri valori.
Cosa intendevano dire alcuni studenti con l’ affermazione: “l’adesione totale alle regole e alla
cultura italiana deve essere una condizione di accoglienza per gli immigrati”?
Non vogliamo azzardare interpretazioni riduttive di questa frase più volte sentita durante i nostri
laboratori , né esprimere giudizi, ma vorremmo che ognuno di noi trovasse il tempo per rifletterci,
perché la storia ci insegna ancora molte cose.
I nostri ragazzi sembrano completamente impreparati ad affrontare la complessità e in questo vuoto
di conoscenza, di curiosità verso il diverso, le semplificazioni offerte dai mass media prendono
facilmente campo. Una piccola minoranza ne è consapevole e chiede informazioni più corrette e
oggettive sulle problematiche legate all’immigrazione, chiede di conoscere le condizioni di vita dei
Paesi di partenza degli immigrati, si rende conto che i mass media spesso passano messaggi che
favoriscono i pregiudizi e la diffusione degli stereotipi sugli immigrati.
Dove sono le risposte ai loro bisogni? A volte i silenzi pesano più dei macigni, ma forse siamo
ancora in tempo perché la scuola si riappropri del proprio ruolo di formatrice?
La partecipazione “calorosa” dei ragazzi ai laboratori ci fa propendere per il sì, ma vi preghiamo
non sprecate questa opportunità, perché potrebbe essere davvero l’ultima!!
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Appendice Statistica
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