Diario di viaggio in Bangladesh
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Diario di viaggio in Bangladesh
Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia “Bangladesh? Ma cosa vai a fare in questo luogo di povertà, alluvioni? Non hai proprio nient’altro da visitare di più rassicurante?” Tutti mi ripetevano queste frasi scontate scuotendo la testa, e tanti non sapevano neanche dove fosse questo posto nella lontana Asia. Un tempo era unito al Pakistan e se ne era separato nel 1971 con molto spargimento di sangue.. ora era soggetto a cataclismi, inondazioni, musulmano.. con tanta gente povera e disgraziata, bisognosa solo di aiuti umanitari, non adatta al turismo! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Eppure, a modo suo, era emancipato, era governato da una donna, Khaleda, e anche il capo dell’opposizione era una donna: Hasina, che si ostacolavano a vicenda, ma che io penso fossero state elette per mancanza di uomini papabili ed efficienti… anche questo fatto mi attirava, (ma a me attira un po’ tutto l’insolito ed il nuovo), e, dopo una certa esitazione iniziale (devo ammetterlo!)… sono partita con un pacchetto di speranze insieme alla mia amica Simonetta, una vagabonda come me. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Io poi adoro gli aeroporti, devo dire che mi piace l’odore, il rumore, l’atmosfera, la gente che corre qua e là con le valigie, felice di partire o felice anche di tornare. Mi piace vedere gli abbracci, cogliere la commozione dei distacchi e dei ritrovamenti. L’aeroporto, se non ho fretta, è il luogo ideale per osservare le persone, e all’andata, non mi stancano le attese e mi riempie sempre di un piacevole senso di anticipazione per quello che vedrò, per quello che mi potrà succedere.. persino stare in coda all’imbarco è già come iniziare una nuova avventura misteriosa… Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Quando sono finalmente arrivata nel mio “Inferno di delizie”, come lo ha chiamato la giornalista Stefania Ragusa, è stato un vero impatto! Era più inferno che delizia.. forse per la stanchezza di un viaggio lungo e massacrante, forse per il disordine che avvertivo intorno a me, di un mondo a cui mi sarei dovuta adattare per ben quindici giorni. C’era povertà, frutto ovviamente delle calamità naturali, vedevo un ammasso disorganizzato di case, capanne, palazzi.. e gente, tanta, tanta gente… eppure in questo paese c’era anche una zona definita patrimonio naturale dell’umanità, voluto dall’UNESCO e allora perché non scoprirlo? Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Non senza difficoltà io e Simonetta siamo arrivate alla meta quasi sane e salve, anche se non vedevo l’ora di rilassare le mie stanche membra in una decente camera di un hotel!. Mi ricordo di aver chiuso gli occhi stanca e di essermi appoggiata sullo schienale del pulmino… ma non potevo concedermi troppo relax, gli occhi dovevano essere vigili e curiosi, per osservare questa città che scorreva frenetica davanti al mio sguardo … Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dacca, la capitale si trova sulla riva settentrionale del fiume Buriganga, un nome che è tutto un programma, che è poi un canale del fiume Dhaleshwari, di un colore melmoso, indescrivibile che comprende tutti i toni dal grigio al marrone, con punte di rossiccio... La città era una vera Babilonia per l’ammasso di popolazione disparata che camminava per ogni dove, che straripava letteralmente dai vicoli, sulla piazze, che si espandeva sulle strade, cercando di attraversarle, mentre le vecchie auto di ogni tipo e forma, proseguivano ovviamente, a passo di lumaca, il loro andare, senza preoccuparsi di chi poteva ostacolare loro la marcia! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia La città vecchia mi è apparsa il luogo forse più affascinante, se si andava a ricercare proprio il fascino, sorta nel periodo dell’impero islamico del Gran Moghul e dei suoi discendenti, nascondeva però in alcuni anfratti testimonianze dell’epoca precedente quando era un centro dominato da induisti e buddhisti. Qui si vedevano palazzi in stile barocco, molto rovinati, spiccava tra tutti l’Ahsan Manzil, dipinto di un rosa confetto brillante e vistoso che colpiva subito qualsiasi persona dotata di un certo spirito estetico!!! C’erano poi moltissime moschee, piccole e monumentali.. e in un primo giro panoramico abbiamo ammirato velocemente le vestigia Hindu e Moghul…ma il tutto sarebbe stato visitato in seguito… Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dacca inoltre era considerata la capitale mondiale dei risciò, mi hanno detto che ce n’erano più di 300.000, tutti coloratissimi e pronti per l’uso… devo dire che ho creduto subito a quell’affermazione, perché a vista erano veramente tanti! Non so se, in un primo impatto, questa città mi è piaciuta, non era più antica, ma non riusciva nemmeno ad essere moderna come avrebbe voluto, nonostante possedesse alberghi, caffè, ristoranti, cinema, ritrovi semi-occidentali. Si presentava male, forse aveva troppi problemi, troppi abitanti, un odore ricorrente di spezie, incenso, sporcizia, umidità.. un odore inconfondibile che avevo già avvertito in India, a Bombay e a Calcutta, un odore a cui mi sarei abituata ben presto, ma che non era certo piacevole… e poi c’era lo smog che intasava alquanto i polmoni e invitava a respirare.. con parsimonia! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Certamente esageravo, infatti eravamo solo all’inizio di questa vacanza, per cui, ho iniziato con ordine, ad analizzare l’etimologia del suo nome. Forse era una leggenda, forse no, ma il nome Dacca è onomatopeico e rimanda ad un rumore, ad un suono incessante. Si racconta che nel 1608, quando un viceré Moghul giunse in questo luogo, fu accolto festosamente per le strade da centinaia di persone che si esibivano in un ritmato suono di tamburi… un concerto assordante che durò per ore e rimbalzò di strada in strada. Nacque così, per bocca del viceré, la parola Dhac che in lingua bengalese significa appunto tamburo e da allora Dhac si è evoluto appunto in Dhaka, o Dakka, e Dacca in italiano! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia L’hotel dove eravamo alloggiati era localizzato nel cuore di Dacca, una costruzione monumentale, con un grande porticato antistante che mi ha fatto pensare subito al cortile di una moschea.. era confortevole, lussuoso per questa giovane nazione, con interni moderni da design, con piscina sala per lo sport, salotti, salottini, bar... tutto quello che per una notte non avevamo tempo di sfruttare, quindi inutile, a noi bastava la bella camera da letto!!! Dopo aver depositato i bagagli, senza nemmeno guardarli…esserci rinfrescate, rivitalizzate stese sul letto con le gambe all’aria per riattivare la circolazione, ci siamo cambiate.. qui il clima era piacevolmente caldo, peccato l’umidità che però non dava fastidio per cui ci siamo preparate per il giro particolareggiato, con la guida, della città. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Siamo andate all’Imbarcadero della zona settentrionale del fiume, per assistere ad un altro spettacolo mozzafiato di umanità, ma in un certo senso anche di poesia... Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...le barche, spesso in disarmo totale che attraversavano il fiume, sotto il sole ci apparivano in controluce magiche immagini di bellezza, acquerelli che un buon pittore avrebbe saputo valorizzare. Per non essere sopraffatte dal bagno di folla siamo salite su un barcarozzo ancorato ed abbiamo cercato di cogliere con i nostri obiettivi, tutto quello spettacolo. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ridiscese nel bagno di folla tra gli odori nauseabondi e la sporcizia siamo arrivate all’Ashan Manzil, il palazzo rosa, un angolo più vivibile circondato da un riposante prato-giardino in cui abbiamo momentaneamente preso fiato, anche se i rumori di questa città impossibile arrivavano da lontano. All’interno le foto dei vari sultani appese al muro ci hanno osservato indifferenti ai nostri commenti: tutti brutti, anche l’ultimo più giovane! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Poi abbiamo lasciato questa piccola oasi rosa, per rituffarci tra le viuzze della vecchia città, spintonate di qua e di là da risciò, donne, uomini e bambini.. tra il caldo umido e la paura di essere travolte da questi colorati risciò, assordate dal suono metallico dei loro campanelli, e dalle grida dei venditori.. nonostante ci sentissimo frastornate e confuse.. siamo riuscire a sopravvivere. Ormai, data la stanchezza, anche del fuso, andavamo avanti tutti a forza di inerzia, ma eravamo all’inizio e quindi ogni cosa ci affascinava, anche la banale chiesa armena che sembrava molto simile alle nostre, solo un po’ più squallida.. siamo arrivati poi nella zona hindu, ma le botteghe di divinità hinduiste si alternavano alle immagini delle donne musulmane… anche qui dunque c’era caos! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo la chiesa armena che ci aveva quasi fatto sentire a casa siamo andati alla Moschea: tolte le scarpe siamo entrate nel cortile. Il luogo era un po’ misero, a dire la verità, rispecchiava uno stile architettonico non ben definito, un misto tra quello moresco e le decorazioni floreali hinduiste. La sua costruzione risaliva al 18° secolo, ma devo dire che pure nella semplicità aveva una sua piacevolezza: era chiamata la “Moschea delle stelle” proprio per i disegni che la arricchivano, ma il nome mi sembrava veramente troppo romantico ed eccessivo! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Abbiamo riattraversato poi la città vecchia tra le fogne a cielo aperto e i depositi di rifiuti ai margini delle strade, e tutte quante noi abbiamo avvertito un improvviso desiderio di pulizia.. un conto era fare i turisti e assaporare il folclore locale, un conto era inserirsi e cercare di capire la povera vita di questa gente che… però non conosceva assolutamente l’igiene: c’era povertà e povertà. Questa era povertà sporca! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Inoltre la massa incredibile di risciò rischiava di farci impazzire, disorientare, ci sentivamo sballottate da ogni dove, umide e sporche… guardavo Simonetta e insieme pensavamo la stessa cosa: “Arriveremo mai in Hotel?” Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Pareva di no, dato che Tiziana, la nostra attiva amica e guida, aveva deciso un’ultima fermata nella zona universitaria, bellissima costruzione in mattoni rossi, per fortuna un angolo non solo di cultura ma anche di pace momentanea.. molto inglese. Siamo restate poco perché il desiderio dell’Hotel era unanime.. per quel giorno avevamo visto abbastanza! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Un buon riposo ci ha rifocillato la mente e il corpo.. ma la mattina successiva siamo partite con un cielo grigio topo ed una pioggerella che ci faceva preoccupare: sarebbero arrivati i monsoni? Nello spazio di poche ore, tutto era però svanito, lasciando un’aria pregna di umidità e molte pozzanghere. Abbiamo riattraversato la città con il suo traffico ed i suoi impossibili rumori.. già a quell’ora la folla era sempre tanta, avevo l’impressione che non fosse nemmeno andata a riposare.. Abbiamo preso la direzione nord a passo d’uomo. Il pulmino avanzava con una lentezza esasperante, intrufolandosi tra il caos di altri pullman e macchine, con una destrezza eccezionale, io vedevo incidenti ad ogni secondo, ma per fortuna, non è successo niente !! Eravamo diretti verso i resti della zona archeologica buddista. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Per un lungo tratto abbiamo percorso una strada sopraelevata che fungeva da diga: a destra ed a sinistra c’era acqua tanto che mi sembrava di essere in Olanda tra i polders.. ma il paesaggio qui era diverso, alluvionale, con piroghe dai tetti di paglia, tanto verde e tanta umidità. Qui si pescava, si coltivava, ma era tutto estremamente grigio e desolante.. ogni tanto incontravamo qualche paese ed allora l’atmosfera cambiava e riprendeva il caos di Dacca, solo che al posto di palazzi fatiscenti, vedevo baracche diroccate e quasi invivibili, immerse in pantani o terricci morbidi nei quali il piede sprofondava.. a quel punto ci siamo tutti resi conto del perchè molti uomini camminavano a piedi nudi! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia L’esperienza veramente interessante è stata quella della visita alla comunità rurale che faceva parte del Grameen Bank Projet, un sistema di micro finanziamento alle donne che ovviamente mostravano intraprendenza e capacità per piccole imprese locali. Questa notevole iniziativa è stata promossa dal premio Nobel per la pace del 2006 Muhammad Yunus. Sotto un capanno di paglia le abbiamo viste riunite, abbiamo ascoltato le loro storie, esposte con orgoglio per essere riuscite a migliorare la loro posizione e abbiamo ammirato il loro coraggio di osare.. in questo ambiente pieno di calore umano, tra bambini vocianti e donne comunicative, abbiamo assaporato la vita della villaggio e quando siamo andati via, tutti con allegria ci hanno salutato sventolando la mano, mandando baci, con una naturalezza spontanea e sincera. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Qui non ho visto interesse, ricerca di denaro, i bambini sono stati affettuosi, magari un po’ invadenti quando volevano essere fotografati, ma sempre senza malizia! Per questo il luogo mi è piaciuto, e mi è piaciuta questa immersione, se pur breve, nel loro mondo! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Lasciato il distretto di Dacca su una strada asfaltata a buche..siamo entrate nel distretto di Tangail, ci siamo inoltrate in una stretta via di campagna, tra una vegetazione lussureggiante, ma tanti lavori in corso…eravamo tutti euforici anche quando il pulmino si è impantanato in una montagnetta di sabbia che stava tentando di attraversare.. allora siamo scese e abbiamo fotografato l’incidente, con gli spalatori all’opera, i gigli d’acqua nei pantani, le donne che gentilmente ci sorridevano mostrando i loro piccoli da fotografare. Sembravamo giapponesi, clic clic.. tutto era immagine unica da imprimere nell’obiettivo! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ripreso il cammino siamo arrivate alla Moschea Athia, un capolavoro dell’arte bengalese del 1609, costruita in mattoni rossi.. l'abbiamo visitata circondate dal solito stuolo di bambini vocianti (si divertivano loro, e ci divertivamo anche noi a riprenderli!) Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...ma molto interessante è stata anche la visita alla scuola coranica dove diligenti scolari, maschi da una parte e ragazze velate dall’altra, stavano svolgendo una prova d’esame. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Forse è stata un’intrusione, dato che i maestri seri, non sembravano gradire l’intervallo, ma poi hanno dovuto cedere alla novità ed abbiamo iniziato a fotografare sconvolgendo maestri e lezioni. Le ragazze musulmane , dapprima un po’ timide e ritrose, si sono poi lasciate fotografare.. tanto erano tutte coperte.. solo gli occhietti luccicavano di piacere! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ripresa la marcia, abbiamo attraversato con una discreta nebbiolina, il ponte Banghabandu, sul fiume Jamuna, che dovrebbe essere il quarto più lungo del mondo, siamo approdati al villaggio di Patchara e qui a mio avviso, è avvenuto un avvenimento singolare ed anche un po' spettacolare…. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Patchara era un villaggio di tessitori uomini e tutti noi ci siamo sentiti veri attori protagonisti.. camminavamo tra frotte di adulti e bambini che ci guardavano come fossimo alieni, toccavano delicatamente le nostre mani, alcuni bimbi addirittura i capelli, e poi si ritiravano quasi spaventati di una nostra possibile reazione. Io e Simonetta immerse nella sperimentazione di foto con tecniche migliori, venivamo circondate, osservate con curiosità e quando riuscivamo nell’impresa di qualche bel ritratto e mostravamo loro le foto, tutti urlavano emettendo gridolini di giubilo. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Alcuni con il telefonino ci facevano loro le foto.. era uno scambio equo di immagini! L’atmosfera grigia del sentiero lungo il fiume dove stavano stese ad asciugare matasse colorate di rosso, era animata dal corteo che trascinavamo con noi.. dunque uno spettacolo nello spettacolo, decisamente unico! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia A Bogra, cittadina grigia e neutra, simile a tante altre, abbiamo preso possesso dell’hotel della zona... All’inizio ci ha dato l’idea di un refettorio di monaci, con pavimenti lucidi ed enormi spazi liberi, poi entrate in camera, io e Simonetta abbiamo subito immortalato il copriletto di raso rosa su un letto durissimo e il bagno che di bagno aveva solo il nome… poi abbiamo iniziato la battaglia con gli scarafaggi nel bagno infestato, abbiamo smontato l’orologio a muro che imperversava con un disumano ticchettio, ma non siamo riuscite a neutralizzare il rumore del traffico, risultato: notte insonne! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Salutata con gioia la sveglia all’alba, abbiamo lasciato l’albergo degli incubi notturni per dirigerci finalmente verso i siti archeologici del nord… ma le soste lungo il percorso non si sono fatte mancare: lo spunto è arrivato dalle bancarelle dei caschi di banane verdi, qui dopo qualche foto, una fanciulla ha invitato me, Simonetta e Mariella ad entrare nella sua casa, ci ha presentato padre, madre, sorelle, ci ha offerto datteri speziati, non sapendo più cosa fare per accoglierci nel migliore dei modi… peccato non poter restare di più, peccato non conoscere il bengalese per comunicare meglio! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Poi finalmente abbiamo fatto un tuffo nel silenzio buddista di Paharpur, il più importante sito archeologico del paese. I resti del tempio di Somapuri Vihara, che risale addirittura all’VIII sec. d. C. mi hanno colpito subito favorevolmente. Originale la forma di quadrilatero, costruito in mattoni rossi con al centro il grande stupa che assomigliava ad una stella a forma di croce.. era maestoso e terminava in una strana struttura a forma di torre. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Passeggiare nell’erba attorno era piacevole, ci sembrava quasi di riprendere vitalità dalla terra… molto necessaria dopo una notte insonne! Alla base del monastero immagini di divinità buddiste ed hinduiste ci affascinavano per la loro varietà ed eleganza. Questa zona era avvolta nel silenzio, circondata dal verde dei bananeti per cui abbiamo lasciato il luogo con rammarico e abbiamo ripreso il nostro percorso... Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...incontrando per via i soliti risciò colorati, stracarichi di ogni ben di Dio, i carretti, donne al lavoro avvolte nel loro sari… e poi lentamente le baracche dei mercati hanno iniziano ad animarsi e man mano ci allontanavamo dal sito riprendeva il solito caos e la confusione di sempre. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ma le scene più belle erano quelle rubate per strada… un incontro fortuito, un sorriso, la fotografia di una donna che con il suo riso steso lungo il bordo della strada, lo voltava e rivoltava per sgranarlo, mentre ovviamente i camion e le auto passavano a lato.. senza rovinare il suo lavoro.. lei si spostava e poi riprendeva imperturbabile. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...belle anche le soste alle bancarelle di frutta e verdura e devo dire che per il momento la spontaneità e l’allegria di questo popolo mi stava conquistando: tu sorridevi loro e subito il loro viso serio si illuminava.. solo le donne all’inizio apparivano più timide e restie, ma credo lo facessero per vezzo, non tanto per timidezza. Il mercato della frutta era comunque un caos.. bello e impossibile direbbe una canzone o bello bellissimo avrebbe esclamato Luca.. ma dopo un po’ ci si sentiva frastornati... Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...ci si guardava intorno e non si sapeva più che cosa fotografare, tutto era eccitante, colorato.. e i venditori erano tutti uomini, alcuni con l’aria di bei tenebrosi!! Qui data l’attività frenetica non si pensava proprio che esistesse tanta povertà, eppure c’era.. dato che come ci hanno detto, buona parte di queste verdure veniva esportata all’estero con relativo guadagno. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo pranzo siamo andati alle rovine del tempio buddista di Mahastan che significava “grande luogo”… ho detto rovine perché erano rimaste solo le mura in mattoni, un perimetro che ho percorso cercando di immaginare l’imponenza di un tempo, quando arricchito delle statue che abbiamo visto nel Museo antistante, il luogo era gremito di fedeli. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo il sacro, il profano: un colpo di fortuna ci ha fatto incontrare la festa del mercato del bestiame: indescrivibile il bagno di folla e le povere bestie in vendita forse anche per la vicina festa dell’AID, quando dovranno essere tutte macellate in sacrificio, a mio avviso, una carneficina quasi rituale. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Eravamo ormai al tramonto, la luce era bellissima, i lavoratori tornavano dai campi portando legni o fascine, noi sorridevamo loro e intanto li fotografavamo.. il sole nel frattempo ci guardava benevolo scomparendo poi tra il verde dei campi. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Il giorno dopo siamo partite avvolte da una fitta nebbiolina che impediva al sole di mostrarsi. Il paesaggio attorno a noi aveva un aspetto malinconico, ma nello stesso tempo romantico. Abbiamo attraversato la città ancora addormentata, i negozi erano chiusi, ma lo strombazzare dei clacson e dei campanelli era già in piena attività. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ci siamo inoltrate in una vegetazione di palme e manghi in direzione della bella Puthia, nel cuore dell’hinduismo, per ammirare i tre templi dedicati a Govinda, una delle tante manifestazioni di Chrisma che era, a sua volta, una delle tante rappresentazioni di Visnu. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Si narra che Govinda fosse sempre vestito solo di azzurro, il colore dell’infinito, quando venne imprigionato, riuscì ad evadere perché l’infinito non può essere mai chiuso in una determinata struttura. Questi tre bellissimi tempietti a capanna, che riproducevano la struttura delle case locali, erano rivestiti di formelle di terracotta estremamente raffinate raffiguranti scene tratte dall’epica hindu... ...si narra infatti la storia di due regnanti che si contendevano la supremazia e combattevano tra di loro per ottenerla… si narra anche di una famosa Marahani che qui ha lasciato il suo segno… si narrano tante storie Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...e il luogo finalmente mi è apparso magico, avvolto nella tenue nebbiolina mattutina… abbiamo passeggiato lungo il laghetto su cui si affacciavano altri tempi e tempietti riflettendo la loro immagine velata sull’acqua. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo i piccoli tre Govinda siamo arrivati al grande Govinda Temple, anche lui costellato di formelle di terracotta raffiguranti storie dei Moghul e del Ramayama. E poi sempre camminando per il paese “bello, bellissimo”, abbiamo raggiunto il tempio dedicato a Shiva Lingam, molto distrutto dopo la guerra con il Pakistan… Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...qui ci siamo tolte le scarpe e siamo entrate a vedere l’enorme Lingam.. decisamente fuori misura.. ma era quello di un dio!!! Questo villaggio, per la ricercatezza dei suoi palazzi, un tempo doveva essere un vero gioiello dell’arte aristocratica hindu, ed ora era un vero peccato vederlo in lento e totale disfacimento. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Mentre la nebbia, come ogni mattina, si diradava ai raggi del tiepido sole ci siamo diretti a est per visitare la casa del poeta Tagore, ma durante il percorso siamo stati fermati a Kusthia da uno spettacolo unico per noi: la consegna, da parte del governo, dei sacchi di riso. Nel solito bagno di folla colorato dei sari, centinaia di donne aspettavano pazientemente, in fila, la consegna della loro razione. Il nostro arrivo ha movimentato l’evento, soprattutto quando abbiamo iniziato a fotografare. Cosa unica… tutti, grandi e piccini, soprattutto gli uomini, volevano essere ripresi e si offrivano volontariamente e insistevano anche… nel caos più totale abbiamo visto il momento della consegna del riso che avveniva con un forma di ricevuta particolare, imprimendo il pollice imbevuto di inchiostro su una carta!... infine tra i saluti generali siamo riusciti tutti a risalire indenni sul pulmino. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Nel paese dove è vissuto ed è morto Tagore si respirava un’aria campagnola di grande povertà: mi ha colpito molto la scena di un gruppo di ragazzini che guazzavano nell’acqua fangosa alla ricerca di piccoli granchi, pesciolini, qualcosa insomma di commestibile! Mezzi nudi, avevano però reso questa operazione quasi un divertimento, guazzavano e ridevano tra di loro… La casa del poeta Tagore mi ha invece deluso: imponente la sua struttura, funzionale nell’insieme, ma estremamente squallida e senza vita.. pochi vecchi mobili e solo tante fotografie alle pareti, che evidenziavano il percorso della sua vita.. per essere stata l’abitazione di un grande poeta mancava proprio di poesia! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo il pranzo siamo andati, per vivere un’esperienza mistica, al mausoleo del poeta sufista Lalon Shah. Di misticismo però non ho assaporato nulla, come tutti i luoghi santi, anche da noi succede, è diventato un luogo di passaggio quasi turistico: i guru, vestiti di bianco che avrebbero dovuto vivere di povertà, mi sono parsi un po’ vanesi e desiderosi di farsi fotografare… ...interessante solo un monaco, bello come Gesù Cristo, con i lunghi capelli sciolti sulle spalle e gli occhi profondi, da dolce bel tenebroso. Devo dire che lo abbiamo fotografato più volte, mentre insieme ad altri sufisti suonava e cantava per noi turisti. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ci siamo poi trasferiti il giorno dopo a Khulna, “il luogo della tigre”, che abbiamo visto solo in “cartapesta”, era Venerdì, un giorno di festa per i musulmani, per cui il paese ci presentava il suo aspetto più animato: nessuno lavorava, e tutti vestiti a festa, erano in giro per i mercati a fare spese. Non ci siamo soffermati più di tanto e dopo una rapida visita siamo ripartiti costeggiando bananeti, villaggi impossibili dove i bimbi urlavano frasi che non capivamo, ponti sull’acqua melmosa, mucchi di verdura e frutta sparsi per terra ai lati della strada.. questa era l’atmosfera costante del Bangladesh! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia L’emozione però aumentava quando Tiziana, la nostra guida, si fermava in un villaggio e ci faceva salire su semplici carrettini risciò. Ricordo con particolare piacere quando con Michela e Simonetta ci siamo sistemate, schiena contro schiena, per iniziare la corsa nei viottoli di campagna tra il verde e i pantani... Il nostro omino autista pedalava a più non posso per cui noi sobbalzavamo ad ogni buca, e la schiena ovviamente si lamentava, ma nello stesso tempo sentivamo l’aria tra i capelli ed il piacere di volare e allora, ogni tanto, lanciavamo gridolini di gioia e ci sbracciavamo a salutare tutti coloro che incontravamo lungo il percorso Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia …siamo così arrivate, un po’ malconce e doloranti al tempio hindu di Kahdla Math del XVII secolo, una costruzione a forma di pannocchia a spirale, semplice, in mattoni, alta però ben 20 metri. Sperduto in questo luogo, il tempio mi è apparso come un piccolo gioiello tra i fitti boschi di bambù. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ritornate, sempre con nostro carrettino rickshaw, al pullman siamo passate dalla cultura hinduista a quella musulmana, infatti arrivate a Bagherat abbiamo visitato il Mausoleo di Khan Jahn Ali, il fondatore della città, molto venerato dai fedeli per essere stato un guerriero di grande pietà. Nascosto quasi nel folto della vegetazione, l’abbiamo visto solo dall’esterno perché l’ingresso al sepolcro era vietato alle donne. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Poi attraverso una camminata di 20 minuti siamo arrivate alla moschea delle nove cupole e infine come ciliegina sulla torta abbiamo ammirato finalmente la Shait Gumbad, moschea dalle sessanta cupole ( che poi in realtà erano ben 77!) dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Abituata alla imponenti moschee di Istanbul, trovavo che questa era estremamente semplice, anche l’interno non mi ha colpito particolarmente.. direi che era molto d’effetto l’esterno che, in mattoni rossi, dava più l’idea di una fortezza che di un edificio religioso. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ma era giunto il momenti di dirigerci verso l’imbarcadero per iniziare la nostra crociera programmata attraverso il delta del Gange… nel Parco Nazionale del Sundarbans. L’emozione era viva, per tre giorni avremmo vissuto tutti insieme nel relax più totale, navigando attraverso l’immensa foresta di Mangrovie, attraverso il più esteso delta fluviale del mondo… ...ci siamo imbarcati dunque a Mongla e abbiamo visto subito che la nave (questo nome, a mio avviso, era già troppo importante) era molto spartana, le cabine essenziali, i bagni un po’ intasati e le docce? Quelle non esistevano, con un catino riempito di acqua fredda bisogna lavarsi a pezzi!! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Inoltre il rumore del motore mentre eravamo a tavola era talmente assordante che ci impediva quasi di parlare… ma il nostro morale era al settimo cielo: iniziava la vera avventura! Sistemato, si fa per dire, il lettuccio nella cabina, siamo uscite sul ponte, ci siamo stravaccate in panciolle su materassini di un’età indefinibile e abbiamo iniziato a godere durante la discesa calma e piatta del barcone lungo il fiume che era enorme, di un colore indescrivibile che andava dal verde al marrone.. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Per passare il tempo o leggevamo, o prendevamo il sole, o chiacchieravamo amichevolmente: eravamo già affiatati e ci divertivamo a prendere in giro bonariamente un’amica che avevamo soprannominato Lady Veronica che faceva la lady anche su questo barcone. Così arrivava la sera e ci accorgevamo che il tempo era, in fondo, volato piacevolmente, eravamo al buio sotto un manto di stelle e una lieve trasparenza ci separava dal quel cielo che era un altro mondo che racchiudeva tanti altri mondi… Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia …eravamo al buio, ma io non mi sentivo sola, ero con gli amici.. e se arrivava un pizzico di malinconia serale cercavo di cancellarla con le battute, i sorrisi e tutto svaniva in una risata.. restava solo la realtà del duro materasso della nostra cuccetta! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia All’alba mi ritrovavo sveglia più che mai e con Simonetta salivamo subito sul ponte e, avvolte nella fresca aria mattutina un po’ velata, come al solito, di fitta nebbia, ci sentivamo felici. Il motore era spento, non c’era alcun rumore intorno a noi, eravamo immerse in un ambiente naturale unico.. le migliaia di insenature, di canali, di estuari serpeggianti aumentavano il fascino di quel luogo. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Sundarbans significa “foresta bella” ed era l’habitat naturale anche della famosa tigre del Bengala… che abbiamo visto solo in un documentario serale.. per effetto delle piene e delle maree questa terra viene sommersa in certi periodi dell’anno, dall’acqua dolce dei fiumi e in altri da quella salata del mare. È un luogo decisamente selvaggio, una specie di foresta vergine che fino a poco tempo fa non ha visto tracce di attività umana. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Con un barcone un po’ scalcagnato uscivamo ogni tanto per piccole escursioni nei canali.. ammiravamo i sundari tree, che erano le piante più comuni e anche quelle da cui derivava il nome dell’area: erano alberi anfibi, che affondavano le radici dentro il fiume, ma poi si allungavano verso il cielo, si addentravano lungo i canali, lambivano gli isolotti di fango.. e tutto era bello, bellissimo! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia L’unica cosa che mancava erano proprio gli animali.. o almeno io non ne vedevo molti, uccellini dai vari colori, un’aquila reale, qualche timido capriolo… niente altro, pareva che tutto il mondo animale fosse scomparso al nostro arrivo, eppure non fiatavamo, risparmiavamo perfino il flusso del respiro! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia In questa zona non esistevano veri e propri villaggi abitati, solo qualche pescatore che veniva a raccogliere il pesce impigliato nelle reti dopo l’alta marea o qualche guardiano stanziato in capanne provvisorie fatte di fango e lamiera con i tetti ricoperti di foglie. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Un bel pomeriggio ci siamo poi spinte fino al mare nel golfo del Bengala.. bellissima esperienza! L’acqua non era delle più invitanti un po’ fangosa, ma l’emozione di poter mettere i piedi in questo mare.. è stata troppo bella! Siamo rimaste a contemplare quella distesa infinita e deserta con la bassa marea che aveva disegnato sulla sabbia piccole dune trasversali... Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...poi siamo tornate in barca mentre il sole stava tramontando tra le mangrovie.. il nostro animo di artiste ci ha fatto fermare per cogliere ogni riflesso rosso luccicante.. fino a che tutto intorno a noi è ritornato grigio! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia La nostra routine di crocieriste non era programmata da grandi cambiamenti… alzata alle sette, colazione, escursione al freddo, quando ancora la natura dormiva, quando la fitta nebbiolina rendeva tutto il paesaggio magico e surreale. Nessuno attorno a noi, solo il monotono tuffo del remo che sospingeva la barca.. cercavamo animali, oppure facevamo belle camminate tra le radici aeree delle Mangrovie, dove un ciclone, aveva distrutto tutta la vegetazione. Camminavamo tra gli arbusti secchi, abbattuti dalla furia della natura, tanto da formare un giungla di legname.. spesso inciampavamo, perché le scarpe affondavano nella fanghiglia, ma ci sentivamo tutte “giovani” esploratrici dato che dovevamo affrontare anche passaggi sospesi, in equilibrio sul fango sottostante. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Questo, che un tempo era un bosco di Mangrovie, ora mi dava l’idea di un quadro metafisico di ceppi dissanguati.. qui vivevano indisturbati cinghiali, caprioli e scimmie… Abbiamo anche incontrato un cobra, che al nostro arrivo, si è rifugiato su un albero, lo abbiamo visto maestoso e pericoloso.. ma forse anche lui era impaurito da noi che nel fotografarlo, schiamazzavamo a più non posso! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Altre escursioni in questo santuario naturale, altri solarium sul materassino da chissà quanti sfruttato… altre chiacchiere con gli amici, qualche benevolo gossip e intanto le giornate scorrevano lente, navigando negli stretti canali quasi soffocati dalle radici delle Mangrovie. E quando arrivava il tramonto e il paesaggio acquistava più luce e colore, avrei voluto avere a portata di mano i miei acquerelli per fermare la bellezza dell’attimo fuggente! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Una bella mattina, la ruotine della crociera è stata movimentata per la discesa ad un villaggio di pescatori, pittoresco e vivace, lambito oltre che dall’acqua del delta del fiume, anche da pozze di risaie e acquitrini fangosi. Quella era anche zona di frequenti cicloni per cui sui muri ci siamo stupite nel vedere disegni (così anche gli analfabeti potevano interpretarli) con indicazioni di dove bisognava rifugiarsi in caso di mal tempo, in una struttura forte in muratura… Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...intorno infatti sorgevano solo esili capanne che potevano dissolversi al primo soffio di vento. Il paese era povero, umido, eppure aveva una sua bellezza, abbiamo visto in acqua qualche donna che, spingendo la rete, pescava i gamberetti. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia La povertà si respirava ovunque, nelle capanne macilente, nei cessi appollaiati sui campi, affinché, quando si produceva, il materiale andasse a concimare la terra! E poi tanti bambini, tante donne.. tanta umanità… a cui ci dovevamo di nuovo riabituare dato che la crociera era finita. Siamo arrivate infatti a Mongla, abbiamo salutato con affetto il personale di bordo e abbiamo ripreso il nostro pulmino, nido sicuro, anche se l’avviamento del motore era sempre molto difficoltoso, e ogni volta ci faceva temere di dover scendere e spingere tutti insieme!! La visita a Padre Marino ed alla eccessiva, sontuosa chiesa cattolica di San Paolo, non mi ha entusiasmato, troppo contrasto con la povertà che vedevo intorno, mi rendevo conto che padre Marino era simpatico ed alla mano, che aveva costruito anche scuole ed ospedali, ma qualcosa non mi convinceva del tutto… Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Bello invece e sempre emozionante il percorso in risciò, attraverso le viuzze puzzolenti di pesce e spazzatura di Mongla.. Sempre in tre, io, Michela e Simonetta, sempre spalla contro spalla, abbiamo volato fotografando e tappandoci il naso, mentre eravamo sballottate senza ritegno per le nostre schiene. Tra sorrisi e saluti ai locali siamo salite sul pullmino dirette a Jessora dove abbiamo preso ben due aerei a elica… che stress.. poi finalmente la sera tardi siamo arrivati a Chittagong la destinazione finale della giornata. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Già di mattina presto Chittagong era un caos indescrivibile di auto, animali e persone,...e ben presto ci siamo dovuti fermare davanti allo spettacolo di centinaia di buoi lungo i lati della strada. Era giorno di mercato del bestiame ed anche se conoscevamo il destino finale di quei bovini, data la prossima festa dell’Aid, l’atmosfera ci è apparsa, quasi bucolica: alcuni buoi sdraiati sulla paglia mi richiamavano l’immagine del presepio… Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Lì il tempo pareva proprio essersi fermato, per esempio sul fiume è stato costruito un solo ponte per ferrovia, ma quando non passava il treno, auto, pulmini, risciò e pedoni, a passo alternato sfruttavano il passaggio gestiti da un vecchietto con paletta verde e rossa! Abbigliato con una lunga tonaca bianca pareva il fantasmino Caspel dei cartoni animati. E poi alla fine di quel ponte con le rotaie, c’era un posto di pedaggio, un gabbiotto dove un altro omino, un po’ scazzato, con una cordicella alzava e abbassava la sbarra dello stop… tutto avveniva tra lo schiamazzare dei clacson, dei campanelli dei risciò.. era totale caos, ma un caos ordinato da regole precise: vinceva sempre il più forte e gli altri imprecavano, ma dovevano cedere il passo! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia In questo “inferno di delizie”, un po’ frastornati, ci siamo diretti verso le zone di confine dove vivevano etnie particolari, abbastanza autonome e gestite addirittura da un re che doveva poi rendere conto del suo operato al governo centrale. Le etnie vivevano in montagna, isolate, non sempre andavano d’accordo tra di loro, perchè ciascuna aveva una propria cultura e una religione più che altro animista con legami anche al Buddhismo (credevano infatti nella trasmigrazione delle anime!). Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Il primo villaggio, in cui siamo approdati dopo una lunga camminata in discesa è stato quello dei Murang, un’etnia, a mio avviso molto bella, infatti in quella che doveva essere la scuola del villaggio.. ho visto bambine dai lineamenti raffinati, con le labbra colorate e fiori tra i capelli… bella anche la scuola, ciascuno faceva quello che voleva, senza maestra!! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Le case del villaggio però avevano un aspetto povero e disordinato, in legno e paglia sembravano sistemate su palafitte e maiali neri e galline starnazzanti se ne andavano a spasso ovunque indisturbati. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Non ho avvertito molta comunicativa tra la gente, sembrava quasi che il nostro arrivo avesse provocato in loro un certo fastidio.. per cui ce ne siamo andati via affrontando sotto il sole la dura salita del rientro. Dopo un frugale picnic a base di pollo rinsecchito ed un uovo sodo ci siamo spostate presso un’altra etnia, quella Bawn nel Banderbam, famosa per i suoi lavori al telaio: lane colorate, sciarpe, coperte.. qui le donne ci invitavano ad entrare nella loro casa e ci mostravano i loro lavori, erano gentili, e mi ricordavano molto nei lineamenti le donne birmane.. non per nulla eravamo proprio al confine con la Birmania! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia La religione buddista di queste etnie ha dato vita alla costruzione di un tempio: la Sacra Pagoda d’oro. Nel suo insieme era d’effetto, soprattutto per la sua posizione sopra una collina dove dominava la campagna intorno, ovviamente era una costruzione moderna e brillava con le sue statue di Buddha ed il suo rivestimento in oro. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo esserci sistemate in un modesto hotel che, al solito, non ci ispirava un grande piacere, ci siamo spinte a fare una passeggiata per il paese di Bandarban, o meglio tra il caos di quel paese, tra le bancarelle illuminate da una luce fioca eppure colorate e vistose, soprattutto quelle degli orafi.. tra le persone che ti guardavano come se fossero arrivati degli extraterrestri.. tra un tipico odore, un misto irripetibile di spezie, fogna e gas di scarico, siamo infine ritornate in Hotel… una vera delizia! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Il giorno dopo abbiamo attraversato una zona bella bellissima come diceva sempre l’amico Luca, estremamente isolata, al confine nord con la Birmania, era una zona però pericolosa, presidiata dai militari, soprattutto per le incursioni di terroristi birmani che si mischiavano alle tribù, aizzandole, ovviamente per ottenere tangenti o profitti economici… tutto il mondo è paese! Nonostante il timore iniziale non abbiamo incontrato problemi, anche quando abbiamo attraversato un grande fiume, forse un ramo del Gange, su una zattera di ferro insieme a risciò, tuc tuc macchine varie e tanti locali. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Proseguendo poi il viaggio verso Rangamati, dopo le numerose soste a posti di blocco militari, ci siamo fermati al mercato di Burichang, vivace e colorato, con merce varia e mercanti di ogni tipo e colore. Eravamo nella zona dell’etnia Chakma di origine tibeto-birmana, molto comunicativa ed estroversa. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Il percorso in questa zona militarizzata stava diventando più lungo proprio a causa di controlli e verifiche, con firme su appositi libroni… chissà che senso aveva tutta quella burocrazia, non credo proprio che potesse fermare il terrorismo! Comunque nonostante le difficoltà siamo arrivati finalmente al lago artificiale Kaptai, bello e pittoresco che ci ha sollevato lo spirito depresso alla vista di tanta povertà! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo la strada tutta a curve e il traffico di Rangamati, prendere il battello a vapore, e attraversare quel lago solitario è stato molto piacevole e rilassante. Attorno al lago la cornice delle montagne si stagliava nitida contro il cielo azzurro, mentre ai bordi piccole case, illuminate dal sole, da lontano, parevano persino belle ed invitanti. Siamo approdati ad un’isoletta tra i gigli d’acqua, e qui abbiamo pranzato in un clima di totale relax.. tra fiori, ombrelloni e toilette che non c’erano! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo pranzo ci siamo diretti a visitare un altro villaggio sul lago, dove molte donne lavoravano al telaio... devo dire che questi villaggi etnici, pur interessanti nel loro insieme, non possedevano il colore e il calore di quelli africani, parevano, nel loro insieme, grigi e quasi occidentalizzati. Sempre con il nostro battellino antidiluviano abbiamo percorso il lago andando a visitare la casa dove viveva il re di quel luogo, un re al quale si rivolgevano tutte le etnie per problemi minimi o controversie di territori, un re che il governo centrale aveva insignito di una certa autorità, soprattutto per distribuire le terre alle varie popolazioni, esse in cambio, gli dovevano pagare un tributo, in natura o in denaro, a seconda delle loro possibilità. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Bellissima invece la visita serale al tempio buddista, in occasione proprio della festa di Siddharta, legata al momento della sua conversione, o meglio della sua illuminazione, quando aveva deciso di vivere alla San Francesco, una vita di meditazione e povertà… davanti al tempio migliaia di belle persone stavano inginocchiate a pregare, con una candela accesa davanti a loro. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ascoltavano, in raccoglimento, il monaco che, da un altoparlante, incombeva maestoso su di loro, rispondevano alla preghiera poi in fila andavano a farsi benedire. Devo dire che l’atmosfera intorno emanava misticismo, fede, raccoglimento per cui questa coralità sacra mi è piaciuta molto., e quindi, a maggior ragione, il ritorno alla squallido albergo di Rangamati.. ci ha, tutte, alquanto depresso. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Per fortuna dopo cena non abbiamo dovuto chiuderci subito in camera, dato che ci hanno propinato lo spettacolo di una serie di danze tribali. All’inizio ero molto scettica: “il solito spettacolo per turisti” mi sono detta, poi mi sono ricreduta, le danze erano semplici, spontanee, delicate e.. cosa importante brevi!! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Con piacere il mattino all’alba abbiamo lasciato lo squallido albergo per ritornare a Chittagong. Durante il percorso ci siamo fermati ad una fornace attiva, con attrezzature tecniche a livello medioevale. Gli operai, per 100 dac, circa 1 euro al giorno, dovevano lavorare e confezionare 2000 mattoni a testa, con la sigla della società privata produttrice. Poi li mettevano in giganteschi forni per seccare… tutto il lavoro era svolto manualmente in un clima di difficoltà, fatica e disagio… tristezza nascere qui, anche per un uomo!! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Prima di entrare nella caotica Chittagong siamo andati a vedere il sacrario di un santone, molto venerato, che ci hanno detto, faceva miracoli: Baizit Bustani. La sua tomba, diventata appunto un famoso mausoleo si trovava in riva ad un fetido laghetto dove guazzavano grosse e grasse tartarughe. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia I fedeli portavano loro cibo, glielo infilavano in bocca e se la tartaruga mangiava voleva dire che il desiderio formulato o la grazia si sarebbe avverata… uomini, donne e bambini si affollavano dunque sui gradini, allungavano le mani, accarezzavano il guscio viscido delle tartarughe, si lavavano il viso, le madri lavavano quello dei loro piccoli con quell’acqua melmosa.. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...ho visto addirittura alcune donne bere un sorso di quella schifezza indefinibile!! Davanti a quelle scene mi sono resa conto che la fede era spesso un sentimento irrazionale che andava al di là della comprensione e del buon senso! Velate poi come vere musulmane siamo salite al tempio vero e proprio dove stava il sepolcro del santone, ma le donne… essendo impure, dovevano fermarsi in una stanza laterale dove stavano inginocchiate a sbirciare la tomba da una grata.. in questo modo non avevano la possibilità di contaminato il luogo.. una situazione veramente medioevale! Dopo pranzo abbiamo affrontato l’attraversamento della pazzesca, impossibile, sporca, povera e intasata Chittagong.. e per l’ennesima volta, in questo paese, mi sono sentita disorientata.. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...siamo arrivati tra la folla di uomini, macchine ed animali al fiume Cornofrulli. Narra la leggenda che due nobili principi innamorati stavano attraversando in barca il fiume, quando la principessa perse nell’acqua il fiore che teneva tra i capelli. Impulsivamente si buttò per riprenderlo, dato che glielo aveva donato il suo amore, ma la corrente la trascinò a fondo, non vedendola più il suo principe si buttò a sua volta nelle acque e così morì con lei… amen! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Noi stavamo imbarcandoci per attraversare quel fiume, senza fiore tra i capelli, su una barca che faceva acqua e di sicuro se qualcosa fosse caduta in acqua non ci saremmo di certo buttate a riprenderla, dato che le acque erano melmose, sporche, di un colore indefinibile! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia L’entrata poi in barca, tra gli spintoni della folla, è stata quasi una discesa agli inferi.. dato che la barca, mezza rotta, era forse peggio di quella di Caronte.. siamo riuscite comunque a sopravvivere, abbiamo percorso un buon tratto di fiume, tra navi e vecchi battelli, fino ad una avveniristico ponte moderno e poi via, risalita dagli inferi e relax in un decente hotel! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia L’arrivo dei barcarozzi lungo il fiume con i carichi di pesce, a cui abbiamo assistito il giorno dopo è stato uno spettacolo molto colorato. Ci siamo alzate molto presto, ci siamo armate di coraggio e via.. nel bagno di folla, nella fanghiglia, tra un olezzo quasi nauseabondo siamo partite alla ricerca di immagini particolari.. e le abbiamo avute soprattutto legate ai vari tipi di pesce pescato e mostrato con orgoglio. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Portando enormi carichi sul capo, avvolti in cerate impermeabili, i pescatori, dalla barca arrivavano al mercato e deponevano a terra cesti inverosimili gocciolanti nel ghiaccio di pesci grandi, piccoli, di gamberetti.. insomma di ogni ben di Dio! Non solo gli adulti portavano questi carichi inverosimili, anche i ragazzini barcollavano fieri della loro forza, sotto cesti più grandi di loro e sorridevano felici di poter partecipare al lavoro degli adulti. Tutti i pescatori erano estremamente comunicativi, penso che la ricchezza di pesce pescato li rendesse euforici: la giornata era stata propizia! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ripreso poi il viaggio verso nord ci siamo divertiti in situazioni di quasi comicità: bloccati dal traffico di Chittagong eravamo impotenti tra risciò, tuc tuc, auto e camion e altrettanto impotente era un vigile che stava quasi piangendo e cercava di convincere gli autisti a dirigersi in una particolare direzione anziché obliquamente.. visto inutile il suo intervento il poveretto si è messo allora a ridere, pareva impazzito, non ne poteva più e l’unica soluzione è stata quella di prendere a botte con il manganello i vari pullman… uno spettacolo unico ed esilarante, tanto che anche noi sul pulmino abbiamo cominciato a ridere a più non posso.. che fare? Blocchi di code infinite.. eravamo tutti fermi tra i camion e allora largo ai clic fotografici, a destra ed a sinistra, abbiamo fotografato a più non posso ed eravamo fotografati.. nessuno si innervosiva … non bisognava avere fretta tanto prima o poi si sarebbe arrivati comunque!! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Nel pomeriggio siamo andati a visitare le rovine del tempio buddista di Mainimati, eravamo in una zona militare e quindi necessitavano permessi e non solo, mentre ci dirigevamo verso le rovine di Kotila Mura abbiamo anche goduto di una scorta armata. Il nome Kotila Mura significa tempio sulla collina ed era veramente bello soprattutto per le formelle di terracotta alla base dello Stupa che rivelavano intromissioni anche di arte induista. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Dopo la visita ad un piccolo museo ci siamo spostati verso i resti dell’università coranica di Vhosho Viara, ma era tutto molto distrutto, ci hanno detto, dai giapponesi, ed era triste vedere quei luoghi, in passato famosi, abbandonati e deserti. Necessitava molta immaginazione per ricreare immagini e vita… solo allora diventava possibile ricostruire virtualmente templi, stupa e celle dei monaci in piena attività.. bastava guardare il tutto con passione storica.. allora il rudere prendeva forma e rinasceva.. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Il terzo sito buddista visitato è stato quello di Itakhola Mura, forse il più originale, non solo per la scalinata centrale, ben conservata, ma anche per i resti di mezzo Buddha gigante, posto sotto una grata, che abbiamo cercato, con fatica di fotografare. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Doveva essere posto a piano terra, grandioso, ed ora si trovava quasi confinato, imprigionato sotto terra, e per giunta mutilato! Il luogo era però, nel suo insieme, molto suggestivo, soprattutto perché visitato al tramonto, nella solitudine più totale.. tutti i musulmani stavano infatti preparandosi per la festa dell’Aid, la festa delle mucche, che venivano lavate, inghirlandate e poi macellate, in un bagno collettivo di sangue. Era ovvio che nessuno si interessasse ad un sito archeologico, quando i mercati erano pieni di uomini, animali ed allegria.. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia L’ultimo giorno di vacanza in Bangladesh, è stato dunque anche il giorno della festa dell’Aid per cui tutti i bengalesi erano sparsi per le strade, allegri, vestiti a festa: gli uomini in abito rigorosamente bianco lungo, con un piccolo fez sul capo, le bambine truccate, spesso anche vistosamente… quasi da ragazze di piacere, agghindate in modo da sembrare attrici di un tabarin.. ciò che mi ha colpito era il loro modo di porsi, le loro movenze di giovani donne, quella loro civetteria per essere guardate dagli uomini, prima che venisse messo loro il velo! Erano ancora bambine ma avevano già innata una viva sensualità.. poche invece le donne adulte! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Arrivati nella vecchia capitale del Bengala, Sonargaon, che vuol dire “villaggio d’oro”, siamo andati subito in un luogo di preghiera dato che la nostra guida Mahadi, doveva assolvere il rito di devozione festivo. Mentre lui pregava noi gironzolavamo intorno, verso la vecchia Moschea Goaldi, un bell’esempio di architettura pre-Moghul, tra i bimbi che festeggiavano, tra le bambine, come ho detto prima, truccate da vamp... Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia ...e poi abbiamo osservato interessate anche dall’esterno di un muretto, i fedeli musulmani che, capo chino a terra, seguivano la preghiera del loro imam. Non tutti erano però in raccoglimento.. anzi spesso si giravano a guardarci con curiosità e addio… alle preghiere! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ma il vero momento interessante è stata la visita della città fantasma, Painan Nagar, che fu costruita alla fine del XIX secolo. Era chiamata città fantasma perché ormai era quasi completamente disabitata, rimanevano solo i solitari palazzi nobiliari di un tempo. Si snodava su un’unica strada sulla quale si affacciavano una cinquantina di dimore lussuose, autentici gioielli architettonici, piene di colonne, mosaici, archi e ricami di pietra. Nelle intenzioni del costruttore doveva essere un quartiere residenziale per le famiglie hindu facoltose, impegnate nella produzione e nel commercio della seta. Poi gli hindù, in seguito alla separazione dall’India, nel 1947, andarono via, le dimore furono espropriate e quindi occupate da povera gente che era decisamente indifferente agli stucchi ed ai mosaici, desiderosa solo di avere un tetto sotto cui ripararsi. Tutto andò in rovina e cominciò il degrado di Painan che si trasformò a poco a poco nella città fantasma onirica e silenziosa che era ora. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Tutto il luogo mi ha infatti dato l’impressione di una vecchia nobile signora che, ormai in disarmo, ha perso tutte le sue attrattive… ma esse rimanevano nel ricordo di poche colonne intarsiate.. anche se alcune mi sembravano diventate solo dei supporti per stendere i sari!! Gli edifici avevano ancora qualche esterno che colpiva, ma gli interni, i cortili erano desolati, vuoti e devastati dall’incuria di chi ci abitava! Eppure proprio quelle colonne e quegli archi, per quanto devastati, mi ispiravano simpatia, piacere estetico perché avevano ancora una loro malinconica regalità. Questa è stata l’ultima importante visita.. una specie di vero saluto del Bangladesh, infatti, risalite sul pulmino ci siamo diretti, tra il solito caos, verso Dacca, la capitale, dove siamo arrivati per il pranzo, e poi nel pomeriggio ci siamo sparpagliati per la città al fine di scoprire ciò che all’andata ci era sfuggito. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Ci siamo spostati nella zona vecchia meno trafficata dato che l’Aid occupava tutti i bengalesi con la macellazione dei bovini, abbiamo visto infatti ad ogni angolo mucche sgozzate per terra, sui marciapiedi, attorniate da uomini che si dividevano i vari pezzi di carne. Io non sapevo più dove guardare: sangue e budella con pelli scorticate erano le immagini che non volevo vedere, per cui chiudevo spesso gli occhi finchè non siamo arrivati al Fort Lalbach, il vero capolavoro della zona vecchia. La sua costruzione iniziò nel 1678 per ordine del principe Mohammed Azan, ma l’opera non fu mai terminata perché il principe, sconvolto dalla morte della figlia, attribuì alla costruzione del fortino influssi mal auguranti. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Non c’era strada, nella parte antica, che non avesse la sua moschea, ma fra tutte la più affascinante mi è paesa quella di Ishtara che abbiamo visitato solo dall’esterno. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Usciti poi dalla zona antica ci siamo diretti a nord della parte vecchia, dove gli imperatori Moghul avevano fatto sistemare gli europei, isolandoli dal resto della città. Qui abbiamo ammirato il gioiello finale, il Banga Bhavan, il palazzo presidenziale, sede dell’assemblea nazionale, opera di architettura moderna, commissionata dal governo del Pakistan al famoso architetto americano Louis Kahan. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia In questo luogo, rilassati, ci siamo resi conto che Dacca non era soltanto una città del passato, era una capitale, pur poverissima, ma con una sua zona abbiente, con bei quartieri residenziali, un’ area commerciale. Peccato che l’immagine che ci resta in mente di quest’ultimo giorno sia stata legata alla dura carneficina di tutti quei bovini, esposti, in un rito sacrificale cruento, alla vista di tutti. Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Il mio viaggio in Bangladesh era finito, un viaggio, nel suo complesso, duro perché vissuto in un paese difficile.. bisognava, ora, lasciar sedimentare ricordi, emozioni e sensazioni, dimenticare i momenti di stanchezza e rivivere quelli che ci avevano dato la possibilità di apprezzare la comunicativa e la spontaneità di quel popolo.. che nonostante povertà e calamità naturali, mi è apparso piacevolmente sereno. Sono convinta che il viaggio, qualsiasi viaggio anche il più difficile e meno emozionante, sia uno spazio in continuo movimento.. dove sembra fermarsi soltanto il nostro tempo interiore. Abbiamo osservato tutto quello che succedeva intorno a noi e nello stesso tempo ci siamo lasciate coinvolgere dalle nostre emozioni.. ci siamo stupite di un sorriso, ci siamo commosse di fronte alla povertà, abbiamo provato profonda tenerezza verso l’umanità tutta, insieme al timore dell’imprevisto: e devo aggiungere anche che ogni volta ci siamo osservati, abbiamo studiato le nostre reazioni cercando di capire quel mondo tanto distante dal nostro! Diario di viaggio in Bangladesh Attraverso spettacoli commoventi di povertà, umanità … e poesia Il viaggio trasforma sempre, da la possibilità di non restare bloccati nello specchio del tempo, ma di inseguire il mondo che corre, che si evolve al nostro fianco.. l’importante è avere sempre il coraggio di viaggiare!