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Dichiarazione Ambientale
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DICHIARAZIONE AMBIENTALE
DATI AGGIORNATI AL 30 NOVEMBRE 2015
Dichiarazione Ambientale
Via Nocelleto, 46 - Zona industriale
San Michele di Serino (AV)
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Sommario
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Introduzione
La presente Dichiarazione Ambientale è stata redatta conformemente al Reg. CE n. 1221/2009 Allegato IV parte B.
L’Ente verificatore ambientale accreditato di riferimento è il DNV GL Business Assurance Italia
S.r.l., numero di accreditamento IT-V-003 del 21.04.99.
La presente Dichiarazione Ambientale viene diffusa all’esterno attraverso:
•
Pubblicazione sul sito internet aziendale;
•
Trasmissione via e-mail ai propri clienti;
•
Resa visionabile in forma cartacea ai visitatori.
Ai sensi dell’art. 6 del Reg. CE n. 1221/2009, la presente Dichiarazione Ambientale viene aggiornata con frequenza almeno triennale.
Il prossimo aggiornamento della presente D.A. sarà effettuato a Gennaio 2015 salvo modifiche sostanziali che ne impongono una rettifica anticipata.
L’azienda si impegna ad aggiornare ed inviare la presente Dichiarazione Ambientale ogni qualvolta
venissero apportate modifiche sostanziali al processo produttivo e/o al sito e nel caso di mutamenti
significativi degli adempimenti legislativi.
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1. Scheda informativa dell’azienda
1.1 Dati generali
Ragione sociale:
Classificazione:
Ubicazione dell’impianto:
Recapiti:
Attività svolte:
Legale rappresentante:
Responsabile Sistema Gestione Ambientale:
Basso Fedele & Figli S.r.l.
MEDIA IMPRESA
(Dipendenti ≤ 250
Fatturato ≤ 50 milioni di €
Attivo bilancio ≤ 43 milioni di €)
Via Nocelleto n° 46
83020 S. Michele di Serino (AV)
e-mail: [email protected]
Tel.: 0825/595781
Fax: 0825/595771
Molitura delle olive e confezionamento degli oli
(codice NACE 10.41.)
Dr. Sabino Basso
e-mail: [email protected]
Dr. Maria Sicuranza
Fatturato anno 2015:
Capacità di molitura olive:
Dr. Maria Sicuranza
Tel.: 0825/595781
Fax: 0825/595771
e-mail: [email protected]
N° totale dipendenti: 49
• produzione: 31
• uffici: 13
• controllo qualità: 5
79,0 milioni di euro
12.800 kg di olive in 8 ore di lavorazione
Capacità di stoccaggio olio:
≈ 34.000 q
Capacità di imbottigliamento:
1.200 q/giorno
• Fabbricato civile abitazione: 0,200 km
• Ospedale: oltre 10 km
• Scuola: oltre 1 km
• Uffici: oltre 1 km
• Industria lavorazione castagne: 0,05 km
• Autostrada/strada a scorrimento veloce: 1km
• Ferrovia: 1 km
Latore di informazioni inerenti l’SGA:
Organico:
Distanze da altre strutture:
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1.2 Autorizzazioni
Adempimenti
Emissione fumi in
atmosfera
Legge
di
riferimento
DLgs 152/06
Art. 269
Data
Data
Archivio
di
Frequendi
N°
emissio- scadenza
za
ne
1
16.01.201 16.01.202
15 anni
2
7
Ente
rilasciante
Regione
Campania
Art. 4 L. 966/
65
01/12/
01/12/
Ogni 3 Comando Prov.
Art. 17 DPR Uff. Amm. 2012
2015
anni
Vigili del Fuoco
577/65
DM 16.02.82
L. n° 319/76
Scarico di acque
L. 650/79
25/10/
25/10/
Ogni 4
reflue in
3
A.T.O.
DLgs
152/99
2011
2015
anni
Fognatura
art. 45
Autorizzazione pozArt. 6 T.U.
03.11.200 03.11.203 Ogni 30
Provincia di
3
zo
1775/33
4
4
anni
Avellino
Comune
di
Autorizzazione
L. 283/62
Non ha
20.02.200
S.
Michele
di
sanitaria
DPR 327/80
2
xxxxx scadenza
4
Serino
Art. 1
Comune di
Non ha
Concessione edilizia L. 28.01.77 n.
13.11.200
S.
Michele di
2
xxxxx scadenza
10
2
Serino
L.
10/77
Comune
di
Attestato di
Non ha
L.
833/78
01.03.200
S.
Michele
di
agibilità
2
xxxxx scadenza
L. 47/85
4
Serino
Certificato di Prevenzione
Incendi
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2. Origine e sviluppo
2.1 Storia e sviluppo
La Basso Fedele & Figli S.r.l. opera nel settore della molitura olive, confezionamento e commercializzazione degli oli alimentari.
In particolare, relativamente al confezionamento e commercializzazione degli oli alimentari, la produzione della “Basso Fedele & Figli S.r.l.” si concentra principalmente sull’olio di oliva e sull’olio
extra vergine di oliva oltre all’olio di sansa di oliva, di semi di girasole, di arachide, di mais, di soia,
di vinacciolo e di semi vari.
L’attività di confezionamento e commercializzazione degli oli alimentari ha inizio nel 1908.
Nel 1995 l’attività si trasferisce nel nuovo stabilimento, in San Michele di Serino (AV) alla via Nocelleto 46. Qui a partire dal 2004 è stata avviata anche l'attività di molitura delle olive, con la installazione di un frantoio predisposto per l’estrazione a freddo e anche per l’estrazione da olive denocciolate.
L’azienda è situata a poche decine di chilometri di distanza dai porti commerciali di Napoli e di Salerno, facilmente raggiungibili via autostrada. Inizialmente l’insediamento si articolava su una superficie coperta di 2.400 mq. A seguito di successivi ampliamenti, lo stabilimento di produzione si
estende attualmente su una superficie complessiva di 13000 mq di cui 6.700 mq coperti e 6300 mq
scoperti.
L’Azienda attualmente conta n° 42 dipendenti, con un fatturato medio annuo di circa sessantadue
milioni di euro, una capacità complessiva di stoccaggio olio in silos di acciaio di 34.000 q e una
produzione media annua di 252.000 q di olio confezionato. La capacità di produzione del frantoio è
di 12.800 kg di olive molite in 8 ore.
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Grazie alla qualità dei prodotti realizzati, l’Azienda è riuscita ad instaurare con i propri Clienti rapporti di notevole soddisfazione, riuscendo in tal modo a consolidare la propria presenza sul mercato.
Le principali operazioni commerciali riguardano il mercato estero, che copre circa l’80% del fatturato.
La ditta esporta i suoi prodotti in 65 Paesi del mondo, dagli U.S.A., al Canada, al Giappone, all’Australia, al Sud Africa, ai Paesi della Comunità Europea e a varie aree dei cinque continenti.
Il mercato nazionale viene soddisfatto sia tramite la grande distribuzione, sia tramite i piccoli esercizi commerciali; il mercato estero si avvale di una diffusa rete di distribuzione composta da rappresentanti e da rapporti diretti con operatori economici, che si avvalgono dell’opera interna di personale specializzato nel commercio con l’estero.
Oltre al proprio marchio, l’Azienda utilizza una vasta gamma di marchi privati.
2.2 Attuale strutturazione dell’azienda
L’azienda è composta di n. 3 fabbricati costruiti secondo principi in grado di garantire l’igiene e la
salubrità degli alimenti nonché l’igiene e la sicurezza dei luoghi di lavoro, conformemente alla
normativa nazionale e comunitaria.
Il primo, il più grande, comprende:
•
l’area uffici su due piani
•
laboratorio
•
sala sticker
•
officina
•
archivio
•
l’area confezionamento in cui operano le seguenti linee:
Linea 1 – bottiglie in vetro e plastica da 250ml a 2L
Linea 2 – lattine in banda stagnata da 3L a 5L , PET da 1,5L a 5L, vetro da 5L
Linea 3 – bottiglie in vetro e plastica da 250ml a 1L
Linea 4 – bottiglie in vetro e plastica da 250ml a 1L
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Linea 5 – bottiglie in vetro e plastica da 250ml a 2L, lattine in banda stagnata da 1L
• l’area stoccaggio olio (n. 32 cisterne da 300q)
• il magazzino prodotti finiti destinazione estero
Il secondo fabbricato su due piani comprende:
al piano terra:
•
magazzino cartoni e tappi, bottiglie, lattine e fusti
•
archivio campioni di produzione
al piano interrato:
• area stoccaggio olio (1cisterna da 900q e 9 cisterne da 2000q)
in posizione adiacente al secondo fabbricato è stata istallata una struttura automatica per lo stoccaggio delle bottiglie vuote (capacità di stoccaggio: 900 pedane).
Il terzo fabbricato comprende:
•
il frantoio, con annesse cisterne per lo stoccaggio dell’olio molito (5 cisterna da 50q)
•
area stoccaggio olio (n. 22 cisterne da 300q e n. 1 cisterna da 150q)
•
magazzino prodotto finito Italia
•
sala etichette
•
archivio
3. L'organizzazione ed il sistema di gestione ambientale
3.1 Descrizione generale
La Direzione aziendale, a partire dal 2003, ha dedicato il proprio impegno a sviluppare e ad applicare una corretta gestione ambientale, tramite l ’attivazione di strumenti innovativi attraverso i quali
sono stati sistematicamente coinvolti l ’intera struttura aziendale e la comunità locale.
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I continui collegamenti con le autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni e ai controlli ambientali, pongono alla base dell’organizzazione la conformità alle leggi e, ove possibile, il miglioramento degli standard previsti dalla normativa.
La struttura organizzativa (Fig. 1) è stata conseguentemente articolata in modo che siano identificati
chiaramente i ruoli e le responsabilità relative alla gestione ambientale e a tutte le attività aziendali.
Le attività di carattere tecnico - operativo, sia in termini di controllo, sorveglianza, misurazione e
manutenzione degli impianti, sono svolte in genere direttamente dal personale interno. Per quanto
concerne la gestione ottimale degli aspetti ambientali il personale fa riferimento al servizio ambiente, qualità e prevenzione, rappresentato da RAQ.
Quest’ultimo infatti ha un ruolo trasversale in azienda con l’obiettivo di coinvolgere attivamente e
informare puntualmente tutto il personale. Ciò presuppone un ’impostazione collaborativa e aperta
nei confronti dell’intera struttura.
Su queste basi, il sistema di gestione ambientale ( SGA) è stato quindi disegnato sull’azienda per
soddisfare concretamente i requisiti richiesti dettati dalla norma ISO 14001, dal Regolamento
EMAS e coerente con la Politica per l ’Ambiente e la Qualità.
La struttura è basata su una logica che parte da un Manuale e si sviluppa su tre livelli: procedure
gestionali, procedure operative e istruzioni operative.
Il manuale descrive come il servizio è organizzato e con quali modalità generali gli impatti ambientali sono tenuti sotto controllo. Tali modalità sono poi dettagliate nelle procedure e nelle istruzioni,
con lo scopo di definire il controllo operativo di quelle attività che hanno incidenza sulle prestazioni
ambientali.
Le attività rispetto alle quali sono state impostate procedure di controllo operativo sono relative alla
gestione di:
• rifiuti
• ciclo dell’acqua
• sostanze pericolose (di laboratorio)
• risorse energetiche
• emissioni in atmosfera
• emissioni di rumore
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Sono stati inoltre definiti dei piani che consentono di programmare le attività previste dal sistema di
gestione, la cui effettiva esecuzione viene verificata attraverso incontri periodici con tutti i responsabili interessati.
L ’organizzazione ha inoltre elaborato procedure dove vengono indicate le modalità operative e le
responsabilità per la gestione dei potenziali incidenti e delle emergenze ambientali che possono generare un impatto significativo sull’ambiente. Il fine ultimo è di assicurare adeguata prevenzione e
garantire che, in caso di incidente o emergenza, siano correttamente individuate ed analizzate le relative cause e intraprese, laddove necessario, le azioni correttive e preventive opportune.
.2
Organizzazione dell’azienda
L’azienda è organizzata per settori ognuno dei quali è gestito da un responsabile con la collaborazione di uno o più addetti. I vari settori sono riportati qui di seguito:
Direzione
Amministrazione
finanza (rapporti con le banche) e finanza agevolata (finanziamenti)
contabilità / bilancio / controllo di gestione
Commerciale
Italia
Europa
USA, Canada ed Estremo Oriente
Emisfero boreale
Logistica
nazionale
estero
Qualità
Gestione qualità e ambiente
Laboratorio di analisi
Controllo qualità in processo
Fatturazione
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Produzione
gestione della produzione
frantoio
confezionamento
manutenzione
Ricevimento e stoccaggio materie prime
Ricevimento e stoccaggio materiali e imballaggi
Stoccaggio prodotto finito
Spedizione
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3.3 La comunicazione interna
La comunicazione interna ha l’obiettivo di sensibilizzare e accrescere la consapevolezza ambientale
e creare le condizioni per l’effettivo coinvolgimento dei dipendenti, degli amministratori e dei soci.
Per raggiungere questo obiettivo l ’azienda utilizza strumenti integrati ed effettua le seguenti azioni:
• illustrazione al personale degli impianti della società allo scopo di mostrarne la tecnologia e l’affidabilità;
• riunioni periodiche convocate dalla direzione o dai responsabili delle diverse aree allo scopo di
informare e discutere sulle diverse tematiche aziendali;
• invio di e-mail;
• incontri periodici della Direzione Allargata – formata da tutti i responsabili dei servizi – sulle
strategie aziendali e quindi anche ambientali, mediante i quali viene alimentato il processo di
scambio continuo di informazioni e collaborazioni
• modulo a disposizione per qualsiasi segnalazione e proposta al quale viene data risposta all’interessato, con comunicazione scritta, entro un mese.
3.4 Formazione e addestramento del personale
L'azienda BASSO si impegna a promuovere, tra i dipendenti di ogni livello, un’adeguata conoscenza degli aspetti ambientali, attraverso iniziative di formazione e addestramento rivolte, in particolare, al personale che è coinvolto in attività con alto potenziale di impatto.
I principali aspetti di sensibilizzazione, formazione e addestramento illustrati negli incontri di formazione sono i seguenti:
• Diffusione dei principi della politica per l ’ambiente e la qualità
• Rafforzamento delle conoscenze della norma ISO 14001 e EMAS
• Diffusione degli obiettivi ambientali e dei risultati ottenuti nelle performance ambientali
• Diffusione dei principi di buona prassi gestionale in termini ambientali che garantiscono il rispetto delle procedure operative
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• Aggiornamento su problematiche specifiche inerenti l ’influenza degli aspetti tecnologici sulle
prestazioni ambientali
• Prove di simulazione di intervento in situazioni di emergenza
Particolare rilevanza è data alla pianificazione ed attuazione periodica delle prove di simulazione di
emergenza.
Oltre alla simulazione in caso di incendio, il personale viene addestrato per affrontare eventuali
emergenze ambientali connesse con il proprio servizio. Si tratta solitamente di repliche simulate
delle emergenze che potenzialmente possono accadere come ad esempio, lo sversamento di olio in
fase di trasporto o la rottura di tubi dell’olio durante le operazioni di raccolta o trasferimento dei
mezzi.
Mediante tali esercitazioni, che favoriscono l’omogeneità dei comportamenti del personale, vengono periodicamente controllate la capacità e la tempestività di intervento nella lotta antincendio e
nell’attivazione dei dispositivi di sicurezza.
4. Politica per l'ambiente
L’ambiente è diventato un elemento centrale negli indirizzi strategici delle imprese passando da
vincolo a vero e proprio fattore competitivo. L’impatto ambientale dei prodotti e dei processi, dalla
progettazione alla lavorazione, dalla riduzione dei consumi fino allo smaltimento a fine vita, costituiscono una variabile competitiva per avere successo sui mercati nazionali e internazionali.
In quest'ottica è stata adottata da parte della BASSO FEDELE & FIGLI S.R.L. la presente "Politica
Ambientale", un documento che fissa gli impegni e le linee di intervento dell’azienda in campo ambientale.
L’obiettivo della "Politica Ambientale" è di affrontare la sfida posta dalla variabile ambientale, puntando ad uno sviluppo sostenibile che valorizzi e rafforzi la competitività dall’azienda in un settore
strategico che abbraccia comparti a forte valenza tecnologica.
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In base alla presente Politica Ambientale, l’azienda si impegna ad operare secondo alcuni principi
guida.
1. Atteggiamento proattivo
Sviluppare un atteggiamento proattivo sia mediante la promozione di efficaci sistemi di gestione
ambientale e per la sicurezza alimentare, sia sostenendo studi ed iniziative all’interno dell’azienda
volte al miglioramento della qualità dell'ambiente attuale e futuro e del livello di sicurezza e tutela
della salute del consumatore.
2. Rispetto per l'ambiente
Sostenere le normative e i sistemi che incentivano e migliorano la qualità ambientale e la sicurezza
delle lavorazioni svolte in azienda.
3. Prodotti e processi
Promuovere l'applicazione dei principi DFE (Design for Environment - Progettazione orientata all'ambiente) e delle metodologie di analisi degli impatti ambientali e della sicurezza dei processi.
In particolare:
•
favorire l'uso efficiente delle risorse energetiche e delle materie impiegate nei cicli lavorativi;
•
organizzare i processi lavorativi in modo che i risultati delle lavorazioni siano tali da minimizzare il loro impatto sull'ambiente e garantire prodotti alimentari salubri;
•
ridurre l'impatto ambientale dei processi applicando le migliori tecnologie, compatibilmente con
le risorse disponibili;
•
migliorare la separabilità delle parti e dei materiali riciclabili per favorire il recupero e lo smaltimento.
4. Miglioramento continuo
Migliorare continuamente il comportamento ambientale dell’azienda, tenendo conto del progresso
tecnico, della conoscenza scientifica e delle aspettative della collettività, considerando come punto
di partenza la normativa in vigore, anche al fine di prevenire problemi di carattere ambientale, e di
possibili rischi di inquinamento.
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5. Rispetto della legislazione vigente e di altre normative di carattere ambientale e di sicurezza alimentare
Tutte le attività lavorative, sia svolte all’interno dell’azienda che all’esterno, saranno svolte in conformità della legislazione vigente, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e la
sicurezza degli alimenti.
L’attività svolta sarà inoltre sempre conforme a quanto previsto anche da altre normative a carattere
ambientale nonché ad eventuali requisiti di tipo ambientale che l’azienda si è impegnata a rispettare
con clienti o enti esterni.
6. Formazione del personale
Informare e sensibilizzare i propri dipendenti sulle problematiche ambientali e di sicurezza alimentare, in funzione dello sviluppo sostenibile dell’azienda.
Istruire, formare e motivare i collaboratori per una conduzione nei riguardi dell'ambiente e della
sicurezza alimentare responsabile e attenta.
7. Valutazione preventiva degli effetti ambientali e di sicurezza alimentare
Valutare preliminarmente gli effetti ambientali e sulla sicurezza dei prodotti alimentare, l'ergonomia
e la sicurezza dei nuovi processi lavorativi, prodotti da lavorare, attività o progetti.
8. Informazione al pubblico
Migliorare in maniera continua l'informazione al pubblico sull'uso, trasporto, stoccaggio e smaltimento dei prodotti trattati, anche ai fini del rispetto per l'ambiente, della sicurezza delle persone e
per la minimizzazione del consumo energetico e di altre risorse, includendo, quando necessario, le
istruzioni per una gestione corretta del prodotto da smaltire.
A tale scopo, anche la presente “Politica Ambientale” è resa pubblica e disponibile a chiunque ne
faccia richiesta, sia Enti che provati cittadini.
9. Fornitori
Applicare, nella scelta dei fornitori, quei criteri che favoriscano i prodotti delle aziende che si attengono ai principi della presente dichiarazione.
San Michele di Serino, 21 marzo 2006
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L’Amministratore Unico
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5. Inquadramento territoriale
L'insediamento produttivo della BASSO è localizzato a Nord di San Michele di Serino (AV), a una
distanza in linea d’aria di circa 3 km dal centro cittadino (foto 1 sotto).
Foto 1: inquadramento territoriale
L’area aziendale (vedi foto 2 e foto 3 seguenti) è delimitata a sud da una strada privata che conduce
ad altra azienda, ad est è confinante con l'altra azienda, ad ovest è delimitata dalla strada comunale
di Via Nocelleto, a nord è delimitata dalla Contrada Spina.
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strada privata
Foto 2: Inquadramento territoriale
c.da Spina
altra azienda
via Nocelleto
Foto 3: Inquadramento territoriale
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Rispetto al sito aziendale, a sud-est scorre il torrente Barra, posto a circa 2 km di distanza (fig. 4).
Ad est invece, a circa 4 km, inizia il Parco naturale del monte Terminio - Cervialto (fig. 5). Sempre
sul lato est, a circa 2 km dall'azienda, scorre il fiume Sabato. Il Sabato è un fiume di 50 Km di lunghezza che scorre nelle province di Avellino e di Benevento (per 15 Km), affluente di sinistra del
fiume Calore.
torrente Barra
.
Foto 4: Inquadramento territoriale
monte Terminio
Foto 5: Inquadramento territoriale
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Come risulta dal Piano Regolatore del Comune di San Michele di Serino, l’area sulla quale è costruito l'opificio industriale della BASSO è situata all’interno di un territorio destinato all’insediamento di Piccole Imprese Produttive (area PIP).
Prima della costruzione dell'opificio industriale, i terreni circostanti erano adibiti ad uso agricolo.
6. Descrizione del ciclo produttivo
6.1 Attività di confezionamento oli
Su tutte le partite di olio in arrivo vengono effettuate le analisi chimico-fisiche nel laboratorio interno dell’azienda.
La materia prima viene stoccata in serbatoi di acciaio inox la cui capacità complessiva è di 34000 q.
Nello stabilimento si opera su n. 5 linee di lavorazione con una capacità potenziale complessiva di
circa 500.000 litri di olio confezionato al giorno.
I prodotti vengono confezionati in bottiglie di vetro, PET e PVC da 250 ml, 500 ml, 750 ml, 1L, 2L
e 5L e in latte a banda stagnata da 1L, 3L, 3,785L (gallone), 4L, 5L e 25L. Inoltre, vengono confezionati fusti da 200 Kg e tank da 1000 Kg.
Il processo di lavorazione (vedi diagrammi di flusso nelle pagine successive) prevede il ricevimento dell’olio e il suo stoccaggio in cisterne appositamente predisposte.
L’olio stoccato, a seconda del grado di pulizia può essere filtrato su farine fossili, per eliminare lo
sporco grossolano, e/o brillantato su cartoncini di cellulosa, per eliminare le particelle contaminanti
di piccole dimensioni.
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Durante la filtrazione vengono selezionate portate basse per oli molto sporchi e alta per oli poco
torbidi.
L’operazione di brillantatura viene effettuata con cartoncini filtranti, su olio di oliva ed extra vergine di oliva prima o dopo l’operazione di taglio/miscelazione.
Quando i cartoncini sono esausti si provvede a sostituirli.
Oli provenienti da diverse regioni d’Italia o da diversi Paesi possono essere miscelati per ottenere un prodotto dalle caratteristiche standard.
La miscelazione dei vari tipi di oli di oliva, avviene nel seguente modo:
tramite una pompa viene prelevata la quantità stabilita di olio da una cisterna e viene riversata nella cisterna prestabilita, quest’operazione favorisce l’agitazione dell’olio e quindi l’omogeneizzazione della miscela.
Prima di avviare il confezionamento, viene predisposta la macchina soffiatrice-riempitrice-tappatrice montando, a seconda del formato da confezionare, gli appositi pezzi riposti nell’armadio delle
attrezzature.
Vengono inoltre prelevate le etichette e predisposta l’etichettatrice, montando gli appositi pezzi ed
impostando i relativi dati.
Si provvede anche a predisporre l’incartonatrice e il palettizzatore per il formato da lavorare.
Si avvia la produzione caricando la pedana di bottiglie sulla piattaforma del depallettizzatore, subito
dopo viene premuto lo start sulla soffiatrice-riempitrice-tappatrice.
Per quanto riguarda le latte, si avvia la produzione disponendo manualmente le latte sul nastro trasportatore che precede la riempitrice.
Le bottiglie destinate a contenere l’olio, passando nella soffiatrice, vengono sottoposte a soffiaggio
automatico con aria sterile immediatamente prima del riempimento.
Le bottiglie soffiate giungono alla riempitrice, dove vengono riempite, e quindi inviate alla tappatrice dove vengono tappate ermeticamente.
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Il percorso dalla soffiatrice alla riempitrice è completamente isolato dall’esterno per evitare qualunque tipo di contaminazione particellare.
Le bottiglie tappate vengono etichettate ed inviate all’ ink-jet che stamperà sul tappo il n° di lotto,
l’orario di produzione e la data di scadenza (quando non è riportata sull’etichetta).
Durante il riempimento o, la tappatura può capitare che si rompano delle bottiglie, in tal caso si
provvede a registrare l’evento sugli appositi moduli di registrazione e a mettere in atto la relativa
istruzione di lavoro.
Le bottiglie confezionate prima dell’incartonatrice attraversano un “tunnel ispettivo” per un’analisi
di verifica della presenza dell’etichetta, del tappo, del lotto, del codice a barre e del livello dell’olio
nella bottiglia, successivamente le bottiglie vengono incartonate automaticamente nell’incartonatrice wrap-around.
I cartoni, arrivati nel palettizzatore automatico, vengono disposti su pedane di legno secondo un n°
di file prestabilito.
Le latte riempite e tappate possono essere confezionate in cartoni o in termoretraibile, i quali
vengono palettizzati automaticamente o, per esigenze di lavorazione, manualmente.
L’addetto alla movimentazione delle pedane, preleva le pedane assemblate e le porta, con l’ausilio
del carrello elevatore, all’avvolgitore automatico di film estensibile per la sua filmatura.
Le pedane filmate, infine, vengono identificate da una foglio riportante il Paese di destinazione, il
marchio, il tipo di prodotto, il n° di cartoni ed il n° di lotto e movimentate fino all’area magazzino
prodotto finito in attesa della spedizione.
Su tutti i tagli di oli e periodicamente sui prodotti finiti vengono effettuate le analisi chimico-fisiche
presso il laboratorio interno.
Periodicamente e all’occorrenza le analisi vengono effettuate anche presso laboratori esterni (Chemiservice S.a.s. di Monopoli, S.S.O.G. di Milano, Neotron SPA di Modena).
Si riporta qui di seguito uno schema riassuntivo del processo di confezionamento dell’olio:
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SCHEMA CONFEZIONAMENTO OLIO
APPROVVIGGIONAMENTO OLIO
SCARICO E FILTRAZIONE
STOCCAGGIO
MISCELAZIONE
FILTRAZIONE
E TRAVASO
CONFESZIONAMENTO
6.2 Molitura olive
Il ciclo di lavorazione si divide in 6 fasi essenziali : scarico e lavaggio, molitura, frangitura-finitura,
gramolatura, estrazione, separazione, stoccaggio.
Scarico/Lavaggio – Le olive, in cassette, vengono scaricate nella tramoggia di carico, avente apertura a filo di pavimento. In questa fase si provvede alla eliminazione di eventuali residui terrieri, polvere, foglie ecc. mediante aspirazione delle foglie e successivo lavaggio. Il lavaggio avviene con
acqua pulita e corrente.
Frangitura– Terminata la prima fase, le stesse olive lavate vengono trasportate automaticamente da
un nastro trasportatore ad un frangitore a martelli che ha lo scopo di ridurre le olive in una "pasta di
olive". Terminata questa fase si passa alla Gramolatura.
Gramolatura - Essa consiste nella rimescolamento dolce e continuo della pasta di olive per un determinato e preciso tempo necessario a far fuoriuscire le gocce di olio dai vacuoli e a farle convergere l’una verso l’altra.
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In questa fase è importante che la temperatura del prodotto sia abbastanza elevata da favorire una
buona resa ma non troppo da stimolare i processi di ossidazione. Per una estrazione a freddo la
temperatura della pasta non deve superare i 27°C.
Estrazione - Una volta che la pasta viene gramolata perfettamente, viene aspirata automaticamente
attraverso una pompa che la immette in una centrifuga orizzontale. La sua funzione consiste nella
separazione dell’acqua di vegetazione dall’olio d'oliva e dalla sansa. L’acqua di vegetazione e l’olio
vengono inviati al separatore centrifugo verticale. La sansa invece viene trasportata verso l'esterno
dell'edificio per mezzo delle coclee e destinata ai sansifici
Separazione – Il separatore centrifugo verticale, attraverso dei piattini di acciaio e sfruttando la differenza di Peso Specifico, separa definitivamente l’olio dall’acqua e viceversa.
Stoccaggio - L'ultima fase consiste nel far riposare l'olio d'oliva in silos di acciaio inox.
Si riporta qui di seguito uno schema riassuntivo del processo di molitura delle olive:
DA
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SCHEMA MOLITURA OLIVE
APPROVVIGGIONAMENTO OLIVE
LAVAGGIO OLIVE
FRANGITURA OLIVE
SANSA
OLIO EXTRA VERGINE DI
OLIVA
ACQUA
DI VEGETAZIONE
STOCCAGGIO OLIO
STOCCAGGIO ACQUE
DI VEGETAZIONE IN VASCA INTERRATA
STOCCAGGIO SANSA IN
CASSONE COPERTO
CONFERIMENTO AL
SANSIFICIO
IN ALTERNATIVA
MISCELAZIONE OLI
FILTRAZIONE
E TRAVASO OLIO
CONFEZIONAMENTO
SPANDIMENTO
SU TERRENO
SMALTIMENTO
CON DITTA AUTORIZZATA
Dichiarazione Ambientale
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7. Comunicazione esterna
La BASSO ritiene la comunicazione ambientale uno strumento di trasparenza per la diffusione dei
principi della sostenibilità ambientale.
In particolare, gli strumenti di comunicazione attivati sono:
Obiettivi
Azioni e strumenti
1. Aumentare il livello di conoscenza dei cit- Visite guidate agli impianti dell'azienda da parte di
tadini, accrescere la cultura sugli impianti cittadini e studenti.
gestiti dall’azienda anche dal punto di vi- Aggiornamento periodico del sito internet.
sta ambientale.
Attivazione di stage aziendali, anche di natura am-
bientale.
1. Promuovere presso fornitori e appaltatori Diffusione dei principi della Politica Ambientale.
iniziative per acquisire comportamenti cor- Formazione sugli aspetti operativi del SGA, in riferetti e coerenti rispetto alla Politica Am- rimento alle attività svolte dagli appaltatori che inbientale.
teragiscono con aspetti ambientali significativi dell’azienda.
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8. Criteri di valutazione degli aspetti ambientali
8.1 Aspetti ambientali diretti
Per ogni attività dello stabilimento e per il sito nel suo complesso è stata effettuata una valutazione
sulla capacità potenziale di provocare effetti sull’ambiente circostante lo stabilimento stesso.
L’analisi per la individuazione dei fattori di impatto ambientale è stata sviluppata per le normali
condizioni operative degli impianti e per le condizioni anomale previste.
Sono anche considerate possibili situazioni di emergenza, incidenti e gli eventuali impatti delle attività passate.
In seguito alla analisi sopra descritta, gli aspetti ambientali che sono stati riscontrati presso la BASSO FEDELE & FIGLI S.R.L. possono essere così riassunti, in riferimento all’Appendice A.3.1 della norma UNI EN ISO 14001:
a) Emissioni nell’atmosfera
-
fumi
-
rumore
-
odori
b) Scarichi nei corpi idrici
c) Gestione dei rifiuti
-
Vetro
-
Carta
-
Plastica
-
Lattine di banda stagnata
-
Cartoncini oleosi derivanti da filtrazione degli oli di oliva
-
Farina oleosa derivante da filtrazione di oli vergine di oliva
-
Residui liquidi di sostanze chimiche da attività di laboratorio
-
Imballi contenenti residui di sostanze pericolose
-
Assorbenti/materiali filtranti contaminati da sostanze pericolose
-
Residui liquidi da attività di lavaggio locali e impianti
Dichiarazione Ambientale
DA
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-
Oli esausti da attività di manutenzione degli impianti
-
Acque di vegetazione: destinate a “Spandimento” o, in alternativa, a “Smaltimento”
-
Sansa di olive
-
Toner
-
Scarti d’inchiostro
-
lampade fluorescenti
-
Batterie esauste
-
Lampade al neon
-
Toner e cartucce per stampanti
-
Rifiuti prodotti dall’attività del depuratore (fanghi e carboni attivi)
d) Contaminazione del suolo
-
Perdita di olio dalle autobotti in sosta nel piazzale
-
Perdita di olio dalle cisterne di stoccaggio
-
Perdita vasche interrate
-
Perdita di acidi dalle batterie dei muletti
e) Uso delle materie prime e delle risorse naturali:
-
Consumo Acqua
-
Consumo di combustibili per le caldaie
-
Consumo Energia elettrica
-
Consumo di gasolio per gli automezzi aziendali
f) Altri aspetti ambientali:
-
uso di prodotti chimici (per la attività di laboratorio e per le pulizie)
-
conseguenze di incidenti potenziali ipotizzabili.
8.2 Valutazione degli effetti ambientali diretti
La valutazione dei rischi si basa sulla stima dei fattori di criticità individuati dalla valutazione della
sua gravità per la salute e sicurezza dei lavoratori, della popolazione e per l’ecosistema in genere.
DA
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I fattori di criticità sono:
Vastità
Severità
Quanta parte dell’ambiente è interes- Entità dell’impatto sull’ambiente
Durata
Durata dell’impatto
sata dall’impatto
Ad ognuno di essi è stato assegnato un punteggio da 1 a 3 (1 = non critico; 2 = critico; 3 = molto
critico) e sommando questi punteggi parziali, si ottiene l’Indice di Rischio (IR).
8.3 Significatività degli aspetti ambientali
La significatività di ogni impatto viene discriminata a seconda del punteggio raggiunto in fase di
analisi, dal quale deriva il carattere di urgenza e/o priorità con cui intervenire sul singolo rischio.
Precedentemente a tale valutazione, però si provvede a verificare la conformità legale dell’impatto.
Nel caso in cui l’impatto viola prescrizioni legislative, questi immediatamente diviene obiettivo di
miglioramento al fine di farlo rientrare all’interno dei limiti normativi.
Solo successivamente si passa all’analisi degli altri fattori di continuità
Sono ritenuti significativi gli aspetti ambientale che nella scala degli indici di valutazione assumono
valori ≥ 6.
In particolare:
•
per gli aspetti il cui indice di rischio assume valore ≥ 6 , vengono sicuramente inseriti tra gli
obiettivi ambientali di miglioramento;
•
per gli aspetti il cui indice di rischio assume valore < 6, possono essere sia inseriti tra gli obiettivi di miglioramento, sia avviate solo azioni di sensibilizzazione o gestione.
DA
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8.4 Aspetti ambientali indiretti
Si definiscono aspetti ambientali indiretti quegli aspetti ambientali sui quali la BASSO FEDELE &
FIGLI S.r.l. può avere solo influenza su terzi che ne hanno a loro volta il diretto controllo. In
particolare ci si riferisce a quei fornitori cui la BASSO ha demandato alcune attività, perdendo così
il controllo diretto dei relativi aspetti ambientali, ma mantenendo, in maniera più o meno
significativa, la propria influenza sui loro comportamenti.
Attualmente gli unici aspetti ambientali indiretti sono relativi alle attività di trasporto, sia
della materia prima, che avviene mediante autocisterne, sia del prodotto confezionato, che avviene
mediante container.
Gli impatti legati a questa attività sono:
•
inquinamento acustico, per le emissioni rumorose degli automezzi;
•
inquinamento dell’aria, dovuto ai gas di scarico;
•
rischio di inquinamento del suolo, dovuto al potenziale rovesciamento di una autocisterna.
Nel caso di prodotto finito, il rischio è alquanto ridotto in quanto, anche in caso di
ribaltamento, fuoriuscirebbe solo l’olio delle bottiglie rotte;
•
traffico.
Pertanto, per le attività di trasporto effettuate da terzi, l’indice di rischio è pari a:
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
2
1
2
5
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9. Tabella di correlazione tra le fasi di produzione e gli impatti ambientali
9.1 Reparto "Confezionamento"
Impatti → Rifiuti
Fasi di
lavoro ↓
E m i s- Scarichi Conta- Rumore Consu- C o n s u- C o n s usioni in idrici minamo idri- m
o mo gaatmosfezione
co
energe- solio
ra
del suotico
lo
Arrivo olio Sostanze Gas di
Sversa- A u t o c ia s s o r- scarico
mento sterna
b e n t i a u t o c iaccidendell’olio sterne
tale di
in caso
olio dalla
di svercisterna
samenti
accidentali
SversaS c a r i c o Sostanze
a
s
s
o
rmento
olio nelle
benti
accidencisterne dell’olio
tale dalle
in caso
tubazioni
di sversamenti
accidentali
Nastri di
Lavorazio- Bottiglie Caldaia
rotte
per
ritrasporto
ne e confeImballi scaldaBottiglie
zionamen- vari
mento
e latte
to
serpentiComna
pressore
Acqua
L a v a g g i o Panni Termore- Acque di Rottura
unti
di
traibile
lavaggio
accidenper lalocali e
olio
tale convaggio
impianto
fezioni
Gas di
Rumore
Consegne
scarico
autoveie spedizioautocoli
ni
mezzi
Pompe
per scarico olio
Impianti
di confezionamento
A u t omezzi
Trasporto
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9.2 Reparto "Frantoio"
Impatti Rifiuti E m i s- Scarichi Conta- Rumore C o n s u- C o n s u- C o n s usioni in idrici minamo
m
o mo gaFasi di
atmosfezione
idrico energe- solio
lavoro
ra
del suotico
lo
Gas di
Arrivo oliscarico
Mezzi di
ve
mezzi di
trasporto
trasporto
Stoccaggio
olive
Parti veInvio in
produzione getali
delle olive
- defoglia- (rametti,
fogliolizione
Defogliatore e rulli
di trasporto
ne,ecc.)
Lavaggio Acqua di
Acqua per
lavaggio
olive
lavaggio
olive
Gramolatura
Estrazione
centrifuga
Emissioni
caldaia a
GPL per
produzione acqua
calda x
gramola
Emissioni
1. Sansa caldaia a
GPL per
2. Acque produziodi vegeta- ne acqua
calda x
zione
estrazione
centrifuga
Separazione centri- Acque di
fuga
vegetazione
Stoccaggio
olio in cisterne
Defogliatore e rulli
di trasporto
Acqua per
gramolatura
Acque di
vegetazione (nei
casi di
spandimento sul
suolo)
Acqua
Acque di
vegetazione (nei
casi di
spandimento sul
suolo)
Acqua
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ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI
10. Emissioni nell’atmosfera
10.1 Fumi
10.1.1 Origine e ciclo di lavorazione
In azienda vi sono i seguenti punti di emissione:
•
n. 7 caldaie, aventi le seguenti caratteristiche (per il loro posizionamento si veda la
planimetria “Altri aspetti ambientali” All.3):
1.
caldaia marca BERETTA di 24 kW, a servizio dei silos interni (riscaldamento delle
serpentine), alimentata a GPL (caldaia E1);
2.
Sfiato della macchina A3 del lay-out di applicazione dello sliver (E2).
3.
caldaia n. 1 marca RIELLO di 580
kW, per la produzione di acqua calda per il
frantoio, alimentata a metano (caldaia E4);
4.
caldaia n. 2 marca RIELLO di 580
kW, per la produzione di acqua calda per il
frantoio, alimentata a metano (caldaia E5);
5.
caldaia marca GAVARDO di 279 kW, per la produzione di vapore per l’applicazione
dello sliver (E3);
6.
caldaia marca BERETTA METEO BOX di 28 kW, per la produzione di acqua calda
nella palazzina uffici grande ala sinistra, alimentata a metano (caldaia C1);
7.
caldaia marca BERETTA di 28 kW, per la produzione di acqua calda nella palazzina
uffici del reparto confezionamento, alimentata a metano (caldaia C2);
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10.1.2 Impatti ambientali
Gli impatti ambientali sono costituiti dall’emissione in atmosfera dei gas di combustione delle caldaie (E2, E3, E4, E7, C1 e C2) e dai vapori della macchina termoretraibile a vapore , in particolare
sono immessi in atmosfera:
- ossido di azoto, CO e CO2
10.1.3 Riferimenti legislativi
Limiti di emissione
Le emissioni in atmosfera sono regolamentate dal Dlgs 152/2006 e nella Regione Campania dalla
Delibera regionale n° 4102 del 5 agosto 1992. Trattandosi di caldaie con potenza inferiore a 50
MW, ai sensi della Del. 4102/92 Parte III punto 12, per i limiti di emissione si fa riferimento al DM
12.07.90 All. 2 Punto 1.3, il quale prevede i seguenti limiti di emissione per le suddette caldaie:
- ossido di azoto, come NO2: ≤ 350 mg/Nmc
Per quanto riguarda le caldaie installate a fini civili (caldaie C1 e C2), il DPR 412/93 stabilisce i
seguenti limiti:
•
rendimento ηc ≥ 87
•
CO ≤ 1.000 ppm
Efficienza energetica
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2013 il DPR 16 aprile 2013 n. 74 – “Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo,
manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari” - riportante i criteri di “gestione”
degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva.
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10.1.4 Valutazione degli effetti ambientali
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
2
1
1
4
10.2 Rumore
10.2.1 Origine e ciclo di lavorazione
Le sorgenti di rumore presenti all’interno dell’azienda sono:
Linea Confezionamento oli
•
Elevatori magnetici
•
Depalettizzatori
•
Confezionatrici
•
Capsulatrice
•
Palettizzatori
•
Riempitrici
•
Nastri di trasporto
Frantoio
•
Aspiratore-defogliatore
•
Frangitore
•
Gramolatrice
•
Estrattore centrifugo
Origine dei rumori sono le vibrazioni ed i motori degli impianti, la movimentazione di latte e vetro,
sia vuoto che pieno sui nastri di trasporto.
Dichiarazione Ambientale
DA
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Per quanto riguarda il rumore verso l’esterno, questo è dovuto alla propagazione dei rumori interni
all’azienda, visti sopra, e da un compressore posto all’esterno, alle spalle del reparto produzione.
10.2.2 Impatto ambientale
L’impatto ambientale potenziale dovuto all’emissione di rumore all’interno dell’azienda è
essenzialmente di danno per la salute dei lavoratori, in particolare con ripercussioni sull’apparato
uditivo.
Per quanto riguarda l’esterno, invece, l’impatto ambientale è costituito dall’inquinamento acustico
cui sono sottoposte le abitazioni circostanti l’azienda.
In seguito ad attività di ammodernamento aziendale, il 20 Novembre 2012 sono state effettuate le
prove di fonometria esterne. A questa data possiamo ritenere concluse le seguenti attività:
1. lavori di costruzione dei magazzini automatizzati;
2. operazioni di ammodernamento delle linee;
3. riorganizzazione dell’area frantoio;
4. sostituzione della molazza con il frangitore a martelli;
5. riduzione della rumorosità dei compressori Kaiser AS36 n.1388 e Kaiser AS36 n.1040 per
sostituzione della pannellatura fonoassorbente interna.
Visto che durante l’anno 2011-2012 non è stata effettuata la molitura delle olive, il 20 Novembre
2012 si è provveduto ad effettuare una unica determinazione fonometrica, comprendente anche
l’attività di molitura, che non ha evidenziato alcuna anomalia dei valori di dB rilevati.
Punto di analisi
Valore (dB)
Valore Differenziale (dB)
A
66.90
< 5.00
B
51.00
< 5.00
Dichiarazione Ambientale
DA
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C
66.90
< 5.00
D
69,50
< 5.00
E (POSTAZIONE FRANTOIO)
69,50
< 5.00
Tabella 2: Rumori Esterni - misurazione del 20/11/2012
figura 1: planimetria dei punti di rilievo
DA
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Dichiarazione Ambientale
10.2.3 Limiti di legge e valori emessi
Il Comune di S. Michele di Serino, sul quale ricade l’azienda, si è dotato di classificazione acustica
del territorio, individuando l’area in cui è ubicato l’opificio quale zona prevalentemente industriale”, ai sensi dell’art.6 L.n. 447/97 (allegato 4).
Pertanto, ai fini della valutazione di impatto acustico dell’azienda, vengono presi a riferimento i valori di emissione previsti dal DPCM 01.03.91, il quale per le aree di tipo prevalentemente industriale prevede un limite di accettabilità Leq (A) pari a 70 dB(A) diurni e 60 dB(A) notturni.
.4
Valutazione degli effetti ambientali
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
1
1
3
5
11. Scarichi idrici
11.1 Origine e ciclo di lavorazione
Il ciclo di produzione non prevede l’uso di acqua al suo interno, l’acqua utilizzata in azienda deriva
dalle seguenti attività:
• lavaggio dei pavimenti e delle macchine dell’opificio principale e del settore frantoio;
• lavaggio dei cisternini contenenti olio, una volta svuotati;
• servizi igienici.
La pulizia dei magazzini avviene esclusivamente con l’idropulitrice che, dopo l’uso, viene svuotata
dell’acqua di lavaggio in corrispondenza della prima vasca del depuratore.
Le acque di risulta dell’opificio principale e del settore frantoio sono convogliate attraverso apposite canaline di scolo alle rispettive vasche di raccolta interrate, come dettagliato nel paragrafo 16.2.
Dichiarazione Ambientale
DA
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Le acque di lavaggio dei cisternini sono svuotate all’interno della prima vasca di accumulo del
depuratore.
Le acque provenienti dai servizi igienici aziendali e dall’impianto di depurazione vengono immesse
nella rete fognaria di Via Nocelleto (scarico Sc1 – Reti Tecnologiche All.2) autorizzato dall’ATO1
con protocollo n. 2131 del 25.10.2012.
Le acque bianche di prima pioggia, le acque di copertura degli opifici e delle tettoie vengono
convogliate nella rete principale interna delle acque bianche, veicolate in una vasca di accumulo e,
successivamente, inviate sulle aree esterne denominate C.da Spina.
Per le acque provenienti dai servizi igienici aziendali e dall’impianto di depurazione l’azienda ha
inoltrato via pec, all’ATO la richiesta di rinnovo dell’autorizzazione allo scarico e provvederà entro
il 30.11.2014 a depositare presso il Suap del Comune di San Michele di Serino la pratica relativa
all’AUA - autorizzazione unica ambientale istituita dal Dpr n.59 del 13 Marzo 2013 in cui far confluire anche queste autorizzazioni.
Ai sensi del Dgr Campania n. 130 del 27.05.13 art. 4, le acque meteoriche di piazzale non sono
soggette ad autorizzazione. Inoltre il piazzale:
1. non è sede di parcheggio;
2. non è sede di alcun tipo di lavorazione;
3. non è sede di deposito temporaneo dei rifiuti.
11.2 Depuratore
Stazione di filtraggio S600
La stazione di filtraggio consiste in due filtri uno al quarzo ed uno ai carboni attivi, una pompa di
mandata/controlavaggio e due serbatoi in PVC, uno per l’accumulo dell’acqua da trattare ed uno per
l’accumulo dell’acqua di controlavaggio .
Dichiarazione Ambientale
DA
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Il filtro a quarzo viene impiegato per chiarificare l’acqua da piccole particelle inquinanti. Il processo di chiarificazione dell’acqua avviene per la sua contestuale azione fisica ed elettrostatica.
L’azione fisica è determinata dall’arresto delle particelle di solidi in sospensione più grossolane che
rimango-
no
incastrate tra un
granello e
l’altro durante il loro
tragitto.
Questo tipo di azione
n o n s a-
rebbe solo in grado di
garantire
una microfiltrazione
che viene
determinata invece dal-
l’azione
elettrostatica tipica del
quarzo.
I granelli
quarziferi, sottoposti al
passaggio
dell’acqua, si sfregano
tra di loro e vibrano; questo stress è in grado di polarizzare il quarzo (effetto piezoelettrico), con
conseguente attrazione elettrostatica delle particelle presenti nell’acqua.
Il filtro a carbone viene impiegato per l’effetto depurativo dei carboni attivi che grazie ai fenomeni
di attrazione superficiale determinati dall’enorme superficie “attiva” della massa dei carboni (superficie specifica variabile fra 700 e 1500 mq/g), che è in grado di catturare per adsorbimento, cioè con
un processo essenzialmente di carattere fisico, le particelle (molecole e soprattutto macromolecole
organiche) delle sostanze inquinanti.
Per la pulizia è necessario far percorrere il filtro in senso contrario con acqua pulita in modo che
sotto la spinta dell’acqua la graniglia comincerà a sollevarsi e le particelle rimaste imprigionate sono libere di fuoriuscire.
Questa operazione viene detta controlavaggio e si realizza con l’ausilio di una pompa opportunamente dimensionata, andando ad agire sulle valvole dei filtri.
L’operazione di controlavaggio porta alla formazione di fanghi di risulta che saranno smaltiti tramite ditta esterna.
DA
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Dichiarazione Ambientale
figura 2: schema di depurazione
11.2 Impatto ambientale
L’impatto ambientale è costituito dal fatto che l’acqua fognaria è convogliata a depuratori consortili
per la loro depurazione.
11.3 Valutazione degli effetti ambientali
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
2
1
3
6
12. Odori
12.1 Impatti ambientali
L’impatto degli odori verso l’esterno dell’azienda può essere considerato trascurabile.
DA
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Dichiarazione Ambientale
Infatti già internamente all’azienda gli odori sono appena percettibili. Esternamente sono
praticamente inavvertibili.
.2
Valutazione degli effetti ambientali
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
1
1
1
3
13. Polveri
13.1 Impatti ambientali
Il ciclo di produzione aziendale non produce polveri in alcun punto del reparto.
Le uniche polveri presenti sono quelle che si sollevano da terra a causa della
movimentazione degli autocarri nel piazzale.
Comunque, anche l’impatto di queste polveri è trascurabile.
13.2 Valutazione degli effetti ambientali
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
1
1
1
3
14. Rifiuti smaltiti
14.1 Origine e ciclo di lavorazione
Nell’ Allegato 1 alla presente Dichiarazione sono riportati gli andamenti temporali della produzione
delle varie tipologie di rifiuto e la parametrizzazione della stessa rispetto alla quantità di olio lavorato, per quanto concerne i rifiuti prodotti dall’area confezionamento, e rispetto alla quantità di olive
molite, per quanto concerne i rifiuti prodotti dall’area frantoio, per ogni singolo anno.
Dichiarazione Ambientale
DA
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14.2 Tipologia di Rifiuti Prodotti
Vetro
Il vetro è dovuto esclusivamente dalla rottura di bottiglie in fase di lavorazione.
Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 07.
L'andamento temporale della produzione di rifiuti in vetro è riportato in Allegato 1, sia intermini
assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato.
Carta
I rifiuti cartacei derivano da:
•
Carta impiegata per la pulizia macchine e impianti;
•
Scarti di etichette;
•
Imballaggi in cartone (es. tappi, cartoncini, ecc.);
•
Cartoni imbevuti di olio dovuti alle rottura delle bottiglie in essi contenuti.
Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 01.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti
che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato.
Plastica
•
Rifiuti derivanti dall’ imballaggio dei prodotti approvvigionati (pallet di bottiglie e latte, scatole di tappi, ecc.);
•
Residui di film plastico termoretraibile utilizzato durante il confezionamento;
•
Contenitori di detergenti per le pulizie e colle per il confezionamento
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Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 02.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti
che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato.
Cartoncini oleosi e farina fossile oleosa (farine esauste)
I cartoncini oleosi sono rifiuti derivanti dalla filtrazione fine degli oli di oliva (operazione di brillantatura).
La farina fossile oleosa, invece, è un rifiuto derivante dalla filtrazione sgrossante degli oli vergini di
oliva.
Entrambi i rifiuti sono smaltiti con codice CER 02 03 99.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti
che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato.
Olio motore esausto
Rifiuto derivante dalle attività di manutenzione degli automezzi aziendali.
Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 13 02 08*.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti
che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato.
Acque di vegetazione
Vengono definite Acque di Vegetazione le acque reflue derivanti dall'attività di molitura delle olive.
Esse sono costituite:
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DA
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• dall’acqua contenuta naturalmente nelle olive, che viene estratta nella fase di estrazione centrifuga e nella fase di separazione centrifuga;
• l’acqua aggiunta all’estrattore centrifugo per favorire la separazione della fase liquida (olioacqua) dalla fase solida;
• l’acqua utilizzata per il lavaggio dell’impianto.
Le acque di vegetazione sono raccolte in una apposita vasca interrata di 35 m3 situata sulla parte
retrostante del frantoio e successivamente destinate:
1. ad utilizzazione agronomica mediante SPANDIMENTO su terreni autorizzati.
A tale scopo sono possono essere impiegati i seguenti terreni:
•
fondo agricolo di proprietà di “UNICA di Federico e Fabrizio snc”,, ubicato nel Comune di
S. Michele di Serino (AV) in catasto al Foglio di mappa n. 2 particelle n 62, 76, 77, 215,
252, 253, 254, 290, 291, 307, 312, per una superficie complessiva di ha 01.10.35;
•
terreno agricolo di proprietà di “UNICA di Federico e Fabrizio snc”, ubicato nel Comune di
Castelfranci (AV) alla c.da Baino in catasto al Foglio di mappa n. 12, particelle n7, 8, 10, 23,
67, 88, 99, 125, 219, 233, 255, 256, 311, 312, 313, 314 e 337 per una superficie complessiva
di ettari 09.53.70.
Le attività di spandimento sono predisposte in base a quanto previsto dalla “Disciplina tecnica regionale per l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sansa umide dei frantoi
oleari” emanata dalla Regione Campania con DGR N. 398 del 28/03/2006.
A tal fine è necessario presentare al Sindaco del comune in cui sono ubicati i terreni oggetto di
spandimento un apposito modello di comunicazione (AV1), almeno trenta giorni prima di effettuare
lo spandimento. La comunicazione è così articolata:
• dichiarazione a cura del titolare del frantoio e caratteristiche del frantoio;
• dichiarazione a cura del titolare del sito di spandimento e caratteristiche del sito;
• dichiarazione a cura del titolare del contenitore per lo stoccaggio.
Alla comunicazione va allegata una relazione tecnica redatta da un agronomo, nella fattispecie dal
Dr. Agronomo Raffaele Rodia, che contiene le seguenti indicazioni:
• sito di spandimento;
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• trasporto e modalità di spandimento;
• caratterizzazione pedologica ed agronomica;
• allegato cartografico.
La Basso Fedele & Figli ha, inoltre, l’obbligo di tenere:
• un “Registro per l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide
dei frantoi oleari”, composto da fogli numerati e vidimati dal Sindaco del comune in cui
sono ubicati i terreni, sul quale devono essere annotati i movimenti dei reflui dalla vasca di
stoccaggio al sito di spandimento.
• Un “Quaderno di molitura” composto da fogli numerati e vidimati dal Sindaco del comune
in cui sono ubicati i terreni, con l’indicazione giornaliera della quantità di olive molite e
della relativa data di molitura
•
documento di trasporto “Modello T”, timbrato e vidimato dal Sindaco del comune in cui
sono ubicati i terreni, che deve accompagnare sempre il movimento delle acque di vegetazione.
A chiusura dell’attività di molitura la Basso Fedele & Figli srl provvede a consegnare al comune in
cui sono ubicati i terreni oggetto dello spandimento i seguenti documenti:
• copia del “Registro per l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse
umide dei frantoi oleari” debitamente compilato;
• copia del “Quaderno di molitura” debitamente compilato;
• copia dei documenti di trasporto “Modello T”;
• lettera di comunicazione di chiusura dell’attività di molitura che sarà debitamente protocollata.
Per le campagne olearie 2004-2005 e 2005-2006 le attività di smaltimento e utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione sono avvenute in conformità a quanto previsto dalla L. 574 dell’11/
11/1996.
Per la campagna 2010-2011 la Basso non ha previsto alcuna operazione di molitura.
Dal Novembre del 2012 la Basso ha ripreso l’attività di molitura e della richiesta di spandimento
per le relative acque di vegetazione.
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Le quantità, la modalità di smaltimento e l’andamento temporale della produzione delle acque di
vegetazione , sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato, sono riassunte
in Allegato 1.
2. SMALTIMENTO delle acque di vegetazione
Le acque di vegetazione, in alternativa allo Spandimento, possono essere trattate come rifiuto. In tal
caso vengono smaltite con codice CER 02 03 01 tramite una ditta specializzata ed autorizzata.
Le quantità, la modalità di smaltimento e l’andamento temporale della produzione delle acque di
vegetazione , sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato, sono riassunte
in Allegato 1.
Per la campagna 2007-2008 la Basso non ha chiesto l’autorizzazione allo spandimento delle acque
di vegetazione sui terreni scegliendo di smaltirle tramite una ditta specializzata.
Per la campagna 2009-2010 la Basso pur avendo chiesto l’autorizzazione allo spandimento delle
acque di vegetazione sui terreni ha scelto di smaltirle tramite le stesse ditta specializzata.
Per la campagna 2010-2011 la Basso non ha previsto alcuna operazione di molitura.
Dalla campagna olearia 2011-2012, la Basso ha chiesto l’autorizzazione allo spandimento delle acque di vegetazione sui terreni sopra indicati.
Residui vegetali
Le olive consegnate per la molitura solitamente contengono anche, seppure in minima parte, residui
di rametti e foglioline, rimasti vicini alle olive in fase di raccolta delle stesse.
Tali residui sono estratti dalle olive dall'impianto di aspirazione-defogliatura, posto all'inizio della
linea di lavorazione del frantoio e scaricati in apposti contenitori.
Dal 2006, previo accordi con gli stessi fornitori di olive, queste arrivano in azienda già defogliate.
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Sansa di olive
Dalla fase di estrazione centrifuga deriva come rifiuto la sansa di olive.
Questa è trasportata mediante una coclea interrata all’esterno del frantoio dove viene convogliata in
un apposito scarrabile che, una volta riempito, viene destinato ad un sansificio.
L'andamento temporale della produzione sansa di olive è riportata in Allegato 1.
Reflui liquidi
Residui di laboratorio
Altro rifiuto di natura liquida è costituito dai residui dei reagenti di laboratorio, raccolti all'interno
dello stesso laboratorio in apposite taniche e ritirato da ditta autorizzata per lo smaltimento.
Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 16 05 06*.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti
che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato.
Batterie esauste
Batterie esauste provenienti dai carrelli elevatori.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1.
Lampade al neon
Rifiuto derivante dalla sostituzione delle lampade al neon degli uffici e dei fly-killer ubicati nella
zona Produzione.
Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 20 01 21.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1.
Toner e cartucce
Rifiuto derivante dalla sostituzione di Toner nelle fotocopiatrici e di cartucce nelle stampanti degli
addetti agli uffici.
Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 08 03 18.
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L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1.
Imballaggi metallici
Sono costituiti da latte e lattine che si deformano durante le fasi di depalettizzazione / trasporto alle
riempitici e quindi non utilizzabili per il confezionamento.
Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 04.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1.
Imballaggi in materiali misti
Sono costituiti da imballaggi tali da non poter separarne le varie componenti (plastica, carta, ecc.).
Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 06.
L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1.
Rifiuti provenienti dall’attività del depuratore:
Carbone attivo esaurito – CER 190904
Concentrati acquosi – CER 161004
Soluzioni acquose contenenti sostanze pericolose – CER 161003
14.3 Effetti ambientali
Nei grafici sopra riportati sono riportati i quantitativi di rifiuti prodotti negli anni, sia in valore
assoluto che rapportati alle produzioni.
14.4 Valutazione degli effetti ambientali
L’aspetto ambientale in oggetto ha effetti in condizioni operative normali trascurabili, inoltre sussiste una bassa probabilità che possano esservi effetti rilevanti in caso di malfunzionamenti sugli impianti.
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Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
1
1
1
3
14.5 “Area di stoccaggio temporaneo dei rifiuti”
Dal 2012, la Basso Fedele & Figli srl, in concomitanza con le operazioni di ristrutturazione e ammodernamento aziendale, ha individuato alcuni punti strategici per lo stoccaggio temporaneo dei
rifiuti.(Allegato “ Altri Aspetti tecnologici”)
Magazzino Vuoti
I rifiuti stoccati in quest’area vengono sistemati in funzione del codice CER in cassoni in plastica
(120 cm x80 cm x80 cm) chiusi con appositi coperchi, l’area è delimitata e ben evidenziata.
I rifiuti qui stoccati sono:
• imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminate da tali sostanze CER 15
01 10*
• sostanze chimiche di laboratorio contenenti o costituite da sostanze pericolose comprese le
miscele di sostanze chimiche di laboratorio CER 16 05 06*
• assorbenti, materiali filtranti(inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose CER 15 02 02*
• toner stampa esauriti CER 08 03 18*
• lampade fluorescenti CER 20 01 21*
• scarti d'inchiostro contenenti sostanze pericolose CER 08 03 12*
• altri oli per motori CER 13 02 08*
Area retrostante il frantoio
Qui sono disposti n.3 compattatori, di cui:
• n.1 per lo stoccaggio di imballaggi in carta e cartone CER 150101
• n.1 per lo stoccaggio di imballaggi in plastica CER 150102
• n.1 per lo stoccaggio di imballaggi in materiali misti CER 150106
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e n. 2 cassoni ,di cui:
• n.1 per lo stoccaggio di imballaggi metallici CER 150104
• n.1 per lo stoccaggio di imballaggi in vetro CER 150107
Area scarico olii
In quest’area sono stoccati i cassoni chiusi (120 cm x80 cm x80 cm) contenenti:
• cartoncini oleosi e farine fossili CER 02 03 99
• assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi diversi da quelli alle voci 150202
CER 15 02 03.
Entrambe le aree (Area retrostante il frantoio - Area scarico olii) sono completamente coperte da
pensiline per preservare i cassoni ed i compattatori dalle intemperie.
14.6 Impatti ambientali
Poiché i suddetti rifiuti vengono avviati in discarica, non esiste un vero impatto ambientale legato
ad essi.
L’unico impatto deriva dalla considerazione che un minore quantitativo prodotto significa un
migliore impatto sull’ambiente.
15. Contaminazione del suolo
Il rischio di contaminazione del suolo potrebbe derivare da:
1. serbatoi olio;
2. serbatoio di gasolio esterno;
3. acido delle batterie dei muletti.
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15.1 Sversamento accidentale
15.1.1 Impatti ambientali
Sversamento Olio
Nel caso di fuoriuscita accidentale di olio dai serbatoi di stoccaggio, esiste un bacino di raccolta atto
a contenere olio e quindi ad evitarne la dispersione nell’ambiente.
Nel caso di fuoriuscita dalle autocisterne, l’olio potrebbe espandersi nell’area circostante,
comunque sempre limitato al piazzale interno dell’azienda, ove sostano gli automezzi nelle fasi di
scarico dell’olio. In questo caso si farà uso di appositi kit di adsorbimento che prevedono l’uso di
sostanze assorbenti, barriere di contenimento e copri-tombini per evitare che l’olio convogli nella
pubblica fognatura.
Sversamento gasolio
Nel caso di fuoriuscita accidentale di gasolio dal serbatoio di stoccaggio, esiste un bacino di
raccolta atto a contenere il gasolio e quindi ad evitarne la dispersione nell’ambiente.
Sversamento acido dalle batterie dei muletti
A seguito del DLgs.
n° 20 del 24 gennaio 2011 “Regolamento recante l’individuazione della
misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti di cui devono dotarsi gli impianti destinati allo
stoccaggio, ricarica, manutenzione, deposito e sostituzione degli accumulatori” , è fatto obbligo di
individuare, all’interno dell’azienda, un’area destinata al ripristino dell’efficienza delle batterie e ad
avere a disposizione, nella stessa area,
una quantità di sostanza estinguente sufficiente a
neutralizzare l’elettrolito presente nella batteria con il maggior contenuto di acido.
In azienda sono presenti n°12 carrelli elevatori per un contenuto totale di acido pari a 1.485 L.
Il quantitativo di neutralizzante acquistato è stato calcolato in funzione dei parametri indicati dal
suddetto decreto:
impianti medi
fino a 20 batterie:
Del 100% dell’elettrolito presente nella batteria di maggiore contenuto acido
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pertanto, prendendo in considerazione il carrello con il maggior contenuto acido (145,95 L) e le
caratteristiche di assorbimento del prodotto “Solfisan” (0,800 Kg(circa) per neutralizzare 1L di
acido), sono stati acquistati un totale di 120 kg di neutralizzante.
.2
Valutazione degli effetti ambientali
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
1
1
1
3
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16. Serbatoi e vasche interrati
16.1 Serbatoi GPL
In azienda è presente un serbatoio interrato di GPL e 4 vasche di raccolta acque reflue.
Caratteristiche del serbatoio GPL sono le seguenti.
Serbatoio GPL (vedi planimetria sotto)
Marca: Walter Tosto Serbatoi
N. matricola: 99314613
N. fabbrica: 331267
Anno costruzione: 1999
Capacità: 1.650 l
Pressione di esercizio: 17,65 bar
Tale serbatoio è più utilizzato per l’alimentazione della caldaia a servizio dei silos interni al reparto
confezionamento (caldaia E2 della planimetria relativa).
16.2 Vasche interrate
In azienda sono presenti n. 5 vasche interrate, come di seguito descritto (riferimento planimetria
“Reti Tecnologiche” All.2).
Una prima vasca, della capacità di circa 20 mc, è ubicata in prossimità della palazzina uffici (vasca
A). Non si tratta di una vasca di accumulo ma solo di transito delle acque nere dei servizi igienici
della palazzina uffici: in essa confluiscono i reflui dei bagni degli spogliatoi e del bagno degli autisti che vengono poi pompati ad un pozzetto in piano rispetto all’immissione in pubblica fognatura.
La vasca di raccolta acque di lavaggio frantoio (vasca B) ha una capacità di circa 20 mc. I muri
sono realizzati in calcestruzzo di spessore pari a 30 cm con fondazione di tipo a platea armata di 50
cm. L'intera vasca è rivestita con materiale impermeabile del tipo a polisterene espanso sinterizzato.
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Dichiarazione Ambientale
Le acque sono periodicamente convogliate, tramite pompa e tubazione esterna, alla vasca C del depuratore.
La vasca di raccolta depuratore (vasca C) nella quale confluiscono i reflui del reparto
confezionamento e quelli provenienti dalla vasca B (frantoio). Essa ha una capacità di circa 20 mc.
E’ costruita in cemento armato e resa impermeabile con idonei materiali.
La vasca magazzino interrato (vasca D), attualmente dismessa, ha una capacità di circa 20 mc. I
muri sono realizzati in calcestruzzo di spessore pari a 30 cm con fondazione di tipo a platea armata
di 50 cm. L'intera vasca è rivestita con materiale impermeabile del tipo a polisterene espanso
sinterizzato.
La vasca di raccolta delle acque di vegetazione (vasca E) ha una capacità di circa 80 mc (4,00 m x
6,00 m x 3,30 m), per un accumulo totale di circa 800 q.li di liquido. I muri sono realizzati in
calcestruzzo di spessore pari a 30 cm con fondazione di tipo a platea armata di 50 cm. L'intera
vasca è rivestita con materiale impermeabile del tipo a polisterene espanso sinterizzato.
Con frequenza quinquennale le vasche B-C-E sono sottoposte ad una prova di tenuta per verificare
la eventuale presenza di perdite, con conseguente rischio di inquinamento del sottosuolo.
La prova viene effettuata mediante misurazione con un’asta graduata del livello del liquido al tempo
0 e dopo 12, 24 e 36 ore.
L’ultima prova di tenuta è stata effettuata a Giugno 2015.
16.3 Valutazione degli effetti ambientali
Per quanto riguarda il serbatoio GPL, questi è del tipo a doppia tenuta, per cui non costituisce fonte
di pericolo per l’inquinamento del sottosuolo.
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
1
1
2
4
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17. Serbatoi esterni
17.1 Descrizione
Quali serbatoi esterni è presente un serbatoio di gasolio, con vasca di contenimento, con capacità di
3.500 l.
Le caratteristiche tecniche del serbatoio sono:
Costruttore : OMEGA
Modello:
EU - 25
N° matricola valvola : 546755
N° di fabbricazione : 148577
Il serbatoio e la colonnina distributore sono dotati delle relative certificazioni di legge.
17.2 Valutazione degli effetti ambientali
Per quanto riguarda il serbatoio di gasolio, questi è del tipo a doppia tenuta, per cui non costituisce
fonte di pericolo per l’inquinamento del suolo.
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
1
1
2
4
18. Uso di risorse naturali ed energetiche
18.1 Consumo di acqua
Acqua da rete idrica
L’acqua all’interno del ciclo di produzione è utilizzata esclusivamente per:
• pulizie di impianti e locali,
• lavaggio cisternini, una volta svuotati dell’olio in essi contenuto;
• servizi igienici.
L'acqua è prelevata dalla condotta idrica pubblica.
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L'andamento temporale dei consumi idrici è riportata in Allegato 1.
Acqua da pozzo
All’interno dell’azienda è presente un pozzo (vedi planimetria Allegato 3) autorizzato dalla
Provincia di Avellino – Settore Politica del territorio - Ufficio Acque con provvedimento n. 6158
del 03/11/2004. L’acqua di detto pozzo è usata per :
-
lavaggio piazzale,
-
irrigazioni prati.
Il pozzo ha le seguenti caratteristiche:
-
anno di costruzione: 1995
-
anno di inizio impiego: 2002
-
profondità pozzo: 16 m
-
livello piezometrico dell’acqua: 9 m
-
profondità di posizionamento pompa: 16 m
-
potenza elettropompa: 1,1 KW.
-
portata: 1 l/sec.
-
diametro pozzo: 60 cm
Il pozzo è munito di apposito contatore
per
la misura dei quantitativi di acqua prelevata. Il
contatore, marca OPTIMA ARTIST-MNR AR è stato sottoposto a regolare prova di funzionamento
all'atto della installazione (vedi allegato 8).
Al fine di potenziare la sicurezza di fornitura idrica in caso di incendio, è stata fatta richiesta di
estensione dell’attuale autorizzazione anche per i seguenti usi:
•
uso antincendio, che comprende tutti gli utilizzi delle acque finalizzati ai servizi antincendio pubblici
e privati;
•
uso per lavaggio strade, utilizzo delle acque per il lavaggio di strade e superfici impermeabilizzate.
(Come previsto dal Regolamento n.12 del 12 Novembre 2012 – BURC n. 72 del 19 Novembre 2012)
L'andamento temporale dei consumi idrici è riportato in Allegato 1.
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18.2 Consumo di gasolio
Il gasolio viene utilizzato per gli autocarri impiegati per il trasporto del prodotto finito al cliente
quando questo è a carico dell’azienda, e per le auto aziendali.
L'andamento temporale dei consumi di gasolio è riportato in Allegato 1.
18.3 Consumo di energia elettrica
Tutti gli impianti e attrezzature sono funzionanti ad energia elettrica, inclusi i carrelli elevatori.
L'andamento temporale dei consumi elettricità è è riportato in Allegato 1.
18.4 Consumo di GPL
Il GPL è stato usato fino a maggio 2009 per l’alimentazione di tutte le caldaie.
L'andamento temporale dei consumi di GPL è riportato in Allegato 1.
A partire da maggio 2009 il GPL è utilizzato per l’alimentazione della caldaia del custode e quella
utilizzata per il riscaldamento delle serpentine dei silos interni (rispettivamente pos. 1 e 2 planimetria P1).
18.5 Consumo di sansa
Per l’impianto frantoio è stata utilizzata negli anni 2004 e 2005 una caldaia alimentata con sansa di
olive, acquistata con le relative certificazioni presso un sansificio. Dal 2006 questa caldaia non è più
in uso ed è stata dimessa.
18.6 Consumo di gas metano
A partire da maggio 2009 per l’alimentazione delle caldaie 3, 4, 5 e 6 è utilizzato gas metano,
proveniente dalla rete di distribuzione pubblica.
L'andamento temporale dei consumi di gas metano è riportato in Allegato 1.
.5
Valutazione degli effetti ambientali
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Dichiarazione Ambientale
Vastità
1
Severità
1
Durata
2
IR
4
19. Sostanze di natura chimica
I prodotti chimici normalmente in uso sono i seguenti:
Tabella 1: sostanze chimiche
Impiego
Prodotto
Area Di Utilizzo
Etanolo
Acidità
Laboratorio
Etere Dietilico
Acidità - .Pirofeofitine - Alchilesteri
Laboratorio
Fenoftaleina
Acidità
Laboratorio
Isoottano ( 2,2,4 Trimethylpentane)
Spettro
Laboratorio
Cromato Di Potassio
Steroli
Laboratorio
Acido Acetico
Perossidi
Laboratorio
Cloroformio
Perossidi
Laboratorio
Salda D’amido (Starch Amid Solution)
Perossidi
Laboratorio
Ioduro Di Potassio
Perossidi
Laboratorio
Sodio Tiosolfato 0,01 N Per 1000 Ml
Perossidi
Sodio Idrossido 0,1 N Per 1000 Ml
Laboratorio
Spettrofotometria - Gas-cromatografia - Alchilesteri - DiLaboratorio
gliceridi
Gas-cromatografia - pirofeofitine
Laboratorio
Acidità
Laboratorio
Acetonitrile
Pirofeofitine
Laboratorio
Diclorametano
Processi di purificazione
Laboratorio
Cicloesano
Processi di purificazione
Laboratorio
Acetone
Pirofeofitine
Laboratorio
Acquax HPLC
Pirofeofitine
Laboratorio
Iodio 0,1 N
Perossidi
Laboratorio
Miscela Cromica
Pulizia della vetreria
Laboratorio
Panisidine
Indici di ossidazione
Laboratorio
Triclorometano
Processi di purificazione
Laboratorio
Etere Di Petrolio
Pirofeofitine
Laboratorio
Ossido Di Dietile
/
Laboratorio
Calce Sodata
/
Laboratorio
Alcole Etilico
Acidità
Laboratorio
Ossido Di Alluminio
/
Laboratorio
Gel Di Silice
Alchilesteri
Laboratorio
Trilinoleina
/
Laboratorio
Idrossido Di Potassio
Gas-cromatografia
Laboratorio
N-Esano
Metanolo
Dichiarazione Ambientale
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Pyridyne Acs
Digliceridi
Laboratorio
Sodio Solfato Anidro
Steroli
Laboratorio
Eptano
Alchilesteri - Digliceridi
Laboratorio
Bstfa
Digliceridi
Laboratorio
Wijs Solution
I2
Laboratorio
Per tutti i prodotti sopra elencati sono disponibili presso il laboratorio le relative schede tecniche.
20. Elettrosmog
All’interno dell’azienda quale fonte di inquinamento elettromagnetico è presente la cabina di
trasformazione MT/bt.
Essa è segregata in una area aziendale distante dai luoghi di lavoro, per cui i potenziali effetti sulla
salute dei lavoratori sono praticamente nulli.
21. Sostanze ionizzanti
La tipologia di attività svolta dall’azienda non richiede l’impiego di fonti o sostanze ionizzanti.
22. Impatto visivo
Nessun fabbricato dell’azienda o parte di esso spicca particolarmente in altezza, per cui l’impatto
visivo dell’azienda risulta mitigato.
Inoltre il lato strada dell’azienda è delimitato da un filone di cespugli di lato fusto che corre lungo
tutto il muro, che mitiga ulteriormente l’impatto visivo dei fabbricati.
23. Presenza di PCB/PCT
23.1 Requisiti normativi
La gestione dei PCB /PCT
all’interno delle aziende è disciplinata, tra gli altri, dal Decreto Legi-
slativo 22 maggio 1999, n. 209 "Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei
policlorodifenili e dei policlorotrifenili", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 151 del 30 giugno
1999.
Dichiarazione Ambientale
DA
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23.2 Situazione aziendale
All’interno dell’azienda non sono presenti impianti con concentrazioni PCB/PCT tali da
considerarli impianti contaminanti.
In azienda l’unica fonte di PCB/PCT è il fluido isolante, olio minerale, contenuto nel trasformatore
elettrico presente nella cabina di trasformazione i cui dati sono riportati qui di seguito:
Dati del trasformatore
Casa costruttrice
Anno di costruzione
Matr. N.
KVA
H2
Alta tensione
Bassa tensione
Tensione di CTO-CTO%
Massa totale
Massa olio minerale
PCB/PCT (espresso come aroclor 1260)
Elettrotecnica Industriale GRITTI
2003
3507
630
50
20 ± 2 x 2,5% KV – 18,14 A
400V – 907 A
4
2000 Kg
410 Kg
13 mg/Kg (limite max 50 mg/Kg )
L’olio minerale contenuto nel trasformatore contiene 13 mg/Kg di PCB/PCT (rif. Analisi del
08.03.13) e pertanto è da considerarsi non contaminato essendo il limite massimo consentito
previsto dalla legge pari a 50 mg/Kg (D.P.R. 216/88 ART. 4 comma II – Attuazione dir. CEE 85/467
– D.M. 11/02/89 – D.L. 95/1992 – D.L. 209/99).
24. Impatto logistico
Dal punto di vista dell’impatto logistico l’azienda è situata in prossimità del raccordo autostradale,
SA - AV.
Gli impatti legati a questa attività sono:
•
inquinamento acustico, per le emissioni rumorose degli automezzi;
•
inquinamento dell’aria, dovuto ai gas di scarico;
Dichiarazione Ambientale
•
DA
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rischio di inquinamento del suolo, dovuto al potenziale rovesciamento di una autocisterna.
Nel caso di prodotto finito, il rischio è alquanto ridotto in quanto, anche in caso di
ribaltamento, fuoriuscirebbe solo l’olio delle bottiglie rotte;
•
traffico.
Al fine di contenere le emissioni da gas di scarico, con frequenza annuale tutti i mezzi di trasporto
sono sottoposti a verifica presso officine autorizzate.
Mediamente con gli automezzi aziendali vengono effettuate 8-9 spedizioni a settimana.
Tutti gli automezzi impiegati nel trasporto (MP, PF, Imballaggi) non attraversano alcun centro
abitato, attraversandoli solo nella periferia.
25. Sostanze lesive dell'ozono ed impatto sull’effetto serra
Quali sostanze potenzialmente lesive dell'ozono, all'interno dell'azienda sono presenti:
1. R 407- C (miscela ternaria di HFC-32, HFC-125, HFC-134a).
2. R 134.a (Tetrafluoroetano)
3. R 410 a (miscela binaria di HFC-125, HFC-32)
L'uso di tali sostanze è normato dai seguenti regolamenti UE:
a) Reg. CE n. 1494/2007 "Etichette e requisiti di etichettatura per i prodotti e le
apparecchiature contenenti taluni gas fluorurati ad effetto serra"
b) Reg. CE n. 517/2014 "Gas fluorurati ad effetto serra"
c) Reg. CE n. 2037/2000 "Sostanze che riducono lo strato di ozono", come sostituito dal Reg.
CE n. 1005/2009.
Gas R 407-C
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DA
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Il gas R 407-C è utilizzato dall'impianto di condizionamento dell'aria all'interno degli uffici "ala
nuova".
Il gas R 407-C non rientra tra le sostanze individuate dal ex Reg. CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n.
1005/2009), pertanto per esso non è applicabile l'art. 4 c. 1 del DPR 15.02.06 n. 147, che prevede
che sull'impianto deve essere effettuato un "Controllo delle fughe di gas" con frequenza almeno
annuale.
Il gas R 407-C
rientra però tra le sostanze di cui all'Allegato 1 del Reg. CE n. 517/2014 del
16.04.14, il quale prevede:
•
controllo per individuare eventuali perdite dall'impianto, almeno una volta l'anno (rif. art. 4);
•
in caso di riparazioni, entro il mese successivo l'impianto deve essere sottoposto a controllo
per individuare eventuali perdite e per accertare che la riparazione sia stata efficace (rif. art.
4);
•
tenuta di un registro in cui è riportata la quantità e il tipo di gas fluorurati ad effetto serra
installati,le quantità eventualmente aggiunte e quelle recuperate durante le operazioni di
manutenzione,di riparazione e di smaltimento definitivo (rif. art. 6);
•
tenuta di un registro contenente altre informazioni pertinenti, inclusa l'identificazione della
società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o la riparazione,nonché le date e i
risultati dei controlli effettuati (rif. art. 6);
•
predisporre il corretto recupero dei gas fluorurati ad effetto serra da parte di personale
certificato (rif. art. 3).
Gas R134 a (Tetrafluoroetano)
Questo gas è utilizzato dai seguenti essiccatori a servizio dei compressori per la produzione di aria
compressa:
Essiccatore
essiccatore DFE 43 per compressore 1 (AS 36)
essiccatore DFE 43 per compressore 2 (AS 36)
Q.tà gas
0,8 kg
0,8 kg
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DA
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essiccatore TCH per compressore 3 (ASK 35)
essiccatore ERD 15 per compressore 4 (ABAC)
0,68 kg
0,46 kg
Il gas R 134 a non rientra ne tra le sostanze individuate dall’ex Reg. CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE
n. 1005/2009) ne tra le sostanze di cui all'Allegato 1 Reg. CE n. 517/2014.
Gas R 410 a
Questo gas è utilizzato dall'impianto di condizionamento dell'aria all'interno degli uffici "ala
vecchia".
Nell’Agosto del 2013, in seguito alla realizzazione di una guardiola all’ingresso dell’azienda, è
stato istallato un nuovo condizionatore contenente R 410 a nella quantità di 0,95 kg
Il gas R 410 a non rientra tra le sostanze individuate dal ex Reg. CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n.
1005/2009), pertanto per esso non è applicabile l'art. 4 c. 1 del DPR 15.02.06 n. 147, che prevede
che sull'impianto deve essere effettuato un "Controllo delle fughe di gas" con frequenza almeno
annuale.
Il gas R 410 a
rientra però tra le sostanze di cui all'Allegato 1 del Reg. CE n. 517/2014 del
16.04.14, il quale prevede:
•
controllo per individuare eventuali perdite dall'impianto, almeno una volta l'anno (rif. art. 4);
•
in caso di riparazioni, entro il mese successivo l'impianto deve essere sottoposto a controllo
per individuare eventuali perdite e per accertare che la riparazione sia stata efficace (rif. art.
4);
•
tenuta di un registro in cui è riportata la quantità e il tipo di gas fluorurati ad effetto serra
installati,le quantità eventualmente aggiunte e quelle recuperate durante le operazioni di
manutenzione,di riparazione e di smaltimento definitivo (rif. art. 6);
•
tenuta di un registro contenente altre informazioni pertinenti, inclusa l'identificazione della
società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o la riparazione,nonché le date e i
risultati dei controlli effettuati (rif. art. 6);
•
predisporre il corretto recupero dei gas fluorurati ad effetto serra da parte di personale
certificato (rif. art. 3).
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Dichiarazione Ambientale
Schema riassuntivo gas
Tipo di gas
R 410 a
R 134 a
R 410 a
R 407-C
R 410 a
R 410 a
R 410 a
R 410 a
Impatto
Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del
CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009)
Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n.
2014 (ex Reg. CE n. 842/2006)
Non lesivo per lo strato di ozono
Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n.
2014 (ex Reg. CE n. 842/2006)
Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del
CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009)
Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n.
2014 (ex Reg. CE n. 842/2006)
Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del
CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009)
Gas ad effetto serra, ai sensi 0del Reg. UE n.
2014 (ex Reg. CE n. 842/2006)
Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del
CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009)
Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n.
2014 (ex Reg. CE n. 842/2006)
Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del
CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009)
Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n.
2014 (ex Reg. CE n. 842/2006)
Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del
CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009)
Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n.
2014 (ex Reg. CE n. 842/2006)
Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del
CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009)
Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n.
2014 (ex Reg. CE n. 842/2006)
Quantità
Reg.
0,95 kg
Impiego
Guardiola
517/ 1,98 ton CO2 eq.
517/
2,74 kg
Essiccatori DFE 43, TCH e
ERD 15
2,51 ton CO2 eq.
5,7 kg
Condizionamento uffici
"ala vecchia"
517/ 11,90 ton CO2 eq.
Reg.
Reg.
23 kg
517/
Condizionamento uffici
"ala nuova"
40,80 ton CO eq.
4 kg
Condizionatori Sala Convegni e Sala Panel
517/ 8,4 ton CO2 eq.
Reg.
Reg.
4 kg
517/
8,4 ton CO2 eq
Reg.
4 kg
517/
8,4 ton CO2 eq
Reg.
1 Kg
517/
2,1 ton CO2 eq
Condizionatori Sala Convegni e Sala Panel
Condizionatori Sala Convegni e Sala Panel
Condizionatore sala Server
Ai sensi dell’art. 16, comma 1, del D.P.R. del 27 Gennaio del 2012, n.43 è stata effettuata la registrazione on-line dell’azienda sul sito dell’ISPRA ambiente, annualmente viene effettuata la relativa
comunicazione su eventuali interventi di manutenzione/sostituzione.
26. Amianto
In azienda non sono presenti materiali di alcun tipo che possano contenere amianto o composti ad
esso attinenti.
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ASPETTI AMBIENTALI INDIRETTI
27. Aspetti ambientali indiretti
Si definiscono aspetti ambientali indiretti quegli aspetti ambientali sui quali la BASSO
FEDELE & FIGLI S.r.l. può avere solo influenza su terzi che ne hanno a loro volta il diretto
controllo. In particolare ci si riferisce a quei fornitori cui la BASSO ha demandato alcune attività,
perdendo così il controllo diretto dei relativi aspetti ambientali, ma mantenendo, in maniera più o
meno significativa, la propria influenza sui loro comportamenti.
Attualmente gli unici aspetti ambientali indiretti sono relativi alle attività di trasporto, sia
della materia prima, che avviene mediante autocisterne, sia del prodotto confezionato, che avviene
mediante container.
Gli impatti legati a questa attività sono:
•
inquinamento acustico, per le emissioni rumorose degli automezzi;
•
inquinamento dell’aria, dovuto ai gas di scarico;
•
rischio di inquinamento del suolo, dovuto al potenziale rovesciamento di una autocisterna.
Nel caso di prodotto finito, il rischio è alquanto ridotto in quanto, anche in caso di
ribaltamento, fuoriuscirebbe solo l’olio delle bottiglie rotte;
•
traffico.
Pertanto, per le attività di trasporto effettuate da terzi, l’indice di rischio è pari a:
Vastità
Severità
Durata
Indice di rischio
2
1
2
5
DA
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Dichiarazione Ambientale
TABELLA RIASSUNTIVA INDICI DI RISCHIO
28. Tabella riassuntiva degli indici di rischio
Nella tabella seguente sono condensati gli indici di rischio relativi agli aspetti ambientali analizzati
nei paragrafi precedenti.
Tabella 2: Indici di rischio
Aspetto
Emissioni
Rumore
Scarichi
Odori
Polveri
Rifiuti
Contaminazione del suolo
Serbatoi e vasche
interrate
Serbatoi esterni
Uso di risorse naturali ed
energetiche
Aspetti ambientali
indiretti
Vastità
2
1
2
1
1
1
1
Severità
1
1
3
1
1
1
1
Durata
2
3
2
1
1
1
1
Indice di rischio
5
5
8
3
3
3
3
1
1
2
4
1
1
1
1
2
2
4
4
2
1
2
5
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Dichiarazione Ambientale
SITUAZIONI DI EMERGENZA
29. Situazioni di emergenza
Per ogni impatto ambientale, come descritto al par. 8, nel seguito vengono analizzati gli indici di
rischio relativamente alle potenziali situazioni di emergenza che possono verificarsi.
Vastità
Severità
Durata
Quanta parte dell’ambiente può essere Quanto dannoso può risultare l’impatto Per quanto tempo può manifestarsi
interessata in caso di emergenza
per l’ambiente in caso di emergenza
l’impatto in caso di emergenza
Con i criteri suddetti, gli indici di rischio IR sono i seguenti:
Tabella 3: Indici di rischio in situazioni di emergenza
Impatto
Emissioni in atmosfera
Rumore
Scarichi acque
Rifiuti
Contaminazione del suolo
Trasporto da terzi
Trasporto aziendale
Incendio
Vastità
2
3
2
1
2
2
2
3
Severità
2
2
2
3
2
3
3
3
Durata
2
1
2
2
3
2
2
2
IR
6
6
6
6
7
7
7
8
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DA
Ed. 2 - Rev. 3
Data: 16/09/15
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OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO AMBIENTALE
30. Obiettivi di miglioramento ambientale
Al fine di avere una applicazione concreta dei principi guida esposti nella “Politica per la Qualità e
l’Ambiente”, l’azienda BASSO FEDELE & FIGLI S.r.l. si prefigge per il periodo 2015 - 2017 il
raggiungimento dei seguenti obiettivi:
1. miglioramento della gestione delle risorse energetiche
2. riduzione dei consumi di sostanze di natura chimica
Obiettivo n. 1: Miglioramento della gestione delle risorse energetiche
Valore relativo iniziale 2014:
Aattualmente sono utilizzati n. 6 server per la gestione ed archiviazione dei dati. Il consumo energetico derivante dal loro impiego è pari a 3.000 kWh / anno.
Valore relativo 2017 atteso:
Il traguardo atteso è quello di ridurre tali consumi a 600 kWh/anno.
Modalità operative
Il traguardo lo si intende realizzare mediante la sostituzione dei suddetti 6 server con uno solo,
molto più veloce e con consumi ridotti, con i relativi accessori.
Responsabilità
1. CED per la scelta del Server e relativi accessori
2. AU per l’acquisto del Server e relativi accessori
3. CED per la sostituzione dell’impianto esistente con il nuovo
Risorse
Risorse umane: non necessaria
Dichiarazione Ambientale
DA
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Data: 16/09/15
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Risorse economiche: € 16.000
Tempi di esecuzione
a) Entro Dicembre 2014: analisi e progettazione del nuovo impianto di archiviazione dati
(obiettivo raggiunto);
b) Entro Luglio 2015: acquisto del nuovo Server e dei relativi accessori;
c) Entro Dicembre 2016: ultimazione dei lavori di installazione del nuovo impianto di archiviazione dati.
Obiettivo n. 2: riduzione della produzione di rifiuti speciali
Valore relativo iniziale 2014:
Attualmente sono utilizzate n. 14 stampanti laser.
Queste conseguentemente portano alla produzione di circa 100 kg di toner come rifiuto speciale.
Valore relativo 2017 atteso:
Il traguardo atteso è quello di sostituire tutte le suddette stampanti a toner con stampanti a gel a
basso impatto ambientale, che utilizzano inchiostri non inquinanti a base di olio di soia e che non
generano rifiuti speciali in quanto la cartuccia, una volta esaurita, si separa in plastica ed indifferenziato.
Modalità operative
Il traguardo lo si intende realizzare mediante la sostituzione delle suddette stampanti.
Responsabilità
4. CED per la scelta delle stampanti
5. AU per il loro acquisto
6. CED per la sostituzione delle stampanti nei diversi uffici
Dichiarazione Ambientale
DA
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Risorse
Risorse umane: non necessaria
Risorse economiche: € 4.200
Tempi di esecuzione
a) Entro Dicembre 2014: analisi ed individuazione delle nuove tipologie di stampanti da installare (obiettivo raggiunto);
b) Entro Maggio 2015: acquisto delle nuove stampanti;
c) Entro Dicembre 2015: ultimazione della sostituzione di tutte le stampanti.
31. Indicatori ambientali
Gli indicatori ambientali definiti dall’azienda per quantizzare le proprie prestazioni ambientali sono
riportati di seguito.
31.1 Indicatori energetici (30/11/2015)
• Energia Verde (prodotta in sito) / Energia elettrica Totale Assorbita
= 329.247 kWh /
499.946 kWh = 0,66 => 66 %
• Energia elettrica Totale Assorbita / Olio confezionato = 499.946 kWh / 21.459 ton. = 23,3
kWh / ton.
31.2 Rifiuti
• Rifiuti destinati a recupero / Rifiuti totali prodotti = 240 ton. / 261 ton. ≈ 0,92 => 92%
• Rifiuti non pericolosi / Rifiuti totali prodotti =250 ton. / 261 ton. ≈ 0.96 => 96%
31.3 Ambiente
• Superficie aziendale destinata a verde / Sup. totale aziendale = 100 m2 /12.000 m2 = 0,0083
31.4 Consumi
• consumo idrico = 708 m3
• consumo idrico/ ton olio lavorato = 3.3
Dichiarazione Ambientale
DA
Ed. 2 - Rev. 3
Data: 16/09/15
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31.5 Emissioni in atmosfera
Poiché le emissioni in atmosfera sono dovute a:
• n. 3 caldaie di tipo casalingo (< 30 kW ciascuna)
• n. 2 caldaie da 580 kW ciascuna, funzionanti però solo durante il periodo di molitura delle
olive e quindi per un periodo molto limitato di tempo (< 30 giorni di lavorazione l’anno)
tutte funzionanti a gas metano, l’impatto ambientale può essere considerato trascurabile e non ulteriormente migliorabile.
32. CO2 emessa
Le emissioni di CO2 sono dovute a:
• consumi energia elettrica
• consumi GPL
• consumi metano
• autocarri per trasporto merci
per i quali, per l’anno 2015 (al 30/11/2015) si ha:
•
consumi energia elettrica:
499.946 kWh ≡ 142.324 kg di CO2
•
consumi GPL:
0 m3 ≡ 0 kg di CO2
•
consumi metano:
•
autocarri per trasporto merci:
32.124 m3 ≡ 67.460 kg di CO2
≈ 100.000 km ≡ 19.000 kg di CO2
Con i suddetti consumi, si ha una emissione di CO2 in atmosfera per l’anno 2015 pari a: 229 ton.
Parametrizzando tali consumi al quantitativo di olio lavorato (espresso in tonnellate) abbiamo un
valore di CO2 pari a 11 x10-3 ton/ton olio lavorato.