dichiarazione ambientale
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Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 1 di 76 DICHIARAZIONE AMBIENTALE DATI AGGIORNATI AL 30 NOVEMBRE 2015 Dichiarazione Ambientale Via Nocelleto, 46 - Zona industriale San Michele di Serino (AV) DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 2 di 76 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 3 di 76 Sommario L'indice è vuoto perché non stai utilizzando gli stili paragrafo selezionati nelle impostazioni del documento. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 4 di 76 Introduzione La presente Dichiarazione Ambientale è stata redatta conformemente al Reg. CE n. 1221/2009 Allegato IV parte B. L’Ente verificatore ambientale accreditato di riferimento è il DNV GL Business Assurance Italia S.r.l., numero di accreditamento IT-V-003 del 21.04.99. La presente Dichiarazione Ambientale viene diffusa all’esterno attraverso: • Pubblicazione sul sito internet aziendale; • Trasmissione via e-mail ai propri clienti; • Resa visionabile in forma cartacea ai visitatori. Ai sensi dell’art. 6 del Reg. CE n. 1221/2009, la presente Dichiarazione Ambientale viene aggiornata con frequenza almeno triennale. Il prossimo aggiornamento della presente D.A. sarà effettuato a Gennaio 2015 salvo modifiche sostanziali che ne impongono una rettifica anticipata. L’azienda si impegna ad aggiornare ed inviare la presente Dichiarazione Ambientale ogni qualvolta venissero apportate modifiche sostanziali al processo produttivo e/o al sito e nel caso di mutamenti significativi degli adempimenti legislativi. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 5 di 76 1. Scheda informativa dell’azienda 1.1 Dati generali Ragione sociale: Classificazione: Ubicazione dell’impianto: Recapiti: Attività svolte: Legale rappresentante: Responsabile Sistema Gestione Ambientale: Basso Fedele & Figli S.r.l. MEDIA IMPRESA (Dipendenti ≤ 250 Fatturato ≤ 50 milioni di € Attivo bilancio ≤ 43 milioni di €) Via Nocelleto n° 46 83020 S. Michele di Serino (AV) e-mail: [email protected] Tel.: 0825/595781 Fax: 0825/595771 Molitura delle olive e confezionamento degli oli (codice NACE 10.41.) Dr. Sabino Basso e-mail: [email protected] Dr. Maria Sicuranza Fatturato anno 2015: Capacità di molitura olive: Dr. Maria Sicuranza Tel.: 0825/595781 Fax: 0825/595771 e-mail: [email protected] N° totale dipendenti: 49 • produzione: 31 • uffici: 13 • controllo qualità: 5 79,0 milioni di euro 12.800 kg di olive in 8 ore di lavorazione Capacità di stoccaggio olio: ≈ 34.000 q Capacità di imbottigliamento: 1.200 q/giorno • Fabbricato civile abitazione: 0,200 km • Ospedale: oltre 10 km • Scuola: oltre 1 km • Uffici: oltre 1 km • Industria lavorazione castagne: 0,05 km • Autostrada/strada a scorrimento veloce: 1km • Ferrovia: 1 km Latore di informazioni inerenti l’SGA: Organico: Distanze da altre strutture: Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 6 di 76 1.2 Autorizzazioni Adempimenti Emissione fumi in atmosfera Legge di riferimento DLgs 152/06 Art. 269 Data Data Archivio di Frequendi N° emissio- scadenza za ne 1 16.01.201 16.01.202 15 anni 2 7 Ente rilasciante Regione Campania Art. 4 L. 966/ 65 01/12/ 01/12/ Ogni 3 Comando Prov. Art. 17 DPR Uff. Amm. 2012 2015 anni Vigili del Fuoco 577/65 DM 16.02.82 L. n° 319/76 Scarico di acque L. 650/79 25/10/ 25/10/ Ogni 4 reflue in 3 A.T.O. DLgs 152/99 2011 2015 anni Fognatura art. 45 Autorizzazione pozArt. 6 T.U. 03.11.200 03.11.203 Ogni 30 Provincia di 3 zo 1775/33 4 4 anni Avellino Comune di Autorizzazione L. 283/62 Non ha 20.02.200 S. Michele di sanitaria DPR 327/80 2 xxxxx scadenza 4 Serino Art. 1 Comune di Non ha Concessione edilizia L. 28.01.77 n. 13.11.200 S. Michele di 2 xxxxx scadenza 10 2 Serino L. 10/77 Comune di Attestato di Non ha L. 833/78 01.03.200 S. Michele di agibilità 2 xxxxx scadenza L. 47/85 4 Serino Certificato di Prevenzione Incendi Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 7 di 76 2. Origine e sviluppo 2.1 Storia e sviluppo La Basso Fedele & Figli S.r.l. opera nel settore della molitura olive, confezionamento e commercializzazione degli oli alimentari. In particolare, relativamente al confezionamento e commercializzazione degli oli alimentari, la produzione della “Basso Fedele & Figli S.r.l.” si concentra principalmente sull’olio di oliva e sull’olio extra vergine di oliva oltre all’olio di sansa di oliva, di semi di girasole, di arachide, di mais, di soia, di vinacciolo e di semi vari. L’attività di confezionamento e commercializzazione degli oli alimentari ha inizio nel 1908. Nel 1995 l’attività si trasferisce nel nuovo stabilimento, in San Michele di Serino (AV) alla via Nocelleto 46. Qui a partire dal 2004 è stata avviata anche l'attività di molitura delle olive, con la installazione di un frantoio predisposto per l’estrazione a freddo e anche per l’estrazione da olive denocciolate. L’azienda è situata a poche decine di chilometri di distanza dai porti commerciali di Napoli e di Salerno, facilmente raggiungibili via autostrada. Inizialmente l’insediamento si articolava su una superficie coperta di 2.400 mq. A seguito di successivi ampliamenti, lo stabilimento di produzione si estende attualmente su una superficie complessiva di 13000 mq di cui 6.700 mq coperti e 6300 mq scoperti. L’Azienda attualmente conta n° 42 dipendenti, con un fatturato medio annuo di circa sessantadue milioni di euro, una capacità complessiva di stoccaggio olio in silos di acciaio di 34.000 q e una produzione media annua di 252.000 q di olio confezionato. La capacità di produzione del frantoio è di 12.800 kg di olive molite in 8 ore. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 8 di 76 Grazie alla qualità dei prodotti realizzati, l’Azienda è riuscita ad instaurare con i propri Clienti rapporti di notevole soddisfazione, riuscendo in tal modo a consolidare la propria presenza sul mercato. Le principali operazioni commerciali riguardano il mercato estero, che copre circa l’80% del fatturato. La ditta esporta i suoi prodotti in 65 Paesi del mondo, dagli U.S.A., al Canada, al Giappone, all’Australia, al Sud Africa, ai Paesi della Comunità Europea e a varie aree dei cinque continenti. Il mercato nazionale viene soddisfatto sia tramite la grande distribuzione, sia tramite i piccoli esercizi commerciali; il mercato estero si avvale di una diffusa rete di distribuzione composta da rappresentanti e da rapporti diretti con operatori economici, che si avvalgono dell’opera interna di personale specializzato nel commercio con l’estero. Oltre al proprio marchio, l’Azienda utilizza una vasta gamma di marchi privati. 2.2 Attuale strutturazione dell’azienda L’azienda è composta di n. 3 fabbricati costruiti secondo principi in grado di garantire l’igiene e la salubrità degli alimenti nonché l’igiene e la sicurezza dei luoghi di lavoro, conformemente alla normativa nazionale e comunitaria. Il primo, il più grande, comprende: • l’area uffici su due piani • laboratorio • sala sticker • officina • archivio • l’area confezionamento in cui operano le seguenti linee: Linea 1 – bottiglie in vetro e plastica da 250ml a 2L Linea 2 – lattine in banda stagnata da 3L a 5L , PET da 1,5L a 5L, vetro da 5L Linea 3 – bottiglie in vetro e plastica da 250ml a 1L Linea 4 – bottiglie in vetro e plastica da 250ml a 1L Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 9 di 76 Linea 5 – bottiglie in vetro e plastica da 250ml a 2L, lattine in banda stagnata da 1L • l’area stoccaggio olio (n. 32 cisterne da 300q) • il magazzino prodotti finiti destinazione estero Il secondo fabbricato su due piani comprende: al piano terra: • magazzino cartoni e tappi, bottiglie, lattine e fusti • archivio campioni di produzione al piano interrato: • area stoccaggio olio (1cisterna da 900q e 9 cisterne da 2000q) in posizione adiacente al secondo fabbricato è stata istallata una struttura automatica per lo stoccaggio delle bottiglie vuote (capacità di stoccaggio: 900 pedane). Il terzo fabbricato comprende: • il frantoio, con annesse cisterne per lo stoccaggio dell’olio molito (5 cisterna da 50q) • area stoccaggio olio (n. 22 cisterne da 300q e n. 1 cisterna da 150q) • magazzino prodotto finito Italia • sala etichette • archivio 3. L'organizzazione ed il sistema di gestione ambientale 3.1 Descrizione generale La Direzione aziendale, a partire dal 2003, ha dedicato il proprio impegno a sviluppare e ad applicare una corretta gestione ambientale, tramite l ’attivazione di strumenti innovativi attraverso i quali sono stati sistematicamente coinvolti l ’intera struttura aziendale e la comunità locale. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 10di 76 I continui collegamenti con le autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni e ai controlli ambientali, pongono alla base dell’organizzazione la conformità alle leggi e, ove possibile, il miglioramento degli standard previsti dalla normativa. La struttura organizzativa (Fig. 1) è stata conseguentemente articolata in modo che siano identificati chiaramente i ruoli e le responsabilità relative alla gestione ambientale e a tutte le attività aziendali. Le attività di carattere tecnico - operativo, sia in termini di controllo, sorveglianza, misurazione e manutenzione degli impianti, sono svolte in genere direttamente dal personale interno. Per quanto concerne la gestione ottimale degli aspetti ambientali il personale fa riferimento al servizio ambiente, qualità e prevenzione, rappresentato da RAQ. Quest’ultimo infatti ha un ruolo trasversale in azienda con l’obiettivo di coinvolgere attivamente e informare puntualmente tutto il personale. Ciò presuppone un ’impostazione collaborativa e aperta nei confronti dell’intera struttura. Su queste basi, il sistema di gestione ambientale ( SGA) è stato quindi disegnato sull’azienda per soddisfare concretamente i requisiti richiesti dettati dalla norma ISO 14001, dal Regolamento EMAS e coerente con la Politica per l ’Ambiente e la Qualità. La struttura è basata su una logica che parte da un Manuale e si sviluppa su tre livelli: procedure gestionali, procedure operative e istruzioni operative. Il manuale descrive come il servizio è organizzato e con quali modalità generali gli impatti ambientali sono tenuti sotto controllo. Tali modalità sono poi dettagliate nelle procedure e nelle istruzioni, con lo scopo di definire il controllo operativo di quelle attività che hanno incidenza sulle prestazioni ambientali. Le attività rispetto alle quali sono state impostate procedure di controllo operativo sono relative alla gestione di: • rifiuti • ciclo dell’acqua • sostanze pericolose (di laboratorio) • risorse energetiche • emissioni in atmosfera • emissioni di rumore Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 11di 76 Sono stati inoltre definiti dei piani che consentono di programmare le attività previste dal sistema di gestione, la cui effettiva esecuzione viene verificata attraverso incontri periodici con tutti i responsabili interessati. L ’organizzazione ha inoltre elaborato procedure dove vengono indicate le modalità operative e le responsabilità per la gestione dei potenziali incidenti e delle emergenze ambientali che possono generare un impatto significativo sull’ambiente. Il fine ultimo è di assicurare adeguata prevenzione e garantire che, in caso di incidente o emergenza, siano correttamente individuate ed analizzate le relative cause e intraprese, laddove necessario, le azioni correttive e preventive opportune. .2 Organizzazione dell’azienda L’azienda è organizzata per settori ognuno dei quali è gestito da un responsabile con la collaborazione di uno o più addetti. I vari settori sono riportati qui di seguito: Direzione Amministrazione finanza (rapporti con le banche) e finanza agevolata (finanziamenti) contabilità / bilancio / controllo di gestione Commerciale Italia Europa USA, Canada ed Estremo Oriente Emisfero boreale Logistica nazionale estero Qualità Gestione qualità e ambiente Laboratorio di analisi Controllo qualità in processo Fatturazione Dichiarazione Ambientale Produzione gestione della produzione frantoio confezionamento manutenzione Ricevimento e stoccaggio materie prime Ricevimento e stoccaggio materiali e imballaggi Stoccaggio prodotto finito Spedizione DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 12di 76 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 13di 76 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 14di 76 3.3 La comunicazione interna La comunicazione interna ha l’obiettivo di sensibilizzare e accrescere la consapevolezza ambientale e creare le condizioni per l’effettivo coinvolgimento dei dipendenti, degli amministratori e dei soci. Per raggiungere questo obiettivo l ’azienda utilizza strumenti integrati ed effettua le seguenti azioni: • illustrazione al personale degli impianti della società allo scopo di mostrarne la tecnologia e l’affidabilità; • riunioni periodiche convocate dalla direzione o dai responsabili delle diverse aree allo scopo di informare e discutere sulle diverse tematiche aziendali; • invio di e-mail; • incontri periodici della Direzione Allargata – formata da tutti i responsabili dei servizi – sulle strategie aziendali e quindi anche ambientali, mediante i quali viene alimentato il processo di scambio continuo di informazioni e collaborazioni • modulo a disposizione per qualsiasi segnalazione e proposta al quale viene data risposta all’interessato, con comunicazione scritta, entro un mese. 3.4 Formazione e addestramento del personale L'azienda BASSO si impegna a promuovere, tra i dipendenti di ogni livello, un’adeguata conoscenza degli aspetti ambientali, attraverso iniziative di formazione e addestramento rivolte, in particolare, al personale che è coinvolto in attività con alto potenziale di impatto. I principali aspetti di sensibilizzazione, formazione e addestramento illustrati negli incontri di formazione sono i seguenti: • Diffusione dei principi della politica per l ’ambiente e la qualità • Rafforzamento delle conoscenze della norma ISO 14001 e EMAS • Diffusione degli obiettivi ambientali e dei risultati ottenuti nelle performance ambientali • Diffusione dei principi di buona prassi gestionale in termini ambientali che garantiscono il rispetto delle procedure operative Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 15di 76 • Aggiornamento su problematiche specifiche inerenti l ’influenza degli aspetti tecnologici sulle prestazioni ambientali • Prove di simulazione di intervento in situazioni di emergenza Particolare rilevanza è data alla pianificazione ed attuazione periodica delle prove di simulazione di emergenza. Oltre alla simulazione in caso di incendio, il personale viene addestrato per affrontare eventuali emergenze ambientali connesse con il proprio servizio. Si tratta solitamente di repliche simulate delle emergenze che potenzialmente possono accadere come ad esempio, lo sversamento di olio in fase di trasporto o la rottura di tubi dell’olio durante le operazioni di raccolta o trasferimento dei mezzi. Mediante tali esercitazioni, che favoriscono l’omogeneità dei comportamenti del personale, vengono periodicamente controllate la capacità e la tempestività di intervento nella lotta antincendio e nell’attivazione dei dispositivi di sicurezza. 4. Politica per l'ambiente L’ambiente è diventato un elemento centrale negli indirizzi strategici delle imprese passando da vincolo a vero e proprio fattore competitivo. L’impatto ambientale dei prodotti e dei processi, dalla progettazione alla lavorazione, dalla riduzione dei consumi fino allo smaltimento a fine vita, costituiscono una variabile competitiva per avere successo sui mercati nazionali e internazionali. In quest'ottica è stata adottata da parte della BASSO FEDELE & FIGLI S.R.L. la presente "Politica Ambientale", un documento che fissa gli impegni e le linee di intervento dell’azienda in campo ambientale. L’obiettivo della "Politica Ambientale" è di affrontare la sfida posta dalla variabile ambientale, puntando ad uno sviluppo sostenibile che valorizzi e rafforzi la competitività dall’azienda in un settore strategico che abbraccia comparti a forte valenza tecnologica. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 16di 76 In base alla presente Politica Ambientale, l’azienda si impegna ad operare secondo alcuni principi guida. 1. Atteggiamento proattivo Sviluppare un atteggiamento proattivo sia mediante la promozione di efficaci sistemi di gestione ambientale e per la sicurezza alimentare, sia sostenendo studi ed iniziative all’interno dell’azienda volte al miglioramento della qualità dell'ambiente attuale e futuro e del livello di sicurezza e tutela della salute del consumatore. 2. Rispetto per l'ambiente Sostenere le normative e i sistemi che incentivano e migliorano la qualità ambientale e la sicurezza delle lavorazioni svolte in azienda. 3. Prodotti e processi Promuovere l'applicazione dei principi DFE (Design for Environment - Progettazione orientata all'ambiente) e delle metodologie di analisi degli impatti ambientali e della sicurezza dei processi. In particolare: • favorire l'uso efficiente delle risorse energetiche e delle materie impiegate nei cicli lavorativi; • organizzare i processi lavorativi in modo che i risultati delle lavorazioni siano tali da minimizzare il loro impatto sull'ambiente e garantire prodotti alimentari salubri; • ridurre l'impatto ambientale dei processi applicando le migliori tecnologie, compatibilmente con le risorse disponibili; • migliorare la separabilità delle parti e dei materiali riciclabili per favorire il recupero e lo smaltimento. 4. Miglioramento continuo Migliorare continuamente il comportamento ambientale dell’azienda, tenendo conto del progresso tecnico, della conoscenza scientifica e delle aspettative della collettività, considerando come punto di partenza la normativa in vigore, anche al fine di prevenire problemi di carattere ambientale, e di possibili rischi di inquinamento. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 17di 76 5. Rispetto della legislazione vigente e di altre normative di carattere ambientale e di sicurezza alimentare Tutte le attività lavorative, sia svolte all’interno dell’azienda che all’esterno, saranno svolte in conformità della legislazione vigente, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza degli alimenti. L’attività svolta sarà inoltre sempre conforme a quanto previsto anche da altre normative a carattere ambientale nonché ad eventuali requisiti di tipo ambientale che l’azienda si è impegnata a rispettare con clienti o enti esterni. 6. Formazione del personale Informare e sensibilizzare i propri dipendenti sulle problematiche ambientali e di sicurezza alimentare, in funzione dello sviluppo sostenibile dell’azienda. Istruire, formare e motivare i collaboratori per una conduzione nei riguardi dell'ambiente e della sicurezza alimentare responsabile e attenta. 7. Valutazione preventiva degli effetti ambientali e di sicurezza alimentare Valutare preliminarmente gli effetti ambientali e sulla sicurezza dei prodotti alimentare, l'ergonomia e la sicurezza dei nuovi processi lavorativi, prodotti da lavorare, attività o progetti. 8. Informazione al pubblico Migliorare in maniera continua l'informazione al pubblico sull'uso, trasporto, stoccaggio e smaltimento dei prodotti trattati, anche ai fini del rispetto per l'ambiente, della sicurezza delle persone e per la minimizzazione del consumo energetico e di altre risorse, includendo, quando necessario, le istruzioni per una gestione corretta del prodotto da smaltire. A tale scopo, anche la presente “Politica Ambientale” è resa pubblica e disponibile a chiunque ne faccia richiesta, sia Enti che provati cittadini. 9. Fornitori Applicare, nella scelta dei fornitori, quei criteri che favoriscano i prodotti delle aziende che si attengono ai principi della presente dichiarazione. San Michele di Serino, 21 marzo 2006 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 18di 76 L’Amministratore Unico Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 19di 76 5. Inquadramento territoriale L'insediamento produttivo della BASSO è localizzato a Nord di San Michele di Serino (AV), a una distanza in linea d’aria di circa 3 km dal centro cittadino (foto 1 sotto). Foto 1: inquadramento territoriale L’area aziendale (vedi foto 2 e foto 3 seguenti) è delimitata a sud da una strada privata che conduce ad altra azienda, ad est è confinante con l'altra azienda, ad ovest è delimitata dalla strada comunale di Via Nocelleto, a nord è delimitata dalla Contrada Spina. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 20di 76 strada privata Foto 2: Inquadramento territoriale c.da Spina altra azienda via Nocelleto Foto 3: Inquadramento territoriale Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 21di 76 Rispetto al sito aziendale, a sud-est scorre il torrente Barra, posto a circa 2 km di distanza (fig. 4). Ad est invece, a circa 4 km, inizia il Parco naturale del monte Terminio - Cervialto (fig. 5). Sempre sul lato est, a circa 2 km dall'azienda, scorre il fiume Sabato. Il Sabato è un fiume di 50 Km di lunghezza che scorre nelle province di Avellino e di Benevento (per 15 Km), affluente di sinistra del fiume Calore. torrente Barra . Foto 4: Inquadramento territoriale monte Terminio Foto 5: Inquadramento territoriale Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 22di 76 Come risulta dal Piano Regolatore del Comune di San Michele di Serino, l’area sulla quale è costruito l'opificio industriale della BASSO è situata all’interno di un territorio destinato all’insediamento di Piccole Imprese Produttive (area PIP). Prima della costruzione dell'opificio industriale, i terreni circostanti erano adibiti ad uso agricolo. 6. Descrizione del ciclo produttivo 6.1 Attività di confezionamento oli Su tutte le partite di olio in arrivo vengono effettuate le analisi chimico-fisiche nel laboratorio interno dell’azienda. La materia prima viene stoccata in serbatoi di acciaio inox la cui capacità complessiva è di 34000 q. Nello stabilimento si opera su n. 5 linee di lavorazione con una capacità potenziale complessiva di circa 500.000 litri di olio confezionato al giorno. I prodotti vengono confezionati in bottiglie di vetro, PET e PVC da 250 ml, 500 ml, 750 ml, 1L, 2L e 5L e in latte a banda stagnata da 1L, 3L, 3,785L (gallone), 4L, 5L e 25L. Inoltre, vengono confezionati fusti da 200 Kg e tank da 1000 Kg. Il processo di lavorazione (vedi diagrammi di flusso nelle pagine successive) prevede il ricevimento dell’olio e il suo stoccaggio in cisterne appositamente predisposte. L’olio stoccato, a seconda del grado di pulizia può essere filtrato su farine fossili, per eliminare lo sporco grossolano, e/o brillantato su cartoncini di cellulosa, per eliminare le particelle contaminanti di piccole dimensioni. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 23di 76 Durante la filtrazione vengono selezionate portate basse per oli molto sporchi e alta per oli poco torbidi. L’operazione di brillantatura viene effettuata con cartoncini filtranti, su olio di oliva ed extra vergine di oliva prima o dopo l’operazione di taglio/miscelazione. Quando i cartoncini sono esausti si provvede a sostituirli. Oli provenienti da diverse regioni d’Italia o da diversi Paesi possono essere miscelati per ottenere un prodotto dalle caratteristiche standard. La miscelazione dei vari tipi di oli di oliva, avviene nel seguente modo: tramite una pompa viene prelevata la quantità stabilita di olio da una cisterna e viene riversata nella cisterna prestabilita, quest’operazione favorisce l’agitazione dell’olio e quindi l’omogeneizzazione della miscela. Prima di avviare il confezionamento, viene predisposta la macchina soffiatrice-riempitrice-tappatrice montando, a seconda del formato da confezionare, gli appositi pezzi riposti nell’armadio delle attrezzature. Vengono inoltre prelevate le etichette e predisposta l’etichettatrice, montando gli appositi pezzi ed impostando i relativi dati. Si provvede anche a predisporre l’incartonatrice e il palettizzatore per il formato da lavorare. Si avvia la produzione caricando la pedana di bottiglie sulla piattaforma del depallettizzatore, subito dopo viene premuto lo start sulla soffiatrice-riempitrice-tappatrice. Per quanto riguarda le latte, si avvia la produzione disponendo manualmente le latte sul nastro trasportatore che precede la riempitrice. Le bottiglie destinate a contenere l’olio, passando nella soffiatrice, vengono sottoposte a soffiaggio automatico con aria sterile immediatamente prima del riempimento. Le bottiglie soffiate giungono alla riempitrice, dove vengono riempite, e quindi inviate alla tappatrice dove vengono tappate ermeticamente. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 24di 76 Il percorso dalla soffiatrice alla riempitrice è completamente isolato dall’esterno per evitare qualunque tipo di contaminazione particellare. Le bottiglie tappate vengono etichettate ed inviate all’ ink-jet che stamperà sul tappo il n° di lotto, l’orario di produzione e la data di scadenza (quando non è riportata sull’etichetta). Durante il riempimento o, la tappatura può capitare che si rompano delle bottiglie, in tal caso si provvede a registrare l’evento sugli appositi moduli di registrazione e a mettere in atto la relativa istruzione di lavoro. Le bottiglie confezionate prima dell’incartonatrice attraversano un “tunnel ispettivo” per un’analisi di verifica della presenza dell’etichetta, del tappo, del lotto, del codice a barre e del livello dell’olio nella bottiglia, successivamente le bottiglie vengono incartonate automaticamente nell’incartonatrice wrap-around. I cartoni, arrivati nel palettizzatore automatico, vengono disposti su pedane di legno secondo un n° di file prestabilito. Le latte riempite e tappate possono essere confezionate in cartoni o in termoretraibile, i quali vengono palettizzati automaticamente o, per esigenze di lavorazione, manualmente. L’addetto alla movimentazione delle pedane, preleva le pedane assemblate e le porta, con l’ausilio del carrello elevatore, all’avvolgitore automatico di film estensibile per la sua filmatura. Le pedane filmate, infine, vengono identificate da una foglio riportante il Paese di destinazione, il marchio, il tipo di prodotto, il n° di cartoni ed il n° di lotto e movimentate fino all’area magazzino prodotto finito in attesa della spedizione. Su tutti i tagli di oli e periodicamente sui prodotti finiti vengono effettuate le analisi chimico-fisiche presso il laboratorio interno. Periodicamente e all’occorrenza le analisi vengono effettuate anche presso laboratori esterni (Chemiservice S.a.s. di Monopoli, S.S.O.G. di Milano, Neotron SPA di Modena). Si riporta qui di seguito uno schema riassuntivo del processo di confezionamento dell’olio: Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 25di 76 SCHEMA CONFEZIONAMENTO OLIO APPROVVIGGIONAMENTO OLIO SCARICO E FILTRAZIONE STOCCAGGIO MISCELAZIONE FILTRAZIONE E TRAVASO CONFESZIONAMENTO 6.2 Molitura olive Il ciclo di lavorazione si divide in 6 fasi essenziali : scarico e lavaggio, molitura, frangitura-finitura, gramolatura, estrazione, separazione, stoccaggio. Scarico/Lavaggio – Le olive, in cassette, vengono scaricate nella tramoggia di carico, avente apertura a filo di pavimento. In questa fase si provvede alla eliminazione di eventuali residui terrieri, polvere, foglie ecc. mediante aspirazione delle foglie e successivo lavaggio. Il lavaggio avviene con acqua pulita e corrente. Frangitura– Terminata la prima fase, le stesse olive lavate vengono trasportate automaticamente da un nastro trasportatore ad un frangitore a martelli che ha lo scopo di ridurre le olive in una "pasta di olive". Terminata questa fase si passa alla Gramolatura. Gramolatura - Essa consiste nella rimescolamento dolce e continuo della pasta di olive per un determinato e preciso tempo necessario a far fuoriuscire le gocce di olio dai vacuoli e a farle convergere l’una verso l’altra. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 26di 76 In questa fase è importante che la temperatura del prodotto sia abbastanza elevata da favorire una buona resa ma non troppo da stimolare i processi di ossidazione. Per una estrazione a freddo la temperatura della pasta non deve superare i 27°C. Estrazione - Una volta che la pasta viene gramolata perfettamente, viene aspirata automaticamente attraverso una pompa che la immette in una centrifuga orizzontale. La sua funzione consiste nella separazione dell’acqua di vegetazione dall’olio d'oliva e dalla sansa. L’acqua di vegetazione e l’olio vengono inviati al separatore centrifugo verticale. La sansa invece viene trasportata verso l'esterno dell'edificio per mezzo delle coclee e destinata ai sansifici Separazione – Il separatore centrifugo verticale, attraverso dei piattini di acciaio e sfruttando la differenza di Peso Specifico, separa definitivamente l’olio dall’acqua e viceversa. Stoccaggio - L'ultima fase consiste nel far riposare l'olio d'oliva in silos di acciaio inox. Si riporta qui di seguito uno schema riassuntivo del processo di molitura delle olive: DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 27di 76 Dichiarazione Ambientale SCHEMA MOLITURA OLIVE APPROVVIGGIONAMENTO OLIVE LAVAGGIO OLIVE FRANGITURA OLIVE SANSA OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA ACQUA DI VEGETAZIONE STOCCAGGIO OLIO STOCCAGGIO ACQUE DI VEGETAZIONE IN VASCA INTERRATA STOCCAGGIO SANSA IN CASSONE COPERTO CONFERIMENTO AL SANSIFICIO IN ALTERNATIVA MISCELAZIONE OLI FILTRAZIONE E TRAVASO OLIO CONFEZIONAMENTO SPANDIMENTO SU TERRENO SMALTIMENTO CON DITTA AUTORIZZATA Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 28di 76 7. Comunicazione esterna La BASSO ritiene la comunicazione ambientale uno strumento di trasparenza per la diffusione dei principi della sostenibilità ambientale. In particolare, gli strumenti di comunicazione attivati sono: Obiettivi Azioni e strumenti 1. Aumentare il livello di conoscenza dei cit- Visite guidate agli impianti dell'azienda da parte di tadini, accrescere la cultura sugli impianti cittadini e studenti. gestiti dall’azienda anche dal punto di vi- Aggiornamento periodico del sito internet. sta ambientale. Attivazione di stage aziendali, anche di natura am- bientale. 1. Promuovere presso fornitori e appaltatori Diffusione dei principi della Politica Ambientale. iniziative per acquisire comportamenti cor- Formazione sugli aspetti operativi del SGA, in riferetti e coerenti rispetto alla Politica Am- rimento alle attività svolte dagli appaltatori che inbientale. teragiscono con aspetti ambientali significativi dell’azienda. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 29di 76 8. Criteri di valutazione degli aspetti ambientali 8.1 Aspetti ambientali diretti Per ogni attività dello stabilimento e per il sito nel suo complesso è stata effettuata una valutazione sulla capacità potenziale di provocare effetti sull’ambiente circostante lo stabilimento stesso. L’analisi per la individuazione dei fattori di impatto ambientale è stata sviluppata per le normali condizioni operative degli impianti e per le condizioni anomale previste. Sono anche considerate possibili situazioni di emergenza, incidenti e gli eventuali impatti delle attività passate. In seguito alla analisi sopra descritta, gli aspetti ambientali che sono stati riscontrati presso la BASSO FEDELE & FIGLI S.R.L. possono essere così riassunti, in riferimento all’Appendice A.3.1 della norma UNI EN ISO 14001: a) Emissioni nell’atmosfera - fumi - rumore - odori b) Scarichi nei corpi idrici c) Gestione dei rifiuti - Vetro - Carta - Plastica - Lattine di banda stagnata - Cartoncini oleosi derivanti da filtrazione degli oli di oliva - Farina oleosa derivante da filtrazione di oli vergine di oliva - Residui liquidi di sostanze chimiche da attività di laboratorio - Imballi contenenti residui di sostanze pericolose - Assorbenti/materiali filtranti contaminati da sostanze pericolose - Residui liquidi da attività di lavaggio locali e impianti Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 30di 76 - Oli esausti da attività di manutenzione degli impianti - Acque di vegetazione: destinate a “Spandimento” o, in alternativa, a “Smaltimento” - Sansa di olive - Toner - Scarti d’inchiostro - lampade fluorescenti - Batterie esauste - Lampade al neon - Toner e cartucce per stampanti - Rifiuti prodotti dall’attività del depuratore (fanghi e carboni attivi) d) Contaminazione del suolo - Perdita di olio dalle autobotti in sosta nel piazzale - Perdita di olio dalle cisterne di stoccaggio - Perdita vasche interrate - Perdita di acidi dalle batterie dei muletti e) Uso delle materie prime e delle risorse naturali: - Consumo Acqua - Consumo di combustibili per le caldaie - Consumo Energia elettrica - Consumo di gasolio per gli automezzi aziendali f) Altri aspetti ambientali: - uso di prodotti chimici (per la attività di laboratorio e per le pulizie) - conseguenze di incidenti potenziali ipotizzabili. 8.2 Valutazione degli effetti ambientali diretti La valutazione dei rischi si basa sulla stima dei fattori di criticità individuati dalla valutazione della sua gravità per la salute e sicurezza dei lavoratori, della popolazione e per l’ecosistema in genere. DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 31di 76 Dichiarazione Ambientale I fattori di criticità sono: Vastità Severità Quanta parte dell’ambiente è interes- Entità dell’impatto sull’ambiente Durata Durata dell’impatto sata dall’impatto Ad ognuno di essi è stato assegnato un punteggio da 1 a 3 (1 = non critico; 2 = critico; 3 = molto critico) e sommando questi punteggi parziali, si ottiene l’Indice di Rischio (IR). 8.3 Significatività degli aspetti ambientali La significatività di ogni impatto viene discriminata a seconda del punteggio raggiunto in fase di analisi, dal quale deriva il carattere di urgenza e/o priorità con cui intervenire sul singolo rischio. Precedentemente a tale valutazione, però si provvede a verificare la conformità legale dell’impatto. Nel caso in cui l’impatto viola prescrizioni legislative, questi immediatamente diviene obiettivo di miglioramento al fine di farlo rientrare all’interno dei limiti normativi. Solo successivamente si passa all’analisi degli altri fattori di continuità Sono ritenuti significativi gli aspetti ambientale che nella scala degli indici di valutazione assumono valori ≥ 6. In particolare: • per gli aspetti il cui indice di rischio assume valore ≥ 6 , vengono sicuramente inseriti tra gli obiettivi ambientali di miglioramento; • per gli aspetti il cui indice di rischio assume valore < 6, possono essere sia inseriti tra gli obiettivi di miglioramento, sia avviate solo azioni di sensibilizzazione o gestione. DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 32di 76 Dichiarazione Ambientale 8.4 Aspetti ambientali indiretti Si definiscono aspetti ambientali indiretti quegli aspetti ambientali sui quali la BASSO FEDELE & FIGLI S.r.l. può avere solo influenza su terzi che ne hanno a loro volta il diretto controllo. In particolare ci si riferisce a quei fornitori cui la BASSO ha demandato alcune attività, perdendo così il controllo diretto dei relativi aspetti ambientali, ma mantenendo, in maniera più o meno significativa, la propria influenza sui loro comportamenti. Attualmente gli unici aspetti ambientali indiretti sono relativi alle attività di trasporto, sia della materia prima, che avviene mediante autocisterne, sia del prodotto confezionato, che avviene mediante container. Gli impatti legati a questa attività sono: • inquinamento acustico, per le emissioni rumorose degli automezzi; • inquinamento dell’aria, dovuto ai gas di scarico; • rischio di inquinamento del suolo, dovuto al potenziale rovesciamento di una autocisterna. Nel caso di prodotto finito, il rischio è alquanto ridotto in quanto, anche in caso di ribaltamento, fuoriuscirebbe solo l’olio delle bottiglie rotte; • traffico. Pertanto, per le attività di trasporto effettuate da terzi, l’indice di rischio è pari a: Vastità Severità Durata Indice di rischio 2 1 2 5 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 33di 76 9. Tabella di correlazione tra le fasi di produzione e gli impatti ambientali 9.1 Reparto "Confezionamento" Impatti → Rifiuti Fasi di lavoro ↓ E m i s- Scarichi Conta- Rumore Consu- C o n s u- C o n s usioni in idrici minamo idri- m o mo gaatmosfezione co energe- solio ra del suotico lo Arrivo olio Sostanze Gas di Sversa- A u t o c ia s s o r- scarico mento sterna b e n t i a u t o c iaccidendell’olio sterne tale di in caso olio dalla di svercisterna samenti accidentali SversaS c a r i c o Sostanze a s s o rmento olio nelle benti accidencisterne dell’olio tale dalle in caso tubazioni di sversamenti accidentali Nastri di Lavorazio- Bottiglie Caldaia rotte per ritrasporto ne e confeImballi scaldaBottiglie zionamen- vari mento e latte to serpentiComna pressore Acqua L a v a g g i o Panni Termore- Acque di Rottura unti di traibile lavaggio accidenper lalocali e olio tale convaggio impianto fezioni Gas di Rumore Consegne scarico autoveie spedizioautocoli ni mezzi Pompe per scarico olio Impianti di confezionamento A u t omezzi Trasporto Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 34di 76 9.2 Reparto "Frantoio" Impatti Rifiuti E m i s- Scarichi Conta- Rumore C o n s u- C o n s u- C o n s usioni in idrici minamo m o mo gaFasi di atmosfezione idrico energe- solio lavoro ra del suotico lo Gas di Arrivo oliscarico Mezzi di ve mezzi di trasporto trasporto Stoccaggio olive Parti veInvio in produzione getali delle olive - defoglia- (rametti, fogliolizione Defogliatore e rulli di trasporto ne,ecc.) Lavaggio Acqua di Acqua per lavaggio olive lavaggio olive Gramolatura Estrazione centrifuga Emissioni caldaia a GPL per produzione acqua calda x gramola Emissioni 1. Sansa caldaia a GPL per 2. Acque produziodi vegeta- ne acqua calda x zione estrazione centrifuga Separazione centri- Acque di fuga vegetazione Stoccaggio olio in cisterne Defogliatore e rulli di trasporto Acqua per gramolatura Acque di vegetazione (nei casi di spandimento sul suolo) Acqua Acque di vegetazione (nei casi di spandimento sul suolo) Acqua Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 35di 76 ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI 10. Emissioni nell’atmosfera 10.1 Fumi 10.1.1 Origine e ciclo di lavorazione In azienda vi sono i seguenti punti di emissione: • n. 7 caldaie, aventi le seguenti caratteristiche (per il loro posizionamento si veda la planimetria “Altri aspetti ambientali” All.3): 1. caldaia marca BERETTA di 24 kW, a servizio dei silos interni (riscaldamento delle serpentine), alimentata a GPL (caldaia E1); 2. Sfiato della macchina A3 del lay-out di applicazione dello sliver (E2). 3. caldaia n. 1 marca RIELLO di 580 kW, per la produzione di acqua calda per il frantoio, alimentata a metano (caldaia E4); 4. caldaia n. 2 marca RIELLO di 580 kW, per la produzione di acqua calda per il frantoio, alimentata a metano (caldaia E5); 5. caldaia marca GAVARDO di 279 kW, per la produzione di vapore per l’applicazione dello sliver (E3); 6. caldaia marca BERETTA METEO BOX di 28 kW, per la produzione di acqua calda nella palazzina uffici grande ala sinistra, alimentata a metano (caldaia C1); 7. caldaia marca BERETTA di 28 kW, per la produzione di acqua calda nella palazzina uffici del reparto confezionamento, alimentata a metano (caldaia C2); Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 36di 76 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 37di 76 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 38di 76 10.1.2 Impatti ambientali Gli impatti ambientali sono costituiti dall’emissione in atmosfera dei gas di combustione delle caldaie (E2, E3, E4, E7, C1 e C2) e dai vapori della macchina termoretraibile a vapore , in particolare sono immessi in atmosfera: - ossido di azoto, CO e CO2 10.1.3 Riferimenti legislativi Limiti di emissione Le emissioni in atmosfera sono regolamentate dal Dlgs 152/2006 e nella Regione Campania dalla Delibera regionale n° 4102 del 5 agosto 1992. Trattandosi di caldaie con potenza inferiore a 50 MW, ai sensi della Del. 4102/92 Parte III punto 12, per i limiti di emissione si fa riferimento al DM 12.07.90 All. 2 Punto 1.3, il quale prevede i seguenti limiti di emissione per le suddette caldaie: - ossido di azoto, come NO2: ≤ 350 mg/Nmc Per quanto riguarda le caldaie installate a fini civili (caldaie C1 e C2), il DPR 412/93 stabilisce i seguenti limiti: • rendimento ηc ≥ 87 • CO ≤ 1.000 ppm Efficienza energetica E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2013 il DPR 16 aprile 2013 n. 74 – “Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari” - riportante i criteri di “gestione” degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva. DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 39di 76 Dichiarazione Ambientale 10.1.4 Valutazione degli effetti ambientali Vastità Severità Durata Indice di rischio 2 1 1 4 10.2 Rumore 10.2.1 Origine e ciclo di lavorazione Le sorgenti di rumore presenti all’interno dell’azienda sono: Linea Confezionamento oli • Elevatori magnetici • Depalettizzatori • Confezionatrici • Capsulatrice • Palettizzatori • Riempitrici • Nastri di trasporto Frantoio • Aspiratore-defogliatore • Frangitore • Gramolatrice • Estrattore centrifugo Origine dei rumori sono le vibrazioni ed i motori degli impianti, la movimentazione di latte e vetro, sia vuoto che pieno sui nastri di trasporto. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 40di 76 Per quanto riguarda il rumore verso l’esterno, questo è dovuto alla propagazione dei rumori interni all’azienda, visti sopra, e da un compressore posto all’esterno, alle spalle del reparto produzione. 10.2.2 Impatto ambientale L’impatto ambientale potenziale dovuto all’emissione di rumore all’interno dell’azienda è essenzialmente di danno per la salute dei lavoratori, in particolare con ripercussioni sull’apparato uditivo. Per quanto riguarda l’esterno, invece, l’impatto ambientale è costituito dall’inquinamento acustico cui sono sottoposte le abitazioni circostanti l’azienda. In seguito ad attività di ammodernamento aziendale, il 20 Novembre 2012 sono state effettuate le prove di fonometria esterne. A questa data possiamo ritenere concluse le seguenti attività: 1. lavori di costruzione dei magazzini automatizzati; 2. operazioni di ammodernamento delle linee; 3. riorganizzazione dell’area frantoio; 4. sostituzione della molazza con il frangitore a martelli; 5. riduzione della rumorosità dei compressori Kaiser AS36 n.1388 e Kaiser AS36 n.1040 per sostituzione della pannellatura fonoassorbente interna. Visto che durante l’anno 2011-2012 non è stata effettuata la molitura delle olive, il 20 Novembre 2012 si è provveduto ad effettuare una unica determinazione fonometrica, comprendente anche l’attività di molitura, che non ha evidenziato alcuna anomalia dei valori di dB rilevati. Punto di analisi Valore (dB) Valore Differenziale (dB) A 66.90 < 5.00 B 51.00 < 5.00 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 41di 76 C 66.90 < 5.00 D 69,50 < 5.00 E (POSTAZIONE FRANTOIO) 69,50 < 5.00 Tabella 2: Rumori Esterni - misurazione del 20/11/2012 figura 1: planimetria dei punti di rilievo DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 42di 76 Dichiarazione Ambientale 10.2.3 Limiti di legge e valori emessi Il Comune di S. Michele di Serino, sul quale ricade l’azienda, si è dotato di classificazione acustica del territorio, individuando l’area in cui è ubicato l’opificio quale zona prevalentemente industriale”, ai sensi dell’art.6 L.n. 447/97 (allegato 4). Pertanto, ai fini della valutazione di impatto acustico dell’azienda, vengono presi a riferimento i valori di emissione previsti dal DPCM 01.03.91, il quale per le aree di tipo prevalentemente industriale prevede un limite di accettabilità Leq (A) pari a 70 dB(A) diurni e 60 dB(A) notturni. .4 Valutazione degli effetti ambientali Vastità Severità Durata Indice di rischio 1 1 3 5 11. Scarichi idrici 11.1 Origine e ciclo di lavorazione Il ciclo di produzione non prevede l’uso di acqua al suo interno, l’acqua utilizzata in azienda deriva dalle seguenti attività: • lavaggio dei pavimenti e delle macchine dell’opificio principale e del settore frantoio; • lavaggio dei cisternini contenenti olio, una volta svuotati; • servizi igienici. La pulizia dei magazzini avviene esclusivamente con l’idropulitrice che, dopo l’uso, viene svuotata dell’acqua di lavaggio in corrispondenza della prima vasca del depuratore. Le acque di risulta dell’opificio principale e del settore frantoio sono convogliate attraverso apposite canaline di scolo alle rispettive vasche di raccolta interrate, come dettagliato nel paragrafo 16.2. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 43di 76 Le acque di lavaggio dei cisternini sono svuotate all’interno della prima vasca di accumulo del depuratore. Le acque provenienti dai servizi igienici aziendali e dall’impianto di depurazione vengono immesse nella rete fognaria di Via Nocelleto (scarico Sc1 – Reti Tecnologiche All.2) autorizzato dall’ATO1 con protocollo n. 2131 del 25.10.2012. Le acque bianche di prima pioggia, le acque di copertura degli opifici e delle tettoie vengono convogliate nella rete principale interna delle acque bianche, veicolate in una vasca di accumulo e, successivamente, inviate sulle aree esterne denominate C.da Spina. Per le acque provenienti dai servizi igienici aziendali e dall’impianto di depurazione l’azienda ha inoltrato via pec, all’ATO la richiesta di rinnovo dell’autorizzazione allo scarico e provvederà entro il 30.11.2014 a depositare presso il Suap del Comune di San Michele di Serino la pratica relativa all’AUA - autorizzazione unica ambientale istituita dal Dpr n.59 del 13 Marzo 2013 in cui far confluire anche queste autorizzazioni. Ai sensi del Dgr Campania n. 130 del 27.05.13 art. 4, le acque meteoriche di piazzale non sono soggette ad autorizzazione. Inoltre il piazzale: 1. non è sede di parcheggio; 2. non è sede di alcun tipo di lavorazione; 3. non è sede di deposito temporaneo dei rifiuti. 11.2 Depuratore Stazione di filtraggio S600 La stazione di filtraggio consiste in due filtri uno al quarzo ed uno ai carboni attivi, una pompa di mandata/controlavaggio e due serbatoi in PVC, uno per l’accumulo dell’acqua da trattare ed uno per l’accumulo dell’acqua di controlavaggio . Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 44di 76 Il filtro a quarzo viene impiegato per chiarificare l’acqua da piccole particelle inquinanti. Il processo di chiarificazione dell’acqua avviene per la sua contestuale azione fisica ed elettrostatica. L’azione fisica è determinata dall’arresto delle particelle di solidi in sospensione più grossolane che rimango- no incastrate tra un granello e l’altro durante il loro tragitto. Questo tipo di azione n o n s a- rebbe solo in grado di garantire una microfiltrazione che viene determinata invece dal- l’azione elettrostatica tipica del quarzo. I granelli quarziferi, sottoposti al passaggio dell’acqua, si sfregano tra di loro e vibrano; questo stress è in grado di polarizzare il quarzo (effetto piezoelettrico), con conseguente attrazione elettrostatica delle particelle presenti nell’acqua. Il filtro a carbone viene impiegato per l’effetto depurativo dei carboni attivi che grazie ai fenomeni di attrazione superficiale determinati dall’enorme superficie “attiva” della massa dei carboni (superficie specifica variabile fra 700 e 1500 mq/g), che è in grado di catturare per adsorbimento, cioè con un processo essenzialmente di carattere fisico, le particelle (molecole e soprattutto macromolecole organiche) delle sostanze inquinanti. Per la pulizia è necessario far percorrere il filtro in senso contrario con acqua pulita in modo che sotto la spinta dell’acqua la graniglia comincerà a sollevarsi e le particelle rimaste imprigionate sono libere di fuoriuscire. Questa operazione viene detta controlavaggio e si realizza con l’ausilio di una pompa opportunamente dimensionata, andando ad agire sulle valvole dei filtri. L’operazione di controlavaggio porta alla formazione di fanghi di risulta che saranno smaltiti tramite ditta esterna. DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 45di 76 Dichiarazione Ambientale figura 2: schema di depurazione 11.2 Impatto ambientale L’impatto ambientale è costituito dal fatto che l’acqua fognaria è convogliata a depuratori consortili per la loro depurazione. 11.3 Valutazione degli effetti ambientali Vastità Severità Durata Indice di rischio 2 1 3 6 12. Odori 12.1 Impatti ambientali L’impatto degli odori verso l’esterno dell’azienda può essere considerato trascurabile. DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 46di 76 Dichiarazione Ambientale Infatti già internamente all’azienda gli odori sono appena percettibili. Esternamente sono praticamente inavvertibili. .2 Valutazione degli effetti ambientali Vastità Severità Durata Indice di rischio 1 1 1 3 13. Polveri 13.1 Impatti ambientali Il ciclo di produzione aziendale non produce polveri in alcun punto del reparto. Le uniche polveri presenti sono quelle che si sollevano da terra a causa della movimentazione degli autocarri nel piazzale. Comunque, anche l’impatto di queste polveri è trascurabile. 13.2 Valutazione degli effetti ambientali Vastità Severità Durata Indice di rischio 1 1 1 3 14. Rifiuti smaltiti 14.1 Origine e ciclo di lavorazione Nell’ Allegato 1 alla presente Dichiarazione sono riportati gli andamenti temporali della produzione delle varie tipologie di rifiuto e la parametrizzazione della stessa rispetto alla quantità di olio lavorato, per quanto concerne i rifiuti prodotti dall’area confezionamento, e rispetto alla quantità di olive molite, per quanto concerne i rifiuti prodotti dall’area frantoio, per ogni singolo anno. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 47di 76 14.2 Tipologia di Rifiuti Prodotti Vetro Il vetro è dovuto esclusivamente dalla rottura di bottiglie in fase di lavorazione. Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 07. L'andamento temporale della produzione di rifiuti in vetro è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato. Carta I rifiuti cartacei derivano da: • Carta impiegata per la pulizia macchine e impianti; • Scarti di etichette; • Imballaggi in cartone (es. tappi, cartoncini, ecc.); • Cartoni imbevuti di olio dovuti alle rottura delle bottiglie in essi contenuti. Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 01. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato. Plastica • Rifiuti derivanti dall’ imballaggio dei prodotti approvvigionati (pallet di bottiglie e latte, scatole di tappi, ecc.); • Residui di film plastico termoretraibile utilizzato durante il confezionamento; • Contenitori di detergenti per le pulizie e colle per il confezionamento Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 48di 76 Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 02. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato. Cartoncini oleosi e farina fossile oleosa (farine esauste) I cartoncini oleosi sono rifiuti derivanti dalla filtrazione fine degli oli di oliva (operazione di brillantatura). La farina fossile oleosa, invece, è un rifiuto derivante dalla filtrazione sgrossante degli oli vergini di oliva. Entrambi i rifiuti sono smaltiti con codice CER 02 03 99. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato. Olio motore esausto Rifiuto derivante dalle attività di manutenzione degli automezzi aziendali. Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 13 02 08*. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato. Acque di vegetazione Vengono definite Acque di Vegetazione le acque reflue derivanti dall'attività di molitura delle olive. Esse sono costituite: Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 49di 76 • dall’acqua contenuta naturalmente nelle olive, che viene estratta nella fase di estrazione centrifuga e nella fase di separazione centrifuga; • l’acqua aggiunta all’estrattore centrifugo per favorire la separazione della fase liquida (olioacqua) dalla fase solida; • l’acqua utilizzata per il lavaggio dell’impianto. Le acque di vegetazione sono raccolte in una apposita vasca interrata di 35 m3 situata sulla parte retrostante del frantoio e successivamente destinate: 1. ad utilizzazione agronomica mediante SPANDIMENTO su terreni autorizzati. A tale scopo sono possono essere impiegati i seguenti terreni: • fondo agricolo di proprietà di “UNICA di Federico e Fabrizio snc”,, ubicato nel Comune di S. Michele di Serino (AV) in catasto al Foglio di mappa n. 2 particelle n 62, 76, 77, 215, 252, 253, 254, 290, 291, 307, 312, per una superficie complessiva di ha 01.10.35; • terreno agricolo di proprietà di “UNICA di Federico e Fabrizio snc”, ubicato nel Comune di Castelfranci (AV) alla c.da Baino in catasto al Foglio di mappa n. 12, particelle n7, 8, 10, 23, 67, 88, 99, 125, 219, 233, 255, 256, 311, 312, 313, 314 e 337 per una superficie complessiva di ettari 09.53.70. Le attività di spandimento sono predisposte in base a quanto previsto dalla “Disciplina tecnica regionale per l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sansa umide dei frantoi oleari” emanata dalla Regione Campania con DGR N. 398 del 28/03/2006. A tal fine è necessario presentare al Sindaco del comune in cui sono ubicati i terreni oggetto di spandimento un apposito modello di comunicazione (AV1), almeno trenta giorni prima di effettuare lo spandimento. La comunicazione è così articolata: • dichiarazione a cura del titolare del frantoio e caratteristiche del frantoio; • dichiarazione a cura del titolare del sito di spandimento e caratteristiche del sito; • dichiarazione a cura del titolare del contenitore per lo stoccaggio. Alla comunicazione va allegata una relazione tecnica redatta da un agronomo, nella fattispecie dal Dr. Agronomo Raffaele Rodia, che contiene le seguenti indicazioni: • sito di spandimento; Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 50di 76 • trasporto e modalità di spandimento; • caratterizzazione pedologica ed agronomica; • allegato cartografico. La Basso Fedele & Figli ha, inoltre, l’obbligo di tenere: • un “Registro per l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide dei frantoi oleari”, composto da fogli numerati e vidimati dal Sindaco del comune in cui sono ubicati i terreni, sul quale devono essere annotati i movimenti dei reflui dalla vasca di stoccaggio al sito di spandimento. • Un “Quaderno di molitura” composto da fogli numerati e vidimati dal Sindaco del comune in cui sono ubicati i terreni, con l’indicazione giornaliera della quantità di olive molite e della relativa data di molitura • documento di trasporto “Modello T”, timbrato e vidimato dal Sindaco del comune in cui sono ubicati i terreni, che deve accompagnare sempre il movimento delle acque di vegetazione. A chiusura dell’attività di molitura la Basso Fedele & Figli srl provvede a consegnare al comune in cui sono ubicati i terreni oggetto dello spandimento i seguenti documenti: • copia del “Registro per l’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e delle sanse umide dei frantoi oleari” debitamente compilato; • copia del “Quaderno di molitura” debitamente compilato; • copia dei documenti di trasporto “Modello T”; • lettera di comunicazione di chiusura dell’attività di molitura che sarà debitamente protocollata. Per le campagne olearie 2004-2005 e 2005-2006 le attività di smaltimento e utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione sono avvenute in conformità a quanto previsto dalla L. 574 dell’11/ 11/1996. Per la campagna 2010-2011 la Basso non ha previsto alcuna operazione di molitura. Dal Novembre del 2012 la Basso ha ripreso l’attività di molitura e della richiesta di spandimento per le relative acque di vegetazione. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 51di 76 Le quantità, la modalità di smaltimento e l’andamento temporale della produzione delle acque di vegetazione , sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato, sono riassunte in Allegato 1. 2. SMALTIMENTO delle acque di vegetazione Le acque di vegetazione, in alternativa allo Spandimento, possono essere trattate come rifiuto. In tal caso vengono smaltite con codice CER 02 03 01 tramite una ditta specializzata ed autorizzata. Le quantità, la modalità di smaltimento e l’andamento temporale della produzione delle acque di vegetazione , sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato, sono riassunte in Allegato 1. Per la campagna 2007-2008 la Basso non ha chiesto l’autorizzazione allo spandimento delle acque di vegetazione sui terreni scegliendo di smaltirle tramite una ditta specializzata. Per la campagna 2009-2010 la Basso pur avendo chiesto l’autorizzazione allo spandimento delle acque di vegetazione sui terreni ha scelto di smaltirle tramite le stesse ditta specializzata. Per la campagna 2010-2011 la Basso non ha previsto alcuna operazione di molitura. Dalla campagna olearia 2011-2012, la Basso ha chiesto l’autorizzazione allo spandimento delle acque di vegetazione sui terreni sopra indicati. Residui vegetali Le olive consegnate per la molitura solitamente contengono anche, seppure in minima parte, residui di rametti e foglioline, rimasti vicini alle olive in fase di raccolta delle stesse. Tali residui sono estratti dalle olive dall'impianto di aspirazione-defogliatura, posto all'inizio della linea di lavorazione del frantoio e scaricati in apposti contenitori. Dal 2006, previo accordi con gli stessi fornitori di olive, queste arrivano in azienda già defogliate. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 52di 76 Sansa di olive Dalla fase di estrazione centrifuga deriva come rifiuto la sansa di olive. Questa è trasportata mediante una coclea interrata all’esterno del frantoio dove viene convogliata in un apposito scarrabile che, una volta riempito, viene destinato ad un sansificio. L'andamento temporale della produzione sansa di olive è riportata in Allegato 1. Reflui liquidi Residui di laboratorio Altro rifiuto di natura liquida è costituito dai residui dei reagenti di laboratorio, raccolti all'interno dello stesso laboratorio in apposite taniche e ritirato da ditta autorizzata per lo smaltimento. Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 16 05 06*. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1, sia intermini assoluti che parametrizzati al quantitativo di olio lavorato. Batterie esauste Batterie esauste provenienti dai carrelli elevatori. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1. Lampade al neon Rifiuto derivante dalla sostituzione delle lampade al neon degli uffici e dei fly-killer ubicati nella zona Produzione. Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 20 01 21. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1. Toner e cartucce Rifiuto derivante dalla sostituzione di Toner nelle fotocopiatrici e di cartucce nelle stampanti degli addetti agli uffici. Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 08 03 18. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 53di 76 L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1. Imballaggi metallici Sono costituiti da latte e lattine che si deformano durante le fasi di depalettizzazione / trasporto alle riempitici e quindi non utilizzabili per il confezionamento. Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 04. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1. Imballaggi in materiali misti Sono costituiti da imballaggi tali da non poter separarne le varie componenti (plastica, carta, ecc.). Tali rifiuti sono smaltiti con codice CER 15 01 06. L'andamento temporale della produzione di tali rifiuti è riportato in Allegato 1. Rifiuti provenienti dall’attività del depuratore: Carbone attivo esaurito – CER 190904 Concentrati acquosi – CER 161004 Soluzioni acquose contenenti sostanze pericolose – CER 161003 14.3 Effetti ambientali Nei grafici sopra riportati sono riportati i quantitativi di rifiuti prodotti negli anni, sia in valore assoluto che rapportati alle produzioni. 14.4 Valutazione degli effetti ambientali L’aspetto ambientale in oggetto ha effetti in condizioni operative normali trascurabili, inoltre sussiste una bassa probabilità che possano esservi effetti rilevanti in caso di malfunzionamenti sugli impianti. DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 54di 76 Dichiarazione Ambientale Vastità Severità Durata Indice di rischio 1 1 1 3 14.5 “Area di stoccaggio temporaneo dei rifiuti” Dal 2012, la Basso Fedele & Figli srl, in concomitanza con le operazioni di ristrutturazione e ammodernamento aziendale, ha individuato alcuni punti strategici per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti.(Allegato “ Altri Aspetti tecnologici”) Magazzino Vuoti I rifiuti stoccati in quest’area vengono sistemati in funzione del codice CER in cassoni in plastica (120 cm x80 cm x80 cm) chiusi con appositi coperchi, l’area è delimitata e ben evidenziata. I rifiuti qui stoccati sono: • imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminate da tali sostanze CER 15 01 10* • sostanze chimiche di laboratorio contenenti o costituite da sostanze pericolose comprese le miscele di sostanze chimiche di laboratorio CER 16 05 06* • assorbenti, materiali filtranti(inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose CER 15 02 02* • toner stampa esauriti CER 08 03 18* • lampade fluorescenti CER 20 01 21* • scarti d'inchiostro contenenti sostanze pericolose CER 08 03 12* • altri oli per motori CER 13 02 08* Area retrostante il frantoio Qui sono disposti n.3 compattatori, di cui: • n.1 per lo stoccaggio di imballaggi in carta e cartone CER 150101 • n.1 per lo stoccaggio di imballaggi in plastica CER 150102 • n.1 per lo stoccaggio di imballaggi in materiali misti CER 150106 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 55di 76 e n. 2 cassoni ,di cui: • n.1 per lo stoccaggio di imballaggi metallici CER 150104 • n.1 per lo stoccaggio di imballaggi in vetro CER 150107 Area scarico olii In quest’area sono stoccati i cassoni chiusi (120 cm x80 cm x80 cm) contenenti: • cartoncini oleosi e farine fossili CER 02 03 99 • assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi diversi da quelli alle voci 150202 CER 15 02 03. Entrambe le aree (Area retrostante il frantoio - Area scarico olii) sono completamente coperte da pensiline per preservare i cassoni ed i compattatori dalle intemperie. 14.6 Impatti ambientali Poiché i suddetti rifiuti vengono avviati in discarica, non esiste un vero impatto ambientale legato ad essi. L’unico impatto deriva dalla considerazione che un minore quantitativo prodotto significa un migliore impatto sull’ambiente. 15. Contaminazione del suolo Il rischio di contaminazione del suolo potrebbe derivare da: 1. serbatoi olio; 2. serbatoio di gasolio esterno; 3. acido delle batterie dei muletti. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 56di 76 15.1 Sversamento accidentale 15.1.1 Impatti ambientali Sversamento Olio Nel caso di fuoriuscita accidentale di olio dai serbatoi di stoccaggio, esiste un bacino di raccolta atto a contenere olio e quindi ad evitarne la dispersione nell’ambiente. Nel caso di fuoriuscita dalle autocisterne, l’olio potrebbe espandersi nell’area circostante, comunque sempre limitato al piazzale interno dell’azienda, ove sostano gli automezzi nelle fasi di scarico dell’olio. In questo caso si farà uso di appositi kit di adsorbimento che prevedono l’uso di sostanze assorbenti, barriere di contenimento e copri-tombini per evitare che l’olio convogli nella pubblica fognatura. Sversamento gasolio Nel caso di fuoriuscita accidentale di gasolio dal serbatoio di stoccaggio, esiste un bacino di raccolta atto a contenere il gasolio e quindi ad evitarne la dispersione nell’ambiente. Sversamento acido dalle batterie dei muletti A seguito del DLgs. n° 20 del 24 gennaio 2011 “Regolamento recante l’individuazione della misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti di cui devono dotarsi gli impianti destinati allo stoccaggio, ricarica, manutenzione, deposito e sostituzione degli accumulatori” , è fatto obbligo di individuare, all’interno dell’azienda, un’area destinata al ripristino dell’efficienza delle batterie e ad avere a disposizione, nella stessa area, una quantità di sostanza estinguente sufficiente a neutralizzare l’elettrolito presente nella batteria con il maggior contenuto di acido. In azienda sono presenti n°12 carrelli elevatori per un contenuto totale di acido pari a 1.485 L. Il quantitativo di neutralizzante acquistato è stato calcolato in funzione dei parametri indicati dal suddetto decreto: impianti medi fino a 20 batterie: Del 100% dell’elettrolito presente nella batteria di maggiore contenuto acido DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 57di 76 Dichiarazione Ambientale pertanto, prendendo in considerazione il carrello con il maggior contenuto acido (145,95 L) e le caratteristiche di assorbimento del prodotto “Solfisan” (0,800 Kg(circa) per neutralizzare 1L di acido), sono stati acquistati un totale di 120 kg di neutralizzante. .2 Valutazione degli effetti ambientali Vastità Severità Durata Indice di rischio 1 1 1 3 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 58di 76 16. Serbatoi e vasche interrati 16.1 Serbatoi GPL In azienda è presente un serbatoio interrato di GPL e 4 vasche di raccolta acque reflue. Caratteristiche del serbatoio GPL sono le seguenti. Serbatoio GPL (vedi planimetria sotto) Marca: Walter Tosto Serbatoi N. matricola: 99314613 N. fabbrica: 331267 Anno costruzione: 1999 Capacità: 1.650 l Pressione di esercizio: 17,65 bar Tale serbatoio è più utilizzato per l’alimentazione della caldaia a servizio dei silos interni al reparto confezionamento (caldaia E2 della planimetria relativa). 16.2 Vasche interrate In azienda sono presenti n. 5 vasche interrate, come di seguito descritto (riferimento planimetria “Reti Tecnologiche” All.2). Una prima vasca, della capacità di circa 20 mc, è ubicata in prossimità della palazzina uffici (vasca A). Non si tratta di una vasca di accumulo ma solo di transito delle acque nere dei servizi igienici della palazzina uffici: in essa confluiscono i reflui dei bagni degli spogliatoi e del bagno degli autisti che vengono poi pompati ad un pozzetto in piano rispetto all’immissione in pubblica fognatura. La vasca di raccolta acque di lavaggio frantoio (vasca B) ha una capacità di circa 20 mc. I muri sono realizzati in calcestruzzo di spessore pari a 30 cm con fondazione di tipo a platea armata di 50 cm. L'intera vasca è rivestita con materiale impermeabile del tipo a polisterene espanso sinterizzato. DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 59di 76 Dichiarazione Ambientale Le acque sono periodicamente convogliate, tramite pompa e tubazione esterna, alla vasca C del depuratore. La vasca di raccolta depuratore (vasca C) nella quale confluiscono i reflui del reparto confezionamento e quelli provenienti dalla vasca B (frantoio). Essa ha una capacità di circa 20 mc. E’ costruita in cemento armato e resa impermeabile con idonei materiali. La vasca magazzino interrato (vasca D), attualmente dismessa, ha una capacità di circa 20 mc. I muri sono realizzati in calcestruzzo di spessore pari a 30 cm con fondazione di tipo a platea armata di 50 cm. L'intera vasca è rivestita con materiale impermeabile del tipo a polisterene espanso sinterizzato. La vasca di raccolta delle acque di vegetazione (vasca E) ha una capacità di circa 80 mc (4,00 m x 6,00 m x 3,30 m), per un accumulo totale di circa 800 q.li di liquido. I muri sono realizzati in calcestruzzo di spessore pari a 30 cm con fondazione di tipo a platea armata di 50 cm. L'intera vasca è rivestita con materiale impermeabile del tipo a polisterene espanso sinterizzato. Con frequenza quinquennale le vasche B-C-E sono sottoposte ad una prova di tenuta per verificare la eventuale presenza di perdite, con conseguente rischio di inquinamento del sottosuolo. La prova viene effettuata mediante misurazione con un’asta graduata del livello del liquido al tempo 0 e dopo 12, 24 e 36 ore. L’ultima prova di tenuta è stata effettuata a Giugno 2015. 16.3 Valutazione degli effetti ambientali Per quanto riguarda il serbatoio GPL, questi è del tipo a doppia tenuta, per cui non costituisce fonte di pericolo per l’inquinamento del sottosuolo. Vastità Severità Durata Indice di rischio 1 1 2 4 DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 60di 76 Dichiarazione Ambientale 17. Serbatoi esterni 17.1 Descrizione Quali serbatoi esterni è presente un serbatoio di gasolio, con vasca di contenimento, con capacità di 3.500 l. Le caratteristiche tecniche del serbatoio sono: Costruttore : OMEGA Modello: EU - 25 N° matricola valvola : 546755 N° di fabbricazione : 148577 Il serbatoio e la colonnina distributore sono dotati delle relative certificazioni di legge. 17.2 Valutazione degli effetti ambientali Per quanto riguarda il serbatoio di gasolio, questi è del tipo a doppia tenuta, per cui non costituisce fonte di pericolo per l’inquinamento del suolo. Vastità Severità Durata Indice di rischio 1 1 2 4 18. Uso di risorse naturali ed energetiche 18.1 Consumo di acqua Acqua da rete idrica L’acqua all’interno del ciclo di produzione è utilizzata esclusivamente per: • pulizie di impianti e locali, • lavaggio cisternini, una volta svuotati dell’olio in essi contenuto; • servizi igienici. L'acqua è prelevata dalla condotta idrica pubblica. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 61di 76 L'andamento temporale dei consumi idrici è riportata in Allegato 1. Acqua da pozzo All’interno dell’azienda è presente un pozzo (vedi planimetria Allegato 3) autorizzato dalla Provincia di Avellino – Settore Politica del territorio - Ufficio Acque con provvedimento n. 6158 del 03/11/2004. L’acqua di detto pozzo è usata per : - lavaggio piazzale, - irrigazioni prati. Il pozzo ha le seguenti caratteristiche: - anno di costruzione: 1995 - anno di inizio impiego: 2002 - profondità pozzo: 16 m - livello piezometrico dell’acqua: 9 m - profondità di posizionamento pompa: 16 m - potenza elettropompa: 1,1 KW. - portata: 1 l/sec. - diametro pozzo: 60 cm Il pozzo è munito di apposito contatore per la misura dei quantitativi di acqua prelevata. Il contatore, marca OPTIMA ARTIST-MNR AR è stato sottoposto a regolare prova di funzionamento all'atto della installazione (vedi allegato 8). Al fine di potenziare la sicurezza di fornitura idrica in caso di incendio, è stata fatta richiesta di estensione dell’attuale autorizzazione anche per i seguenti usi: • uso antincendio, che comprende tutti gli utilizzi delle acque finalizzati ai servizi antincendio pubblici e privati; • uso per lavaggio strade, utilizzo delle acque per il lavaggio di strade e superfici impermeabilizzate. (Come previsto dal Regolamento n.12 del 12 Novembre 2012 – BURC n. 72 del 19 Novembre 2012) L'andamento temporale dei consumi idrici è riportato in Allegato 1. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 62di 76 18.2 Consumo di gasolio Il gasolio viene utilizzato per gli autocarri impiegati per il trasporto del prodotto finito al cliente quando questo è a carico dell’azienda, e per le auto aziendali. L'andamento temporale dei consumi di gasolio è riportato in Allegato 1. 18.3 Consumo di energia elettrica Tutti gli impianti e attrezzature sono funzionanti ad energia elettrica, inclusi i carrelli elevatori. L'andamento temporale dei consumi elettricità è è riportato in Allegato 1. 18.4 Consumo di GPL Il GPL è stato usato fino a maggio 2009 per l’alimentazione di tutte le caldaie. L'andamento temporale dei consumi di GPL è riportato in Allegato 1. A partire da maggio 2009 il GPL è utilizzato per l’alimentazione della caldaia del custode e quella utilizzata per il riscaldamento delle serpentine dei silos interni (rispettivamente pos. 1 e 2 planimetria P1). 18.5 Consumo di sansa Per l’impianto frantoio è stata utilizzata negli anni 2004 e 2005 una caldaia alimentata con sansa di olive, acquistata con le relative certificazioni presso un sansificio. Dal 2006 questa caldaia non è più in uso ed è stata dimessa. 18.6 Consumo di gas metano A partire da maggio 2009 per l’alimentazione delle caldaie 3, 4, 5 e 6 è utilizzato gas metano, proveniente dalla rete di distribuzione pubblica. L'andamento temporale dei consumi di gas metano è riportato in Allegato 1. .5 Valutazione degli effetti ambientali DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 63di 76 Dichiarazione Ambientale Vastità 1 Severità 1 Durata 2 IR 4 19. Sostanze di natura chimica I prodotti chimici normalmente in uso sono i seguenti: Tabella 1: sostanze chimiche Impiego Prodotto Area Di Utilizzo Etanolo Acidità Laboratorio Etere Dietilico Acidità - .Pirofeofitine - Alchilesteri Laboratorio Fenoftaleina Acidità Laboratorio Isoottano ( 2,2,4 Trimethylpentane) Spettro Laboratorio Cromato Di Potassio Steroli Laboratorio Acido Acetico Perossidi Laboratorio Cloroformio Perossidi Laboratorio Salda D’amido (Starch Amid Solution) Perossidi Laboratorio Ioduro Di Potassio Perossidi Laboratorio Sodio Tiosolfato 0,01 N Per 1000 Ml Perossidi Sodio Idrossido 0,1 N Per 1000 Ml Laboratorio Spettrofotometria - Gas-cromatografia - Alchilesteri - DiLaboratorio gliceridi Gas-cromatografia - pirofeofitine Laboratorio Acidità Laboratorio Acetonitrile Pirofeofitine Laboratorio Diclorametano Processi di purificazione Laboratorio Cicloesano Processi di purificazione Laboratorio Acetone Pirofeofitine Laboratorio Acquax HPLC Pirofeofitine Laboratorio Iodio 0,1 N Perossidi Laboratorio Miscela Cromica Pulizia della vetreria Laboratorio Panisidine Indici di ossidazione Laboratorio Triclorometano Processi di purificazione Laboratorio Etere Di Petrolio Pirofeofitine Laboratorio Ossido Di Dietile / Laboratorio Calce Sodata / Laboratorio Alcole Etilico Acidità Laboratorio Ossido Di Alluminio / Laboratorio Gel Di Silice Alchilesteri Laboratorio Trilinoleina / Laboratorio Idrossido Di Potassio Gas-cromatografia Laboratorio N-Esano Metanolo Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 64di 76 Pyridyne Acs Digliceridi Laboratorio Sodio Solfato Anidro Steroli Laboratorio Eptano Alchilesteri - Digliceridi Laboratorio Bstfa Digliceridi Laboratorio Wijs Solution I2 Laboratorio Per tutti i prodotti sopra elencati sono disponibili presso il laboratorio le relative schede tecniche. 20. Elettrosmog All’interno dell’azienda quale fonte di inquinamento elettromagnetico è presente la cabina di trasformazione MT/bt. Essa è segregata in una area aziendale distante dai luoghi di lavoro, per cui i potenziali effetti sulla salute dei lavoratori sono praticamente nulli. 21. Sostanze ionizzanti La tipologia di attività svolta dall’azienda non richiede l’impiego di fonti o sostanze ionizzanti. 22. Impatto visivo Nessun fabbricato dell’azienda o parte di esso spicca particolarmente in altezza, per cui l’impatto visivo dell’azienda risulta mitigato. Inoltre il lato strada dell’azienda è delimitato da un filone di cespugli di lato fusto che corre lungo tutto il muro, che mitiga ulteriormente l’impatto visivo dei fabbricati. 23. Presenza di PCB/PCT 23.1 Requisiti normativi La gestione dei PCB /PCT all’interno delle aziende è disciplinata, tra gli altri, dal Decreto Legi- slativo 22 maggio 1999, n. 209 "Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 151 del 30 giugno 1999. Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 65di 76 23.2 Situazione aziendale All’interno dell’azienda non sono presenti impianti con concentrazioni PCB/PCT tali da considerarli impianti contaminanti. In azienda l’unica fonte di PCB/PCT è il fluido isolante, olio minerale, contenuto nel trasformatore elettrico presente nella cabina di trasformazione i cui dati sono riportati qui di seguito: Dati del trasformatore Casa costruttrice Anno di costruzione Matr. N. KVA H2 Alta tensione Bassa tensione Tensione di CTO-CTO% Massa totale Massa olio minerale PCB/PCT (espresso come aroclor 1260) Elettrotecnica Industriale GRITTI 2003 3507 630 50 20 ± 2 x 2,5% KV – 18,14 A 400V – 907 A 4 2000 Kg 410 Kg 13 mg/Kg (limite max 50 mg/Kg ) L’olio minerale contenuto nel trasformatore contiene 13 mg/Kg di PCB/PCT (rif. Analisi del 08.03.13) e pertanto è da considerarsi non contaminato essendo il limite massimo consentito previsto dalla legge pari a 50 mg/Kg (D.P.R. 216/88 ART. 4 comma II – Attuazione dir. CEE 85/467 – D.M. 11/02/89 – D.L. 95/1992 – D.L. 209/99). 24. Impatto logistico Dal punto di vista dell’impatto logistico l’azienda è situata in prossimità del raccordo autostradale, SA - AV. Gli impatti legati a questa attività sono: • inquinamento acustico, per le emissioni rumorose degli automezzi; • inquinamento dell’aria, dovuto ai gas di scarico; Dichiarazione Ambientale • DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 66di 76 rischio di inquinamento del suolo, dovuto al potenziale rovesciamento di una autocisterna. Nel caso di prodotto finito, il rischio è alquanto ridotto in quanto, anche in caso di ribaltamento, fuoriuscirebbe solo l’olio delle bottiglie rotte; • traffico. Al fine di contenere le emissioni da gas di scarico, con frequenza annuale tutti i mezzi di trasporto sono sottoposti a verifica presso officine autorizzate. Mediamente con gli automezzi aziendali vengono effettuate 8-9 spedizioni a settimana. Tutti gli automezzi impiegati nel trasporto (MP, PF, Imballaggi) non attraversano alcun centro abitato, attraversandoli solo nella periferia. 25. Sostanze lesive dell'ozono ed impatto sull’effetto serra Quali sostanze potenzialmente lesive dell'ozono, all'interno dell'azienda sono presenti: 1. R 407- C (miscela ternaria di HFC-32, HFC-125, HFC-134a). 2. R 134.a (Tetrafluoroetano) 3. R 410 a (miscela binaria di HFC-125, HFC-32) L'uso di tali sostanze è normato dai seguenti regolamenti UE: a) Reg. CE n. 1494/2007 "Etichette e requisiti di etichettatura per i prodotti e le apparecchiature contenenti taluni gas fluorurati ad effetto serra" b) Reg. CE n. 517/2014 "Gas fluorurati ad effetto serra" c) Reg. CE n. 2037/2000 "Sostanze che riducono lo strato di ozono", come sostituito dal Reg. CE n. 1005/2009. Gas R 407-C Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 67di 76 Il gas R 407-C è utilizzato dall'impianto di condizionamento dell'aria all'interno degli uffici "ala nuova". Il gas R 407-C non rientra tra le sostanze individuate dal ex Reg. CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009), pertanto per esso non è applicabile l'art. 4 c. 1 del DPR 15.02.06 n. 147, che prevede che sull'impianto deve essere effettuato un "Controllo delle fughe di gas" con frequenza almeno annuale. Il gas R 407-C rientra però tra le sostanze di cui all'Allegato 1 del Reg. CE n. 517/2014 del 16.04.14, il quale prevede: • controllo per individuare eventuali perdite dall'impianto, almeno una volta l'anno (rif. art. 4); • in caso di riparazioni, entro il mese successivo l'impianto deve essere sottoposto a controllo per individuare eventuali perdite e per accertare che la riparazione sia stata efficace (rif. art. 4); • tenuta di un registro in cui è riportata la quantità e il tipo di gas fluorurati ad effetto serra installati,le quantità eventualmente aggiunte e quelle recuperate durante le operazioni di manutenzione,di riparazione e di smaltimento definitivo (rif. art. 6); • tenuta di un registro contenente altre informazioni pertinenti, inclusa l'identificazione della società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o la riparazione,nonché le date e i risultati dei controlli effettuati (rif. art. 6); • predisporre il corretto recupero dei gas fluorurati ad effetto serra da parte di personale certificato (rif. art. 3). Gas R134 a (Tetrafluoroetano) Questo gas è utilizzato dai seguenti essiccatori a servizio dei compressori per la produzione di aria compressa: Essiccatore essiccatore DFE 43 per compressore 1 (AS 36) essiccatore DFE 43 per compressore 2 (AS 36) Q.tà gas 0,8 kg 0,8 kg Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 68di 76 essiccatore TCH per compressore 3 (ASK 35) essiccatore ERD 15 per compressore 4 (ABAC) 0,68 kg 0,46 kg Il gas R 134 a non rientra ne tra le sostanze individuate dall’ex Reg. CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009) ne tra le sostanze di cui all'Allegato 1 Reg. CE n. 517/2014. Gas R 410 a Questo gas è utilizzato dall'impianto di condizionamento dell'aria all'interno degli uffici "ala vecchia". Nell’Agosto del 2013, in seguito alla realizzazione di una guardiola all’ingresso dell’azienda, è stato istallato un nuovo condizionatore contenente R 410 a nella quantità di 0,95 kg Il gas R 410 a non rientra tra le sostanze individuate dal ex Reg. CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009), pertanto per esso non è applicabile l'art. 4 c. 1 del DPR 15.02.06 n. 147, che prevede che sull'impianto deve essere effettuato un "Controllo delle fughe di gas" con frequenza almeno annuale. Il gas R 410 a rientra però tra le sostanze di cui all'Allegato 1 del Reg. CE n. 517/2014 del 16.04.14, il quale prevede: • controllo per individuare eventuali perdite dall'impianto, almeno una volta l'anno (rif. art. 4); • in caso di riparazioni, entro il mese successivo l'impianto deve essere sottoposto a controllo per individuare eventuali perdite e per accertare che la riparazione sia stata efficace (rif. art. 4); • tenuta di un registro in cui è riportata la quantità e il tipo di gas fluorurati ad effetto serra installati,le quantità eventualmente aggiunte e quelle recuperate durante le operazioni di manutenzione,di riparazione e di smaltimento definitivo (rif. art. 6); • tenuta di un registro contenente altre informazioni pertinenti, inclusa l'identificazione della società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o la riparazione,nonché le date e i risultati dei controlli effettuati (rif. art. 6); • predisporre il corretto recupero dei gas fluorurati ad effetto serra da parte di personale certificato (rif. art. 3). DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 69di 76 Dichiarazione Ambientale Schema riassuntivo gas Tipo di gas R 410 a R 134 a R 410 a R 407-C R 410 a R 410 a R 410 a R 410 a Impatto Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009) Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n. 2014 (ex Reg. CE n. 842/2006) Non lesivo per lo strato di ozono Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n. 2014 (ex Reg. CE n. 842/2006) Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009) Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n. 2014 (ex Reg. CE n. 842/2006) Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009) Gas ad effetto serra, ai sensi 0del Reg. UE n. 2014 (ex Reg. CE n. 842/2006) Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009) Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n. 2014 (ex Reg. CE n. 842/2006) Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009) Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n. 2014 (ex Reg. CE n. 842/2006) Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009) Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n. 2014 (ex Reg. CE n. 842/2006) Non lesivo per lo strato di ozono, ai sensi del CE n. 2037/2000 (ora Reg. CE n. 1005/2009) Gas ad effetto serra, ai sensi del Reg. UE n. 2014 (ex Reg. CE n. 842/2006) Quantità Reg. 0,95 kg Impiego Guardiola 517/ 1,98 ton CO2 eq. 517/ 2,74 kg Essiccatori DFE 43, TCH e ERD 15 2,51 ton CO2 eq. 5,7 kg Condizionamento uffici "ala vecchia" 517/ 11,90 ton CO2 eq. Reg. Reg. 23 kg 517/ Condizionamento uffici "ala nuova" 40,80 ton CO eq. 4 kg Condizionatori Sala Convegni e Sala Panel 517/ 8,4 ton CO2 eq. Reg. Reg. 4 kg 517/ 8,4 ton CO2 eq Reg. 4 kg 517/ 8,4 ton CO2 eq Reg. 1 Kg 517/ 2,1 ton CO2 eq Condizionatori Sala Convegni e Sala Panel Condizionatori Sala Convegni e Sala Panel Condizionatore sala Server Ai sensi dell’art. 16, comma 1, del D.P.R. del 27 Gennaio del 2012, n.43 è stata effettuata la registrazione on-line dell’azienda sul sito dell’ISPRA ambiente, annualmente viene effettuata la relativa comunicazione su eventuali interventi di manutenzione/sostituzione. 26. Amianto In azienda non sono presenti materiali di alcun tipo che possano contenere amianto o composti ad esso attinenti. DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 70di 76 Dichiarazione Ambientale ASPETTI AMBIENTALI INDIRETTI 27. Aspetti ambientali indiretti Si definiscono aspetti ambientali indiretti quegli aspetti ambientali sui quali la BASSO FEDELE & FIGLI S.r.l. può avere solo influenza su terzi che ne hanno a loro volta il diretto controllo. In particolare ci si riferisce a quei fornitori cui la BASSO ha demandato alcune attività, perdendo così il controllo diretto dei relativi aspetti ambientali, ma mantenendo, in maniera più o meno significativa, la propria influenza sui loro comportamenti. Attualmente gli unici aspetti ambientali indiretti sono relativi alle attività di trasporto, sia della materia prima, che avviene mediante autocisterne, sia del prodotto confezionato, che avviene mediante container. Gli impatti legati a questa attività sono: • inquinamento acustico, per le emissioni rumorose degli automezzi; • inquinamento dell’aria, dovuto ai gas di scarico; • rischio di inquinamento del suolo, dovuto al potenziale rovesciamento di una autocisterna. Nel caso di prodotto finito, il rischio è alquanto ridotto in quanto, anche in caso di ribaltamento, fuoriuscirebbe solo l’olio delle bottiglie rotte; • traffico. Pertanto, per le attività di trasporto effettuate da terzi, l’indice di rischio è pari a: Vastità Severità Durata Indice di rischio 2 1 2 5 DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 71di 76 Dichiarazione Ambientale TABELLA RIASSUNTIVA INDICI DI RISCHIO 28. Tabella riassuntiva degli indici di rischio Nella tabella seguente sono condensati gli indici di rischio relativi agli aspetti ambientali analizzati nei paragrafi precedenti. Tabella 2: Indici di rischio Aspetto Emissioni Rumore Scarichi Odori Polveri Rifiuti Contaminazione del suolo Serbatoi e vasche interrate Serbatoi esterni Uso di risorse naturali ed energetiche Aspetti ambientali indiretti Vastità 2 1 2 1 1 1 1 Severità 1 1 3 1 1 1 1 Durata 2 3 2 1 1 1 1 Indice di rischio 5 5 8 3 3 3 3 1 1 2 4 1 1 1 1 2 2 4 4 2 1 2 5 DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 72di 76 Dichiarazione Ambientale SITUAZIONI DI EMERGENZA 29. Situazioni di emergenza Per ogni impatto ambientale, come descritto al par. 8, nel seguito vengono analizzati gli indici di rischio relativamente alle potenziali situazioni di emergenza che possono verificarsi. Vastità Severità Durata Quanta parte dell’ambiente può essere Quanto dannoso può risultare l’impatto Per quanto tempo può manifestarsi interessata in caso di emergenza per l’ambiente in caso di emergenza l’impatto in caso di emergenza Con i criteri suddetti, gli indici di rischio IR sono i seguenti: Tabella 3: Indici di rischio in situazioni di emergenza Impatto Emissioni in atmosfera Rumore Scarichi acque Rifiuti Contaminazione del suolo Trasporto da terzi Trasporto aziendale Incendio Vastità 2 3 2 1 2 2 2 3 Severità 2 2 2 3 2 3 3 3 Durata 2 1 2 2 3 2 2 2 IR 6 6 6 6 7 7 7 8 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 73di 76 OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO AMBIENTALE 30. Obiettivi di miglioramento ambientale Al fine di avere una applicazione concreta dei principi guida esposti nella “Politica per la Qualità e l’Ambiente”, l’azienda BASSO FEDELE & FIGLI S.r.l. si prefigge per il periodo 2015 - 2017 il raggiungimento dei seguenti obiettivi: 1. miglioramento della gestione delle risorse energetiche 2. riduzione dei consumi di sostanze di natura chimica Obiettivo n. 1: Miglioramento della gestione delle risorse energetiche Valore relativo iniziale 2014: Aattualmente sono utilizzati n. 6 server per la gestione ed archiviazione dei dati. Il consumo energetico derivante dal loro impiego è pari a 3.000 kWh / anno. Valore relativo 2017 atteso: Il traguardo atteso è quello di ridurre tali consumi a 600 kWh/anno. Modalità operative Il traguardo lo si intende realizzare mediante la sostituzione dei suddetti 6 server con uno solo, molto più veloce e con consumi ridotti, con i relativi accessori. Responsabilità 1. CED per la scelta del Server e relativi accessori 2. AU per l’acquisto del Server e relativi accessori 3. CED per la sostituzione dell’impianto esistente con il nuovo Risorse Risorse umane: non necessaria Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 74di 76 Risorse economiche: € 16.000 Tempi di esecuzione a) Entro Dicembre 2014: analisi e progettazione del nuovo impianto di archiviazione dati (obiettivo raggiunto); b) Entro Luglio 2015: acquisto del nuovo Server e dei relativi accessori; c) Entro Dicembre 2016: ultimazione dei lavori di installazione del nuovo impianto di archiviazione dati. Obiettivo n. 2: riduzione della produzione di rifiuti speciali Valore relativo iniziale 2014: Attualmente sono utilizzate n. 14 stampanti laser. Queste conseguentemente portano alla produzione di circa 100 kg di toner come rifiuto speciale. Valore relativo 2017 atteso: Il traguardo atteso è quello di sostituire tutte le suddette stampanti a toner con stampanti a gel a basso impatto ambientale, che utilizzano inchiostri non inquinanti a base di olio di soia e che non generano rifiuti speciali in quanto la cartuccia, una volta esaurita, si separa in plastica ed indifferenziato. Modalità operative Il traguardo lo si intende realizzare mediante la sostituzione delle suddette stampanti. Responsabilità 4. CED per la scelta delle stampanti 5. AU per il loro acquisto 6. CED per la sostituzione delle stampanti nei diversi uffici Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 75di 76 Risorse Risorse umane: non necessaria Risorse economiche: € 4.200 Tempi di esecuzione a) Entro Dicembre 2014: analisi ed individuazione delle nuove tipologie di stampanti da installare (obiettivo raggiunto); b) Entro Maggio 2015: acquisto delle nuove stampanti; c) Entro Dicembre 2015: ultimazione della sostituzione di tutte le stampanti. 31. Indicatori ambientali Gli indicatori ambientali definiti dall’azienda per quantizzare le proprie prestazioni ambientali sono riportati di seguito. 31.1 Indicatori energetici (30/11/2015) • Energia Verde (prodotta in sito) / Energia elettrica Totale Assorbita = 329.247 kWh / 499.946 kWh = 0,66 => 66 % • Energia elettrica Totale Assorbita / Olio confezionato = 499.946 kWh / 21.459 ton. = 23,3 kWh / ton. 31.2 Rifiuti • Rifiuti destinati a recupero / Rifiuti totali prodotti = 240 ton. / 261 ton. ≈ 0,92 => 92% • Rifiuti non pericolosi / Rifiuti totali prodotti =250 ton. / 261 ton. ≈ 0.96 => 96% 31.3 Ambiente • Superficie aziendale destinata a verde / Sup. totale aziendale = 100 m2 /12.000 m2 = 0,0083 31.4 Consumi • consumo idrico = 708 m3 • consumo idrico/ ton olio lavorato = 3.3 Dichiarazione Ambientale DA Ed. 2 - Rev. 3 Data: 16/09/15 Pag. 76di 76 31.5 Emissioni in atmosfera Poiché le emissioni in atmosfera sono dovute a: • n. 3 caldaie di tipo casalingo (< 30 kW ciascuna) • n. 2 caldaie da 580 kW ciascuna, funzionanti però solo durante il periodo di molitura delle olive e quindi per un periodo molto limitato di tempo (< 30 giorni di lavorazione l’anno) tutte funzionanti a gas metano, l’impatto ambientale può essere considerato trascurabile e non ulteriormente migliorabile. 32. CO2 emessa Le emissioni di CO2 sono dovute a: • consumi energia elettrica • consumi GPL • consumi metano • autocarri per trasporto merci per i quali, per l’anno 2015 (al 30/11/2015) si ha: • consumi energia elettrica: 499.946 kWh ≡ 142.324 kg di CO2 • consumi GPL: 0 m3 ≡ 0 kg di CO2 • consumi metano: • autocarri per trasporto merci: 32.124 m3 ≡ 67.460 kg di CO2 ≈ 100.000 km ≡ 19.000 kg di CO2 Con i suddetti consumi, si ha una emissione di CO2 in atmosfera per l’anno 2015 pari a: 229 ton. Parametrizzando tali consumi al quantitativo di olio lavorato (espresso in tonnellate) abbiamo un valore di CO2 pari a 11 x10-3 ton/ton olio lavorato.