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Periodico - Anno II - N. 1 - Aprile 2002 - Sped. Abb. Postale Tabella “D” Art. 2.20/D Legge 662/96 - 70% - DCI/Umbria/PG - Aut. Trib. di Roma N. 238/2001 dell’8 giugno 2001 E D I T O R I A L E Rintracciabilità, da sempre “must” dell’avicoltura italiana Guido Sassi Presidente dell’Unione Nazionale dell’Avicoltura ● Sempre di più ormai, a seguito di rilevanti epi- caratteristiche qualitative ed igienico-sanitarie sodi di crisi alimentari, si va diffondendo la ne- che debbono essere rispettate. La documentazio- cessità di offrire al consumatore risposte certe ne e le registrazioni relative all’autocontrollo ri- sul rispetto delle norme igienico-sanitarie nella mangono disponibili per le Autorità di sorve- produzione dei cibi. Con l’acuirsi di queste pro- glianza e controllo per eventuali operazioni di blematiche, il consumatore vuole scegliere in mo- certificazione, indagini a campione o, se necessa- do consapevole gli alimenti da portare in tavola e rio, verifiche in caso di emergenza o crisi. richiede informazioni precise sia sulle caratteri- Grazie a questo sistema, il consumatore è in- stiche del prodotto (metodo produttivo, materie dubbiamente più garantito sulla qualità igieni- prime, utilizzo di OGM, ecc.), sia sulle garanzie di ca del prodotto poiché alla vigilanza ed ai con- salubrità dell’alimento. trolli ufficiali degli organi sanitari competenti Sotto questo aspetto, il comparto avicolo si è si affianca la diretta responsabilità delle sempre dimostrato assolutamente all'avanguar- aziende produttrici. dia, divenendo persino d’esempio per molti altri Fino a pochi anni fa nessuno vedeva come prio- paesi e settori produttivi. Gli avicoltori italiani ritario il problema della sicurezza igienico sani- hanno sempre considerato la sicurezza alimentare taria, ma gli avicoltori italiani sono stati lungi- principio assoluto di tutela della salute del con- miranti e oggi che il problema riguarda tutta sumatore e vero e proprio “must” a garanzia del- l’industria alimentare europea, i suoi metodi di la qualità dei loro prodotti, individuando nella produzione, le normative di controllo, la globa- “rintracciabilità” - intesa come possibilità di con- lizzazione dei mercati, l’avicoltura può vantare trollare il percorso di un alimento in tutte le fasi prodotti in linea con le richieste del consumato- della filiera produttiva, dall’origine della mate- re più esigente. ria prima (agricoltura, allevamento) alle fasi del- Anche l’Unione Europea ha dovuto adeguarsi a la produzione (mangimistiche, di trasformazione, queste esigenze del pubblico dando priorità ai distribuzione, ristorazione), fino al consumo fina- temi legati alla sicurezza alimentare, come con- le - l’obiettivo prioritario. fermato dalla pubblicazione del Libro Bianco a In Italia, le misure di sorveglianza epidemiologica gennaio del 2000. sono tra le più severe del mondo, tanto da susci- L’Unione Nazionale dell’Avicoltura ha piena- tare un notevole interesse anche nelle sedi comu- mente condiviso le scelte politiche e normative nitarie ed internazionali. Il “sistema ad integra- prese a livello comunitario: solo attraverso un zione verticale”, insieme ai metodi di autocon- siffatto adeguamento normativo infatti è stato trollo, costituiscono da sempre la base dell’inno- possibile, in questi anni, superare un’imposta- vativo processo produttivo avicolo italiano. Per zione che sembrava ricondurre il concetto di ogni fase della filiera, dall’acquisizione delle ma- controllo degli alimenti alla semplice analisi terie prime cerealicole all’allevamento dei ripro- del prodotto finito e che, invece, gli avicoltori duttori, all’allevamento da ingrasso, fino alla italiani avevano dimostrato già da tempo di vendita del prodotto finito, vengono stabilite le aver superato. ● 1 Sommario Sommario 4 L’aumento della produzione Unavicoltura e dei consumi ha dato nuova fiducia alle imprese PERIODICO DELL’UNIONE NAZIONALE DELL’AVICOLTURA del settore. Il panorama economico presenta però N. 1/2002 diverse ombre e le previsioni per il 2002 non sono Direttore: Guido Sassi ottimistiche Direttore Responsabile Rita Pasquarelli Editore: U.N.A. Servizi s.r.l. Via Salaria,83 - 00198 Roma Redazione: Via Vibio Mariano, 58 - 00189 Roma Tel. 06.33.25.841 - Fax 06.33.25.24.27 E-mail: [email protected] Sito internet: www.unavicoltura.it La significativa espansione del mercato rischia di mettere in discussione gli elevatissimi 10 standard produttivi oggi presenti nell’UE (e in Italia): un patrimonio Progetto e coordinamento editoriale: INC - Istituto Nazionale per la Comunicazione Via G.B. De Rossi, 10 - 00161 Roma Tel. 06.44.16.081 - Fax 06.44.25.43.93 e-mail: [email protected] da non disperdere, nell’interesse prima di tutto del consumatore Progetto grafico: INC - Rosanna Teta - Roma Proprietà letteraria riservata. È vietata ogni riproduzione integrale o parziale di quanto è contenuto in questo numero senza l’autorizzazione dell’editore e degli autori. In ogni caso è obbligatoria la citazione della fonte “UNAVICOLTURA” Le uova riducono l’assorbimento di colesterolo nel sangue: è quanto emerge da una recente ricerca condotta su animali 18 da laboratorio. Se confermati sull’uomo, questi risultati porteranno Registrazione Tribunale di Roma N. 238/2001 dell’8 giugno 2001 Sped. in abb. post. - 70% Filiale di Roma ulteriore sostegno all’abbattimento di un tabù che ha sempre meno fondamento scientifico Le foto di questo numero sono di: Massimo Brega - Quark, Pino De Valeri, Fototeca RAI, Mauro Rosicarelli Stampa: Grafiche Sabbioni - Città di Castello (PG) Stampato nell’aprile 2002 Conosciuta e apprezzata fin dall’antichità, la faraona è stata recentemente riscoperta per le sue eccellenti qualità nutrizionali e gastronomiche, 34 Associata all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana 2 che ne fanno un alimento particolarmente adatto sia alle occasioni “importanti” sia a preparazioni semplici e veloci Sommario 42 CONGIUNTURA 2001: aumentano produzioni e consumi pag. 4 di Rita Pasquarelli Lucio Pompili, titolare EUROPA del “Symposium”, è Massima attenzione alla qualità pag.10 l’inventore di un SOCIETÀ piatto a base di Il futuro della filiera agroalimentare italiana faraona che rimane, pag.14 di Paolo De Castro a tutt’oggi, il suo “pezzo forte”. Insieme MEDICINA ad altri, alcuni dei quali Le uova riducono l’assorbimento di colesterolo hanno anch’essi le carni avicole di Gianni Tomassi come ingredienti principali pag.18 DIETA Un pollo per l’estate pag.22 di Giorgio Calabrese CULTURA L’uovo è vita. Viva l’uovo! pag.26 di Francesco Pippi PRODOTTI AVICOLI La faraona: una favola, anzi un mito pag.34 di Paolo Mattei 45 ECONOMIA Il principe della convenienza RISTORAZIONE Pollo, tacchino e faraona compaiono Il profeta della faraona abitualmente sulle tavole, nelle cucine di Antonio Paolini e nelle diete di principi e rockstar, attori e politici, contesse e registi. Italiani e stranieri. Scopriamo il perché pag.38 pag.42 COSTUME La (bianca) carne dei vip pag.45 di Serena Patriarca CURIOSITÀ Zabajone: una “forza storica” pag.48 di Giorgio Cammarota Lo zabajone deve IN CUCINA il proprio nome Dall’acquisto alla cottura: istruzioni per l’uso a Giovanni Baglioni, capitano di ventura cinquecentesco, e ha regalato 48 NUOVE TENDENZE Pollo e tacchino: l’ultima frontiera Le uova prodotte dall’uomo un pizzico di malizia affermandosi di Paola Canali “battaglie d’amore” pag.54 di Cristiana Ciofalo al costume contemporaneo come ricostituente per le pag.50 pag.60 STATISTICHE Produzioni e consumi di carni avicole e uova 3 pag.62 I dati principali della passata stagione avicola 2001: aumentano e consumi Il fenomeno ha dato nuova fiducia alle imprese del settore, ma il panorama economico presenta diverse ombre, e le previsioni per il 2002 non sono ottimistiche 4 C O N G I U N T U R A produzioni Rita Pasquarelli Direttore Generale dell’Unione Nazionale dell’Avicoltura ● Sia pure con diverse ombre, il 2001 è stato un Nei primi nove mesi del 2001 per il pollo e la farao- anno positivo per l’avicoltura italiana, e la ripre- na e nei primi otto mesi per il tacchino, si è regi- sa delle produzioni e dei consumi interni ed este- strata una buona combinazione tra le quantità offer- ri di prodotti avicoli ha dato rinnovata fiducia al- te in vendita e la richiesta interna ed estera, cosic- le imprese del settore. ché il rapporto costo/ricavo è risultato positivo nel- I gravi eventi sanitari (influenza aviaria), che nel la media del periodo. Tuttavia, la forte diminuzione 2000 avevano condizionato pesantemente il setto- delle quotazioni verificatasi nel periodo successivo re ed il mercato, sono stati ampiamente superati ha compromesso i risultati dell’annata che, dal pun- (ma non dimenticati): le produzioni di carni avico- to di vista economico, si è chiusa negativamente. le e di uova sono cresciute, rispettivamente, del 19% e del 18,5% rispetto al 2000 e del 6,0% e I DATI ECONOMICI dell’1,9% rispetto al 1999; le esportazioni di carni I prezzi hanno registrato - nel totale dell’anno - una sono aumentate del 72,9% rispetto al 2000 e del diminuzione del 9,8% per i polli, 18,6% per i tacchi- 15,9% rispetto al 1999, mentre quelle di uova sono ni, 13,6% per le faraone, 7,3% per le uova. L’indice cresciute rispettivamente del 138,8% e del 25,0%; aggregato dei prezzi dell’intero settore si colloca, gli acquisti dall’estero di prodotti concorrenti - pertanto, a -10,5 punti percentuali rispetto alla pur se scarsamente significativi - si sono ridotti del precedente annata. 34%. Anche i consumi, dopo qualche anno di sta- Contemporaneamente, i costi di produzione sono gnazione, sono cresciuti: rispetto all’anno 2000, cresciuti a dismisura. Le misure sanitarie adottate dell’11,5% per le carni di pollame e del 3,9% per le per fronteggiare il rischio Bse, che hanno ingiusta- uova (+8,8% e + 2,0% rispetto al 1999), conqui- mente penalizzato il settore avicolo; l’apprezza- stando uno spazio più rilevante sul consumo tota- mento del dollaro sull’euro ed il conseguente au- le degli alimenti di origine animale. mento dei costi energetici e del prezzo delle ma- Va inoltre sottolineato che la crisi della “mucca terie prime, specie della soia; la peggiorata tra- pazza”, se da una parte ha provocato forti ma effi- sformazione del mangime in carne, per aver co- meri rialzi dei prezzi, dall’altra ha favorito un au- stretto i volatili - come imposto dalla legge - a tra- mento dell’offerta delle carni avicole (tutte), con sformarsi da onnivori in erbivori per evitare che gli conseguenze catastrofiche sui prezzi nell’ultimo animali erbivori diventassero onnivori; il diminuito trimestre dell’anno e nei primi due mesi di quello in rendimento alla macellazione, per la medesima corso. Inoltre, le massicce importazioni di alcuni ragione appena illustrata; il deprezzamento della Paesi dell’Unione Europea (Germania e Gran sterlina e le conseguenti difficoltà nell’esportazio- Bretagna principalmente) di petti di pollo e tacchi- ne: tutti questi fattori hanno contribuito ad accre- no “salati” (cioè addizionati con minime quantità di scere i costi di produzione delle aziende e a dimi- sale al solo scopo di evadere il dazio doganale pre- nuirne la competitività. visto per le carni “non salate” e quindi estrema- Mentre per l’aggregato il differenziale medio co- mente concorrenziali dal punto di vista del prezzo) sto/prezzo si è collocato a -3 punti percentuali, i dal Brasile e dalla Thailandia, hanno fortemente singoli comparti hanno registrato, nel totale del- frenato l’esportazione dei prodotti avicoli italiani l’anno 2001, le seguenti variazioni: pollo -6,2%; tac- originariamente destinati ai partners comunitari. chino -6,7%; altre specie avicole +6%; uova +16,4%. 5 C O N G I U N T U R A POLLO (£/kg vivo) 1999 2000 2001 Prezzo alla produzione 1.524 1.906 1.719 -9,8 Costo di produzione 1.636 1.756 1.832 +4,3 D % +/- prezzo/costo TACCHINO (£/kg vivo) -6,8 1999 +8,5 2000 2001/2000 +/-% -6,2 2001 2000/1999 +/-% Prezzo alla produzione 1.973 2.590 2.109 -18,6 Costo di produzione 2.005 2.205 2.265 +2,7 D % +/- prezzo/costo -1,6 +17,5 alle uova destinate al consumo diretto, mentre non tengono conto delle cessioni di uova destinate alla pa- -6,7 storizzazione. Per tali uova si spuntano prezzi notevolmente più bassi (mediamente del 25-40%) perché, se FARAONA (£/kg vivo) 1999 2000 2001 Prezzo alla produzione 3.380 4.160 3.593 -13,6 queste fossero acquistate ai prezzi di mercato, il pro- Costo di produzione 2.962 3.238 3.389 +4,7 dotto pastorizzato italiano - benché nettamente supe- D % +/- prezzo/costo +14,1 +28,5 2001/2000 +/-% riore dal punto di vista qualitativo ed igienico-sanitario +6,0 a quello degli altri Paesi comunitari e, ancora di più, a quelli extraeuropei - non sarebbe più concorrenziale, e UOVO (£/cd) 1999 2000 2001 2001/2000 +/-% Prezzo alla produzione 114,2 148,7 137,9 -7,3 i produttori nazionali perderebbero quote importanti di Costo di produzione 105,3 114,9 118,5 +3,1 mercato. D % +/- prezzo/costo +8,5 +29,4 -16,4 LE CARNI AVICOLE La produzione nazionale di carni di pollame nell’anno Fonti: per i prezzi ISMEA, per i costi UNA 2001 è risultata pari a 1.247.600 tonnellate (+19% riGrazie agli aumenti produttivi verificatisi, il prodotto spetto al 2000); il consumo totale si è collocato a lordo vendibile del settore, a valori correnti, è cresciu- 1.181.600 tonnellate (+11,5% rispetto al 2000), pari a to globalmente nel 2001 del 6,0% (3,6% per il pollame; 20,55 Kg per abitante (+2,07 Kg rispetto all’anno 2000). 11,2% per le uova). Il contributo del settore alla forma- In particolare sono state prodotte: zione della Plv è risultato pari a 6.100 miliardi di lire • 710.900 tonn. di carne di pollo (+12,9% nel 2000); (contro i 5.750 miliardi del 2000 e i 5.180 miliardi del • 88.800 tonn. di carne di gallina (+14,6%); 1999) rappresentando il 22% dell’interno comparto zoo- • 369.400 tonn. di carne di tacchino (+38,8%); tecnico e il 7,6% della Plv dell’agricoltura italiana. Il • 78.500 tonn. di carne delle altre specie avicole alle- fatturato di settore si è poi collocato a 9.500 miliardi di vate (+4%). lire: 7.200 per le carni avicole e 2.300 per le uova. I dati disponibili sul commercio con l’estero mostrano Le previsioni sull’andamento del 2001 elaborate all’ini- per l’intero anno 2001 (elaborazione su dati Istat) un zio dell’anno lasciavano sperare, al di là della diminui- saldo attivo di 66 mila tonnellate (contro il saldo passi- ta competitività del prodotto italiano sul mercato del- vo di 12 mila nel 2000). Un esame più dettagliato, rife- l’export denunciata in premessa, in un andamento più rito al periodo gennaio/novembre (ultimi dati disponi- brillante, specie per le carni. Tuttavia, i ricarichi esa- bili), evidenzia i risultati sotto indicati. sperati operati dalla distribuzione sulle carni di pollame • Carne di pollo: ne sono state importate 30.372 tonn., per favorire la vendita di quelle bovine, e per ridurre i di cui 11.639 di petti di pollo e 12.559 di polli interi. Il danni causati dalla crisi dei consumi di tali carni, han- flusso di esportazione ha riguardato 44.430 tonn., di cui no limitato le possibilità di sviluppo dell’acquisto di 22.307 di polli interi, 9.230 di petti, 4.168 di cosce, prodotti avicoli resi, dal punto di vista economico, me- 3.539 di ali. no interessanti per il consumatore. Perfino negli ultimi • Carne di tacchino: l’importazione è risultata pari a mesi del 2001 e nei primi due mesi dell’anno in corso, 16.951 tonn., di cui 7.891 di fesa e 5.114 di carni pre- quando le aziende produttrici hanno subito gravissimi parate. L’esportazione di carne di tacchino si è asse- contraccolpi sui prezzi a causa dall’eccedenza dell’of- stata a 65.781 tonn., di cui 4.904 di tacchini interi, ferta (specie di carne di pollo e di tacchino), i prezzi 16.656 di cosce, 26.260 di fesa, 9.201 di ali e 4.170 di medi di vendita operati dalla distribuzione organizzata carni preparate. e dal dettaglio tradizionale sono rimasti a livelli eleva- Passando all’esame dei dati relativi al consumo, in par- ti, non consentendo al consumatore di trarre il benché ticolare a quello pro-capite (Kg 20,55), questo risulta minimo beneficio dalla crisi del settore. così ripartito: Per il comparto delle uova, poi, i prezzi reali sono sta- • Kg 12,10 di carne di pollo (Kg 11,13 nel 2000); ti meno remunerativi di quanto può apparire. Le quo- • Kg 1,55 di carne di gallina (Kg 1,34); tazioni registrate dai vari mercati sono infatti riferite • Kg 5,50 di carne di tacchino (Kg 4,63); 6 C O N G I U N T U R A • Kg 1,40 di carne di altre specie avicole (Kg 1,38). consumato 227 uova (6 uova in più rispetto al 2000). Dei 2.070 grammi di carni avicole consumate in più da Le famiglie hanno acquistato la quota di uova maggio- ogni italiano nel 2001, 970 sono andati al pollo, 870 al ritaria: il 64%, pari a 146 uova consumate in media per tacchino e i restanti 230, in buona misura, alla faraona. persona nel 2001. E ciò ad ulteriore conferma di quan- Al riguardo va sottolineato come, in quindici anni, le to gli italiani apprezzino l’alimento che ha il maggior preferenze del consumatore abbiano fortemente modi- valore biologico, si presta alle più diverse preparazioni ficato l’offerta delle carni di pollame. Nel 1986 il pollo gastronomiche ed è alla portata di tutte le tasche. veniva venduto per il 45% intero, per il 53% in parti e L’industria, l’artigianato e le collettività, da parte loro, per il 2% sotto forma di preparazioni e prodotti trasfor- hanno assorbito 4 miliardi e 750 milioni di uova (36% cir- mati; per il tacchino le cifre relative erano le seguenti: ca delle quantità disponibili), di cui il 74% sotto forma 3% di intero, 96% di parti sezionate, 1% di prodotti ela- di uova pastorizzate e il 26% come uova in guscio. In to- borati e trasformati. tale il consumo di uova attraverso pasta, dolci e prepa- Nel 2001, secondo le stime dell’Una, la ripartizione dei razioni alimentari varie è stato di 81 uova per abitante. consumi di pollo è stata la seguente: 17% intero, 65% sotto forma di parti sezionate (petti, cosce, ecc.), 18% LE PREVISIONI sotto forma di prodotti elaborati (pollo ripieno o com- Negli ultimi mesi del 2001 e nei primi due del 2002 la pletato con odori o contorni, spiedini, hamburger, sal- situazione dei mercati delle carni avicole è stata con- sicce, involtini, ecc.) e trasformati (wurstel, arrosti, trassegnata da prezzi, per i produttori, fortemente al di cotolette, polpette, ecc). Per la carne di tacchino, i da- sotto dei costi di produzione. L’analisi dell’attuale si- ti dell’UNA indicano: 2% di intero (in particolare in oc- tuazione congiunturale italiana, contrassegnata da mo- casione delle festività natalizie), 81% di parti sezionate desti surplus produttivi, oltre che l’esame dei dati pre- (fesa, cosce, sovraccosce, ossobuco, ecc.), 17% sotto visionali disponibili lasciano sperare in qualche schiari- forma di prodotti elaborati e trasformati (fesa arrosto, ta per l’anno in corso. wurstel, ecc.). Non può tuttavia essere trascurato che l’offerta comunitaria di pollo (+2,7%) e di tacchino (+8,7%) sia au- LE UOVA DA CONSUMO mentata in misura più elevata dei consumi. Inoltre, le Nel 2000 sono state prodotte in Italia 12 miliardi e 901 accresciute difficoltà di esportazione dell’Unione milioni di uova contro i 10 miliardi e 890 milioni del Europea verso i Paesi terzi, a causa del progressivo ab- 2000 (+18,5%). I dati disponibili sul commercio con l’e- battimento delle restituzioni, e il conseguente aumen- stero (elaborazioni Una su dati Istat) evidenziano un to dell’offerta comunitaria fanno temere che, se i pro- modesto saldo passivo di 154 milioni totali di uova (ri- duttori non adotteranno misure volontarie di conteni- spetto a 1 miliardo e 680 milioni di uova del 2000). Un mento delle produzioni, le eccedenze verranno trava- esame più dettagliato, riferito al periodo gennaio/no- sate da un Paese membro all’altro, con conseguenti pe- vembre, mostra i seguenti risultati: santi ricadute sui prezzi nell’intera Unione. • nel corso dell’anno 2001 sono state introdotte in Italia La situazione per le uova da consumo sembra meno 57 milioni di uova in guscio (nel 2000, per sopperire al preoccupante: la produzione comunitaria dovrebbe as- calo della produzione nazionale provocato dall’influen- sestarsi nel 2002 a livelli leggermente inferiori (-0,5%) za aviare, ne erano state importate 1 miliardo 200 mi- rispetto all’annata precedente, favorendo un migliore lioni) oltre che 7.549 tonn. di ovoprodotti (10.327 nel equilibrio tra l’offerta e la domanda. 2000) e 655 di albume (2.804 nel 2000); Sono invece molte (non solo in Italia) le preoccupazio- • nello stesso periodo sono state esportate 89 milioni di ni per il 2003: dal 1° gennaio la Direttiva 99/74/CE im- uova in guscio, 8.179 tonn. di uova pastorizzate e 6.583 porrà di ridurre il numero di galline allevate, con con- di albume (nel 1999: 6,6 milioni di uova, 3.485 tonn. di seguente calo (-20%) della produzione nazionale (e co- ovoprodotti e 4.536 di albume). munitaria) di uova. Ciò avrà ripercussioni sull’economia Il consumo totale di uova è quindi risultato pari a 13 mi- del settore, sull’occupazione, sulla bilancia commer- liardi 55 milioni di uova, contro i 12 miliardi 570 milio- ciale italiana (per il ricorso all’importazione da altri ni del 2000 (+3,8%). Nell’anno 2001 ogni italiano ha Paesi) e, alla fine, sulle tasche di noi cittadini. ● 7 Di fronte all’aumento della domanda, occorre Crescono i massima at alla qualità Q E U R O P A difendere la salute dei cittadini consumi: ttenzione Q Questo il monito lanciato dall’Avec, l’Associazione europea dei produttori di carni avicole, nel corso dell’ultima Assemblea generale svoltasi a Roma. La significativa espansione del mercato, infatti, rischia di mettere in discussione gli elevatissimi standard produttivi oggi presenti nell’UE (e ancor più in Italia): un patrimonio da non disperdere, nell’interesse prima di tutto del consumatore ● Le prospettive del mercato avicolo europeo appaiono positive, ma permangono motivi d’incertezza e preoccupazione legati soprattutto all’espansione del mercato globale e all’allargamento dell’Unione Europea ad Est. Questo, in sintesi, il quadro emerso dalla 44esima Assemblea Generale dell’Avec, Associazione europea dei produttori di carni avicole, tenutasi a Roma tra il 21 e il 24 settembre scorsi. Si tratta di un quadro fatto di molte luci ma anche di ombre. Vediamolo più da vicino. CRESCE IL MERCATO DELLE CARNI AVICOLE Nei prossimi anni il settore avicolo registrerà una forte espansione, sostenuta dall’ingresso sulla scena di un gran numero di nuove economie che faranno aumentare la domanda e stimoleranno la crescita del mercato. Perché questa crescita sia effettiva, occorrerà che all’espansione della domanda nelle diverse regioni del mondo corrisponda il graduale adeguamento della capacità di approvvigionamento. comparto alimentare: dalla sicurezza dei prodotti, Inoltre, sulle previsioni a medio termine incideran- diventata una necessità imprescindibile anche in no sia gli eventuali prossimi cambiamenti nella poli- termini di competitività sul mercato, al benessere tica agricola a livello internazionale sia i nuovi ac- degli animali, una preoccupazione ormai propria cordi commerciali che verranno stipulati. non solo delle organizzazioni animaliste, ma anche In questa tendenza di carattere generale si innesta- dei produttori e dei consumatori. Grazie alla capaci- no due fenomeni specifici del Vecchio continente: il tà d’innovazione e alla stretta e positiva collabo- prossimo allargamento dell’Unione Europea ad Est e razione con la sanità pubblica, l’avicoltura europea la crescita delle esportazioni dei Paesi terzi verso gode oggi di un’elevata credibilità presso i con- l’Europa. Ciò - è stato sottolineato nel corso sumatori, malgrado le crisi che hanno recentemente dell’Assemblea dell’Avec - rischia di mettere in attraversato il settore alimentare. Un patrimonio, discussione uno standard qualitativo di produzione avverte l’Avec, che non va assolutamente disperso. oggi molto elevato, di cui il settore avicolo italiano costituisce una punta di eccellenza, in quanto da LE RICHIESTE DELL’AVEC ALL’UNIONE EUROPEA questi nuovi Paesi non vengono, al momento, suffi- “La sicurezza alimentare - ha affermato il presidente cienti garanzie in termini di sicurezza alimentare. dell’Avec, Jacques Risse - comporta dei costi eco- L’avicoltura nei Paesi dell’UE ha fatto proprie da an- nomici che influenzano i prezzi al consumo, e l’au- ni quelle che sono oggi divenute le normali scelte a mento delle importazioni di prodotti avicoli da Paesi tutela dei consumatori e dell’ambiente previste dal- come il Brasile, la Thailandia o quelli dell’Est eu- la legislazione dell’Unione Europea per l’intero ropeo, che immettono sul mercato merci a basso Che cos’è l’Avec L’Avec, Associazione europea dei produttori di carni avicole, è un’organizzazione non-profit cui aderiscono tutti i Paesi dell’UE. Nata nel 1966, con sede a Copenhagen dal 1973, rappresenta il settore avicolo nei consessi internazionali e dà voce ad un comparto che - con una produzione annua di circa 9 milioni di tonnellate e un consumo pro-capite di 23,7 kg - si pone oggi al terzo posto nel mondo dopo gli Stati Uniti e la Cina. Tra gli scopi dell’Associazione, oltre al monitoraggio attento e continuo del settore, figurano lo studio e l’elaborazione di proposte per la definizione dei principi guida della politica economica dell’Unione. Il Consiglio dell’Avec si riunisce 4 volte all’anno, anche se in qualsiasi momento possono essere convocate riunioni straordinarie su specifiche tematiche. All’interno dell’Associazione sono stati istituiti 11 gruppi di lavoro, dedicati ad argomenti quali: benessere animale, igiene e sicurezza, applicazione della legislazione comunitaria, ecc. 12 E U R O P A Passato, presente e futuro del mercato avicolo europeo A pagina 12, un momento della 44esima Assemblea Generale dell’Avec. Qui sotto, dall’alto in basso, il segretario generale dell’Avec, Tage Lysgaard, e il presidente, Jaques Risse Fra il 1994 e il 2000, la produzione di carni avicole nell’Unione Europea è cresciuta del 14%: da 7,59 a 8,66 milioni di tonnellate. Il picco produttivo è stato raggiunto nel 1998, con 8,8 milioni di tonnellate, cui è seguito un biennio di lieve decremento (-0,6% nel 1999 rispetto al 1998 e -0,5% nel 2000 rispetto al 1999) dovuto a varie crisi nazionali: la riduzione della produzione francese, il caso diossina in Belgio, l’influenza aviare in Italia. Chiuso definitivamente quel biennio, l’avicoltura europea si è rimessa in moto: l’anno scorso la produzione è aumentata del 3,7, rispetto a una previsione iniziale del 3,4%. Per quanto riguarda i consumi, tra il 1994 e il 1996 si è registrata una crescita del 5% annuo, poi rallentata all’1,1% all’anno fino al 1999. Complessivamente, dal 1994 al 2000 il consumo totale è passato da 7,106 a 8,074 milioni di tonnellate: il 13,6% in più. E un ulteriore aumento del 6,8% si è verificato nel 2001. Oggi, a breve come a lungo termine le prospettive appaiono positive, e si prevede che il tasso di crescita dei consumi si mantenga piuttosto elevato. I prezzi, assolutamente competitivi rispetto agli altri generi di carne, e le scelte dei consumatori, sempre più orientati verso prodotti alimentari sani e convenienti, dovrebbero infatti continuare a trainare il mercato. Per il 2008 si stima, perciò, che il consumo pro-capite di carni avicole arrivi a 24,8 kg, rispetto ai 21,4 del 2000. Fra le tipologie di carni prodotte, il primo posto è occupato dal pollo (intorno al 70% nel 2000), seguito da tacchino (quasi il 23%) e anatra (4,3%). Anche a livello extra-europeo le prospettive per le carni avicole appaiono positive, con aumenti previsti sia nella produzione sia nei consumi, sostenuti da un ambiente macroeconomico favorevole, soprattutto nei Paesi dell’Asia e dell’America Latina. costo, desta estrema preoccupazione tra i produttori europei. Il fenomeno, al momento, rimane del tutto marginale in Paesi come l’Italia, di fatto autosufficienti; ma visto invece il coinvolgimento di alcuni altri Paesi europei, c’è il timore di trovarsi a fronteggiare la concorrenza di produttori che non hanno la stessa attenzione verso l’igiene e la qualità sanitaria, oltre che organolettica, dei prodotti”. A ribadire con forza questi concetti è stato il danese Tage Lysgaard, segretario generale dell’Avec: “Con la diffusione di prodotti non garantiti in termini di sicurezza, il rischio che corre l’avicoltura europea è di pagare colpe non proprie e di essere penalizzata da un punto di vista sia economico sia d’immagine. L’Avec chiede, quindi, con forza all’Unione Europea di pretendere, da subito, dai futuri membri dell’Ue le medesime garanzie e che tali provvedimenti siano applicati come criterio di selezione per le importazioni anche ai Paesi terzi”. ● R. P. 13 È in atto un rilevante Il futur agroalim Paolo De Castro Presidente di NOMISMA Non solo nel nostro Paese ma in tutto il continente, i cittadini chiedono una maggiore attenzione alla sicurezza e salubrità dei prodotti e alla sostenibilità ambientale delle produzioni. Un’indicazione di cui dovrà tenere conto l’Unione Europea chiamata, nel prossimo anno, alla revisione della politica agricola comunitaria ● Gli anni recenti hanno posto in evidenza un cambiamento rilevante e repentino nei comportamenti e nei rapporti tra consumatori e filiera agroalimentare. Cambiamenti che, pur caratterizzati da dinamiche distinte, trovano una radice comune nel rapporto con la qualità. Se il rapporto tra consumatori e prodotti alimentari, dal punto di vista funzionale, ha visto incrementare la richiesta di servizio incorporato al prodotto (ad esempio confezioni monodose, piatti pronti, siano essi surgelati, freschi in atmosfera modificata o sottovuoto), dall’altro lato ha assunto dimensioni esplicite la domanda legata al processo ed al sistema di produzione. Di conseguenza, nuovi quesiti hanno assunto rilievo primario nelle scelte di S O C I E T À cambiamento nel rapporto fra consumatori e qualità ro della filiera mentare italiana acquisto: “Come viene ottenuto?”, “Dove viene Come si può osservare, oltre il 90% degli intervista- prodotto?”, “Quali effetti determinano i metodi di ti si dichiara disponibile a riconoscere un premio. In produzione adottati sull’ambiente e sul territorio?”. particolare, ben un terzo del campione è disposto a spendere fra il 6 ed il 10% in più rispetto al prodot- DAI CONSUMATORI UN “PREMIO” AI PRODOTTI DI to convenzionale. Ma, allo stesso tempo, vi sono QUALITÀ segmenti importanti di consumatori disposti a ri- I dati di una recente indagine sui consumatori conoscere delle differenze di prezzo ben superiori. italiani offrono indicazioni precise in merito alla In sintesi si può affermare che, dal punto di vista scala dei valori attribuiti al prodotto alimentare delle imprese e delle filiere di produzione, la percepito di qualità superiore (Tab. 1). In altre pa- qualità è una scelta che può trovare riscontro di- role, la tabella illustra il “premio” che i consuma- retto nel consumatore anche in termini economi- tori sono disposti a spendere per assicurarsi un ci. Ovviamente, affinché tali indicazioni si pos- prodotto di qualità. sano trasformare in risultati economici effettivi, occorre realizzare e comunicare una qualità che venga percepita e che possa essere riconosciuta TAB. 1 QUANTO SI È DISPOSTI A PAGARE IN PIÙ dal consumatore. PER UN PRODOTTO DI QUALITÀ Al fianco di tali accezioni che possiamo definire “tradizionali” della qualità, in anni più recenti si è Quota (%) Niente affermata una nuova declinazione, quella della sicurezza alimentare. Indubbiamente, tale attenzione 5 è stata indotta e stimolata da fenomeni di gran Fino al 5% 20 Tra 6 e 10% 33 la vicenda “mucca pazza”, il dibattito sulle biotec- Tra 11 e 15% 16 nologie e gli organismi geneticamente modificati Tra 16 e 20% 11 Tra 21 e 30% 6 Oltre il 30% 5 scoprono ulteriori paradossi che meritano una rifles- Non so 4 sione. Si pensi al caso della Bse, nel quale l’Italia richiamo per la pubblica opinione ed i media, quali (ogm) in campo alimentare, e ancora alcuni scandali quali i polli belgi alla diossina. Peraltro, osservando da vicino la realtà italiana si ha, da un lato, accusato il calo dei consumi interni Fonte: Indagine Swg 2001 “La sfida della qualità”. di carne bovina più elevato in ambito europeo e, 15 S O C I E T À dall’altro, posto in evidenza un numero di capi af- Per tali motivi è emerso in maniera esplicita il tema fetti dalla malattia tra i più bassi d’Europa. Allo della qualità delle regole e della politica agricola, stesso modo, altre vicende che hanno coinvolto il ma anche quello dell’accettabilità delle stesse da comparto avicolo europeo non hanno trovato diffu- parte dell’opinione pubblica. Ed a questo riguardo sione nel nostro Paese grazie agli alti standard sono estremamente interessanti i dati dell’ultima igienico-sanitari adottati. Tuttavia, nonostante tali indagine Eurobarometro condotta nel 2001, che ha dati oggettivi, i consumi sul mercato interno hanno verificato quali siano gli obiettivi che i cittadini eu- comunque subito cali per effetto delle campagne di ropei chiedono di porre alla base della Pac (Tab. 2). comunicazione e dell’attenzione dedicata dai media Dalla tabella emerge con forza il tema dei nuovi agli scoop alimentari. obiettivi rispetto al passato, e sopra tutti si distinguono come prioritari la “sicurezza e salubrità dei UNA NUOVA POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA prodotti” (90%) e la “sostenibilità ambientale” delle Tali eventi, oltre agli impatti diretti sul mercato e produzioni. Viceversa, obiettivi economici e produt- sul comportamento della domanda, hanno avuto un tivi che hanno sostenuto le funzioni storiche della ulteriore effetto che non trova precedenti in pas- Pac, non vengono oggi considerati prioritari. sato: modificare l’atteggiamento ed il rapporto fra La filiera agroalimentare, in Europa ma ancor più in il cittadino-consumatore e l’intera filiera che si Italia, deve pertanto confrontarsi con la nuova re- lega ai prodotti alimentari. Tutto ciò arrivando a lazione causa-effetto che lega la Pac, il suo costo e toccare direttamente anche la politica agricola co- gli obiettivi che si intende perseguire. Se la munitaria (Pac), cioè quel sistema di regole, stru- definizione degli obiettivi, a partire dalla revi- menti e risorse economiche rivolto in passato ad as- sione della Pac prevista entro il 2003, sarà coeren- sicurare il fabbisogno alimentare dell’Unione te con le “nuove” richieste dei cittadini, molto Europea prima, e le condizioni economiche ed il probabilmente sarà possibile impostare un percor- reddito degli agricoltori poi. so di sviluppo della filiera agroalimentare e delle Da qualche anno la Pac è stata messa “sotto os- sue imprese realmente sostenibile nel tempo. Un servazione” dall’opinione pubblica perché da un percorso nel quale, più di altre opzioni, potranno lato assorbe una quota rilevante del budget co- trovare spazio le produzioni di qualità. In questo munitario, quasi il 50% con una spesa di oltre 40 segmento il nostro Paese ha ancora molte poten- miliardi di Euro, ma dall’altro non è riuscita ad zialità da sviluppare, e indubbiamente la propen- evitare “shock” quali le epidemie della Bse e del- sione, anche economica, del consumatore verso la peste suina, e, più in generale, a garantire la tali produzioni costituisce una garanzia di sosteni- sicurezza dei consumatori e dei cittadini. bilità futura di tale scelta strategica. ● TAB. 2 CHE COSA SI ATTENDONO I CITTADINI EUROPEI DALLA POLITICA AGRICOLA COMUNITARIA Obiettivo Quota prima scelta Prodotti sicuri e sani 90% Rispetto dell’ambiente 89% Proteggere le piccole imprese 82% Adattare l’agricoltura alle esigenze dei consumatori 81% Migliorare le condizioni di vita nel modo rurale 80% Aumentare la competitività dell’agricoltura UE 78% Fonte: Indagine Eurobarometro 2001. 16 I risultati di un’indagine del Dipartimento Le uova riducono l’assorbimento del colesterolo alimentare Gianni Tomassi Università degli Studi della Tuscia - Viterbo M E D I C I N A Nutrizione Umana dell’Università del Kansas È quanto emerge da una recente ricerca condotta su animali da laboratorio. Se confermati sull’uomo, tali risultati porteranno ulteriore sostegno all’abbattimento di un tabù verso il consumo di questo alimento druplicano gli apporti di colesterolo alimentare (es. da 200 a 800 mg), alcuni soggetti mantengono un tasso di colesterolo piuttosto stabile (la sintesi endogena diminuisce del 27%, compensando gli apporti esogeni supplementari); altri invece riducono la sintesi endogena in maniera insufficiente per compensare gli apporti, per cui il colesterolo ematico si alza in modo significativo. Sembra che queste differenze di sensibilità siano dovute a variazioni genetiche la cui natura resta, però, ancora da chiarire. Tra i fattori alimentari che influenzano la colestero- ● Il livello di colesterolo nel sangue circolante è un lemia, i più importanti sono certamente la natura e riconosciuto indicatore di rischio nella patogenesi la quantità di grassi consumati e la quantità com- delle malattie cardiovascolari. Infatti un suo valo- plessiva di energia introdotta con la dieta. Infatti, re troppo elevato favorisce la formazione della come hanno chiaramente dimostrato sia studi speri- “placca aterosclerotica”, la quale ostacola il rego- mentali sia indagini epidemiologiche, i grassi saturi lare e normale flusso di sangue nei vasi che può, la fanno innalzare mentre quelli insaturi (monoinsa- perciò, fratturarsi provocando la formazione di turi e poliinsaturi) la fanno abbassare. Le calorie to- trombi o altre gravi conseguenze. tali consumate sono in grado di regolare l’entità del- Gli studi epidemiologici non lasciano dubbi: i tassi la sintesi epatica di colesterolo, in quanto quest’ul- di colesterolo totale e di LDL colesterolo (Low timo viene prodotto a partire da un precursore (l’a- Density Lipoprotein) sono correlati significativa- cetilcoenzima A) derivante dal metabolismo di com- mente al rischio coronarico. Lo studio dei Sette ponenti energetici della dieta, cioè proteine, lipidi Paesi (cosiddetto perché condotto su individui che e carboidrati. Pertanto, più calorie alimentari si in- vivevano in 7 Paesi differenti per abitudini alimen- troducono, più consistente diventa la biosintesi del tari e stili di vita: Giappone, Italia, Stati Uniti colesterolo e, di conseguenza, più elevata la sua d’America, Finlandia, Grecia, Jugoslavia, Olanda) è concentrazione ematica. stato il primo a suggerire una correlazione fra cole- Si calcola che la quantità di colesterolo prodot- sterolo alimentare e mortalità coronarica per au- ta giornalmente in un uomo del peso di 70 chili mento del colesterolo ematico. sia di circa 1 grammo, mentre quella introdotta con gli alimenti è mediamente intorno ai 500 LE CAUSE DEL COLESTEROLO NEL SANGUE milligrammi; ma di questo solo il 60%, cioè 300 A determinare il livello di colesterolo nel sangue con- milligrammi, viene assorbito. Il colesterolo ali- tribuiscono diversi fattori, sia endogeni (o fisiologici) mentare rappresenta cioè circa un quarto del sia esogeni (o alimentari). Tra i primi, quelli legati al- colesterolo totale, mentre i tre quarti provengo- la capacità di regolazione e di risposta individuale; no dalla sintesi endogena. Esistono tuttavia fra i secondi, quelli legati alla quantità di calorie in- meccanismi di regolazione, cosiddetta “a feed- trodotte con la dieta e/o alla presenza di componen- back”, in grado di controllare l’entità di sintesi ti alimentari che possono favorire od ostacolare l’as- endogena di colesterolo, nel senso di diminuirla sorbimento del colesterolo, quali soprattutto il tipo e quando l’apporto esogeno aumenta e di aumen- la quantità di grassi o la fibra alimentare. tarla quando l’apporto diminuisce. Questo mec- E’ noto infatti, da studi sull’animale e sull’uomo, che canismo tuttavia non è spesso sufficiente ad im- esistono soggetti che rispondono poco (compensatori) pedire il rialzo della colesterolemia quando si e altri che rispondono di più (non compensatori) ad consumano troppe calorie o alimenti particolar- un aumento dell’apporto di colesterolo alimentare. mente ricchi in colesterolo, in particolare negli Secondo alcuni autori (Mac Namara, 1987), se si qua- individui non compensatori. 19 M E D I C I N A LO STUDIO DELL’UNIVERSITÀ DEL KANSAS e ancora più satura per quella dell’uovo idrogenata). L’uovo è certamente uno degli alimenti ricchi di co- Si era infatti osservato che la presenza di acidi grassi lesterolo, e perciò è stato spesso indicato come cibo insaturi nella lecitina rende quest’ultima più facil- da evitare o da contenere entro limiti piuttosto ri- mente attaccabile da parte degli enzimi specifici (la stretti (non più di tre o quattro uova alla settimana). fosfolipasi A2), che la scindono favorendo perciò l’as- Ciò anche in considerazione del fatto che i nutrizioni- sorbimento intestinale. sti generalmente indicano un valore di 300 milligram- Il contrario avviene quando sono gli acidi grassi sa- mi al giorno come limite massimo da non superare o, turi i componenti della lecitina. E’ quanto si verifi- nel caso dei bambini, un valore di non più di 100 mil- ca nel caso della lecitina dell’uovo, che infatti ne- ligrammi per mille Kcalorie. gli esperimenti citati si è rivelata in grado di far di- Esistono però diversi studi che indicano come, anche minuire l’assorbimento del colesterolo. Questa os- consumando una quantità elevata di uova, il livello di servazione risulta di particolare interesse in consi- colesterolo non s’innalzi, o aumenti assai poco, o co- derazione dell’elevata quantità di lecitina presente munque molto meno di quanto sia possibile prevede- nel rosso d’uovo: un rosso d’uovo fresco del peso di re sulla base del contenuto in colesterolo dell’uovo. circa 20 grammi contiene infatti circa 1,3 grammi di A che cosa ciò sia dovuto non è chiaro, ma è proba- lecitina e circa 250 milligrammi di colesterolo. bile che, oltre a fattori individuali di risposta sopra citati, esistano altri fattori esogeni di regolazione della colesterolemia, quali quelli che controllano il tasso di assorbimento intestinale. Fra questi stanno oggi assumendo particolare rilievo le lecitine di diversa origine alimentare. Un recente lavoro americano, condotto da ricercatori del Questi dati ottenuti sull’animale I meriti della lecitina, una sostanza presente in grande quantità nel tuorlo d’uovo Dipartimento di Nutrizione Umana sperimentale potrebbero spiegare perché il consumo di uno o due uova al giorno abbia uno scarso effetto sul livello di colesterolo nel sangue e, conseguentemente, sul rischio di malattie coronariche, come osservato in diversi studi sull’uomo (Mac Namara 1997 e 2000 e Hu et al. 1999). La capacità di far diminuire l’assorbimento di colesterolo dell’Università del Kansas, ha preso in esame gli ef- sarebbe legata alla presenza nella lecitina d’uovo di fetti “in vivo” indotti dalla lecitina dell’uovo e della acidi grassi saturi, come del resto indicato dal fatto soia, utilizzando come modello sperimentale ratti ai che se si idrogena (rendendola più satura) la lecitina quali era stata inserita una cannula nel dotto linfati- d’uovo, il grado d’inibizione sull’assorbimento inte- co, per poter raccogliere il liquido linfatico e misura- stinale del colesterolo aumenta. re l’assorbimento del colesterolo infuso attraverso un Lo studio indica, in definitiva, che è importante ai catetere duodenale (Jiang Y., Noh S.K. and Koo S.I. J. fini del controllo della colesterolemia non solo il Nutrition ,131, 2358-2353, 2001). Ciò sulla base di contenuto di colesterolo nell’uovo, ma anche la precedenti studi sperimentali “in vitro” su cellule iso- sua effettiva biodisponibilità, cioè la quantità che late o su tratti intestinali rovesciati, che avevano in- può essere effettivamente assorbita e utilizzata dicato come la lecitina sia in grado di inibire la cat- dall’organismo. Se poi, come sottolineato dagli tura del colesterolo. stessi autori, ulteriori esperimenti diretti sull’uo- Seguendo queste indicazioni, i ricercatori americani mo confermeranno che le elevate quantità di le- (anche se di nazionalità cinese) hanno voluto control- citina presenti nel tuorlo d’uovo sono in grado di lare l’effetto “in vivo” di questi composti fosfolipidici, ridurre anche nell’uomo l’assorbimento intestina- utilizzando in particolare lecitina di uovo, in confronto le del colesterolo alimentare (cioè non solo di con lecitina di soia e lecitina d’uovo idrogenata. La dif- quello presente nell’uovo ma anche di tutto quel- ferenza fra queste lecitine è da ricercarsi essenzial- lo assunto attraverso alimenti di origine anima- mente nella composizione in acidi grassi (più insatura le), il consumo delle uova potrà essere visto con per la lecitina di soia, più satura per quella dell’uovo molta maggiore liberalità e sicurezza. ● 20 La carne avicola D I E T A soddisfa il palato e si sposa benissimo con il caldo Un pollo per l’estate Giorgio Calabrese Docente di Dietetica Umana Università Cattolica di Piacenza Università degli Studi di Torino Con l’avvicinarsi delle vacanze aumenta, inevitabilmente, l’attenzione ai responsi della bilancia. Ma c’è un alimento che, per le sue caratteristiche nutrizionali, ci aiuta a dimagrire, o almeno a non prendere peso, e a rinforzarci con buone proteine ticolarmente tenera e digeribile, mentre il contenuto di grassi è più evidente nelle carni dei polli adulti e, ancor più , in quelle degli animali maschi o femmine cui siano stati recisi gli organi sessuali, quindi il cappone e la pollastra. Inoltre, mangiare carne di pollo in estate è molto più gradevole che mangiare quella di derivazione bovina, e quindi detta rossa, perché oltre a soddisfare di più il palato, si sposa meglio con la temperatura più calda e quindi più umida. MEGLIO IL POLLO DI OGGI O QUELLO DI IERI? ● Mangiare carne di pollo, conosciuta generica- Nel passato, molte persone erano convinte che il mente come “carne bianca”, vuol dire introdurre pollo che viveva nelle aie delle nonne fornisse delle carne magra, anzi, per essere più precisi, non carni sicuramente più gustose e meno grasse, per- grassa. Questa qualità attira di più proprio coloro ché vivendo allo stato libero si nutriva di quello che che cercano di perdere chili o, comunque, di non trovava. In realtà, si trattava di un animale che for- prenderli nel periodo più tormentato da un punto niva carne ottenuta in condizioni diverse, a volte di vista estetico, cioè quello estivo. E’ necessario anche poco igieniche, e razzolava nel libero pascolo però fare delle precisazioni perché si possa ar- per procurarsi il cibo necessario, compresi i vermet- rivare a definire, in modo scientifico, il valore ti e altro materiale come letame, calcinacci e simi- dell’apporto nutrizionale di questo tipo di carne. li, per integrare amminoacidi essenziali e sali mine- Dal latino “pullus”, cioè animale giovane in gene- rali. Questo tipo di pollo, inoltre, accusava dei ri- re, la carne di gallo e di gallina è buona per chi tardi nella crescita di peso corporeo; infatti impie- voglia nutrirsi bene ma senza esagerare coi gras- gava da sette a otto mesi per raggiungere il chilo- si. Ha poco tessuto connettivo, e la carne dei pol- grammo di peso. li molto giovani, la cui cresta è ancora poco svi- Oggi, invece, vengono scelti i polli riproduttori, di luppata (ecco dunque il pollastrello), risulta par- cui si conoscono sia i dati genealogici, sia il tipo di 23 D I E T A alimentazione, te una più facile masticazione con una conseguente sia il sistema di migliore digeribilità, che, a sua volta, determina vita integrato l’alto potere nutritivo della carne. Infatti, l’appara- con “cicli a ter- to digerente riesce ad utilizzare le proteine della ra”, per consen- carne di pollo in un tempo relativamente breve e tire spazi di mo- quindi l’organismo umano è facilitato nella utilizza- vimento, con una zione metabolica dei singoli nutrienti che derivano macellazione effet- da essa. Ciò non è una futilità, specie per gli anzia- tuata nel pieno rispetto ni e i bambini, in fase di accrescimento corporeo e delle norme igienico-sani- quindi di sviluppo e, per coloro che sono convale- tarie. Qualcuno potrebbe pensa- scenti e che hanno, dunque, bisogno di reintegrare re che qualche allevatore, per nutrire questi pol- le perdite giornaliere di proteine. li, preferisca usare delle materie prime di scarsa qualità; ma non è così, perché i produttori hanno TANTE OTTIME PROTEINE E POCHI GRASSI, interesse a che il pollo cresca bene e in fretta, in DI QUELLI “BUONI” modo da avere più mercato e, in fin dei conti, più Riguardo alle proteine, è da ricordare che non c’è guadagno. Per cui, in genere, il cibo che si dà a alcuna differenza fra la carne di pollo e quella bo- questi pennuti è di ottima qualità. Se si usassero vina, anzi, spesso, nella prima se ne trova un mangimi di scarso valore nutritivo, infatti, oltre al quantitativo maggiore (il 22 per cento contro il 20 resto la crescita sarebbe molto più lenta e, quin- per cento circa). Per quanto riguarda il contenuto di, verrebbe meno la convenienza ad allevare. in acidi grassi essenziali, cioè l’acido linoleico, Oggi, per dimagrire noi, partiamo dal presupposto l’acido linolenico e l’acido arachidonico, e soprat- che i polli che mangiamo molto spesso (ed è un be- tutto i primi due, la carne avicola presenta un ne!) sono nutriti con mangimi composti principal- maggior quantitativo di acidi grassi polinsaturi, mente da granoturco, erba medica e pannelli di se- perché i polli si nutrono con molto mais e soia. In mi oleosi, tipo la soia. In effetti, dal punto di vista altre parole, il grasso del pollo, che è pari all’1 nutrizionale la differenza fra il pollo di allevamento per cento nel petto e al 7 per cento circa nella co- e quello ruspante è minima. Il primo, ad esempio, scia, ha caratteristiche molto più vicine ai grassi di ha circa l’1-2 per cento in meno di proteine, perché origine vegetale. contiene un po’ più di acqua; ma questa differenza Essendo bassa la quota lipidica, è anche minore il è dovuta, in gran parte, all’età giovane dei polli di computo delle calorie introdotte con la carne di pol- allevamento. Ciò comporta, peraltro, un minor co- lo rispetto ad altre carni, se si rispetta, comunque, sto e quindi una maggiore possibilità di acquisto e di la regola del buon senso e non si addizionano dall’e- uso da parte del consumatore. sterno condimenti e salse troppo ricchi di lipidi. C’è Essendo giovani, questi animali forniscono una car- poi un’altra caratteristica da valutare: i grassi si tro- ne più tenera, che richiede un minor tempo di cot- vano soprattutto nella pelle e nel sottocutaneo; per tura, mentre se si cucina un pollo ruspante il tem- cui è facile eliminarli, con ulteriore minor carico ca- po si allunga, perché le sue carni sono più dure e lorico. Il valore calorico di un etto di pollo è, infat- molto consistenti a causa di un eccesso di tessuto ti, pari a 110 kcal senza pelle e a 171 con la pelle; connettivo. Detto in altri termini, il pollo di alle- più specificamente, in un etto di petto di pollo ci so- vamento ha molto meno tessuto connettivo (così no 100 kcal, in un etto di coscia senza pelle 108 kcal chiamato perché unisce, appunto connette, le fi- (125 se con la pelle). bre muscolari della carne che si mangia); e ciò rap- Per concludere, inserendo nella nostra dieta presenta un’altra caratteristica positiva per coloro questo alimento, che si può cucinare in tanti mo- che vogliano ricorrere alla carne di pollo per man- di sani e gustosi, raggiungiamo due obiettivi: di- tenersi in forma, soprattutto in estate. magriamo e ci rinforziamo grazie soprattutto al- Grazie al minor tessuto connettivo, infatti, consen- le buone proteine. ● 24 Pubblicati dalla casa editrice Monboso L’uovo è vita. 26 C U L T U R A gli atti del “Processo” celebrato lo scorso giugno a Pavia Viva l’uovo! Francesco Pippi Giornalista Dal dibattimento svoltosi nell’Aula Magna dell’Università l’alimento è uscito, com’era prevedibile, pienamente assolto. Il volume, che contiene tutti gli interventi pronunciati nell’occasione, rappresenta una piacevole ed utile lettura ● Come in ogni libro giallo che si rispetti - giallo non solo per il genere (giudiziario, per l’esattezza), ma pure per il colore della copertina - anche nel volume “Processo all’uovo” l’epilogo si legge alla fine. O più esattamente, nell’ultima di copertina, dove una sintetica rassegna stampa riporta alcuni dei numerosi resoconti dell’avvenimento, il “Processo all’uovo” appunto, celebrato il 3 giugno scorso nell’Aula Magna dell’Università di Pavia. E della sua conclusione: assoluzione con formula piena per non aver commesso nessuno dei quattro reati per cui l’“imputato uovo” era stato messo alla sbarra: lesioni aggravate e continuate al fegato; atti di libidine gastronomica violenta anche in associazione con altri alimenti; costituzione di banda armata di grassi, colesterolo e proteine; spaccio di salmonella e antibiotici. Un trionfo. “E’ la fine di un incubo: frittate e creme non rovinano la salute. In nome della scienza della nutrizione, anche l’igiene è assicurata”, ha scritto la Repubblica. “Imputato uovo: assolto […] Non poteva che finire così il processo a un imputato che è 27 C U L T U R A al servizio dei nostri appetiti da migliaia di anni. denze, false opinioni, luoghi comuni lunghi e duri Sa essere il massimo della semplicità e della raffi- da sfatare. Non basta, dunque, che la sapienza natezza: politically e socially correct”, ha fatto antica cristallizzata nei miti abbia fatto dell’uovo eco il Corriere della Sera. “Le sue proteine e i suoi la stessa fonte di vita, se non di nascita dell’uni- grassi fanno bene alla salute, ma non se ne abusi. verso. Non basta neppure l’andare a braccetto dei Gli studiosi: un concentrato di energia. Anche gli cuochi antichi e di quelli moderni che da sempre atleti ne beneficiano”, ha riferito la Stampa. lo hanno preparato in mille modi diversi, in tutti In realtà, ai lettori di “Unavicoltura” certe frasi gli angoli della terra, a dimostrarne l’incredibile suonano tutt’altro che nuove (un articolo in mate- versatilità. E non bastano neanche i racconti qua- ria compare anche in altra parte di questo nume- si commossi di gourmet sugli inaspettati ritrova- ro). E tuttavia, la pubblicazione degli atti di menti di questo alimento in tutte le mense, da quell’incontro - tale, infatti, è prima di tutto il quella più frettolosa e a buon mercato di un sin- volume “Processo all’uovo. Inchiesta semiseria gle di città, a quella sommamente snob dell’Hotel sull’alimento universale”, Università degli Studi Savoy di Londra, per convincere definitivamente di Pavia, Facoltà di Farmacia, a cura di Angelo sulla sua bontà. Beretta, Casa editrice Monboso, pagg. 227, Euro Come ha affermato, argomentando poi in modo 18 - dà lo spunto per qualche ulteriore riflessio- convincente la propria affermazione, il prof. ne. Non soltanto sulle eccellenti qualità dell’ali- Michelangelo Giampietro, “i capi di accusa for- mento universale per antonomasia, ma anche mulati in quest’occasione contro le uova sono, a sulla possibilità, per non dire necessità, di una mio avviso, frutto più della nostra ‘ignoranza’, divulgazione scientifica intelligente quale rispo- nel senso che in passato non conoscevamo al- sta alla domanda, così tipicamente moderna, di trettanto bene come oggi le caratteristiche rea- piacere, salute e benessere. li di questo prezioso alimento”. Il libro, come Storici, nutrizionisti, economisti, architetti, giorna- qualsiasi libro, colma proprio una lacuna di co- listi, gourmet, chimici, produttori, dietologi, medi- noscenza: spiega con i risultati della scienza mo- ci dello sport. A leggere l’elenco dei testimoni derna perché già gli antichi avessero ragione e “escussi” durante il processo, c’è da rimanere im- quanto, invece, certi sedicenti moderni in real- pressionati: non c’è praticamente sezione tà diano corpo, spesso ideologico, a pau- dello scibile e del vivere umano nella re e superstizioni che, con illumini- quale l’uovo non abbia raccolto, stica ingenuità, si potrebbero nel corso della sua plurimille- sperare definitivamente con- naria esistenza, riconosci- segnate al passato. menti e attestati non solo di D’altra parte, tutto il vo- stima, ma di vera e propria lume porta con sé l’im- indispensabilità. Come af- pronta del secolo dei lu- ferma ad esempio il giorna- mi. Anche per il tono lie- lista Riccardo Oldani, il cui ve e semiserio che lo in- bell’intervento è pubblicato forma esattamente così co- a partire da pag. 31, “se l’uovo me aveva informato tutto il non fosse mai esistito […] non esi- “Processo”, conclusosi con una steremmo neanche noi”. E aggiunge: gigantesca “spadellata” di tremila “L’uovo ha alle spalle una storia così bella, uova offerte a tutti i presenti. che non è assolutamente possibile pensare di con- Spadellata che ha come logico “pendant” nel li- dannarlo”. bro, una volta pubblicate le testimonianze, le Eppure, malgrado ciò, i capi d’accusa formulati a arringhe e la sentenza finale, una ricca raccol- suo carico non sono il parto cervellotico di un acri- ta di ricette storiche e regionali a base di uova. monioso Pubblico Ministero, ma il portato di cre- Buona lettura. E buon appetito. ● 28 T E S T I M O N I A N Z A A L P R O C E S S O A L L ’ U O V O Ab ovo. Il filo nell’uovo Riccardo Oldani Giornalista L’uovo va assolto, non ci sono dubbi. I motivi princi- una ristretta cerchia di viventi, ma una cosa è sicura: pali, ma ce ne potrebbero essere molti altri, sono tre. dove c’è lui c’è anche il sesso. A noi il sesso piace, ci 1) Se l’uovo non fosse mai esistito non saremmo piace tanto che siamo portati a pensare che tutte le qui a celebrare il suo processo. Non esisteremmo specie animali si riproducano con questo sistema. Non neanche noi. è così, di sistemi ce ne sono tanti, ma quello che pia- 2) Uovo chiama sesso. Senza sesso non ci sarebbe ce a noi, basato sul sesso, richiede che ci sia un em- l’uovo, e viceversa. E questo sarebbe origine di som- brione e, di conseguenza, un uovo. mo disappunto per tutti noi, non soltanto per il popolo dei goduriosi. L’UOVO HA UNA STORIA MERAVIGLIOSA 3) L’uovo ha alle sue spalle una storia così bella che Può sembrare strano addurre a difesa di un imputato non è assolutamente possibile pensare di condannarlo. la motivazione che ha una bellissima storia alle sue Ma ora vediamo, un po’ più da vicino e molto sinteti- spalle. Sarebbe come dire che un criminale non è pu- camente, di spiegare meglio questi punti. nibile perché è di buona famiglia. Però vorrei invitarvi un attimo a sentire la storia dell’uovo, perché è SENZA L’UOVO NON CI SAREMMO NEANCHE NOI straordinariamente legata con la nostra e anche per- Noi nasciamo grazie alla placenta, il luogo dove si svi- ché è molto bella. Quando parlo di uovo intendo, vo- luppa l’embrione. Ebbene, la placenta è un uovo mo- glio chiarirlo, l’uovo amniotico, l’uovo di gallina per dificato. Sparito il guscio, sparito l’albume, sparita capirci, quello che ha guscio, albume e tuorlo. E’ una parte del tuorlo, di esso restano nella placenta l’uovo che stiamo processando in questa sede. alcune strutture tra cui, importantissimo, il sacco Come e perché è nato l’uovo amniotico? amniotico dentro il quale l’embrione viaggia per no- Gli studiosi ci danno la risposta: l’uovo amniotico è ve mesi protetto da ogni disturbo esterno. La mem- stato lo strumento, la struttura, il veicolo che ha con- brana amniotica è presente anche nell’uovo dei retti- sentito alla vita animale di stabilirsi sulla terraferma. li e degli uccelli e costituisce un passo evolutivo im- Fino a un certo punto la riproduzione era legata al- portantissimo rispetto all’uovo dei pesci e degli anfi- l’acqua. L’uovo di pesci e anfibi è protetto soltanto bi, che non ne sono dotati. L’uovo degli uccelli è in- da una membrana gelatinosa; se non stesse nell’acqua fatti definito “uovo amniotico” proprio per questa si seccherebbe subito. Il guscio dell’uovo amniotico sua caratteristica. Anche i mammiferi un tempo de- gli consente invece di stare fuori dall’acqua. Protegge ponevano uova amniotiche. Anzi, a dir la verità lo l’embrione da eventuali urti e, soprattutto, dagli fanno tuttora, perché esistono due specie viventi, agenti atmosferici. Consente ai genitori di non dover l’ornitorinco e l’echidna istrice, membri dell’ordine tornare all’acqua per riprodursi, ma di colonizzare dei Monotremi, che ancora oggi depongono uova e poi anche ambienti asciutti. Quando è avvenuto questo allattano la loro prole. Nei mammiferi la struttura si salto dall’acqua alla terra? Dirlo con esattezza non è è semplificata, perché non serve più un guscio né la possibile: l’uovo dei rettili, il primo ad essersi svilup- parte nutritiva del tuorlo, ma tutti quanti noi, è leci- pato in questa direzione, non fossilizza. Il suo guscio to dire, nasciamo da un uovo. ha una consistenza pergamenacea. Le prime uova fossili, con guscio calcareo facilmente mineralizzabile, SENZA UOVO NON C’È SESSO risalgono a circa 220 milioni di anni fa, quando la ter- A cosa serve l’uovo? A proteggere l’embrione e a con- ra era già da tempo popolata. Ma sicuramente l’uovo sentire il suo sviluppo. E l’embrione da dove nasce? amniotico è comparso poco dopo lo sviluppo delle Dall’incontro fra due cellule riproduttive: la cellula grandi foreste, che cominciarono a coprire il pianeta femminile che viene fecondata dalla cellula maschile, in un’epoca chiamata Carbonifero, che iniziò circa lo spermatozoo. Uovo e sesso sono strettamente cor- 330 milioni di anni fa. relati tra loro. Praticamente tutte le specie animali Da allora l’uovo amniotico ha subito un’evoluzione in- che utilizzano la riproduzione sessuata, dove cioè in- cessante, che è andata di pari passo con l’evoluzione tervengono un maschio e una femmina, producono delle specie animali e con la loro esigenza di coloniz- uova. Certo, l’uovo amniotico è proprio soltanto di zare nuovi ambienti e di rispondere ai cambiamenti 31 T E S T I M O N I A N Z A A L P R O C E S S O A L L ’ U O V O climatici. Evoluzione non è solo cambiamento delle ma. Perché l’uovo di gallina è così come lo conoscia- strutture e delle forme, ma anche dei comportamen- mo tutti e non, ad esempio, sferico? Ci sarebbero ti, tra cui quelli legati alla riproduzione e alla cura buone ragioni perché fosse sferico: sarebbe più robu- della prole. Al manifestarsi di nuove esigenze ripro- sto, strutturato con minor spreco di materiale e di duttive anche le uova sono cambiate. Tanto che oggi energie. Molte uova sono quasi sferiche, soprattutto gli studiosi, anche solo analizzando la loro forma, il tra i rettili. Una delle spiegazioni date dagli ornitolo- modo con cui sono state disposte nel nido, il loro gi è che un uovo oblungo rotola su un solo asse ed è orientamento, capiscono immediatamente quali sono quindi più facilmente controllabile da un genitore in le abitudini riproduttive di una determinata specie. cova che non vuole che esso se ne vada di qua e di là, Studi utilissimi per capire importanti aspetti del com- magari cadendo da una roccia. Le tartarughe che de- portamento e della vita di un gruppo di animali, oggi pongono scavando un buco nel terreno, e ricoprendo estinti, che colpisce la fantasia di tutti, grandi e pic- poi le uova con la sabbia, fanno uova sferiche, perché cini. Questi animali sono i dinosauri. Nell’esposizione non esiste il problema che possano rotolare via. Il pin- allestita qui fuori [“Dalla mosca al dinosauro”, mostra guino imperatore, invece, fa un uovo a pera che, in oologica a cura del Centro Interdipartimentale di qualsiasi modo lo si rigiri, si rimette sempre in piedi. Servizi Musei Universitari. Realizzata con il materiale Perché? Bisogna sapere che il pinguino imperatore è del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia, l’unico uccello in grado di portare a termine la cova l’esposizione ha proposto una rassegna di uova di ani- in Antartide durante l’inverno, affrontando tempera- mali ovipari, invertebrati e vertebrati, sia attuali sia ture che possono scendere anche a 60/70 gradi sotto estinti, ndr] potete vedere, fra i tanti esposti, la ri- lo zero. Se l’uovo toccasse terra si congelerebbe al- costruzione, basata su un ritrovamento fossile, di un l’istante. Che cosa fa allora il pinguino imperatore? uovo di dinosauro. Lo tiene in equilibrio sulle zampe e lo ricopre con una E’ un uovo di una specie carnivora parente del famo- piega della pelle dell’addome ricoperta da un fitto e so Velociraptor di Jurassic Park. Osservandolo, vedia- caldissimo piumino. Per poter fare questo, natural- mo che il piccolo è completamente formato, sicura- mente, il pinguino imperatore ha bisogno di un uovo mente già autosufficiente alla nascita come avviene che se ne stia tranquillo e fermo. anche oggi per tanti uccelli. Ma anche di altre specie Pensiamo invece alla dimensione del tuorlo, la parte di dinosauri si sono capite tante cose in seguito al ri- più nutritiva dell’uovo. Gli ornitologi hanno misurato trovamento di uova fossili. L’esempio forse più ecla- le sue dimensioni rispetto all’uovo e hanno scoperto tante è l’Oviraptor. Questo dinosauro aveva una pes- un fatto significativo. In rapporto, il tuorlo dell’uovo sima fama tra i paleontologi. I suoi resti fossili erano delle specie già autosufficienti alla nascita, che ven- spesso vicino a uova. Si pensò che fosse una sorta di gono dette nidifughe, è più grande di quello delle predone di nidi altrui, da cui il suo nome scientifico. specie nidicole, che hanno bisogno cioè dopo la nasci- Fino alla scoperta sensazionale di qualche anno fa, ta di lunghe e intense attenzioni da parte dei genito- cui dedicò la copertina persino la rivista scientifica ri. Il motivo è molto semplice: le specie nidifughe, tra più prestigiosa, “Nature”. Il fossile mostrava un cui le galline, le anatre e molte altre, compiono nel- esemplare di Oviraptor rannicchiato sopra un nido in- l’uovo uno sviluppo più lungo e più complesso delle tatto, con le uova disposte in modo tale da togliere specie nidicole. Queste ultime, invece, non sprecano ogni dubbio su quello che stava facendo: l’animale troppe energie nel dare all’uovo una riserva nutritiva stava covando. Era una delle più importanti testimo- eccessiva, perché molte energie dovranno impiegare nianze fossili che i dinosauri covavano e avevano at- in seguito per allevare e svezzare i loro piccoli. In na- tenzioni per la loro prole. tura tutti sono molto attenti a economizzare le risorse disponibili. L’UOVO DI OGGI Si potrebbe andare avanti ancora a lungo. Ma la sto- Guardando invece le uova dei nostri giorni scopriamo ria che vi ho raccontato credo sia più che sufficiente cose incredibili al loro riguardo. per convincere la Corte e voi tutti che l’uovo è inno- Prendiamo ad esempio in considerazione la loro for- cente e debba essere assolto. ● 32 Venuta La faraona? P R O D O T T I A V I C O L I dall’Africa, ha conquistato le mense di tutto il mondo Una favola, anzi un mito Paolo Mattei Giornalista Conosciuta e apprezzata fin dall’antichità tanto da essere protagonista di uno dei più bei racconti della mitologia greca, questo uccello è stato recentemente riscoperto per le sue eccellenti qualità nutrizionali e gastronomiche, che ne fanno un alimento particolarmente adatto sia alle occasioni “importanti” sia a preparazioni semplici e veloci giù. La faraona però, anche se il comico-scrittore non lo sa, mira molto più in alto. All’altezza dei miti e delle tragedie greche. Che, a occhio e croce, valgono anche più di una semplice fiaba. Plinio, nella sua storia degli animali, descrive la faraona come “una specie di gallina d’Africa, gobba e di manto variopinto”, e ricorda il legame esistente fra questa specie e Meleagro, figlio di Eneo. Secondo la mitologia greca, infatti, alla morte di Meleagro le sorelle provarono un tale dolore da seguirlo nella tomba. Diana, però, volle rendere emblematico questo amore fraterno e dare loro vita eterna trasformandole nelle galline di Faraone o Meleagridi (come le chiama anche Aristotele). Il loro mantello risulta maculato proprio perché ricorda le lacrime versate dalle ragazze in memoria del fratello morto. Un mito ripreso da Sofocle e - in barba a Gnocchi posto al centro della tragedia Meleagros. ● Povero Gene Gnocchi. Lui, che scrive libri e vuol passare (da comico, ci consenta la presa in giro) per L’ORIGINE AFRICANA E L’ADDOMESTICAMENTO uomo di cultura. Sfogliando uno dei suoi coltissimi RECENTE, GRAZIE AI PORTOGHESI stupidari, “Il mondo senza un filo di grasso”, pubbli- Originaria quasi certamente del continente africano, cato da Bompiani nel 1997, alla voce “Faraona”, si la faraona è considerata animale esotico per eccel- legge: “Per quanti sforzi abbia fatto, non è mai sta- lenza. Già nei tempi antichi era conosciuta in Grecia, ta inserita in nessuna fiaba”. piuttosto come uccello sacro e da sacrificio che co- Gnocchi pensava certamente a una specie di com- me animale da cortile, dove era arrivata probabil- plesso d’inferiorità rispetto alle volpi, alle rane, ai mente passando da Cirene e da Cartagine, città che conigli, ai topi e ai molti altri animali che hanno am- a loro volta avevano relazioni commerciali un po’ maliato diverse generazioni di favolisti, da Esopo in con tutta l’Africa. Anche i Romani la conoscevano e 35 P R O D O T T I A V I C O L I apprezzavano, in chiave meno sacra e più profana: ai re elevate (nei primi 15 giorni di vita anche 32 gra- tempi di Varrone era considerata infatti cibo raro e di) e un clima asciutto. Per soddisfare queste esi- privilegiato, riservato alla tavola dei ricchi. “Non genze servono capannoni attrezzati sia con un siste- Afra avis descent in ventrem meum”, scrive Orazio. ma di riscaldamento centralizzato ad acqua calda, “In ogni modo - racconta, col suo linguaggio da eru- sia con un sistema a lampade (è un animale che ama dito d’inizio Novecento, Alessandro Ghigi - sia che le la luce). La faraona viene macellata quando rag- faraone allevate in Italia abbiano appartenuto ad giunge gli 80-85 giorni e un peso di circa una sola o a due specie distinte, esse non hanno so- 1,500/1,650 kg. pravvissuto alla caduta dell’impero romano. Peraltro sono indubbiamente faraone due uccelli I PRIMATI NUTRIZIONALI E LE QUALITÀ rappresentati in un bassorilievo di una pala d’altare GASTRONOMICHE a Sant’Agata di Ravenna, chiesa costruita nel VI se- Basta sfogliare una delle “bibbie” della gastrono- colo. Egualmente disparvero quelle allevate in mia del secolo scorso, il manuale di Pellegrino Grecia e per quasi tutto il Medio Evo non si hanno Artusi, per rendersi conto di quanto già allora fos- documenti storici che provino la presenza di Galline se apprezzata la carne della faraona. A tal punto di faraone in Europa”. da eleggerla a portata principale delle ricorrenze Il riferimento alle “due specie distinte” richiama una più importanti. Nessuna padrona di casa che si ri- di quelle complicate questioni tipiche degli addetti spettasse poteva tralasciare di servire ai propri ai lavori che, per diversi secoli, hanno dibattuto sul- ospiti, almeno in un’occasione, questo piatto pre- l’origine dell’attuale faraona domestica: orientale libato, capace di competere persino con la presti- (quindi etiope o abissina) per alcuni, occidentale giosissima carne di fagiano. (cioè fenicia e cartaginese) per altri. Anche Charles Questa sua dote si è però trasformata, con il tem- Darwin sembra volle dire la sua - per la cronaca, pun- po, in un pericoloso pregiudizio: è cominciata a tando sul cavallo sbagliato - in questa diatriba che, circolare la fama di cibo dalla preparazione lenta e alla fine, ha visto pesare l’ago della bilancia dalla complessa, da riservare solo alle circostanze più parte della Numida meleagris (quella orientale) a prestigiose e di rappresentanza. Per fortuna le più scapito della Numida ptilirhyncha, specie ancora og- recenti indicazioni degli esperti nutrizionisti hanno gi selvatica e tipica dell’altopiano etiope. determinato una sua riscoperta, visto che si tratta Furono comunque i grandi viaggiatori - Enrico il di un alimento che colleziona un sorprendente tris Navigatore, Bartolomeo Diaz, Vasco de Gama - di primati: è, infatti in alcuni suoi tagli - il petto - spagnoli e portoghesi, di ritorno dalle loro spedi- la carne in assoluto con il maggiore apporto protei- zioni, a riportare questo animale in Europa chia- co e il minore contenuto in colesterolo. Un vero mandolo pintado (uccello dipinto) o polla pintada. primato: il 25,1% di proteine, appena lo 0,7% di li- Questa definizione allude chiaramente ai molti co- pidi totale e 39 mg di colesterolo ogni 100 grammi lori (l’azzurro che contraddistingue la testa, i due di parte edibile. bargigli rossi, il manto picchiettato di bianco) che Questa sua patente di cibo modernissimo, in linea impreziosiscono, anche esteticamente, il porta- con le richieste dell’alimentazione contemporanea, mento elegante della faraona. I francesi hanno ne ha favorito la riscoperta. E così si è potuto veri- tradotto questo termine in pintade, mentre gli in- ficare che si tratta anche di un prodotto di facile e glesi hanno preferito la definizione pollo di veloce preparazione. L’eccellente qualità della car- Guinea. Solo la terminologia italiana - gallina di ne rende infatti possibile la realizzazione di ricette Faraone - sembra rimandare a un’origine egiziana molto semplici: dalla leggerissima cottura alla gri- che, però, non è mai stata documentata. glia a quella al cartoccio o in insalata, per arrivare E’ proprio questa sua storia di “addomesticamento” alle più saporite ricette al forno e in padella. piuttosto recente a rendere l’animale molto esigen- Insomma, un mito che parte da Sofocle e continua a te dal punto di vista dell’allevamento. Essendo ori- vivere (Gnocchi permettendo) anche nella gastrono- ginario di Paesi africani, richiede infatti temperatu- mia - semplice, leggera ma ricercata - di oggi. ● 36 Come mangiare bene e a buon mercato Il principe della convenienza Il confronto anche nella nuova moneta fra i principali alimenti proteici conferma come l’uovo risulti sempre vincente per rapporto qualità-prezzo. E, molto vicini, ci sono i petti di pollo e tacchino nuo nuove buone ragioni per inserirlo nella dieta quotidiana di grandi e piccini (tutte ragioni che vengono esaminate anche in questo numero di “Unavicoltura”), a decretarne la fortuna senza confini c’è un altro aspetto fondamentale: l’uovo è notevolmente più economico rispetto ad ogni altro cibo ad elevato contenuto proteico. In tutto il mondo. L’UOVO NON HA RIVALI. NÈ IN ITALIA... Un rapido sguardo alle tabelle merceologiche italiane basta a dimostrare come, in rapporto al suo con- ● Perché l’uovo è uno degli alimenti più popolari e tenuto proteico (12,4% in peso, cioè circa 12,5 diffusi al mondo? Quali le ragioni profonde della sua grammi di proteine in due uova equivalenti a poco universale fortuna? Al di là dei grandi valori simboli- più di cento grammi) esso non tema rivali in termini ci che lo caratterizzano, del suo essere un inesauri- di convenienza. Un grammo di proteine “da uovo” bile giacimento di possibili e sempre nuove varianti costa, infatti, 2,7 centesimi di €, contro i 3,6 cen- gastronomiche, delle valutazioni entusiastiche degli tesimi del latte di mucca, i 3,5 centesimi del petto specialisti in alimentazione che scoprono di conti- di pollo, i 3,9 del lombo di maiale, i 3,6 della moz- 38 zarella di vacca, gli 8,3 di quella di bufala, i 5,8 del- ... NÉ NEL RESTO DEL MONDO la noce di vitello, i 9,1 del prosciutto di Parma, i Anche nel resto del mondo l’uovo è senza dubbio il più 10,6 del merluzzo fresco (e i 5,6 di quello congela- conveniente tra gli alimenti ad alto contenuto proteico. to) o i 20,6 del “carissimo” rombo fresco (a far la In Francia, un grammo di proteina assunto tramite differenza sul rapporto peso/proteine/costo nel pe- uova costa 2,4 centesimi di € contro i 5,2 centesimi sce è, ovviamente, la robusta quantità di scarto co- della carne bovina e i 6,9 centesimi del merluzzo. In stituita da pelle, lisca, ecc.). Germania per una proteina d’uovo occorre spendere Insomma, l’uovo costa poco, dà tanto in termini nu- esattamente come in Francia (2,4 centesimi di €), trizionali e si presta come null’altro ad essere tra- ma per un formaggio simile al nostro parmigiano la sformato in manicaretti di assoluta bontà e infinita spesa è quasi quasi doppia, 4,5 centesimi al gram- varietà. Verrebbe da concludere: assicuratevi il vo- mo, fino ad arrivare ai 7,5 centesimi del merluzzo. stro apporto proteico con una giusta quantità di uo- Nel Regno Unito, per un grammo di proteina d’uovo, va, e con quel che risparmiate concedetevi pure un si spendono 1,7 centesimi di €; chi vuol assumere le po’ di tartufo da metterci sopra, per comporre uno stesse proteine tramite il latte spende 2,3 centesimi degli accostamenti più golosi del mondo. al grammo, che diventano 6,7 centesimi per la carne bovina. In Spagna la proteina d’uovo viene 2 cen- CONTENUTO PROTEICO E COSTO PER PROTEINA IN ITALIA Proteine in 100 gr. Costo di 100 gr. di parte edibile tesimi di € al grammo, contro i 2,2 del latte e i 3,9 Costo di 1 gr. di proteina di un formaggio simile alla nostra caciotta. Lasciamo l’Europa e spostiamoci nel nuovo mondo. UOVO 12,4 33,5 c/€ 2,7 c/€ In Canada c’è la differenza di un centesimo fra il FESA TACCHINO 24,0 8,3 c/€ 3,4 c/€ costo di un grammo di proteina d’uovo (1,6 cen- PETTO DI POLLO 23,3 8,3 c/€ 3,5 c/€ tesimi di €) e quello del latte (2,6); se poi voles- MOZZARELLA DI VACCA 18,7 67 c/€ 3,6 c/€ LATTE INTERO DI MUCCA 3,3 12 c/€ 3,6 c/€ LOMBO DI MAIALE 20,7 83 c/€ 3,9 c/€ PARMIGIANO REGGIANO 33,5 1, 6 € 4,9 c/€ NOCE DI BOVINO ADULTO 21,3 1,2 € 5,8 c/€ simo assaggiare del formaggio spenderemmo 4,5 centesimi al grammo, fino ai 5 dell’ottimo salmone locale. Ma spingiamoci ancora più in là nel nostro shopping e arriviamo fino in Giappone. Nel Paese del Sol Levante, i cui prezzi alimenta- MERLUZZO CONGELATO (PARTE EDIBILE) MOZZARELLA DI BUFALA PROSCIUTTO DI PARMA ri sono notoriamente molto più elevati, un grammo di proteina d’uovo ci costerebbe 4,8 centesimi di €, rispetto ai 5,4 del latte, ai 5,8 centesimi del pollo e ai 5,9 del salmone. Insomma, l’uovo è campione di convenienza ovunque nel mondo, anche se in Francia e Germania è testa a testa con il latte, e nel Regno Unito viene battuto dal 17,3 1€ 5,6 c/€ 16,7 1,4 € 8,3 c/€ attuano politiche alimentari volte al contenimento 25,5 2,3 € 9,1 c/€ mario” quanto l’uovo) e dei suoi derivati. formaggio Cheddar: ma si tratta di Paesi i cui Governi dei prezzi del latte (sicuramente un alimento “priE “depurata” da questo tipo di interventi, la classi- MERLUZZO FRESCO (PARTE EDIBILE) 17,0 1,8 € 10,6 c/€ ROMBO FRESCO (PARTE EDIBILE) 16,3 3,3 € 20,6 c/€ fica della convenienza riassunta nella tabella sopra pubblicata indica un altro interessante fenomeno: subito dietro le uova vengono le carni di chi da queste, per così dire, proviene: petto di pollo e fesa di tacchino. Non c’è altro da aggiungere. ● Centesimi di Euro= c/€ Fonte: Unione Nazionale dell’Avicoltura R. P. 40 Alla scoperta dei “segreti” dei grandi chef R I S T O R A Z I O N E Il profeta della faraona Antonio Paolini Giornalista Lucio Pompili, titolare del “Symposium”, è l’inventore di un piatto a base del famoso volatile che rimane, a tutt’oggi, il suo “pezzo forte”. Insieme ad altri, alcuni dei quali hanno anch’essi le carni avicole come ingredienti principali “Cercavo un piatto che fosse ottimo, e insieme trasversale. Una scommessa: qualcosa che mettesse insieme due gusti agli antipodi, quello di adulti gastronomicamente esigenti e quelli dei clienti più ostici per un ristorante di qualità: i bambini. Che cosa adorano, i bambini ? Il pollo, la cotoletta, le patatine e, nella fase in cui il loro gusto chiede ancora certi sapori e certe suggestioni di colore, un po’ di ketchup, una delle ‘sirene’ dei primi luoghi del cibo stile-Usa trapiantati allora in Italia. Eccolo, allora, il piatto. Il petto di una bella faraona passato nel pangrattato e nelle erbe aromatiche, rosolato in forno, servito su una salsa agrodolce a base di pomodoro, cipolla, poco zucchero ● Il titolo di “profeta” della faraona se l’è guadagna- e aceto, e contornato di patate, carote, salvia, tutto to sul campo almeno una quindicina di anni fa. Quando appena infarinato e fritto dorato. Per dieci anni è sta- Lucio Pompili, ristoratore dalla visione chiara e pene- to nostro piatto del Buon Ricordo, con successo travol- trante, allora in piena ascesa con il suo “Symposium”, gente. Ma anche oggi che nel Buon Ricordo non siamo oggi stabilmente tra i migliori dieci-quindici locali ita- più, pensa che abbia potuto toglierlo di menu? Guai a liani, scelse come piatto bandiera (e piatto del Buon non farlo trovare ai nostri clienti. E’ un pilastro...”. Ricordo, associazione cui era allora affiliato) la Faraona alla moda di Apiro. Se l’ispirazione del nome MA È COSÌ IMPORTANTE LA CARNE BIANCA DI VOLATI- del piatto fu localistica - le Marche sono celebri per la LI, ANCHE IN UN RISTORANTE STELLATO E “GOUR- qualità del loro allevamento avicolo, e Apiro è un pic- MAND”, CHE LE GUIDE SPECIALIZZATE DA ANNI COL- colo centro nei dintorni di Cartoceto e Serrungarina, le LOCANO IN HIT PARADE NAZIONALE? belle colline da olio dove Pompili ha installato il Talmente importante che, per non avere la mini- “Symposium” - quella del contenuto nacque da una ma incertezza sulla continuità di fornitura del delle fini intuizioni gastronomico-manageriali che sono prodotto, della faraona sono divenuto io stesso la caratteristica della “visione” di Pompili. Ma come allevatore. Ho scelto il metodo che oggi i miglio- andò, è meglio che sia lui a raccontarlo. ri allevamenti italiani seguono, quello a terra su 43 R I S T O R A Z I O N E TORNIAMO IN CUCINA, ALLORA: COME SONO POLLO E TACCHINO NELLA LINEA DI RISTORAZIONE “ITALICA” DI QUALITÀ, VISTE DAL SYMPOSIUM? La mia cucina del pollo parte da due pentole pesanti di ghisa dell’Ottocento, due veri pot-au-feu. E’ lì che nasce una ricetta che ci piace molto, e che i nostri clienti amano altrettanto. Prendiamo mezzo superficie ampia. E ho le faraone che scorrazza- pollo, lo stecchiamo con rondelle di tartufo nero tra no su alcuni ettari di bosco-sottobosco acquista- pelle e carne, poi carota sedano cipolla, porro, sca- ti per l’occasione. logno, facciamo rosolare con olio di alta qualità, e poi aggiungiamo buon brodo gallina (come si vede, C’È SOLO LA FARAONA NEL CARNET DI POMPILI E DEL è un vero matrimonio da cortile), e lasciamo cro- SYMPOSIUM? giolare a mezzo bagno. Quando la temperatura, in Neanche per idea. Pollo e tacchino hanno la loro 30-35 minuti, porta l’interno del petto a 65 gradi, parte. Nel nostro presente, nel futuro e, direi, verificati con una sonda da carne, fermiamo tutto e proprio nelle nostre radici gastronomiche. Molti portiamo la pentola in sala. Su un tagliere, diretta- anni fa, quando ho iniziato questo mestiere, un mente a tavola, tagliamo il petto a fettine, le co- appuntamento fisso per me era il mercato del scette a tocchi, ovviamente con l’anca, e mentre il giovedì mattina, in un paesino qui accanto. tartufo nero manda il suo profumo eccezionale e le C’erano i venditori schierati sulla strada da un verdurine colorano il piatto, si prepara al volo la lato, ed erano tantissimi i piccoli allevatori. salsa, dal liquido di cottura ridotto e appena legato Dall’altro lato stavano i mediatori e acquirenti. con un’emulsione di olio e burro. E il pollo si ri- Alle sei del mattino la guardia comunale soffia- prende tutto il senso della festa che ha avuto per va nel fischietto, come un arbitro, e il mercato noi, ragazzi degli anni Sessanta. aveva inizio. E per me cominciava la caccia ai... piatti da preparare con quelle carni. Del resto, le E PER IL TACCHINO? nostre Marche offrono un esempio straordinario di Quanto al tacchino, per il mio tipo di lavoro - ma pen- capacità nell’allevamento di animali da cortile. so quello di molti ristoranti del nostro target - non Per noi, cappone a Pasqua e Natale, galletto nei penso tanto ai “giganti” di stazza super, ma una tac- dì di festa, è sempre stato un credo. E non è un chinella da 2-3 chili, ideale per la nostra elaborazio- caso che imprenditori di qui siano stati anche tra ne in terrina. Noi lo utilizziamo cuocendolo sotto vuo- i pionieri del tipo di allevamento di qualità, a ter- to con verdure e olio di frantoio, a bassa temperatu- ra etc., che è tornato in auge da anni ormai in ra : smontiamo poi pelle e polpa (cioè petto e cosce). Italia, ed è fatto acquisito nelle migliori aziende Leghiamo alle cosce fette di lardo e la pelle del tac- di settore. Del resto, per noi operatori, il massi- chino, e lavoriamo tutto al mixer, con ghiaccio, fino mo, la formula vincente è avere, in questo setto- ad averne una spuma leggera, che sarà la base della re merceologico decisivo, in un unico prodotto le terrina. Dentro ci infiliamo i filetti di petto, i pistac- sicurezze che dà l’industria innestate sulla quali- chi, e ancora losanghe di tartufo nero. Avremo un tà dei metodi da artigiano. Qui, il connubio è co- piatto in bellavista al sapor di galantina. Alla terrina minciato da un pezzo. Ed è stato talmente felice diamo una seconda leggera cottura ancora sottovuoto che, quando l’imprenditore di cui parlavo prima a vapore, e guarniamo con insalatina di campo al bal- ha deciso di lanciarsi nelle preparazioni a base di samico tradizionale e olio di frantoio. Elevando grazie pollo, i petti elaborati, le coscette farcite, noi reverenti al tacchino, al pollo, alla faraona made in abbiamo fatto da laboratorio di cucina, e loro Italy. E al resto dei sapori d’Italia, così unici e straor- hanno poi messo sul mercato le stesse idee ga- dinari, a partire dal nostro extravegine di Cartoceto, stronomiche in termini quantitativi. che ci consentono di valorizzarli appieno. ● 44 C O S T U M E La (bianca) carne dei Vip Serena Patriarca Pollo, tacchino e faraona compaiono abitualmente sulle tavole, nelle cucine e nelle diete di principi e rockstar, attori e politici, contesse e registi. Italiani e stranieri. Scopriamo il perché Tornando in Italia, sono tantissimi i volti noti di politica, nobiltà, cinema e tv che non negano la propria passione per pollo, faraona, tacchino e dintorni. Sapete come il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi si è riappacificato con le deputate dell'opposizione, da lui definite “pasionarie che fanno ridere”? Invitandole a cena al ristorante e offrendo loro pollo alla cardinale accompagnato da vino rosso. L'affascinante Daniela Poggi, attrice e presentatrice di successo del programma tv “Chi l’ha visto?”, ha un particolare segreto di bellezza: da diversi anni non mangia carne, ad eccezione del pollo. “Secondo me - afferma - non c'è nessun'altra carne così sana, digeribile e con un apporto proteico basilare per una corretta dieta”. E continua: “Anche all'estero mangiare pollo è una garanzia di Giorgio Borghetti. A pag. 46, la contessa Patrizia de Blanck con la figlia Giada ● Carni avicole, che passione! genuinità, se non si vuole alterare troppo la propria In barba al sushi e ai cibi Japo- alimentazione!”. La Poggi ama mangiare la coscia e style che hanno monopolizzato il petto, non solo nella maniera più tradizionale le scorse stagioni le notti mon- (preparandoli lei stessa, alla griglia e in padella), dane italiane, l'ultimo trend ma anche scegliendo al ristorante portate esoti- vede pollo, tacchino e faraona che, come il pollo cinese dal gusto agrodolce (al- ritornare sulle tavole vip, magari in versione “fu- l'ananas o alle mandorle) o quello indiano al curry, sion”, ovvero “contaminati” da cucine etniche ex- con riso e verdure. traeuropee. E non si parla solo del panorama gas- Anche il bel protagonista della fiction di Raiuno tronomico italiano. Lenny Kravitz, mitica rockstar “Incantesimo”, Giorgio Borghetti, è un grande fan newyorchese, non rinuncia a portare con sé durante del pollo: “Mi piace mettermi ai fornelli per prepa- le proprie tournée in giro per il mondo lo chef per- rare i petti di pollo al Marsala, al Porto o al curry”, sonale. E indovinate che cosa si fa preparare dal racconta. Il suo segreto per arricchirne il sapore? cuoco? A colazione una frittata di solo bianco d'uo- Olio, farina e una noce di burro. E non mancano al vo, e a pranzo e cena un petto di pollo alla piastra. giovane attore i ricordi legati al pollo e alle riprese Nessuna variazione: secondo la star questa è l'unica delle varie puntate della fiction: “Una volta, con dieta leggera e salutare che gli permette di af- mia grande sorpresa, nel cestino del pranzo mi por- frontare i concerti con la dovuta energia. tarono una coscia di pollo alla birra davvero niente 45 C O S T U M E male!”. E lui, che ha gi- quello francese di rato mezzo mondo, si Bresse, magari pre- vanta anche di aver parato all'Hotel de mangiato spiedini di tac- Paris di Montecarlo - chino alla brace nel bel dice sognante la no- mezzo foresta bildonna - e secon- amazzonica: “Lo am- della do me la parte più metto - scherza - man- saporita sono pro- giare le carni bianche prio i cosciotti”. La con le mani sarà meno de Blanck, non lo bon ton, ma dà sicura- nega, ai fornelli la- mente più piacere che scia un po’ a deside- usare le posate…”. rare. Ogni tanto è E Retton- sua figlia Giada che dini? Lei va matta per il si cimenta in cuci- Francesca galletto alla diavola: lo na, ma quasi sempre ordina al ristorante dovunque si trovi (persino in è la cuoca di casa a preparare pollo arrosto o al- Australia) e se trascorre una serata di relax a ca- la diavola. E sapete qual è il segreto dell'esube- sa ama prepararlo per sé e gli amici con contor- rante no di patate al forno. “Sono una buongustaia e Cospargerlo di vino rosso mentre sta ancora sul- una salutista - afferma l'attrice - e non rinuncio lo spiedo. mai al pollo nella mia alimentazione. Lo confes- Le reminiscenze della contessa legate alle carni so, ho un debole anche per il pollo etnico, ele- bianche risalgono all'infanzia, e fra il serio e il fa- mento fondamentale per insaporire in maniera ceto aggiunge: “C'è sempre un pollo nella nostra unica piatti come il cous-cous o la paella”. vita; e prima o poi, arriva sempre qualcuno che Un altro fan della dieta gustosa e salutare è il gran- se lo mangia facendoci soffrire”. Che sia una me- de regista Carlo Lizzani: “Preferisco a tutte le car- tafora gastronomica della vita? Chissà, certo è ni senza dubbio quella bianca, in particolare il pet- che la piccola de Blanck si era affezionata ad un to di pollo - dichiara il cineasta -, perché fa bene e pulcino ricevuto in regalo, allevandolo con cura: la si può trovare veramente in mille modi. Col mio “Un giorno sono partita lasciandolo al portiere, e lavoro mi è capitato spesso di girare il mondo e al ritorno non l'ho più ritrovato…”. mangiarla nelle maniere più disparate, e mi è sem- E per rimanere nel settore, due altre testimonian- pre piaciuta: dal fried chicken statunitense al pollo ze aristocratiche: la principessa Elettra Marconi, alle mandorle cinese”. Pur non essendo, per propria figlia del Nobel Guglielmo e icona del bon ton in- stessa ammissione, un asso come chef, Lizzani si ri- ternazionale, suggerisce di stupire i propri ospiti, tiene una buona forchetta. Di più: egli si cala a tal ad una cena di gala, con faraona ripiena accompa- punto nelle usanze del Paese che visita da non aver gnata da un ottimo vino rosso. “E mai usare le ma- rivali, ad esempi, nell'utilizzo delle bacchette per ni per mangiare in pubblico - ammonisce -: in tut- mangiare il pollo cinese. te le occasioni ufficiali le posate sono di rigore". Ma le carni bianche possono essere anche sinonimo Infine il giovane principe Guglielmo Giovanelli, re di tavolate molto chic. Ne sanno qualcosa gli ari- delle notti mondane, nelle serate libere adora far- stocratici, prima fra tutti la contessa salita alla ri- si preparare dalla cuoca personale delicati con- balta con la trasmissione “Chiambretti C'è” su sommé a base di brodo di pollo o tacchino, da gu- Raidue: Patrizia de Blanck. “Non mi piace il pol- stare tranquillamente - scusate se è poco - nel lo cucinato all'orientale. Preferisco senz'altro proprio palazzo seicentesco. ● 46 Patrizia per renderlo croccante? Battezzato vicino Reggio Emilia, s’è diffuso ovunque Zabajone: una Giorgio Cammarota Unione Nazionale dell’Avicoltura Deve il proprio nome a Giovanni Baglioni, capitano di ventura cinquecentesco, e ha regalato al costume contemporaneo un pizzico di malizia affermandosi come ricostituente per le “battaglie d’amore” ● Era emiliano e si chiamava Giovanni Baglioni: un celebre capitano di ventura cinquecentesco che il popolo aveva soprannominato “Zvàn Bajòun”, secondo l'uso del tempo di “tradurre” in dialetto il nome delle persone. La sua storia (forse con la “s” minuscola, rispetto a quella degli aspri conflitti di cui era teatro l’Italia del tempo, ma che poi ben più dell’altra ha reso immortale il ricordo di Zvàn) la racconta nei dettagli il bravo cronista Numa. QUELLA STRANA “ZUPPA” CHE RIFOCILLÒ I SOLDATI Zvàn Bajòun giunse presso Reggio Emilia con le proprie truppe e vi si accampò. Ma non aveva viveri. E, come accadeva allora, mandò in giro alcuni emissari in cerca di vettovaglie. Il raccolto, però, in apparenza andò maluccio: i “vivandieri” non poterono requisire che svariate uova, zucchero, vino bianco e, a far volume, delle erbe aromatiche dei vicini colli di Scandiano. Messo con le spalle al muro, e con i suoi che rumoreggiavano, racconta Numa nella sua Historia, per cavarsela “il condottiero fece fare una mescolanza delle cose raccolte e distribuirla in luogo e vece della minestra alla truppe”, incrociando poi le dita. I soldati però “contro ogni previsione ne furono entusiasti, onde lo stesso Zvàn Bajòun se ne satollò”. Nacque così “ufficialmente” la mescolanza che diventò subito di uso comune. E C U R I O S I T À “forza storica” che dal nome dell’involontario inventore prese il l’aggiunta suo: "Zvàn Bajòun", cioè “zambajoun”, uguale “za- Montalban scrive: “Dopo essersi ben goduti la di polvere di mandorle tostate. bajone”. Goduriosa, si constaterà irrimediabilmente che le Era la nascita di una leggenda. Battezzato nelle cir- nuove pratiche amorose sono più sussiegose e tene- costanze di cui sopra vicino Reggio Emilia, lo zaba- re, meno aggressive, piene di quel soave tocco dis- jone s’è diffuso ovunque, arricchendo la ricetta ba- armato con cui si esplica l’amore vero. Si corre il ri- se di molteplici varianti (e matrimoni con preziosi schio tuttavia che l’amore allora continui nel tem- vini “morbidi” di tutto il mondo: Marsala, Porto, po, esiga relazioni stabili... Coloro che non voglio- Xeres, Rivesaltes). Ma soprattutto alimentando con no incorrere in un simile rischio possono sostituire infiniti episodi il suo mito di delizioso “rinvigoren- questo nostalgico dessert con frittelle di miele”. te”, dall’immagine presto legata, oltre che alla seduzione golosa, a quella delle fatiche d’amore. ALFREDO SBRISÀ “SENNÒ NON CE LA FA…” Così, trovato spazio nei trattati e nei menu dei migliori chef del mondo, eseguito scenograficamente INGREDIENTI E PREPARAZIONE a tavola come attrazione primaria da stellati risto- Ingredienti ranti (per tutti il Comme chez soi di Bruxelles) con 5 tuorli d'uovo, 250 grammi di zucchero l’obbligatoria pentolina di rame argentato e la fru- 100 grammi di alcol sta d’argento, lo zabajone, sospinto da travolgen- 200 grammi di limoncello te successo, entrò a suo tempo anche nel mobile 500 grammi di latte bar degli italiani, sotto forma di liquore energetico, dai mille risvolti di costume. Una citazione per tutte? Il comico rituale di Alfredo Alfredo, col Vov FAR BOLLIRE IL LATTE CON METÀ DELLO servito tutti i giorni in ufficio a Dustin Hoffman - ZUCCHERO, MESCOLARE I TUORLI CON esausto marito di Stefania Sandrelli - e accompa- L'ALTRA METÀ SINO AD OTTENERE UNA gnato da quotidiano duetto. Il cameriere: “Per chi BELLA SPUMA CHIARA. QUANDO IL LATTE èèè?”. E il coro degli impiegati: “Per Alfredo Sbisà, SI SARÀ RAFFREDDATO, AGGIUNGERLO che sennò non ce la fa”. ADAGIO AL COMPOSTO DI UOVA E ZUC- Ce la fa benissimo invece lo zabajone a continuare CHERO, FACENDO POI SEGUIRE TUTTI GLI a sedurre. Non più, evoluto il costume, con risvolti ALTRI INGREDIENTI. così ammiccanti come nella commedia all’italiana POICHÉ NON È UN LIQUORE LIMPIDO, ANZI anni Settanta. Ma serbando, anzi distillando, il pro- TUTT'ALTRO, CONVIENE RIPORRE LO ZABA- prio fascino di delizia sottilmente erotica. Sentite JONE IN UN RECIPIENTE OPACO E AGITARLO in proposito un super esperto, lo scrittore catalano OGNI QUAL VOLTA SI DEVE SERVIRE. IL LI- Manuel Vazquez Montalbàn. La sua versione dello QUORE SARÀ PRONTO DOPO CIRCA UN MESE. zabajone, inserita tra le Ricette immorali, si chiama “Goduriosa” e ha come variante allo schema classico il profumo di cannella, quello di limone e 49 L’ultimo, ma fondamentale, tratto di percorso Dall’acquisto istruzioni Le regole, le accortezze, i piccoli trucchi, gli strumenti e i modi di preparare la “carne con le ali” ● Esiste, ormai lo sappiamo, una “filiera della produzione”, che potremmo altrimenti chiamare “filiera della qualità”, che va dall’allevamento dei prodotti avicoli fino al loro arrivo sul bancone del supermercato. Una filiera regolata da processi produttivi, normative, controlli quanto mai rigorosi, tutti volti a garantire al consuma- dalle conoscenze scientifiche. Istruzioni per l’u- tore prodotti impeccabili sia dal punto di vista so, che vanno dall’acquisto alla conservazione, igienico-sanitario, sia per le qualità organoletti- alla preparazione e, infine, alla cottura. che e nutrizionali. Ma tutto questo impegno va, per così dire, fina- DAL SUPERMERCATO AL FRIGORIFERO lizzato. Esiste infatti, prendendo a prestito Se vi trovate in un supermercato e decidete di un’espressione dal mondo della tecnologia del- acquistare della carne di pollo, prima di tutto l’informazione, un “ultimo miglio” da percorre- accertatevi che questa sia garantita per origine re: quello che porta dal negozio alla cucina e, e provenienza. Leggete con attenzione l’eti- infine, alla tavola del consumatore. Un ultimo chetta, che deve riportare la data di scadenza e ma fondamentale tratto di percorso, dal cui cor- la temperatura di conservazione consigliate dal- retto compimento dipende l’effettiva bontà e si- l’azienda produttrice. curezza sanitaria di ciò che mangiamo. Non ci Una volta comprata, ricordate che la carne non sono leggi che lo regolino, questo percorso, né va mantenuta a lungo a temperatura ambiente, direttive europee o controlli sanitari. C’è sol- quindi fate in modo di metterla in frigorifero o tanto il buon senso e la responsabilità di ciascu- nel freezer il più presto possibile. In particola- no di noi. re, se pensate di consumarla entro un paio di Quelli che seguono sono soltanto alcuni, fonda- giorni, vi conviene conservarla nella parte infe- mentali, consigli pratici nati dall’esperienza e riore del frigorifero, altrimenti dividetela in 50 I N C U C I N A per la bontà e sicurezza di ciò che mangiamo alla cottura: per l’uso porzioni adatte al consumo e, utilizzando gli ap- ca, prima di tutto, la pulitura della carne. Si tratta positi sacchetti di plastica, scegliete il freezer. di un’operazione in genere piuttosto laboriosa, che necessita di un po' di pratica per essere condotta DAL FRIGORIFERO ALLA PREPARAZIONE... nel modo migliore. Per la pulizia è perciò consiglia- Tolta dal freezer, la carne si scongela rapidamen- bile affidarsi al macellaio, oppure orientarsi all’ac- te. Se poi la immergete per pochi minuti nell’ac- quisto di un pollo già privato di interiora, testa e qua fredda, l’operazione risulterà ancora più ve- zampe. La possibilità, poi, di comprarlo già “pulito” loce. Per conservare la carne non utilizzate con- vi permetterà di dedicarvi con maggior divertimen- tenitori di plastica, che le possono trasmettere to alla preparazione del piatto. Vi dovrete limitare odori e sapori sgradevoli, e separate nel frigorife- solo a scegliere il modo in cui cucinarlo. ro gli alimenti crudi da quelli cotti, per evitare contaminazioni con altri cibi. Ancora, fate molta ...FINO ALLA “MESSA A FUOCO” attenzione a non cucinare il pollo quando non è Arrosto al forno ancora del tutto scongelato: la carne rimarrebbe Prendete un pollo intero. Dopo averlo pulito, dura e stopposa. Inoltre lavatevi accuratamente fiammeggiato per eliminare la peluria e lavato le mani dopo aver toccato alimenti crudi e lavate accuratamente dentro e fuori, legategli le zampe sempre con il sapone gli utensili da cucina che so- e le ali con uno spago e annodate sulla schiena in no venuti a contatto con la carne. modo che assuma una bella forma. Spalmate infi- Arriva il momento della preparazione. Che signifi- ne la pelle con un velo di burro, spennellatela di 51 I N C U C I N A olio, salatela e pepatela. Infine mettete il pollo spruzzateli di vino bianco o di brodo, salateli e in una casseruola e trasferitelo in forno caldo a pepateli. Cuoceteli, coperti, per circa 40 minuti. 220 gradi per 30 minuti. Abbassate a 180° e cuocetelo ancora per mezz'ora, rigirandolo e irroran- In umido dolo ogni tanto con il suo fondo di cottura. Tagliate il pollo in 10 pezzi e fatelo rosolare in un soffritto di olio, burro, cipolla e aglio tritati, Alla griglia spruzzatelo di vino bianco e toglietelo dal reci- Il pollo intero va aperto a libro ed appiattito col piente. Nel fondo di cottura fate insaporire le ver- pestacarne, poi spennellato con un rametto di ro- dure aggiunte a vostra scelta, poi unite il pomodo- smarino intinto nell'olio, salato e pepato. Se ave- ro a filetti e i pezzi di pollo. Salate, pepate e fate te tempo, lasciatelo marinare con un po’ di limo- cuocere piano, per 30 minuti. Aggiungete alla fine ne, olio, erbe aromatiche, sale e pepe. I tempi di un trito di prezzemolo, salvia, basilico e alloro. cottura dipendono dalle dimensioni. Basterà punzecchiarlo con uno stecchino nella parte più spes- Farcito sa: dal foro che ne deriva non dovrà uscire un li- Dopo aver vuotato, fiammeggiato e ben lavato il quido rosato, ma bianco. pollo e aver preparato il ripieno a seconda dei vostri gusti, riempitelo con la farcia e cucitelo per Alla diavola impedire la fuoriuscita del ripieno. A questo sco- Spaccate il pollo intero aprendolo a libro lungo il po userete un grosso ago e uno spago bianco sot- dorso e schiacciatelo con il pestacarne. Ungete tilissimo che sfilerete al termine della cottura. una padella e scaldatela bene. Adagiatevi il pol- Una volta ricucito, fate cuocere a fuoco vivace il lo, salato, dalla parte del petto e fatelo rosolare pollo per circa mezz’ora, in una casseruola con a fuoco vivo per 3-4 minuti. Poi salatelo dall'altra olio, salvia, rosmarino e sale. parte, rigiratelo e fatelo dorare. Dopodiché trasferite il pollo sulla griglia e rivoltatelo alternati- MA, PER CARITÀ, NELLA PENTOLA… GIUSTA! vamente dalle due parti ogni 6-7 minuti, spennel- Come si vede, la carne di pollo si presta ad un in- landolo ogni volta con olio misto ad abbondante credibile numero di preparazioni. Ma per far sì pepe, per un totale di circa 40 minuti. che i piatti riescano davvero bene, fondamentale è anche la scelta della pentola giusta. Lesso - Mangiate solo petti di pollo? Usate la bistec- Legate il pollo intero, strofinate la pelle con mez- chiera con il fondo in alluminio antiaderente, zo limone per mantenerla bianca, immergetelo ideale anche per colare l’olio in eccesso. nell'acqua calda e tenetecelo per circa un'ora. - L’alimentazione senza grassi è il vostro pallino? Scegliete la pentola a pressione, perfetta per cu- Fritto cinare leggero ed esaltare il sapore del pollo. Il pollo deve essere tagliato in 10 pezzi (le cosce Permette infatti di cuocere il pollo senza grassi. dovranno essere tagliate in 2); infarinateli, pas- - Amate la cucina etnica? Provate con il wok, la sateli nell'uovo sbattuto, ben pepato, poi immer- pentola usata in Cina per la cucina al salto che geteli in abbondante olio ben caldo finché saran- assicura una cottura semplice, leggera e veloce. no - I bocconcini di pollo sono la vostra passione? dorati, rigirandoli un paio di volte. Occorreranno circa 20 minuti. Una padella antiaderente vi consentirà di cuocerli in modo uniforme e croccante. In padella - Andate matti per il pollo in umido? Il coperchio Anche in questo caso il pollo va fatto a pezzi, 8 in vetro della cocotte di ceramica vi permetterà per la precisione. Fateli dorare in una padella di tenere sempre sotto controllo la cottura del con olio e burro, rigirandoli un paio di volte, pollo e delle verdure. ● G.C. 52 Le più recenti proposte delle aziende per soddisfare Pollo e N U O V E T E N D E N Z E la domanda del mercato tacchino: l’ultima frontiera Cristiana Ciofalo Cene complete insieme a riso e verdure, specialità multietniche e confezioni in vario formato, tanto per il single quanto per la famiglia numerosa. Di fronte alla crescente richiesta dei consumatori, gli elaborati di carni avicole aumentano ulteriormente le caratteristiche che ne hanno decretato il successo: freschezza, sicurezza, bontà, varietà, velocità di preparazione unito alla spiegazione del loro successo: “Il trend degli elaborati - spiega, a nome dei produttori italiani, il presidente dell’UNA, Guido Sassi - ha fatto registrare negli ultimi tempi una costante crescita soprattutto grazie a tanti nuovi, originali, prodotti proposti sul mercato dalle aziende e destinati ad incontrare la soddisfazione di fasce sempre più ampie di consumatori”. Stiamo parlando di alimenti freschi ma già pronti per la cottura, da conservare in frigorifero, ad una temperatura tra 0 e 4 gradi centigradi. Freschi, già guarniti di aromi e verdure, possono essere cucinati rapidamente conservando tutto il sapore della freschezza e della genuinità dei propri ingredienti. Non si fatica perciò a comprendere perché essi abbiano ormai conquistato oltre il 50% delle famiglie italiane e piacciano soprattutto alle donne che lavorano, a chi vive solo e ai più giovani. “Ma i principali fattori di successo degli elaborati di ● Pollo, ultima frontiera. Gli elaborati e i trasformati carni bianche - avverte il presidente dell’UNA - sono a base di pollo e tacchino sono sempre più prodotti “di soprattutto l’elevato contenuto di servizio e l’alto li- tendenza”, messi a punto dalle aziende per soddisfa- vello d’innovazione garantiti dalla qualità del prodotto re le richieste di un mercato attento alla qualità, al italiano: ricerca e sviluppo di nuove proposte, tecnolo- gusto e al servizio, ma anche all’ottimizzazione dei gia e sistemi all’avanguardia nella lavorazione delle tempi di preparazione. carni, confezionamento e distribuzione rendono gli Sono gli stessi produttori a fornircene un identikit, elaborati di carni bianche prodotti veramente sicuri da acquistare sugli scaffali del supermercato o da consumare direttamente nei bar o nelle paninoteche”. LE NUOVE PROPOSTE Per solleticare i palati anche più esigenti, sono tante le nuove proposte in arrivo dalla aziende: dalle tagliatelle con bocconcini di pollo e tacchino alle gustose crocchelle e ai pratici involtini. “Sono piatti gustosi e nutrienti - spiega Sassi - che N U O V E T E N D E N Z E per essere consumati richiedono solo qualche mi- presto l’adotteremo anche noi la possibilità di nuto nel forno a microonde”. Inoltre, sempre per creare confezioni in formato differenziato per lo ovviare alla mancanza di tempo, sono in commer- stesso prodotto: da quella monodose per il single cio delle vere e proprie cene complete, con ela- al formato maxi per la famiglia, che consentirà borati di pollo e tacchino, insieme a riso e verdu- un maggiore risparmio. Il tutto ribadendo quelli re, serviti in pratici vassoi a tre scomparti pronti che, da sempre, sono i plus delle cani avicole ita- per essere consumati. In questo modo, l’Italia si è liane: qualità, salubrità e sicurezza, innovazione collocata sulla scia di Paesi quali Stati Uniti, e tradizione, gusto e servizio”. Inghilterra, Francia e Germania. Inoltre, nell’ambito del cosiddetto processo di UNO SGUARDO AL FUTURO “globalizzazione alimentare”, anche nel nostro Ma quale sarà, nel prossimo futuro, l’andamento Paese si stanno sperimentando nuove soluzioni dal dei consumi degli elaborati di carni bianche? sapore esotico. “Così, a Roma, come a Londra o a Secondo presidente dell’UNA, un ruolo fonda- Berlino, tra poco saranno disponibili piatti precotti mentale per la sua determinazione sarà giocato di pollo al curry e altre ricette della cucina inter- dalla grande distribuzione: “Gli ipermercati - nazionale che arricchiranno l’offerta del mercato spiega - sono le realtà commerciali dove si ri- degli elaborati”, conclude Sassi. Una gamma di va- scontra il maggior numero di varietà in vendita. rietà sempre più vasta, dunque, e in continua evo- Inoltre, proprio perché aumenta il numero degli luzione che consente al settore di offrire prodotti acquisti, le aziende riforniscono anche 5-6 volte sempre più appetibili e competitivi, dal punto di alla settimana la grande distribuzione. Ciò ga- vista nutrizionale e, al tempo stesso, economico. rantisce un continuo ricambio di prodotti sempre Grandi novità, infine, anche nel confezionamen- freschi (la loro scadenza è di 8 o 10 giorni al mas- to: “L’abbiamo vista all’estero - precisa Sassi - e simo), a tutela del consumatore”. ● 58 Pratiche, moderne, ma anche frutto di Le uova Paola Canali Tutto quello che c’è da sapere sulle più “latteprodotto” perché non passa direttamente dal- recenti “versioni” di questo alimento la mungitura alla confezione. È vero, questo nuovo tipo di uova (pastorizzate, ma anche sgusciate) sono destinate a ristoranti, tavole calde, in genere destinate alla ristorazione collettiva (risto- mense aziendali, ospedali e anche, or- ranti, alberghi, pasticcerie, bar, e anche mense aziendali, ospedali, pensionati) e agli utilizzatori in- mai, ai clienti del supermercato: pasto- dustriali e artigianali, per essere subito impiegate rizzate, disidratate, già trasformate in nella preparazione degli alimenti: pasta all’uovo, frittate, e sempre con le massime ga- prodotti di pasticceria, quali creme o panettoni, ge- ranzie igienico-sanitarie le esigenze che soddisfano possono essere, e anzi so- lati, e altre ricette gastronomiche a base di uova. Ma no sempre di più, anche quelle del normale consumatore. ● Fanno sempre più spesso la propria comparsa sui Un aspetto, comunque, va sottolineato: non sono banchi del supermercato. Ma, chissà perché, non le prodotti ottenuti attraverso “succedanei” delle uo- chiamano con il loro vero nome ma, piuttosto, con va, come purtroppo ancora capita a volte di leggere quello ovoprodotti. su giornali e riviste, ma, invece, prodotti pratici e al Definizioni non facilmente comprensibili, specie per tempo stesso sicuri. Nonché, contrariamente a quan- chi non è un addetto ai lavori, e, soprattutto, ridut- to si potrebbe pensare, frutto di conoscenze ormai tive o addirittura fuorvianti visto che, invece, sono plurisecolari. Anzi, è importante sapere che si tratta uova a pieno titolo. Soltanto che, a differenza di di prodotti di altissima qualità, sia perché ottenuti quelle vendute nelle normali confezioni, passano at- da uova di primissima scelta, sia perché realizzati at- traverso la pastorizzazione e vengono, quindi, com- traverso tecnologie molto avanzate, che consentono mercializzate refrigerate (cioè allo stato di “fresco”) di mantenere inalterate le caratteristiche organolet- o congelate, per avere una durata più lunga (simil- tiche originali dell’uovo freschissimo. di ovoderivati, o anche mente al latte UHT), o disidratate. In sostanza, vengono sottoposte esattamente a pro- DAL MISSOURI AL PASTICCIERE cedimenti analoghi, ad esempio, a quelli usati per il La prima produzione commerciale di uova disidra- latte, ma nessuno ha mai pensato di chiamare il lat- tate è avvenuta a St. Louis, nello Stato americano te che beviamo ogni mattina un “lattederivato” o un del Missouri, verso il 1880, e si è intensificata nel- 60 N U O V E T E N D E N Z E conoscenze plurisecolari... prodotte dall’uomo la seconda guerra mondiale, zabajone, di dolci come il tirami- quando le uova disidratate en- sù o le mousse (per questi ultimi trarono a far parte della razione sono anche disponibili tuorli dei soldati mandati al fronte. d’uovo già zuccherati). Il prodotto offre le massime ga- Il prodotto da 1 kg, confezionato in ranzie di freschezza ed igienico-sanitarie, grazie ad contenitori tipo “tetrapak” simili a quelli, appunto, un controllo ininterrotto sull’intera filiera produtti- usati per il latte, mantiene inalterata la sua qualità va. Le uova, preselezionate in allevamento, vengono fino a circa una mese, senza il benché minimo ricor- lavate ed asciugate, quindi sgusciate da macchine so a conservanti: l’unica precauzione è quella di con- automatiche ormai testate da quasi cinquant’anni di servarlo in frigorifero (da 0 a 4 gradi). Una volta esperienza che rompono il guscio e separano il tuor- aperta, la confezione va usata entro 3 giorni. lo dall’albume. Sono immediatamente refrigerate (a 2 gradi centigradi), stoccate in serbatoi di acciaio E PER FINIRE, UNA BELLA… FRITTATA inox refrigerati e subito sottoposte alle analisi chi- Ma alcuni, anzi un sempre maggior numero di mico-fisiche e microbiologiche di rito. Superata que- persone chiamate ad una vita sempre meno “do- sta fase, le uova vengono pastorizzate e omogeneiz- mestica”, potrebbero non avere il tempo non so- zate secondo rigorose tecniche computerizzate. lo di rompere le uova ma neppure di prepararle. Infine, una volta pesato in tank coibentati e stocca- Anche per uno dei piatti a base di uova più sem- to in celle frigorifere, al massimo entro 12 ore, il plici e diffusi: la frittata. Niente paura: oggi l’of- prodotto viene consegnato al diretto utilizzatore at- ferta di prodotti trasformati e già “pronti per l’u- traverso automezzi condizionati. Si possono così ot- so” ha aggiunto l’omelette già cotta, magari far- tenere tre risultati: albume, tuorlo, o albume e tuor- cita con prosciutto e formaggio, pronta da gusta- lo miscelati. La confezione, che, a seconda del de- re calda in pochissimi minuti. In almeno due mo- stinatario, può essere in grandi contenitori (ad di: rosolata in una padella (antiaderente) coperta esempio da 20 kg) o da 1 kg prodotto (equivalente e leggermente imburrata, nella quale l’omelette quest’ultimo a circa 20 uova intere, ovvero a 30 andrà cotta per tre minuti rigirandola ogni tanto; albumi d’uovo, ovvero a 50-60 tuorli), è ideale per oppure croccante al forno, dentro il quale, una preparazioni alimentari quali pasta all’uovo, cre- volta raggiunti i 180 gradi di temperatura, andrà ma pasticcera o gelato, ma anche per la realizza- fatta cuocere, dentro una pirofila e con una noce zione di frittate, di salse come la maionese o lo di burro, per circa 7 minuti. ● 61 S T A T I S T I C H E LE PRODUZIONI E I CONSUMI DI CARNI AVICOLE DAL 1968 AL 2001 Anno Polli da carne Produz. in tonn. Consumo tonn. Galline Cons. Produz. Cons. pro-capite in tonn. pro-capite kg kg (1) Tacchini Produz. in tonn. Altre specie avicole Consumo Cons. tonn. pro-capite kg Produz. in tonn. Cons. Consumo tonn. pro-capite kg Carni avicole totali Produz. in tonn. Saldo import/ export° Cons. Consumo tonn. pro-capite kg 1968 375.000 375.000 6,94 115.000 2,13 35.000 35.000 0,65 55.000 55.000 1,02 580.000 ---- 580.000 10,74 1969 392.000 399.400 7,40 118.400 2,19 42.000 44.300 0,82 68.000 68.500 1,26 620.400 10.200 630.600 11,67 1970 417.340 424.090 7,80 101.420 1,86 65.000 65.500 1,20 65.000 65.290 1,20 648.780 7.540 656.300 12,06 1971 442.400 448.670 8,16 88.620 1,61 110.000 112.100 2,04 74.000 74.300 1,35 715.200 8.670 723.690 13,16 1972 492.240 501.580 9,22 72.630 1,34 130.000 131.900 2,42 127.400 127.740 2,35 822.270 11.580 833.850 15,33 1973 503.650 513.630 9,37 89.290 1,63 155.000 156.900 2,86 106.000 107.310 1,96 835.940 13.190 867.130 15,82 1974 483.150 491.950 9,92 90.030 1,63 164.000 165.800 3,01 101.000 106.800 1,94 838.180 16.400 854.580 15,50 1975 494.900 508.600 9,17 88.420 1,59 170.000 173.500 3,13 95.000 99.200 1,79 848.320 21.400 869.720 15,68 1976 495.920 510.220 9,16 86.170 1,55 174.000 176.700 3,17 95.000 101.500 1,82 851.090 23.500 874.590 15,70 1977 500.020 511.520 9,14 89.290 1,60 185.000 186.600 3,33 90.000 95.000 1,70 864.310 18.100 882.410 15,77 1978 534.380 549.380 9,78 87.390 1,56 195.000 197.000 3,51 80.000 82.500 1,47 896.770 19.500 916.270 16,32 1979 542.960 552.460 9,81 83.480 1,48 205.000 204.500 3,63 77.000 80.800 1,43 908.440 12.800 921.240 16,36 1980 571.230 582.230 10,31 84.710 1,50 225.000 224.300 3,97 72.000 75.700 1,34 952.940 14.000 966.940 17,13 1981 561.350 563.350 9,95 87.600 1,55 227.000 225.700 3,99 71.000 75.300 1,33 946.950 11.000 957.950 16,92 1982 582.130 592.130 10,42 87.810 1,55 236.000 232.500 4,09 70.000 76.000 1,34 975.940 12.500 988.440 17,40 1983 583.430 596.300 10,49 80.230 1,42 240.200 237.000 4,17 70.000 76.000 1,34 973.860 15.400 989.260 17,42 1984 573.620 591.520 10,38 75.710 1,33 230.900 228.200 4,02 70.000 76.100 1,34 950.230 21.300 971.530 17,04 1985 549.630 570.230 9,99 78.010 1,36 231.500 230.500 4,04 70.000 76.000 1,33 929.140 25.600 954.740 16,72 1986 558.000 577.500 10,11 74.900 1,31 237.000 236.000 4,13 70.000 74.000 1,30 939.900 22.500 962.400 16,85 1987 593.100 604.600 10,55 74.200 1,30 242.000 238.000 4,15 73.000 78.700 1,37 982.300 13.200 995.500 17,37 1988 593.400 610.400 10,63 80.200 1,40 250.000 246.500 4,29 73.000 76.300 1,33 969.600 16.800 1.013.400 17,65 1989 608.200 628.200 10,93 87.600 1,52 257.000 256.000 4,45 72.000 77.000 1,34 1.024.800 24.000 1.048.800 18,24 1990 632.200 648.400 11,26 83.700 1,45 279.100 273.100 4,75 74.000 77.900 1,35 1.069.000 14.000 1.083.100 18,81 1991 615.100 635.900 11,20 89.100 1,57 273.400 264.900 4,67 74.000 78.500 1,38 1.051.600 16.800 1.068.400 18,82 1992 627.800 641.900 11,29 87.200 1,53 269.100 268.900 4,73 73.000 77.300 1,36 1.057.100 18.200 1.075.300 18,91 1993 634.700 642.700 11,31 87.800 1,54 265.700 258.700 4,53 73.000 76.100 1,34 1.061.200 5.100 1.066.300 18,72 1994 653.500 655.500 11,50 88.100 1,54 268.800 251.200 4,41 73.400 75.800 1,33 1.083.800 -13.200 1.070.800 18,78 1995 665.600 645.600 11,31 88.900 1,56 294.000 264.000 4,63 74.200 76.200 1,33 1.122.700 -48.000 1.074.700 18,83 1996 668.300 654.300 11,46 90.900 1,59 315.300 277.800 4,87 76.000 76.500 1,34 1.150.500 -51.000 1.099.500 19,26 1997 673.200 653.200 11,44 89.600 1,57 338.400 293.400 5,14 76.000 77.500 1,36 1.177.200 -63.500 1.113.700 19,51 1998 669.100 641.100 11,23 88.700 1,55 361.200 294.200 5,15 76.500 78.200 1,37 1.195.500 -93.300 1.102.200 19,30 1999 671.500* 629.200 11,01 86.400 1,51 342.800 289.800 5,07 76.200 80.100 1,40 1.176.900 -74.100 1.085.500 18,99 2000 629.600 638.600 11,13 76.800 1,34 266.100 265.600 4,63 75.000 79.000 1,38 1.048.000 9.000 1.060.000 18,48 2001 710.900 695.900 12,10 88.800 1,55 369.400 316.400 5,50 78.500 80.500 1,40 1.247.600 -66.000 1.181.600 20,55 Fonte: UNA (1) La tariffa doganale comune raggruppa in un’unica voce di “galli, galline e polli” importati o esportati. Non essendo pertanto possibile procedere ad un disaggregazione dei dati, abbiamo ritenuto opportuno riferire il saldo degli scambi di tali prodotti ai polli da carne (°) Le voci import ed export sono comprensive degli scambi intracomunitari. (*) Le quantità di carni stoccate sono state detratte per comodità dalle quantità di carne di pollo consumata. 62 S T A T I S T I C H E LE PRODUZIONI E I CONSUMI DI UOVA IN ITALIA DAL 1968 AL 2001 Anno Produzione totale Pezzi Tonn. Importazioni (saldo imp./exp.) uova e prodotti d’uovo (°) Pezzi Tonn. Totale al consumo Pezzi Consumi pro capite Tonn. Pezzi Kg. 1968 9.300.000.000 520.800 375.000.000 21.000 9.675.000.000 541.800 179 10,0 1969 9.800.000.000 548.800 462.000.000 25.900 10.262.000.000 574.700 190 10,6 1970 10.600.000.000 593.600 310.000.000 17.400 10.910.000.000 611.000 200 11,2 1971 9.900.000.000 554.400 387.000.000 21.700 10.187.000.000 576.100 187 10,5 1972 10.183.000.000 570.200 526.000.000 29.500 10.709.000.000 599.700 197 11,0 1973 11.128.000.000 623.200 339.000.000 19.000 11.467.000.000 642.200 209 11,7 1974 10.850.000.000 607.600 276.000.000 15.400 11.126.000.000 623.000 202 11,3 1975 10.826.000.000 606.300 341.000.000 19.100 11.167.000.000 625.400 201 11,3 1976 10.938.000.000 612.530 447.000.000 25.030 11.385.000.000 637.560 204 11,4 1977 10.729.000.000 600.820 305.000.000 17.080 11.034.000.000 617.900 197 11,0 1978 10.421.000.000 583.580 550.000.000 30.800 10.971.000.000 614.380 195 10,9 1979 10.431.000.000 584.140 442.000.000 24.750 10.873.000.000 608.890 193 10,8 1980 10.039.000.000 562.200 745.000.000 41.700 10.784.000.000 603.900 191 10,7 1981 10.777.000.000 608.250 600.000.000 33.850 11.377.000.000 642.100 200 11,3 1982 10.633.000.000 604.800 730.000.000 41.500 11.363.000.000 646.300 200 11,4 1983 10.491.000.000 601.350 880.000.000 50.440 11.371.000.000 651.790 200 11,5 1984 10.182.000.000 588.100 1.180.000.000 68.200 11.362.000.000 656.300 200 11,6 1985 10.387.000.000 604.500 1.050.000.000 61.100 11.437.000.000 665.600 200 11,6 1986 9.856.000.000 577.900 1.250.000.000 73.300 11.106.000.000 651.300 194 11,4 1987 10.281.000.000 607.400 1.360.000.000 80.350 11.641.000.000 687.750 203 12,0 1988 11.234.000.000 668.650 980.000.000 58.350 12.214.000.000 727.000 213 12,7 1989 11.223.000.000 672.950 1.210.000.000 72.550 12.433.000.000 745.500 216 12,9 1990 11.454.000.000 691.800 1.020.000.000 61.600 12.474.000.000 753.400 217 13,1 1997 11.568.000.000 703.800 950.000.000 57.800 12.518.000.000 762.600 220 13,4 1992 11.454.000.000 701.900 1.010.000.000 61.900 12.464.000.000 763.800 219 13,4 1993 11.502.000.000 709.900 890.000.000 54.900 12.392.000.000 764.800 218 13,4 1994 11.599.000.000 721.000 900.000.000 55.950 12.499.000.000 776.950 219 13,6 1995 12.017.000.000 752.260 490.000.000 30.670 12.507.000.000 782.930 219 13,7 1996 11.923.000.000 751.600 680.000.000 42.900 12.603.000.000 794.500 221 13,9 1997 12.298.000.000 774.800 370.000.000 23.300 12.668.000.000 798.100 222 14,0 1998 12.433.000.000 783.300 270.000.000 17.000 12.703.000.000 800.300 222 14,0 1999 12.660.000.000 797.600 140.000.000 8.800 12.800.000.000 806.400 224 14,1 2000 10.890.000.000 686.100 1.680.000.000 105.800 12.570.000.000 791.900 219 13,8 2001 12.901.000.000 812.700 154.000.000 9.700 13.055.000.000 822.400 227 14,3 Fonte: UNA 64