Diario dal Senegal

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Diario dal Senegal
Diario dal Senegal
Il progetto CinemArena in Senegal si apre ufficialmente il 3 giugno 2010 con una serata inaugurale
presso l'UCAD (Università di Dakar, Cheick Anta Diop), in presenza della direttrice dell'UTL di
Dakar, del primo segretario dell'Ambasciata d'Italia in Senegal, della direttrice dell’animazione
culturale dell'Università e della presidentessa dell’Associazione di Giuriste Senegalesi. Questa
associazione oltre ad accompagnarci per tutta la durata della campagna, mettendo a disposizione
due giuriste, gestirà un numero verde in supporto alle donne, installato grazie al CinemArena. A
causa di un imprevisto, la Ministra della Famiglia, partner istituzionale del progetto, nonché
madrina della serata, non ha potuto partecipare.
Il CinemArena in Senegal intende promuovere i diritti delle donne, concentrandosi in particolare su
matrimoni precoci, violenza domestica, divorzi, diritto alla terra, tematiche molto rilevanti nelle
regioni toccate dalla campagna, ovvero Louga, Thiès e Diourbel, e nella periferia di Dakar.
Il 7 giugno la carovana parte, quasi al completo, verso la cittadina di Louga, capoluogo della
regione omonima, dove il team alloggerà fino all’11 luglio, spostandosi giornalmente nei diversi
villaggi delle tre comunità rurali: Mbediene, Leona e Gandè. Il gruppo, dislocato in tre auto 4x4, è
composto, oltre che da noi (capo progetto e aiuto capo progetto), da due tecnici responsabili delle
proiezioni, da cameraman e montatore per le riprese e il montaggio di brevi reportage. Ci
accompagnano anche tre giornalisti che ci seguiranno una decina di giorni per realizzare un
documentario sul CinemArena. Le due giuriste ci raggiungeranno il giorno successivo, insieme a un
terzo tecnico audio-video. Il gruppo conta nove persone in totale, a cui si aggiungerà dall’11 giugno
(per un mese) un tecnico responsabile dell’impianto satellitare per le proiezioni dei mondiali.
La prima comunità rurale toccata dal CinemArena è Mbediene. Le proiezioni del CinemArena
iniziano solo il 10 giugno a causa di un ritardo nello sdoganamento dello schermo gonfiabile in
arrivo dalla Francia. Il 9, essendo attesi al villaggio di Ndawen Darou, non ce la siamo sentiti di
deludere le aspettative della comunità e abbiamo comunque organizzato una serata, anche se
alternativa rispetto alle successive, ovvero ristretta unicamente al teatro. La sera seguente, a
Sindian, arriva il grande schermo e il CinemArena apre finalmente i battenti, ma è solo l’11 giugno,
con l’inizio della Coppa del Mondo che la serata modello del CinemArena prende piede:
trasmissione di una partita di calcio alle 18.30 (ora locale); competizione di danze tradizionali (con
musica registrata o tam tam dal vivo); proiezioni di film e di spot di sensibilizzazione sulle quattro
tematiche; dibattito tra comunità locale, giuriste e comunicatore tradizionale; sketch di teatro;
proiezione del reportage e di un film. L’idea è di fare le proiezioni a coppie, affrontando due
tematiche per serata. Per questo i villaggi selezionati per i due giorni sono sufficientemente vicini
da permettere alla stessa comunità di partecipare ad entrambe le proiezioni. Il secondo giorno,
inoltre, le giuriste oltre a distribuire i premi, che consistono in una bacinella (con numero verde e
logo della Cooperazione) e un sapone, sono disponibili a fornire supporto giuridico. In genere
questo avviene nella scuola o nella clinica (quando esiste) del primo villaggio.
Il 12 e il 13 giugno si chiude la campagna nella comunità rurale di Mbediene (a Baridiam Cissé e
Paal). Il 14 giugno la carovana si sposta nella comunità rurale di Leona (dove farà proiezioni fino al
27) ed effettua due serate a Sague Sathiel: una sulla spiaggia e una presso la scuola a qualche
chilometro di distanza (il villaggio è molto esteso).
Oggi, 20 giugno, siamo a Beut Lamine, in un villaggio di circa 700 abitanti nella comunità rurale di
Leona. Sono le 18:30, la partita Costa d’Avorio-Brasile è iniziata da qualche minuto. Le immagini
non sono ancora nitide sul grande schermo (in Senegal il sole non tramonta prima delle 19:30), così
un nugulo di bambini e ragazzi si è addensato davanti alla piccola televisione, in attesa di spostare
l’attenzione sul grande schermo, durante il secondo tempo. Le donne dai colorati bubu sono ancora
in seconda piano, non avendo grande interessa per il calcio. La partita vede l’Africa perdere, ma
l’umore della gente rimane comunque alto, grazie al comunicatore tradizionale che fa entrare tutti
subito nel vivo del CinemArena. Youssouf è griot, ovvero comunicatore tradizionale d’eredità, nato
griot, oggi a 60 anni è un maestro dell’arte oratoria e mostra un’abilità eccezionale nel passare dal
tono scherzoso dell’intrattenitore a quello serio dell’informatore. Youssouf è anche a capo di un
gruppo di attori del teatro popolare di Louga che ogni sera presentano brevi sketch con una capacità
d’improvvisazione incredibile. Questa sera il ritmo degli djambè ha invitato la comunità a prendere
parte a una competizione di danza, proprio tutti si sono lanciati: bambini e bambine, ragazzi e
ragazze, uomini e donne. I regali hanno cominciato a circolare: T-shirts colorate, bacinelle e saponi.
Un film senegalese che racconta di un matrimonio precoce ha fatto attaccare l’attenzione della
comunità allo schermo come un collante. Il film ‘Saly’ e lo spot sui matrimoni precoci riscuotono
gran successo in quanto colpiscono e stimolano la discussione. La seconda parte della serata tratta
di violenza domestica e lo fa proiettando un cartone animato realizzato ad hoc per il CinemArena,
che racconta la vita di una femmina di sciacallo che viene picchiata dal marito asino e insultata
dalla famiglia di asini del marito. Un giorno, esasperata, decide di confidarsi con un’amica capra
che le consiglia di chiamare un numero verde per ricevere del supporto. La storia si chiude con la
riappacificazione dei coniugi, dopo che il marito viene processato. Il cartone animato, oltre che ad
intrattenere, rappresenta un ottimo mezzo promozionale del numero verde, che il CinemArena ha
promosso e che l’Associazione di giuriste gestirà. Il numero verde è da considerarsi un servizio
innovativo in Senegal e il successo è assicurato, dato che il secondo giorno la gente in genere ci
corre incontro cantilenando 800 805 805. Gli attori appena finito il cartone animato indossano delle
maschere con i protagonisti dello stesso, mandando in visibilio la gente. Anche il reportage
proiettato subito dopo ha riscosso grande interesse da parte della comunità, che si rivedeva sul
grande schermo. Infine, si è proiettato un medio metraggio di Chaplin. Ogni volta è sorprendente
vedere come un film di quasi un secolo fa, realizzato in Occidente, faccia scoppiare gli africani in
risate.
Anche ieri, 19 giugno, abbiamo proiettato a Beut Lamine, infatti non essendoci villaggi nelle
vicinanze (entro i 3 km) ed essendo il villaggio molto esteso, abbiamo preferito restare. I temi
affrontati durante la prima serata sono stati diritto delle donne alla terra e divorzio. Il capo del
villaggio è intervenuto, impegnandosi ad assegnare terre fertili anche alle donne, questo ha
confermato l’importanza del CinemArena come mezzo efficace d’informazione e di
sensibilizzazione. Anche la presidentessa dell’associazione di donne e molte altre donne del
pubblico hanno fatto intereventi interessanti, dimostrando un grande interesse alla campagna e una
spinta al cambiamento. Inoltre, durante tutta la giornata di oggi, 150 donne hanno pazientemente
atteso in fila il loro turno per ritirare il premio e parlare alle giuriste. Durante le consulenze, non
sono emersi particolari problemi, ma si è costatato che la maggioranza delle donne non ha
certificato di matrimonio e le giuriste hanno fornito le informazioni necessarie per il suo
ottenimento. Inoltre, il ricevere le donne singolarmente permette di rinforzare il messaggio del
CinemArena e di dare maggiore visibilità al numero verde, che sarà attivo dal mese di luglio.
Fino ad oggi si sono contati circa 300 spettatori a sera, e se si considera che i villaggi contano in
media 500 abitanti, la partecipazione risulta essere molto buona. Vengono donate circa 200
bacinelle e saponi per coppia di villaggi, con 150 consulenze effettuate da parte delle giuriste. Ogni
sera vengono regalate circa 15 magliette per ognuna delle due tematiche.
Seconda Fase
Il 21 giugno, sempre nella regione di Louga, vengono effettuate serate di proiezioni nelle comunità
rurali di Leona e Gandé, nonché una serata al centro Culturale Regionale della cittadina di Louga.
La comunità dei villaggi di Leona risponde decisamente bene ad ogni serata di proiezioni: sono
presenti pressoché tutti gli abitanti dei villaggi, che contano in media 600-700 persone. Le
tematiche di discussione presentate (divorzio, diritto alla terra, matrimoni precoci e violenza
coniugale) sono molto di attualità in questa comunità rurali.
A Leona, i capi villaggio intervengono ogni serata, spiegando le problematiche in questione e
soffermandosi su quella che è la reale situazione nel villaggio di loro competenza. In questa
comunità la questione del diritto alla terra non sembra rappresentare un problema, dal momento che
le donne hanno diritto alla terra. Tuttavia durante le consultazioni delle giuriste emerge che il più
delle volte la terra a cui hanno accesso le donne non è coltivabile. Rimaniamo per due giorni nel
villaggio di Wékhé: il 21 anche un gruppo di tam tam (musica tradizionale suonata con i tamburi)
partecipa alla serata, e le donne si scatenano nelle danze.
Il 22, a causa dell’annegamento di tre ragazzi originari del villaggio nelle acque di St Louis dove
lavoravano come pescatori sulle piroghe, il capo ci ha domandato di organizzare una serata senza
musiche e con un’animazione ridotta. Il numero di spettatori è stato scarso (250 circa), ma l’evento
è comunque riuscito ed è stato molto apprezzato.
Il 23 e 24 ci siamo spostati in due villaggi a bordo oceano, estremamente suggestivi, con alte palme
che si scagliavano nel cielo. Qui, la partecipazione in termini numerici è stata finora una delle
maggiori, con almeno 800 presenze. Questo è stato permesso dalla vicinanza dei villaggi all’arteria
stradale principale.
Il 25 giugno, si organizza una serata ‘alternativa’ al Centro Culturale Regionale di Louga, dove si
trasmette la partita e un lungometraggio di De Seta con sottotitoli in francese sull’emigrazione
senegalese in Italia, “Lettere dal Sahara”. Si decide di proiettare il film solo in questa occasione in
in quanto è solo a Louga che la gente può leggere il francese.
Il 26 e il 27 giugno ci fermiamo negli ultimi due villaggi selezionati della comunità rurale di Leona,
mentre il 28 la carovana si sposta in quella di Gandé che dista oltre 60 Km dal campo base. Questo
comporta inevitabili disagi per la troupe, inaspriti dalle condizioni meteorologiche. Il 29 giugno
infatti arrivano le prime piogge della stagione estiva e si è costretti ad interrompere la serata prima
del previsto. Il giorno successivo, mentre la carovana è in viaggio, un forte temporale ci costringe a
tornare indietro, senza nemmeno aver raggiunto il villaggio. Bisogna tener presente che a Louga,
quello che viene chiamato ‘strada’, in realtà è sabbia, con impronte di pneumatico incise sopra. La
pioggia significa un ostacolo insormontabile per gli spostamenti. Lo abbiamo senz’altro testato: la
pioggia scende ininterrottamente su Louga per due giorni e tutte le strade finiscono per essere
totalmente allagate, e inaccessibili.
Il 2 luglio si ricomincia, per la fase finale della coppa del mondo (quarti di finale e semifinali), nelle
comunità di Gandé. Proprio in occasione del quarto di finale del 2 luglio che vede impegnata la
nazionale del Ghana contro l'Uruguay, il coinvolgimento degli spettatori è massimo. Il tifo delle
700 persone presenti è un tifo da stadio e il calore delle emozioni avvolge tutti quanti, noi compresi.
Purtroppo l'epilogo non è dei migliori. Il Ghana esce ai rigori dalla coppa del mondo, ma esce a
testa alta. L'amarezza di tutti è grande, ma un cartone animato e qualche sketch degli attori della
carovana di CinemArena permettono di risollevare il morale dei presenti.
Il 3 luglio arrivano a Louga alcuni colleghi dell'UTL di Dakar, appositamente per assistere a una
serata di CinemArena. C’è anche il rappresentante paese del CISV (ONG che ha fornito supporto
nell’organizzazione del progetto). La serata è incentrata su violenza domestica e matrimoni precoci.
Il reportage finale che ha come protagonisti gli abitanti del villaggio fa ridere tutti compresi i
toubab (bianchi in lingua wolof).
Fino al 7 luglio siamo presenti nella comunità di Gandé, dove c'è grande partecipazione. Accorre
gente da tutti i villaggi limitrofi e la media di presenze aumenta ogni giorno fino a raggiungere un
numero di spettatori maggiore rispetto al numero di abitanti del villaggio stesso. Ogni serata sono
presenti almeno 600 persone. È tuttavia in questa comunità che emergono alcuni problemi, ben
affrontati dalle giuriste. Nella comunità di Gandé ci sono alcuni casi di matrimonio precoce, con
bambine che a 13 anni hanno già un bambino di 2 anni. Il problema del matrimonio precoce
purtroppo è presente nei villaggi rurali senegalesi e il fatto di porre la questione e farne argomento
di dibattito può già considerarsi un successo, dal momento che, probabilmente, nemmeno se ne
conosce la gravità.
Per tutta la durata della campagna sono stati trasmessi giornalmente degli spot promozionali sulle
due principali radio, Walfajiri e RTS (radio di stato), che coprono tutto il territorio di Louga. Negli
spot (tre al giorno) viene spiegato brevemente il programma in generale e, nello specifico, viene
indicata la data e la località esatta in cui la carovana si fermerà per effettuare la serata di proiezione.
La radio rappresenta indubbiamente un mezzo molto efficace di comunicazione in una Regione in
cui tutte le famiglie, anche quelle che vivono nelle zone più remote, ne posseggono una.